Seduta n.335 del 07/10/1998
SEDUTA CCCXXXV
(Pomeridiana)
Mercoledì 7 Ottobre 1998
Presidenza del Vicepresidente Milia
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 16 e 43.
DEMONTIS,. Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giovedì 1 ottobre 1998 (331), che è approvato
Congedo
PRESIDENTE. Il Consigliere Fois Paolo ha chiesto di poter usufruire di un congedo per la seduta pomeridiana. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Discussione degli articoli ed approvazione della proposta di legge Tunis Gianfranco - Falconi - Tunis Marco - Amadu - Bertolotti - Biggio - La Rosa - Usai Pietro: "Finanziamento integrativo della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, a favore di cooperative e società giovanili nel settore turistico e della produzione di beni e servizi" (454)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proposta di legge numero 454A presentata dai consiglieri regionali Tunis Gianfranco, Falconi, Tunis Marco Fabrizio, Amadu, Bertolotti, Biggio, La Rosa, Usai Pietro, sul finanziamento integrativo della legge regionale 7 giugno 1984 numero 28, a favore di cooperative di società giovanili nel settore turistico e nella produzione di beni e servizi.
La discussione generale era stata dichiarata chiusa. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Presidente, brevemente. Mi sembra che i colleghi che sono intervenuti nella discussione generale hanno illustrato qual è l'importanza e la portata del provvedimento che noi stiamo per approvare, e sembra che tutti i colleghi hanno avuto anche occasione di verificare da una indagine che noi abbiamo avuto occasione di svolgere, per quanto riguarda l'articolo 10 della legge regionale 28, per vedere quali erano i risultati che si erano verificati nel lasso di tempo che va dal 1986 al 1996.
A tale proposito, con un progetto fatto dall'Assessorato del lavoro abbiamo fatto un monitoraggio con un progetto socialmente utile dove trenta laureati, che sono stati chiamati dalle ventotto circoscrizioni di collocamento della Sardegna, sono stati dislocati nelle sedi delle circoscrizioni di collocamento e sono andati fisicamente a rilevare i dati e i risultati della legge numero 28. Nella relazione, che poi abbiamo avuto occasione di pubblicare, si trovano dei dati che sono di grande interesse; noi abbiamo almeno due parametri che vanno ricordati, un parametro riguarda la vitalità delle aziende, siano esse cooperative siano esse società che hanno usufruito di questa legge, esattamente dell'articolo 10, dove troviamo tra le società e le cooperative che hanno iniziato l'attività in questo decennio troviamo una vitalità che è pari all'87 per cento. Cioè, vuole dire che di quelle aziende che hanno iniziato meno del 13 per cento ha cessato la propria attività. Penso che questo sia un dato che va a parlare a favore di quella che è la capacità dell'imprenditorialità giovanile sarda; quindi, è una imprenditorialità che merita fiducia e che quindi va ad essere premiata ma soprattutto va ad essere sostenuta con le risorse necessarie per sostenere i progetti che sono già istruiti e che possono essere finanziati. Oltre, a questa vitalità aziendale noi abbiamo un altro dato, che è un dato altrettanto significativo nel momento in cui andremo ad affrontare le problematiche e i disegni di legge sul lavoro e sullo sviluppo. Gli addetti che hanno iniziato all'interno delle società e delle cooperative....
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prender posto, perché è assolutamente impossibile seguire l'intervento dell'Assessore.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Gli addetti, ricordiamo che nelle società giovanile possono essere tre o otto, quindi, anche mediamente cinque o sei, e così nella cooperazione, cioè in quelle cooperative che dovevano iniziare per forza con minimo nove unità, tutti hanno raddoppiato gli addetti dal momento della partenza. Il ché vuole dire oltre avere una salute, che si è dimostrata nella produttività e nella occupazionalità, questa legge ha riconosciuto ad un mondo al quale molte volte non gli si dà la dovuta importanza, che è quello giovanile, una capacità imprenditoriale. Ma non solo questo: abbiamo un altro dato che sta a significare la bontà di questa legge ed è il dato del costo unitario per unità lavorativa, dove si aggira questo costo intorno ai novanta milioni, se va confrontato con i dati che noi abbiamo e i parametri dell'industria, dove addirittura nell'industria dello zinco, quello che costa di più, parliamo di oltre un miliardo per addetto, un costo di novanta miliardi per unità lavorativa penso che sia un costo che va preso nella giusta considerazione. Quindi, andiamo stasera ad approvare questo disegno di legge, all'interno del disegno di legge è stato presentato un emendamento della Giunta ma ci sono tre emendamenti presentati dalla stessa Commissione, che vanno a riconoscere anche un altro stato giuridico che la cooperazione ha oggi in Italia, ed è quella della legge 266 del 1997, dove viene introdotta la piccola cooperativa, la piccola società cooperativa; mi sembra che questo aspetto sia una novità assoluta, le nuove cooperative possono essere costituite anche con tre persone, era giusto estendere i benefici delle leggi regionali in essere oggi nel campo delle cooperazione anche a questa piccola cooperativa che ne deriva da una norma nazionale. Nel dire queste brevissime cose mi sembra doveroso riconoscere il lavoro che la Commissione sesta ha svolto e di arrivare stasera stessa in tempi brevi all'approvazione di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del titolo.
DEMONTIS, Segretario:
Titolo
Finanziamento integrativo alla legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, e successive modifiche e integrazioni, a favore di cooperative e società giovanili nel settore turistico e della produzione di beni e servizi.
PRESIDENTE. Al titolo sono stati presentati due emendamenti. Informo, per l'economia dei lavori, che il quattro dovrà essere sospeso in attesa dell'approvazione degli altri articoli, mentre potremo votare il sette aggiuntivo, che di per sé può essere votato perché non introduce niente rispetto al titolo stesso. Prego il consigliere di dare lettura dei due emendamenti che saranno illustrati ma in fase di votazione dovremo sospendere la votazione dell'emendamento numero quattro.
Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero quattro ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti.
BERTOLOTTI (F.I.). Solo perché è legato alla constatazione che nell'ambito della discussione della legge sono stati presentati degli emendamenti che estendono i contenuti ad altre leggi regionali oltre la 28, per cui si riteneva che il titolo della legge dovesse essere conseguentemente modificato così come indicato nell'emendamento.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 7 ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. L'emendamento numero 7 racchiude il significato in sé, praticamente, degli emendamenti 1, 2, 3 che la Commissione stessa ha avuto occasione di presentare; cioé oltre ad estendere il diritto all'interno della "28", si allarga lo stesso diritto a tutte le altre leggi sulla cooperazione, quindi, la società piccola cooperativa viene introdotta a titolo pieno nella normativa regionale. Quindi, mi sembra giusto rivolgere un invito alla Commissione, ai presentatori dell'emendamento 1, 2, 3 se è possibile ritirarlo o coordinarlo tecnicamente, perché il significato è racchiuso nella riscrittura dell'emendamento numero 7.
PRESIDENTE.Per esprimere la parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Gianfranco Tunis.
Tunis Gianfranco (Popolari), relatore. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 si ritiene che al momento debba essere sospeso fino a che non sarà esitato l'emendamento numero 5. Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 7, che è sostituivo degli emendamenti numero 1, 2, e 3, il relatore ritiene che possa essere accolto, però, occorre un chiarimento, perché dice che dopo il titolo è aggiunto il seguente articolo 01, che o è 1 bis, è da intendersi come 1 bis? Comunque in sede di coordinamento chiedo che venga...comunque è accolto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Sul 4 è contrario, non l'ho dato perché mi sembrava sospeso il parere, ma è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Solo per far notare, a parte che una delle parole dovrebbe essere sostituita con "valere" anziché "favore" perché altrimenti è ripetitivo, ma se rimane il titolo della legge così come individuato, qui stiamo già votando un emendamento che non tiene conto semplicemente del discorso legge 28, perché l'emendamento della Giunta che estende i benefici alle cooperative in tutte le leggi, comprese le altre normative della cooperazione, non si limita soltanto alla 28, e quindi per questioni di pulizia della legislazione, probabilmente se anche dovesse non passare la modifica del titolo, così come proposto nell'emendamento numero 4, credo che sia del tutto inadeguato comunque il titolo del testo di legge attualmente in discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Bertolotti, anche il titolo verrà votato dopo per questioni di chiarezza insieme all'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, io chiedo all'assessore Deiana un chiarimento, perché mi pare che non sia soltanto la modifica formale del titolo, ma abbia una valenza anche ai fini, poi, delle risorse che sono o che sarebbero necessarie, posto che se si estendono tutti i benefici previsti dalle leggi regionali in materia di cooperazione alle piccole società cooperative di cui all'articolo 21, noi vorremo capire se l'assessore ha valutato quante risorse sono necessarie al fine, e se esiste copertura finanziaria, perché il problema non è soltanto di natura formale. Ben inteso, siamo perfettamente d'accordo sull'emendamento e il Gruppo di Forza Italia è disposto a sostenerlo, ma si vuole anche capire in che modo, poi, e da dove queste risorse dovranno essere attinte al fine di evitare che ancora una volta si creino situazioni di aspettativa deluse perché non vi sono le risorse necessarie. Voglio ricordare anche all'assessore Deiana che mi risulta che alcuni beneficiari proprio della legge 28, pratiche già definite, pare addirittura col decreto già sottoscritto dallo stesso Assessore competente, poi sono dei documenti che i beneficiari purtroppo appendono al muro delle loro imprese, perché al momento in cui li presentano in banca pare che non ci sia la copertura finanziaria. E' un fatto che abbiamo già sottoposto all'attenzione di quest'Aula in precedenza, vorremmo anche capire se sul punto la Giunta ha provveduto a sanare il pregresso.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare l'onorevole Amadu. Ne ha facoltà.
Amadu (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, anch'io per fare un'osservazione di carattere generale che in effetti incide anche su quello che stiamo per decidere, che i colleghi stanno per decidere. E' bene che ognuno di noi sia consapevole di quello che viene proposto.
L'iniziativa dei consiglieri della Commissione, iniziativa unitaria, che proviene da una elaborazione, e quindi, da una riflessione comune al di là dei ruoli di maggioranza e di opposizione, mirava e mira al tentativo di rimpinguare il fondo per favorire l'iniziativa economica ai sensi della legge regionale 28, e per consentire il finanziamento di iniziative importanti che giacciono da diverso tempo in attesa di finanziamenti e in attesa di potersi sviluppare per creare occupazione e sviluppo. E` chiaro che l'inserimento di iniziative quale l'emendamento della Giunta regionale numero 7, che da un lato risponde ad una esigenza -come dire? - di normative europee (la normativa europea in effetti consente, anzi, prevede l'accesso alle agevolazioni e anche alle piccole società cooperative, vale a dire a cooperative composte anche da cinque persone), comporta una riflessione. Se ampliamo la normativa, e quindi consentiamo nuove iniziative, io mi chiedo: la portata finanziaria dell'intervento che noi proponevamo con la 454 è commisurata alle reali esigenze attualmente giacenti, oppure questo stanziamento finanziario non è più sufficiente, tenuto conto dell'apertura che l'iniziativa della Giunta regionale propone? Allora, io chiedo alla Giunta regionale se sulla sua iniziativa, cioè sull'emendamento numero 7 è possibile fare una riflessione per evitare di dividerci su un principio che peraltro l'Unione Europea ha sancito, e che quindi anche noi dovremo fare nostro, se sia possibile una riflessione per fare in modo che la nostra iniziativa, quella cioè di rifinanziare la 28, quindi tutti i progetti che sono in attesa di finanziamento e quindi di sviluppo e di attuazione, possono andare avanti o se invece ci sono altri tentativi di svuotare tutto quello che finora è stato fatto, vanificandole iniziative, le spese e le aspettative di tanti piccoli imprenditori che vogliono inserirsi in questo difficile mercato economico, o se invece ci sono altre volontà.
Io credo che la Giunta su questo debba essere più esplicita in maniera tale che non ci siano tentativi di annacquare il nostro impegno, che sarà alla fine, mi auguro, l'impegno di tutto il Consiglio regionale, e se invece vi è soltanto l'attuazione di un principio che è quello giusto, cioè quello di rispettare questo mercato globale, questo villaggio globale delle norme economiche europee che obbligano ovviamente alla predisposizione di nuove strumentazioni, questo fatto credo che debba essere spiegato in maniera tale che non ci siano dubbi e che non venga vanificato l'impegno dei consiglieri che al di là del ruolo di maggioranza e di opposizione intendevano offrire all'economia sarda un'ulteriore possibilità di sbocco. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente, io ringrazio i colleghi che hanno voluto specificare questo aspetto. Brevemente, per quanto riguarda l'emissione dei decreti, e parlo dell'articolo 10, in questo caso, non viene emesso nessun decreto se non vi è la copertura finanziaria. Per quanto riguarda l'articolo 21 della 266, la legge sulle piccole società cooperative, mi sembra che ci sia una volontà comune tra il Consiglio e la Giunta, perché mi sembra che gli emendamenti numero 1, 2, 3 che erano proposti dalla Commissione, esprimano in modo diverso lo stesso concetto, cioè il riconoscimento di questa nuova possibilità in una forma più ridotta della cooperativa, che è stata sancita in campo nazionale. Allora, che cosa vuole dire questo? Per essere ancora più espliciti: oggi come oggi, in capo all'Assessorato del lavoro vi è una serie di pratiche già istruite dagli istituti di credito e anche dallo stesso Assessorato (articolo 10 legge 28), che aspettano di essere finanziate. Non possono essere decretate perché non c'è la copertura finanziaria. All'interno di queste pratiche non ci sono oggi piccole cooperative, perché noi non abbiamo la norma. Allora che cosa vuole dire la riscrittura con l'emendamento 7? Vuole dire che le piccole cooperative che verranno costituite o che sono già costituite, che faranno domanda a tutti i livelli della normativa regionale sulla cooperazione, per esempio possono anche chiedere i benefici della legge 16 o della legge 5 o di altri settori della cooperazione, possono a titolo pieno, così, com'è nelle altre parti d'Italia, fare domanda e quindi avere anche risposta. Cioè, vengono introdotti nel sistema normativo della cooperazione con la nuova identità che non è più una cooperativa costituita da nove, come era inizialmente, ma è una cooperativa, se voi ricordate, questo concetto fu inserito da questo Consiglio regionale due finanziarie fa, dove noi stabilimmo con legge regionale, anticipando quella nazionale, la piccola cooperativa, perché si parlava allora di piccola cooperativa di meno (?) di 5 unità. Oggi c'è la legge nazionale dove si parla che può essere costituita con 3 unità, quindi, non stiamo facendo altro che uniformarci e dicendo alle piccole cooperative che verranno, quelle con l'articolo 21 della legge 266, che hanno pieno diritto come tutte le altre cooperative. Da dove attingeranno? Attingeranno dalle risorse che sono le poste in bilancio, la disponibilità prevista in bilancio. Se ci saranno pochi fondi, saranno pochi fondi per tutti, e quindi, saranno poche pratiche; se ci saranno fondi a sufficienza saranno fondi dove tutti potranno entrare, ma li mettiamo tutti sulla parità di partenza.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 1
Finanziamento integrativo della legge regionale n. 28 del 1984 a favore di cooperative e società giovanili nel settore turistico
1. E' autorizzato, nell'anno 1998, lo stanziamento di lire 8.000.000.000 per la concessione di contributi di cui all'articolo 9 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, alle cooperative e società giovanili di cui all'articolo 1 della medesima legge, operanti nel settore del turismo (cap. 07078/01).
RESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.(v.P.V.)
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 2
Finanziamento integrativo della legge regionale n. 28 del 1984 a favore di cooperative e società giovanili nel settore della produzione beni e servizi
1. E' autorizzato, nell'anno 1998, lo stanziamento di lire 20.000.000.000 per la concessione di contributi di cui all'articolo 10 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, e successive modifiche, alle cooperative e società giovanili di cui all'articolo 1 della medesima legge, operanti nel settore della produzione di beni e servizi (cap. 10137/01).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura. (v.P.V.)
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Falconi.
FALCONI (Progr. Fed.). L'emendamento si intende ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Il tentativo di ritiro c'è già stato stamattina e io avevo già dichiarato di far proprio, e quindi, mantenere in vita l'emendamento; proprio per questa decisione si è deciso di sospendere la discussione della legge per sentire il parere della Commissione, per consentire alla Commissione di esprimere il parere, per cui, se devo fare l'illustrazione la faccio volentieri, in questo caso, si tratta semplicemente di prevedere e inserire in questo testo di legge, che stiamo discutendo oggi, quindi, anticipando notevolmente i tempi di esecutività di quanto contenuto in questo emendamento e cioè esattamente di un aumento di stanziamenti sul capitolo di bilancio che prevede gli interventi a favore delle attività produttive sulla legge regionale numero 15, che è un testo di un articolo che fa parte di un altro testo di legge che è in discussione nella terza Commissione che è il famoso propagandato Piano per l'Occupazione. Qui altro non si sta facendo che ritenere di utilizzare un treno che sta passando in questo momento, e quindi, consentirebbe a questa legge da domani di essere immediatamente utilizzabile e di soddisfare le richieste delle tante imprese che hanno presentato progetti di finanziamento presso l'amministrazione regionale, con conseguente previsione di aumento dei livelli occupativi, e quindi, di consentire una maggiore rapidità degli interventi sulla legge regionale numero 15.
Ci è sembrato da quanto questa mattina è stato espresso in Aula che questa non sia più la volontà della maggioranza, nonostante a livello di firmatari dell'emendamento leggiamo i nomi dell'onorevole Falconi che è del P.D.S., dell'onorevole Cherchi, dell'onorevole Tunis Gianfranco, Presidente, tra l'altro, della Commissione Industria, dello stesso onorevole Vassallo che si è invece poi dichiarato contrario a questa iniziativa.
Non so se qui vogliamo continuare a far le cose con serietà e nell'interesse dei sardi, o soltanto per apparire in vetrina su quelle che sono le situazioni che in quest'Aula si verificano; noi di Forza Italia sosterremo fino in fondo questo emendamento, perché sosteniamo le esigenze delle imprese di avere rapidamente risposte ai piani di intervento che intendono fare, in Europa ci si sta soltanto se si sanno cogliere le cose con estrema rapidità, perché altrimenti si è costretti ad arrivare al sottosviluppo, e noi vogliamo una Regione che dia risposte immediate alle esigenze dell'impresa e dell'occupazione, qui invece mi pare che si fanno molte chiacchiere su queste cose ma pochi fatti concreti, questa è una sfida sul tema dei fatti concreti; noi sfidiamo la maggioranza oggi in quest'Aula a dare delle risposte concrete a queste esigenze.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Tunis Gianfranco, relatore.
Tunis Gianfranco (Popolari), relatore. C'è il parere del relatore della Commissione terza che mi pare debba precedere, perché proprio questa mattina è stata sospesa la seduta per questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Sì, Presidente, mi sembra che i motivi presi in esame dalla Commissione per dare un parere non favorevole a questo emendamento sono più di uno. Tenuto conto della natura dell'emendamento, delle risorse finanziarie impegnate e della destinazione di queste risorse è necessario per dovere di chiarezza, brevissimamente illustrarle all'Aula.
La prima osservazione che la Commissione ha fatto e che porta a non accogliere l'emendamento proposto è che questo emendamento si inserisce in un contesto di un provvedimento stralciato dal Piano Straordinario per il Lavoro, che è stato esaminato sia in Commissione Lavoro che in Commissione Bilancio e, tenuto conto dell'urgenza di un provvedimento aggiuntivo sulla 28, si è deciso di stralciare questo provvedimento. Quindi, nel momento in cui le Commissioni hanno esaminato, o stanno esaminando per quanto riguarda il 447, i tre provvedimenti, la materia che è trattata in questo emendamento è contenuta nel disegno di legge 447, che è ancora all'attenzione della Terza Commissione e che chiaramente si inserisce in un quadro di organicità nel provvedimento complessivo di cui si parla.
E quindi pare alla Commissione giusto continuare a mantenere questa parte del provvedimento all'interno della 447. Non solo, ma la 454 è una proposta di legge di un solo articolo, appunto, che tratta di integrazione ai fondi della 28. Un emendamento di 130 miliardi, aggiuntivo, pare alla Commissione anche per la sola dimensione finanziaria impiegata, non un emendamento da Aula, ma un emendamento che richiederebbe che il provvedimento torni in qualche maniera alla discussione nelle Commissioni competenti, per poter essere affrontato ed inquadrato nell'ambito delle compatibilità più generali. E tenuto conto che invece c'è l'urgenza, comunemente e diffusamente condivisa, di approvare i fondi integrativi alla 28, questa è un'altra ragione per cui il parere all'emendamento numero 5 deve essere necessariamente negativo.
Questo non toglie, ovviamente, nulla dal punto di vista del contenuto al valore che l'emendamento ha in sé, e cioè l'emendamento mette in evidenza, all'attenzione dell'Aula, un problema e una materia che in Consiglio regionale e nella maggioranza del Consiglio regionale è ampiamente condivisa, che richiederà senz'altro risorse aggiuntive che verranno approvate negli strumenti che abbiamo in discussione, ma che devono essere approvate, verificate, condivise, quantificate e rese compatibili nell'ambito della manovra più complessiva.
Per queste ragioni il parere della Commissione Bilancio è di non accogliere l'emendamento numero 5.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La Giunta non accoglie l'emendamento. Motivo rapidamente: lo stanziamento di 130 miliardi, con la legge 15, rifinanziamento della legge 15, in questa sede rappresenta una scelta giusta, se posso esprimermi in questo modo, nel posto sbagliato. Quanto alla sfida, dico garbatamente al consigliere Bertolotti e alla Giunta, fare scelte immediate a favore dell'impresa, dico che la Giunta e la maggioranza non debbono temere e non temono la critica di chi dice: "Questa è una cosa giusta, perché non farla subito?". Aggiungo che dire alla Giunta e alla maggioranza: "Voi non volete potenziare la 15", è un'accusa abbastanza priva di senso. Innanzitutto perché il potenziamento e il rifinanziamento della 15 è appunto una scelta della Giunta e della maggioranza. E` un disegno di legge approvato dalla Giunta, parlo del 447, all'esame della terza Commissione del Consiglio ed inoltre lo stanziamento, questa è la seconda ragione, fa parte di un pacchetto, sviluppo lavoro, che può essere, come diceva poc'anzi il presidente Secci, esaminato, modificato, modulato, perfino bocciato, ma richiede un esame organico e contestuale, io aggiungo anche rapido. Lo stesso stanziamento, questa è l'altra motivazione della posizione della Giunta, può essere fissato nel quantum, nella misura, può essere incrementato, può essere diminuito, è un ragionamento che faremo a suo tempo, ma nell'ambito di una valutazione complessiva sulle misure per lo sviluppo e per il lavoro. La stessa questione delle incentivazioni, cioè del sostegno alle imprese, va vista compiutamente, non può essere vista in modo estemporaneo; quindi aggiungo, perché sia chiara la posizione della Giunta, perché non ci siano equivoci, il pacchetto lavoro poi deve essere discusso, può anche essere migliorato sotto vari profili, ma non può essere by-passato.
La stessa anticipazione e lo stralcio di alcune misure io non lo considero affatto un'eresia, ma deve essere esaminato dal Consiglio regionale nel modo più naturale e più corretto.
Quindi la posizione della Giunta mi sembra, consigliere Bertolotti, ineccepibile; il governo regionale quindi non accoglie l'emendamento.
Eventuali stralci o anticipazioni, ripeto, vanno esaminati dalla Commissione competente, poi dall'Aula, senza confusioni, senza pasticci, questo di cui stiamo discutendo è un provvedimento di natura più limitata, più circoscritto, tale rimanga; parleremo a breve, molto a breve io spero, della "447" e ciascuno esprimerà in quella sede la propria valutazione e si assumerà la responsabilità delle proprie scelte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Scelte affrettate e cose pasticciate, per riferirmi alle ultime affermazioni del collega Scano, ne abbiamo visto tantissime, soprattutto nelle leggi finanziarie che in questi quattro anni si sono succedute e in tutte le manovre di assestamento, che pure in questi quattro anni sono state fatte.
Si parla di volontà della Giunta, con l'articolo 1 della "447", di finanziare per un importo corrispondente la legge numero 15. Io parlerei di verità apparenti e di verità nascoste. Se è la verità, se si vuole realmente finanziare la legge 15, posta la semplicità dell'articolo contenuto nel D.P.R. 447 e la riproposizione tale e quale, nel 454, adesso in esame, non mi sembra che ci sia confusione, perché la confusione ci può essere solamente nella misura in cui, nella 447, evidentemente questa norma è già confusionaria. Si tratta solamente, e qui lo ribadisco, di anticipare fortemente tempi che invece sono, a nostro parere, molto lunghi. E la lungaggine dei tempi nasce soprattutto dal fatto che il cosiddetto piano straordinario per l'occupazione e lo sviluppo non è ancora definito, è un piano che da taluni viene definito, anche da settori della maggioranza, propagandistico ed elettorale; è un piano che non farà le fortune della Sardegna perché prevede impiego di risorse solamente e soprattutto nella direzione del lavoro assistito e non del lavoro vero e del lavoro reale, e quindi dello sviluppo di impresa. Noi, di quel decreto, di quel disegno, riteniamo che con questo emendamento se ne voglia anticipare la parte migliore e la si voglia realizzare in tempi rapidi e concreti, e che non rimanga questo provvedimento, che tutto sommato ha la sua valenza e i suoi effetti positivi, avvolto nella confusione e nella fumosità della 447. Lì sì che c'è, assessore Scano, confusione, fumosità e pasticci!
Per cui, come diceva il collega Bertolotti, in questo momento si vede quali sono le forze che hanno veramente a cuore sviluppo, sostegno all'impresa e quindi realmente occupazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, Assessore Scano, voce dal sen fuggita, scelta giusta nel posto sbagliato, mai parole così appropriate poteva proferire. Scelta giusta sì, il posto sbagliato è la vostra Giunta, è la vostra maggioranza, è questo governo, o non governo, che quando si trova ad affrontare, anche con qualche senso di responsabilità iniziale, poi subito rientrato perché i firmatari, fino a prova contraria, vengono dalla vostra maggioranza preminentemente, poi vi accorgete che una volta tanto fate una cosa giusta, però vi ricordate di essere al posto sbagliato, ed allora vi rimangiate.
Ecco, questo è il vero pasticcio, il pasticcio che continua dall'inizio di questa legislatura, perché siete un continuo pasticcio ai danni dei sardi. Conseguentemente parlare, fare, concretizzare qualcosa di buono, che in termini immediati e concreti, avrebbe dato possibilità e respiro a tante domande di impresa giacenti, di vera e concreta occupazione, quella, siccome non la controllate con i vostri sindacati e con i vostri giochi, ecco che è la scelta giusta al posto sbagliato. Ecco che ritirate tutte le vostre firme, le vostre deleghe.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Per dichiararmi d'accordo, pur non avendolo firmato, con l'emendamento numero 5. Non capisco le critiche perché è un provvedimento, credo, necessitato se si vuole creare sviluppo ed occupazione. Non capisco perché lo si voglia rinviare al fantomatico Piano del Lavoro, che non sappiamo se e quando venga alla luce. Forse qualcuno vuol dire che levando 130 miliardi al fantomatico piano non si raggiunge l'obiettivo demagogico dei mille miliardi, ma credo che le imprese sarde degli obiettivi demagogici se ne infischino e vogliano subito i soldi. Per cui non riesco a capire perché un provvedimento che la stessa Giunta ha proposta come articolo 1 del Piano del Lavoro non veda poi la luce nei tempi più rapidi possibili. A meno che si voglia, sul Piano del Lavoro, continuare la demagogia per qualche mese e anziché il piano, che credo avrà grosse difficoltà comunque ad essere attuato per il 1998, probabilmente assisteremo ad un bel programma elettorale nel tentativo di rilanciare coalizioni che fanno acqua da tutte le parti, salvo che nelle dighe.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Andrò in ordine di motivazioni sulla scaletta sulla base delle cose che ho sentito oggi. Si parlava di motivi di urgenza che hanno fatto estrapolare le norme sulla 28 e che non giustificherebbero l'approvazione di questo emendamento.
Se un'urgenza esiste nell'ambito della legge sul settore produttivo è proprio la legge numero 15 che sta aspettando da svariato tempo, una volta completata l'istruttoria delle pratiche, di poter vedere finalmente finanziati i provvedimenti che sono nella graduatoria famosa, che è già pronta.
L'entità del finanziamento che spaventa; se spaventano 130 miliardi, per altro già contenuti, già in gran parte discussi, anche se a livello di discussione generale, nell'ambito del provvedimento cui facevamo cenno, vorrei capire se la prossima volta che facciamo la discussione bilancio scappiamo tutti a gambe levate! O dobbiamo ampliare i reparti che sono qua nell'angolo destro.
La non estemporaneità dei provvedimenti: intanto se una logica ha, quella di dover fare una sommatoria di articolato e dover considerare che questo possa essere un provvedimento articolato, io credo che abbiamo concezioni completamente diverse. La realtà è che la logica della programmazione vuole che ci sia a monte un progetto, e che poi si faccia tutto quanto in un unico atto, o che si faccia in una successione di tempo, purché abbia una concezione logica e una prosecuzione logica, questa è capacità di governo, il resto è far impantanare i provvedimenti nella palude del non governo. Per cui l'organicità dei provvedimenti non è un somma dei singoli articoli, così come è caratterizzato il fantomatico piano dell'occupazione, che non hanno nessun nesso logico fra di loro, e del resto mi dovreste spiegare perché all'interno di quel piano non sono state contenute anche le norme che invece sono state discusse a parte, su un altro provvedimento che è stato iniziato dall'Assessorato del Lavoro che ha per oggetto provvedimenti per l'occupazione riguardanti gli sgravi.
Se questa doveva essere la logica, tutto questo pacchetto doveva essere contenuto in un unico provvedimento che doveva essere portato in quest'Aula in un'unica discussione. E invece così non è. La realtà è che si preferisce utilizzare queste posizioni perché i motivi della politica, e questa è una giornata ulteriormente triste per la Sardegna, perché le esigenze della politica e dello schieramento politico prevalgono ancora una volta sulle esigenze dei sardi e sulla necessità dell'occupazione, dello sviluppo sociale e dello sviluppo economico dei sardi. Questa è purtroppo la triste realtà: i motivi della politica ancora una volta prevalgono sulle esigenze dei sardi.
A completamento: vorrei anche capire, se dovesse essere bocciato questo emendamento, se la famosa norma dei sei mesi prima dell'ulteriore riproposizione è ancora valida, oppure può essere superata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.). Io credo che non sia il caso di stabilire una gara tra di noi, tra chi è più vicino ai bisogni dell'impresa, e non si tratta neppure di dire sì o no alle imprese, perché tutti siamo consapevoli che in questa direzione, cioè a sostegno dell'impresa, da parte di tutti ci debba essere un forte impegno, e d'altra parte i 130 miliardi presenti nell'articolo 1 del "447" sono una proposta alla Giunta regionale che è fatta propria dalla maggioranza. Quindi in questa direzione si muove la Giunta e la maggioranza. Allora io voglio dire che condivido le valutazioni che ha fatto la Commissione Terza e che ha espresso il Presidente.
Il contenuto di questo emendamento è stato estrapolato pari pari dal disegno di legge 447, che è all'esame della Terza Commissione; io voglio ricordare al Consiglio che la Commissione ha già completato la discussione generale, ha già votato il passaggio agli articoli e si è sospeso l'esame all'interno della Commissione solo perché sono in corso i lavori del Consiglio.
Io credo che l'eventuale estrapolazione, per una accelerazione di questo tema, può essere eventualmente valutata nel merito solo dalla Terza Commissione, perché avrebbe il tempo per fare un'istruzione completa della proposta. Voglio dire che ci troviamo di fronte ad un articolato molto più complesso rispetto al contenuto dell'emendamento stesso; è il tema generale delle incentivazioni che riguardano certo la legge regionale 15, ma vorrei ricordare che forse c'è necessità anche di estendere l'incentivazione alla legge 17. Ma voglio ricordare che all'interno del "447", all'articolo 2, questo provvedimento viene esteso anche all'artigianato. Allora com'è che noi in questa sede possiamo valutare tutti questi elementi? Quindi questa necessità di metterlo in un contesto più ampio ci deve suggerire di poterlo esaminare più approfonditamente all'interno della terza Commissione.
D'altra parte c'è anche una valutazione che attiene alle risorse finanziarie, si tratta di 130 miliardi, un emendamento di 130 miliardi che viene inserito invece in una proposta di legge che attiene a 28 miliardi. Tutto questo merita, evidentemente, un'istruzione molto più approfondita ed eventualmente, se lo si vuole accelerare, una proposta di legge specifica che attiene a questo tema.
Per questi motivi io esprimo parere contrario all'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Mi pare che emerga, ancora una volta, con tutta evidenza, l'incapacità della Giunta regionale di dare serie risposte ad un settore come quello delle imprese industriali e del settore produttivo in genere, perché da quanto ho sentito ora prevalgono addirittura le questioni di forma, il contesto in cui questo provvedimento verrebbe inserito e vorrei che la Giunta regionale queste cose andasse a dirle a quelle centinaia di imprese che attendono il potenziamento della legge 15. E si convincessero delle ragioni di queste imprese, che, al di là delle solite chiacchiere di questa Giunta regionale, invece, attendono atti concreti e soprattutto attendono risposte sul fronte delle risorse, che sono o che dovrebbero essere destinate a titolo di incentivi in loro favore.
Noi abbiamo pensato, quindi senza scardinare questo provvedimento pomposamente chiamato "dello sviluppo e del lavoro" ma che di sviluppo ribadiamo non ha nulla, e che di lavoro, di occupazione non si occupa. Abbiamo pensato di stralciare per rendere immediatamente spendibili le risorse, cioè i 130 miliardi previsti dal disegno di legge all'articolo 1, e quindi di dare con comportamenti atti concreti, misure concrete, adeguate al sostegno delle imprese. Noi non comprendiamo perché si richieda una istruzione particolare della terza Commissione, quale è la necessità, se già esiste un articolato predisposto dalla Giunta in questo senso, o la Giunta ha fatto ancora una volta le cose senza rendersi conto della realtà, altrimenti non si capisce ancora che cosa bisogna istruire, onorevole Sassu, che cosa bisogna ancora studiare. Le imprese attendono provvedimenti concreti, non le vostre chiacchiere, ve lo volete mettere in testa una volta per tutte. Ed allora l'unica misura, al di là di quelle assistenziali, clientelari, che non servono a nulla, è questa prevista dall'articolo 1 del disegno di legge, che noi abbiamo voluto proprio estrapolare per rendere immediatamente fruibili queste risorse. Ed allora qui si inneggia, si esaltano anche gli scostamenti dello 0,1 per cento che ci può essere in aumento nell'occupazione in Sardegna, si fanno le conferenze stampa, noi non abbiamo ancora capito per esaltare che cosa? Che il lavoro stagionale ha determinato in Sardegna un aumento dei posti di lavoro? Ma vergogniamoci, Presidente Palomba, questi sono atti di cui bisogna vergognarsi, perché non avere chiara la situazione fuori di questo palazzo è veramente essere irresponsabili, perché le imprese stanno chiudendo, la disoccupazione in Sardegna è in aumento, è a livelli allarmanti. E allora non comprendiamo perché volete ancora una volta bloccare le risorse a favore del sistema produttivo. Tutto il resto è puro bizantinismo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, il dato è che un gruppo di consiglieri regionali, alcuni rispondenti a questa maggioranza che ci governa, ha osato presentare un emendamento non gradito alla Giunta, e il regime, questo regime ha agito in modo da far bloccare l'emendamento, da far ritirare alcuni estensori dell'emendamento, da bloccare coartando la Commissione, perché il voto venisse fuori contrario, richiamandola agli ordini della maggioranza, perché il Consiglio ha osato accelerare l'iter di un provvedimento atteso dagli operatori, un provvedimento atteso della nostra economia. Questo è il dato. Poi la fretta, caro amico assessore Scano, è sempre quando operano gli altri; l'inavvedutezza è sempre quando operano gli altri, e mai quando operate voi. Non è corretto, neanche questo atteggiamento che oggi avete avuto in tutta la giornata a riguardo di questo provvedimento. Non è corretto, perché il dato è che la Giunta si oppone a un provvedimento esitato dalla Commissione senza averne avuto il permesso, senza averne avuto il placet, per cui deve essere ritirato. Io non so se ci sono commenti possibili ad un atteggiamento di questo genere, a una conferma di ciò che è venuto fuori nel tempo, che di regime si sta iniziando a trattare. Abbiamo avuto altri esempi gravi che devono far riflettere, altro che situazione politica ed equilibri politici. La cosa grave è che la Giunta ha bloccato tutto perché non rispondenti le azioni del Consiglio al suo progetto. E allora? Allora lasciamo tutto in attesa, blocchiamo tutto perché deve essere esitato il progettone per complessivi mille miliardi. Non ci sono scuse, lo dicevo stamattina in Commissione; c'è un dato preciso, qui c'è un documento che invita e accelera il processo della spesa, ci sono stati gli inviti della Presidenza della Giunta a sveltire quanto più possibile la spesa, i tempi di impegno della Commissione non lo hanno consentito, questa è una di quelle occasioni. Allora io chiedo a voi coerenza, a voi chiedo impegno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (Progr. Fed.). Grazie, Presidente. Io tra i firmatari di questo emendamento che poi hanno ritirato la firma. Questo non significa non credere ai contenuti e alla proposta di questo emendamento in discussione. Io credo allo sveltimento della spesa, credo, collega Pittalis, all'impresa e credo all'efficacia della legge 15.
Nonostante questo mi sento di dover reintervenire per ribadire il fatto che il ritiro della firma mia e di alcuni miei colleghi di maggioranza non è una imposizione di regime, come è stata definita poc'anzi, ma è semplicemente aver ascoltato con pazienza gli argomenti addotti dalla Giunta Regionale e gli argomenti addotti dalla Commissione terza. Argomenti che, di fatto, mi hanno convinto sulle questioni poste, cioè che non è una manovra di 130 miliardi, perché al comma 1° dell'articolo 1 sono 130 miliardi; al comma 2, riguardante il rifinanziamento della 17, cioè degli interventi in Sardegna centrale, sono altri 93 miliardi. Quindi, si tratta di una manovra complessiva di 223 miliardi che possono essere, che debbono essere ulteriormente discussi in Commissione terza e possono essere in brevissimo tempo esitati in Aula.
L'effetto positivo, per me soddisfacente, che ha avuto questo emendamento (ed è questo che mi preme sottolineare) è la procedura: noi, con il testo della legge che rifinanzia la 28 abbiamo proposto non solo uno stralcio, ma una procedura che ci consente di velocizzare la spesa.
Allora, diciamo che la discussione odierna serve e deve servire a questo, lo ha ricordato il collega Sassu nel suo intervento: si può ipotizzare, non da qui a sei mesi, ma la prossima settimana, nelle Commissioni che discutono il piano per il lavoro, una ulteriore legge stralcio che acceleri la spesa di queste partite.
Io non credo di avere mai avuto né il bavaglio, né l'imposizione di regime, e tanto meno la voglio avere adesso, soprattutto - colleghi della opposizione -quando si parla di impresa, perché nessuno deve prendere una bandiera che non gli spetta. Mi pare che tutti i colleghi che sono intervenuti poc'anzi sono preoccupati per l'occupazione in Sardegna e quindi sono a sostegno dell'impresa. Tant'è che la stessa Giunta Regionale non solo poc'anzi ha ribadito gli impegni, ma li ha ribaditi nell'approvare quell'articolato del 447, che è attualmente in discussione. Vi ricordo che il 447 è un disegno di legge e come tale è stato approvato dalla Giunta e lì, in quella sede, ha assunto quegli impegni. Si tratta di identificare, la settimana prossima nelle rispettive Commissioni, qual è il meccanismo legislativo che consente una spendita veloce, preoccupati dalla situazione dell'occupazione, di questi finanziamenti poc'anzi riconfermati. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Non avevo intenzione di intervenire, ma il tono di alcuni interventi e anche i termini un po' pesanti, forse forzati, richiedono un ragionamento pacato, perché è bene mettere le cose al punto giusto.
Dico questo per il collega Pittalis che da qualche giorno a questa parte sta usando parole un po' fuori misura, non tanto improprie (come suggerisce al collega Amadu, che essendo anche lui del Polo magari ne sa più di me), però…
AMADU (Gruppo Misto). Io sono del centro!
CUGINI (Progr.Fed.). Vi siete già divisi? Mi fa piacere. Non andate ad Aritzo? Non vi hanno invitato?
USAI EDOARDO (A.N.). Vieni anche tu e vedrai!
PRESIDENTE. No, prego i consiglieri di non interrompere. Continui, onorevole Cugini.
CUGINI (Progr.Fed.). Accolgo l'invito del collega Usai, perché essendo un amico egli invita gli amici.
Dicevo, che da qualche giorno anche sul 101 si usano parole, io aggiungo, fuori luogo. Si parla di volontà demagogiche di affossare provvedimenti. Voglio precisare che il provvedimento del quale stiamo parlando è stato proposto dalla Giunta al Consiglio, attraverso le Commissioni. In Commissione lo riprenderemo nei prossimi giorni e se c'è effettivamente (io colgo l'aspetto positivo dell'intervento del collega Pittalis) questa volontà di accelerare l'approvazione di questi provvedimenti, lo verificheremo in quella sede. Leggendo la stampa di questi giorni non ho avuto questa informazione, può darsi che mi sbagli, però avremo occasione di verificarlo.
Quindi, non si tratta di un provvedimento inventato in aula; è un provvedimento licenziato dalla Giunta. Devo aggiungere che la Giunta sollecita il Consiglio, nel suo insieme, ad una rapida approvazione. Queste sono le dichiarazioni ufficiali di questi giorni.
Il provvedimento sta dentro altri provvedimenti, riferiti ad altre leggi di settore (la 17, la 21, eccetera), quindi noi pensiamo che debba essere trattato insieme per essere portato rapidamente in Consiglio con il piano per il lavoro e lo sviluppo ed essere licenziato.
Questa è l'indicazione che noi avevamo dato e quando abbiamo proposto ed accolto di trattare la legge 28 in questa Seduta, non essendo prevista all'ordine del giorno, l'abbiamo fatto perché ritenevamo che si dovesse dare un risposta rapida ed immediata per gli investimenti produttivi, e così abbiamo fatto.
Con questo emendamento si aggiungono altre parti che hanno bisogno di un approfondimento perché è stato detto prima dal collega Scano "Chi lo dice che devono essere solo 130 miliardi?" Noi vogliamo, rispondendo anche alle aspettative delle imprese che abbiamo sentito nelle audizioni, far sì che gli investimenti a sostegno delle imprese aumentino.
Quale posizione negativa nei confronti delle imprese? Siamo noi che l'abbiamo proposto. Fino a adesso voi avete parlato di facile propaganda da parte della maggioranza. Allora stiamo ai termini, quale regime? Io non so quale collega ha parlato di regime, io per fortuna sono nato dopo che il regime è stato sconfitto, quindi non sono in grado di parlare di regime, usiamo le parole giuste, si tratta di un provvedimento che deve andare in Commissione, lo affronteremo in quella sede e se le dichiarazioni che vengono fatte in questa occasione saranno confermate, sarà anche rapido, ma mi preme dire una cosa o richiamare un argomento che il collega Pittalis ha portato in discussione: non è vero, caro Pittalis, che le imprese sarde stanno morendo...
LIORI (A.N.). Sono già defunte.
CUGINI (Progr.Fed.). ...che stanno chiudendo, non è così, perché le imprese sarde hanno chiesto, con la legge 448, circa 2.400 miliardi di investimento al Governo Nazionale...
BOERO (A.N.). Per sopravvivere.
CUGINI (Progr.Fed.). No, per fare investimenti, bisogna conoscerla, il collega cacciatore conosce molto bene la legge sulla caccia, non conosce le altre, però bisogna sapere che la 448...
BOERO (A.N.). Io l'ignoranza non la do a nessuno e non l'accetto da lei!
(Interruzione del consigliere Locci)
PRESIDENTE. Prego.
CUGINI (Progr. Fed.) la ringrazio per il fatto che lei non dà l'ignoranza, non è negoziante dell'ignoranza.
BOERO (A.N.). Ignorante nel senso che lei non sa e pretende che io non sappia quanto non sa lei.
CUGINI (Progr. Fed.). Ossia io ignoro che lei non è ignorante, va bene. Dicevo, le imprese hanno avanzato richieste di finanziamenti per oltre 2.400 miliardi, il che conferma (e questo è un dato positivo) che in Sardegna c'è una volontà di investimenti che noi dobbiamo incoraggiare e la legge 15 si muove proprio in questa direzione, cioè si muove nella direzione di sostenere queste imprese che avanzano richieste di finanziamenti.
Noi abbiamo anche detto nella discussione (poi verificheremo se in Commissione questo si può realizzare) che se c'è una volontà costruttiva da parte della Commissione stessa, dell'insieme della Commissione si possono trovare anche soluzioni rapide; però io penso che questi siano gli argomenti all'ordine del giorno, altri, che sono stati richiamati impropriamente, non possono trovare risposte positive.
E lo dico in conclusione, perché? E' bene, quando trattiamo di investimenti, di inquadramento del personale, di impiego delle risorse pubbliche, avere sempre un riferimento nazionale chiaro. Ho visto alla televisione, non so se giovedì o venerdì, comunque qualche giorno fa, una imponente manifestazione in una regione meridionale, governata dal Polo delle Libertà, penso fosse la Calabria, non vorrei sbagliare, potrebbe essere la Calabria o forse la Sicilia, comunque una delle due regioni, dove centinaia di lavoratori forestali hanno manifestato...Catanzaro, non so dove era...con una grossa manifestazione perché chiedevano al Polo delle Libertà di fare quello che il consigliere Biancareddu, lo cito perché stasera è presente, se no avrei detto Pittalis, Biancareddu proponeva nei giorni passati e quel governo ha risposto, su quell'argomento, così come abbiamo risposto noi, coerentemente, nei giorni passati.
Quindi, credo che quando si trattano questi problemi, ci vuole saggezza, pacatezza, argomenti veri e vari, perché diversamente si fa (lo dico al collega Pittalis) facile demagogia.
Io non ho nessuna responsabilità, né diretta, né indiretta, di quello che è avvenuto nei mandati precedenti; non ho fatto clientele, non ho fatto promesse, non ho fatto assunzioni, non ho fatto il portaborse ma ho fatto liberamente la politica perché impegnato civilmente, quindi sto alla responsabilità di ognuno di noi.
Quando parliamo di queste questioni, è bene guardarsi allo specchio, perché guardandosi allo specchio forse si evita di usare parole improprie in una discussione che invece dovrebbe essere pacata e costruttiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Grazie signor Presidente, non avevo intenzione di intervenire, visto e considerato che sono stati anche molti gli interventi a proposito di questo emendamento, ma c'è qualcosa di stimolante in questo emendamento, oltre allo stimolo provocato dagli interventi, specialmente quello dell'onorevole Cugini che mi ha preceduto di poco.
Io leggo ed è molto curioso, prendetelo se non ce lo avete a portata di mano: "Presentatori: Falconi, Cherchi, Tunis Gianfranco, Tunis Marco, La Rosa, Bertolotti, Vassallo". Leggendo l'elenco dei presentatori ci si accorge che ci sono quattro o cinque consiglieri della maggioranza, due delle opposizioni. Allora, la conclusione che io ho tratto nel momento in cui ho letto l'emendamento, è stata: "Stavolta la maggioranza e l'opposizione si accordano su di un emendamento che va incontro alle esigenze immediate dell'impresa sarda".
Questa è stata la mia sensazione iniziale; poi, quando stamattina ho chiesto in Consiglio la convocazione immediata della Commissione Bilancio e Programmazione per l'espressione del parere e ho visto che si è cominciato a temporeggiare, dico: "C'è qualcosa evidentemente che non va" e mi sono chiesto: "Evidentemente il collega Falconi, la collega Cherchi, il collega Tunis Gianfranco e il collega La Rosa e Vassallo si sono pentiti di aver firmato questo documento. L'avranno pure letto prima di firmarlo, hanno visto che c'erano 130 miliardi, che ce n'erano altri 20. Quindi hanno presentato e firmato il documento senza leggere queste cose? Io credo che un consigliere, prima di apporre la firma su di un emendamento, lo legga; il minimo che possa fare, è quello di leggerlo, no? No, non l'hanno letto!
Un' altra cosa: altro che demagogia, amico Cugini, fatta dall'onorevole Pittalis. Siete voi che state facendo demagogia e la demagogia risulta evidente al solo pensare che tutti condividete la sostanza di questo emendamento, non c'è stato uno che abbia detto: "No, non condivido la sostanza dell'emendamento", però non lo volete approvare, volete che vada a finire nel 447.
Non sarebbe neanche male se andasse a finire nel 447 e il 447 arrivasse in Aula; avete avuto mille sollecitazioni dai sindacati, dai rappresentanti degli imprenditori di mettere rapidamente in discussione il 447, ebbene, il 447 giace ancora nei cassetti della Commissione, non perché non abbiamo avuto la possibilità perché siamo impegnati nei lavori del Consiglio, no, giace nei cassetti della Commissione perché la maggioranza non si accorda sugli emendamenti da produrre al 447.
Ecco la cosa buona che si faceva con questo emendamento: quello di rendere immediatamente operabili questi aiuti alle imprese e i duemila miliardi, caro Cugini, di stanziamenti da parte di investitori in Sardegna, non li vedremo certamente domani; a noi fanno comodo, alle imprese nostre fanno comodo oggi 130 miliardi, anziché i duemila miliardi che arriveranno molto probabilmente fra venti anni.
Allora, in queste condizioni, fatte queste premesse, io ritengo che l'emendamento debba essere sostenuto ed approvato. Ringraziate il cielo che non ci sono gli imprenditori perché, se fossero presenti nei banchi del pubblico, vedreste quale giudizio esprimerebbero, cioè se siamo noi a fare demagogia o siete voi che fate demagogia rimandando dall'oggi al domani un provvedimento che può stimolare la produzione e l'occupazione in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.
USAI EDOARDO (A.N.). Signor Presidente e colleghi, molto brevemente; mi è parso di comprendere due cose. La prima è che esiste un piano del lavoro che è stata la condizione per la quale Rifondazione Comunista è entrata in maggioranza, che è ancora in discussione alla Commissione terza, alla Commissione sesta e nelle altre Commissioni, e che quindi ha un iter lungo; poi esiste un provvedimento, che è stato esitato dalla 6° Commissione, con il quale si erogano in tempi brevi 28 miliardi; poi vi è un emendamento con il quale questi 28 miliardi vengono portati a 130 miliardi.
L'iter della 454 è terminato; se il Consiglio stasera approva questa proposta di legge, più l'emendamento, questi denari sono spendibili, io credo.
L'iter del piano di lavoro è tutto da vedere, ma vorrei fare un'annotazione di carattere politico. Se è vero che questo è il prezzo che questa maggioranza ha pagato per l'ingresso di Rifondazione Comunista in Giunta (oggi che Rifondazioni Comunista non esiste più), è un prezzo che bisogna continuare a pagare, oppure è necessario rimeditare, rivalutare, ripensare se questo piano del lavoro è un prezzo che avete pagato ad un falsus procurator?
Oggi Rifondazione non c'è più, si è disciolta. Valutate questo, valutate il fatto che ci sono 130 miliardi spendibili immediatamente, o forse qualche lira in più, e valutate anche che, se alle imprese, delle quali tutti quanti parlano bene (sono tutti imprenditori, Bachisio Falconi sì, magari tutti gli altri no), e vogliono soccorrere queste imprese disperate, in crisi, se ci sono dei denari da erogare subito in attesa dei fantomatici mille miliardi del Piano del lavoro, fatelo subito, non fate morire la gente, così come avete fatto finora.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, signori consiglieri, io mi sono distratto un attimo e stento a capire di che cosa stiamo parlando. Si è introdotta la discussione su un emendamento e invece, anziché discutere nel merito dell'emendamento presentato, si stanno introducendo argomenti di carattere politico che nulla hanno a che fare con l'argomento in oggetto.
Forse sarebbe opportuno, se si vuole argomentare e sviluppare un dibattito di natura politica, che le forse politiche hanno la loro facoltà, attraverso il Regolamento, di presentare una mozione e un ordine del giorno per sviluppare in quest'Aula anche un argomento di carattere politico che riguarda Rifondazione Comunista, la sua presenza, cioè se esiste o non esiste più.
Onorevole Usai, io penso che lei farebbe bene a guardare i problemi interni del suo partito e non quelli degli altri; secondo, il giudizio se Rifondazione esiste o non esiste, non spetta a lei ma lo danno gli elettori e fino a prova contraria, a prescindere dal numero dei consiglieri regionali che Rifondazione Comunista può avere in quest'Aula, ritengo che Rifondazione Comunista abbia il diritto e la legittimità di avere i propri rappresentanti, non per i consiglieri che ha in quest'Aula, ma per i consensi che ha avuto nelle ultime elezioni regionali e quant'altro.
Ogni partito ha i suoi momenti difficili e, così come li avete voi, attualmente li abbiamo noi, ma penso che non sia attraverso queste becere speculazioni che si possa far politica; noi vogliamo confrontarci sui temi concreti della politica e sui temi concreti dei provvedimenti.
Io non ho avuto timore a dire di aver firmato l'emendamento, avendo preso una svista, e dico anche che non l'ho letto, perché altrimenti non l'avrei firmato. Io pensavo, così come mi era stato detto, che fosse un emendamento tecnico all'articolato della 28 e, come tale ho posto la firma.
Peraltro, se voi siete stati attenti ai lavori dell'Aula, sono stato il primo, dopo aver preso atto che l'emendamento introduceva invece elementi di carattere sostanziali ed innovativi rispetto al provvedimenti che stavamo discutendo, a sollevare l'obiezione regolamentare e a portare questa discussione che sta proseguendo, a mio avviso, anche oltre.
Se si ritiene che fare l'interesse degli imprenditori sia quello di approvare quell'emendamento, così come è stato formulato, io ritengo che non sia così per due ordini di motivi. Primo, perché il provvedimento 447 reca sul titolo 1 tutta una serie di incentivazioni al mondo dell'imprenditoria che non riguarda soltanto l'emendamento, la legge numero 15, ma riguarda tutta una serie di altre leggi.
Se è vero, come è vero, che quel provvedimento non dovrebbe andare avanti..
LOCCI (A.N.). Lo deve spiegare a se stesso, Vassallo, non a noi. Ci sta facendo perdere tempo. Lo spieghi a se stesso. Noi lo sappiamo.
VASSALLO (R.C.Progr.). Io mi sto rivolgendo anche a voi perché voi avete
fatto...
LOCCI (A.N.). Si faccia interdire!
PRESIDENTE. Onorevole Locci la prego di non usare questi termini. Fate concludere l'intervento.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Se qualcuno deve essere interdetto, forse sta da quella parte dell'aula; prima di fare queste affermazioni, la prego di riflettere su quello che sta dicendo.
LOCCI (A.N.). Lei ha detto di aver firmato senza aver letto l'emendamento.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 10, viene ripresa alle ore 18 e 31.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la Seduta. Mi auguro, anche se nel dibattito politico i toni possono essere più o meno accesi, che l'episodio venga circoscritto e si riprenda a lavorare proficuamente.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Grazie Presidente, volevo solo dire che l'incidente è stato chiarito; ho parlato con il collega Vassallo al quale volevo dare le mie scuse. In effetti, in un attimo di nervi, ho ecceduto nelle parole.
PRESIDENTE. Il consigliere Vassallo vuol concludere l'intervento. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Confermo che il chiarimento c'è stato ed accetto le scuse del consigliere Locci.
Volevo concludere questo intervento introducendo soltanto un elemento di riflessione che mi porta a pensare che, forse, il dibattito che si sta sviluppando sia un dibattito in cui surrettiziamente si è tentato di introdurre, si è introdotto come elemento di discussione che non solo, a mio avviso, blocca il provvedimento in discussione (che era stato deciso in Conferenza di Capigruppo di approvare senza discussione e in cinque minuti), non soltanto si cerca di introdurre all'interno della maggioranza elementi di conflitto, elementi di disturbo, ma soprattutto vi è un altro obiettivo: quello di bloccare un provvedimento che giace in quest'aula, che ha già avuto un suo percorso, anche se travagliato, ma che è in buona posizione, cioè la discussione sul 101 e sul 22, e il collegato. Per cui, tutta la discussione che si sta svolgendo, a mio avviso, non fa altro che dilazionare i problemi che in quest'aula ci sono.
Per cui, mi sembrerebbe più produttivo se invece di svenarsi in inutili ed estenuanti discussioni, andare avanti attraverso l'approvazione degli emendamenti che l'Aula riterrà di approvare, in piena autonomia, e di andare avanti nella discussione per l'approvazione del provvedimento di cui stiamo discutendo, anche perché, voglio ricordare a tutti quanti, che in Conferenza di Capigruppo abbiamo comunque deciso di andare avanti ad oltranza, stasera per approvare, quanto meno, il provvedimento del 101, per poi vedere la discussione e l'approvazione dei collegati nei prossimi giorni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio , credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Molto brevemente, non sarebbe difficile rispondere alle polemiche con le polemiche, ma credo che non serva; l'argomento merita serenità ed argomentazioni.
Il "447" è un disegno di legge, è una proposta della Giunta; non è una proposta di qualcuno contro la Giunta. Il "447" è in Consiglio, è in capo alla terza Commissione e contiene il rifinanziamento (ed aggiungo, perché questo argomento mi pare che sia un po' sfuggito nella discussione di questo pomeriggio) e la modifica della legge 15, mentre l'emendamento ha una natura diversa, cioè di puro e semplice rifinanziamento. Quando parlo di modifica mi riferisco innanzitutto all'estensione all'artigianato.
La proposta è della Giunta e della maggioranza; però, mentre ci fa piacere che i gruppi di opposizione condividano la bontà del rifinanziamento della legge 15, noi intendiamo sottolineare che il "447" contiene anche altre misure altrettanto attese dalle imprese: quelle per l'artigianato, per lo sviluppo locale, etc...
Nulla impedisce quindi di accelerare quanto si ritiene l'esame del "447", noi siamo pronti, la terza Commissione procederà, e desidero dire se riterrà, non lo sto preconizzando, ma se riterrà di proporre anticipazioni o stralci se ne discuterà, senza nessun problema, ma in quella sede, questo è il percorso più naturale e mi pare anche più proficuo.
Il frazionamento del disegno di legge, invece, non solo non consentirebbe una valutazione di insieme, e questo sarebbe un fatto negativo, ma rischierebbe, questo almeno noi pensiamo e non pretendiamo che venga condivisa questa nostra opinione, vorremmo almeno che fosse rispettata, rischierebbe di causare il rinvio sine die, questo sì, e l'affossamento del pacchetto per lo sviluppo e per il lavoro.
Questa è la nostra preoccupazione, quindi niente polemiche, molta serenità, la Giunta ribadisce la sua opinione negativa sull'emendamento per queste ragioni. Ed auspichiamo, e per la parte nostra ci impegniamo perché quanto prima possiamo prima in Commissione poi in Aula, esaminare e licenziare il pacchetto per il lavoro e per lo sviluppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento.
PRESIDENTE. Consigliere Bertolotti siamo in fase divotazione dell'articolo 2, la votazione a scrutinio segreto è per l'emendamento.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 5.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 67
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 36
Contrari 31
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - VASSALLO - ZUCCA.)
Si dia lettura dell'articolo 2 bis.
PIRAS, Segretario:
Art. 2 bis
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge sono valutati in lire 28.000.000.000 nell'anno 1998.
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 1998-2000 sono apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione
03 - BILANCIO
Cap. 03016 -
Fondo speciale per il finanziamento di spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4 L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 4, comma 2, lett. b) della legge regionale 15 aprile 1998, n. 12)
1998 lire 5.800.000.000
1999 lire --------
2000 lire --------
mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 1 della tabella A allegata alla legge regionale 15 aprile 1998, n. 11 (legge finanziaria).
Cap. 03017 -
Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4 della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11
e art. 34, comma 2, lett. b) della legge regionale 15 aprile 1998, n. 12)
1998 lire 22.200.000.000
1999 lire --------
2000 lire --------
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 1 della tabella B allegata alla legge regionale 15 aprile 1998, n. 11 (legge finanziaria)
In aumento
07 - TURISMO
Cap. 07078/01 -
Contributo nelle spese relative agli acquisti di materie prime, semilavorati, prodotti finiti, per le spese relative a prestazioni di servizi ricevuti e per interessi, sconti ed altri oneri finanziari da erogare alle cooperative e società di cui all'articolo 1 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28 (art. 3, L.R. 26 gennaio 1993, n. 7, art. 33, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 38, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 1 della presente legge)
1998 lire 8.000.000.000
1999 lire --------
2000 lire --------
10 - LAVORO
Cap. 10137/01 -
Contributi in conto capitale alle cooperative e società giovanili per lo svolgimento di attività finalizzate alla produzione di beni e di servizi, con esclusione dei settori agricolo, dell'acquacoltura e del turismo; contributi agli stessi organismi in conto giovani soci effettivamente impiegati nell'attività lavorativa (art. 10, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 33, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 26, L.R. 10 novembre 1995, n. 28 e art. 2 della presente legge)
1998 lire 20.000.000.000
1999 lire --------
2000 lire --------
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 6, sostituivo parziale. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Il parere della Commissione terza sull'emendamento 6 è favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 2 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Ritorniamo al titolo a cui era stato presentato l'emendamento numero 4 sostituivo totale, che è stato illustrato e sul quale sono stati già acquisiti i pareri.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente l'emendamento 4 in relazione alla votazione precedente andrebbe bene, però mi sembra che sia molto brutto dal punto di vista letterario, perché dice "Finanziamento integrativo a favore delle leggi regionali a favore delle imprese" ci sono troppi favori e questo si chiama favoritismo. Per cui direi di cambiarlo se viene accolto come emendamento verbale, di parlare di "Finanziamento integrativo delle leggi regionali a favore delle imprese".
PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, la proposta dell'onorevole Bonesu si intende accolta.
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della proposta di legge numero 454.
Ha domandato da parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, per preannunciare il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia sul provvedimento. Mi pare che vada nel verso giusto, cioè nel verso di rendere immediatamente spendibili decine, centinaia di miliardi a favore delle società cooperative giovanili, di cui all'articolo 1 della legge 28 dell'84, così come a favore delle imprese per quel che riguarda la legge regionale 15 aprile 1994, numero 15.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Risponde no il consigliere: LADU.
Si è astenuto il consigliere: DIANA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 65
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 64
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
Continuazione della discussione degli articoli ed approvazione del testo unificato della proposta di legge Masala - Locci - Usai Edoardo - Frau: "Organizzazione dell'Amministrazione regionale. Revisione della disciplina in materia di pubblico impiego" (22) e del disegno di legge: "Razionalizzazione del sistema organizzativo e revisione della disciplina in materia di personale regionale" (101)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori con all'ordine del giorno i provvedimenti di legge 22 e 101. Siamo arrivati all'articolo 77, se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
Art. 77
Prima costituzione della dirigenza
1. Al personale dell'Amministrazione e degli enti che riveste la qualifica funzionale dirigenziale di cui alla legge regionale n. 6 del 1986 è attribuita la qualifica di dirigente.
2. In deroga al comma 1 dell'articolo 76, con decreto dell'Assessore competente in materia di personale, da emanarsi entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è altresì attribuita la qualifica di dirigente ai dipendenti del ruolo unico dell'Amministrazione che:
a) alla data del 31 dicembre 1985 fossero inquadrati nella fascia apicale dello stesso ruolo ai sensi del preesistente ordinamento;
b) siano in possesso del diploma di laurea;
c) abbiano un'anzianità di servizio riconosciuta non inferiore a 15 anni al 1° gennaio 1998 ed abbiano svolto, per almeno 12 anni alla stessa data, le funzioni di cui al comma 3; gli anni di esercizio delle funzioni possono essere ridotti fino a un minimo di 7, ma in tal caso gli anni di anzianità di servizio richiesti sono incrementati di 3 per ogni anno in meno di esercizio delle funzioni; le frazioni di anno sono valutate per intero qualora eccedano i sei mesi.
3. Sono valutate le funzioni di direzione o coordinamento delle strutture organizzative previste dalla legge regionale 17 agosto 1978, n. 51, o delle strutture previste o individuate da successive norme di legge o di regolamento, purché formalmente riconosciute dall'Assessorato competente in materia di personale agli effetti della corresponsione delle correlate indennità di coordinamento o dei compensi sostitutivi previsti dalle disposizioni di legge o dagli accordi sindacali recepiti in decreti del Presidente della Giunta regionale ai sensi della legge regionale n. 33 del 1984; sono valutate altresì le funzioni di capo di Gabinetto del Presidente della Giunta e degli Assessori e le funzioni ispettive di cui all'articolo 22 della legge regionale 26 agosto 1988, n. 32, nonché le funzioni di commissario straordinario di unità sanitarie locali o enti regionali.
4. Gli anni di esercizio delle funzioni di coordinamento generale e ispettive sono considerati in misura tripla e gli anni di esercizio delle funzioni di capo di Gabinetto e di coordinamento di servizio nonché di commissario straordinario di unità sanitarie locali o enti regionali in misura doppia di quelli di coordinamento di settore.
5. I posti rimasti vacanti nella dotazione organica della dirigenza dell'Amministrazione a seguito degli inquadramenti di cui ai commi 1 e 2 sono coperti, fino al raggiungimento del 75% della dotazione organica, mediante concorso interno per titoli ed esami di contenuto teorico-pratico che, tenuto conto delle diverse professionalità, siano finalizzati ad accertare il possesso della specifica attitudine dirigenziale. Alla valutazione delle prove d'esame è riservato un massimo di 70 punti.
6. Alla valutazione dei titoli è riservato un massimo di 30 punti; sono valutati l'anzianità di servizio riconosciuta, nella misura di un punto per ogni anno con un massimo di 12 punti, e lo svolgimento di funzioni di direzione o coordinamento, come definite nel comma 3, nella misura di un punto per ogni anno con un massimo di 18 punti; le frazioni di anno sono valutate per intero qualora eccedano i sei mesi; si applica il comma 4.
7. Al concorso è ammesso il personale inquadrato nell'ottava qualifica funzionale del ruolo unico dell'Amministrazione in possesso del diploma di laurea e di un'anzianità di servizio effettivo nella qualifica di cinque anni.
8. Il concorso è indetto, entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con decreto dell'Assessore competente in materia di personale, con cui sono stabilite le modalità di svolgimento del concorso, le materie e le prove d'esame, nonché i criteri per la nomina della commissione esaminatrice, che deve essere formata da esperti esterni all'Amministrazione e agli enti, di provata competenza nelle materie del concorso, nel rispetto delle incompatibilità stabilite dall'articolo 55 comma 1. Il procedimento concorsuale deve essere portato a compimento entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
9. Alla copertura dei posti che si renderanno vacanti nella dotazione organica della dirigenza dell'Amministrazione, per motivi diversi dal suo ampliamento, nei tre anni successivi al compimento del concorso di cui al comma 8 si provvede prioritariamente, fino al raggiungimento del 75% della dotazione organica, attingendo alla graduatoria degli idonei del citato concorso.
10. Entro i tre mesi successivi alla conclusione del concorso di cui al comma 8, sono indetti concorsi pubblici per l'accesso alla dirigenza secondo le modalità ordinarie disciplinate dall'articolo 33. Fino all'emanazione dei relativi bandi e alla conclusione del concorso di cui al comma 8 non è consentita l'assegnazione di dirigenti alle dirette dipendenze del Presidente della Giunta e degli Assessori prevista dall'articolo 26.
11. Qualora non siano intervenute le leggi di riforma degli enti, i competenti organi istituzionali dei medesimi dispongono entro il 31 dicembre 1998 l'effettuazione di concorsi interni con le modalità di cui ai commi 5, 6, 7 ed 8.
12. I posti messi a concorso sono, per ciascun ente, pari a quelli necessari per consentire l'esercizio delle funzioni di direzione delle strutture dirigenziali esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge.
13. Negli enti che dispongano di meno di 10 dipendenti inquadrati in dirigenza ai sensi del comma 1, il numero dei posti messi a concorso può essere aumentato di non oltre 3 unità, fermi restando i limiti della dotazione organica della qualifica dirigenziale di ciascun ente, previa deliberazione della Giunta regionale, che autorizza l'incremento su motivata richiesta dell'ente, da formularsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Commissione consiliare competente in materia di personale.
14. Gli effetti giuridici degli inquadramenti nella qualifica dirigenziale effettuati ai sensi del presente articolo decorrono dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il personale inquadrato nella qualifica dirigenziale conserva, fino alla data di entrata in vigore del primo contratto collettivo regionale, il trattamento economico previsto dalle norme vigenti per la qualifica dirigenziale e l'anzianità di servizio riconosciuta.
15. I termini stabiliti dalla legge regionale 27 dicembre 1996, n. 39 (Disciplina di adeguamento ai giudicati amministrativi dei concorsi per l'inquadramento nella qualifica dirigenziale del ruolo unico regionale previsti dagli articoli 1 e 3 della legge regionale 5 giugno 1989, n. 24), già differiti dalla legge regionale 19 gennaio 1998, n. 3, sono prorogati rispettivamente al sessantesimo giorno successivo alla data di emanazione del decreto di attribuzione della qualifica dirigenziale di cui al comma 2 del presente articolo, quanto al termine di cui all'articolo 1, comma 5, della legge regionale n. 39 del 1996, ed alla data del decreto di cui al comma 2 del presente articolo quanto ai termini di cui all'articolo 2, commi 1 e 4, della legge regionale n. 39 del 1996 e di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 3 del 1998.
16. E' annullata la graduatoria di inquadramento nella qualifica dirigenziale, a norma dell'articolo 3 della legge regionale 5 giugno 1989, n. 24, di 13 unità di personale con decorrenza 1 gennaio 1988; alla sua nuova formazione procede la commissione già nominata in attuazione della legge regionale n. 39 del 1996, con le modalità e nei tempi stabiliti dalla legge medesima.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti 64 soppressivo parziale, 14, 15, 22, 25, 26, 63, 68 sostitutivo parziale, 18, 24, 65, 66 e 69 aggiuntivi.
Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati.
Attendiamo l'arrivo del consigliere Lorenzoni presentatore di numerosissimi emendamenti a meno che il Capogruppo onorevole Marteddu non possa...gli emendamenti con il consigliere Lorenzoni come primo firmatario si danno tutti per illustrati. Ecco l'onorevole Lorenzoni, per motivi di economia dovrebbe illustrare tutti gli emendamenti a sua firma.
LORENZONI (Popolari). Gli emendamenti si danno tutti per illustrati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per illustrare i suoi emendamenti.
LODDO (G.D.R.I. ed ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Io credo che possiamo dire di essere arrivati, lo dico senza enfasi e senza retorica, credo che possiamo dire di essere arrivati a quello che costituisce un po' il cuore di tutto quanto l'impianto di questa legge. Il fatto stesso che su questo articolo e sulla sua stesura ci siamo stati, nell'arco di questi anni di discussione del 101, tanti tempi di lavoro della Commissione, dà la misura e la dimensione della complessità e della delicatezza dell'argomento che questo articolo 77 pone.
Io credo che per comprendere meglio lo spirito e per capire anche meglio il senso di questo emendamento che presento, sia necessario fare un passo indietro e ritornare a quando la legge 24 del 1989 all'articolo 1, comma 3, bandiva dei concorsi per titoli per il reclutamento di 73 dirigenti, e il relativo articolo 3, comma 2, sempre della legge 24 del 1989 bandiva ulteriori concorsi per titoli per l'assunzione di 13 dirigenti, che comprendevano i posti che si sarebbero resi vacanti nel triennio. Poiché allora vi erano in servizio 14 dirigenti, il numero dei dirigenti stabilito dalla legge 24 del 1989 è calcolato in 86 più 14, quindi 100 posti di dirigente.
Quella legge e la Commissione che avrebbe dovuto lavorare per stendere le graduatorie relative fu di fatto paralizzata da una serie di ricorsi che provennero da vari settori dall'Amministrazione, in modo particolare da quanti non si ritenevano sufficientemente tutelati dalla graduatoria che era stata per prima messa a disposizione dell'Amministrazione, cioè quella che riguardava i primi 73 dirigenti su base 1986.
Questa graduatoria fu successivamente annullata dal T.A.R.; e, è storia recentissima dello scorso giugno, mi pare, è stata annullata dal Consiglio di Stato con una motivazione molto precisa. Il Consiglio di Stato parla della mancata determinazione dei contingenti numerici per profilo. E' argomento al Consiglio di Stato che non essendosi proceduto all'individuazione dei profili professionali, ciò contrastava con la legge regionale numero 6 del 1986 e quindi questo costituiva e costituisce a giudizio del Consiglio di Stato motivo per annullare la graduatoria relativa. E poi storia di oggi, di stamattina, il T.A.R. della Sardegna ha annullato con propria sentenza il decreto relativo anche ai 13 posti della dirigenza regionale. Quindi ambedue le graduatorie che furono fatte a suo tempo, a norma e per l'effetto della legge 24 del 1989 sono state ambedue annullate dal T.A.R..
Le conseguenze di questo annullamento, soprattutto dell'annullamento della prima graduatoria, sono state le dimissioni della Commissione presieduta dall'avvocato dello Stato, Caput, che era stata incaricata di redigere tali graduatorie.
L'avvocato Caput e i professori Lobrano e Filanti che facevano parte di quella commissione motivavano le loro dimissioni col fatto che si trattava di un vizio che non può essere eliminato, appunto il vizio iniziale della mancata individuazione dei profili, per cui decidevano che laddove avessero proceduto comunque ad approvare la graduatoria essa sarebbe stata destinata ad essere impugnata ed annullata ancora prima della sua approvazione.
Ecco perché la Regione è chiamata, dicono sempre gli Avvocati Caput, Lobrano e Filanti, ad ottemperare la pronuncia del giudice amministrativo senza poter disattendere quanto lo stesso giudice ha affermato.
Da queste prime considerazioni nasce un'esigenza fondamentale. Si tratta e si rende necessario sanare fin delle origini il vizio che rendeva illegittima la prosecuzione dei lavori di quella Commissione, e questo credo sia il primo caposaldo fondamentale sul quale poi dovremo un attimo riflettere. Vi sono però, oltre ad esigenze di tipo legislativo e legale, anche esigenze che impongono una revisione di tutta questa materia e che provengono dalla società civile. La società civile chiede che nell'individuazione dei dirigenti si proceda sulle basi non più o semplicemente e soltanto dalla valutazione dei titoli o della valutazione della anzianità, ma che si proceda sulla base dei criteri fondati sulla imparzialità e sulla meritocrazia. La necessità quindi di sottoporre a procedure concorsuali quanti aspirano a ricoprire nel livello più alto le posizioni che esistono all'interno dell'Amministrazione regionale, in modo particolare la dirigenza.
Occorre verificare le capacità professionali e le competenze personali. D'altro canto chiunque si accinge o vuol diventare finanziere deve sottoporsi ad un concorso, chiunque vuol diventare infermiere deve sottoporsi ad un concorso, tutti i dipendenti qualsiasi della Pubblica Amministrazione per poter essere assunti nei ruoli della Pubblica Amministrazione devono essere sottoposti a concorso.
Occorre anche, al da lì dell'esigenza che ho sottolineato poc'anzi, garantire i diritti di coloro che sono cessati, cioè di coloro che per motivi diversi non sono più in servizio, e avevano titolo allora di vedere riconosciuto il proprio diritto ad entrare a far parte della dirigenza. Queste sono le ragioni di fondo che mi hanno spinto a presentare l'emendamento numero 14 che rapidamente voglio illustrare.
L'emendamento 14 si propone di sostituire i commi che vanno da 2 a 13 sulla base di alcune considerazioni.
La prima. Nel comma secondo, che io propongo di sostituire, si ribadisce che i concorsi possono essere espletati senza la individuazione dei profili professionali messi a concorso. Ricordiamo che la mancata individuazione di questi profili professionali fu la causa del rigetto da parte del TAR e poi del Consiglio di Stato di questa graduatoria.
Secondo. Anche se alla luce di quanto accaduto proprio oggi risulta superfluo, l'annullamento della graduatoria dei 13 su base 1988, con la conseguenza che i dipendenti già inquadrati nella qualifica dirigenziale vengono inquadrati nella ottava qualifica funzionale.
Il terzo punto sul quale si base l'emendamento consente alla Commissione a suo tempo già nominata di procedere alla formazione delle nuove graduatorie, dal momento che viene sanato con il comma secondo il vizio pregiudiziale che è stato alla base del rigetto da parte del TAR e del Consiglio di Stato delle relative graduatorie. Fermo restando, continua il comma quarto di cui si propone la sostituzione, che laddove dovessero essere inseriti nella graduatoria dipendenti per qualunque causa già cessati dal servizio i relativi posti resisi vacanti sono occupati da dipendenti che siano ancora in servizio.
Con questa annotazione si consente comunque di poter ricoprire tutti gli ottantasei posti, e non scorrendo la graduatoria, dando a chi è cessato la garanzia di poter comunque aver diritto all'inserimento nella graduatoria e consentendo nello stesso tempo che ottantasei dirigenti siano effettivamente in servizio all'interno dell'Amministrazione regionale.
Nelle more, questo è il significato del comma 5, viene salvata la situazione esistente, così come è stato fatto negli ultimi anni sulla base della legge regionale 39/96 in attesa della formulazione delle nuove graduatorie.
I commi 6 e 7 stabiliscono le formule per cui tutti i posti rimasti vacanti dopo la formulazione della graduatoria degli ottantasei posti, per la copertura di questi posti si possa procedere, si debba procedere con concorsi pubblici secondo le modalità stabilite dall'articolo 33 della legge che abbiamo appena approvato, fermo restando che ai dipendenti dell'Amministrazione regionale viene comunque garantita una riserva di posti del 70 per cento.
Io credo che alle esigenze che ho descritto poc'anzi e che hanno portato alla formulazione di questo emendamento, non risponda in pieno la normativa così come è formulata nell'articolo 77.
Il rischio di fondo è che ci troviamo di fronte ad una formulazione talmente ampia, che i duecentoventi posti di dirigente che sono previsti nella tabella B) allegata alla legge finiscano per essere ricoperti quasi interamente o pressoché interamente con l'ope legis.
La seconda osservazione di merito riguarda il fatto che gli sbarramenti temporali che vengono introdotti dal comma due, lettera c) dell'articolo 77 non appaiono riconducibili ad un criterio logico. Ci si chiede, infatti, perché 146 dipendenti regionali debbano diventare dirigenti e perché non 135 o non 160?
Io avrei compreso benissimo se fossero previsti 86 dirigenti, così com'erano previsti nella legge 24, se se ne fossero previsti 100 così tanti quanti sono attualmente i posti di dirigente, ma, non capisco la logica che riconduce a 146! D'altro canto, ad un'attenta analisi è facile anche sapere quanti sono e chi siano effettivamente i dirigenti che saranno chiamati a ricoprire questo incarico di dirigente sulla base dell'articolo 2 lettera c). Ci troviamo di fronte a 146 dirigenti di cui nessuno per i primi 17 anni di servizio e 12 anni di coordinamento, due sono per altro in prossimità di maturare gli anni di coordinamento previsti, sei -sette sono nella seconda fascia, 10 o 12, diciannove più sei, 25 o 27 sono nella terza fascia e così via dicendo, fino ad arrivare a 34 dipendenti che hanno oltre 30 anni di servizio e 7 anni di coordinamento.
Cioè appare evidente che la legge porti dietro di sé, che l'invito che fa la Commissione, porti dietro di sé esattamente fotografate anche le situazioni di coloro che ormai devono diventare dirigenti.
Secondo, il 75 per cento dei posti riservati al concorso interno, di fatto riconduce sulla base dei 74 posti disponibili, dopo i 146 che vengono immessi in ruolo ope legis, riduce a 58 il numero dei dipendenti che possono concorrere al concorso interno. In tal modo rimangono al concorso pubblico, ex articolo 43, meno di 20 posti. Cioè, di fatto stiamo facendo un concorso pubblico che non serve assolutamente a niente.
Tutto questo non garantisce, a mio avviso, il ricambio e perde in equità per le ragioni che abbiamo appena detto.
Io credo, inoltre, che i concorsi interni considerati come metodo per giungere a ricoprire posizioni così importanti come quella di dirigente, non siano equi e non costituiscano un modello. La sentenza del Consiglio di Stato, l'equità di comportamento nei confronti degli altri dipendenti, per esempio di coloro che sono stati assunti sulla base di uno stesso concorso, per altro, in settima qualifica e non in ottava, si vedrebbero tagliati fuori da questa situazione; manca l'equità nei confronti di chi non ha usufruito di mobilità verticale.
Queste sono le ragioni che mi hanno spinto a ritenere che questo emendamento possa essere più garantista, risponda maggiormente alle esigenze della società civile, rispetto a quanto non faccia l'articolo 77 della Commissione.
Io mi rivolgo pertanto all'Aula e voglio che l'Aula consideri questa proposta, questo emendamento come una sorta di strumentum labori, cioè come uno strumento di lavoro sul quale confrontarsi.
Io credo che qui non sia problema di Giunta o di maggioranza, di schieramenti e di partiti politici; credo che qui ci troviamo di fronte ad una prima fase di quella grande riforma di cui la Regione ha tanto bisogno. Credo che dobbiamo dimostrare a tutta la Sardegna e a tutti i sardi che siamo capaci e che abbiamo coraggio e voglia di fare queste riforme!
Ripeto: non si tratta di un emendamento che impegna la Giunta, non si tratta di un emendamento che impegna la maggioranza, si tratta di un emendamento che non ha avuto all'interno della Giunta consenso unanime, ma che per altro la Giunta, rispettando volontà, convinzioni e idealità del proponente, mi ha autorizzato a proporre. Si tratta di un tassello della grande riforma; io credo che dalla dirigenza possa nascere la nuova Regione e credo che in questo senso debba essere letto e vada letto questo emendamento. Naturalmente nel rispetto del grande lavoro che la Commissione ha fin qui condotto, del quale però, non mi sento di condividere i fini, le conclusioni e le motivazioni che l'hanno portata a stabilire il testo proposto all'Aula.
PRESIDENTE.Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS( F.I.). Chiedo scusa all'onorevole Bonesu, ma, per una migliore comprensione, perché dall'intervento dell'Assessore si è detto, mi pare di aver colto un passaggio, cioè che la Giunta regionale non c'entra. L'emendamento è presentato dall'Assessore, ci può spiegare cortesemente se l'emendamento, siccome vedo che reca: "Presentatori Giunta Regionale", se è della Giunta regionale, altrimenti si chiarisca questo nodo politico e increscioso che ormai è la costante nel corso del dibattito su questo provvedimento di riforma della burocrazia regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Questo intervento mi dà la possibilità di spiegare ancora meglio qual è la posizione dell'assessore della Giunta nei confronti di questo emendamento. Nei confronti di questa grande riforma, la Giunta ha esaurito il suo compito presentandola al Consiglio regionale, prima in Commissione e poi facendola pervenire qua, collaborando perché pervenisse in Aula un disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione.
Da quel momento in poi, trattandosi di una grande riforma, qualcuno ha detto: "la madre di tutte le riforme", essa è entrata nella piena e totale disponibilità del Consiglio regionale, Consiglio regionale in tutta la sua forza di maggioranza e di opposizione, tanto che il testo che è stato presentato all'Aula è un testo che è stato approvato all'unanimità in Commissione.
Ci sono e ci possono essere su singoli punti delle opinioni e delle posizioni divergenti. L'assessore Loddo, l'assessore competente per materia ha ritenuto su questa posizione e su qualche altra, di assumere una propria posizione. La Giunta ha rispettato pienamente e profondamente la posizione dell'assessore. Tuttavia nella Giunta stessa non si è raggiunta un'unanimità di valutazioni intorno a questa posizione, in modo che la Giunta ha rispettato, rispetta la posizione dell'assessore che ha inteso illustrare in maniera limpida la sua posizione, ma la Giunta stessa manterrà una libertà di voto, una libertà di coscienza in rapporto a questo emendamento. D'altra parte, come ripeto, non ci sono stati schieramenti di Giunta, né schieramenti di maggioranza, in tutta la discussione di questo disegno di legge, perciò non si capisce come su questo punto ci potrebbe essere un'impegnatività totale e della Giunta e della maggioranza.
Perciò la Giunta, mentre ha rispettato la posizione dell'assessore, tuttavia registra che su questo punto ci sono posizioni divergenti, in modo che ogni assessore si comporterà secondo coscienza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 15.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente l'emendamento numero 15 è stato discusso in Commissione e la Commissione sarebbe orientata ad unificarlo con l'emendamento numero 25 in un testo che ha la stessa finalità dei due emendamenti ma formalmente sarebbe diverso, perché si trasformerebbe in un emendamento aggiuntivo che dice "nella settima e nell'ottava qualifica funzionale". Per cui chiedo che venga posto in votazione (ovviamente ove nessuno si opponga), in questo testo unificato con il 25. La finalità dell'emendamento 15 come del 25, è quella di consentire ai laureati in settima qualifica di poter partecipare al concorso riservato per dirigente e, in considerazione del fatto che l'attribuzione della settima anziché dell'ottava qualifica è dipesa da molti fatti occasionali e non indica affatto una minore professionalità. Per cui, anche per evitare che le polemiche sull'attribuzione dell'ottava, sulla mobilità verticale tra settima e ottava etc. abbiano influenza, si propone che al concorso riservato, i laureati di settima qualifica possano partecipare a parità di condizioni con quelli dell'ottava.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta per illustrare l'emendamento numero 22.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Un ultimo emendamento anche questo potrei definire tecnico, perché con lo scorrere del tempo si è reso opportuno aggiornare il termine indicato al comma 11 dell'articolo, come termine entro il quale gli enti strumentali possono, qualora non intervenute le leggi di riforma specifiche per i singoli enti, decidere l'effettuazione di concorsi interni con le modalità di quello che si attua, segnato dai commi precedenti per quanto riguarda l'amministrazione. L'emendamento, tenuto conto del momento in cui questa legge potrà entrare in vigore, sposta il termine a 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. E' ovvio che è un termine, il che vuole dire che se gli enti sono in condizioni, non entrando in vigore la legge in riforma, di bandire i concorsi anche prima di questo termine, anche poco dopo l'entrata in vigore della legge, lo possono fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Approfitto di questa discussione per gli emendamenti, non tanto per parlare degli stessi, quanto per riprendere le precisazioni del nostro presidente.
Presidente, noi da circa 1 anno e mezzo, da tanto tempo stiamo esaminando questa legge, abbiamo chiesto alla Giunta che presentasse, prima della legge 22 e 101, una norma transitoria, una legge ponte, proprio perché ci rendiamo conto che trovare un accordo su questa legge per sanare delle posizioni che riteniamo legittime del personale della Regione, dobbiamo alterare lo spirito della legge.
Questa legge, e questi emendamenti presentati dalla Giunta, per meglio dire, dall'Assessore del personale che vene da lei disconosciuto praticamente, dicendo che la Giunta...bene avrebbe fatto l'assessore Loddo a farlo presentare al suo collega di Gruppo, al consigliere Randaccio, un emendamento di questo genere, perché la Giunta come organo collegiale non è che può presentare un emendamento che non sia condiviso, mi permetta!
Ma in questa situazione politica non voglio entrare, ma mi soffermo sul fatto che una legge che deve valere dal 1998 in poi per il personale della Regione, sarebbe dovuta essere preceduta da una norma transitoria, da una sanatoria, da una legge ponte. Di questo lei non ha parlato, Presidente. Questa legge avrebbe dovuto fare, l'accordo ponte. E la stessa cosa avrebbe dovuto presentare l'assessore Loddo. Con una norma di sanatoria non saremo oggi qui oggi a dover discutere degli emendamenti presentati e dei tanti altri che andranno ad essere presentati nelle norme collegate in un periodo successivo.
Questo che dice lei, l'emendamento numero 14, con un accordo ponte, sarebbe stato sanato immediatamente. In questo momento, io non so quale maggioranza possa avere lei per sostenere questo emendamento in aula, a meno che, non lo stia presentando tanto per sanare la propria coscienza, ma non con lo spirito costruttivo di fare una legge chiara.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cugini per illustrare l'emendamento numero 26.
CUGINI (Progr. Fed.). Brevemente, soprattutto per far presente ai colleghi della Commissione e all'Aula che l'emendamento va inteso nel senso che sono valutati in misura tripla -lo dico per il relatore - gli anni di esercizio delle funzioni di capo di gabinetto e di commissario straordinario di Unità Sanitaria Locale o Enti regionali, mentre restano valutati in misura doppia gli anni di esercizio delle funzioni di coordinamento di servizio.
Comunque ho chiarito la volontà dei presentatori e consegno ai colleghi della Commissione anche il testo scritto per evitare di commettere errori. Grazie.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 18 ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, l'emendamento numero 18 tende a colmare una lacuna che deriva anche dal fatto che si propende ad escludere dal collegato 27A, l'articolo 5 che dispone l'inquadramento del personale al centro di programmazione in posizione contrattuale particolare, diciamo così. Il risultato è che questo personale diventa personale a normale contratto della Regione, col normale contratto del comparto unico regionale, però viene sfavorito nella prima emissione del ruolo dei dirigenti perché vengono valutati esclusivamente i servizi come coordinatore generale di servizio di settore, e così via.
Per cui questo personale che ha sempre operato in posizione di staff e non di line, chiaramente non ha assolutamente i titoli per poter essere immesso come personale dirigente. L'emendamento tende a considerare invece titolo valido, dandogli un certo parametro che mi sembra congruo, questo personale ai fini della valutazione della possibilità di prima emissione come dirigente. Ricordiamo che si tratta di un genere di personale estremamente qualificato che però, appunto, trattandosi di personale che non ha mai operato in sistema di line anzi, parte del personale era fino ad oggi escluso dal ruolo regionale, sarebbe escluso della possibilità di diventare dirigente con ovvio danno per quel personale particolarmente esperto e anziano che le capacità di fare il dirigente sicuramente ha.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 24 ha facoltà di illustrarlo.
CUGINI (Progr. Fed.). Si dà per illustrato. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta.
MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. L'emendamento numero 64 non viene accolto. Si sottolinea anche, a parte il perché di questo emendamento, che con la soppressione semplicemente del comma 11 dell'articolo 77 decadrebbero automaticamente anche i commi 12 e i commi 13, che non vengono citati dall'emendamento.
Emendamento numero 14: voglio dire in questa sede che la Commissione, che ha lavorato a lungo e a approvato lo schema dell'articolo 77 così come è composto, non accoglie l'emendamento presentato dall'Assessore. Ma, siccome la discussione merita veramente un approfondimento, così come approfondita è stata l'esposizione dell'emendamento da parte dell'Assessore, mi riservo di illustrare il perché di questa posizione intervenendo in discussione subito dopo l'apertura della discussione stessa. Comunque, non è accolto.
Con la correzione orale e la fusione dell'emendamento 15 con l'emendamento 25 la Commissione accoglie questo emendamento che riunifica l'emendamento 15 e l'emendamento 25.
Accoglie l'emendamento già da me illustrato per la correzione tecnica del comma 11; l'emendamento 26, con la modifica orale illustrata dell'onorevole Cugini viene accolto dalla Commissione.
L'emendamento numero 63 non viene accolto, perché la Commissione ritiene di confermare il testo proposto per il comma 7.
Allo stesso modo non viene accolto l'emendamento numero 68, che in parte, però, viene ricompreso nella modifica dell'emendamento che abbiamo visto prima, quindi, in sostanza, di fatto, viene accolto quasi nella sua interezza.
L'emendamento numero 18 non viene accolto dalla Commissione, anche perché nella formulazione con cui è presentato ci sarebbe un'estensione di questa comparazione della fruizione di quanto l'emendamento stesso porta da un complesso di personale che, viceversa, la Commissione non ritiene nelle condizioni di poter essere garantito sotto questo profilo in questo modo.
L'emendamento numero 24 si accoglie.
L'Emendamento numero 65 non si accoglie perché il contenuto sostanziale dell'emendamento è già contenuto nel testo dell'articolo 77.
Per lo stesso motivo non si accoglie l'emendamento numero 66.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 69 si sottolinea come si riporti un testo che è sostanzialmente identico a quello dell'emendamento numero 5 e non si accoglie per gli stessi motivi già illustrati a proposito di questo ultimo emendamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (G.D.R.I. ed Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Come già detto e come sottolineato anche dal Presidente della Giunta, nella consapevolezza che nella discussione di questo articolo e nella trattazione di questa materia entrano in campo convinzioni e idealità che vanno oltre gli schieramenti, la Giunta su tutti gli emendamenti in esame si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. Nell'intervenire in discussione su questo che mi sembra il punto cruciale dell'articolo che stiamo discutendo e, direi anche uno dei punti sostanziali dell'intera legge, vorrei esprimere innanzitutto l'atteggiamento mio personale e anche della Commissione di cui sono relatore, per la posizione(?), per il ragionamento, l'opposizione limpida apprezzabilissima sotto il profilo giuridico, sotto il profilo di linearità del meccanismo proposto con l'emendamento presentato dall'Assessore degli affari generali; perché allora la Commissione si è orientata diversamente e perché mantiene questa posizione attualmente non accogliendo, come ho anticipato prima in veste di relatore, l'emendamento portato dall'Assessore.
Le considerazioni sono diverse e per il tempo che mi è necessario per esporle, ho proferito esporle in sede di discussione. La Commissione è stata mossa, e ritengo che sia stato certo uno dei punti in cui le discussioni sono state più travagliate, più complesse e più meditate, che una situazione che doveva essere attentamente valutata sotto tutti i profili, era quella dell'assicurare nella transizione dal vecchio al nuovo regime che si instaura con questo provvedimento di legge, la presenza di una dirigenza che fosse adeguata anche in termini numerici, non solo sotto il profilo qualitativo, e di cui avessimo certezza che in questo passaggio avremmo avuto a disposizione tale numero di dirigenti.
Vorrei sottolineare, per essere ancora più esplicito, che quando con questa legge noi recepiamo uno dei principi fondamentali recati dalla 421, cioè, la separazione tra funzioni politiche e funzioni amministrative, questo significa che se per un caso, noi non avessimo a disposizione i dirigenti, non soltanto per le funzioni interne di dirigenza sul piano amministrativo, ma per tutte le funzioni anche nei confronti dell'esterno, non si potrebbe neanche verificare quello che si è verificato in questi anni quando la carenza di dirigenti, per la situazione del giudicato amministrativo eccetera, ha posto in condizioni per un certo tempo, gli Assessori di firmare personalmente provvedimenti rivolti verso l'esterno.
Lo scenario oggi muta: l'Assessore che, secondo il dettato dello Statuto, è a capo di un determinato ramo dell'amministrazione, va inteso che ne è a capo e ne risponde dal punto di vista pratico svolge le sue funzioni, quelle soltanto però che attengono alle funzioni politiche, perché questo è ormai chiaramente sancito anche dalla nostra legge. Questo significa che se noi non abbiamo i dirigenti a coprire tutte quelle funzioni che devono essere coperte, ci troviamo in una situazione che significa la paralisi dell'amministrazione anche nei confronti e soprattutto nei confronti dei cittadini.
Il ragionamento fondamentale è stato questo, la preoccupazione è stata questa. Ora, il discorso deve contemplare, il discorso quantitativo, deve partire dalle cifre. Le cifre sono - se non sarà modificata in seguito per esempio prospettandone addirittura un ampliamento- la quota di 220 dirigenti fissata dalla tabella annessa a questo provvedimento che poi discuteremo e voteremo, dai lavori della Commissione, il numero di 220 come organico provvisorio della dirigenza, che non è come in qualche spunto polemico è stato scritto da categorie di dipendenti nelle loro sacrosante rivendicazioni, legittime rivendicazioni, un numero che è stato partorito per caso o deciso a sorte. E` un numero che deriva da una ricognizione puntuale effettuata dalla Commissione con l'ausilio del funzionario dell'Assessorato competente e del funzionario, ovviamente, della Commissione, che ha determinato la necessità di dirigenti che potessero ricoprire per incarico le strutture attualmente esistenti nella nostra Amministrazione, strutture si badi depurate dei settori momentaneamente, perché questi settori, in base alla legge che stiamo votando, spariscono e vengono sostituiti da quelle che chiamiamo ulteriori unità, articolazioni organizzative dei servizi. Però nella fase transitoria i settori ci sono, anche se nella legge le ulteriori articolazioni organizzative saranno coperte da figure non dirigenziali, oggi abbiamo settori che nella fase di transizione vengono fotografati così come sono gestiti attualmente.
Ma io nel calcolo impostato ho tenuto conto soltanto, per questa relazione all'Aula, delle direzioni generali esistenti, dei servizi esistenti. A questo però vanno aggiunte le altre figure dirigenziali previste, quali sono quelle componenti l'attuale servizio ispettivo, quali sono quelle previste in posizione di staff, di studio, di ricerca, ma anche, elemento certamente da non sottovalutare, a supporto operativo della Presidenza della Giunta e dei singoli Assessori.
Ma ho voluto anche per pignoleria, siccome la nostra legge recita che questi dirigenti che saranno posti a disposizione della Presidenza della Giunta e degli Assessori lo saranno dopo che l'organo esecutivo avrà provveduto a bandire i concorsi che in questo articolo 11 sono previsti, non ho tenuto conto neanche del presumibile stock di dirigenti che saranno attribuiti a quelle funzioni. Arriviamo ad un numero di dirigenti che sono essenziali proprio per coprire giusto giusto i posti attualmente da ricoprire in base all'articolazione, direzione generale, servizi, e servizio ispettivo. E' un numero che nei miei calcoli forse è leggermente inferiore a quello che l'Assessore ha enunziato, ma che comunque si aggira intorno alle centoquaranta unità.
Questa è l'essenzialità delle esigenze che noi responsabilmente dobbiamo coprire in maniera certa per poter affrontare questa transizione dall'uno all'altro regime.
Allora, se noi calcoliamo che, con la rinnovazione delle graduatorie dei concorsi che sono cadute sotto la mannaia del giudicato amministrativo, rinnovazione ora in atto, copriamo ottantasei posti, vediamo come aggiungendo anche i posti che deriveranno dal concorso interno previsto dall'articolo 77, arriviamo ad un complesso di 133 posti, che rappresentano circa il 70 per cento dei posti che dobbiamo ricoprire con la sommatoria degli ottantasei posti che verranno fuori dalla rinnovazione delle graduatorie dei concorsi aboliti, e quelli che entreranno con il meccanismo previsto dal cosiddetto ope legis in base alla graduatoria posta per anzianità e titoli di coordinamento.
Quindi, noi sull'immediato contiamo in questo modo nella fase di transizione su un provvedimento che diventa automatico da un lato e che dall'altro, secondo quello che l'Assessore ha preannunziato, possiamo avere le graduatorie in tempo utile di questi rinnovati concorsi, arriviamo ad un complesso di centotrentatrè dipendenti a disposizione per coprire questo ruolo dirigenziale, a fronte degli almeno centoquaranta che nel calcolo prudenziale che ho esposto sarebbero necessari per governare con certezza questa fase di transizione.
C'è un altro aspetto che voglio sottolineare, sotto un profilo anche di linearità e di correttezza. Vorrei sottolineare un altro aspetto che non mi pare secondario, noi stiamo rinnovellando dei concorsi, cosa che siamo tenuti a fare dal giudicato amministrativo, ma non dimentichiamo che quei concorsi di cui parliamo, questi che sono stati annullati, erano dei concorsi interni, non dei concorsi pubblici a loro volta, in cui gli elementi principali nella valutazione dei titoli e nella formazione della graduatoria, come indicato dalla legge, erano il possesso di titoli di studio e l'anzianità. Come si vede se osserviamo i due meccanismi, quello dei concorsi interni da rinnovare e quello proposto che passa sotto il titolo improprio di ope legis proposto dei primi commi del nostro articolo 77, vediamo che ci stiamo basando su criteri che sono sostanzialmente affini, perché parliamo di una valutazione di dati obiettivi che sono l'anzianità di servizio e il numero di anni di coordinamento graduato secondo quello che è precisato nel testo, prendendo come base la valenza del coordinamento dei settori, per poi arrivare ad una valenza doppia per quelli di servizio e ad una valenza tripla per quelli di direzione generale, ispettivi e gli altri che abbiamo aggiunto con l'emendamento Bonesu.
C'è un altro aspetto, consentitemi se mi dilungo forzatamente, ma questo è il punto cruciale che vorrei sottolineare, perché anche l'Assessore l'ha giustamente ricordato e sottolineato. C'è una certa amarezza nel dire che riserviamo troppi pochi posti al concorso esterno che viene bandito consecutivamente a questi primi inquadramenti, e quindi si svolgerà auspicabilmente celermente.
Io ho controllato, perché era mio dovere approfondire il problema prima di prendere una posizione anche come relatore, esattamente che cosa scaturisce dal meccanismo proposto dall'Assessore, tenendo conto di quella riserva di posti per i dipendenti così alta del settanta per cento nel concorso pubblico che lui propone, rispetto al concorso pubblico che segue nel nostro schema, nello schema della commissione in cui come per tutti i concorsi pubblici, come norma generale sancita dal testo che abbiamo già approvato, c'è una riserva per i dipendenti del quaranta per cento dei posti. Di quei duecentoventi posti nell'organico di cui parlavo inizialmente. con il meccanismo proposto dall'Assessore verrebbero riservati agli esterni all'Amministrazione il 18,18 per cento dei posti in organico, con il testo della Commissione c'è certamente una differenza, ma questa differenza non è certamente abissale, perché riserviamo in questo modo agli esterni il 15 per cento dei posti della dotazione.
Infine permettetemi un'altra considerazione, questo può spiegare perché riteniamo che il percorso che la Commissione ha tracciato abbia le caratteristiche che riteniamo certamente indispensabili, caratteristiche di trasparenze, caratteristiche di obiettività sulla base dei requisiti che vengono richiesti, e quindi da questo punto di vista ci sentiamo tranquilli e lo difendiamo; ma diciamo un elemento non trascurabile. E` vero l'Assessore ha posto l'esigenza di un rinnovamento nel senso di energie nuove, energie giovani immesse nell'ambito della dirigenza, e questo come in tutti i campi del lavoro è effettivamente un'esigenza che si sente, però non dimentichiamo che la categoria di quelli che sarebbero dovuti essere i dirigenti se i concorsi fossero andati a buon fine, e quelli anche che a questi concorsi non hanno partecipato, ma hanno ricevuto dall'Amministrazione degli incarichi di coordinamento, non dimentichiamo che con tutti i sui difetti, con tutte le sue mancanze, con tutta la sua lentezza, se l'Amministrazione si è retta in questi lunghi anni lo deve anche al lavoro di queste persone, di cui dobbiamo riconoscere questi meriti.
Meriti che individualmente potranno anche variare come per ciascuno di noi, ma che nel complesso della classe, nel complesso della categoria vanno riconosciuti per quello che effettivamente valgono.
Ed allora io penso che la Commissione, che questi problemi se li è posti, sia stata saggia quando ha riservato una quota ad energie ai giovani freschi, freschi anche di studi, da immettere nell'Amministrazione, con una accolta miscela affiancando questi giovani, queste nuove energie a funzionari che in questa Amministrazione hanno comunque, a prescindere dalle loro doti di partenza, acquisito esperienza specifica, che possono essere delle chiocce nei confronti di questi pulcini che possono entrare nell'Amministrazione, poi pulcini non saranno, cammineranno con le loro gambe, però è una funzione che naturalmente abbiamo meditato, e che naturalmente negli anni andrà decisamente verso l'evoluzione normale che anche questa Amministrazione dovrà avere, uno svecchiamento e un rinnovamento graduale negli anni.
Questo frutto della Commissione, che la Commissione intende - per le motivazioni che ho cercato di esporre - confermare e difendere, è stato il frutto di un lavoro lungo e travagliato in commissione che ha coinvolto tutte le forze politiche. E` stato un percorso sofferto ed anche meditato, è stato un percorso in cui - mi sia consentito per chiudere il mio intervento - devo dare atto di un apporto sostanziale, direi importantissimo, fornito dall'onorevole Masala, che per le sue note vicende personali non ha potuto essere relatore al posto mio, ma a cui va riconosciuto il merito. Io ci ho lavorato a fianco nella sotto Commissione istituita alla Ia Commissione, e ha dato a questo provvedimento, e soprattutto in modo particolare a questo testo dell'articolo 77, tutto il suo appassionato apporto e tutto il suo competente e lucido ragionamento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Macciotta. Informo l'Aula che non ho voluto interrompere l'onorevole Macciotta poiché doveva illustrare un emendamento, se avesse dovuto illustrare tutti e venti gli emendamenti voi sapete che il tempo a disposizione per ogni emendamento è contingentato; ho lasciato esporre al relatore, dato che voleva parlare esclusivamente su un emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Randaccio. Ne ha facoltà. RANDACCIO (G.D.R.I. ed Ind.). Il problema dell'articolo 77 secondo noi non può essere riduttivamente considerato un problema riguardante la sola dirigenza, e men che meno un problema di sanatoria di situazioni pregresse legate alle note vicende che hanno consentito alla Regione di avere una propria dirigenza.
E` vero che l'articolo ricomprende anche queste questioni, ma la sua portata, come ho detto, va oltre, e investe direttamente la questione ben più rilevante della riforma della macchina amministrativa della Regione.
Le regole che detteremo oggi per la dirigenza avranno infatti ripercussioni enormi su come sarà e su come funzionerà la macchina regionale amministrativa.
E` in questa chiave che secondo noi vanno lette le profonde ragioni rifomatrici che sottendono alla ratio dell'emendamento proposto dall'Assessore Loddo.
In questo emendamento, per le implicazioni che lo caratterizzano, vi sono le principali ragioni del programma politico di Rinnovamento Italiano, ispirato alle riforme vere, che secondo noi non sono solo quelle proclamate, e del reale cambiamento della nostra Regione.
Quindi, il nostro Gruppo è convinto che vi sia solo un modo per riformare davvero in profondità l'Amministrazione regionale, e cioè riformare radicalmente anche la dirigenza. E` questa la posizione nostra e dell'Assessore Loddo. Secondo noi non è più accettabile l'acquisizione di importanti posti di responsabilità senza alcuna verifica oggettiva del possesso di adeguate e idonee competenze, e senza la possibilità di valutazione dei risultati conseguiti.
Sono presenti oggi all'interno dell'amministrazione regionale centinaia di dipendenti regionali preparati che chiedono solo di essere messi alla prova. Esistono inoltre all'esterno dell'Amministrazione professionisti seri e competenti, anche ad essi secondo noi va offerta l'identica possibilità. Secondo il nostro avviso è tempo di fare un grosso salto di qualità: chi è capace, competente, preparato e fortemente motivato faccia il dirigente. E ritengo anche che così come i dirigenti hanno il sacrosanto diritto di pretendere criteri di selezione dei dipendenti regionali, fondati sul merito e sulle reali capacità, così gli stessi dirigenti devono accettare serenamente che anche per loro si applichino i medesimi criteri, in modo tale da consentire la partecipazione più ampia ed assicurando il reclutamento dei migliori.
La portata dell'emendamento proposto sancisce che l'azione dell'Amministrazione regionale dovrà essere ispirata a principi di equità e di eguaglianza di trattamento tra tutti i dipendenti, e conseguentemente per coerenza dovrà essere applicata la regola del concorso esterno, benché con riserva di posti per i regionali, senza eccezione di sorta. L'emendamento all'articolo 77 si basa infatti proprio su questi punti.
Noi abbiamo evidenziato tre punti essenziali:
1) esecuzione del giudicato amministrativo limitatamente agli ottantasei posti messi a concorso dalla legge regionale 24 del 1989;
2) accesso alla dirigenza regionale mediante pubblico concorso per esami e titoli con posti riservati al personale regionale;
3) rifiuto dal metodo della mobilità verticale e dei concorsi interni come unica porta d'accesso alla dirigenza.
Nel rispetto del pluralismo e della corretta dialettica proponiamo quindi che oggi il Consiglio libero, e qui mi preme rispondere al Capogruppo Pittalis, responsabile del Gruppo Consiliare di Forza Italia, sulla posizione sia dell'Assessore, ma lo ha fatto molto chiaramente lui, e sia sulla nostra posizione del Gruppo. Qui si sta discutendo sulla riforma più importante, credo forse sulla legge più importante che questo Consiglio in quasi quattro anni e mezzo di legislatura ha portato su questi banchi. Credo che si possa andare su questa legge ben oltre, al di là dei blocchi contrapposti di maggioranza ed opposizione. Noi sappiamo che per le grandi riforme si deve fare un salto di qualità, bisogna andare oltre la maggioranza e l'opposizione, peraltro già nel passato in quest'Aula si sono viste delle posizioni convergenti, tra il Gruppo che lei dirige e ad esempio il Gruppo del P.D.S.. Ricordo la legge, quell'articolo di quella piccola riforma della legge elettorale, del passaggio dal ballottaggio da tre a due, ebbene in quel caso credo che l'onorevole Pittalis non si sia così scandalizzato. Su riforme così importanti, su questioni di principio, di riforma della macchina in questo caso amministrativa, si parlava prima della legge elettorale, credo che le posizioni (posizioni nette, linee di pensiero) possano essere portate sui tavoli del Consiglio e il Consiglio, nella sovranità istituzionale che gli compete, possa dare un proprio giudizio.
Presidenza del Vicepresidente Zucca (v.P:V.)
(Segue RANDACCIO.) Io non trovo niente di male che una Giunta che ha fatto sintesi su due posizioni abbia semmai il coraggio, io rendo merito a questa Giunta, di portare queste posizioni su questi banchi e lasciare al Consiglio, ai consiglieri e in questo caso ai rappresentanti del popolo sardo, la scelta sovrana.
Per cui prego veramente tutti i colleghi, anche su questa questione, e noi come Gruppo vi ripeto credo stiamo dando prova a tutti di questo, siamo fortemente, in maniera chiara e netta, all'interno di un quadro di centro sinistra, di maggioranza, però sia con l'Assessore, sia come Gruppo ci proponiamo a questo Consiglio portando avanti la nostra linea di pensiero.
Lo diciamo con chiarezza, lo diciamo consapevoli che possiamo suscitare nei nostri confronti,nei confronti anche della macchina regionale qualche perplessità, ma noi questa in linea riformatrice ci crediamo, la portiamo avanti e la sosteniamo.
Nient'altro, siamo pronti a non avere il consenso dell'Aula, ma siamo qui a chiederlo e a spiegare le nostre ragioni. Quindi dicevo, credo che oggi l'Aula sia chiamata a spogliarsi delle logiche del confronto, del muro contro muro tra maggioranza ed opposizione, lasciando spazio ad un confronto aperto, sereno e responsabile tra queste due ipotesi che sono in campo. Da un lato quella dell'articolo 77 proposto dalla competente Commissione consiliare, che è palesemente secondo noi più preoccupata di sanare il pregresso e forse meno attenta a introdurre criteri di selezione fondati realmente sul merito e sul competenza, dall'altro lato l'emendamento della Giunta, che senza trascurare le legittime istanze di coloro che chiedono il rispetto delle giudicato amministrativo, giustamente, introduce come regola fondamentale di principio il sistema del concorso pubblico, a salvaguardia della meritocrazia e della competenza, che noi riteniamo sia un elemento fondamentale per riformare realmente la macchina burocratica regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, si è detto molto volte in quest'Aula che abbiamo un Regolamento consiliare superato, e credo che in effetti il Regolamento non sia all'altezza delle innovazioni rivoluzionarie che la Giunta Palomba sta portando al modo di procedere in quest'Aula. Perché nel Regolamento è scritto che la Giunta deve esprimere il proprio parere su tutti gli emendamenti, la funzione di questo parere obbligatorio è di dichiarare la conformità o meno degli emendamenti al programma della Giunta, per cui è lecito, chiaramente, alla Giunta dichiarare che si rimette all'Aula, ma quando sono questioni assolutamente irrilevanti per il programma della Giunta, per cui l'approvazione o meno dell'emendamento non cambia niente sull'attuazione del programma della Giunta. Quindi dichiarare che si rimette all'Aula quando la Giunta non ha alcun interesse al voto dell'Aula considerandolo indifferente. A parte la rilevanza degli emendamenti all'articolo 77, ma questa sarebbe una valutazione puramente politica, stupisce però che la Giunta dichiari di rimettersi all'aula su un emendamento proposto dalla stessa Giunta.
Qua siamo all'assurdo, perché se la Giunta ha ritenuto di dover presentare l'emendamento è perché ritiene che con quell'emendamento, e non con il testo approvato dalla Commissione, viene attuato il programma della stessa Giunta. Ora mi chiedo, effettivamente ci siamo chiesti più volte durante la discussione di questa legge e non solo, se esiste un atteggiamento collegiale, unitario della Giunta. Dopo aver sentito il presidente Palomba sull'emendamento 14 siamo veramente stupiti, perché o la Giunta non ha volontà di attuare un proprio programma in contrasto con quanto deciso dalla Commissione, ed allora non doveva presentare l'emendamento 14, oppure una volta presentato è chiaro che gli riconosce una essenzialità e deve chiedere al Consiglio di pronunciarsi a favore dell'emendamento. Ma siccome mi sembra, dalle dichiarazioni del Presidente, che abbia lasciato l'emendamento e l'Assessore proponente al suo destino, mi sembra in totale contrasto con i principi che regolano la discussione in quest'aula ed anche con il principio che la Giunta è organo collegiale. Ricordiamo per esempio che gli Assessori non rappresentano la Regione, che è rappresentata unitariamente dal suo Presidente. Mentre in quest'aula si assume una strana posizione per cui un Assessore parla a nome della Giunta, ma il Presidente non ne avalla neppure l'operato.
Queste sono considerazioni politiche, ma come dicevo anche regolamentari. Se il parere della Giunta sugli emendamenti è inutile, aboliamolo, vuol dire che l'Assemblea continuerà a procedere nei suoi lavori senza tenere conto che esiste un programma della Giunta a cui ha dato la fiducia e che non esistono conseguenze delle sue votazioni sul programma della Giunta. E` vero che anche con la legge precedentemente approvata la Giunta si è schierata in un modo e per l'ennesima volta è finita in minoranza, ma chiaramente queste considerazioni che valgono in tutte le assemblee democratiche qua sembra che non abbiano nessuna rilevanza.
Io vedo che Prodi, semplicemente perché un organo di partito ha deciso in un modo, è andato alla Camera a chiedere la fiducia, vuole constatare se ha una maggioranza. Qua Palomba constata in ogni momento che non esiste maggioranza sul suo programma, ma non chiede né una fiducia esplicita, né ne trae alcuna conseguenza.
Ciò detto mi dichiaro in contrasto con l'emendamento 14; il testo che viene in aula è stato lungamente ponderato dalla Commissione e nonostante alcuni inconvenienti che esistono più che raddoppiati nell'emendamento 14, la Commissione è arrivata a questa proposta perché è l'unica che consente di partire il giorno dopo l'approvazione della legge col formare tutta la struttura che è prevista dalla legge stessa, è in particolare l'unica norma che consente di nominare subito i direttori generali che sono un po' il motore di questa riforma.
Con la proposta dell'Assessore questo non sarebbe possibile, e anzi rischiamo, ritornando su graduatorie che per la loro discrezionalità hanno sollevato un'infinità di ricorsi finora accolti, di impantanarci ancora per anni ed anni in contenziosi giudiziari e di non vedere mai la partenza di questa riforma del 101.
Quanto all'emendamento 18, nonostante il parere negativo del relatore, io insisto e chiederò che venga posto in votazione perché in una visione del 101, in cui riconosciamo la funzione degli staff e la presenza dei dirigenti in funzione di staff, mi sembra che anche per l'accesso alla dirigenza sarebbe coerente riconoscere le funzioni di staff.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.). Presidente, colleghi, Assessore, io che non ho notoriamente poteri da veggente, dopo gli interventi del presidente Palomba e il parere del relatore della Commissione credo di potermi permettere una previsione, senza naturalmente offendere nessuno, e credo che l'emendamento della Giunta, o meglio dell'assessore Loddo, navighi su un consenso che oscilla dai tre ai quattro voti.
Questo non mi meraviglia visto che la settimana scorsa un emendamento dall'Assessore ne ha presi tre, quindi arrivando a quattro starebbe migliorando.
La cosa che invece mi ha sbalordito è l'atteggiamento del Presidente della Giunta, che poco fa ha detto testualmente di nutrire rispetto verso l'assessore Loddo. E` un nuovo istituto quello del rispetto in politica, perché generalmente il rispetto si ha verso una persona solo perché è tale. Anche noi abbiamo rispetto per l'assessore Loddo, per tutti voi colleghi per il pubblico, poi abbiamo rispetto per l'ambiente, abbiamo rispetto per tutte le specie umane ed animali, quindi il rispetto non so cosa significhi.
Mi dispiace, però, che ancora una volta l'Assessore si intestardisca ad andare avanti da solo; per questo io posso anche ammirarlo, però non so dove si voglia arrivare, perché presentare già degli emendamenti morti o abortiti prima di nascere non so quanto sia funzionale alla vostra maggioranza.
Per quanto riguarda, invece, l'atteggiamento della Giunta credo che già il fatto di andare in ordine sparso su quella che è - definizione dell'onorevole Palomba - la madre delle riforme non mi sembra una gran bella figura, perché la Giunta in questo caso si sta comportando come una confraternita di sommelier, ciascuno degli Assessori assaggia il vino poi dà il giudizio libero. Invece non è così che si fa in democrazia.
Per quanto riguarda, invece, gli appelli alla coerenza e all'unità di vedute fatti dall'onorevole Randaccio, volevo ricordarle, onorevole, che - ahimè -il suo Gruppo non ha mai brillato per coerenza. Ricordo le battaglie fatte dai suoi colleghi per l'incompatibilità tra assessore e consigliere, battaglie fatte per gli altri, ma che non sono servite per loro in quanto i due assessori che avete sono consiglieri. Come pure ricordo, a proposito di coerenza, quando parlando ai quattro venti dicevate: "Mai e poi mai in Giunta con Rifondazione". Questo vale sempre per gli altri, poi una volta che ci siamo ci rimaniamo!
Quindi, fatte queste brevi considerazioni, io umilmente, nel mio piccolo, consiglierei all'Assessore di dimettersi da una Giunta che non gli dà sostegno e che non gli dà voti.
LODDO (G.D.R.I. ed Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ancora? E cambia registro, più me lo dici meno ti ascolto!
BIANCAREDDU (F.I.). Non perché possa diventare io assessore, non ci tengo, ma almeno per una questione di moralità e decenza politica. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Manchinu. Ne ha facoltà. Nell'ordine era iscritto l'onorevole Pittalis, ma mi pare che abbia più senso dare la parole all'onorevole Manchinu, per l'alternanza negli interventi. Prego, onorevole Manchinu.
MANCHINU (F.D.S. Progr. Sard.). Non ho chiesto la parola.
PRESIDENTE. Non l'ha chiesta? Io leggo il suo nome qui. Ho ereditato questa iscrizione a parlare. Nel caso che l'onorevole Manchinu non abbia chiesto di parlare, come non ho motivo di dubitare che non l'abbia chiesto, ma lo vedo scritto qua, do la parola all'onorevole Murgia. Mi auguro che l'onorevole Murgia, invece abbia chiesto la parola. L'onorevole Murgia non è in aula? L'onorevole Lorenzoni non è iscritto; l'onorevole Tore Sanna, invece, è iscritto. L'onorevole Murgia non è in aula, quindi non posso dare la parola ad un assente. Io non presiedevo prima e ho trovato l'elenco delle iscrizioni a parlare e a questo mi sono attenuto. Ha davvero domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Rapidamente, Presidente, perché non mi voglio soffermare sulle questioni di merito che sono state brillantemente esposte dal collega Macciotta e alcune riprese anche dal collega Bonesu; per altro mi corre l'obbligo di fare alcune brevissime precisazioni in relazione ad alcune affermazioni, che sono state fatte nel corso della presentazione dell'emendamento numero 14, sia da parte dell'Assessore che da parte del Capogruppo di Rinnovamento Italiano.
Nel senso che, collega Randaccio, la Commissione non si è preoccupata di sanare questioni vecchie, non era questo l'assillo della Commissione; la Commissione aveva altri obiettivi, ha fatto altri ragionamenti e li ha fatti per lungo tempo. Voglio ricordare che nella carica di Assessore si sono avvicendate tre persone, durante la discussione di questo provvedimento, e siamo arrivati alla sintesi che è contenuta nell'articolo 77 non perché vogliamo portare avanti una battaglia di retroguardia, non perché, Assessore, siamo preoccupati di fotografare le singole persone, ma per tutte le motivazioni che ha qui esposto il collega Macciotta e che mi paiono ineccepibili, senza che questo possa significare, e questo lo voglio sottolineare, che la Commissione appunto abbia svolto un lavoro di retroguardia, un lavoro vecchio, un lavoro superato, a fronte di coloro i quali, invece, oggi impugnano la bandiera comoda, tra virgolette dico io, del rinnovamento, dell'andare avanti, del nuovo, eccetera, eccetera.
I problemi ce li siamo posti anche noi, li abbiamo lungamente discussi e, con l'accordo complessivo delle forze politiche presenti in Commissione, abbiamo ritenuto di portare in Commissione, di proporre all'Aula questo articolo. Io credo che faccia bene l'Assessore a presentare una propria proposta, a difenderla; bene fanno quelli che credono in questa proposta ad intervenire e a sostenerla, ma attenzione, non presentatevi, non abbiate la pretesa di presentarvi voi come i rinnovatori e noi come i conservatori, perché così non è! Non sono queste le motivazioni che ci hanno indotto ad approvare questo articolo. Ripeto, le ha esposte il collega Macciotta, le abbiamo lungamente discusse in Aula.
L'ultima considerazione, Presidente e ho concluso: qualcosa occorre dire su queste persone che in questi anni hanno sostanzialmente retto la baracca, e sto parlando di quelli che per questi anni, e per lunghi anni, comunque, hanno fatto camminare la macchina.
Allora non è che, in nome del rinnovamento, noi oggi diciamo che tutto deve essere smantellato, che persone che hanno diretto servizi, uffici e quant'altro per vent'anni, per quindici anni, domani devono fare il concorso perché il rinnovamento impone di fare questo e nel frattempo i concorsi non si saprà mai quando potranno partire, perché abbiamo assistito anche a questo. Noi, nell'articolo 77, abbiamo introdotto due clausole di sanzioni per obbligare la Giunta a fare sia il concorso interno, sia il concorso esterno, proprio perché siamo consapevoli del fatto che in trent'anni, quarant'anni molte volte i concorsi sono stati annunciati e poi non sono mai andati avanti. Abbiamo avuto anche questa preoccupazione, al punto che nell'articolo 77 abbiamo previsto due clausole di sanzione.
Io lo voglio ribadire, con questo noi stiamo, sicuramente, facendo un'apertura di credito ai dirigenti regionali in servizio; con questo avranno la possibilità (e non potranno più avere alibi né nascondersi dietro un dito) di dimostrare per intero tutte le loro capacità, se le hanno. Per altro, voglio ricordare ai colleghi che questa legge, io non la chiamo madre di niente, né zia né cugina, è una legge di riforma, grande o piccola, non spetta a noi dirlo. Io non credo che questa sia la riforma più grande o più piccola; è una legge di riforma, importante. Voglio dire che questa legge contiene il principio che i dirigenti non hanno la garanzia del posto; credo che i signori che aspirano a diventare dirigenti queste cose le sappiano bene, hanno un contratto per cinque anni e, qualora non funzionassero, i signori dovranno chiaramente lasciare il posto libero.
Quindi, noi stiamo facendo certamente, nel nome dell'interesse generale, che è quello che ricordava il collega Macciotta, una grossa apertura di credito agli attuali dirigenti: questi dirigenti sappiamo dimostrarci che davvero sono all'altezza della situazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Semplicemente perché preso atto della dettagliata illustrazione del relatore che ha argomentato e spiegato in maniera esauriente il contenuto dell'articolo 77, ritengo di dover ritirare alcuni emendamenti che vi do in sequenza: gli emendamenti numero 64, 63, 68, 65, 66; relativamente all'emendamento numero 69, che non ritiro, nella penultima riga, esattamente "in sede di prima applicazione della presente legge", c'è una virgola, e c'è scritto: "anche in sovrannumero", vorrei, apportando un emendamento orale, togliere la frase "anche in sovrannumero".
PRESIDENTE. Può ripetere per gentilezza?
LORENZONI (Popolari). Nella penultima riga dopo "applicazione della presente legge," c'è la frase "anche in sovrannumero". Vorrei eliminare la frase "anche in sovrannumero".
PRESIDENTE. Grazie.
LORENZONI (Popolari). L'emendamento numero 70 viene ritirato, l'emendamento numero 69 rimane con la modifica proposta.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 70 non è relativo all'articolo 77.
LORENZONI (Popolari). Chiedo scusa, intendo ritirarlo più avanti. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intervenendo in Aula con un candore che solo lui poteva permettersi, il consigliere Federico Palomba, Presidente della Giunta regionale, ha dichiarato che sulla dirigenza e sull'assetto del personale regionale, la Giunta non è riuscita a trovare una posizione unitaria e che pertanto ai singoli Assessori, così come ai consiglieri del Centrosinistra, veniva lasciata libertà di coscienza e di voto.
Sono queste le sue testuali dichiarazioni che ho testé annotato. Il che, tradotto dai virginali toni presidenziali, vuol dire che su un progetto di riforma di importanza centrale nell'organizzazione della Regione, non abbiamo un Governo. Si tratta, come ciascuno vede, di un fatto di una straordinaria gravità che viene ammesso con cinismo e spregiudicatezza in Aula dal Presidente della Giunta.
Noi esprimiamo la più dura censura, proprio per questo contegno - che se fosse soltanto superficiale sarebbe il meno - del Presidente Palomba e per lo sprezzo che ancora una volta dimostra verso le istituzioni autonomistiche sarde.
Ed allora, Assessore Loddo, quando il consigliere Biancareddu si rivolge verso di lei per chiederne le dimissioni, è liberissimo di farlo, così com'è libero lei di stare al suo posto, ma non può impedire a noi, mi ricollego a quanto detto dal collega Cugini che mi invita ad utilizzare toni adeguati verso la Giunta regionale; i toni adeguati li utilizzi lui verso questa Giunta. Noi se avessimo i numeri, avremmo certamente utilizzato non le parole ma i fatti, per mandarvi a casa una volta per tutte; sulla libertà di esercitare il nostro mandato politico e di utilizzare anche il linguaggio che riteniamo più consono alla gravità di questa situazione nella quale ci avete condotto, mi pare che né l'onorevole Cugini, né l'arroganza del Presidente Palomba e dei suoi Assessori possa assolutamente impedircelo.
Allora, Assessore Loddo, presentando l'emendamento numero 14, in termini penalistici, diremmo che lei ha commesso un "falso ideologico", perché lei presenta un emendamento a nome della Giunta regionale quando lei sa benissimo, perché lo ha affermato lo stesso Presidente Palomba, che questo emendamento non ha assolutamente l'avvallo della Giunta regionale.
Allora, assessore Loddo, la funzione che ella riviste, che è una cosa seria, cioè fare il ministro di questa Regione non è una cosa sua privata, nel senso che oggi si dimette, domani ritira le dimissioni; questo appartiene al teatro della politica, dipende dalla sensibilità politica di ciascuno. A noi non interessa questo aspetto, ma interessa quando lei compie atti, non nella veste di consigliere ma nella veste di Assessore.
Lei oggi, se avesse un minimo di dignità politica, dopo quello che ha detto il Presidente Palomba dovrebbe, come le ha già chiesto il consigliere Biancareddu, dimettersi. Evidentemente a noi spetta chiederlo, alla sua sensibilità, adeguarsi.
Allora, assessore Loddo, vedremo che fine farà il suo emendamento presentato a nome della Giunta regionale! Assisteremo ancora alla vergogna di emendamenti da lei presentati a nome della Giunta regionale che hanno avuto soltanto, come ricordava l'onorevole Biancareddu, il suo voto e quello di altri due consiglieri. Questa è la vergogna cui la Giunta regionale, con le sue altalenanti posizioni, ormai ci ha portato!
Una cosa è comunque certa: questa riforma, per quanto lacunosa, per quanto presenti aspetti problematici, sicuramente, non è una riforma della Giunta regionale. Ha detto bene il Presidente della prima Commissione, e cioè che questa riforma è nata grazie al contributo dei commissari, quindi delle rappresentanze del Consiglio, e non certamente all'attività, anzi all'attività spesso di disturbo, che la Giunta regionale, anche in sede di Commissione, al riguardo ha effettuato a più riprese.
Quindi, il nostro giudizio politico è gravemente negativo, non ci stancheremo mai di ripeterlo; e dovremo attendere che, purtroppo, leggi di riforma di questa natura nascano dalla consapevolezza dei consiglieri regionali delle diverse forze politiche in Consiglio, di maggioranza e di opposizione, e non certo dalla sensibilità e dalla lungimiranza della Giunta regionale.
PRESIDENTE. Mi pare che si sia conclusa la discussione, possiamo procedere alle votazioni. Ha domandato di parlare il consigliere Randaccio, ma siccome ci sono emendamenti in prevalenza sostituivi parziali, devono essere votati prima dell'articolo, quindi, man mano che li mettiamo in votazione, avrà la parola.
Prima devo annunciare quali emendamenti devono essere votati.
Il primo emendamento che pongo in votazione è l'emendamento numero 14, sostitutivo parziale, il quale è sostanzialmente in alternativa a tutti gli altri emendamenti, ad eccezione dell'emendamento numero 69.
Il consigliere Randaccio ha domandato di parlare per le dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
RANDACCIO (G.D.R.I. ed Ind.). La dichiarazione di voto mi dà l'opportunità di chiarire, relativamente a questo emendamento ed anche ad altre questioni che sono state portate sul tappeto, la nostra posizione. Innanzitutto dev'essere chiaro che Rinnovamento Italiano ritiene i lavori che si sono portati avanti, sia in Commissione, sia nell'Aula e sicuramente anche nel futuro sino alla conclusione di questa legge, dei lavori estremamente importanti; noi riteniamo che il lavoro portato avanti dalla Commissione e dalla Giunta, in questo senso, sia un lavoro, una legge, un atto legislativo di importanza estrema per la riforma della Regione Sardegna.
Riteniamo che tutto l'articolato finora portato in quest'Aula sia un articolato estremamente innovativo.
Noi non pensiamo minimamente di dissentire tra maggioranza e Giunta su tutto il lavoro finora svolto; noi avevamo l'ardire di portare all'interno di quest'Aula una linea di pensiero e di confrontarci all'interno del Consiglio su questa linea di pensiero per cui su un emendamento e sull'articolo 67. Non mettevamo assolutamente in discussione nient'altro. Siamo consci che è una legge importante, che arriva dopo tanti anni, ci rendiamo conto dell'impegno della Commissione che ha visto passare di mano questo assessorato su tre illustri colleghi in precedenza, ha fatto un lavoro meritevole, ma noi, su quella linea di pensiero, pensavamo di confrontarci oggi.
Mi rendo conto adesso che forse era vana questa presentazione o questa possibilità di dialogare all'interno del Consiglio su queste due linee di pensiero; mi rendo conto che questa possibilità che ritenevamo di offrire, è stata accolta in maniera assolutamente strumentale ed è stata fatta una strumentalizzazione politica di questa possibilità che oggi il Consiglio aveva da parte dell'opposizione.
Mi dispiace perché pensavamo che forse il dibattito potesse andare sui contenuti di questo emendamenti, che l'emendamento numero 14 poteva dare la possibilità a questo Consiglio di dibattere su una linea che noi riteniamo innovatrice e su una linea che noi riteniamo un po' più di conservazione. Così non è stato. Abbiamo sentito tante cose che si commentano da sole.
Siamo perfettamente d'accordo con quanto diceva il Presidente Sanna, che l'attività dei dirigenti sinora svolta all'interno della macchina burocratica regionale, con tutte le difficoltà di una situazione poco chiara, è stata un'opera meritoria. Su questo non c'è dubbio. Non credo che sia di nessuno portare avanti la bandiera o la difesa dei dirigenti, perché non è in discussione questo, ma è in discussione un principio innovativo, non certo il lavoro meritevole svolto dai dirigenti e le giuste aspettative dei dirigenti, che hanno un grande valore, di poter continuare nella propria opera. Non è certo l'intendimento di Rinnovamento Italiano.
Per cui, pensavamo che si potesse discutere su queste due posizioni, così non è stato e noi, per coerenza, riteniamo comunque di portare avanti la nostra linea e la porteremo anche nel voto, saranno tre voti, sono sicuramente quattro perché il Gruppo così ha deciso, ma credo che anche un voto abbia dignità, se dietro questo voto c'è un principio, c'è una idealità. Noi ce l'abbiamo e la portiamo avanti, qualcun altro forse non ce l'ha e preferisce nascondersi su venticinque, ventisei e ventisette voti.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approvi alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento 15 unitamente all'emendamento numero 25 che sono, come è risultato dalla discussione, strettamente connessi. All'emendamento 25, comunque, è stata apportata una modifica: nel settimo comma le parole sono sostituite da "nella settima e ottava qualifica funzionale". Questo era stato chiarito in sede di discussione, quindi alla votazione per il 15 e il 25 si procede in un'unica soluzione. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento numero 68 è stato ritirato, e tutti gli altri emendamenti, essendo aggiuntivi, vengono messi in votazione successivamente.
Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore Chiedo la votazione per parti, nel senso di votare insieme i primi 15 commi, e di votare a parte il sedicesimo comma dell'articolo, perché quel comma va cancellato - a parere della Commissione - dal testo, in virtù della notizia che è arrivata in giornata, della bocciatura anche della graduatoria del secondo concorso. Era un articolo che era in previsione, autoannullava da parte dell'amministrazione quel concorso e, chiaramente, è superfluo e va tolto dalla legge. Quindi la votazione separata ci consente di bocciarlo e così aggiriamo la storia di non avere un emendamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione i primi quindici commi dell'articolo numero 77.Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Metto in votazione il comma 16 dell'articolo 77. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva azi la mano. (v.P.V.)
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento 18.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 18.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 25
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA FERRARI - FLORIS - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 69. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 69 all'articolo 77, con la modifica alla fine della penultima riga e all'inizio dell'ultima riga la dicitura "anche in soprannumero" si intende cancellata. Quindi, stiamo votando l'emendamento nella formulazione che esclude l'espressione "anche in soprannumero" alla fine della penultima e all'inizio dell'ultima riga.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 24
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Si dia lettura dell'articolo 78.
PIRAS, Segretario:
Art. 78
Proroga del contratto vigente
1. Al fine di omogeneizzarne la durata con quella degli altri contratti del settore pubblico, il contratto di lavoro del personale dell'Amministrazione regionale e degli enti strumentali della Regione per il periodo 1° gennaio 1994 - 31 dicembre 1996, emanato con i decreti del Presidente della Giunta regionale 21 dicembre 1995, n. 385, e 14 maggio 1996, n. 113, conserva la sua efficacia fino al 31 dicembre 1997.
2. A decorrere dal 1° gennaio 1997, gli stipendi mensili lordi di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 7 del citato contratto sono incrementati in misura pari al tasso di inflazione accertato dall'ISTAT per l'anno 1997.
3. Il contratto collettivo decorrente dal 1° gennaio 1998 potrà comunque disporre sul trattamento economico relativo all'anno 1997, nei limiti delle disponibilità totali risultanti dalla legge finanziaria e dal bilancio.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 59, sostitutivo totale, e 60, aggiuntivo. L'emendamento aggiuntivo numero 70 è stato ritirato. (v.P.V.)
Si dia lettura degli emendamenti numero 59 e 60.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti ha facoltà di illustrarli.
BIANCAREDDU (F.I). Il primo emendamento è presentato in considerazione del notevole ritardo accumulato per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto il 31 dicembre 1996 e recependo le legittime istanze della categoria, che sollecitano una procedura d'urgenza. Quindi, si presenta la proposta in argomento al fine di dare garanzia, celerità e certezza dei tempi.
L'emendamento numero 60 è stato proposto al fine di garantire l'erogazione del trattamento di fine rapporto per l'intero periodo di servizio dei dipendenti, di cui all'articolo 30 della legge regionale numero 33 dell'84. Grazie.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'emendamento numero 60 c'è da precisare che non vi è la relativa copertura finanziaria perché non è valutata la spesa nel corpo dell'emendamento stesso. Questo va precisato ad evitare equivoci.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I). Chiedo a tal proposito il parere della Commissione finanze o del Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Biancareddu, la logica vuole che non si possa dare un parere su una spesa che non è quantificata, che non può essere né maggiore né inferiore a quanto richiesto, perché non c'è nessuna cifra. Quindi, che parere può dare la Commissione? Abbia pazienza! Non posso chiederle di pronunciarsi su una cosa inesistente.
Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta.
MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. L'emendamento numero 59 non si accoglie, sottolineando che negli articoli relativi la Commissione ha tracciato nel testo del 101 il percorso preciso che deve essere seguito dall'Amministrazione per quanto riguarda la contrattazione, e quel percorso, a provvedimento approvato, va seguito.
Devo anche vedere con una certa sorpresa (anche se le motivazioni addotte hanno una loro validità), anche da parte dell'opposizione concedere, rispetto al testo proposto alla Giunta, questi più ampi poteri di trattazione di quanto la Commissione abbia ritenuto opportuno.
L'emendamento numero 60, a prescindere dal problema certamente non secondario della mancata copertura finanziaria, non si accoglie nemmeno nel merito.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 60 è sostanzialmente non accoglibile in questa forma.
Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (G.D.R.I. ed Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto riguarda l'emendamento numero 59, devo dire che non capisco l'atteggiamento schizofrenico della minoranza, che da un lato critica la Giunta per non essere capace nemmeno di fare l'ordinario e poi, con un altro emendamento, le dà addirittura competenze in via del tutto eccezionale per sottoscrivere con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative l'accordo contrattuale per il prossimo triennio!
Ritengo che ci troviamo di fronte ad una situazione veramente paradossale. In ogni caso, al di là di questa polemica che, per altro, è aliena dal mio temperamento, ma che non ritenevo di dover trascurare, devo dire che la Giunta parte dal principio che non siano ammesse deroghe ai principi generali della legge, e quindi esprime parere negativo; mentre ritiene inammissibile l'emendamento numero 60.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intervengo molto brevemente per ricordare che gli esempi di schizofrenia sono tutti suoi, assessore Loddo, glielo abbiamo già detto nel corso della discussione su questa legge, ed è inutile che lei scimmiotti espressioni usate proprio da questi banchi! D'accordo? Quindi si trovi anche altro...
LODDO (G.D.R.I. ed Ind.). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ce li scambiamo vicendevolmente.
PRESIDENTE. Prego di non dialogare e di lasciare le espressioni psichiatriche agli psichiatri.
LODDO (G.D.R.I. ed Ind.). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Siccome le conoscete bene, ce le rimando.
PITTALIS (F.I.). Benissimo. Presidente, mi lasci concludere l'intervento. Per quel che riguarda le minoranze o la minoranza, assessore Loddo, io le voglio ricordare che finora, caso probabilmente unico nella storia della autonomia sarda, ma anche della politica, che un Assessore su un emendamento dallo stesso presentato, raccolga appena, con il suo voto, quattro voti.
Onorevole Loddo, minoranza è lei e il suo gruppo di Rinnovamento Italiano! E non voglio aggiungere altre polemiche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). L'assessore Loddo è uso polemizzare con la minoranza. Io, come ho detto altre volte, faccio minoranza e opposizione con molta coerenza, per cui non do nessuna fiducia alla Giunta, tanto meno in questa materia dove, nella gestione della discussione in Aula, mi sembra che la Giunta la fiducia non l'abbia meritata, votando contro i propri emendamenti.
Quindi, credo che assolutamente la Giunta, prima di chiedere fiducia al Consiglio...
LODDO (G.D.R.I. ed Ind.).Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Non l'ho chiesta!
BONESU (P.S.d'Az.). ...debba chiedere fiducia a se stessa, visto che nella Giunta domina un clima di sfiducia, per cui mi dichiaro profondamente contrario all'emendamento numero 59 perché è la riproposizione delle vecchie formalità di contrattazione e non tiene in nessun conto il fatto che con questa legge, per altro conformemente ai principi della 421, noi abbiamo profondamente cambiato il sistema di contrattazione, le procedure, assegnando alla Giunta un ben definito compito e non la gestione completa della contrattazione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione prima l'emendamento numero 59.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Mettiamo in votazione l'articolo 78. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato )
Si dia lettura dell'articolo 79.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 79
Copertura finanziaria
1. I nuovi e maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire 10.700.000.000 per l'anno 1998 e in lire 7.660.000.000 per gli anni successivi e fanno carico ai sottocitati capitoli dei bilanci della Regione per gli stessi anni.
2. Nei bilanci della Regione per l'anno 1998 e per gli anni 1998/2000 sono introdotte le seguenti variazioni:
In diminuzione:
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03014 -
Fondo da ripartire per gli oneri derivanti dall'applicazione delle norme contenute negli accordi sindacali per i dipendenti dell'Amministrazione regionale e degli enti strumentali (art. 5, L.R. 25 giugno 1984, n. 33, art. 58, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 10, L.R. 15 aprile 1998, n. 12)
1998 lire 7.712.000.000
1999 lire 3.857.000.000
2000 lire 3.857.000.000
Cap. 03016 -
Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 34, comma 2, lett. b), L.R. 15 aprile 1998, n. 12)
1998 lire 2.988.000.000
1999 lire 3.803.000.000
2000 lire 3.803.000.000
mediante pari riduzione delle riserve di cui alle seguenti voci della tabella A allegata alla legge finanziaria:
1998 1999 2000
voce 3 2.988 3.000 3.000
voce 8 --- 803 803
In aumento
01 - PRESIDENZA
Cap. 01028 - (Denominazione variata)
Spese per liti, arbitrati, risarcimenti e accessori, nonché per conferimento di incarichi di consulenza in materia legale a soggetti esterni (art. 47, comma 10, della presente legge) (spesa obbligatoria)
02 - AFFARI GENERALI
Cap. 02016 -
Stipendi, paghe, indennità e altri assegni al personale dell'Amministrazione regionale (L.R. 17 agosto 1978, n. 51, L.R. 1° giugno 1979, n. 47, L.R. 28 febbraio 1981, n. 10, L.R. 28 luglio 1981, n. 25, L.R. 28 novembre 1981, n. 39, L.R. 19 novembre 1982, n. 42, L.R. 8 maggio 1984, n. 18,L.R. 25 giugno 1984, n. 33, art. 3, L.R. 5 agosto 1985, n. 17, L.R. 23 agosto 1985, n. 20, art. 20, L.R. 5 novembre 1985, n. 26, L.R. 26 agosto 1988, n. 32, L.R. 24 ottobre 1988, n. 35 e L.R. 2 giugno 1994, n. 26) (spesa obbligatoria)
1998 lire 5.204.000.000
1999 lire 3.768.000.000
2000 lire 3.768.000.000
Cap. 02019 -
Versamento contributi al fondo per l'integrazione e il trattamento di quiescenza a favore dei dipendenti dell'Amministrazione regionale (L.R. 5 maggio 1965, n. 15, artt. 16 e 17, L.R. 30 luglio 1970, n. 6, artt. 8 e 3, L.R. 7 luglio 1971, n. 18, art. 1, comma 3, L.R. 9 maggio 1972, n. 11, art. 1, comma 2, L.R. 5 dicembre 1973, n. 36, art. 5, L.R. 11 giugno 1974, n. 15, artt. 3 e 4, L.R. 21 aprile 1975, n. 24, L.R. 17 agosto 1978, n. 51, L.R. 19 novembre 1982, n. 42 e L.R. 25 giugno 1984, n. 33) (spesa obbligatoria)
1998 lire 253.000.000
1999 lire 181.000.000
2000 lire 181.000.000
Cap. 02022 -
Versamento contributi dovuti per il trattamento di previdenza del personale (spesa obbligatoria)
1998 lire 1.245.000.000
1999 lire 902.000.000
2000 lire 902.000.000
Cap. 02023 -
Versamento contributi dovuti per il trattamento di assistenza del personale (spesa obbligatoria)
1998 lire 507.000.000
1999 lire 363.000.000
2000 lire 363.000.000
Cap. 02102 -
Medaglie fisse di presenza, indennità di trasferta, rimborsi di spese di viaggio e indennità per uso di auto proprie o di mezzi gratuiti ai componenti e ai segretari di commissioni, comitati e altri consessi, istituiti dagli organi dell'Amministrazione regionale (artt. 7 e 17 bis, L.R. 11 giugno 1974, n. 15, L.R. 19 maggio 1983, n. 14, L.R. 27 aprile 1984, n. 13 e L.R. 22 giugno 1987, n. 27)
1998 lire 10.000.000
1999 lire 10.000.000
2000 lire 10.000.000
Cap. 02104 -
Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 57, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 6, comma 3, della presente legge)
1998 lire 50.000.000
1999 lire 250.000.000
2000 lire 250.000.000
Cap. 02109 - (N.I.) - 1.1.1.4.1.1.01.01 (01.03)
Spese per la commissione di direzione dell'ufficio del controllo interno di gestione (art. 11 della presente legge)
1998 lire 400.000.000
1999 lire 400.000.000
2000 lire 400.000.000
Cap. 02110 - (N.I.) - 1.1.1.4.1.1.01.01 (01.03)
Spese per il funzionamento del Comitato per la rappresentanza negoziale della Regione e per l'assistenza allo stesso fornita dall'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) (art. 59 della presente legge)
1998 lire 440.000.000
1999 lire 440.000.000
2000 lire 440.000.000
Cap. 02111 - (N.I.) - 1.1.1.6.1.2.01.01 (01.03)
Borse di studio per la partecipazione al corso- concorso per l'accesso alla dirigenza (art. 32, comma 6, della presente legge)
1998 lire 100.000.000
1999 lire 100.000.000
2000 lire 100.000.000
06 - AGRICOLTURA
Cap. 06270 -
Contributo annuo all'Istituto zootecnico e caseario per la Sardegna - quota per spese correnti - (L.R. 26 marzo 1953, n. 8 e L.R. 12 marzo 1969, n. 9)
1998 lire 134.000.000
1999 lire 67.000.000
2000 lire 67.000.000
Cap. 06271 -
Contributo annuo all'Istituto di incremento ippico per la Sardegna - quota per spese correnti (L.R. 28 maggio 1969, n. 27)
1998 lire 51.000.000
1999 lire 26.000.000
2000 lire 26.000.000
Cap. 06272 -
Contributo annuo al Centro regionale e agrario sperimentale - quota per spese correnti - (art. 10, L.R. 19 giugno 1956, n. 22)
1998 lire 87.000.000
1999 lire 43.000.000
2000 lire 43.000.000
Cap. 06281 -
Contributo annuo all'ERSAT (Ente Regionale di Sviluppo e Assistenza Tecnica in agricoltura) quota per spese correnti (art. 23, L.R. 19 gennaio 1984, n. 5, art. 58, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 21, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 14, L.R. 5 dicembre 1995, n. 33)
1998 lire 1.299.000.000
1999 lire 650.000.000
2000 lire 650.000.000
07 - TURISMO
Cap. 07010 -
Contributo annuo all'Ente Sardo Industrie Turistiche - quota per spese correnti (L.R. 22 novembre 1950, n. 62 e art. 52, comma 2, L.R. 20 aprile 1993, n. 17)
1998 lire 30.000.000
1999 lire 15.000.000
2000 lire 15.000.000
Cap. 07040 -
Contributo annuo all'Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano - quota spese correnti (art. 3, L.R. 2 marzo 1957, n. 6)
1998 lire 36.000.000
1999 lire 18.000.000
2000 lire 18.000.000
08 - LAVORI PUBBLICI
Cap. 08225 -
Contributo annuo all'Ente Sardo Acquedotti e Fognature - quota per spese correnti (L.R. 20 febbraio 1957, n. 18, L.R. 5 luglio 1963, n. 9 e L.R. 9 giugno 1989, n. 33)
1998 lire 548.000.000
1999 lire 274.000.000
2000 lire 274.000.000
09 - INDUSTRIA
Cap. 09015 -
Contributo annuo alla Stazione sperimentale del sughero - quota per spese correnti (L.R. 6 febbraio 1952, n. 5)
1998 lire 44.000.000
1999 lire 22.000.000
2000 lire 22.000.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
Cap. 11060 -
Contributo annuo all'Istituto Superiore Regionale Etnografico - quota spese correnti (art. 16, L.R. 3 luglio 1972, n. 26)
1998 lire 25.000.000
1999 lire 13.000.000
2000 lire 13.000.000
Cap. 11078/01 -
Contributi annui della Regione per il funzionamento degli Enti regionali per il diritto allo studio universitario (ERSU) (artt. 1, 2, 3, 5, 8 e 13, L.R. 14 settembre 1987, n. 37, art. 59, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1 e art. 8, L.R. 8 luglio 1993, n. 30)
1998 lire 237.000.000
1999 lire 118.000.000
2000 lire 118.000.000
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare il suo emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu.
BIANCAREDDU (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'onorevole Biancareddu lo dà per illustrato. In tal caso, passiamo alla votazione prima dell'emendamento sostituivo, scusate, prima per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta, relatore.
MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. Basandosi sulla differenza della copertura finanziaria di proposte che con gli emendamenti sono state bocciate, lo riterrei inammissibile; comunque, il parere della Commissione è ovviamente di non accoglierlo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.). L'emendamento viene ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento viene ritirato in base a queste considerazioni di natura squisitamente tecnica e contabile. Metto in tal caso in votazione l'articolo numero 79. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato )
Rimane da discutere e da votare l'articolo 80. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 80
Abrogazione di norme
1. Sono abrogate le disposizioni incompatibili con la presente legge e comunque:
a) gli articoli da 1 a 7, da 12 a 24, da 27 a 38, 40, da 42 a 46, 49, 50 e 57 della legge regionale 17 agosto 1978, n. 51;
b) l'articolo 11 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11;
c) gli articoli da 1 a 6, 8, da 9 a 13, 26 e 29 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 33;
d) l'articolo 32 della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26;
e) la legge regionale 13 giugno 1989, n. 41;
f) l'articolo 10 della legge regionale 15 gennaio 1991, n. 6;
g) l'articolo 8 della legge regionale 1 giugno 1993, n. 25;
h) la legge regionale 14 settembre 1993, n. 41, ad eccezione dell'articolo 4;
i) l'articolo 6 della legge regionale 3 maggio 1995, n. 10.
2. Gli articoli 25, 47, da 51 a 56, da 63 a 71 della legge regionale 17 agosto 1978, n. 51 sono abrogati con effetto dalla data di decorrenza del primo contratto collettivo regionale stipulato ai sensi della presente legge.
3. Gli articoli 59, 61 e 62 della legge regionale 17 agosto 1978, n. 51, e l'articolo 25 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 33, sono abrogati con effetto dalla data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale degli elenchi delle persone sorteggiabili nei collegi arbitrali di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo 51. I procedimenti disciplinari in corso alla stessa data sono portati a termine secondo la normativa previgente.
4. Con effetto dalla data di entrata in vigore del decreto di ridefinizione dei servizi previsto dal comma 5 dell'articolo 71 sono abrogati i decreti del Presidente della Giunta regionale 22 ottobre 1986, n. 112, 30 giugno 1994, n. 208, 3 giugno 1996, n. 24 e 3 luglio 1998, n. 124, nonché le seguenti norme di legge:
a) legge regionale 17 agosto 1978, n. 51 - articolo 8;
b) legge regionale 8 luglio 1985, n. 15 - articolo 15, ultimo comma;
c) legge regionale 23 agosto 1985, n. 20 - articolo 1, ultimo comma;
d) legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 - articoli 21 e 25;
e) legge regionale 5 novembre 1985, n. 26 - articolo 2;
f) legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32 - articolo 10;
g) legge regionale 15 gennaio 1986, n. 4;
h) legge regionale 19 dicembre 1988, n. 45 - articolo 5;
i) legge regionale 17 gennaio 1989, n. 3 - articolo 11;
l) legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45 - articoli 6 e 33, commi 1 e 2;
m) legge regionale 11 giugno 1990, n. 16 - articolo 2;
n) legge regionale 15 gennaio 1991, n. 6 - articolo 7;
o) legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 - articoli 77 e 93;
p) legge regionale 6 maggio 1991, n. 16 - articolo 1, comma 2;
q) legge regionale 1 luglio 1991, n. 20 - articolo 11;
r) legge regionale 31 ottobre 1991, n. 35 - articolo 10;
s) legge regionale 13 dicembre 1993, n. 53;
t) legge regionale 13 dicembre 1994, n. 38 - articolo 43;
u) legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5 - articolo 59 comma 5 e articolo 66;
v) legge regionale 19 giugno 1996, n. 23 - articolo 5;
z) legge regionale 21 dicembre 1996, n. 37 - articolo 55;
aa) legge regionale 11 marzo 1998, n. 8 - articolo 9.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Tabella A). Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno chiede di parlare sulla Tabella A), la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(E` approvata)
Tabella B). Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla Tabella B) è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 17.
BONESU (P.S. d'Az). Presidente, per dichiarare il ritiro dell'emendamento, salvo la riproposizione nell'ultimo collegato, anche alla luce delle decisioni che prenderemo nei disegni legge collegati.
PRESIDENTE. L'emendamento si intende ritirato. Metto in votazione la Tabella B). Poiché nessuno chiede di parlare sulla Tabella B), la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(E` approvata)
Passiamo al recupero per la discussione e per la votazione degli articoli che erano rimasti in sospeso, ed esattamente l'articolo 18, l'articolo 54 e l'articolo 56 e relativi emendamenti.
Partendo dell'articolo 18. Se ne dia lettura. Erano stati letti, erano stati letti anche gli emendamenti.
Gli emendamenti possono essere illustrati e sono: il numero 7 sostituivo parziale, il numero 8 sostituivo parziale, il numero 34 sostitutivo parziale. Gli emendamenti possono essere illustrati cominciando dall'emendamento sostituivo parziale numero 7, a firma della Giunta regionale.
LODDO (G.D.R.I. ed Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. L'emendamento 7 è conseguenza ovvia, il cambio dell'articolo dipende dal contenuto dell'emendamento numero 8. Per quanto riguarda l'emendamento numero 8 si sta semplicemente riaggiustando l'articolo 14 della legge regionale del '65 così come era stata modificata dall'articolo 2 della 27 del 1995; c'era, infatti, nel testo della legge così come pubblicato, un errore tecnico, infatti si parlava di direzione generale competente in materia di affari generali, personale e riforma della Regione. Qui si elimina la parola "personale" che non è congrua nell'identificazione della direzione generale.
La logica che porta ad inserire questo emendamento nasce dal fatto che si sta provvedendo alla modifica generale del fondo integrativo di quiescenza, e che quindi si ritiene sostanzialmente che in questa fase non sia opportuno in questo momento modificare la composizione degli organi e la presidenza del comitato amministrativo dello stesso fondo. Quindi, sostanzialmente si propone, con questo emendamento, di aggiustare il testo della legge così come era stato pubblicato erroneamente nel testo del Buras, e di lasciare sostanzialmente le cose come stanno, rimandando poi ad una fase successiva ogni valutazione nel merito dell'eventuale cambio della direzione.
Presidente. Emendamento 34 a firma Biancareddu e più, può essere illustrato.
Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu, per illustrare l'emendamento.
BIANCAREDDU (F.I). Signor Presidente e colleghi, con l'emendamento si intende mantenere la diretta titolarità della direzione generale competente in materia di affari generali e riforma della Regione sul fondo integrativo del trattamento di quiescenza dei dipendenti, così com'è attualmente, e non trasferirla alla direzione generale competente in materia di personale.
Tale determinazione è fondata sulla valutazione dell'equilibrio delle funzioni e dei carichi di lavoro delle due direzioni, che già oggi vede un maggior numero di attività assegnate a quelle del personale, che sarebbe ulteriormente sperequato con lo spostamento della competenza sul FTQ.
Si coglie, invece, l'occasione con questo emendamento di equilibrare all'interno del Comitato amministrativo del fondo le rappresentanze previste, dato che lo stesso fondo è alimentato in maniera paritetica dalle due parti o di prevedere la sostituibilità dei componenti in rappresentanza del personale, così come già disposto per quelli disegnati dell'amministrazione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta.
MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. Allora, 7 e 8 non si accolgono. Per il 34 chiederemo la votazione per parti, in quanto la Commissione ritiene di non accogliere l'emendamento relativo al titolo, perché nel testo non si sopprime nessun organo collegiale, quindi, primo periodo, no.
Il comma secondo è formato da 4 periodi. Il primo quello che va dalla lettera e) del comma 1, è sostituito dalla seguente "da 3 rappresentanti del personale in servizio", questa parte del testo la Commissione non la accoglie. Mentre accoglie il restante testo dell'emendamento, dalla parola "i commi 2 e 3" fino alla fine "maggiormente rappresentavi". Quindi chiederei per questo la votazione per parti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 34, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (G.D.R.I. e Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sugli emendamenti di cui è essa stessa Giunta proponente, si riteneva di tenere una logica conseguente rispetto a quanto è stato fatto fino ad oggi, nel senso che per tutti quei disegni di legge, per tutte quelle proposte che facevano oggetto di studio, si è deliberato fino ad oggi, si è deciso di rimandarle ad apposita norma generale, quindi, si riteneva di fare un servizio a questa Assemblea.
Per quanto riguarda l'emendamento 34, si conforma al parere del relatore, per no alla prima parte, e per un parere conforme per quanto riguarda i commi successivi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Vorrei fare solo una precisazione: che la parte del testo che la Commissione accoglie va interpretata come un emendamento aggiuntivo, non sostitutivo del comma 2, come era in origine.
PRESIDENTE. Ho capito. Era stato presentato come sostituivo parziale, invece, l'ipotesi del relatore è che questa seconda parte, dai commi 2 e 3 fino alla fine dell'emendamento, diventi un emendamento aggiuntivo all'articolo.
Allora, se non ci sono altri interventi, metto in votazione prima l'emendamento sostitutivo parziale numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (E' stata chiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
( Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 34. Essendo diventato aggiuntivo però, bisogna vedere se c'è l'accordo dei proponenti su questo. Questa è una proposta del relatore, ed io voglio sapere se c'è l'accordo del proponente, perché in caso contrario rimane l'emendamento così com'è.
Il proponente è d'accordo con il relatore. In tal caso metto prima in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento aggiuntivo nella formulazione che vi ho già delucidato. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Passiamo all'articolo 54. La prima parte dell'emendamento non è stata messa in votazione perché il relatore aveva detto che non l'accoglieva ed è stato d'accordo anche il proponente. Quindi, non c'è da votare proprio niente.
All'articolo 54, che è stato già letto, è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 1, anch'esso già letto, illustrato e sul quale sono stati espressi anche i pareri.
Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, due brevi parole per dire che questo emendamento non comporta nessuna spesa, consente invece alla Regione di poter affrontare i concorsi riservati esclusivamente ai dipendenti regionali che abbiano acquisito una specifica esperienza ed è valido non solo per una categoria, ma per tutte le categorie. Per cui in futuro può capitare di avere necessità di bandire un concorso per solo agronomi o per soli veterinari, si lascia la possibilità che si possa fare, non è detto che si debba, lì c'è scritto "la Regione può", cioè lascia questa possibilità. Per cui io mi appello ai colleghi, si tratta di un norma di principio che salvaguarda la Regione anche per il futuro. Chiedo la votazione, se me lo consente il Presidente del Gruppo, a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, mi era sembrato, nella seduta precedente, una propensione del presentatore a ritirarlo e a discutere della materia nelle proposte di legge collegate. Oggi ritroviamo che si insiste su questo emendamento per di più richiedendo il voto segreto. Io credo che l'emendamento sia in contrasto nella formulazione che ha con i principi generali che abbiamo voluto dare, cioè l'abolizione dei concorsi riservati che trova però, come corrispettivo, il fatto che nei concorsi pubblici vi è una riserva a favore dei dipendenti e la riserva viene estesa ai dipendenti di qualunque qualifica purché abbiano i titoli per partecipare. Per cui mi dichiaro profondamente contrario perché sarebbe una grossa picconata all'impianto della legge e non risolverebbe i problemi del personale. Se il presentatore ha ritenuto di poter risolvere in questa forma alcuni problemi del personale, che sono tuttora all'esame della Commissione, io credo che abbia sbagliato via.
PRESIDENTE. Il proponente intende mantenere l'emendamento anche dopo queste precisazioni?
TUNIS MARCO (F.I.). Ribadisco il concetto che salvaguarda la Regione per qualsiasi concorso e figura professionale nel futuro. Io intendo essere lungimirante.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 54. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento 1.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 10
Contrari 41
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Si dia lettura dell'articolo 56.
PIRAS, Segretario:
Art. 56
Riserva di posti
1. Nei concorsi pubblici per l'accesso al lavoro in qualifiche funzionali non dirigenziali, il 40 per cento dei posti messi a concorso è riservato al personale di ruolo dell'Amministrazione e degli enti che sia in possesso del titolo di studio richiesto per l'accesso dall'esterno alla qualifica per la quale si concorre e che abbia prestato servizio per almeno tre anni nell'Amministrazione o negli enti.
PRESIDENTE.A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliereVassallo per illustrare gli emendamenti..
VASSALLO (R.C. - Progr.). Signor Presidente, così come preannunciato questi due emendamenti si intendono ritirati. Si intendono ritirati perché vi è un sostanziale accordo in Commissione perché tali emendamenti vengano recepiti nel collegato. Per cui mi sembra opportuno, dato che un accordo di questo tipo sussiste, che gli emendamenti non vengano discussi in questa sede.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 56.. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sono stati presentati tre ordini.Se ne dia lettura.
PIRAs, Segretario:
Presidente. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
balletto (F.I.). Chiediamo al segretario gentilmente di leggere gli ordini del giorno dal momento che non sono stati neanche distribuiti, quindi quanto meno che la lettura sia tale da renderci tutti informati sul contenuto o, quanto meno, di sospendere per dare tempo che ciascun consigliere si approvvigioni.
PRESIDENTE. Propendo per la sospensione per cinque minuti senza abbandonare l'Aula per dare modo di leggerlo. Dai gesti avevo capito il contrario.
L'emendamento numero 1 può essere illustrato essendo stato presentato entro i termini della discussione generale, gli altri due non possono essere illustrati essendo stati presentati dopo la discussione generale.
Per illustrarel'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Schirru.
SCHIRRU (Progr. Fed.). Due minuti per dire che durante la discussione in Commissione del 22/101 è emersa l'esigenza, dal momento che si andava a una netta separazione tra quelle che sono anche le funzioni di amministrazione con quelle di carattere politico, di dotare anche l'ufficio e la Commissione per le pari opportunità tra uomini e donne, che è una Commissione che lavora per raggiungere alcuni importanti obiettivi e che propone diversi progetti e, che per raggiungere il risultato di questi progetti, ha bisogno di un supporto tecnico organizzativo che la Giunta deve mettere a disposizione della Commissione stessa, soprattutto perché parliamo non solo di proposte, ma di veri progetti che hanno anche un carattere amministrativo vero e proprio, su cui è importante che questa funzione venga assunta poi dai funzionari competenti per questa materia.
Pertanto l'ordine del giorno invita la Giunta ad attivare da subito un servizio apposito che segua i lavori della Commissione sia nella fase di consultazione, di elaborazione e supporto per le proposte e, soprattutto, per la gestione di quelli che sono i progetti e le funzioni amministrative vere e proprie.
PRESIDENTE. Si possono fare solo dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno.
Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta.
macciotta (Gruppo Misto), relatore. La Commissione esprime parere favorevole su tutti e tre gli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
deiana (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. La Giunta fa proprio il parere della Commissione. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Dichiarazione di voto sulla legge numero 101...
PRESIDENTE. Stiamo votando gli ordini del giorno, dopo passeremo alla votazione del testo legislativo. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto votazione l'ordine del giorno numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Ora dobbiamo passare alla votazione della legge. Sono iscritti a parlare per dichiarazione di voto i consiglieri Pittalis, Bonesu, Sanna e Marracini.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I). Signor Presidente, colleghe e colleghi, mi viene in mente, a conclusione di questa tornata di lavori, un passo del libro dell'Apocalisse: "Nessuno può cavare luce dalle tenebre", e fedeli a questa massima biblica noi, per la verità, non speravamo che da questo Consiglio, ma forse è più giusto dire da questa Giunta regionale, così frantumata di idee politiche, così povera di istanze e spirito riformatore, così mediocre nelle sue proposizioni, potesse uscire un capolavoro di riforma.
Non speravamo e non credevamo che anche la riforma dell'ordinamento del personale regionale, dunque, potesse essere un provvedimento definitivo e sufficiente a rispondere alle istanze che vengono dall'esigenza di regolamentare il settore amministrativo dei dipendenti regionali anche alla luce dell'entrata in vigore dalla riforma Bassanini. Ma, per la verità, neppure potevamo immaginare che la riforma, nata con timide pretese e con la speranza di unicità ed univocità, si prestasse a essere il contenitore di tutte le materie che si assomiglino all'organizzazione della pubblica amministrazione.
La riforma che viene fuori da questa tornata di lavori consiliari è un riforma che -è facile prevederlo - avrà, a nostro avviso, una vita travagliata nella sua applicazione ed una fine assai rapida, se la Sardegna riuscirà a darsi una classe di governo all'altezza del compito.
Chiunque andrà a governare la Sardegna nei prossimi anni si troverà inevitabilmente a gestire una impossibile situazione burocratica e dovrà farvi fronte. Noi cogliamo gli aspetti positivi, però non possiamo non censurare quei tratti che ancora per noi rappresentano elemento di negatività della riforma, e soprattutto gli aspetti che riguardano la disparità di trattamento, che purtroppo neanche i nostri emendamenti, gli emendamenti che hanno visto come primo firmatario e protagonista nel difendere alcune categorie di lavoro l'onorevole Andrea Biancareddu, dove si è voluto mettere in evidenza che ciò che si provvede per alcuni lavoratori non lo si provvede per altri, e la motivazione che spesso è stata addotta, come abbiamo sentito dai banchi della Giunta è: non lo sappiamo, chissà, boh, senza avere una chiara, precisa ed univoca posizione. Ricordo gli esempi proprio dell'aver negato - l'Aula - al settore forestale di poter fruire dei benefici della legge, o quello che non esitiamo a definire vergognoso trattamento riservato ai dipendenti degli Istituti Autonomi delle Case Popolari. A poco o a nulla vale a dire che la materia necessita di una normativa a sé stante. Ciò che certamente è vero, ma che niente può per far comprendere perché ad alcuni sia concesso un immediato ristoro anche finanziario ed a altri invece no. Che una normativa apposita necessiti è fuori di dubbio; anzi, Forza Italia fa propria ed aderisce alla richiesta che questa mattina ha rivolto l'onorevole Bonesu, perché il progetto di legge e di riforma degli Istituti Autonomi Case Popolari venga subito portato in Commissione ed esaminato con celerità.
Nel merito della riforma abbiamo già avuto modo di porre in rilievo il nostro parere, e in sede di discussione generale e in sede di discussione dei singoli articoli e degli emendamenti loro collegati. Su due aspetti tuttavia riteniamo opportuno tornare ulteriormente e sia pure brevemente.
In primo luogo sulla già contestata norma prevista dal terzo comma dell'articolo 6 che prevede per l'amministrazione regionale la possibilità di avvalersi della collaborazione di personale esterno all'Amministrazione. Si tratta di un norma che noi abbiamo in ogni modo combattuto...Presidente, mi rendo conto del tempo, però chiedo che mi si consenta, come è stato consentito anche ad altri oratori -non presiedeva lei - di poter portare a termine il mio intervento. Dicevo, non paia eccessiva la nostra attenzione su questa norma, perché a ben vedere essa è un norma che snatura completamente l'organizzazione della burocrazia regionale che tradizionalmente, secondo questa stessa riforma, è concepita in maniera tale da avere in sé la pienezza degli strumenti tecnici per le esigenze tecniche del governo e della amministrazione.
Prevedere di poter ricorrere ad ausili esterni significa prevedere da un lato che esista un'amministrazione regionale non capace di far fronte alle esigenze che si presentino; il che è un limite dell'Amministrazione che non può in alcun modo essere tollerato, e dall'altro che si doti la parte politica di uno strumento, a nostro avviso, davvero pericoloso.
E dinanzi ai nostri occhi abbiamo l'esperienza già consumatasi in quest'Aula degli Assessori della riforma del personale che, come è apparso anche sulla stampa, hanno speso i due miliardi negati dal Consiglio regionale per ben due volte per approntare riforme che nessuno qui in Consiglio regionale ancora conosce, con comitati scientifici di cui ha conoscenza solo l'Assessore. L'amministrazione non può ricorrere a collaborazioni esterne se non in casi davvero straordinari, che dunque dovranno essere autorizzati dal Consiglio regionale. E` un punto di principio al quale non possiamo rinunciare. Quindi un'osservazione che riguarda lo spazio che nel nuovo ordinamento viene riservato alle rappresentanze sindacali.
E` persino superfluo premettere che Forza Italia non è una formazione politica nata per difendere i sindacati, di cui sia a livello nazionale che locale abbiamo spesso censurato l'attitudine a intromettersi in questioni loro non proprie. Ma che in questioni di rappresentanza, di contrattazione, di licenziamento e mansioni del personale i sindacati non possano essere presenti, ma siano oltretutto completamente assenti dal percorso decisionale, è un principio che noi non possiamo sposare e non possiamo difendere.
PRESIDENTE. La prego di concludere.
PITTALIS (F.I.). Sto proprio per concludere Presidente e la ringrazio per la pazienza. Almeno a questo riteniamo che questa riforma sia servita, a far sì che sia Forza Italia a difendere il ruolo e l'esistenza delle rappresentanze sindacali.
Dunque, non siamo d'accordo su questi aspetti, non siamo d'accordo di aver concepito una riforma per certi versi appesantita da un fardello anche di collegati che non le si attagliano né poco, né punto, ciò non di meno voteremo a favore.
Voteremo a favore, e concludo veramente, Presidente, perché intendiamo dare alla società sarda un segnale forte di come cambiare poco sia meglio che non cambiare nulla, voteremo a favore perché anche il serio e costruttivo lavoro compiuto da tutti i componenti della prima Commissione e dai rappresentanti di Forza Italia in Commissione non sia disperso e perché le nostre iniziative non risultino poi essere di paternità di una classe di governo che è tanto riformatrice quanto capace di governare, e sei Giunte in tre anni lo dimostrano appieno.
Forza Italia dunque voterà sì a questa riforma sia pure parziale, che avrà bisogno nella prossima legislatura di importanti correttivi. Se questo processo riformatore fosse cominciato quando doveva, ben altro esito avrebbe avuto e ben altra prospettiva. Ciò non toglie comunque che le riforme sono, per questa Regione, una necessità primaria; ed anche su questo punto probabilmente l'attuale Consiglio regionale è in un drammatico ritardo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per dichiarazione di voto.
BONESU (P.S. d'Az.). Il Gruppo Sardista voterà a favore della legge e la vota con piena coscienza perché ritiene di aver contribuito all'elaborazione e all'approvazione delle singole norme. Qualche sindacalista "jurassico" stamattina mi accusava di essere difensore della maggioranza, ma io credo di essermi comportato, in questa vicenda, in piena coerenza con le cose che ho sempre affermato e sostenuto. Il fatto che questa legge abbia trovato convergenza non solo nella maggioranza ma anche in parte dell'opposizione anzi, dall'ultima dichiarazione di voto nelle parti essenziali ha l'approvazione di tutto il Consiglio, ritengo sia la dimostrazione che questo Consiglio può operare, può fare le riforme e, dopo questa, può fare le riforme sull'organizzazione della Giunta e degli Assessorati, sugli enti regionali e sugli enti locali, e chiudere la legislatura in modo migliore di quanto per tanto tempo sia stata condotta. Quello che è mancato nella discussione, nel lungo iter di questa proposta è un comportamento lineare della Giunta regionale. Anche in sede di dibattito noi abbiamo visto le proposte della Giunta non sostenute dalla stessa Giunta e contrastate dall'intera quasi maggioranza. Io lamento che in sede di votazione non abbiamo mai visto il voto dell'onorevole Palomba che su questa legge è stato assolutamente latitante e non vorrei che domani facesse un comunicato ascrivendo a sé e alla Giunta il merito di questa riforma. (Qualcuno mi dice che l'ha già fatto). Effettivamente ritengo che quel banco vuoto sia la dimostrazione della vuotezza dell'azione di una Giunta che questa legge ha dimostrato non essere condivisa nella sua inutilità e incapacità dalla stessa maggioranza. Per cui, anche sotto questo profilo, probabilmente questa legislatura poteva dare di più e meglio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto.
MARRACINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, i consiglieri dell'U.D.R. voteranno a favore di questo provvedimento di legge, però in questa discussione, che si è protratta a nostro avviso anche oltre quelli che potevano essere i tempi necessari per poter produrre un documento così importante, che però avrebbe richiesto l'assenso per molti punti dell'Assemblea di tutti i consiglieri che ha trovato invece in molti momenti la contrapposizione, spesso pretestuosa, su diversi emendamenti anche da noi presentati, attraverso la firma del collega Amadu, crediamo che quest'Aula avrebbe potuto partorire un provvedimento molto migliore.
Ancora una volta abbiamo assistito ad una caratteristica di questa maggioranza, ovverosia è mancata la concertazione, un elemento e un momento fondamentale, che noi riteniamo fondamentale, la concertazione con le parti sociali, nella fattispecie con i sindacati dei lavoratori
PRESIDENTE. Prego i colleghi di evitare i capannelli e il borbottio, perché nella stanchezza generale è ancora più difficile mantenere l'attenzione, se si aggiunge il borbottio siamo finiti.
MARRACINI (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Soprattutto i rappresentanti sindacali della C.G.I.L. e della U.I.L. che hanno contribuito o che avrebbero voluto contribuire in termini costruttivi per la formazione di un documento che avrebbe dovuto portare molti più benefici nella sua applicazione.
Il collega Manunza avrebbe voluto dare un contributo, per motivi familiari in questo momento è assente, ha presentato una relazione in sede di apertura, una relazione che è stata disattesa, anzi, ricordo in questi momenti, nell'Aula da pochi ascoltata.
Politicamente penso che davanti agli occhi di tutti si sia manifestata, non me ne voglia il collega Loddo se affondo il coltello nella ferita, ma politicamente è sicuramente da parte dell'Esecutivo una débâcle come raramente si vede. Abbiamo assistito a votazioni dove sono stati presentati emendamenti dall'Assessore competente che ha raccolto solo il suo voto.
Ricordo un sindaco del Comune di Cagliari, ormai non più in vita, che ebbe la dignità politica, per molto meno, di dimettersi dal suo seggio per contrasti molto meno marcati.
E` evidente che questa maggioranza non esiste, è evidente che si tiene appesa soltanto alle poltrone che possono, o che forse auspicano gli Assessori in carica portare acqua al mulino ormai tra breve nelle prossime scadenze elettorali.
Noi dell'U.D.R. riteniamo sia doveroso rimarcare che non accetteremo più, anche se su proposte di legge dove ci troviamo negli intenti d'accordo, non intendiamo più accettare di partorire delle soluzioni così piccole.
Riteniamo, tra l'altro, possano esistere nell'articolato anche delle possibilità di un rinvio, e quindi anche questo temiamo da parte del Governo.
Ciò nonostante noi voteremo a favore sperando che nel futuro la sensibilità politica possa emergere a fronte di situazioni invece molto mortificanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Presidente, annuncio il mio voto favorevole a questo provvedimento e chiedo a lei ed ai colleghi dell'Aula la pazienza e la cortesia di sopportare ancora per qualche minuto la durata dei nostri lavori, ma ritengo doveroso fare alcune considerazioni. La prima è che ritengo necessario chiedere ai Capigruppo che nella conferenza che terranno, credo, alla fine dei lavori stabiliscano con la massima rapidità possibile la convocazione dell'Aula per continuare questo lavoro che non finisce stasera. Non vorrei si ingenerasse un clima di considerare definita tutta la vicenda e tutta la partita relativa alla riorganizzazione della burocrazia regionale. Abbiamo di fronte due collegati, che sono importanti e che sono indispensabili per completare questo quadro, quindi chiedo ai Capigruppo di tenere presente questo nella organizzazione dei lavori.
L'altra considerazione è relativa al fatto che davvero, e non per un mero aspetto formale, credo che qui vada sottolineato il lavoro che è stato fatto nella Commissione senza distinzione di ruolo, l'abbiamo ripetuto tutti, però mi permetto di sottolineare in modo particolare il lavoro che relativamente a tutto questo argomento hanno fatto il collega Masala, che stasera non è qui presente a votare questo provvedimento che comprende, anche e soprattutto, la proposta di legge 22, che poi erroneamente abbiamo continuato a chiamare "101". Il "101" è congiunto, collegato alla proposta di legge numero 22 che ha come primo firmatario Masala.
Speriamo che il collega Masala sia presente qui almeno per partecipare alle votazioni dei collegati che completano tutto questo argomento.
L'altra sottolineatura la vorrei fare nei confronti del collega Macciotta. Credo che tutti i colleghi del Consiglio abbiano visto con quale attenzione, con quale scrupolo, con quale meticolosa applicazione abbia lavorato in questi anni a questo provvedimento e abbia soprattutto lavorato in Aula, sopperendo anche a carenze tecniche e teoriche sicuramente mie, ma sicuramente anche di altri colleghi, e quindi dandoci anche un esempio su come è necessario lavorare.
Insomma, credo si sia dimostrato col lavoro che stiamo concludendo che il Consiglio, questo Consiglio, se vuole, ha al proprio interno tutte le capacità di portare avanti un processo riformatore.
Io ho detto, forse è sbagliato dire tutto perché stasera..., Bonesu, non è vero che manca dall'Aula soltanto Palomba, mancano dall'Aula anche quei colleghi che le riforme le fanno sui giornali e a parole! Che considerano esaurito tutto lo spirito riformatore nell'annunciare riforme o dibattiti sulle riforme! Ma dove sono questi colleghi quando le riforme si votano! Non ci sono! Non sono presenti in Aula!
Questo lo dico perché sarebbe opportuno che questi grandi riformatori tornassero un po' sulla terra, dove siamo noi normali cittadini che comunque quotidianamente ci sforziamo di fare il nostro dovere.
L'ultima considerazione la voglio fare anche in relazione al fatto che questo Consiglio ha dimostrato oggi di avere davvero la schiena dritta, perché questo Consiglio è riuscito a mantenere in piedi un provvedimento, spesse volte votando anche a scrutinio segreto, solo sulla base delle assicurazioni e della autorevolezza che il relatore in rappresentanza della Commissione dava, e questo è un atto di fiducia importante per noi stessi, per questo Consiglio che in questa legislatura è sempre stato bistrattato da tutti e spesse volte non è stato difeso da chi l'avrebbe dovuto difendere!
Anche nella relazione o nelle relazioni con le organizzazioni sindacali occorre essere chiari, a ciascuno il suo. Questo Consiglio e la Commissione, che è espressione del Consiglio, non ci stanno a passare per un Consiglio antisindacale, e comunque sia, nella polemica credo che gli insulti sia degli articoli o sia delle conversazioni dovrebbero essere banditi. Noi non siamo contro il sindacato, ma riteniamo che il Consiglio regionale, il legislatore regionale debba riaffermare per intero tutte le sue competenze e tutto il suo ruolo.
Noi in Commissione abbiamo ricevuto sindacati, le organizzazioni sindacali, parte dei rappresentanti dei lavoratori, abbiamo sentito chiunque; ma non ci siamo mai voluti sostituire al governo regionale che aveva, esso sì, il compito e la funzione di portare avanti le relazioni sindacali.
In conclusione, signor Presidente, voglio dire che non mi si potrà mai convincere che il concetto alto di concertazione significhi semplicemente accordo tra le organizzazioni sindacali e l'Assessore e che chiusa questa concertazione il Consiglio, passivamente e supinamente, non debba esprimere la propria opinione! Questo io lo rifiuto adesso e lo rifiuterò in seguito, perché credo sia indispensabile tornare in Italia al più presto ad una situazione dove ognuno, anziché preoccuparsi di quello che deve fare egli stesso, si preoccupa e fa molto di più quello che dovrebbero fare gli altri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il presidente della Commissione Sanna per avere ricordato che ciò che noi andiamo ad approvare è il frutto dell'unione tra una nostra proposta, esattamente la 22, e un disegno della Giunta, il 101.
La proposta di legge numero 22 sta a significare che Alleanza Nazionale aveva pensato ai problemi della Regione e del suo personale già dall'inizio del mandato legislativo. Arriviamo, direi, con molto ritardo, però indubbiamente si è fatto un passo avanti. Dobbiamo ricordare e ringraziare ciò che ha fatto in Commissione, dando tutto il suo contributo, l'onorevole Masala, solamente poi, a causa di una grave malattia, ha impedito all'onorevole Masala di poter fare il relatore di questa legge in quest'Aula. Però, indubbiamente c'è stato sia in Commissione che in Aula l'apporto di Alleanza Nazionale, perché Alleanza Nazionale credeva realmente in una Regione snella e perché crede nel buon funzionamento dei suoi uffici che devono dare risposte ai sardi.
Sicuramente nella legge ci sono ancora luci ed ombre, sicuramente la legge non accontenta tutti, è sicuramente però un passo avanti. Vedremo poi, nell'ambito dei collegati che cosa succederà, perché è opportuno ricordarlo, lo dobbiamo ricordare già da questo momento, che non è pensabile, per quanto ci riguarda, fare dei molti lavoratori figli e figliastri.
Mi auguro veramente che nell'ambito dei collegati col 429 si voglia salvare questo.
Dette queste cose, per non aggiungere altro, dico che Alleanza Nazionale voterà a favore della legge che questo Consiglio regionale sta per esitare, proprio ricordando che ha creduto e crede ancora in una Regione snella e negli uffici che possono dare veramente risposte alle nostre genti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Ho apprezzato molto l'intervento del Presidente della Commissione; credo che questa possa essere definita una giornata storica per il Consiglio, perché restituisce a questa Assemblea la dignità che le compete. Devo dire che questo deriva dalla serietà di impostazione con cui la Commissione ha svolto il suo operato, e mi dovete consentire di richiamare il nome del relatore, il Prof.essorMacciotta, che credo sia l'interprete di questa volontà, di questa determinazione, che è riuscito a portare fino in fondo, anche nonostante le difficoltà di problemi familiari.
Credo che questa sia la risposta più giusta che possiamo portare all'esterno; non dobbiamo essere trionfalistici, perché questa è una riforma che avvia un percorso, non è un traguardo, è un punto di partenza. Credo che poi a dare dignità a questa riforma debbano essere quei funzionari, quegli addetti che da sempre hanno svolto il loro lavoro nel silenzio, che hanno tenuto in piedi questa macchina regionale nonostante le critiche si troveranno questo strumento come punto di partenza. Sarà loro il compito di dare dignità al lavoro di questa Assemblea.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (G.D.R.I. ed Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ritengo che in queste giornate, in queste settimane, possiamo dire in questi mesi, perché la discussione di questo disegno di legge e di questa proposta di legge è iniziata lo scorso luglio, abbiamo vissuto un momento importante della vita di questo Consiglio, e questo lo dico al di là delle singole prese di posizione, e voglio anche sottolineare il fatto che questo dibattito si è svolto tutto interamente alla luce del sole, che quindi non ci sono state tenebre sottese a questa discussione ma semplicemente un dibattito sereno, serio, approfondito, talvolta anche aspro ma che non nasce da contatti segreti, non nasce dal desiderio di cercare o di individuare tornaconti personali ma nasce esclusivamente dal desiderio di dare a questa Regione, ed è nato dal desiderio di dare a questa Regione una grande riforma, perché in effetti posso dire che in termini generali questo Consiglio abbia esitato in questa tornata dei lavori una grande riforma e che paradossalmente i tempi lunghi di discussione in Commissione hanno consentito e hanno giocato un ruolo assolutamente positivo, perché in questi tempi lunghi sono anche state sistemate una serie di innovazioni legislative che sono state in gran parte recepite.
Ho potuto seguire di questo lavoro soltanto gli ultimi mesi, e devo dare atto alla Commissione di aver fatto un lavoro lungo, intenso, impegnato, costante, di cui non ho condiviso alcune scelte, di cui continuo a non condividere alcune scelte, il che non significa tuttavia che questo comporti mancanza di rispetto nei confronti di chicchessia. Ho massimo rispetto delle posizioni di chiunque, chiedo massimo rispetto nei confronti delle mie posizioni. In modo particolare, non c'è nessuna mancanza di rispetto nei confronti dei dirigenti, dei quali ho apprezzato e continuo ad apprezzare l'attività, né mancanza di rispetto nei confronti di quest'Aula o della Commissione per avere io stesso proposto emendamenti sui quali sapevo non ci sarebbe stato consenso, ma che ritenevo comunque di dover proporre forte e fedele ad una lealtà, che è innanzitutto una lealtà personale e che nasce da convincimenti personali che sono prima di tutto etici oltre che politici.
Devo dare atto, oltre al grande lavoro della Commissione, anche di grande equilibrio al Presidente della Commissione e di grande sua moderazione.
Per quanto riguarda l'articolo 77, non posso che accogliere con grande rispetto le decisioni di questo Consiglio regionale, ma ritengo che questo che abbiamo dato non sia un segnale positivo verso le necessità di trasparenza e di cambiamenti di cui la necessità sarda oggi ci sta chiedendo conto.
Ho sempre fatto battaglie ideali, non ho mai cercato e continuo a non cercare qui dentro tornaconti personali. Non mi ha, peraltro, mai spaventato neppure la solitudine, quindi il fatto di essermi ritrovato praticamente solo a difendere posizioni non solo non mi spaventa, non solo non mi intristisce ma se è possibile mi esalta. Ecco perché io continuerò a rimanere al mio posto, per portare avanti le battaglie nelle quali ho creduto e che anche nel corso di questo dibattito ho ritenuto di dover presentare a questo Consiglio, in spirito di assoluto servizio al Consiglio e non alla ricerca di principi personali, e non alla ricerca di risultati personali.
Credo che questo nasca da una coerenza personale; chiedo soltanto e semplicemente, laddove non fossi riuscito a farmi capire, scusa per non essere riuscito a farmi capire, ma ritengo comunque che quello che ho fatto l'ho fatto e continuerò a farlo nello stesso spirito di servizio di sempre.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con sistema elettronico, della proposta di legge numero 22 e del disegno di legge numero 101.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 57
(Il Consiglio approva)
Fissazione di termini ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Popolari). Ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento interno del Consiglio, essendo firmatario del P.L. numero 316, presentato in data 21 febbraio 1997, che riguarda provvedimenti per lo sviluppo delle attività economiche di montagna, chiedo al Consiglio che si fissi il termine per l'esame dell'argomento da parte della Commissione competente.
PRESIDENTE. Ha chiesto 60 giorni?.
LADU (Popolari). Quelli previsti dal regolamento: 60 giorni.
PRESIDENTE. 60 giorni. Il Consiglio è convocato per mercoledì 14 ottobre alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore 21 e 59
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