Seduta n.129 del 09/03/2001
CxXIX SEDUTA
Venerdì 9 Marzo 2001
Presidenza del Vicepresidente SPISSU
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 9 e 43.
oRtu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 7 marzo 2001, che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Capelli, Masala e Pilo hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 9 marzo 2001.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Quali sono le motivazioni, signor Presidente?
PRESIDENTE. I consiglieri Capelli e Pilo hanno chiesto congedo per impegni politici, il consigliere Masala per motivi personali. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 141/A. Siamo in sede di votazione del primo blocco di commi ed emendamenti all'articolo 1, a iniziare dall'emendamento numero 317. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Chiedo il voto segreto.
FRAU (A.N.). Devono essere trascorsi dieci minuti dall'inizio della seduta.
PRESIDENTE. Si può parlare per dichiarazione di voto, onorevole Frau. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Siamo in sede di votazione dell'emendamento 317, Presidente?
PRESIDENTE. Può dichiarare l'astensione, consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). L'emendamento numero 317, come si è avuto occasione di esplicare nel corso della discussione generale e, successivamente, nell'ambito della discussione dell'articolo 1, rappresenta una operazione che è stata posta in essere dalla Giunta, la quale, nell'attività di ricognizione delle posizioni debitorie in essere, ha molto opportunamente rilevato che talune poste di bilancio, a partire da date remotissime, e specificamente a partire dal 1975, erano in maniera errata e artificiosa mantenute in bilancio non costituendo sostanziali e reali debiti.
L'attività di risanamento e di pulizia di un bilancio ormai incrostato da situazioni sfuggite di mano a chi aveva in precedenza governato e gestito il bilancio ha portato, come tutti sapete, a realizzare economie per 700 miliardi, che sono state utilizzate per abbattere il cospicuo indebitamento che, all'inizio di questa legislatura, il centrodestra si è trovato come eredità lasciatagli dal centrosinistra.
Con questo si vuol dire che la manovra finanziaria nel suo complesso, presentata all'esame del Consiglio - colleghi, lo sapete, ma va ricordato - il 19 dicembre dello scorso anno, a distanza di poco meno di tre mesi si trova ancora nella sua fase iniziale e, comunque, i ritardi con i quali la manovra viene discussa solamente adesso non sono certamente imputabili a chi tre mesi fa ha presentato i disegni di legge finanziaria e di bilancio.
Dicevo che questa operazione ha consentito di ottenere economie per 700 miliardi, che hanno contenuto il disavanzo, e questo nell'ambito di quella politica di risanamento che il centrodestra ha fortemente voluto sin dallo scorso anno e che nella manovra finanziaria per il 2001 non solo viene mantenuta, ma si consolida, perché l'operazione portata avanti comporta, almeno nella stesura iniziale della Giunta, un indebitamento di 350 miliardi, che in relazione alla maggiore entità delle risorse (4000 miliardi in più; ricordiamoci che il bilancio di quest'anno è di oltre 13.400 miliardi contro i 9.400 miliardi dello scorso anno) in termini proporzionali è praticamente poco o niente. Globalmente, l'indebitamento che risulta alla fine della manovra rispetto all'entità delle entrate (perché è in relazione ad esse che l'indebitamento deve essere misurato) è in termini percentuali ridotto rispetto all'indebitamento dell'esercizio precedente e soprattutto a quello che si avrà negli esercizi successivi.
Questa operazione della Giunta si unisce anche a quell'altra, che pure è indicata in un comma dell'articolo 1, e che non ricordo a memoria, perché non ho il testo sotto mano, che riguarda quell'opera di pulizia che è stata fatta con la cancellazione…
PRESIDENTE. Sono trascorsi i cinque minuti.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Dichiaro l'astensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
FLORIS (C.S.), Presidente della Giunta. Vorrei rivolgere una preghiera ai colleghi, se è possibile. Visto che io sono rientrato in questo momento, chiedo che i lavori del Consiglio siano sospesi per venti minuti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Secondo uno stile parlamentare, che vorremmo avesse più ospitalità in quest'Aula, noi accogliamo la proposta del Presidente della Giunta come segno di un'attenzione da parte nostra che non sempre è ricambiata.
PRESIDENTE. Va bene, quindi è accolta la proposta di sospensione per venti minuti. La seduta riprenderà alle ore 10 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 9 e 53, viene ripresa alle ore 10 e 26.)
Presidenza del presidente Serrenti
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Ricordo che siamo in fase di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). L'onorevole Bruno Dettori aveva chiesto il voto segreto e credo che confermi la richiesta.
PRESIDENTE. Consigliere Bruno Dettori, mantiene la richiesta di votazione a scrutinio segreto?
DETTORI BRUNO (I Democratici).Sì.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 317 all'articolo 1.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, lei aveva dichiarato di astenersi.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Ho cambiato idea.
PRESIDENTE. Se la votazione è a scrutinio segreto non può dichiarare il suo voto, abbia pazienza!
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 43
votanti 41
astenuti 2
maggioranza 22
favorevoli 1
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DETTORI Bruno - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALLETTO.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 335.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, vorrei fare ora una richiesta proprio per evitare malintesi. Chiedo che chiunque presieda questa Assemblea tra il momento in cui apre la votazione e il momento in cui la chiude lasci trascorrere qualche istante, in modo che non si confonda chi alza la mano per chiedere la parola con chi la alza per votare. Questi malintesi si sono verificati altre volte, ma si possono evitare con pazienza reciproca.
Colgo l'occasione per fare una riflessione sull'emendamento numero 335 e anche su altri emendamenti, che spero sia utile al prosieguo dei nostri lavori. Anzi preannuncio che noi chiederemo la votazione per parti degli emendamenti e dei singoli commi dell'articolo 1. E su alcuni di questi, naturalmente, ci riserviamo di parlare, se no non avrebbe senso chiedere la votazione per parti.
Sottolineo alcuni aspetti: i primi requisiti di un confronto serio, che speriamo si riesca a instaurare in Aula e in Commissione, sono il dialogo, l'ascolto reciproco e l'interlocuzione seria. Se in quest'aula facciamo interventi che poi non trovano risposte o chiarimenti da parte della Giunta non interloquiamo in modo serio. Giustamente il collega Biggio diceva ieri: "Non chiedete a noi, chi vuol parlare parla". Non c'è dubbio, io sono d'accordo su questo, però la Giunta, quando è chiamata in causa, o la maggioranza, se lo ritiene, devono dare qualche spiegazione. Questo lo dico per riprendere un dibattito che si è svolto l'altro giorno in quest'aula, nel corso del quale abbiamo sentito un intervento del presidente Floris che ci invitava a un confronto serio sulle riforme. Io ribadisco che il confronto serio va fatto sulle riforme e su tutti gli atti preliminari. In questo momento il confronto è sulla finanziaria: dimostriamo di avere, su questo atto di programmazione, la capacità di porre le premesse per un confronto serio e di essere coerenti con le cose che diciamo. Dico questo non per una questione di banale formalità, ma perché su una serie di temi abbiamo posto altrettanti problemi, sui quali siamo ancora in attesa di una risposta. Faccio un esempio: per quanto riguarda il comma 1 dell'articolo 1 - poi parlerò dell'emendamento numero 335, naturalmente - abbiamo chiesto, in Commissione, l'elenco dei conti conclusivi. Vogliamo sapere se le iscrizioni delle poste in bilancio sono state fatte con stime di carattere generale o con stime precise. Nel comma 1 si dice che la chiusura dei conti correnti bancari intestati alla Regione è valutata in 50 miliardi. Che cosa significa? E' valutata da chi e come? Fateci vedere i conti.
Il comma 3 dice che le economie accertate sono valutate in 700 miliardi e noi su questo, lo ripeto, abbiamo chiesto i conti della Ragioneria. Io non so se il Presidente della Commissione bilancio, l'onorevole La Spisa, li abbia avuti, ma se è così ce li dia; se non li ha avuti evidentemente non sono state sufficienti le assicurazioni più volte date dall'Assessore della programmazione in Commissione. Credo che il collega La Spisa sia troppo onesto e abbia un'ottima memoria per non ricordare queste cose. Chiedo a voi, componenti della Giunta, come pretendete che noi votiamo commi di questo genere, che contengono stime fatte in modo generico e iscrizioni in bilancio fatte a spanne, e senza aver ricevuto i conti che vi abbiamo più volte chiesto e che sono essenziali per capire ciò che stiamo facendo.
Da questo modo di lavorare deriva anche l'emendamento numero 335. Ripeto che non stiamo cercando di abrogare il comma 4 per eliminare l'indebitamento, ma vorrete pur dire qualche parola, vorrete spiegare che coerenza vi è tra l'attacco portato alla Giunta precedente, che avete persino accusato di bancarotta, e la presentazione di una vostra manovra finanziaria con un indebitamento che risulta aumentato in maniera abnorme rispetto al passato? O volete fare, su questo, silenzio assoluto?
L'Assessore dice che queste somme servono per coprire le spese relative alla scuola, all'edilizia scolastica, all'occupazione giovanile, eccetera. Perché, le altre volte l'indebitamento per che cosa serviva? C'era qualche altro motivo? Io ho presentato un emendamento in merito e chiedo, se c'è la possibilità, che sia discusso subito. Vorrete rileggere e rimettere in discussione, voi, alla luce di questo comma, i capitoli e i paragrafi delle pagine 90, 91, 92, 93, 94 e 95 del DPEF, in cui stabilite la strategia di indebitamento per il bilancio 2001/2003? Nel DPEF, approvato appena qualche mese fa, si legge: "Conclusioni. Il bilancio annuale 2001 e il bilancio pluriennale 2001/2003, pertanto, si caratterizzeranno per l'invarianza dell'indebitamento, per la qualificazione della spesa e per il recepimento degli "interventi prioritari" individuati nel DPEF, finanziabili anche con l'apporto delle risorse derivanti dal Quadro Comunitario di Sostegno". C'è contraddizione tra questo testo e l'articolo in esame o no?
PRESIDENTE. Onorevole Selis, non ho compreso la sua intenzione di voto, ma suppongo, essendo lei il primo firmatario dell'emendamento numero 335, che voterà a favore.
Onorevole Ortu, le devo chiedere di prendere posto al banco della Presidenza, perché vorrei che i Segretari stessero qui a coadiuvare la Presidenza.
COGODI (R.C.). A turno, però!
PRESIDENTE. Infatti, oggi sono di turno due Segretari e uno di questi è l'onorevole Ortu.
Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 335.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). L'onorevole Selis ha dichiarato il voto favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Giacomo Sanna, effettivamente l'onorevole Selis ha dichiarato il voto favorevole.
CUGINI (D.S.). Selis non ha dichiarato nulla.
PRESIDENTE. Avrebbe dovuto chiedere prima il voto segreto, onorevole Sanna, eventualmente lo può chiedere per la votazione dell'emendamento successivo.
Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Intervengo per una precisazione: prima di dare la parola per le dichiarazioni di voto, sarebbe opportuno dare la parola a chi, eventualmente, ha interesse a chiedere il voto segreto, diversamente il voto segreto non riusciremo a chiederlo mai. Ci deve essere una priorità, quanto meno.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, vorrà dire che d'ora in poi mi accerterò se ci sono richieste di voto segreto prima di dare la parola per dichiarazione di voto.
CUGINI (D.S.). E per quanto riguarda la risposta che l'onorevole Selis ha chiesto all'assessore Pittalis?
PRESIDENTE. L'assessore Pittalis risponderà, ma lei capisce bene che se la Giunta non chiede di parlare io non posso darle la parola per forza.
CUGINI (D.S.). E quando risponderà?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
Pittalis (f.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Veramente pensavo che l'onorevole Selis non avesse bisogno dei chiarimenti della Giunta, data la sua esperienza anche al Servizio bilancio dell'Assessorato della programmazione.
Come ben sa, onorevole Selis, l'articolo 63 della legge di contabilità, cioè la legge regionale 5 maggio 1983, numero 11, stabilisce che il rendiconto generale della Regione deve essere presentato entro il mese di giugno. A questo noi ci siamo riferiti e sulla base del rendiconto generale abbiamo indicato le cifre che sono riportate nei commi che lo stesso onorevole Selis prima richiamava.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, onorevole Cugini, lo dico per tutti: la discussione è già avvenuta, adesso siamo in fase di votazione. Si può intervenire solo per dichiarazione di voto. Non possiamo riaprire adesso il dibattito su ogni emendamento.
Metto in votazione l'emendamento numero 335. Chi lo approva alzi la mano.
SELIS (Popolari-P.S.). Siccome non si può chiedere la votazione segreta, chiediamo la votazione palese con il sistema elettronico.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, CUGINI, Emanuele SANNA, DORE, LAI, MORITTU, MANCA.)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 335.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU -VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOI - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 66
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 26
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
Passiamo all'emendamento numero 351. Nessuno chiede la votazione a scrutinio segreto. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, l'emendamento che stiamo discutendo è collegato alla discussione che abbiamo fatto prima. Francamente non capisco la risposta data dall'assessore Pittalis. Io ho posto una domanda chiara: come avete potuto stanziare nel comma primo e nel comma terzo delle somme senza un calcolo analitico preciso?
L'Assessore aveva assicurato, in sede di Commissione - e non vorrei che questa fosse considerata soltanto una mia opinione -, che ci avrebbe fatto avere i conti della Ragioneria relativi al calcolo dei residui. Chiedo, quindi, se sono stati consegnati, e se non sono stati consegnati voglio sapere il perché. Come possiamo dire se una cifra che è stata stanziata sia congrua o no, se non disponiamo dei conti della Ragioneria? Senza mettere in imbarazzo il Presidente della Commissione, gli altri colleghi della Commissione e gli uffici possono certificare che questa assicurazione è stata fatta. Allora come potete chiederci di dire se 700 miliardi vanno bene o vanno male, o se 50 miliardi sono congrui o no? Se non ci date le informazioni necessarie, non possiamo esprimerci nel merito.
Presidente Floris, questo è un modo per dialogare e porre basi concrete. E' da settimane che vi invitiamo a trovare il modo per ragionare insieme, non polemizziamo su cose che poi hanno una valenza più tecnica. Di questo non ne sappiamo nulla.
Seconda considerazione: il DPEF quando è stato approvato? E' stato approvato nell'autunno scorso, alcuni mesi fa, ma le conclusioni del DPEF, votate in quest'Aula, quindi con la sanzione solenne di quest'Aula, secondo le quali non ci sarebbe stato ulteriore indebitamento e la copertura finanziaria sarebbe arrivata dai fondi del POR e dalla riqualificazione della spesa, hanno un significato o no? Questa è carta straccia, la possiamo considerare inutile, la buttiamo, oppure si può anche derogare al DPEF? Se si può derogare si presenta un emendamento di deroga, se no si entra in piena contraddizione. Voi non potete prima dire, attraverso il documento strategico più importante di politica economica, che farete una certa cosa nel bilancio 2001-2003, e poi fare esattamente il contrario, e cioè aumentare i debiti in questo modo, dopo che per anni avete predicato che non sarebbe successo.
Questo discorso merita un emendamento da parte vostra; ne ho presentato uno io per l'abrogazione dei capitoli del DPEF che riguardano la manovra finanziaria, che dovremo esaminare successivamente, ma chiedo, se la Giunta è d'accordo, che se ne anticipi l'esame.
Comma 12: ma si possono mai scrivere dei commi di questa natura? Noi ne chiediamo l'abrogazione per invitarvi a scriverli meglio. Che cosa significa dire che le disposizioni previste dal comma 1 e dall'articolo 3, comma 3, dell'esercizio provvisorio dell'anno scorso si applica anche a tutti i conti del piano di rinascita? Quanto meno l'esercizio provvisorio dello scorso anno conteneva l'elenco dei capitoli e faceva delle stime, ma voi come fate a dire: "Puliremo tutti i conti e siccome ne ricaveremo delle somme, queste somme le utilizzeremo per fare questo e quest'altro"? Questo articolo e l'emendamento ad esso presentato dalla Giunta erano e sono inaccettabili. Ecco perché quando vi rivolgo l'invito a un'interlocuzione e a un dialogo seri intendo invitarvi quanto meno al confronto sui fatti. Il DPEF è stato approvato nell'ottobre dell'anno scorso, sono passati alcuni mesi e la Giunta si è rimangiata DPEF e quant'altro. Volete spiegare questo? Vorrete dire queste cose? Il comma 12 non lo si può votare così come è formulato, perché mancano gli elementi di stima che ci consentano di dire che le spese in esso previste hanno copertura. Se invece mi sbaglio e gli elementi di stima ci sono, volete farci avere la relativa documentazione e mettere l'intero Consiglio, maggioranza ed opposizione, in condizione di valutare queste azioni o no? Questo è il discorso, voi potete fare su queste cose orecchie da mercante, però poi non si può invitare nessuno al dialogo se neanche sugli elementi di fatto, non dico sulle valutazioni politiche, non si cercano l'accordo e il confronto serio.
PRESIDENTE. Consigliere Selis, io non l'ho interrotta, però c'è stata ieri una discussione su questi commi e sugli emendamenti, per cui non può adesso su ogni emendamento chiedere la parola per dichiarazione di voto e riargomentare tutto. Questo non è possibile, le chiedo quindi di dichiarare il suo voto.
SELIS (Popolari-P.S.). Io chiedo la parola per dichiarazione di voto e argomento la mia dichiarazione di voto come mi pare!
PRESIDENTE. Onorevole Selis, mi perdoni, io non voglio impedirle di dire tutto ciò che pensa, ma non può riaprire il dibattito sul comma 12.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). E' stato Presidente del Consiglio anche lei! Un po' di rispetto per la Presidenza!
SELIS (Popolari-P.S.). Dia la parola all'onorevole Balletto, così può parlare su questo, visto che non ha il coraggio di parlare su ciò che ha sempre sostenuto.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, così non mi aiuta! Colleghi un po' di calma. Onorevole Selis, invito anche lei a stare calmo e a capire le ragioni del Presidente. Il problema è questo: lei può chiedere la parola tutte le volte che vuole per fare dichiarazioni di voto, ma si attenga a questo e non rimetta in discussione argomenti già trattati.
SELIS (Popolari-P.S.). Io argomento come mi pare. In una dichiarazione di voto di cinque minuti dico quello che voglio.
FADDA (Popolari-P.S.). Argomentazioni così serie era da molto che non ne sentivamo in una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Vi prego di avere pazienza, se dobbiamo trovare un'intesa preferisco sospendere la seduta per qualche minuto. Se continuiamo così credo che non finiremo neanche a Pasqua!
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sospenda anche per una giornata, ma non può impedire a nessuno di argomentare il proprio voto!
PRESIDENTE. Consigliere Sanna, bisogna attenersi al motivo per cui si chiede di parlare. No, guardi, lei si sbaglia.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). E' possibile che sull'argomento ci siano valutazioni diverse. Il presidente Serrenti, sbagliando, ha dato una sua valutazione, però io che devo votare a favore dell'emendamento che cosa posso dire? Che voto a favore e basta? Dovrò pur dire perché voto a favore e quindi faccio riferimento agli argomenti che il testo dell'emendamento richiama. Questo è il punto.
Il collega Selis ha fatto riferimento a questi argomenti, e lei non può impedirgli di intervenire. Noi abbiamo presentato un emendamento soppressivo parziale del comma 12 e abbiamo spiegato, dal nostro punto di vista, il perché di questa esigenza. Quindi, penso che siamo nell'ambito dell'impostazione che abbiamo dato in questi giorni e non penso che sia accettabile l'indicazione data dal Presidente in contrapposizione all'intervento del collega Selis.
Penso che occorra riprendere il confronto in aula con pacatezza e che l'avvocato faccia l'avvocato e il commercialista faccia il commercialista, e soprattutto il Presidente faccia il presidente, perché se invece facciamo confusione, e magari anche il collega Balletto si confonde circa la sua funzione, è chiaro che non arriveremo a una conclusione positiva.
Quindi, presidente Serrenti, noi chiederemo di poter fare dichiarazioni di voto, utilizzeremo gli argomenti conseguenti e lei non ha nessun titolo per sindacare gli argomenti che noi portiamo alla riflessione dell'Aula, perché se questo dovesse succedere bisognerebbe immediatamente interrompere per chiarire qual è la sua funzione.
In questo frangente lei, che non è un arbitro, ha svolto una funzione non positiva per i lavori di quest'Aula, quindi si dia una regolata, perché altrimenti i più facinorosi seguiranno le sue indicazioni; ma se lei alimenta i facinorosi è chiaro che sarà difficile proseguire in un confronto sereno, così come sereno è stato quando presiedeva il collega Carloni che, con la sua pacatezza e competenza, ha dimostrato che si può anche uscire da una situazione difficile.
PRESIDENTE. Io non ho nessun problema, perché in base al Regolamento è diritto di ogni consigliere intervenire per dichiarazione di voto. Ciò che non si può fare in questa fase, e forse è questo che bisogna chiarire, è interloquire con la Giunta, perché significherebbe riaprire il dibattito. E' chiaro che un collega argomenta come ritiene il suo voto, su questo non c'è ombra di dubbio, ma non si può ogni volta riaprire il dibattito. Era solo questa la questione che intendevo sollevare.
Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Ho chiesto la parola perché sono preoccupato per un'interpretazione del Regolamento da parte del Presidente che mi è sembrata inaccettabile. Sono certo di aver capito male, per mio difetto, ma mi pare che adesso sia assolutamente acclarato che i consiglieri, fossero anche ottanta, hanno sempre, su ogni comma, il diritto di fare dichiarazioni di voto, motivandole nei tempi previsti dal Regolamento come ritengono. So che sto sfondando una porta aperta perché ormai questo è chiaro. Ho chiesto la parola quando mi è sembrato, forse sbagliando, che non fosse sufficientemente chiaro. Se così è, nulla quaestio.
Presidente. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
spissu (d.s.). Intervengo per esprimere il mio voto a sostegno dell'emendamento numero 351, che sopprime il comma 12 dell'articolo 1. La ratio di questo emendamento è stata spiegata da altri colleghi: si intende, anche provocatoriamente, sopprimere questo comma, perché non è chiaro in quale modo si sia arrivati a determinare, ai sensi dell'articolo 3 della legge numero 3 del 2001, le somme che si sono rese disponibili e possono essere utilizzate nell'esercizio 2001.
Nell'articolo 3 della legge numero 3 del 2001 sono puntualmente indicati i capitoli, le cui somme sono conservate in conto residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo. Nel comma 12 che stiamo discutendo, invece, si dice che "le disposizioni previste dal comma 1 e dall'articolo 3, comma 3, della legge regionale numero 3 del 2001 valgono, in quanto applicabili, anche per le contabilità speciali, le cui economie, disponibilità e recuperi sono attribuiti, per il 50 per cento della somma complessivamente recuperata e fino all'importo di lire 85 miliardi e 700 milioni, al titolo di spesa…", eccetera, eccetera. Non si capisce, intanto, oltre alle somme che erano state precedentemente indicate, in quale modo le somme rinvenienti dalle contabilità speciali, comprese le disponibilità e i recuperi, siano state determinate e in quale modo si fissi la cifra di lire 85 miliardi e 700 milioni piuttosto che 83 o 92 miliardi. Questo, fra l'altro, è uno degli aspetti su cui si fonda tutta la manovra, e su cui si fonda soprattutto la capacità di indebitamento che questa Giunta, in questa manovra finanziaria, ritiene possibile sulla base anche di queste operazioni.
Continuare a chiedere spiegazioni su questo, in aula, non significa fare ostruzione, significa semplicemente cercare di capire che cosa stiamo votando e se le somme che stiamo iscrivendo in questi commi sono virtuali o invece discendono da una ricognizione precisa anche delle contabilità speciali, dei residui e delle disponibilità, così come detto nel comma 12 dell'articolo 1. Quindi, continuare a dire che chiedere precisazioni, lumi, informazioni ulteriori significa produrre in quest'Aula una manovra diversiva, che tende ad allungare il "brodo", è offensivo per il ruolo che ognuno di noi tenta di svolgere in modo assolutamente sereno e anche costruttivo, badate, perché poi l'indebitamento previsto in questa manovra, che è di lire 1.840 miliardi, è , secondo noi, fondato su somme virtuali. Virtuali sono, infatti, i 700 miliardi che forfetariamente vengono recuperati e virtuali sono anche questi 85 miliardi e 700 milioni previsti nel comma 12.
Continuiamo a chiedere, per cortesia, spiegazioni; continuiamo a chiedere che ci si dia la possibilità di comprendere in quale modo queste somme sono state determinate. In caso contrario, naturalmente, la nostra posizione e la mia personale continua ad essere di soppressione del comma 12 dell'articolo 1.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Intervengo sull'emendamento numero 101 presentato dalla Giunta e relativo al comma 12 dell'articolo 1 per esprimere il mio voto contrario, ma è un voto contrario dettato soprattutto dalla perplessità e da questa incertezza che aleggia su un documento contabile, un documento di bilancio che dovrebbe caratterizzarsi...
Presidente. Onorevole Pusceddu, le chiedo scusa, su che cosa sta facendo la sua dichiarazione di voto?
Pusceddu (d.s.). Sull'emendamento numero 101 collegato al comma 12 dell'articolo 1.
Presidente. Guardi che stiamo discutendo l'emendamento numero 351.
Pusceddu (d.s.). Sì, il 351.
Presidente. Le darò dopo la parola sull'emendamento 101.
Pusceddu (d.s.). No, no, è collegato. Ho sbagliato l'indicazione.
Presidente. Allora è il 351?
Pusceddu (d.s.). Noi abbiamo stabilito un accordo in Commissione per agevolare i lavori, cioè fare degli interventi per aggregazione di commi relativi a un determinato articolo, per cui io sto intervenendo...
Presidente. Sì, mi scusi, forse sono io che oggi non riesco a farmi comprendere. Adesso siamo in fase di dichiarazione di voto sull'emendamento numero 351 e lei deve dichiarare il suo voto, che può argomentare come vuole, questo lo abbiamo già detto.
Pusceddu (d.s.). Sto intervenendo sull'emendamento numero 351, che è soppressivo del comma 12 dell'articolo 1. A questo comma è collegato anche un emendamento della Giunta, che è l'emendamento che ho citato prima, il 101, che è stato spostato.
Il comma 12 non offre elementi di chiarezza e di certezza per quanto riguarda le risorse, a parte il fatto che è formulato male e si presta a interpretazioni errate. Noi ne chiediamo quindi la soppressione, perché non si capisce bene dove si vuole arrivare; c'è indeterminatezza delle risorse, perché è detto che una parte dei recuperi, delle disponibilità e delle economie che sono state determinate, e che dovevano essere utilizzate nell'esercizio precedente, in parte vengono destinate per un importo di lire 85 miliardi e 700 milioni per rimpinguare un titolo di spesa relativo al programma della legge 268/74, della 402/94 e dei fondi del piano di rinascita; poi è detto che fino a quando non sarà utilizzata l'intera somma, la parte residua andrà ad alimentare il fondo di riserva. Io voglio sapere dalla Giunta quanto sarà destinato al fondo di riserva.
Questo comma è formulato davvero in modo così impreciso che la cosa migliore è sopprimerlo, per cui voterò a favore dell'emendamento soppressivo numero 351.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
La SPISA (F.I.-Sardegna). Intervengo brevemente per dare un minimo di correttezza e di informazione su questo argomento e tranquillità a tutti nella votazione dell'emendamento numero 351. Il voto contrario della maggioranza su questo emendamento è determinato dal fatto che evidentemente esso tende a stravolgere una delle misure fondamentali che sono necessarie per questa manovra, al fine di recuperare entrate, che sono evidentemente utili per finanziare opere importantissime. Tutti devono sapere questo, nella sostanza. Si vedrà poi, a proposito dell'emendamento numero 101 presentato dalla Giunta, che questa è una operazione abbastanza chiara di recupero di somme che impropriamente possono essere assimilate ai residui passivi, in quanto si tratta di economie e disponibilità derivanti da contabilità speciali, che devono essere destinate a importanti opere e, prudenzialmente, anche al mantenimento di una riserva che possa essere utile per far fronte a impegni precedentemente presi.
Credo che questa sia un'operazione chiara e che pertanto sia ragionevolissimo respingere l'emendamento numero 351 e approvare invece, successivamente, l'emendamento numero 101 presentato dalla Giunta.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
Morittu (d.s.). Intervengo per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 351, che chiede la soppressione del comma 12 dell'articolo 1, e nel contempo vorrei esprimere anche alcune perplessità sull'emendamento numero 101 della Giunta.
Il comma 4 e il comma 12 sono, secondo me, davvero, come per altro ha dichiarato poco fa l'onorevole La Spisa, i due punti qualificanti, per la Giunta e per la maggioranza, di questo bilancio, sono cioè i commi che recuperano risorse. Le recuperano dal bilancio ordinario (700 miliardi), ma le recuperano con una somma che non è ben definita; sono definiti soltanto gli 85 miliardi e 700 milioni, il resto andrà su un fondo di riserva, diciamo così, della legge 268, comunque le due contabilità della Regione vengono sottoposte a una verifica che alcuni colleghi del centrosinistra hanno dichiarato essere una verifica senza prove, perché non si capisce da dove provengano i 700 miliardi, così come non si capisce l'origine della somma certa (85 miliardi e 700 milioni) e di quella incerta che andrà a finire sul fondo di riserva. Non c'è, cioè, quello che si chiama un esame dei residui che andranno in perenzione, come per il bilancio normale della pubblica amministrazione, e va certificato l'elenco delle somme che vanno in perenzione. Ciò che viene cancellato per acquisire risorse fresche va certificato, altrimenti come faccio io, consigliere regionale, al quale, insieme all'intero Consiglio, compete decidere sul portafoglio della Regione, a prendere una decisione? Su che cosa decido? Decido su questioni che sono assolutamente incerte, ma allora i provvedimenti che noi approviamo in questo Consiglio regionale rischiano di portare alla bancarotta il così detto "portafoglio della Regione" non avendo certezza delle risorse che noi mettiamo in campo.
E, badate, nel comma 12 è indicata una risorsa che a me è anche cara, perché sullo spostamento degli 85 miliardi e 700 milioni fatto con la manovra dell'agosto dello scorso anno, io presentai allora un emendamento contrario, e dunque mi chiedo: gli 85 miliardi e 700 milioni sono destinati a realizzare la metanizzazione in Sardegna? Sono la somma che supporta i 150 miliardi stanziati dallo Stato per dare inizio al processo di metanizzazione in Sardegna? Questa somma continua, dunque, a rimanere incerta nelle previsioni del bilancio regionale.
L'assessore Pirastu ha inviato ai comuni una lettera chiedendo loro di far pervenire, entro il 20 febbraio, un quadro della situazione delle condutture cittadine del gas e una dichiarazione di disponibilità a intervenire, però questa somma di 85 miliardi è assolutamente incerta ancora oggi e mi chiedo: ma se davvero nei fondi delle contabilità speciali vi erano delle risorse da recuperare, diciamo così, perché non si sono recuperate nell'agosto del 2000, quando queste somme sono state destinate ad altre spese? Mi riferisco agli 85 miliardi e 700 milioni, per finanziare gli interventi previsti dalla legge 28, che sono stati sottratti alla contabilità speciale della legge 402. Adesso si fa una manovra che dice questo: facciamo un'indagine sulle risorse che ci sono nelle contabilità speciali e comunque ripristiniamo gli 85 miliardi e 700 milioni, il resto lo mandiamo su un fondo di riserva.
Giustamente l'onorevole Selis chiede di sapere quali sono le risorse che non vanno più spese e quali sono le risorse che devono essere recuperate e quindi allocate nel capitolo che voi avete previsto. E mi pare una domanda assolutamente sensata da parte di un consigliere regionale, perché si chiede di sapere se queste risorse della Regione sono certe o incerte. Ma, allora, questo indebitamento che noi stiamo continuando a mandare avanti in maniera così decisa è fondato sulla sabbia o è fondato su risorse certe che poi dovremo restituire?
La mia preoccupazione è che con questi trucchi e trucchetti noi rischiamo davvero di mandare in bancarotta il bilancio della Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. E' necessario che sette consiglieri appoggino la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri DORE, Bruno DETTORI, SELIS, SPISSU, PUSCEDDU, MARROCU, Alberto SANNA.)
Presidente. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 351.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - FALCONI - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU -GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Si è astenuto: Il Presidente SERRENTI.
Presidente. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 64
astenuti 1
maggioranza 33
favorevoli 26
contrari 38
(Il Consiglio non approva)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 29. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
selis (Popolari-P.S.). Riprendo brevemente, per un chiarimento ulteriore, ciò che ha detto il Presidente, ma che mi pare già chiarito. Io faccio dichiarazioni di voto e spero di non argomentarle in modo pretestuoso ma, per quanto è nelle mie capacità limitate, in modo costruttivo. Con queste argomentazioni io continuerò a chiedere alla Giunta, magari in maniera ripetitiva, e pur sapendo che non riceverò risposte, perché mi pare che il rispetto non sia reciproco, di avere la documentazione che mi interessa e di sapere il perché di certe scelte. L'ho già detto e chiedo scusa a tutti i presenti per la ripetizione: io vorrei avere la documentazione relativa al comma 1 e al comma 3 dell'articolo 1, perché ci è stata formalmente promessa dall'Assessore della programmazione in Commissione. E questo è a verbale. Se non si rispettano gli impegni nel piccolo, mi chiedo perché poi dovrebbero essere rispettati nel grande, mi chiedo perché dovremmo fidarci di impegni che stiamo cercando di prendere reciprocamente, se non riusciamo nemmeno ad avere le necessarie informazioni, che non sono un capriccio mio, né di nessuno, ma sono un'esigenza della maggioranza, dell'opposizione e dei singoli consiglieri, per capire come si sta costruendo la manovra finanziaria.
Questo vale per il comma 1, per il comma 3 e per il comma 12. Dovete farci avere i conti, se no gli emendamenti e gli articoli che proponete sono incompleti e imperfetti.
Seconda considerazione: sull'emendamento numero 29, che riguarda i mutui, annuncio il mio voto contrario, perché credo che noi dobbiamo essere rispettosi di quest'Aula, e dovreste esserlo prima di tutto voi che siete la maggioranza. Dovreste essere rispettosi delle decisioni che avete preso, delle delibere e dei documenti di alta programmazione economica che ci avete proposto, in cui avevate annunciato solennemente un rientro dal debito, una copertura delle spese maggiori con le risorse dei programmi comunitari e la riqualificazione della spesa.
Questo è il cuore della manovra finanziaria, del DPEF, approvato alcuni mesi fa, proposto da voi, nel quale concludevate dicendo: "Perciò il bilancio 2001 non aumenterà di una lira il mutuo e se ci saranno spese ad esse si farà fronte riducendo le spese correnti e riformulando la spesa con i fondi comunitari". Ci spiegate che cosa è successo? Se voi ci dite che dobbiamo coprire delle spese di emergenza, noi siamo d'accordo, ma per lo meno abrogate gli ultimi capitoli del DPEF, perché se non li abrogate e approvate una manovra finanziaria contraddittoria, ci dovete spiegare perché il prossimo anno voi dovreste perdere tanto tempo per scrivere il nuovo DPEF, e perché dovremmo perderne altrettanto noi in aula per esaminarlo. Allora, io non dico che il DPEF approvato di recente sia un vangelo, anzi ho sempre detto che va migliorato, ma se fate una manovra che è strettamente contraria a quel documento noi vi invitiamo a modificarlo.
Diamoci delle regole tecniche e politiche di comportamento, se no di qua chissà quando ne usciremo. Ognuno fa quello che vuole e questo non è credibile. L'indebitamento portato a 1.850 miliardi, con rate di mutuo che si avvicinano a 400 miliardi all'anno, rappresenta un costo pari al 10 per cento delle spese di investimento che avremo nei prossimi anni, cioè il 10 per cento delle spese di investimento serve per pagare le rate di mutuo. Siete convinti che questa sia la cosa migliore? Non si può fare null'altro per riformulare la spesa?
Presidente, lei dice, giustamente, che non si può interloquire con l'Assessore perché siamo in sede di votazione, però io posso presentare un'istanza di sospensione dell'emendamento e chiedo che sia posta in votazione.
Presidente. Devo fare una precisazione: l'emendamento numero 29 va votato per parti, essendo il secondo alinea, modificativo del comma 8 dell'articolo 1, alternativo all'emendamento numero 353, vale a dire che qualora venisse approvato l'emendamento 29 decadrebbe il 353. Se ciò è chiaro, procediamo.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
Spissu (d.s.). Annuncio il mio voto contrario a questo emendamento della Giunta per la semplice ragione che esso, insieme al comma 4, è in palese contraddizione con uno dei pilastri fondamentali del DPEF che che è stato approvato da questa maggioranza.
Uno dei pilastri fondamentali del DPEF - e numerose pagine sono state utilizzate per spiegarne la filosofia - era relativo al risanamento del bilancio della Regione e alla necessità di evitare il ricorso all'indebitamento, considerato tra i mali del passato. Tanto queste affermazioni e quelle argomentazioni erano vere e fondate, che nel comma 4 si propone un ricorso all'indebitamento, e quindi la possibilità di contrarre mutui per 1.550 miliardi! Questo è il testo approvato in Commissione. Tra la Commissione e l'Aula la Giunta ha superato sé stessa, proponendo un aumento dell' indebitamento da 1.550 miliardi a 1.842 miliardi.
Questa operazione, ripeto, è in palesissima contraddizione con quanto affermato e votato in quest'Aula e con quanto contenuto nel DPEF; è in palesissima contraddizione anche con le affermazioni fatte dall'assessore Pittalis, lo scorso anno, a conclusione della discussione sulla finanziaria 2000, e con centinaia di dichiarazioni pubbliche rese per dimostrare come il bilancio della Regione Sardegna fosse stato portato a una sorta di situazione prefallimentare dalle Giunte che hanno preceduto quella attualmente in carica.
Credo che la linea del risanamento del bilancio della Regione sia assolutamente corretta e vada perseguita. Sebbene non abbia mai demonizzato il ricorso all'indebitamento, si poteva e si doveva proseguire lungo la linea del risanamento, avendo la Regione a disposizione maggiori entrate, e quindi potendo agire con maggiore tranquillità sul piano dell'utilizzo delle nostre risorse, senza questo massiccio ricorso all'indebitamento che rischia di avere sapore elettorale ed elettoralistico e con cui si assumono impegni che in gran parte non sono rispettati e rispettabili, a partire dall'impegno di stanziare 600 miliardi per gli interventi previsti dalla legge 28, come più volte sbandierato.
Per tutti questi motivi io sono contrario all'emendamento numero 29, così come sono contrario al comma 4 che si intende modificare naturalmente innalzando il livello di indebitamento della Regione.
Presidente. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
Balletto (f.i.-Sardegna). Presidente, naturalmente il voto che io esprimo sull'emendamento numero 29 è favorevole e le ragioni sono diametralmente opposte a quelle che testé hanno illustrato i colleghi che sono intervenuti per dichiarare il loro voto.
Intanto i mutui vengono contratti solo ed esclusivamente per investimenti in opere di carattere permanente, il che significa che le somme ottenute attraverso i mutui hanno una destinazione vincolata e sono indirizzate verso la realizzazione di infrastrutture, la cui carenza è uno dei motivi, se non il principale, dell'arretratezza del sistema economico sardo, del sottosviluppo e della disoccupazione. Nel momento in cui si interviene in quella direzione, sorprende che ci sia taluno che possa escludere questo tipo di attività.
Sembrerebbe di rilevare, inoltre, un certo comportamento contraddittorio quando si accusa la maggioranza di voler far crescere l'indebitamento, ma poi, per altri versi, e soprattutto con riferimento a interventi di spesa che non hanno la finalità di incidere sulle infrastrutture, e quindi di eliminare quel deficit di strutture che impedisce lo sviluppo, si interviene con numerosi emendamenti che finanziano spese correnti e che veramente, se accolti, indebiterebbero la Regione per migliaia di miliardi.
Per quanto riguarda l'indebitamento, così come nell'ultimo intervento si è sostenuto, va anche detto che esso si misura sempre in relazione all'entità delle entrate. All'inizio della legislatura l'indebitamento della Regione aveva raggiunto una cifra considerevole che era praticamente quasi pari, se addirittura non lo superava, all'importo delle entrate proprie e disponibili. Se il livello di indebitamento (fra le altre cose va detto che l'importo di un miliardo e 550 milioni è in parte compensato da economie che sono state registrate) rimane pressoché inalterato, e si riferisce per giunta a un volume di entrate di 4.000 miliardi superiore a quello degli esercizi precedenti, significa che il principio fondamentale, indicato nel DPEF, del risanamento della finanza regionale e del consolidamento del risanamento è perfettamente rispettato.
Chi vuole dare una lettura in termini differenti rispetto a questa che è la realtà è libero di farlo, però è giusto che l'opinione pubblica venga informata che ciò che è stato annunciato e quanto si è fatto in questa manovra è perfettamente allineato al DPEF e non ci sono scostamenti di rilievo che possano giustificare critiche che a questo punto sono assolutamente infondate.
E così, contraddittorio mi sembra di poter dire che sia anche l'atteggiamento di chi con la soppressione del comma 12 vuole sottrarre al processo di gassificazione 87 miliardi di risorse che la Regione, dai risparmi che ha effettuato, intende invece destinargli.
CUGINI (D.S.). Come si fa a dire queste cose?
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Ci dica l'opposizione se è favorevole o contraria al processo di metanizzazione che con un emendamento che è stato proposto si intende invece assolutamente evitare nella nostra Regione.
CUGINI (D.S.). Non si può discutere qua!
Presidente. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
Sanna alberto (d.s.). Presidente, intervengo brevemente per dire che voterò contro l'emendamento numero 29 della Giunta, perché ho assistito in quest'aula e in diverse parti della Sardegna, soprattutto subito dopo il varo di questa Giunta, a fasi roventi della crociata che in particolare l'onorevole Pittalis ha inaugurato dopo quattro tormentati mesi di legislatura. Il punto centrale di questa crociata era l'indebitamento che il centrosinistra aveva provocato con la sua gestione allegra; era lui, Pittalis, l'alfiere del risanamento della finanza regionale, quello che avrebbe cambiato in modo drastico la politica regionale incominciando a mettere le cose a posto. Il centrosinistra veniva additato come il responsabile principale di una gestione allegra delle risorse regionali, di chi insomma pur di spendere in modo clientelare e assistenziale metteva seriamente a rischio le casse della Regione e le prospettive del popolo sardo. Oggi lo stesso alfiere porta in questo Consiglio una manovra che prevede addirittura oltre 1.800 miliardi di indebitamento!
Il consigliere Balletto ci vuole rassicurare sostenendo che si tratta di risorse per investimenti. Ma, grazie a Dio, non ci mancano le risorse per gli investimenti, risorse che la gestione del centrosinistra ha messo a disposizione di questa Regione. Dodici mila miliardi del Quadro Comunitario di Sostegnonon sono forse risorse per investimenti? Settecento miliardi all'anno dei fondi cipE non sono risorse per investimenti? Per non parlare poi dei 2.600 miliardi dell'intesa Stato-Regione, e così via. Buona parte dei 13.000 miliardi del bilancio 2001 sono risorse per investimenti, però tutto questo non basta, bisogna indebitare l'amministrazione regionale per oltre 1.800 miliardi! Signor Presidente della Giunta, assessore Pittalis, non è possibile reggere una situazione di questo genere.
Intervengo, anche perché dal punto di vista della dignità politica di quest'Aula c'è bisogno di dire no a un emendamento che è esemplare per capire e per giudicare quanto contraddittorio sia il comportamento di questa Giunta regionale.
Presidente. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
Masia (f.s.d.). Io ritengo che questo emendamento, che in qualche modo evidenzia in maniera forte quella che è una manovra che noi rigettiamo, debba essere respinto, perché mi pare che a fronte di questi 1.842 miliardi che si vogliono inserire in questa manovra, ci ritroveremo nei prossimi vent'anni a dover restituire risorse estremamente ingenti; si parla di rate annue di ammortamento superiori a 400 miliardi, che sicuramente creeranno in futuro problemi anche rilevanti. Non sono d'accordo, nel momento in cui ci sono grandi disponibilità (per quello che possiamo constatare, 4.000 miliardi in più rispetto all'anno precedente, di cui la massima parte è proprio destinata a investimenti infrastrutturali permanenti) e proprio in un momento in cui tutto diventa poco credibile, stante anche il fatto che stiamo andando verso un'importante campagna elettorale, sull'accrescimento dell'indebitamento della Regione, per ammortizzare il quale occorreranno risorse che domani sicuramente questa amministrazione dovrà pagare care, perché ne avrà di meno.
Sono notevolmente contrario a questa operazione, credo pertanto che l'emendamento numero 29 debba essere respinto, perché non è sicuramente questo il modo migliore di programmare il futuro della nostra Regione.
Presidente. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
Morittu (d.s.). Intervengo per esprimere anch'io il mio voto contrario all'emendamento numero 29 della Giunta.; un voto contrario che è stato motivato assai bene dai colleghi del centrosinistra, gli onorevoli Selis, Spissu e Alberto Sanna, che hanno messo in risalto la contraddizione tra il documento di programmazione economica e finanziaria approvato da questa maggioranza e i contenuti del bilancio. Non mi soffermerò su questo punto e dirò che sono contrario anche perché non mi voglio iscrivere al club fondato dall'onorevole Balletto, il cui obiettivo è quello di sanare le proprie contraddizioni chiamando in causa le contraddizioni altrui. L'onorevole Balletto, si sa, si è espresso anche furiosamente contro l'indebitamento della Regione negli anni di governo del centrosinistra. Oggi egli usa le contraddizioni degli altri per sanare le proprie. Per altro, l'onorevole Balletto mi risulta essere uomo di scienza economica e commerciale.
Dirò che sono contrario all'emendamento numero 29 anche per un altro motivo, un po' più di merito, diciamo, a prescindere dalla questione del contrarre o meno dei mutui. Il mio ragionamento è il seguente: al comma 3 si dice che sono state accertate economie per 700 miliardi. Solitamente la buona regola della programmazione e della gestione del bilancio dice che quando io faccio una economia la utilizzo innanzi tutto per risanare i debiti pregressi; se poi ho un bilancio davvero buono, florido, per cui i debiti sono residuali, sono poca cosa, e posso continuare a sostenerli tranquillamente, allora faccio un'altra operazione, uso cioè quella somma una tantum per programmare nuovi investimenti. Non la uso per procurarmi ulteriori debiti. La faccenda è davvero curiosa: se io voglio fare investimenti e ho 700 miliardi di economie accertate, uso quei 700 miliardi per realizzare investimenti non per contrarre mutui. Ma, allora, mi sorge un dubbio: evidentemente questi 700 miliardi non sono risorse certe, bensì incerte, quindi le utilizzo per pagare, volta per volta, le rate dei mutui, nella speranza di realizzare quei 700 miliardi anno dopo anno, raschiando il fondo del barile.
Ma noi in questo modo, guardate, cari colleghi e caro assessore Pittalis, stiamo costruendo l'indebitamento, al quale per altro voi eravate sempre fermamente contrari, e le risorse vere di questo bilancio, quelle che voi dite essere vere, le stiamo gestendo sulla sabbia, sul debito. Noi vogliamo pagare debito con debito, ma allora questo giochino è vero, poi l'onorevole Balletto potrà anche dire che la massa delle entrate è di gran lunga superiore rispetto al passato, quindi ci possiamo permettere un indebitamento più forte, ma la percentuale rimane immutata. Inoltre l'indebitamento si costruisce su risorse, anche future, certe, non su risorse una tantum, che sono le risorse dei fondi europei per le aree depresse, e così via. Cioè, il bilancio può essere anche molto rigoglioso, come abbiamo visto, ma quelle somme hanno un termine, non sono somme certe per il futuro. E allora, siccome l'indebitamento è decennale occorre avere risorse certe per costruire le partite annuali di restituzione di quel debito, e a me pare che questa manovra abbia questo grosso trucco di fondo che, ripeto, rischia di portarci davvero alla bancarotta.
Presidente. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
Demuru (d.s.). Prendo la parola per esprimere anch'io il voto contrario a questo emendamento. In sede di discussione generale mi era sembrato opportuno richiamare, e tanti altri l'hanno richiamata oggi, una certa incoerenza con le cose scritte nel documento di programmazione economica e finanziaria a proposito dell'indebitamento, durante la cui discussione si era auspicato un rientro graduale dal debito, senza con ciò penalizzare lo sviluppo. Questo deve essere il concetto condivisibile per risanare anche un'azienda che sia in una situazione di sofferenza a causa dell'indebitamento contratto.
Penso che qualsiasi azienda, sia pubblica, sia privata, e a maggior ragione una Regione e uno Stato, non debba avere un elevato livello di indebitamento, anzi, l'eventuale indebitamento dovrebbe essere risanato per quanto è possibile. Certamente tutti ricordiamo quanti sacrifici ci sia costato entrare nel novero dei Paesi che per primi hanno aderito alla moneta unica, a causa del forte indebitamento dello Stato italiano. Ora, di questo sono ed ero convinto anche prima di essere consigliere regionale, però questa convinzione si è in me rafforzata sentendo alcune argomentazioni, e le più forti provenivano dal centrodestra, circa la necessità del risanamento del debito pubblico regionale. A questo punto, durante la discussione generale, mi ero permesso di auspicare e di pretendere anche che nella manovra finanziaria ci fosse un minimo di attenzione al tema del risanamento della finanza regionale, e questo mentre si discuteva del comma 4 dell'articolo 1. Pertanto, allora, feci un richiamo alla necessità di uno sforzo perché questo risanamento fosse tenuto in una qualche considerazione da parte della Giunta.
L'emendamento numero 29 prevede un aggravio dell'indebitamento della Regione pertanto non posso, per le considerazioni fatte, non solo da me, ma anche da esponenti del centrodestra, accettare un emendamento che va in senso opposto alle cose più volte dette, alle cose scritte ed ancche alla logica. Non è possibile che si rinvii ad altri tempi, in cui magari il bilancio della Regione sarà magro, e quindi non consentirà di attingere risorse per un eventuale risanamento futuro, e non se ne approfitti adesso che le risorse sono abbondanti. Perciò confermo il mio voto contrario all'emendamento numero 29.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche per fare un'osservazione in merito all'intervento del Presidente del Consiglio nei confronti del collega Selis. Vorrei dire che le richieste che l'onorevole Selis ha fatto oggi nel suo intervento, e credo che sia normale in sede di dichiarazione di voto, sono state avanzate all'assessore Pittalis anche nel corso della discussione dell'articolo 1 , però poi lo stesso Assessore non ha avuto la sensibilità di rispondere ad alcune osservazioni, credo garbate e giuste, che sono state fatte in modo particolare per quanto concerne l'indebitamento della Regione.
Dichiaro naturalmente il mio voto contrario all'emendamento numero 29 e vorrei cercare di fare un ragionamento insieme al Presidente della Giunta, e in modo particolare all'assessore Pittalis. Riesco a comprendere Assessore, e ci risparmiamo tutti quanti le dichiarazioni che lei ha rilasciato nella scorsa legislatura per quanto concerne l'indebitamento. Era un ruolo di opposizione, riteneva giusto condurre questo tipo di battaglia e l'ha condotta, giusta o sbagliata, non voglio entrare nel merito. Quello che mi sorprende, però, non sono le dichiarazioni pesanti, talvolta pesantissime fatte nella scorsa legislatura, quanto le dichiarazioni che lei ha reso in Aula in occasione dell'approvazione del DPEF, e che ha reso a tutti gli organi di stampa in questi mesi, circa questa grande voglia, questo grande desiderio di ridurre l'indebitamento che i governi di centrosinistra avevano contratto. C'era una strategia, in questo, assessore Pittalis, e credo che fosse l'unica strategia di una manovra finanziaria presente anche all'interno del DPEF.
Una volta che si è iniziato a discutere la manovra finanziaria anche con le parti sociali, con il mondo imprenditoriale e con il mondo sindacale, non essendoci una precisa strategia, così come è stato sottolineato nel corso della discussione generale, è chiaro che l'indebitamento doveva per forza aumentare, perché l'impostazione che lei ha dato dall'inizio a questa manovra, quella cioè di dire sì a tutti, l'ha portato a rinunciare all'unica strategia - io dico - seria, quella cioè di ridurre l'indebitamento.
Riferendomi anche alle dichiarazioni che ha fatto l'onorevole Balletto, devo dire che gli indebitamenti sono stati sempre creati per fare investimenti, altrimenti non è possibile contrarre i relativi mutui. Sono preoccupato non per le cose che abbiamo detto noi, assessore Pittalis, ma per le affermazioni che hanno fatto la Giunta regionale e il Consiglio regionale nell'approvare il DPEF. La richiesta dell'onorevole Selis credo sia giusta: modifichiamo, rivediamo quanto da voi approvato col DPEF. Leggo soltanto una breve frase per giustificare il nostro voto contrario: "Da quanto sopra esposto risulta che l'impegno della Regione, per effetto del ricorso all'indebitamento, ammonta negli anni 2001, 2002 e 2003" - ma siamo a cifre superiori - "rispettivamente all'11,5 %, 19,4 % e 19,4 % delle proprie entrate disponibili. La reale capacità di indebitamento della Regione va però calcolata tenendo conto delle spese aventi carattere obbligatorio, che porterebbe detta capacità ad un importo di circa 1.000 miliardi annui".
Allora io chiedo: quale è la strategia? Noi non abbiamo capito, e abbiamo cercato di dialogare con lei in Commissione e nel corso della discussione generale, qual è la strategia che lei ha adottato per presentare questa manovra finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI. (R.C). Ho avuto modo, signor Presidente, di esprimere la mia opinione su questo punto nel corso della discussione generale, quindi non ci sarebbe stato bisogno di ripeterla, se non si fosse ancora una volta attivato un nuovo dibattito.
La mia opinione e quella del Gruppo della Rifondazione Comunista è che non serve a nulla dibattere, né tanto né poco, se l'indebitamento sia un fatto positivo o negativo. Abbiamo detto, e ripetiamo, che quello che va chiarito è: indebitamento perché e indebitamento per chi. Infatti, può trattarsi di un indebitamento che, così com'è previsto in questo bilancio, poi si disperde in linee di sostegno economico che non sono risolutive dei problemi più pressanti della regione, quindi di un indebitamento dettato da una linea politica sbagliata.
Ma provate a pensare - anche questo l'abbiamo già detto e lo ripetiamo - che cosa vorrebbe dire indebitarsi per avere dei benefici così grandi che ripagano abbondantemente il debito e che poi comportano, a latere, tanti altri risultati positivi. Badate, stiamo parlando di un bilancio regionale - bisogna che si capisca l'entità dei numeri - di circa 13.000 miliardi, e con soli 200 miliardi all'anno si potrebbe dare un lavoro buono, utile, pulito, produttivo a 5000 persone in questa regione, dico 5.000! E mentre i lavoratori socialmente utili, quelli del parco geominerario, i lavoratori licenziati dalle grandi imprese sono accampati giù in via Roma, vicino a questo Consiglio, dove passate tutti i giorni, in un bilancio di 13 mila miliardi si fa fatica a ipotizzare che con 100 miliardi, e gli altri 100 li metterebbe lo Stato in cofinanziamento, si potrebbe dare soluzione ai problemi di lavoro di 5000 persone, tra cui tutti i lavoratori socialmente utili, i lavoratori della Mazzoni, e tanti altri ancora. Quindi, indebitarsi per risolvere problemi sociali, per creare lavoro utile e produttivo, quali benefici avrebbe?
Il grande patrimonio pubblico di questa regione abbandonato: pensate a ciò che si può fare per la manutenzione di questo patrimonio pubblico che conserva dei grandi valori, pensate al territorio sempre più inquinato e ai lavoratori che possono mantenere pulito, ordinato e sano non solo il territorio, ma anche gli animali che in esso vivono, attraversata com'è, questa regione, da non so più quante epidemie e pestilenze. Ci sono tanti giovani diplomati e laureati che non trovano lavoro, e assumere dei tecnici per tenere l'ambiente sano, ordinato e pulito (e non solo l'ambiente, ma anche le persone e gli animali) avrebbe una grande utilità sociale, economica e produttiva. Se non vi fossero le risorse necessarie per fare tutto questo, indebitarsi sarebbe un grande vantaggio.
Questo è il punto. Siamo invece contrari al tipo di indebitamento previsto in questa manovra finanziaria, perché non è utile per la regione, per la sua società civile, quella che ha più bisogno, e perché voi pensate sempre alle stesse cose, cioè a dare questi danari nel modo in cui li date con questo bilancio. Avremo modo, in seguito, di dimostrare quale spreco e selettività sociale vi siano in questo bilancio che deve essere riequilibrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI. (D.S.). Signor Presidente, io sono d'accordo, con la prima parte dell'intervento poc'anzi svolto dal collega Cogodi. Vorrei però dire la mia opinione su come queste risorse potrebbero essere spese.
Voglio riprendere anch'io le cose dette dal collega Balletto, e mi scuso, anche a nome degli altri colleghi del centrosinistra, per il fatto che ci rivolgiamo un po' tutti a lui. E' solo perché egli è diventato l'unico interlocutore e quindi solo con lui possiamo dialogare. Sarebbe stato troppo semplice, onorevole Balletto, fare una ricerca nei resoconti della precedente legislatura, e portare qui in aula uno dei suoi innumerevoli interventi sull'indebitamento previsto dalle precedenti finanziarie, facendo nostre le critiche da lei fatte su questo argomento. Sarebbe stato molto facile, ma così non vogliamo fare, perché vogliamo argomentare il nostro voto.
Io avrei votato volentieri a favore dell'emendamento numero 29, ma non lo faccio e voglio semplicemente, con poche parole, dire il perché. Quando un'azienda si indebita contraendo un mutuo con una banca, questa, oltre a una serie di garanzie, che in questo caso l'azienda-Regione è in grado di dare, chiede anche uno strumento che nel linguaggio comune si chiama business plan. L'azienda privata con il business plan deve dimostrare, con dati certi, come intende investire i denari che la banca le presta. Nel nostro caso, per questo indebitamento di 1.842 miliardi non c'è alcun business plan, non è cioè detto con chiarezza al Consiglio, che deve decidere se approvare o no la contrazione di questo mutuo, come si intendono spendere queste risorse. Noi non diciamo "no" all'indebitamento perché siamo contrari alla contrazione di mutui; anzi, a volte il debito risana l'economia, sembra una contraddizione, ma spesso le aziende che sono sane e assumono nuovo personale sono proprio quelle maggiormente indebitate, quelle che contraggono mutui. Ciò vale se le somme ricavate con i mutui sono però spese bene. Nella votazione di questo emendamento saremmo portati ad astenerci, perché non sappiamo se le somme che intendiamo chiedere saranno spese bene o male. Può anche darsi che saranno spese bene, ma non lo sappiamo. Attendiamo pertanto ulteriori elementi di chiarezza da parte della Giunta regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Nell'esprimere il mio voto contrario all'emendamento numero 29 vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che quello dell'indebitamento, su cui la maggior parte dei colleghi che mi hanno preceduto si è soffermata, non è l'unico aspetto al quale dobbiamo prestare attenzione, perché a parer mio l'indebitamento cresce ulteriormente per il semplice motivo - l'ho specificato nella relazione di minoranza e l'ho detto nell'intervento svolto in discussione generale, ma continuo a non avere risposte, sembra quasi che ci siano dei segreti, ma non ne capisco i motivi - che quest'anno vi è un'ulteriore disponibilità di 328 miliardi, derivante dal fatto che l'ammortamento dei mutui decorre dal 2002, e non sappiamo come questi miliardi verranno spesi.
Certamente non si spenderanno per opere di carattere permanente, e meno male che si possono contrarre mutui solo per opere di carattere permanente, se no ci sarebbe anche il rischio di ricorrere alla contrazione di mutui per chissà quali iniziative. La verità vera è che ci sono 328 miliardi in circolazione e non si riesce a capire se saranno spesi per la sanità, per la pubblica istruzione, per l'ambiente o per chissà quale altro motivo. Voi non ci date certezze sull'indebitamento e sulle risorse recuperate, o per meglio dire non chiarite da dove le avete recuperate (quante sono è stato ripetuto a dismisura in quest'aula oggi e nei giorni scorsi). Vi si chiede, inoltre, e anch'io vi ho chiesto in diverse circostanze, come spenderete i 328 miliardi di quest'anno. E' possibile saperlo? Chi dovrà godere di questi 328 miliardi, superiori ai 200 miliardi che menzionava poc'anzi il collega Cogodi? In questo modo, collega Cogodi, non sarebbero più 5.000, ma almeno 7.500-8.000 i lavoratori che potrebbero beneficiarne, cioè un numero consistente. Sarebbe una risposta reale, ma non capiamo come si intende spendere questi miliardi.
Siamo qui a discutere di una finanziaria della quale non si riesce a capire molte cose. Penso che neanche la maggioranza sappia dire, perché chi presenta 200 emendamenti non è certo d'accordo sulla manovra, come verranno spesi questi 328 miliardi. Sono la riserva di qualcuno? Sono stati assegnati? Ce lo dovete dire! Forse potremmo anche a condividerne la destinazione, ma se queste cose non ce le dite, i dubbi rimangono.
Vogliamo discuterne, vogliamo chiarire sino in fondo quale tipo di programmazione vi siete dati? Forse riusciremmo anche a condividerla e a votarla, perché se questi miliardi andranno dove qualcuno di noi spera, sarebbe certamente una spesa condivisibile, il problema è capire, sapere. E così come abbiamo noi delle difficoltà a capire, ripeto, anche molti di voi della maggioranza ne hanno. Vogliamo ragionare assieme sul motivo per cui non si riesce a capire con trasparenza, e quindi con facilità, la qualità di questa spesa e quali priorità sono state individuate? Qui si continua a tacere, ma non è una somma di poco conto, non sono poche lire, sono 328 miliardi di denaro pubblico. Abbiamo stabilito il metodo, qualcuno sta cercando di capire il merito, ma a parere mio il merito è questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Intervengo per dichiarare il voto contrario sull'emendamento numero 29 che prevede una manovra di aumento dell'importo complessivo dei mutui da 1550 miliardi a 1842 miliardi per l'anno 2001; c'è poi un incremento anche per le annualità successive.
Sarebbe semplice parlare, come più volte si è fatto in quest'Aula, della incoerenza e contraddittorietà della Giunta tra le cose che dice e le cose che fa, ossia tra quanto dichiarato nel Documento di programmazione economica e finanziaria per quanto riguarda la lotta all'indebitamento e la contrazione dei mutui prevista in questa manovra finanziaria. Ma io non voglio soffermarmi sull'incoerenza e la contraddittorietà della Giunta, quanto su un elemento di vera coerenza che caratterizza il vostro atteggiamento, anche rispetto alle cose che abbiamo detto poc'anzi. C'è infatti un'indeterminatezza per quanto riguarda le entrate, anche in ordine alle risorse da recuperare attraverso la chiusura dei conti correnti, e c'è un'indeterminatezza anche rispetto alle spese.
Diceva poc'anzi il collega Cogodi che noi vogliamo sapere per chi e per che cosa contraiamo mutui, per quale motivo ci indebitiamo. Questo aumento che voi proponete non è comprensibile, perché state facendo il gioco delle tre carte, state giocando a carte coperte. Però la legge dice che il vincolo di destinazione dei mutui va indicato, e va indicato nella tabella G allegata alla legge finanziaria. Ciò che io ho fatto, anche perché il successivo comma 6 prevede che vengano indicate proprio le spese legate all'autorizzazione alla contrazione dei mutui, è stato di verificare lo stato della tabella G dopo la modifica effettuata in Commissione. Innanzi tutto è emerso che queste ulteriori risorse di sui si dispone non vengono per niente destinate, ma vengono allocate nel fondo nuovi oneri legislativi: 200 miliardi per una legge che deve ancora nascere, e che è quella che dovrà sostituire la legge 28. Io mi pongo anche un problema di legittimità di questa operazione, perché l'articolo 37 della legge 11 del 1983 prevede che la Regione possa contrarre mutui per investimenti e anche per dare contributi alle aziende, sulla base però della legislazione vigente, non di quella ancora a venire, perché noi non sappiamo se questa legge vedrà la luce, se verrà approvata o rinviata dal Governo, se supererà i limiti della contribuzione, anche secondo le norme comunitarie, per cui ora stiamo solo allocando riserve, ci stiamo indebitando per creare una riserva finanziaria che magari vorrete utilizzare anche per fini che non volete dire. State, cioè, contraddicendo proprio l'elemento politico fondamentale della nuova legislazione di bilancio che è tutta improntata alla trasparenza.
Il criterio che sottende le unità previsionali di base è quello di dare certezza e trasparenza sul modo in cui le risorse vengono utilizzate, ma voi questo non lo state facendo. Così come è del tutto arbitraria anche l'altra operazione che avete fatto (cito solo l'unità previsionale di base 6010, in cui le risorse erano già stanziate), quella cioè di coprire, attraverso la tabella G, risorse del cofinanziamento del POR che già erano indicate. Significa che volete solo fare un'opera di panachage di risorse per utilizzarle magari anche per la copertura di spese per le quali non sarebbe legittima la contrazione di un mutuo.
Ribadisco quindi il mio voto contrario all'emendamento numero 29, perché contrariamente al principio della trasparenza voi state mettendo da parte delle risorse senza dire per quale motivo la Regione deve contrarre altri debiti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S). Intervengo per dichiarare il voto contrario sull'emendamento in votazione e la motivazione, che illustrerò rapidamente, è che non si capisce quale sia la politica di bilancio, cioè quali siano le opzioni che stanno alla base della politica di bilancio della Giunta e della maggioranza.
Il mio ragionamento sarà molto semplice. Questo Consiglio, negli anni scorsi, quale che fosse la Giunta in carica, ha discusso i conti della Regione, li ha esaminati e ha impostato una politica di rientro che è presente - prescindo adesso dall'ultimo - nei primi due Documenti di programmazione economica e finanziaria, approvati per altro l'uno con una maggioranza e l'altro in una situazione politica diversa. E' stato impostato un piano di rientro dal debito cercando una sintesi tra le esigenze di investimenti per intervenire nella situazione sociale ed economica sarda e le esigenze di risanamento finanziario. E' del tutto evidente che un piano di rientro è un disegno di massima, non un progetto esecutivo, che andrebbe modulato secondo il mutare di alcuni parametri finanziari (a cominciare da quello delle entrate, che per altro ha un andamento positivo, vantaggioso rispetto agli anni precedenti) e secondo degli indicatori economici.
Il problema, lo dico a tutti i colleghi che si sono occupati di questo e non a quelli di una sola parte politica, non è che il debito sia un male in sé; nessuno di noi l'ha mai pensato, nessuno di noi ha mai scritto, in nessun documento della Regione, che il debito sia una cosa da rifuggire. Il problema del debito per le aziende, come per gli enti pubblici, concerne: uno, la compatibilità con l'equilibrio di bilancio, e noi stavamo andando fuori misura; due, così come è stato sottolineato da ultimo, ma anche in tutti gli interventi, le finalità per le quali si contrae il debito.
Il problema di questa maggioranza qual è allora? Il problema di questa maggioranza è che inizialmente essa ha enfatizzato la gravità della situazione finanziaria quando altri governavano, parlando di sfascio. Era un problema reale l'eccesso di indebitamento negli anni scorsi, ma è stato enfatizzato in modo propagandistico, si è messo sotto accusa il centrosinistra e si è scelta conseguentemente una linea di rigore. Questo è il primo tempo, solo che il film non si ferma al primo tempo, c'è poi il secondo tempo, e nel secondo tempo si è deciso un ricorso massiccio al debito in un bilancio, per giunta, sufficientemente dotato di risorse. E, per cortesia, lasciamo stare, lo dico ai colleghi che si intendono di queste cose (succede anche a me, naturalmente, come a tutti, di parlare di cose di cui non sono specialista, e capisco che quando non si ha piena nozione di una materia si può dire qualcosa di impreciso; capisco meno invece le imprecisioni da parte di consiglieri che questa materia conoscono bene), la giustificazione che stiamo impegnando nel debito ciò che risparmiamo dai residui, perché non è una motivazione seria. E non è una motivazione seria intanto perché non copre l'intero importo, o scambiamo 350 miliardi per 700 miliardi e 1842 miliardi per 700 miliardi? Ma scusate non c'è equipollenza di importi, questa è la prima cosa, basta usare carta e penna, non serve il computer! In secondo luogo, si tratta di vedere in quale misura il famoso accertamento dei residui sia reale e in quale misura sia virtuale, auspicabile, ma virtuale.
A questa domanda io credo che l'Assessore non risponde non perché sia cattivo, o perché ce l'abbia con l'opposizione, ma perché non sa qual è esattamente la situazione, come non lo saprei io, come non lo saprebbe nessun altro, perché nessuno oggi, nemmeno il padre eterno, è in grado di dire qualcosa su quei 700 miliardi. Paolo Fadda dice: "Forse l'Altissimo sì", e sono d'accordo con lui.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Intervengo per esprimere il voto contrario del Gruppo dei Democratici, per confermare quanto detto dai miei colleghi e per aggiungere che, dal punto di vista morale, una riflessione va fatta quando si impegna un volume così grosso di risorse che, in un certo senso, riguardano anche molti di questi ragazzi che sono qui ad ascoltarci, e che forse non hanno capito cosa sta succedendo, ma glielo voglio spiegare io. Ragazzi, per la scelta che stiamo facendo noi oggi, voi fra quindici anni sarete ancora chiamati a pagare 407 miliardi, perché il mutuo che si intende accendere scadrà nel 2019! Stiamo cioè parlando di una cosa veramente seria e importante, e sinceramente mi sembra esagerato lasciare un'impostazione che in origine sembrava condivisibile e che invece dopo l'intervento della Giunta non lo era più, ma spero che l'Assessore ce la illustri meglio, perché gradirei sapere se la sua strategia, e dunque quella del Polo, è mutata oppure l'emendamento 29 è un fatto estemporaneo. Veramente avrei il piacere di sapere se è mutata la strategia. Vorrei sapere inoltre se la Regione, con questo indebitamento, rischia la bancarotta, perché già di bancarotta si parlava negli anni passati, e ricordo che il professore Desiderio Casu ci ricordava ad ogni pie' sospinto che si rischiava la bancarotta.
Allora gradirei sapere da lei, assessore Pittalis, se con l'impegno previsto nell'emendamento numero 29 la Regione ha ancora dei margini possibili di indebitamento, o se abbiamo ormai esaurito qualsiasi energia, perché, come il consigliere Scano, anch'io ritengo che l'indebitamento di per sé non sia un fatto negativo, però deve essere visto all'interno di uno schema che vorremmo tutti capire.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, procediamo alla votazione per parti dell'emendamento numero 29.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Io credo che il dibattito di stamattina abbia posto in rilievo dei problemi - non sto facendo un intervento, ma voglio fare una proposta sull'ordine dei lavori - che dovrebbero far riflettere la Giunta, l'Assessore della programmazione e l'intera Assemblea. Intanto vi è il problema della coerenza tra la prima parte dell'emendamento 29 e il DPEF, e in secondo luogo vi è il problema della coerenza tra l'indebitamento programmato e la tabella G, perché i conti non tornano.
Per questo motivo chiedo che vi sia un coordinamento tra l'emendamento 29, il DPEF e la Tabella G, perché altrimenti saremo costretti a votare in termini contraddittori. Chiedo quindi che questa parte dell'emendamento 29 venga sospesa.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). E' aperta la votazione.
PRESIDENTE. Io non ho aperto nessuna votazione. Il sistema elettronico di votazione funziona, ma bisogna usarlo bene, e quando dico "usarlo bene" non mi riferisco soltanto ai consiglieri, è evidente. Se si preme uno dei tasti di votazione è chiaro che qualche cosa succede.
L'onorevole Selis ha sollevato un problema di ordine tecnico che ritengo meriti attenzione. Io stesso ho proposto di votare l'emendamento numero29 per parti. Se siamo tutti d'accordo possiamo sospenderlo e andare avanti, se no è necessario comunque definire questo aspetto.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ritengo che le motivazioni addotte dal collega Selis siano assolutamente infondate sul piano tecnico, non meno che su quello politico. Proprio per rispetto del Regolamento, non replico adesso alle tante inesattezze che sono state dette, avrò altra occasione di farlo, posso soltanto dire che non vi è alcuna contraddizione tra il DPEF e ciò che si propone.
Noi abbiamo ereditato un pesante indebitamento proiettato verso i 6.000 miliardi di disavanzo di amministrazione; il risanamento dei conti pubblici oggi consente a questo Governo, a questa maggioranza, il lusso di poter contrarre anche un debito per investimenti, soprattutto per coprire quelle partite che ci avete lasciato in eredità: 600 miliardi per la legge numero 28, 400 miliardi per l'edilizia scolastica, il buco della sanità di 378 miliardi. Queste sono alcune delle situazioni che ho prima richiamato.
(Interruzioni)
COGODI (R.C.). Ma il buco ce l'hai in testa!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, vuole prendere posto per favore?
COGODI (R.C.). Se devo rispondere alle domande…
PRESIDENTE. Lei non deve rispondere adesso, stia comodo per cortesia, poi le darò la parola.
Onorevole Selis, sul problema che lei ha sollevato ho sentito gli uffici, i quali mi dicono che esiste sempre questo problema, perché le tabelle si votano alla fine, ed è chiaro che ci sarà allora un lavoro di coordinamento.
Quindi, secondo il parere degli uffici, da un punto di vista tecnico, non politico, perché non entro nel merito del problema politico, il problema non esiste, pertanto se non c'è l'accordo sulla sospensione, e questa valutazione la deve dare l'Aula, non la posso dare io, devo per forza mettere ai voti l'emendamento numero 29.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Io francamente vorrei dei chiarimenti su due aspetti, e quando l'Assessore avrà la compiacenza e la cortesia di darci delle spiegazioni, probabilmente parleremo un linguaggio abbastanza simile che ci consentirà di capirci meglio.
Il primo aspetto è questo: il coordinamento tra l'emendamento e le tabelle si fa in un momento finale, ma io non sto sollevando questo problema; sto sollevando invece il problema che già da ora, senza cioè che siano apportate le modifiche conseguenti alla discussione della finanziaria e del bilancio, la tabella G e l'emendamento numero 29 non coincidono. E' chiaro che noi voteremo delle norme finanziarie che alla fine non coincideranno e saranno coordinate, ma queste norme non coincidono in partenza, perché nell'emendamento numero 29 è indicata una certa cifra di indebitamento, mentre nella tabella G l'importo del relativo stanziamento è diverso, e vi prego di verificarlo. Quindi non sto opponendomi al fatto che il coordinamento si faccia alla fine della manovra finanziaria; io vi sto chiedendo come mai, già in partenza, i due testi proposti dalla Giunta non coincidono. Se voi dite, per esempio, che servono 1842 miliardi di indebitamento (l'onorevole Balletto ha scoperto adesso che saranno destinati a investimenti, evidentemente nella scorsa legislatura, quando criticava la Giunta di allora, non lo sapeva, l'ha scoperto tardivamente), dovrete pur spiegare per quali investimenti saranno spesi questi miliardi. Queste due tabelle vanno coordinate in partenza, sì o no? E' chiaro che le tabelle saranno modificate alla fine, dopo l'approvazione del bilancio, ma io sto adesso contestando il fatto che l'emendamento 29 e la tabella G non coincidono sin d'ora, non alla fine. E sto anche contestando il fatto che avete approvato e avete fatto approvare a questo Consiglio un Documento di programmazione economica e finanziaria - che adesso non leggo, ve lo risparmio, perché non c'è tempo, ma avremo altra occasione di leggerlo - che non coincide con quanto state adesso proponendo.
Vi sto quindi invitando a predisporre almeno degli emendamenti che omogeneizzino le vostre scelte politiche, per questo propongo la sospensione dell'emendamento numero 29.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. C'è già l'emendamento, se ha la pazienza di guardarlo, invece di fare questa scena.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, gli uffici hanno fatto, in questi giorni, un grosso lavoro di coordinamento degli emendamenti, per cui il problema che lei ha sollevato non esiste. Con tutti gli emendamenti che dovremo votare successivamente si farà un coordinamento tale per cui tutto andrà a posto. Però, onorevole Selis, lei capisce, noi stiamo votando per la prima volta la finanziaria secondo una modalità completamente diversa rispetto al passato. Io avevo proposto un altro iter, però la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di procedere così, ed è chiaro che inizialmente potrà sembrare che ci sia una mancanza di coordinamento, in realtà non è così. Pertanto, ripeto, il problema che lei pone non esiste secondo gli uffici. Naturalmente, se per altre ragioni lei ritiene di chiedere la sospensione dell'emendamento numero 29, io devo sottoporre la richiesta al parere dell'Aula.
SELIS (Popolari - P.S.). Prima però possono parlare un consigliere a favore e uno contro. Io vorrei sapere in quale parte della tabella G si possono individuare i 1842 miliardi di mutuo previsti nell'emendamento 29. Siccome l'assessore Pittalis ha detto che ce lo avrebbe spiegato lo faccia, altrimenti si rimetta all'Aula. Se non c'è questa accoglienza prima della votazione farò un'altra proposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non capisco, non ho bisogno di suggerimenti, e formulo cortesemente al collega Selis l'invito ad essere meno teso e più calmo nel porre problemi che possono avere valenza, ma se avesse anche la pazienza di verificare gli emendamenti che abbiamo già presentato alle tabelle...
SELIS (Popolari-P.S.). Allora si discutono tutti assieme.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, onorevole Selis, lei è stato Presidente del Consiglio e conosce meglio di me l'ordine di votazione. Le tabelle sono un'appendice del testo; noi abbiamo già presentato anche un emendamento alla tabella G e se ha pazienza un commesso glielo farà avere. E' l'emendamento numero 31. Non capisco perché ogni volta si pongano problemi assolutamente inesistenti.
SELIS (Popolari-P.S.). Allora, votiamo adesso l'emendamento numero 31?
PRESIDENTE. Colleghi, al di là della necessità di fare chiarezza, abbiamo anche bisogno di fare un lavoro ordinato, se no si alimenta la confusione. L'emendamento numero 31 chiarisce il problema che lei pone, onorevole Selis, la prego di prenderne visione.
SELIS (Popolari-P.S.). Come faccio a valutare degli emendamenti che non sono distribuiti?
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sono qua.
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono stati distribuiti sin dal primo giorno.
SELIS (Popolari-P.S.). Questo emendamento non è stato distribuito.
PRESIDENTE. Sono anche andati in Commissione, onorevole Selis.
CAPPAI (C.C.D.). Era assente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Intervengo proprio sul punto, perché noi avevamo fatto presente, all'inizio della discussione, che si sarebbero potute determinare incomprensioni di questo tipo. L'abbiamo detto in premessa, e proprio il collega Selis ha avvertito l'Aula che ci saremmo potuti trovare di fronte a emendamenti non sufficientemente coordinati, e quindi avremmo potuto incontrare delle difficoltà.
Oggi ne abbiamo potuto verificare due: una l'aveva già fatta emergere il collega Giacomo Sanna, adesso ne è emersa un'altra. Siccome abbiamo detto in premessa che sarebbe occorso uno sforzo di collaborazione tra il Consiglio e gli Uffici per evitare incomprensioni, se un collega fa notare che c'è l'esigenza di un coordinamento e chiede la sospensione di un emendamento, credo che si debba rispondere in modo pacato e costruttivo, per evitare che una questione formale si trasformi in una questione sostanziale.
Perché dico questo? Perché l'artefice della conclusione di questa impostazione è stato il presidente Carloni, che aveva messo in evidenza da subito questa difficoltà. Allora, presidente Serrenti, penso che ci sia bisogno di confermare quella impostazione, diversamente lo scontro diventa sostanza e non si trovano punti di incontro. Inoltre, tra noi ci sono quelli che non vogliono trovare punti di convergenza, e ogni tanto si candidano a svolgere questa funzione, ma se tra questi, senza volerlo, ci si mette anche lei è chiaro che sarà difficile governare la situazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, mi creda, io sto facendo davvero uno sforzo enorme per cercare di lavorare bene.
CUGINI (D.S.). Però non è così!
PRESIDENTE. Io non posso non tener conto delle cose che dicono gli uffici. L'onorevole Selis ha fatto un'affermazione che gli uffici non ritengono fondata.
SELIS (Popolari-P.S.). Neanche così i conti tornano, neanche con l'emendamento 31. Chiedo all'Assessore di fare una verifica, perché può darsi che io mi stia sbagliando, ma potrebbe anche esserci un errore. Sospendiamo l'emendamento.
PRESIDENTE. Io non posso tenere la discussione a questo livello, pertanto sospendo la seduta, in attesa che si faccia chiarezza su questo punto. Assessore Pittalis, ho bisogno di capire come dobbiamo procedere, abbia pazienza! Convoco pertanto la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 32, viene ripresa alle ore 12 e 43.)
PRESIDENTE. Poiché non si è potuta tenere la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, in quanto non era presente il rappresentante della Giunta, ritengo opportuno sospendere la seduta ancora per un'ora. I lavori riprenderanno alle ore 13 e 45.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 44, viene ripresa alle ore 13 e 45.)
PRESIDENTE. Colleghi, è opportuno, prima di proseguire, che si riunisca la Conferenza dei Presidenti di Gruppo pertanto sospendo nuovamente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 46, viene ripresa alle ore 14 e 24.)
PRESIDENTE. Colleghi, in riferimento a un accordo sul programma dei lavori raggiunto ieri, il calendario dei lavori per la prossima settimana è il seguente: i lavori riprenderanno lunedì alle ore 17 e si concluderanno alle ore 22; nei giorni successivi cominceranno la mattina alle ore 9 e 30 e termineranno alle ore 13 e 30; riprenderanno nel pomeriggio alle ore 15 e proseguiranno fino alle ore 22.
Il Consiglio è convocato per lunedì alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore 14 e 25.
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