Seduta n.339 del 23/05/2007
CCCXXXIX SEDUTA
Mercoledì 23 maggio 2007
Presidenza del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 11 e 34.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 16 maggio 2007 (332), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Atzeri, Cachia, Cugini, Pacifico, Rassu e Uggias hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di mercoledì 23 maggio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:
Sanna Francesco: "Modifica alla legge finanziaria 2007. Abrogazione del divieto di esportazione di energia elettrica generata in impianti localizzati in Sardegna da combustibili fossili". (286)
(Pervenuta il 22 maggio 2007 e assegnata alla sesta Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Balia, Masia, con richiesta di risposta scritta, sull'illegittimità dell'articolo 17 del Contratto Integrativo di Lavoro (CIRL)degli operai e impiegati dell'Ente foreste della Sardegna". (84)
(Risposta scritta in data 18 maggio 2007.)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sul funzionamento del CRS4 e del Consorzio 21". (418)
(Risposta scritta in data 18 maggio 2007.)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sugli sfratti in via di esecuzione nelle aree ricadenti all'interno del Parco geominerario". (632)
(Risposta scritta in data 18 maggio 2007.)
"Interrogazione Cherchi Oscar - Floris Mario, con richiesta di risposta scritta, sul controllo degli organi degli enti locali". (758)
(Risposta scritta in data 18 maggio 2007.)
"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul sistema di trasporti nella Marmilla". (798)
(Risposta scritta in data 18 maggio 2007.)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle tariffe praticate dalla Moby Lines ai passeggeri residenti in Sardegna". (810)
(Risposta scritta in data 18 maggio 2007.)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'inserimento negli organici della Regione delle figure professionali impegnate nel Centro del catalogo dei beni culturali". (819)
(Risposta scritta in data 18 maggio 2007.)
"Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sulla proroga della scadenza dei termini di consegna della dichiarazione di avvio dei lavori prevista dalla legge regionale n. 9 del 2002". (837)
(Risposta scritta in data 18 maggio 2007.)
PRESIDENTE L'ordine del giorno reca la discussione del programma e la votazione finale dei provvedimenti relativi alla manovra finanziaria prima della quale sono ancora da votare gli ordini del giorno presentati. Eravamo nella fase di dichiarazione di voto dell'ordine del giorno numero 3.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, io ho già fatto la mia dichiarazione di voto, intendo chiedere la votazione nominale dell'ordine del giorno numero 3, se la mia richiesta viene sostenuta dai colleghi.
(Appoggia la richiesta il consigliere Alberto Randazzo)
PRESIDENTE. Trattandosi della prima votazione, per consentire il decorso dei termini temporali previsti dal comma 3 dell'articolo 91 del Regolamento, sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 37, viene ripresa alle ore 11 e 47.)
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione nominale dell'ordine del giorno numero 3.
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Io volevo pronunciarmi su questo ordine del giorno, esprimendo il mio parere e la mia intenzione di voto oltre che formulare una proposta che magari ci evita…
PRESIDENTE. Avevo capito che le dichiarazioni di voto erano finite.
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Io ho provato a prenotarmi.
Presidente, io mi troverei nella condizione di votare contro questo ordine del giorno. Siccome la considero imbarazzante perché approvo e condivido il fatto che vengano portati all'attenzione del Consiglio e si dibattano, in una sessione apposita, i problemi dell'energia e in particolare le disposizioni del Piano energetico, volevo segnalare al collega Scarpa che, prevedere in un ordine del giorno e non in un dispositivo di legge apposito le modalità di approvazione del Piano energetico regionale, mi sembra improprio. Noi abbiamo tanti casi di provvedimenti che vengono approvati dall'Aula o, in altri casi, alcuni programmi che invece sono sottoposti ai pareri delle Commissioni; questo avviene sulla base delle disposizioni di legge, o della legge numero 1 (di organizzazione, che prescrive in generale l'obbligo di un parere alla Commissione competente), oppure delle leggi di settore (come, per esempio, nel caso del Piano sanitario, la legge sui servizi sanitari prevede che il Piano sanitario venga approvato dal Consiglio entro un certo termine e, dopo trascorso questo tempo, lo approva la Giunta; quindi abbiamo una varietà di modalità che sono di solito discusse e approfondite in Commissione e rese specifiche provvedimento per provvedimento. Quindi io mi troverei a disagio ad approvare, di fatto, tramite un ordine del giorno, una modalità di approvazione del Piano energetico diversa da quella che è stata già fatta in Commissione e conforme alle disposizioni di legge, mentre sono d'accordo sul dibattito.
Se lei fosse disponibile, io mi impegno anche a nome del mio Gruppo, ad essere firmatario di una mozione che richiami i temi dell'energia e riporti il dibattito in Aula, raccogliendo le firme per presentare anche una mozione urgente, le chiederei o di modificare in questo senso l'ordine del giorno o di eliminare la parte che procede all'esame e all'approvazione, perché mi sembra improprio che stabiliamo le modalità di approvazione del Piano energetico tramite un ordine del giorno.
Se questo non fosse possibile, annuncio il mio voto contrario, anche da parte del Gruppo, con dispiacere. Spero che accetti la mia disponibilità, la nostra disponibilità ad essere firmatari, insieme all'onorevole Scarpa, di una mozione, magari urgente, se raccogliamo il numero sufficiente dei colleghi sull'argomento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Credo che il collega Porcu, se ha a cuore che questo argomento sia fatto oggetto di un dibattito in Consiglio regionale, firmerà la mozione, a prescindere da come sarà votato questo ordine del giorno, quindi io raccolgo questa sua disponibilità. Per quanto riguarda invece il contenuto di questo ordine del giorno ricordo all'Aula che la Legge statutaria prevede che gli atti di programmazione siano approvati dal Consiglio e credo che questa accezione, in mancanza di altri riferimenti, debba essere intesa nel suo senso più ampio, cioè il Consiglio nella sua riunione plenaria.
In ogni caso ribadisco quello che ho detto ieri cioè che credo che sia imprescindibile che il Consiglio possa, in qualunque tempo, chiedere alla Giunta di valutare un atto o un procedimento che è in corso su iniziativa della Giunta regionale, quindi non vedo niente di grave o di scandaloso nel contenuto dell'ordine del giorno, pur nel ribadire che niente toglie al lavoro che è stato fatto nei mesi scorsi dalla Commissione e alla procedura di Valutazione ambientale strategica che è in corso. Per questa ragione mantengo fermo l'ordine del giorno con le modalità che avevo prima richiesto.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Scarpa, l'ordine del giorno viene mantenuto nella formulazione proposta, giusto?
SCARPA (Gruppo Misto). Sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Francesco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Voto contro questo ordine del giorno, dopo le dichiarazioni del collega Scarpa. In realtà il presupposto dell'ordine del giorno, colleghi, è che non esista un lavoro fatto dal Consiglio regionale sul Piano energetico ed ambientale della Sardegna, cosa che non è vera, cosa che ha invece chiuso il circuito che la legge prevede per l'efficacia amministrativa di questo atto di programmazione, perché la legge in vigore oggi è la legge "1", la Legge statutaria non è ancora in vigore, è come se noi dovessimo, ascoltando il suggerimento del collega Scarpa, riapprovare, dopo la Legge statutaria, tutti gli atti di programmazione che sono attualmente in vigore, quindi dovremmo rimetterci domani a rifare il Piano sanitario regionale o tutti gli altri di programmazione.
Io dico invece, molto più modestamente, che sarebbe stata una buona intenzione che la Giunta riferisse sugli esiti della Valutazione ambientale strategica che oggi sta facendo sul Piano energetico ed ambientale della Sardegna. Di fronte ad una richiesta di discutere, in Consiglio, il Piano, alla luce degli esiti di quella, non avrei avuto nessun tipo di obiezione; di fronte invece ad una posizione di questo tipo, che indica una sorta di disattenzione del Consiglio regionale su questo tema, sono costretto a votare contro e invito anche i colleghi a votare contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Io credo che la discussione, che abbiamo fatto stamattina e alla ripresa, dell'ordine del giorno del collega Scarpa abbia il merito di porre una questione. Anch'io sento l'esigenza di andare oltre una discussione relativamente al Piano energetico che non abbia come principio fondamentale il coinvolgimento dell'Aula, anche perché ritengo che, in quest'Aula, molti consiglieri, per varie ragioni, soprattutto di carattere territoriale sulle questioni, legate allo sfruttamento per esempio della risorsa "carbone", esprimono un giudizio completamente diverso da ciò che il collega Scarpa ha detto in questi giorni. Abbiamo il famoso Progetto Integrato Miniera-Centrale.
Ieri peraltro il consigliere Rassu ha sollevato una questione rispetto al lavoro svolto da questo Consiglio nella passata legislatura, andando a verificare sul campo situazioni legate allo sfruttamento del carbone con la realizzazione di gassificatori, il caso dell'Olanda, il caso della Spagna, dove non è che ci sia una coscienza ambientalista diversa rispetto a quella italiana o sarda, per fortuna - dico io - oggi le tecnologie hanno raggiunto livelli tali per cui l'utilizzo del carbone è in qualche misura l'elemento combustibile che fa produrre energia a prezzi davvero competitivi rispetto a tutte le altre situazioni di produzione di energia elettrica.
Allora io voto contro l'ordine del giorno dell'onorevole Scarpa e credo che sia utile, in tempi rapidi e ravvicinati, sottoscrivere tutti quanti insieme una mozione nella quale si impegna il Consiglio a discutere di tutte queste tematiche e di questi problemi. Ritengo che sia un'esigenza giusta, sulla quale io concordo, però francamente votare un ordine del giorno così fatto credo che sia un elemento strumentale rispetto al problema serio dell'energia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIAGU (La Margherita-D.L.). Presidente, esprimo brevemente il voto contrario per quanto riguarda l'ordine del giorno, ricordando al collega Scarpa che il dibattito sulle problematiche energetiche non si esaurisce con quella che è stata una riunione di alcuni di noi in Commissione. E' un problema che ritroveremo sul nostro cammino per il proseguo della legislatura, credo che se ne dovrà discutere ancora e che, fatto un Piano, se ne possa fare un altro, ma quello che voglio ricordare al collega Scarpa è che la Commissione ha sollevato questo problema circa un anno fa e ne ha discusso circa sei mesi fa; voglio ricordare che tutto questo ha prodotto degli effetti, perché è chiaro che dando l'assenso a quello che era un Piano presentato dalla Giunta, la Commissione si è espressa in questo senso, stiamo andando avanti senza nulla togliere alla voglia di dibattere che ha il collega Scarpa, che si ritroverà in qualche maniera. Io credo che il Consiglio debba discutere, anche alla luce di quello che è stato stabilito dalla Legge statutaria, nessuno si vuole sottrarre alla discussione però bisogna rispettare anche i passaggi che sono stati fatti, che la Commissione ha fatto con un dibattito accurato che ha tenuto circa sei mesi fa.
Il problema si ripresenterà, credo che le questioni energetiche siano al centro dell'azione non solo di questo Governo regionale ma di quello nazionale e diciamo degli organismi internazionali, si avrà occasione per dibattere il problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io volevo ricordare al collega Scarpa che la Commissione è Consiglio, e la Commissione si è interessata al Piano energetico non per caso ma per una polemica che è nata in quest'Aula quando fu sollevato un problema di un progetto, approvato con decreto del Direttore generale della Presidenza, di multimegawatt di biomasse a Giave, facendo riferimento al Piano energetico che invece non era ancora arrivato in Consiglio regionale, ed è il Consiglio regionale che ha rivendicato che il Piano energetico la Giunta lo trasmettesse per un parere alla Commissione, non è venuto così per caso. Quindi la Commissione ha già istruito il Piano energetico.
Concordo con le affermazioni del collega Calledda, vorrei anche qui precisare che la Commissione ha istruito quel Piano energetico, ha dato il suo parere, il Piano energetico non ha concluso ancora il suo iter perché manca la VAS, cioè manca la Valutazione ambientale strategica.
In Consiglio abbiamo approvato un articolo, l'articolo 16, rispetto alle energie rinnovabili, che introduce comunque delle novità rispetto al Piano energetico, io personalmente credo che se la Commissione, il Consiglio ritiene opportuno che, dopo che è definito la VAS ci sia un ulteriore passaggio istruttorio in Commissione, questo possa essere fatto, ma non è un problema di Assemblea e di discussione perché anche io personalmente non condivido alcune parti del Piano energetico, ma questo non mi impedisce di dire che il Piano energetico è passato in Commissione, istruito ed approvato, non condivido le limitazioni sull'eolico tant'è che abbiamo lavorato per far togliere i limiti nell'articolo 16, perché sono limitazioni eccessive, non condivido il fatto che si pensi di realizzare in Sardegna oltre 100 megawatt di biomasse da legno quando noi importiamo legnatico e a costi che non ci consentono di fare energia dalle biomasse da legno, quindi è una discussione che è in atto.
Quindi inviterei il collega a ritirare l'ordine del giorno perché il tema dell'energia può rientrare in Consiglio senza che ci sia questo ordine del giorno, altrimenti voto contro ovviamente l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole all'ordine del giorno e lo sottoscrivo, plaudendo all'iniziativa dell'onorevole Scarpa. Parafrasando altre allocuzioni di tempi diversi ma ripetute anche in questa legislatura, vorrei dire che un ordine del giorno non si nega a nessuno; ma sta di fatto che questo ordine del giorno anziché essere un semplice ordine del giorno probabilmente ha messo il dito nella piaga, nella piaga della maggioranza, nel fatto che esistono problemi seri attorno ai ragionamenti ambientalistici e al Piano energetico ambientale, non esiste nessuna approvazione fatta né in Consiglio né in Commissione, se non in Giunta con due Piani energetici diversi presenti nei siti della Regione.
Io credo che qualcuno debba iniziare a dubitare almeno un attimino di quello che avviene all'interno della scatola chiusa della Giunta o della sola Presidenza. Questo è il problema, è per questo che non volete approvare quest'ordine del giorno, perché mette a nudo il re! Perché pone, davanti alla esigenza di chiarificazione interna all'Assemblea dei sardi, una programmatica forte quale quella energetica e quella ambientale.
Voi volete sfuggire, volete che si facciano dei convegni fuori da quest'Aula, volete parlare dei problemi della Sardegna fuori da quest'Aula, volete fare degli slogan fuori da quest'Aula; ma per parlare seriamente dei problemi dell'energia e dell'ambiente nell'Aula, rifuggite, scappate e, ancora una volta, dimostrate qual è l'atteggiamento, quello di chiusura verso la partecipazione democratica dell'Assemblea, nel fatto che l'Assemblea possa discutere, deliberare e dare degli orientamenti, il fatto che l'Assemblea possa certamente rappresentare gli interessi di tutti i sardi e non di pochi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). La reazione della maggioranza mi sembra sinceramente scomposta in merito a questo ordine del giorno che, devo dire, io condivido e chiedo anche di poter firmare perché ritengo sia una cosa giusta.
Non c'è nulla di scandaloso se si chiede un esame e una approvazione in Consiglio del Piano energetico. Mentre vedo scandaloso che un argomento così importante venga trattato durante una sessione di bilancio, come abbiamo fatto noi all'articolo 16, parlando di fonti energetiche alternative, che è un problema di grande importanza. Io credo che questo Consiglio regionale abbia bisogno di una sessione vera per esaminare i problemi dell'energia. Noi sappiamo oggi quanto questo problema è sentito in Sardegna, quali sono i problemi dell'economia, quali sono i costi dell'energia e quali sono anche i costi ambientali dell'energia.
Allora, io credo che questo Consiglio regionale debba in tempi brevi, brevissimi, affrontare il problema, perché quello che è emerso in questo Consiglio regionale dimostra che, anche da parte della maggioranza, non c'è una visione unitaria su questo problema, soprattutto non c'è all'interno di tutte le forze politiche in questo Consiglio. Siccome stiamo parlando di uno dei problemi più importanti per lo sviluppo della Sardegna e della nostra economia, ritengo che questo ordine del giorno debba essere approvato da questo Consiglio regionale e che questo Consiglio regionale, e non solo la Giunta, affronti immediatamente il problema, perché ci sono alcuni aspetti che vanno approfonditi e concordati a livello di Consiglio regionale.
Quindi non vedo perché ci debba essere questa reazione un po' stizzita della maggioranza, invece io credo che questo contributo che si vuole dare, da parte del collega Scarpa, ma mi auguro che sia accolto da tutto il Consiglio, serva per chiarirci, una volta per tutte, i punti di vista su un argomento di importanza strategica per la crescita e lo sviluppo della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, Assessori, colleghi, l'aver chiesto, anche con una certa conoscenza del problema, da parte del collega Scarpa (che è assillato, perché lui vive in un territorio dove il problema energetico ha investito, anche dal punto di vista ambientale, la società di quel territorio), come ha chiesto lui, anche con molta eleganza, la necessità di avere in questo Consiglio un dibattito aperto sull'energia, non penso che debba mettere la maggioranza nelle condizioni di dare queste risposte schizofreniche, quasi come se dovessimo scoperchiare il Vaso di Pandora. Io sono convinto che i problemi che assillano lo sviluppo delle nostre industrie, sia necessario affrontarli al più presto, come lui chiede, chiede soltanto che il Consiglio al più breve cerchi di esaminare e di discutere in Aula i problemi energetici, non sta ponendo nessuna data fissa, non sta dicendo che il 5 di giugno noi dobbiamo discutere. No. La maggioranza, la Giunta hanno la possibilità di organizzare un dibattito nel quale il Consiglio dovrà decidere in quale direzione dobbiamo andare per l'approvvigionamento energetico.
E' un problema di fondamentale importanza, non soltanto per la Sardegna, nel mondo. Soltanto noi siamo come gli struzzi, almeno questa maggioranza vuol mettere la testa sotto la sabbia per non vedere che cosa c'è attorno; è un problema serio, un problema che interessa vasti strati della società, specialmente quella produttiva, che è quella che noi dobbiamo cercare di tutelare se vogliamo uscire dal ripetere anche nella finanziaria futura quella vergognosa posta in bilancio di 250 euro per famiglia. Quindi se vogliamo togliere quelle sacche e contribuire alla fuoriuscita dell'economia sarda da queste sabbie mobili , sono convinto che questa richiesta del collega Scarpa, di avere al più presto in Aula un dibattito sull'energia, sia una cosa da approvare senz'altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, dichiaro il voto favorevole all'ordine del giorno presentato dall'onorevole Scarpa perché la questione energetica è per la Sardegna una questione chiave, sia sul fronte delle politiche di tutela di salvaguardia, di valorizzazione dell'ambiente, di cancellazione di ogni prospettiva di avvelenamento e di inquinamento del nostro territorio, sia sotto il profilo dello sviluppo, cioè della costruzione di modalità e di percorsi ad approvvigionamento energetico, che abbiano come obiettivo, non solo il rispetto dei parametri di Kyoto, ma di più, cioè costruire in Sardegna un vero e proprio esempio - anche sotto il profilo energetico - di regione proiettata verso la salvezza del pianeta con la sperimentazione quindi delle metodiche, delle tecniche e delle tecnologie necessarie.
Questo è il tema su cui noi ci dobbiamo applicare, questa è la cultura che noi dobbiamo esportare, questo è il tipo di produzione che dobbiamo realizzare. Allora che cosa facciamo? L'onorevole Scarpa propone che si discuta, in Consiglio regionale, il Piano energetico. Credo che la Statutaria che abbiamo approvato l'altro giorno, e che entrerà definitivamente in vigore, penso, il 7 giugno prossimo, preveda che la pianificazione generale è competenza del Consiglio regionale e che siccome questo prevede, questo riguardi tutta la pianificazione esistente, quindi noi siamo convinti che il Piano energetico regionale, che tanto ha pesato anche nella discussione che si è affrontata nella finanziaria regionale, debba essere portato all'Aula, si apra una sessione, si discuta, e poi si facciano le scelte. Non è detto che si rompano le maggioranze, però, anche all'interno della maggioranze, si possono legittimamente esprimere posizioni che noi, come Rifondazione Comunista, stiamo confrontando sistematicamente con le comunità locali e con le popolazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, condivido molto lo spirito di questo ordine del giorno, con il quale si pone, al centro del dibattito di questo Consiglio, il problema energetico di questa Regione. Credo che oggi la programmazione energetica in Sardegna, lo abbiamo potuto vedere anche esaminando l'articolo 16 della finanziaria, costituisca il problema cardine di tutto lo scenario futuro dello sviluppo regionale. Quindi non possiamo sottrarci all'impegno, indicato anche nell'ordine del giorno, di proporre una discussione attenta, all'interno del Consiglio, perché le scelte, quelle importanti, quelle che vincoleranno i prossimi dieci o venti anni di questa Sardegna, davvero passino attraverso un dibattito consiliare.
Noi, oggi, l'abbiamo già detto anche nella discussione dell'articolo 16, siamo la Regione che meno sta ottemperando agli obiettivi del protocollo di Kyoto, andiamo a produrre soltanto il 4,1 per cento di energia da fonti rinnovabili, contro una media del 15,5 per cento dell'intera Italia, e contro un 22 per cento, che dopodomani, cioè nel 2010, dovremo dimostrare di produrre. Qual è il grande rischio? Il rischio più grosso è che davvero si attui quello che il ministro Pecoraro Scanio, Ministro dell'ambiente, ha indicato dicendo che la parcellizzazione delle quote di contributi a questo protocollo di Kyoto diventa regionale e quindi le Regioni pagheranno in maniera diretta se non sono ottemperanti. Noi, che abbiamo la possibilità, meglio di tutte le altre Regioni, di produrre energia da fonti rinnovabili, da questo punto di vista siamo negligenti al massimo. Qui esiste l'ossessione del non utilizzo della fonte eolica, vincolata ad un limite che davvero è vergognoso di soli 550 megawatt di potenza installata, e questo dimostra che il nostro sviluppo è totalmente ingessato. Vogliamo restituire a questa Aula davvero la capacità di fare scelte future? Vogliamo diventare una Regione moderna, una Regione europea? Se questo vogliamo, è naturale che questo Consiglio deve diventare protagonista del nostro futuro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, io penso che il problema energetico, come hanno sottolineato anche alcuni colleghi stamattina, sia di grande attualità e debba coinvolgere il Consiglio come riflesso delle aspettative delle nostre popolazioni. Noi dobbiamo pensare a sistemi che siano compatibili con l'ambiente, con il territorio, con la salute dei cittadini. Certamente esistono sistemi moderni e innovativi, come ha affermato il collega Calledda nel suo intervento, ma esiste anche il confronto con le popolazioni e con il territorio. Proprio su questo vorrei ricordare ai colleghi che, per esempio, nella città di Porto Torres, in tempi non lontani, la popolazione si è già espressa attraverso un referendum popolare, si è già espressa dicendo "no" con chiarezza all'utilizzo del carbone, la stessa città di Sassari ha raccolto migliaia di firme, solo due anni fa, sulla questione del carbone, proprio perché, come dire?, vedeva in questo un sistema fortemente inquinante per le popolazioni. Quindi ci vuole un'attenzione forte del Consiglio, un confronto con i territori. Per questa ragione, penso che si possa affrontare un dibattito in Aula, un dibattito certamente sereno e costruttivo, su un tema fondamentale per lo sviluppo in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). A me sorprende il fatto che non sia stato pensato prima di portare un argomento del genere in Aula. Abbiamo bisogno forse degli articoli dei quotidiani "The New York Times", "la Repubblica", "Il Corriere della Sera", o dei film del mancato Presidente americano per discutere di questi problemi? Per discutere delle emissioni di CO2, o per discutere anche accademicamente sul fatto che qualcuno prevede che la CO2 possa essere sotterrata in trappole sotterranee? Questo Consiglio, che rappresenta quest'Isola che ha nel suo futuro grandi possibilità per lo sviluppo delle energie alternative, vuole discutere del Piano energetico regionale? Si parla di VAS e forse non si sa neanche che cosa sia la VAS, la Valutazione ambientale strategica, vogliamo di discuterne o no?
Io credo che sia corretto, giusto, al di là delle posizioni di ciascuno, al di là delle contingenze territoriali che ci possono essere, ma abbiamo il dovere, perché ce lo chiede la democrazia, e quindi la richiesta alle popolazioni di discuterne in maniera diretta e concreta, abbiamo il dovere di chiedere, noi chiediamo con forza, che il Piano energetico regionale arrivi in Aula anche perché ci possano essere, e ci saranno inevitabilmente, modifiche sostanziali, ma considerando anche il mercato dell'energia si può arrivare ad una rimodulazione e ad una modificazione del Piano energetico regionale.
Davvero non capisco che cosa ci sia di strano, cosa ci sia di rivoluzionario; tra l'altro, visto e considerato che la Comunità Europea sta già comunque indicando una strada per discutere di queste problematiche, noi faremo altri interventi su questo tema. Per questo motivo votiamo a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Signor Presidente, premetto che io voterò a favore di questo ordine del giorno e debbo dire che mi pare che il Consiglio si trovi stamattina su questo specifico argomento in una situazione surreale; com'è possibile, dopo la maratona di questi giorni e di queste notti, che stiamo qui a perdere tempo, lo dico in senso positivo, non prendetelo per il verso sbagliato, cioè la Sardegna, la Regione che ha effettuato il più feroce Piano di tutela ambientale della storia d'Italia, è qui a discutere se debba essere portato o no all'approvazione del Consiglio il Piano energetico ambientale della Regione Sardegna. Davvero non riesco più a capire qual è la ragione del discutere, è una cosa talmente ovvia che non avrebbe nemmeno dovuto richiedere l'intervento di un ordine del giorno. In un'Isola come la nostra, che sta cercando, con grande difficoltà, di capire quale sarà il suo immediato futuro, nell'utilizzazione del bene ambientale collegato al suo progetto di sviluppo, ci può essere qualcuno qui in quest'Aula oggi che, a cuor leggero, può dire che non è opportuno che il Consiglio regionale esamini, discuta e approvi il Piano energetico ed ambientale della Sardegna? Sarebbe davvero ridicolo! A questo aggiungo, come ulteriore motivazione, per quanto riguarda me e il mio Gruppo, che credo che questo Consiglio regionale, questa Assemblea legislativa, bene farebbe a riappropriarsi di questa funzione primaria che le appartiene su tutti i grandi temi che possono decidere segnando profondamente il destino dei sardi, sia per la qualità della vita che devono affrontare, sia per ogni storia di sviluppo, di crescita e di progresso sociale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, la Giunta obiettivamente vorrebbe attenersi alla prassi, secondo la quale sugli ordini del giorno che vengono presentati in Consiglio, si vorrebbe intervenire il meno possibile, se non per quanto riguarda quelle parti che naturalmente impegnano la Giunta regionale, comunque l'intenzione della Giunta è sempre quello di rimettersi alla volontà del Consiglio.
Però sull'ordine del giorno numero 3, è stato già ribadito, io lo confermo, che il Piano regionale energetico è stato già sottoposto alla valutazione della Commissione competente, c'è stato un confronto, ed è stata espressa una valutazione, quindi l'iter del Piano energetico prosegue attraverso l'approfondimento e l'approvazione della Valutazione strategica. Da parte della Giunta regionale non c'è niente in contrario che, una volta ultimato l'iter con la Valutazione ambientale strategica, possa ritornare in Consiglio, in Commissione, perché si possa sviluppare un confronto ed un dibattito, e quindi con il pieno coinvolgimento in Commissione del Consiglio; poi la Giunta ribadisce, lo abbiamo già detto ieri sera, che è disponibilissima a fare tutti i dibattiti, tutti i confronti in Aula sulla questione energetica, su una questione così importante, così vitale, così strategica per la nostra Isola, ma basta utilizzare i normali strumenti regolamentari per poter scatenare un confronto in Aula su queste questioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, quest'Aula ha già avuto modo di abdicare alle sue prerogative, con il Piano paesaggistico regionale, delegando la Giunta, infatti il TAR è pieno di provvedimenti che devono esaminare la legittimità o meno di quell'atto. Non ha abdicato quando invece ha voluto discutere il Piano sanitario regionale. Poi, si ripete, dopo questi due fatti, si fa il richiamo allo Stato di diritto in quest'Aula. E' una prerogativa dell'Aula consiliare discutere e approvare gli atti di programmazione, non capisco perché l'Aula voglia continuare, o parte dell'Aula voglia continuare ad abdicare alla propria prerogativa a favore della Giunta che teme il confronto in Aula, è legata e condizionata al voto dell'Aula.
Colleghi consiglieri, in questi giorni si stanno sottoscrivendo con le province diversi accordi istituzionali, i cosiddetti Piani strategici, in cui apprendiamo che in un territorio, leggasi Ottana, si decide per il fotovoltaico, e che in un altro territorio, leggasi Macomer, si decide per le biomasse, e in quali altri territori si deciderà quale altra forma di sviluppo energetico e di produzione energetica, senza che quest'Aula abbia potuto esprimersi sugli indirizzi e su un Piano strategico, ambientale e energetico di cui è totalmente competente, perché è una delle prerogative statutarie dell'Aula.
Quello stesso Statuto che voi avete mortificato con l'approvazione della Legge statutaria in quest'Aula e per la quale sono pronte e sono all'attenzione dei colleghi le richieste di sottoscrizione per il referendum, perché vogliamo che, su quella legge, si esprima il popolo sardo. E' pronta l'azione referendaria, la presenteremo la prossima settimana e spero che in questa azione referendaria non ci si divida per steccati, ma si condividano dei percorsi tutti insieme, anche con le altre parti politiche. E si rifiuta un ordine del giorno che richiama alle competenze e alle prerogative consiliari! Noi vogliamo discutere nell'Aula, vogliamo dire la nostra, vogliamo votare quello per cui siamo deputati ad esprimere giudizi. Vogliamo esprimere la nostra e non abdicheremo come per il Piano paesaggistico regionale.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione nominale sull'ordine del giorno numero 3 dall'onorevole Scarpa. Prego i colleghi di prendere posto e di prepararsi alla votazione col sistema elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 3.
(Segue la votazione)
Prendo atto che la consigliera Cerina e il consigliere Oscar Cherchi hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LANZI - LICANDRO - LICHERI - MARRACINI - MORO - MURGIONI - PILERI - PISANO - PISU - PITTALIS - RANDAZZO Alberto - SANJUST - SCARPA - SERRA - URAS - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI Silvio - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - GESSA - SALIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 61
astenuti 3
maggioranza 31
favorevoli 31
contrari 30
(Il Consiglio approva)
(Interruzioni)
Prego?
(Interruzione del consigliere Secci)
PRESIDENTE. Onorevole Secci…
(Interruzioni)
Colleghi, state a posto, grazie.
(Interruzioni)
Chiedo scusa, colleghi, possiamo prendere posto? Grazie.
(Interruzioni)
Colleghi, onorevoli consiglieri, possiamo stare seduti? Proclamare l'esito della votazione, come sapete, quando avviene con correzioni del voto elettronico, è sempre complicato. Io prego i colleghi di stare attenti alla votazione perché una volta che è effettuata con voto elettronico così resta; penso che sia il caso di superare il procedere a votazioni suppletive di ogni votazione dopo già tre anni di pratica con lo strumento meccanico, neanche elettronico.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io mi permetto di rimarcare che quanto è successo dopo il voto non è degno di quest'Aula. E' vergognoso che una collega sia stata accerchiata dai colleghi della maggioranza...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, non è l'ordine dei lavori. Grazie.
Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno numero 4, Caligaris, Ibba, per un programma di interventi a favore degli emigrati e per il rilancio delle attività dei circoli delle federazione dei sardi in Italia e nel mondo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Noi voteremo a favore di questo ordine del giorno perché riporta all'attenzione un aspetto che noi riteniamo rappresenti una connotazione negativa di questa manovra finanziaria, con riferimento alla tassa cosiddetta sul lusso che, in qualche modo, colpisce anche i sardi che non sono residenti nell'Isola. Noi l'abbiamo combattuta, abbiamo perso una battaglia, l'abbiamo detto con chiarezza dall'inizio, abbiamo apprezzato anche gli interventi modificativi che sono venuti dalle forze politiche della maggioranza, ma riteniamo che permanga un grave, gravissimo, squilibrio, una grave discriminazione, come viene messo bene in evidenza nell'ordine del giorno, e io non so se con esso riusciremo a superare o, quanto meno, a mettere un argine ad una impostazione... Presidente, io non ho la pretesa di essere ascoltato, però di non essere disturbato!
PRESIDENTE. Mi sembra che sia giusto che lei abbia la pretesa di essere ascoltato e penso che sia sbagliato che i colleghi continuino, mentre un collega parla, a girare nei banchi e a fare chiasso. Se dovete parlare, andate fuori, per piacere!
PITTALIS (Gruppo Misto). Mi pare che l'ordine del giorno tratti la materia dell'emigrazione in termini complessi e, a mio avviso, anche in maniera adeguata ed opportuna, ma - ripeto - colgo l'occasione per mettere in evidenza questo aspetto che riguarda il segnale in negativo che è stato dato e rispetto al quale mi pare che non vi siano segnali di resipiscenza. Io lo dico approfittando anche di questo ordine del giorno, perché c'è una tendenza, davvero, ad introdurre elementi neo populisti che sono diretti, come oggi leggo anche su "L'Unità", a mettere in discussione l'essenza stessa della politica. Ha ragione il giornalista che evidenzia questo pericolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, per tutto ciò che abbiamo detto e sostenuto in sede di discussione dell'articolo 3, è ovvio che il nostro voto è favorevole per l'ordine del giorno presentato dalla collega Caligaris. Forse contribuisce a riportare un briciolo di equità e a rivedere le posizioni che la Giunta ha imposto alla maggioranza di questo Consiglio.
I colleghi prima hanno pensato che potessero ridurre al silenzio la mia osservazione su quanto successo poc'anzi, dimenticando che c'erano successive dichiarazioni di voto. Io credo che sia già stato dato un cattivo esempio, in quest'Aula, con un Presidente che si è precipitato verso i banchi del Consiglio per provocare il collega Cappai che l'ha definito "latitante", cioè colui che latita, colui che è assente, colui che non si presenta in Aula. Questa abitudine vorrei che non venga presa anche dagli Assessori, com'è successo poc'anzi, che si sono precipitati verso la collega che ha espresso liberamente il suo dissenso o dai colleghi che hanno cercato di intimidire o accerchiare la collega che ha espresso il dissenso votando a favore dell'ordine del giorno precedente. Certo che, se le telecamere avessero potuto, in qualche modo, riprendere in diretta quanto è successo, avrebbero avuto prova i cittadini sardi - uso quanto detto precedentemente dal collega Pittalis - del neo comunismo, cioè delle modalità che sono utilizzate nei confronti di chi dissente, dell'intimidazione nei confronti di un collega che liberamente può assumere, e deve assumere, le proprie responsabilità in quest'Aula con l'espressione di voto.
Credo che sia la ciliegina sulla torta questo atteggiamento su una finanziaria che si è trascinata, che ha ristabilito delle profonde differenziazioni politiche all'interno della maggioranza, che ha fatto sì, anche in alcune occasioni, di rappresentare ai sardi e a quest'Aula che sono possibili maggioranze di programma, maggioranze di ideali, valori condivisi che non necessariamente devono seguire le indicazioni del Governatore che vuole, invece, una maggioranza salda intorno a se stesso, che calpesti i propri principi, che calpesti i propri valori. Esprimo voto favorevole all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, voterò a favore dell'ordine del giorno, presentato dall'onorevole Caligaris, che pone all'attenzione di questa Aula uno dei debiti grossi che il Consiglio regionale ha oggi nei confronti del mondo dell'emigrazione. Chi fa politica, in genere, ha la possibilità di registrare alcune fortune: la mia in assoluto, lo posso dire, è stata quella di aver conosciuto in maniera diretta quasi tutti i circoli degli emigrati sardi che abbiamo nel mondo. Li ho potuti conoscere e vederne, tra l'altro, la trasformazione negli anni recenti. Da circoli che prettamente si occupavano di problemi affettivi, di una sorta di legame che era soltanto relativo all'essere nati in Sardegna e quindi a ricordare con affetto la propria terra, oggi sono diventati, in maniera veramente riconoscente da parte della Sardegna, gli ambasciatori di questa terra.
Noi, per contro, nei confronti di questi 600 mila sardi, che sono sardi a tutti gli effetti, siamo riusciti invece a insultarli attraverso l'approvazione di una norma che pone loro nelle stesse condizioni dei cittadini non sardi e quindi non riconosce nemmeno il diritto a poter essere esonerati da una tassazione che sicuramente è iniqua. Ma non solo questo, noi fra poco andremo ad affrontare un problema importante per questo Consiglio regionale, che è la nuova legge elettorale della Sardegna e, nei confronti dei sardi, dei sardi cosiddetti non residenti, abbiamo pure il debito di poter riconoscere, alla pari di quello che hanno fatto altre Regioni italiane, il diritto di rappresentanza e il diritto naturalmente di voto. Quindi riuscire a riservare tre, quattro, cinque seggi elettorali, così come ha fatto lo Stato nei confronti dei propri emigrati nel mondo, a favore degli emigrati sardi. Penso che, da questo punto di vista, in questo stesso impegno che oggi il Consiglio può assumere, possa essere racchiuso questo concetto importante.
Noi non possiamo soltanto proclamare che l'emigrazione per noi è un patrimonio e poi di fatto contraddire sempre questa affermazione con atti che sono contrari, che vanno esattamente verso una direzione opposta a considerazioni di questo genere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, signori Assessori, colleghe e colleghi, il mondo dell'emigrazione ha vissuto molto negativamente le scelte di non condividere con i sardi residenti le imposte sulle seconde case; con lettere e documenti hanno manifestato disappunto e amarezza esprimendo sentimenti di rammarico. Sono tra l'altro impegnati in una battaglia per la continuità territoriale e hanno chiesto, anche per questo fine, la solidarietà dei concittadini residenti nell'Isola.
Penso che un programma di interventi a favore dei sardi in Italia e all'estero per il rilancio dei circoli e delle federazioni, possa dare un senso alla nostra azione e possa anche colmare, semmai ci sia stato, un vuoto di comprensione e di comunicazione con i nostri concittadini che vivono lontani. Tra l'altro i contenuti degli impegni nell'ordine del giorno sono parte integrante delle volontà espresse dalla Giunta e dalla maggioranza. Credo che, al di là del fatto che come sempre si dice: "un ordine del giorno non si nega a nessuno" e ieri è stata più volte ripetuta questa frase, questo documento assume un significato particolare e rappresenta un segnale significativo se veramente intendiamo e rappresentiamo il mondo dell'emigrazione in tutte le sue articolazioni. Peraltro è prevista, così come dai programmi dell'Assessore dell'emigrazione, la Conferenza regionale come atto preliminare di una riscrittura della legge numero 7, in modo tale che sia questa normativa adeguata alla nuova realtà e alle crescenti potenzialità socio economiche dei sardi in Italia e nel mondo. Mi auguro che la Giunta, la maggioranza e l'Aula accolgano con favore questo impegno e questo ordine del giorno perché fa parte della nostra cultura più radicata, più profonda e più sentita.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Questo ordine del giorno solidarizza con gli emigrati in un momento in cui loro hanno subito lo schiaffo della legge finanziaria della Regione sarda. Non sono pochi i sardi interessati, la Sardegna ha conosciuto agli inizi del secolo scorso, negli anni '60, una fortissima emigrazione, oggi i sardi che vivono fuori dalla Sardegna sono più di un terzo di quelli che sono presenti in questa Regione. Devo dire che la Regione sarda ha sempre avuto un rapporto molto attento, molto sensibile, molto forte nei confronti di questi emigrati, tant'è che, nel 1991, venne approvata la legge regionale numero 7 che interveniva a favore dei circoli e delle federazioni degli emigrati, e comunque ha fatto interventi sicuramente prima di tutte le altre Regioni d'Italia. E' cambiato tutto evidentemente in questi ultimi tempi se è vero com'è vero che questo Governo regionale ha pensato, con questa finanziaria, introducendo le tasse sulle seconde case, di dare un segnale di non gradimento nei confronti di questi emigrati che, devo dire, a suo tempo non hanno abbandonato la Sardegna per piacere, ma semplicemente perché non c'era lavoro per tutti. Bene, io credo che noi avremmo dovuto avere un diverso atteggiamento, un diverso riconoscimento verso questi sardi.
Pertanto io credo che il fatto che questa maggioranza abbia approvato una legge sulla seconda casa è veramente una cosa incomprensibile, ne stanno parlando i giornali del mondo oltre che quelli nazionali, io mi auguro che ci sia davvero un ripensamento da parte di questa Giunta regionale anche perché queste case sono il frutto del sacrificio di tanti anni di lavoro, tanti anni di emigrazione e sicuramente non sono case fatte per speculare, ma semplicemente per avere ancora un legame, un contatto diretto con la Sardegna e io credo che questo Consiglio regionale, se dovesse fare qualcosa che faccia dimenticare quanto è successo con l'approvazione di questa finanziaria, forse forse salverebbe un po' la faccia di fronte agli emigrati e non solo a loro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Presidente, intervengo pochi minuti per sottolineare non i contenuti di merito di questo ordine del giorno che, vedendomi cofirmatario, non hanno evidentemente bisogno di essere né ripresi, né sottolineati, però per dire ai colleghi del centrodestra che possono essere più di uno gli argomenti sui quali ci può essere un terreno comune di interpretazione e di condivisione, non soltanto del mondo dell'emigrazione, o non soltanto il problema degli emigrati. Quello che è importante, che comunque giustifica la differenza di interpretazione, è il fatto che, su questo terreno comune, non ci deve essere comunque né un atteggiamento strumentale né un atteggiamento demagogico tendente in qualche modo a destabilizzare o a tentare di destabilizzare i rapporti all'interno delle componenti dei partiti del centrosinistra in maniera talora surrettizia, talora evidente.
Io sono fermamente convinto che, nella coerenza anche di quanto ho fatto in occasione dell'articolo 3 della finanziaria, sia legittimo, su cento argomenti dei quali trattiamo, avere novantanove opinioni uguali e una diversa. E nulla di strano c'è se, su uno di questi argomenti, anche all'interno delle componenti dei partiti del centrosinistra, noi socialisti abbiamo una interpretazione del ruolo della sardità, del concetto di identità e di etnia, del ruolo dei sardi e del senso dell'appartenenza dei sardi, diverso dalla parte, forse anche maggioritaria, che è rappresentata all'interno del centrosinistra.
Noi siamo fermamente convinti che, fino a che vige la legge numero 7 del 1991, io auspico e spero che questa legge viga ancora per molti anni, nel senso che non venga abolita, se c'è un'unica identità sarda, divisa e presente, in parte in Sardegna e in parte al di fuori della Sardegna, in tal senso e in tal modo questa deve essere concepita, intesa unitariamente, unitariamente valutata, unitariamente valorizzata, così come unitariamente, quando c'è stata la vertenza per le entrate, i nostri concittadini, i nostri corregionali residenti oltre Regione, si sono battuti e hanno sostenuto e hanno impegnato la loro presenza per ottenere questo risultato che poi abbiamo ottenuto, nella logica e nel senso dell'unitarietà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Signor Presidente, io do un giudizio estremamente positivo e favorevole alla presentazione di questo ordine del giorno, credo che non possa risolvere in maniera definitiva i problemi creati da questa finanziaria, da una finanziaria che non riesco a caratterizzare positivamente, mentre mi vengono in mente, sempre più spesso, gli aspetti negativi introdotti con l'articolo 3. Questo ordine del giorno si richiama, appunto, anche all'articolo 3. Non credo che il nostro sia un intervento che possa avere carattere strumentale, perché ci siamo battuti dal primo giorno e quindi avevamo tutto il tempo e tutte le possibilità di mettere rimedio ad un articolato che danneggiava gli emigrati sardi non economicamente, ma sotto tutta un'altra serie di aspetti, soprattutto quello di dignità, di essere riconosciuti come veri sardi.
Di fatto, trovo delle incongruenze nell'articolato e questo impegno che si chiede alla Giunta regionale deve mettere fine a queste incongruenze. Credo che, più che fare un monitoraggio delle seconde case, come previsto nell'articolato, bisognerebbe cercare assolutamente di eliminare questa tassa per gli emigrati. Sapete qual è il rischio? Il rischio è quello di fare da una parte una radiografia agli emigrati e alle loro case e, dall'altra parte, sfuggire i controlli su tutti gli altri sardi che sono molto più ricchi degli emigrati. Non riesco a capire perché, se è stata ritenuta legittima la possibilità di escludere gli emigrati da questa tassa per il 2006, come nella lettera che sta andando in giro, questa stessa impostazione non possa essere applicata per il 2007.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, il mio voto è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, un vecchio detto latino diceva che "Dio faceva perdere il senno a coloro che voleva perdere", "Deus dementat quos perdere vult". Comunque, è stato ricordato che in Sardegna manca una tassa sui grandi patrimoni, la possiamo fare volendo, ma ci siamo ricordati di tassare gli emigrati. Si dice che un ordine del giorno non si nega a nessuno, ma noi ad un ordine del giorno che non si nega a nessuno non possiamo dare il nostro voto favorevole. Annuncio il mio voto di astensione, perché una maggioranza che si vede sempre in prima fila a parlare a favore degli immigrati, che si avvantaggia del loro voto non solo per le regionali, ma che vince le elezioni nazionali, addirittura, col voto degli emigrati, dovrebbe riservare, a questa fascia sfortunata di popolazione, un atteggiamento meno demagogico e molto più rispettoso di quanto possa emergere da un ordine del giorno, ahimè, mi dispiace dirlo, demagogico (proprio perché è espressione di questa maggioranza) al quale noi non possiamo associarci.
Avete riservato agli emigrati un trattamento per la continuità territoriale che non vi ripeto per pietà, dovete andare a chiedere a loro che cosa pensano del servizio che avete offerto per la continuità territoriale, dei fondi per i circoli all'estero, io credo che ce ne sia abbastanza per dire che questo ordine del giorno assolutamente non può avere, coerentemente e per il rispetto che si deve agli emigranti, il voto di coloro che del rispetto fanno un'attività quotidiana.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Alla fine di questa lunga maratona sulla finanziaria, io arrivo a dire, mi dispiace per i colleghi, che potrei sentirmi persino offeso da questo ordine del giorno, perché penso che offenda parzialmente la nostra intelligenza. Come è possibile chiedere al Consiglio di approvare un ordine del giorno che nega un voto e contraddice un voto di poche ore fa? Addirittura proponendo di modificare una finanziaria che non abbiamo neanche ancora votato, reintroducendo il testo di un emendamento che il Consiglio ha bocciato? Cioè, la collega Caligaris, su questo tema, ha presentato un emendamento, che parlava di monitorare le case degli emigrati, dov'erano ubicate, gli anni di costruzione e di moderare le tasse? L'abbiamo bocciato! Come è possibile pretendere che il Consiglio, che non ha neanche concluso con il voto finale la legge finanziaria, approvi un ordine del giorno che chiede di modificare quella legge finanziaria, per introdurre un emendamento che è stato bocciato dall'Aula?
Allora, dico con molta franchezza che io avrei potuto capire, prendendo atto che noi abbiamo dovuto, per un problema di costituzionalità, tassare anche gli emigrati sardi che sono fuori dalla Sardegna e non residenti all'estero, che si chiedano al Consiglio impegni per azioni vere, politiche, verso gli emigrati, che compensino questo sacrificio che chiediamo loro, come quello contenuto nei primi punti. Ma non che si chieda al Consiglio di contraddire, prima ancora che abbia finito di votare la legge finanziaria, il suo voto. Ritengo questo, dal punto di vista politico, inaudito e forse anche formalmente non corretto, anche formalmente, perché non si può modificare un voto, che quest'Aula ha espresso, neanche poche ore fa, con un ordine del giorno che chiede di modificare una legge che non abbiamo ancora votato.
Quindi, personalmente invito i colleghi a ritirare l'ordine del giorno, a presentare invece, e siamo disponibili a lavorare anche come Gruppo, un disegno di legge che, rispetto ai punti indicati anche dalla collega, nell'ordine del giorno, nei primi tre punti, possa dare risposta a quel mondo, a cui in questo momento abbiamo chiesto un sacrificio. Un ordine del giorno che prescinda da quella questione delle tasse, perché sappiamo che c'è un problema di costituzionalità, ma attui i primi tre punti che invece in quest'ordine del giorno ci sono. Altrimenti, sinceramente, mi sembra impossibile che un ordine del giorno modifichi un voto, una decisione, un parere, una legge, cioè che un ordine del giorno si faccia su tutto. Personalmente ritengo veramente inaudito che si possa presentare all'Aula un ordine del giorno su un argomento sul quale abbiamo discusso, ridiscusso, votato, preso decisioni, non abbiamo neanche concluso con il voto finale chiedendo già di modificarlo. Do, invece, la disponibilità, se viene ritirato l'ordine del giorno, come Gruppo, a lavorare insieme per un disegno di legge sui primi tre punti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, il discorso del Capogruppo dei DS è coerente. Figuratevi se lo possiamo votare noi questo ordine del giorno, se addirittura il Capogruppo del partito di maggioranza della vostra coalizione, per motivazioni ovviamente ben diverse, ritiene impossibile votarlo! Io manifesto rispetto per il contenuto e naturalmente per i colleghi che lo hanno presentato, che rispetto assolutamente, ma non è possibile che Alleanza Nazionale dia un voto favorevole a questo ordine del giorno, come già il collega Liori anticipava.
Noi ci asteniamo, ma ci asteniamo per non votare contro, per non fare un gesto comunque sgradevole contro gli emigrati, se no certamente voteremo contro, perché questo ordine del giorno è fatto di lacrime di coccodrillo. Voi, che avete votato la legge finanziaria, che contiene le bastonate, gli schiaffi e le umiliazioni nei confronti degli emigrati sardi, il giorno che si vota il voto finale della legge finanziaria, fate un piccolo piantino e dite che vi impegnate a rimediare al danno fatto, a questo punto. Elencate le umiliazioni che, grazie a voi, collega Caligaris e collega Ibba, grazie al vostro voto, gli emigrati hanno subito. Gli emigrati manifestano amarezza, erano partiti per povertà, per fame, per mancanza di posti di lavoro, i sacrifici degli anni della diaspora, non hanno case che rappresentino operazioni speculative, non fanno i soldi a danno dell'ambiente sardo, ma le tasse le avete messe voi, non le abbiamo messe noi. Quindi, purtroppo, non dal punto personale ma dal punto di vista politico, non avete la minima credibilità per proporre un ordine del giorno del genere. Non c'è nessuna possibilità che noi possiamo prendervi sul serio dal punto di vista politico.
A queste lacrime di coccodrillo non possiamo assolutamente dare il nostro appoggio, quindi il nostro voto, se lo voterete, se non lo ritirerete, sarà un voto di astensione, soltanto per rispetto agli emigrati, perché sennò voteremo ovviamente contro, perché non ci prestiamo a questa operazione speculativa, questa, sì, speculativa. Soprattutto, cari colleghi, vi ricordiamo che, nel momento in cui voi stessi dite di voler porre rimedio a un'operazione schifosa, schifosa, schifosa, che voi stessi avete compiuto, perdete, mi dispiace doverlo dire, salvo sempre il rispetto e l'amicizia per i firmatari, perdete qualunque possibilità di essere credibili e di essere presi sul serio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, annuncio subito il mio voto favorevole, e devo dire che ero veramente rasserenato dal fatto che nessuno avesse parlato, sino a Siro Marrocu, di parere e avviso contrario all'ordine del giorno. Capisco anche le posizioni espresse dal Capogruppo di Alleanza Nazionale, pur tuttavia, considerando il fatto che ancora non si è votata la finanziaria e rovesciando le argomentazioni dell'onorevole Marrocu, inviterei i due proponenti a votare coerentemente, con voto contrario, la finanziaria, perché mortifica certamente, non solo sotto l'aspetto delle tassazioni, gli emigrati, ma debbo dire che, onorevole Marrocu, per poter realizzare quanto previsto nei tre punti, non è necessario alcun disegno di legge, non c'è bisogno di discutere, c'è solo bisogno di volontà politica e che la Giunta attui quanto già previsto dalla normativa vigente e che soprattutto il competente Assessore del lavoro non sospenda le pubblicazioni de "Il Messaggero sardo", ma dia quanto deve dare.
Soprattutto ancora, vengano erogati i finanziamenti per i circoli e per le federazioni che sono bloccate, sono rallentate e sono taglieggiate. Non fatemi entrare nel merito che è meglio, perché altrimenti dovremmo cercare veramente anche qualcosa di molto più pesante e di tipo illegale, non solo illegittimo.
(Interruzione del consigliere Pirisi)
DEDONI (Riformatori Sardi). Non solo illegittimo. Non solo illegittimo! No, no, sto parlando di queste cose, io inviterei ad andare a vedere. Ti stanno aspettando, io ci continuo ad andare. Io, se tu non lo sai, cosa che tu non hai fatto ancora, ci vado e a spese mie.
(Interruzione del consigliere Pirisi)
DEDONI (Riformatori Sardi). Hai paura di sentirti dire le cose, sono altre cose ben più pesanti, non certamente il viaggio, se è questo che vuoi, te lo trovo, caro Pirisi, ti trovo anche altro, sapendo che, dietro di me, non c'è niente te lo assicuro…
(Interruzione del consigliere Pirisi)
DEDONI (Riformatori Sardi). No, buono tu, perché io non ho niente dietro le spalle e su questo ci può contare!
(Interruzione del consigliere Pirisi)
DEDONI (Riformatori Sardi). Io ti sto dicendo che non ho niente contrariamente a quanto tu puoi avere.
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi…
(Interruzione del consigliere Pirisi)
DEDONI (Riformatori Sardi). Ti posso assicurare che io non ho quanto tu puoi avere dietro le spalle, allora non interrompermi…
(Interruzione del consigliere Pirisi)
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, concluda il suo intervento.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, la prego di sentire cosa ha detto, probabilmente l'imbecillità qualcuno se la trova addosso da solo.
(Interruzione del consigliere Pirisi)
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, io non riesco… Onorevole Pirisi!
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, noi non piangeremo lacrime di coccodrillo, come prevedeva il collega Artizzu e voteremo contro questo ordine del giorno, per gli stessi motivi che ha ben elencato il collega Marrocu. Ancora una volta, con questi ordini del giorno, si cerca da un lato di tornare su cose già discusse e già decise e dall'altro di strizzare l'occhiolino a dei mondi che riscuotono simpatia, amore, interesse e preoccupazione da parte di tutti noi. Crediamo però che l'ordine del giorno sia scritto, tra l'altro, con alcune inesattezze, perché mischia gli emigrati sardi in Italia e nel mondo, quindi fa di tutta un'erba un fascio, anche di casi che, nella normativa, sono stati affrontati in maniera molto diversa e torna, di fatto, su una legge finanziaria che non è stata ancora approvata; riteniamo che non sia il modo e lo strumento per affrontare l'argomento che merita sicuramente una trattazione più organica, all'interno della Commissione, anche insieme ad altri temi, che qui non sono trattati, e che possono servire a migliorare il contributo reciproco che il mondo dell'emigrazione può dare alla comunità sarda e quello che la comunità sarda, residente in Sardegna, può dare per valorizzare e rafforzare la presenza dei sardi in Italia e nel mondo. Quindi, voteremo contro.
Io vorrei però tornare sull'episodio di poco fa, che ha citato anche l'onorevole Capelli nella sua dichiarazione di voto, per dire che sono d'accordo con lui; io credo che sia assolutamente improprio che, dopo un voto, dei colleghi si affollino di fronte a qualsiasi consigliere, che ha espresso un voto liberamente, per cercare magari di fargli cambiare idea. Le cose sono due: o il Capogruppo di quel Gruppo non è stato capace e in grado di spiegare le ragioni che potevano portare a un voto diverso, o quel consigliere si è espresso liberamente e, come tale, quel voto va rispettato. In tutti e due casi è improprio rivolgersi al consigliere, semmai occorre rivolgersi al Capogruppo, che non ha saputo spiegare le buone ragioni che dovevano invece portare a bocciare l'ordine del giorno precedente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Tre secondi per dire che condivido integralmente quanto ha detto il Capogruppo dei Democratici di Sinistra, sono perché si attivi un'interlocuzione nella sede e con le misure opportune. Noi non piangiamo lacrime di coccodrillo, come accennava l'onorevole Porcu, siamo convinti che le imposte che sono state introdotte siano un grande passo in avanti rispetto ad una concezione di questa Regione in termini di autonomia, che si colpiscono in modo molto lieve alcuni superconsumi di superlussuosi e che, in qualche misura, si restituisce alla Sardegna anche quello che la Sardegna ha dato attraverso l'approvazione del Piano paesaggistico e quindi alla supervalutazione degli immobili in ambito costiero.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Siccome c'è stata una proposta, volevo dare un contributo all'iniziativa assunta dall'onorevole Siro Marrocu.
PRESIDENTE. Senza intervenire, può dichiarare se accetta la proposta, se ritira l'ordine del giorno, dato che lei è già intervenuta. Prego.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Intendevo avanzare una proposta alternativa, cioè quella di sopprimere il terzo punto, lasciando in piedi i punti 1, 2 e 3 degli impegni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Mi pare che l'invito, fatto dal collega Marrocu, abbia dato un seguito importante e politico all'ordine del giorno presentato dalla collega Caligaris e dal collega Ibba, al quale noi, come ha detto in precedenza l'onorevole Pittalis, abbiamo annunciato il nostro voto favorevole nell'ipotesi in cui venga mantenuto anche nei primi tre commi.
E' evidentemente un passaggio sul quale noi dovremo tornare perché ha segnato una delle pagine più tristi di questa manovra finanziaria. Abbiamo ancora la discussione sul voto finale di questa finanziaria e sicuramente ci sarà un ritorno anche sull'analisi dell'articolato di cui questa manovra è composta; quindi avremo modo, anche noi Popolari-Udeur, in sede di dichiarazione di voto, di ritornare sull'argomento.
Crediamo che questa pagina triste di questa manovra finanziaria debba essere in qualche modo - come diceva giustamente l'onorevole Marrocu - recuperata con un'azione politica mirata verso il mondo dell'emigrazione, attraverso un'analisi attenta, provvedimenti seri e puntuali che, in qualche modo, consentano anche a quest'Aula (che approverà, quasi sicuramente nella serata di oggi, la manovra finanziaria) questo impegno politico che sarà successivo, e riuscirà, speriamo possa riuscire, a recuperare i punti sicuramente persi attraverso l'approvazione di quegli articoli.
Noi, quindi, sosteniamo questo ordine del giorno e ci rendiamo disponibili a proseguire nella strada così come tracciata dal Capogruppo dei D.S.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, secondo me, la collega Caligaris commette un errore a non ritirare l'ordine del giorno, anche perché in questo Consiglio dobbiamo essere prima di tutto coerenti rispetto a quanto andiamo ad approvare all'interno di questa legge finanziaria.
Io credo che potrebbe anche essere accolta la proposta della collega Caligaris, sempre che venisse cancellata tutta la premessa fino alle parole "legge regionale 15 del 1991", cioè va cancellata sostanzialmente interamente la premessa, se non quella di fare riferimento alla legge che prevede gli interventi a favore degli emigrati sardi in Italia e all'estero.
Credo che, a questo punto, questo ordine del giorno sarebbe un ordine del giorno completamente privo di qualsiasi senso, sarebbe un ordine del giorno vuoto e io credo che, se il ritiro non dovesse avvenire, anche il voto del Gruppo de La Margherita sarà un voto contrario, pur mantenendo tutta la sensibilità a favore degli emigrati sardi all'estero attraverso interventi specifici che questo Consiglio potrà mettere in campo e non già per compensare le tasse sulle seconde case che noi riteniamo un elemento corretto che può aiutare, con le entrate relative, il rilancio dell'economia della nostra Regione e garantire più servizi ai sardi residenti, mettendo a disposizione della comunità sarda ulteriori opportunità soprattutto per quanto riguarda l'occupazione e il lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, vista la situazione che si è creata e proprio in virtù del fatto che questo ordine del giorno non voleva assolutamente creare problemi, lo ritiro, chiedendo alla Giunta un impegno e una raccomandazione, quella appunto di predisporre un piano straordinario di interventi a favore dei lavoratori sardi...
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, la prego, non c'è un nuovo intervento, capisce? Grazie.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Va bene. Allora, semplicemente che raccolga il significato di questo ordine del giorno come una raccomandazione ulteriore e rafforzativa dell'impegno della Giunta in questo ambito.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, voglio fare mio l'ordine del giorno che adesso l'onorevole Caligaris ha ritirato.
PRESIDENTE. Bene.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Vorrei una delucidazione tecnica. Vorrei sapere se entrambi i firmatari dell'ordine del giorno stanno ritirando la loro firma dall'ordine del giorno e se l'assunzione da parte del collega Dedoni di questo ordine del giorno comporta, al momento attuale, che questo ordine del giorno sia presentato da Dedoni come primo firmatario.
PRESIDENTE. L'onorevole Caligaris lo ha ritirato anche a nome dell'onorevole Ibba, evidentemente, se viene fatto proprio dall'onorevole Dedoni non è più l'ordine del giorno Caligaris.
Colleghi, scusate un attimo, stiamo verificando.
Comunico che, mentre per gli emendamenti è possibile, per gli ordini del giorno non è consentito, nel senso che gli ordini del giorno sono personali per cui non possono essere fatti propri, onorevole Dedoni.
Quindi, l'ordine del giorno è ritirato.
Passiamo all'esame dell'ordine del giorno numero 5.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, la mia era una prenotazione precedente all'ordine del giorno numero 5, per chiedere se il Regolamento consente che venga ritirato un ordine del giorno quando si è già in fase di votazione, perché le dichiarazioni di voto sono state fatte tutte, cioè questa retromarcia della maggioranza (questa maggioranza ormai innesta solo la retromarcia) mi sembra una cosa anomala, anche da un punto di vista regolamentare.
Non è possibile, è un'auto che torna solo indietro!
PRESIDENTE. Rimandiamo il suo problema al Regolamento. Onorevole Pisano, ho capito il suo problema ma è così anche con gli emendamenti, come lei sa arriviamo al punto della votazione e, se viene ritirato, è ritirato e non si vota, nonostante le dichiarazioni. Nel senso che viene meno l'oggetto.
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno numero 5, Cucca, Marrocu, Biancu e più, sull'individuazione dei disegni di legge da collegare alla manovra economica e finanziaria.
Metto in votazione l'ordine del giorno numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Dobbiamo approvare il Programma regionale di sviluppo 2007-2009, attraverso l'approvazione della Risoluzione numero 1.
Comunico che ci sono alcune correzioni da apportarvi. Al Capitolo 1, Il titolo diventa "Il ciclo unico di programmazione". Prego i colleghi di prendere nota, perché era errato il riferimento alle autonomie locali. Poi nel Capitolo 3, Ambiente e territorio, c'è da fare una correzione, a pagina 47 è soppressa la frase da "Sarà istituito" fino ad "Università".
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente, alla luce del prosieguo della discussione della manovra di bilancio, che è avvenuta nelle tarde ore della notte di ieri, con le votazioni che hanno determinato alcune scelte strategiche di sviluppo, secondo il programma della Giunta, la pregherei di considerare ritirata la mia firma dal Piano regionale di sviluppo, poi ne presenterò le ragioni politiche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, vorrei un chiarimento sul testo. Nella Risoluzione al Capitolo 4, c'è scritto di sopprimere il sottotitolo "L'incentivazione dei percorsi formativi". Volevo sapere se si intende anche il relativo testo illustrativo che manca o soltanto…
PRESIDENTE. Soltanto il sottotitolo, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Poi volevo anche far notare che, nel Capitolo 7, si usano due aggettivi anziché due sostantivi che rendono la frase incomprensibile. Cioè c'è scritto, per quanto riguarda la coesione sociale e lo sviluppo: "Lo sviluppo economico e occupazionale della Sardegna inevitabilmente incrocia la necessità di coniugare sviluppo e coesione, sostenibilità e occupazione, ambientale e sociale". Forse va messo "ambiente e società", non lo so, mi sembrano due aggettivi.
Poi volevo chiedere se si può aggiungere, nell'ultimo punto di questo stesso settimo capitolo, alla parola "l'esclusione" la parola "sociale", un'ultima parola che completa. Quindi nel Capitolo 7, dopo l'ultima parola, "l'esclusione", rimane in sospeso, si parla ovviamente di esclusione sociale, però andrebbe precisato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intenderei intervenire sull'ordine dei lavori, nel senso che è la prima volta che il Consiglio regionale discute un documento come il PRS. In Commissione è stato esaminato il Piano con una discussione generale, poi si è effettuata una discussione per i sette capitoli previsti nell'indice, e si sono affrontati i temi, che poi sono contenuti all'interno della Risoluzione che è stata presentata dai colleghi, primo firmatario Cucca.
Vorrei comprendere, non tanto per oggi, che esiste un accordo implicito a licenziare, nei tempi più rapidi possibili per noti motivi di carattere procedurale, il documento, quanto perché questo determina ovviamente un precedente per le future discussioni dei documenti di programmazione. Quindi vorrei conoscere quali sono le proposte legate ai termini regolamentari che il Presidente fa all'Aula in merito; qualora lei lo ritenesse, siamo anche disponibili ad una Conferenza di Capigruppo per valutare quali debbano essere i termini della discussione, se questi non fossero già stati codificati dalla Presidenza del Consiglio in maniera congrua e accettabile per tutti. La ringrazio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'assessore Dadea, dopo sospenderemo i lavori e convocherò una Conferenza dei Presidenti di Gruppo, così come proposto e richiesto dall'onorevole Vargiu, per definire la modalità della discussione.
Ha domandato di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim del bilancio, credito e assetto del territorio.Presidente, concordo sulla necessità di una breve sospensione sia per affrontare i termini di carattere regolamentare e procedurale, posti dall'onorevole Vargiu, sia anche per poter affrontare alcuni contenuti della Risoluzione.
PRESIDENTE. Bene. Sospendo i lavori e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 32, viene ripresa alle ore 14 e 04.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori fino a concludere.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo per proporre alcune rettifiche alla Risoluzione presentata; in particolare a pagina 2, Capitolo 4, dopo le parole "dei percorsi formativi" aggiungere "e il relativo testo". Sempre a pagina 2 della Risoluzione, si preveda che a pagina 47 sia soppresso il periodo da"Sarà istituito" sino a "dei piccoli centri". Infine, a pagina 3, Capitolo 7, nel periodo "Lo sviluppo economico e occupazionale della Sardegna inevitabilmente incrocia la necessità di coniugare sviluppo e coesione sociale, sostenibilità e occupazione, ambientale e sociale" vengono soppresse le parole "ambientale e sociale".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Siccome non è facile seguire, chiederei se fosse possibile avere anche per iscritto queste proposte, così da poter verificare sul testo originale e poi confrontarci sul dibattito.
PRESIDENTE. Provo a ripetere io, onorevole Marracini. Nel Capitolo 3, a pagina 47, è soppressa "Sardegna architettura", cioè tutta la frase da "Sarà istituito" fino a "piccoli centri". E' il penultimo comma della pagina 47, onorevole Marracini. Ci siamo? Poi, nel Capitolo 4, paragrafo 4.2, pagina 60, si sopprime il sottotitolo "Incentivazione dei percorsi formativi" e il relativo testo; cioè il secondo comma della pagina 60 che ha per titolo "L'incentivazione dei percorsi formativi" viene cassato. Va bene? Tutto qui. Invece, nel Capitolo 7, a pagina 154, c'è un'integrazione, relativamente alle politiche sociali. Dopo la frase conclusiva, si aggiunge un sottoparagrafo " Coesione sociale e sviluppo", che avete per intero nella Risoluzione;, alla frase"Lo sviluppo economico e occupazionale della Sardegna … sviluppo e coesione sociale, sostenibilità e occupazione ambientale e sociale", si cancellano le ultime due parole "ambientale e sociale". Questo è un sottoparagrafo che si aggiunge sulle politiche sociali. Va bene? Ci siamo? Basta così.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Presidente, propongo all'Aula, per quanto riguarda le modifiche contenute nella Risoluzione, alcune integrazioni. Per quanto riguarda il Capitolo 1, a pagina 19, quinto rigo, dopo le parole "2000-2006", alla modifica prevista dalla Risoluzione se ne propone un'altra per cui risulterebbe: "Tali somme dovranno essere utilizzate attraverso un metodo partecipato che veda il coinvolgimento del sistema delle autonomie locali", cioè verrebbe cassata quella parte che recita: "perseguito anche con l'istituzione di una apposita cabina di regia che, in analogia con quanto previsto dalla legge finanziaria nazionale all'articolo 1, comma 864, veda la presenza delle province e di una rappresentanza dei comuni". Ripeto, dovrebbe risultare così: "Tali somme dovranno essere utilizzate attraverso un metodo partecipato che veda il coinvolgimento del sistema delle autonomie locali".
Invece, a pagina 33 (io seguo l'ordine contenuto nella Risoluzione), dove si fa riferimento alla necessità di un programma di sviluppo per le aree interne, nella Risoluzione è previsto un termine di 90 giorni, mentre , a conclusione della pagina, va previsto: "pertanto la Giunta regionale si impegna a presentare l'aggiornamento del Programma regionale di sviluppo insieme alla prossima manovra finanziaria", quindi "a presentare nell'ambito del DAPEF un insieme organico di interventi atti a contrastare il fenomeno dello spopolamento nelle aree svantaggiate", cioè inserirlo nell'aggiornamento annuale che verrà fatto con la prossima manovra finanziaria, e noi ci auguriamo da presentare in tempi brevi.
C'è poi un'altra proposta da fare all'Aula. Al Capitolo 6, paragrafo 6.2, "Sistema marittimo - La specializzazione portuale", rimarrebbe la dicitura così come è stata formulata nella Risoluzione: "realizzazione del banchinamento e dei piazzali nel lato ovest. Realizzazione della piattaforma logistica al servizio dell'attività di deposito, smistamento, composizione e ricomposizione delle merci.", cassando però la parte che segue e cioè "Realizzare le infrastrutture della zona franca per il perseguimento dei fini commerciali e industriali da tempo individuati".
Un aspetto particolarmente delicato e complesso contenuto nel Capitolo 3, "Ambiente e territorio", a pagina 43, riguarda sostanzialmente le questioni dei rifiuti, l'Assessore dell'ambiente potrà specificare meglio di me i contenuti delle modifiche che si intendono apportare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, intervengo per proporre una modifica e anche un'integrazione al testo relativo alla gestione dei rifiuti. A pagina 43 ter, "La gestione dei rifiuti". Allora, fermo restando il primo comma, il secondo comma richiama l'incremento delle politiche attive, cioè ciò che prevede il Piano dei rifiuti adottato dalla Giunta regionale e attualmente in fase di valutazione ambientale e strategica. Allora, la sintesi del Piano è fatta di tre punti. Il primo punto è l'incremento delle politiche attive per lo sviluppo della raccolta differenziata e la riduzione della produzione dei rifiuti eccetera. Nel secondo punto è scritto "passaggio, per lo smaltimento finale, dalle discariche ai termovalorizzatori, con conseguente recupero energetico", eccetera, e poi si dice "Il Piano prevede" e così via; si propone di sintetizzare questo secondo punto prendendo anche un po' a riferimento il testo che è stato concordato tra il Presidente della Giunta e quelle comunità, cioè la Provincia di Nuoro e il Comune di Nuoro, riscrivendo questo secondo passaggio in questo modo: "Il Piano prevede la realizzazione di una nuova centrale RSU e biomasse ad Ottana in conformità al Piano energetico adottato" (che, come è stato ribadito ieri, è stato anche approvato dalla Commissione competente del Consiglio regionale, vi ricordo anche che nel Piano energetico ambientale è prevista la centrale integrata RSU e biomasse ad Ottana, quindi questo Consiglio ha già espresso un parere positivo in tal senso rispetto a quella centrale integrata), allora, dicevo che si intende proporre "in conformità al Piano energetico adottato, previ approfondimenti tecnologici e ambientali con la partecipazione delle comunità locali al servizio delle cinque province del Centro Nord" - quindi il passaggio centrale è che comunque tutto è condizionato all'approfondimento e al confronto con le comunità locali, questo è il passaggio politico dell'accordo che è stato sottoscritto, questa centrale è al servizio delle cinque Province del centro-nord - poi "e l'aggiornamento e l'adeguamento dell'impianto di Macchiareddu per le tre province del Centro Sud". Quindi rispetto al passaggio dalle discariche ai termovalorizzatori si puntualizza che la centrale integrata di Ottana è condizionata ad un confronto con quelle comunità sia per gli aspetti tecnologici e ambientali, sia per tutti gli altri aspetti naturalmente. Il resto rimane identico.
PRESIDENTE. Assessore, ci può dare il testo perché noi cerchiamo di seguire, ma non è semplicissimo. Colleghi, tra qualche minuto proporremo le modifiche in modo più leggibile a tutti, altrimenti è troppo complicato.
Proviamo ad andare avanti, intanto che mettono in chiaro le proposte integrative fatte dagli Assessori.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, relativamente alla rettifica da apportare al Capitolo 6, paragrafo 6.2, dove praticamente veniva fatta una specifica delle opere da realizzare nel porto canale di Cagliari la specifica non è necessaria in quanto sono opere già finanziate e quindi non è indispensabile, appunto, la elencazione dei singoli interventi da realizzare, perché risultano sufficientemente chiari già nel testo. Per cui, propongo di sopprimere la rettifica prevista nella Risoluzione relativa al Capitolo 6, paragrafo 6.2, cioè verrebbe cancellata questa rettifica prevista.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.
Poi andiamo avanti con la votazione, perché questo era l'impegno.
DAVOLI (R.C.). Presidente, in riferimento alla proposta di modifica del Capitolo 3, quella fatta dall'assessore Morittu, a nostro parere nella sostanza pensiamo che le cose rimangano così come sono. E' una cosa che, in qualche modo, ci rende un po' delusi perché (qualcuno ha citato anche l'incontro di ieri tra il presidente Soru e la provincia) mi pare che ci si stia indirizzando verso una modifica di questi pareri. Allora, se la modifica dell'assessore Morittu viene accolta, noi chiediamo la votazione separata. Non so poi tecnicamente come debba essere fatta, però chiediamo che la proposta dell'assessore Morittu permetta a noi di esprimere una valutazione in qualche modo diversa.
PRESIDENTE. Colleghi, è in distribuzione il testo della Risoluzione, quello che voteremo con le modifiche, alcune delle quali avevo annunciato a voce. Adesso le abbiamo messe per iscritto e in maniera ordinata in modo che ciascun collega possa vedere il testo che verrà sottoposto alla votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, per essere brevi e celeri, chiedo la votazione per parti e, per la proposta di modifica del Capitolo 3, chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Così come è stato detto anche dall'onorevole Davoli; se non mi sbaglio, onorevole Davoli, lei aveva chiesto eventualmente una votazione separata per il Capitolo 3, paragrafo 3.2. Chiedo scusa, votiamo per parti e la votazione a questo punto riguarda il testo modificato.
(Interruzione del consigliere Uras)
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Uras, se vuole le concedo la parola, adesso lei sta ponendo un'altra questione ancora, nel senso che io do per scontato che, quando viene fatta una proposta dalla Giunta, ci sia un'intesa per lo meno nella maggioranza, se poi...
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, siccome noi abbiamo una Risoluzione che è stata depositata, poi è stata presentata una serie di emendamenti, su tutti, noi non abbiamo nulla da ridire, invece su quello che è stato proposto dall'assessore Morittu, noi non concordiamo, per cui o questo emendamento è posto in votazione in alternativa al testo originario della Risoluzione, oppure non ha senso.
PRESIDENTE. Ho capito la sua proposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, io interverrei sull'ordine dei lavori e sull'argomento che invece lei ci vuole sottoporre o ritiene debba essere sottoposto all'attenzione del Consiglio. Intervengo sul punto che è stato inserito in questa Risoluzione. Presidente, noi siamo in presenza, è vero, di una nuova legge di contabilità, ma siamo in presenza di un unico Regolamento consiliare. Ieri noi abbiamo votato o il Consiglio ha votato per escludere la possibilità che il termovalorizzatore nascesse nel territorio di Ottana. E' una volontà precisa che è stata manifestata da questo Consiglio, adesso noi ci ritroviamo, in questa Risoluzione, "il Piano prevede la realizzazione di una nuova centrale… biomasse ad Ottana in conformità al Piano energetico…" eccetera. Presidente, io richiamo l'articolo 84, comma 16, del Regolamento, che dice testualmente: "Non possono proporsi, sotto qualsiasi forma, articoli aggiuntivi od emendamenti contrastanti con precedenti deliberazioni adottate dal Consiglio sul medesimo provvedimento. Il Presidente, previa lettura, decide inappellabilmente". Mi chiedo perché lei non ha deciso inappellabilmente di escludere questo paragrafo da questa Risoluzione. Secondo me, non è assolutamente possibile questo, noi non abbiamo un Regolamento per esaminare il Programma regionale di sviluppo, piuttosto che il bilancio o la finanziaria, abbiamo un Regolamento del Consiglio, e il Regolamento del Consiglio vieta che possa essere reinserita una norma che è stata bocciata da questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, mi è presente l'articolo del Regolamento che lei ha richiamato, il Consiglio per la verità ha bocciato una norma finanziaria che prevedeva uno stanziamento per la costruzione di un termovalorizzatore ad Ottana, quindi ha bocciato una norma finanziaria. Questo è un documento programmatico, è un documento che ha valore non per questa finanziaria soltanto, ma fino al 2009, in questo senso in un documento programmatico può essere inserito un intervento, su richiesta della Giunta, ovviamente qualora il Consiglio non avanzi riserve, non di carattere finanziario, ma di carattere programmatico. Però, siccome c'è anche una discussione sulla accoglibilità della proposta, affronteremo questa discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, vorrei soltanto sapere in quale fase siamo, perché vorrei intervenire nella discussione sulla Risoluzione, quindi se siamo in quella fase chiedo di poter intervenire, se invece non siamo ancora in quella fase, ma in una fase preliminare, attendo il mio turno. Mi dica lei.
PRESIDENTE. Secondo me, siamo nella fase di discussione della Risoluzione, con le piccole correzioni che sono state fatte, fra le correzioni ce n'è una che evidentemente suscita discussione più delle altre, però siamo nella fase della discussione.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio molto. Allora intervengo nella discussione e mi rivolgo a lei, ma soprattutto ai colleghi che non erano presenti nella Conferenza dei Capigruppo che abbiamo svolto per discutere del metodo relativo al documento che ora abbiamo in discussione, attraverso la Risoluzione che lo deve approvare, per cercare di intenderci sul ruolo che il Consiglio deve avere in rapporto a questi documenti di programmazione e quindi alla loro procedibilità.
Vorrei dire che noi della minoranza abbiamo compreso, comprendiamo il momento in cui si svolge l'attuale discussione, siamo coscienti delle difficoltà che il Consiglio regionale ha avuto nella discussione dell'intera manovra finanziaria, siamo coscienti del desiderio che i singoli colleghi, noi non siamo fuori dal gruppo, hanno di arrivare ad una conclusione della manovra il più in fretta possibile, ma soprattutto siamo coscienti di quanto questa manovra sia attesa fuori da quest'Aula e quindi abbiamo senso di responsabilità nei confronti del momento.
Però questo non ci può esimere da tutta una serie di valutazioni che vorremmo venissero condivise dall'Aula perché, se condivise, ci aiuterebbero a superare alcune delle problematiche, soprattutto alcune delle remore che avremmo comunque in mente per l'approvazione della Risoluzione e anche per la sua stessa procedibilità.
Intanto, è ovviamente atipico il modo in cui noi stiamo discutendo, nel senso che un atto di programmazione assai difficilmente può essere discusso dopo la legge finanziaria, che dovrebbe esserne il frutto, nel senso che logica vuole, ma anche il Regolamento vuole, che il documento di programmazione sia quello che informa i successivi documenti finanziari, addirittura il DAPEF, che darà poi attuazione negli anni alle modifiche che si dovessero fare al Progetto regionale di sviluppo, è ovviamente aggiornato ogni anno ed è propedeutico rispetto alla finanziaria di quell'anno. Quest'anno, per una serie di motivi sui quali non intendiamo tornare per carità cristiana, sta avvenendo esattamente il contrario, e questo è ovviamente del tutto atipico e del tutto fuori luogo.
Però, il problema che noi ci poniamo è quale deve essere il ruolo del PRS e quale deve essere il ruolo del DAPEF. Allora se il ruolo è quello che la Giunta regionale comunica al Consiglio, noi riteniamo che il documento sia inemendabile e che quindi non valga la possibilità, attraverso la Risoluzione che dobbiamo approvare, di portare degli emendamenti, nel senso che se la tesi che voi ritenete di sostenere, che noi non condivideremo, fosse quella che il DAPEF è semplicemente una comunicazione della Giunta al Consiglio regionale, allora le comunicazioni si prendono per quello che sono, sono assolutamente inemendabili, e quindi non è possibile che arrivino degli emendamenti. Anche perché, se arrivano degli emendamenti, che sono quelli contenuti nella Risoluzione, non si capisce come sia possibile emendare gli emendamenti, nel senso che noi abbiamo una Risoluzione in mano, ma già abbiamo la seconda e, se vi diamo un po' di tempo, magari abbiamo anche la terza e la quarta stesura della Risoluzione, che cambia di continuo in rapporto con le intuizioni che, all'ultimo momento, evidentemente, la maggioranza, non avendole ben maturate nella fase preliminare d'istruzione del documento, continua ad avere in Aula. Ciò è del tutto atipico e del tutto irritale per un'Aula parlamentare.
Quindi, il documento, se è una comunicazione, è inemendabile, ma noi non riteniamo che sia una comunicazione, perché essendo il documento che poi guida la finanziaria deve essere emendabile quanto la finanziaria. Allora è esattamente ciò che voi state alla fine facendo, perché nel momento in cui dite che la Risoluzione può essere votata per parti, dite che, siccome non sono parti coerenti quelle contenute all'interno della Risoluzione, perché una va a modificare il primo capitolo, la seconda il secondo, ognuna attiene ad una singola parte assolutamente diversa e non coerente al documento di programmazione; se noi vi chiedessimo che tutte siano votate per parti e che su ciascuna avvenga un dibattito e una dichiarazione di voto, capite bene che sarebbe la stessa identica cosa che poter emendare il documento presentando singoli emendamenti.
Ma poi, se dal documento di programmazione deve discendere davvero la finanziaria, è assolutamente evidente che il documento in discussione in Aula è il documento di programmazione, quindi è assolutamente evidente che gli emendamenti con la stessa titolarità che ha di farli la maggioranza, li deve poter fare anche la minoranza, perché la minoranza altrimenti è coreografia di quest'Aula. Se voi ritenete, dandogli questa interpretazione, che il documento sia emendabile solo attraverso una Risoluzione, che la Risoluzione, l'unica in discussione, sia quella accettata dalla Giunta, vi chiediamo per quale motivo noi della minoranza dovremmo farvi compagnia in Aula durante la discussione di un documento che voi ritenete emendabile soltanto da voi. Insomma, ve lo vedete per conto vostro! Quindi, non può essere questa ovviamente la ratio del DAPEF e del PRS, che devono essere dei documenti in discussione in Aula, quindi emendabili nelle singole parti e, al termine delle fasi di emendamento, ci deve essere la possibilità del Consiglio di esprimersi, perché poi la Giunta è vincolata al documento di programmazione nel momento in cui dovrà stendere la legge finanziaria.
Quindi noi vorremmo che ci fosse un'indicazione di coerenza dell'intero Consiglio regionale su quanto stiamo dicendo, ed è ciò che ci consente oggi di superare le difficoltà del momento e quindi di venire incontro ad esigenze che non sono del Consiglio, ma sono poi di chi sta fuori dal Consiglio…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). …di avere al 25 maggio la manovra finanziaria approvata. Però deve rimanere chiaro e scritto a lettere di fuoco nella roccia che i documenti di programmazione che arriveranno in Consiglio, conseguentemente alle modifiche della legge finanziaria, sono dei documenti che sono all'attenzione del Consiglio, in discussione in Consiglio, emendabili anche dalla minoranza e su cui poi il Consiglio esprimerà il proprio voto, alla fine, dando delle indicazioni che poi sono cogenti per la manovra finanziaria che, dai documenti di programmazione stessa, discende.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). In gran parte sono d'accordo con le cose che ha detto adesso il collega Vargiu, è un'eccezione il "2007", tra l'altro personalmente non mi sento neppure vincolato a molte delle cose che ci sono. Io sono convinto che non serva forzare quando non ci sono problemi e non aiuta a risolverli quando ci sono, per cui su tutti i vari Capitoli non ci sono problemi, mentre sul Capitolo 3 ci sono problemi. Non ha nessun valore che si impegni il Consiglio a individuare un sito o a rafforzare una scelta che ha bisogno di essere discussa con le popolazioni, col territorio e persino col Consiglio regionale. Forzare, secondo me, non consente alla proposta di fare un passo in avanti, ma anzi le fa fare un passo indietro.
Per cui io sono d'accordo perché si torni indietro al testo originario. Io sono favorevole perché rimangano, a proposito della gestione dei rifiuti, il primo e il secondo punto, mentre per quanto riguarda il terzo punto ritengo che debba rimanere inalterato il testo originario di pagina 43 ter sino alle parole "recupero energetico". Tutto l'altro sotto viene cancellato, compreso quello dove si fa riferimento all'Autorità d'ambito, perché era oggetto di un emendamento alla finanziaria, abbiamo discusso sulla valutazione da fare ossia se si trattava di un ambito unico regionale, oppure otto ambiti, qual era l'ambito più giusto, più corretto, come si doveva costituire l'ambito eccetera, dopodiché l'abbiamo rinviato a un altro provvedimento di legge, che non abbiamo ancora discusso.
Ma perché dovremmo anticipare quello che sarà poi il risultato di quel provvedimento di legge già decidendo in Consiglio? Io penso che non serva, quindi penso che il punto 3 debba essere ritirato dalla Giunta e ci si fermi al punto energetico, poi sarà il Piano energetico, il Piano dei rifiuti che farà i suoi passaggi, i suoi confronti, le sue discussioni, che coinvolgerà le popolazioni, le forze sociali e il Consiglio, e deciderà quale sito, ripeto, non avendo io elementi di contrasto con quanto sta avvenendo. Quindi, lo dico anche al collega Diana, io non ho votato contro il termovalorizzatore, né tanto meno contro il sito di Ottana, ho detto semplicemente che non è la legge finanziaria che deve individuare se fare un termovalorizzatore, se farlo ad Ottana, se farlo di 220 mila tonnellate di CDR, se farlo di 50 o se farlo di 5, mi pare che sia il Piano a doverlo fare. Il Piano farà il suo iter, in parte l'ha già fatto, manca la VAS per il Piano energetico così come il Piano dei rifiuti farà il suo iter.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Quando, questa mattina, il collega Marracini ha ritirato la propria firma dalla Risoluzione sull'approvazione del Piano regionale di sviluppo, lo ha fatto per ragioni politiche più complesse che ci riserviamo di spiegare nella fase di voto sulla finanziaria e sul bilancio. Quello che è successo in queste ore e in questi ultimi minuti però neanche noi lo potevamo prevedere, mi pare che mai cosa veramente ben fatta e opportuna sia stato il ritiro della propria firma. Non si possono continuare a fare i blitz a piacimento di qualcuno che la mattina qui si sveglia e ritiene che possa determinare i destini di una maggioranza. Ci deve sempre essere qualche Capogruppo della maggioranza che richiami concetti di buonsenso. E' questo il modo di lavorare? Di procedere? E' il modo di concludere una finanziaria?
Badate, colleghi, non sono assolutamente abilitato a fare sermoni a nessuno, ci mancherebbe altro, consideratelo come un rimprovero anche a me stesso e alla mia parte politica. Però ha ragione il collega Diana quando pone un problema oggettivo regolamentare, ne abbiamo fatto una questione per l'ordine del giorno della collega Caligaris, ritenendo che non poteva entrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, non solo ma vediamo una risoluzione addirittura dove manca un paragrafo intero. Ma chi è che ha deciso che l'intervento sul porto canale non deve essere fatto? Chi lo ha deciso? Chi si è avvicinato qui a dire a Marracini, che aveva sottoscritto quella Risoluzione: "Bada che stiamo eliminando un punto fondamentale di questa Risoluzione"? Avete capito il problema politico che pone l'UDEUR? In questo modo, con noi, non si può andare avanti, noi vogliamo ripristinare il confronto, il dialogo, nessuno deve pensare al radicalismo astratto e autoritario, noi vogliamo collaborare, ma lealmente, come abbiamo fatto con il dialogo, con il confronto e non con questo tipo di blitz, al quale non ci staremo, colleghi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, credo che la proposta, fatta dall'onorevole Marrocu, possa essere accolta criticamente, nel senso che noi rimaniamo comunque contrari, politicamente e ideologicamente, usiamo un termine che a qualcuno forse non fa piacere, su questo percorso di smaltimento dei rifiuti. Però, ci rendiamo conto che, attraverso una discussione difficile e delicata, è stato fatto un grosso passo avanti, anche perché di fatto comunque esiste già un termovalorizzatore, che è appunto quello di Macchiareddu, credo che questo possa essere accettato. Fermo restando comunque che la posizione di Rifondazione Comunista è una posizione assolutamente critica e tale rimane. Quindi, il nostro è esclusivamente un voto tecnico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, per chiedere se, sulla base dell'articolo 33 bis, comma 2, questa Risoluzione è accettata dalla Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, la risoluzione è accettata dalla Giunta, abbiamo fatto una Conferenza dei Capigruppo, non solo è accettata ma, come lei ha visto e anche osservato, la Giunta ha proposto qualche modifica alla Risoluzione stessa, è l'unica Risoluzione presentata, quindi…
DIANA (A.N.). Benissimo, allora bisogna mettere in votazione questa Risoluzione.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Diana, stiamo cercando di fare questo.
Scusate, colleghi, a me è sembrato di comprendere che alcune delle modifiche erano quasi di forma, più che di sostanza, ed erano accoglibili e accolte perché appunto non c'era una grande discussione. La discussione è sulla modifica proposta dall'assessore Morittu al Capitolo 3; su questa c'è stata anche una proposta dell'onorevole Marrocu che, in buona sostanza, dice di eliminare qualunque modifica e mantenere il testo della pagina 43 ter sino alle parole "recupero energetico", lasciando tutta la partita della organizzazione e del sistema dei rifiuti e delle modalità, attraverso le quali si procede, ad una discussione successiva che avverrà in Consiglio regionale.
Quindi, se questa è l'ipotesi prevalente del Consiglio regionale, io propongo di eliminare da quel testo di Risoluzione che vi abbiamo distribuito il Capitolo 3, quello in grassetto, che fa riferimento al termovalorizzatore di Ottana e di mantenere il testo originale, emendandolo, cassando dalle parole "Il Piano prevede la realizzazione" fino alle parole "autorità d'ambito" a pagina 43 ter. Chiaro?
Quindi, nella Risoluzione, nel Capitolo 3, a pagina 43 ter, si sopprime dalle parole " Il Piano prevede" fino alle parole " autorità d'ambito". Va bene?
Metto in votazione la Risoluzione numero 1 nel testo ultimo modificato. Chi la approva alzi la mano.
(Interruzioni)
Io non ho nessuna iscrizione a parlare, nessuna richiesta di votazione nominale, colleghi, le faremo nella prossima. Vi chiedo scusa, ma sono...
(Interruzione del consigliere Contu)
PRESIDENTE. Vi chiedo scusa colleghi, dunque ce la facciamo anche da soli a confonderci le idee, senza bisogno del vostro sostegno.
L'onorevole Capelli ha chiesto la votazione elettronica sul Capitolo 3 modificato dall'assessore Morittu, ha chiesto la votazione separata e, su quel punto, la votazione elettronica; essendo stato eliminato quel punto è evidente che, non votandosi, non resta la votazione elettronica. Questo per la verità. Quindi, la Risoluzione è stata approvata.
Colleghi, dobbiamo votare, adesso, la legge finanziaria con votazione nominale.
Prego i colleghi di predisporsi per la votazione nominale del disegno di legge 274/S/A.
(Interruzioni)
Si possono fare dichiarazioni di voto, certamente.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
Onorevole Contu, non si preoccupi, svolga la sua dichiarazione di voto. Prego.
CONTU (F.I.). Presidente, io invito i colleghi ad essere tanto tolleranti per lo meno quanto lo siamo stati noi della minoranza in tutta questa fase di discussione della finanziaria e del bilancio, non credo che tre minuti di dichiarazione di voto siano la goccia che fa traboccare il vaso.
Colleghi, credo che, nel momento in cui ci accingiamo a votare la finanziaria, sia perlomeno doveroso ricordare che questa finanziaria è nata con un difetto di primogenitura. Io non voglio attribuire colpe all'Assessore che, in Aula, ha difeso strenuamente le scelte che la Giunta e la maggioranza hanno voluto propinarci, scelte spesso confuse, scelte e proposte non condivise soprattutto all'interno dalla maggioranza, scelte e proposte che alla fine non sono state condivise neanche dalla maggioranza.
Credo che sia questo un momento di riflessione conclusiva, noi come minoranza di sicuro abbiamo cercato di dare il nostro contributo, spesso e volentieri questo contributo è stato respinto, spesso e volentieri non avete colto nei nostri messaggi gli interessi di quest'Aula, ma soprattutto quelli della nostra popolazione che attende risposte.
Noi abbiamo colto gli interessi della popolazione di sicuro non attivando processi di ostruzionismo, non difendendo l'indifendibile. Ma soprattutto, con il coraggio che è quello delle idee, che è quello delle proposte, abbiamo avanzato i nostri suggerimenti correttivi, soprattutto per quei temi sui quali le risposte tardano ancora ad arrivare.
E' aleggiato, in qualche momento, lo spirito del Presidente che, grazie a Dio, si è distinto in tutta la fase della discussione, lui padrino di questa finanziaria, lui propositore primo di questa finanziaria, è aleggiato il suo spirito, dicevo, fino alla presenza provocatoria in Aula nei confronti di un collega della minoranza che intendeva proporre le sue tesi. Il voto per la mia parte sarà un voto contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, non credo che saranno i cinque minuti che utilizzerò io a peggiorare la situazione, io credo che ne abbiamo perso fin troppo di tempo in quest'Aula e nell'aula della Commissione, e non sempre certamente per una decisione della minoranza, anzi, è bene ribadirlo comunque.
Presidente, la cosa che io denuncio maggiormente è il fatto che abbiamo affrontato questa manovra finanziaria nella sua complessità stravolgendo le norme, quelle norme che voi avete voluto dare a questo Consiglio regionale. Abbiamo iniziato a lavorare sulla finanziaria piuttosto che sul Programma regionale di sviluppo, le conseguenze si sono viste oggi che, con grande fretta, si è approvato un Programma regionale di sviluppo che di programma non ha assolutamente nulla, perché non rispetta in alcun modo i principi della nuova legge di contabilità: non ci sono le schede di attuazione, non c'è la ripartizione delle risorse, non c'è assolutamente tutto ciò che voi avevate preannunciato come essere la panacea di tutti i mali.
Bene, di fronte a queste cose, come si può non intervenire per dichiarare il voto contrario? Credo che sia obbligatorio da parte della minoranza e questo io cerco di fare, e lo farò certamente stando all'interno dei tempi. Questa è una finanziaria che vi ha creato numerosissime fratture di tipo politico, ne abbiamo sentito di tutti i colori: Gruppi che si sono spostati, Gruppi che si sono costituiti e che si stanno costituendo, parti politiche che hanno annunciato decisioni piuttosto importanti per quanto riguarda la loro appartenenza o meno a questo quadro politico. Per cui io mi chiedo: era il caso di affrontare una manovra finanziaria in questo modo? Non sarebbe stato molto più semplice seguire l'iter che doveva seguire la manovra finanziaria, applicando quindi rigidamente i concetti della nuova legge di contabilità, una legge peraltro che non avremmo condiviso mai e non l'abbiamo condivisa neanche quando siamo andati al voto.
Insomma, è successo di tutto e di più, avete stravolto tutto ciò che avevate pensato, un numero di emendamenti straordinario presentato dalla maggioranza (comprensibili quelli presentati dalla minoranza, certamente); non c'è un Gruppo consiliare in quest'Aula che possa dirsi soddisfatto di questa manovra finanziaria, è chiaro che nessuno lo ammette.
Per quanto ci riguarda, ieri abbiamo denunciato la scarsa attenzione ai comparti produttivi di quest'Isola, abbiamo denunciato tutte le palesi violazioni del Regolamento che si sono verificate, con argomenti che sono stati cassati e poi rimessi dentro, l'ultimo esempio lo abbiamo visto nella votazione precedente. Pertanto, io non posso che ribadire il voto fortemente contrario e una denuncia forte ai sardi di ciò che voi non siete riusciti a fare in questi giorni, perché veramente questa è la peggior manovra finanziaria che io abbia conosciuto. E' la mia settima manovra finanziaria, è la prima volta che mi è capitato di essere relatore di minoranza, non spero che sia l'ultima, spero che sia una delle tante che mi potrà succedere nei prossimi anni, però certamente se questo è il principio della buona finanza e della buona creatività che ha ispirato il presidente Soru, allora, staremo freschi tutti quanti.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, naturalmente lei è libero di avere le sue opinioni, io non condivido il suo richiamo ai regolamenti fatto peraltro numerose volte, nel senso che i regolamenti, per quanto mi riguarda, non sono mai stati violati.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Siamo arrivati alla fase finale di questo lavoro, che ci ha visto tutti impegnati cercando di migliorare una proposta estremamente negativa, che era arrivata in Commissione e che ci ha visto modificarla in Commissione per cercare di renderla accettabile in questa Aula e in questa tornata di lavori consiliari. Siamo riusciti ad accendere qualche luce, ma altre, purtroppo, sono rimaste spente. Sono rimaste spente luci importanti come alcuni impegni che il Presidente aveva preso anche con il nostro Gruppo, relativamente al rifinanziamento delle leggi per gli artigiani e per il commercio, presi personalmente con parole d'onore, fatti in corso dei lavori in Commissione, chiedendoci di mantenere il nostro impegno in Commissione, fatto salvo che, tra i lavori del Commissione e dell'Aula, si sarebbero trovate le risorse per rimpinguare quei capitoli di spesa. Ieri sera, a tarda notte, la risposta è stata che in quei capitoli non ci sono soldi da mettere, perché sono finite le risorse. Noi lo riteniamo, non solo uno sgarbo, ma un grosso danno per la Sardegna e per i sardi.
Per questo motivo, noi abbiamo cercato di trovare le soluzioni sulla famiglia, sul lavoro, sui precari abbiamo cercato di trovare spiragli sui quali, con l'aiuto di tutti, abbiamo faticosamente messo qualche lampadina in questa buia e triste finanziaria. Una finanziaria di tasse, una finanziaria che i Popolari UDEUR non voteranno perché non hanno trovato gli stimoli politici per avere la possibilità di darle il voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anche noi voteremo contro questa finanziaria, un voto finale che nasce dopo un dibattito sicuramente lungo, acceso e contraddittorio. Noi riteniamo che ci siano molte ragioni per dire "no" a questa finanziaria, tante ragioni, trentacinque, quante sono esattamente gli articoli che la compongono. Non li vogliamo elencare tutti, ricordiamo soltanto l'articolo 1 che costituisce un bluff e una truffa, proprio perché contiene una contraddizione che va a cambiare le regole della contabilità pubblica. Noi riteniamo che si sarebbe dovuta dire la verità, cioè che si tratta di un deficit di 500 milioni, che porta questa finanziaria, e che assolutamente non si può pareggiare un bilancio anticipando entrate di un esercizio futuro. Questa è una delle prime grandi contraddizioni, una finanziaria che non sa dare adeguate risposte a chi le attende, che delude tutti dal punto di vista dell'occupazione, che non riesce assolutamente ad essere veramente portatrice di nuovi grandi finanziamenti; pensiamo soltanto all'illusoria utilizzazione di somme che si dice essere impegnate e non utilizzate adeguatamente. Noi sappiamo che non è assolutamente così e che quindi quelle risorse non sono in gioco. Una finanziaria che si è dimenticata dei commercianti, non ha previsto risorse per la legge numero 9, una finanziaria che si è dimenticata degli artigiani e non ha saputo mettere finanziamenti alla legge numero 51.
Ieri il presidente Soru diceva: "Ma abbiamo dato risorse ad altre norme di incentivazione". Ma quali sono le norme di incentivazione alle quali sono state date risorse? La legge di imprenditoria giovanile, la legge numero 1 è priva assolutamente di risorse, la legge che autorizza la possibilità di agevolare l'imprenditoria femminile è pure priva di adeguate risorse, utilizza solo quelle che lo Stato ci trasferisce. E' quindi una finanziaria che non verrà certo ricordata benevolmente dai sardi, che invece costituirà un precedente assai pericoloso, proprio per la novità contabile che porta e per questa operazione che assolutamente (così come certificato da qualificati professori universitari, quali il professor Pigliaru, il professor Pubusa, il professor Nino Moro, tutti professori che non sono sicuramente iscritti a partiti del centrodestra) non si sarebbe potuta fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai Renato per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo anche io per dichiarazione di voto. Il nostro giudizio nasce da quello che è stato il nostro percorso sull'esame della legge finanziaria, reputiamo sia stato un percorso di franchezza, quando abbiamo affrontato anche con espressioni critiche alcuni aspetti, come quelli relativi alla politica fiscale, quando abbiamo invitato ad una riflessione sulla formulazione impositiva, che non teneva forse conto dei profili relativi al federalismo fiscale, alle linee guida espresse dalla Comunità europea e ai profili di costituzionalità. Quando abbiamo invitato a prendere in considerazione gli errori di comunicazione, errori che erano presenti nella configurazione di queste forme di prelievo fiscale e quindi in una comunicazione che non era stata in grado di incidere nella consapevolezza e nella condivisione, nell'accettabilità, l'ho fatto sulla base di articoli apparsi sulla stampa, mi riferisco in particolare ad uno del professor Picciaredda che in fondo, ad aprile, esprimeva queste note critiche ma, per chi non lo sapesse, era uno degli ispiratori di questa legge. E l'ho fatto in un rapporto sereno, con la sensibilità e la percezione con cui queste forme di prelievo, per quanto buone nelle intenzioni, erano state percepite nel territorio. L'abbiamo fatto nella trasparenza e nella franchezza della dinamica dell'Aula, evitando esposizioni mediatiche che altri, meno impegnati nel dibattito in quest'Aula, hanno invece esibito.
Siamo intervenuti nel trasferimento alle province dei fondi per le scuole non statali, l'abbiamo fatto suggerendo un percorso e una formulazione che delineasse meglio esigenze di garanzia, abbiamo accettato naturalmente il destino dei nostri emendamenti, che sono stati respinti, ma il nostro percorso è stato di assoluta lealtà nell'ambito della sanità.
Nessuno può mettere in discussione che siamo stati fra gli unici ad esprimere valutazioni assolutamente positive, abbiamo difeso il valore del Piano, soprattutto, per quel coraggio in una politica di riequilibrio che giunge nel nostro territorio con una sensibilità e con un apprezzamento assolutamente indiscutibili.
PRESIDENTE. Onorevole Lai, dichiari il voto. Prego.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Mi asterrò.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Presidente, non vorrei richiamare, come hanno fatto e come avevo fatto in precedenza, il grave ritardo di approvazione di questa finanziaria ma, dopo una fatica enorme di questo Consiglio, forse sarebbe stato meglio mantenere un esercizio provvisorio per altri sei mesi, perché l'approvazione di questa finanziaria rischia non di creare prospettive, ma di creare danni, danni all'economia e al sistema sardo.
Manca, infatti, un progetto di sviluppo sull'occupazione, sul sociale, che è stato in qualche modo affrontato in maniera marginale, sulle politiche giovanili, sull'imprenditoria giovanile; è una finanziaria di tasse, è una finanziaria che, anche per gli enti locali, non ha fatto molti sforzi, e non sono stati neppure valutati alcuni emendamenti importanti che abbiamo presentato. Io vedo che anche la maggioranza non è soddisfatta dell'approvazione di questa finanziaria, sono deluso per il fatto che la maggioranza si è approvata quasi esclusivamente i suoi emendamenti, salvo casi rarissimi. Siamo stati o siete stati ostaggio di un Presidente che veniva qua, in Aula, e decideva anche se non c'era la condivisione delle proposte, si è cercato di caricare anche oggi sulla stampa delle responsabilità alla minoranza che non avrebbe accettato in Aula degli emendamenti su leggi, su articoli, che avete approvato voi, che avreste potuto cambiare e che creeranno gravi danni. Questo non è ammissibile, non è serio e non è concepibile, anche perché ci sono dei consiglieri che hanno fatto queste affermazioni e non sono mai intervenuti in Aula su questo argomento, questa non è una cosa seria.
Allora, perché non fare una finanziaria che andasse incontro alle attività produttive, che favorisse il turismo, il sistema turistico, l'imprenditoria, gli artigiani, il commercio; se noi andiamo ad eliminare la locomotiva, perché anche noi siamo per le politiche sociali e per le fasce deboli e lo abbiamo dimostrato, ma se noi blocchiamo la locomotiva dell'economia e dello sviluppo sardo, si blocca tutto e piangeranno soprattutto le fasce più deboli. Quindi il voto a questa finanziaria è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Io sarò breve, onorevole Marrocu, perché generalmente rispettiamo gli impegni. A oggi chi ha mantenuto gli impegni in questa Aula penso siano poche persone. Ovviamente devo dichiarare il voto contrario dell'U.D.C., perché questa manovra, come ha detto il collega Marracini, è stata - in piccole parti - modificata, non è stata migliorata, non dà risposte allo sviluppo economico, cosa che si attendono i nostri corregionali; noi abbiamo preso impegni, citiamo commercio, artigianato, non voglio ripetere ciò che hanno detto i colleghi, però rimaniamo famosi, per chi ha il piacere di viaggiare e io viaggio spesso in Italia e in Europa, per la famosa "tassa sul lusso" che abbiamo corretto e, per non farla dichiarare incostituzionale, abbiamo continuato ad incidere sui nostri concittadini, su quei cittadini sardi che hanno avuto il dispiacere di dover abbandonare la nostra Isola non per scelta, ma per obbligo, coloro che sono andati fuori con le valigie di cartone, come è stato descritto in interventi precedenti, dove non hanno avuto la possibilità di scegliere. In questa Aula su tutti gli argomenti si parla a libera scelta fra una cosa o l'altra e noi stiamo parlando di persone che tutt'oggi prendono le valigie e partono fuori perché non hanno un'alternativa e sicuramente non la trovano nel testo di finanziaria che stiamo andando a votare in quest'Aula.
Abbiamo parlato di disoccupazione, abbiamo parlato di un sacco di problemi, non si capisce, a parte i problemi risolti ai precari, dove è la nuova occupazione in questa manovra finanziaria, dove sono gli incentivi per chi deve assumere, dove sono quei bonus che applicano altre Regioni per chi si presenta per avere una piccola chance, uno spiraglio di risoluzione di un problema, dove sono tutte queste discussioni? Abbiamo fatto solo sanatoria in questa finanziaria; dalle bollette pazze dell'acqua, ai dipendenti della SIGMA, ai precari, eccetera, belle sanatorie, però cerchiamo di costruire perché il domani sia migliore. Abbiamo fatto bei discorsi; piani strategici, dobbiamo modificare, risanare l'ambiente, i rifiuti, benissimo, non abbiamo il coraggio di discuterne quando discutiamo dei piani di settore, perché su molte cose io non sono d'accordo con dei colleghi, compreso Beniamino, io l'ho appoggiato volentieri sull'ordine del giorno che abbiamo messo in votazione stamattina e che è passato, perché è giusto parlarne qua, ognuno deve dire la sua e avere il coraggio di dirlo qua.
PRESIDENTE. Dichiari il suo voto, onorevole Randazzo.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Presidente, voto contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCA (La Margherita-D.L.). Presidente, siamo arrivati al termine di questo lungo periodo che ci ha visto impegnati prima in Commissione e poi in Aula. Io, nella qualità di relatore d'Aula e Presidente della Commissione, credo di poter parlare a nome dell'intera maggioranza, mi dispiace che oggi si sia verificato questo strappo da parte degli amici dell'UDEUR, soprattutto in considerazione di come si sono svolti i lavori, sia in Commissione che in Aula, e ci tornerò successivamente in maniera molto molto breve.
Credo che sia doveroso, prima di tutto, rinnovare un ringraziamento, che non è un ringraziamento di circostanza, ma è un ringraziamento davvero sentito, a tutti i funzionari d'Aula, ai funzionari della Commissione, ai funzionari dell'Assessorato, ai resocontisti e agli assistenti che e talvolta hanno anche sopportato le nostre discussioni qui dentro, sicuramente agitati da qualche perplessità per ciò che accadeva. Però debbo e intendo ringraziare, in maniera assolutamente sentita, soprattutto l'assessore Dadea; credo che, da parte di tutti noi, debba essere espresso un riconoscimento perché ha offerto sempre la sua collaborazione, ha svolto un preziosissimo ruolo di mediazione fra le istanze del Consiglio e le posizioni della Giunta.
E' vero, c'è stata molta dialettica nel corso di questa discussione, sia in Commissione che in Aula, però non possiamo scordarci che questa era una finanziaria sicuramente nuova, una finanziaria innovativa, una finanziaria complessa, che tocca importanti materie e sicuramente prevede interventi in tutti i settori strategici della nostra economia. In questo senso, quindi, è anche spiegabile l'alto numero degli emendamenti che sono stati presentati, che sono stati proposti, e questo però conferma che, in Commissione, si è avuto modo di discutere in maniera approfondita tutti quanti i temi che sono stati proposti, però c'è da evidenziare che questa discussione ha consentito di arrivare a sintesi e, soprattutto, di raggiungere il risultato che oggi stiamo portando in porto.
Credo ci sia un dato importante che debba essere messo in evidenza in questa finanziaria. Il voto ovviamente è favorevole, in questo momento però avviene una consegna, noi siamo convinti che il lavoro della Commissione e dell'Aula abbia migliorato notevolmente il testo originario, che sicuramente si prestava a essere migliorato… Presidente, posso concludere?
PRESIDENTE. Sì, prego, concluda.
CUCCA (La Margherita-D.L.). Il testo sicuramente è stato migliorato, esce un testo sicuramente molto buono al quale daremo, come dicevo, il voto favorevole. Noi adesso lo consegniamo alla Giunta. Questo messaggio credo sia importante che passi, noi adesso lo mettiamo nelle mani della Giunta, lo mettiamo nelle mani degli Assessori, perché siano essi ad attuare il contenuto di questa finanziaria, utilizzando tutte le ingenti risorse che sono state messe a disposizione e credo che, se saprete cogliere questo obiettivo, se sapremo cogliere questo obiettivo, da questa finanziaria, finiti i tempi del rigore degli anni passati, potranno arrivare risposte importanti per la nostra economia.
PRRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Guardate, io non voglio indulgere in toni vagamente retorici, però sia consentito, anche da nuorese, scusatemi questa forse digressione campanilistica, di dover davvero richiamare (penso quantomeno di interpretare i sentimenti dei colleghi qui a fianco) l'impegno, la competenza e l'equilibrio che hanno dimostrato proprio due colleghi, che sono guarda caso nuoresi, l'assessore Dadea e il Presidente della Commissione Giuseppe Luigi Cucca, che hanno davvero contribuito in certi momenti anche di tensione a stemperare, quindi a loro va il mio personale apprezzamento anche sul piano politico.
Detto questo, io non sto a ripetere le cose che hanno detto bene il collega Marracini e il collega Renato Lai. Però, vedete, io sento di dover fare un complimento a questo Consiglio nella sua interezza, perché a me è sembrato che, in questa finanziaria, questo Consiglio abbia dimostrato che può assolutamente riappropriarsi di un proprio ruolo e, su temi complessi, impegnativi, difficili, che hanno visto spesso la Giunta non d'accordo, questo Consiglio ha valutato e, quando ha valutato positivamente iniziative e interventi sul piano delle politiche del lavoro, sulla precarietà, sulla non autosufficienza, li ha approvati anche contro l'autorevole parere dello stesso Presidente della Giunta regionale.
Questo è il ruolo che il Consiglio deve avere e questo, a mio avviso, va anche a merito davvero di una interlocuzione seria tra le forze politiche e spero che nella prospettiva possa seguirsi su questa strada.
Guardate, colleghi, abbiamo posto problemi politici che non possono trovare certo risposte in occasione del voto di una finanziaria. Il nostro non vuole essere né ultimatum, né "penultimatum", come qualcuno li chiama; vuole essere il contributo perché ci possa essere davvero una svolta nei rapporti tra le forze politiche della maggioranza, una svolta nel rapporto tra le forze politiche e, per quanto ci riguarda, noi Popolari UDEUR, la Giunta regionale e il suo Presidente.
Non vogliamo essere la stampella occasionale di nessuno, non siamo un'appendice di questa maggioranza. Questo sia chiaro. Il nostro contributo ci sarà, se avremo interlocutori attenti alle cose, piccole o grandi che siano, che sottoporremo. Il voto è di astensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, io devo esprimere innanzitutto la soddisfazione della Giunta, ma penso anche della maggioranza, per l'esito che è scaturito da questo confronto abbastanza intenso, a volte anche aspro, a volte anche acceso, da cui è derivata una manovra finanziaria che io reputo positiva e comunque all'altezza dei bisogni della nostra società. La nostra soddisfazione nasce dal fatto che, sostanzialmente, i capisaldi della manovra, così come era stata costruita dalla Giunta e dalla maggioranza, sono stati salvaguardati, sono stati riconfermati in materia soprattutto di anticipazioni delle entrate, ma anche, e noi rivendichiamo senza nessuna timidezza, di imposte regionali, imposte regionali finalizzate al riequilibrio territoriale tra le zone svantaggiate e le zone, invece, più avvantaggiate della nostra Regione. Così come rivendichiamo un altro dei capisaldi della manovra che era quello del fondo unico a favore del sistema delle autonomie locali.
Devo dire con molta nettezza che la manovra finanziaria è risultata arricchita, migliorata positivamente, dal dibattito e dal confronto prima in Commissione e poi in Aula. E' innegabile che gli elementi che sono stati introdotti in materia di lavoro, di occupazione, di politiche attive del lavoro, la quantità di risorse così sensibili che è stata destinata a questa importante finalità, arricchiscono questa manovra e la caratterizzano in maniera estremamente positiva. Così come non può essere non considerata positivamente questa novità assoluta, anche nel panorama legislativo nazionale, che riguarda il Fondo per la non autosufficienza: una quantità di risorse, 120 milioni di euro finalizzati alla parte più sofferente e marginale della nostra società. E questo impegno assume un carattere ancora più rilevante se lo rapportiamo a quanto si prefigura, per esempio, a livello nazionale.
Devo dire però anche subito che io devo ringraziare obiettivamente il Presidente della Commissione. Devo dire che se a me fosse stato chiesto di presiedere la Commissione bilancio alla prima legislatura mi sarebbero tremati i polsi. Il Presidente ha assolto il suo ruolo in maniera assolutamente positiva, ha dato un contributo non solo di correttezza e di affidabilità, ma anche un contributo sui contenuti e sul merito della manovra. Il ringraziamento va naturalmente alla maggioranza. C'è stato un confronto assolutamente limpido, privo di steccati, un confronto aperto, in cui ci si è misurati sui contenuti e sul merito della manovra stessa.
Devo esprimere però un ringraziamento anche alla minoranza. La minoranza ha dimostrato grande senso di responsabilità sia in Commissione sia in Aula e, senza questo senso di responsabilità, probabilmente non avremo chiuso questa manovra nei tempi con cui la chiudiamo, ma soprattutto senza quel contributo e quell'apporto, anche di merito, che è venuto dalla minoranza, che è innegabile e che deve essere riconosciuto.
L'ultima considerazione mi sia consentita nei confronti dei consiglieri regionali dell'UDEUR. Io penso che, quando verrà fatta una valutazione serena sugli elementi positivi che ci sono all'interno di questa manovra rispetto ad alcune aspirazioni assolutamente legittime che sono state prospettate dal Gruppo dell'UDEUR, il bilancio sarà un bilancio assolutamente positivo, ma positivo grazie all'apporto che il Gruppo dell'UDEUR ha dato a questa manovra. Quindi, mi sia consentito naturalmente ringraziare anche il Gruppo dell'UDEUR per questo apporto che è stato decisivo e determinante.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 274/S/A.
(Segue la votazione)
Prendo atto che la consigliera Cerina ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Contu - Diana - Liori - Lombardo - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Lai Renato - Marracini - Pittalis - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 53
astenuti 5
maggioranza 27
favorevoli 42
contrari 11
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 275/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Contu - Diana - Liori - Lombardo - Petrini - Pileri - Pisano - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Lai Renato - Marracini - Pittalis - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 51
astenuti 5
maggioranza 26
favorevoli 42
contrari 9
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del progetto di bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio per l'anno 2007, relatore il questore Fadda.
Invito i consiglieri Questori a prendere posto nei banchi della Giunta.
(I consiglieri questori Pittalis, Amadu e Fadda prendono posto presso i banchi della Giunta.)
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda, questore.
FADDA (Sinistra Autonomista), Questore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del progetto del bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio Regionale - Esercizio finanziario 2007.
(Segue la votazione)
Dichiaro il mio voto a favore e prendo atto che i Questori Pittalis, Fadda e Amadu e i consiglieri Liori e Contu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uras - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 55
maggioranza 28
favorevoli 55
(Il Consiglio approva)
Discussione e approvazione del Conto consuntivo del Consiglio - Esercizio finanziario 2005
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Conto consuntivo del Consiglio per l'esercizio finanziario 2005, relatore il questore Fadda.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda, questore.
FADDA (Sinistra Autonomista), Questore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Conto consuntivo del Consiglio per l'esercizio finanziario 2005.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Diana - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 50
maggioranza 26
favorevoli 50
(Il Consiglio approva)
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Vorrei sapere come si risolverà il problema, solo logistico, delle carte che ciascuno di noi ha sul proprio banco, in modo da ritrovarle al nostro rientro in Aula.
PRESIDENTE. Colleghi, poiché venerdì 24 maggio si svolgerà in Aula il Parlament day, una seduta del Consiglio regionale con alunni delle scuole che completano con essa un lavoro che è durato tutto l'anno, io vi pregherei entro domani sera di ritirare le carte oppure provvederemo a farvele recapitare nei rispettivi Gruppi se saranno individuabili le proprietà, naturalmente.
Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 15 e 49.
Allegati seduta
Risposta scritta a interrogazione
Risposta scritta dell'assessore degli affari generali, personale e riforma della regione all'interrogazione BALIA - MASIA sull'illegittimità dell'art. 17 del Contratto Integrativo di lavoro degli operai e impiegati dell'Ente Foreste della Sardegna. (84)
In riferimento all' interrogazione citata in oggetto, presentata dall' On. Attilio Dedoni, si rinvia alle risposte formulate con le note n. prot.781/gab del 30.12.2005 e n. prot. 46/gab del 15.02.2006, e di cui lo scrivente condivide le argomentazioni puntualmente espresse in modo esaustivo dall'Assessore della Programmazione, in quanto le tematiche oggetto delle menzionate interrogazioni riguardano atti di esclusiva competenza del medesimo Assessorato.
Risposta scritta dell'assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio all'interrogazione DEDONI sul funzionamento del CRS4 e del Consorzio 21. (418)
Circa le problematiche poste in merito al fatto che l'Ente, se pur dotato di autonomia amministrativa, patrimoniale, contabile e finanziaria nei limiti stabiliti dalla legge istitutiva e dallo Statuto, non sia stato sottoposto alla disciplina prevista dalla L.R. n. 20 del 1995 per la composizione del Comitato Tecnico di gestione e per la retribuzione dei suoi componenti, si rammenta quanto segue.
L'articolo 1 della legge regionale n. 20 del 1995 concernente "Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale" definisce, quale ambito di riferimento, gli Enti elencati nel comma 2, ovvero agli enti strumentali in senso stretto tra cui non è compreso il Consorzio 21.
Pertanto l'Ente non soggiace in alcun modo alle disposizioni contenute nella norma in argomento ma applica, correttamente:
• la L.R. n. 21 del 1985, la quale prevede, tra l'altro, all'articolo 6 (introdotto dall'articolo 42, secondo comma, della L.R. n. 18 del 1989) che, in caso di assenza o legittimo impedimento del Presidente, le relative funzioni vengono assolte da un vice presidente;
• le disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Giunta regionale n. 94 del 16 marzo 1994 concernente l'approvazione del nuovo atto costitutivo e dello statuto del Consorzio 21.
Si ricorda che lo Statuto dell'Ente, all'articolo 14, stabilisce che le indennità degli organi del Comitato Tecnico di Gestione, del presidente e dei componenti del Collegio Sindacale siano quelle previste per il primo gruppo di enti individuati dal Decreto del Presidente della Giunta regionale, emanato in attuazione della Legge regionale l'agosto 1966, n. 5.
Infine, in merito alle modalità di controllo esercitate sul Consorzio 21, si fa presente che queste sono dettate, in attesa dell'approvazione di una normativa organica sulla materia, dalla deliberazione della Giunta regionale n. 24/4 del 27.05.2004 concernente "Agenzie regionali L.R. n. 23/2002. Atto di indirizzo sulle modalità di controllo e valutazione", che pone, in linea con lo Statuto dell'ente, le verifiche sul Consorzio 21 in capo all'Assessorato della Programmazione, ciò emerge peraltro dagli atti posti in essere dagli Uffici competenti.
Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione DIANA - LIORI sugli sfratti in via di esecuzione nelle aree ricadenti all'interno del Parco geominerario. (632)
Con riferimento alla nota n. 6312/Gab 28 settembre 2006, relativa all'interrogazione indicata in oggetto, si trasmette copia della relazione tecnica contenente elementi di risposta alla stessa, forniti dagli Uffici della Direzione generale degli Enti locali e Finanze.
Con l'interrogazione in oggetto, i consiglieri Diana e Liori interpellano il Presidente della Regione e l'Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica affinché riferiscano:
- quali misure la Giunta Regionale intenda adottare per sospendere con decorrenza immediata l'esecuzione degli sfratti nell'area del Parco geominerario;
- quali misure la Giunta intenda adottare per addivenire, per il tramite della Igea S.p.a., alla cessione agli ex minatori delle abitazioni da essi abusivamente occupate, unitamente ai terreni su cui esse insistono;
- qualora ciò non fosse possibile, quali misure la Giunta Regionale intenda adottare ai fini di individuare sistemazioni abitative alternative per gli ex minatori e di indennizzarli per le somme investite nell'apporto di migliorie agli immobili occupati abusivamente;
- se la decisione, assunta dalla Igea S.p.a., di richiedere l'esecuzione degli sfratti sia in qualche modo motivata dalle procedure relative alla gara per la cessione dei compendi minerari.
Sulle questioni questa Direzione ha interessato la Società Igea S.p.a., la quale ha fornito, con l'allegata nota, i chiarimenti che, di seguito, si riportano.
La gestione del patrimonio immobiliare della Società Igea S.p.a. è disciplinata dalle norme contenute nella legge regionale n. 33 del 1998, nonché da svariate successive deliberazioni della Giunta Regionale.
Le decisioni che attengono ai contratti di locazione, comodato ed in generale agli immobili di proprietà sono riservate per Statuto all'Assemblea dei soci.
La società Igea S.p.a. sin dalla sua costituzione ha gestito il patrimonio immobiliare in accordo con le norme citate, secondo le direttive dell'azionista Regione Sardegna, oltre che secondo gli obblighi posti in capo agli amministratori a tutela del patrimonio affidato.
Sin dall'acquisizione del patrimonio immobiliare delle varie società Silvi, SNAM, Piombo Zincifera Sarda, l'Igea S.p.a. ha ereditato contenziosi per occupazioni senza titolo in riferimento ad una pluralità di immobili con il conseguente obbligo di proseguire nelle azioni giudiziarie a tutela degli interessi della Società.
I procedimenti esecutivi finalizzati al rientro nel possesso dei beni da parte della Società Igea S.p.a. non sono altro che l'atto finale di azioni giudiziarie avviate nel corso degli anni.
In particolare, in relazione alla questione di cui al punto 4) si fa presente che:
- alcuni immobili di proprietà della Società ricadenti nei compendi oggetto di bandi di gara per la loro cessione (19 abitazioni di cui 13 in località Masua, 5 in località Ingurtosu ed 1 in località Monte Agruxau) sono occupati senza titolo da 11 soggetti ex dipendenti o loro discendenti e da 8 soggetti diversi non riconducibili alle categorie sopra indicate;
- le esecuzioni immobiliari in corso, tuttavia, non riguardano ì predetti immobili, bensì un immobile situato a Monteponi ed un secondo immobile situato a San Giovanni Miniera per i quali il contenzioso risale agli anni 1994/1997.
ALLEGATO
Si fa riferimento alla nota prot. N° 17540/II.7.1. del 17 u.s. di codesto Servizio per fornire gli elementi richiesti.
Si premette che la gestione del patrimonio immobiliare della scrivente società è regolato dalle norme della L.R. 33/98 e successive delibere della Giunta Regionale sull'argomento specifico e che per quanto attiene atti di locazione, comodato e qualsiasi dispositivo sugli immobili di proprietà ogni decisione è statutariamente riservata all' Assemblea dei Soci.
Dalla sua costituzione IGEA ha pertanto gestito il patrimonio immobiliare in accordo con le norme citate e secondo le direttive dell'azionista Regione Sardegna oltre che secondo gli obblighi in capo agli amministratori a tutela del patrimonio affidato.
Sin dall'acquisizione del patrimonio immobiliare dalle varie società, S1M, SNAM, Piombo Zincifera Sarda, l'IGEA ha ereditato contenziosi per occupazioni senza titolo di una pluralità di immobili con il conseguente obbligo di proseguire nelle azioni di tutela.
I procedimenti esecutivi per la reimmissione nel possesso di IGEA non sono altro che l'atto finale di azioni giudiziarie avviate nel corso degli anni.
Per quanto attiene alcuni immobili che ricadono nei compendi oggetto di bandi di gara per la loro cessione si tratta di 19 abitazioni, 13 a Masua, 5 a Ingurtosu e 1 a Monte Agruxau, di proprietà IGEA occupati senza titolo da 11 soggetti ex dipendenti o loro discendenti e da 8 soggetti non riconducibili a queste ultime categorie,
Le esecuzioni immobiliari in corso non riguardano i predetti immobili, bensì un immobile situato a Monteponi ed un secondo situato a San Giovanni Miniera per i quali il contenzioso risale agli anni 1.994/1997.
Risposta scritta dell'assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione CHERCHI sul controllo degli organi degli Enti locali. (758)
Con riferimento alla nota n. 915/Gab 21 febbraio 2007, relativa all'interrogazione indicata in oggetto, si trasmette copia della relazione tecnica contenente elementi di risposta alla stessa, forniti dagli Uffici della Direzione generale degli Enti locali e Finanze.
Con l'interrogazione in oggetto, i consiglieri Cherchi e Floris interpellano il Presidente della Regione e l'Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica per sapere:
- se siano a conoscenza dei gravi problemi sulla conduzione politico - amministrativa che si sta
verificando in numerosi comuni sardi (in particolare Cuglieri e Suni);
- se si stia dando applicazione a quanto stabilito dalla legge regionale n. 8 del 2006,
esercitando un'efficace azione di controllo sulla vita amministrativa negli enti locali;
chiedono, inoltre, di conoscere i provvedimenti che si intendano assumere per risolvere la problematica situazione che rende estremamente difficoltoso lo svolgimento del mandato per molti amministratori di minoranza oltre a provocare lo svilimento del loro ruolo di consiglieri legittimamente eletti dai cittadini.
In via preliminare, si fa osservare che per il Comune di Suni alcuna richiesta è pervenuta al competente Servizio territoriale degli enti locali di Oristano.
Per quanto, viceversa, riguarda i Comuni di Cuglieri e di Baratili S. Pietro, si fa presente quanto segue.
Il 26 febbraio 2007 è pervenuta al predetto Servizio la richiesta presentata da Andrea Loche, capogruppo di minoranza "Insieme perla rinascita" datata 13 dicembre 2006 con la quale veniva segnalata la mancata convocazione del Consiglio comunale di Cuglieri ai sensi dell'art. 8 del regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale e richiesto l'intervento sostitutivo della Regione secondo quanto recita l'art. 39 del D.Lgs. n. 267/2000.
Dalla richiesta sopraccitata e dalla documentazione ivi allegata si è rilevato che i consiglieri Andrea Loche, Ovidio Serra, Antonio Inzis, Giuseppe Idda e Ivana Pala, per un numero superiore ad un quinto dei consiglieri assegnati al Comune, il 10 novembre 2006 presentarono richiesta di convocazione del Consiglio comunale per discutere sul funzionamento del depuratore comunale.
Il Servizio territoriale competente, ritenendo la richiesta conforme alle disposizioni di legge in materia, ha preliminarmente contattato informalmente l'Ente per acquisire notizie sull'adempimento di convocazione del consiglio comunale cosi come richiesto dalla minoranza.
li Sindaco, con nota del 7 marzo 2007, ha comunicato l'intendimento di inserire all'ordine del giorno del Consiglio comunale nella prima seduta utile, le questioni richieste dalla minoranza.
A seguito di ciò, il Servizio competente citato, con nota del 13 marzo 2007 ha richiesto al Sindaco ed al Consigliere Loche, di acquisire copia dell'avviso di convocazione recapitato ai singoli consiglieri e del verbale della seduta, al fine, nell'ipotesi di mancata convocazione di porre in essere gli eventuali provvedimenti di intervento sostitutivo ai sensi dell'art. 9 della L.R. 12 giugno 2006 n. 9 previsti in caso di inosservanza degli obblighi di convocazione di cui all'art. 39, del D. Lgs. 18.08.2000 n. 267 e 5 bis della L.R. 7 ottobre 2005 n. 13, integrata dalla L.R. 1 giugno 2006 n. 8.
Successivamente il medesimo Servizio territoriale ha acquisito la nota del 19 aprile 2007, con la quale il Sindaco del Comune di Cuglieri ha comunicato la convocazione del Consiglio comunale in seduta straordinaria per il 24 aprile 2007 in prima convocazione e per il giorno 26 aprile 2007 in seconda convocazione, per discutere, tra l'altro, al punto 3 dell' ordine del giorno, le problematiche connesse al depuratore comunale come richiesto dal gruppo consiliare di opposizione "Insieme per la rinascita". Nella seduta del 24 aprile 2007, il Consiglio comunale, preso atto che sono in corso indagini di polizia giudiziaria sull'esecuzione dei lavori di adeguamento strutturale e manutentivo dell'impianto di depurazione sito in località Calameda/Agro del Comune di Cuglieri, ha ritenuto opportuno rinviare la trattazione dell'argomento non appena verranno concluse le indagini in corso.
Per quanto concerne, invece, il Comune di Baratili S. Pietro, si fa presente quanto segue:
il 19 febbraio 2007 il medesimo Servizio ha acquisito al protocollo la nota a firma del Consigliere di minoranza Franco Caria, con cui veniva richiesto l'intervento sostitutivo ai sensi dell'art. 39 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, a causa della mancata convocazione del Consiglio comunale nei termini previsti dallo statuto comunale e dal regolamento del Consiglio e di formale richiesta di un quinto dei consiglieri assegnati al Comune di Baratili S. Pietro.
Dall'esame della richiesta e dei documenti allegati il predetto Servizio ha ritenuto necessario proporre all'Assessore degli enti locali finanze ed urbanistica, l'attivazione della procedura di intervento sostitutivo, ai sensi dell'art. 9 della legge regionale n. 9 del 2006, a seguito della quale l'Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, con decreto n. 6 del 23 marzo 2007, ha assegnato al sindaco il termine di 20 giorni per la convocazione del Consiglio comunale, per l'inserimento all'ordine del giorno delle questioni richieste invitandolo, altresì, a trasmettere copia dell'avviso di convocazione del Consiglio ai consiglieri secondo le modalità di legge e del verbale di seduta.
Quanto sopra evidenzia che il Servizio territorialmente competente ha posto in essere tutti i provvedimenti conseguenti alle richieste pervenute dai consiglieri di Cuglieri e di Baratili S. Pietro coerentemente con le disposizioni normative vigenti. In proposito è d'obbligo precisare che l'art. 39 comma 2 del D.Lgs. 267/20001 deve essere letto ed applicato unitamente al combinato disposto dell'art. 9 della legge regionale n. 9/063 e dell'art. 5 bis della legge regionale 7 ottobre 2005 n. 13 introdotto dall'art. 3 comma 1 lett. b) della legge regionale n. 8/063che hanno introdotto significative modifiche in ordine al controllo sugli organi degli enti locali.
Risposta scritta dell'assessore dei trasporti all'interrogazione CHERCHI Oscar sul sistema dei trasporti nella Marmilla. (798)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot n 00001590 del 27 marzo 2007 si forniscono, in allegato, gli elementi di risposta in mento all'interrogazione di cui all'oggetto
Innanzitutto desideriamo precisare che già da alcuni mesi è in corso un confronto con i Sindaci della Marmitta sulla riorganizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale, riorganizzazione che deve, da un lato, cogliere la centralità dell'integrazione ferro-gomma sui collegamenti di livello regionale e, dall'altro, basarsi sul ruolo di pianificazione dei servizi svolto dagli Enti locali, il tutto come previsto dalla L R 21/05
Anche alcuni punti contenuti nella lunga premessa effettuata dall'lnterrogante richiedono una precisazione, offrendo, peraltro, lo spunto per rispondere ad alcune delle questioni poste al termine dell'Interrogazione
Il parco rotabile su gomma - arca 1 800 autobus - circolante in Sardegna è caratterizzato da una vetustà media intorno ai 12 anni, ben oltre le medie - intorno agli 8 anni - europee E' un dato di fatto che sta alla base delle lamentele sullo stato dei mezzi da parte dell'utenza, degli alti costi di manutenzione che il sistema deve sostenere e delle interruzioni di servizio a causa di rotture etc E' questo il risultato di una politica regionale che ha visto l'ultimo acquisto di 120 autobus nuovi nel 1999, peraltro sulla base di risorse statali E' solo con l'anno 2005, che la Regione ha ripreso a stanziare risorse proprie per l'acquisto di materiale rotabile, rinnovo che subisce una decisiva accelerazione con l'acquisto da parte dell'ARST di oltre 300 nuovi mezzi Euro 5, i primi 109 dei quali saranno disponibili entro il 1 ° semestre di quest'anno
Sulla mobilità studentesca è opportuno precisare che - da dicembre 2006 e per la prima volta nella stona dei trasporti sardi - è disponibile la matrice di livello comunale sull'origine-destinazione degli studenti frequentanti l'anno scolastico in corso dalla scuola dell'infanzia sino a quella secondaria di Il grado In altre parole è possibile conoscere direttamente dall'anagrafica studente da quale comune partono gli studenti per quale scuola Uno strumento fondamentale di conoscenza della domanda di trasporto che si affianca, integrandola, alla matrice origine-destinazione Istat 2001 che la Regione ha aggiornato con apposite rilevazioni di traffico nell'inverno 2005 e nell'estate 2006 per tener conto, banalmente, che le nuove province nel 2001 non esistevano ancora e che, quindi, non avevano ancora inciso sul nonentamento dei flussi di mobilità
Il tutto è in possesso - dall'inizio dell'anno - delle singole Province, le quali devono procedere, come previsto dalla legge regionale di riforma del trasporto pubblico locale, all'individuazione dei servizi minimi di livello provinciale, avendo come riferimento la pianificazione dei servizi di livello regionale - collegamento tra i capoluoghi di provincia, i porti e gli aeroporti - che la Regione ha sostanzialmente completato e, anche questa, messa a disposizione delle Province Di questi svolto ad Oristano il 2 aprile u s
Per quanto riguarda la soppressione di "alcune importanti corse come la Laconi-Oristano, utilizzate da molti lavoratori pendolari per raggiungere Omissis", si desidera precisare che il servizio soppresso è relativo alla sola corsa da Laconi delle 5 25, con arrivo a Oristano alle 7 24, e alla sola corsa da Oristano delle 11 25, con arrivo a Laconi alle 13 17 Nel primo caso, da Laconi a Oristano, gli eventuali lavoratori pendolari possono utilizzare le corse previste alle 6 05, con arrivo a Oristano alle 7 46, o alle 6 20, con arrivo a Oristano alle 819 Nel secondo caso, l'orario della corsa soppressa 11 25-13 17 non configura utilizzi da parte di lavorator pendolari
Per quanto riguarda, nello specifico, i trasporti nel territorio della Marmilla, l'Assessore regionale dei Trasporti si è fatto promotore di un incontro con i Sindaci del Consorzio Due Giare, tenutosi 8 febbraio u s In quella occasione sono stati esaminate le principali criticità e si è concordato che i Sindaci avrebbero elaborato un documento che evidenziasse tutte le necessità del territorio
Questo documento è stato trasmesso all'Assessorato dei Trasporti il 6 aprile u s ed è attualmente in corso di valutazione da parte dei tecnici Valutazione che deve evidenziare le diverse possibilità di risposta alle esigenze, dalla semplice modifica di orari e/o parziali interventi sui percorsi di linee attuali alla istituzione di nuovi servizi, naturalmente accompagnate da una rigorosa valutazione anche economica
Come concordato in occasione della riunione del 8 febbraio u s, al termine delle valutazione appena ricordate, l'Assessore incontrerà nuovamente i Sindaci del territorio e la Provincia per dare una immediata attuazione di tutti gli interventi possibili.
Risposta scritta dell'assessore dei trasporti all'interrogazione LIORI - DIANA sulle tariffe praticate dalla Moby Lines ai passeggeri residenti in Sardegna. (810)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot n 1692 del 30 marzo 2007 si forniscono, in allegato, gli elementi di risposta in mento all'interrogazione di cui all'oggetto
Innanzitutto desideriamo evidenziare agli Interroganti che, con l'acquisto della compagnia marittima Lloyd Sardegna da parte della compagnia Moby Lines, l'offerta di collegamenti marittimi invernali ed estivi è aumentata sia quantitativamente che qualitativamente Infatti
- Con l'acquisto della compagnia Lloyd Sardegna, specializzata principalmente nel trasporto merci, la flotta della Moby-Lines già interessata dall'acquisto di altre due navi passeggeri, si è arricchita di altre 5 unità, 3 tutto mera e 2 ro-pax
- II risultato complessivo è stato il potenziamento di tutte le tratte servite singolarmente dalle due compagnie sia a vantaggio dei passeggeri che delle mero tanto nel periodo invernale che in quello estivo
- Inoltre, per quanto riguarda il trasporto passeggeri verrà inaugurato, a partire dal 24 maggio 2007, il nuovo collegamento Porto-Torres - Genova, con partenza dal porto commerciale e con frequenza giornaliera, che andrà a sommarsi sino a settembre all'offerta di Tirreno e Grandi Navi Veloci A questo si aggiunge il potenziamento estivo del collegamento marittimo con il porto di Piombino, con un collegamento veloce in fascia diurna della durata di 4 ore e mezza che andrà a sommarsi ai due collegamenti tradizionali effettuati precedentemente dalla Lloyd Sardegna Quindi nel periodo estivo l'offerta sarà di 3 partenze giorno contro le 2 che venivano effettuate fino al 2006 dalla sola Lloyd Sardegna
- Gli incrementi di offerta appena visti avranno importanti ripercussioni positive anche nei confronti degli autotrasportatori sardi in quanto risulta aumentata complessivamente l'offerta di linee, la frequenza giornaliera dei collegamenti e la capacità complessiva di stiva destinata alle mero
5. Ulteriore importante novità, per il settore mero, riguarda l'apertura di un cali center integrato con gli uffici portuali, che permetterà di migliorare la gestione delle prenotazioni e delle informazioni, permettendo agli autotrasportatori, penalizzati principalmente nel periodo estivo, di avere un quadro complessivo delle offerte di viaggio, soprattutto in occasione di viaggi non pianificati per tempo che, spesso, sono causa di mancato imbarco
Quindi dal punto di vista dell'offerta, la fusione tra le due compagnie in argomento ha sicuramente creato importanti benefici alla continuità territoriale dell'isola, seppur garantita, in questo caso specifico, dal libero gioco delle forze di mercato
In merito alle tariffe del trasporto passeggeri, oggetto dell'interrogazione, occorre premettere che la compagnia marittima Moby Lines opera nel mercato come operatore privato e quindi non è soggetto a nessun obbligo di servizio pubblico e di conseguenza a nessun contratto di servizio o convenzione con lo Stato o la Regione
E' necessario inoltre puntualizzare alcuni aspetti della tariffazione applicata dalla compagnia in argomento
- Non è esatta l'affermazione, riportata nelle premesse dell'interrogazione, nella quale si dice che le offerte promozionali applicate dalla compagnia sono disponibili esclusivamente per i non residenti, il problema posto in questi termini farebbe pensare che un passeggero residente in Sardegna non abbia diritto ad acquistare queste promozioni, quando invece è liberissimo di farlo, non essendo obbligato a specificare di essere residente all'atto della prenotazione,
- Per capire meglio quanto affermato nel primo punto, si deve tener presente che lo sconto residenti fa parte del pacchetto di offerte scontate, il regolamento della compagnia non consente di cumulare a questa offerta gli eventuali sconti previsti in altre offerte (es sconto residenti + auto a 1€ e simili) Può, quindi, accadere che esistano offerte promozionali e limitate nel tempo più vantaggiose di quella per i residenti, ma, che, in ogni caso, il passeggero residente è libero di acquistare a proprio vantaggio,
- La tariffa scontata per residenti è sicuramente la più vantaggiosa quando il biglietto viene acquistato il giorno della partenza Infatti in questo caso al residente viene applicato lo sconto mentre al passeggero ordinano viene applicata la tariffa ordinaria del momento,
- Per quanto appena evidenziato, la possibilità che l'offerta per i residenti sia meno vantaggiosa di altre può manifestarsi solo per i biglietti acquistati con prenotazione,
- L'Assessorato Regionale dei Trasporti, grazie anche alla segnalazione di diversi utenti, ha da tempo affrontato il problema delle tariffe scontate già dalla stagione estiva 2006, chiedendo alla compagnia maggiore trasparenza, il risultato è che ora al momento della prenotazione on-line del biglietto, se l'utente seleziona l'opzione "residente" viene comunque invitato a verificare la presenza di offerte più vantaggiose con l'eliminazione del flag di selezione dell'opzione "residente", quindi, rispetto a quanto avveniva in passato la compagnia ha provveduto a rendere più trasparente la prenotazione delle offerte speciali
In generale, si può certamente affermare che le politiche tariffane della compagnia Moby Lines e delle altre compagnie private siano ormai da anni più vantaggiose di quelle applicate dal vettore pubblico sia in termini assoluti che in termini di rapporto qualità/prezzo, ciò a beneficio sia dei residenti che dei passeggeri ordinari A titolo di esempio, analogamente a quanto segnalato nell'interrogazione in oggetto, è stata effettuata una simulazione di preventivo sulla linea Olbia -Civitavecchia per poter mettere a confronto l'offerta tariffaria della Moby Lines con quella del vettore pubblico Tirrenia I dati di input sono i seguenti
- 2 passeggeri,
- sistemazione in cabina doppia esterna (la più cara),
- auto al seguito di lunghezza fino ai 4 m,
- partenza il 10 giugno, in fascia diurna
I risultati dei preventivi sono risultati i seguenti
- Moby Lines, partenza il 10/06/07 ore 9 00, non residenti, costo € 168,20 (tariffa speciale applicata auto 1€),
- Moby Lines, partenza il 10/06/07 ore 9 00, residenti, costo € 162,04,
1. Tirrenia, partenza il 10/06/07 ore 12 00, residenti, costo € 228,34
Quanto appena segnalato mette in evidenza come in realtà ad essere penalizzato sarà il passeggero residente che viaggerà con la compagnia pubblica e non quello che sceglierà la compagnia privata, anche decidendo di non usufruire dello sconto residenti offerto da quella privata
La tesi che le tariffe applicate dalle compagnie private siano più vantaggiose di quelle della compagnia Tirrenia è testimoniata anche dal fatto che quest'ultima, nel nuovo piano industriale, ha manifestato l'intenzione di svincolarsi dalla convenzione con lo Stato sulle tratte da Olbia e Porto Torres, per poter applicare proprie strategie commerciali che, allo stato attuale, a causa dei vincoli imposti dalla stessa convenzione non le consentono di reggere la concorrenza delle compagnie private
Per quanto appena premesso, relativamente al punto 1 dell'interrogazione si sottolinea che la Giunta Regionale non può intervenire sulle politiche tariffane applicate da operatori privati che operano in regime di concorrenza Tuttavia la stessa tramite l'Assessorato dei Trasporti ha chiesto e ottenuto maggiore trasparenza nell'applicazione delle tariffe speciali e nella relativa informazione agli utenti Inoltre sottolinea che i primi a beneficiare della maggiore concorrenza sui collegamenti marittimi da Olbia, Golfo Arano e Porto Torres sono proprio i residenti, siano essi passeggeri o ditte di autotrasporto per le merci, sia per quanto riguarda i livelli tariffari che per la qualità e la quantità dei servizi offerti
In merito al secondo punto oggetto di interrogazione, dimostrato che le tariffe Moby sono eque e, in seguito all'intervento della Regione, anche più trasparenti rispetto al passato, solo una approssimativa e superficiale conoscenza del quadro legislativo europeo e nazionale può ipotizzare un intervento della Giunta Regionale "al fine di rilasciare ulteriori concessioni per la gestione delle tratte su cui opera la Moby Unes, imponendo ai nuovi concessionari l'onere di servizio pubblico in regime di continuità territoriale", in quanto lo strumento concessorio non è previsto dalla normativa comunitaria e nazionale per la disciplina di tali collegamenti marittimi E' ormai da tempo in vigore (a partire dal 1° Gennaio 1993) il Regolamento (CEE) N 3577/92 del Consiglio, che sancisce la libera prestazione dei servizi marittimi in uno Stato membro, permettendo a qualsiasi armatore comunitario, qualora ne abbia i requisiti, di effettuare servizi di cabotaggio marittimo senza il rilascio di alcuna concessione II Regolamento citato prevede, altresì, la possibilità per uno Stato membro di utilizzare gli strumenti del contratto di servizio pubblico e degli obblighi di servizio pubblico come condizione per la fornitura di servizi regolari da, tra e verso le isole A tale proposito la Regione, alla scadenza della Convenzione Stato-Tirrenia che si ritiene debba avvenire, senza ulteriori proroghe, il 31/12/2008, valuterà la necessità di intervenire utilizzando, nell'ambito del contratto di servizio, l'imposizione degli obblighi di servizio pubblico, esclusivamente laddove il libero mercato non garantisca un servizio adeguato alle esigenze dei cittadini sardi Pura fantasia, quindi, immaginare un intervento diretto della Regione che vada a regolamentare un settore ormai liberalizzato e soprattutto nei confronti di quei collegamenti marittimi che, soggetti da anni alle regole del libero mercato, hanno di fatto apportato consistenti benefici alla continuità territoriale dell'isola senza nessun intervento pubblico
Risposta scritta dell'assessore degli affari generali, personale e riforma della regione all'interrogazione CALIGARIS sull'inserimento negli organici della Regione delle figure professionali impegnate nel Centro del catalogo dei beni culturali. (819)
In relazione all'interrogazione in oggetto, per gli aspetti di competenza di questo assessorato si fa presente che nel disegno di legge finanziaria 2007, all'art. 6, comma 5, lett. d), in deroga alla regola generale del blocco delle assunzioni nelle categorie A, B e C, per assicurare continuità alle attività di tutela e restauro dei beni librari, nelle quali operano dal 1996 diverse unità con contratti annuali di collaborazione coordinata e continuativa, sono previste procedure selettive per il reclutamento di professionalità riconducibili a quelle considerate nell'interrogazione, con modalità che danno rilievo all'esperienza lavorativa delle medesime.
Risposta scritta dell'assessore del turismo, artigianato e commercio all'interrogazione SANJUST sulla proroga della scadenza dei termini di consegna della dichiarazione di avvio dei lavori prevista dalla legge regionale n. 9/2002. (837)
In risposta all'interrogazione di cui all'oggetto si comunica quanto segue.
Per la produzione della copia della comunicazione di avvio dei lavori (documento necessario ai fini dell'istruttoria tecnico-economica-amministrativa per la concessione dei contributi di cui alla L.R. 9/2002), già con nota prot. n. 5652 del 18 aprile 2007 inviata all'Ente convenzionato, questo Assessorato ha ammesso l'acquisizione del documento suddetto entro il termine di 90 giorni indicato dall'art. 14 della Deliberazione della Giunta regionale n. 27/12 del 21/06/2005.
Pertanto le imprese potranno presentare copia della comunicazione di avvio dei lavori entro il termine massimo di 90 giorni dalla scadenza del termine per l'invio della documentazione.
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