Seduta n.390 del 08/10/2003
CCCXC SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 8 ottobre 2003
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente Salvatore SANNA
indi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 10 e 52.
Masia, Segretario,dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 2 settembre 2003, che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giovanni Giovannelli e Nicolò Rassu hanno chiesto un giorno di congedo per l'8 settembre 2003. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Comunicazioni del PresidentePRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute dell'11, 20, 26 e 27 agosto 2003 e 5 e 12 settembre 2003.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:
"Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2002". (473)
(Pervenuto il 6 ottobre 2003 ed assegnato alla terza Commissione.)
Annunzio di interpellanzePRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
MASIA, Segretario:
"Interpellanza MORITTU - PIRISI - ORRU' - SANNA Salvatore sul fenomeno dell'abusivismo edilizio in Sardegna con particolare riferimento alla fascia costiera e sulla totale assenza di iniziative politico-istituzionali del Presidente della Giunta regionale per contrastare l'annunciato decreto legge del Governo in materia di sanatoria edilizia". (395)
"Interpellanza SANNA Emanuele - MARROCU - SANNA Alberto - DEMURU sulla procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) relativa all'istanza presentata dalla Sardegna Barite Srl per la coltivazione della miniera Is Crobus, nel Comune di San Vito". (396)
"Interpellanza MARROCU - FALCONI - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - PACIFICO - PUSCEDDU sul trasferimento degli Uffici di Cagliari dell'Agenzia delle entrate da via Vesalio ad una zona situata al di fuori del centro urbano". (397)
Annunzio di mozionePRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
MASIA, Segretario:
"Mozione SCANO - SELIS - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA -COGODI sulle assunzioni senza concorso al Centro regionale di programmazione". (127)
Sull'elezione del consigliere Satta alla carica di QuestorePRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, al secondo punto, l'elezione di un Questore del Consiglio.
FADDA (La Margherita-D.L.). Può motivare, Presidente? Abbiamo già votato.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, la settimana scorsa c'è stata un'elezione. Io, come lei ricorderà, non ero presente, c'era il Presidente di turno, si è votato un collega, il quale immediatamente si è alzato e ha detto: "Grazie, Presidente, vorrei dichiarare che ritengo di non poter accettare la nomina a Questore". Il Presidente dice: "Quindi non accetta la nomina.". Si è dimesso, fatto in Aula, in maniera direi inappellabile.
FADDA (La Margherita-D.L.). No, no.
PRESIDENTE. Comunque, siccome io non voglio interpretare altri, non spetta a me, questo è ciò che ha detto.
CARLONI (Gruppo Misto). Giuridicamente non si chiama dimissione, è un'opinione. Deve dare le dimissioni esplicitamente, non in quel modo.
PRESIDENTE. Onorevole Carloni, se vuole la parola io gliela do. Prego, onorevole Carloni. Mi dicono che l'ha chiesta prima l'onorevole Cogodi, poi le darò la parola. Io naturalmente vorrei dire ai colleghi: "Non apriamo un dibattito su questo". Do la parola senz'altro a quelli che l'hanno chiesta, però subito dopo chiediamo l'interpretazione autentica all'onorevole Satta.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). E' evidente che non è da aprirsi nessun dibattito sul merito, però nelle attività parlamentari le procedure sono parte essenziale della regolarità della vita delle istituzioni. La formula che testé lei ha ricordato, pronunciata dal consigliere eletto Questore, recita appunto che "ritiene di non poter accettare la nomina". E' una mera dichiarazione di intendimento politico, non equivale formalmente a dimissioni. Ovviamente non è che si può, né da parte nostra vi è la minima intenzione di richiedere a un esponente di altra parte politica di fare o non fare una cosa o svolgere una funzione; sono cose che appartengono, nella valutazione di merito, a quella parte politica e al singolo consigliere che è investito della questione. Per cui il problema che si pone per la regolarità, per oggi e perché non costituisca precedente è che vi sia, cosa che può essere acquisita immediatamente, la formale dichiarazione di dimissioni da parte del collega che è stato eletto, perché gli atti formali non sono oggetto di estemporanea interpretazione da parte di nessuna autorità. Quindi il commento a caldo anche del Presidente del Consiglio di turno, che non era lei, ma era un altro, vale come commento, non può valere come sanzione, come senso di quella dichiarazione. Quella dichiarazione può essere soggetta a commenti politici, ma non può andare oltre la sua rilevanza sostanziale. Quindi io formalmente chiedo che siano acquisite in ipotesi formalmente le dimissioni, l'atto di dimissione del collega che è stato eletto e che senza ritardare nulla, quindi senza procedure particolari, quindi anche concordandosi l'immediato inserimento eventualmente nell'ordine del giorno del Consiglio, successivamente alla presentazione formale delle dimissioni, l'indizione dell'elezione per il completamento dell'Ufficio di Presidenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Carloni. Ne ha facoltà.
CARLONI (Gruppo Misto). Il collega Cogodi ha detto molto chiaramente quello che volevo dire anch'io e quindi non posso che aderire completamente. Quella è una mera espressione di interpretazione della volontà di un consigliere che è stato letto, ma è stato eletto legittimamente, a pieno titolo e quindi è Questore a tutti gli effetti. Mi sembra di vedere in Aula l'interessato e quindi ancora cosa più semplice, invece di interpretare quello che lui riteneva di aver detto la volta precedente, è qui davanti a tutto il Consiglio e può dire benissimo di rinunciare a quella che era un'elezione perfetta e nel contesto si procede all'altra lezione. Però le regole ci sono e vanno rispettate, non si può interpretare e indire un'elezione quando c'è un'elezione avvenuta perfettamente e dev'essere semplicemente revocata. Altrimenti, finché non accade questo, è illegittima l'indizione di questa votazione e il Questore Satta è Questore a tutti gli effetti finché non recede dall'elezione.
PRESIDENTE. Credo, personalmente, che la volontà dell'onorevole Satta sia chiaramente espressa, però, lo dicevo prima, piuttosto che aprire su questo argomento un dibattito, che vedo anche davvero poco utile, chiediamo all'onorevole Satta se la mia interpretazione è errata o no, se è errata naturalmente...
(Interruzioni)PRESIDENTE. Se gli do la parola dirà se si dimette o no. Se c'è una rinuncia o no lo dirà l'onorevole Satta. Qui secondo me c'è una rinuncia. Evitiamo discussioni inutili. Onorevole Satta, la prego ci aiuti lei a risolvere questo problema, ci dica qual è la sua volontà, perché secondo me è chiara, per altri non è così e comprendo che possa non essere altrettanto chiara.
Ha facoltà di parlare il consigliere Satta.
SATTA (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente, mi dispiace di non essere stato sufficientemente chiaro la volta scorsa subito dopo l'elezione del Questore, ma io non posso che confermare che l'intenzione era quella di dimettermi e quindi di non accettare l'incarico. Confermo che non intendo accettare, quindi non accetto la carica di Questore del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Quindi ha detto che non accetta l'elezione e io credo che noi non possiamo forzare nessuno a fare... Qualche collega anziano ricorderà che ciò capitò a me, mi pare agli inizi della legislatura, e naturalmente, con grande condivisione del mio partito, allora non accettai l'incarico di Questore.
Allora se c'è un atto di rinuncia molto chiaro espresso la prima volta, riconfermato adesso, siccome si tratta di perfezionare gli organi del Consiglio, io propongo che procediamo all'elezione del Questore.
Elezione di un consigliere Questore Votazione a scrutinio segreto per schedePRESIDENTE. Do lettura della procedura: l'ordine del giorno reca l'elezione di un Questore del Consiglio in sostituzione dell'onorevole Satta, che non ha accettato l'incarico. Ricordo agli onorevoli consiglieri le disposizioni regolamentari che stabiliscono le modalità di votazione, che si deve svolgere a scrutinio segreto. Per il combinato disposto dei commi 3 e 5 dell'articolo 5 del Regolamento nelle elezioni suppletive, quando si deve coprire un solo posto, è eletto chi al primo scrutinio abbia raggiunto la meta più uno dei voti. Se nessun candidato ha riportato la metà più uno dei voti si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti. A parità di voti entra in ballottaggio il più anziano di età.
Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama. (MASIA, Segretario, procede all'appello.)
PRESIDENTE. Colleghi, scusate un secondo, il voto, come voi comprendete, l'ho detto prima, deve essere segreto e votare con una telecamera puntata non mi pare che aiuti la segretezza, quindi fate in modo che il vostro voto rimanga segreto.
SANNA EMANUELE (D.S.). Eviti anche che qualcuno stia a ciondolare vicino all'urna. L'onorevole Corona…
PRESIDENTE. Onorevole Corona. E' vero che lì passano col voto già espresso… Hanno già votato quando passano lì; la scheda è chiusa, piegata.
Onorevole Corona, onorevole assessore Capelli, … tutti a posto per cortesia!
(?). Ci sono le cabine… E' una vergogna.
PRESIDENTE. Se ci sono contestazioni annulliamo, ripartiamo da zero, ricominciamo a votare!
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 38
Astenuti 33
Maggioranza 20
Schede bianche 3
Hanno ottenuto voti: Lombardo Claudia, 26; Deiana Luca, 6; Satta Vincenzo, 2. Proclamo eletta la collega Lombardo. Molti auguri.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORTU - PACIFICO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.)
. Sull'ordine dei lavoriPRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sì, Presidente per chiederle qualche minuto di sospensione dei nostri lavori perché un collega, come ha visto, si è sentito male ed è stato accompagnato da alcuni altri colleghi in infermeria. Quindi, siccome dobbiamo procedere ad una nuova votazione per l'elezione del Segretario, io le chiederei qualche minuto per consentire ai colleghi assenti di rientrare in Aula.
PRESIDENTE. Senz'altro, sospendiamo i lavori per un quarto d'ora. Riprendiamo a mezzogiorno meno un quarto. I lavori sono sospesi.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 26, viene ripresa alle ore 12 e 06.)
Elezione di un Segretario del Consiglio
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. I rappresentanti della Giunta, ecco l'assessore Fois, c'è l'assessore Onida…
I Segretari per cortesia, dobbiamo continuare, al secondo punto dell'ordine del giorno c'è l'elezione di un Segretario del Consiglio.
Votazione a scrutinio segreto per schedePRESIDENTE. Do lettura delle procedure: il Gruppo Unione Democratici Cristiani e Democratici di Centro non sono rappresentati nell'Ufficio di Presidenza e hanno chiesto ai sensi del secondo comma dell'articolo 4 del Regolamento interno che si proceda all'elezione di un Segretario; l'Ufficio di Presidenza, secondo il dettato del terzo comma del suddetto articolo 4, ha deliberato di accogliere tale richiesta in quanto legittima e regolarmente espressa. Il Consiglio può pertanto procedere all'elezione e alla relativa votazione. Ricordo che ciascun consigliere può scrivere sulla scheda un solo nominativo. Risulterà eletto il consigliere che essendo iscritto al Gruppo U.D.C., ottiene il maggior numero di voti, a parità di voti sarà eletto il più anziano di età.
Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 37
astenuti 30
schede bianche 4
schede nulle 1
Hanno ottenuti voti: Randazzo 32. Viene proclamato eletto il consigliere Alberto Randazzo.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - CARLONI - COGODI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.)
Continuiamo colleghi, possiamo riprendere i lavori per cortesia! Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Era prevista, è prevista una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi alle ore 13.00. I lavori di questa mattinata si sono protratti nella fase elettorale impedendoci la discussione dei punti all'ordine del giorno. Io volevo proporre una convocazione della Conferenza dei Capigruppo adesso perchè intendo chiedere l'iscrizione urgente, all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio, di una proposta di legge che è stata approvata all'unanimità dalla Commissione quarta nel mese di luglio relativa ai vincoli urbanistici che sono di grande attualità in questi giorni dopo la sentenza del Tar che ha bocciato i piani territoriali paesistici.
C'è un grande allarme in tutta la regione, c'è un vuoto normativo che può consentire incursioni pesanti in una materia delicatissima, abbiamo uno strumento che ci consente immediatamente di re-istituire dei vincoli che diano certezza del diritto e norme di tutela al nostro territorio.
Credo che questo argomento abbia una priorità assoluta per le cose che abbiamo letto in questi giorni, e che vengono dette in questi giorni, ed è per questo motivo che chiedo che si tenga una riunione urgente dei Capigruppo per modificare l'ordine del giorno così come ho detto.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, su che cosa, sulla proposta? Sulla richiesta dell'onorevole Spissu? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà .
COGODI (R.C.). Per dichiarare preliminarmente che reputo la richiesta avanzata dal collega Spissu ugualmente meritevole di attenzione e di urgenza e quindi siamo d'accordo perchè venga inserita all'ordine del giorno del Consiglio, perchè venga trattato con urgenza, per altro è stato richiesto in questi giorni anche in modo formale, anche se fuori dall'Aula il tema della salvaguardia ambientale e delle garanzie di tutela del territorio.
Tuttavia, questo è il senso del mio intervento se no sarebbe solo una dichiarazione di sostegno a favore della proposta del collega Spissu, non è solo così, ritengo che il Consiglio regionale non possa proseguire la sua attività in questo modo, un'elezione di un componente dell'Ufficio di Presidenza e un rinvio.
Per cui concordo sulla necessità assoluta, più che concordare confermo, perchè l'abbiamo già espressa più volte in questi giorni, l'urgenza che la normativa sui PTP approdi in Consiglio regionale, venga iscritto all'ordine del giorno e il Consiglio la tratti con urgenza assoluta, tuttavia devono essere trattati anche gli altri argomenti per i quali il Consiglio regionale viene convocato; perchè diversamente l'impressione che logicamente si potrebbe ricavare in Aula e fuori dall'Aula è che ci sia sempre qualche altra cosa per cui gli argomenti iscritti all'ordine del giorno non si possono trattare.
Quindi, in ogni caso, io penso che la Conferenza si possa fare nell'intervallo tra la seduta mattutina ed eventualmente, se sarà prevista, la seduta pomeridiana del Consiglio; e ritengo, parimenti, che debba essere fissato anche un calendario non dico rigido, che non si possa in nulla modificare, ma un calendario appena sicuro dei lavori del Consiglio per trattare gli argomenti che sono iscritti, o gli argomenti che hanno particolare urgenza di essere trattati comunque nel Consiglio regionale. Perchè ce n'è già iscritti, e sono argomenti di prima rilevanza, e ce ne sono altri da iscrivere dei quali pure formalmente anche con lettera alla Presidenza del Consiglio si è richiesta l'iscrizione con procedura d'urgenza. Adesso non li richiamo se no sembrerebbe che ognuno aggiunge il suo, c'è tutto, è agli atti della Presidenza.
Per cui la mia opinione è la seguente: che la Conferenza dei Capigruppo si tenga, si tenga nell'intervallo tra la seduta mattutina e pomeridiana, che esamini quali altri argomenti urgentissimi sono da apporre all'ordine del giorno del Consiglio a partire dalla normativa dei PTP, che riteniamo essere la più urgente, e insieme le altre, e però che si definisca anche un calendario dei lavori del Consiglio che dia, non dico una certezza, ma una presumibile rappresentazione di quelli che saranno i tempi di esame e di eventuale approvazione delle leggi che sono all'esame del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Presidente, brevissimamente, per dire che ben conoscendo il problema che è stato sollevato dal collega Spissu, in quanto tra l'altro io fui presentatore nel 2000 della prima proposta di legge in materia di vincoli e di disposizioni urgenti, a seguito dell'annullamento dei primi sette piani paesistici, non posso che condividere la richiesta perchè si tratta di questione veramente della massima urgenza e della massima delicatezza, per cui è assolutamente opportuno che venga trattata con priorità assoluta.
PRESIDENTE. Mi pare che abbia chiesto, no no no, non c'è apertura di dibattito su questo... No, no, no, non ho nessuna intenzione di aprire il dibattito. C'è stata un'espressione a favore e una contro e quindi mettiamo in votazione la proposta dell'onorevole Spissu di tenere immediatamente la Conferenza dei Capigruppo oppure, mi pare che alle 13.00 è convocata già ordinariamente una Conferenza, quindi proseguire con l'ordine del giorno e arrivare alle 13.00 alla Conferenza che era stata preliminarmente convocata.
Metto in votazione la proposta dell'onorevole Spissu. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.
(Non è approvata)
Quindi, proseguiamo i lavori con il punto all'ordine del giorno: "Disegno di legge numero 430/A...". Onorevole Sanna, per cortesia, intende intervenire? Onorevole Sanna intende intervenire? Onorevole Sanna intende intervenire?
(Intervento fuori microfono(PRESIDENTE. "Disegno di legge numero 430A Giunta regionale...". Non ho capito, su che cosa? Colleghi, però per cortesia, non posso continuare i lavori in questo modo, per cortesia! Insomma, sto leggendo il titolo del punto all'ordine del giorno, a metà mi si interrompe per chiedermi che cosa? Onorevole Selis, mi dica. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, è una cosa brevissima, però mi pare che noi viviamo ancora una anomalia clamorosa, una Giunta imperfetta senza maggioranza...
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia, vi prego, fate un po' di silenzio non si può lavorare in questo modo.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Anche qui prima è stata chiesta la parola e lei non l'ha data.PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, lei il Regolamento lo conosce anche meglio di me, allora su una proposta c'è un intervento a favore e uno contro, e poi si vota. Poi, l'abbiamo superato questo problema, siamo in un'altra fase, siamo al punto 3 dell'ordine del giorno, su questo punto l'onorevole Selis ha chiesto di intervenire. Quindi per cortesia!
SELIS (La Margherita-D.L.). Trenta secondi, non per aprire un dibattito su questo genere, ma per rilevare che ci troviamo ancora in una situazione politica anomala, con una Giunta e un Presidente che continua ad avere, dopo oltre un mese di approvazione, tra l'altro senza maggioranza, quattro interim, mi pare che questo sia una forma patologia politica; noi avremmo gradito che almeno adesso il Presidente venisse in Aula e quanto meno ci dicesse cosa intende fare per stabilizzare la sua Giunta o per non stabilizzarla. L'appello è, siccome il Presidente non è in Aula per motivi istituzionali, auspichiamo che il Presidente del Consiglio di turno si faccia carico di questo e il Consiglio venga informato se l'Amministrazione della Regione e il Governo della Regione, se e quando verranno messi in grado di avere la pienezza, perchè se non c'è questa pienezza delle proprie funzioni credo che ci porteremo avanti un vizio politico grave.
Lo segnalo per dire che c'è questa sensibilità collettiva, non vogliamo su questo aprire un incidente, però è un problema istituzionale di fondo, che non è mai successo nella storia della Regione che un Presidente per oltre un mese abbia quattro interim, c'è al fondo un malessere politico che va chiarito e noi auspichiamo che il Presidente della Giunta ci dica prima o poi che cosa intenda fare.
PRESIDENTE. Registriamo questa osservazione dell'onorevole Selis.
PRESIDENTE. Siamo al disegno di legge 430/A Giunta regionale "Ridelimitazione delle circoscrizioni provinciali in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 12 della Legge regionale 1° luglio 2002, numero 10, relatore l'onorevole Satta. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Satta, relatore.
SATTA (F.I.-Sardegna), relatore. Presidente, il disegno di legge numero 430/A è stato approvato all'unanimità dalla prima Commissione permanente nella seduta dello scorso 17 settembre. L'unica modifica sostanziale introdotta dalla Commissione riguarda il Comune di Ozieri di cui la Giunta aveva proposto il passaggio, insieme a Badesi, dalla provincia di Sassari a quella di Olbia-Tempio, approvata dal Consiglio comunale a maggioranza assoluta seconda la procedura stabilita dall'articolo 13 della legge regionale numero 4 del 1997.
Dopo la presentazione del disegno di legge tuttavia si è svolto nel comune di Ozieri un referendum popolare consultivo nel quale la maggioranza dei votanti si è espressa contro il passaggio alla provincia Olbia-Tempio. Di tale risultato ha preso atto il Consiglio comunale revocando la sua precedente deliberazione, pertanto la Commissione ha provveduto a modificare il punto F) dell'articolo unico del disegno di legge eliminando il comune di Ozieri dall'elenco di quelli di cui si propone il cambio di provincia che pertanto rimane in provincia di Sassari.
Sono invece state accolte le altre diciassette delle venti proposte di cambio di provincia contenute nel disegno di legge, conseguentemente il Comune di Badesi passa dalla provincia di Sassari alla provincia di Olbia-Tempio, il comune di Mandas, Orroli, Nurri, Isili, Nuragus, Nurallao, Guasila, Villanovatulo, Samatzai, Gergei, Serri ed Escolca passano dalla provincia del Medio Campidano alla provincia di Cagliari, il comune di Teulada passa dalla provincia di Carbonia-Iglesias alla provincia di Cagliari, il comune di Genoni passa dalla provincia del Medio Campidano alla provincia di Oristano, il comune di Montresta passa dalla provincia di Sassari alla provincia di Oristano, il comune di Seulo e di Sadali passano dalla provincia di Nuoro alla provincia di Cagliari.
Per le rimanenti due proposte di cambio di provincia riguardanti i comuni di Esterzili e Vallermosa, la Commissione ritiene sia necessario un approfondimento a seguito di particolari situazioni venutesi a creare in questi due comuni. Infatti nel caso di Esterzili il Consiglio comunale si è diviso tra la permanenza nella provincia di Nuoro e il passaggio alla provincia di Cagliari o a quella dell'Ogliastra, come previsto nel disegno di legge della Giunta. Il Sindaco di Esterzili, sentito dalla Commissione, ha riferito che l'ipotesi del passaggio alla provincia di Cagliari, pur da lui non condivisa, ha ottenuto 6 voti su 12 in Consiglio comunale, ossia un voto in meno della maggioranza assoluta.
Stante la situazione la Commissione ha ritenuto di non modificare la previsione del passaggio del comune di Esterzili alla provincia dell'Ogliastra contenuta nel disegno di legge proposto dalla Giunta, lasciando all'Aula la responsabilità di decidere definitivamente. Va però fatta a questa proposta, ossia a quella del passaggio del comune di Esterzili dalla provincia di Nuoro alla provincia dell'Ogliastra, che ha ottenuto un solo voto favorevole il passaggio all'Ogliastra in Consiglio comunale e che a questa soluzione il comune sembrerebbe preferire la permanenza nella provincia di Nuoro. La qual cosa per altro risulterebbe impossibile al passaggio dei comuni di Seulo e Sadali, subito a nord di Esterzili, dalla provincia di Nuoro alla provincia di Cagliari, in quanto verrebbe meno la continuità geografica tra il territorio del comune di Esterzili e il territorio della provincia di Nuoro.
La stessa scelta di non pronunciamento la Commissione ha fatto per quanto riguarda il comune di Vallermosa. In questo caso vi è stata una deliberazione a maggioranza assoluta del Consiglio comunale per il passaggio dalla provincia di Cagliari a quella del Medio Campidano, a cui però ha fatto seguito una richiesta di referendum sottoscritta da oltre 800 elettori alla quale l'amministrazione comunale non ha dato seguito, in quanto il comune di Vallermosa non si è ancora dotato del regolamento per la disciplina dei referendum.
Preclusa la via del referendum gli oppositori al passaggio al Medio Campidano hanno presentato una petizione per la permanenza nella provincia di Cagliari, sottoscritta anch'essa da oltre 800 elettori che superano abbondantemente il 50 per cento del numero medio dei votanti nel comune di Vallermosa, pur non costituendo questa la maggioranza degli aventi diritto al voto.
La Commissione ha sentito il Sindaco di Vallermosa e anche il Presidente del comitato promotore del referendum e della petizione, constatando però che le posizioni restano contrastanti e decidendo quindi, anche in questo caso, di non modificare il testo proposto dalla Giunta e di sottoporre la questione alla decisione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che durante lo svolgimento del primo intervento devono presentare la richiesta di iscrizione a parlare in modo tale da poterle raccogliere. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, con il disegno di legge in discussione si cercherebbe o si intende porre una parola definitiva al travagliato iter legislativo che in questi ultimi anni e nello scorcio della precedente legislatura aveva visto la nascita delle ulteriori quattro province nella regione Sardegna. Le leggi di riferimento sono la 2 gennaio 1997 numero 4, della scorsa legislatura, che poi aveva avviato tutto il processo e poi le leggi regionali 12 luglio 2001, la 9, e infine la legge 1° luglio 2002 numero 10. Con quest'ultima legge sono stati sostanzialmente riaperti i termini e quindi veniva data la possibilità ai comuni che erano stati inclusi attraverso la legge, quindi con il provvedimento della Giunta, nelle circoscrizioni territoriali delle province di nuova nascita. Però, questo fatto e questa assegnazione così "d'ufficio" aveva scontentato la popolazione dei territori interessati che manifestavano la propria determinazione di essere inclusi in provincia diversa da quella che era stata assegnata con le modalità a cui ho fatto riferimento poco fa,. Quindi con la legge 10 veniva data la possibilità ai comuni con delibere dei Consigli comunali assunte a maggioranza assoluta dei presenti di modificare la schema di appartenenza individuato con una precedente disposizione. Ecco da qui la necessità del disegno di legge 430 che cercando di raccogliere queste manifestazioni di volontà ha individuato spostamenti di taluni comuni ad altre province, così come è stato riferito dal relatore.
Esistono però dei casi che non sono pacifici, cioè dei casi che hanno dato luogo a determinazioni che però non risultano essere condivise. Ci sono le situazioni in dubbio che nascono da deliberazioni assunte dai Consigli comunali ma non con la maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio e che teoricamente, sulla base delle prescrizioni normative esistenti non dovrebbero essere prese in considerazione. Poi esistono delle situazioni particolari, quale quella del comune di Esterzili e del comune di Vallermosa, dove in quest'ultimo si è verificata una situazione a dire poco anomala. Cioè, ci si trova in presenza di una delibera del Consiglio comunale, 18 novembre 2002, Consiglio comunale che risulta, che rappresenta il nuovo insediamento a seguito delle recenti elezioni che sono stato tenute in quel comune, che revoca una precedente delibera del Consiglio comunale assunta all'unanimità con la quale si era stabilito che il comune di Vallermosa dovesse rimanere nella provincia di Cagliari. Con questa delibera del 18 novembre 2002 è stata revocata la delibera assunta all'unanimità con una maggioranza sì qualificata di 9 componenti contro 4 dell'opposizione che si erano dichiarati contrari.
Nella situazione che riguarda il comune di Vallermosa si verifica una situazione del tutto particolare, perchè la popolazione ha prima richiesto al Consiglio comunale un referendum consultivo attraverso il quale veniva invitato il Consiglio comunale a consentire alla popolazione di esprimersi in ordine alla volontà popolare di partecipare, di fare parte della provincia del Medio Campidano piuttosto che della provincia di Cagliari. Questo referendum è stato negato o, se vogliamo, interpretando in altro modo il diniego che è stato dato dall'Amministrazione comunale, con la motivazione che il regolamento comunale non prevedeva e non disciplinava l'istituto del referendum. Quindi, referendum richiesto con una quantità di firme, 825 su 1400, questa è la media dei votanti, quindi la maggioranza di cittadini che chiedevano di potersi esprimere con un referendum consultivo, referendum consultivo che non è stato tenuto perchè, per semplificare il discorso, non è stato concesso. A seguito di questo rifiuto di referendum consultivo è seguita una petizione popolare con circa 900 firme su 1400 votanti con la quale si chiedeva al Consiglio comunale di revocare la delibera con la quale si era aderito alla provincia istituenda del Medio Campidano modificando la precedente destinazione. Va detto in questo, il Comune non ha assunto nessuna delibera conforme alla richiesta della maggioranza della popolazione e va ricordato che quando si è tenuto il referendum abrogativo sulle leggi istitutive delle nuove province il comune di Vallermosa è il comune che in tutta la Sardegna ha registrato la massima affluenza alle urne. In Sardegna la percentuale di votanti per il referendum abrogativo è stato inferiore al 17 per cento, la popolazione di Vallermosa si è espressa con un 46 per cento di cittadini. Questo la dice lunga sulla volontà popolare del comune di Vallermosa di voler appartenere alla provincia di Cagliari rispetto alla provincia del Medio Campidano. Ora, poichè la legge 4 del 1997, la legge 9 del 2001 e soprattutto la legge 10 del 2002 attribuisce valenza prioritaria se non fondamentale, se non esclusiva alla volontà della popolazione di autodeterminarsi nel scegliere la provincia di appartenenza, mi sembrerebbe che la volontà popolare con una inclusione in maniera pura e semplice del comune di Vallermosa nella provincia del Medio Campidano, vada nella direzione opposta a quella che era la ratio della legge. Si è sempre affermato che la sovranità risiede nel popolo, si nega o si negherebbe con l'inclusione di Vallermosa nella provincia del Medio Campidano, questo sacrosanto principio che è alla base della democrazia. Va detto che nella Commissione Prima il problema è stato abbondantemente approfondito e esaminato e non si è, non dimostrata una sensibilità e una attenzione al problema, ma per le complicanze e per la profondità delle questioni che rivestiva e interessava, così come ha riferito opportunamente il relatore, si è ritenuto di dover lasciare il problema alla valutazione dell'Aula.
Ecco, io dico che è opportuno che l'Aula sul problema di Vallermosa sul quale mi sono soffermato ma anche sul problema di Esterzili e di qualche altro comune che oggi si trova nelle condizioni di assoluta incertezza, l'Aula faccia le dovute valutazioni affinchè e soprattutto si affermi il principio, mai per la verità negato da quest'Aula, che ciò che deve legittimamente affermarsi è la volontà delle popolazioni. Mi sembra che nel comune di Vallermosa la manifestazione di volontà sia chiara e univoca e cioè quella di appartenere alla provincia, continuare ad appartenere alla provincia di Cagliari. Sotto questo aspetto invito tutti i colleghi a deliberare e ad assumere quelle determinazioni che vadano nella direzione del soddisfacimento del primario interesse e a difesa del principio della sovranità popolare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto. Informo i colleghi che abbiamo 7 scritti a parlare, sono le 12.57, alle 13.00 era già stata precedentemente convocata la Conferenza dei Capigruppo e quindi interrompiamo i lavori dell'Aula, convochiamo la Conferenza dei Capigruppo, invito comunque i colleghi a non andare via perchè sarà la Conferenza dei Capigruppo che determinerà la prosecuzione dei lavori e l'articolazione degli stessi.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 57, viene ripresa alle ore 13 e 36.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
PRESIDENTE. Informo il Consiglio che i lavori proseguono questo pomeriggio alle 16 e 30 con l'esame del provvedimento di legge in discussione, quello delle province. Dopodichè daremo anche notizie, alla ripresa dei lavori, del deliberato della Conferenza dei Capigruppo che prosegue i suoi lavori.
La seduta è tolta alle ore 13 e 37.
Allegati seduta
CCCXC SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 8 ottobre 2003
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente Salvatore SANNA
indi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 10 e 52.
Masia, Segretario,dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 2 settembre 2003, che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giovanni Giovannelli e Nicolò Rassu hanno chiesto un giorno di congedo per l'8 settembre 2003. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Comunicazioni del PresidentePRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute dell'11, 20, 26 e 27 agosto 2003 e 5 e 12 settembre 2003.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:
"Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2002". (473)
(Pervenuto il 6 ottobre 2003 ed assegnato alla terza Commissione.)
Annunzio di interpellanzePRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
MASIA, Segretario:
"Interpellanza MORITTU - PIRISI - ORRU' - SANNA Salvatore sul fenomeno dell'abusivismo edilizio in Sardegna con particolare riferimento alla fascia costiera e sulla totale assenza di iniziative politico-istituzionali del Presidente della Giunta regionale per contrastare l'annunciato decreto legge del Governo in materia di sanatoria edilizia". (395)
"Interpellanza SANNA Emanuele - MARROCU - SANNA Alberto - DEMURU sulla procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) relativa all'istanza presentata dalla Sardegna Barite Srl per la coltivazione della miniera Is Crobus, nel Comune di San Vito". (396)
"Interpellanza MARROCU - FALCONI - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - PACIFICO - PUSCEDDU sul trasferimento degli Uffici di Cagliari dell'Agenzia delle entrate da via Vesalio ad una zona situata al di fuori del centro urbano". (397)
Annunzio di mozionePRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
MASIA, Segretario:
"Mozione SCANO - SELIS - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA -COGODI sulle assunzioni senza concorso al Centro regionale di programmazione". (127)
Sull'elezione del consigliere Satta alla carica di QuestorePRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, al secondo punto, l'elezione di un Questore del Consiglio.
FADDA (La Margherita-D.L.). Può motivare, Presidente? Abbiamo già votato.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, la settimana scorsa c'è stata un'elezione. Io, come lei ricorderà, non ero presente, c'era il Presidente di turno, si è votato un collega, il quale immediatamente si è alzato e ha detto: "Grazie, Presidente, vorrei dichiarare che ritengo di non poter accettare la nomina a Questore". Il Presidente dice: "Quindi non accetta la nomina.". Si è dimesso, fatto in Aula, in maniera direi inappellabile.
FADDA (La Margherita-D.L.). No, no.
PRESIDENTE. Comunque, siccome io non voglio interpretare altri, non spetta a me, questo è ciò che ha detto.
CARLONI (Gruppo Misto). Giuridicamente non si chiama dimissione, è un'opinione. Deve dare le dimissioni esplicitamente, non in quel modo.
PRESIDENTE. Onorevole Carloni, se vuole la parola io gliela do. Prego, onorevole Carloni. Mi dicono che l'ha chiesta prima l'onorevole Cogodi, poi le darò la parola. Io naturalmente vorrei dire ai colleghi: "Non apriamo un dibattito su questo". Do la parola senz'altro a quelli che l'hanno chiesta, però subito dopo chiediamo l'interpretazione autentica all'onorevole Satta.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). E' evidente che non è da aprirsi nessun dibattito sul merito, però nelle attività parlamentari le procedure sono parte essenziale della regolarità della vita delle istituzioni. La formula che testé lei ha ricordato, pronunciata dal consigliere eletto Questore, recita appunto che "ritiene di non poter accettare la nomina". E' una mera dichiarazione di intendimento politico, non equivale formalmente a dimissioni. Ovviamente non è che si può, né da parte nostra vi è la minima intenzione di richiedere a un esponente di altra parte politica di fare o non fare una cosa o svolgere una funzione; sono cose che appartengono, nella valutazione di merito, a quella parte politica e al singolo consigliere che è investito della questione. Per cui il problema che si pone per la regolarità, per oggi e perché non costituisca precedente è che vi sia, cosa che può essere acquisita immediatamente, la formale dichiarazione di dimissioni da parte del collega che è stato eletto, perché gli atti formali non sono oggetto di estemporanea interpretazione da parte di nessuna autorità. Quindi il commento a caldo anche del Presidente del Consiglio di turno, che non era lei, ma era un altro, vale come commento, non può valere come sanzione, come senso di quella dichiarazione. Quella dichiarazione può essere soggetta a commenti politici, ma non può andare oltre la sua rilevanza sostanziale. Quindi io formalmente chiedo che siano acquisite in ipotesi formalmente le dimissioni, l'atto di dimissione del collega che è stato eletto e che senza ritardare nulla, quindi senza procedure particolari, quindi anche concordandosi l'immediato inserimento eventualmente nell'ordine del giorno del Consiglio, successivamente alla presentazione formale delle dimissioni, l'indizione dell'elezione per il completamento dell'Ufficio di Presidenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Carloni. Ne ha facoltà.
CARLONI (Gruppo Misto). Il collega Cogodi ha detto molto chiaramente quello che volevo dire anch'io e quindi non posso che aderire completamente. Quella è una mera espressione di interpretazione della volontà di un consigliere che è stato letto, ma è stato eletto legittimamente, a pieno titolo e quindi è Questore a tutti gli effetti. Mi sembra di vedere in Aula l'interessato e quindi ancora cosa più semplice, invece di interpretare quello che lui riteneva di aver detto la volta precedente, è qui davanti a tutto il Consiglio e può dire benissimo di rinunciare a quella che era un'elezione perfetta e nel contesto si procede all'altra lezione. Però le regole ci sono e vanno rispettate, non si può interpretare e indire un'elezione quando c'è un'elezione avvenuta perfettamente e dev'essere semplicemente revocata. Altrimenti, finché non accade questo, è illegittima l'indizione di questa votazione e il Questore Satta è Questore a tutti gli effetti finché non recede dall'elezione.
PRESIDENTE. Credo, personalmente, che la volontà dell'onorevole Satta sia chiaramente espressa, però, lo dicevo prima, piuttosto che aprire su questo argomento un dibattito, che vedo anche davvero poco utile, chiediamo all'onorevole Satta se la mia interpretazione è errata o no, se è errata naturalmente...
(Interruzioni)PRESIDENTE. Se gli do la parola dirà se si dimette o no. Se c'è una rinuncia o no lo dirà l'onorevole Satta. Qui secondo me c'è una rinuncia. Evitiamo discussioni inutili. Onorevole Satta, la prego ci aiuti lei a risolvere questo problema, ci dica qual è la sua volontà, perché secondo me è chiara, per altri non è così e comprendo che possa non essere altrettanto chiara.
Ha facoltà di parlare il consigliere Satta.
SATTA (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente, mi dispiace di non essere stato sufficientemente chiaro la volta scorsa subito dopo l'elezione del Questore, ma io non posso che confermare che l'intenzione era quella di dimettermi e quindi di non accettare l'incarico. Confermo che non intendo accettare, quindi non accetto la carica di Questore del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Quindi ha detto che non accetta l'elezione e io credo che noi non possiamo forzare nessuno a fare... Qualche collega anziano ricorderà che ciò capitò a me, mi pare agli inizi della legislatura, e naturalmente, con grande condivisione del mio partito, allora non accettai l'incarico di Questore.
Allora se c'è un atto di rinuncia molto chiaro espresso la prima volta, riconfermato adesso, siccome si tratta di perfezionare gli organi del Consiglio, io propongo che procediamo all'elezione del Questore.
Elezione di un consigliere Questore Votazione a scrutinio segreto per schedePRESIDENTE. Do lettura della procedura: l'ordine del giorno reca l'elezione di un Questore del Consiglio in sostituzione dell'onorevole Satta, che non ha accettato l'incarico. Ricordo agli onorevoli consiglieri le disposizioni regolamentari che stabiliscono le modalità di votazione, che si deve svolgere a scrutinio segreto. Per il combinato disposto dei commi 3 e 5 dell'articolo 5 del Regolamento nelle elezioni suppletive, quando si deve coprire un solo posto, è eletto chi al primo scrutinio abbia raggiunto la meta più uno dei voti. Se nessun candidato ha riportato la metà più uno dei voti si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti. A parità di voti entra in ballottaggio il più anziano di età.
Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama. (MASIA, Segretario, procede all'appello.)
PRESIDENTE. Colleghi, scusate un secondo, il voto, come voi comprendete, l'ho detto prima, deve essere segreto e votare con una telecamera puntata non mi pare che aiuti la segretezza, quindi fate in modo che il vostro voto rimanga segreto.
SANNA EMANUELE (D.S.). Eviti anche che qualcuno stia a ciondolare vicino all'urna. L'onorevole Corona…
PRESIDENTE. Onorevole Corona. E' vero che lì passano col voto già espresso… Hanno già votato quando passano lì; la scheda è chiusa, piegata.
Onorevole Corona, onorevole assessore Capelli, … tutti a posto per cortesia!
(?). Ci sono le cabine… E' una vergogna.
PRESIDENTE. Se ci sono contestazioni annulliamo, ripartiamo da zero, ricominciamo a votare!
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 38
Astenuti 33
Maggioranza 20
Schede bianche 3
Hanno ottenuto voti: Lombardo Claudia, 26; Deiana Luca, 6; Satta Vincenzo, 2. Proclamo eletta la collega Lombardo. Molti auguri.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORTU - PACIFICO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.)
. Sull'ordine dei lavoriPRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sì, Presidente per chiederle qualche minuto di sospensione dei nostri lavori perché un collega, come ha visto, si è sentito male ed è stato accompagnato da alcuni altri colleghi in infermeria. Quindi, siccome dobbiamo procedere ad una nuova votazione per l'elezione del Segretario, io le chiederei qualche minuto per consentire ai colleghi assenti di rientrare in Aula.
PRESIDENTE. Senz'altro, sospendiamo i lavori per un quarto d'ora. Riprendiamo a mezzogiorno meno un quarto. I lavori sono sospesi.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 26, viene ripresa alle ore 12 e 06.)
Elezione di un Segretario del Consiglio
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. I rappresentanti della Giunta, ecco l'assessore Fois, c'è l'assessore Onida…
I Segretari per cortesia, dobbiamo continuare, al secondo punto dell'ordine del giorno c'è l'elezione di un Segretario del Consiglio.
Votazione a scrutinio segreto per schedePRESIDENTE. Do lettura delle procedure: il Gruppo Unione Democratici Cristiani e Democratici di Centro non sono rappresentati nell'Ufficio di Presidenza e hanno chiesto ai sensi del secondo comma dell'articolo 4 del Regolamento interno che si proceda all'elezione di un Segretario; l'Ufficio di Presidenza, secondo il dettato del terzo comma del suddetto articolo 4, ha deliberato di accogliere tale richiesta in quanto legittima e regolarmente espressa. Il Consiglio può pertanto procedere all'elezione e alla relativa votazione. Ricordo che ciascun consigliere può scrivere sulla scheda un solo nominativo. Risulterà eletto il consigliere che essendo iscritto al Gruppo U.D.C., ottiene il maggior numero di voti, a parità di voti sarà eletto il più anziano di età.
Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 37
astenuti 30
schede bianche 4
schede nulle 1
Hanno ottenuti voti: Randazzo 32. Viene proclamato eletto il consigliere Alberto Randazzo.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - CARLONI - COGODI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.)
Continuiamo colleghi, possiamo riprendere i lavori per cortesia! Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Era prevista, è prevista una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi alle ore 13.00. I lavori di questa mattinata si sono protratti nella fase elettorale impedendoci la discussione dei punti all'ordine del giorno. Io volevo proporre una convocazione della Conferenza dei Capigruppo adesso perchè intendo chiedere l'iscrizione urgente, all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio, di una proposta di legge che è stata approvata all'unanimità dalla Commissione quarta nel mese di luglio relativa ai vincoli urbanistici che sono di grande attualità in questi giorni dopo la sentenza del Tar che ha bocciato i piani territoriali paesistici.
C'è un grande allarme in tutta la regione, c'è un vuoto normativo che può consentire incursioni pesanti in una materia delicatissima, abbiamo uno strumento che ci consente immediatamente di re-istituire dei vincoli che diano certezza del diritto e norme di tutela al nostro territorio.
Credo che questo argomento abbia una priorità assoluta per le cose che abbiamo letto in questi giorni, e che vengono dette in questi giorni, ed è per questo motivo che chiedo che si tenga una riunione urgente dei Capigruppo per modificare l'ordine del giorno così come ho detto.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, su che cosa, sulla proposta? Sulla richiesta dell'onorevole Spissu? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà .
COGODI (R.C.). Per dichiarare preliminarmente che reputo la richiesta avanzata dal collega Spissu ugualmente meritevole di attenzione e di urgenza e quindi siamo d'accordo perchè venga inserita all'ordine del giorno del Consiglio, perchè venga trattato con urgenza, per altro è stato richiesto in questi giorni anche in modo formale, anche se fuori dall'Aula il tema della salvaguardia ambientale e delle garanzie di tutela del territorio.
Tuttavia, questo è il senso del mio intervento se no sarebbe solo una dichiarazione di sostegno a favore della proposta del collega Spissu, non è solo così, ritengo che il Consiglio regionale non possa proseguire la sua attività in questo modo, un'elezione di un componente dell'Ufficio di Presidenza e un rinvio.
Per cui concordo sulla necessità assoluta, più che concordare confermo, perchè l'abbiamo già espressa più volte in questi giorni, l'urgenza che la normativa sui PTP approdi in Consiglio regionale, venga iscritto all'ordine del giorno e il Consiglio la tratti con urgenza assoluta, tuttavia devono essere trattati anche gli altri argomenti per i quali il Consiglio regionale viene convocato; perchè diversamente l'impressione che logicamente si potrebbe ricavare in Aula e fuori dall'Aula è che ci sia sempre qualche altra cosa per cui gli argomenti iscritti all'ordine del giorno non si possono trattare.
Quindi, in ogni caso, io penso che la Conferenza si possa fare nell'intervallo tra la seduta mattutina ed eventualmente, se sarà prevista, la seduta pomeridiana del Consiglio; e ritengo, parimenti, che debba essere fissato anche un calendario non dico rigido, che non si possa in nulla modificare, ma un calendario appena sicuro dei lavori del Consiglio per trattare gli argomenti che sono iscritti, o gli argomenti che hanno particolare urgenza di essere trattati comunque nel Consiglio regionale. Perchè ce n'è già iscritti, e sono argomenti di prima rilevanza, e ce ne sono altri da iscrivere dei quali pure formalmente anche con lettera alla Presidenza del Consiglio si è richiesta l'iscrizione con procedura d'urgenza. Adesso non li richiamo se no sembrerebbe che ognuno aggiunge il suo, c'è tutto, è agli atti della Presidenza.
Per cui la mia opinione è la seguente: che la Conferenza dei Capigruppo si tenga, si tenga nell'intervallo tra la seduta mattutina e pomeridiana, che esamini quali altri argomenti urgentissimi sono da apporre all'ordine del giorno del Consiglio a partire dalla normativa dei PTP, che riteniamo essere la più urgente, e insieme le altre, e però che si definisca anche un calendario dei lavori del Consiglio che dia, non dico una certezza, ma una presumibile rappresentazione di quelli che saranno i tempi di esame e di eventuale approvazione delle leggi che sono all'esame del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Presidente, brevissimamente, per dire che ben conoscendo il problema che è stato sollevato dal collega Spissu, in quanto tra l'altro io fui presentatore nel 2000 della prima proposta di legge in materia di vincoli e di disposizioni urgenti, a seguito dell'annullamento dei primi sette piani paesistici, non posso che condividere la richiesta perchè si tratta di questione veramente della massima urgenza e della massima delicatezza, per cui è assolutamente opportuno che venga trattata con priorità assoluta.
PRESIDENTE. Mi pare che abbia chiesto, no no no, non c'è apertura di dibattito su questo... No, no, no, non ho nessuna intenzione di aprire il dibattito. C'è stata un'espressione a favore e una contro e quindi mettiamo in votazione la proposta dell'onorevole Spissu di tenere immediatamente la Conferenza dei Capigruppo oppure, mi pare che alle 13.00 è convocata già ordinariamente una Conferenza, quindi proseguire con l'ordine del giorno e arrivare alle 13.00 alla Conferenza che era stata preliminarmente convocata.
Metto in votazione la proposta dell'onorevole Spissu. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.
(Non è approvata)
Quindi, proseguiamo i lavori con il punto all'ordine del giorno: "Disegno di legge numero 430/A...". Onorevole Sanna, per cortesia, intende intervenire? Onorevole Sanna intende intervenire? Onorevole Sanna intende intervenire?
(Intervento fuori microfono(PRESIDENTE. "Disegno di legge numero 430A Giunta regionale...". Non ho capito, su che cosa? Colleghi, però per cortesia, non posso continuare i lavori in questo modo, per cortesia! Insomma, sto leggendo il titolo del punto all'ordine del giorno, a metà mi si interrompe per chiedermi che cosa? Onorevole Selis, mi dica. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, è una cosa brevissima, però mi pare che noi viviamo ancora una anomalia clamorosa, una Giunta imperfetta senza maggioranza...
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia, vi prego, fate un po' di silenzio non si può lavorare in questo modo.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Anche qui prima è stata chiesta la parola e lei non l'ha data.PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, lei il Regolamento lo conosce anche meglio di me, allora su una proposta c'è un intervento a favore e uno contro, e poi si vota. Poi, l'abbiamo superato questo problema, siamo in un'altra fase, siamo al punto 3 dell'ordine del giorno, su questo punto l'onorevole Selis ha chiesto di intervenire. Quindi per cortesia!
SELIS (La Margherita-D.L.). Trenta secondi, non per aprire un dibattito su questo genere, ma per rilevare che ci troviamo ancora in una situazione politica anomala, con una Giunta e un Presidente che continua ad avere, dopo oltre un mese di approvazione, tra l'altro senza maggioranza, quattro interim, mi pare che questo sia una forma patologia politica; noi avremmo gradito che almeno adesso il Presidente venisse in Aula e quanto meno ci dicesse cosa intende fare per stabilizzare la sua Giunta o per non stabilizzarla. L'appello è, siccome il Presidente non è in Aula per motivi istituzionali, auspichiamo che il Presidente del Consiglio di turno si faccia carico di questo e il Consiglio venga informato se l'Amministrazione della Regione e il Governo della Regione, se e quando verranno messi in grado di avere la pienezza, perchè se non c'è questa pienezza delle proprie funzioni credo che ci porteremo avanti un vizio politico grave.
Lo segnalo per dire che c'è questa sensibilità collettiva, non vogliamo su questo aprire un incidente, però è un problema istituzionale di fondo, che non è mai successo nella storia della Regione che un Presidente per oltre un mese abbia quattro interim, c'è al fondo un malessere politico che va chiarito e noi auspichiamo che il Presidente della Giunta ci dica prima o poi che cosa intenda fare.
PRESIDENTE. Registriamo questa osservazione dell'onorevole Selis.
PRESIDENTE. Siamo al disegno di legge 430/A Giunta regionale "Ridelimitazione delle circoscrizioni provinciali in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 12 della Legge regionale 1° luglio 2002, numero 10, relatore l'onorevole Satta. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Satta, relatore.
SATTA (F.I.-Sardegna), relatore. Presidente, il disegno di legge numero 430/A è stato approvato all'unanimità dalla prima Commissione permanente nella seduta dello scorso 17 settembre. L'unica modifica sostanziale introdotta dalla Commissione riguarda il Comune di Ozieri di cui la Giunta aveva proposto il passaggio, insieme a Badesi, dalla provincia di Sassari a quella di Olbia-Tempio, approvata dal Consiglio comunale a maggioranza assoluta seconda la procedura stabilita dall'articolo 13 della legge regionale numero 4 del 1997.
Dopo la presentazione del disegno di legge tuttavia si è svolto nel comune di Ozieri un referendum popolare consultivo nel quale la maggioranza dei votanti si è espressa contro il passaggio alla provincia Olbia-Tempio. Di tale risultato ha preso atto il Consiglio comunale revocando la sua precedente deliberazione, pertanto la Commissione ha provveduto a modificare il punto F) dell'articolo unico del disegno di legge eliminando il comune di Ozieri dall'elenco di quelli di cui si propone il cambio di provincia che pertanto rimane in provincia di Sassari.
Sono invece state accolte le altre diciassette delle venti proposte di cambio di provincia contenute nel disegno di legge, conseguentemente il Comune di Badesi passa dalla provincia di Sassari alla provincia di Olbia-Tempio, il comune di Mandas, Orroli, Nurri, Isili, Nuragus, Nurallao, Guasila, Villanovatulo, Samatzai, Gergei, Serri ed Escolca passano dalla provincia del Medio Campidano alla provincia di Cagliari, il comune di Teulada passa dalla provincia di Carbonia-Iglesias alla provincia di Cagliari, il comune di Genoni passa dalla provincia del Medio Campidano alla provincia di Oristano, il comune di Montresta passa dalla provincia di Sassari alla provincia di Oristano, il comune di Seulo e di Sadali passano dalla provincia di Nuoro alla provincia di Cagliari.
Per le rimanenti due proposte di cambio di provincia riguardanti i comuni di Esterzili e Vallermosa, la Commissione ritiene sia necessario un approfondimento a seguito di particolari situazioni venutesi a creare in questi due comuni. Infatti nel caso di Esterzili il Consiglio comunale si è diviso tra la permanenza nella provincia di Nuoro e il passaggio alla provincia di Cagliari o a quella dell'Ogliastra, come previsto nel disegno di legge della Giunta. Il Sindaco di Esterzili, sentito dalla Commissione, ha riferito che l'ipotesi del passaggio alla provincia di Cagliari, pur da lui non condivisa, ha ottenuto 6 voti su 12 in Consiglio comunale, ossia un voto in meno della maggioranza assoluta.
Stante la situazione la Commissione ha ritenuto di non modificare la previsione del passaggio del comune di Esterzili alla provincia dell'Ogliastra contenuta nel disegno di legge proposto dalla Giunta, lasciando all'Aula la responsabilità di decidere definitivamente. Va però fatta a questa proposta, ossia a quella del passaggio del comune di Esterzili dalla provincia di Nuoro alla provincia dell'Ogliastra, che ha ottenuto un solo voto favorevole il passaggio all'Ogliastra in Consiglio comunale e che a questa soluzione il comune sembrerebbe preferire la permanenza nella provincia di Nuoro. La qual cosa per altro risulterebbe impossibile al passaggio dei comuni di Seulo e Sadali, subito a nord di Esterzili, dalla provincia di Nuoro alla provincia di Cagliari, in quanto verrebbe meno la continuità geografica tra il territorio del comune di Esterzili e il territorio della provincia di Nuoro.
La stessa scelta di non pronunciamento la Commissione ha fatto per quanto riguarda il comune di Vallermosa. In questo caso vi è stata una deliberazione a maggioranza assoluta del Consiglio comunale per il passaggio dalla provincia di Cagliari a quella del Medio Campidano, a cui però ha fatto seguito una richiesta di referendum sottoscritta da oltre 800 elettori alla quale l'amministrazione comunale non ha dato seguito, in quanto il comune di Vallermosa non si è ancora dotato del regolamento per la disciplina dei referendum.
Preclusa la via del referendum gli oppositori al passaggio al Medio Campidano hanno presentato una petizione per la permanenza nella provincia di Cagliari, sottoscritta anch'essa da oltre 800 elettori che superano abbondantemente il 50 per cento del numero medio dei votanti nel comune di Vallermosa, pur non costituendo questa la maggioranza degli aventi diritto al voto.
La Commissione ha sentito il Sindaco di Vallermosa e anche il Presidente del comitato promotore del referendum e della petizione, constatando però che le posizioni restano contrastanti e decidendo quindi, anche in questo caso, di non modificare il testo proposto dalla Giunta e di sottoporre la questione alla decisione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che durante lo svolgimento del primo intervento devono presentare la richiesta di iscrizione a parlare in modo tale da poterle raccogliere. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, con il disegno di legge in discussione si cercherebbe o si intende porre una parola definitiva al travagliato iter legislativo che in questi ultimi anni e nello scorcio della precedente legislatura aveva visto la nascita delle ulteriori quattro province nella regione Sardegna. Le leggi di riferimento sono la 2 gennaio 1997 numero 4, della scorsa legislatura, che poi aveva avviato tutto il processo e poi le leggi regionali 12 luglio 2001, la 9, e infine la legge 1° luglio 2002 numero 10. Con quest'ultima legge sono stati sostanzialmente riaperti i termini e quindi veniva data la possibilità ai comuni che erano stati inclusi attraverso la legge, quindi con il provvedimento della Giunta, nelle circoscrizioni territoriali delle province di nuova nascita. Però, questo fatto e questa assegnazione così "d'ufficio" aveva scontentato la popolazione dei territori interessati che manifestavano la propria determinazione di essere inclusi in provincia diversa da quella che era stata assegnata con le modalità a cui ho fatto riferimento poco fa,. Quindi con la legge 10 veniva data la possibilità ai comuni con delibere dei Consigli comunali assunte a maggioranza assoluta dei presenti di modificare la schema di appartenenza individuato con una precedente disposizione. Ecco da qui la necessità del disegno di legge 430 che cercando di raccogliere queste manifestazioni di volontà ha individuato spostamenti di taluni comuni ad altre province, così come è stato riferito dal relatore.
Esistono però dei casi che non sono pacifici, cioè dei casi che hanno dato luogo a determinazioni che però non risultano essere condivise. Ci sono le situazioni in dubbio che nascono da deliberazioni assunte dai Consigli comunali ma non con la maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio e che teoricamente, sulla base delle prescrizioni normative esistenti non dovrebbero essere prese in considerazione. Poi esistono delle situazioni particolari, quale quella del comune di Esterzili e del comune di Vallermosa, dove in quest'ultimo si è verificata una situazione a dire poco anomala. Cioè, ci si trova in presenza di una delibera del Consiglio comunale, 18 novembre 2002, Consiglio comunale che risulta, che rappresenta il nuovo insediamento a seguito delle recenti elezioni che sono stato tenute in quel comune, che revoca una precedente delibera del Consiglio comunale assunta all'unanimità con la quale si era stabilito che il comune di Vallermosa dovesse rimanere nella provincia di Cagliari. Con questa delibera del 18 novembre 2002 è stata revocata la delibera assunta all'unanimità con una maggioranza sì qualificata di 9 componenti contro 4 dell'opposizione che si erano dichiarati contrari.
Nella situazione che riguarda il comune di Vallermosa si verifica una situazione del tutto particolare, perchè la popolazione ha prima richiesto al Consiglio comunale un referendum consultivo attraverso il quale veniva invitato il Consiglio comunale a consentire alla popolazione di esprimersi in ordine alla volontà popolare di partecipare, di fare parte della provincia del Medio Campidano piuttosto che della provincia di Cagliari. Questo referendum è stato negato o, se vogliamo, interpretando in altro modo il diniego che è stato dato dall'Amministrazione comunale, con la motivazione che il regolamento comunale non prevedeva e non disciplinava l'istituto del referendum. Quindi, referendum richiesto con una quantità di firme, 825 su 1400, questa è la media dei votanti, quindi la maggioranza di cittadini che chiedevano di potersi esprimere con un referendum consultivo, referendum consultivo che non è stato tenuto perchè, per semplificare il discorso, non è stato concesso. A seguito di questo rifiuto di referendum consultivo è seguita una petizione popolare con circa 900 firme su 1400 votanti con la quale si chiedeva al Consiglio comunale di revocare la delibera con la quale si era aderito alla provincia istituenda del Medio Campidano modificando la precedente destinazione. Va detto in questo, il Comune non ha assunto nessuna delibera conforme alla richiesta della maggioranza della popolazione e va ricordato che quando si è tenuto il referendum abrogativo sulle leggi istitutive delle nuove province il comune di Vallermosa è il comune che in tutta la Sardegna ha registrato la massima affluenza alle urne. In Sardegna la percentuale di votanti per il referendum abrogativo è stato inferiore al 17 per cento, la popolazione di Vallermosa si è espressa con un 46 per cento di cittadini. Questo la dice lunga sulla volontà popolare del comune di Vallermosa di voler appartenere alla provincia di Cagliari rispetto alla provincia del Medio Campidano. Ora, poichè la legge 4 del 1997, la legge 9 del 2001 e soprattutto la legge 10 del 2002 attribuisce valenza prioritaria se non fondamentale, se non esclusiva alla volontà della popolazione di autodeterminarsi nel scegliere la provincia di appartenenza, mi sembrerebbe che la volontà popolare con una inclusione in maniera pura e semplice del comune di Vallermosa nella provincia del Medio Campidano, vada nella direzione opposta a quella che era la ratio della legge. Si è sempre affermato che la sovranità risiede nel popolo, si nega o si negherebbe con l'inclusione di Vallermosa nella provincia del Medio Campidano, questo sacrosanto principio che è alla base della democrazia. Va detto che nella Commissione Prima il problema è stato abbondantemente approfondito e esaminato e non si è, non dimostrata una sensibilità e una attenzione al problema, ma per le complicanze e per la profondità delle questioni che rivestiva e interessava, così come ha riferito opportunamente il relatore, si è ritenuto di dover lasciare il problema alla valutazione dell'Aula.
Ecco, io dico che è opportuno che l'Aula sul problema di Vallermosa sul quale mi sono soffermato ma anche sul problema di Esterzili e di qualche altro comune che oggi si trova nelle condizioni di assoluta incertezza, l'Aula faccia le dovute valutazioni affinchè e soprattutto si affermi il principio, mai per la verità negato da quest'Aula, che ciò che deve legittimamente affermarsi è la volontà delle popolazioni. Mi sembra che nel comune di Vallermosa la manifestazione di volontà sia chiara e univoca e cioè quella di appartenere alla provincia, continuare ad appartenere alla provincia di Cagliari. Sotto questo aspetto invito tutti i colleghi a deliberare e ad assumere quelle determinazioni che vadano nella direzione del soddisfacimento del primario interesse e a difesa del principio della sovranità popolare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto. Informo i colleghi che abbiamo 7 scritti a parlare, sono le 12.57, alle 13.00 era già stata precedentemente convocata la Conferenza dei Capigruppo e quindi interrompiamo i lavori dell'Aula, convochiamo la Conferenza dei Capigruppo, invito comunque i colleghi a non andare via perchè sarà la Conferenza dei Capigruppo che determinerà la prosecuzione dei lavori e l'articolazione degli stessi.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 57, viene ripresa alle ore 13 e 36.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
PRESIDENTE. Informo il Consiglio che i lavori proseguono questo pomeriggio alle 16 e 30 con l'esame del provvedimento di legge in discussione, quello delle province. Dopodichè daremo anche notizie, alla ripresa dei lavori, del deliberato della Conferenza dei Capigruppo che prosegue i suoi lavori.
La seduta è tolta alle ore 13 e 37.
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