Seduta n.473 del 25/11/2008 

CDLXXIII Seduta

Martedì 25 novembre 2008

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente SPISSU

Indi

Del Vicepresidente GIAGU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 11.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 11 novembre 2008 (464), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Gessa, Randazzo Alberto, Rassu, Scarpa e Serra hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 25 novembre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Comunicazione del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 1°, 4, 6, 28 agosto 2008 e 3, 4, 9, 12, 16 e 24 settembre 2008.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interrogazione Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Milia, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche inerenti il personale infermieristico della ASL n. 1 di Sassari". (1435)

"Interrogazione Liori, con richiesta di risposta scritta, sullo svolgimento di n. 2 concorsi indetti dall'ASL n. 6 di Sanluri rispettivamente per la copertura di un posto a tempo indeterminato di dirigente del ruolo professionale di avvocato e di un posto a tempo indeterminato di dirigente analista ruolo tecnico". (1436)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla carenza di personale infermieristico nei vari reparti degli ospedali di Alghero, Sassari e Ozieri". (1437)

"Interrogazione Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Milia, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei trasporti pubblici locali nel Sarcidano, Barbagia di Seulo, Mandrolisai e Trexenta". (1438)

"Interrogazione Liori, con richiesta di risposta scritta, in ordine al risarcimento danni alle vittime dell'alluvione del 22 ottobre 2008 a Capoterra". (1439)

"Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sul servizio di mobilità sociale". (1440)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulle indecenti condizioni dei pullman dell'ARST utilizzati nella tratta da Sassari a Oristano, Nuoro e Cagliari". (1441)

"Interrogazione Pittalis - Capelli, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata corresponsione dei finanziamenti a favore dell'Associazione istituzione libera università nuorese (AILUN)". (1442)

"Interrogazione Pisu, con richiesta di risposta scritta, sulla linea comportamentale adottata dalle amministrazioni dei Consorzi interprovinciali per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e dal Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari nei confronti dei lavoratori". (1443)

"Interrogazione Pisu, con richiesta di risposta scritta, sulla preoccupante situazione che riguarda i migranti ospitati presso il Centro di prima accoglienza di Elmas (CA)". (1444)

"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sul ritardato pagamento delle indennità compensative previste per l'anno 2008". (1445)

"Interrogazione Ladu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'università nuorese". (1446)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Mozione Lai Renato - Atzeri - Artizzu - Vargiu - Ladu - Capelli - Amadu - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - Licandro - Liori - Maninchedda - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Matteo sull'annunciato licenziamento, a seguito delle procedure di internalizzazione, del personale dipendente delle imprese che, per conto di Abbanoa Spa, gestiscono gli impianti di depurazione e potabilizzazione, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (209)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A.

Siamo alle battute finali della legge sul governo del territorio. Avevamo sospeso il nostro lavoro la settimana scorsa sull'articolo 35, emendamento numero 109, ritirato, e emendamenti numero 301, 277 e 261. Avete il fascicolo aggiornato.

L'emendamento numero 109 dell'onorevole Pileri è stato ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 301 della Giunta regionale.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.). Signor Presidente, per esprimere...

PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi di prendere posto e magari di seguire i lavori? Onorevole Dedoni, grazie. Possiamo chiedere ai colleghi che si accomodino al loro posto? Grazie. Onorevole Pinna, prego.

PINNA (P.D.). Per esprimere il parere positivo sul numero 301, il numero 301 integra l'emendamento numero 261 e rappresenta la sintesi che è stata raggiunta e che in qualche modo garantisce sia la funzionalità della Commissione per il paesaggio di cui abbiamo avuto modo di discutere più volte in Commissione, sia anche un giusto passaggio all'interno della Commissione consiliare che sulla base dell'istruttoria fatta appunto dalla Giunta regionale esprime anche un parere sulle nomine che vengono proposte. Mi sembra che in questo modo continua lo schema che ci siamo dati con la legge statutaria, nel senso che la funzione del Consiglio diventa sempre di più una funzione di controllo ancorché affidata anche in questo caso alla Commissione di merito, però proprio per la complessità che la scelta comporta, abbiamo pensato che la fase di istruttoria proprio perché sulla rielaborazione anche prevista dal numero 301 le terne devono essere espresse da una pluralità di soggetti, deve passare necessariamente attraverso il vaglio della Giunta regionale. Crediamo in questo modo con questo emendamento numero 301 di portare a sintesi un dibattito serissimo che si è sviluppato in Commissione, che si è sviluppato devo dire nel nostro gruppo tecnico di lavoro, ma ancora in Aula, e che tende ad equilibrare ancora in questo caso funzioni in capo alla Giunta e funzioni in capo al Consiglio.

PRESIDENTE. Colleghi, vi ricordo che le nostre riunioni sono riprese e trasmesse sul nostro sito. Vi assicuro che non è un bel vedere questo creare capannelli nell'Aula, né girare e aggirarsi per l'Aula con i telefoni, quindi vi chiedo la cortesia di stare, così come si deve stare in un'Aula parlamentare. Onorevole Uggias e onorevole Meloni, vi dispiace? Grazie.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Presidente, io ricordo che la seduta della scorsa settimana è stata chiusa, o meglio è stata chiesta la sospensione dal capogruppo Biancu sull'emendamento numero 277, quindi non riesco a capire perché si deve partire dal numero 301. Perché avevamo ritirato l'emendamento numero 109 e poi si era passati al numero 277, quindi è una procedura, Presidente, su questo vorrei un chiarimento. Presidente!

PRESIDENTE. La sto ascoltando.

PILERI (F.I.). Se è possibile avere un chiarimento e poi faccio la dichiarazione di voto sul numero 301, ma mi sembra anomala la procedura.

PRESIDENTE. Dunque son tutti e due, due emendamenti sostitutivi parziali all'emendamento numero 261, uno è più vasto, il numero 301, e il numero 277 riguarda soltanto la lettera g). Questo è il motivo per il quale quello più vasto viene prima.

PILERI (F.I.). Però la procedura poiché si era aperta in qualche modo la discussione sul numero 277, io ero iscritto a parlare, si era interrotta sul numero 277.

PRESIDENTE. L'ordine è questo onorevole Pileri, si era interrotta sul ritiro del numero 109, prego.

PILERI (F.I.). Va bene, intervengo dopo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sul fatto che lei ha illustrato, sulla scelta che ha illustrato di mettere prima in votazione il numero 301 piuttosto che il numero 277. Il numero 277...

PRESIDENTE. E' alla lettera g).

LA SPISA (F.I.). Sì, però Presidente le faccio notare due cose: uno, nell'ordine di esame e di votazione, la vastità dell'emendamento andrebbe giudicata a mio parere anche sulla incisività, cioè sulla maggiore lontananza rispetto al contenuto sostanziale del testo che si vuole sostituire attraverso l'emendamento, ed è evidente che il numero 277 tende, pur indicando solo la lettera g), tende ad una soluzione normativa che è radicalmente diversa da quella proposta e cioè dare la competenza non alla Giunta per la votazione e per la decisione, ma al Consiglio. La seconda osservazione che mi permetto di farle è anche che mettere in votazione prima il numero 277, qualora non venisse accolto, dà poi la possibilità comunque di votare il numero 301, mentre se si vota prima il numero 301 evidentemente poi decade il numero 277. Perché? Appunto perché il numero 277 è molto più lontano al contenuto vero del numero 261 che si vuole emendare. Io credo che si possa rivedere questa decisione e qui mettere all'esame e poi alla votazione prima il numero 277.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, procediamo, insomma, facendoci guidare dalla logica, non soltanto dall'ordine formale e regolamentare. Poiché l'emendamento numero 277 modifica, nell'emendamento numero 261, un aspetto dell'ultimo comma conclusivo, mettiamo in votazione l'emendamento numero 277 prima, e poi l'emendamento numero 301. Qualora l'emendamento numero 277 venisse accolto, ovviamente l'emendamento numero 301 viene modificato nella parte in cui il Consiglio lo modificherebbe. Siamo alle dichiarazioni di voto, quindi prego i colleghi di intervenire per dichiarazione di voto.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo

acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente, anche per aver ripristinato in qualche modo le procedure. L'emendamento numero 277…

PRESIDENTE. Chiedo scusa. Posso chiedere ai colleghi di stare… è una piazza d'Italia, una spezie di Corso… Grazie. A Sassari c'è Piazza d'Italia!

Prego onorevole Pileri.

PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. Volevo dire che l'emendamento numero 277 è comunque strettamente collegato anche a quanto contenuto nell'emendamento numero 301, ma ha un significato diverso e più profondo. L'emendamento numero 277 propone che la terna sia scelta, sia votata in via definitiva non dalla Giunta regionale, ma dal Consiglio regionale - così come già tra l'altro previsto dall'articolo 33 della '45 -, però questo è un emendamento che abbiamo voluto presentare proprio per dare una valenza strategica importante al lavoro fatto dalla Commissione, poiché appunto nell'emendamento numero 301 si dà alla Commissione la possibilità di esprimersi sulla terna. Però le voglio ricordare, voglio ricordare ai colleghi della maggioranza, che la Commissione nel disegno di legge 161, che riguardava la nomina della Commissione paesaggio regionale, si era espressa con la maggior parte dei suoi componenti, e soprattutto con quelli della maggioranza, a favore del fatto che la nomina dovesse essere effettuata dal Consiglio regionale e non dalla Giunta. Quindi, nel rispetto del lavoro fatto dalla Commissione, abbiamo presentato questo emendamento. È ovvio che se oggi invece arriva in Aula l'emendamento numero 301, dove si dà un potere alla Commissione che viene vanificato da quello che succede in Aula, come oggi sta avvenendo, noi disattendiamo l'emendamento numero 301, e ovviamente sosteniamo l'emendamento presentato, l'emendamento numero 277, e chiediamo un atto di coraggio, in questa votazione, da parte di chi in Commissione si è espresso per il fatto che la nomina della Commissione dovesse essere competenza del Consiglio regionale e non della Giunta. Quindi, è un invito ai colleghi di maggioranza a essere coerenti su questi aspetti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 277, per due ordini di motivi. Il primo è il seguente: quando si compone una Commissione e il Governo regionale indica dei propri componenti, e la legge nazionale a cui facciamo riferimento, che è il Codice Urbani, prevede che ci siano espressioni della società, espressioni esperte della società, io credo che sia naturale che a valutare le proposte che vengono dalla società civile sia l'organo elettivo per eccellenza, che è il Consiglio regionale. Questo consente anche di mantenere la dialettica, che nell'organo la legge prevede che esista, tra i funzionari nominati dallo Stato, i funzionari nominati dalla Regione, e le espressioni di società civile esperta, com'è appunto quella degli esperti individuati dalle Università. Quindi una ragione, diciamo, di cultura democratica, quando abbiamo persone che provengono dalla società dev'essere il Consiglio regionale ad indicarle, a mio avviso, e non il Governo. Poi ci sono ragioni storiche: noi abbiamo avuto una Commissione del paesaggio nominata dalla Giunta, l'abbiamo già avuta, e questa Commissione non è stata per niente trattata bene dal Tribunale Amministrativo Regionale, perché nella vicenda a tutti nota di Tuvixeddu il Tribunale Amministrativo Regionale dice che la Commissione nominata dalla Giunta agisce valutando la vicenda di Tuvixeddu senza fare i sopralluoghi, al punto che dopo la Commissione dice di aver agito sulla base di toponimi e repertori bibliografici. È un fatto grave, lo dico per inciso, per me Tuvixeddu si risolve mettendo soldi in finanziaria per fare un acquisto serio, vero, dell'area. Ma, è un fatto serio che una Commissione, individuata dalla Giunta regionale, agisce in maniera censurabile e censurata dal TAR, in perfetta coerenza con la volontà, in quel caso mal espressa, del Governo regionale. Allora, se noi non vogliamo che queste cose si ripetano, dobbiamo ricreare quelle condizioni di dialettica normale in organi così importanti, consentendo che i tre membri, i tre esperti, siano indicati dal Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Ma, io credo che sia fondamentale questo punto, perché praticamente, a seconda se passa o meno quest'emendamento, noi capiamo qual è la volontà della maggioranza del Consiglio regionale, perché fino adesso mi pare che a parole sono per dare una competenza reale, diciamo un ruolo vero al Consiglio regionale, però poi quando andiamo a votare vediamo che non succede altrettanto. Allora io credo che sia importante questo passaggio, e bene ha fatto il Presidente a metterlo al primo punto perché bisogna capire effettivamente qual è la volontà del Consiglio regionale. Ma, detto questo, io credo che questa sia soprattutto una competenza del Consiglio, anche per evitare - come ha sostenuto chi mi ha preceduto - che praticamente, siccome ci sono stati già organi legislativi, il TAR per intenderci, che si sono espressi in merito alla nomina di Commissioni, come questa, così importanti, io credo che questo Consiglio regionale deve fare tesoro di quanto si è verificato negli anni scorsi, nei mesi scorsi, in Sardegna, e credo che sia assolutamente importante, e per questo motivo voteremo a favore dell'emendamento, che sia il Consiglio regionale ad esprimersi in merito a queste nomine, anche per evitare poi problemi per quanto riguarda l'accettazione o meno di questo tipo di commissioni, perché noi sappiamo che sono commissioni importanti, che non devono essere guidate dalla politica del momento, ma sono commissioni che devono fare i veri interessi dei cittadini, non interessi di parte, così come si è verificato nel recente passato. Pertanto, io e il mio Gruppo voteremo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Ma in parte ho già espresso le ragioni per le quali ritengo che l'emendamento numero 277 sia in linea con quanto riferito precedentemente. Comunque, io voterò a favore dell'emendamento numero 277 perché, al di là di tutte le considerazioni che sono state fatte finora a proposito del ruolo del Consiglio, a me sembra che la Commissione, scelta ed indicata dal Consiglio, offra maggiori garanzie di equilibrio anche perché, signor Presidente vede, nella indicazione della Commissione sono già indicati i criteri di scelta e dei tre esperti si chiede che abbiano delle qualifiche tali, perché si parla di tre esperti di qualificata pluriennale e documentata professionalità, nonché esperienza nella tutela del paesaggio. Eebbene io credo che questo possa avvenire in modo più diretto, chiaro e con maggiore equilibrio proprio dando garanzie maggiori di dibattito anche interno al Consiglio, facendo esprimere direttamente il Consiglio, anche perché il passaggio in Commissione, così come si prevede all'emendamento numero 301 rappresenta un aspetto del tutto marginale e invece, visto che comunque è previsto questo passaggio mi sembra più ovvio e scontato che sia direttamente il Consiglio ad esprimerlo, per queste motivazioni Presidente voterò a favore dell'emendamento numero 277.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, dichiaro il voto contrario all'emendamento numero 277, questa disposizione è stata oggetto di approfondimento tecnico in più occasioni, la valutazione che è stata fatta è una valutazione, secondo me, coerente con lo spirito che richiama la partecipazione nell'attività di tutela dei soggetti sociali, delle organizzazioni… degli interessi collettivi in materia di promozione dell'ambiente e di tutela del paesaggio. Si è definito un percorso che è più razionale e che consente alla Giunta regionale di fare una nomina, previo un passaggio che è politicamente rilevante, come tutti i passaggi che sono politicamente rilevanti in capo alle Commissioni, le commissioni consiliari noi le dobbiamo anche rivedere nelle loro funzioni, alla luce della legge statutaria che le ha caricate di funzioni assolutamente rilevanti nella relazione e nel rapporto con il Governo, e che quindi questa cosa vada..... prevede un'attività istruttoria, di raccolta, di valutazione e di proposta della composizione della Commissione ma è una cosa assolutamente necessaria, io lo dico all'onorevole Maninchedda, ne ho stima, ne ho considerazione però Tuvixeddu è un esempio, ma non è un esempio negativo di intervento dell'amministrazione pubblica e della Regione, è finalmente, lo dobbiamo dire, un esempio assolutamente positivo di intervento pubblico che tutela un bene assolutamente essenziale per la vita di questa città, per la sua prospettiva, anche economica, che non può essere ancora una volta violata e in questa legge, badate, anche con il parere contrario di chi parla in questo momento sono stati trovati i percorsi per consentire che si vada oltre l'attuale situazione di Tuvixeddu in un rapporto più chiaro, più razionale, e anche più giuridicamente serio con l'imprenditore e non è questo! Per esempio le procedure di perequazione e di compensazione che sono state introdotte in questa legge insieme alla Commissione per il paesaggio, si sarebbe dovuta istituire per legge e il Consiglio regionale adempie, nelle modalità e secondo le procedure che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il voto su questo emendamento è favorevole e la motivazione, su cui ancora noi tentiamo di richiamare l'attenzione del Consiglio è abbastanza semplice, la legge dello Stato assegna alla Regione il compito di nominare la Commissione, sta quindi alle regioni decidere se la competenza della scelta spetti all'Esecutivo o all'organo legislativo, ma è fuor di dubbio che, nonostante quello che alcuni colleghi anche della sinistra hanno detto, cioè che altre regioni hanno assegnato questo compito decisionale alle Giunte, si scontra con il fatto che noi, in questo Consiglio regionale più volte abbiamo ribadito la necessità di adeguare il sistema dei poteri, l'equilibrio dei poteri fra organo esecutivo e organo legislativo in maniera da compensare, da riequilibrare la distanza, la differenza che c'è tra i poteri che oggi ha l'Esecutivo, non questo Esecutivo ma la Giunta regionale, con la forma di governo presidenziale, rispetto anche ad altre forme di governo che essendo di tipo parlamentare assegnano alla Giunta e al Presidente un potere inferiore, si tratterebbe in questo caso proprio di fare un'azione di riequilibrio che io credo sia più che giusta, oggi e domani, non si tratta di un atto amministrativo, le terne vengono designate da organi, da enti, da istituzioni terze, al di fuori della Regione, la scelta è abbastanza logico che sia del Consiglio regionale perché non è un atto di amministrazione attiva è l'indicazione, l'affidamento di un incarico a delle persone che ragionevolmente può essere dato proprio dall'organo legislativo che in qualche modo esercita in questo modo anche un'azione di controllo sull'azione dell'organo esecutivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io vorrei riallacciarmi alla conclusione poc'anzi fatta dal collega La Spisa e non avrei dubbi, in un sistema parlamentare avrei sicuramente acceduto alla proposta di nomina da parte della Giunta dei tre esperti, non avrei avuto nessun dubbio, sarebbe stata una delega corretta in un sistema parlamentare, e voi sapete che cosa vuol dire avere il controllo in un sistema parlamentare, in un sistema presidenziale invece è questo il cuore della discussione di tutta la legge urbanistica, di tutta, dal primo articolo fino all'ultimo! Stiamo riservando la discussione ad un giusto e corretto riequilibrio dei poteri. Immaginate voi che cosa potrebbe succedere se la Sardegna nel 2009 dovesse essere colpita dall'ennesimo evento calamitoso, cioè una riconferma del Presidente Soru, vi rendete conto che cosa vorrebbe dire ridare questi poteri in un rinnovo di fiducia da parte del popolo sardo, vorrebbe dire scomparire come Consiglio regionale, perché è molto importante l'interpretazione che ogni eletto dà al ruolo che deve rappresentare, è chiaro che passando, così come io auspico, il numero 277 dovremmo anche… così noi voteremo a favore del "277" in linea con quanto ha indicato la Commissione presieduta dal collega Pinna e sarebbe l'ennesima sconfessione, e già ne abbiamo visto nel corso dell'esame di questo disegno di legge, dell'azione della Commissione stessa perché nel resoconto della Commissione è evidentissimo qual è l'indicazione è l'interpretazione che si dà ed è riportata nei verbali della Commissione alla indicazione "vengono nominati dalla Regione". E' chiaro che lo Stato deve trasmettere e dire che vengono nominati dalla Regione e poi alla Regione interpretare qual è l'organo che deve esprimere effettivamente questo gradimento. La correzione dovuta, nel caso dell'approvazione dell'emendamento numero 277, sarà poi stabilire secondo quale procedimento il Consiglio potrà e dovrà scegliere fra gli esperti. Quindi, io credo che lo scontro politico, legislativo è proprio su questi passaggi. Decidiamo, colleghi, quali devono essere i corretti riequilibri di potere, i corretti interventi e le corrette deleghe…

PRESIDENTE. Grazie.

CAPELLI (U.D.C.). Non me lo chiede il voto?

PRESIDENTE. No, lo dica, le ho detto di concludere.

CAPELLI (U.D.C.). No, ho concluso in tempo.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Si dice, e non a torto, che la paura fa novanta, se è vero com'è vero che il silenzio, davvero sgombrante, della maggioranza questa mattina dimostra che probabilmente le minacce di dimissioni, oggi sottolineate anche dalla presenza solenne dei tre quarti della Giunta, io vedo Assessori per la prima volta dopo mesi e mesi. Allora, vedete io chiedo e lo faccio sulla base di atti, senza divagare: come mai alcuni colleghi autorevoli che hanno rappresentato questa maggioranza in Commissione, non più tardi di qualche settimana fa, inizio proprio dal collega Uras il quale in Commissione diceva: è opportuno che la nomina dei tre esperti sia posta in capo al Consiglio, perché l'organo che è espressione della collettività è proprio il Consiglio regionale, non ci deve essere accentramento di poteri sulla Giunta. Un moderato come il collega Mattana, persona che io stimo, collega anche di professione, dice: la composizione deve essere equilibrata con la presenza di professionisti ed esperti la cui nomina deve essere riservata al Consiglio. E lo stesso autorevole relatore di maggioranza di questa legge ritiene che il Consiglio, testualmente leggo, debba nominare i tre esperti. Ecco, allora stamattina c'è da capire perché c'è questa diversa valutazione, vi sono ragioni sostanziali che ci sfuggono, per non cogliere come mai, rispetto a questa posizione da noi condivisa che ridisegnava anche un sistema di equilibri di poteri, perché non ci può essere una concentrazione tra chi predispone, tra chi fa e poi pretende anche di nominare i controllori. Ecco mi pare che si stia scrivendo una pessima pagina, se dovesse passare la posizione della Giunta, che è solo una posizione di retroguardia di arroccamento, di consolidamento di un potere nelle mani di pochi che sappiamo, perché l'hanno detto i giudici del Tribunale Amministrativo della Sardegna, qual è l'uso distorto che se ne può fare se non vi è un controllo adeguato da parte del Consiglio regionale. Allora, ecco perché io credo nella serietà dei colleghi che avevano espresso questa posizione e soltanto capire perché questa posizione si ritiene, questa mattina, superata.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (P.D.). Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 277 e se mai avessi avuto un dubbio, i ragionamenti portati avanti dai colleghi del centrodestra mi hanno definitivamente convinto sull'opportunità di bocciare questo emendamento. Io vorrei ricordare ai colleghi che su Tuvixeddu e sulla vicenda di Tuvixeddu l'ultima pagina non è stata scritta, vorrei ricordare al collega Maninchedda che se è vero che il TAR ha accolto la sospensione dal blocco previsto dalla Regione è anche vero che il Consiglio di Stato ha recentemente, invece, ribaltato e accolto le buone ragioni di una sospensione di tre mesi. Vorrei ricordare al collega Maninchedda che 170 mila metri cubi ulteriori, l'ultimo atto concessorio è stato bloccato perché in carenza di autorizzazione paesaggistica. Vorrei ricordare ai colleghi che il 17 dicembre si terrà un'udienza che farà chiarezza sul fatto che tutti gli atti autorizzatori, a partire da quelli rilasciati dal 99, fossero o meno in regola, visto che erano in vizio dell'autorizzazione paesaggistica, come spiegato molto bene dall'ex sovrintendente Martino. Quindi, io credo che siamo molto lontani dall'aver scritto l'ultima pagina, da poter trarre conclusioni e da poter pienamente valutare anche l'operato di quella commissione del paesaggio, di cui ricordava l'operato l'onorevole Maninchedda. Poi io spero che quando si parla di commissioni, commissioni tecniche, sia indipendente il giudizio da chi le ha elette, perché è anche possibile che le commissioni, a volte, non siano all'altezza dei loro compiti. Ma credo che oggi non sia questa la questione, io credo che la questione sia: se oggi vogliamo dare a una commissione quei ruoli abnormi, descritti dall'onorevole La Spisa, che addirittura parla di tre persone, in una commissione di otto, che dovrebbero avere il compito del riequilibrio e di esercitare l'azione di controllo dell'Esecutivo. Cioè, vogliamo dare ad una commissione prettamente tecnica il compito di controllare l'operato dell'Esecutivo, non di fare l' interesse dei cittadini, non di riaffermare il supremo interesse pubblico. Quindi, è evidente da queste parole e da quelle che avete detto, di nuovo, sulla sterile retorica del potere in mano di pochi, degli eventi calamitosi che sarebbe la conferma dal centrosinistra che la vostra posizione è del tutto strumentale e priva di qualsiasi fondamento tecnico e giuridico; ed è per questo, credo, che con ancor più forza noi dobbiamo bocciare questo tentativo e questo emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Porcu. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.). Signor Presidente, signor Presidente della Regione, signori Assessori e onorevoli consiglieri. Fa piacere vedere una presenza così massiccia dell'Esecutivo in quest'Aula per sottolineare, speriamo come ha detto il presidente Spissu, l'approvazione finalmente di questa legge così importante. Mi pare che sia un aspetto fondamentale quello di sottolineare con la vostra presenza nell'Aula l'importanza di questo di questa legge, che spero oggi che riusciamo a varare. Presidente, nel merito dell'emendamento numero 277 io esprimo il mio voto contrario a questo emendamento e dico anche ai colleghi del centrodestra che è tutto vero ciò che hanno detto con le affermazioni che sono state riportate e che abbiamo espresso in Commissione, ma abbiamo detto anche, forse è stato tralasciato, che bisognava approfondire, e noi abbiamo approfondito. Allora, approfondendo abbiamo visto, per esempio, che in Lombardia, dove governa il centrodestra, la procedura è esattamente quella che oggi stiamo proponendo; tale e quale. In Veneto, dove governa il centrodestra in maniera autorevole, la procedura è identica, se poi andiamo a vedere diciamo che in tutte le regioni d'Italia è la stessa procedura che utilizziamo. Noi, quindi, riteniamo che sia opportuno fare in questa maniera. Quindi, approfondendo abbiamo ritenuto che fosse giusto dare all'Esecutivo la possibilità di poter scegliere quello che devono essere i componenti per la commissione per la dichiarazione di notevole interesse pubblico, così come recita il testo esitato dalla Commissione. Io so che su questo punto esistono dei punti di vista differenti, anche all'interno della stessa maggioranza, sono stati anche appalesati, io però mi rivolgo con un appello alle forze politiche, che fino a questo momento hanno sconfitto il partito che voleva che la legge non entrasse in Aula, e mi appello a loro per dire: noi dobbiamo votare unanimemente per respingere questo emendamento e dobbiamo andare avanti compatti perché la legge venga approvata. E cito espressamente i colleghi del Partito Socialista, cito espressamente i colleghi della Sinistra Democratica e i colleghi, anche all'interno anche del Partito Democratico, che hanno un punto di vista differente. Però, noi dobbiamo fare sintesi e le rigidità da tutte le parti bisogna che vengano eliminate, da tutte le parti devono essere eliminate. Non si può invocare convergenza su punti nei quali non siamo d'accordo e poi essere rigidi su altri punti. Le leggi si fanno…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente. Per dire che su Tuvixeddu parleremo allor quando la commissione che è stata insediata avrà ultimato i propri lavori. Ma per dire anche che stiamo parlando di una cosa che è vecchia quanto il cucco. Noi sappiamo benissimo che prima la vigilanza ambientale veniva fatta dal Provveditorato alle opere pubbliche con una sua sezione particolare, poi abbiamo fatto le otto province, le otto commissioni provinciali e poi abbiamo già instaurato, onorevole Soru, la commissione regionale, per legge in Sardegna prima del Decreto Urbani e prima di parlare di queste cose bisogna avere contezza delle cose che sono state fatte in Sardegna. Quindi anche per quanto riguarda la Commissione regionale all'urbanistica noi siamo all'avanguardia nel mondo. E avendola fatta, io chiedo ai colleghi che sono qui, l'abbiamo fatta in un sistema parlamentare, cosa prevedeva e cosa prevede finché non verrà approvata questa nuova norma la Commissione urbanistica regionale. Prevede che questa commissione indipendentemente da chi la nomina è un organo a disposizione della Giunta e del Consiglio, ma perché vogliamo modificare le cose, ma perché adesso ci venite a raccontare le barzellette; questo lo abbiamo deciso tutti insieme all'unanimità essendo un organo tecnico il Consiglio per forza deve avere gli elementi di valutazione per controllare l'operato della Giunta. E adesso non convincetevi di niente, convincetevi voi che è giusto approvare l'emendamento numero 277.

PRESIDENTE. Grazie, è in votazione l'emendamento numero 277.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Elettronico, per cortesia.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 277.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che i consiglieri Cassano e Petrini hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Soru - Tocco - Uggias - Uras.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 70

astenuti 1

maggioranza 36

favorevoli 28

contrari 42

(Il Consiglio non approva).

Prego i colleghi di stare a posto e di prendere la scheda per votare perché voteremo ripetutamente.

Passiamo all'emendamento numero 301.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, Presidente per dire che è stata persa un'occasione con l'emendamento numero 277, soprattutto dalla maggioranza e vorrei chiedere al presidente Pirisi se quando parla di Commissione paesaggio o la nomina della Regione Lombardia si riferisce all'articolo 78 della stessa legge, perché qua parla di Regione e non parla di Giunta ed è la stessa cosa che dice il decreto legislativo o il Codice Urbani. Comunque sull'emendamento numero 301 oltre che fare gli auguri al presidente Soru, perché questo sicuramente, il suo passaggio in Aula sancisce anche la sicura ricandidatura e non ci sarà bisogno delle primarie, sembrerebbe che le divisioni interne siano state ampiamente superate, perché se oggi non fosse venuto probabilmente il presidente Soru la maggioranza e i consiglieri non avrebbero trovato sicuramente la sintesi, quella che non hanno trovato la settimana scorsa quando hanno dovuto chiedere la sospensione del Consiglio. Quindi auguri al Presidente e purtroppo devo dire che invece questa maggioranza, i consiglieri di questa maggioranza hanno perso questa partita perché non l'hanno neppure voluta giocare, non hanno avuto il coraggio di giocarla disattendendo tutto quello che di buono hanno detto anche in Commissione, consigliere onorevole Uras, Mattana, Pirisi e altri colleghi. E quindi ovviamente il voto sull'emendamento numero 301 è un voto contrario anche perché si dà una falsa delega alla Commissione urbanistica, falsa delega perché tutto quello, come hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto, che è stato discusso e condiviso in Commissione, è stato, appunto, disatteso completamente in Aula, solo perché è arrivato in Aula finalmente per voi il presidente Soru.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io voterò contro l'emendamento numero 301, è opportuno spiegare perché, perché indubbiamente l'onorevole Pirisi dice una cosa oggettiva, cioè nelle altre Regioni lo nomina la Giunta, però credo che sia legittimo per un consigliere regionale della Sardegna dire di non avere fiducia in questa Giunta, e di dire che noi non viviamo una situazione ordinaria. Io rispetto molto le opinioni altrui, però i fatti sono fatti. Quando si cita l'ultima sentenza del Consiglio di Stato, onorevole Porcu, l'ultima sentenza del Consiglio di Stato su Tuvixeddu dice: che sono confermate tutte le sentenze precedenti, dice: che non si possono reiterare, la Regione non può reiterare gli atti precedenti, e quando il Consiglio di Stato dice queste cose dice anche che la sentenza che dice che la Commissione non ha agito secondo forme legittime è un dato ormai acquisito. Io su Tuvixeddu ho una posizione molto chiara, penso che si debbano mettere soldi in bilancio per acquistare legalmente quell'area, legalmente non con un abuso e uno sviamento del potere come si è fatto fino adesso, e penso anche che sia normale in questa Regione riprendere a dire, senza accusare nessuno personalmente, io penso che qui dentro nessuno abbia paura di nessuno, proprio nessuno. Però penso che sia opportuno che se la società sarda esprime degli esperti l'Assemblea del popolo sardo possa selezionarli, possa eleggerli… possa eleggerli. Penso che sia una cosa ordinaria in una cultura democratica e non per questo posso essere tacciato di essere filo, come dire, filo-cemento no. Io in questa legislatura credo di essere stato molto lontano da tutto ciò che riguarda appalti e compagnia, e purtroppo ho intercettato nella commissione d'inchiesta in cui sono stato, invece, e guardando gli atti resi disponibili dalla magistratura sul caso Saatchi, sul caso Saatchi vedo un'altra pagina della politica regionale, vedo un'altra pagina mi è dispiaciuto vedere negli atti depositati dal magistrato colloqui tra privati e mondo della politica e poi gli stessi privati io li ritrovo in strutture importanti dell'attività culturale della Regione. Io credo, rispettandoci tutti, che non sia il caso di impancarsi a dare lezioni quando le sentenze le abbiamo lette tutti, sono state scritte delle pagine non piacevoli, si può rimediare con le leggi fatte bene rispettando l'intelligenza di tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, io continuo a pensare che la funzione del Consiglio regionale sia la funzione di fare le leggi, le leggi non vivono le contingenze dei tempi che invece vivono altri organo dello Stato, che hanno tutto il rispetto, anche di più, da parte mia. Le leggi vivono, in funzione della regolazione dei rapporti sociali e vivono nel tempo, e le leggi in materia di pianificazione territoriale non possono essere leggi che vivono per settimane, che siano cioè condizionate da eventi politici, da relazioni più o meno difficili sul piano politico e sul piano personale. Le leggi vanno fatte per quello che devono svolgere come funzione. Qua di che cosa si parla? Intanto di un obbligo della Regione, e ai sensi della legislazione dello Stato, cioè quella di istituire una Commissione che abbia la funzione di governare, o meglio, di contribuire al governo di un bene importante come il paesaggio, che è costituzionalmente attribuito alla competenza dello Stato e preservato. Quale modalità? Lo dice in gran parte il Codice Urbani, cioè la legislazione nazionale: tre sono funzionari dello Stato, due sono funzionari della Regione, altri sono nominati dalle associazioni, indicati dalle università, dalle fondazioni con finalità di tutela e promozione del patrimonio e dalle associazioni portatrici di interessi diffusi operanti nella regione in materia di paesaggio. Quante sono le associazioni e le fondazioni? Non lo sappiamo, possono essere molte. Si è deciso, in ragione di un'istruttoria sulle competenze che devono essere garantite a questa Commissione, di dare il compito di proposta alla Giunta regionale, che viene vagliata ai sensi della normativa vigente dalla Commissione consiliare competente, e rinviata con un parere, che un peso di rilievo, alla Giunta per la nomina; una cosa semplice, esemplare, funzionante, che non ha altro, che nulla c'entra con altri ragionamenti che riguardano altre considerazioni e anche altro tipo di funzioni.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Qualche collega ha detto che c'è stato un accordo all'interno della maggioranza, per cui tutto sembra che fili liscio. A me non mi pare che ci sia nessun accordo, perché l'accordo significa che due parti concordano una determinata cosa. Qui invece vedo che una parte ha deciso una determinata cosa, e poi l'altra parte si è appiattita sulle posizioni, per intenderci, del Presidente della Giunta. Allora, questa è una resa bella e buona, cari colleghi della maggioranza, quelli che sostenevano che il ruolo comunque del Consiglio regionale sarebbe stato difeso. Allora, io credo che non sia manco opportuno approvare emendamenti che fanno finta di delegare il Consiglio regionale, perché voi sapete benissimo che sono deleghe vuote, che non hanno nessun significato, che i veri poteri comunque rimangono in capo al Presidente della Giunta regionale e alla Giunta in genere. Però, siccome io credo che si stiano anche anticipando i tempi sul dibattito che ci sarà nel prossimo futuro, e vedo sempre più spesso parlare del caso di Tuvixeddu, io credo che questo Consiglio regionale comunque ha fatto, ha deciso alcune cose, ha deciso di nominare una Commissione di inchiesta. Io aspetto la nomina della Commissione di inchiesta, il risultato della Commissione di inchiesta, vedremo quale sarà il risultato di Tuvixeddu. Però non accetto che il discorso su Tuvixedddu venga agitato oggi strumentalmente quando noi non sappiamo manco quale sarà il risultato. Caro collega Uras, lasci perdere Tuvixeddu, la Commissione di inchiesta alla fine stabilirà la verità, e dato che ci siamo, Presidente Spissu questa volta, io credo che gli atti del Consiglio vadano rispettati anche per lei, e questa Commissione di inchiesta io credo che sia tempo che venga istituita. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto contro questo emendamento, che è il frutto di un compromesso, ma non un compromesso buono, perché nell'attività legislativa si possono fare anche compromessi buoni, ma questo non è buono, ed è anche vestito di motivazioni che apparentemente possono essere suggestive, come quelle riportate in quest'Aula. Ma come, in Lombardia lo nomina la Giunta, in Veneto lo nomina la Giunta. Io non cito volentieri né Lombardia, né Veneto, neanche Emilia-Romagna, Lazio o Abruzzo, però si potrebbe anche dire che lì ci sono nomi e cognomi, magari diversi, ci sono esperienze politiche diverse, ci sono comportamenti di coinvolgimento, di confronto tra le parti politiche diverse, modalità molto diverse di svolgere il ruolo di rappresentanza istituzionale degli interessi di un popolo e di un territorio. Noi abbiamo purtroppo un'esperienza in cui questi rapporti non sono stati e non sono tuttora così aperti, così evidentemente improntati alla volontà di un confronto continuo, e abbiamo purtroppo la preoccupazione derivante da casi concreti, su cui io malvolentieri parlo in quest'Aula, ma che sono stati citati, e che purtroppo pesano come un'ombra, un'ombra su questa legislatura, un'ombra sui comportamenti di rappresentanti istituzionale. Questo è un dato di fatto che pesa, e questo è associato al fatto che noi speriamo davvero, ed è un processo che è ancora in itinere, quello cioè della costruzione di un sistema parlamentare che dia al Parlamento, all'Assemblea legislativa un reale potere, che non è quello di controllo per difendere i propri interessi, onorevole Porcu, gli interessi sono in ben altri posti, ma è un ruolo di controllo per garantire la possibilità di un confronto vero che dia a tutte le istituzioni e alla Regione complessivamente il miglior prodotto possibile in termini legislativi e nella produzione amministrativa. In questo caso una nomina che non è un atto amministrativo in senso stretto poteva e potrebbe essere data al Consiglio regionale, e voi soltanto per accedere alla necessità politica contingente di un compromesso siete tornati indietro rispetto a opinioni espresse in più sedi.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto).Grazie, signor Presidente. Io invece voterò a favore dell'emendamento numero 301, perché il testo proposto è migliorativo rispetto a quello precedente. Tuttavia, volevo solo far notare che la logica che anima questa impostazione dei rapporti tra Consiglio e Giunta è una logica che io non condivido, perché è una logica impostata su un modo di concepire la politica, e quindi i rapporti tra Governo e Parlamento per quanto riguarda la Sardegna, che fa parte di un sistema, quello presidenzialista e maggioritario, che non mi trova evidentemente convinta sostenitrice, anzi mi trova proprio all'opposizione. Volevo anche far notare, però proprio con riferimento alle parole dell'onorevole Pirisi, che io ringrazio e rispetto per quello che ha detto, che ci sono aspetti legati a un intimo convincimento, e che riguardano i principi e valori a cui uno si ispira, e nei quali evidentemente crede, che impediscono talvolta anche di accedere a pur richieste esercitate da autorevoli colleghi della maggioranza. Credo per questo di dover anche dire, e me ne scuseranno i colleghi, che non sempre comunque essere in maggioranza o essere maggioranza significa avere ragione, e quindi si possono anche accettare posizioni discutibili, che però fanno parte dell'intimo convincimento al quale non sempre si può venire meno, anche con le migliori intenzioni. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto favorevole sull'emendamento, e raccogliere, anche per l'Italia dei valori, l'appello che lanciava il relatore Pirisi, dicendo che siamo a favore di questo emendamento, soprattutto ricollegandoci a quello che è il dibattito sull'intera legge, perché noi siamo per questo equilibrio di poteri, perché la mediazione, quando viene ricercata mantenendo forti e alti i punti di riferimento, è uno stile nobile della politica, e questo emendamento è un emendamento che esprime un equilibrio di posizioni, perché dobbiamo ricordare che il Consiglio, con questa legge, si appropria della capacità di programmare, in termini di indirizzo generale, il territorio e la programmazione territoriale, perché è una legge che definisce un quadro di legalità, perché è una legge che definisce un quadro di partecipazione ai processi formativi della programmazione territoriale da parte di tutti i soggetti della programmazione, dagli enti locali a tutte le associazioni, così come, facendo parte della Commissione, a prescindere dalla nomina effettuata dalla Giunta, noi abbiamo la partecipazione di tutti i soggetti che sono in grado di esprimere le valutazioni sul paesaggio. Per queste ragioni, e contro coloro che invece vogliono affossare questa legge e le iniziative e le prerogative del Consiglio regionale, noi votiamo a favore.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Abbiamo sentito stamattina, dai banchi della maggioranza, il richiamo a principi condivisibili, tipo quello che le leggi devono essere fatte perché durino nel tempo; è un'ovvietà scontata, ma sono le leggi che nascono da un confronto serio tra una maggioranza e un'opposizione, sono quelle leggi il frutto di quel confronto serio che può durare nel tempo. Quando invece il confronto è all'interno di una maggioranza, ed è una mediazione al ribasso, dove cioè è l'imposizione che ormai detta l'ordine dei lavori, beh, cari colleghi, noi non esitiamo a definire questo, un grossolano pasticcio, ed è una grossolana legge che state approvando e di cui vi assumerete la responsabilità, e che vi assicuriamo non durerà nel tempo, perché sarà una delle prime leggi che ci auguriamo, nella prossima legislatura, di avere il compito di spazzare via, perché è una legge che mina dalle fondamenta le possibilità di crescita e di sviluppo, e di governo serio delle tematiche dell'urbanistica e dell'edilizia. E non si venga a dire, stamattina, che con questo emendamento si crea un equilibrio di poteri tra la concentrazione abnorme, che esiste in capo alla Giunta, di poteri di nomina e di quant'altro, e consustanziale alle questioni che stiamo trattando, e, invece, le prerogative dell'Assemblea. Io mi vergognerei, se fossi nei colleghi della maggioranza, addirittura delegare alla Commissione consiliare un compito di mero passa carte; la Commissione consiliare dev'essere sentita e, badate bene, entro dieci giorni deve dare la risposta. Ma vi pare che questa sia serietà? Vi pare che sia questo il modo di operare? Vi pare che sia questo il modo di salvaguardare dignità delle prerogative del Consiglio regionale? Beh, se a voi vi aggrada, perché voi vivete in quel sistema, e in un sistema padronale di dipendenza, tenetevelo pure, tenetevi questa legge e assumetevene in pieno la responsabilità.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anche noi voteremo contro questo emendamento, perché purtroppo non ci pare un emendamento migliorativo rispetto al testo che è attualmente in discussione. E devo dire che voteremo contro senza essere pregiudizialmente a favore di un modo o dell'altro dell'elezione dei componenti della Commissione, nel senso che noi non abbiamo in realtà una convinzione radicata sul fatto che i componenti della Commissione debbano essere eletti dalla Giunta o dal Consiglio regionale. La nostra riflessione, che ci portava a pensare che fosse meglio prevedere un'elezione diretta da parte del Consiglio regionale, nasce da valutazioni di sostanza che si sono fatte nel merito della legge; noi stiamo andando a scrivere una ridefinizione dei rapporti tra Giunta e Consiglio regionale, che nasce dal nuovo assetto istituzionale che è discendente dall'elezione diretta del Presidente della Regione. Non ci stupisce che in Lombardia e in Veneto sia stata scelta, se è vero, una strada che mette in capo direttamente alla Giunta quest'elezione, non ci stupisce perché evidentemente il Consiglio regionale del Veneto ha ritenuto che esistessero, nelle leggi relative, dei sistemi di equilibrio tra Consiglio e Giunta che fossero già perfettamente funzionanti. Noi abbiamo invece sottolineato più volte come questa legge rischia di creare un sistema che non sia di perequazione dei rapporti, ma che sia invece di squilibrio dei rapporti tra Giunta e Consiglio, dove la Giunta ha, alla fine, un potere decisionale di scelta che esubera rispetto a quelle che sarebbero le competenze corrette. Ed è allora il ragionamento che ritorna alla riflessione fatta da alcuni colleghi in questa'aula, anche di centrosinistra, e cioè che si vorrebbe che le leggi durassero al di là della legislatura in cui esse vengono scritte. Perché questo succeda, occorre che le leggi interpretino, all'interno di ciò che è il loro testo scritto, valori fondanti della comunità di riferimento che le promulga, quindi della comunità di riferimento nostra. I valori fondanti non possono esser valori di una parte, devono essere per forza valori di entrambe le parti, cioè su ogni legge ci dovrebbe essere un corpo forte della legge che è condiviso da tutta quest'Aula, dall'opposizione e, soprattutto, dalla maggioranza che scrive. Ecco, se questo fosse il ragionamento, voi avreste accolto l'emendamento che in questo momento la minoranza proponeva, e avreste contribuito a scrivere una legge che ha più speranza di resistere nel tempo; è un'occasione perduta... anche questa.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.). Sì, signor Presidente, grazie. Credo che parlare di fiducia nei confronti dell'Esecutivo o meno per fare le leggi, sia un errore, perché credo che davvero, guai a quel popolo o a quell'organismo che fa le leggi in funzione degli interessi dei governanti, guai! E in Italia, purtroppo, ahimè, qualche leggina che va in quella direzione è stata fatta, e quindi credo che dovremmo levare forte la nostra voce contro soprusi di questa natura perché, purtroppo, il Parlamento nazionale, tante volte, lo vediamo asservito a logiche che non hanno niente a che vedere con gli interessi degli italiani. Noi facciamo una legge che deve essere in funzione del popolo sardo, funzionale al popolo che ci ha eletto. So che ci sono a volte dei tentativi di portare a casa propria dei risultati quasi che il ruolo che ricopriamo fosse eterno, ma noi non ragioniamo così, l'abbiamo dimostrato, quest'Aula ha dimostrato che ci sono delle cose che devono essere modificate e devono essere corrette. Quindi, noi abbiamo anche studiato un po', per esempio, visto gli atti parlamentari del 5 aprile dell'89, quando giustappunto si parlava della Commissione regionale per i beni paesaggistici, adesso non mi ricordo se si chiami così esattamente, comunque l'articolo 33 della legge numero 45, e abbiamo visto che anche lì c'erano posizioni variegate. Onorevole Floris, non voglio citare lei, ma lei è la memoria di quel periodo, perché era Presidente della Regione, anzi, no, in quel momento, nel momento in cui fu fatta la legge non era lei il Presidente, mi pare fosse l'onorevole Melis, o Cabras, non ricordo bene... l'onorevole Melis... però, poi, divenne Presidente quando fu approvata. Allora, abbiamo visto anche che allora si poneva in capo all'Esecutivo la nomina degli esperti che dovevano essere comunque scelti tra terne proposte, evidentemente il ragionamento che dobbiamo fare dev'essere molto laico e molto aperto. Io, comunque, ringrazio i colleghi del centrodestra, per le cose che stanno dicendo su questa legge, evidentemente ha una bontà e una qualità intrinseca che è superiore a quella che noi stessi gli attribuiamo, e quando abbiamo delle perplessità nel volerla varare questa legge, di fronte ai discorsi che state facendo voi dovremmo essere noi, centrosinistra, coalizione tutta, motivati per andare avanti, così pure dovremmo essere motivati tutti quanti per andare avanti votando a favore dell'emendamento numero 261.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 301 perché lo ritengo in netta contraddizione con quanto sostenuto precedentemente per l'emendamento numero 267, ma devo anche dire che un po' mi disturba che si dedichi tanto tempo effettivamente - do ragione a qualche collega della maggioranza - a un emendamento di per sé insignificante. Non cambia il corso della storia, non cambia il merito della legge, non determina niente di stravolgente la nomina dei tre esperti da parte della Giunta o del Consiglio, non è questo il tema; il tema non può essere che il Consiglio regionale da oltre un'ora discuta su chi deve nominare questi tre esperti di una commissione già abbastanza rappresentativa, com'è già stato detto, di tutti gli attori della programmazione urbanistica ed è allora giusto che noi spieghiamo il perché ci tratteniamo nell'espressione di alcuni principi.

Vedete, colleghi, qualcuno dai banchi della maggioranza nel corso della discussione di questa legge si è alzato per dire alle minoranze, alle opposizioni: "Vogliamo collaborare con voi. Vi sproniamo, vi chiediamo, vi facciamo un appello perché facciate le vostre proposte, perché ci possiamo confrontare" e quant'altro. Per l'ennesima volta si dimostra che si intende la collaborazione quando la minoranza cede alle proposte della maggioranza, perché se volessimo realmente ragionare tra persone di buon senso questo emendamento, il precedente - parlo del precedente e quindi non sarebbe esistita la discussione sull'emendamento numero 301 - sarebbe stato un elemento di caduta, di confronto, di compromesso tra maggioranza e minoranza. La vera discussione l'avremo nei prossimi emendamenti quando ragioneremo sul PPR, ragioneremo su altro, che nel merito sono ben più importanti di queste. E allora vi dico, colleghi, cosa ostava cedere su questo piccolo principio se veramente si voleva impostare un discorso di collaborazione per fare una legge che duri nel tempo? Questa è una legge che, come altre leggi purtroppo fatte in questa legislatura, tornerà in Aula perché voi avete fatto leggi, e non sto qui a ricordarvele, che sono tornate in Aula già cinque o sei volte da voi proposte, corrette, ricorrette perché sono cattive leggi ed è la storia di questa legislatura e purtroppo in questa storia ho paura che entri anche questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, noi voteremo contro, io voterò contro… voterò a favore del…

(Interruzione)

Il giudizio sul voto si dà alla fine, dopo che si è espresso. Noi voteremo a favore - pensavo di parlare su quello precedente - voteremo a favore dell'emendamento numero 301, però ci tengo a dire in quest'occasione che ho apprezzato l'appello del presidente Pirisi perché effettivamente su quell'emendamento c'erano considerazioni anche fatte precedentemente e io lo richiamo quell'appello perché la forza di una maggioranza è sempre data dalla capacità che ha la maggioranza di saper scegliere le priorità e saper scegliere la sostanza dell'argomento in discussione. Non si tratta qui di valutare l'altezza delle convergenze, collega Ladu, non è quello il punto, si tratta di valutare le convergenze nel merito della legge che stiamo discutendo, e allora io nel richiamare l'appello del presidente Pirisi dico: "Badate, colleghi, il punto di divergenza non è questo. Il punto di divergenza è un po' più avanti, e così come noi abbiamo fatto dell'appello del presidente Pirisi una valutazione positiva riteniamo che la capacità della maggioranza si deve sempre dimostrare nel saper rinunciare a una parte per far passare quella più generale e avremo occasione nei prossimi articoli di vedere quanta coerenza nel merito c'è da parte delle opposizioni quando si discuterà, come abbiamo discusso nelle settimane passate, del merito della legge". Questa non mi pare la parte più importante della legge. E' chiaro che poi si andrà alla considerazione finale e la considerazione finale è che noi la legge l'approveremo, la considerazione finale che fate voi prima di votare è quella di bocciarla. E' chiaro che non ci può essere punto di convergenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mattana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MATTANA (P.D.). Grazie, signor Presidente. Signor Presidente della Regione, signori Assessori, colleghi, io voterò a favore di questo emendamento e voglio ricordare anche alcune cose. Noi abbiamo fatto una lunga discussione su questa legge, sulle parti di questa legge, su questo articolo che riguarda la Commissione regionale per il paesaggio, evidenziando posizioni diverse, avanzando considerazioni e argomentazioni sulle diverse parti anche di quest'articolo, sulla concezione del paesaggio, sull'esigenza che fosse naturalmente un atto legislativo a definire anche la composizione di questa Commissione, sul ruolo anche del Consiglio regionale rispetto a un testo che era diverso da quello attuale e abbiamo poi condiviso l'evoluzione sul testo e anche il recepimento di diverse osservazioni che sono state avanzate. Intanto con un'apertura che riguarda i soggetti che designano i componenti, che sono figure tecniche di questa commissione, che non sono più limitati a due fondazioni, due associazioni, ma sono tutte le associazioni, tutte le fondazioni, quindi con un ambito che non esclude nessuno e che esclude soprattutto eventuali scelte che possono essere anche discrezionali nell'individuazione di chi deve fare le proposte, quindi con un'istruttoria complessa e ampia che abbiamo ritenuto, nell'individuazione di un punto di equilibrio, assegnare alla Giunta regionale, con un ruolo riconosciuto al Consiglio regionale, quello di verificare, di valutare, insomma, le proposte fatte con una valutazione che non sempre deve essere conforme, può essere anche difforme, può essere anche non in sintonia con quella della Giunta regionale, e lo abbiamo fatto trovando, quindi, un punto di sintesi sapendo che le leggi, come è stato detto, servono per disciplinare e normare per il futuro e non solo per il presente e soprattutto non sono legate a chi svolge la funzione e il ruolo istituzionale, e io credo che sia sbagliato e non sono d'accordo soprattutto su quelle osservazioni, che mi hanno convinto ancora di più, che dicono che certe norme, certe regole si fanno perché ci sono delle persone che occupano ruoli e funzioni. Io ritengo sia sbagliato normare in funzione delle persone e ricordo che invece - e concludo - quella che sta alla base del nostro ragionamento è una visione diversa sui concetti, sui principi e sui criteri che riguardano il governo del territorio e il paesaggio e dire, ma poi lo dirò meglio dopo, che la prima cosa che si farà è spazzare via questa legge io credo che sia la conferma che abbiamo visioni diametralmente opposte sulla tutela del paesaggio e sul governo del territorio della nostra regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, da parte dei colleghi della maggioranza si sono succeduti inviti a questa minoranza, opposizione - chiamatela come meglio credete, insomma, non siete riusciti a mettervi d'accordo neanche su questo -; io ciò che voglio sollevare, oltre che annunciare il voto contrario a questo emendamento... vede, Assessore, voi avete ripreso l'articolo che discende dal decreto legge che norma questo tipo di Commissioni. Ora, nel leggere l'emendamento, voi fate riferimento a quattro soggetti che dovrebbero fornire tre terne o meglio, quattro terne, tutti soggetti assolutamente legittimati per suggerire delle terne alla Giunta regionale, salvo che uno di questi soggetti sarà certamente eliminato. Già questo è un primo limite perché non si capisce per quale motivo una delle due Università, piuttosto che le fondazioni o piuttosto che le associazioni debbano, in qualche maniera, rinunciare a vedere uno della loro terna indicato, poi scartato a priori, perché sono tre quelli che dovete nominare! Allora, visto che il decreto legge prevede "fino a quattro", avrei messo quattro componenti, non tre! Ma questo lo dico per voi, altrimenti bene avreste fatto a copiare bene il testo dell'articolo 137, ove non si fa distinzione tra le associazioni e le fondazioni, sono un unico soggetto e in questo modo, probabilmente, si sarebbe aggirato questo tipo di problema, perché credo che sia anche spiacevole poi fare indicare delle terne a questi quattro soggetti dei quale uno sa già in partenza che non sarà preso in considerazione, lo dico per voi, non per noi, perché noi abbiamo già deciso di votare contro.

Peraltro, a giustificazione del fatto che votiamo contro, il decreto legge dice una cosa chiarissima: "I restanti membri, in numero non superiore a quattro, sono nominati dalla Regione". Allora, se noi vogliamo dire che la Regione e la Giunta regionale sono la stessa cosa, siamo padronissimi di dirlo, se invece diciamo che la Regione è composta dal Consiglio regionale, dalla Giunta, dal suo Presidente e da tutti gli altri soggetti che noi riteniamo essere parte integrante della Regione, allora a questo punto non è la Giunta regionale che deve proporre, ma io credo che sia un soggetto diverso, ed ecco perché noi riteniamo che fosse compito del Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Signor Presidente, prima di tutto per esprimere un voto favorevole sull'emendamento numero 301. Il collega Pittalis diceva nel suo intervento precedente: "La paura fa 90". Io credo che in tutta la discussione di questa legge, peraltro difficile, complessa, la maggioranza abbia dato dimostrazione non solo di aprire alle opposizioni, di garantire la disponibilità ad ascoltare le proposte delle opposizioni, e devo dire che fino a questo momento le proposte sono state ben poche, anzi abbiamo potuto registrare una contraddizione tra quello che è stato il comportamento delle opposizioni in Commissione e quello che è stato il comportamento in Aula, rinunciando a priori a dare il proprio contributo. Quindi, io credo che il lavoro che è stato fatto prevalentemente all'interno della maggioranza, proprio per la inesistenza della disponibilità dell'opposizione a un confronto costante, a ragionamenti costanti per arrivare ad una buona legge, perché la nostra prospettiva, la nostra aspirazione, appunto, è quella di approvare una buona legge e anche che sia una legge che possa durare nel tempo, soprattutto per quelli che sono i contenuti che questa contiene.

Nel merito dell'emendamento, è stato già detto molto precedentemente allorquando si è bocciato l'emendamento numero 277, però io credo che anche questo sia un elemento di coerenza che è il contenuto dell'emendamento numero 301 e del successivo poi "261", quello di essere coerenti rispetto ad un atto importante che questo Consiglio - poi confermato dalla volontà popolare attraverso il referendum - di definire quali sono i poteri del Consiglio e quali sono i poteri della Giunta. Il contenuto dell'emendamento numero 301 è in linea perfetta con quello che è l'articolo 12 della statutaria, dove dice quali sono le commissioni che sono di competenza del Consiglio, per cui questa commissione tecnica non è tra queste. Io devo dire che ho accolto con molto favore l'appello fatto dal Presidente della Commissione, quello appunto di fare sintesi, della necessità di fare sintesi, di rimuovere le rigidità e io credo che il lavoro che è stato fatto fino a questo momento va in quella direzione, soprattutto allorché ci siamo confrontati nel merito e io credo che il confronto nel merito che abbiamo fatto su questo articolo, su questi emendamenti, io credo che lo dobbiamo fare anche più avanti e se noi ci confronteremo nel merito, io sono certo che troveremo le soluzioni positive anche sui problemi che dobbiamo affrontare più avanti.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 301.

CAPPAI (U.D.C.). Voto elettronico!

PRESIDENTE. Non è stato chiesto da nessuno... va bene.

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 301.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Farigu ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Soru - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Atzeri - Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Maninchedda - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 65

astenuti 1

maggioranza 33

favorevoli 43

contrari 22

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 261.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io intervengo sull'emendamento numero 261, ma per liberarvi di un problema, non per altro. Siccome c'è un errore nel testo, credo che sia opportuno correggerlo se proprio volete andare avanti. Ovviamente io voterò comunque contro l'emendamento numero 261, però mi preme sottolineare che alla lettera d) il Sovrintendente per i beni archeologici e per il paesaggio non esiste, se non è una nuova figura che è stata creata ultimamente, però questa figura non esiste! Per cui, votato in questo modo credo che non abbia nessun senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Signor Presidente, per ribadire il voto contrario all'emendamento numero 261 e per lanciare un messaggio al Capogruppo Biancu che quando parlava di contraddizione tra il comportamento che noi avremmo tenuto, perché si è riferito alla minoranza, in Commissione e quello che stiamo tenendo in Aula, io devo ribadire che noi stiamo tenendo un comportamento che è assolutamente in linea con quello che abbiamo tenuto in ogni seduta di Commissione e questo può essere rilevato dai verbali. Cosa che assolutamente non è avvenuto per i componenti della maggioranza, che oggi, soprattutto su questo argomento, hanno cambiato completamente rotta e quindi ovviamente anche su queste considerazioni, non dimenticando l'appello che ha lanciato la settimana scorsa il Capogruppo Biancu chiedendo una sospensione del Consiglio all'ultimo minuto, aveva una valenza politica molto importante che non si può trascurare, E quando parla oggi di conti che si faranno nei prossimi giorni, io spero che i conti politici che deve fare la maggioranza non li faccia sulla pelle dei sardi e soprattutto sulla legge urbanistica, che è uno strumento importantissimo di pianificazione, perché si sta consumando su questo la vostra battaglia interna nei partiti.

PRESIDENTE. L'onorevole Diana ha ragione, è un problema di battitura, è "beni architettonici e per il paesaggio", è la parola sottostante che è stata messa anche nella linea... grazie, onorevole Diana, per questa correzione.

Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 261, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 42. All'articolo 42 sono stati presentati gli emendamenti numero 114, il numero 296, il 297, il 268 e un emendamento di sintesi a questi ultimi tre, il numero 304.

E' iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.). Per esprimere il voto contrario all'emendamento numero 114, mi sembrerebbe veramente un grave errore se noi dovessimo procedere alla soppressione dell'articolo 42. Mi dispiace, rispetto ad alcune valutazioni che sono state fatte precedentemente per cui noi siamo in presenza di una pessima legge. Beh, il dibattito ha rivelato questo, che questa legge è importante per molte ragioni, soprattutto perché per esempio stabilisce una relazione nuova col sistema delle autonomie locali. Se noi di fatto dovessimo passare a cassare l'articolo 42, noi creeremmo veramente un grave problema al sistema delle autonomie locali, avevamo la piena consapevolezza che la nuova legge urbanistica o la nuova legge che disciplina il governo del territorio introduce anche un sistema di procedure che però non poteva assolutamente pregiudicare quante amministrazioni di fatto avessero già in atto un sistema di procedure, tant'è che abbiamo approvato anche altri articoli, abbiamo approvato il 44, abbiamo approvato il 46, per cui nel ribadire che noi siamo in presenza di una legge seria, di una legge che crediamo possa durare e non certo possa entrare nella logica o nella dialettica delle forze politiche, ebbene, quest'articolo 42 rappresenta un elemento esso stesso di serietà nel rispetto di quanti comunque hanno già attivato un sistema di procedure. E' veramente un articolo rispettoso, per cui se non per la logica che ha in qualche modo guidato l'opposizione che sistematicamente ha chiesto la soppressione di tutti gli articoli, cioè, al di là di questo atteggiamento tra il polemico e il polemista, credo che ragioni perché questo articolo 42 venga cassato come propone l'emendamento numero 114, credo che sinceramente non esistano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, l'ha detto poc'anzi il relatore, parlavo con il Presidente del Consiglio e non mi riferivo al relatore, non ho sbagliato, non mi sono confuso. Prima ho ascoltato attentamente il relatore, questa è una legge complessa come tutte le leggi che trattano il territorio. Prima di entrare a regime tutto il sistema, noi dovremo fare e compiere atti che hanno rilevanza politica oltre che rilevanza di tipo amministrativo. Per esempio, questo Consiglio regionale in ragione delle modifiche che sono state introdotte, è una legge che è stata molto modificata in Aula attraverso un lavoro ampio che si è costruito in queste settimane, su cui personalmente nutro ancora delle perplessità, ma che devo dire, piano piano ha recuperato una fisionomia che sicuramente anche dal mio punto di vista è più condivisibile rispetto a quella che aveva al momento dell'ingresso in Aula. Non mi pento delle critiche che ho fatto perché sono servite a lavorare a migliorare il testo.

Qua abbiamo una norma transitoria che interviene proprio in ragione delle modifiche che abbiamo introdotto, abbiamo un documento di programmazione territoriale che è denso di significato e che può rappresentare un punto di riferimento, e ovviamente questa non è una legge che facciamo per il presente, è una legge che facciamo anche e soprattutto per il futuro, che però non può essere un elemento di blocco della pianificazione regionale e territoriale, deve essere, Presidente chiedo scusa, io capisco che qua siamo al nodo politico, lo capisco, ed è per questo che io voto contro questo emendamento che cancella il 42, perché attaccato c'è un emendamento, un sostitutivo totale che io condivido perché non sono per il blocco della pianificazione, perché non sono per le leggi ad personam né contro né a favore, perché sono perché si svolgano le funzioni istituzionalmente garantite con serietà, perché sono perché se no si faccia in modo trasparente come questa maggioranza l'ha fatto, anche nell'esprimere il dissenso.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIAGU

(Segue URAS.) Non sono per le cose sottobanco, per le cose nascoste, per i vecchi atteggiamenti della vecchia politica che è entrata in crisi perché ha ragione, aveva ragioni per entrare in crisi. Qua noi stiamo decidendo la possibilità di continuare a pianificare secondo le regole, secondo le nuove regole e secondo quelle che ci accompagneranno fino a quando non faremo tutti gli atti necessari per lo svolgimento di un regolare innesto della nuova normativa. Per questo sono contro l'emendamento soppressivo dell'articolo 42 e per questo sono invece a favore dell'emendamento sostitutivo totale che è già preso in carico.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Credo che il collega Pileri che è presentatore di tanti emendamenti quanti sono gli articoli, tutti per sopprimere l'articolo, comprenderà che basta rifarci alla discussione di 15 giorni fa per dire che confermiamo la nostra posizione perché vogliamo la legge e quindi è bene, io gli consiglierei di ritirarlo perché sarebbe un atto, diciamo, di partecipazione alla discussione, perché tanto gli viene bocciato come gli abbiamo bocciato gli altri.

Dopo tanti giorni di discussione, collega Pileri, le conviene secondo me stare al confronto della legge così come è avvenuto poi nelle settimane passate e nei giorni passati. Chiaramente glielo bocceremo, io voterò contro, però ha ragione il collega Uras quando dice che adesso stiamo entrando in parte nel vivo del confronto politico, ed è su questo che io vi faccio l'ennesimo invito, in quattro anni e mezzo a tutte le occasioni vi ho sempre invitato a partecipare, vi faccio l'ennesimo invito, ritirate il numero 114, partecipate alla discussione e facciamo una discussione serena tra di noi, costruttiva, perché non è vero, collega Pittalis, che voi abolirete questa legge quando arriverete; primo dovrete essere eletti, dopo che siete eletti, quindi ci sono passaggi da fare, è il popolo. Può essere che il centro-sinistra vinca, può essere che succedono tante cose da qui al momento del voto. Allora, stiamo al confronto sulla legge, l'emendamento di sintesi, l'assessore Sanna che ha intelligenza e fantasia, non sempre tutta l'intelligenza e la fantasia la fa coincidere con le posizioni che a volte a maggioranza si esprimono. Però io apprezzo, perché sono state recepite delle indicazioni dei colleghi presentate con emendamenti distinti, però il punto politico, assessore Sanna, io penso che la maggioranza lo debba superare facendo un ragionamento alto sulle possibilità che nell'applicazione dell'insieme della legge vengono assegnate a tutti i momenti decisionali, le funzioni. Come lei sa, noi, la maggioranza e il Consiglio regionale si era pronunciata contro il rinvio della legge in Commissione. E abbiamo detto, con responsabilità, il Consiglio ha una grande occasione per fare una legge che tenga conto di quello che è avvenuto in questi 18 anni. E siccome quello che è avvenuto in questi 18 anni non sono tutte cose positive, è bene che ce lo diciamo, i comuni hanno avuto difficoltà ad operare, ad assumersi responsabilità, a fare PUC, a fare tutto quello che doveva essere fatto per applicare quella vecchia legge. Noi abbiamo cercato, con questa legge, di snellire, di far partecipare, di ampliare e di esaltare la funzione dei comuni, ma dentro una linea stringente per quanto riguarda il rispetto dell'ambiente della nostra Regione. Guardate, colleghi del centrodestra, voi non è che siete stati sconfitti al referendum che ha proposto, qualche mese fa, il parlamentare Pili, no, voi siete stati sconfitti nella valutazione di quello che è avvenuto in questi 18 anni in Sardegna sull'urbanistica. Perché in questi 18 anni sono avvenuti fatti positivi, ma ne sono avvenuti tanti negativi, che è bene che li correggiamo: accentrare le cubature, favorire un territorio nei confronti di un altro, dimenticare che ci sono le zone interne, dimenticare che la Sardegna non è solo coste, ma è anche interno, è anche impresa; tutto questo noi abbiamo cercato di riportarlo in discussione, e l'emendamento di sintesi, presentato dalla Giunta, tiene conto, in parte, di questa discussione che si è fatta. Io non sono per accentrare tutto alla Regione, l'ho detto l'altra volta, non so, forse riferito all'intervento del collega Moro - del quale apprezzo sempre il cognome -, però credo che sia giusto esaltare la funzione dei comuni in una logica di partecipazione, avendo stabilito un percorso - così come questa legge lo fa -, e non è giusto - lo dico per il centrosinistra - non è giusto contrapporre i livelli di partecipazione, di decisione, su questi temi. Se non era giusto lasciare tutto allo stato brado, o a chi se ne faceva, non è neanche giusto far passare l'altra logica, che è una logica, per chi viene dalla cultura comunista come la mia, che è stata verificata anche in altre situazioni, non è bene ridurre le decisioni a pochi. È bene, questo lo dico per i compagni della Rifondazione Comunista, è bene che i soggetti vengano valorizzati, è bene che i diversi livelli di governo intervengano, tutto questo è bene, ma non è bene che si escludano, e che si escluda la partecipazione di quelli che hanno responsabilità, che di più sono vicine ai cittadini. Allora, sono stati recepiti degli emendamenti, sono stati recepiti dei suggerimenti, si sa che noi vorremmo fare in modo che questo articolo 42, che è diverso dall'articolo 42 licenziato dalla Commissione, assessore Sanna, è diverso, per molti aspetti migliorativo, e si conferma la validità di averlo discusso in Aula, perché diversamente l'avremmo riportato in Commissione, e anche il buon Stefano Pinna, l'amico e collega Stefano Pinna, in Commissione avrebbe difeso il testo che la Commissione ha licenziato, perché era un lavoro collegiale, adesso si tratta di trovare il punto d'incontro. Noi siamo per trovare il punto di incontro, noi siamo per accogliere l'invito che aveva fatto il collega Pirisi, però questa volta al presidente Pirisi gli facciamo un invito opposto: facciamo in modo che ci sia linearità, e non mettiamo avanti il particolare. Mettiamo avanti l'esigenza generale di fare una buona legge, e di dimostrare la forza della maggioranza, che è data dalla capacità di saper scegliere, collega Biancu, di sapere scegliere e di non arroccarsi su posizioni che sappiamo che possono produrre divergenza anche per il dopo. La maggioranza deve essere autosufficiente, deve dimostrare di saper affrontare e risolvere i problemi, deve saper dare un segnale di unità, e l'unità si raggiunge, a volte, anche rinunciando a qualche posizione, nella quale si è creduto molto e per la quale si è combattuto molto. Facciamo questa operazione, poi i colleghi dell'opposizione, se voglio convergere meglio che convergano, se però non dovesse succedere questo è bene che ci sia da questa parte una risposta forte, capace di assumersi le responsabilità, e capace di farlo per il bene della Sardegna e per il bene della forza del centrosinistra, della quale facciamo parte oggi, e vogliamo farne parte anche domani, perché pensiamo che se facciamo ottimi provvedimenti si possono vincere anche le elezioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Presidente, grazie. Ma, io sono un po'…

CUGINI (Sinistra Autonomista). Ritira l'emendamento Giovanni!

PILERI (F.I.). In gallurese parliamo, onorevole Cugini, mi farebbe molto piacere. No, io sono, non dico sconcertato, ma mi fa molto piacere l'intervento dell'onorevole Cugini, perché sinceramente mi apre ancora di più gli occhi, e forse mi facilita il compito nel capire quale partita si sta giocando in quest'Aula del Consiglio regionale. Perché la sintesi che la Giunta cerca di fare, con emendamenti agli emendamenti, e agli emendamenti, anche ai suoi emendamenti, più che emendamenti che hanno la finalità, o dovrebbero avere la finalità di migliorare la legge, mi sembrano emendamenti che tendono a mantenere in piedi la maggioranza. Cioè, cercano di prendere un po' da una parte, un po' dall'altra, per raggiungere quei 40-43 voti, che possono consentire alla maggioranza di andare avanti. Questo non è certo il sistema di fare una legge urbanistica importante. Come il significato dell'emendamento soppressivo non è certo quello di non consentire ai comuni di finire le pianificazioni, perché voglio ricordare che i comuni da due anni stanno cercando di fare i piani urbanistici comunali, in adeguamento al PPR disastroso, che dovevano fare entro 12 mesi e non ci sono riusciti. E voglio ricordare anche i fondi che sono stati messi dalla Regione, insufficienti, per consentire ai comuni di adeguare il PUC al PPR. E adesso pensate che noi, come opposizione, vogliamo impedire ai comuni di portare avanti i piani urbanistici comunali, perché presentiamo un emendamento soppressivo? Ma state creando una grande confusione, come sono confusi gli emendamenti che state presentando, quando all'articolo 42 rimettete in piedi termini e argomenti che riguardano, ad esempio, il piano di utilizzo dei litorali, che non siete riusciti a superare con l'articolo 17, e state tentando di correggere in questo articolo. Io credo che non ci siano spiegazioni per i sardi che devono subire questa legge, una legge che - continuo a dire - sta diventando una legge pasticciata, una legge che non dà risposte agli enti locali, una legge che continua ad accentrare, come voi dite anche dalla sinistra, e come Uras ha detto, che continua ad accentrare il potere nelle mani della Giunta. E vogliamo vedere negli articoli successivi, perché non abbiamo ancora capito qual è il punto in cui ci sarà il confronto vero nell'ambito della maggioranza, il confronto sulla legge urbanistica, ma anche il vero confronto politico che state cercando di far slittare il più avanti possibile. Io credo che noi non abbiamo assolutamente problemi a ritirare questo emendamento, lo ritiriamo, ma lo ritiriamo per un semplice motivo, perché siamo consapevoli del fatto che i comuni debbano compiere la loro pianificazione con una legge nuova, che probabilmente faremo noi, ma sono anche convinto che ritirando l'emendamento, spero che possa emergere un attimino un po' più di coerenza nell'ambito di questi banchi, della maggioranza soprattutto, dei consiglieri regionali.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Pirisi Prego.

(Interruzioni)

Siamo in sede di discussione generale dell'articolo.

E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.). Siamo in discussione generale dell'articolo 42, avete detto: c'è un nodo politico su questo argomento, cari colleghi tutti: c'è un nodo politico su questo argomento! Perché non dirlo? Allora cosa facciamo? Vogliamo giocare a nascondino? Noi lo diciamo chiaramente, state guardando ai problemi del centrosinistra, avete un vespaio che definirlo così nel centrodestra è un eufemismo, state a guardare i problemi che ci sono da questa parte, non avete individuato… fra poco ricorrerete alla Cabala perché manco Berlusconi riesce ad individuare e il futuro leader, datevi una tranquillità, serenità, calma.

Io credo che questa legge, cari colleghi, e l'articolo 42 in modo particolare che è un pezzo di questa legge, sia una legge importante, è un nuovo e fondamentale tassello di una stagione feconda nella produzione legislativa complessiva ma anche per quanto attiene in modo particolare il problema relativo al governo del territorio, alla pianificazione territoriale, alla tutela del nostro paesaggio, alla tutela complessivamente del territorio contro gli attacchi che in tutti questi anni ci sono stati, la legge numero 8 è stata una legge importante, il Piano paesaggistico è stato uno strumento importante, oggi siamo alla legge generale di governo del territorio. Bene io credo, lo dico perché qualche volta ho sentito dire in questa fase che la nuova legislazione cadeva in un deserto normativo, quasi che non ci fosse stata produzione di legge, c'è una legge che è la numero 45 che viene chiamata "legge Cogodi" e qualcuno ritiene, o ha ritenuto, che sia stata essa non uno strumento importante di pianificazione ma addirittura fonte dei disastri che abbiamo avuto. Io non sono d'accordo, è una legge molto importante che abbiamo fatto, che hanno fatto i legislatori sardi, e va dato merito a tutti quelli che l'hanno fatta, voglio ricordare che allora c'era una preoccupazione fortissima da parte dei legislatori che fecero quella legge perché c'erano, già sentiti 22 milioni e spiccioli di metri cubi che dovevano essere insediati e realizzate intorno alle coste della Sardegna, e allora in quella fase il legislatore si pose l'obiettivo, magari non riuscendoci, però si pose l'obiettivo di tutelare le nostre coste in modo specifico e particolare però voglio dire agli esigenti, al partito, di quelli che non volevano che la legge entrasse in Aula a quelli che ritenevano fosse una cosa che dovesse tornare in Commissione, voglio ricordare qui, lo ricordo, che la legge numero 45 ebbe circa due anni di gestazione in Commissione, che poi fu portato in aula, abbiamo dei tomi per il dibattito che c'è stato con emendamenti su emendamenti, caro onorevole Pileri, che si facevano anche allora. Se considera che per esempio l'articolo era l'articolo 3 con un integrativo fino al …., Credo che sia questo sintomatico del fatto che anche in questa sede noi abbiamo fatto una legge prodotta, cioè lavorata, come si dice elaborata in Commissione con il contributo di tutti, maggioranza ed opposizione, l'opposizione ha dato un contributo prezioso in tutta quella fase di discussione ve ne voglio dare atto ancora una volta ai colleghi, però… un'altra questione che io ritengo sia fondamentale dire una cosa che credo sia fondamentale dire è che quando qui abbiamo rivolto un appello perché si collaborasse tutti quanti assieme maggioranza e minoranza noi ci aspettavamo contributi concreti e sostanziali se non che c'è stato detto: se non accettate tale emendamento vuol dire che non volete collaborare con noi. Che discorsi sono? Non sono ragionamenti corretti, né ragionamenti giusti, vorrei dire cari colleghi che purtroppo per questo Consiglio regionale non abbiamo potuto confrontare le nostre posizioni con delle posizioni del centrodestra perché non c'è una visione complessiva e generale su quello che deve essere il Governo del territorio della Sardegna, questo è il dato vero e mi dispiace che così sia perché se malauguratamente la democrazia è anche questo, dovreste andare voi a governare, ma qual è la proposta e il modello che ci portate? L'abolizione del PPR e il ritorno al al sacco delle coste? Credo che sarebbe una cosa assolutamente inaccettabile da parte di tutti, ebbene, questa legge si inserisce anche all'interno di una carenza grave di tipo legislativo a livello nazionale e noi abbiamo sopperito, lo voglio dire a tutti, sopperito anche a questa carenza facendo una elaborazione dal basso che credo che potrà essere utile poi al legislatore se oggi riterrà di dover prendere in mano una legge quadro nuova che serva per tutta la nostra nazione. Ebbene, quando si dice che l'articolo 42, più gli emendamenti di sintesi sono in qualche misura un pasticcio credo che sia una cosa sbagliata e non corretta, l'articolo 42 abbiamo ritenuto di introdurlo in Commissione perché ci siamo resi conto che qualora non avessimo introdotto questa norma transitoria i comuni sarebbero stati costretti con l'approvazione di questa legge a ricominciare daccapo anche se avessero quasi concluso l'iter di approvazione del loro piani urbanistici comunali. Abbiamo detto noi dobbiamo mandare avanti questa legge e la dobbiamo mandare avanti dando ai comuni una grande e feconda risposta. Questo è stato il motivo per cui questo articolo è nato, qualcuno sostiene che la conclusione dell'iter deve riguardare tutti province, comuni, e anche Regione. Bene, io credo che sotto questo profilo i ragionamenti dobbiamo cercare di farli un tantino approfonditi io credo che sia giusto e corretto...

PRESIDENTE. Per cortesia chiedo all'Aula di ascoltare con attenzione l'onorevole Pirisi. Grazie.

PIRISI (P.D.). Su questa legge purtroppo c'è stata tanta gente che non ha voluto ascoltare e non si è voluta confrontare però credo che sia utile invece l'ascolto reciproco, magari anche con qualche interruzione, che non è un problema di poco conto comunque… è sintomatico il fatto che spesse volte voi che dovevate opporvi a questa legge, come anche adesso, non ci siate per dire qualche cosa, per opporvi concretamente, è un atteggiamento distruttivo, è un atteggiamento che non porta a nessun beneficio a nessuno. Bene, tornando al merito dell'articolo 42, io credo che sia veramente importante che tutto ciò che è stato iniziato possa essere concluso, tra le cose iniziate che noi abbiamo, in Sardegna per esempio, c'è il Piano paesaggistico regionale, è stato scelto, poteva essere fatto in più fasi, l'abbiamo fatto e abbiamo scelto di farlo in due fasi, perché? Perché per la parte delle coste c'era necessità di un intervento che fosse veramente che mettesse una pezza al disastro che si stava provocando era indispensabile, era assolutamente necessario far questo. Oggi dobbiamo completare con la parte seconda del Piano paesaggistico regionale, io credo che sia giusto e corretto, credo anche che le leggi, le norme, le normative, debbano essere fatte sempre con il massimo della condivisione perché quando qualcuno afferma che una certa legge ed un certo provvedimento è buono e che l'intenzione che si ha è quella appunto di varare uno strumento perché è corretto che debba essere varato in un certo modo, io ritengo che sia bene che il provvedimento venga condiviso con tutti. Quindi, oggi l'emendamento di sintesi è un emendamento che contiene all'interno alcuni aspetti che nella Commissione non erano stati esaminati, che non rispondono appieno a quello che era il pensiero che la Commissione aveva assunto e che non è neanche il pensiero condiviso di larga parte di questo Consiglio allora, che fare? La maggioranza ha il compito di traghettare questa legge alla propria conclusione ma è necessario per questo che non si cerchi di violentare quella che è la volontà complessiva del Consiglio regionale e si deve cercare di avere un atteggiamento corretto, rispettoso reciprocamente perché badate qualcuno a volte dice: c'è un atteggiamento da uomo solo… solo due secondi, questo atteggiamento è sbagliato che sia a Milano, che sia in Veneto, che sia a Roma e anche se fosse in Sardegna. Per cui ritengo, Presidente, e ho concluso, che qui in questa legge in questo articolo abbiamo qualche emendamento che mi pare che sia complessivamente corretto, ma che ha bisogno di qualche piccolissima correzione per poter essere approvato con il consenso di tutti.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pirisi, parere del relatore sugli emendamenti, emendamento numero 114 ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Presidente, mi deve consentire, probabilmente c'è stata qualche incomprensione, nel senso che quando si è iniziati a parlare si pensava che fosse direttamente sull'emendamento e non sull'articolo e non abbiamo badato a quando era la prenotazione. Io mi sono prenotato naturalmente tenendo conto la prima ipotesi, ma avrei avuto, se fossi stato più edotto, sicuramente interesse di intervenire direttamente sull'articolo. Se questo è ancora possibile, non crea problemi vorrei poterlo fare.

PRESIDENTE. Io so che il Presidente ha detto, comunque, ho sentito…

(Interruzione del consigliere Lai Silvio)

Sì, è stato detto è stato ricordato…

(Interruzione del consigliere Lai Silvio)

Onorevole Lai, attiene anche alla… scusate se sovrapponiamo le voci non ci capiamo, per cui, mi scusi, onorevole Lai, intervenga prego.

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Lai. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (P.D.). Presidente, sia il primo dei tre relatori che il secondo dei tre relatori hanno dichiarato la propria votazione tant'è vero che Pinna ha detto che votava contro l'emendamento e Uras ha detto che votava contro l'emendamento. Ora siccome i due che hanno parlato prima…

(Interruzione il consigliere Uras)

A favore… no, contro l'emendamento abrogativo e a favore dell'emendamento di sintesi per la precisione, sto parlando tuo favore. Siccome questo è successo e tutti quanti hanno capito questo, è evidente che la comunicazione all'inizio dei lavori sull'articolo 42 non è stata chiara e molti di noi che volevano intervenire non sono intervenuti pensando che fossero dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. D'accordo, onorevole Lai. Io ho iscritti a parlare l'onorevole Salis, Ladu e Pittalis. L'onorevole Masia, prego onorevole Masia riprendiamo sulla discussione generale e dopo di lei interverrà l'onorevole Salis, Ladu e Pittalis.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo

acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io devo dire proprio per quella che sono le affermazioni che ho fatto, Presidente, stavo iniziando proprio con l'affermare che avremmo votato contro l'emendamento numero 144. Perché dico questo, perché quell'emendamento è un emendamento che se venisse annullato, se venisse diciamo azzerato, scusate se l'articolo venisse azzerato…

PITTALIS (F.I.). L'emendamento è ritirato.

MASIA (Gruppo Misto). Ma infatti sto parlando sull'articolo. Si provocherebbe immediatamente la impossibilità di integrarlo con alcuni emendamenti aggiuntivi che poi con un'unica sintesi sono stati presentati dalla Giunta. Quando l'onorevole Pileri ha detto che cominciava a capire quello che stava avvenendo nella maggioranza, io ho pensato che finalmente avremo avuto da parte dell'opposizione, anche se nella parte finale di questa legge, la possibilità di un contributo costruttivo che durante tutto il dibattito, certamente l'onorevole Pileri non lo può negare, da parte dell'opposizione non c'è stato. Io credo che nessuno di noi può negare che stiamo portando in porto una legge è una legge che sicuramente non durerà poco tempo, durerà al minimo come è durata quella che l'ha preceduta, una legge che sul governo del territorio fortemente noi abbiamo sentito il dovere, noi socialisti in particolare, che venisse portata avanti e deve restare anche agli atti quello che sto affermando perché nessuno può negare davvero che noi socialisti e non da soli abbiamo fortemente voluto che questa legge venisse portata in porto e abbiamo contrastato coloro che invece la volevano o rinviare in Commissione o addirittura bocciare al momento del passaggio agli articoli.

E' molto meglio avere una legge, perché. Perché in questi anni nessuno può negare che essendo cambiato anche il livello di pianificazione molto di questa si è fatta anche quasi in vacanza di legge o con dei provvedimenti tampone che hanno portato a situazioni che nessuno di noi avrebbe voluto, e quando si dice che arrivando all'articolo 42 si arriva davvero a quello che è il nodo della discussione, il nodo della discussione è proprio perché nel momento in cui questo articolo prevede una norma transitoria per ciò che riguarda la possibilità ai comuni di portare in porto quella che è la pianificazione comunale, che possono, potrebbero avere in atto fino a questo momento, immediatamente e ci si ritrova in una situazione dove davvero quello che è il lavoro fatto da questo Consiglio, perché no anche della Commissione, perché no anche da coloro che durante il dibattito hanno operato, in qualche modo possa venire azzerato. Perché dico questo, dico questo perché se non teniamo conto che esistono livelli di pianificazione diversi, che esistono ruoli diversi quando si parla di comuni non può essere che vengano paragonati alle province e tantomeno non può essere né il comune né la Provincia paragonato alla Regione, e a nessuno può sfuggire, ha i poteri di fare leggi, di cambiarle, ma sicuramente in questo Consiglio credo che siamo tutti d'accordo non deve avere il potere di disattendere alle leggi. E se è vero che noi ci stiamo dando una legge urbanistica che colma quel vuoto di cui ho parlato, che dà la possibilità davvero di superare quelli che possono essere i contrasti che ci sono stati anche in questi anni e non soltanto in quella che è la maggioranza, beh io credo che allora davvero questo è un articolo importante e accolgo quello che è stato l'invito da parte del relatore, quando negli emendamenti precedenti ha invitato un po' tutti quelli che volevano nella visione di maggior ruolo della Regione del Consiglio in particolare rinunciare a quella che era la nomina di alcune componenti di quella Commissione che è pure importante, abbiamo rinunciato in quel momento ma non possiamo davvero rinunciare e credo che su questo sia d'accordo anche l'onorevole Pirisi a quello che è il ruolo che la Regione deve svolgere, il Consiglio regionale in particolare. Io credo che non possiamo rinunciare a quelli che sono i principi dettati da questa legge per cui ci sembra molto opportuno mettere in evidenza un aspetto: noi abbiamo letto l'emendamento di sintesi all'articolo 42, il punto due e il punto tre noi li condividiamo, condivideremo anche il punto uno se naturalmente quella che è l'opportunità di dare ai comuni la possibilità di portare in porto la pianificazione fino a questo momento sviluppata non venisse per questo riconosciuto lo stesso alla Regione, perché davvero contrasterebbe con tutti quelli che sono i principi che fino adesso noi abbiamo voluto salvaguardare nel portare avanti questa legge. Noi diciamo quindi che la parola Regione deve essere tolta fino all'approvazione del documento di programmazione territoriale, le province i comuni, non mi consta che le province abbiano pianificazione fino adesso sviluppata ma non guasta e non dà nessun fastidio continuare a parlare di province, ma si potrebbe togliere perché non ce ne lasciando soltanto la parola ai comuni noi andiamo allora davvero a ribadire quella che è la nostra posizione a trovare una giustificazione nel lavoro che abbiamo portato fino ad oggi e perché no anche la salvaguardia di quella unità che qui si è sicuramente cercato di salvaguardare e che questo ulteriore aspetto sicuramente ne verrà fuori più che valorizza.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). La ringrazio, signor Presidente. Il nostro Gruppo, o meglio il nostro intergruppo all'interno del Gruppo Misto dell'Italia dei valori e lo dico anche per confutare alcune notizie giornalistiche di stamattina, il nostro Gruppo ha lavorato sia il sottoscritto che il collega Uggias, abbiamo partecipato a quasi tutte le riunioni di commissione tecnica, abbiamo partecipato a quasi tutti se non tutti gli incontri che sono stati fatti e abbiamo dato un nostro contributo e vogliamo continuarlo a dare e continueremo a darlo il nostro contributo perché questa legge, che è stata migliorata in Aula possa arrivare alla definitiva approvazione, auspicabilmente nella giornata di oggi o di domani. Perché abbiamo fatto un ottimo lavoro, abbiamo approvato, è stato fatto un conteggio matematico, circa il 95, 96 percento della legge, rimane un nodo politico e alcuni nodi politici che devono essere sciolti - uno è più intricato degli altri - alcuni sono stati già ampiamente sciolti, e quindi ci sono tutte le premesse perché noi chiudiamo veramente, con l'approvazione di questa legge, un periodo importante di impegno per dotare la Sardegna di una legge innovativa che sia rispondente alle nuove esigenze di un Governo moderno, serio ed equilibrato del territorio della Sardegna. Anch'io non ho mai detto che la legge numero 45 sia stata una pessima legge, anzi, però, lo ribadisco qui, è una legge datata, ed è una legge, mi dispiace che non ci sia il collega Floris, è una legge, la numero 45, che ha avuto bisogno di quasi due anni, se non ricordo male, per la sua approvazione, perché cadde anche, se non sbaglio, se non ricordo male ancora, in un passaggio di legislatura e, soprattutto, ebbe bisogno di numerosi regolamenti di attuazione, di alcune leggi di precisazione, non trovo il foglio ma me le sono anche segnate quelle leggi che poi vennero proprio promulgate dal Consiglio regionale, perché una legge urbanistica, di per sé, per la complessità dei temi che affronta e per l'eterogeneità e il numero elevatissimo di interlocutori a cui si rivolge, è di per sé, per definizione, una delle leggi più complesse. La legge numero 45 ebbe questa necessità; io non voglio assolutamente negare, perché sono abbastanza realista e pragmatico, che anche per quel che riguarda la legge che stiamo discutendo oggi, in questo periodo, in Consiglio regionale, sia necessario fare dei correttivi. Ma non è che perché sarà necessario fare dei correttivi stiamo approvando una legge inutile, una legge pasticciata, non è così, stiamo approvando una legge complessa, difficile, su cui abbiamo attivato un'interlocuzione molto elevata con i ceti, i gruppi che hanno più interesse all'approvazione di questa legge, alla definizione, alla modernizzazione di questa legge, e lo stiamo facendo, e lo stiamo facendo bene, lo stiamo facendo bene! Adesso, dicevo, noi dobbiamo concluderla, cari colleghi del Consiglio, ma, soprattutto, cari colleghi della maggioranza, noi abbiamo la necessità di chiudere, di approvare questa legge. Io non vorrei fare la fine, o questa maggioranza non può fare la fine, signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, non può fare la fine di quel maratoneta, di Dorando Pietri, ve lo ricordate, che fece una gara eccezionale, staccò tutti gli avversari, sotto gli applausi, a due metri dal traguardo si sentì male e non concluse la sua gara, e, anzi, venne squalificato perché un giudice di gara lo aiutò per un metro a superare il traguardo; noi non siamo e non dobbiamo metterci in questa situazione. Questa è una legge, per l'importanza che ha per lo sviluppo della Sardegna, non solo dal punto di vista urbanistico dei metri cubi, come si intende spesso, perché spesso la legge urbanistica viene intesa erroneamente, a mio avviso, solamente dove si può costruire, dove si può realizzare, dove si può fare qualche soldino eccetera, la legge urbanistica, così come i PUC, i Piani urbanistici comunali, sono il disegno politico e amministrativo che individua le linee di sviluppo del paese, e oltre alle volumetrie, deve pensare anche alla valorizzazione dei beni che quelle regioni hanno, di come individuarne le strategie per la valorizzazione, di come, soprattutto, cercare di tutelarne i valori principali. Ecco perché io penso che nel successivo emendamento all'emendamento numero 42, penso prima di tutto che abbiamo bisogno, per quello che dicevo prima, di norme transitorie, e quindi è chiaro che l'emendamento numero 114, che è stato giustamente ritirato, non rispondeva a questo bisogno, però avremmo la necessità di discutere, con molto senso di responsabilità e con maturità politica importante, l'emendamento numero 304, che è il nodo complessivo del problema, è inutile che ce lo nascondiamo, ormai è il segreto di Pulcinella, e non ha senso stare lì a nascondere difficoltà che nascono non da interessi di basso profilo, perché entrambe le tesi, o meglio, tutte le tesi che vanno a sostegno di diverse visioni di alcuni elementi compresi nell'emendamento numero 304, hanno tutte, le visioni, hanno una loro legittimità, tutte! E partono da una visione alta delle prospettive per comuni, province e regione, di poter completare le proprie procedure, sia di carattere urbanistico che di approvazioni di piani o di programmi già definiti, e in questo c'è il discorso della seconda parte del PPR. La seconda parte del PPR, siccome questa maggioranza si è posta l'obiettivo di approvare il PPR, è lapalissiano che la seconda parte del PPR non è che può essere considerata un qualcosa di non definibile l'non, la seconda parte del PPR dev'essere fatta, dev'essere portata avanti perché noi abbiamo preso l'impegno di completare, o meglio, di dotare la Sardegna, dopo la bocciatura dei Piani paesaggistici e secondo le disposizioni nazionali di un Ministro di un ex Governo Berlusconi, cioè del Ministro Urbani, dobbiamo dotare la Sardegna di un Piano paesaggistico, la Sardegna! Non un pezzo di Sardegna. Il problema è qui, e qui mi richiamo al necessario senso di responsabilità, perché badate, io considero l'approvazione di questa legge una sorta di preparazione atletica per il prossimo campionato che ci aspetta, per riuscire a battere legittimamente, senza nessuna acrimonia, riuscire a battere i nostri colleghi che stanno alla mia sinistra, ma che sono del centrodestra. E' un modo di prepararci, di partire, già dall'approvazione di questa legge, in un modo, con un entusiasmo, con una forza e con uno spirito di squadra che ci darà più strumenti per poterle battere, perché quello che noi dobbiamo recuperare appieno, e dovremmo farlo da oggi, su questa legge, perché poi dovremo farlo nuovamente sulla manovra finanziaria, importantissima, che dovremo approvare da qui a breve in questa stessa aula. Se recuperiamo questo spirito di squadra, se consideriamo questa legge uno degli elementi che può rinsaldare l'unità, la forza della coalizione, della squadra di "Sardegna insieme", io sono convinto che stiamo mettendo delle fondamenta molto forti, molto resistenti ai successivi passaggi che avremo da fare. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io credo che se il centrosinistra, come diceva Salis poc'anzi, punta all'approvazione di questa legge per rinsaldare la maggioranza e per vincere le elezioni, credo che stia facendo un vero errore strategico. Però, io non credo che oggi noi dobbiamo parlare dei prossimi equilibri e dei prossimi risultati elettorali, noi stiamo parlando di una legge che purtroppo è una legge che poi, praticamente, dovranno subire tutti i sardi, una legge che esula sicuramente da quelle che possono essere le competizioni elettorali future. Allora, io credo che facendo una riflessione sugli ultimi scampoli di questa legge, effettivamente mi rendo conto che c'è una guerra all'interno della maggioranza, e all'interno di questa maggioranza, praticamente, si registra una ulteriore vittoria della Giunta nei confronti del Consiglio regionale. E questo, sì, mi preoccupa, no mi preoccupa quello che può succedere domani, insomma non lo so, gli elettori stabiliranno chi dovrà governare, però mi preoccupa che questa legge, poi, sarà la legge che i sardi avranno, spero per non molto tempo. Però, io credo che questa ulteriore vittoria della Giunta sul Consiglio regionale rischia di essere un errore da parte della Giunta stessa, perché stravincere spesso non va bene, insomma, credo che sarebbe bastata una vittoria, ma una stravincita credo che non sia la medicina migliore. Allora io mi riferisco soprattutto al comma primo dell'emendamento numero 304, che è quello centrale diciamo, quello che ci ha fatto discutere per mesi, e che è quello che effettivamente sta mettendo ancora in difficoltà quelli che sono gli equilibri, credo, della maggioranza, ma comunque di tutto il Consiglio regionale. Allora, io credo che, colleghi della maggioranza, che praticamente il comma 1 dell'emendamento che si sta approvando, praticamente ridà, assieme alle province e ai comuni, alla Giunta regionale la possibilità di fare provvedimenti, ancora prima che venga approvato il di DPT. Quindi, è chiaro che per noi ha una sola logica questo, la sola logica che guida questa Giunta è praticamente che si vuole approvare la seconda parte del piano paesaggistico regionale, e quindi il piano paesaggistico per le zone interne, ancora prima che venga approvato lo strumento importante, che è anche l'espressione dell'Assemblea consiliare, quale il DPT, per poi fare un provvedimento prima ancora che avvenga questa approvazione. Allora io credo che questo sia veramente un danno per la Sardegna, perché io credo che il primo piano paesaggistico regionale ha visto le zone interne penalizzate a seguito di questo provvedimento legislativo, e noi, credo, chissà se i sardi ne avranno già abbastanza di questa legge, di questo modo di legiferare. Io credo che sarebbe un errore, un danno per le zone interne estendere il piano paesaggistico regionale anche alle zone interne, perché lì c'è un'economia che è sofferente, c'è una situazione di grande disagio economico e sociale, e io non credo che questa legge, quest'estensione del piano paesaggistico regionale possa, oggi, migliorare la situazione nell'interno, ma io credo che questo purtroppo cadrà come una mannaia nei confronti di queste popolazioni. Però, io volevo fare anche una piccola riflessione nei confronti di chi dice: "Ma se noi non avessimo approvato, se non approviamo questa legge urbanistica, praticamente c'è una vacatio legis, e quindi ci saranno chissà quali problemi dal punto di vista urbanistico e ambientale in Sardegna.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue LADU.) Ma, io credo che questo non sia assolutamente vero perché, come è stato sottolineato in qualche intervento precedente, ci sono delle leggi importanti ancora in vigore, che sono la legge 45 e la legge 23, che credo che non succeda nulla se questa legge urbanistica non venisse approvata, anzi devo dire che probabilmente, considerato che a parer mio e a parer nostro questo è un arretramento nei confronti di queste leggi importanti, che ci sono già e che sono in vigore, io non credo che questo sia un grande risultato da sbandierare, e soprattutto un risultato che favorirà la crescita economica e sociale della Sardegna. Allora io credo che è vero che è una legge datata, però bisogna vedere quali sono i contenuti della legge, perché se noi, per dire, avessimo adeguato questa legge, che appunto è datata, a quelle che sono le nuove disposizioni legislative che sono avvenute in campo urbanistico, non solo urbanistico, che sono la riforma del Titolo quinto della Costituzione, che sono il decreto Urbani, che sono le nuove norme comunitarie. Io credo che, è vero, c'era bisogno di una rivisitazione della legge, però andava fatta sulla base di queste innovazioni importanti che ci sono state, ma non mi pare che noi stiamo andando in questa direzione, perché lo stesso decreto Urbani non da una maggiore competenza, che così si sta dando alla Giunta. Ecco, noi stiamo utilizzando questa integrazione alla legge, questo adeguamento alla normativa regionale, a queste disposizioni nazionali ed europee, ma per rafforzare il potere della Giunta regionale. Ecco, credo che sia proprio questo il limite della legge che noi stiamo approvando. E io, davvero, ancora invito i colleghi di maggioranza, insomma, quelli che hanno dimostrato una maggiore autonomia per quanto riguarda il giudizio che sia ha di questa legge, ad avere un atteggiamento che sia rispondente a quelle che sono realmente le idealità e la volontà del Consiglio regionale stesso. Faremo un grave errore se noi, o meglio, se la maggioranza, o una parte della maggioranza della Regione, praticamente cedesse alle pressioni che ci sono per quanto riguarda le prossime scadenze regionali. Io mi auguro che il voto che verrà fuori da questa legge sia un voto di coerenza, un voto che rispetti la volontà di questo Consiglio regionale, tutta la volontà, e che non sia veramente condizionato dalla volontà di una parte della maggioranza, e che soprattutto è fortissimamente dipendente da quello che succederà tra i prossimi mesi in ragione. Grazie.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, ad evitare inutili appesantimenti di un dibattito già di per sé davvero notevolmente gravoso, io le sottopongo preliminarmente il problema relativo all'ammissibilità degli emendamenti che costituiscono il corpo essenziale della norma in discussione. Ed in particolare, prendendo le mosse dall'emendamento numero 268, che sostituisce integralmente l'articolo 42 della proposta di legge, viene presentato un emendamento, appunto, all'emendamento numero 268, un emendamento aggiuntivo, che non ha assolutamente alcuna attinenza con la materia oggetto dell'emendamento numero 268; e quindi, da questo punto di vista, ritengo che sia assolutamente inammissibile, e rispetto al quale chiediamo che la Presidenza ne disponga la espulsione. E, con sequenzialmente, anche l'emendamento numero 304, che è un emendamento di sintesi, contiene al punto 3) una previsione, che ricollegandosi all'emendamento numero 297, inammissibile, non può costituire oggetto dell'emendamento di sintesi. Quindi, anche per risparmiare ai colleghi di potermi ascoltare su argomenti che possono anche non avere attinenza col dibattito, chiedo, preliminarmente, signor Presidente, che si dia risposta su questi aspetti.

PRESIDENTE. Sì onorevole Pittalis, abbiamo fatto una ulteriore verifica rispetto a quella già fatta nel momento in cui questi emendamenti sono stati inseriti e ritenuti ammissibili, la verifica è la seguente: l'emendamento numero 268 parla di pianificazioni in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. Le pianificazioni in corso sono quelle in corso inclusi i piani di utilizzo dei litorali, che è una delle pianificazioni in corso che l'emendamento numero 268 che parla di procedure relative alla pianificazione di propria competenza, secondo la procedura previgente, è fra le procedure che sono avviate, che sono in corso e che sono nella fattispecie di questa norma transitoria, si precisa ad ogni buon conto, facendo riferimento alla legge numero 9 che è poi quella alla quale si fa riferimento e da cuui si avviano le procedure che costituiscono il riferimento legislativo di carattere generale. Quindi questo è il motivo per il quale gli emendamenti si ritengono collegati, collegabili e compatibili e non contenenti materie nuove, non previste nell'emendamento da cui originano, che è il numero 268.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Mi dispiace, questo è un punto fermo sul quale non siamo d'accordo e preannuncio che seguiremo tutti gli strumenti a nostra disposizione fino a raggiungere le magistrature, perché riteniamo che sia un uso non corretto Presidente! Qui si sta introducendo un principio che è quello che la maggioranza o la Giunta, al bisogno, possano proporre quello che gli pare, qui non c'è nessuna attinenza, Presidente, cosa significa, leggo testualmente al punto 3: "i piani di utilizzo dei litorali conseguono fra l'altro l'obiettivo della salvaguardia della tutela dei litorali, dove sta scritto nell'articolo 42? Dove sta scritto nell'emendamento numero 268 che modifica l'articolo 42? Presidente, siccome so che lei è persona seria, così come sono seri i collaboratori che la affiancano, però mi creda che non c'è un'opposizione così distratta da non capire che si sta facendo un qualcosa che non è coerente con le norme del nostro Regolamento e non è assolutamente coerente con il sistema di principi costituzionali e statutari che devono, anche in questo caso, salvaguardare non questioni che attengono all'opposizione ma che attengono alla stessa aderenza ai principi di correttezza e legalità del funzionamento di quest'Aula. Ecco perché, sommessamente, Presidente io… se è il caso di fare una ulteriore valutazione, perché si noti che il punto 3 di riflesso…

PRESIDENTE. Lei si riferisce al punto 3 dell'emendamento numero 304 in modo specifico.

PITTALIS (Gruppo Misto). Certo Presidente, perché poi, alla fine, il suo ragionamento mi sta bene Presidente nell'ottica di quello che… però quando andiamo a leggere c'è tutta una parte di nuova elaborazione rispetto alla quale noi andremo a discutere la finanziaria, se passa questo principio Presidente io me lo segnerò perché vorrà dire che utilizzeremo questo stratagemma per ogni questione.

Quindi, se c'è anche bisogno di un maggior approfondimento non c'è nessun problema ma riteniamo davvero nell'interesse questa volta, non di una posizione dell'opposizione della minoranza in Consiglio, ma della salvaguardia di norme e princìpi a tutela di tutto il Consiglio stesso.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis, come sa non è mia abitudine non tener conto delle osservazioni che vengono fatte e che vengono fatte dall'opposizione ,penso che l'Aula quando discutere e decide non debba avere l'ipotesi di utilizzo di sedi diverse che non siano dal nostro legislativo anche perché non mi sembra proprio il caso. Fra l'altro, secondo me, l'obiettivo della salvaguardia della tutela dei litorali e dell'ambiente è contenuto già nel dispositivo della legge cui facciamo riferimento quindi non facciamo che riportare e riferire quanto la legge definisce nella predisposizione dei PUL per cui può essere persino pleonastico e pletorico questo inciso in questa legge, perché per quanto mi riguarda i PUL devono, fra le altre cose, naturalmente tendere alla salvaguardia, alla valutazione e alla tutela degli ecosistemi, quindi rischiamo di fare una questione tutto sommato su un aspetto neppure fondamentale quindi, se questo è il punto, penso che lo possiamo risolvere in questo modo.

Facciamo due minuti di sospensione in aula in attesa che tra i relatori e la Giunta si arrivi ad una conclusione.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 44, viene ripresa alle ore 13 e 47.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sì, Presidente. La nostra proposta è quella di mantenere il terzo comma limitatamente all'ultimo capoverso, che rappresenta in tutto e per tutto la salvaguardia per le procedure in corso che è il succo dei ragionamenti che furono fatti anche nelle sedute precedenti. Per quanto riguarda la prima parte che è ripetitiva di fattori generali già insiti nelle direttive e nelle finalità generali della legge possiamo anche ometterlo mantenendo il contenuto della transitorietà cioè questa capacità di mantenere in validità i percorsi in atto nella definizione dei piani di utilizzo dei litorali anche disgiuntamente rispetto all'approvazione del PUC anche per non vanificare il lavoro che è stato fatto. Se siamo d'accordo su questa posizione si intende votare l'ultimo capoverso che è la parte sostanziale.

PRESIDENTE. Grazie. Allora, onorevole Pittalis, la sua osservazione viene accolta, viene ritenuta opportuna.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, volevo solo chiarire: il richiamo alle magistrature superiori non è segnalare alla procura: significa semplicemente trovare gli strumenti di salvaguardia di ruolo dell'opposizione, che non significa magistratura in senso tecnico. Ecco, volevo solo chiarire questo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis, per avere chiarito un aspetto che poteva sembrare ambiguo. Quindi l'onorevole Pittalis accetta questa ipotesi che è stata formulata dall'Assessore relativamente al comma 3 dell'emendamento numero 304.

LA SPISA (F.I.). Quindi il testo sarebbe?

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo

acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (Gruppo Misto). Sì, però non ho compreso quale sia la formulazione letterale della proposta dell'Assessore…

PIRISI (P.D.). A partire da "PUL" rimane in piedi l'ultimo periodo.

UGGIAS (Gruppo Misto). Rimane in piedi l'ultimo capoverso, sì. L'ultima frase. Grazie, Presidente. L'articolo che abbiamo in discussione, come tutte le norme transitorie ha una rilevanza sostanziale rispetto al contenuto della legge, non tanto per quella che sarà la legge e l'applicazione della legge, quanto per quello che è il destino delle procedure in corso, e noi non possiamo dimenticare che ci sono in tutti i comuni procedure relativamente all'approvazione e non solo di piani urbanistici comunali ma anche di una pianificazione secondaria, come quella dei piani di zona, come quella dei piani attuativi, che in mancanza di questa norma potrebbe essere interrotta nel senso che viene ad essere applicabile una nuova disciplina, che è quella che abbiamo in corso e che pertanto automaticamente farebbe decadere tutta l'attività compiuta, tutto l'iter formativo, procedurale è formativo in essere fino alla pubblicazione della legge. E non è, lo dico richiamando l'attenzione dei colleghi, non è neanche evitabile quest'errore pensando di lasciare intatto il testo che è stato licenziato dalla Commissione nell'articolo 2 che prevede che il completamento delle procedure in corso sia limitato all'adeguamento della pianificazione comunale alla vigente pianificazione regionale paesaggistica. Perché proprio a prescindere dalla pianificazione paesaggistica esistono queste procedure che hanno l'esigenza di essere completate pena il riinizio e quindi l'azzeramento e il rinnovo totale di tutte le procedure in corso che sono spesso partecipate e vedono una proposta, che vedono una pubblicazione, che vedono un'adozione, la fase delle osservazioni tutta una serie di fasi che delicatamente… che progressivamente sono state attuate da tutti i comuni. Credo che la mia osservazione relativamente ai comuni debba essere considerata anche un'anticipazione rispetto a quella proposta che veniva formulata dai banchi del centrosinistra relativamente ad una distinzione di atteggiamento da avere nei confronti delle procedure in corso dei diversi enti. Perché se è vero che queste procedure possono essere salvaguardate in funzione del lavoro svolto dai comuni, che non sono certamente partecipi di questa legge, se non in termini consultativi, lo stesso discorso non può farsi per la Regione. Perché la Regione con questa legge si sta dotando di uno strumento urbanistico ed è per prima la Regione che deve dare l'esempio adeguando la propria attività formativa, la propria programmazione alle leggi che si sta dando, cioè noi non possiamo porre in essere una contraddizione dicendo che fino a quando non verrà attuato un determinato percorso noi stessi rinneghiamo le leggi che ci stiamo dando. Ecco perché noi non possiamo avere lo stesso atteggiamento in termini transitori nei confronti dei diversi enti. Concludo, Presidente, dicendo che ho visto che c'è un emendamento da parte della Giunta che fa sintesi anche di un emendamento da me presentato unitamente al collega Masia. Dico che mi rimetto alla Presidenza al momento opportuno relativamente al ritiro o meno a seconda del fatto che possa esserci un ritiro dell'emendamento da parte della Giunta o una votazione per parti, a quel punto sarò io stesso, eventualmente, a ritirare l'emendamento o a chiedere una votazione per parti. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa… prego… poi siamo in dichiarazione di voto, onorevole La Spisa, intanto scusi parere, scusi onorevole La Spisa facciamo dare al commissario il parere sugli emendamenti… Sull'ordine del lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). I pareri non si danno?

PRESIDENTE. Ci sono ancora, c'è ancora il Presidente della Regione che aveva chiesto di parlare, poi la discussione generale è finita con l'intervento del presidente Soru.

Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SORU (P.D.), Presidente della Regione. Grazie, signor Presidente, alcune parole su quest'articolo in modo particolare anche se è la prima volta che intervengo in Aula su questa legge. Il governo del territorio credo che sia stata una cosa particolarmente importante, direi fondamentale, di questa maggioranza e di questo Governo regionale, una cosa che rimarrà al di là di questa legislatura, una cosa che credo abbia contribuito a far crescere la coscienza dei sardi nel valore del patrimonio ambientale e della tutela del territorio. Se n'è discusso in questi anni, si è arrivati a pensare che ci sarebbe stata la rivolta dei sardi su quello che avevamo fatto fino ad adesso. Poi è risultato che appena il 17 percento dei sardi si sia presentato al recente referendum per dichiarare il proprio dissenso sulla legge numero 8 e sul conseguente piano paesaggistico regionale. L'articolo 42, o meglio il governo del territorio vuole ben presente la programmazione di livello più alto attraverso il piano paesaggistico regionale che si occupa di una funzione di un compito che è addirittura prerogativa, compito primario dello Stato, e che la Regione ha svolto d'intesa con lo Stato. Quel tipo di programmazione deve essere ora completata dalla programmazione del territorio, dalla legge urbanistica, dalla legge che discutiamo oggi, è un suo complemento non può essere in alcun modo una sua sostituzione o una sua negazione di quanto fatto finora. E di fatto con l'articolo 42, opportunamente questa legge, sta prevedendo la possibilità che quanto fino adesso avviato possa essere completato, in particolar modo nel testo emerso dalla Commissione questo viene specificato per i comuni, ma con l'articolo 44, appena dopo, è altrettanto chiaro che questo principio di continuazione delle attività finora avviate valga anche per la Regione e quindi non solo per tutta la programmazione regionale, mi riferisco al piano dei trasporti, al piano di assetto idrogeologico, al piano generale dei rifiuti ma in particolar modo per il piano paesaggistico regionale. E allora l'articolo 44 chiarisce che la Regione può in qualunque momento- la Giunta regionale - portare avanti il procedimento già avviato di approvazione della seconda parte del piano paesaggistico regionale perché questo è contenuto nelle linee guida, che sono state anche discusse in Consiglio regionale, questo è contenuto nella mozione che il Consiglio regionale ha approvato. E allora credo che la discussione sull'articolo 42, così come l'ho sentita fino ad adesso, a stamattina in Aula sia una discussione forse su un malinteso, o una discussione che rischia di creare un malinteso, e cioè: la Giunta regionale può proseguire nell'approvazione della seconda parte, di avviare quanto meno le consultazioni i passaggi intermedi che sono previsti. L'articolo 44 ci dice di sì e io credo fortemente di sì. Se non venisse specificato anche nell'articolo 42 entreremo in una poca chiarezza, che credo non ci giovi. Vorrei anche dire che uno dei punti di forza di questa legge urbanistica che stiamo discutendo è lo sforzo che fa di chiarezza, di semplificazione, di certezza del diritto per i cittadini, allora quella chiarezza, semplificazione, certezza di diritto che abbiamo cercato di trasferire in capo ai cittadini la dobbiamo anche mantenere al nostro interno e quindi mantenere questa chiarezza; la chiarezza dal punto di vista della Giunta regionale è certamente che il procedimento possa essere terminato, perché se così non fosse vorrebbe dire che non solo stiamo negando quando fatto fino adesso, ma stiamo anche negando un risultato recente del referendum che ha visto non disconosciuta la legge numero 8 e quindi la delega in capo alla Regione di completare, di fare l'intero piano paesaggistico e non solamente per un pezzo della Regione. Per terminare: il piano paesaggistico regionale è stata una parte fondamentale di questa legislatura disconoscerlo in qualunque modo è un fatto naturalmente grave, direi anche di più, che dovrà essere presto nella giusta considerazione da parte di tutti noi.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole La Spisa, prego, sull'ordine dei lavori... va bene, colleghi, siccome sono le 14 e abbiamo una serie di colleghi che intervengono per dichiarazione di voto, e quindi siamo in una fase di votazione di cui è difficile prevedere la durata, propongo di sospendere i lavori a questo punto e di riprendere questo pomeriggio alle ore 16 e 30 con le dichiarazioni di voto, così come con alcune iscrizioni che sono già avvenute, e convoco una breve Conferenza dei Capigruppo, adesso, per ragionare su come procedere questa sera sull'ordine dei lavori.

SANJUST (F.I.). Presidente, prosecuzione o no?

PRESIDENTE. No, non c'è prosecuzione. La seduta è tolta... onorevole Caligaris, su che cosa? Ho tolto la seduta, lei è iscritta per dichiarazione di voto...

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi scusi se mi permetto, Presidente, però l'aula risulta assolutamente schermata. Si sta verificando, però, che mentre per alcuni funziona la schermatura, per altri non funziona, allora le volevo chiedere intanto se è vero che l'aula è stata schermata e se...

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, poi glielo chiedo, non è scritto da nessuna parte che l'aula debba essere collegata, siamo schermati solo parzialmente perché lo strumento è scarsamente efficace, lo renderemo più efficace, però non mi sembra un argomento di discussione. E' così, alcuni telefoni non possono ricevere perché l'apparecchio è rivolto solo ad alcuni, ma adotteremo un'apparecchiatura più consona. Grazie, la seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 04.



Allegati seduta

CDLXXIII Seduta

Martedì 25 novembre 2008

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente SPISSU

Indi

Del Vicepresidente GIAGU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 11.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 11 novembre 2008 (464), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Gessa, Randazzo Alberto, Rassu, Scarpa e Serra hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 25 novembre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Comunicazione del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 1°, 4, 6, 28 agosto 2008 e 3, 4, 9, 12, 16 e 24 settembre 2008.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interrogazione Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Milia, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche inerenti il personale infermieristico della ASL n. 1 di Sassari". (1435)

"Interrogazione Liori, con richiesta di risposta scritta, sullo svolgimento di n. 2 concorsi indetti dall'ASL n. 6 di Sanluri rispettivamente per la copertura di un posto a tempo indeterminato di dirigente del ruolo professionale di avvocato e di un posto a tempo indeterminato di dirigente analista ruolo tecnico". (1436)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla carenza di personale infermieristico nei vari reparti degli ospedali di Alghero, Sassari e Ozieri". (1437)

"Interrogazione Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Milia, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei trasporti pubblici locali nel Sarcidano, Barbagia di Seulo, Mandrolisai e Trexenta". (1438)

"Interrogazione Liori, con richiesta di risposta scritta, in ordine al risarcimento danni alle vittime dell'alluvione del 22 ottobre 2008 a Capoterra". (1439)

"Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sul servizio di mobilità sociale". (1440)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulle indecenti condizioni dei pullman dell'ARST utilizzati nella tratta da Sassari a Oristano, Nuoro e Cagliari". (1441)

"Interrogazione Pittalis - Capelli, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata corresponsione dei finanziamenti a favore dell'Associazione istituzione libera università nuorese (AILUN)". (1442)

"Interrogazione Pisu, con richiesta di risposta scritta, sulla linea comportamentale adottata dalle amministrazioni dei Consorzi interprovinciali per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e dal Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari nei confronti dei lavoratori". (1443)

"Interrogazione Pisu, con richiesta di risposta scritta, sulla preoccupante situazione che riguarda i migranti ospitati presso il Centro di prima accoglienza di Elmas (CA)". (1444)

"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sul ritardato pagamento delle indennità compensative previste per l'anno 2008". (1445)

"Interrogazione Ladu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'università nuorese". (1446)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Mozione Lai Renato - Atzeri - Artizzu - Vargiu - Ladu - Capelli - Amadu - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - Licandro - Liori - Maninchedda - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Matteo sull'annunciato licenziamento, a seguito delle procedure di internalizzazione, del personale dipendente delle imprese che, per conto di Abbanoa Spa, gestiscono gli impianti di depurazione e potabilizzazione, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (209)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A.

Siamo alle battute finali della legge sul governo del territorio. Avevamo sospeso il nostro lavoro la settimana scorsa sull'articolo 35, emendamento numero 109, ritirato, e emendamenti numero 301, 277 e 261. Avete il fascicolo aggiornato.

L'emendamento numero 109 dell'onorevole Pileri è stato ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 301 della Giunta regionale.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.). Signor Presidente, per esprimere...

PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi di prendere posto e magari di seguire i lavori? Onorevole Dedoni, grazie. Possiamo chiedere ai colleghi che si accomodino al loro posto? Grazie. Onorevole Pinna, prego.

PINNA (P.D.). Per esprimere il parere positivo sul numero 301, il numero 301 integra l'emendamento numero 261 e rappresenta la sintesi che è stata raggiunta e che in qualche modo garantisce sia la funzionalità della Commissione per il paesaggio di cui abbiamo avuto modo di discutere più volte in Commissione, sia anche un giusto passaggio all'interno della Commissione consiliare che sulla base dell'istruttoria fatta appunto dalla Giunta regionale esprime anche un parere sulle nomine che vengono proposte. Mi sembra che in questo modo continua lo schema che ci siamo dati con la legge statutaria, nel senso che la funzione del Consiglio diventa sempre di più una funzione di controllo ancorché affidata anche in questo caso alla Commissione di merito, però proprio per la complessità che la scelta comporta, abbiamo pensato che la fase di istruttoria proprio perché sulla rielaborazione anche prevista dal numero 301 le terne devono essere espresse da una pluralità di soggetti, deve passare necessariamente attraverso il vaglio della Giunta regionale. Crediamo in questo modo con questo emendamento numero 301 di portare a sintesi un dibattito serissimo che si è sviluppato in Commissione, che si è sviluppato devo dire nel nostro gruppo tecnico di lavoro, ma ancora in Aula, e che tende ad equilibrare ancora in questo caso funzioni in capo alla Giunta e funzioni in capo al Consiglio.

PRESIDENTE. Colleghi, vi ricordo che le nostre riunioni sono riprese e trasmesse sul nostro sito. Vi assicuro che non è un bel vedere questo creare capannelli nell'Aula, né girare e aggirarsi per l'Aula con i telefoni, quindi vi chiedo la cortesia di stare, così come si deve stare in un'Aula parlamentare. Onorevole Uggias e onorevole Meloni, vi dispiace? Grazie.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Presidente, io ricordo che la seduta della scorsa settimana è stata chiusa, o meglio è stata chiesta la sospensione dal capogruppo Biancu sull'emendamento numero 277, quindi non riesco a capire perché si deve partire dal numero 301. Perché avevamo ritirato l'emendamento numero 109 e poi si era passati al numero 277, quindi è una procedura, Presidente, su questo vorrei un chiarimento. Presidente!

PRESIDENTE. La sto ascoltando.

PILERI (F.I.). Se è possibile avere un chiarimento e poi faccio la dichiarazione di voto sul numero 301, ma mi sembra anomala la procedura.

PRESIDENTE. Dunque son tutti e due, due emendamenti sostitutivi parziali all'emendamento numero 261, uno è più vasto, il numero 301, e il numero 277 riguarda soltanto la lettera g). Questo è il motivo per il quale quello più vasto viene prima.

PILERI (F.I.). Però la procedura poiché si era aperta in qualche modo la discussione sul numero 277, io ero iscritto a parlare, si era interrotta sul numero 277.

PRESIDENTE. L'ordine è questo onorevole Pileri, si era interrotta sul ritiro del numero 109, prego.

PILERI (F.I.). Va bene, intervengo dopo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sul fatto che lei ha illustrato, sulla scelta che ha illustrato di mettere prima in votazione il numero 301 piuttosto che il numero 277. Il numero 277...

PRESIDENTE. E' alla lettera g).

LA SPISA (F.I.). Sì, però Presidente le faccio notare due cose: uno, nell'ordine di esame e di votazione, la vastità dell'emendamento andrebbe giudicata a mio parere anche sulla incisività, cioè sulla maggiore lontananza rispetto al contenuto sostanziale del testo che si vuole sostituire attraverso l'emendamento, ed è evidente che il numero 277 tende, pur indicando solo la lettera g), tende ad una soluzione normativa che è radicalmente diversa da quella proposta e cioè dare la competenza non alla Giunta per la votazione e per la decisione, ma al Consiglio. La seconda osservazione che mi permetto di farle è anche che mettere in votazione prima il numero 277, qualora non venisse accolto, dà poi la possibilità comunque di votare il numero 301, mentre se si vota prima il numero 301 evidentemente poi decade il numero 277. Perché? Appunto perché il numero 277 è molto più lontano al contenuto vero del numero 261 che si vuole emendare. Io credo che si possa rivedere questa decisione e qui mettere all'esame e poi alla votazione prima il numero 277.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, procediamo, insomma, facendoci guidare dalla logica, non soltanto dall'ordine formale e regolamentare. Poiché l'emendamento numero 277 modifica, nell'emendamento numero 261, un aspetto dell'ultimo comma conclusivo, mettiamo in votazione l'emendamento numero 277 prima, e poi l'emendamento numero 301. Qualora l'emendamento numero 277 venisse accolto, ovviamente l'emendamento numero 301 viene modificato nella parte in cui il Consiglio lo modificherebbe. Siamo alle dichiarazioni di voto, quindi prego i colleghi di intervenire per dichiarazione di voto.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo

acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente, anche per aver ripristinato in qualche modo le procedure. L'emendamento numero 277…

PRESIDENTE. Chiedo scusa. Posso chiedere ai colleghi di stare… è una piazza d'Italia, una spezie di Corso… Grazie. A Sassari c'è Piazza d'Italia!

Prego onorevole Pileri.

PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. Volevo dire che l'emendamento numero 277 è comunque strettamente collegato anche a quanto contenuto nell'emendamento numero 301, ma ha un significato diverso e più profondo. L'emendamento numero 277 propone che la terna sia scelta, sia votata in via definitiva non dalla Giunta regionale, ma dal Consiglio regionale - così come già tra l'altro previsto dall'articolo 33 della '45 -, però questo è un emendamento che abbiamo voluto presentare proprio per dare una valenza strategica importante al lavoro fatto dalla Commissione, poiché appunto nell'emendamento numero 301 si dà alla Commissione la possibilità di esprimersi sulla terna. Però le voglio ricordare, voglio ricordare ai colleghi della maggioranza, che la Commissione nel disegno di legge 161, che riguardava la nomina della Commissione paesaggio regionale, si era espressa con la maggior parte dei suoi componenti, e soprattutto con quelli della maggioranza, a favore del fatto che la nomina dovesse essere effettuata dal Consiglio regionale e non dalla Giunta. Quindi, nel rispetto del lavoro fatto dalla Commissione, abbiamo presentato questo emendamento. È ovvio che se oggi invece arriva in Aula l'emendamento numero 301, dove si dà un potere alla Commissione che viene vanificato da quello che succede in Aula, come oggi sta avvenendo, noi disattendiamo l'emendamento numero 301, e ovviamente sosteniamo l'emendamento presentato, l'emendamento numero 277, e chiediamo un atto di coraggio, in questa votazione, da parte di chi in Commissione si è espresso per il fatto che la nomina della Commissione dovesse essere competenza del Consiglio regionale e non della Giunta. Quindi, è un invito ai colleghi di maggioranza a essere coerenti su questi aspetti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 277, per due ordini di motivi. Il primo è il seguente: quando si compone una Commissione e il Governo regionale indica dei propri componenti, e la legge nazionale a cui facciamo riferimento, che è il Codice Urbani, prevede che ci siano espressioni della società, espressioni esperte della società, io credo che sia naturale che a valutare le proposte che vengono dalla società civile sia l'organo elettivo per eccellenza, che è il Consiglio regionale. Questo consente anche di mantenere la dialettica, che nell'organo la legge prevede che esista, tra i funzionari nominati dallo Stato, i funzionari nominati dalla Regione, e le espressioni di società civile esperta, com'è appunto quella degli esperti individuati dalle Università. Quindi una ragione, diciamo, di cultura democratica, quando abbiamo persone che provengono dalla società dev'essere il Consiglio regionale ad indicarle, a mio avviso, e non il Governo. Poi ci sono ragioni storiche: noi abbiamo avuto una Commissione del paesaggio nominata dalla Giunta, l'abbiamo già avuta, e questa Commissione non è stata per niente trattata bene dal Tribunale Amministrativo Regionale, perché nella vicenda a tutti nota di Tuvixeddu il Tribunale Amministrativo Regionale dice che la Commissione nominata dalla Giunta agisce valutando la vicenda di Tuvixeddu senza fare i sopralluoghi, al punto che dopo la Commissione dice di aver agito sulla base di toponimi e repertori bibliografici. È un fatto grave, lo dico per inciso, per me Tuvixeddu si risolve mettendo soldi in finanziaria per fare un acquisto serio, vero, dell'area. Ma, è un fatto serio che una Commissione, individuata dalla Giunta regionale, agisce in maniera censurabile e censurata dal TAR, in perfetta coerenza con la volontà, in quel caso mal espressa, del Governo regionale. Allora, se noi non vogliamo che queste cose si ripetano, dobbiamo ricreare quelle condizioni di dialettica normale in organi così importanti, consentendo che i tre membri, i tre esperti, siano indicati dal Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Ma, io credo che sia fondamentale questo punto, perché praticamente, a seconda se passa o meno quest'emendamento, noi capiamo qual è la volontà della maggioranza del Consiglio regionale, perché fino adesso mi pare che a parole sono per dare una competenza reale, diciamo un ruolo vero al Consiglio regionale, però poi quando andiamo a votare vediamo che non succede altrettanto. Allora io credo che sia importante questo passaggio, e bene ha fatto il Presidente a metterlo al primo punto perché bisogna capire effettivamente qual è la volontà del Consiglio regionale. Ma, detto questo, io credo che questa sia soprattutto una competenza del Consiglio, anche per evitare - come ha sostenuto chi mi ha preceduto - che praticamente, siccome ci sono stati già organi legislativi, il TAR per intenderci, che si sono espressi in merito alla nomina di Commissioni, come questa, così importanti, io credo che questo Consiglio regionale deve fare tesoro di quanto si è verificato negli anni scorsi, nei mesi scorsi, in Sardegna, e credo che sia assolutamente importante, e per questo motivo voteremo a favore dell'emendamento, che sia il Consiglio regionale ad esprimersi in merito a queste nomine, anche per evitare poi problemi per quanto riguarda l'accettazione o meno di questo tipo di commissioni, perché noi sappiamo che sono commissioni importanti, che non devono essere guidate dalla politica del momento, ma sono commissioni che devono fare i veri interessi dei cittadini, non interessi di parte, così come si è verificato nel recente passato. Pertanto, io e il mio Gruppo voteremo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Ma in parte ho già espresso le ragioni per le quali ritengo che l'emendamento numero 277 sia in linea con quanto riferito precedentemente. Comunque, io voterò a favore dell'emendamento numero 277 perché, al di là di tutte le considerazioni che sono state fatte finora a proposito del ruolo del Consiglio, a me sembra che la Commissione, scelta ed indicata dal Consiglio, offra maggiori garanzie di equilibrio anche perché, signor Presidente vede, nella indicazione della Commissione sono già indicati i criteri di scelta e dei tre esperti si chiede che abbiano delle qualifiche tali, perché si parla di tre esperti di qualificata pluriennale e documentata professionalità, nonché esperienza nella tutela del paesaggio. Eebbene io credo che questo possa avvenire in modo più diretto, chiaro e con maggiore equilibrio proprio dando garanzie maggiori di dibattito anche interno al Consiglio, facendo esprimere direttamente il Consiglio, anche perché il passaggio in Commissione, così come si prevede all'emendamento numero 301 rappresenta un aspetto del tutto marginale e invece, visto che comunque è previsto questo passaggio mi sembra più ovvio e scontato che sia direttamente il Consiglio ad esprimerlo, per queste motivazioni Presidente voterò a favore dell'emendamento numero 277.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, dichiaro il voto contrario all'emendamento numero 277, questa disposizione è stata oggetto di approfondimento tecnico in più occasioni, la valutazione che è stata fatta è una valutazione, secondo me, coerente con lo spirito che richiama la partecipazione nell'attività di tutela dei soggetti sociali, delle organizzazioni… degli interessi collettivi in materia di promozione dell'ambiente e di tutela del paesaggio. Si è definito un percorso che è più razionale e che consente alla Giunta regionale di fare una nomina, previo un passaggio che è politicamente rilevante, come tutti i passaggi che sono politicamente rilevanti in capo alle Commissioni, le commissioni consiliari noi le dobbiamo anche rivedere nelle loro funzioni, alla luce della legge statutaria che le ha caricate di funzioni assolutamente rilevanti nella relazione e nel rapporto con il Governo, e che quindi questa cosa vada..... prevede un'attività istruttoria, di raccolta, di valutazione e di proposta della composizione della Commissione ma è una cosa assolutamente necessaria, io lo dico all'onorevole Maninchedda, ne ho stima, ne ho considerazione però Tuvixeddu è un esempio, ma non è un esempio negativo di intervento dell'amministrazione pubblica e della Regione, è finalmente, lo dobbiamo dire, un esempio assolutamente positivo di intervento pubblico che tutela un bene assolutamente essenziale per la vita di questa città, per la sua prospettiva, anche economica, che non può essere ancora una volta violata e in questa legge, badate, anche con il parere contrario di chi parla in questo momento sono stati trovati i percorsi per consentire che si vada oltre l'attuale situazione di Tuvixeddu in un rapporto più chiaro, più razionale, e anche più giuridicamente serio con l'imprenditore e non è questo! Per esempio le procedure di perequazione e di compensazione che sono state introdotte in questa legge insieme alla Commissione per il paesaggio, si sarebbe dovuta istituire per legge e il Consiglio regionale adempie, nelle modalità e secondo le procedure che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il voto su questo emendamento è favorevole e la motivazione, su cui ancora noi tentiamo di richiamare l'attenzione del Consiglio è abbastanza semplice, la legge dello Stato assegna alla Regione il compito di nominare la Commissione, sta quindi alle regioni decidere se la competenza della scelta spetti all'Esecutivo o all'organo legislativo, ma è fuor di dubbio che, nonostante quello che alcuni colleghi anche della sinistra hanno detto, cioè che altre regioni hanno assegnato questo compito decisionale alle Giunte, si scontra con il fatto che noi, in questo Consiglio regionale più volte abbiamo ribadito la necessità di adeguare il sistema dei poteri, l'equilibrio dei poteri fra organo esecutivo e organo legislativo in maniera da compensare, da riequilibrare la distanza, la differenza che c'è tra i poteri che oggi ha l'Esecutivo, non questo Esecutivo ma la Giunta regionale, con la forma di governo presidenziale, rispetto anche ad altre forme di governo che essendo di tipo parlamentare assegnano alla Giunta e al Presidente un potere inferiore, si tratterebbe in questo caso proprio di fare un'azione di riequilibrio che io credo sia più che giusta, oggi e domani, non si tratta di un atto amministrativo, le terne vengono designate da organi, da enti, da istituzioni terze, al di fuori della Regione, la scelta è abbastanza logico che sia del Consiglio regionale perché non è un atto di amministrazione attiva è l'indicazione, l'affidamento di un incarico a delle persone che ragionevolmente può essere dato proprio dall'organo legislativo che in qualche modo esercita in questo modo anche un'azione di controllo sull'azione dell'organo esecutivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io vorrei riallacciarmi alla conclusione poc'anzi fatta dal collega La Spisa e non avrei dubbi, in un sistema parlamentare avrei sicuramente acceduto alla proposta di nomina da parte della Giunta dei tre esperti, non avrei avuto nessun dubbio, sarebbe stata una delega corretta in un sistema parlamentare, e voi sapete che cosa vuol dire avere il controllo in un sistema parlamentare, in un sistema presidenziale invece è questo il cuore della discussione di tutta la legge urbanistica, di tutta, dal primo articolo fino all'ultimo! Stiamo riservando la discussione ad un giusto e corretto riequilibrio dei poteri. Immaginate voi che cosa potrebbe succedere se la Sardegna nel 2009 dovesse essere colpita dall'ennesimo evento calamitoso, cioè una riconferma del Presidente Soru, vi rendete conto che cosa vorrebbe dire ridare questi poteri in un rinnovo di fiducia da parte del popolo sardo, vorrebbe dire scomparire come Consiglio regionale, perché è molto importante l'interpretazione che ogni eletto dà al ruolo che deve rappresentare, è chiaro che passando, così come io auspico, il numero 277 dovremmo anche… così noi voteremo a favore del "277" in linea con quanto ha indicato la Commissione presieduta dal collega Pinna e sarebbe l'ennesima sconfessione, e già ne abbiamo visto nel corso dell'esame di questo disegno di legge, dell'azione della Commissione stessa perché nel resoconto della Commissione è evidentissimo qual è l'indicazione è l'interpretazione che si dà ed è riportata nei verbali della Commissione alla indicazione "vengono nominati dalla Regione". E' chiaro che lo Stato deve trasmettere e dire che vengono nominati dalla Regione e poi alla Regione interpretare qual è l'organo che deve esprimere effettivamente questo gradimento. La correzione dovuta, nel caso dell'approvazione dell'emendamento numero 277, sarà poi stabilire secondo quale procedimento il Consiglio potrà e dovrà scegliere fra gli esperti. Quindi, io credo che lo scontro politico, legislativo è proprio su questi passaggi. Decidiamo, colleghi, quali devono essere i corretti riequilibri di potere, i corretti interventi e le corrette deleghe…

PRESIDENTE. Grazie.

CAPELLI (U.D.C.). Non me lo chiede il voto?

PRESIDENTE. No, lo dica, le ho detto di concludere.

CAPELLI (U.D.C.). No, ho concluso in tempo.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Si dice, e non a torto, che la paura fa novanta, se è vero com'è vero che il silenzio, davvero sgombrante, della maggioranza questa mattina dimostra che probabilmente le minacce di dimissioni, oggi sottolineate anche dalla presenza solenne dei tre quarti della Giunta, io vedo Assessori per la prima volta dopo mesi e mesi. Allora, vedete io chiedo e lo faccio sulla base di atti, senza divagare: come mai alcuni colleghi autorevoli che hanno rappresentato questa maggioranza in Commissione, non più tardi di qualche settimana fa, inizio proprio dal collega Uras il quale in Commissione diceva: è opportuno che la nomina dei tre esperti sia posta in capo al Consiglio, perché l'organo che è espressione della collettività è proprio il Consiglio regionale, non ci deve essere accentramento di poteri sulla Giunta. Un moderato come il collega Mattana, persona che io stimo, collega anche di professione, dice: la composizione deve essere equilibrata con la presenza di professionisti ed esperti la cui nomina deve essere riservata al Consiglio. E lo stesso autorevole relatore di maggioranza di questa legge ritiene che il Consiglio, testualmente leggo, debba nominare i tre esperti. Ecco, allora stamattina c'è da capire perché c'è questa diversa valutazione, vi sono ragioni sostanziali che ci sfuggono, per non cogliere come mai, rispetto a questa posizione da noi condivisa che ridisegnava anche un sistema di equilibri di poteri, perché non ci può essere una concentrazione tra chi predispone, tra chi fa e poi pretende anche di nominare i controllori. Ecco mi pare che si stia scrivendo una pessima pagina, se dovesse passare la posizione della Giunta, che è solo una posizione di retroguardia di arroccamento, di consolidamento di un potere nelle mani di pochi che sappiamo, perché l'hanno detto i giudici del Tribunale Amministrativo della Sardegna, qual è l'uso distorto che se ne può fare se non vi è un controllo adeguato da parte del Consiglio regionale. Allora, ecco perché io credo nella serietà dei colleghi che avevano espresso questa posizione e soltanto capire perché questa posizione si ritiene, questa mattina, superata.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (P.D.). Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 277 e se mai avessi avuto un dubbio, i ragionamenti portati avanti dai colleghi del centrodestra mi hanno definitivamente convinto sull'opportunità di bocciare questo emendamento. Io vorrei ricordare ai colleghi che su Tuvixeddu e sulla vicenda di Tuvixeddu l'ultima pagina non è stata scritta, vorrei ricordare al collega Maninchedda che se è vero che il TAR ha accolto la sospensione dal blocco previsto dalla Regione è anche vero che il Consiglio di Stato ha recentemente, invece, ribaltato e accolto le buone ragioni di una sospensione di tre mesi. Vorrei ricordare al collega Maninchedda che 170 mila metri cubi ulteriori, l'ultimo atto concessorio è stato bloccato perché in carenza di autorizzazione paesaggistica. Vorrei ricordare ai colleghi che il 17 dicembre si terrà un'udienza che farà chiarezza sul fatto che tutti gli atti autorizzatori, a partire da quelli rilasciati dal 99, fossero o meno in regola, visto che erano in vizio dell'autorizzazione paesaggistica, come spiegato molto bene dall'ex sovrintendente Martino. Quindi, io credo che siamo molto lontani dall'aver scritto l'ultima pagina, da poter trarre conclusioni e da poter pienamente valutare anche l'operato di quella commissione del paesaggio, di cui ricordava l'operato l'onorevole Maninchedda. Poi io spero che quando si parla di commissioni, commissioni tecniche, sia indipendente il giudizio da chi le ha elette, perché è anche possibile che le commissioni, a volte, non siano all'altezza dei loro compiti. Ma credo che oggi non sia questa la questione, io credo che la questione sia: se oggi vogliamo dare a una commissione quei ruoli abnormi, descritti dall'onorevole La Spisa, che addirittura parla di tre persone, in una commissione di otto, che dovrebbero avere il compito del riequilibrio e di esercitare l'azione di controllo dell'Esecutivo. Cioè, vogliamo dare ad una commissione prettamente tecnica il compito di controllare l'operato dell'Esecutivo, non di fare l' interesse dei cittadini, non di riaffermare il supremo interesse pubblico. Quindi, è evidente da queste parole e da quelle che avete detto, di nuovo, sulla sterile retorica del potere in mano di pochi, degli eventi calamitosi che sarebbe la conferma dal centrosinistra che la vostra posizione è del tutto strumentale e priva di qualsiasi fondamento tecnico e giuridico; ed è per questo, credo, che con ancor più forza noi dobbiamo bocciare questo tentativo e questo emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Porcu. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.). Signor Presidente, signor Presidente della Regione, signori Assessori e onorevoli consiglieri. Fa piacere vedere una presenza così massiccia dell'Esecutivo in quest'Aula per sottolineare, speriamo come ha detto il presidente Spissu, l'approvazione finalmente di questa legge così importante. Mi pare che sia un aspetto fondamentale quello di sottolineare con la vostra presenza nell'Aula l'importanza di questo di questa legge, che spero oggi che riusciamo a varare. Presidente, nel merito dell'emendamento numero 277 io esprimo il mio voto contrario a questo emendamento e dico anche ai colleghi del centrodestra che è tutto vero ciò che hanno detto con le affermazioni che sono state riportate e che abbiamo espresso in Commissione, ma abbiamo detto anche, forse è stato tralasciato, che bisognava approfondire, e noi abbiamo approfondito. Allora, approfondendo abbiamo visto, per esempio, che in Lombardia, dove governa il centrodestra, la procedura è esattamente quella che oggi stiamo proponendo; tale e quale. In Veneto, dove governa il centrodestra in maniera autorevole, la procedura è identica, se poi andiamo a vedere diciamo che in tutte le regioni d'Italia è la stessa procedura che utilizziamo. Noi, quindi, riteniamo che sia opportuno fare in questa maniera. Quindi, approfondendo abbiamo ritenuto che fosse giusto dare all'Esecutivo la possibilità di poter scegliere quello che devono essere i componenti per la commissione per la dichiarazione di notevole interesse pubblico, così come recita il testo esitato dalla Commissione. Io so che su questo punto esistono dei punti di vista differenti, anche all'interno della stessa maggioranza, sono stati anche appalesati, io però mi rivolgo con un appello alle forze politiche, che fino a questo momento hanno sconfitto il partito che voleva che la legge non entrasse in Aula, e mi appello a loro per dire: noi dobbiamo votare unanimemente per respingere questo emendamento e dobbiamo andare avanti compatti perché la legge venga approvata. E cito espressamente i colleghi del Partito Socialista, cito espressamente i colleghi della Sinistra Democratica e i colleghi, anche all'interno anche del Partito Democratico, che hanno un punto di vista differente. Però, noi dobbiamo fare sintesi e le rigidità da tutte le parti bisogna che vengano eliminate, da tutte le parti devono essere eliminate. Non si può invocare convergenza su punti nei quali non siamo d'accordo e poi essere rigidi su altri punti. Le leggi si fanno…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente. Per dire che su Tuvixeddu parleremo allor quando la commissione che è stata insediata avrà ultimato i propri lavori. Ma per dire anche che stiamo parlando di una cosa che è vecchia quanto il cucco. Noi sappiamo benissimo che prima la vigilanza ambientale veniva fatta dal Provveditorato alle opere pubbliche con una sua sezione particolare, poi abbiamo fatto le otto province, le otto commissioni provinciali e poi abbiamo già instaurato, onorevole Soru, la commissione regionale, per legge in Sardegna prima del Decreto Urbani e prima di parlare di queste cose bisogna avere contezza delle cose che sono state fatte in Sardegna. Quindi anche per quanto riguarda la Commissione regionale all'urbanistica noi siamo all'avanguardia nel mondo. E avendola fatta, io chiedo ai colleghi che sono qui, l'abbiamo fatta in un sistema parlamentare, cosa prevedeva e cosa prevede finché non verrà approvata questa nuova norma la Commissione urbanistica regionale. Prevede che questa commissione indipendentemente da chi la nomina è un organo a disposizione della Giunta e del Consiglio, ma perché vogliamo modificare le cose, ma perché adesso ci venite a raccontare le barzellette; questo lo abbiamo deciso tutti insieme all'unanimità essendo un organo tecnico il Consiglio per forza deve avere gli elementi di valutazione per controllare l'operato della Giunta. E adesso non convincetevi di niente, convincetevi voi che è giusto approvare l'emendamento numero 277.

PRESIDENTE. Grazie, è in votazione l'emendamento numero 277.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Elettronico, per cortesia.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 277.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che i consiglieri Cassano e Petrini hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Soru - Tocco - Uggias - Uras.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 70

astenuti 1

maggioranza 36

favorevoli 28

contrari 42

(Il Consiglio non approva).

Prego i colleghi di stare a posto e di prendere la scheda per votare perché voteremo ripetutamente.

Passiamo all'emendamento numero 301.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, Presidente per dire che è stata persa un'occasione con l'emendamento numero 277, soprattutto dalla maggioranza e vorrei chiedere al presidente Pirisi se quando parla di Commissione paesaggio o la nomina della Regione Lombardia si riferisce all'articolo 78 della stessa legge, perché qua parla di Regione e non parla di Giunta ed è la stessa cosa che dice il decreto legislativo o il Codice Urbani. Comunque sull'emendamento numero 301 oltre che fare gli auguri al presidente Soru, perché questo sicuramente, il suo passaggio in Aula sancisce anche la sicura ricandidatura e non ci sarà bisogno delle primarie, sembrerebbe che le divisioni interne siano state ampiamente superate, perché se oggi non fosse venuto probabilmente il presidente Soru la maggioranza e i consiglieri non avrebbero trovato sicuramente la sintesi, quella che non hanno trovato la settimana scorsa quando hanno dovuto chiedere la sospensione del Consiglio. Quindi auguri al Presidente e purtroppo devo dire che invece questa maggioranza, i consiglieri di questa maggioranza hanno perso questa partita perché non l'hanno neppure voluta giocare, non hanno avuto il coraggio di giocarla disattendendo tutto quello che di buono hanno detto anche in Commissione, consigliere onorevole Uras, Mattana, Pirisi e altri colleghi. E quindi ovviamente il voto sull'emendamento numero 301 è un voto contrario anche perché si dà una falsa delega alla Commissione urbanistica, falsa delega perché tutto quello, come hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto, che è stato discusso e condiviso in Commissione, è stato, appunto, disatteso completamente in Aula, solo perché è arrivato in Aula finalmente per voi il presidente Soru.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io voterò contro l'emendamento numero 301, è opportuno spiegare perché, perché indubbiamente l'onorevole Pirisi dice una cosa oggettiva, cioè nelle altre Regioni lo nomina la Giunta, però credo che sia legittimo per un consigliere regionale della Sardegna dire di non avere fiducia in questa Giunta, e di dire che noi non viviamo una situazione ordinaria. Io rispetto molto le opinioni altrui, però i fatti sono fatti. Quando si cita l'ultima sentenza del Consiglio di Stato, onorevole Porcu, l'ultima sentenza del Consiglio di Stato su Tuvixeddu dice: che sono confermate tutte le sentenze precedenti, dice: che non si possono reiterare, la Regione non può reiterare gli atti precedenti, e quando il Consiglio di Stato dice queste cose dice anche che la sentenza che dice che la Commissione non ha agito secondo forme legittime è un dato ormai acquisito. Io su Tuvixeddu ho una posizione molto chiara, penso che si debbano mettere soldi in bilancio per acquistare legalmente quell'area, legalmente non con un abuso e uno sviamento del potere come si è fatto fino adesso, e penso anche che sia normale in questa Regione riprendere a dire, senza accusare nessuno personalmente, io penso che qui dentro nessuno abbia paura di nessuno, proprio nessuno. Però penso che sia opportuno che se la società sarda esprime degli esperti l'Assemblea del popolo sardo possa selezionarli, possa eleggerli… possa eleggerli. Penso che sia una cosa ordinaria in una cultura democratica e non per questo posso essere tacciato di essere filo, come dire, filo-cemento no. Io in questa legislatura credo di essere stato molto lontano da tutto ciò che riguarda appalti e compagnia, e purtroppo ho intercettato nella commissione d'inchiesta in cui sono stato, invece, e guardando gli atti resi disponibili dalla magistratura sul caso Saatchi, sul caso Saatchi vedo un'altra pagina della politica regionale, vedo un'altra pagina mi è dispiaciuto vedere negli atti depositati dal magistrato colloqui tra privati e mondo della politica e poi gli stessi privati io li ritrovo in strutture importanti dell'attività culturale della Regione. Io credo, rispettandoci tutti, che non sia il caso di impancarsi a dare lezioni quando le sentenze le abbiamo lette tutti, sono state scritte delle pagine non piacevoli, si può rimediare con le leggi fatte bene rispettando l'intelligenza di tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, io continuo a pensare che la funzione del Consiglio regionale sia la funzione di fare le leggi, le leggi non vivono le contingenze dei tempi che invece vivono altri organo dello Stato, che hanno tutto il rispetto, anche di più, da parte mia. Le leggi vivono, in funzione della regolazione dei rapporti sociali e vivono nel tempo, e le leggi in materia di pianificazione territoriale non possono essere leggi che vivono per settimane, che siano cioè condizionate da eventi politici, da relazioni più o meno difficili sul piano politico e sul piano personale. Le leggi vanno fatte per quello che devono svolgere come funzione. Qua di che cosa si parla? Intanto di un obbligo della Regione, e ai sensi della legislazione dello Stato, cioè quella di istituire una Commissione che abbia la funzione di governare, o meglio, di contribuire al governo di un bene importante come il paesaggio, che è costituzionalmente attribuito alla competenza dello Stato e preservato. Quale modalità? Lo dice in gran parte il Codice Urbani, cioè la legislazione nazionale: tre sono funzionari dello Stato, due sono funzionari della Regione, altri sono nominati dalle associazioni, indicati dalle università, dalle fondazioni con finalità di tutela e promozione del patrimonio e dalle associazioni portatrici di interessi diffusi operanti nella regione in materia di paesaggio. Quante sono le associazioni e le fondazioni? Non lo sappiamo, possono essere molte. Si è deciso, in ragione di un'istruttoria sulle competenze che devono essere garantite a questa Commissione, di dare il compito di proposta alla Giunta regionale, che viene vagliata ai sensi della normativa vigente dalla Commissione consiliare competente, e rinviata con un parere, che un peso di rilievo, alla Giunta per la nomina; una cosa semplice, esemplare, funzionante, che non ha altro, che nulla c'entra con altri ragionamenti che riguardano altre considerazioni e anche altro tipo di funzioni.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Qualche collega ha detto che c'è stato un accordo all'interno della maggioranza, per cui tutto sembra che fili liscio. A me non mi pare che ci sia nessun accordo, perché l'accordo significa che due parti concordano una determinata cosa. Qui invece vedo che una parte ha deciso una determinata cosa, e poi l'altra parte si è appiattita sulle posizioni, per intenderci, del Presidente della Giunta. Allora, questa è una resa bella e buona, cari colleghi della maggioranza, quelli che sostenevano che il ruolo comunque del Consiglio regionale sarebbe stato difeso. Allora, io credo che non sia manco opportuno approvare emendamenti che fanno finta di delegare il Consiglio regionale, perché voi sapete benissimo che sono deleghe vuote, che non hanno nessun significato, che i veri poteri comunque rimangono in capo al Presidente della Giunta regionale e alla Giunta in genere. Però, siccome io credo che si stiano anche anticipando i tempi sul dibattito che ci sarà nel prossimo futuro, e vedo sempre più spesso parlare del caso di Tuvixeddu, io credo che questo Consiglio regionale comunque ha fatto, ha deciso alcune cose, ha deciso di nominare una Commissione di inchiesta. Io aspetto la nomina della Commissione di inchiesta, il risultato della Commissione di inchiesta, vedremo quale sarà il risultato di Tuvixeddu. Però non accetto che il discorso su Tuvixedddu venga agitato oggi strumentalmente quando noi non sappiamo manco quale sarà il risultato. Caro collega Uras, lasci perdere Tuvixeddu, la Commissione di inchiesta alla fine stabilirà la verità, e dato che ci siamo, Presidente Spissu questa volta, io credo che gli atti del Consiglio vadano rispettati anche per lei, e questa Commissione di inchiesta io credo che sia tempo che venga istituita. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto contro questo emendamento, che è il frutto di un compromesso, ma non un compromesso buono, perché nell'attività legislativa si possono fare anche compromessi buoni, ma questo non è buono, ed è anche vestito di motivazioni che apparentemente possono essere suggestive, come quelle riportate in quest'Aula. Ma come, in Lombardia lo nomina la Giunta, in Veneto lo nomina la Giunta. Io non cito volentieri né Lombardia, né Veneto, neanche Emilia-Romagna, Lazio o Abruzzo, però si potrebbe anche dire che lì ci sono nomi e cognomi, magari diversi, ci sono esperienze politiche diverse, ci sono comportamenti di coinvolgimento, di confronto tra le parti politiche diverse, modalità molto diverse di svolgere il ruolo di rappresentanza istituzionale degli interessi di un popolo e di un territorio. Noi abbiamo purtroppo un'esperienza in cui questi rapporti non sono stati e non sono tuttora così aperti, così evidentemente improntati alla volontà di un confronto continuo, e abbiamo purtroppo la preoccupazione derivante da casi concreti, su cui io malvolentieri parlo in quest'Aula, ma che sono stati citati, e che purtroppo pesano come un'ombra, un'ombra su questa legislatura, un'ombra sui comportamenti di rappresentanti istituzionale. Questo è un dato di fatto che pesa, e questo è associato al fatto che noi speriamo davvero, ed è un processo che è ancora in itinere, quello cioè della costruzione di un sistema parlamentare che dia al Parlamento, all'Assemblea legislativa un reale potere, che non è quello di controllo per difendere i propri interessi, onorevole Porcu, gli interessi sono in ben altri posti, ma è un ruolo di controllo per garantire la possibilità di un confronto vero che dia a tutte le istituzioni e alla Regione complessivamente il miglior prodotto possibile in termini legislativi e nella produzione amministrativa. In questo caso una nomina che non è un atto amministrativo in senso stretto poteva e potrebbe essere data al Consiglio regionale, e voi soltanto per accedere alla necessità politica contingente di un compromesso siete tornati indietro rispetto a opinioni espresse in più sedi.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto).Grazie, signor Presidente. Io invece voterò a favore dell'emendamento numero 301, perché il testo proposto è migliorativo rispetto a quello precedente. Tuttavia, volevo solo far notare che la logica che anima questa impostazione dei rapporti tra Consiglio e Giunta è una logica che io non condivido, perché è una logica impostata su un modo di concepire la politica, e quindi i rapporti tra Governo e Parlamento per quanto riguarda la Sardegna, che fa parte di un sistema, quello presidenzialista e maggioritario, che non mi trova evidentemente convinta sostenitrice, anzi mi trova proprio all'opposizione. Volevo anche far notare, però proprio con riferimento alle parole dell'onorevole Pirisi, che io ringrazio e rispetto per quello che ha detto, che ci sono aspetti legati a un intimo convincimento, e che riguardano i principi e valori a cui uno si ispira, e nei quali evidentemente crede, che impediscono talvolta anche di accedere a pur richieste esercitate da autorevoli colleghi della maggioranza. Credo per questo di dover anche dire, e me ne scuseranno i colleghi, che non sempre comunque essere in maggioranza o essere maggioranza significa avere ragione, e quindi si possono anche accettare posizioni discutibili, che però fanno parte dell'intimo convincimento al quale non sempre si può venire meno, anche con le migliori intenzioni. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto favorevole sull'emendamento, e raccogliere, anche per l'Italia dei valori, l'appello che lanciava il relatore Pirisi, dicendo che siamo a favore di questo emendamento, soprattutto ricollegandoci a quello che è il dibattito sull'intera legge, perché noi siamo per questo equilibrio di poteri, perché la mediazione, quando viene ricercata mantenendo forti e alti i punti di riferimento, è uno stile nobile della politica, e questo emendamento è un emendamento che esprime un equilibrio di posizioni, perché dobbiamo ricordare che il Consiglio, con questa legge, si appropria della capacità di programmare, in termini di indirizzo generale, il territorio e la programmazione territoriale, perché è una legge che definisce un quadro di legalità, perché è una legge che definisce un quadro di partecipazione ai processi formativi della programmazione territoriale da parte di tutti i soggetti della programmazione, dagli enti locali a tutte le associazioni, così come, facendo parte della Commissione, a prescindere dalla nomina effettuata dalla Giunta, noi abbiamo la partecipazione di tutti i soggetti che sono in grado di esprimere le valutazioni sul paesaggio. Per queste ragioni, e contro coloro che invece vogliono affossare questa legge e le iniziative e le prerogative del Consiglio regionale, noi votiamo a favore.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Abbiamo sentito stamattina, dai banchi della maggioranza, il richiamo a principi condivisibili, tipo quello che le leggi devono essere fatte perché durino nel tempo; è un'ovvietà scontata, ma sono le leggi che nascono da un confronto serio tra una maggioranza e un'opposizione, sono quelle leggi il frutto di quel confronto serio che può durare nel tempo. Quando invece il confronto è all'interno di una maggioranza, ed è una mediazione al ribasso, dove cioè è l'imposizione che ormai detta l'ordine dei lavori, beh, cari colleghi, noi non esitiamo a definire questo, un grossolano pasticcio, ed è una grossolana legge che state approvando e di cui vi assumerete la responsabilità, e che vi assicuriamo non durerà nel tempo, perché sarà una delle prime leggi che ci auguriamo, nella prossima legislatura, di avere il compito di spazzare via, perché è una legge che mina dalle fondamenta le possibilità di crescita e di sviluppo, e di governo serio delle tematiche dell'urbanistica e dell'edilizia. E non si venga a dire, stamattina, che con questo emendamento si crea un equilibrio di poteri tra la concentrazione abnorme, che esiste in capo alla Giunta, di poteri di nomina e di quant'altro, e consustanziale alle questioni che stiamo trattando, e, invece, le prerogative dell'Assemblea. Io mi vergognerei, se fossi nei colleghi della maggioranza, addirittura delegare alla Commissione consiliare un compito di mero passa carte; la Commissione consiliare dev'essere sentita e, badate bene, entro dieci giorni deve dare la risposta. Ma vi pare che questa sia serietà? Vi pare che sia questo il modo di operare? Vi pare che sia questo il modo di salvaguardare dignità delle prerogative del Consiglio regionale? Beh, se a voi vi aggrada, perché voi vivete in quel sistema, e in un sistema padronale di dipendenza, tenetevelo pure, tenetevi questa legge e assumetevene in pieno la responsabilità.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anche noi voteremo contro questo emendamento, perché purtroppo non ci pare un emendamento migliorativo rispetto al testo che è attualmente in discussione. E devo dire che voteremo contro senza essere pregiudizialmente a favore di un modo o dell'altro dell'elezione dei componenti della Commissione, nel senso che noi non abbiamo in realtà una convinzione radicata sul fatto che i componenti della Commissione debbano essere eletti dalla Giunta o dal Consiglio regionale. La nostra riflessione, che ci portava a pensare che fosse meglio prevedere un'elezione diretta da parte del Consiglio regionale, nasce da valutazioni di sostanza che si sono fatte nel merito della legge; noi stiamo andando a scrivere una ridefinizione dei rapporti tra Giunta e Consiglio regionale, che nasce dal nuovo assetto istituzionale che è discendente dall'elezione diretta del Presidente della Regione. Non ci stupisce che in Lombardia e in Veneto sia stata scelta, se è vero, una strada che mette in capo direttamente alla Giunta quest'elezione, non ci stupisce perché evidentemente il Consiglio regionale del Veneto ha ritenuto che esistessero, nelle leggi relative, dei sistemi di equilibrio tra Consiglio e Giunta che fossero già perfettamente funzionanti. Noi abbiamo invece sottolineato più volte come questa legge rischia di creare un sistema che non sia di perequazione dei rapporti, ma che sia invece di squilibrio dei rapporti tra Giunta e Consiglio, dove la Giunta ha, alla fine, un potere decisionale di scelta che esubera rispetto a quelle che sarebbero le competenze corrette. Ed è allora il ragionamento che ritorna alla riflessione fatta da alcuni colleghi in questa'aula, anche di centrosinistra, e cioè che si vorrebbe che le leggi durassero al di là della legislatura in cui esse vengono scritte. Perché questo succeda, occorre che le leggi interpretino, all'interno di ciò che è il loro testo scritto, valori fondanti della comunità di riferimento che le promulga, quindi della comunità di riferimento nostra. I valori fondanti non possono esser valori di una parte, devono essere per forza valori di entrambe le parti, cioè su ogni legge ci dovrebbe essere un corpo forte della legge che è condiviso da tutta quest'Aula, dall'opposizione e, soprattutto, dalla maggioranza che scrive. Ecco, se questo fosse il ragionamento, voi avreste accolto l'emendamento che in questo momento la minoranza proponeva, e avreste contribuito a scrivere una legge che ha più speranza di resistere nel tempo; è un'occasione perduta... anche questa.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.). Sì, signor Presidente, grazie. Credo che parlare di fiducia nei confronti dell'Esecutivo o meno per fare le leggi, sia un errore, perché credo che davvero, guai a quel popolo o a quell'organismo che fa le leggi in funzione degli interessi dei governanti, guai! E in Italia, purtroppo, ahimè, qualche leggina che va in quella direzione è stata fatta, e quindi credo che dovremmo levare forte la nostra voce contro soprusi di questa natura perché, purtroppo, il Parlamento nazionale, tante volte, lo vediamo asservito a logiche che non hanno niente a che vedere con gli interessi degli italiani. Noi facciamo una legge che deve essere in funzione del popolo sardo, funzionale al popolo che ci ha eletto. So che ci sono a volte dei tentativi di portare a casa propria dei risultati quasi che il ruolo che ricopriamo fosse eterno, ma noi non ragioniamo così, l'abbiamo dimostrato, quest'Aula ha dimostrato che ci sono delle cose che devono essere modificate e devono essere corrette. Quindi, noi abbiamo anche studiato un po', per esempio, visto gli atti parlamentari del 5 aprile dell'89, quando giustappunto si parlava della Commissione regionale per i beni paesaggistici, adesso non mi ricordo se si chiami così esattamente, comunque l'articolo 33 della legge numero 45, e abbiamo visto che anche lì c'erano posizioni variegate. Onorevole Floris, non voglio citare lei, ma lei è la memoria di quel periodo, perché era Presidente della Regione, anzi, no, in quel momento, nel momento in cui fu fatta la legge non era lei il Presidente, mi pare fosse l'onorevole Melis, o Cabras, non ricordo bene... l'onorevole Melis... però, poi, divenne Presidente quando fu approvata. Allora, abbiamo visto anche che allora si poneva in capo all'Esecutivo la nomina degli esperti che dovevano essere comunque scelti tra terne proposte, evidentemente il ragionamento che dobbiamo fare dev'essere molto laico e molto aperto. Io, comunque, ringrazio i colleghi del centrodestra, per le cose che stanno dicendo su questa legge, evidentemente ha una bontà e una qualità intrinseca che è superiore a quella che noi stessi gli attribuiamo, e quando abbiamo delle perplessità nel volerla varare questa legge, di fronte ai discorsi che state facendo voi dovremmo essere noi, centrosinistra, coalizione tutta, motivati per andare avanti, così pure dovremmo essere motivati tutti quanti per andare avanti votando a favore dell'emendamento numero 261.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 301 perché lo ritengo in netta contraddizione con quanto sostenuto precedentemente per l'emendamento numero 267, ma devo anche dire che un po' mi disturba che si dedichi tanto tempo effettivamente - do ragione a qualche collega della maggioranza - a un emendamento di per sé insignificante. Non cambia il corso della storia, non cambia il merito della legge, non determina niente di stravolgente la nomina dei tre esperti da parte della Giunta o del Consiglio, non è questo il tema; il tema non può essere che il Consiglio regionale da oltre un'ora discuta su chi deve nominare questi tre esperti di una commissione già abbastanza rappresentativa, com'è già stato detto, di tutti gli attori della programmazione urbanistica ed è allora giusto che noi spieghiamo il perché ci tratteniamo nell'espressione di alcuni principi.

Vedete, colleghi, qualcuno dai banchi della maggioranza nel corso della discussione di questa legge si è alzato per dire alle minoranze, alle opposizioni: "Vogliamo collaborare con voi. Vi sproniamo, vi chiediamo, vi facciamo un appello perché facciate le vostre proposte, perché ci possiamo confrontare" e quant'altro. Per l'ennesima volta si dimostra che si intende la collaborazione quando la minoranza cede alle proposte della maggioranza, perché se volessimo realmente ragionare tra persone di buon senso questo emendamento, il precedente - parlo del precedente e quindi non sarebbe esistita la discussione sull'emendamento numero 301 - sarebbe stato un elemento di caduta, di confronto, di compromesso tra maggioranza e minoranza. La vera discussione l'avremo nei prossimi emendamenti quando ragioneremo sul PPR, ragioneremo su altro, che nel merito sono ben più importanti di queste. E allora vi dico, colleghi, cosa ostava cedere su questo piccolo principio se veramente si voleva impostare un discorso di collaborazione per fare una legge che duri nel tempo? Questa è una legge che, come altre leggi purtroppo fatte in questa legislatura, tornerà in Aula perché voi avete fatto leggi, e non sto qui a ricordarvele, che sono tornate in Aula già cinque o sei volte da voi proposte, corrette, ricorrette perché sono cattive leggi ed è la storia di questa legislatura e purtroppo in questa storia ho paura che entri anche questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, noi voteremo contro, io voterò contro… voterò a favore del…

(Interruzione)

Il giudizio sul voto si dà alla fine, dopo che si è espresso. Noi voteremo a favore - pensavo di parlare su quello precedente - voteremo a favore dell'emendamento numero 301, però ci tengo a dire in quest'occasione che ho apprezzato l'appello del presidente Pirisi perché effettivamente su quell'emendamento c'erano considerazioni anche fatte precedentemente e io lo richiamo quell'appello perché la forza di una maggioranza è sempre data dalla capacità che ha la maggioranza di saper scegliere le priorità e saper scegliere la sostanza dell'argomento in discussione. Non si tratta qui di valutare l'altezza delle convergenze, collega Ladu, non è quello il punto, si tratta di valutare le convergenze nel merito della legge che stiamo discutendo, e allora io nel richiamare l'appello del presidente Pirisi dico: "Badate, colleghi, il punto di divergenza non è questo. Il punto di divergenza è un po' più avanti, e così come noi abbiamo fatto dell'appello del presidente Pirisi una valutazione positiva riteniamo che la capacità della maggioranza si deve sempre dimostrare nel saper rinunciare a una parte per far passare quella più generale e avremo occasione nei prossimi articoli di vedere quanta coerenza nel merito c'è da parte delle opposizioni quando si discuterà, come abbiamo discusso nelle settimane passate, del merito della legge". Questa non mi pare la parte più importante della legge. E' chiaro che poi si andrà alla considerazione finale e la considerazione finale è che noi la legge l'approveremo, la considerazione finale che fate voi prima di votare è quella di bocciarla. E' chiaro che non ci può essere punto di convergenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mattana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MATTANA (P.D.). Grazie, signor Presidente. Signor Presidente della Regione, signori Assessori, colleghi, io voterò a favore di questo emendamento e voglio ricordare anche alcune cose. Noi abbiamo fatto una lunga discussione su questa legge, sulle parti di questa legge, su questo articolo che riguarda la Commissione regionale per il paesaggio, evidenziando posizioni diverse, avanzando considerazioni e argomentazioni sulle diverse parti anche di quest'articolo, sulla concezione del paesaggio, sull'esigenza che fosse naturalmente un atto legislativo a definire anche la composizione di questa Commissione, sul ruolo anche del Consiglio regionale rispetto a un testo che era diverso da quello attuale e abbiamo poi condiviso l'evoluzione sul testo e anche il recepimento di diverse osservazioni che sono state avanzate. Intanto con un'apertura che riguarda i soggetti che designano i componenti, che sono figure tecniche di questa commissione, che non sono più limitati a due fondazioni, due associazioni, ma sono tutte le associazioni, tutte le fondazioni, quindi con un ambito che non esclude nessuno e che esclude soprattutto eventuali scelte che possono essere anche discrezionali nell'individuazione di chi deve fare le proposte, quindi con un'istruttoria complessa e ampia che abbiamo ritenuto, nell'individuazione di un punto di equilibrio, assegnare alla Giunta regionale, con un ruolo riconosciuto al Consiglio regionale, quello di verificare, di valutare, insomma, le proposte fatte con una valutazione che non sempre deve essere conforme, può essere anche difforme, può essere anche non in sintonia con quella della Giunta regionale, e lo abbiamo fatto trovando, quindi, un punto di sintesi sapendo che le leggi, come è stato detto, servono per disciplinare e normare per il futuro e non solo per il presente e soprattutto non sono legate a chi svolge la funzione e il ruolo istituzionale, e io credo che sia sbagliato e non sono d'accordo soprattutto su quelle osservazioni, che mi hanno convinto ancora di più, che dicono che certe norme, certe regole si fanno perché ci sono delle persone che occupano ruoli e funzioni. Io ritengo sia sbagliato normare in funzione delle persone e ricordo che invece - e concludo - quella che sta alla base del nostro ragionamento è una visione diversa sui concetti, sui principi e sui criteri che riguardano il governo del territorio e il paesaggio e dire, ma poi lo dirò meglio dopo, che la prima cosa che si farà è spazzare via questa legge io credo che sia la conferma che abbiamo visioni diametralmente opposte sulla tutela del paesaggio e sul governo del territorio della nostra regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, da parte dei colleghi della maggioranza si sono succeduti inviti a questa minoranza, opposizione - chiamatela come meglio credete, insomma, non siete riusciti a mettervi d'accordo neanche su questo -; io ciò che voglio sollevare, oltre che annunciare il voto contrario a questo emendamento... vede, Assessore, voi avete ripreso l'articolo che discende dal decreto legge che norma questo tipo di Commissioni. Ora, nel leggere l'emendamento, voi fate riferimento a quattro soggetti che dovrebbero fornire tre terne o meglio, quattro terne, tutti soggetti assolutamente legittimati per suggerire delle terne alla Giunta regionale, salvo che uno di questi soggetti sarà certamente eliminato. Già questo è un primo limite perché non si capisce per quale motivo una delle due Università, piuttosto che le fondazioni o piuttosto che le associazioni debbano, in qualche maniera, rinunciare a vedere uno della loro terna indicato, poi scartato a priori, perché sono tre quelli che dovete nominare! Allora, visto che il decreto legge prevede "fino a quattro", avrei messo quattro componenti, non tre! Ma questo lo dico per voi, altrimenti bene avreste fatto a copiare bene il testo dell'articolo 137, ove non si fa distinzione tra le associazioni e le fondazioni, sono un unico soggetto e in questo modo, probabilmente, si sarebbe aggirato questo tipo di problema, perché credo che sia anche spiacevole poi fare indicare delle terne a questi quattro soggetti dei quale uno sa già in partenza che non sarà preso in considerazione, lo dico per voi, non per noi, perché noi abbiamo già deciso di votare contro.

Peraltro, a giustificazione del fatto che votiamo contro, il decreto legge dice una cosa chiarissima: "I restanti membri, in numero non superiore a quattro, sono nominati dalla Regione". Allora, se noi vogliamo dire che la Regione e la Giunta regionale sono la stessa cosa, siamo padronissimi di dirlo, se invece diciamo che la Regione è composta dal Consiglio regionale, dalla Giunta, dal suo Presidente e da tutti gli altri soggetti che noi riteniamo essere parte integrante della Regione, allora a questo punto non è la Giunta regionale che deve proporre, ma io credo che sia un soggetto diverso, ed ecco perché noi riteniamo che fosse compito del Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Signor Presidente, prima di tutto per esprimere un voto favorevole sull'emendamento numero 301. Il collega Pittalis diceva nel suo intervento precedente: "La paura fa 90". Io credo che in tutta la discussione di questa legge, peraltro difficile, complessa, la maggioranza abbia dato dimostrazione non solo di aprire alle opposizioni, di garantire la disponibilità ad ascoltare le proposte delle opposizioni, e devo dire che fino a questo momento le proposte sono state ben poche, anzi abbiamo potuto registrare una contraddizione tra quello che è stato il comportamento delle opposizioni in Commissione e quello che è stato il comportamento in Aula, rinunciando a priori a dare il proprio contributo. Quindi, io credo che il lavoro che è stato fatto prevalentemente all'interno della maggioranza, proprio per la inesistenza della disponibilità dell'opposizione a un confronto costante, a ragionamenti costanti per arrivare ad una buona legge, perché la nostra prospettiva, la nostra aspirazione, appunto, è quella di approvare una buona legge e anche che sia una legge che possa durare nel tempo, soprattutto per quelli che sono i contenuti che questa contiene.

Nel merito dell'emendamento, è stato già detto molto precedentemente allorquando si è bocciato l'emendamento numero 277, però io credo che anche questo sia un elemento di coerenza che è il contenuto dell'emendamento numero 301 e del successivo poi "261", quello di essere coerenti rispetto ad un atto importante che questo Consiglio - poi confermato dalla volontà popolare attraverso il referendum - di definire quali sono i poteri del Consiglio e quali sono i poteri della Giunta. Il contenuto dell'emendamento numero 301 è in linea perfetta con quello che è l'articolo 12 della statutaria, dove dice quali sono le commissioni che sono di competenza del Consiglio, per cui questa commissione tecnica non è tra queste. Io devo dire che ho accolto con molto favore l'appello fatto dal Presidente della Commissione, quello appunto di fare sintesi, della necessità di fare sintesi, di rimuovere le rigidità e io credo che il lavoro che è stato fatto fino a questo momento va in quella direzione, soprattutto allorché ci siamo confrontati nel merito e io credo che il confronto nel merito che abbiamo fatto su questo articolo, su questi emendamenti, io credo che lo dobbiamo fare anche più avanti e se noi ci confronteremo nel merito, io sono certo che troveremo le soluzioni positive anche sui problemi che dobbiamo affrontare più avanti.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 301.

CAPPAI (U.D.C.). Voto elettronico!

PRESIDENTE. Non è stato chiesto da nessuno... va bene.

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 301.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Farigu ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Soru - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Atzeri - Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Maninchedda - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 65

astenuti 1

maggioranza 33

favorevoli 43

contrari 22

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 261.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io intervengo sull'emendamento numero 261, ma per liberarvi di un problema, non per altro. Siccome c'è un errore nel testo, credo che sia opportuno correggerlo se proprio volete andare avanti. Ovviamente io voterò comunque contro l'emendamento numero 261, però mi preme sottolineare che alla lettera d) il Sovrintendente per i beni archeologici e per il paesaggio non esiste, se non è una nuova figura che è stata creata ultimamente, però questa figura non esiste! Per cui, votato in questo modo credo che non abbia nessun senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Signor Presidente, per ribadire il voto contrario all'emendamento numero 261 e per lanciare un messaggio al Capogruppo Biancu che quando parlava di contraddizione tra il comportamento che noi avremmo tenuto, perché si è riferito alla minoranza, in Commissione e quello che stiamo tenendo in Aula, io devo ribadire che noi stiamo tenendo un comportamento che è assolutamente in linea con quello che abbiamo tenuto in ogni seduta di Commissione e questo può essere rilevato dai verbali. Cosa che assolutamente non è avvenuto per i componenti della maggioranza, che oggi, soprattutto su questo argomento, hanno cambiato completamente rotta e quindi ovviamente anche su queste considerazioni, non dimenticando l'appello che ha lanciato la settimana scorsa il Capogruppo Biancu chiedendo una sospensione del Consiglio all'ultimo minuto, aveva una valenza politica molto importante che non si può trascurare, E quando parla oggi di conti che si faranno nei prossimi giorni, io spero che i conti politici che deve fare la maggioranza non li faccia sulla pelle dei sardi e soprattutto sulla legge urbanistica, che è uno strumento importantissimo di pianificazione, perché si sta consumando su questo la vostra battaglia interna nei partiti.

PRESIDENTE. L'onorevole Diana ha ragione, è un problema di battitura, è "beni architettonici e per il paesaggio", è la parola sottostante che è stata messa anche nella linea... grazie, onorevole Diana, per questa correzione.

Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 261, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 42. All'articolo 42 sono stati presentati gli emendamenti numero 114, il numero 296, il 297, il 268 e un emendamento di sintesi a questi ultimi tre, il numero 304.

E' iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.). Per esprimere il voto contrario all'emendamento numero 114, mi sembrerebbe veramente un grave errore se noi dovessimo procedere alla soppressione dell'articolo 42. Mi dispiace, rispetto ad alcune valutazioni che sono state fatte precedentemente per cui noi siamo in presenza di una pessima legge. Beh, il dibattito ha rivelato questo, che questa legge è importante per molte ragioni, soprattutto perché per esempio stabilisce una relazione nuova col sistema delle autonomie locali. Se noi di fatto dovessimo passare a cassare l'articolo 42, noi creeremmo veramente un grave problema al sistema delle autonomie locali, avevamo la piena consapevolezza che la nuova legge urbanistica o la nuova legge che disciplina il governo del territorio introduce anche un sistema di procedure che però non poteva assolutamente pregiudicare quante amministrazioni di fatto avessero già in atto un sistema di procedure, tant'è che abbiamo approvato anche altri articoli, abbiamo approvato il 44, abbiamo approvato il 46, per cui nel ribadire che noi siamo in presenza di una legge seria, di una legge che crediamo possa durare e non certo possa entrare nella logica o nella dialettica delle forze politiche, ebbene, quest'articolo 42 rappresenta un elemento esso stesso di serietà nel rispetto di quanti comunque hanno già attivato un sistema di procedure. E' veramente un articolo rispettoso, per cui se non per la logica che ha in qualche modo guidato l'opposizione che sistematicamente ha chiesto la soppressione di tutti gli articoli, cioè, al di là di questo atteggiamento tra il polemico e il polemista, credo che ragioni perché questo articolo 42 venga cassato come propone l'emendamento numero 114, credo che sinceramente non esistano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, l'ha detto poc'anzi il relatore, parlavo con il Presidente del Consiglio e non mi riferivo al relatore, non ho sbagliato, non mi sono confuso. Prima ho ascoltato attentamente il relatore, questa è una legge complessa come tutte le leggi che trattano il territorio. Prima di entrare a regime tutto il sistema, noi dovremo fare e compiere atti che hanno rilevanza politica oltre che rilevanza di tipo amministrativo. Per esempio, questo Consiglio regionale in ragione delle modifiche che sono state introdotte, è una legge che è stata molto modificata in Aula attraverso un lavoro ampio che si è costruito in queste settimane, su cui personalmente nutro ancora delle perplessità, ma che devo dire, piano piano ha recuperato una fisionomia che sicuramente anche dal mio punto di vista è più condivisibile rispetto a quella che aveva al momento dell'ingresso in Aula. Non mi pento delle critiche che ho fatto perché sono servite a lavorare a migliorare il testo.

Qua abbiamo una norma transitoria che interviene proprio in ragione delle modifiche che abbiamo introdotto, abbiamo un documento di programmazione territoriale che è denso di significato e che può rappresentare un punto di riferimento, e ovviamente questa non è una legge che facciamo per il presente, è una legge che facciamo anche e soprattutto per il futuro, che però non può essere un elemento di blocco della pianificazione regionale e territoriale, deve essere, Presidente chiedo scusa, io capisco che qua siamo al nodo politico, lo capisco, ed è per questo che io voto contro questo emendamento che cancella il 42, perché attaccato c'è un emendamento, un sostitutivo totale che io condivido perché non sono per il blocco della pianificazione, perché non sono per le leggi ad personam né contro né a favore, perché sono perché si svolgano le funzioni istituzionalmente garantite con serietà, perché sono perché se no si faccia in modo trasparente come questa maggioranza l'ha fatto, anche nell'esprimere il dissenso.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIAGU

(Segue URAS.) Non sono per le cose sottobanco, per le cose nascoste, per i vecchi atteggiamenti della vecchia politica che è entrata in crisi perché ha ragione, aveva ragioni per entrare in crisi. Qua noi stiamo decidendo la possibilità di continuare a pianificare secondo le regole, secondo le nuove regole e secondo quelle che ci accompagneranno fino a quando non faremo tutti gli atti necessari per lo svolgimento di un regolare innesto della nuova normativa. Per questo sono contro l'emendamento soppressivo dell'articolo 42 e per questo sono invece a favore dell'emendamento sostitutivo totale che è già preso in carico.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Credo che il collega Pileri che è presentatore di tanti emendamenti quanti sono gli articoli, tutti per sopprimere l'articolo, comprenderà che basta rifarci alla discussione di 15 giorni fa per dire che confermiamo la nostra posizione perché vogliamo la legge e quindi è bene, io gli consiglierei di ritirarlo perché sarebbe un atto, diciamo, di partecipazione alla discussione, perché tanto gli viene bocciato come gli abbiamo bocciato gli altri.

Dopo tanti giorni di discussione, collega Pileri, le conviene secondo me stare al confronto della legge così come è avvenuto poi nelle settimane passate e nei giorni passati. Chiaramente glielo bocceremo, io voterò contro, però ha ragione il collega Uras quando dice che adesso stiamo entrando in parte nel vivo del confronto politico, ed è su questo che io vi faccio l'ennesimo invito, in quattro anni e mezzo a tutte le occasioni vi ho sempre invitato a partecipare, vi faccio l'ennesimo invito, ritirate il numero 114, partecipate alla discussione e facciamo una discussione serena tra di noi, costruttiva, perché non è vero, collega Pittalis, che voi abolirete questa legge quando arriverete; primo dovrete essere eletti, dopo che siete eletti, quindi ci sono passaggi da fare, è il popolo. Può essere che il centro-sinistra vinca, può essere che succedono tante cose da qui al momento del voto. Allora, stiamo al confronto sulla legge, l'emendamento di sintesi, l'assessore Sanna che ha intelligenza e fantasia, non sempre tutta l'intelligenza e la fantasia la fa coincidere con le posizioni che a volte a maggioranza si esprimono. Però io apprezzo, perché sono state recepite delle indicazioni dei colleghi presentate con emendamenti distinti, però il punto politico, assessore Sanna, io penso che la maggioranza lo debba superare facendo un ragionamento alto sulle possibilità che nell'applicazione dell'insieme della legge vengono assegnate a tutti i momenti decisionali, le funzioni. Come lei sa, noi, la maggioranza e il Consiglio regionale si era pronunciata contro il rinvio della legge in Commissione. E abbiamo detto, con responsabilità, il Consiglio ha una grande occasione per fare una legge che tenga conto di quello che è avvenuto in questi 18 anni. E siccome quello che è avvenuto in questi 18 anni non sono tutte cose positive, è bene che ce lo diciamo, i comuni hanno avuto difficoltà ad operare, ad assumersi responsabilità, a fare PUC, a fare tutto quello che doveva essere fatto per applicare quella vecchia legge. Noi abbiamo cercato, con questa legge, di snellire, di far partecipare, di ampliare e di esaltare la funzione dei comuni, ma dentro una linea stringente per quanto riguarda il rispetto dell'ambiente della nostra Regione. Guardate, colleghi del centrodestra, voi non è che siete stati sconfitti al referendum che ha proposto, qualche mese fa, il parlamentare Pili, no, voi siete stati sconfitti nella valutazione di quello che è avvenuto in questi 18 anni in Sardegna sull'urbanistica. Perché in questi 18 anni sono avvenuti fatti positivi, ma ne sono avvenuti tanti negativi, che è bene che li correggiamo: accentrare le cubature, favorire un territorio nei confronti di un altro, dimenticare che ci sono le zone interne, dimenticare che la Sardegna non è solo coste, ma è anche interno, è anche impresa; tutto questo noi abbiamo cercato di riportarlo in discussione, e l'emendamento di sintesi, presentato dalla Giunta, tiene conto, in parte, di questa discussione che si è fatta. Io non sono per accentrare tutto alla Regione, l'ho detto l'altra volta, non so, forse riferito all'intervento del collega Moro - del quale apprezzo sempre il cognome -, però credo che sia giusto esaltare la funzione dei comuni in una logica di partecipazione, avendo stabilito un percorso - così come questa legge lo fa -, e non è giusto - lo dico per il centrosinistra - non è giusto contrapporre i livelli di partecipazione, di decisione, su questi temi. Se non era giusto lasciare tutto allo stato brado, o a chi se ne faceva, non è neanche giusto far passare l'altra logica, che è una logica, per chi viene dalla cultura comunista come la mia, che è stata verificata anche in altre situazioni, non è bene ridurre le decisioni a pochi. È bene, questo lo dico per i compagni della Rifondazione Comunista, è bene che i soggetti vengano valorizzati, è bene che i diversi livelli di governo intervengano, tutto questo è bene, ma non è bene che si escludano, e che si escluda la partecipazione di quelli che hanno responsabilità, che di più sono vicine ai cittadini. Allora, sono stati recepiti degli emendamenti, sono stati recepiti dei suggerimenti, si sa che noi vorremmo fare in modo che questo articolo 42, che è diverso dall'articolo 42 licenziato dalla Commissione, assessore Sanna, è diverso, per molti aspetti migliorativo, e si conferma la validità di averlo discusso in Aula, perché diversamente l'avremmo riportato in Commissione, e anche il buon Stefano Pinna, l'amico e collega Stefano Pinna, in Commissione avrebbe difeso il testo che la Commissione ha licenziato, perché era un lavoro collegiale, adesso si tratta di trovare il punto d'incontro. Noi siamo per trovare il punto di incontro, noi siamo per accogliere l'invito che aveva fatto il collega Pirisi, però questa volta al presidente Pirisi gli facciamo un invito opposto: facciamo in modo che ci sia linearità, e non mettiamo avanti il particolare. Mettiamo avanti l'esigenza generale di fare una buona legge, e di dimostrare la forza della maggioranza, che è data dalla capacità di saper scegliere, collega Biancu, di sapere scegliere e di non arroccarsi su posizioni che sappiamo che possono produrre divergenza anche per il dopo. La maggioranza deve essere autosufficiente, deve dimostrare di saper affrontare e risolvere i problemi, deve saper dare un segnale di unità, e l'unità si raggiunge, a volte, anche rinunciando a qualche posizione, nella quale si è creduto molto e per la quale si è combattuto molto. Facciamo questa operazione, poi i colleghi dell'opposizione, se voglio convergere meglio che convergano, se però non dovesse succedere questo è bene che ci sia da questa parte una risposta forte, capace di assumersi le responsabilità, e capace di farlo per il bene della Sardegna e per il bene della forza del centrosinistra, della quale facciamo parte oggi, e vogliamo farne parte anche domani, perché pensiamo che se facciamo ottimi provvedimenti si possono vincere anche le elezioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Presidente, grazie. Ma, io sono un po'…

CUGINI (Sinistra Autonomista). Ritira l'emendamento Giovanni!

PILERI (F.I.). In gallurese parliamo, onorevole Cugini, mi farebbe molto piacere. No, io sono, non dico sconcertato, ma mi fa molto piacere l'intervento dell'onorevole Cugini, perché sinceramente mi apre ancora di più gli occhi, e forse mi facilita il compito nel capire quale partita si sta giocando in quest'Aula del Consiglio regionale. Perché la sintesi che la Giunta cerca di fare, con emendamenti agli emendamenti, e agli emendamenti, anche ai suoi emendamenti, più che emendamenti che hanno la finalità, o dovrebbero avere la finalità di migliorare la legge, mi sembrano emendamenti che tendono a mantenere in piedi la maggioranza. Cioè, cercano di prendere un po' da una parte, un po' dall'altra, per raggiungere quei 40-43 voti, che possono consentire alla maggioranza di andare avanti. Questo non è certo il sistema di fare una legge urbanistica importante. Come il significato dell'emendamento soppressivo non è certo quello di non consentire ai comuni di finire le pianificazioni, perché voglio ricordare che i comuni da due anni stanno cercando di fare i piani urbanistici comunali, in adeguamento al PPR disastroso, che dovevano fare entro 12 mesi e non ci sono riusciti. E voglio ricordare anche i fondi che sono stati messi dalla Regione, insufficienti, per consentire ai comuni di adeguare il PUC al PPR. E adesso pensate che noi, come opposizione, vogliamo impedire ai comuni di portare avanti i piani urbanistici comunali, perché presentiamo un emendamento soppressivo? Ma state creando una grande confusione, come sono confusi gli emendamenti che state presentando, quando all'articolo 42 rimettete in piedi termini e argomenti che riguardano, ad esempio, il piano di utilizzo dei litorali, che non siete riusciti a superare con l'articolo 17, e state tentando di correggere in questo articolo. Io credo che non ci siano spiegazioni per i sardi che devono subire questa legge, una legge che - continuo a dire - sta diventando una legge pasticciata, una legge che non dà risposte agli enti locali, una legge che continua ad accentrare, come voi dite anche dalla sinistra, e come Uras ha detto, che continua ad accentrare il potere nelle mani della Giunta. E vogliamo vedere negli articoli successivi, perché non abbiamo ancora capito qual è il punto in cui ci sarà il confronto vero nell'ambito della maggioranza, il confronto sulla legge urbanistica, ma anche il vero confronto politico che state cercando di far slittare il più avanti possibile. Io credo che noi non abbiamo assolutamente problemi a ritirare questo emendamento, lo ritiriamo, ma lo ritiriamo per un semplice motivo, perché siamo consapevoli del fatto che i comuni debbano compiere la loro pianificazione con una legge nuova, che probabilmente faremo noi, ma sono anche convinto che ritirando l'emendamento, spero che possa emergere un attimino un po' più di coerenza nell'ambito di questi banchi, della maggioranza soprattutto, dei consiglieri regionali.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Pirisi Prego.

(Interruzioni)

Siamo in sede di discussione generale dell'articolo.

E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.). Siamo in discussione generale dell'articolo 42, avete detto: c'è un nodo politico su questo argomento, cari colleghi tutti: c'è un nodo politico su questo argomento! Perché non dirlo? Allora cosa facciamo? Vogliamo giocare a nascondino? Noi lo diciamo chiaramente, state guardando ai problemi del centrosinistra, avete un vespaio che definirlo così nel centrodestra è un eufemismo, state a guardare i problemi che ci sono da questa parte, non avete individuato… fra poco ricorrerete alla Cabala perché manco Berlusconi riesce ad individuare e il futuro leader, datevi una tranquillità, serenità, calma.

Io credo che questa legge, cari colleghi, e l'articolo 42 in modo particolare che è un pezzo di questa legge, sia una legge importante, è un nuovo e fondamentale tassello di una stagione feconda nella produzione legislativa complessiva ma anche per quanto attiene in modo particolare il problema relativo al governo del territorio, alla pianificazione territoriale, alla tutela del nostro paesaggio, alla tutela complessivamente del territorio contro gli attacchi che in tutti questi anni ci sono stati, la legge numero 8 è stata una legge importante, il Piano paesaggistico è stato uno strumento importante, oggi siamo alla legge generale di governo del territorio. Bene io credo, lo dico perché qualche volta ho sentito dire in questa fase che la nuova legislazione cadeva in un deserto normativo, quasi che non ci fosse stata produzione di legge, c'è una legge che è la numero 45 che viene chiamata "legge Cogodi" e qualcuno ritiene, o ha ritenuto, che sia stata essa non uno strumento importante di pianificazione ma addirittura fonte dei disastri che abbiamo avuto. Io non sono d'accordo, è una legge molto importante che abbiamo fatto, che hanno fatto i legislatori sardi, e va dato merito a tutti quelli che l'hanno fatta, voglio ricordare che allora c'era una preoccupazione fortissima da parte dei legislatori che fecero quella legge perché c'erano, già sentiti 22 milioni e spiccioli di metri cubi che dovevano essere insediati e realizzate intorno alle coste della Sardegna, e allora in quella fase il legislatore si pose l'obiettivo, magari non riuscendoci, però si pose l'obiettivo di tutelare le nostre coste in modo specifico e particolare però voglio dire agli esigenti, al partito, di quelli che non volevano che la legge entrasse in Aula a quelli che ritenevano fosse una cosa che dovesse tornare in Commissione, voglio ricordare qui, lo ricordo, che la legge numero 45 ebbe circa due anni di gestazione in Commissione, che poi fu portato in aula, abbiamo dei tomi per il dibattito che c'è stato con emendamenti su emendamenti, caro onorevole Pileri, che si facevano anche allora. Se considera che per esempio l'articolo era l'articolo 3 con un integrativo fino al …., Credo che sia questo sintomatico del fatto che anche in questa sede noi abbiamo fatto una legge prodotta, cioè lavorata, come si dice elaborata in Commissione con il contributo di tutti, maggioranza ed opposizione, l'opposizione ha dato un contributo prezioso in tutta quella fase di discussione ve ne voglio dare atto ancora una volta ai colleghi, però… un'altra questione che io ritengo sia fondamentale dire una cosa che credo sia fondamentale dire è che quando qui abbiamo rivolto un appello perché si collaborasse tutti quanti assieme maggioranza e minoranza noi ci aspettavamo contributi concreti e sostanziali se non che c'è stato detto: se non accettate tale emendamento vuol dire che non volete collaborare con noi. Che discorsi sono? Non sono ragionamenti corretti, né ragionamenti giusti, vorrei dire cari colleghi che purtroppo per questo Consiglio regionale non abbiamo potuto confrontare le nostre posizioni con delle posizioni del centrodestra perché non c'è una visione complessiva e generale su quello che deve essere il Governo del territorio della Sardegna, questo è il dato vero e mi dispiace che così sia perché se malauguratamente la democrazia è anche questo, dovreste andare voi a governare, ma qual è la proposta e il modello che ci portate? L'abolizione del PPR e il ritorno al al sacco delle coste? Credo che sarebbe una cosa assolutamente inaccettabile da parte di tutti, ebbene, questa legge si inserisce anche all'interno di una carenza grave di tipo legislativo a livello nazionale e noi abbiamo sopperito, lo voglio dire a tutti, sopperito anche a questa carenza facendo una elaborazione dal basso che credo che potrà essere utile poi al legislatore se oggi riterrà di dover prendere in mano una legge quadro nuova che serva per tutta la nostra nazione. Ebbene, quando si dice che l'articolo 42, più gli emendamenti di sintesi sono in qualche misura un pasticcio credo che sia una cosa sbagliata e non corretta, l'articolo 42 abbiamo ritenuto di introdurlo in Commissione perché ci siamo resi conto che qualora non avessimo introdotto questa norma transitoria i comuni sarebbero stati costretti con l'approvazione di questa legge a ricominciare daccapo anche se avessero quasi concluso l'iter di approvazione del loro piani urbanistici comunali. Abbiamo detto noi dobbiamo mandare avanti questa legge e la dobbiamo mandare avanti dando ai comuni una grande e feconda risposta. Questo è stato il motivo per cui questo articolo è nato, qualcuno sostiene che la conclusione dell'iter deve riguardare tutti province, comuni, e anche Regione. Bene, io credo che sotto questo profilo i ragionamenti dobbiamo cercare di farli un tantino approfonditi io credo che sia giusto e corretto...

PRESIDENTE. Per cortesia chiedo all'Aula di ascoltare con attenzione l'onorevole Pirisi. Grazie.

PIRISI (P.D.). Su questa legge purtroppo c'è stata tanta gente che non ha voluto ascoltare e non si è voluta confrontare però credo che sia utile invece l'ascolto reciproco, magari anche con qualche interruzione, che non è un problema di poco conto comunque… è sintomatico il fatto che spesse volte voi che dovevate opporvi a questa legge, come anche adesso, non ci siate per dire qualche cosa, per opporvi concretamente, è un atteggiamento distruttivo, è un atteggiamento che non porta a nessun beneficio a nessuno. Bene, tornando al merito dell'articolo 42, io credo che sia veramente importante che tutto ciò che è stato iniziato possa essere concluso, tra le cose iniziate che noi abbiamo, in Sardegna per esempio, c'è il Piano paesaggistico regionale, è stato scelto, poteva essere fatto in più fasi, l'abbiamo fatto e abbiamo scelto di farlo in due fasi, perché? Perché per la parte delle coste c'era necessità di un intervento che fosse veramente che mettesse una pezza al disastro che si stava provocando era indispensabile, era assolutamente necessario far questo. Oggi dobbiamo completare con la parte seconda del Piano paesaggistico regionale, io credo che sia giusto e corretto, credo anche che le leggi, le norme, le normative, debbano essere fatte sempre con il massimo della condivisione perché quando qualcuno afferma che una certa legge ed un certo provvedimento è buono e che l'intenzione che si ha è quella appunto di varare uno strumento perché è corretto che debba essere varato in un certo modo, io ritengo che sia bene che il provvedimento venga condiviso con tutti. Quindi, oggi l'emendamento di sintesi è un emendamento che contiene all'interno alcuni aspetti che nella Commissione non erano stati esaminati, che non rispondono appieno a quello che era il pensiero che la Commissione aveva assunto e che non è neanche il pensiero condiviso di larga parte di questo Consiglio allora, che fare? La maggioranza ha il compito di traghettare questa legge alla propria conclusione ma è necessario per questo che non si cerchi di violentare quella che è la volontà complessiva del Consiglio regionale e si deve cercare di avere un atteggiamento corretto, rispettoso reciprocamente perché badate qualcuno a volte dice: c'è un atteggiamento da uomo solo… solo due secondi, questo atteggiamento è sbagliato che sia a Milano, che sia in Veneto, che sia a Roma e anche se fosse in Sardegna. Per cui ritengo, Presidente, e ho concluso, che qui in questa legge in questo articolo abbiamo qualche emendamento che mi pare che sia complessivamente corretto, ma che ha bisogno di qualche piccolissima correzione per poter essere approvato con il consenso di tutti.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pirisi, parere del relatore sugli emendamenti, emendamento numero 114 ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Presidente, mi deve consentire, probabilmente c'è stata qualche incomprensione, nel senso che quando si è iniziati a parlare si pensava che fosse direttamente sull'emendamento e non sull'articolo e non abbiamo badato a quando era la prenotazione. Io mi sono prenotato naturalmente tenendo conto la prima ipotesi, ma avrei avuto, se fossi stato più edotto, sicuramente interesse di intervenire direttamente sull'articolo. Se questo è ancora possibile, non crea problemi vorrei poterlo fare.

PRESIDENTE. Io so che il Presidente ha detto, comunque, ho sentito…

(Interruzione del consigliere Lai Silvio)

Sì, è stato detto è stato ricordato…

(Interruzione del consigliere Lai Silvio)

Onorevole Lai, attiene anche alla… scusate se sovrapponiamo le voci non ci capiamo, per cui, mi scusi, onorevole Lai, intervenga prego.

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Lai. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (P.D.). Presidente, sia il primo dei tre relatori che il secondo dei tre relatori hanno dichiarato la propria votazione tant'è vero che Pinna ha detto che votava contro l'emendamento e Uras ha detto che votava contro l'emendamento. Ora siccome i due che hanno parlato prima…

(Interruzione il consigliere Uras)

A favore… no, contro l'emendamento abrogativo e a favore dell'emendamento di sintesi per la precisione, sto parlando tuo favore. Siccome questo è successo e tutti quanti hanno capito questo, è evidente che la comunicazione all'inizio dei lavori sull'articolo 42 non è stata chiara e molti di noi che volevano intervenire non sono intervenuti pensando che fossero dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. D'accordo, onorevole Lai. Io ho iscritti a parlare l'onorevole Salis, Ladu e Pittalis. L'onorevole Masia, prego onorevole Masia riprendiamo sulla discussione generale e dopo di lei interverrà l'onorevole Salis, Ladu e Pittalis.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo

acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io devo dire proprio per quella che sono le affermazioni che ho fatto, Presidente, stavo iniziando proprio con l'affermare che avremmo votato contro l'emendamento numero 144. Perché dico questo, perché quell'emendamento è un emendamento che se venisse annullato, se venisse diciamo azzerato, scusate se l'articolo venisse azzerato…

PITTALIS (F.I.). L'emendamento è ritirato.

MASIA (Gruppo Misto). Ma infatti sto parlando sull'articolo. Si provocherebbe immediatamente la impossibilità di integrarlo con alcuni emendamenti aggiuntivi che poi con un'unica sintesi sono stati presentati dalla Giunta. Quando l'onorevole Pileri ha detto che cominciava a capire quello che stava avvenendo nella maggioranza, io ho pensato che finalmente avremo avuto da parte dell'opposizione, anche se nella parte finale di questa legge, la possibilità di un contributo costruttivo che durante tutto il dibattito, certamente l'onorevole Pileri non lo può negare, da parte dell'opposizione non c'è stato. Io credo che nessuno di noi può negare che stiamo portando in porto una legge è una legge che sicuramente non durerà poco tempo, durerà al minimo come è durata quella che l'ha preceduta, una legge che sul governo del territorio fortemente noi abbiamo sentito il dovere, noi socialisti in particolare, che venisse portata avanti e deve restare anche agli atti quello che sto affermando perché nessuno può negare davvero che noi socialisti e non da soli abbiamo fortemente voluto che questa legge venisse portata in porto e abbiamo contrastato coloro che invece la volevano o rinviare in Commissione o addirittura bocciare al momento del passaggio agli articoli.

E' molto meglio avere una legge, perché. Perché in questi anni nessuno può negare che essendo cambiato anche il livello di pianificazione molto di questa si è fatta anche quasi in vacanza di legge o con dei provvedimenti tampone che hanno portato a situazioni che nessuno di noi avrebbe voluto, e quando si dice che arrivando all'articolo 42 si arriva davvero a quello che è il nodo della discussione, il nodo della discussione è proprio perché nel momento in cui questo articolo prevede una norma transitoria per ciò che riguarda la possibilità ai comuni di portare in porto quella che è la pianificazione comunale, che possono, potrebbero avere in atto fino a questo momento, immediatamente e ci si ritrova in una situazione dove davvero quello che è il lavoro fatto da questo Consiglio, perché no anche della Commissione, perché no anche da coloro che durante il dibattito hanno operato, in qualche modo possa venire azzerato. Perché dico questo, dico questo perché se non teniamo conto che esistono livelli di pianificazione diversi, che esistono ruoli diversi quando si parla di comuni non può essere che vengano paragonati alle province e tantomeno non può essere né il comune né la Provincia paragonato alla Regione, e a nessuno può sfuggire, ha i poteri di fare leggi, di cambiarle, ma sicuramente in questo Consiglio credo che siamo tutti d'accordo non deve avere il potere di disattendere alle leggi. E se è vero che noi ci stiamo dando una legge urbanistica che colma quel vuoto di cui ho parlato, che dà la possibilità davvero di superare quelli che possono essere i contrasti che ci sono stati anche in questi anni e non soltanto in quella che è la maggioranza, beh io credo che allora davvero questo è un articolo importante e accolgo quello che è stato l'invito da parte del relatore, quando negli emendamenti precedenti ha invitato un po' tutti quelli che volevano nella visione di maggior ruolo della Regione del Consiglio in particolare rinunciare a quella che era la nomina di alcune componenti di quella Commissione che è pure importante, abbiamo rinunciato in quel momento ma non possiamo davvero rinunciare e credo che su questo sia d'accordo anche l'onorevole Pirisi a quello che è il ruolo che la Regione deve svolgere, il Consiglio regionale in particolare. Io credo che non possiamo rinunciare a quelli che sono i principi dettati da questa legge per cui ci sembra molto opportuno mettere in evidenza un aspetto: noi abbiamo letto l'emendamento di sintesi all'articolo 42, il punto due e il punto tre noi li condividiamo, condivideremo anche il punto uno se naturalmente quella che è l'opportunità di dare ai comuni la possibilità di portare in porto la pianificazione fino a questo momento sviluppata non venisse per questo riconosciuto lo stesso alla Regione, perché davvero contrasterebbe con tutti quelli che sono i principi che fino adesso noi abbiamo voluto salvaguardare nel portare avanti questa legge. Noi diciamo quindi che la parola Regione deve essere tolta fino all'approvazione del documento di programmazione territoriale, le province i comuni, non mi consta che le province abbiano pianificazione fino adesso sviluppata ma non guasta e non dà nessun fastidio continuare a parlare di province, ma si potrebbe togliere perché non ce ne lasciando soltanto la parola ai comuni noi andiamo allora davvero a ribadire quella che è la nostra posizione a trovare una giustificazione nel lavoro che abbiamo portato fino ad oggi e perché no anche la salvaguardia di quella unità che qui si è sicuramente cercato di salvaguardare e che questo ulteriore aspetto sicuramente ne verrà fuori più che valorizza.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). La ringrazio, signor Presidente. Il nostro Gruppo, o meglio il nostro intergruppo all'interno del Gruppo Misto dell'Italia dei valori e lo dico anche per confutare alcune notizie giornalistiche di stamattina, il nostro Gruppo ha lavorato sia il sottoscritto che il collega Uggias, abbiamo partecipato a quasi tutte le riunioni di commissione tecnica, abbiamo partecipato a quasi tutti se non tutti gli incontri che sono stati fatti e abbiamo dato un nostro contributo e vogliamo continuarlo a dare e continueremo a darlo il nostro contributo perché questa legge, che è stata migliorata in Aula possa arrivare alla definitiva approvazione, auspicabilmente nella giornata di oggi o di domani. Perché abbiamo fatto un ottimo lavoro, abbiamo approvato, è stato fatto un conteggio matematico, circa il 95, 96 percento della legge, rimane un nodo politico e alcuni nodi politici che devono essere sciolti - uno è più intricato degli altri - alcuni sono stati già ampiamente sciolti, e quindi ci sono tutte le premesse perché noi chiudiamo veramente, con l'approvazione di questa legge, un periodo importante di impegno per dotare la Sardegna di una legge innovativa che sia rispondente alle nuove esigenze di un Governo moderno, serio ed equilibrato del territorio della Sardegna. Anch'io non ho mai detto che la legge numero 45 sia stata una pessima legge, anzi, però, lo ribadisco qui, è una legge datata, ed è una legge, mi dispiace che non ci sia il collega Floris, è una legge, la numero 45, che ha avuto bisogno di quasi due anni, se non ricordo male, per la sua approvazione, perché cadde anche, se non sbaglio, se non ricordo male ancora, in un passaggio di legislatura e, soprattutto, ebbe bisogno di numerosi regolamenti di attuazione, di alcune leggi di precisazione, non trovo il foglio ma me le sono anche segnate quelle leggi che poi vennero proprio promulgate dal Consiglio regionale, perché una legge urbanistica, di per sé, per la complessità dei temi che affronta e per l'eterogeneità e il numero elevatissimo di interlocutori a cui si rivolge, è di per sé, per definizione, una delle leggi più complesse. La legge numero 45 ebbe questa necessità; io non voglio assolutamente negare, perché sono abbastanza realista e pragmatico, che anche per quel che riguarda la legge che stiamo discutendo oggi, in questo periodo, in Consiglio regionale, sia necessario fare dei correttivi. Ma non è che perché sarà necessario fare dei correttivi stiamo approvando una legge inutile, una legge pasticciata, non è così, stiamo approvando una legge complessa, difficile, su cui abbiamo attivato un'interlocuzione molto elevata con i ceti, i gruppi che hanno più interesse all'approvazione di questa legge, alla definizione, alla modernizzazione di questa legge, e lo stiamo facendo, e lo stiamo facendo bene, lo stiamo facendo bene! Adesso, dicevo, noi dobbiamo concluderla, cari colleghi del Consiglio, ma, soprattutto, cari colleghi della maggioranza, noi abbiamo la necessità di chiudere, di approvare questa legge. Io non vorrei fare la fine, o questa maggioranza non può fare la fine, signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, non può fare la fine di quel maratoneta, di Dorando Pietri, ve lo ricordate, che fece una gara eccezionale, staccò tutti gli avversari, sotto gli applausi, a due metri dal traguardo si sentì male e non concluse la sua gara, e, anzi, venne squalificato perché un giudice di gara lo aiutò per un metro a superare il traguardo; noi non siamo e non dobbiamo metterci in questa situazione. Questa è una legge, per l'importanza che ha per lo sviluppo della Sardegna, non solo dal punto di vista urbanistico dei metri cubi, come si intende spesso, perché spesso la legge urbanistica viene intesa erroneamente, a mio avviso, solamente dove si può costruire, dove si può realizzare, dove si può fare qualche soldino eccetera, la legge urbanistica, così come i PUC, i Piani urbanistici comunali, sono il disegno politico e amministrativo che individua le linee di sviluppo del paese, e oltre alle volumetrie, deve pensare anche alla valorizzazione dei beni che quelle regioni hanno, di come individuarne le strategie per la valorizzazione, di come, soprattutto, cercare di tutelarne i valori principali. Ecco perché io penso che nel successivo emendamento all'emendamento numero 42, penso prima di tutto che abbiamo bisogno, per quello che dicevo prima, di norme transitorie, e quindi è chiaro che l'emendamento numero 114, che è stato giustamente ritirato, non rispondeva a questo bisogno, però avremmo la necessità di discutere, con molto senso di responsabilità e con maturità politica importante, l'emendamento numero 304, che è il nodo complessivo del problema, è inutile che ce lo nascondiamo, ormai è il segreto di Pulcinella, e non ha senso stare lì a nascondere difficoltà che nascono non da interessi di basso profilo, perché entrambe le tesi, o meglio, tutte le tesi che vanno a sostegno di diverse visioni di alcuni elementi compresi nell'emendamento numero 304, hanno tutte, le visioni, hanno una loro legittimità, tutte! E partono da una visione alta delle prospettive per comuni, province e regione, di poter completare le proprie procedure, sia di carattere urbanistico che di approvazioni di piani o di programmi già definiti, e in questo c'è il discorso della seconda parte del PPR. La seconda parte del PPR, siccome questa maggioranza si è posta l'obiettivo di approvare il PPR, è lapalissiano che la seconda parte del PPR non è che può essere considerata un qualcosa di non definibile l'non, la seconda parte del PPR dev'essere fatta, dev'essere portata avanti perché noi abbiamo preso l'impegno di completare, o meglio, di dotare la Sardegna, dopo la bocciatura dei Piani paesaggistici e secondo le disposizioni nazionali di un Ministro di un ex Governo Berlusconi, cioè del Ministro Urbani, dobbiamo dotare la Sardegna di un Piano paesaggistico, la Sardegna! Non un pezzo di Sardegna. Il problema è qui, e qui mi richiamo al necessario senso di responsabilità, perché badate, io considero l'approvazione di questa legge una sorta di preparazione atletica per il prossimo campionato che ci aspetta, per riuscire a battere legittimamente, senza nessuna acrimonia, riuscire a battere i nostri colleghi che stanno alla mia sinistra, ma che sono del centrodestra. E' un modo di prepararci, di partire, già dall'approvazione di questa legge, in un modo, con un entusiasmo, con una forza e con uno spirito di squadra che ci darà più strumenti per poterle battere, perché quello che noi dobbiamo recuperare appieno, e dovremmo farlo da oggi, su questa legge, perché poi dovremo farlo nuovamente sulla manovra finanziaria, importantissima, che dovremo approvare da qui a breve in questa stessa aula. Se recuperiamo questo spirito di squadra, se consideriamo questa legge uno degli elementi che può rinsaldare l'unità, la forza della coalizione, della squadra di "Sardegna insieme", io sono convinto che stiamo mettendo delle fondamenta molto forti, molto resistenti ai successivi passaggi che avremo da fare. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io credo che se il centrosinistra, come diceva Salis poc'anzi, punta all'approvazione di questa legge per rinsaldare la maggioranza e per vincere le elezioni, credo che stia facendo un vero errore strategico. Però, io non credo che oggi noi dobbiamo parlare dei prossimi equilibri e dei prossimi risultati elettorali, noi stiamo parlando di una legge che purtroppo è una legge che poi, praticamente, dovranno subire tutti i sardi, una legge che esula sicuramente da quelle che possono essere le competizioni elettorali future. Allora, io credo che facendo una riflessione sugli ultimi scampoli di questa legge, effettivamente mi rendo conto che c'è una guerra all'interno della maggioranza, e all'interno di questa maggioranza, praticamente, si registra una ulteriore vittoria della Giunta nei confronti del Consiglio regionale. E questo, sì, mi preoccupa, no mi preoccupa quello che può succedere domani, insomma non lo so, gli elettori stabiliranno chi dovrà governare, però mi preoccupa che questa legge, poi, sarà la legge che i sardi avranno, spero per non molto tempo. Però, io credo che questa ulteriore vittoria della Giunta sul Consiglio regionale rischia di essere un errore da parte della Giunta stessa, perché stravincere spesso non va bene, insomma, credo che sarebbe bastata una vittoria, ma una stravincita credo che non sia la medicina migliore. Allora io mi riferisco soprattutto al comma primo dell'emendamento numero 304, che è quello centrale diciamo, quello che ci ha fatto discutere per mesi, e che è quello che effettivamente sta mettendo ancora in difficoltà quelli che sono gli equilibri, credo, della maggioranza, ma comunque di tutto il Consiglio regionale. Allora, io credo che, colleghi della maggioranza, che praticamente il comma 1 dell'emendamento che si sta approvando, praticamente ridà, assieme alle province e ai comuni, alla Giunta regionale la possibilità di fare provvedimenti, ancora prima che venga approvato il di DPT. Quindi, è chiaro che per noi ha una sola logica questo, la sola logica che guida questa Giunta è praticamente che si vuole approvare la seconda parte del piano paesaggistico regionale, e quindi il piano paesaggistico per le zone interne, ancora prima che venga approvato lo strumento importante, che è anche l'espressione dell'Assemblea consiliare, quale il DPT, per poi fare un provvedimento prima ancora che avvenga questa approvazione. Allora io credo che questo sia veramente un danno per la Sardegna, perché io credo che il primo piano paesaggistico regionale ha visto le zone interne penalizzate a seguito di questo provvedimento legislativo, e noi, credo, chissà se i sardi ne avranno già abbastanza di questa legge, di questo modo di legiferare. Io credo che sarebbe un errore, un danno per le zone interne estendere il piano paesaggistico regionale anche alle zone interne, perché lì c'è un'economia che è sofferente, c'è una situazione di grande disagio economico e sociale, e io non credo che questa legge, quest'estensione del piano paesaggistico regionale possa, oggi, migliorare la situazione nell'interno, ma io credo che questo purtroppo cadrà come una mannaia nei confronti di queste popolazioni. Però, io volevo fare anche una piccola riflessione nei confronti di chi dice: "Ma se noi non avessimo approvato, se non approviamo questa legge urbanistica, praticamente c'è una vacatio legis, e quindi ci saranno chissà quali problemi dal punto di vista urbanistico e ambientale in Sardegna.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue LADU.) Ma, io credo che questo non sia assolutamente vero perché, come è stato sottolineato in qualche intervento precedente, ci sono delle leggi importanti ancora in vigore, che sono la legge 45 e la legge 23, che credo che non succeda nulla se questa legge urbanistica non venisse approvata, anzi devo dire che probabilmente, considerato che a parer mio e a parer nostro questo è un arretramento nei confronti di queste leggi importanti, che ci sono già e che sono in vigore, io non credo che questo sia un grande risultato da sbandierare, e soprattutto un risultato che favorirà la crescita economica e sociale della Sardegna. Allora io credo che è vero che è una legge datata, però bisogna vedere quali sono i contenuti della legge, perché se noi, per dire, avessimo adeguato questa legge, che appunto è datata, a quelle che sono le nuove disposizioni legislative che sono avvenute in campo urbanistico, non solo urbanistico, che sono la riforma del Titolo quinto della Costituzione, che sono il decreto Urbani, che sono le nuove norme comunitarie. Io credo che, è vero, c'era bisogno di una rivisitazione della legge, però andava fatta sulla base di queste innovazioni importanti che ci sono state, ma non mi pare che noi stiamo andando in questa direzione, perché lo stesso decreto Urbani non da una maggiore competenza, che così si sta dando alla Giunta. Ecco, noi stiamo utilizzando questa integrazione alla legge, questo adeguamento alla normativa regionale, a queste disposizioni nazionali ed europee, ma per rafforzare il potere della Giunta regionale. Ecco, credo che sia proprio questo il limite della legge che noi stiamo approvando. E io, davvero, ancora invito i colleghi di maggioranza, insomma, quelli che hanno dimostrato una maggiore autonomia per quanto riguarda il giudizio che sia ha di questa legge, ad avere un atteggiamento che sia rispondente a quelle che sono realmente le idealità e la volontà del Consiglio regionale stesso. Faremo un grave errore se noi, o meglio, se la maggioranza, o una parte della maggioranza della Regione, praticamente cedesse alle pressioni che ci sono per quanto riguarda le prossime scadenze regionali. Io mi auguro che il voto che verrà fuori da questa legge sia un voto di coerenza, un voto che rispetti la volontà di questo Consiglio regionale, tutta la volontà, e che non sia veramente condizionato dalla volontà di una parte della maggioranza, e che soprattutto è fortissimamente dipendente da quello che succederà tra i prossimi mesi in ragione. Grazie.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, ad evitare inutili appesantimenti di un dibattito già di per sé davvero notevolmente gravoso, io le sottopongo preliminarmente il problema relativo all'ammissibilità degli emendamenti che costituiscono il corpo essenziale della norma in discussione. Ed in particolare, prendendo le mosse dall'emendamento numero 268, che sostituisce integralmente l'articolo 42 della proposta di legge, viene presentato un emendamento, appunto, all'emendamento numero 268, un emendamento aggiuntivo, che non ha assolutamente alcuna attinenza con la materia oggetto dell'emendamento numero 268; e quindi, da questo punto di vista, ritengo che sia assolutamente inammissibile, e rispetto al quale chiediamo che la Presidenza ne disponga la espulsione. E, con sequenzialmente, anche l'emendamento numero 304, che è un emendamento di sintesi, contiene al punto 3) una previsione, che ricollegandosi all'emendamento numero 297, inammissibile, non può costituire oggetto dell'emendamento di sintesi. Quindi, anche per risparmiare ai colleghi di potermi ascoltare su argomenti che possono anche non avere attinenza col dibattito, chiedo, preliminarmente, signor Presidente, che si dia risposta su questi aspetti.

PRESIDENTE. Sì onorevole Pittalis, abbiamo fatto una ulteriore verifica rispetto a quella già fatta nel momento in cui questi emendamenti sono stati inseriti e ritenuti ammissibili, la verifica è la seguente: l'emendamento numero 268 parla di pianificazioni in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. Le pianificazioni in corso sono quelle in corso inclusi i piani di utilizzo dei litorali, che è una delle pianificazioni in corso che l'emendamento numero 268 che parla di procedure relative alla pianificazione di propria competenza, secondo la procedura previgente, è fra le procedure che sono avviate, che sono in corso e che sono nella fattispecie di questa norma transitoria, si precisa ad ogni buon conto, facendo riferimento alla legge numero 9 che è poi quella alla quale si fa riferimento e da cuui si avviano le procedure che costituiscono il riferimento legislativo di carattere generale. Quindi questo è il motivo per il quale gli emendamenti si ritengono collegati, collegabili e compatibili e non contenenti materie nuove, non previste nell'emendamento da cui originano, che è il numero 268.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Mi dispiace, questo è un punto fermo sul quale non siamo d'accordo e preannuncio che seguiremo tutti gli strumenti a nostra disposizione fino a raggiungere le magistrature, perché riteniamo che sia un uso non corretto Presidente! Qui si sta introducendo un principio che è quello che la maggioranza o la Giunta, al bisogno, possano proporre quello che gli pare, qui non c'è nessuna attinenza, Presidente, cosa significa, leggo testualmente al punto 3: "i piani di utilizzo dei litorali conseguono fra l'altro l'obiettivo della salvaguardia della tutela dei litorali, dove sta scritto nell'articolo 42? Dove sta scritto nell'emendamento numero 268 che modifica l'articolo 42? Presidente, siccome so che lei è persona seria, così come sono seri i collaboratori che la affiancano, però mi creda che non c'è un'opposizione così distratta da non capire che si sta facendo un qualcosa che non è coerente con le norme del nostro Regolamento e non è assolutamente coerente con il sistema di principi costituzionali e statutari che devono, anche in questo caso, salvaguardare non questioni che attengono all'opposizione ma che attengono alla stessa aderenza ai principi di correttezza e legalità del funzionamento di quest'Aula. Ecco perché, sommessamente, Presidente io… se è il caso di fare una ulteriore valutazione, perché si noti che il punto 3 di riflesso…

PRESIDENTE. Lei si riferisce al punto 3 dell'emendamento numero 304 in modo specifico.

PITTALIS (Gruppo Misto). Certo Presidente, perché poi, alla fine, il suo ragionamento mi sta bene Presidente nell'ottica di quello che… però quando andiamo a leggere c'è tutta una parte di nuova elaborazione rispetto alla quale noi andremo a discutere la finanziaria, se passa questo principio Presidente io me lo segnerò perché vorrà dire che utilizzeremo questo stratagemma per ogni questione.

Quindi, se c'è anche bisogno di un maggior approfondimento non c'è nessun problema ma riteniamo davvero nell'interesse questa volta, non di una posizione dell'opposizione della minoranza in Consiglio, ma della salvaguardia di norme e princìpi a tutela di tutto il Consiglio stesso.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis, come sa non è mia abitudine non tener conto delle osservazioni che vengono fatte e che vengono fatte dall'opposizione ,penso che l'Aula quando discutere e decide non debba avere l'ipotesi di utilizzo di sedi diverse che non siano dal nostro legislativo anche perché non mi sembra proprio il caso. Fra l'altro, secondo me, l'obiettivo della salvaguardia della tutela dei litorali e dell'ambiente è contenuto già nel dispositivo della legge cui facciamo riferimento quindi non facciamo che riportare e riferire quanto la legge definisce nella predisposizione dei PUL per cui può essere persino pleonastico e pletorico questo inciso in questa legge, perché per quanto mi riguarda i PUL devono, fra le altre cose, naturalmente tendere alla salvaguardia, alla valutazione e alla tutela degli ecosistemi, quindi rischiamo di fare una questione tutto sommato su un aspetto neppure fondamentale quindi, se questo è il punto, penso che lo possiamo risolvere in questo modo.

Facciamo due minuti di sospensione in aula in attesa che tra i relatori e la Giunta si arrivi ad una conclusione.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 44, viene ripresa alle ore 13 e 47.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sì, Presidente. La nostra proposta è quella di mantenere il terzo comma limitatamente all'ultimo capoverso, che rappresenta in tutto e per tutto la salvaguardia per le procedure in corso che è il succo dei ragionamenti che furono fatti anche nelle sedute precedenti. Per quanto riguarda la prima parte che è ripetitiva di fattori generali già insiti nelle direttive e nelle finalità generali della legge possiamo anche ometterlo mantenendo il contenuto della transitorietà cioè questa capacità di mantenere in validità i percorsi in atto nella definizione dei piani di utilizzo dei litorali anche disgiuntamente rispetto all'approvazione del PUC anche per non vanificare il lavoro che è stato fatto. Se siamo d'accordo su questa posizione si intende votare l'ultimo capoverso che è la parte sostanziale.

PRESIDENTE. Grazie. Allora, onorevole Pittalis, la sua osservazione viene accolta, viene ritenuta opportuna.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, volevo solo chiarire: il richiamo alle magistrature superiori non è segnalare alla procura: significa semplicemente trovare gli strumenti di salvaguardia di ruolo dell'opposizione, che non significa magistratura in senso tecnico. Ecco, volevo solo chiarire questo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis, per avere chiarito un aspetto che poteva sembrare ambiguo. Quindi l'onorevole Pittalis accetta questa ipotesi che è stata formulata dall'Assessore relativamente al comma 3 dell'emendamento numero 304.

LA SPISA (F.I.). Quindi il testo sarebbe?

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo

acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (Gruppo Misto). Sì, però non ho compreso quale sia la formulazione letterale della proposta dell'Assessore…

PIRISI (P.D.). A partire da "PUL" rimane in piedi l'ultimo periodo.

UGGIAS (Gruppo Misto). Rimane in piedi l'ultimo capoverso, sì. L'ultima frase. Grazie, Presidente. L'articolo che abbiamo in discussione, come tutte le norme transitorie ha una rilevanza sostanziale rispetto al contenuto della legge, non tanto per quella che sarà la legge e l'applicazione della legge, quanto per quello che è il destino delle procedure in corso, e noi non possiamo dimenticare che ci sono in tutti i comuni procedure relativamente all'approvazione e non solo di piani urbanistici comunali ma anche di una pianificazione secondaria, come quella dei piani di zona, come quella dei piani attuativi, che in mancanza di questa norma potrebbe essere interrotta nel senso che viene ad essere applicabile una nuova disciplina, che è quella che abbiamo in corso e che pertanto automaticamente farebbe decadere tutta l'attività compiuta, tutto l'iter formativo, procedurale è formativo in essere fino alla pubblicazione della legge. E non è, lo dico richiamando l'attenzione dei colleghi, non è neanche evitabile quest'errore pensando di lasciare intatto il testo che è stato licenziato dalla Commissione nell'articolo 2 che prevede che il completamento delle procedure in corso sia limitato all'adeguamento della pianificazione comunale alla vigente pianificazione regionale paesaggistica. Perché proprio a prescindere dalla pianificazione paesaggistica esistono queste procedure che hanno l'esigenza di essere completate pena il riinizio e quindi l'azzeramento e il rinnovo totale di tutte le procedure in corso che sono spesso partecipate e vedono una proposta, che vedono una pubblicazione, che vedono un'adozione, la fase delle osservazioni tutta una serie di fasi che delicatamente… che progressivamente sono state attuate da tutti i comuni. Credo che la mia osservazione relativamente ai comuni debba essere considerata anche un'anticipazione rispetto a quella proposta che veniva formulata dai banchi del centrosinistra relativamente ad una distinzione di atteggiamento da avere nei confronti delle procedure in corso dei diversi enti. Perché se è vero che queste procedure possono essere salvaguardate in funzione del lavoro svolto dai comuni, che non sono certamente partecipi di questa legge, se non in termini consultativi, lo stesso discorso non può farsi per la Regione. Perché la Regione con questa legge si sta dotando di uno strumento urbanistico ed è per prima la Regione che deve dare l'esempio adeguando la propria attività formativa, la propria programmazione alle leggi che si sta dando, cioè noi non possiamo porre in essere una contraddizione dicendo che fino a quando non verrà attuato un determinato percorso noi stessi rinneghiamo le leggi che ci stiamo dando. Ecco perché noi non possiamo avere lo stesso atteggiamento in termini transitori nei confronti dei diversi enti. Concludo, Presidente, dicendo che ho visto che c'è un emendamento da parte della Giunta che fa sintesi anche di un emendamento da me presentato unitamente al collega Masia. Dico che mi rimetto alla Presidenza al momento opportuno relativamente al ritiro o meno a seconda del fatto che possa esserci un ritiro dell'emendamento da parte della Giunta o una votazione per parti, a quel punto sarò io stesso, eventualmente, a ritirare l'emendamento o a chiedere una votazione per parti. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa… prego… poi siamo in dichiarazione di voto, onorevole La Spisa, intanto scusi parere, scusi onorevole La Spisa facciamo dare al commissario il parere sugli emendamenti… Sull'ordine del lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). I pareri non si danno?

PRESIDENTE. Ci sono ancora, c'è ancora il Presidente della Regione che aveva chiesto di parlare, poi la discussione generale è finita con l'intervento del presidente Soru.

Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SORU (P.D.), Presidente della Regione. Grazie, signor Presidente, alcune parole su quest'articolo in modo particolare anche se è la prima volta che intervengo in Aula su questa legge. Il governo del territorio credo che sia stata una cosa particolarmente importante, direi fondamentale, di questa maggioranza e di questo Governo regionale, una cosa che rimarrà al di là di questa legislatura, una cosa che credo abbia contribuito a far crescere la coscienza dei sardi nel valore del patrimonio ambientale e della tutela del territorio. Se n'è discusso in questi anni, si è arrivati a pensare che ci sarebbe stata la rivolta dei sardi su quello che avevamo fatto fino ad adesso. Poi è risultato che appena il 17 percento dei sardi si sia presentato al recente referendum per dichiarare il proprio dissenso sulla legge numero 8 e sul conseguente piano paesaggistico regionale. L'articolo 42, o meglio il governo del territorio vuole ben presente la programmazione di livello più alto attraverso il piano paesaggistico regionale che si occupa di una funzione di un compito che è addirittura prerogativa, compito primario dello Stato, e che la Regione ha svolto d'intesa con lo Stato. Quel tipo di programmazione deve essere ora completata dalla programmazione del territorio, dalla legge urbanistica, dalla legge che discutiamo oggi, è un suo complemento non può essere in alcun modo una sua sostituzione o una sua negazione di quanto fatto finora. E di fatto con l'articolo 42, opportunamente questa legge, sta prevedendo la possibilità che quanto fino adesso avviato possa essere completato, in particolar modo nel testo emerso dalla Commissione questo viene specificato per i comuni, ma con l'articolo 44, appena dopo, è altrettanto chiaro che questo principio di continuazione delle attività finora avviate valga anche per la Regione e quindi non solo per tutta la programmazione regionale, mi riferisco al piano dei trasporti, al piano di assetto idrogeologico, al piano generale dei rifiuti ma in particolar modo per il piano paesaggistico regionale. E allora l'articolo 44 chiarisce che la Regione può in qualunque momento- la Giunta regionale - portare avanti il procedimento già avviato di approvazione della seconda parte del piano paesaggistico regionale perché questo è contenuto nelle linee guida, che sono state anche discusse in Consiglio regionale, questo è contenuto nella mozione che il Consiglio regionale ha approvato. E allora credo che la discussione sull'articolo 42, così come l'ho sentita fino ad adesso, a stamattina in Aula sia una discussione forse su un malinteso, o una discussione che rischia di creare un malinteso, e cioè: la Giunta regionale può proseguire nell'approvazione della seconda parte, di avviare quanto meno le consultazioni i passaggi intermedi che sono previsti. L'articolo 44 ci dice di sì e io credo fortemente di sì. Se non venisse specificato anche nell'articolo 42 entreremo in una poca chiarezza, che credo non ci giovi. Vorrei anche dire che uno dei punti di forza di questa legge urbanistica che stiamo discutendo è lo sforzo che fa di chiarezza, di semplificazione, di certezza del diritto per i cittadini, allora quella chiarezza, semplificazione, certezza di diritto che abbiamo cercato di trasferire in capo ai cittadini la dobbiamo anche mantenere al nostro interno e quindi mantenere questa chiarezza; la chiarezza dal punto di vista della Giunta regionale è certamente che il procedimento possa essere terminato, perché se così non fosse vorrebbe dire che non solo stiamo negando quando fatto fino adesso, ma stiamo anche negando un risultato recente del referendum che ha visto non disconosciuta la legge numero 8 e quindi la delega in capo alla Regione di completare, di fare l'intero piano paesaggistico e non solamente per un pezzo della Regione. Per terminare: il piano paesaggistico regionale è stata una parte fondamentale di questa legislatura disconoscerlo in qualunque modo è un fatto naturalmente grave, direi anche di più, che dovrà essere presto nella giusta considerazione da parte di tutti noi.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole La Spisa, prego, sull'ordine dei lavori... va bene, colleghi, siccome sono le 14 e abbiamo una serie di colleghi che intervengono per dichiarazione di voto, e quindi siamo in una fase di votazione di cui è difficile prevedere la durata, propongo di sospendere i lavori a questo punto e di riprendere questo pomeriggio alle ore 16 e 30 con le dichiarazioni di voto, così come con alcune iscrizioni che sono già avvenute, e convoco una breve Conferenza dei Capigruppo, adesso, per ragionare su come procedere questa sera sull'ordine dei lavori.

SANJUST (F.I.). Presidente, prosecuzione o no?

PRESIDENTE. No, non c'è prosecuzione. La seduta è tolta... onorevole Caligaris, su che cosa? Ho tolto la seduta, lei è iscritta per dichiarazione di voto...

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi scusi se mi permetto, Presidente, però l'aula risulta assolutamente schermata. Si sta verificando, però, che mentre per alcuni funziona la schermatura, per altri non funziona, allora le volevo chiedere intanto se è vero che l'aula è stata schermata e se...

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, poi glielo chiedo, non è scritto da nessuna parte che l'aula debba essere collegata, siamo schermati solo parzialmente perché lo strumento è scarsamente efficace, lo renderemo più efficace, però non mi sembra un argomento di discussione. E' così, alcuni telefoni non possono ricevere perché l'apparecchio è rivolto solo ad alcuni, ma adotteremo un'apparecchiatura più consona. Grazie, la seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 04.