Seduta n.283 del 08/04/1998 

SEDUTA CCLXXXIII

(Pomeridiana)

Mercoledì 8 Aprile 1998

Presidenza del Vicepresidente Milia

indi

del Vicepresidente Zucca

La seduta ha inizio alle ore 16 e 35.

PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 18 marzo 1998, pomeridiana, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Gianfranco Tunis ha domandato di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dall'8 aprile 1998. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Discussione degli articoli e approvazione del disegno di legge: "Disposizioni per l'attuazione degli interventi finanziari dell'Unione Europea in materia di pesca e acquacoltura e disposizioni varie" (281)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame dell'articolato del disegno di legge numero 281. Si dia lettura dell'articolo 1.

PIRAS, Segretario:

Art. 1

Finalità: programma d'interventi a favore dell'economia ittica

1. La Regione, nel rispetto della politica comunitaria e in attuazione dei regolamenti comunitari in materia di pesca e acquacoltura, adotta annualmente un programma d'interventi nel settore della pesca e dell'acquacoltura al fine di favorire lo sviluppo sociale ed economico delle categorie interessate e, in particolare, il sostegno dei livelli occupazionali e il consolidamento della produzione ittica.

2. Gli interventi previsti dal programma riguardano le seguenti azioni:

I. il rinnovo e la ristrutturazione della flotta peschereccia attraverso la costruzione di nuove imbarcazioni da pesca e l'ammodernamento di quelle in esercizio;

II. l'acquacoltura comprendente:

A. la costruzione, la ristrutturazione e l'adeguamento tecnologico degli impianti di allevamento di organismi acquatici nelle acque marine, salmastre e dolci;

B. gli interventi per il miglioramento della circolazione idraulica degli ambienti lagunari stagnali o estuariali;

C. centri servizi per la produzione;

III. la sistemazione di zone marine protette;

IV. le attrezzature dei porti da pesca;

V. la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della pesca comprendente:

A. la realizzazione di nuovi impianti di trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e di impianti per la depurazione dei molluschi;

B. l'ammodernamento degli impianti di trasformazione e lavorazione dei prodotti della pesca;

VI. la promozione e la ricerca di nuovi sbocchi per i prodotti della pesca.

3. L'Assessore della difesa dell'ambiente, sentito il Comitato Tecnico Consultivo della Pesca, elabora il programma e lo propone alla approvazione della Giunta regionale. La Giunta regionale approva il programma sentito il parere della competente Commissione consiliare.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

PIRAS, Segretario:

Art. 2

Soggetti destinati alle agevolazioni

1. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a), i pescatori singoli o associati, in possesso dei requisiti previsti dalla legge regionale 5 marzo 1953, n. 2, e successive modifiche e integrazioni.

2. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), punti 1) e 2) gli esercenti, persone fisiche e giuridiche, di impianti di allevamento di organismi acquatici in acque marine, salmastre e dolci, iscritti nei registri di cui agli articoli 9 e 11 della Legge 14 luglio 1965, n. 963, o in possesso dell'iscrizione presso la Camera di commercio, industria, agricoltura e artigianato per l'esercizio delle attività di allevamento dei suddetti organismi.

3. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), punto 3) le associazioni di categoria e le associazioni di produttori.

4. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c) le associazioni di categoria e loro strutture e le amministrazioni locali.

5. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera d) gli organismi pubblici e le associazioni di categoria e loro strutture.

6. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera e), punto 1) gli imprenditori singoli e associati, le associazioni di categoria e loro strutture.

7. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera e), punto 2) le associazioni di categorie e loro strutture, le associazioni professionali di categoria e loro cooperative, gli imprenditori singoli e associati.

8. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera f) le cooperative di pescatori e loro consorzi, le associazioni di categoria e loro strutture, le associazioni di produttori e loro consorzi.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati degli emendamenti, iniziamo dal numero 2. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:







PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 2.

VASSALLO (R.C.Progr.). Signor Presidente, illustro questo emendamento ma illustrerò anche gli altri perché sono tutti della stessa fattispecie, per cui eviterò all'aula il ripetersi di una serie di emendamenti che hanno lo stesso fine e lo stesso scopo. L'emendamento consiste in questo. Nell'articolo due dove si parla nei vari

commi di chi può accedere ai contributi della stessa legge, troviamo in maniera ripetuta nei vari commi che possono accedere ai contributi le associazioni di categoria o le associazioni di categoria e le loro strutture. Dato che le associazioni di categoria svolgono una funzione di tutela delle organizzazioni professionali degli imprenditori, per cui una azione sindacale dei loro associati, a noi sembra che se non togliamo queste quattro parole le associazioni di categoria si possono trasformare in strumento economico e produttivo. Per cui potrebbe addirittura configurarsi una concorrenza delle stesse associazioni nei confronti dei loro associati. Inoltre detta incompatibilità ci sembra possa sorgere anche nello stesso comma tre dell'articolo 1 già approvato in cui si dice che "l'Assessore della difesa dell'ambiente sentito il comitato tecnico consultivo della pesca elabora i programmi". In virtù del fatto che le associazioni fanno parte e sono elemento essenziale nella composizione del comitato tecnico ci pare chiara e palese la incompatibilità di dare alle associazioni di categoria compiti che non sono propri, a nostro avviso, delle associazioni.

PRESIDENTE. Quindi per maggiore chiarezza si danno per illustrati con questo intervento dell'onorevole Vassallo anche gli emendamenti numero 2, 3, 4, 5 e 6 all'articolo due.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

MARROCU (Progr. Fed.), relatore. Il relatore lo accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si allinea al parere del relatore. Se la motivazione che la Commissione ha portato nel formalizzare la norma, così come è stata formalizzata è, tutto sommato, la ripetizione un po' del modello nazionale. Però un approfondimento... Questo può essere eventualmente un argomento da riprendere con la legge quadro, per il momento sembrerebbe che possano essere accolti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppia. Ne ha facoltà.

OPPIA (F.I.). Vorrei fare una precisazione di carattere puramente formale. All'articolo 2, comma 2 e poi comma 5, si parla di iscrizione presso la Camera di commercio, eccetera. Io preciserei meglio che si tratta di iscrizione al registro delle imprese della Camera di commercio, per evitare eventuali confusioni con altri registri. Inoltre l'espressione Camera di commercio, industria, agricoltura e artigianato andrebbe corretta in: Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. E' più corretto in questo senso.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. In sede di coordinamento conclusivo mi pare corretto accogliere l'emendamento orale che propone l'onorevole Oppia.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

PIRAS, Segretario:

Art. 3

Interventi di competenza

dell'Assessorato della difesa dell'ambiente

1. L'Assessorato della difesa dell'ambiente è autorizzato a predisporre e a dare esecuzione agli interventi d'interesse pubblico previsti all'articolo 1, lettere b), punti 2) e 3), c), d), e), punto 1) limitatamente ai mercati ittici all'ingrosso.

2. L'attuazione degli stessi interventi, comprensiva anche delle spese generali di progettazione, può essere delegata agli enti locali nel cui ambito territoriale ricade l'intervento, secondo quanto previsto dagli articoli 4 e 10 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24, e successive modifiche e integrazioni.

3. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 1 e 2 sono valutati in lire 1.900.000.000 per il 1998 e in lire 2.000.000.000 per il 1999 (cap. 05096).

4. Per gli interventi di interesse collettivo di cui all'articolo 12 della legge regionale n. 2 del 1953 sono autorizzate le seguenti spese: nel 1998 lire 1.000.000.000, nel 1999 lire 500.000.000 (cap. 05084).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:





PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 1.

BONESU (P.S.d'Az.). L'emendamento numero 1 ha la finalità, credo che corrispondesse alla stessa opinione dei proponenti, ma credo che rimedi un difetto di scrittura, perché in base al secondo comma dell'articolo 3, l'attuazione degli interventi può essere delegata agli enti locali nel cui ambito territoriale ricade l'intervento. Ora nell'ambito territoriale dei comuni non può essere compreso il mare territoriale, perché la giurisdizione comunale si ferma sulla riva del mare, per cui trattandosi di una legge sulla pesca, in cui possono essere necessari interventi sul mare territoriale, credo che vada specificato che agli enti locali può essere conferita la delega anche per interventi che riguardano il mare territoriale nella parte prospiciente il loro territorio, se no, altrimenti questa norma di delega resta monca, perché appunto resterebbe priva di delegabilità ogni intervento che riguardi il mare territoriale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu.

MARROCU (Progr. Fed.), relatore. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento numero 8.

MARROCU (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento numero 12.

MARROCU (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

PIRAS, Segretario:

Art. 4

Finanziamento del programma

1. Per l'esecuzione degli interventi previsti nel programma di cui all'articolo 1, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare contributi a fondo perduto ai soggetti di cui all'articolo 2 nella misura prevista dal comma 2 del presente articolo.

2. L'ammontare massimo di contribu-zione per ciascun tipo d'intervento promosso dai soggetti di cui all'articolo 2 è quello previsto dal decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente 4 ottobre 1994, n. 2507, di attuazione della legge regionale 22 aprile 1994, n. 17, come modificato e integrato dal decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente 29 dicembre 1995, n. 2603 e successive modificazioni e integrazioni. Per la realizzazione dei centri servizi per la produzione l'ammontare massimo della contribuzione regionale è stabilito nel 60 per cento della spesa ammissibile.

3. I contributi di cui alla presente legge sono cumulabili con le altre provvidenze creditizie e contributive previste dalla normativa comunitaria e nazionale purché l'ammontare delle agevolazioni non sia superiore al massimale di aiuto richiamato nel comma 2, calcolato in equivalente sovvenzione netto.

4. I massimali di spesa per il rinnovo e la ristrutturazione della flotta peschereccia sono determinati secondo quanto previsto dal decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente 29 dicembre 1995, n. 2603 e successive modificazioni e integrazioni.

5. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo sono valutati in lire 5.243.000.000 per il 1998 e in lire 5.200.000.000 per il 1999 (cap. 05097).

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:



PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento numero 7.

MARROCU (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

PIRAS, Segretario:

Art. 5

Programma operativo regionale

di interesse comunitario

1. Gli interventi di cui al programma regionale che rientrano nella tipologia d'interventi finanziabili dal Reg. CE 2080/93 del 20 luglio 1993 (SFOP-Strumento finanziario di Orientamento della Pesca) e dal Regolamento di esecuzione n. 3699/93 del Consiglio del 21 dicembre 1993 sono presentati al cofinan-ziamento comunitario. In tal caso si applicano le procedure della delibera CIPE del 13 aprile 1994 che approva la proposta italiana relativa al documento unico di programmazione 1994-1996 e dei collegati provvedimenti statali d'attuazione.

2. L'eventuale cofinanziamento comuni-tario e statale ottenuto per l'esecuzione diretta d'interventi di competenza regionale, attuati anche attraverso la delega agli enti locali territorialmente interessati, deve essere inteso quale reintegro delle spese effettuate dall'Amministrazione regionale; lo stesso è riassegnato al capitolo di spesa 05096, in corrispondenza dell'accertamento in conto del capitolo d'entrata 36105, con decreto dell'Assessore della programmazione emesso su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5 bis.

PIRAS, Segretario:

Art. 5 bis

Anticipazioni provvidenze regionali

in materia di pesca

1. Le provvidenze previste dalla presente legge e dalla normativa regionale in materia di pesca e acquacoltura possono essere erogati, su richiesta degli interessati, in via anticipata sino al 50 per cento della spesa ritenuta ammissibile.

2. Le anticipazioni devono essere garantite da polizza fidejussoria assicurativa o bancaria, conforme allo schema che sarà approvato con decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente di concerto con l'Assessore alla programmazione, bilancio ed assetto del territorio.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5 ter.

PIRAS, Segretario:

Art. 5 ter

Piano di riconversione della pesca a strascico e della pesca a sciabica o coppia d'ombra

1. Al fine di ridurre l'impatto dell'attività di pesca nell'ecosistema marino-costiero e di eliminare o ridurre la conflittualità tra sistemi di pesca praticati nella fascia costiera, l'Amministrazione regionale attua programmi di razionale utilizzo delle risorse biologiche presenti nelle suddette aree attraverso progetti che prevedono la riconversione dell'attività di pesca a strascico per le barche sino a venti tonnellate di stazza lorda e per le imbarcazioni abilitate al sistema della sciabica verso sistemi alternativi di pesca.

2. Per l'attuazione dei progetti di cui al comma 1 l'Amministrazione regionale è autorizzata:

I. a corrispondere premi per la cancellazione di sistemi di pesca denominati strascico e sciabica. Detti premi sono calcolati nella misura sino al 40 per cento delle tabella del premio per l'arresto definitivo delle imbarcazioni di cui all'allegato IV tabella 1 del Regolamento (CE) 3699 del 21 dicembre 1993 e comunque nella misura massima di 50.000.000 di lire ad imbarcazione. Qualora la licenza di pesca preveda l'utilizzo sia dello strascico che della sciabica, i premi sono concessi a condizione che entrambi i sistemi di pesca vengano cancellati dalla licenza. I premi per la cancellazione della sciabica sono ridotti del 50 per cento per le imbarcazioni che non abbiano esercitato tale tipo di pesca negli anni 1996 e 1997;

II. ad attribuire la priorità nella concessione delle provvidenze regionali per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione delle imbarcazioni e degli attrezzi da pesca alle imprese di pesca indicate nel comma 1, che hanno esercitato l'attività di pesca negli anni 1996 e 1997, e che provvedono a far cancellare i sistemi di pesca a sciabica e a strascico dalla licenza di pesca.

3. Gli oneri derivanti dalla attuazione del presente articolo sono valutati in lire 1.200.000.000 per il 1998 e il lire 1.500.000.000 per il 1999 (Cap. 05097/01).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:





PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 10 ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu.

MARROCU (Progr. Fed.). Brevissimamente, questo emendamento lo illustro. La Commissione con questo emendamento ha accolto, a seguito di incontri con la categoria e con le organizzazioni dei pescatori, una indicazione che tende a portare l'indennizzo per queste categorie di lavoratori che sono obbligati a non esercitare più la professione che per anni hanno esercitato, mi riferisco soprattutto alla sciabica, ha accolto la richiesta che veniva dalle organizzazioni sindacali e di categoria e dalla categoria stessa di adeguare gli indennizzi a quelli che sono previsti a livello nazionale e comunitario per altre categorie che sono state ugualmente da leggi comunitarie costrette a modificare i sistemi di pesca. Penso alle spadare. Quindi rispetto alla prima proposta che fu accolta nella legge dalla Commissione vi è un emendamento che tende a far sì che queste categorie di lavoratori che sono chiamati a rinunciare, obbligati a modificare il sistema di pesca o addirittura a cedere completamente l'attività, e quindi sono obbligati alla cessazione della propria attività, le indennità sono state adeguate per consentire un giusto e corretto indennizzo di questo elemento. Quindi l'emendamento è tendente sempre e comunque nel rispetto della normativa comunitaria ad adeguare queste indennità. Ripeto, a una categoria di lavoratori che non cessano l'attività per volontà propria, ma perché obbligati dalla normativa, in questo caso anche regionale, che impone che non possa essere più esercitato quel sistema di pesca perché considerato dannoso. Ripeto, su questo c'è stata una lunga discussione se sì o no, ma non mi interessa qui riprendere, ma comunque è un sistema di pesca che ha creato sicuramente scontri sociali nel territorio regionale. Quindi è una categoria di lavoratori che non per scelta, ma è stata obbligata a cessare l'attività. Quindi ecco l'indennizzo per questo fatto. Quindi abbiamo previsto di adeguare l'indennità per l'imbarcazione e soprattutto un indennizzo per i marinai che sono imbarcati che invece erano tagliati fuori dalla prima proposta della Commissione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Granara per illustrare l'emendamento numero 11.

GRANARA (F.I.). Desidero precisare, signor Presidente, che il mio è un emendamento aggiuntivo, quindi non toglie nulla all'emendamento proposto dalla Commissione pesca, ma chiarisce una situazione e in tali termini spera di poterla modificare, integrando tutta una serie di problematiche che i pescatori sicuramente conoscono molto bene.

Signor Presidente, desidero innanzitutto esprimere la mia soddisfazione nel verificare che quest'aula, dopo tanto discutere di problemi legati alla terra, ha deciso finalmente di mettere mano a uno dei tanti problemi che attanagliano il settore della pesca, e quindi riconoscere, seppure in parte, le difficoltà in cui lo stesso versa.

Si vuole con questo emendamento all'articolo 5 affrontare il problema dell'impatto nell'ecosistema marino costiero di alcune tecniche di pesca usualmente praticate lungo le fasce costiere, sistemi che a detta degli esperti e degli operatori del settore a volte causano indubbiamente danni al patrimonio ittico e a quello ambientale. Oggi, dietro la pressione degli addetti ai lavori e dell'opinione pubblica, si vuole con un emendamento affrontare tale problema in termini di urgenza, come oramai è prassi quasi consolidata in quest'aula. Avrei gradito di gran lunga, e l'aula sicuramente lo condividerà, che questo argomento venisse trattato anche come uno dei tanti punti all'interno della legge quadro sulla pesca e che trovasse soluzioni in termini armonici e compatibili con la logica della norma. Invece questo non avviene, e le poche risorse messe a disposizione sembrerebbe possano premiare solo una parte dei pescatori, forse per ora solo quelli che esercitano la pesca a sciabica, rinviando a un altro momento i problemi dello strascico. Non si può pensare che tale amministrazione riuscirà a razionalizzare l'utilizzo delle risorse biologiche se non saranno esaminate in contemporanea e non a escludere tutti i sistemi di pesca, la loro regolamentazione e soprattutto la programmazione che a tale comparto si dovrà necessariamente dare.

Noi di Forza Italia siamo sicuramente d'accordo su questo provvedimento, non siamo d'accordo sul metodo adottato. Della legge quadro sulla pesca abbiamo sempre sollecitato la discussione e in più di una circostanza ne abbiamo chiesto i termini di una discussione in aula. Vede, signor Presidente, anche i pescatori hanno diritto di avere regole certe e adeguate con i tempi per poter operare in linea con gli indirizzi e i riferimenti legislativi nazionali e comunitari, e la nostra Regione ha il dovere, dopo aver soddisfatto le loro giuste aspettative, di regolamentarne e vigilarne i comportamenti.

La pesca a sciabica o cono d'ombra non è più in linea con i tempi, era esercitata prima con barche a remi, aiutate quando il tempo lo consentiva da una piccola vela, e la rete veniva guidata da una piccola imbarcazione legata al sacco, che allora si chiamava manica. Questo sacco era guidato da un suono di corno di mare e da una bandierina con cui il capo pesca segnalava alle barche che trainavano a remi gli accorgimenti per evitare che la rete subisse danni incagliandosi e giungesse integra a riva. Oggi, grazie ai motori, con tutto il rispetto e la buona fede degli operatori, non è più necessario verificare se la rete può appoggiare in tutto o in parte sul fondale. A trainare oramai sono i motori e non più le braccia dei pescatori, e l'eventuale resistenza sul fondale viene facilmente superata oramai da cavalli motore. Per quanto riguarda la pesca a strascico, sempre interessata allo stesso provvedimento, c'è poco da dire: è logico che imbarcazioni di piccolo tonnellaggio, vale a dire sino a 20 tonnellate, cessino questo sistema di pesca. Non hanno la potenza per riuscire a trainare alle profondità previste attualmente dalla norma e quindi giocoforza, e anche per limitare gli enormi pericoli a cui sono sottoposte, sono costrette ad operare nei bassi fondali con tutte le conseguenze che ne derivano, anche se poi, per mancanza di sorveglianza, e questo è un problema che conosciamo, sappiamo che ne approfittano un pochino tutti. Tale provvedimento è sicuramente giusto, avremmo dovuto affrontarlo prima, prevedere un piano di riconversione di tali imbarcazioni, ma sempre all'interno di una norma di carattere generale, affrontandolo nella sua interezza. Si può anche pensare, giustamente, di favorire la cessazione definitiva dell'attività di pesca, riconoscendo un equo indennizzo a chi abbandona, ma non si può pensare che si possa dare quasi la stessa indennità di riconversione del sistema di pesca a chi trasformerà la sua attività dallo strascico ai tremaglioni, prevedendo anche notevoli contributi, giusti e dovuti, per il riarmamento delle nuove attrezzature senza tenere conto dei pescatori che esercitano già tale sistema di pesca e che da tempo già versano in situazione di grande difficoltà e che avranno una nuova concorrenza a cui badare.

Non si possono risolvere i problemi di alcuni e aggravare quelli già gravi di altri. Riterrei allora giusto e doveroso che si prevedesse anche per i pescatori con rete da posta non la riconversione, sarebbe assurdo, ma almeno la possibilità di poter scegliere un domani anche loro la cessazione dell'attività professionale e quindi il riconoscimento di una piccola indennità. Non si possono travolgere gli equilibri del sistema di pesca da un momento all'altro, senza dare a tutti gli stessi diritti e le stesse prospettive. In questo modo andremo ad aumentare, legittimandola, l'attività nelle fasce costiere, tradendo lo spirito dell'emendamento che proponiamo. Diverso sarebbe stato riconvertire e avviare nuovi e più interessanti sistemi di pesca quale sarà lo strascico di altura se si voleva andare incontro a tali operatori, e non mantenerli in un continuo stato di disagio e di povertà. Le altre nazioni, le altre regioni, incoraggiano con norme e risorse adeguate questa attività, permettono ai pescatori di operare con imbarcazioni moderne e sicure, con imbarcazioni con cui l'attività di pesca può definirsi attività imprenditoriale vera e non attività di fortuna, allontanando l'esercizio della pesca dalle fasce costiere. Ecco perché, signor Presidente, cari colleghi, avrei visto di buon occhio che tale provvedimento, pur condividendolo pienamente, pur capendone l'urgenza, venisse forse affrontato in altro modo. Signor Presidente, a mare vige una regola fortissima, che è quella dell'aiuto, quella del soccorso reciproco, e i primi a condividerla sono sicuramente i pescatori che l'hanno fatta propria, non ultimi quelli che sono presenti oggi in Aula, che sicuramente capiranno le motivazioni del mio intervento, ragionando con argomentazioni di mare, direi che non si può costruire una barca che si chiami tale, in grado di navigare, partendo dalla coperta non si possono allineare le ordinate se non è predisposta la chiglia. La confusione, l'improvvisazione, l'urgenza e anche la demagogia non possono essere un sistema di vita di un'Assemblea consiliare. In questo modo così poco credibile da chi ha buon senso, potremo scatenare solo guerre tra poveri e non varare mai provvedimenti validi, corretti, ma soprattutto equi. Per questo motivo ho predisposto e presentato l'emendamento che consentirà, all'interno del provvedimento, riconoscimenti di una piccola indennità per la cessazione di attività dei pescatori che utilizzano già le reti da posta. In questo modo favoriremo la liberalizzazione di tonnellaggio da avviare finalmente alla pesca di alto mare. Confido nella sensibilità del Presidente e dell'assessore Onida, del Presidente della Commissione e di tutta l'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu, relatore.

MARROCU (Progr. Fed.), relatore. L'emendamento non può essere accolto per tre motivi, e qui vorrei brevemente sintetizzarli. Il primo è che questo disegno di legge aveva come finalità esclusivamente di recare norme in relazione al quadro comunitario e quindi in relazione a un obiettivo preciso che è (?). E' stato caricato dalla Commissione per la riconversione della sciabica travolta dagli eventi della fine del 1997 e quindi da un'emergenza e da un'urgenza. La seconda emergenza e urgenza dettata dal fatto che questi lavoratori, come ho detto, non hanno scelta e non hanno avuto possibilità di scegliere se continuare oppure no, gli è stato imposto, e quindi gli è stato sottratto il lavoro. Quindi questo è quello che rende questa norma sulla sciabica una emergenza e una urgenza e che giustifica che sia stata tolta dalla legge quadro sulla pesca e trasferita a questo provvedimento di legge che passava e che è appunto il progetto SOP(?). Altrettanto non si può dire per le altre categorie di lavoratori. Abbiamo esitato come Commissione, e stiamo per portare in Aula, la legge quadro sulla pesca. Dentro quella legge può essere trovata collocazione e discussione ma non improvvisata in Aula in una istruttoria corretta che deve fare la Commissione, quel provvedimento che propone il collega Granara, che ha comunque un aspetto di validità che dirò dopo, perché la Commissione, anche prima di accogliere il provvedimento per la sciabica, ha voluto verificare i costi, ha voluto verificare il numero delle imbarcazioni, il numero dell'equipaggio e quindi ha fatto una istruttoria che ha consentito alla Commissione di deliberare unanimemente, senza divisione tra le forze politiche, questo provvedimento sulla base di un'istruttoria fatta dalla Commissione. Terzo motivo che qui richiamo è che l'obiettivo che qui si pone l'emendamento non verrebbe raggiunto, ora se l'emendamento si proponesse l'obiettivo che io condivido come filosofia e che secondo me dovrà essere recuperato nella legge quadro di dire che la Sardegna ha bisogno di spostare lo sport di pesca dal mare dentro le tre o sei miglia ma poter competere con imbarcazioni che vanno oltre e quindi favorire una cessazione dell'attività di piccola pesca per consentire stazze superiori, questo obiettivo va raggiunto per una normativa che impone a chi cessa, e l'indennizzo nella nella cessazione ha l'obiettivo della maggior stazza. Voglio dire paradossalmente, Nino, che se cinque che decidono di andare in pensione cessano l'attività e hanno imbarcazioni chi da tre, cinque, chi da sette tonnellate, nessuno vieta che altri cinque che chiedono licenze di tonnellate da tre, cinque, sette possono continuare ad esercitare, cioè l'emendamento così come è stato scritto non va nell'indicazione di dire che cessa una piccola attività, cioè a chi cessa da tre, cinque, sette, sotto i quindici, mettiamoli insieme e lo vincoliamo ad una stazza superiore, paradossalmente può avvenire anche che cessi uno da dieci che vada a pesca con reti da fermo, come diceva Nino, e che chiedono quella licenza magari altri due che la dividono in cinque in cinque, non c'è un obiettivo che può essere raggiunto, neanche quell'obiettivo. Quindi mentre condivido lo spirito di dire offriamo anche alla piccola pesca la possibilità di cessazione e utilizziamo la stazza che viene recuperata per consentire un salto di qualità alla nostra flotta e poter andare a conquistare anche la pesca fuori dal mare costiero fino al mare territoriale, questo obiettivo con l'emendamento non viene raggiunto, allora io chiederei ai colleghi, non è stato istruito in Commissione e quindi non sappiamo i costi che, secondo me, sono rilevanti, non vi è l'emergenza come c'è nella sciabica dove i lavoratori sono stati sottratti dalla loro attività, e quindi impediti a continuare l'esercizio, c'è una legge quadro sulla pesca che ci consentirà di istruire questo emendamento, di ragionarci su, di costruirlo con gli obiettivi che qui si pongono e che sono condivisibili, cioè di aumento della stazza e della possibilità quindi di un salto di qualità della flotta, quindi chiederei ai colleghi di ritirare l'emendamento di non portare l'Aula a votarlo, di ritirarlo e di trasformarlo con un impegno a affrontare questo tema magari anche con un ordine del giorno nella legge quadro sulla pesca, altrimenti si rischia di caricare troppo questa legge con il risultato di appesantirla e magari di rendere inapplicabile anche la parte che deve essere applicata.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta concorda con le valutazioni espresse dal relatore e dalla Commissione, però condivide anche la sostanza dei ragionamenti che l'onorevole Granara ha portato nel testo. Io invito, intanto raccolgo e accolgo come raccomandazione i contenuti dell'emendamento, impegnandomi come Governo a recuperarlo all'interno della definizione della legge quadro. E' stato detto dal relatore, lo ripeto, assumiamo un impegno politico serio, tecnicamente io chiederei il ritiro dell'emendamento e la sua ristrutturazione e trasformazione in ordine del giorno. La Giunta si impegna a recepirne la sostanza a breve, tra un mese, due mesi, al momento in cui approderà in Aula la legge quadro sulla pesca.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.). Signor Presidente, noi oggi abbiamo trattato di un argomento specifico in quest'Aula, sicuramente tanti colleghi giustamente probabilmente non hanno grandi nozioni sul tipo di pesca ombra oppure sciabica, che poi è lo stesso di quella a strascico. Io provengo da un paese di mare, questi problemi li conosco, perché dal mare più di una volta la mia famiglia ci ha mangiato; il nostro mondo dove non si vive di regali è un mondo che ha bisogno di provvedimenti, signor Assessore, di aiuti non per vivere alla giornata ma per far sì che si possa consentire a continuare a vivere dignitosamente di pesca; e che la pesca possa essere una fonte di lavoro sicura. La prima cosa però è che i provvedimenti la debbono tutelare e i pescatori debbono avere i mezzi adeguati per poter fare pesca. Non sussidi in termini spot(?) perché quelli non servono a nessuno. Lei ha già assunto, le ricordo, un impegno in quest'aula in occasione della finanziaria quando ha assunto davanti a un emendamento presentato da noi di Forza Italia sui pescatori di Teulada di prendere attenzione a questo provvedimento per risolvere un'altra cosa assurda, di danni dovuti dalla Regione. Anche questa volta sono disponibile, la ringrazio, le do fiducia, ritiro l'emendamento e mi auguro che questa Giunta terrà onore agli impegni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.

ZUCCA (Progr. Fed). Signor Presidente, rinuncio a parlare perché intendevo parlare nella presunzione che l'emendamento non venisse ritirato. Una volta ritirato non ha più senso; però una considerazione di un minuto la voglio fare. Il problema è serio, profondo e delicato e inoltre non è che la filosofia di massima che prevede lo sforzo di pesca da spostare al largo possa ipotizzare del tutto una esclusione totale della pesca invece entro le tre miglia. Perché alcuni tipi di pesci ci sono solo entro le tre miglia e significherebbe addirittura stravolgere completamente le attuali abitudini e l'attuale mercato. Quindi è un problema talmente complicato che è giusto risolvere. La raccomandazione comunque da affidare ad un ordine del giorno la condivido pienamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la formulazione data dall'emendamento 10 all'articolo 5 ter, appare soddisfacente soltanto se viene intesa come una norma stralcio perché deve essere necessario nella legge quadro sulla pesca dare dei parametri per proporzionare lo sforzo di pesca e quindi le varie tecniche di pesca usate alle disponibilità ittiche, quindi tutto il quadro va rivisto in quella sede e soltanto in questa ottica la norma può essere approvata e ritirato l'emendamento numero 11 che invece cercava di intervenire parzialmente anche questo ma nel complesso sistema delle tecniche di pesca e degli sforzi adottabili per razionare la pesca che oggi si svolge in modo esagerato nella fascia immediatamente a ridosso della costa, mentre chiaramente lo sforzo di pesca va dilatato sia verso il mare aperto sia utilizzando certe aree costiere e lagunari a fini di acquacoltura più di quanto non si faccia adesso.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 6 è soppresso. Si dia lettura dell'articolo 7.

PIRAS, Segretario:

Art. 7

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire 9.343.000.000 per l'anno 1998 e in lire 9.200.000.000 per l'anno 1999. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge si fa fronte mediante l'utilizzo della disponibilità indicata nella voce 6) della tabella B allegata alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997).

2. Nei bilanci della Regione per l'anno 1997 e per gli anni 1997/1999 sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione:

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03017 -

Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitali dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 3, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 35, L.R. 15 febbraio 1996, n. 10)

1997 lire ------

1998 lire 9.343.000.000

1999 lire 9.200.000.000

In aumento:

Entrata

Cap. 36105 - (N.I.) - 3.6.1

Rimborsi per la realizzazione di interventi di interesse collettivo a favore dell'industria peschereccia (art. 12, L.R. 5 marzo 1953, n. 3)

1997 P.M.

1998 P.M.

1999 P.M.

Spesa

05 - DIFESA AMBIENTE

Cap. 05084 - (N.I.) - 2.1.2.1.0.3.10.14 (08.02)

Spese per la realizzazione di interventi di interesse collettivo a favore dell'industria peschereccia (art. 12, L.R. 5 marzo 1953, n. 3)

1997 lire ------

1998 lire 1.000.000.000

1999 lire 500.000.000

Cap. 05096 - (N.I.) - 2.1.2.1.0.3.10.14 (08.12) Spese per l'attuazione di un programma di interventi diretti nel settore della pesca e dell'acquacoltura (artt. 3 e 5 della presente legge)

1997 lire ------

1998 lire 1.900.000.000

1999 lire 2.000.000.000

Cap. 05097 - (N.I.) - 2.1.2.4.3.3.10.14 (02.07)

Contributi per la realizzazione di interventi nel settore della pesca e dell'acquacoltura (art. 4 della presente legge)

1997 lire ------

1998 lire 5.243.000.000

1999 lire 5.200.000.000

Cap. 05097/01 - (N.I.) -

Spese per la realizzazione di un programma di riconversione della pesca a sciabica e della pesca a strascico esercitata da imbarcazioni fino a 20 T.S.L. (art.5 ter della presente legge)

1997 lire ------

1998 lire 1.200.000.000

1999 lire 1.500.000.000

3. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge gravano sui sopracitati capitoli del bilancio della Regione per gli anni 1997/1999 e sui capitoli corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento, il numero 9. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:





PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento numero 9.

MARROCU (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale del disegno di legge numero 281. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, voterò a favore del disegno di legge, pur tenendo conto dei limiti. Cioè è una norma che viene adottata in attesa di una normativa organica. Ma quel che più conta è che nell'attuale sistema di aiuti della Regione al settore pesca è sparito quest'anno qualunque intervento per il riposo biologico. È chiaro che il riposo biologico non poteva continuare con le modalità precedenti però mi sembra che si stia creando un vuoto nella azione della Regione a tutela del patrimonio ittico e anche come soccorso al reddito dei pescatori; per cui chiaramente o il problema viene affrontato o si creano delle situazioni esplosive che sarà poi difficile gestire. Per cui il voto favorevole a questo disegno di legge è anche l' invito alla Giunta a provvedere a colmare questo vuoto che tanta preoccupazione sta creando nelle categorie dei pescatori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.

TUNIS Marco (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, avrei voluto intervenire stamani in discussione generale, ma per dover accelerare l'iter del provvedimento stesso ho rinviato l'intervento alla dichiarazione di voto. Questo per fare in modo che si arrivasse il più in fretta possibile all'esame della legge stessa su richiesta delle categorie interessate. In Commissione avevamo raggiunto l'unanimità, è giusto rimarcarlo, e in aula è arrivato un provvedimento con le indicazioni unanimi di tutti i componenti. Non fosse altro perché questo provvedimento sia pure parziale, in attesa che si completi la legge organica sulla pesca che ormai è arrivata a due terzi del suo cammino, questo rende giustizia a una categoria che si trova in difficoltà. La verità è che non siamo voluti intervenire per cercare il colpevole nel momento in cui loro cercavano di dedicarsi a questo tipo di attività riconosciuta. Nel momento in cui si è avuto un confronto con la Regione e con l'Assessore bisogna dare atto che lo stesso Assessore in maniera responsabile ha affrontato il problema e ha detto che avrebbe cercato di portare in aula un provvedimento per compensare questo tipo di inattività che si era creata ormai per legge. Quindi è una resa di giustizia per una categoria che si distingue anche per le lotte sociali nel territorio. Non bisogna dimenticare che loro sono stati sempre presenti alle azioni per la difesa dello sviluppo del Sulcis Iglesiente; hanno partecipato anche al movimento contro l'istituzione del radar a Capo Spartivento e contro quello che si deve costituire a Monte Filau. Cioè fanno parte integrante di un territorio e di questo bisogna darne atto. Questo provvedimento certamente non risolve tutte le aspettative della categoria, il collega Granara ne ha voluto indicare alcune. Lo so, un provvedimento ne crea delle altre però è sempre un tentativo di portare un sollievo ad una categoria che si trova in una situazione di precarietà. Un invito, signor Presidente del Consiglio e anche a lei signor Assessore, se anche vengono riconvertite, mediante questi provvedimenti, naturalmente non si potranno risolvere in poco tempo, dovranno attrezzarsi e una soluzione potrebbero trovarla tra non molto tempo, cioè passeranno svariati mesi se non anche qualche anno, la nostra intenzione è buona, tentiamo di dare una mano ma corriamo il rischio che questo venga vanificato quando noi come Regione non mettiamo mano al confronto con l'apparato militare. Cioè perché anche se noi gli diamo una barca migliore e possono pescare con attrezzature superiori, nel momento in cui loro non potranno esercitarla nel prospetto di mare, che è un loro diritto doverlo varcare, ma che i militari continuano ancora oggi a non affrontare, allora io dico che noi stiamo provvedendo nel bene ma non abbiamo risolto tutto. Quindi un invito, signor Assessore, a tener conto che in questo proseguo si affronti serenamente questo tema per arrivare a delle soluzioni concordate, a delle soluzioni positive per ambo le parti, sia per quanto riguarda i militari, ma molto di più per queste categorie. Detto questo, poiché avevamo trovato unanime consenso in Commissione sul progetto originario, dichiariamo il voto favorevole a questo che si sta per votare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI (Progr. Fed.). Per esprimere a nome del Gruppo Progressista Federativo il sostegno a questa proposta. In effetti c'è anche da rimarcare come tutto il Consiglio abbia recepito le pressanti, seppure garbate e civili, sollecitazioni degli operatori del settore, tese non soltanto ad ottenere, nella seduta odierna, il licenziamento di questo provvedimento, ma anche sollecitare l'esame da parte dell'Aula della legge quadro sulla pesca, che è in Commissione, e da quello che dice il Presidente e tutti gli altri membri, è in dirittura d'arrivo. Vi sono molte altre questioni che naturalmente attengono a questo settore, anche soprattutto per quel che riguarda un particolare territorio sottoposto a vincoli di servitù militari, per i quali l'esercizio della pesca evidentemente viene realizzato in condizioni particolarmente difficili.

Non dubito che il Consiglio saprà, nel proseguo dei propri lavori, affrontare questo problema della pesca e anche delle servitù militari in un quadro complessivo che possa dare soddisfazioni alle varie esigenze e, soprattutto, che possa dare un nuovo impulso ad un settore così delicato e così importante come quello della pesca per la Sardegna.

Quindi confermo il voto favorevole del Gruppo Progressista Federativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (A.N.). Anch'io non sono intervenuto prima perché non volevo intralciare il corso dei lavori e abbiamo preferito far avere un'accelerazione alla legge. Alcune considerazioni: da un lato mettiamo riparo ad una situazione insostenibile che si era creata, soprattutto dal mese di agosto, quando con decreto assessoriale si era vietato, di fatto, l'esercizio della pesca a sciabica, nonostante i pescatori fossero titolari di regolare licenza della pesca a sciabica, abbiamo quindi messo, diciamo così, una pezza ad una situazione che vedeva la Regione in ritardo, in colpevole ritardo, a una situazione che vedeva una categoria già svantaggiata per le note difficoltà e che trovava una Regione inadempiente a varare un piano di riconversione, peraltro contrattato con la categoria, con grande difficoltà e sofferenza. Sotto quest'aspetto credo che oggi noi ridiamo credibilità all'Istituzione regionale, che aveva speso un impegno alcuni mesi fa, e, seppure in ritardo, arriva ad onorare quest'impegno. Dall'altro, Presidente, lasciatemelo dire, Assessore, colleghi, se da un lato oggi esprimiamo soddisfazione perché siamo arrivati al provvedimento della riconversione, dall'altra io voglio anche esprimere, a nome, credo, anche di tutta la categoria dei pescatori, anche con una punta di emozione, il fatto che se da un lato possiamo essere felici e soddisfatti, dall'altra stiamo forse cancellando definitivamente un'arte, un lavoro, un'arte e quella cultura del lavoro che dai fenici ad oggi aveva accompagnato una parte importante dei nostri pescatori, che aveva dato ricchezza ad alcune famiglie e che, per legge e decreto, in assenza, badate, in assenza di dati scientifici, perché ancora l'università e i vari comitati hanno dichiarato che la sciabica non arrecava danno a nessun tipo di novellame né all'ambiente, benissimo, in queste condizioni abbiamo comunque deciso, seppure concordandolo, di cancellare un mestiere, un'arte.

Ecco, per questo io non credo che si possa gioire, si possa essere felici, io dico: oggi è una tappa, è una tappa importante, pescatori; cerchiamo di cogliere il momento, cerchiamo di cogliere l'obiettivo, credo però che vi debba essere resa giustizia. Io non so se la giustizia arriverà presto o arriverà tardi; credo però che sul tema della sciabica, con chi è disponibile a discutere in termini di onestà intellettuale, con chi è disponibile a discutere in termini di basi scientifiche, io credo che la battaglia più avanti andrà ripresa per senso di giustizia con la comunità europea, con lo Stato nazionale, con la Regione Sardegna, con tutti coloro che vorranno affrontare in termini seri un problema che è stato, ed è ancora, una tradizione del lavoro dei popoli del Sulcis. Un'ultima questione, questa è importante: Assessore, approviamo la norma, non facciamo la Regione di sempre, cioè quella Regione che approva la norma, adesso stiamo gioiendo e poi tra sei mesi gli diciamo che ci vogliono altri sei mesi. E tra sei mesi gli diciamo che ci vogliono altri sei mesi ancora. Cioè cerchiamo di dare attuazione alla norma, perché questa gente ancora non è riconvertita e ancora non può andare a pescare, non può andare a lavorare. Allora, per una volta, questa macchina pachidermica che è la Regione, cerchiamo di darle una mossa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.

LA ROSA (Gruppo Misto). Signor Presidente del Consiglio, signor Assessore, onorevoli colleghe e colleghi, il Consiglio è impegnato a colmare un ritardo forte che si è accumulato nei confronti di un settore importante della nostra Regione; un ritardo che non è dipeso esclusivamente da questo Consiglio, come è noto, ma questo Consiglio conferma l'impegno a colmare questo ritardo e anche a saldare un debito nei confronti della categoria dei pescatori. Come ricordava il relatore nella sua introduzione, anche questo disegno di legge, pur approvato già nel novembre scorso, è rimasto a lungo nell'anticamera di questo Consiglio, e questa è una cosa inspiegabile e non accettabile.

Io voglio auspicare che, per quanto riguarda il progetto di legge quadro sulla pesca, non ci sia neanche un giorno di anticamera, e che non appena la Commissione lo avrà esitato in via conclusiva, questo possa arrivare in Consiglio e quindi possa essere discusso e approvato rapidamente. E comunque questo disegno di legge, che stiamo per votare, è uno strumento importante perché prevede intanto un programma di interventi che riguardano il settore della pesca, ed è cosa importante, e perché recepisce e introduce la procedura e le risorse per far fronte ad una necessità che è quella della riconversione di un tipo di pesca della quale si è anche parlato poco fa. Io credo che, al di là di tanti ragionamenti, è anche opportuno dare atto ai pescatori di un grande senso di responsabilità e di civiltà. E non soltanto per come hanno affrontato e stanno affrontando una situazione molto difficile per loro e per le loro famiglie, ma per l'impegno che stanno portando avanti, non soltanto per vedere risolta una situazione particolare, soggettiva, ma per affrontare in maniera più complessiva il problema di un settore importante come quello della pesca, che ha grandi potenzialità che aspettano di essere realizzate. Ma è stato anche ricordato, ed è giusto rimarcarlo, che questi pescatori sono anche in prima fila perché, tra l'altro costretti dalle circostanze, a portare avanti una battaglia nei confronti di chi oltre alle questioni già dette impedisce loro di lavorare. Sono anni che se parla ormai. Quell'area a mare, che dovrebbe essere l'area nella quale si esercita la pesca dei pescatori di una zona importante di questa regione sud-ovest è per lunghi periodi dell'anno impraticabile dalle barche dei pescatori, perché occupata dalle navi in attività addestrativa. Ricordo che già nel 1995 questo Consiglio adottò con un ordine del giorno indirizzi e impegni precisi su questa materia e su altre collegate alle servitù militari e alle conseguenze derivanti da quella presenza e dall'attività addestrativa che si svolge. Malgrado la flessibilità più volte dimostrata, manifestata dalla Giunta e dal Presidente Palomba, questo problema non è certamente ancora risolto, non si può continuare a parlarne soltanto, questo problema va risolto. Prego gli Assessori che sono qui presenti di riferire al Presidente Palomba, che ha il compito del rapporto istituzionale col Governo nazionale, che chi come me più volte ha dovuto prendere la parola su questo tema vorrebbe non doverlo fare più; vorrebbe che una questione che è proprio di ordinaria giustizia venisse finalmente affrontata e risolta col Governo nazionale e con le autorità militari.

E per chiudere su questo aspetto vorrei ricordare come in quell'area non soltanto la categoria dei pescatori subisce pesanti conseguenze, ma le altre categorie, soprattutto quelli che hanno attorno ai confini del poligono di Teulada le loro aziende agricole, subiscono pesanti conseguenze dalla presenza delle servitù militari. Nei giorni scorsi se ne è occupata anche la stampa, anche l'informazione nazionale, non solo quella regionale, per un altro episodio increscioso. Si sa che durante la notte spesso il bestiame sconfina dentro i confini dell'area militare. Questa cosa viene anche tollerata alcune volte, ma altre volte no, e l'ultima volta è stato sequestrato, come si sa un gregge e anche una mandria di buoi, sequestrati per diversi giorni, tanto è che le mamme che aspettavano i capretti ovviamente hanno smesso di aspettarli, e le capre che non hanno potuto mangiare per diversi giorni non sono più in condizioni di fornire alcunché.

Ho voluto ricordare queste cose in conclusione perché si tratta veramente di capire se lo spopolamento di quelle zone deve continuare, se chi ha avuto il coraggio di sfidare situazioni difficili per lavorare con la propria famiglia in quei territori deve continuare a poterlo fare contando su un impegno forte e vero della Giunta regionale e di questo Consiglio oppure se deve cessare di farlo.

Con l'auspicio che appunto di queste questioni non se ne debba più parlare, perché si possono e si devono risolvere, e che presto si possa discutere della legge quadro sulla pesca, io esprimo il voto favorevole a questo provvedimento che abbiamo in discussione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.

BOERO (A.N.). Non ero predisposto a questo intervento, ma ne approfitto per due o una sola considerazione, che riguarda tutto il mondo della pesca. Dopo le belle e sapienti parole del mio collega Locci, a me rimane solo da osservare che in quinta Commissione giace più o meno a metà strada l'esame sulla legge generale della pesca. Ecco, la nostra Regione ha bisogno, per risolvere gran parte dei propri problemi economici e occupazionali, di portare velocemente e in modo valido un testo di legge che ci faccia riacquistare tutti quei potenziali economici che derivano dal mare e che dal mare tuttora sono inespressi per una carenza legislativa, per una mancanza di debita attenzione al comparto. E allora, invece di inseguire chimere parcomani, invece di accendere micce pericolose per lo stesso convivere sociale all'interno dell'Isola, guardiamo al nostro mare ed evitiamo che l'estendersi di parchi nazionali e regionali impedisca nelle nostre coste l'utilizzo di un bene primario qual è la pesca. Arriviamo con una legge che stabilisca tra l'altro un limite massimo di eventuali vincoli delle nostre coste, che siano ovviamente minimi, è un gioco di parole, perché questo potenziale di sviluppo non venga in partenza precluso da una mentalità ecoterrorista. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.

MONTIS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, rapidamente, credo, per fare alcune osservazioni che sono attinenti, più che a questo dibattito, alle prospettive per quanto riguarda la pesca e la nuova legge, che la Commissione ha elaborato e credo che porterà, esitandola nelle prossime settimane, prestissimo in Giunta. Io volevo richiamare anche, poiché di tanto in tanto torna questa questione, la passata legislatura non è riuscita, non è riuscita neanche la precedente, perché la legge non aveva basi di discussione. Noi abbiamo chiesto all'inizio della discussione della legge quali erano i dati sui quali discutere, qual era il prodotto nell'Isola. La percentuale del pescato che viene utilizzata in Sardegna, sui consumi generali della nostra Isola, è il 48 per cento. Quali sono i livelli di intervento e di aiuto nella pesca, per livelli intendo le acque interne, le acque territoriali e le acque extraterritoriali, allestendo una flotta peschereccia d'alto mare, come hanno fatto gli altri paesi del bacino del Mediterraneo, come ha fatto un'isola gemella con la nostra, la Sicilia. Quando ho chiesto questi dati non esistevano, non esistevano interventi finanziari sufficienti, non esistevano idee, e la Commissione ha dovuto cimentarsi per mesi intorno a questi problemi, riducendo drasticamente gli articoli , i commi, ecc., era una cosa infinita dalla quale non si riusciva ad uscire fuori. E allora queste sono le considerazioni, queste sono le questioni intorno alle quali noi dobbiamo intervenire nel futuro immediato, quando si discuterà nei prossimi mesi, auspico nelle prossime settimane, questo disegno di legge.

Le Giunte regionali del passato hanno responsabilità gravissime in questo senso, perché non ci sono state risorse finanziarie sufficienti, non c'è stata una conoscenza sufficiente, non c'è stato un intervento nei confronti del Governo e della Unione europea per dotare quest'Isola di una flotta peschereccia capace di soddisfare le proprie esigenze e di creare anche i presupposti per una esportazione dei nostri prodotti. Questi sono i problemi che dobbiamo affrontare e con questo spirito noi facciamo questo stralcio di legge non per dare soddisfazione nell'imminenza della elezione e farci applaudire con delle sparate che francamente lasciano il tempo che trovano, non hanno grande significato, forse possono soddisfare qualcuno ma credo che non abbiano per il futuro grande capacità di incidere sulla situazione reale. Abbiamo bisogno di una nuova legge che abbia risorse finanziarie sufficienti, che apra un confronto con l'Unione Europea. Ha ragione Fois, perché le Regioni del bacino del Mediterraneo, la fascia dell'Unione Europea più meridionale, ha problemi particolari che sono assolutamente diversi di quelli che hanno le Regioni del nord dell'Unione Europea e hanno una capacità di incidere nel proprio mercato, nella propria attività professionale in modo diverso di quanto non abbiano quei paesi. Abbiamo bisogno di affrontare tutta una serie di altri problemi. Le basi militari. Voi vi accorgete adesso delle basi militari, noi abbiamo presentato le prime interpellanze subito dopo l'inizio di questa legislatura, abbiamo presentato un disegno di legge per la riduzione delle basi militari, per una ricontrattazione con il Governo della Repubblica che ha ridotto in tutto il paese i perimetri delle basi militari, eccetto che in Sardegna che li ha estesi, con il super radar che dovrebbe essere ubicato nelle coste sud occidentali dell'isola, e che è già costruito in una piattaforma mobile nella base di Capo Frasca, pronto ad essere inserito nelle zone che riterranno opportune i militari. E credo che se noi non faremo la voce grossa e riusciremo ad aprire un contenzioso col governo, credo che avremo poco da ottenere soddisfazione in questo senso. Questi sono i problemi da affrontare, nell'immediato teniamo conto di questa situazione particolare, di questa situazione che affronta solo parzialmente i problemi della categoria, che è una categoria vasta, non è né esplosiva né niente è una categoria che nella situazione economica dell'isola ha un grande ruolo, perché non è che il pescatore domani possa andare nel cantiere dell'edilizia, nella fabbrica di manufatti o in altre attività imprenditoriali della propria zona, della propria provincia, eccetera. Non ci sono posti di lavoro, è obbligato a riversarsi nelle marinerie e nelle zone per esercitare questa attività di pesca. Questi sono i problemi, con questo spirito noi non solo siamo favorevoli, ma siamo estimatori di questa legge, siamo tra quelli che l'abbiamo proposta e sostenuta ma senza nessuna demagogia tenendo conto che abbiamo bisogno di questo. In fondo di che cosa si tratta quando parliamo di occupazione, quando parliamo di investire centinaia di miliardi per l'occupazione, dobbiamo continuare ad investirli per settori o per territori …

PRESIDENTE. Onorevole Montis, la prego di concludere.

MONTIS (R.C.-Progr.). Sì, ho finito, la prego di scusare la lunghezza dell'argomento. O in settori o in territori dove, pur investendo decine di miliardi, continuano a ridurre le forze e i lavoratori occupati in quella zona. Noi dobbiamo portare le risorse finanziarie, dobbiamo investire le risorse finanziarie che ci sono nei bilanci della Regione annuale e triennale, nelle risorse che verranno reperite dove è possibile attivare posti di lavoro per dare soddisfazione a questo. Con questa indicazione e con questi rilievi, noi, è inutile dirlo, voteremo a favore di questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Nel raccogliere l'invito del collega Montis che giustamente chiede che non deve essere un momento di demagogia né di raccolta di applausi, io credo che molto serenamente però, nell'esprimere a nome del CDR il voto favorevole a questa proposta di legge, va detto che questo momento non può rimanere isolato, altre volte in quest'Aula ho avuto modo di sostenere che l'economia di questo settore può essere una economia portante, non solo nel contesto dell'economia regionale, ma anche nel contesto dell'economia nazionale. Quindi nel dare questo voto a favore, vuole essere un invito a questa maggioranza di governo regionale, affinché si ponga con forza, con il Governo nazionale, affinché gli stessi interventi che si effettuano da parte del Governo nazionale su alcuni settori produttivi dell'economia nazionale, possano essere allargati anche a questo settore, e abbracciando anche questo settore, l'Italia sicuramente farebbe in modo che la Sardegna si sentisse più italiana. Il Governo nazionale darebbe dei segnali affinché il sardo si sentisse più italiano, più europeo perché il settore della pesca è un settore che può trainare l'economia nazionale attraverso tutti i suoi livelli, non solo attraverso il livello primario di pesca, ma poi attraverso la trasformazione del prodotto, attraverso tutte quelle altre fasi che possono consentire un aumento del giro economico, e poiché noi abbiamo il dovere di portare la nostra voce non solo all'interno di quest'Aula che può consentire dei piccoli passi, come quello di oggi, perché è un piccolo passo, vuole essere anche però questa occasione un momento affinché i nostri politici, anche quelli nazionali, soprattutto quelli che hanno la possibilità oggi perché hanno riferimenti governativi a livello nazionale, che possono portare come esempio questo, affinché però non sia soltanto la Regione a doversi sacrificare a favore di questo settore, ma anche lo Stato, così come dà contributi alla Fiat, ad Agnelli per la rottamazione per le macchine, così come dà altri contributi per altri settori e in passato ha sempre agevolato soprattutto alcune aree geografiche, sicuramente non la Sardegna, che in questo settore trova uno dei suoi momenti più importanti, ecco, noi crediamo che si possa pretendere, visto che non solo la Sardegna ma anche l'Italia è circondata quasi interamente dal mare, si possa pretendere da parte dello Stato un occhio di riguardo verso queste categorie, verso questi settori produttivi che in altre nazioni sono importantissimi che reggono economie di intere nazioni del mondo, come il sud Africa e come il Portogallo eccetera, possiamo essere nella condizione di avere un'economia più agiata. Non uso il termine ricchezza, come ha usato il collega Locci, non credo che siano mai esistite grandi ricchezze tra il lavoratore della pesca che ha sempre dato il suo lavoro per poter mantenere la famiglia senza mai probabilmente arricchirsi e trovare denari in più rispetto a quelli che gli servivano per poter condurre una vita dignitosa. Però questo a noi serve perché in Sardegna abbiamo bisogno anche di questo, purtroppo, siamo in una situazione sicuramente sottosviluppata rispetto al resto della Nazione e dobbiamo pretenderlo con forza. Per questo e con questo auspicio noi voteremo a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (Progr. Fed.). Signor Presidente, è la seconda volta in questi quattro anni che il Consiglio approva una norma che riguarda il settore pesca. Lo facemmo un anno e mezzo, due anni fa, non ricordo la data precisa, quando approvammo quella leggina che è stata bloccata dall'Unione europea, per ripristinare e per finanziare le tonnare. Per fortuna un mese fa anche questa norma parziale è stata autorizzata dall'Unione europea, e lo facciamo oggi approvando questa legge. Quindi è chiaro che è un segnale della scarsa attenzione data in questo periodo, due sole norme in quattro anni, però non si può che esprimere soddisfazione per un risultato che viene raggiunto. Dispiace però che anche i colleghi consiglieri che sono intervenuti a favore del provvedimento usino termini un po' riduttivi della norma. Una legge non si giudica nella sua grandezza dal numero degli articoli, quindi non è una leggina perché ha pochi articoli, attivare risorse comunitarie e inserire e avere un quadro legislativo di riferimento che attiva le risorse comunitarie per un settore importante come la pesca è una grandissima cosa, e il fatto che si faccia in quattro o cinque articoli non può sminuire la legge. Certo, so che l'attenzione di tutti è sulla sciabica e sullo strascico, non solo perché c'è il pubblico ma anche perché c'è la tensione; ma l'attenzione del Consiglio deve essere rivolta invece a quei quattro articoli che precedono l'articolo sulla sciabica e che attivano le risorse comunitarie di cui la Sardegna ha bisogno. Una Sardegna che è un'isola e che può puntare sulla pesca per fornire occasioni di sviluppo e di lavoro e che per attivare questo settore ha bisogno di grandi e ingenti risorse che non possono venire dal bilancio regionale ma possono trovare collocazione nelle risorse comunitarie. Quindi questa legge che è piccola soltanto per il numero degli articoli è una grande legge che la Commissione è onorata di portare a compimento nella giornata odierna. Solo questo. Infine vorrei ricordare al collega Boero, che forse era distratto ultimamente, che la legge sulla pesca non è ferma a metà strada perché è stata completamente esaminata dalla Commissione in tutti gli articoli. La Commissione ha concluso l'esame degli articoli, ha lasciato quattro articoli sospesi ma ha deciso di trasferire la discussione con le organizzazioni e all'interno dei Gruppi, fornendo il testo esitato dalla Commissione ai Gruppi, in modo che i Gruppi possano fornire elementi alla commissione prima che ci sia il voto finale in Commissione, per evitare che un disegno di legge generale come quello possa bloccare il Consiglio dieci o quindici giorni con una marea di emendamenti che invece possono essere istruiti adeguatamente in Commissione. Quindi la commissione ha fatto una scelta; ha concluso l'esame, ha lasciato i quattro articoli sospesi per consentire un esame sia con le forze sociali sia tra i Gruppi e consentire poi che eventuali emendamenti possano essere discussi in Commissione prima di approdare all'aula. Però ha fatto già un grande lavoro, come ricordava il collega Montis, giustamente. Il testo che arrivò in Commissione era un testo di oltre duecento articoli, averli ridotti a poco più di sessanta, sessantre per l'esattezza è stata una grande impresa, segno che la Commissione in questi mesi intorno a questo tema ha lavorato egregiamente. Io spero che la Commissione possa concludere, entro questo mese o nei primi di maggio, l'esame delle eventuali proposte che proverranno dai Gruppi e poter portare entro questa primavera alla approvazione la legge generale sulla pesca, importante perché tra l'altro si lega allo sforzo finanziario positivo fatto con la finanziaria 98 in materia di pesca, e se riusciamo anche a dare alla Sardegna una legge sulla pesca può darsi che sia necessario tornarci rafforzando questo sforzo nel prossimo assestamento e quindi mettendo a disposizione risorse per un settore strategico secondo me per la economia della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per la Giunta l'Assessore della difesa dell'ambiente.

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, un minuto per compiacermi con l'aula che all'unanimità licenzia un provvedimento, poi ognuno si tenga gli aggettivi che crede, una piccola legge, una grande legge. Io sono qui a rappresentare all'aula la prospettiva breve entro la quale ci vogliamo misurare come governo sulla complessa materia per definirne tutti i risultati, tutti gli esiti. Noi siamo convinti che prima dell'estate dovrà essere licenziata dall'aula la legge organica che porterà dentro gli impegni che oggi qui abbiamo assunto. Siamo convinti che nel brevissimo giro di qualche mese l'articolato che riguarda il nuovo fermo biologico sarà licenziato dalla Commissione e approderà all'aula anche in seguito al lavoro che il Parlamento sta facendo in ordine a questa materia. Un ramo del Parlamento ha già licenziato le sue norme in ordine al fermo, e mi pare che adesso sia il Senato che deve pronunciarsi sulla prima stesura. Avvalendoci anche delle esperienze di altre regioni e con un gruppo di lavoro, l'ho detto l'altro giorno ai pescatori, che si è attivato, l'Università, la ricerca, le organizzazioni che rappresentano il mondo della pesca, gli uffici dell'assessorato, stanno elaborando e hanno quasi definito l'elaborazione di un disegno di legge sul fermo biologico. Lo dico all'onorevole Bonesu per tranquillizzarlo. Sono certo che anche questo argomento verrà portato prima dell'estate alla definizione. Così come verranno definiti i problemi relativi ai canoni di concessione e verranno definite tutte le questioni relative alle concessioni, per le grandi lagune e per le piccole lagune. Così come sulle servitù militari non siamo inerti. Io ho già sul piano personale per due volte contattato; una volta il Ministero per le politiche agricole perché per quanto gli compete si faccia carico di rappresentare il mondo della pesca con il collega della Difesa e con quanti altri Ministri di concerto lo dovrà fare lo faccia, perché il problema lo sentiamo e lo sentiamo essere grave perché ha tensioni e ha anche risvolti e sensibilità di altro genere. La Sardegna non può e non deve subire un impegno pur accettato, ci coinvolge, siamo italiani, riteniamo di essere dentro la Repubblica italiana, ma non possiamo avere le servitù e non dobbiamo avere anche quello che consegue alle servitù, l'indennizzo per l'impedimento alla attività naturale, ordinaria da parte della nostra gente. Io chiedo, il Presidente si attiverà indubbiamente subito per un contatto che stiamo ritrovando difficile, Presidente, con il Ministero della difesa, ma va costretto ad un confronto su questa materia parche è materia di lavoro, perché è materia di dignità, perché è materia che riguarda una cospicua parte disagiata della gente di Sardegna. Così come tratteremo il problema degli stagni anche sotto il profilo delle acquisizioni ulteriori. San Teodoro è un obiettivo che ci stiamo ripromettendo, come assessorato, di acquisire nei tempi brevi per renderlo non soltanto utilizzabile meglio sotto il profilo ambientale ma anche e soprattutto sotto il profilo della attività. E soprattutto però rimane importante tutta la problematica relativa agli stagni dell'area del Sulcis, il rapporto con le saline, l'autonomia degli stagni produttivi, la bonifica di quelli inquinati, tutta una serie di iniziative che dall'eco sistema del Sulcis può portare lavoro e può portare fortuna per la gente di quei territori. Noi non siamo neppure sul sentiero dell'ecoterrorismo. Siamo attenti e camminiamo con il passo prudente di chi ha una certezza, che il futuro è questo. La tutela dell'ambiente è essenziale per lo sviluppo e non può esservi sviluppo senza che l'ambiente venga difeso e venga tutelato. Da questo equilibrio nascono le sorti positive per i nostri figli; questo governo, ma vedo anche quest'aula in momenti importanti come quello di oggi, dimostra di avere queste sensibilità, superando le contrapposizioni e le difficoltà e aiutando il cammino della nostra gente perché l'approdo verso una vita migliore, una qualità di vita superiore a quella del passato possa essere raggiunto.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 281.

Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 68

Votanti 68

Maggioranza 35

Favorevoli 68

(Il Consiglio approva).

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

Discussione generale del testo unificato delle proposte di legge Masala - Frau - Cadoni - Biggio - Boero - Carloni - Liori - Locci - Sanna Nivoli - Usai Edoardo: " Norme sullo sviluppo della comunicazione di massa, sul pluralismo delle fonti di informazione e sulla innovazione tecnologica delle imprese del settore" (172) e Fois Paolo - Pittalis - Petrini - Cadoni - Boero - Cherchi - Lippi - Lorenzoni - Piras - Randaccio - Amadu - Concas - Demontis: "Interventi della Regione a sostegno della editoria locale e dell'informazione" (198)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 172 e 198.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra, relatore. Poiché non è presente in aula ci si rimette alla relazione scritta.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.

LIPPI (F.I.). Vista l'importanza che riveste la legge che adesso andremo a discutere, e vista l'assenza temporanea del collega Ghirra come relatore di maggioranza, chiederei alla Presidenza di sospendere i lavori dell'Assemblea almeno per mezz'ora.

PRESIDENTE. Onorevole Lippi, io farei questo se avessi la speranza o l'ipotesi che l'onorevole Ghirra dovesse rientrare. Ma siccome c'è l'onorevole Fois, che è uno dei firmatari che potrebbe illustrarla.… Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Per sopperire alla difficoltà momentanea propongo di anticipare il punto successivo, cioè l'elezione di un revisore dei conti dell'ERSU, anche perché siamo in numero legale e non so se lo saremo in seguito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.

USAI EDOARDO (A.N.). Veramente una annotazione brevissima. In questo momento è all'ordine del giorno la legge sull'editoria, manca il relatore e non credo che sia il caso… io capisco l'esigenza, però procediamo con l'ordine che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo e il Presidente hanno stabilito. Quindi se non è possibile procedere all'esame della legge sull'editoria, aspettiamo qualche minuto e poi riprendiamo.

PRESIDENTE. Avendo ascoltato le giuste istanze di tutti, mi pare che la possibilità di procedere mantenendo l'ordine del giorno fissato ci sia, perché l'onorevole Fois può illustrare la proposta di legge; se non ho capito male.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Io non ho difficoltà a illustrare la proposta di legge, però mi sembra che una sospensione di un quarto d'ora, anche perché possiamo sapere se l'onorevole Ghirra ci sarà o meno, sia opportuna. Abbiamo fatto tante sospensioni in quest'aula, non vedo perché dopo una legge che abbiamo approvato non possa essere consentita una sospensione, sia pure breve, dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Fois, mi permetto di dire che non prendo decisioni avventate. Io so che l'onorevole Ghirra non arriverà né fra un quarto d'ora né fra mezzora. E solo tenendo conto di questo che ho ipotizzato che lo illustrasse lei. Quindi sospendere un quarto d'ora se serve a qualcosa bene, se non serve a niente è una cosa assolutamente inutile e io sono nemico delle cose inutili. Quindi, onorevole Fois, le do la parola per illustrare la legge.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.). La ragione ci sarebbe, quanto meno appunto preparare le mie carte per eventualmente fare da relatore di maggioranza, visto che c'è stata questo cambiamento.

PRESIDENTE. Se la motivazione è cambiata, mi sembra saggio e sospendo per un quarto d'ora i lavori.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 10, viene ripresa alle ore 18 e 34.)

Continuazione della discussione generale del testo unificato delle proposte di legge Masala - Frau - Cadoni - Biggio - Boero - Carloni - Liori - Locci - Sanna Nivoli - Usai Edoardo: " Norme sullo sviluppo della comunicazione di massa, sul pluralismo delle fonti di informazione e sulla innovazione tecnologica delle imprese del settore" (172) e Fois Paolo - Pittalis - Petrini - Cadoni - Boero - Cherchi - Lippi - Lorenzoni - Piras - Randaccio - Amadu - Concas - Demontis: "Interventi della Regione a sostegno della editoria locale e dell'informazione" (198)

PRESIDENTE. Dopo lunga e attenta riflessione sono giunto alla conclusione di aprire la discussione generale in assenza di una relazione introduttiva. Del resto anche stamane abbiamo seguito la stessa procedura, e il principio di analogia è un principio molto importante. Dichiaro quindi aperta la discussione generale sui progetti di legge 172 e 198.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Signor Presidente, intervengo nella discussione generale di questo testo unificato che risulta dalle due proposte di legge numero 172 e 198, per richiamare l'attenzione dell'Aula sull'ampiezza delle questioni che risultano affrontate nella legge stessa, nella proposta di legge, e che risultano da un lavoro condotto in seno alla Commissione per due anni a seguito di un lavoro preparatorio che in seno alla stessa Commissione si è sviluppato. La complessità e l'articolazione di questa legge risulta chiara se noi consideriamo l'esistenza di 4 capitoli all'interno della legge, che corrispondono a quattro grandi temi distinti ma connessi. Questi temi sono interventi a sostegno dell'editoria libraria, interventi a sostegno della stampa periodica regionale e locale, interventi a sostegno delle emittenti radiofoniche e televisive locali, e infine disciplina della comunicazione istituzionale a carattere pubblicitario. Dalla elencazione… chiederei un attimo di attenzione, anche dalla collega Busonera. Dall'elenco di questi temi qualcuno potrebbe essere indotto a ritenere che la legge sia una sorta di contenitore di questioni distinte e non tra di loro intimamente connesse e collegate. E la prima parte del mio intervento è volta proprio a chiarire come questa impressione, ove qualcuno la possa avere, non risulta adeguatamente né minimamente fondata. Infatti, anche se queste distinte materie possono avere in una certa misura vita propria, e infatti discuteremo un emendamento in cui si prevede un'entrata in vigore differenziata della legge per capi, tutte queste materie sono ricomprese all'interno di obiettivi generali già richiamati nell'articolo 1, comune all'intera legge, perché ne fissa le finalità, che costituiscono proprio, questi obiettivi, l'asse portante, i principi fondamentali, i principi ispiratori della legge stessa. Quali sono questi principi? In primo luogo l'intera legge è dominata da un concetto, il concetto secondo cui in un mercato, in un bacino chiuso, limitato, come quello insulare, occorre vedere il problema dei protagonisti della informazione e dell'intervento pubblico a favore delle azioni che si sviluppano non come degli interventi che in qualche modo producono distorsioni nella concorrenza più in generale, ma come interventi che sono tesi a ristabilire un'uguaglianza di fatto che altrimenti, data la particolarità delle situazioni in cui questi operatori si trovano a svolgere la loro azione, risulterebbe non garantita.

Si aggiunge che questi interventi di carattere finanziario, perché in buona parte la legge, considerata la limitatezza dei poteri della Regione, è centrata su questo tipo di interventi, questi interventi di carattere finanziario, una sorta di aiuti alle imprese editoriali, risultano - e realisticamente la Commissione ne ha tenuto conto - delle operazioni, degli interventi, degli aiuti, appunto, che la stessa Commissione europea ritiene ammissibili, sia per la modesta entità degli aiuti, degli interventi finanziari che abbiamo previsto per ogni azienda editoriale, sia soprattutto perché trattandosi di interventi che rientrano nel campo della cultura e del patrimonio culturale, la stessa Unione europea, all'articolo 92, paragrafo 3, del trattato istitutivo della Comunità, ha previsto che questi aiuti, purché non falsino le condizioni di concorrenza nel mercato comune, possono essere compatibili col mercato comune stesso. Quindi c'è questa tendenziale conformità con i principi del trattato e della libera circolazione dei fattori di produzione, nel caso di interventi a favore della cultura. Quindi, dicevo, questa linea di interventi che sono volti a ristabilire le condizioni di uguaglianza di fatto, basti pensare agli svantaggi e agli handicap di cui le nostre imprese soffrono, per quanto riguarda i maggiori costi per l'energia, per i trasporti, per il costo del danaro, situazioni queste svantaggiose che toccano ovviamente l'intero settore produttivo in Sardegna. Per comprendere come, nel momento in cui noi concediamo incentivi per esempio sotto forma di abbattimento del costo del danaro, a favore delle imprese che abbiano la sede editoriale in Sardegna, per comprendere, dicevo, come questo non sia più mettere in condizioni vantaggiose le imprese stesse rispetto a quelle che operano in altre parti del territorio della comunità, ma significhi soltanto e più precisamente ristabilire delle condizioni di parità e di pari opportunità come molto spesso si dice. Quindi è chiaro che nel fare questo noi abbiamo tenuto conto della specificità del settore, ma abbiamo anche valutato, e se n'è parlato più volte in Commissione, del fatto che occorre sviluppare un'azione più vasta per fare in modo che anche altre imprese che non operando nel settore della cultura non rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, poiché si tratta di imprese che operano in Sardegna, devono avere sul piano della disciplina e degli aiuti di Stato da parte della comunità, un trattamento diverso da quello che finora sia stato loro riconosciuto. Il secondo punto, su cui vorrei attirare l'attenzione del Consiglio, è che con questa legge noi abbiamo certo guardato agli effetti positivi che la legge stessa può esercitare per lo sviluppo, per la difesa e la valorizzazione della cultura sarda. E in questo senso la legge può essere considerata, a ragione, una legge di settore, una legge di settore prevista dalla legge appunto sulla valorizzazione e tutela della lingua e cultura sarda, anche se a questo tipo di interventi, a questo tipo di legge centrata sul settore dell'editoria e dell'informazione, avevamo per la verità pensato già prima che dalla legge sulla valorizzazione e tutela della lingua e cultura sarda, questa idea giustissima della legge di settore non venisse accettata. Quindi si tratta di interventi a favore della cultura sarda, indubbiamente, ma non soltanto, su questo vorrei ancora attirare l'attenzione del Consiglio in quanto, dopo una attenta riflessione e una lunga e costruttiva discussione, siamo arrivati alla determinazione che questo tipo di legge non dovesse limitarsi, parlo soprattutto del settore dell'editoria libraria, a interventi a favore di quegli editori che pubblicano opere in lingua sarda, o in qualche modo collegate con la cultura della Sardegna, ma il fatto che si possa accertare l'insediamento, il collegamento, il nesso tra sede dell'impresa e territorio isolano, indipendentemente da ogni altra considerazione, giustifica questo tipo di interventi previsti nella legge. Il terzo punto è quello basato sul concetto che una legge di questo tipo come del resto in altre leggi a nostro parere, occorre conciliare l'esigenza di una delegificazione, cioè una legge che non sia dettagliata e che non arrivi a regolamentare ogni minuto aspetto, ma sia una legge sui principi e che, per quanto riguarda i dettagli, si limiti veramente all'essenziale, a quello che non può essere disciplinato con atto di natura diversa. Ma dicevo, a fianco a questa esigenza che noi abbiamo tutti pienamente condiviso, occorre che vi sia un sistema di programmazione degli interventi che da un lato assicuri una trasparenza e una maggior capacità anche e possibilità per il cittadino di accertare quali siano i principi e gli obiettivi ispiratori seguiti e dall'altra, appunto, proprio per l'esistenza di questo tipo di pianificazione, la previsione di organi, di carattere tecnico scientifico, chiamati a svolgere un ruolo importante per quanto riguarda la definizione di questi programmi che integrano con la loro maggiore ricchezza di particolari quella legge che appunto volutamente è una legge asciutta, scarna, una legge quadro. Allora, ecco, come questi organi debbano essere considerati essenziali, il giudizio spesso approssimativo e direi non di rado superficiale, secondo cui questi organi sono una sorta di appesantimento, e potrebbero essere considerati come indice di un carrozzone di cui si è voluta dotare la legge, questo giudizio, dicevo, non corrisponde alla realtà, perché se vogliamo appunto rendere una legge più agile e non costringere appunto il legislatore a dettare norme in materie che non richiedono interventi da parte del legislatore, occorre che questo abbia un correttivo in programmi che, approvati triennalmente o annualmente, da parte di un organo tecnico scientifico, limitino il potere discrezionale dell'amministrazione, potere discrezionale dell'amministrazione che peraltro la stessa amministrazione spesso preferisce non esercitare per le implicazioni anche sul piano della responsabilità che questo può comportare. Quindi delegificazione, programmazione, organi, che sono appunto il Comitato regionale per l'editoria e il Comitato per l'informazione, che non è altro che il CORERAT integrato da alcuni esponenti che possono rappresentare meglio i problemi contemplati nella nostra legge, che sono volti a limitare al massimo la creazione di organi, proprio per sottolineare la volontà, per quanto possibile, dell'amministrazione del Consiglio regionale, di snellire e di rendere più agile il funzionamento della legge. Infine si tratta di una legge che è nata in Consiglio; è nata in Consiglio sulla base di due proposte. Una la numero 172 formulata dai colleghi di Alleanza Nazionale, l'altra nata dall'incontro e dalla discussione all'interno della stessa Commissione sulla base di due proposte di legge, due progetti di legge che giacevano negli archivi del Consiglio dal 1991 e che riguardavano uno l'editoria libraria aggiornando le leggi precedenti e l'altro toccava il tema della informazione che non aveva una organica disciplina da parte del Consiglio regionale. È nata in Consiglio questa legge, ma ha avuto l'appoggio, si è incontrata, ha tenuto conto dei punti di vista raccolti attraverso una serie molto complessa e lunga di audizioni che hanno visto coinvolti sia l'Assessore regionale della pubblica istruzione e i suoi funzionari, sia le categorie interessate e cioè i giornalisti e gli editori, in particolare, che hanno dato attraverso una serie di incontri degli elementi di cui la Commissione ha tenuto conto nella misura in cui ovviamente questi suggerimenti non confliggessero con i principi cardine della legge stessa. In conclusione, io credo che il Consiglio abbia davanti una legge che da un lato è sì centrata essenzialmente sull'aspetto degli interventi, ma non trascura il momento della disciplina sul piano legislativo delle poche materie che possono essere disciplinate con legge e questa legge nel momento in cui regola in modo organico sia la materia degli interventi finanziari della Regione, sia la disciplina di queste materie, mi riferisco soprattutto alla parte relativa alla pubblicità istituzionale a scopo pubblicitario, rappresenta un quadro normativo che può essere considerato una buona base per una legge quadro che sia suscettibile di trovare applicazione immediata, o comunque nel breve periodo, da parte della amministrazione regionale. Quindi una legge perfettibile ma che sicuramente risponde ai requisiti che anche qui in Consiglio regionale, come è stato più volte detto, dovrebbero caratterizzare una legge, e sulla base di questi principi credo possa rispondere alle attese delle categorie interessate, e possa presentarsi alla prova, a quello che è veramente il momento della verità della sua attuazione, con la convinzione, questo è almeno il mio personale convincimento, che sia pure con qualche correzione, miglioramento che il tempo potrà sempre suggerire, la legge possa veramente rispondere alle attese del mondo della informazione, del mondo della editoria e anche al mondo dei cittadini che chiedono una maggiore trasparenza nelle decisioni della amministrazione.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Lippi, voglio fare un po' il punto sulla situazione. Sono iscritti a parlare l'onorevole Lippi, l'onorevole Petrini, l'onorevole Balletto, l'onorevole Frau, l'onorevole Concas, l'onorevole Ghirra, e l'onorevole Bonesu che si sta iscrivendo. Io alle otto devo chiudere improrogabilmente i lavori dell'aula e quindi si riprenderà quando verrà riconvocato il Consiglio. Sto preannunciando che alle otto per ragioni personali e inderogabili, non essendoci né il Presidente né l'altro Vicepresidente, devo chiudere i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Io mi scuso perché sono arrivato anche con un certo ritardo, ma mi dicono i colleghi del Gruppo che non è stata svolta la relazione di maggioranza da parte del relatore, l'onorevole Ghirra, che non vedo presente in aula. Si trattava di capire le ragioni di questa assenza, se è una ragione di disinteresse oppure se risponde a valutazioni differenti anche da parte o dell'onorevole Ghirra o del suo Gruppo di appartenenza. Solo un chiarimento al riguardo.

PRESIDENTE. L'onorevole Ghirra è giunto in ritardo per motivi suoi personali, per cui non essendo presente ho proceduto in analogia a quanto abbiamo fatto stamani, ma non c'è nessun intendimento differente da un ritardo che può essere motivato da mille cause. È iscritto a parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.

LIPPI (F.I.). Signor Presidente, sono passati due anni da quando la Commissione presieduta dal collega Fois Paolo aveva terminato i suoi lavori nella predisposizione di una proposta di legge che prendeva spunto e raccoglieva una esigenza intanto, da una parte, degli imprenditori che operano nel settore della informazione, dall'altra anche una indicazione, una volontà politica che a più riprese era stata espressa sin dall'inizio della legislatura da tutti i Gruppi presenti in questo Consiglio, e in particolar modo indicata nelle linee programmatiche che nella prima Giunta Palomba lo stesso Presidente Palomba illustrò al Consiglio. La Commissione si mise da subito, non appena venne insediata e come iniziò i lavori prese subito in considerazione l'aspetto e il problema relativo alla informazione. Abbiamo dovuto constatare nostro malgrado che altrettanto non fece nella immediatezza la Giunta regionale che, per certi versi, rallentò anche quello che era il processo di discussione della legge e quindi dell'arrivo in aula della legge; una legge che è veramente attesa dagli operatori del settore che sono stati in questi anni incontrati a più riprese dalla Commissione e che almeno alcuni componenti della Commissione hanno avuto modo di incontrare nelle tante assemblee che il Comitato regionale radiotelevisivo ha avuto modo, in quest'ultimo anno e mezzo, di fare in Sardegna. E allora il collega Fois, che mi ha preceduto nell'intervento, ricordava un po' l'articolazione che la Commissione ha voluto dare alla proposta di legge. Una articolazione che vede toccare quattro punti essenziali, che la Commissione ha ritenuto essenziali per cercare di dare una dimensione nuova al problema dell'informazione. Si è partiti dall'analisi dell'editoria libraria, per la quale già esistono e già esistevano delle leggi attualmente in vigore, precisamente la legge numero 35 del 52 e la legge numero 23 del 77, che hanno sicuramente due date storiche per l'importanza attribuibile alla legge, ma che d'altro canto ci indicano anche che in 22 anni probabilmente queste leggi, o quanto meno l'ultima di queste due, aveva la necessità di essere rivista e riformata. In questo senso la Commissione ha lavorato, ponendosi il problema fondamentale e principale di dare priorità negli interventi alle società editoriali che operavano e che operano nel territorio regionale, ma non solo, cercando anche di eliminare tutti quei principi discrezionali che il più delle volte hanno visto l'amministrazione regionale venire contestata dagli stessi editori su scelte e criteri che non sempre sono risultati equi rispetto alle proposizioni, e quindi ai testi che venivano presentati dagli stessi editori. Ci si è posti anche un problema, diciamo importante, sia che veniva sollecitato da parte degli editori, ma allo stesso tempo, veniva anche riscontrata una lacuna in tal senso da parte di tutti i commissari della commissione, ovvero sia il problema relativo alla distribuzione dei testi. Dalle lunghe discussioni che si sono tenute in Commissione e dalle tante audizioni, ahime è risultato che in tutti questi anni, in tante occasioni era accaduto che l'amministrazione, venendo incontro agli editori con l'acquisto di titoli librari, con troppa facilità dimenticava centinaia e centinaia di libri negli scantinati dell'Assessorato, senza provvedere ad una conseguente distribuzione, e quindi consentendo sia alle scuole, ma soprattutto alle tante biblioteche dislocate sul territorio regionale, di poter avere questi materiali preziosi. La Commissione ha preso in attento esame questo aspetto, ritenendo da una parte opportuna una capillare diffusione e distribuzione dei testi che l'amministrazione va a promuovere e ad acquistare con i finanziamenti, dall'altro anche la voglia di riconoscere e di gratificare chi, attraverso diversi editori, proponeva all'amministrazione regionale un intervento pubblico per la pubblicazione del titolo e quindi la gratificazione, avere poi anche la gratificazione di vederlo distribuito nelle forme e nelle copie che l'amministrazione stessa gli richiedeva. Quindi la Commissione, sul problema dell'editoria libraria, ha avuto una grande facilità di lavoro, derivante proprio dalle due leggi che già erano in vigore, e quindi lì ci si è trovata solo ed esclusivamente di fronte alla necessità di andare a rivisitare, a rimodulare, a riaggiornare alcune norme per rendere più fruibile quello che era l'articolato delle vecchie leggi. Diverso invece è il problema e gli aspetti che riguardano il punto al capo II, ovvero sia gli interventi a sostegno della stampa periodica, regionale e locale. In questo senso, in tutti questi anni, la Regione è stata carente in materia legislativa rispetto a questo problema, e quindi ci si è sentiti nel dovere e nella necessità di dare alla Sardegna e agli operatori del settore che operano in Sardegna, un primo dispositivo di legge, le prime norme che quanto meno riconoscono agli operatori di questo settore l'importanza e la validità che gli stessi possono avere su tutto il territorio regionale, per garantire quel pluralismo dell'informazione che ieri ci ha visto discutere ampiamente e lungamente le mozioni che sono state presentate all'attenzione di questa Assemblea. Lo ricordava prima il collega Fois: tutte le leggi sono perfettibili e perfezionabili, quindi la Commissione sicuramente non ha l'arroganza di proporsi attraverso questa legge, di proporre questa legge come la legge migliore, la legge che poi darà e troverà tutte le soluzioni e i problemi, però è importante che la Commissione abbia portato all'attenzione dell'Assemblea questa legge, e in particolar modo questa parte della legge perché, ripeto, fissa finalmente delle norme e delle regole e anche degli aiuti per la stampa periodica regionale e locale, che fino all'altro giorno non esistevano. L'abbiamo detto in più parti, relativamente anche agli interventi a sostegno delle emittenti radiofoniche e televisive locali, che da anni attendono, e oggi ancor di più, questa legge, non fosse altro che gli si riconosce il valore d'impresa e quindi di piccola e media impresa, e, alla pari di tante altre piccole e medie imprese che operano in altri settori, anche quelle delle emittenti radiofoniche e televisive locali, attraversano in questo delicato momento della Sardegna, un momento negativo, un momento particolare dove è difficile stare sul mercato, dove è difficile restare aperti e, come si potrebbe dire in questo caso, a microfoni aperti. E allora è importante, ripeto, che si sia svolto questo tipo di lavoro, questo tipo di riflessione, che abbiano portato all'unanimità della Commissione, all'approvazione poi di questo testo, anche questo è un dato importante perché abbiamo sempre ritenuto che i problemi dell'informazione non siano problemi che riguardano maggioranza e opposizione, abbiamo cercato a più riprese di farlo capire anche ieri negli interventi sulla discussione delle mozioni, forse qualcuno non ha voluto intendere o ha fatto finta di non capire. Il problema dell'informazione è un problema vero; il problema della garanzia del pluralismo dell'informazione è un problema altrettanto vero, rispetto allo strapotere che in alcune circostanze le grosse emittenti o i grandi quotidiani possono esercitare sulla diffusione dell'informazione. Quindi è importante anche un sostegno alle piccole e medie imprese che operano in questi settori, come è altrettanto importante cercare di fissare delle regole rispetto al problema della pubblicità istituzionale; pubblicità istituzionale che, ricordiamo tutti, che tre anni fa è stata richiamata e accentrata nelle sue determinazioni all'interno e richiamata all'interno dei poteri della presidenza della Giunta, da un lato questo poteva anche andar bene, perché in una certa qualmaniera toglieva la discrezionalità ai vari assessorati sull'assegnazione delle pagine istituzionali, dall'altra in questi anni, invece, non si ha avuta quella piena e totale garanzia di distribuzione giusta, equa, e trasparente da parte della presidenza della Giunta. Quindi, visto che non si parlava di due lire, ma si parla di qualche decina di miliardi, perché credo che all'incirca il budget annuale si aggiri intorno ai 20 miliardi, 25 mettendoci dentro anche le sponsorizzazioni, che comunque sono una cosa a parte, è giusto che esista una legge che possa garantire a tutti in maniera indistinta, evidentemente a chi ne ha i requisiti, di poter accedere alle provvidenze, di poter accedere a quelle pagine istituzionali che devono da una parte servire per incentivare e aiutare la piccola stampa e le emittenti radiotelevisive, dall'altra deve garantirci una informazione più ricca, più diffusa, più presente di quelli che sono gli atti dell'amministrazione e di quelli anche che sono gli atti che l'Assemblea regionale intende portare attraverso la Giunta regionale al di fuori, per rendere edotta tutta la cittadinanza di quello che accade e per informare al meglio di quello che accade all'interno delle stanze del palazzo. Quindi, devo ritenermi ampiamente soddisfatto del lavoro che la Commissione ha portato avanti in questi anni, non foss'altro perché ci ha creduto fin dall'inizio, ha avuto la costanza di portare avanti un lavoro tanto aspettato all'esterno dagli operatori del settore, e permettetemi, anche se ho partecipato come semplice commissario, di ringraziare veramente sia i commissari della Commissione che hanno dedicato la loro attenzione a una materia che probabilmente è inusuale, non è di tutti i giorni rispetto alle materie tradizionali che vengono trattate in Consiglio regionale, un apprezzamento e un ringraziamento ai funzionari del Consiglio che insieme ai commissari hanno collaborato per rendere al meglio la stesura della legge che nel corso di questi anni ha dovuto subire anche alcune modifiche rispetto a nuove norme comunitarie che venivano applicate. E in questo senso probabilmente questa è una legge che nasce anche sotto una camicia e una veste comunitaria, perché si sono rispettate alcune delle nuove indicazioni e delle nuove direttive previste dalla Unione europea, io credo che gli operatori del settore, una volta che il Consiglio regionale provvederà alla approvazione di questa legge, non possano che ritenersi soddisfatti e da qui possa incominciare anche per la stampa periodica e per il sistema radiotelevisivo una riscossa e quindi una nuova …

Vorrei terminare, se mi permettete di terminare, invece di bisbigliare, termino, se continuate a bisbigliare continuo a parlare per altri venti minuti. Ecco, preferirei, perché il bisbiglio mi dà fastidio, perché poi perdo la contrazione e il filo, già è difficile. Quindi, dicevo, speriamo che dall'approvazione di questa legge la stampa periodica e il sistema radiotelevisivo fatto di piccole e medie imprese possa trovare quella vitalità per progredire e per migliorare la qualità del servizio della informazione in Sardegna. Grazie.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, in Conferenza dei Capigruppo si era deciso di aggiornarsi per conoscere l'opinione della Giunta in merito a una possibile convocazione del Consiglio prima della Conferenza del lavoro per discutere il documento. Stamattina la questione è stata riproposta dall'onorevole Montis e il presidente Selis ha detto che si sarebbe provveduto nel corso della giornata, credo che sia opportuno prima della fine dei lavori convocare la Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Bonesu. Stanti così le cose direi che convoco la Conferenza dei Capigruppo e la seduta per oggi è tolta. Naturalmente le iscrizioni valgono per i lavori che riprenderanno quando il Consiglio sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 19 e 17.