Seduta n.211 del 21/07/2006
CCXI Seduta
Venerdì 21 luglio 2006
Presidenza del Presidente Spissu
indi
della Vicepresidente Lombardo
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 27.
ORRU', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 18 luglio 2006 (205), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Antonio Cappai, Elio Corda, Paolo Antonio Licheri, Nicolò Rassu e Beniamino Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di venerdì 21 luglio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che, con ricorso notificato in data 10 luglio al Presidente della Giunta regionale, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha impugnato nanti la Corte costituzionale la legge regionale 11 maggio 2006, numero 4, concernente "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo", negli articoli 2, 3 e 4.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
ORRU', Segretario:
"Interrogazione Pisano - Dedoni - Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulle ingiunzioni esattoriali relative ai canoni irrigui, di miglioramento fondiario che il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale di Cagliari sta notificando agli agricoltori-utenti". (564)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza:
ORRU', Segretario:
"Interpellanza Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sul rischio da parte dell'Unione Europea di rifinanziamento dell'estirpazione dei vigneti". (177)
Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato 45-53-68-202-211/A - "Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna" della proposta di legge: Biancu - Addis - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Modifica alla legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5,concernente: "Norme di riforma del Servizio sanitario regionale" (45/A); della proposta di legge Lai - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità" (53/A); della proposta di legge Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano: "Istituzione dell'agenzia regionale per la sanità" (68/A); del disegno di legge: "Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna" (202/A) e della proposta di legge Oppi - Capelli - La Spisa - Diana - Ladu: "Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità"(211/A)
PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato 45-53-68-202-211/A. Riprendiamo con l'esame dell'articolo 17, di cui è stato votato solo l'emendamento numero 44, e dell'emendamento numero 46. All'emendamento 46 a firma Vargiu, Pisano e più, è stato presentato un emendamento, il numero 132, della Giunta regionale, concordato e che io ho dichiarato ammissibile..
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:
EMENDAMENTO aggiuntivo all'emendamento numero 46 GIUNTA REGIONALE
Art. 17
Alla fine del comma 6 è aggiunta la seguente frase: "Trascorsi novanta giorni dall'adozione degli indirizzi regionali, in assenza dell'intesa di cui al presente comma, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, procede alla individuazione dei distretti e delle eventuali modifiche dei loro ambiti". (132).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. L'obiettivo che si persegue con questo emendamento, inserendo questo termine di 90 giorni, è quello di evitare che in assenza dell'intesa non si pervenga alla definizione dei confini dei distretti. Trascorso questo termine, infatti, la decisione riguardante l'individuazione dei distretti e le modifiche dei loro ambiti territoriali è assunta dalla Giunta. Quindi non viene lasciata al direttore generale la scelta finale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU. (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, in merito all'emendamento 132, mi sembrerebbe opportuno prevedere un termine più congruo dei 90 giorni previsti Il direttore generale, infatti, verosimilmente potrebbe non prestare la sufficiente attenzione alla definizione degli ambiti dei distretti perchè impegnato anche nella redazione dell'atto aziendale. Io proporrei, più opportunamente, un termine di 120 giorni perchè, in caso di mancata intesa, si proceda alla definizione degli ambiti dei distretti da parte della Giunta regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta concorda con la modifica proposta dall'onorevole Biancu.
PRESIDENTE. Colleghi, metto in votazione l'emendamento 132, con la modifica proposta e accolta dai presentatori per cui l'emendamento è così formulato: "trascorsi 120 giorni dall'adozione degli indirizzi regionali, in assenza dell'intesa di cui al presente comma, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, procede all'individuazione dei distretti e delle eventuali modifiche dei loro ambiti territoriali".
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Solo per capire, Presidente, se abbiamo ripreso la discussione dal punto da cui l'avevamo interrota ieri, e cioè dall'emendamento dell'onorevole Vargiu.
PRESIDENTE. Abbiamo ripreso dall'emendamento 46, al quale è stato presentato un emendamento, il 132.
DIANA (A.N.). Immagino, Presidente, che l'emendamento all'emendamento numero 46 sia stato concordato con l'onorevole Vargiu.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento 46 . Scusate, colleghi, in effetti i due emendamenti erano collegati, nel senso che il 132 prosegue il 46, anzi, si aggiunge all'emendamento 46 per cui diventano la stessa cosa.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 46.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Presidente, l'emendamento 132 è sostitutivo del 46.
PRESIDENTE. Scusate, però l'emendamento 132 è stato presentato come emendamento aggiuntivo.
OPPI (U.D.C.). A furia di fare trasse ti confondi.
LAI (D.S.). Nessuna trassa.
PRESIDENTE. In realtà, lei ha ragione, onorevole Lai, l'emendamento 132 è sostitutivo del 46 che, quindi, a seguito dell'approvazione del 132, decade.
.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 47.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 47.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - OPPI - RANDAZZO - SANJUST.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 54
astenuti 2
maggioranza 28
favorevoli 14
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18. All'articolo 18 sono stati presentati due emendamenti..
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18 e dei relativi emendamenti:
Art. 18
Disposizioni
sulle aziende ospedaliero-universitarie
e sull'azienda ospedaliera
1. Le aziende ospedaliero-universitarie sono disciplinate sulla base dei principi fondamentali contenuti nel decreto legislativo n. 517 del 1999. La Giunta regionale tiene conto delle finalità istituzionali e delle peculiarità organizzative di tali aziende in sede di predisposizione degli indirizzi per gli atti aziendali, ai sensi dei commi 3 e 4 dell'articolo 9. Gli indirizzi relativi agli atti aziendali delle aziende ospedaliero-universitarie sono predisposti dalla Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente e previa intesa, per quanto concerne i dipartimenti ad attività integrata e le strutture complesse a direzione universitaria, con i rettori delle università; il direttore generale adotta l'atto aziendale dell'azienda ospedaliero-universitaria d'intesa con il rettore dell'università interessata, in relazione ai dipartimenti ad attività integrata e alle strutture complesse a direzione universitaria; l'atto aziendale disciplina l'organizzazione e il funzionamento dell'azienda nel rispetto di quanto stabilito, limitatamente ai profili concernenti l'integrazione tra attività assistenziali e funzioni di didattica e di ricerca, dai protocolli d'intesa stipulati dalla Regione con le università ubicate nel proprio territorio, ai sensi del comma 2 dell'articolo 1 del decreto legislativo n. 517 del 1999. Il direttore generale trasmette, entro quindici giorni, copia degli atti aziendali all'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
2. La Regione e l'università interessata concordano l'apporto economico-finanziario dell'università all'azienda ospedaliero-universitaria, sulla base dei principi stabiliti dall'articolo 7 e dal comma 7 dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 517 del 1999.
3. L'azienda ospedaliera di cui alla lettera c) e gli istituti di cui alla lettera d) del comma 3 dell'articolo 1 sono disciplinati in analogia, per quanto applicabile, con le aziende sanitarie locali; la Giunta regionale tiene conto delle finalità istituzionali e delle peculiarità organizzative di tali aziende e istituti in sede di predisposizione degli indirizzi per gli atti aziendali ai sensi dei commi 3 e 4 dell'articolo 9.
4. La remunerazione delle prestazioni e dei servizi resi dalle aziende di cui al comma 1 e 3 è definita, in relazione ai volumi di attività contrattati, nell'ambito degli accordi di cui all'articolo 8, salvo le eventuali assegnazioni regionali connesse a specifiche funzioni anche assistenziali, nonché i trasferimenti collegati alle procedure della mobilità sanitaria interregionale.
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 18
Il comma 2 dell'articolo 18, è sostituito dal seguente:
"2. L'apporto economico-finanziario dell'Università e della Regione all'azienda ospedaliero-universitaria avviene secondo le modalità stabilite dall'articolo 7 e dal comma 7 dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 517 del 1999.". (6)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 18
All'articolo 18, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 bis. Nelle more della definizione dei programmi regionali e delle loro norme attuative e per un periodo non inferiore a dodici mesi, il tetto del volume delle attività rese a favore del territorio da parte della AOU, dell'INRCA e dell'Azienda Brotzu non può essere inferiore a quello dell'ultimo anno maggiorato del 2 per cento.". (48).)
PRESIDENTE.
E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Non perderò molto tempo, voglio darvi l'opportunità di riposare, perché ho visto che siete un po' esauriti sin dal primo mattino dato che non avete avuto neanche la sensibilità di arrivare puntuali. Nonostante ciò non abbiamo chiesto neanche la verifica del numero legale, ma riteniamo che quanto sia stato fatto nella giornata di ieri sia un qualche cosa che rimarrà nella storia di questo istituto autonomistico.
Con l'articolo 18 state cercando di sanare una situazione, questo lo voglio ribadire, che avete creato voi;non ottemperando ad un dettato legislativo avete attivato un protocollo d'intesa che, come tutte le altre cose che sono all'interno di questa legge, è una sanatoria. Così come una sanatoria, dottoressa Dirindin, l'avete fatta sull'argomento precedente, non avete voluto ascoltare, glielo ha chiesto Capelli perché io mi sono stancato di chiederlo.
Con questo articolo avete sanato due anni di ritardo, come hanno detto i Presidi delle Facoltà di medicina, nel corso dei quali avete fatto un qualche cosa che non potevate fare. Avete fatto un protocollo che si è dimostrato fallimentare. Avete impedito l'espletamento dei corsi e siete tornati indietro su un atto che era un atto di programmazione. Oggi lo sanate, come avete sanato una posizione di illegittimità su cui noi, a suo tempo, abbiamo presentato un'interrogazione, alla quale lei correttamente ha risposto ma a distanza di circa un anno non abbiamo visto risultati. Voi non fate altro che fare provvedimenti sbagliati che poi sanate.
Mi riferisco alla questione dei direttori amministrativi, io dico che è vergognoso inviare una lettera al Ministero competente chiedendo che venga trasmessa al Consiglio di Stato per una risposta.
Normalmente, correttezza vuole che si segua una prassi. Le chiedo quindi - gradirei questa volta avere una risposta, altrimenti chiederemo al Ministro competente che vi sia tutta la documentazione al riguardo - se a distanza di un anno avete fatto un sollecito, perché se avete sollecitato vuol dire che si intende ripristinare la certezza del diritto, in caso contrario è chiaro che la risposta arriverà, come per le elezioni nella Giunta delle elezioni a livello parlamentare, cioè, la risposta avviene a fine legislatura, in modo tale da concretizzare una illegittimità palese.
Sapete perfettamente che alcune nomine effettuate in Sardegna sono illegittime perché le persone nominate non hanno i requisiti; state cercando quindi di sanare una situazione che non riuscirete a sanare. La "502" è chiara: è vincolante. Voi cercate di tamponare gli errori che fate. Quindi, chiedo che finalmente ci venga data questa risposta, o sapere se almeno c'è stato un sollecito.
Relativamente a questo articolo, voglio dire che gli indirizzi sono competenza del Consiglio. Anche in questo caso voi state esautorando il Consiglio, state cercando in tutti i modi di esautorare il Consiglio per avere la regia della situazione; per creare, attraverso la presentazione di altri emendamenti, certamente, non una situazione di normalità, ma una situazione di sfascio.
State inoltre attivando procedure strane attraverso alcuni provvedimenti che avete messo in essere, state favorendo la presentazione di ricorsi che dimostreranno come molti di questi articoli che voi avete approvato (votazioni alle quali io volutamente non ho partecipato) siano da impugnare perché non a norma di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, rassicuro l'onorevole Oppi sul fatto che nell'elenco delle questioni riguardanti la Regione Sardegna, che abbiamo sottoposto al Gabinetto del nuovo Ministro appena insediato, è stata inserita quella di cui egli ha parlato, oltre ad altre sicuramente importanti che riguardano diversi aspetti dell'attività amministrativa sulle quali abbiamo chiesto un interessamento affinché si arrivi rapidamente a una risposta.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Su tutti e due gli emendamenti, onorevole Ibba?
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Chiedo scusa, Presidente, in sede di Commissione si era richiesto ai proponenti dell'emendamento numero 48 di ritirarlo; poiché i proponenti non si sono espressi in merito e non sono presenti in Aula si conferma il parere negativo espresso in sede di Commissione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 6. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta del consigliere Dedoni ad alzarsi in piedi.
(Appoggia la richiesta il consigliere Atzeri, capogruppo.)
.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - OPPI - SANJUST.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 48
astenuti 2
maggioranza 25
favorevoli 36
contrari 12
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19. All'articolo 19 non sono stati presentati emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:
Art. 19
Consiglio delle professioni sanitarie
1. Il Consiglio delle professioni sanitarie è organismo consultivo-elettivo delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliero-universitarie; esso esprime pareri e formula proposte nelle materie per le quali l'atto aziendale lo preveda.
2. Il Consiglio delle professioni sanitarie esprime il parere obbligatorio in particolare sulle attività di assistenza sanitaria e gli investimenti ad esse attinenti, sulla relazione sanitaria aziendale e sui programmi annuali e pluriennali delle aziende; il parere è espresso entro il termine di quindici giorni dal ricevimento degli atti trascorso inutilmente il quale si intende acquisito come positivo; il direttore generale è tenuto a motivare i provvedimenti assunti in difformità al parere espresso dal consiglio delle professioni sanitarie.
3. Il Consiglio delle professioni sanitarie dura in carica tre anni; le elezioni del nuovo consiglio sono indette dal direttore generale nei sessanta giorni antecedenti la data di scadenza ed hanno luogo entro trenta giorni dalla data di cessazione del precedente.
4. La composizione del Consiglio delle professioni sanitarie (formato da un numero da 20 a 40 componenti) è determinata dall'atto aziendale; in ogni caso:
a) il 40 per cento dei componenti sono rappresentativi della componente medica ospedaliera;
b) il 30 per cento deve rappresentare la componente medica extraospedaliera, in particolare i dipartimenti di prevenzione e della emergenza-urgenza, i medici di medicina generale e della continuità assistenziale, i pediatri di libera scelta, i medici specialisti ambulatoriali, i veterinari; la proporzione tra le varie componenti è stabilita dall'atto aziendale;
c) il restante 30 per cento deve rappresentare gli altri laureati del ruolo sanitario, il personale infermieristico, il personale tecnico sanitario, eletti tra i dirigenti;
d) fanno parte di diritto del Consiglio delle professioni sanitarie il direttore sanitario che lo presiede e, senza diritto di voto, il presidente dell'Ordine dei medici o un suo delegato.
5. Nelle aziende ospedaliere e ospedaliero-universitarie la componente di cui alla lettera a) del comma 4 costituisce il 70 per cento del Consiglio delle professioni sanitarie e, per le aziende ospedaliero-universitarie, è divisa a metà tra componente universitaria e componente ospedaliera; il restante 30 per cento è attribuito come alla lettera c) del comma 4.
6. Le modalità di elezione del Consiglio delle professioni sanitarie sono definite nell'atto aziendale; in ogni caso, l'elezione avviene a scrutinio segreto e ciascun elettore indica un numero di nominativi non superiore al 50 per cento di quello dei rappresentanti alla cui elezione è chiamato a concorrere.
7. In caso di dimissioni o di cessazione dalla carica di un membro elettivo si provvede alla sostituzione secondo l'ordine che è risultato dalla votazione.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20. All'articolo 20 sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20 e dei relativi emendamenti:
Art. 20
Collegio di direzione
1. Gli atti aziendali stabiliscono la composizione e le attribuzioni del Collegio di direzione sulla base degli indirizzi regionali di cui al comma 3 dell'articolo 9, prevedendo comunque la presenza in esso di personale sanitario convenzionato, i raccordi con gli organi aziendali, la sua partecipazione all'elaborazione del programma aziendale di formazione continua del personale, nonché il suo potere di proposta sulle modalità ottimali per:
a) estendere la cultura e la pratica di un corretto governo delle attività cliniche o governo clinico;
b) prevenire l'instaurazione di condizioni di conflitto di interessi tra attività istituzionale ed attività libero professionale;
c) favorire la gestione delle liste di prenotazione delle prestazioni;
d) garantire il miglioramento continuo della qualità delle prestazioni e dei servizi;
e) promuovere una cultura collaborativa nei confronti delle altre aziende sanitarie, in particolare con riguardo alla mobilità intraregionale e allo sviluppo della rete dei servizi.
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni
Articolo 20
All'articolo 20, prima del comma 1 è inserito il seguente:
"01. In ogni azienda è costituito il Collegio di direzione, di cui il direttore generale si avvale per il governo delle attività tecnico-sanitarie e di quelle ad alta integrazione sanitaria. Il Collegio di direzione concorre alla formulazione dei programmi di formazione, delle soluzione organizzative per l'attuazione dell'attività libero-professionale intramuraria e alla valutazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi clinici. Il direttore generale si avvale del Collegio di direzione per l'elaborazione del programma di attività dell'azienda, nonché per l'organizzazione e lo sviluppo dei servizi, anche in attuazione del modello dipartimentale. La Regione disciplina l'attività e la composizione del Collegio di direzione, prevedendo la partecipazione del direttore sanitario ed amministrativo, di direttori di distretto, di dipartimento e di presidio.". (49)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 20
Al comma 1 dell'articolo 20, dopo le parole "personale sanitario convenzionato" sono aggiunte le seguenti "e di una opportuna rappresentanza elettiva medica, non medica e del comparto sanitario". (50).)
PRESIDENTE.. Non ho iscrizioni a parlare.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo su entrambi gli emendamenti. In particolare l'emendamento numero 50 è di fatto assorbito dall'emendamento numero 3.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 20. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21. All'articolo 21 è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21 e del relativo emendamento:
Art. 21
Dirigenza del ruolo sanitario
1. La dirigenza del ruolo sanitario ha rapporto di lavoro esclusivo, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 15 sexies del decreto legislativo n. 502 del 1992, nel testo introdotto dall'articolo 13 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e tenendo conto del principio fondamentale di reversibilità desumibile dall'articolo 2 septies del decreto legge 29 marzo 2004, n. 81 (Interventi urgenti per fronteggiare situazioni di pericolo per la salute pubblica), convertito, con modificazioni, dalla Legge 26 maggio 2004, n. 138.
2. L'esclusività del rapporto di lavoro costituisce criterio preferenziale per il conferimento ai dirigenti del ruolo sanitario di incarichi di direzione di struttura semplice e complessa, nonché di quelli previsti dall'articolo 5 del decreto legislativo n. 517 del 1999. La validità dei contratti individuali relativi a tali incarichi, operanti alla data di entrata in vigore della presente legge, è condizionata all'esclusività del rapporto di lavoro.
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 21
Al comma 2 dell'articolo 21 le parole "La validità dei contratti individuali relativi a tali incarichi, operanti alla data di entrata in vigore della presente legge, è condizionata dall'esclusività del rapporto di lavoro" sono soppresse. (51). )
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.) Vorrei sapere per quale motivo si sia evidenziato nell'articolo che l'esclusività del rapporto di lavoro costituisca il criterio preferenziale, . Io ritengo, può darsi che sbagli, che l'esclusività sia prevista per legge. Il fatto di averlo rimarcato, potrebbe creare delle incomprensioni tra i due termini Comunque, essendo una mia interpretazione, può darsi che io abbia sbagliato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Solo per precisare che nell'arco di tempo intercorso dalla presentazione alla discussione, oggi, di questo progetto di legge, è intervenuta anche una sentenza della Corte costituzionale che ha sancito la validità di quanto abbiamo previsto in questo articolo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo sull'emendamento numero 51 per le motivazioni testè espresse, dall'Assessore.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 21.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale per verificare se il suggerimento è stato accolto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 21.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.
Rispondono no i consiglieri: CUCCU Franco Ignazio - DEDONI.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 40
astenuti 1
maggioranza 21
favorevoli 38
contrari 2
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22:
Art. 22
Agenzia regionale della sanità
1. È istituita l'Agenzia regionale della sanità, di seguito denominata Agenzia, quale organismo tecnico-scientifico della Regione, dotato di personalità giuridica pubblica e di autonomia organizzativa, tecnica, amministrativa, contabile e gestionale, nel rispetto degli indirizzi e delle direttive stabiliti dalla Giunta regionale e nei limiti dei finanziamenti ad essa assegnati dalla Regione.
2. L'Agenzia svolge funzioni di supporto tecnico-scientifico nei confronti dell'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale in materia di programmazione sanitaria, verifica della qualità, congruità e quantità delle prestazioni; in particolare l'Agenzia fornisce assistenza tecnica alle aziende sanitarie nello sviluppo degli strumenti e delle metodologie per il controllo di gestione e di valutazione di atti e contratti che comportino impegni di spesa pluriennali e valuta il fabbisogno formativo.
3. Su indicazione della Giunta o del Consiglio regionale e nell'ambito dei compiti, del budget e delle risorse assegnate, l'Agenzia svolge il ruolo di raccolta dati, studio e proposta su tematiche relative alle politiche di innovazione in sanità.
4. Il Consiglio regionale può avvalersi dell'Agenzia per le esigenze connesse all'attività legislativa; l'Agenzia presenta annualmente alla Giunta e al Consiglio regionale una relazione sull'attività svolta e sui costi sostenuti.
5. L'Agenzia si avvale di:
a) esperti di alta professionalità, esperienza e riconosciuta competenza, assunti con contratto a termine di diritto privato;
b) personale delle ASL della Regione, comandato a tempo determinato;
c) personale appartenente ai ruoli unici regionali, posto a disposizione con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, d'intesa con l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
6. Il numero massimo complessivo di personale di cui alle lettere b) e c) del comma 5 non può essere superiore alle quindici unità; il numero massimo di personale di cui alla lettera a) del comma 5 è stabilito annualmente sulla base dei compiti e del budget assegnati dalla Giunta regionale all'Agenzia.
7. Gli oneri relativi al personale di cui alla lettera c) del comma 5, continuano a far capo alla Regione per la misura massima di cinque unità.
8. Le attività tecnico scientifiche svolte dall'Osservatorio epidemiologico regionale, ai sensi della legge regionale 6 maggio 1991, n. 16 (Istituzione dell'Osservatorio epidemiologico regionale), sono attribuite all'Agenzia; il personale attualmente preposto allo svolgimento delle attività dell'Osservatorio epidemiologico regionale può, a domanda, essere posto a disposizione dell'Agenzia nel rispetto delle norme che disciplinano il personale regionale e l'organizzazione degli uffici della Regione, d'intesa con il direttore dell'Agenzia.
9. La Giunta regionale determina annualmente il piano di lavoro dell'Agenzia con deliberazione adottata sentita la competente Commissione consiliare che si pronuncia entro trenta giorni dal ricevimento del medesimo.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23. All'articolo 23 sono stati presentati quattro emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23 e dei relativi emendamenti:
Art. 23
Direttore dell'Agenzia
1. L'Agenzia è retta da un direttore che ne ha la responsabilità organizzativa e gestionale.
2. Il direttore è nominato con decreto del Presidente della Regione, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ed è scelto, con procedura ad evidenza pubblica, tra esperti di riconosciuta competenza e qualificazione scientifica in materia di programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sanitari, in possesso di diploma di laurea e di accertata esperienza dirigenziale.
3. Il rapporto di lavoro del direttore è esclusivo ed è regolato da contratto di diritto privato di durata non inferiore a tre e non superiore a cinque anni ai sensi dei commi 8 e seguenti dell'articolo 3 bis del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni.
4. Il direttore adotta apposito atto di assetto interno nel quale sono stabilite le norme per il funzionamento e l'organizzazione dell'Agenzia sulla base degli indirizzi di cui al comma 1 dell'articolo 22.
5. L'Agenzia applica, nella gestione della propria attività, le disposizioni che disciplinano l'amministrazione, la contabilità e i contratti della Regione.
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento numero 7, MASIA - COCCO - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - UGGIAS
Art. 7
L'emendamento numero 7 è sostituito dal seguente: "Nel comma 2 dell'articolo 23, dopo le parole "con procedure di evidenza pubblica" sono inserite le parole "senza necessità di valutazioni comparative". (128)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MASIA - LANZI - COCCO - UGGIAS - LAI - PACIFICO - FRAU - IBBA.
Articolo 23
Al comma 2 dell'articolo 23, la frase "con procedura ad evidenza pubblica" è sostituita dalla frase "secondo criteri di trasparenza e correttezza". (7)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 23
Al comma 2 dell'articolo 23, dopo la parola "dirigenziale" sono aggiunte le parole: "in strutture sanitarie".(82)
Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.
Articolo 23
Dopo l'articolo 21 è aggiunto il seguente:
"Articolo 23 bis
1. Le convenzioni stipulate in base alla Legge n. 833 del 1978 con le strutture provate attualmente in regime di accreditamento provvisorio in base al comma 2 dell'articolo 10 della delibera della Giunta regionale n. 26/21 del 4 giugno 1998 ed i contratti stipulati con le strutture transitoriamente accreditate secondo le modalità del predetto comma e in base al comma 5 dell'articolo 10 della citata deliberazione, disciplinanti l'erogazione di prestazioni sanitarie a carico del SSN, cessano di avere efficacia al 31 dicembre 2006.
2. Sino a tale data i rapporti in essere proseguono secondo le modalità e condizioni previste nelle convenzioni o contratti di cui al comma 1.
3. Entro il 30 novembre 2006 sono predisposti e sottoscritti i nuovi contratti sostitutivi delle convenzioni in essere, definiti ai sensi del comma 1 dell'articolo 6 della presente legge, di durata biennale e con decorrenza dal 1° gennaio 2007; in assenza della predisposizione di tali contratti alla data del 30 novembre, le convenzioni in essere permangono sino alla data del 30 marzo 2007.". (68).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, chiedo che l'emendamento 68 venga spostato all'articolo 30
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere favorevole sull'emendamento numero 128, parere negativo invece sull'emendamento numero 82
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore e concorda con la richiesta dell'onorevole Capelli di spostare l'emendamento 68 all'articolo 30.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 24. All'articolo 24 sono stati presentati otto emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24 e dei relativi emendamenti:
Art. 24
Ricerca biomedica e sanitaria
1. La Regione promuove lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica in campo biomedico e sanitario e garantisce il coordinamento e la complementarietà delle azioni di ricerca e di innovazione intraprese dai soggetti del Servizio sanitario regionale, dalle università, dai centri di ricerca pubblici regionali, dal sistema del privato e del privato sociale, nonché il trasferimento dei risultati di eccellenza raggiunti.
2. La destinazione di risorse finanziarie a strutture, servizi e interventi nell'ambito del SSR da parte di enti pubblici e privati tiene conto, secondo il principio della leale collaborazione, delle priorità e degli obiettivi determinati dalla programmazione regionale e locale.
3. È istituito il Comitato tecnico scientifico per la ricerca biomedica e sanitaria, che si avvale del contributo anche delle università della Sardegna, con il compito di supportare la Giunta regionale per il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1 e per la formulazione di proposte per la programmazione e il coordinamento degli interventi nel campo della ricerca biomedica e sanitaria; la composizione ed il funzionamento del Comitato sono definiti con deliberazione della Giunta regionale, sentito il parere della Commissione consiliare competente in materia di sanità.
4. La Giunta predispone entro il 30 marzo di ogni anno la relazione annuale sullo stato della ricerca biomedica e sanitaria in Sardegna.
5. Entro il 30 aprile di ogni anno, la Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, adotta una deliberazione che individua, con apposito bando, le aree ed i settori di intervento della ricerca di maggiore interesse per il servizio sanitario regionale, garantendo attenzione alle patologie specifiche dell'isola, sui quali le università, le ASL, le aziende ospedaliere e per il loro tramite gli altri soggetti pubblici e privati individuati nel bando, possono presentare progetti di ricerca, determinando anche l'ammontare del finanziamento destinato alla realizzazione dei progetti stessi.
6. Entro il 30 settembre dello stesso anno la Giunta regionale, sulla base delle regole stabilite dal bando, provvede ad assegnare il finanziamento, anche pluriennale, ai progetti ritenuti congrui alla realizzazione degli obiettivi posti dalla programmazione regionale in ambito socio-sanitario, nei limiti dello stanziamento iscritto annualmente nel bilancio di previsione dell'anno cui il bando si riferisce.
7. La valutazione dei progetti viene effettuata attraverso una commissione di esperti nazionali ed internazionali indicati dal Ministero dell'università e della ricerca (MIUR) nominati dalla Giunta regionale.
8. Nell'ambito della spesa sanitaria lo stanziamento annuale complessivo della ricerca biomedica e sanitaria non può essere inferiore al due per mille del valore della quota di bilancio destinata al funzionamento delle aziende sanitarie locali; lo stesso stanziamento è incrementato annualmente nella misura del dieci per cento delle risorse provenienti dall'applicazione delle politiche di contenimento della spesa sanitaria regionale.
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento numero 8, MASIA - COCCO - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - UGGIAS
Art. 24
L'emendamento numero 8 è sostituito dal seguente: "il comma 3 dell'articolo 24 il periodo da 'è istituito' a 'Sardegna' è sostituito dal seguente: 'E' istituito il Comitato per la ricerca biomedica e sanitaria composto garantendo la presenza dell'Università, della sanità e degli altri centri di ricerca pubblici e privati,'". (129)
EMENDAMENTO soppressivo parziale MASIA - LANZI - COCCO - UGGIAS - LAI - PACIFICO - FRAU - IBBA.
Articolo 24
Al comma 3 dell'articolo 24 le parole "tecnico scientifico" sono soppresse. (8)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 24
Al comma 5 dell'articolo 24 le parole "adotta una deliberazione che" sono soppresse. (10)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 24
Al comma 5 dell'articolo 24 le parole "destinato alla realizzazione dei progetti stessi" sono soppresse. (11)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 24
Al comma 6 dell'articolo 24 la frase "nei limiti dello stanziamento iscritto annualmente nel bilancio di previsione dell'anno cui al bando si riferisce" è soppressa. (12)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 24
Il comma 7 dell'articolo 24 è sostituito dal seguente:
"7. Il sistema di valutazione e di monitoraggio dei progetti di ricerca è effettuato sulla base di standard internazionalmente riconosciuti con criteri di trasparenza e pubblicità. La valutazione dei progetti ex ante in itinere e la valutazione ex post, la certificazione dei risultati ottenuti e il raggiungimento degli obiettivi programmati, vengono effettuati avvalendosi dell'opera di revisori anonimi di comprovata competenza ed esperienza scientifica in materia di ricerca biomedica e sanitaria.". (14)
EMENDAMENTO aggiuntivo MASIA - LANZI - COCCO - UGGIAS - LAI - PACIFICO - FRAU - IBBA.
Articolo 24
Al comma 4 dell'articolo 24 dopo la parola "Giunta" aggiungere le parole "anche avvalendosi del comitato di cui al comma 3". (9)
Emendamento aggiuntivo Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 24
Al comma 5 dell'articolo 24, dopo le parole "garantendo attenzione" aggiungere le parole "al trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica assistenziale e". (13).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io vorrei parlare sul complesso dell'articolo 24, ovviamente, perché questo articolo, per una serie di contingenze, ha avuto in Commissione una genesi partecipata, nel senso che il centrosinistra e il centrodestra hanno ragionato insieme e, insieme, hanno anche contribuito alla sua stesura. L'articolo è la risultante di un ragionamento compiuto svolto dalla Commissione secondo cui, e in questo il centrosinistra e il centrodestra hanno pensato insieme, la ricerca scientifica in campo sanitario ha una peculiarità tale, e anche una ricaduta complessiva sulla qualità dell'intero sistema sanitario in termini di miglioramento delle risposte al cittadino, da richiedere che al tema della ricerca biomedica si dedicasse un articolo, un articolo che entrasse anche nel merito dei finanziamenti, proprio per indicare la valenza strategica che la Regione Sardegna dà a questo tipo di ricerca.
Noi sapevamo, perché alcuni colleghi l'hanno riportato in Commissione sanità, che l'ottava Commissione stava predisponendo un progetto organico sulla ricerca scientifica; abbiamo quindi cercato di attivare delle forme di coordinamento con l'ottava Commissione, garantite soprattutto dall'onnipresente collega Lai, che andassero nella direzione di un raccordo per non far pensare alle due Commissioni come a teste separate; però non ci siamo allontanati del tutto, anzi, non ci siamo allontanati per niente dall'idea che comunque la ricerca biomedica avesse un valore, un ruolo, una dignità tale da meritare una trattazione separata, quindi da meritare di poter essere inserita all'interno del progetto di legge e vincolare, in qualche maniera, il successivo progetto di legge dell'ottava Commissione.
E' evidente, infatti, che se il Consiglio oggi si esprimesse per dare alla ricerca scientifica, in materia biomedica, una dignità e un'autonomia come definite dal ragionamento della Commissione, poi la Commissione ottava e il Consiglio stesso, quando dovranno approvare il disegno di legge organico sulla ricerca biomedica dovranno tenere conto di quanto deciso oggi dal Consiglio. Quando in terza Commissione si è discusso degli aspetti finanziari relativi alla ricerca biomedica l'assessore Pigliaru in una dichiarazione, che immagino potesse rappresentare il pensiero dell'intera Giunta, aveva espresso delle perplessità su questo articolo, perplessità di cui avrebbe verificato se erano superabili o insuperabili.
In sintesi, l'assessore Pigliaru riteneva che la ricerca fosse soprattutto ricerca di base, un terminale in Sardegna di ricerca complessiva esercitata comunque fuori dall'Isola e, quindi, che potesse essere non del tutto opportuno inserire all'interno di un articolo di questa legge una parte dedicata alla ricerca biomedica.
L'assessore Pigliaru oggi purtroppo è assente, per cui immagino che l'approfondimento che si era impegnato a fare, non sia stato fatto direttamente da lui ma, magari, dall'assessore Dirindin o dal collega Lai, o da chi l'abbia fatto. Sarebbe intollerabile, nella situazione data, se oggi il Consiglio regionale approvasse una norma che tra sei mesi, a seguito dell'approvazione di altre norme, potrebbe decadere. Questo fatto sarebbe davvero incomprensibile per i soggetti destinatari del nostro intervento di supporto alla ricerca scientifica ma, soprattutto, per i destinatari ultimi, cioè quelli che fruiscono della qualità dell'assistenza che, difficilmente, potrebbero comprendere un atteggiamento ondivago su una materia di questo genere da parte del Consiglio regionale.
Io credo che, sulla base di queste riflessioni, sia opportuno sentire il parere della maggioranza, uniforme, o il parere della Giunta qualora questo rappresenti, come è ovvio che sia, il parere della maggioranza sull'argomento specifico e, se occorre, anche approfondire il dibattito affinché questo articolo, una volta approvato il testo anche con le correzioni proposte dai colleghi della maggioranza attraverso gli emendamenti, resti come pietra miliare nel campo della ricerca; questo significa che quando discuteremo sul tema della ricerca scientifica, questa pietra fondante resterà perchè non è possibile pensare, che dopo il confronto in Consiglio tra maggioranza e minoranza ci possa essere una resipiscenza quando, io spero appena dopo l'estate, quest'Aula sarà chiamata a discutere il progetto di legge sulla ricerca scientifica.
Ovviamente non ci possono essere marce indietro, perché se ci fossero significherebbe che l'attività legislativa di questo momento è un'attività legislativa di tipo estemporaneo, che il messaggio che vogliamo mandare adesso è un messaggio di tipo fasullo, perché stiamo già pensando di correggere. Credo che non sarebbe, lo ripeto per l'ultima volta e chiudo, né utile, ovviamente, ma neppure onesto e aggiungo che non darebbe neanche una buona immagine della capacità legislativa di questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Signor Presidente, penso sia importante rispondere su questo tema, anche se brevemente, perché l'abbiamo approfondito durante la riunione della Commissione tenuta avantieri; è importante che l'Aula sia consapevole del dialogo che c'è stato tra maggioranza e opposizione che ha portato a quella impostazione dell'articolo e a quell'esito finale. L'articolo è stato scritto in una fase, nella quale, c'era una forte attenzione, una forte sollecitazione su alcuni elementi riguardanti la ricerca biomedica e sanitaria.
L'articolo quindi, scritto anche sull'onda di questa sollecitazione, prevede fondamentalmente in primo luogo di disciplinare in legge ciò che l'Esecutivo, con un proprio provvedimento, programmava: l'attribuzione di finanziamenti sulla ricerca biomedica e sanitaria, con l'intento di rendere certe scadenze e modalità. In secondo luogo l'articolo prevede l'istituzione di un Comitato per la ricerca biomedica e sanitaria, proposta già presente nella formulazione del Piano sanitario.
Nella seconda fase della discussione, questo articolo è stato reso omogeneo ai criteri di valutazione presenti nel progetto di legge sulla ricerca scientifica e tecnologica che la maggioranza ha proposto e che l'ottava Commissione sta portando avanti. L'omogeneità dei criteri di valutazione sull'accesso ai finanziamenti, ma anche sulla loro efficacia, è l'elemento che consente di porre tutto il sistema della ricerca sotto un unico modello di relazione tra pubblico che finanza la ricerca, cioè la Regione, e i soggetti pubblici o privati che ricevono questi finanziamenti.
L'articolo, inoltre, si prefigge di raggiungere l'obiettivo di coordinare attraverso un unico organismo ciò che, in termini di ricerca biomedica e sanitaria, si fa con diversi finanziamenti, con diversi soggetti. Non tutto è finanziato solo dall'Assessorato della sanità, molto è finanziato dal Ministero della ricerca scientifica e tecnologica, molto è finanziato dal sistema della sanità nazionale, tenendo conto del fatto che ricerca biomedica e sanitaria può essere fatta anche nei centri pubblici della Regione (CRS4, Consorzio 21 e via dicendo), c'era l'esigenza di raccordare questa ricerca e l'effetto che questa ricerca può dare in termini di risultati rispetto agli obiettivi che la Regione individua con il Piano sanitario. Insomma fare in modo che la attività di ricerca, soprattutto ricerca biomedica e sanitaria, cioè ricerca applicata, sia in qualche modo coerente con gli obiettivi di salute che la Regione si pone.
Ora, sotto questo aspetto la maggioranza ha mantenuto fermo il proprio impegno; gli interventi correttivi apportati servono a confermare l'idea, a renderla soprattutto coerente e omogenea con il ragionamento più generale sulla ricerca scientifica e tecnologica che come maggioranza stiamo portando avanti. Non c'è, quindi, la necessità di pensare di ritornare indietro perché i principi sono gli stessi.
Esigenze relative a questo di tipo di ricerca, che è quella applicata in particolare in medicina, sono essenziali; alcuni degli emendamenti vanno nella direzione di confermare questa connessione tra gli obiettivi di assistenza e di salute e gli obiettivi della ricerca, almeno di questa parte della ricerca che deve essere fatta; così come resta confermato, nell'ambito del comma 8, un obiettivo certo di finanziamento che renda proporzionale l'attenzione alla ricerca che consenta il miglioramento della qualità della salute con gli investimenti in assistenza.
Colgo l'occasione per annunciare al Presidente del Consiglio che chiederò la votazione per parti del comma 3 e del comma 8 , per consentire che gli emendamenti abbiano in qualche modo efficacia e al momento della votazione spiegherò perché.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, per quanto mi concerne il ragionamento del collega Lai, decisamente, non è stato convincente. Credo, invece, che poco ci sia da aggiungere alle osservazioni del collega Vargiu se non che, per quanto già richiamato negli interventi di ieri, soprattutto in questo articolo debbono essere definiti i ruoli della Giunta regionale perché,distaccandomi dalla situazione odierna ma pensando che questa sia una legge a cui bisognerà fare riferimento negli anni, occorre fare chiarezza su in capo a chi siano le competenze. In Commissione bilancio abbiamo già avuto una discussione abbastanza approfondita, come riferito poc'anzi, con l'assessore Pigliaru sui temi di competenza e su cosa sarà la ricerca scientifica in Sardegna, al di là della legge della ricerca a cui oggi noi facciamo riferimento.
Nel quadro dei DPEF presentati in questa legislatura, in questa annualità, ma anche nelle annualità precedenti l'indirizzo che la Giunta vuole dare alla ricerca, almeno in termini teorici, pare ampiamente definito. Abbiamo avuto diverse interlocuzioni in merito alle situazioni di confusione esistenti oggi nell'ambito della ricerca scientifica e più in generale della ricerca. Ecco perché su alcuni passaggi se vogliamo definire, invece, la ricerca biomedica e sanitaria dovremmo quanto meno essere più precisi.
Io ieri ho premesso che lì dove nel testo si legge "Giunta" era opportuno, soprattutto in alcuni articoli, specificare la competenza della proposta. E' quanto verifichiamo oggi al comma 3 che stabilisce che "…la composizione e il funzionamento del Comitato sono definiti con deliberazione della Giunta regionale…". Io chiedo in capo a chi è la competenza, l'autorità, la funzione per fare questa proposta. Mentre possiamo essere genericamente d'accordo sul comma 4 secondo cui "la Giunta predispone entro il 30 marzo di ogni anno la relazione annuale…", ma anche in questo caso ci chiediamo chi, per la Giunta, abbia la responsabilità della proposta. Chi firma la proposta che viene approvata dalla Giunta?
Inoltre devo dire che forse sarebbe meglio specificare che questa relazione annuale segue comunque un percorso, né machiavellico né confusionale, che terminerà nella sua pubblicazione. Anche negli articoli precedenti abbiamo inserito un riferimento alla pubblicazione; abbiamo chiesto di comprendere, ne abbiamo discusso in Commissione, secondo quali criteri o metodi o in quali siti doveva avvenire la pubblicazione .
Nel comma si dice che la Giunta predispone entro il 30 marzo di ogni anno la relazione annuale sullo stato della ricerca biomedica e sanitaria. Avrà un fine. Il fine, per quanto mi riguarda, è chiaro, ma non si dice che cosa segue alla predisposizione! Seguirà quanto meno una pubblicazione, o è una predisposizione che rimane agli atti? Non credo sia questo il fine che si vuole perseguire in questa legge.
Ho qualche dubbio sul contenuto degli emendamenti proposti; in modo particolare su quello che cancella che la Giunta "adotta una deliberazione", ma sicuramente qualcuno di voi firmatari ne spiegherà il fine e l'obiettivo. E' vero, si può intendere che la Giunta predispone il bando, Ma io continuo a chiedere chi, da parte della Giunta, predispone il bando o chi lo propone alla Giunta per l'approvazione. Soprattutto in questo caso mi chiedo se, in questa formulazione, non oggi perché è chiara la posizione (e non è riferita alla delega) sulla ricerca scientifica, anche se noi in Commissione terza abbiamo avuto qualche dubbio, un giorno potessero nascere o si verificassero dei conflitti di competenza l'Assessore alla programmazione possa proporre questo bando. In ogni caso, non pensiamo al fatto che oggi noi abbiamo il professor Pigliaru e la professoressa Dirindin che sanno benissimo quali sono i loro ruoli e i loro compiti; noi leggiamo questa legge! Il conflitto di competenza sulla presentazione del bando credo che possa essere sollevato da chi ne abbia interesse in qualsiasi momento o il Presidente di turno potrebbe decidere di interpretarlo nel modo che ritiene più opportuno.
Quindi, ritengo che sia un atto necessario l'adozione di una deliberazione per la pubblicazione del bando dato che nell'articolo si dice "…sentita la competente Commissione consiliare…", e sembrerebbe che la debba sentire in via preliminare, cioè sente la Commissione consiliare e poi predispone il bando, ma la Commissione consiliare a bando definito non rientra nella valutazione del bando stesso. Perciò, nell'intento di attuare comunque un momento di confronto con la Commissione, non di ulteriore blocco di un iter, lo si attua preventivo, ma non esercitando sicuramente un controllo.
Così come porrei agli uffici il problema che questo bando possa essere esitato senza preventiva deliberazione della Giunta. Non credo che il bando non possa e non debba avere una preventiva deliberazione di Giunta, autorizzativa. Ecco perché non capisco a cosa tendano gli emendamenti proposti.
Alcune di queste osservazioni le possiamo fare anche in riferimento al comma 6, ma non voglio ribadire il concetto che va definita in Giunta la competenza alla proposta, al controllo e quant'altro. Sul comma 8 (parte dell'articolo che complessivamente condivido), ritengo corretto che si definisca un impegno preciso di stanziamento a favore della ricerca biomedica e sanitaria; anche la misura del due per mille mi sembra abbastanza realistica perciò non tendenziosa, non demagogica, non populistica, sulla quale già in sede di Commissione terza ho avuto modo di dare una valutazione positiva. Dobbiamo dire però che stiamo togliendo dei denari alle AA.SS.LL., perchè questo due per mille lo ritagliamo dalla coperta che abbiamo. Una coperta già abbastanza difficile da gestire e comunque non sufficiente, alla quale stiamo togliendo un due per mille per un motivo nobilissimo, accettabilissimo, sottoscrivibile, ma la Regione sarda deve fare uno sforzo reale perché quel due per mille non incida su delle risorse già abbastanza limitate del sistema sanitario regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io inizio dalla conclusione del mio collega per sottolineare che, poiché ho sentito dire dal collega Lai che in questa Regione si fa ricerca, , o io non conosco il capitolo oppure in questi anni si è fatto esattamente il contrario! Alla ricerca prima erano destinate risorse finanziarie, attualmente no; persino per l'educazione sanitaria si passa dai 3 milioni di euro degli anni 2002-2003 all'attuale un milione e mezzo. Peraltro si sono create delle piccole anomalie perché bisognerebbe cominciare a far capire alla gente che si tratta di progetti in parte anche di ricerca, a valenza quadriennale che voi due anni fa, un anno e mezzo fa, avete modificato totalmente . Qualche collega qui presente ha dato un supporto contribuendo a creare questa situazione anomala, perché un progetto della durata di quattro anni, che al secondo anno non viene più finanziato per finanziare il progetto degli specializzandi, eliminando le figure più illuminate di questa Sardegna, diventa carta straccia! Si arreca un danno all'erario! Quindi'è previsto uno stanziamento pari a un milione e mezzo; ma da parte del Ministero, invece, abbiamo avuto cospicui finanziamenti che illuminati personaggi della Sardegna, sollecitati a presentare la domanda, hanno ottenuto . Li ha ottenuti Licinio Contu, li ha ottenuti Marisa Marrosu, li ha ottenuti il professor Cao, in extremis. Infatti, da me sollecitato, perché non sapeva neanche che occorresse presentare una domanda, ha inoltrato un progetto che ha avuto, allora, circa 2 miliardi di finanziamento.
Evidentemente noi stiamo partendo dall'anno zero, quindi ben venga questa disponibilità a favore della ricerca. Ma, giusto per chiarirlo all'Aula, non è esattamente come ha detto il collega Lai. Diciamo tutta la verità! Io, dopo un colloquio con un illustre personaggio della Regione, ho bloccato un'iniziativa che tendeva a dare, nel settore specifico, cinquanta miliardi! Cinquanta miliardi, perchè la quota originaria non era il due per mille, era diversa. Io ho spiegato ai colleghi della Commissione che quella cifra significava 50 miliardi e c'è stata un'accesa discussione per evitare che questo incidesse sulle scarse risorse della sanità. Si è poi arrivati alla scelta del due per mille con due posizioni differenziate. Alcuni sostenevano infatti che fosse più opportuno non mettere l'importo, tenendo conto di quanto inserito nell'ultima parte del comma, dove si dice che "lo stesso stanziamento è incrementato annualmente nella misura del dieci per cento delle risorse provenienti dall'applicazione delle politiche di contenimento della spesa sanitaria regionale". Ne deriva quindi che a un incremento di risorse assegnate alla sanità, corrisponde un incremento della misura del due per mille assegnato alla ricerca biomedica e sanitaria. Probabilmente, se non avessimo, con un po' di coraggio, messo l'importo, avremmo fatto cosa saggia.
Devo anche dire che ci sono state interferenze esterne, ma è giusto che la sanità si appropri di queste competenze. Però, visto che avevamo raggiunto un accordo unanime, non ho capito l'inserimento di due modifiche. Mi riferisco al comma 7 che nel testo unificato recita: "La valutazione dei progetti viene effettuata attraverso una commissione di esperti nazionali ed internazionali indicati dal Ministero dell'università e della ricerca (MIUR) nominati dalla Giunta regionale"; chiaramente la Giunta avrebbe una serie di contatti e cercherebbe il meglio. Con l'emendamento numero 14 si sostituisce completamente il comma 7 e si dice "…avvalendosi dell'opera di revisori anonimi di comprovata competenza ed esperienza"; senza chiarire chi deve scegliere, con quali modalità e con quale competenza. Credo che la prima dizione proposta sia più pertinente, mentre questa crea obiettivamente un po' di confusione.
Così come ritengo superfluo l'emendamento numero 9, perché è chiaro che è un eccesso di zelo, nel momento in cui in legge si prevede l'opera di un Comitato scientifico, precisare, come si fa appunto in questo emendamento, che la Giunta regionale si avvale anche del comitato di cui al comma 3. E' chiaro che l'Assessore competente si avvarrà della collaborazione di una struttura che ha creato. Quindi, qual è il significato di questo volere a tutti i costi inserire delle modifiche che poi non portano a risultati concreti?
In uno dei miei ultimi interventi, in una precedente seduta, ho detto che sembriamo i partecipanti ad un ballo in maschera. Ma che cosa c'è dietro la maschera? Noi diamo un'ampia delega, c'è infatti un Assessore competente e c'è una struttura di supporto; questa struttura di supporto chiaramente sarà consultata, altrimenti che funzione ha? Ripeto, che funzione ha? Perché voler modificare a tutti i costi, o aggiungere delle frasi, delle frasette, che significato non hanno?
Io vorrei capire qual è il vero significato di questi due emendamenti, che trattano materia peraltro già inserita in modo puntuale e preciso nella legge. Vogliamo di fatto avvalerci di strutture esterne, che al momento non conosciamo, mentre ritengo, invece, che esperti della sanità nazionale indicati dal ministero, dall'Università, abbiano una valenza forte e siano una garanzia per tutti noi.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere favorevole su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 24..
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime un parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE.. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, per sottolineare ai colleghi che, a volte, quando si discute sugli articoli e sugli emendamenti, nonostante il tempo trascorso in Commissione, una migliore lettura fa emergere ulteriori motivazioni che, anche se non condivise, meriterebbero almeno una spiegazione. Perciò il relatore che, giustamente, deve solo riferire l'opinione della Commissione sull'accettazione o meno degli emendamenti, sicuramente credo che non abbia il dovere di dare spiegazioni ad ulteriori osservazioni che è lecito fare; però, se ci fermiamo alle posizioni sicuramente discusse, sicuramente approfondite, chiare che abbiamo valutato in Commissione, allora prendiamo atto del "sì" e del "no" scritto sugli emendamenti, evitiamo il dibattito in Aula e consumiamo questa formalità sicuramente in minor tempo. È alquanto deprimente infatti cercare un confronto, un approfondimento, anche per i colleghi che sembrano distratti, e in gran parte lo sono, ma che magari vorrebbero comprendere l'oggetto del confronto o delle opinioni che in quest'Aula si stanno formando. Perciò, quando qualcuno dice che c'è una procedura che non è regolamentare, che di un testo si condivide una parte ma non se ne condivide un'altra, quando si fanno delle osservazioni, è possibile che nessuno dei colleghi si ponga il dubbio e pensi che, forse, chi ha detto queste cose sta dicendo non una grande fesseria, ma una cosa sensata?
A nessuno viene in mente di poter accettare il ragionamento di altri, appartenenti ad altra parte politica? Perché se così è, è più onesto dircelo, perdiamo tutti meno tempo che possiamo dedicare ad altre cose, altrettanto importanti quanto quest'Aula, e non utilizziamo vanamente la procedura richiesta per l'approvazione in Aula di un disegno di legge che è già preconfezionato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Presidente, era in corso una breve interlocuzione che ha impedito di rispondere subito alle due sollecitazioni poste dai colleghi e che riguardavano, in particolare, gli emendamenti numero 14 e numero 9. Vorrei in merito sottolineare due aspetti.
L'emendamento numero 14 sostituisce con i "revisori anonimi di comprovata esperienza e competenza scientifica" quelli che nel testo erano "gli esperti indicati dal MIUR". Questa è infatti la dizione che viene utilizzata nella legge sulla ricerca in discussione presso la Commissione ottava, internazionalmente riconosciuta; il sottolineare che devono essere revisori anonimi, che poi è sostanzialmente la traduzione di refereet, sostanzialmente ci sembrava più coerente e anticipava, in qualche modo, una parte della discussione che in ottava Commissione è già avvenuta e che ha trovato, peraltro, un consenso ampio dato che si tratta di una accezione- internazionale.
L'emendamento numero 9, che intende semplicemente sottolineare che la Giunta, nella predisposizione della relazione annuale, può avvalersi del supporto del Comitato per la ricerca, è probabilmente pleonastico; sottopongo perciò alla valutazione del proponente, l'onorevole Masia, la possibilità che venga ritirato. Chiedo invece, e questo sottopongo all'Aula, che in sede di coordinamento finale del testo si definisca, al fine di evitare ulteriori conflitti in particolare in questo articolo, che ogni qualvolta si attribuisce una competenza venga specificato sempre "su iniziativa della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di sanità".
Infine, raccogliendo la segnalazione del collega Capelli, chiedo di sostituire nel comma quattro la parola "predispone", con le parole "invia al Consiglio regionale", per evidenziare che si tratta di una relazione che va indirizzata all'organo assembleare al fine di avere un documento pubblico che consenta di verificare i risultati raggiunti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Molto brevemente, per ricordare che il lavoro che abbiamo fatto in Commissione è stato quello di cercare di innestare, nel contesto di una procedura e di un ragionamento di carattere politico-generale, elementi di oggettività e di neutralità scientifica; si è cercato cioè di integrare organismi medico-scientifici vocati alla ricerca con le funzioni politiche e organizzative della Giunta regionale. Questo è il senso con il quale si sono formati e sono maturati questi abbinamenti. Questo è il motivo che ha determinato la formulazione di questi emendamenti in questi termini e, di conseguenza, il mio voto è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io volevo soltanto sollecitare un confronto, se è possibile, sull'argomento più generale che è stato messo in campo nella discussione di questo articolo di legge e cioè quello sulla compatibilità tra questo articolo di legge e il lavoro, che è già ampiamente in essere, sulla riforma complessiva della ricerca scientifica in Sardegna.
Il professor Pigliaru, quando in terza Commissione si è discusso di questi aspetti, ha detto che la Giunta avrebbe approfondito. Assessore Dirindin, è possibile sapere se questo approfondimento è stato fatto e in che maniera si è concluso? Professor Gessa, è possibile capire se la Commissione che lei presiede è sintonizzata sulla sostanza di questo emendamento, per cui il lavoro che noi stiamo facendo in Aula è un lavoro duraturo che resisterà? Io mi rendo conto che non ci possono essere garanzie assolute su niente perché quando ci rendiamo conto, se mai ce ne rendessimo conto, che una norma funziona male è nostro dovere cambiarla, però è evidente che se sappiamo sin d'ora che gli approfondimenti della Giunta o gli approfondimenti fatti dalla Commissione danno dei risultati diversi rispetto a quello che adesso stiamo discutendo, ci fermiamo un secondo e cerchiamo di comprenderci nell'ambito di un confronto dialettico che su quest'articolo comunque si può svolgere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 129.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Chiedo di inserire prima della parola "sanità" le parole "del mondo della".
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 129 nel testo modificato.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere La Spisa ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS.
Rispondono no i consiglieri: BIANCAREDDU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - OPPI - PISANO - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - GESSA - SANCIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 51
Astenuti 3
Maggioranza 26
Favorevoli 40
Contrari 11
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 11.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Voterò contro questo emendamento. Io ho qualche problema a comprendere quale sia il motivo per cui non si riesca a ottenere una risposta su argomenti che sono stati posti non dalla minoranza ma dalla maggioranza e dalla Giunta. Assessore Dirindin, ho compreso che a lei è stato suggerito durante questa discussione in Aula di fare il più possibile la "forza assente".
E'stato un buon suggerimento perchè aiuta l'approvazione della legge. Però su questo argomento c'è stata una interlocuzione con la Giunta regionale nel corso della quale la Giunta ha preso l'impegno di rispondere al momento del dibattito in Aula. Quindi, se lei è stata obbligata al mutismo, chiami l'assessore Pigliaru e gli dica se può venire cinque minuti per darci questa risposta.
Per quanto riguarda il Presidente della Commissione cultura, il professor Gessa, persona illuminata, di grande spirito, che sicuramente di ricerca scientifica comprende cento volte più di quello che comprendo io, che sicuramente ha ragionato su questa questione, mi piacerebbe sentire la sua voce per avere la conferma che il ragionamento fatto dalla Commissione va bene e, quindi, che quello che noi approveremo in Aula è destinato, salvo limature, piccole modifiche, eccetera ad essere un pilastro della ricerca biomedica nei prossimi anni.
Mi sembra che non stiamo chiedendo la luna, stiamo semplicemente chiedendo quel normale scambio di informazioni da parte della Giunta, per altro promesso dalla Giunta, anzi sollecitato dalla Giunta, per la parte consiliare, naturale, perché se fra tre mesi venisse in Aula un progetto di legge che smantella questo articolo, beh insomma, preparatevi a discuterlo sino alle quattro del mattino. Sarebbe infatti una presa in giro nei confronti della minoranza che oggi vi sta seguendo e che in Commissione vi ha seguiti sui ragionamenti sottesi dall'articolo 24.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). In parte vorrei dare sostegno alla ricerca di una spiegazione su quanto chiesto dal collega Vargiu più esaustiva di quella fornita. Io, perciò, voterò contro questo emendamento numero 11 ma voglio sottolineare ancora di più, se questo è possibile, quanto sia stato inopportuno cancellare con l'emendamento numero 10 la norma che prevedeva una deliberazione per il bando. Ma, sono ancora più rammaricato, attendevo di poter sottolineare quanto questo atto sia stato inopportuno, perché è stata cancellata la definizione del comitato come comitato tecnico-scientifico; e non comprendo chiaramente lo spirito e la volontà di questo emendamento. Forse era troppo limitativo definirlo comitato tecnico-scientifico in un contesto di ricerca biomedica e sanitaria? E'una domanda. Una domanda a cui non è stata data risposta. Troppi emendamenti stanno passando senza una spiegazione e senza un chiarimento. Gli emendamenti 8 e 10 sono stati approvati senza spiegazioni approfondite; sicuramente voterò contro l'emendamento numero 11", che non è decisamente sostanziale, mentre altri che voteremo tra qualche minuto, a mio avviso, limitano ulteriormente il campo d'azione della ricerca stessa o diventa pleonastico negli emendamenti aggiuntivi inserire delle definizioni che sono già insite nell'obiettivo dell'articolo stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Io vorrei rassicurare il collega Vargiu che la legge che poi prenderemo in considerazione non stravolgerà le norme che stiamo votando. Le modifiche che sono state apportate tendono eventualmente soprattutto a uniformare i criteri di valutazione; la legge che poi prenderemo in esame, come qualcuno di voi sa già, tende a razionalizzare la ricerca scientifica considerando che la ricerca scientifica, biomedica fisica e così via, quella cosiddetta fondamentale e applicata, devono avere una visione uniforme e un controllo complessivo.
Nel tempo ristretto di un intervento non credo di poter dire di più; posso solo rassicurare che questa legge, oggi in corso di approvazione, non è in contrasto con quella che forse approveremo fra qualche mese.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11.. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 12,. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 14.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, vorrei annunciare il mio voto favorevole a questo emendamento e chiedere la votazione nominale dell'articolo 24. Infatti, poiché sono stato rassicurato dalle garanzie date dal professor Gessa, intendo in questa maniera esprimere la mia condivisione sull'articolo 24 che riguarda la ricerca scientifica in Sardegna.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla votazione dell'articolo 24. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Presidente, a seguito dell'approvazione di alcuni emendamenti, tra cui l'emendamento numero 129 che definisce la composizione del Comitato, io chiederei la votazione separata per parti del comma 3 fino alle parole "biomedica e sanitaria".
Per quanto riguarda il comma 8, invece, poiché è effettivamente impossibile utilizzare per la ricerca i fondi del sistema sanitario nazionale destinati ai LEA , poiché siamo consapevoli che la quota di bilancio che noi approviamo è aggiuntiva e non sottrattiva dei fondi che servono per l'assistenza, riteniamo sostanzialmente inutile la seconda parte del comma. Per questi motivi proponiamo di votarlo per parti separate. La prima parte dal capoverso iniziale sino ad"Aziende sanitarie locali", la seconda parte dal punto e virgola fino a "spesa sanitaria regionale", che non va approvata.
Vorrei inoltre sottolineare che in sede di coordinamento, poiché così come è stata definita la quota di bilancio può risultare poco chiara, si parli della quota di bilancio corrispondente al fabbisogno finanziario del servizio sanitario regionale.
In questo modo si possono anche eliminare le parole "nell'ambito della spesa sanitaria" per cui il testo dovrebbe diventare "Lo stanziamento annuale complessivo della ricerca biomedica e sanitaria non può essere inferiore al due per mille del valore del fabbisogno finanziario del servizio sanitario regionale". Quindi resta in piedi il principio ispiratore che viene definito meglio sotto il profilo legislativo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 24, prima parte sino alle parole "biomedica e sanitaria" del comma 3.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BIANCAREDDU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - LADU - LIORI - OPPI - RANDAZZO.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - GESSA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 53
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 46
contrari 7
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 24, parte rimanente del comma 3.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere CACHIA si è astenuto.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ARTIZZU - CACHIA - LIORI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 50
Astenuti 4
Maggioranza 26
Contrari 50
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 24, dal comma 4 fino al comma 7 incluso.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - OPPI - RANDAZZO - SANCIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 54
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 43
Contrari 11
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 24, comma 8 sino a "sanitarie locali", così riformulato: "Lo stanziamento annuale complessivo della ricerca biomedica e sanitaria non può essere inferiore al due per mille del valore del fabbisogno finanziario del servizio sanitario regionale".
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - OPPI - RANDAZZO - SANCIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 49
Votanti 48
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 39
Contrari 9
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della parte restante del comma 8 da "lo stesso stanziamento" fino a "spesa sanitaria regionale".
(Segue la votazione)
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 47
Votanti 46
Astenuti 1
Maggioranza 24
Contrari 46
(Il Consiglio non approva).
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 25. All'articolo 25 sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 25 e dei relativi emendamenti:
Art. 25
Formazione
1. La Regione riconosce l'importanza della formazione tecnico-professionale e gestionale della dirigenza e del restante personale del SSR e a tale scopo ne favorisce la formazione continua e promuove, anche avvalendosi dell'Agenzia di cui all'articolo 22 e delle università, occasioni di formazione sulla programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sanitari, con particolare attenzione alla diffusione delle tecniche di monitoraggio e controllo sull'appropriatezza clinica e organizzativa delle prestazioni e dei servizi sanitari.
2. Ferme restando le competenze degli organismi previsti dai contratti collettivi di lavoro, la Giunta regionale istituisce una apposita Commissione regionale per la formazione sanitaria, quale organismo di supporto per la definizione delle linee di indirizzo sulle attività formative di cui al comma 1.
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 25
Al comma 1 dell'articolo 25 le parole "dell'Agenzia di cui all'articolo 22" sono soppresse. (52)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 25
Il comma 2 dell'articolo 25 è soppresso. (83).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente e colleghi del Consiglio, all'articolo 25, che introduce il tema della formazione, è stato presentato un emendamento che prevede l'abolizione della possibilità da parte della Regione di avvalersi della collaborazione dell'Agenzia e delle università; abolizione normativa ma non reale. Chiaramente è un emendamento che va spiegato all'Aula, va valutato cioè,qual è il motivo per cui l'Agenzia, che ha degli obblighi nel campo della valutazione del fabbisogno formativo, non è coinvolta nell'ambito della formazione continua.
Si tratta in effetti di due diversi tipi di formazione. La valutazione del fabbisogno formativo nelle professioni sanitarie, compito assegnato all'Agenzia nell'articolo istitutivo, è correlata alla necessità che la Regione conosca i fabbisogni nelle varie professioni sanitarie in Sardegna.
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LOMBARDO
(Segue VARGIU.) Mi spiego meglio, per i colleghi ovviamente che non fanno parte della Commissione sanità. La Commissione sanità, ogni anno, è chiamata ad esprimersi sulla delibera della Giunta regionale con la quale l'Esecutivo finanzia, in maniera aggiuntiva rispetto allo Stato, borse di studio destinate agli specializzandi delle università sarde di Medicina e di Veterinaria. Come avviene, vi chiederete, la valutazione sul modo con cui deve essere effettuato questo finanziamento? La risposta è che la valutazione avviene in maniera assolutamente empirica, nel senso che né colui che richiede le borse di studio, e cioè l'università, né colui che le assegna, e cioè la Regione, ha la più pallida idea di ciò che serve.
Non esiste nessuna programmazione del fabbisogno a monte, va detto, indipendentemente dall'esserci giunte di centrodestra o giunte di centrosinistra, per cui la Commissione, nel momento in cui ha avuto sottomano il provvedimento per valutarlo, ha sempre ritenuto di chiedere alla Regione di attivarsi per ipotizzare una programmazione, nei limiti del possibile , delle scelte nelle professioni sanitarie, così da capire se occorrono più anestesisti o più farmacologi. Se questo non avviene, la Commissione sanità esprime un parere alla cieca o esprime un parere sul consolidato degli anni precedenti. Ma, siccome avete capito qual è il meccanismo con cui si forma il consolidato degli anni precedenti, un meccanismo cioè assolutamente estemporaneo, è evidente che non c'è da fidarsi neanche di questo parametro.
E' poi altrettanto vero che succede con frequenza che le esigenze di una determinata specialità possono essere anche saturate. Intendo dire che, se noi riscontriamo una carenza di anestesisti in Sardegna e per dieci anni triplichiamo le borse di anestesiologia, è possibile che dopo dieci anni la carenza degli anestesisti sia superata ma nel frattempo si sia verificata in un altro settore. Ma, se nessuno fa questa attività di programmazione, non la fa certo la Commissione che non ha nessuno strumento, non la fanno gli ordini professionali ai quali viene chiesto aiuto, perché anche loro non hanno alcuno strumento per fare rilevazioni di dati di questo genere, non la fanno le Aziende sanitarie locali, magari coordinandosi con la Regione, non la fa la Regione, non la fa l'università che ha soltanto gli statuti delle scuole di specializzazione come punto di riferimento, noi ogni anno finanziamo le borse di studio per le specializzazioni senza avere la più pallida idea di che cosa succederà con questo nostro intervento. Non abbiamo cioè la più pallida idea di quali effetti produrrà sul mercato questo intervento.
All'Agenzia è affidato il compito di effettuare una rilevazione di mercato puntuale che ci faccia capire le esigenze della Sardegna. Esigenze che, poi, la Giunta o il Consiglio regionale possono anche disattendere, però almeno sono esigenze note, esigenze conosciute.
L'articolo 25, invece, si occupa di una cosa completamente differente. Si occupa infatti della formazione continua in sanità per offrire ai professionisti che operano in Sardegna, dagli operatori sociosanitari ai medici iper-specializzati, occasioni di specializzazione in Sardegna; è questa una necessità che, per il fatto di essere un'isola, qui è sentita in maniera molto più pesante che altrove, .
Voi sapete che un medico di base dopo essersi laureato, dopo aver praticato, magari qualche anno fa, la medicina di base, è possibile che abbia dei percorsi di aggiornamento professionale molto laschi, per usare una terminologia eufemistica. Siccome a questo medico di base oltre che essere affidata la salute di 1500 persone, come tetto massimo, è affidato ormai anche un ruolo di programmazione e di gestione della spesa all'interno della sanità, è assolutamente evidente come costituisca un investimento da parte della Regione occuparsi della formazione continua in sanità; dalla spesa di una somma in questo settore, infatti, si ipotizza di guadagnare un miglioramento qualitativo complessivo del sistema e, verosimilmente, anche un intervento di risparmio e di contenimento della spesa stessa.
L'intervento sulla formazione continua è affidato ovviamente alla Regione; è prevista una Commissione, che si occupa specificamente di questo problema, istituita dalla Giunta regionale e quindi di assoluta consonanza dal punto di vista del metodo e degli obiettivi rispetto alla Giunta stessa. L'obiettivo che si propone l'emendamento che abbiamo presentato è proprio quello di tenere distinta la formazione continua dalla valutazione dei bisogni formativi relativi alle professioni sanitarie; abbiamo voluto sottrarre all'Agenzia ogni compito di gestione per evitare che potesse scivolare in campi che ne alterassero l'indipendenza di tipo tecnico scientifico snaturando il ruolo che la Commissione ha voluto darle.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 52 il parere è favorevole, a patto che la soppressione proposta riguardi l'intero inciso estendendosi anche alle parole "e delle università". Si esprime invece parere contrario sull'emendamento numero 83.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Per dichiarare che accetto le modifiche proposte dal relatore.
PRESIDENTE. Onorevole Ibba, bisogna cassare tutto l'inciso compreso tra le due virgole, quindi anche le parole "anche avvalendosi".
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 52 come modificato. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 26. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 26 e dei relativi emendamenti:
Art. 26
Finanziamento del Servizio sanitario regionale
1. Il finanziamento del Servizio sanitario regionale è assicurato dal Fondo sanitario regionale, costituito dai fondi assegnati alla Regione o da questa acquisiti ai sensi della normativa vigente, nonché, ove presenti, dalla quota regionale di partecipazione alla spesa sanitaria e dai fondi regionali destinati a finanziare eventuali livelli integrativi di assistenza definiti a livello regionale.
2. La Giunta regionale individua ogni anno, sentita la Commissione consiliare competente in materia di sanità, i criteri per il riparto annuale del Fondo sanitario regionale tra le ASL sulla base di:
a) popolazione residente, tenuto conto delle caratteristiche demografiche rilevanti ai fini dei bisogni di assistenza;
b) variabili di contesto, con particolare riferimento alle caratteristiche infrastrutturali del territorio e alla variabilità demografica stagionale;
c) fabbisogno di assistenza, tenuto conto della domanda di prestazioni e della rete dei servizi e presidi;
d) obiettivi assistenziali e funzioni di coordinamento assegnati alle aziende sanitarie locali dalla programmazione regionale;
e) spesa per la mobilità passiva dell'anno precedente al riparto.
3. Il riparto del Fondo sanitario regionale è altresì effettuato, per le specifiche funzioni assistenziali assegnate, a favore delle altre aziende e istituti pubblici di cui al comma 3 dell'articolo 1.
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 26
Il comma 2 dell'articolo 26 è soppresso. (53)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 26
La lettera e) del comma 2 dell'articolo 26 è soppressa. (15)
Emendamento aggiuntivo Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 26
Alla lettera b) del comma 3 dell'articolo 26, dopo la parola "stagionale" è aggiunta la seguente frase: "e ai fenomeni di spopolamento.". (61).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente e colleghi del Consiglio,
io credo di voler utilizzare l'articolo 26, parlando specificamente nel merito dell'articolo, per porre un problema all'attenzione dell'Aula che spero in qualche misura possa essere accolto possibilmente per costituire elemento di riflessione e anche, devo dire, elemento di sintesi di quelle sensibilità che più volte sono state espresse da questa Aula. Capisco la difficoltà del momento, nel senso che capisco la difficoltà di introdurre certi problemi di venerdì a mezzogiorno e un quarto; però voglio sottolineare un aspetto che è presente in questo articolo 26.
L'aspetto che intendo sottolineare è quello dei finanziamenti; l'articolo 26, infatti, sostanzialmente individua i criteri in base ai quali deve avvenire la redistribuzione dei finanziamenti per il sistema sanitario regionale che arrivano dallo Stato.
I finanziamenti arrivano dallo Stato sulla base della quota capitaria; cioè quel 71 per cento di finanziamento del fondo sanitario regionale che è di competenza statale ci arriva sulla base del numero degli abitanti perché i parametri di correzione sono, al momento attuale almeno, talmente modesti che in realtà gli stanziamenti vengono concessi per "testa di abitante".
Noi, invece, ipotizziamo che le risorse vengano ridistribuite in maniera diversa, utilizzando altri parametri quali la distribuzione della popolazione, il fabbisogno di assistenza, gli obiettivi assistenziali.
Cioè, noi riceviamo i soldi per "testa di abitante" ma non siamo obbligati a ridistribuirli alle AA.SS.LL. in questo modo; possiamo, anzi, dobbiamo ragionare sui bisogni che ci sono in Sardegna e dare una risposta a questi bisogni. Non fare semplicemente i passacarte del denaro, quindi,ma, studiare qual è il modo più intelligente per far riavere in giro questo denaro.
Noi lo facciamo, e facciamo bene a farlo. Lo Stato non lo fa! Lo Stato non fa quello che noi ci proponiamo di fare nell'articolo 26, e che è un comportamento virtuoso.
Il comportamento dello Stato, invece, non è virtuoso perché lo Stato, e lo abbiamo detto anche noi Riformatori tante volte in quest'Aula, dimentica che la gestione della sanità in un'isola è diversa dalla gestione della sanità nel capoluogo di regione, per esempio, della Lombardia.
Si dimentica che gestire un milione e mezzo di abitanti dispersi in 24 mila chilometri quadrati di territorio è diverso dal gestire un milione e mezzo di abitanti concentrati in un quartiere di Milano. Per garantire il servizio del 118 in un quartiere di Milano bastano probabilmente sei ambulanze; per garantirlo in Sardegna ne occorreranno 20 volte tanto, 30 volte tanto. Così come offrire la stessa qualità del servizio è impossibile perché le sei ambulanze che garantiscono il 118 in un quartiere di Milano probabilmente arrivano in tutti i punti del quartiere in 10 minuti, mentre le 120 ambulanze della Sardegna per arrivare ad Esterzili ci impiegano un'ora e 10 minuti o 50 minuti o 40 minuti.
Quindi, noi non riusciamo a rendere i cittadini di Esterzili uguali ai cittadini di Milano dal punto di vista delle opportunità.
Resta sempre il gap. Allora, dobbiamo iniziare una vertenza con lo Stato, una vertenza che può essere davvero unitaria di questo Consiglio regionale, nella quale denunciare le forti peculiarità che il sistema sanitario ha in Sardegna, peculiarità legate a gap infrastrutturali e a condizioni oggettive congiunturali. Condizioni che, è vero, sono presenti uguali anche nell'industria, nel commercio e in mille altri settori della vita sarda, ma che sulla sanità hanno senz'altro una ricaduta completamente diversa. Il commercio e l'industria sono dei settori in cui l'intervento può essere graduato, modulato, deciso, scelto, nella sanità è la Costituzione che sancisce che ogni cittadino deve essere garantito nel suo diritto alla salute e che le garanzie devono essere pari per qualsiasi cittadino su qualsiasi parte del territorio nazionale, nonostante Bossi.
Quando il presidente Soru individua le sei priorità su cui aprire una vertenza condivisa tra la Regione e lo Stato, beh, se il presidente Soru desidera davvero coinvolgere la minoranza in queste vertenze, ascolti la minoranza e magari ascolti anche quella parte della maggioranza che dice le stesse cose, ascolti la minoranza sul tema importante quale noi riteniamo che sia il tema della sanità, nel senso che riteniamo che il tema della sanità sia una priorità fondamentale perché la garanzia, l'ha detto il collega Liori ieri, dell'assistenza di qualità, quanto più possibile di qualità, quanto più possibile vicino al posto dove uno risiede, è un fondamento del sistema di solidarietà e di intervento diretto verso la persona su cui si basa il principio del sistema sanitario nazionale.
Allora, colleghi, collega Ibba, collega Frau, collega Pacifico, collega Uggias, collega Lanzi, collega Masia (i colleghi che partecipano all'attività della Commissione sanità), cerchiamo, se condividete ovviamente, di trasferire questa sensibilità al livello del Consiglio. Mi rendo conto che forse oggi, venerdì, a mezzogiorno e venti, lo stress che abbiamo accumulato, stress positivo nel senso di impegno, nella discussione di questa legge ci impedisce di dare corpo e magari anche di approfondire il ragionamento, per cui è possibile che questa riflessione non venga neppure raccolta oggi in questa Aula, ma se riteniamo che possa essere raccolta impegniamoci a diffondere la sensibilità verso questo problema specifico all'interno dell'intera Aula.
In questo modo può darsi che non solo facciamo cosa utile per la sanità sarda, che già è cosa estremamente importante, ma è possibile anche che facciamo cosa utile per gli interessi di Soru, di Spissu (intendendosi per Soru e Spissu la Presidenza della Giunta regionale e la Presidenza del Consiglio), dell'intero Consiglio, ma soprattutto dell'intera Sardegna, creando degli argomenti condivisi, creando degli elementi di condivisione che poi possono essere importanti per riuscire a fare dei ragionamenti comuni che diano forza a quella volontà, più volte espressa da questo Consiglio, di trovare unità su argomenti di grande livello, di grande spessore, di grande importanza per la Sardegna al di là della primogenitura di battaglie politiche e dell'una o dell'altra parte. Credo infatti che sulla sanità, indipendentemente dal fatto che si possa essere di destra o di sinistra, non ci siano problemi di primogenitura, ma una vertenza su questo aspetto specifico con lo Stato credo sia una vertenza importantissima per la Regione sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, i concetti introdotti dal collega Vargiu sono certamente meritevoli della massima attenzione e credo sia necessario aprire, in una sede diversa, il ragionamento sull'impegno da assumere in merito a queste differenziazioni che incidono negativamente sulla spesa sanitaria regionale.
Non di meno, Presidente, devo rimarcare l'importanza dell'articolo in esame perché, così come riconosciuto testé, noi stiamo procedendo ad una ripartizione in maniera più aderente, ripartizione interna naturalmente, alle esigenze del nostro territorio. In particolare vorrei far rilevare che oltre al dato della popolazione, quindi della quota capitaria, vengono introdotte le cosiddette variabili di contesto e in particolare si fa riferimento alle caratteristiche infrastrutturali del territorio e alla variabilità demografica stagionale presente nelle diverse località.
Inoltre, in un emendamento viene introdotto un particolare riferimento allo spopolamento delle zone interne, destinando fondi laddove in sostanza viene ad esserci una presenza non soltanto numerica ma anche portatrice di esigenze sociali e di esigenze particolari del nostro territorio.
Questo articolo , e concludo Presidente, deve essere perciò valutato molto positivamente dall'Assemblea, perché rappresenta un significativo passo in avanti nel riconoscere al nostro territorio e alle nostre aziende sanitarie le rispettive specificità.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo sull'emendamento numero 53, favorevole sull'emendamento numero 15, favorevole sull'emendamento numero 61. In merito a quest'ultimo emendamento si rileva che il riferimento al comma 3 è errato in quanto va indicato il comma 2..
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore, con una precisazione. Al punto c), in esito alla discussione che è stata fatta in Commissione sanità ieri sera, dove si parla di "fabbisogni di assistenza" si è proposto di inserire al posto della parola "assistenza" la frase "per i livelli essenziali di assistenza".
PRESIDENTE..
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, in accordo con l'Assessore della sanità, in luogo della modifica proposta dall'Assessore medesimo, chiedo che si inserisca alla lettera c) del primo comma al posto della parola "assistenza" la frase "tenuto conto dei livelli essenziali di assistenza e sulla base".
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 61.. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 27. All'articolo 27 è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27 e del relativo emendamento:
Art. 27
Contabilità economico-patrimoniale
1. Il sistema della contabilità economico-patrimoniale delle aziende sanitarie è definito dalla Giunta regionale, informandosi ai principi e alle disposizioni del codice civile e tenendo conto del sistema informativo sanitario nazionale e regionale, nonché delle esigenze poste dal consolidamento della finanza pubblica.
2. Il sistema della contabilità economico-patrimoniale comprende:
a) il bilancio pluriennale di previsione;
b) il bilancio annuale di previsione;
c) il bilancio consuntivo di esercizio.
3. Il direttore generale adotta entro il 15 novembre, sulla base del finanziamento come ripartito a norma dell'articolo 26, il bilancio annuale di previsione e il bilancio pluriennale di previsione contestualmente all'adozione sia del Programma sanitario annuale, sia del Programma sanitario triennale. Un piano annuale di fabbisogno del personale è inserito come allegato al bilancio annuale di previsione e ne costituisce parte integrante. Gli atti previsti nel presente comma sono trasmessi al competente Assessorato contestualmente alla loro adozione.
Emendamento Soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 27
Il comma 2 dell'articolo 27 è soppresso. (54).)
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 54 ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 27. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 28. All'articolo 28 non sono stati presentati emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28:
Art. 28
Sistema di programmazione e controllo
1. Il sistema di programmazione e controllo si compone dei seguenti strumenti:
a) programma sanitario pluriennale e annuale, di cui all'articolo 13;
b) sistema informativo;
c) sistema budgetario;
d) contabilità analitica;
e) sistema degli indicatori.
2. Le caratteristiche e le modalità di gestione degli strumenti di cui al comma 1 sono stabiliti dalla Giunta regionale, tenuto conto del sistema informativo sanitario nazionale e regionale.
3. Il sistema budgetario di cui alla lettera c) del comma 1 comprende:
a) limitatamente alle aziende sanitarie locali, il budget di tutela, che raffronta il fabbisogno per macro-funzioni assistenziali, quale determinato dalla Regione in sede di riparto del Fondo sanitario regionale ai sensi dell'articolo 26, con il costo di acquisto o di produzione delle prestazioni e dei servizi necessari per assicurare il raggiungimento degli obiettivi assegnati;
b) i budget delle macro-articolazioni organizzative e dei centri di responsabilità individuati nell'atto aziendale.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 29. All'articolo 29 sono stati presentati sette emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 29 e dei relativi emendamenti:
Art. 29
Controlli regionali
1. La Regione esercita, per il tramite dell'Assessorato competente, il controllo preventivo sui seguenti atti delle aziende sanitarie:
a) bilancio di esercizio;
b) atti di disposizione del patrimonio eccedenti l'ordinaria amministrazione;
c) atti o contratti che comportino impegni di spesa su base pluriennale per un importo complessivo superiore a tre milioni di euro; il controllo deve avvenire entro 15 giorni, trascorsi i quali gli atti si intendono approvati.
2. Gli atti o i contratti che comportino impegni di spesa inferiori ai tre milioni di euro non sono soggetti a controllo preventivo ma sono comunicati all'Assessorato contestualmente alla loro adozione.
3. Il controllo di cui al comma 1 è di legittimità e di merito. Il controllo di legittimità consiste nel giudizio circa la conformità dell'atto rispetto a disposizioni legislative e regolamentari. Il controllo di merito ha natura di atto di alta amministrazione e consiste nella valutazione della coerenza dell'atto adottato dall'azienda rispetto agli indirizzi della programmazione regionale, alle regole di buona amministrazione e alle direttive della Giunta regionale nella materia oggetto dell'atto.
4. Il termine per l'esercizio del controllo di cui alle lettere a) e b) del comma 1 é di quaranta giorni ed é interrotto qualora l'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale richieda chiarimenti o elementi integrativi; il medesimo termine è sospeso dal 5 al 25 agosto e dal 24 dicembre al 6 gennaio.
5. Gli atti soggetti al controllo preventivo ai sensi del comma 1 sono pubblicati in forma integrale contestualmente al loro invio al controllo. Nelle more del controllo regionale, ad essi non può essere data esecuzione.
6. La Giunta regionale nomina commissari per l'adozione degli atti obbligatori per legge, previa diffida a provvedere nel termine di trenta giorni, in caso di omissione o ritardo da parte del direttore generale.
Emendamento soppressivo totale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 29
L'articolo 29 è soppresso. (55)
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento numero 17 GIUNTA REGIONALE
Art. 29
La lettera a) del comma 1 dell'articolo 29, è così sostituita:
"a) i documenti di cui alle lettere b) e c) del comma 2 dell'articolo 27;". (131)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 29
La lettera a) del comma 1 dell'articolo 29 è soppressa. (17)
Emendamento soppressivo parziale ATZERI - SCARPA.
Articolo 29
Art. 29, comma 3:
Sopprimere la frase "e di merito". (122)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 29
Alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 29, le parole "tre milioni di euro" sono sostituite dalla parole "cinque milioni di euro". (16)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 29
Al comma 2 dell'articolo 29 le parole "tre milioni di euro" sono sostituite con le parole "cinque milioni di euro". (18)
Emendamento soppressivo parziale Atzeri - Scarpa.
Articolo 29
Art. 29, comma 3:
Alla frase "il controllo di merito" sostituire la frase "il controllo successivo di merito". (123).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, poiché stiamo per concludere questa discussione su un testo che vuole normare la sanità sarda, nel rimarcare ancora una volta che non si è trovata all'interno di questo Consesso la piena disponibilità a colloquiare, al di là delle posizioni di parte, per avviare una corretta e concreta azione nell'interesse della Sardegna e del popolo sardo ma, soprattutto, dei malati e di chi ha bisogno voglio sottolineare come si stia portando a compimento una azione non fra quelle più opportune nell'interesse della Sardegna.
Io credo che sia importante tener presente che nella nostra isola ci sono situazioni che non trovano soddisfacimento nelle norme sinora poste in campo, e soprattutto che l'utente, se così vogliamo chiamarlo, ma è il malato, non ha un colore politico, non ha una appartenenza politica, ma è una persona che ha bisogno di quell'insieme di prestazioni che va dalla prevenzione alla cura e alla riabilitazione. Anziché snellire tutte le procedure, anziché colpire esattamente i mali da sempre riscontrati nella sanità sarda, mi pare che ancora una volta si voglia comprimere, all'interno di strutture e sovrastrutture, una condizione di mala sanità che, comunque, esiste nella nostra isola.
Saranno argomenti che verranno certamente trattati nel Piano sanitario regionale, ma in questo provvedimento non vi è la chiara individuazione di privilegiare le zone interne, le zone che hanno difficoltà rispetto all'assistenza e che devono essere tutelate. Sono le zone in cui vengono chiuse le scuole, le stazioni dei carabinieri, altre infrastrutture, ma soprattutto quelle strutture che sono momento di tutela della salute pubblica, cioè le strutture sanitarie.
Tra queste zone io cito Oristano, nelle cui strutture ospedalieremanca un centro di ematologia, e si obbligano centinaia di utenti a venire a Cagliari e ad affrontare un viaggio, in una condizione di precarietà, e una situazione di disagio all'interno della struttura ospedaliera cagliaritana. Eppure, senza affrontare una spesa potrebbe essere aperto un centro di ematologia ad Oristano, come avevo prospettato fornendo tutti gli elementi in una interrogazione al riguardo presentata a suo tempo all'Assessore. Una interrogazione nella quale evidenziavo anche le difficoltà e il disagio che vivono questi utenti della sanità che debbono venire a Cagliari o andare a Sassari, da Oristano o da Nuoro, per poter sottoporsi alle cure e ai controlli. Non c'è stata una risposta, ma ne riparleremo quando si discuterà di Piano sanitario.
Nel corso di quella discussione dovremo anche capire perchè verranno eliminati, pare, circa 1800 posti letto; per dichiarazione del presidente Soru, la città di Cagliari sarà dotata di 500 posti letto, altri 160 nuovi saranno destinati in quel di Olbia; mi chiedo che cosa vuol significare questo, vista anche la chiusura dei piccoli presidi ospedalieri di Bosa, di Ghilarza ed altri.
Che dire poi dei finanziamenti alla ricerca? Cento miliardi circa vengono dati all'Università, ma duecento e passa miliardi vengono attribuiti per ricerche biomediche ad altri. Ma, avessimo noi, Consiglio regionale, contezza del perché e del per come sono state effettuate certe scelte! Certo, queste sono decisioni che incidono sul tipo di sanità che vogliamo offrire e sul modo in cui le risorse vengono ripartite, forse in maniera non ortodossa, santificando santuari di interesse che io non conosco, ma che vorrei conoscere come consigliere regionale cui è stato affidato il mandato di rappresentare una fetta del popolo sardo.
Mala sanità vuol dire che non si fa prevenzione, mala sanità sono le foto che mostrano il degrado di alcuni ospedali; ma queste cose dette da una o da qualunque parte possono anche essere demagogiche, ma quando si ha l'opportunità di lavorare in quest'Aula cercando convergenze, ricercando interessi comuni, credo che l'intento comune sia uno solo: dare risposte in positivo a chi ha bisogno. Nessuno di noi, se non lo prova sulla propria pelle, sa cosa significhi la malattia; forse qualcuno dei medici qui presenti ne conosce il significato perché lo vive indirettamente stando a contatto col dolore, ma solo quando si vive sulla propria persona si capisce sino in fondo qual è l'interesse vero dei malati.
Al di là quindi delle ideologie, al di là del credo religioso, al di là della laicità che deve supportare la nostra maniera di attingere alle nostre conoscenze e porle in norma e in legge, io credo che occorra fare una riflessione seria su un comportamento etico, morale, chiedersi se sia giusto precludere in un dibattito serio e ampio un ragionamento che dovrebbe accomunare non distanziare, non far dire: "io sono la maggioranza, questo è se vi va bene, deve andar bene comunque sia".
Non lamentatevi poi se esistono quei santuari del potere che vengono utilizzati in maniera diversa e che sono convinto neanche voi conoscete. E sono fatti gravi, attanagliano la sanità, distolgono fondi, ma ci si riempie la bocca con frasi tipo: "intanto stiamo facendo innovazione", "intanto stiamo facendo ricerca". Amici cari, queste decisioni non possono, se non nella chiarezza, dare veramente ristoro alla sanità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io sostanzialmente ritengo che i controlli previsti in questo articolo fossero necessari e fossero i più rigorosi possibile. Fino ad oggi, va detto, controlli non ce ne sono stati, Assessore. Non ce ne sono stati perché la legislazione precedente non li consentiva, anche per errori che nel passato sono stati fatti. Basti pensare che fino al 2001, per esempio, non si entrava nel merito dei bilanci perché un illustre professionista, chiamato come consulente, aveva fatto stampare un bel libretto in cui si diceva che, di fatto, uno doveva rientrare sullo schema di bilancio, ma gli stessi funzionari si rifiutavano di controllare gli atti. Allora il tetto entro il quale non si doveva dare nessuna comunicazione era di un milione di euro; ma, in effetti, fino ad oggi non hanno dato comunicazioni perché i direttori generali delle AA.SS.LL. informavano l'Assessorato competente, quindi il funzionario addetto, allorquando avevano già fatto la gara d'appalto.
Quindi io credo che i controlli siano necessari e siano, obiettivamente, anche non eccessivamente restrittivi; sono d'accordo anche sull'importo, dico soltanto però che mi meraviglia molto che il controllo debba avvenire entro quindici giorni. Normalmente si inserisce una postilla per chiarire che cosa si intende per quindici giorni; perché se i quindici giorni sono due settimane, cioè giornate utili, hanno un significato, se invece sono quindici giorni genericamente considerati, vuol dire che dal venerdì sera alla domenica non è tempo utile e quindi il tempo è più limitato. Secondo me è il caso di specificare che sono quindici giornate utili.
Io voterò a favore di questo articolo perché ritengo che anche la sospensione del termine di cui al comma 4 dal 5 al 25 agosto e dal 24 dicembre al 6 gennaio sia pertinente, in quanto volta ad impedire che qualcuno porti avanti iniziative in quel lasso di tempo . Questo articolo quindi va bene e consentirà un maggior controllo da parte dell'Assessorato, un controllo che è mancato per tanti anni perché non si facevano, e questo va detto, i bilanci. Abbiamo avuto un vuoto di cinque anni, e lei potrà riscontrare che dal 1994-95 al 2000 non c'è stato mai un bilancio approvato della ASL, allora, numero 8 se non per la decorrenza dei termini.
E' chiaro che questo fatto ha pregiudicato molte cose e, forse, ha determinato anche quel trend del deficit che è cresciuto nel tempo per le situazioni anomale esistenti. In un prossimo futuro speriamo, perché è giusto, che la Regione possa controllare con maggior rigore le AA.SS.LL. per evitare fughe in avanti che poi mettono in difficoltà.
Le voglio citare un esempio. Io una volta ho firmato - mi avvalevo di validissimi collaboratori esterni che gratuitamente, essendo esperti di diritto, mi davano tutti i suggerimenti, molte volte ricevevo anche pareri dell' Avvocatura -l'annullamento di un bilancio. Poiché, come lei sa bene, questa competenza non era dell'Assessore, un avvocato particolarmente valido ha presentato ricorso e noi abbiamo perso perché chi firma un provvedimento di annullamento di bilancio è il responsabile del Servizio competente. Però in un prossimo futuro anche queste competenze andrebbero riviste perché il responsabile del Servizio potrebbe non essere presente per esigenze particolari. , e non basta mettere la sigla: "Esente da vizi", perché un provvedimento venga effettivamente approvato "esente da vizi". E noi abbiamo già riscontrato come molti controlli su appalti ingenti non si siano potuti fare perché i tempi tecnici non lo consentivano o perché posti di fronte al fatto compiuto..
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Scusi, Presidente, il relatore esprime parere favorevole sull'emendamento 55 solo se si riferisce, non all'articolo 29 nella sua totalità, ma al comma 2 dell'articolo 29. Così si era concordato.
PRESIDENTE. L'emendamento dice "L'articolo 29 è soppresso", quindi si riferisce a tutto l'articolo
Ha facoltà di parlare il consigliere Vargiu, presentatore dell'emendamento, sulla proposta del relatore.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ritengo di mantenere l'emendamento nella formulazione originaria, per cui è soppressivo dell'intero articolo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere contrario sugli emendamenti numero 55, 122 e 123; esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 16 e 18. Vengono ritirati gli emendamenti numero 17 e 131.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore con una precisazione. Sulla base di quanto proposto dall'onorevole Oppi, al comma 1, lettera c) dopo le parole "quindici giorni" aggiungerei la parola "lavorativi"
.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 29 con la modifica testé introdotta dall'Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale dell'articolo 29.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi dispiace di essere in dissenso rispetto alla massima autorità della minoranza, l'onorevole Oppi, sui temi della sanità. Forse non abbiamo avuto il tempo di raccordarci su questo argomento ma, ovviamente, il mio intervento non vuol essere in nessuna misura espressione di una mancanza di rispetto nei confronti del collega Oppi che avrà motivazioni altrettanto valide. Anzi forse questa divergenza di opinione è la testimonianza di quanto l'istruttoria di questo provvedimento avrebbe meritato un ulteriore approfondimento.
La motivazione del mio voto contrario è legata al fatto che sono convintissimo che i controlli previsti nell'articolo 29 siano eccessivi, perché si sommano alla serie infinita di controlli che l'intera legge prevede sul sistema sanitario; io non credo che i problemi di funzionamento delle Aziende sanitarie in Sardegna siano determinati dalla carenza di controlli, come sembra ritenere, invece, chi ha scritto questo articolo, ma anche chi ha scritto i precedenti. Questa convinzione ha indotto a moltiplicare i controlli, a incrociarli, a generalizzarli facendoli esercitare da soggetti controllori che assai difficilmente potremmo definire qualificati. I Direttori generali, nel corso della audizione in Commissione (mi corregga qualche collega della Commissione se sto dicendo inesattezze), ci hanno detto: "Ma ci volete massacrare? Ma sapete che cosa significa inviare ogni atto alla Regione? C'è qualcuno alla Regione che guarda questi atti?" Io penso che dovremmo avere alcune centinaia di persone deputate a guardare, non dico ad entrare nel merito, ma solo a guardare gli atti.
Questo articolo non a caso è il numero 29, cioè uno degli articoli finali della legge, perché tutto sommato rispecchia lo spirito complessivo che voi avete voluto dare a questa legge, cioè uno spirito da cui traspare questa idea che non ci si fida di nessuno e che se qualcosa non funziona è perché sicuramente qualcuno sta facendo delle cose che sono illecite o illegali. Allora facciamo controlli dappertutto, mettiamo controllori anche non abilitati, anche assolutamente incompetenti dappertutto, diciamo a tutti di stare attenti perché sono intercettati telefonicamente, ascoltati nelle loro affermazioni con la moglie e controllati in ogni atto formale che prendono e così funzionerà la sanità sarda. Non siamo d'accordo! Non siamo affatto convinti che questo aiuterà la sanità sarda a funzionare.
.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 29.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Masia e il presidente Soru hanno votato a favore
Rispondono si i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FARIGU - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICANDRO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - DEDONI - LIORI - LOMBARDO - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 49
Contrari 5
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 30. .
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 30:
Art. 30
Norma transitoria
1. In fase di prima applicazione i termini di presentazione e le modalità di approvazione del Piano regionale dei servizi sanitari previsti dal comma 2 dell'articolo 12 si applicano a decorrere dal 1 marzo 2007.)
PRESIDENTE. Ricordo che a questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 68 spostato dall'articolo 23. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi) Signor Presidente, mi sarei aspettato un intervento da parte dei presentatori dell'emendamento.
L'Assessore Dirindin presenta un emendamento il cui scopo è chiaro ed anche, direi, condivisibile. In Sardegna esiste un regime di accreditamento provvisorio che si prolunga da troppo tempo. Il decreto legislativo numero 229 ha indicato, già dal 1999, i modi per uscire da questa fase di accreditamento provvisorio e passare alla fase dell'accreditamento definitivo e a quella della fornitura delle prestazioni attraverso contratto.
Però devo dire che di questo problema noi ci siamo già occupati in altri articoli di questa legge, per esempio nell'articolo 8. Noi avremmo pensato quindi che l'argomento fosse esaurito, anche perché negli articoli precedenti i tempi sono comunque cadenzati , si parla di due anni, ma è stato bocciato un emendamento della minoranza che chiedeva di diminuire il periodo considerato da due a un anno. Sembra quindi che la Giunta non abbia fretta, o comunque sappia quali sono le difficoltà che sussistono per la definizione di questi nuovi accordi contrattuali.
L'emendamento numero 68 però fa pensare che ci sia un'urgenza. Personalmente potrei anche condividere l'urgenza ma, una volta condivisa, vorrei che ci fosse la garanzia sul percorso. La Giunta dice infatti che al 31 dicembre 2006 i precedenti rapporti cessano di avere efficacia, e questo mi sembra corretto. Poi la Giunta dice anche che i rapporti in essere sino a tale data proseguono. E anche questo mi sembra corretto! Poi la Giunta dice che entro il 30 novembre devono essere predisposti e sottoscritti i nuovi contratti sostitutivi delle convenzioni in essere. Anche questo mi sembra assolutamente corretto! Però poi si aggiunge che qualora le convenzioni in essere non fossero sostituite dal sistema contrattuale, permangono soltanto sino alla data del 30 marzo del 2007" e soprattutto non si dice, noi l'avevamo proposto nell'articolo 8, in quale momento il Consiglio viene informato sulle linee guida generali con cui il Governo regionale passa da una fase all'altra.
La Commissione si era espressa favorevolmente sulla nostra precisazione, ma il collega Ibba in Aula si è confuso, almeno così credo di aver capito, e ha trasformato il parere favorevole in parere contrario..
Io credo che tutti ritengano importante che un passaggio così rilevante abbia un momento di garanzia, definito da un passaggio in Commissione della Giunta regionale; oppure, se lo ritiene, la Giunta può anche non effettuare alcun passaggio in Commissione, però deve fare degli accordi quadro sottoscritti insieme con le associazioni professionali di categoria. Cioè deve dare alle aziende degli schemi per poter fare i nuovi contratti, mentre, ad oggi, non c'è niente di scritto. Ad oggi la Giunta potrebbe anche decidere di lasciare le aziende totalmente libere di fare la contrattualizzazione che desiderano nelle convenzioni che sono in scadenza. Non mi sembra che sia una cosa di poco conto; mi sembra invece che sia tutto sommato un atto programmatorio che in qualche sede deve essere discusso, che la Giunta deve impegnarsi a discutere con le associazioni professionali di categoria per creare degli schemi di accordo quadro da trasmettere alle Aziende sanitarie locali.
Noi sappiamo che questo non sarà un momento di transizione fasullo, a differenza di altri momenti in cui si era pensato che ci potesse essere la transizione ma che fosse anche difficile portarla fino in fondo; oggi noi sappiamo che non è possibile continuare con l'attuale sistema perché è inadeguato, non rispondente ai tempi, non attento alla garanzia della qualità del servizio che comunque gli assistiti chiedono, non attento alle esigenze di economicità che comunque la Regione deve avere, quindi è impensabile non creare un momento di raccordo, come era previsto, secondo me più correttamente, all'interno dell'articolo 8 con un parere sostanzialmente favorevole espresso dalla Commissione.
Introduciamo questo elemento all'interno dell'emendamento numero 68, cerchiamo di fare in modo che ci sia un atto di indirizzo generale, e che l'atto di indirizzo generale abbia la condivisione che è necessaria, senza creare rivoluzioni su argomenti che non necessitano di alcuna rivoluzione e che possono essere portati tranquillamente a compimento, con piena soddisfazione del Governo regionale, attraverso strumenti di consultazione e concertazione che garantiscano anche il raggiungimento degli obiettivi.
Non abbiamo infatti né la garanzia e neanche la certezza che il Governo regionale ottiene maggiori risultati se su un argomento del genere mostra la faccia dura al posto dell'atteggiamento collaborativo che invece ci si aspetterebbe. Cioè un atteggiamento con cui si sollecitano le associazioni professionali di categoria a crescere insieme, a fare il percorso insieme per arrivare insieme al cambiamento, al miglioramento qualitativo.
Siete ancora convinti che per cambiare qualcosa nel settore della sanità in Sardegna il modo migliore sia la "muscolarità"? Se siete convinti di questo io mi siedo e non aggiungo neanche una parola in più rispetto a quello che ho detto. Ma mi sembra che ormai sia compenetrata, anche presso di voi, la consapevolezza che non c'è uno scontro di schieramento su alcuni obiettivi, sulla maggior parte vorrei dire degli obiettivi, c'è uno scontro che voi avete individuato dall'inizio come uno scontro di trasversalità, che però non vi ha insegnato il metodo.
Se io avessi ipotizzato che nella sanità sarda le forze della conservazione fossero state trasversali, avrei ipotizzato trasversali anche le forze portatrici di progresso. Mi sembra impossibile che sia trasversale solo la conservazione, Ma e' evidente che non può che essere trasversale anche il sentimento di coloro che vogliono cambiare e migliorare.
Se questo ragionamento non vi è entrato in testa, ripeto, mi siedo e non parlo più, ma se vi è entrato in testa gli atti che ponete in essere debbono essere conseguenti e devono andare nella direzione di sollecitare la collaborazione da parte di coloro che sono attori del cambiamento; perché gli accreditati sono coloro a cui voi vi rivolgete, comunque, professoressa, mi corregga se sbaglio, per garantire la qualità del sistema. Gli accreditati quindi non sono una controparte, gli accreditati sono una parte del sistema sanitario, gli accreditati sono una risorsa del sistema sanitario, quindi sono una parte con la quale voi dovete trovare la collaborazione.
Colleghi, guardate, per me sarebbe molto più semplice farvi approvare quello che volete, e poi andare in giro a sobillare contro di voi le parti a cui voi mostrate i muscoli, ma credo che questo non sia positivo, cioè non sia ciò di cui ha bisogno la sanità sarda, non sia ciò che ci permette di arrivare agli obiettivi. Su questo vi stiamo chiedendo, anche in riferimento a questo ultimo emendamento, delle risposte che possano essere risposte di ragionevolezza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Signor Presidente, io voglio rassicurare il collega Vargiu sulla ferma convinzione mia personale e della maggioranza che i muscoli servono se non ci sono le regole, se le regole ci sono vanno rispettate. Così come confermo la mia convinzione che con questa legge noi stiamo ponendo delle regole che, poi, potranno essere modificate in ragione del fatto che sono difficili da applicare o insufficienti.
Rispetto all'emendamento proposto dalla Giunta è giusto fare due osservazioni.
La prima, frutto del dibattito svolto in Commissione la notte scorsa, attiene alla necessità che nel terzo comma dell'emendamento venga fatta in qualche modo chiarezza sulle i tre date riportate: 30 novembre, 1 gennaio e poi 30 marzo. Pertanto proporrei, in esito alla discussione svolta in Commissione, che il terzo comma dell'emendamento numero 68 venga modificato prevedendo come ultimo termine il 31 marzo 2007, e cassando l'ultima parte che inizia con le parole "e con decorrenza". Dal dibattito in Commissione, che non si era concluso, si era evidenziata questa necessità, anche se le posizioni tra maggioranza e opposizione rispetto a questo emendamento ovviamente sono divergenti.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue LAI.) Queste divergenze portano a valutazioni differenti sulla necessità, per la maggioranza c'è una condivisione di necessità, però è giusto rendere chiari i punti e rendere certa la data.
La seconda osservazione è relativa ai tetti di spesa e alla mancata applicazione di una delibera in merito del 2003; una delibera approvata dalla Giunta nella quale il collega Oppi era l'Assessore competente in materia di sanità. Se quella delibera fosse stata applicata, non si sarebbe stato bisogno di questo emendamento come norma transitoria. Penso comunque che sia importante stabilire sempre al comma tre, ovviamente se si è d'accordo che non siano i singoli manager nella totale autonomia a fare questi cambiamenti dovuti e sui quali siamo in qualche modo in ritardo, ma che lo facciano sulla base di appositi indirizzi definiti dalla Giunta regionale.
Quindi io proporrei dopo le parole "predisposti e sottoscritti" di inserire la frase "sulla base di appositi indirizzi definiti dalla Giunta regionale", in modo che ci sia un'uniformità di trattamento fra le singole ASL della Sardegna.
Inoltre, trattandosi di un argomento delicato, che riguarda anche molti lavoratori, l'Assessore potrebbe assumere l'impegno in Aula di definire questi indirizzi senza scriverli in legge, perché si tratta di norma transitoria, nonché di sentire le organizzazioni sindacali e di portare a conoscenza della Commissione, affinchè possa dare un eventuale contributo, la linea adottata che consenta di dare indirizzi omogenei.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Voglio spendere pochi minuti per rispondere ai dubbi legittimi e comprensibili espressi dall'onorevole Vargiu. Lo voglio fare ricordando brevemente il momento del passaggio, nel 1978, dal sistema mutualistico all'attuale servizio sanitario nazionale. Anche allora esisteva una serie di preoccupazioni, di dubbi e di paure sul pericolo che il passaggio da un sistema ad un altro potesse in qualche modo destabilizzare il ruolo dell'assistenza e la funzione del servizio, oltre che le condizioni di lavoro e di impegno nella professione per le categorie dei medici, dei paramedici e quant'altro. L'esperienza ha fugato dubbi e preoccupazioni! Oggi, a distanza di anni, ci è chiaro che il sistema ha guadagnato notevolmente rispetto alla condizione di allora, c'è un'evoluzione delle necessità assistenziali, si tende sempre più verso una medicina così sofisticata alla quale dovrà essere obbligatoriamente dedicata tutta la funzione ospedaliera, tutta quella che si svolgerà all'interno delle grandi strutture e dei grandi presidi perchè richiederà livelli ditecnologia, professionalità e organizzazione che non si possono trovare nel territorio. Oggi, invece, le strutture complesse assorbono parte della medicina del territorio a costi enormemente superiori rispetto a quelli che avremo con il nuovo sistema a parità di risultato qualitativo.
Per la prima volta, come ho detto in Commissione, si crea un interesse reciproco e non un rapporto distaccato di opportunità, direi quasi di sussistenza passiva, tra chi opera nel territorio e chi dirige, chi fa la programmazione sanitaria regionale e chi la fa per azienda. Si crea infatti la possibilità di un utilizzo e di una reciproca convenienza proprio attraverso la fornitura dei contratti; si tratta di stabilire a quali condizioni di professionalità e di costo. Certo è che se noi non entriamo nell'ordine di idee di pensare che anche l'attuale sistema del convenzionamento esterno debba avere un tetto, non possiamo pensare di avere dei conti consuntivi che coincidano col bilancio di previsione, e questo rischia di rendere ingovernabile il sistema.
Allora, io credo che anche sul piano, lo richiamava ieri Antonello Liori, della mia rappresentanza di categoria queste disposizioni siano, tra virgolette, in qualche modo per noi convenienti; è un termine inelegante ma lo utilizzo in senso positivo. Se poi ci deve essere un elemento di pacificazione perchè è necessario alla collaborazione, che ci sia; ci possono essere momenti di incontro e di confronto al cui interno le rappresentanze di categoria, insieme all'Assessore regionale e ai direttori generali delle AA.SS.LL., trovino punti di convergenza di carattere generale su cui creare le condizioni della reciproca convivenza e della reciproca utilità, perché questo è interesse di tutti. È interesse dell'amministrazione regionale, è interesse delle AA.SS.LL., è interesse delle professioni, è interesse del funzionamento del sistema e degli interessi alla salute dei cittadini.
Allora, questo si faccia, e credo sia sufficiente un impegno dell'Assessore, ma anche da parte nostra, in Commissione, per la parte che ci spetterà, e fino a quando ci spetterà, ci potrà essere una particolare attenzione per far sì che questo sistema plani con delicatezza, ma non con minore efficacia, per poter passare da un sistema ormai considerato da tutti, noi per primi, insufficiente, ad un sistema nuovo che può essere soddisfacente e utile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.).. Io ho notato che uno dei primi atti posti in essere da questa Giunta, nata con tanta volontà di cambiamento, è stato quello di mandare una lettera a tutti gli amministratori degli enti (a proposito vorrei chiedere se è stata revocata questa direttiva secondo molti illegittima, io non essendo un leguleio non posso esprimere pareri nel merito), nella quale si invitavano tutti gli amministratori a limitarsi alla ordinaria amministrazione. Via via è stata presa una serie di provvedimenti di carattere clientelare, potrei iniziare col dire quante consulenze sono state stipulate, eccetera, eccetera, che sono uno scandalo.
Un'altra serie di provvedimenti mi hanno indotto a pensare che forse a malignare non si sbaglia, perché ogni cambiamento introdotto è servito a colpire, a punire persone che, anche dal punto di vista elettorale, dell'appartenenza sociale, non erano proprio schierate, allineate e coperte, come suol dirsi, con l'attuale dirigenza.
Penso alla scarsa considerazione nella quale sono stati tenuti, per esempio, i precari dei consorzi di bonifica; penso alle difficoltà che incontrano e che paventano coloro che oggi devono entrare nelle nuove agenzie della sanità, e potrei continuare.
È chiaro che il discorso portato avanti dal collega Vargiu su chi ha paura del cambiamento non è campato sul nulla, ma questo passaggio dal regime delle convenzioni al regime dei contratti, peraltro previsto da una norma di legge nazionale, senz'altro può essere visto come la possibile tegola che arriva tra capo e collo di chi ha fatto del proprio lavoro in sanità, in regime di convenzione, il fondamento della propria vita. .
Certezze oggi non ce ne saranno più e forse è anche giusto così, per obbligare la gente a dare servizi sempre migliori, sempre adeguati ai tempi. Bisognerebbe, a proposito, ricordarsi anche che il servizio pubblico, quello gestito direttamente dalle AA.SS.LL., dovrebbe avere gli stessi obblighi. In ogni caso, io prenderei in seria considerazione la proposta dell'onorevole Vargiu proprio per evitare, dato che questo è un periodo di transizione e non sappiamo se le nuove regole saranno regole certe, anonime e non fatte in maniera arbitraria per premiare questo e punire quell'altro, che queste persone vivano anni nell'incertezza. L'onorevole Vargiu non chiede niente che non possa essere accolto da questa Giunta, per fugare ogni dubbio, con beneficio per tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io credo che si dovrebbe evitare di fare interventi ripetitivi perché con l'attento lavoro fatto stamattina vi consentiamo di approvare questa legge nelle migliori condizioni possibili. Credo che questo ce lo dobbiate riconoscere.
Nel merito di questo emendamento, io quando è stato presentato in Commissione ho evidenziato che i riferimenti normativi erano sbagliati. Mi sono premurato quindi di far avere a tutti i membri della Commissione una delibera datata 2003, nella quale si stabilivano i tetti di spesa, l'organizzazione, i contratti. Diciamo tutta la verità su che cosa è successo in Sardegna in questi anni. Quello che mi meraviglia è che in questi giorni i più incalzanti su questo provvedimento siano stati i più grandi avversari di quel provvedimento che metteva un minimo di ordine.
Io non farei riferimento, in Sardegna, alla medicina sofisticata, perché più la medicina è sofisticata più è facile che ce l'abbiano i privati. Il pubblico, infatti, per avere le attrezzature più sofisticate ha bisogno di risorse, e siccome le risorse per quanto riguarda soprattutto la tecnologia sono abbastanza contenute, ci sono obiettive difficoltà, e su questo ha giocato il privato. Io sono a favore del pubblico, se qualcuno avesse qualche dubbio, lo sono sempre stato.
La verità è che in Sardegna, in tutti questi anni, si è verificato che quando si apriva un laboratorio privato questo incrementava le prestazioni e si verificava un doppione fra pubblico o privato. Era una vergogna! La TAC una volta era uno strumento che una struttura acquisiva in base al numero di abitanti, mentre oggi è uno strumento ordinario; lo stesso è avvenuto per le risonanze magnetiche. Lo stesso succederà, in un prossimo futuro, anche per la PET..
Ora, se il provvedimento ha un significato, va detto che in Sardegna abbiamo bisogno, per una patologia, di 30 mila prestazioni di radiologia. Il settore pubblico può effettuarne 16 mila. E' chiaro che ne rimarranno disponibili 14 mila., Chiaramente ci sono stati degli operatori, non dico i più piccoli, che si sono inseriti perché hanno visto la possibilità di fare un business.
Quindi, che ci sia una regolamentazione, che si stabiliscano delle regole è giusto. Era giusto nel 2003, io non ci sono riuscito, voi cercate di farlo nel migliore dei modi, in modo tale da ottenere un risultato che riduca, chiaramente, il deficit e consenta, nello stesso tempo, di fare le prestazioni che servono, senza privilegi nei confronti di nessuno.
Questo sentimento di apprensione che è presente nelle categorie credo nasca dalla sensazione che le nuove norme abbiano intenti punitivi. I colleghi hanno sempre sostenuto che non si tratta di questo; bisogna considerare che in molte strutture sono stati fatti degli investimenti autorizzati e io sto parlando delle strutture convenzionate. Credo quindi che si debba trovare una formulazione, Assessore, che consenta di dare un minimo di tranquillità; per cui potrebbe essere accolta la proposta dell'onorevole Vargiu, anche con qualche piccola modifica, per dare questa garanzia che si tratta soltanto di razionalizzare, di creare le condizioni perché ci sia un ordine all'interno delle strutture in Sardegna e, ovviamente, per le prestazioni che si rendono necessarie e sufficienti. La volontà deve essere anche quella di evitare una realtà nella quale, in concorrenza con la stessa struttura pubblica, si ha il proliferare di iniziative che certamente non sono utili, creano soltanto scompensi e, molte volte, grazie anche ad avalli oscuri consentono lo svolgimento di prestazioni anche non conformi a legge.
Quindi, siccome nella sostanza siamo d'accordo, chiedo di riflettere sulla proposta dell'onorevole Vargiu per evitare di dare all'esterno la sensazione che da parte della maggioranza ci siano iniziative di tipo punitivo..
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, questa è una legge di riordino, improntata essenzialmente alla ricerca di regole di governo della sanità in Sardegna; e quando parliamo di regole di governo della sanità in Sardegna, non possiamo non pensare che va regolamentata una parte della sanità convenzionata, o ex convenzionata e accreditata. Quindi, è una necessità derivata dalla norma nazionale e andava quindi esplicitato meglio quel percorso, che noi abbiamo indicato, in legge.
Questo emendamento è stato fortemente discusso in Commissione, perché la Commissione aveva necessità di capire se, nell'adottare un regime ovviamente diverso rispetto a quello del passato, occorresse dare una garanzia a chi ha operato in questo settore per tanti anni e che rappresenta una realtà consolidata sia per numero di dipendenti, ma anche e soprattutto per la qualità e l'entità delle prestazioni fornite ad integrazione del servizio pubblico.
Sono stati dati dei termini e credo che vi sia un riconoscimento esplicito del problema nel comma 3, quando si parla di "contratti sostitutivi delle convenzioni in essere". I convenzionati dovranno comunque adeguarsi a dei requisiti che verranno individuati nelle linee guida sull'accreditamento, può darsi che qualcuno non sia nelle condizioni di potersi adeguare, può darsi che si apra anche un meccanismo di miglioramento della qualità con l'accorpamento, l'accentramento delle strutture e dei servizi. Io non vedrei la questione, in assoluto, nei termini così preoccupanti con i quali è stata espressa da alcuni colleghi, io direi che può essere un elemento di chiarezza per migliorare un servizio che già da molto supporta il servizio pubblico in questa Regione. Io non ho potuto partecipare ieri, per motivi personali, alla discussione in Aula, però, non si può dire che in questi sei mesi di discussione in Commissione non ci sia stata l'opportunità di entrare nel merito di queste questioni e di portare un arricchimento a questa proposta. Questa è la sintesi finale di una discussione che è stata lunga e anche molto difficile.
Molti colleghi esprimono perplessità rispetto alla tipologia di regole che vengono messe in campo. Io direi di guardare il complesso della legge; e il complesso della legge ci dice che noi, rispetto al disegno di legge numero 202, pervenuto a gennaio in Commissione, abbiamo fatto un lavoro di arricchimento. Abbiamo pensato, soprattutto, a stabilire regole certe, inserendole in un meccanismo che sia non solo un meccanismo di controllo, ma anche un meccanismo di contributo alla formulazione dei percorsi di tutte le categorie interessate.
Come ho detto anche nel corso della discussione generale, la preoccupazione del sistema politico, ma è una preoccupazione anche degli operatori, dei sindacati, delle associazioni, deriva dalla osservazione della figura del direttore generale; una figura anomala che ha in sé un potere straordinario che, se usato male, può far male, complessivamente, all'organizzazione del sistema, agli stessi operatori e soprattutto agli utenti quando i servizi non funzionano.
In questa legge noi abbiamo dato un valore al controllo, alle comunità locali, un valore al contributo di proposta, che mi sembra sia stato rimarcato più volte, abbiamo dato un valore fondamentale anche al contributo e al controllo degli stessi operatori, perché la discussione che c'è stata sul Consiglio dei sanitari, sulle modalità elettive, sull'importanza della partecipazione, ha evidenziato fondamentalmente le nostre preoccupazioni. Allora, noi tutti oggi siamo consci che quel sistema non funzionava e forse ancora oggi funziona male, perché l'eccesso di potere, non equilibrato, non controllato, non verificato, non partecipato porta a fenomeni quali l'eccesso delle consulenze, i privilegi, la mancanza di adeguamento dei contratti, il mancato rispetto dei contratti di lavoro sotto molti aspetti. La legge, che finalmente stiamo esitando, dà delle regole, dà certezze, dà opportunità, ma soprattutto consente un controllo dal basso, cioè da parte degli enti locali che ci chiedono servizi per le loro popolazioni.
Io credo che l'esitare questa legge sia un fatto straordinario per la nostra Regione perché consente di avere strumenti di organizzazione e di controllo che prima probabilmente non avevamo, consente di avere strumenti di partecipazione nella costruzione del progetto e del sistema. A mio avviso dobbiamo dare complessivamente un parere positivo; anche questo emendamento numero 68 credo vada in questa direzione. Dobbiamo avere fiducia. Quando si disegnano regole (io credo che non vi siano atteggiamenti di tipo persecutorio nei confronti di alcuno), le regole valgono per tutti, non per una parte soltanto degli utenti.
Io sono fiducioso che si costruirà un sistema che consentirà una maggiore competizione tra pubblico e privato, limitatamente almeno a questo settore; ma io non parlerei tanto di competizione, quanto di integrazione di servizi che il pubblico a volte non riesce a erogare.
In questo senso, questo privato convenzionato, suppletivo, sostitutivo o integrativo, credo riceva delle certezze dalle regole che adesso verranno messe in campo. L'auspicio è che, da questo punto di vista, non ci sia nessun rigore di tipo talebano, ma si ragioni in senso positivo anche con le associazioni, con le categorie che rappresentano questi soggetti e questi operatori nel momento in cui verranno elaborate le linee guida e le direttive da parte dell'Assessorato.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Ho avuto il modo di leggere con attenzione questo emendamento, proprio per l'interesse che ho notato in Aula, e solo adesso mi rendo conto che sarebbe da considerare una norma intrusa, perché se va considerata una norma di tutela allora qualcuno mi dovrà spiegare chi stiamo tutelando, perché io sinceramente non lo capisco. Credo che questa sia una norma intrusa perché non si può inserire una norma come questa in un provvedimento che entra in vigore dopodomani. Stiamo mettendo fine a contratti in essere. Poi qualcuno mi deve spiegare se i contratti sono tutti in essere perchè mi risulta, per esempio, che ci siano in atto dei contratti che non sono stati mai formalizzati. Qualcuno, inoltre, mi dovrebbe dire se questi contratti fanno riferimento alla specialistica ambulatoriale piuttosto che alle strutture sanitarie accreditate, perché nel testo non vi sono riferimenti a questo.
L'onorevole Pacifico dice che non c'è nessun intendimento persecutorio, a me pare invece che quanto previsto in questo emendamento sia una forma di ricatto. Peraltro, assessore Dirindin, nell'emendamento si fa riferimento alla delibera della Giunta regionale che disciplina gli accreditamenti e i contratti. Ora, se io non leggo male ed è così, perché impegnare il Consiglio su questa materia quando sarebbe più opportuno che con un'altra delibera la Giunta regionale ottenesse il risultato che vuole ottenere?
Io credo che ci sia ancora il tempo perché si valuti attentamente questo emendamento che non ritengo assolutamente giustificato; è infatti un emendamento che la Giunta ha proposto in corso d'opera, quando probabilmente sono arrivate sollecitazioni (evidentemente l'Assessore si era dimenticata di scriverlo nel testo originario), e quindi mi chiedo come si possa difendere una posizione di questo genere.
Mi meraviglia molto anche la posizione del relatore; ho ascoltato le sue considerazioni e devo dire che mi sarei aspettato quantomeno una formulazione diversa, ma sostenere una norma solo perché la si deve sostenere, beh, io credo che non sia una posizione apprezzabile, certamente non apprezzata da me; lo dico perché nel futuro si sappia di che cosa abbiamo parlato.
Io credo, ripeto, che ci sia ancora il tempo per rivedere questo emendamento; anzi, spero che nasca direttamente dall'Assessore, non dal Consiglio, l'intendimento di volerlo modificare, se non addirittura di ritirarlo, perchéci sono tutte le condizioni per far sì che la Giunta agisca al di fuori di questo testo di legge. Questo è l'invito che io rivolgo all'Assessore, oppure inviterei l'Assessore a dire qualcosa di più su questo emendamento, anzi deve dire molto di più, Assessore, perché noi non siamo d'accordo con ciò che è scritto nell'emendamento. Io in particolare non sono d'accordo, ma questo avrebbe anche poca rilevanza visto che il mio voto conta per uno, però verifichiamo soprattutto se questo emendamento ha motivo d'essere accolto dalla Presidenza del Consiglio.
A questo punto, onorevole Lai, su questa materia avremmo potuto infilare di tutto purché in nome del riordino della sanità, della tutela che non esiste in questa legge; questa non è tutela, questa non è riordino. Quanto previsto in questo emendamento viene proposto in occasione della discussione in Aula di una legge, non capisco per quale motivo, o meglio lo capisco, me ne faccio anche una ragione, forse, però io invito l'Assessore a ritirare questo emendamento o, quantomeno, a dare motivazioni più plausibili.
PRESIDENTE.. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, rapidamente, non credo che ci sia bisogno di ulteriori elementi per spiegare la ratio di questo emendamento. La Giunta condivide le proposte dell'onorevole Lai riguardo allo spostamento della data, entro la quale devono essere predisposti e sottoscritti i contratti sostitutivi, al 31 di marzo 2007, e l'inserimento della predisposizione di questi nuovi contratti sulla base di appositi indirizzi definiti dalla Giunta regionale. La Giunta quindi fa propri gli emendamenti proposti dall'onorevole Lai. Vorrei solo tranquillizzare coloro che avessero delle perplessità, riguardo all'adozione di regole anche in questo settore, che non è intenzione della Giunta avere un atteggiamento punitivo, demolitorio nei confronti di nessuno; l'Esecutivo nei limiti delle proprie possibilità intende semplicemente fissare delle regole, che saranno fatte rispettare, sulla base di un principio di equità nei confronti di tutti i soggetti erogatori.
Così come per il passato procederemo inoltre approfondendo e ascoltando i soggetti erogatori; in molti casi abbiamo adottato delle delibere che introducono un principio di gradualità nel percorso avviato, gradualità che sicuramente rallenta il raggiungimento degli obiettivi che l'Esecutivo si è dato, ma che consente di raggiungerli con maggiore serenità e senza problemi dal punto di vista sociale anche con coloro che sono erogatori per conto e a carico del servizio sanitario.
Ancora mi impegno, in qualità di Assessore, prima di proporre in Giunta la delibera degli indirizzi con i quali poi i direttori generali dovranno sottoscrivere i nuovi contratti, di informare in merito la Commissione sanità..
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 30. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 68. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, per dichiarazione di voto e per chiedere la votazione nominale con procedimento elettronico. Quando voteremo l'articolo successivo avremo magari modo di fare una valutazione complessiva sulla legge, al momento vorrei fare soltanto due considerazioni che mi premerebbe che l'Aula focalizzasse.
La prima è che la discussione su questo emendamento ha dimostrato che non esiste la lobby dei medici, e questa è una cosa utile per l'Aula. Mi sembra che proprio ieri ci sia stato uno scambio di battute tra Liori e Ibba su questo argomento e io condivido quanto detto dall'onorevole Ibba sul fatto che chi è in quest'Aula è un legislatore regionale che opera nell'interesse della Regione Sardegna, quindi non esistono interessi lobbistici. Se gli interessi lobbistici ci sono ci sono secondo l'accezione americana del termine, cioè sono interessi assolutamente visibili, portati avanti alla luce del sole e ognuno di noi, ovviamente, si batte come garante di un sindacato elettorale che è quello dei cittadini che lo hanno votato.
Premesso questo, vorrei anche dire che, ed è uno spunto di riflessione che ormai propongo semplicemente per il futuro, quello che noi abbiamo cercato di farvi fare sull'emendamento numero 68 è, non il nostro interesse, ma il vostro interesse; vi abbiamo ripetuto più volte che nel clima di conflitto sociale, di minaccia, si ottiene poco, nel clima di sollecitazione verso obiettivi condivisi, invece, si ottiene molto.
Su questo emendamento ci siamo detti che non è l'obiettivo che non si condivide, l'obiettivo l'ha scritto il decreto legislativo numero 229, l'hanno scritto ancora prima il "502" e il "517", è il metodo che non si condivide. Quando sento dire dall'Assessore, apprezzabilmente, che intende avviare un percorso con le associazioni professionali di categoria e che intende coinvolgere la Commissione, chiedo perché non inserire in legge questa volontà per mandare un segnale a coloro che insieme all'Assessore, al legislatore, agli altri operatori della sanità presenti comunque sul mercato devono garantire al cittadino una buona assistenza? Perché non gli vogliamo mandare un segnale di serenità? Perché gli vogliamo mandare, da questo Consiglio regionale, un segnale di muscolarità? Per rendere le cose più difficili, se il percorso è quello che l'Assessore dice di voler fare? Non lo capisco. E' una cosa strana quella che sta succedendo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 68 nel testo modificato dal consigliere Lai.
(Segue la votazione)
Rispondono si i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - OPPI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - FARIGU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 52
Astenuti 2
Maggioranza 27
Favorevoli 41
Contrari 11
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 31. A questo articolo è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 31 e del relativo emendamento:
Art. 31
Norme finali e abrogazioni
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati:
a) la legge regionale n. 5 del 1995;
b) la lettera c) del comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale n. 30 del 1998.
2. Sono altresì abrogati gli articoli da 1 a 13; i commi da 6 a 8 dell'articolo 14; i commi 4 e 5 dell'articolo 22; gli articoli da 28 a 33; l'articolo 44; gli articoli da 46 a 51 e gli articoli da 53 a 55 della legge regionale 24 marzo 1997, n. 10.
3. Il limite di cui al comma 3 dell'articolo 42 della legge regionale n. 10 del 1997 è stabilito in euro 200.000.
4. I pareri obbligatori previsti dalla presente legge sono resi, salvo diversa previsione, entro trenta giorni dal ricevimento della relativa richiesta; decorso infruttuosamente tale termine, il soggetto richiedente può procedere ugualmente all'adozione dell'atto o provvedimento sul quale è stato richiesto il parere.
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Cappai.
Articolo 31
Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 31 dopo le parole: "la legge regionale n. 5 del 1995" sono aggiunte le seguenti parole: "fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 19 sulle dotazioni organiche che resteranno efficaci fino all'adozionne dei requisiti di cui all'articolo 7 da parte della Giunta regionale". (125).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi consiglieri, come avevo annunciato rinuncio alle dichiarazioni di voto finali sulla legge e userò i minuti di questo intervento per fare, come ha fatto il collega Pacifico, un bilancio finale, ovviamente dal mio punto di vista e da quello dei Riformatori, sulla legge che stiamo per licenziare.
Il collega Pacifico ha detto cose condivisibili e altre meno condivisibili. Inizio dalle argomentazioni condivisibili che non sono riferite in maniera rigida e rigorosa alla normativa di legge, ma sono riferite allo spirito con cui poi la legge si dovrà calare nella realtà sanitaria sarda. Il collega Pacifico ha detto che non vi è alcun rigore talebano. Non sono parole mie, sono parole di un autorevole esponente dei DS, membro della Commissione sanità di questo Consiglio regionale.
Io però ribalto il ragionamento e dico che se non ci fosse il rischio di rigori talebani il collega Pacifico non avrebbe avuto alcun motivo di fare questo appello; in assenza di un rischio di questo genere infatti nessuno evocherebbe fantasmi non appartenenti alla propria cultura. Significa che il collega Pacifico percepisce, come lo percepisce chi in questi banchi esercita il ruolo di minoranza, il rischio che ci sia un fervore di tipo talebano.
Allora se c'è stato fervore di tipo talebano, se in qualche misura ci sono stati eccessi di ideologismo nella gestione della sanità in Sardegna, io vorrei chiedere a chi eventualmente li ha praticati all'interno del centrosinistra se si è soddisfatti di questo rigore, di questi eventuali eccessi. A giudicare dai risultati e dai commenti che autorevoli esponenti della vostra stessa maggioranza hanno rilasciato in merito alla sanità sarda direi che non siete soddisfatti.
Se non siete soddisfatti - vi ripropongo un piccolo pezzo del ragionamento fatto prima - è possibile che sia giunto il momento di cambiare strada, quindi di individuare un modo diverso di approcciarsi alla realtà sanitaria sarda. Ed è un modo diverso che parte anche da alcuni presupposti che sono connessi al vostro ragionamento. Voi dite: "Siamo arrivati per spezzare anni di consociativismo, di collusioni tra politica e sanità". Bene. Se ci sono le collusioni tra la politica e la sanità ci devono essere collusi, nel senso che oltre ai politici, che sono automaticamente indicati come colpevoli delle collusioni, ci devono essere i collusi anche nella sanità.
Allora, se ci sono i collusi è possibile questi appartengano ad entrambi gli schieramenti di questo Consiglio regionale, anzi, se ci sono le collusioni per forza provengono da entrambi gli schieramenti.
Oltretutto è anche possibile che i collusi cambino schieramento a seconda di chi è in quel momento, come suol dirsi, il "padrone del vapore". Ma questo è un fenomeno noto e sul quale non vale la pena di spendere neanche una parola aggiuntiva. Però, ciò premesso, se ci sono le collusioni queste sono, appunto, tra esponenti appartenenti a schieramenti diversi. Voi avete, come me, in mente decine e decine di questi casi, quindi io non ve ne cito neanche uno perché so che non è necessario ai fini della comprensione reciproca.
Concluso questo ragionamento, se è vero che i collusi appartengono ad entrambe le parti è altrettanto vero che quelli che vorrebbero spezzare le collusioni dovrebbero appartenere anche loro ad entrambi gli schieramenti. Per cui se automaticamente si sceglie, per scelta ideologica talebana, di avere un fervore che invece è legato all'appartenenza politica o alla presunta appartenenza politica, automaticamente si sceglie di decidere che il numero degli alleati è la metà rispetto a quello che si potrebbe avere nelle politiche di cambiamento, perché se persone disponibili al cambiamento ce ne sono in entrambi gli schieramenti, se si sceglie una politica di tipo ideologico nel portare avanti alcuni provvedimenti e se si sceglie il rigore talebano nel perseguitare parti della società sarda, beh, è automatico, che si riduce alla metà il numero degli alleati e si raddoppia, per contro, il numero dei nemici. Quanti più nemici, tanto più onore.
Io non credo però che questo ragionamento valga in politica. Anzi, credo che in politica il ragionamento vada ribaltato e che per raggiungere degli obiettivi importanti sia necessario, nei limiti di quanto questo è possibile, senza creare le collusioni, ottenere condivisione. Io perciò vi ribadisco che, per quanto attiene la sanità, sugli obiettivi le condivisioni sono molto più ampie e vanno ben al di là dello schieramento di centrosinistra. E sui metodi è possibile che le divisioni legate all'appartenenza siano inferiori a quelle che qualcuno pensa.
Che cosa significa? Significa non che non esiste un approccio di destra o un approccio di sinistra alla sanità, ma che se esistono degli obiettivi è possibile che una parte di soluzioni sia o neutra o comunque accettabile, con qualche adeguamento da entrambe le parti. Allora, se questo è, riflettete. Riflettete e cercate di darvi strumenti, per poter realizzare la riforma della sanità in Sardegna, che siano diversi rispetto a quelli previsti in questa legge; una legge che non è efficace dal punto di vista dell'iniziativa riformista perché - ma l'abbiamo detto mille volte, non ve lo ripeto - non fornisce gli strumenti, e non è neanche efficace dal punto di vista del cambiamento del clima all'interno della sanità perché le poche, veramente poche, disposizioni che inserisce mantengono un clima di tensione che non è funzionale agli obiettivi che voi avete e che, tutto sommato, abbiamo anche noi. Credeteci.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Spero che questo sia il mio ultimo intervento. Anche oggi riusciremo a esitare un provvedimento che è importante, certamente, ma sul quale io mantengo tutte le perplessità che ho evidenziato nel corso del dibattito. Abbiamo cercato nella giornata odierna e nei giorni scorsi, di smussare lo scontro, superandolo, che esisteva in quest'Aula, determinato dagli atteggiamenti forti, e anche ingiustificati, assunti da alcuni colleghi.
La legge è una legge che serve; nonostante tutti gli apporti che noi abbiamo dato (alcune proposte sono state accolte anche stamattina, e ancor prima in Commissione), avremmo potuto fare una legge migliore però l'importante è che questa legge ci sia. Io ribadisco di aver cercato, per esempio, sulla ricerca biomedica, di migliorare in Commissione, l'impostazione del finanziamento che è stato portato al due per mille Così come credo che noi abbiamo contribuito, questo lo voglio dire, a rendere snella la struttura della Agenzia della sanità che, così come era stata impostata, prevedeva una pletora di figure di esperti, ma senza grande profilo. L'attuale struttura dell'Agenzia, approvata all'unanimità dalla Commissione, assolve alle funzioni di istituto in modo puntuale, è stata dotata di persone di prestigio di quel minimo di organico composto anche da figure non altamente professionali ma con alla testa una figura che deve essere, certamente, di alto profilo professionale.
Ho già detto, e lo ribadisco, che all'interno di questo provvedimento vi sono alcune sanatorie. Una prima sanatoria è quella che riguarda alcune figure che, anche secondo la valutazione dell'Assessore, e posso essere d'accordo che abbia chiesto delucidazioni al nuovo Ministro, sulla base della legge dobbiamo verificare se hanno i titoli oppure non li hanno, non aspettare un anno o due perché questo non serve. Così come ritengo che si sia sanato, mi consenta di dirglielo (lo dico in un modo molto soft perché sono indirettamente ma personalmente interessato) un dipartimento, la struttura dipartimentale la stiamo realizzando oggi ma un dipartimento, anche se in via sperimentale, in Sardegna è già operativo, questo vuol dire che stiamo sanando una situazione. Ma io non ho nulla da eccepire, dico soltanto che questo è un altro tassello che stiamo sanando. Ugualmente mi arrogo il titolo e il diritto di dire, ma queste affermazioni sono già agli atti della Commissione, che ci sono provvedimenti di tipo amministrativo che devono seguire un loro iter. Questa affermazione la ribadisco oggi in chiusura perché alcuni colleghi si sono voluti lanciare in avanti, però senza paracadute, dicendo che avrebbero ottenuto chissà quale risultato.
Per quanto riguarda le aziende miste, Presidente, avevo detto due anni fa, a chiare lettere e con la grinta che mi contraddistingue, con atti, ma allora non si poteva fare niente, quello che oggi si sta facendo. Le stesse cose le hanno ripetute i rettori delle università, i presidi delle Facoltà di medicina perché quel protocollo è carta straccia! Oggi lo possiamo sanare. Cerchiamo di recuperare il tempo perduto perché non abbiamo potuto fare quei corsi formativi che ci avrebbero fatto acquisire quelle figure professionali di cui in Sardegna, siamo carenti.
Ovviamente noi voteremo contro però, ogni tanto, riconosceteci di aver contribuito in modo efficace all'approvazione di questa legge. Io do atto alla dottoressa Dirindin di aver accolto, anche stamattina, alcuni suggerimenti in un clima che è finalmente diventato sereno perché il clima di scontro non serviva a nessuno, soprattutto visto che lunedì si terrà un incontro con il ministro Letta.
Noi siamo coerenti sulle posizioni che assumiamo, però vogliamo rispetto soprattutto quando siamo determinanti e corretti nel consentirvi di esitare dei provvedimenti sui quali avete delle difficoltà. Quando prima ho chiesto, al Presidente la verifica del numero legale, l'ho fatto come sollecitazione, ma il nostro orientamento era comunque quello di consentirvi in mattinata di approvare questo provvedimento.
Questo ci deve essere riconosciuto perché senza il nostro senso di responsabilità i tempi sarebbero slittati e saremmo andati alla prossima settimana. Se alcune cose, sulle quali avevamo preso impegni, non sono state esitate è per vostra responsabilità. Non compete a noi garantire il numero legale nelle Commissioni o in Aula dove, anche stamattina, sono arrivato fra i primi e dove fino alle 10 e 20 c'erano dieci persone. Con questo sto dicendo che tutti dobbiamo compiere il nostro dovere nell'interesse della Sardegna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, in questo mio intervento conclusivo, vorrei fare un riferimento ad un documento che da due anni a questa parte porto sempre in borsa; è la parte delle dichiarazioni programmatiche del presidente Soru che riguarda la sanità e derivata dal documento programmatico della coalizione "Sardegna insieme," presentato ai cittadini nel corso della campagna elettorale, che mi pregio in piccola part, di aver anche contribuito a formulare.
I primi punti di quel programma li ritrovo in questa legge, perché quando noi parliamo di garanzia dei livelli di assistenza, di prevenzione, di cultura della promozione della salute, di equità all'interno del sistema dell'accesso, di tempestività, di appropriatezza della qualità delle cure, di responsabilizzazione dei soggetti coinvolti, di tutti i soggetti coinvolti nella sanità, pubblici e privati, convenzionati o meno - il discorso che facevamo prima - di qualità delle prestazioni, di integrazione sociosanitaria, richiamata spesso in questa legge, di sviluppo della conoscenza, a proposito della ricerca, mirata al superamento dei limiti attuali per le malattie croniche che affliggono la nostra regione, e così via a seguire in almeno cinquanta passaggi di queste dichiarazioni programmatiche io ritrovo, quasi, punto per punto, gli articoli di questa legge e i contenuti che all'interno di questi articoli ci sono. Con il recepimento del decreto legislativo numero 229, finalmente possiamo contribuire a costruire un sistema di regole che governi la sanità in Sardegna.
Io davo un valore prioritario a questa legge, , prioritario anche rispetto al Piano sanitario, perché è inutile avere dei grandi obiettivi se poi non si hanno gli strumenti per poter governare i processi. Con questa legge, finalmente, noi abbiamo degli strumenti che ci consentono di fare questo e, da questo momento, si può finalmente iniziare a fare un ragionamento diverso anche sul Piano sanitario.
Colgo l'occasione della presenza in Aula del Presidente, per ricordare che nel nostro programma abbiamo inserito nel comma 3 del capitolo sulla sanità il paragrafo su "Promuovere qualità e appropriatezza delle cure",nel quale abbiamo parlato di organizzazione di strutture, di forme di assistenza e anche di ospedali, abbiamo parlato soprattutto di Piano sanitario regionale dicendo che il Piano sanitario definisce le linee generali, i metodi, gli strumenti di programmazione del sistema sanitario regionale e che la sua adozione disegna la riorganizzazione della rete dei servizi con particolare riferimento al Piano regionale dell'assistenza ospedaliera. Ho ricordato queste disposizioni perché sono nate molte polemiche rispetto a quanto è avvenuto in Commissione e rispetto alla discussione che c'è stata tra di noi. Io credo che noi dobbiamo essere aderenti alle cose che diciamo, quando le diciamo in campagna elettorale, quando formuliamo i programmi e non dobbiamo avere paura di essere coerenti, né dobbiamo nascondere le cose per paura che questo possa essere demagogicamente strumentalizzato.
Se dobbiamo, come dovremo, fare dei sacrifici, se dobbiamo, come dovremo, ridisegnare una rete ospedaliera adeguata ai bisogni di questa Regione è giusto che le cose avvengano nella sede istituzionale propria della programmazione e che le forze politiche, i gruppi consiliari, abbiano il coraggio di affrontare questa discussione con grande coerenza, con fermezza e con responsabilità rispetto ai cittadini, senza aver paura di dire che una strumento si elimina perchè non vi è più necessità che ci sia, perché si dà qualcosa in più rispetto a questo tipo di bisogni.
Colgo ancora l'occasione per affermare un principio dal quale io non mi discosterò in quest'Aula per quanto riguarda la discussione futura. Io da quando sono stato nei collettivi universitari, con i sindacati e nei partiti a fare politica mi sono sempre battuto contro una sanità privata che ho sempre ritenuto parassita; questo l'ho sostenuto per tantissimi anni, per 25 anni, perché questo privato ha condizionato spesso e volentieri le politiche pubbliche. Allora, noi oggi stiamo andando incontro ad una razionalizzazione, e lo vedremo poi col Piano, di grande importanza dopo tanti anni, con un taglio notevole dei posti letto per acuti, una ridistribuzione dei posti letto verso la lungodegenza, verso i day hospital, verso l'hospice, verso l'attività diurna; dovremo far capire alle nostre comunità, alla nostra gente, che questo sistema, tutto incentrato su posti letti per acuti a volte inutilizzati o che comunque produceva una sanità non di qualità nei nostri territori, dovrà essere rivisto e che i tagli, a volte, portano dei benefici perché si potranno dare servizi migliori, sostitutivi e diversi.
Ma nel momento in cui noi chiediamo un sacrificio di tale rilevanza nel sistema pubblico, si deve parlare anche di sistema privato e di una presenza di un privato in Sardegna che, inserito in un contesto che affronterà un passaggio di grande debolezza e di riorganizzazione, potrebbe portare degli elementi di ulteriori difficoltà rispetto a quanto noi stiamo mettendo in campo. Allora io credo che noi dovremo affrontare questa discussione con serenità, con mente aperta, con grande fermezza anche rispetto alle diverse posizioni, ma tenendo conto che tutti noi vogliamo raggiungere l'unico obiettivo di dare risposte ai cittadini, , non con sotterfugi: non ci si deve nascondere rispetto a queste questioni; si sente spesso parlare di strutture private di un certo tipo, infatti, senza sapere in quelle strutture private che tipo di servizi dovranno essere inseriti, che tipo di specialità, se medie, alte e basse. Così come noi nel Piano sanitario non possiamo scrivere, faccio un esempio non calzante, ma giusto un esempio, che individuiamo in Sardegna due cardiochirurgie per poi scoprire che, al limite, ne nasce una terza che è fuori dal contesto e che può creare delle difficoltà.
Allora, se la discussione in Commissione e poi in Aula ha portato ad esitare un buon prodotto da un punto di vista legislativo, cioè una legge che disegna regole precise ed importanti e che farà del bene alla Sardegna, io auspico che con lo stesso spirito, anche con una discussione forte, ma con la stessa trasparenza con cui abbiamo affrontato la discussione su questa legge affronteremo la discussione sul Piano sanitario regionale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il parere del relatore sull'emendamento numero 125 è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 32. All'articolo 32 è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 32 e del relativo emendamento:
Art 32
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, valutati in annui euro 2.372.250.000, si fa fronte con le risorse previste dal Fondo sanitario nazionale e con le risorse integrative regionali per le stesse finalità, iscritte in conto delle UPB S12.029 e S12.030 del bilancio della Regione per l'anno 2006 e delle UPB corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 ed in quello pluriennale per gli anni 2006-2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
12 - SANITÁ
spesa
in diminuzione
UPB S12.030
Spese per il Servizio sanitario regionale
2006 euro 30.000
2007 euro 500.000
2008 euro 500.000
in aumento
UPB S12.036
N.I. 0109 Tit. I Dir. 01 Serv. 02
Agenzia regionale della sanità e Comitato tecnico scientifico per la ricerca biomedica e sanitaria
2006 euro 30.000
2007 euro 500.000
2008 euro 500.000
3. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge fanno carico alle UPB S12.029, S12.030 e S12.036 del bilancio della Regione per l'anno 2006 e per gli anni 2006-2008 e alle UPB corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
Emendamento soppressivo parziale Giunta Regionale
Articolo 32
Nel comma 1 è soppressa la seguente frase: "valutati in annui 2.372.250.000". (124).)
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 124. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 32. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 33.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 33:
Art. 33
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.)
(E' approvato)
Passiamo alla votazione finale della legge. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, data l'ora sarò brevissimo, ma non ci si può sicuramente esimere dall'esprimere una grande soddisfazione e un ringraziamento, a tutta la Commissione, nelle sue componenti di maggioranza e minoranza, che ha consentito di giungere oggi in Aula a questo risultato.
Qualcuno ha detto che abbiamo perseguito questo risultato in maniera ossessiva, ma io credo però che se ossessione c'è stata è stata rivolta alla ricerca della sintesi e della mediazione; sintesi perché le diverse proposte, le sollecitazioni, i contributi che sono pervenuti numerosi, dal Consiglio e naturalmente anche dall'esterno, sono stati presi tutti in considerazione, mediazione perché le proposte sia dei diversi schieramenti, ma talvolta anche quelle provenienti dall'interno di uno schieramento, erano molto distanti fra loro.
Credo sia utile definire questa una legge nuova, una legge molto più ampia rispetto ai testi iniziali che sono arrivati in Commissione . Più volte è stato rilevato che questa è una legge che fa chiarezza, è una legge che dà garanzie e dà certezze nell'ottica di consentire programmazione, verifica e controllo in maniera reale e non soltanto a parole, è una legge che coinvolge i territori, che dà significato agli enti locali nei quali noi tutti crediamo.
E' una legge di riordino, è una legge di vera riforma per chi, naturalmente, ci crede, è una vera riforma della sanità, è la dimostrazione di come noi vogliamo rispondere alla lunga attesa.
Io non entro nel merito dei contenuti che, nell'ampia discussione, sono stati toccati, è vero però che ce ne sono alcuni importanti come l'articolo che istituisce l'Agenzia regionale e che, pure in attesa di una legge quadro, entra in merito alla ricerca biomedica e sanitaria. Un altro argomento importante attiene alla distribuzione delle risorse. Il fondo sanitario regionale non può non tener conto della realtà della nostra isola, deve per forza garantire livelli essenziali di assistenza, perché questo è fondamentale e sta alla base, naturalmente, di questo provvedimento, ma è anche vero che esistono anche altri aspetti che incidono e che bisogna, naturalmente, valutare.
Io credo che la mia soddisfazione, espressa all'inizio, in conclusione mi deve consentire di rivolgere una sollecitazione,
affinché coloro che hanno partecipato attivamente, e io qua naturalmente lo sottolineo, che hanno consentito alla Commissione di lavorare, esprimano un voto non contrario a questa legge, perché credo che sia questo l'unico modo per dire che non stiamo dando segnali di muscolarità ma bensì segnali di serenità relativamente alla riforma di un settore della nostra Regione veramente importante.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
Signor Presidente, onorevoli consiglieri, solo due parole per dire che questa è una legge importante di cui abbiamo bisogno, che ci consente di fare un altro passo avanti, e non sarà l'ultimo, nell'azione che stiamo portando avanti. Una volta approvata, questa legge costituirà un punto di partenza dal quale dare avvio ad una serie di adempimenti che sicuramente impegneranno non soltanto i prossimi mesi ma anche i prossimi anni.
Io mi associo ai ringraziamenti che sono già stati fatti dall'onorevole Masia, ringrazio la Commissione e in particolare il suo Presidente per il lavoro svolto in questi mesi con molta fatica; il dibattito qualche volta è stato acceso ma, sicuramente, anche molto utile per migliorare il disegno di legge che la Giunta ha presentato alla Commissione i cui componenti ringrazio per il contributo dato al miglioramento del disegno di legge.
Io ritengo che questa sia una legge importante perché consente di recuperare il ritardo esistente nel recepimento di un insieme di regole senza le quali il miglioramento della sanità sarebbe certamente più difficile. Mi permetto, per questo motivo, di associarmi all'invito che è stato rivolto all'intera Aula consiliare affinchè questa legge venga approvata da tutti i rappresentanti dei cittadini della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Per dichiarare il voto contrario e comunque per ricordare all'onorevole Masia, all'onorevole Ibba, all'onorevole Lai, che molto si sono impegnati perché questa legge venisse approvata, e ovviamente all'Assessore che ha ritenuto di dover opportunamente ringraziare, che nessuno di voi verrà ricordato per aver fatto cosa gradita ai sardi. Verrete certamente ricordati per essere stati ottimi consiglieri regionali, rappresentanti del popolo, l'Assessore no, perché non è un consigliere, ma certamente nel futuro - lo verificheremo perché abbiamo la convinzione che molti di noi rimarranno qui ancora qualche lustro - ci ricorderemo di questa legge. Quando torneremo in Aula per modificarla, modifiche che non proporremo noi, ma che sarete costretti a proporre voi, così come è già successo e l'onorevole Lai sa di che cosa parlo, discuteremo di nuovo di questo fatto.
Certamente non avete reso un buon servizio ai cittadini sardi, ma credo che anche politicamente abbiate perso una occasione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Colleghi, io mi ero impegnato a non intervenire in dichiarazione di voto, ma non immaginavo che ci venisse rivolto un invito al quale, a differenza di quello che molti di voi hanno fatto, io ritengo cortese rispondere. Credo infatti che sia un atto, oltre che di cortesia istituzionale, anche doveroso in un'Aula parlamentare.
Io dico che, purtroppo, non possiamo aderire né all'invito del collega Masia, né a quello dell'assessore Dirindin: oggi il nostro voto è contrario. Però aggiungo una cosa. Il voto contrario di oggi deriva semplicemente dalla valutazione su una legge alla scrittura della quale non siamo stati invitati a partecipare, se non per porzioni e per parti estremamente marginali, ed è la fotografia dello stato degli attuali rapporti sulla sanità tra maggioranza e minoranza.
Rapporti che non abbiamo scelto noi, nel senso che noi tante volte abbiamo aperto, anche nelle dichiarazioni che ho reso a quest'Aula pochi minuti fa, la strada a una collaborazione nel rispetto delle differenze per la valutazione degli eventuali obiettivi condivisi e per l'individuazione di un clima che aiuti voi, anzi io direi che aiuti la sanità sarda, che aiuti la salute dei sardi.
Per raggiungere gli obiettivi, in sanità è indispensabile la condivisione di una parte dei metodi e di tutti gli obiettivi; quindi io non posso che reiterare la disponibilità già espressa però dicendovi che il pallino non è in mano nostra, il pallino è in mano vostra, nel senso che se voi ritenete che il clima che ha caratterizzato la sanità sarda in questi primi due anni di legislatura sia quello migliore per farvi ottenere dei grandi risultati, per cambiare lo stato di qualità dell'assistenza che viene erogata ai sardi, voi governate, voi comandate, voi continuate ad andare avanti in quella direzione e noi non possiamo che regolarci di conseguenza.
Se invece da parte vostra c'è la volontà di iniziare un ragionamento, la volontà di svelenire un clima, la volontà di individuare sul serio chi vuole cambiare, chi vuole conservare, non possiamo che ripetervi quello che vi abbiamo ripetuto mille volte in questi due anni: noi siamo qui e siamo a disposizione, come abbiamo detto nella passata legislatura quando avevamo responsabilità di governo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io penso che non ci sia peggior sordo di chi non vuole sentire: questi ultimi tre interventi erano fuori luogo.
Io non ringrazio il Presidente della Commissione al quale, per inteso, ho rivolto delle accuse; queste accuse sono state recepite e verrà formulata una lettera. Vedete, nella storia dello Statuto autonomistico, non è mai successo che si facessero riunioni, come ha dichiarato nel suo intervento l'onorevole Masia, preliminari oppure successive con i Gruppi della maggioranza. Non è possibile che si utilizzino le strutture istituzionali per fare le riunioni.
Presidente Soru, mi consenta di dirle che i "ragazzi", li chiamo "ragazzi", sono presenti in Commissione quando c'è la dottoressa Dirindin per modificare, correggere, eccetera, altrimenti sono assenti; tanto è vero questo che il Presidente della Commissione, in una lettera, proprio perché non hanno mai garantito, o quasi mai, la presenza prevista per Regolamento, pur avendo tutti i numeri, ha avanzato una proposta di modifica del Regolamento.
Detto questo,noi vi diamo una mano, voi ci date uno schiaffo. Anche oggi avete parlato di annosi ritardi, su questo provvedimento, un provvedimento che, voi dite è di competenza della Giunta. State dicendo corbellerie! Questo è un testo unificato di un disegno di legge e di quattro proposte di legge rappresentative dell'intero Consiglio.
Vi abbiamo dato "una mano e un piede"; avete chiesto nei corridoi avete voluto inserire la razionalizzazione come se fosse un vincolo, poi l'avete corretta, fate una cosa oggi e la modificate domani su commissione. Io quando prendo un impegno col Presidente lo rispetto.
Vi ho già detto "che voi non avete nelle vostre fila la grande personalità. Io, per esempio, ho contestato Capelli, ho bloccato leggi, perché abbiamo il coraggio delle nostre scelte, voi invece non l'avete. Venite ancora a offenderci quando la stessa dottoressa Dirindin ha detto, su una mia esplicita precisazione, che sulla legge di recepimento della "299", dopo la modifica della Costituzione, non si poteva far niente. E sulla legge numero 5 qual è il ritardo? Nel 1993-1994 è stato varato un provvedimento dai contenuti all'avanguardia al quale si fare sarebbero potute apportare piccolissime modifiche; ma io non vi ho accusato di non aver fatto niente nei cinque anni dal '94 al '99!
Io non vi ho più detto, l'abbiamo lasciato agli atti del Consiglio, che di fatto è una legge pessima, che di fatto abbiamo manager che vogliono fare gli imprenditori; non ve l'ho ripetuto ogni secondo, vi ho dato e vi abbiamo dato oggi la possibilità, con senso di responsabilità, di approvare una legge evitando le lacerazioni.
Ma se voi neanche ci ringraziate e, anzi, contemporaneamente ci accusate e dite che il merito è tutto vostro perchè le nostre richieste non sono state accolte, mi permetto di dirvi (noi ovviamente avremmo fatto lo stesso), ci dispiace dottoressa Dirindin, che non possiamo che votare contro questa legge. Una legge che sarà anche oggetto di impugnazione su alcuni punti che, come ho precisato nel corso della discussione degli articoli, non hanno il crisma della legalità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo alla fine di un lavoro faticoso per cui vi invito a rispettare i tempi. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, io non avrei fatto nessuna dichiarazione di voto, anche perché in pochi minuti non è che si possa aggiungere molto a quello che è già stato detto, ma dopo l'invito del presidente Masia e dell'Assessore ad esprimere un voto favorevole su questa legge, io non posso che intervenire per ribadire perché noi voteremo invece no a questa legge. Vi dico solo questo. In Commissione sono stati presentati, quasi tutti dall'opposizione, più di cento emendamenti, quasi tutti sono stati respinti al mittente. Faccio l'esempio della discussione sull'emendamento numero 68 in merito al quale l'unica garanzia che avete saputo darci, a fronte di tutte le nostre obiezioni e anche delle preoccupazioni di migliaia di lavoratori, è stata solamente quella di avere fiducia in voi. Ora, io quando nel mio intervento sulla discussione generale ho detto che si trattava di un provvedimento tutto vostro, dicevo semplicemente la verità, quindi non è una legge di tutta la Commissione, non è una legge dell'Aula intera, ma è una legge vostra e della quale voi, credo, vi dovete assumere tutte le responsabilità.
Io dico soltanto che abbiamo perso anche stavolta una grande occasione: quella di scrivere un testo che potesse rappresentare davvero un modello regionale sardo; invece avete voluto mantenere in piedi tutti quei criteri che in passato avevate tanto criticato. Volevamo una legge efficiente che desse delle risposte immediate alle esigenze dei cittadini e degli ammalati, ma soprattutto che desse risposte in tempi brevi in modo omogeneo in tutto il territorio regionale. Ci troviamo invece di fronte una legge appesantita da una pletora di commissioni, di sottocommissioni di conferenze, di sottogoverno e tutto il resto.
Mi ha stupito quindi una vostra dichiarazione nella quale avete affermato di dare, con questa legge, valore al controllo. Ebbene, è una legge dove tutti controllano tutto e tutti. Noi non possiamo che votare contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Presidente, avrei voluto essere disponibile nei confronti della Presidenza e non intervenire, se non fossi stato sollecitato soprattutto dagli ultimi interventi. Ma essendo questa una dichiarazione di voto, io dichiaro che voterò a favore di questa legge non perché ho concorso insieme con gli altri colleghi a scriverla, ma perché è una buona legge, ed è una buona legge perché alla sua elaborazione, alla stesura dei suoi punti salienti hanno partecipato con senso di responsabilità, direi quasi più civica che politica, i colleghi e gli amici dell'opposizione.
E' vero infatti che senza molti dei loro suggerimenti, senza molte delle loro indicazioni, senza la loro disponibilità, probabilmente non saremmo arrivati a questa formulazione, con questa tempistica. Per cui il ringraziamento va anche all'opposizione che, proprio perché è opposizione, deve votare contro la legge, altrimenti che razza di opposizione sarebbe.
E' anche giusto, inoltre, il ragionamento che fanno i colleghi del centrodestra quando dicono che l'aver concorso a definire alcuni punti, alcuni passaggi, non significa che questa legge debba essere attribuita totalmente o parzialmente al centrodestra,. Ma ciò non toglie che il contributo, come dire, in positivo ma anche, in negativo, che è stato dato, sia stato un contributo importante.
Nel parlare di contributo in negativo mi riferisco, in maniera particolare, a tutte quelle occasioni e circostanze, nelle quali gli amici del centrodestra avrebbero potuto fare fuoco di sbarramento, - e peraltro, in questo, devo riconoscere che sono anche molto bravi - pur tuttavia non l'hanno fatto.
Questa è una legge che ha le caratteristiche, come dire, dell'impostazione politica di questo governo, è coerente con i suoi principi, con i principi espressi durante la campagna elettorale e confermati in questi due anni di governo, e nasce, così come nasce, anche perché il centrodestra ha concorso a farla nascere, pur essendo la paternità del centrosinistra.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato 45 - 53 - 68 - 202 - 211/A.
(Segue la votazione)
Rispondono si i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - OPPI - RANDAZZO - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 56
Astenuti 1
Maggioranza 29
Favorevoli 43
Contrari 13
(Il Consiglio approva).
Regione Sarda, con particolare riguardo alla questione delle entrate regionali.
PRESIDENTE. Colleghi, l'ordine del giorno prevede la prosecuzione della discussione sulle mozioni 72 e 74 e sulle dichiarazioni rese dal Presidente Soru; discussione precedentemente sospesa in attesa della predisposizione di un ordine del giorno unitario. Vi chiedo la cortesia di attendere 10 minuti, facciamo una breve sospensione, per mettere a punto il testo dell'ordine del giorno che andrà votato dall'Assemblea. .
(La seduta, sospesa alle ore 14 e 29, viene ripresa alle ore 15 e 34.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. A conclusione della discussione sulle mozioni numero 72 e 74 e sulle dichiarazioni del Presidente avvenuta in quest'Aula il 14 luglio, è stato presentato un ordine del giorno unitario che ci consentirà di presentarci agli appuntamenti dei prossimi giorni con una posizione comune, anche se restano in piedi opinioni diverse che non sono annullate.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno:
ORDINE DEL GIORNO MARROCU - FLORIS Mario - BIANCU - LA SPISA - LICHERI - BALIA - ARTIZZU - PORCU - OPPI - VARGIU su un nuovo accordo istituzionale e politico con il Parlamento e il Governo da realizzare nel corso della XV Legislatura.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PRESO ATTO del dibattito che si è svolto nei giorni 31 maggio 2006 e 1° giugno 2006 sulle mozioni n. 72 e n. 74 e nella seduta del 14 luglio 2006 sulle dichiarazioni del Presidente della Regione;
SOTTOLINEATO che tutti gli intervenuti al dibattito hanno condiviso l'esigenza che, nel momento in cui si avvia, a livello di Parlamento nazionale e di Governo, la XV Legislatura repubblicana, venga verificato lo stato di attuazione del precedente Accordo Stato-Regione e per un suo aggiornamento che affronti e risolva le questioni, da troppo tempo sospese, delle riforme costituzionali e istituzionali, delle risorse e dello sviluppo della Sardegna da attuarsi nel corso della legislatura;
RITENUTO che sia opportuno e necessario intraprendere due distinti e convergenti percorsi, che coinvolgano, da un lato, gli organi rappresentativi e legislativi della Repubblica e, dall'altro, gli organi di governo dello Stato,
impegna
1) il Presidente della Regione a farsi promotore di una iniziativa interistituzionale (Giunta regionale, province e comuni, per il tramite della Conferenza permanente Regione-enti locali, CREL, Parternariato economico-sociale) per l'immediato avvio di un confronto con il Presidente del Consiglio, i ministri ed i sottosegretari sardi per la verifica dell'Intesa istituzionale di programma per un suo aggiornamento volto a delineare ed a definire tutte le questioni aperte Stato-Regione e quei processi di crescita e di sviluppo della Sardegna anche in funzione del ruolo che ha nel Mediterraneo come anello di congiunzione tra l'Italia, l'Europa ed i Paesi Afro-Asiatici;
2) il Presidente del Consiglio regionale a farsi promotore di una iniziativa interistituzionale (Consiglio regionale, province e comuni, per il tramite del Consiglio delle autonomie locali) per un incontro con il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato e il Presidente della Camera per avviare, con i due rami del Parlamento, attraverso il coinvolgimento dei parlamentari sardi, tutte le procedure necessarie per conseguire quei processi di riforma istituzionale che la Sardegna rivendica e che sono i presupposti di una Regione moderna ed innovatrice. (1).)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno non può essere illustrato, ma possono essere svolte solo dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, ovviamente voteremo a favore di questo ordine del giorno nel quale abbiamo cercato di trasmettere il nostro alto senso del dovere e di responsabilità, anche a seguito delle interlocuzioni che ci sono state, favorite da un incontro che abbiamo avuto col Presidente del Consiglio regionale. Comprendiamo che questo percorso che stiamo per intraprendere sarà un percorso difficile, con molti ostacoli.
D'altra parte, signor Presidente, questo ordine del giorno unitario dovrebbe farci riflettere sul fatto che molte volte i ritardi non sono perdite di tempo, ma sono occasioni che possono produrre effetti positivi per quanto riguarda la Sardegna nel suo complesso. Inoltre, nel momento in cui, proprio in questi giorni, la Lombardia e il Veneto si apprestano a presentare allo Stato proposte di modifica dei propri statuti attraverso una legge regionale, riproducendo il metodo Catalogna, - ossia il federalismo, che non è solo il federalismo fiscale, ma la richiesta di competenze esclusive previste dal titolo V della Costituzione - nel momento in cui in queste e in altre regioni si profila il percorso di promuovere referendum consultivi regionali c'è sembrato che il senso di responsabilità dovesse prevalere.
Al di là, quindi, della formulazione e anche delle titubanze e dei dubbi che ci possono essere su questo ordine del giorno, che mi pare abbastanza rappresentativo della nostra realtà, noi riteniamo che una volta trovato l'accordo sul metodo, si possa definire una piattaforma su cui convergere e, quindi, far confluire in un unico percorso unitario queste posizioni che possono essere viste come divergenti. Ci sembrava anche che presentarci disuniti di fronte al Governo nazionale, in occasione della visita del Sottosegretario, avrebbe significato creare un alibi allo stesso Governo che, certamente, non sarà tenero nei confronti della Sardegna così come non lo è stato nessun governo della Repubblica italiana.
Questo è il senso dell'ordine del giorno e questo è il contributo che le minoranze hanno voluto dare a questo dibattito che si è sviluppato anche in tutte le interlocuzioni che sono avvenute, in questo periodo, su un problema di così nevralgica importanza per lo sviluppo e la crescita della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, , data l'ora, sarò brevissimo. Questo ordine del giorno chiude un lungo dibattito che ha coinvolto il Consiglio regionale su questi temi, ma io, personalmente, mi auguro che apra, invece, una nuova fase. L'ordine del giorno è unitario, noi avevamo auspicato dall'inizio che su questi temi ci fosse la massima unità di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale e che questa unità consentisse che tutto il popolo sardo, attraverso le sue rappresentanze istituzionali che qui vengono richiamate e le sue rappresentanze sociali, vivesse questo momento politico in relazione ai punti sottolineati nell'ordine del giorno.
Il primo punto è di supporto ad un'iniziativa che è già in atto e che vivrà lunedì anche un momento importante, tramite il Presidente della Regione, in relazione alla necessità di confermare e di aggiornare l'intesa Stato-Regione e in relazione a quanto già discusso e approfondito in merito alla vertenza della Sardegna nei confronti dello Stato. Credo che un documento firmato e sottoscritto da tutte le forze politiche di questo Consiglio a supporto di questa iniziativa, già in atto, sia importante al fine di renderla, ancora più forte e autorevole.
Il secondo punto prevede un'iniziativa del Consiglio, che non esclude e anzi rafforza l'iniziativa della Regione, che coinvolge le istituzioni decentrate: province e comuni, e avvia quei processi di riforma istituzionale, che come da noi più volte ribadito, non possono che coinvolgere tutti.
Ovviamente io voterò a favore di questo ordine del giorno, con l'auspicio che chiuda un dibattito, chiuda una fase e ne apra una nuova; una nuova fase che veda tutti noi protagonisti di iniziative unitarie, successive e conseguenti, atte a rispondere a all'esigenza di riformare questa Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Signor Presidente, anch'io concordo sul fatto che lunedì sarà una giornata importante per questa Regione. Poiché nessun Governo è stato mai particolarmente tenero con questa Regione, , niente è scontato, nemmeno quello che avverrà nei prossimi mesi, nei prossimi anni. Per questo lunedì, lo ribadisco, sarà una giornata particolarmente importante, dalla quale ci aspettiamo tanto, per la quale è necessario che la Sardegna tutta, in tutte le sue rappresentazioni, si presenti il più unita possibile.
Saluto quindi positivamente la presentazione di questo ordine del giorno e la ritrovata unitarietà di questo Consiglio regionale attorno a questo punto. Si tratta, peraltro, di attività che la Giunta regionale aveva già messo in atto coinvolgendo i sindacati, coinvolgendo le parti sociali e venendo a chiedere aiuto - perché in questa maniera mi sono espresso - al Consiglio regionale, come ho già fatto la settimana scorsa.
Vi ringrazio perciò per questo aiuto e per questa maggiore forza che sicuramente state dando e darete alla Giunta regionale, , nei prossimi mesi, nei suoi rapporti con lo Stato. Ugualmente penso che possa essere d'aiuto e importante per il Consiglio regionale l'attività che il Presidente della Regione, l'intera Giunta regionale porranno in essere nei prossimi mesi per contribuire ad attivare quel processo riformatore che noi tutti vogliamo per la nostra Regione. Il processo di riforma credo sia già stato avviato, lo porteremo avanti, in maniera più solenne e rappresentandolo alle massime cariche dello Stato. Vogliamo contribuire tutti anche a questo processo; così come credo che sia importante che tutti: Giunta, Consiglio regionale, autonomie locali, sottosegretari, parlamentari sardi contribuiamo al confronto con lo Stato. Se saremo più uniti, saremo più forti. Se saremo più uniti nel portare avanti il processo di riforma, saremo più forti. E saremo più forti, se ci saremo tutti e se, nell'esserci, nessuno cercherà di escludere qualcun altro. E ci saremo tutti solamente se comprenderemo il valore dell'unità. Tutti abbiamo qualcosa da dire, tutti abbiamo qualcosa da rappresentare e tutti siano importanti.
Quindi, mentre accolgo con molto favore l'aiuto che date al Governo della Regione già per l'incontro di lunedì, metto ancora una volta a disposizione, qualora ci fosse il bisogno di dirlo, l'aiuto mio personale, del Presidente della Regione, dell'intera Giunta, nel processo di riforma di questa Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Solo per dire che nessuno vuole escludere e nessuno deve avere paura di essere escluso. L'unitarietà si ha nel rispetto e anche nella fiducia reciproca tra forze politiche se si ritiene che un grande risultato lo si possa raggiungere insieme; ma la paura di essere esclusi può nascondere una sostanziale sfiducia che non ci consentirà di andare avanti. Recuperiamo rispetto e fiducia e forse qualcosa di costruttivo si potrà fare.
PRESIDENTE. Colleghi, propongo di votare l'ordine del giorno con votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'ordine del giorno numero 1
(Segue la votazione)
Rispondono si i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Mario - FRAU - GESSA - IBBA - LA SPISA - LANZI - LIORI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 50
(Il Consiglio approva).
Colleghi, il Consiglio è riconvocato alle ore 10 di martedì 25 luglio con, all'ordine del giorno, la modifica alla legge di contabilità.
La seduta è tolta alle ore 15 e 48.
Allegati seduta
CCXI Seduta
Venerdì 21 luglio 2006
Presidenza del Presidente Spissu
indi
della Vicepresidente Lombardo
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 27.
ORRU', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 18 luglio 2006 (205), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Antonio Cappai, Elio Corda, Paolo Antonio Licheri, Nicolò Rassu e Beniamino Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di venerdì 21 luglio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che, con ricorso notificato in data 10 luglio al Presidente della Giunta regionale, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha impugnato nanti la Corte costituzionale la legge regionale 11 maggio 2006, numero 4, concernente "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo", negli articoli 2, 3 e 4.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
ORRU', Segretario:
"Interrogazione Pisano - Dedoni - Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulle ingiunzioni esattoriali relative ai canoni irrigui, di miglioramento fondiario che il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale di Cagliari sta notificando agli agricoltori-utenti". (564)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza:
ORRU', Segretario:
"Interpellanza Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sul rischio da parte dell'Unione Europea di rifinanziamento dell'estirpazione dei vigneti". (177)
Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato 45-53-68-202-211/A - "Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna" della proposta di legge: Biancu - Addis - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Modifica alla legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5,concernente: "Norme di riforma del Servizio sanitario regionale" (45/A); della proposta di legge Lai - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità" (53/A); della proposta di legge Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano: "Istituzione dell'agenzia regionale per la sanità" (68/A); del disegno di legge: "Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna" (202/A) e della proposta di legge Oppi - Capelli - La Spisa - Diana - Ladu: "Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità"(211/A)
PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato 45-53-68-202-211/A. Riprendiamo con l'esame dell'articolo 17, di cui è stato votato solo l'emendamento numero 44, e dell'emendamento numero 46. All'emendamento 46 a firma Vargiu, Pisano e più, è stato presentato un emendamento, il numero 132, della Giunta regionale, concordato e che io ho dichiarato ammissibile..
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:
EMENDAMENTO aggiuntivo all'emendamento numero 46 GIUNTA REGIONALE
Art. 17
Alla fine del comma 6 è aggiunta la seguente frase: "Trascorsi novanta giorni dall'adozione degli indirizzi regionali, in assenza dell'intesa di cui al presente comma, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, procede alla individuazione dei distretti e delle eventuali modifiche dei loro ambiti". (132).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. L'obiettivo che si persegue con questo emendamento, inserendo questo termine di 90 giorni, è quello di evitare che in assenza dell'intesa non si pervenga alla definizione dei confini dei distretti. Trascorso questo termine, infatti, la decisione riguardante l'individuazione dei distretti e le modifiche dei loro ambiti territoriali è assunta dalla Giunta. Quindi non viene lasciata al direttore generale la scelta finale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU. (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, in merito all'emendamento 132, mi sembrerebbe opportuno prevedere un termine più congruo dei 90 giorni previsti Il direttore generale, infatti, verosimilmente potrebbe non prestare la sufficiente attenzione alla definizione degli ambiti dei distretti perchè impegnato anche nella redazione dell'atto aziendale. Io proporrei, più opportunamente, un termine di 120 giorni perchè, in caso di mancata intesa, si proceda alla definizione degli ambiti dei distretti da parte della Giunta regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta concorda con la modifica proposta dall'onorevole Biancu.
PRESIDENTE. Colleghi, metto in votazione l'emendamento 132, con la modifica proposta e accolta dai presentatori per cui l'emendamento è così formulato: "trascorsi 120 giorni dall'adozione degli indirizzi regionali, in assenza dell'intesa di cui al presente comma, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, procede all'individuazione dei distretti e delle eventuali modifiche dei loro ambiti territoriali".
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Solo per capire, Presidente, se abbiamo ripreso la discussione dal punto da cui l'avevamo interrota ieri, e cioè dall'emendamento dell'onorevole Vargiu.
PRESIDENTE. Abbiamo ripreso dall'emendamento 46, al quale è stato presentato un emendamento, il 132.
DIANA (A.N.). Immagino, Presidente, che l'emendamento all'emendamento numero 46 sia stato concordato con l'onorevole Vargiu.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento 46 . Scusate, colleghi, in effetti i due emendamenti erano collegati, nel senso che il 132 prosegue il 46, anzi, si aggiunge all'emendamento 46 per cui diventano la stessa cosa.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 46.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Presidente, l'emendamento 132 è sostitutivo del 46.
PRESIDENTE. Scusate, però l'emendamento 132 è stato presentato come emendamento aggiuntivo.
OPPI (U.D.C.). A furia di fare trasse ti confondi.
LAI (D.S.). Nessuna trassa.
PRESIDENTE. In realtà, lei ha ragione, onorevole Lai, l'emendamento 132 è sostitutivo del 46 che, quindi, a seguito dell'approvazione del 132, decade.
.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 47.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 47.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - OPPI - RANDAZZO - SANJUST.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 54
astenuti 2
maggioranza 28
favorevoli 14
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18. All'articolo 18 sono stati presentati due emendamenti..
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18 e dei relativi emendamenti:
Art. 18
Disposizioni
sulle aziende ospedaliero-universitarie
e sull'azienda ospedaliera
1. Le aziende ospedaliero-universitarie sono disciplinate sulla base dei principi fondamentali contenuti nel decreto legislativo n. 517 del 1999. La Giunta regionale tiene conto delle finalità istituzionali e delle peculiarità organizzative di tali aziende in sede di predisposizione degli indirizzi per gli atti aziendali, ai sensi dei commi 3 e 4 dell'articolo 9. Gli indirizzi relativi agli atti aziendali delle aziende ospedaliero-universitarie sono predisposti dalla Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente e previa intesa, per quanto concerne i dipartimenti ad attività integrata e le strutture complesse a direzione universitaria, con i rettori delle università; il direttore generale adotta l'atto aziendale dell'azienda ospedaliero-universitaria d'intesa con il rettore dell'università interessata, in relazione ai dipartimenti ad attività integrata e alle strutture complesse a direzione universitaria; l'atto aziendale disciplina l'organizzazione e il funzionamento dell'azienda nel rispetto di quanto stabilito, limitatamente ai profili concernenti l'integrazione tra attività assistenziali e funzioni di didattica e di ricerca, dai protocolli d'intesa stipulati dalla Regione con le università ubicate nel proprio territorio, ai sensi del comma 2 dell'articolo 1 del decreto legislativo n. 517 del 1999. Il direttore generale trasmette, entro quindici giorni, copia degli atti aziendali all'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
2. La Regione e l'università interessata concordano l'apporto economico-finanziario dell'università all'azienda ospedaliero-universitaria, sulla base dei principi stabiliti dall'articolo 7 e dal comma 7 dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 517 del 1999.
3. L'azienda ospedaliera di cui alla lettera c) e gli istituti di cui alla lettera d) del comma 3 dell'articolo 1 sono disciplinati in analogia, per quanto applicabile, con le aziende sanitarie locali; la Giunta regionale tiene conto delle finalità istituzionali e delle peculiarità organizzative di tali aziende e istituti in sede di predisposizione degli indirizzi per gli atti aziendali ai sensi dei commi 3 e 4 dell'articolo 9.
4. La remunerazione delle prestazioni e dei servizi resi dalle aziende di cui al comma 1 e 3 è definita, in relazione ai volumi di attività contrattati, nell'ambito degli accordi di cui all'articolo 8, salvo le eventuali assegnazioni regionali connesse a specifiche funzioni anche assistenziali, nonché i trasferimenti collegati alle procedure della mobilità sanitaria interregionale.
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 18
Il comma 2 dell'articolo 18, è sostituito dal seguente:
"2. L'apporto economico-finanziario dell'Università e della Regione all'azienda ospedaliero-universitaria avviene secondo le modalità stabilite dall'articolo 7 e dal comma 7 dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 517 del 1999.". (6)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 18
All'articolo 18, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 bis. Nelle more della definizione dei programmi regionali e delle loro norme attuative e per un periodo non inferiore a dodici mesi, il tetto del volume delle attività rese a favore del territorio da parte della AOU, dell'INRCA e dell'Azienda Brotzu non può essere inferiore a quello dell'ultimo anno maggiorato del 2 per cento.". (48).)
PRESIDENTE.
E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Non perderò molto tempo, voglio darvi l'opportunità di riposare, perché ho visto che siete un po' esauriti sin dal primo mattino dato che non avete avuto neanche la sensibilità di arrivare puntuali. Nonostante ciò non abbiamo chiesto neanche la verifica del numero legale, ma riteniamo che quanto sia stato fatto nella giornata di ieri sia un qualche cosa che rimarrà nella storia di questo istituto autonomistico.
Con l'articolo 18 state cercando di sanare una situazione, questo lo voglio ribadire, che avete creato voi;non ottemperando ad un dettato legislativo avete attivato un protocollo d'intesa che, come tutte le altre cose che sono all'interno di questa legge, è una sanatoria. Così come una sanatoria, dottoressa Dirindin, l'avete fatta sull'argomento precedente, non avete voluto ascoltare, glielo ha chiesto Capelli perché io mi sono stancato di chiederlo.
Con questo articolo avete sanato due anni di ritardo, come hanno detto i Presidi delle Facoltà di medicina, nel corso dei quali avete fatto un qualche cosa che non potevate fare. Avete fatto un protocollo che si è dimostrato fallimentare. Avete impedito l'espletamento dei corsi e siete tornati indietro su un atto che era un atto di programmazione. Oggi lo sanate, come avete sanato una posizione di illegittimità su cui noi, a suo tempo, abbiamo presentato un'interrogazione, alla quale lei correttamente ha risposto ma a distanza di circa un anno non abbiamo visto risultati. Voi non fate altro che fare provvedimenti sbagliati che poi sanate.
Mi riferisco alla questione dei direttori amministrativi, io dico che è vergognoso inviare una lettera al Ministero competente chiedendo che venga trasmessa al Consiglio di Stato per una risposta.
Normalmente, correttezza vuole che si segua una prassi. Le chiedo quindi - gradirei questa volta avere una risposta, altrimenti chiederemo al Ministro competente che vi sia tutta la documentazione al riguardo - se a distanza di un anno avete fatto un sollecito, perché se avete sollecitato vuol dire che si intende ripristinare la certezza del diritto, in caso contrario è chiaro che la risposta arriverà, come per le elezioni nella Giunta delle elezioni a livello parlamentare, cioè, la risposta avviene a fine legislatura, in modo tale da concretizzare una illegittimità palese.
Sapete perfettamente che alcune nomine effettuate in Sardegna sono illegittime perché le persone nominate non hanno i requisiti; state cercando quindi di sanare una situazione che non riuscirete a sanare. La "502" è chiara: è vincolante. Voi cercate di tamponare gli errori che fate. Quindi, chiedo che finalmente ci venga data questa risposta, o sapere se almeno c'è stato un sollecito.
Relativamente a questo articolo, voglio dire che gli indirizzi sono competenza del Consiglio. Anche in questo caso voi state esautorando il Consiglio, state cercando in tutti i modi di esautorare il Consiglio per avere la regia della situazione; per creare, attraverso la presentazione di altri emendamenti, certamente, non una situazione di normalità, ma una situazione di sfascio.
State inoltre attivando procedure strane attraverso alcuni provvedimenti che avete messo in essere, state favorendo la presentazione di ricorsi che dimostreranno come molti di questi articoli che voi avete approvato (votazioni alle quali io volutamente non ho partecipato) siano da impugnare perché non a norma di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, rassicuro l'onorevole Oppi sul fatto che nell'elenco delle questioni riguardanti la Regione Sardegna, che abbiamo sottoposto al Gabinetto del nuovo Ministro appena insediato, è stata inserita quella di cui egli ha parlato, oltre ad altre sicuramente importanti che riguardano diversi aspetti dell'attività amministrativa sulle quali abbiamo chiesto un interessamento affinché si arrivi rapidamente a una risposta.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Su tutti e due gli emendamenti, onorevole Ibba?
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Chiedo scusa, Presidente, in sede di Commissione si era richiesto ai proponenti dell'emendamento numero 48 di ritirarlo; poiché i proponenti non si sono espressi in merito e non sono presenti in Aula si conferma il parere negativo espresso in sede di Commissione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 6. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta del consigliere Dedoni ad alzarsi in piedi.
(Appoggia la richiesta il consigliere Atzeri, capogruppo.)
.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - OPPI - SANJUST.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 48
astenuti 2
maggioranza 25
favorevoli 36
contrari 12
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19. All'articolo 19 non sono stati presentati emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:
Art. 19
Consiglio delle professioni sanitarie
1. Il Consiglio delle professioni sanitarie è organismo consultivo-elettivo delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliero-universitarie; esso esprime pareri e formula proposte nelle materie per le quali l'atto aziendale lo preveda.
2. Il Consiglio delle professioni sanitarie esprime il parere obbligatorio in particolare sulle attività di assistenza sanitaria e gli investimenti ad esse attinenti, sulla relazione sanitaria aziendale e sui programmi annuali e pluriennali delle aziende; il parere è espresso entro il termine di quindici giorni dal ricevimento degli atti trascorso inutilmente il quale si intende acquisito come positivo; il direttore generale è tenuto a motivare i provvedimenti assunti in difformità al parere espresso dal consiglio delle professioni sanitarie.
3. Il Consiglio delle professioni sanitarie dura in carica tre anni; le elezioni del nuovo consiglio sono indette dal direttore generale nei sessanta giorni antecedenti la data di scadenza ed hanno luogo entro trenta giorni dalla data di cessazione del precedente.
4. La composizione del Consiglio delle professioni sanitarie (formato da un numero da 20 a 40 componenti) è determinata dall'atto aziendale; in ogni caso:
a) il 40 per cento dei componenti sono rappresentativi della componente medica ospedaliera;
b) il 30 per cento deve rappresentare la componente medica extraospedaliera, in particolare i dipartimenti di prevenzione e della emergenza-urgenza, i medici di medicina generale e della continuità assistenziale, i pediatri di libera scelta, i medici specialisti ambulatoriali, i veterinari; la proporzione tra le varie componenti è stabilita dall'atto aziendale;
c) il restante 30 per cento deve rappresentare gli altri laureati del ruolo sanitario, il personale infermieristico, il personale tecnico sanitario, eletti tra i dirigenti;
d) fanno parte di diritto del Consiglio delle professioni sanitarie il direttore sanitario che lo presiede e, senza diritto di voto, il presidente dell'Ordine dei medici o un suo delegato.
5. Nelle aziende ospedaliere e ospedaliero-universitarie la componente di cui alla lettera a) del comma 4 costituisce il 70 per cento del Consiglio delle professioni sanitarie e, per le aziende ospedaliero-universitarie, è divisa a metà tra componente universitaria e componente ospedaliera; il restante 30 per cento è attribuito come alla lettera c) del comma 4.
6. Le modalità di elezione del Consiglio delle professioni sanitarie sono definite nell'atto aziendale; in ogni caso, l'elezione avviene a scrutinio segreto e ciascun elettore indica un numero di nominativi non superiore al 50 per cento di quello dei rappresentanti alla cui elezione è chiamato a concorrere.
7. In caso di dimissioni o di cessazione dalla carica di un membro elettivo si provvede alla sostituzione secondo l'ordine che è risultato dalla votazione.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20. All'articolo 20 sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20 e dei relativi emendamenti:
Art. 20
Collegio di direzione
1. Gli atti aziendali stabiliscono la composizione e le attribuzioni del Collegio di direzione sulla base degli indirizzi regionali di cui al comma 3 dell'articolo 9, prevedendo comunque la presenza in esso di personale sanitario convenzionato, i raccordi con gli organi aziendali, la sua partecipazione all'elaborazione del programma aziendale di formazione continua del personale, nonché il suo potere di proposta sulle modalità ottimali per:
a) estendere la cultura e la pratica di un corretto governo delle attività cliniche o governo clinico;
b) prevenire l'instaurazione di condizioni di conflitto di interessi tra attività istituzionale ed attività libero professionale;
c) favorire la gestione delle liste di prenotazione delle prestazioni;
d) garantire il miglioramento continuo della qualità delle prestazioni e dei servizi;
e) promuovere una cultura collaborativa nei confronti delle altre aziende sanitarie, in particolare con riguardo alla mobilità intraregionale e allo sviluppo della rete dei servizi.
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni
Articolo 20
All'articolo 20, prima del comma 1 è inserito il seguente:
"01. In ogni azienda è costituito il Collegio di direzione, di cui il direttore generale si avvale per il governo delle attività tecnico-sanitarie e di quelle ad alta integrazione sanitaria. Il Collegio di direzione concorre alla formulazione dei programmi di formazione, delle soluzione organizzative per l'attuazione dell'attività libero-professionale intramuraria e alla valutazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi clinici. Il direttore generale si avvale del Collegio di direzione per l'elaborazione del programma di attività dell'azienda, nonché per l'organizzazione e lo sviluppo dei servizi, anche in attuazione del modello dipartimentale. La Regione disciplina l'attività e la composizione del Collegio di direzione, prevedendo la partecipazione del direttore sanitario ed amministrativo, di direttori di distretto, di dipartimento e di presidio.". (49)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 20
Al comma 1 dell'articolo 20, dopo le parole "personale sanitario convenzionato" sono aggiunte le seguenti "e di una opportuna rappresentanza elettiva medica, non medica e del comparto sanitario". (50).)
PRESIDENTE.. Non ho iscrizioni a parlare.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo su entrambi gli emendamenti. In particolare l'emendamento numero 50 è di fatto assorbito dall'emendamento numero 3.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 20. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21. All'articolo 21 è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21 e del relativo emendamento:
Art. 21
Dirigenza del ruolo sanitario
1. La dirigenza del ruolo sanitario ha rapporto di lavoro esclusivo, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 15 sexies del decreto legislativo n. 502 del 1992, nel testo introdotto dall'articolo 13 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e tenendo conto del principio fondamentale di reversibilità desumibile dall'articolo 2 septies del decreto legge 29 marzo 2004, n. 81 (Interventi urgenti per fronteggiare situazioni di pericolo per la salute pubblica), convertito, con modificazioni, dalla Legge 26 maggio 2004, n. 138.
2. L'esclusività del rapporto di lavoro costituisce criterio preferenziale per il conferimento ai dirigenti del ruolo sanitario di incarichi di direzione di struttura semplice e complessa, nonché di quelli previsti dall'articolo 5 del decreto legislativo n. 517 del 1999. La validità dei contratti individuali relativi a tali incarichi, operanti alla data di entrata in vigore della presente legge, è condizionata all'esclusività del rapporto di lavoro.
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 21
Al comma 2 dell'articolo 21 le parole "La validità dei contratti individuali relativi a tali incarichi, operanti alla data di entrata in vigore della presente legge, è condizionata dall'esclusività del rapporto di lavoro" sono soppresse. (51). )
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.) Vorrei sapere per quale motivo si sia evidenziato nell'articolo che l'esclusività del rapporto di lavoro costituisca il criterio preferenziale, . Io ritengo, può darsi che sbagli, che l'esclusività sia prevista per legge. Il fatto di averlo rimarcato, potrebbe creare delle incomprensioni tra i due termini Comunque, essendo una mia interpretazione, può darsi che io abbia sbagliato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Solo per precisare che nell'arco di tempo intercorso dalla presentazione alla discussione, oggi, di questo progetto di legge, è intervenuta anche una sentenza della Corte costituzionale che ha sancito la validità di quanto abbiamo previsto in questo articolo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo sull'emendamento numero 51 per le motivazioni testè espresse, dall'Assessore.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 21.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale per verificare se il suggerimento è stato accolto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 21.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.
Rispondono no i consiglieri: CUCCU Franco Ignazio - DEDONI.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 40
astenuti 1
maggioranza 21
favorevoli 38
contrari 2
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22:
Art. 22
Agenzia regionale della sanità
1. È istituita l'Agenzia regionale della sanità, di seguito denominata Agenzia, quale organismo tecnico-scientifico della Regione, dotato di personalità giuridica pubblica e di autonomia organizzativa, tecnica, amministrativa, contabile e gestionale, nel rispetto degli indirizzi e delle direttive stabiliti dalla Giunta regionale e nei limiti dei finanziamenti ad essa assegnati dalla Regione.
2. L'Agenzia svolge funzioni di supporto tecnico-scientifico nei confronti dell'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale in materia di programmazione sanitaria, verifica della qualità, congruità e quantità delle prestazioni; in particolare l'Agenzia fornisce assistenza tecnica alle aziende sanitarie nello sviluppo degli strumenti e delle metodologie per il controllo di gestione e di valutazione di atti e contratti che comportino impegni di spesa pluriennali e valuta il fabbisogno formativo.
3. Su indicazione della Giunta o del Consiglio regionale e nell'ambito dei compiti, del budget e delle risorse assegnate, l'Agenzia svolge il ruolo di raccolta dati, studio e proposta su tematiche relative alle politiche di innovazione in sanità.
4. Il Consiglio regionale può avvalersi dell'Agenzia per le esigenze connesse all'attività legislativa; l'Agenzia presenta annualmente alla Giunta e al Consiglio regionale una relazione sull'attività svolta e sui costi sostenuti.
5. L'Agenzia si avvale di:
a) esperti di alta professionalità, esperienza e riconosciuta competenza, assunti con contratto a termine di diritto privato;
b) personale delle ASL della Regione, comandato a tempo determinato;
c) personale appartenente ai ruoli unici regionali, posto a disposizione con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, d'intesa con l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
6. Il numero massimo complessivo di personale di cui alle lettere b) e c) del comma 5 non può essere superiore alle quindici unità; il numero massimo di personale di cui alla lettera a) del comma 5 è stabilito annualmente sulla base dei compiti e del budget assegnati dalla Giunta regionale all'Agenzia.
7. Gli oneri relativi al personale di cui alla lettera c) del comma 5, continuano a far capo alla Regione per la misura massima di cinque unità.
8. Le attività tecnico scientifiche svolte dall'Osservatorio epidemiologico regionale, ai sensi della legge regionale 6 maggio 1991, n. 16 (Istituzione dell'Osservatorio epidemiologico regionale), sono attribuite all'Agenzia; il personale attualmente preposto allo svolgimento delle attività dell'Osservatorio epidemiologico regionale può, a domanda, essere posto a disposizione dell'Agenzia nel rispetto delle norme che disciplinano il personale regionale e l'organizzazione degli uffici della Regione, d'intesa con il direttore dell'Agenzia.
9. La Giunta regionale determina annualmente il piano di lavoro dell'Agenzia con deliberazione adottata sentita la competente Commissione consiliare che si pronuncia entro trenta giorni dal ricevimento del medesimo.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23. All'articolo 23 sono stati presentati quattro emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23 e dei relativi emendamenti:
Art. 23
Direttore dell'Agenzia
1. L'Agenzia è retta da un direttore che ne ha la responsabilità organizzativa e gestionale.
2. Il direttore è nominato con decreto del Presidente della Regione, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ed è scelto, con procedura ad evidenza pubblica, tra esperti di riconosciuta competenza e qualificazione scientifica in materia di programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sanitari, in possesso di diploma di laurea e di accertata esperienza dirigenziale.
3. Il rapporto di lavoro del direttore è esclusivo ed è regolato da contratto di diritto privato di durata non inferiore a tre e non superiore a cinque anni ai sensi dei commi 8 e seguenti dell'articolo 3 bis del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni.
4. Il direttore adotta apposito atto di assetto interno nel quale sono stabilite le norme per il funzionamento e l'organizzazione dell'Agenzia sulla base degli indirizzi di cui al comma 1 dell'articolo 22.
5. L'Agenzia applica, nella gestione della propria attività, le disposizioni che disciplinano l'amministrazione, la contabilità e i contratti della Regione.
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento numero 7, MASIA - COCCO - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - UGGIAS
Art. 7
L'emendamento numero 7 è sostituito dal seguente: "Nel comma 2 dell'articolo 23, dopo le parole "con procedure di evidenza pubblica" sono inserite le parole "senza necessità di valutazioni comparative". (128)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MASIA - LANZI - COCCO - UGGIAS - LAI - PACIFICO - FRAU - IBBA.
Articolo 23
Al comma 2 dell'articolo 23, la frase "con procedura ad evidenza pubblica" è sostituita dalla frase "secondo criteri di trasparenza e correttezza". (7)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 23
Al comma 2 dell'articolo 23, dopo la parola "dirigenziale" sono aggiunte le parole: "in strutture sanitarie".(82)
Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.
Articolo 23
Dopo l'articolo 21 è aggiunto il seguente:
"Articolo 23 bis
1. Le convenzioni stipulate in base alla Legge n. 833 del 1978 con le strutture provate attualmente in regime di accreditamento provvisorio in base al comma 2 dell'articolo 10 della delibera della Giunta regionale n. 26/21 del 4 giugno 1998 ed i contratti stipulati con le strutture transitoriamente accreditate secondo le modalità del predetto comma e in base al comma 5 dell'articolo 10 della citata deliberazione, disciplinanti l'erogazione di prestazioni sanitarie a carico del SSN, cessano di avere efficacia al 31 dicembre 2006.
2. Sino a tale data i rapporti in essere proseguono secondo le modalità e condizioni previste nelle convenzioni o contratti di cui al comma 1.
3. Entro il 30 novembre 2006 sono predisposti e sottoscritti i nuovi contratti sostitutivi delle convenzioni in essere, definiti ai sensi del comma 1 dell'articolo 6 della presente legge, di durata biennale e con decorrenza dal 1° gennaio 2007; in assenza della predisposizione di tali contratti alla data del 30 novembre, le convenzioni in essere permangono sino alla data del 30 marzo 2007.". (68).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, chiedo che l'emendamento 68 venga spostato all'articolo 30
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere favorevole sull'emendamento numero 128, parere negativo invece sull'emendamento numero 82
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore e concorda con la richiesta dell'onorevole Capelli di spostare l'emendamento 68 all'articolo 30.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 24. All'articolo 24 sono stati presentati otto emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24 e dei relativi emendamenti:
Art. 24
Ricerca biomedica e sanitaria
1. La Regione promuove lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica in campo biomedico e sanitario e garantisce il coordinamento e la complementarietà delle azioni di ricerca e di innovazione intraprese dai soggetti del Servizio sanitario regionale, dalle università, dai centri di ricerca pubblici regionali, dal sistema del privato e del privato sociale, nonché il trasferimento dei risultati di eccellenza raggiunti.
2. La destinazione di risorse finanziarie a strutture, servizi e interventi nell'ambito del SSR da parte di enti pubblici e privati tiene conto, secondo il principio della leale collaborazione, delle priorità e degli obiettivi determinati dalla programmazione regionale e locale.
3. È istituito il Comitato tecnico scientifico per la ricerca biomedica e sanitaria, che si avvale del contributo anche delle università della Sardegna, con il compito di supportare la Giunta regionale per il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1 e per la formulazione di proposte per la programmazione e il coordinamento degli interventi nel campo della ricerca biomedica e sanitaria; la composizione ed il funzionamento del Comitato sono definiti con deliberazione della Giunta regionale, sentito il parere della Commissione consiliare competente in materia di sanità.
4. La Giunta predispone entro il 30 marzo di ogni anno la relazione annuale sullo stato della ricerca biomedica e sanitaria in Sardegna.
5. Entro il 30 aprile di ogni anno, la Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, adotta una deliberazione che individua, con apposito bando, le aree ed i settori di intervento della ricerca di maggiore interesse per il servizio sanitario regionale, garantendo attenzione alle patologie specifiche dell'isola, sui quali le università, le ASL, le aziende ospedaliere e per il loro tramite gli altri soggetti pubblici e privati individuati nel bando, possono presentare progetti di ricerca, determinando anche l'ammontare del finanziamento destinato alla realizzazione dei progetti stessi.
6. Entro il 30 settembre dello stesso anno la Giunta regionale, sulla base delle regole stabilite dal bando, provvede ad assegnare il finanziamento, anche pluriennale, ai progetti ritenuti congrui alla realizzazione degli obiettivi posti dalla programmazione regionale in ambito socio-sanitario, nei limiti dello stanziamento iscritto annualmente nel bilancio di previsione dell'anno cui il bando si riferisce.
7. La valutazione dei progetti viene effettuata attraverso una commissione di esperti nazionali ed internazionali indicati dal Ministero dell'università e della ricerca (MIUR) nominati dalla Giunta regionale.
8. Nell'ambito della spesa sanitaria lo stanziamento annuale complessivo della ricerca biomedica e sanitaria non può essere inferiore al due per mille del valore della quota di bilancio destinata al funzionamento delle aziende sanitarie locali; lo stesso stanziamento è incrementato annualmente nella misura del dieci per cento delle risorse provenienti dall'applicazione delle politiche di contenimento della spesa sanitaria regionale.
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento numero 8, MASIA - COCCO - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - UGGIAS
Art. 24
L'emendamento numero 8 è sostituito dal seguente: "il comma 3 dell'articolo 24 il periodo da 'è istituito' a 'Sardegna' è sostituito dal seguente: 'E' istituito il Comitato per la ricerca biomedica e sanitaria composto garantendo la presenza dell'Università, della sanità e degli altri centri di ricerca pubblici e privati,'". (129)
EMENDAMENTO soppressivo parziale MASIA - LANZI - COCCO - UGGIAS - LAI - PACIFICO - FRAU - IBBA.
Articolo 24
Al comma 3 dell'articolo 24 le parole "tecnico scientifico" sono soppresse. (8)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 24
Al comma 5 dell'articolo 24 le parole "adotta una deliberazione che" sono soppresse. (10)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 24
Al comma 5 dell'articolo 24 le parole "destinato alla realizzazione dei progetti stessi" sono soppresse. (11)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 24
Al comma 6 dell'articolo 24 la frase "nei limiti dello stanziamento iscritto annualmente nel bilancio di previsione dell'anno cui al bando si riferisce" è soppressa. (12)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 24
Il comma 7 dell'articolo 24 è sostituito dal seguente:
"7. Il sistema di valutazione e di monitoraggio dei progetti di ricerca è effettuato sulla base di standard internazionalmente riconosciuti con criteri di trasparenza e pubblicità. La valutazione dei progetti ex ante in itinere e la valutazione ex post, la certificazione dei risultati ottenuti e il raggiungimento degli obiettivi programmati, vengono effettuati avvalendosi dell'opera di revisori anonimi di comprovata competenza ed esperienza scientifica in materia di ricerca biomedica e sanitaria.". (14)
EMENDAMENTO aggiuntivo MASIA - LANZI - COCCO - UGGIAS - LAI - PACIFICO - FRAU - IBBA.
Articolo 24
Al comma 4 dell'articolo 24 dopo la parola "Giunta" aggiungere le parole "anche avvalendosi del comitato di cui al comma 3". (9)
Emendamento aggiuntivo Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 24
Al comma 5 dell'articolo 24, dopo le parole "garantendo attenzione" aggiungere le parole "al trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica assistenziale e". (13).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io vorrei parlare sul complesso dell'articolo 24, ovviamente, perché questo articolo, per una serie di contingenze, ha avuto in Commissione una genesi partecipata, nel senso che il centrosinistra e il centrodestra hanno ragionato insieme e, insieme, hanno anche contribuito alla sua stesura. L'articolo è la risultante di un ragionamento compiuto svolto dalla Commissione secondo cui, e in questo il centrosinistra e il centrodestra hanno pensato insieme, la ricerca scientifica in campo sanitario ha una peculiarità tale, e anche una ricaduta complessiva sulla qualità dell'intero sistema sanitario in termini di miglioramento delle risposte al cittadino, da richiedere che al tema della ricerca biomedica si dedicasse un articolo, un articolo che entrasse anche nel merito dei finanziamenti, proprio per indicare la valenza strategica che la Regione Sardegna dà a questo tipo di ricerca.
Noi sapevamo, perché alcuni colleghi l'hanno riportato in Commissione sanità, che l'ottava Commissione stava predisponendo un progetto organico sulla ricerca scientifica; abbiamo quindi cercato di attivare delle forme di coordinamento con l'ottava Commissione, garantite soprattutto dall'onnipresente collega Lai, che andassero nella direzione di un raccordo per non far pensare alle due Commissioni come a teste separate; però non ci siamo allontanati del tutto, anzi, non ci siamo allontanati per niente dall'idea che comunque la ricerca biomedica avesse un valore, un ruolo, una dignità tale da meritare una trattazione separata, quindi da meritare di poter essere inserita all'interno del progetto di legge e vincolare, in qualche maniera, il successivo progetto di legge dell'ottava Commissione.
E' evidente, infatti, che se il Consiglio oggi si esprimesse per dare alla ricerca scientifica, in materia biomedica, una dignità e un'autonomia come definite dal ragionamento della Commissione, poi la Commissione ottava e il Consiglio stesso, quando dovranno approvare il disegno di legge organico sulla ricerca biomedica dovranno tenere conto di quanto deciso oggi dal Consiglio. Quando in terza Commissione si è discusso degli aspetti finanziari relativi alla ricerca biomedica l'assessore Pigliaru in una dichiarazione, che immagino potesse rappresentare il pensiero dell'intera Giunta, aveva espresso delle perplessità su questo articolo, perplessità di cui avrebbe verificato se erano superabili o insuperabili.
In sintesi, l'assessore Pigliaru riteneva che la ricerca fosse soprattutto ricerca di base, un terminale in Sardegna di ricerca complessiva esercitata comunque fuori dall'Isola e, quindi, che potesse essere non del tutto opportuno inserire all'interno di un articolo di questa legge una parte dedicata alla ricerca biomedica.
L'assessore Pigliaru oggi purtroppo è assente, per cui immagino che l'approfondimento che si era impegnato a fare, non sia stato fatto direttamente da lui ma, magari, dall'assessore Dirindin o dal collega Lai, o da chi l'abbia fatto. Sarebbe intollerabile, nella situazione data, se oggi il Consiglio regionale approvasse una norma che tra sei mesi, a seguito dell'approvazione di altre norme, potrebbe decadere. Questo fatto sarebbe davvero incomprensibile per i soggetti destinatari del nostro intervento di supporto alla ricerca scientifica ma, soprattutto, per i destinatari ultimi, cioè quelli che fruiscono della qualità dell'assistenza che, difficilmente, potrebbero comprendere un atteggiamento ondivago su una materia di questo genere da parte del Consiglio regionale.
Io credo che, sulla base di queste riflessioni, sia opportuno sentire il parere della maggioranza, uniforme, o il parere della Giunta qualora questo rappresenti, come è ovvio che sia, il parere della maggioranza sull'argomento specifico e, se occorre, anche approfondire il dibattito affinché questo articolo, una volta approvato il testo anche con le correzioni proposte dai colleghi della maggioranza attraverso gli emendamenti, resti come pietra miliare nel campo della ricerca; questo significa che quando discuteremo sul tema della ricerca scientifica, questa pietra fondante resterà perchè non è possibile pensare, che dopo il confronto in Consiglio tra maggioranza e minoranza ci possa essere una resipiscenza quando, io spero appena dopo l'estate, quest'Aula sarà chiamata a discutere il progetto di legge sulla ricerca scientifica.
Ovviamente non ci possono essere marce indietro, perché se ci fossero significherebbe che l'attività legislativa di questo momento è un'attività legislativa di tipo estemporaneo, che il messaggio che vogliamo mandare adesso è un messaggio di tipo fasullo, perché stiamo già pensando di correggere. Credo che non sarebbe, lo ripeto per l'ultima volta e chiudo, né utile, ovviamente, ma neppure onesto e aggiungo che non darebbe neanche una buona immagine della capacità legislativa di questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Signor Presidente, penso sia importante rispondere su questo tema, anche se brevemente, perché l'abbiamo approfondito durante la riunione della Commissione tenuta avantieri; è importante che l'Aula sia consapevole del dialogo che c'è stato tra maggioranza e opposizione che ha portato a quella impostazione dell'articolo e a quell'esito finale. L'articolo è stato scritto in una fase, nella quale, c'era una forte attenzione, una forte sollecitazione su alcuni elementi riguardanti la ricerca biomedica e sanitaria.
L'articolo quindi, scritto anche sull'onda di questa sollecitazione, prevede fondamentalmente in primo luogo di disciplinare in legge ciò che l'Esecutivo, con un proprio provvedimento, programmava: l'attribuzione di finanziamenti sulla ricerca biomedica e sanitaria, con l'intento di rendere certe scadenze e modalità. In secondo luogo l'articolo prevede l'istituzione di un Comitato per la ricerca biomedica e sanitaria, proposta già presente nella formulazione del Piano sanitario.
Nella seconda fase della discussione, questo articolo è stato reso omogeneo ai criteri di valutazione presenti nel progetto di legge sulla ricerca scientifica e tecnologica che la maggioranza ha proposto e che l'ottava Commissione sta portando avanti. L'omogeneità dei criteri di valutazione sull'accesso ai finanziamenti, ma anche sulla loro efficacia, è l'elemento che consente di porre tutto il sistema della ricerca sotto un unico modello di relazione tra pubblico che finanza la ricerca, cioè la Regione, e i soggetti pubblici o privati che ricevono questi finanziamenti.
L'articolo, inoltre, si prefigge di raggiungere l'obiettivo di coordinare attraverso un unico organismo ciò che, in termini di ricerca biomedica e sanitaria, si fa con diversi finanziamenti, con diversi soggetti. Non tutto è finanziato solo dall'Assessorato della sanità, molto è finanziato dal Ministero della ricerca scientifica e tecnologica, molto è finanziato dal sistema della sanità nazionale, tenendo conto del fatto che ricerca biomedica e sanitaria può essere fatta anche nei centri pubblici della Regione (CRS4, Consorzio 21 e via dicendo), c'era l'esigenza di raccordare questa ricerca e l'effetto che questa ricerca può dare in termini di risultati rispetto agli obiettivi che la Regione individua con il Piano sanitario. Insomma fare in modo che la attività di ricerca, soprattutto ricerca biomedica e sanitaria, cioè ricerca applicata, sia in qualche modo coerente con gli obiettivi di salute che la Regione si pone.
Ora, sotto questo aspetto la maggioranza ha mantenuto fermo il proprio impegno; gli interventi correttivi apportati servono a confermare l'idea, a renderla soprattutto coerente e omogenea con il ragionamento più generale sulla ricerca scientifica e tecnologica che come maggioranza stiamo portando avanti. Non c'è, quindi, la necessità di pensare di ritornare indietro perché i principi sono gli stessi.
Esigenze relative a questo di tipo di ricerca, che è quella applicata in particolare in medicina, sono essenziali; alcuni degli emendamenti vanno nella direzione di confermare questa connessione tra gli obiettivi di assistenza e di salute e gli obiettivi della ricerca, almeno di questa parte della ricerca che deve essere fatta; così come resta confermato, nell'ambito del comma 8, un obiettivo certo di finanziamento che renda proporzionale l'attenzione alla ricerca che consenta il miglioramento della qualità della salute con gli investimenti in assistenza.
Colgo l'occasione per annunciare al Presidente del Consiglio che chiederò la votazione per parti del comma 3 e del comma 8 , per consentire che gli emendamenti abbiano in qualche modo efficacia e al momento della votazione spiegherò perché.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, per quanto mi concerne il ragionamento del collega Lai, decisamente, non è stato convincente. Credo, invece, che poco ci sia da aggiungere alle osservazioni del collega Vargiu se non che, per quanto già richiamato negli interventi di ieri, soprattutto in questo articolo debbono essere definiti i ruoli della Giunta regionale perché,distaccandomi dalla situazione odierna ma pensando che questa sia una legge a cui bisognerà fare riferimento negli anni, occorre fare chiarezza su in capo a chi siano le competenze. In Commissione bilancio abbiamo già avuto una discussione abbastanza approfondita, come riferito poc'anzi, con l'assessore Pigliaru sui temi di competenza e su cosa sarà la ricerca scientifica in Sardegna, al di là della legge della ricerca a cui oggi noi facciamo riferimento.
Nel quadro dei DPEF presentati in questa legislatura, in questa annualità, ma anche nelle annualità precedenti l'indirizzo che la Giunta vuole dare alla ricerca, almeno in termini teorici, pare ampiamente definito. Abbiamo avuto diverse interlocuzioni in merito alle situazioni di confusione esistenti oggi nell'ambito della ricerca scientifica e più in generale della ricerca. Ecco perché su alcuni passaggi se vogliamo definire, invece, la ricerca biomedica e sanitaria dovremmo quanto meno essere più precisi.
Io ieri ho premesso che lì dove nel testo si legge "Giunta" era opportuno, soprattutto in alcuni articoli, specificare la competenza della proposta. E' quanto verifichiamo oggi al comma 3 che stabilisce che "…la composizione e il funzionamento del Comitato sono definiti con deliberazione della Giunta regionale…". Io chiedo in capo a chi è la competenza, l'autorità, la funzione per fare questa proposta. Mentre possiamo essere genericamente d'accordo sul comma 4 secondo cui "la Giunta predispone entro il 30 marzo di ogni anno la relazione annuale…", ma anche in questo caso ci chiediamo chi, per la Giunta, abbia la responsabilità della proposta. Chi firma la proposta che viene approvata dalla Giunta?
Inoltre devo dire che forse sarebbe meglio specificare che questa relazione annuale segue comunque un percorso, né machiavellico né confusionale, che terminerà nella sua pubblicazione. Anche negli articoli precedenti abbiamo inserito un riferimento alla pubblicazione; abbiamo chiesto di comprendere, ne abbiamo discusso in Commissione, secondo quali criteri o metodi o in quali siti doveva avvenire la pubblicazione .
Nel comma si dice che la Giunta predispone entro il 30 marzo di ogni anno la relazione annuale sullo stato della ricerca biomedica e sanitaria. Avrà un fine. Il fine, per quanto mi riguarda, è chiaro, ma non si dice che cosa segue alla predisposizione! Seguirà quanto meno una pubblicazione, o è una predisposizione che rimane agli atti? Non credo sia questo il fine che si vuole perseguire in questa legge.
Ho qualche dubbio sul contenuto degli emendamenti proposti; in modo particolare su quello che cancella che la Giunta "adotta una deliberazione", ma sicuramente qualcuno di voi firmatari ne spiegherà il fine e l'obiettivo. E' vero, si può intendere che la Giunta predispone il bando, Ma io continuo a chiedere chi, da parte della Giunta, predispone il bando o chi lo propone alla Giunta per l'approvazione. Soprattutto in questo caso mi chiedo se, in questa formulazione, non oggi perché è chiara la posizione (e non è riferita alla delega) sulla ricerca scientifica, anche se noi in Commissione terza abbiamo avuto qualche dubbio, un giorno potessero nascere o si verificassero dei conflitti di competenza l'Assessore alla programmazione possa proporre questo bando. In ogni caso, non pensiamo al fatto che oggi noi abbiamo il professor Pigliaru e la professoressa Dirindin che sanno benissimo quali sono i loro ruoli e i loro compiti; noi leggiamo questa legge! Il conflitto di competenza sulla presentazione del bando credo che possa essere sollevato da chi ne abbia interesse in qualsiasi momento o il Presidente di turno potrebbe decidere di interpretarlo nel modo che ritiene più opportuno.
Quindi, ritengo che sia un atto necessario l'adozione di una deliberazione per la pubblicazione del bando dato che nell'articolo si dice "…sentita la competente Commissione consiliare…", e sembrerebbe che la debba sentire in via preliminare, cioè sente la Commissione consiliare e poi predispone il bando, ma la Commissione consiliare a bando definito non rientra nella valutazione del bando stesso. Perciò, nell'intento di attuare comunque un momento di confronto con la Commissione, non di ulteriore blocco di un iter, lo si attua preventivo, ma non esercitando sicuramente un controllo.
Così come porrei agli uffici il problema che questo bando possa essere esitato senza preventiva deliberazione della Giunta. Non credo che il bando non possa e non debba avere una preventiva deliberazione di Giunta, autorizzativa. Ecco perché non capisco a cosa tendano gli emendamenti proposti.
Alcune di queste osservazioni le possiamo fare anche in riferimento al comma 6, ma non voglio ribadire il concetto che va definita in Giunta la competenza alla proposta, al controllo e quant'altro. Sul comma 8 (parte dell'articolo che complessivamente condivido), ritengo corretto che si definisca un impegno preciso di stanziamento a favore della ricerca biomedica e sanitaria; anche la misura del due per mille mi sembra abbastanza realistica perciò non tendenziosa, non demagogica, non populistica, sulla quale già in sede di Commissione terza ho avuto modo di dare una valutazione positiva. Dobbiamo dire però che stiamo togliendo dei denari alle AA.SS.LL., perchè questo due per mille lo ritagliamo dalla coperta che abbiamo. Una coperta già abbastanza difficile da gestire e comunque non sufficiente, alla quale stiamo togliendo un due per mille per un motivo nobilissimo, accettabilissimo, sottoscrivibile, ma la Regione sarda deve fare uno sforzo reale perché quel due per mille non incida su delle risorse già abbastanza limitate del sistema sanitario regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io inizio dalla conclusione del mio collega per sottolineare che, poiché ho sentito dire dal collega Lai che in questa Regione si fa ricerca, , o io non conosco il capitolo oppure in questi anni si è fatto esattamente il contrario! Alla ricerca prima erano destinate risorse finanziarie, attualmente no; persino per l'educazione sanitaria si passa dai 3 milioni di euro degli anni 2002-2003 all'attuale un milione e mezzo. Peraltro si sono create delle piccole anomalie perché bisognerebbe cominciare a far capire alla gente che si tratta di progetti in parte anche di ricerca, a valenza quadriennale che voi due anni fa, un anno e mezzo fa, avete modificato totalmente . Qualche collega qui presente ha dato un supporto contribuendo a creare questa situazione anomala, perché un progetto della durata di quattro anni, che al secondo anno non viene più finanziato per finanziare il progetto degli specializzandi, eliminando le figure più illuminate di questa Sardegna, diventa carta straccia! Si arreca un danno all'erario! Quindi'è previsto uno stanziamento pari a un milione e mezzo; ma da parte del Ministero, invece, abbiamo avuto cospicui finanziamenti che illuminati personaggi della Sardegna, sollecitati a presentare la domanda, hanno ottenuto . Li ha ottenuti Licinio Contu, li ha ottenuti Marisa Marrosu, li ha ottenuti il professor Cao, in extremis. Infatti, da me sollecitato, perché non sapeva neanche che occorresse presentare una domanda, ha inoltrato un progetto che ha avuto, allora, circa 2 miliardi di finanziamento.
Evidentemente noi stiamo partendo dall'anno zero, quindi ben venga questa disponibilità a favore della ricerca. Ma, giusto per chiarirlo all'Aula, non è esattamente come ha detto il collega Lai. Diciamo tutta la verità! Io, dopo un colloquio con un illustre personaggio della Regione, ho bloccato un'iniziativa che tendeva a dare, nel settore specifico, cinquanta miliardi! Cinquanta miliardi, perchè la quota originaria non era il due per mille, era diversa. Io ho spiegato ai colleghi della Commissione che quella cifra significava 50 miliardi e c'è stata un'accesa discussione per evitare che questo incidesse sulle scarse risorse della sanità. Si è poi arrivati alla scelta del due per mille con due posizioni differenziate. Alcuni sostenevano infatti che fosse più opportuno non mettere l'importo, tenendo conto di quanto inserito nell'ultima parte del comma, dove si dice che "lo stesso stanziamento è incrementato annualmente nella misura del dieci per cento delle risorse provenienti dall'applicazione delle politiche di contenimento della spesa sanitaria regionale". Ne deriva quindi che a un incremento di risorse assegnate alla sanità, corrisponde un incremento della misura del due per mille assegnato alla ricerca biomedica e sanitaria. Probabilmente, se non avessimo, con un po' di coraggio, messo l'importo, avremmo fatto cosa saggia.
Devo anche dire che ci sono state interferenze esterne, ma è giusto che la sanità si appropri di queste competenze. Però, visto che avevamo raggiunto un accordo unanime, non ho capito l'inserimento di due modifiche. Mi riferisco al comma 7 che nel testo unificato recita: "La valutazione dei progetti viene effettuata attraverso una commissione di esperti nazionali ed internazionali indicati dal Ministero dell'università e della ricerca (MIUR) nominati dalla Giunta regionale"; chiaramente la Giunta avrebbe una serie di contatti e cercherebbe il meglio. Con l'emendamento numero 14 si sostituisce completamente il comma 7 e si dice "…avvalendosi dell'opera di revisori anonimi di comprovata competenza ed esperienza"; senza chiarire chi deve scegliere, con quali modalità e con quale competenza. Credo che la prima dizione proposta sia più pertinente, mentre questa crea obiettivamente un po' di confusione.
Così come ritengo superfluo l'emendamento numero 9, perché è chiaro che è un eccesso di zelo, nel momento in cui in legge si prevede l'opera di un Comitato scientifico, precisare, come si fa appunto in questo emendamento, che la Giunta regionale si avvale anche del comitato di cui al comma 3. E' chiaro che l'Assessore competente si avvarrà della collaborazione di una struttura che ha creato. Quindi, qual è il significato di questo volere a tutti i costi inserire delle modifiche che poi non portano a risultati concreti?
In uno dei miei ultimi interventi, in una precedente seduta, ho detto che sembriamo i partecipanti ad un ballo in maschera. Ma che cosa c'è dietro la maschera? Noi diamo un'ampia delega, c'è infatti un Assessore competente e c'è una struttura di supporto; questa struttura di supporto chiaramente sarà consultata, altrimenti che funzione ha? Ripeto, che funzione ha? Perché voler modificare a tutti i costi, o aggiungere delle frasi, delle frasette, che significato non hanno?
Io vorrei capire qual è il vero significato di questi due emendamenti, che trattano materia peraltro già inserita in modo puntuale e preciso nella legge. Vogliamo di fatto avvalerci di strutture esterne, che al momento non conosciamo, mentre ritengo, invece, che esperti della sanità nazionale indicati dal ministero, dall'Università, abbiano una valenza forte e siano una garanzia per tutti noi.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere favorevole su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 24..
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime un parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE.. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, per sottolineare ai colleghi che, a volte, quando si discute sugli articoli e sugli emendamenti, nonostante il tempo trascorso in Commissione, una migliore lettura fa emergere ulteriori motivazioni che, anche se non condivise, meriterebbero almeno una spiegazione. Perciò il relatore che, giustamente, deve solo riferire l'opinione della Commissione sull'accettazione o meno degli emendamenti, sicuramente credo che non abbia il dovere di dare spiegazioni ad ulteriori osservazioni che è lecito fare; però, se ci fermiamo alle posizioni sicuramente discusse, sicuramente approfondite, chiare che abbiamo valutato in Commissione, allora prendiamo atto del "sì" e del "no" scritto sugli emendamenti, evitiamo il dibattito in Aula e consumiamo questa formalità sicuramente in minor tempo. È alquanto deprimente infatti cercare un confronto, un approfondimento, anche per i colleghi che sembrano distratti, e in gran parte lo sono, ma che magari vorrebbero comprendere l'oggetto del confronto o delle opinioni che in quest'Aula si stanno formando. Perciò, quando qualcuno dice che c'è una procedura che non è regolamentare, che di un testo si condivide una parte ma non se ne condivide un'altra, quando si fanno delle osservazioni, è possibile che nessuno dei colleghi si ponga il dubbio e pensi che, forse, chi ha detto queste cose sta dicendo non una grande fesseria, ma una cosa sensata?
A nessuno viene in mente di poter accettare il ragionamento di altri, appartenenti ad altra parte politica? Perché se così è, è più onesto dircelo, perdiamo tutti meno tempo che possiamo dedicare ad altre cose, altrettanto importanti quanto quest'Aula, e non utilizziamo vanamente la procedura richiesta per l'approvazione in Aula di un disegno di legge che è già preconfezionato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Presidente, era in corso una breve interlocuzione che ha impedito di rispondere subito alle due sollecitazioni poste dai colleghi e che riguardavano, in particolare, gli emendamenti numero 14 e numero 9. Vorrei in merito sottolineare due aspetti.
L'emendamento numero 14 sostituisce con i "revisori anonimi di comprovata esperienza e competenza scientifica" quelli che nel testo erano "gli esperti indicati dal MIUR". Questa è infatti la dizione che viene utilizzata nella legge sulla ricerca in discussione presso la Commissione ottava, internazionalmente riconosciuta; il sottolineare che devono essere revisori anonimi, che poi è sostanzialmente la traduzione di refereet, sostanzialmente ci sembrava più coerente e anticipava, in qualche modo, una parte della discussione che in ottava Commissione è già avvenuta e che ha trovato, peraltro, un consenso ampio dato che si tratta di una accezione- internazionale.
L'emendamento numero 9, che intende semplicemente sottolineare che la Giunta, nella predisposizione della relazione annuale, può avvalersi del supporto del Comitato per la ricerca, è probabilmente pleonastico; sottopongo perciò alla valutazione del proponente, l'onorevole Masia, la possibilità che venga ritirato. Chiedo invece, e questo sottopongo all'Aula, che in sede di coordinamento finale del testo si definisca, al fine di evitare ulteriori conflitti in particolare in questo articolo, che ogni qualvolta si attribuisce una competenza venga specificato sempre "su iniziativa della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di sanità".
Infine, raccogliendo la segnalazione del collega Capelli, chiedo di sostituire nel comma quattro la parola "predispone", con le parole "invia al Consiglio regionale", per evidenziare che si tratta di una relazione che va indirizzata all'organo assembleare al fine di avere un documento pubblico che consenta di verificare i risultati raggiunti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Molto brevemente, per ricordare che il lavoro che abbiamo fatto in Commissione è stato quello di cercare di innestare, nel contesto di una procedura e di un ragionamento di carattere politico-generale, elementi di oggettività e di neutralità scientifica; si è cercato cioè di integrare organismi medico-scientifici vocati alla ricerca con le funzioni politiche e organizzative della Giunta regionale. Questo è il senso con il quale si sono formati e sono maturati questi abbinamenti. Questo è il motivo che ha determinato la formulazione di questi emendamenti in questi termini e, di conseguenza, il mio voto è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io volevo soltanto sollecitare un confronto, se è possibile, sull'argomento più generale che è stato messo in campo nella discussione di questo articolo di legge e cioè quello sulla compatibilità tra questo articolo di legge e il lavoro, che è già ampiamente in essere, sulla riforma complessiva della ricerca scientifica in Sardegna.
Il professor Pigliaru, quando in terza Commissione si è discusso di questi aspetti, ha detto che la Giunta avrebbe approfondito. Assessore Dirindin, è possibile sapere se questo approfondimento è stato fatto e in che maniera si è concluso? Professor Gessa, è possibile capire se la Commissione che lei presiede è sintonizzata sulla sostanza di questo emendamento, per cui il lavoro che noi stiamo facendo in Aula è un lavoro duraturo che resisterà? Io mi rendo conto che non ci possono essere garanzie assolute su niente perché quando ci rendiamo conto, se mai ce ne rendessimo conto, che una norma funziona male è nostro dovere cambiarla, però è evidente che se sappiamo sin d'ora che gli approfondimenti della Giunta o gli approfondimenti fatti dalla Commissione danno dei risultati diversi rispetto a quello che adesso stiamo discutendo, ci fermiamo un secondo e cerchiamo di comprenderci nell'ambito di un confronto dialettico che su quest'articolo comunque si può svolgere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 129.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Chiedo di inserire prima della parola "sanità" le parole "del mondo della".
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 129 nel testo modificato.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere La Spisa ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS.
Rispondono no i consiglieri: BIANCAREDDU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - OPPI - PISANO - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - GESSA - SANCIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 51
Astenuti 3
Maggioranza 26
Favorevoli 40
Contrari 11
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 11.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Voterò contro questo emendamento. Io ho qualche problema a comprendere quale sia il motivo per cui non si riesca a ottenere una risposta su argomenti che sono stati posti non dalla minoranza ma dalla maggioranza e dalla Giunta. Assessore Dirindin, ho compreso che a lei è stato suggerito durante questa discussione in Aula di fare il più possibile la "forza assente".
E'stato un buon suggerimento perchè aiuta l'approvazione della legge. Però su questo argomento c'è stata una interlocuzione con la Giunta regionale nel corso della quale la Giunta ha preso l'impegno di rispondere al momento del dibattito in Aula. Quindi, se lei è stata obbligata al mutismo, chiami l'assessore Pigliaru e gli dica se può venire cinque minuti per darci questa risposta.
Per quanto riguarda il Presidente della Commissione cultura, il professor Gessa, persona illuminata, di grande spirito, che sicuramente di ricerca scientifica comprende cento volte più di quello che comprendo io, che sicuramente ha ragionato su questa questione, mi piacerebbe sentire la sua voce per avere la conferma che il ragionamento fatto dalla Commissione va bene e, quindi, che quello che noi approveremo in Aula è destinato, salvo limature, piccole modifiche, eccetera ad essere un pilastro della ricerca biomedica nei prossimi anni.
Mi sembra che non stiamo chiedendo la luna, stiamo semplicemente chiedendo quel normale scambio di informazioni da parte della Giunta, per altro promesso dalla Giunta, anzi sollecitato dalla Giunta, per la parte consiliare, naturale, perché se fra tre mesi venisse in Aula un progetto di legge che smantella questo articolo, beh insomma, preparatevi a discuterlo sino alle quattro del mattino. Sarebbe infatti una presa in giro nei confronti della minoranza che oggi vi sta seguendo e che in Commissione vi ha seguiti sui ragionamenti sottesi dall'articolo 24.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). In parte vorrei dare sostegno alla ricerca di una spiegazione su quanto chiesto dal collega Vargiu più esaustiva di quella fornita. Io, perciò, voterò contro questo emendamento numero 11 ma voglio sottolineare ancora di più, se questo è possibile, quanto sia stato inopportuno cancellare con l'emendamento numero 10 la norma che prevedeva una deliberazione per il bando. Ma, sono ancora più rammaricato, attendevo di poter sottolineare quanto questo atto sia stato inopportuno, perché è stata cancellata la definizione del comitato come comitato tecnico-scientifico; e non comprendo chiaramente lo spirito e la volontà di questo emendamento. Forse era troppo limitativo definirlo comitato tecnico-scientifico in un contesto di ricerca biomedica e sanitaria? E'una domanda. Una domanda a cui non è stata data risposta. Troppi emendamenti stanno passando senza una spiegazione e senza un chiarimento. Gli emendamenti 8 e 10 sono stati approvati senza spiegazioni approfondite; sicuramente voterò contro l'emendamento numero 11", che non è decisamente sostanziale, mentre altri che voteremo tra qualche minuto, a mio avviso, limitano ulteriormente il campo d'azione della ricerca stessa o diventa pleonastico negli emendamenti aggiuntivi inserire delle definizioni che sono già insite nell'obiettivo dell'articolo stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Io vorrei rassicurare il collega Vargiu che la legge che poi prenderemo in considerazione non stravolgerà le norme che stiamo votando. Le modifiche che sono state apportate tendono eventualmente soprattutto a uniformare i criteri di valutazione; la legge che poi prenderemo in esame, come qualcuno di voi sa già, tende a razionalizzare la ricerca scientifica considerando che la ricerca scientifica, biomedica fisica e così via, quella cosiddetta fondamentale e applicata, devono avere una visione uniforme e un controllo complessivo.
Nel tempo ristretto di un intervento non credo di poter dire di più; posso solo rassicurare che questa legge, oggi in corso di approvazione, non è in contrasto con quella che forse approveremo fra qualche mese.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11.. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 12,. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 14.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, vorrei annunciare il mio voto favorevole a questo emendamento e chiedere la votazione nominale dell'articolo 24. Infatti, poiché sono stato rassicurato dalle garanzie date dal professor Gessa, intendo in questa maniera esprimere la mia condivisione sull'articolo 24 che riguarda la ricerca scientifica in Sardegna.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla votazione dell'articolo 24. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Presidente, a seguito dell'approvazione di alcuni emendamenti, tra cui l'emendamento numero 129 che definisce la composizione del Comitato, io chiederei la votazione separata per parti del comma 3 fino alle parole "biomedica e sanitaria".
Per quanto riguarda il comma 8, invece, poiché è effettivamente impossibile utilizzare per la ricerca i fondi del sistema sanitario nazionale destinati ai LEA , poiché siamo consapevoli che la quota di bilancio che noi approviamo è aggiuntiva e non sottrattiva dei fondi che servono per l'assistenza, riteniamo sostanzialmente inutile la seconda parte del comma. Per questi motivi proponiamo di votarlo per parti separate. La prima parte dal capoverso iniziale sino ad"Aziende sanitarie locali", la seconda parte dal punto e virgola fino a "spesa sanitaria regionale", che non va approvata.
Vorrei inoltre sottolineare che in sede di coordinamento, poiché così come è stata definita la quota di bilancio può risultare poco chiara, si parli della quota di bilancio corrispondente al fabbisogno finanziario del servizio sanitario regionale.
In questo modo si possono anche eliminare le parole "nell'ambito della spesa sanitaria" per cui il testo dovrebbe diventare "Lo stanziamento annuale complessivo della ricerca biomedica e sanitaria non può essere inferiore al due per mille del valore del fabbisogno finanziario del servizio sanitario regionale". Quindi resta in piedi il principio ispiratore che viene definito meglio sotto il profilo legislativo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 24, prima parte sino alle parole "biomedica e sanitaria" del comma 3.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BIANCAREDDU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - LADU - LIORI - OPPI - RANDAZZO.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - GESSA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 53
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 46
contrari 7
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 24, parte rimanente del comma 3.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere CACHIA si è astenuto.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ARTIZZU - CACHIA - LIORI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 50
Astenuti 4
Maggioranza 26
Contrari 50
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 24, dal comma 4 fino al comma 7 incluso.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - OPPI - RANDAZZO - SANCIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 54
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 43
Contrari 11
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 24, comma 8 sino a "sanitarie locali", così riformulato: "Lo stanziamento annuale complessivo della ricerca biomedica e sanitaria non può essere inferiore al due per mille del valore del fabbisogno finanziario del servizio sanitario regionale".
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - OPPI - RANDAZZO - SANCIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 49
Votanti 48
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 39
Contrari 9
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della parte restante del comma 8 da "lo stesso stanziamento" fino a "spesa sanitaria regionale".
(Segue la votazione)
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 47
Votanti 46
Astenuti 1
Maggioranza 24
Contrari 46
(Il Consiglio non approva).
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 25. All'articolo 25 sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 25 e dei relativi emendamenti:
Art. 25
Formazione
1. La Regione riconosce l'importanza della formazione tecnico-professionale e gestionale della dirigenza e del restante personale del SSR e a tale scopo ne favorisce la formazione continua e promuove, anche avvalendosi dell'Agenzia di cui all'articolo 22 e delle università, occasioni di formazione sulla programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sanitari, con particolare attenzione alla diffusione delle tecniche di monitoraggio e controllo sull'appropriatezza clinica e organizzativa delle prestazioni e dei servizi sanitari.
2. Ferme restando le competenze degli organismi previsti dai contratti collettivi di lavoro, la Giunta regionale istituisce una apposita Commissione regionale per la formazione sanitaria, quale organismo di supporto per la definizione delle linee di indirizzo sulle attività formative di cui al comma 1.
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 25
Al comma 1 dell'articolo 25 le parole "dell'Agenzia di cui all'articolo 22" sono soppresse. (52)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 25
Il comma 2 dell'articolo 25 è soppresso. (83).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente e colleghi del Consiglio, all'articolo 25, che introduce il tema della formazione, è stato presentato un emendamento che prevede l'abolizione della possibilità da parte della Regione di avvalersi della collaborazione dell'Agenzia e delle università; abolizione normativa ma non reale. Chiaramente è un emendamento che va spiegato all'Aula, va valutato cioè,qual è il motivo per cui l'Agenzia, che ha degli obblighi nel campo della valutazione del fabbisogno formativo, non è coinvolta nell'ambito della formazione continua.
Si tratta in effetti di due diversi tipi di formazione. La valutazione del fabbisogno formativo nelle professioni sanitarie, compito assegnato all'Agenzia nell'articolo istitutivo, è correlata alla necessità che la Regione conosca i fabbisogni nelle varie professioni sanitarie in Sardegna.
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LOMBARDO
(Segue VARGIU.) Mi spiego meglio, per i colleghi ovviamente che non fanno parte della Commissione sanità. La Commissione sanità, ogni anno, è chiamata ad esprimersi sulla delibera della Giunta regionale con la quale l'Esecutivo finanzia, in maniera aggiuntiva rispetto allo Stato, borse di studio destinate agli specializzandi delle università sarde di Medicina e di Veterinaria. Come avviene, vi chiederete, la valutazione sul modo con cui deve essere effettuato questo finanziamento? La risposta è che la valutazione avviene in maniera assolutamente empirica, nel senso che né colui che richiede le borse di studio, e cioè l'università, né colui che le assegna, e cioè la Regione, ha la più pallida idea di ciò che serve.
Non esiste nessuna programmazione del fabbisogno a monte, va detto, indipendentemente dall'esserci giunte di centrodestra o giunte di centrosinistra, per cui la Commissione, nel momento in cui ha avuto sottomano il provvedimento per valutarlo, ha sempre ritenuto di chiedere alla Regione di attivarsi per ipotizzare una programmazione, nei limiti del possibile , delle scelte nelle professioni sanitarie, così da capire se occorrono più anestesisti o più farmacologi. Se questo non avviene, la Commissione sanità esprime un parere alla cieca o esprime un parere sul consolidato degli anni precedenti. Ma, siccome avete capito qual è il meccanismo con cui si forma il consolidato degli anni precedenti, un meccanismo cioè assolutamente estemporaneo, è evidente che non c'è da fidarsi neanche di questo parametro.
E' poi altrettanto vero che succede con frequenza che le esigenze di una determinata specialità possono essere anche saturate. Intendo dire che, se noi riscontriamo una carenza di anestesisti in Sardegna e per dieci anni triplichiamo le borse di anestesiologia, è possibile che dopo dieci anni la carenza degli anestesisti sia superata ma nel frattempo si sia verificata in un altro settore. Ma, se nessuno fa questa attività di programmazione, non la fa certo la Commissione che non ha nessuno strumento, non la fanno gli ordini professionali ai quali viene chiesto aiuto, perché anche loro non hanno alcuno strumento per fare rilevazioni di dati di questo genere, non la fanno le Aziende sanitarie locali, magari coordinandosi con la Regione, non la fa la Regione, non la fa l'università che ha soltanto gli statuti delle scuole di specializzazione come punto di riferimento, noi ogni anno finanziamo le borse di studio per le specializzazioni senza avere la più pallida idea di che cosa succederà con questo nostro intervento. Non abbiamo cioè la più pallida idea di quali effetti produrrà sul mercato questo intervento.
All'Agenzia è affidato il compito di effettuare una rilevazione di mercato puntuale che ci faccia capire le esigenze della Sardegna. Esigenze che, poi, la Giunta o il Consiglio regionale possono anche disattendere, però almeno sono esigenze note, esigenze conosciute.
L'articolo 25, invece, si occupa di una cosa completamente differente. Si occupa infatti della formazione continua in sanità per offrire ai professionisti che operano in Sardegna, dagli operatori sociosanitari ai medici iper-specializzati, occasioni di specializzazione in Sardegna; è questa una necessità che, per il fatto di essere un'isola, qui è sentita in maniera molto più pesante che altrove, .
Voi sapete che un medico di base dopo essersi laureato, dopo aver praticato, magari qualche anno fa, la medicina di base, è possibile che abbia dei percorsi di aggiornamento professionale molto laschi, per usare una terminologia eufemistica. Siccome a questo medico di base oltre che essere affidata la salute di 1500 persone, come tetto massimo, è affidato ormai anche un ruolo di programmazione e di gestione della spesa all'interno della sanità, è assolutamente evidente come costituisca un investimento da parte della Regione occuparsi della formazione continua in sanità; dalla spesa di una somma in questo settore, infatti, si ipotizza di guadagnare un miglioramento qualitativo complessivo del sistema e, verosimilmente, anche un intervento di risparmio e di contenimento della spesa stessa.
L'intervento sulla formazione continua è affidato ovviamente alla Regione; è prevista una Commissione, che si occupa specificamente di questo problema, istituita dalla Giunta regionale e quindi di assoluta consonanza dal punto di vista del metodo e degli obiettivi rispetto alla Giunta stessa. L'obiettivo che si propone l'emendamento che abbiamo presentato è proprio quello di tenere distinta la formazione continua dalla valutazione dei bisogni formativi relativi alle professioni sanitarie; abbiamo voluto sottrarre all'Agenzia ogni compito di gestione per evitare che potesse scivolare in campi che ne alterassero l'indipendenza di tipo tecnico scientifico snaturando il ruolo che la Commissione ha voluto darle.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 52 il parere è favorevole, a patto che la soppressione proposta riguardi l'intero inciso estendendosi anche alle parole "e delle università". Si esprime invece parere contrario sull'emendamento numero 83.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Per dichiarare che accetto le modifiche proposte dal relatore.
PRESIDENTE. Onorevole Ibba, bisogna cassare tutto l'inciso compreso tra le due virgole, quindi anche le parole "anche avvalendosi".
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 52 come modificato. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 26. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 26 e dei relativi emendamenti:
Art. 26
Finanziamento del Servizio sanitario regionale
1. Il finanziamento del Servizio sanitario regionale è assicurato dal Fondo sanitario regionale, costituito dai fondi assegnati alla Regione o da questa acquisiti ai sensi della normativa vigente, nonché, ove presenti, dalla quota regionale di partecipazione alla spesa sanitaria e dai fondi regionali destinati a finanziare eventuali livelli integrativi di assistenza definiti a livello regionale.
2. La Giunta regionale individua ogni anno, sentita la Commissione consiliare competente in materia di sanità, i criteri per il riparto annuale del Fondo sanitario regionale tra le ASL sulla base di:
a) popolazione residente, tenuto conto delle caratteristiche demografiche rilevanti ai fini dei bisogni di assistenza;
b) variabili di contesto, con particolare riferimento alle caratteristiche infrastrutturali del territorio e alla variabilità demografica stagionale;
c) fabbisogno di assistenza, tenuto conto della domanda di prestazioni e della rete dei servizi e presidi;
d) obiettivi assistenziali e funzioni di coordinamento assegnati alle aziende sanitarie locali dalla programmazione regionale;
e) spesa per la mobilità passiva dell'anno precedente al riparto.
3. Il riparto del Fondo sanitario regionale è altresì effettuato, per le specifiche funzioni assistenziali assegnate, a favore delle altre aziende e istituti pubblici di cui al comma 3 dell'articolo 1.
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 26
Il comma 2 dell'articolo 26 è soppresso. (53)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 26
La lettera e) del comma 2 dell'articolo 26 è soppressa. (15)
Emendamento aggiuntivo Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 26
Alla lettera b) del comma 3 dell'articolo 26, dopo la parola "stagionale" è aggiunta la seguente frase: "e ai fenomeni di spopolamento.". (61).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente e colleghi del Consiglio,
io credo di voler utilizzare l'articolo 26, parlando specificamente nel merito dell'articolo, per porre un problema all'attenzione dell'Aula che spero in qualche misura possa essere accolto possibilmente per costituire elemento di riflessione e anche, devo dire, elemento di sintesi di quelle sensibilità che più volte sono state espresse da questa Aula. Capisco la difficoltà del momento, nel senso che capisco la difficoltà di introdurre certi problemi di venerdì a mezzogiorno e un quarto; però voglio sottolineare un aspetto che è presente in questo articolo 26.
L'aspetto che intendo sottolineare è quello dei finanziamenti; l'articolo 26, infatti, sostanzialmente individua i criteri in base ai quali deve avvenire la redistribuzione dei finanziamenti per il sistema sanitario regionale che arrivano dallo Stato.
I finanziamenti arrivano dallo Stato sulla base della quota capitaria; cioè quel 71 per cento di finanziamento del fondo sanitario regionale che è di competenza statale ci arriva sulla base del numero degli abitanti perché i parametri di correzione sono, al momento attuale almeno, talmente modesti che in realtà gli stanziamenti vengono concessi per "testa di abitante".
Noi, invece, ipotizziamo che le risorse vengano ridistribuite in maniera diversa, utilizzando altri parametri quali la distribuzione della popolazione, il fabbisogno di assistenza, gli obiettivi assistenziali.
Cioè, noi riceviamo i soldi per "testa di abitante" ma non siamo obbligati a ridistribuirli alle AA.SS.LL. in questo modo; possiamo, anzi, dobbiamo ragionare sui bisogni che ci sono in Sardegna e dare una risposta a questi bisogni. Non fare semplicemente i passacarte del denaro, quindi,ma, studiare qual è il modo più intelligente per far riavere in giro questo denaro.
Noi lo facciamo, e facciamo bene a farlo. Lo Stato non lo fa! Lo Stato non fa quello che noi ci proponiamo di fare nell'articolo 26, e che è un comportamento virtuoso.
Il comportamento dello Stato, invece, non è virtuoso perché lo Stato, e lo abbiamo detto anche noi Riformatori tante volte in quest'Aula, dimentica che la gestione della sanità in un'isola è diversa dalla gestione della sanità nel capoluogo di regione, per esempio, della Lombardia.
Si dimentica che gestire un milione e mezzo di abitanti dispersi in 24 mila chilometri quadrati di territorio è diverso dal gestire un milione e mezzo di abitanti concentrati in un quartiere di Milano. Per garantire il servizio del 118 in un quartiere di Milano bastano probabilmente sei ambulanze; per garantirlo in Sardegna ne occorreranno 20 volte tanto, 30 volte tanto. Così come offrire la stessa qualità del servizio è impossibile perché le sei ambulanze che garantiscono il 118 in un quartiere di Milano probabilmente arrivano in tutti i punti del quartiere in 10 minuti, mentre le 120 ambulanze della Sardegna per arrivare ad Esterzili ci impiegano un'ora e 10 minuti o 50 minuti o 40 minuti.
Quindi, noi non riusciamo a rendere i cittadini di Esterzili uguali ai cittadini di Milano dal punto di vista delle opportunità.
Resta sempre il gap. Allora, dobbiamo iniziare una vertenza con lo Stato, una vertenza che può essere davvero unitaria di questo Consiglio regionale, nella quale denunciare le forti peculiarità che il sistema sanitario ha in Sardegna, peculiarità legate a gap infrastrutturali e a condizioni oggettive congiunturali. Condizioni che, è vero, sono presenti uguali anche nell'industria, nel commercio e in mille altri settori della vita sarda, ma che sulla sanità hanno senz'altro una ricaduta completamente diversa. Il commercio e l'industria sono dei settori in cui l'intervento può essere graduato, modulato, deciso, scelto, nella sanità è la Costituzione che sancisce che ogni cittadino deve essere garantito nel suo diritto alla salute e che le garanzie devono essere pari per qualsiasi cittadino su qualsiasi parte del territorio nazionale, nonostante Bossi.
Quando il presidente Soru individua le sei priorità su cui aprire una vertenza condivisa tra la Regione e lo Stato, beh, se il presidente Soru desidera davvero coinvolgere la minoranza in queste vertenze, ascolti la minoranza e magari ascolti anche quella parte della maggioranza che dice le stesse cose, ascolti la minoranza sul tema importante quale noi riteniamo che sia il tema della sanità, nel senso che riteniamo che il tema della sanità sia una priorità fondamentale perché la garanzia, l'ha detto il collega Liori ieri, dell'assistenza di qualità, quanto più possibile di qualità, quanto più possibile vicino al posto dove uno risiede, è un fondamento del sistema di solidarietà e di intervento diretto verso la persona su cui si basa il principio del sistema sanitario nazionale.
Allora, colleghi, collega Ibba, collega Frau, collega Pacifico, collega Uggias, collega Lanzi, collega Masia (i colleghi che partecipano all'attività della Commissione sanità), cerchiamo, se condividete ovviamente, di trasferire questa sensibilità al livello del Consiglio. Mi rendo conto che forse oggi, venerdì, a mezzogiorno e venti, lo stress che abbiamo accumulato, stress positivo nel senso di impegno, nella discussione di questa legge ci impedisce di dare corpo e magari anche di approfondire il ragionamento, per cui è possibile che questa riflessione non venga neppure raccolta oggi in questa Aula, ma se riteniamo che possa essere raccolta impegniamoci a diffondere la sensibilità verso questo problema specifico all'interno dell'intera Aula.
In questo modo può darsi che non solo facciamo cosa utile per la sanità sarda, che già è cosa estremamente importante, ma è possibile anche che facciamo cosa utile per gli interessi di Soru, di Spissu (intendendosi per Soru e Spissu la Presidenza della Giunta regionale e la Presidenza del Consiglio), dell'intero Consiglio, ma soprattutto dell'intera Sardegna, creando degli argomenti condivisi, creando degli elementi di condivisione che poi possono essere importanti per riuscire a fare dei ragionamenti comuni che diano forza a quella volontà, più volte espressa da questo Consiglio, di trovare unità su argomenti di grande livello, di grande spessore, di grande importanza per la Sardegna al di là della primogenitura di battaglie politiche e dell'una o dell'altra parte. Credo infatti che sulla sanità, indipendentemente dal fatto che si possa essere di destra o di sinistra, non ci siano problemi di primogenitura, ma una vertenza su questo aspetto specifico con lo Stato credo sia una vertenza importantissima per la Regione sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, i concetti introdotti dal collega Vargiu sono certamente meritevoli della massima attenzione e credo sia necessario aprire, in una sede diversa, il ragionamento sull'impegno da assumere in merito a queste differenziazioni che incidono negativamente sulla spesa sanitaria regionale.
Non di meno, Presidente, devo rimarcare l'importanza dell'articolo in esame perché, così come riconosciuto testé, noi stiamo procedendo ad una ripartizione in maniera più aderente, ripartizione interna naturalmente, alle esigenze del nostro territorio. In particolare vorrei far rilevare che oltre al dato della popolazione, quindi della quota capitaria, vengono introdotte le cosiddette variabili di contesto e in particolare si fa riferimento alle caratteristiche infrastrutturali del territorio e alla variabilità demografica stagionale presente nelle diverse località.
Inoltre, in un emendamento viene introdotto un particolare riferimento allo spopolamento delle zone interne, destinando fondi laddove in sostanza viene ad esserci una presenza non soltanto numerica ma anche portatrice di esigenze sociali e di esigenze particolari del nostro territorio.
Questo articolo , e concludo Presidente, deve essere perciò valutato molto positivamente dall'Assemblea, perché rappresenta un significativo passo in avanti nel riconoscere al nostro territorio e alle nostre aziende sanitarie le rispettive specificità.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo sull'emendamento numero 53, favorevole sull'emendamento numero 15, favorevole sull'emendamento numero 61. In merito a quest'ultimo emendamento si rileva che il riferimento al comma 3 è errato in quanto va indicato il comma 2..
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore, con una precisazione. Al punto c), in esito alla discussione che è stata fatta in Commissione sanità ieri sera, dove si parla di "fabbisogni di assistenza" si è proposto di inserire al posto della parola "assistenza" la frase "per i livelli essenziali di assistenza".
PRESIDENTE..
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, in accordo con l'Assessore della sanità, in luogo della modifica proposta dall'Assessore medesimo, chiedo che si inserisca alla lettera c) del primo comma al posto della parola "assistenza" la frase "tenuto conto dei livelli essenziali di assistenza e sulla base".
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 61.. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 27. All'articolo 27 è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27 e del relativo emendamento:
Art. 27
Contabilità economico-patrimoniale
1. Il sistema della contabilità economico-patrimoniale delle aziende sanitarie è definito dalla Giunta regionale, informandosi ai principi e alle disposizioni del codice civile e tenendo conto del sistema informativo sanitario nazionale e regionale, nonché delle esigenze poste dal consolidamento della finanza pubblica.
2. Il sistema della contabilità economico-patrimoniale comprende:
a) il bilancio pluriennale di previsione;
b) il bilancio annuale di previsione;
c) il bilancio consuntivo di esercizio.
3. Il direttore generale adotta entro il 15 novembre, sulla base del finanziamento come ripartito a norma dell'articolo 26, il bilancio annuale di previsione e il bilancio pluriennale di previsione contestualmente all'adozione sia del Programma sanitario annuale, sia del Programma sanitario triennale. Un piano annuale di fabbisogno del personale è inserito come allegato al bilancio annuale di previsione e ne costituisce parte integrante. Gli atti previsti nel presente comma sono trasmessi al competente Assessorato contestualmente alla loro adozione.
Emendamento Soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 27
Il comma 2 dell'articolo 27 è soppresso. (54).)
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 54 ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 27. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 28. All'articolo 28 non sono stati presentati emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28:
Art. 28
Sistema di programmazione e controllo
1. Il sistema di programmazione e controllo si compone dei seguenti strumenti:
a) programma sanitario pluriennale e annuale, di cui all'articolo 13;
b) sistema informativo;
c) sistema budgetario;
d) contabilità analitica;
e) sistema degli indicatori.
2. Le caratteristiche e le modalità di gestione degli strumenti di cui al comma 1 sono stabiliti dalla Giunta regionale, tenuto conto del sistema informativo sanitario nazionale e regionale.
3. Il sistema budgetario di cui alla lettera c) del comma 1 comprende:
a) limitatamente alle aziende sanitarie locali, il budget di tutela, che raffronta il fabbisogno per macro-funzioni assistenziali, quale determinato dalla Regione in sede di riparto del Fondo sanitario regionale ai sensi dell'articolo 26, con il costo di acquisto o di produzione delle prestazioni e dei servizi necessari per assicurare il raggiungimento degli obiettivi assegnati;
b) i budget delle macro-articolazioni organizzative e dei centri di responsabilità individuati nell'atto aziendale.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 29. All'articolo 29 sono stati presentati sette emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 29 e dei relativi emendamenti:
Art. 29
Controlli regionali
1. La Regione esercita, per il tramite dell'Assessorato competente, il controllo preventivo sui seguenti atti delle aziende sanitarie:
a) bilancio di esercizio;
b) atti di disposizione del patrimonio eccedenti l'ordinaria amministrazione;
c) atti o contratti che comportino impegni di spesa su base pluriennale per un importo complessivo superiore a tre milioni di euro; il controllo deve avvenire entro 15 giorni, trascorsi i quali gli atti si intendono approvati.
2. Gli atti o i contratti che comportino impegni di spesa inferiori ai tre milioni di euro non sono soggetti a controllo preventivo ma sono comunicati all'Assessorato contestualmente alla loro adozione.
3. Il controllo di cui al comma 1 è di legittimità e di merito. Il controllo di legittimità consiste nel giudizio circa la conformità dell'atto rispetto a disposizioni legislative e regolamentari. Il controllo di merito ha natura di atto di alta amministrazione e consiste nella valutazione della coerenza dell'atto adottato dall'azienda rispetto agli indirizzi della programmazione regionale, alle regole di buona amministrazione e alle direttive della Giunta regionale nella materia oggetto dell'atto.
4. Il termine per l'esercizio del controllo di cui alle lettere a) e b) del comma 1 é di quaranta giorni ed é interrotto qualora l'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale richieda chiarimenti o elementi integrativi; il medesimo termine è sospeso dal 5 al 25 agosto e dal 24 dicembre al 6 gennaio.
5. Gli atti soggetti al controllo preventivo ai sensi del comma 1 sono pubblicati in forma integrale contestualmente al loro invio al controllo. Nelle more del controllo regionale, ad essi non può essere data esecuzione.
6. La Giunta regionale nomina commissari per l'adozione degli atti obbligatori per legge, previa diffida a provvedere nel termine di trenta giorni, in caso di omissione o ritardo da parte del direttore generale.
Emendamento soppressivo totale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 29
L'articolo 29 è soppresso. (55)
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento numero 17 GIUNTA REGIONALE
Art. 29
La lettera a) del comma 1 dell'articolo 29, è così sostituita:
"a) i documenti di cui alle lettere b) e c) del comma 2 dell'articolo 27;". (131)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 29
La lettera a) del comma 1 dell'articolo 29 è soppressa. (17)
Emendamento soppressivo parziale ATZERI - SCARPA.
Articolo 29
Art. 29, comma 3:
Sopprimere la frase "e di merito". (122)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 29
Alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 29, le parole "tre milioni di euro" sono sostituite dalla parole "cinque milioni di euro". (16)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 29
Al comma 2 dell'articolo 29 le parole "tre milioni di euro" sono sostituite con le parole "cinque milioni di euro". (18)
Emendamento soppressivo parziale Atzeri - Scarpa.
Articolo 29
Art. 29, comma 3:
Alla frase "il controllo di merito" sostituire la frase "il controllo successivo di merito". (123).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, poiché stiamo per concludere questa discussione su un testo che vuole normare la sanità sarda, nel rimarcare ancora una volta che non si è trovata all'interno di questo Consesso la piena disponibilità a colloquiare, al di là delle posizioni di parte, per avviare una corretta e concreta azione nell'interesse della Sardegna e del popolo sardo ma, soprattutto, dei malati e di chi ha bisogno voglio sottolineare come si stia portando a compimento una azione non fra quelle più opportune nell'interesse della Sardegna.
Io credo che sia importante tener presente che nella nostra isola ci sono situazioni che non trovano soddisfacimento nelle norme sinora poste in campo, e soprattutto che l'utente, se così vogliamo chiamarlo, ma è il malato, non ha un colore politico, non ha una appartenenza politica, ma è una persona che ha bisogno di quell'insieme di prestazioni che va dalla prevenzione alla cura e alla riabilitazione. Anziché snellire tutte le procedure, anziché colpire esattamente i mali da sempre riscontrati nella sanità sarda, mi pare che ancora una volta si voglia comprimere, all'interno di strutture e sovrastrutture, una condizione di mala sanità che, comunque, esiste nella nostra isola.
Saranno argomenti che verranno certamente trattati nel Piano sanitario regionale, ma in questo provvedimento non vi è la chiara individuazione di privilegiare le zone interne, le zone che hanno difficoltà rispetto all'assistenza e che devono essere tutelate. Sono le zone in cui vengono chiuse le scuole, le stazioni dei carabinieri, altre infrastrutture, ma soprattutto quelle strutture che sono momento di tutela della salute pubblica, cioè le strutture sanitarie.
Tra queste zone io cito Oristano, nelle cui strutture ospedalieremanca un centro di ematologia, e si obbligano centinaia di utenti a venire a Cagliari e ad affrontare un viaggio, in una condizione di precarietà, e una situazione di disagio all'interno della struttura ospedaliera cagliaritana. Eppure, senza affrontare una spesa potrebbe essere aperto un centro di ematologia ad Oristano, come avevo prospettato fornendo tutti gli elementi in una interrogazione al riguardo presentata a suo tempo all'Assessore. Una interrogazione nella quale evidenziavo anche le difficoltà e il disagio che vivono questi utenti della sanità che debbono venire a Cagliari o andare a Sassari, da Oristano o da Nuoro, per poter sottoporsi alle cure e ai controlli. Non c'è stata una risposta, ma ne riparleremo quando si discuterà di Piano sanitario.
Nel corso di quella discussione dovremo anche capire perchè verranno eliminati, pare, circa 1800 posti letto; per dichiarazione del presidente Soru, la città di Cagliari sarà dotata di 500 posti letto, altri 160 nuovi saranno destinati in quel di Olbia; mi chiedo che cosa vuol significare questo, vista anche la chiusura dei piccoli presidi ospedalieri di Bosa, di Ghilarza ed altri.
Che dire poi dei finanziamenti alla ricerca? Cento miliardi circa vengono dati all'Università, ma duecento e passa miliardi vengono attribuiti per ricerche biomediche ad altri. Ma, avessimo noi, Consiglio regionale, contezza del perché e del per come sono state effettuate certe scelte! Certo, queste sono decisioni che incidono sul tipo di sanità che vogliamo offrire e sul modo in cui le risorse vengono ripartite, forse in maniera non ortodossa, santificando santuari di interesse che io non conosco, ma che vorrei conoscere come consigliere regionale cui è stato affidato il mandato di rappresentare una fetta del popolo sardo.
Mala sanità vuol dire che non si fa prevenzione, mala sanità sono le foto che mostrano il degrado di alcuni ospedali; ma queste cose dette da una o da qualunque parte possono anche essere demagogiche, ma quando si ha l'opportunità di lavorare in quest'Aula cercando convergenze, ricercando interessi comuni, credo che l'intento comune sia uno solo: dare risposte in positivo a chi ha bisogno. Nessuno di noi, se non lo prova sulla propria pelle, sa cosa significhi la malattia; forse qualcuno dei medici qui presenti ne conosce il significato perché lo vive indirettamente stando a contatto col dolore, ma solo quando si vive sulla propria persona si capisce sino in fondo qual è l'interesse vero dei malati.
Al di là quindi delle ideologie, al di là del credo religioso, al di là della laicità che deve supportare la nostra maniera di attingere alle nostre conoscenze e porle in norma e in legge, io credo che occorra fare una riflessione seria su un comportamento etico, morale, chiedersi se sia giusto precludere in un dibattito serio e ampio un ragionamento che dovrebbe accomunare non distanziare, non far dire: "io sono la maggioranza, questo è se vi va bene, deve andar bene comunque sia".
Non lamentatevi poi se esistono quei santuari del potere che vengono utilizzati in maniera diversa e che sono convinto neanche voi conoscete. E sono fatti gravi, attanagliano la sanità, distolgono fondi, ma ci si riempie la bocca con frasi tipo: "intanto stiamo facendo innovazione", "intanto stiamo facendo ricerca". Amici cari, queste decisioni non possono, se non nella chiarezza, dare veramente ristoro alla sanità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io sostanzialmente ritengo che i controlli previsti in questo articolo fossero necessari e fossero i più rigorosi possibile. Fino ad oggi, va detto, controlli non ce ne sono stati, Assessore. Non ce ne sono stati perché la legislazione precedente non li consentiva, anche per errori che nel passato sono stati fatti. Basti pensare che fino al 2001, per esempio, non si entrava nel merito dei bilanci perché un illustre professionista, chiamato come consulente, aveva fatto stampare un bel libretto in cui si diceva che, di fatto, uno doveva rientrare sullo schema di bilancio, ma gli stessi funzionari si rifiutavano di controllare gli atti. Allora il tetto entro il quale non si doveva dare nessuna comunicazione era di un milione di euro; ma, in effetti, fino ad oggi non hanno dato comunicazioni perché i direttori generali delle AA.SS.LL. informavano l'Assessorato competente, quindi il funzionario addetto, allorquando avevano già fatto la gara d'appalto.
Quindi io credo che i controlli siano necessari e siano, obiettivamente, anche non eccessivamente restrittivi; sono d'accordo anche sull'importo, dico soltanto però che mi meraviglia molto che il controllo debba avvenire entro quindici giorni. Normalmente si inserisce una postilla per chiarire che cosa si intende per quindici giorni; perché se i quindici giorni sono due settimane, cioè giornate utili, hanno un significato, se invece sono quindici giorni genericamente considerati, vuol dire che dal venerdì sera alla domenica non è tempo utile e quindi il tempo è più limitato. Secondo me è il caso di specificare che sono quindici giornate utili.
Io voterò a favore di questo articolo perché ritengo che anche la sospensione del termine di cui al comma 4 dal 5 al 25 agosto e dal 24 dicembre al 6 gennaio sia pertinente, in quanto volta ad impedire che qualcuno porti avanti iniziative in quel lasso di tempo . Questo articolo quindi va bene e consentirà un maggior controllo da parte dell'Assessorato, un controllo che è mancato per tanti anni perché non si facevano, e questo va detto, i bilanci. Abbiamo avuto un vuoto di cinque anni, e lei potrà riscontrare che dal 1994-95 al 2000 non c'è stato mai un bilancio approvato della ASL, allora, numero 8 se non per la decorrenza dei termini.
E' chiaro che questo fatto ha pregiudicato molte cose e, forse, ha determinato anche quel trend del deficit che è cresciuto nel tempo per le situazioni anomale esistenti. In un prossimo futuro speriamo, perché è giusto, che la Regione possa controllare con maggior rigore le AA.SS.LL. per evitare fughe in avanti che poi mettono in difficoltà.
Le voglio citare un esempio. Io una volta ho firmato - mi avvalevo di validissimi collaboratori esterni che gratuitamente, essendo esperti di diritto, mi davano tutti i suggerimenti, molte volte ricevevo anche pareri dell' Avvocatura -l'annullamento di un bilancio. Poiché, come lei sa bene, questa competenza non era dell'Assessore, un avvocato particolarmente valido ha presentato ricorso e noi abbiamo perso perché chi firma un provvedimento di annullamento di bilancio è il responsabile del Servizio competente. Però in un prossimo futuro anche queste competenze andrebbero riviste perché il responsabile del Servizio potrebbe non essere presente per esigenze particolari. , e non basta mettere la sigla: "Esente da vizi", perché un provvedimento venga effettivamente approvato "esente da vizi". E noi abbiamo già riscontrato come molti controlli su appalti ingenti non si siano potuti fare perché i tempi tecnici non lo consentivano o perché posti di fronte al fatto compiuto..
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Scusi, Presidente, il relatore esprime parere favorevole sull'emendamento 55 solo se si riferisce, non all'articolo 29 nella sua totalità, ma al comma 2 dell'articolo 29. Così si era concordato.
PRESIDENTE. L'emendamento dice "L'articolo 29 è soppresso", quindi si riferisce a tutto l'articolo
Ha facoltà di parlare il consigliere Vargiu, presentatore dell'emendamento, sulla proposta del relatore.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ritengo di mantenere l'emendamento nella formulazione originaria, per cui è soppressivo dell'intero articolo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere contrario sugli emendamenti numero 55, 122 e 123; esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 16 e 18. Vengono ritirati gli emendamenti numero 17 e 131.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore con una precisazione. Sulla base di quanto proposto dall'onorevole Oppi, al comma 1, lettera c) dopo le parole "quindici giorni" aggiungerei la parola "lavorativi"
.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 29 con la modifica testé introdotta dall'Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale dell'articolo 29.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi dispiace di essere in dissenso rispetto alla massima autorità della minoranza, l'onorevole Oppi, sui temi della sanità. Forse non abbiamo avuto il tempo di raccordarci su questo argomento ma, ovviamente, il mio intervento non vuol essere in nessuna misura espressione di una mancanza di rispetto nei confronti del collega Oppi che avrà motivazioni altrettanto valide. Anzi forse questa divergenza di opinione è la testimonianza di quanto l'istruttoria di questo provvedimento avrebbe meritato un ulteriore approfondimento.
La motivazione del mio voto contrario è legata al fatto che sono convintissimo che i controlli previsti nell'articolo 29 siano eccessivi, perché si sommano alla serie infinita di controlli che l'intera legge prevede sul sistema sanitario; io non credo che i problemi di funzionamento delle Aziende sanitarie in Sardegna siano determinati dalla carenza di controlli, come sembra ritenere, invece, chi ha scritto questo articolo, ma anche chi ha scritto i precedenti. Questa convinzione ha indotto a moltiplicare i controlli, a incrociarli, a generalizzarli facendoli esercitare da soggetti controllori che assai difficilmente potremmo definire qualificati. I Direttori generali, nel corso della audizione in Commissione (mi corregga qualche collega della Commissione se sto dicendo inesattezze), ci hanno detto: "Ma ci volete massacrare? Ma sapete che cosa significa inviare ogni atto alla Regione? C'è qualcuno alla Regione che guarda questi atti?" Io penso che dovremmo avere alcune centinaia di persone deputate a guardare, non dico ad entrare nel merito, ma solo a guardare gli atti.
Questo articolo non a caso è il numero 29, cioè uno degli articoli finali della legge, perché tutto sommato rispecchia lo spirito complessivo che voi avete voluto dare a questa legge, cioè uno spirito da cui traspare questa idea che non ci si fida di nessuno e che se qualcosa non funziona è perché sicuramente qualcuno sta facendo delle cose che sono illecite o illegali. Allora facciamo controlli dappertutto, mettiamo controllori anche non abilitati, anche assolutamente incompetenti dappertutto, diciamo a tutti di stare attenti perché sono intercettati telefonicamente, ascoltati nelle loro affermazioni con la moglie e controllati in ogni atto formale che prendono e così funzionerà la sanità sarda. Non siamo d'accordo! Non siamo affatto convinti che questo aiuterà la sanità sarda a funzionare.
.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 29.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Masia e il presidente Soru hanno votato a favore
Rispondono si i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FARIGU - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICANDRO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - DEDONI - LIORI - LOMBARDO - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 49
Contrari 5
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 30. .
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 30:
Art. 30
Norma transitoria
1. In fase di prima applicazione i termini di presentazione e le modalità di approvazione del Piano regionale dei servizi sanitari previsti dal comma 2 dell'articolo 12 si applicano a decorrere dal 1 marzo 2007.)
PRESIDENTE. Ricordo che a questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 68 spostato dall'articolo 23. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi) Signor Presidente, mi sarei aspettato un intervento da parte dei presentatori dell'emendamento.
L'Assessore Dirindin presenta un emendamento il cui scopo è chiaro ed anche, direi, condivisibile. In Sardegna esiste un regime di accreditamento provvisorio che si prolunga da troppo tempo. Il decreto legislativo numero 229 ha indicato, già dal 1999, i modi per uscire da questa fase di accreditamento provvisorio e passare alla fase dell'accreditamento definitivo e a quella della fornitura delle prestazioni attraverso contratto.
Però devo dire che di questo problema noi ci siamo già occupati in altri articoli di questa legge, per esempio nell'articolo 8. Noi avremmo pensato quindi che l'argomento fosse esaurito, anche perché negli articoli precedenti i tempi sono comunque cadenzati , si parla di due anni, ma è stato bocciato un emendamento della minoranza che chiedeva di diminuire il periodo considerato da due a un anno. Sembra quindi che la Giunta non abbia fretta, o comunque sappia quali sono le difficoltà che sussistono per la definizione di questi nuovi accordi contrattuali.
L'emendamento numero 68 però fa pensare che ci sia un'urgenza. Personalmente potrei anche condividere l'urgenza ma, una volta condivisa, vorrei che ci fosse la garanzia sul percorso. La Giunta dice infatti che al 31 dicembre 2006 i precedenti rapporti cessano di avere efficacia, e questo mi sembra corretto. Poi la Giunta dice anche che i rapporti in essere sino a tale data proseguono. E anche questo mi sembra corretto! Poi la Giunta dice che entro il 30 novembre devono essere predisposti e sottoscritti i nuovi contratti sostitutivi delle convenzioni in essere. Anche questo mi sembra assolutamente corretto! Però poi si aggiunge che qualora le convenzioni in essere non fossero sostituite dal sistema contrattuale, permangono soltanto sino alla data del 30 marzo del 2007" e soprattutto non si dice, noi l'avevamo proposto nell'articolo 8, in quale momento il Consiglio viene informato sulle linee guida generali con cui il Governo regionale passa da una fase all'altra.
La Commissione si era espressa favorevolmente sulla nostra precisazione, ma il collega Ibba in Aula si è confuso, almeno così credo di aver capito, e ha trasformato il parere favorevole in parere contrario..
Io credo che tutti ritengano importante che un passaggio così rilevante abbia un momento di garanzia, definito da un passaggio in Commissione della Giunta regionale; oppure, se lo ritiene, la Giunta può anche non effettuare alcun passaggio in Commissione, però deve fare degli accordi quadro sottoscritti insieme con le associazioni professionali di categoria. Cioè deve dare alle aziende degli schemi per poter fare i nuovi contratti, mentre, ad oggi, non c'è niente di scritto. Ad oggi la Giunta potrebbe anche decidere di lasciare le aziende totalmente libere di fare la contrattualizzazione che desiderano nelle convenzioni che sono in scadenza. Non mi sembra che sia una cosa di poco conto; mi sembra invece che sia tutto sommato un atto programmatorio che in qualche sede deve essere discusso, che la Giunta deve impegnarsi a discutere con le associazioni professionali di categoria per creare degli schemi di accordo quadro da trasmettere alle Aziende sanitarie locali.
Noi sappiamo che questo non sarà un momento di transizione fasullo, a differenza di altri momenti in cui si era pensato che ci potesse essere la transizione ma che fosse anche difficile portarla fino in fondo; oggi noi sappiamo che non è possibile continuare con l'attuale sistema perché è inadeguato, non rispondente ai tempi, non attento alla garanzia della qualità del servizio che comunque gli assistiti chiedono, non attento alle esigenze di economicità che comunque la Regione deve avere, quindi è impensabile non creare un momento di raccordo, come era previsto, secondo me più correttamente, all'interno dell'articolo 8 con un parere sostanzialmente favorevole espresso dalla Commissione.
Introduciamo questo elemento all'interno dell'emendamento numero 68, cerchiamo di fare in modo che ci sia un atto di indirizzo generale, e che l'atto di indirizzo generale abbia la condivisione che è necessaria, senza creare rivoluzioni su argomenti che non necessitano di alcuna rivoluzione e che possono essere portati tranquillamente a compimento, con piena soddisfazione del Governo regionale, attraverso strumenti di consultazione e concertazione che garantiscano anche il raggiungimento degli obiettivi.
Non abbiamo infatti né la garanzia e neanche la certezza che il Governo regionale ottiene maggiori risultati se su un argomento del genere mostra la faccia dura al posto dell'atteggiamento collaborativo che invece ci si aspetterebbe. Cioè un atteggiamento con cui si sollecitano le associazioni professionali di categoria a crescere insieme, a fare il percorso insieme per arrivare insieme al cambiamento, al miglioramento qualitativo.
Siete ancora convinti che per cambiare qualcosa nel settore della sanità in Sardegna il modo migliore sia la "muscolarità"? Se siete convinti di questo io mi siedo e non aggiungo neanche una parola in più rispetto a quello che ho detto. Ma mi sembra che ormai sia compenetrata, anche presso di voi, la consapevolezza che non c'è uno scontro di schieramento su alcuni obiettivi, sulla maggior parte vorrei dire degli obiettivi, c'è uno scontro che voi avete individuato dall'inizio come uno scontro di trasversalità, che però non vi ha insegnato il metodo.
Se io avessi ipotizzato che nella sanità sarda le forze della conservazione fossero state trasversali, avrei ipotizzato trasversali anche le forze portatrici di progresso. Mi sembra impossibile che sia trasversale solo la conservazione, Ma e' evidente che non può che essere trasversale anche il sentimento di coloro che vogliono cambiare e migliorare.
Se questo ragionamento non vi è entrato in testa, ripeto, mi siedo e non parlo più, ma se vi è entrato in testa gli atti che ponete in essere debbono essere conseguenti e devono andare nella direzione di sollecitare la collaborazione da parte di coloro che sono attori del cambiamento; perché gli accreditati sono coloro a cui voi vi rivolgete, comunque, professoressa, mi corregga se sbaglio, per garantire la qualità del sistema. Gli accreditati quindi non sono una controparte, gli accreditati sono una parte del sistema sanitario, gli accreditati sono una risorsa del sistema sanitario, quindi sono una parte con la quale voi dovete trovare la collaborazione.
Colleghi, guardate, per me sarebbe molto più semplice farvi approvare quello che volete, e poi andare in giro a sobillare contro di voi le parti a cui voi mostrate i muscoli, ma credo che questo non sia positivo, cioè non sia ciò di cui ha bisogno la sanità sarda, non sia ciò che ci permette di arrivare agli obiettivi. Su questo vi stiamo chiedendo, anche in riferimento a questo ultimo emendamento, delle risposte che possano essere risposte di ragionevolezza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Signor Presidente, io voglio rassicurare il collega Vargiu sulla ferma convinzione mia personale e della maggioranza che i muscoli servono se non ci sono le regole, se le regole ci sono vanno rispettate. Così come confermo la mia convinzione che con questa legge noi stiamo ponendo delle regole che, poi, potranno essere modificate in ragione del fatto che sono difficili da applicare o insufficienti.
Rispetto all'emendamento proposto dalla Giunta è giusto fare due osservazioni.
La prima, frutto del dibattito svolto in Commissione la notte scorsa, attiene alla necessità che nel terzo comma dell'emendamento venga fatta in qualche modo chiarezza sulle i tre date riportate: 30 novembre, 1 gennaio e poi 30 marzo. Pertanto proporrei, in esito alla discussione svolta in Commissione, che il terzo comma dell'emendamento numero 68 venga modificato prevedendo come ultimo termine il 31 marzo 2007, e cassando l'ultima parte che inizia con le parole "e con decorrenza". Dal dibattito in Commissione, che non si era concluso, si era evidenziata questa necessità, anche se le posizioni tra maggioranza e opposizione rispetto a questo emendamento ovviamente sono divergenti.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue LAI.) Queste divergenze portano a valutazioni differenti sulla necessità, per la maggioranza c'è una condivisione di necessità, però è giusto rendere chiari i punti e rendere certa la data.
La seconda osservazione è relativa ai tetti di spesa e alla mancata applicazione di una delibera in merito del 2003; una delibera approvata dalla Giunta nella quale il collega Oppi era l'Assessore competente in materia di sanità. Se quella delibera fosse stata applicata, non si sarebbe stato bisogno di questo emendamento come norma transitoria. Penso comunque che sia importante stabilire sempre al comma tre, ovviamente se si è d'accordo che non siano i singoli manager nella totale autonomia a fare questi cambiamenti dovuti e sui quali siamo in qualche modo in ritardo, ma che lo facciano sulla base di appositi indirizzi definiti dalla Giunta regionale.
Quindi io proporrei dopo le parole "predisposti e sottoscritti" di inserire la frase "sulla base di appositi indirizzi definiti dalla Giunta regionale", in modo che ci sia un'uniformità di trattamento fra le singole ASL della Sardegna.
Inoltre, trattandosi di un argomento delicato, che riguarda anche molti lavoratori, l'Assessore potrebbe assumere l'impegno in Aula di definire questi indirizzi senza scriverli in legge, perché si tratta di norma transitoria, nonché di sentire le organizzazioni sindacali e di portare a conoscenza della Commissione, affinchè possa dare un eventuale contributo, la linea adottata che consenta di dare indirizzi omogenei.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Voglio spendere pochi minuti per rispondere ai dubbi legittimi e comprensibili espressi dall'onorevole Vargiu. Lo voglio fare ricordando brevemente il momento del passaggio, nel 1978, dal sistema mutualistico all'attuale servizio sanitario nazionale. Anche allora esisteva una serie di preoccupazioni, di dubbi e di paure sul pericolo che il passaggio da un sistema ad un altro potesse in qualche modo destabilizzare il ruolo dell'assistenza e la funzione del servizio, oltre che le condizioni di lavoro e di impegno nella professione per le categorie dei medici, dei paramedici e quant'altro. L'esperienza ha fugato dubbi e preoccupazioni! Oggi, a distanza di anni, ci è chiaro che il sistema ha guadagnato notevolmente rispetto alla condizione di allora, c'è un'evoluzione delle necessità assistenziali, si tende sempre più verso una medicina così sofisticata alla quale dovrà essere obbligatoriamente dedicata tutta la funzione ospedaliera, tutta quella che si svolgerà all'interno delle grandi strutture e dei grandi presidi perchè richiederà livelli ditecnologia, professionalità e organizzazione che non si possono trovare nel territorio. Oggi, invece, le strutture complesse assorbono parte della medicina del territorio a costi enormemente superiori rispetto a quelli che avremo con il nuovo sistema a parità di risultato qualitativo.
Per la prima volta, come ho detto in Commissione, si crea un interesse reciproco e non un rapporto distaccato di opportunità, direi quasi di sussistenza passiva, tra chi opera nel territorio e chi dirige, chi fa la programmazione sanitaria regionale e chi la fa per azienda. Si crea infatti la possibilità di un utilizzo e di una reciproca convenienza proprio attraverso la fornitura dei contratti; si tratta di stabilire a quali condizioni di professionalità e di costo. Certo è che se noi non entriamo nell'ordine di idee di pensare che anche l'attuale sistema del convenzionamento esterno debba avere un tetto, non possiamo pensare di avere dei conti consuntivi che coincidano col bilancio di previsione, e questo rischia di rendere ingovernabile il sistema.
Allora, io credo che anche sul piano, lo richiamava ieri Antonello Liori, della mia rappresentanza di categoria queste disposizioni siano, tra virgolette, in qualche modo per noi convenienti; è un termine inelegante ma lo utilizzo in senso positivo. Se poi ci deve essere un elemento di pacificazione perchè è necessario alla collaborazione, che ci sia; ci possono essere momenti di incontro e di confronto al cui interno le rappresentanze di categoria, insieme all'Assessore regionale e ai direttori generali delle AA.SS.LL., trovino punti di convergenza di carattere generale su cui creare le condizioni della reciproca convivenza e della reciproca utilità, perché questo è interesse di tutti. È interesse dell'amministrazione regionale, è interesse delle AA.SS.LL., è interesse delle professioni, è interesse del funzionamento del sistema e degli interessi alla salute dei cittadini.
Allora, questo si faccia, e credo sia sufficiente un impegno dell'Assessore, ma anche da parte nostra, in Commissione, per la parte che ci spetterà, e fino a quando ci spetterà, ci potrà essere una particolare attenzione per far sì che questo sistema plani con delicatezza, ma non con minore efficacia, per poter passare da un sistema ormai considerato da tutti, noi per primi, insufficiente, ad un sistema nuovo che può essere soddisfacente e utile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.).. Io ho notato che uno dei primi atti posti in essere da questa Giunta, nata con tanta volontà di cambiamento, è stato quello di mandare una lettera a tutti gli amministratori degli enti (a proposito vorrei chiedere se è stata revocata questa direttiva secondo molti illegittima, io non essendo un leguleio non posso esprimere pareri nel merito), nella quale si invitavano tutti gli amministratori a limitarsi alla ordinaria amministrazione. Via via è stata presa una serie di provvedimenti di carattere clientelare, potrei iniziare col dire quante consulenze sono state stipulate, eccetera, eccetera, che sono uno scandalo.
Un'altra serie di provvedimenti mi hanno indotto a pensare che forse a malignare non si sbaglia, perché ogni cambiamento introdotto è servito a colpire, a punire persone che, anche dal punto di vista elettorale, dell'appartenenza sociale, non erano proprio schierate, allineate e coperte, come suol dirsi, con l'attuale dirigenza.
Penso alla scarsa considerazione nella quale sono stati tenuti, per esempio, i precari dei consorzi di bonifica; penso alle difficoltà che incontrano e che paventano coloro che oggi devono entrare nelle nuove agenzie della sanità, e potrei continuare.
È chiaro che il discorso portato avanti dal collega Vargiu su chi ha paura del cambiamento non è campato sul nulla, ma questo passaggio dal regime delle convenzioni al regime dei contratti, peraltro previsto da una norma di legge nazionale, senz'altro può essere visto come la possibile tegola che arriva tra capo e collo di chi ha fatto del proprio lavoro in sanità, in regime di convenzione, il fondamento della propria vita. .
Certezze oggi non ce ne saranno più e forse è anche giusto così, per obbligare la gente a dare servizi sempre migliori, sempre adeguati ai tempi. Bisognerebbe, a proposito, ricordarsi anche che il servizio pubblico, quello gestito direttamente dalle AA.SS.LL., dovrebbe avere gli stessi obblighi. In ogni caso, io prenderei in seria considerazione la proposta dell'onorevole Vargiu proprio per evitare, dato che questo è un periodo di transizione e non sappiamo se le nuove regole saranno regole certe, anonime e non fatte in maniera arbitraria per premiare questo e punire quell'altro, che queste persone vivano anni nell'incertezza. L'onorevole Vargiu non chiede niente che non possa essere accolto da questa Giunta, per fugare ogni dubbio, con beneficio per tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io credo che si dovrebbe evitare di fare interventi ripetitivi perché con l'attento lavoro fatto stamattina vi consentiamo di approvare questa legge nelle migliori condizioni possibili. Credo che questo ce lo dobbiate riconoscere.
Nel merito di questo emendamento, io quando è stato presentato in Commissione ho evidenziato che i riferimenti normativi erano sbagliati. Mi sono premurato quindi di far avere a tutti i membri della Commissione una delibera datata 2003, nella quale si stabilivano i tetti di spesa, l'organizzazione, i contratti. Diciamo tutta la verità su che cosa è successo in Sardegna in questi anni. Quello che mi meraviglia è che in questi giorni i più incalzanti su questo provvedimento siano stati i più grandi avversari di quel provvedimento che metteva un minimo di ordine.
Io non farei riferimento, in Sardegna, alla medicina sofisticata, perché più la medicina è sofisticata più è facile che ce l'abbiano i privati. Il pubblico, infatti, per avere le attrezzature più sofisticate ha bisogno di risorse, e siccome le risorse per quanto riguarda soprattutto la tecnologia sono abbastanza contenute, ci sono obiettive difficoltà, e su questo ha giocato il privato. Io sono a favore del pubblico, se qualcuno avesse qualche dubbio, lo sono sempre stato.
La verità è che in Sardegna, in tutti questi anni, si è verificato che quando si apriva un laboratorio privato questo incrementava le prestazioni e si verificava un doppione fra pubblico o privato. Era una vergogna! La TAC una volta era uno strumento che una struttura acquisiva in base al numero di abitanti, mentre oggi è uno strumento ordinario; lo stesso è avvenuto per le risonanze magnetiche. Lo stesso succederà, in un prossimo futuro, anche per la PET..
Ora, se il provvedimento ha un significato, va detto che in Sardegna abbiamo bisogno, per una patologia, di 30 mila prestazioni di radiologia. Il settore pubblico può effettuarne 16 mila. E' chiaro che ne rimarranno disponibili 14 mila., Chiaramente ci sono stati degli operatori, non dico i più piccoli, che si sono inseriti perché hanno visto la possibilità di fare un business.
Quindi, che ci sia una regolamentazione, che si stabiliscano delle regole è giusto. Era giusto nel 2003, io non ci sono riuscito, voi cercate di farlo nel migliore dei modi, in modo tale da ottenere un risultato che riduca, chiaramente, il deficit e consenta, nello stesso tempo, di fare le prestazioni che servono, senza privilegi nei confronti di nessuno.
Questo sentimento di apprensione che è presente nelle categorie credo nasca dalla sensazione che le nuove norme abbiano intenti punitivi. I colleghi hanno sempre sostenuto che non si tratta di questo; bisogna considerare che in molte strutture sono stati fatti degli investimenti autorizzati e io sto parlando delle strutture convenzionate. Credo quindi che si debba trovare una formulazione, Assessore, che consenta di dare un minimo di tranquillità; per cui potrebbe essere accolta la proposta dell'onorevole Vargiu, anche con qualche piccola modifica, per dare questa garanzia che si tratta soltanto di razionalizzare, di creare le condizioni perché ci sia un ordine all'interno delle strutture in Sardegna e, ovviamente, per le prestazioni che si rendono necessarie e sufficienti. La volontà deve essere anche quella di evitare una realtà nella quale, in concorrenza con la stessa struttura pubblica, si ha il proliferare di iniziative che certamente non sono utili, creano soltanto scompensi e, molte volte, grazie anche ad avalli oscuri consentono lo svolgimento di prestazioni anche non conformi a legge.
Quindi, siccome nella sostanza siamo d'accordo, chiedo di riflettere sulla proposta dell'onorevole Vargiu per evitare di dare all'esterno la sensazione che da parte della maggioranza ci siano iniziative di tipo punitivo..
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, questa è una legge di riordino, improntata essenzialmente alla ricerca di regole di governo della sanità in Sardegna; e quando parliamo di regole di governo della sanità in Sardegna, non possiamo non pensare che va regolamentata una parte della sanità convenzionata, o ex convenzionata e accreditata. Quindi, è una necessità derivata dalla norma nazionale e andava quindi esplicitato meglio quel percorso, che noi abbiamo indicato, in legge.
Questo emendamento è stato fortemente discusso in Commissione, perché la Commissione aveva necessità di capire se, nell'adottare un regime ovviamente diverso rispetto a quello del passato, occorresse dare una garanzia a chi ha operato in questo settore per tanti anni e che rappresenta una realtà consolidata sia per numero di dipendenti, ma anche e soprattutto per la qualità e l'entità delle prestazioni fornite ad integrazione del servizio pubblico.
Sono stati dati dei termini e credo che vi sia un riconoscimento esplicito del problema nel comma 3, quando si parla di "contratti sostitutivi delle convenzioni in essere". I convenzionati dovranno comunque adeguarsi a dei requisiti che verranno individuati nelle linee guida sull'accreditamento, può darsi che qualcuno non sia nelle condizioni di potersi adeguare, può darsi che si apra anche un meccanismo di miglioramento della qualità con l'accorpamento, l'accentramento delle strutture e dei servizi. Io non vedrei la questione, in assoluto, nei termini così preoccupanti con i quali è stata espressa da alcuni colleghi, io direi che può essere un elemento di chiarezza per migliorare un servizio che già da molto supporta il servizio pubblico in questa Regione. Io non ho potuto partecipare ieri, per motivi personali, alla discussione in Aula, però, non si può dire che in questi sei mesi di discussione in Commissione non ci sia stata l'opportunità di entrare nel merito di queste questioni e di portare un arricchimento a questa proposta. Questa è la sintesi finale di una discussione che è stata lunga e anche molto difficile.
Molti colleghi esprimono perplessità rispetto alla tipologia di regole che vengono messe in campo. Io direi di guardare il complesso della legge; e il complesso della legge ci dice che noi, rispetto al disegno di legge numero 202, pervenuto a gennaio in Commissione, abbiamo fatto un lavoro di arricchimento. Abbiamo pensato, soprattutto, a stabilire regole certe, inserendole in un meccanismo che sia non solo un meccanismo di controllo, ma anche un meccanismo di contributo alla formulazione dei percorsi di tutte le categorie interessate.
Come ho detto anche nel corso della discussione generale, la preoccupazione del sistema politico, ma è una preoccupazione anche degli operatori, dei sindacati, delle associazioni, deriva dalla osservazione della figura del direttore generale; una figura anomala che ha in sé un potere straordinario che, se usato male, può far male, complessivamente, all'organizzazione del sistema, agli stessi operatori e soprattutto agli utenti quando i servizi non funzionano.
In questa legge noi abbiamo dato un valore al controllo, alle comunità locali, un valore al contributo di proposta, che mi sembra sia stato rimarcato più volte, abbiamo dato un valore fondamentale anche al contributo e al controllo degli stessi operatori, perché la discussione che c'è stata sul Consiglio dei sanitari, sulle modalità elettive, sull'importanza della partecipazione, ha evidenziato fondamentalmente le nostre preoccupazioni. Allora, noi tutti oggi siamo consci che quel sistema non funzionava e forse ancora oggi funziona male, perché l'eccesso di potere, non equilibrato, non controllato, non verificato, non partecipato porta a fenomeni quali l'eccesso delle consulenze, i privilegi, la mancanza di adeguamento dei contratti, il mancato rispetto dei contratti di lavoro sotto molti aspetti. La legge, che finalmente stiamo esitando, dà delle regole, dà certezze, dà opportunità, ma soprattutto consente un controllo dal basso, cioè da parte degli enti locali che ci chiedono servizi per le loro popolazioni.
Io credo che l'esitare questa legge sia un fatto straordinario per la nostra Regione perché consente di avere strumenti di organizzazione e di controllo che prima probabilmente non avevamo, consente di avere strumenti di partecipazione nella costruzione del progetto e del sistema. A mio avviso dobbiamo dare complessivamente un parere positivo; anche questo emendamento numero 68 credo vada in questa direzione. Dobbiamo avere fiducia. Quando si disegnano regole (io credo che non vi siano atteggiamenti di tipo persecutorio nei confronti di alcuno), le regole valgono per tutti, non per una parte soltanto degli utenti.
Io sono fiducioso che si costruirà un sistema che consentirà una maggiore competizione tra pubblico e privato, limitatamente almeno a questo settore; ma io non parlerei tanto di competizione, quanto di integrazione di servizi che il pubblico a volte non riesce a erogare.
In questo senso, questo privato convenzionato, suppletivo, sostitutivo o integrativo, credo riceva delle certezze dalle regole che adesso verranno messe in campo. L'auspicio è che, da questo punto di vista, non ci sia nessun rigore di tipo talebano, ma si ragioni in senso positivo anche con le associazioni, con le categorie che rappresentano questi soggetti e questi operatori nel momento in cui verranno elaborate le linee guida e le direttive da parte dell'Assessorato.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Ho avuto il modo di leggere con attenzione questo emendamento, proprio per l'interesse che ho notato in Aula, e solo adesso mi rendo conto che sarebbe da considerare una norma intrusa, perché se va considerata una norma di tutela allora qualcuno mi dovrà spiegare chi stiamo tutelando, perché io sinceramente non lo capisco. Credo che questa sia una norma intrusa perché non si può inserire una norma come questa in un provvedimento che entra in vigore dopodomani. Stiamo mettendo fine a contratti in essere. Poi qualcuno mi deve spiegare se i contratti sono tutti in essere perchè mi risulta, per esempio, che ci siano in atto dei contratti che non sono stati mai formalizzati. Qualcuno, inoltre, mi dovrebbe dire se questi contratti fanno riferimento alla specialistica ambulatoriale piuttosto che alle strutture sanitarie accreditate, perché nel testo non vi sono riferimenti a questo.
L'onorevole Pacifico dice che non c'è nessun intendimento persecutorio, a me pare invece che quanto previsto in questo emendamento sia una forma di ricatto. Peraltro, assessore Dirindin, nell'emendamento si fa riferimento alla delibera della Giunta regionale che disciplina gli accreditamenti e i contratti. Ora, se io non leggo male ed è così, perché impegnare il Consiglio su questa materia quando sarebbe più opportuno che con un'altra delibera la Giunta regionale ottenesse il risultato che vuole ottenere?
Io credo che ci sia ancora il tempo perché si valuti attentamente questo emendamento che non ritengo assolutamente giustificato; è infatti un emendamento che la Giunta ha proposto in corso d'opera, quando probabilmente sono arrivate sollecitazioni (evidentemente l'Assessore si era dimenticata di scriverlo nel testo originario), e quindi mi chiedo come si possa difendere una posizione di questo genere.
Mi meraviglia molto anche la posizione del relatore; ho ascoltato le sue considerazioni e devo dire che mi sarei aspettato quantomeno una formulazione diversa, ma sostenere una norma solo perché la si deve sostenere, beh, io credo che non sia una posizione apprezzabile, certamente non apprezzata da me; lo dico perché nel futuro si sappia di che cosa abbiamo parlato.
Io credo, ripeto, che ci sia ancora il tempo per rivedere questo emendamento; anzi, spero che nasca direttamente dall'Assessore, non dal Consiglio, l'intendimento di volerlo modificare, se non addirittura di ritirarlo, perchéci sono tutte le condizioni per far sì che la Giunta agisca al di fuori di questo testo di legge. Questo è l'invito che io rivolgo all'Assessore, oppure inviterei l'Assessore a dire qualcosa di più su questo emendamento, anzi deve dire molto di più, Assessore, perché noi non siamo d'accordo con ciò che è scritto nell'emendamento. Io in particolare non sono d'accordo, ma questo avrebbe anche poca rilevanza visto che il mio voto conta per uno, però verifichiamo soprattutto se questo emendamento ha motivo d'essere accolto dalla Presidenza del Consiglio.
A questo punto, onorevole Lai, su questa materia avremmo potuto infilare di tutto purché in nome del riordino della sanità, della tutela che non esiste in questa legge; questa non è tutela, questa non è riordino. Quanto previsto in questo emendamento viene proposto in occasione della discussione in Aula di una legge, non capisco per quale motivo, o meglio lo capisco, me ne faccio anche una ragione, forse, però io invito l'Assessore a ritirare questo emendamento o, quantomeno, a dare motivazioni più plausibili.
PRESIDENTE.. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, rapidamente, non credo che ci sia bisogno di ulteriori elementi per spiegare la ratio di questo emendamento. La Giunta condivide le proposte dell'onorevole Lai riguardo allo spostamento della data, entro la quale devono essere predisposti e sottoscritti i contratti sostitutivi, al 31 di marzo 2007, e l'inserimento della predisposizione di questi nuovi contratti sulla base di appositi indirizzi definiti dalla Giunta regionale. La Giunta quindi fa propri gli emendamenti proposti dall'onorevole Lai. Vorrei solo tranquillizzare coloro che avessero delle perplessità, riguardo all'adozione di regole anche in questo settore, che non è intenzione della Giunta avere un atteggiamento punitivo, demolitorio nei confronti di nessuno; l'Esecutivo nei limiti delle proprie possibilità intende semplicemente fissare delle regole, che saranno fatte rispettare, sulla base di un principio di equità nei confronti di tutti i soggetti erogatori.
Così come per il passato procederemo inoltre approfondendo e ascoltando i soggetti erogatori; in molti casi abbiamo adottato delle delibere che introducono un principio di gradualità nel percorso avviato, gradualità che sicuramente rallenta il raggiungimento degli obiettivi che l'Esecutivo si è dato, ma che consente di raggiungerli con maggiore serenità e senza problemi dal punto di vista sociale anche con coloro che sono erogatori per conto e a carico del servizio sanitario.
Ancora mi impegno, in qualità di Assessore, prima di proporre in Giunta la delibera degli indirizzi con i quali poi i direttori generali dovranno sottoscrivere i nuovi contratti, di informare in merito la Commissione sanità..
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 30. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 68. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, per dichiarazione di voto e per chiedere la votazione nominale con procedimento elettronico. Quando voteremo l'articolo successivo avremo magari modo di fare una valutazione complessiva sulla legge, al momento vorrei fare soltanto due considerazioni che mi premerebbe che l'Aula focalizzasse.
La prima è che la discussione su questo emendamento ha dimostrato che non esiste la lobby dei medici, e questa è una cosa utile per l'Aula. Mi sembra che proprio ieri ci sia stato uno scambio di battute tra Liori e Ibba su questo argomento e io condivido quanto detto dall'onorevole Ibba sul fatto che chi è in quest'Aula è un legislatore regionale che opera nell'interesse della Regione Sardegna, quindi non esistono interessi lobbistici. Se gli interessi lobbistici ci sono ci sono secondo l'accezione americana del termine, cioè sono interessi assolutamente visibili, portati avanti alla luce del sole e ognuno di noi, ovviamente, si batte come garante di un sindacato elettorale che è quello dei cittadini che lo hanno votato.
Premesso questo, vorrei anche dire che, ed è uno spunto di riflessione che ormai propongo semplicemente per il futuro, quello che noi abbiamo cercato di farvi fare sull'emendamento numero 68 è, non il nostro interesse, ma il vostro interesse; vi abbiamo ripetuto più volte che nel clima di conflitto sociale, di minaccia, si ottiene poco, nel clima di sollecitazione verso obiettivi condivisi, invece, si ottiene molto.
Su questo emendamento ci siamo detti che non è l'obiettivo che non si condivide, l'obiettivo l'ha scritto il decreto legislativo numero 229, l'hanno scritto ancora prima il "502" e il "517", è il metodo che non si condivide. Quando sento dire dall'Assessore, apprezzabilmente, che intende avviare un percorso con le associazioni professionali di categoria e che intende coinvolgere la Commissione, chiedo perché non inserire in legge questa volontà per mandare un segnale a coloro che insieme all'Assessore, al legislatore, agli altri operatori della sanità presenti comunque sul mercato devono garantire al cittadino una buona assistenza? Perché non gli vogliamo mandare un segnale di serenità? Perché gli vogliamo mandare, da questo Consiglio regionale, un segnale di muscolarità? Per rendere le cose più difficili, se il percorso è quello che l'Assessore dice di voler fare? Non lo capisco. E' una cosa strana quella che sta succedendo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 68 nel testo modificato dal consigliere Lai.
(Segue la votazione)
Rispondono si i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - OPPI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - FARIGU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 52
Astenuti 2
Maggioranza 27
Favorevoli 41
Contrari 11
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 31. A questo articolo è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 31 e del relativo emendamento:
Art. 31
Norme finali e abrogazioni
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati:
a) la legge regionale n. 5 del 1995;
b) la lettera c) del comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale n. 30 del 1998.
2. Sono altresì abrogati gli articoli da 1 a 13; i commi da 6 a 8 dell'articolo 14; i commi 4 e 5 dell'articolo 22; gli articoli da 28 a 33; l'articolo 44; gli articoli da 46 a 51 e gli articoli da 53 a 55 della legge regionale 24 marzo 1997, n. 10.
3. Il limite di cui al comma 3 dell'articolo 42 della legge regionale n. 10 del 1997 è stabilito in euro 200.000.
4. I pareri obbligatori previsti dalla presente legge sono resi, salvo diversa previsione, entro trenta giorni dal ricevimento della relativa richiesta; decorso infruttuosamente tale termine, il soggetto richiedente può procedere ugualmente all'adozione dell'atto o provvedimento sul quale è stato richiesto il parere.
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Cappai.
Articolo 31
Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 31 dopo le parole: "la legge regionale n. 5 del 1995" sono aggiunte le seguenti parole: "fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 19 sulle dotazioni organiche che resteranno efficaci fino all'adozionne dei requisiti di cui all'articolo 7 da parte della Giunta regionale". (125).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi consiglieri, come avevo annunciato rinuncio alle dichiarazioni di voto finali sulla legge e userò i minuti di questo intervento per fare, come ha fatto il collega Pacifico, un bilancio finale, ovviamente dal mio punto di vista e da quello dei Riformatori, sulla legge che stiamo per licenziare.
Il collega Pacifico ha detto cose condivisibili e altre meno condivisibili. Inizio dalle argomentazioni condivisibili che non sono riferite in maniera rigida e rigorosa alla normativa di legge, ma sono riferite allo spirito con cui poi la legge si dovrà calare nella realtà sanitaria sarda. Il collega Pacifico ha detto che non vi è alcun rigore talebano. Non sono parole mie, sono parole di un autorevole esponente dei DS, membro della Commissione sanità di questo Consiglio regionale.
Io però ribalto il ragionamento e dico che se non ci fosse il rischio di rigori talebani il collega Pacifico non avrebbe avuto alcun motivo di fare questo appello; in assenza di un rischio di questo genere infatti nessuno evocherebbe fantasmi non appartenenti alla propria cultura. Significa che il collega Pacifico percepisce, come lo percepisce chi in questi banchi esercita il ruolo di minoranza, il rischio che ci sia un fervore di tipo talebano.
Allora se c'è stato fervore di tipo talebano, se in qualche misura ci sono stati eccessi di ideologismo nella gestione della sanità in Sardegna, io vorrei chiedere a chi eventualmente li ha praticati all'interno del centrosinistra se si è soddisfatti di questo rigore, di questi eventuali eccessi. A giudicare dai risultati e dai commenti che autorevoli esponenti della vostra stessa maggioranza hanno rilasciato in merito alla sanità sarda direi che non siete soddisfatti.
Se non siete soddisfatti - vi ripropongo un piccolo pezzo del ragionamento fatto prima - è possibile che sia giunto il momento di cambiare strada, quindi di individuare un modo diverso di approcciarsi alla realtà sanitaria sarda. Ed è un modo diverso che parte anche da alcuni presupposti che sono connessi al vostro ragionamento. Voi dite: "Siamo arrivati per spezzare anni di consociativismo, di collusioni tra politica e sanità". Bene. Se ci sono le collusioni tra la politica e la sanità ci devono essere collusi, nel senso che oltre ai politici, che sono automaticamente indicati come colpevoli delle collusioni, ci devono essere i collusi anche nella sanità.
Allora, se ci sono i collusi è possibile questi appartengano ad entrambi gli schieramenti di questo Consiglio regionale, anzi, se ci sono le collusioni per forza provengono da entrambi gli schieramenti.
Oltretutto è anche possibile che i collusi cambino schieramento a seconda di chi è in quel momento, come suol dirsi, il "padrone del vapore". Ma questo è un fenomeno noto e sul quale non vale la pena di spendere neanche una parola aggiuntiva. Però, ciò premesso, se ci sono le collusioni queste sono, appunto, tra esponenti appartenenti a schieramenti diversi. Voi avete, come me, in mente decine e decine di questi casi, quindi io non ve ne cito neanche uno perché so che non è necessario ai fini della comprensione reciproca.
Concluso questo ragionamento, se è vero che i collusi appartengono ad entrambe le parti è altrettanto vero che quelli che vorrebbero spezzare le collusioni dovrebbero appartenere anche loro ad entrambi gli schieramenti. Per cui se automaticamente si sceglie, per scelta ideologica talebana, di avere un fervore che invece è legato all'appartenenza politica o alla presunta appartenenza politica, automaticamente si sceglie di decidere che il numero degli alleati è la metà rispetto a quello che si potrebbe avere nelle politiche di cambiamento, perché se persone disponibili al cambiamento ce ne sono in entrambi gli schieramenti, se si sceglie una politica di tipo ideologico nel portare avanti alcuni provvedimenti e se si sceglie il rigore talebano nel perseguitare parti della società sarda, beh, è automatico, che si riduce alla metà il numero degli alleati e si raddoppia, per contro, il numero dei nemici. Quanti più nemici, tanto più onore.
Io non credo però che questo ragionamento valga in politica. Anzi, credo che in politica il ragionamento vada ribaltato e che per raggiungere degli obiettivi importanti sia necessario, nei limiti di quanto questo è possibile, senza creare le collusioni, ottenere condivisione. Io perciò vi ribadisco che, per quanto attiene la sanità, sugli obiettivi le condivisioni sono molto più ampie e vanno ben al di là dello schieramento di centrosinistra. E sui metodi è possibile che le divisioni legate all'appartenenza siano inferiori a quelle che qualcuno pensa.
Che cosa significa? Significa non che non esiste un approccio di destra o un approccio di sinistra alla sanità, ma che se esistono degli obiettivi è possibile che una parte di soluzioni sia o neutra o comunque accettabile, con qualche adeguamento da entrambe le parti. Allora, se questo è, riflettete. Riflettete e cercate di darvi strumenti, per poter realizzare la riforma della sanità in Sardegna, che siano diversi rispetto a quelli previsti in questa legge; una legge che non è efficace dal punto di vista dell'iniziativa riformista perché - ma l'abbiamo detto mille volte, non ve lo ripeto - non fornisce gli strumenti, e non è neanche efficace dal punto di vista del cambiamento del clima all'interno della sanità perché le poche, veramente poche, disposizioni che inserisce mantengono un clima di tensione che non è funzionale agli obiettivi che voi avete e che, tutto sommato, abbiamo anche noi. Credeteci.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Spero che questo sia il mio ultimo intervento. Anche oggi riusciremo a esitare un provvedimento che è importante, certamente, ma sul quale io mantengo tutte le perplessità che ho evidenziato nel corso del dibattito. Abbiamo cercato nella giornata odierna e nei giorni scorsi, di smussare lo scontro, superandolo, che esisteva in quest'Aula, determinato dagli atteggiamenti forti, e anche ingiustificati, assunti da alcuni colleghi.
La legge è una legge che serve; nonostante tutti gli apporti che noi abbiamo dato (alcune proposte sono state accolte anche stamattina, e ancor prima in Commissione), avremmo potuto fare una legge migliore però l'importante è che questa legge ci sia. Io ribadisco di aver cercato, per esempio, sulla ricerca biomedica, di migliorare in Commissione, l'impostazione del finanziamento che è stato portato al due per mille Così come credo che noi abbiamo contribuito, questo lo voglio dire, a rendere snella la struttura della Agenzia della sanità che, così come era stata impostata, prevedeva una pletora di figure di esperti, ma senza grande profilo. L'attuale struttura dell'Agenzia, approvata all'unanimità dalla Commissione, assolve alle funzioni di istituto in modo puntuale, è stata dotata di persone di prestigio di quel minimo di organico composto anche da figure non altamente professionali ma con alla testa una figura che deve essere, certamente, di alto profilo professionale.
Ho già detto, e lo ribadisco, che all'interno di questo provvedimento vi sono alcune sanatorie. Una prima sanatoria è quella che riguarda alcune figure che, anche secondo la valutazione dell'Assessore, e posso essere d'accordo che abbia chiesto delucidazioni al nuovo Ministro, sulla base della legge dobbiamo verificare se hanno i titoli oppure non li hanno, non aspettare un anno o due perché questo non serve. Così come ritengo che si sia sanato, mi consenta di dirglielo (lo dico in un modo molto soft perché sono indirettamente ma personalmente interessato) un dipartimento, la struttura dipartimentale la stiamo realizzando oggi ma un dipartimento, anche se in via sperimentale, in Sardegna è già operativo, questo vuol dire che stiamo sanando una situazione. Ma io non ho nulla da eccepire, dico soltanto che questo è un altro tassello che stiamo sanando. Ugualmente mi arrogo il titolo e il diritto di dire, ma queste affermazioni sono già agli atti della Commissione, che ci sono provvedimenti di tipo amministrativo che devono seguire un loro iter. Questa affermazione la ribadisco oggi in chiusura perché alcuni colleghi si sono voluti lanciare in avanti, però senza paracadute, dicendo che avrebbero ottenuto chissà quale risultato.
Per quanto riguarda le aziende miste, Presidente, avevo detto due anni fa, a chiare lettere e con la grinta che mi contraddistingue, con atti, ma allora non si poteva fare niente, quello che oggi si sta facendo. Le stesse cose le hanno ripetute i rettori delle università, i presidi delle Facoltà di medicina perché quel protocollo è carta straccia! Oggi lo possiamo sanare. Cerchiamo di recuperare il tempo perduto perché non abbiamo potuto fare quei corsi formativi che ci avrebbero fatto acquisire quelle figure professionali di cui in Sardegna, siamo carenti.
Ovviamente noi voteremo contro però, ogni tanto, riconosceteci di aver contribuito in modo efficace all'approvazione di questa legge. Io do atto alla dottoressa Dirindin di aver accolto, anche stamattina, alcuni suggerimenti in un clima che è finalmente diventato sereno perché il clima di scontro non serviva a nessuno, soprattutto visto che lunedì si terrà un incontro con il ministro Letta.
Noi siamo coerenti sulle posizioni che assumiamo, però vogliamo rispetto soprattutto quando siamo determinanti e corretti nel consentirvi di esitare dei provvedimenti sui quali avete delle difficoltà. Quando prima ho chiesto, al Presidente la verifica del numero legale, l'ho fatto come sollecitazione, ma il nostro orientamento era comunque quello di consentirvi in mattinata di approvare questo provvedimento.
Questo ci deve essere riconosciuto perché senza il nostro senso di responsabilità i tempi sarebbero slittati e saremmo andati alla prossima settimana. Se alcune cose, sulle quali avevamo preso impegni, non sono state esitate è per vostra responsabilità. Non compete a noi garantire il numero legale nelle Commissioni o in Aula dove, anche stamattina, sono arrivato fra i primi e dove fino alle 10 e 20 c'erano dieci persone. Con questo sto dicendo che tutti dobbiamo compiere il nostro dovere nell'interesse della Sardegna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, in questo mio intervento conclusivo, vorrei fare un riferimento ad un documento che da due anni a questa parte porto sempre in borsa; è la parte delle dichiarazioni programmatiche del presidente Soru che riguarda la sanità e derivata dal documento programmatico della coalizione "Sardegna insieme," presentato ai cittadini nel corso della campagna elettorale, che mi pregio in piccola part, di aver anche contribuito a formulare.
I primi punti di quel programma li ritrovo in questa legge, perché quando noi parliamo di garanzia dei livelli di assistenza, di prevenzione, di cultura della promozione della salute, di equità all'interno del sistema dell'accesso, di tempestività, di appropriatezza della qualità delle cure, di responsabilizzazione dei soggetti coinvolti, di tutti i soggetti coinvolti nella sanità, pubblici e privati, convenzionati o meno - il discorso che facevamo prima - di qualità delle prestazioni, di integrazione sociosanitaria, richiamata spesso in questa legge, di sviluppo della conoscenza, a proposito della ricerca, mirata al superamento dei limiti attuali per le malattie croniche che affliggono la nostra regione, e così via a seguire in almeno cinquanta passaggi di queste dichiarazioni programmatiche io ritrovo, quasi, punto per punto, gli articoli di questa legge e i contenuti che all'interno di questi articoli ci sono. Con il recepimento del decreto legislativo numero 229, finalmente possiamo contribuire a costruire un sistema di regole che governi la sanità in Sardegna.
Io davo un valore prioritario a questa legge, , prioritario anche rispetto al Piano sanitario, perché è inutile avere dei grandi obiettivi se poi non si hanno gli strumenti per poter governare i processi. Con questa legge, finalmente, noi abbiamo degli strumenti che ci consentono di fare questo e, da questo momento, si può finalmente iniziare a fare un ragionamento diverso anche sul Piano sanitario.
Colgo l'occasione della presenza in Aula del Presidente, per ricordare che nel nostro programma abbiamo inserito nel comma 3 del capitolo sulla sanità il paragrafo su "Promuovere qualità e appropriatezza delle cure",nel quale abbiamo parlato di organizzazione di strutture, di forme di assistenza e anche di ospedali, abbiamo parlato soprattutto di Piano sanitario regionale dicendo che il Piano sanitario definisce le linee generali, i metodi, gli strumenti di programmazione del sistema sanitario regionale e che la sua adozione disegna la riorganizzazione della rete dei servizi con particolare riferimento al Piano regionale dell'assistenza ospedaliera. Ho ricordato queste disposizioni perché sono nate molte polemiche rispetto a quanto è avvenuto in Commissione e rispetto alla discussione che c'è stata tra di noi. Io credo che noi dobbiamo essere aderenti alle cose che diciamo, quando le diciamo in campagna elettorale, quando formuliamo i programmi e non dobbiamo avere paura di essere coerenti, né dobbiamo nascondere le cose per paura che questo possa essere demagogicamente strumentalizzato.
Se dobbiamo, come dovremo, fare dei sacrifici, se dobbiamo, come dovremo, ridisegnare una rete ospedaliera adeguata ai bisogni di questa Regione è giusto che le cose avvengano nella sede istituzionale propria della programmazione e che le forze politiche, i gruppi consiliari, abbiano il coraggio di affrontare questa discussione con grande coerenza, con fermezza e con responsabilità rispetto ai cittadini, senza aver paura di dire che una strumento si elimina perchè non vi è più necessità che ci sia, perché si dà qualcosa in più rispetto a questo tipo di bisogni.
Colgo ancora l'occasione per affermare un principio dal quale io non mi discosterò in quest'Aula per quanto riguarda la discussione futura. Io da quando sono stato nei collettivi universitari, con i sindacati e nei partiti a fare politica mi sono sempre battuto contro una sanità privata che ho sempre ritenuto parassita; questo l'ho sostenuto per tantissimi anni, per 25 anni, perché questo privato ha condizionato spesso e volentieri le politiche pubbliche. Allora, noi oggi stiamo andando incontro ad una razionalizzazione, e lo vedremo poi col Piano, di grande importanza dopo tanti anni, con un taglio notevole dei posti letto per acuti, una ridistribuzione dei posti letto verso la lungodegenza, verso i day hospital, verso l'hospice, verso l'attività diurna; dovremo far capire alle nostre comunità, alla nostra gente, che questo sistema, tutto incentrato su posti letti per acuti a volte inutilizzati o che comunque produceva una sanità non di qualità nei nostri territori, dovrà essere rivisto e che i tagli, a volte, portano dei benefici perché si potranno dare servizi migliori, sostitutivi e diversi.
Ma nel momento in cui noi chiediamo un sacrificio di tale rilevanza nel sistema pubblico, si deve parlare anche di sistema privato e di una presenza di un privato in Sardegna che, inserito in un contesto che affronterà un passaggio di grande debolezza e di riorganizzazione, potrebbe portare degli elementi di ulteriori difficoltà rispetto a quanto noi stiamo mettendo in campo. Allora io credo che noi dovremo affrontare questa discussione con serenità, con mente aperta, con grande fermezza anche rispetto alle diverse posizioni, ma tenendo conto che tutti noi vogliamo raggiungere l'unico obiettivo di dare risposte ai cittadini, , non con sotterfugi: non ci si deve nascondere rispetto a queste questioni; si sente spesso parlare di strutture private di un certo tipo, infatti, senza sapere in quelle strutture private che tipo di servizi dovranno essere inseriti, che tipo di specialità, se medie, alte e basse. Così come noi nel Piano sanitario non possiamo scrivere, faccio un esempio non calzante, ma giusto un esempio, che individuiamo in Sardegna due cardiochirurgie per poi scoprire che, al limite, ne nasce una terza che è fuori dal contesto e che può creare delle difficoltà.
Allora, se la discussione in Commissione e poi in Aula ha portato ad esitare un buon prodotto da un punto di vista legislativo, cioè una legge che disegna regole precise ed importanti e che farà del bene alla Sardegna, io auspico che con lo stesso spirito, anche con una discussione forte, ma con la stessa trasparenza con cui abbiamo affrontato la discussione su questa legge affronteremo la discussione sul Piano sanitario regionale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il parere del relatore sull'emendamento numero 125 è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 32. All'articolo 32 è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 32 e del relativo emendamento:
Art 32
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, valutati in annui euro 2.372.250.000, si fa fronte con le risorse previste dal Fondo sanitario nazionale e con le risorse integrative regionali per le stesse finalità, iscritte in conto delle UPB S12.029 e S12.030 del bilancio della Regione per l'anno 2006 e delle UPB corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 ed in quello pluriennale per gli anni 2006-2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
12 - SANITÁ
spesa
in diminuzione
UPB S12.030
Spese per il Servizio sanitario regionale
2006 euro 30.000
2007 euro 500.000
2008 euro 500.000
in aumento
UPB S12.036
N.I. 0109 Tit. I Dir. 01 Serv. 02
Agenzia regionale della sanità e Comitato tecnico scientifico per la ricerca biomedica e sanitaria
2006 euro 30.000
2007 euro 500.000
2008 euro 500.000
3. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge fanno carico alle UPB S12.029, S12.030 e S12.036 del bilancio della Regione per l'anno 2006 e per gli anni 2006-2008 e alle UPB corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
Emendamento soppressivo parziale Giunta Regionale
Articolo 32
Nel comma 1 è soppressa la seguente frase: "valutati in annui 2.372.250.000". (124).)
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 124. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 32. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 33.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 33:
Art. 33
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.)
(E' approvato)
Passiamo alla votazione finale della legge. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, data l'ora sarò brevissimo, ma non ci si può sicuramente esimere dall'esprimere una grande soddisfazione e un ringraziamento, a tutta la Commissione, nelle sue componenti di maggioranza e minoranza, che ha consentito di giungere oggi in Aula a questo risultato.
Qualcuno ha detto che abbiamo perseguito questo risultato in maniera ossessiva, ma io credo però che se ossessione c'è stata è stata rivolta alla ricerca della sintesi e della mediazione; sintesi perché le diverse proposte, le sollecitazioni, i contributi che sono pervenuti numerosi, dal Consiglio e naturalmente anche dall'esterno, sono stati presi tutti in considerazione, mediazione perché le proposte sia dei diversi schieramenti, ma talvolta anche quelle provenienti dall'interno di uno schieramento, erano molto distanti fra loro.
Credo sia utile definire questa una legge nuova, una legge molto più ampia rispetto ai testi iniziali che sono arrivati in Commissione . Più volte è stato rilevato che questa è una legge che fa chiarezza, è una legge che dà garanzie e dà certezze nell'ottica di consentire programmazione, verifica e controllo in maniera reale e non soltanto a parole, è una legge che coinvolge i territori, che dà significato agli enti locali nei quali noi tutti crediamo.
E' una legge di riordino, è una legge di vera riforma per chi, naturalmente, ci crede, è una vera riforma della sanità, è la dimostrazione di come noi vogliamo rispondere alla lunga attesa.
Io non entro nel merito dei contenuti che, nell'ampia discussione, sono stati toccati, è vero però che ce ne sono alcuni importanti come l'articolo che istituisce l'Agenzia regionale e che, pure in attesa di una legge quadro, entra in merito alla ricerca biomedica e sanitaria. Un altro argomento importante attiene alla distribuzione delle risorse. Il fondo sanitario regionale non può non tener conto della realtà della nostra isola, deve per forza garantire livelli essenziali di assistenza, perché questo è fondamentale e sta alla base, naturalmente, di questo provvedimento, ma è anche vero che esistono anche altri aspetti che incidono e che bisogna, naturalmente, valutare.
Io credo che la mia soddisfazione, espressa all'inizio, in conclusione mi deve consentire di rivolgere una sollecitazione,
affinché coloro che hanno partecipato attivamente, e io qua naturalmente lo sottolineo, che hanno consentito alla Commissione di lavorare, esprimano un voto non contrario a questa legge, perché credo che sia questo l'unico modo per dire che non stiamo dando segnali di muscolarità ma bensì segnali di serenità relativamente alla riforma di un settore della nostra Regione veramente importante.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
Signor Presidente, onorevoli consiglieri, solo due parole per dire che questa è una legge importante di cui abbiamo bisogno, che ci consente di fare un altro passo avanti, e non sarà l'ultimo, nell'azione che stiamo portando avanti. Una volta approvata, questa legge costituirà un punto di partenza dal quale dare avvio ad una serie di adempimenti che sicuramente impegneranno non soltanto i prossimi mesi ma anche i prossimi anni.
Io mi associo ai ringraziamenti che sono già stati fatti dall'onorevole Masia, ringrazio la Commissione e in particolare il suo Presidente per il lavoro svolto in questi mesi con molta fatica; il dibattito qualche volta è stato acceso ma, sicuramente, anche molto utile per migliorare il disegno di legge che la Giunta ha presentato alla Commissione i cui componenti ringrazio per il contributo dato al miglioramento del disegno di legge.
Io ritengo che questa sia una legge importante perché consente di recuperare il ritardo esistente nel recepimento di un insieme di regole senza le quali il miglioramento della sanità sarebbe certamente più difficile. Mi permetto, per questo motivo, di associarmi all'invito che è stato rivolto all'intera Aula consiliare affinchè questa legge venga approvata da tutti i rappresentanti dei cittadini della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Per dichiarare il voto contrario e comunque per ricordare all'onorevole Masia, all'onorevole Ibba, all'onorevole Lai, che molto si sono impegnati perché questa legge venisse approvata, e ovviamente all'Assessore che ha ritenuto di dover opportunamente ringraziare, che nessuno di voi verrà ricordato per aver fatto cosa gradita ai sardi. Verrete certamente ricordati per essere stati ottimi consiglieri regionali, rappresentanti del popolo, l'Assessore no, perché non è un consigliere, ma certamente nel futuro - lo verificheremo perché abbiamo la convinzione che molti di noi rimarranno qui ancora qualche lustro - ci ricorderemo di questa legge. Quando torneremo in Aula per modificarla, modifiche che non proporremo noi, ma che sarete costretti a proporre voi, così come è già successo e l'onorevole Lai sa di che cosa parlo, discuteremo di nuovo di questo fatto.
Certamente non avete reso un buon servizio ai cittadini sardi, ma credo che anche politicamente abbiate perso una occasione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Colleghi, io mi ero impegnato a non intervenire in dichiarazione di voto, ma non immaginavo che ci venisse rivolto un invito al quale, a differenza di quello che molti di voi hanno fatto, io ritengo cortese rispondere. Credo infatti che sia un atto, oltre che di cortesia istituzionale, anche doveroso in un'Aula parlamentare.
Io dico che, purtroppo, non possiamo aderire né all'invito del collega Masia, né a quello dell'assessore Dirindin: oggi il nostro voto è contrario. Però aggiungo una cosa. Il voto contrario di oggi deriva semplicemente dalla valutazione su una legge alla scrittura della quale non siamo stati invitati a partecipare, se non per porzioni e per parti estremamente marginali, ed è la fotografia dello stato degli attuali rapporti sulla sanità tra maggioranza e minoranza.
Rapporti che non abbiamo scelto noi, nel senso che noi tante volte abbiamo aperto, anche nelle dichiarazioni che ho reso a quest'Aula pochi minuti fa, la strada a una collaborazione nel rispetto delle differenze per la valutazione degli eventuali obiettivi condivisi e per l'individuazione di un clima che aiuti voi, anzi io direi che aiuti la sanità sarda, che aiuti la salute dei sardi.
Per raggiungere gli obiettivi, in sanità è indispensabile la condivisione di una parte dei metodi e di tutti gli obiettivi; quindi io non posso che reiterare la disponibilità già espressa però dicendovi che il pallino non è in mano nostra, il pallino è in mano vostra, nel senso che se voi ritenete che il clima che ha caratterizzato la sanità sarda in questi primi due anni di legislatura sia quello migliore per farvi ottenere dei grandi risultati, per cambiare lo stato di qualità dell'assistenza che viene erogata ai sardi, voi governate, voi comandate, voi continuate ad andare avanti in quella direzione e noi non possiamo che regolarci di conseguenza.
Se invece da parte vostra c'è la volontà di iniziare un ragionamento, la volontà di svelenire un clima, la volontà di individuare sul serio chi vuole cambiare, chi vuole conservare, non possiamo che ripetervi quello che vi abbiamo ripetuto mille volte in questi due anni: noi siamo qui e siamo a disposizione, come abbiamo detto nella passata legislatura quando avevamo responsabilità di governo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io penso che non ci sia peggior sordo di chi non vuole sentire: questi ultimi tre interventi erano fuori luogo.
Io non ringrazio il Presidente della Commissione al quale, per inteso, ho rivolto delle accuse; queste accuse sono state recepite e verrà formulata una lettera. Vedete, nella storia dello Statuto autonomistico, non è mai successo che si facessero riunioni, come ha dichiarato nel suo intervento l'onorevole Masia, preliminari oppure successive con i Gruppi della maggioranza. Non è possibile che si utilizzino le strutture istituzionali per fare le riunioni.
Presidente Soru, mi consenta di dirle che i "ragazzi", li chiamo "ragazzi", sono presenti in Commissione quando c'è la dottoressa Dirindin per modificare, correggere, eccetera, altrimenti sono assenti; tanto è vero questo che il Presidente della Commissione, in una lettera, proprio perché non hanno mai garantito, o quasi mai, la presenza prevista per Regolamento, pur avendo tutti i numeri, ha avanzato una proposta di modifica del Regolamento.
Detto questo,noi vi diamo una mano, voi ci date uno schiaffo. Anche oggi avete parlato di annosi ritardi, su questo provvedimento, un provvedimento che, voi dite è di competenza della Giunta. State dicendo corbellerie! Questo è un testo unificato di un disegno di legge e di quattro proposte di legge rappresentative dell'intero Consiglio.
Vi abbiamo dato "una mano e un piede"; avete chiesto nei corridoi avete voluto inserire la razionalizzazione come se fosse un vincolo, poi l'avete corretta, fate una cosa oggi e la modificate domani su commissione. Io quando prendo un impegno col Presidente lo rispetto.
Vi ho già detto "che voi non avete nelle vostre fila la grande personalità. Io, per esempio, ho contestato Capelli, ho bloccato leggi, perché abbiamo il coraggio delle nostre scelte, voi invece non l'avete. Venite ancora a offenderci quando la stessa dottoressa Dirindin ha detto, su una mia esplicita precisazione, che sulla legge di recepimento della "299", dopo la modifica della Costituzione, non si poteva far niente. E sulla legge numero 5 qual è il ritardo? Nel 1993-1994 è stato varato un provvedimento dai contenuti all'avanguardia al quale si fare sarebbero potute apportare piccolissime modifiche; ma io non vi ho accusato di non aver fatto niente nei cinque anni dal '94 al '99!
Io non vi ho più detto, l'abbiamo lasciato agli atti del Consiglio, che di fatto è una legge pessima, che di fatto abbiamo manager che vogliono fare gli imprenditori; non ve l'ho ripetuto ogni secondo, vi ho dato e vi abbiamo dato oggi la possibilità, con senso di responsabilità, di approvare una legge evitando le lacerazioni.
Ma se voi neanche ci ringraziate e, anzi, contemporaneamente ci accusate e dite che il merito è tutto vostro perchè le nostre richieste non sono state accolte, mi permetto di dirvi (noi ovviamente avremmo fatto lo stesso), ci dispiace dottoressa Dirindin, che non possiamo che votare contro questa legge. Una legge che sarà anche oggetto di impugnazione su alcuni punti che, come ho precisato nel corso della discussione degli articoli, non hanno il crisma della legalità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo alla fine di un lavoro faticoso per cui vi invito a rispettare i tempi. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, io non avrei fatto nessuna dichiarazione di voto, anche perché in pochi minuti non è che si possa aggiungere molto a quello che è già stato detto, ma dopo l'invito del presidente Masia e dell'Assessore ad esprimere un voto favorevole su questa legge, io non posso che intervenire per ribadire perché noi voteremo invece no a questa legge. Vi dico solo questo. In Commissione sono stati presentati, quasi tutti dall'opposizione, più di cento emendamenti, quasi tutti sono stati respinti al mittente. Faccio l'esempio della discussione sull'emendamento numero 68 in merito al quale l'unica garanzia che avete saputo darci, a fronte di tutte le nostre obiezioni e anche delle preoccupazioni di migliaia di lavoratori, è stata solamente quella di avere fiducia in voi. Ora, io quando nel mio intervento sulla discussione generale ho detto che si trattava di un provvedimento tutto vostro, dicevo semplicemente la verità, quindi non è una legge di tutta la Commissione, non è una legge dell'Aula intera, ma è una legge vostra e della quale voi, credo, vi dovete assumere tutte le responsabilità.
Io dico soltanto che abbiamo perso anche stavolta una grande occasione: quella di scrivere un testo che potesse rappresentare davvero un modello regionale sardo; invece avete voluto mantenere in piedi tutti quei criteri che in passato avevate tanto criticato. Volevamo una legge efficiente che desse delle risposte immediate alle esigenze dei cittadini e degli ammalati, ma soprattutto che desse risposte in tempi brevi in modo omogeneo in tutto il territorio regionale. Ci troviamo invece di fronte una legge appesantita da una pletora di commissioni, di sottocommissioni di conferenze, di sottogoverno e tutto il resto.
Mi ha stupito quindi una vostra dichiarazione nella quale avete affermato di dare, con questa legge, valore al controllo. Ebbene, è una legge dove tutti controllano tutto e tutti. Noi non possiamo che votare contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Presidente, avrei voluto essere disponibile nei confronti della Presidenza e non intervenire, se non fossi stato sollecitato soprattutto dagli ultimi interventi. Ma essendo questa una dichiarazione di voto, io dichiaro che voterò a favore di questa legge non perché ho concorso insieme con gli altri colleghi a scriverla, ma perché è una buona legge, ed è una buona legge perché alla sua elaborazione, alla stesura dei suoi punti salienti hanno partecipato con senso di responsabilità, direi quasi più civica che politica, i colleghi e gli amici dell'opposizione.
E' vero infatti che senza molti dei loro suggerimenti, senza molte delle loro indicazioni, senza la loro disponibilità, probabilmente non saremmo arrivati a questa formulazione, con questa tempistica. Per cui il ringraziamento va anche all'opposizione che, proprio perché è opposizione, deve votare contro la legge, altrimenti che razza di opposizione sarebbe.
E' anche giusto, inoltre, il ragionamento che fanno i colleghi del centrodestra quando dicono che l'aver concorso a definire alcuni punti, alcuni passaggi, non significa che questa legge debba essere attribuita totalmente o parzialmente al centrodestra,. Ma ciò non toglie che il contributo, come dire, in positivo ma anche, in negativo, che è stato dato, sia stato un contributo importante.
Nel parlare di contributo in negativo mi riferisco, in maniera particolare, a tutte quelle occasioni e circostanze, nelle quali gli amici del centrodestra avrebbero potuto fare fuoco di sbarramento, - e peraltro, in questo, devo riconoscere che sono anche molto bravi - pur tuttavia non l'hanno fatto.
Questa è una legge che ha le caratteristiche, come dire, dell'impostazione politica di questo governo, è coerente con i suoi principi, con i principi espressi durante la campagna elettorale e confermati in questi due anni di governo, e nasce, così come nasce, anche perché il centrodestra ha concorso a farla nascere, pur essendo la paternità del centrosinistra.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato 45 - 53 - 68 - 202 - 211/A.
(Segue la votazione)
Rispondono si i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - OPPI - RANDAZZO - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 56
Astenuti 1
Maggioranza 29
Favorevoli 43
Contrari 13
(Il Consiglio approva).
Regione Sarda, con particolare riguardo alla questione delle entrate regionali.
PRESIDENTE. Colleghi, l'ordine del giorno prevede la prosecuzione della discussione sulle mozioni 72 e 74 e sulle dichiarazioni rese dal Presidente Soru; discussione precedentemente sospesa in attesa della predisposizione di un ordine del giorno unitario. Vi chiedo la cortesia di attendere 10 minuti, facciamo una breve sospensione, per mettere a punto il testo dell'ordine del giorno che andrà votato dall'Assemblea. .
(La seduta, sospesa alle ore 14 e 29, viene ripresa alle ore 15 e 34.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. A conclusione della discussione sulle mozioni numero 72 e 74 e sulle dichiarazioni del Presidente avvenuta in quest'Aula il 14 luglio, è stato presentato un ordine del giorno unitario che ci consentirà di presentarci agli appuntamenti dei prossimi giorni con una posizione comune, anche se restano in piedi opinioni diverse che non sono annullate.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno:
ORDINE DEL GIORNO MARROCU - FLORIS Mario - BIANCU - LA SPISA - LICHERI - BALIA - ARTIZZU - PORCU - OPPI - VARGIU su un nuovo accordo istituzionale e politico con il Parlamento e il Governo da realizzare nel corso della XV Legislatura.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PRESO ATTO del dibattito che si è svolto nei giorni 31 maggio 2006 e 1° giugno 2006 sulle mozioni n. 72 e n. 74 e nella seduta del 14 luglio 2006 sulle dichiarazioni del Presidente della Regione;
SOTTOLINEATO che tutti gli intervenuti al dibattito hanno condiviso l'esigenza che, nel momento in cui si avvia, a livello di Parlamento nazionale e di Governo, la XV Legislatura repubblicana, venga verificato lo stato di attuazione del precedente Accordo Stato-Regione e per un suo aggiornamento che affronti e risolva le questioni, da troppo tempo sospese, delle riforme costituzionali e istituzionali, delle risorse e dello sviluppo della Sardegna da attuarsi nel corso della legislatura;
RITENUTO che sia opportuno e necessario intraprendere due distinti e convergenti percorsi, che coinvolgano, da un lato, gli organi rappresentativi e legislativi della Repubblica e, dall'altro, gli organi di governo dello Stato,
impegna
1) il Presidente della Regione a farsi promotore di una iniziativa interistituzionale (Giunta regionale, province e comuni, per il tramite della Conferenza permanente Regione-enti locali, CREL, Parternariato economico-sociale) per l'immediato avvio di un confronto con il Presidente del Consiglio, i ministri ed i sottosegretari sardi per la verifica dell'Intesa istituzionale di programma per un suo aggiornamento volto a delineare ed a definire tutte le questioni aperte Stato-Regione e quei processi di crescita e di sviluppo della Sardegna anche in funzione del ruolo che ha nel Mediterraneo come anello di congiunzione tra l'Italia, l'Europa ed i Paesi Afro-Asiatici;
2) il Presidente del Consiglio regionale a farsi promotore di una iniziativa interistituzionale (Consiglio regionale, province e comuni, per il tramite del Consiglio delle autonomie locali) per un incontro con il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato e il Presidente della Camera per avviare, con i due rami del Parlamento, attraverso il coinvolgimento dei parlamentari sardi, tutte le procedure necessarie per conseguire quei processi di riforma istituzionale che la Sardegna rivendica e che sono i presupposti di una Regione moderna ed innovatrice. (1).)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno non può essere illustrato, ma possono essere svolte solo dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, ovviamente voteremo a favore di questo ordine del giorno nel quale abbiamo cercato di trasmettere il nostro alto senso del dovere e di responsabilità, anche a seguito delle interlocuzioni che ci sono state, favorite da un incontro che abbiamo avuto col Presidente del Consiglio regionale. Comprendiamo che questo percorso che stiamo per intraprendere sarà un percorso difficile, con molti ostacoli.
D'altra parte, signor Presidente, questo ordine del giorno unitario dovrebbe farci riflettere sul fatto che molte volte i ritardi non sono perdite di tempo, ma sono occasioni che possono produrre effetti positivi per quanto riguarda la Sardegna nel suo complesso. Inoltre, nel momento in cui, proprio in questi giorni, la Lombardia e il Veneto si apprestano a presentare allo Stato proposte di modifica dei propri statuti attraverso una legge regionale, riproducendo il metodo Catalogna, - ossia il federalismo, che non è solo il federalismo fiscale, ma la richiesta di competenze esclusive previste dal titolo V della Costituzione - nel momento in cui in queste e in altre regioni si profila il percorso di promuovere referendum consultivi regionali c'è sembrato che il senso di responsabilità dovesse prevalere.
Al di là, quindi, della formulazione e anche delle titubanze e dei dubbi che ci possono essere su questo ordine del giorno, che mi pare abbastanza rappresentativo della nostra realtà, noi riteniamo che una volta trovato l'accordo sul metodo, si possa definire una piattaforma su cui convergere e, quindi, far confluire in un unico percorso unitario queste posizioni che possono essere viste come divergenti. Ci sembrava anche che presentarci disuniti di fronte al Governo nazionale, in occasione della visita del Sottosegretario, avrebbe significato creare un alibi allo stesso Governo che, certamente, non sarà tenero nei confronti della Sardegna così come non lo è stato nessun governo della Repubblica italiana.
Questo è il senso dell'ordine del giorno e questo è il contributo che le minoranze hanno voluto dare a questo dibattito che si è sviluppato anche in tutte le interlocuzioni che sono avvenute, in questo periodo, su un problema di così nevralgica importanza per lo sviluppo e la crescita della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, , data l'ora, sarò brevissimo. Questo ordine del giorno chiude un lungo dibattito che ha coinvolto il Consiglio regionale su questi temi, ma io, personalmente, mi auguro che apra, invece, una nuova fase. L'ordine del giorno è unitario, noi avevamo auspicato dall'inizio che su questi temi ci fosse la massima unità di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale e che questa unità consentisse che tutto il popolo sardo, attraverso le sue rappresentanze istituzionali che qui vengono richiamate e le sue rappresentanze sociali, vivesse questo momento politico in relazione ai punti sottolineati nell'ordine del giorno.
Il primo punto è di supporto ad un'iniziativa che è già in atto e che vivrà lunedì anche un momento importante, tramite il Presidente della Regione, in relazione alla necessità di confermare e di aggiornare l'intesa Stato-Regione e in relazione a quanto già discusso e approfondito in merito alla vertenza della Sardegna nei confronti dello Stato. Credo che un documento firmato e sottoscritto da tutte le forze politiche di questo Consiglio a supporto di questa iniziativa, già in atto, sia importante al fine di renderla, ancora più forte e autorevole.
Il secondo punto prevede un'iniziativa del Consiglio, che non esclude e anzi rafforza l'iniziativa della Regione, che coinvolge le istituzioni decentrate: province e comuni, e avvia quei processi di riforma istituzionale, che come da noi più volte ribadito, non possono che coinvolgere tutti.
Ovviamente io voterò a favore di questo ordine del giorno, con l'auspicio che chiuda un dibattito, chiuda una fase e ne apra una nuova; una nuova fase che veda tutti noi protagonisti di iniziative unitarie, successive e conseguenti, atte a rispondere a all'esigenza di riformare questa Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Signor Presidente, anch'io concordo sul fatto che lunedì sarà una giornata importante per questa Regione. Poiché nessun Governo è stato mai particolarmente tenero con questa Regione, , niente è scontato, nemmeno quello che avverrà nei prossimi mesi, nei prossimi anni. Per questo lunedì, lo ribadisco, sarà una giornata particolarmente importante, dalla quale ci aspettiamo tanto, per la quale è necessario che la Sardegna tutta, in tutte le sue rappresentazioni, si presenti il più unita possibile.
Saluto quindi positivamente la presentazione di questo ordine del giorno e la ritrovata unitarietà di questo Consiglio regionale attorno a questo punto. Si tratta, peraltro, di attività che la Giunta regionale aveva già messo in atto coinvolgendo i sindacati, coinvolgendo le parti sociali e venendo a chiedere aiuto - perché in questa maniera mi sono espresso - al Consiglio regionale, come ho già fatto la settimana scorsa.
Vi ringrazio perciò per questo aiuto e per questa maggiore forza che sicuramente state dando e darete alla Giunta regionale, , nei prossimi mesi, nei suoi rapporti con lo Stato. Ugualmente penso che possa essere d'aiuto e importante per il Consiglio regionale l'attività che il Presidente della Regione, l'intera Giunta regionale porranno in essere nei prossimi mesi per contribuire ad attivare quel processo riformatore che noi tutti vogliamo per la nostra Regione. Il processo di riforma credo sia già stato avviato, lo porteremo avanti, in maniera più solenne e rappresentandolo alle massime cariche dello Stato. Vogliamo contribuire tutti anche a questo processo; così come credo che sia importante che tutti: Giunta, Consiglio regionale, autonomie locali, sottosegretari, parlamentari sardi contribuiamo al confronto con lo Stato. Se saremo più uniti, saremo più forti. Se saremo più uniti nel portare avanti il processo di riforma, saremo più forti. E saremo più forti, se ci saremo tutti e se, nell'esserci, nessuno cercherà di escludere qualcun altro. E ci saremo tutti solamente se comprenderemo il valore dell'unità. Tutti abbiamo qualcosa da dire, tutti abbiamo qualcosa da rappresentare e tutti siano importanti.
Quindi, mentre accolgo con molto favore l'aiuto che date al Governo della Regione già per l'incontro di lunedì, metto ancora una volta a disposizione, qualora ci fosse il bisogno di dirlo, l'aiuto mio personale, del Presidente della Regione, dell'intera Giunta, nel processo di riforma di questa Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Solo per dire che nessuno vuole escludere e nessuno deve avere paura di essere escluso. L'unitarietà si ha nel rispetto e anche nella fiducia reciproca tra forze politiche se si ritiene che un grande risultato lo si possa raggiungere insieme; ma la paura di essere esclusi può nascondere una sostanziale sfiducia che non ci consentirà di andare avanti. Recuperiamo rispetto e fiducia e forse qualcosa di costruttivo si potrà fare.
PRESIDENTE. Colleghi, propongo di votare l'ordine del giorno con votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'ordine del giorno numero 1
(Segue la votazione)
Rispondono si i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Mario - FRAU - GESSA - IBBA - LA SPISA - LANZI - LIORI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 50
(Il Consiglio approva).
Colleghi, il Consiglio è riconvocato alle ore 10 di martedì 25 luglio con, all'ordine del giorno, la modifica alla legge di contabilità.
La seduta è tolta alle ore 15 e 48.
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