Seduta n.272 del 13/03/1998
CCLXXII SEDUTA
(Pomeridiana)
VENERDI' 13 MARZO 1998
Presidenza del Vicepresidente MILIA
indi
del Presidente SELIS
La seduta è aperta alle ore 17 e 16.
DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 11 marzo 1998, che è approvato.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 382.
Si dia lettura dell'articolo 33.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 33
Incremento delle dotazioni di fondi di rotazione
1. E' autorizzato l'incremento della dotazione finanziaria del fondo di rotazione per la concessione di contributi in conto interessi su prestiti contratti dalle piccole e medie imprese di cui alla legge regionale 28 aprile 1993, n. 21 nelle seguenti misure (cap.09042/03):
I. anno 1998: lire
5.000.000.000
a favore del fondo costituito presso il CIS Spa e lire
5.000.000.000 a favore di quello presso la SFIRS Spa;
II. anno 1999: lire
15.500.000.000
a favore del fondo costituito presso il CIS Spa e lire
9.500.000.000 a favore di quello presso la SFIRS Spa.
2. Per le finalità previste dall'articolo 30, comma 2, lettera b), della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, è istituito il limite d'impegno di lire 20.000.000.000, le cui annualità sono iscritte nel bilancio regionale dall'anno 1998 all'anno 2009 (cap. 09045/16); il predetto limite d'impegno è versato nel fondo istituito a' termini del comma 5 della legge regionale n. 17 del 1993.
3. E' autorizzato, nell'anno 1999, l'incremento del fondo per l'attuazione dell'intesa di programma per la Sardegna Centrale di cui alla legge regionale n. 17 del 1993 nelle misure di lire 83.475.000.000 a favore del fondo costituito presso il CIS Spa e di lire 7.564.000.000 a favore di quello presso la SFIRS Spa (cap. 09045/13).
4. E' autorizzato, nell'anno 2001, l'incremento della dotazione finanziaria del fondo per lo sviluppo della proprietà coltivatrice di cui all'articolo 2 della legge regionale 23 novembre 1979, n. 60, costituito presso il Banco di Sardegna Spa, nella misura di lire 20.000.000.000 (cap.06220).
5. E' autorizzato, nell'anno 2001, l'incremento della dotazione finanziaria del fondo per la concessione di mutui agrituristici di cui alla legge regionale 20 giugno 1986, n. 32, costituito presso il Banco di Sardegna Spa, nella misura di lire 3.000.000.000 (cap.06229/05).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). L'articolo 33 è figlio e dipende dall'articolo 6 di questa manovra, già approvato. Con l'articolo 6 la Giunta ha distolto dai fondi di rotazione risorse a suo tempo stanziate per finanziare con legge particolari settori aventi finalità, la legge avente finalità di incentivazione e di sostengo e quindi al fine di dare sostegno e impulso allo sviluppo economico della nostra Isola; con l'articolo 6 ai 450 miliardi circa prelevati dai fondi di rotazione nel 1997, si sono aggiunti i 284 miliardi circa attraverso l'attuale manovra, quando parlo di 284 miliardi ovviamente mi riferisco ai fondi di rotazione che sono stati oggetto di prelievo per acquisirli alle entrate della Regione sulla base dell'articolo 6, però è anche vero che nel corso dell'esame della manovra abbiamo avuto modo di verificare che anche altri articoli hanno prelevato somme dai fondi di rotazione, e non ultimo quello relativo alla istituzione o meglio ai finanziamenti nei confronti delle cooperative agro-industriali dove erano stati prelevati dai fondi di rotazione ulteriori 25 miliardi, e forse, adesso non ricordo bene, qualche altra operazione in questo senso è stata pure fatta per cui ai 284 miliardi se si aggiungono i 25 certi che ho detto poc'anzi, siamo a 310 miliardi complessivi che sono stati prelevati dai fondi. In occasione dell'esame dell'articolo 6 avevo avuto modo di affermare che questa operazione si presentava censurabile sotto due aspetti. Il primo aspetto riguardava l'incapacità di programmazione dimostrata dall'Esecutivo dal momento in cui somme stanziate, di importo così ingente, per diverso tempo erano state depositate presso le banche per costituire la fortuna delle banche, che potevano utilizzare queste disponibilità senza che ci si accorgesse del fatto proprio che non si sostenevano le attività di crescita e di impulso alle attività produttive, ma che evidentemente si consentiva, lasciando depositi così ingenti inoperosi alle banche di impiegarli a tassi evidentemente di mercato e quindi a condizioni di elevata remuneratività rispetto al tasso modestissimo che veniva corrisposto alla Regione per i depositi presso di esse costituiti. E questo era un primo motivo di critica e di censura alla incapacità di programmazione da parte della Regione. E questo modo di operare era ancora più grave se si rilevava che, per il secondo anno consecutivo, in aggiunta ai 450 miliardi dell'anno precedente, si aggiungeva l'operazione posta in essere quest'anno, dove evidentemente si riteneva opportuno prelevare e distogliere da quei fondi ulteriori 310 miliardi come ho detto poc'anzi. Quindi non solo un errore precedente, ma un altro errore di valutazione nel 1997 quando si decise di recuperare alle entrate del bilancio regionale quei 450 miliardi. In occasione della discussione, sempre dell'articolo 6, noi abbiamo paventato il pericolo che i fondi di rotazione depauperati di importi così consistenti perdessero di fatto il ruolo e le finalità in relazione alle quali le disponibilità stesse erano state costituite. Per cui si individuava il pericolo che i fondi così ridotti potessero di fatto essere inoperosi rispetto alle finalità che si proponevano nel senso che non avrebbero potuto rispondere a quelle esigenze per le quali erano stati istituiti, e cioè il sostegno allo sviluppo produttivo. Con l'articolo 33 che prevede così titola l'articolo stesso "l'incremento delle dotazioni dei fondi di rotazione", si assiste a una operazione che ha, a mio modo di vedere, dell'allucinante perché da una parte si è prelevato e dall'altra parte invece si ricostituiscono le disponibilità sugli stessi fondi di rotazione che sono stati oggetto del prelevamento e quindi del depauperamento. La disposizione infatti non sottrae definitivamente le risorse che sono state prelevate, ma chiede a quei fondi un prestito perché con l'articolo 33 ci si ripropone già a partire dall'anno 1999 di ricostituire in tutto o in parte, secondo un piano di intervento che nell'articolo stesso è programmato, le originarie quantità dei fondi oggetto di prelevamento. Allora, se si fa un'operazione di questo genere è giusto che si sappia che le risorse degli anni finanziari successivi saranno avvilite dal vincolo che esiste per ricostituire le disponibilità di questi fondi. Cioè in sostanza oggi l'Esecutivo ha detto "signori fondi", ammesso che possano avere una individualità, "prestatemi 284 miliardi più i 25, prestatemi 310 miliardi, però sappiate che già a partire dall'anno successivo io questi 310 miliardi di fondi ve li rimetterò a disposizione secondo un determinato piano". Si tratta in sostanza di una operazione attraverso la quale ci si è indebitati presso i fondi, abbiamo chiesto un prestito ai fondi per assolvere e onorare il debito che si è contratto negli esercizi successivi destinando dalle disponibilità degli esercizi finanziari a venire quelle somme che occorrono per ricostituire l'integrità dei fondi stessi. Allora è evidente che quando si è prelevato ci si è resi conto che la programmazione non era sbagliata, nel senso che quelle risorse in quei fondi ci devono essere, però siccome le emergenze sono tante e tali da suggerire un ulteriore momento di rallentamento nella spesa, e quindi nell'utilizzo di quelle risorse, ci si è detto"rallentiamo un momentino, prestami questi soldi che mi servono per far fronte ad altre emergenze", badate bene non far fronte altre emergenze in termini di interventi per risoluzione di punti nodali della nostra economia, cioè di quei punti nodali che ritardano i processi di sviluppo, ma solamente per tamponare posizioni che esprimono situazioni di emergenza per le quali occorre necessariamente provvedere ad evitare che ci possano essere, non dico sollevazioni da parte dei beneficiari, ma manifestazioni di intolleranza e di sofferenza, come spesso è accaduto, o di fronte al palazzo della Regione oppure di fronte al Consiglio regionale. Si dice allora come è possibile che la nostra amministrazione al di là dei proclami di intervento per dare veramente una svolta significativa e qualificante alla attività di amministrazione e di governo di questa maggioranza, come mai dicevo al di là dei proclami sbandierati si insiste invece in atteggiamenti che sono tipici del passato e che hanno caratterizzato tristemente le legislature che ci hanno sinora preceduto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 33 dimostra tutti i limiti della manovra finanziaria. Cioè questi fondi di rotazione non possono continuare ad essere gestiti come vengono gestiti e per di più con le riduzioni che si sono operate in altro articolo della finanziaria, perché altrimenti la manovra scopre tutta la sua verità: che la coperta è corta, la si tira da una parte e scopre qualcos'altro. La dimostrazione l'abbiamo nel terzo comma dove nel 1999 rimettiamo nel fondo per gli interventi nella Sardegna centrale gli stessi soldi che abbiamo tolto quest'anno. Il che significa che la manovra è semplicemente per creare liquidità e non una utilizzazione razionale dei fondi che abbiamo a disposizione. La conseguenza è che rallentiamo per il 1998 l'attuazione del programma per la Sardegna centrale ma poi, siccome è urgente, lo effettuiamo nel 1999. Ma io mi chiedo che logica per esempio aveva finanziare la gassificazione del Sulcis nel 1998, quando sappiamo che nel 1998 non si effettuerà per niente la gassificazione del Sulcis. Il che dimostra chiaramente che la è un insieme di spostamenti di cifre, ma i soldi sono sempre gli stessi.
PRESIDENTE. Onorevole Bonesu, mi perdoni, chiedo ai colleghi di fare un po' di silenzio.
BONESU (P.S.d'Az). Ma i colleghi danno l'attenzione ai discorsi che meritano, perché sono inseriti in questa discussione che merita quel che merita, Presidente, quindi non me ne dolgo perché, in fin dei conti, è una discussione abbastanza inutile. La Giunta non dà nessun segno di apprezzare i discorsi, gli onorevoli colleghi stanno già pensando al sabato e alla domenica, quindi è ovvio che una certa distrazione vi sia. Comunque, dicevo, la coperta è corta, i soldi sono sempre gli stessi e la manovra si risolve nel 99 per cento nello spostarli di capitoli, di anni, ma in realtà dimostra che è tutto un gran pallone vuoto perché soldi e interventi veri non ce ne sono.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, non è che voglio costringere i colleghi a assistere e ad ascoltare, però desidererei che in aula ci fosse un po' di silenzio. Desidererei altrettanto che i componenti della Giunta seguissero le discussioni in aula. Io so già che non produrranno alcun effetto...
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Le seguono, le seguono con attenzione, stia tranquillo. Dipende che cosa intende lei per la Giunta. Se le basta il Presidente, bene, altrimenti facciamo venire altre tre persone. La Giunta la segue, stia tranquillo.
CASU (F.I.). Posso riprendere? Siamo di nuovo alle prese con i fondi di rotazione. Questi fondi di rotazione vengono acquisiti alle entrate del '98, ne viene disposta poi la ricostituzione, in qualche caso per il 1999, in altri casi per il 2001. Ha ragione Bonesu; sono proprio già in festa. Bene fa l'onorevole Tunis ad andarsene in salottino e fumare una sigaretta.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Guardi sono veramente dispiaciuto di non poterla sentire perché mi hanno chiamato...
CASU (F.I.). Ecco, invito i colleghi che hanno voglia di vedere come vengono manovrati questi fondi di rotazione, è il caso di dire manovrati, ripeto il termine, perché se voi andate all'articolo 6, lettera p) (?) dell'articolo 6, lire 83 miliardi 474 milioni 597 mila 116 dal fondo per l'attuazione dell'intesa di programma per la Sardegna centrale, di cui all'articolo 30, lettere a), b) e c) della legge regionale 20 aprile 1993, numero 17, costituito presso il CIS. Se per curiosità andate a vedere anche il comma 1, il primo periodo dell'articolo 6, trovate che si tratta di fondi che vengono recuperati alle entrate della Regione dell'anno 1998. Vi invito a vedere, adesso, l'articolo 33 al numero 3: "E' autorizzato nell'anno 1999 l'incremento del fondo per l'attuazione dell'intesa di programma per la Sardegna centrale, di cui alla legge regionale numero 17 del '93, nelle misure di 83 miliardi e 475 milioni. Cioè, in effetti, la Giunta cosa ha fatto? Ha preso dai fondi di rotazione, 83 miliardi e 475 milioni per l'anno 1998 e impegna il '99 per riversare esattamente lo stesso importo: 83 miliardi e 475 milioni. Quindi altro non sta facendo che indebitando in modo non palese il bilancio del 1998 nei confronti del bilancio 1999. Evidentemente qualcuno è andato a lezione da Ciampi e ha visto che si possono rinviare i debiti già esistenti, già contratti, impegni già assunti, all'anno successivo; altro non sta facendo. Ma c'è una posta ancora, ed è quella, andate a vedere, il numero 4 dell'articolo 33, dell'articolo di cui stiamo parlando, è autorizzato nell'anno 2001 l'incremento della dotazione finanziaria del fondo per lo sviluppo della proprietà coltivatrice di cui all'articolo 2 della legge regionale 23 novembre '79 numero 60, costituito presso il Banco di Sardegna. Se andate a vedere l'acquisizione dei fondi di rotazione, operata con l'articolo 6, troverete, alla lettera f), lire 20 miliardi dal fondo per lo sviluppo della proprietà coltivatrice, di cui all'articolo 2 eccetera eccetera. Cosa ha fatto la Giunta? Ha acquisito per l'anno 1998 20 miliardi, ha tolto 20 miliardi dai fondi di rotazione per il '98 e glieli restituisce nel 2001. Cioè questa Giunta sta impegnando già non il bilancio triennale 1998-2000; sta impegnando già il futuro bilancio, già la futura Giunta, sta assumendo degli impegni. Cioè sottrae oggi, per la piccola proprietà coltivatrice, sottrae 20 miliardi e rimanda il versamento dei 20 miliardi nell'anno 2001. Sono cose certamente che, sotto il profilo amministrativo contabile non sono corrette, sotto il profilo politico sono scorrette, perché non si possono rimandare gli impegni già assunti agli anni futuri. Non si può spendere quest'anno 83 miliardi, relativamente ai fondi di rotazione per quanto riguarda la Sardegna centrale, e rinviare all'anno venturo lo stanziamento di altrettanti fondi. Non si può acquisire 20 miliardi destinati alla piccola proprietà coltivatrice nell'anno 1998 per rifare lo stanziamento nel 2001. Bene, io ritengo che quando in quest'aula ho parlato dei fondi di rotazione, che è un qualcosa sulla quale noi dobbiamo fare il punto sul serio, perché se voi leggete con attenzione l'articolo 33, che stiamo discutendo, ad un certo punto vi ponete la domanda: ma questa Regione sta operando nell'interesse dei sardi o sta operando per fare provvista di fondi per la SFIRS e per il CIS? Non fa altro che versare fondi presso il Credito Industriale Sardo e presso la SFIRS. Cioè, io credo che la Giunta stia trascurando gli interessi della Sardegna e stia gestendo questi fondi di rotazione spesse volte in modo non corretto. Non possiamo noi, d'altra parte, continuare a tenere presso questi istituti oltre 1000 miliardi disponibili che potrebbero essere utilizzati, effettivamente, per dare una spinta alle attività produttive. E invece le attività produttive languono perché la Giunta si è dimenticata di operare un qualche incentivo di rilievo, in modo tale che le piccole e medie imprese ripartano con la loro attività e possano ridurre in qualche modo la disoccupazione galoppante.
Presidente, la ringrazio della pazienza che ha avuto, perché ce ne vuole molta in questo Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, questo è un altro degli esempi caratterizzanti di questa manovra finanziaria. Pongo soltanto alcuni problemi. Il primo: sul secondo comma che prevede addirittura un capitolo di nuovo istituzione sui fondi legati alla legge numero 17, e che poi nel terzo comma ha riportato un altro stanziamento per la stessa legge, mi chiedo che senso ha stabilire commi diversi se si vogliono mettere fondi regionali, e unicamente regionali, per quanto riguarda i nuovi interventi a favore dell'industria perché non farli per l'intera Regione? Questo nelle logiche di funzionalità della spesa pubblica e cioè dell'utilizzo dei fondi laddove sono principalmente richiesti e non nella logica delle nicchie che fanno sì che i fondi vengano destinati a determinati settori e a determinati territori senza che ci sia una competizione e una logica che vuole portare fondi laddove servono.
Questa è una delle contraddizioni evidenti di questa manovra finanziaria ed è una contraddizione evidente rispetto alle molteplici dichiarazioni che in quest'Aula sono state fatte dalla Giunta per bocca dell'Assessore della programmazione.
Faccio, infine, riferimento ai commi 4 e 5: mi chiedo che senso ha, se non quello di una logica propagandistica, stabilire in una finanziaria annuale, cioè quella del 1998, impegni per il futuro, in particolare addirittura per l'anno 2001? Ha una logica esclusivamente propagandistica, quella di poter dire a determinate categorie di soggetti, di imprenditori, che i soldi ci sono anche se non si sa quando arriveranno, né quando saranno disponibili. E' come la moltiplicazione dei pani e dei pesci che si è voluta operare della logica dei programmi integrati d'area, introducendo un sistema che è stato propagandato come di programmazione dal basso e che altro non sta rivelandosi in realtà se non quello di dover convogliare anche l'iniziativa privata nella logica del settore pubblico per controllare per intero tutto quello che succede nel territorio, evitando di lasciare anche il minimo di libertà imprenditoriale alla libera iniziativa privata.
Per questo motivo credo che non ci sia possibilità di trovare accoglimento da parte mia personale, ma credo anche del Gruppo di Forza Italia, a sostegno di quest'articolo che, ripeto, evidenzia chiaramente situazioni che non hanno niente a che vedere con la logica della libera imprenditorialità privata e del sostegno reale ai settori produttivi e alle imprese.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'articolo 33.
Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). A nome del Gruppo chiedo la votazione per parti, per parti intendo secondo la distinzione delle lettere, e votazione segreta.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Casu, delle lettere o dei commi?
CASU (F.I.). Delle lettere, perché ogni lettera stabilisce un travaso di fondi.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione a scrutinio segreto del primo e del secondo comma dell'articolo 33. Il primo comma viene diviso in tre parti. Votiamo dal numero 1 fino a "capitolo 09042/03". Se non dovesse passare questa prima parte, chiaramente decadrebbero anche le lettere a) e b). Chiaramente se venisse approvato il numero 1 che andiamo a votare fino a "capitolo 09042/03" e non venissero approvate né la lettera a) né la lettera b) decadrebbe anche il numero 1 che stiamo andando a votare.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del comma 1 dell'articolo 33 sino a "Cap.09042/03".
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 69
Votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 39
Contrari 30
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della lettera a) dell'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 39
Contrari 27
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della lettera b) dell'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 40
Contrari 26
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LADU - LA ROSA - LIORI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del comma 2 dell'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 38
Contrari 25
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del comma 3 dell'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 67
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 41
Contrari 26
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del comma 4 dell'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 38
Contrari 26
Nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del quinto comma dell'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 38
Contrari 24
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis per illustrare l'emendamento numero 174.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, molto brevemente, questo emendamento raccoglie quella che è una richiesta della amministrazione comunale di Nuoro e della sensibilità, debbo riconoscere, dimostrata sia dal sindaco che dall'assessore Nerina Doa che hanno sollecitato e portato alla attenzione della amministrazione regionale il problema legato alla possibilità di acquisire al patrimonio comunale la casa natale del poeta Sebastiano Satta. L'iniziativa spiega il sindaco di Nuoro, in una missiva che è stata inviata all'Assessore della programmazione in data 19 gennaio 1998, è legata alla finalità di realizzarvi una struttura museale inserita nel progetto più ampio di dar vita ad un percorso storico museale, memoria e simbolo della realtà culturale di Nuoro. Voglio anche ricordare ai colleghi che questo immobile è stato dichiarato, con decreto 6 marzo 1995, bene di interesse particolarmente importante ai sensi della legge 1° giugno 1939, numero 1089. Il valore stimato dal comune di Nuoro per l'acquisizione dell'immobile è pari a circa 900 milioni; io penso che sia una occasione seria per questa amministrazione regionale e soprattutto per l'intero Consiglio, una occasione da non perdere onde evitare che un bene di importanza, qual è quello della casa natale del poeta Sebastiano Satta, non vada in degrado e si possa perdere così una testimonianza che non è solo una testimonianza per la città di Nuoro ma per l'intera Sardegna. Accettare questo emendamento sta nella sensibilità della Giunta e dell'intero Consiglio, bocciarlo significherà qualunque cosa che poi ciascuno di noi ricollegherà ad un gesto di questa natura. Io chiedo ai colleghi che non venga mortificata una iniziativa della amministrazione comunale di Nuoro, chiedo che non venga mortificata una aspettativa che riveste la salvaguardia di un importante immobile quale quello in discussione e mi pare che sminuire la valenza, Assessore,
(Brusio in Aula)
Io credo che su questo si possa anche dissentire, ma non si possa sminuire la valenza e l'importanza attraverso emendamenti che sono rispettabilissimi ma che nulla hanno a che fare con la salvaguardia di un patrimonio, in questo caso di importanza monumentale, come decretato dallo stesso ministro per i beni culturali. Spero e confido nella sensibilità della Giunta e anche soprattutto aprendo e mettendo a disposizione questo emendamento per chiunque lo volesse sostenere. Debbo dire che ho trovato particolare sensibilità da parte dei consiglieri nuoresi che sono stati interpellati, il collega Cucca, il collega Falconi, la collega Dettori; non ho sentito il collega Marteddu e il collega Balia, che riconoscendo anche a loro una particolare sensibilità, per questi problemi. Potrei fare l'elenco di tutti gli altri per non escludere nessuno, il collega Aresu, il collega Cadoni, il collega Diana, il collega Ladu, ma non è un problema di targa di nuoresi, è un problema che penso sia di grande soddisfazione per tutta la Sardegna.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'emendamento numero 174. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Progr. S.F.D.). Signor Presidente, per dire che l'emendamento numero 174, proposto dall'onorevole Pittalis, certamente è un emendamento che viaggia per...
PRESIDENTE. Mi perdoni onorevole Balia, è una mia dimenticanza, il parere del relatore della Commissione.
SECCI (Popolari), relatore. Sull'emendamento numero 174. Signor Presidente, questo emendamento e quello successivo, anche se legato ad un altro articolo, come giustamente mi fanno notare gli illustri colleghi, mi sembra che possa essere, il giudizio della Commissione, raccolto in un solo intervento, per cui le preannunzio anche il parere per il prossimo emendamento e per il prossimo articolo. Io penso che le cose che sono contenute in questi due emendamenti richiamino certamente, per le comunità a cui fanno riferimento, il paese di Narcao nel Sulcis e soprattutto la città di Nuoro, capoluogo della provincia di Nuoro, ha problemi sicuramente rilevanti, anche se probabilmente andrebbero messi in ordine diverso di importanza, la casa natale di Sebastiano Satta e altro. Io penso, con molta modestia e umiltà, che provvedimenti di questo genere possano trovare accoglimento nell'ambito degli stanziamenti destinati per questi scopi nel bilancio, attraverso la normale e ordinaria programmazione dell'utilizzo delle risorse, ma mi sembra che sia necessario operare con legge, e soprattutto con legge finanziaria, e contribuire allo svilimento della legge finanziaria introducendo questo tipo di problemi. Per questa ragione, sia sul 174 che sul 175, così mi risparmio l'intervento, il parere della Commissione è di non accogliere.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ho visto ora questi due emendamenti, quindi ho qualche difficoltà. Per quanto riguarda l'emendamento numero 174 è addirittura probabile, e stiamo accertandolo in questi minuti, che ci sia un finanziamento sulla 402 già deliberato, quindi è proprio una questione che sto verificando in questi minuti. In ogni caso occorrerebbe comunque una disponibilità dei presentatori ad una rimodulazione, perché così come è non è accoglibile per ragioni finanziarie. Quindi io, se potessi, anche se mi rendo conto che è un po' il irrituale, Presidente, vorrei riprendere la parola non esprimendo adesso un parere compiuto dopo aver sentito la discussione e aver operato queste verifiche. 175, io non conosco la casa Curreli, vicino a piazza Veronica, nella frazione di Terraseu, sicuramente però...
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Intendo illustrarlo.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Certo, infatti, io volevo sollecitare l'illustrazione, perché adesso non ricordavo bene se, appunto, in piazza Veronica, nella frazione di Terraseu, oppure nell'abitato di Narcao, quindi attendevo che venisse chiarito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Progr. S.F.D.). Dicevo, signor Presidente, che lo spirito col quale l'onorevole Pittalis ha presentato l'emendamento numero 174 è uno spirito certamente positivo, così come la descrizione di tutto il percorso che ne è stato fatto. Si tratta di un edificio storico, appartenuto a persone illustri, il poeta Sebastiano Satta, sottoposto peraltro ai vincoli della legge 1089, per i quali il Comune di Nuoro, unitamente ad altri due edifici che si ritrovano più o meno nelle stesse condizioni e sempre in quella città capoluogo, aveva a suo tempo sollecitato un intervento della Regione sarda. Ecco, però al di là di questo fatto, mi riconfermava il collega onorevole Manchinu, che nell'approntamento, nella predisposizione del programma relativo alla legge 402, esattamente in quella parte di programma che comprende gli interventi per i centri storici, sono stati previsti 6 miliardi a favore del comune di Nuoro, con l'individuazione già della destinazione: 1 miliardo per quanto riguarda l'acquisizione della casa Satta, altri 2 miliardi per acquisizioni di altre case di illustri cittadini o di valore architettonico, e questa cifra è stata poi raddoppiata di altri 3 miliardi per prevedere gli eventuali impegni necessari alla ristrutturazione e al mantenimento in buone condizioni di quelle strutture. Quindi è apprezzabile l'emendamento; evidentemente se così è però l'emendamento è da ritirare e si chiede piuttosto, al Presidente della Giunta regionale, all'onorevole Scano che è presente e all'Assessore non presente in questa sede, ma sicuramente presente come impegno politico, onorevole Luigi Cogodi, che quegli impegni allora assunti, restino in ogni caso come destinazione per gli scopi che sono stati prima richiamati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piras. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Brevemente, per dire che sono d'accordo per quanto riguarda tutti e due gli emendamenti..
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Piras, il 175 deve essere discusso con l'articolo successivo.
PIRAS (Popolari). Ma siccome ho sentito il Presidente della Commissione bilancio che ha spiegato tutti e due gli emendamenti, e che poi ha detto che nel bilancio non potevano essere messe queste poste, cioè così proprio indirizzate direttamente, io vorrei ricordare, ma soprattutto al Presidente della Commissione bilancio, che ci sono stati articoli, in questa finanziaria, che erano mirati direttamente a singole cose, e che invece potevano essere benissimo messi nelle cose generali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Se l'Assessore conferma, non ho motivo di dubitare quanto ha detto il collega Balia, ma se conferma questa circostanza, si ritira senz'altro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ora, con certezza, non sono in grado di confermare la presenza nella 402, tuttavia è evidente che si tratta di una finalità estremamente importante, che mi sembra di capire trova anche una larga sensibilità nel Consiglio. Quindi tenendo presente che c'è la 402 in parte da programmare, c'è la legge sui centri storici, la Giunta si impegna a tenere molto presente questa finalità. Quindi chiederei di ritirarlo sulla base di una... Sì naturalmente anche per quanto riguarda il 175.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 174 si intende ritirato, onorevole Pittalis?
PITTALIS (F.I.). Dopo queste assicurazione senz'altro, perché sarebbe inutile prevedere ulteriori somme, se sono già previste in questo intervento di carattere generale.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 34.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 34
Copertura finanziaria
1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge trovano copertura nelle previsioni d'entrata del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1998-1999-2000 ed in quelle dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. L'emendamento è aggiuntivo, un attimo onorevole Tunis. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo 34. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Per illustrare l'emendamento numero 175 ha facoltà di parlare il consigliere Gianfranco Tunis.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Grazie, signor Presidente, cari colleghi, apparentemente l'emendamento numero 175 potrebbe essere ritenuto un emendamento che identifica in modo localistico un'opera, mentre in effetti questa è un'opera di particolare interesse e pregio che ricade nell'ambito del comune di Narcao. L'amministrazione comunale di Narcao, infatti, già da tempo, da diversi anni si è interessata per ottenere l'acquisizione di casa Curreli, che è una casa antichissima di particolare pregio e interesse, che sarebbe un'opera magnifica se potesse arricchire piazza Veronica appunto nella frazione di Terraseo. Vedo che qualche collega probabilmente sentendo parlare di Piazza Veronica potrebbe pensare chissà che cosa, però Donna Veronica, voglio ricordare ai colleghi, era una degnissima nobildonna del Sulcis, e quindi quella cittadina di Terraseo, dove ogni anno tornano centinaia e centinaia di emigrati, sono stati sempre interessati all'acquisizione al patrimonio comunale di questa casa e anche dell'area cortilizia, che permetterebbe appunto di ampliare piazza Veronica. Io mi rendo conto in questo momento di particolare difficoltà per le risorse finanziarie della nostra Regione che probabilmente ci saranno delle difficoltà, però io voglio far sì che questo sacrificio eventualmente possa essere fatto e far sì che la Giunta tenga conto anche del disagio in cui si vengono a trovare soprattutto i piccoli comuni. E quindi, poiché avverto da parte della Giunta una grande sensibilità verso queste situazioni, mi rimetto eventualmente alle decisioni che la Giunta vorrà al riguardo adottare.
PRESIDENTE. Il parere del relatore è stato già espresso. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'è nel bilancio, onorevole Tunis, un capitolo - lo 04110 - che ha come finalità l'acquisizione di immobili di particolare valore storico e architettonico, che ha una dotazione di 20 miliardi. L'assessore competente farà un programma secondo le procedure vigenti sulla base della proposta dell'Assessore la giunta valuterà le priorità e le compatibilità. Per intanto io credo che la segnalazione di casa Curreli abbia comunque risposto a una finalità positiva, adesso tutti conosciamo casa Curreli, nonché piazza Veronica, per cui sicuramente, appena finita la sessione di bilancio, metteremo nei nostri itinerari… ma a parte le battute il capitolo 04010 (?) consente interventi di questo genere, poi si tratterà di fare il programma e di vedere se potrà trovare collocazione o no, ma questo non possiamo decidere sicuramente in questa sede. Io comunque ringrazio il collega per la disponibilità dimostrata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Brevemente, per dire che ringrazio l'Assessore per questa disponibilità. Mi pare che il capitolo citato sia in capo all'Assessorato degli enti locali, quindi io ritengo che sicuramente quest'opera possa essere finanziata e trovare accoglimento in quel capitolo in quanto, e me ne duole, oggi non è presente l'Assessore Cogodi, che conosce in modo particolare il problema ed è stato anche sensibilizzato in questo. Quindi io ritiro l'emendamento perché ho molta fiducia soprattutto in queste promesse. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.) Sull'ordine dei lavori, perché sono firmatario dell'emendamento, se me lo consente voglio esprimere anch'io un'opinione.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, la verità è che essendo io firmatario dell'emendamento che testé è stato ritirato dal collega che mi ha preceduto, mio fratello, se io lasciassi che la discussione fosse circoscritta tutta all'interno dell'Ulivo in cui io mi ritrovo firmatario, insieme al collega Locci, dell'emendamento stesso, io sto lasciando la possibilità che tutto sia discusso, trattato e giudicato a questo interno. E io non me la sento, perché una volta che mi sono esposto in una firma… la verità è che io intendo esporre il mio pensiero, io capisco che mio fratello sia stato condizionato dalla maggioranza a voler ritirare questo emendamento, però siccome io riconosco che l'opera è meritoria e nobile, in quanto questa frazione manca di una vera e propria piazza, e poiché l'amministrazione si è dedicata troppo spesso al cemento, mentre è necessario che il comune possa avere un po' di verde, io non posso accettare questo giudizio perché diventa unilaterale, e cioè che uno una volta che ha firmato possa dire "lo ritiro". Io riconosco di essere vicino a questa iniziativa, la comprendo e poiché posso aver ragione di ritenere che mio fratello abbia voluto ritiralo per questione di rispetto all'interno di una maggioranza, io lo faccio proprio e desidero che venga giudicato e portato…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Scusate, per favore, diversamente sospendiamo la seduta. Finisca l'intervento onorevole Tunis.
TUNIS MARCO (F.I.). …sono firmatario, rientra nelle competenze, nelle norme del Regolamento, io faccio proprio per intero questo emendamento e intendo portarlo all'attenzione dell'Assemblea.
PRESIDENTE. L'onorevole Tunis ha fatto suo l'emendamento numero 175. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io non vorrei però che l'acquisizione della Casa Curreli e l'adiacente area cortilizia serva per l'ampliamento della Piazza Veronica e che quindi una volta acquisita la Casa Curreli questa non si debba demolire per fare la piazza.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). E' un ampliamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Colleghi, signor Presidente, io non conosco bene i termini attraverso i quali il Presidente possa o no redarguire o censurare il Consiglio, però credo che sia arrivato il momento di dire basta, io mi permetto di richiamare tutti alla responsabilità delle loro funzioni e di ciò che essi rappresentano qui dentro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, noto che l'emendamento è proposto all'articolo 34 con cui non ha nessuna connessione, siccome siamo alla fine della finanziaria, è vero che si possono presentare emendamenti fin quando non è votato l'articolo, ma mi sembra che se diamo un'interpretazione che possono essere agganciati all'articolo 34 e 35 emendamenti che non hanno nessuna attinenza, qua la discussione sulla finanziaria non ha mai fine perché è sempre possibile presentare emendamenti su qualunque materia, per cui considerato che siamo agli articoli finali richiamo la Presidenza ad ammettere emendamenti che attengono esclusivamente e strettamente a questi articoli finali, non consentendo che si riaprano discussioni su materie già affrontate o si introducano materie completamente nuove.
PRESIDENTE. Onorevole Bonesu, il fatto che questi emendamenti siano aggiuntivi il Presidente non entra nel merito perché come prassi sono stati sempre accettati.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Sull'ordine dei lavori e più precisamente su questo emendamento stesso cioè io ho cercato, spinto probabilmente dall'amore verso la propria terra, la propria città, di portare avanti questo emendamento ma mi sono accorto sulla scorta anche delle osservazioni dei colleghi che poteva dare origine a qualche discussione di troppo e intendo anche io ritirare l'emendamento.
Si dia lettura dell'articolo 35.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 35
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, io non vorrei aver sbagliato ma abbiamo tralasciato prima di approvare l'ultimo articolo 35 che c'è ancora l'articolo 24 e l'emendamento aggiuntivo da trattare, per questioni procedurali ritenete che si debba fare direttamente l'ultimo articolo o si debba tornare al 24 con l'emendamento? Una risposta sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. E' pertinente, ci sono due articoli e due emendamenti ancora da discutere e da trattare, torneremo indietro appena votato l'articolo 35.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 35, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
C'è una richiesta dell'assessore Scano per la discussione dell'emendamento numero 171 all'articolo 30. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per un'esigenza diciamo di carattere politico connessa all'evidente contenuto politico di questo emendamento, la Giunta chiede una brevissima sospensione, non più di dieci minuti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Considerato che si dovrebbe sospendere chiedo che venga trattato l'emendamento numero 172.
PRESIDENTE. Onorevole Bonesu, concediamo prima la sospensione, diciamo che riprendiamo la seduta alle ore 19.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 42, viene ripresa alle ore 19 e 28. )
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, prego i colleghi di prendere posto. Eravamo rimasti alla illustrazione dell'emendamento numero 171, sostituito dall'emendamento 176, ora pervenuto, del quale prego un Segretario di dare lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 176.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, l'emendamento 176, che sostituisce il 171, io debbo darlo per illustrato in quanto, in realtà, contiene solo qualche miglioramento di carattere tecnico e qualche specificazione in più rispetto all'emendamento 171.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Conforme al parere sul 171 e cioè si rimette alla Giunta.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul 171 che è stato ora sostituito dal 176 la Giunta ha già fatto una dichiarazione in aula che io ritengo di dover confermare, nel senso che abbiamo espresso grande attenzione e anche grande apprezzamento per lo spirito che anima questo emendamento. Troviamo per altro che esso sia in sintonia con dichiarazioni già fatte dalla Giunta medesima, anche all'apertura del dibattito, a proposito del carattere interlocutorio della manovra e a proposito degli intendimenti manifestati dalla Giunta regionale a proposito dell'assestamento e del documento di programmazione economica e finanziaria. Riteniamo di poter concorrere ad un affinamento della formulazione attraverso alcune proposte anche orali, se ci viene consentito, di modifica dell'emendamento, ma riteniamo che questo sia più congruo farlo al termine della discussione immagino breve che ci sarà su questo punto. Quindi al termine della discussione noi, anche in esito alla discussione e ai punti di sostanza emersi dalla discussione medesima, pensiamo di poter concorrere con una proposta modificativa in alcuni punti più di formulazione, anzi sicuramente di formulazione e non di sostanza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, io ho ascoltato con molta attenzione tanto l'illustrazione dell'emendamento 176 da parte del collega Masala, quanto la replica da parte della Giunta. Tuttavia mi sembra che sia difficilmente accoglibile il concetto secondo il quale prima si deve svolgere il dibattito e la discussione, quindi in esito a quanto emerge dal dibattito presentare eventualmente emendamenti orali per affinare e migliorare la proposta. Io capisco lo spirito costruttivo di questo intervento della Giunta, però mi sembra di poter dire che nel momento in cui gli emendamenti anche orali che modificano e affinano potrebbero avere necessità di un ulteriore dibattito e un ulteriore intervento., quindi forse sarebbe più lecito, più normale e più ortodosso, procedere ad una discussione su un testo di emendamento che poi deve essere oggetto delle valutazioni di ciascuno di noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nessuna difficoltà a proporre, in un quadro di profondo apprezzamento, alcune proposte modificative. La prima dopo le parole: la Giunta regionale col disegno di legge di assestamento del bilancio '98 destina (un inciso) in conformità alle linee emerse dal dibattito consiliare ai rilievi e agli indirizzi espressi dalla Giunta e ulteriori stanziamenti, dopo ulteriori stanziamenti un inciso "nel quadro delle compatibilità finanziarie". Infine la parte dispositiva, l'elencazione dei settori e dei comparti produttivi potrebbe essere espressa in questo modo: a sostegno dei settori indicati: a) agricoltura, misure di sostegno e miglioramento fondiario; b) artigianato, incentivi per l'incremento dell'occupazione; c) industria, incentivi al sistema delle imprese e all'incremento delle esportazioni; d) turismo, sostegno alle imprese turistiche; e) commercio, consorzi fidi e concorzi in conto interessi; f) pesca, investimenti per lo sviluppo delle attività pescherecce.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevoli colleghi, con piacere, non con rammarico, possiamo leggere un emendamento che ha una valenza politica, potrebbe essere definito anche un protocollo d'intesa, tuttavia non vorrei che questo potesse rappresentare, signor Presidente, lo sforzo massimo che questa Giunta può produrre al momento dell'assestamento. Io richiamo appunto che a quel momento molti consiglieri e molte formazioni politiche guardano con interesse, giacché questa manovra è stata definita una manovra di transizione, una manovra, non voglio usare termini ridottivi, ma comunque una manovra non di ampio respiro, per cui effettivamente la preoccupazione che gradirei venisse in qualche misura alleviata è quella che riguarda il fatto che dentro la finanziaria 1998 entra un articolo che fa un elenco di problemi che in Sardegna si dibattono a diverso livello. Per cui questo compiacimento non vorrei che diventasse una preoccupazione, un'ulteriore preoccupazione di andare a trovare poi, all'interno dell'assestamento, altre blindature. Signor Presidente e signor Assessore ci aspettiamo molto, ci aspettiamo molto e i sardi si aspettano molto, si aspettano veramente un grande lavoro soprattutto quando dalla manovra finanziaria di assestamento si devono dare risposte importanti. Dovremmo dare un indirizzo, probabilmente. Io già mi sono attardato nel dire che vedo negli investimenti del mondo rurale un indirizzo prioritario. Per cui effettivamente mi auguro che nell'equilibrio e nella risposta che aspettiamo e che attendiamo con ansia, spero che l'emendamento che adesso andremo a votare non rappresenti una camicia di forza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Per richiamare l'attenzione dell'Aula. Sull'ordine dei lavori, Presidente, siccome la formulazione dell'emendamento orale che corregge il 176, fornitami dall'assessore Scano è abbastanza complessa, chiediamo, se è possibile, avere copia dell'emendamento, in maniera tale di poterlo valutare con attenzione avendolo di fronte agli occhi.
PRESIDENTE. Stanno provvedendo alla stampa, proseguiamo con la discussione.
LIPPI (F.I.).Presidente proprio in relazione alla discussione però, perché ci sono alcuni passaggi e alcuni accorgimenti, probabilmente anche di natura politica, che sono stati sottoposti all'Assemblea e ai proponenti dell'emendamento da parte dell'onorevole Scano che sono meritevoli di un approfondimento anche per i colleghi che intendono intervenire a questo proposito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Per dire che concordo con l'osservazione dell'onorevole Lippi e sarebbe opportuno che venissimo forniti di un documento ogni consigliere per le valutazioni politiche, anche delicate, che ne dovranno conseguire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Ricordo che abbiamo in sospeso l'emendamento numero 172. Mentre facciamo le fotocopie si potrebbe andare avanti su questo.
PRESIDENTE. Io mi rimetto all'Aula, però la Giunta aveva chiesto prioritariamente di esaminare l'emendamento numero 171 per questioni politiche. Se nulla osta alla Giunta passiamo all'emendamento numero 172. All'emendamento numero 172 è stato presentato l'emendamento numero 173. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, ho notato quando è stato illustrato l'emendamento numero 172 le preoccupazioni da parte dello stesso Assessore…
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nessuna preoccupazione!
PITTALIS (F.I.). …ma anche dell'onorevole Secci, o forse dell'onorevole Secci soltanto, non ricordo ora esattamente, forse mi sbaglio anche citando il collega Secci, ma qualcuno in quest'aula si è posto il problema dei disoccupati. Finalmente, almeno in questa occasione qualcuno ne parla, e ha una grande ragione il collega Secci a parlare dei disoccupati, i quali penso aspirino a un posto di lavoro stabile e non certo a poltrone assessoriali, precarie come sono le poltrone assessoriali e precario com'è il lavoro che oggi purtroppo viene dalla programmazione regionale. E ritengo che i disoccupati, se vengono citati in quest'aula, per il rispetto che tutti noi dobbiamo portare, debbano essere citati a proposito. Però, proprio venendo incontro a una sollecitazione, al fine di non creare, rispetto al principio costituzionale di eguaglianza, disparità rispetto a chi ricopre la carica di consigliere e chi non la ricopre, e trovandosi senza mezzi di sussistenza, o comunque senza mezzi adeguati per il proprio sostentamento, questo emendamento va nella direzione indicata dal collega Secci, e cioè prevedere che chi non è titolare di redditi possa per lo meno avere un rimborso delle spese in somma che è quantificata in lire cinque milione. Mi pare che così si ristabilisce un principio e di equità sostanziale e anche in ossequio al principio di cui all'articolo 36 della nostra Carta fondamentale. Mi pare di aver così concluso la breve illustrazione dell'emendamento, ma cogliendo l'importanza e il significato dell'intervento del collega Secci spero che in questo modo possa aver eliminato ogni sua preoccupazione per la categoria che egli prima richiamava.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI(Popolari), relatore. Signor Presidente, sono certo che il collega Pittalis abbia interpretato in modo corretto le parole che io ho espresso in relazione all'emendamento numero 172 e sono altrettanto convinto che il collega Pittalis abbia voluto in questa fase utilizzare le mie parole in modo differente e in modo cosciente. Sono altrettanto convinto che il collega Pittalis condivida con me che la condizione di disoccupati, le ragioni dei disoccupati e la serietà della disoccupazione sono perfettamente a conoscenza mia e di tante persone che mi sono molto più vicine di quanto il collega Pittalis non possa immaginare. E, allora, collega Pittalis, quando si riferisce a me la prego di tenere conto che io ritengo di sedere in quest'aula in modo onorevole e degno quanto lei, ovviamente, e quanto tutti gli altri colleghi che ci sono, e che mi sono permesso in quest'aula soltanto in un momento di esprimermi con una battuta rivolta al collega Bonesu, e che le ricordo per semplicità e ricordo a tutti per semplicità per capire lo spirito della provocazione. Dicevo al collega Bonesu in caso di disoccupati come era possibile quantificare l'aumento del 10 per cento. Questo era il senso del richiamo ai disoccupati, collega Pittalis. Al collega Bonesu invece era il richiamo che i paradossi e le estremizzazioni all'interno di quest'aula potevano avere da parte mia, e non sto impegnando in questo nessun altro, soltanto l'ironia, perché altrimenti occorrerebbe stabilire con un dibattito, questo sì serio, chi si guadagna e chi si merita i soldi che gli vengono corrisposti, siano essi assessori o che all'interno del consiglio regionale ricoprano altri ruoli. Per questa ragione, così come per il 172, signor Presidente, il mio parere è di non accoglierlo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta, come ho già preannunciato, naturalmente si rimette all'Aula. Voglio solo aggiungere, per rassicurare il collega Pittalis, che lo fa senza alcuna preoccupazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.
ZUCCA (Progr. Fed.). Io ero convinto, fino all'intervento dell'onorevole Bonesu, che a parità di funzione corrispondesse una parità di incentivazione economica, pecuniaria. E cioè che quando due consiglieri o assessori che siano svolgano la stessa funzione abbiano diritto alla stessa retribuzione. Invece, mi pare che il collega Bonesu, forse in sintonia con le ultime proposizioni del ministro Berlinguer, che vuole far tornare giustamente la cultura classica, greca e latina, nelle scuole, sia tornato all'antica riforma di Solone, e cioè la riforma censitaria. Solone aveva diviso in classi e censi pentacosiomedimni, zeugiti, cavalieri e teti, a seconda del reddito. Pentacosiomedimni erano coloro che avevano certi diritti di voto in quanto producevano 500 medimni di grano, gli zeugiti erano in grado di allevare un giogo di buoi, i cavalieri un cavallo e i teti erano l'ultima ruota del carro. Allora, stando al ragionamento dell'onorevole Bonesu la retribuzione legata agli ultimi tre anni di attività fa tornare in auge la riforma censitaria di tipo soloniano. Io, invece, che amo la cultura classica, però, come diceva Benedetto Croce, non possiamo non sentirci tutti cristiani, diceva San Paolo: chi lavora per l'altare viva dell'altare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). signor Presidente, onorevoli colleghi, in questa discussione credo che si siano affacciate idee piuttosto strane e credo che le affermazioni paradossali meritino ironia, come quella che si possa nominare assessore tecnico un disoccupato, perché io ho sempre saputo che la giunta non è un ufficio di collocamento, ameno che non si voglia dimostrare il contrario, che sia un ufficio di collocamento, in particolare per politici trombati. Ma credo che il discorso che ha fatto l'assessore Scano intervenendo all'inizio sul 172 sia abbastanza contraddittorio con altre affermazioni dello stesso onorevole Scano, perché afferma che ci sarebbe una violazione del principio di uguaglianza, perché assessori che espletano le stesse funzioni avrebbero una retribuzione diversa. Ma l'onorevole Scano ha più volte fatto rimarcare che addirittura ci sarebbe un'incompatibilità tra assessore e consigliere, quindi le funzioni sono diverse, ma secondo l'assessore Scano addirittura incompatibili e la dimostrazione l'abbiamo anche in questi giorni in cui qualche assessore tecnico ha ritenuto di non presenziare alla faticosa sessione del Consiglio, per cui è chiaro che l'uguaglianza va data per situazioni uguali ma non per situazioni diverse perché gli assessori tecnici non hanno gli obblighi dei consiglieri e con l'attuale sistema invece hanno addirittura dei vantaggi indebiti in quanto gli viene rimborsata la segreteria e la rappresentanza per il rapporto che hanno con gli elettori pur non essendo eletti quindi la situazione è completamente diversa. D'altra parte credo che l'emendamento Pittalis risolva anche i problemi dei disoccupati se vi sono e io credo di far presente al Consiglio che l'emendamento nulla modifica sul rimborso spese che tutti gli assessori hanno comunque per stare a Cagliari che è diviso tra l'altro tra gli assessori che stanno a Cagliari e gli assessori foranei a differenza di quello che avviene per i consiglieri; quindi resta comunque agli assessori anche tecnici questo privilegio nei confronti dei poveri mortali consiglieri che sono stati definiti anche nullafacenti e che non si meritano quello che prendono, le ultime dichiarazioni dell'onorevole Secci mi sembrano abbastanza gravi e credo che se sono rivolte al sottoscritto, il sottoscritto ritiene di lavorare come consigliere, non...
SECCI (Popolari). Lei sa quanto l'apprezzo.
BONESU (P.S.d'Az.). Cioè certe affermazioni, prima di farle nei confronti dei colleghi, insomma. Per cui io ritengo che l'emendamento numero 172 integrato se del caso dall'emendamento numero 173 soddisfi tutti i principi di equità e renda giustizia impedendo che compensi che non competono, rimborsi che non competono, vada a chi non sopporta determinate spese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Io voglio intervenire, signor Presidente, in questo dibattito per sottolineare almeno un aspetto, che nel dispositivo proposto dall'emendamento numero 172 c'è almeno qualcosa che sicuramente non va nel senso dell'equità, perché quando si propone di non calcolare nella media del reddito la libera professione e il lavoro dipendente con esclusione dei redditi derivanti da pensioni, vitalizi, eccetera, certamente può porsi il caso di una situazione di un soggetto in pensione che abbia avuto quello come reddito negli anni precedenti indicati dall'emendamento e che si troverebbe praticamente ad avere i suoi emolumenti commisurati a lire "zero", questo lo voglio portare solo come una riflessione, nel senso che è certamente una materia che richiede forse degli aggiustamenti, ma devono essere degli aggiustamenti meditati mi pare dai proponenti di questa Assemblea con maggiore ponderatezza e non introdotti nel corso di una discussione già pesante di per sé quale può essere la finanziaria, perché si rischierebbe, nel tentativo di raggiungere una equità perfetta, di creare delle altre diseguaglianze che non sarebbero certamente corrette.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuliano Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (F.D.S.- Progr.Sard.). Intervengo anche con un certo imbarazzo perché considero questa discussione un po' il fondo del dibattito che c'è stato sulla finanziaria e che non è stato mediamente molto esaltante. Al di là delle motivazioni esplicite, io sono del parere che, sia l'emendamento principale che la proposta di variante, siano in qualche modo da ascrivere all'interno di una campagna antipolitica, antiistituzionale e di stampo abbastanza qualunquistico, per quanto mi riguarda, nel considerare il rapporto tra i cittadini e la cosa pubblica e l'impegno istituzionale. Sono anche del parere che non esiste, a mio avviso, la possibilità di prevedere i singolari meccanismi di retribuzione di questo genere che tra l'altro creerebbero una strana dissonanza tra quanto avviene nella Giunta regionale e quanto avviene nelle amministrazioni locali e quanto avviene nelle sedi in cui si tratta di questo, penso che sia tutto sommato anche contro l'ordinamento giuridico generale. L'unica possibilità che mi pare abbia un senso all'interno di questo ragionamento è quello di escludere, dall'attuale sistema di corresponsione di un'indennità di carica assessorile, la possibilità di cumulo con vitalizi già percepiti da parte dell'istituto regionale per precedente attività consiliare, in questo caso mi pare una qualche ratio potrebbe esserci a un intervento su questa materia. Per quanto riguarda il resto ritengo di non condividere e ritengo anche di non dovere argomentare, poi rispetto ai diversi trattamenti tra i cosiddetti disoccupati o persone a basso reddito comunque e illustri professionisti che hanno tantissimo reddito e che abbiamo avuto occasione di vedere impegnati nelle varie Camere nazionali oltre che alla Regione dare uno spettacolo di sé, un contributo alla cosa pubblica davvero non proporzionato ai redditi della loro professione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serrenti. Ne ha facoltà.
SERRENTI (P.S.d'Az.). Presidente, francamente non capisco perché si voglia demonizzare un emendamento che le assicuro non ha nessuno scopo terroristico, né tanto meno quello di creare problemi alla Giunta o alla maggioranza. Si pone un problema che è molto serio ed è un problema di equità, quando un consigliere regionale viene eletto e ricordo che spesso per partecipare alle elezioni, c'è anche un impegno che ne consegue anche di natura economica e finanziaria, l'indennità che ne consegue viene proprio dal fatto che è eletto, eletto dai cittadini. L'elezione presuppone una serie di impegni che sono il rapporto con gli elettori, che sono una certa attività che uno deve fare nel suo collegio per mantenere il rapporto con gli elettori e naturalmente tutta una serie di altre questioni. Quando un consigliere regionale va a fare l'assessore, a questo si aggiunge un'indennità modesta, secondo me, che è la remunerazione per fare l'assessore. Un'indennità a parte. Per cui avviene che il consigliere regionale che fa anche l'assessore riceve due indennità, una che è quella del consigliere regionale che gli compete perché è eletto, ripeto, l'altra che è quella modesta che però gli compete perché svolge l'attività di assessore che, come sappiamo, è un'attività impegnativa e costosa per la quale peraltro l'amministrazione mette a disposizione mezzi. Voglio ricordare che c'è per esempio un capitolo nel quale sono allocate delle somme per le spese di rappresentanza e tutta una serie di altri aiuti, la segreteria, il telefono, che i consiglieri regionali non hanno.
Presidenza del Presidente SELIS
Allora a me pare che quando si valuta la parità di funzioni, noi stiamo parlando del ruolo di assessore a prescindere dal fatto che uno sia consigliere regionale o svolga un'altra attività e per fare questo l'indennità che percepisce è esattamente la stessa, non si vuole togliere a nessuno la possibilità di essere considerato alla stregua di lavoratori che fanno la stessa attività e che pertanto sono pagati allo stesso modo. Attenzione, perché si potrebbe verificare proprio nel caso sollevato da Aniello Macciotta ma puntualizzato dal collega Murgia che colleghi che io conosco che hanno svolto una carriera politica lunga e faticosa, che sono stati senatori, che sono stati deputati, sono stati eurodeputati, sono stati consiglieri regionali, e per ogni passaggio percepiscono un vitalizio, se chiamati a fare l'assessore nella fattispecie prenderebbero tutti i vitalizi e, in più, l'indennità di consigliere regionale e anche quella di assessore. A me pare una cosa assolutamente sproporzionata e ingiusta. Nessuno vuole mettere chi lavora nella condizione di non poter esercitare il suo lavoro; tant'è mi pare in modo molto opportuno, precisando forse una cosa non sufficientemente chiara, l'emendamento 176 stabilisce che a un tecnico che svolge la funzione di assessore viene dato un minimo di cinque milioni naturalmente tenendo conto che se uno faceva l'avvocato, o faceva l'ingegnere, o faceva altro può dimostrare che guadagnava di più, non c'è un problema di censo, e naturalmente può chiedere al Consiglio regionale, alla Giunta regionale che gli venga considerato il fatto che nella professione guadagnava di più e lui non può servire la Sardegna perdendo parte del denaro che avrebbe guadagnato con la sua professione. A me pare quindi un emendamento estremamente giusto, corretto, che riporta a giustizia una situazione nella quale giustizia non c'è evidentemente. E ripeto non c'è nessun intento terroristico, né di scardinare equilibri all'interno della maggioranza, per carità, ma porre un problema. Qualcuno dirà "ma tu sei stato assessore, come mai non hai posto questo problema prima", per me non avrebbe cambiato assolutamente nulla; e devo dire che io questo problema l'avevo posto quando ero in Giunta, l'avevo posto quando ero capogruppo, perché già da allora ritenevo che fosse assolutamente ingiusto. Peraltro questo problema non si è mai voluto affrontare perché c'è sempre la preoccupazione che ogni argomento quando è delicato, quando è importante come questo possa modificare o attentare a equilibri che non si sa poi né per quale ragione, né quali siano gli equilibri ai quali si vuole attentare. Allora io credo che il Consiglio fa bene, sono convinto che lo farà, a esaminare, a prendere in considerazione e a discutere l'argomento con la serenità del caso, tranquillizzando la maggioranza e la Giunta che non c'è nessuna attività attentatoria in questo, c'è ripeto solo la volontà di riportare giustizia dove non c'è giustizia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, non avevo assolutamente intenzione di intervenire sugli emendamenti 172 e 173; perché sono stati tra l'altro sufficientemente spiegati e analizzati dal collega Bonesu, dal collega Serrenti e dal collega Pittalis. Intervengo per quanto riguarda l'atteggiamento assunto dal collega, onorevole Murgia. Può non condividere l'emendamento, nessuno lo costringe a condividerlo, se non lo condivide ha lo strumento del voto contrario, ma non ha il diritto di definire qualunquistico quello che esce dalla voce degli altri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.D.S.-Progr. Sard.). Signor Presidente, io sono tra quelli che relativamente all'argomento indennità consiliari e assessoriali, con tutti gli annessi e connessi, ritiene che si debba aprire un dibattito molto serio, molto approfondito, e con i tempi, nei modi, nelle forme e nelle occasioni necessarie. Abbiamo assistito in più occasioni ad articoli della stampa attraverso i quali il consigliere regionale era sottoposto ad una specie di esame, passato alla lente di ingrandimento soprattutto in relazione alle indennità che percepisce e a una serie di benefit, non sveliamo alcun segreto, che appartengono alla categoria dei consiglieri regionali. E se noi dovessimo raffrontare quelli che sono i compensi che per questo incarico vengono garantiti con compensi di altre categorie di lavoratori bisogna riconoscere ed ammettere che sicuramente ci sono forti, importanti sperequazioni. Ciò nonostante, signor Presidente, io credo che la materia in oggetto meriti un dibattito approfondito che non può certamente appartenere a regole, ad articoli inseriti in maniera non so quanto seria e quanto provocatoria, non so quanto opportuna e quanto legittima all'interno di quella che è la legge finanziaria. Io invito il Consiglio regionale, le commissioni competenti a dibattere, a discutere su questo argomento e sull'argomento indennità dei consiglieri regionali in occasioni che siano occasioni ricercate, occasioni studiate, occasioni destinate a quell'argomento e non in maniera episodica e sporadica. Ecco perché, onorevole Casu, non si deve meravigliare se qualcuno all'interno del Consiglio regionale in maniera, mi creda, altrettanto corretta interpreta come una specie, tra virgolette, di attentato i due emendamenti che sono stati proposti. Io voglio ricordare per altro, ed entro nel merito della problematica, che chi svolge il ruolo di consigliere regionale così come chi svolge il ruolo di assessore ha due forme per svolgerlo. Quello di essere presente in maniera episodica, quello di svolgere il proprio compito in forma occasionale e destinando invece la maggior parte del proprio tempo ad altri compiti, ad altre attività che sono certamente in alcuni casi notevolmente più redditizie di quanto non possa risultare il ruolo di assessore o di consigliere regionale. E di professioni certamente più redditizie ne conosciamo, e vi sono all'interno di quest'aula in maniera assolutamente certa persone che le svolgono e che pure, presi dalla passione politica, preferiscono il lavoro dell'aula rispetto all'altra attività. Non si può essere assessori a tempo parziale, si è assessori e consiglieri regionali a tempo pieno dispiegando in questa attività tutto il proprio impegno, la propria cultura, il proprio sapere, le proprie capacità e le esigenze di aggiornamento e di confronto che da ciò evidentemente derivano. Io voglio ricordare che l'assessore regionale, indipendentemente dal fatto che svolga o meno anche il ruolo di consigliere, deve essere presente ogni qualvolta viene chiamato, ma anche nelle occasioni in cui lo ritiene opportuno, a tutti i lavori delle commissioni competenti, così come deve garantire la propria presenza all'interno di quest'aula. Per cui mi pare che si creerebbe una discrepanza, un comportamento disarmonico, una forte discrasia tra l'assessore consigliere e l'assessore non consigliere. Io non so quanto sia giusto, ma credo che meriti anche un approfondimento di natura costituzionale perché persone che svolgono lo stesso ruolo e gli stessi compiti si troverebbero ad essere assoggettati a trattamenti economici assolutamente differenziati le une dalle altre. Ecco, anche per questo motivo, signor Presidente, io credo che i due emendamenti presentati in questa forma, in maniera affrettata, senza le necessarie riflessioni, senza il vaglio e l'attenzione che la competente Commissione potrebbe invece dedicargli, inquadrandolo in un progetto di riforma più generale, anche relativamente agli altri compensi, io credo che risulterebbero ingiusti e certamente dannosi, per cui l'invito che rivolgo ai presentatori è perché ritirino gli emendamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, soltanto due brevi considerazioni. Io mi rendo conto che un argomento di questo tipo probabilmente, per come è stato presentato, che tra l'altro non penso che debba essere oggetto di finanziaria, possa necessitare di opportuni approfondimenti nel merito, rispetto a tutta la materia. Per cui non escludo la necessità, forse anche la necessità che la Commissione competente si attrezzi, discuta e ragioni sul senso degli emendamenti stessi che sono stati presentati. Peraltro i consiglieri che l'hanno presentato hanno tutti gli strumenti per ripresentare detta problematica nelle sedi opportune. Però ho chiesto di intervenire soltanto per due brevi considerazioni. La prima, come già dicevo, mi sembra che l'argomento proposto non sia di stretta competenza della finanziaria che, peraltro, così come è formulato, palesa un vizio di costituzionalità, nel senso che crea una palese disparità di trattamento per persone che svolgono lo stesso lavoro e gli stessi compiti. Per cui non so se questo fatto può rischiare lo stesso rinvio della finanziaria da parte del Governo. Peraltro, proprio per questa ragione si appalesa chiaramente un trattamento economico diverso per persone che svolgono le stesse mansioni, ritengo che il provvedimento, così come è stato formulato, profondamente ingiusto. Per cui chiedo ai presentatori di ritirare sia l'emendamento numero 172, sia l'emendamento numero 173.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Vorrei intanto dire che parlando degli incarichi che spettano ai consiglieri di questa Giunta sarebbe più proprio parlare di funzioni e non di mansioni, ma comunque abbiamo capito esattamente a che cosa voleva riferirsi il collega Vassallo. Sorprende purtroppo che questa legge finanziaria, così ben disciplinata dall'articolo 13 della legge numero 11 dell'83, a seconda delle circostanze debba essere una legge stringata che contiene solo ed esclusivamente i provvedimenti che nell'articolo 13 sono indicati, e talaltra volta, quando non conviene, invece diventa una legge omnibus dove tutto si mette e dove tutto può essere contenuto. Ci siamo già dimenticati, cari colleghi, non dico delle battaglie ma delle discussioni che non più lontano di un anno fa sono state fatte proprio in relazione al fatto che la legge finanziaria era una legge snaturata dalle sue funzioni, proprio perché per le disposizioni normative, le più varie e disparate, le più differenti, venivano a trovare accoglimento in questo provvedimento di legge. Si diceva così che così facendo le commissioni di merito venivano snaturate delle loro funzioni perché sostanzialmente prive di fondi per i quali disporre ulteriori provvedimenti normativi in quanto i fondi stessi, messi a disposizione per i nuovi oneri legislativi, nella legge finanziaria erano oggetto di razzia da parte di tutti i consiglieri e della Giunta stessa che, grazie al cielo, quanto ad emendamenti si distingueva non meno dei consiglieri. E allora sorprende che vengano fatte queste affermazioni da un collega attento quale è il collega Balia, fra le altre cose anche presidente di Gruppo del Partito della Federazione Democratica, e dallo stesso collega Vassallo, oggi Capogruppo di rifondazione comunista, perché se fossero stati appena appena più attenti e avessero avuto cura di leggersi le finanziarie degli anni precedenti si sarebbero resi conto che la finanziaria del '91 conteneva proprio l'estensione agli assessori delle indennità di alloggio, e di trasferimento alla quale facevamo proprio riferimento. La verità è che quello che piace è legittimo, quello che non piace deve essere respinto, e quello che non piace purtroppo è sempre quello che viene dalla minoranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, ella mi perdonerà se io faccio anche dei riferimenti di natura personale, mi perdoneranno i colleghi, non faccio nessun piagnisteo, voglio riferirmi a un problema di corretta amministrazione pubblica. Io voterò qualunque emendamento che tenda a riequilibrare le indennità, siano esse consiliari o assessoriali. Per un motivo molto semplice: non può esistere una situazione di questo genere. Io provengo da un partito politico che queste discriminazioni al suo interno, malgrado fosse fustigatore di costumi, le ha subite per lungo tempo. Nella prima legislatura regionale credo che un consigliere regionale prendesse 240 mila lire al mese, di allora. La metà di questa indennità andava al partito che lo aveva candidato, sto parlando del mio partito. Io in quel periodo dirigevo l'attuale perimetro della federazione del Sulcis del PDS, allora PCI; avevo 20 mila lire al mese. C'erano 12 mila operai nella Carbosulcis, e ce n'erano molte migliaia nel bacino dell'iglesiente. Le organizzazioni sindacali erano sottoposte a un tiro incrociato di discriminazioni all'interno della fabbrica, della miniera eccetera, per cui difficilmente gli organismi interni, ma anche gli esterni che spesso erano composti da lavoratori della miniera o di altre attività esterne, potevano resistere a questa offensiva discriminatoria che si esercitava nei loro confronti, per cui ci si rivolgeva a noi. Quando 1600 operai di Bacu Abis, di Pozzo Nuovo, lo stesso pozzo fu dichiarato chiuso e furono scacciati via, fu il nostro partito, il Partito socialista ed altre forze democratiche, delle ACLI eccetera che organizzarono la resistenza. Sfortunata, purtroppo, perché non riuscirono ad impedire questo evento, ma tuttavia fummo noi. Voi immaginate un dirigente del partito, allora, che cosa significava in quella zona? Noi avevamo un sesto, io avevo un sesto di stipendio di quanto non prendesse un consigliere regionale del mio partito. Le cose si sono andate modificando nel tempo, realizzando equilibri assolutamente diversi nel corso di anni e di decenni successivi, però adesso non ci sono queste differenze tra consigliere regionale e assessore, ma ci sono grosse differenze. Un consigliere regionale, piaccia o non piaccia, è eletto a suffragio diretto, non sono elezioni di secondo grado, quindi avrebbe per converso più diritti di quanti non ne abbia un amministratore eletto da questo Consiglio con elezioni di secondo grado. Questo è l'equilibrio che bisogna realizzare.
Infine, signor Presidente, un altro richiamo personale. Mi dispiace, non lo faccio volentieri: io avevo una pensione, credo che fosse di 3 milioni e 170 mila lire o 130 mila lire al mese, di una legislatura, la VI. Mi è stata sospesa il giorno dopo che sono stato dichiarato eletto in virtù del suffragio popolare; giustamente, non credo che avessi diritto agli emolumenti di consigliere regionale e alla pensione per aver fatto una legislatura in Consiglio regionale, sarebbe una cosa assurda, bisogna però che questo equilibrio sia discusso, approvato e sanzionato da provvedimenti che devono trovare, non differenze all'interno, sarebbe uno sbaglio questo, difendere in un modo o nell'altro le due componenti, perché di due componenti si tratta, di ottanta consiglieri eletti a suffragio diretto e di componenti della Giunta, che spesso variano per ragioni oggettive, come direbbe qualcuno, per le ripetute e insistenti crisi che ci sono state e avvicendamenti di consiglieri regionali e tecnici all'interno della Giunta. Questo è il problema da risolvere. Non credo che potremo risolverlo con un emendamento. Ripeto, io voterò qualunque emendamento che tenda a riequilibrare questi emolumenti, non trovo un'altra parola più adatta tra queste due componenti. Però il problema non si risolverebbe con un emendamento.
Dico un'altra cosa, signor Presidente e componenti della Giunta, poiché spesso vi sono impegni che vengono disattesi, però ci sono anche impegni presi da questo Consiglio che vengono rispettati, si prenda un impegno a rivedere in tempi rapidi, non a fine legislatura, nelle prossime settimane, il complesso di questa situazione, che elimini queste discriminazioni che sono antipatiche, non sono di un regime democratico che ha compiuto ormai 50 anni nel nostro Paese, sono residui di un inizio di gestione democratica nel nostro Paese, nella quale si potevano commettere degli errori che poi via via sono stati sanati. Non ripetiamo quest'esperienza; noi siamo in grado, credo, molto lealmente di risolvere questo problema con un impegno generale, tenendo conto che è assolutamente inaccettabile e direi persino immorale che ci sia questa differenza tra consiglieri regionali e componenti il Governo della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, ritengo che si tratti di un argomento, di una materia delicata, da trattare e da valutare, e non penso che non si possa, ma che non sia opportuno, come in altri casi ho pensato, e parlo a titolo personale, in sede finanziaria. Non perché non si possa come filosofia della finanziaria, ma che non sia opportuno semplicemente. In sede di finanziaria, nel corso della quale abbiamo avuto un dibattito comunque serrato e acceso, come è avvenuto talvolta, e comunque certamente momenti particolari anche di tensione, non ritengo, dicevo, che si possano fare valutazioni del tutto serene, anche se ho visto l'Aula cogliere, ahimé, raramente il vero senso di alcuni interventi, in particolare miei. Io a volte parlo un po' ermeticamente, ma ritengo di rivolgermi a persone intelligenti che sappiano cogliere il senso delle cose. Tuttavia penso che oggi l'Aula saprà cogliere appunto il senso di queste cose e saprà dare una risposta adeguata a quanto proposto dagli emendamenti in discussione. Grazie.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi quindi siamo in sede di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà. Chiedo se ci sono altri interventi così evito anch'io di annunciare la chiusura del dibattito.
CUGINI (Progr. Fed.). Presidente, lei ha chiuso il dibattito?
PRESIDENTE. No, non ho chiuso il dibattito. Se vuole intervenire...
CUGINI (Progr. Fed.). Io voglio prendere la parola per dichiarazione di voto, quindi lei prima deve chiudere il dibattito.
PRESIDENTE. Allora, il dibattito è chiuso. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. L'onorevole Bonesu ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori e ha chiesto il voto segreto. L'onorevole Cugini di questo terrà conto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Rinuncio. Grazie.
PRESIDENTE. Abbiamo due emendamenti, il 172 e il 173. E' stato chiesto il voto segreto su entrambi. Prima si vota l'emendamento all'emendamento numero 173, poi l'emendamento numero 172.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 173.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 71
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 29
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 172.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 70
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 29
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
PRESIDENTE. Allora è stato distribuito, riformulato, ridistribuito, secondo gli emendamenti orali prima concordati, l'emendamento numero 176 a firma Masala, Biggio, Boero, Cadoni, Carloni, Frau, Liori, Locci, Sanna Noemi, Usai Edoardo. Era stato illustrato, c'era stato il parere, siamo in fase di discussione, chi domanda di parlare? Mentre do la parola all'onorevole Bonesu, chiedo ai colleghi che intendono intervenire di iscriversi.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che i principi di contabilità regionale vengano ogni giorno di più stravolti perché sapevamo che la legge di assestamento di bilancio si fa a metà esercizio per consentire di verificare l'andamento della legge di bilancio. Qua invece con l'emendamento numero 176 abbiamo l'assurdo che la legge di bilancio prevede che cosa ci debba essere nella legge di assestamento, il che è veramente qualcosa di allucinante, è vero che siamo al mese di marzo inoltrato, è vero che siamo vicini all'assestamento ma credo che d'altra parte proprio la legge finanziaria del 1998 non abbia, proprio perché ne stiamo ancora discutendo, avuto alcuna applicazione, per cui mi sembra che questo emendamento veramente si copra di ridicolo di per se stesso anche perché non contiene nessuna norma precettiva, dice alla Giunta regionale che deve presentare il disegno di legge di assestamento, cosa pacifica e assolutamente necessaria, e dice che nella legge di assestamento deve prevedere interventi per determinate attività produttive. Chiaramente questa è una questione che poteva esser contenuta meglio in un ordine del giorno perché di legge ha soltanto la forma e non ha per niente la sostanza. Io mi chiedo quali siano le conseguenze, perché se la Giunta non osserva il dettato di questa norma ove venisse sciaguratamente introdotta nella finanziaria, che assumerebbe ancora di più il carattere di qualcosa che non ha nessuna realtà con le finanze regionali, bene se passasse non vedo quale sanzione vi sarebbe se la Giunta non adottasse questi provvedimenti salvo il fatto che il Consiglio può non approvare la legge di assestamento o approvarla con modifiche. Ma poi vi è un altro particolare che credo vada sottoposto all'esame di questa Assemblea, noi siamo stati abituati negli ultimi anni a leggi di assestamento che prevedevano nuove spese, questo derivava dal fatto che la legge finanziaria prevedeva la contrazione di mutui per migliaia di miliardi e chiaramente poneva in bilancio il pagamento degli interessi e del capitale di questi mutui, per cui per esempio l'anno scorso vi era la disponibilità di circa 400 miliardi che, considerato che i mutui non sono stati contratti, si sono potuti dirottare su altre spese, ma mi sembra che quest'anno la situazione sia completamente diversa, primo perché non vi è autorizzazione a contrarre mutui se non in minima parte, vi è comunque da pagare il capitale e gli interessi sui BOR e quindi una spesa che non può essere ridotta, l'importo delle spese regionali in relazione alla sanità è stabilita in via assolutamente forfetaria e non risente per niente della nuova impostazione dell'IRAP per cui c'è il rischio di dover aggiungere dalle casse regionali altre centinaia di miliardi. Per cui l'assestamento anziché prevedere nuove spese, probabilmente vorrà dire ridurre le spese che stiamo stabilendo in bilancio e in finanziaria. Per cui effettivamente mi sembra che questa impostazione sia completamente fuori luogo e non capisco che fine si voglia raggiungere se non magari una pace tra la maggioranza e il gruppo dei proponenti, pace che a noi come oppositori non interessa minimamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, io credo che questo emendamento numero 176 che arriva, non a caso, a conclusione o quasi a conclusione del dibattito della finanziaria, esso stesso coglie soprattutto dopo o comunque dopo l'emendamento orale che è stato proposto dall'Assessore della programmazione e inserito poi nel "176" che ci è stato distribuito, questo emendamento dicevo presentato a conclusione della finanziaria o quasi, mi pare che coglie bene lo spirito e la lettera anche della legge finanziaria del 1998. Io vorrei ricordare anche al collega Bonesu, che ovviamente ha sottolineato gli aspetti soprattutto tecnici di un emendamento e di una norma che non è in qualche modo prescrittiva e quindi che non avrebbe la sanzione se non quella politica dal Consiglio regionale, che comunque l'idea fondante della finanziaria del 1998 era basata su due aspetti fondamentali, da una parte l'indicazione chiara precisa e politica della Giunta regionale di una seconda fase del bilancio e della finanziaria per il 1998 soprattutto del bilancio e soprattutto dalla predisposizione del documento di programmazione economica e finanziaria che costituisce, già nella finanziaria 1998, uno degli elementi più importanti e fondamentali del nostro dibattito di questi anni, attraverso cioè il DPEF il Consiglio regionale viene chiamato a discutere e a dibattere degli indirizzi di politica economica e sociale per la Regione, per la Sardegna, per il bilancio 1999 e per il triennale prossimo, è dentro questo documento che si realizzano le scelte concrete della politica regionale, certamente della maggioranza regionale, della Giunta ma anche dell'intero Consiglio regionale. Da questo punto di vista l'emendamento contiene alcune indicazioni, alcuni indirizzi che meritano davvero attenzione perché in qualche modo rompono anche qualche schema economico del passato. Si delinea cioè uno sforzo comune per un disegno che riproduce nella nostra Regione una possibile capacità economica e di sviluppo che è molto diversa dal passato. Io vedo che non c'è più per esempio il riferimento alla grande industria, ai grandi complessi industriali, alla politica dei poli industriali e quindi c'è una rottura con l'impostazione delle politiche economiche degli anni '60, ed è questo che io condivido e sottolineo e che dovrà far parte nel documento del DPEF per i prossimi anni. Così come condivido il riferimento per esempio alle piccole e medie imprese con il sostegno all'esportazione, il sostegno a quelle capacità di impresa che si può sviluppare in Sardegna nei prossimi anni, impresa riferita soprattutto all'esportazione, cioè l'apertura della produzione e delle risorse della Sardegna ai mercati europei e mondiali. Mi pare di cogliere anche un riferimento preciso allo sviluppo di quel tessuto produttivo diffuso che riguarda il turismo, l'artigianato, la pesca, il commercio e che rappresenta la base fondante, anche al di là della politica o direi anche nonostante la politica, ma che ormai è radicato in Sardegna, che ha necessità di un orientamento preciso, di un sostegno politico e finanziario da parte della Regione. Io credo che questo possa essere condiviso perché rappresenta davvero quel nuovo disegno di sviluppo che tante volte abbiamo in qualche modo immaginato, di cui tante volte abbiamo parlato e che non siamo mai riusciti a concretizzare in quest'aula in documenti formali. L'emendamento della Giunta, quello proposto dall'Assessore del bilancio, contiene due importanti sottolineature che io condivido; intanto il rispetto del dibattito consiliare è ovvio, mi pare ovvio ma è giusto sottolinearlo, che sia l'assestamento al bilancio, ma soprattutto il documento di programmazione economica e finanziaria, quindi anche le poste di bilancio per il 98 in assestamento e per il prossimo triennio, non possono che essere la risultante politica del dibattito consiliare, della maggioranza certamente ma anche dell'intero Consiglio. Così come quel documento e le poste di bilancio non potranno che essere riferiti anche agli indirizzi che darà la Giunta. Questi sono i due assi sui quali si muoverà l'assestamento e sui quali si muoverà il documento di programmazione economica e finanziaria. Un'ultima considerazione politica, signor Presidente. Anche la Sardegna si avvia rapidamente ad un sistema bipolare, l'abbiamo detto diverse volte, ormai la coscienza dei sardi si sta caratterizzando per aver compreso che può esprimere la propria scelta e il proprio voto su due schieramenti, su due progetti politici, su due persone che incarnano i progetti politici. Lo fanno già nei comuni e lo fanno con molta tranquillità e serenità. Io credo che questa proposta per me possa significare che in Sardegna è matura, forse, sta maturando una destra moderna che si contrappone sul piano politico al centro sinistra. Il problema non è evitare gli "inciuci" o le contrapposizioni frontali, il problema è dire con chiarezza ai sardi che ci sono due progetti politici, che si candidano due disegni della politica, uno sarà del centro sinistra uno sarà di una destra nuova, moderna che si presenta ai sardi con grande capacità di governo. E credo che anche queste considerazioni di tipo politico siano utili nel dire che questo emendamento apre uno spiraglio, apre anche una nuova stagione per questa legislatura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Molto brevemente, signor Presidente. Io ho letto con attenzione l'emendamento 176; e debbo dire che ho colto in questo emendamento una esigenza che in effetti è venuta dall'aula, ma non soltanto dall'aula. Per i problemi che son stati esposti, per gli indirizzi che vengono incarnati nello stesso emendamento: agricoltura, commercio, artigianato, turismo, industria, tutti elementi, tutti argomenti che sono stati trattati anche ampiamente nella stessa Commissione di merito, la terza, la Commissione bilancio, e sui cui non nascondo che anche noi come Rifondazione comunista, pur facendo parte della maggioranza, su parecchi di questi punti abbiamo sollevato una serie di problemi rispetto alle capacità finanziarie che vi erano a disposizione per questi settori. E' per questo che noi valutiamo positivamente l'emendamento formulato da Alleanza nazionale. Lo giudichiamo positivamente perché notiamo che rispetto ai problemi concreti, rispetto ad alcuni settori di carattere particolare, fondamentali per la nostra isola, pur essendo su sponde estremamente diverse su alcune cose concrete che riguardano tutti i sardi si possa trovare anche una convergenza. E' chiaro che l'emendamento ha indicato una serie di punti, così come è pure vero che noi ne potremmo indicare altri; ma ci rendiamo conto che in questo momento è necessario, soprattutto per gli interessi dei sardi, sviluppare una intesa, se intesa si può chiamare, o comunque sviluppare una azione comune che guarda al concreto e che guarda alle cose su cui possiamo essere d'accordo, perché di sicuro ce ne saranno molte, tante altre su cui di sicuro non convergiamo. Per cui noi non ci siamo permessi di presentare un ulteriore sub emendamento. Per altro abbiamo visto che la Giunta ha presentato un emendamento all'emendamento dove mi sembra che precisi, e forse integri in maniera anche più produttiva, anche con maggiore efficacia, il senso dell'emendamento presentato dallo stesso Gruppo di Alleanza nazionale. Detto questo, proprio per l'importanza e l'impegno che si assume il Consiglio approvando questo emendamento, voglio fare anche io una precisazione. Riferendomi all'intervento fatto dall'onorevole Dettori, quando diceva che questo non deve rappresentare lo sforzo massimo nell'assestamento; condivido questa affermazione, la condivido perché, pur essendo nell'emendamento di Alleanza nazionale indicati una serie di settori fondamentali e mettendo in luce una serie di problemi fondamentali della nostra isola, noi riteniamo che oltre a questi aspetti fondamentali da voi indicati ce ne sono di sicuro degli altri che qua non sono indicati. Per questo anche noi affermiamo la necessità che l'assestamento e lo stesso documento di programmazione economica non possa essere chiuso al recepimento dell'emendamento formulato dal Gruppo di Alleanza nazionale, ma l'assestamento deve essere quel momento di confronto che tenga conto delle risultanze che verranno dalla conferenza del lavoro e dello sviluppo che si dovrà tenere, e che dovranno essere risultanze che tengano conto delle esigenze che esprime il popolo della Sardegna. Perché noi riteniamo che in quella assise ci deve essere liberamente il popolo, per cui ci devono essere le associazioni degli imprenditori, ci devono essere i disoccupati, ci devono essere i sindacati, ci devono essere tutti i soggetti attivi che in questa Sardegna, e sono tanti, esistono e sono sicuro che anche loro riusciranno a fare delle proposte e a dare delle indicazioni e delle integrazioni ancora più precise rispetto all'emendamento stesso che è stato formulato in questo momento. Con questa affermazione dichiaro il parere favorevole mio e del mio Gruppo perché sono convinto che questo emendamento ci consenta di fare passi avanti, importanti passi avanti nei confronti dello sviluppo economico e sociale della nostra isola.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghi, io ho esaminato con attenzione l'emendamento presentato dai colleghi di Alleanza nazionale, ho ascoltato con attenzione le dichiarazioni dell'Assessore della programmazione e del bilancio, l'illustrazione che ha fatto il collega Masala, questi elementi contenuti in questo emendamento sono elementi che ritengo anche noi possiamo condividere. D'altra parte sono cose che abbiamo chiesto anche nel lungo dibattito che si è fatto a proposito di questa finanziaria. Però noi alla Giunta chiedevamo qualcosa in più che poi dirò. Intanto non ho molta fiducia sull'esito di questo emendamento nonostante che venga inserito nella legge finanziaria; perché c'è una frase "nel quadro delle compatibilità finanziarie" e non poteva essere diversamente. Io credo che sia un'affermazione corretta, fatta dall'Assessore del bilancio e della programmazione economica, perché non potrà fare molto pur avendo tutta la buona volontà la Giunta non sarà in grado di fare delle cose rilevanti. Solo qualche cosa marginale potrà fare nell'assestamento del bilancio. Io credo che quest'anno si stiano suscitando delle aspettative al di sopra e al di fuori di qualsiasi possibilità che noi avremo in sede di assestamento di bilancio. L'assestamento del bilancio, già per legge, non è altro che lo spostamento dei fondi da un capitolo ad un altro, ma considerato che ormai il nostro bilancio è diventato rigido, per cui ci sono prevalentemente spese obbligatorie, non ci saranno delle somme rilevanti da poter spostare da un capitolo a una ... per cortesia, io signor Presidente non ci riesco; c'è tanto chiasso, perché se l'Assemblea non vuole che parli, chiudo.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di fare silenzio.
CASU (F.I.). Dicevo, che non si potranno fare delle cose rilevanti con l'assestamento di bilancio perché i mezzi finanziari non ci saranno. Cosa si potrà fare? Contrarre ancora dei debiti? Ma allora il blocco posto dall'Assessore del bilancio dell'indebitamento risultante della finanziaria in questo caso dovrebbe saltare. Noi volevamo, non tanto fondi di distribuire in vari settori, noi volevamo un segnale, da parte della Giunta, un segnale che riguardasse l'atteggiamento nell'impostazione della finanziaria, un segnale che abbiamo chiesto con insistenza nell'articolo 20, perché a noi è sembrato che questa finanziaria continui nella filosofia tracciata dalle finanziarie precedenti e cioè facendo leva, per lo sviluppo della Sardegna, prevalentemente sull'industria e prevalentemente nel settore dell'industria assistita. Questo che a noi ci disturbava e ci disturba, non vi chiedevamo certamente di stanziare fondi particolari, però vi abbiamo chiesto ripetutamente, insistentemente, che nell'articolo 20, nel quale si stabilisce di destinare delle risorse di un certo rilievo, venissero almeno non ripartite, che si desse l'accesso a queste possibilità, alle cooperative e alle imprese costituite sotto forma di società diverse o imprese individuali. Qualche altro elemento che noi individueremo nel bilancio, ma nessun segnale di risposta positiva noi abbiamo avvertito nell'atteggiamento della Giunta. Perciò rimarremo ancora in attesa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, io sinceramente mi interrogavo prima, anche cercando il confronto con alcuni colleghi che non certo da due mesi ma da quattro anni mi accompagnano nel difficile ruolo dell'opposizione, che cosa sarebbe potuto accadere se la Giunta e la maggioranza avessero mostrato, sin dalle prime battute di questa manovra finanziaria, una certa disponibilità, non dico a sostenere appieno le ragioni delle opposizioni, quanto a venire incontro, a confrontarsi, a dibattere e ascoltare quelle ragioni che provenivano dai banchi dell'opposizione, un'opposizione che, lo voglio ricordare, per quattro anni ha visto unite e che vedrà unite per la fine della legislatura un asse stretto, formato da Alleanza Nazionale e Forza Italia, e che da poco tempo vede l'importante sostegno anche del Partito Sardo d'Azione. Le ragioni di una battaglia politica che da due settimane sta, mi auguro, appassionando le persone che la stanno conducendo, e probabilmente infastidendo i colleghi che silenziosamente la devono subire, che partire da delle ragioni di fondo, politiche estremamente importanti, cioè dal fatto che questa opposizione riteneva iniqua una manovra finanziaria che, diciamolo pure, anche a differenza delle altre che ci hanno preceduto, non teneva per nulla conto dei problemi e dei bisogni di alcune categorie che, a nostro giudizio, rappresentano la chiave o possono rappresentare la chiave di volta per rilanciare lo sviluppo e l'economia della nostra Regione. Questa disponibilità non si è avuta; ricordiamo tutti la strafottenza e l'arroganza con la quale un giovedì notte questa maggioranza, testarda, ci ha costretto a prolungare i lavori sino alle tre e mezzo del mattino. Ci ricordiamo, perché non possiamo farne a meno, che fin quando non ci si è voluto accorgere che, a differenza di altre volte, per questa occasione l'opposizione era un'opposizione compatta e desiderosa di andare fino in fondo nel sostenere le ragioni della propria battaglia, si è voluto continuare a mantenere un atteggiamento che, sicuramente, non ha fatto onore né alla maggioranza che siede da questa parte dell'Assemblea, né tanto meno alle massime rappresentanze che vengono espresse dalla Giunta regionale. Oggi, a distanza di due settimane dall'inizio della discussione, e a un paio di giorni, per la verità, ci si rende conto che probabilmente questa opposizione non in tutto sbagliava rispetto alle problematiche che si è tentati di portare all'attenzione dell'assemblea. Tanto se ne è accorta la maggioranza e la Giunta da voler accogliere, seppure proponendone oralmente delle modifiche, un emendamento presentato dal Gruppo di Alleanza Nazionale che, sembrerà strano, non è comprensivo delle firme dei colleghi e dei compagni di viaggio di Forza Italia.
Io non so, perché ancora non c'è stata occasione di sentire i colleghi di Alleanza Nazionale rispetto alle osservazioni, quindi alle controdeduzioni sulle osservazioni fatte dalla Giunta e proposte nell'articolato dell'emendamento, ma è evidente che nonostante questo spiraglio di apertura, secondo me, amici di Alleanza Nazionale, fortemente condizionato non tanto dalle esigenze che noi intendiamo rappresentare in quest'aula, quanto dall'esigenza che fuori da questo palazzo tutte queste categorie che noi abbiamo tentato lungamente e faticosamente di salvaguardare in questi giorni stanno azionando ogni possibile leva per condizionare la maggioranza e la Giunta per tentare di far tornare sui propri passi questa maggioranza e questa Giunta, che in maniera indiscriminata non permette loro di poter concorrere legittimamente al rilancio delle politiche economiche della Sardegna. Dirò di più: qualche collega della maggioranza in questi giorni, cercando faticosamente di porre un rimedio e un riparo al disastro causato dai loro rappresentanti in Giunta, va in giro per la Sardegna a raccontare che alcune delle misure che noi abbiamo sostenuto sono state volutamente bocciate dalle opposizioni. Allora, quando una Giunta regionale tenta ancora, con le parole, di avere l'ultima parola rispetto a delle posizioni legittime che vengono avanzate dalle minoranze, personalmente non posso che condannare e censurare per l'ennesima volta il comportamento di questa maggioranza e di questa Giunta e invitare i colleghi di Alleanza Nazionale a rivalutare l'atteggiamento che si sta continuando a tenere in quest'Aula. Perché quando si dice che "la Giunta regionale, in conformità alle linee emerse dal dibattito consiliare e agli indirizzi espressi dalla Giunta medesima, col disegno di legge di assestamento del bilancio 1998 destina" si sta dicendo che la Giunta regionale si riserva sempre e in ogni caso la possibilità non solo finanziaria, ma soprattutto di indirizzo economico e politico di poter destinare, rispetto a proprie esigenze di maggioranza e di partito, le risorse che giustamente voi state richiedendo.
Quando la Giunta regionale nell'emendare oralmente il vostro emendamento scrive "nel quadro delle compatibilità finanziarie" ci credo che il collega Dettori salta dalla sedia ed ha un attimo di preoccupazione, perché non va dimenticato che da questo dibattito e in questo dibattito pochi sono i rappresentanti della maggioranza che sono potuti intervenire, perché c'era un ordine ben preciso di non intervenire per modificare l'andamento della finanziaria, c'era un ordine ben preciso di lasciare blindata questa manovra finanziaria, e tutte le speranze dei colleghi della maggioranza sono riposte… concludo Presidente, purtroppo, vede, quando capita di dover argomentare su situazioni serie e parlare di politica, anche se non ho la presunzione di saperlo fare bene, purtroppo il tempo è tiranno.
PRESIDENTE. Può parlare anche per dichiarazione di voto. Un minuto e poi dichiarazioni di voto.
LIPPI (F.I.). Concludo il pensiero e chiudo l'intervento, Presidente.
Dicevo, tutte le speranze dei colleghi della maggioranza, che singolarmente sanno che tra un anno e due mesi dovranno presentarsi di fronte al loro elettorato, sono riposte con estrema attenzione sulla manovra di assestamento, dove sarà inevitabile, perché non accadrà più quello che è potuto accadere durante questa manovra di finanziaria e di bilancio, sarà inevitabile che all'interno della maggioranza si creino gli scontri, si creino gli scontenti. Allora su questo io non ho difficoltà a dire che è possibile che anche durante queste importanti manovre, queste importanti leggi un confronto interno possa portare a valutazioni diverse sul merito e sull'impostazione della battaglia politica. Ciò non toglie che questo - e lo voglio ricordare a tutti - non potrà scalfire nella maniera assoluta quella che è un'asse politica che è costituita dal 1992 a questa parte, che si chiama Polo delle libertà, che è composto ed è rappresentato in quest'Assemblea da Forza Italia e da Alleanza Nazionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Siamo alla fine del dibattito sulla legge...
Presidente, lei chiede di parlare con lei, però non va bene così, perché io non posso parlare con lei solamente, quindi, pretendo che sia fatto silenzio e che il tempo parta nuovamente, non è possibile. In questo momento stiamo parlando di una cosa veramente seria, quindi chiedo quanto meno il silenzio.
Siamo alla fine del dibattito sulla legge finanziaria e i motivi di delusione non sono certamente pochi. Si è potuto accertare quanto avevamo paventato: nella manovra finanziaria non vi è alcun elemento innovatore rispetto a quelle che l'avevano preceduta e che a suo tempo erano state oggetto di ferma e determinata contestazione da parte di Forza Italia. Non può, infatti, costituire linea di inversione di tendenza, sempre proclamata a parole ma mai realizzata nei fatti, qualche limitata modifica operata negli stanziamenti, per lo più in diminuzione e per effetto delle più limitate risorse disponibili. Così che, ancora una volta, si è potuto accertare che il vero e unico elemento dominante di questa legge finanziaria è rappresentato da una linea politica rivolta a fronteggiare le emergenze e i bisogni della gente. Ovviamente non in termini di soluzione dei problemi che i bisogni generano, ma di intervento assistenziale a sostegno dei bisogni stessi.
Le richieste del Polo erano tutte tese ad ottenere dalla maggioranza impegni concreti nei settori chiave dello sviluppo e della crescita economica e sociale delle nostre genti, sono state invece completamente disattese perché nessun emendamento presentato da Forza Italia e da Alleanza Nazionale capace di incidere nel senso del cambiamento e dell'innovazione è stato respinto dalla maggioranza. Vi è stato un blocco totale alle istanze avanzate dall'opposizione che ha avuto questa volta il torto, a giudizio ovviamente delle maggioranze, di condurre una seria e puntigliosa azione di opposizione che si è concretizzata nel certosino controllo delle norme contenute nella finanziaria e nella puntuale denuncia delle inefficienze e insufficienze dell'attività programmatoria e di indirizzo, nell'acclaramento delle diffusissime sacche di sprechi e di elargizioni di privilegi a favore di soggetti ben individuati nonché di settori produttivi particolari oggetto di appropriamento del potere politico. L'aver fatto il nostro lavoro, talvolta anche estremizzando, ebbene sì il ricorso al Regolamento, fatto però questo dipendente dall'atteggiamento arrogante prepotente e prevaricatore della maggioranza, ha fatto sì che venissimo accusati di ostruzionismo fine a se stesso. Se abbiamo disturbato i vostri programmi, come un esponente della maggioranza ha affermato durante un'intervista televisiva, non possiamo certamente chiedervi scusa, ma vi dobbiamo solamente ringraziare per aver messo a nudo le caratteristiche tutte in negativo e di cui siete portatori, siamo felici di aver disturbato i vostri progetti se i risultati dei vostri progetti sono quelli che emergono da questa finanziaria. L'assestamento dovrebbe essere e consiste nella verifica della correttezza delle previsioni, e comporta, ove venissero accertati errori, le opportune rettifiche e spostamenti all'interno dei capitoli di spesa, certamente non può essere una nuova finanziaria, ma anche se così si dovesse fare e se così dovessero essere e vogliamo anche che sia così, viene da chiedersi dove si prenderanno le risorse. Si ritorna così al problema dell'indebitamento al quale si ricorrerà inevitabilmente. Le risorse così reperite dovranno però impiegarsi secondo programmi e progetti completamente diversi da quelli che hanno animato le attuali manovre e quelle che l'hanno preceduta, noi rileviamo che programmi e progetti fino adesso, la quinta, la sesta edizione e anche le altre che l'hanno preceduta del governo Palomba non ha dato alcun risultato, anzi ha fatto piombare e precipitare la Sardegna in una situazione notevolmente peggiore rispetto a quella che avevano trovato quando siamo stati eletti, nell'emendamento proposto dagli amici di Alleanza Nazionale non vi è niente di diverso rispetto a quanto è emerso dal lungo e approfondito dibattito, non si può infatti negare che gli emendamenti, quelli propositivi, fossero rivolti a garantire il potenziamento degli interventi nei comparti indicati alle lettere a), b), c), d) ed f) dell'emendamento di che trattasi. Tuttavia durante il dibattito neanche uno di essi, come ho detto in precedenza è stato accolto, gli amici di Alleanza Nazionale dimostrano di avere fiducia nelle promesse di questa maggioranza e nell'Esecutivo che in quasi quattro anni di legislatura, ripeto, cinque crisi e sei edizioni di governo a presidenza Palomba, non hanno prodotto niente di buono, tante promesse, nessuna mantenuta nei fatti, io mi auguro che la fiducia che Alleanza Nazionale ripone nella maggioranza e nell'Esecutivo sia ben riposta, ne avranno a guadagnare i sardi che noi insieme rappresentiamo. Noi però purtroppo, amici di Alleanza Nazionale, questa fiducia non possiamo concedere, è una cambiale in bianco, tante altre non sono state onorate nel passato e quindi ci troviamo fieramente oppositori alle promesse della Giunta, non alle vostre proposte, perché non sono altro che quelle che abbiamo, ripeto, fatte durante questi dieci giorni di dibattito, sono state mortificate nel modo più becero e arrogante e quindi noi questa fiducia non la diamo. Speriamo che le vostre argomentazioni e le vostre speranze siano ben riposte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serrenti. Ne ha facoltà.
SERRENTI (P.S.d'Az.). Presidente, colleghi, non abbiamo ancora finito tuttavia il dibattito sulla finanziaria volge al termine, questa vicenda è al tramonto, le finanziarie sono sempre un momento di grande confronto con la Giunta, con la maggioranza, non ci sono moltissime occasioni per affrontare un confronto a tutto campo, la finanziaria dà questa occasione e io credo che mai come questa volta il confronto sia stato vero, in qualche momento anche forte, anche duro, tuttavia a viso aperto senza infingimenti con la volontà, io credo, onesta da parte di tutti di fare non chi rovina il gioco all'altro, ma di fare il bene della Sardegna. Poi naturalmente si sta all'opposizione e alla maggioranza proprio perché si è di opinione diversa sulle cose da fare e io credo che l'opposizione abbia fatto il suo dovere e l'abbia fatto fino in fondo. Secondo me, non c'è stata questa attività di ostruzionismo, l'opposizione ha fatto quello che poteva fare, usando naturalmente le regole del gioco che sono consentite dai regolamenti e non si può dire che una regola che è sancita dal regolamento si usi per fare ostruzionismo perché le maggioranze possono anche cambiare il regolamento; i regolamenti poi possono essere cambiati in tutti i modi, le maggioranze, soprattutto questa ha dimostrato di cambiare alcune regole senza curarsi neanche dell'opposizione. Io mi auguro, attenzione, perché questo è ciò che mi pare di percepire nell'aria che non si intenda mettere mano al Regolamento per cambiarlo con un'azione di forza nel senso di far cadere le ultime possibilità che ci sono di un confronto aperto e sereno tra maggioranza e opposizione. Fatte le regole si possono semplificare, le maggioranze cercano naturalmente di avere sempre più buon gioco ma attenzione, se si sopprimesse l'opposizione sarebbe anche più facile, ma poi se all'interno della maggioranza a governare non fossero i partiti che ci sono ma fosse uno solo sarebbe ancora meglio e se all'interno di questi partiti anziché governare in molti governasse uno solo, abbiamo esperienza, si fa molto in fretta, si fa una finanziaria in pochi momenti, ci si trova, si da l'ordine a un funzionario, ad un notaio che scrive e si fa la finanziaria. Non è così per fortuna, c'è una vita democratica, possiamo vivere grazie alle regole che ci siamo dati assieme, alcune possono essere scomode, bene però è quello di cui possiamo disporre per confrontarci anche quando non siamo d'accordo. Io credo che tutta l'opposizione abbia fatto un lavoro egregio nell'interesse di tutti i sardi e prima di tutto delle categorie meno abbienti, dei disoccupati, dei giovani che non trovano lavoro, naturalmente di tutte le categorie produttive, artigiani, commercianti, chimici, chi vive e si muove nel settore del turismo, in tutti i settori, cercando naturalmente di ottenere il massimo vantaggio, consapevoli anche che questa finanziaria, perché poi non si capisce bene come stanno le cose, aveva a disposizione circa 600 miliardi in meno rispetto agli anni passati. Allora di queste cose bisogna tenerne conto, ma bisogna tenerne conto tutti; certo prima di tutti la maggioranza. Allora io non voglio entrare nel merito delle ragioni che hanno determinato l'emendamento che stiamo discutendo. Alleanza nazionale può liberamente scegliere di mantenere la sua attività di opposizione, coordinata al resto della opposizione, oppure prendere una iniziativa propria, questo rientra assolutamente nella normalità. Certo però trovo abbastanza sorprendente che una attività di opposizione così efficace, così ricca di risultati venga vanificata poi alla fine da una semplice promessa. Ve lo ricordava il collega Balletto; noi abbiamo in dodici giorni dibattuto e non siamo riusciti ad ottenere nulla o quasi nulla se non mettere a fuoco i problemi in modo che fosse chiaro come la pensa la maggioranza e come la pensa l'opposizione, non siamo riusciti a ottenere nulla, l'ultimo giorno alla fine si capitola in nome di una promessa. Io non so se è anche legittimo introdurre nella finanziaria che è una legge una sorta di ordine del giorno che dice "la Giunta regionale in conformità alle linee emerse dal dibattito consiliare", quando mai in una legge ci sono formulazioni di questo tipo! "nel quadro delle compatibilità finanziarie"; vuol dire, amici di Alleanza nazionale, che se ci saranno soldi, e non ci sono, lo sappiamo già che non ci sono, perché io voglio capire come si fa a dare mille miliardi, che non ci sono, ai disoccupati, a tutti quelli che stanno aspettando fuori convinti che davvero passerà la Befana; poi il sostegno a tutte le attività produttive che in Sardegna stanno aspettando qualche segnale da parte della Regione quando sappiamo appunto che ci sono seicento miliardi in meno. Allora si tratta davvero di una mera promessa, amici di Alleanza nazionale, io non credo che noi possiamo vanificare dodici giorni di lotte chiare, devo dire in alcuni momenti anche entusiasmanti perché hanno riportato alla chiarezza dei ruoli se non altro in quest'aula, la maggioranza ha fatto la maggioranza cercando di difendere il suo progetto politico che è contenuto all'interno della finanziaria, l'opposizione ha cercato non di fare ostruzionismo ma di fare quello che legittimamente le compete, una azione di disamina puntigliosa, articolo per articolo, cercando di modificare quello che può modificare. Ebbene tutto questo lo svendiamo per una promessa, una promessa che questa Giunta e questa maggioranza non manterrà, perché non è nella condizione di mantenere, perché questa è una Giunta, è una maggioranza che non mantiene mai le promesse che fa. Non le mantiene verso i cittadini e i suoi elettori, immaginate se le mantiene verso Alleanza nazionale o verso l'opposizione. Io su questo sono pronto a sfidare chiunque, possiamo trovarci in quest'aula tra qualche mese e vedrete che tutti gli imbrogli verranno fuori, perché si tratta di imbrogli: i mille miliardi, la conferenza per il lavoro, i soldi che sono qua promessi per le attività e le categorie produttive. Io davvero ripenserei, lo dico senza voler insegnare nulla a nessuno, con molta umiltà e con molto rispetto anche di Alleanza nazionale, però io lo ripenserei o lo riformulerei facendo prendere impegni chiari alla maggioranza che deve dire che nella finanziaria attuale per il punto a), b), c), d), eccetera, deve mettere a disposizione risorse che deve trovare da qualche parte. Solo così è credibile, sapere che ci sono tante risorse da destinare in questa proporzione a queste attività produttive. Allora sì è un risultato, allora si può andare in mezzo alla gente, Alleanza nazionale e tutti possiamo andare in mezzo alla gente e dire che questo è un risultato concreto. Ma noi non stiamo portando a casa nessun risultato, stiamo portando a casa una promessa che non verrà mantenuta. Io credo che questo ordine del giorno, perché è un ordine del giorno che poi passerà come emendamento, e non so che cosa avverrà dopo, sia una sconfitta per tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi giorni. Quindi io inviterei gli amici di Alleanza nazionale o a riformulare l'emendamento o a ritirarlo e andare avanti in una battaglia che forse non ci vedrà portare a casa, tra virgolette, nemmeno una lira ma è molto meglio, è molto meglio non avere nemmeno una lira, non confondersi, è molto meglio fare una battaglia che però ci pone sul piano della limpidezza e della trasparenza da una parte: non condividiamo la politica di questa maggioranza, non condividiamo il lavoro che fa questo governo che sta portando la Sardegna verso una situazione di crisi dalla quale difficilmente potremmo uscire. Secondo me questa Giunta e questa maggioranza sono le peggiori che ha avuto l'istituto autonomistico da quando esiste, dal 1948, sicuramente in questa legislatura fra le varie giunte che ha presieduto il presidente Palomba questa è la peggiore. Il mio non è un giudizio dato sugli uomini, è un giudizio politico sulla politica che la Giunta sta portando avanti e di questo sono fermamente convinto. Allora perché Alleanza nazionale che ha mantenuto alto il suo lavoro in tutti questi quattro anni, che ha mantenuto una chiarezza nei suoi comportamenti, perché adesso deve capitolare per questo, perché comunque questa cosa metterà in ombra, credo, anche il lavoro dell'altra parte della opposizione che è composta da noi sardisti che con molta umiltà cerchiamo di fare il nostro lavoro e da Forza Italia. Debbo riconoscere, chiudendo, che alcuni colleghi si sono battuti con molto orgoglio e anche con grande sacrificio, perché venire in aula, parlare su tutti i capitoli, su tutti gli emendamenti, su tutti gli articoli e farlo preparandosi è una fatica di non poco conto; e io devo rendere merito ad alcuni colleghi della opposizione che questo lavoro l'hanno fatto con grande impegno e con puntiglio. Io li ringrazio a nome dei sardi che credo di poter rappresentare in quest'aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Signor Presidente, io vorrei fare alcune considerazioni prima di entrare nell'argomento, seppure non voglio entrare in maniera diciamo profonda al fatto che il collega Bonesu ha definito ridicolo il nostro emendamento. Al collega Bonesu potrei rispondere con un'altra offesa, come lui ha fatto, sarebbe facile, ma non è il nostro intendimento. Io credo che Alleanza nazionale affondi le proprie radici in una storia e in una tradizione di opposizione, in una storia di opposizione leale, di onestà profonda, di dedizione e di militanza. Credo che ad Alleanza nazionale vada riconosciuto che sia una forza politica seria, che non tremi di fronte ad offerte di assessorati, di componenti di consigli di amministrazione, di gettoni di presenza vari, ma Alleanza nazionale credo che non possa prendere lezioni dagli oppositori sporadici e di turno soprattutto se hanno progetti politici e prospettive alternative alle nostre. Questa è la prima questione. La seconda questione è che Alleanza nazionale è un partito di programma che sa svolgere il ruolo della opposizione, sa quando deve svolgere questo ruolo di attento controllo mediante gli emendamenti. Questo non significa però che il nostro movimento abbia un progetto politico. Alleanza Nazionale non ha ricevuto promesse da nessuno; Alleanza Nazionale non si fida della maggioranza. Alleanza Nazionale ha un progetto politico; Alleanza Nazionale crede nelle proprie idee, nei propri valori e nei propri progetti; Alleanza Nazionale ha il dovere di non essere una forza politica che sta alla finestra a guardare cosa accade nel mondo; Alleanza Nazionale è una forza politica che, nel rispetto del proprio ruolo di opposizione, intende fare proposte e progetti; intende proporre qualcosa per la Sardegna. Alleanza Nazionale altro non ha fatto che il proprio dovere; Alleanza Nazionale ha urlato quando vi era da urlare; Alleanza Nazionale ha ragionato quando è arrivato il momento di ragionare. E allora, sembra quasi che stasera vi siano dei discorsi di chiusura; sembra che la finanziaria si chiuda adesso. Non pensavamo di essere così potenti, Capogruppo Masala. Abbiamo semplicemente presentato un emendamento, e sembra quasi che si chiuda tutto qua.
Ma Alleanza Nazionale è costituita da dieci egregi colleghi e non credo che il fatto che Alleanza Nazionale possa ritirare qualche emendamento questo costituisca un impedimento a coloro i quali vogliono portare avanti una loro battaglia seria di opposizione, a meno che non vi chiediate, se è vero come è vero, e lo avete detto, che fino ad oggi abbiamo fatto una battaglia senza incassare niente. Allora la domanda è: qual è il ruolo dell'opposizione? E noi, guardate, abbiamo rischiato, negli anni, di diventare ordinari, professori universitari di opposizione, quindi sappiamo quando è il momento in cui occorra accelerare, sappiamo quando è il momento in cui occorre decelerare, l'importante è avere davanti chiaro davanti l'obiettivo, il progetto. A noi non interessa sederci a fianco del Presidente Palomba e diventare suoi assessori, come voi avete fatto legittimamente; a noi questo non interessa perché noi siamo alternativi, siamo felici di essere alternativi alla coalizione di centro sinistra, ma questo non significa che noi non dobbiamo confrontarci per l'affermazione del nostro progetto politico. Allora noi siamo all'opposizione, noi restiamo all'opposizione, noi abbiamo proposto all'Aula, a tutti i componenti dell'Aula, parte del nostro progetto politico è, lasciatemi dire amici sardisti, posso anche dire che questo progetto politico io credo sia lo stesso progetto politico di Forza Italia, non credo il vostro, non so se sia il vostro, non ho motivo di credere che questo possa essere il nostro progetto politico. Posso invece ritenere che qui dentro ritrovo molta parte di Forza Italia, molta parte dei nostri ragionamenti, molta parte dei nostri programmi, molta parte delle nostre campagne elettorali, molta parte della nostra passione. Non ci sono tornaconti però tra noi; nessuno chiede niente a nessuno. Noi stiamo chiedendo che la Sardegna possa trovare, in queste categorie, alcune risposte in sede di assestamento del bilancio. Lo abbiamo chiesto all'Aula e l'Aula può decidere se ritiene che queste idee, che questi progetti, che questi programmi meritino di trovare risposta. E allora vi fidate o non vi fidate della maggioranza? Noi non abbiamo questo compito di fidarci; noi non ci fidiamo di nessuna maggioranza alternativa a noi, per il semplice fatto che siamo alternativi. Il nostro compito, però, non finisce stasera. Il nostro compito ricomincia domani con la nostra attività seria di opposizione e di controllo. Se questo emendamento dovesse diventare legge, il nostro compito sarà quello di verificare se e come questa Giunta e questa maggioranza, con i suoi programmi, con i suoi mezzi finanziari, non nostri. Noi non vogliamo fare alleanze con questa maggioranza; noi, nel nostro ruolo distinto e distante da questa maggioranza, eserciteremo il controllo che ci compete, per verificare se il nostro progetto può trovare un pezzo di percorso anche in questo momento e per continuare a costruire un progetto moderno che non veda una destra chiusa, una destra ciarlatana, ma una destra che abbia un progetto politico per la nostra Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Io ho profondo rispetto per gli alleati politici di Alleanza Nazionale, e non ho dubbio che l'emendamento presentato non significhi una resa a questa maggioranza; non ho proprio nessun dubbio né nessun sospetto, tanto meno abbraccio l'ipotesi di un accordo possibile tra Alleanza Nazionale e questa maggioranza. Io ritengo che, come dice Locci, questo emendamento sia una vera e propria denuncia di ciò che manca nella manovra finanziaria, di quello che sicuramente il Polo delle libertà, sicuramente Forza Italia, probabilmente ancor prima di Alleanza Nazionale o insieme ad Alleanza Nazionale, avevano elaborato esaminando la manovra finanziaria. Nessun intervento significativo a favore dell'agricoltura, soprattutto nessun intervento innovativo all'interno della manovra finanziaria si può leggere per questo settore, molto importante e trainante della nostra economia. Per quanto riguarda gli altri incentivi all'artigianato e all'industria, mi pare che egualmente, se è vero come è vero, come si è detto stasera, che non si è privilegiata la piccola industria, è da vedere anche quali privilegi si sono fatti alla grande industria. La grande industria in Sardegna non esiste, probabilmente come grandi industrie sono le industrie assistite e rappresentate più che altro dalle società partecipate dalla Regione, e lì sì che si è destinato gran parte degli interventi, ma sicuramente niente a favore della piccola e media industria. Non ci ritroviamo nella manovra finanziaria per quel che riguarda questo settore, tanto meno per quel che oramai, stancamente, andiamo a ripetere, ma non ci limiteremo, naturalmente, per questa stanchezza, a non continuare una lotta a favore di quello che è il settore trainante delle industrie che sono destinate o che hanno come obiettivo l'esportazione. Il collega Lippi lo ha richiamato almeno tre o quattro volte durante l'esame di questa finanziaria. Altrettanto, sul turismo, mancano per me i presupposti perché il turismo diventi quella realtà economica che noi tutti vorremmo, perché a parole anche la maggioranza ha speso diverse volte impegni sul turismo, però non ha mai realizzato una vera e propria politica per il turismo. Altri impegni la maggioranza ha speso per il commercio e per la pesca. Sono presenze, quelle per la pesca, probabilmente però manca una legge, manca la legge quadro di settore, per cui gli interventi sono interventi scoordinati, a pioggia, sono degli interventi che vanno a beneficiare spesso anche persone che con la pesca non hanno nulla a che vedere. Ma questo lo rivedremo quando sarà occasione di parlare della manovra finanziaria per la dichiarazione di voto. Devo dire che la proposizione, così come è stata fatta in questo emendamento, che mi piace poco. Mi piace poco quando dice che la Giunta regionale, "in conformità alle linee emerse dal dibattito consiliare e agli indirizzi espressi dalla Giunta medesima..." io non ho sentito indirizzi espressi dalla Giunta medesima, in questa manovra finanziaria, se non quello che è esitato, cioè nella manovra finanziaria stessa. "Col disegno di legge di assestamento del bilancio destina..." ecco, allora io qua mi vorrei fermare, perché un emendamento di questo genere non l'abbiamo presentato, anche perché abbiamo sentito da parte dell'Assessore della programmazione, l'onorevole Scano, l'impegno a confrontarsi apertamente con l'opposizione in occasione della prossima scadenza che è l'assestamento del bilancio. Io questo prendo come impegno, non prendo come impegno un emendamento; così come si è espresso favorevolmente per un confronto aperto sul documento di programmazione economica e finanziaria e altrettanto apertamente ha dichiarato che si sarebbe confrontato con le opposizioni, ovvero con tutto il Consiglio, per quel che riguarda il piano di programmazione degli interventi della Comunità Europea negli anni 2000-2006. Questo per me, se credo in una persone e non ho motivo di dubitarne, anche se non siamo schierati dalla stessa parte politica, è l'impegno che ha preso. Questo emendamento per me è la denuncia di quelli che sono gli interventi che noi vorremmo nel DPEF, come sviluppo economico, nell'assestamento per correggere questa manovra finanziaria in questi settori che sono assenti nella manovra finanziaria e per quella che può essere la riformulazione del programma europeo. Io non ho necessità di presentare emendamenti, nel senso che a una aperta proposizione di confronto accederò nel momento in cui questo confronto verrà richiesto dall'Assessore. Con l'Assessore mi confronterò ben sapendo che un impegno scritto di questo genere ha scarso significato, però il Gruppo di Alleanza Nazionale ha deciso di presentarlo ugualmente, io non trovo così scandalosa la presentazione di questo documento, né d'altra parte, voglio sperare, ho motivo di pensare che da oggi sia finita l'opposizione di Alleanza Nazionale. Se questo fosse l'obiettivo che era alla base di questo documento tra Alleanza Nazionale e la Giunta io penso che la Giunta verrà delusa molto presto da Alleanza Nazionale più di quanto non ci sia come impreso preso quello di rispettare gli impegni presi da parte della Giunta, perché quando mi si dice nel quadro delle compatibilità finanziarie, io dico che avrei voluto vedere all'interno di questo emendamento quanto, perché "nel quadro delle compatibilità finanziarie" potrebbe anche significare che non ci sono disponibilità finanziarie, per cui il documento è nullo. Oppure anche negli indirizzi espressi dalla Giunta, gli indirizzi espressi dalla Giunta vanno in senso contrario all'emendamento, per cui questo emendamento io lo trovo viziato nella forma iniziale. Per quanto riguarda poi la pratica esecutività dello stesso, mi auguro che i primi a non doversene dolere siano i presentatori dell'emendamento, dei quali comunque ritengo che lo spirito fosse di denunciare, anche presso l'opinione pubblica, quelle che sono le carenze strette nella manovra finanziaria. Aveva già avuto modo di dire prima il mio collega Lippi che l'asse Forza Italia-Alleanza Nazionale non s'incrina con un emendamento allorquando la divergenza sta solamente nella quantificazione dell'intervento che la Giunta non ha voluto prendere con impegno e come tale, come impegno, noi non ce la siamo sentiti di sottoscriverlo. Debbo anche dire che non si è fatto, e ripeto per l'ennesima volta, non si è fatta da parte di Forza Italia una manovra ostruzionistica, una mossa ostruzionistica a questa manovra. Abbiamo voluto solamente esaminarla per intero, perché gli anni scorsi probabilmente non eravamo preparati, perchè per fare politica bisogna anche avere preparazione. Quest'anno abbiamo detto basta, vogliamo vedere per intero cosa c'è dietro questa manovra. Mi creda, Assessore, so che questa manovra non le appartiene completamente, ma lei la deve portare avanti anche per dovere politico. A noi questa manovra non piace e riteniamo, nei limiti del possibile, di continuare la nostra battaglia per cambiarla, non per arrivare all'ostruzione di dieci, dodici, quindici giorni, non ci interessa perché così come il sacrificio lo fa chi siede da una parte della maggioranza, ovvero la Giunta, lo fa anche l'opposizione, l'altra parte della maggioranza no perché, grazie a Dio, ho avuto la possibilità di sentirli veramente poco durante questa manovra economica. Sono assolutamente consenzienti alla manovra, loro sono tutti a favore di questa manovra finanziaria che noi dell'opposizione, chissà che strano, siccome abbiamo interessi diversi rispetto a loro, non ci interessano gli enti, non ci interessano le strutture regionali, a noi interessa la gente, probabilmente ci sentiamo più di rappresentare la gente, gli elettori liberi, le attività produttive, tutti i settori che vengono da questa manovra emarginati, noi probabilmente avendo a cuore questo gruppo di elettori, questo gruppo di persone, questo gruppo di sardi, sentiamo di portare avanti la manovra ancora a lungo, finché riterremo necessario, dopo aver esaminato l'ultimo articolo, naturalmente di esprimerci in maniera negativa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, forse si sta caricando anche troppo il dibattito su quest'emendamento, tanto non siamo ancora nella fase finale di questa legge, perlomeno della legge non solo finanziaria, ma resta ancora il bilancio da esaminare. Voglio rassicurare i colleghi della maggioranza, mi fa piacere vedere i loro visi sereni, che il Gruppo di Forza Italia continuerà la sua battaglia nella chiarezza, nella trasparenza e nella intransigenza. Vedete, io sono un profondo sostenitore, come tutti i colleghi del mio Gruppo, profondo sostenitore del sistema bipolare, perché riteniamo che chi viene indicato dal popolo per governare deve governare, deve assumere la responsabilità di governo per il periodo, in questo caso per i 5 anni che sono necessari per avviare e portare a compimento un programma. Chi non riceve il sostegno, e cioè rappresenta la minoranza, deve rassegnarsi o, se si vuole, deve assumere in sé l'onore e l'onere di fare opposizione.
Questo il Gruppo di Forza Italia cerca di avviare, anche in questa fase di fine legislatura, nel rispetto dei ruoli. E a noi non sta bene, non sta bene sulle questioni di governo, sulle questioni che attengono alla gestione del potere, alla gestione delle risorse fare accordi con la maggioranza. Questo l'abbiamo detto nella chiarezza, e lo abbiamo detto subito.
La manovra di bilancio, la manovra finanziaria è innanzitutto un disegno di legge che deve rappresentare anche e qualificare soprattutto l'azione politico programmatica di una maggioranza e della Giunta regionale. L'opposizione deve controllare, deve sindacare, deve portare con il proprio contributo la filosofia che sta alla base del suo agire politico. Ebbene, noi anche in quest'occasione non ci siamo limitati ad individuare spese clientelari, assistenziali, improduttive, ma abbiamo anche segnato, tracciato (io vorrei invitare qualche collega distratto della maggioranza e del governo regionale a rileggersi l'intervento in apertura dei lavori) una strada chiara che è completamente alternativa all'impostazione proposta dalla Giunta di centro sinistra. E allora, non ci può essere, come giustamente ha paventato il collega Dettori, ipotesi di accordi di programma o di intese, gli accordi e le intese tra maggioranza e opposizione si possono sì fare, ma si fanno sulle regole, le abbiamo fatte, sulle riforme, abbiamo trovato intese perché sono patrimonio comune ma non nel far rientrare dalla finestra i pericoli di una politica vecchia e decotta che noi non esitiamo ancora a chiamare consociativa. Questo è il pericolo, e allora nella chiarezza delle posizioni, legittimamente gli amici alleati, alleati non per forma, alleati non come sono i signori della maggioranza perché lo sono perché sono uniti dal collante del potere, ma noi alleati del centro destra perché siamo alleati perché abbiamo un progetto strategico, abbiamo un progetto politico alternativo chiaro, noi abbiamo rispettato e rispettiamo, ci mancherebbe altro, nell'identità, nell'autonomia che logicamente distingue ogni forza politica l'emendamento presentato dagli amici di Alleanza Nazionale e ne cogliamo anche il significato autenticamente nobile, vero e sincero, quello di stimolare l'assenza, l'inerzia, l'inattività, l'immobilismo di questa Giunta regionale verso settori che per noi sono strategici: l'agricoltura, l'artigianato, l'industria, il turismo, il commercio, la pesca. Ebbene, signori, sono i settori fondanti di un'economia, sono i settori fondanti dell'economia della nostra Regione e qui si coglie e in questo coglie veramente nel segno l'emendamento di Alleanza Nazionale, proprio l'assoluta assenza della Giunta, l'assenza di qualunque anche finalità rispetto a questi settori, perché nel momento in cui dice che si occuperà di questi settori in fase di assestamento, significa già che in questa manovra finanziaria questa Giunta è completamente assente. Mentre invece non capisco come gli amici di Alleanza Nazionale abbiano consentito di inserire rispetto all'emendamento che avevano loro presentato, l'emendamento dell'assessore Scano e soprattutto ove dice "la Giunta regionale, in conformità agli indirizzi espressi dalla Giunta medesima", bene, ecco noi dissentiamo sotto questo profilo per questo aspetto, perché la Giunta non ha espresso nessun indirizzo, la Giunta ha espresso chiacchiere, la Giunta ha espresso il nulla, anzi la Giunta ha espresso proprio gli indirizzi contrari rispetto a queste categorie e a questi settori produttivi. La Giunta non ha assunto l'impegno di bonificare il bilancio eliminando quelle spese clientelari e assistenziali, no, la Giunta non ha toccato nulla della legge finanziaria e i propositi sono di non toccare nulla nella legge di bilancio. Allora, noi, ripeto, cogliamo l'alto significato propositivo, ne cogliamo appieno le finalità, e io mi auguro che su questa iniziativa poi non vengano ulteriormente deluse le aspettative di questi settori. Noi non ci vogliamo rendere corresponsabili in alcun modo di iniziative che nascano da un'intesa con la Giunta regionale perché i protocolli d'intesa, firmati dalla Giunta regionale della Sardegna in questi 4 anni con lo Stato o con altri enti sono stati un assoluto fallimento, certi come siamo che sarà un grande fallimento anche la preannunciata mobilitazione per le politiche attive del lavoro che, secondo mi dicono, è stata già rinviata a aprile, quella che era stata prima ipotizzata per il mese di marzo e che veramente ancora pone gravi interrogativi e soprattutto l'interrogativo fondamentale da dove reperire questi mille miliardi aggiuntivi, badate, cari amici di Alleanza Nazionale, per dare risposta a questo vostro legittimo emendamento sono necessari almeno altri 500 miliardi, ma avete chiesto all'Assessore competente da dove reperirà le risorse? E allora serietà, amici, noi abbiamo posto il problema serio e reale delle risorse, noi avremmo firmato cento di questi emendamenti laddove ad ogni voce fosse corrisposta o avessero previsto i responsabili del nostro Governo le risorse necessarie se non esaustive per ogni categoria produttiva. Questo non è stato, e allora nella chiarezza dei ruoli noi continueremo a essere una componente fondamentale dell'opposizione, ad esser il punto di riferimento di tutti i sardi scontenti e che confidano nel Gruppo di Forza Italia quale partito e gruppo chiave per costituire la vera alternativa del centro sinistra in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Presidente, colleghe e colleghi, in questi giorni si è svolto e si sta svolgendo un dibattito serio, qualche volta teso ma sempre costruttivo, a me è parso leale e onesto, mi è parso anche dignitoso sempre, collega Serrenti, anche nella discussione di questo emendamento. La Giunta e la maggioranza hanno presentato e sostenuto una manovra finanziaria che noi stessi abbiamo definito di transizione, non ci sono stati spostamenti se non minimi e dovuti a fatti tecnici ma innanzitutto non ci sono stati per la maggioranza la quale si è attenuta, in vista di un progetto più ampio, di un programma più generale di sviluppo, dal mettere mano a modifiche che pur avremmo ritenuto importanti e positive, l'abbiamo sostenuta così com'è, non perché la riteniamo intoccabile, ma al contrario perché singole variazioni anche importanti avrebbero forse rischiato di farla diventare poi intoccabile, o difficilmente modificabile. Dunque, in questo dibattito, noi non abbiamo voluto fare contrapposizioni a priori e non abbiamo voluto innescare nessuno scontro "muro contro muro". Abbiamo costantemente prospettato pur dinanzi a questioni serie proposte e dalla maggioranza e dall'opposizione, soprattutto attinenti a settori produttivi, abbiamo voluto prospettare l'esigenza di fare ulteriori variazioni e profonde modificazioni all'esito di due passaggi che per noi sono fondamentali, la conferenza sull'occupazione e lo sviluppo, che ha avuto soltanto uno slittamento tecnico per poter garantire la presenza del governo e perchè comunque il protrarsi di questo dibattito avrebbe forse reso difficile al Consiglio fare un passaggio preliminare, come noi abbiamo detto nelle nostre dichiarazioni programmatiche, affinché il Consiglio potesse pronunciarsi sulle linee generali della conferenza stessa; e il documento di programmazione economica e finanziaria, per fare poi sulla base di queste indicazioni l'assestamento, quella che è stata definita la finanziaria di metà anno. E tuttavia questa finanziaria anche per gli interventi relativi ai settori improduttivi, non è priva di attenzione, collega Pittalis, noi non ci stiamo impegnando a mettere le prime lire su questi settori produttivi con l'assestamento di bilancio. Ci stiamo impegnando, dando il parere positivo a questo emendamento, a fare ulteriori stanziamenti, rispetto a quel migliaio di miliardi che già sono presenti; noi riteniamo che questi settori produttivi debbano essere potenziati, lo riteniamo anche noi, perché questo rientra all'interno di quel grande progetto di sviluppo della nostra terra, della occupazione come conseguenza strutturale dell'allargamento e del potenziamento della base produttiva. Ecco perché noi riteniamo che questi siano dei traguardi importanti, ulteriori stanziamenti, li troveremo, li reperiremo, se sarà necessario comprimeremo le spese non necessarie, se sarà necessario troveremo altre fonti di entrata, altre fonti di finanziamento; ma questa è la direzione che noi abbiamo proposto, quella cioè di aspettare a fare questa manovra come conseguenza non di singoli spostamenti pur importanti al di fuori di un programma e di un progetto, ma come conseguenza di un programma e di un progetto. Ecco perché il dibattito che c'è stato anche se non ha potuto trovare nei momenti e nei settori, nei punti, anche in punti seri, in punti qualificanti proposti dalla maggioranza e dalla opposizione, non diventa un tempo perso. Esso rappresenta una prenotazione, una agenda di punti seri, di punti importanti che presto quest'aula, tutta insieme, tutte le forze politiche presenti, sarà chiamata a verificare all'interno di quei passaggi che noi intendiamo proporre al dibattito politico. Questo dibattito anche per noi rappresenta un confronto serio, leale, aperto tra maggioranza ed opposizione in un quadro bipolare che vede, che deve vedere e che vedrà posizioni alternative confrontarsi sul governo della Sardegna. Anche per noi le forze della opposizione sono forze alternative nel rispetto della logica bipolare. Anche noi riteniamo che l'opposizione sia necessaria come opposizione nella chiarezza dei ruoli e nel rispetto della chiarezza dei ruoli di maggioranza e di opposizione. Dunque nell'emendamento 176 noi abbiamo trovato che cosa? Abbiamo trovato la formalizzazione, la consacrazione in qualche modo da parte del Consiglio di quanto è avvenuto in quest'aula. Senza l'emendamento 176 resterebbero gli impegni che sarebbero stati comunque e che sono comunque per noi impegni seri, quelli assunti verbalmente; perché noi siamo gente seria e siamo una maggioranza seria. Quando ci impegniamo vogliamo essere presi sul serio, perciò al collega Floris dico che se lui avesse preso sul serio sin dall'inizio questo nostro impegno avrebbe forse fatto interventi un po' diversi da quelli che ha fatto, avrebbe preso atto, ci avrebbe sfidato negli appuntamenti successivi. L'emendamento 176 formalizza quello che è avvenuto e in qualche modo la maggioranza lo gradisce perché da maggiore solennità all'impegno che noi abbiamo assunto, tutto qui, non c'è niente altro intorno a questo emendamento, la maggioranza ha voluto che esso rappresentasse in modo solenne questo impegno che noi abbiamo assunto. Si tratta di una norma programmatica, è vero, ma per noi, per la maggioranza essa è una norma ancora più cogente di una norma dispositiva; essa per noi è una norma politicamente molto impegnativa, come norma programmatica che io riterrei venisse inclusa in una fase di coordinamento proprio al termine della manovra economico finanziaria. Essa rappresenta quasi un testimone tra questa finanziaria, di cui la maggioranza chiede l'approvazione, e gli imminenti passaggi. Questa norma, la norma che viene proposta con questo emendamento rappresenta come un appuntamento solenne che ci diamo, tutti quanti, di fronte a quest'aula; per questi passaggi decisivi per la nostra terra nel rispetto dei ruoli di maggioranza e di opposizione, ma nella massima disponibilità della maggioranza a recepire qualunque indicazione utile non solo ma anche a percorrere un cammino di collaborazione, sempre fermo restando che siamo alternativi ma nel rispetto reciproco.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento numero 176.
PRESIDENTE. Alcuni consiglieri, tra cui l'onorevole Masala, mi avevano preannunciato delle dichiarazioni di voto, ma poiché è stata richiesta la votazione a scrutinio segreto, e siamo in sede di votazione, non posso concedere la parola se non per dichiarazioni di astensione.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 176.
BERTOLOTTI (F.I.). Vorrei sapere che cosa stiamo votando, in quale sequenza e su quale testo, perché ne sono girati diversi di testi, tra cui uno non firmato quindi vorrei sapere se è stato presentato formalmente oppure no dalla Giunta.
PRESIDENTE. Abbiamo discusso l'emendamento 176 che ha sostituito il 171. Quindi siamo in sede di votazione dell'emendamento 176 sostitutivo totale del 171 con le integrazioni orali apportate dalla Giunta e che sono state oggetto di dibattito serale.
BERTOLOTTI (F.I.). Scusate, io vorrei capire. Qua ci sono numerati, uno non firmato e uno firmato, due emendamenti numero 176. Uno contenente le integrazioni sostenute dalla Giunta e l'altro no. Vorrei capire qual è il testo che in questo momento sta mettendo in votazione.
PRESIDENTE. Sto mettendo in votazione quello dattiloscritto con l'intestazione Masala, Biggio, Boero, Carloni, Cadoni, Frau, Liori, Locci, Sanna Noemi e Usai Edoardo, che è stato distribuito alla fine della serata e che è stato discusso, anche, sul quale è stato oggetto di discussione tutta la serata. Questo si mette in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Forse c'è un passaggio formale da compiere, cioè è mancata la formale dichiarazione, da parte di uno dei presentatori, in questo caso lo faccio io, degli emendamenti orali proposti dalla Giunta.
PRESIDENTE. Con questo chiarimento possiamo passare alla votazione; è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto, prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 176. Prima di comunicare i risultati, comunico all'Assemblea che è stato presentato alla Commissione competente il disegno di legge sul quarto mese di esercizio provvisorio. Mi sembrava, ma potrei sbagliarmi, di avvertire che ci fosse una disponibilità favorevole ad esaminarlo quanto prima, ma mi pare, e per questo chiedevo se era possibile convocare la Commissione domani, prima dei lavori dell'Aula, alle 9, 9 e 30.
PITTALIS (F.I.). Questa storia deve finire, queste imposizioni di orario, le cose si concordano.
PRESIDENTE. Non ci sono imposizioni di orario, però mi pareva di capire che il quarto mese di esercizio provvisorio fosse un elemento di chiarimento complessivo della procedura e dello stato dei lavori e che quindi su questo si potesse trovare un accordo. Naturalmente il Regolamento dice che per tenere la riunione della Commissione durante i lavori del Consiglio occorre l'accordo dei Presidenti di Gruppo. Se c'è l'accordo dei Presidenti di Gruppo io la convoco e chiedo al presidente Secci di convocarla domani; se, come mi pare di capire, l'onorevole Pittalis con questo intervento non sta dando l'accordo, io convoco il Consiglio domani, e poi durante la giornata si vedrà quale è il momento in cui si può fare la Commissione per varare il quarto mese di esercizio provvisorio. Quindi se questa è la situazione, se siamo d'accordo, così io do lettura intanto dei risultati della votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 53
astenuti 9
maggioranza 27
favorevoli 45
contrari 8
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - LADU - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS e i consiglieri BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FLORIS - GRANARA - LIPPI - MILIA - PITTALIS.)
Quindi questo conclude la discussione di questo articolo, credo che per stasera...
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo scusa, Presidente, innanzitutto del tono, ma sono le 22 e 20 e la stanchezza... pongo solo un problemi di orari, Presidente. Se la Commissione viene convocata a orari decenti, non perché le 9 non sia un orario decente, ma tenuto conto che siamo già dodici giorni, e quindi se viene convocata alle ore 10 nessun problema.
PRESIDENTE. Convochiamo la Commissione alle ore 10 e alle ore 10 e 30 il Consiglio.
Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Signor Presidente, non credo di essere uno che ha una voce proprio dal coro, ma io gradirei avere anche l'indicazione sull'ordine dei lavori, sia per la giornata di sabato che per la giornata di domenica. Perché faccio notare che chi abita a 200 chilometri, e non solo, è da domenica mattina qui, e credo che possa essere legittimo poter riferire alla famiglia quando si intende ed è possibile rincontrarsi, e non di telefonata in telefonata dire: non si sa. Adesso, con tutto il rispetto, io ritegno che la Conferenza dei Presidente di Gruppo questo lo possa decidere, lordine dei lavori. Può essere 15 giorni continuativi fino alla fine del mese di marzo, una volta per tutte lo si dica in modo che si possa essere corretti anche nei confronti della propria famiglia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Non voglio tediare l'Assemblea però questo, quando si sceglie di candidarsi, di fare questa attività e di fare politica, la famiglia si deve sapere che è sacrificata. Non si può invocare la famiglia per i programmi di lavoro e l'Assemblea in occasioni importanti e delicate come questa. Non si può.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Per dire a lei, signor Presidente, che il presidente della Commissione bilancio, che aveva già credo trovato l'accordo dei componenti la Commissione, per la riunione domani mattina alle 9, e quindi la Commissione è stata convocata per domani mattina alle ore 9. Visti i suoi buoni rapporti con il Presidente della Commissione bilancio, almeno lo informi che la riunione della commissione è alle ore 10.
PRESIDENTE.Onorevole Dettori, non continuiamo a fare polemica su questo.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Scusate, onorevoli colleghi, non è un problema di polemica, io non sto chiedendo, e credo di interpretare molte delle presenze qui, nulla se non una programmazione dei lavori seria; solo questo.
PRESIDENTE. Solo per informare, di questo ne abbiamo parlato in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, purtroppo la dialettica parlamentare e di assemblea ha protratto i lavori sino alla scadenza; i termini scadono domani e allora io, durante la giornata di domani, sentirò e consulterò di nuovo la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, però il mio dovere è di consentire all'Assemblea di lavorare il più possibile per ridurre al massimo i tempi di deroga dei termini regolamentari.
La sedata è tolta alle ore 22 e 25.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA LIPPI - FLORIS - BERTOLOTTI - MILIA - BIANCAREDDU sull'attuazione della norma dello Statuto della Regione Sardegna concernente "Istituzione di punti franchi".
I sottoscritti,
considerato che in data 4 settembre 1997 la Commissione paritetica per le norme di attuazione della Regione Sardegna (componenti della Commissione il Prof. Allegretti e il Prof. Ciarlo in rappresentanza dello Stato e l'Avv. Campus e il Dott. Sechi per la Regione) ha elaborato uno schema di norme di attuazione dell'articolo 12 dello Statuto speciale, in base al quale vengono istituiti punti franchi doganali nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme e Arbatax e in altri porti e aree industriali ad essi funzionalmente collegati o collegabili;
constatato che l'attuazione di questa norma è attesa dai sardi e dalla Sardegna da quasi cinquant'anni e considerato anche che tra gli Statuti regionali soltanto quello sardo espressamente contiene questa norma nel già citato articolo 12;
rilevato che pur restando obiettivo principale e irrinunciabile quello di creare una zona franca fiscale estesa a tutta la regione, il conseguimento del riconoscimento dei punti franchi doganali resta sempre un primo e importante risultato;
constatato che:
- con l'ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio regionale in data 18 settembre 1997 si invitava la Giunta regionale affinché intervenisse nei confronti del Governo per sollecitare una rapida applicazione della disposizione in questione, visto che con lo schema di norma di attuazione dell'articolo 12 si manifestava la chiara e incondizionata volontà di procedere verso l'effettiva costituzione di punti franchi in Sardegna;
- nello stesso ordine del giorno, in coerenza con quanto stabilito dal protocollo d'intesa Stato - Regione del 21 aprile 1997, si impegnava la Giunta regionale a presentare al Consiglio regionale entro il 31 ottobre 1997, sentiti i Consorzi della aree industriali, una proposta di delimitazione dei punti franchi individuati nella norma di attuazione, escluso quello di Cagliari, al fine di acquisire il parere delle competenti commissioni;
- si impegnava la Giunta a presentare, entro due mesi al Governo, una proposta organica di zona franca fiscale, individuando le attività che potrebbero trarre giovamento da tali benefici e i tributi su cui gli sgravi fiscali possono essere operati;
appreso a seguito dell'interrogazione presentata al Parlamento dai parlamentari sardi di Forza Italia Ciccu, Massidda e Marras che il Ministro delle finanze Visco non intende riconoscere alla Sardegna nessuna soluzione di zona franca fiscale,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) se sia intervenuto nei confronti del Consiglio dei Ministri per accelerare l'approvazione delle norme stabilite dalla Commissione paritetica e garantire l'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica;
2) se, in linea con gli impegni assunti nei confronti del Consiglio regionale, abbia convocato i Consorzi delle aree industriali e conseguentemente approntato una proposta di delimitazione dei punti franchi;
3) se abbia presentato al Governo una proposta organica di zona franca fiscale nei tempi e nei modi previsti dall'ordine del giorno del Consiglio regionale;
4) se sia intenzione della Giunta regionale aprire una vertenza con lo Stato per rivendicare quello che la Sardegna e i sardi attendono da quasi cinquant'anni, una zona franca estesa a tutto il territorio capace di garantire sgravi fiscali a chi intenda investire nella nostra Regione. (427)
INTERPELLANZA MONTIS - CONCAS - VASSALLO sull'inquinamento della spiaggia di Piscinas nel Comune di Arbus.
I sottoscritti,
premesso l'impegno di affrontare con piani e risorse finanziarie adeguate il disinquinamento e il recupero dei territori ex minerari, sia ai fini di un riequilibrio produttivo zonale, sia per opere destinate a produrre occupazione per le popolazioni ivi residenti fra le più penalizzate della Sardegna;
considerato che nonostante le numerose sollecitazioni con atti istituzionali presentati al Consiglio da più parti politiche, ed in particolare dal nostro Gruppo, non si sono avute risposte circa la volontà della Giunta di affrontare i problemi sollecitati;
considerato altresì che l'inquinamento di gran parte dei territori a valle dei vecchi impianti minerari non ha registrato alcun regresso positivo per responsabilità dell'ente minerario preposto anche a questa incombenza;
chiede di interpellare gli Assessori dell'industria e della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se non intendano impegnare la propria autorità e le risorse le finanziarie necessarie per impedire l'ulteriore devastazione della spiaggia di "Piscinas" in territorio di Arbus causata dalla fuoriuscita dai pozzi delle ex miniere di "Gennamari-Ingurtosu" di enormi quantità di acque contenenti materiali inquinanti residuati dei processi di estrazione;
2) se non ritengano opportuno disporre con urgenza una ricognizione per approfondire eventuali analoghi pericoli anche in altre ex miniere come nei cantieri di levante delle miniere di Montevecchio. (428)
INTERPELLANZA MURGIA - DETTORI Ivana - GHIRRA - MANCHINU - SANNA Giacomo - LA ROSA - ARESU - LIPPI sulla situazione che si è creata nell'Agenzia del lavoro e sulle procedure che si intendono adottare per la nomina del direttore della stessa.
I sottoscritti,
premesso che l'Agenzia del lavoro è uno strumento fondamentale di qualsiasi politica attiva del lavoro e che sarebbe lecito attendersi un suo potenziamento e una sua valorizzazione da parte di una Giunta che afferma di avere il problema del lavoro al centro della propria attività;
ricordato che l'Agenzia sarda ha avuto una lunga e tormentata vicenda che autorizza a ritenere che non ci sia stato un reale interesse ad un suo effettivo funzionamento, ma al contrario ci sono sempre stati pesanti ingerenze dell'Assessorato sulla sua autonomia. L'Agenzia, infatti, istituita sulla carta nel 1988 solo successivamente ha preso a funzionare con la parziale copertura dell'organico avvenuta a fine 1996 al termine di un faticoso processo iniziato nel marzo 1995 con la presentazione da parte del direttore della proposta di dotazione di personale e, nonostante le condizioni logistiche assolutamente inadeguate, che costringono i pur volenterosi giovani dipendenti a lavorare in condizioni precarie per colmare i ritardi accumulati negli anni scorsi;
considerato che disinteresse, ostilità e prevaricazione nei confronti di questo strumento di governo si sono manifestate più volte escludendolo dalla partecipazione, per esempio, alla elaborazione e alla verifica delle "politiche" di formazione professionale, di analisi degli effetti della legge regionale n. 28 del 1984, di elaborazione di disegni di legge in materia;
sottolineato che l'aspetto più grave della vicenda riguarda
l'esautoramento di fatto del Comitato del lavoro, al quale la legge
istitutiva all'articolo 32 affida i compiti di governo
dell'Agenzia. In particolare, a più riprese, l'Assessorato ha
provveduto a conferimenti di incarichi interni all'Agenzia stessa
ignorando il ruolo del Comitato e dello stesso direttore,
determinando così inutili e dannose tensioni.
Da ultimo si sta assistendo a una sorta di espropriazione dei
poteri del Comitato per quanto riguarda il problema della scadenza
del contratto del direttore dell'Agenzia. Nonostante infatti
l'articolo 31 della legge regionale n. 33 del 1988 preveda che il
Comitato sia convocato almeno ogni due mesi, nonostante ripetute
sollecitazioni da parte di autorevoli componenti del Comitato
stesso, nonostante la gravissima situazione creatasi con la
decadenza di un organo fondamentale dell'Agenzia, il Comitato non
viene convocato dal 3 dicembre scorso, cioè da ben tre mesi, con
l'evidente intento di evitare che si pronunci sulla questione del
direttore;
rilevato che tale atteggiamento appare ancor più inopportuno in considerazione del fatto che il Comitato del lavoro è composto in gran parte da rappresentanti di forze sindacali e imprenditoriali, da esperti qualificati che non possono essere espropriati dalle loro funzioni per dar luogo a lottizzazioni di vecchia memoria;
deplorato che il commissariamento di fatto si iscrive in un processo di centralizzazione burocratica, contraddittorio con le esigenze di decentramento, flessibilità, snellezza della attività regionale,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere cosa intendano fare per ripristinare il pieno rispetto della norma e dello spirito della legge regionale n. 33 del 1988, per restituire in particolare pienezza di poteri al Comitato del lavoro e quindi ripristinare il rispetto per le organizzazioni in esso rappresentate, per evitare un'ulteriore fase di incertezza di direzione a un'organizzazione, quale l'Agenzia del lavoro, già duramente provata da ostilità e inefficienza dei responsabili politici. (429)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sugli ex dipendenti della Cooperativa COLAS di Sassari.
Il sottoscritto, premesso che:
I. da alcuni giorni 9 lavoratori ex dipendenti della Cooperativa COLAS hanno occupato l'anticamera dell'ufficio del Sindaco di Sassari per protestare per la loro mancata assunzione da parte della Società SLIA, che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani;
II. questi lavoratori sono gli unici - tra tutti quelli che operavano a Sassari in numerose cooperative della nettezza urbana - a non aver trovato lavoro, nonostante il capitolato d'appalto prevedesse esplicitamente l'assunzione di tutti gli operatori ecologici già in organico alle cooperative;
III. questi lavoratori nel 1993 misero in luce e denunciarono - con alto senso civico - truffe nei confronti dell'Amministrazione comunale di Sassari ed estorsioni e violenza privata all'interno di varie cooperative, portando all'arresto a più riprese di numerosi dirigenti delle stesse cooperative operanti in città per conto del Comune;
IV. come "ringraziamento" per aver fatto scoppiare un bubbone purulento questi ex soci della Cooperativa COLAS persero il posto di lavoro, ed alla aggiudicazione del nuovo appalto sono stati ancora esclusi dall'organico, mentre molti di coloro che furono arrestati e condannati sono stati "premiati" ed oggi sono regolarmente al lavoro;
V. nonostante le ripetute promesse di molti amministratori comunali, niente in concreto è stato fatto per la positiva soluzione del problema,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del lavoro per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto succitato;
2) quali iniziative intendano assumere nei riguardi dell'Amministrazione comunale di Sassari, interessando del problema anche la Prefettura e l'Ufficio provinciale del lavoro, affinché si faccia rispettare il capitolato d'appalto da parte della SLIA ed addivenire ad una felice soluzione di tutta la vicenda, perché non è pensabile che restino disoccupati proprio coloro che iniziarono alcuni anni orsono l'opera di moralizzazione denunciando principalmente le truffe milionarie ai danni del Comune. (952)
INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sul mancato invio alla Presidente del Consiglio dei Ministri dei dati relativi ad incarichi conferiti a pubblici dipendenti.
I sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere perché, in ottemperanza del comma 8 dell'articolo 58 del D.L. 3 febbraio 1993, n. 29, la Regione, a differenza di tutte le altre Regioni, escluso il Lazio, non abbia fatto pervenire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per la funzione pubblica, i dati relativi agli incarichi conferiti dalla Regione a dipendenti di altre amministrazioni e i dati relativi alle autorizzazioni rilasciate a dipendenti regionali per prestazioni a favore di altre amministrazioni.
Infatti è obbligatorio comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con aggiornamento al 31 dicembre di ogni anno, il numero degli incarichi e l'ammontare dei compensi conferiti e autorizzati, relativi a incarichi arbitrali e di docenza, a nomine in consigli di amministrazione, in collegi sindacali, in commissioni e comitati, a commissario ad acta, nonché gli incarichi di collaudo e di direzione di lavori, le consulenze, gli studi, i progetti e ogni altro tipo di prestazione professionale.
Considerata la rilevanza di tali dati, sotto il profilo della rilevanza della spesa e quali indicatori dell'efficienza dell'Amministrazione regionale, si chiede di conoscere, per l'anno 1997, quanto non comunicato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e cioè il numero e l'importo dei compensi relativi agli incarichi conferiti, distinti per tipologia e l'amministrazione richiedente, relativi agli incarichi autorizzati per i dipendenti. (953)
INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata pubblicazione delle zone carenti di medicina generale e pediatrica.
I sottoscritti chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale per conoscere se l'Assessorato abbia preso in esame la grave situazione di numerosi ambiti per l'assistenza medica generica e pediatrica in cui medici deceduti o rinunzianti non sono stati sostituiti.
In tali località il numero dei medici restati in servizio non garantisce un adeguato servizio ai cittadini. Infatti pur se i medici raggiungessero il numero di assistiti massimo previsto dal contratto resterebbero comunque dei cittadini, spesso bambini, privi di assistenza.
Viene comunque frustrato il diritto dell'assistito di scegliere liberamente il medico poiché in molti casi la scelta è obbligatoria a favore dell'unico medico che non raggiunge il massimale di assistiti.
Considerato che la Giunta regionale, con delibera n. 53/105 del 30 dicembre 1997, ha rideterminato, rendendoli più ampi, gli ambiti territoriali per l'assistenza primaria, si chiede per quali motivi non siano stati pubblicati gli ambiti territoriali carenti, per procedere ai trasferimenti e all'inserimento di nuovi medici. (954)
INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sugli interessi economici gravitanti sui parchi.
I sottoscritti, premesso che:
- qualche giorno fa una delegazione della Lega delle Cooperative, proveniente da Bologna, ha fatto visita all'isola dell'Asinara accolta, ossequiata e trasportata da appartenenti al Corpo Forestale regionale;
- non risulta che tale delegazione avesse particolari interessi ambientalistici, né manifestasse curiosità di conoscere l'assetto carcerario, ormai in fase di finale smantellamento organizzativo;
- la visita alle strutture immobiliari e alle strutture produttive, quali il caseificio, ha invece dimostrato che l'interesse dei cooperatori emiliani era verso l'utilizzazione a fini economici del parco,
chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se sia stata accordata qualche preferenza alla Lega delle Cooperative e da chi sia partita la sponsorizzazione e perché, se nel parco vi sono da gestire strutture aventi valenza economica, non si sia fatto un pubblico avviso rivolto in particolare agli imprenditori locali, al fine di creare un rapporto costruttivo fra l'economica locale e il territorio strutturato a parco;
2) quali garanzie di trasparenza intenda assicurare, fino all'insediamento degli organi di gestione, di fronte agli appetiti che si stanno scatenando dall'Asinara al Gennargentu, da Molentargius al Sinis, considerato che in questi ultimi tempi, senza peraltro dare adeguate informative al Consiglio, l'Assessorato sta firmando intese per l'istituzione di parchi e riserve, terrestri e marine. (955)
INTERROGAZIONE TUNIS Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attivazione da parte della Tirrenia del servizio di prenotazione della biglietteria.
Il sottoscritto,
premesso che il ritardo nell'attivazione del servizio di prenotazione della biglietteria della Tirrenia sta causando legittime preoccupazioni e lamentele, sia presso la popolazione sarda che tra gli addetti del comparto turistico che operano nell'Isola;
considerato che tale inadempienza limita e pregiudica fortemente un armonico sviluppo del comparto turistico, mortificando nel contempo il diritto della popolazione sarda e dei tanti emigrati a poter programmare a proprio piacimento i viaggi da e per la Sardegna;
atteso che tale dissenso si manifesta puntualmente ogni anno, senza che per tempo vengano adottati i necessari adempimenti;
rilevato che questo disservizio nella gestione "in monopolio" del trasporto marittimo è l'ennesimo di una lunga lista che causa a tanti sardi molteplici disagi e rende sempre più lontana la realizzazione pratica della cosiddetta "continuità territoriale" con la Penisola,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dei trasporti per conoscere quali iniziative siano state adottate, o si intendano adottare, per risolvere i problemi lamentati da tanti sardi e dagli operatori turistici che lavorano nell'isola e per sapere inoltre, se nei confronti della Tirrenia sia stato programmato un serio confronto per contrattare migliori servizi e quant'altro possa evitare ai sardi ulteriori penalizzazioni ed aumenti tariffari. (956)
INTERROGAZIONE MARRACINI - MANUNZA - LOMBARDO, con richiesta di risposta scritta, sui corsi di formazione professionale di assistente di turismo equestre.
I sottoscritti,
apprese le notizie apparse in queste ultime settimane sulla stampa relative ai bandi promozionali dei corsi di formazione professionale, pubblicati dai vari enti isolani che organizzano tali corsi;
vista in particolare l'attuazione di un considerevole numero di corsi di assistente di turismo equestre, per ognuno dei quali si prevede la partecipazione di quindici allievi;
tenuto conto che non esiste l'effettiva esigenza nel mercato del lavoro isolano di un così cospicui numero di tali figure;
constatato, quindi, che si tratta dell'ennesimo bluff architettato per la distribuzione mirata di fondi, contrabbandando per formazione professionale l'elargizione di denari pubblici;
appurato che esiste in Italia un'associazione che, sotto il controllo della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) e quindi del CONI, controlla e disciplina il turismo equestre in Italia chiamata ANTE (Associazione Nazionale Turismo Equestre);
considerato che tra tutte le figure che l'ANTE prevede (guida, maestro, accompagnatore) non esiste quella di assistente di turismo equestre; tale qualifica, infatti, appare inventata dalla mente insana di chissà chi e non trova nessun riscontro in campo nazionale ed europeo,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
- se è a conoscenza di chi abbia avuto l'idea di coniare una qualifica che non ha riscontro nel resto d'Italia e quindi d'Europa;
- quanti corsi di questo tipo sono stati realizzati nell'ultimo quinquennio e quanti assistenti di turismo equestre ha formato la Regione;
- quanto costa ogni corso, e quindi ogni addetto, e quanti hanno trovato negli ultimi anni occupazione nel mercato del lavoro;
- quali e quante saranno le aziende che assumeranno tali figure destinate, a nostro avviso, ad assistere al proprio inglorioso e sicuro insuccesso professionale, propedeutico esclusivamente a chi deve alimentare il proprio serbatoio di voti. (957)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sugli stanziamenti previsti dalla finanziaria 1998 per il fermo biologico in Sardegna.
Il sottoscritto,
premesso che vi è viva preoccupazione nelle associazioni del settore pesca per il problema dello stanziamento all'interno della finanziaria 1998 destinato al cosiddetto fermo biologico;
considerato che si sono già avuti grossi problemi per i pagamenti degli indennizzi per il fermo 1997 e l'esiguità degli stanziamenti per il 1998 non fa ben sperare per tutte le attività di ristrutturazione e l'incentivazione del settore pesca, così importante per l'economia sarda;
ritenute legittime le preoccupazioni in premessa espresse dagli addetti del settore già penalizzati a causa della spietata concorrenza degli armatori delle altre regioni italiane e paesi stranieri gravitanti nell'area del Mediterraneo, più attrezzati rispetto ai nostri e operanti nelle nostre acque;
non compresa la ragione per cui il settore della pesca, già penalizzato anche lo scorso anno, debba ancora subire nella manovra finanziaria in corso tagli che pregiudicano pesantemente la sopravvivenza degli addetti al settore,
chiede di interpellare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente affinché la Giunta regionale operi, in sede di finanziaria 1998, una revisione dei criteri di finanziamento per l'intero settore della pesca che preveda stanziamenti più consistenti per il rilancio e lo sviluppo dell'importante settore economico, facendo altresì immediata chiarezza sui problemi legati al fermo biologico. (958)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristinare il limite dei 40 anni per poter accedere ai contratti di formazione lavoro.
Il sottoscritto,
premesso che lo scorso 31 dicembre sono stati riportati da 40 a 32 anni i limiti di età per poter accedere all'occupazione con contratto di formazione lavoro;
considerato che questo fatto nuoce ulteriormente e gravemente all'occupazione, in particolare alla già compromessa situazione occupazionale sarda, in quanto viene esclusa dalla possibilità di accedere a posti di lavoro con contratto di formazione lavoro una notevole fascia di interessati e viene preclusa ai quarantenni la possibilità di trovare un'occupazione;
ritenuta la decisione in premessa lesiva degli interessi di molti cittadini che hanno il diritto di poter trovare un'occupazione anche alle soglie dei 40 anni, tenuto conto, oltretutto, del grave tasso di disoccupazione presente in Sardegna;
ritenuto, altresì, necessario che venga urgentemente convocata la Commissione regionale per l'impiego, affinché valuti l'opportunità di riportare il limite d'età per accedere ai contratti di formazione lavoro ai 40 anni,
chiede di interrogare l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per conoscere quali iniziative intenda adottare e, in particolare, se intenda promuovere una convocazione della Commissione regionale per l'impiego, affinché il limite d'età per accedere ai contratti di formazione lavoro venga ripristinato dai 32 anni ai 40, al fine di permettere ai numerosi interessati che hanno un'età superiore ai 32 anni di poter usufruire di un'occupazione. (959)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di trovare una soluzione occupativa per i 16 giovani laureati che hanno portato a termine il corso di formazione CIFDA per agenti di sviluppo rurale finanziato dalla Unione Europea.
Il sottoscritto,
premesso che il CIFDA ha promosso un corso di formazione professionale biennale finanziato dalla UE per laureati in agraria che è stato portato a termine da 16 giovani laureati, i quali hanno conseguito la qualifica di agente di sviluppo rurale;
considerato che la Regione autonoma della Sardegna ha investito in questo progetto formativo coofinaziato dall'UE risorse umane e finanziarie e che il corso è stato di notevole livello qualitativo sia per la collaborazione di docenti altamente qualificati, sia per il l'importante impegno in termini di tempo (corso biennale, 1.600 ore di lezioni teorico - pratiche, 4 stage sul territorio);
rilevato che la figura professionale dell'agente di sviluppo rurale rappresenta una evoluzione della professionalità dell'agronomo in quanto è impegnato nel monitoraggio delle risorse fisico-ambientali, sociali e culturali che possono caratterizzare un'area territoriale, utile specialmente nel quadro di sviluppo dei parchi naturali in Sardegna;
ritenuto, quindi, importante permettere a queste nuove professionalità di svolgere le attività per le quali si sono formate con grande dispendio di impegno e di tempo,
chiede di interrogare gli Assessori regionali dell'agricoltura, della difesa dell'ambiente, della programmazione, del lavoro e degli enti locali per conoscere quali iniziative intendono assumere congiuntamente al fine di studiare soluzioni occupative adeguate alla nuova figura professionale di agente di sviluppo rurale, considerandone l'utilità specifica, la formazione accurata e l'impegno in termini finanziari e temporali profuso per conseguire questo risultato. (960)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura del carcere dell'Asinara e sul personale della stazione navale della Polizia penitenziaria.
Il sottoscritto, premesso che:
a) il 28 febbraio scorso è stato definitivamente chiuso il carcere dell'Asinara, col trasferimento degli ultimi detenuti e col passaggio di tutti i beni mobili e immobili al Ministero dell'ambiente;
b) purtroppo, però, niente di concreto è stato posto in essere per la sistemazione dei sessantasei agenti della Polizia penitenziaria che hanno operato per moltissimi anni per la stazione navale;
c) i sessantasei agenti hanno chiesto di poter restare in Sardegna perché un loro trasferimento in sedi del continente nazionale li allontanerebbe dalle loro famiglie, dai loro affetti e dai loro interessi;
d) nonostante le molte assicurazioni in merito (basti ricordare l'incontro con un alto funzionario della Direzione generale dell'Amministrazione penitenziaria) i sessantasei agenti continuano a non avere certezze sul loro futuro,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se siano a conoscenza degli intendimenti dell'Amministrazione carceraria in merito alla sistemazione di questi agenti;
2) se non sia necessario e urgente intervenire presso il Ministero di grazia e giustizia affinché i sessantasei agenti del servizio navale possano restare in Sardegna ed effettuare il loro servizio o presso i porti dell'Isola per il servizio di traduzione dei carcerati oppure direttamente nei vari istituti di pena dislocati nel nostro territorio, perché non è pensabile che a pagare per la liberalizzazione dell'isola dell'Asinara siano questi servitori dello Stato che per anni si sono sobbarcati un lavoro duro e difficile. (961)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di operare un monitoraggio da parte della Regione per scoprire le cause dell'altissima incidenza di tumori maligni nel sassarese.
Il sottoscritto,
premesso che da un recente studio portato avanti dall'Università di Sassari - Istituto di Anatomia Patologica e Servizio di Epidemiologia, come segnalato da un articolo comparso in data odierna su "Il Quotidiano di Sassari", emerge un inquietante dato sull'incidenza dei tumori maligni in Provincia di Sassari;
appreso che nel periodo dal 1992 al 1994 si sono registrati nella Provincia di Sassari oltre 5600 casi di tumore maligno, cifra che si riferisce esclusivamente ai residenti;
considerate sconcertanti tali cifre che si pongono ai primi posti nelle statistiche delle varie Province italiane, come indicato da illustri studiosi dell'Ateneo sassarese;
ritenuto necessario da parte della Regione sarda operare un monitoraggio, in collaborazione con l'Università e con l'A.S.L. n.1 di Sassari, per scoprire se le cause di tale alta incidenza di neoplasie nel sassarese siano da ricercarsi nello specifico delle attività industriali della zona, dato ipotizzato dal recente studio in materia,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per conoscere quali iniziative intenda assumere al fine di verificare con un'indagine accurata e specifica sui luoghi di lavoro, portata avanti con la collaborazione dell'Università di Sassari e dell'A.S.L. n. 1 di Sassari, da quali fattori dipenda il dato sconcertante dell'altissima frequenza di tumori maligni nel sassarese e al fine di attuare una politica di prevenzione e sperimentazione affinché si attenui questo negativo fenomeno. (962)
INTERROGAZIONE FRAU - LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla ASL n. 1 di Sassari.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) per quali motivi, a circa due anni dall'insediamento, il Direttore generale della ASL n. 1 di Sassari non abbia ancora provveduto all'affidamento degli incarichi di responsabile di servizio, di struttura distrettuale e di presidio ospedaliero, e se sia vero invece che, in aperto contrasto con la legge regionale n. 5 del 1995 e col Regolamento interno dell'Azienda, vengano preposti a tempo per tali incarichi altre persone con minori titoli e, pertanto, con aggravio finanziario notevole;
2) se non sia opportuno un suo autorevole intervento al fine di sanare una situazione che sta provocando molto malumore all'interno dell'Azienda. (963)
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