Seduta n.280 del 23/09/1993
CCLXXX SEDUTA
GIOVEDI' 23 SETTEMBRE 1993
Presidenza del Presidente FLORIS
INDICE
Commemorazione dell'ex consigliere regionale Luigi Tola
Elezione di due componenti della I Sezione del Comitato tecnico amministrativo regionale dei lavori pubblici in sostituzione di Salvatore Ligios e Giuseppe Abate:
(Votazione a scrutinio segreto)..
(Risultato della votazione) .......
Interpellanze (Annunzio) ......
Interrogazioni (Annunzio) ....
Legge regionale 27 luglio 1993: "Provvidenze a favore dell'artigianato sardo, modifiche alle leggi regionali 31 maggio 1984, n. 26,11 aprile 1985, n. 5, 30 aprile 1991, n. 13 ed abrogazione della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40 (CCLXXV)", rinviata dal Governo, (discussione e approvazione):
CUCCU, relatore ....................
COGODI .................................
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio
(Votazione per appello nominale)
(Risultato della votazione) .......
Sull'ordine del giorno:
CORDA ..................................
COGODI .................................
Sull'ordine dei lavori:
COGODI .................................
DADEA ..................................
TAMPONI ..............................
La seduta è aperta alle ore 10 e 03.
URRACI, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana dell'8 settembre 1993, che è approvato.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
URRACI, Segretaria:
"Interrogazione Onida, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata apertura dell'Ufficio tutela del paesaggio nella Provincia di Oristano". (607)
"Interrogazione Marteddu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di inattività della Pro-loco di Bosa". (608)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della Sarda telecomunicazioni e sulla necessità di interventi urgenti per salvaguardare i posti di lavoro". (609)
"Interrogazione Lorelli - Dadea - Ladu Leonardo, con richiesta di risposta scritta, sulla ventilata chiusura della scuola di volo di Alghero". (610)
"Interrogazione Usai Edoardo sulla gestione ed organizzazione del CMAS (Centro medico di assistenza sociale) di Cagliari". (611)
"Interrogazione Sanna Adalberto - Oppi - Piras - Amadu - Marteddu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione determinatasi a seguito del fallimento della Sarda pecorini S.p.A.". (612)
"Interrogazione Pau, con richiesta di risposta scritta, sull'acquisizione della laguna di San Teodoro". (613)
"Interrogazione Serra Pintus, con richiesta di risposta scritta, sull'adeguamento alla normativa comunitaria delle aziende del settore ovicaprino". (614)
"Interrogazione Manchinu - Giagu - Desini - Ferrari - Degortes - Sechi - Casu - Meloni, con richiesta di risposta scritta, sui criteri di erogazione di contributi alle società sportive in base alla legge regionale 39/73". (615)
"Interrogazione Porcu - Sechi, con richiesta di risposta scritta, sul mancato pagamento dei sussidi e sulla condizione degli ammalati di mente in Sardegna". (616)
"Interrogazione Cadoni, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata utilizzazione da parte della Unità sanitaria locale numero 6 dei finanziamenti per l'ospedale di Bosa". (617)
"Interrogazione Cadoni, con richiesta di risposta scritta, sulla ripartizione dei fondi per gli investimenti previsti dalla legge regionale numero 4 del 1988". (618)
"Interrogazione Dadea - Erittu - Muledda sul processo di ristrutturazione avviato dall'ENEL in Sardegna". (619)
"Interrogazione Planetta - Ortu - Serrenti - Puligheddu - Demontis, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione del personale degli uffici medici e dei veterinari provinciali della Sardegna". (620)
"Interrogazione Cadoni, con richiesta di risposta scritta, sulla concessione dell'indennità compensativa agli allevatori per l'annata 1989/1990". (621)
"Interrogazione Ferrari, con richiesta di risposta scritta, sull'esclusione della provincia di Oristano dalla concessione del contributo C.E.E. ai produttori di mais". (622)
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
URRACI, Segretaria:
"Interpellanza Mannoni sulla vibrata protesta del consigliere provinciale Ing. Urru (P.D.S.)". (350)
"Interpellanza Tamponi - Carusillo - Corda - Marteddu - Sanna - Serra - Tidu - Usai Sandro - Atzori - Giagu - Amadu - Atzeni - Baghino - Deiana - Dettori - Fadda Paolo - Lorettu - Manunza - Mulas Franco Mariano - Onida - Oppi - Piras - Satta Antonio - Sechi - Selis - Serra Pintus - Soro sulla inefficienza dell'Agenzia del lavoro nell'affrontare i compiti istituzionali affidatigli dalla legge". (341)
"Interpellanza Tamponi - Carusillo - Corda - Marteddu - Sanna - Serra - Tidu - Usai Sandro - Atzori - Giagu - Amadu - Atzeni - Baghino - Deiana - Dettori - Fadda Paolo - Lorettu - Manunza - Mulas Franco Mariano - Onida - Oppi - Piras - Satta Antonio - Sechi - Selis - Serra Pintus - Soro sulla mancata esecuzione dei provvedimenti amministrativi per l'attuazione dei progetti speciali volti a combattere la disoccupazione". (342)
Commemorazione dell'ex consigliere regionale Luigi Tola
PRESIDENTE. Onorevoli Consiglieri, è morto ad Ancona, dove era ricoverato da alcuni giorni, Luigi Tola, da qualche tempo rappresentante dei Verdi della Provincia di Sassari, ma già esponente importante del P.S.D.I. sardo sin dagli anni sessanta.
Come socialdemocratico sedette tra i banchi del Consiglio regionale per brevissimo tempo nel lontano 1979; stava per concludersi la settima legislatura e Gigi Tola fu chiamato a surrogare il consigliere Pietro Pigliaru che si era dimesso per candidarsi nelle elezioni per il Parlamento nazionale. Anche in quei pochi giorni di permanenza in Consiglio, Luigi Tola aveva mostrato le sue capacità politiche e la sua tenace volontà nel condurre a livello locale e nazionale la battaglia sociale a favore dell'Unione italiana ciechi. Tola era infatti non vedente dalla nascita ma, nonostante questa gravissima menomazione, aveva percorso una intensa attività politica che lo ha visto sempre in primo piano soprattutto nell'amministrazione della sua città, nella quale dal 1964 ad oggi fu consigliere e più volte assessore comunale.
Alla famiglia, al P.S.D.I. e al movimento che negli ultimi anni lo ebbe tra le sue fila, il cordoglio mio personale e di tutto il Consiglio regionale.
In segno di lutto sospendo per cinqua minuti la seduta del Consiglio.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 10, viene ripresa alle ore 10 e 26.)
Discussione e approvazione della legge regionale 27 luglio 1993: "Provvidenze a favore dell'artigianato sardo, modifiche alle leggi regionali 31 maggio 1984, n. 26, 11 aprile 1985, n. 5, 30 aprile 1991, n. 13 ed abrogazione della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40 (CCLXXV)", rinviata dal Governo
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. L'ordine del giorno reca la discussione della legge regionale rinviata numero CCLXXV.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cuccu, relatore.
CUCCU (P.D.S.), relatore. Brevissimamente, signor Presidente, per dare conto ai colleghi di quanto è accaduto con la legge sull'artigianato. Come è noto, anche questa legge è stata rinviata dal Governo; l'opinione della Commissione però è che ci sia stato da parte di funzionari che hanno esaminato la legge una sorta di abbaglio, nel senso che a nostro avviso chi ha esaminato la legge ha inteso male lo spirito della legge. Ha inteso per esempio che il Consiglio regionale avesse deciso di dare con questa legge un contributo a fondo perduto alle imprese artigiane fino al 90 per cento, cosa che non è assolutamente, perché lo spirito della legge è quello non di dare contributi in conto capitale ma di dare contributi in conto interessi. Se ci fosse stata una lettura più attenta da parte dei funzionari forse questo rinvio non ci sarebbe stato. A dimostrazione del fatto che talvolta non solo il Consiglio regionale legifera male ma anche i controllori non controllano nella maniera adeguata. Tuttavia abbiamo ritenuto, in Commissione, di usare comunque una formulazione che togliesse ogni dubbio a chiunque, anche a coloro che eventualmente non avessero letto gli articoli precedenti all'articolo 10 che è quello che è stato oggetto di rinvio da parte del Governo.
Peraltro però, signor Presidente e colleghi, vorremmo cogliere l'occasione di questo rinvio per apportare al testo di legge alcuni perfezionamenti con alcuni emendamenti di carattere tecnico ma anche di carattere più sostanziale che consentano di adeguare la legge alle esigenze che nel frattempo molti di noi hanno intravisto. C'è per esempio l'esigenza di adeguare i tassi di interesse che l'Artigiancassa pratica agli artigiani, attraverso anche una erogazione da parte della Regione, a quelli previsti dalla legge stessa. Tutto sommato quindi vorrei dire che il rinvio, seppure ci fa perdere del tempo, ci consente comunque di perfezionare il testo di legge. Mi pare di non dover aggiungere altro; i colleghi in Commissione hanno esaminato sia il motivo del rinvio sia gli ulteriori emendamenti presentati, la Commissione ha deliberato all'unanimità e d'altra parte gli emendamenti sono firmati da tutti i colleghi presenti in Commissione per cui non mi dilungherò successivamente in ulteriori specificazioni ma ne raccomando naturalmente l'approvazione da parte del Consiglio, così come è avvenuto nella precedente seduta che approvò all'unanimità il testo in questione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente, signori consiglieri, noi a suo tempo svolgemmo una critica di fondo a questa legge e votammo contro perché la legge nel suo insieme non affronta in modo adeguato i problemi veri del settore artigiano, intendendo l'intervento come indifferenziato, continuando a concepire i settori dell'economia come una sorta di tutto indistinto, senza considerare le differenze interne, perché dietro e dentro ogni settore economico poi vi è gente, vi sono operatori, vi sono i grandi, vi sono i medi, vi sono i piccoli, vi sono coloro che operano e coloro che vorrebbero operare; per cui continuare a concepire l'economia come una sorta di torta che si può tagliare a fette, a spicchi, è una cosa che non regge. Manca la programmazione, manca l'aiuto vero a chi ha più bisogno di aiuto, manca il sostegno per la promozione e qualificazione delle attività. Ma queste sono le ragioni che io richiamo semplicemente per dire che l'obiezione di fondo che a suo tempo da noi fu fatta, permane, per cui la legge nel suo insieme è investita, dal nostro punto di vista, da una valutazione di ordine negativo. Sono false riforme, sono parole al vento; con questo tipo di interventi al più si può mantenere chi esiste, si può rafforzare chi è forte e si continua a indebolire chi è debole e a escludere chi ha difficoltà a partecipare.
Quanto alla ragione del rinvio non siamo per niente d'accordo sulle motivazioni che dà la maggioranza, e che esprime in Aula il Presidente della Commissione industria. Non è affatto vero che il Governo abbia preso un abbaglio; la verità è che la legge non solo è sbagliata ma è anche mal fatta, perché l'articolo 9 è tale da indurre alla interpretazione che in sede di controllo è stata evidenziata. Dice infatti l'articolo 9: "le spese di investimento sono agevolabili in misura non superiore al 90 per cento".
Poi gli spiriti che aleggiano sulle leggi bisognerebbe che qualcuno riuscisse ad afferrarli, a materializzarli, a vederli. Nelle leggi conta quello che è scritto e qui è scritto, o meglio era scritto che le misure di investimento sono agevolabili sino al 90 per cento; si deve chiarire che si tratta di interventi agevolati con mutuo e non invece a contributo, perché la legge era mal fatta. Questo Consiglio fa leggi che non sottopone ad un esame sufficientemente valido anche sotto il profilo tecnico, non è capace e non sono capaci evidentemente le strutture di supporto del Consiglio di dare questa valutazione. Ma io voglio sottolineare un altro aspetto; se fosse vero quello che la maggioranza adduce sarebbe stato sufficiente illustrare al Governo e ai funzionari degli uffici governativi la legge, seguirla, come si suol dire, nel suo viaggio a Roma, illustrarne i contenuti, cioè essere appena appena attenti alla sorte delle leggi regionali. Invece noi abbiamo un Governo, la Giunta regionale, singoli Assessori che ritengono che la legge cessi di avere il suo valore il giorno in cui la si approva e si fa la conferenza stampa in sede regionale. Se la Giunta regionale ponesse almeno una attenzione pari a quella che pone nel convocare conferenze stampa e nel distribuire manchette pubblicitarie a pagamento sui giornali, nel seguire le leggi a Roma, molte leggi regionali non sarebbero rinviate. Tratteremo subito dopo la vicenda molto impegnativa, molto delicata della legge sulla cultura e la lingua sarda, laddove è dimostrato che il Governo oggi va dicendo per molti punti anche importanti del rinvio, che se appena fosse stato illustrato il senso di quella normativa, loro stessi avrebbero ritenuto quelle norme non sottoponibili a rinvio. Cioè c'è non una disattenzione ma una sostanziale incapacità, una disaffezione da parte della Giunta regionale sulla sorte dei provvedimenti della Regione, quasi che ogni provvedimento debba essere solo sempre e comunque oggetto di pubblicità per sé o di arricchimento o di incremento della cassa o delle cassette che stanno presso i singoli Assessorati o uffici, perdendo di vista il senso generale della cose, l'utilità generale delle leggi della Regione. Questa è la prima osservazione.
La seconda è molto più rapida: anche oggi i lavori del Consiglio si sono dovuti sospendere, all'apertura, per una semplice ragione, perché non erano presenti 41 consiglieri di maggioranza per votare le leggi rinviate. Signor Presidente, questa cosa, questo accadimento, questa ripetizione...
PRESIDENTE. Non abbiamo rinviato niente, stamattina, ho commemorato un consigliere regionale e ho sospeso la seduta.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente, io credo di essere capace di cogliere le forme e la sostanza...
PRESIDENTE. Le assicuro che questa volta...
COGODI (Rinascita e Sardismo). Modifico il mio modo di dire senza che modifichi il mio convincimento. Di sicuro, all'apertura dei lavori del Consiglio, non era presente il numero di consiglieri necessario per riapprovare la legge rinviata. Può succedere, ma qui succede sempre. Una mega maggioranza che vive nella irresponsabilità degli atti che compie, e può vivere di molte irresponsabilità perché è numericamente molto vasta, non può continuare a permettersi questo lusso, soprattutto quando un giorno sì e l'altro pure autorevoli esponenti della maggioranza, e da ultimo il capo del partito di maggiorana relativa di questa mega maggioranza ancora sulla stampa rampogna il Consiglio regionale tutto - ivi compreso lei Presidente, ivi compreso me - di essere composto da una manica di cialtroni e di poltroni.
Io non sono un cialtrone e non sono un poltrone, chi lo è alzi la mano. Però l'onorevole Soddu e altri che a mezzo stampa diffondono presso l'opinione pubblica e il popolo sardo questa opinione e questo giudizio sul Consiglio devono avere una risposta e la debbono avere dal Consiglio con i suoi comportamenti. Però vi sono aspetti negativi che riguardano non il Consiglio nel suo insieme, non i singoli consiglieri, riguardano il non funzionamento della maggioranza, e allora chi è parte nella maggioranza e soprattutto chi è parte maggioritaria nella maggioranza si assuma la sua responsabilità perché non è giusto e neppure decoroso che simili giudizi possano pesare sull'intero Consiglio e soprattutto su chi non ha e non porta alcuna responsabilità.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Io ritengo, signori consiglieri, che una lettura attenta dei motivi del rinvio del provvedimento approvato dal Consiglio regionale possa portare tutti noi ad affermare con grande senso di responsabilità e con tranquillità che i motivi di rinvio non hanno ragione di esistere e che soltanto una lettura poco attenta e poco accorta ha indotto gli uffici preposti al controllo e il Governo a rinviare il disegno di legge approvato dal Consiglio regionale, perché l'articolo 9 non mi pare che contenga tutte le ambiguità che venivano richiamate, anche se sicuramente può essere scritto in forma migliore e a questo ha provveduto la Commissione.
Ma le leggi non vanno lette ed interpretate soltanto attraverso una lettura articolo per articolo, ma anche attraverso le interrelazioni che esistono all'interno di un provvedimento legislativo fra i diversi articoli. Credo che una lettura attenta dell'articolo 9 in relazione con l'articolo 2 e con l'articolo 3 avrebbe tolto ogni ambiguità. I motivi di rinvio affermano che il disegno di legge prevede la concessione di contributi in conto capitale in misura superiore al 90 per cento ma la dizione "contributi in conto capitale" non esiste una sola volta nel testo che è stato esitato dal Consiglio regionale. Questa è la ragione del motivo del rinvio.
Abbiamo consapevolezza che su questo disegno di legge non c'è stato un voto unanime del Consiglio regionale, ma non sono stati registrati neanche voti contrari. Questo provvedimento di per sé, onorevole Cogodi, sicuramente non risolve tutti i problemi dell'artigianato sardo, né esiste nell'ordinamento giuridico di tutte le Regioni italiane una sola legge che sia stata capace di risolvere tutte le differenziazioni interne in un mondo estremamente variegato come quello dell'artigianato, che raccoglie in sé 300 attività economiche diverse e ognuna di queste con specificità proprie. Proprio perché di questo abbiamo coscienza e consapevolezza stiamo procedendo alla predisposizione di progetti di settore per dare ai diversi comparti dell'artigianato le risposte più mirate possibili. Ritengo anche, come ricordava il Presidente della Commissione, che possiamo cogliere l'opportunità della riapprovazione del provvedimento per migliorare ancora lo stesso e per correggere anche alcune questioni tecniche di coordinamento interno. Per tutte queste ragioni io ritengo che il Consiglio non possa che riconfermare il proprio voto e mi auguro che questo avvenga con quella solidarietà che abbiamo trovato in sede di prima votazione quando non c'è stato a questo provvedimento nessun voto contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
URRACI, Segretaria:
Art. 1
Finalità
1. Al fine di promuovere la qualificazione e lo sviluppo dell'artigianato sardo e la sua integrazione con la programmazione economica della Regione, l'Amministrazione regionale favorisce:
a) il potenziamento delle imprese artigiane, con particolare riguardo a quelle operanti nel comparto manifatturiero;
b) l'adeguamento della dimensione aziendale, anche mediante incentivi per agevolare la fusione fra imprese, al fine di accrescerne l'efficienza e la competitività;
c) l'associazionismo, nelle forme previste dall'articolo 6 della legge 8 agosto 1985, n. 443;
d) l'innovazione di processo e di prodotto, compresa la sperimentazione e la realizzazione di prototipi, nonché l'acquisto di brevetti e licenze per la produzione aziendale;
e) la promozione della commercializzazione e dell'esportazione, privilegiando le imprese che utilizzano nei processi produttivi risorse locali.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
URRACI, Segretaria:
Art. 2
Fondo per l'abbattimento degli interessi
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a costituire presso uno o più enti creditizi convenzionati appositi fondi per l'abbattimento degli interessi gravanti sui prestiti concessi ai tassi correnti, anche in valuta estera, dai predetti enti a favore dei soggetti di cui al successivo articolo 6.
2. Le convenzioni per la gestione dei fondi di cui alla presente legge sono stipulate a' termini dell'articolo 99 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, modificato dall'articolo 24, della legge regionale 24 dicembre 1991, n. 39.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
URRACI, Segretaria:
Art. 3
Misura dell'abbattimento degli interessi
1. Per le finalità di cui alla presente legge l'Amministrazione regionale corrisponde un contributo sugli interessi relativi alle singole operazioni, pari alla differenza tra la rata di ammortamento calcolata al tasso di riferimento e la rata di ammortamento calcolata a un tasso pari al 36 per cento dello stesso tasso di riferimento vigente alla data di stipulazione del contratto di finanziamento.
2. L'ammontare dell'agevolazione deve comunque essere contenuto entro il massimale CEE di aiuto calcolato in "equivalente sovvenzione netto".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
URRACI, Segretaria:
Art. 4
Erogazione dell'abbattimento degli interessi
1. L'agevolazione di cui al precedente articolo viene concessa agli enti creditizi convenzionati mediante provvedimento dell'Assessore regionale dell'artigianato, nell'ambito delle disponibilità presenti in conto impegni nei fondi di cui al precedente articolo 2.
2. Gli interessi maturati sui fondi costituiti presso gli enti creditizi sono riversati al bilancio regionale.
3. Le spese per l'amministrazione e gestione dei fondi, nella misura stabilita con le convenzioni di cui ai precedente articolo 2, sono a carico del bilancio regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
URRACI,Segretaria:
Art. 5
Finanziamenti erogati ai tassi correnti
1. Gli enti creditizi convenzionati, che deliberino finanziamenti agevolabili ai sensi della presente legge, possono stipulare contratti di finanziamento, secondo le tipologie in uso presso gli stessi, ai tassi correnti e procedere alla relativa erogazione senza attendere il provvedimento di concessione dell'ammontare relativo all'abbattimento degli interessi.
2. La misura massima del tasso applicabile al finanziamento deve essere determinata in sede di convenzione tra l'Amministrazione regionale e gli enti creditizi ed aggiornata sulla base del reale andamento dei mercati finanziari.
3. Nel caso che gli stessi finanziamenti siano successivamente ammessi all'agevolazione prevista dal precedente articolo 2, questa decorre dalla data della prima erogazione.
3. Con la stessa valuta di prelievo dall'apposito fondo, i predetti enti accreditano alle imprese finanziate l'ammontare dell'agevolazione eventualmente maturata.
4. Gli eventuali importi indebitamente erogati a causa di inadempienza delle imprese beneficiarie devono essere rimborsati all'Amministrazione regionale, maggiorati degli interessi computati ad un tasso annuo pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data del recupero delle somme dovute, maggiorato di quattro punti.
5. In caso di estinzione anticipata del prestito deve essere rimborsata all'Amministrazione regionale la relativa quota dell'agevolazione concessa non utilizzata.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
URRACI, Segretaria:
Art. 6
Beneficiari
1. Possono essere beneficiari dell'abbattimento degli interessi:
a) le imprese artigiane, individuali, societarie e cooperative, iscritte nell'albo di cui all'articolo 5 della legge n. 443 del 1985;
b) i consorzi, le società consortili e le associazioni tra imprese artigiane di cui all'articolo 6 della legge n. 443 del 1985;
c) limitatamente alle nuove iniziative, i lavoratori che, attraverso documenti individuali di lavoro o apposite dichiarazioni rilasciate dalle Sezioni circoscrizionali per l'impiego e la massima occupazione, dimostrino di essere in possesso di qualifica idonea per l'esercizio di una determinata attività artigiana.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
URRACI, Segretaria:
Art. 7
Oggetto delle agevolazioni
1. L'abbattimento degli interessi può essere concesso a domanda da presentare agli enti creditizi convenzionati ed in copia all'Assessorato regionale competente in materia di artigianato per:
a) l'acquisto, la costruzione, l'ampliamento, l'automazione e l'ammodernamento dei locali necessari per l'esercizio dell'attività artigiana ivi compresa l'area occorrente nonché le relative spese di progettazione;
b) l'acquisto di macchinari, di attrezzature e di brevetti e licenze, soprattutto se idonei ad innovare i processi produttivi e a sperimentare e realizzare nuovi prototipi;
c) il credito di esercizio;
d) il credito alla promozione commerciale e all'esportazione.
2. L'abbattimento può riguardare spese già effettuate nei sei mesi antecedenti la data di presentazione della domanda per l'acquisto di macchinari, attrezzature, immobili e spese per l'acquisto dell'area effettuate nell'anno antecedente la presentazione della domanda.
3. Al riguardo fa fede la data risultante dall'atto di compravendita per l'area e per gli immobili e delle fatture per i macchinari, le attrezzature e le opere murarie.
4. L'agevolazione per gli investimenti di cui alle lettere a) e b) del comma 1 è concedibile una sola volta per il medesimo oggetto.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
URRACI, Segretaria:
Art. 8
Durata delle agevolazioni
1. La durata massima del periodo relativo all'abbattimento degli interessi è prevista per:
a) le iniziative di cui alla lettera a) dell'articolo 7 in diciotto anni, comprensivi di un periodo di utilizzo e di preammortamento non superiore a tre anni;
b) le iniziative di cui alla lettera b) dell'articolo 7 in sette anni, comprensivi di un periodo di utilizzo e di preammortamento non superiore a due anni;
c) il credito di esercizio in quattro anni, comprensivi di un periodo di preammortamento non superiore a un anno;
d) il credito alla promozione commerciale e all'esportazione in tre anni.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
URRACI, Segretaria:
Art. 9
Massimali di spesa agevolabili
1. L'intervento regionale per l'abbattimento degli interessi sui prestiti erogati dagli Enti Creditizi ai soggetti di cui al precedente art. 6 per le spese di investimento può essere concesso su importi non superiori al 90 per cento delle spese stesse e comunque non superiori a:
a) 700 milioni di lire per le imprese individuali e societarie;
b) 1.500 milioni di lire per i consorzi di impresa non costituiti sotto forma di società cooperativa e per le cooperative formate da soci non iscritti all'albo delle imprese artigiane;
c) 3.000 milioni di lire per i consorzi costituiti in forma di cooperativa di cui al terzo comma dell'art. 6 della legge n. 443 del 1985.
2. L'abbattimento degli interessi per il credito di esercizio è concedibile su importi non superiori al 40 per cento del fatturato dell'anno precedente la domanda e comunque non superiori a:
a) 150 milioni di lire per le imprese individuali e societarie;
b) 200 milioni di lire per i consorzi di impresa non costituiti sotto forma di società cooperative e per le cooperative formate da soci non iscritti all'albo delle imprese artigiane;
c) 300 milioni di lire per i consorzi costituiti in forma di cooperativa di cui al terzo comma dell'art. 6 della legge n. 443 del 1985;
3. Per le nuove iniziative il credito di esercizio è agevolabile in misura non superiore al 20 per cento dell'investimento per il quale sia stata presentata domanda di prestito agevolato.
4. Il credito per l'acquisto di brevetti e licenze è agevolabile nella misura non superiore al 90 per cento della spesa, fino all'importo di 50.000.000.
5. L'abbattimento degli interessi per prestiti, relativi a programmi aventi una durata almeno triennale, per la promozione commerciale e per favorire l'esportazione, è concedibile su importi non superiori al 90 per cento della spesa e comunque non superiori ai limiti annuali di:
a) 150 milioni di lire per le imprese individuali e societarie;
b) 200 milioni di lire per i consorzi di impresa non costituiti sotto forma di società cooperative e per le cooperative formate da soci non iscritti all'albo delle imprese artigiane;
c) 300 milioni di lire per i consorzi costituiti in forma di cooperativa di cui al terzo comma dell'art. 6 della legge n. 443 del 1985;
6. I massimali di spesa di cui alla lettera b) dei precedenti commi 1 e 2 sono estesi alle nuove imprese artigiane costituite a seguito della fusione di due o più imprese preesistenti iscritte all'albo da almeno tre anni.
7. Le spese per investimento e la misura del credito di esercizio di cui ai precedenti commi sono elevate del 100 per cento per le imprese aventi per oggetto la produzione di beni.
8. I massimali previsti dai precedenti commi non possono essere superati nell'arco di un triennio, cumulando il finanziamento da concedere con eventuali quote residue in ammortamento.
9. Le domande, previste dal primo comma dell'articolo 7, non potranno essere presentate per investimenti inferiori a 10 milioni e per importi inferiori a 5 milioni per il credito di esercizio.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
URRACI, Segretaria:
Art. 10
Accoglimento richieste di agevolazione per oggetto
1. Sono definite ai sensi della presente legge, le domane aventi per oggetto:
a) il credito di esercizio, il credito alla promozione commerciale e all'esportazione e il credito per l'acquisto di brevetti e licenze;
b) l'acquisto, la costruzione, l'ampliamento, l'automazione e l'ammodernamento dei locali, compresa l'area occorrente, anche quando è abbinata la richiesta per i macchinari.
2. Le richieste di prestito, aventi per oggetto il solo acquisto di macchinari e attrezzature, trovano accoglimento per gli effetti della legge sulla Cassa per il credito alle imprese artigiane del 25 luglio 1952, n. 949 e successive modificazioni, o su altri stanziamenti disposti con leggi dello Stato.
3. L'Amministrazione regionale è, altresì, autorizzata ad effettuare ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 agosto 1971, n. 685, propri conferimenti al fondo per l'abbattimento degli interessi istituito presso la Cassa per il credito alle imprese artigiane, da utilizzarsi, nel territorio regionale, sulla parte dei finanziamenti eccedenti l'importo massimo che può essere ammesso, ai sensi della legge 25 luglio 1952, n. 949, cap. VI e successive modificazioni, dalla Cassa medesima.
4. I conferimenti regionali al fondo di cui al comma precedente possono essere utilizzati anche per l'abbattimento dei canoni dei contratti di locazione finanziaria, per gli investimenti di cui ai commi 1, lettera b) e 2 del presente articolo.
5. L'intervento dell'Amministrazione regionale per il concorso nell'abbattimento degli interessi e dei canoni può essere concesso sull'intero importo del finanziamento, sino ai limiti di investimento di cui al precedente articolo 9.
6. Nel caso in cui le disponibilità derivanti dai conferimenti statali al fondo di cui al comma 3 risultino totalmente impegnate, il concorso regionale in conto interessi e l'abbattimento dei canoni di locazione finanziaria possono essere concessi sull'intero importo del finanziamento.
7. Per l'attuazione del presente articolo l'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare nuove convenzioni ovvero ad apportare a quelle in essere le necessarie modifiche.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento.
Se ne dia lettura.
URRACI, Segretaria:
Emendamento aggiuntivo Cuccu - Usai - Baroschi - Serrenti - Giagu - Satta Gabriele - Cadoni
Art. 10
Al comma terzo è aggiunto il seguente periodo: "I predetti conferimenti sono inoltre utilizzabili per un ulteriore abbattimento degli interessi sull'importo dei finanziamenti ammissibili ai sensi della citata legge 25 luglio 1952, n. 949, in misura tale che l'onere a carico del mutuatario rientri nei limiti risultanti dall'applicazione dell'articolo 3, primo e secondo comma, della presente legge". (1)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E approvato)
Si dia lettura dell'articolo 11.
URRACI, Segretaria:
Art. 11
Garanzia sussidiaria
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad istituire, a carico del bilancio della Regione, presso gli enti creditizi di cui all'articolo 2, fondi per la concessione, ai soggetti previsti nell'articolo 6, di garanzie sussidiarie dei finanziamenti concessi.
2. La concessione delle garanzie sussidiarie è disposta, con decreto dell'Assessore competente in materia di artigianato, entro il limite massimo del 75 per cento della perdita riferita al solo capitale.
3. La garanzia prevista nel comma precedente interviene dopo l'esperimento delle procedure di riscossione coattiva.
4. L'ammontare delle garanzie concesse non può superare di 20 volte la disponibilità del fondo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
URRACI, Segretaria:
Art. 12
Interventi a favore delle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a costituire appositi fondi, presso gli enti creditizi già convenzionati, per l'abbattimento degli interessi gravanti sui prestiti concessi agli artigiani con la fidejussione delle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi costituiti ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 443 del 1985.
2. La percentuale regionale nel pagamento degli interessi è concessa nella misura di cinque punti percentuali per un periodo non superiore a cinque anni, con provvedimento dell'Assessore competente per l'artigianato.
3. Alle cooperative di garanzia e ai consorzi fidi di cui al comma 1 è corrisposto un contributo in conto gestione, commisurato ai finanziamenti garantiti ed effettivamente erogati nell'anno dagli enti creditizi convenzionati, nella misura seguente:
a) sino a cinque miliardi l'1 per cento;
b) oltre cinque miliardi l'1,5 per cento.
Il contributo non può comunque superare 150 milioni.
4. Per l'attuazione del presente articolo l'Amministrazione regionale è autorizzata ad apportare alle convenzioni in essere le necessarie modifiche.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
URRACI, Segretaria:
Art. 13
Cumulabilità delle agevolazioni
1. Le agevolazioni di cui alla presente legge non sono cumulabili per il medesimo oggetto con altre provvidenze creditizie o contributive previste dalla normativa regionale; sono invece cumulabili con agevolazioni statali e comunitarie aventi analoghe finalità, purché l'ammontare complessivo della contribuzione non sia superiore al massimale CEE di aiuto, calcolato in "equivalente sovvenzione netto".
2. La violazione della disposizione di cui al precedente comma comporta l'obbligo di rifondere le somme percepite a valere sulla presente legge, maggiorate di un tasso di interesse pari a quello di cui al comma 5 del precedente articolo 5.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E approvato)
Si dia lettura dell'articolo 14.
URRACI, Segretaria:
Art.14
Domande ex lege n. 40 del 1976
1. Le agevolazioni richieste ai sensi della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, sono confermate alle iniziative per le quali sia già intervenuto l'atto di concessione, nonché alle iniziative per le quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, sia stata presentata la relativa domanda e sia stato realizzato, anche parzialmente, il programma di spesa.
2. Per le medesime iniziative è concessa l'opportunità di optare per il finanziamento sull'intero programma ai sensi della presente legge.
3. Le altre iniziative per le quali siano state presentate le domande ai sensi della legge di cui al comma 1 sono agevolabili, se in possesso dei requisiti prescritti, secondo le modalità della presente legge.
4. Il Comitato previsto dall'articolo 33 della legge regionale n. 40 del 1976, continua ad operare fino all'esaurimento delle istruttorie delle pratiche di cui al comma 1.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
URRACI, Segretaria:
Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale
Art. 14
L'articolo 14 è sostituito dal seguente:
Domande ex L.R. n. 40 del 1976, ex art. 53 L.R. n. 26 del 1984, ex art. 68 L.R. n. 11 del 1988 ed ex art. 8 L.R. n. 5 del 1989
1. Le agevolazioni richieste ai sensi della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, sono confermate alle iniziative per le quali sia già intervenuto l'atto di concessione, nonché alle iniziative per le quali alla data di entrata in vigore della presente legge, sia stata presentata la relativa domanda e sia stato realizzato, anche parzialmente, il programma di spesa.
2. Le agevolazioni previste dall'articolo 40 della L.R. 21 luglio 1976, n. 40, dall'articolo 53 della L.R. 31 maggio 1984, n. 26, dall'articolo 68 della L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e dall'articolo 8 della L.R. 16 gennaio 1989, n. 5 sono erogabili per le domande pervenute prima dell'entrata in vigore della presente legge, anche relative all'esercizio finanziario 1992.
3. Per le iniziative di cui al precedente primo comma è concessa la facoltà di optare per il finanziamento sull'intero programma di spesa i sensi della presente legge.
4. Le altre iniziative per le quali siano state presentate domande ai sensi della L.R. 21 luglio 1976, n. 40, sono agevolabili, se in possesso dei requisiti prescritti, secondo le modalità di cui alla presente legge.
5. Il Comitato previsto dall'articolo 33 della L.R. n. 40 del 1976, continua ad operare fino all'esaurimento delle istruttorie delle pratiche di cui al comma 1. (4)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare l'onorevole Cuccu, relatore.
CUCCU (P.D.S.), relatore. Prima di esprimere il parere in qualità di relatore, chiedo che la Giunta illustri l'emendamento.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 4, ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. L'emendamento sostitutivo totale è stato presentato in questa veste per ragioni di organizzazione interna dell'articolo. Il secondo comma dell'emendamento sostitutivo totale rende possibile alla Regione l'erogazione dei fondi per l'abbattimento degli interessi in conto prestiti erogati dalle banche ai soci delle cooperative su garanzia delle cooperative stesse. Cosa è avvenuto? La legge "40" del 1976 prevede interventi diretti a favorire l'accesso al credito dei soci delle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi, però solo con la legge "13" del 1981 sono stati costituiti gli appositi fondi speciali per l'erogazione delle provvidenze. La Giunta regionale ha approvato le convenzioni con gli istituti di credito nel mese di ottobre del 1992; la convenzione è stata registrata dalla Corte dei conti nel mese di giugno del 1993, quindi materialmente i soci delle cooperative di garanzia nel 1992 non erano in grado di inoltrare agli istituti di credito la richiesta per poter usufruire delle provvidenze previste dalla legge "40" del 1976. Se noi non operiamo, come si prevede in questo comma aggiuntivo, non saremo in grado di intervenire per l'abbattimento degli interessi sui prestiti erogati nel 1992. Riteniamo pertanto doveroso sanare questa situazione per la quale nessuna responsabilità hanno le imprese beneficiarie per legge.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare l'onorevole Cuccu, relatore.
CUCCU (P.D.S.), relatore. Il relatore condivide lo spirito con cui è stato presentato l'emendamento. Devo però esprimere una perplessità perché al secondo comma potrebbe configurarsi un effetto retroattivo della legge che costituirebbe ulteriore motivo di rinvio. Io credo che sarebbe meglio evitare questo rischio. Chiedo perciò una breve sospensione dei lavori per valutare rapidamente questa questione.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, sospendiamo per dieci minuti i lavori del Consiglio.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 54, viene ripresa alle ore 11.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU (P.D.S.), relatore. La Commissione chiede all'Assessore, proprio in considerazione dei rischi di cui parlavo prima, di ritirare l'emendamento riservandosi di presentare, se lo ritenesse necessario, un provvedimento specifico.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta ritira l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 4 è ritirato.
Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 15.
URRACI, Segretaria:
Art. 15
Comitato di consultazione e di controllo
1. E' costituito il Comitato di consultazione e di controllo sul credito all'artigianato.
2. Il Comitato ha il compito di consultazione e di verifica dell'applicazione della presente legge e funge da osservatorio degli strumenti di intervento creditizio all'artigianato in Sardegna.
3. Il Comitato esprime parere sulle convenzioni da stipulare con gli Istituti di credito previsti dalla presente legge e sui criteri generali di gestione.
4. Il Comitato è composto da:
a) l'Assessore regionale dell'artigianato che lo presiede;
b) sei componenti in rappresentanza delle organizzazioni artigiane presenti in Sardegna;
c) un componente per ciascuno degli Istituti di credito convenzionati con la R.A.S. ai fini della presente legge;
d) un funzionario regionale del Servizio Artigianato con funzioni di segretario.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 16.
URRACI, Segretaria:
Art. 16
Relazione sullo stato di attuazione
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore la Giunta regionale riferisce al Consiglio sullo stato di attuazione e sull'applicabilità concreta della presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17.
URRACI, Segretaria:
Art. 17
Abrogazioni
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate le seguenti norme:
a) la legge regionale 21 luglio 1976, n. 40;
b) l'articolo 51 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, per la parte relativa al Settore dell'artigianato; l'articolo 58 della legge regionale 11 aprile 1985, n. 5; l'articolo 64 e l'articolo 68 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11; l'articolo 41, l'articolo 42, comma 9, e l'articolo 47 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento aggiuntivo. Se ne dia lettura.
URRACI, Segretaria:
Emendamento aggiuntivo Cuccu - Usai - Baroschi - Serrenti - Giagu - Satta Gabriele - Cadoni
Art. 17
Dopo l'articolo 17 è aggiunto il seguente:
Art. 17 bis
Il comma 3 dell'articolo 19 della L.R. 22 agosto 1990 n. 40 non trova applicazione a fini della concessione delle agevolazioni di cui alla presente legge. (2)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato}
Si dia lettura dell'articolo 18.
URRACI, Segretaria:
Art. 18
Limiti d'impegno
1. Al finanziamento degli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge si provvede con le risorse già destinate all'attuazione delle leggi di cui si dispone l'abrogazione col precedente articolo 17, dal riversamento al bilancio regionale delle disponibilità e dei rientri ai fondi istituiti presso gli istituti di credito a' termini della legge regionale n. 40 del 1976, nonché dagli ulteriori apporti disposti con la presente legge e con le annuali leggi finanziarie.
2. Gli Istituti di credito già convenzionati per la gestione dei fondi di cui alla legge regionale n. 40 del 30 settembre 1993, al bilancio della Regione (cap. 36113/05) i rientri che si verificano nello stesso fondo.
3. Gli apporti derivanti dai rientri di cui al precedente comma sono valutati dal 1993 al 2007 in complessive lire 460.000.000.000 e, mediamente, in lire 30.700.000.000 per anno.
4. Con carico a detti rientri sono autorizzati i seguenti limiti d'impegno:
a) lire 15.000.000.000 per la concessione di concorsi negli interessi di cui all'articolo 7, comma 1, lettera a), le cui annualità sono iscritte nel bilancio della Regione dall'anno 1993 all'anno 2007;
b) lire 15.000.000.000 per la concessione dei concorsi negli interessi di cui all'articolo 7, comma 1, lettera c), le cui annualità sono iscritte nel bilancio della Regione dall'anno 1993 all'anno 1996.
5. La restante parte dei rientri di cui al precedente comma 3 è destinata alla concessione, in forma attualizzata, dei concorsi in conto interessi ed in conto canoni di cui agli articoli 7, comma 1, lettere b) e d), 10 e 12, nonché alla costituzione dei fondi di garanzia di cui all'articolo 11; l'attualizzazione viene effettuata applicando alla stessa il tasso di riferimento.
6. Per la concessione dei concorsi negli interessi di cui all'articolo 7, comma 1, e con carico alle disponibilità del fondo speciale del conto capitale (cap. 03017) sono autorizzati i seguenti ulteriori limiti d'impegno:
a) lett. a) - investimenti immobiliari
1) di lire 8.000.000.000 le cui annualità sono iscritte nei bilanci della Regione dall'anno 1994 all'anno 2007;
2) di lire 8.000.000.000 le cui annualità sono iscritte nei bilanci della Regione dall'anno 1995 all'anno 2008;
b) lett. c) - credito di esercizio
1) di lire 7.000.000.000 le cui annualità sono iscritte nei bilanci della Regione dall'anno 1994 all'anno 1997;
2) di lire 7.000.000.000 di cui le annualità sono iscritte nei bilanci della Regione dall'anno 1995 all'anno 1998.
7. Gli Istituti di credito tengono separata contabilità delle disponibilità da utilizzare mediante l'attualizzazione da quelle derivanti di singoli limiti d'impegno.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento sostitutivo parziale. Se ne dia lettura.
URRACI, Segretaria:
Emendamento sostitutivo parziale Cuccu - Usai - Baroschi - Serrenti - Giagu - Satta Gabriele - Cadoni
Art. 18
1. Ai commi 3 e 4 l'anno 2007 è sostituito dall'anno 2010.
2. Al comma 6, lettera a), l'anno 2007 e l'anno 2008 sono sostituiti, rispettivamente dagli anni 2011 e 2012. (3)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 19.
URRACI, Segretaria:
Art. 19
Norma finanziaria
1. Nel bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 ed in quello pluriennale per il triennio 1993-1995 sono introdotte le seguenti variazioni:
ENTRATA
In aumento
Cap. 36113/05 - (NI.) 3.6.1.
Recuperi dal fondo di rotazione di cui all'articolo 16 della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, concernente norme per l'artigianato sardo
1993 lire 70.000.000.000
1994 lire 70.000.000.000
1995 lire 60.000.000.000
SPESA
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE, BILANCIO, CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO
Cap.03017
Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 3 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17)
1993 lire 2.000.000.000
1994 lire 10.000.000.000
1995 lire 39.000.000.000
mediante riduzione delle riserve di cui alla tabella B allegata alla legge finanziaria 1993-voce n. 8
In aumento
02 - ASSESSORATO AFFARI GENERALI, PERSONALE E RIFORMA DELLA REGIONE
Cap. 02102
Medaglie fisse di presenza, indennità di trasferta, rimborsi di spese di viaggio e indennità per uso di auto proprie o di mezzi gratuiti ai componenti e i segretari di commissioni, comitati e altri consessi, istituiti dagli organi dell'Amministrazione regionale (artt. 7 e 17 bis, L.R. 11 giugno 1974, n. 15, L.R. 19 maggio 1983, n. 14, L.R. 27 aprile 1984, n. 13 e L.R. 22 giugno 1987, n.27)
1993 lire 5.000.000
1994 lire 5.000.000
1995 lire 5.000.000
07 - ARTIGIANATO, TURISMO E COMMERCIO
Cap. 07026/01 - (N.I.) 2.1.2.6.3.3.4.10.23 (02.03)
Versamenti ai fondi istituiti presso gli Istituti di credito per la concessione del concorso interessi sui prestiti concessi alle imprese artigiane (articolo 7, lettere a), c) e d) della presente legge)
1993 lire 35.000.000.000
1994 lire 43.000.000.000
1995 lire 67.000.000.000
Cap. 07026/02 - (N.I.) 2.1.2.6.3.4.10.23 (02.03)
Versamenti al fondo istituito presso la cassa per il credito alle imprese artigiane di cui alla legge 7 agosto 1971, n. 685 (art. 7, lettera b) della presente legge)
1993 lire 10.000.000.000
1994 lire 10.000.000.000
1995 lire 10.000.000.000
Cap. 07026/03 - (N.I.) 2.1.2.6.3.4.10.23. (02.03)
Versamenti ai fondi di garanzia sussidiaria concessa sui finanziamenti agevolati erogati alle imprese artigiane (art. 11 della presente legge)
1993 lire 15.000.000.000
1994 lire 15.000.000.000
1995 lire 10.000.000.000
Capitolo 07026/04 (N.I.) - 2.1.1.6.3.2.10.23. (08.02)
Compensi agli enti creditizi convenzionati per l'amministrazione e la gestione dei fondi destinati alle incentivazioni creditizie alle imprese artigiane (art. 4 della presente legge)
1993 lire 2.000.000.000
1994 lire 2.000.000.000
1995 lire 2.000.000.000
Capitolo 07064/01 (Denominazione variata) - 2.1.2.6.3.4.10.23. (02.03)
Versamenti ali fondo costituito per la concessione di concorsi interessi su prestiti alle imprese artigiane con la fidejussione delle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi (art. 12 della presente legge)
1993 lire 9.700.000.000
1994 lire 9.700.000.000
1995 lire 9.700.000.000
Capitolo 07064/02 - (N.I.) 2.1.1.6.3.2.10.23
Contributi in conto gestione alle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi (art. 12, comma 3, della presente legge)
1993 lire 295.000.000
1994 lire 295.000.000
1995 lire 295.000.000
2. Il versamento ai fondi di cui agli articoli 2, 11 e 12 della presente legge degli stanziamenti iscritti ai capitoli 07026/01, 07026/02, 07026/03 e 070604/01 è subordinato, limitatamente agli importi previsti sul capitolo di entrata 36113/05, all'accertamento, anche per quote, dell'entrata medesima.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare l'onorevole Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU (P.D.S.), relatore. Presidente, l'emendamento numero 3, appena approvato, non esaurisce le necessità di ordine tecnico relativamente alle questioni di bilancio e credo che abbia necessità di essere adeguato in sede di coordinamento. C'è un problema di allungamento di tempi, che va verificato meglio anche col bilancio; ce ne siamo accorti adesso.
PRESIDENTE. Se è possibile farlo in sede di coordinamento, penso di sì.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della legge rinviata CCLXXV.
Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 55 corrispondente al nome del consigliere Planetta.) Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Planetta.
URRACI, Segretaria, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: Porcu - Pubusa - Pusceddu - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra - Soro - Tidu - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca - Amadu - Atzeni - Baghino - Baroschi - Cadoni - Carusillo - Casu - Cocco - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Giagu - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Marteddu - Merella - Mereu Orazio - Mereu Salvatorangelo - Mulas Franco Mariano - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Onida - Oppi - Pau - Pes.
Rispondono no i consiglieri: Salis - Urraci - Cogodi - Ladu Giorgio - Meloni - Morittu -Murgia.
Si sono astenuti: Il Presidente Floris e i consiglieri: Planetta - Puligheddu - Demontis - Ortu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 60
astenuti 5
maggioranza 41
favorevoli 53
contrari 7
(Il Consiglio approva).
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (D.C.). Signor Presidente, per chiedere l'iscrizione all'ordine del giorno dell'elezione di due componenti della prima sezione del Comitato tecnico amministrativo regionale dei lavori pubblici.
PRESIDENTE. E' già all'ordine del giorno, se siamo pronti possiamo procedere.
CORDA (D.C.). Sì.
PRESIDENTE. Procediamo all'elezione di due componenti della prima sezione del Comitato tecnico amministrativo regionale. Prego onorevole Cogodi, su che cosa intende parlare? Queste sono nomine che sono all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Ce ne sono anche altre e io propongo che si proceda a tutte le nomine.
PRESIDENTE. Sì, se siamo pronti procediamo a tutte le nomine. Adesso è stato chiesto di fare questa.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Io chiedo di farne altre. Posso chiedere?
PRESIDENTE. Chiedo scusa, l'onorevole Corda propone che, invertendo l'ordine del giorno, si preceda all'elezione di due componenti della prima sezione del Comitato tecnico amministrativo regionale dei lavori pubblici in sostituzione di Salvatore Ligios e dell'avvocato Abate Giuseppe, deceduto.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Per sottolineare, primo: che si chiede una vera e propria inversione dell'ordine del giorno, sulla quale si può esprimere il favore o lo sfavore; secondo: che iscritte all'ordine del Consiglio da lungo tempo sono diverse e urgenti nomine che il Consiglio regionale deve fare, delle quali nomine molte sono indispensabili per il corretto funzionamento di organi collegiali. Questa teoria dell'essere pronti o non pronti riguarda non il Consiglio regionale, riguarda evidentemente i partiti politici che devono concordare quali persone devo indicare nel corso del voto perché si completino questi organi collegiali e perché il Consiglio regionale non sia di ostacolo, come spesso è, al corretto funzionamento degli organi medesimi. Io rappresento alcune urgenze. Mi risulta che lo stesso comitato per il lavoro, dell'agenzia del lavoro, abbia visto rinnovate tutte le rappresentanze da parte degli organi delle componenti sociali e imprenditoriali, manca il Consiglio regionale...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, prego i consiglieri di prendere posto se no non si può continuare.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Mi pare chiaro! Mancano le nomine che deve fare il Consiglio regionale, il quale quando ha fatto la legge ha ritenuto che una sua rappresentanza dovesse essere nel Comitato per il lavoro dell'agenzia del lavoro e così per altri organismi importanti. Siccome tutte queste nomine sono iscritte all'ordine del giorno da lungo tempo e altre dovranno essere iscritte, io chiedo che il Consiglio regionale, se deve procedere alle nomine, proceda a tutte quelle che sono iscritte all'ordine del giorno, dopo una sospensione di soli dieci minuti per consentire i contatti che i partiti e le parti di maggioranza riterranno opportuni, tanto sono nomine che riguardano quasi interamente le maggioranze. Che si capisca almeno qual è il criterio che si adotta per individuare le persone da nominare, perché le riforme non è che si evocano solo sulla stampa e poi, quando il Consiglio deve fare nomine, ognuno tira fuori i nomi e basta e non si sa chi siano. Quindi si indichi almeno un criterio e si proceda a tutte le nomine. Non è che un consigliere singolo alzando la mano può determinare il fatto che si proceda a questa e non a quell'altra nomina.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione la richiesta di inversione dell'ordine del giorno. Ricordo che occorre il voto favorevole dei due terzi dei votanti. Chi è favorevole alzi la mano.
(E approvata)
Votazione a scrutinio segreto per l'elezione di due componenti della I Sezione del Comitato tecnico amministrativo regionale dei lavori pubblici in sostituzione di Salvatore Ligios e Giuseppe Abate
PRESIDENTE. Il Consiglio regionale deve procedere, ai sensi del primo comma dell'articolo 17, all'elezione di due componenti della prima sezione del comitato tecnico amministrativo regionale dei lavori pubblici, in sostituzione del dottor Salvatore Ligios non prescelto tra docenti universitari, magistrati, avvocati e dirigenti di enti pubblici e dell'avvocato Gabriele Abate, deceduto. Ricordo che, a mente dell'articolo 17 citato, gli eletti devono essere esperti di particolari competenza in materie giuridiche, amministrative, nonché nelle seguenti materie: idraulica, irrigazione, dighe, elettrotecnica, opere marittime, geologia, acque pubbliche, scienze agrarie e forestali. Almeno cinque devono essere ingegneri iscritti agli albi professionali; i rimanenti quattro devono essere docenti universitari, magistrati, avvocati e dirigenti di enti pubblici. Pertanto i due componenti da eleggere devono essere esperti scelti tra docenti universitari, magistrati, avvocati e dirigenti di enti pubblici. Ricordo altresì che ogni consigliere dovrà segnare sulla scheda un solo nominativo.
Prego i Segretari di procedere alla chiama.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico l'esito dell'elezione a scrutinio segreto i due componenti della prima sezione del Comitato tecnico amministrativo regionale dei lavori pubblici:
presenti 66
votanti 58
astenuti 8
schede bianche 3
schede nulle 1
Hanno ottenuto voti: Brandis Pasquale, 29; Sanna Antonello, 23; Satta Antonello, 1; Prandini Giovanni, 1.
Proclamo eletti: Brandis Pasquale e Sanna Antonello.
- (Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Atzeni - Baghino - Baroschi - Cadoni - Carusillo - Casu - Cocco - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fadda Fausto Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Giagu - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Merella - Mereu Salvatorangelo - Mulas Franco Mariano - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Pau - Pes - Pili - Piras - Planetta - Porcu - Pubusa - Pusceddu - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra - Serri - Soro - Tamponi - Tidu - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca.
Si sono astenuti: il Presidente Floris - Cogodi - Demontis - Meloni - Ortu - Puligheddu - Serrenti - Urraci.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Dobbiamo procedere ora alle altre votazioni. A questo riguardo c'è la proposta formulata dall'onorevole Cogodi di sospendere per dieci minuti la seduta del Consiglio.
Onorevole Cogodi, vuole precisare meglio la sua proposta?
COGODI (Rinascita e Sardismo). In realtà io avevo proposto di sospendere la seduta per dieci minuti prima che si procedesse alla votazione alla quale si è proceduto, per vedere se si poteva procedere all'insieme delle nomine. Io invece intendo ora sottoporre all'attenzione del Consiglio, e innanzi tutto del Presidente del Consiglio, due questioni. La prima è relativa alla votazione che si è testé svolta e chiedo al Presidente del Consiglio di valutarne i requisiti di validità. Noi abbiamo assistito allo spoglio delle schede nelle quali si nominavano un certo signor Brandis e un certo signor Sanna, in taluna, mi pare in due o tre schede, si specificava: Sanna Antonello. Io mi domando chi siano mai il signor Brandis e il signor Sanna. Io conosco un signor Brandis che sta a Villanovatolu, spero che sia quello, perché è una persona degna ed è anche un mio amico; conosco un signor Sanna Antonello che sta a Ballao, spero che sia quello, perché è persona degna ed è un mio amico. Io vorrei sapere, sotto il profilo della procedura, com'è che si va adesso ad individuare fra i Brandis di Sardegna e i Sanna di Sardegna chi sono gli eletti. Chi è che certifica, chi è che dice al Presidente del Consiglio che deve poi notificare un atto, col quale questi signori entrano a far parte di un comitato, che sono loro. Non è stata avanzata una candidatura, non si conoscono i dati anagrafici, non dico i dati professionali, non dico il curriculum vitae o il curriculum professionale...
(Interruzioni)
Io dovrei parlare lo stesso, Presidente. Ritiro tutto quello che ho detto prima di critico all'onorevole Soddu, mi invoco a lui, lo chiamerò qui a testimonianza e sostegno della possibilità che almeno qualcuno dei consiglieri regionali possa fare il consigliere regionale. Se questa è una baraonda anziché essere un Consiglio, non ne ho colpa.
(Interruzioni)
Io riesco a parlare anche se c'è chiasso, però preferirei che ci fosse silenzio. Sto ponendo una questione formale e la sto ponendo al Presidente del Consiglio e all'attenzione del Consiglio e voglio che sia risolta, con un atto formale, e cioè attraverso quale procedura a questo punto il Presidente del Consiglio regionale può notificare ai signori Brandis di Sardegna e ai signori Sanna di Sardegna qual è l'eletto dal Consiglio regionale, posto che non c'è nessun atto che lo individui, preliminarmente né successivamente, a meno che non si trovi una procedura in base alla quale tutti quelli che hanno votato si presentino al Presidente per dire quale Brandis e quale Sanna intendevano, per individuare le persone che sono state elette. Questo in tempi nei quali si dice che chi viene chiamato ad espletare funzioni pubbliche e amministrative deve essere persona riconosciuta, che abbia requisiti di professionalità, che corrispondano nel miglior modo possibile alle funzioni per le quali viene chiamata, e si parla di trasparenza e di riforma. Vorremmo sapere chi sono questi signori; forse è giusto che lo sappia il Consiglio regionale prima che si vada a cercarli e a individuarli in qualche sito della Regione. Questa è la prima questione, ed è una questione che riguarda i requisiti di validità della votazione, in ordine alla quale chiedo che il Presidente del Consiglio ci dia una risposta. Chi è che certifica chi sono questi signori?
Seconda questione: è iscritto da lungo tempo, all'ordine del giorno del Consiglio regionale, il rinnovo di molte nomine che sono di spettanza del Consiglio regionale; quando il Consiglio regionale procede o deve procedere ad una nomina di persona in organi collegiali di carattere amministrativo il Consiglio regionale siede, non come organo legislativo, siede come organo amministrativo, con tutta la responsabilità che deriva agli organi amministrativi; quindi anche far male le nomine è una responsabilità, e anche non fare le nomine è una responsabilità. E io vorrei capire perché mai da tanto tempo, da mesi e mesi, sono iscritte all'ordine del giorno le nomine di due componenti nominati dal Consiglio regionale nella C.R.I. cioè nel Comitato Regionale per l'Impiego, che è l'organismo che deve convalidare gli accordi sindacali, che deve esaminare ed istruire progetti imprenditoriali per l'economia della Sardegna, perché mai questo Consiglio regionale non nomina i due rappresentanti nel C.R.I. Vorrei sapere perché il Consiglio regionale non nomina i sei esperti nel Comitato del Lavoro, cioè dell'Agenzia del Lavoro quell'organismo che deve istruire progetti di lavoro e di occupazione. Vorrei sapere perché il Consiglio regionale non nomina i tre più due supplenti revisori dei conti dell'E.R.S.U., degli Enti universitari per il diritto allo studio. Il Consiglio regionale non li nomina perché i partiti della maggioranza non si sono accordati su chi nominare, su come spartire queste nomine. Però sappiamo, perché viviamo in questo mondo, che c'è una trattativa globale su queste nomine, che riguarda enti, sottoenti e quant'altro, che questa trattativa globale non è arrivata ancora in porto e il Consiglio regionale perciò si trova di fronte al guizzo improvviso, all'iniziativa estemporanea di questo o quel consigliere che ogni tanto si alza, quando la combine è stata fatta su qualche cosa, e chiede l'inversione dell'ordine del giorno e si voti. Questo modo di procedere non va. Ecco perché noi chiediamo che a questo punto si proceda immediatamente a tutte le nomine. Chi non è in grado di votare non voti, chi è in grado di votare voti. C'è una responsabilità del Consiglio e del suo Presidente che non può dilazionare nemmeno di un attimo, a questo punto, la messa ai voti delle questioni che sono all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il Presidente stava già mettendo in votazione, per cui la prego di concludere questo suo intervento.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Io sto concludendo, ma non è che non posso dire quello che penso. Anche lei lo può dire quello che pensa.
PRESIDENTE. Sì, ma lo può dire nei termini regolamentari.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Lo dico nei termini di tutti i regolamenti, e lo dico nei termini nei quali lo penso. Ragione per la quale chiedo che si proceda immediatamente alle nomine successive.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Onorevole Presidente, il problema sollevato dal collega Cogodi è un problema indubbiamente non solo legittimo, ma è un problema che il Consiglio deve affrontare e risolvere. Le procedure attraverso cui si arriva alla candidatura e poi alla nomina e all'elezione dei rappresentanti negli enti e negli organismi a cui il Consiglio regionale è deputato a nominare i suoi rappresentanti costituiscono una questione che credo debba essere affrontata. Non serve dire o ricordare che nel passato si è sempre proceduto con queste modalità e che quindi tutte le volte che si sono nominati i vari Brandis e i diversi Sanna nella storia quarantennale della nostra autonomia si è proceduto con la stessa procedura con cui si è proceduto stamattina, la stessa identica procedura, negli ultimi quarant'anni, quindi anche nelle ultime legislature cui i consiglieri hanno partecipato. Questo però non significa che la questione che è stata sollevata non sia una questione che merita di essere esaminata e di essere anche risolta. Io voglio ricordare che esiste già in carico alla Commissione competente, un disegno di legge che riguarda i criteri e le modalità ed anche la riforma degli enti regionali e che, nell'ambito di questo disegno di legge, è contenuta una parte che riguarda le modalità e i criteri attraverso cui procedere alla nomina dei rappresentanti della Regione ed anche del Consiglio regionale nei diversi enti e nei diversi organismi nei quali il Consiglio è deputato a nominare i suoi rappresentanti. Penso che questo aspetto del disegno di legge debba essere estrapolato quanto prima perché i criteri e le modalità per le nomine non riguardano solo la trasparenza ma anche la qualità delle nomine stesse.
La seconda questione riguarda il fatto che non si sia proceduto sino adesso ad effettuare le altre nomine che sono all'ordine del giorno e si paventa una sorta di lottizzazione e che questa lottizzazione non sia andata in porto perché i partiti non si sono messi d'accordo. E' tanto vero che non c'è stata nessuna trattativa tra i partiti, e quindi nessuna lottizzazione, uno dei motivi per cui probabilmente non si arriverà a queste nomine è il fatto che queste nomine devono essere concertate all'interno del Consiglio regionale; tanto è vero questo che il collega Cogodi chiedeva dieci minuti di sospensione prima perché i Gruppi potessero concertare le modalità e anche le nomine a cui si doveva provenire. E tanto è vero che non c'è stata trattativa, è tanto vero che non c'è stata lottizzazione, proprio per questo: perché non c'è stata neanche la possibilità di concertare, cosa che è legittima e democratica, le modalità anche all'interno di questo Consiglio.
Per quanto riguarda le nomine che abbiamo fatto, siccome il Gruppo del Partito Democratico della Sinistra ha espresso la sua preferenza per l'ingegner Antonello Sanna, quando abbiamo indicato questo nominativo, noi abbiamo fatto riferimento all'ingegner Antonello Sanna, docente di composizione urbanistica della Facoltà di ingegneria dell'Università di Cagliari, dirigente dell'istituto nazionale di urbanistica, e nonché, per quanto possa servire, dirigente della Lega ambiente della Sardegna. Se si vuole posso anche dire che l'ingegner Antonello Sanna, è nato a Cagliari il 17 gennaio 1949, e che abita in via Roma a Cagliari al numero 127, se volete posso darvi anche il numero di codice fiscale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Tamponi. Ne ha facoltà.
TAMPONI (D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il problema posto dal collega Cogodi sia un problema che è ritornato costantemente in questi anni in quest'Aula. Ci sono proposte di legge, ci sono dibattiti, ci sono risoluzioni che hanno affrontato questo problema ed hanno tentato di porre in un canale di legittimità e di piena trasparenza il problema delle nomine, per lo meno di quelle che deve fare questa Assemblea in vari enti, organismi ed istituzioni. Abbiamo sospeso questo impegno ultimamente per una serie di motivi attribuibili agli impegni delle Commissioni, attribuibili a delle emergenze, che hanno tenuto impegnato il dibattito nelle Commissioni e nell'Assemblea su altri argomenti. Ma debbo dire, per esempio, che quando la Commissione e l'Assemblea hanno affrontato il problema della revisione del sistema dei controlli, è stato introdotto un elemento innovativo quale è quello del sorteggio su categorie di persone, di professionisti, selezionati dagli organi professionali, criterio che il Governo come sappiamo ha respinto per il momento. Quindi anche la buona volontà e lo spirito innovatore che caratterizzano questo Consiglio da qualche tempo a questa parte spesso si scontrano con atteggiamenti di carattere diverso che, per esempio, in questo caso sono assunti dal Governo. Ciò non vuol dire che noi ci dobbiamo fermare, anzi dobbiamo insistere, pure in assenza di elementi così innovatori, su scelte che garantiscano la trasparenza e la professionalità che deve caratterizzare appunto i designati a coprire questi incarichi. Il collega Cogodi chiede di sapere chi è il citato Brandis Pasquale che compare più volte nello scrutinio delle schede. Non abbiamo difficoltà a ricordare - oltretutto è abbastanza conosciuto e probabilmente lo conosce anche il collega Cogodi - che si tratta del professor Pasquale Brandis, geopedologo, ordinario universitario di geografa del territorio, direttore dell'istituto presso la facoltà di lettere dell'Università di Sassari, ex Preside della facoltà di Pedagogia dell'università di Sassari; persona notoriamente conosciuta per il contributo scientifico che ha dato, in tutti i suoi anni di carriera universitaria e non solo universitaria, allo studio dei problemi connessi con il territorio della Sardegna, quindi ampia caratterizzazione professionale, ampia cultura scientifica ed accademica che dimostrano con quale spirito ci si avvicina alla designazione di membri che devono ricoprire cariche di così delicata importanza da parte del Gruppo della Democrazia Cristiana. Con piena convinzione noi siamo convinti che un uomo di questo genere non possa non avere il consenso generale del Consiglio. Per questo specifichiamo queste cose; del resto la procedura con cui il Consiglio normalmente fa le designazioni mi sembra che sia questa ed è compatibile con il Regolamento. Ove si volesse modificarla, spetterà proporre una modifica al Regolamento per dare più compiutezza e direi più certezza alle designazioni che si dovranno fare d'ora innanzi. Per quanto attiene alle altre designazioni, io credo che sia da riconoscere che le osservazioni e le precisazioni del collega Cogodi sono pertinenti, ce ne stiamo occupando; ricordiamo che spesso si tratta non di designazioni che spettano alla maggioranza dell'Assemblea ma che ci sono anche espressioni della cosiddetta minoranza. E, se tutto il complesso delle designazioni non è compiuto, è chiaro che non si può procedere alle designazioni stesse. Noi ci attiveremo subito per questo e, nel frattempo, se l'Assemblea è d'accordo, chiedo al Presidente di sospendere la seduta e di convocare la Conferenza dei Capigruppo per decidere proprio sul prosieguo dei lavori.
MEREU SALVATORANGELO (P.S.I.). E' una lottizzazione, perché uno è della D.C. e uno è del P.D.S. Nascondere che è una lottizzazione è inutile e significa offendere le persone. Ottime persone, scelte bene, comunque uno è della D.C e l'altro è del P.D.S. Uno dei due io l'ho votato, ma non so chi sia. Smettiamola con la demagogia e diciamo che questa è lottizzazione.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, noi abbiamo proceduto alla nomina per sostituire un componente del comitato che è deceduto ed uno che è dimissionario. Per quanto riguarda il problema da lui sollevato, l'onorevole Cogodi sa che le nomine in Consiglio sono sempre avvenute in questo modo. Questo non significa che non esista un problema cosiddetto di trasparenza. La verifica dei requisiti avveniva successivamente alla nomina del Consiglio, da parte della Presidenza del Consiglio che ne valutava la coincidenza con quelli previsti in legge. Oggi l'onorevole Tamponi e l'onorevole Dadea hanno invece esplicitato in Aula i requisiti delle persone designate. Possiamo anche continuare in questa prassi inauguratasi stamattina, ma occorre modificare le leggi perché, fino a che la legge non prevede la presentazione di candidature e di requisiti, il Consiglio regionale non può che procedere in questo modo.
Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Presidente, solo per fare una precisazione. Siccome è riecheggiata in quest'Aula - non ricordo da parte di chi - la parola lottizzazione, io voglio che sia chiaro che il Gruppo del Partito Democratico della Sinistra si è limitato solo ed esclusivamente a proporre un nominativo in sostituzione di quello di un componente del comitato a suo tempo espresso dal Gruppo del Partito comunista. Infatti, quel componente è purtroppo deceduto e noi ci siamo soltanto limitati a indicare il nominativo della persona che avrebbe dovuto sostituirlo. Quindi nessuna lottizzazione, nessuna trattativa nel modo più assoluto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Tamponi. Ne ha facoltà.
TAMPONI (D.C.). Signor Presidente, colleghi...
(Interruzioni)
Collega Mereu, lei che è stato Presidente dell'Assemblea, Capogruppo e anche Assessore, è stato probabilmente artefice anche di qualche distribuzione, ai fini del bene comune, di queste cariche, e probabilmente anche questa l'ha vista partecipe. Se di lottizzazione si tratta, si tratta di una lottizzazione fatta in altri tempi, perché il Gruppo della Democrazia Cristiana, in questa circostanza, si sta semplicemente limitando a proporre un nominativo per sostituire il dottor Salvatore Ligios risultato, per sopravvenuti motivi, incompatibile, a sua volta espresso dal Gruppo della Democrazia Cristiana. Direi che dobbiamo valutare, entrando nel merito, le caratteristiche della persona che va a ricoprire quest'incarico, sulla quale ci siamo pronunciati, e la cui nomina non può certo essere considerata una bassa operazione di semplice lottizzazione. Non è questo certamente lo spirito al quale noi ci riferiamo.
PRESIDENTE. Accogliendo la richiesta dell'onorevole Tamponi, sospendo i lavori del Consiglio e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Tralascio i problemi di lottizzazione. Io ho posto un quesito: chi è che ha titolo, nel Consiglio regionale, fra coloro che hanno votato, ad individuare le persone che sono state designate? Questo è il quesito che ho posto, perché il fatto che si sia sempre fatto così non è una buona ragione; si sono fatti anche errori spesso; io ho posto un problema tecnico-giuridico perché, per esempio, se io avessi conosciuto prima i requisiti professionali delle persone che corrispondono a quei nomi, io consigliere regionale sarei stato messo nella condizione di valutare e di votare. Io chiedo adesso ancora, tralasciando la prassi che non fa legge, chi è di noi, ottanta consiglieri regionali, che ha titolo per individuare la persona designata, perché alla pari del consigliere Dadea e alla pari del consigliere Tamponi credo che ogni consigliere regionale abbia titolo per dire: quel nome corrisponde a questa persona. Io ho posto un problema e un quesito ben preciso. Che poi le lottizzazioni si siano ereditate e che queste siano proiezioni, prolungamenti, è un'altra questione. Le eredità, si sa, si possono accettare o non accettare o accettare con beneficio di inventario. In genere un'eredità negativa non si accetta, non c'è l'obbligo di essere eredi, si è eredi quando si vuole e qui c'è un'eredità negativa che viene accettata perché fa comodo, perché è utile per altri fini.
PRESIDENTE. Sospendiamo per un quarto d'ora i lavori del Consiglio.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 11, viene ripresa alle ore 12 e 44.)
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì pomeriggio alle ore 17. In apertura dei lavori i Gruppi presenteranno un ordine del giorno sulla questione della nomina per definire criteri e modalità.
La seduta è tolta alle ore 12 e 46.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta.
Interpellanza Mannoni sulla vibrata protesta del consigliere provinciale Ing. Urru (P.D.S.).
Il sottoscritto chiede di interpellare l'Assessore regionale dei lavori pubblici con la seguente domanda:
"Caro Assessore,
leggo sulla stampa della vibrata protesta del consigliere provinciale nuorese Ing. Urru in ordine alle determinazioni assunte dalla Giunta regionale sui programmi di finanziamento delle strade.
Poiché quale consigliere regionale ho il diritto-dovere di verificare politicamente l'operato del Governo regionale, la pregerei di farmi conoscere:
a) i criteri e le modalità di formulazione del programma in questione;
b) quali pressioni clientelari abbia ricevuto, e da quali gruppi e da quali persone in ordine alle decisioni assunte;
c) se le risulta, in qualità di Assessore dei lavori pubblici che la Giunta regionale sia 'in via di smantellamento'.
Le sarò grato se, nell'occasione vorrà trasmettermi copia del programma contestato dal consigliere provinciale del P.D.S.". (340)
Interpellanza Tamponi - Carusillo - Corda - Marteddu - Sanna - Serra Antonio - Tidu - Usai Sandro - Atzori - Giagu - Amadu - Atzeni - Baghino - Deiana - Dettori - Fadda Paolo - Lorettu - Manunza - Mulas Franco Mariano - Onida - Oppi - Piras - Satta Antonio - Sechi - Selis - Serra Pintus - Soro sulla inefficienza dell'Agenzia del lavoro nell'affrontare i compiti istituzionali affidatigli dalla legge.
I sottoscritti chiedono di interpellare l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale in ordine al pessimo funzionamento e alla inefficienza operativa dell'Agenzia regionale del lavoro che, nata nel 1988 sull'onda di tanti entusiasmi, forse perché caricata di tante istanze malgrado i numerosi sforzi e tentativi messi in atto dalle forze sociali, si è arenata per molteplici difficoltà di ordine burocratico e amministrativo e da diverso tempo opera al di sotto di ogni aspettativa legittima.
Anche di recente tanto i sindacati che gli operatori imprenditoriali hanno apertamente denunciato una situazione insostenibile: su 3464 domande di contributi l'Agenzia regionale del lavoro dalla data di inizio della sua attività (ottobre 1988) ha esaminato solamente 200 domande. Ciò ha comportato un mancato utilizzo di risorse di 53 miliardi nel 1990, di 87 miliardi nel 1991, di 111 miliardi nel 1992, per complessivi 251 miliardi.
Tali fatti incontrovertibili, a parere degli interpellanti, propongono con forza una riflessione sulla rispondenza dell'attuale struttura dell'Agenzia del lavoro a dare congrue e rapide risposte alle finalità principali della legge regionale n. 33/1988, quali la difesa dell'occupazione, la ricerca di attività sostitutive in alternativa alle imprese che cessano dall'attività, la gestione della mobilità e la riconvocazione del personale, l'orientamento e la formazione professionale.
Gli interpellanti chiedono che sull'argomento l'Assessore competente dia risposte esaurienti sull'attuale situazione dell'Agenzia del lavoro e soprattutto dia precise indicazioni, in un momento di grave crisi occupativa, su come intenda utilizzare le centinaia di miliardi accantonati negli anni e su quali proposte di carattere organizzativo intenda assumere, e se necessario anche legislative, anche per rispondere alle legittime proteste dei rappresentanti dei lavoratori degli imprenditori per l'incapacità e l'inefficienza di uno strumento che doveva servire per stimolare una politica attiva del lavoro, attraverso interventi finalizzati alla salvaguardia dell'occupazione, dell'incentivazione della cooperazione, al sostegno dei processi di mobilità, oltre a fornire strumenti di sostegno e azioni positive a favore di fasce di lavoratori deboli e marginali, o a rischio di emarginazione, e strumenti per realizzare le pari opportunità.
Gli interpellanti concordano con il giudizio severo dei rappresentanti sindacali dei lavoratori e degli imprenditori e chiedono con urgenza, perché non perdano inutilmente altri anni, un dibattito e precise proposte di soluzione che siano in linea con le esigenze di far fronte all'emergenza occupazione. (341)
Interpellanza Tamponi - Carusillo - Corda - Marteddu - Sanna - Serra - Tidu - Usai Sandro - Atzori - Giagu - Amadu - Atzeni - Baghino - Deiana - Dettori - Fadda Paolo - Lorettu - Manunza - Mulas Franco Mariano - Onida - Oppi - Piras - Satta Antonio - Sechi - Selis - Serra Pintus - Soro sulla mancata esecuzione dei provvedimenti amministrativi per l'attuazione dei progetti speciali volti a combattere la disoccupazione.
I sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale del lavoro in merito ai progetti speciali finalizzati all'occupazione previsti dal piano straordinario per il lavoro di cui all'articolo 92 della legge regionale n. 11 del 4 giugno 1988.
In particolare gli interpellanti chiedono:
1) quali siano le ragioni che hanno impedito la decretazione dei progetti definiti ai sensi dell'articolo 19, comma 4, della legge regionale n. 27 del 30 giugno 1993, recante modifiche all'articolo 92 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11;
2) se sia stato o non ancora costituito presso la Presidenza della Giunta l'Ufficio speciale con compiti di istruttoria, valutazione e tecnica dei progetti e di indicazione delle priorità nella individuazione degli interventi così come previsto dall'articolo 18 della sopraccitata legge regionale n. 27 del 30 giugno 1993;
3) quanti progetti sono stati esitati e quanti non ancora istruiti, posto che essi devono essere esaminati entro 120 giorni come previsto dall'articolo 19 della citata legge regionale n. 27 del 30 giugno 1993 e se sia stato istituito l'Ufficio speciale di cui all'articolo 18 della legge regionale 27/1993.
4) gli interpellanti ritengono che i 5 anni dal varo della legge 33/1988 e l'aggravarsi della crisi occupazionale impongono di dare risposte a chi, soprattutto disoccupati e giovani, attendono da questi provvedimenti concrete possibilità di lavoro. (342)
Interrogazione Onida, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata apertura dell'Ufficio tutela del paesaggio nella Provincia di Oristano.
Il sottoscritto,
PREMESSO:
- che con l'articolo 57 del D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348, sono state delegate alla Regione sarda le competenze e le funzioni amministrative degli organi centrali dello Stato in materia di tutela delle bellezze naturali;
- che il suindicato decreto diveniva attuativo a seguito di emanazione della legge n. 122 del 1983;
- che l'articolo 32 della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, prevede l'istituzione, presso l'Assessorato della pubblica istruzione, di un servizio e di quattro settori, questi ultimi con sede nei capoluoghi di Provincia;
- che non risulta ancora attivato l'Ufficio tutela del paesaggio con sede in Oristano, nonostante sia stata già disposta la creazione del predetto Ufficio con decreto dell'Assessore della pubblica istruzione n. 93 del 29 gennaio 1993, regolarmente registrato dalla Corte dei Conti;
- che è particolarmente sentita l'esigenza dell'attivazione del predetto Ufficio a causa dei tempi eccessivi di evasione delle pratiche da parte dell'Ufficio di Cagliari,
tutto ciò premesso chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori regionali della pubblica istruzione, degli enti locali, finanze ed urbanistica per conoscere quali motivi ostino all'apertura dell'Ufficio tutela del paesaggio di Oristano ed in particolare qual è la situazione relativa al reperimento dei locali ed al relativo arredamento nonché alla costituzione dell'organico necessario per la gestione dell'Ufficio reclamato, a buon titolo, dalla cittadinanza oristanese. (607)
Interrogazione Marteddu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di inattività della Pro-loco di Bosa.
Il sottoscritto,
PREMESSO:
- che la città di Bosa si sviluppa attraverso la sua risorsa fondamentale che è il turismo;
- che l'Associazione della Pro-loco ha costituito uno strumento insostituibile nel predisporre iniziative idonee ed opportune per la valorizzazione della cultura, della storia urbana ed umana e delle tradizioni più autentiche del popolo bosano e dell'intera Planargia;
- che la situazione debitoria verso il Banco di Sardegna ha dal 1988 portato alla paralisi la Pro-loco;
- che nel 1991 l'Assessore regionale del turismo ha nominato un Commissario straordinario dell'associazione bosana;
- che tale atto si è rivelato inutile al fine di rivitalizzare l'attività della Pro-loco, nonostante il sostegno pieno, amministrativo e finanziario dell'Amministrazione comunale, con responsabilità negative che paiono ricadere sia sul Commissario straordinario che sull'Assessore regionale del turismo,
tutto ciò premesso chiede di interrogare l'Assessore regionale del turismo per sapere quali iniziative intende assumere al fine di porre la Pro-loco di Bosa nelle condizioni di poter riprendere la propria attività.
In particolare, chiede se non sia opportuno l'immediato azzeramento della predetta situazione debitoria, offrendo la possibilità di rigenerare l'Associazione attraverso l'immissione dei numerosi nuovi soci che hanno già chiesto di poter aderire. (608)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della Sardatelecomunicazioni e sulla necessità di interventi urgenti per salvaguardare i posti di lavoro.
Il sottoscritto,
PREMESSO che da diversi mesi la Sardatelecomunicazioni, società operante in Sardegna per l'esecuzione di opere per conto della SIP, vive un acutissimo stato di crisi, fatto che ha determinato numerose agitazioni delle maestranze e notevole tensione fra gli oltre 500 dipendenti per i ritardi nel pagamento del salario e, soprattutto, per i rischi della perdita definitiva del posto di lavoro;
TENUTO CONTO che da notizie diffuse da organi di informazione la citata società sarebbe stata rilevata da un nuovo imprenditore, che sarebbe affidabile per la Regione Sarda ma non godrebbe della fiducia della SIP, per cui la stessa SIP non sarebbe intenzionata a rinnovare l'appalto dei propri lavori;
CONSIDERATO che la situazione che si è determinata, al di là degli aspetti di natura strettamente societaria, crea nuovi giustificati motivi di tensione nei lavoratori, che vedono accentuarsi la propria posizione di precarietà e sconcerta l'opinione pubblica che non comprende come sia possibile, sempre secondo le notizie giornalistiche, la differenza di valutazione che sarebbe stata espressa da un lato da un consulente della Presidenza della Giunta regionale e dall'altro dalla SIP;
RITENUTO che il perdurare di una siffatta situazione sia intollerabile e che il danno più grave lo subirebbero i lavoratori della citata società e le loro famiglie in un momento di gravissima crisi occupativa generale,
tutto ciò premesso, chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere se la Giunta regionale abbia svolto un eventuale ruolo nelle vicende e, in caso affermativo, in quali forme e modi esso si sia esplicato e per conoscere le iniziative che la Giunta regionale intende assumere per la salvaguardia dei posti di lavoro e per chiarire, in modo trasparente, i termini dell'operazione. (609)
Interpellanza Lorelli - Dadea - Ladu Leonardo, con richiesta di risposta scritta, sulla ventilata chiusura della scuola di volo di Alghero.
I sottoscritti,
VENUTI a conoscenza che l'Alitalia intende trasferire ad altra sede le attività attualmente svolte presso la scuola di volo di Alghero;
CONSIDERATO che ciò determinerebbe la chiusura delle attività di manutenzione per conto terzi che presso la stessa già si svolgono, che potrebbero essere ulteriormente ampliate e che ciò inoltre impedirebbe la possibilità di promuovere ampiamente la formazione dei piloti;
RITENUTO che tali scelte aziendali determinerebbero conseguenze negative anche sul piano occupazionale del personale altamente specializzato in una area già travagliata gravemente da problemi occupativi,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere quali iniziative intenda assumere per contrastare questo tentativo. (610)
Interrogazione Usai Edoardo sulla gestione ed organizzazione del CMAS (Centro medico di assistenza sociale) di Cagliari.
Il sottoscritto, in relazione alla gravissima denuncia degli infermieri del CMAS di Cagliari in ordine alla gestione ed alla organizzazione del Centro stesso, chiede di interrogare l'Assessore della sanità per conoscere:
- se risponda al vero che l'affidamento del l'incarico di direttore al prof. Gessa sia avvenuto "dopo un estenuante braccio di ferro tra l'Università e l'Unità sanitaria locale" ed, in caso affermativo, per quali motivi;
- se risponda al vero che il prof. Gessa, a quanto sembra raramente reperibile al Centro, abbia designato nel 1991 quale suo sostituto il dott. Roberto Pirastu, attualmente responsabile del Centro, ed, in caso affermativo, da chi sia stato disposto l'affidamento dell'incarico a quest'ultimo, in quale data e fino a quale data;
- se i rapporti fra l'Università e l'Unità sanitaria locale n. 21 nell'ambito del CMAS siano regolati da apposita convenzione ed, in caso affermativo, quale ne sia il contenuto e quale la durata;
- quale sia il numero degli infermieri del CMAS e se risponda al vero che alcuni di essi vengano costantemente impiegati nel vicino Centro di immunologia;
- quale sia il numero complessivo delle ore di assenza per qualunque motivo nell'anno in corso degli addetti al CMAS, quale la procedura per il controllo delle presenze giornaliere e se risponda al vero, inoltre, che qualcuno degli addetti si trovasse fuori dal Centro in data ed ora nelle quali i fogli di presenza lo davano regolarmente presente nel Centro;
- quali siano gli orari di somministrazione del metadone ai pazienti, se esistano deroghe a tali orari ed, in caso affermativo, per quali motivi;
- quale sia l'importo complessivo dei finanziamenti erogati al CMAS e se ne sia stata rispettata la destinazione;
- quale sia attualmente, in pratica e nel dettaglio, l'attività del CMAS, quali i risultati degli anni di attività, quali i programmi e le previsioni per il prossimo anno. (611)
Interrogazione Sanna - Oppi - Piras - Amadu - Marteddu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione determinatasi a seguito del fallimento della Sarda pecorini S.p.A.
I sottoscritti,
- evidenziato che a seguito del fallimento della Sarda pecorini S.p.A., gravata da un passivo di circa 30 miliardi di lire, il curatore fallimentare ha consentito che la SOGEIC gestisse gli impianti;
- rilevato che tale gestione ha dato buoni risultati garantendo, fatto di primaria importanza, ai 110 dipendenti fissi e stagionali la conservazione del posto di lavoro;
- considerato che negli impianti caseari citati confluisce circa la metà della produzione del latte in Sardegna attraverso centinaia di conferitori;
- avuto notizia che tale contratto di gestione ad oggi non è stato ancora rinnovato,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura, l'Assessore regionale del bilancio e dell'industria per sapere:
- se sono a conoscenza della situazione creatasi e di conseguenza quali iniziative intendano intraprendere e con quali strumenti finanziari si intende far fronte al problema che se non risolto in tempi brevi, può determinare gravi squilibri nel settore produttivo e nel settore occupazionale già gravato dalla ben nota crisi più generale, che attanaglia la nostra Isola;
- quali iniziative si intendano portare avanti per scongiurare che l'applicazione delle norme CEE comporti il blocco dell'intero settore in quanto la stragrande maggioranza della aziende casearie non è in linea con dette direttive;
- inoltre, per conoscere lo stato di attuazione del piano SIPAS concernente la realizzazione di una serie di impianti di depuratori funzionali all'industria agro-alimentare e per sapere quali interventi si prevedano per la salvaguardia di numerosi caseifici, sparsi nel territorio regionale e siti all'interno di centri urbani dove non esistono zone artigianali o insediamenti produttivi. (612)
Interrogazione Pau, con richiesta di risposta scritta, sull'acquisizione della laguna di San Teodoro.
Il sottoscritto,
APPRESO dalla stampa che sta per essere messa all'asta un'oasi naturalistica quale la laguna di San Teodoro, asta andata deserta sia nel 1991 che nel luglio 1993;
ATTESO che la laguna rappresenta una emergenza di immenso valore naturalistico, infatti vi soggiornano abitualmente alcune colonie di fenicotteri rosa, cormorani, aironi cenerini, pavoncelle, anatidi di varie specie; sono presenti inoltre numerose specie ittiche quali cefali, spigole, anguille, orate, sperlotti, mitili ed ostriche; ed infine che lungo le rive vegetano alcune essenze floristiche e botaniche quali lentischi, mirti, pungitopo, giunchi, tamerici, olivastri, ginepri, canneti e tappeti di silicornia;
RILEVATO che lo stagno rappresenta un supporto indispensabile al costituendo parco marino di Tavolara-Capo Coda Cavallo e che nel complesso rappresenta un bacino imbrifero di circa 60 Kmq;
TENUTO CONTO che l'area umida rappresenta una grande risorsa ambientale, per cui si rende indispensabile il suo avvaloramento in termini culturali, scientifici, turistici e produttivi;
VISTO che nel breve sta per essere esperita un'altra gara d'appalto e che la Giunta regionale, con deliberazione n. 14/15 del 1991, anche se "genericamente" ha ribadito la volontà di procedere alla sua acquisizione per la cifra di 17 miliardi di lire che, per il mancato utilizzo, è andata in perenzione;
CONSTATATO che esiste nel capitolo 04110 del bilancio regionale uno stanziamento di 8 miliardi, quindi un importo superiore alla base d'asta determinata in circa 6 miliardi,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere cosa intendano fare al fine di procedere a questa indispensabile acquisizione in considerazione del fatto che nella laguna di San Teodoro è già presente un centro di acquacoltura con annesso laboratorio scientifico e che, senza il bacino lagunare, l'istituendo parco marino di Tavolara-Capo Coda Cavallo nascerebbe monco di un'importante emergenza naturalistica nell'ambito di una pianificazione ambientale di vasta scala. (613)
Interrogazione Serra Pintus, con richiesta di risposta scritta, sull'adeguamento alla normativa comunitaria delle aziende del settore ovi-caprino.
La sottoscritta,
RILEVATO che la direttiva 92/46/CEE del 16 giugno 1992 prevede, tra l'altro, una radicale ristrutturazione delle aziende che operano nel settore ovi-caprino;
CONSIDERATO che soltanto le aziende di medie e grosse dimensioni potranno, seppure con grosse difficoltà e con sostegni economici pubblici, far fronte agli oneri derivanti dall'adeguamento previsto dalla Comunità;
RILEVATO che in Sardegna il 45 per cento delle aziende del settore ovi-caprino è di piccole dimensioni e che conseguentemente circa 9200 piccoli imprenditori non potranno ottemperare, per ragioni economiche, al disposto comunitario e saranno inevitabilmente costretti a disfarsi del proprio bestiame e a trovarsi in gran parte senza lavoro,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dell'agricoltura e l'Assessore del lavoro per sapere come intendono affrontare il problema che rischia tra l'altro di creare ulteriore disoccupazione ed aggravare lo stato di malessere generale. (614)
Interrogazione Manchinu - Giagu - Desini - Ferrari - Degortes - Sechi - Casu - Meloni, con richiesta di risposta scritta, sui criteri di erogazione di contributi alle società sportive in base alla legge regionale 39/73.
I sottoscritti,
VISTA la delibera della Giunta regionale datata 6 agosto 1993, avente per oggetto: promozione e commercializzazione dei prodotti agricoli e zootecnici legge regionale 39/73 "Piano zone interne" etc. periodo giugno 1993-giugno 1994, programma sportivo;
ATTESO:
- che sono state escluse società sportive che partecipano a campionati nazionali nelle vari discipline (calcio, basket, pallavolo, pallamano, etc.);
- che tale esclusione è fonte di gravi discriminazioni per le suddette società che affrontano notevoli spese per le trasferte nella penisola;
CERTI che la mancata erogazione del contributo metterebbe tali società nella condizione di rinunciare ai campionati con grave danno all'immagine della Sardegna e in particolare a quella delle zone dove le società svolgono l'attività,
chiedono all'Assessore regionale dell'agricoltura se non ritenga opportuno rivedere i criteri attraverso i quali sono stati erogati i contributi e procedere quindi ad una distribuzione equa degli stessi a tutte le società che svolgono attività agonistica a livello nazionale. (615)
Interrogazione Porcu - Sechi, con richiesta di risposta scritta, sul mancato pagamento dei sussidi e sulla condizione degli ammalati di mente in Sardegna.
I sottoscritti,
PREMESSO:
- che con la legge regionale n. 15/92 sono stati stabiliti nuovi criteri per la concessione di sussidi economici ai malati di mente gravi residenti in Sardegna;
- che però, nonostante sia passato quasi un anno dall'emanazione della nuova normativa, l'Assessore non ha ancora insediato le sei Commissioni di esperti che devono valutare le domande e appurare se i richiedenti posseggono i requisiti richiesti;
- che nel frattempo procede con gravissimi ritardi il pagamento dei sussidi ai malati di mente che ne avevano diritto in base alla legge regionale n. 44/87 e che devono ancora ricevere gli arretrati risalenti al 1990;
- che questi ritardi rendono ancora più difficile la condizione dei sofferenti psichici e delle loro famiglie costretti giornalmente a convivere con la mancanza di strutture socio-assistenziali che diano risposta concreta alle drammatiche esigenze di chi è affetto da queste patologie,
TUTTO CIO' PREMESSO chiedono di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:
- come mai, nonostante le assicurazioni dell'Assessore, ancora non si sia provveduto a nominare e insediare le Commissioni per la verifica dello stato di malattia mentale prevista dalla legge regionale n. 15 del 1992;
- quale sia la situazione nel pagamento di quanto dovuto in base alla legge regionale n. 44/87 e come l'Assessorato intende procedere per rispondere alle pressanti, ma giuste, richieste di tanti cittadini e delle loro famiglie che chiedono che la Regione onori il dettato di legge che prevede tassativamente il pagamento degli arretrati dovuti agli ammalati mentali;
- che cosa infine l'Assessorato abbia fatto od intenda fare per applicare concretamente il Piano regionale per la psichiatria e per sanare la gravissima situazione esistente negli ex ospedali psichiatrici di Sassari e Cagliari che continuano ad ospitare centinaia di pazienti in condizioni di precarietà e di degrado gravissimi. (616)
Interrogazione Cadoni, con richiesta di risposta di richiesta scritta, sulla mancata utilizzazione da parte della Unità sanitaria locale n. 6 dei finanziamenti per l'ospedale di Bosa.
Il sottoscritto,
CONSIDERATO che con la legge regionale 28 aprile 1992, n. 6 (legge finanziaria), è stato assegnato alla Unità sanitaria locale n. 6 del Marghine-Planargia un contributo straordinario, finalizzato all'ospedale di Bosa, di un miliardo (500 milioni per la realizzazione del reparto di rianimazione e 500 milioni per l'acquisizione delle relative attrezzature);
CONSTATATO che a tutt'oggi, a 18 mesi dalla approvazione della succitata legge ed a 10 mesi dalla disponibilità effettiva del contributo, la Unità sanitaria locale n. 6 non ha ancora attivato le procedure per la realizzazione dell'opera,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per conoscere se non ritenga opportuno intervenire presso la Unità sanitaria per sollecitare le procedure di spendita del contributo in parola e per verificare i motivi del ritardo lamentato. (617)
Interrogazione Cadoni, con richiesta di risposta scritta, sulla ripartizione dei fondi per gli investimenti previsti dalla legge regionale n. 4 del 1988.
Il sottoscritto, considerato che a tutt'oggi non si è data attuazione alla ripartizione dei fondi previsti dalla legge regionale n. 4 del 1988 e già deliberati dalla Giunta regionale,
chiede di interrogare l'Assessore della sanità per conoscere quali siano gli intendimenti dell'Assessore in merito a quanto riportato in premessa. In particolare, per sapere se l'Assessore intenda mantenere o modificare il contenuto dell'atto. (618)
Interrogazione Dadea - Cuccu - Erittu - Muledda sul processo di ristrutturazione avviato dall'ENEL in Sardegna.
I sottoscritti,
PREMESSO che:
- la trasformazione dell'ENEL in Società per azioni, con la privatizzazione di parte del capitale sociale potrebbe determinare un drastico ridimensionamento degli organici (le zone si ridurrebbero da 171 a 125 (- 27 per cento) e le agenzie da 590 a 412 (- 30 per cento);
- il processo di ristrutturazione avviato dal Compartimento ENEL della Sardegna mentre lascerebbe invariate l'attuale suddivisione in 5 zone (Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano e Olbia), determinerebbe la soppressione di 10 (dieci) agenzie su 23 (ventitré) pari a un taglio del 40 per cento;
- in Provincia di Cagliari resterebbero, oltre l'Agenzia del capoluogo, quelle di Assemini, Quartu e Carbonia; in Provincia di Sassari, oltre il capoluogo, quelle di Alghero, Tempio e Olbia; in Provincia di Oristano, oltre Oristano, quelle di Sanluri e Laconi che verrebbero scorporate con il Sarcidano e il Mandrolisai da Nuoro; in Provincia di Nuoro resterebbe, oltre il capoluogo, soltanto quella di Tortolì, mentre verrebbero soppresse quelle di Macomer e di Siniscola;
- sono ormai molteplici i segnali di un preoccupante processo di ristrutturazione che nella nostra Regione ha investito importanti uffici e servizi di pubblica utilità: ENEL, SIP, Uffici finanziari, Istituti scolastici, Uffici giudiziari;
- questi processi di ristrutturazione sembrerebbero non aver niente a che vedere con la necessaria razionalizzazione volta a colpire sprechi e parassitismi, ma che alla lunga potrebbero rivelarsi oltre che socialmente iniqui persino profondamente diseconomici: accentuano lo spopolamento delle aree deboli e marginali a tutto vantaggio delle aree forti con il conseguente aggravarsi dei fenomeni di inurbamento,
tutto ciò premesso chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'industria al fine di conoscere quali iniziative intendano porre in essere affinché i ventilati processi di ristrutturazione, ad iniziare da quello predisposto dal Compartimento ENEL della Sardegna, possano tradursi in un altro costo sociale ed economico per la nostra Regione con possibili gravi ripercussioni per gli stessi livelli occupativi. (619)
Interrogazione Planetta - Ortu - Serrenti - Puligheddu - Demontis, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione del personale degli uffici medici e dei veterinari provinciali della Sardegna.
I sottoscritti,
PREMESSO che decine di dipendenti degli uffici medici e dei veterinari provinciali versa in una situazione di difficoltà e di estremo disagio;
RILEVATO che il progressivo svuotamento delle competenze dei predetti uffici in attuazione delle normative vigenti in favore delle Unità sanitarie locali, non appare in alcun modo accettabile né da parte del personale, né da parte di alcune organizzazioni sindacali;
CONSIDERATO che ad aggravare tutto questo non fa riscontro alcun programma di rivitalizzazione e recupero dell'operatività dei dipendenti e delle strutture in forza alla R.A.S. da parte di competenti Assessorati regionali dell'igiene e sanità e del personale;
EVIDENZIATO che i dipendenti, unitamente alle strutture e alle attrezzature, rappresentano un costo elevato per l'Amministrazione regionale ed essendo stati professionalizzati e responsabilizzati intendono svolgere un ruolo attivo e produttivo senza attendere passivamente la prebenda mensile,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori regionali dell'igiene e sanità e del personale per sapere quali iniziative intendano adottare per avviare in tempi brevi un organico programma per la realizzazione di una struttura regionale periferica, provinciale e circoscrizionale, con compiti di assistenza, consulenza ed informazione verso la cittadinanza ed i responsabili operatori dei presidi sanitari e farmaceutici presenti nel territorio, tenuto anche conto che una simile soluzione ridurrebbe sensibilmente tempi e costi di esecuzione per i cittadini e per gli operatori della sanità, delle procedure di competenza dell'Assessorato della sanità regionale. (620)
Interrogazione Cadoni, con richiesta di risposta scritta, sulla concessione dell'indennità compensativa agli allevatori per l'annata 1989/90 (n. 621/a).
Il sottoscritto,
PREMESSO:
- che numerosi allevatori, in particolare del Marghine, sono stati esclusi dall'elenco degli aventi diritto all'indennità compensativa per l'annata 1989/90;
- che il motivo dell'esclusione risiederebbe nel mancato perfezionamento da parte degli allevatori dell'iscrizione nell'albo degli imprenditori a titolo principale entro la data perentoria del 30 aprile 1990, indicata da una circolare dell'Assessore;
- che tale adempimento non può costituire la causa ostativa alla concessione del contributo, essenziale in molti casi per il prosieguo di un'attività già enormemente penalizzata,
chiede di interrogare l'Assessore dell'agricoltura per conoscere se non ritenga opportuno revocare la circolare menzionata. (621)
Interrogazione Ferrai, con richiesta di risposta scritta, sull'esclusione della provincia di Oristano dalla concessione del contributo C.E.E. ai produttori di mais.
Il sottoscritto,
PREMESSO che la provincia di Oristano è la maggiore produttrice di mais della Regione;
CONSIDERATO che ciò malgrado la stessa è stata esclusa dal contributo C.E.E. per la produzione di mais, che corrisponde ad oltre un milione di lire ad ettaro coltivato, mentre del beneficio potranno usufruire tutte le altre province della Sardegna,
tutto ciò premesso, il sottoscritto interroga l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere se corrisponde al vero che l'esclusione della provincia di Oristano, maggiore produttrice di mais, sia stata dovuta ad errori nella trasmissione agli uffici comunitari dei dati statistici regionali relativi alle produzioni e, in caso affermativo, per sapere quali provvedimenti immediati ed efficaci sono stati o devono ancora essere posti in essere per rimediare all'errore commesso e, comunque stiano le cose, quali provvedimenti radicali intende assumere per garantire anche ai produttori oristanesi un inalienabile diritto che loro spetta come a qualsiasi altro produttore di mais della Sardegna e per evitare alla provincia di Oristano una perdita di alcuni miliardi di lire. (622)
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