Seduta n.297 del 27/05/1998
CCXCVII SEDUTA
(Antimeridiana)
Mercoledì 27 maggio 1998
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 10 e 13.
DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 14 maggio 1998, che è approvato.
Continuazione della discussione del disegno di legge: "Incarichi libero-professionali per l'assistenza specialistica e di diagnostica strumentale nei poliambulatori pubblici" (369)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 369. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 1
1. Nelle more dell'attivazione del nuovo sistema di erogazione delle prestazioni specialistiche di cui all'articolo 8, comma 5, del Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dall'articolo 6 della Legge 23 dicembre 1994, n. 724, qualora siano state esperite senza esito tutte le procedure previste dal Decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1996, n. 500, per l'attribuzione degli incarichi provvisori nei posti disponibili per il conferimento degli incarichi di sostituzione, alle Aziende USL è consentito, per le necessità della assistenza specialistica e di diagnostica strumentale da erogarsi nei poliambulatori pubblici territoriali, il conferimento, a medici in possesso del titolo di specializzazione e a professionisti laureati in odontoiatria, di incarichi di natura libero professionale della durata di un anno, anche rinnovabili.
2. Gli incarichi di cui al comma 1 possono essere conferiti per la copertura delle ore disponibili nelle diverse branche specialistiche già istituite al momento dell'entrata in vigore della presente legge o che le Aziende USL potranno istituire in relazione a nuove esigenze assistenziali, nel rispetto del monte ore globale indifferenziato autorizzato dalla Regione alla data del 25 settembre 1996 di pubblicazione del D.P.R. n. 500 del 1996, con riferimento a ciascuna Azienda USL.
3. Al conferimento degli incarichi di cui al comma 1 si provvede su domanda degli interessati, previo avviso pubblico, e sulla base di una graduatoria per specialità formulata secondo criteri stabiliti dalla Giunta Regionale, che tengano conto prioritariamente del servizio eventualmente prestato nei poliambulatori specialistici e secondariamente dell'anzianità di specializzazione.
4. Ai medici, cui vengano conferiti gli incarichi di natura libero professionale di cui al comma 1, sono corrisposti i compensi per prestazione fissati dal tariffario delle prestazioni specialistiche ambulatoriali in vigore, decurtati del 20 per cento per le branche a visita e del 30 per cento per le branche strumentali, in relazione ai minori oneri gravanti sullo specialista per l'utilizzazione delle strutture e dei mezzi messi a disposizione dall'Azienda USL.
5. Al libero professionista incaricato di prestare la propria opera in sede diversa da quella di residenza verrà riconosciuto un rimborso chilometrico nella misura di lire 482 a chilometro. La misura di tale rimborso, limitatamente al 50 per cento, viene rideterminata con cadenza semestrale al 1° gennaio e al 1° luglio, per uguale importo in percentuale delle variazioni medie di prezzo, eventualmente subite dalla benzina super.
6 Agli oneri, derivanti dall'attuazione della presente legge, provvederanno le Aziende USL nell'ambito delle assegnazioni della Regione per il finanziamento del Servizio Sanitario Regionale.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati quattro emendamenti. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu per illustrare gli emendamenti.
LADU (Popolari). Per dire che i quattro emendamenti che sono stati presentati sono emendamenti giusti, che sicuramente completano la proposta di legge della Commissione. In pratica l'emendamento numero 1 stabilisce, appunto, i criteri di priorità stabiliti dalla Giunta regionale, con riferimento al servizio prestato ai poliambulatori specialistici e, secondariamente, all'anzianità di specializzazione. Questi sono appunto dei criteri che si intendono stabilire per fare la scelta, relativamente ai medici specialisti che poi dovrebbero essere chiamati dalle USL per la medicina specialistica. Infine l'emendamento numero 2, che viene lo stesso accolto dalla Commissione, in pratica aggiunge all'articolo 1, al primo comma, una dicitura che è giusta anche questa: "previa verifica dei risultati, sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta regionale". Cioè, in pratica il rinnovo che viene fatto della convenzione annuale deve essere seguito, o meglio anticipato, da una verifica del lavoro svolto, anche perché non si dovrebbe comunque intendere anche un'automatica riconferma dei medici specialisti che hanno avuto l'incarico annuale da parte delle aziende sanitarie locali. L'emendamento numero 3 introduce una modifica al testo della Commissione. In realtà la Commissione aveva pensato di pagare a prestazione le visite specialistiche in queste zone disagiate e periferiche che sono difficilmente accessibili in base alla normativa vigente, proprio perché non ci sono le condizioni perché questi specialisti possano garantire la copertura di tutti i posti della medicina specialistica. Allora, proprio per evitare che si creino grandi differenziazioni fra quelli che stanno adesso svolgendo la medicina specialistica a livello poliambulatoriale e questi che, invece, dovrebbero andare nelle zone disagiate si è pensato anche qui di introdurre il compenso orario o in forma differenziata, comunque per essere il più possibile vicino agli altri specialisti della medicina ambulatoriale.
Infine, c'è l'emendamento numero 4 che, in pratica, pone un limite per quanto riguarda le trasferte delle (?) indennità chilometriche relative alla medicina specialistica, che stabilisce un limite massimo di 200 chilometri andata e ritorno. Questo per evitare che ci possano essere problemi e anche per non incidere troppo sul bilancio delle aziende, quindi si è preferito mettere un tetto che ritengo abbastanza giusto ed equilibrato. In sintesi si vuole dire che questa legge completa una carenza che c'è oggi dovuta all'applicazione della legge nazionale e in modo particolare della legge 502 del 92, ma soprattutto del DPR 596 che, in pratica, avendo inserito nel regolamento della specialistica ambulatoriale la possibilità di non ripetere più di due volte l'anno gli incarichi trimestrali, ha fatto sì che molte sedi della Sardegna, soprattutto le zone più disagiate e periferiche non hanno avuto in questi ultimi anni la possibilità di avere garantita la medicina specialistica. In pratica, in questo modo si dà la possibilità anche alle zone più disagiate di godere dell'assistenza specialistica e soprattutto si trova una formula che non entra in conflitto col DPR 596, al quale ci dobbiamo attenere come Regione autonoma della Sardegna, però trova il sistema per far sì che alcune disfunzioni, alcuni problemi che sono stati creati dall'applicazione di questa legge vengano in questo modo superati.
Ritengo anche che gli emendamenti che sono stati introdotti sicuramente completino l'impostazione della legge che è stata data dalla Commissione e soprattutto introducono un principio di eguaglianza nei confronti degli altri specialisti che oggi sono i titolari della medicina specialistica nei vari ambulatori della Sardegna.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
La Giunta li accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevoli colleghi, è una questione questa della copertura di posti di specialisti ambulatoriali in zone disagiate che ha messo una quantità di problemi, e soprattutto, per quello che ci compete primariamente come amministratori, ha messo in grosse difficoltà gli utenti privandoli in determinate zone dei servizi di cui hanno bisogno, oppure - e sottolineo quest'altro aspetto - sottoponendoli al cambio continuo di specialisti che, in quanto si esercita e si richiede una serie di consulenze, non è certamente la cosa migliore dal punto di vista di assicurare che quel malato, quel processo morboso sia seguito secondo i corretti dettami della medicina.
Io ho apprezzato lo sforzo di cercare di superare questo problema fatto da tutti i colleghi, a cominciare ovviamente dall'Assessore della sanità. Mi lasciano perplesso, devo dire la verità, sia il testo originario sia alcuni degli emendamenti che sono attualmente in discussione, per questo motivo. Dirò subito che desta in me perplessità la creazione di un regime retributivo differenziato per specialisti che svolgono analoghe funzioni e mi pongo il problema non soltanto dell'equità nei confronti di questi colleghi che vengono trattati in modo differente sotto il profilo economico, ma anche dal punto di vista della legalità di un provvedimento del genere.
Io mi rendo conto benissimo della motivazione che sottende a questa proposta, quella di incentivare gli specialisti ad andare nelle zone disagiate, ma ritengo che uno dei problemi principali, come accennavo prima, si risolva con questo provvedimento laddove c'è la protrazione dell'incarico non più per pochi mesi, ma almeno per un anno con possibilità, come abbiamo detto, di rinnovo. e mi va benissimo che questo rinnovo dagli organi competenti venga valutato nella sua opportunità sulla base dell'attività svolta dallo specialista, ma questo naturalmente dà al collega che si reca a svolgere questa funzione la serenità di un rapporto protratto nel tempo, nella stessa sede, e soprattutto mette l'utenza nelle condizioni di poter essere seguita per un periodo di tempo ragionevole dallo stesso specialista che lo vede, lo rivede e può seguire il decorso di quel processo morboso. Quindi, ripeto, uno degli ostacoli secondo me viene rimosso dal fatto stesso della durata del conferimento dell'incarico e dalla possibilità di un suo rinnovo. Certo, un incentivo economico non dispiace, però, ripeto, a parte i problemi di equità e di legittimità che ponevo prima, ritengo che non sia un ostacolo insuperabile, nel senso che è stato posto dai colleghi, abbiamo sentito diverse opinioni in proposito, tutte rispettabili, il problema che la retribuzione oraria potrebbe comportare disparità, nel senso che in determinate sedi ci può essere un'affluenza magari notevolissima in un campo di specialità, e non potrebbe che esserci un'affluenza molto scarsa se non nulla in qualche giorno, per cui praticamente quello specialista sarebbe pagato per non fare niente, diciamola brutalmente.
Questo è un problema che si pone per tutte le consulenze specialistiche in tutti i poliambulatori nel regime che abbiamo vissuto in tutti questi anni, però è chiaro che questa disparità è soltanto apparente, può essere corretta, perché laddove dovesse dimostrare che le previsioni vengono superate e che collocando uno specialista per un tempo molto più lungo in quel poliambulatorio si incrementa anche l'accesso degli utenti che può superare anche la previsione originaria, be' in questo caso il correttivo esiste perché nessuno vieta che quell'azienda regoli il monte ore in quelle specialità rispetto al reale fabbisogno e questo fabbisogno può essere compatibile con un solo specialista e può essere anche suddiviso, se è notevole, tra più specialisti e viceversa laddove si riscontri che effettivamente l'affluenza per una determinata specialità è talmente scarsa, da non giustificare x ore di ambulatorio specialistico settimanale, l'azienda ha tutto il potere e la possibilità di ridurre questo monte ore per riportarlo a quello che corrisponde all'esigenza dell'utenza. Per questi motivi io non concordo e mi comporterò di conseguenza né sul testo originario quando prevedeva soltanto l'incentivazione, il pagamento a prestazione professionale, e neanche con questa formula ambigua dell'emendamento che porta sempre una disparità con i problemi che ho sottolineato prima e che pertanto non posso completamente approvare. Un'ultima annotazione potrebbe essere quella che riguarda l'emendamento per quanto riguarda la graduatoria, anche qui vorrei capire meglio se con quella correzione che l'emendamento porta ci si rifaccia alla graduatoria solita vigente per gli incarichi dei poliambulatori oppure se si tratti, come sembrava all'inizio, di una graduatoria differenziata sia pure su questi criteri. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA (Progr. Fed.). Intervengono in merito soprattutto all'emendamento numero 3, io sostanzialmente concordo con il collega Macciotta, questa è stata una lunga discussione portata in Commissione ma vorrei ricordare a tutti noi che questo emendamento è stato sostanzialmente il risultato di una mediazione che è avvenuta prima in Commissione e poi in quest'ultima settimana di lavoro. Vorrei ricordare che in realtà noi siamo davanti a una situazione di disagio capillare nel nostro territorio e che questo provvedimento praticamente tende a garantire una adeguata e qualificata assistenza specialistica sul territorio, tenuto conto che molte strutture poliambulatoriali pubbliche non sono più in grado di fornire prestazioni polispecialistiche in modo capillare ed efficiente per carenza di personale. Allora io so che nel piano regionale vi è sostanzialmente una programmazione per far sì che non vi sia più, passatemi questo termine, una sorta di precariato dei medici specialisti e che siano tutti riconducibili ad un'unica graduatoria perché anche questo comporta, come noi sappiamo, dei disagi e che tutto ciò sia riconducibile ad un'unica programmazione però con questo provvedimento noi in realtà cerchiamo di dare facoltà alle aziende sanitarie laddove i problemi sono più gravi di dare risposte immediate. Allora è chiaro che sarebbe stato auspicabile un unico regime di retribuzione. Ma sappiamo che di fatto noi abbiamo due medici iscritti, alcuni convenzionati e in qualche modo scritturati, e altri che non lo sono e che in qualche modo prendendo incarichi così come proponiamo per un anno, come dire, si tolgono fuori dalla competizione per possibili in una certa fase di graduatoria. Il ragionamento era stato di dare a questi un compenso che li incentivasse ad accettare anche situazioni temporaneamente disagiate, e quindi si è pervenuti a questa forma mista, cioè al compenso in una parte fissa e una variabile, quella data in relazione al numero di prestazioni. Sappiamo che cosa comporta retribuire in base al numero di prestazioni, comporta che in un'ora possono esserne fatte venti anziché cinque, o sei a seconda dei casi, questo è il punto. Allora probabilmente in questo modo e non lasciando solo la tariffa oraria è possibile, io credo, controllare in quel modo anche la qualità delle prestazioni erogate. Siamo tutti consapevoli che non è un provvedimento che ci risolverà radicalmente il problema, credo che questa materia dovremmo riaffrontarla cercando di avere un provvedimento unico che riguardi tutta la medicina specialistica nel territorio, per cui pur con le mie perplessità credo che sia un emendamento su cui la mediazione anche politica, non vedo il collega Liori, sia stata una mediazione che ci ha portato a rendere applicabile questo disegno di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Molto brevemente, mi auguro anche di poter convincere il collega Macciotta a cambiare parere, questo disegno di legge si inserisce in un momento storico di rivoluzioni anche normative di tutto il sistema dell'assistenza territoriale e specialistica, la Giunta regionale ha approvato questo disegno di legge per cercare di dare una risposta in modo particolare ai territori disagiati. Sapendo benissimo che la normativa nazionale, a cui faceva riferimento il collega Macciotta, non lo permeterebbe, e infatti questo è un tentativo che noi stiamo facendo per cercare di dare una risposta ai problemi che i cittadini stanno attraversando. Che cosa dice la legge numero 500? Perché è stata fatta la legge numero 500 nazionale? Per impedire che vi fossero altre assunzioni a tempo indeterminato, tanto è vero che il titolo del disegno di legge dice "incarichi libero professionali", quindi noi dobbiamo, collega Macciotta, proprio per fare in modo che il Governo approvi questa proposta differenziarci dal pagamento e dal tipo di assunzione che hanno gli attuali specialisti, perché se non facessimo questo, stiamo in poche parole non applicando la legge numero 500 e quindi staremmo molto probabilmente costretti a trovare altre soluzioni, quindi il motivo per cui, è vero quello che diceva la collega Dettori e che ha detto il collega Macciotta per quanto riguarda il numero delle prestazioni, però noi dobbiamo fare dei contratti non sono delle assunzioni a tempo determinato quindi ci deve essere comunque da parte delle aziende una differenziazione del pagamento perché sia davvero un contratto professionale e non un'assunzione a tempo indeterminato. Questo è uno dei motivi, diciamo, insieme alla possibilità che davvero nei poliambulatori si diano più prestazioni cioè gli stessi specialisti quando determinate apparecchiature non funzionino sollecitino le aziende e quindi siano responsabilizzati perché quelle apparecchiature vengano riparate nel più breve tempo possibile. Per quanto riguarda poi il problema della graduatoria, collega Macciotta, come lei avrà notato, all'articolo 1 è detto chiaramente che prima devono essere esperite tutte le formalità previste dalla legge numero 500 e solo dopo si potrà bandire una nuova selezione, chiamiamola così, quindi noi dobbiamo per forza, perché se no il Governo ci boccerebbe la legge, esperire tutti i tentativi per dare gli incarichi professionali trimestrali, nell'eventualità che questi incarichi trimestrali verranno rinunciati, cioè si rinuncerà, si procederà all'altro tipo di selezione. Queste sono le ragioni che hanno portato, credo, i colleghi della Commissione a presentare questo emendamento e queste sono le ragioni che hanno spinto la Giunta regionale a presentare un disegno di legge che differenziasse il trattamento tra quelli che sono a tempo indeterminato e quelli che invece devono avere un contratto professionale per sopperire a delle carenze gravissime all'interno del nostro territorio regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione palese con procedimento elettronico del disegno di legge numero 369.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LADU - LOCCI - LORENZONI - MANCHINU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si sono astenuti: il Presidente SELIS - MACCIOTTA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 47
Votanti 45
Astenuti 2
Maggioranza 23
Favorevoli 45
(Il Consiglio approva).
Fissazione di termini ex articolo 100 del Regolamento
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, chiedo che ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento sia assegnato il termine di trenta giorni alla Commissione per l'esame della proposta di legge numero 355, concernente le modifiche alla normativa sulla elezione del Consiglio regionale della Sardegna. Credo che sia urgente se vogliamo esaminarla e non esaminarla la primavera dell'anno prossimo sotto elezioni.
PRESIDENTE. Sono stati chiesti i termini sulla proposta di legge numero 355. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA Salvatore (Progr. Fed.). Niente da obiettare sulla richiesta avanzata dal collega Bonesu, ma chiederei allo stesso collega che peraltro fa parte della prima Commissione, e ne è un autorevole membro, di voler rivedere il termine dei trenta giorni perché il collega Bonesu sa benissimo che noi abbiamo all'esame le proposte di legge di riforma dell'EMSA, che costituiscono un argomento abbastanza complesso e le proposte di legge 22 e 101 che costituiscono anch'esse un argomento difficile, complesso, articolato e per il quale peraltro tutta la Commissione si era impegnata a licenziare il testo da trasmettere all'aula entro il mese di giugno prossimo venturo. Quindi a me pare che i trenta giorni richiesti siano effettivamente pochi e quindi chiederei al collega quanto meno di chiedere sessanta giorni perché mi sembra un termine più congruo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, io ho chiesto il termine di trenta giorni perché vista l'aria che tira in Commissione ritengo che la Commissione comunque non intenda esaminare la proposta. Se il presidente della Commissione si impegna entro sessanta giorni a portare in discussione la proposta io condivido il termine dei sessanta giorni.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni vengono fissati i termini in sessanta giorni.
Discussione degli articoli e approvazione del testo unificato delle proposte di legge Ladu - Loddo - Amadu: "Speciali norme a favore del personale appartenente al Corpo forestale" (310), e Bonesu - Sanna Giacomo - Serrenti "Indennizzi a favore delle vittime di attentati" (395)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato della proposta di legge numero 310 e della proposta di legge numero 395, relatore il consigliere Bonesu. Gli uffici mi informano che si era già svolta la discussione generale. Ricordo che alla discussione delle proposte di legge citate era stata abbinata anche la discussione della mozione numero 148. Al momento della votazione sul passaggio all'esame degli articoli era venuto a mancare il numero legale, per cui i provvedimenti vennero sospesi. Metto quindi ora in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del Titolo.
CONCAS, Segretaria:
Titolo
Provvidenze a favore delle vittime di attentati e dei superstiti di dipendenti regionali deceduti per causa di servizio.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CONCAS, Segretaria:
Art. 1
Ambito di applicazione
1. La Regione indennizza i danni, provocati da attentati a persone e cose, subiti da:
a) sindaci, assessori e consiglieri comunali;
b) dipendenti comunali aventi la qualifica di agente di pubblica sicurezza;
c) dipendenti regionali appartenenti al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale;
d) componenti delle compagnie barracellari;
e) dipendenti regionali e comunali addetti alla repressione dell'abusivismo edilizio.
2. L'indennizzo compete per gli attentati subiti in relazione all'esercizio delle funzioni ricoperte.
3. L'attentato si presume subito in relazione all'esercizio delle funzioni quando ne sia ignoto il movente o gli autori, purché in costanza di esercizio delle funzioni o entro un anno dalla cessazione dalle medesime.
4. L'indennizzo compete anche ai comproprietari delle cose danneggiate o ai familiari conviventi, quando i danni alle cose o alle persone siano conseguenza di attentato rivolto contro i soggetti di cui al comma 1.
5. La Regione, nei limiti delle somme erogate, esercita azione di rivalsa nei confronti dei responsabili.
6. L'indennizzo di cui al presente articolo non è cumulabile con altri indennizzi dovuti per lo stesso evento e in particolare con indennizzi dovuti in virtù di legge, di contratto
collettivo o di polizza assicurativa. L'indennizzo da parte della Regione peraltro compete per la parte del danno eventualmente non risarcita.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CONCAS, Segretaria:
Art. 2
Procedure per l'erogazione degli indennizzi
1. L'indennizzo viene erogato dall'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, su domanda, anche per i comproprietari e i familiari, del soggetto colpito dall'attentato o dei suoi eredi.
2. La domanda deve contenere gli elementi del fatto, la stima dei danni, la dichiarazione degli eventuali altri indennizzi percepiti o percipiendi, l'autorizzazione ad esercitare la rivalsa contro i responsabili.
3. I comproprietari e i familiari sono tenuti a sottoscrivere la domanda assumendosene la responsabilità per le parti che li concernono.
4. Le dichiarazioni false, o la mancata collaborazione agli accertamenti, comportano perdita del diritto all'indennizzo.
5. La Regione può stipulare polizza assicurativa per i danni di cui all'articolo 1. In tal caso la Regione può affidare alla compagnia assicuratrice la gestione degli indennizzi.
6. Qualora la gestione degli indennizzi non sia affidata a compagnia assicuratrice, la Regione incaricherà un soggetto, con particolare professionalità nell'accertamento e liquidazione dei danni, di svolgere le operazioni di istruttoria delle domande, di accertamento del diritto e della sua quantificazione. Il soggetto incaricato potrà avvalersi di tutte le facoltà che competerebbero all'Amministrazione regionale ed in particolare potrà richiedere informazioni all'autorità giudiziaria o di polizia e disporre perizie sui danni.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu per illustrare l'emendamento numero 1.
BIANCAREDDU (F.I.). Signor Presidente, colleghi, già il tenore letterale dell'emendamento è chiaro. Si tratta di un'equiparazione che dovrebbe dare agli appartenenti al Corpo di vigilanza ambientale per metterli sullo stesso livello dei loro colleghi, sia siciliani che del Trentino Alto Adige che delle altre regioni. Non voglio entrare nel merito, perché non c'è dubbio che è un personale esposto a forti rischi, e ciò viene dimostrato anche dai recenti attentati che hanno subito. Qualcuno ha espresso perplessità in ordine alla legittimità e all'eventuale rinvio da parte del Governo, della legge per questo emendamento. Anche la Sardegna, credo, che come la Sicilia e come altre regioni, appartenga allo Stato italiano. Quindi se altre regioni hanno provveduto con legge e lo Stato ha approvato tale legge, all'equiparazione dell'indennità di rischio, credo che anche noi lo possiamo fare senza problemi e senza girarci molto intorno, come credo che si stia facendo. Quindi, per chiarezza anche nei confronti di chi ce l'ha chiesto, perché sono stati ricevuti dai Capigruppo e niente è stato detto, noi abbiamo presentato questo emendamento per tagliare la testa al toro e per far sì che anche gli appartenenti al Corpo di vigilanza ambientale della Sardegna abbiano lo stesso trattamento dei loro colleghi di altre regioni.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu, relatore.
BONESU (P.S.d'Az.), relatore. La Commissione aveva esaminato l'argomento perché l'emendamento riecheggia l'articolo 1 di una delle due proposte di legge che sono state unificate. Aveva ritenuto di non dover inserire in questo testo unificato quell'articolo ritenendo che la materia, trattandosi di trattamento economico ai dipendenti regionali, sia materia che, in base ai principi della 421, non possa più essere regolamentata per legge, ma debba avere regolamentazione contrattuale. Effettivamente esistono due leggi di regioni a Statuto speciale che regolamentano la materia. La prima è del Trentino Alto Adige, che però ricordiamoci, ha recepito la 421 in senso diverso dai principi generali in materia di contrattazione, tanto che, per esempio, non utilizza l'agenzia per la contrattazione, ma sono gli stessi organi di governo che sono anche organi contrattuali. La seconda è la Sicilia che non ha ancora recepito la 421, però ricordiamoci che la Sicilia ha un sistema di controllo delle leggi regionali profondamente diverso dal nostro, che non prevede, per esempio, il rinvio della legge ma soltanto un'impugnazione davanti alla Corte, cosa che evidentemente il Governo ha ritenuto di non dover fare. Ora adottare con legge un provvedimento che, in base ai principi della 421, che peraltro non abbiamo recepito sino a questo momento, e ci auguriamo che venga recepita da questo Consiglio in termini brevi, credo che dia al Governo ampi motivi di rinvio di una legge, legge che ricordiamo ha carattere assolutamente urgente, a tutela anche degli stessi forestali vittime degli attentati. Per cui il relatore, sulla base della decisione della Commissione, si dichiara contrario all'emendamento e invita i proponenti a ritirarlo e a definire la questione, che tra l'altro coinvolge problemi generali di contratto e di trattamento economico dei dipendenti regionali in altra sede, cioè trattative contrattuali o legge separata da adottarsi con separato atto. Quanto al merito dell'emendamento, a parte il fatto che nelle leggi non si dovrebbero scrivere i motivi, il motivo di perequazione non sussiste perché chiaramente la perequazione dovrebbe riguardare l'intero trattamento economico che, sotto il profilo stipendiale, è sicuramente superiore a quello degli altri corpi di polizia. Rilevo che su una clausola finanziaria non c'è il parere della terza Commissione ma rilevo comunque che la copertura non va bene perché si attinge dal fondo per il contratto dei dipendenti regionali con atto di legge. Quello è un fondo utilizzabile soltanto per coperture di contratti e non per copertura di provvedimenti di legge.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
FERRARI (F.D.S.- Progr.Sar.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il parere della Giunta è di non accogliere l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Per dire che l'emendamento è chiaro che viene inserito nel provvedimento in discussione dopo un dibattito approfondito che c'è stato in questi mesi, forse in questi anni, in questa materia. Naturalmente non condivido neanche le espressioni usate per la presentazione dell'emendamento, perché senza girarci intorno, e che vuol dire, senza girarci intorno, che si taglia la testa al toro, non ho capito di che tori si sta parlando. Qui stiamo cercando e dobbiamo la risposta a chi ce l'ha chiesto. E chi ce l'ha chiesto? Chi ci ha chiesto 470 mila lire a cranio da mettere in legge? Cioè c'è gente che chiede e noi dobbiamo dare risposta? Mi pare che sia un modo un po' improprio, e uso un eufemismo, di svolgere il nostro ruolo di legislatori. Ma avremo modo di approfondire meglio questi argomenti. Dico solo che concordo con le motivazioni del relatore, ma siccome si tratta di un problema che esiste in senso generale, e cioè di un'area vasta, peraltro, della pubblica amministrazione, del personale regionale che ha necessità di un confronto con l'Amministrazione regionale, di un'area anche che si muove in una trincea che riteniamo a rischio nell'ambito regionale, ed è per questo che stiamo discutendo e approveremo una legge che riguarda anche questo personale della Regione. Però tutta l'area contrattuale, tutta la materia che riguarda la contrattazione, la stiamo vedendo nell'ambito della legge di attuazione della 421, come il Consiglio sa se ne sta discutendo a fondo in prima Commissione, la prima Commissione ha già esitato questo provvedimento, si sta lavorando per adeguare con l'ultimo decreto Bassanini. Io credo che noi possiamo, molto responsabilmente, dare una risposta, rimettere nel binario giusto questa discussione e per questo, signor Presidente, io le chiedo dieci minuti di interruzione su questo argomento per concordare, con i presidenti di Gruppo, se è possibile, con tutto il Consiglio, una risposta adeguata che non sia legislativa, perché non può essere legislativa anche da un punto di vista strettamente tecnico come sosteneva il collega Bonesu, il relatore, ma credo che possiamo dare una risposta puntuale e convinta di tutto il Consiglio, e avremo necessità, io avrei necessità di un'interruzione di cinque dieci minuti per concordare questa risposta, che può essere tradotta in un altro atto del Consiglio che non sia quello legislativo.
PRESIDENTE. Sono stati chiesti 10 minuti di sospensione. Sono iscritti a parlare i colleghi Dettori, Boero e Pittalis, chiedo a loro se continuiamo il dibattito e poi facciamo la sospensione, oppure, se siete d'accordo, facciamo la sospensione ora in modo che anche i colleghi che devono intervenire possano tenere conto dell'eventuale confronto.
Sospendo la seduta per 10 minuti per dare modo alle parti politiche su questo tema di trovare un accordo possibilmente o comunque di sviluppare un confronto.
(La seduta, sospesa alle ore 11, viene ripresa alle ore 11 e 22.)
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che avevamo sospeso per consentire ai vari componenti di sviluppare un confronto in merito all'emendamento numero 1 presentato da Amadu e più, e illustrato dall'onorevole Biancareddu. Erano intervenuti alcuni colleghi, aveva chiesto la sospensione l'onorevole Marteddu, chiedo se devo dare corso al dibattito o se c'è stato un accordo sull'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Presidente, noi abbiamo tentato di trovare l'accordo, mi pare che allo stato degli atti accordo non ce ne sia, a meno che i presentatori dell'emendamento numero 1 non abbiano maturato in questi ultimi 30 secondi una decisione diversa, si deve andare avanti secondo l'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, accadono dei fatti curiosi spesso in questo nostro Consiglio. Si vuole sostenere il lavoro di categorie, un lavoro delicato, particolare, rivolto alla salvaguardia del nostro patrimonio più importante, del nostro ambiente, poi alcuni settori della maggioranza, debitamente, perdonatemi, lo voglio dire, "sculacciati" dal partito egemone, si mettono allineati e coperti e in un certo senso fanno anche marcia indietro e fanno prevalere ragioni di una strana e logica maggioranza dall'inizio della legislatura contro la ragione.
Signor Presidente, io vorrei poter proseguire questo intervento almeno con la presenza di un rappresentante qualsiasi della Giunta seduto là.
PRESIDENTE. Ha ragione, però ci sono gli onorevoli Scano e Fadda in aula.
BOERO (A.N.). Siccome si fa spesso oltraggio alla sostanza di questo Consiglio, anche la forma sta in piedi e non sta seduta. Non è riferito alla persona, ma a questa Giunta che, in buona sostanza, è da quattro anni assente da questo Consiglio, dalla Sardegna e dai suoi sacrosanti interessi.
Questa maggioranza, il suo Presidente, combina grossi guai di carattere ambientale, predispone il terreno ad una incredibile conflittualità ambientale, vedasi vicenda parchi e parco del Gennargentu e, invece di difendere chi si ritrova tra l'incudine e il martello (la seconda parola non è detta a caso) dice: signori miei, andate al massacro, dopo che vi ho creato anche il clima del massacro, senza indennità relative per chi deve lavorare in questo ambiente da massacro. Gli eventi e i fatti disdicevoli seguiti al decreto Ronchi-Palomba, io lo chiamo il decreto Ronchi-Palomba, perché non si può cercare all'ultimo momento di fare marcia indietro, di dire non è colpa mia, è scappato il Ministro, io non c'entro. Ma se sono quattro anni che si è pedalato da parte di certi settori della maggioranza per arrivare con questi parchi e con questo parco nell'assurdo di una legge nazionale che prevarica tutti i nostri sacrosanti diritti di autonomia speciale, sono quattro anni che anche il sottoscritto, soprattutto il sottoscritto avvertiva dicendo: attenti, qui si sta andando contro le nostre tradizioni, si sta innescando una miccia, e poi si piangono lacrime di coccodrillo quando il vostro Ministro dell'Ulivo, di questa maggioranza, fa quello che ha fatto. E chi deve difendere comunque l'ambiente in questo clima viene scaricato, si dice: arrangiatevi. Quando si tratta di riconoscere i loro sacrosanti diritti vengono immessi in un clima di terrore, senza essere sostenuti. Ma mi fa tanta meraviglia, non è la prima volta che intervengo in questa materia, quando vedo un esponente importante del sardismo, che dovrebbe difendere a spada tratta, in ogni modo, in ogni luogo, ogni forma di nostra sacrosanta autonomia lesa, appiattirsi all'ipotesi di rinvio da parte del Governo di questa legge perché forse non è in sintonia con questo o quel disposto, quando questa legge fotocopia esiste nella Regione Sicilia. Eh, già, ma i rappresentanti del nostro sardismo dall'inizio dello Statuto speciale di questa nostra Sardegna non hanno avuto gli attributi, la capacità necessaria di far nascere uno Statuto uguale, vero, funzionale come la Regione Sicilia ha avuto. E invece di trovare ogni buona sacrosanta occasione per sottolineare la nostra autonomia si appiattiscono all'ipotesi che il Governo nazionale ci respinga questo, quello o quell'altro, senza quel desiderio necessario di portare avanti oggi in un clima di federalismo generale, nazionale, che viene riconosciuto, portare avanti una battaglia dove prima ci trovava, trovava anche la mia parte politica, non concorde, adesso è necessario, siamo tutti rivolti a acquisire una vera autonomia, una potestà legislativa, niente, chissà perché c'è questo appiattimento. Allora ognuno si prende le proprie responsabilità nei confronti della categoria che ha visto sottoscritto certamente non tenero con interpellanze quando alcune sue componenti a mio modo di vedere interpretavano in modo non proprio il loro ruolo, ma la categoria in quanto tale deve essere difesa e messa in condizioni di operare e di ben operare e di serenamente operare a difesa delle nostre aziende, in un clima terrorista che la Giunta Palomba l'ha gettata, con la vicenda parchi, è per questi sacrosanti motivi che non è ammissibile sentire il politichese del collega Marteddu per cercare chissà che cosa, bisogna andare a dare una dimostrazione di coerenza e votare per chi ha a cuore i sacrosanti diritti del nostro ambiente e della categoria che lo deve difendere l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, è indubbio che c'è della difficoltà oggettiva all'interno di quest'Aula perché un emendamento così presentato crea sì delle perplessità però ritengo che si possa guadagnare un attimo di riflessione per garantire che tutto sommato non si sta perpetrando nulla di così poco dignitoso, al contrario, io partirei da questa riflessione e vedrei in questo atto intanto un particolare rispetto nei confronti della nostra terra, dico particolare rispetto perché ci si riempie facilmente la bocca dicendo che il nostro ambiente, il nostro territorio fa parte delle risorse più importanti, diciamo che è una risorsa strategica, diciamo che tutti abbiamo a cuore che questa risorsa rimanga non solo per la nostra generazione ma per quelle a venire, ricca e prodiga di futuro benessere, però alla fine registriamo un ritardo, un ritardo normativo nell'assicurare che questa risorsa possa continuare a essere tale e possa essere tenuta nella dovuta considerazione soprattutto dal punto di vista culturale. Cioè le nostre genti devono trovare nel nostro territorio, nel territorio che abitano, che dà loro da vivere quella realtà che solo attraverso il rispetto reciproco può consentire a ciascuno di noi di poterla vivere con una certa dignità. Non credo che sfugga a nessuno che in Sardegna, credo che sia l'unica Regione in Italia, continuiamo ad avere realtà locali senza amministrazione e questo è un dato grave e quest'Aula credo che interrogarsi su questo tema credo che debba un giorno anche farlo, io non so quanti siano i comuni della Sardegna che non riescono ad andare al voto, sarebbe opportuno interrogarsi e chiedersi perché. Evidentemente il fatto è talmente difficile e complesso, è talmente intricato che ancora abbiamo necessità di capire, abbiamo necessità di essere maggiormente consapevoli prima di aprire questo confronto. Se abbiamo comuni senza amministrazione vuol dire che non siamo in condizioni di gestire democraticamente il nostro territorio in tutta la sua superficie. Poi abbiamo delle nicchie ancora particolari, sempre per fatto culturale, dove la nostra presenza, ovvero delle istituzioni oggi sembra essere sempre meno gradita, però ancora su questo versante facciamo finta di nulla, la rivendicazione che è espressa in questo emendamento io capisco che possa essere presa come inopportuna perché sarebbe certo stato necessario fare una legge organica, ma siamo in ritardo con la legge organica, per cui in qualche direzione un segnale lo dobbiamo dare che ci siamo, che vogliamo bene a questa terra, che c'è un atto d'amore nei confronti di questa terra e vogliamo creare i presupposti perché in questa terra si possa camminare in tutte le realtà regionali e particolari con la massima serenità. E' un problema di vigilanza, è un problema di tutela del territorio, è un problema di far rispettare le leggi, a chi il compito di questo? Lo vogliamo decidere? E' possibile che non ci accorgiamo che se non diamo una scuola di formazione perché effettivamente questo territorio sia la ricchezza di tutti e non la ricchezza di pochi, possa essere l'opportunità di tutti e non di pochi, io credo che non facciamo un buon servizio. Io leggo, e sono sottoscrittore di questa legge, come voglia di poter assicurare a questo nostro territorio una tutela, una presenza non poliziesca, ma una presenza rassicurante di uomini che portino in giro, che portino alla conoscenza, portino il valore delle istituzioni, portino il valore di quanto in quest'Aula, e non solo in quest'Aula, e nelle municipalità si fanno e non certo il contrario, per fare questo è evidente che ci si debba attrezzare, ci si debba preparare per questa legge organica. Oggi si parte con questo emendamento, ripeto è un fatto che dovrebbe essere a valle della legge organica ma non è solo una provocazione, io credo che sia anche un diritto da parte di chi è sul campo, di chi questi valori già interpreta, di chi ritiene che debba essere rispettato anche per quello che fa in termini perequati con tutti gli altri loro colleghi in campo nazionale, io credo che tutto sommato il Consiglio lo possa vedere con benevolenza, non è un problema di maggioranza e opposizione, io ci ritorno su questo ragionamento, non è un problema di far dividere l'Aula, un modo di essere della sinistra, un modo di essere della destra, qui è la consapevolezza che dobbiamo acquisire, è una responsabilità che dobbiamo acquisire per cui non essere riusciti a trovare una via d'uscita che potesse portare il Consiglio a garantire comunque a questi nostri responsabili che camminano nel territorio per far tutelare e garantire alle istituzioni la loro dignità, io credo che un segnale lo si debba dare e in questo senso io mi auguro che il Consiglio sappia rispondere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io vorrei solamente dire che sulla questione si sta sollevando un polverone che tutto sommato non ha motivo di esistere perché qua si tratta solamente di capire se l'aggiornamento della indennità spettante ai dipendenti del Corpo forestale costituisce, alla luce delle motivazioni di fondo che stanno alla base della richiesta, il riconoscimento di legittime attribuzioni fondate su un diritto incontestabile. Se così è, se il diritto esiste, e ne sono fermamente convinto, occorre che quest'aula trovi lo strumento perché questo diritto venga affermato e riconosciuto. Orbene lo strumento può e deve essere individuato nella legge in quanto il diritto a questo punto diventa immediatamente fruibile, non apparendo, a mio modesto avviso, preclusive le obiezioni e le puntualizzazioni che in questo senso sono state sollevate dal collega Bonesu. È vero infatti, e se ne può dare prova documentale, che in altre regioni a ordinamento speciale e in altre province, quali quelle autonome di Trento e di Bolzano, il problema riguardante l'indennità del Corpo forestale è stato risolto dando riconoscimento e affermazione attraverso l'adozione di appositi provvedimenti legislativi. E va pure detto che la normativa nazionale riconosce il diritto a questa indennità a tutti quei corpi che svolgono attività di polizia. E nessuno può negare che il Corpo forestale sardo svolga attività di polizia, anzi le funzioni e le attribuzioni in questo senso vanno sempre più estendendosi perché, rispetto a quelle che sono le attribuzioni originarie, risulta che vengono addirittura verificate, controllate e presidiate le dighe e i corsi d'acqua per impedire che vi siano possibilità di inquinamento. In tutta questa attività i rischi a cui vengono sottoposti gli operatori tendono ad aumentare, ed evidenza e dimostrazione ne è il fatto dei continui attentati e atti intimidatori che essi subiscono. Non è giusto che ad essi venga riconosciuto solo il danno, ma è giusto che il rischio che si corre nello svolgimento di questa attività sia adeguatamente compensato. Riteniamo che l'emendamento, così come è stato proposto, possa dare una risposta ad un diritto di cui noi siamo fermamente convinti che esista e del quale credo che anche le forze di maggioranza, che al momento fanno resistenza a che questo diritto emerga, non possono negarne né l'esistenza né la fondatezza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sono state già dette molte cose, quindi mi limiterò brevemente a sintetizzare riassumendo quella che è la posizione del Gruppo di Forza Italia che esprime, preannuncio, il voto a favore di questo emendamento. Penso che a nessuno sfugga il ruolo e la funzione del Corpo forestale di vigilanza ambientale della Sardegna e a nessuno sfugge la particolare esposizione a rischio di questo Corpo anche per l'impegno nel ruolo e nella funzione propria di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Qualcuno qui in quest'aula sa bene, soprattutto nei banchi della Giunta, che svolgono compiti anche di vigilanza e di scorta per persone esposte a rischio. Vedete, il collega Marteddu ha detto che non si sa da che parte provenga la richiesta; ma qui la richiesta è nella giustezza stessa della iniziativa. L'emendamento esordisce infatti "per i fini di perequazione con altro personale impegnato in analoghe attività di servizio". Si tratta quindi di ristabilire, secondo un criterio di giustizia e di equità verso una categoria che si sente giustamente discriminata rispetto a chi è impegnato in analoghe attività. Ed è stato ricordato per esempio il diverso trattamento previsto per il personale del Corpo forestale dello Stato. O qui vogliamo solo dare ingresso alle istanze che provengono dai sindacati legati ai partiti più rappresentativi della sinistra, o se si vuole dare voce e ascolto alle istanze sindacali, forse minoritarie, ma largamente rappresentative all'interno del Corpo forestale, bene io penso che questo non sia il metro per risolvere il problema.
Presidenza del Vicepresidente Zucca
(Segue PITTALIS.) Riteniamo che sia quindi una ragione di giustizia, non si tratta di creare privilegi, il Consiglio regionale ha mostrato seria attenzione per problemi simili. Abbiamo risolto positivamente il problema dei dipendenti dell'hotel Moderno, siamo venuti incontro alle esigenze giustamente anche di altri lavoratori, purtroppo molte altre restano da risolvere. Qui mi pare di andare incontro a una legittima richiesta. Quindi il Gruppo di Forza Italia darà tutto il suo supporto perché questo emendamento possa essere approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Popolari). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono uno dei firmatari della proposta di legge numero 310, che riguarda speciali norme a favore del personale appartenente al Corpo forestale della Regione autonoma della Sardegna. In pratica questa proposta di legge è nata da tutta una serie di problemi che caratterizzano questo Corpo forestale, ma poi abbiamo visto non riguarda solo loro ma tutti gli amministratori in genere, tutti quelli che sono investiti da ruoli di governo istituzionale o particolare. In pratica con questo provvedimento si volevano introdurre alcune modifiche alla legge in vigore, alcune modifiche che riteniamo siano possibili considerato anche che altre regioni d'Italia hanno seguito lo stesso procedimento. In modo particolare questo provvedimento che era formato da due articoli prevedeva in pratica all'articolo 1 della proposta numero 310 l'indennità di istituto che è prevista dalla legge regionale numero 26 del 1985, si chiedeva che fosse, questa indennità di istituito, istituita in modo analogo all'articolo 5 del DPR numero 79 dell'84 che riguarda il Corpo forestale dello Stato. Si è detto prima che non ci deve essere, insomma non è giusto che ci sia una discriminazione tra il Corpo Forestale appartenendo allo Stato e il Corpo forestale in Sardegna. Pertanto la richiesta che si faceva era una richiesta che noi ritenevamo e riteniamo che debba essere presa nella giusta considerazione, proprio perché, come dicevo prima, e come si è detto poc'anzi, altre regioni hanno adottato lo stesso provvedimento. E poi all'articolo 2 della stessa proposta di legge, in pratica si chiedeva una elargizione dei benefici previsti dalla legge numero 466 dell'80 a favore dei parenti colpiti da atti terroristici che, spesso e frequentemente, si sono verificati in Sardegna nei confronti di questo Corpo forestale. C'è stato poi un altro disegno di legge a favore, si dice, degli amministratori, ma che riguarda un po' anche i barracelli e tutti quelli che hanno un ruolo istituzionale del controllo del territorio, giusto anche questo, che in qualche modo ha inglobato, ha unificato le due proposte di legge, sia la 310 che la 395. Io condivido lo spirito di questa proposta di unificazione, sperando che questa venga approvata in tempi brevi, perché ritengo che sia una legge assolutamente importante per i tempi particolari in cui stiamo vivendo, anche perché in questo modo, si garantiscono un po' non solo gli amministratori, ma tutti quelli che, a vario titolo e a vario modo, svolgono un ruolo come operatori nelle istituzioni. Bene, però dal testo unificato è scomparso l'articolo 1, che è quello che riguarda l'indennità di istituto che si intendeva equiparare al DPR numero 69 dell'84. Si dice che, in pratica, questo articolo potrebbe inficiare di legittimità la legge stessa, e pertanto si chiede, in pratica, che venga eliminato questo articolo, e quindi non venga inserito nella proposta di legge unificata. Io credo che, ho ascoltato molto attentamente anche le cose che diceva l'onorevole Bonesu, però devo dire che non sono per niente convinto, nel senso che io credo che, così come hanno fatto altre regioni d'Italia, per esempio la Sicilia, che nonostante non abbia ancora adeguato la sua legislazione alla 421, ha applicato lo stesso provvedimento e mi pare che non abbia avuto problemi, così come la stessa Regione Trentino che ha adottato lo stesso provvedimento mi pare che non abbia avuto nessun problema. Pertanto io ritengo che la Regione Sardegna, così come altre regioni che non hanno adottato la 421, possa adottare questo provvedimento, senza pericolo che ciò infici l'altra legge unificante della 310 e della 395. E per dire, insomma, che questo articolo possa essere inserito, a parer mio, senza che ci sia problema di bocciatura della legge complessivamente, e però devo dire anche che l'ordine del giorno che in pratica si propone all'approvazione del Consiglio, lo condivido allo stesso modo, anche perché riconosce effettivamente che il corpo forestale è una categoria a rischio in Sardegna, e soprattutto, diciamo, introduce l'impegno di rinnovare, di effettuare, di adeguare il contratto dei lavoratori alla 421, perché riteniamo e ritengo che sia un fatto assolutamente indispensabile. Pertanto io condivido sicuramente i contenuti dell'ordine del giorno, che credo che sia assolutamente indispensabile, arrivati a questo punto, anche perché, voglio dire, è assolutamente urgente un riordino contrattuale in tutta la materia, però io ritengo che oggi possa tranquillamente essere inserito l'articolo 1 della proposta di legge, della quale io sono firmatario, perché io credo che questo articolo renda giustizia a una categoria che, come dicevo prima, in altre regioni d'Italia ha lo stesso trattamento, e mi sembra che questo non scandalizzi nessuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Mi fa piacere che molti colleghi che normalmente non si occupano di forestali oggi siano intervenuti invece per evidenziare quanto sia importante e necessario affrontare le problematiche del Corpo di vigilanza forestale della Regione. Io credo che vada ribadito il concetto che, effettivamente, il Corpo forestale di vigilanza ambientale della Regione ha dei problemi notevoli, per la specificità del ruolo che svolge, per l'importanza del ruolo che svolge, per la delicatezza del ruolo che svolge. Mi pare peraltro che anche l'impianto legislativo che poi ha dato origine al corpo forestale, comunque preveda un riconoscimento di questa specificità. Allora, in relazione ad alcuni di questi problemi, sono state presentate delle proposte di legge, in particolare la 310, che è stata esaminata dalla Commissione anche in tempi direi sufficientemente rapidi. Ci siamo incontrati anche con le rappresentanze sindacali del corpo forestale, abbiamo evidenziato, come Commissione, le nostre osservazioni, i problemi presenti, abbiamo sottoposto all'attenzione delle rappresentanze sindacali le nostre perplessità in relazione al riconoscimento in legge dell'indennità, non abbiamo mai detto alle rappresentanze sindacali, che il problema dell'indennità non rappresentasse un problema, che non rappresentasse un problema il fatto che vi è un ritardo nella contrattazione. Ma contemporaneamente abbiamo ricordato alle rappresentanze sindacali dei forestali, che il ritardo nei contratti vi è per tutti i dipendenti regionali. O i colleghi che mi hanno preceduto non sanno che i ritardi contrattuali riguardano anche tutti i dipendenti regionali? Allora facciamo un emendamento per ogni gruppo di dipendenti regionali? Possiamo farlo; se la strada che il Consiglio indica è questa, noi possiamo andare a chiudere la contrattazione per tutto il comparto dipendenti regionali, con emendamenti successivi che riconoscono in legge anche, come peraltro prevede questo emendamento, l'importo specifico delle indennità. Allora occorre che su questo ci mettiamo d'accordo. Ci mettiamo d'accordo non perché non si voglia riconoscere, ripeto, l'importanza che il Corpo forestale venga messo nelle condizioni materiali e psicologiche migliori per svolgere il proprio ruolo, ma questo va fatto, secondo me e secondo il mio Gruppo, seguendo esattamente quelle che sono le procedure previste dalle norme. E su questo mi pare che già il collega Bonesu abbia chiarito e non voglio tornarci.
Questo non perché, voglio rassicurare il collega Boero e anche il collega Pittalis, noi abbiamo ricevuto in tal senso disposizioni dalle altre organizzazioni sindacali. Per chi mi conosce, e anche per chi non mi conosce, io non prendo ordini da nessuno e cerco di ragionare con la mia testa, senza farmi sculacciare da nessuno, se ci riesco, e credo di esserci riuscito. Allora, noi non siamo qui come Gruppo per seguire le direttive dei sindacati o di alcuni sindacati di sinistra; qui c'è una linea che è stata stabilita e decisa da tutta la Commissione, collega Pittalis, compreso il rappresentante di Forza Italia e compreso il rappresentante di Alleanza Nazionale, che purtroppo oggi non è qui presente, perché se no avrebbe potuto confermare, parlo del collega Italo Masala, e quando io ho parlato con le rappresentanze sindacali ho parlato con esse soltanto come portavoce di tutta la Commissione, esprimendo una posizione dell'intera Commissione. Tanto è vero che oggi il collega Bonesu, che pure fa parte della opposizione, è intervenuto portando avanti questa linea che è la linea della Commissione. Questo è il punto.
PITTALIS (F.I.). Questo non c'entra.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). C'entra moltissimo, collega Pittalis, perché a me dispiace molto che su questo argomento in Commissione si prenda una posizione e la prendano tutte le forze politiche e poi in aula, o sotto la pressione di chissà quali eventi, all'improvviso si cerchi di ribaltare una linea che comunque è stata definita e portata avanti a livello di Commissione, perché quando la Commissione ha esaminato la proposta di legge numero 310 e ha assunto una determinata posizione, credo che nessun rappresentante di nessuna forza politica abbia contestato quella procedura che la Commissione aveva deciso di portare avanti. Le uniche perplessità allora le espresse il collega Ladu in quanto primo firmatario della proposta, che disse a me: non sono assolutamente convinto di quello che la Commissione sta facendo, però se la Commissione così ha deciso sicuramente occorrerà andare avanti in questa direzione. I rappresentanti di tutte le altre forze politiche concordarono e votarono perché si andasse avanti in quella direzione. Ora, io non riesco a capire che cosa sia cambiato, qual è stato l'evento che ha modificato lo stato di fatto. Quando tutte le forze politiche, nessuna esclusa, in Commissione sono impegnate nel lavoro di messa a punto del testo di recepimento della 421. Allora, che cosa è cambiato in questo frattempo, se non sicuramente, e non è cosa di poco conto, il fatto che sono passati altri sette mesi? Non c'è ombra di dubbio, in questo si ha sicuramente ragione, soprattutto ha ragione chi appartiene a quelle categorie che ancora non possono usufruire di questi benefici, ma altri eventi rilevanti sotto il profilo legislativo o amministrativo non ne sono avvenuti. E' avvenuto soltanto che il collega Bonesu ha presentato un'altra proposta di legge nella quale si riconosceva anche agli amministratori comunali e anche ai dipendenti dei comuni che svolgono particolari funzioni delicate le provvidenze che in un qualche modo venivano richieste per il Corpo forestale. Io non ho sentito una parola oggi in quest'aula nei confronti e a favore degli amministratori comunali, cioè, voglio dire, noi stiamo approvando una legge che reca come titolo proprio quello, riconosce gli amministratori comunali, ma tutti siamo concentrati a parlare dell'emendamento che riguarda i forestali, anzi l'indennità dei forestali. Allora, vogliamo trovare un punto di equilibrio per portare avanti questa proposta? Io credo che l'equilibrio sia determinato dal fatto che la proposta di legge 395, primo firmatario Bonesu, assieme alla proposta di legge 310, primo firmatario Ladu, unificate dalla prima Commissione con un testo approvato dalla Commissione e trasmesso all'Aula, che oggi stiamo esaminando, riconoscono seppure tardivamente alcune provvidenze nei confronti appunto degli amministratori comunali, dei dipendenti comunali e dei dipendenti regionali che svolgono particolari funzioni delicati, riconoscere alcune provvidenze dicevo. Per quanto riguarda l'indennità richiesta noi anche nell'incontro che abbiamo fatto stamattina abbiamo visto anche un'ipotesi di ordine del giorno che in un qualche modo, anche nelle more della approvazione della 421, chiede alla Giunta di avviare la contrattazione, credo che questo possa essere un punto di equilibrio sul quale ricercare l'accordo di tutte le forze politiche, e io mi auguro che l'Aula su questo punto di equilibrio riesca a trovare davvero un accordo unitario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Molto brevemente, signor Presidente, per dire che il Gruppo del CDR si dichiara favorevole all'emendamento presentato dai colleghi di Forza Italia, e al di là delle considerazioni che in alcune circostanze possono apparire, e se forzatamente esposte nell'aula lo sono, demagogiche e populistiche, sicuramente però esiste un reale e concreto problema che riguarda i lavoratori di cui si parla, la categoria in oggetto, per cui io credo che senza molte prosopopee si debba procedere all'approvazione dell'emendamento stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.D.S.-Progr. Sard.). Signor Presidente, io credo che un legislatore regionale prima di tutto abbia un dovere, soprattutto nel momento in cui adempie a quello che è il più alto incarico che è quello di predisposizione e concorso alla approvazione in aula delle leggi. Il dovere è quello della massima serietà, della massima chiarezza della massima trasparenza e io credo anche di equilibrio e di giustizia. Allora come prima cosa, signor Presidente, io non ho difficoltà a riconoscere che la Giunta regionale certamente in questo, ma anche in altri casi, spesso purtroppo ha dei tempi nei processi decisionali eccessivamente lunghi, eccessivamente esasperati e che da queste lungaggini e da queste esasperazioni evidentemente nasce un profondo disagio, nascono tensioni e il disagio e le tensioni poi sono difficili in ogni caso sempre da governare. Così come non ho difficoltà a riconoscere che anche nel caso specifico vi è sicuramente un ritardo abbastanza notevole nella predisposizione di atti, se si dovesse partire, così come mi pare si stia partendo, dal presupposto che la richiesta che viene avanzata è una richiesta legittima e che merita nella sua globalità di essere considerata, esaminata e raccolta, detto questo però, signor Presidente, e dando atto da un lato dei ritardi politici e amministrativi nell'assunzione di decisioni, dall'altro lato della giustezza, della legittimità della richiesta stessa, torno però a quel primo assunto, cioè a quel dovere di correttezza, di chiarezza, di serietà, di trasparenza, di equilibrio e perché no di parità di condizioni tra parti, tra richiedenti, tra coloro i quali ritengono di avere un legittimo interesse di avere avanzato una legittima richiesta. Ecco, allora nello specifico io credo, signor Presidente, che noi non possiamo rischiare sotto la pressione che sull'Aula si esercita di approvare oggi un provvedimento che poi potrebbe in qualche modo rischiare di compromettere l'intero percorso della normativa che stiamo approvando e che riguarda le provvidenze agli amministratori colpiti da attentati. Posto anche che i dubbi relativamente a questo aspetto sono parziali, io credo che abbiamo il giusto dovere di tenere conto anche dei dubbi terziali, certo che una risposta ad una legittima richiesta va data, e però va data in ambiti evidentemente diversi da questo ambito, va estrapolata la problematica dalla problematica che oggi invece stiamo esaminando e va creato quel giusto consenso evidentemente in altra sede, vede, per quanto riguarda le sigle sindacali, lo faccio così con la stessa trasparenza con cui lo faceva l'onorevole Sanna poc'anzi, io per esempio mi riconosco in posizioni ideali, notevolmente vicine, alla sigla sindacale che in questo caso si ritrova a perorare questa causa, quindi non posso certamente essere oggetto di dubbi o di perplessità sotto questo profilo, per cui mi creda i dubbi e le perplessità nascono da preoccupazioni che la normativa da un lato non riesca a fare tutto il suo percorso e la preoccupazione dall'altro lato che creiamo una disparità di trattamento tra parti che pure avanzano le une e le altre legittime richieste, e che da questa disparità di trattamento mentre risolviamo forse, perché non abbiamo la certezza di quel percorso giuridico, mentre risolviamo forse un problema certamente ne creiamo degli altri. Io credo, signor Presidente, che questo Consiglio regionale abbia la giusta dignità per essere ascoltato dalla Giunta, e che l'ordine del giorno che il Consiglio regionale si ritrova ad esaminare renda in ogni caso giustizia e metta la Giunta nelle condizioni di procedere ad una rapida trattativa per il rinnovo contrattuale con le organizzazioni sindacati che poi ad una disamina del suo complesso di quelle che sono le istanze avanzate. Quindi mi creda, pure consapevole che l'istanza ha una sua legittimità, mi vedo però costretto per motivi di parità di trattamento da un lato e per motivi di certezza giuridica dall'altro nella condizione di invitare i proponenti di quell'emendamento al ritiro dell'emendamento stesso e di invitare dall'altra parte il Consiglio regionale al voto dell'ordine del giorno attraverso il quale si persegue in maniera ugualmente rapida ma certamente più consona al caso l'obiettivo a cui prima facevamo riferimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.). Presidente, colleghi, forse il mio intervento poc'anzi ha dato fastidio a qualcuno, in particolare all'onorevole Marteddu grande maestro di deontologia politica e perfetto conoscitore del lessico parlamentare, per cui espressioni come "tagliare la testa al toro" o "girare attorno all'argomento" non sono consone al suo linguaggio, io invece mi reputo ancora e tuttora un uomo comune, un uomo della strada e sono abituato a farmi capire quando parlo, per cui se certe espressioni danno fastidio a qualcuno in quest'Aula sicuramente fuori verranno capite con più chiarezza. E' chiaro che qualcuno che è abituato a parlare di aria fritta, a parlare in politichese, a stare seduto attorno ai tavoli delle nebbie della maggioranza, dove si parla palesemente di politica e invece non si fa altro che dividere le pagnotte, questo sicuramente può dare fastidio. Per quanto riguarda l'onorevole Sanna che ha esordito dicendo che era meravigliato dal fatto che molti di noi si interessavano del corpo di vigilanza ambientale, volevo ricordare che il sottoscritto se ne è interessato già in due interpellanze nel lontano 1985 e in termini negativi perché censuravo comportamenti di qualche loro collega che non ritenevo opportuno, quindi come vede quando c'è da bacchettare, si bacchetta e quando si deve dare il dovuto bisogno darlo. Quindi è inutile che voi uomini di maggioranza e Soloni della politica vi arrampichiate sugli specchi per trovare scuse di legittimità o tecniche di rinvio della legge, quando la verità è sempre politica cioè che in un sindacato di maggioranza, un sindacato di governo non appoggia questa proposta per cui voi che siete servi in tale sindacato dovete seguire il loro ordine e votare contro l'emendamento per cui l'emendamento rimane e chiedo che si voti per appello nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Signor Presidente, cari colleghi, non sarei intervenuto in questo dibattito se a questo punto non ne sentissi il preciso dovere, proprio per il richiamo a quella responsabilità che ciascuno di noi consiglieri assume nelle sue funzioni dal punto di vista della correttezza amministrativa. Mi trovo in una situazione, vorrei dire, particolarmente favorevole sul piano individuale perché in questo momento rispondo di me stesso, non sono servo di alcun sindacato di qualsiasi colore, però mi stupisce veramente che in tutta questa discussione non ci sia stato un richiamo, se non richiami polemici, nella ricerca di benemerenze, nella ricerca di consensi e sia stato posto in secondo piano quello che è l'aspetto giuridico del problema. Ora mi fa specie che senz'altro giuristi presenti in quest'aula non tengano presente che una norma del genere, un aspetto fondamentale, vorrei soltanto perché ce l'ho sotto gli occhi, richiamare una norma di una legge che è in vigore attualmente, già in vigore, che è la riformulazione della legge numero 29 del 1993, alla luce del decreto legislativo numero 80 di quest'anno, che l'ha profondamente rinnovata, ma questa non è una novità perché era già contenuta nel vecchio testo della legge, quando dice, cito testualmente, all'articolo 2, comma tre "i contratti collettivi, l'attribuzione di trattamenti economici può avvenire esclusivamente mediante contratti collettivi o alle condizioni previste mediante contratti individuali". Per chi sa leggere le leggi; e mi pare che questo Consiglio farebbe veramente un atto non legittimo nella funzione che gli compete se prendesse il vezzo di attribuire trattamenti economici a chicchessia sulla base di disposizioni di legge e non sulla base di una contrattazione. Ancora vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che mi stupisce che queste richieste vengano anche da parte sindacale, quando da parte sindacale nella Commissione di cui faccio parte, è stata fatta più volte una battaglia polemica perché sparisse dalla legge con cui stiamo recependo la legge numero 421 e la numero 29 ogni richiamo a disposizioni di legge che turbassero in qualche modo quello che era il potere contrattuale da parte sindacale. Quindi vorrei richiamare il Consiglio ad una precisa responsabilità che gli compete, che è indipendente da posizioni che sono giuste, che sono senz'altro da considerare, che sono senz'altro, oserei dire, ancora mi spingo più in là, da accogliere, ma che vanno considerate, discusse e accolte nella loro sede legittima che è, a norma di legge, la sede della contrattazione. Vorrei ancora definire che la legge stessa a cui faccio riferimento, che tanto perché non ci siano equivoci, investe anche nei suoi principi, e questo è un principio, anche le regioni a Statuto speciale, perché sono leggi di grande riforma economica e sociale dello Stato e come tali, a norma di Costituzione, impegnano anche la Regione autonoma della Sardegna, dice che qualunque disposizione di legge precedente che attribuisse trattamenti economici o progressioni automatiche di trattamento economico al primo contratto collettivo successivo perde ogni sua efficacia, e quel trattamento economico eccedente che viene dato ad personam verrà riassorbito nei tempi sino a pareggiare con tutti gli altri dipendenti di quel comparto il contratto, con le norme che il contratto collettivo stabilirà. Questo perché il quadro normativo sia chiaro a tutto il Consiglio e il Consiglio nelle sue decisioni non si faccia guidare né da demagogie né da convinzioni che non hanno però assolutamente alcuna base giuridica.
PRESIDENTE.. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, un ritardo deprecabile mi ha impedito di essere qui all'inizio della discussione di questo provvedimento e so già comunque che il collega, Assessore Ferrari, si è già espresso a nome della Giunta in modo negativo su questo emendamento che è stato presentato alla proposta di legge numero 310. Credo però di non dovermi e non potermi sottrarre ad alcune considerazioni che ritengo di dover fare nel merito di questo emendamento, rinviando alla sede della chiusura della legge altre considerazioni che concernono tutti gli altri aspetti di questa legge. Non li tratterò quindi non perché non li ritenga opportuni, come faceva rilevare l'onorevole Sanna, si tratta sicuramente di argomenti molto importanti, ma perché ormai la discussione si è talmente concentrata nel merito dell'emendamento che ritengo di dover rimanere all'interno di questo emendamento. Una considerazione iniziale credo che vada fatta comunque. La Giunta regionale ringrazia il Corpo forestale per l'impegno che manifesta nell'esercizio dei propri compiti di istituto, per l'alta professionalità, per la grande competenza, per la straordinaria dedizione al dovere che ha sempre manifestato e che continua a manifestare sia nel campo della vigilanza ambientale propriamente detta, sia nel campo della promozione della cultura ambientale, sulla quale tuttavia credo che qualche sforzo in più si potrebbe e si dovrebbe fare. In modo particolare, approssimandosi la stagione estiva, per la grande dedizione che mette in atto nella lotta agli incendi. La Giunta regionale pertanto è consapevole dello stato di grave difficoltà nel quale il Corpo forestale vive ed esplica le proprie funzioni, che derivano da mansioni che sono sicuramente differenti da uno status specifico che è certamente differente rispetto a quello di tutti gli altri funzionari e dell'altro personale regionale. Non si tratta di personale che passa il proprio tempo in ufficio, ma si tratta di personale che passa il proprio tempo in campagna, che non ha orari, che è sottoposto a stress e a problemi di incolumità personale abbastanza rilevanti; anche se qualcuno mi fa notare che forse c'è troppo personale del Corpo forestale impegnato negli uffici. Sicuramente dunque si tratta di un provvedimento che è da tempo atteso, però mi pare che la chiave interpretativa di tutto il discorso l'abbia data l'onorevole Balletto nella apertura del suo intervento. Diceva, io credo giustamente, l'onorevole Balletto che bisogna trovare lo strumento che consenta di dare risposte a questa richiesta che è da tempo attesa. Una volta che noi abbiamo stabilito che è legittima l'attesa da parte del Corpo forestale di vigilanza ambientale di vedere riconosciuta questa sua specialità all'interno dell'ordinamento professionale regionale, e una volta che diciamo che il rinnovo dell'ordinamento professionale al quale stiamo lavorando, sicuramente, darà già un certo tipo importante di risposte a queste legittime attese, e che a questo arriveremo meglio nella contrattazione che si aprirà dopo l'approvazione del "101", io ritengo, ma qui il professor Macciotta mi libera dal dover fare troppe divagazioni di carattere legislativo, anche perché il suo lucido intervento le ha riassunte in modo coerente e completo, io credo che sia impercorribile ogni strada che sia al di fuori della contrattazione perché, come ripeteva giustamente il professor Macciotta, tutte le questioni che concernono il rapporto di lavoro devono essere esclusivamente regolate dalla contrattazione collettiva o dalla contrattazione individuale, nella fattispecie in modo particolare tutte le questioni che concernono stipendi e quindi che concernono dazioni di denaro. Io ritengo che proprio all'interno della filosofia che ha ispirato la revisione del "101" e che ha posto all'interno del "101" esplicitamente la contrattazione come strumento costante del regolare i rapporti di lavoro all'interno della nostra amministrazione, ritengo che non sarebbe coerente avanzare una richiesta che vada contro ciò che prevede la "29", anche così come riletta dal decreto legislativo numero 80 del 23 o del 24 marzo scorso, e così come peraltro stiamo prevedendo all'interno del 101. Però, dal momento che non posso non condividere le osservazioni che sono state messe sul tappeto qui, stamattina, a partire dall'onorevole Pittalis, dall'onorevole Biancareddu, dall'onorevole Ladu e tutti gli altri che sono intervenuti nel merito; dal momento che non posso non riconoscere l'interesse reale di questa richiesta da parte del Corpo di vigilanza ambientale, io chiedo, a nome della Giunta, ai presentatori, il ritiro dell'emendamento. Lo chiedo, anche questo, sulla base di considerazioni già fatte, e quindi riassumo senza entrare direttamente nel merito. Lo chiedo per evitare che poi la legge venga impugnata e possa essere respinta dal Governo, facendo perdere tempi utili a questo Consiglio. Lo chiedo anche per facilitare la contrattazione successiva, perché il rischio che potremmo correre, una volta che questo emendamento dovesse essere bocciato dal Consiglio regionale, il rischio che potremmo correre sarebbe quello poi di sentirmi dire che, una volta che riapriamo la contrattazione, si tratta di un argomento non proponibile perché già bocciato dal Consiglio regionale, ritenuto non congruo dal Consiglio regionale. Allora, anche per facilitare la contrattazione successiva, io ritengo che questo emendamento possa e debba essere ritirato. Rende anche, l'approvazione di questo emendamento, difficile tutta intera la contrattazione nel comparto regionale, perché aprirebbe uno squarcio di "privilegio", benché di privilegio non si tratti, nei confronti di una parte del personale regionale, che non saremo in grado di garantire a tutto il resto del personale regionale. Renderebbe quindi difficile la successiva contrattazione. Queste sono le ragioni di fondo sulle quali non mi fermo per una analisi specifica, per essere state tutte già ampiamente esaminate, a partire dal collega Macciotta e finire col Presidente Sanna. Chiedo dunque il ritiro di questo emendamento. Io ritengo invece che sia più percorribile la strada dell'ordine del giorno, perché l'ordine del giorno consente l'apertura immediata, senza dover attendere tempi inutili, anche prima o nelle more dell'approvazione del 101, la Giunta regionale dà in ogni caso la propria disponibilità perché ciò avvenga e avvenga nei tempi e nei modi più rapidi possibile, nell'interesse esclusivo della Regione naturalmente, ma anche per rispettare le legittime attese che da tanto tempo stanno in piedi da parte del Corpo forestale di vigilanza ambientale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghi e colleghe, abbiamo assistito a questa pantomima sull'emendamento, da me controfirmato, dove vari settori della maggioranza hanno fatto, in pratica, marcia indietro, usando costantemente il politichese, usando il sistema del rinvio tramite il sistema dell'ordine del giorno. Non si può venire ad affermare qui, come ha fatto tra gli altri neo sostenitori dell'ordine del giorno, che tramite l'ordine del giorno, in tempi brevi, questa è l'autentica presa in giro, in tempi brevi viene presa nella soluzione desiderata, cioè viene data veramente soddisfazione alla categoria del corpo forestale in tempi brevi alle loro attese. Se noi andiamo ad esaminare tutti gli ordini del giorno che in questa legislatura hanno sollecitato questo o quel provvedimento legislativo, in una determinata soluzione, in tempi brevi, forse neanche uno ancora oggi ha trovato soluzione. Prendere in giro una categoria, col sistema dell'ordine del giorno, è esercizio di recita del non vero. E allora le responsabilità vengano fuori tramite questa votazione, richiesta giustappunto dal collega Biancareddu per appello nominale. Nessuno si può nascondere dietro il politichese o dietro il richiamo pretestuoso, perché i tempi della dichiarazione di voto che mi sono concessi non mi permettono di smontare il castello di parole che si richiamano alla prassi giuridica, ma sono solo pretestuosità perché non si possa e non si debba arrivare tramite la promozione, l'approvazione di questo emendamento, alla giusta soluzione delle richieste del corpo forestale, perché la legislazione in materia è colma di consuetudini a favore di altre categorie e di leggi in essere, funzionanti, dove per legge si è arrivati a stabilire quanto si deve stabilire con questo stesso emendamento. E allora sono argomentazioni speciose, pretestuose, perché cercano di ricompattare una maggioranza che, anche in questa materia, è decisamente scollata, e che cerca di tenersi incollata in una maniera assurda, cercando di usare sempre il rinvio. Caro assessore, ringraziare con un giro di parole tutto il lavoro fatto, che fa, che sta facendo, l'importanza del corpo forestale, è un esercizio di sviolinata per nascondere tutto l'imbarazzo di questa maggioranza di fronte a una problematica come tante altre, e non avete il coraggio di dire esattamente la vostra opinione, ma sempre col sistema dell'ordine del giorno, cioè al rinvio sine die. Per questi motivi e per quelli portati dai miei colleghi firmatari dell'ordine del giorno, è chiaro che per appello nominale io sosterrò l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Per una semplice precisazione. Io ho firmato l'emendamento appena in discussione, e ritengo di averlo firmato anche coscientemente, tenuto conto che è evidente che l'emendamento tende ad un miglioramento economico di una categoria che merita la nostra attenzione. Però ritengo, alla luce del dibattito che si è sviluppato, che sia moto più corretto procedere in maniera diversa, e appunto come suggerito dall'ordine del giorno presentato dal collega Marteddu. Non mi pare corretto mettere in legge e quantificare in termini(?) precisi quelle che sono determinazioni che invece devono essere fatte in sede esecutiva. Pertanto dichiaro di ritirare la firma dall'emendamento presentato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto per sostenere l'emendamento, dichiarando che lo voterò favorevolmente, e ancora per dire che nello sforzo che deve essere fatto per l'individuazione dello strumento, e di questo l'assessore Loddo me ne ha dato atto, si ignora evidentemente quello che è lo strumento più celere, più rapido, che è proprio quello della assunzione del provvedimento attraverso una disposizione normativa. Perché se si invoca la celerità attraverso il ricorso alla contrattazione noi sappiamo che di celere non vi sarà assolutamente nulla, perché in questo modo stiamo solamente rimandando la definizione di un problema che invece è urgente. Non si è approfondito a sufficienza il fatto che il diritto esiste oppure no, perché se la aspettativa e la richiesta non è fondata e non è legittima non vi può essere provvedimento normativo o non vi può essere altro strumento che quel diritto riconosca. Ma se il diritto esiste, come ne siamo certi, andava approfondito l'altro aspetto, che è quello di capire se lo strumento ideale, idoneo e più rapido fosse appunto la legge, quindi il provvedimento legislativo. Da quanto si è detto e da quanto si è visto, non sono emerse tesi convincenti che possano escludere questa strada, e non sono convincenti proprio perché esistono altri precedenti che dimostrano che quei provvedimenti e quelle necessità sono state assunte e sono state risolte proprio con il ricorso. E' vero, c'è stata una tesi che ha sostenuto l'impossibilità di ricorrere a questo strumento, ma la tesi è debole ed è debole proprio perché esistono i precedenti, e sono precedenti di altre regioni, di altre province, e sono altri precedenti che sono pure previsti nella normativa statale. Su questo punto non si è voluto approfondire, non so se consapevolmente o per superficialità o per distrazione; su questo si sarebbe invece dovuto discutere maggiormente, cosa che evidentemente non è stata, a mio modo di vedere perché questa trascuratezza o questo limite alla discussione probabilmente sottintende a una volontà evidente di non dare risposta a questa aspettativa, che non è una semplice aspettativa degna di tutela, ma che è un sacrosanto diritto che deve essere invece riconosciuto. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'emendamento numero 1 all'articolo 2. Ricordo che per Regolamento la votazione per appello nominale deve essere chiesta da otto consiglieri. Avendola richiesta il vicecapogruppo immagino che abbia l'autorevolezza per rappresentare almeno otto consiglieri. La mia fiducia in Biancareddu è grande.
Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 19 , corrispondente al nome del consigliere Cugini.)
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Cugini.
CONCAS, Segretario procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: Dettori Bruno - Federici - Floris - Frau - Giordo - Granara - Ladu - Lippi - Locci - Lombardo - Manunza - Marracini - Milia - Oppia - Pirastu - Sanna Nivoli - Tunis Marco - Usai Edoardo - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Carloni.
Rispondono no i consiglieri: Cugini - Degortes - Dettori Ivana - Fadda - Falconi - Ferrari - Fois Paolo - Ghirra - Giagu - La Rosa - Loddo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Marrocu - Marteddu - Montis - Obino - Palomba - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Usai Pietro - Vassallo - Zucca - Aresu - Balia - Ballero - Berria - Busonera - Cherchi - Concas - Cucca.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 24
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Si dia lettura dell'articolo 3.
FRAU, Segretario f.f.:
Art. 3
Assunzioni per chiamata diretta nominativa
1. La Regione chiama con richiesta diretta nominativa, dalle liste ordinarie di collocamento o dalle liste speciali di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 482, il coniuge o uno dei figli dei dipendenti regionali deceduti a causa dell'espletamento del servizio o nell'adempimento di atti di solidarietà.
2. Procede in ugual modo per il coniuge o uno dei figli dei soggetti indicati all'articolo 1 deceduti a seguito di attentato indennizzabile.
3. L'assunzione con le modalità del presente articolo è possibile per tutti i posti vacanti nelle qualifiche per cui è richiesta la sola scuola dell'obbligo.
4. L'assunzione avviene su domanda degli aventi titolo, da proporsi nel termine perentorio di due anni dall'evento.
5. In caso di pluralità di domande, la chiamata avviene a favore del coniuge o qualora il coniuge non sia tra i richiedenti, a favore del figlio maggiore di età
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
FRAU, Segretario f.f.:
Art. 4
Applicabilità temporale delle norme
1. Gli articoli 1 e 2 trovano applicazione per gli attentati avvenuti a decorrere dal 1 gennaio 1998.
2. Entro il 30 giugno 2000 l'Assessore regionale degli Affari generali, personale e riforma della Regione invia al Consiglio una relazione sull'applicazione della legge.
3. L'articolo 3 è applicabile qualunque sia la data del decesso.
4. Per gli eventi antecedenti l'entrata in vigore della presente legge, il termine di cui al comma 4 dell'articolo 3 decorre dalla data di entrata in vigore della legge medesima.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
FRAU, Segretario f.f.:
Articolo 5
Norma finanziaria
1. La spesa derivante dall'applicazione della presente legge è valutata in lire 1.000.000.000 annue.
2. Nel bilancio pluriennale della Regione per gli anni 1998-2000 sono apportate le seguenti variazioni:
Entrata
In aumento:
Cap. 34711-00 - (N.I.)
Proventi dell'azione di rivalsa per danni causati da attentati ai soggetti esposti a particolare rischio
1998 lire P.M.
1999 lire P.M.
2000 lire P.M.
Spesa
In diminuzione
03 - BILANCIO
Cap. 03016-00
Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4 L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 34, comma 2 lett. b), L.R. 15 aprile 1998, n. 12)
1998 lire 1.000.000.000
1999 lire 1.000.000.000
2000 lire 1.000.000.000
mediante riduzione della voce 8 della tabella A allegata alla legge finanziaria 1998
In aumento
02 - AFFARI GENERALI
Cap. 02183-00 (N.I.)
Indennizzi e relative spese di liquidazione per danni causati da attentati ai soggetti esposti a particolare rischio
1998 lire 1.000.000.000
1999 lire 1.000.000.000
2000 lire 1.000.000.000
3. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge fanno carico ai suddetti capitoli del bilancio 1998-2000 ed ai corrispondenti capitoli del bilancio per gli anni successivi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla votazione finale. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, non sarei intervenuto per dichiarazione di voto se non avessi compreso con vivo disappunto che questa legge che stiamo votando, questa proposta che stiamo votando non sia stata in qualche modo sottovalutata e svilita da un dibattito che si è riferito a tutt'altri argomenti che non alla sostanza del provvedimento che il Consiglio andava a votare, in una fase tra l'altro in cui quest'Aula sarebbe dovuta essere chiamata ad un dibattito approfondito sulle condizioni in cui gli amministratori locali si trovano e sulla situazione di emergenza democratica che alcune realtà della Sardegna stanno vivendo. Io avrei preferito davvero che il dibattito in Consiglio si fosse orientato a comprendere le ragioni per le quali noi siamo chiamati oggi a intervenire sugli effetti e non sulle cause per comprendere le ragioni cioè perché il Consiglio è chiamato oggi e ieri i proponenti della proposta di legge sono stati chiamati a discutere, a meditare, a lavorare a fare proposte sulla situazione che riguarda gli amministratori locali. E' stato spiegato in particolare dal collega Ladu la motivazione della proposta, così come prima dal relatore onorevole Bonesu. Io vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula brevemente, esprimendo il voto favorevole al provvedimento, primo che ci hanno ricordato di recente che negli ultimi tre anni sono stati compiuti 328 attentati agli amministratori locali...
PRESIDENTE. Prego i colleghi di seguire in silenzio.
MARTEDDU (Popolari). Ripeto, 328 attentati agli amministratori comunali, quindi una situazione gravissima che non riguarda più soltanto alcune parti della Sardegna ma è un sistema di rapporto tra cittadini e amministratori locali che riguarda l'intero territorio della nostra Regione, dalle parti più interne fino ai comuni costieri, ormai ai comuni del campidano che sono oggetto di un rapporto così violento...
PRESIDENTE. Prego i colleghi che intendono conversare di farlo nei locali adiacenti all'Aula, è possibile che ogni volta debba fare questo inutile richiamo tra persone civili.
MARTEDDU (Popolari). La ringrazio Presidente di questa sua energica presa di posizione ma ritengo di parlare comunque anche nel bisbiglio generale. Mi pare che l'argomento, dicevo, abbia un'importanza fondamentale, ricordandoci che numerosissimi comuni della Sardegna ormai vivono questa condizione di gravissima pericolosità sociale, di gravissima emergenza democratica. Questa è una prima risposta, anche se è una risposta che va incontro agli effetti e ancora non riesce ad individuare le cause. Ricordo ancora che in quattro comuni della provincia di Nuoro, cioè Nurri, Oniferi, Barisardo, Lula, non abbiamo amministrazioni elette democraticamente per l'impossibilità o per l'incapacità di quelle popolazioni di darsi un'amministrazione democratica. Questa legge è una prima risposta, è una risposta parziale che comunque va incontro ad un'esigenza che esiste in tutto il territorio della Sardegna, ma dobbiamo da questo partire perché il Consiglio regionale assuma su di sé la grande consapevolezza che ci sono pezzi di Sardegna fuori dal circuito della democrazia, che non è un fatto solo formale, è un fatto sostanziale che vuol dire che sono fuori dal circuito della crescita economica e dalla possibilità di trovare un aggancio alla cultura del rispetto democratico, della rappresentanza democratica e della crescita complessiva sociale ed economica. Non possiamo fermarci oggi alla solidarietà solo formale, ma noi vorremmo che a Nurri, a Oniferi, a Barisardo e a Lula si creassero le condizioni concrete perché queste popolazioni possano trovare una propria rappresentanza municipale democraticamente eletta. Io credo che se crollano questi baluardi della periferia democratica inizia a non aver senso neanche la massima assise della Sardegna, il Consiglio regionale; se non si ha fiducia nelle espressioni locali dirette, democratiche del proprio sentire democratico, credo sia difficile anche far pensare che ha una ragion d'essere il Consiglio regionale. Quindi dobbiamo far emergere oggi con forza, approvando questa legge, l'idea che le massime istituzioni hanno una profonda preoccupazione, che dobbiamo lavorare in questi mesi perché prima delle nuove elezioni amministrative di settembre, dobbiamo lavorare anche a livello istituzionale non solo come singole forze politiche perché queste comunità, che sono simbolo di un malessere più generale, abbiano una loro rappresentanza municipale democraticamente formata e democraticamente eletta. Noi siamo perplessi e direi anche contrari a immaginare che questo problema si risolva rafforzando lo Stato di polizia, rafforzando cioè i presidii della presenza dello Stato in quanto presenza di polizia. Anche questo è importante, è importante che si individuino gli attentatori; di quei 328 attentati ancora non si è scoperto un caso di attentatore, ancora non c'è un iscritto nel libro degli indagati per attentati ai pubblici amministratori. Quindi noi chiediamo con forza che la magistratura e le forze di polizia facciano il proprio dovere, ma non possiamo pensare di blindare i paesi, di asserragliarli dentro uno Stato di polizia. Noi pensiamo che debba prevalere il convincimento e il comune sentire di una democrazia partecipata. Crediamo che questo Consiglio regionale, e io l'ho anche detto e scritto al Presidente del Consiglio, debba farsi interprete presso il Parlamento nazionale, presso cioè il Presidente della Camera e il Presidente del Senato perché questo problema, che è un problema tipico di alcune zone della Sardegna, diventi un fatto nazionale. Non possiamo far passare l'idea che in Sardegna si può fare a meno degli istituti della democrazia. Questo è il messaggio forte che intendiamo lanciare e approvando questa legge dando il significato vero non quello camuffato, quello polemico e insulso, dando il significato vero a questa legge il Consiglio regionale può dare davvero un messaggio forte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA Salvatore (Progr. Fed.). Signor Presidente, rapidissimamente per esprimere il mio voto favorevole e per dire che concordo con il richiamo che faceva a tutti noi il collega Marteddu perché alla approvazione e al significato di questa legge venisse appunto dato il giusto risalto per quello che è. Per dire altre due cose rapidamente. È del tutto evidente che anche questi interventi a favore degli amministratori comunali, dei dipendenti dei comuni e della Regione che svolgono particolari e delicate funzioni, sono provvedimenti assolutamente insufficienti e che il Consiglio regionale nei confronti del sistema delle autonomie locali rapidamente dovrebbe e dovrà impegnarsi per cercare di iniziare il processo di trasferimento di competenze e funzioni e risorse anche e anche personale al sistema delle autonomie degli enti locali ,per mettere le autonomie locali nelle condizioni di poter funzionare e di dare risposte ai cittadini. L'altro problema è che per quanto mi riguarda, come Presidente della Commissione, chiaramente chiederò a tutti i colleghi della Commissione di accelerare al massimo i tempi per poter risolvere la legge di recepimento della legge numero 421 che quindi consentirà poi di avviare per tutti i comparti dei dipendenti della Regione la contrattazione che è ferma da molti anni per dare a tutti, a tutti nessuno escluso, dei dipendenti della Regione le risposte che attendono. L'ultima considerazione, l'ultimo ringraziamento più che considerazione, lo voglio fare al collega Bonesu che non è presente in questo momento in aula perché grazie anche alla proposta di legge che ha presentato e al lavoro che ha svolto in Commissione noi abbiamo potuto agganciare questo problema degli amministratori locali, degli indennizzi agli amministratori locali all'altra problematica che era stata sollevata dalla proposta di legge numero 310. Credo che questo sia giusto riconoscerlo perché è grazie a quest'ultima proposta di legge che abbiamo potuto chiudere questa legge oggi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Signor Presidente, la dichiarazione di voto a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale. Il Gruppo esprime parere favorevole alla legge, apprezziamo il lavoro che ha fatto la Commissione, così come apprezziamo il lavoro e la proposta del collega Bonesu. Era effettivamente necessario provvedere in un campo importante e delicato come questo, soprattutto per i fatti di violenza e gli attentati a cui sono sottoposti molto spesso gli amministratori. Il nostro voto è sicuramente favorevole, e speriamo che in futuro si possa anche aprire un discorso parallelo agli indennizzi diciamo di carattere personale degli amministratori e degli altri dipendenti pubblici, perché alcuni fenomeni di violenza ormai stanno anche manifestandosi verso i beni di proprietà pubblica, ed è un altro settore nel quale forse occorrerà intervenire a breve. Quindi il voto di Alleanza Nazionale sarà sicuramente favorevole.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione palese con procedimento elettronico del disegno di legge numero 310 e della proposta di legge numero 395.
Rispondono sì i consiglieri: Aresu - Balia - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Ferrari - Fois Paolo - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - La Rosa - Ladu - Lippi - Locci - Loddo - Macciotta - Manchinu - Marrocu - Marteddu - Montis - Obino - Oppia - Piras - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 50
(Il Consiglio approva)
Discussione e approvazione della mozione Pittalis - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Casu - Federi - Floris - Giordo - Granara - Lippi - Lombardo - Marras - Milia - Oppia - Pirastu - Tunis Marco sulla grave situazione dell'ordine pubblico nelle amministrazioni comunali del nuorese (148)
PRESIDENTE. Rimane da votare la mozione a firma Pittalis e più relativa sempre al tema della violenza ai danni degli amministratori.
Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
MOZIONE PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FEDERICI - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - MARRAS - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco Fabrizio sulla grave situazione dell'ordine pubblico nelle amministrazioni comunali del nuorese.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIDERATO che si registra una incredibile escalation di violenza contro gli amministratori pubblici della provincia di Nuoro;
CONSIDERATO che agli attentati dinamitardi alle sedi istituzionali o dei partiti politici si affiancano anche gravi atti intimidatori alle famiglie degli amministratori comunali;
CONSIDERATO che nella provincia di Nuoro diversi paesi sono ancora privi di un'amministrazione regolarmente eletta e che non si riesce a presentare candidati alla carica di Sindaco e di amministratore comunale;
CONSIDERATO che le amministrazioni locali rappresentano la prima e più importante istituzione per i cittadini e che un indebolimento delle autonomie locali non può tradursi in un vulnus per l'intero sistema democratico;
CONSIDERATO che le popolazioni locali desiderano fortemente risolvere la situazione determinata dall'azione di pochi delinquenti;
CONSIDERATO che è necessario che il Governo nazionale manifesti tutta la sua concreta solidarietà alle popolazioni interessate dall'ondata di violenza e che intervenga con forza per reprimere tali atti;
CONSIDERATO che la Regione autonoma della Sardegna non può e non deve abiurare al suo ruolo di massimo rappresentante delle istanze e delle necessità delle comunità locali sarde,
censura duramente
gli atti criminali contro le amministrazioni e gli amministratori locali e
impegna la Giunta regionale
1) a interessare immediatamente il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro dell'Interno perché siano informati della gravità della situazione ed approntino un piano di solidarietà;
2) a farsi promotrice di specifici provvedimenti di sostegno alle amministrazioni ed agli amministratori colpiti dagli atti intimidatori;
3) ad assumere tutte le iniziative del caso perché le comunità locali sentano l'effettiva partecipazione dell'Amministrazione regionale alla loro battaglie per la democrazia. (148)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Per chiedere una riunione dei Presidenti di Gruppo per decidere sull' ordine dei lavori dopo il voto.
PRESIDENTE. Avevo in animo di comunicare l'ordine dei lavori senza una superflua riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, ma di fronte all'autorevole richiesta del capogruppo Cugini sono costretto a convocarla. Ma prima discutiamo della mozione, comunque.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta la accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione la mozione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Per chiedere alla Presidenza e all'intera Assemblea, in base all'articolo numero 54, comma 2, la possibilità dell'inserimento all'ordine del giorno della seduta pomeridiana, del disegno di legge numero 419/A che reca misure urgenti per il rifinanziamento della legge numero 28, articolo 10, che è molto attesa dalle decine e decine di persone che attendono, dall'Assessorato del lavoro, il finanziamento e il contributo alla legge numero 28, dopo aver già avuto dalla banca l'istruttoria positiva, e quindi credo che, visto che è un articolo il disegno di legge, chiedo all'Assemblea se è possibile inserirlo nei lavori di questo pomeriggio.
PRESIDENTE. Onorevole Lippi, direi che demandiamo alla Conferenza dei Presidenti di Gruppo l'esame di questa richiesta.
I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 13 e 13.
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