Seduta n.457 del 30/10/2008
CDLVII Seduta
Giovedì 30 ottobre 2008
(POMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente RASSU
Indi
Del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 20.
MURGIONI, Segretario dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 14 ottobre 2008 (448), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi, Cugini, Vittorio Renato Lai, Meloni, Porcu, Scarpa e Uggias hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di giovedì 30 ottobre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A.
E' in discussione l'articolo 2.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Per chiedere la verifica del numero legale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Dedoni, Matteo Sanna, Sanjust, Gallus, Lombardo, Pileri.)
PRESIDENTE. Aspettiamo ancora altri cinque minuti, onorevole Cappai.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, mi dà una risposta?
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, ho dato dieci minuti di interruzione per la verifica del numero legale e comunque sia, benché sia stata confermata dai consiglieri, manca un Capogruppo, deve essere richiesta da due Capigruppo. Aspettiamo i termini, scaduti i termini faccio la verifica del numero legale.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 25, viene ripresa alle ore 16 e 31.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, è stata chiesta la verifica del numero legale dall'onorevole Cappai. Un altro Capogruppo che sostenga la richiesta dell'onorevole Cappai.
(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che il consigliere Ladu è presente.
(Risultano presenti i consiglieri: Agus - Amadu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Fadda - Floris Mario - Frau - Gallus - Giagu - Ladu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Murgioni - Orrù - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Rassu - Sabatini - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Tocco - Uras.)
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 41 consiglieri. Siamo in numero legale, mi dicono i funzionari della Segreteria.
E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (F.I.). Ce lo fate vedere?
PRESIDENTE. Li ha messi la Segreteria, io non faccio il conteggio, lo fanno i Segretari con i funzionari!
CHERCHI OSCAR (F.I.). Non lo vediamo!
PRESIDENTE. A me hanno comunicato che c'è il numero legale, quindi non posso entrare nel merito, abbiate pazienza!
CHERCHI OSCAR (F.I.). Grazie, Presidente! Posso Presidente? Iniziamo? Presidente, non ci sembra a occhio... vabbé... non contesto l'operato degli ex colleghi della Segreteria, i Segretari, quindi, per carità, se dicono che c'è il numero legale significa che c'è il numero legale, ci mancherebbe altro.
Siamo all'articolo 2 e dobbiamo discutere delle finalità. Io sono già intervenuto in fase di discussione generale e in quella circostanza mi sono permesso di sottolineare l'importanza...
PRESIDENTE. Colleghi, prestate attenzione, grazie, si sente un brusio!
CHERCHI OSCAR (F.I.). Eventualmente sollevo la voce, Presidente, così stanno magari più attenti. Dicevo che nell'intervento in discussione generale mi sono permesso di sottolineare l'importanza di questa proposta di legge e non posso neanche dire che tutto sommato le finalità che sono elencate all'articolo 2, comma 1, dalla lettera a) fino alla lettera h) non possono essere condivise, se non verificando e valutando quella che è la filosofia del concetto che viene inserita all'interno di ciascun subcomma, se così lo possiamo chiamare.
Io ho seguito con molto interesse stamattina l'intervento del presidente Floris. Un intervento di alto livello politico, probabilmente non apprezzato dalla maggioranza, ma onestamente devo riconoscere di grande livello politico, dove sottolineava un aspetto importante e fondamentale, che è la dignità politica. Credo che fosse questa la sintesi dell'intervento del presidente Floris e su questo io mi voglio rifare. La dignità politica che non è stata presente e non c'è stata all'interno di quest'Aula e la testimonianza l'abbiamo in modo palese nella serata di ieri quando urla e tentativi di sabotaggio all'interno di questa legge hanno portato a far arrivare il presidente Soru che forse in cinque anni di legislatura si sarà presentato dieci volte all'interno di questa Aula, è venuto qua per dirvi: "Per cortesia, smettetela di bisticciare ed è riuscito in qualche modo comunque a farvi trovare e a farvi fare pace. Mi sembra che questa sia la testimonianza... Presidente io alzo la voce ma è dura eh...
PRESIDENTE. Non è possibile seguire i lavori, sinceramente, si sente, sembra essere in una sala...
(Interruzione del consigliere Pirisi)
Va bene onorevole Pirisi lasci fare l'intervento!
CHERCHI OSCAR (Forza Italia). Adesso ve lo spiego Presidente, ex Presidente...
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego!
CHERCHI OSCAR (Forza Italia). Glielo spiego e le posso garantire, onorevole Pirisi, che entrerò nel merito dell'articolo 2 e con grande presunzione le dico anche con competenza visto che non vivo solo di politica ma faccio anche quel lavoro ed è la mia professione, la mia prima professione e spero che rimanga per il resto dei miei giorni e della mia vita. Dicevo questo, che il presidente Soru ha dimostrato comunque in qualche modo, di avere una grande autorevolezza e di permettersi di dire all'aula: "Per cortesia, basta! Smettetela di fare i capricci e di conseguenza andiamo avanti". Io credo che ha fatto bene e sono d'accordo con il lavoro svolto dal presidente Soru, e credo che voi da questo punto di vista lo dovete riconoscere e sarà sicuramente il vostro futuro candidato alla Presidenza della Regione. Mi auguro che sia il candidato alla Presidenza della Regione... Presidente cioè, così mi sforzo, sollevo la voce, ma non ce la faccio, posso...
PRESIDENTE. Colleghi, ditemi se devo sospendere i lavori!
CHERCHI OSCAR (Forza Italia). Posso solo cantare se volete, magari...
PRESIDENTE. Ditemi se devo sospendere i lavori dell'aula per poter seguire e discutere sulla legge. Onorevole Pirisi, le dispiace, per cortesia, abbia rispetto per il collega che interviene, faccia la cortesia. Prego onorevole Cherchi continui.
CHERCHI OSCAR (Forza Italia). Sì la ringrazio Presidente. Non chiederò sicuramente neanche di recuperare tempo perché non arriverò sicuramente a utilizzarlo tutto. Dicevo che comunque l'importanza è che la testimonianza di ieri porta a capire che il Presidente candidato sarà sicuramente Renato Soru e per noi diciamo, credo che sia il massimo, diciamo così della soddisfazione, come sarà il massimo della soddisfazione in qualche modo entrare nel merito di questo articolo 2.
Io ho ascoltato anche con molta attenzione l'intervento dell'assessore Sanna in sede di replica nella discussione generale, e onestamente Assessore sono rimasto un po' sbalordito nel momento in cui lei tenta giustamente come deve essere fatto dalla sua parte politica e nella sua posizione, quello di giustificare l'importanza di questa proposta di legge utilizzando degli esempi che francamente lasciano un po' perplessi, che è quello di individuare la certezza della soddisfazione da parte degli enti locali, quindi dei comuni nel momento in cui quindi soddisferanno questa, diciamo così, importanza che lei ha sottolineato, dal momento in cui avranno approvati i PUC o meglio quei PUC che verranno in qualche modo adeguati al Piano paesaggistico regionale perché si dimenticheranno del Piano paesaggistico regionale. Il che significa che questo Piano paesaggistico regionale realmente va dimenticato ed effettivamente va in qualche modo dimenticato. E questo è l'esempio più alto che può portare a dichiarare e a dimostrare quanto questa proposta di legge non abbia un fine, una logica che possa essere condivisa o sia condivisibile dalla nostra parte politica.
Perché le finalità che si vogliono andare ad individuare cozzano completamente con quelle che sono le reali finalità che hanno portato alla realizzazione e alla individuazione del Piano paesaggistico regionale, sono completamente differenti. Perché è facile dover parlare di sostenibilità, è facile poter parlare di sussidiarietà, è facile... possiamo riempirci la bocca come vogliamo di tante belle parole. Però, è difficile poi dovere dimostrare su un supporto cartaceo che dimostri realmente quella che è la nostra filosofia, che dimostra realmente quello che noi abbiamo scritto all'interno di una legge che poi si trasforma così come viene volgarmente detto, in mappe sulle quali vengono apposti dei retini che individuano la destinazione urbanistica e quindi la pianificazione territoriale di quel territorio stesso.
Vede, Assessore, io rimango anche sbalordito quando colleghi che in questa Aula da cinque anni intervengono continuamente e costantemente su tanti argomenti, e poi stranamente proprio sull'argomento della pianificazione e della tutela del territorio stanno zitti e non dicono niente. Mi vengono dei dubbi e non posso che non sollevarlo all'interno di questa Aula, e questi dubbi sono dei dubbi che probabilmente, molto probabilmente non intervengono perché c'è una sorta di dialogo diretto con chi oggi ha le redini della Regione sotto il profilo della pianificazione territoriale, quindi sotto la linea della pianificazione territoriale, e molto probabilmente c'è un'intesa, così come l'avete inserito voi all'interno della proposta di legge stessa, quell'intesa che porta molto probabilmente a stare zitti e a non intervenire. Io però invece, fortunatamente, questo problema non ce l'ho e quindi mi posso permettere di fare degli esempi concreti all'interno delle stesse amministrazioni comunali. E stranamente, per esempio, prendo proprio il Comune di Oristano, prendo per caso il Comune di Oristano, Comune di Oristano che proprio nei giorni, pochi giorni fa ha individuato i centri matrice e ha tracciato di concerto, spero, con l'Assessore, quindi con la Regione il perimetro dei cosiddetti centri storici e quindi dei centri di formazione, o meglio più che storici magari di formazione, diciamo, antica così come viene definita. E mi viene da pensare: "Come mai al Comune di Oristano gli viene in mente di fare una perimetrazione all'interno delle frazioni quando quelle frazioni di antica formazione forse non hanno praticamente quasi niente?" Come mai Oristano oggi ha cinque frazioni e il centro abitato principale, quindi ha praticamente sei centri storici? Il centro storico principale, è vero, dell'antica, reale formazione del centro abitato di Oristano e poi stranamente ha nelle frazioni l'individuazione di altri cinque centri storici nel suo hinterland. Centri storici che non sono mai esistiti ed è dimostrabile sempre dalle carte, è dimostrabile dalla storia che è fatta all'interno del comune stesso e di chi può veramente raccontare realmente la storia. E allora, penso, che potere ha, e che potere avrà, e ho terminato, la Regione nel momento in cui dovrà andare a trattare, Assessore, questi PUC che noi andiamo a predisporre, quando comunque il termine finale e quindi l'approccio definitivo ce l'ha solo ed esclusivamente chi oggi sta seduto da quella parte, nella poltrona in cui è lei, poi magari un giorno ce ne sarà un altro come le ho già detto un'altra volta, ma non ha importanza questo. A noi quello che interessa è questo, avere certezza, certezza che nel momento in cui si fa il dialogo diretto tra l'ente locale e quindi l'amministrazione e chi propone e la Regione ci sia almeno una garanzia e una certezza. E la certezza è questa, una soltanto, è unica, perché io devo individuare quello che non esiste pur di riuscire a portare a termine, e quindi concordare, ho terminato Presidente...
PRESIDENTE. Concluda.
CHERCHI OSCAR (Forza Italia). Poi interverrò successivamente, il mio PUC solo ed esclusivamente perché probabilmente chi oggi è seduto dall'altra parte la vede e la pensa in modo completamente diverso da quello che la possiamo vedere noi. Questo, credo che sia un aspetto importante che approfondirò al prossimo intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Masia, magari cambi postazione.
E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Non dipendeva dalla postazione. Io introduco questo articolo utilizzando un po' gli stessi argomenti e le parole che ho usato per l'articolo precedente, perché ne sono convinto, anche questo articolo poteva essere un articolo snello, leggibile, tale davvero da far capire quelle che sono le reali finalità di questa legge, perché lo dico? Lo dico perché nelle finalità sono contenuti aspetti che, secondo il mio punto di vista, una legge urbanistica difficilmente potrebbe assicurare, una legge naturalmente di governo del territorio. E se è pur vero che in ossequio a quelle che sono, come dice il Presidente, o meglio relatore, non voglio fare un'offesa, chiedo scusa, onorevole Pirisi, che in tutt'Italia queste leggi per il governo territorio contengono, nei principi e nelle finalità, questi argomenti. E' pur vero forse che magari pure noi avremmo potuto distinguerci, forse magari fare anche un passo avanti, dicevo… difficilmente può assicurare una legge urbanistica quelle che sono le finalità che sono contenute in questo, lo dico questo perché voglio giustificare i miei cinque emendamenti, i nostri cinque emendamenti. Noi sappiamo che lo sviluppo sostenibile è argomento di procedura un pochettino più complessa rispetto a quello che viene annunciato nelle finalità. Sono discipline, che come tutti sanno specialmente di questi tempi, sono affinate, specialmente in ambito internazionale, per quelle che possono essere le ricadute che queste discipline, trattate in quel modo, possano avere in ogni parte del pianeta. Io credo che di questo tutti quanti noi ne siamo coscienti e spesso quindi ci capita di dover anche accettare quelle che sono le condizioni che ci arrivano dall'esterno, dalla Comunità europea. Sono discipline che coinvolgono, certamente. la stessa urbanistica, che coinvolgano l'architettura, i trasporti, la produzione di energia, il risparmio energetico, l'uso di fonti rinnovabili. Bene, io credo che se inquadriamo i nostri emendamenti in quest'ottica, probabilmente avremmo potuto fare una legge migliore pensando che su questi argomenti sarebbe stato necessario magari approfondirli e dedicarli, anziché è una semplice citazione per salvarci l'anima per dire che questa una legge importante, che contiene tutto, dire che invece magari è necessario fare leggi specifiche che possono essere anche adattabili, flessibili e, perché no, tali da poter recepire ciò che cambia costantemente nella nostra società in funzione proprio del cambiamento che abbiamo visto che è spesso repentino, su questi argomenti in particolare. Ecco il motivo per cui se a qualcuno sembra strano l'emendamento presentato da noi che ci dice: "messa in sicurezza degli abitanti e dei territori da rischio di dissesto idrogeologico", proprio adesso i socialisti presentano un documento di questo genere? Un emendamento che ne nega questa finalità? A noi sembra riduttivo citarlo in quel modo! A noi sembra opportuno, non soltanto rispondere, com'è stato fatto due giorni fa con delle risorse che hanno la caratteristica di dover dare solidarietà e una risposta immediata, probabilmente affrontare questi argomenti attraverso una legge che in qualche modo dia maggiore garanzia e che non permetta mai più quello che è successo, quello di andare a pianificare e a realizzare laddove la natura, come mi è capitato già di dire al momento opportuno si riappropria di ciò che le era stato tolto in quel modo. Ecco che allora sembra strano che nelle finalità una delle prime cose che viene evidenziata e, voglio dire, in riferimento al sistema informativo territoriale unificato, io credo che non abbia nessuna attinenza con il contenuto dell'articolo, però qua viene spiegato chiaramente che i comuni e le loro forme associative, le province e le regioni, sulla base delle disposizioni della presente legge, esercitano la funzione della pianificazione mediante l'adozione e l'utilizzo di un sistema informativo eccetera… per il raggiungimento delle seguenti finalità, e seguono le finalità. Io dico che l'avrei letto molto meglio, magari utilizzando anche, cosa posso dire… l'articolo successivo quando si parlerà del sistema informativo territoriale, per dire che uno strumento che deve essere utilizzato, ma nelle finalità ma davvero voi pensate che la finalità sia quella principalmente di usare il sistema informativo territoriale? Io credo che la finalità sia ben altra, io credo che quello sia uno strumento per raggiungere la finalità, e non è detto che sia l'unico! E non è detto nemmeno che la finalità più importante, perché io qui me lo chiedo come possa essere raggiunto, la promozione dell'architettura nei nuovi interventi, come lo facciamo? Chi lo fa? E qual è l'architettura che noi vogliamo promuovere? Ci sono argomenti che nelle finalità noi riteniamo non ci stiano a far niente, senza per questo togliere che le finalità di una legge debbano essere ben spiegate, che le finalità di una legge ci devono essere ma non devono essere onnicomprensive e tali da creare appunto quella confusione che secondo il nostro punto di vista, all'interno di questa legge, se volessimo migliorarla non ci dovrebbero stare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Il collega Pisano, stamane, ha indirizzato all'Assemblea un richiamo biblico, richiamando, per lui, la genesi; per qualche altro collega, che era qui vicino, disse: "il verbo", ma non si sbagliava nell'uno nell'altro. Il problema è che poneva la Bibbia, il libro dei libri, quale momento fondante della cultura e non solo di una religione ma di un fatto etico di vivere, di una morale, e quant'altro, dall'altra parte vi era una norma che veniva richiamata, di grandi principi, di indirizzo, innovativa, che avrebbe fatto così sorgere dal nulla la capacità di sviluppo che la nostra Isola, con le sue risorse, ha e può generare nell'attività che con questa legge si riuscirebbe a dare ad un sistema produttivo che parrebbe fermo, non solo per fattori endogeni ma anche per fattori concomitanti che vengono da altre postazioni del mondo. In effetti, la differenza tra la Bibbia, o meglio il prologo di San Giovanni, è che una è chiara e determina quando si fa luce; nell'altra la chiarezza non è né puntuale e ancor meno presente. Nonostante tutte le attività che da parte delle opposizioni, ma viva Dio, anche da parte di parte della maggioranza, ancora non si è riusciti a ricreare un humus tale che consenta di modificare sostanzialmente una norma che certamente non aiuta la Sardegna a vivere e non la colloca tra quelle regioni che, in termini virtuali, potrebbero ricreare attorno a questa normativa un vivere diverso e una possibilità di sviluppo, quali quelle che sino ad oggi non si conoscono.
E allora, onorevole Pirisi, il problema è che non è, secondo quanto lei ha recitato stamattina, né una legge di indirizzi, né una legge di principio, e neanche innovativa, ancor meno innovativa, nella misura in cui lei ha detto che si rifà questa norma o questa proposta di legge a quella proposta di legge mai esitata nel centrodestra nella scorsa legislatura.
Anche se ha richiamato all'attenzione del Consesso, una…
(Interruzione)
Beh! basterebbe rivedere ciò che lei ha dichiarato stamattina e non credo che mi siano sfuggite le parole.
PIRISI (P.D.) Era distratto!
DEDONI (Riformatori Sardi). Non era affatto distratto! Bisogna rileggerle, probabilmente il presidente Biancu dovrebbe andare a riprendersi gli atti e a rileggersi con attenzione quello che ha dichiarato il relatore, ma poco importa, se così non è verrò smentito dal prossimo intervento dell'onorevole Pirisi. Sta di fatto comunque che quelle dichiarazioni sono arrivate, per quel che io ho udito e inteso, all'interno del dibattito di quest'Aula, e non è certamente quindi innovativo se il centrosinistra si rifà a norme diverse di quelle che intendeva portare all'attenzione dell'Aula, ma raccatta quello il centrodestra per insipienza, per incapacità, per tutto quello che meglio ritenete non è stato capace di esitare nell'ultima legislatura. Ora, se queste cose sono vere, e pare che siano vere, anche nel dibattito che sembra lontano da quella che è l'attenzione posta dall'onorevole Uras e da altri, circa quelle che sono le capacità di una norma urbanistica che dovrebbe intessere tutte quelle che sono le suscettibilità di sviluppo presenti nei territori della nostra Isola, chiaramente avremmo una capacità di indirizzare al meglio prospettando quelle che sono le future dinamiche delle situazioni emergenti di sviluppo nella nostra Isola, cosa su cui io non intervengo minimamente. Però, ecco, si dice che c'è una crisi che viene da lontano, che ci sono le condizioni universali che non sono favorevoli, crisi di mercato, crisi totale, queste sono le dichiarazioni dell'onorevole Uras e della sinistra, e che quindi c'è necessità di porre mano con forza all'interno della legislazione regionale per poter dare una caratterizzazione diversa e uno sviluppo alternativo alla nostra Isola. Allora, può darsi che abbiano ragione. Vero è, per quel che mi consta, che quelli che ritengono che sia una scienza esatta l'economia da sempre sono stati smentiti, perché l'economia tutto è eccetto una scienza esatta, ancorché utilizzi di moto la statistica e la matematica. Ma non è certamente una condizione di precisa identificazione di quelli che sono i futuri, possibili e consentiti da uno sviluppo economico se è determinato in un modo o nell'altro a seconda dell'utilizzo dei vari settori del mercato e di tutti quelli che sono i problemi e le tematiche inerenti il mercato. Ma sarebbe lungo e ci addentreremmo in qualcosa che è lontano da quello di cui stiamo discutendo, e pur tuttavia la Sardegna, che è all'interno di un sistema mediterraneo, che dovrebbe fare da collante fra il Nord Africa e la Mitteleuropa, che potrebbe essere un punto di riferimento preciso e puntuale per alcune scelte ben chiare, allora noi ancora una volta diciamo che l'urbanistica ci serve a sanare quattro mura di casa, che comunque sia facciamo grandi dichiarazioni, che non si deve realizzare qualcosa vicino al mare, che bisogna proibire questo, che bisogna incanalare quest'altro, ma non facciamo scelte che siano effettive di uno sviluppo possibile per il nostro futuro. Qui manca, per chi non l'avesse colto, una progettualità. Io mi ricordo che all'inizio di legislatura c'era il libretto rosso del programma di governo elettorale che veniva sventolato. Grazie, onorevole Pinna, per avercelo richiamato.
FRAU (P.D.). Per chi ci crede ancora.
DEDONI (Riformatori Sardi). Per chi ci crede ancora penso che farà tipo quelle dichiarazioni di un signore famoso che abitava nella Cina di altri tempi, e che qualche verità per la verità l'ha detta, passami la cacofonia, però non c'è un progetto di sviluppo reale portato a compimento da questa maggioranza e da questa Amministrazione, non c'è un punto di riferimento preciso su quelli che sono gli indirizzi effettivi che si vogliono dare allo sviluppo della nostra Isola. Si era scelta l'idea del turismo, non si è perseguita l'idea del turismo, e anzi si è perseguitato il turismo con interventi che hanno ridotto enormemente quelle che erano le capacità di avere presenze all'intero della nostra Isola, si sono fatte politiche diverse da quelle che dovevano essere il richiamo a tutta estate per l'anno intero, anziché avere l'estate come abbiamo per due o tre mesi, sto parlando degli alberghi e della capacità di riempirli. Noi abbiamo fatto politiche serie che potessero chiamare la gente qui, e noi ci attardiamo ancora una volta a vedere se è possibile porre dei limiti, anziché consentire che ci sia un'espansività nell'attività della…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
DEDONI (Riformatori Sardi). Concludo, Presidente. Io sarei arrivato al problema della discrasia fra ciò che si dice, si pensa e quello che si realizza in loro, esattamente al fatto che si dice di essere compartecipi nelle autonomie locali e di essere aperti alle autonomie locali, poi guarda caso si chiude mortificando queste e non dando quelle che sono le possibilità di espressione e di compartecipazione allo sviluppo locale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. E' iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (P.D.). Grazie. Dopo questo intervento che mi ha ricordato un'importante opera di Pirandello, questa sera si recita a soggetto, io tornerei casomai all'articolo 2, perché mi pare che questo sia l'oggetto della nostra discussione.
DEDONI (Riformatori Sardi). Poi Pirandello glielo dico io.
PINNA (P.D.). Ma c'è anche "Uno, nessuno e centomila", su ki kerede. Prima osservazione. La Commissione ha ritenuto di dare un'importanza particolare a questo articolo 2, tant'è che l'abbiamo distinto dall'articolo 1, dove appunto abbiamo parlato dei principi. Le abbiamo chiamate finalità per dire che dal nostro punto di vista queste rappresentano gli obiettivi che questa legge intende perseguire. E credo che questo articolo 2, ecco perché dico subito che non condivido affatto le proposte emendative presentate, di cui ha parlato anche l'onorevole Masia, questo articolo 2 è importante perché ci aiuta a capire perché stiamo parlano di una legge che non è urbanistica ma è la legge che disciplina il governo del territorio. Commentando la sentenza della Corte costituzionale, che partiva appunto dal Codice Urbani, dicevamo questo, che tre valori venivano messi insieme, e cioè il paesaggio, il territorio e l'identità. Da questo punto di vista, mi sembra che la formulazione contenuta nell'articolo 2, e cioè tutte le lettere che vanno dalla a alla h dà conto del fatto che questa è una legge che vuole determinare la disciplina attraverso la quale si attua il governo del territorio, parola questa che abbiamo ripreso testualmente dalla Costituzione, che dice appunto che il governo del territorio è una materia di legislazione concorrente. Perché è importante l'articolo 2? Proprio perché dice in buona sostanza quale deve essere il contenuto che deve informare tutti gli strumenti di pianificazione, dal livello regionale al livello locale, cioè della serie che non si può pensare, non può pensare nessuno di esimersi dal rispetto di questi che sono i principi fondamentali, principi fondamentali che attengono… beh, ci sono diversi valori messi in campo qua, il coordinamento delle dinamiche del territorio regionale con le politiche di sviluppo nazionale ed europeo, ecco perché per esempio quando noi abbiamo parlato del documento di programmazione territoriale abbiamo detto che esso deve essere ancorato, legato al Piano regionale di sviluppo, perché l'economia e l'identità sono degli elementi fondamentali. Diciamo anche che la pianificazione territoriale si adegua ai principi di tutela e valorizzazione del paesaggio, parliamo di un valore importante che poi è ripreso negli articoli che vanno dal 36 al 37, e il riferimento alla qualità architettonica; si è discusso, devo dire che anche nel gruppo di lavoro si è detto: ma, qual è la distinzione tra il livello soggettivo e il livello oggettivo. Quindi, ci rendiamo perfettamente conto... però sappiamo, per esempio, a parte che tanti Governi, recentemente anche l'ultimo, hanno adottato un disegno di legge, ma ci sono Regioni che da anni hanno approvato leggi specifiche che normano la qualità architettonica, noi stessi abbiamo introdotto delle norme, quando abbiamo approvato la legge sul nuovo ciclo degli appalti. Abbiamo detto una cosa importante; noi riteniamo che questa Sardegna non sia una realtà metropolitana, ma che accanto a realtà metropolitane, tra virgolette, di fatto, per il resto la Sardegna è una rete di territori e di localizzazioni distribuite, tant'è che ci siamo posti un problema fondamentale, cioè che è quello di creare una relazione tra la fascia costiera e la fascia delle zone interne. Abbiamo detto anche un'altra cosa importante nella lettera f), cioè, l'obiettivo che vogliamo perseguire, è la tutela dell'identità storico-culturali, degli insediamenti urbani ed extra urbani, quindi abbiamo fatto riferimento al recupero, alla riqualificazione e a questo ci siamo collegati quando abbiamo approvato anche quegli articoli sulla valorizzazione dei materiali locali, delle tecniche di costruzione locale, anche la facendo dei riferimenti ad una normativa attuale, abbiamo parlato della legge numero 29, abbiamo parlato della legge numero 32, perché riteniamo che questo strumento, ancorché generale, rappresenti il quadro complessivo dentro il quale si devono sviluppare tutte le politiche di sviluppo complessivo di questa Regione. Allora, io credo che dovremmo fare molta attenzione quando approviamo anche i principi e le finalità, prima di tutto perché dobbiamo verificare, noi, nel licenziare questo strumento, che vi sia la coerenza, cioè, che gli strumenti o i mezzi... l'onorevole Pirisi, stamattina, ha fatto riferimento al suo rifiuto di ogni concezione machiavellica; mi piace ricordare una frase di Gandhi che diceva: "il mezzo è il fine in gestazione". Ora, da questo punto di vista noi siamo stati molto attenti, perché i mezzi, cioè i sistemi procedurali rappresentino, per quanto possibile, l'attuazione, la più vicina, ai principi così come li abbiamo in qualche modo formulati. Chiudo dicendo che, però, l'articolo 2 è importante anche per un'altra cosa. Vedete, parlando, non durante l'attività della Commissione, la Commissione ha discusso anche dell'articolo 2 con grande serenità, devo dire che forse il dibattito in Aula è influenzato da altri elementi, però, la Commissione ha lavorato bene, tant'è che io ritengo che l'astensione sui singoli punti, per quanto poi ci sia stato il voto contrario sul testo, la dice lunga, devo dire che c'è stato un clima veramente costruttivo e collaborativo. Ebbene, io credo questo, che tutto sommato abbiamo introdotto un dibattito un po' estraneo o esterno al testo della legge. Allora, quando abbiamo approvato la legge statutaria, questa Regione si è dotata di, come dice la Corte Costituzionale, di una legge sovraordinata di autorganizzazione, e abbiamo distinto chi fa che cosa. Allora, da questo punto di vista l'articolo 13 della statutaria recita così: "controllo dell'attuazione delle leggi e valutazione degli effetti delle politiche regionali". Allora, io credo che sia molto importante, sia per l'organizzazione, la coerenza interna di questo testo, sia per l'azione che successivamente il Consiglio regionale dovrà svolgere, fa sì che questo testo sia chiaro, che sia coerente, che sia comprensivo; perché? Perché io credo che sia assolutamente necessario che, come abbiamo messo in alcune clausole valutative nelle leggi finora approvate, che il Consiglio regionale eserciti l'azione di controllo rispetto all'attuazione. Da questo punto di vista, siccome si è parlato a lungo della funzione delle Commissioni e dal fatto che il ruolo delle Commissioni talvolta, proprio perché il parere non è vincolante, sembra quasi, in qualche modo bypassabile, bene, noi diciamo questo, il valore, il parere di una Commissione consiliare, cioè che è il Consiglio, trova forza, trova autorevolezza nella misura in cui si rifà alle norme che il Consiglio approva, cioè, della serie, la centralità c'è già! Poi stiamo parlando di altre funzioni, e questo è un discorso chiarissimo e importante, però c'è una centralità affidata dalla legge statutaria al Consiglio, una centralità che riconosciamo anche in questa legge, perché l'articolo 2, le finalità dell'articolo 2, le stiamo approvando noi! Allora, io credo che, finita questa specie di sbornia, dove in tutti gli interventi parliamo, come direbbe l'onorevole Dedoni, in maniera espansiva di tutto, io dico: concentriamoci questa volta finalmente sugli articoli, entriamo nel merito, facciamo le nostre osservazioni, incominciamo a far funzionare la coerenza tra ciò che abbiamo approvato e ciò che gradualmente approveremo. In questo modo, noi renderemo onore al Consiglio regionale, e renderemo un grande servizio alla Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pinna. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Due parole sull'articolo 2. Io credo che l'atteggiamento che dobbiamo osservare sull'articolo 2, è uno dei più importanti rispetto al comprensivo della legge, perché davvero le finalità sono quelle che definiscono il demanio complessivo dei doveri di disciplina che una legge dovrebbe possedere, e da qualche punto di vista mi sembrerebbe persino paradossale che si cerchi di togliere questi elementi, l'attività dovrebbe essere quella di aumentarli, di declinarli meglio, di perfezionarli piuttosto che levarli, e ... sorprendente ipotizzare che ci sia l'esigenza di una depurazione; come si può affermare, negli anni che viviamo della tecnologia, della capacità di dover conoscere, minuto per minuto, le trasformazioni che hanno dei tempi molto più rapidi che in passato, come si può affermare che è inutile il sistema informativo territoriale unificato che mette i comuni, le province la Regione nella condizione di avere seduta stante una conoscenza territoriale? Come si può dire che obiettivi di edilizia sostenibile e di efficienza energetica nelle cose che facciamo, non debba essere un obiettivo da cercare di perseguire? come si può affermare, di fronte al paradosso di quest'area cagliaritana, che in questi giorni vive un problema, perché nessuno di quei Comuni ha dialogato con quello vicino, e ciascuno si è calcolato da solo il suo modo di pianificare, rendendo caotica e congestionata una visione del territorio, con tutte queste conseguenze, e quindi sostenere una visione più equilibrata, policentrica dello sviluppo, come si può contestare l'esigenza di partire dalle esistente, per perseguire la messa in sicurezza degli abitanti e dei territori dai rischi idrogeologici? Cioè, mi sembra che semmai dobbiamo riflettere su altri obiettivi che siano pertinenti all'idea di disciplinare al servizio delle comunità, discipline che sono lasciate così, al buon cuore degli amministratori di turno. Quindi, credo che questo sia proprio quel demanio essenziale sul quale dobbiamo riflettere e che, noi, la maggioranza ha cercato, anche in Commissione, di mettere in una condizione di maggior chiarezza e di maggiore anche ambizione rispetto alle esigenze di legge. Però, siccome tutti parlano, a me c'è un termine che significativamente mi colpisce, personalmente oltre che politicamente, quando sento qualcuno di voi parlare di "mortificazione degli enti locali". Vedete, da questo punto di vista, questa maggioranza, in questa legislatura, potrebbe persino affermare che non accetta lezioni da nessuno, perché dopo tanti anni, solo il fatto di aver modificato strutturalmente la capacità di autonomia di spesa e di programmazione dei comuni col fondo unico sulla "25" insegna che cosa intendiamo noi per autonomia, cioè togliere il bavaglio e gli imbrigliamenti che avevano, i compitini, su tutta la loro programmazione economica. Ma poi vi vorrei dire: la dignità significa anche non perdere la memoria, non perdere la memoria storica delle cose. La "45" l'ha fatta un Presidente della Regione, a suo tempo, che credo non fosse distratto o se era distratto ha scelto di far governare liberamente i suoi Assessori, delle due l'una! Però che il controllo sui PUC all'articolo 20 fosse scritto come controllo di legittimità su quelli provinciali, su quelli comunali - controllo di legittimità! - e che all'articolo 30 la "45" istituisse la sezione specializzata in materia urbanistica che faceva "in via esclusiva il controllo di legittimità e di conformità agli strumenti sovraordinati" di tutto quello che c'era sotto, dalle province ai comuni, è un fatto. Ditemi cosa abbiamo mortificato, perché mortificato significa peggiorare! Quando è andato fuori gioco il controllo di legittimità si è passati al visto di coerenza, che è una forma di controllo alleggerito, molto alleggerito, ma che non entra assolutamente nel merito di materie che, come nel nostro caso, la legge circoscrive a un controllo limitato, non generalizzato, sulla quale si sono manifestate anche molte discrezionalità, se è vero com'è vero che in Sardegna, nel 2004, poco meno di un terzo dei comuni aveva uno strumento urbanistico che si potesse chiamare in questo modo, perché governare il territorio significa anche avere univocità di sistemi di controllo, e poi mi si viene ad accusare persino che noi abbiamo violato, questa maggioranza avrebbe violato la sua autonomia statutaria mettendo in gioco le sovraintendenze e gli organi dello Stato. La sezione specializzata in materia urbanistica ha come componenti di diritto i quattro sovrintendenti di allora, componenti di diritto; il CTRU, Comitato tecnico regionale urbanistico istituito dalla legge numero 45, ha come componenti di diritto i quattro sovraintendenti regionali, ora due. Allora, dire che, pur non essendo più obbligatorio perché non c'è più il CTRU, come diciamo noi, facciamo concorrere alla costruzione istruttoria del parere di coerenza la Sovraintendenza significa invitarli a controllare gli aspetti di loro competenza perché la verifica di coerenza abbia quella garanzia di maggiore completezza rispetto allo strumento che consegnamo ai comuni perché essi possano davvero esercitare in massima autonomia. Questa secondo voi è una mortificazione? Io credo che sia chiara una cosa, e io sono disponibile a questo lavoro, credo con la maggioranza e con la Commissione e il relatore: se vogliamo stare sui problemi di questa legge parliamo dei problemi, facciamo anche alcuni confronti e usiamo le parole sapendole usare, ma non facendo un resettaggio della memoria storica o del punto di partenza dal quale ci muoviamo a legislazione vigente oggi, perché parlare di mortificazione a chi proviene… tantissimi di noi, quasi tutti noi proveniamo dagli enti locali, la nostra storia è radicata negli enti locali e non è che ci si dimentica come si è stati, le difficoltà e le possibilità di respiro che dobbiamo dare agli enti locali perché solo così realizziamo un sistema istituzionale unitario in regione, capace di distribuire competenze, che sono poi quelle che abbiamo voluto nella "9" portare avanti e che hanno bisogno anche di queste leggi per trovare la loro piena applicazione. Di questo vogliamo parlare, non vogliamo parlare di mortificazioni astratte o di slogan, perché anche noi abbiamo una storia in questa legislatura da dover dimostrare.
Così come è vero, onorevole Cherchi, che io non so assolutamente, perché non mi sono interessato, perché io recepisco che oggi c'è e deve essere rispettata una separazione di funzioni fra potere di indirizzo politico e potere amministrativo di quello che è avvenuto nei centri matrice, ma se lei legge che cosa significa centro matrice capisce che l'unità nativa, storica di ogni aggregazione urbana, soprattutto quando si tratta di frazioni riconosciute dalla legge - perché noi in Sardegna abbiamo una legge che riconosce le frazioni e che quindi le parifica a parti integranti ma anche autonome della configurazione urbana -, lei sa bene che queste cose si verificano attraverso la capacità di identificare se esiste o non esiste un patrimonio storicamente identificabile tale da dire che anche quella frazione ha avuto un suo punto iniziale, un suo strumento iniziale, e siccome è anche avvenuto, per converso, un altro fenomeno che molti di voi forse conoscono anche bene, che siccome conta la città e non conta la periferia e molte volte, contando la città e non la periferia e le frazioni, i cittadini delle frazioni sono cittadini di serie B, qualcuno ha inteso prendersi anche le volumetrie e le capacità di espansione di quelle città e mettersele dove gli ha fatto comodo, sottraendole a quelli che erano insediati nelle frazioni. Questo diritto di essere tutti uguali forse parte da quest'idea di riconoscere che ogni nucleo abitativo ha una sua dignità e deve avere anche un suo rispetto a cominciare dal centro storico e poi vedremo anche sugli altri aspetti. Io credo che questo sia il senso del lavoro che è stato fatto, peraltro proposto dalle strutture tecniche di Oristano e non certo dall'Assessorato. Questo è avvenuto per Oristano come è avvenuto per tutti, a significare che non c'è una discrezionalità perché io non ho gli elementi scientifici per imporre a nessuno condizioni di comodo, né ho nessuna abitazione di mia proprietà all'interno dei centri storici, né delle frazioni, né di Oristano per cui vorrei capire dove si vuole andare a parare indicando queste cose.
Noi dobbiamo stare ai fatti e io credo che ci sia una motivazione rigorosamente disciplinare a tutto quello che noi abbiamo fatto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Sull'emendamento numero 76 il parere è negativo; sull'emendamento numero 20, devo dire che sono una serie di emendamenti presentati dal Gruppo socialista che ha illustrato diffusamente l'onorevole Masia, chiediamo il ritiro perché è necessaria questa specificazione per le finalità, quindi chiediamo il ritiro anche se condividiamo l'idea che una legge debba essere snella e debba essere in qualche misura il più possibile asciutta, ma asciugarla significherebbe in questo caso snaturare completamente quello che è il senso dell'articolo stesso, quindi si chiede il ritiro dell'emendamento numero 20 oppure il parere è negativo, come anche per gli emendamenti numero 21, 22, 23 e 24.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 2 si chiede anche di questo il ritiro e - ripeto quello che ho già detto stamattina - si tratta di emendamenti che tendono in qualche misura a richiamare l'attenzione per quanto attiene la sicurezza del sistema idrogeologico, comunque è già contenuto all'interno della legge stessa, quindi anche in questo caso si richiede il ritiro, altrimenti il parere sarà negativo. Lo spirito comunque di questi emendamenti viene accolto in qualche misura.
Sull'emendamento numero 242 della Giunta si esprime parere positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore agli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Se mi consente, Presidente, solo per spiegare, poiché non ne ho avuto l'opportunità, che il testo dell'emendamento numero 242 tende a spostare dall'attuale posizionamento all'articolo 10 prima dell'articolo 10 l'inizio del Titolo II, in quanto intende ricomprendere gli "strumenti e contenuti nella pianificazione" a partire dall'articolo 3 a seguire con il Capo I, "soggetti e strumenti della pianificazione", e quindi c'è una sostanziale traslazione in avanti dell'inizio del Titolo II.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 76.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 76, però, proprio in considerazione della cura che è stata posta nella stesura di questo articolo, vorrei fare osservare, con molta umiltà, che nel comma b) è opportuno che si elimini questa ripetizione relativamente alla tutela, perché dice: "…adeguamento della pianificazione territoriale ai principi di tutela e valorizzazione del paesaggio…", è sufficiente mettere una virgola, "…dell'integrità fisica e dell'identità culturale del territorio". Volevo poi evidenziare l'uso del termine "riduzione", che è ambiguo, perché potrebbe sottointendere la necessità di demolire le opere; è forse più opportuno, io penso, usare il termine "contenimento". Però questa è una valutazione che lascio ovviamente anche all'Assessore, al Presidente della Commissione e al Relatore. Per quanto riguarda poi la promozione della qualità dell'architettura nei nuovi interventi, che noi abbiamo posto come problema, io credo che questa affermazione, laddove si presenta, nella lettera f), alla fine della lettera f), appaia come un'aggiunta più di carattere, che esprime una categoria estetica, piuttosto che tecnica. Come ben si vede, infatti, nella lettera c) si esprime lo stesso concetto in modo oggettivo, nella lettera invece che noi abbiamo messo in evidenza con l'emendamento numero 23 appare proprio come un'aggiunta, infatti le altre voci appaiono tutte con un verbo definito, mentre qua si aggiunge "e la promozione", e si configura secondo me come una categoria estetica che si potrebbe evitare, visto e considerato che il concetto è già ben espresso e contenuto nella lettera c). Quindi io chiedo eventualmente di accogliere in questo senso l'emendamento numero 23, ma ci ritorneremo dopo. Mi scusi, Presidente, se ho abusato dello spazio a mia disposizione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (F.I.). Grazie Presidente. Io concordo, nonostante voterò contro l'articolo 2, concordo con una buona parte dell'intervento dell'assessore Sanna.
BIANCU (P.D.). Stiamo votando l'emendamento numero 76!
CHERCHI OSCAR (F.I.). E concordo… sì, chiedo scusa infatti, grazie onorevole Biancu, se non sbaglio vero? E concordo, dicevo, con l'intervento dell'assessore Sanna, perché in parte è giustamente condivisibile. Io ritengo che nel suo contenuto ha una valenza politica piuttosto importante, che è quella di difendere e definire l'importanza di una legge, ma soprattutto difendere e definire il contenuto dell'articolo che noi stiamo andando discutere con gli emendamenti che sono stati presentati all'articolo 2. Nella differenza però del contenuto stesso, cioè della filosofia con la quale si utilizzano i termini all'intero dell'articolato stesso. Nel momento in cui, però, mi si viene a dire che bisogna dire basta con la mortificazione degli enti locali, perché il fondo unico… Poi entrò nel merito dei centri matrice, Assessore, e dimostrerò che conosco benissimo come funzionano e come devono essere individuati. Ma questo sarà nella prossima dichiarazione di voto eventualmente. Dicevo che nella mortificazione degli enti locali ci si può dare in qualche modo lezione, e posso essere anche d'accordo su questo. Può darsi che ci possiate dare anche lezione, però bisogna andare magari anche un po' in giro e frequentare un po' più il territorio, e restare magari un po' meno dietro la scrivania, e rendersi conto se realmente gli amministratori locali sono veramente soddisfatti di quello che è il vostro lavoro, e il lavoro che voi realmente state facendo all'interno dei vostri Assessorati, ma soprattutto all'esterno e quindi sul nostro territorio. Mentre sull'emendamento voterò chiaramente a favore.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cherchi. Comunque prego i colleghi di attenersi alle dichiarazioni di voto, senza chiaramente esabondare al di fuori di quello che è l'intervento stesso. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, Presidente. Il voto all'emendamento è ovviamente favorevole, e volevo dire che non è un emendamento strumentale, ma è un emendamento necessario, nel momento in cui non c'è nessuna possibilità di dialogare e di trovare possibilità di modificare il testo legislativo; neppure la maggioranza ci riesce, figuriamoci se questo è ammissibile o possibile per la minoranza. Ne approfitto per dare una risposta in riferimento all'intervento dell'onorevole Pirisi stamattina, quando parlava di altre Regioni che hanno legiferato, che avremmo dovuto guardare, beh le altre Regioni hanno legiferato ponendo dei paletti molto importanti, come quelli che volevamo mettere noi in questa legge, cioè che ad esempio il Piano paesaggistico regionale deve essere approvato dal Consiglio e non dalla Giunta, vedasi regione Lombardia, vedasi regione Veneto, e se ne vuole gliene cito anche degli altri. Però volevo anche ricordare all'onorevole Pirisi e agli altri componenti della maggioranza, che fanno parte della Commissione, poiché hanno richiamato il nostro atteggiamento in Commissione, nella quale siamo stati sempre presenti, che con riferimento alla Commissione paesaggio, quindi al disegno di legge della Giunta numero 161, noi avevamo proposto che la terna venisse nominata dal Consiglio e non dalla Giunta regionale. Anche molti esponenti della maggioranza si sono pronunciati in tal senso in Commissione, oggi c'è un emendamento della Giunta all'articolo 35, che ripropone l'approvazione della terna da parte la Giunta, e non vedo emendamenti all'emendamento da parte la maggioranza. Probabilmente, accoglierete supinamente anche questa imposizione della Giunta. Quindi bisogna ricordarsi queste cose, quanto abbiamo dibattuto in Commissione, e bisogna anche ricordare che per ben tre volte nelle Commissioni la minoranza era presente e, poiché non avevate l'accordo su questo disegno di legge, avete fatto mancare il numero legale.
PRESIDENTE. Grazie Onorevole Pileri.
E' in votazione l'emendamento numero 76. E' stato chiesto il voto elettronico palese, otto consiglieri o un Capogruppo che sostenga la richiesta.
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 76.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Licandro - Lombardo - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Sanjust.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Tocco - Uras.
Si sono astenuti: Giorico - Rassu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 57
astenuti 2
maggioranza 29
favorevoli 20
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 20….
Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente. C'è l'invito a ritirarlo questo emendamento, noi non abbiamo problemi, ma non abbiamo nemmeno problema ad evidenziare che non è vero che noi non siamo d'accordo, che il sistema informatico territoriale non sia uno strumento utile, noi abbiamo evidenziato che nelle finalità non ci sta a far niente. E allora non ho capito se la finalità della legge è quella di utilizzare il sistema informatico territoriale, e allora va bene, ma non è così, ne sono convinto che non è così, e l'emendamento nasceva da questo. Sicuramente non ci guadagna citarlo lì, sicuramente se l'avessimo tolto non avremmo fatto danno, anzi avremmo fatto un po' di pulizia. E' ritirato, Presidente.
PRESIDENTE. Bene, l'emendamento numero 20 è ritirato.
Emendamento numero 21.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì, ho chiesto soltanto di parlare per chiedere lo scrutinio elettronico palese, poi è stato ritirato il precedente, quindi lo chiediamo per questo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. E' in votazione l'emendamento numero 21, è stato chiesto il voto elettronico palese… prego onorevole Masia, scusatemi.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). In qualità, credo che mi sia dovuto, in qualità di presentatore dell'emendamento, c'è un sollecito al ritiro e noi lo ritiriamo.
PRESIDENTE. Va bene, grazie. L'emendamento numero 21 è stato ritirato. L'emendamento numero 22, onorevole Masia, lo ritira? Così… ritirato! L'emendamento numero 23? Ritirato.
MASIA (Gruppo Misto). No, l'emendamento numero 23 non è ritirato, mi lasci parlare.
PRESIDENTE. Allora, ritirato chi l'ha detto? Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Credo che sia anche palese la nostra intenzione a non ritirarlo, dopo l'intervento che è stato fatto dalla collega che mi ha preceduto, la Caligaris. Le motivazioni per cui noi insistiamo mi sembra che siano anche legittime, dovute al fatto che per noi è pleonastico e non ci sta a fare proprio niente questa ulteriore affermazione: l'oggettività è uno degli elementi che dovrebbe caratterizzare una legge, questo aspetto, proprio per quei passaggi, riteniamo che non sia rispettato. Per questo manteniamo l'emendamento e ne chiediamo il voto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Masia. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Per chiedere il voto elettronico palese, Presidente.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.
(Segue la votazione)
Non funziona, probabilmente c'è qualche problema. Riapriamo la votazione.
Un attimo, colleghi, vediamo un po', ancora non funziona. Ripetiamo la votazione, io non posso far altro che ritentare.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.
(Segue la votazione)
I colleghi che non hanno potuto votare, dichiarino il voto. Chi è che non ha votato?
Prendo atto che i consiglieri Artizzu e La Spisa si sono astenuti.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Caligaris - Masia.
Rispondono no i consiglieri: Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Tocco - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Artizzu - La Spisa.
Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:
presenti 37
votanti 35
astenuti 2
maggioranza 18
favorevoli 3
contrari 32
Colleghi, non siamo in numero legale. Sospendiamo i lavori per mezz'ora, riprenderemo alle ore 18 e 07.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 37, viene ripresa alle ore 18 e 07.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. E' scaduto il termine dei 30 minuti di sospensione per mancanza del numero legale.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, la ringrazio. Questa interruzione che abbiamo fatto, Presidente, è servita per una maggiore interlocuzione con i presentatori dell'emendamento, e io devo dire che l'onorevole Masia, che è il primo firmatario di tutti i vari…, li ha ritirati, accogliendo le richieste che abbiamo avanzato, e su questo ha chiesto il voto. Io ritengo che, sulla base appunto delle interlocuzioni fatte e anche di come è stato costruito l'articolo stesso, credo che si possa accogliere l'emendamento proposto, modificando quello che era stato il parere espresso all'inizio, cioè quando abbiamo espresso i pareri sui differenti emendamenti. Quindi, si accoglie l'emendamento proposto come primo firmatario dall'onorevole Masia.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, l'accoglimento non fa superare l'esigenza della votazione. Metto in votazione l'emendamento numero 23.
PITTALIS (F.I.). No, Presidente, era stato chiesto il voto elettronico dal collega Artizzu.
PRESIDENTE. Va bene, facciamo il voto elettronico, chiedo scusa ai colleghi, c'è stato un cambio di Presidenza.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io ho piacere delle interlocuzioni tutte, però, siccome dobbiamo votare un emendamento che è composito, chiedo solamente trenta secondi per leggerlo, per leggere l'incidenza che ha nell'articolo. Trenta secondi soltanto.
(Trascorre circa un minuto di silenzio durante il quale i lavori restano di fatto sospesi)
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Onorevole Uras, possiamo andare avanti?
URAS (R.C.). Certo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Artizzu si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Tocco - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Artizzu - Maninchedda - Marracini - Salis - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 35
astenuti 6
maggioranza 18
favorevoli 35
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'emendamento numero 24.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 24 è ritirato.
Passiamo alla votazione dell'articolo. Al testo dell'articolo l'onorevole Caligaris ha proposto nella lettera b) di togliere le parole "e tutela", e di sostituire la parola "riduzione" con la parola "contenimento". Quindi: "con il contenimento della pressione urbana degli insediamenti sui sistemi naturali".
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Per dire che si accoglie la proposta avanzata, perché c'è una ripetizione e quindi va bene dire "tutela e valorizzazione del paesaggio, dell'integrità fisica e dell'identità culturale"; mentre per quanto attiene il termine "riduzione" da sostituire con "contenimento", riteniamo, perché è stato oggetto anche questo di ampia discussione, che sia più proprio parlare di riduzione della pressione urbana degli insediamenti sui sistemi naturali ed ambientali: parlare di contenimento significa in qualche misura mantenere lo status quo, noi riteniamo invece che si debba, ove possibile, esercitare proprio un'azione riduttiva di quella che è la pressione, perché i sistemi naturali ed ambientali hanno necessità di avere una riduzione davvero sotto questo profilo. Quindi, io chiederei anche alla collega Caligaris, tra l'altro questo aspetto era già stato nel suo intervento esaminato e proposto dall'onorevole Masia, cioè di soprassedere e di lasciare appunto il termine riduzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Ovviamente dichiaro il voto favorevole sull'articolo 2, e approfitto per intervenire su questo. Io concordo totalmente su quanto ha detto adesso il relatore, perché non è solo una prospettiva - io credo che sia soprattutto una prospettiva auspicabile -, credo che sarà purtroppo, anzi è sicuramente, una necessità: riguarda il nostro territorio, riguarda altri territori del nostro Paese e credo riguardi molti territori europei, quando si parla di riduzione si parla di riduzione perché in quella direzione bisogna andare, quindi voto favorevole, va bene l'accoglimento della semplificazione del testo per quanto riguarda la ripetizione della tutela e, invece, va mantenuto il concetto di riduzione.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente ovviamente io ho presentato, ho fatto questa proposta di modifica soltanto con l'intento di evitare che con la parola riduzione si potesse intendere la demolizione, aveva soltanto questa accezione. Quindi se è chiaro l'uso del termine, che non costituisce comunque un problema di carattere invasivo, può avvenire però ci devono essere particolari condizioni quindi non è che apre la strada ad una serie di questioni. Quindi se è chiaro questo io addivengo al ritiro della parola "contenimento". Voglio far osservare, e ringrazio per l'accoglimento dell'emendamento numero 23 perché a mio avviso migliora l'articolo 2 e quindi io voterò a favore dell'articolo 2.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Insomma, è difficile ritirare una cosa che non c'è, se ci fosse stata l'unanimità avremo fatto così, quindi non c'è l'unanimità, come ha spiegato il relatore, e quindi andiamo nel testo proposto mentre invece mi sembra che siamo d'accordo per togliere "tutela", cioè che l'Aula sia d'accordo o almeno il relatore.
Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Sì signor Presidente anche perché non ho potuto giustificare l'astensione sul precedente emendamento. Io penso che io voterò a favore dell'articolo 2, ma la mia astensione derivava dal fatto che il punto f) lo considero un punto discriminante perché parla dei centri storici e la promozione della qualità dell'architettura nei nuovi interventi, nei centri storici legati ai piani particolareggiati dei centri storici, mi sembra molto più marcata nella necessità di un intervento complessivo di controllo rispetto al punto c) che parla di qualità, di più elevati livelli di qualità architettonica nel complesso degli interventi. Io vorrei che la Giunta, pur con la cancellazione di queste due righe del punto f), considerasse importante che la qualità dell'architettura nei nuovi interventi nei centri storici è fondamentale per evitare obbrobri che, purtroppo anche in presenza di piani particolareggiati, sono presenti in moltissimi comuni della nostra isola. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Mettiamo quindi in votazione il testo dell'articolo.
LADU (Fortza Paris). Voto elettronico palese, Presidente.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Ladu si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Tocco - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Dedoni - Marracini - Pisano - Rassu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Ladu - Liori.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 45
votanti 42
astenuti 3
maggioranza 22
favorevoli 38
contrari 4
(Il Consiglio approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 2. C'è un invito al ritiro perché l'emendamento è ripetitivo della lettera h), quindi si invitano i proponenti al ritiro, altrimenti lo mettiamo in votazione.
LIORI (A.N.). Sì, è ritirato, abbiamo concordato.
PRESIDENTE. E' ritirato. Metto ora in votazione l'emendamento numero 242, emendamento della Giunta regionale che introduce un titolo prima dell'articolo 3: "Soggetti e strumenti della pianificazione".
ARTIZZU (A.N.). Presidente, voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 242.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pisu ha votato a favore e che il consigliere Artizzu ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Tocco - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Artizzu - Liori.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 42
votanti 39
astenuti 3
maggioranza 20
favorevoli 39
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti numero: 77, 25, 130, 215, 129, 128, 3, 165 e 214.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:
Art. 3
Soggetti e strumenti della pianificazione
1. Sono soggetti della pianificazione territoriale ed urbanistica: i comuni, e loro forme associative, le province e la Regione; essi approvano i propri strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica.
2. In particolare:
a) il comune, sia singolarmente che associato, è il titolare della funzione della pianificazione territoriale, non espressamente attribuita ad altri livelli;
b) la provincia predispone e approva gli atti di coordinamento territoriale di livello intermedio secondo le modalità e i criteri stabiliti dalla presente legge;
c) la Regione assicura, mediante le procedure e le competenze stabilite dalla presente legge, che la funzione della pianificazione si svolga in modo organico al fine di assicurare un armonico sviluppo dell'intero territorio regionale.
3. Sono strumenti di pianificazione per il governo del territorio:
a) a livello comunale:
1) i piani urbanistici comunali e sovracomunali, quali strumenti di livello strategico, aventi contenuto configurativo del territorio comunale;
2) i piani attuativi, quali strumenti di livello operativo aventi funzione conformativa della proprietà;
b) a livello provinciale:
1) i Piani di coordinamento provinciale;
c) a livello regionale:
1) il Documento di programmazione territoriale (DPT);
2) il Piano paesaggistico regionale (PPR);
3) gli atti di indirizzo e coordinamento.
Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai
Articolo 3
L'art. 3 è soppresso. (77)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris
Articolo 3
Nell'art. 3 alla lettera c) del comma 2 sono soppresse le parole: "funzione della". (25)
Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai
Articolo 3
Nel comma 1 le parole "e le loro forme associative", sono sostituite con le parole: "singoli o associati". (130)
Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu
Articolo 3
Nel comma 1 sostituire "i comuni - e le loro forme associative", con "i Comuni, singoli o associati". (215)
Emendamento aggiuntivo Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai
Articolo 3
Nel comma 1 dopo le parole pianificazione territoriale ed urbanistica è aggiunta la frase:
Il governo del territorio si attua mediante una pluralità di piani, fra loro coordinati e differenziati, i quali, nel loro insieme, costituiscono, la pianificazione del territorio stesso. (129)
Emendamento aggiuntivo Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai
Articolo 3
Nel comma 3, lettera a, punto 2, dopo le parole i piani attuativi, aggiungere "di iniziativa pubblica o privata". (128)
Emendamento aggiuntivo Liori - Diana - Moro - Sanna Matteo - Artizzu - Murgioni - Ladu - Cuccu Franco Ignazio - Cappai - Amadu - Pittalis - Contu - La Spisa - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Capelli
Articolo 3
Al termine dell'articolo 3, dopo la lettera c), aggiungere la seguente:
"c bis) il Piano stralcio di assetto idrogeologico". (3)
Emendamento aggiuntivo Farigu - La Spisa - Pileri - Murgioni
Articolo 3
All'articolo 3, comma 3, lettera c), dopo il punto 3) è aggiunto il seguente:
"3 bis) il Piano di assetto idrogeologico (PAI).". (165)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu
Articolo 3
Dopo l'articolo 3 è inserito il seguente titolo:
"Titolo II - Modalità e strumenti della pianificazione territoriale". (214).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, sarò brevissima, vorrei richiamare l'attenzione su due aspetti. Innanzitutto, relativamente al titolo che poi viene richiamato nel comma 1 proprio per dare risalto all'attività della pianificazione dei comuni e delle loro forme associate, poi io condivido anche l'emendamento che viene proposto dall'onorevole Uras, Davoli e Pisu della scrittura "i comuni singoli o associati", io non parlerei di soggetti che ha una valenza, anche nel linguaggio, spesso negativa ma parlerei di attori e strumenti della pianificazione. Per dargli una valenza proprio di presenza attiva e propositiva all'interno del testo, se è quello che si vuole fare in modo chiaro. Poi, volevo richiamare l'attenzione sulla lettera c) dove viene scambiato un atto con il risultato dell'atto, cioè la funzione, quando si dice che: la Regione assicura mediante le procedure, le competenze stabilite dalla presente legge che la funzione della pianificazione si svolga in modo organico, al fine di assicurare un armonico sviluppo dell'intero territorio regionale. A mio avviso la funzione è l'atto, la pianificazione è il risultato. Quindi la Regione assicura, è garante del risultato e non dell'equità del mezzo che viene utilizzata. Quindi sarebbe, dal mio punto di vista, più corretto dire che: la Regione assicura che la pianificazione si svolga in modo organico e non la funzione della pianificazione. Poi, relativamente agli altri emendamenti che sono stati presentati, attengono nello specifico, nella lettera c) del comma 3 il documento di programmazione territoriale e gli atti di indirizzo e coordinamento, che nella visione che propongono i socialisti, devono essere invece attribuiti in altro modo. Volevo soltanto richiamare l'attenzione su questi aspetti e la ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Brevemente, per ritirare, lo dico adesso così non sto a ripeterlo dopo, l'emendamento numero 214 perché è già stato di fatto risolto con il voto del nuovo Titolo, successivamente all'articolo 2 e per richiamare ovviamente la stesura dell'emendamento numero 215 rimane ma è una cosa che io suggerirei anche in sede di coordinamento di ripetere ogni volta che abbiamo una formulazione di questo tipo cioè ricorre nel testo "le loro forme associative", scrivere invece "comuni e singoli associati".
L'ultima cosa che voglio dire, Presidente, è questa; che nell'articolo 3 sono indicate due cose che hanno rilievo nel testo complessivamente: da una parte i soggetti e dall'altra gli strumenti di pianificazione territoriale. Quando noi definiamo questi strumenti, siccome poi ci rifacciamo agli strumenti di pianificazione territoriale e ai soggetti della pianificazione territoriale in altri articoli dove si richiamano procedure di verifica di coerenza dove si richiamano procedure di coordinamento tra i diversi livelli di pianificazione, dove si richiamano procedure di verifiche di controllo, allora bisogna stare attenti che questa è la formulazione che noi ci trasciniamo e sappiamo esattamente che cosa vuol dire poi nel corso della discussione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. Emendamento numero 77 parere negativo, emendamento numero 25 si accoglie, emendamento numero 130, che è uguale all'emendamento numero 215, è accolto, emendamento numero 129 parere negativo, parere negativo sull'emendamento numero 128. Per quanto attiene l'emendamento numero 3 proposto dall'onorevole Liori, onorevole Liori, le voglio dire che trattasi di un piano di settore e che quindi le procedure che voi indicate sono già contenute all'interno della norma della legge, per cui inviterei l'onorevole Liori di ritirare questo emendamento. Io invito al ritiro perché concordo, concordiamo lo abbiamo già detto ribadiamo, che i suoi richiami ad un'attenzione particolare per quanto riguarda tutto l'assetto idrogeologico è stato apprezzato e quindi, voglio dire, un'attenzione particolare in tal senso viene resa, comunque la invitiamo al ritiro perché si tratta praticamente di richiedere una sorta di doppione di qualche cosa che è già prevista. Poi l'emendamento numero 165 invitiamo al ritiro, che è uguale esattamente all'altro oppure il voto comunque sarà negativo…
PRESIDENTE. L'emendamento numero 214 è decaduto.
PIRISI (P.D.), relatore. Prego? Sì è decaduto, grazie, Presidente, ho finito.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore agli enti locali, finanze, urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze, urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 3.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sulla dichiarazione di voto sull'articolo. Per dichiarare il voto contrario e in particolare per fare osservare, Presidente, che la dizione che si usa esattamente al comma 2, nel quale si indicano quelle che sono le titolarità a favore dei soggetti delle funzioni di pianificazione, a mio giudizio interpretano male, o esprimono meglio male quello che si intende scrivere. Perché nel momento in cui scrivo che a favore dei comuni vengono riconosciute le titolarietà residuali, cioè quelle non affidate in maniera specifica agli altri soggetti, è il modo classico ovviamente di porre una gerarchia nelle funzioni, e soprattutto di andare a sottrarre dalle altre titolarietà quella che residualmente viene affidata poi ai comuni. Io credo che sarebbe stato meglio affidare la titolarità delle funzioni comuni indicando invece la titolarità delle funzioni di pianificazione a province e Regione in maniera diversa è specifica insomma. Per questo motivo votiamo contro l'articolo 3.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Sì Presidente solo due parole per dire ciò che ha affermato adesso l'onorevole Pisano è esattamente l'opposto di quello che è invece la realtà. Perché quando si dice che tutte le funzioni non espressamente attribuite ad altri livelli sono proprie del comune, si sta dicendo che il soggetto fondamentale della pianificazione territoriale è il comune, è esattamente così. E invece qualora non fosse riconosciuto viene espressamente detto che è di altri organi organismi. Questo è, per cui se la voto motivazione è quella, onorevole Pisano, lei dovrebbe votare di corsa a favore, perché va esattamente nel senso che lei dice, non secondo quella che è una sua interpretazione, che è assolutamente riduttiva, quella sì, perché la titolarità appartiene ai comuni e quindi soltanto questo io intendevo dire, Presidente ed è esattamente, quindi tutto l'articolo 3 è esattamente strutturato e informato ai principi che venivano richiamato dall'onorevole Pisano. Mi fa piacere che lei voterebbe a favore se fosse così, quindi la invito a rivedere la propria posizione e votare a favore. Grazie.
PRESIDENTE. Come peraltro mi sembra voti lei, non ha dichiarato il suo voto. No, no per registrare.
PIRISI (P.D.). Ci mancherebbe.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo agli emendamenti numero 3 e 165.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Allora, Presidente, dunque io giusto anche per sfoltire i lavori avendo chiarito le idee con il Presidente della Commissione Pirisi che ringrazio per le delucidazioni che mi ha dato. Accolgo il rinvio mi ritengo soddisfatto della risposta avuta e ritengo ritirati anche tutti gli altri emendamenti che hanno tutti lo stesso tenore, la stessa direzione, essendo stato abbondantemente soddisfatto nella risposta che mi ha dato in quanto la legge contiene nelle sue fasi attuative tutti i suggerimenti che io ho portato. Ritengo pleonastico e inutile insistere e quindi ritiro tutti gli emendamenti. Ritiro tutti quelli che ho presentato io, non solo il numero 129.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori, quindi l'emendamento numero 3 e numero 165 sono... chiedo scusa l'emendamento numero 165 è dell'onorevole Farigu, è uguale all'emendamento numero 3.
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Scusi, mi aiuti un attimino, per quello che riguarda la questione idrogeologica, scusi, Presidente, io vorrei chiedere all'Assessore, al Presidente e al relatore che l'unica esigenza che vorrei presentare è che questo aspetto della legge venga contenuto in un piano di esclusiva competenza della Regione, sia pure attraverso i concerti dell'ente locale o dell'ente provinciale, ma la competenza sui siti a rischio idrogeologico, con tutto quello che ne consegue, deve essere una riserva assoluta in capo alla Regione, perché non sono interventi che si possono circoscrivere, di interesse esclusivo di una comunità. Sono questioni di così grossa rilevanza che, a mio parere, devono stare in capo a un'autorità specifica regionale, che rediga un piano effettivo e faccia la mappatura di quelle che sono tutte le zone a rischio idrogeologico, e ne abbia la responsabilità in termini di studio e progettazione, avvalendosi obbligatoriamente degli esperti, tipo i geologi per esempio. Se c'è un impegno in questo senso, io, in effetti, ero spinto unicamente dall'esigenza di garantire alle comunità sarda, quindi al popolo sardo, una tutela sicura, ma non soltanto per gli eventi di adesso, ma sul piano più generale, perché eventi di questo genere, in Sardegna, se sono verificati nel tempo moltissimi, spesso assai gravi, come questo o più gravi. Quindi, se c'è un impegno in questo senso, io mi sento assolutamente rassicurato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Farigu. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica. Onorevole Farigu, come lei sa, la redazione del Piano di assetto idrogeologico di cui ormai la Sardegna dispone nasce da una disposizione nazionale che ha posto in capo alle regioni l'obbligazione di definire questi piani. A cavallo tra la trascorsa legislatura e questa legislatura si è potuto definire il Piano, che era accompagnato da diverse imperfezioni, e oggettivamente è oggi competenza della Regione la gestione di questo Piano in termini di asseverazione del suo rispetto, attraverso le zone di rischio e di inedificabilità. Ora, sarebbe necessaria certamente nell'ambito di una revisione più integrata dell'organizzazione delle competenze della Regione inserire meglio questa competenza nell'ambito della pianificazione più generale, essendo oggi in capo all'Assessorato dei lavori pubblici. Tuttavia, noi oggi siamo già in una condizione di copertura di questo livello di conoscenza e di pianificazione, in quanto la pianificazione paesaggistica assorbe integralmente questo livello di conoscenza, e i comuni, nell'adeguamento della pianificazione urbanistica comunale, devono recepire i livelli di tutela e di rischio. E' un piano che è in itinere perché è in via di perfezionamento, che, come lei sa, anche in relazione alle questioni di questi giorni i modelli di calcolo delle conseguenze anche delle aree di invasione o di allagamento è da ricalcolare, quindi è in atto questo processo di aggiornamento. Tengo a precisare che in questa fase, proprio per garantire l'assoluta applicazione di questo piano, la possibilità di modificarlo è subordinata a un'autorizzazione dello Stato, che ne vuole verificare le ragioni e il merito, proprio per non lasciare a una discrezionalità troppo ampia la possibilità di derogare a uno strumento così importante.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Farigu, si ritiene soddisfatto?
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Io ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie. L'emendamento numero 165 è ritirato.
Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati gli emendamenti numero 78 e 213 soppressivi totali.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:
Art. 4
Perequazione e compensazione
1. Le previsioni della pianificazione territoriale ed urbanistica sono concretamente realizzate, secondo le disposizioni contenute nella presente legge, anche attraverso i criteri della perequazione e della compensazione urbanistica, territoriale e paesaggistica al fine di:
a) assicurare un'equa ripartizione dei diritti edificatori e dei corrispondenti oneri tra i proprietari inclusi in un certo ambito in modo indipendente dalla destinazione specificamente assegnata ad ogni singola area;
b) consentire ed agevolare la cessione di diritti edificatori su altre aree aventi analoga destinazione;
c) consentire, nell'ambito sovracomunale, un'equa compensazione dei diritti edificatori con equivalenti valori di natura urbanistica ed economica, con particolare riferimento a quei territori particolarmente svantaggiati sotto il profilo economico dall'attuazione delle disposizioni della pianificazione territoriale e paesaggistica regionale.
Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai
Articolo 4
L'art. 4 è soppresso. (78)
Emendamento soppressivo totale Uras - Davoli - Pisu
Articolo 4
L'art. 4 è soppresso. (213).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (P.R.C.). Brevemente. Devo intervenire proprio sull'articolo 4, peraltro l'ho fatto, la mia opinione è conosciuta, l'ho rappresentata, perché intendo la perequazione e la compensazione in questi termini, cioè non come elementi di valenza generale, che sono fondati su un diritto direttamente connesso alla proprietà della terra, cioè il diritto ad edificare, un diritto cioè che si esprime su un soggetto in quanto quel soggetto è proprietario di terra. Essere proprietari di terra può determinare diritti diversi in capo a quel soggetto, il diritto di coltivare quella terra, cioè di renderla produttiva, anche il diritto ad edificare, se l'autorità pubblica, nell'ambito della pianificazione territoriale, ritiene che in quell'ambito e in quella porzione di territorio si debba realizzare una residenza, un'attività economica e così via. Ma non esiste un diritto generale, per cui, in ragione della proprietà, esiste anche il diritto a realizzare sul suolo di quella proprietà altre attività di tipo economico, cioè di trarne un vantaggio preconcettualmente pensato e assicurato di ordine economico. La compensazione e la perequazione, che sono due strumenti peraltro che operano uno più con riferimento alla comunità, l'altro più con riferimento alla singola persona, all'individuo, possono essere, nel quadro di una legge che si ponesse il problema di rafforzare l'autorità pubblica come unica autorità responsabile della funzione pianificatoria, e quindi anche della decisione, autorità pubblica che è in un sistema democratico espressione della popolazione, quindi espressione della comunità, diciamo rafforzare una funzione in capo all'autorità pubblica di governo del territorio, allora nell'ambito degli strumenti che noi mettiamo in campo, quando si precisano in ragione della funzione che si deve esercitare, cioè della funzione che deve esercitare l'autorità pubblica, può essere previsto questo elemento. Ma partire dal diritto all'edificazione per costruire una modalità di risarcimento all'individuo più che alla comunità, anche alla comunità, è solo alla comunità e in quanto… badate, perché il sistema della perequazione e della compensazione che anche quando intervengono sotto il profilo della soddisfazione di aspettative di comunità lo fanno in ragione del pregio del territorio che è abitato, che è vissuto da quella comunità, cioè si parte dal presupposto che siccome quello, quel territorio particolare ha una valenza ambientale, ha valenza naturale, ha valenza culturale particolare, non si possono fare i grattacieli, non si possono costruire gli impianti industriali che producono CO2 a tonnellate, siccome non si possono fare grandi infrastrutture o ottenere rimborsi straordinari dal punto di vista delle procedure di esproprio, siccome quello ha una valenza, noi dobbiamo risarcire quelle popolazioni dicendo: vi impedisco di deturpare, vi impedisco di cancellare quella valenza culturale, ambientale, naturale, pertanto avete diritto a. Io credo che questa sia una modalità sbagliata di intervenire, concettualmente sbagliata, intanto perché chi ha valenze culturali, ambientali e naturali più di altri, non è lo sfortunato ma il fortunato. Secondo, perché ci si deve porre questo problema in termini di valorizzazione, anche in funzione economica di quel patrimonio, salvaguardandolo e conservandolo, facendolo diventare cioè la ricchezza principale di quella comunità, e qualora attorno a quella valenza ci siano anche proprietà in capo a persone, ad individui, non è che per tutelarle, noi, a quegli individui, riconosciamo, in funzione di un riconoscimento oggettivo di titolo ad edificare, un vantaggio di più; se quelle aree devono essere vincolate, cioè non possono essere utilizzate a fini altri, si utilizzino le procedure ordinarie, che fanno parte delle nostre disposizioni normative, di quelle che già sono in vigore, e, invece, e per tutti sia di monito Tuvixeddu, che cosa si fa di ingente? intanto si riconosce un diritto così generale ad intervenire sul territorio di propria proprietà ad edificare e a fare quello che si vuole, dopodiché, in qualche caso, come nel caso di Tuvixeddu, si aggrava la cosa, perché viene dato addirittura dall'autorità pubblica, in compensazione ad altri impedimenti ad edificare che si sono realizzati in altre aree o zone della città, oppure per carenze di interventi, per cui si matura un credito in capo all'impresa, alla persona, che l'autorità pubblica deve in qualche modo risarcire, deve in qualche modo onorare, e, alla fine, che cosa si realizza? Un dispendio catastrofico di risorse finanziarie. Pensate a Tuvixeddu, si dà la possibilità di realizzare vicino alle catacombe, vicino cioè a una realtà di pregio storico-archeologico di prima grandezza, perché bisogna compensare ad una certa cosa; qualcuno inizia i lavori, fa gli sbancamenti, incomincia i tunnel, mette a rischio i palazzi che già insistono in quella zona, si fanno grandi progettazioni, anche interventi pubblici, accordi di programma, dopodiché ci si accorge che non si può fare, anzi, sarebbe criminale farlo. Risultato, bisogna trovare il modo di ricompensare, ancora una volta e ancora di più, lo stesso soggetto, la stessa impresa, lo stesso individuo, ed è un meccanismo che parte dal principio, e sta scritto in questo articolo 4, cioè, io ho il diritto, in quanto ho una porzione di terreno, ad edificare. Non è andare, badate, verso la direzione che qualcuno da quella parte pensa, cioè di un veterocomunismo di altri tempi, fare una lettura anche trascorsa del Manifesto del Partito Comunista, significa semplicemente dire che prevale sempre l'interesse pubblico e che l'autorità pubblica mette in campo strumenti che non siano onerosi per la comunità tutta, a vantaggio del singolo cittadino.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, concordo con quello che ha testé affermato l'onorevole Uras, e non essendo una tecnica, quindi, su questi argomenti mi rifaccio alle valutazioni che sono state espresse da altri e, in particolare, mi riferisco all'ordine degli ingegneri, che sul tema della perequazione ha espresso un parere molto definito, ponendo l'accento su una questione di carattere normativo, per cui io ritengo che, proprio per il fatto, se non altro, che manca un dispositivo di legge che possa dare senso e fondamento a questo istituto, per evitare che si creino degli aspetti contraddittori che possano nuocere alla legge stessa che stiamo esaminando in questo momento, io sono d'accordo con l'onorevole Uras, e con l'emendamento che propone per sopprimere questo dispositivo, ritenendo che, eventualmente, si possa provvedere con una norma particolare e valutando e prevedendo, eventualmente, il fondamento giuridico. Quindi, sono intervenuta solo per dire questo, che ritengo, anche per tutto quello che è successo e che l'onorevole Uras ha richiamato nell'Aula relativamente alla disponibilità di beni compensativi, che non mi sembra si possa procedere in questo modo, inserendolo in questa legge. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Signor Presidente, colleghi. Voglio dire soltanto pochissime parole su questo articolo, per respingere le motivazione che sono state addotte su questo strumento che, se fosse come è stato detto, ritengo che dovremmo tutti quanti bocciarlo senza neppure discuterlo, però, rischiamo di fare un ragionamento di tipo ideologico, che non tiene conto di quanto in questa legge c'è scritto. Cioè, la perequazione urbanistica, poi lo riprenderemo all'articolo 22, persegue l'equa distribuzione, tra proprietari degli immobili interessati dagli interventi, dei diritti edificatori riconosciuti dalla pianificazione urbanistica. Cioè, quando si decide che una città debba espandersi in una certa direzione, gioco forza, produrrà una rendita relativa, una rendita fondiaria, l'aveva studiato quel signore, se non ricordo male, aveva iniziato a parlarne Friedrich Engels, quando aveva scritto anche un libro, che si chiama "la questione delle abitazioni", per quanto attiene questo aspetto, e poi un altro signore che, se non ricordo male, si chiama Carlo Marx, il quale ha iniziato a parlare di rendita urbana, di rendita edilizia relativa e assoluta, perché c'è anche quella relativa che è all'interno della città, quando c'è un cambio di valore all'interno delle parti di città già edificate e costruite. Allora, qui non si sta parlando in questi termini, stiamo dicendo che si tratta di evitare, sostanzialmente, che quando si fa una scelta di espansione in una certa direzione, e poi debbano essere lasciati anche lì i servizi per la città, non ci sia quel signore che viene penalizzato, in quanto proprietario dell'area o di quella porzione di area che è all'interno e che è stata scelta, e sulla quale devono essere realizzati i servizi, rispetto a quello che sta accanto e sulla quale viene, invece, indicata tutta la volumetria che dev'essere costruita; si tratta di creare un equilibrio, di far sì che la capacità edificatoria, e lo ribadisco, riconosciuta dalla pianificazione urbanistica, cioè dai soggetti pubblici, non è un privato che decide da quale parte si dovrà costruire, andare o fare l'assalto al territorio, che qualcuno ritiene sia sempre una porzione di terra in attesa che possa essere edificata, in futuro. Non è questo il problema e il principio, è un altro, è quello di creare giustizia, giustizia sociale, anche quando si va a realizzare un'espansione della città, e c'è anche il concetto della compensazione che rientra sempre all'interno di scelte che sono state fatte dalla mano pubblica. Tempo addietro, in un pezzo d'Europa dove allora non esisteva la proprietà privata, un signore che si chiama Malish ha elaborato una teoria che si chiama "teoria della soglia", e, diciamo, ipotizzava lo sviluppo delle città tenendo conto di tanti parametri, e però diceva: noi possiamo espanderci da questa parte piuttosto che da un'altra perché lì abbiamo le reti, abbiamo il terreno buono sul quale poggiare le fondazioni, perché le reti infrastrutturali costeranno di meno alla collettività, però c'era un problema, che non c'era la proprietà, non esisteva la proprietà privata. Da noi la proprietà privata è tutelata dalla Costituzione italiana - è un principio fondamentale -, scritta dai padri costituenti, della quale facevano parte comunisti, socialisti, democristiani e noi la invochiamo come la nostra Bibbia laica, usiamo quest'espressione. Ebbene, all'interno, oggi, qui in Italia, spesse volte si facevano delle discriminazioni perché si decideva che da una parte andassero i servizi, dall'altra l'edificazione della città; oggi, invece, stiamo andando a creare una perequazione urbanistica e una compensazione urbanistica ed edilizia. E' una conquista di carattere sociale, la chiamerei io, piuttosto che, invece, una rappresentazione così come quella che è stata testé fatta, per cui io credo che sia strumento utile, lo si sta usando in tante parti d'Italia, mi risulta che anche ci siano dei comuni in Sardegna dove la si sta usando, dovrà essere approfondita, è una macchina che dovrà essere rodata, però è uno strumento buono e positivo.
E' per questi motivi, Presidente, che ritengo che debbano essere, invece, respinti i due emendamenti che sono stati proposti a quest'articolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io affronto questo argomento della perequazione e della compensazione con uno spirito diverso. Intanto condivido pienamente: io credo che molti comuni, se da tempo avessero adottato la perequazione e la compensazione, non si sarebbero trovati, come si sono trovati negli anni, anche sul rischio del fallimento. Dover pagare aree mai utilizzate per servizi, espropriandole quasi obbligatoriamente per il semplice fatto che in una previsione di un'amministrazione sono stati indicati in un piano e poi, invece, non sono state utilizzate per tanto tempo, impedendo anche, per alcuni aspetti, ai titolari di quelle aree di fare altro oppure dando ai titolari di quelle aree una possibilità che in quel comune non era prevista.
Però ho sempre pensato, leggendo questa legge, che l'articolo 4 in quel punto non ci sta a far niente. Perché? Perché questo è un argomento che sicuramente è da contenere all'interno della legge per dare una svolta decisa a quello che è l'utilizzo, però allo stesso tempo mi sembra che bisogna fare in modo che non sia nemmeno confusionaria, quindi quando io ho visto del collega Uras… io stavo per farlo, a dir la verità, però non volevo essere uno di quelli che magari con quest'emendamento si pensasse che non lo condivide. Per me è cosa giusta, che va fatta, perché non è giusto che ci si arricchisca dall'oggi al domani con le notti cosiddette dei pennarelli, che alcuni abbiano la promozione della propria area ad essere edificabile ed altre, invece, mai più oppure condannate con un'indicazione diversa, nella peggiore delle ipotesi è H, cosiddette, famose, o addirittura un'area di standard che, di là da venire, quando il comune si deciderà, esproprierà. La perequazione non fa questo. Però, dicevo, per me era accoglibile quest'emendamento perché in qualche modo serviva a riportare l'attenzione di questo in un titolo preciso; l'articolo 22, l'articolo 23, l'articolo, chiedo scusa, mi pare sia il 33, che parla di compensazione paesaggistica, entrano in merito in materia dettagliata in quest'argomento, per cui in quella posizione io non ce lo vedevo. Non fa danno, ma veramente non fa danno nemmeno se io da lì lo dovessi togliere e debbo dire che di questo qualche volta è capitato in questa fase di parlarne e per me debbo dire che l'emendamento Uras, almeno dal mio punto di vista, sembrava nascesse con questo spirito, quello di concentrare tutta l'attenzione all'interno di quei tre articoli e non sicuramente per cancellarlo perché noi non siamo per cancellarlo.
Questo sta a significare che sono più portato ad astenermi su questo, ma perché credo che, secondo il mio punto di vista, la pulizia della legge, la leggibilità è uno degli argomenti che non dobbiamo mai dimenticare perché credo che una legge snella, una legge pulita, una legge chiara sia quella che è necessaria. Io sono d'accordo e credo che siano d'accordo nella sinistra la maggior parte, per non dire tutti, a far sì che davvero attraverso i piani non ci possa essere chi in qualche modo si trova con i terreni promossi per fare speculazione e altri bocciati con altre motivazioni.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore agli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, io credo che bisogna affrontare questo tema con una più incisiva consapevolezza… se mi ascolta l'onorevole Uras voglio spiegare a lui alcune cose. Questa legge ha trasformato e trasformerà sostanzialmente il concetto di diritto a edificare fino ad oggi conosciuto.
(Interruzione)
Onorevole Uras, dicevo, l'impostazione di questa legge modificherà sostanzialmente il concetto di diritto a edificare finora conosciuto. Bisogna capire innanzitutto che noi abbiamo fatto una scelta, così come tutto l'orientamento della legislazione nazionale in materia urbanistica, abbiamo scelto la strada di organizzare la pianificazione secondo due livelli, uno strategico e uno operativo. Lo strumento strategico, cosa succedeva prima? Prima lo strumento unico, il PUC, generava automaticamente il diritto a edificare, tant'è che questo elemento è uno di quegli elementi che impedisce alle amministrazioni comunali, ai comuni di fare davvero una gestione del territorio perché si facevano i PUC una volta e se li dovevano portare avanti rigidamente per venticinque anni, posto che poi qualcuno non aveva nessuna intenzione di usufruire di quelle programmazioni perché non le trasformava. Oggi noi costituiamo con questa legge il PUC come strumento strategico e come tale la sua approvazione non genera nessun diritto di edificare, il quale si genera ed è rimandato al piano attuativo che ha come compito quello di conformare il diritto a edificare, per cui uno che ha il proprio territorio segnato in zona C dal PUC di fatto non vanta nessun diritto; se non presenta un piano attuativo, che lo trasforma e che gli viene approvato, fino a quel momento non ha nessun diritto, perché è l'approvazione del piano attuativo che genera il diritto a edificare. Messo in questi termini la perequazione va letta, cioè il diritto a usufruire della perequazione si genera solo all'interno di un piano attuativo che è stato approvato e che quindi deve essere per forza conforme con la pianificazione generale, non è un qualcosa che sta al di sopra della pianificazione, sta dentro, proprio per questa struttura che abbiamo dato alla nuova legge.
Ma dico di più: non leggiamo il diritto a edificare solo come mera generazione di nuovi volumi. Vi faccio solo un esempio: se noi abbiamo fatto una scommessa sulla rivalorizzazione dei centri storici, ormai spesso disabitati, privi di dotazioni infrastrutturali e di servizi, ma come pensiamo di introdurre di nuovo dentro i centri storici i servizi, le botteghe, i servizi di vicinato, la vita, se non attraverso un'azione pubblica che, usufruendo del principio della perequazione, possa scambiare senza nulla aggiungere per poter infrastrutturare? Il Comune di Sassari ha adottato un PUC dove il principio della perequazione è volto a recuperare standard pubblici di verde, di servizi, all'interno di un'area che non è di sua proprietà e che riuscirà ad avere per fare quelle infrastrutturazioni nella misura in cui potrà utilizzare il principio della perequazione, ovverosia è uno strumento di servizio pubblico e di interesse pubblico, non può essere uno strumento a servizio della speculazione personale, perché non è questo, ed è un limite che noi abbiamo posto, e da questo punto di vista dobbiamo dire che questo è uno dei punti di questa legge che la rende abbastanza avanzata anche nel panorama nazionale, tant'è che nell''ultimo convegno dell'INU nazionale si è parlato della nostra bozza di legge, che introduce questo elemento innovativo, mettendolo a sistema e anche limitandolo rispetto ai casi in cui è stato utilizzato. Io credo che sia uno strumento ovviamente, come diceva l'onorevole Pirisi, nuovo e, come tale, da seguire con molta attenzione, e laddove fosse necessario anche rintervenire sotto il profilo legislativo, ma un elemento essenziale per gestire, oggi, la complessità urbana di molte nostre situazioni, e per niente assolutamente un diritto gratuito a regalare questioni che non siano a monte verificate dall'approvazione degli strumenti urbanistici. La compensazione, infine, è un elemento che interviene esclusivamente per compensare l'esproprio derivante da dichiarazione di utilità, o di dichiarazione di pubblico interesse, di aree che avendo una capacità edificatoria sono investite da un vincolo sopravveniente. Voglio dire una cosa: probabilmente, se nella legislazione regionale, prima degli anni 2000, ci fosse stata la perequazione, forse - dico forse, non so! - il Comune di Cagliari non avrebbe avuto nessun interesse a fare un accordo di programma su Tuvixeddu, come quello che ha fatto, perché i suoi scompensi sugli standard e sugli oneri di esproprio li avrebbe potuti di gestire senza coinvolgere quell'area, obbligatoriamente vincolata dal legame con le aree che aveva investito, e avrebbe potuto utilizzare questo strumento, forse, salvando Tuvixeddu. Quindi, paradossalmente, sarebbe uno strumento più flessibile. Ora, con tutto il beneficio che noi sappiamo essere nell'utilizzo di questi strumenti, la Regione deve accompagnare anche un certo rodaggio nella modalità di utilizzarlo, ma questo è un compito e la sfida anche della modernizzazione, che una legislazione porta con sé.
PRESIDENTE. Grazie.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente. Il parere è contrario per entrambi. Volevo semplicemente dire che qui se ne discute dopo, ma questo capo parla dei soggetti e degli strumenti della pianificazione. Questo è uno strumento della pianificazione, e viene elencato come tale, che poi discuteremo all'articolo 22 e successivi. Però, è come dire che non dovremmo indicare neppure chi sono i soggetti, cioè che il Comun, le Province e la Regione sono i soggetti, e dopo diciamo anche che gli strumenti sono i piani urbanistici, in piani attuativi, i piani di coordinamento provinciale, il DPT e così via. Cioè è un'elencazione, quindi è solo un elenco qui, Presidente, che stiamo facendo; in quanto tale, ritengo che i due… anzi, io inviterei i colleghi a ritirarli tutti e due gli emendamenti, altrimenti il parere è comunque negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. In linea col relatore.
PRESIDENTE. Emendamento numero 78.
Ci sono dei colleghi che si sono iscritti a parlare, ma le iscrizioni a parlare non sono più possibili, perché avvenute fuori tempo, possono fare dichiarazioni di voto sugli emendamenti che sono in discussione. Onorevole Uras, sì, prego per dichiarazione di voto sull'articolo a questo punto, perché votiamo l'articolo perché i due emendamenti sono entrambi soppressivi.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Allora, intervengo per specificare. Ha ragione l'onorevole Masia, la vicenda è trattata all'articolo 22 e 23, al capo terzo, diventa uno strumento di intervento, non diventa l'affermazione di un principio; cioè il proprietario terriero è titolare di un diritto edificatorio, per cui per procedere alla pianificazione territoriale introduciamo il principio della compensazione e della perequazione.
No, l'autorità pubblica procede alla pianificazione territoriale, incontra nel procedere alla pianificazione territoriale alcuni problemi, li risolve attraverso la perequazione e compensazione. Cioè, il ragionamento è esattamente l'opposto di quello che faceva l'onorevole Pirisi: non è la pianificazione territoriale che nasce e si sviluppa, condizionata, così come invece è nel testo della legge, dal diritto edificatorio del proprietario terriero. Perché se così fosse, badate, anche per le modalità dell'articolo 22, che prevede anche la corresponsione di importi, e anche la traslazione di volumi, diventerà un sistema attraverso il quale solo sulla base di un teorico diritto c'è chi si arricchirà, cioè diventerà l'esatto contrario dell'obiettivo che questa legge persegue. Perché dico questo? Perché ne abbiamo avuto contezza! E proprio la vicenda di Tuvixeddu ci richiama. Badate, c'è il caso che proprio perché la violazione dell'amministrazione, nel momento in cui doveva pianificare e conservare i servizi… Io invito ad andare a vedere come fu fatto il Piano di servizi di Cagliari! Chi stava nel mio partito, all'epoca, ne fece una battaglia straordinaria, perché i parametri, gli standard non furono osservati, e da quegli originari peccati poi nascono gli esborsi della comunità. Noi manteniamo, e io chiedo il voto elettronico palese su quest'articolo, noi manteniamo l'emendamento e tenteremo, invece, di ragionare diversamente con gli articoli successivi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). L'articolo che stiamo votando, nella parte relativa appunto al principio di perequazione, poi rinvia all'articolo 22. E io vorrei far notare un elemento, anche all'onorevole Uras, che giustifica la mia diffidenza, ma in segno esattamente opposto a quello da lei indicato. Perché io parto da un'idea che non necessariamente ciò che viene espresso dallo Stato è buono, e ciò che invece è diritto individuale è speculativo. Io penso che, qui, bisogna trovare un equilibrio tra regolazione e diritti individuali, se no torniamo indietro nella storia europea. E per dire come nella legge ci sia uno sbilanciamento a favore della Regione, che la trasforma da regolatrice a padrona, faccio notare che al comma quarto, laddove si parla di compensazione, non si parla di recuperare i diritti edificatori, ma si parla di recuperare adeguata capacità edificatoria. Cosa significhi è tutto da capire. E che cosa significhi rispetto al caso specifico di un privato che ha acquistato un terreno edificabile, che lo ha pagato perché era edificabile, e che poi in un particolare strumento, per una determinata esigenza generale, si trova a sentirsi dire: no guarda, non va bene! Dopodiché si parla di compensazione per l'adeguata capacità edificatoria. Che significa? Ha sempre ragione la Regione anche quando fa queste operazioni? O vogliamo parlare dell'articolo 18? Nell'articolo 18 le misure, io avevo già avuto modo, ne avevo parlato col presidente Pinna, le misure di salvaguardia cautelari, non solo si riprende ciò che si diceva nella 45, ma siccome si richiamano anche i motivi e i comprovati motivi d'urgenza in relazione alle finalità di cui alla presente legge, il blocco per una qualsiasi, o un intervento urgente per cui la Regione blocca per sei mesi, non è più dovuto soltanto alla dichiarazione di interesse pubblico, ma può essere motivato genericamente dall'interesse paesaggistico, può essere, e di conseguenza la Regione si trova in una posizione non più soltanto di regolatrice, ma di padrona, anche rispetto ai diritti dei privati. Allora io non penso che i diritti dei privati siano sempre speculativi, non lo penso, mentre c'è uno sbilanciamento del potere nei confronti del potere regionale, non in senso regolatorio, ma proprio di padronanza delle situazioni, che non mi pare vada nella direzione della cultura del…
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io cerco di leggere l'emendamento e gli articoli all'esame, dal punto di vista delle Amministrazioni comunali; ebbene, io devo dire che se nella mia lunga esperienza di Sindaco avessi avuto a disposizione l'articolo 4 - alla fine degli anni 70 e nei primi anni 80 - mi avrebbe evitato di pagare oneri notevolissimi di espropriazione per cause e per vittorie dei proprietari a causa di una legislazione che aveva dei buchi notevolissimi e che consentiva ai proprietari di intervenire su questa carenza legislativa e di vincere le cause. Quindi, io sono assolutamente d'accordo che l'articolo 4 rimanga, sono assolutamente d'accordo che l'articolo 4 rimanga come principio innovativo, che serve alle Amministrazioni non serve ai privati, serve alle Amministrazioni comunali che devono gestire il territorio; anche perché con una lettura comparata tra l'articolo 4, di principio, e l'articolo 22 c'è un insieme di griglie di controllo che a mio avviso sono sufficientemente definite per lo scopo di evitare sperequazioni, per evitare esagerazioni, esasperazioni, per evitare quello che altre volte è successo in assenza di questa norma. Per cui io sono convinto che se io vado a leggere il comma 6 dell'articolo 22 che dice: " Il PUC…" (quindi il discorso della perequazione e della compensazione non è un elemento slegato dalla volontà del Consiglio comunale), il comma 6 dell'articolo 22 dice: "Il PUC" - quindi il Consiglio comunale che approva il PUC e tutte le verifiche legate al PUC - "individua e disciplina gli ambiti in cui è consentito l'utilizzo dei crediti edificatori, prevedendo, attraverso l'approvazione di apposito piano attuativo, l'attribuzione di indici di edificabilità differenziati…"; ma ho letto anche il comma 2 dell'articolo 22, dove si dice che la perequazione e la compensazione sono disciplinate, eccetera, eccetera, eccetera, in variazioni compensative che non possono eccedere il 20 per cento complessivo delle volumetrie. E quindi io penso che questo principio sia da mantenere e che, eventualmente, quando arriveremo all'articolo 22, si possa inserire un ulteriore elemento che può forse dare ristoro a queste preoccupazioni, che io capisco, anche è stato inserito nell'emendamento 213. Io pregherei, quindi, in conclusione, i colleghi Davoli Uras e Pisu di ritirare l'emendamento numero 213. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto).Grazie, Presidente. Per ribadire che io voterò invece a favore dell'emendamento Uras, facendo osservare che nell'articolo 4 si introduce anche, nel comma B, la "cessione dei diritti edificatori su altre aree aventi analoga destinazione", e facendo osservare, ponendo in evidenza la valutazione che è stata fatta dalla Federazione degli Ordini degli ingegneri, oltre che le considerazioni fatte per altro anche dagli architetti. Si dice: " Tra le tematiche affrontate dal testo in esame si sottolinea che la perequazione è criterio accettato e recepito da tutte le legislazioni urbanistiche regionali; tale criterio si è diffuso nei modelli pianificatori ma risulta per lo più che le Amministrazioni, e gli stessi redattori degli strumenti, non ne hanno approfondito i presupposti giuridici, richiamandosi ad una lettura della perequazione come una sorta di nuova pianificazione. La perequazione, incidendo sul diritto di proprietà, ha necessità di copertura giuridica a livello statale; in questo contesto, le recenti norme in materia con fini diversi, hanno introdotto lo strumento perequativo nella pianificazione urbanistica. Dall'esame di tali norme si comprende che l'istituto della perequazione non ha nulla a che vedere con la materia urbanistica, basti pensare al diritto edificatorio trasferibile: come si può pensare alla scissione tra diritto di proprietà e ius aedificandi? E' noto che la smaterializzazione dello ius aedificandi non è categorica in quanto non può prescindere dal diritto edificatorio: nasce come diritto reale da una proprietà immobiliare definita e individuata catastalmente, la quale perciò soggiace alla ordinaria imposizione tributaria statale. L'esito del procedimento complesso della perequazione comporta un atto astratto, di tipo pianificatorio, che produce una modifica al diritto della proprietà immobiliare e quindi si rende più che necessaria un'urgente copertura legislativa statale, in difetto della quale sembra evidente la lesione del principio di legalità. Si è del parere che si possa affermare che nella legge regionale il problema è sostanzialmennte eluso, in essa non si affronta il problema degli effetti di diritto civile incidenti sulla proprietà fondiaria, in essa vi è solo una indicazione,una allusione al fine perequativo senza alcuna individuazione di una precisa strumentazione giuridica". Ed è per questo che voto a favore, Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (P.D.). Per esprimere il parere contrario agli emendamenti e per dire che viene inserito nell'articolo 4… certo non è un principio, sono perfettamente d'accordo, è però un istituto,una forma, una sorta di strumento di natura diversa rispetto a quelli che poi vengono elencati successivamente, che dal nostro punto di vista risponde ad una logica di giustizia distributiva. Tra l'altro mi sembra opportuno il riferimento che ha fatto prima l'onorevole Pirisi, e poi anche l'assessore Sanna, quando noi abbiamo introdotto un elemento importante, cioè per la prima volta noi recepiamo la distinzione tra il livello strategico, che è meramente configurativo, e il livello invece operativo che è quello configurativo della proprietà. E vorrei chiarire che la lettura successiva degli articoli 22 e 23 - perché mi è sembrato che si ingenerasse una sorta di confusione - rimanda essenzialmente al livello comunale, cioè la Regione per il 22 e per il 23 non ci mette il naso, nel senso che è il PUC che dovrà prevedere eventualmente, in sede strategica, l'individuazione di queste aree. E diciamo anche un'altra cosa importante: bisogna leggere l'articolo 10, al comma 6, quando diciamo che è il regolamento edilizio che stabilisce i criteri e i metodi per la determinazione del diritto edificatorio spettante a ciascuno proprietario, in ragione del diverso… Cioè, allora, questa è stata una discussione che ci ha accompagnato anche in queste settimane, nel senso che sappiamo noi, quando abbiamo fatto gli incontri anche con il mondo dell'impresa, mentre colgono il valore di quella che possiamo definire materia di urbanistica contrattata, si rendono conto che ci sono dei problemi e delle osservazioni, e questo vale per tutta Italia, però poi, abbiamo detto anche che nella responsabilità delle singole Amministrazioni locali, nel rispetto del principio generale, trovare le formule, le definizioni un po' più opportune. A me sembra uno strumento importante che rafforza, sotto questo punto di vista, l'autonomia responsabile del sistema degli enti locali.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Grazie, Presidente. Io vorrei ribadire un concetto elementare, che mi pare tra l'altro l'onorevole Salis abbia colto bene. Io vorrei dire, signor Presidente, che quando nei piccoli paesi, della provincia di Nuoro ma forse non solo, si dovevano fare gli strumenti urbanistici, quindi non i PUC ma i Piani regolatori generali e i Programmi di fabbricazione, quando andavano individuate le aree per i servizi, c'era il rischio che partissero fucilate o bombe: questo è un dato inconfutabile. Perché c'era? Perché si stava discutendo non era d'accordo sulla filosofia, perché c'era un'area che veniva vincolata mentre quell'altra non era vincolata e lì si poteva costruire ed edificare. Oggi, diciamo, prescinde dalla proprietà la scelta che facciamo, prescinde e quindi, è inserito tra l'altro è messo all'articolo 4 perché è tra gli strumenti, è considerato uno strumento della pianificazione. Uno strumento. Quindi va messo lì ed è nell'elenco che abbiamo fatto. Ma la sostanza di questo strumento che è nuovo, innovativo, io non so chi sia il collega architetto o ingegnere che ha mandato la nota all'onorevole Caligaris, io in Commissione li abbiamo invitati ma non erano venuti e poi non avevano neanche, se non ricordo male, manco mandato un contributo, perché gliel'abbiamo chiesto in maniera esplicita. Oggi, si sostiene una tesi per cui si dice: beh, siccome qui ci sono alcuni problemi che non sono stati risolti non li mettiamo. Come mai in tutta Italia è stato detto e ribadito, invece questo strumento è inserito all'interno di tutte le leggi che riguardano l'uso e il governo del territorio? Evidentemente si tratta di un'innovazione forte, noi non possiamo rimanere a su connottu perché ha provocato tanti guasti e tanti guai. Allora, mettiamolo all'interno della norma, dobbiamo farlo camminare ed andare e poi se non funzionasse nella maniera adeguata, insomma, le leggi si correggono sono degli strumenti al servizio degli uomini, non sono il Vangelo e non è un dogma una legge urbanistica, per quanto importante sia. Noi questo strumento lo riteniamo importante ne abbiamo discusso e crediamo che vada tenuto in questo punto e la specificazione debba essere fatta, così come è fatta, negli articoli successivi. Ci ritorneremo.
Poi, attenzione a non invocare sempre la Regione padrona, ne ha molto di suo già, poi se gridiamo al lupo al lupo corriamo il rischio che non tutti quanti ci capiscano, nel caso specifico la Regione non c'entra nulla, l'ha già detto benissimo l'onorevole Pinna, sono i Comuni che decideranno come utilizzare questo strumento e quindi, voglio dire, in questo caso specifico non c'è una Regione padrona e poi avremo modo di approfondire anche altre cose che sono state dette relativamente ai diversi articoli. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mattana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MATTANA (P.D.). Grazie signor Presidente. Insomma la discussione sul tema della perequazione e della compensazione riprende, come già detto, un dibattito che insomma è attuale ma non è recente, nel senso che da oltre trent'anni si discute sul tema della perequazione e compensazione e sul tema del diritto di edificare collegato al diritto di proprietà. Quindi, dalla legge del 77, la numero 10, alla legge Bucalossi anche, alla sentenza della Corte costituzionale, quindi è un tema ancora non risolto per il quale c'è un ampio dibattito, e forse sarebbe necessaria una normazione statale di principio su questo tema. Io credo che il testo proposto sia un passo in avanti, comunque, nel cercare appunto di rendere anche giustizia rispetto a criteri di pianificazione, la perequazione e la compensazione si inseriscono tra gli strumenti della pianificazione più che tra i valori o tra i principi, anche a seguito di questa correzione del titolo, che quindi consente una più equa distribuzione dei diritti edificatori riconosciuti ai proprietari oggetti degli interventi e agli oneri derivanti dalla realizzazione. Anche perché si diceva, anche prima, anche attualmente, che la zonizzazione ha operato e opera con una metodologia intrinsecamente ingiusta, cioè premia e castiga alla cieca. Come ricordava anche il collega Pirisi, noi vogliamo cercare di superare questa situazione e invece fare in modo che ci sia una distribuzione equa e intervenire attraverso la perequazione, che è indicata proprio non alla fase di pianificazione generale, che ha la funzione strategica, ma quella della pianificazione attuativa che ha funzione conformativa, quindi del diritto di proprietà che prima non dà luogo allo ius aedificandi. Quindi, è invece un fatto di chiarezza e di giustizia che in questo modo noi vogliamo riconoscere. Come hanno fatto quasi tutte le regioni italiane, Regioni come l'Emilia-Romagna ma Regioni anche come il Veneto che hanno inserito nelle loro leggi regionali questi strumenti. Poi la compensazione, ancora di più, può essere utile, ad esempio, nei casi in cui debba essere riconosciuto ai beni che sono soggetti a vincolo di espropriazione la possibilità di un diritto riconosciuto su altre aree. Quindi ha una duplice valenza e io credo che, quindi, questo strumento debba essere mantenuto e può essere poi meglio precisato nella discussione che faremo poi in relazione all'articolo 22 e seguenti del testo proposto.
PRESIDENTE. Va bene, abbiamo concluso le dichiarazioni di voto. Votiamo l'articolo perché gli emendamenti sono tutti e due soppressivi, quindi se passa l'articolo evidentemente gli emendamenti non hanno effetto. E' una dimostrazione contraria insomma.
URAS (R.C.). Presidente, voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Tocco.
Rispondono no i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Davoli - Diana - Farigu - La Spisa - Lombardo - Maninchedda - Pileri - Pisano - Pisu - Serra - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Balia - Masia.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 46
votanti 43
astenuti 3
maggioranza 22
favorevoli 29
contrari 14
(Il Consiglio approva).
Propongo di concludere qui la seduta, il Consiglio è convocato per martedì alle ore 16, il 4 di novembre, perché la mattina ci sono delle manifestazioni e delle cerimonie, quindi il Consiglio è convocato di pomeriggio.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 19 e 32.
Versione per la stampa