Seduta n.298 del 27/05/1998
CCXCVIII SEDUTA
(Pomeridiana)
Mercoledì 27 Maggio 1998
Presidenza del Presidente SELIS
indi
del Vicepresidente MILIA
La seduta è aperta alle ore 16 e 45.
DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di lunedì 25 maggio 1998 (294), che è approvato.
Discussione della legge regionale 8 aprile 1998: "Disposizioni per l'attuazione degli interventi finanziari dell'Unione Europea in materia di pesca e acquacoltura e disposizioni varie", rinviata dal Governo (CCCIV)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della legge rinviata numero CCCIV. Dichiaro aperta la discussione generale.
Poiché l'onorevole Marrocu, relatore, non è in aula, ci si rimette alla relazione scritta.
Poiché nessuno è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale. Poichè la Giunta non intende intervenire, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 1
Finalità: programma d'interventi a favore dell'economia ittica
1. La Regione, nel rispetto della politica comunitaria e in attuazione dei regolamenti comunitari in materia di pesca e acquacoltura, adotta annualmente un programma d'interventi nel settore della pesca e dell'acquacoltura al fine di favorire lo sviluppo sociale ed economico delle categorie interessate e, in particolare, il sostegno dei livelli occupazionali e il consolidamento della produzione ittica.
2. Gli interventi previsti dal programma riguardano le seguenti azioni:
I. il rinnovo e la ristrutturazione della flotta peschereccia attraverso la costruzione di nuove imbarcazioni da pesca e l'ammodernamento di quelle in esercizio;
II. l'acquacoltura comprendente:
A. la costruzione, la ristrutturazione e l'adeguamento tecnologico degli impianti di allevamento di organismi acquatici nelle acque marine, salmastre e dolci;
B. gli interventi per il miglioramento della circolazione idraulica degli ambienti lagunari stagnali o estuariali;
C. centri servizi per la produzione;
III. la sistemazione di zone marine protette;
IV. le attrezzature dei porti da pesca;
V. la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della pesca comprendente:
A. la realizzazione di nuovi impianti di trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e di impianti per la depurazione dei molluschi;
B. l'ammodernamento degli impianti di trasformazione e lavorazione dei prodotti della pesca;
VI. la promozione e la ricerca di nuovi sbocchi per i prodotti della pesca.
3. L'Assessore della difesa dell'ambiente, sentito il Comitato tecnico consultivo della pesca, elabora il programma e lo propone alla approvazione della Giunta regionale. La Giunta regionale approva il programma sentito il parere della competente Commissione consiliare.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 2
Soggetti destinati alle agevolazioni
1. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a), i pescatori singoli o associati, in possesso dei requisiti previsti dalla legge regionale 5 marzo 1953, n. 2, e successive modifiche e integrazioni.
2. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), punti 1) e 2), gli esercenti, persone fisiche e giuridiche, di impianti di allevamento di organismi acquatici in acque marine, salmastre e dolci, iscritti nei registri di cui agli articoli 9 e 11 della Legge 14 luglio 1965, n. 963, o iscritti nel registro delle imprese presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura per l'esercizio delle attività di allevamento dei suddetti organismi.
3. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), punto 3), i produttori costituiti in associazioni e/o consorzi.
4. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), le amministrazioni locali.
5. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera d), gli organismi pubblici e i produttori costituiti in associazioni e consorzi.
6. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera e), punto 1), gli imprenditori singoli e associati.
7. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera e), punto 2), le imprese singole, associate e cooperativistiche.
8. Possono accedere alle agevolazioni per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera f) le cooperative di pescatori e loro consorzi, le associazioni di categoria e loro strutture, le associazioni di produttori e loro consorzi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 3
Interventi dell'Assessorato della difesa dell'ambiente e degli enti locali
1. L'Assessorato della difesa dell'ambiente è autorizzato a predisporre e a dare esecuzione agli interventi d'interesse pubblico previsti all'articolo 1, lettere b), punti 2) e 3), lettere c), d) ed e), punto 1), limitatamente ai mercati ittici all'ingrosso.
2. L'attuazione degli stessi interventi, comprensiva anche delle spese generali di progettazione, può essere delegata agli enti locali nel cui territorio o nel mare territoriale ad esso prospiciente ricade l'intervento, secondo quanto previsto dagli articoli 4 e 10 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24, e successive modifiche e integrazioni.
3. Per la realizzazione degli interventi previsti nel comma 2 l'Amministrazione regionale può concedere agli enti locali, ad integrazione dei finanziamenti comunitari, un contributo fino all'ammontare totale dell'investimento.
4. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 1, 2 e 3 sono valutati in lire 1.800.000.000 per l'anno 1998 e in lire 2.100.000.000 per gli anni successivi (cap. 05096).
5. Gli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 12 della legge regionale n. 2 del 1953 relativi agli interventi di interesse collettivo sono valutati in lire 1.000.000.000 per l'anno 1998 e in lire 800.000.000 per gli anni successivi (cap. 05084).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 4
Finanziamento del programma
1. Per l'esecuzione degli interventi previsti nel programma di cui all'articolo 1, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare contributi a fondo perduto ai soggetti di cui all'articolo 2 nella misura prevista dal comma 2 del presente articolo.
2. L'ammontare massimo di contribuzione per ciascun tipo d'intervento promosso dai soggetti di cui all'articolo 2 è quello previsto dal decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente 4 ottobre 1994, n. 2507, di attuazione della legge regionale 22 aprile 1994, n. 17, come modificato e integrato dal decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente 29 dicembre 1995, n. 2603 e successive modificazioni e integrazioni. Per la realizzazione dei centri servizi per la produzione, l'ammontare massimo della contribuzione regionale è stabilito nel 60 per cento della spesa ammissibile.
3. I contributi di cui alla presente legge sono cumulabili con le altre provvidenze creditizie e contributive previste dalla normativa comunitaria e nazionale purché l'ammontare delle agevolazioni non sia superiore al massimale di aiuto richiamato nel comma 2, calcolato in equivalente sovvenzione netto.
4. I massimali di spesa per il rinnovo e la ristrutturazione della flotta peschereccia sono determinati secondo quanto previsto dal decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente 29 dicembre 1995, n. 2603 e successive modificazioni e integrazioni.
5. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo sono valutati in lire 5.000.000.000 per l'anno 1998 e in lire 5.500.000.000 per gli anni successivi (cap. 05097).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 5
Programma operativo regionale di interesse comunitario
1. Gli interventi di cui al programma regionale che rientrano nella tipologia d'interventi finanziabili dal Reg. CE 2080/93 del 20 luglio 1993 (SFOP-Strumento finanziario di Orientamento della Pesca) e dal Regolamento di esecuzione n. 3699/93 del Consiglio del 21 dicembre 1993 sono presentati al cofinanziamento comunitario. In tal caso si applicano le procedure della delibera CIPE del 13 aprile 1994 che approva la proposta italiana relativa al documento unico di programmazione 1994-1996 e dei collegati provvedimenti statali d'attuazione.
2. L'eventuale cofinanziamento comunitario e statale ottenuto per l'esecuzione diretta d'interventi di competenza regionale, attuati anche attraverso la delega agli enti locali territorialmente interessati, deve essere inteso quale reintegro delle spese effettuate dall'Amministrazione regionale; lo stesso è riassegnato al capitolo di spesa 05096, in corrispondenza dell'accertamento in conto del capitolo d'entrata 36105, con decreto dell'Assessore della programmazione emesso su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore della difesa dell'ambiente.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 6
Anticipazioni delle provvidenze regionali in materia di pesca
1. Le provvidenze previste dalla presente legge e dalla normativa regionale in materia di pesca e acquacoltura possono essere erogate, su richiesta degli interessati, in via anticipata sino al 50 per cento della spesa ritenuta ammissibile.
2. Le anticipazioni devono essere garantite da polizza fidejussoria assicurativa o bancaria, conforme allo schema approvato con decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente di concerto con l'Assessore alla programmazione, bilancio ed assetto del territorio.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 7
Piano di riconversione della pesca a strascico e della pesca a sciabica o coppia d'ombra
1. Al fine di ridurre l'impatto dell'attività di pesca nell'ecosistema marino-costiero e di eliminare o ridurre la conflittualità tra sistemi di pesca praticati nella fascia costiera, l'Amministrazione regionale attua programmi di razionale utilizzo delle risorse biologiche presenti nelle suddette aree attraverso progetti che prevedono, per le imbarcazioni fino a 20 tonnellate di stazza lorda esercitanti l'attività di pesca a strascico o la pesca a sciabica o coppia d'ombra, l'abbandono definitivo di qualsiasi sistema di pesca o la riconversione delle attività di pesca a strascico o di pesca a sciabica o coppia d'ombra verso sistemi alternativi di pesca.
2. Per l'attuazione dei progetti di cui al comma 1 l'Amministrazione regionale è autorizzata:
I. a corrispondere ai titolari di imbarcazioni, abilitate e che abbiano esercitato per almeno due anni negli ultimi tre l'attività di pesca a strascico o la pesca a sciabica o coppia d'ombra, che volontariamente cessino definitivamente ogni attività di pesca, una indennità di buonuscita nella misura del 100 per cento delle tabelle del premio per l'arresto definitivo delle imbarcazioni di cui all'allegato IV tabella 1 del Regolamento CEE 3699 del 21 dicembre 1993;
II. a corrispondere ai titolari di imbarcazioni, abilitate e che abbiano esercitato per almeno due anni negli ultimi tre l'attività di pesca a strascico o la pesca a sciabica o coppia d'ombra, che volontariamente abbandonino tali sistemi per la riconversione verso altre attività di pesca, una indennità di riconversione nella misura del 75 per cento delle tabelle del premio per l'arresto definitivo delle imbarcazioni di cui all'allegato IV tabella 1 del Regolamento CEE 3699 del 21 dicembre 1993; qualora la licenza di pesca preveda l'utilizzo sia dello strascico che della sciabica, i premi sono concessi a condizione che entrambi i sistemi di pesca vengano cancellati dalla licenza;
III. a corrispondere ai componenti l'equipaggio delle imbarcazioni che si avvalgono di quanto previsto dai punti a) e b) una indennità di buonuscita o di riconversione nella misura del 75 per cento di quanto previsto dall'articolo 6 e dalla tabella D allegata al decreto 23 maggio 1997 del Ministro della risorse agricole, alimentari e forestali;
IV. ad erogare con priorità assoluta, ai beneficiari di cui al punto b), finanziamenti a tasso agevolato a valere sul fondo di rotazione di cui alla legge regionale 28 novembre 1950, n. 65, congiuntamente ai contributi a fondo perduto fissati nella misura del 60 per cento, sino alla concorrenza del 90 per cento del costo del programma di riconversione del sistema di pesca relativo all'acquisto delle attrezzature e apparecchiature necessarie alla realizzazione del programma stesso.
3. I criteri e le modalità tecniche per la corresponsione dei benefici di cui alla lettera b) del comma 2 sono adottati con decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente previa deliberazione della Giunta regionale.
4. Gli oneri derivanti dalla attuazione del presente articolo sono valutati in lire 1.200.000.000 per il 1998 e il lire 1.600.000.000 per gli anni successivi (cap. 05097/01).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7 bis.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 7 bis
Attuazione degli aiuti
1. Gli aiuti istituiti dalla presente legge sono attuati dall'Amministrazione regionale solo dopo la pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione della decisione della Commissione Europea concernente la loro approvazione ovvero della scadenza del termine di due mesi previsto per l'esame degli aiuti da parte della Commissione stessa.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 8
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire 9.000.000.000 per l'anno 1998 e in lire 10.000.000.000 per gli anni successivi.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 1998 e in quello pluriennale per gli anni 1998/2000 sono apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione:
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03017 -
Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4 della legge finanziaria 1998 e art. 34, comma 2, lett. b), della legge di bilancio)
1998 lire 9.000.000.000
1999 lire 10.000.000.000
2000 lire 10.000.000.000
mediante utilizzo della riserva prevista dalla voce 6 della tabella B allegata alla legge finanziaria 1998.
In aumento:
Entrata
Cap. 36105 - (N.I.) - 3.6.1
Rimborsi per la realizzazione di interventi di interesse collettivo a favore dell'industria peschereccia (art. 12, L.R. 5 marzo 1953, n. 2)
1998 P.M.
1999 P.M.
2000 P.M.
Spesa
05 - DIFESA AMBIENTE
Cap. 05084 - (N.I.) - 2.1.2.1.0.3.10.14 (08.02)
Spese per la realizzazione di interventi di interesse collettivo a favore dell'industria peschereccia (art. 12, L.R. 5 marzo 1953, n. 2 e art. 3, comma 5, della presente legge)
1998 lire 1.000.000.000
1999 lire 800.000.000
2000 lire 800.000.000
Cap. 05096 - (N.I.) - 2.1.2.1.0.3.10.14 (08.12) Spese per l'attuazione di un programma di interventi diretti nel settore della pesca e dell'acquacoltura (artt. 3, comma 4, e 5 della presente legge)
1998 lire 1.800.000.000
1999 lire 2.100.000.000
2000 lire 2.100.000.000
Cap. 05097 - (N.I.) - 2.1.2.4.3.3.10.14 (02.07)
Contributi per la realizzazione di interventi nel settore della pesca e dell'acquacoltura (art. 4 della presente legge)
1998 lire 5.000.000.000
1999 lire 5.500.000.000
2000 lire 5.500.000.000
Cap. 05097/01 - (N.I.) - 2.1.2.1.0.3.10.14 (08.12)
Spese per la realizzazione di un programma di riconversione della pesca a sciabica o coppia d'ombra e della pesca a strascico esercitata da imbarcazioni fino a 20 tonnellate di stazza lorda (art. 7 della presente legge)
1998 lire 1.200.000.000
1999 lire 1.600.000.000
2000 lire 1.600.000.000
3. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge gravano sui sopracitati capitoli del bilancio della Regione per gli anni 1998/2000 e sui capitoli corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Dovremmo ora passare alla votazione finale del testo di questo provvedimento. E` una legge rinviata, e ciò che questo comporta non devo spiegarlo ai colleghi. Propongo quindi di sospendere la votazione finale e di passare al provvedimento successivo. Se non ci sono osservazioni procediamo in questo modo.
Discussione della proposta di legge Fois Paolo - Cadoni - Cherchi - Diana - Fantola - Ghirra - Marteddu - Oppia - Piras - Pirastu: "Norme sulla partecipazione regionale ai processi decisionali comunitari e sull'esecuzione degli atti dell'Unione Europea" (323/B)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 323 B. Il relatore Paolo Fois aveva già svolto la relazione, era stata chiusa la discussione generale ed è stato approvato il passaggio all'esame degli articoli. Si dia lettura dell'articolo 1.
DEMONTIS, Segretario:
TITOLO I
NORME GENERALI
Art. 1
Finalità
1. La presente legge regola le modalità di partecipazione della Regione ai processi decisionali comunitari e di esecuzione degli atti dell'Unione europea.
2. In armonia con i principi ispiratori del Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, come modificato dal Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997, la presente legge si ispira al criterio secondo cui, anche nelle materie disciplinate da detti Trattati, le decisioni devono essere prese il più vicino possibile ai cittadini
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.), relatore. Molto brevemente, signor Presidente, per sottolineare un aspetto che mi sembra opportuno mettere in evidenza.
Abbiamo più volte detto che questa legge ha avuto alcuni aggiustamenti per l'esigenza di adeguare la norma inizialmente prevista alle norme figuranti nella legge comunitaria 1995/97 che, a sua volta, ha tenuto conto delle trasformazioni, delle modifiche avvenute sul piano del diritto comunitario.
Questo può dare l'impressione di una legge che sia supinamente basata sulla esigenza di adeguare il nostro ordinamento agli obblighi comunitari. In realtà, se questo è il contenuto della legge che puntualmente e correttamente si adegua alle norme di diritto comunitario vigenti, alle norme interne che si conformano alle norme comunitarie, la finalità politica di questa legge è mettere ordine all'interno delle nostro ordinamento, regolando i rapporti tra Consiglio e Giunta.
Disciplinando la corretta definizione delle regole interne regionali rispetto agli obblighi comunitari, noi intendiamo avere le carte in regola per sviluppare quell'azione di critica e di contestazione delle norme comunitarie in fieri che, per esempio, in tema di insularità e di presa in considerazione delle esigenze delle regioni meno favorite non sempre, come più volte abbiamo sottolineato, tengono conto delle nostre giuste esigenze.
Quindi, da un lato l'esigenza di mettere ordine nel nostro ordinamento interno, ma questo soprattutto in funzione di avere più forza nei rapporti con l'Unione Europea e con lo Stato, perché le giuste esigenze della Sardegna vengano accolte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Chiedo scusa, signor Presidente, ma sono arrivato in questo momento. E' la discussione generale della proposta di legge 323 B?
PRESIDENTE. No, siamo all'articolo 1. L'onorevole Fois ha messo a fuoco di nuovo le finalità soffermandosi sull'articolo 1.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io vorrei fare qualche considerazione di carattere generale per poi scendere sullo specifico.
Concordo pienamente sui fini che la proposta di legge vuole assolvere, però desta in me perplessità il fatto che la proposta di legge licenziata per la seconda volta, la 323 B, rispetto al testo della 323 A si discosta anche per parti sostanziali, perché se è vero che con la 323 B meglio si adegua alle intervenute modifiche della 128 dell'aprile 1998 - sto andando a memoria e non vorrei sbagliare il riferimento normativo - altrettanto non è vero che non ci siano modifiche di carattere sostanziale per ciò che riguarda altri aspetti. Mi riferisco in modo particolare agli articoli 13 e 14 dell'originario testo, nel quale tra le altre cose, con una modifica intervenuta in Commissione, perché l'originaria proposta, cioè quella formulata dai proponenti Fois Paolo, Cadoni, Cherchi, Diana, Fantola, Ghirra, Marteddu, Oppia, Piras e Pirastu, gli articoli 13 e 14 non vi figuravano.
L'articolo 13, il primo dei due, ha come titolazione "Erogazione di servizi alle imprese" e prevedeva che il Consorzio 21 fosse autorizzato ad erogare, a favore di imprese singole ed associate, servizi finalizzati alla partecipazione di dette imprese a programmi finanziati dall'Unione Europea.
La stessa motivazione sussisteva nell'articolo 14 per ciò che riguardava la SFIRS.
Ebbene, allora io mi chiedo se la necessità che il testo ritornasse in Commissione era necessitata e motivata dall'adeguamento alla intervenuta disciplina, non riesco a capire perché sono stati stralciati questi due articoli che avevano una specificazione particolare.
Questo lo dico perché la succinta relazione, che è stata fornita nella accompagnatoria alla proposta di legge, non dà spiegazione su questo fatto.
Mi corre l'obbligo di dire che il Capogruppo mi aveva incaricato di oppormi alla discussione del provvedimento, perché non vi erano state adeguate spiegazioni per ciò che riguardava l'intervenuta modifica.
Ora poiché della legge si discute, ed evidentemente la colpa è attribuibile solamente al sottoscritto che arriva con qualche minuto di ritardo, non posso certamente oppormi alla discussione, però sarebbe quanto meno opportuno che vengano forniti i chiarimenti del caso in maniera tale che sia il sottoscritto, che il Gruppo di appartenenza, ma anche i colleghi che interessano tutte le forze politiche presenti in Aula, abbiano contezza di questo fatto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Fois, il quale è già intervenuto, e gli diamo la parola vista la straordinarietà del caso solo, brevemente, per fornire un chiarimento all'onorevole Balletto, poi andiamo avanti.
FOIS PAOLO(Progr. Fed.), relatore. I chiarimenti sono due, molto sinteticamente.
Io ho fatto riferimento alla esigenza di adeguarci alle norme comunitarie non perché questo sia stato l'unico motivo che ha portato alla rielaborazione, ma per porre in risalto che facendo questo discorso dell'adeguamento non vogliamo assolutamente mostrare un atteggiamento passivo nei confronti dell'Unione Europea, anzi vogliamo, grazie a questo, avere più forza per contestare le modifiche che stanno intervenendo a livello comunitario per quanto riguarda i rapporti con le isole.
Sotto il profilo più squisitamente giuridico, ricordo che questo passaggio in Aula è il risultato di una precisa richiesta della Giunta, che ha invocato e ha fatto riferimento all'articolo 85 del Regolamento interno.
Quindi, questo passaggio, questa esigenza che puntualmente nella pur sintetica relazione è menzionata, fa sì che non soltanto per un adeguamento alle trasformazioni verificatesi sul piano della normativa statale, ma anche altre esigenze sono state prese in considerazione.
Queste esigenze, credo, verranno illustrate quando si esamineranno gli articoli in questione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 2
Informazione sugli atti comunitari
1. Al raggiungimento delle finalità della presente legge la Regione provvede anche attraverso la più ampia diffusione delle informazioni riguardanti l'adozione e l'esecuzione degli atti comunitari, specie di quelli che conferiscono diritti ai cittadini o ne agevolano l'esercizio, in materia di libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali.
2. Una più organica informazione dei cittadini è assicurata dall'istituzione di un idoneo sistema informativo, alla cui predisposizione la Giunta regionale provvede entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, avvalendosi dell'Ufficio della Regione a Bruxelles, di cui alla legge regionale 15 febbraio 1996, n. 12 e in stretto coordinamento con gli sportelli e gli organismi già operanti nel settore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 3
Sessione comunitaria
1. Il Presidente della Giunta regionale convoca, almeno ogni sei mesi, una sessione comunitaria della Giunta medesima allo scopo di definire le linee di azione prioritarie volte ad assicurare una reale partecipazione della Regione ai processi decisionali comunitari ed una corretta attuazione degli atti comunitari.
2. Gli orientamenti della Giunta regionale sono immediatamente portati a conoscenza del Consiglio regionale, che esercita, al riguardo, la propria funzione di indirizzo e di controllo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 4
Notifica delle proposte inerenti regimi di aiuti alle attività produttive
1. In ottemperanza a quanto disposto dall'articolo 93, par. 3 del Trattato istitutivo della Comunità europea, la Regione notifica alla Commissione europea ogni proposta relativa all'istituzione o modifica di regimi di aiuto, secondo le procedure previste dall'ordinamento.
2. Il Presidente della Giunta regionale è competente ad adempiere all'obbligo di cui al comma 1. A tal fine notifica le proposte, sia di iniziativa della Giunta che di iniziativa consiliare o popolare, immediatamente dopo la loro approvazione da parte della competente Commissione consiliare.
3. Le leggi approvate dal Consiglio regionale prima che sia concluso il prescritto esame di compatibilità da parte della Commissione europea ai sensi dell'articolo 93 del Trattato CE devono contenere la clausola di sospensione dell'efficacia sino alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Sardegna dell'esito dell'esame suddetto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Presidente, colleghi, soltanto per richiamare l'attenzione sulla semplificazione che, grazie a questa norma, se approvata, noi potremmo introdurre rispetto alle leggi che stiamo approvando, e che sempre più devono contenere delle norme per quanto riguarda il regime degli aiuti.
Abbiamo dovuto inserire una norma, opportunamente e prudentemente, nella legge sull'informazione votata ieri, uno dei motivi di rinvio che ci ha costretto a riapprovare la legge sulla sciabica è proprio il fatto che questa notifica non era stata avvenuta, quindi abbiamo inserito una norma in questo senso.
Allora abbiamo previsto una regolamentazione molto sintetica che è incentrata sul fatto che se la notifica avviene prima del voto in Aula, la notifica avviene quando la legge è votata in Commissione qualunque sia il proponente, mentre per quanto riguarda le leggi che comunque vengano approvate in Aula senza un preventivo assenso dell'Unione Europea - parlo naturalmente di leggi che comportino aiuti - ci sarà la clausola che sospende l'efficacia finché non sia arrivato il parere favorevole dell'Unione Europea.
In questo modo c'è già un sistema precostituito, ed anche le formule da usare nelle varie leggi sono fissate in questa legge quadro al riguardo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 5
Adeguamento della legislazione regionale
1. Entro otto mesi dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale presenta alle Commissioni consiliari competenti un prospetto delle disposizioni regionali vigenti il cui adeguamento è imposto dall'esistenza degli obblighi comunitari con particolare riferimento agli articoli 92 e 93 del Trattato istitutivo della Comunità europea.
PRESIDENTE. E` aperta la discussione sull'articolo 5. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'articolo 6 è soppresso. Si dia lettura dell'articolo 7.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 7
Accordi internazionali e transfontalieri
1. Nel rispetto delle norme statali e comunitarie, la Regione può concludere accordi internazionali e transfontalieri con altre autonomie territoriali europee e mediterranee, in vista anche delle finalità di cui alla legge regionale 11 aprile 1996, n. 19.
Gli accordi in questione, sottoscritti dal Presidente della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 35 dello Statuto speciale, sono sottoposti all'approvazione del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. E` aperta la discussione sull'articolo 7. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 7 lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 8
Atti normativi comunitari
1. Le osservazioni sui progetti degli atti normativi e di indirizzo di competenza degli organi dell'Unione europea o delle Comunità europee, nonché gli atti preordinati alla formulazione degli stessi, e le loro modificazioni di cui all'articolo 14 della Legge 24 aprile 1998, n. 128, sono inviate al Governo dalla Giunta regionale, previo parere conforme del Consiglio regionale, che si deve esprimere entro 30 giorni dalla comunicazione della Giunta regionale e comunque entro la data presunta indicata dal Governo per la loro discussione o adozione da parte degli organi comunitari. Il Consiglio regionale sente, ove necessario, le autonomie locali e le categorie interessate.
2. Il Consiglio regionale esprime altresì il proprio parere in merito agli indirizzi generali relativi all'elaborazione degli atti comunitari riguardanti le competenze regionali, prima dello svolgimento delle sessioni comunitarie della Conferenza Stato-Regioni, ai sensi dell'articolo 10 della Legge 9 marzo 1989, n. 86.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 8. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 9
Atti di programmazione
1. Nel perseguire l'obiettivo di una stretta cooperazione a livello comunitario statale, regionale e locale, in armonia con l'articolo 4 del regolamento (CE) 2081/93 della Commissione del 20 luglio 1993, con l'articolo 10 della legge regionale 1 agosto 1975, n. 33, con l'articolo 3 della Legge 8 giugno 1990, n. 142, la Regione partecipa attivamente, nelle diverse fasi, alla definizione del testo dei programmi finanziati dall'Unione europea.
2. Fin dalla fase preparatoria, il Consiglio regionale formula gli indirizzi cui deve ispirarsi l'azione della Giunta nella definizione degli obiettivi dei programmi comunitari, in vista della successiva concertazione sia con gli uffici della Commissione europea, sia con la Cabina di regia e il Comitato di indirizzo di cui all'articolo 6 della Legge 8 agosto 1995, n. 341.
3. In conformità alla legge regionale 1° agosto 1975, n. 33, i programmi comunitari, una volta concordati dalla Giunta con gli organi comunitari e statali, sono approvati dal Consiglio regionale.
4. Le modifiche dei programmi, che devono essere decise dalla Commissione europea e dallo Stato membro interessato a norma dell'articolo 25, comma 5, ultimo capoverso del regolamento (CE) n. 2082/93 della Commissione del 20 luglio 1993, sono sottoposte all'approvazione del Consiglio regionale che deve esprimersi entro 45 giorni dal ricevimento. Decorso tale termine le modifiche devono intendersi approvate. Le ulteriori modifiche di cui al comma 5, primo capoverso, del citato articolo 25 sono approvate dalla Giunta regionale, previo parere favorevole della competente Commissione consiliare, che deve esprimersi entro 20 giorni dal ricevimento. Decorso tale termine il parere deve intendersi favorevole.
PRESIDENTE. E` aperta la discussione sull'articolo 9.
Ha domandato di parlare il consigliere Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO(Progr. Fed.), relatore. Ancora una volta, Presidente, per richiamare la razionalizzazione che con questa norma noi diamo alla complessa questione della formazione degli atti di programmazione, per quanto riguarda la partecipazione alle iniziative finanziate dall'Unione Europea.
Abbiamo realizzato, credo, un compromesso corretto tra quelle che sono le esigenze di rapidità delle decisioni, per quanto riguarda la modifica dei programmi, e il controllo che deve essere operato dal Consiglio, nel senso che per le modifiche più importanti è previsto che comunque le modifiche devono essere approvate dal Consiglio che ha votato il Regolamento e il programma originario, mentre per quanto riguarda, diciamo semplificando, le modifiche di minore importanza è sufficiente il passaggio e l'assenso da parte della Commissione consiliare competente.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
DEMONTIS, Segretario:
TITOLO III
ATTUAZIONE, NELL'AMBITO REGIONALE, DEGLI ATTI COMUNITARI
Art. 10
Attuazione legislativa
di atti normativo comunitari
1. La Regione, nel rispetto della normativa statale e segnatamente del comma 1 dell'articolo 9 della Legge marzo 1989, n. 86 e del comma 5 dell'articolo 13 della Legge 24 aprile 1998, n. 128, dà immediata attuazione alle direttive comunitarie e gli altri atti normativi che richiedono un intervento di natura legislativa.
2. Il disegno di legge che dà attuazione ai predetti atti normativi comunitari è presentato dalla Giunta regionale almeno sei mesi prima della scadenza del termine di adeguamento eventualmente previsto nell'atto normativo comunitario.
3. La legge regionale che dà attuazione ad una direttiva comunitaria reca nel titolo il numero identificativo della direttiva stessa.
PRESIDENTE. E` aperta la discussione sull'articolo 10. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 11.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 11
Attuazione amministrativa
di atti normativi comunitari
1. Se la direttiva o altro atto normativo comunitario non riguarda materia disciplinata con legge o coperta da riserva di legge, la Regione dà attuazione ai predetti atti mediante regolamento o atto amministrativo ai sensi dell'articolo 11 della Legge 16 aprile 1987, n. 183.
2. I regolamenti sono predisposti tempestivamente dalla Giunta e trasmessi al Consiglio regionale per l'approvazione. Gli atti amministrativi sono adottati dalla Giunta regionale, sentite le Commissioni consiliari che si pronunciano entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Decorso tale termine gli atti amministrativi sono approvati anche in mancanza dei pareri.
PRESIDENTE. E` aperta la discussione sull'articolo 11. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 12
Attuazione amministrativa
di atti di programmazione
1. Dei provvedimenti amministrativi adottati per dare attuazione ai programmi finanziati dall'Unione europea, immediata comunicazione viene data dalla Giunta alle Commissioni consiliari competenti.
PRESIDENTE. E` aperta la discussione sull'articolo 12. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 13
Abrogazione di norme
1. La legge regionale 3 novembre 1995, n. 25, è abrogata.
PRESIDENTE. E` aperta la discussione sull'articolo 13. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Se siamo d'accordo anche su questo, come sul procedente, sospendiamo l'approvazione finale.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, chiedo scusa, il fatto è sempre imputabile al mio ritardo. Per quale motivo, pregherei mi informasse, non si procede alla votazione della legge dal momento che ne è stato terminato l'esame, senza che peraltro siano stati forniti quei chiarimenti.
Anche perché, mi scusi Presidente, il collega Fois ha dichiarato che quelle spiegazioni sarebbero intercorse durante l'esame dell'articolato, cosa che invece non è avvenuta.
Quindi, c'è sicuramente qualcosa che manca ancora.
PRESIDENTE. Siccome non abbiamo ancora votato, io chiedo all'onorevole Fois, eventualmente, di prendere la parola.
Ricordo ai colleghi che questa è una legge che la Commissione aveva visto, anzi in gran parte era presentata dalla Commissione, discussa in aula, rinviata in Commissione per qualche rifinitura. L'onorevole Balletto ha chiesto dei chiarimenti, io prego l'onorevole Fois di fornirli, perché mi sembra che questo agevoli la comprensione e quindi il confronto tra le parti.
Ha domandato di parlare il consigliere Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.), relatore. L'onorevole Balletto ha opportunamente ricordato che nella proposta iniziale gli articoli 13 e 14 del progetto di legge numero 323/A non figuravano, sono stati aggiunti successivamente anche se, come può essere chiaro dalla lettura dei titoli, la legge ha una funzione di carattere generale, cioè non c'è nessun riferimento a situazioni particolari ed anche se non si trattava, a stretto rigore, di attuazione nell'ambito regionale degli atti comunitari, così come il titolo enuncia ed anticipa.
Su esigenza manifestata dalla Giunta regionale che, e la Commissione ha opportunamente convenuto, fatto notare come i richiami alla legislazione statale non aggiungono niente, nel senso che comunque è già la legislazione statale che abilita i diversi organi a svolgere questa funzione, che peraltro questa funzione svolgono già di fatto, e mi riferisco all'importante ruolo che l'ERSAT svolge nell'erogazione di servizi alle imprese, è parso che per mantenere l'astrattezza di questa legge fosse opportuno abrogare o non confermare i due articoli che erano stati in un secondo momento inseriti nel testo del progetto di legge numero 323/A.
PRESIDENTE. Chiedo se la Giunta vuole su questo aggiungere qualcosa. Non so se le spiegazioni siano state esaurienti.
Facendo seguito alla discussione, indico la votazione della proposta di legge numero 323.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per dichiarazione di voto, io francamente riesco a comprendere sul piano teorico le affermazioni e l'impostazione che ha dato il collega Fois, non riesco a comprenderla però sul piano pratico.
E sotto questo aspetto inviterei la Giunta ad essere un pochino più coerente, perché la proposta di legge originaria non prevedeva l'inclusione degli articoli 13 e 14 "Erogazione servizi alle imprese" e l' utilizzazione di strumenti comunitari di finanza innovativa.
Io non faccio parte di quella Commissione e quindi non ho seguito i lavori, ma non mi è difficile pensare, salvo essere smentito, che probabilmente l'aggiunta degli articoli 13 e 14 è di iniziativa della stessa Giunta, e se così fosse, la coerenza dovrebbe essere l'arma principale di chi amministra, a meno che non si riconosca di aver preso una topica solenne.
E quello che mi sorprende ancora di più è che ai chiarimenti che l'onorevole Fois ha dato, la Giunta, che non deve essere insensibile a questo problema e alla richiesta che proviene da una forza politica, avrebbe dovuto dare anch'essa spiegazioni ed indicare quella che è la sua posizione.
Io non vorrei che questa esclusione nasca dall'ennesimo conflitto che può essere all'interno della maggioranza, ovvero all'interno di una stessa e di una sola forza politica.
Ritengo che il provvedimento normativo abbia i suoi aspetti positivi e sotto questo aspetto è apprezzabile, ma proprio per la mancanza di chiarezza che esiste sui punti nei quali e dei quali si è discusso in precedenza, dichiaro di astenermi dalla votazione finale.
PRESIDENTE. Ha domanato di parlare per un breve chiarimento L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta ha partecipato attivamente alla rielaborazione del testo, al lavoro che si è fatto in questi giorni per definirlo, precisarlo, affinarlo, limarlo, migliorarlo ed anche al lavoro fatto stamattina in Commissione.
Ne condividiamo l'impianto, lo giudichiamo un provvedimento eccellente, organico, anche ambizioso nella sua impostazione, che definisce assai bene le procedure e i ruoli rispettivamente del Consiglio e della Giunta.
Per quanto riguarda gli articoli 13 e 14, io onestamente non so se a suo tempo siano stati introdotti per sollecitazione della Giunta, mi pare di no. In ogni caso è vero che la Giunta, nella discussione in Commissione, ha sostenuto la tesi dell'abrogazione, ma non per ragioni di sostanza, per un motivo molto semplice: che SFIRS, Consorzio 21 ed ERSAT possono fare tutto ciò che è indicato a proposito della promozione, della partecipazione all'attuazione dei programmi comunitari, tutto ciò che era indicato negli articoli 13 e 14 di cui si è proposta la soppressione, e che infatti non sono presenti nel testo B), anche senza gli articoli 13 e 14. Cioè noi li abbiamo giudicati superflui, non dannosi ma superflui, e quindi per una ragione di linearità, di snellezza e di semplicità della legge, per motivi anche di tecnica legislativa ne abbiamo suggerito l'abrogazione.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge 323/B.
Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - PIRAS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si sono astenuti: il Presidente SELIS e i consiglieri: BALLETTO - BERTOLOTTI - CASU - FLORIS - LOMBARDO - GIORDO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 53
Astenuti 7
maggioranza 27
Favorevoli 53
(Il Consiglio approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della legge regionale rinviata numero CCCIV. Ricordo che per la sua approvazione è necessaria la maggioranza assoluta.
Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - PIRAS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si sono astenuti: il Presidente SELIS - GIORDO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 57
Astenuti 2
Maggioranza 29
Favorevoli 57
(Il Consiglio approva)
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1998" (419)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 419. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Pochissime considerazioni per illustrare questo disegno di legge che era atteso da moltissime parti e sollecitato alla Giunta in varie forme.
La Commissione lo ha esaminato nella seduta della settimana scorsa e lo ha approvato. Riguarda la proposta dello stanziamento di 20 miliardi, di una variazione di bilancio che stanzia 20 miliardi al capitolo 10187-01 (?) che è relativo ai contributi in conto capitale alle cooperative e società giovanili, interventi previsti dall'articolo 10 della legge regionale 28 del 1984.
Come è sicuramente nella memoria di tutti i colleghi che hanno seguito la manovra finanziaria ultima scorsa, tra le poste in bilancio il capitolo a cui si fa riferimento era stato mantenuto per memoria con la giustificazione da parte della Giunta, condivisa dal Consiglio, che la manovra finanziaria nel suo complesso doveva prevedere le stesse risorse dell'anno passato per il capitolo a cui si fa riferimento.
L'impegno era, ed è un impegno mantenuto, di stanziare le relative somme nell'ambito della rimodulazione del programma della 402, che ci risulta la Giunta abbia approvato e che sta per arrivare in Consiglio e quindi essere posto urgentemente in discussione in Commissione e sicuramente approvato, almeno per questa parte.
Questo disegno di legge raccoglie invece l'esigenza e l'urgenza di consentire all'Assessorato competente di risolvere alcune urgenze, alcune domande istruite da parecchio tempo e che senza la necessaria copertura finanziaria non potevano essere definite.
Per cui la Commissione ha accolto favorevolmente questo disegno di legge, non solo, ma ha raccomandato anche alla Giunta, ed è una raccomandazione che io rifaccio all'assessore Scano, di vedere se nell'ambito del complesso del bilancio non sia possibile una variazione ulteriore che consenta l'impinguamento dell'importo da 20 miliardi ad una cifra superiore.
C'è da ricordare ancora, a riconoscimento dello sforzo fatto in questo senso, che queste somme sono aggiuntive rispetto allo stanziamento previsto l'anno scorso, contenuto nell'ambito del programma della 402.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Giunta con questo disegno di legge dimostra che quanto dicevamo in sede di discussione di bilancio era fondato. Infatti avevo sollevato proprio la cancellazione del capitolo relativo ai finanziamenti della legge 28, che è una delle poche leggi che fa davvero occupazione e crea davvero lavoro. In quell'occasione l'assessore Scano aveva detto che il problema era rinviato al programma della 402. Vedo che adesso si è ricreduto, anche perché il programma della 402 non so che fine abbia fatto, e ha proposto una variazione in bilancio, il che dimostra che poteva anche farsi prima.
Credo che certe volte i bilanci su certi capitoli sono un po' troppo tabù, e certi capitoli poi non trovano assoluta corrispondenza con la realtà.
Vedo che l'Assessore ha preso atto di questo, ha levato 20 miliardi da un capitolo in cui evidentemente non vi era l'urgenza di utilizzarli e li ha portati sulla 28. 20 miliardi probabilmente sono insufficienti, anzi, sono largamente insufficienti se si vuole creare davvero sviluppo e lavoro avvalendosi di uno strumento valido come la 28, per cui credo che in sede di assestamento occorra pensare su questo capitolo ad avviare altre risorse reperendole da capitoli poco utilizzabili.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare l'onorevole Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.). Signor Presidente, per dichiarare che colgo con grande favore il disegno di legge 419 proposto dalla Giunta in quanto è un disegno di legge che risponde ad una esigenza reale, perché corregge una impostazione originaria che di fatto ha bloccato la legge regionale 28 in quanto giaceva presso l'Assessorato già dall'anno scorso una cinquantina di pratiche che attendevano di essere esitate, più dieci pratiche istruite dagli istituti di credito per il '98.
Questo certamente non era e non poteva essere un fatto positivo giacché la legge 28, che certo ha bisogno di aggiustamenti, certo c'è bisogno di un monitoraggio per verificare che impatto avrà sull'occupazione, sullo sviluppo, ma indubbiamente è una legge positiva. Uno studio recente ne ha dimostrato la grande valenza positiva: sono 225 imprese che operano in seguito alla 28; in Sardegna ci sono 1.500 occupati che lavorano sulla base di questa legge; si è registrato un bassissimo tasso di mortalità di impresa e tutti questi sono numeri che di questa legge danno una connotazione positiva.
La proposta della Giunta regionale col disegno di legge 419 è quindi molta giusta, molto opportuna, e io dico che è anche in sintonia con quanto è emerso nella Conferenza regionale per il lavoro e lo sviluppo, perché è in questo modo che si favorisce il lavoro e lo sviluppo, e poi tende ad abbreviare notevolmente un itinerario che, così come era stato impostato inevitabilmente è diventato troppo lungo, ed era quello, appunto, di rimpinguare il capitolo relativo all'articolo 10 della 28 con il programma della 402.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MILIA
(Segue SASSU.) Io raccomanderei alla Giunta regionale, ma direi anche alla Commissione e al Consiglio, di non lasciare tuttavia che il programma della 402 segua passivamente il suo percorso, perché le risorse individuate nel disegno di legge, i 20 miliardi, ma adesso vedo con grande soddisfazione l'emendamento numero 1 della Giunta regionale che integra con altri 10 miliardi, per cui diventano 30 miliardi, comunque in ogni caso complessivamente non coprono il bisogno complessivo di questo articolo. Dicevo che valuto con grande soddisfazione questo emendamento, ma c'è necessità che l'itinerario della 402 non segua passivamente il suo corso, perché all'interno dei programmi della 402 ci sono ulteriori 48 miliardi che occorrono per dare una risposta giusta, adeguata a questo bisogno grande che viene avanzato dalla Sardegna per quanto riguarda questo tipo di sviluppo e questo tipo di occupazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Presidente, colleghi consiglieri, non mi dilungherò nel tessere le lodi sul provvedimento, sulla legge 28, sulla sua utilità e sulle sue ricadute nel sociale, soprattutto per quanto riguarda le ricadute nel mondo dell'occupazione, perché è già stato esposto brevissimamente dai colleghi che mi hanno preceduto e in altre occasioni io ho avuto modo di dire quale importanza riveste oggi per la Sardegna, e soprattutto per le aspettative di tanti giovani, questo importante provvedimento.
Dopo le sollecitazioni che avevamo portato all'attenzione dell'opinione pubblica, quasi contestualmente, debbo dire, la Giunta regionale ha provveduto rispetto a un problema, quello del mancato rifinanziamento per il '98 della legge 28, ha provveduto immediatamente a trovare, con una misura d'urgenza, quantomeno le minime disponibilità economiche per far sì che questo provvedimento non si fermasse rispetto alle richieste che già sono inevase all'Assessorato del lavoro e che hanno già avuto da parte delle banche l'ok sulla istruttoria. Quindi non parliamo di progetti che ancora debbono attendere il normale iter burocratico, che poi deve portare alla loro approvazione, ma parliamo di circa 60-70 progetti che già hanno avuto, da parte delle banche convenzionate con la Regione, l'ok e che quindi attendono semplicemente da parte dell'Assessorato la firma del decreto per poter immediatamente rendersi operativi.
Il problema che si pone al di là della disponibilità che la Giunta e l'Assessore della programmazione hanno dimostrato raccogliendo l'invito fatto in Commissione programmazione ed integrando di ulteriori 10 miliardi lo stanziamento iniziale previsto di 20, la grande preoccupazione è che noi ci troviamo di fronte a un meccanismo, quello della 28, che è in piena corsa. Quindi, nel momento stesso in cui noi stiamo affrontando oggi questa discussione probabilmente ci saranno decine di aspiranti imprenditori che, contestualmente, in queste ore stanno provvedendo alla raccolta degli incartamenti, alla realizzazione e alla stesura dei progetti di fattibilità e quant'altro.
Tutto questo evidentemente comporta per il Consiglio regionale e per la Giunta Regionale un'attenta riflessione, perché sta avvenendo da un po' di tempo a questa parte, soprattutto per le leggi definite di sportello, una diminuzione di disponibilità di cassa verso queste leggi; è accaduto per l'articolo 11 della 268, che si rivolge verso le aziende che esportano i loro prodotti all'estero, sta avvenendo per l'agenzia del lavoro, per la legge 33, sta succedendo la stessa cosa per la legge 28. Sono tutte leggi per le quali se non c'è più da una parte la volontà politica, dall'altra la disponibilità di cassa per continuare a finanziarle, occorre immediatamente aprire un dibattito per capire il da farsi da qui ai prossimi anni, anche perché lo stanziamento che oggi viene fissato nella quota di 30 miliardi già di per sé sappiamo che non sarà sufficiente neanche a soddisfare le richieste oggi in giacenza presso l'Assessorato del lavoro. Se calcoliamo una media di circa 700 milioni, un miliardo per progetto, è facile fare i calcoli, i 65-70 progetti che oggi giacciono in Assessorato del lavoro, queste somme non saranno utili per soddisfarli tutti.
Va anche detto che la stragrande maggioranza di questi progetti, che sono in graduatoria in attesa del decreto assessoriale, attendono risposte già da oltre un anno; mi risulta che il primo progetto in graduatoria che dovrebbe subito percepire, una volta approvata questa legge, i denari provenienti dall'Assessorato del lavoro, ha già avuto da più di un anno dalla banca l'ok sulla fase istruttoria.
Allora noi stiamo da una parte correndo il rischio di creare già degli imprenditori falliti prima ancora che gli stessi possano diventare imprenditori a tutti gli effetti e possano mettere in piedi le attività economiche e produttive per le quali attraverso la legge 28 stanno richiedendo il finanziamento, dall'altra stiamo creando l'illusione e l'aspettativa per decine e decine di giovani che oggi, nel momento della nostra discussione, stanno adoperandosi per presentare una richiesta per la legge 28.
Se le disponibilità non fossero più sufficienti, se ci fosse una decisione politica di questa maggioranza di voler rivedere il provvedimento in virtù anche del fatto che parrebbe che potrebbe cozzare con quelle che sono le norme comunitarie e che quindi un domani ci si potrebbe trovare in grosse difficoltà rispetto anche ad esigenze e direttive dell'Unione Europea, è bene che questo discorso venga affrontato nel più breve tempo possibile, soprattutto per orientare tutti quegli aspiranti imprenditori verso altre leggi, portandoli a desistere momentaneamente dal poter usufruire della legge 28 per la quale, rispetto alle grandi aspettative che si sono create e si creeranno sicuramente negli anni, sembrerebbe che le disponibilità e le opportunità non siano soddisfacenti per colmare tutte le richieste che sono già pervenute e che potranno pervenire in futuro.
Questo discorso vale anche per gli altri provvedimenti che ho citato prima, la 261, per la quale già durante la manovra di bilancio avevamo richiesto quantomeno la sospensione del bando in maniera tale che non continuasse ad accadere quello che realmente sta accadendo, ovverosia che gli imprenditori si stanno portando in bilancio, nella voce "entrate", soldi in previsione che probabilmente non arriveranno mai.
Lo stesso discorso vale per l'agenzia del lavoro, per la legge 33, per la quale, mi dicono, pare occorrano all'incirca 150 miliardi solo ed esclusivamente per sanare il pregresso e per dare un po' di ossigeno per il futuro.
Sono cifre che probabilmente possono apparire enormi rispetto ai problemi di cassa che la Regione negli ultimi periodi sta attraversando, però va considerato anche che quelle di "sportello" sono le uniche leggi che danno concrete ed immediate risposte al mondo dell'imprenditoria e anche al mondo della disoccupazione in genere che attraverso soprattutto lo strumento della 28 e dell'agenzia del lavoro riescono in una certa qual maniera a trovare una collocazione all'interno del mondo produttivo e del mondo del lavoro.
Quindi l'invito che voglio fare è quello di aprire un dibattito politico serio, sereno, su quello che dovrà essere il futuro di queste leggi di sportello, capire se ci sono i tempi, i modi per poterle modificare, aggiornare questi importanti strumenti, ma soprattutto, se non si intravedesse per un immediato futuro la giusta copertura finanziaria capace di soddisfare tutte le richieste, che la Giunta regionale, con grande atto di coraggio, sospenda, blocchi, anche temporaneamente, queste leggi in maniera tale da non creare ulteriori illusioni rispetto alle aspettative che centinaia, se non migliaia, di persone probabilmente anche in questo momento ripongono sulle stesse leggi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Signor Presidente, colleghi, io non mi unirò al giudizio positivo e un po' al coro che ho sentito negli interventi in Aula rispetto alla legge numero 28.
La legge 28 per me è dannosa ed iniqua, in questa fase; iniqua perché, come diceva adesso anche il collega Lippi che mi ha preceduto, non si rivolge più ai giovani disoccupati, si rivolge al mondo delle imprese ed agli imprenditori, a degli imprenditori che magari, attraverso qualche figliolo o qualche parente costituisce una società di capitali per utilizzare la legge numero 28.
Iniqua perché mentre uno che intende investire nel turismo, imprenditore vero quanto quello della legge numero 28, utilizza i fondi della legge di settore rinunciando o non prevedendo contributi in conto capitali, la legge 28 consente, in deroga, senza avere la deroga, a qualsiasi normativa, che quella società, anche per operazioni immobiliari, come quelle che stanno avvenendo utilizzando l'articolo 9 e l'articolo 10, e che tutti sappiamo, consente di avere il 60% a fondo perduto, consente che l'intervento complessivo tra contributo e mutuo sia e copra l'intero investimento al 100%, consente che sia dato un mutuo di anticipazione persino dell'IVA, consente che sia finanziato, sempre a carico della "28", lo studio di fattibilità del progetto stesso. Cioè consente, apre una iniquità tra chi ha magari ha due figlioli e può farli iscrivere all'Ufficio di Collocamento, e chi questo non ce l'ha e opera utilizzando le leggi di settore. Quindi, è un legge iniqua, è una legge fuori da qualsiasi normativa comunitaria, è una legge che sta creando danno.
Sta creando danno anche perché, oltre ad essere iniqua, apre un problema -ripeto - di concorrenza sleale nei confronti del settore, nei confronti di chi utilizza le altre norme - quelle sì magari rispettano la normativa comunitaria - e creano danno anche perché, non riesco a capire come mai per la legge numero 28 si va controcorrente; si stanno finanziando in tutta la Sardegna caseifici e, contemporaneamente, la programmazione regionale e il piano operativo plurifondo prevedono di finanziare lire 25 miliardi per concentrare la produzione e l'offerta. Allo stesso tempo, però, con la legge numero 28 nascono caseifici in tutta la Sardegna.
Con la legge numero 28, si stanno finanziando decine e decine di impianti di macellazione, eppure la normativa regionale e la programmazione regionale prevedono, anche per la macellazione, di concentrare e di realizzare grandi impianti che stiano sui mercati e, soprattutto, che rispettino la normativa comunitaria.
Quindi, non solo la ritengo iniqua perché è in forte contrasto ed è in concorrenza sleale nei confronti della vera imprenditoria che utilizza le norme di settore, dannosa perché finanzia, in controtendenza rispetto alla programmazione regionale, settori che non andrebbero finanziati; e favorisce anche operazioni immobiliari, perché con la legge numero 28 si può ottenere il 60 per cento a fondo perduto per acquistare stabili, con lo scopo di ristrutturarli e farne bar o ristoranti. Basterebbe vedere i programmi finanziati negli ultimi due anni e vedremo che sono bar e pizzerie, attraverso l'acquisto di locali al 60 per cento a fondo perduto.
Quindi, personalmente, credo che sia arrivato il momento non più di impinguare solo il capitolo, ma di mettere mano alla legge! Di mettere mano alla legge e di prevedere, magari, corsie preferenziali, ma non una disparità così forte, così macroscopica, così iniqua come quella che ha la legge numero 28 rispetto alle leggi di settore.
Aggiungo anche (credo che su questo, molto probabilmente, formalizzerò anche una lettera o qualcosa del genere) tra l'altro, che questa legge favorisce solo le banche, perché c'è un alto costo per la Regione nei confronti delle banche che sono soggetti istruttori, e favorisce anche qualche funzionario di banca, perché poi, se andiamo a verificare, spesso questi studi di fattibilità ed i progetti sulla legge numero 28, magari vengono da società con stretto rapporto - (e dico solo "stretto rapporto", non voglio andare oltre) - con il funzionario della banca che deve istruire la legge numero 28.
Quindi, è una legge iniqua e dannosa che qualche volta finanzia iniziative contro la programmazione regionale e che sta favorendo anche, forse, qualche iniziativa speculativa.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, mi meraviglia veramente il tono della discussione che si sta instaurando in quest'Aula, rispetto a una legge di settore da tutti dichiarata fino a poco tempo fa (per questo mi meraviglia), una legge positiva che dava una risposta alle esigenze di occupazione e alle esigenze di sviluppo soprattutto del mondo giovanile.
Mi meraviglio del fatto che si voglia porre sotto processo una legge quando si sa benissimo che così come tutte le leggi, sono soggette a scappatoie ed a vincoli. Mi meraviglio del fatto che si voglia porre sotto processo una legislazione che ha dato, fino a prova contraria, i suoi benefici e sui cui tutti ritenevamo, e riteniamo, penso - adesso si vede che c'è anche un'aria di dissenso - ma io la ritengo ancora utile per favorire lo sviluppo e soprattutto l'occupazione dei giovani.
Gli esempi che si sono portati, non escludo che in qualche caso possono essere anche corrispondenti alla realtà, ma se io dovessi fare altri esempi su come funzionano le altre leggi di settore, le scappatoie che molte volte anche il mondo dell'imprenditoria, quella cosiddetta (per dirla con le parole dell'onorevole Marrocu) non agevolata, non incentivata oltre misura, che utilizzano scappatoie per ottenere finanziamenti molte volte al limite della regolarità.
In questa discussione si è posto un problema, che ritengo sia un problema da tenere in forte considerazione, tra l'altro rilevato anche nella commissione e penso rilevato anche più di una volta nei dibattiti di quest'Aula in fase di programmazione e bilancio della Regione: il problema del monitoraggio e del rapporto che vi deve essere tra la spesa e la programmazione della nostra Regione.
Qua si poneva una serie di interrogativi sul fatto che vengono finanziate iniziative che sono in contrasto con la programmazione regionale, per cui anche con la logica di sviluppo della nostra Regione.
Questo è un problema che va visto, che va - a mio avviso - anche ulteriormente sottolineato, ma è un problema tra noi, il rapporto tra la nostra legislazione e il rapporto con gli istituti istruttori, per cui quelli che dovrebbero avere la capacità di valutare che le iniziative siano, anche in prospettiva, realmente produttive e per cui abbiano anche la capacità di reggersi sul mercato.
Io non voglio in questo momento fare il difensore d'ufficio di questa legislazione, di questo provvedimento. Ritengo, però, che se un necessario approfondimento vi deve essere, vi deve essere nelle sedi opportune, e non in maniera così estemporanea fatto nell'Aula che possono recare, in questo momento, perplessità nei confronti dei singoli consiglieri.
Per altro, la commissione, all'unanimità, tutte le forze politiche presenti, non soltanto sollecitavano l'esigenza del finanziamento, dell'approvazione immediata di questo provvedimento legislativo, ma indicavano e mettevano in luce l'inadeguatezza della capacità finanziaria che la Giunta regionale stimava nello stesso provvedimento, che era di 20 miliardi.
Per cui, prendiamo atto positivamente che la Giunta ha incrementato la disponibilità di ulteriori 10 miliardi, e per cui prendiamo atto che è stata anche di parola rispetto alla volontà di impinguare ulteriormente i 20 miliardi a suo tempo indicati.
Penso che stiamo andando nella giusta direzione, quella di dare una risposta concreta alle aspettative dei giovani e, soprattutto, stiamo dando una risposta concreta alle indicazioni indicate anche nella Conferenza per il Lavoro e lo sviluppo dove, la stessa legge numero 28 veniva indicata come una legge che poteva dare risposte positive in termini di occupazione.
Non metto in dubbio che vi possono essere aspetti da approfondire, da aggiustare rispetto all'operatività, rispetto al nostro rapporto con le banche e quant'altro; è un impegno che dobbiamo assumerci tutti insieme, cominciando dalla Giunta e dall'Assessore competente, ma cercando di non mancare l'obiettivo che, comunque, dobbiamo creare strumenti e possibilità che possono permettere maggiore occupazione e non strumenti che blocchino l'occupazione stessa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Colleghi, io distinguerei due aspetti di questa proposta di legge: il primo di carattere politico, che investe la necessità di individuare una politica economica alternativa, o meglio, innovativa rispetto a quella sinora perseguita, e l'altro, appena appena più pratico, che attiene al confronto tra opposizione e maggioranza.
Non più tardi di due mesi fa - in riferimento a quest'ultimo aspetto - in occasione della discussione della manovra finanziaria, Forza Italia ha fatto una grossa battaglia sulla necessità di avere un concreto e cospicuo rifinanziamento del capitolo 10 137/01; questo per due ordini motivi.
Il primo, perché non si possono tradire le aspettative di chi e di quanti, basandosi sulle leggi della Regione, avevano avviato progetti e quindi, potenziali iniziative. Progetti che, evidentemente, per essere tali comportano nella fase iniziale costi che devono essere sopportati.
Il secondo è quello di dare ai soggetti stessi la possibilità di avviare le loro iniziative in termini concreti e, quindi, di dare impulso alle iniziative che sono in cantiere.
Ebbene, io ricordo che proprio il collega Lippi fu uno dei maggiori sostenitori di questa contrapposizione. Ma, se ben ricordate colleghi, da parte della Giunta ci fu una netta chiusura, ma non perché non si intendesse dare risposta al problema, ma perché ci si proponeva di affrontarlo con la Legge 402 e poi, successivamente, con la manovra di assestamento.
Per la verità, da parte delle opposizioni, è mancata la dovuta coesione, perché se la battaglia fosse stata condotta con concretezza e con unità d'intenti, evidentemente, oggi non staremo qui a parlare di questo problema, perché i 50 miliardi che erano stati richiesti, sarebbero già stati stanziati nella legge finanziaria. E' acqua passata.
Comunque, la riprova che Forza Italia si trovava nel giusto, è data da questo repentino cambiamento da parte della Giunta (fatto al quale, ormai, siamo abituati da tempo), che ritorna sui propri passi e, praticamente, ammette di aver operato in maniera non conveniente.
La Giunta, oggi, trova i fondi per sostenere il proprio disegno di legge ricorrendo a quel pozzo senza fine, a quel pozzo di Sant'Antonio che è rappresentato dallo stanziamento per gli interessi a fronte dei mutui che devono essere stanziati, che sono stati stanziati per il ripianamento dei disavanzi di esercizio.
Ebbene, in occasione della manovra finanziaria, noi dicemmo che le fonti di finanziamento del capitolo potevano essere individuate proprio in quel capitolo di spesa. Ci fu detto che, ormai, in quel capitolo lì non vi erano più fondi, anche perché su pressioni da parte di alcuni settori della maggioranza, con qualche emendamento a quella voce si era fatto ricorso.
Però, anche questo, alla prova dei fatti, si dimostra un ulteriore atteggiamento non chiaro e non trasparente (non voglio usare parole più forti) attraverso i quali la Giunta ha dato dimostrazione che, evidentemente, in quel preciso momento non rientrava nei propri piani quel determinato comportamento e, a giustificazione, aveva portato una argomentazione che, alla prova dei fatti, si era dimostrata non fondata e non veritiera.
Ho sentito dire qui dal collega Sassu, che questa Legge 28 ha ben funzionato. Diciamo che ha ben funzionato se in questo modo si intende il fatto che circa 1.200 persone hanno trovato occupazione. Io direi che la legge avrebbe ben funzionato se avesse consentito il sorgere di imprese e di aziende che sono realmente capaci di stare sul mercato, e che quindi generano ricchezza e danno la possibilità di dare occupazione a quelle 1.200 persone, in maniera stabile.
A me risulta, però (e vorrei sapere se questo fatto risulta anche all'Assessore Deiana e all'Assessore al Bilancio) che uno dei limiti fondamentali di questa legge è proprio la mancata istituzione dei sistemi di controllo, perché i finanziamenti non vengono dati così, puramente e semplicemente, perché le domande sono state presentate ed istruite favorevolmente.
La permanenza delle agevolazioni è subordinata alla persistenza di determinati requisiti, quali sono l'occupazione etc. etc.. Io so che su questa legge non si sono fatti controlli.
Perché - caro collega Sassu - se il sistema dei controlli fosse stato attivato e se fosse stato fatto in maniera corretta e seria, la maggior parte di queste imprese dovrebbero chiudere e tornarsene a casa. Quindi, anche questa volta, si dimostra che è una politica di tipo assistenziale e che non ha risolto in nessun modo i fini e gli scopi ai quali, evidentemente, intendeva dare una risposta. Allora, ben venga il provvedimento!
Ben vengano i 30 miliardi! Ma solo perché si deve dare risposta a diritti che ormai sono acquisti. Ma noi ci aspettiamo che questa maggioranza, che fino ad ora ha dato dimostrazione di incompetenza su questo settore, veramente dia impulso e dia avvio alle politiche innovative in materia di lavoro. Perché il lavoro non si crea in questo modo. Il lavoro si crea con altri strumenti, e la legge 28 era stato il primo punto, il primo argomento della Conferenza Regionale dello sviluppo del 1987, di 11 anni fa. Le risposte, purtroppo - caro Assessore Deiana - sono di questo tipo. Lei mi smentirà ed io sarò contento, se mi smentirà, come mi auguro, con argomentazioni portanti e con argomentazioni che abbiano reale fondamento e corpo.
Allora, è tempo che si metta veramente mano. Ecco qui il problema e il nodo politico al quale si faceva riferimento in precedenza. Bisogna veramente essere innovatori, cambiare sistema, cambiare indirizzo, andare a trovare altri accorgimenti, individuarli, sostenerli e dare attuazione perché, veramente le risorse a disposizione della Sardegna siano impiegate nel modo più proficuo e redditizio che possa essere.
Poi, l'ultimo punto è sempre questo della famosa coerenza: il disegno di legge della Giunta reca la data del 12 maggio. E` pervenuto in Commissione bilancio in data 21 maggio 1988; oggi è il giorno 27, e quindi, a distanza di appena sei giorni arriva l'Emendamento numero 1 della Giunta che incrementa lo stanziamento di 10 miliardi.
Ma io dico: è mai possibile che gli uffici, la struttura dell'Assessorato alle finanze non informino l'Assessore sulla presenza delle disponibilità per dare maggior corpo all'intervento?
E` mai possibile che in appena sei giorni le valutazioni sull'esigenza di ricapitalizzazione della voce che consente l'intervento sull'articolo 10 debba essere modificato, perché sei giorni fa erano sufficienti e bastavano 20 miliardi e, a distanza di pochissimo tempo, l'incremento del stanziamento si aumenta di 1/3, passando da 20 a 30 miliardi?
La gente rimane sconcertata di fronte a questi comportamenti che stanno veramente come "il cavolo a merenda". Quindi, si sollecita, soprattutto da parte nostra, che quando si provvede e si deve intervenire si provveda in maniera che sia definitiva e che sia fatto con consapevolezza ed a ragion veduta.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (R.C.- Progr.). Credo che su questa legge, signor Presidente e colleghi, ci siano delle difficoltà a intervenire perché non ci sono dati. Noi discutiamo spesso sul nulla!
Faccio un esempio: arriva una proposta di legge in Commissione, in una commissione qualunque, prendiamo la quinta Commissione e la legge della pesca.
Per discutere la legge sulla pesca diciamo quant'è la produzione dell'Isola, dei sardi, della Sardegna, dell'attività della pesca in Sardegna, quant'è il consumo e qual è l'obiettivo.
Qui siamo in una situazione di questo genere. Abbiamo rilevato in pochissimi (credo che fossi solo), in occasione della discussione del dibattito preliminare alla Conferenza sull'occupazione e sviluppo, che da quando questa legge è stata approvata e programmata sono stati spesi 749 miliardi, sono stati attivati 5.100 posti di lavoro.
Adesso, non esistendo un monitoraggio, non esistendo dati, ammesso che questi posti di lavoro siano stati effettivamente attivati con questa legge e con questi finanziamenti, quanti ne sono rimasti? Quanto hanno inciso nello sviluppo e nell'occupazione?
Per cui, bisogna che in qualche modo ci sia un monitoraggio certo, che possa in futuro condizionare anche le risorse finanziarie che il Consiglio regionale vi destinerà, che la Giunta vi destinerà; altrimenti il gioco non vale la candela.
Noi abbiamo bisogno di questa conoscenza per poter dire, faccio un esempio, che attivando questa serie di attività previste da questa legge, ci sarà un incremento dello sviluppo della produzione e dell'occupazione che potrà andare anche in difetto e in eccesso su una certa percentuale, altrimenti non avremo le condizioni per continuare a erogare fondi per questa legge.
E` possibile fare questo? E` necessario fare questo!
Credo che abbiano ragione sia l'onorevole Lippi che l'onorevole Marrocu. Sembrerebbe un paradosso, perché sono partiti da punti estremi, però, credo che abbiano ragione entrambi. Intanto, bisogna soddisfare le richieste che si sono avute in ordine all'attivazione, parafrasando, di attività imprenditoriali, perché questo ha alimentato speranze, ha alimentato investimenti. Ci sono stati anche investimenti personali, spesso sono investimenti che provengono persino da risparmi di nuclei familiari. Oppure, in ordine di tempo, chi non ha atteso le erogazioni e i benefici della legge, ha contratto in proprio dei mutui con le banche e, quindi, pagando dei tassi ordinari; anche perché poteva essere detto loro, anche se non scritto, che la legge avrebbe agito, che i benefici sarebbero stati erogati in un arco di tempo ragionevolmente breve.
L'altra questione è quella di vedere la legge, le sue implicanze, conoscendone i dati, perché altrimenti non possiamo continuare così!
Chi dice, per esempio, che questa legge va sospesa informando le associazioni di categoria, informando le organizzazioni sindacali, l'imprenditoria generale nel suo complesso, le associazioni giovanili, questi uffici informa-giovani, eccetera, che la legge ha sospeso perché i fondi non sono necessari a soddisfare neanche le domande pregresse ed i progetti pregressi per i quali è stato dato l'okay, quindi sono conformi alla stessa legge ed ai principi che la stessa legge indica, e quindi, avere una situazione di questo genere. Soddisfare questa parte in un arco di tempo ragionevole. Credo che questi fondi non siano sufficienti, per quanto mi risulta e si dice, ma anche qui facciamo i cantastorie, non abbiamo dati per poter dire: "Questa è la situazione, queste sono le domande, questi sono gli importi richiesti, questa è l'attività di sviluppo che darebbero questi progetti, questa è l'occupazione che darebbero".
Facciamo i cantastorie, procediamo "a lume di naso" secondo certe conoscenze che abbiamo. Allora, bisogna soddisfare queste esigenze, trovare le risorse finanziarie per soddisfare le richieste che sono giudicate valide per questa legge, e poi rivedere la legge.
Sarà un'iniziativa della Giunta Regionale, dell'Assessorato competente o degli Assessorati alla programmazione e al lavoro, però qualche cosa bisogna farla, perché non è possibile, poi, indirizzare queste somme per settori assolutamente diversi.
Infine un'altra cosa: una parte di questi che sono stati destinati al turismo hanno prodotto occupazione precaria, non stabile, occupazione stagionale, per cui lo sviluppo e l'occupazione che era prevista originariamente - credo in modo abbastanza corretto da parte del legislatore - in questo periodo, non ha dato questi risultati. Non c'è nessuna critica a posteriori per rivedere una legge che compiutamente affronti questi problemi ed entri nell'orientamento di oggi, che è l'occupazione e lo sviluppo, "sviluppo e occupazione" come giustamente è stato chiamato. Se non facciamo questo continueremo a erogare dei fondi che non daranno i risultati che si era proposti la legge e soprattutto non darà dei risultati che sono necessari oggi per soddisfare i bisogni urgenti di occupazione e di sviluppo, lo ripeto per l'ennesima volta perché siamo in una condizione difficile.
Una annotazione: è Giunta ai Capigruppo oggi una lettera delle organizzazioni sindacali nella quale annunciano che è stata disposta la chiusura dell'ultima vetreria della Sardegna: 50 licenziati. In quel di Elmas, dove era una volta la ferriera che fondeva la rottamazione del ferro in Sardegna e, non solo occupava alcune centinaia di lavoratori ed attività indotta e consistente per altre centinaia di lavoratori, ma esercitava una funzione a beneficio dell'ambiente assolutamente indispensabile.
Oggi chiude anche questo e a questi 50 lavoratori si aggiungono probabilmente, come dicono le organizzazioni sindacali, altri 50 lavoratori che operano nel campo delle sabbie silicee, cioè nella materia prima per il vetro. Stiamo andando non ad una crescita dell'occupazione ma a una diminuzione, perché anche i fondi che vengono richiesti per il Sulcis, per le miniere metallifere dell'Iglesiente, sono soldi che vanno per diminuire l'occupazione, per liquidare cioè un'attività che ormai è improduttiva, forse è persino anacronistica, ma per diminuire l'occupazione. Questa è la strada che stiamo percorrendo, o si volta pagina o si va in una direzione diversa, oppure credo che le nostre siano soltanto delle velleità che di volta in volta annunciamo in questo Consiglio e fuori questo Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (Progr. Fed.). Molto brevemente, non voglio rubare tempo prezioso all'assessore Deiana per puntualizzare alcune considerazioni fatte anche da colleghi di questo Gruppo, dal collega Marrocu, non vorrei che fossero interpretate, vista anche la foga che il collega di Gruppo ha utilizzato. Sono considerazioni che in larga misura condivido e voglio un attimino precisare. Stiamo parlando di una legge ormai datata, la legge 28 è del 1984, penso che tutti quanti questo lo ricordino, cioè di 14 anni. E` una legge, per altro, che i primi dieci anni non ha funzionato; non ha funzionato perché prevedeva dei meccanismi che portavano i giovani a non chiudere il quadro finanziario. E` una legge che è stata sottoposta, nel corso degli anni, a svariate modifiche (c'è una bibliografia su questo) e quindi negli ultimi anni finalmente è decollata, negli ultimi 4 o 5 anni, da quando nell'89 fu inserita sostanzialmente la modifica che prevedeva non più solo cooperative ma società giovanili, riducendo quindi da 9 a 3 la possibilità di forma consociativa, ma soprattutto consentendo a società di capitali, a s.r.l. giovanili, con l'inserimento della figura dell'imprenditore, di accedere a questo tipo di finanziamento.
A questo si è aggiunto il fatto che si è previsto l'abbattimento dell'anticipazione dell'Iva. Un giovane non poteva anticipare 200 milioni per miliardo finanziato e si bloccavano tutte le pratiche. Attualmente la 28 finanzia anche l'Iva, finanzia anche il cosiddetto conto gestione, cioè noi finanziamo oltre il cento per cento di ciò che serve per far decollare l'impresa. Obiettivamente sono parametri da rivedere e da correggere. Molto più tranquillamente però diciamola tutta: è una legge che non è mai andata al controllo della Comunità Economica Europea. Quindi ciò che è stato è stato, alcune parti sbagliate in altre..., ma in tutte le leggi di sostegno questo è successo. Allora bisogna, ed è responsabilità nostra come legislatori, come Consiglio regionale porvi mano e porvi rimedio. Ma non abbiamo soltanto questa legge, abbiamo tutta una serie di leggi che stanno creando delle voragini, stanno creando prima delle voragini di aspettative e poi delle voragini finanziarie alla Regione. Mi riferisco alla 268, alla 33, alla 28, a tante leggi dell'agricoltura. Quindi è soprattutto responsabilità nostra. Quindi più concretamente io penso che noi direttamente possiamo essere i diretti interessati nel proporre delle modifiche definitive a questa legge che facciano rientrare nella massima sovvenzione netta prevista dalla Comunità Economica Europea. Questo perché innanzitutto ci consente di mettere una pietra tombale sul passato che metterebbe a rischio tutti gli Assessori delle precedenti Giunte Regionali dall'84 in qua, oltre alle aziende interessate. Questa è la cosa urgente da fare.
Un'ultima cosa, lo ricordava il collega Montis poco fa, sul monitoraggio. Condivido questo fatto ma anche questo non vale soltanto per la 28 ma per tutte le leggi di sostegno della Regione. Noi non abbiamo un buon sistema di monitoraggio per le leggi di sostegno, finanziamo e poi non sappiamo come va a finire il nostro sforzo finanziario.
Un'ultima annotazione, anche qui bisogna stare attenti quando modifichiamo la legge a che non vada a colludere e a concorrere con leggi nazionali. I giovani sardi non hanno utilizzato o hanno utilizzato pochissimo la legge 44 nazionale che finanzia ugualmente la legge 44 giovanile perché la legge 28 è molto più favorevole rispetto alla legge 44. Così facendo abbiamo utilizzato esclusivamente risorse regionali non utilizzando quelle nazionali. Anche questi meccanismi dovremmo evitarli per il settore giovanile ma vale anche per tutti gli altri settori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Ne ha facoltà.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Presidente grazie, io ho chiesto la parola perché poi l'intervento lo farà il collega Scano, mi sembra giusto perché è una variazione di bilancio che viene proposta dal collega e che la Giunta ha approvato, ma a titolo informativo era necessario che io potessi dare alcune informazioni qui in Aula perché mi sembra che molte volte non abbiamo la possibilità di farlo, ma un paio di dati mi corre l'obbligo richiamare.
Primo: forse è l'unico articolo di legge che è stato monitorato e spiego anche come è stato fatto. Tempo fa quando fu data la possibilità di attingere dai disoccupati di lunga scadenza nei lavori socialmente utili, l'Assessorato del lavoro ha fatto un progetto e ha chiamato a questo progetto 30 laureati chiamando un laureato in Economica e Commercio o in Legge da ogni Circoscrizioni di collocamento, e sono 28 dandone due a Cagliari alla Circoscrizione più grossa, quindi 30 laureati che sono andati con una lettera dell'Assessore del lavoro a monitorare fisicamente le aziende finanziate con l'articolo 10 della legge 28. Quindi l'hanno fatto fisicamente, con delle precise indicazioni elaborate statisticamente da competenti e sono andati e hanno fatto il rilevamento di persona. Il collega Marrocu, se mi ascolta, forse alcune cose le possiamo correggere e lo ringrazio dell'attenzione.
Quali sono i dati che noi abbiamo rilevato fisicamente e gratuitamente? Spendiamo tantissimi soldi, ma questa volta l'abbiamo fatto con fondi nazionali con i lavori socialmente utili. Quindi 30 laureati che sono andati in giro a rilevare, avendo la sede operativa presso le Circoscrizioni di collocamento, nelle 28 Circoscrizioni che indicavo.
Quali sono i risultati? Giustamente poco fa veniva richiamata la modifica di questa legge partita nell'84, ma ne ricordo un'altra, quella del '93, che ha messo a punto ancora la legge che ha permesso di dare risultati diversi.
Questa indagine è stata fatta dall'86, praticamente '84 partenza, quindi i primi anni di avvio difficili, dall'86 al '96, su un decennio reale. Allora, se l'unica legge che ha dato dei risultati di monitoraggio, io ho avuto cura di trasmettere le fotocopie dell'elaborazione, perché poi abbiamo fatto un appalto e quindi è in stampa in questo momento ufficialmente, che gentilmente il centro stampa mi aveva procurato e cioè del lavoro ciclostilato, fotocopiato e l'ho mandato a tutti i Gruppi.
Abbiamo riempito non soltanto tutti i Gruppi ma tutti i comuni della Sardegna con una lettera dell'Assessore. Quindi, quasi tutti gli enti locali della Sardegna sono in possesso di questo lavoro, comprese le direttive e la legge stessa che c'è in questa stampa che stiamo facendo adesso per bene. Hanno lavorato per 30 mesi; hanno recuperato non soltanto questi della legge numero 28, l'articolo 10, ma anche per quanto riguarda i progetti finalizzati all'occupazione in capo ai comuni che la Regione stessa finanzia. Quindi, non hanno fatto soltanto questo lavoro.
Vediamo i risultati. Vado a memoria perché li conosco abbastanza bene, se mi sbaglio di qualche unità chiedo anche scusa, ci sono stati in partenza tra società e cooperative circa 700 soci, parlo soltanto dell'articolo 10. I 700 soci sono diventati immediatamente oltre 1500, e quindi hanno incrementato oltre il doppio gli addetti al lavoro, cioè i posti di lavoro. Il posto di lavoro è costato, parlo sempre di questo decennio, circa 92 milioni ad unità, cosa che se confrontiamo rispetto a altri momenti finanziati che conosciamo, mi sembra che l'alluminio che è particolare va a 3 miliardi a posto di lavoro, sto esagerando ma faccio degli esempi a confronto. Se confrontiamo quanto è costato qui il posto di lavoro, il posto di lavoro poi ha prodotto, mi sembra che ci rendiamo conto di che cosa stiamo parlando. Se faccio un riferimento del monitoraggio al fallimento dell'imprenditorialità, parliamo di imprenditorialità giovanile e quindi società e cooperative, allora nella cooperativa dovevano essere minimo 9 mentre nella società giovanile dovevano essere minimo 3. Quindi, ci stiamo riferendo ad entità ben precise. Voglio dare un'altra risposta. La legge vieta il passaggio, la compravendita, la previsione nel progetto dei parenti. Quindi, mi sembra stranissimo che ci possa essere un passaggio di figli o di parenti stretti perché già per legge c'è lo sbarramento e quindi bisogna vedere e fare esempi con precisione perché questo viene addebitato, se così è, anche al momento istruttorio e chi ha sbagliato deve pagare.
Se vado ad esaminare qual è stata la risposta di queste aziende, abbiamo una moria e una chiusura inferiore al 13 per cento, stiamo parlando di circa il 90 per cento della riuscita, esattamente superiore all'87 per cento.
Sfido le regioni più avanzate d'Italia ad ottenere un risultato imprenditoriale di questo tipo. Questi sono dati veri rilevati fisicamente. L'unico esempio di monitoraggio, non è che voglio fare un vanto a quello che può essere la condizione dell'Assessorato al lavoro, sono dati certificati e sottoscritti con firma, avrò cura di dare ancora al momento della pubblicazione a tutti i colleghi personalmente, e trasmettere questi dati. Forse molte volte non abbiamo il tempo neanche di leggere le cose che facciamo, me ne scuso o forse non ho usato i mezzi giusti per poter fare pervenire a ogni collega una copia, anche se fotocopiata, di questo monitoraggio e me ne scuso e mi prendo tutte le colpe.
Ma che ci siano dei dati che possono essere portati anche ad esempio nell'Amministrazione regionale e quindi bene fa il collega Scano, bene fa la Giunta e bene fa il Consiglio regionale a dare attenzione a questa legge che ha funzionato, almeno in questo settore, in un certo modo e questo mi fa piacere perché i dati lo dimostrano tutti.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Dopo gli utili dati e le valutazioni offerti dall'Assessore del lavoro pochissime considerazioni.
Sull'articolo 10 della legge 28 la valutazione dell'Assessore e quindi della Giunta è quella che è stata detta.
Da tempo però, è noto, c'è un dibattito sull'efficacia, sui risultati di una serie di leggi di sostegno e di incentivazione. Ricordo per esempio che nella sessione di bilancio del '97 la Giunta propose la soppressione, il blocco dell'articolo 7 della legge numero 33 e ci fu una valutazione diversa da parte del Consiglio. C'è un dibattito complesso dunque su questa materia. E` un dibattito che riguarda la legge numero 33, che riguarda altri strumenti di sostegno, per esempio l'articolo 11 della legge numero 268, riguarda la legge numero 28, soprattutto alcune parti della legge numero 28, perché è differenziata la valutazione, come emergeva dalle considerazioni testé svolte, così pure come alcune leggi di settore comprese alcune leggi di comparto, con particolare riferimento ad alcune leggi del settore agricolo. C'è un dibattito da cui emerge la necessità di una rivisitazione e anche di una riforma dei meccanismi, per rendere queste leggi, anche ove non lo fossero, e in qualche caso non lo sono, conformi alle disposizioni comunitarie pervenendo anche, laddove questo sia utile, a porre uno stop alle istanze, ai bandi e così via, ed anche a fare una valutazione sul pregresso. E' una materia complessa, ma è una materia ineludibile, compreso la riflessione e la valutazione sul pregresso.
Queste considerazioni i consiglieri le troveranno, le avranno trovate anche nel documento di programmazione economica e finanziaria che affronta questa materia in modo molto esplicito e preciso, dunque non mi diffondo oltre in questa fase.
Per quanto riguarda il disegno di legge in discussione, venendo più precisamente alla tematica di questo pomeriggio, io penso che dalle risposte positive, quando questo sia possibile, ed oggi è possibile, eventualmente anche modificando impostazioni precedenti, non configuri un difetto bensì un elemento positivo e un premio.
Naturalmente questo disegno di legge si configura come uno stralcio, una anticipazione rispetto agli interventi per l'occupazione e per lo sviluppo; voglio dire che i 30 miliardi andranno contabilizzati nell'operazione complessiva che porteremo a breve al Consiglio.
Come voi sapete l'impostazione precedente era stata imperniata sulla scelta di disporre uno stanziamento all'incirca di 50 miliardi sulla legge numero 402 e di trasferire completamente dal bilancio la legge numero 402, il finanziamento dell'articolo 10 della legge numero 28. Durante la sessione di bilancio questa Giunta ha, forse un po' per forza d'inerzia, mantenuto tale impostazione. Sono venute una serie di sollecitazioni sia di carattere per politico - istituzionale sia di carattere sociale; io e poi la Giunta abbiamo riconosciuto la fondatezza di queste sollecitazioni e abbiamo cercato di dare una risposta nei termini possibili e nella misura possibile.
Con il disegno di legge facciamo sostanzialmente due operazioni; da una parte incrementiamo la dotazione complessiva, che è articolata sullo stanziamento in bilancio e sullo stanziamento di poco meno di 50 miliardi sulla legge numero 402 che confermiamo.
La seconda operazione che facciamo è di porre uno stanziamento di immediata utilizzabilità sul capitolo 10137/01 proprio al fine di coprire il periodo di inoperatività della 402. La 402, per altro, è stata approvata dalla Giunta, ora dobbiamo assumere tutti l'impegno ad un sollecito iter consiliare, in modo da arrivare rapidissimamente all'approvazione in Aula anche perché, come è ben noto, i programmi della 402 devono essere approvati anche dal CIP, e quindi dobbiamo prevedere un congruo periodo di tempo, io spero non lungo, in questo senso ci adopereremo dopo l'approvazione da parte del Consiglio.
In ogni caso si tratta comunque di una risposta puntuale, utile ad un bisogno sociale, sulla efficacia dell'intervento abbiamo, ne ha dato una argomentazione abbastanza ricca e io credo importante l'Assessore del lavoro, un fondato convincimento che si vada nella direzione giusta.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi al mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1
FRAU, Segretario f.f.:
Art. 1
1. Nel bilancio della Regione per l'anno 1998 sono introdotte le seguenti variazioni:
In diminuzione:
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03146 -
Quota interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente (art. 1, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11) (spesa obbligatoria)
lire 20.000.000.000
In aumento:
10 - LAVORO
Cap. 10137/01 -
Contributi in conto capitale alle cooperative e società giovanili per lo svolgimento di attività finalizzate alla produzione di beni e di servizi, con esclusione dei settori agricolo, dell'acquacoltura e del turismo; contributi agli stessi organismi in conto giovani soci effettivamente impiegati nell'attività lavorativa (art. 10, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 33, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36 e art. 26, L.R. 10 novembre 1995, n. 28)
lire 20.000.000.000
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento, Se ne dia lettura.
FRAU, Segretario f.f.:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
FRAU, Segretario f.f. :
Art. 2
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto regionale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Voterò a favore perché all'interno di numerose società vi sono anche, magari sono meno numerose, società giovanili, di gente disoccupata che attende risposta. Quindi non è giusto che si faccia di tutto un'erba un fascio.
Ho voluto volutamente forzare il tono nel mio intervento perché credo che comunque non possa essere sottovalutato quanto detto, perché è un grido di allarme che andrebbe raccolto, che c'è nella società e nel mondo imprenditoriale.
Vorrei dire soltanto due cose all'assessore Deiana e concludo velocemente. Quando una società riesce ad avere un finanziamento che copre il 120% rispetto all'investimento è chiaro che la mortalità è inferiore rispetto alle altre società. Una ultima considerazione sul settore agricolo per precisare che il settore agricolo si è già adeguato alla normativa comunitaria anche per la 28 ed anche per quelle pratiche che sono giacenti da dieci anni, perché in quest'anno si stanno istruendo le pratiche della 28 nel settore agricolo del 1988 e si stanno applicando i massimali di finanziamento di sovvenzione netta comunitari, prevista dall'Unione Europea, e non sarebbe male che ci si adeguasse anche per gli altri articoli, prima ancora di modificare la legge, perché la normativa comunitaria sovrasta la legge regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io, a titolo personale, mi dichiaro favorevole al disegno di legge per le motivazioni addotte in sede di discussione generale. Devo però dire che le precisazioni dell'assessore Deiana non mi soddisfano, perché quando io parlavo di sistema che si mantiene in piedi per mancanza di attivazione del sistema dei controlli, non mi ha dato le risposte che mi attendevo perché "sistema di controlli" non significa monitorare e capire quante aziende ci sono. Bisogna verificare se esistono e se persistono le condizioni per le quali i finanziamenti e le agevolazioni erano state concesse. Questo è il grosso limite della legge e questo è il grosso limite del sistema. Ecco che ancora una volta, pur dichiarandomi favorevole al disegno di legge, dico che la Regione deve mettere mano per capire e verificare veramente se i soldi impiegati, e che pochi non sono, sono veramente e realmente produttivi e capaci di assicurare quella occupazione che deve essere mantenuta con risorse proprie e non con continui interventi da parte della Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, a me corre l'obbligo intervenire per dichiarazione di voto perché in Commissione solo stato l'unico ad esprimermi astenendomi sul disegno di legge e devo, in sede di votazione della legge in Aula, rettificare questa posizione in quanto voterò a favore, ma voglio giustificare le ragioni della mia momentanea astensione.
Si trattava del modo con cui si è portato avanti questo disegno di legge. In particolare, riferendomi alla copertura finanziaria delle esigenze che all'interno della 28, articolo 10, esistono giacenti in assessorato.
Io rivendicavo, in un certo senso, una decisione da parte del Governo e dunque una presa d'atto da parte della Commissione, che fosse maggiormente aderente a quelle necessità, per cui ritenevo che i 20 miliardi fossero del tutto insufficienti e comunque avrei gradito che già da quel momento, in cui si discuteva in Commissione questa legge, si parlasse già dei 30 miliardi in termini definitivi. E` un problema legato più alla forma che alla sostanza.
Oggi ritengo che lo sforzo fatto dall'Assessore alla programmazione sia stato uno sforzo coronato da un impegno che io ritengo sia adeguato. Mi auguro comunque che con la 402, che dovrebbe arrivare in Aula quanto prima, si riesca poi a coprire totalmente le necessità che l'articolo 10 in questo momento ha in cantiere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Presidente, per annunciare il voto favorevole alla legge anche se ritengo e resto fermo sul fatto che i 30 miliardi, nonostante l'impegno assunto dalla Giunta di aggiungere questi 10 miliardi ai 20 che erano previsti non siano sufficienti a soddisfare quelle che sono le esigenze. Permane la preoccupazione per l'immediato futuro, quindi credo che questo sulla 28 debba essere già materia di discussione quando affronteremo l'assestamento di Bilancio. Attendiamo anche di conoscere i tempi della 402, che non risulta ancora essere agli atti del Consiglio, prima abbiamo chiesto agli uffici e pare che non sia ancora arrivata, quindi probabilmente la Giunta non ha ancora provveduto a inviarla, nonostante l'abbia approvata, evidentemente i tempi burocratici non coincidono con le esigenze della Sardegna.
Ne approfitto per dire che per certi versi non si può non essere d'accordo con le argomentazioni portate da alcuni colleghi del P.D.S., anche se ritengo di non poter essere sulla stessa linea dell'onorevole Marrocu quando vuole discriminare, non so per quale motivo, figlioli di imprenditori o di persone che possono avere delle disponibilità economiche. Esistono sicuramente (l'Assessore ha anche dato dei dati abbastanza eloquenti) delle strutture, delle aziende che sono nate anche attraverso persone, individuabili come persone già facoltose, che negli anni hanno consentito a decine di persone di potersi inserire nel mondo del lavoro, hanno creato occupazione.
Credo che i dati che ha riportato prima l'assessore Deiana sulla scarsa mortalità delle aziende dimostrino anche che fare imprenditoria oggi, in un mercato come quello sardo, lo si può fare anche non solo godendo delle provvidenze che consentono oltre il 120 per cento del finanziamento, anche se qui andrebbe sottolineato che per non tutti i settori sono previsti gli interventi per le scorte, ma che comunque l'imprenditoria oggi può essere aiutata anche attraverso strumenti della legge 28; in ogni caso va ricordato che imprenditori non ci si può improvvisare e che un minimo di scuola e di cultura anche familiare a volte può aiutare le aziende a crescere e ad andare avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Io ritengo che bisogna votare questo provvedimento con convinzione per due motivi. Innanzitutto perché stiamo parlando di un finanziamento e una legge di settore che favorisce l'occupazione giovanile, per cui come tale deve essere presa. In Italia, e in Sardegna in particolare, si varano provvedimenti particolari ed anche di incentivazione diversa rispetto alle normali leggi di settore per privilegiare un settore, per fare in modo che si raggiunga un obiettivo: quello di alimentare l'occupazione giovanile, attraverso questa legge si cerca di raggiungere un obiettivo.
Non capisco i ragionamenti che sono stati posti, perché sono ragionamenti che puntano solamente a spostare l'obiettivo degli stanziamenti, per cui anche la finalizzazione dei finanziamenti col fine, a mio avviso, di spostare questi finanziamenti al finanziamento delle singole leggi di settore, perché quando si fanno i ragionamenti dei limiti della comunità, per cui si cerca di introdurre questi limiti in (?) tutte le norme che regolano la politica dei finanziamenti delle leggi di settore, è chiaro che si pone un obiettivo di quel tipo, un obiettivo su cui non siamo per niente d'accordo.
Se si crede alla possibilità di sviluppare l'occupazione giovanile ci si deve credere fino in fondo in maniera chiara e limpida, senza introdurre contraddizioni. C'è la necessità di approfondire rispetto agli effetti che le leggi provocano e anche rispetto agli effetti degli stessi nostri stanziamenti... che si attivano rispetto a queste leggi, quindi rispetto agli effetti che questi finanziamenti attivano.
E` un'esigenza non soltanto per questa legge, anche se una prima analisi così come poc'anzi citava l'Assessore è stata fatta, ma va fatta per tutti gli articoli della legge 28, così come ritengo vada fatta per tutte le altre leggi che finanziano le leggi di settore, in quanto posso dire di aver visto più di una volta progetti che indicavano degli obiettivi, e nonostante abbiano avuto i finanziamenti non hanno raggiunto l'obiettivo rispetto all'occupazione prodotta che negli stessi progetti venivano indicati dagli imprenditori.
Per cui questo monitoraggio va fatto veramente a 360 gradi, non perdendo di vista qual è il nostro obiettivo: quello che i soldi che questo Consiglio stanzia a favore dell'occupazione creino veramente occupazione. Questo è l'obiettivo che noi dobbiamo mantenere, a prescindere da tutte le altre osservazioni che si potrebbero fare. Per cui oggi si fa bene a stanziare i 30 miliardi e bene si farà ad attivare subito la 402, che non soltanto permetterà di mettere in moto gli altri 50 miliardi a favore della legge 28, ma soprattutto riuscirà a mettere in moto anche tutte le altre poste finanziarie che servono comunque a dare risposta ad altri settori, con queste risposte soprattutto si consentirà di dare altra occupazione.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 419.
Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIPPI - LOCCI - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PIRASTU - SANNA Giacomo - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 51
votanti 51
maggioranza 26
favorevoli 51
(Il Consiglio approva)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della legge rinviata numero CCC. Mi è stata preannunciata una richiesta di sospensione perché si possa riunire la Commissione competente.
Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Usai. Ne ha facoltà.
USAI PIETRO (Progr. Fed.), relatore. Vi è l'accordo con la Presidenza della Commissione di concordare un attimo con l'Assessore competente gli eventuali emendamenti. Chiedevo una sospensione per illustrare la relazione in quanto la (?)è già avvenuta, si può fare anche in fretta.
La Commissione ha deliberato all'unanimità il testo proposto oggi. L'Assessore vuole discutere con la Commissione, io penso che se c'è la buona volontà in mezz'ora potremmo cavarcela.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni la richiesta è accolta. I lavori riprenderanno alle ore 19.30.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 55 , viene ripresa alle ore 20 e 16.)
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Tunis Gianfranco e Petrini hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dalla seduta odierna.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
Discussione e approvazione della legge regionale 27 febbraio 1997, rinviata dal Governo: "Norme per l'esercizio delle competenze in materia di tutela paesistica trasferite alla Regione Autonoma della Sardegna con l'art. 6 del D.P.R. 22 maggio 1975, n . 480 e delegate con l'art. 57 del D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348" (CCC)
PRESIDENTE. Riprende la seduta, l'ordine del giorno reca la discussione sulla legge rinviata numero CCC.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Pietro Usai, relatore.
USAI PIETRO (Progr. Fed.), relatore. Va bene la relazione scritta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CONCAS, Segretaria:
Art. 1
Oggetto
1. La presente legge regola l'esercizio da parte della Regione Autonoma della Sardegna delle competenze in materia di beni paesistici ad essa trasferite ai sensi dell'articolo 6 del D.P.R. 22 maggio 1975, n. 480 (Nuove norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Autonoma della Sardegna) e delegate ai sensi dell'articolo 57 del D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna in riferimento alla Legge 22 luglio 1975, n. 382 ed al D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'articolo 2 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 3.
CONCAS, Segretaria:
Art. 3
Norme comuni ai procedimenti
1. Tutte le istanze proposte dagli interessati vanno indirizzate all'Assessore regionale della pubblica istruzione e fatte pervenire al comune ove sono siti i beni oggetto di tutela.
2. Tutti i pareri e i provvedimenti previsti dalla presente legge devono essere motivati.
3. Le comunicazioni e le notifiche di cui alla presente legge possono essere effettuate mediante raccomandata postale con avviso di ricevimento.
4. Ogni comunicazione o trasmissione di atti fra i comuni e gli uffici regionali, prevista dalla presente legge, può avvenire tramite sistemi di facsimile.
PRESIDENTE. All'articolo 3 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Ladu.
LADU (Popolari). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare il consigliere Ladu.
LADU (Popolari). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Usai Pietro, relatore.
USAI Pietro (Progr.Fed.),relatore. Accoglie gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti numero 1 e 2 ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.Progr.Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si associa al parere della Commissione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
CONCAS, Segretaria:
Art. 4
Competenza dei Sindaci
1. Sono rilasciate dal Sindaco del comune competente per territorio, secondo la procedura di cui ai successivi articoli 5 e 6, le autorizzazioni di cui all'articolo 7 della Legge 29 giugno 1939, n. 1497, relative a:
a) interventi su edifici privati riguardanti le categorie di opere di cui all'articolo 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457, con esclusione di quelli previsti dalla lettera e) e di quelli ricadenti in aree di centro storico (zona urbanistica "A") non soggette a disciplina di piano particolareggiato o comunque attuativo, ovvero quando tale piano non sia stato precedentemente approvato ai sensi della Legge n. 1497 del 1939;
b) interventi di nuova costruzione ricadenti nelle zone urbanistiche di completamento "B", con esclusione di quelli comportanti la demolizione delle preesistenze edificate nel periodo anteriore al 29 giugno 1939;
c) interventi di nuova costruzione ricadenti in aree soggette a pianificazione attuativa precedentemente approvata ai sensi della Legge n. 1497 del 1939;
d) posa in opera di insegne e cartellonistica pubblicitaria;
e) linee elettriche di bassa tensione;
f) trivellazione di pozzi per l'utilizzazione delle falde acquifere, escluse quelle minerali e termali;
g) opere agro-silvo-pastorali non residenziali in agro (zona urbanistica "E"), purché sia rispettato l'indice edificatorio pari a 0,03 mc/mq.;
h) attività silvo-colturali, arboricoltura da legno, potature e manutenzione del patrimonio arboreo, opere antincendio e fasce tagliafuoco, lavori di difesa forestale, con esclusione del taglio a raso degli alberi ad alto fusto o cedui e delle opere di rimboschimento interessanti superfici superiori a 2 Ha.
2. Sono parimenti rilasciati dal Sindaco con la stessa procedura i pareri di cui alla lettera d), comma 1, dell'articolo 28 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico e di sanatoria di insediamenti ed opere abusive, di snellimento ed accelerazione di procedure espropriative), richiesti anche ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6 (Legge finanziaria 1995), che abbiano per oggetto le opere previste al comma 1.
3. Il Sindaco, tramite gli uffici comunali, esercita funzioni di vigilanza sull'osservanza delle prescrizioni di tutela paesistica, relative ai provvedimenti adottati.
4. Le violazioni a tali prescrizioni di tutela paesistica sono immediatamente segnalate dal Sindaco al competente Ufficio di tutela del paesaggio per i provvedimenti di competenza.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare il suo emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Ladu.
LADU (Popolari). Vorrei dire soltanto due parole, per dire che effettivamente, per quanto riguarda l'articolo 4, sono state più che altro introdotte delle modifiche di tipo tecnico, dovute all'applicazione futura della legge Bassanini; in pratica quelle che erano competenze del Sindaco sono diventate competenze dell'organo comunale, in modo che un domani si semplifichi tutto.
Poi c'è un problema che riguarda la cartellonistica pubblicitaria, che di fatto non dovrebbe far parte della legge; questo per quanto riguarda il primo emendamento.
Il secondo emendamento è di completamento; in pratica fra le competenze dei sindaci rientra anche questa dei chioschi e delle attrezzature per i servizi di spiaggia ricadenti in area demaniale. E` una carenza che c'è nella legge. Si è pensato di introdurre questo emendamento fra le competenze dei sindaci, e riteniamo che ciò sia di una certa importanza.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore ha facoltà di parlare il consigliere Usai Pietro.
USAI PIETRO (Progr. Fed.), relatore. Il relatore lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S. Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. E` aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.) Presidente, intervengo sull'emendamento numero 4, semplicemente per sottolineare che la formulazione dell'emendamento, laddove si dice che vengono trasferite le competenze relative ai chioschi e alle attrezzature per servizi di spiaggia ricadenti in area demaniale, ricompresi in appositi piani particolareggiati approvati ai sensi della legge numero 14/97, mi crea qualche perplessità, non per il merito, ma perché mi pare che su questa materia, in particolare sulla problematica dei piani di assetto e di uso delle aree demaniali e dei litorali ci sia in questo periodo, soprattutto da parte del Governo regionale, una forte confusione, e ho l'impressione che con questa definizione la confusione possa aumentare, nel senso che io posso prenderla e valutarla per positiva come una programmazione futura, molto futura, in quanto noi ci troviamo in una situazione nella quale la Regione aveva già provveduto ad erogare un finanziamento di 2 miliardi alle quattro province per la redazione dei piani di assetto ed uso delle aree demaniali.
Mi risulta che, da poco, la Giunta regionale abbia approvato una deliberazione con la quale, sostanzialmente, viene istituito un gruppo di lavoro che dovrebbe fare lo stesso tipo di intervento, quindi sottraendo la competenza alle province, senza per altro dire nulla in relazione al finanziamento. Ed allora vorrei capire bene la ratio di questo emendamento; vorrei che qualcuno mi spiegasse davvero che cosa si intende per piani particolareggiati approvati ai sensi della legge numero 14/97; chi li deve portare avanti,; chi li deve redigere; chi li deve approvare; perché se no il rischio è che obiettivamente noi stiamo prevedendo una cosa giusta, ma la cui applicazione verrà rinviata di molto nel tempo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Intervengo per aggiungere una considerazione rispetto agli emendamenti, evidentemente è una dimenticanza. In sede di coordinamento va corretto il titolo dell'articolo 4, perché non si parla più di sindaci, ma di comuni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, mi riallaccio alle osservazioni del collega Sanna Salvatore, però per sottolineare un altro aspetto relativo al contenuto dell'emendamento numero 4. Considerato che per quanto riguarda i chioschi e le attrezzature per i servizi di spiaggia, si tratta di opere precarie di cui si può avere necessità in certi periodi, e di cui non si ha necessità in altri periodi; quindi questo è chiaro.
Questa formulazione, secondo me, anziché consentire ai sindaci una maggiore possibilità, quindi una maggiore discrezionalità nella localizzazione, quindi nella individuazione di volta in volta, anche tenendo conto delle esigenze dei privati o di chi dovesse farne istanza, impedisce, questa formulazione, la possibilità per i sindaci, di decidere di volta in volta dove ubicare queste strutture che, al novanta per cento, sono strutture di carattere precario. Quindi, essendo strutture di carattere precario, non sono soggette a concessione edilizia, ma bensì ad autorizzazione edilizia che sfugge quindi a qualsiasi norma di carattere concessorio, ma rientra in quella discrezionalità, proprio perché trattasi di opere di interesse pubblico, ma che hanno una particolarità costruttiva che le rende precarie, per cui individuarli e consentirne la realizzazione solo in tratti di spiaggia, comunque sia in zone ricadenti in appositi piani particolareggiati, significa escludere tantissime fasce di litorale che abbisognano di quei servizi dalla possibilità di avere questi servizi in quanto i piani particolareggiati, in tante zone, in tante spiagge, in tante fasce costiere non sono previsti. Per cui, l'intendimento dei proponenti, che evidentemente era quello positivo di consentire ai sindaci una maggiore potestà sotto questo punto di vista, addirittura va a ridurre la facoltà dei sindaci, per cui, pur cogliendo nello spirito della proposta un dato positivo, però rischia, la proposta stessa, di nuocere alla capacità dei singoli, chiedo quindi che questo emendamento non venga votato, perlomeno io esprimo il mio voto contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Popolari). Presidente, per dire che condivido l'osservazione che è stata fatta dall'onorevole Sanna, e pertanto credo che magari sia opportuno fare qualche modifica all'emendamento, fermo restando che sono d'accordo con le osservazioni che ha fatto per quanto riguarda le aree demaniali; effettivamente c'è molta confusione in campo, e soprattutto mancano i piani particolareggiati per queste aree.
Io credo che magari sia opportuno, in pratica, lasciare l'emendamento e finire "aree demaniali", in pratica "chioschi ed attrezzature per i servizi di spiaggia ricadenti in area demaniale". Chiudiamo (?) e lasciamo quell'altra parte che probabilmente potrebbe creare intralci ulteriori, anche perché, lo spirito della legge è quello di semplificare il più possibile le procedure, per far sì che le amministrazioni comunali procedano ed abbiano a percorrere un iter molto più veloce di quello attuale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
BALLERO (F.D.S. Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Io credo che l'ipotesi fatta dal Presidente della Commissione non sia accoglibile, perché quello riguardante la realizzazione di strutture sulla spiaggia, è uno dei provvedimenti più delicati e che possono essere più distruttivi del paesaggio; se non c'è un piano generale in cui sono inquadrati possono diventare estremamente negativi. "Piani particolareggiati approvati ai sensi della legge numero 1497", vuol dire qualunque piano comunale che abbia disciplinato quella parte del territorio comunale. Non si sta facendo riferimento a specifici piani comunali appositi ai sensi della legge 1497, ma qualunque dei piani comunali - un piano di lottizzazione, un piano particolareggiato, un piano regolatore -, qualunque cosa di questo genere che abbia, per la zona a cui è rivolto, ottenuto il nullaosta ex articolo 1497.
Io credo che la proposta fatta dal Presidente della Commissione sia troppo dannosa ai fini della tutela di interessi fondamentali. L'alternativa, secondo me, può essere quella di ritirare l'emendamento se non si vuole mantenere con questa formulazione
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.) Le alternative sono due. Io non credo che si possa dire che interveniamo veramente in maniera pericolosa ad intaccare il patrimonio ambientale o paesistico. Stiamo parlando di opere precarie e l'Assessore sa che la giurisprudenza indica, nelle opere precarie, quelle che sono destinate per funzione...
BALLERO (F.D.S. Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Non è detto da nessuna parte "precario".
LOCCI (A.N.).Però il chiosco che deve andare sulla piaggia chiaramente....
(Interruzioni)
Se il pericolo è quello di piazzare chioschi ed attrezzature in via permanente, allora io sono d'accordo con l'Assessore, perché il pericolo può esserci; stiamo intervenendo in una zona delicatissima. Se questo è il rischio, ritiriamo l'emendamento. Quindi ritiriamo l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Popolari). Considerato effettivamente che questo emendamento potrebbe creare ulteriori problemi in una zona molto delicata, e dove ci potrebbero essere attenzioni diverse anche da parte di speculatori, io credo che sia opportuno, a questo punto, per evitare rischi, togliere completamente l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 4 si intende ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi al mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 5.
CONCAS, Segretaria:
Art. 5
Procedura dei provvedimenti comunali
1. Il comune esercita i poteri delegati di cui all'articolo 4 secondo le direttive impartite dall'Assessorato regionale della pubblica istruzione entro quarantacinque giorni dalla entrata in vigore della presente legge.
2. Il Consiglio comunale può formulare una proposta per l'integrazione di tali direttive adeguandole alla realtà territoriale e amministrativa del comune. L'integrazione è adottata con decreto dell'Assessore regionale della pubblica istruzione.
3. Il Sindaco rilascia i provvedimenti di cui all'articolo 4, previo parere della Commissione edilizia comunale.
4. Il provvedimento va emanato entro il sessantesimo giorno dalla presentazione della istanza, corredata della documentazione richiesta dalle direttive.
5. La Commissione edilizia comunale deve comprendere un esperto in materia di paesaggio, eletto dal Consiglio comunale fra gli iscritti agli ordini professionali o fra i tecnici dipendenti dalle Amministrazioni pubbliche.
PRESIDENTE. All'articolo 5 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu per illustrare l'emendamento numero 5
LADU (Popolari). Per quanto riguarda l'emendamento numero 5, in sostanza si tratta del solito provvedimento di modifica relativo alla legge Bassanini, quindi si tratta di emendamenti tecnici, per cui non ci sono modifiche sostanziali al disegno di legge.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Dettori per illustrare l'emendamento numero 13.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Questo emendamento punta ad avere, nella commissione che valuta i progetti proposti, la presenza di alcune competenze professionali ad integrazione, qualora non esistessero, dell'agronomo, dell'architetto, del geologo e dell'ingegnere regolarmente iscritti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pietro Usai.
USAI PIETRO (Progr. Fed.), relatore. Parere favorevole. Sul secondo mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione spettacolo e sport.
SERRENTI (P.S.d'Az.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Favorevole al primo, per l'altro mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.) Per quanto riguarda l'emendamento numero 13, a me pare fuori scala la composizione di questa Commissione edilizia, così come proposta in questo emendamento. Passi per l'architetto esperto in paesaggio, ma integrare la Commissione edilizia, che è un organo di esclusiva competenza comunale...
Allora i proponenti, per cortesia, mi spieghino che cosa c'è scritto qui. Intanto non è specificato se questa integrazione debba valere soltanto per l'esame delle materie che stiamo subdelegando ai comuni o se è per tutta l'ordinaria amministrazione dell'attività edilizia dei comuni. Intanto vorrei capire questo punto.
Il secondo punto è che, in tutti i casi, per quanto mi riguarda - e Commissioni edilizie ne ho presieduto per tanti anni - integrare obbligatoriamente la commissione edilizia con un agronomo, con un geologo e con un ingegnere, è una cosa che a me pare obiettivamente fuori scala e, a parte questo, comunque, anche sostitutiva di imperio dell'autonomia comunale.
Credo che sia normale l'integrazione con un architetto esperto in paesaggio per le materie subdelegate ai comuni, non come obbligo di carattere generale. Poi decideranno i comuni, nella loro piena autonomia, essendo i principali titolari della funzione, se integrare con altre figure necessarie, la propria commissione edilizia. Per quanto riguarda il mio comune, il geologo in commissione edilizia ce l'abbiamo già da 5 o 6 anni senza che vi fosse un obbligo da parte di nessuno.
USAI PIETRO (Progr. Fed.), relatore. E' obbligatorio.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.).E' obbligatorio ma quasi tutti i comuni hanno disatteso questo. E allora ecco io direi: va bene l'architetto esperto in paesaggio soprattutto per le materie sub-delegate, non come prescrizione di carattere generale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Io credo che a Sarno questo ragionamento lo stiano piangendo proprio perché hanno costruito laddove, forse, qualcuno avrebbe potuto dire loro che era meglio non costruire. Probabilmente é lo stesso anche a Gairo e a Osini, ma non voglio entrare nella polemica.
Non capisco perché si senta questa preoccupazione nel portare presso i nostri comuni, limitatamente a quegli obiettivi sub-delega che i comuni possono avere, relativi a questa funzione; così come si stà chiedendo l'architetto... nella legge non c'è scritto architetto, si dice "un esperto in paesaggio", poi comunque mi devono spiegare chi è l'esperto in paesaggio, visto che non esiste una facoltà che abbia una laurea che dica: "esperto in paesaggio".
Credo che poter dotare i comuni di competenze dentro quelle commissioni, ove mancassero all'interno della Commissione, di un ingegnere, architetto, geologo ed agronomo dove suona l'offesa, o comunque qualche cosa potrebbe limitare questa richiesta. Comunque, ripeto, è una proposta; credo che possa essere una proposta in crescita, non è una proposta di retroguardia.
Se l'Aula non intendesse soddisfarla, non ci sono problemi.
PRESIDENTE.Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Faccio due brevissime considerazioni per cercare, con qualche elemento in più, di chiedere ai colleghi presentatori dell'emendamento numero 13 se è possibile un ritiro.
La Commissione che ha introdotto il comma 5, lo ha introdotto limitatamente alle considerazioni che si facevano, cioè è sembrato normale e giusto che introducendo deleghe di competenze ai comuni in materia di tutela del paesaggio, le Commissioni edilizie fossero per lo scopo integrate con una figura che avesse questa competenza.
Aggiungere a questa figura di esperto in materia di paesaggio altre figure che modificano la Commissione edilizia, a parte il comprendere se si tratta di aspetti generali oppure no, ci sembra materia da non trattare: probabilmente è anche giusto, probabilmente è necessario che si diano indicazioni ai comuni perché le Commissioni edilizie siano composte diversamente, però mi sembra sia materia da trattare non con questa legge rinviata ma con provvedimenti che riguardano la revisione delle leggi in materia di urbanistica e di competenza dei comuni sulle stesse.
Per cui l'invito al collega Dettori e agli altri colleghi che hanno firmato l'emendamento è di riportare il problema quando ci saranno in discussione provvedimenti che riguardano la materia più in generale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha la facoltà.
LADU (Popolari). Intervengo per dire anch'io che pur nella consapevolezza che effettivamente molte Commissioni edilizie comunali avrebbero bisogno di integrazioni giuste, perché purtroppo dobbiamo constatare che molte, o certe figure professionali adeguate sono mancanti in queste Commissioni edilizie comunali.
Però mi rendo conto che questo tipo di modifica che viene fatta alle Commissioni edilizie, dove in pratica vengono inserite le seguenti figure professionali, un agronomo, un architetto, un geologo o un ingegnere iscritti ai rispettivi ordini professionali, mi rendo conto che effettivamente significa appesantire troppo queste Commissioni edilizie.
Mi immagino come potrebbe un piccolo comune di periferia riuscire a recuperare tutte queste figure professionali. Noi con questa modifica mettiamo in condizioni le Commissioni edilizie dei comuni di non poter operare, perché difficilmente, per esempio, il Comune di Onanì riuscirebbe a formare Commissioni edilizie formate da un agronomo, da un architetto, da un geologo e da un ingegnere, effettivamente è impossibile. Quindi, come dicevo, pur sapendo che sarebbe cosa giusta integrare queste figure, credo che oggi non sia possibile fare questo, perché una cosa è parlare di comuni che hanno una certa importanza, dove magari è anche semplice riuscire a trovare queste figure, ma in certi comuni piccoli, che hanno difficoltà anche a trovare un agronomo, se noi li obblighiamo a inserire nella Commissione edilizia queste figure li mettiamo nelle condizioni di non poter operare più.
Io credo che magari si potrebbe dire che questo esperto, che è indicato al comma 5 dell'articolo 5, possiamo specificare che debba essere una di queste figure. Di fatto l'esperto significa già che deve essere un architetto, un ingegnere, una figura che ha una certa conoscenza della materia.
Pertanto, credo davvero che sia opportuno che questo emendamento venga ritirato, perché ritengo che l'approvazione dello stesso metterebbe in difficoltà soprattutto i piccoli comuni.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare l'onorevole Serrenti. Ne ha facoltà.
SERRENTI (P.S.d'Az.). Presidente, io credo che alcuni ragionamenti che si stanno facendo,come quello del collega Ladu, siano estremamente fondati. Noi pensiamo a circa 480 - 500 comuni, quanti sono, che devono volta per volta riunire le Commissioni edilizie e devono chiamare tutti questi tecnici, che peraltro pur essendo tecnici ai quali si riconosce grande capacità nella propria professione, non hanno esperienze specifiche in materia di paesaggio, che le assicuro è un'altra cosa!
Non si tratta solo di esperienze in campo agronomico o geologico. Io voglio ricordare che l'amministrazione regionale ha un organico di 250 persone. Abbiamo uffici di tutela del paesaggio in tutte e quattro le province. Poiché questo lavoro finirà poi per incidere sulla mole di lavoro complessivo degli uffici, perchè l'amministrazione regionale ha un rapporto di collaborazione che riconosce piena autonomia ai comuni, perché l'amministrazione regionale non manda volta per volta un tecnico che partecipi alla riunione della Commissione edilizia e dia il supporto vero che è di competenza sulla materia della tutela del paesaggio?
Badate che abbiamo nell'amministrazione fior di tecnici! Gente che abbiamo formato spendendo dei danari: abbiamo architetti, ingegneri, geologi, abbiamo gente di altissimo livello. Perché non utilizzare tutto questo patrimonio professionale anche per stabilire con le amministrazioni locali un rapporto di collaborazione diverso rispetto a quello del passato?
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 5.
Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sull'emendamento numero 13 è stato chiesto il voto segreto.
Votazione segreta
PRESIDENTE. Indico la votazione elettronica segreta dell'emendamento numero 13 all'articolo 5.
Risultato della votazione
Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:
presenti 44
votanti 44
maggioranza 23
favorevoli 6
contrari 38
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLERO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LADU - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MASALA - MILIA - OBINO - OPPIA - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro.)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
CONCAS, Segretaria:
Art. 6
Procedimento semplificato
1. Qualora l'autorizzazione di cui all'articolo 7 della Legge n. 1497 del 1939, sia richiesta per le opere previste dagli articoli 13 e 15 della legge regionale n. 23 del 1985, il Sindaco emana il provvedimento su parere del solo Ufficio tecnico comunale.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. L'emendamento può essere illustrato. Si dà per illustrato. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Ladu.
LADU (Popolari), relatore (?). Si dà per illustrato perché tratta sempre di un adeguamento alla legge Bassanini.
PRESIDENTE. Lo accoglie. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.Progr.Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
CONCAS, Segretaria:
Art. 7
Modifica dell'articolo 13 della legge regionale n. 23 del 1985
1. Nel quarto comma dell'articolo 13 della legge regionale n. 23 del 1985 alla fine sono aggiunte le parole " nonché ai sensi della Legge n. 1497 del 1939, e della Legge 8 agosto 1985, n. 431."
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
CONCAS, Segretaria:
Art. 8
Poteri di controllo della Regione
1. La Regione esercita il controllo sull'esercizio da parte dei comuni dei poteri subdelegati attraverso verifiche periodiche.
2. L'Assessore regionale può, ove persista il pubblico interesse, annullare i provvedimenti sindacali assunti in violazione delle norme procedimentali di cui agli articoli 3, 5 e 6.
3. I provvedimenti sindacali di autorizzazione di cui agli articoli 5 e 6 sono inviati dal comune, con la relativa documentazione, agli organi determinati dalla legislazione statale.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 7 e 10. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu per illustrare entrambi gli emendamenti.
LADU (Popolari), relatore (?). Per quanto riguarda il primo emendamento, in pratica, si tratta di un adeguamento alla legge Bassanini; il secondo emendamento è: "Eventuali controversie circa la attribuzione di competenze in ordine a specifiche istanze di autorizzazione alla... (?)del '47 sono risolte con provvedimento dell'Assessore della pubblica istruzione". In pratica qui si tratta di dare la possibilità all'Assessore competente di intervenire in caso di controversia con il Comune.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.Progr.Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'A.z.). Credo che questo articolo simboleggi un po' lo spirito con cui si sta andando avanti in questa discussione, perché mi pare che aver mantenuto l'articolo 8 nella formulazione originaria dimostri la poca chiarezza logica di tutto l'articolato che è venuto fuori e che credo gli emendamenti non stiano certamente contribuendo a chiarire e a migliorare. Perché l'articolo 8 è un nodo della legge, poiché attribuisce un potere di annullamento degli atti comunali all'Assessore Regionale, potere di annullamento che ha anche il Ministro. Per cui l'attribuzione ai comuni di questo potere diventa una attribuzione talmente soggetta a controlli ministeriali ed assessoriali che effettivamente noi non stiamo facendo nessun decentramento.
La legge come sta uscendo è un autentico aborto, perché anziché decentrare stiamo attribuendo addirittura un doppio potere di controllo ad altri organi sui comuni. Credo che la legge così come è, e come sta uscendo fuori, non rispetta minimamente lo spirito con cui ci si era mossi. Si parlava di decentramento della materia in attesa di un decentramento di funzioni più ampio ai comuni. Il decentramento di funzioni più ampio non è avvenuto, invece si sta attribuendo un potere che diventa un semplice obbligo per i comuni, un onere in più soggetto, a controlli statali e regionali; qua non si sta facendo decentramento ed autonomia, si sta rafforzando il centralismo, scaricando sui comuni dei compiti che hanno difficoltà ad esercitare soprattutto in mancanza di un contesto di un autentico decentramento globale.
Per cui sarebbe stato opportuno a questo punto, fallito il disegno iniziale, portare la materia dentro i provvedimenti di decentramento di gran parte di funzioni regionali ai Comuni e alle Province e in quella sede regolamentarlo dando ai Comuni le risorse, i poteri ed anche gli ambiti di autonomia che questa legge invece nega.
Io finora non sono intervenuto su articoli ed emendamenti, ma siccome l'articolo 8 rappresenta il limite di impostazione logica della legge, richiamo l'attenzione dei colleghi sulla delicatezza della questione, per cui anziché fare un provvedimento di decentramento, un provvedimento verso le autonomie, stiamo facendo tutt'altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, io richiamo prima a me stesso e poi all'attenzione dei colleghi il fatto che siamo in sede di riapprovazione di una legge rinviata dal Governo, per cui su articoli particolarmente delicati così come è l'articolo 8, io credo che bisogna stare attenti. Ritengo che, proprio per alcune cose già rilevate, l'articolo 8 debba conservare la formulazione che ha e quindi debba rimanere così come è stato a suo tempo approvato e così come la Commissione l'ha esitato, per evitare che il provvedimento possa essere rinviato ancora una volta dal Governo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serrenti. Ne ha facoltà.
SERRENTI (P.S.d'Az.). Io prendo spunto dall'articolo 8 per ricordare alcune cose.
Voglio ricordare che su questa materia, che è materia delegata, la Regione ha svolto la sua attività come fosse materia di competenza primaria della Regione per circa 7 anni. Voglio ricordare che per 7 anni, nella IX Legislatura per intero, noi non abbiamo mandato al controllo gli atti dell'Amministrazione.
Tuttavia, senza rifare la storia, io credo che limitandomi alla prima parte di questa legislatura, voglio ricordare che noi abbiamo fatto una legge che vedeva esaltare il sacro furore autonomista, che tendeva prima di tutto a rimarcare la qualità dell'autonomia di questa Regione dicendo che su una materia così importante che riguardava la pianificazione del nostro territorio e del nostro sviluppo, noi dovevamo esercitare una competenza vera e non delegata ed anche nella sua delega poi abbastanza falsa, perché per la delega lo Stato deve mantenere l'attività di controllo, spesso lo Stato si è sostituito ai poteri della Regione facendo addirittura una cosa che non avrebbe mai potuto fare, che non può fare, cioè: sostituendosi alla Regione che dà il diniego e invece poi lo Stato dà l'autorizzazione a fare certe opere.
Quindi, non esercitando attività di controllo, ma sostituendosi ai poteri della Regione.
Allora, Presidente, mentre la prima legge che abbiamo fatto, e che è stata rinviata, aveva questo senso e questo Consiglio ha fatto una grande battaglia di affermazione della nostra autonomia, una volta che la legge è stata rinviata e si è ridotto a questo, davvero noi abbiamo rinunciato totalmente ad ogni tipo di autonomia, stiamo mettendo nelle mani dello Stato e del Governo strumenti di maggiore oppressione nei confronti della Regione, stiamo appesantendo e non decentrando - ha perfettamente ragione il collega Bonesu - l'attività delle Amministrazioni locali che si trovano ad occuparsi intanto di quisquilie e non di cose serie, ma su ogni cosa che poi viene decisa in ambito comunale vengono esercitati due tipi di controllo: uno da parte dell'Amministrazione regionale, uno da parte dell'Amministrazione dello Stato. Perché non è chiaro, essendo materia delegata, l'attività dei Comuni è sottoposta davvero al controllo da parte della Regione, oppure se i Comuni nell'ambito della loro autonomia si muovono in via sostitutiva, l'attività di controllo deve essere fatta dal Ministero. Quindi, il ruolo della Regione viene completamente a mancare.
Io credo che questo articolo 8 in un contesto diverso, quindi nel contesto di questo nuovo testo della legge, crei addirittura dei danni, quindi potrebbe essere una ragione di rinvio della legge.
Allora io invito i colleghi a ripensarci. Ci dobbiamo prendere un po' tempo, prendiamocelo per fare una legge che sia vera, che aiuti a risolvere il problema, lo voglio ricordare, è un problema di natura politica che può essere affrontato anche in termini diversi. Lo ricordo, abbiamo Uffici Tutela del Paesaggio in tutte e quattro le province, abbiamo 250 dipendenti, questa struttura ci viene a costare un mare di miliardi per fare un servizio che facciamo per lo Stato, non senza oneri, come dicevo, ma pagando un mare di miliardi. Credo che avremmo fatto molto meglio, a questo punto, in una trattativa col Governo e con lo Stato a dire "Benissimo, riprenditi la delega ed esercita direttamente tu questo potere". Perché se per noi si deve esaurire tutto in ulteriori costi, in passaggi, come dire laccioli vari che rendono tutto più difficile, credo che noi dovremmo addirittura rinunciare, come dicevo. C'è un problema che riguarda la qualità della nostra autonomia.
Se non possiamo fare altro, credo che forse sarà il caso di sospenderla e tornare sul terreno della politica, perché una legge come questa o risolve i problemi della pianificazione del territorio, della pianificazione dello sviluppo, dell'autonomia delle Amministrazioni comunali su cose come queste, di pronunciarsi, diversamente non serve a nulla, anzi una legge come questa afferma un diritto da parte dello Stato che noi volevamo combattere, perché il diritto su questa materia deve essere un diritto che deve tornare alla Regione, signor Presidente, queste sono le cose.
Allora chiedo davvero ai colleghi se ci vogliamo prendere un po' di tempo per ripensarla, la ripensiamo, altrimenti la volontà del Consiglio è sovrana, però credo che noi stiamo facendo battaglie contro tendenza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io mi riallaccio agli ultimi due interventi per dire che se da parte di questa maggioranza si prestasse un momentino più attenzione e più orecchio a ciò che viene detto, probabilmente non avremmo rischiato di fare le pessime figure che abbiamo fatto su questa legge quando è stata respinta un paio di volte.
Proprio da questi banchi il collega Marras fece un intervento dove paventava i pericoli e i rischi di rinvio che poi sono stati puntualmente recepiti dal Governo quando ha deciso, o ha ritenuto, che la legge andasse oltre quelle che sono le competenze del Consiglio regionale sardo.
Questa annotazione, questa puntualizzazione vuole essere rivolta ai colleghi proprio per capire che su questioni di fondo, su questioni di legittimità, non c'è maggioranza e non c'è opposizione, ma c'è solamente il buon senso e la necessità di attenersi scrupolosamente e rigorosamente a quelle che sono le norme statali e l'ordinamento legislativo nazionale.
C'è il pericolo veramente che questa legge, così come viene riformulata e come viene emendata, possa rappresentare e costituire l'ennesimo rinvio da parte del Governo, e quindi la raccomandazione è quella, per la parte che mi riguarda, poiché faccio parte anch'io di questo Consiglio regionale, è che ci sia un momentino e un pochino di attenzione e di senso di responsabilità in più, perché questo sciagurato evento non si verifichi per la terza o quarta volta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Intervengo sull'emendamento numero 10 senza entrare nel merito dei problemi, perché ho visto che la legge è conosciuta da pochi colleghi, quindi stiamo entrando anche in argomenti forse un attimino anche slegati dal tema. Sull'emendamento numero 10 io suggerirei ai presentatori, io compreso quindi, di ritirarlo; nel caso in cui gli altri colleghi non si prestino a ritirare l'emendamento, allora per lasciare un giudizio libero dell'Aula sull'emendamento numero 10 chiedo il voto segreto, mentre l'emendamento numero 7 è un emendamento doveroso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Popolari). Devo dire che questo emendamento è stato motivo di lunga discussione da parte della Commissione , perché si era indecisi se inserirlo o meno, fermo restando che in pratica per quanto riguarda le competenze della Regione se ne è discusso tanto, credo che questo debba essere motivo di discussione in altra occasione politica, perché probabilmente a noi in questa fase interessa approvare un provvedimento che è di grande sollievo e di grande aiuto per gli amministratori comunali.
Il problema è che noi ci stiamo avviando alla fine della legislatura tentando di approvare un provvedimento che è stato già bocciato due volte dal governo, e non vorrei che magari per un emendamento che, secondo me, non è neanche fondamentale per l'economia della legge stessa, rischiamo la terza bocciatura da parte del Governo. Ciò significa che in questo modo finiamo la legislatura senza aver prodotto alcunché in questo Consiglio, e comunque senza essere riusciti ad approvare una leggina che, come era nelle nostre intenzioni, nelle intenzioni del Consiglio, voleva alleggerire le competenze degli uffici provinciali di tutela del paesaggio, che oggi sappiamo sono sovraccarichi di lavoro, ci sono circa tremila, o quattromila pratiche arretrate in tutti gli uffici provinciali della Sardegna, quindi si voleva fare una legge che almeno per quanto riguarda i provvedimenti di minore importanza delegasse queste competenze al comune.
Noi abbiamo fatto un calcolo e abbiamo constatato che effettivamente queste piccole competenze che possono essere delegate ai comuni riguardano circa il 60 - 70 per cento delle pratiche. Quindi, ciò significa che noi approvando questa legge possiamo far sì che il 60 - 70 per cento del lavoro degli uffici provinciali di tutela del paesaggio possa essere smaltito in tempi rapidissimi.
Pertanto, con la preoccupazione che questa legge non venga bocciata un'altra volta, ed anche perché non mi pare che ci siano altre motivazioni per cui questa legge, sulle base delle osservazioni che ha fatto il Governo, abbia ulteriori motivi di rinvio, ritiro l'emendamento presentato.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
CONCAS, Segretaria:
Art. 9
Controllo sostitutivo
1. Qualora il Sindaco non provveda, nei termini previsti, al rilascio o al diniego dell'autorizzazione paesistica, il richiedente può presentare, entro i successivi trenta giorni, istanza di autorizzazione al Ministero per i beni culturali e ambientali ai sensi dell'articolo 1 della Legge 8 agosto 1985, n. 431.
PRESIDENTE. All'articolo 9 è stato presentato l'emendamento numero 8, sostitutivo parziale. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
LADU (Popolari). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Pietro Usai.
USAI Pietro(Progr. Fed.), relatore. Il relatore lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S. Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 10 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 11.
CONCAS, Segretaria:
Art. 11
Provvedimenti di competenza dell'Assessore
1. Le istanze riguardanti i provvedimenti relativi ad oggetti diversi da quelli delegati ai Sindaci ai sensi dall'articolo 4 sono inviate dal comune al competente Ufficio di tutela del paesaggio entro sessanta giorni dal loro deposito, accompagnate dal parere della commissione edilizia comunale.
2. L'Assessore decide su tali istanze entro sessanta giorni da quando pervengono.
3. Le decisioni dell'Assessore, escluse quelle relative ad autorizzazioni ai sensi dell'articolo 7 della Legge n. 1497 del 1939, sono adottate sentita la Commissione di cui all'articolo 33 della legge regionale n. 45 del 1989.
4. I provvedimenti, unitamente al parere della Commissione, sono comunicati al comune e notificati agli interessati.
5. L'approvazione da parte dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, prevista dall'articolo 12 della Legge n. 1497 del 1939, è necessaria anche per gli strumenti urbanistici previsti dall'articolo 21 della legge regionale n. 45 del 1989.
PRESIDENTE. All'articolo 11 è stato presentato l'emendamento numero 9 sostitutivo parziale. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu per illustrare l'emendamento numero 9.
LADU (Popolari). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Pietro Usai.
USAI Pietro (Progr. Fed.), relatore. Il relatore lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. L'articolo 12 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 13.
CONCAS, Segretaria.
Art. 13
Norme sulla trasparenza amministrativa
1. Chiunque può richiedere al comune copia degli atti previsti dalla presente legge in suo possesso o visionarli con le stesse modalità e i limiti previsti per la visione ed il rilascio di copia di atti comunali.
2. Non può essere richiesta agli uffici regionali la visione o il rilascio di copia di atti in possesso del comune.
3. Non sono ammessi istanze e ricorsi non espressamente previsti dalla presente legge, salvi i ricorsi giurisdizionali e quelli previsti da norme statali.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 14.
CONCAS, Segretaria:
Art. 14
Adeguamento ordinamento comunale
1. Le norme della presente legge trovano immediata applicazione, pur se in contrasto con atti statutari o regolamentari comunali, anche senza formale recepimento.
PRESIDENTE. All'articolo 14 sono stati presentati gli emendamenti 11 e 12 aggiuntivi. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati.
LADU (Popolari). Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Pietro Usai.
USAI PIETRO (Progr. Fed.), relatore. Il relatore li accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S. Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta li accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Popolari). Per quanto riguarda l'emendamento numero 11 c'è una correzione da fare, si tratta di Comitato tecnico provinciale e non regionale come è scritto nell'emendamento. Si tratta di correggere al comma 5 ter, terza riga.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Usai. Ne ha facoltà.
USAI PIETRO (Progr. Fed.), relatore. Poiché si tratta di una legge rinviata penso sarebbe il caso di votare domani mattina, perché mi pare che non ci siano le presenze.
LOCCI (A.N.). C'è il numero legale, votiamo adesso.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della legge rinviata numero CCC.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 45
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 36
Contrari 8
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LADU - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MASALA - MILIA - OBINO - OPPIA - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.)
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 21 e 12.
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