Seduta n.395 del 14/02/2008
CCCXCV Seduta
Giovedì 14 Febbraio 2008
Pomeridiana
Presidenza del Presidente SPISSU
Indi
del Vicepresidente BIANCU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 08.
CASSANO, Segretario dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 7 febbraio 2008 (388), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cuccu Giuseppe, Pileri, Sabatini, Sanna Simonetta e Vargiu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del giovedì 14 febbraio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
Sospendo la seduta per dieci minuti perché dobbiamo fare la prima votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Mi chiedevo Presidente, se volessi fare opposizione alle assenze...
PRESIDENTE. Noi, come lei sa, per regolamento prima di fare la prima votazione dobbiamo attendere dieci minuti, è un avviso per i naviganti, anche per quelli che sanno navigare poco. Dieci minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 09 , viene ripresa alle ore 16 e 21.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Riprendiamo a lavorare.
Abbiamo votato l'emendamento numero 107. Adesso siamo all'emendamento sostitutivo numero 911 al quale sono stati presentati l'emendamento sostitutivo totale numero 974, gli aggiuntivi numero 975, 976, 977. Abbiamo votato il numero 107, adesso dobbiamo votare il numero 911 con tutti gli emendamenti che ho richiamato.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). 911 o ...
PRESIDENTE. Siamo al numero 975, cioè prima agli emendamenti dell'emendamento. Sì onorevole La Spisa, ho visto la sua prenotazione.
LA SPISA (F.I.).Volevo parlare sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, abbiamo dato la parola all'onorevole Marrocu, come funziona... Siamo in dichiarazione di voto, no non si è prenotato prima perché qui c'è l'onorevole Cassano che fa il segretario. Onorevole La Spisa, ha la parola l'onorevole Marrocu per dichiarazione di voto, io non avevo altre iscrizioni insomma...
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Io voglio dichiarare il voto contrario all'emendamento numero 975 e invitare i colleghi al ritiro dell'emendamento e volevo anche spiegare perché invito i colleghi al ritiro dell'emendamento. Io voglio invitare i colleghi al ritiro dell'emendamento perché il "974", emendamento di sintesi frutto di un lungo e anche difficile lavoro fatto nella maggioranza e negli incontri tra la maggioranza e la Giunta, negli incontri tra la maggioranza e la Commissione, degli incontri fra le forze politiche di questo Consiglio, nell'incontro tra noi e le forze sociali, si è arrivati a un punto di sintesi e a un punto di convergenza che è l'emendamento numero 974.
Dentro il 974 c'è una risposta, che noi riteniamo adeguata, ai problemi posti dalla formazione professionale, ed è la risposta che in questo momento è possibile dare al problema della formazione professionale, ai temi posti dalla formazione professionale, ai temi posti dai lavoratori dipendenti della formazione professionale. L'emendamento numero 975 pone un problema che è quello di un piano regionale per la riorganizzazione del sistema delle agenzie formative, tema al quale noi non vorremmo sottrarci, però riteniamo che oggi la sintesi sia il 974, il passaggio successivo, immediato, sia portare rapidamente a conclusione la riforma della legge che è in ottava Commissione, e possibilmente farla arrivare in Aula, che è la riforma della formazione; e all'interno della riforma della formazione, credo che anche questo tema della riorganizzazione di tutto il sistema delle agenzie formative, quindi quello di dare stabilità e garanzia alla possibilità di proseguire nella funzione di formazione, sia uno dei temi che può rientrare in Consiglio, nella fase nella quale questo Consiglio verrà chiamato ad approvare la legge di riforma sull'istruzione e sulla formazione professionale. Per questo motivo, ovviamente, se non viene ritirato votiamo contro il 975, ma l'invito è al ritiro e a ritenere il 974 emendamento di sintesi, tant'è che l'abbiamo chiamato sostitutivo totale, rispetto alle questioni che sono state aperte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io non ho capito qual è l'emendamento che si vota prima.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, noi stiamo, nell'ordine, lavorando sull'emendamento sostitutivo totale numero 911, al quale è stato presentato un emendamento all'emendamento, che è il sostitutivo totale numero 974, al quale sono stati presentati degli emendamenti all'emendamento dell'emendamento, che sono gli emendamenti numeri: 975, 976, 977, poi tutta una serie che va dal 979 in poi.
Si votano prima gli emendamenti all'emendamento, quindi il primo nell'ordine è il 975, senza pagina, perché è un emendamento all'emendamento, che trovate quindi in forma sparsa, sciolta. Quindi stiamo votando il 975.
Onorevole La Spisa, perché non ho capito se fa la dichiarazione di voto, mi aveva chiesta una precisazione…
LA SPISA (F.I.). Era solo per una precisazione!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, sull'emendamento numero 975, per dichiarare, così come ha fatto dal Capogruppo del P.D., la richiesta di ritiro e, in caso contrario, il voto contrario del mio Gruppo sottolineando questo: che riteniamo le questioni poste da quest'emendamento come questioni, diciamo, degne di considerazione e anche di intervento. Considerazione e intervento che bisogna individuare come meglio, più opportunamente, in qualche misura, soddisfare. Noi riteniamo che questa attenzione possa essere sicuramente posta all'interno della legge di riforma della formazione professionale, ma riteniamo anche che alcuni aspetti, che riguardano questa specifica questione, possano essere anche valutati in via amministrativa, in ragione proprio delle conseguenze che hanno nell'operatività di enti che hanno garantito e che ancora garantiscono attività formative di qualità in Sardegna. Per questa ragione sarebbe opportuno che questo emendamento non subisse dall'Aula un'indicazione di voto contrario, che poi inevitabilmente inibisce anche altri livelli di considerazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Intervengo perché, pur essendosi l'onorevole La Spisa prenotato dopo, per rispetto del Regolamento, dovendo intervenire sulle modalità di voto, aveva diritto alla parola. Ancora una volta devo constatare che questa Presidenza, qualche volta, disattende al Regolamento.
PRESIDENTE. No, mi dispiace onorevole Cappai, se uno deve parlare sulle modalità di voto, per richiedere il voto segreto…
(Interruzione)
…non lo so! Perché sulla modalità di voto si può parlare in qualunque momento, sino ad un attimo prima che votiamo. Se lei intende dire che, forse, si volevano chiedere il voto segreto, io ho bisogno di capire che si chiede il voto segreto, altrimenti io non ho fatto altro che dare la parola nell'ordine nel quale è stato richiesto. No ma, siccome abbiamo già fatto questa discussione, se si intende chiedere il voto segreto, si annuncia che si intende chiedere il voto segreto, e così anche il Presidente, che in quel momento governa la seduta, capisce qual è il problema. Quindi, insomma, se era questa l'intenzione io non l'ho onestamente capita e quindi non c'è nessuna priorità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). No, per comunicare ai colleghi che quel "Cugini" che è scritto nell'emendamento, non sono io.
PRESIDENTE. Ma, un altro parente! Va bene!
CUGINI (Sinistra Autonomista). E, assieme, per dire che l'assessore Secci è chiamato, serenamente, come dice il capo del suo partito Veltroni, a fare una considerazione nel merito dell'emendamento. L'emendamento, secondo me, va ritirato, questa è la mia opinione. Perché per poter rispondere a parte della sostanza dell'emendamento, c'è bisogno che il tema, non l'emendamento solo, che il tema non sia bocciato. Le faccio, Assessore, solo un esempio. Ci sono degli enti di formazione professionale che, nel tempo, hanno anticipato risorse per far fronte agli stipendi, l'esempio più classico, può essere che a quelle anticipazioni ci sia bisogno di dare una risposta. Il compagno Uras, lo dico sempre per Moro questo, il compagno Uras dice: "Valutiamo se in via amministrativa si può esaminare e dare anche delle risposte positive". La cosa che non andrebbe bene, e che non andrebbe fatta, e che non va fatta, è invece utilizzare il concetto che c'è scritto nel emendamento, che mi sembra abbastanza giusto, utilizzare quel concetto per risanare i viaggi, le vacanze, e tante cose che possono essere state fatte parlando di formazione professionale. Allora, io chiedo ai colleghi di ritirare l'emendamento e all'Assessore di assumere, per quanto si può fare chiaramente, in una breve dichiarazione, l'impegno, rispettando l'impostazione del collega Uras, per far fronte ad esposizioni che diversamente non potrebbero essere sanate e messe a carico di chi, magari, adesso non sta svolgendo neanche l'attività.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente, io invece voterò a favore dell'emendamento numero 975, qualora venga mantenuto, perché ritengo che sia un emendamento molto importante nel rilevare la centralità dei sistemi di formazione e per la qualificazione del lavoro. Trattandosi anche di un emendamento che mette l'accento sul problema della qualità. Volevo anche sostenere questo emendamento, richiamare l'impegno sulla legge. Questa legge però ha bisogno di fondi e torniamo al nodo centrale della mancanza dei fondi per gli oneri legislativi nuovi che va rivista. Tengo inoltre a precisare, sempre nell'ambito di questo numero di emendamenti, che il Presidente ha messo adesso alla nostra attenzione che troppo spesso si chiede di ritirare degli emendamenti firmati dai colleghi della maggioranza perché si vogliono sempre dare risposte sul piano amministrativo. Qui c'è più che una risposta sul piano amministrativo e credo che debba essere presa in considerazione, nella sua interezza, anche perché nonostante gli sforzi dell'emendamento che sostituirà l'articolo 6, il problema della formazione professionale non è risolto e resta completamente il nodo centrale dell'elenco della "47" che invece deve essere risolto. Quindi io credo che questo emendamento debba essere mantenuto per il significato che ha e ovviamente se i colleghi decideranno diversamente mi adeguerò alle loro scelte. Anzi il Presidente, visto che ci siamo approfitto anche per apporre la mia firma, se l'onorevole Cherchi me lo permette. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Cerchi Silvio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI SILVIO (P.D.). Non vorrei che fosse più alto il numero degli emendamenti che ho ritirato di quelli che ho presentato. Siccome è il mio nome quello che c'è, non voglio creare problemi alla mia maggioranza e l'emendamento lo ritiriamo. Vorrei però, siccome le discussioni postume sono sempre interessanti ma sarebbe il caso è ce le chiarissimo anche prima. Noi abbiamo posto un problema con questo emendamento, di chi deve fare la formazione professionale. Se la formazione professionale la dobbiamo fare e per poterla fare abbiamo posto due questioni. Una è quella di un impegno nei confronti delle agenzie per i costi che hanno sostenuto, quelli seri, quelli onesti, per sostenere la "42" in questi anni e che a detta degli stessi rappresentanti della Giunta non si è stati in grado di onorare. L'altra era quella di aiutare queste imprese, come aiutiamo le altre, a potersi confrontare con il mercato. Le difficoltà che abbiamo creato corrono il rischio di trovarci di fronte senza aziende in grado di produrre formazione il non affrontare la loro riqualificazione ci mette nelle condizioni, quando ripartirà la formazione professionale forse di doverci affidare ad imprese non sarde.
Io ho insistito su questo in diverse occasioni, sia in maggioranza, in qualche occasione che c'è stata nella stampa, sia qui in Aula, perché rispetto a questo ho avuto solo un'obiezione: che ci sarebbero degli "enti canaglia", io non mi assumono la responsabilità di questo, credo che la proposta che noi abbiamo avanzato consentisse di poter premiare soltanto gli enti virtuosi e di punire gli enti canaglia, la storia ci insegna che le guerre preventive non hanno mai un gran risultato. Comunque noi lo ritiriamo ma ognuno si assume anche la responsabilità di quello che fa.
PRESIDENTE. L'emendamento è stato ritirato.
Grazie onorevole Cerchi Silvio. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì Presidente, la ringrazio, io credo che un emendamento come il 975 che viene ritirato, devo confessare in maniera quasi incomprensibile, meriti davvero per le cose che noi stiamo dicendo di essere fatto proprio, e chiedo se questo può essere fatto perché davvero, se vogliamo parlare seriamente di formazione professionale, questo emendamento è uno dei pochi emendamenti che ha il coraggio di affrontare davvero il cuore del problema. Come diceva ieri il collega Severino Floris, il cuore è questo, cioè se noi vogliamo qualificare la formazione professionale, non dobbiamo liquidarla e mettere i dipendenti della formazione professionale altrove. Dobbiamo migliorare la formazione professionale in Sardegna attraverso iniziative come questa. Noi siamo stati capaci in quest'Aula di lamentarci molte volte del risultato di alcuni bandi che avevano ovviamente le caratteristiche giuste di essere bandi europei quando poi alcune agenzie formative del settentrione vincevano sistematicamente le gare. Mi pare di ricordare che soltanto tre o quattro degli enti di formazione professionale, di quelli storici, abbiano fino ad oggi conseguito la certificazione ISO 2000. Questo a dimostrazione del fatto che ci sono anche enti seri ma che c'è davvero tanto bisogno di qualificare naturalmente la capacità formativa qui in Sardegna. Riuscire poi a risolvere il problema della situazione pregressa per alcune annualità mi pare pure una cosa molto importante. Quindi chiedo che questo emendamento sia fatto nostro e lo si debba assolutamente votare e credo proprio di non dover accertare assolutamente alcuna intimidazione che mi pare di doverla interpretarla in questo modo, vengono date ad una parte della maggioranza per aver avuto il coraggio assoluto di proporre un argomento che davvero può avere attraverso la trasversalità che quest'Aula può dare una risposta giusta che è attesa dalla formazione professionale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
L'emendamento è stato ritirato colleghi.
FARIGU (Gruppo Misto). Grazie Presidente, noi in quest'aula…il "noi" è un plurale maiestatis, perché ognuno oppone la propria firma e può parlare solo per se stesso, solo i Capigruppo possono avere la facoltà di parlare a nome di un gruppo. Francamente a me l'emendamento… intanto, se consentite, credo di sì, vorrei apporre su questo emendamento anche la mia firma e in ogni caso farlo anche mio, considerato che il "noi" proprio io non lo posso adoperare. Però l'emendamento mi è sembrato comunque valido, anche per le cose che sono state dette dal collega Marrocu prima e dal collega Cugini che mi sembrava essere anche firmatario dell'emendamento, poi non ho capito bene la sua battuta, se fosse una battuta di spirito o cos'altro, però ecco… considerato che in questa finanziaria non ci sono nemmeno fondi sui nuovi oneri legislativi, come qualche collega, anche autorevole, ha ripetutamente e qui rimarcato, che quindi questa questione per essere risolta deve essere risolta in questa finanziaria, ora. E non mi va e credo che sia inaccettabile ed io, se fossi stato uno dei presentatori originali dell'emendamento, dalle affermazioni del collega Cugini, mi sarei sentito profondamente offeso quando, rivolgendosi all'Assessore mi raccomandava di stare attento nell'eventuale provvedimento amministrativo a favore degli enti di formazione professionale perché questi fondi non andassero a ristorare spese superflue. Io non credo che il collega Cherchi, che il collega Giagu ed altri abbiano firmato a cuor leggero pensando di utilizzare queste risorse indicate nell'emendamento a cuor leggero, per divertimento. Mi sembra importante, invece, il richiamo del collega Cherchi quando dice stiamo attenti, se questi enti di formazione professionale, a cui si intende rivolgere attenzione con questo emendamento, non vadano a finire in malora per lasciare totalmente spazio a un fenomeno che è già gravemente presente in Sardegna con gli enti di formazione professionale come altre imprese esterne alla Sardegna. Altro che promuovere lo sviluppo! Altro che promuovere l'impresa sarda! Con certe politiche si va esattamente in senso opposto, a sviluppare semmai i processi di colonizzazione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Farigu. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
L'emendamento è stato fatto proprio dall'onorevole Farigu. Prego, Onorevole Dedoni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Farigu, ma se non sbaglio lo ha già fatto prima l'onorevole Pisano… lo ha richiesto l'onorevole Pisano prima.
PRESIDENTE. Va bene.
DEDONI (Riformatori Sardi). Lo fa l'onorevole Farigu, ma lo faccio anch'io in aggiunta agli altri colleghi che sono rimasti, proprio perché è un motivo fondamentale nel dibattito che si è posto in campo per quel che riguarda la finanziaria, capire dove si vuole arrivare.
Io capisco che l'articolo 6, così come è stato riformulato con l'emendamento della Giunta, riceva il plauso dalla Sinistra Arcobaleno e da chi più ne ha più ne metta. Io capisco che può esserci un acchetamento di posizioni diversificate all'interno della sinistra, però è altrettanto vero che questo Consiglio regionale non può sfuggire i problemi che comunque si pongono. Io vorrei ricordare che dal '99 in poi sono state depositate - e le ho qui - diverse proposte di legge che riguardavano la formazione professionale, che siamo ancora in attesa di avere una via libera per la riforma professionale all'interno della Commissione che non riesce a dibattere il problema, che si vuole sacrificare sull'altare della pubblica istruzione pensando che già arrogantemente non sì è valutato quanta dispersione scolastica viene fuori per il fatto solo che la pubblica istruzione in sé non può recuperare un mondo intero che la formazione professionale può fare. Forse si vuole veramente, ancora una volta, disperdere un patrimonio, che comunque nella nostra isola c'era, di agenzie formative - è dell'altro giorno la chiusura del centro di formazione professionale dell'ENAIP ad Oristano - che potevano dare una possibilità di inserimento a quei lavoratori che sino adesso l'hanno fatto con coscienza. Se c'era da buttar fuori la gente che era ladra, che era certificata che era ladra lo si faccia! Si denunci se ci sono delle malversazioni, delle cattiverie, delle cose indegne, ma si salvi un settore che è portante, che significa dare occupazione, dare sviluppo; vuol dire aziendalità in Sardegna, vuol dire dare professionalità nella formazione professionale. Pensando a quello che invece avviene in Germania, in Francia, in tutta l'Unione Europea per raccomandazione stessa dell'Unione Europea, dove la formazione professionale ha un aspetto particolare e viene tutelata, messa non in contrapposizione ma in sinergia, in modo che univocamente possano dare una risposta a quelle che sono le esigenze di inserimento nel mondo lavorativo, cosa che non avviene qui, che si vuole mortificare la formazione professionale pensando che solo attraverso la scolarizzazione possa essere risolto questo problema drammatico dell'allontanamento dei giovani dalla scuola, dalla formazione, dall'inserimento civile e soprattutto dal mondo del lavoro.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Dedoni. Facciamo stare zitti tutti…
DEDONI (Riformatori Sardi). Altrimenti riprendiamo la parola dopo!
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, non ci minacci, poi lei è amplificato anche senza microfono, quindi ha questo vantaggio. Onorevole Maninchedda, prego.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io vorrei chiedere allo stimato collega onorevole Uras se possiamo ragionare di questo argomento come ne abbiamo ragionato negli anni passati. Io non credo che lei creda realmente che sulla formazione e sulle questioni poste dall'emendamento ritirato dai colleghi abbiamo a che fare con una questione amministrativa - dico quello che penso io, non quello che pensa lei -, però è evidente che da tre anni a questa parte si parla di un'iniziativa sul mondo della formazione - da tre anni a questa parte - e non si produce una risposta al mondo della formazione, mentre sin dal principio - io dico quello che penso, poi se è sbagliato è normale che mi si dica che sto sbagliando - la Giunta ha concentrato su questo argomento un carico ideologico del tipo: gli enti di formazione sono luoghi della dissipazione pubblica, dobbiamo bonificarli. Io ricordo che sin dalla prima misura ci si è scontrati perché la prima misura ha messo gente per strada, la seconda ugualmente e la terza non ne ha recuperato. Oggi c'è un'occasione per uno strumento di governo di questo processo, voi ritirate l'iniziativa tipicamente legislativa di uno strumento di governo di questo processo. Allora perché non vi fermate un attimo a riflettere su un fatto. Sgombriamo il fatto ideologico. Nessuno sta punendo nessuno. Io sono convinto che si è esagerato a caricare ideologicamente questo fattore e che chi ne ha fatto le spese era chi non amministrava i soldi della formazione, ma chi percepiva lo stipendio. Io sono convinto che sono vittime ideologiche. Ma perché non tirate il freno a mano? Non ci sarà un'altra occasione per governare questo processo, perché tra un anno si va a elezioni. Fermatevi, riformulate l'emendamento, ma rinunciare è una follia. Rinunciare alla possibilità di dare una risposta a questa gente è una follia! De-ideologicizziamolo! Nessuno è sul banco degli imputati, nessuno è sul banco degli accusatori, fermatevi un attimo e riformulate l'emendamento! Ma perché rinunciare? Avete voi lo strumento per dare una risposta, non io! Però sacrificare la gente su un altare ideologico di polemica politica è un errore, è un delitto! Fermatevi! Trovate il modo, fermatevi dieci minuti! Avete sospeso per tante cose, fermatevi anche per questo e trovate il modo di dirlo diversamente! Io vi rivolgo questa sommessa richiesta, fate voi, ma è sbagliato sacrificare la gente! Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Brevemente, Presidente, per dire che io in questo emendamento ho visto un pallido tentativo per rimodulare tutta l'azione complessiva del governo della Regione nel settore della formazione professionale. Non modifica l'atteggiamento del Presidente della Giunta, ma intende fare una cosa graduale, perché ho l'impressione che anche la formazione professionale sta seguendo la stessa sorte della programmazione economica regionale. E allora, se questo è, io credo che occorra in questo settore una grande riforma, che ci siano stati anche degli sprechi, che bisogna cercare di concentrare anche l'azione complessiva della Regione in questo senso, ma da qui allo smantellamento globale, quando in tutte le Regioni si stanno attuando e potenziando i piani formativi, mi pare che passi una grande differenza. Che cosa è, onorevole Marrocu, che deve fare la Regione prima di dire "smantelliamo"? Dica che cosa vuole fare la Regione e che cosa vuole fare il settore pubblico per la formazione professionale e dica che cosa debbono fare gli enti formativi in Sardegna. Se non si scioglie questo nodo continuiamo ad andare a predicare cose che, mio giudizio, non stanno né in cielo né in terra. Quindi non vedo la motivazione per cui noi non dobbiamo approvare questo emendamento, è un emendamento consono alle esigenze, anche perché insomma fare i tagli li sappiamo fare tutti, il problema della politica è di governare, cercando di conciliare i tagli con i bisogni, che ci sono anche da parte delle famiglie. E questo credo che una Regione sensibile lo possa e lo debba fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai Silvio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI SILVIO (P.D.). Ma, io sono convinto che gli argomenti che sono presenti dentro l'emendamento siano argomenti molto seri e che non sono, purtroppo, affrontati con l'emendamento sostitutivo all'articolo 6. In particolare l'emendamento propone due cose: la prima è, giusto perché non si pensi che ci sia qualcosa di strano, il pagare i costi del personale dell'albo della legge numero 42 non coperti da attività formative né dalla convenzione stralcio e dagli enti sono stati anticipati e anticipati tramite prestiti bancari che continuano a produrre passivi. Continuano a produrre passivi e che sono stati oggetto di una proposta di delibera dell'Assessore al lavoro che poi è stata sospesa in Giunta, ma sono un problema serio che rischia di far fallire gli enti di formazione che sono in vita, i pochi enti di formazione che sono in verità. Quindi un programma serio che serve per consentire, peraltro ad arrivare al momento in cui si farà una modifica, ma io mi chiedo, e lo connetto a questo e chiedo un elemento di riflessione ulteriore, la sospensione dell'emendamento per un ulteriore riflessione, mi chiedo: nello stesso articolo di sintesi c'è il finanziamento per 20 milioni di euro, collega Uras, per la sperimentazione dell'articolo 43 della legge numero 20, che vuol dire accompagnamento formativo per l'inserimento lavorativo, chi è che fa quella cosa lì se sono morti gli enti tra qualche mese? Perché qui stiamo parlando di passività, allora io sono convinto che su questo tema, che riguarda le passività, che sono generate semplicemente dal pagamento degli stipendi della legge numero 42 non dalla legge numero 47, dalla legge numero 42 l'iniziativa amministrativa da parte della Giunta o viene in qualche modo garantita da parte della Giunta stessa oggi, oppure è un problema aperto che rischia di non permettere di arrivare al momento della riforma, questo è il tema. Allora io aggiungo e concludo, anche l'altro tema riguarda la possibilità di arrivare ad avere un sistema in grado di fare le cose modernamente, senza confonderlo con la bolla speculativa dell'obbligo formativo che non c'entrava niente e l'accompagnamento di questi enti verso una certificazione ISO, verso un modello organizzativo capace di fare non la formazione tradizionale, ma la formazione per l'accompagnamento e l'inserimento lavorativo esattamente come dice la legge numero 20, questo è il tema. Allora forse una risposta da parte della Giunta sotto il profilo dell'impegno amministrativo, una risposta sotto il profilo della possibile sospensione per rivedere quest'argomento e per poterlo approfondire è una risposta più sensata del semplice, rimandiamo alla legge perché guardate la legge la riforma dell'istruzione, la riforma dell'istruzione tocca la formazione sino a 18 anni, dopo di che si tratta di politiche attive del lavoro. Non c'entra niente la legge di riforma dell'istruzione con ciò che si fa dopo i 18 anni. E' un'altra cosa.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai, siccome era una dichiarazione di voto, onorevole Lai, io mi sono distratto, mi chiedono di sapere com'è la sua dichiarazione di voto.
LAI SILVIO (P.D.). Ho chiesto la sospensiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). La ringrazio Presidente, io sono uno dei firmatari dell'emendamento e mi faccio non a carico, ma onore di averlo firmato perché credo che debba essere nota a tutti la finalità dell'emendamento stesso. Questo Consiglio ha sostanzialmente ignorato un problema che è sul tavolo delle problematiche sarde, che è sul tavolo del lavoro, che è sul tavolo della formazione, che è sul tavolo del futuro lavorativo di tanti soggetti, di tante persone. Fatta questa premessa voglio dire, chiedendo che effettivamente sia addivenga a questa sospensione, ad una riformulazione di un emendamento all'emendamento condiviso, che stamattina abbiamo assistito ad una discussione ad un dibattito che deve essere letto in maniera assolutamente asettica. L'opposizione ha svolto il suo ruolo critico, ha affondato il coltello nella misura in cui poteva affondarlo, la maggioranza, però, è questo il segnale che voglio mettere in evidenza, ha dimostrato un'esemplare compattezza e una solidarietà unica attestandosi a difesa dell'assunzione delle proprie responsabilità e delle scelte fatte. Assessore Secci, questo lo hanno fatto anche le persone che erano critiche nei confronti di quella manovra finanziaria, di quelle manovre delle entrate; la maggioranza ha dimostrato di essere le maggioranze e di non lasciare dietro nessuno. Allora dia esempio di quella solidarietà alla Giunta, questo Consiglio che non lascia indietro nessuno, soprattutto quelli che in questo momento sono in una situazione di bisogno e che possono dare molto a questa società, che possono dare molto al futuro dei giovani, che possono dare molto a persone che aspettano e che hanno delle grandi potenzialità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Brevissimamente non tanto per dichiarazione di voto quanto per associarmi a tutti coloro che hanno chiesto di affrontare questo problema in maniera chiara, trasparente ma organica. La questione del sistema della formazione professionale è una questione che in attesa della riforma sull'istruzione sulla formazione obiettivamente pesa e pesa in maniera molto grave. E' possibile che in un emendamento alla finanziaria, visto anche l'andamento vorticoso, spesso anche contraddittorio dei lavori dell'Aula all'interno di una legge così importante, in cui però c'è di tutto, come la finanziaria, possa portare anche alla predisposizione, alla stesura di norme che magari hanno anche un intento lodevole, ma che per come sono formulate non convincono tutti. Probabilmente una pausa di riflessione per formulare, eventualmente anche con l'accordo di tutti, se siamo d'accordo, un emendamento orale allo stesso emendamento diciamo centrale, quello sostitutivo totale, o comunque un rinvio ad un'altra formulazione giuridica da inserire nel rispetto del Regolamento nel corso dell'approvazione della finanziaria, può consentire a tutti di esprimersi serenamente e alla luce del sole, su una questione che è oggettivamente grave e cioè quella di agenzie formative che per una serie di motivi oggi si trovano letteralmente sull'orlo della chiusura e che nel momento in cui partisse la riforma non avrebbero poi in realtà né la struttura né le condizioni oggettive per poter anche veramente contribuire ad un sistema di formazione moderno. Questo è un problema che è oggettivo e sotto gli occhi di tutti. Se vogliamo fare tutti uno sforzo di buona volontà, credo che si possa accettare o di ritirare l'emendamento da parte chi l'ha fatto proprio, pure di sospenderlo per tenerlo ancora in evidenza ma verificare se è possibile arrivare ad una formulazione condivisa da tutti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnico del bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, ma parlare per l'ennesima volta di un problema, che per me risulta molto difficile, non è molto semplice, però il dovere della funzione che si rappresenta richiede anche questo e lo faccio molto volentieri. Senza però non evidenziare che i problemi posti sulla formazione professionale negli ultimi tre anni dalla totalità dei sostenitori del problema, compreso il sindacato, che ha più volte su questo fatto manifestazioni anche importanti e significative, è sempre stato quello di difendere il futuro lavorativo dei lavoratori della "42". Dispiace e meraviglia che, presentando la Giunta di intesa con tutta la maggioranza l'emendamento numero 974, non ci sia stato uno, ad ora, di quelli che hanno sostenuto queste battaglie, che abbia riconosciuto che si sia fatto un passo avanti significativo, perché c'è un'abitudine in quest'Aula, che io non condivido e lo dico con molta chiarezza, che tutto quello che è ottenuto non è un problema, il problema è quello che rimane da ottenere. Se è vero che l'emendamento numero 975 pone un problema serio, che è risolto, credetemi, io, l'assessore Congera, gli altri colleghi della Giunta che sono qui hanno la piena consapevolezza della dimensione drammatica del problema della formazione professionale. Non so se altrettanti consiglieri regionali che hanno parlato stasera a difesa di una cosa che quando potevano difendere hanno trascurato con molta leggerezza, e forse proprio per questo ci troviamo a questo punto, non richiamo il merito perché sarebbe troppo facile nei confronti di qualcuno, sarebbe troppo facile. Allora, io dico questo, ringraziando l'onorevole Cherchi Silvio, che ha detto che lui non si vuole distinguere per creare difficoltà alla maggioranza, e ha proposto il ritiro dell'emendamento. Io apprezzo molto questo atto, onorevole Cherchi, e apprezzo anche l'invito di tanti consiglieri della maggioranza che hanno invitato la Giunta a tenere presente il problema posto dal "975". Io non penso che per alcuni aspetti sia facile la soluzione, lo devo dire con franchezza, e non riguarda aspetti di natura amministrativa, non si tratta di proporre delibere di Giunta, si tratta di fare norme che consentano di superare i problemi che questo emendamento pone. E non penso neppure che l'emendamento, così come formulato nella sua prima parte, possa andare nella direzione di soddisfare il bisogno che si propone. Io dico, e l'impegno che prendo è questo, e penso e spero che questo impegno si possa prendere in breve tempo, che tutta la materia della prima e della seconda parte dell'emendamento venga assunta responsabilmente nella Commissione ottava che sta esaminando la legge di riforma, e che certamente non ha come priorità principale questo aspetto, ma può contenerlo, che in quella sede si ponga il problema. Quindi l'invito della Giunta è ancora quello di ritirare l'emendamento da parte dei presentatori, con l'impegno a vedere, per quegli gli enti di formazione dei quali siamo responsabilmente preoccupati, ma non sono tutti questi enti di formazione. Noi ci siamo resi conto che la normativa sull'accreditamento che è stata fatta dal 2000 al 2004 ha creato tutti i problemi che ha creato, perché da lì nasce il problema. Quindi occorre, prima di tutto, rivisitare l'accreditamento, occorre dare priorità a quelle agenzie formative che hanno sedi, che hanno personale qualificato, che hanno strutture, che hanno tecnologie, che hanno altro, e io penso che si possa trovare la strada per risalire la china piano piano, perché nessuno di noi pensa che la formazione professionale non sia centrale nel modello formativo della nostra conoscenza.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Se l'emendamento viene mantenuto dai colleghi che lo hanno fatto proprio, le dobbiamo mettere ovviamente in votazione. La sospensione è tecnicamente complicata perché, se lo sospendessimo, dobbiamo sospendere tutto ciò che viene dietro l'emendamento. Quindi dovremmo sospendere tutti gli emendamenti e anche l'emendamento principale che è il numero 974. Io chiedo ai colleghi se c'è un accoglimento dell'ulteriore invito al ritiro che viene fatto dalla Giunta, se fosse così, è ritirato con gli impegni che sono stati assunti dalla Giunta, altrimenti lo dobbiamo votare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI SILVIO (P.D.). Una risposta all'Assessore, se possibile. Chiedere è lecito.
PRESIDENTE. Onorevole Cherchi, io sono disponibile a innovare, ma mi sembra che con l'innovazione non ne caviamo piedi.
CHERCHI SILVIO (P.D.). Presidente, io ho solo chiesto, è nei suoi poteri.
PRESIDENTE. No, non è nei miei poteri far rispondere il Consigliere all'Assessore o alla Giunta.
La proposta dell'Assessore è chiara: si dice di trasferire il problema nell'ambito della discussione della legge sull'istruzione che si sta facendo in Commissione ottava. Quindi, ci sono il tempo e il modo per approfondire e per valutare il problema, e per questo l'Assessore chiede che venga ritirato. Altrimenti, colleghi, siccome gli interventi per dichiarazione di voto erano ultimati, andiamo al voto.
LA SPISA (F.I.). C'è una richiesta di sospensiva, Presidente.
Ho già spiegato che la richiesta di sospensiva, colleghi, non è praticabile, perché non possiamo sospendere solo questo emendamento. Bisogna sospendere praticamente l'articolo.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Va bene, adesso ho capito meglio.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Grazie, Presidente. Per confermare i cinque minuti del collega La Spisa, e per aggiungere, siccome mi pare che ci sia stato da parte dell'Assessore un impegno nel merito, e, siccome io sono d'accordo con lei, dobbiamo evitare la complicazione degli affari semplici, se è possibile in questi 5 minuti, lo dico per La Spisa e per noi tutti, pensare ad un ordine del giorno di indirizzo sul tema, che permetta poi alla Commissione di muoversi sulla base di quell'indirizzo, secondo me, attraverso questa impostazione si può accedere alla proposta che faceva il Presidente, e impegnare il Consiglio in Commissione ad attuare quell'indirizzo che può essere risolutivo delle questioni messe dall'emendamento.
PRESIDENTE. Va bene. Onorevole Cherchi, va bene anche per lei. Facciamo dieci minuti di sospensione, riprendiamo alle ore 17 e 20. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 12, viene ripresa alle ore 17 e 27.)
PRESIDENTE. Bene colleghi. Votiamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Capisco che si abbia necessità di andare avanti, però, se fosse possibile, chiederei ai colleghi ulteriori cinque minuti di sospensione perché stiamo esaminando, come opposizione, il comportamento da tenere in Aula.
PRESIDENTE. Sono stati chiesti cinque minuti, abbiamo sospeso alle 17 e 11, sono le 17 e 27, ben più di cinque, quindi, onorevole Cappai, faccia la cortesia, si attivi con i suoi colleghi e chieda se possono tornare in aula. Li aspettiamo qualche secondo.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 28 , viene ripresa alle ore 17 e 30.)
PRESIDENTE. Va bene. Emendamento numero 975, se non viene ritirato lo votiamo onorevoli colleghi.
CAPPAI (U.D.C.). I colleghi stanno arrivando.
PRESIDENTE. Insomma, stanno arrivando, hanno tenuto prigioniero anche l'Ambasciatore.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Soltanto per le modalità di voto, per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Va bene. Prego i colleghi di prendere posto, è stata richiesta la votazione elettronica palese.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente…
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione onorevole Pisano.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, per accogliere l'invito che è stato fatto poc'anzi, che è riferito a un'ipotesi di ritiro dell'emendamento che noi abbiamo fatto nostro, ovviamente in funzione di una condizione che è agli occhi di tutti; il problema della formazione professionale non lo si vuole affrontare, si ha veramente l'incoscienza di non volerlo affrontare nei termini giusti, non si ha il coraggio di vederlo nella prospettiva giusta e noi crediamo che l'unico modo per far emergere la contraddizione che oggi vive anche la maggioranza nel non voler affrontare in maniera seria il problema della formazione professionale sia proprio quello di ritirare l'emendamento che abbiamo fatto nostro.
PRESIDENTE. Grazie. Quindi l'emendamento numero 975 è stato ritirato.
FARIGU (Gruppo Misto). Ha ritirato la sua firma.
PRESIDENTE. Onorevole Farigu… insomma colleghi, abbiate pazienza, non è che fate un intervento adesso per dire che forse lo ritirate, però c'è un grave problema. Abbiamo esaurito, o si ritira o lo mettiamo i voti.
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Ho messo la mia firma…
PRESIDENTE. Sì, va bene, dica se la ritira o se la tiene, Onorevole Farigu.
FARIGU (Gruppo Misto). Me lo lasci dire con le mie parole. Presidente, le chiedo scusa, lei sa quanto rispetto porto per le istituzioni. Io francamente avevo apposto la mia firma perché ritenevo che il problema posto dall'emendamento numero 975 fosse estremamente serio, non solo per le cose che io ho cercato di dire nel mio precedente intervento, ma devo dire quello che ha detto con grande efficacia il collega Silvio Lai. Adesso, nell'esaminare la situazione rispetto a questo delicato problema, sta emergendo che vi possono essere contraccolpi successivi che potrebbero ripercuotersi nei confronti degli enti e dei lavoratori di quegli enti direttamente interessati. Però volevo, Presidente, me lo consenta, rivolgere un mio particolare invito all'assessore Secci che, nel pronunciare i chiarimenti richiestigli, ha adoperato espressioni piuttosto pesanti, indirizzate in maniera ambigua. Allora, io pregherei l'assessore Secci se le affermazioni che ha fatto - e se le ha fatte sicuramente è documentato perché conosco la sua serietà - per favore, siccome ognuno di noi potrebbe sentirsi colpito, magari ingiustamente da siffatte affermazioni, sia esplicito e chiaro e dica chi sono le persone che avrebbero dovuto e non hanno fatto quello che dovevano fare o che sono dentro giochi esattamente non chiari come quelli a cui ha alluso il collega Cugini. Arrivati a questo punto, nell'interesse e per evitare ogni speculazione intorno a questa cosa, ritiro anch'io la mia firma dall'emendamento.
PRESIDENTE. Va bene, l'emendamento è ritirato, colleghi, quindi, andiamo avanti.
Passiamo all'emendamento numero 976. Sull'emendamento numero 976 è stato espresso il parere favorevole. E' senza pagina perché è fra gli emendamenti sciolti, fra gli emendamenti aggiuntivi presentati all'emendamento numero 974.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io sono molto d'accordo su questo emendamento e annuncio il voto favorevole. Volevo però chiedere e valutare la necessità di una verifica sull'utilizzo dei finanziamenti e soprattutto sul rispetto delle norme paesaggistiche e degli ecosistemi, perché non vorrei che come è accaduto per il Parco di Molentargius, un Parco che frequento con assiduità e che rappresenta veramente una perla del Mediterraneo, qualcuno approfittasse di una posizione di privilegio per compiere inadempienze, se non venire meno ai doveri di rispetto totale di un Parco che è sotto la convenzione di Ramsar e che ha bisogno di tutele reali e quotidiane. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, solo per una precisazione. Nella parte della copertura finanziaria propongo che si cancellino le parole seguenti e che se ne introduca una nuova: "Le risorse finanziarie", sussistenti, da aggiungere, "in conto residui, di cui alle UPB S04.08.001 e S04.08.002", "pari a complessivi 21 milioni 467 mila euro" propongo che venga cancellato, cioè quelle che ci sono perchè potrebbero essercene spese di risorse, quindi può essere che non è precisa la cifra. E poi di cancellare ancora "sono conservate" e continuare "per essere impiegate" non "nel corso dell'esercizio 2008", ma "negli interventi di tutela all'interno dei perimetri dei parchi" e così fino alla fine. Tutto chiaro?
PRESIDENTE. Allora, le UPB rimangono uguali, la S04.08.001 e la S04.08.002, si cancella "pari a complessivi 21 milioni 467 mila euro", si prosegua "sono conservate per essere impiegate negli interventi di tutela" senza dire "nel corso dell'esercizio 2008". Quindi, tutte le risorse che sono disponibili in quelle due UPB, le risorse finanziarie sussistenti in conto residui. Va bene?
LA SPISA (F.I.). E' un emendamento orale!
PRESIDENTE. Dunque, onorevole La Spisa, il problema è che questa cifra indicata, 21 milioni 467 mila euro, può essere una cifra inferiore per effetto degli impegni che nel frattempo sono stati assunti. Quindi, non si indica la cifra, si indica la capienza complessiva all'interno di quelle due UPB. Quindi, se sono 21 milioni 467 mila ok, se sono poco meno va bene lo stesso perché è l'intera capienza delle due UPB. Questa è la spiegazione. Vediamo se è chiara la modifica che è stata richiesta e se siamo d'accordo.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io dichiaro di non essere d'accordo all'emendamento orale e vorrei spiegarlo, non perché voglio fare una scortesia a chi l'ha proposto, ma mi sembra che questo emendamento già sia pasticciato di per sé, perché un testo di legge che preveda un disegno di legge che entro trenta giorni deve essere visto dalla Commissione consiliare permanente, che arrivi in fretta, su una materia che non è del tutto indifferente alle sensibilità diverse presenti in quest'Aula, avrebbe richiesto una diversa formulazione, molto più chiara, ma in più con un emendamento orale che non dà certezze neanche sul fatto di quante siano le risorse che si accantonano in conto residui, noi francamente non siamo d'accordo!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intanto per precisare che le risorse di cui parliamo sono già accantonate per l'approvazione sull'esercizio provvisorio e quindi la proposta di emendamento non è della Giunta, onorevole La Spisa, quindi l'indicazione della cifra è da parte dei consiglieri proponenti. Noi stiamo raccogliendo la sostanza della proposta che viene fatta, nel senso che tutte le risorse che sono in queste UPB sono conservate, non abbiamo la certezza della risorsa nel suo insieme perché se noi mettiamo 21 mila euro e poi non ci sono, occorrerebbe, per la parte che non esiste, una copertura finanziaria che adesso non siamo in condizioni di stabilire. Quindi, nella sostanza l'emendamento è accolto, nel numero il numero non può essere precisato perché andrebbero fatte verifiche che non siamo in condizione di fare in questo momento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Ritengo che questa materia sui parchi, che è estremamente importante e interessante e che mi vede certamente favorevole, ha qualche problema, nel senso che fa riferimento esclusivo alla legislazione vigente della Regione autonoma della Sardegna e siccome la legislazione vigente della Regione Sardegna fa riferimento alla legge nazionale che, in qualche maniera e misura, annulla ogni capacità di intervento e limita la presenza, per esempio, dei cacciatori in certe zone. Tenendo a mente le ultime dichiarazioni fatte dal presidente Soru in quell'assemblea per l'Università di Nuoro, dove ha detto: "O mangiate di questa minestra o saltate da quella finestra, o fate il Parco oppure non può esserci legato sviluppo con un certo tipo di università", io ho serie preoccupazioni che una politica seriamente indirizzata verso l'ecoambiente, alla creazione di parchi che sono necessari, ma con legge autonoma e completamente della Regione Sardegna, non possa essere visto così, ma lo rimanderei, mi sia consentito, Presidente, rimanderei l'argomento com'è stato chiesto per la regolamentazione dell'emendamento precedente, alla Commissione, di modo che lo prenda in esame, tenendo a mente che nell'altro emendamento la considerazione che erano, come dice l'onorevole Uras, carne e sangue di persone dipendenti che perdono il posto di lavoro e che qui ancora non c'è la carne e il sangue delle persone che perdono il posto di lavoro, per cui io manderei alla condizione di verifica presso la Commissione competente quest'emendamento, in modo che le politiche giuste dei parchi e della salvaguardia ecoambientale della Sardegna e della crescita ecocompatibile in Sardegna sia rimandata alla Commissione competente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Pur sapendo che non sposto di una virgola le intenzioni della Giunta e di questa maggioranza, però mi corre l'obbligo cercare di dare un suggerimento, non entro nel merito della bontà dell'adozione della proposta istitutiva dei parchi, ma entro nel merito dell'emendamento stesso, del testo dell'emendamento che è pasticciato, mi consenta di doverlo dire, perché dovrebbe essere riscritto per essere capito meglio, e semmai anche votato qualora qualcheduno lo ritenesse tale. E ad esempio c'è scritto: se manteniamo in piedi le UPB, non capisco per quale motivo, vorrei appunto che l'Assessore mi desse una risposta in tal senso, si cancella "nel corso dell'esercizio 2008", potrebbe anche rimanere, non capisco, a meno che non si vogliano dilatare i tempi. Inoltre bisognerebbe cancellare "entro 30 giorni" non che il disegno di legge vada trasmesso alla quinta Commissione consiliare permanente che entro 30 giorni provvede alla sua istruttoria. Se non ci sono questi tempi così immediati di mantenere tutto all'interno del corso dell'esercizio 2008, non capisco anche per quale motivo ci sia questa temporizzazione di 30 giorni alla Commissione permanente. Ecco per quale motivo chiedevo chiarimenti anche all'Assessore di completare meglio e se non sia il caso di riscrivere l'emendamento.
PRESIDENTE. Scusate colleghi, siccome mi pare che non ci sia intesa nell'accoglimento dell'emendamento orale dall'Assessore, quindi facciamo le dichiarazioni di voto sull'emendamento tal quale così come è.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io entro proprio nel merito dell'emendamento.
La prima considerazione, io ritengo davvero modestamente, ma, che non sia la migliore tecnica legislativa quella di prevedere in una disposizione della finanziaria, la previsione di un disegno di legge che deve essere costruito, forse un tempo si diceva che un ordine del giorno non si nega a nessuno, ora rischiamo di arrivare al paradosso che una norma di legge inserita nella finanziaria, posto che possono essere anche modificate con provvedimenti della Giunta regionale, non si nega a nessuno. La seconda questione, che a prescindere dalla circostanza, io personalmente non condivido l'impostazione che politiche di sviluppo e politiche occupazionali possano nascere con la istituzione o alimentare l'idea che la istituzione dei parchi naturali e regionali possa creare chissà quale beneficio. Sono un antiparco della prima ora, condivido coerentemente questa impostazione e dunque ho questi motivi di perplessità anche sotto questo aspetto. Ma, al di là della questione sull'emendamento orale che non entro nel merito, sta di fatto che noi accettiamo anche soltanto l'ipotesi che quei 21 milioni e 467.000 euro si risolvano anche in una posta di bilancio pari anche ad un solo centesimo, e allora mi pare che non sia questo il modo per scrivere le leggi, e scrivere soprattutto una finanziaria, forse si vuol creare un'aspettativa, ma a nostro avviso è un'aspettativa che risulterà assolutamente delusa se non vi è neppure certezza sull'entità delle risorse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io ho grande stima per il collega Pittalis quindi capisco che lui ha una posizione antiparco, io ho una posizione anti antiparco, nel senso che sono per i parchi e quindi sotto questo profilo abbiamo una qualche differenza. Però l'emendamento del quale io in parte sono anche colpevole, quindi me ne assumo integralmente la responsabilità, non mi pare così scritto male, lo dico al collega Moro perché quando parliamo in conto residui di quelle risorse finanziarie, parliamo di risorse finanziarie che sono già destinate per quelle finalità badate, non per altre.
Forse si potrà andare a verificare meglio se qualche pezzo, alcune parti di quelle risorse sono già destinate a perimetri di riserve naturali o di oasi già istituite, in ogni caso la finalità quella è, per cui che cosa si è fatto qua, semplicemente un passaggio, dal 1989 che è la data nella quale questo Consiglio regionale ha legiferato in materia e ha stabilito una procedura, noi siamo in attesa dei parchi regionali. Si interviene poco poco in termini di procedura per consentire l'istituzione dei parchi che sono già a buon punto, anche già esaminati dalla Commissione di merito e che hanno già l'assenso di tutte le popolazioni dei comuni interessati per consentire, badate, la spesa di queste risorse che da circa quindici anni non si riesce a spendere.
Per fare che cosa? Guarda caso, un po' di occupazione finalizzata alla tutela dell'ambiente. Non mi pare che in questo ci sia un dramma, non ci sia un trauma, non c'è una scorrettezza finanziaria, non c'è una bassa tecnica legislativa, c'è solamente l'espressione di una volontà che finalmente si realizza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Intanto per chiarire al collega La Spisa che non c'è nessun pasticcio in questo emendamento. Questo emendamento va intanto nella direzione di favorire interventi di politiche di sviluppo ed occupazione nel settore ambientale, lo ricordava bene il collega Uras. Noi in conto residui abbiamo appurato che sono presenti 21 milioni, è chiaro che nel momento in cui abbiamo scritto l'emendamento non sapevamo se c'erano delle somme già impegnate.
Evidentemente se ci sono somme impegnate il restante dovrà essere utilizzato per questo emendamento. Noi chiediamo nella sostanza che la Giunta regionale provveda in tempi rapidi alla adozione di una proposta istitutiva di parchi naturali che dovrà essere presentata alla quinta Commissione che nei trenta giorni dovrà esprimere ed esitare un parere, dopodiché significa che noi avremmo delle somme ingenti che potranno essere utilizzate direttamente, in via diretta dai comuni interessati per dare nuova e duratura occupazione per tanti giovani, donne e uomini che si aspettano una risposta concreta a partire già da questa finanziaria. E' semplicissimo l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Presidente, solo per ricordare, non me ne voglia Presidente Licheri, che la materia oggetto di questo emendamento è stata affrontata compiutamente in Commissione, e la quale Commissione ha lavorato non solo su questo argomento, ma sui principali argomenti di competenza della stessa Commissione, con la collaborazione indiscussa dell'opposizione. Trattandosi di un emendamento che è riveniente da tutto il lavoro che la Commissione quinta ha fatto incontrando le comunità là dove insistono i perimetri, a noi dispiace che all'interno che il Presidente non me ne voglia, non è una polemica è una constatazione, che i firmatari di questo emendamento assieme ai commissari della maggioranza della quinta Commissione, non abbiano ritenuto opportuno stante ripeto il lavoro fatto in Commissione sino a poco tempo fa, coinvolgere la stessa Commissione in una scelta o in una proposta politica regionale. E' una questione di eleganza e di rispetto reciproco. Io sono d'accordo comunque sull'emendamento perché in Commissione abbiamo votato per i parchi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Ritengo apprezzabile l'intervento del collega Rassu e se il collega Rassu ritiene, a noi fa piacere che possa essere aggiunta la sua firma e la firma di altri colleghi del Consiglio che fanno parte della quinta Commissione a questo emendamento. Anche a me non mi sembra che sia il caso di fare polemica, sì è vero, non c'è bisogno di una norma in finanziaria per impegnare la Giunta a presentare un progetto di legge, né una norma finanziaria che impegna la Commissione e gli dà i tempi istruttori, ma l'obiettivo è questo, ci sono risorse che sono già andate a residuo, che sono mantenute, li vogliamo dare a queste risorse una certa finalità, che è parzialmente differente da quella per la quale erano state a suo tempo stanziate, seppure riguardavano sempre le aree protette e le aree parchi. E qui si vuole semplicemente legare le risorse che vengono mantenute nella disponibilità di spesa, le vogliamo legare a due obiettivi. Uno è l'obiettivo di istituire parchi, quindi riprendere questa materia, e per farlo si invita la Giunta a presentare un disegno di legge, per vedere quali parchi vanno istituiti per legge. E l'altro è il tema del lavoro, che è l'ultima parte del comma; in modo che il mantenimento a residuo di queste risorse siano finalizzate a nuovi eventuali parchi, istituiti attraverso le procedure previste dalla legge, e quindi passi attraverso la Commissione e il Consiglio, e alla creazione di nuove occasioni di lavoro, che è l'ultima parte del comma che stiamo approvando. Questo è l'obiettivo dell'emendamento. Il non individuare in modo chiaro le risorse è semplicemente per non commettere qualche errore. Tutte le risorse che non sono state utilizzate e impegnate. Perché magari può sfuggire che c'è stato qualche impegno e può creare qualche situazione tecnicamente non accettabile. Tutte le risorse stanziate con quella finalità sono mantenute, per questa finalità, quella di spenderli per istituire nuovi parchi e quella per creare lavoro nei parchi, una volta istituiti. Io penso che sia accoglibile.
MORO (A.N.). Quando?
MARROCU (P.D.). Quando dipende da noi! Dipende da noi! E quindi ovviamente votiamo a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Io ho qualche perplessità a ritenere che quest'emendamento davvero sia scritto nel modo giusto, nonostante tutte le rassicurazioni che provengono anche dai banchi dei consiglieri di maggioranza. Allora, io leggo esattamente che l'UPB S04.08.001 ha totalmente, nell'allegato, 4.365.000 euro di residui, che però sono diluiti in tre capitoli, e che costituiscono degli impegni già assunti. Nell'UPB ulteriore, invece, l'UPB S04.08.002, abbiamo 16.125.000 euro, pure che costituiscono un residuo, e che costituiscono un impegno già assunto, con finanziamenti già concessi, io non so a quali soggetti, se ai comuni, agli enti parco, che sono nati, in funzione evidentemente di progetti già approvati. Ora, siccome io sono fortemente positivo nella direzione di favorire l'occupazione locale, che è intendimento di quest'emendamento, credo però che vi sia una difficoltà di tipo contabile a far sì che questi residui, che essendo tali, quindi costituiscono degli impegni, e che costituiscono dei contratti assunti da dei soggetti, che sono stati destinatari di questi finanziamenti, possano oggi essere destinati in maniera diversa. Chi ci consente di svincolare un residuo? Il residuo è già un contratto, è già una perfezione di un impegno. Quindi mi immagino che ci sia una forzatura. E' solo per questo che si vuole una norma, che davvero ci lascia molto ma molto allibiti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, brevissimamente. Io sono uno dei firmatari dell'emendamento, e sinceramente l'ho firmato, dopo che è stato steso, con la convinzione che sarebbe stato approvato con molta tranquillità, perché i richiami continui sull'utilizzazione dei residui, per evitare che nelle casse della Regione rimangano fondi non spesi, è un richiamo che sentiamo tutti i giorni in quest'aula. E uno degli scopi dell'emendamento è questo, fatti salvi… Io vorrei richiamare il fatto che come io non chiedo e non impongo l'istituzione del parco nella casa dell'onorevole Pittalis, vorrei che l'onorevole Pittalis non impedisse che ove il mio Comune, la mia comunità, chiedesse l'istituzione del parco, non impedisse che questo parco venga istituito. Finora è successo esattamente questo, che una minoranza ha impedito che in Sardegna venissero istituiti parchi. Abbiamo perso notevoli risorse nazionali, abbiamo perso milioni di euro europei, stiamo rischiando di perdere milionate di euro regionali. Il senso di quest'emendamento è questo, nei comuni che sono disponibili ad istituire parchi, tant'è che nell'emendamento c'è scritto chiaramente: "previa acquisizione della preliminare intesa dei comuni interessati", quindi si tratta di un'acquisizione della volontà democratica dei comuni, di intervenire insieme alla Regione, che finanzia in parte questi interventi, all'istituzione dei parchi, che possono - e di questo ne sono convinto -, possono creare nuova e buona occupazione, nel rispetto dell'ambiente, nel rispetto della storia delle tradizioni e dell'allevamento, agricoltura, tipica dei nostri territori. Quindi è un buon emendamento per i sardi e per la Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Anch'io come componente della quinta Commissione, verso la quale ho sempre riservato sensibilità, e al di là degli schieramenti, anche se oppositore, ho garantito spessissimo, con la mia presenza, il numero legale, per poter affrontare e risolvere il problema. Quindi, io, diciamo, che avrei chiarito un po' di attenzione superiore, ma non è un rimprovero. Forse la stanchezza che crea questi disguidi. Però, quando abbiamo dibattuto questo tema appassionante dei parchi, i sardi non hanno difficoltà antropologiche a costituire i parchi rispetto ai valdostani, agli abruzzesi, sono contrari alle prevaricazioni. Cioè, se noi non capiamo che i comuni, che sono gli attori centrali, che hanno preservato questa bellezza ambientale sino ai giorni d'oggi, devono fruire di questo bene, se i comuni non vengono coinvolti, rispettati, affinché sappiano, cedendo questa porzione bellissima del loro territorio, che guadagni hanno, non si farà mai il parco. Questi sono i motivi per cui le imposizioni di Arcore, o di Botteghe oscure, verso i sardi, dove col pennarello hanno disegnato parchi virtuali per poi imporli, erano destinate al fallimento. Non è una minoranza, sono le comunità che devono essere centrali, anche, direi, nell'individuare le figure chiave di queste fabbriche pulite di lavoro. Perché quando noi vediamo un rigurgito di neocentralismo, e il solito Presidente della Regione ha il potere di nominare il Presidente del Parco, il Direttore del Parco, questi temi li abbiamo affrontati in Commissione, ma è chiaro che le comunità rimangono interdette e dicono: "Ma allora noi dobbiamo subire e non dobbiamo essere gli attori centrali di questo sviluppo?". Lasciamo esprimere ai comuni queste figure chiave, che possono pianificare. Ecco perché io voterei a favore, perché questi soldi, se esistono, possono sottrarre dal baratro della disoccupazione tante famiglie. Qui noi siamo per investire i soldi e creare occupazione, e questa è un'occupazione duratura, compatibile con le nostre tradizioni. Quindi al di là degli schieramenti, io me la sento di votare a favore, perché ritengo che sia una cosa sacrosanta, però è garantista infatti l'acquisizione della preliminare intesa dei comuni interessati, ed è anche garantista la parte terminale di quest'emendamento all'emendamento, dove vengono coinvolti i lavoratori che afferiscono a questi comuni. Quindi se abbiamo tanti soldi, una delle critiche principali è quella che la politica si aggrovigliato in questa mucillaggine, non dà risposte, spendendo bene i soldi. Questa è un'occasione storica per creare lavoro, quindi il Partito sardo non è né anti-parco, né pro-parco, la centralità dei comuni, che nella visione politica dei sardisti, sono gli attori indispensabili. Basta col centralismo che sia romano, che sia sardo, che impedisce poi il decollo di queste fabbriche pulite di lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Ma, io non so, signor Presidente e colleghi, se l'emendamento è perfetto dal punto di vista tecnico so solo che questo emendamento è perfetto dal punto di vista sociologico. Io provengo da quelle realtà, talvolta mi è capitato di fare anche assemblee, in modo particolare a Santadi, dove se ne tiene una stasera con l'Assessore, di fare la sfida uno contro tutti. Talvolta anche le cose che avvengono in quest'Aula vengono trasmesse all'esterno in termini di sponda a coloro i quali tentano, sempre e comunque, di bloccare le situazioni. Io credo che l'emendamento abbia un valore positivo perché, io mi rivolgo in modo particolare ai colleghi della quinta Commissione, nel senso che in quel contesto, più volte, a diverse riprese, abbiamo parlato dei parchi, e ci siamo anche detti come mai una legge fatta tanti anni fa non riesce a trovare attuazione in questa Regione, nonostante ci siano a disposizione risorse sia della Comunità economica europea sia della stessa Regione sarda. L'emendamento praticamente dice due cose, fermo restando l'accordo di tutti i comuni che fanno parte di quel compendio, rimanda tutto alla commissione attraverso un disegno di legge. Io credo, badate bene, cari colleghi che è il metodo più semplice di affrontare le questioni, creare il consenso e sulla base di quel consenso definire le questioni che si presentano in Commissione. Se noi continuiamo a fare una discussione tutta legata al sentimento, a ciò che consideriamo…che il parco blocchi determinate attività, non andiamo oltre, non andiamo avanti. Io credo che qui si pongano due questioni fondamentali, come è stato detto prima, quella dell'istituzione del parco, non lo vogliamo chiamare parco? chiamiamolo in un'altra maniera, e soprattutto crea le premesse fondamentali per creare nuova occupazione. Poi francamente se la tecnica non è perfetta, sediamoci e affiniamo anche la tecnica, però per me mi pare che il problema sia stato posto in termini giusti e chiari sapendo che ci sono questi residui, questi fondi che devono essere spesi. Io credo che questo sia un dato importante e fondamentale per dare una risposta anche a quel territorio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Calledda. Una precisazione che fa l'onorevole Licheri come presidente della Commissione. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie signor Presidente, intanto per chiedere scusa ai colleghi dell'opposizione, noi abbiamo espresso in commissione un parere sulla finanziaria che è unanime. Tra l'altro bisogna riconoscere anche che l'opposizione ha avuto sempre un atteggiamento corretto nella commissione quindi c'è stata una leggerezza da parte mia, io chiedo ai colleghi di sottoscrivere l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licheri. Colleghi, stiamo votando, il consigliere Licheri ha chiesto ai colleghi componenti la Commissione quinta, in cui questo argomento è stato affrontato, di sottoscrivere l'emendamento e naturalmente questo presuppone anche il suo voto favorevole.
Siamo in votazione.
(Il consigliere La Spisa chiede la votazione nominale con scrutinio elettronico palese)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 976.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Salis a votato a favore e i consiglieri Milia, Moro, Petrini e Rassu si sono astenuti.
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Uggias - Uras
Rispondono no i consiglieri: Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Licandro - Marracini - Pittalis.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Amadu - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Floris Mario - La Spisa - Lombardo - Milia - Moro - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 53
Astenuti 18
Maggioranza 27
Favorevoli 47
Contrari 6
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 977. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io non voterò a favore dell'emendamento che attualmente è aggiuntivo al numero 974 ma che più propriamente si riferisce all'emendamento numero 877 della Giunta come si evince dal successivo emendamento numero 978 praticamente identico ebbene penso che ci sia un giallo sull'emendamento della Giunta perché è stato espresso parere negativo e chiedo conferma di questo dato, perché se così fosse ritengo che si tratti di un errore di valutazione per due motivi: il primo è che si tratta della stabilizzazione di 10 lavoratori a …. che da diversi anni operano nell'assessorato alla pubblica istruzione, un caso davvero singolare che ci trasciniamo almeno dall'anno scorso, quando un altro emendamento della Giunta era stato proposto e poi ritirato. Il secondo motivo è che questi lavoratori non sono stati inseriti nell'articolo 36 sulle stabilizzazioni perché dovevano seguire per le professionalità acquisite un altro percorso. E' stato inoltre sottoscritto un accordo l'11 dicembre scorso recepito con la deliberazione della Giunta numero 51/63 del 20/12/2007, una nota firmata dagli assessori Dadea e Congera annuncia questo specifico emendamento, non vorrei che ci fosse stato un fraintendimento fra la Commissione e l'assessore Secci, oppure tra l'assessore Secci e l'Assessore al personale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Caligaris.
Solo un una precisazione, sull'emendamento numero 977 c'è un invito al ritiro, non c'è il parere favorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente, è un emendamento che tenta, almeno cerca, di dare giustizia e soddisfazione ad un pugno, proprio un pugno, a pochissime unità di lavoratori, si parla di lavoratori per cui è richiesta la scuola dell'obbligo. Quindi ai lavoratori che vengono assunti direttamente dall'ufficio di collocamento che per qualche giorno, effettivamente per qualche giorno, non rientrano nelle possibilità che nell'articolo 36 della legge finanziaria dell'anno scorso ha dato a tutti coloro che anche non con i continuativamente avevano lavorato per 30 mesi nell'ultimo quinquennio. È un aspetto credo sociale, oltre che umano, poiché andando a verificare i tempi di lavoro di questi pochi lavoratori che sono per quanto mi riguarda… questi sono due operai si vede che a partire dal 1º gennaio invece che dal 30 giugno hanno lavorato per ben 33 mesi invece che 30 mesi. Mi sembra quasi una beffa del destino che per qualche giorno possano essere collocati stabilmente a lavoro centinaia di lavoratori e un pugno di operai e di lavoratori non possano aderire a questa possibilità e ne pagherebbero il conto per tutta la vita. Io chiedo che la Giunta sia sensibile a questo non si tratta di allargare a centinaia e centinaia di persone, ma si tratta effettivamente di un pugno di persone affinché possano anche queste che hanno lavorato nell'ultimo quinquennio, non per 30 bensì per 33-34 mesi, avere l'identica possibilità di coloro i quali sono stati più fortunati e sono stati collocati stabilmente al lavoro. Io chiedo alla maggioranza una particolare attenzione a questo caso perché, credetemi, per quanto riguarda gli operai si tratta di un singolo operaio, e dico che è un operaio che lavora tra l'ex Istituto zootecnico caseario e l'Istituto di incremento ippico, e sono altri due o tre operai; si tratta di operai che rinvengono da uffici di collocamento, lavoratori agricoli, che lavorano autonomamente saltuariamente in LAORE e in AGRIS; sono gli unici due operai che non sono stati inclusi in quella beneficenza. Se è possibile intervenire in questo senso. Tutto qui. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, sono emendamenti questi - dico questi perché mi riferisco al 977, al 877, a un altro emendamento che riguarda lavoratori impegnati in un soggetto che si chiama Sfera e in un progetto che si chiama Sfera - sono tutte situazioni queste, fra l'altro di dimensione veramente misurata, che riguardano lavoratori in fase di stabilizzazione che hanno più o meno le medesime caratteristiche o di accesso o di attività. Io mi sentirei di spendere una parola a favore di tutte queste situazioni, a cominciare dall'emendamento numero 977, dove mi pare che sia anche circoscritto - mi corregga il collega Rassu - l'intervento a solo coloro che hanno avuto la chiamata diretta dall'ufficio di collocamento in base a graduatorie e punteggi ai sensi dell'articolo 16 della "56", dove hanno maturato pressoché l'intero servizio a partire dal quinquennio precedente alla data così come viene stabilito dall'articolo 36 con partenza dal 1º di gennaio del 2002. Qua non si tratta quindi di violare alcuna cosa, ma di integrare, ai fini di una produttiva stabilizzazione utile anche per l'amministrazione, queste fattispecie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Questo problema, così come qualche altro problema che ci troveremo in seguito, se noi lo affrontassimo… Assessore Secci, io voglio che mi ascolti, il tempo lo recupero. Dicevo, io ho qualche difficoltà per un motivo. Cioè questo problema se noi lo affrontiamo guardando il singolo caso non c'è un emendamento di quelli presentati che non deve essere accolto, tutti dovranno essere accolti o dovrebbero essere accolti. E' come quando si fa un concorso, si richiede un'altezza di 1 e 60, uno aveva 1 e 59, e diceva: "Ma per un centimetro!". Si abbassa di un centimetro e si dice: altezza 1 e 59. Quello che ha 1 e 58 dice: "Ma per un centimetro!". Si abbassa a 1 e 58 e c'è sempre e comunque uno che dice: "Ma 157, mi manca un centimetro". Cioè è la stessa situazione che si crea così. Una cosa è quando stabiliamo una regola, poi è comprensibile che di fronte a quella regola c'è qualche ingiustizia. Se abbiamo 30 mesi c'è quello che ha 29 mesi e 15 giorni che, poverino, gli mancano 15 giorni e per 15 giorni perde un'occasione storica per la sua vita, che è quella di essere stabilizzato.
Il problema è che o noi stabiliamo che quei principi che abbiamo detto sono principi superabili, e quindi non così rigidi e li adattiamo a seconda delle situazioni, o altrimenti si rischia quello che ho fatto prima in modo scherzoso dell'altezza per i concorsi, dove una volta si stabilisce un limite, quel limite crea comunque un'ingiustizia perché anche quando si abbassa c'è sempre qualcuno che, comunque, non raggiunge quel limite. La stessa cosa è in questo caso, perché magari c'è quello che, non lo so, nel caso specifico, anche partendo dal 1° di gennaio del 2002 non li raggiunge, ma se partisse da ottobre 2001 potrebbe essere in grado di raggiungerlo e allora per quell'uno stiamo facendo un'ingiustizia perché l'abbiamo abbassato al 1º gennaio, ma ce n'è uno che è stato assunto a dicembre e che se avessimo messo dicembre 2001…
Quindi io voglio solo segnalare questo e mi dispiace perché sono convinto della bontà della proposta del collega Rassu. Sono convinto forse che sarebbe un atto di giustizia nei confronti di questi lavoratori che magari avrebbero diritto al lavoro, però stiamo facendo un'eccezione e quindi vorrei che comunque tra di noi fossimo convinti che ci diamo una regola e di volta in volta questa regola viene modificata. Perché il collega Rassu li conosce, però potrebbe il collega Rassu non conoscere che ce ne sono…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Marrocu.
MARROCU (P.D.). E quindi io personalmente ho molta difficoltà e non saprei cosa fare.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, si deve votare questo emendamento.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione elettronica dall'onorevole La Spisa.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 977.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Caligaris - Capelli - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Cugini - Fadda - Floris Mario - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Marracini - Masia - Milia - Moro - Petrini - Pisano - Pisu - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 59
Astenuti 2
Maggioranza 30
Favorevoli 28
Contrari 31
(Il Consiglio non approva).
(Interruzioni)
Non è segreto, ma c'è un problema nel sistema elettronico, nel tabellone, ovviamente è palese, quindi…
Metto in votazione l'emendamento numero 979. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 980.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 980, che è un emendamento che richiama un concetto che qui ieri l'onorevole Balia in quest'Aula aveva pure sottolineato, cioè l'esigenza di utilizzare strumenti di politiche attive del lavoro che davvero possano essere quelle che le imprese aspettano per favorire l'inserimento occupazionale. Un inserimento occupazionale che può essere interpretato attraverso la legge numero 36 del '98, ma che può essere anche misurato e filtrato attraverso i parametri che la "36", appunto, introdotto, proprio perché sia meglio indirizzato verso magari categorie svantaggiate. E' vero che la legge numero 36 nel passato aveva utilizzato risorse veramente qualificate e che queste risorse, notevoli, avevano consentito di creare, nel giro di pochi anni, un'attività di inserimento lavorativo pari ad oltre 6.700 persone occupate. Credo che non utilizzare uno strumento come della legge numero 36, che prevede come voi tutti sapete l'abbattimento degli oneri previdenziali e assicurativi per un certo numero di anni a favore delle imprese che assumano a tempo indeterminato, significhi davvero porre in campo uno strumento attivo del lavoro. Altre cose, relative alla stabilizzazione, relative, naturalmente, alla lotta al precariato hanno una funzione e una finalità anche diversa, ma questa è uno degli strumenti, tra l'altro introdotti finalmente nuovamente anche nella finanziaria dello Stato, perché risponda alle logiche del vero inserimento occupazionale. Per questo noi votiamo a favore, e chiediamo che l'intera Aula incoraggi l'attività di inserimento lavorativo attraverso la legge numero 36.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente, noi votiamo a favore di questo emendamento e vogliamo ricordare che su questo più volte siamo intervenuti ritenendo che l'aiuto alle imprese, alle piccole imprese, che devono assumere per quello che è l'abbattimento degli oneri sociali, ci sembra una di quelle leggi che ha funzionato e che riteniamo debba continuare a funzionare. Avevamo previsto di presentare un nostro emendamento al bilancio, naturalmente, perché intendevamo attraverso quello rimpinguare questo importante capitolo per la legge numero 36. Non cambia niente, sta a significare che condividiamo naturalmente questo emendamento e lo condividiamo al punto che riteniamo che sia uno di quelle leggi fondamentali per poter sostenere l'impresa nella nostra Regione, che ha delle grandi difficoltà e che riteniamo che per poter assumere ha bisogno di essere sicuramente sostenuta. Se si tiene conto che la disoccupazione è alimentata anche dal fatto che le imprese, che sono in difficoltà, logicamente incidono su quello che è il numero degli occupati, se si tiene conto che esiste una grande quantità di persone che, diciamo, sono nuova disoccupazione perché perdono il posto di lavoro e che invece potrebbero essere agevolate proprio da questo, credo che dovrebbe tutto questo Consiglio condividere questa opportunità e quindi logicamente sostenerlo come, appunto, anche da chi mi ha preceduto è stato sollecitato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Sì anche io per annunciare il voto favorevole a questo emendamento, che non comporta alcun che sotto il profilo economico e che mi sembra molto in linea con il comma primo dell'articolo 6, così com'è stato ridisegnato con l'emendamento numero 974, che prevede proprio il consolidamento e il potenziamento dei centri servizi per il lavoro a cui si fa esplicito riferimento con l'emendamento numero 979, tengo anche a sottolineare che in questo caso, con l'istituzione dello sportello per l'accertamento delle professionalità, si attua questo riconoscimento delle qualifiche professionali, che può essere uno strumento proprio utile anche perché è prevista la nomina delle Commissioni di accertamento. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Ma noi partiamo dall'assunto che la Regione Sardegna non vive una situazione felice, parrebbe che stiamo vivendo una drammaticità del momento occupazionale, sviluppo non se ne vede, risulta da indagini indubbie che il settore imprenditoriale è in calo, che le imprese chiudono che non c'è possibilità e che il costo del lavoro, per alcuni aspetti, è ancora alto e che quindi non si riesce a farlo maturare come dovrebbe, ci sono delle politiche nazionali che hanno cercato di inserire il cuneo fiscale, si sono ridotte alcune tassazioni, guarda caso la Regione Sardegna, che con occhio attento ha visto per il futuro una politica indirizzata a sostenere l'impresa, abbattendo gli oneri previdenziali e assistenziali, predisponendo una legge a sportello, con una, tra l'altro, accordo a livello nazionale con l'INPS a livello nazionale, con un sollievo per la disoccupazione, perché veniva molta occupazione nella piccola e media impresa, e tra l'altro si faceva emergere quella occupazione che veniva sottaciuto o sottoutilizzata o comunque quel lavoro nero di cui tutti ci lamentiamo; eppure non c'è nelle politiche attive del lavoro oggi proposto dalla Giunta nessuna iniziativa al riguardo. Io credo che sia opportuno, necessario che si introducano questo tipico di politiche che agevolano l'impresa, ma soprattutto agevola l'inserimento lavorativo dei tanti disoccupati che di giorno in giorno aumentano nelle liste di collocamento. Credo che una delle politiche serie potrebbe essere questa. A tale riguardo chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente, intanto credo che sia opportuno richiamare l'attenzione dell'Aula e dei consiglieri sul fatto che, se io non ho compreso male, stiamo parlando dell'emendamento numero 980, perché anche ora l'onorevole Dedoni ha fatto riferimento ad un emendamento di tipo diverso. L'emendamento numero 980, signor Presidente, tende a ristabilire la dotazione delle risorse finanziarie relativamente alla legge numero 36 del '98. Una legge che ha funzionato, che ha funzionato bene, che ha prodotto risultati, e noi socialisti riteniamo che, se aggiuntivamente agli altri interventi sul lavoro, riusciamo a dotare di un minimo di risorse finanziarie, quelle necessarie, ma anche sia pure contenute, anche le leggi che in passato hanno prodotto risultati positivi, riteniamo che allora tutto questo risulti di completamento a quelle altre iniziative, pure lodevoli, che sono contenute nell'articolo 1 sul lavoro, e che con questo completamento si possa offrire al sistema economico sardo una serie di possibilità che davvero in un sistema sinergico concorra ad incrementare le possibilità occupazionali in una Regione, laddove ce n'è davvero bisogno. Quindi noi non abbiamo presentato un emendamento apposito alla legge numero 36 all'interno della finanziaria, perché partivamo dal presupposto di presentarlo al bilancio laddove la relativa UPB è già istituita. Però siccome mi pare che questo bene supplisca alla filosofia che ci proponevamo Votiamo naturalmente a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). La ringrazio, Presidente, che con grande piacere mi dà la parola su un emendamento, questo emendamento numero 980 che mi dà la sensazione, almeno per come si stanno svolgendo i lavori, che non abbia bisogno neanche del mio intervento. Lo faccio solo ed esclusivamente perché ho letto da qualche parte che l'imprenditore è stato equiparato ad un lavoratore, e perché questa è una politica incentrata soprattutto per agevolare l'occupazione, sono convinto che anche la Sinistra Arcobaleno questa volta voterà a favore per incentivare gli imprenditori, per dare agli imprenditori quel quantum necessario soprattutto per dare l'opportunità a questi di assumere il mondo dei disoccupati, rafforzare le azioni contro il precariato. Mi sembra che l'emendamento presentato dai proponenti vada nel senso giusto, che dovrebbe avere, specialmente in Sardegna, alla luce del precariato, della depressione occupazionale a cui noi stiamo andando incontro, sia necessario effettivamente dare una svolta. L'emendamento numero 980 penso che vada in tal senso. Ecco per quale motivo Alleanza Nazionale voterà a favore, e mi auguro che anche la Sinistra Arcobaleno lo possa fare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro. E' stata chiesta la votazione elettronica palese su questo emendamento. Dichiaro aperta la votazione, colleghi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 980.
(Segue la votazione)
Dichiaro il mio voto di astensione.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Caligaris - Capelli - Cappai - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Marracini - Masia - Moro - Murgioni - Pisano - Rassu - Sanna Alberto.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - PISU - PORCU - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 55
Astenuti 2
Maggioranza 28
Favorevoli 19
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Emendamento numero 981.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente. Questo emendamento, su cui noi voteremo a favore, intende proporre all'Aula un problema che è conosciuto, e che ormai rischia di diventare storico. Nella cosiddetta stabilizzazione dei lavoratori precari, noi sappiamo che sono rimaste fuori alcune tipologie contrattuali dalla stabilizzazione, che davvero diventa incomprensibile che per questi lavoratori non ci sia una sorta di giustizia, e che siano classificati come lavoratori di serie B, pur avendo lavorato in maniera analoga, totalmente analoga, tanti colleghi lavoratori, che attraverso una tipologia contrattuale hanno avuto invece un riconoscimento della stabilizzazione. Dovremmo prendere ad esempio la stabilizzazione che è stata fatta attraverso anche la finanziaria 2007 e la finanziaria 2008 in campo nazionale, che ha esteso ad alcune altre tipologie contrattuali di tipo flessibile, laddove davvero si insidia il cosiddetto contratto di precariato, e per i quali quei poveri lavoratori non hanno nessuna colpa se avevano un rapporto di COCOCO, avevano un rapporto naturalmente attraverso un'agenzia di lavoro interinale. Però, sta di fatto che lavoravano strutturalmente all'interno degli Assessorati del lavoro. Quindi credo che sia un fatto di giustizia, e nessuno di noi, oggi, può non parlarne, tanto più che dentro il maxiemendamento che propone la Giunta noi ritroviamo alcune delle cosiddette deroghe che, altrimenti, non sarebbero comprensibili. Noi andiamo a dare una sorta di stabilità contrattuale a quattrocentoventi lavoratori che lavorano nei cosiddetti centri per i servizi per l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati, e non diamo invece la sicurezza e la continuità, e quindi rimuoviamo la precarietà di questi lavoratori. Credo che sia una giustizia che noi dobbiamo assolutamente perseguire, e quindi restituire pari diritti a pari lavoratori.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Io voterò a favore di questo emendamento, anche perché riporta una questione che era stata al centro dell'attenzione nella finanziaria dello scorso anno, e che era stata definita chiarita con l'articolo 36 sulla stabilizzazione. Ora, noi registriamo delle questioni problematiche in merito alla stabilizzazione. Come richiamavo prima, per esempio, i dieci lavoratori dell'ATI-IFRAS non sono stati neanche stabilizzati perché, pur lavorando non per un'agenzia interinale, ma nell'Assessorato della pubblica istruzione da diversi anni, ebbene, questi non sono stati inseriti in questo famoso emendamento che doveva essere realizzato con l'articolo 36 perché dovevano avere un'altra soluzione. Allora, bisogna che ci sia un chiarimento su questi aspetti, perché ritengo che veramente sarebbe un'ingiustizia rimandare per l'ennesima volta tutte queste questioni, e in particolare le vicende relative all'area D del personale dell'Amministrazione regionale, che hanno lavorato con un periodo di almeno trentasei mesi negli ultimi cinque anni. Mi sembra che questo aspetto debba costituire oggetto di massima attenzione, e credo che sia opportuno, visto anche che ci si è rimessi all'Aula con questo emendamento, se non ricordo male è stato questo l'accordo, comunque ciò che ha dichiarato il Presidente della Commissione sul "981", credo che si debba prestare più attenzione su questo aspetto, e comunque confermo il mio voto favorevole.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Emendamento numero 983.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie, Presidente. Anche sull'emendamento numero 983 noi voteremo a favore, e voteremo a favore perché ancora una volta riporta qui in Aula l'attenzione di tutti i consiglieri su una legge che è di politiche attive sul lavoro, e che non viene assolutamente utilizzata. Era quella legge che con grande enfasi, votata all'unanimità in quest'Aula, veniva chiamata ex legge numero 28, e poi legge numero 1 del 2001, esattamente. La legge numero 1, che è detta la legge sulla cooperazione giovanile, tende a favorire, come voi sapete, la creazione di imprese, attraverso il sistema della cooperazione e delle società giovanili. Purtroppo è una legge per la quale non si è ancora fatto nemmeno un bando, nel senso che l'unico bando che si è fatto è quello a sanatoria, relativo naturalmente alle domande della ex legge 28, e che furono concordate con la Commissione europea in funzione, esattamente, di una porta che doveva essere chiusa. Quindi, noi non possiamo non utilizzare uno strumento così importante, così grande per restituire occupazione locale. Questo è rivolto alle categorie più svantaggiate, che sono i giovani, quelli che non riescono a trovare la possibilità di creare delle imprese proprie, e che non hanno altrimenti altri strumenti. Ovviamente, noi conosciamo bene gli altri bandi sulla coesione sociale, conosciamo bene naturalmente i prestiti d'onore, ma la legge numero 1 porta un altro tipo di problema, cioè quello della creazione di una vera impresa. E se oggi noi abbiamo alcuna realtà importanti, in Sardegna, che ci invidia l'Europa, lo dobbiamo alla legge numero 28 dell '84, cioè la cosiddetta legge numero 1. Non dimentichiamolo questo, perché è una legge ci ha già dato grandi soddisfazioni da un punto di vista occupazionale, e credo che non utilizzarlo significa, ancora una volta, dichiarare di non voler utilizzare alcuna politica attiva del lavoro.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, per annunciare il voto favorevole anche all'emendamento numero 983. Il contenuto dell'emendamento coincide perfettamente con una di quelle che erano le nostre proposte rispetto alle quali intendevamo sempre intervenire a livello di bilancio, laddove l'UPB S0603028 è già prevista. Obiettivamente si era passati, nel tempo, dalla legge numero 28 che appariva datata e per certi versi superata per una serie di motivi intrinseci alla legge medesima, ad una nuova formulazione che poi aveva trovato sostanza attraverso la legge numero 1. Sappiamo tutti che stiamo parlando della legge per finanziare l'imprenditoria giovanile, e così come annunciato per legge numero 36, anche questa mi parrebbe un'utile occasione, per la Giunta e per la maggioranza, da tenere in considerazione. Anche il rifinanziamento della legge numero 1 completerebbe, in maniera positiva, tutte quelle iniziative per il lavoro che diversamente saranno sì utile palliativo, ma, in ogni caso, queste servono a dare completezza e sostanza, soprattutto perché non si comprende, Assessore Secci, almeno io faccio fatica a comprenderlo, perché vi è da parte della Giunta regionale questa volontà determinata di non rifinanziare, relativamente al settore dell'occupazione, quelle leggi del passato che in passato hanno, almeno in parte, prodotto utili risultati e si è entrati, invece, in questa logica di non rifinanziamento che ci pare non viaggi con quelle volontà di potenziare il settore occupazionale, così come più volte è stato dichiarato. In questa logica votiamo a favore dell'emendamento numero 983.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, anch'io annuncio il voto favorevole all'emendamento numero 983, perché pone un problema serio, cioè quello dei giovani che hanno necessità di avere un'occupazione e che il più delle volte si trovano in difficoltà. Bisogna anche dire, e forse è anche bene ricordarlo, che nonostante le modifiche che sono state apportate, la legge numero 1 è di difficile applicazione, perché era entrata, proprio attraverso una emendamento, la questione della fideiussione che aveva poi determinato una serie di problemi per chi, non avendo i finanziamenti, era costretto a rivolgersi appunto alle banche. Allora, io ritengo che dare una possibilità ai più giovani anche di creare delle microimprese, sia un'esperienza e un modo di rapportarsi alle nuove generazioni positivo, e questo aspetto, tra l'altro, si lega anche alle possibilità di creazione di impresa attraverso l'artigianato, perché fa parte di quelle realtà piccole, il più delle volte a conduzione familiare, che rappresentano comunque un tessuto connettivo importante nella nostra economia dove mancano le grandi industrie e dove vogliamo anche salvaguardare l'ambiente considerandolo un bene prezioso. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Francamente, leggevo nelle dichiarazioni che poneva l'onorevole Marrocu nella legge prestanome, io qualche perplessità me la ponevo, poi ho fatto mentalmente una verifica delle cose che conosco, sono tante quelle che non conosco, e facendo questa verifica mentale verificavo anche quella che è una delle condizioni di debolezza della nostra Isola, del fatto che non ci sia un tessuto imprenditoriale, del fatto che i giovani non sono portati ad intraprendere, a costruire impresa, e non potendo costruire impresa non si crea quella caratterizzazione che invece si ha nel nord-est e in altre parti felici dell'Italia. Perché, a chi non è capitato, di voi, che state qui in Consiglio, tanti giovani che vi dicono: io l'idea di fare l'impresa ce l'ho, ma le banche non me lo danno il denaro, ma come faccio, non me lo prestano, non ho capitali. Il povero Cristo che non ha il padre alle spalle, e sono pochi anche quelli che ce l'hanno, con difficoltà si trovano a poter competere nel mercato dell'impresa a creare impresa. E allora mi chiedo: faccio male o faccio bene ad attivare una politica attiva del lavoro che veda impegnati i giovani a crescere in un sistema imprenditoriale? E tra le cose che mi sono passate in testa mi è venuta la Biotech in testa, che è alle porte di Cagliari, nata con la legge numero 28, e ha 50 dipendenti, fa ricerca tra le più avanzate in Europa e, devo dire, che con joint-venture a livello internazionale con partner statunitensi. Forse non è assistita come le imprese della ricerca di cui abbiamo discusso qui, in altra circostanza, forse non era qualcun altra, però, amici miei, io mi scaldo perché è un fatto umano, ma possibile che si voglia negare ai giovani di intraprendere o di trovare occupazione? Ma siete così chiusi nella vostra mentalità per cui non dev'essere aperto niente? Non c'è un dibattito da poter aprire in questo Consesso che dovrebbe essere nobile nel cercare le proposte più audaci, più intelligenti e più capaci di dare ristoro a chi ha bisogno? Io credo di sì. E allora, se aprite i vostri cuori e altrettanto la mente, credo che non ci sarà dubbio che nel voto elettronico palese che chiedo ci potrà essere anche un ripensamento.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà
MASIA (Gruppo Misto). Sì, molto brevemente per esprimere il voto favorevole a questo emendamento e per fare alcune riflessioni che sicuramente mi sembrano pure necessarie. Noi, più volte, come Socialisti abbiamo detto che queste leggi, che si è deciso di non finanziare più da parte del centrosinistra, a noi lasciano davvero sconcertati, siamo perplessi da una parte e allo stesso tempo meravigliati, leggi che hanno funzionato e che di punto in bianco si decide di non finanziare più. Ha ragione chi dice: quando la legge numero 28 è stata fatta, che ha avuto il grande successo che ha avuto, pur con quelli che possono essere stati alcuni flop, che è giusto pure che ci siano, e che ha portato questo Consiglio regionale a modificarla migliorandola con la legge numero 1, non si capisce oggi per quale motivo la legge numero 1 non viene rifinanziata. E' vero, quando si dice che ci sono molte piccole imprese che sono nate attraverso la legge numero 28, e perché no, anche attraverso la legge numero 1, non si capisce perché questa opportunità non possa essere data anche ad altri, non si capisce perché qui si vuole parlare di lavoro, ma soltanto di lavoro assistito, lavoro dipendente, e non si vuole parlare invece di quelle che sono le opportunità di chi vuole in qualche modo cimentarsi e che deve essere aiutato. Come facciamo noi a fare corsi di formazione; per formare chi? Solo dipendenti? Oppure la possibilità anche a qualcuno di provarci in proprio cercando di dare lavoro a se stesso e anche ad altri? Questo Consiglio ha deciso di non andare verso quella direzione, noi siamo fortemente perplessi, qualunque iniziativa che vada verso la direzione di rifinanziare queste leggi, noi, provengano anche dalla destra, anche dall'estrema destra, siamo pronti sempre a sostenerle, perché ci sembra giusto e non capiamo il motivo per cui si è deciso di non andare verso questa direzione; non ci capiscono i sardi, non ci capiscono i giovani, non ci capisce chi ritiene che noi parliamo di lavoro, ma, che in questo modo, sicuramente li stiamo prendendo in giro.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Io vorrei porre una domanda al Governo regionale, se mi prestano attenzione l'Assessore al lavoro e l'Assessore al bilancio, grazie: quali sono i programmi e i progetti che questo Governo regionale ha posto in essere o ha in mente per venire incontro alla disoccupazione giovanile? Perché l'alternativa ad una legge che in Sardegna, nell'ultimo ventennio, anzi 15 anni perché ha operato per 15-16 anni, una legge che ha dato occupazione, che ha creato imprenditorialità, che ha posto i nostri giovani in condizioni di misurarsi col mercato del lavoro e di misurarsi in iniziative che hanno avuto, in molti casi, enormi successi e hanno dimostrato capacità imprenditoriale ed intelligenza pari e superiori ad altre zone d'Italia, molto meglio infrastrutturate e molto meglio dotate di dotazioni finanziarie nei confronti della Sardegna. La legge numero 28 ha creato occupazione, ha creato imprenditorialità in molti casi, in molti altri certamente è stato un fallimento, ma chiaramente non tutte le iniziative possono avere successo. E' stata fatta la legge numero 1, con la quale legge si è sopperito a qualche defaillance della vecchia legge 28 a livello europeo. Io facevo parte di quel gruppo di contatto che ha trattato la legge numero 1, da Presidente della Commissione lavoro. Dico questo, e mi associo a quanto detto dai colleghi Balia, Masia e Dedoni, perché stante la pressante e ormai insostenibile disoccupazione dei nostri giovani, stante la ricerca e la fame di lavoro che hanno i nostri giovani, stante la capacità che i nostri giovani hanno dimostrato nel creare imprenditorialità, perché il Governo regionale non finanzia l'unica legge che ha dato possibilità di lavoro e ha fatto sì che si realizzassero i nostri giovani o che potessero realizzarsi? Questa è una domanda a cui il Governo regionale deve rispondere, oppure se c'è un altro progetto ce lo dicano. Questa è una legge da finanziare oppure il Governo regionale non è attento o è attento in parte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Se la Giunta regionale e insieme dovessimo recuperare risorse, come spero possano essere recuperate, per favorire il sostegno alle imprese, argomento che discuteremo all'articolo 7, se c'è una legge che non chiederei di far finanziarie è la legge numero 1. Abbiamo speso risorse ingenti, ingenti, per una legge dove dare il 60 per cento a fondo perduto, scaricare i costi di gestione per i primi anni, per società che potevano avere anche un solo giovane sotto i trentacinque anni perché la moglie dell'imprenditore era senza limiti di età e l'imprenditore poteva avere il 40 per cento di quella società, significava creare non microimprese, ma imprese che avevano investimenti con un massimale di 3 miliardi e mezzo di lire. 50 milioni di euro finanzierebbero dieci o dodici società soltanto. Anzi, personalmente, chiederei che proprio sulla "28" e sulla "1" si andasse a verificare se queste società e quei giovani sono ancora presenti, se non sono rimasti solo i giovani di quegli imprenditori che mettevano il figlio e la moglie per utilizzare leggi che avevano rispetto agli incentivi previsti per l'industria con la "15", la "17" o la "21" per l'artigianato rispetto alla "51", per il commercio rispetto alla "9", quanti centri di riabilitazione sono nati? Tra l'altro, nella legge numero 28, non parliamo dell'ultimo episodio, con tanti colleghi che in quel momento votarono la norma che erano interessati con i propri rappresentanti anche familiari, quanti centri di riabilitazione o centri di servizi o di consulenze sono nati con l'acquisto di immobili, di palazzi, di uffici? Se ci sono risorse si finanzi la microimpresa come stiamo facendo, tra l'altro, con l'emendamento numero 974, si finanzi la "51" e gli artigiani, non leggi che sono servite esclusivamente a creare ingiustizie e disparità nel sostegno alle imprese. Se c'è una legge che non ci ... mai è la legge numero 1 e quindi se c'è una cosa che non voterei è questo emendamento, mentre mi auguro che la Giunta recuperi risorse, e spero di sì, per affrontare dopo, quando affronteremo i problemi dei veri imprenditori, di artigiani, quelli che sudano e che hanno bisogno di avere un piccolo incentivo per poter mandare avanti la propria azienda, non leggi che hanno definito prestanomi, perché i giovani stessi erano dei prestanomi per l'imprenditore a cui servivano e dopo poco tempo c'era la cessione attraverso patti parasociali delle quote che quel giovane sottoscriveva. Sono convinto che se ci fosse un vero monitoraggio...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Le cose che ha detto l'onorevole Marrocu sono in parte vere, perché abbiamo esempi di imprese costituite con il solo scopo di lucrare il contributo pubblico, ma questo non vuol dire però che se vi sono casi che debbono essere perseguiti, di per sé si mette in discussione anche lo strumento. Io voglio ricordare, sempre per amore della verità, che questa legge è la prosecuzione di altra legge che andava sotto il nome di legge numero 28 e che qui si fa un torto al padre di quella legge che è stato l'onorevole Luigi Cogodi. Io questo lo voglio ricordare, che l'onorevole Luigi Cogodi tanto credette in questa legge che da competente Assessore anche al lavoro che fu, spese tutta la sua autorevolezza perché poi potesse anche superare le difficoltà che trovò e incontrò anche presso l'Unione Europea. Allora, se è vero quello che ha detto l'onorevole Marrocu ed è vero che ci sono casi nei quali forse una maggiore attenzione, un monitoraggio, un controllo maggiore da parte di chi eroga i contributi, e su questo siamo d'accordo, però sacrificare lo strumento perché ci sono dei farabutti, dei delinquenti che approfittano della circostanza, mi pare che non sia un argomento convincente per ritenere che noi non dobbiamo dotare questa legge delle risorse che, a mio avviso, possono costituire un volano di sviluppo per creare, questo sì, occupazione vera. Soprattutto perché è rivolta verso l'imprenditoria giovanile e in difetto, in assenza e in mancanza di altre leggi, è l'unica legge che può consentire questo intervento. Allora, è la ragione per la quale noi riteniamo che questo emendamento debba essere sostenuto.
PRESIDENTE. Bene, colleghi. L'emendamento numero 983 è in votazione. La copertura finanziaria è insufficiente, è incapiente per 26 milioni e 500 mila la copertura indicata.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 983.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Caligaris - Cappai - Dedoni - Diana - Farigu - Lai Renato - Marracini - Masia - Pisano - Pittalis - Rassu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pisu - Porcu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 47
Votanti 46
Astenuti 1
Maggioranza 24
Favorevoli 12
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
Comunico che il consigliere Cuccu è rientrato in Aula. Era in congedo.
Emendamento numero 984.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Noi voteremo a favore dell'emendamento numero 984 e debbo dire tra l'altro che se non leggessimo i nomi dei proponenti di questo emendamento, io davvero sarei convinto che i primi firmatari potessero essere l'onorevole Uras, l'onorevole Cugini, l'onorevole Marrocu, l'onorevole Davoli, insomma, mi pare che come matrice di questo emendamento che parla di sicurezza degli ambienti di lavoro, che mira a voler mettere in piedi un'azione relativa alla prevenzione degli infortuni nel mondo del lavoro, non possa che avere una caratterizzazione che è tipica di chi questi argomenti sempre ha portato in quest'Aula. E credo davvero che non ci possiamo sottrarre di fronte ad un problema così emergente. Noi siamo capaci di fare grandi celebrazioni ogni qualvolta succede, purtroppo è successo anche recentissimamente, qualche infortunio mortale, ma niente in maniera incosciente facciamo, perché tutto questo possa non accadere. Allora una risposta ce la dobbiamo dare, se delle priorità dobbiamo stabilire, da quali vogliamo iniziare? Vogliamo davvero iniziare dalle politiche delle prevenzioni degli infortuni negli ambienti del lavoro? Far sì che le cosiddette croci bianche non ci siano più o perlomeno si combatta? Vogliamo tentare di fare una politica che prevenga e faccia emergere il lavoro nero? Vogliamo fare in modo che vi sia la legalità negli ambienti del lavoro? O tutto questo è soltanto un enunciato? O tutto questo lo diciamo solo per scaricare le nostre coscienze? Cosa stiamo facendo per rispondere a questo grosso problema che oggi esiste qui in Sardegna, soprattutto qui in Sardegna, soprattutto in certi ambienti di lavoro? Noi sappiamo come sono gli ambienti di lavoro del settore dell'edilizia qui in Sardegna e niente facciamo perché questo possa non accadere. E allora, metto di fronte alla responsabilità di tutti noi, noi per primo naturalmente, questo problema, e vi sfido e vi diciamo, se non c'è copertura finanziaria, Assessore, come lei sta per dirmi probabilmente, è chiaro che ci accontenteremo di molto meno. Però non possiamo restare indifferenti a questo problema. Voi sapete che gran parte delle aziende che operano nel settore...
PRESIDENTE. Concluda, prego.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, solo una frase, non hanno nemmeno l'esperto sulla sicurezza? Vogliamo fare e fare un po' di formazione sull'esperto della sicurezza che in tutte le altre Regioni esiste? Ecco io questa domanda ve la pongo e naturalmente qualcuno dovrà pur rispondere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Dico sì a questo emendamento, poiché credo che non ci siano soldi che possano pagare una vita umana. Purtroppo ogni giorno appena apriamo i giornali e telegiornali purtroppo si sente giornalmente la solita fatidica notizia, che un padre di famiglia o un giovane non ritorna a casa perché è stato vittima del lavoro, quel lavoro che è andato a cercare per portare da mangiare alla propria famiglia.
Quindi in linea di principio sono d'accordo su questo emendamento pur non entrando nel merito sia del punto di vista finanziario che dal punto di vista espositivo. Ma voglio ricollegarmi un attimo, non me ne voglia Presidente, alla legge sull'occupazione giovanile. La "28", collega Marrocu, è una legge morta, noi abbiamo oggi la legge numero 1 e se colpe ci sono state, nella "28", sono di chi l'ha gestita sino alla fine degli anni '90 poiché non si può fare una legge, non fare i controlli, non andare in loco e vedere se gli investimenti sono stati realizzati, come sono stati realizzati, da chi sono stati realizzati e se l'investimento è servito per poter mandare avanti un'attività. Quindi questa se in cento investimenti cinquanta, che non sono cinquanta perché la legge numero 28, è dimostrato, per il 70 per cento dei casi ha prodotto impresa checché se ne dica, ma se prima ci sono stati degli errori o degli abusi ciò non vuol dire che nel seguito, perché questa legge numero 1 che non dà le provvidenze che dava la "28", ma è limitata a un massimo perché non c'è il costo di gestione, non c'è la fideiussione regionale, non esiste più il contributo sull'IVA perché erano tutte cose queste fuorilegge della Comunità europea, ma ciò non toglie perché stanti anche le attuali leggi finanziarie che impediscono determinati passaggi, oggi quella legge seppur anche ritoccata oppure lasciata com'è, può dare effettiva possibilità lavoro. Sulla new economy, su tanti settori, sull'agroalimentare su tanti altri settori, so che oggi c'è una nicchia di mercato aperta, noi abbiamo decine e decine, centinaia di laureati in agraria, in ingegneria, in materie scientifiche che non trovano lavoro e possono benissimo utilizzare quella legge per creare impresa, per creare impresa, perché i giovani non hanno possibilità alcuna, perché si vuol togliere loro a tutti i costi una possibilità ai giovani? Perché? Devono per forza chiedere, a petire un lavoro alle società interinali, perché a questo sono ridotti oggi i laureati, i nostri giovani, i nostri specializzati. Sono ridotti a questo! Ecco perché ero d'accordo poc'anzi sull'emendamento e sono d'accordo su quest'emendamento a cui chiedo se è possibile apporre la mia firma sia sul precedente che su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Io non utilizzerò credo tutto il tempo per un motivo molto semplice, lascerò alla responsabilità di questa maggioranza tutto quello di cui pone in negativo alle proposte che vengono presentate dall'opposizione. La verità è nella tasca esclusiva della maggioranza. Io credo che ci saranno giudizi che arriveranno tra un anno, che vedremo chi ha torto o ha ragione e chi ha voluto anche suggerire a questa maggioranza di cambiare registro, se non altro dove non voglio utilizzare né speculare sui morti e sui feriti, le condizioni in cui versano chi opera nel lavoro e chi purtroppo non ha alcuna tutela e chi non ha la gestione assicurata di avere quelle garanzie che attorno ai servizi per la tutela della salute del dipendente possono operare. A ognuno le proprie responsabilità e ve le lascio tutte. Voto elettronico palese, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie. Votazione elettronica palese. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 984.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Contu - Dedoni - Diana - Farigu - Lai Renato - Lai Silvio - Marracini - Moro - Pisano - Rassu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uras.
Si è astenuto Il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 47
Votanti 46
Astenuti 1
Maggioranza 24
Favorevoli 10
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Emendamento numero 985.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Anch'io non utilizzerò per intero questo tempo, ma solo per dichiarare che voterò a favore dell'emendamento numero 985, che richiama l'attenzione di quest'aula ad un problema da tutti conosciuto, si chiama articolo 19 della legge 37. Io ricordo, qualche anno fa, quando fu approvato in maniera trasversale, perché ci furono dei voti anche dalla maggioranza, il Piano straordinario dell'articolo 19 della 37, piano triennale, non si arrivò a stappare lo champagne, come in altre sedi è avvenuto, però davvero si celebrò, in maniera quasi goliardica, l'avvenimento. E quindi di ci fu un successo, sicuramente, di chi inseguiva questo risultato. Oggi noi diciamo lo stesso: "Non stappate lo champagne, ovviamente, ma votate quest'emendamento e restituiamo ai Comuni uno strumento che è stato di grande interesse, che ha consentito davvero di dare occupazione locale. L'articolo 19 della 37 è stato un articolo che ha prodotto grandi risultati, in tutti i comuni della Sardegna, checché se ne dica, ci possono essere dei residui che possono essere gli impegni che potranno essere utilizzati, ma noi sappiamo anche dove stanno questi residui, stanno laddove sono stati cofinanziate alcune azioni, Assessore, lei che lo dice lo sa sicuramente, sono stati cofinanziate alcune azioni, relative alla programmazione negoziata, ma perché questo era detto nella prima stesura dell'articolo 19. La lettera a), dell'articolo 19, diceva: "Prioritariamente si debbono cofinanziare le misure relative alla programmazione negoziata". È evidente che se ritarda, poi, il percorso della programmazione negoziata, rimane il residuo, ma non è certo colpa né delle amministrazioni comunali, né tantomeno è colpa dei disoccupati, che hanno trovato occupazione attraverso una legge giusta. Ci sembra impossibile che oggi il centrosinistra non la difenda, ci sempre impossibile che chi è stato il sostenitore di questa legge, oggi, rimanga zitto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Brevemente, Presidente, per fare una precisazione. Nonostante i voti di quella parte, a cui appartiene anche l'onorevole Pisano, a suo tempo, Cogodi, i Comunisti, la sinistra, ottennero l'approvazione di quella legge e anche dotazioni finanziarie ingenti. Oggi quella legge esiste, anzi dirò di più, che ha mantenuto anche una configurazione finanziaria significativa, nel senso che sono andati a finire nel Fondo unico dei comuni circa 75 milioni di euro, quindi una dotazione finanziaria significativa, che i comuni possono spendere, anche il suo, onorevole Pisano, utilizzando l'articolo 19 della 37. Quindi è nella potestà dei comuni, quella legge non è stata abrogata, funziona, ha tutte le norme a posto, è nella potestà dei comuni, e anche del suo, essere utilizzata. Se poi riusciremo, nei prossimi anni, nei prossimi esercizi, a fare virtù e a reperire e a recuperare ulteriori notevoli risorse in questa direzione, io penso che potremo incrementare il Fondo unico per i comuni, e sollecitare i comuni stessi ad utilizzarli con le procedure dell'articolo 19 della 37.
PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Era soltanto per dire che non sarebbe che la terza pugnalata che riceve l'intelligenza dell'onorevole Cogodi, perché tutte quelle che sono state proposte, efficienti ed efficaci, per garantire un movimento nel sistema occupazionale del lavoro, viene bastonato sistematicamente dall'Arcobaleno.
Voto elettronico!
PRESIDENTE. Va bene, son passati anche vent'anni, nel frattempo, insomma! Colleghi, io ho grande rispetto per la storia e anche per la cronaca recente, ma il mondo per fortuna cammina. Siamo oltre Cogodi!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 985.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Diana - Giagu - Moro - Pisano - Rassu - Salis.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 46
Votanti 45
Astenuti 1
Maggioranza 23
Favorevoli 6
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Emendamento numero 986.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, io non voterò a favore di quest'emendamento, però volevo porre l'attenzione sul fatto che, mentre ci sono state delle dichiarazioni di apertura anche nei confronti dei socialisti, che fanno riferimento al Partito Socialista Europeo, registro che qualunque osservazione che viene fatta da questa parte non ha neanche la dignità di una risposta. Mi riferisco non soltanto alle questioni che ho sollevato in merito a questi giovani e a quest'emendamento fantasma, l'877, o 887 che sia, che mi sembra esprima una forte volontà da parte dell'Assessorato degli affari generali e del personale, nonché dell'Assessorato al lavoro, alla formazione professionale e alla cooperazione e sicurezza sociale, ma mi riferisco anche una serie di questioni che, per quanto siano in parte ricomprese nel 974 sostitutivo, certo non sono risolutive di problemi gravi. Faccio riferimento al fondo di 500 mila euro, per il quale, credo, si debba fare una riflessione, Presidente. Ecco perché io non voterò a favore, però chiederei una maggiore attenzione, perché con 500 mila euro non si dà ristoro né alle donne delle pulizie che aspettano che, in qualche modo, si risolva loro questione, né tantomeno a tutti quelli impegnati nei servizi, che non sono quattro gatti, Presidente, sono un numero consistente. E poi, non vorrei registrare che, ormai, l'accordo tra il gruppo del P.D. e quello dell'Arcobaleno, sia per i Socialisti l'esclusione dalla maggioranza di Sardegna Insieme. Questo veramente sarebbe un atto poco gratificante, non per noi, ma per questa coalizione. Grazie.
(Interruzione)
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Ancora per chiedere il voto elettronico!
PRESIDENTE. Colleghi, calma, non faremo una rissa a sinistra, non sarebbe usuale, quindi, insomma, un po' di calma!
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, solo per precisare che nella copertura finanziaria, erroneamente, si è dato un UPB sbagliato, che proprio non c'entra niente. Ovviamente il testo dell'emendamento fa capire che si tratta del cosiddetto "obbligo di istruzione", e quindi della possibilità di restituire ai giovani della Sardegna, che non sono stati riammessi nel sistema scolastico, come dichiaravano da più parti, e che oggi sono completamente in strada. Per consentire loro di esercitare un diritto, il diritto sacrosanto all'esercizio della formazione, e quindi al conseguimento di una qualifica, visto che sono fuori dal sistema scolastico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Rinuncio Presidente!
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cugini.
Mettiamo in votazione l'emendamento numero 986, è stata richiesta la votazione elettronica dall'onorevole La Spisa.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 986.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere La Spisa si è astenuto.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Gessa - La Spisa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 42
Votanti 39
Astenuti 3
Maggioranza 20
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Passiamo ora all'emendamento numero 974, è stata richiesta la votazione elettronica palese.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente, quando questo emendamento è approdato in aula i socialisti si sono espressi con una certa posizione, assessore Secci, e hanno anche rilevato che il nuovo articolo 6 rappresenta un passo avanti significativo, questo per darle atto della sua osservazione precedente, pur rilevando un segnale positivo certo è che rimangono sulla groppa tutta una serie di situazioni che sono veramente delicate. Ho richiamato la questione del fondo di 500 mila euro per interventi di sostegno al reddito di natura straordinaria. Io domando… intanto credo che abbiate fatto un conto preciso su quanto andrà a ciascun lavoratore una sola volta, o vogliamo dare un obolo per consentire a queste persone che si trovano in situazioni di crisi occupazionali gravi e acute semplicemente perché possano acquistare un tozzo di pane una volta all'anno? O una volta, visto che è considerato un tempo determinato? Ecco, io credo che davanti a queste situazioni così pesanti che riguardano moltissime persone si debba riflettere anche perché, dico questo, perché intanto c'è un emendamento che prevedeva una modifica della legge 20 e che apriva la possibilità, soprattutto per una fetta di lavoratori di questo tipo, quello dei servizi, di poter accedere alle provvidenze, e poi perché io francamente non l'ho mai condiviso il bando internazionale che attribuisce ad aziende, esterne tra l'altro, la pulizia della Regione e di tutti gli uffici. Faccio anche presente che si è passati da 600 lavoratori a 240, e che questi lavoratori vengono sfruttati perché non riescono neanche a lavorare serenamente perché gli è stato ridotto fortemente l'orario di lavoro e quindi evidentemente vanno anche a 350 euro al mese. Allora io chiedo veramente che si riguardino alcune questioni perché ce ne sono troppe sospese e, pur confermando il voto favorevole sull'emendamento 974, mi aspetto dagli aggiuntivi dei cambiamenti sostanziali. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 974 consapevole che la sostituzione così in blocco di tutto l'articolo 6 in una condizione di sintesi, e quindi di compattamento di tutto il suo contenuto, per quanto non risolva, come avremmo voluto, compiutamente e totalmente i problemi connessi alla problematica del lavoro, tuttavia ci sentiamo di accettarlo, per quanto parziale e per quanto incompleto. Facciamo questo, e faccio questo, con la profonda consapevolezza che comunque l'intenzione di perseguire l'ottimo, nel perseguimento di questo obiettivo, rischia di vanificare anche quella parte di buono che in questo emendamento può essere recuperato. Io sono fermamente convinto che il buono è spesso nemico dell'ottimo. E siccome il buono voglio comunque conquistarlo e mantenerlo, accetto il buono rinunciando all'ottimo. Ma voglio rivolgermi direttamente all'Assessore al lavoro perché questo emendamento, che ha almeno due chiavi di lettura, una del contenuto di merito e una che sta dietro tutta quella modalità burocratese di esprimersi che al di là di tutto ciò che in questa emendamento è chiaro tutta quella parte che invece sta dietro il burocratese trovi nella gestione successiva, assessore Congera, effettiva realizzazione. Mi riferisco a quelle parti che qui sono dubbie ma che possono essere esplicitate in riferimento non solo ai 10 lavoratori della ATI Ifras, che sono già stati richiamati dalla collega Caligaris, ma mi riferisco anche ai lavoratori della Dicovisa e soprattutto ai lavoratori della ospedalità privata che dovrebbero entrare dentro i contenuti del punto b) dell'emendamento e che io credo che sarebbe indispensabile rafforzare perché rafforzerebbe il concetto che l'ospedalità privata è comunque una parte del servizio sanitario regionale e come tale vanno trattati anche gli stessi lavoratori perché le finalità a cui tende la cosiddetta ospedalità privata…
PRESIDENTE. Onorevole Ibba…
IBBA (Gruppo Misto). Posso concludere brevemente, lei sa che io non abuso.
PRESIDENTE. Basta una volta…
IBBA (Gruppo Misto). Grazie gentilissimo, siccome la finalità è la stessa ed è quella del servizio sanitario pubblico, questa non può essere una modalità per cui i lavoratori della sanità privata debbano essere esclusi. Pertanto con queste due specificazioni il voto è favorevole con le motivazioni su riportate.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ibba. Stiamo votando all'emendamento numero 974, accogliendo una delle obiezioni fatte dall'onorevole Pittalis, eliminerei dopo la lettera h) il capoverso che affida all'Assessore al bilancio… lo ritira l'assessore Secci.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Per una formulazione più adeguata e solo sotto il profilo tecnico, perché la volontà dei proponenti era questa: riguarda il comma numero 9, ed esattamente il personale cosiddetto della legge numero 47 che è individuato come "personale della formazione professionale convenzionata", va scritto anche "disoccupati in cassa integrazione, in mobilità, anche senza assegno". Perché se no verrebbero esclusi coloro che più di altri hanno bisogno, cioè coloro che sono anche privi della condizione di cassa integrazione che però provengono da quel sistema.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Ha domandato di parlare per la Giunta l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, per confermare il ritiro dell'ultimo capoverso del comma primo, precisando però che nella sostanza non cambia nulla, nel senso che la delega all'Assessore del bilancio non era una delega in bianco a fare chissà che cosa, era una delega a operare, all'interno delle UPB che sono costituite nel comma primo, una variazione. L'impegno che prende la Giunta è, sul bilancio, di presentare un emendamento per il quale tutte le UPB che sono richiamate nel comma primo confluiscono in un'unica UPB che costituisce il fondo per l'occupazione. Quindi dal punto di vista sostanziale si può risolvere in questa maniera.
Sulla proposta di emendamento orale dell'onorevole Uras la Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Possiamo votare, se siete d'accordo, con l'esclusione del comma successivo alla lettera h) del comma 1 e con l'integrazione nel punto 9, dopo le parole "della formazione professionale convenzionata" "anche disoccupati in cassa integrazione o in mobilità, anche senza assegno". Va bene?
Metto in votazione l'emendamento numero 974. Chi lo approva alzi la mano.
LADU (Fortza Paris). Voto elettronico palese!
PRESIDENTE. Sì, ma chiedo scusa, chi l'ha chiesto?
LADU (Fortza Paris). Lo avevo chiesto da prima.
PRESIDENTE. Colleghi, io sono mediamente attento, qualche volta mi distraggo ma, insomma… Va bene. Votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 974.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Capelli - Cappai - Dedoni - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Maninchedda - Milia - Moro - Pisano - Pittalis - Rassu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 45
Astenuti 18
Maggioranza 23
Favorevoli 45
Contrari 0
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. In conseguenza dell'approvazione dell'emendamento numero 974 decadono tutti gli emendamenti tranne i numero 486, 502 e 560, a pagina 27 e successive, perché sono emendamenti a un comma che è praticamente rimasto uguale nell'emendamento che abbiamo appena approvato. Gli emendamenti sono il 486, il 502 e il 560. Il 560, chiedo scusa, è decaduto perché era uguale all'emendamento numero 985, quindi restano gli emendamenti numero 486 e 502. C'era l'invito al ritiro su questi due emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). No, solo per un chiarimento. A mio giudizio dovrebbe restare in piedi anche l'emendamento numero 877, non capisco perché venga…
PRESIDENTE. Dunque, questi sono emendamenti aggiuntivi…
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, è stato spostato all'articolo 6, però non è…
PRESIDENTE. L'emendamento numero 877 lo abbiamo spostato e lo riprendiamo dopo.
PISANO (Riformatori Sardi). Ah, perfetto, quindi non è decaduto.
PRESIDENTE. Sì, tranquillo, onorevole Pisano.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Volevo solo chiedere lumi circa l'emendamento numero 837, per esempio, che era sospeso e l'emendamento numero 808.
PRESIDENTE. Sono tutti decaduti, onorevole Frau, quindi i lumi sono…
FRAU (P.D.). E perché è decaduto? Era stato dato per sospeso. L'emendamento numero 837 era stato dato per sospeso.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 837 era dato per sospeso qualora non avessimo approvato l'emendamento numero 974, che abbiamo appena approvato. L'emendamento numero 974 fa decadere tutti gli emendamenti all'articolo e quindi anche quello. Va bene?
FRAU (P.D.). Anche gli aggiuntivi.
PRESIDENTE. Chiaro? Siamo stati esaurienti. Allora, l'emendamento numero 502 è ricompreso nell'emendamento approvato, quindi resta l'emendamento numero 486, a firma La Spisa e più, a pagina 27. C'era un invito al ritiro.
Onorevole La Spisa, c'è un invito al ritiro da parte della Giunta, non so se intendete mantenerlo o se lo votiamo.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). No, si mantiene.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, deve dichiarare il suo voto?
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, dichiaro il voto, però volevo anche chiedere una spiegazione in merito all'emendamento numero 502. Siccome l'emendamento numero 502 non risulta ricompreso nell'emendamento numero 874 che abbiamo votato prima perché, come ho fatto notare, c'è un problema su quei finanziamenti che non sono adeguati e questa estensione - tra l'altro quest'emendamento è firmato da autorevoli colleghi, sui quali io faccio affidamento, se lo hanno presentato avranno un motivo -, ecco, volevo un chiarimento per capire in che senso, in quali termini, come è possibile che sia stato tutto ricompreso quando abbiamo molti problemi su questo fatto?
PRESIDENTE. Dunque questo emendamento è contenuto nella lettera g) del comma 1 dell'emendamento numero 974 che abbiamo appena approvato ed è per questo che non lo mettiamo in votazione. E' uguale, affronta lo stesso tema.
(Non è approvato)
Adesso, colleghi, andiamo a quegli emendamenti che dagli articoli precedenti sono stati rinviati all'articolo 6, segnatamente gli emendamenti numero 835, 877…
MARROCU (P.D.). Ritirato!
PRESIDENTE. Colleghi, l'emendamento numero 835 era un emendamento dell'articolo 3 che avevamo rinviato all'articolo 6 e che adesso è stato ritirato; l'emendamento numero 877 proviene sempre dall'articolo 3 e c'è un invito al ritiro, il 527 aveva il parere contrario ed era sospeso; l'emendamento numero 864 è stato ritirato; il 954…
LADU (Fortza Paris). Il 527 è ritirato?
PRESIDENTE. Il 527 no, l'864 è ritirato. Poi l'emendamento numero 950, poi l'emendamento numero 566 è decaduto e restano in piedi gli emendamenti numero 822 e 889. Quindi passiamo all'emendamento numero 877.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Presidente, soltanto per chiedere al Consiglio la sospensione dell'esame di quest'emendamento.
PRESIDENTE. Sospendiamo l'esame dell'emendamento numero 877, che era un emendamento della Giunta.
Per l'emendamento numero 527 c'è l'invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.),relatore di maggioranza. Per chiedere che l'emendamento numero 527 venga spostato all'articolo 7.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di spostamento all'articolo 7, colleghi. Lo spostiamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Io non mi oppongo alla richiesta di spostamento all'articolo 7, però siccome è un tema che abbiamo discusso e ridiscusso poteva essere anche affrontato, trattandosi di un emendamento che riguarda il personale, però si può anche spostare all'articolo 7 che tra l'altro discuteremo tra un'ora, non è che discuteremo dopodomani.
PRESIDENTE. Va bene è spostato all'articolo 7, rimane l'invito al ritiro. L'emendamento numero 864 degli onorevoli Uras, Serra e più è stato ritirato. L'emendamento numero 950, onorevole Ladu su quale intende intervenire? Va bene. Onorevole Cappai su quale emendamento intende intervenire?
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sì Presidente, non ho capito che fine fa l'emendamento numero 527, perché c'è stata una richiesta di spostarlo all'articolo 7, un intervento del capogruppo del PD non ho ben capito…
PRESIDENTE. Prima c'è stata richiesta di uno dei presentatori di spostarlo all'articolo 7. L'emendamento numero 950 è decaduto. L'emendamento numero 566 è decaduto. L'emendamento numero 822 c'è l'invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Lai Renato. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). L'emendamento merita attenzione perché recepisce le differenti esigenze, individuando un percorso per superare quelle conflittualità e quelle diverse fattispecie che rimangono dopo l'esame degli altri articoli. Consente un approccio alle difficoltà interpretative della legge finanziaria nazionale, io posso ritirarlo, ma comunque ribadisco un concetto che non può essere elusa l'esigenza nell'ambito della sanità in una situazione di assoluta precarietà per quelle assunzioni effettuate in situazioni di emergenza, per assicurare i LEA, un approccio ai concorsi non può prescindere da una revisione delle piante organiche, processo questo che sta subendo notevoli ritardi, vanifica l'intento dei concorsi, aggrava le cose e deve essere superato con una procedura più tempestiva rispetto a quella finora adottata. Almeno che rimanga alla attenzione del Consiglio questo importante problema, che io voglio sollevare.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è ritirato, onorevole Lai?
LAI RENATO (Gruppo Misto). Sì, è ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi scusi, solo per un chiarimento siccome l'emendamento numero 877 è stato sospeso, volevo capire se ci sarà un'interlocuzione con l'assessore Dadea o per quale motivo insomma se si… mi scusi? Benissimo era per capire questo. Grazie.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ci sarà un'interlocuzione, onorevole Caligaris.
PRESIDENTE. Grazie a lei. L'emendamento numero 889 è decaduto perché è un emendamento della Giunta ed è ricompreso nel testo dell'emendamento numero 974, che abbiamo approvato. Abbiamo concluso, colleghi, il lavoro sull'articolo 6. Iniziamo, appena riordiniamo un po' di carte, l'articolo 7.
Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo totale numero 120, i soppressivi parziali dal 123 al numero 253, i sostitutivi parziali dall'emendamento numero 122 al numero 831 e gli aggiuntivi dall'emendamento numero 121 all'emendamento numero 230. Inoltre ci trasciniamo dall'articolo 5 e dall'articolo 6, gli emendamenti numero 7, 8, 9, 10, che provengono tutti dall'articolo 5, l'emendamento numero 533 che proviene dall'articolo 5 e l'emendamento numero 527 che abbiamo appena rinviato dall'articolo 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 7
Disposizioni a favore del sistema
produttivo isolano
1. L'Amministrazione regionale, al fine di favorire il miglioramento dello stato sanitario degli allevamenti suini, di tutelare la salute pubblica garantendo la sicurezza alimentare e di contrastare il fenomeno del pascolo brado nelle terre pubbliche, eroga aiuti a favore delle aziende suinicole situate nella zona ad alto rischio come definita dal Piano di eradicazione delle pesti suine con priorità per i comuni individuati all'articolo 1 dell'ordinanza del Presidente della Regione del 16 gennaio 2006, n. 1, per il miglioramento, l'adeguamento o la realizzazione delle strutture aziendali di allevamento, nel rispetto delle norme sanitarie vigenti; a tal fine è autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 2.000.000. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, previo parere della competente Commissione consiliare, che deve essere espresso entro 15 giorni decorsi i quali il parere si intende acquisito, stabilisce i criteri e le modalità di finanziamento (SC06.04.009).
2. È autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 6.000.000 per l'acquisizione, l'adeguamento o la realizzazione di aree, punti vendita, piattaforme distributive, strutture commerciali in genere, da affidare in gestione a condizioni di mercato, ai produttori ortofrutticoli e florovivaistici associati, con priorità per le organizzazioni dei produttori riconosciute (UPB S06.04.010).
3. È autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 3.000.000 per le finalità stabilite dall'articolo 21, comma 4, della legge regionale n. 2 del 2007 (UPB S06.01.002); le agevolazioni di cui al medesimo comma sono estese altresì alle società di capitali a prevalente partecipazione cooperativa ed ai consorzi di cooperative di trasformazione e commercializzazione.
4. È autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 5.000.000 per la concessione di contributi a favore degli enti locali per l'acquisizione e riconversione a fini istituzionali o comunque di pubblica utilità, di aree, stabilimenti e impianti di lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agro-alimentari dismessi; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale previo parere della competente Commissione consiliare che deve essere espresso entro 15 giorni decorsi i quali il parere si intende acquisito (UPB S06.04.013).
5. L'Amministrazione regionale eroga i contributi di cui all'articolo 1, comma 2, della legge regionale 31 gennaio 2002, n. 4 (Interventi a favore di forme collettive di garanzia fidi nel settore agricolo), a favore del Consorzio di garanzia fidi unificato e costituito tra i consorzi fidi vigenti alla data del 31 dicembre 2007, aventi i requisiti di cui all'articolo 2 della legge medesima; per tali finalità è autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 1.000.000 per quanto previsto all'articolo 1, comma 2, lettera a), e 500.000 per quanto previsto all'articolo 1, comma 2, lettera b), della medesima legge (UPB S06.04.004).
6. Al fine di garantire una maggiore economicità dell'assicurazione agricola agevolata con conseguente riduzione degli oneri sostenuti dagli imprenditori agricoli, gli aiuti previsti dall'articolo 21, comma 3, della legge regionale n. 2 del 2007, sono erogati nell'anno 2008 e seguenti a favore del Consorzio di difesa unificato, avente tra gli scopi sociali la concentrazione della domanda assicurativa agricola e costituito mediante fusione tra tutti i consorzi di difesa aventi sede ed operanti in Sardegna alla data del 31 dicembre 2007, già in possesso del riconoscimento di idoneità allo svolgimento dell'attività di difesa attiva e passiva di cui all'articolo 11 del decreto legislativo del 29 marzo 2004, n. 102 (Interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera i), della legge 7 marzo 2003, n. 38) (UPB S06.04.006).
7. Le competenze in materia di protezione contro l'introduzione e la diffusione nel territorio regionale di organismi nocivi ai vegetali e ai prodotti vegetali, compresa l'attività ispettiva, sono attribuite all'Assessorato regionale dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale che si avvale, per gli aspetti tecnico scientifici, dell'Agenzia AGRIS Sardegna alla quale è demandata, in coerenza con quanto disposto dall'articolo 9 della legge regionale n. 13 del 2006, l'attività del laboratorio fitopatologico e, per l'attività ispettiva, dell'Agenzia LAORE Sardegna. Le spese relative all'esercizio delle funzioni in materia fitosanitaria demandate all'Agenzia AGRIS Sardegna sono a carico della stessa Agenzia che vi provvede con risorze finanziarie del proprio bilancio.
8. L'Amministrazione regionale incentiva le produzioni di qualità erogando, ai produttori agricoli che corrispondono alla definizione di piccola, media impresa dell'allegato I del regolamento (CE) n. 70/2001 (di seguito PMI), aiuti per:
a) l'ideazione e la progettazione del prodotto;
b) la presentazione delle domande di riconoscimento delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine o delle attestazioni di specificità;
c) la partecipazione a sistemi di qualità alimentare non finanziabili con il Programma di sviluppo rurale 2007/2013 (PSR);
gli aiuti sono erogati sotto forma di servizi e sino al 100 per cento delle spese ammesse.
9. L'Amministrazione regionale eroga altresì aiuti alle PMI attive nella trasformazione dei prodotti agricoli sino a 200.000 euro per azienda e per triennio, ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di importanza minore "de minimis" (di seguito regolamento (CE) n. 1998 del 2006) per:
a) l'ideazione e la progettazione del prodotto;
b) la presentazione delle domande di riconoscimento delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine o delle attestazioni di specificità;
c) l'introduzione di sistemi di certificazione della qualità;
d) la formazione del personale che applica i sistemi di cui alla lettera c);
e) la partecipazione a sistemi di qualità alimentare;
per le finalità di cui al comma 8 e al presente comma è autorizzata una spesa valutata in euro 400.000 annui (UPB S06.04.015).
10. L'Amministrazione regionale:
a) eroga aiuti sino al 100 per cento delle spese ammesse, per la partecipazione delle PMI agricole e zootecniche a concorsi, fiere, mostre, forum e seminari per lo scambio di conoscenze tra imprese;
b) partecipa alle spese sostenute dalle PMI attive nella trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, per un massimo di 200.000 euro per azienda e per triennio per le attività di cui al comma 9, conformemente a quanto disposto dal regolamento (CE) n. 1998/2006;
c) eroga aiuti sino al 50 per cento delle spese ammissibili per la realizzazione di campagne pubblicitarie, alle organizzazioni di produttori (OP), alle loro unioni (OC), alle imprese agricole di trasformazione costituite in consorzi di cooperative e ai consorzi di tutela. L'intensità dell'aiuto può essere elevata sino al 100 per cento per le campagne pubblicitarie di carattere generico;
la Giunta regionale, con apposita deliberazione, definisce le condizioni di erogazione degli aiuti di cui alla lettera c), in conformità a quanto disposto dagli "Orientamenti comunitari per gli aiuti di stato nel settore agricolo e forestale 2007-2013" capitolo VI.D; l'erogazione degli aiuti alla pubblicità è subordinata all'approvazione della Commissione europea ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato CE; per le finalità di cui al presente comma e al comma 11 sono azioni pubblicitarie le operazioni intese a indurre gli operatori economici o i consumatori all'acquisto di un determinato prodotto ed è autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 1.000.000 (UPB S06.04.015).
11. La Giunta regionale, con apposita deliberazione, definisce, previo parere della competente Commissione consiliare da rendersi entro 15 giorni, decorsi i quali il parere si intende acquisito, programmi di attività promozionale e pubblicitaria che attua direttamente o per il tramite della agenzia regionale Sardegna promozione, di cui all'articolo 7 della legge regionale n. 4 del 2006. Tali programmi, che possono comprendere azioni di promozione e pubblicità rivolte ai paesi terzi, sono notificati alla Commissione europea ed attuati solo dopo l'approvazione ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato CE. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale esercita funzioni di indirizzo in relazione alle attività di promozione e pubblicità istituzionali dei prodotti agro alimentari e zootecnici svolte autonomamente dall'agenzia regionale Sardegna promozione. Per tali finalità, nell'anno 2008, è stanziata la spesa di euro 5.000.000 (UPB S06.04.015).
12. L'Amministrazione regionale riconosce le organizzazioni di produttori agricoli e di imprenditori ittici (OP), aventi parametri non superiori a quelli indicati nel decreto ministeriale di attuazione 12 febbraio 2007, n. 85, e le loro unioni (OC) costituite allo scopo di consentire ai soci di adattare la produzione alle esigenze di mercato e di concentrare l'offerta. A favore degli organismi succitati e a favore dei consorzi di tutela, l'Amministrazione regionale eroga aiuti per l'avviamento in conformità a quanto disposto dal Reg. (CE) n. 1857/2006 per il settore agricolo e dal Reg. (CE) n. 1595/2004 per il settore della pesca. Per tali finalità e per il finanziamento degli aiuti all'avviamento concessi ai sensi della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21, è valutata, per l'anno 2008, una spesa di euro 2.060.000 (UPB S06.04.015).
13. Per le finalità di cui al comma 12 è autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 50.000 a favore della Cooperativa regionale produttori del suino tipico sardo (UPB S06.04.015).
14. All'erogazione degli aiuti di cui all'articolo 16, comma 1, lettere b), c) e d) della legge regionale n. 21 del 2000 provvede l'Agenzia LAORE Sardegna sulla base delle risorse previste nel proprio bilancio.
15. I piani di ricomposizione e riordino fondiario elaborati dai consorzi di bonifica ai sensi del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215, sono approvati, in attuazione dell'articolo 28 dello stesso regio decreto, con decreto dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, sentito il parere dell'Avvocatura distrettuale dello Stato di Cagliari.
16. La Giunta regionale definisce con apposite delibere le condizioni di attuazione degli interventi e le condizioni di erogazione degli aiuti istituiti nei precedenti commi. Tali aiuti, se non altrimenti disposto, sono erogati in conformità a quanto stabilito dal Reg. (CE) della Commissione del 15 dicembre del 2006 n. 1857/2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nella produzione di prodotti agricoli e recante modifiche del Reg. CE 70/2001.
17. Ai fini dell'attuazione di un Piano per l'arresto definitivo e la riconversione delle imbarcazioni abilitate all'esercizio della pesca costiera locale e che utilizzano il sistema di pesca a strascico, è disposto uno stanziamento di euro 1.000.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. L'attuazione del Piano è subordinato alla sua approvazione da parte del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. (UPB S06.05.003).
18. Le somme stanziate nel bilancio della Regione per l'anno 2007 destinate agli interventi relativi al settore della pesca non impegnate nello stesso anno permangono nel conto dei residui per essere utilizzate, per le medesime finalità, nell'esercizio successivo.
19. L'Amministrazione regionale eroga contributi a favore delle organizzazioni professionali agricole regionali le cui organizzazioni nazionali sono presenti nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) e nel Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell'Unione europea (COPA). I contributi sono erogati per lo svolgimento di attività:
a) di studio, ricerca e diffusione della conoscenza degli interventi regionali, nazionali e comunitari nel settore agricolo;
b) di animazione per la diffusione della cooperazione e dell'associazionismo;
c) di informazione socio-economica;
d) di formazione dei propri quadri.
La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'Agricoltura e riforma agro-pastorale, con apposita deliberazione, definisce i criteri e le modalità di erogazione dei contributi sentite le organizzazioni di cui sopra; gli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma sono valutati in annui euro 1.500.000 (UPB S05.03.004).
A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) legge regionale 6 aprile 1954, n. 7 (Provvedimenti per promuovere e diffondere la conoscenza delle provvidenze regionali in agricoltura dei sistemi razionali di coltivazione, di allevamento del bestiame e di trasformazione dei prodotti agricoli biologici);
b) legge regionale 26 aprile 1974, n. 5 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1954, n. 7);
c) legge regionale 8 gennaio 1986, n. 1 (Erogazione di contributi per favorire le attività dei coltivatori e degli allevatori diretti sui problemi dello sviluppo economico e sociale).
20. Al fine di provvedere al supporto della gestione delle partecipate regionali Carbosulcis Spa, Fluorite di Silius Spa, IGEA Spa, Progemisa Spa, è autorizzata nell'esercizio 2008 la spesa complessiva di euro 51.000.000 (UPB S06.03.024).
21. Al fine di procedere all'espletamento delle opere di bonifica e messa in sicurezza del sito minerario Genna Tres Montis e dell'impianto di arricchimento di Assemini, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad affidare apposita commessa a Fluorite di Silius Spa, soggetto assegnatario della concessione, nonché a corrispondere a Nuova Mineraria Silius Spa in liquidazione l'importo relativo ai lavori di bonifica e messa in sicurezza effettuati nel periodo maggio/giugno 2007; alla relativa spesa valutata in complessivi euro 13.513.000 si fa fronte con gli stanziamenti disposti dall'articolo 1, comma 7 (per euro 2.913.000), dall'articolo 24, comma 5 (per euro 4.000.000) e comma 7 (per euro 6.600.000) della legge regionale n. 2 del 2007, che a tal fine sono conservati nel conto dei residui (UPB S06.03.022 e S06.03.024).
22. Per le finalità di cui all'articolo 11, comma 14, del decreto legge 14 marzo 2005, n. 35 (Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale), convertito con legge 14 maggio 2005, n. 80, concernente l'assegnazione, da parte della Regione Sardegna, di una concessione integrata per la gestione della miniera di carbone del Sulcis e la produzione di energia elettrica, è autorizzata, nell'anno 2008, l'ulteriore spesa di euro 50.000, a copertura degli oneri derivanti dall'espletamento delle procedure di gara (UPB S06.03.021) e la spesa di euro 6.600.000, a copertura degli oneri derivanti dall'acquisizione delle aree da mettere a disposizione del nuovo concessionario (UPB S06.03.022).
23. È autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 5.300.000 quale ricapitalizzazione della società IGEA finalizzata quanto ad euro 3.000.000 per interventi di bonifica e di ripristino ambientale delle aree minerarie dismesse, quanto ad euro 2.000.000 per lo smaltimento di rifiuti pericolosi delle aree minerarie dismesse e quanto ad euro 300.000 per la messa e tenuta in sicurezza dei siti minerari aperti al pubblico (UPB S04.06.002 e S03.01.003).
24. Al fine di provvedere al pagamento di oneri rinvenienti da commesse affidate a Progemisa Spa per il supporto tecnico alle attività regionali è autorizzata nell'esercizio 2008 la spesa complessiva di euro 3.790.000, di cui euro 3.340.000 per lavori effettuati nell'esercizio 2008 ed euro 450.000 quale saldo di impegni pregressi (UPB S06.03.023).
25. Al fine di stimolare e supportare lo sviluppo di attività industriali manifatturiere, è costituita tra la Regione autonoma della Sardegna e l'ENEA una società per azioni avente per oggetto lo sviluppo di tecnologie innovative nell'ambito delle fonti di energia rinnovabili, con particolare riferimento al solare termo-dinamico, al fotovoltaico, alla dinamica dei fluidi per aerogeneratori e all'agro-energia; le azioni della nuova società sono ripartite tra i soci nella misura del 50 per cento; la dotazione iniziale del capitale sociale da parte della Regione è valutata in euro 250.000 e fa carico agli stanziamenti iscritti in conto dell'UPB S01.05.002.
26. Per il potenziamento dell'Agenzia per l'energia sostenibile della Provincia di Oristano è autorizzata la spesa di euro 50.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 (UPB S04.01.003).
27. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6, comma 9, della legge regionale 22 dicembre 2003, n. 13 (Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003), variazioni di bilancio e disposizioni varie), è destinata agli interventi di rilancio e di reindustrializzazione dell'area di Arbatax; il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di industria (UPB S06.03. 017).
28. Le somme di cui all'articolo 24, comma 13, della legge regionale n. 2 del 2007, sono conservate in conto residui per essere utilizzate, per le medesime finalità, nell'esercizio successivo.
29. La Regione, nell'esercizio delle proprie funzioni in materia di programmazione dello sviluppo economico territoriale, provvede, con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'industria, previo parere della Commissione consiliare competente che deve essere espresso entro trenta giorni decorsi i quali si intende acquisito, a:
a) individuare le aree industriali e le aree ecologicamente attrezzate sul territorio regionale, assicurando la partecipazione degli enti locali e dei soggetti interessati;
b) assicurare il coordinamento degli interventi per la realizzazione, l'ampliamento e il completamento delle aree ecologicamente attrezzate;
c) promuovere piani e progetti di sviluppo generale, con particolare riguardo alla riqualificazione ambientale e al riutilizzo delle aree produttive eventualmente dismesse.
30. In coerenza con la programmazione regionale e provinciale, nelle aree industriali di dimensione comunale, spettano ai comuni le funzioni amministrative relative a:
a) la progettazione e la realizzazione di opere di urbanizzazione, infrastrutture e servizi, nonché di spazi pubblici destinati ad attività collettive;
b) la vendita, l'assegnazione e la concessione alle imprese di aree attrezzate per insediamenti produttivi;
c) la realizzazione e la gestione di impianti comuni per la fornitura di servizi alle imprese insediate;
d) la determinazione e la riscossione dei corrispettivi dovuti per i servizi di manutenzione delle opere di gestione degli impianti;
e) il recupero dei rustici e immobili industriali per nuove destinazioni a fini produttivi e per l'attuazione dei programmi di reindustrializzazione.
31. I comuni, dalla data di entrata in vigore della presente legge, esercitano le competenze loro spettanti ai sensi del comma 30 nel quadro degli strumenti di programmazione economica e di politica industriale regionale e provinciale e in coerenza con i rispettivi piani urbanistici comunali.
32. Gli enti di cui alla tabella F, parte I, sono soppressi. Entro il trentesimo giorno dall'entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'industria, si provvede allo scioglimento degli organi dei consorzi soppressi e alla nomina di un commissario liquidatore. La Giunta regionale con propria deliberazione, su proposta dell'Assessore regionale dell'industria, impartisce al commissario liquidatore apposite direttive sui tempi e sulle modalità delle procedure liquidatorie. Nell'ambito delle procedure di liquidazione degli enti soppressi si provvede al riordino e alla razionalizzazione delle società partecipate dai consorzi anche mediante la dismissione delle partecipazioni. Le attività e le passività trasferite a esito della procedura liquidatoria non devono comunque comportare un saldo negativo per gli enti subentranti nella titolarità delle suddette funzioni. La procedura liquidatoria deve essere portata a compimento entro centoottanta giorni dalla nomina del commissario.
33. Qualora i singoli comuni destinatari delle competenze trasferite dai consorzi ritengano che le funzioni possano essere svolte più efficacemente a livello sovracomunale, entro trenta giorni dall'approvazione delle legge di riforma di cui al comma 34 possono chiedere che le competenze siano attribuite all'organo sovracomunale nei limiti previsti dalla legge medesima.
34. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il Consiglio regionale approva una legge finalizzata alla riallocazione delle funzioni in materia di aree industriali, secondo gli indirizzi espressi dalle disposizioni previste in materia dalla legge finanziaria dello Stato per l'anno 2008. In caso di mancata approvazione della legge la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, nomina i commissari per la soppressione e la liquidazione degli enti di dimensione sovracomunale di cui alla tabella F, parte II, e provvede, previo parere della competente Commissione consiliare, da esprimersi entro trenta giorni decorsi i quali il parere si intende acquisito, con analogo provvedimento, da adottarsi entro i successivi novanta giorni, alla riallocazione delle funzioni svolte dagli enti soppressi presso gli enti locali.
35. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei commi dal 29 al 34 sono valutati in euro 7.415.000 annui (UPB S06.03.029).
36. L'autorizzazione di spesa di euro 15.000.000 di cui all'articolo 23, comma 2, lettera a), della legge regionale n. 2 del 2007, è destinata a finanziare programmi di intervento finalizzati a sostenere iniziative integrate di ospitalità volte al recupero di edifici privati di pregio, di valenza storica o, in linea con il Piano paesaggistico regionale, di abitazioni iscritte da almeno cinquanta anni nel catasto urbano, realizzati da imprese o consorzi di imprese attraverso un circuito regionale o interprovinciale; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di turismo, che deve tener conto anche di progetti già presentati nell'ambito della progettazione integrata (UPB S06.02.003).
37. Per il conseguimento delle finalità previste dal comma 4 dell'articolo 23 della legge regionale n. 2 del 2007 relativo alla salvaguardia, alla conservazione, alla promozione e alla valorizzazione dell'artigianato tipico, tradizionale e artistico della Sardegna, è autorizzata, nell'anno 2008, l'ulteriore spesa di euro 5.000.000 (UPB S06.03.001).
38. Al fine di agevolare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese e nel rispetto della normativa comunitaria vigente, la Regione sostiene lo sviluppo dei consorzi fidi aventi sede operativa in Sardegna e costituiti da piccole e medie imprese dei settori dell'industria, artigianato, cooperazione, commercio, pesca, turismo e servizi mediante la concessione di contributi destinati all'integrazione dei fondi rischi costituiti presso i confidi stessi. A tal fine è autorizzata la spesa di euro 10.000.000 nell'anno 2008 (UPB S06.03.001, S06.03.008, S06.03.019, S06.03.028, S06.05.003).
39. Al fine di agevolare l'accesso al credito da parte delle imprese femminili, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad istituire, nel rispetto della vigente normativa comunitaria, un fondo di controgaranzia. Dal fondo di controgaranzia sono assistite le garanzie prestate dai consorzi fidi, aventi sede legale e operativa in Sardegna, a fronte di anticipazioni bancarie, prestiti e mutui erogati, per il loro tramite, alle imprese femminili così come definite dalla legge 25 febbraio 1992, n. 215, e successive modificazioni e integrazioni. Su proposta dell'Assessore competente in materia di lavoro, la Giunta regionale, in attuazione delle vigenti disposizioni di legge in materia di trasparenza amministrativa e informazione dei soggetti aventi titolo all'accesso ai benefici, stabilisce le modalità di attivazione e operative del fondo e i criteri di gestione dello stesso; gli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma sono valutati in euro 500.000 per ciascuno degli anni 2008 e 2009 (UPB S06.03.025).
40. La Giunta regionale, su proposta degli Assessori competenti, approva le direttive di attuazione dell'intervento di cui al comma 38, stabilendo le modalità operative e le procedure per la presentazione delle domande di contributo. Per il riparto dei contributi stessi, si deve aver riguardo al numero dei soci aderenti ai consorzi e al volume degli affidamenti garantiti o all'ammontare delle garanzie prestate.
41. È autorizzato, nell'anno 2008, lo stanziamento di euro 200.000 quale contributo all'Agenzia regionale delle entrate (ARASE) per la realizzazione di un progetto di domiciliazione delle imprese (UPB S01.04.002).
Emendamento soppressivo totale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
L'art. 7 è soppresso. (120)
Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Il comma 2 è soppresso. (123)
Emendamento soppressivo parziale Cuccu Giuseppe - Cucca - Biancu - Sabatini.
Articolo 7
Il comma 6 è soppresso. (511)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Il comma 9 dell'art. 7 è soppresso.
COPERTURA FINANZIARIA
Le somme a valere UPB S06.04.015 relative al comma 9 sono rideterminate in aumento dei fondi in conto investimenti, di cui all'allegata tabella A) per il FNOL. (390)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nell'art. 7, comma 10, la lettera a) è soppressa. (392)
Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Nel comma 11, le parole "direttamente o" sono soppresse. (130)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nell'art. 7 il comma 12 è soppresso.
I minori oneri di euro 2.060.000 per l'anno 2008 derivanti dall'applicazione della presente norma (UPB S06.04.015) vanno ad incrementare le somme della tab. A della legge finanziaria (FNOL). (391)
Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale.
Articolo 7
Nel comma 12 le parole: "aventi parametri non superiori a quelli indicati nel decreto ministeriale di attuazione 12 febbraio 2007, n. 85" sono soppresse.
Il comma 13 è abrogato. (897)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nell'art. 7 il comma 16 è soppresso. (393)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nell'art. 7 il comma 17 è soppresso.
I minori oneri derivanti dall'applicazione della presente norma di euro 1.000.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 (UPB S06.05.003) vanno ad incrementare le somme della tab. A della legge finanziaria (FNOL). (394)
Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale.
Articolo 7
I commi 18 e 28 sono soppressi. (899)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nell'art. 7 il comma 25 è soppresso.
I minori oneri di euro 250.000 derivanti dall'applicazione della presente norma (UPB S01.05.002) vanno ad incrementare le somme della tab. A della legge finanziaria (FNOL). (395)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano - Gallus - La Spisa - Artizzu - Randazzo Alberto - Capelli - Ladu - Randazzo Vittorio - Contu - Diana - Licandro - Liori.
Articolo 7
All'articolo 7, il comma 25 è soppresso. (805)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Articolo 7
I commi dal 29 al 35 sono soppressi.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.01.002 - FNOL spese correnti
Anno 2008 euro 7.415.000
mediante aumento della voce 2 della Tab. A allegata alla tabella finanziaria.
In diminuzione
UPB S06.03.029
Anno 2008 euro 7.415.000 (195)
Emendamento soppressivo parziale Balia - Masia.
Articolo 7
Nell'art. 7 sono soppressi i commi 20-30-31-32-33-35.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.01.002 - FNOL - parte corrente
Anno 2008 euro 7.415.000
Anno 2009 euro 7.415.000
Anno 2010 euro 7.415.000
Anno 2011 euro 7.415.000
mediante incremento della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge finanziaria.
In diminuzione
UPB S06.03.029 - Agenzie provinciali per le aree industriali
Anno 2008 euro 7.415.000
Anno 2009 euro 7.415.000
Anno 2010 euro 7.415.000
Anno 2011 euro 7.415.000 (251)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nell'art. 7 il comma 29 è soppresso. (396)
Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
I commi da 30 a 35 sono soppressi. (134)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nell'art. 7 il comma 30 è soppresso. (397)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Articolo 7
Il comma 32 è soppresso. (196)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Articolo 7
Il comma 33 è soppresso. (197)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Articolo 7
Il comma 34 è soppresso. (198)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Articolo 7
Il comma 36 è soppresso.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.01.002 - FNOL - parte corrente
Anno 2008 euro 7.415.000
mediante aumento della voce 2 della Tab. A allegata alla tabella finanziaria.
In diminuzione
UPB S06.03.003
Anno 2008 euro 7.415.000 (199)
Emendamento soppressivo parziale Balia - Masia.
Articolo 7
Nel comma 40 dell'art. 7 sono soppresse le parole "al numero dei soci aderenti ai consorzi e". (253)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Nel comma 1, le parole "euro 2.000.000" sono sostituite con "euro 10.000.000". (122)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 1 dell'art. 7 la spesa di euro 2.000.000 è rideterminata in euro 3.000.000 a valere su SC06.04.009.
COPERTURA FINANZIARIA
Ai maggiori oneri si fa fronte attraverso la riduzione dei fondi per il FNOL della tabella B allegata. (385)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. È autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 16.000.000 per l'erogazione di contributi ai produttori ortofrutticoli e florovivaistici associati, con priorità per le organizzazioni dei produttori riconosciute, per l'acquisizione, l'adeguamento, la realizzazione e la presa in gestione di aree, punti vendita, piattaforme distributive, strutture commerciali in genere". (125)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 4 dell'art. 7 la spesa di euro 5.000.000 è rideterminata in euro 8.000.000 a valere su SC06.04.013.
COPERTURA FINANZIARIA
Ai maggiori oneri si fa fronte attraverso la riduzione dei fondi previsti per il fondo speciale poste investimenti per il FNOL della tabella B allegata. (386)
Emendamento sostitutivo parziale Cuccu Giuseppe - Cucca - Biancu - Sabatini.
Articolo 7
Nel comma 5 le parole: "del Consorzio di garanzia fidi unificato e costituito tra i" sono sostituite dalla parole: "dei". (512)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 5 dell'art. 7 le cifre di euro 1.000.000 e 500.000 sono rideterminate rispettivamente in euro 2.000.000 e 1.000.000 a valere sull'UPB S06.04.004.
COPERTURA FINANZIARIA
Ai maggiori oneri si fa fronte attraverso il decremento dei fondi previsti per il FNOL della tabella A allegata. (387)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Nel comma 9, le parole "euro 400.000 annui" sono sostituite con "euro 2.000.000".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (128)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Nel comma 10, le parole "euro 1.000.000 annui" sono sostituite con "euro 2.500.000".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (129)
Emendamento sostitutivo parziale Caligaris.
Articolo 7
Al comma 11 sostituire le parole "previo parere della competente Commissione consiliare" con le parole: "previo parere delle competenti Commissioni consiliari". (288)
Emendamento modificativo Giunta Regionale.
Articolo 7
Nel comma 20 l'importo di euro 51.000.000 è sostituito con quello di euro 47.000.000.
Nel comma 21 l'importo di euro 13.513.000 è sostituito con quello di euro 17.513.000, e dopo le parole "nel conto dei residui" sono aggiunte le seguenti "nonché con l'ulteriore autorizzazione di spesa di euro 4.000.000 (U.P.B. S06.03.023)". (901)
Emendamento sostitutivo parziale Pittalis - Marracini - Lai Renato.
Articolo 7
I commi 31 - 32 - 33 - 34 dell'art. 7 vengono sostituiti dal seguente comma:
"Sulla base di principi stabiliti nei commi 29 e 30 e considerato che la Commissione Industria del Consiglio Regionale ha licenziato una organica generale proposta di legge per il riordino delle funzioni dei Consorzi di Sviluppo Industriale, comunque denominati, operanti in Sardegna, il Consiglio Regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore dalla presente legge, approva una legge finalizzata alla riallocazione delle funzioni in materia di aree industriali, secondo gli indirizzi espressi dalle disposizioni previste in materia della legge finanziaria dello stato per l'anno 2008. In caso di mancata approvazione della legge entro predetto termine di novanta giorni, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, potrà sciogliere gli organi di detti Consorzi e nominare un commissario fino all'approvazione della predetta legge.". (424)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
I commi 31 - 32 - 33 - 34 dell'art. 7 vengono sostituiti dal seguente comma:
"Sulla base di principi stabiliti nei commi 29 e 30 e considerato che la Commissione Industria del Consiglio Regionale ha licenziato una organica generale proposta di legge per il riordino delle funzioni dei Consorzi di Sviluppo Industriale, comunque denominati, operanti in Sardegna, il Consiglio Regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore dalla presente legge, approva una legge finalizzata alla riallocazione delle funzioni in materia di aree industriali, secondo gli indirizzi espressi dalle disposizioni previste in materia della legge finanziaria dello stato per l'anno 2008. In caso di mancata approvazione della legge entro predetto termine di novanta giorni, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, potrà sciogliere gli organi di detti Consorzi e nominare un commissario fino all'approvazione della predetta legge.". (838)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
Articolo 7
Nel comma 34 dopo le parole "in materia di aree industriali" sono inserite le seguenti: "istituendo le Agenzie Provinciali per a gestione di quelle aree industriali aventi dimensione provinciale che valorizzi pienamente il ruolo degli Enti locali territorialmente interessati".
Nello stesso comma la parola "sovracomunale" è sostituita con "provinciale" e dopo le parole "Tab. f, parte II", è inserita la seguente espressione: "e al riordino e razionalizzazione delle società partecipate dei consorzi anche mediante la soppressione o la dismissione delle partecipazioni". (903)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nell'art. 7, comma 37, la somma di euro 5.000.000 per l'anno 2008 è rideterminata in euro 8.000.000.
Ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente norma (UPB S06.03.001) si provvede con corrispondente diminuzione delle poste della tab. A) della legge finanziaria (FNOL). (398)
Emendamento sostitutivo parziale Pisu - Uras - Lanzi - Davoli - Licheri - Cugini - Fadda - Serra.
Articolo 7
I commi 38 e 40 dell'art. 7 sono modificati come segue:
38. Al fine di agevolare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese e nel rispetto della normativa comunitaria vigente, la Regione sostiene lo sviluppo di tutti i consorzi e le cooperative fidi operanti entro i limiti dell'articolo 13 della legge 326/2003 aventi sede operativa in Sardegna e costituiti da piccole e medie imprese dei settori dell'industria, artigianato, cooperazione, commercio, agricoltura e pesca, turismo e servizi mediante la concessione di contributi destinati all'integrazione dei fondi rischi costituiti presso i confidi stessi. A tal fine è autorizzata la spesa di euro 10.000.000 nell'anno 2008 (S06.03.001, S06.03.008, S06.03.019, UPB S06.03.028, S06.04.004).
40. La Giunta regionale, su proposta degli Assessori competenti, approva le direttive di attuazione dell'intervento di cui al comma 38, stabilendo le modalità operative e le procedure per la presentazione delle domande di contributo. Per il riparto dei contributi stessi, da concedersi a tutti i consorzi e le cooperative fidi operanti entro i limiti dell'art. 13 della legge 326/2003, si deve aver riguardo al numero dei soci aderenti ai consorzi e al volume degli affidamenti garantiti o all'ammontare delle garanzie prestate. (946)
Emendamento sostitutivo parziale Amadu - La Spisa - Contu - Ladu - Murgioni - Gallus.
Articolo 7
Nell'art. 7 il comma 38 è sostituito dal seguente:
"Al fine di agevolare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese e nel rispetto della normativa comunitaria vigente, la Regione sostiene lo sviluppo dei consorzi lidi aventi sede operativa in Sardegna e costituiti da piccole e medie imprese dei settori dell'industria, artigianato, cooperazione, commercio, agricoltura e pesca, turismo e servizi mediante la concessione di contributi destinati all'integrazione dei fondi rischi costituiti presso i confidi stessi. A tal fine è autorizzata la spesa di euro 10.000.000 per l'anno 2008 e di non meno di euro 10.000.000 annuali per gli anni successivi fino al 2010" (S06.03.001, S06.03.008. S06.03.019, UPB S06.03.028, S06.04.004).
L'efficacia delle agevolazioni è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea.
I maggiori oneri derivanti dalla applicazione della presente norma vanno a gravare sulle poste dell'allegata tab. A) legge finanziaria - FNOL. (830)
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri - Maninchedda.
Articolo 7
Al comma 38, l'espressione "dei consorzi fidi" è sostituita dal seguente testo: "di tutti i consorzi fidi e le cooperative fidi operanti entro i limiti dell'art. 13 della legge 326/2003". (32)
Emendamento sostitutivo parziale Caligaris.
Articolo 7
Nel comma 38 alla quarta riga dopo la parola "sviluppo" sostituire le parole "dei consorzi fidi" con: "di tutti i consorzi e le cooperative fidi operanti entro i limiti dell'art. 13 legge 326/2003". (289)
Emendamento sostitutivo parziale Marracini - Pittalis - Lai Renato - Atzeri.
Articolo 7
Al comma 38, l'espressione "dei consorzi fidi" è sostituita dal seguente testo: "di tutti i consorzi e le cooperative fidi operanti entro i limiti dell'art. 13 della legge 326/2003". (926)
Emendamento sostitutivo parziale Giagu - Biancu - Cucca - Cuccu Giuseppe - Sabatini.
Articolo 7
Nel comma 38 le parole: "A tal fine è autorizzata la spesa di euro 10.000.000 nell'anno 2008 (UPB S06.03.001, S06.03.008, S06.03.019, S06.03.028, S06.05.003)." sono sostituite dalle parole: "A tal fine è autorizzata la spesa di euro 10.000.000 nell'anno 2008 (UPB S06.03.001, S06.03.008, S06.03.019, S06.03.028, S06.05.003). La ripartizione dei contributi avviene in proporzione all'ammontare delle garanzie prestate da ciascun consorzio fidi ammesso ai contributi stessi.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL - parte corrente
Anno 2009 euro 4.000.000
Anno 2019 euro 10.000.000
Anno 2011 euro 10.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge finanziaria.
In aumento
UPB S08.01.003 - FNOL - Investimenti
Anno 2009 euro 6.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (530)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nell'art. 7, comma 38, la somma di euro 10.000.000 per l'anno 2008 è rideterminata in euro 15.000.000.
Ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente norma (UPB S06.03.001, S06.03.008, S06.03.019, S06.03.028, S06.04.004) si provvede con corrispondente diminuzione delle poste della tab. A) della legge finanziaria (FNOL). (399)
Emendamento sostitutivo parziale Amadu - La Spisa - Contu - Ladu - Murgioni - Gallus.
Articolo 7
Nell'art. 7 il comma 40 è sostituito dal seguente comma: "La Giunta regionale, su proposta degli Assessori competenti, approva le direttive di attuazione degli interventi di cui al comma 38.". (831)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Nel comma 1, dopo le parole "eroga aiuti" è aggiunto: "in misura non inferiore al 50 per cento (60 per cento nelle zone svantaggiate)". (121)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Dopo il comma 1 è aggiunto il comma: "1 bis. È istituito un fondo permanente per il risarcimento delle aziende agricole colpite da calamità naturali. Per tali finalità è autorizzata la spesa annua di euro 50.000.000".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (127)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
"1 bis. È istituito un fondo permanente per il risarcimento delle aziende zootecniche colpite da epizoozie. Per tali finalità è autorizzata la spesa annua di euro 25.000.000".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (132)
Emendamento aggiuntivo Lai Renato - Marracini - Pittalis.
Articolo 7
All'art. 7, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma 1 bis:
"1 bis. E' stanziata la somma di euro 4.000.000 a favore dei Comuni della Gallura e del Nuorese e del Goceano colpite dalle nevicate del 17 dicembre 2007 da destinare quale indennizzo alle aziende agricole e per la realizzazione di interventi di salvaguardia e ricostituzione del patrimonio boschivo.
Gli aiuti alle aziende previsti dal presente comma sono attuati una volta acquisito il parere della Commissione europea sulla compatibilità degli stessi alla normativa comunitaria.
Le direttive di attuazione del presente comma sono adottate dalla Giunta regionale con propria deliberazione su proposta degli Assessori competenti in materia di agricoltura e ambiente.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S04.08.009 - interventi per favorire la forestazione - investimenti
Anno 2008 euro 4.000.000
In diminuzione
UPB S01.03.010 - Programmazione negoziata
(Cap. SC01.0628)
Anno 2008 euro 4.000.000 (266)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Articolo 7
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1 bis. Una quota pari a euro 1.000.000 delle somme previste dalla UPB S06.04.006 (cap. SC06.0966) è destinata, per gli anni 2008, 2009, 2010, alla concessione di aiuti a favore degli imprenditori agricoli danneggiati dalla recrudescenza della tubercolosi bovina fin dall'anno 2007 così come previsto dall'art. 23 della L.R. 11 marzo 1998, n. 8, e dalla DGR 7/8 del 6 marzo 2003. (234)
Emendamento aggiuntivo Licheri - Cuccu Giuseppe - Uggias - Corda - Calledda - Floris Vincenzo - Sanna Alberto - Cappai - Moro - Rassu - Amadu - Atzeri.
Articolo 7
Dopo il comma 1 dell'articolo 7 è aggiunto il seguente:
"1 bis. Una quota pari a 600.000 euro dello stanziamento della UPB S06.04.006 (cap. SC06.0966) del bilancio della Regione per l'anno 2008 è destinata alla concessione degli aiuti previsti dall'articolo 23 della legge regionale 11 marzo 1988, n. 8, a favore degli imprenditori agricoli danneggiati dalla tubercolosi bovina negli anni 2007 e 2008. (1)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda.
Articolo 7
Dopo il comma 1 dell'articolo 7 è aggiunto il seguente:
"1 bis. '"Ibis - Una quota pari a euro 1.000.000 dello stanziamento previsto UPB S06.04.006 per l'anno 2008 cap. SC06.0970 è destinata alla concessione delle provvidenze di cui all'art. 23 legge regionale 11 marzo 1998, n. 8, a favore dei fungicoltori per i danni provocati dall'attacco del patogeno Tricoderma Harzianum negli anni 2006 - 2007. (227)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Articolo 7
Al comma 2 dopo le parole "... dei produttori riconosciute" sono aggiunte le seguenti: "Le modali e il relativo programma di intervento, sono approvati dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente, previo parere della competente Commissione consiliare, che deve essere espresso entro 15 giorni dall'avvenuta comunicazione decorsi i quali il parere si intende acquisito.". (194)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:
"2 bis. Al fine di garantire la copertura finanziaria alla graduatoria relativa alla Misura 4.9 "Investimenti nelle aziende agricole", annualità 2006, Reg. CE 1257/99 - P.O.R. Sardegna 2000/2006, è autorizzata la spesa di euro 66.620.000.".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (124)
Emendamento aggiuntivo Cucca - Cuccu Giuseppe - Biancu.
Articolo 7
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
"4 bis. Per gli adempimenti connessi all'ottemperanza del Decreto Ministeriale 16 marzo 1999, n. 79 (Attuazione della direttiva 96/92 CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica), al fine di favorire l'applicazione del principio che prevede la presenza di un unico distributore di energia elettrica nel territorio comunale è autorizzata, nell'anno 2008, la costituzione di un fondo di euro 2.000.000 a favore degli Enti locali titolari di servizio elettrico comunale per l'abbattimento degli oneri di acquisizione di clienti ed impianti ENEL spa (UPB S01.06.001); il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale a termini dell'articolo 4, lett. I) della legge regionale n. 1 del 1977.".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S01.06.001 - Trasferimenti agli enti locali di parte corrente
Anno 2008 euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL - parte corrente
Anno 2008 euro 2.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (495)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Dopo il comma 5, sono aggiunti i seguenti commi:
"5 bis. È autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 250.000.000 per l'aumento del capitale sociale della Sfirs, destinata all'acquisizione dei crediti vantati dal Bando di Sardegna nei confronti delle aziende agrozootecniche conseguentemente alla contrazione di mutui agevolati ai sensi della L.R. 13 dicembre 1988, n. 44.
5 ter. È autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 100.000.000 per l'erogazione di risarcimenti alle aziende agrozootecniche che abbiano estinto, all'entrata in vigore della presente legge, mutui agevolati contratti ai sensi della L.R. n. 44/1988.".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (126)
Emendamento aggiuntivo Cassano - Pisano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 7
All'art. 7 dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:
"5 bis. Per l'anno 2008 è autorizzata la spesa di euro 75.000.000 per l'aumento del capitale sociale della SFIRS da destinare all'acquisto, pro soluto, dei crediti derivanti dalle esposizioni debitorie derivanti dalle operazioni dì finanziamento effettuate dalle Banche alle imprese del compatto agricolo".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S06.04.004 - Interventi per favorire l'accesso al mercato finanziario e agli investimenti delle imprese agricole
Anno 2008 euro 75.000.000
In diminuzione
UPB S01.03.010 - Programmazione negoziata
Anno 2008 euro 75.000.000
mediante riduzione del cap. SC01.0628. (49)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Petrini - Licandro - Contu.
Articolo 7
Al comma 7, dopo le parole: "Laore Sardegna" sono aggiunte le seguenti: "e dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna che avrà anche competenza, di concerto con Laore Sardegna, nell'attività ispettiva animale.". (19)
Emendamento aggiuntivo Masia - Balia.
Articolo 7
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis. Le funzioni già esercitate dall'Istituto Incremento Ippico e trasferite all'agenzia Laore Sardegna, a norma del comma 10 dell'articolo 21 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), sono assunte a far data dall'approvazione della presente legge, dall'Agenzia AGRIS Sardegna che succederà all'Agenzia Laore in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi relativi allo stesso Istituto.
Il Dipartimento per l'incremento Ippico istituito dall'articolo 20, comma 3, lettera c) della legge regionale 8 agosto 2006, n. 13, è soppresso e conseguentemente istituito quale articolazione della struttura organizzativa di AGRIS Sardegna.
L'Amministrazione regionale è autorizzata ad adeguare in relazione a quanto disposto al comma precedente, gli atti di cui all'articolo 28 della citata legge regionale n. 13/2006, nel rispetto delle procedure ivi previste; con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio sono apportate le necessarie variazioni al bilancio. (239)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Contu - Sanjust - La Spisa - Petrini - Amadu.
Articolo 7
Nell'art. 7 dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma 7 bis:
"Diversamente a quanto disposto nell'art. 30, comma 2, della legge regionale n. 7/2005 (legge finanziaria 2005) le funzioni relative nonché i rapporti giuridici in atto, compresi quelli di lavoro del soppresso Istituto Incremento Ippico (III) sono assunti dall'AGRIS Sardegna.
Per effetto della presente norma la sede dipartimentale del servizio è ricollocata in Ozieri.". (419)
Emendamento aggiuntivo Rassu.
Articolo 7
All'articolo 7 dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis. Nella legge regionale 8 agosto 2006, n. 13, all'articolo 12, comma 3, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
e) dipartimento per l'incremento ippico.
All'articolo 20, comma 3, sono soppresse le parole:
c) dipartimento per l'incremento ippico." (20)
Emendamento aggiuntivo Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nel comma 8 dell'art. 7 dopo le parole: "al 100 per cento delle spese ammesse" sono aggiunte le seguenti: "secondo criteri da sottoporre all'approvazione da parte del Consiglio regionale". (388)
Emendamento aggiuntivo Caligaris.
Articolo 7
Nel comma 10, alla fine della lettera C, dopo le parole "la Giunta regionale, con apposita deliberazione, definisce" sono aggiunte le parole: "previo parere della Commissione Informazione e Politiche Comunitarie, che lo esprime entro 15 giorni, decorsi i quali il parere si intende acquisito". (287)
Emendamento aggiuntivo Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Petrini.
Articolo 7
Nell'art. 7. comma 10, lettera c) dopo le parole "con apposita deliberazione" sono aggiunte le parole: "sentita la competente commissione consiliare". (389)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Giuseppe - Cucca - Biancu - Sabatini.
Articolo 7
Al comma 14 è aggiunto il seguente periodo: "Alla tal fine è autorizzata una spesa valutata in euro 13.800.000 (UPB S06.04.009).". (510)
Emendamento aggiuntivo Licheri - Moro - Cuccu Franco Ignazio - Calledda - Corda - Amadu - Sanna Alberto - Uggias - Rassu - Cappai - Atzeri - Floris Mario.
Articolo 7
Dopo il comma 14 dell'articolo 7 è aggiunto il seguente:
"14 bis. È autorizzata la concessione di un contributo annuo di 500.000 euro a favore delle Associazioni Provinciali Allevatori ad integrazione dei trasferimenti statali per il finanziamento delle attività di cui alla lettera a) dell'articolo 16 della legge regionale 21 del 2000 (UPB S06.04.009)".
COPERTURA FINANZIARIA
Mediante riduzione della riserva di pari importo della UPB S08.01.002 e della voce 2 della Tabella A). (233)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Dopo il comma 15 è aggiunto il seguente comma:
"15 bis. Nell'art. 16 della L.R. 14 novembre 2000, n. 21, sono apportate le seguenti modifiche:
a) nella lettera b), le parole "90 per cento" sono sostituite con "100 per cento";
b) nella lettera c), le parole "90 per cento" sono sostituite con "100 per cento";
c) nella lettera d), le parole "10 per cento" sono sostituite con "100 per cento".". (131)
Emendamento aggiuntivo Calledda - Corda - Pacifico - Sanna Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Licheri.
Articolo 7
Dopo il comma 15 è aggiunto il seguente:
"15 bis. Nell'anno 2008 è autorizzata la spesa di euro 6.000.000 da destinare alla concessione ai consorzi di bonifica di contributi destinati ad abbattere i costi relativi alla gestione degli impianti di sollevamento sostenuti negli anni 2006 e 2007, detratte le somme già assegnate in attuazione della legge regionale n. 7 del 1984 e dell'articolo 30 della legge regionale n. 37 del 1998 (UPB S04.02.003).
COPERTURA FINANZIARIA
Mediante riduzione di pari importo della UPB S01.03.010 (cap. SC01.0628). (861)
Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.
Articolo 7
Dopo il comma 15 è inserito il seguente:
"15 bis. Oltre alle funzioni assegnate dalle vigenti disposizioni, all'Agenzia ARGEA possono essere attribuite, con delibera della Giunta regionale, da adottarsi su proposta dell'Assessore dell'Agricoltura e previo parere della competente Commissione consiliare, che deve esprimere il proprio parere entro 20 giorni, altre funzioni in materia di agricoltura e pesca. (898)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Marracini - Lai Renato - Atzeri.
Articolo 7
All'art. 7, dopo il comma 18 è aggiunto il comma 18 bis:
"1. Allo scopo di completare gli strumenti normativi in favore del rafforzamento delle aree e dei sistemi produttivi rurali isolani, in relazione agli obiettive e alle attività di cui all'art. 15 della L.R. 8 agosto 2006, n. 13, la Giunta regionale, attraverso propria iniziativa ovvero su proposta delle espressioni organizzate delle rappresentanze economiche, sociali e amministrative dei territori interessati, entro novanta giorni dall'approvazione della presente legge, adotta lo strumento normativo di natura regolamentare che disciplina le modalità di individuazione, istituzione, gestione e finanziamento dei distretti rurali e dei distretti agroalimentari di qualità in Sardegna.". (826)
Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.
Articolo 7
Dopo il comma 19 sono inseriti i seguenti commi:
"19 bis. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge è abrogata la lettera a) del comma 4 .dell'articolo 11 della legge regionale 24 aprile 2006, n. 3 "Disposizioni in materia di pesca".
19 ter. Il controllo sugli organi e sugli atti dei consorzi fra utenti strade vicinali è attribuito ai comuni in cui hanno sede gli stessi consorzi, secondo le modalità, i termini e le procedure di cui alla legge regionale 23 ottobre 1978, n. 62, e alla legge regionale 13 dicembre 1994, n. 38, e successive modifiche ed integrazioni.". (900)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Nel comma 23, dopo le parole "per interventi di bonifica e di ripristino ambientale delle aree minerarie dismesse" è aggiunto "di cui 500.000 da destinarsi alla messa in sicurezza e segnalazione di pericolo relativamente ai siti di Monreale e Perda Lai, nel territorio di Sardara". (133)
Emendamento aggiuntivo Scarpa.
Articolo 7
All'articolo 7, alla fine del comma 25, dopo la parola "UPB S01.05.002" è aggiunto il seguente periodo: "La sede legale ed operativa della società per azioni, i suoi laboratori e le sue attività di ricerca e produttive sono localizzate nella zona industriale di Porto Torres.". (13)
Emendamento aggiuntivo Lai Renato - Marracini - Pittalis - Uggias.
Articolo 7
All'art. 7 dopo il comma 25 aggiungere il seguente:
"25 bis. Per la valorizzazione ed il rilancio del settore del sughero attraverso ad azioni finalizzate allo sviluppo della sughericoltura di qualità, all'innovazione ed al potenziamento della capacità produttiva, alla promozione del tappo di sughero ed al controllo e certificazione della qualità è autorizzata la spesa di euro 3.000.000 nell'anno 2008."
COPERTURA FINANZIARIA
UPB S08.01.002 - FNOL - Parte corrente
Anno 2008 euro 3.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla tabella A allegata alla legge finanziaria. (257)
Emendamento aggiuntivo Lai Renato - Marracini - Pittalis - Atzeri - Maninchedda.
Articolo 7
All'art. 7 dopo il comma 25 è inserito il seguente comma:
"25 bis. Per la valorizzazione ed il rilancio del settore del sughero attraverso ad azioni finalizzate allo sviluppo della sughericoltura di qualità, all'innovazione ed al potenziamento della capacità produttiva, alla promozione del tappo di sughero ed al controllo e certificazione della qualità è autorizzata la spesa di euro 3.000.000 nell'anno 2008.". (436)
Emendamento aggiuntivo Lai Renato - Marracini - Pittalis - Atzeri - Maninchedda.
Articolo 7
All'art. 7 dopo il comma 25 è inserito il seguente:
"25 bis. È autorizzata la spesa di euro 2.500.000 per lo studio, la valorizzazione delle peculiarità delle argille, con particolare riguardo alla bentonite, di cui la Sardegna è potenzialmente ricca, nella prospettiva di promuovere attività di estrazione e di lavorazione diversificata fino al produzione definitiva a livello regionale.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S________
Anno 2008 euro 2.500.000
Anno 2009 euro 2.500.000
In diminuzione
FNOL parte corrente, Voce 3 Tabella A
Anno 2008 euro 2.500.000
Anno 2009 euro 2.500.000 (438)
Emendamento aggiuntivo Lai Renato - Marracini - Pittalis.
Articolo 7
All'art. 7, dopo il comma 25 è aggiunto il seguente: "È autorizzata la spesa di euro 1.000.000 per lo studio, la valorizzazione delle peculiarità delle argille, con particolare riguardo alla bentonite, di cui la Sardegna è potenzialmente ricca, nella prospettiva di promuovere attività di estrazione e di lavorazione diversificata fino al produzione definitiva a livello regionale.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S________
Anno 2008 euro 1.000.000
Anno 2009 euro 1.000.000
In diminuzione
FNOL parte corrente, Voce 3 Tabella A
Anno 2008 euro 1.000.000
Anno 2009 euro 1.000.000 (261)
Emendamento aggiuntivo Lai Renato - Marracini - Pittalis.
Articolo 7
All'art. 7, dopo il comma 25 è aggiunto il seguente: "È autorizzata la spesa di. euro 3.000.000 per favorire le attività legate ai graniti sardi. Tale somma è destinata allo studio ed alla valorizzazione delle peculiarità dei graniti sardi ed agli interventi più idonei per lo sviluppo e la crescita delle aziende sarde legate al settore, nella prospettiva di attuare produzioni di seconde e terze lavorazioni a livello regionale, con riferimento anche ai sottoprodotti ed agli scarti di cava suscettibili di ulteriori lavorazioni, e di ridurre i costi di trasporto in nave; il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale ai termini dell'art. 4, lettera i) della L.R. n. 1 del 1977.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S________
Anno 2008 euro 3.000.000
Anno 2009 euro 3.000.000
In diminuzione
FNOL parte corrente, Voce 3 Tabella A
Anno 2008 euro 3.000.000
Anno 2009 euro 3.000.000 (262)
Emendamento aggiuntivo Lai Renato - Marracini - Pittalis - Atzeri - Maninchedda.
Articolo 7
All'art. 7, dopo il comma 25 è aggiunto il seguente:
"28 bis. È autorizzata la spesa di. euro 3.000.000 per favorire le attività legate ai graniti sardi. Tale somma è destinata allo studio ed alla valorizzazione delle peculiarità dei graniti sardi ed agli interventi più idonei per lo sviluppo e la crescita delle aziende sarde legate al settore, nella prospettiva di attuare produzioni di seconde e terze lavorazioni a livello regionale, con riferimento anche ai sottoprodotti ed agli scarti di cava suscettibili di ulteriori lavorazioni, e di ridurre i costi di trasporto in nave; il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale ai termini dell'art. 4, lettera i) della L.R. n. 1 del 1977.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S________
Anno 2008 euro 3.000.000
Anno 2009 euro 3.000.000
In diminuzione
FNOL parte corrente, Voce 3 Tabella A
Anno 2008 euro 3.000.000
Anno 2009 euro 3.000.000 (437)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 7
Dopo il comma 25 dell'articolo 7 è inserito il seguente comma:
"Al fine di promuovere il maggior utilizzo sostenibile della energia rinnovabile-eolica, in conformità a quanto disposto dal decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, attuativo della direttiva 2001/71/CE (Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità) è al fine di garantire una produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nella misura minima prevista dal Protocollo di Kioto, in rapporto ai totale di energia prodotta, I massimali di potenza di fonti rinnovabili installabili nei territorio regionale sono stabiliti in 1.500 MW.". (557)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 7
Il comma 1dell'articolo 18 della L.R. n. 2 del 2007 è così modificato:
"1. In base alle indicazioni del Piano paesaggistico regionale la realizzazione di nuovi impianti eolici è consentita nelle aree industriali, retroindustriali e limitrofe, in aree già compromesse dal punto di vista ambientale, da individuarsi puntualmente nello studio specifico di cui all'articolo 112 delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale. È altresì consentito limitatamente alla produzione di energia elettrica per l'autoconsumo locale pubblico e privato, anche in deroga ai limiti quantitativi stabiliti dal Piano energetico ambientale regionale, purché di potenza nominale non superiore ai 20 MW, nei territori del comuni non ricadenti nelle zone costiere, previa valutazione dell'impatto ambientale, e per l'ampliamento, con le modalità di cui al comma 2 o al comma 3, degli impianti già realizzati. (558)
Emendamento aggiuntivo Scarpa.
Articolo 7
Dopo il comma 26 dell'articolo 7 è aggiunto il seguente:
"26 bis. Per il potenziamento dell'Agenzia Provinciale per lo Sviluppo delle Energie alternative (PEPS) della Provincia di Sassari è autorizzata la spesa di euro 50.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. (12)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 7
Dopo il comma 26 dell'articolo 7 è inserito il seguente comma:
"26 bis. Al fine di promuovere la qualificazione e lo sviluppo dell'attività industriale e la sua integrazione con la programmazione economica della Regione, è autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 30.000.000 per il finanziamento di un programma straordinario di interventi ai sensi della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 15.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S06.03.018 - Sostegno agli investimenti nel settore industriale incentivazioni alle attività artigiane
Anno 2008 euro 30.000.000
mediante incremento della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge finanziaria.
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente
Anno 2008 euro 30.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (556)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 7
Dopo il comma 27 dell'articolo 7 è inserito il seguente comma:
"27 bis. Nelle more dell'avvio delle attività proprie dell'Agenzia regionale "Sardegna Promozione", l'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio provvede a porre in essere azioni positive al fine di favorire la salvaguardia, la conservazione, la promozione e la valorizzazione dell'artigianato tipico, tradizionale ed artistico della Sardegna per tali finalità è autorizzata, per l'anno 2008, la spesa di euro 10.000.000; il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio ai sensi dell'articolo 4, primo comma, lettera i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modifiche e integrazioni (UPB S01.03.002 - cap. SC01.0443).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S01.03.002
Anno 2008 euro 10.000.000
Anno 2009 euro 10.000.000
Anno 2010 euro 10.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente
Anno 2008 euro 10.000.000
Anno 2009 euro 10.000.000
Anno 2010 euro 10.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (555)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 7
Al comma 30 dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:
"e bis) La realizzazione di strutture (incubatori di impresa) in grado di ospitare le Aziende per un periodo di tempo limitato". (902)
Emendamento aggiuntivo Balia - Masia.
Articolo 7
Al comma 34 dell'art. 7 dopo le parole "alla tabella F, parte II" inserire "e gli enti di cui alla tabella F, parte I". (250)
Emendamento aggiuntivo Masia - Balia.
Articolo 7
Dopo il comma 34 è aggiunto il seguente:
"34 bis. Fino all'approvazione della legge sui consorzi industriali non è consentito modificare piante organiche ed incarichi dirigenziali nei consorzi medesimi.". (238)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Articolo 7
Dopo il comma 35 è aggiunto il seguente:
"35 bis. La lettera a) del comma 2 dell'art. 23 della legge regionale n. 2 del 2007 è soppressa.". (193)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Nel comma 36, dopo le parole "su proposta dell'Assessore competente in materia di turismo" è aggiunto: "e sottoposto al parere della commissione consiliare competente in materia di turismo". (135)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Franco Ignazio - Capelli - Cappai - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Articolo 7
Dopo il comma 36 è inserito il comma 36 bis, così formulato:
"Al 1° comma dell'art. 7 della L.R. n. 27 del 12 agosto 1998, dopo le parole: "... unità abitative ubicate nello stesso Comune ..." vanno aggiunte le parole: "... (o in Comuni confinanti) ..."". (235)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Franco Ignazio - Capelli - Cappai - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Articolo 7
Dopo il comma 36 è inserito il comma 36 ter, così formulato:
"All'art. 7 della L.R. n. 27 del 12 agosto 1998, dopo il 5° comma, è inserito il comma 5 bis così formulato: "La conformità di ogni singola struttura alle norme igienico-sanitarie ed edilizie del rispettivo Comune di appartenenza può essere assolta con autocertificazione del proprietario, redatta secondo modalità e termini stabiliti dalle leggi vigenti. Allo stesso proprietario è fatto comunque obbligo di depositarne copia presso l'Ufficio Tecnico Comunale, prima che abbia inizio il periodo di locazione per il quale si dichiara la conformità"". (236)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 7
Dopo il comma 36 è inserito il seguente:
"36 bis. La Regione è autorizzata a concedere sovvenzioni per le infrastrutturazioni funzionali alle attività produttive a favore delle aree industriali, in coerenza con la programmazione regionale in materia di aree comunali e sovracomunali: Il relativo Programma di spesa è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di industria. Per l'anno 2008 è autorizzato la stanziamento di euro 6.000.000 (U.P.B. S06.03.020 - Cap. SC06.0612). (904)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 7
Dopo il comma 37 dell'articolo 7 è inserito il seguente comma:
"37 bis. Al fine di promuovere la qualificazione e lo sviluppo dell'artigianato sardo e la sua integrazione con la programmazione economica della Regione, è autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 100.000.000 per il finanziamento di un programma straordinario di interventi ai sensi della legge regionale 19ottobre 1993, n. 51.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S06.03.001 - Incentivazioni alle attività artigiane
Anno 2008 euro 100.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente
Anno 2008 euro 100.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (547)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 7
Dopo il comma 37 dell'articolo 7 è inserito il seguente comma:
"37 bis. I distributori automatici per la somministrazione di alimenti e bevande, in locali esclusivamente adibiti a tale attività, che ai sensi dell'art. 27 della L.R. n. 5 del 18 maggio 2006, sono assoggettati alle disposizioni concernenti l'autorizzazione degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande aperti o non aperti al pubblico di cui agli articoli 22 e 23, sono definiti tra le forme speciali di vendita, come indicato all'articolo 3 della stessa sopraccitata legge regionale, e pertanto non limitati nell'orario di apertura e di chiusura. (553)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 7
Dopo il comma 37 dell'articolo 7 è inserito il seguente comma:
"37 bis. È autorizzata per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 la spesa di euro 33.000.000 destinata al finanziamento di un programma straordinario di interventi a favore delle piccole imprese commerciali ai sensi della L.R. 21 maggio 2002 n. 9 esercenti la propria attività nei piccoli comuni in via di spopolamento.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S06.03.008 - Sostegno alle attività commerciali - investimenti
Anno 2008 euro 33.000.000
Anno 2009 euro 33.000.000
Anno 2010 euro 33.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente
Anno 2008 euro 33.000.000
Anno 2009 euro 33.000.000
Anno 2010 euro 33.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (554)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda.
Articolo 7
Al comma 38 dopo le parole "consorzi fidi" sono aggiunte le seguenti: "e le cooperative fidi operanti entro i limiti dell'art. 13 legge 326/2003.". (228)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Murgioni - Gallus - Contu.
Articolo 7
Nel comma 38, dopo le parole: "la Regione sostiene lo sviluppo ..." sono aggiunte le seguenti parole: "di tutti i consorzi e le cooperative fidi entro i limiti dell'art. 13 legge 326/2003". (488)
Emendamento aggiuntivo Giagu - Biancu - Cucca - Cuccu Giuseppe - Sabatini.
Articolo 7
Dopo il comma 38 è aggiunto il seguente comma:
"L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere, nella misura del 64 per cento del tasso europeo di riferimento, nei limiti della regola de minimis, contributi in conto interessi sui prestiti concessi dalle banche o intermediari alle imprese facenti parte di consorzi di garanzia fidi aventi sede legale in Sardegna ed operante prevalentemente nei settori del commercio, turismo e servizi; la relativa spesa è valutata in euro 2.000.000 annui.".
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente
Anno 2008 euro 2.000.000
Anno 2009 euro 2.000.000
Anno 2010 euro 2.000.000
Anno 2011 euro 2.000.000
mediante riduzione delle seguenti voci della tabella A allegata alla legge finanziaria:
voce 2 anno 2008 euro 2.000.000
voce 3 anno 2009 euro 2.000.000
anno 2010 euro 2.000.000
anno 2011 euro 2.000.000 (528)
Emendamento aggiuntivo Amadu - La Spisa - Gallus - Contu - Ladu - Murgioni.
Articolo 7
Nell'art. 7 dopo il comma 38 è aggiunto il seguente:
"38 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere, nella misura del 64 per cento del tasso europeo di riferimento e nei limiti della regola de minimis, contributi in conto interessi sui prestiti concessi da banche o intermediari alle imprese facenti parte di consorzi di garanzia fidi aventi sede legale in Sardegna ed operanti prevalentemente nei settori del commercio, turismo e servizi.".
Ai maggiori oneri, da quantificare provenienti dall'applicazione della presente norma si provvede mediante aumento degli stanziamenti dell'UPB S06.03.009 e analoga diminuzione delle somme della tab. A) della legge finanziaria - FNOL. (832)
Emendamento aggiuntivo Amadu - La Spisa - Gallus - Murgioni - Contu - Ladu.
Articolo 7
Nell'art. 7 dopo il comma 38 è aggiunto il seguente:
"38 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata alla concessione di contributi in conto interessi nella misura del 64 per cento del tasso europeo dì riferimento, a fronte di finanziamenti assistiti dalla garanzia dei Confidi nella misura di euro 12.000.000 per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010.".
Ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente norma si provvede mediante aumento degli stanziamento dell'UPB S06.03.009 e analoga diminuzione delle somme della tab. A) della legge finanziaria - FNOL. (834)
Emendamento aggiuntivo Giagu - Biancu - Cucca - Cuccu Giuseppe - Sabatini.
Articolo 7
Dopo il comma 38 è aggiunto il seguente:
"38 bis. L'Amministrazione regionale sostiene, inoltre, i consorzi fidi aventi sede operativa in Sardegna e costituiti da piccole e medie imprese operanti prevalentemente nei settori del commercio, del turismo e dei servizi, mediante l'istituzione di un "Fondo speciale di garanzia" da utilizzare per la copertura delle escussioni di garanzie operate dagli Istituti di credito o intermediari finanziari nei confronti dei confidi stessi a seguito delle insolvenze dei soci. Detto Fondo, costituito da uno stanziamento da parte dei confidi, ciascuno in rapporto alle garanzie prestate, pari a complessivi euro 2.000.000, viene alimentato da contributi regionali, il primo anno in misura pari a 10 volte lo stanziamento dei confidi, per l'importo di euro 20.000.000, e gli anni successivi in misura pari al 10 per cento dell'ammontare complessivo, corrispondente a euro 22.000.000, del fondo inizialmente stanziato.".
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S01.03.010 - Programmazione negoziata
Anno 2008 euro 20.000.000
In aumento
UPB S08.01.002 - FNOL - parte corrente
Anno 2009 euro 2.200.000
Anno 2010 euro 2.200.000
Anno 2011 euro 2.200.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (529)
Emendamento aggiuntivo Amadu - La Spisa - Ladu - Contu - Murgioni - Gallus.
Articolo 7
Nell'art. 7 dopo il comma 38 è aggiunto il seguente:
"38 bis. L'Amministrazione regionale sostiene i Consorzi Fidi aventi sede operativa in Sardegna e costituiti da piccole e medie imprese operanti prevalentemente nei settori del commercio, del turismo e dei servizi, mediante l'istituzione di un "Fondo speciale di garanzia" da utilizzare per la copertura delle escussioni di garanzie operate dagli Istituti di credito o intermediari finanziari nei confronti dei Confidi stessi a seguito delle insolvenze dei soci. Detto Fondo, costituito da uno stanziamento da parte dei Confidi, (ciascuno in rapporto alle garanzie prestate), pari a complessivi euro 2.000.000 viene alimentato da contributo regionale, il primo anno in misura pari a 10 volte lo stanziamento dei confidi per l'importo massimo di euro 20.000.000.".
L'efficacia delle agevolazioni è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea.
I maggiori oneri derivanti dalla applicazione della presente norma vanno a gravare sulle poste dell'allegata tab. A) legge finanziaria - FNOL. (829)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Maninchedda.
Articolo 7
Al comma 40, dopo le parole "dei contributi stessi" è aggiunto il seguente testo: "da concedersi a tutti i consorzi e le cooperative fidi operanti entro i limiti dell'art. 13 della legge 326/2003". (31)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda.
Articolo 7
Al comma 40 dopo le parole "per il riparto dei contributi stessi" sono aggiunte le seguenti: "da concedersi a tutti i consorzi e le cooperative fidi operanti entro i limiti dell'art. 13 legge 326/2003.". (229)
Emendamento aggiuntivo Caligaris.
Articolo 7
Nel comma 40 aggiungere dopo le parole "contributi stessi", le parole: "da concedersi a tutti i consorzi e le cooperative fidi operanti entro i limiti dell'art. 13 legge 326/2003". (290)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Gallus - Murgioni - Contu.
Articolo 7
Nel comma 40, dopo le parole "Per il riparto dei contributi stessi ..." sono aggiunte le seguenti parole: "da concedersi a tutti i consorzi e le cooperative fidi operanti entro i limiti dell'art. 13 legge 326/2003". (487)
Emendamento aggiuntivo Marracini - Pittalis - Lai Renato - Atzeri.
Articolo 7
Al comma 40, dopo le parole "dei contributi stessi" è aggiunto il seguente testo: "da concedersi a tutti i Consorzi e le Cooperative fidi operanti entro i limiti dell'art. 13 della legge 326/2003". (927)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Maninchedda.
Articolo 7
Alla fine del comma 40 è aggiunto il seguente testo: "Di conseguenza, è abrogato l'art. 9 della L.R. 4/2006". (30)
Emendamento aggiuntivo Marracini - Pittalis - Lai Renato - Atzeri.
Articolo 7
Alla fine del comma 40 è aggiunto il seguente testo: "Di conseguenza è abrogato l'art. 9 della L.R. 4/2006". (928)
Emendamento aggiuntivo Cherchi Oscar - La Spisa - Contu - Ladu - Murgioni - Gallus.
Articolo 7
Nell'art. 7 dopo il comma 40 è aggiunto il seguente comma:
"40 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata alla predisposizione, nel rispetto della normativa comunitaria vigente, di un programma straordinario di incentivi finanziari e contributivi a favore delle cooperative e società giovanili operanti nel settore del turismo, delle opere complementari alle attività turistiche e della produzione di servizi turistici. A tal fine è autorizzato per l'anno 2008 uno stanziamento di euro 10.000.000."
Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente norma si provvede mediante aumento delle somme dell'UPB S06.02.004 e analoga diminuzione delle somme della tab. A) della legge finanziaria - FNOL. (489)
Emendamento aggiuntivo Amadu - La Spisa - Gallus - Contu - Ladu - Murgioni.
Articolo 7
Nell'art. 7 dopo il comma 40 è aggiunto il seguente comma:
"40 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata allo stanziamento di euro 4.000.000 ad integrazione delle disponibilità residue destinate alla liquidazione dei contributi in conto interessi di cui alla L.R. n. 2/2001 relativi agli utilizzi di finanziamenti garantiti registrati negli anni 2005 e 2006 nei settori commercio, turismo e servizi."
Ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente norma si provvede mediante aumento degli stanziamenti dell'UPB S06.03.009 e analoga diminuzione delle somme della tab. A) della legge finanziaria- FNOL. (833)
Emendamento Aggiuntivo Marracini - Pittalis - Lai Renato.
Articolo 7
All'art. 7, dopo il comma 41 è inserito il seguente comma:
"41 bis. Al fine di agevolare l'accesso al credito da parte delle imprese femminili, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad istituire, presso la SFIRS (Società Finanziaria Industriale Rinascita Sardegna) o presso un istituto di credito convenzionato, un Fondo di controgaranzia. Sono assistibili dalla controgaranzia del fondo le garanzie prestate dai Consorzi Fidi, aventi sede legale ed operativa in Sardegna, a fronte delle anticipazioni bancarie, prestiti e mutui erogati, per il loro tramite, alle imprese femminili così come definite dalla legge n. 215/92. Con delibera della Giunta regionale sono stabilite le modalità di attivazione, i criteri di gestione e le modalità operative del fondo. Per le finalità di cuî al presente comma è autorizzata, per ciascuno dagli anni 2008, 2009 e 2010 la spesa di 1 milione di euro. (439)
Emendamento aggiuntivo Manca - Biancu - Sabatini - Cucca - Cuccu Giuseppe - Giagu - Sanna Simonetta.
Articolo 7
All'articolo 7 dopo il comma 41 sono aggiunti i seguenti commi:
"41 bis. Le risorse già stanziate nel bilancio regionale, pari a euro 1.800.000 quale cofinanziamento disposto ai sensi della legge regionale n. 26 del 2000 art. 3 e ricompresso nell'articolo 35 della legge regionale n. 4 del 2007 (finanziaria regionale 2007) conservate quale residuo di stanziamento ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale n. l del 2008 sono utilizzate per lo scorrimento delle graduatorie delle istanze considerate idonee relative al VI bando della legge n. 215 del 1992 e del relativo regolamento attuativo DPR n. 314 del 2000, norme in favore dell'imprenditoria femminile.
41 ter. Ai sensi di quanto previsto dall'articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246, così come attuata dal Dlgs 11 aprile 2006, n. 198, in materia di pari opportunità tra uomo e donna, la Regione uniforma il proprio ordinamento ed in particolare quanto previsto in materia di imprenditoria femminile dalla legge regionale 28 dicembre 2000, n. 26. A questo fine sono abrogate tutte le disposizioni regionali in contrasto con la suddetta normativa.". (848)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 7
Dopo il comma 41 è inserito il seguente:
"41 bis. All'articolo 26 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2, è aggiunto il seguente comma: "8 bis. Il residuo patrimonio dell'Osservatorio Economico s.r.l. è trasferito all'agenzia mediante apposito contratto di cessione d'azienda senza il pagamento di alcun corrispettivo, ma con subentro dell'agenzia in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi. L'agenzia si fa carico di estinguere tutte le passività dell'Osservatorio Economico s.r.l. sorte fino alla data della sua formale estinzione.". (905)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Dopo il comma 41 è aggiunto il seguente comma:
"41 bis. È autorizzata l'acquisizione a titolo gratuito della quota azionaria detenuta da Sviluppo Italia S.p.A. nella società Sviluppo Italia Sardegna S.p.A., a garanzia degli attuali livelli occupazionali". (136)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 7
Dopo l'art. 7 è aggiunto il seguente:
"Art. 7 bis
(Agevolazioni Irap per favorire l'assunzione di soggetti svantaggiati)
1. Alle piccole e medie imprese, di cui al decreto del 18 aprile 2005 del Ministro delle Attività produttive, operanti in Sardegna nelle attività economiche individuate dai codici ATECO di cui al comma 2, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, e fino al termine del periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2010, è concessa un'agevolazione IRAP diretta a favorire l'assunzione con contratto a tempo determinato di soggetti svantaggiati che trovano difficoltà nell'inserimento lavorativo.
2. Le attività economiche di cui al comma 1 sono le seguenti:
a) industria, artigianato e commercio (sezioni C, D, E, F e G della classificazione delle attività economiche ISTAT ATECO 2002);
b) turismo e servizi (sezione H e I, quest'ultima limitatamente ai codici di attività economiche ISTAT ATECO 2002 63.30.1, 63.30.2);
c) servizi informatici (sezione K, limitatamente ai codici di attività economiche ISTAT ATECO 2002 72.1, 72.2, 72.3, 72.4,72.5, 72.6);
d) ricerca e sviluppo (sezione K, codici di attività economiche ISTAT ATECO 2002 73.1 e 73.2);
e) agricoltura e pesca (sezioni A e 13 della classificazione delle attività economiche ISTAT ATECO 2002.
3. Sono considerati soggetti svantaggiati ai sensi del comma 1:
a) le donne;
b) i portatori di disabilità;
c) coloro i quali hanno superato il quarantesimo anno d'età;
d) coloro i quali non hanno sottoscritto alcun contratto di lavoro a tempo indeterminato negli ultimi dieci anni.
4. L'agevolazione costituisce credito d'imposta relativamente all'Irap nella misura dell'1 per cento. L'agevolazione è concessa per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 se risultano soddisfatte le condizioni stabilite ai commi successivi. Dall'agevolazione sono esclusi i soggetti di cui all'art. 74 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi), e gli enti pubblici, compresi quelli che esercitano in via prevalente attività commerciale.
5. In relazione alle finalità di cui al comma 1, l'agevolazione spetta a condizione che:
a) il numero complèssivo dei lavoratori dipendenti, anche a tempo determinato, e dei collaboratori coordinati e continuativi, mediamente occupati, nell'anno solare, non risulti inferiore rispetto al numero complessivo degli stessi presenti alla data del 31 ottobre 2007;
b) siano osservati i contatti collettivi nazionali;
c) siano rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dai decreti legislativi 19 settembre 1994, n. 626 (Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 891656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE e 2003/i 8/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro), e 14 agosto 1996, n. 494 (Attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili), e loro successive modificazioni, nonché dai successivi decreti legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.
6. Ai fini dell'agevolazione di cui al comma i rilevano le nuove assunzioni effettuate dall'impresa in Sardegna e sono considerate incrementative della base occupazionale anche le conversioni, nel territorio regionale, dei contratti a tempo determinato e le collaborazioni coordinate e continuative in contratti a tempo indeterminato. Ai fini dell'incremento occupazionale non rileva l'assunzione dei soggetti di cui all'art. 54, comma 6 bis, del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986. Per le assunzioni di dipendenti con contratti di lavoro a tempo parziale, l'aumento di occupazione è calcolato in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle previste dal contratto nazionale. Per i soggetti che assumono la qualifica di datore di lavoro successivamente al 31 ottobre 2007, l'assunzione di dipendenti a tempo indeterminato costituisce condizione sufficiente per l'ottenimento dell' agevolazione. Per le società controllate o collegate ai sensi dell'art. 2359 del Codice civile o facenti capo anche per interposta persona allo stesso soggetto, l'incremento della base occupazionale è da considerarsi al netto delle diminuzioni occupazionali rilevati negli stabilimenti allocati nel territorio regionale. Ai fini dell'applicazione della presente agevolazione i soci lavoratori di società cooperative sono equiparati ai lavoratori dipendenti.
7. Le imprese che accedono alle agevolazioni d'imposta di cui al comma i presentano all'Agenzia per le entrate della Regione autonoma della Sardegna, nei termini e nelle modalità stabilite con apposito provvedimento del direttore della stessa, autocertificativa attestante il possesso dei requisiti di cui ai commi precedenti..
8. L'efficacia delle agevolazioni previste ai precedenti commi è subordinata, ai sensi dell'art. 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunità europea, all'autorizzazione della Commissione europea.". (137)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda.
Articolo 7
Dopo l'art. 7 è inserito il seguente:
Art. 7 bis
Integrazioni alla legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29.
Alla legge regionale 17 ottobre 1997, n 29, dopo l'art. 15 (Tariffa d'ambito) è aggiunto il seguente:
1. "Art. 15 bis (Quantitativo minimo garantito)
1. La Regione riconosce il diritto delle persone all'utilizzo dell'acqua atto ad assicurare il fabbisogno individuale per l'alimentazione e l'igiene personale.
2. L'erogazione giornaliera considerata quantitativo minimo vitale è pari a 50 litri per persona.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2008 l'erogazione del quantitativo minimo vitale è garantito gratuitamente ai nuclei familiari aventi un reddito pari o inferiore alla soglia di povertà relativa come definita dall'Isat e rapportata al numero dei componenti il nucleo familiare.
4. L'erogazione del quantitativo minimo vitale non può essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento il soggetto gestore provvede ad installare apposito meccanismo limitatore dell'erogazione, idoneo a garantire esclusivamente la fornitura giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona.
5. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo si provvede adeguando le tariffe riferite ad un utilizzo dell'acqua superiore ai 100 litri giornalieri per persona." (230).)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti, ha chiesto di parlare l'onorevole Diana, prego. Sull'ordine ai lavori, onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Volevo chiedere, Presidente, siccome abbiamo affrontato un articolo particolarmente impegnativo per l'Aula, l'articolo 6, che ci ha fatto assumere delle iniziative su un tema così delicato, volevo chiedere se non crea problemi almeno una sospensione di un quarto d'ora per rivedere meglio le questioni legate all'articolo 7. Se è questo fosse possibile mi farebbe piacere poterlo fare. Grazie.
PRESIDENTE. Dunque onorevole Caligaris, adesso siamo in discussione generale e quindi anche mentre si fa la discussione è possibile riordinarsi le idee. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Diana che ha 10 minuti di tempo, quindi direi che procediamo, vediamo quanti interventi abbiamo in discussione generale, ricordo ai colleghi che chi volesse intervenire in discussione generale deve iscriversi durante l'intervento dell'onorevole Diana.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Questo articolo che recita: "Disposizioni a favore del sistema produttivo isolano"; un titolo che vorrebbe farci capire di quale importanza stiamo trattando, di fatto l'importanza ovviamente esiste in questo articolo si affrontano problemi legati al mondo dell'agricoltura e si vorrebbero affrontare problemi legati al mondo industriale. Io ho iniziato col presentare un emendamento, l'emendamento numero 123, che è un emendamento soppressivo totale, intendendo come soppressione totale di questo articolo il totale fallimento della politica agricola, industriale della Sardegna. Ovviamente poi all'interno dell'articolato esistono dei commi che hanno una loro valenza, che hanno una loro funzione, ce ne sono alcuni modificati in Commissione, peraltro all'unanimità, che la Giunta regionale ha sottoposto a un taglio, presentando emendamenti che ripristinano la vecchia dicitura, che era quella che aveva stabilito la Giunta. Però già questo di per sé stesso lo trovo un fatto da non condividere. Diverse Commissioni si sono pronunciate su alcuni di questi commi, e mi pare quantomeno paradossale che la Giunta presenti degli emendamenti, che cercano di ripristinare la situazione antecedente. E, quindi, dicevo l'emendamento numero 123, che inizia col sopprimere o chiedere di sopprimere oltre …il comma due. Questo comma due è un programma, dico è un programma in senso lato, nel senso che bisognerebbe calarsi un attimino nello specifico per capire di che cosa stiamo parlando. Sono 6 milioni di euro per l'acquisizione e l'adeguamento e la realizzazione di aree e punti vendita e piattaforme distributive e strutture commerciali di affidare in gestione non si capisce a chi… 6 milioni di euro. C'è peraltro il comma quattro dove sono autorizzati per l'ennesima volta 5 milioni di euro a favore della cooperazione, come se tutto il resto del mondo agricolo fosse sparito, o forse è vero, che il nostro Assessore, lo abbiamo detto diverse volte, ha una particolare attenzione per quel mondo, ma ce l'abbiamo tutti una particolare attenzione, per il mondo agricolo però, che sia in forma associata o cooperativistica, o che sia in forma individuale o di consorzi. A proposito di consorzi, è proprio in questo articolo, sulle organizzazioni dei produttori, che troviamo la volontà precisa della Giunta regionale di non rispettare il dettato che la Commissione, a seguito anche del pronunciamento della Commissione agricoltura, ha voluto portare come modifica. Quindi, troveremo l'emendamento soppressivo della Giunta regionale che tende a ripristinare la situazione a suo tempo cassata dalla Commissione. Si parla poi di riordino fondiario, si parla di tutta una serie di problematiche che affronteremo, ovviamente, con gli emendamenti, e il tempo non permetterebbe chiaramente di affrontare tutto quanto. Poi c'è anche in questo articolo un'altra norma che io avrei considerato assolutamente intrusa, mi rivolgo al Presidente del Consiglio, che per una parte è stata considerata intrusa, parlo dei commi 29, 30, 31, 32 e 33, che continuano a permanere su questo articolato, nonostante la Commissione competente abbia esitato un testo di legge che al più presto dovrebbe arrivare in Commissione, e dopo tanti anni si è riusciti ad esitare un testo di legge, che dovrebbe arrivare in Aula al più presto, io dico, per rimettere ordine nel sistema dei consorzi industriali. Ecco, signor Presidente del Consiglio, il mantenere in piedi i commi che vanno dal 29 al 33, o al 34, 35, questi commi, secondo me, dovrebbero essere dichiarati una norma intrusa, a seguito anche di ciò che è accaduto in Commissione. Cioè, affrontare la materia dei consorzi industriali durante la finanziaria, io credo che non sia una forma corretta, così come non sarebbe stato corretto se l'Assessore dell'agricoltura avesse infilato il riordino dei consorzi di bonifica all'interno di quest'articolato, quando la Commissione agricoltura, con grande diligenza, sta provvedendo a mettere mano ad un testo che poi dovrà anche quello essere esitato dall'Aula. Quindi, colleghi, in questo articolo, a fronte di una drammaticità sempre più vasta, a fronte di una situazione del comparto agricolo in Sardegna che minaccia veramente la stessa sussistenza di tantissime imprese agricole, in questo articolato, sinceramente, traspare poco, e non traspare molto neanche nel bilancio, peraltro, ci saremmo aspettati il rifinanziamento di qualche legge importante, che forse sta a cuore all'onorevole Marrocu, ma quella legge non è stata finanziata, ci saremmo aspettati, e nessuno di voi ha avuto il coraggio di fare una prova di forza con la Giunta regionale, così come hanno avuto la capacità di farlo i colleghi dell'Arcobaleno, quando si sono appropriati, senza delega da parte di nessuno, se non con la delega che gli avete dato voi, di 302 milioni di euro del fondo sociale europeo del sessennio 2007-2013. Avete fatto bene? Forse sì. Avete fatto male? Lo giudicheranno i fatti. In quel famoso sessennio 2007-2013, pare che ci sia qualcosa come 1 miliardo e 200 milioni di euro destinati al mondo agricolo. Che ci sia forse una proposta o un maxiemendamento che dica che questa agricoltura sta soffrendo troppo? Più di così non è possibile. E vi assicuro che la sofferenza della formazione professionale, la sofferenza di tutti quei lavoratori per i quali ci siamo sperticati nel cercare delle soluzioni, per quanto riguarda l'agricoltura qui nessuno ha mosso un dito. Non avete mosso un dito, perché? Non lo chiedo a voi Arcobaleno, voi avete fatto la vostra parte per quello che vi compete più da vicino, siete forse più vicini ai problemi sociali, ma noi non ne siamo distanti. Ma certamente il problema dell'agricoltura doveva interessare tantissimi qui dentro, anche voi, anche coloro che hanno dedicato le maggiori energie ad un altro settore. Dicevo, a fronte di un miliardo e 300 milioni, probabilmente disponibili, mi sarei aspettato un bel maxiemendamento che affrontasse alcuni problemi importanti, non solo il prezzo del latte ovino, per il quale ancora si pena tanto, però, guarda caso, anche tutte queste grandi battaglie alla fine hanno visto vincitore non il sistema delle cooperative, ma un sistema che è misto. Ci sono le cooperative e ci sono anche gli industriali. E, guarda caso, le grandi battaglie di 10, 15, 20 milioni di litri, 50 milioni di litri, hanno chiuso l'accordo non con le cooperative, Assessore, hanno chiuso l'accordo con gli industriali, anche le organizzazioni più importanti. Ma come è possibile? Lei aiuta il sistema della cooperazione, e poi la Coldiretti chiude l'accordo con imprenditori privati. Qui ci deve essere qualcosa da spiegare, ovviamente. Non lo so se qualcuno mi potrà dare una spiegazione su questo. Certo è che questo è uno degli aspetti, un aspetto importantissimo. Mi sono rivolto all'Assessore dell'agricoltura, e non lo critico, perché non è responsabilità sua, però le vaccinazioni, i vitelli dalla Sardegna non possono partire perché l'Assessore Dirindin ancora non ha i vaccini. Ma contro la difterite, contro che cosa? Ci sarebbero voluti quattro giorni per intitolare quei vaccini, che apparentemente appaiono scaduti, che non sono quelle che appaiono oggi sui giornali. Ma questo è un argomento estremamente importante, perché i nostri allevatori sono al collasso, non possono uscire dalla Sardegna vitelli per le stalle di ingrasso del continente del Nord perché non possono essere vaccinati, perché i vaccini non ci sono. E ancora, dopo un mese di interrogazione, riproposta anche all'Assessore verbalmente, non si muove foglia. Spero che se sia l'ultima volta che mi debbo appellare l'Assessore dell'agricoltura, anche perché questa è una competenza mista: una parte ce l'ha l'assessore Foddis, e l'altra ce l'ha l'assessore Dirindin.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Rassu. Ci sono più iscritti a parlare che presenti. Li chiamiamo uno a uno, vediamo se decadono. Lavoriamo fino alle 10.
Prego, onorevole Rassu.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io credo che, se dovessimo affrontare compiutamente, in quest'Aula, e seriamente le problematiche che riguardano il settore produttivo isolano, ritengo che non basterebbero dieci minuti né venti né mezz'ora a ciascuno di noi. Io credo che sia arrivato il momento, cari colleghi, di affrontare compiutamente e a parte le motivazioni, le cause strutturali che hanno portato alla crisi economica, a partire dall'agricoltura si arriva all'industria, che sta attraversando in questi anni la Sardegna. Poiché, se così non viene affatto, e quindi non facendo così, non individuando quali siano le direttive da seguire e gli obiettivi da raggiungere, io credo che si possa continuare ad andare di anno in anno, con le varie finanziarie, a cercare palliativi, a dare le solite pastiglie al malato e il malato, comunque, continua ad aggravarsi e a non migliorare, perchè non riesce a trovare una cura radicale che possa salvarlo. Dico questo, perché? Perché è sotto gli occhi di tutti, non solo dell'opposizione e della maggioranza, ma sotto gli occhi di tutti i sardi la grave situazione economica e il grave stato di crisi che la Sardegna sta attraversando. Non voglio assolutamente andare a cercare colpe né a cercare colpevoli, ma una cosa è certa, per uscire da questa crisi è necessario avere dei programmi, avere dei progetti, aver saputo individuare quali sono i punti di debolezza della nostra economia, quali sono le priorità da individuare, seguire e risolvere per poter, in qualche maniera, dare risposte concrete alla disoccupazione, risposte concrete alle problematiche del mondo dell'agricoltura, risposte concrete alla grave situazione di crisi che attraversa la piccola, la piccolissima e la media impresa in Sardegna; se non viene fatto questo, si continua ad andare avanti a spintoni, ad andare avanti a tentoni senza comunque poter risolvere minimamente, non dico uno, ma nessuno dei problemi che attualmente attanagliano la nostra economia. Problemi e problematiche che portano a una sola strada, la strada della disoccupazione, la strada del disagio sociale, la strada del malcontento, in molti casi, la strada della disperazione. Ora, se dovessimo andare ad affrontare specificatamente settore per settore queste problematiche, parliamo un po' dell'agricoltura. Allora ci si domanda: quale è stato, in quest'anno o in questi ultimi due anni, quali sono stati i passi avanti prodotti, quali sono state le problematiche risolte in questo settore che è agonizzante, quali sono state le risposte date alle richieste delle associazioni degli allevatori, alle richieste di vari settori dell'agricoltura, dalla pastorizia all'agricoltura serricola, all'agricoltura specializzata. Ma le lamentele, le manifestazioni, la cronaca giornaliera che noi seguiamo giorno per giorno ci fanno pensare che, malgrado le formule, malgrado i buoni intenti, malgrado le iniziative proclamate, il settore continua ad agonizzare, il settore continua a cadere sempre più in un baratro difficilmente risolvibile. Ecco perché dico che è indispensabile è necessario che questo problema sia affrontato, probabilmente, non solo dall'Assessorato, ma sia coinvolta l'Aula ad esaminare questo problema che rischia, dal punto di vista economico, con la sua crisi, di trascinare nella stessa crisi tutti gli altri settori per effetto domino. Non è ancora risolto il problema dell'indebitamento malgrado la proclamata azione che era stata dettata, era stata data alla stampa dal Presidente e dall'Assessore prima delle feste natalizie con un coinvolgimento della SFIRS per quanto riguarda la soluzione dell'indebitamento, ad oggi non si è visto niente. Io ho presentato un emendamento in Commissione bilancio, era una leggina che individuava non nella SFIRS, ma in un soggetto creato dalla SFIRS, il gestore dei debiti in agricoltura, dei debiti delle banche, dei crediti maturati dalle banche, l'emendamento è stato chiaramente bocciato, laddove si individuava innanzitutto un intervento di capitalizzazione della SFIRS da un conto, dall'altro si chiedeva che la SFIRS individuasse un soggetto terzo che potesse gestire, come società factoring, i crediti maturati dalle banche nei confronti del mondo agricolo per poi spalmarlo negli anni ed ammortizzarlo a tasso di riferimento o a tasso legale negli anni a venire. La Commissione ha respinto questo emendamento, l'emendamento è presente in Aula in maniera succinta, in maniera molto striminzita, presentato da alcuni colleghi, è stato emendato da me, vorrei sapere se la Giunta sta portando avanti questa iniziativa data alla stampa di cui ancora non si è visto niente. Lo dico perché, perché malgrado tutte le banche continuano ancora a mandare avanti le aste degli immobili degli agricoltori indebitati con loro. Ancora non si vede una reale, concreta e pratica funzionalità delle Agenzie create ad hoc per dare all'agricoltura, così come si è detto allora, un nuovo corso e delle nuove risposte; c'è il caos operativo sia da parte dei funzionari, sia da parte delle competenze, non si riesce ancora a capire cosa ci faccia l'istituto di incremento ippico, Assessore, né l'Agenzia LAORE che è un'Agenzia tecnica, mentre l'istituto di incremento ippico era ed è un dipartimento di ricerca, e trova una sua più naturale collocazione nell'Agenzia AGRIS. Io a questo proposito ho presentato un emendamento, spero che possa attirare l'attenzione, Assessore, e non lo dico per partito preso, lo dico per la funzionalità delle funzioni degli istituti di incremento ippico, affinché questo, con questa soluzione non vada a sparire completamente; perché? Perché le risorse che sono presenti in quell'istituto, collocate in una Agenzia tecnica non possono svolgere le funzioni che hanno svolto da quando l'istituto incremento ippico è nato quindi a nocumento e a danno del settore dell'allevamento del cavallo, di questa grandissima risorsa specifica e unica isolana. Così come ho presentato un emendamento, Assessore, affinché all'Istituto zooprofilattico possa esser data la possibilità, vedasi ad esempio la tubercolosi ovina e bovina, possa esser data la possibilità, in sede ispettiva, di concerto con i tecnici della LAORE, a poter espletare in contemporanea sopralluoghi aziendali proprio per prevenire fenomeni quali quelli della tubercolosi bovina che sta in questo momento interessando gli allevamenti del Monte Acuto e del Goceano e che creano non solo danno a quelle aziende, ma possono creare seri danni alla salute anche umana.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIANCU
(Segue RASSU) Quindi la prego di tener conto, Assessore, di questa mia sollecitazione. Io non vado, sinceramente, ad elencare quali siano state le manchevolezze, la perdita delle risorse della Comunità europea, i richiami e le critiche che la Comunità europea ha fatto al Piano di sviluppo rurale, né alle sue manchevolezze, né alle sue mancanze strutturali, in quanto non vengono identificati né obiettivi, né priorità, né soluzioni, ma credo che, tutti assieme, dobbiamo e possiamo dare una mano a questo importantissimo settore, affinché veda la luce e non continui a scendere nel baratro in cui è. Per quanto riguarda l'industria, io chiedo all'Assessore all'industria, l'onorevole Rau, quali siano le azioni che l'Assessorato sta portando avanti per il salvataggio della nostra industria, di quella poca industria che è rimasta, a che punto è la realizzazione del VIA per quanto riguarda innanzitutto la rimodulazione dei due… mi aiuti a dire… per quanto riguarda i due… mi sfugge il nome, glielo dirò dopo, se riesco…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Rassu.
RASSU (F.I.). Grazie… a che punto sia la procedura di VIA per … ENDESA di Fiume Santo e a che punto sia il definitivo avviamento dei progetti della linea clorosoda della Ineos che è molto importante per la vita dell'industria in Sardegna. Ho concluso Presidente, e chiedo se i fondi destinati all'artigianato, i 25 milioni di euro sono effimeri, rappresentano la risposta che è data alla piccola, piccolissima e media impresa in Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Grazie Presidente. Siamo arrivati con l'articolo 7 a un'altra legge dentro la legge finanziaria. Abbiamo, in questo articolo lunghissimo, disposizioni, le più varie, nel più classico stile dei contenitori, contenute negli anni di leggi finanziarie, con le quali si sopperiva anche nel Parlamento italiano all'incapacità di fare leggi organiche. Agricoltura, industria, servizi, una serie di provvedimenti che tendono singolarmente ad intervenire su alcune questioni particolari, con il più classico dei sistemi, cioè quello delle leggi provvedimento. L'abbiamo già detto quando abbiamo parlato di lavoro, più volte, la questione di fondo e il punto più critico di questa esperienza di Governo e di questa maggioranza è proprio quella di aver rinunciato, di fatto, di aver fatto una scelta molto precisa, quello di aver reso inutili, ormai sostanzialmente improduttive, le leggi di settore, rinunciando a un processo riformatore di ciascuna delle leggi che negli anni dell'autonomia - ma in particolare negli ultimi, con grandi problemi di adeguamento rispetto anche alle norme europee - avevano portato comunque ad un sistema di intervento nell'incentivazione all'impresa che, settore per settore, aveva individuato alcuni obiettivi strategici e che affidava, evidentemente, alla programmazione più semplicemente lo scopo, il compito di adeguare gli strumenti, di utilizzare gli strumenti, in corrispondenza di valutazioni di breve-medio periodo. Proprio perché la legge di incentivazione è una legge che vale per sempre, fino a quando evidentemente non viene abrogata o modificata radicalmente, ma non per sempre possono invece valere le scelte di medio-breve termine che incidono proprio sia sulle dinamiche contingenti del mercato, sia sulle prospettive di sviluppo nei diversi comparti dei diversi settori produttivi. Noi abbiamo quindi un articolo caratterizzato fondamentalmente da questo limite e poi abbiamo soprattutto, in quest'articolo, una grande questione o meglio, una questione che è diventata grande per motivazioni eminentemente politiche, non perché fosse o sia ancora la questione centrale nella politica delle attività produttive, ed è la questione dei consorzi industriali. Una questione che certamente doveva e deve essere affrontata con un intervento di riforma, credo che tutti da tempo avessimo l'intenzione e indicassimo come obiettivo quello di un intervento legislativo che razionalizzasse il sistema, che non abbandonasse cioè la politica delle infrastrutture, gli interventi sui territori per quanto riguarda le aree produttive, particolarmente per quelle industriali, alle dinamiche locali, a rapporti di forza che nascevano spesso da scelte che sul territorio non tenevano conto certamente delle strategie regionali, che in alcuni casi, su cui si è cercato anche di intervenire, hanno determinato strane e indebite relazioni tra la politica delle infrastrutture e la politica invece della gestione di grandi servizi, affidate a società nate all'interno dei consorzi con finalità astrattamente positive, ma in realtà, in certi casi, sovrapponendosi a funzioni che più correttamente possono svolgere le imprese o, al limite, il sistema delle autonomie locali. Abbiamo evidentemente dei consorzi industriali che gestiscono grandi servizi, che lo fanno, in alcuni casi, non tanto come servizio all'impresa, ma come servizio al territorio, avevamo addirittura nel sistema dei consorzi industriali una possibilità di intervenire sulla normativa urbanistica con strumenti urbanistici che addirittura incidevano radicalmente sullo sviluppo del territorio, attribuiti a enti pubblici che però, evidentemente, non avevano la stessa rappresentatività degli enti locali. Che fosse e che sia necessaria una razionalizzazione del sistema è indubitabile, credo che si debbano fare dei passi in avanti in questa direzione, il tentativo da parte di tutte le forze politiche di questo Consiglio c'è stato in questa legislatura, sono stati proposti progetti di legge da parte della maggioranza, da parte dell'opposizione e da parte della stessa Giunta, il confronto c'è stato, direi che le soluzioni individuate anche in Commissione siano delle soluzioni che, in qualche modo, pongono alcuni punti fermi, discutibili e migliorabili ancora, certamente, ma discutibili e migliorabili nella sede opportuna di un esame e di un'approvazione di un testo di legge che dalla Commissione arrivi all'Aula e che venga discusso organicamente. E' questo il dato politico, forse tra i più importanti di questa legge finanziaria, fra i diversi, ma questo ha una caratterizzazione politica particolare. C'è stata l'intenzione manifestata più volte, mantenuta, soggetta ad alcuni compromessi all'interno della maggioranza, di intervento deciso da parte della Giunta sulla questione dei consorzi. Si è intavolata, all'interno della maggioranza innanzitutto, alcune parti della maggioranza e alcune parti, evidentemente, anche dell'esecutivo, forse con tutto l'esecutivo, un confronto che ha portato di fatto a un risultato che è un ibrido, abbiamo delle norme residuali che non sono né appartenenti al disegno originario della Giunta, né appartenenti a quello esitato dalla Commissione, né identificabili in alcuno dei progetti di legge presentati dalla maggioranza o dalla opposizione, è un ibrido! E' quasi una dimostrazione di forza, è quasi una richiesta di fiducia da parte della Giunta su una scelta di fondo. Bene, è su questo che la maggioranza e il Governo regionale stanno dimostrando, in questa occasione, di avere già perso politicamente perché hanno rinunciato entrambe, Giunta e maggioranza, a fare insieme una riforma su questo argomento. Si farà, se passa questo articolo, si farà un intervento sulla materia dei consorzi industriali che richiederà poi ulteriori interventi organici. E' sostanzialmente un inganno, è un inganno che serve soltanto a tenere pace all'interno di una maggioranza che ormai ha perso la bussola, ha perso il suo orientamento, che sta ricevendo dal sistema economico, dal sistema sociale, cioè dalle imprese che criticano sistematicamente, attraverso le proprie organizzazioni, le scelte fatte da questa Giunta, dal sistema sociale che è escluso, di fatto, che vive una situazione di disagio fortissimo, che abbiamo affrontato attraverso l'articolo 6, ma anche dalle istituzioni, da quelle giudiziarie che stanno intervenendo decisamente a sanzionare la presenza di atti illegittimi continui. Questa è la situazione di fronte a cui ci troviamo e questo articolo 7 certamente non è un impulso per un cambiamento di rotta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie, signor Presidente. Intanto vorrei sottolineare che alla Presidenza abbiamo presentato un emendamento, l'emendamento numero 1 a pagina 52, c'è un errore per quanto riguarda il capitolo, voglio segnalarlo subito, avevamo indicato 06.0966 invece è 06.0970. Lo ricorderò poi anche quando arriveremo all'emendamento.
Signor Presidente, l'articolo 7 "Disposizioni a favore del sistema produttivo isolano", affronta anche gli aspetti di competenza dell'Assessorato dell'agricoltura e della riforma agropastorale. Sono presenti alcuni elementi positivi e qualificanti che vanno nella direzione di un rilancio nuovo dell'agricoltura in Sardegna, penso agli interventi che favoriscono l'aggregazione dei produttori agricoli, l'incentivazione dei prodotti di qualità e la loro commercializzazione. E' un fatto importante che la Giunta abbia accolto l'indicazione della quinta Commissione sul mantenimento della legge regionale numero 21 che rappresenta uno strumento legislativo importante per la realizzazione di importanti iniziative del settore agricolo. Questi aspetti, certamente positivi, non risolvono però la drammatica situazione delle nostre campagne, per questa ragione la Commissione unitariamente, tutta, ha sottolineato alcuni aspetti che vanno nella direzione di un miglioramento dello sviluppo agricolo in Sardegna e di una risposta chiara su alcuni comparti che soffrono un ritardo da parte dell'amministrazione regionale. Abbiamo sottolineato l'esigenza di aumentare le risorse per la realizzazione di strutture aziendali e per l'infrastrutturazione del territorio. Abbiamo sottolineato la necessità di un aumento delle risorse finanziarie a favore delle associazioni provinciali allevatori, che sono poi quelli che operano giornalmente sul campo. Abbiamo suggerito all'Esecutivo, a prescindere dalla finanziaria, di attivarsi con più dinamismo per portare a conclusione il problema dell'indebitamento delle aziende agricole pur consapevoli, sapendo che le responsabilità sono altrui, noi però non possiamo sfuggire a questo problema. Dobbiamo essere capaci di ridare una speranza a chi ha scelto di operare nelle nostre campagne, una vita difficile, ingrata, che spesso non trova risposta nelle pieghe del nostro bilancio. Dobbiamo avanzare le nostre proposte, avendo presente nella nostra mente ognuno di loro, con i problemi, con i sacrifici che li accompagna nella vita di tutti i giorni. Quindi sono preoccupato, sono preoccupato per quelle aziende che hanno investito su terreni che da vent'anni hanno in concessione e che non trovano una via d'uscita alla crisi che li attanaglia da tempo. Aziende che si trovano nel Medio Campidano, nel Sulcis Iglesiente e che l'Assessorato competente deve tener conto e mettere nell'agenda delle priorità. Sono preoccupato per quelle aziende interessate dagli incendi del 2007 che a oggi hanno difficoltà a proseguire in attività che nella maggior parte dei casi rappresenta la storia delle loro famiglie. Sono preoccupato per tutti quelli che aspettano risposte dal fondo europeo che non abbiamo più, e non è sempre colpa di altri, non è sempre colpa altrui, qualche volta dobbiamo essere capaci di fare autocritica. Sono preoccupato per decine di aziende che da mesi sono colpite da tubercolosi bovina e che non possono fare affidamento sulle assicurazioni stipulate che erogano circa 90 euro a capo, e come voi comprendete non possono rispondere positivamente al tema del mancato guadagno. Abbiamo presentato un emendamento che interviene per dare risposte concrete e che anticipo fin da questo momento, non verrà ritirato per nessuna ragione, consapevoli che su questo argomento non si può più scherzare. Penso ai fungicoltori, quelli del Medio Campidano, che da anni aspettano il risarcimento per i danni provocati dall'attacco del patogeno tricoderma, ad oggi non c'è stata una risposta. Abbiamo avviato in questi anni una riforma in agricoltura molto importante, abbiamo istituito tre agenzie che hanno il compito dell'assistenza, della ricerca, dell'intervento sul campo per migliorare il sistema produttivo sardo. Su questo bisogna capire cosa fanno, quanto producono, se sono in linea con le direttive statutarie approvate da questo Consiglio, io personalmente lo dico con molta franchezza, diffido moltissimo dei dirigenti che sono stati chiamati, scusate il bisticcio di parole, a dirigere quelle agenzie. Parlo per esempio dell'agenzia LAORE, dovrebbe fare l'assistenza tecnica sul campo e si sta trasformando in uno sportello riscossioni. Questo è un problema. Ha avviato un sistema di razionalizzazione degli ex uffici ERSAT penalizzando interi territori, penso alla Marmilla Sarcidano, agli uffici che erano presenti a Laconi che sono stati trasformati, spostati, non ci sono più, chiusi. Penso a Ossi, vicino a Sassari, c'è il tema a Pozzo Maggiore, mi ricordava il collega Rassu, c'è il tema dell'incremento ippico che abbiamo sottolineato più volte e che bene hanno fatto i colleghi Balia e Masia presentare nell'emendamento numero 239. E' un tema che deve trovare soluzione. LAORE non si può occupare di quella roba lì, noi parliamo dell'incremento ippico che è nato con la funzione che era di ricerca, e LAORE non è nata per fare ricerca, e quindi bisogna spostarla ad AGRIS.
Io non so se potrà essere fatto attraverso un emendamento, non lo so, se non potrà essere fatto attraverso un emendamento è necessario approvare in tempi brevi una leggina che sposti tutte quelle funzioni ad AGRIS. Io voterò, nonostante tutto, a favore di questo articolo pur rimarcando questi aspetti, perché sono abituato a dire ciò che penso, consapevole che un confronto chiaro sulle contingenze può servire a ridare ossigeno ad un comparto purtroppo morente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Colleghi del Consiglio, signori Assessori, signor Presidente, l'articolo 7 che ci accingiamo a discutere è l'articolo che ci impegna, ma ci impegna fondamentalmente per due ragioni: uno perché va ad affrontare le disposizioni a favore del sistema produttivo isolano, due perché va a toccare quelli che sono i temi che per di più sono all'attenzione, all'attenzione non solo del Consiglio, ma all'attenzione di tutta la nostra comunità sarda. Ma perché sono all'attenzione in modo particolare? Perché davvero la sofferenza del nostro sistema produttivo credo che sia oggetto costante e continuo di segnalazioni di momenti critici, di difficoltà che sono ormai diventate cronaca quotidiana. Anche oggi abbiamo avuto l'opportunità di registrare che la grande sofferenza del sistema minerario estrattivo per la vicenda della Mineraria Silius, ancora non trova soluzioni e non trova soprattutto una proiezione positiva nel breve e nel lungo periodo che dia serenità e tranquillità agli operatori, ai lavoratori di quella azienda. Io credo che partendo nell'ordine da quelli che sono i temi che vengono affrontati nei diversi commi che compongono l'articolo 7, credo che non possiamo non parlare dell'agricoltura.
L'agricoltura che versa in una difficoltà che è derivata da un'incapacità fin qui dimostrata, Assessore, di poter venire a capo di alcune problematiche che interessano questo settore nelle sue diverse componenti. La componente degli agricoltori che sappiamo anche per quanto ci hanno riferito negli interventi che precedono il mio, che hanno preceduto il mio, le difficoltà delle imprese agricole sottoposte a sequestro giudiziario. Proprio ieri una soluzione, così di sospensione da parte del magistrato dell'atto di sequestro dell'azienda, ha riportato per un attimo la serenità in una famiglia, così recitava la cronaca. Ma credo che le imprese interessate da questi processi siano talmente tante, con la spada di Damocle sospesa soltanto da una volontà espressa e non tradotta, di un intervento perché siano attivati quei processi che mettano davvero fine a questo lungo calvario, che potrebbe portare davvero alla chiusura di centinaia e centinaia di aziende agricole. Si è riuscito anche a quantizzare quale dovrebbe essere l'intervento, e quali percorsi attivare per scongiurare la morte di queste aziende. Quello che ci attendiamo e che ci attendevamo in questa finanziaria, Assessore, sarebbero stati quei provvedimenti necessari e sufficienti, e quelle risorse necessarie e sufficienti, perché davvero potesse essere iniziato questo percorso che rendeva giustizia non soltanto a quegli operatori, ma rendeva giustizia ad un settore, che in questi anni è stato trascurato e che non ha avuto quel sostentamento, anzi è stato privato di decine e decine di milioni di euro, che anche nell'ultimo periodo, nell'inizio di quest'anno, sono tornati a Bruxelles, per non essere stati impegnati nel corso degli esercizi a valere sul POR, per gli anni 2004, 2005 e 2006. Io devo dire, Assessore, che l'aver perso queste risorse è stato una tragedia, per un settore che affronta con molta difficoltà quella che è la gestione e la vita di quelle campagne che s'intenderebbe rivitalizzare, e per le quali invece non si trova sostentamento, perché le aziende agricole, ma le aziende dell'allevamento, non stanno trovando più quelle risorse necessarie alla nuova infrastrutturazione, alla ricerca di nuove soluzioni, per consentire la rivitalizzazione delle stesse. Io credo che per molte di queste aziende il fatto di non avere la disponibilità di finanziamenti, che possono portare alla nascita anche di nuove imprese, ma al trasferimento di queste imprese di generazione in generazione, ma soprattutto perché non si dia continuità alle stesse, porta sempre di più all'abbandono del mondo delle campagne e allo spopolamento delle zone interne. Io credo che l'analisi demografica di alcune zone, dove l'economia si basa fondamentalmente sull'agricoltura e sull'allevamento, potrebbe farci capire quale situazione grave stiamo vivendo con lo spopolamento di interi paesi e con il riversamento delle popolazioni delle zone interne, soprattutto delle fasce più giovani, verso le zone costiere, e verso zone dove uno va a ricercare soprattutto quel lavoro che spesso e volentieri il mondo agricolo, ma il mondo pastorale, oggi non offre più. Io credo che è inutile che in questo articolo si vadano ad impegnare importanti risorse, non voglio ricordare male, mi sembra di ricordare 15 milioni di euro per andare a rivitalizzare, a ristrutturare vecchie strutture, abbandonate e non più destinate all'attività agricola, per ricreare non so quale tipo di struttura o di infrastrutturazione nel mondo delle campagne. Sinceramente penso che si abbia bisogno di provvedimenti tesi alla motivazione delle nuove generazioni, rispetto alla continuazione di quei processi che sono del tramandare, di attività quali quelle agricole e dell'allevamento, di cui sinceramente, credo, si sia persa anche notizia, e si sia persa soprattutto la conoscenza del fatto che i giovani fuggono dalle campagne, proprio perché non vengono offerte alternative rispetto alla vita grama, che purtroppo i loro genitori e i loro avi sono stati costretti a vivere nel corso degli anni, ma nel corso dei decenni, per non dire dei millenni. Io credo che da questo punto di vista, se noi andiamo a verificare quali sono le risorse messe in campo a favore non soltanto del settore, partendo dal comma 1, dove si mettono a disposizione 2 milioni di euro per incentivare e favorire il miglioramento dello stato sanitario degli allevamenti. Ma, 2 milioni di euro è come dire che noi mettiamo a disposizione… - Io ricordo a grosse linee, Assessore, che noi abbiamo all'incirca 2 milioni e mezzo di capi solo ovini, noi abbiamo centinaia di migliaia di capi bovini, suini, e così via - spendere meno di un euro a capo, per garantire il miglioramento dello stato sanitario, caro Assessore, mi dispiace, penso che si stia spendendo ben poco, rispetto a tutta quella falcidie di malattie varie, a cui purtroppo è soggetto il nostro patrimonio… non ho capito!
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Sono suini!
CONTU (F.I.). Sì, preciso, che se questo intervento avesse dovuto essere fatto rispetto a tutto il patrimonio che abbiamo a disposizione, noi molto probabilmente avremmo bisogno di ben altre risorse, rispetto anche a tutto il resto del patrimonio che abbiamo comunque sia da tutelare, perché credo che ci siano anche da tutelare non solo i suini, ma ci siano anche da tutelare i bovini, come le citavo, gli ovini e così via dicendo. Ma devo dire che se questo deve portare all'eradicazione, anche solo della peste suina, molto probabilmente già sarebbe un grande risultato, dopo anni e anni che noi non riusciamo davvero ad antagonizzare questa falcidie, appunto, dei nostri allevamenti suinicoli. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (P.D.). Grazie Presidente. Ma io credo che la crisi dell'agricoltura sarda venga da lontano, cioè nel corso di questi ultimi 10, 15 anni, i processi di integrazione dei mercati europei ed internazionali abbiano maggiormente messo a nudo quali sono i punti di debolezza ed i nodi, insomma, che dobbiamo affrontare. E si sta lavorando nella direzione appunto della soluzione di questi nodi. Per troppi anni la politica agricola regionale ha cercato di sostenere il sistema agricolo sardo, senza affrontare i problemi strutturali che, invece, sono ormai arrivati al pettine e che vanno affrontati. Voglio richiamar alcuni di questi nodi. Il più importante, a mio parere, è quello della incapacità delle aziende sarde di rapportarsi in modo adeguato ai mercati sempre più globalizaatti, dove la distribuzione organizzata delle merci occupa uno spazio sempre più importante. Anche in Sardegna, e la Sardegna non fa eccezione rispetto al nostro paese, rispetto ai paesi sviluppati, oltre il 70 percento delle merci che vengono acquistate dai consumatori, delle merci del comparto agro-alimentare, che vengono acquistate attraverso la grande distribuzione. Questo impone al sistema agricolo, anche sardo, una propria capacità di adeguamento, di ammodernamento, che preveda, prima di tutto, il superamento della eccessiva polverizzazione delle aziende agricole sarde. Aziende numerose, piccole e piccolissime, che fanno fatica a trasformare i prodotti, a definire strategie unitarie di comparto, per produrre e trasformare e vendere i propri prodotti.
E' chiaro che un sistema che fa fatica ad unificare l'offerta e quindi fa fatica a trasformare i prodotti e a rapportarsi in modo organizzato e forte, a fare sistema per rapportarsi al sistema organizzato di vendita, è chiaro che questo sistema, se non è in grado di rapportarsi e di ammodernarsi, perderà a questo confronto. Questo è il punto vero della questione. Da questo punto di vista c'è uno sforzo serio nella politica regionale da tre anni e mezzo a questa parte, c'è uno sforzo serio portato avanti dalla Giunta, dalla Commissione consiliare e da questo Consiglio regionale. Abbiamo intanto messo mano ad uno dei punti delicati del sistema amministrativo ed istituzionale che riguarda il mondo delle campagne, mi riferisco alla riforma degli enti agricoli che sono un aspetto estremamente importante, noi abbiamo riordinato l'anno scorso questo sistema, abbiamo semplificato, avevamo sette enti agricoli, in molti casi non conoscevano l'uno con l'altro quello che facevano, quindi non solo non facevano sistema ma realizzarono azioni inefficienti, in certi casi dei veri e propri doppioni, e si erano persi per strada e col tempo le stesse finalità che questi enti aveva. Abbiamo riordinato il sistema creando tre agenzie che si occupano della ricerca scientifica, dell'assistenza tecnica, e si occupano poi delle sovvenzioni a favore delle imprese agricole. Il tutto riportato sotto la guida, giustamente, dall'assessorato, della Giunta regionale e del Consiglio regionale, questa è stato una grande riforma. L'altra riforma che sta per arrivare in quest'aula è quella dei Consorzi di bonifica che sono un altro strumento fondamentale, soprattutto al servizio della cosiddetta agricoltura ricca, della "polpa", delle pianure, la quale agricoltura attraversa ugualmente una fase estremamente difficile e delicata. Quindi si sta lavorando per affrontare e risolvere i limiti e i punti di maggiore criticità del sistema e lo si sta facendo a mio parere con un'idea molto chiara, con un progetto politico di riforma del sistema agricolo regionale, che mai come oggi, mai come oggi, aveva punti di estrema chiarezza e che, mai come oggi, si sta portando avanti con una grande determinazione. Certo, molte cose ci sono ancora da fare però non si può certamente dire che questa Giunta, che questa maggioranza, non abbiano un'idea precisa di quello che serve all'agricoltura sarda per ammodernarsi e per rispondere alle esigenze, da un lato degli agricoltori di avere un reddito sufficiente per svolgere adeguatamente i loro lavoro e dall'altro, perché i consumatori possano acquistare le merci a prezzi competitivi e che le merci siano di qualità. La manovra finanziaria di quest'anno non è estranea a questo respiro e a questo progetto di politica agricola che il centrosinistra sta portando avanti, io voglio richiamare alcune questioni importanti che nella manovra finanziaria di quest'anno sono contenute, lavoro fatto dalla Giunta e dalla Commissione agricoltura, poi in Commissione bilancio, che abbiamo all'esame nell'aula del Consiglio regionale. Voglio richiamare alcuni punti che mi sembrano importanti, c'è un intervento per combattere la peste suina, intervento che riguarda soprattutto la realizzazione di strutture aziendali a norma di legge che dia un colpo definitivo a questo male che ormai è diventato endemico di parti importanti della nostra Isola. C'è un intervento finalizzato al sostegno della commercializzazione. Questo riguarda il comma 2 dove si mettono a disposizione 6 milioni di euro per i produttori associati nel settore dell'ortofrutta e del florvivaismo per realizzare punti vendita che siano rispondenti a queste esigenze di modernità del mercato; C'è un sostegno a favore dei consorzi di garanzia fidi unificati, anche questo si muove nella logica appunto della concentrazione, dell'associazione e del sostegno agli agricoltori che si associano; Un altro intervento a favore della politica volta all'assicurazione dell'azienda agricola di fronte a danni causati dal maltempo e dalle calamità naturali; Un altro intervento a favore della qualità delle produzioni dove si prevede il sostegno fino al 100 per cento delle spese ammesse sotto forma di servizi per l'ideazione del prodotto del progetto agricolo per il riconoscimento delle indicazioni geografiche e di origine per la partecipazione ai sistemi di qualità. C'è un altro intervento importante che prevede il sostegno del de minimis per la trasformazione dei prodotti e per favorire la realizzazione delle organizzazioni di produttori e delle OC, quindi cioè delle ulteriori associazioni delle organizzazioni dei produttori. Insomma, ci sono una serie di interventi finalizzati al superamento delle criticità del nostro sistema agricolo, in particolare finalizzati alla concentrazione dell'offerta dei prodotti e alla loro trasformazione e un rapporto positivo alla grande distribuzione insomma … c'è una preoccupazione, c'è una tensione, ci sono misure concrete finalizzate ad adeguare e ad ammodernare la nostra agricoltura. Certo, la crisi è pesante è grave e si sente però insomma non si può certamente dire che questa amministrazione regionale…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Sanna.
SANNA ALBERTO (P.D.). Sì sto concludendo… che questa amministrazione regionale, che il centrosinistra, non abbia un progetto complessivo di adeguamento e di trasformazione della nostra agricoltura. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna Alberto. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Grazie Presidente, appena arrivata al Consiglio la proposta di legge finanziaria, prima ancora di avere una copia, lessi sugli organi di stampa che il 2008 avrebbe visto una finanziaria leggera, era scritto tra virgolette, composta da appena 13 articoli. Lì per lì mi sembrò difficilmente comprensibile poi, vedendola, compresi che si trattava di una monelleria, perché la composizione della finanziaria era ristretta negli articoli per un utilizzo non esattamente leale del Regolamento e io credo che lo specchio della composizione strutturale degli articoli alla finanziaria si evinca in maniera molto chiara dall'articolo 7 che stiamo discutendo che ha 41 commi e i provvedimenti che contiene attengono addirittura a tutto il sistema produttivo isolano, ci sono 18 commi per l'agricoltura, che in Sardegna, che se ne dica, è ancora il settore primario, un comma per la pesca, cinque per il sistema minerario, due commi per le tecnologie innovative e per le energie rinnovabili, uno per la deindustrializzazione dell'area di Arbatax, uno per il comparto industriale in generale, sette per i consorzi industriali, uno per il recupero di edifici privati finalizzati ad iniziative di ospitalità, uno per l'artigianato, tre per l'accesso al credito e, infine, uno per gli interventi in favore dell'Agenzia generale delle entrate. Come si fa a non fare un breve calcolo pensando che ogni consigliere che volesse parlare nel merito di questi undici argomenti potrebbe dire certo quanto sa, quanto propone, quanto vuole approfondire, tutto quello che può essere possibile, ma in dieci minuti! Cioè una valutazione cosciente, onesta dei provvedimenti in favore del sistema produttivo in cinque minuti! Siccome ho fatto degli studi di tipo tecnico e mi diverto sempre a trasformare in numeri le cose ho scoperto che in 600 secondi, tanti sono i dieci minuti, parlando di undici argomenti avrei avuto a disposizione 54 secondi e mezzo per argomento, oppure se volevo parlare per commi - 41 - 14,6 secondi per ognuno dei commi.
Ecco, io credo che questo non sia il modo migliore di affrontare un problema delicato quale l'appuntamento annuale del progetto di utilizzo delle risorse in favore della comunità sarda, ma con questi chiari di luna non mi sorprenderei davvero se la prossima finanziaria avesse un solo articolo, magari intitolandosi "provvedimenti in favore della Sardegna" e ogni consigliere parlasse per i venti minuti previsti per la discussione generale. Non è un inno alla partecipazione, alla collaborazione, alla democrazia dell'Assemblea. E allora io, come credo che dovrà fare ognuno dei colleghi che interverrà, mi trovo costretto a scegliere, parlo di una cosa, parlo di un argomento, cerco di dire quello che posso in quell'argomento utilizzando i dieci minuti, anzi adesso un po' di meno perché ne ho utilizzato un pezzetto per esprimere questa lamentela. E quindi ho scelto di parlare dei commi dal 29 compreso al 35 compreso, che sono quelli che riguardano il sistema dei consorzi industriali.
E' curioso come questo argomento in questa tredicesima legislatura stia scrivendo una strana storia che fonda su una contraddizione costante nei comportamenti del Governo. Cammina a strappi, spunta, scompare, si nasconde, riemerge, cambia volto e riemerge ancora. E' così che da tre anni l'onorevole Soru attende pazientemente la scadenza della finanziaria per tentare ogni volta di agganciarsi ad essa per introdurre la riforma dei consorzi industriali in maniera, io dico, garibaldina perché è sempre veloce, estemporanea e approssimativa, oltre che pasticciata. Lo ha fatto da prima con un collegato alla finanziaria, anch'esso pasticciato e confuso, che si spense nel nulla. Lo ha fatto poi con una serie di norme altrettanto pasticciate che il Presidente del Consiglio, onorevole Spissu, definì norme intruse ed espunse dal documento finanziario ancor prima dell'esame della terza Commissione e lo ha rifatto questa volta scegliendo un percorso anche più tortuoso e schizofrenico, percorso che questa volta, questa terza volta, ha cambiato profilo almeno tre volte. Infatti nella prima stesura della finanziaria sono stati inseriti una decina di commi che trattavano l'argomento - e questa volta misteriosamente la Presidenza del Consiglio non li dichiarò norme intruse e ritenne di non doverli espungere - metteva in piedi un discutibile sistema di agenzie che intervenisse, di fatto, per spazzolare il sistema esistente, certamente obsoleto, da rinnovare, da rivedere, scaricando in capo alle amministrazioni locali quelle che erano le funzioni con lo spirito che ha caratterizzato tutte le riforme che questa Giunta ha messo in piedi in questi quattro anni: partiamo così, poi per strada lo aggiustiamo. E' tutto ancora lì che attende di essere aggiustato e di entrare a regime in una maniera proficua ed efficace. Accadde però questa volta che seppure il Presidente del Consiglio non abbia dichiarato quei dieci commi norme intruse, la terza Commissione li cassò con decisione propria sia per la loro estraneità alla materia finanziaria e contabile, sia perché in concomitanza con i lavori della Commissione terza c'era la Commissione sesta, un'articolazione di questa Assemblea, che stava procedendo all'esame di un testo concordato in Commissione, puntuale ed organico per regolare la materia. Intanto però le lacerazioni interne alla maggioranza portavano in un dato momento ad un'apparente soluzione - noi l'abbiamo vissuta da fuori e ci siamo resi conto che qualcosa doveva aver fatto scoppiare la pace - fruttando sull'argomento un compromesso alle mille tensioni interne, producendo il reinserimento nel testo di legge finanziaria dei sette commi, di quei sette commi, diversi dai primi dieci, che oggi sono nell'articolato di legge che il Consiglio sta esaminando.
Ecco, allora, in linea di principio generale io credo sia difficile non sostenere che ogni riforma merita un percorso parlamentare puntuale, organico, approfondito, che non inventi ogni volta un'emergenza facendone una necessità e che consenta all'Assemblea e alle parti della società civile che ne sono interessate di confrontarsi nel merito e di arrivare a valutazioni comuni. Io credo che sia difficile obiettare che sia possibile e corretto utilizzare l'autobus della finanziaria, perché queste norme non hanno alcuna attinenza con l'elaborato della finanziaria, perché c'è una Commissione consiliare che ha elaborato un testo che è giusto che sia esaminato dal Consiglio! Il testo è stato licenziato e mandato alle altre Commissioni per il parere di merito e tocca a questa Assemblea decidere su quel testo, perché i commi che sono stati riportati nell'articolato della finanziaria sono una frittata mostruosa che prende pezzi di articoli della proposta di legge licenziata dalla Commissione e aggiunge alcuni commi che placano la sete di commissariamento del Governatore, comma 32, mi pare, che divide il fronte dei consorzi sopprimendo immediatamente le zone industriali di interesse regionale, riducendo il fronte interessato dall'argomento…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cuccu.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Ho finito, mi bastano dieci secondi. E quello, infine, che umilia questo Consiglio mettendolo sotto schiaffo, che è il comma numero 33 o 34, che dice: "Se entro tre mesi il Consiglio non approva la legge la Giunta può commissariare i consorzi". Ora, al di là del merito, questa è una cosa che io credo che questo Consiglio non possa e non debba sopportare, cassando quei commi all'interno del testo della finanziaria.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cuccu.
E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, la ringrazio e assieme al ringraziamento le comunico che rinuncio all'intervento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cugini.
E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. In effetti stavo pensando di rinunciare, però l'intervento dell'onorevole Sanna Alberto mi ha risvegliato e mi costringe ad intervenire perché mi è sembrato che l'agricoltura in Sardegna ormai vada benissimo, tutti i problemi sono stati risolti, l'unico problema è che abbiamo un costo aggiuntivo per l'agricoltura sarda dovuto al fatto che importiamo materia prima.
Bene, io vorrei, evito all'Assessore di leggere la replica in Aula sulla finanziaria 2007. Evito proprio perché altrimenti non mi resta il tempo per commentare invece la finanziaria del 2008. Io mi auguro che l'Assessore, così come tutta la maggioranza, così come il Presidente della Giunta, abbiano letto il parere della Commissione. Mi pare che non ci sia un solo articolo riguardante l'agricoltura che sia passato indenne in Commissione da critiche, Assessore, un solo articolo. La Commissione ha dato un parere negativo alla proposta finanziaria nel settore agricolo, non può l'onorevole Sanna dopo le considerazioni fatte nell'espressione del parere, dire che tutto va bene. Vede, Assessore, io mi limiterò a criticare due aspetti dell'articolato che riguarda il settore dell'agricoltura: sono il comma uno dell'articolo 7; e intanto va ricordato che chi sollevò il problema del finanziamento per venire incontro allo stato sanitario degli allevamenti suini, fu proprio l'UDC, fu proprio la minoranza nella precedente manovra finanziaria, perché voi vi eravate dimenticati di inserire anche un solo euro. Però ciò che mi meraviglia è che quest'anno inserite 2 milioni di euro per il miglioramento, l'adeguamento o la realizzazione delle strutture aziendali di allevamento. Io mi chiedo con 2 milioni di euro quante e quali e soprattutto dove, va bene che c'è il riferimento all'articolo 1 dell'ordinanza del Presidente della Giunta del 2006, dicevo quante, quali, come e dove dovrebbero essere spesi questi 2 milioni di euro. Ma ciò che mi sorprende, e ho sollevato il problema in Commissione, Assessore, è il comma due dell'articolo 7, che devo per forza leggere in quest'aula, perché ancora non è chiaro a nessuno, così come non è chiaro al Presidente della Commissione: "E' autorizzato nell'anno 2008 la spesa di euro 6 milioni per l'acquisizione, l'adeguamento o la realizzazione di aree, punti vendita, piattaforme distributive, strutture commerciali in genere da affidare in gestione a condizione di mercato a produttori ortofrutticoli o florovivaistici…". Perché, Assessore, solo a queste due categorie? Sono forse gli unici operatori in agricoltura? Quali sono queste aree, quali sono i punti vendita, quali sono queste strutture commerciali. Siccome già da novembre 2007 mi pongo questa domanda, l'ho posta in Commissione, la ripeto in Aula, mi auguro che in sede di replica l'Assessore possa rispondermi, ma domando ancora una volta: perché solo il settore ortofrutticolo e il settore florovivaistico? Quindi vuol dire che avete già un indirizzo, avete già pensato dove mandare i 6 milioni di euro, come se non bastasse al comma quattro, che rileggo all'Aula vuota, perché ormai a nessuno interessa il contenuto di questa finanziaria. Il comma quattro recita: "E' autorizzata nell'anno 2008 la spesa di 5 milioni di euro per la concessione di contributi a favore degli enti locali…". Per che cosa? "…Per l'acquisizione, riconversione a fini istituzionali e comunque di pubblica utilità di aree, stabilimenti, impianti di lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agro alimentari, dismessi…". Quindi, questa è una marchetta, Assessore, ci deve dire quali sono queste aree, quali sono gli stabilimenti e impianti di lavorazione, ma soprattutto quali sono quelli di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agro-alimentari dismessi. Non entro in merito all'altro dettato dai commi successivi per l'agricoltura perché gli investimenti in agricoltura, Assessore, finiscono qui, no ne trovo altri se non il contributo, ormai che è diventato perenne, ai consorzi fidi, altri investimenti in agricoltura no ne trovo. Però stranamente avete abolito una legge, potevate proporre la modifica, la legge numero 21 voluta all'unanimità da questo Consiglio regionale nella precedente legislatura dov'era possibile inserire dei fondi per venire incontro alle imprese agricole, che comunque volevano o avrebbero voluto migliorare o realizzare nuove strutture in agricoltura. Voi avete abolito quella legge non ne avete però proposto neanche una nuova per il settore agricolo, sfido l'onorevole Sanna, sfido l'onorevole Licheri a dire in questa Aula quali sono le leggi approvate in questa legislatura a favore del comparto agricolo. Eppure rileggendo il progetto… anzi il programma di Sardegna… com'era: "Sardegna insieme", era il programma di Soru?
CUGINI (Sinistra Autonomista). "Sardegna canta!"
CAPPAI (U.D.C.). Ha ragione l'onorevole Cugini, "Sardegna canta", "Sardegna insieme", uno dei settori su cui puntava la ripresa dello sviluppo economico per la Regione sarda era il settore agricolo. Uno di quei settori trainanti diceva quel programma voluto dal presidente Soru. Bene non c'è riuscito l'assessora Addis, che improvvisamente avete trasferito quale grande esperto nel settore agricolo a fare il direttore generale, perché è diventata nel frattempo esperta di lavoro e avete sostituito con l'assessore Foddis per dare più slancio. Ecco, Assessore, abbiamo perso i fondi dell'Unione Europea, l'unica cosa che registriamo è che c'è un ricorso. Aspettiamo con fiducia. Probabilmente è l'ennesimo ricorso che voi proponete e probabilmente sarà l'ennesimo ricorso a cui vi verrà detto no. Il tempo sta per scadere, avremo modo, Assessore, di riparlarne durante la discussione sugli emendamenti. Colgo l'occasione, visto che c'è l'assessore Rau, non me ne voglia torno ancora una volta sulla mineraria Silius. Abbiate il coraggio di dire a quei lavoratori che devono stare a casa, perché al comma 20 e al comma 21 decretate la morte della mineraria e state continuando a imbrogliare quei lavoratori nonostante abbia ancora qui la lettera del presidente Soru che già nel giugno 2004 diceva che ai lavoratori: con la nuova maggioranza che amministrerà la Regione avremo l'occasione per salvare i posti di lavoro e lasciare l'unica realtà produttiva per il Gerrei. Ecco, Assessore, avremo modo anche in questo caso di rintervenire durante la discussione sugli emendamenti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
Decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Il mio è un intervento che non utilizzerà tutti i dieci minuti, ma vuole entrare in merito ad alcuni aspetti che mi sembra sia il caso di rilevare. L'articolo 7 tratta del sistema produttivo che noi abbiamo in Sardegna, il sistema che naturalmente regge l'economia, lo sviluppo della nostra Regione, il sistema dove ogni euro investito dovrebbe essere rivolto, almeno dal mio punto di vista, a potenziarlo. Bene, io parlo con la piccola esperienza che ho, non per criticare questa finanziaria e questo articolo, ma per criticare quello che è l'approccio che nella finanziaria viene fatto, in particolare quando si parla di sistema produttivo della nostra Regione. Questo articolo, come gli altri che ho potuto constatare nelle precedenti finanziarie, è sempre rivolto a dare sostegno, solidarietà, supporto ad un'economia e ad uno sviluppo che certamente occorrerebbe affrontare in maniera molto diversa. L'agricoltura e l'industria sono due settori portanti dell'economia, e sarebbe così, o perlomeno culturalmente saremo corretti se affrontassimo questo problema anche nella finanziaria con un approccio diverso. Non vedo proposte che vadano verso la ricerca, di cui si sente fortemente il bisogno per avere un'industria ed un'agricoltura diversa, non vedo programmi finanziati all'interno della finanziaria, non vedo messaggi che siano attrattivi verso coloro che, nel nostro sistema produttivo, potrebbero in qualche modo pensare di investire venendo anche da fuori, perché io credo che di questo noi abbiamo bisogno, questo è quello di cui noi solitamente parliamo, e che invidiamo quando osserviamo altre realtà che, attraverso questi metodi, sono riuscite a venir fuori da questa crisi, dalla crisi che noi in questo momento abbiamo. Vedo che in agricoltura - ne parlo solo perché è argomento che, come consiglieri, ci spetta di approfondire, e non perché sono esperto del settore, mi scuserà l'Assessore, la Giunta, se qualche cosa non è valutata con quella che è la professionalità che probabilmente bisogna avere, che lei ha, Assessore, per affrontare temi di questo genere -, io credo che in agricoltura, quando vediamo una miriade di piccole imprese che non riescono a reggere perché sono troppo piccole per poter affrontare il mercato, per poter essere in qualche modo competitive nei confronti di chi, invece, in questo settore riesce a invadere i mercati del mondo, beh, probabilmente c'è qualcosa che non funziona, probabilmente c'è qualcosa nel quale bisogna davvero intervenire in maniera sistematica e forte per cambiare pagina, perché altrimenti noi stiamo, così come ho detto all'inizio, ad ogni finanziaria, cercando di supportare, di dare solidarietà, di dare conforto a chi, in qualche modo, è condannato a perire. Mi andrebbe di fare lo stesso ragionamento anche nell'industria, se non fosse che quando noi pensiamo all'industria, quella che contribuisce a realizzare un prodotto interno lordo che sappiamo essere importante nella nostra Regione, sappiamo però che poi bisogna fare riferimento a quelle due o tre, forse andiamo a esagerare, cinque, non lo so se ci sono nemmeno, perché poi tutto il resto è quella struttura della quale noi costantemente ci dobbiamo preoccupare, perché è pure giusto che non vogliamo perdere i posti di lavoro di chi è occupato, ma è anche vero che con le risorse che negli anni si sono spese per mantenere quelle realtà, probabilmente, avremmo potuto fare ragionamenti diversi. Questo è quello che io constato, questo è quello che io vedo all'interno di questa finanziaria. Gli alti costi dei trasporti, il costo dell'energia, l'assenza delle infrastrutture, non è che incidono solo sull'industria, incidono anche su quello che è tutto il settore economico e di sviluppo, sul quale io ritengo dobbiamo fare maggiore attenzione, tenendo conto, poi, che se funzionasse questo, probabilmente noi avremmo una finanziaria che potrebbe davvero preoccuparsi delle altre cose, si potrebbe preoccupare di più dell'agricoltura, si potrebbe preoccupare di più di quella che è la formazione, si potrebbe preoccupare di utilizzare le risorse che questo sviluppo ci potrebbe dare. E' qui, io credo, il nodo fondamentale sul quale forse bisogna fare ragionamenti diversi. Io non sono contrario a questo articolo 7, per il semplice fatto che si ripete quello che noi solitamente abbiamo fatto, però, colleghi e signori della Giunta, io credo che l'approccio diverso l'avremmo dovuto avere, e probabilmente avremmo avuto ragionamenti diversi anche in questo momento.
Abbiamo presentato alcuni emendamenti. Uno in particolare è quello che riguarda i consorzi industriali. Noi socialisti, ma non da soli - probabilmente c'è stata una parte politica che su questo ha fatto qualche passo indietro -, come ho sentito dire anche da altri, e a noi va di ribadirlo, quando si devono affrontare settori importanti, che devono essere governati da leggi importanti, non è possibile che questo si possa fare attraverso alcuni articoli che sono messi all'interno della finanziaria. Noi capiamo che c'è un ritardo forte, noi capiamo che bisogna anche lì intervenire, perché sennò sarei contraddittorio con le cose che ho appena detto, ma è anche vero che se c'è una legge pronta, se quella legge può essere portata qui nel breve tempo, è un'occasione perduta se non diamo a questo Consiglio e a coloro che davvero conoscono la realtà, e che hanno affrontato in Commissione, e agli altri che non ne hanno avuto l'opportunità, di entrare nel merito di fare una legge che sicuramente la Sardegna merita, non attraverso scorciatoie, come ci sembra stia avvenendo in questa finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Saluto gli Assessori, i colleghi, che hanno avuto la pazienza di rimanere. Anche io ritengo che non si possa fare un intervento esaustivo sull'utilizzo delle risorse del sistema produttivo isolano, e allora mi limiterò a fare alcune osservazioni, con l'intento di sottoporre all'attenzione di quello che rimane dei Consiglio aspetti del sistema produttivo che dovrebbero essere degni di considerazione per il significato che hanno, e per la necessità, a nostro avviso, di essere sostenuti. In un sistema integrato, la crisi di settori specifici si ripercuote sul sistema già fragile delle attività produttive, che vivono difficoltà che sono legate anche ad aspetti generali di mercato e di economia. Il nostro ha fondato le basi del suo sviluppo sul turismo, e su questo abbiamo già formulato le nostre osservazioni che, serenamente, così, possiamo riassumere nel concetto che una politica di riforme, anche se animata da nobili e condivisibili intenti, e dalla necessità di preservare il bene ambientale, non può rallentare nel tempo un modello di sviluppo che, nella nostra Regione, è di assoluta eccellenza, e che ha consentito concrete forme di integrazione occupazionale e produttiva tra territori dell'interno e territori costieri. E' un modello che va sostenuto investendo risorse umane e finanziarie, e questo ci si attende da una finanziaria, con un impegno nelle infrastrutture, nelle politiche dei trasporti, nella promozione, in tutte le iniziative destinate a prolungare la stagione turistica nel sostegno ai settori collegati. Occorre valutare anche la potenzialità in termini di posti di lavoro che si aprono per quelle entità, che sono già dentro un piano di marketing. Ma il turismo non può e non deve essere una monocultura, e nel nostro territorio non può calare come una mannaia una vicenda come quella della Palmera, che, anche per precise responsabilità di una proprietà demotivata, abbiamo vissuto anche assieme all'assessore Rau un'interlocuzione con persone che non erano motivate. Ma la considerazione è quella che ha visto la fine una delle più importanti industrie del settore che pure aveva punti di forza, un'Azienda di tutta eccellenza per marchio e qualità di prodotto. E allora, è necessario sostenere i comparti che soffrono, che sono comparti storici, un tempo fortemente attivi, oggi in crisi, ma ricchi di potenzialità, sono settori che non possono andare da soli e devono essere, a nostro avviso, fortemente sostenuti. Soffermiamo allora l'attenzione sul comparto del sughero che comprende in Sardegna tutte le componenti di filiera che sono nel distretto industriale di Tempio-Calangianus aperto a tutti i comuni che operano nel settore, dà lavoro a 1500 addetti diretti, oltre 1200 addetti nelle unità ausiliarie. E' una crisi legata a fattori quali la difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, nuovi spazi di mercato per tappi in plastica, silicone, frammentazione del settore artigianale, mancanza di interventi adeguati per la sughericoltura, concorrenza del Nord Africa, mancanza di una valida pubblicità, di un marchio di qualità, di una certificazione, difficoltà a diversificare la produzione, assenza di una politica di valorizzazione e promozione, ma veramente coordinate e motivata del tappo naturale ecologico. E quindi le proposte possono concentrarsi nell'ambito di investimenti finalizzati all'innovazione e al potenziamento delle capacità produttive, alla promozione e valorizzazione del tappo di sughero, al controllo di qualità, all'adozione da parte della Regione di una politica di forestazione adeguata e ad interventi per la ricostituzione e la tutela di quel patrimonio boschivo che, per un evento avverso, imprevedibile, dove non nevica mai e quando nevica accadono cose davvero straordinarie, ecco, la qualità di questa neve ricca, eccessivamente pesante, concentrandosi ha fortemente compromesso, nelle ultime nevicate, la salute delle piante, ha creato davvero elementi di forte pericolosità se l'Ente foreste non interverrà per quanto riguarda il pericolo degli incendi. E poi un altro settore sul quale occorre soffermare un po' la nostra attenzione è quello del granito, che nell'ambito del lapideo è un settore sicuramente in crisi, e anche questo prodotto ho avuto un successo derivato dalle caratteristiche tecniche del granito in Sardegna che assicura la più alta performance di durezza, durevolezza, resistenza complessiva tra i pochi lapidei ornamentali utilizzabili nei rivestimenti, soprattutto ad altezze oltre i 100 metri. I cinesi stanno invertendo la rotta, stanno riacquistando, ci sono delle aziende che stanno esportando in Cina, nei grattacieli di Shangai si mette il granito di Buddusò. Quindi è da rilevare che questo distretto vede produzioni e vendite che si attestano in gran parte sul semilavorato anziché sul prodotto finito, ma la causa principale della crisi è la massiccia concorrenza cinese che si è accaparrata una grossa fetta di mercato ai danni del prodotto sardo, e quindi le caratteristiche pregiate di questo prodotto, riconosciute e apprezzate persino dal competitore per eccellenza, fanno sì che sia evidente che il rilancio del granito debba partire da una campagna di informazione pubblicitaria che valorizzi queste sue peculiarità e riconosca la qualità. E' importante anche che venga comunque ottimizzato il processo di lavorazione arrivando in Sardegna a fare seconde e terze lavorazioni, e io ritengo che la Regione non possa, da una parte, in forma di semplici enunciati, esternare una politica di incentivazione dell'imprenditorialità mirata a ottenere lavorazioni sempre più finite, e poi aumentare, in modo direi esagerato, i canoni delle polizze fideiussorie per il ripristino dei luoghi; è chiaro che questo, per quanto possa essere un principio rispettabile per quanto riguarda una politica di attenzione all'ambiente, mette ulteriormente in crisi, perché questi canoni fideiussori in questo momento incidono con ulteriori oneri sulle imprese. Ecco, ci sono da fare altre considerazione relativamente alla possibilità di agevolare l'accesso al credito delle imprese, soprattutto più piccole, ci sono interventi, abbiamo degli emendamenti che possono riportare l'attenzione, ma, io, chiudo il mio intervento dicendo che l'intento degli emendamenti non è quello di presentarci come depositari dei buoni sentimenti nei riguardi di un territorio, è quello di arricchire anche di conoscenze, di informazioni quello che è l'esame di questo articolo che sicuramente è uno dei più importanti per gli intenti che si pone. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. L'intervento dell'onorevole Lai era l'ultimo di questa sera, i lavori si concludono qui, riprenderanno domani alle ore 10. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 21 e 30.
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