Seduta n.228 del 06/11/1997
CCXXVIII SEDUTA
Giovedì, 6 novembre 1997
(antimeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 9 e 40 .
DEMONTIS: Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì, 24 ottobre 1997, che è approvato.
Continuazione e fine della discussione degli articoli del disegno di legge: "Modifiche e integrazioni alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997) e disposizioni varie" (359)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 359. Siamo arrivati all'articolo 13 e ai relativi emendamenti 32, 47, 52 e 53. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Sì, Presidente, per chiedere una ulteriore sospensione dell'articolo 13 in quanto si sta predisponendo un emendamento complessivo e più chiaro per quanto riguarda la determinazione dei termini.
PRESIDENTE. Chiedo se anche per l'articolo 15 vale lo stesso criterio.
SASSU (Progr. Fed), relatore. No.
PRESIDENTE. Passiamo allora, visto che l'articolo 14 è stato soppresso, all'esame dell'articolo 15 e dei relativi emendamenti. Sia l'articolo che gli emendamenti sono stati già letti e illustrati, quindi se nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 46. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 16 è stato già votato e approvato. Passiamo all'articolo 16 bis. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 16 bis
Modifica alla L.R. n. 36 del 1989
1. Il comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 9 giugno 1989, n, 36, è sostituito dal seguente:
"1. La Regione è autorizzata a concedere contributi in conto capitale per l'acquisto di attrezzature sportive, ivi compresi mezzi di locomozione necessari ai disabili per lo svolgimento di attività sportive, in misura non superiore all'80 per cento della spesa prevista a favore di enti locali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive a carattere dilettantistico e organizzazioni scolastiche.".
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 5, 17 e 38. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 5.
VASSALLO (R.C.Progr.). Si tratta soltanto di una maggiore specificazione dello stesso articolo 16 bis, per evitare che in sede di applicazione possano sorgere delle errate interpretazioni dell'articolo stesso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Casu per illustrare l'emendamento numero 17.
CASU (F.I.). Non è che pur avendo chiesto la soppressione dell'articolo noi siamo contrari alle attività sportive, quindi alla acquisizione delle attrezzature sportive. Il sistema che viene seguito determina in noi questo atto di non accettazione perché non facciamo altro che erogare contributi sempre seguendo la stessa forma e lo stesso sistema. E' questo che noi vogliamo evitare, ecco perché abbiamo chiesto la soppressione dell'articolo, perché i problemi devono essere affrontati con maggiore decisione e visti nella loro complessità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 38.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, è molto chiaro; si dà la possibilità, sempre nell'ambito delle disponibilità esistenti, di utilizzare l'intera somma anche come contributo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu , relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Si accoglie l'emendamento 5 perché si tratta di una specificazione ulteriore dell'articolo 16 bis. Non si accoglie l'emendamento 17 relativo allo stesso articolo. Si accoglie l'emendamento 38 in quanto si tratta di risorse già disponibili nel capitolo 11106.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta accoglie l'emendamento 5 e non accoglie l'emendamento 17.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Come ha già detto il collega Casu, l'emendamento numero 17 ha lo scopo di far rilevare che il disegno di legge numero 359 invade purtroppo, come è avvenuto nel passato, il settore della legislazione di merito e quindi modifica le leggi che altrimenti dovrebbero subire, nell'ambito del processo normale di formazione delle leggi e delle modifiche, il vaglio e l'esame delle competenti Commissioni di merito. Siccome la variazione introdotta alla legge numero 36 dell'89, a mio modo di vedere, a nostro modo di vedere, non è di poco conto, si riteneva, proprio in ossequio a questo fondamentale principio, che questo tipo di variazione, posto che fra l'altro non ha rilevante incidenza immediata nell'ambito dell'esercizio 1997, dovesse essere assoggettata all'iter normale che è quello dell'esame dei provvedimenti e delle modifiche delle leggi esistenti in Commissione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 16 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 38. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 17
L.R. n. 8 del 1979 - Finanziamento attività consultori familiari privati
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a corrispondere alle Aziende sanitarie le somme assegnate dal V programma di finanziamento dei consultori familiari, approvato dal Consiglio regionale in data 21 dicembre 1995, e destinate alla remunerazione dell'attività svolta, negli anni 1994 e 1995, dai consultori familiari a gestione privata (cap. 12001/01).
2. Con deliberazione della Giunta regionale vengono attribuite, alle singole Aziende, le somme occorrenti al pagamento delle attività prestate dai singoli consultori nel territorio di competenza; vengono, altresì, fissati i criteri di valutazione, riscontro e remunerazione di dette attività.
3. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano alle somme già accantonate e previste dal successivo programma consultoriale a valere per gli anni 1996 - 1997.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare gli emendamenti.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il primo riguarda una questione ormai piuttosto nota, e cioè l'impossibilità di rispettare i tempi per la predisposizione dei rendiconti che sono necessari per l'erogazione. E' un problema che è stato abbondantemente sollevato ieri e che si ripropone ancora una volta oggi. Naturalmente, dal punto di vista dell'esigenza, non c'è dubbio alcuno che l'esigenza è sentita ed è fortissima; io credo che, a parte le eccezioni che possono essere concesse anche quest'anno, tuttavia sia necessario, come è emerso chiaramente ieri, che si ponga mano ad una revisione della procedura di queste leggi. Il secondo emendamento, il numero 41, riguarda invece, e questo è molto più giustificato, le somme messe a disposizione dalla legge recentemente approvata dal Consiglio regionale sulle scuole civiche di musica che non possono, evidentemente, impegnare quest'anno, o meglio che non possono spendere quest'anno le somme, e allora si chiede che l'attuazione dei programmi, per i quali comunque sono stati presi gli impegni entro il 31 di dicembre, possa essere fatta anche nell'anno successivo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 41. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 18.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 18
Aziende di trasporto
1. Il comma 1 dell'articolo 22 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, è sostituito dal seguente:
"1. E' autorizzato, nell'anno 1997, lo stanziamento di lire 140.000.000.000 per la concessione, alle aziende di trasporto pubbliche e private, di contributi d'esercizio previsti dalla legge regionale 27 agosto 1982, n. 16, e successive modificazioni ed integrazioni; una quota fino a lire 20.000.000.000 dello stanziamento suindicato è destinata all'erogazione di contributi a favore delle stesse aziende per il ripiano del disavanzo d'esercizio derivante dalla gestione dell'anno 1996 (cap. 13002/01).".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per avere qualche chiarimento. Nella legge sul bilancio, relativamente a questo capitolo, erano stati stanziati 150 miliardi, e veniva previsto che una somma pari a 20 miliardi fosse destinata all'erogazione di contributi a favore dell'azienda per il ripiano dei disavanzi degli anni precedenti. Ora mi chiedo perché, in sede di assestamento, il contributo, o meglio lo stanziamento stesso si riduce a 10 miliardi e perché i 20 miliardi che erano stati stabiliti in misura fissa, 20 miliardi per il ripiano dei disavanzi, adesso si dice fino a 20 miliardi. Il che significa che fino a 20 miliardi può essere zero oppure 20 miliardi, e quindi siamo nell'ambito di una certa attività discrezionale, chiaramente che sarà giustificata da situazioni, che evidentemente hanno suggerito questo tipo di modifica. E allora per poter votare con cognizione di causa l'articolo sarebbe opportuno, da parte della Giunta, il chiarimento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per il chiarimento doveroso.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, più che doveroso, signor Presidente, ha letto bene l'onorevole Balletto, la somma a disposizione era di 150 miliardi, viene ridotta a 140 e, soprattutto, la somma destinata alla copertura dei disavanzi delle imprese private viene modificata nel senso che si dice fino a 20 miliardi. Ecco, un accertamento da parte nostra ha permesso di verificare che per il 1996, e questo era l'anno a cui si riferivano i contributi, le esigenze non superano gli 8 miliardi. Allora, a questo punto, tenere i 150 miliardi complessivamente in quella voce era assolutamente inutile, ne abbiamo recuperato 10, e, per quanto riguarda le aziende private, diamo tutta la copertura che è richiesta ma sapendo, fin da adesso, che non supererà certamente la somma che ho appena ricordato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 19.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 19
Completamento accordi di programma Regione - Ferrovie Stato -
1. Per il completamento degli interventi relativi all'attuazione dell'accordo di programma tra la Regione e le Ferrovie dello Stato, di cui all'articolo 37 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9, è autorizzata, nell'anno 1999, l'ulteriore spesa di lire 1.000.000.000 (cap. 13058).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 20
Centri intermodali
1. E' autorizzato il completamento degli interventi finalizzati alla realizzazione di centri intermodali regionali nei Comuni di Porto Torres ed Olbia e del centro merci polifunzionale di Chilivani.
2. Per le finalità di cui al comma 1, relativamente agli interventi riguardanti i centri di Porto Torres e Chilivani, è autorizzato, nell'anno 1997, lo stanziamento di lire 5.130.000.000; con legge finanziaria per l'anno 1998 è determinata l'autorizzazione di spesa relativamente al centro di Olbia.
3. Gli stanziamenti di cui al precedente comma 2 sono iscritti in conto del capitolo 08209 del bilancio regionale per essere trasferiti alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della legge 24 giugno 1974, n. 268, ed attribuiti al titolo di spesa 11.3.08/I del programma d'intervento per gli anni 1988-89-90, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 1 e 51. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari per illustrare l'emendamento numero 1.
FERRARI (Progr. S.F.D.). Quando abbiamo approvato la finanziaria per il 1997 abbiamo introdotto la possibilità di finanziamento a una quarta organizzazione agricola, e i programmi presentati dalle tre organizzazioni agricole che beneficiavano precedentemente prevedevano una spesa pari a quello che era stato lo stanziamento di bilancio. Con la possibilità di finanziamento di una quarta organizzazione è evidente che i programmi previsti dalle altre tre organizzazioni non possono essere realizzati per intero. Quindi, l'integrazione dei 150 milioni permette alle altre tre organizzazione di realizzare i loro programmi e alla quarta ugualmente di realizzare il programma presentato dalla quarta. Tutto qui. Capisco che ci possa essere una certa riserva per incrementare i finanziamenti alle organizzazioni, ma in questo caso si tratta di una cosa giustificata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria per illustrare l'emendamento numero 51.
PINNA, Assessore dell'industria. Presidente, la ringrazio. La Giunta avrebbe preferito non dover ricorrere all'emendamento numero 51. Avremmo preferito impiegare queste risorse per finanziare direttamente la legge di riforma. Purtroppo, la legge, pur già alla discussione delle commissioni competenti, che la stanno esaminando con una certa rapidità, non è ancora in vigore, non è ancora approvata. Io colgo l'occasione, ancora una volta, per auspicare il lavoro più intenso possibile perché la legge di riforma stessa venga nel più breve tempo possibile approvata. Questo significa che, di qui all'approvazione della riforma, che - ripeto - spero sia questione di pochi mesi, considerato che siamo in fase di bilancio subito dopo l'assestamento, comunque maturano in quel sistema delle esigenze anche di carattere finanziario e che, se non si agisce in modo saggio, ci si può trovare di fronte al fatto che maturano esigenze finanziarie a perdere, nel senso che non hanno nessuna efficacia e nessuna utilità ai fini della riforma stessa.
La Giunta ritiene, dunque, che questo stanziamento, nelle more dell'approvazione della legge di riforma, possa e debba essere utilizzato nello spirito e verso le finalità stesse della riforma. In qualche modo, a legislazione vigente, siamo convinti che si possano anticipare gli obiettivi della riforma senza continuare, come è avvenuto in passato, ad erogare risorse a un sistema che non è produttivo senza che da quel sistema ci cominci a uscire. I 25 miliardi previsti nell'emendamento consentono invece un utilizzo che ci fa fare ulteriori passi in avanti nella direzione di non disperdere quelle risorse, ma di cominciare ad andare avanti sul terreno della riforma. Non a caso l'emendamento richiama l'obiettivo di accelerare le dismissioni delle partecipazioni societarie del sistema EMSA, di favorire l'esodo e il ricollocamento dei dipendenti. L'obiettivo cioè, già con queste risorse, è di continuare ad alleggerire il sistema che ancora grava in definitiva sul bilancio regionale. Il tutto dovrà avvenire sulla base di puntuali e precise direttive della Giunta e attraverso un dettagliato programma che dovrà essere approvato dalla Giunta stessa. Quindi con una doppia garanzia: direttive della Giunta verso l'ente minerario nell'impiego di quelle risorse per raggiungere quelle finalità e verifica della Giunta sul programma stesso.
Debbo anche aggiungere e concludere che in questa parte del 1997 non si è fatto tutto ciò che era necessario, ma si è tuttavia fatto molto: è stato predisposto, dopo lungo tempo, dopo anni, un disegno di legge che ora è all'esame delle commissioni, come il Consiglio ben sa, è stato raggiunto un faticoso e ahimè anche lungo, ma importante accordo con le organizzazioni sindacali sul percorso da portare avanti con la riforma, ed è stato avviato concretamente il processo di privatizzazione, di dismissione e di incorporamento del sistema EMSA. Cioè, intendo dire che il numero di società che facevano capo all'EMSA e lo stesso numero dei dipendenti che facevano capo all'EMSA ha cominciato a contrarsi nel corso del 1997, sia pure a legislazione vigente. Credo che con queste ulteriori risorse, se il Consiglio deciderà di accordarle, si possa fare un notevole passo ulteriore in questa direzione. A questo fine si è anche attivata un'iniziativa molto forte verso il Governo perché consenta una quota consistente di mobilità lunga che ci consentirebbe di alleggerire il sistema EMSA di alcune centinaia di dipendenti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Signor Presidente, per chiedere questo: sono rimasti da esaminare praticamente, escluso gli articoli che sono tecnici, gli articoli 20, 21 e 13, che è stato sospeso. L'articolo 13 è stato sospeso perché c'è una serie di problemi che devono essere un attimo coordinati per capire, e l'articolo 20, non l'articolo originario, ma per quanto riguarda l' emendamento numero 51 che è stato presentato da pochissimo tempo e quindi non ha avuto modo nessuno di valutarne gli effetti, alcuni emendamenti presentato all'articolo 21, che ha dieci emendamenti complessivi, hanno bisogno di un minino di approfondimento, per cui sentiamo la necessità di chiedere una sospensione dei lavori che consenta di mettere un po' di ordine sulle volontà per quanto riguarda queste materie. Quindi una sospensione che sia in qualche modo congrua.
PRESIDENTE. Può quantificarla?
SECCI (Popolari). La quantificazione, possono essere dieci minuti o può essere un'ora.
PRESIDENTE. Mettiamo un termine.
SECCI (Popolari). Un'ora.
PRESIDENTE. Io suggerirei che nel volgere di un'ora si esaminino anche i problemi connessi al successivo disegno di legge.
SECCI (Popolari). Per quello c'è bisogno di riunire la Commissione Presidente, è un'altra cosa.
PRESIDENTE. Non è che voglia riunire la commissione, no? Io avevo inteso così.
SECCI (Popolari). No, la commissione no, è un problema politico.
PRESIDENTE. Allora no, ho capito.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, noi non siamo contrari eventualmente se vi sono delle esigenze, ma mi pare che tre minuti, dico tre minuti, siano più che sufficienti oltre i quali riteniamo che debbano proseguire i lavori dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). A me sembra che quando un gruppo o una forza politica abbia chiesto la sospensione, sia sempre stata concordata e veramente fa specie e meraviglia che Forza Italia, rispetto a un argomento particolarmente così delicato, ritenga che tre minuti siano sufficienti. Io invece ritengo che tre minuti non sono sufficienti, anzi, dato che questi emendamenti introdotti hanno una grossa valenza anche per l'importo e l'impegno finanziario che vengono indicati anche rispetto alla posizione(?) politica che gli stessi emendamenti si propongono, io sostengo la richiesta di sospensione di un'ora perché ritengo che sia necessario non soltanto per il Gruppo dei Popolari, ma ritengo per tutta l'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). L'esigenza di una sospensione per una breve riflessione può essere tirata da una parte o dall'altra, quindi può essere tirata verso il minuto e mezzo o verso le tre ore, noi non abbiamo nessuna difficoltà ad essere d'accordo su una breve sospensione purché sia chiaro che non c'è scritto nello Statuto e nemmeno nel Regolamento che il venerdì non si lavora.
PRESIDENTE. Io sono un lettore attento di Orazio il quale dice che "est quiddam inter Tanain socerumque Viselli" cioè un qualcosa a metà strada tra il poco e il troppo poco. Sospendiamo i lavori per tre quarti d'ora.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, altre volte il Gruppo di Forza Italia ha chiesto proprio io ricordo benissimo, nel corso della finanziaria, la sospensione. Ora qui non è un problema di sospensione perché un provvedimento deve tornare in Commissione. Allora se c'è una esigenza del Gruppo dei Popolari, mi pare che se ho ben capito, è una esigenza del Gruppo dei Popolari o dell'onorevole Eliseo Secci, che 5, 10 minuti siano più che sufficienti, noi non consentiamo, lo dico con chiarezza, a sospensioni che siano superiori a 5 o 10 minuti. Ne tenga conto, se il parere delle opposizioni ha un senso, Presidente, ne tenga conto.
PRESIDENTE. Sì io sto tenendo conto di tutto, ma vedo che il numero degli emendamenti, giunti anche un attimo fa, per esempio sull'articolo 13 è giunto 30 secondi fa un emendamento che rimette in discussione quegli altri tre emendamenti che c'erano; sull'articolo 21, vedo che ce ne sono più di 10, mi pare che sia anche un pochino ingeneroso ipotizzare che tre minuti siano perentori. Io sono dell'opinione che nel caso bastino 10 minuti, dopo 10 minuti si riprendano i lavori, ma che non si metta il limite, cioè se l'onorevole Secci ritiene che per affrontare questi problemi, non per fare altro, ritiene che dieci minuti siano sufficienti, non vedo perché ... il problema è quello che poneva ieri l'onorevole Desiderio Casu, cioè che gli emendamenti che vengono presentati un attimo fa hanno bisogno di essere letti e considerati, tutto qui.
PITTALIS (F.I.). Presidente, tutto qui un bel niente, stiamo parlando di emendamenti all'articolo 20 che sono stati già presentati nella giornata di ieri, quindi non riusciamo a capire la ragione, ce la spieghi, se c'è una ragione politica o se c'è un'altra ragione di altra natura.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, non si tratta solo degli emendamenti all'articolo 20, cioè ci sono anche gli emendamenti all'articolo 13 che erano stati oggetto già di lunghe discussioni ieri pomeriggio ed è stato approntato un nuovo emendamento che dovrebbe compendiare tutti quegli altri seguendo una nuova logica, quindi questo è un fatto abbastanza nuovo. L'onorevole Marteddu chiede di intervenire, ma se continuiamo così stiamo impegnando molto più tempo di quello che sarebbe stato necessario. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Tre minuti dell'onorevole Pittalis sono già abbondantemente trascorsi, quindi bisogna ricominciare daccapo. Devo dire che la richiesta dell'onorevole Secci non è una richiesta del Gruppo dei Popolari. L'onorevole Secci, in quanto Presidente della Commissione, intende coordinare, insieme al relatore, gli emendamenti che sono stati presentati ieri sera per vedere di rendere più spediti i lavori dell'Aula. Mi pare che questo sia. Quindi noi siamo d'accordo per la sospensione.
PRESIDENTE. Allora sospendiamo i lavori per il tempo massimo di tre quarti d'ora sperando però e invitando a concludere possibilmente anche prima. Comunque i lavori sono aggiornati alle ore 11.
(La seduta sospesa alle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 11 e 09)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ci eravamo fermati all'articolo 20 al quale articolo 20 erano stati presentati due emendamenti sui quali eravamo in attesa del parere della Commissione e della Giunta. Ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Per quanto riguarda l'emendamento 1 la Commissione non lo accoglie, in quanto già nel bilancio per il '97 era inserita una cifra considerevole; erano 900 milioni nel capitolo 10013/02, e anzi nella discussione sia in Commissione che in aula era emersa l'esigenza di ridurre le risorse destinate a questo capitolo. Per cui non si accoglie l'emendamento numero 1. Per quanto riguarda l'emendamento 51, la Commissione non ha avuto modo di valutare l'emendamento ma intervengo a titolo personale, esprimendo quindi una opinione personale, dicendo che questo Consiglio viene chiamato ancora una volta a decidere un ulteriore trasferimento di risorse all'Ente minerario sardo, in assenza del riordino dell'ente stesso. Lo stesso Assessore nell'illustrare l'emendamento ha detto che la Giunta avrebbe preferito non presentare un emendamento di questo tipo. Tuttavia io credo che occorra garantire lo stanziamento, perché così come impostato l'emendamento non è un stanziamento fine a se stesso, è un emendamento che va verso la riforma, che offre precise garanzie affinché lo stanziamento sia finalizzato ad accelerare la dismissione delle partecipazioni societarie, che sia finalizzato a risolvere il problema dei dipendenti, che favorisca l'esodo del personale e il ricollocamento del personale. Quindi in questo senso un emendamento, una destinazione di risorse che abbia questa finalità, che si muova verso la riforma dell'ente stesso, io credo che offra precise garanzie e che quindi il Consiglio possa e debba approvarlo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette al parere del relatore di maggioranza.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Ancora una volta ci troviamo ad affrontare il problema EMSA con uno stanziamento di 25 miliardi. Io non dubito che l'Assessore abbia ragione nel sostenere che deve essere fatta la ristrutturazione di tutto questo gruppo di società. Allora, in attesa che si faccia questa ristrutturazione... onorevole Marrocu, se per cortesia lei se ne va io parlo, se no sto zitto.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di consentire all'oratore di proseguire.
CASU (F.I.). Io ritengo che questo discorso lo si sarebbe già dovuto affrontare in Aula abbondantemente, anche recentemente abbiamo avuto occasione di parlare di questo problema e l'Assessore disse che sarebbe stato necessario un dibattito, non di cinque minuti o di dieci minuti, ma di una mattinata intera o forse anche di una giornata intera per affrontare i problemi che riguardano l'EMSA. Che ci possono essere delle urgenze, ripeto, io non lo metto in dubbio però ho dei dati che sono veramente allarmanti sulle risorse che noi stiamo bruciando attraverso l'EMSA. E dico bruciando, credo a ragione, perché evidentemente le risorse sono male utilizzate in quanto io ho in mano, ve l'ho fatta vedere qualche altra volta, se non ricordo male, una delibera della Giunta con la quale ci si accolla un totale di spese per l'anno 1996, a copertura delle perdite, per 84 miliardi e 770 milioni. Non è cifra trascurabile. Se volete vi dico anche qualche dato più analitico. Andiamo a vedere la Bariosarda S.p.A. chiude con una perdita di 14 miliardi e 626 milioni; la Progemisa con 11 miliardi e 808 milioni; la Remisa con 8 miliardi 379 milioni; l'Isgra S.p.a. (?) con perdite per un miliardo e 392 milioni; Granitsarda 2 miliardi e 990 milioni; Salsarda(?) 5 miliardi e 12 milioni, ne salto qualcuna che ha delle perdite più modeste per passare alla Sarda Bauxiti S.p.A. 12 miliardi e 259 milioni, nonché Miniere Iglesiente S.p.A. 27 miliardi 415 milioni. Io ritengo che il Consiglio debba tener presente che in questo gruppo di società sono impegnati mille, milleduecento dipendenti; questo è un fatto che certamente noi non possiamo trascurare, però io ritengo che debba parallelamente essere tenuto presente che le perdite che subiscono queste società annualmente, io ne ho contate, come vi ho detto, 84 miliardi, l'assessore in una precedente assemblea mi aveva corretto e disse che all'incirca le perdite annuali si aggirano intorno ai cento miliardi. Se vado a vedere qualche dato che riguarda la produzione, la situazione certamente diventa ancora molto più preoccupante. Bariosarda, questa è una pubblicazione della Giunta, quindi ritegno che sia assolutamente affidabile, fatturato '96: 5,5 miliardi; perdite esercizio '95: 6 miliardi. Cioè l'ammontare della perdita è superiore al fatturato del '95. Felsarda (?): fatturato 430 milioni nel '96, perdita esercizio 1995: 1 miliardo e 300 milioni. Carbosulcis, fatturato 1996: 250 milioni, perdita 1995: 42 miliardi e 200 milioni. Granitisarda, fatturato 2,4 miliardi; perdita esercizio 1995: 2,4 miliardi. Io credo che ogni consigliere che abbia a cuore la sorte dell'Isola e di tutti gli operatori dell'Isola a livello imprenditoriale, a livello di prestazioni di lavoro, non possa ignorare questo fatto. Io dico che prima che il Consiglio decida ancora una volta, perché non è mica la prima volta, di stanziare ulteriori 25 miliardi per l'EMSA debba affrontare quel dibattito di cui si parla. Assessore, io ritengo che di fronte a queste società il problema della privatizzazione abbia scarso senso, io ritengo che ci sia uno spreco di energie, uno spreco di risorse, di ammontare pauroso. Quando qualche giorno fa, attraverso la relazione di minoranza vi ho detto che se ci fosse stato anche in Sardegna un pool di "mani pulite" e avesse messo mano a questo complesso di società ne avremmo visto delle belle; questi sono i termini che ho usato. Li ripeto anche oggi, in Consiglio, perché ritengo che abbiano piena validità. Perché se noi dovessimo andare, mettere veramente le mani, esaminare i conti economici di queste società, ne scopriremmo delle belle. Allora io ritengo che quest'Aula, in modo accorto, prima che si faccia un dibattito attraverso il quale si metta a nudo la situazione di questa società, non debba stanziare ulteriori fondi. Vi faccio una proposta provocatoria: le perdite annue sono 100 miliardi circa, se noi paghiamo tutto il personale dipendente, tenendolo a casa spendiamo di meno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, certamente non è la prima volta che ci troviamo in quest'Aula a dover affrontare il delicato problema dell'EMSA, e credo anche che non sarà l'ultima, purtroppo, assessore Pinna, nonostante le parole che stanno precedendo questo dibattito che lei, con estrema rassicurazione, ha fornito a questa Assemblea circa un'ora fa. Ma io mi chiedo se, ancora una volta, a distanza di neanche quattro mesi rispetto al 7 agosto di questo anno, quando questo Consiglio, dopo una lunga e ragionata discussione, approvò un ordine del giorno dove venivano impegnati 25 miliardi da utilizzare esclusivamente, così recitava il testo dell'emendamento, per il pagamento delle retribuzioni e per il collocamento in lista di mobilità lunga, nonché per l'esodo volontario incentivato dei dipendenti di società controllate dal gruppo dell'Ente Minerario Sardo. Sono passati ormai tre mesi, sicuramente pochissimi per ritrovarci qui a dover affrontare l'ennesima discussione per l'ennesimo finanziamento di altri 25 miliardi, probabilmente molti per chiedere all'Assessore che fine abbiano fatto questi 25 miliardi che in quell'occasione vennero, in maniera sollecita, richiesti proprio per avviare quel processo di privatizzazione che, credo, si debba dare merito all'opposizione di aver in questi anni accelerato ponendo la maggioranza in toto di fronte alla necessità così tanto sollecitata da un po' tutti i settori politici durante il periodo preelettorale, ma che poi, nei fatti, pareva non dovesse dare nessun seguito neanche durante il corso di questa legislatura. Allora noi attendevamo, e mi sembra che ci fosse stato anche un impegno da parte dell'Assessore dell'industria all'epoca, attendevamo e credo che questa potrebbe essere l'occasione, Assessore, di sapere passo per passo in quale maniera sarebbero stati utilizzati quei soldi. E avevamo anche detto che al di là di quello che poteva essere un mero computo ragionieristico e quindi di analisi di quelli che sono i reali costi delle singole aziende, delle singole società partecipate dell'ente minerario, che il collega Caso ha riportato fedelmente nell'intervento che mi ha preceduto, chiedevamo di entrare nel vivo di un dibattito politico che facesse veramente e pienamente luce su quelle che erano da considerare le strategie non solo della maggioranza ma dell'intero Consiglio, perché a più riprese abbiamo sostenuto che questo è un problema che non riguarda solo i banchi della maggioranza, ma che riguarda l'intero Consiglio regionale, quindi conoscere quali erano in prospettiva le strategie per arrivare a una determinazione seria sul metodo e sui modi per attivare le privatizzazione del Gruppo Ente Minerario Sardo, nella fattispecie, ma poi credo che si dovrebbero dedicare veramente alcune sedute sul problema delle privatizzazioni, perché oggi ci troviamo a dover discutere del problema dell'Ente minerario ma da troppo di stiamo dimenticando di altre società che vivono gli stessi problemi, se non peggiori, dell'Ente minerario sardo. Oggi ci troviamo a dover decidere su questo finanziamento richiesto dalla Giunta senza sapere ancora, caro Assessore, e questo non perché lei l'abbia riportato all'interno di quest'aula, ma perché ancora una volta i consiglieri regionali si sono dovuti improvvisare investigatori privati e quindi andare a ricercare dati e documenti che evidentemente vengono segretati dalla stessa Giunta, e quindi, dicevo, senza ancora conoscere quali risposte la Regione autonoma della Sardegna abbia dato alla Unione europea rispetto alla richiesta che la stessa nel giungo del 1997 ha formulato alla nostra Regione, sollevando il problema di possibili aiuti non corretti concessi dalla Regione stessa a società quali SIGMA INVEST, INTEX e l'Ente Minerario Sardo. Nella stessa corrispondenza della Unione europea si legge, in particolare, per quanto riguarda il discorso Ente Minerario Sardo: "Allo stesso modo gli interventi finanziari adottati dall'Ente minerario sardo a favore di aziende sue controllate sembrano costituire aiuti di Stato e non rientrare nell'ambito di applicazione della menzionata legge 221/90", che è quella appunto sulla concorrenza e sul controllo quindi degli atti in relazione alla stessa.
Se, in relazione a questo, noi andiamo a vedere poi una deliberazione della Giunta regionale del maggio 1997, che riguarda il ripiano delle perdite delle consociate, ci rendiamo conto che la solita strategia che viene utilizzata è quella, praticamente, di rinunciare ai crediti che la Regione vanta su alcune società. E' così e non sto a citare i dati e i numeri perché ormai credo che si debba anche considerare superata la fase dell'analisi delle perdite, perché sarebbe veramente troppo facile, quasi come sparare sull'ambulanza della Croce rossa in corsa. Invece dobbiamo riflettere su quello che è un discorso politico serio, vero, che non può prescindere, evidentemente, dal sapere qual è l'orientamento della Giunta regionale, fatto salvo il disegno di legge che giace da qualche mese nelle Commissioni di competenza e per il quale, diciamo subito, Forza Italia non nutre un proprio gradimento, perché è un disegno di legge estremamente confuso, che non traccia quello che dovrà essere il futuro dell'Ente minerario, che non ne delinea prospettive e ambizioni, che non ne inquadra quelli che dovranno essere nel prossimo futuro obiettivi e strategie. Allora, dicevo, quando leggiamo atti deliberativi come questi, dove si dice "a tali perdite l'EMSA propone di far fronte nel seguente modo: Bariosarda rinuncia a crediti per 4 miliardi 959 milioni e riduzione del capitale da 10 miliardi a 5 miliardi e mezzo; Progemisa rinuncia a crediti per 11 miliardi; Rimisa rinuncia a crediti per 5 miliardi; Isgra rinuncia a crediti per un miliardo; Granitsarda riduzione capitale; Salsarda rinuncia a crediti per un miliardo; Sardabauxiti rinuncia a crediti per 5 miliardi; Goldsardinia rinvia a nuovo delle perdite di 830 milioni; Piombozincifera sarda copertura delle perdite di 11 milioni (fortunatamente c'è anche qualche società che perde poco), e così via. Allora, dico, da una parte ci troviamo l'Unione europea che ci richiama a quello che è l'utilizzo delle risorse regionali e ci invita a evitare che si creino nella nostra regione degli atti di concorrenza sleale, così come previsto dalle direttive comunitarie, dall'altra invece abbiamo ancora una Regione che per porre fine e trovare quindi una soluzione possibile impegna, oppure disimpegna risorse o rinuncia a crediti pur di mantenere in piedi carrozzoni che ancora oggi veramente non abbiamo capito quale senso potesse avere o possa aver avuto metterli in piedi. E la cosa più triste, e mi avvio, signor Presidente, alla conclusione, purtroppo l'occasione è ghiotta e l'intervento meriterebbe più spazio ma capisco che non ce n'è, quello che ci colpisce è che, da una parte la dirigenza dell'Ente minerario sardo per anni ha difeso a spada tratta queste strutture, dall'altra parte o in un altro momento cerca di assumersi meriti di alcuni tentativi di privatizzazione ricercando in questa maniera l'autoassoluzione su gestioni fallimentari che ormai si protraggono da decenni, noi abbiamo sempre detto che per questa fase era necessario nominare un commissario in grado di avviare anche quelle procedure, così come previsto dall'accordo di programma sulla mobilità lunga, sappiamo che gli stessi dirigenti dell'Ente minerario invece di adottare le procedure della mobilità lunga stanno adottato quelle della mobilità ordinaria, tutto questo non fa altro che generare confusione, tutto questo non fa altro che generare in noi un senso di disagio e diamo l'impressione ai sardi ancora una volta di sperperare decine e decine di miliardi per cose inutili, per questo e per tante altre cose che avrei voluto dire ma non ho il tempo per dirle, fin d'ora mi dichiaro contrario all'emendamento presentato dalla Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, non c'è nessun altro iscritto a parlare?
PRESIDENTE. Sì, ci sono anche altri iscritti a parlare, ma io ho seguito rigorosamente l'ordine di iscrizione, comunque diamo la parola al consigliere La Rosa.
BALLETTO (F.I.). La ringrazio.
PRESIDENTE. Trattandosi di emendamenti, non si segue rigorosamente il criterio della rotazione, comunque si può seguire e quindi la parola all'onorevole La Rosa.
BALLETTO (F.I.). Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.
LA ROSA (Gruppo Misto). Signor Presidente della Giunta, colleghe e colleghi, come si ricorderà il bilancio 1997 aveva previsto a favore dell'Ente minerario sardo 1 miliardo e 600 milioni, era evidente a tutti che si trattava di una cifra assolutamente inadeguata a coprire le esigenze relativamente al 1997, l'ipotesi era di arrivare a produrre nel breve periodo una legge di riforma per la quale furono destinati nel fondo nuovi oneri legislativi 50 miliardi, si ricorderà anche che nel marzo scorso fu presentato un disegno di legge, di iniziativa della Giunta, per mettere a disposizione 25 miliardi che si erano resi necessari proprio per le esigenze dell'Ente minerario sardo giacché, come ho appena detto prima, le risorse previste in bilancio erano assolutamente inadeguate ed era anche evidente che non era possibile arrivare ad un progetto di riforma in tempo così celeri. Allora tuttavia io desidero ricordare che mi opposi in Commissione ed a lungo e questo perché se è vero che non potevano essere fatti in tre o quattro mesi la riforma e un processo di riassetto che andasse nelle direzioni auspicate, era anche vero che vi erano limiti nell'azione e nella operatività e che quindi prima di procedere a mettere a disposizione altre risorse era necessario che il progetto di riassetto entrasse nel vivo, che vi fosse anche possibilmente ed auspicabilmente un accordo tra le parti sociali giacché processi di questa dimensione e di questa natura necessitano anche di un'intesa con le parti sociali. Una volta che però con il passare dei mesi pur con i ritardi e i limiti che si sono registrati, non è che ci troviamo davanti ad un disegno di legge di riforma che è presso le competenti commissioni e che si sta discutendo, ci troviamo davanti ad un accordo siglato con le parti sociali che riguarda e i contenuti della riforma medesima e l'esodo del personale. Ci troviamo davanti anche ad una procedura già avviata con il governo nazionale per la pubblicità lunga a favore, questa perlomeno è la richiesta, di 250 addetti del settore. Io credo che noi abbiamo elementi diversi, certamente, obiettivamente diversi rispetto al marzo 1997 e che quindi le considerazioni che devono essere fatte oggi, devono essere fatte con la celerità necessaria per valutare come la esigenza di oggi viene prospettata di rendere disponibili gli ulteriori 25 miliardi può corrispondere certamente proprio alla necessità di accelerare un processo di riassetto e di poter concretizzare operazioni, comprese quelle che riguardano il personale, che sono assolutamente necessarie e comunque da farsi ora o nei prossimi mesi ma certamente meglio ora che nei prossimi mesi per ragioni che tutti possono intuire e pertanto è assolutamente opportuno e utile che le risorse vengano rese disponibili. Certo, rimane il problema di garantire e assicurare che il processo di assetto vada avanti, che le operazioni che si faranno sono quelle per le quali le risorse vengono rese disponibili, è necessario assicurare che la discussione sul progetto di riforma vada avanti rapidamente e si possa giungere quindi anche rapidamente ad avere la legge di riforma complessiva dell'Ente minerario sardo, ma a questo punto non è impedendo che vengano rese disponibili queste risorse che si fa un'operazione utile proprio in direzione dell'auspicata riforma del necessario riassetto delle operazioni che sono necessariamente collegate. Pertanto io credo che pur restando proprio essenzialmente legati al problema in sé senza stare, come dire, a richiamare altre questioni di carattere generale rispetto alla valenza che il settore in quel sistema ha nel panorama regionale e non solo regionale, tra le quali questioni pur ci sono cose molto importanti che meritano di essere ricordate, perché certamente non dovremo essere noi Consiglio regionale della Sardegna, noi Sardegna a non saper riconoscere e valutare attentamente l'importanza del settore minerario nella nostra Regione, mentre questi riconoscimenti vengono sia in campo nazionale che internazionale.
Però tutto questo richiede a maggior ragione un progetto di riforma, un corretto e positivo progetto di riforma e siccome questo progetto di riforma può dirsi finalmente anche se molto lentamente avviato, e la possibilità di accelerare questo progetto dipende molto da noi che abbiamo in carico un disegno di legge, una proposta di legge relativamente a ciò e dipende certamente dalla possibilità che può avere la amministrazione di avviare un processo disponendo di risorse necessarie per questo, fermo restando che l'amministrazione deve essere in grado di garantire e noi dobbiamo essere in grado di controllare che questo avvenga e che le misure vengano realizzate. Queste ragioni io credo che molto serenamente possano indurre il Consiglio regionale a dare il via libera a questo emendamento per rendere immediatamente disponibili queste risorse che significano un'accelerazione della riforma necessaria. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Grazie Presidente. L'intervento del collega La Rosa è apprezzabile quanto meno per la foga che mette nel difendere a suo modo di vedere gli interessi dei lavoratori che rischiano di essere espulsi da questo sistema in stato di crisi devastante. Ma solo per questo, solo ed esclusivamente come fatto di solidarietà e di sensibilità verso soggetti che soffrono. Ma i soggetti soffrono per le colpe di un sistema politico che ha consentito che questo stato di cose degenerasse sino a un punto quasi senza ritorno. Il collega La Rosa dice che bisogna valutare le cose con calma e con serenità, virtù dei forti, bisognerebbe vedere quante persone forti ci sono qua dentro. Perché proprio la calma e la serenità porterebbero ad avviare un processo serio di riforma, non una finta riforma quale è questa che oggi giace presso le commissioni di competenza. Una finta riforma perché parte da presupposti errati, da presupposti erronei, da presupposti che nulla hanno a che fare con questa cultura liberale che ormai pervade tutto l'arco costituzionale, a 360° coinvolge tutti quanti. Non è così, perché se i presupposti di partenza sono errati tutta l'impalcatura è fragile, tutta l'impalcatura crolla, tutta l'impalcatura serve per mantenere in piedi e conservare un sistema che ha prodotto solamente disperazione e disastri. Dicevo che è una riforma che fonda su presupposti errati. Come può essere il principio cardine della riforma considerato che il sistema soffre in relazione al fatto che vi sono iniziative non produttive e un esubero di personale dipendente in funzione di quelle realtà produttive, presupporre che la riforma deve essere fatta senza perdere un posto di lavoro. Ma se si parte da questo concetto riforma non se ne può fare. La riforma deve essere fatta sotto la spinta delle considerazioni di puro calcolo economico, se ci sono lavoratori che devono essere espulsi dal sistema il problema è un altro: bisogna trovare al di fuori del sistema per quei lavoratori le opportunità di impiego. E chi è al potere, la classe politica che è al governo deve individuare le strade per trovare evidentemente collocazione a questi soggetti che sono espulsi. Questa è la verità, ma purtroppo questa classe politica non ha le capacità per individuare strategie alternative. Se facciamo un piccolo inciso; il settore del turismo considerato settore, comparto trainante e capace di incrementare e dare reale e serio impulso ad ogni attività di sviluppo e di crescita, soffre ancora a distanza di dieci anni dei ritardi indicati e relativi alle procedure del Master Plan. Quindi non siamo in presenza di una seria riforma, siamo in presenza di un ente che è una voragine di perdite e di conseguenti debiti. Il 7 di agosto del corrente anno in quest'aula è stato licenziato il disegno di legge numero 321 con il quale sono stati stanziati 25 miliardi, di quei cinquanta che facevano parte di un accantonamento nella previsione della riforma, della vera riforma non della finta. In quella occasione il Consiglio votò una risoluzione la quale impegnava la Giunta "affinché nell'ambito dei propri poteri di indirizzo e di controllo assicuri che l'impiego delle risorse, pari a 25 miliardi, vengano dall'EMSA utilizzate esclusivamente per il pagamento delle retribuzioni per il collocamento in lista di mobilità lunga, nonché per l'esodo volontario incentivato ai dipendenti di società controllate" e all'impegno assunto dall'Assessore Pinna in Commissione di rendicontare le spese vorremmo sapere che fine hanno fatto questi 25 miliardi. Sono passati tre mesi. Se si considera poi che da un articolo apparso su "L'Unione Sarda" il 26 settembre, le categorie sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione perché dei 25 miliardi dopo appena un mese ne erano già stati spesi diciannove e non si avevano garanzie che i sei miliardi residui potessero garantire le retribuzioni sino a fine anno, hanno proclamato lo stato di agitazione. Ebbene il rendiconto, Assessore Pinna, l'ha fornito alla Commissione, l'ha fornito a quest'aula? Sembra proprio di no. Chiedo scusa per il tono che può sembrare aggressivo: è la foga; ma certamente non vuole essere una aggressione nei confronti di alcuno, e sotto questo aspetto mi scuso in anticipo. Vorremmo avere questi rendiconti, non siamo sereni nel dare ulteriori 25 miliardi all'EMSA, perché purtroppo sarebbero denari che finiscono nel solito calderone e andrebbero solamente a mantenere in piedi una situazione che non può più essere sopportata. Vorremmo sapere, e mi avvio alla conclusione, quali sono i costi che il sistema, che la Regione deve sostenere per arrivare a queste privatizzazioni; privatizzare a ogni costo, sopportando costi insopportabili non conviene e non si può privatizzare. I dipendenti di quel settore dovranno avere sicuramente un'altra collocazione ma non nell'ambito del sistema. Quante e quali sono le società interessate a questo progetto di privatizzazione, quali sono i relativi costi, come dicevo poc'anzi, quanti sono i dipendenti che sono realmente passati alle dipendenze del sistema privato e con quali benefici a favore dell'EMSA. Tutte queste, Assessore Pinna, sono risposte che avrebbe dovuto fornire prima di presentare questo emendamento. E un'altra, ultima e finale considerazione. E' possibile, Assessore Pinna, che lei abbia sentito l'esigenza di presentare questo emendamento soltanto ieri sera, quando il disegno di legge relativo all'assestamento è rimasto più di dieci giorni in Commissione, più di dieci giorni sono passati per la presentazione delle relazioni di maggioranza e di minoranza, altri giorni sono passati durante i lavori in quest'aula. Con un colpo di mano, e questo sembra essere il provvedimento presentato in questi termini, con un colpo di mano, forse sperando nella stanchezza, nella disattenzione del Consiglio, si cerca di far passare un provvedimento che sa veramente, ha il sapore dell'ennesima presa in giro per il contribuente sardo, per il popolo sardo, per gli elettori sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, io mi ritengo abbastanza esente, o quanto meno contagiato in minima parte dalla cultura liberale che il collega Balletto attribuisce ormai a tutti noi. Credo anzi che gran parte dei guai che la Regione ha dovuto affrontare nel settore minerario in questi anni scorsi; e che ha affrontato male in grandissima parte, con metodi non adeguati, con spreco di quattrini, con in molti casi interventi di carattere clientelare facendo in qualche modo di necessità virtù, e quindi andando anche oltre i compiti istituzionali dell'ente, un giudizio critico che condividiamo questo sì, tutti quanti. Però la ragione principale dell'enorme dispendio di quattrini della esistenza stessa dell' EMSA nella sua funzione istituzionale, è stata anche la necessità di riparare ai guai, ai guasti, ai disastri che ancora vediamo nelle zone minerarie della Sardegna prodotti dalla cultura liberale e liberistica di chi ha sfruttato le miniere nei secoli scorsi, in questo secolo sino ai giorni scorsi. Tentativo di riparare ai danni, a ferite alla società, al paesaggio, all'economia sarda da dissennate e libere gestioni di queste attività alle quali si è cercato di porre rimedio. Però vorrei dire anche che questa mi pare la quarta o la quinta volta che si discute dell'Ente Minerario Sardo e trovo singolare che ogni volta se ne discuta lamentando l'assenza di informazioni su quanto sta succedendo lì dentro. Ora, a me è capitato, come a molti altri colleghi, di ricevere documentazioni abbastanza complete e importanti, uno studio di una prestigiosa società di management la Cooper e l'Aibrant (?) che ha prodotto un piano di riassetto del settore, una serie di documentazioni molto interessanti, ho partecipato a tantissime audizioni, non molto tempo fa nella Commissione di appartenenza, la stessa dell'onorevole Balletto, dell'onorevole Lippi e di altri, dove abbiamo sentito le intenzioni dell'assessore Pinna, abbiamo avuto relazione su quanto sta succedendo nell'Ente Minerario Sardo, conosciamo, almeno i colleghi che fanno parte di queste commissioni, esattamente lo stato dell'opera. Non si può venire qui ad accampare ignoranza su delle cose che sono abbastanza evidenti. Direi esattamente un'altra cosa: che tra tutti gli enti che spendono quattrini della Sardegna, l'EMSA è quello più investigato ed esplorato, è più quello sotto gli occhi di tutti quanti. Non c'è nessun altro, che pure grava sui bilanci della Regione, in modo molto più consistente, che sia oggetto di queste attenzioni che stanno quasi diventando morbose. E allora sarebbe stato facile accorgersi che, con le lentezze e con le difficoltà che derivano dalla necessità di tenere conto dei problemi sociali che esistono, e che non esistono solo intorno ad Iglesias ma esistono e sono esistiti nelle zone del nuorese, intorno a Lula e Orani, che esistono ad Alghero intorno alla Sarda Bauxiti e nel Sarrabus e via dicendo, in tutte le zone interessate dall'attività di questo ente, con la necessità di tener conto di questi problemi sociali è l'unico ente che sta concretamente provvedendo... intanto che da due anni ha cessato totalmente di allargare le proprie presenze e di costruire le famigerate nuove società, le tante società di cui si parla, ma è anche un ente che ha operato su due terreni in modo molto drastico, con coraggiose assunzioni di responsabilità del sindacato per importanti cessazioni di attività e per privatizzazioni laddove si è trovato il privato che è disposto a comprare. È incontestabile che tutte le società dell'ente sono state messe e offerte sul mercato e che di nessuna di queste si è cercato di conservare gelosamente la proprietà e che, in qualche caso, la privatizzazione è anche andata a buon fine. Quindi un processo di dismissione di smantellamento o come lo si vuole chiamare, dell'ente, non è affidato a una futura riforma, pur necessaria e sulla quale, in qualche modo la responsabilità del completamento è nel Consiglio e in noi consiglieri, ovviamente con le differenze fra la maggioranza e la minoranza per quanto attiene a queste responsabilità, ma pur senza aspettare la riforma il processo di razionalizzazione e di smantellamento e di riduzione dei costi è andato avanti. E devo dire, per esperienza, che in molti casi le operazioni di chiusura e di dismissione sono state osteggiate, ogni volta, da tutti i rappresentanti di tutte le forze politiche a livello locale. Perché tutti vogliono moralizzare e smantellare e liquidare fuori dalla casa propria. Quando poi il deputato locale, il consigliere regionale, il coordinatore regionale di tutte le forze politiche si trova a parlare di attività che insistono sul suo collegio, io ho trovato a Iglesias uguali resistenze, anzi forse maggiori ostacoli nelle forze di opposizione, per dirne una la chiusura dell'eduzione delle acque da meno 200 delle miniere di Monteponi, che non da forze che fanno parte di questa maggioranza. Atteggiamenti demagogici che sono di tutti e che sono stati comunque di ostacolo anche all'espletamento della riforma. Ma al di là di questo vorrei ritornare e concludere sull'oggetto vero dell'emendamento e della discussione di cui stiamo parlando. Se l'emendamento fosse un dare ossigeno all'Ente Minerario Sardo per ampliare le sue attività, per questa piovra che si estende nella società sarda, sarei il primo a respingerlo. Se lo vediamo nella sua effettività esprime esattamente la necessità di accelerare il processo di diminuzione del personale e di riduzione, quindi, di un problema essenziale per quanto riguarda l'incidenza sui costi complessivi dell'ente, senza attendere la riforma dell'ente, senza attendere che i tempi del Consiglio consentano una riforma globale dell'ente. Questo emendamento segue ad accordi sindacali che consentono di procedere alla ricollocazione o comunque all'esodo di consistenti numeri di lavoratori da questo ente con costi del tutto accettabili, inferiori a quelli che due anni fa la Cooper e l'Aibrant (?) prevedeva. A questo punto l'unico effetto che avrebbe di rimandare o respingere questo emendamento sarebbe quello di rimandare nel tempo la riduzione del personale dell'Ente Minerario Sardo. Questo deve essere chiaro a tutti che è l'oggetto della discussione e l'oggetto del contendere. Perché se io devo dare 20 mesi di salario ad un operaio perché si dimetta da questo posto di lavoro, se glieli do fra sei o sette mesi, nel frattempo gli avrò corrisposto altri sei, sette mesi di salario e il costo sarà di 27 mensilità, non più di venti come è possibile se si affronta subito il problema. Sono logiche di elementare matematica che, a mio avviso, devono sfuggire a ogni strumentalizzazione su questo argomento. Prima si fanno queste operazioni, che comunque rientrano in qualsiasi tipo di riforma dell'ente che si voglia fare, a meno che qualcuno non pensi di fare un ente che abbia ancora 1200 dipendenti, io credo che qualsiasi attività che vada nella direzione di diminuire la forza lavoro attualmente impegnata nell'EMSA sia un'opera che va nella direzione della riforma del risanamento di questa situazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Signor Presidente, colleghi, mi sia consentito escludere, da parte della Giunta regionale, un tentativo di colpo di mano, così come è stata affacciata come ipotesi dal collega onorevole Balletto. Debbo dire che la Commissione ha discusso ed esaminato già il testo che riguarda il disegno di legge della riforma presentata dalla Giunta regionale. E ha anche la Commissione incoraggiato l'assessore Pinna a proporre questo emendamento. Quindi debbo dire, per onestà, che questo è un emendamento atteso e anche sollecitato. Probabilmente il collega Balletto, che purtroppo in quei giorni doveva anche partecipare alle sedute della terza Commissione, della Commissione bilancio, al momento in cui la Commissione sesta ha proposto all'assessore Pinna, che in effetti occorreva un sostegno a questa proposta di riforma, probabilmente non era presente. Voglio dire che queste risorse ulteriori che vengono chieste, questi 25 miliardi sono oggi assolutamente indispensabili per procedere all'avvio di quel processo di riforma che è stato già avviato e che è stato fatto ancor prima dell'approvazione della legge. Quindi si tratta di somme assolutamente necessarie e indispensabili per accelerare questo processo di riforma. Oggi ci troviamo come in mezzo a un guado: dopo quello che è stato fatto non si può più tornare indietro, dobbiamo andare avanti. Quindi queste misure dovrebbero essere garantite sia per concludere il processo di riforma, ma anche per garantire a quei lavoratori che non possono essere espulsi dal sistema, garantire anche la continuità nel posto di lavoro. L'Ente Minerario Sardo, dico anche questo, su sollecitazione certamente anche della minoranza, in effetti ha avuto anche una riduzione di costi, si è battuta per dismissioni delle partecipazioni di molte partecipazioni societarie, quindi oggi negare queste somme sarebbe come voler tornare indietro da quel processo che è stato avviato e che per altro è stato sollecitato da tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Progr. S.F.D.). Signor Presidente, già in passato, anche come consiglieri di maggioranza, più volte abbiamo stimolato il dibattito relativamente alle risorse finanziarie che venivano spese in questi settori. Stimolato il dibattito e cercato ripetutamente di acquisire nelle sedi opportune, nelle Commissioni competenti, tutti gli elementi che potessero poi essere fonte di giudizio e di valutazioni compiute. Bisogna riconoscere che in quelle fasi in più di una occasione consiglieri della maggioranza si sono ritrovati assieme a consiglieri della opposizione nel tentativo di penetrare in un mondo che era difficilmente permeabile. Bisogna, però, altresì riconoscere che alla fine le competenti Commissioni hanno ottenuto i dati di cui avevano bisogno, hanno preso visione della situazione e hanno cercato, per quanto di loro competenza, di dare un indirizzo, di indicare una strada, un percorso, partendo dal presupposto che in alcuni settori vi era certamente uno spreco di risorse finanziarie e che bisognava porvi riparo, bisognava trovare rimedi che consentissero entro tempi credibili, entro tempi accettabili di effettuare un'azione di risparmio e canalizzare quelle risorse finanziarie verso settori produttivi che più di quelli garantissero una sorta di redditività. E' chiaro che l'impresa funziona e deve funzionare partendo dal presupposto che la redditività è uno degli elementi da tenere sott'occhio e che deve essere perseguito. Un'impresa che dovesse funzionare senza tener conto di questo elemento è concepibile solo quando paga un alto costo sociale perché persegue obiettivi fondamentali e importanti per la società medesima, obiettivi direi tanto importanti da essere considerati quasi primari e quindi, perciò stesso e per loro natura, quasi irrinunciabili. In quella occasione, in quelle occasioni, anzi, consiglieri della maggioranza e della opposizione hanno convenuto sulla opportunità di ricercare il percorso che ci facesse uscire dalle secche nelle quali ci ritrovavamo. Quindi non è che questo problema e le preoccupazioni espresse oggi e nel passato in questa e in altre sedi siano preoccupazioni ascrivibili solo a una parte. Io credo che siano state in passato e che siano oggi preoccupazioni comuni. Questo senza toni eclatanti, senza esasperazioni, però con una forte convinzione, a partire dai banchi della maggioranza, che un rimedio va ricercato e va ricercato nel più breve tempo possibile.
Bisogna però anche riconoscere, signor Presidente, che se sforzi in questa direzione vi sono stati, e vi sono stati, sono venuti proprio dagli Assessori di questa legislatura, in maniera io credo abbastanza forte e determinata, nell'individuare strategie alternative rispetto al permanere o allo stabilizzarsi di quelle situazioni. Ecco, vogliamo o no riconoscere che la Giunta regionale ha predisposto e ha approvato, e quindi licenziato, un disegno di legge che tende alla razionalizzazione e alla privatizzazione di tutto quanto a livello di consociate EMSA è privatizzabile? La Giunta regionale nel fare questo ha adempiuto uno dei propri doveri, ha trasmesso il disegno di legge alle Commissioni competenti per un esame, e io credo che le Commissioni questo esame lo stiano già avviando o stiano per avviarlo, e quindi che entro breve tempo ci troviamo davanti a un disegno organico di razionalizzazione che viaggia verso l'ipotesi della privatizzazione e delle dismissioni o comunque della diminuzione del carico di lavoro e della liquidazione laddove ciò non fosse possibile. Bisogna anche riconoscere, per un fatto di onestà anche personale, che in più di una occasione ci è parso che qualche commissario designato con compiti specifici ben individuati, ben specificati, al momento della nomina non abbia poi speso troppe energie nel perseguirli, e che magari qualche volta possa avere più teso a salvaguardare sé stesso che a porre in liquidazione le società e ad assolvere il compito per il quale era stato designato. Però, ciò detto, l' emendamento che è oggi all'attenzione di quest'Aula, possiamo discutere sulla tardività con cui viene sottoposto all'esame della Commissione e dell'Aula medesima, sulla opportunità di un dibattito più ampio all'interno della Commissione, però non possiamo non prescindere dal riconoscere che questo emendamento viaggia nel tentativo di anticipare il disegno di legge che la Giunta ha approvato e che giace in Commissione. Questo è un dato finale, è un dato di fatto proprio per la chiarezza con la quale l'emendamento...
(Interruzione del consigliere Balletto)
L'interruzione è consentita, poi però mi tratterrò due secondi proprio sulla opportunità di anticipare il disegno di legge attraverso l'emendamento anzi direi sulla quasi necessità di procedere in questa direzione. L'emendamento dicevo mi pare assolutamente chiaro laddove dice "al punto secondo detto stanziamento sarà erogato sulla base di specifiche direttive impartite dalla Giunta regionale" quindi il finanziamento non sarà erogato in via assolutamente statuale, non sarà erogato in ogni caso, non sarà erogato al di fuori di indicazioni e direttive, ma sarà erogato il finanziamento solo sulla base di specifiche direttive che dovranno passare evidentemente su proposta dell'Assessore dell'industria ma che dovranno passare anche al vaglio dell'intera Giunta regionale; "finalizzate" continua l'emendamento "a accelerare le dismissioni delle sue partecipazioni societarie e a favorire l'esodo e il ricollocamento dei dipendenti delle società da esso controllate". Quindi vi è, a mio avviso, una chiarezza nella procedura che viene indicata attraverso questo emendamento che non può essere disconosciuta da nessuno. Ecco l'opportunità di procedere attraverso un emendamento al perseguimento di tutti quei fini e di quegli obiettivi a cui il disegno di legge fa riferimento, sta proprio nel tentativo di anticipare una operazione di risparmio che diversamente giungerebbe tardiva, io credo che l'Assessore nella replica ci illuminerà su come sono stati spesi i 25 miliardi ai quali l'onorevole Balletto prima faceva riferimento, ma ci garantirà in ogni caso sul fatto che questo stanziamento non verrà destinato a spese di natura ordinaria, intendendo con questo che non verrà utilizzato per la semplice copertura degli stipendi dei dipendenti di quelle società ma che verrà invece sta volta e per davvero utilizzato nel tentativo di arrivare a quegli obbiettivi che il disegno di legge intende perseguire e quindi nel tentativo di arrivare a favorire davvero il ricollocamento dei dipendenti delle società e le dismissioni delle partecipazioni. Con questo obiettivo e con questa certezza e con questa garanzia che so che l'Assessore esprimerà in quest'Aula, noi siamo favorevoli all'emendamento della Giunta regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, vedete a colpi di maggioranza si può fare qualsiasi cosa, anche perdere la credibilità. La credibilità è una cosa seria, riservata ad atteggiamenti seri, e ha delle sue logiche, implica innanzitutto che a dichiarazioni, intendimenti e volontà facciano seguito atti concreti, risultati conseguiti, realtà; e noi abbiamo, non più tardi di tre mesi fa, affrontato questo problema con la stessa definizione di anticipazione di spesa, con gli stessi discorsi che sono stati fatti qua, devo ricordare all'onorevole Balia che dovrà spiegare, l'onorevole Balia, come mai quelle considerazioni che sono contenute nel secondo punto che oggi si mette a base di questo provvedimento, erano state considerate dalla Commissione addirittura riunita appositamente per esaminare il provvedimento di legge sulle anticipazioni all'Emsa già a suo tempo respinto dalla Commissione industria, erano state ripeto bocciate adducendo il fatto che non si potessero fare interventi se non con una formula prestabilita di investimenti in conto investimenti. Oggi tutto quello che le opposizioni chiedevano allora con questo provvedimento al punto 2 viene ricompreso, cioè quello di subordinare gli interventi a delle logiche precise e agli indirizzi precisi. Non capiamo a questo punto perché non si poteva già fare tre mesi fa ed ecco il primo punto di credibilità che viene perso da questa logica, dalla maggioranza e dalla Giunta. Il secondo punto di credibilità era che allora avevamo subordinata la possibilità che quel provvedimento arrivasse alla discussione in Aula, possibilità consentita solo dal fatto che fossimo tutti d'accordo all'unanimità a portarlo in Aula a patto che ci fosse il subordine a queste indicazioni a favorire l'esodo, la mobilità lunga, le dismissioni e gli stipendi fino al 31 dicembre, e subordinando anche con il preciso impegno in Commissione e ribadito in Aula dall'Assessore dell'industria al fatto che non potessero essere portati ulteriori provvedimenti di analoga matura se non ci fosse stata un'adeguata rendicontazione su come quei primi 25 miliardi, proprio perché andavano ad essere spese senza nessun vincolo da parte di questo Consiglio, come quei 25 miliardi sarebbero stati spesi e in particolare quali risultati in termini di risparmio alla Regione e all'Ente minerario sardo avrebbero prodotto, perché credo che tutti quanti su una cosa siamo d'accordo sul fatto che la Regione non possa più sostenere oneri di questo tipo. Si dice, anticipazioni sulla riforma, riforma per altro ancora da fare, come non lo sappiamo ancora, siamo in presenza di diverse proposte da parte della Giunta, da parte di altri consiglieri presenti in quest'Aula, su una cosa siamo tutti d'accordo, che occorre utilizzare le risorse della Regione in maniera più produttiva ed evitare di buttarle così come stiamo facendo adesso. Lamentiamo l'assenza di dati, ma io al contrario dei colleghi, dico che i dati ci sono, proprio l'assenza di dati dicono che quei 25 miliardi non hanno prodotto nessun tipo di passo avanti di quella che poteva essere una riforma che consente i risparmi alle casse regionali. C'è un'altra verità che dobbiamo dire e cioè che quando abbiamo accantonato quelle somme nell'ambito del bilancio in attesa di verificare quale tipo di riforma dovesse essere fatta, l'abbiamo fatto proprio per consentire a quella riforma di andare avanti. Questo continuo voler utilizzare i soldi al di fuori di quella che è la logica della riforma, e qualcuno ancora con i fatti ci deve dimostrare che la logica di quella riforma invece è in questi stanziamenti, vuol dire che la riforma alla fine dei conti non la vuole fare nessuno, perché ci stiamo avvicinando alla scadenza elettorale e qualcuno ha amici che sono consiglieri di amministrazione di questa o di quell'altra amministrazione, qualcuno ce li ha direttamente nell'Ente minerario sardo, qualcuno ha tanti amici nell'ambito delle organizzazioni sindacali che fanno capo a queste aziende, tanti altri hanno amici e del resto è logico che sia così visto che le assunzioni non sono state fatte certamente secondo altre logiche che quelle delle tessere di partito, abbiamo assistito anche recentemente ai curricula di alcune persone nominate nell'ambito delle amministrazioni delle società, il curriculum era segretario di sezione di questo o quell'altro partito locale. Io dico che su questo tema noto che il clima in questo Consiglio si sta deteriorando, che una riforma di questo genere, così ampia, così incisiva sugli aspetti di carattere sociale, ha la necessità di più ampi consensi da parte di questo Consiglio, altrimenti non si fa, è difficile farlo, che non stiamo entrando nell'ordine di idee di voler arrivare a questa logica di riforma. Infine non confondiamo quelli che sono obiettivi importanti della società generale, con quelli che possono essere invece obiettivi politici di partito o di singoli, non facciamo gli interessi della gente, non facciamo gli interessi di quei lavoratori che stanno dipendendo sempre di più dalle decisioni di questo Consiglio, non facciamo gli interessi di questa Regione, non facciamo gli interessi di tutti gli altri disoccupati che aspettano risposte, fondi, idee e iniziative da parte di questa amministrazione e che stanno invece lì a languire nelle liste di collocamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (Progr. Fed.). Brevemente, signor Presidente, colleghi, come è mia consuetudine. Io inizio con una considerazione di carattere generale; mi pare che l'EMSA sia uno degli argomenti maggiormente gettonati in quest'aula, quando c'è un capitolo di bilancio che riguarda l'EMSA ci sono variegati interventi, tra l'altro molto informati, puntigliosamente informati. Io penso che questo si debba fare in quest'aula, ma la domanda che io mi pongo e che pongo a voi colleghi, è perché intravediamo sprechi che pure vi sono nell'EMSA, dove stiamo mettendo mano, e altrettanta attenzione non la dedichiamo ad altrettanti sprechi che nei vari comparti regionali ci sono. Non voglio citare tutti gli altri enti, li conoscete altrettanto bene. E' singolare questa attenzione, ma è singolare in un momento durante il quale si sta discutendo in seno alle commissioni competenti la riforma di questo ente, ed è l'unica riforma in stato avanzato di discussione. Ed è singolare veramente che vi siano queste attenzioni e questi attacchi. E' vero, lo ricordava il collega Casu, tutti i dati sono attendibili, qui ci sono degli sprechi, ci sono delle voragini alle quali bisogna porre rimedio. Però questo lo dobbiamo fare con la testa sulle spalle, lo dobbiamo fare con attenzione. Abbiamo a che fare con mille dipendenti, con mille famiglie, abbiamo a che fare con trentatré aziende che sono controllate o consociate del sistema EMSA, e lo si sta facendo. Una cosa non possiamo fare: non possiamo come Consiglio regionale, e tanto meno lo può fare la Giunta regionale, aggiungere altri mille disoccupati alla Sardegna, questo non possiamo farlo. Stiamo intervenendo in un sistema di compartecipazione dell'economia regionale da parte della Regione, che è un prodotto del passato e si sta intervenendo bene in questa legislatura con un progetto di riforma serio, e seriamente si vuole affrontare il problema. Lo si sta affrontando con il concerto delle organizzazioni sindacali, con il concerto dei lavoratori quindi, con il concerto delle aziende interessate. E' veramente singolare che non si riconosca che i primi 25 miliardi degli iniziali cinquanta sono stati utilizzati in larga misura per le indicazioni date dal Consiglio regionale prima e controllate dalla Giunta stessa. I primi 25 miliardi hanno prodotto un pezzo di riforma, un pezzo di riforma che va nella direzione indicata da questo Consiglio. Si sono fatte delle dismissioni, io ne cito due del mio territorio, della provincia di Nuoro: la REMISA di Lula e la TALCO Sardegna sono privatizzate. Quindi non è vero che non si è fatto nulla; io ne conosco due, perché due ce ne sono nell'intera provincia di Nuoro che sono già privatizzate. Le altre trenta consociate sono in avanzata fase di privatizzazione o di dismissione perché in alcuni casi non è proprio possibile venderle a privati perché sono dei bidoni vuoti, sono dei bidoni che procurano perdite a qualunque azienda privata e non ce le acquistano. Ciò nonostante anche in quei casi non dobbiamo procurare ulteriore disoccupazione in Sardegna. Anche in quei casi ci poniamo il problema di attivare tutte quei meccanismi atti ad un esodo o volontario o comunque ad avere degli ammortizzatori sociali in quei territori, soprattutto nel Sulcis, che già sono in sofferenza occupazionale. Allora che fare, colleghi. La cosa più seria intanto è da parte nostra onorare gli impegni anche nei confronti dei lavoratori che hanno maturato il loro stipendio di novembre, la loro tredicesima, perché presumibilmente questi 25 miliardi serviranno anche a pagare stipendi di dicembre e tredicesime di questi lavoratori, ma serviranno soprattutto a continuare quel processo di riforma che è già avviato, che è in atto, perché non ha un'ora x la riforma, non la fa una leggina regionale, la riforma è un processo, è un processo lungo, che ormai è avviato ma che noi non possiamo assumerci la responsabilità di bloccare. Io ritengo che le cose da fare siano appunto quella di onorare gli impegni e quella di onorare il nostro lavoro, che è lì nelle commissioni, nella prima e nella sesta, dove è già avviata la discussione degli articoli di quella legge di riforma che può essere condivisa o meno condivisa ma intanto c'è e può essere modificata, ma deve soprattutto essere mandata avanti. Un'ultima annotazione sulle ultime cose dette dal collega Bertolotti. Non è, collega Bertolotti, una questione di amicizie, non ci riguardano queste insinuazioni, non abbiamo amicizie nei vari consigli di amministrazione, non è questo che vogliamo difendere, noi vogliamo difendere questi mille lavoratori, queste mille famiglie e vogliamo difendere anche le casse regionali. Tant'è che ci stiamo mettendo seriamente le mani per far sì che almeno in questo settore si arrivi in tempi brevi ad una effettiva riforma. Da altre parti invece si assiste ad uno sbarramento, non vorremmo che proprio questo sbarramento provochi il blocco della riforma vera.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.) Rinuncio all'intervento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per la Giunta l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Io non posso nascondere una qualche meraviglia nel rilevare per certi versi con piacere anche il fatto che il Consiglio regionale destini tanta attenzione ad un sistema che sicuramente va superato, come quello dell'EMSA, e per me è oggetto di sorpresa non altrettanto per altri sistemi pure meritevoli di essere superati, che producono egualmente diseconomie nella nostra Regione e che sono credo all'attenzione di tutti. Tuttavia non mi esalto, non sono indotto a ritenere che questo avvenga per particolare capacità accattivante dell'Assessore, anzi senz'altro è il contrario. Io dico subito che il sistema EMSA, come è oggi, deve essere superato nel più breve tempo possibile. E aggiungo che non solo il sistema EMSA, ma anche il sistema SIPAS, SIGMA ed INTEX, come penso che altri settori che raramente vengono richiamati, andrebbero egualmente profondamente riformati. Però mi sembra abbastanza singolare, proprio alla luce di questa considerazione, un po' di sorpresa che manifestavo all'inizio, che in aula si dica che sulla questione EMSA non c'è informazione. Credo che non ci sia un altro settore di sofferenza sottoposto a riforma che sia sotto lente d'ingrandimento e sotto attenzione come questo. E questo è giusto che sia così. Credo di poter dire, e credo che nessuno possa negarmi questo, che io mi sia mai sottratto a fornire, in sede di Commissione o come anche in sede di Consiglio, tutte le informazioni e neppure credo che si possa dire che abbia negato mai ad alcuno dei consiglieri un qualche documento, anche perché, fra l'altro, ne hanno diritto per legge, ma semmai ho avuto sempre l'attenzione di essere tempestivo nel metterli a disposizione. Allora voglio subito dire, questo forse è difficile da rendicontare, forse non appare pienamente dai documenti, che non c'è una sola società che faccia capo al sistema EMSA, al sistema SIPAS, al sistema INTEX e al sistema SIGMA che non sia di proprietà della Regione, che non sia investita dal processo di privatizzazione. Ma, si badi bene, non da un generico processo di privatizzazione, ma da concrete iniziative di privatizzazione e di dismissione. Tutto il sistema è ormai in movimento. Forse vale la pena, facendo un bilancio, che può essere non pienamente soddisfacente, non abbiamo ancora la legge di riforma dell'EMSA, è vero, è così, forse vale la pena, però, fare un rapido bilancio su quello che, tuttavia, in un anno si è fatto. Naturalmente si è fatto anche prima di quest'anno, ma adesso io mi limito solo al bilancio di quest'anno, non voglio dire che tutto è stato fatto quest'anno; non sarebbe corretto. Si dispone di un disegno di legge che è all'esame delle Commissioni, la Commissione sesta ha concluso praticamente la discussione generale, quindi si può passare già all'esame di merito dei singoli aspetti, si è stipulato un difficile - lo dicevo prima - accordo quadro col sindacato, e credo che non sia una cosa marginale, tutti i settori dell'aula praticamente hanno sollecitato la Giunta e il sottoscritto a trovare un'intesa preventiva con le organizzazioni sindacali, sono stati fatti bandi di manifestazioni d'interesse nei confronti dell'intero sistema, non solo dell'EMSA ma anche di tutte le società che fanno capo a SIPAS, SIGMA e INTEX. Sono state nominate, in particolare per queste ultime tre, società di valutazione di modo che si sappia preventivamente quanto valgono quelle società da privatizzare. Sono pervenute le offerte di acquisto per quanto riguarda il sistema SIPAS, SIGMA e INTEX, e per una parte delle società anche per il sistema EMSA. Per quanto riguarda l'INTEX è stata ormai chiusa la privatizzazione ORFASHION (?), e sono alla fase avanzata le trattative per la privatizzazione dei due rami della TEXAL, che sono le due società controllate da INTEX. Sono ad una fase avanzata le trattative per la privatizzazione di Sardamag; avremmo una riunione, credo, spero, conclusiva o comunque di svolta, la prossima settimana. Sono in corso trattative e vi sono offerte per la Tessilrama, che è la seconda società importante che fa capo al sistema SIGMA. Per quanto riguarda la SIPAS e per quanto riguarda la società controllata dalla SIPAS (ISZ, Industria Sarda Zuccheri) entro il 1998, per contratto, si chiude la privatizzazione, sono stati fatti gli investimenti, in modo anche molto efficace e produttivo, si è estesa oltre ogni limite storico la superficie coltivata a barbabietole, gli imprenditori sono decisissimi ad acquistare l'azienda. Vi sono state delle offerte e sono state già avviate le trattative da parte della SIPAS per quanto riguarda la privatizzazione di Valriso, di Casar e di Anglona alimentare. Per quanto riguarda l'EMSA si sta lavorando ad un insieme di accorpamenti e di incorporazioni di società per cominciare, anche da questo punto di vista, a semplificare questo grappolo di società che fa riferimento a essi. Quindi con un sistema di semplificazione che prevede un'insieme di incorporazioni. Si procede con le privatizzazioni che sono naturalmente più complesse, vogliamo essere onesti e dirci la verità, le privatizzazioni o le dismissioni. È stata venduta la Graniti sarda, onorevole Casu, quella società che lei richiamava, che ha prodotto perdite negli anni scorsi è ormai uscita dal nostro sistema. Non perderà più perché l'abbiamo privatizzata. E' in fase ormai conclusiva, praticamente realizzata, la privatizzazione, lo richiamava l'onorevole Falconi, di Rimisa e di Talco Sardegna. Siamo ad una fase conclusiva, io spero, devo sempre mettere, su certe cose, un punto interrogativo, perché si deve essere onesti e sinceri, anche per quanto riguarda il polo ceramico che comprende ben tre società, ma c'è una trattativa con un imprenditore o con un gruppo di imprenditori convinti ad acquisire anche la quota della Regione Sardegna. Entro quindici giorni il punto su questo quadro verrà fatto dal comitato delle privatizzazioni. Io, se questa è l'esigenza, se voi mi dite che c'è ancora un'insufficiente informazione, siccome lo considero un dovere non un qualcosa che viene concesso da nessuno, nessuno può farlo, un dovere verso il Consiglio, io fornirò il quadro che emergerà dal comitato delle privatizzazioni non appena lo stesso si svolgerà, che è la sede in cui tutti i soggetti che hanno responsabilità sulle società documentano lo stato dell'arte delle privatizzazioni, in modo da avere un quadro aggiornato oltre quello che io già qui ho detto. Non ci sono, onorevole Casu, 100 miliardi di perdita dell'EMSA all'anno, sono molto meno, per fortuna, grazie a Dio. Il riferimento è all'insieme delle perdite del sistema che fa capo alla Regione, che comprende anche la SIPAS, che comprende la SIGMA, che comprende la INTEX. E sono comprese le perdite, onorevole Casu, che fanno riferimento, per esempio, al sistema di indebitamento, che non è scoppiato negli ultimi dieci mesi, il sistema di indebitamento di SIPAS e sul quale si dovrebbe tornare indietro di qualche decennio per capire dove è nato. Allora quel sistema lì produceva una grande perdita all'anno, l'abbiamo consolidato e quindi anche lì abbiamo fatto un'operazione che ci consente di procedere, credo anche in modo convincente, verso gli eventuali acquirenti con una società che non ha più debiti. Sull'utilizzo dei 25 miliardi io vorrei ricordare alcuni dati: la legge fu approvata, se non ricordo male, ad agosto, la leggina dei 25 miliardi, ma la proposta della Giunta risaliva a diversi mesi addietro, e le occorrenze finanziarie erano già scappate dal momento in cui la Giunta, e forse ancora prima di qualche mese, da quando la Giunta presentò il disegno di legge. Quindi quelle occorrenze finanziarie hanno iniziato a maturare dall'aprile dell'anno 1997 e hanno ricompreso aprile, maggio, giugno, la quattordicesima mensilità, luglio, agosto, settembre, ottobre. Mettendo insieme, proprio come diceva il disegno di legge, sia gli importi per il personale, sia gli oneri riflessi di quel periodo, siamo a una cifra di 22 miliardi e 281 milioni; se non annoio il Consiglio posso anche dare il resoconto degli importi per ciascuna società, ma posso anche successivamente fornire la documentazione che è necessaria. Vorrei però che non sfugga un punto, che queste risorse finanziarie utilizzate in questi mesi, hanno avuto una ricaduta nel processo che ho richiamato poc'anzi, nell'avanzamento del processo di privatizzazione e di dismissione. E' certo che è difficile quantificare in che cosa si è concretizzato il processo di privatizzazione, ma tuttavia quelle risorse sono state orientate anche a portare avanti quel processo. Io credo che nel discutere serenamente di questo tema occorra anche storicizzare; come dire, non faremmo un'operazione seria se caricassimo una situazione che viene da lontano, di decenni lontani, a chi ha per così dire, passatemi questa espressione, il fiammifero in mano in questo momento. Non lo considero una cosa, credo che nessuno lo pensi, ma una vicenda che viene da lontano non si può pensare che sia responsabilità dell'ultimo che ha in mano il fiammifero, bisogna che storicizziamo, e ci rendiamo conto che quel sistema è stato costruito in tempi lontani e ha continuato a produrre i suoi effetti nel tempo. Adesso ne stiamo uscendo.
Dunque non c'è, onorevole Balletto, nessun colpo di mano in questo disegno di legge, non c'è alcun colpo di mano, la vorrei rassicurare, anzi aggiungo, ma lo diceva già l'onorevole Gianfranco Tunis, l'esigenza di questo disegno di legge è stata avvertita nella stessa Commissione industria, della quale lei fa parte, in quella stessa Commissione si ebbe per le vie brevi un qualche confronto e si addivenne alla esigenza che piuttosto che presentarlo la commissione industria lo presentasse la Giunta. E la Giunta, che non sfugge alle sue responsabilità e ai suoi doveri, ha presentato il disegno di legge, ma col sostanziale accordo e previa discussione nella stessa Commissione.
Vorrei anche precisare un ultimo aspetto: non esiste un quadro che tende a raffigurare difensori estremi, eroici di questo sistema coloro che invece da questo sistema pensano di uscire. Io e la Giunta siamo quanto, lo voglio dire con molta forza, tutti gli altri che ne sono più convinti, siamo altrettanto convinti che occorre procedere rapidamente nella riforma e siamo convinti della inderogabilità della riforma. Però, si badi bene, non è che la riforma la si fa gridando "riforma, riforma"; la riforma la si fa individuando un percorso razionale. Io non voglio nascondere che trovo anche resistenze, la Giunta trova anche resistenze forse anche talvolta da parte dei settori che gridano "riforma, riforma". Talvolta si trovano resistenze. La riforma non va su una autostrada e tuttavia io sono convinto che dobbiamo andare avanti con tutte quelle forze che sono naturalmente sinceramente convinte. Qual è il percorso razionale? La Regione non deve e non può fare l'imprenditore, deve lasciare rapidamente, ma deve fare questa operazione tenendo conto che c'è un vincolo che mi sembra inderogabile, che sono gli uomini. Ci sono 1150 dipendenti, esclusi quelli della Carbosulcis. Io mi chiedo se c'è qualche settore del Consiglio che ritiene che noi possiamo lasciar deperire il sistema portando i libri in tribunale e mandando i lavoratori a casa.
BALLETTO (F.I.). E' il sistema privato che soffre...
PINNA, Assessore dell'industria. Onorevole Balletto, io l'ho ascoltata con molta attenzione, la prego di fare altrettanto.
PRESIDENTE. Per cortesia. Il tempo volge al termine, Assessore.
PINNA, Assessore dell'industria. Vado a concludere, signor Presidente. Io vedo due possibilità: o il Consiglio decide di negare le condizioni di operatività minima in questa ipotesi, comunque, siccome arriva il 27, occorrerà pagare i salari, ci sono gli oneri che comunque si determina in un sistema imprenditoriale, si determinerà un sistema di indebitamento, non faremmo nessun passo avanti sul terreno della riforma, non ci liberemmo di un carico di questi lavoratori che comunque fanno capo al nostro sistema, i costi si produrranno comunque e il sistema resterà tutto sulle nostre spalle. Il secondo percorso, ed è quello che io propongo, che la Giunta propone all'attenzione, è invece quello di stanziare le risorse, di finalizzarle , come è scritto nel disegno di legge, alle dismissioni, all'esodo e alla ricollocazione, in questo modo, non dico anticipando in tutto la riforma, perché in tutto non la si può anticipare, l'Ente minerario può essere soppresso solo con legge, perché è istituito con legge, ma tuttavia se le risorse sono disponibili il processo di privatizzazione può essere, almeno per certi aspetti, egualmente portato avanti, ed è quando in parte si è già cercato di fare. Siccome il Consiglio vuole avere ulteriori garanzie, nel disegno di legge, veniva richiamato, si è deciso di determinare un'assunzione di ulteriore responsabilità da parte della Giunta, con un doppio passaggio in Giunta, quindi con piena assunzione di responsabilità politica. Primo, la Giunta, sull'utilizzo delle risorse, dei 25 miliardi, impartisce precise e specifiche direttive all'Ente minerario; secondo, la Regione approva programmi che tendono a realizzare gli obiettivi fissati in direttiva. Io credo che questo doppio sistema sia un meccanismo che consente non solo di garantire le finalità che la Giunta intende proporsi, ma anche di dare garanzie sul buon utilizzo di queste risorse verso il Consiglio.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 20.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Chiedo, a nome di Forza Italia, la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Sugli emendamenti o sull'articolo, perché prima c'è da votare l'articolo.
BALLETTO (F.I.). Sull'emendamento numero 51.
PRESIDENTE. Metto in votazione prima l'articolo 20 sul quale non c'è nessuna richiesta di votazione a scrutinio segreto. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1, sul quale c'era il parere negativo della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 51.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 67
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 28
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 21.
CONCAS, Segretaria:
Art. 21
Nuove o maggiori autorizzazioni di spesa
1. Le autorizzazioni di spesa disposte per l'anno 1997 dalle norme sottoelencate e relative agli interventi accanto a ciascuna indicati sono incrementate, per lo stesso anno, delle seguenti misure:
I. legge regionale 29 maggio
1996, n. 22 - Progetti obiettivo (cap.02164)
lire 650.000.000
II. legge regionale 23 agosto
1985, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni - Consorzio per
l'assistenza alle piccole e medie imprese - Consorzio 21
(cap.03069)
lire 6.200.000.000
III. art. 72, comma 8, legge
regionale 7 aprile 1995, n. 6 - Piano di risanamento del
Sulcis-Iglesiente (cap. 05010)
lire 80.000.000
IV. art. 12, legge regionale 30
aprile 1991, n. 13 e successive modifiche ed integrazioni - Spese
per impianti di depurazione (cap.05013/10)
lire 583.000.000
V. art. 93, legge regionale 30
maggio 1989, n. 18 - Contributi alle imprese per adeguamento
scarichi (cap.05015)
lire 600.000.000
VI. legge regionale 6 novembre
1978, n. 64, e successive modifiche ed integrazioni - Interventi
sui compendi ittici (cap.05078/08)
lire 600.000.000
VII. legge regionale 4 luglio 1990,
n. 17, e successive modifiche ed integrazioni - Canale navigabile
per le emergenze aeroportuali della sede di Cagliari-Elmas
(cap.05111/03)
lire 50.000.000
VIII. art. 25, legge regionale 30
maggio 1989, n. 18, e successive modifiche ed integrazioni -
Concorso interessi sui mutui di miglioramento fondiario
(cap.06068/01)
lire 175.000.000
IX. art. 15, legge regionale 12
novembre 1982, n. 38, e successive modifiche ed integrazioni -
Contributi per l'elettrificazione agricola (cap.06087/01)
lire 74.000.000
l) art. 12, comma 3, lett. a), legge
regionale 21 dicembre 1996, n. 37, estendimento rete elettrica a
bassa e media tensione (cap.06087/02)
lire 104.000.000
m) art. 1, legge regionale 23 agosto 1995, n.
24 - Interventi a favore delle aziende agricole danneggiate dagli
incendi del 1994 (cap. 06137)
lire 300.000.000
n) art. 9, comma 1, lett. e), legge regionale 28 aprile 1992, n. 6 - Promozione e miglioramento della produzione zootecnica (cap. 06151)
lire 200.000.000
o) art. 44, legge regionale 8 marzo 1997, n. 8
- Rinnovo e completamento delle apparecchiature informatiche del
servizio artigianato (cap. 07073/02)
lire 200.000.000
p) legge regionale 6 settembre 1976, n. 45 e successive modifiche ed integrazioni - Programmi triennali di opere pubbliche d'interesse comunale e provinciale (cap. 08015/p)
lire 3.900.000.000
q) art. 6, comma 1, legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 - Programma pluriennale di opere di competenza regionale (cap. 08029/05)
lire 4.000.000.000
r) legge regionale 20 giugno 1989, n. 44 e successive modificazioni ed integrazioni - Contributi per abbattimento interessi fidi garantiti dai Consorzi fidi (cap. 09042/01) lire 5.000.000.000
s) art. 27, comma 2, legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 - Progetti comunali finalizzati all'occupazione (cap. 10136)
lire 6.750.000.000
t) art. 6, lett. g) e h), legge regionale 25 giugno 1984, n. 31 - Diritto allo studio (cap. 11003/01)
lire 1.000.000.000
u) art. 80, comma 1, legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 - Fiere annuali del libro e manifestazioni culturali (cap. 11090/01)
lire 1.000.000.000
v) art. 4, legge regionale 8 luglio 1993, n. 30 - Contributi in conto capitale ad organismi pubblici e privati per l'esercizio teatrale (cap. 11115/03)
lire 100.000.000
z) art. 36, comma 1, legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 - Integrazione del fondo sanitario nazionale (cap. 12133/02)
lire 91.830.000.000
2. La quota dello stanziamento prevista dall'articolo 42 della legge regionale 6 settembre 1996, n. 37, è incrementata di lire 300.000.000 (cap. 02159/01).
3. E' autorizzato, nell'anno 1997, l'incremento delle dotazioni dei sottoelencati fondi di rotazione nella misura accanto agli stessi indicata:
I. fondo di rotazione destinato a favorire l'acquisto e l'accorpamento dei fondi rustici di cui all'articolo 1 della legge regionale 15 marzo 1956, n. 9, lire 3.000.000.000 (cap. 06096);
II. fondo di rotazione per la cooperazione agricola di cui alla legge regionale 17 dicembre 1973, n. 40, lire 5.000.000.000 (cap. 06097);
III. fondo regionale per lo sviluppo della zootecnia di cui all'articolo 27 della legge regionale 23 gennaio 1981, n. 4, lire 1.600.000.000 (cap. 06107).
4. Sono autorizzate, nell'anno 1998, le ulteriori maggiori spese:
I. artt. 16 e 17, legge
regionale 22 dicembre 1989, n. 45 - Contributi per la realizzazione
della pianificazione provinciale (cap.04159/08)
lire 1.000.000.000
II. art. 6, legge regionale 7
aprile 1995, n. 6 - Programma pluriennale di opere di interesse
degli enti locali (cap. 08015/03)
lire 3.900.000.000
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati undici emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati, ricordando che il comma 2 dell'articolo 77 prevede la durata di dieci minuti non per ciascun emendamento ma per gli interventi sugli emendamenti. Poiché nessuno domanda di parlare per illustrare gli emendamenti, evidentemente si danno per illustrati; in tal caso, se gli emendamenti si danno per illustrati, la parola spetta alla Giunta. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, per annunciare che gli emendamenti numero 36 e 37 si intendono ritirati.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 36 e 37 si intendono ritirati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. L'emendamento numero 21 non si accoglie; l'emendamento numero 22 non si accoglie; l'emendamento numero 23 non si accoglie, l'emendamento numero 24 non si accoglie; l'emendamento numero 25 non si accoglie; l'emendamento numero 36 è ritirato; l'emendamento numero 37 è ritirato; l'emendamento numero 42 si accoglie; sugli emendamenti 49-50-54 la Commissione non ha potuto esaminarli per cui il relatore si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per annunciare il parere del Governo regionale sugli emendamenti: il parere sugli emendamenti 21-22-23-24-25 è identico a quello del relatore e quindi è negativo; l'emendamento 42 naturalmente è della Giunta regionale, il 49 è l'emendamento che era stato collegato precedentemente all'articolo, non ricordo, mi sembra il 4 bis, sul Consorzio 21 con questo si era raggiunto un accordo complessivo quindi si accoglie l'emendamento che è parte integrante dell'altro emendamento già approvato dal Consiglio regionale. Gli emendamenti 50 e 54, con riferimento all'emendamento 50 non si accoglie, l'emendamento 52 mi sembra che sia stato ritirato perché è stato contenuto in un altro emendamento, il 55, quindi è superfluo, mentre sul 54 il parere è positivo ed è in parte sostitutivo dell'emendamento numero 37, mi sembra di capire, che è stato appena ritirato dalla Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu, relatore. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Solo per confermare quanto ha detto l'Assessore per l'emendamento 49. Non ricordavo, ma in realtà è collegato ad un articolo e a un emendamento che abbiamo già votato in aula.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per dire che conseguentemente a quanto esposto dall'Assessore, e confermato dal relatore di maggioranza, l'emendamento 25 è ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Io vorrei sapere questo contributo, nell'emendamento 42 della Giunta, al comune di Thiesi a che cosa si riferisce. E poi vorrei esprimere il mio rammarico per il ritiro dell'emendamento 36 da parte della Giunta, ritenendolo un emendamento utile non riesco a capire quali siano le motivazioni che hanno portato al ritiro dell'emendamento 36.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente sull'emendamento 42 sul quale io voterò a favore. Però vorrei dire qualcosa, e forse per quanto riguarda questo posso essere utile all'onorevole Marrocu che ha chiesto lumi in merito, io ricordo che con la finanziaria del '96, la numero 9, fu corrisposto un contributo di 300 milioni per il comune di Thiesi che subentrava nella titolarità dell'ex IPAB, casa di riposo per gli anziani. Poi sono successe tante cose strane per quanto riguarda quella amministrazione comunale che quei 300 milioni sono andati persi, e bene ha fatto l'Assessore oggi a riproporre, anche se credo che i 300 milioni non siano più sufficienti, se è vero come è vero che le spese, i debiti, siano pari a 1 miliardo e 300 milioni. Ma ciò che è più grave in tutta questa situazione è il comportamento della amministrazione comunale di Thiesi, la quale amministrazione comunale di Thiesi invece di dare risposte ai dipendenti che lavoravano nell'ex IPAB sempre di Thiesi, si disinteressava di questo problema, si disinteressava di questi 300 milioni, ma nello stesso tempo dava la possibilità ad una cooperativa di svolgere lo stesso servizio. Una cooperativa sicuramente di amici, con una situazione grave. Tant'è che l'Assessore della sanità, al quale mi ero rivolto con una interrogazione su questo problema, in data 3 settembre 1997 mi dava risposta dicendo testualmente questo "che nonostante i ripetuti solleciti per dare corso alla concessione del contributo straordinario di cui all'articolo 70 della legge regionale numero 9 del 1996, il comune di Thiesi ha trasmesso la situazione relativa alla posizione dei dipendenti e le passività soltanto in data 1/7/1997, quindi in pratica con un anno e mezzo di ritardo. Questo faceva sì che quelle dipendenti che lavoravano in questa struttura non siano pagate dal 1993, siano state collocate in ferie forzate per il tutto il 1996. Ma nel contempo, lo stesso sindaco del territorio rispondendo a un avvocato, il quale interveniva in difesa delle dipendenti, in data 26 marzo 1996, cioè nel momento in cui il Consiglio regionale aveva approvato la finanziaria, scriveva questo "e comunque non potrà garantire nessun pagamento se non riceverà fondi necessari per poterlo fare", c'erano 300 milioni che poteva incassare ma non faceva niente, anzi faceva di tutto per non incassare questi 300 milioni. Allora io credo che bene ha fatto l'Assessore a ripresentare questo emendamento per questa cifra, però indubbiamente ci sono delle responsabilità della amministrazione comunale di Thiesi per il comportamento nei riguardi delle dipendenti, e bene hanno fatto eventualmente le dipendenti a rivolgersi a un avvocato e anche al difensore civico regionale per questo problema. E' bene pertanto che ognuno si prenda le proprie responsabilità perché a pagare non siano solo coloro i quali lavorano, hanno lavorato e vogliono lavorare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, Assessore Sassu, mi riferisco all'emendamento 50. Io lo ritirai in Commissione perché mi fu assicurato che non c'erano esigenze e che c'era anche poca disponibilità di risorse. Avrei potuto anche indicare una cifra superiore perché c'è una grossa necessità di aggiornare gli scarichi secondo le nuove normative e una serie di altri problemi al riguardo, ma ho voluto puntualmente visto che si erano liberate ieri delle risorse, ripeterlo come inizialmente l'ho presentato in Commissione, perché ritenevo che fosse corretto comportarsi in questo modo. Prendo atto che lei non lo accoglie e termino ringraziando della attenzione che ci ha rivolto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, per comunicare che l'emendamento 21 è ritirato. Relativamente all'emendamento 22 la lettera u) del primo comma è soppressa; l'emendamento si giustifica con le esigenze di chiarimenti. Qui viene detto che per le fiere annuali del libro e per le manifestazioni culturali viene stanziata una somma aggiuntiva di un miliardo. Io chiedo che bisogno c'è di stanziare un miliardo in aggiunta ai 3 miliardi già stanziati nella considerazione che solo 168 milioni sono stati impegnati. Quindi a fronte di uno stanziamento di 3 miliardi, impegnati 168, si chiede una integrazione di un miliardo. Per l'emendamento 23 la lettera a) del comma primo dell'articolo 21 prevede un ulteriore stanziamento di 650 milioni per i progetti obiettivo. Per i progetti obiettivo il bilancio prevede per il 1997 uno stanziamento di 4 miliardi e 200 milioni, somme impegnate zero; e si chiedono ulteriori 650 milioni. Per ciò che riguarda l'articolo 24, sempre al primo comma dell'articolo 21 alla lettera q), andiamo a vederla, la lettera q) prevedeva uno stanziamento di 17 miliardi, somme impegnate pari a 318 milioni, si chiede un ulteriore stanziamento di 4 miliardi. Gli emendamenti hanno il valore che hanno, e cioè quello di far presente che, in presenza di fondi così cospicui stanziati, in assenza, sostanzialmente, di somme impegnate, che senso ha impegnare in una manovra di assestamento per lo stesso anno 1997 ulteriori risorse che, in taluni casi, non sono neanche di importo ridotto o modesto? Riteniamo che le richieste di ulteriori stanziamenti non abbiamo, in questo momento, in questa fase, in questa situazione di conti alcun fondamento. E' per questo che vengono proposti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho chiesto la parola, signor Presidente, per accogliere l'emendamento numero 50 dell'onorevole Biggio. Effettivamente le cose si sono svolte come ha riferito, cioè in Commissione il Governo regionale si era espresso negativamente ma, come tutti sanno, aveva anche riconosciuto l'esigenza. Adesso verifichiamo naturalmente le economie che si sono realizzate e quindi è possibile accogliere l'emendamento.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 49. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 50. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 21. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo ora agli articoli di natura squisitamente tecnica. Si dia lettura dell'articolo 22.
CONCAS, Segretaria:
Art. 22
Riduzioni di spese
1. Le autorizzazioni di spesa disposte per gli anni 1997-1999 dalle norme sottoelencate e relative agli interventi accanto a ciascuno indicati, sono ridotte delle seguenti misure:
I. art. 17, legge regionale 30 giugno 1993, n.
27 - Progetti speciali per l'occupazione (cap.01080)
1997 lire 6.750.000.000
II. art. 52, legge regionale 29
gennaio 1994, n. 2, e successive modifiche ed integrazioni - Fondo
perequativo per lo sviluppo e la realizzazione di servizi comunali
(cap.04018/02)
1997 lire 1.100.000.000
1998 lire 1.000.000.000
1999 lire 1.000.000.000
III. art. 55, legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2,
e successive modifiche ed integrazioni - Contributi in conto
interessi su prestiti, contratti da consorzi di comuni e consorzi
industriali per sistemi di depurazione (cap.04019/01)
1997 lire 1.600.000.000
1998 lire 1.500.000.000
1999 lire 500.000.000
IV. artt. 16 e 17, legge regionale 22 dicembre 1989,
n. 45 - Contributi per la realizzazione della pianificazione
provinciale (cap.04159/08)
1999 lire 1.000.000.000
V. art. 5, legge regionale 24 giugno 1991, n. 19,
e successive modifiche ed integrazioni - Contributo all'ISFORE
(cap.04162/09)
1997 lire 300.000.000
VI. art. 16, comma 5, legge regionale 8 aprile 1992,
n. 6, e successive modifiche ed integrazioni - Mutui assestamento
produttori agricoli (cap. 06073)
1997 lire 8.643.000.000
VII. art. 18, comma 4, lett. b), legge regionale 19
ottobre 1993, n. 51, e successive modifiche ed integrazioni -
Concorso interessi su prestiti alle aziende artigiane
(cap.07026/01)
1997 lire 9.150.000.000
VIII. legge regionale 31 ottobre 1991, n. 35, e successive
modifiche ed integrazioni - Fondo agevolazioni imprese commerciali
(cap.07055)
1997 lire 12.000.000.000
IX. legge regionale 6 settembre 1976, n. 45, e
successive modifiche ed integrazioni - Programmi triennali di opere
pubbliche d'interesse comunale e provinciale (cap.08015/p)
1998 lire 3.900.000.000
l) art. 7, comma 2, legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9 -
Contributi ammortamento mutui di enti locali
(cap.08056)
1997 lire 900.000.000
m) art. 15, legge regionale 31 maggio 1984, n. 26 e successive
modificazioni ed integrazioni - Programma straordinario di edilizia
agevolata (cap. 08109)
1997 lire 7.000.000.000
n) art. 75, legge regionale 8 aprile 1992, n. 6 - Contributo
all'ESMAS per manutenzione ed arredamento scuole (cap.
11028)
1997 lire 2.000.000.000
o) art. 60, legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1 e successive
modifiche ed integrazioni - Finanziamenti ad Enti ed organismi con
finalità didattiche e socio-culturali (cap.11099)
1997 lire 1.250.000.000
p) art. 34, legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9 -
Potenziamento dei trasporti aerei di terzo livello (cap.
13055)
1997 lire 2.000.000.000
2. L'autorizzazione di spesa di lire 1.000.000.000 disposta dal comma 7 dell'articolo 50 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, è ridotta a lire 750.000.000 (cap. 02104).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23.
CONCAS, Segretaria:
Art. 23
Copertura finanziaria
1. Nei bilanci della Regione per l'anno 1997 e per gli anni 1997-1999 sono introdotte le seguenti variazioni:
ENTRATA
In aumento
Cap. 36129 (N.I.) 3.6.1
Recupero di somme dal fondo sociale di cui alla legge regionale 7 aprile 1965, n. 10 (art.11, comma 1, della presente legge)
1997 lire 7.000.000.000
SPESA
In diminuzione
01 - PRESIDENZA
Cap. 01080 -
Fondo per l'attuazione di progetti orientati alla creazione di nuova occupazione nei settori della produzione e dei servizi (art. 17, L.R. 30 giugno 1993, n. 27, art. 38 L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 81, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 40, comma 1, L.R. 11 novembre 1995, n. 28, art. 44, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, artt. 3, comma 3, e 30, comma 5, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 22, lett. a), della presente legge)
1997 lire 6.750.000.000
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03017 -
Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 34, comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 9)
1997 lire 31.205.000.000
mediante riduzione delle riserve di cui alle voci della Tab. B) allegata alla legge finanziaria:
1) lire 17.953.000.000
6) lire 8.899.000.000
7) lire 4.353.000.000
Cap. 03146 -
Quota interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente e per la concessione di incentivi alle imprese, nonché per la copertura di disavanzi (art. 1, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 1, comma 15, L.R. 8 marzo 1997, n. 8) (spesa obbligatoria)
1997 lire 58.980.000.000
04 - ENTI LOCALI
Cap. 04018/02 -
Fondo perequativo per lo sviluppo e la realizzazione di servizi comunali (art. 52, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 74, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 3, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 22, lett. b), della presente legge)
1997 lire 1.100.000.000
1998 lire 1.000.000.000
Cap. 04019/01 -
Contributi in conto interessi sui prestiti a medio termine contratti da Consorzi di Comuni e da Consorzi industriali per la costruzione, l'ammodernamento, l'ampliamento, la ristrutturazione di sistemi di depurazione delle acque reflue, compresi i raccordi con le reti fognarie e urbane, e per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (art. 55, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 66, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 75, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 22, lett. c), della presente legge)
1997 lire 1.600.000.000
Cap. 04159/08 -
Contributo alle Province per la realizzazione della pianificazione provinciale (artt. 16 e 17, L.R. 22 dicembre 1989, n. 45, art. 72, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 3, commi 1 e 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 22, lett. d), della presente legge)
1997 lire ------
1998 lire ------
1999 lire 1.000.000.000
Cap. 04162/09 -
Contributi all'I.S.F.O.R.E. per la formazione dei dipendenti degli enti locali territoriali (art. 5, L.R. 24 giugno 1991 n. 19, art. 3, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 22, lett. e), della presente legge)
1997 lire 300.000.000
06 - AGRICOLTURA
Cap. 06073 -
Concorso nel pagamento degli interessi sui mutui di assestamento a favore dei produttori agricoli (art. 5, L.R. 13 dicembre 1988, n. 44, art. 16, comma 5, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 28, L.R. 29 aprile 1994, n. 18, art. 20, comma 2, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 13, L.R. 21 giugno 1995, n. 16, art. 38, comma 2, L.R. 5 dicembre 1995, n. 33, art. 14, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 22, lett. f), della presente legge)
1997 lire 8.643.000.000
07 - TURISMO
Cap. 07026/01 -
Versamenti ai fondi istituiti presso gli Istituti di credito per la concessione del concorso interessi sui prestiti concessi alle imprese artigiane (articolo 7, lettere a), c) e d) L.R. 19 ottobre 1993, n. 51, art. 28, comma 4, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 26, commi 2 e 3, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 40, comma 2, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 19, comma 2, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 14, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 22, lett. g), della presente legge)
1997 lire 9.150.000.000
Cap. 07055 -
Somma da versare al fondo speciale istituito per la concessione delle agevolazioni previste a favore delle imprese commerciali; oneri per la gestione dello stesso fondo speciale (artt. 49, 50, 52, 55, 57, 58 e 59, L.R. 31 ottobre 1991, n. 35, art. 42, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 14, comma 2, L.R. 6 novembre 1992, n. 20, art. 37, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, L.R. 14 settembre 1993, n. 42, artt. 4, comma 3 e 26, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 4, commi 1 e 3, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 40, comma 1 L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 3, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 22, lett. h), della presente legge)
1997 lire 12.000.000.000
08 - LAVORI PUBBLICI
Cap. 08015 -
Finanziamenti annui ai comuni e alle province per la realizzazione, il riattamento, il completamento e l'ampliamento, mediante programmi triennali, di opere pubbliche di loro interesse (art. 1, L.R. 6 settembre 1976, n. 45, art. 7, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 6, comma 5, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e artt. 4, comma 1 e 9, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 3 comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 22, lett. i), della presente legge)
1997 lire ------
1998 lire 3.900.000.000
1999 lire ------
Cap. 08056 -
Contributi per l'ammortamento dei mutui di investimento assunti dagli enti locali (L.R. 20 giugno 1986, n. 33, art. 20, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 8, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 30, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 5, comma 2, L.R. 6 novembre 1992, n. 20, artt. 4, comma 1, e 14, comma 3, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 7, comma 2, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 22, lett. l), della presente legge)
1997 lire 900.000.000
Cap. 08109 -
Somme da versare al fondo per l'edilizia economica e popolare di cui alla L.R. 18 aprile 1975, n. 22 e per un programma straordinario integrativo per il biennio 1984-85 della Legge 5 agosto 1978, n. 457 (art. 15, L.R. 31 maggio 1984, n. 26, art. 6, L.R. 31 dicembre 1984, n. 36, artt. 23 e 25, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 22, L.R. 24 febbraio 1987, n. 6, artt. 29 e 31, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 18, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 6, L.R. 13 aprile 1990, n. 6, art. 22, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 39, commi 4, 5 e 10, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 14, commi 2 e 4, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 7, comma 1, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, artt. 8 e 14, comma 4, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 22, lett. m), della presente legge)
1997 lire 7.000.000.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
Cap. 11028 -
Contributi all'Ente per le scuole materne per la manutenzione degli edifici di proprietà regionale, adibiti a scuola materna e per l'acquisto di arredamenti e attrezzature, anche didattiche e ludiche (art. 75, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 4, comma 3, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 33, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 3, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 22, lett. n), della presente legge)
1997 lire 2.000.000.000
Cap. 11099 -
Finanziamento per l'attività istituzionale di Enti ed organismi con finalità didattiche e socio-culturali (art. 60, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 81, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 83, comma 1, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 5, L.R. 8 luglio 1993, n. 30, art. 47, comma 3, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 40, L.R. 10 novembre 1995, n. 28 e art. 3, comma 3, art. 32, comma 7, art. 35, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 22, lett. o), della presente legge)
1997 lire 1.250.000.000
13 - TRASPORTI
Cap. 13002/01 -(Denominazione variata)
Contributi d'esercizio alle Aziende di trasporto pubbliche e private e contributo per il ripiano dei disavanzi d'esercizio alla chiusura dell'anno 1996 (art. 2, L.R. 27 agosto 1982, n. 16, art. 22, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 6 e art. 18 della presente legge)
1997 lire 10.000.000.000
Cap. 13055 -
Spese per il potenziamento e la razionalizzazione dei collegamenti aerei di terzo livello (art. 34, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 22, lett. p), della presente legge)
1997 lire 2.000.000.000
In aumento
02 - AFFARI GENERALI
Cap. 02159/01
Contributi per l'organizzazione o la partecipazione all'organizzazione di convegni, conferenze, seminari, pubblicazioni e simili (art. 69, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 14, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, L.R. 9 giugno 1994, n. 29, art. 35 L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 2, della presente legge)
1997 lire 300.000.000
Cap. 02164 -
Spese per la realizzazione di progetti-obiettivo (art. 1, L.R. 29 maggio 1996, n. 22, art. 3, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. a), della presente legge)
1997 lire 650.000.000
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03016 -
Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 34, comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 9 e art. 2 della presente legge)
1997 lire 809.000.000
Cap. 03058/01 - (N.I.) 2.1.1.6.3.2.10.28 (02.02)
Contributo annuo alla Società Porto Conte ricerche per lo svolgimento delle attività istituzionali all'interno del parco scientifico e tecnologico della Sardegna (art. 3 della presente legge)
1997 lire 1.000.000.000
Cap. 03069 -
Contributo straordinario al consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese per il funzionamento e l'attività istituzionale (L.R. 23 agosto 1985, n. 21, art. 46, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 52, comma 2, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 19, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. b), della presente legge)
1997 lire 6.200.000.000
04 - ENTI LOCALI
Cap. 04159/08 -
Contributo alle Province per la realizzazione della pianificazione provinciale (artt. 16 e 17, L.R. 22 dicembre 1989, n. 45, art. 72, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 3, commi 1 e 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 4, lett. a), della presente legge)
1997 lire ------
1998 lire 1.000.000.000
1999 lire ------
05 - DIFESA AMBIENTE
Cap. 05010 -
Spese per l'attivazione del piano di disinquinamento per il risanamento del territorio del Sulcis-Iglesiente (D.P.C.M. 23 aprile 1993, art. 12, comma 2, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 72, comma 8, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, e art. 21, comma 1, lett. c), della presente legge)
1997 lire 80.000.000
Cap. 05013/10 -
Spese per la realizzazione di impianti di depurazione (art. 12, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 29, comma 12, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 7, comma 2, L.R. 1 ottobre 1993, n. 50, art. 8, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 3, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. d), della presente legge)
1997 lire 583.000.000
Cap. 05015 -
Contributi alle imprese industriali, artigiane ed agricole per la realizzazione di impianti di depurazione o di pretrattamento per i necessari adeguamenti degli scarichi (art. 93, L.R. 30 maggio 1989, n. 18 e art. 21, comma 1, lett. e), della presente legge)
1997 lire 600.000.000
Cap. 05015/10 - (N.I.) 2.1.2.1.0.3.08.29 (08.02)
Spese per il completamento del catasto generale degli scarichi nei corpi idrici superficiali (art. 7 della presente legge)
1997 lire 2.100.000.000
Cap. 05078/08 -
Interventi nei compendi ittici (L.R. 6 novembre 1978, n. 64, art. 38, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, artt. 4, commi 1 e 3, e 16, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 7, comma 5, L.R. 1 ottobre 1993, n. 50, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 6, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 3, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. f), della presente legge)
1997 lire 600.000.000
Cap. 05111/03 -
Spese per la realizzazione di un canale navigabile per le emergenze aeroportuali dello scalo di Cagliari-Elmas (L.R. 4 luglio 1990, n. 17, art. 6, comma 10, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, art. 17, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 21, comma 1, lett. g), della presente legge)
1997 lire 50.000.000
06 - AGRICOLTURA
Cap. 06068/01 -
Concorsi nel pagamento degli interessi sui mutui di miglioramento fondiario, contratti ai sensi della Legge 5 luglio 1928, n. 1760 e successive modificazioni ed integrazioni (Legge 27 dicembre 1977, n. 984, art. 27, L.R. 7 maggio 1981, n. 14, art. 28, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, Legge 8 novembre 1986, n. 752, art. 40, L.R. 24 febbraio 1987, n. 6, art. 25, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 14, comma 2, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 20, comma 4, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 24, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 3, comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 17, L.R. 8 marzo 1997, n. 9 e art. 21, comma 1, lett. h), della presente legge)
1997 lire 175.000.000
Cap. 06087/01 -
Contributi per l'elettrificazione agricola (art. 19, Legge 27 ottobre 1966, n. 910, art. 15, L.R. 12 novembre 1982, n. 38, art. 25, L.R. 10 maggio 1983, n. 12, art. 37, L.R. 27 giugno 1986, n. 44, art. 9, comma 1, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 21, comma 1, lett. i), della presente legge)
1997 lire 74.000.000
Cap. 06087/02 -
Finanziamenti per l'estendimento della rete elettrica a bassa e media tensione (art. 12, comma 3, L.R. 21 dicembre 1996, n. 37 e art. 21, comma 1, lett. l), della presente legge)
1997 lire 104.000.000
Cap. 06096 - (N.I.) 2.1.2.6.3.6.10.10 (02.01)
Incremento del fondo di rotazione destinato a favorire il credito agrario (art. 1, L.R. 15 marzo 1956, n. 9 e art. 21, comma 2, lett. a), della presente legge)
1997 lire 3.000.000.000
Cap. 06097 -
Incremento del fondo di rotazione per la cooperazione agricola (L.R. 17 dicembre 1973, n. 40, art. 1, L.R. 27 agosto 1992, n. 17 e art. 21, comma 2, lett. b), della presente legge)
1997 lire 5.000.000.000
Cap. 06107 - (N.I.) 2.1.2.6.3.6.10.10 (02.01)
Incremento del fondo regionale per lo sviluppo della zootecnia (art. 27, L.R. 23 gennaio 1981, n. 4 e art. 21, comma 2, lett. c), della presente legge)
1997 lire 1.600.000.000
Cap. 06120 -
Somma da versare al fondo di solidarietà regionale in favore delle aziende e cooperative agricole colpite da calamità naturali o da eccezionali avversità atmosferiche (art. 2, L.R. 22 gennaio 1964, n. 3, art. 20, L.R. 10 giugno 1974, n. 12, L.R. 10 aprile 1978, n. 28, L.R. 28 febbraio 1981, n. 12, L.R. 29 settembre 1982, n. 24, art. 17, L.R. 29 dicembre 1983, n. 31, L.R. 7 giugno 1984, n. 29, L.R. 23 gennaio 1986, n. 18, L.R. 17 novembre 1986, n. 61, L.R. 17 luglio 1987, n. 31, artt. 1, 2 e 7, L.R. 20 marzo 1989, n. 11, art. 28, L.R. 30 aprile 1991 n. 13 e L.R. 6 maggio 1991, n. 15) e contributo a favore dei Consorzi di difesa delle colture intensive (L.R. 23 gennaio 1986, n. 18, art. 35, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 24, comma 5, L.R. 30 aprile 1991 n. 13, art. 5, comma 2 e 3, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, artt. 15 e 19, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, artt. 3 e 42, L.R. 29 aprile 1994, n. 18, artt. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 9, L.R. 21 giugno 1995, n. 16 e artt. 9, 30, commi 1 e 3, 31 e 32, L.R. 5 dicembre 1995, n. 33, art. 10, commi 2 e 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 8 della presente legge)
1997 lire 8.643.000.000
Cap. 06137 -
Contributi straordinari agli imprenditori agricoli e loro cooperative per la ricostruzione e la riparazione delle recinzioni danneggiate dagli incendi del 1994 (art. 1, L.R. 23 agosto 1995, n. 24, art. 10, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. m), della presente legge)
1997 lire 300.000.000
Cap. 06151 -
Contributi per promuovere l'incremento ed il miglioramento della produzione zootecnica (Leggi 6 luglio 1912, n. 832, 29 giugno 1929, n. 1366, 27 novembre 1956, n. 1367, L.R. 14 dicembre 1976, n. 67, art. 13, L.R. 12 novembre 1982, n. 38, art. 9, comma 1, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 3, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. n), della presente legge)
1997 lire 200.000.000
07 - TURISMO
Cap. 07073/02 -
Spese per il rinnovo ed il completamento della apparecchiature e per l'acquisto del software necessario alla banca dati del Servizio artigianato (art. 19, comma 2, L.R. 23 dicembre 1996, n. 37, art. 44, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, lett. o), della presente legge)
1997 lire 200.000.000
Cap. 07078/03 (N.I.) 2.1.1.5.2.2.10.25 (08.02)
Contributo al Comune di Sassari per la prima mostra dell'antiquariato (art. 8 bis della presente legge)
1997 lire 250.000.000
08 - LAVORI PUBBLICI
Cap. 08015 -
Finanziamenti annui ai comuni e alle province per la realizzazione, il riattamento, il completamento e l'ampliamento, mediante programmi triennali, di opere pubbliche di loro interesse (art. 1, L.R. 6 settembre 1976, n. 45, art. 7, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 6, comma 5, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e artt. 4, comma 1 e 9, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 3 comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. p), della presente legge)
1997 lire 3.900.000.000
Cap. 08015/03 -
Finanziamenti per l'attuazione di un Programma pluriennale straordinario di opere pubbliche di interesse degli enti di cui all'articolo 16 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2 (art. 6, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 3, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 4, lett. b), della presente legge)
1997 lire ------
1998 lire 3.900.000.000
1999 lire ------
Cap. 08029/05 -
Spese per l'attuazione di un programma pluriennale di opere pubbliche di interesse regionale (art. 7, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 5, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 6, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. q), della presente legge)
1997 lire 4.000.000.000
Cap. 08209 - (N.I.) 2.1.2.4.3.3.10.15 (03.05)
Spese per interventi volti alla realizzazione di centri intermodali (art. 20 della presente legge)
1997 lire 5.130.000.000
09 - INDUSTRIA
Cap. 09042/01 -
Concorsi in conto interessi sui prestiti concessi alle piccole e medie imprese individuali, societarie o cooperative operanti nei settori dell'industria, dell'edilizia o della ricerca scientifica e tecnologica, con la garanzia dei consorzi fidi costituiti tra imprese operanti nei predetti settori (artt. 65 e 66, L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e art. 11, L.R. 20 giugno 1989, n. 44); nonché alle imprese cooperative operanti in tutti i comparti produttivi garantite dai consorzi fidi intersettoriali (art. 44, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, artt. 3, comma 3, 16, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. r), della presente legge)
1997 lire 5.000.000.000
Cap. 09054 -
Spese per la realizzazione di infrastrutture negli agglomerati industriali della Sardegna (art. 32, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 31, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 14, comma 2, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 23, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, artt. 3, commi 1 e 3, e 17 , L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 10 bis della presente legge)
1997 lire 7.500.000.000
10 - LAVORO
Cap. 10136 -
Finanziamenti ai comuni per un piano straordinario triennale a favore dell'occupazione (art. 94, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 13, L.R. 26 gennaio 1989, n. 5, art. 6 L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 36, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 10, comma 3, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 17, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 37, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 2, L.R. 9 giugno 1995, n. 15, art. 25, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 27, comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. s), della presente legge)
1997 lire 6.750.000.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
Cap. 11003/01 -
Spese per le attività integrative, di sostegno, di sperimentazione, di tempo pieno e prolungato e per l'integrazione dei servizi socio-psico-pedagogici, di medicina scolastica e per l'inserimento dei soggetti colpiti da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali, nella scuola dell'obbligo (art. 6, lett. g) ed h), L.R. 25 giugno 1984, n. 31, art. 10, comma 4, L.R. 1 giugno 1993, n. 25, art. 3, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. t), della presente legge)
1997 lire 1.000.000.000
Cap. 11032/01 -
Finanziamenti ai Comuni di Cagliari e Sassari per i posti gratuiti di studio presso convitti o semiconvitti (art. 53, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 12 della presente legge)
1997 lire 150.000.000
Cap. 11063 -
Finanziamenti a favore di Enti culturali (art. 32, commi 5, 6 L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 15 della presente legge)
1997 lire 500.000.000
Cap. 11064 - (N.I.) 1.1.1.6.2.2.08.07 (05.03)
Contributi alle scuole superiori per interpreti e traduttori (art. 12 bis della presente legge)
1997 lire 500.000.000
Cap. 11090/01 -
Spese per la partecipazione della Regione alle fiere annuali del libro e per iniziative di informazione sull'attività regionale (L.R. 7 maggio 1953, n. 11, art. 78, comma 1, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 80, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 3, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. u), della presente legge)
1997 lire 1.000.000.000
Cap. 11115/03 -
Contributi in conto capitale ad organismi pubblici e privati, nelle spese per l'acquisto o la ristrutturazione delle strutture per l'esercizio teatrale (art. 4, L.R. 8 luglio 1993, n. 30, art. 50, comma 6, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 31, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 56 L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 3, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. v), della presente legge)
1997 lire 100.000.000
Cap. 11139 - (Denominazione variata)
Borse di studio per favorire la frequenza di corsi di formazione professionale di alto contenuto scientifico e tecnologico e di scuole o corsi post-universitari, finalizzati al conseguimento di titoli di perfezionamento e di specializzazione; contributi per l'assunzione temporanea necessaria a garantire il mantenimento o il completamento della formazione; spese accessorie (artt. 21, 22 e 23, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 25, L.R. 26 gennaio 1989, n. 5, art. 6, L.R. 26 gennaio 1993, n. 7, art. 39, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 44, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 43, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 14 della presente legge)
12 - SANITA'
Cap. 12133/02 -
Somme da attribuire alle aziende USL ed alle aziende ospedaliere della Sardegna ad integrazione della quota del fondo sanitario nazionale destinata al finanziamento della spesa di parte corrente (artt.15, 16 e 17, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, artt.39, 62 e 64, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, L.R. 27 agosto 1992, n. 15, art. 19, comma 1, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, L.R. 26 gennaio 1995, n. 5, art. 54, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 37, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, artt. 3, comma 1, e 36 L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 21, comma 1, lett. z), della presente legge)
1997 lire 91.830.000.000
13 - TRASPORTI
Cap. 13058 -
Interventi per l'attuazione dell'accordo di programma tra la Regione e le Ferrovie dello Stato (art. 37, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 19 della presente legge)
1997 lire ------
1998 lire ------
1999 lire 1.000.000.000
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24.
CONCAS, Segretaria:
Art. 24
Urgenza
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 33 dello Statuto Speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Rimane da votare l'articolo 13 e l'emendamento numero 53 che, negli intendimenti dei proponenti di tutta una serie di emendamenti che non elenco, doveva essere riassuntivo e compendiarli tutti. Rimangono in piedi l'emendamento numero 32, 47, 52, 53 e 55. Tutti gli emendamenti erano stati letti, illustrati e discussi ad eccezione dell'emendamento numero 55. Si dia lettura di questo emendamento.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento numero 55.
MARROCU (Progr. Fed.). Indubbiamente l'emendamento numero 55 sostituisce il 52 e il 53 ed è la prima parte dell'emendamento numero 39 che fu ritirato dalla Giunta ed è stata recuperata e corretta la prima parte. Quindi il 52 e il 53 si intendono ovviamente ritirati; l'emendamento numero 55 ha riscritto il 39, il 52 e il 53.
PRESIDENTE. La situazione è la seguente, se ho ben capito: rimane in piedi l'emendamento numero 32 che è modificato e diventa sostitutivo parziale, talché si mette in votazione prima. Poi rimangono in piedi l'emendamento numero 47, aggiuntivo, e l'emendamento numero 55, anch'esso aggiuntivo. Quindi manca il parere del relatore e della Giunta sull'emendamento numero 55 aggiuntivo.
Per esprimere il parere del relatore della Commissione sull'emendamento numero 55, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU, relatore. Il relatore lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si conforma al parere del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, mi pare che un emendamento di questo genere non possa essere accolto dal Consiglio: "Le somme impegnate nel 1994 in esecuzione dell'articolo 48, comma 1, ... possono essere utilizzate dai soggetti beneficiari per la programmazione e la realizzazione anche di nuove iniziative negli esercizi finanziari successivi". Siamo completamente al di fuori delle disposizioni in materia di contabilità. Approvatelo, se volete, però certamente è uno sgorbio rispetto alla legge numero 11 del 5 maggio 1983. Io chiedo comunque la votazione a scrutinio segreto a nome di Forza Italia.
PRESIDENTE. E' stato chiesto lo scrutinio segreto solo sull'emendamento numero 55. Cominciamo le votazioni partendo dall'emendamento numero 32. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 47. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 55.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 39
Contrari 22
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
E' stato presentato un ordine del giorno a firma Bonesu e più. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare l'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Cucca.
CUCCA (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, penso che ci sia un limite alla decenza e alla vergogna. Che settori della maggioranza oggi propongano un ordine del giorno avente ad oggetto ciò che il Gruppo di Forza Italia ha chiesto in termini concreti e reali, non un impegno a parole, ma un impegno concreto sulle somme da stanziare a favore dei porti colpiti dalle calamità atmosferiche di questi ultimi giorni, oggi veramente fa specie veder utilizzata a scopi demagogici, a scopi propagandistici, una questione che ieri ha trovato da questi signori un voto negativo. E' una questione di pudore, di decenza, di vergogna, e si espone l'istituzione consiliare veramente al dileggio, e hanno ragione quei cittadini a ritenere questo Consiglio non all'altezza della situazione. Atti e comportamenti di questa natura veramente dovrebbero far meglio riflettere.
Avrei voluto che gli onorevoli Bonesu, Vassallo, Dettori, e gli altri consiglieri che hanno sottoscritto l'ordine del giorno, avessero assunto impegno per votare quell'emendamento che occasionalmente è stato proposto dal Gruppo di Forza Italia, ma che era messo a disposizione di tutti, proprio considerata anche la gravità della situazione. Oggi apprendiamo di un ordine del giorno che dà ragione della posizione del Gruppo di Forza Italia, che voteremo certamente ed esprimiamo il nostro favore, ma sul piano del metodo e del comportamento è da censurare e da criticare fortemente. Queste sono parole. Noi chiedevano impegni concreti, chiedevamo cioè risorse disponibili a favore dei porti danneggiati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Voterò ovviamente a favore dell'ordine del giorno che rispecchia le posizioni di quanti hanno votato contro l'emendamento proposto da Forza Italia, il quale chiedeva, con una quantificazione priva di qualunque base, lo stanziamento di 20 miliardi a carico della Regione su opere che essendo del demanio marittimo sono di competenza statale. E' chiaro, come dice l'ordine del giorno, che al di là di questa competenza statale, che va comunque tolta in sede di riforma dello Statuto, i porti della Sardegna assolvono funzioni essenziali per la vita economica e civile del popolo sardo e il ripristino in tempi rapidi è estremamente necessario per l'esigenza della Sardegna e quindi vi è il timore che il Governo di Roma non abbia la sensibilità necessaria per affrontare questo problema, ma ci poniamo comunque in una situazione di sudditanza se come prima mossa decidiamo di stanziare fondi regionali per questo ripristino che è estremamente urgente e necessario. Noi dobbiamo fare le pressioni necessarie perché il Governo, se esiste una solidarietà nazionale a cui tante volte ci si appella intervenga per questa ipotesi, come dice l'ordine del giorno siccome sicurezza di questo intervento non abbiamo la Giunta regionale è invitata, non solo ad evitare i danni, e a chiedere al Governo l'intervento ma predisporre in caso di mancato insufficiente intervento del Governo chiaramente di predisporre un programma di intervento regionale in materia, ovviamente con piena conoscenza dei fatti e aver esperito le vie che secondo le norme andrebbero esperite. Quindi rilancio sul Gruppo di Forza Italia l'accusa di demagogia perché si è voluto proporre un problema vero ma in una forma che sicuramente non poteva trovare accoglimento in un Consiglio regionale che avesse dignità in se stesso e dell'autonomia della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Meraviglia sempre di più o si potrebbe dire sempre meno le affermazioni plateali che vengono fatte in quest'Aula, quando si afferma che qua si è arrivati al limite della decenza. Io voglio ricordare al Capogruppo di Forza Italia che l'ordine del giorno proposto qua in Aula è stato proposto precisamente in Commissione, per cui non è una novità che sia stato proposto in Aula l'ordine del giorno, tanto è vero che in Commissione siete stati invitati a sottoscrivere quest'ordine del giorno o quanto meno a condividere l'ordine del giorno per altro illustrato a sommi capi e nelle linee essenziali in Commissione. Per cui queste affermazioni sono gratuite e pregherei se lei in quel momento non era in Commissione di informarsi, si deve far informare perché le cose che si dicono in quest'Aula devono essere riportate correttamente e non in termini così plateali gridando allo scandalo. D'altra parte a noi sembra che l'ordine del giorno, verificheremo che la Giunta mantenga l'impegno contenuto nell'ordine del giorno e riteniamo che sia il sistema più efficace, più idoneo, più corrispondente alle nostre esigenze per dare veramente risposte a tutte quelle popolazioni, a tutti quei porti che hanno subito i danni. le ricordo che io sono di Portotorres, il mio interesse particolare poteva anche essere quello di votare il vostro emendamento, però analizzando concretamente ho valutato che l'emendamento era un bluff nel senso che metteva i soldi ma poi per tutte le questioni di carattere pratico che collegava la spendita di quei fondi ritardava e il risultato in effetti sarebbe arrivato ancora più in ritardo rispetto alla proposta che noi abbiamo formulato. D'altra parte rispetto ai dati e alle indicazioni generali va fatta urgentemente da parte della Regione questa verifica, vanno chiesti al Governo i soldi per questo tipo di emergenza, è chiaro che se non arriveranno le risposte che riteniamo che devono arrivare per cui con autorevolezza devono essere richiesti, ma se non arrivano c'è l'impegno preciso che la Giunta deve in ogni caso intervenire. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Solo dieci secondi, signor Presidente, per dire che anche a me consta che le cose siano andate in Commissione come ha poc'anzi detto il collega Vassallo, questo è il motivo per cui io ho apposto la mia firma sull'ordine del giorno, non mi pare che ci sia nessun casus belli, noi voteremo l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Grazie Presidente. Volevo solo dire che l'onorevole Pittalis che normalmente ha i sensori molto vigili e attenti che queste ultime ore ha dei momenti di appannamento, perché già ieri, interpretando il mio intervento, ha dichiarato che io ero contrario a sostenere interventi mirati e precisi per ripristinare lo stato dei luoghi, dei porti della Sardegna e in particolare quelli della provincia di Nuoro fortemente danneggiati, ho già spiegato all'onorevole Pittalis in via privata e amichevolmente che aveva interpretato male, aveva forzato i toni e le parole del mio intervento, perché già da ieri noi avevamo detto che chiedevamo impegni precisi alla Giunta, che un emendamento di 20 miliardi messo senza basi, che era un emendamento, un'imputazione di bilancio sistemato sulle sabbie mobili o sulla sabbia e quindi puntavamo a creare le condizioni immediate attraverso le procedure più corrette perché gli interventi vengano fatti. Ritengo che l'ordine del giorno che ho firmato abbia e contenga questi presupposti e che contenga una richiesta di impegno preciso da parte della Giunta perché attraverso le procedure corrette, cioè la valutazione dei dati, i programmi e i progetti possa addivenire in tempi rapidissimi e brevi ad una sistemazione dei porti fortemente danneggiati della Sardegna, contribuendo - concordo in questo con l'onorevole Bonesu - come Consiglio regionale allo sforzo che comunque dobbiamo chiedere allo Stato perché i beni danneggiati sono demanio dello Stato ma soprattutto perché lo Stato, il Governo nazionale, deve contribuire insieme al Governo della Sardegna a rimettere in piedi dei siti così fortemente danneggiati. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Non ho certamente la pretesa di ricondurre la vicenda nel suo esatto contorno e nella sua esatta definizione perché evidentemente trattare e discutere e incontrare volontà che si manifestano in questa forma non è certamente facile. Allora va detto, giusto per chiarire le cose, ma ripeto gli effetti non scaturiranno perché le motivazioni le ho dette poco prima. In Commissione programmazione si è esaminato l'emendamento presentato da Forza Italia, la Commissione ha ritenuto di non doverlo accogliere per le motivazioni che sono state rappresentate e si è espressa sostenendo che sarebbe stato opportuno predisporre un ordine del giorno. Tutto qui! E' finita così, l'ordine del giorno è stato predisposto e a noi non è stato sottoposto per la sottoscrizione, per esserne presentatori e per poter manifestare questo sentimento di solidarietà e di sensibilità nei confronti delle popolazioni colpite...l'avete fatto e l'avete presentato, punto e basta. Queste sono le cose. Va anche detto che il mio Capogruppo ieri nell'illustrare l'emendamento nella parte iniziale del suo intervento ha sostenuto che questo emendamento non era un emendamento di Forza Italia, lo metteva a disposizione del Consiglio e aveva anche sostenuto che avrebbe avuto il piacere che fosse lo stesso Presidente che se ne facesse il primo attore e primo interprete, demagogia questi fatti? Interpretatela pure così, certamente noi voteremo la risoluzione perché l'abbiamo sentita sin dal primissimo momento, non certamente meno di quanti oggi se ne fanno interpreti proponendo questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Brevemente, signor Presidente, cari colleghi, non entro certo in questo tipo di polemica, ma per una raccomandazione che arricchisca il senso di questo ordine del giorno; che con il governo vostro amico, i tecnici del vostro governo omologo nazionale, facciano sì che questi porti se verranno riparati e quando verranno riparati possano sostenere l'urto delle prossime mareggiate e non sostengano invece l'urto di vecchie Tangentopoli.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
I lavori si concludono a questo punto perché la votazione delle modifiche alla finanziaria avverrà contestualmente alle variazioni di bilancio. Comunico al Consiglio che la Commissione bilancio si riunirà alle ore 16 per esaminare gli emendamenti. Il Consiglio è riconvocato per le ore 17.
La seduta è tolta alle ore 13 e 47.
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