Seduta n.74 del 18/03/2005
LXXIV SEDUTA
Venerdì 18 marzo 2005
Presidenza del Vicepresidente FADDA
indi
del Presidente SPISSU
La seduta è aperta alle ore 10 e 13.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 15 marzo 2005, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Paolo Maninchedda e Mario Bruno hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 18 marzo 2005. Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
MANCA, Segretario:
"Interrogazione CACHIA, con richiesta di risposta scritta, sulla crisi della Meridiana". (173)
"Interrogazione SANCIU, con richiesta di risposta scritta, sui danni provocati al comparto agro-pastorale dalle prolungate nevicate e gelate di quest'anno". (174)
"Interrogazione BALIA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sul mancato trasferimento dei fondi dalla Regione ai comuni". (175)
"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un riordino delle polizie locali al fine di garantire maggiore sicurezza ai sardi". (176)
"Interrogazione SANCIU, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione della conservatoria delle coste". (177)
"Interrogazione MURGIONI - LADU - ONIDA, con richiesta di risposta scritta, sul pendolarismo degli studenti del Gerrei". (178)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenuta alla Presidenza:
MANCA, Segretario:
"Interpellanza LA SPISA - VARGIU - DIANA - OPPI - LADU sulla selezione per titoli ed esami per 167 posti, elevabili sino a 469 unità complessive del livello economico iniziale della categoria C dell'Amministrazione regionale". (77)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Le chiederei trenta minuti di sospensione per consentire la definizione degli emendamenti e il loro regolare iter. Se è possibile, le propongo di riprendere alle ore 10 e 45.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Io ovviamente condivido la richiesta dell'onorevole Capelli, però vorrei sapere se l'interruzione comporta che vi sia ancora del tempo utile per la presentazione di emendamenti o se invece dobbiamo considerare come tempo massimo, così come mi era sembrato di intendere, le 21 e 30 di ieri sera. Siccome non sono ancora pervenuti gli emendamenti della Giunta, preannunciati sulla stampa, vorrei sapere se questa mezz'ora sarà utile anche per consentire alla Giunta di presentare questi emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Pili, credo che questa sospensione sia utile a chi intende presentare ancora degli emendamenti, quindi sia alla Giunta, sia a lei sia agli altri consiglieri. Se i colleghi sono d'accordo, in modo particolare l'onorevole Capelli che ha fatto la proposta, sospendo la seduta sino alle ore 11.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 17, viene ripresa alle ore 11 e 10.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fadda sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
FADDA GIUSEPPE (R.C.). Signor Presidente, chiedo, se è possibile, quindici minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Presidente, credo che tutti abbiano capito che il collega Capelli ha chiesto la sospensione di mezzora per un principio di fair play, che tutti noi abbiamo condiviso,nei confronti dei colleghi della maggioranza, ma mi pare che esagerare non sia assolutamente corretto verso l'Aula per il lavoro che sta svolgendo. Quindi esprimo parere contrario a un'ulteriore sospensione.
PRESIDENTE. Bene, se c'è un parere contrario possiamo anche iniziare i lavori, non ci sono problemi di sorta. Mi sembrava che ci fosse la disponibilità dei colleghi della opposizione a consentire la conclusione di un lavoro importante che è in corso di svolgimento, ma se questo non è possibile si va avanti senza farne un problema.
PRESIDENTE. Comunico che il collega Silvestro Ladu ha chiesto di poter usufruire di congedo per la giornata odierna. Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del disegno di legge numero 91/A. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Ci accingiamo a votare il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge finanziaria 2005. Il dibattito che si è svolto nei giorni scorsi ha richiamato all'attenzione dell'Aula - e non solo dell'Aula - i temi che sono cari a questa parte politica, ma anche alle altre componenti della maggioranza e credo anche alla minoranza. I temi cioè del lavoro, della necessaria risposta da dare ai nostri territori, alle nostre comunità, quelle più interne e quelle che vivono con maggiori difficoltà le condizioni di questi tempi moderni, di una globalizzazione che è ben lungi dall'essere quella dei diritti e che sta sempre di più diventando quella dei profitti, e dei profitti di pochi.
Abbiamo in queste ore e in questi giorni fatto uno sforzo per trovare soluzioni che potessero in qualche misura dare un segno che questa maggioranza di governo ha a cuore ancora, così come ce l'aveva durante la campagna elettorale, il destino degli ultimi, di quelli che sono esclusi, di quelli che ancora cercano lavoro o che l'hanno perso, di quella grande fetta di popolazione che non ha ancora avuto la possibilità di inserirsi in modo produttivo all'interno della società sarda, di questa società che esprime certamente malessere. E' di queste ore l'individuazione di un'ipotesi di soluzione per dare di nuovo respiro pluriennale all'articolo 19 della legge numero 37; ed è di queste ore un'ipotesi di soluzione che recupera risorse per le stesse finalità, richiamando il protagonismo degli enti locali alla loro capacità di programmazione, di animazione, di sostegno soprattutto verso la piccola impresa, in particolare quella giovanile. E' di queste ore, dicevo, la migliore finalizzazione verso quelli che sono sempre stati gli obiettivi principali degli interventi straordinari per l'occupazione e per lo sviluppo, che tutti noi abbiamo sempre sintetizzato con le parole "piano per il lavoro". Noi approveremo, e io personalmente voterò a favore, il passaggio all'esame degli articoli del disegno legge finanziaria, e nel corso del dibattito che seguirà faremo tutte le opportune verifiche perché gli obiettivi che ci siamo posti e che abbiamo raggiunto, in queste ore, insieme alla Giunta e alla maggioranza siano praticati e condivisi dall'intera società sarda, in particolare da chi più si trova in condizioni di bisogno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Signor Presidente, intervengo per annunciare il mio voto contrario al passaggio all'esame degli articoli di questa che non può essere considerata una legge finanziaria, tutto può essere fuorché una legge finanziaria! E mi dispiace aver sentito poc'anzi le parole del collega Uras, il quale ancora prima di passare all'esame degli emendamenti agli articoli, ha ammainato la bandiera della difesa del lavoro. Perché se avesse visto un emendamento che la Giunta ha presentato non avrebbe potuto non definirlo ridicolo, privo di copertura finanziaria, non solo di prospettiva finanziaria futura. Si sta assumendo la responsabilità di cancellare l'impegno comune assunto da quest'Aula negli anni passati in difesa di un provvedimento discusso, criticato, ma sicuramente importante per quello che si è riusciti a consolidare rispetto alle amministrazioni locali e ai tanti giovani che, seppur con grande difficoltà, hanno trovato lavoro attraverso quello strumento di politica attiva del lavoro denominato piano straordinario per il lavoro. Se Rifondazione Comunista ha ammainato la bandiera, per quanto ci riguarda la difesa del lavoro sarà per noi il primo punto di battaglia, di contrasto politico rispetto a questa finanziaria.
Questa è la finanziaria per i primi e non per gli ultimi! Ne è dimostrazione il fatto che si è arrivati a presentare, sui giornali di oggi - e io non credevo che si potesse arrivare a tanto - un emendamento, ulteriormente intruso, che prevede la cancellazione dell'e-government dalle competenze dell'Assessorato degli affari generali in favore della Presidenza della Giunta. Come è possibile che questa sia la maggioranza che tutela gli ultimi? Questa è la maggioranza che tutela i primi e i primi interessi, lo si è intuito sin dal primo atto di questa Giunta, e sono gli interessi particolari, sono i conflitti di interessi che sin dall'inizio hanno caratterizzato l'operato di questa Giunta. Quando mai si è pensato di inserire in una legge finanziaria lo spostamento di una direzione generale da una parte all'altra dell'amministrazione regionale? Si vogliono mettere le mani sulla informatizzazione della Sardegna, le mani del Presidente della Regione su una delle partite più delicate dello sviluppo della Sardegna, dove il conflitto di interessi è totale.
E' stato inoltre cancellato il tema prioritario, che è quello dello sviluppo: non c'è un solo capitolo di questa finanziaria che parli di sviluppo. Mi consentirà il collega Uggias, che è appena arrivato, di salutarlo e di ricordargli che quando lui era sindaco di Olbia e metteva i lucchetti il presidente Soru li toglieva. Adesso a lei, onorevole Uggias, il compito di togliere i lucchetti che il presidente Soru ha messo alla Gallura. Credo che per tutta la Sardegna siano lucchetti di chiusura che riguardano la formazione professionale, la pubblica istruzione, la cultura. Centinaia di rappresentanti del mondo della cultura sono là fuori e testimoniano il disagio della Sardegna anche su un tema sul quale erano stati presi degli impegni che possiamo già definire promesse non mantenute della Giunta regionale. Un tema, quello della cultura, caro per conquistare qualche voto in più, ma poi dimenticato.
E la finanziaria non solo non affronta il tema dell'indebitamento, ma cerca di mascherare alcune azioni - e noi proveremo a dimostrarlo nel corso della discussione -, per affrontare invece temi veramente cari al Presidente della Regione. Mi riferisco appunto all'e-government: l'aver introdotto un'ulteriore norma intrusa è un atteggiamento che denota la ricerca dello scontro con questo Consiglio regionale, la volontà di schiaffeggiare sia la maggioranza sia l'opposizione, di schiaffeggiare l'intero Consiglio regionale. E chiaramente il mio voto contrario e il voto contrario che altri colleghi annunceranno sicuramente segnano l'avvio di una discussione che poteva essere più serena, ma che certo l'emendamento in questione ha profondamente turbato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, chissà perché io intervengo sempre, le poche volte che mi capita, dopo l'onorevole Pili, e sono costretto, evidentemente, a fare riferimento al suo intervento.
Sono soddisfatto che l'onorevole Pili sia dispiaciuto del fatto che il Gruppo di Rifondazione Comunista sia stato capace di discutere, di confrontarsi, di aprire un dialogo serrato con la maggioranza e con la Giunta. E se siamo riusciti a discutere serenamente, anche aspramente in certi momenti, e se siamo riusciti a raggiungere un accordo, questo è dovuto al fatto che questa maggioranza sul tema "lavoro" ha molte cose da dire. Molte cose da dire che l'onorevole Pili non può assolutamente qui mettere sul tappeto della discussione, perché la destra, come voi sapete, sul tema del lavoro ha ben altra filosofia! E quindi saranno dispiaciuti l'onorevole Pili e il centrodestra del fatto che una somma consistente (300 miliardi all'anno) sia soprattutto destinata a una utilizzazione di cui i territori, e principalmente i comuni, sono e diventano protagonisti. Questo è stato l'obiettivo della vecchia legge 37, questo è stato un obiettivo raggiunto da Rifondazione Comunista insieme a tutta la maggioranza e alla Giunta, quindi ci sono sicuramente le condizioni perché questo progetto di nuovo modello di sviluppo locale possa andare avanti.
Ce ne dispiace! Voi potete fare le barricate, ma non siete credibili quando parlate di lavoro, non sarete credibili quando presenterete il vostro emendamento sul piano straordinario per il lavoro. Quindi fatelo, noi siamo molto consapevoli, coscienti e soddisfatti di questo accordo raggiunto e per questo credo, anzi sono certo che tutto il Gruppo di Rifondazione Comunista insieme alla maggioranza voterà a favore di questa finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, noi dobbiamo esprimere in questo momento della votazione del passaggio all'esame degli articoli il nostro voto contrario. A seguito della discussione generale e a seguito anche di quanto abbiamo appreso in questi ultimi minuti rispetto a scelte politiche che si sono concretizzate anche in proposte emendative da parte della Giunta e che hanno coinvolto evidentemente anche parte della maggioranza, non possiamo far altro che confermare un voto che è necessariamente finalizzato a esprimere una posizione contraria all'impianto di questa manovra finanziaria. E' la posizione di coloro che continuano, in questi giorni, a guardare direi proprio con incredulità all'impostazione del Governo regionale che da qualche mese ha la responsabilità principale della politica regionale. E' un governo che attraverso questa manovra usa il risanamento finanziario e l'avvio delle riforme propagandisticamente per accreditare un'immagine a cui non corrisponde una vera e concreta impostazione riformista e risanatrice. Risanamento e riforme sono solo il paravento per altre scelte. Lo abbiamo detto e lo preciseremo durante la discussione su alcune parti specifiche di questa finanziaria. I tagli che sono stati fatti, in alcuni punti in particolare, riguardano i settori più innovativi e contemporaneamente più attenti alle tradizioni della Sardegna. Proprio in questi minuti è in corso, intorno al palazzo del Consiglio, una manifestazione di alcune realtà che rappresentano il mondo della cultura popolare, che vengono tralasciate da impostazioni elitarie, come l'impostazione di questo Governo regionale e di questa manovra finanziaria. Un'impostazione che mira a discriminare chi deve andare avanti e chi deve fermarsi e che usa i temi del risanamento e delle riforme per mascherare ben altro.
Noi staremo molto attenti anche alle notizie anticipate dalla stampa e su cui attendiamo di vedere gli atti riguardanti alcuni emendamenti della Giunta, riguardanti la Società dell'informazione. Se corrispondesse al vero quello che sta rimbalzando nei corridori e ormai anche nelle aule di questo Palazzo, noi crediamo di dover confermare la preoccupazione e l'espressione di un giudizio fortemente negativo per un uso veramente spregiudicato del potere regionale.
Non si adombri l'Assessore, non si adombri parte della Giunta e della maggioranza che forse, nel profondo della propria coscienza, condivide almeno queste perplessità. Non vogliamo puntare l'indice su chi magari non ha dirette responsabilità su alcune specifiche scelte che si stanno compiendo, chiediamo che chi ha ancora una coscienza e un'intelligenza le usi fino in fondo in quest'Aula nei prossimi giorni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole al passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge finanziaria 2005. Io penso che questa sia una finanziaria di cambiamento, che corregge gli errori del passato e tenta di ripristinare il bilancio della Regione, soprattutto tenta di sgomberare le macerie prodotte dal centrodestra negli ultimi cinque anni.
L'onorevole Pili ha detto, nella sua dichiarazione di voto, che riproporrà le tematiche del lavoro, ma io ho già ricordato ieri, nella relazione, che né Pili né tanto meno il centrodestra hanno la patente per poter discutere delle politiche attive del lavoro, perché sono e fanno parte di quelle forze politiche che a livello nazionale oggi guidano il Paese e che attraverso misure liberiste hanno costretto migliaia di lavoratori a condurre una misera esistenza.
Io penso, invece, che il lavoro che ha fatto in queste ore il nostro Gruppo, insieme a tutta la maggioranza, sia importante, in quanto ha consentito di individuare le misure per rafforzare il piano straordinario per il lavoro e le giuste attivazioni per dare piena autonomia e dignità alle amministrazioni comunali, che noi pensiamo saranno le vere protagoniste del cambiamento e dello sviluppo in Sardegna. La maggioranza dovrà pertanto avviare, in questi giorni, un confronto con le amministrazioni comunali e con i sindaci, per far capire che questa è una vera manovra finanziaria di cambiamento e di prospettiva per lo sviluppo in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, a me pare che fino ad ora il dibattito politico abbia riscontrato una normale civile dialettica. L'Assessore ha fatto il massimo per ridurre invece al minimo l'impatto con il Consiglio e con le forze politiche. Mi auguro che il Presidente del Consiglio eserciti fino in fondo le sue prerogative per fare in modo che questo dibattito continui nel modo in cui è iniziato.
Ma ben altre risposte avrebbe però meritato questo dibattito, e l'assenza del Presidente della Regione sicuramente ha influito sulla mancanza di risposte precise a quesiti altrettanto precisi. Io ho posto un problema di metodo e un problema di sostanza: un problema di metodo perché a me pare che sia dubbio il sistema vigente per il ricorso al credito, e ne parlerò quando affronteremo l'articolo 1 della finanziaria; un problema di sostanza perché qui si parla di risanamento e di cose che non stanno né in cielo né in terra. I disavanzi d'amministrazione sono stati generati, lo sappiamo tutti, per di più dal fatto che abbiamo costruito i bilanci sulla base di entrate derivanti da mutui che poi non abbiamo stipulato e quindi non abbiamo incassato. Mi pare che sia un dato oggettivo. Quest'anno abbiamo costruito il bilancio su che cosa? Per un importo di 568 milioni di euro con l'autorizzazione a contrarre mutui (articolo 1, comma 1); per un importo di 750 milioni di euro per effetto della cancellazione dei residui in applicazione dell'articolo 4, comma 2, della legge numero 9 del 2004 (legge di assestamento del bilancio), che porterebbe a una riduzione del disavanzo di amministrazione per eguale importo, infatti il disavanzo di amministrazione non è questo, ma è stimato in 2 miliardi e 887 milioni di euro, artificio contabile; per un importo di 63 milioni e 100 mila euro dalle vendite - udite, udite - dei beni patrimoniali. Cosa c'è di nuovo sotto il sole? Nulla, zero assoluto! In base all'esperienza quarantennale di questa Regione, posso dire che quasi sicuramente nel 2006 il disavanzo d'amministrazione aumenterà vertiginosamente. Perché? Perché non avremo incassato niente sui beni patrimoniali e perché questa storia dei residui passivi rimane sulla carta, perché nessun Assessorato cancellerà i residui passivi. E' probabile, vero, Assessore? E può darsi che i mutui non verranno contratti e quindi il disavanzo di amministrazione e il debito della Regione aumenteranno. E allora siamo un tantino seri! Risanamento? Ma che cos'è il risanamento? Il risanamento è frutto di atti che vengono compiuti per cercare di prospettare meglio il futuro della Sardegna. Ma se volevamo prospettare meglio il futuro della Sardegna, perché siamo ricorsi a questi strumenti di bilancio e non abbiamo tagliato le spese per le sponsorizzazioni (10 milioni e 500 mila euro per la pubblicità istituzionale), quelle sponsorizzazioni che avete sempre criticato, che sono state sempre oggetto, in questo Consiglio, di dibattito? Allora se si vogliono fare tagli, li si possono fare là, senza attuare un tipo di politica che non è certamente quella che dite di voler rappresentare. Noi voteremo contro il passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Tanto tuonò che piovve! Nessuna risposta ieri l'Assessore diede sul problema dei residui ed ecco che appare, all'improvviso, in tutta la sua chiarezza, credo, un problema che io mi ero permesso di sollevare senza avere da parte dell'Assessore nessuna risposta. E peraltro in queste ore - dice l'onorevole Uras - si è conclusa una fase che non è stata esplicitata. Ci risulta essere stato presentato un emendamento per 90 milioni di euro, che non fa assolutamente chiarezza sul problema delle politiche attive del lavoro, anzi, probabilmente complica ancora di più le cose. E allora tutte le nostre perplessità, tutte le nostre contrarietà, tutti i nostri distinguo e non un ostruzionismo di maniera, ma considerazioni valide che abbiamo portato all'attenzione di quest'Aula e della Commissione non hanno trovato da parte, a questo punto non più del presidente Soru, ma della maggioranza, nessuna risposta, nessuna interlocuzione, nessuna possibilità di capirci e di intenderci su come cambiare veramente la situazione della regione.
Ha detto bene l'onorevole Floris: l'anno venturo il problema sarà ancora più drammatico, ed è questo che la maggioranza dovrebbe capire. Forse sarebbe necessario che tutti noi, io per primo, ci avvalessimo di professionalità veramente di altissimo livello per capire com'è concepito questo bilancio regionale e probabilmente come il bilancio regionale è stato concepito da cinquant'anni a questa parte. Questa era la prima analisi che andava fatta, invece siamo qui ad ascoltare le considerazioni dell'onorevole Davoli che all'improvviso si dichiara soddisfatto e contento perché abbiamo risolto un problema.
Onorevole Davoli, le risorse del POR non possono essere utilizzate per l'articolo 19 della 37, se lo metta in testa. E vedrete quali problemi sorgeranno! E allora com'è che nelle ultime ore, come ha detto l'onorevole Uras, si è chiuso un quadro e finalmente la maggioranza ha raggiunto un accordo? Io non credo che sia stato raggiunto un accordo, perché se l'accordo è stato basato su questo non lo definisco un falso, ma lo definisco un'illusione. Ed è un'illusione che certamente non può prendere noi e non può essere condivisa dalla gente, perché - lo vedremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni - questa è una manovra scellerata, che non contribuisce assolutamente a dare una che una risposta ai gravi problemi della Sardegna. E qui tutti appiattiti, solo Rifondazione Comunista difende l'ultimo baluardo di un provvedimento che è stato condiviso anche dalla precedente maggioranza di centrodestra, e sappiamo il perché. Tutti noi sappiamo che non ha dato risposte neanche l'articolo 19 della legge 37/98, che troppe risorse sono state impegnate e troppe non sono state spese, e spesso e volentieri quelle che sono state spese non hanno generato un'occupazione stabile. Questa è la situazione. Ebbene, nonostante tutto, gli strenui difensori dell'articolo 19 della legge 37 oggi si sentono soddisfatti. Sarete soddisfatti voi, non sono soddisfatti i sardi, non sono soddisfatto io, ma soprattutto non siamo soddisfatti noi della opposizione, per cui andremo avanti in questi lavori e vi assicuro che ci sarà una battaglia molto importante e non certo basata sul numero degli emendamenti, che sembrava essere l'argomento di maggiore interesse per la stampa, tutti erano assillati dal numero di emendamenti che si sarebbero presentati. Non è sul numero degli emendamenti che ci vogliamo misuriamo, ci misuriamo sulla qualità. E discuteremo anche di questa famosa qualità delle norme intruse, che d'ora in avanti non saranno stabilite né dalla Presidenza, né dagli uffici, né da questo Consiglio regionale, ma sarà il presidente Soru a dire che non sono norme intruse. Lo inviteremo a dimostrare in quest'Aula se sono norme intruse oppure no.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Assessore Pigliaru, durante la sua replica di ieri io ho cercato di raccogliere la sfida, vorrei raccogliere la sfida a migliorare questa finanziaria attraverso dei progetti. Vorrei contrastarla su questo: noi eravamo disposti ad aprire una linea di credito, non una cambiale in bianco; una linea di credito assistita da fideiussione bancaria, prima escussione, nei suoi confronti non nei confronti di questa maggioranza. Ci ritroviamo, per tutta risposta, emendamenti che continuano sulla linea delle norme intruse, alcune delle quale oserei definire norme confuse. Ci ritroviamo senza alcuna apertura al dialogo e al confronto, ma le sfide si raccolgono quando dall'altra parte c'è una proposta, c'è la possibilità di confrontarsi e dialogare. Non abbiamo colto, soprattutto in queste ore, la possibilità di sfidarvi, abbiamo invece notato la vostra testardaggine nell'andare a testa bassa nonostante tutto quello che si è detto in quest'Aula. Si è sostenuto che è molto più facile dire di sì a tutti, ma quest'Aula poteva essere unita nel dire e motivare anche dei no. Saremmo stati disponibili a spiegare dei no per l'interesse generale, per un risanamento necessario, per un indebitamento da controllare. Non abbiamo trovato nessuna disponibilità da parte vostra, molti colleghi hanno semplicemente letto il "compitino". Mentre noi dicevamo: "Non abbiamo nessuna intenzione di aumentare l'indebitamento, nessuno di noi ha detto qui che vogliamo aumentare l'indebitamento", voi rispondevate: "Il centrodestra vuole aumentare l'indebitamento". Non l'ha detto nessuno di noi! Vi abbiamo invitato invece a riflettere sulle scelte. Gli emendamenti, per chi non lo sapesse, devono avere la copertura finanziaria. In tutti i nostri emendamenti non c'è la richiesta di un ulteriore indebitamento per dare copertura finanziaria, ma una diversa allocazione delle risorse. Per ciò è falso che noi vogliamo un maggiore indebitamento, come continuate a sostenere. E voi, che conoscete le regole della finanziaria, degli emendamenti e di quest'Aula, sapete di mentire mentre parlate.
Bisogna dimenticare su connottu, ha detto il Presidente del Gruppo dei D.S., ma su connottu per lui è quell'emendamento riguardante la Bielorussia, che avete fatto passare in Commissione? Quello non è su connottu! E rifinanziare il Premio Dessì e non il Premio Nivola, questo è su connottu? Le prove di forza numerica, ma non di sostanza e di merito, sono il vostro su connottu?
Presidente Spissu, il nostro Gruppo ha chiesto per iscritto a lei, a quest'Aula, a questi Uffici, la valenza delle norme intruse nella finanziaria. Non abbiamo ancora ricevuto risposta. Il suo ruolo è anche quello di verificare la legittimità degli atti e non solo, insieme alla sua maggioranza, di pensare alle coste, alle coste, alle coste. Prima il decreto salvacoste, poi questa sorta di invenzione sul conservatore delle coste, che vogliamo riportare nella nostra regione tale e quale come è in altre nazioni. Le zone interne per voi non esistono e lo si legge nella finanziaria.
Cari colleghi di Rifondazione Comunista, il vostro atteggiamento equivale a un'abdicazione. Sapete bene che i fondi POR non possono essere utilizzati e voi non vi siete fatti convincere, vi siete fatti intimidire, che è ben altra cosa. Noi saremo al vostro fianco non nell'abdicare, ma nel difendere le politiche per il lavoro non con l'eccesso che ci avete imposto (172 milioni di euro per il piano per il lavoro), ma secondo dimensioni più accettabili anche per questa finanziaria e questo bilancio.
Per quanto riguarda l'indebitamento noi siamo disponibili a seguire la via del risanamento, ma come si può, Assessore, pensare che questa sia una politica di risanamento quando si destinano 1 milione e 300 mila euro per tre anni per consulenze e 50 mila euro per altre consulenze, quando si prevede un accantonamento di 90 milioni di euro per futuri ripiani che ancora non possono essere quantificati, quando si fa una valutazione di 63 milioni di euro per la vendita degli immobili che non potremo avere?
La nostra linea di credito vi diceva: "Togliete le norme intruse, almeno le più significative. Avete quattro mesi davanti per decidere di fare le riforme che l'Aula deve approvare, e non la finanziaria". A settembre avreste avuto la possibilità di dire: "Il Consiglio non ha fatto niente, nella prossima finanziaria inseriremo le norme intruse".
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, io ho risposto alla lettera del suo Capogruppo, poi sulla materia torneremo, qualora richiesto.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). La ringrazio, signor Presidente. Io inizio il mio intervento citando testualmente una frase e poi spiegherò chi l'ha pronunciata e in quale contesto. La frase è la seguente: "Il mio gruppo editoriale ha vinto appalti per 18 miliardi e Soru li ha annullati. Soru ha vinto appalti per 36 miliardi e li sta intascando, perché quegli appalti lui non li ha annullati. Il suo è un vero conflitto di interessi". Questa frase l'ha pronunciata - è evidente dai toni e dal contenuto - un giornalista di "destra", Livio Liuzzi, direttore di un giornale di "destra", "La Nuova Sardegna", in un convegno pubblico organizzato da un partito di "destra", La Margherita! Ora, è proprio vero che quand'anche dovessero tacere gli uomini parlano le pietre, perché sono davanti a noi problematiche sulle quali, anche riflettendo su questa frase che ho appena citato, mi piacerebbe sentire che cosa pensano gli organizzatori del convegno, e cioè i colleghi de La Margherita, proprio del conflitto di interessi, anche al di là delle ultime clamorose e interessantissime novità che la stampa di oggi pubblica, e cioè la nuova incursione del Presidente che, spinto da furore moralizzatore, ha deciso di esautorare nuovamente l'assessore Dadea dalle scelte che gli competono. Non vedo l'assessore Dadea in aula, sento anche delle voci abbastanza curiose e aspetteremo gli sviluppi degli eventi.
In attesa degli eventi, credo comunque che una riflessione sia doverosa. Sarebbe meglio riflettere, a dire il vero, alla presenza del Presidente della Regione, la cui vergognosa assenza continua a offendere la dignità del Consiglio regionale. Niente voglio togliere alla dignità dei pochi Assessori che con serietà continuano ad essere qui presenti. E ho rispetto, naturalmente, pur annunciando il mio voto ovviamente contrario al passaggio all'esame degli articoli, così come all'intero disegno di legge finanziaria, per il lavoro svolto dall'assessore Pigliaru, che ha sicuramente fatto il suo dovere con scrupolo e coscienza. Avrei preferito, Assessore, sinceramente, che nella sua replica lei avesse lasciato da parte le valutazioni politiche e si fosse attenuto strettamente a quello che è il suo compito di Assessore tecnico. Lei si è, invece, avventurato in valutazioni pesanti e di carattere politico sulle precedenti amministrazioni e questo non mi pare che le competa. Avrei apprezzato ancora di più la sua puntuale e precisa replica se si fosse attenuto alle cose che più si attagliano al suo ruolo.
Si parla, e ne parleremo durante la discussione degli articoli, di norme intruse, ma io penso che alla fine tutti dobbiamo convenire che intruse non sono le norme, l'intruso qui è il Consiglio regionale! Il vero intruso, colui che il vostro Presidente considera un intruso siete voi, più ancora di noi della opposizione, perché insomma ha poco titolo anche per considerarci intrusi e per considerarci in generale, ma gli intrusi siete voi che nelle riunioni di maggioranza avete fatto notare le incongruenze, le carenze e le lacune della finanziaria, voi che siete stati accusati di essere degli irriconoscenti dal vostro Presidente. Insomma, avete un ruolo abbastanza ridimensionato, abbastanza mortificato, colleghi della maggioranza, per cui credo che veramente il termine intruso si riferisca più precisamente e più appropriatamente al Consiglio regionale stesso e forse, ripeto, alla maggioranza stessa.
"Cominceremo dagli ultimi", aveva detto il Presidente della Regione, e ha mantenuto la parola: ha cominciato a massacrare sistematicamente proprio gli ultimi, perché questa finanziaria taglia le spese sociali, perché questa finanziaria taglia le spese sanitarie, perché questa finanziaria aumenterà il numero dei poveri e delle persone che soffrono in Sardegna, proprio andando in direzione diametralmente opposta a quelli che erano i bellissimi, lodevolissimi e meritori indirizzi che il Presidente aveva tracciato nelle sue "dichiarazioni programmatiche" (tra virgolette perché ricordo che non le ha neanche pronunciate, così come non ha fatto il giuramento in Aula, quindi figuriamoci!). Ha cominciato veramente dagli ultimi, massacrando le categorie più deboli, premiando categorie sicuramente più forti però un pochino più ristrette numericamente. Sono quelle più vicine a lui e che lui degnamente rappresenta. Penso alla sanità, l'ho già detto, alle spese sociali, penso all'ultima vittima illustre del Presidente della Regione, che sono le scuole cattoliche, con questo cappio che Soru gli ha messo al collo, sostituendo, nell'articolo di legge che prevede i relativi contributi, l'espressione "nella misura del 75 per cento" con la dicitura "fino al 75 per cento", che rende di fatto discrezionale anche il finanziamento delle scuole cattoliche. Ci saranno sicuramente i buoni e i cattivi nella lista del Presidente!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, cari Assessori, colleghe e colleghi consiglieri, intervengo per dichiarare il voto contrario del Gruppo dei Rifondatori Sardi al passaggio all'esame degli articoli, dal momento che qualche giorno fa ho seguito con attenzione la replica dell'Assessore che, come faceva notare il collega Artizzu, più che di apertura alle richieste fatte in Aula in ordine ai numerosi tagli previsti da questa manovra finanziaria, mirava a una difesa affannosa che non dà risposte al malessere diffuso che serpeggia in tutta l'Isola, con contestazioni e manifestazioni da parte di categorie sociali, culturali e produttive, non ultima quella in corso stamani, qui sotto, in Via Roma.
Dalla sua replica mi sarei aspettato delle risposte, caro Assessore, in favore dei problemi dell'agricoltura, della pastorizia, della formazione e quindi dei tantissimi giovani che avete messo in mezzo alla strada, dell'industria, dell'artigianato, del commercio, della cultura, dello sport, della pro loco, della chimica e persino delle scuole materne non statali. Mi sarei aspettato un'apertura e una particolare attenzione nei confronti del personale della Regione e dello stesso Consiglio regionale, a cui noi soprattutto facciamo riferimento. Caro Presidente del Consiglio, vorrei sapere con quale motivazione lei ha bloccato gli emolumenti contrattuali che andavano dati ai dipendenti del Consiglio regionale a seguito di un provvedimento che risale al vecchio Ufficio di Presidenza. Senza alcuna motivazione lei ha bloccato quel provvedimento. Se è vero, quindi, che Sparta piange, Atene non ride! Non credo che questi atteggiamenti di chiusura portino, cari colleghi di maggioranza, a dei benefici alla Sardegna e alla stessa vostra maggioranza.
Caro Assessore, a chi è senza lavoro, a chi ha investito e aspetta gli incentivi delle leggi 51 e 9, rispettivamente sull'artigianato e il commercio, lei non può rispondere che le gestioni precedenti sono state portate avanti con leggerezza. Lei, la sua Giunta e la sua maggioranza avete l'obbligo di dare risposte concrete e non di facciata. Il risanamento della Regione non può essere attuato solo attraverso tagli al piano per il lavoro, alla lingua e alla cultura sarda, dove si registrano riduzioni dei finanziamenti del 50 e 60 per cento. Questo è il Governo Soru. Dopo aver criticato la vendita di panini emiliani negli aeroporti sardi, il Presidente ha importato dalla Penisola non solo l'Assessore della sanità, ma anche un direttore generale della A.S.L. numero 1 di Sassari e altri funzionari!
Compagni comunisti, compagno Cugini, so che voi non condividete l'azione del presidente Soru, e vi rispetto per la dignità che avete sempre dimostrato. Allora tirate fuori il vostro orgoglio, ribellatevi a questa manovra finanziaria che va contro i più deboli, poiché non c'è peggior nemico di quello che va contro il popolo, anche se ha ricevuto il maggior numero di consensi. Ottenere maggiori consensi, caro Presidente - che non vedo in aula -, non significa infatti soffocare lo sviluppo, calpestare i diritti, infrangere le regole democratiche e civili, svilire il ruolo e le prerogative del Consiglio, unico soggetto demandato a decidere le sorti, il futuro e l'avvenire del popolo sardo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Rilevo che le opposizioni davanti a una maggioranza coesa e convinta manifestano un forte disagio. Io, Presidente, voterò a favore del passaggio all'esame degli articoli, con la convinzione che, così come è avvenuto per il piano per il lavoro - e a questo attribuisco un alto valore e un forte significato - saranno compiuti tutti gli sforzi per migliorare ulteriormente la finanziaria. Ribadisco un aspetto che, a mio avviso, va tenuto in considerazione: è ormai inderogabile recuperare i crediti nei confronti dello Stato e questo potrebbe veramente aiutarci a lavorare in modo unitario, verso un diritto che ci deve essere riconosciuto. Ciò inoltre potrà rendere più graduale il risanamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io, ovviamente, voterò contro il passaggio all'esame degli articoli, ma ho l'esigenza di fare alcune precisazioni che ieri, a causa dei tempi ristretti, ho praticamente saltato.
Innanzitutto di coesione ne vedo poca. Ho ripassato in questi giorni, per reminiscenza personale, essendo io laureato in geologia, la differenza sostanziale tra roccia intrusiva ed effusiva, perché, in effetti, avete rubato questo termine: analizzando bene e valutando il contenuto di questa manovra finanziaria indubbiamente si può dire che è tutto intrusivo. Fatta questa premessa, credo di ribadire che non c'è assolutamente coesione. Mi sono dimenticato di parlare di Bartali ieri, perché ciò che di vergognoso è accaduto nella Commissione competente, cara collega Caligaris, è che i commissari sono stati sostituiti anche quattro volte e troppo spesso il Presidente era costretto a richiamarli all'ordine. Se questa è coesione, se questa è presenza, evidentemente lei ha nozioni sbagliate sulla coesione. Molti provvedimenti sono passati con il voto determinate del Presidente e molte sospensioni sono state determinate dalla mancanza di maggioranza, della vostra maggioranza, tanto grande e tanto larga!
La verità, voglio dire anche questo, è che abbiamo rilevato, in questa finanziaria, carenze di impostazione. Il vostro libretto mezzo Mao e mezzo Soru dice testualmente una cosa importante, a pagina 86: "L'assistenza a domicilio (A[s1] DI), lanciata con molta pubblicità alcuni anni fa, non ha mai avuto le risorse economiche necessarie per funzionare in modo soddisfacente". A parte il fatto che è una fesseria, avete destinato zero lire a questa finalità, quindi nelle cose che dite non ci credete nemmeno voi. Così come avete allocato 93 miliardi, ma basta guardare la nuova stesura, sono assestati i 125 milioni di euro dati dallo Stato e relativi al 2002, e quindi potevano benissimo, queste stesse risorse, essere spese in modo intelligente. Vogliate o no, la Giunta ha presentato 46 emendamenti a questa finanziaria e 30 li hanno presentati i consiglieri Secci, Marrocu e più, per un totale di oltre 48 milioni di euro. Allora, quando non si hanno risorse finanziarie evidentemente si devono fare dei tagli ma bisogna farlo in modo serio.
Voi siete incoerenti, tant'è che io ho presentato poc'anzi, perché ci credo, un emendamento che ricalca fedelmente una stupidità politica, quella di portare un emendamento esattamente come una delibera di Giunta. Ne avete presentato 200, non era necessario. Ho presentato io, perché ci credo, l'emendamento per mandare a casa i manager, perché c'è una prevaricazione da parte di chi non riconosce la legge 31, non riconosce i ruoli. Non ha nessuna competenza l'Assessore o il direttore di quarta categoria per intervenire sull'azione dei manager, e piuttosto che vegetare, come stanno facendo, impossibilitati a operare, è più corretto che vadano a casa, lasciando che i manager si assumano tutte le responsabilità.
Si è inventato un modenese, anche questo di quarta categoria, un amico degli amici. Noi avevamo impostato certamente cose serie, ebbene nel mese di febbraio a Sassari è arrivato un certo Lanzotti, non so bene come si chiami, che ha scopiazzato tutto quello che fanno a Modena e la spesa farmaceutica, puta caso, di fronte a una media regionale del 3,1, a febbraio a Sassari è salita al 4,82. Ma questi geni da dove li togliete fuori? Ma questa gente da dove arriva? Ma come si possono negare 31.000 euro ad associazioni di valore, ridurre i finanziamenti alla Lega regionale contro i tumori e poi inventarsi meccanismi tortuosi? Mi dispiace doverla citare, onorevole Davoli, ma se approviamo l'aumento di un contributo e prendiamo l'impegno in una Commissione di non stralciare la ricerca - nella quale voi non credete - non si chiamano poi i sapienti o i saccenti per fare un programma da quattro lire che è una porcheria e non si dà praticamente il 100 per cento dei contributi agli allievi di Gessa o di Cao, penalizzando gli altri. Sono stati dati per il completamento dei progetti che evidentemente…
PRESIDENTE. Concluda, prego.
OPPI (U.D.C.). Concludo dicendo che ha ragione l'onorevole Capelli, la sua risposta è stata molto generica, ha detto che si sarebbe fatto carico, ma lei non si è fatto carico di niente perché, evidentemente, se si fosse fatto carico di qualcosa avrebbe ottenuto qualche risultato. I vostri funzionari hanno esaminato - e abbiamo fatto fare ricorso anche su questo - il protocollo d'intesa, quello che non riesce a mandare avanti un certo personaggio a Sassari, oggi, perché si sta sbagliando tutto. E voi lo avete convocato, anche questa è un'anomalia. Noi non abbiamo mai convocato i direttori generali in maggioranza o alla Presidenza del Consiglio. Voi siete un reato ambulante, è meglio che ve ne andiate! Faremo ogni battaglia perché ve ne andiate, perché ciò che sta succedendo è una vergogna per la Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA GIUSEPPE (R.C.). Io esprimo parere favorevole su questa finanziaria che inverte la tendenza al dissesto finanziario, al quasi dissesto finanziario. La Regione Sardegna vive una grave crisi generale in tutti i settori, un disastro che viene da lontano e che la politica però ha l'obbligo e il dovere di risolvere. Sul piano del lavoro Rifondazione Comunista e tutta la maggioranza sono riuscite a trovare quell'accordo, quel giusto accordo che privilegia gli ultimi con coerenza e la necessaria sensibilità. Il centrodestra dovrebbe fare autocritica e contribuire al risanamento con proposte costruttive e non facendo finta che negli ultimi cinque anni non abbia contribuito, avendo la responsabilità di governo, ad accentuare il disastro.
Sicuramente la vicinanza delle prossime elezioni accentua le dichiarazioni demagogiche e da parte di quasi tutto il centrodestra si arriva persino agli insulti. Ben altro la minoranza potrebbe fare con senso di responsabilità, pur rispettando il suo ruolo legittimo e la volontà di differenziarsi. Mi auguro che l'Aula possa ulteriormente migliorare la finanziaria per dare risposte concrete ai gravi problemi di tutti i sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Matteo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA MATTEO (A.N.). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, annuncio il mio voto contrario al passaggio all'esame degli articoli, per tutte quelle motivazioni che anche in apertura della discussione generale ho avuto modo di evidenziare da questo scranno.
Stamattina il mio Capogruppo e il collega Artizzu hanno evidenziato la posizione di Alleanza Nazionale su questa finanziaria, ed io voglio subito manifestare la mia solidarietà all'assessore Dadea, che oggi non è presente in aula, per l'ennesimo tentativo di scippo che il presidente Soru vuole fare all'Assessorato degli affari generali. Dico anche che queste mie preoccupazioni e questa mia solidarietà ho avuto modo di manifestarle il 26 luglio attraverso un'interrogazione e anche un intervento in Aula sulla storia della informatizzazione regionale.
Chiedo ai presenti, e mi rivolgo soprattutto ai rispettabilissimi Assessori presenti oggi in aula, se le indiscrezioni pubblicate stamattina da un autorevole quotidiano circa l'interesse di accelerare l'estrapolazione della parte più importante del bilancio dell'Assessorato degli affari generali sono vere. Mi domando se avete pensato alle sorti di questo Assessorato, perché credo che si possa fare a meno dell'Assessorato degli affari generali privato di questa importante materia. Avete pensato a un nuovo ruolo per questo Assessorato? Avete pensato che le riforme sono una cosa seria e non si possono affrontare senza un progetto organico, che tenga conto dell'esistenza stessa degli Assessorati? Mi rivolgo agli amici e colleghi dei D.S., un partito tradizionalmente organizzato, che ha una storia: voi siete d'accordo su questa operazione, su questo scippo che porta via a un vostro Assessore, che porta via a una delle vostre deleghe importanti e strategiche per il prosieguo di questa legislatura la competenza più importante?
E non posso non trovarmi d'accordo con quanto asserito dal mio collega Artizzu sul conflitto di interessi. Qui vi è un palese conflitto di interessi, avete pensato a come sanarlo? E' un conflitto di interessi che si farà sempre più evidente e che si manifesterà subito dopo l'approvazione di questa legge finanziaria. Una legge finanziaria che non ci piace, una legge finanziaria che, non sto qui a ripetermi, non tiene conto degli ultimi, che non ha dato nessuna risposta alle tante aspettative che i cittadini sardi avevano nei confronti di questo Esecutivo e di questa maggioranza che governa questa regione.
Qual è, dunque, la ragione di questa anticipazione di questa pseudoriforma delle competenze sull'informatica? Perché già da luglio si è visto un frettoloso indirizzo della Giunta per una riforma che soltanto il Consiglio sovrano deve e potrà determinare? Io mi auguro che su questo tema venga data la possibilità al Consiglio di dire la sua e soprattutto mi auguro un sussulto di orgoglio da parte dei partiti, e in modo particolare di quel partito al quale in maniera silenziosa sta per essere scippata la competenza più importante di quell'Assessorato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anch'io ribadisco il voto contrario dei Riformatori sul passaggio all'esame degli articoli della finanziaria 2005.
Per non ripetere quanto già detto durante la discussione generale, non avrebbe alcun senso, voglio fare una valutazione che si riallaccia alle dichiarazioni rese ieri in quest'Aula dall'Assessore della programmazione, Pigliaru, il quale con un ragionamento pacato, che gli è usuale, si è rivolto all'Aula, ma soprattutto ai consiglieri di centrodestra dicendo: "Abbiate comprensione del momento, comprendiamo noi e comprendete voi che questo momento discende anche da vostre responsabilità, e forse non solo da vostre responsabilità". In questo l'assessore Pigliaru è stato onesto, come normalmente gli riesce. "Non fate emendamenti per rimettere i soldi dove noi, senza discuterlo con voi, abbiamo scelto di toglierli. Sfidateci, sfidateci sulle politiche dell'innovazione, perché questa finanziaria del 2005 è il nostro biglietto da visita. Le norme intruse, quelle che voi di centrodestra chiamate norme intruse, sono dovute al fatto che non abbiamo voluto fare una finanziaria normale, abbiamo voluto fare una finanziaria di progetto, abbiamo voluto fare una finanziaria che rappresentasse una sfida di questo Consiglio a questo Consiglio e all'intera Sardegna sulle politiche di innovazione". E allora è su questo che noi incalziamo l'assessore Pigliaru e la Giunta, perché se questa è la finanziaria che dovrebbe rappresentare la grande sfida di questa maggioranza per il cambiamento della Sardegna, noi siamo fortemente delusi.
Agricoltura: dove sono le sfide innovative di questa finanziaria in materia di politiche agricole? Dove sono le sfide con la Comunità Europea? Dove è tratteggiato un progetto che consenta alla nostra agricoltura di uscire dalle secche in cui si trova e di avere una prospettiva di sviluppo per i prossimi dieci anni?
Sanità: i problemi della sanità non si risolvono andando alle 6 e mezzo del mattino all'ospedale Santissima Trinità per lanciare il messaggio: "Sono qui io per controllare e adesso tutto cambia". Noi stiamo aspettando il piano sanitario regionale promesso entro il 31 dicembre, non è ancora arrivato. Stiamo aspettando! Abbiamo inserito in questa finanziaria, sotto forma di emendamento, la proposta di legge sull'Agenzia regionale per la sanità presentata dal Gruppo dei Democratici di Sinistra. Vogliamo vedere che cosa direte su una sfida di questo genere. E' una norma intrusa, ce ne rediamo conto, come tante altre, ma è una sfida per l'innovazione. La raccogliete? L'accettate? E' su questo che noi vogliamo risposte da voi.
Qual è la vostra politica di innovazione sull'industria, sulla cultura, sull'università e sulla ricerca? Noi la stiamo aspettando. Onorevole Gessa, le sfide per l'innovazione nella cultura e nella ricerca sono contenute in questa finanziaria? Se è così per favore fatecele leggere, voteremo a favore di queste sfide per l'innovazione che noi non siamo riusciti a cogliere.
E per quanto riguarda i diritti del cittadino? Ogni tanto la collega Caligaris interviene per ricordare qualche cosa anche a voi, colleghi del centrosinistra, che pure dovreste avere una certa sensibilità verso i cittadini e i loro diritti. Quali sono le politiche di innovazione nel settore dei diritti del cittadino che emergono dalla finanziaria del 2005? Dove è finita la riforma della contabilità economico-patrimoniale, che era una scelta della Regione Sardegna nel 2003, che adeguerebbe i nostri meccanismi di bilancio a quelli più moderni? Noi l'abbiamo introdotta con un emendamento.
Su questo, assessore Pigliaru, ci confronteremo, su questo aspettiamo delle risposte, perché non abbiamo intenzione di cadere nel tranello che voi ci tendete, quello di riportare le poste agli stanziamenti originali, di fare la corsa con voi, quello che il centrosinistra ha fatto per cinque anni nella scorsa legislatura, e cioè di far saltare il banco, di far saltare la cassa: "200 miliardi per l'agricoltura sono pochi, rilanciamo a 500". Noi non inseguiremo la maggioranza in questa corsa al rialzo, vi sfideremo sui progetti, vi sfideremo sull'innovazione, vi sfideremo sulle differenze di cultura. Però su questo voi, se davvero questa è una finanziaria storica, ci dovete dare risposte che ancora non si sono viste.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, signori Assessori, onorevoli colleghi, se mancassero motivi per votare contro il passaggio all'esame degli articoli di questa finanziaria basterebbe soltanto osservare il mortificante silenzio col quale i colleghi della maggioranza, esclusi i simpatici colleghi di Rifondazione Comunista, hanno accolto una finanziaria su cui non sono evidentemente d'accordo.
E se noi, Pierini della situazione, volessimo fare una legge del contrappasso contro i colleghi dell'attuale maggioranza, sempre pro tempore, non dovremmo attuare la stessa strategia che loro hanno posto in essere per cinque anni, inondandoci di voti segreti, dovremmo inondarli invece di voti palesi, impedire che loro stessi possano chiedere il voto segreto per nascondere la vergogna di dover votare delle norme che li penalizzano, che offendono loro e tutta l'Assemblea.
La Giunta Soru, com'è stato abbondantemente ricordato, si è presentata a quest'Aula e al popolo sardo con un atteggiamento francescano verso i più deboli, verso quelli che il Presidente chiamava, platealmente, gli "ultimi", per significare di essere vicino alle classi popolari. Però abbiamo osservato che questa legislatura è iniziata con il blocco di un appalto, nel settore dell'informatica, riguardante l'e-government. E il Presidente non si è invece occupato, non degli interessi delle aziende vicine ai propri interessi personali, ma che so, nemmeno di un'azienda sarda che alcuni anni fa ha presentato un progetto per lo spoglio elettronico delle schede elettorali, cosa che ha attirato l'attenzione di tutto il mondo. Basti pensare a quello che è successo in America alle penultime elezioni presidenziali, dove il vincitore ebbe soltanto qualche migliaio di voti in più. Per quindici giorni la più potente, la più informatizzata, la più organizzata nazione del mondo non ha dato ai cittadini di tutto il mondo il risultato delle elezioni, perché non era grado di farlo!
Un cittadino sardo ha avuto un'idea brillante: ha progettato un sistema di spoglio elettronico delle schede che dà certezza del voto, elimina le possibilità di brogli e accelera tutti gli iter elettorali. Oggi questo cittadino rischia di vedersi scippare la sua idea da organismi nazionali che non vogliono riconoscergli alcun merito, quando invece importanti nazioni europee stanno manifestando interesse intorno a questo progetto. Il presidente Soru si occupa, però, di importanti appalti, come quello riguardante l'e-government, e non della tutela del panino del popolo sardo, cioè della tutela del lavoro dei cittadini sardi, perché da idee come questa nasce la crescita culturale ed economica e nasce anche la risposta al bisogno più assillante di quest'Isola, cioè il lavoro. Altri posti di lavoro saranno persi, non solo perché falliranno aziende decotte che sperano di continuare a vivere soltanto grazie a posizioni di privilegio dentro l'Amministrazione regionale, ma perché falliranno anche quelle poche aziende che con un minimo di aiuto e di attenzione da parte delle istituzioni potrebbero continuare ad essere produttive. Su questo presenterò un'interpellanza anche per evidenziare i comportamenti incoerenti di questa maggioranza. Basterebbe solo questo e non la minaccia di bloccare tutto e la richiesta di svolgere solo l'ordinaria amministrazione rivolte in maniera illegittima e illegale ai consigli di amministrazione di tutti gli enti, salvo poi rinfacciare loro di non aver fatto o di non aver fatto abbastanza, anche quello che non era di loro competenza, al fine di rimuoverli dall'incarico.
Non è possibile lasciare le decisioni all'arbitrio di chi comanda per poter dire ai cittadini, agli elettori sardi: "Se volete qualcosa con sistemi degni di un'altra isola, dovete fare i conti con noi, perché oggi comandiamo noi". Avrei voluto un Governo diverso, in cui comandassero i rappresentanti del popolo sardo, non chi crede di essere unto dal Signore.
PRESIDENTE. Concluda.
LIORI (AN). Approfondirò in un altro momento, Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, signori consiglieri, quante appassionanti battaglie nella passata legislatura hanno visto il Partito Sardo denunciare le litigiosità della Giunta di centrodestra, l'inconcludenza con cui si consumavano anche le speranze dei sardi. Quante battaglie assieme al centrosinistra sono state fatte per denunciare la mancanza di autonomia delle forze politiche che componevano quel quadro in quanto telecomandate da centrali di potere estranee alla cultura sarda. Oggi siamo di fronte a un grosso problema, il contrario: oggi c'è la smania di baloccarsi con l'istituzione, come da piccolino facevo io col mio cavallo a dondolo di cartapesta, non permettendo a nessuno di montargli in groppa perché quel balocco apparteneva al sottoscritto. Questa istituzione oggi è nelle mani di una sola persona, perché mancano il dialogo, la concertazione, la cultura del confrontarsi. L'assessore Pigliaru, al quale riconosco competenza professionale, e non vorrei dire altro, ma dal punto di vista politico abbiamo bisogno di altre sensibilità, ci sfida a proporre innovazione e razionalizzazione che aiuteranno la Sardegna. E' una sfida leale, una sfida costruttiva e noi non ci sottrarremo. L'onorevole Floris si è permesso, prima, di individuare una somma: 10 milioni di euro per le volgari sponsorizzazioni, la pubblicità istituzionale. Per noi sardisti questa somma poteva essere corrisposta per far fronte a uno dei drammi più sentiti, legato all'utilizzo dell'acqua, da un comparto agonizzante dell'economia sarda: l'agricoltura. Abbiamo quantificato proprio in 10 milioni il risanamento dei poveri agricoltori che stanno pagando 3 milioni delle vecchie lire per ettaro irriguo. Neanche se coltivassero banane d'oro potrebbero far fronte a questa spesa!
Ecco perché siamo costretti a votare contro una finanziaria miope, cinica, che non dà priorità ai problemi reali, quelli legati all'acqua, appunto, assenti totalmente dalla pianificazione di questa Giunta. Dobbiamo ricordare che la Sardegna ha privilegiato nel tempo il partito delle dighe: spesso sono sorte dighe dove non dovevano sorgere, in dispregio di indagini geognostiche, di una conoscenza reale dei bisogni dell'agricoltura e del popolo sardo. C'è un gruppo di persone che da trent'anni governa l'acqua, questo elemento universale, ed è presente anche con dei terminali in questa Giunta. Io mi rivolgo alle forze autonome sane di questa Giunta per impedire che il danaro pubblico sia sempre utilizzato non per dissetare l'agricoltura, ma per arricchire i conti correnti dei progettisti che hanno creato uno scempio ambientale insostenibile. E il Partito sardo è costretto a denunciare questo sapendo di non essere in solitudine, perché senza l'acqua noon c'è sviluppo e non c'è economia.
Bisogna sottrarre agli agricoltori che stanno chiedendo con questi 10 milioni di euro di poter onorare i gravami, i balzelli a cui sono sottoposti da consorzi di bonifica sproporzionatamente farciti da personale che non può giustificare il DNA di questi stessi consorzi, che fa una politica clientelare, che ha fallito nei suoi compiti istituzionali, che in totale anarchia, senza controlli, non dà l'elemento essenziale per lo sviluppo dell'agricoltura, che è il comparto più sentito e più drammaticamente emarginato. Manca in questa manovra una sensibilità, una strategia di sviluppo, ma c'è una miope visione ragionieristica, e io, senza offendere l'assessore Pigliaru, al quale riconosco competenza e onestà, dico che forse, con il contributo di tante forze politiche che hanno valorosi amministratori nel loro seno, si poteva migliorare la finanziaria. Bastava solo non cadere nella grave colpa della passata Giunta, dove c'era l'anarchia totale. Adesso, in solitudine, ci si vuole baloccare con questa finanziaria, con questa istituzione. Bisogna aprire le serrande e far entrare acqua ossigenata che apporti tutti i contributi ideali per migliorare le sorti del popolo sardo. E quando vedrà questi contributi, il Partito sardo, come spesso ha fatto, voterà a favore di iniziative che avranno questo fine.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). L'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale e l'esigenza di competere portano magari ad accentuare i toni fra i due schieramenti e spesso anche all'interno dei singoli schieramenti, soprattutto in questa fase. Però io credo che non si debbano mai superare i limiti, sia nei toni sia nelle espressioni. Io, in verità, qualche volta mi sento offeso, qualche volta addirittura si offende il buonsenso e l'intelligenza altrui con qualche affermazione.
Io capisco lo stato d'animo dei colleghi del centrodestra, che auspicavano che alla prima prova, appunto la discussione di questa manovra finanziaria così responsabile e seria, emergessero difficoltà, scricchiolii, divisioni, e invece abbiamo raggiunto un'intesa anche su temi che sembravano poterci dividere. E si dice: "Ma come ci sono 30 o 40 emendamenti della maggioranza, è un segno che questa coesione...
OPPI (U.D.C.). Ottanta!
MARROCU (D.S.). Ottanta. Dimenticando che nella finanziaria del 2004 il centrodestra presentò duecentoquaranta emendamenti e dimenticando che in cinque anni, come avete più volte candidamente detto anche qui in Aula, avete governato abusivamente. Tant'è che la responsabilità di tutto sarebbe del centrosinistra: "Noi dicevamo 100, voi 200, e passava 200", come se la maggioranza l'avessimo avuta noi!
Io capisco il vostro stato d'animo, per cinque anni avete operato l'un contro l'altro armato, qualche volta l'avete denunciato anche voi, e spiace vedere una situazione differente ad avvio di legislatura. C'è un partito che ha fatto della bandiera delle riforme il suo unico punto di riferimento, tanto da chiamarsi Riformatori e ritenere di poterci dare lezioni. E in questi dieci anni, poiché hanno governato anche col centrosinistra, hanno avuto esclusivamente incarichi in Assessorati che si occupano prevalentemente di spesa, mai l'Assessorato delle riforme. Non hanno mai concretizzato una riforma, né fatto una vera battaglia sulle riforme! Penso che sarebbe curioso chiedere loro quali esiti abbiano avuto rispetto all'artigianato, al commercio, al turismo, posto che ad oggi non si è riusciti a spendere, e stiamo lavorando per farlo rapidamente, neppure le risorse che il Consiglio metteva a disposizione attraverso leggi della cui attuazione era protagonista anche il centrosinistra. L'atteggiamento assunto in passato dall'Assessore della formazione professionale, che appunto era stato indicato da quel partito, è noto. A chi vogliono dare lezioni dunque? E' uno stato d'animo comprensibile, però non bisogna esagerare.
Infine, sul conflitto d'interessi, ho detto più volte che non accettiamo sicuramente lezioni dal centrodestra. Credo che la settimana prossima la Giunta porterà rapidamente a conclusione un lavoro che ha visto protagoniste personalità di grande prestigio, come Guido Rossi. Non accettiamo, ripeto, lezioni da nessuno, l'emendamento che si sta contestando non espropria nulla a nessuno, però, senza averlo letto, si interviene, come ha fatto il collega Matteo Sanna, più sulla base dei resoconti della stampa che sulla base di una conoscenza reale di ciò che si propone. Si sta proponendo esclusivamente che un servizio già allocato presso la Presidenza, e già definito, diventi una direzione generale. Non vi è da parte dell'assessore Dadea, posso garantirlo perché ci siamo più volte sentiti per valutare la proposta, nessun elemento di contrarietà, ma semmai c'è condivisione, partecipazione alla costruzione di quell'emendamento della Giunta. Ritenevamo che questo argomento potesse essere strumentalizzato, così come state facendo, al fine di spostare il dibattito su questioni diverse da quelle su cui oggi siamo chiamati a discutere. Ma alla strumentalizzazione sapremo rispondere. Dovevamo valutare magari l'opportunità di esaminarlo adesso o fra una settimana, poi abbiamo deciso che forse era utile andare avanti. Voi continuate a strumentalizzare le cose, ma vi garantisco che non c'è imbarazzo né da parte dei D.S. né da parte dell'assessore Dadea.
PRESIDENTE. Colleghi, siamo in fase di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.) Grazie, Presidente. Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, LA SPISA, LOMBARDO, LICANDRO, SANJUST, SANCIU, MURGIONI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli. Ricordo ai colleghi che, considerato l'alto numero di votazioni che dovremo fare, sarà stabilito un tempo per ciascuna votazione e non sarà più possibile tutto questo tramestio perché ogni votazione si chiuderà automaticamente.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DEDONI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - SCARPA.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 72
Votanti 71
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 45
Contrari 26
(Il Consiglio approva).
Come previsto, la terza Commissione è convocata per lunedì 21 marzo alle ore 16 per l'esame degli emendamenti. Il Consiglio è riconvocato per martedì alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 12 e 42.
[s1]Assistenza domiciliare integrata
Allegati seduta
Testo dell'interpellanza e delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA LA SPISA - VARGIU - DIANA - OPPI - LADU sulla selezione per titoli ed esami per 167 posti, elevabili sino a 469 unità complessive del livello economico iniziale della categoria C dell'Amministrazione regionale.
I sottoscritti,
premesso che con decreto dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione del 17 giugno 2003, n. 593/P, pubblicato nel supplemento ordinario del BURAS del 28 giugno 2003, n. 19, veniva bandita la selezione interna per titoli ed esami per 167 posti, elevabili sino a 469 unità complessive del livello economico iniziale della categoria C dell'Amministrazione regionale;
considerato che:
- in data giugno 2004 veniva pubblicata nel notiziario ufficiale del personale n. 1 del 2004 la raccolta dei quesiti e veniva altresì consegnata copia a ciascun concorrente;
- con decreto assessoriale 23 settembre 2004, n. 1134/P, pubblicato nel BURAS del 30 settembre 2004, n. 31, veniva modificato il bando di concorso nel quale si provvedeva a rideterminare in 520 il numero complessivo dei quesiti e a stabilire che tra tale pubblicazione e la data si svolgimento della prova scritta intercorresse un periodo di tempo non inferiore a 30 giorni;
evidenziato che in data 9 ottobre 2004 veniva pubblicato nel BURAS l'avviso agli interessati che in data 9 novembre 2004 alle ore 8.00, presso il padiglione G della fiera internazionale della Sardegna si sarebbe svolta la prova scritta, e veniva pubblicata altresì, sul sito internet della Regione autonoma della Sardegna, la scheda riepilogativa del concorso (decreti Assessoriali, termini utili presentazione domande, commissione esaminatrice, raccolta quesiti, errata corrige quesiti, diario prova scritta);
sottolineato che con decreto assessoriale 4 novembre 2004, n. 1298/P, si provvedeva a modificare il decreto assessoriale 17 giugno 2003, n. 593/P, determinando in 167 unità i posti messi a concorso (riunione straordinaria Giunta, venerdì sera, delibera 4 novembre 2004, n. 45/16);
evidenziato:
- che il decreto di modifica n. 1298/P veniva pubblicato sul BURAS dell'8 novembre 2004, n. 35;
- inoltre che il decreto sopraccitato non motiva in alcun modo la non estensibilità della graduatoria;
preso atto che in data 9 novembre 2004 presso la fiera veniva espletata la prova scritta del concorso, al termine della quale sono state corrette le schede tramite lettura ottica alla presenza dei partecipanti e in serata sono stati pubblicati i punteggi riportati da ciascun concorrente;
evidenziato che in data 19 novembre 2004 si è proceduto a una ulteriore lettura ottica delle schede concorsuali e numerosi punteggi attribuiti in data 9 novembre sono stati modificati;
atteso che alla data di espletamento del concorso esisteva l'idonea capienza finanziaria per sostenere l'avanzamento dall'area B all'area C di 469 dipendenti;
visto che con decreto assessoriale 16 febbraio 2005, n. 140/P, si è tenuto conto delle forti aspettative di alcuni dipendenti in ordine al passaggio dalla categoria C alla D, tanto da riaprire i termini per la presentazione delle domande per la partecipazione al concorso;
considerata l'opportunità di consentire ai dipendenti che hanno espletato il concorso per l'accesso alla categoria C e sono risultati idonei, di poter progredire nella carriera per evidenti ragioni di equità e di tutela delle aspettative venute meno a causa della chiusura dell'estensibilità della graduatoria;
considerato che:
- molti di coloro che hanno ottenuto il punteggio massimo nella prova scritta del predetto concorso, non sono risultati vincitori del medesimo concorso;
- la graduatoria del concorso interno per dirigenti è stata ulteriormente prorogata al 30 giugno 2005, ai sensi del comma 6, articolo 12, della legge finanziaria regionale del 2005,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione perché riferiscano quali azioni intendano porre in essere al fine di:
1) ripristinare l'elevabilità del numero iniziale di posti messi a concorso;
2) soddisfare le aspettative dei partecipanti alla selezione interna, risultati idonei, che da quattordici anni attendevano questa opportunità per ottenere un avanzamento di carriera;
3) motivare il decreto 4 novembre 2004, n. 1298/P, che modifica il bando iniziale del concorso. (77)
INTERROGAZIONECACHIA, con richiesta di risposta scritta, sulla crisi della Meridiana.
Il sottoscritto,
premesso che:
- nei giorni scorsi la società Meridiana ha avviato, ai sensi della Legge n. 233 del 1990, le procedure di esubero per 192 dipendenti (30 piloti, 60 assistenti di volo, 102 unità di personale di terra) adducendo come motivo le difficoltà finanziarie in cui versa l'azienda (il bilancio 2004 non ancora presentato dovrebbe registrare una perdita di euro 20 milioni);
- contemporaneamente l'azienda ha annunciato la fermata di tre aeromobili, decidendo di ridurre la propria attività commerciale;
- lunedì prossimo, 7 marzo, avrà luogo il secondo incontro tra l'azienda e le organizzazioni dei lavoratori, come previsto dalla Legge n. 233 del 1990;
fortemente preoccupato per il fatto che:
- il ridimensionamento dell'attività aziendale segni l'avvio di una lenta agonia, anche in considerazione del fatto che altre società di trasporto aereo stanno effettuando investimenti in previsione della prevista ripresa del mercato;
- l'azionista di riferimento non abbia condiviso i piani industriali di rilancio predisposti dalla dirigenza aziendale;
- la flotta aerea è costituita da aeromobili in gran parte obsoleti, inquinanti, costosi nella gestione e rumorosi, fuori norma rispetto alle recenti direttive comunitarie;
- questa condizione, ben nota alla società, aveva fatto decollare un programma di ammortamento della flotta, iniziatosi con l'acquisto di tre airbus francesi di nuova generazione, destinati alla sede secondaria di Firenze e poi sospeso;
- l'attuale dimensione aziendale, secondo gli esperti, non consente a Meridiana di competere a livello europeo;
tutto ciò premesso e sottolineato;
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per conoscere:
1) se intendano prendere iniziative per scongiurare il ridimensionamento dell'azienda, i cui effetti parrebbero insufficienti a migliorare il conto economico, dal momento che verrebbero mantenuti i costi fissi, mentre si andrebbe verso una riduzione della produttività aziendale;
2) se la Giunta intenda promuovere o richiedere una disciplina dei voli low cost che, a causa del trattamento diversificato (mancato pagamento delle tasse aeroportuali di atterraggio, di sosta tecnica e assistenza a vettori e passeggeri) consentono ad alcune compagnie di lavorare in regime di dumping, praticando le tariffe sottocosto, e quindi in regime di concorrenza sleale rispetto alle compagnie tradizionali; considerato che il trasporto aereo nazionale è un mercato povero ed ha registrato, anche per i motivi su accennati, un progressivo impoverimento (basti pensare a qualche anno fa il load factory, per far viaggiare l'aereo senza perdite, era del 50 per cento, mentre oggi deve superare l'80 per cento) in queste condizioni si riavvia il pericolo che Meridiana (come del resto la stessa compagnia di bandiera Alitalia) possa abbandonare la Sardegna come sede operativa principale puntando su tratte più redditizie, in particolare fra le grandi città e i paesi dell'est, determinando un forte disagio all'utenza locale, che verrebbe adeguatamente assistita solo nei mesi di punta (quelli che premiano i voli low cost); sarebbe un pericolo da evitare a qualunque costo, né il sottoscritto ritiene (ed in proposito chiede il parere alla Giunta regionale) che la efficienza dei collegamenti aerei possa essere affidata all'attuale progetto di continuità territoriale, considerato che solo quattro tratte sono riconosciute economicamente valide, mentre tutte le altre e sono destinate ad essere effettuate in perdita.
Il sottoscritto invita infine la Giunta regionale a scongiurare i tagli preannunciati dall'attività delle procedure di esubero, non solo per l'evidente danno economico e sociale, anche per la dispersione di professionalità che hanno contribuito, negli anni, al successo della Meridiana. (173)
INTERROGAZIONESANCIU, con richiesta di risposta scritta, sui danni provocati al comparto agro-pastorale dalle prolungate nevicate e gelate di quest'anno.
Il sottoscritto,
premesso che:
- la stagione invernale si sta rivelando particolarmente rigida sotto il profilo climatico, con persistenti nevicate e gelate in alcune zone della regione;
- nello specifico, risultano maggiormente colpiti i territori della Barbagia, dell'Ogliastra, dell'Anglona, del Logudoro, del Marghine e della Gallura;
- gli eventi atmosferici avversi stanno determinando profondi disagi alle popolazioni colpite e gravissimi danni alle attività produttive con particolare riguardo all'agricoltura e alla zootecnia;
considerato che:
- sono migliaia i capi di bestiame, tra bovini e ovini, morti per effetto delle basse temperature e per denutrizione;
- per lunghi periodi le comunità delle zone montane e diverse aziende agricole e ovili sono rimasti isolati a causa dell'impercorribilità delle strade ostruite dalla neve, impedendo la funzionalità dei trasporti e l'approvvigionamento di mangime e foraggio negli allevamenti;
- le gelate hanno compromesso molte colture in campo aperto, mentre la neve ha ritardato l'avvio delle operazioni colturali che si effettuano in questo periodo (trapianti, semine, pretrattamento dei terreni) compromettendo anche il raccolto delle prossime stagioni;
evidenziato che:
- il comparto sta già attraversando una fase di profonda crisi in cui effetti sono evidenziati dal progressivo numero di aziende che escono dal mercato e dalla costante e preoccupante riduzione dei livelli produttivi e occupativi nell'Isola;
- lo stato di malessere è ingenerato dal mancato superamento di numerose situazioni di criticità e dalla mancanza di una strategia organica in agricoltura che sia in grado di produrre sviluppo e benessere, anche attraverso un efficace sistema di promozione e distribuzione dei prodotti dell'Isola nei mercati internazionali;
- in questi anni, inoltre, si sono verificati diversi eventi avversi di natura sia climatica sia epidemiologica che hanno profondamente indebolito l'intero comparto, eventi ai quali non hanno fatto seguito adeguati interventi normativi volti a compensare i danni subiti dagli operatori;
- ad accentuare lo stato di incertezza del comparto contribuiscono la mancata definizione di alcune vertenze, come quella sulla determinazione del prezzo del latte ovino, l'inadeguatezza del sistema creditizio e l'indebolimento delle aziende agricole;
- in questa situazione di crisi, gli ultimi eventi climatici rischiano di compromettere ulteriormente e seriamente il tessuto produttivo del comparto agricolo;
- il malessere nelle campagne è fonte di un disagio più generalizzato che si riflette sul tessuto sociale dell'Isola, dando luogo a comportamenti criminosi i cui segni si rilevano già nella recrudescenza dei danneggiamenti e dei furti nelle proprietà agricole, nonché in altri episodi di criminalità che si stanno verificando con sempre maggiore frequenza nelle nostre comunità,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) se sono a conoscenza di quanto esposto in premessa;
2) quali iniziative intendano adottare per rifondere allevatori e coltivatori dei danni determinati dalle condizioni climatiche avverse;
3) se non ritengano opportuno dichiarare lo stato di calamità naturale in agricoltura per le zone elencate in premessa e predisporre interventi strumentali e finanziari volti a risarcire gli operatori del settore. (174)
INTERROGAZIONEBALIA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sul mancato trasferimento dei fondi dalla Regione ai comuni.
I sottoscritti,
premesso che a tutt'oggi la Regione sarda non ha ancora provveduto ad erogare a favore dei comuni i fondi di cui sono titolari;
considerato che si tratta soprattutto di risorse destinate al settore dei lavori pubblici;
definito che molti comuni hanno sospeso i pagamenti a favore delle imprese per lavori in fase di avanzata esecuzione ed, in alcuni casi, addirittura completati;
constatato che l'inadempienza della Regione autonoma della Sardegna non trova alcuna spiegazione logica e plausibile e che può però comportare l'avvio di azioni giudiziarie risarcitorie per parte delle imprese e contro le amministrazioni inadempienti, senza che queste ultime siano oggettivamente responsabili,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, l'Assessore regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:
1) quali siano i motivi gravi ed inamovibili che hanno impedito il trasferimento di risorse a favore dei comuni nei tempi congrui ed accettabili;
2) quali urgenti azioni intendano assumere per superare in modo definitivo una così grave inadempienza che può determinare maggiori spese ed oneri aggiuntavi dei quali la Regione sarebbe unica e diretta responsabile. (175)
INTERROGAZIONESANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un riordino delle polizie locali al fine di garantire maggiore sicurezza ai sardi.
Il sottoscritto,
venuto a conoscenza che:
- oltre l'80 per cento dei reati denunciati rimangono impuniti;
- manca un quadro normativo complessivo per le polizie locali;
- le comunità chiedono, con sempre maggiore insistenza, la sicurezza del territorio;
- la polizia locale è l'unica reale polizia di prossimità;
- proprio in questi giorni il maggiore sindacato del settore, il SULPM, ha promosso alcune mobilitazioni in tutta Italia e anche la Sardegna è coinvolta;
- in Parlamento giacciono 18 proposte di legge atte a modificare le normative inerenti la polizia municipale;
- la Regione Sardegna non si è mai occupata della vertenza del corpo municipale;
- si ritiene indispensabile istituire un organismo interno alla Regione per meglio tutelare la sicurezza dei sardi;
- la Sardegna è l'unica regione a non avere ancora applicato la disposizione di legge n. 65 del 1986,
chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:
1) quali provvedimenti intenda prendere la Regione Sardegna per riordinare il comparto delle polizia locali;
2) come la Regione Sardegna intenderà garantire la sicurezza dei sardi. (176)
INTERROGAZIONESANCIU, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione della conservatoria delle coste.
Il sottoscritto,
premesso che:
- in data 9 marzo 2005, con apposita deliberazione, la Giunta regionale su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente, ha istituito la conservatoria delle coste;
- l'organismo, preso a modello da altri istituti operanti in alcuni paesi europei, avrebbe il compito di tutelare, anche attraverso l'acquisizione da parte della Regione di proprietà immobiliari, le coste o porzioni di territorio costiero di particolare rilievo sotto il profilo paesaggistico e ambientale;
considerato che:
- la gestione del territorio costiero, con particolare riguardo all'aspetto vincolistico della tutela paesaggistica, è oggetto della legge regionale n. 8 del 2004 che sospende e blocca qualsivoglia attività edificatoria entro i 2 mila metri dalla linea di battigia;
- il suddetto vincolo, la cui vigenza ha una durata di 18 mesi dall'approvazione della legge, oltre a rappresentare un forte e ingiustificato limite ad eventuali interventi che possano deturpare il paesaggio, ha determinato la sospensione di numerose attività economico-imprenditoriali, con la conseguente perdita di ingenti risorse economiche e di migliaia di posti di lavoro;
- l'istituzione della conservatoria delle coste apporterebbe un ulteriore vincolo nella gestione dei territori da parte degli amministratori locali, ai quali verrebbe negata la possibilità di predisporre interventi di valorizzazione, sotto il profilo paesaggistico, culturale e turistico dei medesimi territori;
- il provvedimento risulterebbe ulteriormente limitativo per gli stessi operatori economici ai quali verrebbero sottratti, in caso di acquisizione da parte della Regione, terreni rilevanti per lo sviluppo turistico ed economico;
- il settore turistico, strategico per l'economia della Sardegna, e i vari comparti collegati ad esso, quali l'edilizia, l'agricoltura e l'artigianato, stanno attraversando un periodo di profonda incertezza determinato, anche, dall'approvazione della legge regionale n. 8 del 2004, alla quale non ha fatto subito seguito l'apposita circolare esplicativa;
- la Regione, lungi dall'acquisire e gestire il territorio, dovrebbe svolgere il prezioso e fondamentale compito di offrire un quadro normativo entro il quale gli operatori e gli amministratori possano agire nel rispetto del patrimonio ambientale;
- da quanto appreso dai mezzi di comunicazione, in assenza di una celere trasmissione degli atti della Giunta regionale al Consiglio, sembrerebbe che il provvedimento conferirebbe eccessivi poteri discrezionali al Presidente della Regione nell'attività di programmazione e gestione della conservatoria;
- la gestione dell'ambiente non può essere accentrata su un unico organismo, ma, per la varietà e diversità dei territori, necessita del coinvolgimento di abitanti e amministratori locali,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se la Giunta intenda portare, in tempi brevi, a conoscenza del Consiglio i contenuti, le finalità e gli obiettivi della delibera istitutiva della conservatoria delle coste;
2) se la Regione non ritenga opportuno verificare l'effettiva utilità dell'organismo e se questa non rappresenti un limite nella gestione del territorio da parte delle amministrazioni locali e allo sviluppo dell'economia isolana;
3) quali iniziative la Regione intenda adottare per garantire che l'organismo sia frutto di una scelta collegiale e sia amministrato in linea con gli intendimenti del Consiglio regionale e degli enti locali. (177)
INTERROGAZIONEMURGIONI - LADU - ONIDA, con richiesta di risposta scritta, sul pendolarismo degli studenti del Gerrei.
I sottoscritti,
premesso che la chiusura di diversi plessi scolastici ha creato in Sardegna un fenomeno di pendolarismo, costringendo molti studenti a sobbarcarsi ogni giorno interminabili viaggi per doversi recare presso i rispettivi istituti scolastici;
considerato:
- in particolare, che circa sessanta studenti di diversi centri del Gerrei per poter frequentare le scuole di appartenenza debbono recarsi presso gli istituti superiori di Muravera e Villaputzu;
- inoltre che, data la notevole distanza da percorrere fra i luoghi di residenza e gli istituti scolastici, gli studenti sono costretti a utilizzare il pullman dell'Arst che effettua un unico collegamento alle ore 7 e 15 con partenza da San Nicolò;
rilevato che:
- gli studenti al disagio della lunga percorrenza accumulano anche un ulteriore disagio, dovuto al fatto che per raggiungere Muravera o Villaputzu sono costretti a cambiare pullman una volta giunti a San Vito;
- basterebbe semplicemente potenziare il servizio di linea, oggi esistente per gli studenti del Gerrei, con l'aggiunta di una corsa aggiuntiva, per rendere più agevole la frequentazione scolastica,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere, alla luce di quanto esposto, se intendano intervenire per assicurare il diritto allo studio ai circa sessanta studenti del Gerrei che oggi per recarsi a scuola sono costretti ad utilizzare mezzi e linee con orari ristrettivi e penalizzanti. (178)
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