Seduta n.256 del 04/03/1998 

149CCLVI SEDUTA

(Pomeridiana)

Mercoledì 4 marzo 1998

Presidenza del Vicepresidente Milia

indi

del Vicepresidente Zucca

La seduta è aperta alle ore 17 e 10.

DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 2 marzo 1998, che è approvato.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 382.

Siamo arrivati all'articolo 5, che è stato precedentemente letto. A questo articolo sono stati presentati degli emendamenti. Se ne dai lettura.

SECCI (Popolari), relatore. Presidente, siccome sono tantissimi gli emendamenti, proporrei di esaminarli a gruppi, in modo tale da avere la possibilità di un esame più attento.

PRESIDENTE. Va bene, allora si proceda alle lettura degli emendamenti soppressivi numero 43, 42, 47, 48, 100, 101, 102, 103, 104 e 105.

DEMONTIS, Segretario:













PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Masala.

MASALA (A.N.). La lettera d) del secondo comma dice che gli obiettivi generali programmatici dello sviluppo regionale è uno degli elementi che deve contenere il DPEF. E allora la ripetizione alla lettera e) della parola "gli indirizzi" a me pare un'aggiunta che non appare assolutamente necessaria, perché vengono indicati gli indirizzi e quindi gli indirizzi, gli sviluppi, come gli obiettivi generali programmatici alla lettera d), e quindi alla lettera c) a me pare più corretto che vengano precisati soltanto le priorità degli obiettivi già indicati. Quindi questo "indirizzi" mi pare un'aggiunta che non ritengo necessaria.

Per quanto riguarda la lettera f), sempre del secondo comma, io lo so che l'emendamento può apparire un pochino inopportuno, ma in realtà vuole sollevare un dibattito e un approfondimento su un tema che a me pare assolutamente necessario quando si parla di progetti, di obiettivi volti allo sviluppo. E cioè lasciando la parola assessoriali si limita il tipo di progetto secondo la logica della divisione per assessorati delle risorse a disposizione, mentre lasciando soltanto "progetti interassessoriali" si dà un segnale nuovo a quella che deve essere una progettualità globale dello sviluppo, perché non è assolutamente possibile concepire più un'azione volta allo sviluppo economico che non presupponga una intersecazione tra varie competenze. Quindi quest'emendamento ha la finalità di segnalare soprattutto questo aspetto del problema.

Per quanto concerne l'emendamento numero 47 io credo che la correzione che gli Uffici hanno fatto non sia esattamente rispondente all'intenzione del proponente. Il proponente aveva indicato "Il comma 7.1 è soppresso", con questo intendendo che venisse soppresso, quindi siamo nel comma settimo, in cui si dice "l'articolo 56 della legge regionale numero 1 è sostituito dal seguente: Articolo 1, comma 1" quindi 7.1 "la Ragioneria generale della Regione può essere organizzata in servizi decentrati presso gli Assessorati", ecco di questo si chiede la sospensione. Ma il dubbio può esserci invece per l'emendamento numero 48, perché io non intendo sopprimere il vecchio testo della legge, ma soltanto quello che viene indicato. Comunque andiamo per ordine.

La soppressione del primo comma del nuovo articolo 56 è dettata da un'esigenza di carattere generale. Ora è noto che la Commissione prima ha già esaurito l'esame del disegno di legge per il recepimento della legge 421. Nel disegno di legge licenziato già dalla Commissione e oggi all'esame della Commissione bilancio è prevista per legge l'istituzione di direzioni generali, mentre per quanto riguarda i servizi sono lasciati al provvedimento della Giunta d'intesa con il direttore generale. Quindi una istituzione per legge di servizi, sia pure indicata come possibilità, mi pare assolutamente incongrua. E siamo arrivati all'emendamento numero 47.

Per quanto concerne l'emendamento numero 48, quindi l'ottavo comma, come è stato scritto questa interpretazione che vuole darsi con questo emendamento mi pare, soprattutto per quanto riguarda l'ultima parte del comma medesimo, cioè da "ovvero" in poi, "ovvero non siano disposti specifici controlli da norme di natura legislativa o contrattuale" mi sembra un alleggerire eccessivamente i compiti della Ragioneria generale, la quale comunque deve avere sempre la funzione di controllo generale di tutte le somme che vengono messe a disposizione di terzi, di uffici interni all'Amministrazione oppure di terzi. Quindi a me pare che, per quanto concerne soprattutto l'ultima parte, perché è logico, io comprendo che quando c'è un collegio sindacale, quando c'è un collegio di revisione dei conti è evidente che la revisione contabile viene fatta da questi organi, ma non mi è molto chiara l'ultima parte del comma medesimo per cui ne suggerisco la soppressione.

PRESIDENTE. Il gruppo di emendamenti dal 101 in poi può essere illustrato.

BALLETTO (F.I.). Presidente, io ne vorrei illustrare solo alcuni, non sono in grado di illustrarli tutti e sette o otto.

Per quanto riguarda quest'articolo 5 va subito detto che è uno degli articoli cardine dell'intera manovra, perché con quest'articolo fortunatamente si tenta di introdurre un nuovo strumento di programmazione fortemente sentito, posto che il principale strumento di programmazione della Sardegna non ha mai avuto luce. Ricordo che il piano generale di sviluppo, l'ultimo approvato e certamente disatteso, ormai risale a poco più o poco meno di un decennio. Quindi, così come si è avuto anche modo di dire in sede di dibattito generale, io personalmente, ma anche il mio Gruppo, vediamo l'introduzione del documento economico di programmazione con occhio favorevole, proprio per le influenze che potrà avere in un prossimo futuro. Però abbiamo anche avuto modo di fare qualche critica. Gli emendamenti numero 105 e 103, che sono indicati come soppressivi parziali dell'articolo, ma sostanzialmente soppressivi totali dell'introduzione del documento, potrebbero sembrare una contraddizione tra quanto affermato in precedenza, quanto ribadito poc'anzi e il contenuto degli emendamenti stessi. Diciamo che questo viene fatto in un unico scopo e con un'unica ottica, che è quella di consentire che la modifica venga effettuata nella sede appropriata. Pertanto si può dire che la soppressione riguarda l'articolo 5 della legge 11, ma l'innovazione dovrebbe, a mio parere, trovare accoglimento nella legge 33 del '75.

Ma io voglio fare anche un discorso più generale sull'intero articolo, tenendo presente che l'articolo è stato fortemente modificato dagli emendamenti che sono stati presentati dalla Giunta e dalle elaborazioni che sono state effettuate in Commissione. Devo dire, perché è nella realtà delle cose, che con riferimento ai primi articoli, ai primi commi della precedente stesura Forza Italia ha fatto delle opposizioni serie, ha fatto delle osservazioni che a mio parere erano fondate, tant'è che la Giunta le ha condivise e sono state praticamente ritirate le disposizioni che erano indicate nella vecchia stesura, nei commi 1, 2 e 3.

E questo fa piacere constatarlo, perché in effetti una volta tanto siamo stati ascoltati.

Per quanto riguarda gli emendamenti numero 105, 103 e seguenti, 100, 101 e via dicendo, per fare un discorso più lineare e meno frammentario leggerò quelle che sono le osservazioni che sono state fatte: con l'emendamento numero 2 della Giunta all'articolo 5, quindi parlo dell'emendamento numero 2 esaminato in Commissione, si sono apportate notevoli modifiche alla legge di contabilità, la 11 del 1983. L'emendamento in questione, accolto dalla Commissione, ha introdotto l'articolo 1 bis alla citata legge numero 11/83. Come detto, con quest'articolo si è prevista a simiglianza della legislazione nazionale, l'introduzione del DPEF, il cosiddetto documento di programmazione economica e finanziaria. Va subito precisato per sgombrare ogni possibilità di equivoco e di utilizzazione strumentale sempre possibile, che Forza Italia vede con occhio favorevole questa mini riforma per gli aspetti positivi che essa può creare sulla programmazione regionale in verità sinora alquanto carente. Tuttavia in questa sede va affermato che qualsiasi processo di riforma deve essere il frutto del lavoro condotto nelle sedi opportune e questo è un altro aspetto al quale noi teniamo in modo particolare, e in questo caso presso la prima Commissione, sulla base di un apposito disegno di legge predisposto dalla Giunta o di una o più proposte di legge presentate ad iniziativa dei consiglieri. Infatti un processo di riforma di così ampia portata, capace di incidere notevolmente sulle sorti della nostra Regione, merita o dovrebbe meritare un esame più prolungato ed approfondito di quanto non possa essere stato quello svolto dalla Commissione bilancio nel contesto di una numerosa e variegata produzione normativa riguardante l'intera manovra finanziaria, la legge di bilancio e il bilancio pluriennale, decreti collegati e quant'altro. Un'altra considerazione...

PRESIDENTE. Scusi onorevole Balletto, prego i colleghi di lasciare illustrare gli emendamenti .

BALLETTO (F.I.). L'importante è che mi ascolti l'Assessore, e l'Assessore mi sta ascoltando. Un'altra considerazione non secondaria quanto a importanza... però stiamo aumentando però... un'altra considerazione, non secondaria quanto a importanza, va fatta in ordine all'interferenza della norma in questione con la legge di contabilità della Regione. Si è infatti trascurato, forse perché la fretta non ha permesso di poter elaborare un progetto di riforma più compiuto, che la legge fondamentale sulla programmazione regionale è rappresentata dalla legge numero 33 del 1975, come dicevo poc'anzi. Io ritengo che su questa norma occorreva operare con l'introduzione del documento di programmazione economica e finanziaria, anche perché la programmazione non si estingue, e l'Assessore me ne può dare atto, solamente con il documento di programmazione economica e finanziaria, ma questo si integra e interagisce con altre disposizioni che in quella norma sono contemplate. Si vuole quindi affermare che l'emendamento della Giunta al di là delle positive e condivisibili intenzioni, in parte, a nostro parere ovviamente, dimostra una qualche confusione e dà origine a un non valutato stravolgimento di norme che sono, o forse non valutato appieno questo secondo il nostro parere, di norme che hanno funzioni e caratteristiche diverse. La legge numero 11 che disciplina la contabilità della Regione e le norme di controllo e la legge numero 33 del 1975 che invece ha finalità meramente di programmazione. Con l'introduzione del DPEF nella legge di contabilità si inserisce, come giustappunto dicevo, una disposizione avente finalità programmatoria che meglio si sarebbe collocata nella legge numero 33 inoltre, con lo stesso emendamento e questo è l'aspetto più contestato, forse anche l'unico aspetto di sostanza che si contesta, si sopprimono norme sulla programmazione che ad una più attenta analisi potrebbe accertarsi che abbiano ancora pieno titolo per sopravvivere, perché se applicate o correttamente applicate, la programmazione in Sardegna potrebbe assurgere al ruolo che le compete nei processi di sviluppo economico. All'articolo 5 la Giunta ha presentato, parlo sempre della Commissione, un altro emendamento il numero 22, esso reca interpretazione autentica dell'articolo 57 primo comma, numero 2, della legge regionale numero 15 del 1983. La modifica portata al disegno di legge non è assolutamente condivisibile, per questo è stato proposto un adeguato emendamento, non ricordo quale il numero. L'articolo 57 infatti, al primo comma, numero 2, è inequivocabile nella sua espressione letterale, nonché nel suo contenuto sostanziale. Dispone infatti la norma che i servizi della Ragioneria generale tra gli altri compiti, provvedono alla verifica contabile sulla gestione dei fondi e dei beni da chiunque detenuti o amministrati. Con la modifica apportata si cerca di eliminare dall'attività del controllo da parte della Ragioneria di tutti quegli enti per i quali nell'attività di amministrazione e di gestione non sono previsti organi interni di controllo quali per appunto i collegi sindacali o gli organi di revisione. La sensazione, o forse la certezza, è che questa disposizione abbia carattere innovativo e non certo di interpretazione autentica, volta quindi non ad una interpretazione autentica ma funzioni meramente innovative aventi la caratteristica di sanare una situazione esistente di irregolarità e di conseguenza ovviamente perché alle irregolarità fanno seguito anche le responsabilità quindi di conseguenza responsabilità della Ragioneria per avere omesso nel tempo di effettuare i controlli nei confronti dei soggetti dotati di organi di controllo. Anche la lettura del successivo numero 3 dell'articolo 57 conforta l'interpretazione che noi diamo al contenuto del numero 2 che precede e che ho poc'anzi illustrato. Tra i compiti della Ragioneria vi sono quelli inerenti alla verifica della gestione contabile dei bilanci o conti consuntivi degli enti e delle aziende della Regione. Anche in questo caso, la norma non esclude dai controlli quegli enti o aziende che siano sprovvisti di collegi sindacali o di revisori. Se l'intento del legislatore del 1983 fosse stato quello di escludere talune forme di controllo, lo avrebbe senz'altro specificato e indicato in legge. Con l'emendamento numero 22, sempre in Commissione, della Giunta, si è introdotto inoltre con il comma 9 dell'attuale testo dell'articolo 5 l'abrogazione del numero 3 del primo comma dell'articolo 57 della legge di contabilità. La Giunta intenderebbe quindi sottrarre la Ragioneria da ogni compito di controllo rivolto verso tutti i soggetti indicati sia al numero 2 sia al numero 3 del citato primo comma. Ciò a nostro parere non è ammissibile, anche perché non vengono contemporaneamente e in alternativa alle disposizioni abrogate, stabilite forme sostitutive di controllo e di verifica. Quale la conclusione che si può trarre in riferimento a quanto detto fino ad adesso? E' che la verità sta nel fatto che la Ragioneria non ha fatto i controlli previsti dall'articolo 57, primo comma numero 2. Noi personalmente siamo dell'avviso che ove responsabilità vi siano, e non lo sappiamo, i soggetti ai quali dette responsabilità sono riferibili debbano rispondere concretamente del loro operato. Questo principio, siamo fortemente convinti, dovrebbe valere in assoluto anche per i responsabili in prima linea di quello che è il Governo regionale, laddove non operando bene, debbano avere, come sanzione per la propria responsabilità, il castigo degli elettori.

Con il comma 7 dell'articolo 5 si introducono modifiche all'articolo 56 della legge numero 11 dell'83; detto articolo, come è noto, disciplina le funzioni della Ragioneria generale della Regione. Nella nuova formulazione dell'articolo 56 si cerca di introdurre una esemplificazione di adempimenti che portino ad una accelerazione nel perfezionamento e nella esecutività degli atti sottoposti alle prescrizioni. Nella vecchia stesura, o meglio nella precedente stesura, nell'ultimo capoverso si stabiliva che nel caso in cui l'Assessore avesse ritenuto che l'atto oggetto di osservazione dovesse avere comunque esecuzione rinviava lo stesso atto alla Ragioneria, la quale era tenuta a registrarlo. La Ragioneria cioè doveva registrare se una volta l'atto fosse stato trasmesso con motivazioni all'Assessore, evidenziando i rilievi, e l'Assessorato riteneva che l'atto comunque dovesse essere registrato. Quindi che i rilievi e le osservazioni mosse dalla Ragioneria sulla legittimità dell'atto fossero giuste o sbagliate, su disposizione dell'Assessore, la Ragioneria stessa era tenuta a dar corso comunque all'adempimento, ovviamente su responsabilità dell'Assessorato. L'ultimo capoverso nella nuova formulazione del terzo comma dell'articolo 56 prevede che la Ragioneria provveda alla registrazione solo nel caso in cui l'atto venga riformulato dall'Assessorato con le modifiche necessarie a superare il rilievo. Ma chi è che stabilisce se le modifiche che sono state apportate superino o non superino il rilievo? Se la Ragioneria dovesse ritenere che ancora non dovessero essere rimosse le osservazioni, i rilievi fatti all'atto in cui non è stato registrato il provvedimento il documento stesso ritorna all'Assessore e se lo rimpallano continuamente. Quindi noi diciamo o l'un organo o l'altro organo deve assumersi la responsabilità e quindi ci deve essere una norma chiara che stabilisce quale debba essere l'iter e non lasciarlo sul vago, perché riteniamo che questa modifica potrebbe essere anziché fonte di semplificazione motivo di ulteriore confusione o ritardi. Concludo sotto questo aspetto quindi dicendo che, se a giudizio della Ragioneria la riformulazione non è sufficiente a superare il rilievo, il rifiuto della registrazione potrebbe persistere anche per un tempo indefinito. Si ritiene che questo modo di procedere non sia corretto, non tanto nelle intenzioni della Giunta che appaiono lodevoli, poiché nella pratica effettiva l'operatività della nuova disposizione potrebbe non sussistere potendo al contrario, lungi dal semplificare, creare ostacoli che prima non esistevano. Con il comma 9 si abrogano gli articoli 5 e 6, il primo comma dell'articolo 11, nonché il secondo comma dell'articolo 15 della legge regionale numero 11 dell'83. L'articolo 5 di questa legge riguarda gli obblighi di aggiornamento del bilancio pluriennale; l'articolo 6 riguarda gli obblighi relativi alla presentazione dell'atto di verifica e di adeguamento e modifiche all'articolo 9 della legge regionale 1° agosto 1975 numero 33. Il primo comma dell'articolo 15 della legge numero 11 dell'83 riguarda gli obblighi a carico della Giunta di approvare, insieme alla proposta di bilancio annuale, gli indirizzi e i criteri generali di spesa per l'attuazione degli interventi e delle opere che non devono essere realizzate attraverso progetti rispondenti ad obiettivi organici. La deliberazione della Giunta deve determinare le correlazioni tra le diverse categorie di interventi e di opere considerate nella proposta di bilancio, e altresì le correlazioni e le priorità rispetto alle opere ed altri interventi che debbono essere realizzati secondo progetti rispondenti ad obiettivi organici. Lo stesso nono comma dell'articolo 5 in questione, prevede l'abrogazione del secondo comma dell'articolo 15 della legge numero 11 dell'83 portanti previsioni di spesa. Si intende sopprimere una disposizione forse, perché ritenuta troppo vincolante che, a parere di chi vi parla, modestamente, costituisce un elemento cardine della spesa nel senso che gli interventi sulle opere da attuarsi, attraverso progetti rispondenti ad obiettivi programmatici ed organici possono trovare accoglienza nel bilancio in riferimento all'esistenza di progetti al momento della formazione del bilancio o comunque dei quali si prevede la disposizione entro il 30 giugno, che siano già esistenti o che possano esistere entro il 30 giugno dell'anno al quale il bilancio si riferisce. A noi pare che la proposta di abrogazione delle norme di contabilità non nasca dall'esistenza di una effettiva incompatibilità tra esse con l'introduzione del documento di programmazione economica e finanziaria, quanto piuttosto da una legittima speranza di voler semplificare un impianto contabile e programmatico che in fase di adempimenti e nella successiva fase di attuazione e di verifica si scontra con le difficoltà degli uffici, questa è la vera realtà, e con le lungaggini dell'apparato amministrativo per certi versi ancora di tipo borbonico. Questa, diciamocelo chiaro e tondo, è la vera e reale difficoltà. Tuttavia, come detto più volte, non appare opportuno, spinti da un'eccessiva voglia di innovare, di recare più danni che vantaggi all'intero sistema. Ripeto, ne sono convinto, che l'intenzione dell'Assessore è apprezzabile e condivisibile, ma è altrettanto vero che modifiche di così larga portata per gli effetti che possono portare alla programmazione e alla contabilità regionale debbano essere il frutto di una attenta e più approfondita analisi che solo la Commissione di merito, a seguito di adeguata istruttoria, è in grado di fare. Anche perché così facendo si potrebbe anticipare anche quell'intenzione che poi, per i motivi che tutti conosciamo, è naufragata nell'agosto del 1996 quando la proposta di riforma dell'articolo 13 della legge di contabilità, una delle quali proposta dal sottoscritto, un'altra proposta ad iniziativa dei colleghi Sassu e Berria, se mal non ricordo, da un anno e mezzo a questa parte, purtroppo, sono rimaste nelle buone intenzioni, ma, di fatto, al di là di questa lodevole intenzione dell'Assessore di introdurre un documento programmatorio non sono andate. Allora, per concludere, ribadisco che la mia posizione personale, e ritengo anche quella di Forza Italia, nei confronti del D.P.F. sia favorevole, gli emendamenti soppressivi di quei due commi hanno la funzione di invitare ad una meditazione su questo argomento. Se questa meditazione ci dovesse essere posso già anticipare che gli emendamenti all'articolo 1 e all'articolo 2 possono essere ritirati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Con qualche grado di difficoltà nell'articolare, per ragioni spero comprensibili, il nostro parere. Il parere della Commissione molto velocemente su tutti gli emendamenti è determinato da questa ragione. La Commissione ha discusso in maniera approfondita sia le modifiche apportate con gli emendamenti della Giunta all'articolo 5, che introducono il D.P.F. e che di conseguenza modificano tutta una serie di parti degli articoli della legge numero 11 dell'83, sia per le parti che si modificano in virtù dell'introduzione del D.P.F. sia per le parti che sono state modificate per ragioni differenti la Commissione ha fatto un lungo dibattito ed ha trovato la sintesi nei contenuti dei commi dell'articolo 5 che qui si propone. Per questa ragione la Commissione esprime parere negativo, di non accoglimento quindi per gli emendamenti numero 42, 43, 47, 48, 105, 104, 103, 100, 101 e per l'emendamento 102 che, se non ho sbagliato qualcosa, sono tutti emendamenti in discussione a questo punto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Molto rapidamente, io non solo non ho difficoltà, ma anzi faccio quest'atto molto volentieri. Cioè non ho difficoltà a dare atto, al collega Balletto da una parte, e ai colleghi Sassu e Berria dall'altra, di avere, con i progetti di legge presentati da gran tempo, sollecitato una riflessione sulla riforma della legge di contabilità, particolarmente in relazione alla legge finanziaria.

Aggiungo che l'operazione che oggi la Giunta compie, chiedendo al Consiglio di introdurre nella legislazione regionale il DPEF per utilizzarlo subito, è anche la conseguenza di quelle iniziative dell'opposizione e della maggioranza. Io non so se è una mini riforma, una media riforma o una grande riforma; so che molto spesso, lo sappiamo come lo so io lo sanno gli altri colleghi, che molto spesso anche le modificazioni profonde, sia nella legislazione che nella pratica amministrativa, nascono anche da mini riforme. Se il DPEF avrà dei risultati positivi non mi mette alcuna difficoltà definirlo una mini riforma, guardiamo ai risultati, poi le classificazioni c'è sempre tempo a rivederle, ad adeguarle e a correggerle. Col DPEF sostituiamo due strumenti: sostituiamo il programma pluriennale e l'atto annuale di verifica e di adeguamento.

Non abbiamo invece inteso sostituire il piano generale di sviluppo. Abbiamo detto (in Commissione su questo c'è stata una riflessione molto seria, anche se contenuta nei tempi), abbiamo detto: dobbiamo maturare ancora tutti insieme, nella legittimità delle posizioni diverse, un punto di vista conclusivo sul rapporto tra documento di programmazione economica finanziaria e piano generale di sviluppo. Sono processi che richiedono un certo tempo. Quindi abbiamo evitato forzature, anche se io non ho nascosto qual è la mia opinione personale, ma certamente questo non costituisce alcun problema né alcun punto di vista aprioristico. Diversamente stanno le cose per quanto riguarda il programma pluriennale e l'atto annuale di verifica e di adeguamento. Per quanto riguarda questo secondo, è del tutto evidente che il DPEF lo sostituisce interamente, perché tra le altre funzioni del DPEF c'è anche quella di essere l'atto annuale, non è solo questo ma è anche questo, di adeguamento e di verifica. Per quanto riguarda il programma pluriennale io non avrei nulla da aggiungere alla considerazione lapidaria ma efficacissima che ha fatto il collega Bonesu stamattina. Io non so quanti di noi leggono il programma pluriennale, e non so quanti di noi, tra quelli che lo leggono, ne traggano giovamento, proprio perché è un documento che è ormai palesemente, diciamo non incidente rispetto ai processi reali della finanza pubblica e dell'economia regionale. E' questa l'argomentazione che io volevo portare e non mi dilungo. Poi ci sono emendamenti che sono su questioni di dettaglio, ed è chiaro che si possono avere opinioni diverse. A me sembra preferibile, per esempio, collega Masala, che al punto e) si dica non solo le priorità ma gli indirizzi e le priorità, perché lei mi insegna che sono due categorie diverse e abbiamo necessità, diciamo, di includere nel DPEF entrambe le dimensioni. Per quanto riguarda i tempi mi pare di aver visto, in qualche emendamento, francamente qualche forzatura. La Giunta si è impegnata, io penso con una certa dose di determinazione, siccome lo strumento non esiste in Sardegna, quindi sarà anche una fase sperimentale, abbiamo detto entro il 15 maggio portiamo il DPEF. C'è un emendamento che mi pare dica: no, bisogna portarlo entro il 30 marzo. Non scherziamo, insomma, mi sembra onestamente una cosa un po' forzata. A me piacerebbe che venisse ritirato un emendamento del genere, non perché possa mettere, credo, in difficoltà la maggioranza, ma per un reciproco atto di rispetto che la Giunta deve all'opposizione e l'opposizione deve alla Giunta. Se io dicessi qui: presento il documento e la Giunta presenta il documento di programmazione entro il 30 marzo mi impegnerei a fare cosa poco seria. Già programmaticamente poco seria, al di là della capacità di realizzare.

Non si fa il DPEF per la prima volta in una settimana, insomma.

L'altro argomento, per quanto riguarda i problemi della ragioneria, ma stiamo cercando di estendere una nuova disciplina che era stata introdotta già, ora non ricordo se nella finanziaria o nell'assestamento; non cambia la sostanza. Cioè stiamo cercando, questa è la ratio della proposta, di proseguire in una linea di semplificazione dei controlli. Era stato introdotto, o meglio si era limitato il controllo all'aspetto contabile, quindi il controllo contabile sugli impegni, rimaneva da stabilire che fare nell'altra fase fondamentale, cioè che si fa in sede di liquidazione. In sede di liquidazione, quindi in assenza di una norma, era rimasto in piedi il sistema di controllo di legittimità. Ora stiamo semplicemente cercando (questo mi sembra il punto, poi le altre cose sono interessanti ma sono, diciamo, più particolareggiate), stiamo cercando di estendere, anche in sede di liquidazione, il mero controllo contabile. Questo è uno degli aspetti, quello relativo al nuovo articolo 56. Per quanto riguarda invece l'articolo 57, stiamo semplicemente dicendo che per quanto riguarda, stiamo affrontando la materia dei controlli delle somme giacenti, da chiunque detenute, e stiamo dicendo che se c'è, sempre nell'ottica di semplificazione, che qualora ci sia una forma di controllo stabilito da qualche fonte normativa o una forma di controllo attribuita, per esempio, al collegio sindacale, che altre forme di controllo sarebbero superflue e dunque vanno eliminate. Questa è la ratio e va nella direzione di quella tanto desiderata semplificazione delle procedure, che naturalmente deve avvenire senza ledere in nessun modo la correttezza, la linearità, l'efficacia della pubblica amministrazione.

Ma non mi pare che con queste norme si corrano pericoli di questo genere. Per quanto riguarda l'aspetto del parere formale, il parere della Giunta è contrario agli emendamenti numero 42, 43, 47, 48, 105, 104, 103, 100, 101 e 102.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). L'articolo 5 è stato abbondantemente dibattuto in Commissione bilancio e programmazione economica ed è stato discusso anche, mi pare, in uno spirito di serenità da parte della maggioranza e da parte dell'opposizione. In qualche altro caso ci sono state contrapposizioni tra maggioranza e opposizioni. Questo mi pare che non sia avvenuto... Aspetto che escano quelli che devono uscire, Presidente, poi incomincio a parlare...

PRESIDENTE. Prego i colleghi di lasciar proseguire l'oratore.

CASU (F.I.). Ecco, dicevo, non c'è stata contrapposizione, anche perché si tratta di norme direi non contingenti che riguardano la finanziaria 1998 e il triennio 1998-2000. Hanno una portata più ampia, ecco perché abbiamo discusso abbondantemente in un assetto di collaborazione tra maggioranza e opposizione. Non abbiamo fatto a meno di far notare che a nostro avviso ci sono elementi che meriterebbero una certa rettifica, una certa correzione, come ha detto precedentemente il collega onorevole Balletto, in linea generale noi abbiamo condiviso l'introduzione del documento di programmazione economica e finanziaria. E' certamente un documento che darà una traccia da poter seguire relativamente al programma che la Regione si intende dare.

L'Assessore ha detto che per il momento anche il governo della Regione ritiene che non sia superato, almeno merita ancora un ulteriore esame l'articolo, se non ricordo male, 5 o 4 della legge 33 che stabilisce che la Regione si debba dare un documento che tracci le linee generali di sviluppo economico. Mi pare che abbia detto che anche secondo loro almeno a un primo esame questo documento non dovrebbe essere superato. Anch'io sono dello stesso parere, certo meglio avrebbe fatto la Giunta a presentare questa modifica di carattere normativo di un certo rilievo mediante un disegno di legge, perché questo articolo interseca la legge numero 33 e la legge numero 11, la prima di programmazione economica, la seconda di contabilità della Regione. Io personalmente ho fatto una richiesta pressante all'Assessore perché si potesse arrivare ad approvare l'articolo 5 non dico all'unanimità, ma con una convergenza notevole. Non è stato possibile, io chiedevo e lo chiedo ancora, cosa che si potrebbe fare anche in aula, perché stiamo costruendo uno strumento la cui portata non è limitata a questa finanziaria e neanche a questa legislatura, ed è il comma 9, il quale stabilisce "sono abrogati gli articoli 5 e 6, comma 1, della legge (?)11. mi pare che l'abrogazione di questi articoli meriti una più ampia attenzione ed esame. Non sono assolutamente contrario, dico solo che è necessario che riflettiamo un po' di più perché interessa la norma di carattere generale relativamente alla contabilità. Quindi, dicevo, è una cosa che noi vi chiediamo in via provvisoria anche perché dovremo prendere in esame la riforma del bilancio della Regione, la legge di contabilità, quindi sarà un momento di maggiore riflessione nel quale potremo esprimere un giudizio più appropriato.

Analogo discorso io faccio per il comma 10, dove è detto "sono abrogati gli articoli 6, 7 e 9 della legge regionale numero 33 del 1975". Anche questa mi pare che sia una cosa piuttosto avventata della Commissione. Può darsi anche che arriviamo veramente alla conclusione di abrogare questi articoli, però anche relativamente a questo comma io ho bisogno di esaminare con maggiore attenzioni questi articoli per vedere se qualche cosa deve ancora rimanere. Ripeto la richiesta, ve lo chiediamo ancora, la soppressione del comma 10 e del comma 9.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Indubbiamente, dopo aver sentito l'illustrazione, le argomentazioni addotte dall'Assessore, ritengo che l' emendamento numero 42 possa considerarsi ritirato. Non ho sentito niente relativamente all' emendamento numero 43 che era volto a ottenere un chiarimento, ma poiché evidentemente questo tipo di chiarimenti possiamo farli in occasione della discussione del documento che verrà portato, direi che possiamo anche questo considerarlo ritirato.

Mi sorprende, invece, il fatto che non sia stato accolto l' emendamento numero 47, perché sembra una cosa di poco conto, ma il fatto che con una norma programmatica, perché non c'è l'obbligo, non organizza la legge, così come è stata formulata, gli uffici della Ragioneria generale, però il fatto stesso che indichi in questa sede la possibilità che la Ragioneria generale della Regione possa essere organizzata in ragionerie, in dipendenze, in succursali, in articolazioni presso i singoli assessorati è tuttavia una indicazione forte che arriva dal legislatore sulle modalità attraverso le quali dovrà essere o potrà essere organizzata la Ragioneria generale. E questa è, secondo me, una sorta di invasione di campo, perché è stato già affermato, accettato il principio secondo il quale alla organizzazione degli uffici diversi dalle direzioni generali nelle quali si ripartirà l'amministrazione regionale dovrà essere fatta con provvedimento della Giunta, sentito il parere e su proposta dei direttori generali. Non può una figura che noi vogliamo rivalutare, come quella del capo dell'amministrazione, posto che è stato affermato e accettato anche un altro principio, quello della separazione delle funzioni politiche da quella dell'amministrazione, non può una funzione così importante come quella che sarà il direttore generale essere ignorata in questa funzione della proposta di organizzazione degli uffici. E quindi sono sorpreso del fatto che non sia stata avvertita l'opportunità che questo problema venisse trasferito nella sede più opportuna, che poi trasferito, non è che occorreva trasferirlo, è già previsto. Nel disegno di legge che andrà in aula nelle prossime settimane per il recepimento della 421 è già previsto che la Giunta dovrà entro un certo termine organizzare gli uffici in servizi, su proposta dei direttori generali e d'intesa con gli assessori. Quindi non esiste una contrapposizione logica, esiste soltanto un richiamo dell'attenzione dell'assessore e dell'aula a un problema che, ripeto, sembra di poco conto, ma che è di grande sostanza nella prospettiva futura. Anche perché caso mai la sede più opportuna sarebbe stata quella della proposta di legge di modifica della legge numero 1, nella quale stiamo esaminando appunto queste questioni che attengono alla organizzazione degli uffici centrali della Regione. Mi si dirà ma qui non è stato organizzato in servizi, è stata indicata soltanto la possibilità che possa essere organizzata in servizi presso i singoli Assessorati. Ma allora i casi sono due, o la legge determina le modalità di organizzazione degli uffici, oppure non li determina come in questo caso. Se non li determina, non vedo per quale ragione devono essere indicati in questa sede. Ma non ho altro da aggiungere, questo era soltanto a dimostrazione che gli emendamenti da noi proposti non sono finalizzati alla creazione di turbative nel corso della discussione, ma hanno una loro logica, che sono rispettose del ruolo che ciascun organo della Regione deve compiere. Organo legislativo, organo amministrativo, organo esecutivo anche nella sua ripartizione tra organo politico e organo amministrativo. Quindi lo tengo in piedi questo emendamento, verrà bocciato da quest'Aula ma io avrò preso atto del fatto che l'Aula ha voluto bocciato un emendamento che è innocente, così come è innocente l'articolo che intende sopprimere. Sentite invece le argomentazioni dell'onorevole Balletto, relativamente al sistema dei controlli, l'emendamento numero 48 invece mi pare appropriato, pertinente, e mi pare che abbia colto anche nel segno, per quanto sia stato formulato senza la competenza che coloro i quali hanno invece parlato dell'argomento hanno invece in quest'Aula dimostrato. Perché a ben riflettere, quando si gestiscono quattrini, perché stiamo parlando di soldi, se non sbaglio, stiamo parlando di soldi, quando si gestiscono i soldi la gestione è soggetta al controllo, alla verifica si tratta di verificare in che modo questi soldi sono stati spesi, si tratta cioè di vedere se per ogni spesa esiste la corrispondente ricevuta. Questo è in sintesi il discorso del controllo dal punto di vista della ragioneria. E allora gli enti, le amministrazioni, le società che dipendono dagli enti sono tutte dotate di organismi di controllo, o sono collegi di revisori, collegi sindacali, o sono revisori dei conti. Io non conosco altri tipi di organi di controllo che possano avere lo stesso spessore, la stessa natura, del controllo che può fare la Ragioneria, se esiste un altro tipo di controllo, un altro organismo di controllo diverso da questi che possa rientrare nell'affermazione giuridica ovvero disposti specifici controlli di natura legislativa o contrattuale perché poi le norme di natura legislativa che cosa vuol dire? Solo le leggi sono di natura legislativa, possono essere di natura normativa genericamente, ma che cosa vuol dire norme di natura legislativa. Io conosco solo le leggi di natura legislativa, non conosco altro tipo di norme, o contrattuali. Che cosa vuol dire contrattuali? Quali sono i controlli che l'amministrazione deve fare in relazione alle erogazioni di soldi in forma di contratto, cioè noi conosciamo solo due organi deputati al controllo contabile, allo stesso livello della Ragioneria, e sono i collegi sindacali e i revisori dei conti. Non ne esistono altri. Per cui insisto nel mantenere questo emendamento e il mio convincimento si è rafforzato dopo aver sentito le argomentazioni portate dall'onorevole Balletto e anche dall'onorevole Casu.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho espresso già in sede di discussione generale alcune considerazioni sull'articolo 5 per cui l'intervento che faccio è semplicemente di completamento. Io dico che il testo dell'articolo 5 non contiene due elementi che era necessario affrontare. In primo luogo il problema del piano generale di sviluppo. Io credo che non averlo soppresso sia stato un atto di timidezza, un tabù, verso questo famoso piano di sviluppo che come l'araba fenice tutti dicono che ci sia ma nessuno l'ha mai visto e almeno questa legislatura ne è completamente immune. Io credo che sia uno strumento completamente superato, perché risente di una vecchia impostazione programmatoria quando la programmazione poteva farsi per tempi lunghi. Oggi l'evoluzione dei fenomeni economici e sociali è talmente rapida che credo che un piano che chiaramente in termini normali si può fare ogni lustro, ogni decennio eccetera eccetera, sia un documento comunque superato che non serve perché non è in grado di indirizzare le effettive scelte. Per cui probabilmente io ritengo che sia stato un errore non proporne l'abrogazione, fino alla votazione dell'articolo la Giunta può provvedere. Sarebbe probabilmente una decisione saggia. Seconda questione. Sono d'accordo che i compiti di controllo da parte della Ragioneria debbano essere limitati alla legittimità contabile, però come abbiamo già affermato quando si discusse la norma di attuazione dello Statuto che diminuisce i controlli della Corte dei Conti sull'amministrazione regionale abolendo controlli si corre il rischio di creare un vuoto in cui domina l'anarchia e la prevaricazione più che del singolo Assessore, visto che stiamo andando a un tipo di amministrazione per dirigenti, occorre anche avere degli strumenti che consentono di controllare un dirigente che dà i numeri, e che comunque non assicura la legalità dell'amministrazione. Per cui effettivamente questa è una carenza che occorre sicuramente affrontare in tempi brevi, perché altrimenti, chiaramente, l'amministrazione regionale diventa un Far West. Chiaramente non è tanto facile individuare le soluzioni perché non si vuole da parte di nessuno creare una specie di Corte dei Conti interna o comunque uno strumento che sottoponga a controllo preventivo tutte le decisioni. Però occorre comunque creare strumenti che consentano il riesame sotto il profilo di legittimità dei provvedimenti che vengono presi dall'amministrazione. Questo anche per non oberare il lavoro Corte dei Conti e TAR e dar da vivere a troppi avvocati. Una questione che comunque ritengo vada eliminata da questo articolo, è il comma 1 dell'articolo 56 nel testo rifatto. Credo che sia opportuno accogliere l'emendamento numero 47 perché la Giunta, la differenza rispetto al testo vigente dell'articolo 56, consiste unicamente nel sostituire la parola "uffici" con la parola "servizi". Ora considerato che già è stata esitata dalla Commissione all'unanimità tra l'altro una legge che delegifera l'istituzione dei servizi, l'unico effetto di questa norma sarebbe che nelle settimane che possono intercorrere tra l'approvazione della finanziaria e l'approvazione della legge di riordino dell'amministrazione, può essere effettuato un colpo di mano di istituzione di questi servizi. Siccome ritengo che tutti vogliamo operare alla luce del sole, con correttezza, mi sembra che questa norma non abbia nessun senso perché se si vogliono istituire uffici decentrati la norma è già esistente pertanto credo che l'accoglimento dell'emendamento numero 47 renderebbe trasparente ed eviterebbe il sospetto che si voglia proprio in queste settimane effettuare un colpo di mano non a vantaggio dell'amministrazione, ma a vantaggio magari di qualche persona determinata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Non mi dilungo, voglio solo ritornare sul comma 8 dell'articolo 5. Io capisco, assessore Scano, che ci sia l'esigenza di semplificare, e se questo Consiglio riterrà che semplificazione debba essere si proceda in questa direzione; ma lo si dica apertamente e chiaramente, lo si affermi e si legiferi di conseguenza. Noi sappiamo però che la legge, per le sue caratteristiche di generalità e di astrattezza, non deve andare a disciplinare casi specifici e singoli, e poi sappiamo che la legge nella sua generalità, il professor Ballero me lo insegna, dispone per il futuro, normalmente, a meno che non ci siano delle deroghe particolari e non si preveda esplicitamente che si legifera anche per il passato, ma allora si va in sanatoria. Quindi se si devono sanare situazioni pregresse con un atto di chiarezza il Consiglio dica "vogliamo sanare"; poi si affronta, si apra un dibattito, la volontà della maggioranza avrà valore di legge. Così si dovrebbe fare; se si deve semplificare per il futuro perché questa è la strada della semplificazione che il Consiglio individua, si eliminino le forme di controllo, però evidentemente è un atto che nasce da una volontà della maggioranza. Noi abbiamo espresso il nostro parere, rimaniamo fermi sulla nostra posizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. Una battuta sul piano generale di sviluppo solo perché erroneamente mi si è attribuita un'opinione che non ho. Se come dice il collega Bonesu c'è un po', ed è vero, questo alone per cui il piano generale è un tabù, per me non lo è. Lo voglio dire al collega Masala, quando dicevo la mia opinione personale è che il D.P.F. dovrà essere sostitutivo, questa è la mia opinione personale. Non abbiamo inteso perché richiede naturalmente una maturazione della Giunta, della maggioranza, del Consiglio, forzare su questo punto; c'è sembrato di poterci riservare qualche mese perché nel loro insieme le forze politiche, gli organi istituzionali, la Commissione e il Consiglio maturino un punto di vista che su una questione di questo genere, dovrebbe essere se non unanime, generale. Stiamo parlando appunto di uno dei punti fondamentali, una delle architravi del sistema della programmazione, come venne concepito negli anni Settanta. Io credo che il piano generale di sviluppo nella sua impostazione abbia questo carattere gerarchico, rigido che lo rende un po' obsoleto rispetto alle esigenze della programmazione attuale che deve essere più duttile, più pronta, più elastica. Ma questa è un'opinione personale, ne discuteremo quando sarà il momento. Per quanto riguarda la questione posta in relazione al programma pluriennale, articolo 5, e all'atto annuale di adeguamento e di verifica, articolo 6 e articolo 5, e poi via via gli altri riferimenti legislativi, mi sto riferendo al comma 9 dell'articolo 5 noi riteniamo che mantenerlo così com'è formulato non solo non crei alcun problema ma sia una formulazione molto limpida e molto netta. Tuttavia voglio dire, come gesto di apertura da parte della Giunta, che se questo può agevolare una convergenza più ampia noi potremmo rinunciare con un emendamento verbale, se viene accolto, al riferimento all'articolo 5, almeno all'insieme dell'articolo 5, se però è chiaro e lo scriviamo che manteniamo nell'articolo 5 il riferimento all'abrogazione dell'atto annuale di verifica e di adeguamento; il che sarebbe una cosa totalmente inutile. Credo che sia chiaro il senso della proposta che io sto facendo, benché siamo convinti della giustezza e della solidità della nostra impostazione. Una battuta per quanto riguarda invece l'altra parte del ragionamento, la problematica dei controlli. Chiarito che stiamo parlando di mero controllo contabile, di mera materia contabile, io adesso non credo che sia essenziale se poniamo la cosa come interpretazione autentica o come atto innovativo, come sollecita l'onorevole Balletto. Io credo che possa essere tranquillamente mantenuta l'impostazione dell'interpretazione autentica e la manteniamo; mi dispiace un po' sentire le argomentazioni del collega Masala come se volessimo stravolgere chissà che. Badate, la possibilità di avere sedi decentrate, servizi decentrati per quanto riguarda il controllo presso gli Assessorati, è previsto come possibilità organizzativa già nella legge numero 11 dell'83. Quindi non è che stiamo facendo chissà quale confusione, subbuglio o fracasso; e tra l'altro è del tutto evidente che avere sezioni del controllo, sezioni della Ragioneria presso gli Assessorati non c'è alcun dubbio che si traduce in una forte celerità, in un forte impulso allo snellimento complessivo degli atti. Non abbiamo intenzione di fare alcun colpo di mano, la questione dei servizi decentrati non deve essere interpretata in quel senso, la Giunta dice qui una parola molto chiara e credo che si possa fugare quel rischio che viene paventato.

PRESIDENTE. Qualcuno intende intervenire sulla formulazione proposta dall'assessore Scano?

CASU (F.I.). Se non ho inteso male l'Assessore propone, in base alla mia richiesta, di sopprimere i commi 9 e 10 facendo cadere la verifica annuale, se non ho inteso male. E' previsto in quale articolo, Assessore?

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. Io propongo di mantenere il comma 9 e il comma 10; se è utile per una maggiore convergenza di levare il riferimento all'articolo 5, o meglio di modificarlo nel senso di mantenere all'articolo 5 solo il riferimento all'abrogazione dell'atto annuale di verifica e di adeguamento. Quindi una volta chiaro il concetto andrebbe semplicemente riformulato in sede di coordinamento. Questo se serve per una convergenza maggiore, se non serve manteniamo il testo inalterato.

CASU (F.I.). Mi pare che la modifica sia talmente esigua che non valga la pena di affrontare il problema.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione. L'emendamento e gli articoli rimangono inalterati. Poiché gli emendamenti numero 42 e 43 sono ritirati, poniamo in votazione l'emendamento numero 47. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 48. Chi lo approva, alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 100.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Per confermare che gli emendamenti numero 103 e numero 105 sono ritirati, mentre per l'emendamento numero 100, 101, 102 e 104 chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 100.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 58

Maggioranza 30

Favorevoli 22

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - LADU - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 101.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 66

Maggioranza 34

Favorevoli 28

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 102.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 67

Maggioranza 34

Favorevoli 28

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

L'emendamento numero 103 è ritirato.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 104.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 66

Maggioranza 34

Favorevoli 30

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

L'emendamento numero 105 è ritirato.

Si dia lettura dell'emendamento numero 44.

DEMONTIS, Segretario:



PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento.

MASALA (A.N.). Solo per un fatto tecnico, perché l'emendamento numero 44, anche per rispondere all'Assessore che ha anticipato un suo giudizio negativo, va letto insieme a un emendamento successivo, perché questo tende soltanto a stabilire la rata a regime, non per il 1998, perché per il 1998 ci rendiamo conto e ci siamo resi conto che effettivamente, se si approva la legge in questi giorni non può certamente provvedere a questo provvedimento entro il 15 di marzo. Quindi per il 1999, per l'esercizio 99, noi gli concediamo il tempo che egli ha chiesto, ma questa è una data fissata per quando la legge sarà a regime. Quindi non era una valutazione in ordine alla... d'altra parte l'Assessore è così capace che può senz'altro, io parlo a regime, anticipare di trenta giorni l'elaborazione di questo dato. Io gli auguro che possa rimanere fino al 1999, quindi bilancio 1999, saremo prima delle elezioni regionali. Comunque l' emendamento si illustra da sé.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere .

SECCI (Popolari), relatore. La Commissione non lo accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario anche a regime. Noi proponiamo di seguire il calendario nazionale: il DPF si presenta entro il 15 maggio e l'assestamento collegato è appunto una finanziaria di metà anno.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l' emendamento numero 44. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 5, 30, 32, 38, 40, 41, 45 e 46. Se ne dia lettura.

DEMONTIS, Segretario:








PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari). Per chiedere una cortesia. Siccome si tratta di emendamenti aggiuntivi che trattano materie diverse se possono essere illustrati e votati uno per uno.

PRESIDENTE. Iniziamo con l'emendamento numero 5. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La ratio dell'emendamento è chiarissima, direi quasi che non ha bisogno di illustrazione. Stiamo semplicemente mettendo in capo all'Assessore del credito, previa deliberazione della Giunta, la determinazione nel senso non di stabilire autoritativamente un tasso che è fissato dal mercato, ma la determinazione nel senso del punto d'approdo, diciamo, di un negoziato tra un'amministrazione e gli istituti di credito. Cioè, invece che procedere nella parte finale nell'esprimere la volontà dell'amministrazione pubblica per legge si dice procediamo con atto amministrativo, quindi con decreto dell'Assessore.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere .

SECCI (Popolari), relatore. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Solamente per ribadire una posizione che ho già assunto in Commissione nel momento in cui è stato esaminato questo emendamento per esprimere il parere per l'Aula. Tanto io quanto il collega Casu, posso ritenere di poter parlare anche a nome suo, non siamo entrati nel merito della disposizione in quanto riteniamo che l'organismo deputato alla contrattazione dei tassi con gli istituti bancari che detengono somme della Regione non possa che essere l'Assessore della programmazione e quindi la Giunta stessa, ci mancherebbe altro. Però mi sembra strano e quello che sorprende è il tenore e il contenuto dell'articolo nel quale si dispone con decorrenza dal primo gennaio 1998 che il tasso di remunerazione delle giacenze attive (poi si è detto è stata depennata questa voce "attive" perché come è stato fatto osservare le giacenze non possono che essere attive, non possono che essere giacenze fisiche e quindi esistenti, perché le giacenze passive non esistono) dei fondi di rotazione e assimilati compresi i conti accesi ai sensi della legge eccetera eccetera sono determinati con decreto dell'Assessore della programmazione e del bilancio, quindi l'Assessore della programmazione e del bilancio non può evidentemente determinare i tassi attivi sulle proprie disponibilità in quanto nascono sempre da una contrattazione, quindi fissare in legge che l'Assessore determini i tassi evidentemente non può andare bene. Io capisco che la volontà e la finalità non è questa, Assessore, ne abbiamo parlato anche in Commissione però per come è detto così vuol dire questo, e questo certamente la Giunta non può fare perché non ha il potere di fare perché la determinazione dei tassi è un atto bilaterale che riguarda i due soggetti contraenti, la Giunta non può con un atto formale di legge determinare quale sarà il tasso dei propri rapporti. Questo non vuole dire sicuramente la Giunta, ma così è detto. Quindi io invito a trovare un'altra formulazione che sia confacente e idonea allo scopo che si vuole raggiungere, anche per la verità, così, per evitare che qualcuno ci rida un pochino dietro.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 30.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento risponde a una richiesta che viene dal mondo degli enti locali e che è stata rappresentata in prima Commissione dai presidenti delle province. E', credo, un adempimento dovuto perché è l'adeguamento della prassi dell'Amministrazione regionale alle nuove norme sulla contabilità e amministrazione degli enti locali. Perché nella prassi regionale sono stati incaricati i sindaci e i presidenti delle province di fungere da funzionari delegati. E' chiaro che questo aveva un senso quando i sindaci e i presidenti di provincia avevano la gestione delle finanze comunali o provinciali, non ne ha oggi che l'amministrazione, la gestione delle amministrazioni provinciali e comunali è devoluta ai dirigenti anche negli enti di piccola dimensione sulla base della Bassanini ai funzionari di livello apicale. Per cui chiaramente le funzioni delegate, le funzioni al funzionario delegato, scusandomi per il bisticcio non possono più essere attribuite agli amministratori comunali ma devono essere attribuite ai dirigenti funzionari che hanno l'effettiva gestione delle finanze comunali. Il terzo comma è una norma di sanatoria dei problemi che sono sorti nell'ultimo periodo per cui il sindaco molto spesso non aveva dal funzionario i dati per l'invio del rendiconto per cui diventava passibile di sanzioni in genere molto basse, ma assolutamente fastidiose che hanno creato un dissapore tra l'amministrazione regionale e gli enti locali. Per cui credo che una norma del genere che non ha grossi rilievi finanziari risolve comunque il problema di questi contrasti che sono avvenuti e di questi disguidi. Ovviamente il condono è subordinato alla presentazione entro tre mesi di tutti i rendiconti dovuti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore di maggioranza. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha facoltà di parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 32.

DIANA (Progr. Fed.). La modifica che si propone di introdurre all'articolo 50 della legge regionale 5 maggio 1983, numero 11, consiste nella possibilità di trasportare integralmente o per la parte estinta gli ordini di accreditamento emessi in conto capitale relativi agli interventi di sistemazione idraulico-forestale realizzati in amministrazione diretta attraverso gli uffici regionali. La restante parte dell'articolo 50 della legge numero 11 del 1983 rimarrebbe inalterata. La modifica, a mio parere, a parere dei proponenti, si rende necessaria per snellire e favorire all'inizio di ogni nuovo esercizio finanziario la procedura di pagamento degli oneri per il personale e per l'acquisto di materiale, di beni e di servizi da parte degli ispettorati forestali e da parte dell'Azienda foreste demaniali e per il pagamento dei salari agli operai forestali che operano nei lavori di sistemazione idraulico-forestale. Come è noto l'Amministrazione regionale attraverso questi uffici esercita in economia e più precisamente con il sistema dell'amministrazione diretta i lavori che abbiamo citato. Questi stessi interventi, questi stessi lavori hanno una durata pluriennale e i finanziamenti relativi necessari all'esecuzione delle opere vengono disposti mediante l'emissione di ordini di accreditamento a favore dei funzionari delegati. Per gli ordini di accreditamento relativi al terzo anno di attività, a causa della suddetta durata pluriennale, con la vigente procedura di finanziamento delle somme residue si verifica che queste stesse somme invece di essere trasportate e di fatto rese automaticamente disponibili nell'anno successivo vengono invece riprodotte. Questa procedura di riproduzione degli ordini di accreditamento trasportati nel secondo anno, con questa stessa procedura gli oneri di accreditamento vengono fisicamente estinti e i relativi stanziamenti riassegnati ai capitoli degli esercizi successivi. Questa procedura di fatto comporta una naturale indisponibilità finanziaria da parte degli uffici interessati all'inizio del terzo anno successivo, poiché l'eliminazione e la riassegnazione delle stesse somme comporta l'emissione, la registrazione di nuovi decreti che di fatto rendono disponibili le risorse finanziarie solo nel mese di marzo o aprile dell'anno successivo. Con il nuovo sistema proposto, invece, le somme vengono naturalmente trasportate e rese disponibili immediatamente nei due esercizi consecutivi in cui si ritiene possano essere totalmente eseguiti i lavori che sono stati previsti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore di maggioranza. Non lo accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. Due parole perché l'argomento è delicato e quindi merita un brevissimo approfondimento. L'attuale sistema, ha ragione il collega Diana, prevede che alla fine dell'esercizio finanziario gli ordini di accreditamento per la parte non utilizzata vengono trasportati all'esercizio successivo, e poi gli stessi ordini di accreditamento vengono annullati e riprodotti. Questo è il sistema. Il trasporto per due anni, questa è la valutazione che danno gli uffici, non risolve il problema della interruzione della spesa perché l'operazione tra trasporto e riproduzione dell'ordine di accreditamento, in realtà, per quanto riguarda il lavoro della Ragioneria è un'inezia, non è un fatto particolarmente complicato. La valutazione è che piuttosto il ritardo dipenda da altre ragioni; stiamo parlando del ritardo nei lavori forestali indicati nel capitolo 05017; e dipendono intanto dall'ingente numero di ordini di accreditamento esistenti e anche dal fatto che il tesoriere non può operare finché non viene scaricato l'ultimo ordine di accreditamento dell'ultimo funzionario delegato. Quindi la materia è delicata, merita un approfondimento; noi non ci sentiamo senza una istruttoria più approfondita di accoglierlo se si dovesse insistere ora. Sicuramente però o in sede di riforma c'è un progetto di riforma dell'azienda, o in sede di collegato possiamo procedere ad una valutazione più attenta e più articolata.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 32, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 38 ha facoltà di illustrarlo.

MASALA (A.N.). Diciamo che l'emendamento è molto semplice. Sappiamo che la Regione non può contrarre debiti se non per spese di investimento. Quindi l'emendamento è volto a precisare che l'indebitamento non può che riferirsi alle spese in conto capitale. Quindi a me pare che sia una precisazione doverosa anche in questa legge e non sia sufficiente il richiamo ad altre leggi per le quali l'indebitamento si dice è sempre per spese di investimento. Se è così mettiamocelo e siamo più tranquilli.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci , relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Il relatore non lo accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. La Giunta non lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 38, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 40.

MASALA (A.N.). L'emendamento numero 40 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 41.

MASALA (A.N.). L'emendamento numero 41 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 45.

MASALA (A.N.). L'emendamento numero 45, come ho detto illustrando un precedente emendamento, era volto a stabilire una data per il 1999. Quindi non essendo stato approvato l'emendamento che prevedeva l'anticipazione dell'adempimento per gli anni a regime, questo emendamento deve intendersi ugualmente ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 46.

MASALA (A.N.). L'emendamento numero 46 è volto ad integrare una lacuna che io trovo nel terzo comma, così come viene sostituito dal quinto comma dell'articolo 5. Cioè qui viene stabilito che i funzionari delegati trasmettono i rendiconti per conoscenza alla Ragioneria generale della Regione. Se qualche funzionario delegato non invia il rendiconto nei termini che succede? Non è scritto niente, cioè non è previsto alcun adempimento per il caso di omissione da parte dei funzionari delegati. Allora a me pare che la Ragioneria che riceve per conoscenza i rendiconti, questo ricevimento per conoscenza dei rendiconti, deve servire a qualcosa. Deve servire ad essere funzionale, cioè, ad esercitare quanto meno un'attività di controllo per verificare che tutti i funzionari abbiano provveduto ad adempiere all'obbligo di legge. Ecco perché propongo che la Ragioneria, scaduti i termini, entro i successivi dieci giorni possa segnalare all'organo di governo l'elenco dei funzionari delegati che non avessero adempiuto all'obbligo stabilito.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Il relatore non accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. La Giunta non lo accoglie.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Non capisco, c'è qualche cosa che mi sfugge. Io leggo il terzo comma dell'articolo così come è formulato "Entro sessanta giorni dalla chiusura dell'esercizio finanziario i funzionari delegati presentano al competente Assessorato i rendiconti dei pagamenti effettuati sia per gli ordini di accreditamento relativi a spese correnti, sia per quelli relativi a spese in conto capitale. Copia del rendiconto senza i documenti giustificativi è trasmessa contestualmente alla Ragioneria generale". Ebbene, e dopo che cosa succede? Non succede niente. Cioè, se un funzionario delegato, io non voglio citare nomi in questo momento, si dimentica di trasmettere i rendiconti, non trasmette i rendiconti, non vuole trasmettere i rendiconti, e succede qualche cosa, siccome la Ragioneria non è tenuta a compiere nessun ulteriore adempimento, la Ragioneria non sarà responsabile di questa omissione. Allora, Presidente della Commissione, io non capisco questo parere negativo; Assessore, io non capisco questo parere negativo, a meno che non si voglia dire che la trasmissione della copia del rendiconto alla Ragioneria è soltanto un atto formale. Allora mi chiedo perché costringiamo i funzionari delegati a mandare la copia alla Ragioneria; cioè io voglio capire la funzione, a che serve inviare la copia alla Ragioneria. Cioè in genere quando si invia per conoscenza una copia di una determinata cosa è per notificare, per informare di qualche cosa. È finalizzato al fatto che chi riceve sappia se è stato mandato, ma sappia, soprattutto, quando e se non è stato mandato, perché deve assumere qualche iniziativa. È o non è la ragioneria depositaria della gestione, dal punto di vista contabile di tutta la finanzia pubblica? Se lo è deve svolgere qualche compito. Scusate, io non riesco a capire, se c'è una cosa, una delle cose che non riesco a capire è questa, cioè la contraddizione in termini che esiste in questa disposizione, se non viene completata da una norma che stabilisca il seguito, cioè che cosa deve accadere dopo, che cosa si deve fare dopo. Perché delle due l'una: o non serve a niente, e allora se posso faccio un emendamento orale e chiedo che venga soppressa l'ultima parte del comma, dove dice che la copia, il rendiconto deve essere mandato in copia alla ragioneria generale, perché se non serve a svolgere alcuna funzione non vedo perché debba essere mandato. Ma non credo che sia così; io credo che debba servire. E' indispensabile, è necessario che serva a qualche cosa. E allora deve essere per forza incaricata la ragioneria di compiere un adempimento ulteriore; e questo adempimento ulteriore, per quanto formale, deve essere quanto meno limitato alla verifica del fatto che i funzionari delegati, tutti, nessuno escluso, abbiano provveduto ad inviare il rendiconto al competente Assessorato, perché diversamente qui io ho l'impressione che non capirei la finalità che sottende al rifiuto di questa norma. Perché in fondo non stiamo chiedendo alla ragioneria nient'altro che un adempimento, un'incombenza di carattere elementare. La verifica pura e semplice dell'elenco dei funzionari delegati che hanno provveduto e di quelli che soprattutto non hanno provveduto ad inviare i rendiconti. Se questo emendamento viene confermato nel diniego di approvazione, io ho motivo di dubitare che questo nasconda qualche altra cosa. Mi dispiace dover dire queste cose, ma questa è una cosa alla quale sono costretto, perché diversamente non riesco a capire perché si debba mandare un atto ad un ufficio; che cosa se ne fa l'ufficio dopo che lo riceve; lo ammucchia negli armadi perché sa che tanto non deve fare niente? E' soltanto questo, perché così come è scritto, la ragioneria, quando riceve i rendiconti, nient'altro fa che prendere i pacchi dei rendiconti e buttarli in qualche angolo, metterli in qualche armadio, tanto non deve fare nient'altro. Che cosa deve fare? Non deve controllare se questi siano stati fatti regolarmente, non deve controllare niente perché è il compito dell'Assessorato competente che riceve con la documentazione, cioè la verifica della regolarità dei rendiconti compete, in base allo spirito di questa norma, all'Assessorato competente, che riceve anche le pezze giustificative. Ma se non lo riceve, delle due l'una: o la responsabilità rimarrà in capo all'Assessore competente se uno non provvede, oppure qualcuno deve provvedere. Ma mi pare che sia più corretto e giusto e logico, sotto il profilo amministrativo, che sia la ragioneria generale a verificare se questi rendiconti siano stati trasmessi a chi di dovere oppure no.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Io resto stupito dalla dichiarazione del relatore e della Giunta, perché credo che il problema sollevato dall'emendamento numero 46 sussista, anche se forse non esattamente nei termini esposti dall'onorevole Masala, perché effettivamente la norma prevede l'invio all'Assessorato competente e alla ragioneria. E la ragioneria un adempimento lo deve compiere, perché in mancanza dell'invio del rendiconto o di mancati ed esauriente chiarimenti entro 60 giorni dalla richiesta deve applicare le relative sanzioni amministrative. Ora è chiaro che l'attività dell'amministrazione nei confronti del funzionario che non fornisca il rendiconto o i termini, o che comunque fornisca dei rendiconti irregolari, credo che col meccanismo della legge debba essere assunto dall'Assessore, e chiaramente questo è anche un problema di organizzazione degli Assessorati, e credo che la finalità dell'emendamento fosse quella di portare all'attenzione del Presidente della Giunta regionale e dell'Assessore regionale della programmazione questi fatti che avvengono. Chiaramente il meccanismo di creare un controllo che vada oltre quello limitato della ragioneria e quello dell'Assessorato che può non attivarsi, abbiamo visto nel passato, in certe occasioni, non attivarsi, forse può essere trovato con soluzioni diverse dall'emendamento numero 46, e comunque se non si hanno altre soluzioni mi sembra che il problema esista e che comunque sia un modo di affrontarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Solamente per associarmi al collega Masala, perché il sistema normativo non è completo, perché il terzo e il quarto comma disciplinano fattispecie che non sono coerenti tra di loro. Perché l'obbligo ai funzionari delegati di presentare il rendiconto è rivolto nei confronti dell'Assessorato e l'Assessorato invia copia del rendiconto, senza documenti, alla ragioneria. Il che significa che se il funzionario delegato non ha trasmesso il rendiconto alla ragioneria non arriva alcunché, e tenete presente che la ragioneria è l'ufficio che poi procede a comminare le sanzioni se ci sono le inadempienze. Allora, se il rendiconto alla ragioneria perviene perché è stato presentato dal funzionario delegato all'Assessorato, l'iter sanzionatorio può avere anche un seguito, ma se il rendiconto non è stato presentato, l'Assessorato non trasmette, come dicevo prima, alcunché alla ragioneria, la ragioneria non può attivare il processo di verifica e di rilievi e quindi è impossibilitata ad emettere la relativa sanzione. Quindi io penso che le problematiche che suscitano i commi terzo e quarto dell'articolo 46 siano ancora di portata più grande di quelli che ha indicato il collega Masala, e comunque quantomeno le osservazioni minime del collega Masala non possono non trovare una degna considerazione.

E quindi mi associo ancora al collega Masala quando dice: non capisco perché in maniera così acritica, la Commissione nell'esprimere il parere e l'Assessore nell'esprimere ancora il parere si limita a due laconici "non accoglie".

SECCI (Popolari), relatore. Ne abbiamo discusso per un'ora in Commissione.

BALLETTO (F.I.). Va bene, ma in aula se ne deve parlare, però.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne parliamo, onorevole Balletto, ne parliamo. Nessuno vuole far passare sotto silenzio un argomento che è molto delicato e che è stato opportunamente sollevato e che ci avrebbe, debbo dire, anche convinto se non ci sembrasse, lo dico in tutta modestia, una norma inutile. Perché inutile? Perché il sistema sanzionatorio è previsto, nella sua integrità, non nella legge regionale di contabilità ma nella legge nazionale di contabilità. E comunque l'articolo 66 della legge regionale di contabilità, cioè della legge numero 11, recita: per tutto ciò che non è disciplinato dalla presente legge valgono le disposizioni della legge e del regolamento sulla contabilità generale dello Stato. Quindi non c'è un buco, altrimenti accoglieremo l'emendamento numero 46. Aggiungo che nella disciplina attuale esistono, per i funzionari delegati che non abbiano provveduto ad inviare i rendiconti di cui al comma precedente, esiste un sistema automatico di sanzione. Ma in ogni caso, ripeto, valgono le sanzioni, le procedure e quant'altro previste nella legge nazionale di contabilità. Quindi a noi non sembra dunque che debba essere accolto l'emendamento numero 46. Per queste ragioni, io spero di aver fugato qualche dubbio perché se le cose stessero come sono state rappresentate non avremmo motivo per non accogliere l'emendamento, ma a noi pare che le cose dal punto di vista normativo stiano un po' diversamente.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 46. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Sospendo la seduta per tre minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 20, viene ripresa alle ore 19 e 33.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 6.

DEMONTIS, Segretario:

Art. 6

Recupero di somme dai fondi di rotazione

1. E' disposto, nell'anno 1998, il versamento alle entrate del bilancio regionale della complessiva somma di lire 283.965.854.552 dai sottoelencati fondi di rotazione (cap. 36103):

a) lire 3.475.099.615 dal fondo per la concessione di finanziamenti alla piccola industria cantieristica e alla pesca di cui alla legge regionale 28 novembre 1950, n. 65, costituito presso la Banca C.I.S. Spa;

b) lire 33.371.747 dal fondo per le anticipazioni a cooperative ed altre associazioni di produttori, viticultori e allevatori di animali lattiferi di cui all'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 1950, n. 74, costituito presso la Banca C.I.S. Spa;

c) lire 466.161.255 dal fondo destinato alla concessione di prestiti di esercizio a pastori e allevatori associati in cooperative, gruppi o latterie sociali di cui alla legge regionale 13 luglio 1962, n. 9, nella misura di lire 347.000.000 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna Spa e lire 119.161.255 da quello presso la Banca di Sassari Spa;

d) lire 861.000.000 dal fondo per la concessione di prestiti a cooperative ortofrutticole e loro consorzi di cui alla legge regionale 21 maggio 1971, n. 7, costituito presso il Banco di Sardegna Spa;

e) lire 1.411.611.413 dal fondo per la cooperazione agricola di cui agli articoli 2 e 3 della legge regionale 17 dicembre 1973, n. 40, costituito presso il Banco di Sardegna Spa;

f) lire 20.000.000.000 dal fondo per lo sviluppo della proprietà coltivatrice di cui all'articolo 2, lettere a) e b), della legge regionale 23 novembre 1979, n. 60, costituito presso il Banco di Sardegna Spa;

g) lire 4.211.067.155 dal fondo per la trasformazione delle passività agricole, di cui all'articolo 40 della legge regionale 7 maggio 1981, n. 14, nella misura di lire 4.006.000.000 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna Spa e lire 205.067.155 da quello presso la B.N. L. Spa;

h) lire 3.000.000.000 dal fondo per la concessione di mutui agrituristici di cui alla legge regionale 20 giugno 1986, n. 32, costituito presso il Banco di Sardegna Spa;

i) lire 20.121.471.485 dal fondo per la concessione di mutui all'industria alberghiera di cui alla legge regionale 7 aprile 1964, n. 8, nella misura di lire 1.500.000.000 dal fondo costituito presso la B.N. L. Spa, lire 12.951.867.685 da quello presso la Banca di Sassari Spa e lire 5.669.603.800 da quello presso il C.I.S. Spa;

l) lire 2.000.000.000 dal fondo per le anticipazioni dei contributi CEE per l'imboschimento dei terreni seminativi, di cui all'articolo 35 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, costituito presso il Banco di Sardegna Spa;

m) lire 27.167.956.992 dal fondo per la concessione di provvidenze all'artigianato di cui all'articolo 15 della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, nella misura di lire 11.578.469.320 dal fondo costituito presso il C.I.S. Spa e lire 15.589.487.672 da quello presso l'Artigiancassa;

n) lire 218.923.572 dal fondo per la prevenzione degli incendi di cui all'articolo 26 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, costituito presso il Banco di Sardegna Spa;

o) lire 267.747.357 dal fondo per la concessione del concorso interessi sui prestiti alle aziende artigiane di cui all'articolo 40 della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, nella misura di lire 85.785.669 dal fondo costituito presso la Banca di Sassari Spa e lire 181.961.688 da quello presso il C.I.S. Spa;

p) lire 3.256.641.299 dal fondo per la concessione dei contributi in conto interessi su prestiti a imprese garantite da Consorzi di garanzia fidi di cui all'articolo 53 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, nella misura di lire 1.583.490.908 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna Spa, lire 3.331.765 da quello presso la B.N.L. Spa, lire 145.927.256 da quello presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino Spa, lire 1.074.535.616 da quello presso il Banco di Napoli Spa e lire 449.355.754 da quello presso la CARIPLO Spa;

q) lire 39.489.256 dal fondo per l'abbattimento dei tassi di interesse sui prestiti alle cooperative artigiane di cui all'articolo 53 bis della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, nella misura di lire 12.867.848 dal fondo costituito presso il Banco di Sassari Spa e lire 26.621.408 da quello presso il C.I.S. Spa;

r) lire 111.552.233 dal fondo per l'istruttoria delle pratiche di contributo a favore di iniziative turistiche di cui all'articolo 9 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, costituito presso il Banco di Sardegna Spa;

s) lire 239.999.999 dal fondo per il concorso nel pagamenti degli interessi sui prestiti di cui all'articolo 9, comma 5, della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, nella misura di lire 80.000.000 dal fondo costituito presso la Banca di Sassari Spa e lire 159.999.999 da quello presso il C.I.S. Spa;

t) lire 98.412.984 dal fondo per la concessione di contributi in conto occupazione di cui all'articolo 18 bis della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, nella misura di lire 53.448.489 dal fondo costituito presso la Banca di Sassari Spa e lire 44.964.495 da quello presso il C.I.S. Spa;

u) lire 4.490.246.501 dal fondo per le anticipazioni finanziarie di cui all'articolo 20 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, costituito presso il Banco di Sardegna Spa;

v) lire 140.016.234 dal fondo per la concessione di contributi in conto interessi ad agenti e rappresentanti di commercio di cui all'articolo 70 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, nella misura di lire 51.982.882 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna Spa, lire 25.348.606 da quello presso la Banca di Sassari Spa e lire 62.684.746 da quello presso il C.I.S. Spa;

z) lire 416.211.364 dal fondo per la tutela dei livelli occupativi di cui alla legge regionale 22 aprile 1987, n. 19, nella misura di lire 177.110.816 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna Spa, lire 43.212.504 da quello presso il Banco di Sassari Spa e lire 195.888.044 da quello presso il C.I.S. Spa;

aa) lire 23.896.800.837 dal fondo di contributi PNIC a favore dell'artigianato di cui all'articolo 26 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, nella misura di lire 11.778.289.858 dal fondo costituito presso il Banco di Sassari Spa e lire 12.118.510.979 da quello presso il C.I.S. Spa;

bb) lire 83.474.597.116 dal fondo per l'attuazione dell'intesa di programma per la Sardegna Centrale di cui all'articolo 30, lettere a), b) e c) della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, costituito presso il C.I.S. Spa;

cc) lire 35.326.808.822 dal fondo per la concessione di contributi in conto interessi su operazioni di finanziamento e leasing contratte dalle piccole e medie imprese industriali di cui alla legge regionale 28 aprile 1993, n. 21, nella misura di lire 20.552.855.675 dal fondo costituito presso il C.I.S. Spa e lire 14.773.953.147 da quello costituito presso la SFIRS Spa;

dd) lire 37.564.236.557 dal fondo per la concessione dei benefici a favore dell'intero territorio regionale di cui all'articolo 30 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, in attuazione della legge regionale 15 aprile 1994, n. 15, nella misura di lire 15.000.000.000 dal fondo costituito presso il C.I.S. Spa e 22.564.236.557 da quello presso la SFIRS Spa;

ee) lire 11.563.495.618 dal fondo per la concessione di prestiti agevolati a coopera­tive di produzione lavoro ai sensi degli articoli 2 e 12 della legge regionale 11 agosto 1983, n. 16, nella misura di lire 4.006.865.077 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna Spa, lire 145.768.283 da quello presso il Banco di Sassari Spa e lire 7.410.862.258 da quello presso il C.I.S. Spa;

ff) lire 112.034.540 dal fondo per il consolidamento finanziario a favore di cooperative di produzione lavoro di cui all'articolo 51 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, costituito presso il Banco di Sardegna Spa;

gg) lire 900.601 dal fondo per la concessione di provvidenze a favore delle imprese di navigazione di cui alla legge regionale 15 maggio 1951, n. 20, costituito presso il C.I.S. Spa.

2. Al recupero dei fondi di cui al comma 1, provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PRESIDENTE. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti numero 106, soppressivo totale, tutti gli altri che leggerò di seguito sono invece soppressivi parziali, non c'è bisogno di ripetere la formuletta ogni volta. Emendamento numero 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 59, 85, 89, 90 e 91. Si dia lettura degli emendamenti a partire dall'emendamento numero 106.

DEMONTIS, Segretario:



PRESIDENTE. Come logica vuole proseguiamo con il sistema col quale abbiamo proceduto prima per evitare confusioni, e cioè partiamo dal primo emendamento e poi emendamento per emendamento illustriamo, discutiamo e votiamo.

Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 106.

BALLETTO (F.I.). Grazie Presidente. Con questo articolo per il secondo anno consecutivo la Giunta distoglie, dai fondi di rotazione, risorse a suo tempo stanziate per finanziare particolari leggi di settore aventi finalità di incentivazione, di sostegno e in una parola di impulso allo sviluppo economico. Ai 450 miliardi prelevati da detti fondi nel 1997, vanno a raggiungersi i 284 miliardi che si distolgono attraverso l'attuale manovra. Questa operazione è censurabile sotto due distinti aspetti, il primo riguarda l'incapacità di programmazione e l'utilizzo delle risorse da parte dell'Esecutivo, se è vero come è vero che somme così ingenti siano state lasciate improduttive presso le banche, per anni e anni, per farne solamente le loro fortune, senza peraltro assolvere minimamente al compito per le quali dette somme erano state costituite. Il fatto è ancora più grave solo se si consideri che alle consuete inefficienze cui si sono aggiunti gli errori delle valutazioni iniziali, accertati in occasione della predisposizione della manovra finanziaria dell'anno scorso...

PRESIDENTE. Prego i colleghi di evitare il brusio, di tacere, per consentire all'onorevole Balletto di non perdere il filo.

BALLETTO (F.I.). Presidente, io rinizio, perché rinizio dall'inizio, sì, Presidente io rinizio perché ho bisogno di concentrarmi e questo fastidio non lo arreca solamente a me, al mio collega capogruppo, all'assessore Scano, ma lo arreca a tutte le persone che in quest'Aula stanno lavorando, vogliono lavorare, quindi se ho la possibilità di fare il mio intervento...

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, ho già esortato i colleghi a seguire nel più rigoroso silenzio il suo intervento. Prego.

BALLETTO (F.I.). Dicevo, il fatto è ancora più grave solo se si consideri che alle consuete inefficienze cui si sono aggiunti gli errori delle valutazioni iniziali, accertati in occasione della predisposizione della manovra finanziaria dell'anno scorso, ha fatto seguito analogo comportamento censurabile in quanto la previsione sulla consistenza ed entità dei fondi si è dimostrata errata anche per l'anno successivo, ma questo rappresenterebbe ancora ben poca cosa se non fosse l'evidente prova del fallimento della programmazione dell'attività di governo, dal momento che le leggi di incentivazione e di sostegno dello sviluppo economico non hanno funzionato o hanno funzionato malamente. Si è sostenuta da parte governativa che il prelievo dei fondi di rotazione non ne ridurrà l'operatività, e ciò si è affermato sulla base di approfondite stime effettuate da parte degli uffici. Se ciò fosse vero, cosa peraltro di cui è lecito dubitare fortemente, posto che gli stessi fondi di rotazione si sono ridotti quanto ad entità a oramai ben poca cosa, si avrebbe la lampante dimostrazione di quanto affermato in precedenza e cioè quanto improduttiva sia stata la programmazione dell'impiego delle risorse regionali, la funzione di obiettivi che nella pratica si sono dimostrati irraggiungibili. Siamo favorevoli al D.P.E.F., lo abbiamo detto, Assessore, con la norma in questione l'Esecutivo regionale tende ad incrementare le entrate e in questo fatto si incardina il secondo motivo di censura, la disposizione infatti mira all'unico scopo di arrotondare le risorse ridotte finanziarie conseguenti ai minori trasferimenti statali. La triste verità è che questo Esecutivo, questo e anche i precedenti, a questo diamo un pochino di fiducia in più, ma diciamo sulla base delle esperienze pregresse, non si ha motivo di dubitare o meglio di sperare che le cose possano andare meglio. La triste verità è che questo Esecutivo ha sempre navigato a vista, cerca sempre di evitare lo scoglio affiorante immediatamente visibile ma così facendo e senza una rotta sicura e prefissata da un'efficiente programmazione va ad incappare in un basso fondale pieno di scogli sommersi il cui urto farà irrimediabilmente affondare la nave regionale. La disposizione di cui si tratta, infatti, non sottrae definitivamente risorse ai fondi di rotazione, ma consente che con essi si contragga un prestito, con l'impegno alla restituzione negli esercizi finanziari successivi. Questo insolito comportamento è codificato dall'articolo 33 dello stesso provvedimento in discussione, che titola "Incremento delle dotazioni dei fondi di rotazione", ciò che la mano destra prende, la mano sinistra restituisce. Si tratta in buona sostanza di fare debiti con se stessi, impiegando per altri fini risorse destinate al raggiungimento di altri obiettivi già prefissati, per poi estinguere i debiti negli esercizi futuri, ripristinando nei rispettivi fondi le originarie dotazioni. Che faccia avremo rivolgendoci a tutti i soggetti destinatari delle incentivazioni indicate nei numerosissimi fondi elencati nell'articolo 6, quando si dirà loro che le risorse sulle quali avevano fondato giuste od ingiuste aspettative saranno state ancora una volta tradite da un esecutivo che in questa circostanza, caro assessore Scano, si dimostra miope. A questo punto è d'obbligo una domanda: come è possibile che per alcuni fondi sia già stata prevista la ricostituzione nell'originaria misura prima del prelievo, tanto per intendersi, già con decorrenza dall'esercizio finanziario '99, e fatto paradossale e di per sé incredibile sarebbe stato se la Giunta non vi avesse posto rimedio con un emendamento che in parte rimette le cose e alle cose dà una parvenza di credibilità, che addirittura nell'articolo 33 era previsto per il fondo di rotazione contraddistinto dalla lettera d.d. dell'articolo 6 era già stata prevista la ricostituzione per lo stesso esercizio 1998; da una parte con l'articolo 6 si prelevava, e sì bisogna leggerlo bene l'articolo 33, è stato corretto, c'è stato un emendamento della Giunta che ha posto in parte rimedio, con l'articolo 33 nella stesura del disegno di legge originario veniva addirittura per la voce fondo di rotazione d.d., ripristinato dal 1998 per 20 miliardi, se non ricordo male, vado a memoria, lo stesso fondo di rotazione che in precedenza era stato depauperato dall'articolo 6 di 20 miliardi. Quante e quali incongruenze signori della maggioranza!

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci , relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, brevissimamente; il parere della Commissione è di non accogliere l'emendamento perché l'articolo 6 è stato assieme a quello appena votato, l'articolo 5, l'articolo più discusso in Commissione. Ed è stato voce per voce, dalla voce a) sino alla voce g.g), che sono tutti i punti che riguardano i vari fondi di rotazione, analizzato, discusso, verificato. E' stata fatta durante l'esame del provvedimento in Commissione una verifica anche in corso dei lavori per cui c'è l'assicurazione, non soltanto formale ma sostanziale, che l'operazione che si sta facendo non riduce l'operatività dei fondi di cui stiamo recuperando alcune risorse. Certo, si pone il problema più generale sul recupero delle somme dai fondi di rotazione e si pone il problema che probabilmente su alcuni fondi di rotazione c'è un problema di funzionalità che non soddisfa le esigenze legittime di settori produttivi importanti. Quindi penso che occorrerà mettere rimedio, e penso che si stia già operando alcuni provvedimenti che stiamo vedendo vanno anche in quel senso, operando dicevo perché la operatività di molti fondi diventi più agile. Certamente comunque l'operazione che la Giunta ha fatto è condivisa dalla Commissione perché consente appunto di recuperare 283 miliardi e 960 milioni da destinare al completamento di quella manovra finanziaria che tende

(Brusio in aula)

Presidente, sarebbe molto piacevole che chi richiama continuamente ad un minimo di attenzione poi garantisse questa attenzione. Perché, Presidente, chi ha l'obbligo di seguire tutti i lavori ha difficoltà, onestamente, arrivati a questo punto, a connettere. Dicevo quindi in conclusione che la manovra di recupero di 284 miliardi circa dai fondi di rotazione è stata ed è condivisa dalla Commissione, anche perché consente di operare una manovra più complessiva verso quelle linee che sono condivise per agevolare e far crescere le risorse destinate ai sistemi produttivi e alla incentivazione di attività nei settori strategici per creare di nuovo lo sviluppo e l'occupazione verso i quali diciamo tutti, a parole, di avere una grande attenzione. Per queste ragioni, la Commissione, condividendo la proposta della Giunta, ritiene di non poter accogliere l'emendamento numero 106.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. Il parere della Giunta è contrario. Però io sento su questo argomento il dovere, sia pure molto sinteticamente, di svolgere un paio di considerazioni. E' stato un tema che ha visto in Commissione un grande sforzo di approfondimento, perché tutti siamo preoccupati, nessuno meno di altri della operatività dei fondi, in particolare dei fondi che hanno una maggiore attività e che sono connessi a leggi come la numero 17, la numero 15, la numero 21 che sono essenziali nel sistema di incentivazione delle imprese. Quindi abbiamo operato i controlli necessari, in particolare su questi fondi ma in generale sull'insieme, in qualche caso abbiamo anche corretto, in qualche caso abbiamo ritenuto di dover già nella manovra procedere a delle correzioni, nella maggioranza dei casi abbiamo confermato le proposte perché riteniamo di essere tranquilli nel dare garanzie che l'operatività dei fondi non verrà in alcun modo lesa. Dette parole chiare sulla questione dell'operatività, poi aggiungo qualche parola, in questi due anni sui fondi di rotazione è stata fatta una grossa operazione su cui io, in tutta onestà, mi attenderei degli elogi, non per la persona, ma per la Giunta, quella precedente e questa attuale, perché badate il sistema tradizionale per cui con il bilancio, quindi all'inizio dell'anno si disponeva l'accreditamento dell'intera dotazione di una legge presso un istituto di credito, indipendentemente dal ritmo degli impegni e delle erogazioni, e tutto questo avveniva con la Regione che si indebitava, era un sistema non solo insostenibile, ma addirittura ai limiti della paradossalità. Cioè la Regione lavora per le banche, la Regione dispone interamente dall'inizio dell'anno il fondo presso quella banca, per le proprie esigenze poi si indebita. Ma che sistema, che gestione della finanza pubblica è mai questa? Quindi si sta facendo un'operazione positiva di risanamento. Naturalmente questo va fatto senza mettere a repentaglio l'operatività dei fondi. Rimane poi da risolvere il problema di un sistema più efficace; voi sapete che nel collegato è prevista la soluzione del fondo unico. Io ho perplessità piuttosto corpose sull'ipotesi del fondo unico, credo che il fondo unico possa determinare un ingorgo invece che un'accelerazione, tuttavia un sistema più efficiente dovremmo studiare, un sistema che sia penso impernito sul meccanismo delle erogazioni compensate, e tra l'altro sarebbe un sistema che spingerebbe le banche, invoglierebbe pedagogicamente le banche ad accelerare l'erogazione; non a trattenere le risorse. In ogni caso io penso che questa è l'ultima considerazione; perché è una questione su cui, al di là della manovra di bilancio, dovremmo tornare per dare un assetto definitivo al tema dei fondi di rotazione; penso che dobbiamo stare molto attenti a non confondere l'operatività dei fondi con le convenienze degli istituti di credito. Sono due questioni diverse: gli istituti di credito legittimamente fanno i propri interessi, la Regione deve fare a sua volta l'interesse proprio e, naturalmente, degli operatori e degli utenti. Se pensiamo alla storia dei fondi di rotazione non avremmo difficoltà a convenire sul fatto che si è creata una vera e propria rendita finanziaria nel tempo, che ha creato inefficienza. Sto parlando del sistema del credito, non sto parlando della Regione, che ha creato inefficienza. E' un altro argomento; adesso non mi sembra il caso di svilupparlo, però mi sembrava giusto segnalare questo punto e metterlo nella connessione dovuta con la questione dei fondi di rotazione. Quindi abbiamo motivo di ritenne che sia garantita l'operatività dei fondi, che stiamo facendo gli interessi della Regione senza mettere a repentaglio gli interessi dell'economia reale, del sistema economico e degli imprenditori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Mi sembra che io e l'assessore Scano stiamo dicendo in parte le stesse cose, solo che noi le diciamo da parte dell'opposizione, rilevando quanto siano stati male utilizzati questi fondi, quanto sia stata sbagliata la programmazione del passato, se si è arrivati a costituire fondi per importi così ingenti senza che abbiano trovato utilizzazione per le finalità cui erano destinati. Ma i fondi non li abbiamo mica decisi noi; li ha decisi la maggioranza, li avete decisi voi. Voi avete approvato quelle leggi, voi avete approvato quegli stanziamenti, voi avete consentito che quelle somme rimanessero inoperose e infruttuose per la Regione fino a che si è accesa una lampadina, un campanello d'allarme rappresentato da esigenze di cassa, minori trasferimenti statali, che ha fatto dire a qualcuno, lo scorso anno era l'assessore Sassu: ma che cosa abbiamo fino adesso fatto? Si è aperto gli occhi, ha fatto il miracolo, era stata rappresentata l'operazione come una grande invenzione, come una grande trovata da parte della maggioranza, ma era la confessione di errori che esistevano e che erano stati tragicamente e colpevolmente messi in essere; punto e basta. Adesso il fatto che si siano tolti i soldi da quei fondi e si siano ridotti considerevolmente, il fatto poi che lo scorso anno non si siano tolti nella misura corretta, posto che c'erano ancora riserve per altri 280 milioni che potevano ancora essere utilizzati, e be', signori, io dico: questo è merito o è demerito? A casa mia è demerito. Ecco, si prende atto che si vuole oggi intervenire, ma si sta intervenendo sotto la spinta dell'emergenza, sotto la spinta dell'esigenza e non certamente sotto la spinta di oculata e ravveduta attività di gestione e di amministrazione. Diciamo le cose per quelle che sono. E allora, siccome noi non abbiamo gli strumenti degli uffici e non siamo in grado, così in quattro e quattr'otto, di effettuare verifiche sull'operatività dei fondi, ancorché siano stati notevolmente ridotti nei loro importi e nel loro ammontare, non possiamo che rimetterci alle valutazioni della Giunta sperando che queste valutazioni siano giuste e che invece non siano, purtroppo, come è probabile, è possibile ed è verosimile, impoverimenti dei fondi per far fronte alle necessità di cassa che purtroppo esistono. Questo è il problema. Le risorse lasciate nelle banche l'anno scorso a tassi irrisori, perché lo scorso anno io feci anche il calcolo di quella che era stata la redditività di queste somme depositate, grida ancora vendetta, perché io voglio solo pensare che sia stata una disattenzione, e sicuramente è stata una disattenzione, perché non è mica pensabile che l'Assessore possa mettersi a fare dei calcoli per capire che cosa rende e che cosa non rende. Ma gli uffici sì, però le devono fare queste verifiche; gli uffici devono mettere chi amministra nelle condizioni di verificare. E allora qual è la nostra posizione: speriamo, Assessore, che le valutazioni che gli uffici gli hanno trasmesso consentano ai fondi di essere realmente operativi, speriamo, auguriamocelo tutti quanti, perché se così non fosse, purtroppo, come dicevo prima nel mio intervento in apertura, le categorie beneficiarie di questi interventi agevolativi avranno ancora una volta di che lamentarsi e certamente non si lamenteranno nei confronti dell'opposizione che queste incongruenze nell'attività di amministrazione della parte del nostro Esecutivo delle risorse pubbliche evidentemente non rispetta i canoni di un'efficiente amministrazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Ogni tanto riemerge il problema dei fondi di rotazione. E' evidente che l'assessore Pier Sandro Scano non può essere responsabile di quello che si è fatto precedentemente, ma noi in quei banchi vediamo la Giunta e diciamo che è responsabile nella continuità dell'amministrazione regionale. Qui devo correggere appena appena il collega Balletto, ma in Commissione bilancio e programmazione l'anno scorso non c'era. Non è l'assessore Sassu; l'assessore Sassu si è assunto il merito, siamo stati noi a far apparire, nelle discussioni in Commissione bilancio e programmazione questa situazione aberrante dei fondi di rotazione, con una disponibilità, l'anno scorso, di 1300 miliardi, con impegni di poco più di 500 miliardi. E lo stesso assessore Scano, che allora era componente della Commissione bilancio e programmazione, rimase certamente sorpreso, male impressionato dalla condotta delle giunte che avevano portato a questi risultati. E' aberrante perché? Io ieri sera vi ho letto qualche cifra; leggetela, io credo che sia nostro dovere leggere queste cifre, perché noi amministriamo in nome e per conto del popolo sardo. I fondi che sono ammontati, giacenza media nel periodo esaminato per il quale ci hanno offerto i dati, giacenza media oltre 1000 miliardi, l'anno scorso. Be', sapete cosa hanno prodotto di risultato netto, 1000 miliardi: 3 miliardi. Riflettete, ma noi stiamo diventando complici di questo tradimento al popolo sardo, perché tenere queste somme di centinaia e centinaia di miliardi ferme presso gli istituti di credito, io credo che sia un fatto colpevole da parte nostra e, in modo particolare, da parte della Giunta. I fondi di rotazione vengono alimentati ogni anno per alcune centinaia di miliardi, e vengono utilizzati ma neanche per il 50 per cento. Allora evidentemente questi problemi la Giunta li deve conoscere, li deve sapere, avrebbe dovuto ridimensionare i fondi di rotazione. Ma se poi andiamo a vedere, caro Assessore, i fondi che vengono acquisiti adesso alle entrate ordinarie dell'anno 1997 io leggo, vi risparmio la lettura integrale, ma alcune cifre ve le devo dare: 3 miliardi alla piccola industria cantieristica, 33 miliardi per le anticipazioni a cooperative e altre associazioni di produttori viticoli e allevatori di animali lattiferi, eccetera. Vado alle cifre grosse: 20 miliardi, fondo per lo sviluppo della piccola proprietà coltivatrice; 4 miliardi, fondo per la trasformazione delle passività agricole, caro collega Lorenzoni; 3 miliardi per la concessione di mutui agrituristici; 20 miliardi, trascuro la parte che riguarda i milioni, per la concessione di mutui alle industria alberghiera; 2 miliardi per l'imboschimento dei terreni seminativi; 27 miliardi, fondo per la concessione di provvidenze all'artigianato; 3 miliardi per la concessione di contributi consorzi garanzia fidi. Non voglio continuare perché io credo che il discorso di carattere generale sia di tutto rispetto e che la Giunta debba senza indugio procedere a rivedere il problema dei fondi di rotazione. La dobbiamo smettere di fare provvista di fondi agli istituti di credito. Io non so quali siano i problemi che intercorrono tra Regione e istituti di credito, non me ne devo curare di questo; io mi devo curare dell'investimento fatto in modo economico per la Regione, ma l'investimento fatto in modo economico per la Regione è quello di dare i contributi, quello di abbattere gli interessi per le imprese. Ebbene, non facciamo altro che ripetere, in tutte le salse lo ripetiamo, che le imprese sarde hanno bisogno di incentivi per l'occupazione e adesso noi togliamo - perché si tratta di togliere alle piccole e medie imprese quasi interamente queste somme - somme per 370-380 miliardi. Io credo che questo, posso ripetere quello che ho detto nella relazione, sia un fatto delittuoso nei confronti del nostro popolo. Altro che meriti per la Giunta! Io credo che questi siano grandi demeriti per la Giunta che non ha saputo utilizzare nel modo più economico e conveniente i fondi magri di cui noi disponiamo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 106. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)

Su cosa chiede di parlare, onorevole Bertolotti?

BERTOLOTTI (F.I.). Vede, Presidente, una piccola preghiera: così come ha qualche secondo di attesa quando deve aspettare la richiesta della controprova dalla maggioranza, consenta anche di poter sollevare la mano per chiedere la votazione a scrutinio segreto. Grazie.

PRESIDENTE. Io non impedisco a nessuno di alzare anche entrambe le mani. E' stato chiesto lo scrutinio segreto e si vota a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 106.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 57

Maggioranza 29

Favorevoli 25

Contrari 32

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Ivana - DIANA FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - OPPIA -PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Si dia lettura dell'emendamento soppressivo parziale numero 49.

CONCAS, Segretaria:



PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 49.

MASALA (A.N.). Uno alla volta, Presidente?

PRESIDENTE. Procediamo nell'esame degli emendamenti uno per volta, illustrazione, discussione, votazione. Prego, onorevole Masala.

MASALA (A.N.). Signor Presidente, io avrei proposto una semplificazione perché dal 49 al 59 hanno la medesima ratio, che poi è stata illustrata abbondantemente anche in sede di discussione dell'emendamento numero 106, che è stato poc'anzi respinto dall'Aula.

Io ho presentato questi emendamenti con uno scopo che non ha quello spessore che l'onorevole Balletto aveva detto con riferimento all' emendamento numero 106, ma soltanto per richiamare l'attenzione dell'assessore Scano sul fatto che in occasione della discussione della finanziaria per il 1997(?), febbraio, se non ricordo male, del 1997, in occasione a quella operazione di raschiamento del fondo del barile che era stato fatto, reperendo quei 500 miliardi e più sempre dai fondi di rotazione, io ebbi a intervenire per porre una domanda molto semplice e se vuole anche molto ingenua. La domanda era questa: le leggi che hanno previsto questo stanziamento sono ancora operative oppure non lo sono più? Cioè, questi quattrini servono oppure non servono? Sono stati valutati con riferimento alle necessità, oppure non servono, sono stati valutati con riferimento alle necessità oppure si rallenta il disbrigo della pratica proprio volutamente per impulso politico affinché non si faccia ricorso al finanziamento. Dicevo queste cose sulla base di un'esperienza personale che pure in quella circostanza ebbi a richiamare. L'esperienza era la seguente: una domanda di finanziamento di un progetto per forestazione produttiva giace negli uffici della Regione, Assessorato dell'agricoltura, da oltre sei anni, quando finalmente si riuscì ad ottenere il collaudo, lo stesso non poté avvenire perché nel frattempo era deceduto il funzionario competente. La pratica fu presa e trasferita all'Ersat e affidata alla gestione e alle cure di questo funzionario il quale in luogo di riprendere la pratica dal punto in cui l'aveva lasciata il suo predecessore chiamato a miglior vita, ha ripreso ex novo a trattare la pratica, quando chiesi all'Assessore come mai erano stati ridotti gli stanziamenti di quel capitolo, mi si disse che ottenne garanzia da parte dell'Assessore dell'agricoltura che non esistevano domande giacenti, per cui il fondo a disposizione del capitolo poteva essere distratto ad altre cose. Allora forte di questa esperienza e accertato che, constatato io, perché era mia conoscenza personale che era tutto sbagliato, perché non era vero quello che mi era stato detto qui perché io ho gli estremi della pratica che ancora giace negli uffici dell'Ersat, va bene?, forte di quest'esperienza ho fatto quell'ingenua domanda all'Assessore, il quale disse che sì in molti casi queste leggi di cui alle lettere a, aa, zz, e così via effettivamente non sarebbero ancora operative e se lo sono necessiterebbero di una riforma seria e si era impegnato in quest'Aula a dar corso a questa riforma e a fare le opportune proposte legislative per riordinare la materia, allora siccome è passato un anno e l'assessore Sassu non ha proposto le riforme annunciate molto pomposamente nel febbraio in quest'Aula, ho voluto ripetere l'esperimento e ho detto vediamo un po' se l'assessore Scano, riproponendogli le stesse cose e riproponendogli la stessa domanda alla quale per la verità in parte o in gran parte ha già risposto nel rispondere all'altro emendamento mi dirà la stessa cosa e allora se questa riforma non deve essere fatta perché i soldi non devono stare nelle banche, che si faccia, mi chiedo: che cosa aspettiamo? Se invece servono perché devono essere lì, allora lasciamoli tutti interi nel loro ammontare perché non vorrei che con il pretesto che sono ridotte le dotazioni finanziarie per i relativi fondi, non vorrei che quella povera pratica che già da sette anni attende di ottenere il suo nullaosta, di ottenere quella benedetta firma apposta in calce a un decreto si rallenti ulteriormente di altri dieci anni e allora non è che si rimpiantino gli alberi, non ci cresce neanche l'erba, cioè voglio dire siccome siamo tutti uomini di mondo e sappiamo esattamente come vanno le cose e io so perfettamente che se io voglio rallentare quel determinato tipo di spesa rallento la pratica relativa, congelo la pratica, faccio in modo che non si sostenga quest'anno quella determinata spesa, ma me la trasferisco all'anno prossimo, lo facciamo anche noi in casa quando ci troviamo in difficoltà, che facciamo? Cerchiamo di ritardare il pagamento e di spostarlo al nuovo bilancio familiare diciamo così al prossimo mese, questo mese figlio mio abbiamo comprato questo e quindi le scarpe non le compriamo, le compriamo il prossimo mese. Ecco così facciamo anche con i fondi di rotazione. La domanda e concludo, è questa e la risposta deve essere una risposta leale, cioè questi soldi servono o non servono? E se servono la riduzione determina o non determina un rallentamento nel disbrigo delle pratiche relative? Questa era la domanda e a questo tendeva l'emendamento non alla soppressione o alla non soppressione diversamente avrei continuato l'elenco fino al numero zz.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Masala. Se ho ben capito la sua considerazione iniziale questo intervento si attaglia anche agli altri emendamenti che hanno lo stesso tenore. La ringrazio.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 49 naturalmente. Non lo accoglie per le ragioni che sono state contenute nella illustrazione che è stata fatta a proposito dell'emendamento numero 106.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non lo accoglie così come per le stesse motivazioni non accoglierà quelli successivi. Solo una parola per dire che il problema esiste ed è stato posto in termini corretti dal collega Masala, la direttrice lungo la quale lavorare è quella delle erogazioni compensate poi avremo modo di sviluppare in altra sede e in altro momento questo ragionamento, vorrei dire, non venga preso per una battuta polemica ma nello stesso tempo e talvolta dalla stessa persona e nello stesso intervento non può essere fatta alla Giunta contestualmente una duplice critica, quella di lasciare i soldi nelle banche e quella di non lasciarveli perché si danneggerebbe l'operatività dei fondi, mettiamoci d'accordo altrimenti si confligge non con la Giunta ma con la logica, faccio solo un'osservazione benevola che dico poi è chiaro che esiste un problema che dovremo risolvere in quella direzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Solo per dire che non c'è contraddizione in quello che io ho detto, io mi sono riferito alla proposta dell'assessore Sassu, siccome l'occasione è questa e allora vorrei sapere però dall'assessore Scano se conferma la volontà che la Giunta manifestò lo scorso anno di porre mano immediatamente ad una riforma del sistema, di questo tipo di sistema, onde evitare insomma che somme che devono giacere in banca non ci giacciano perché evidentemente devono essere date a chi le deve percepire nel momento in cui devono essere percepite, non si deve fare il fondo di dotazione della banca perché questo è in sostanza quello che si è realizzato in questi anni. Anche perché poi queste signore banche quando devono dare i soldi ai poveri Cristi di agricoltori li prendono al collo con interessi da codice penale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. Confermo quella volontà, nel collegato c'è anche l'ipotesi di riforma, io ho detto che quell'ipotesi non la considero soddisfacente però rimane l'esigenza e confermo la volontà di metterci mano.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 49. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'emendamento numero 50.

CONCAS, Segretaria:

PRESIDENTE. Penso che si possa considerare illustrato, stanti le cose che ha detto l'onorevole Masala. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI, relatore di maggioranza. Più che il parere mi sembra di accogliere il suggerimento che faceva il collega Masala, nel senso che gli emendamenti sino al 59 hanno la stessa natura e quindi possono essere letti tutti, l'onorevole Masala li ha già dati per illustrati, quindi possiamo esprimere il parere su tutti e votarli in successione molto velocemente.

PRESIDENTE. Va bene, accettiamo questo suggerimento, io seguivo l'altra logica in base a quanto avevamo stabilito prima, per coerenza. Comunque possiamo seguire questo criterio visto le delucidazioni che sono state date. Si dia quindi lettura degli emendamenti numero 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58 e 59.

CONCAS, Segretaria:











PRESIDENTE. Poiché gli emendamenti sono stati dati già per illustrati, per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Il parere della Commissione su tutti gli emendamenti è di non accoglimento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. Il parere della Giunta è negativo su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). In ordine a questi emendamenti per dire, Presidente, che l'emendamento numero 59 è esattamente speculare all'emendamento numero 89 presentato dal collega Bertolotti, primo firmatario. Per cui io per l'emendamento numero 59 chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Va da sé che la votazione a scrutinio segreto per l'emendamento numero 59 significa votazione segreta anche sull'emendamento numero 89. Se non ho capito male l'onorevole Balletto ha detto che questo emendamento numero 59 è speculare a uno presentato dall'onorevole Bertolotti.

BALLETTO (F.I.). Presidente, ho detto speculare, ma mi sono sbagliato, nel senso che la parte descrittiva di entrambi è nell'articolo 6 la dizione "è soppressa la lettera p)". Però l'emendamento numero 89 oltre che indicare la soppressione della lettera p) dell'articolo 6 prevede anche la destinazione dei fondi. Quindi c'è una leggera differenza.

PRESIDENTE. Quindi la votazione a scrutinio segreto viene richiesta per l'emendamento numero 89.

Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 50. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 53. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 55. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 57. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 58. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 59 sono in forse se metterlo in votazione adesso o se metterlo in votazione essendo coincidente, in gran parte, con l'emendamento numero 89. Però essendo stato chiarito che c'è una differenza lo metto in votazione.

SECCI (Popolari), relatore. Presidente, se non viene approvato il 59 perché comanda la soppressione della lettera p) sull'indirizzo quindi decade l'89 se il 59 non viene approvato, perché è la premessa che viene meno.

MASALA (A.N.). Ritiro l'emendamento numero 59.

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'emendamento numero 85.

CONCAS, Segretaria:



PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento numero 85.

BERTOLOTTI (F.I.). Presidente, come nel caso precedente è un emendamento che mira a lasciare inalterata una votazione su un fondo, in particolare quello previsto per i consorzi di garanzia fidi, che sono istituti che funzionano in particolare nei momenti di maggior difficoltà, come sono questi, sopperendo a carenze di carattere istituzionale e di sistema nel favorire l'accesso al credito da parte delle aziende che sono in crisi. Ne approfitto per fare una piccola nota. Qualcuno sosteneva che esistono delle contraddizioni in affermazioni che vengono fatte sulla situazione legata ai fondi di rotazione, e ne approfitto per precisare che c'è un modo per conciliare queste contraddizioni, quelle che vengono lette come contraddizioni, ed è quello di prevedere queste azioni di governo, delle norme, delle indicazioni che consentano il pieno utilizzo di questi fondi. Perché, lo vedremo più avanti anche a seguito di altri emendamenti che sono stati indicati e non solo norme che favoriscano l'utilizzo ma anche dotazione di fondi che consentano di poterle utilizzare. Perché quando si prevede di mettere nei fondi di rotazione delle somme esigue che non consentono neanche la definizione di una pratica, be' quei fondi rimarranno lì a vita, se qualcuno non pensa di doverli incrementare consentendo il pieno utilizzo. Quando non si va ad indagare concretamente sui motivi che fanno sì che questi fondi di garanzia rimangano fermi nelle casse delle banche, e spesso sono motivi di carattere burocratico da parte della Regione, nella richiesta di fornitura di documentazioni particolari, a cui spesso gli imprenditori o chi dovrebbe usufruire di questi fondi non può far fronte per qualsivoglia motivo. Bene, allora è chiaro che queste sono le condizioni che fanno sì che la spesa pubblica rimanga ferma, ancorata, e che i fondi di rotazione rimangano non spesi nelle casse delle banche. Questo è motivo di vera azione di governo, cioè quello di verificare i motivi reali che portano a far sì che questi fondi non vengano utilizzati in tempi rapidi e nei tempi dovuti dai settori produttivi. Quello che vogliamo continuare ad evidenziare è che si tolgano da una parte, i settori produttivi, finanziamenti rilevanti, ma sperando poi nuove entrate e nuove disponibilità con gli stessi soldi facendo il gioco delle tre carte, cioè togliendoli da una parte e mettendoli dall'altra per poi apparire come quelli che hanno incentivato le azioni produttive e le azioni volte all'occupazione. Noi ci auguriamo che i famosi 1000 miliardi non nascano da questo, dal continuare a mettere da parte quattrini e da altre parti sottraendoli dai fondi destinati allo sviluppo e all'occupazione, da altre parti per poi dire: abbiamo trovato i 1000 miliardi, perché sarebbe veramente penoso se ciò succedesse.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sull'emendamento numero 85, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Per le ragioni già espresse non accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non accoglie.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 85.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 60

votanti 60

maggioranza 31

favorevoli 24

contrari 36

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - OBINO - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Si dia lettura dell'emendamento numero 89.

CONCAS, Segretaria:



PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento.

BERTOLOTTI (F.I.). Solo per precisare meglio, perché prima, in effetti, ho illustrato l'89 e non l'85. L'89 è quello che andiamo a discutere adesso ed è quello sui fondi destinati ai consorzi di garanzia fidi, mentre l'85 era quello per la legge regionale numero 15. In tutti e due i casi stiamo togliendo destinazione dei fondi dal settore produttivo, chiediamo ovviamente il voto segreto anche su questo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. Non accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' contraria.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 89.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 59

maggioranza 30

favorevoli 22

contrari 36

nulli 1

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - OBINO - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Si dia lettura dell'emendamento numero 90.

CONCAS, Segretaria:

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento.

BERTOLOTTI (F.I.). Sono altri fondi tolti al settore industriale. Si dà per illustrato; quindi votazione segreta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. Non accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta è contraria.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 90.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 54

maggioranza 28

favorevoli 18

contrari 36

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Si dia lettura dell'emendamento numero 91.

CONCAS, Segretaria:

PRESIDENTE. Per illustrare questo emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti.

BERTOLOTTI (F.I.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. La Commissione non lo accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 91. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

(Interruzioni)

Non ho visto mani alzate. E' stato votato ed è approvato l'articolo 6. Non è stata chiesta la controprova.

L'articolo 7 è soppresso.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Vorrei sapere i tempi. Mi pare che ci fosse un'intesa per sospendere i lavori alle 20 e 30. Sono le 21.

PRESIDENTE. Se questa intesa c'era io intendo rispettarla, anche se non ne ero al corrente. Prima di chiudere la seduta comunico due cose: primo, la Commissione bilancio e programmazione è convocata per le ore 8 e 30 di domattina; il Consiglio è convocato per le ore 10. Ma do un'altra comunicazione positiva: ci giunge notizia da parte della Giunta che sono stati approvati dal Governo i punti franchi.

Con questa buona notizia la seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 20 e 58.