Seduta n.320 del 07/05/2007 

CCCXX Seduta

Lunedì 7 maggio 2007

Presidenza del Vicepresidente Secci

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 29.11

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 26 aprile 2007 (313), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Artizzu, Barracciu, Capelli, Cappai, Frau, Renato Lai, Silvio Lai, Maninchedda, Milia, Moro, Alberto Sanna, Matteo Sanna, Alberto Randazzo, Vittorio Randazzo e Rassu hanno chiesto congedo per la seduta di lunedì 7 maggio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Caligaris sull'adozione provvisoria di una ragazza Bielorussa e sullo sblocco delle adozioni in discussione a settembre nella conferenza Stato-Regione". (298)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Caligaris - Cerina - Sanna Simonetta sull'atteggiamento del Governo nella adozione di una ragazza bielorussa da parte di una single sarda". (468)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Caligaris sulla discriminazione subita da una single sarda nell'adozione di una ragazza bielorussa". (534)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Caligaris sulla mancanza di un asilo nido nella sezione femminile della Casa circondariale di Buoncammino a Cagliari". (547)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Gallus - Ladu - Murgioni sull'erogazione di finanziamenti al Centro sclerosi multipla e al Centro per la thalassemia di Cagliari". (583/C-7))

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Gallus - Ladu - Murgioni sulle borse di studio per le scuole di specializzazione dell'area medica". (621)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Cherchi Oscar sulle anomalie nella graduatoria per la selezione in Pediatria all'ASL n. 8 di Cagliari". (709)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo sulla convenzione tra le Regioni Sardegna e Friuli Venezia Giulia per le cure psichiatriche". (710)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Vargiu sull'incarico di dirigente psicologo conferito dalla ASL n. 8, in data 2 febbraio 2007". (759)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Cassano sulla mancata corresponsione del premio alle compagnie barracellari per l'anno 2006". (767)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Vargiu sulla situazione degli specializzandi dell'area medica e sanitaria". (773)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Cherchi Oscar sui tagli al progetto "Galatea" nell'Alto Oristanese". (787)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano sulla dilatazione delle liste d'attesa in sanità". (788)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Amadu sulla necessità di un intervento della Giunta regionale a tutela dei lavoratori ex Arial, addetti alle pulizie nell'ASL n. 1 di Sassari". (792)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Cassano sulla decisione del prof. Antonio Dessanti, primario di chirurgia pediatrica della ASL. n. 1 di Sassari, di abbandonare l'ospedale sardo". (800)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Petrini - Contu - Rassu sull'applicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 sulla sicurezza degli impianti elettrici e di messa a terra". (802)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Milia sull'adozione del sistema Sibar e relative applicazioni". (804)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Liori - Diana sulla gravissima situazione in cui versa il Centro trapianti di fegato dell'Ospedale Brotzu". (816)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

"Interrogazione Rassu sulla prevista soppressione del reparto di urologia dell'Ospedale civile Santissima Annunziata, presso l'ASL n. 1 di Sassari". (818)

(Risposta scritta in data 2 maggio 2007.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

Cuccu Giuseppe - Biancu - Cachia - Cocco - Cucca - Giagu - Manca - Meloni - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Uggias: "Istituzione del comparto unico del pubblico impiego della Regione e degli enti locali e dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione e degli enti locali della Sardegna (ARAN Sardegna). (283)
(Pervenuta il 2 maggio 2007 e assegnata alla prima Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge nazionale:

Uras - Licheri - Lanzi - Davoli - Fadda - Pisu: "Piano straordinario per favorire la rinascita economica della Sardegna, in attuazione dell'articolo 13 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3". (6)
(Pervenuta il 3 maggio 2007 e assegnata alla terza Commissione.)

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame degli articoli del disegno di legge numero 274/S/A.

Mi sembra che la situazione dell'aula sia tale da consigliare una breve rinvio dei lavori, per cui, se non ci sono opposizioni, sospendo la seduta sino alle ore 16 e 45.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 34, viene ripresa alle ore 16 e 56.)

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Manca ha chiesto congedo per la seduta del 7 maggio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. L'articolo 91, comma 3, del Regolamento prevede che la prima votazione avvenga non prima che siano trascorsi dieci minuti dall'inizio della seduta, per cui sospendo la seduta sino alle ore 17 e 06.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 57, viene ripresa alle ore 17 e 07.)

PRESIDENTE. E' stata richiesta, dal consigliere La Spisa, la verifica del numero legale. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere Diana.)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che la consigliera Lombardo risulta presente.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Sono presenti 44 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: Atzeri - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Ibba - La Spisa - Lanzi - Licheri - Lombardo - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras.)

Poiché il Consiglio è in numero legale, procediamo con i lavori.

Passiamo all'esame dell'articolo 1, a cui sono stati presentati dieci emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Disposizioni di carattere finanziario

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad iscrivere nel proprio bilancio per l'anno 2007 lo stanziamento di euro 500.000.000, quale anticipazione di somme alla stessa assegnate a' termini dell'articolo 1, comma 834 e seguenti della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), provvedendo a compensare tale stanziamento con una minore iscrizione, di pari importo, nel bilancio per l'anno 2010. La citata somma è correlata alle iscrizioni di spesa, destinate a investimenti, elencate nella tabella E, allegata alla presente legge, ed è rideterminata, in sede di consuntivo, sulla base degli impegni assunti o delle conservazioni di spesa effettuate a' termini di legge e come tale costituisce residuo attivo. La quota non utilizzata costituisce minore entrata ed è portata ad incremento delle iscrizioni residue delle assegnazioni spettanti per l'anno 2010. Restano confermate le regole recate dalla normativa che disciplina il Patto di stabilità interno.

2. Il disposto di cui all'articolo 2 della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 21 (esercizio provvisorio 2007), deve intendersi quale operazione finanziaria straordinaria finalizzata alla copertura di una quota parte, pari a euro 1.500.000.000 del disavanzo di amministrazione di cui all'articolo 1, comma 4, della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1 (legge finanziaria 2006), conseguente alla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale introdotta dall'articolo 1, comma 834, della legge n. 296 del 2006.

3. L'Amministrazione regionale provvede a dare copertura al disavanzo di amministrazione a tutto il 31 dicembre 2006, stimato in euro 1.288.000.000 e derivante dalla mancata contrazione dei mutui già autorizzati con le disposizioni sottocitate, mediante rinnovo, anche per quota parte, nell'anno 2007, delle autorizzazioni alla contrazione dei mutui o prestiti obbligazionari medesimi:

a) euro 165.759.000 ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale n. 1 del 2006;

b) euro 568.000.000 ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria 2005);

c) euro 389.724.782,70 ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9 (modifiche alla legge finanziaria 2004);

d) euro 164.516.217,30 ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale 11 maggio 2004, n. 6 (legge finanziaria 2004).

I mutui o prestiti obbligazionari sono contratti, previa effettiva esigenza di cassa, per una durata non superiore a trenta anni e ad un tasso di riferimento non superiore a quello applicato dalla Cassa depositi e prestiti; i relativi oneri sono valutati in euro 83.785.000 per ciascuno degli anni dal 2008 al 2037 (UPB S08.01.005 e UPB S08.01.006).

4. Una quota, fino a euro 50.000.000 delle entrate derivanti dall'applicazione degli articoli 2 e 3 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate) è destinata nell'anno 2007 alla dotazione del fondo di cui all'articolo 10, comma 1 della presente legge.

5. È disposto, nell'anno 2007, il versamento in conto entrate del bilancio regionale della somma complessiva di euro 15.000.000 rinveniente dai sottoelencati fondi di rotazione di cui alla legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66 (Istituzione di un fondo per la tutela dei livelli produttivi e occupativi nel settore industriale) (UPB E361.003):

a) euro 6.000.000 dal fondo costituito presso la Banca CIS;

b) euro 9.000.000 dal fondo costituito presso la SFIRS.

6. Nelle tabelle A e B, allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento di provvedimenti che si prevede possano essere approvati nel corso dell'esercizio 2007; i relativi stanziamenti sono determinati come segue:

a) fondo speciale per spese correnti (UPB S08.01.002)

1) Fondi regionali (cap. SC08.0024)

2007 euro 17.760.000

2008 euro 35.785.000

2009 euro 36.167.000

2010 euro 38.400.000

2) Assegnazioni statali e comunitarie: (cap. SC08.0025)

2007 euro 785.000.000

2008 euro 713.000.000

2009 euro 638.000.000

2010 euro 514.000.000

b) fondo speciale per spese in conto capitale (UPB S08.01.003)

1) Fondi regionali (cap. SC08.0034)

2007 euro 111.639.000

2008 euro 96.851.000

2009 euro 87.631.000

2010 euro 108.893.000

7. Le autorizzazioni di spesa per le quali le disposizioni vigenti rinviano alla legge finanziaria la loro determinazione, a' termini dell'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di contabilità della Regione), sono quantificate nella misura indicata nell'allegata tabella E.

8. Le autorizzazioni di spesa per le quali si dispone un decremento o un incremento, a' termini dell'articolo 4, comma 1, lettera f), della legge regionale n. 11 del 2006, sono determinate, per gli anni 2007, 2008, 2009 e 2010 nella misura indicata nell'allegata tabella D.

9. Al fine di consentire il pagamento di spese da effettuarsi necessariamente in contanti è autorizzata l'apertura di un conto corrente bancario intestato alla Regione a favore del cassiere regionale, sul quale versano i competenti Centri di responsabilità tenuti ai suddetti pagamenti. Il cassiere è tenuto a rendere semestralmente il conto dei fondi messi a disposizione. Gli interessi maturati e le somme disponibili su tale conto, alla fine dell'esercizio devono essere riversati alle entrate della Regione entro il 15 gennaio dell'esercizio successivo. Ai fini della rendicontazione e del controllo valgono le disposizioni di cui all'articolo 45 della legge regionale n. 11 del 2006.

10. L'articolo 22 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 (Conversione in legge, con modificazioni, del disegno di legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonchè interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale), non si applica, per le risorse regionali, agli enti strumentali della Regione Sardegna di cui all'articolo 69 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale).

11. Al fine di ottimizzare l'attività amministrativa e di accelerare la riscossione dei crediti vantati dall'ESAF in liquidazione, lo stesso ente è autorizzato a promuovere le transazioni relative ai propri crediti, con eventuale rinuncia agli interessi legali e di mora dovuti a fronte del versamento del capitale scaduto.

12. A' termini dell'articolo 5 della legge regionale n. 7 del 2005, la Giunta regionale emana le direttive cui l'ESAF in liquidazione deve attenersi per l'affidamento della riscossione dei propri crediti da tariffa e canoni, nonché per l'eventuale cessione pro soluto al gestore del Servizio idrico integrato della Sardegna a prezzo simbolico dei crediti rimasti da riscuotere.

13. La disposizione di cui all'articolo 27, comma 9, della legge regionale n. 4 del 2006, si applica alle liti pendenti alla data del 31 dicembre 2006.

Emendamento soppressivo parziale diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 1 è soppresso. (93)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

Il comma 1 è soppresso. (La TABELLA E) relativa alle autorizzazioni di spesa, correlate ad anticipazioni di entrata, viene conseguentemente annullata.). (420)

Emendamento soppressivo Parziale Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 1

Il comma 2 è soppresso. (94)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

Il comma 2 è soppresso. (419)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

Il comma 9 è soppresso. (418)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

Al comma 11 dopo le parole: "relative ai propri crediti, con …." La parola "eventuale" è soppressa. (417)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.

Articolo 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente :

"L'Amministrazione regionale è autorizzata ad iscrivere nel proprio bilancio per l'anno 2007 Io stanziamento di euro 1.500.000.000, quale anticipazione di somme alla stessa assegnate a' termini dell'articolo 1, comma 834 e seguenti della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), provvedendo a compensare tale stanziamento con una minore iscrizione, di importo pari a 500.000.000 per ciascun anno nei rispettivi bilanci per gli anni 2010, 2011 e 2012. La citata somma è correlata alle iscrizioni di spesa, destinate a investimenti, elencate nella tabella E, allegata alla presente legge, ed è rideterminata, in sede di consuntivo, sulla base degli impegni assunti o delle conservazioni di spesa effettuate a' termini di legge e come tale costituisce residuo attivo. La quota non utilizzata costituisce minore entrata ed è portata ad incremento delle iscrizioni residue delle assegnazioni spettanti per l'anno 2010. Restano confermate le regole recate dalla normativa che disciplina il Patto di stabilità interno."

Destinazione delle risorse finanziarie derivanti dalla variazione introdotta dal presente emendamento:

vedi l'allegata tabella E, rideterminata, con l'indicazione delle singole variazioni.

TABELLA E

Autorizzazioni di spesa correlate ad anticipazioni di entrata

(articolo 1, comma I)

(importi in migliaia di euro)

UPB

CAPITOLO

INTERVENTO

STANZIAMEN TO

VARIAZIONE IN AUMENTO

TOTALE

STANZIAMENT

O DOPO LA

VARIAZIONE

SOI.05.002

VARI

Incremento e valorizzazione patrimonio regionale

8.135

8.135

SOl.06.001

SCO1060/Parte

Sistema autonomia locale

51.355

10.000

61.355

S02.01.005

SC02.0086

Costruzione, riattamento e messa a norma di edifici scolastici

10.000

90.000

100.000

S02.01.012

SC02.0328

"Case studente"

12.500

12.500

S02.03.007

SC02.0901

Politiche attive del lavoro -Investimenti

2.310

210.000

212.310

S04.03.004

SC04.0367

Opere di prevenzione e soccorso

2.000

2.000

S04.05.002

SC04.1156

Bonifica discariche incontrollate

15.000

15.000

S04.06.001

SC04.1262

Bonifica e ripristino aree

10.000

10.000

S04.06.002

SC04.1287

Bonifica siti contaminati

3.000

3.000

S04.06.003

SC04.1319

Bonifica dall'amianto di immobili o infrastrutture pubbliche

4.000

4.000

S04.06.005

SC04.1361

Ripristino aree interessate da attività mineraria o di cava

3.000

3.000

S04.06.006

SC04.1393

Bonifica siti minerari dismessi

9.900

9.900

S04.07.008

SC04.1621

Utilizzo energia rinnovabile e risparmio energetico negli edifici pubblici

4.700

4.700

S04.08.006

SC04.1913

SC04.1914

Valorizzazione lagune e stagni

3.000

3.000

S04.10.004

SC04.2696

Informatizzazione catasti

5.000

5.000

S04.10.005

SC04.2748

Eliminazione barriere architettoniche

2.000

2.000

S04.10.005

SC04.2752

Ampliamento cimiteri

4.000

4.000

S05.01.003

SC05.OO53

ASL - Edilizia sanitaria

15.000

15.000

S05.03.006

investimenti nel settore socio-assistenziale

3.000

3.000

S05.01.003

SC05.0056

ASL - Patrimonio tecnologico

10.000

10.000

S05.02.006

animali da affezione-investimenti

500

500

S05.03.010

SC05.0838

Costruzione e recupero alloggi a canone moderato

100.000

100.000

S05.04.001

Interventi a favore dello sport

500

500

S05.04.002

SC05.0886

Palazzetto sport di Cagliari e Nuoro

5.000

10.000

15.000

06.03.001

incentivazione alle attività artigianali

200.000

200.000

S06.02.003

SC06.0212

Valorizzazione di strutture di particolare pregio (Posadas)

15.000

15.000

S06.03.008

sostegno alle attività commerciali-investimenti

65.000

65.000

S06.03.020

SC06.0607 SC06.0612

Potenziamento aree industriali

14.000

14.000

0

e artigiane

6.000

10.000

16.000

S06.03.018

sostegno agli investimenti nel settore industriale

28.000

28.000

S06.03.022

Interventi nelle zone minerarie

5.000

5.000

S06.06.003

Politiche attive del lavoro -Investimenti

50.000

50.000

S06.03.026

Investimenti a sostegno dell'imprenditoria femminile

50.000

50.000

S06.04.013

SC06.1089

Progetto "biodiesel"

3.000

22.000

25.000

S06.03.028

Investimenti a favore della cooperazione e della imprenditoria giovanile

100.000

100.000

S07.01.001

SC07.0001

Interventi a favore della viabilità

2.000

2.000

S07.01.002

SC07.0018

20.000

500

20.500

SC07.0025

4.000

4.000

S07.06.002

SC07.0638

Ricapitalizzazione ARST

15.000

15.000

S07.06.002

SC07.0639

Ricapitalizzazione SFIRS per continuità territoriale

5.000

5.000

S07.07.003

SC07.0800

Investimenti ESAF

7.000

7.000

0

S07.07.004

SC07.0832

Infrastrutture idrauliche ERIS

2.500

2.500

S07.07.004

SC07.0838

Impianti di produzione di energia per il settore idrico

4.000

4.000

S07.10.005

SC07.1256

Edifici di culto

5.000

85.000

90.000

S07.10.005

SC07.1262

Opere pubbliche di interesse locale

10.500

60.500

71.000

SC07.1263

2.100

2.100

S08.01.002

SC08.0034

FNOL- Cofìnanziamento 1 programmazione 2007-2013

105.000

105.000

TOTALE

500.000

1.000.000

1.500.000

(1)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo

Articolo 1

Il comma 1 è così sostituito: "1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a contrarre mutui per un ammontare pari a Euro 500.000.000, da utilizzare per il ripiano del disavanzo". (95)

Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 1

Alla quarta riga del comma 2 dell'articolo 1, la parola "straordinaria" è sostituita dalla parola "ordinaria". (2)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 1

Nel comma 13 dopo le parole "alle liti pendenti" sono aggiunte le seguenti parole: "in essere". (416).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, in maniera non del tutto canonica iniziamo la discussione dell'articolo 1 della legge finanziaria, che è arrivata in Consiglio regionale, devo dire, in maniera non del tutto canonica, nel senso che anche l'ulteriore passaggio in Commissione per l'esame degli emendamenti presentati in Aula si è svolto in una maniera che io non avevo mai visto prima. La Commissione ha cominciato l'esame degli emendamenti agli articoli e, al momento, non ha ancora esaurito il suo lavoro. Quindi, nella foga di introdurre innovazioni nella legge finanziaria di quest'anno, dobbiamo registrarne una in più, e cioè che il dibattito in Aula ricomincia senza che la Commissione abbia neppure visto tutti gli emendamenti che sono stati presentati. Credo sia difficile attribuire alla minoranza qualche responsabilità per il ritardo nell'esame del complesso degli emendamenti presentati, in quanto la minoranza è stata presente, garantendo il numero legale, nell'intera giornata di venerdì ed è stata ulteriormente disponibile a riunirsi anche questa mattina, alle ore 11, per completare l'esame degli emendamenti. Non vi è stata una cattiva volontà della minoranza, ripeto, ma poiché, ancora stamattina, tra gli emendamenti presentati ve ne erano molti della maggioranza si è dovuto discutere e anche sospendere, qualche volta, l'espressione del parere da parte della Commissione, in quanto la stessa maggioranza, dopo diversi mesi di discussione della manovra finanziaria, non era ancora arrivata a una piena condivisione del testo che dovrà essere licenziato dall'Aula. Quindi diversi emendamenti che erano all'attenzione della Commissione perché presentati in Aula sono stati discussi questa mattina e, colleghi, credetemi, il rallentamento dei lavori della Commissione non è dipeso dagli emendamenti che aveva presentato la minoranza, che sono stati per la quasi totalità liquidati con grande velocità, ma è dipeso…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Vargiu. Invito i colleghi di prendere posto e di non dare le spalle alla Presidenza, per gentilezza.

Prego, onorevole Vargiu.

VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente. Il rallentamento dei lavori è dipeso dalla non condivisione completa di molti emendamenti da parte della stessa maggioranza. Per cui noi consiglieri di minoranza siamo stati, anche questa mattina, testimoni di dibattiti accesi all'interno della maggioranza sul testo degli emendamenti che la Commissione stava esaminando.

Colleghi, da parte nostra c'è insofferenza per la dialettica perdurante all'interno della maggioranza. Quello che ci sembra anomalo è che al 7 di maggio, e cioè al di là di ogni possibile termine per l'approvazione della manovra finanziaria, ci sia ancora da parte della maggioranza la necessità di approfondimenti dialettici su temi che dovrebbero essere stati già metabolizzati e che, comunque, sono da tempo alla discussione non solo della Commissione bilancio, ma anche dell'Aula.

E' anche questo lo spirito con cui iniziamo a discutere l'articolo 1 di questa legge finanziaria per ribadire, di modo che non ci sia il rischio che la vostra dialettica interna sposti l'attenzione dalla dialettica consiliare complessiva, che non ci deve essere da parte vostra nessun dubbio sul giudizio che la minoranza esprime su questa manovra finanziaria, perché è un giudizio che deriva intanto dalla lettura dell'articolo 1. Noi vi abbiamo contestato a più riprese, ed è doveroso farlo ancora una volta durante la discussione dell'articolo, il modo in cui intendete dare risposta ai problemi della Sardegna. Cioè noi contestiamo che le risorse finanziare che state iscrivendo nel bilancio di quest'anno siano effettivamente disponibili per i sardi, quindi siano risorse che voi davvero potete spendere, a meno che il ragionamento che il presidente Soru ha fatto in Aula en passant, ma che comunque è rimasto impresso nella testa di tutti noi, non significhi che il ritardo nella spesa, che voi colpevolmente, oggi, state imponendo ai sardi, sia in realtà un escamotage intelligente e virtuoso. Voi pensate, cioè, di ritardare talmente tanto la spesa da arrivare ad avere davvero a disposizione quelle risorse che oggi sembra impossibile utilizzare. Se il retropensiero che vi muove fosse questo, e cioè se la lentezza della spesa, in larga misura causata da voi, è in realtà, nella vostra testa, un elemento virtuoso perché consente di andare talmente in là con l'impegno delle somme sino ad ottenere realmente le risorse che allo stato attuale potreste avere soltanto contraendo un mutuo, ci sarebbe da rabbrividire e da aver paura del tipo di manovra contabile che state imponendo in Sardegna.

Però, colleghi, non è soltanto questo l'elemento di critica che noi esprimiamo su questa legge finanziaria. Questo è un elemento di critica certamente devastante: immaginate cosa succederebbe se lo stesso meccanismo che state autorizzando per la Regione venisse autorizzato a livello delle singole realtà comunali o delle province! Ma non è soltanto questo, dicevo, ciò che ci preoccupa. Noi siamo preoccupati del fatto che anche qualora voi poteste davvero disporre di queste risorse, ottenute non attraverso gli escamotage contabili che sono ben illustrati nell'articolo 1, ma attraverso un mutuo, cioè attraverso lo strumento contabile che realmente può mettervi a disposizione queste somme, in ogni caso non le state utilizzando bene e avremo modo di ribadirlo durante la discussione degli articoli successivi. Se anche voi aveste davvero le risorse finanziarie di cui parlate all'articolo 1, noi dovremmo controllare come vi proponete di spenderle per la Sardegna. E ciò che consegue negli articoli successivi al primo - e avremo modo di entrare puntualmente nel merito di ogni singolo articolo - fa ugualmente rabbrividire, perché voi siete estemporanei e fantasiosi non solo nel procurarvi i soldi, ma anche nell'ipotizzare i meccanismi di spesa e i possibili vantaggi per i sardi derivanti dall'impegno di soldi che non avete. E seppure li aveste, state dimostrando, negli articoli successivi, di non avere alcuna strategia di sviluppo per la Sardegna. Ecco, questo è l'elemento grave di questa legge finanziaria, il fatto cioè che usiate dei meccanismi contabili non corretti né congrui, perché le risorse non le avete e nel momento in cui programmate la spesa, non avendo idea dei meccanismi di sviluppo da creare, ipotizzate soltanto un'accozzaglia di meccanismi di spesa, che tutti insieme non rappresentano una speranza di sviluppo per la Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, noi crediamo che risanare i bilanci pubblici con i tagli e con le tasse sia una strada facilmente percorribile. Sostituire i mutui a copertura del disavanzo di bilancio con la finanza creativa è, però, un'operazione spericolata e pericolosa, oltre che illegittima e incostituzionale, perché viola, come abbiamo detto tante volte, la veridicità del bilancio.

Se si approvasse la finanziaria nella formulazione attuale, ha scritto l'economista Beniamino Moro ne "L'Unione Sarda", si darebbe il via al cannibalismo finanziario per cui la Giunta in carica può spendersi anche le risorse future, lasciando i debiti alle Giunte che verranno. Questo potrebbe essere un discorso di parte, gli viene, però, in soccorso un altro qualificatissimo economista, il professor Francesco Pigliaru, già Assessore regionale del bilancio, sulla cui appartenenza e serietà credo nessuno possa dissentire. In un articolo su "La Nuova Sardegna" del 25 marzo scorso, il professor Pigliaru tra l'altro osserva: "Il comma 1 dell'articolo 2 lascia molto spazio a comportamenti fiscalmente irresponsabili" …Anticipare in un bilancio annuale soldi che arriveranno nel futuro è una operazione che molti ritengono rischiosa. Invece di creare le premesse per un futuro più fiscalmente disciplinato, qui si rischia di favorire comportamenti opposti. Questo è un pericolo reale, che tutti capiscono e che dovrebbe essere affrontato con attenzione". Ma, da quest'orecchio, come sappiamo, il Presidente e la maggioranza non ci sentono. Non c'è miglior sordo di chi non vuol sentire!

E allora noi diciamo che questa legge finanziaria è sorprendente e banale: sorprendente perché quelle ipotesi rituali sono negativamente innovative, banale perché ribadisce, ormai da tre anni, uno stile politico e amministrativo che rifugge, come tutti hanno detto, dal confronto, che adotta il metodo del ritardo, del disordine, della violazione di norme e prassi consolidate. Ma ancora più grave è il ricatto morale e politico della ripetuta minaccia del Presidente: " O è così o mi dimetto!" Vi parla chi le dimissioni le conosce. Le dimissioni, però, non si annunciano, ma si danno, perché sono il segno del coraggio e della coerenza politica, dell'impegno nel governo della cosa pubblica. Non sono un'umiliazione, ma anzi l'affermazione della propria personalità, la vittoria dei propri principi.

Ora, tornando alla finanziaria, nel complesso ci si trova in presenza di una proposta che noi non possiamo condividere, sia perché esula dai consolidati canoni di gestione contabile e amministrativa, sia perché sostanzialmente contiene scelte politiche ingiustificabili e inaccettabili. L'iscrizione nel bilancio 2007 di 500 milioni di euro di competenza del 2010, dopo che già nel bilancio 2006 era stata iscritta la somma di 1 miliardo e 500 milioni di euro reperibile negli anni 2013, 2014 e 2015, come abbiamo avuto modo di affermare tutti e come è stato richiamato anche dagli economisti, segna il primato della irresponsabilità e ha un carattere eversivo - e sottolineo eversivo, signor Presidente - rispetto ai principi di contabilità pubblica, per le ragioni che tutti abbiamo esposto, di per sé gravi, e per la palese incostituzionalità, in base a cui si distingue, da un lato, tra la fase di accertamento e riscossione delle entrate e la fase di impegno e pagamento delle spese e, dall'altro lato, tra bilancio di competenza e bilancio di cassa. Come è noto il bilancio di cassa si riferisce alla riscossione delle entrate e al pagamento delle uscite, mentre il bilancio di competenza contiene le entrate accertate e le uscite impegnate, che in termini di accertamento e di impegno hanno un preciso significato giuridico da rispettare in modo puntuale.

Orbene, il bilancio emergente, quello che è stato presentato con questa legge finanziaria, contiene entrate accertate e uscite impegnate, ma contiene pure, e non dovrebbe, l'entrata ipotizzata di 1 miliardo e 500 milioni di euro, che non è di competenza dell'esercizio 2007, e 1 miliardo e 500 milioni di euro del periodo 2013-2015. Quindi è da sottolineare con forza che in merito ai crediti e ai debiti non può mancare la correlazione tra il bilancio del creditore e quello del debitore. Se una somma viene iscritta nel primo bilancio, cioè nella parte attiva, la si deve iscrivere anche nel secondo bilancio, cioè nella parte passiva. In caso contrario si tratta, come in effetti è, di importi ipotetici e fantomatici, non contemplati da nessuna regola di contabilità né pubblica né privata. E per sanare queste licenze non ha senso appellarsi all'escamotage concordato con il Governo e inserito al primo comma dell'articolo 2, che tutti sappiamo essere di dubbia costituzionalità e anche fantomatico. Ho, infatti, ricordato tante volte, in questa sede, che nonostante con una legge finanziaria fosse stata garantita alla Regione la continuità territoriale per i secoli a venire, la continuità territoriale non c'è più, i soldi in bilancio non sono stati messi e lo stesso presidente Soru ha protestato per il fatto che quell'impegno assunto dal Governo centrale non è stato mantenuto. Cosa che potrebbe avvenire anche in questo caso.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, è per me sempre abbastanza faticoso intervenire per ripetere cose che ho già detto e che anche i colleghi hanno già detto, ed è persino frustrante per lo svolgimento del ruolo di consigliere regionale, però non posso fare a meno di dire alcune cose. Potrei cavarmela facendo mie le dichiarazioni dei colleghi Vargiu e Floris, perché le condivido e quindi le sottoscrivo. Colgo l'occasione, quindi, non per ripetere concetti che anche oggi sono stati qui espressi, ma per porre una domanda, con riferimento agli interventi che diversi esponenti della maggioranza hanno svolto nel corso del dibattito generale e ad alcune dichiarazioni di autorevolissimi rappresentanti sempre della maggioranza che sono apparse, anche oggi, sulla stampa: come si possono tenere certi comportamenti in Consiglio regionale, dove ci sono formalmente una maggioranza e una minoranza, quando dalla stessa maggioranza provengono, in forma solenne in Aula e in forma comunque politicamente rilevante sulla stampa, dichiarazioni identiche a quelle della minoranza? Su che basi si regge questa Giunta se la maggioranza che formalmente la sorregge fa dichiarazioni totalmente condivise dalla opposizione? Non è l'opposizione che è aberrante, che fa le capriole sul piano politico. No, queste dichiarazioni sono state ribadite poc'anzi, e mi riferisco, in modo anche molto particolare, a persone che io stimo.

Ho ascoltato con attenzione l'intervento del collega Masia dello S.D.I.: tolte le poche battute iniziali, potrei sottoscrivere il resto, che avrebbe tranquillamente potuto pronunciare un consigliere dell'opposizione. Tutte le osservazioni contenute nell'articolato intervento del collega Masia avrebbero potuto essere tranquillamente imputate a un esponente dell'opposizione. Il collega Balia non è certamente uno sprovveduto, ha un alto senso di responsabilità per la sua lunga milizia e responsabilità politica, ma anche per la sua lunga milizia ed esperienza nel Consiglio regionale, e non è certo uomo che si lasci andare alle frivolezze politiche, chiamiamole così, del piccolo dibattito, perciò quando parla lo fa con grande senso di responsabilità e ogni parola che pronuncia è ponderata. Ebbene, oggi è apparsa una sua intervista su "Il Sardegna" e io potrei tranquillamente mettere la firma sotto le critiche che lui ha mosso a questa finanziaria. Ma anche da parte di Gruppi politici più significativi sul piano numerico, D.S. e La Margherita, non sono stati mica lievi e di poco momento le dichiarazioni fatte in sede di Commissione, oggi e nei giorni scorsi. Pieni di perplessità, siamo arrivati addirittura a un voto che non rappresentava un consenso politico, ma un'esigenza tecnica, giusto per superare l'ostacolo dell'approvazione del disegno di legge in Commissione prima della discussione in Aula e non perdere ulteriore tempo. E io ho già sottolineato il senso di responsabilità che era dietro quel voto.

Bene, io ho sostenuto nel dibattito generale, e lo dovrei ripetere oggi, che se così stanno le cose, non abbiamo che due strade davanti a noi. Sulla legge finanziaria in generale non c'è nessuna profonda convinzione né da parte dell'opposizione né da parte di autorevoli esponenti della maggioranza. Quindi le strade, ripeto, sono due: o si addiviene a quello che io spesso vado sottolineando, si trova cioè un momento d'intesa e si apportano le necessarie modifiche, in uno spirito di autentica intesa autonomistica, per salvare gli interessi reali della Sardegna, e quindi dei cittadini sardi e dell'economia sarda, o altrimenti, scusatemi, tanto vale sciogliere questo Consiglio regionale, andarcene tutti a casa e restituire ai cittadini la facoltà di scegliersi di nuovo i propri rappresentanti e il proprio Governo.

Non si può andare avanti con queste ambiguità, perché dopo, sotto il ricatto chissà di che e con tutte le cose che si sono affermate, esprimeremo un voto conclusivo per salvare che cosa? Questo Consiglio regionale? Ma non salviamo la politica, non salviamo gli interessi regionali della Sardegna!

E allora, qui occorre davvero uno sforzo, uno scatto anche di dignità, oltre che del senso di responsabilità più generale delle forze politiche presenti in questo Consiglio, e tutta la contrarietà che è stata parzialmente o, qualche volta, in modo anche forte espressa a questa finanziaria deve trovare una sua coerente conclusione. Quando non si condivide qualcosa non la si condivide. Certamente, nessuno degli autorevoli colleghi che hanno espresso parere contrario è intervenuto per far dispetto all'Assessore o alla Giunta, ma effettivamente perché non c'è condivisione. E occorre coraggio e coerenza, da una posizione di maggioranza, per esprimersi ufficialmente in termini negativi.

Allora traiamone le conclusioni o troviamo il modo per arrivare a una condivisione reale di questa finanziaria, in nome della nostra autonomia, degli interessi economici e sociali della Sardegna, degli interessi del nostro sistema autonomistico, perché quando un Consiglio si esprime in questa maniera un po' coatta, soltanto a momenti libera e attraverso singole espressioni effettivamente emerge un aspetto patologico del sistema politico che sta oggi governando la Sardegna. Vogliamo continuare così? Io credo che in questo modo non facciamo il nostro dovere, né verso noi stessi né tanto meno verso il Consiglio regionale e i sardi.

Ho finito, signor Presidente, ogni altra parola sarebbe inutile, tanto ci siamo perfettamente intesi. Manca soltanto una riflessione seria e la volontà di superare queste difficoltà, che vanno ben al di là della stessa finanziaria, che pure è lo strumento fondamentale per governare la nostra regione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, l'articolo 1 della legge finanziaria, che è arrivata in Aula con tutti i suoi ritardi, di sicuro non scioglie, in questa versione, nessuno dei nodi posti fin dalla presentazione di questa legge, resi ancor più difficili dall'esercizio provvisorio e dalla manovra contabile che lo accompagnava, che prevedeva l'impegno di 1.500 milioni di euro di risorse future per risanare parte del disavanzo di amministrazione dell'esercizio finanziario 2006.

Nell'articolo 1 noi prevediamo la copertura del disavanzo del 2006 con una operazione finanziaria che il collega Floris ha chiamato spericolata e che nel comma 2 viene, invece, definita straordinaria. Noi la consideriamo un'operazione di sicuro non rispondente a quelli che sono i dettami costituzionali sulla gestione degli enti pubblici in particolare. Non si è individuata altra soluzione se non quella di utilizzare nell'esercizio finanziario 2007 un'ulteriore quota delle entrate del 2010. Credo che operazioni di questo genere non incontrino di sicuro il gradimento, tanto meno l'approvazione, delle forze di minoranza.

Il Presidente prima, l'Assessore e la maggioranza tutta hanno difeso queste operazioni finanziarie che qualcuno ha definito di finanza creativa. Ma, Assessore, c'era un impegno anche rispetto al parere del Ministero e in considerazione dei dubbi sollevati sull'attivazione di una procedura che, come dicevo, va in spregio addirittura al dettato costituzionale. Di sicuro, comunque, non facciamo grandi operazioni finanziarie né tanto meno rendiamo un buon servizio alla nostra terra e ai suoi cittadini approvando un articolo che impegna tante risorse (complessivamente 2 miliardi di euro) delle prossime amministrazioni e delle future generazioni. Dio non voglia, Assessore, che si debbano ancora affrontare, come è già successo, spese per emergenze dovute ad alluvioni, terremoti, eruzioni vulcaniche, guerre e quant'altro che, purtroppo, possono colpire il genere umano, la Terra, l'Italia e quindi anche la Sardegna. Poiché nessuno di noi possiede doti di preveggenza, non possiamo stabilire se il Governo italiano rispetterà o meno quanto contenuto nella finanziaria nazionale, ovvero nel comma 834 dell'articolo 1 della legge numero 296 del 2006, perché l'eccezionalità delle situazioni potrebbe, come è successo spesso in passato, portare alla distrazione di risorse imponenti per affrontare delle emergenze di carattere nazionale. Io non voglio fare né la Cassandra della situazione né il menagramo, comunque sia l'ipoteca che stiamo ponendo sui bilanci futuri, a cominciare da quello del 2010, "con una minore iscrizione, di pari importo" - così recita il comma 1 dell'articolo 1 della finanziaria regionale - equivalente appunto a 500 milioni di euro. Per fare che cosa, poi? Si ipotizza un aumento della compartecipazione della Regione al gettito delle entrate tributarie dello Stato, tema da noi di sicuro condiviso nel momento in cui si è avviato il confronto col Governo nazionale, che si è, poi, chiuso con un risultato minimale dal punto di vista dei ritorni per la nostra Isola, perché le somme messe a disposizione, oltretutto, sono state spalmate su vent'anni, quindi non ci sarà una ricaduta immediata per la nostra Isola.

L'anticipazione di risorse finanziarie future è un'operazione contabile e niente più, così qualche voce autorevole l'ha definita, che non genera cassa, peraltro, come dimostra la tabella E allegata alla finanziaria, perché ipotizza soltanto una disponibilità di risorse che sono di pertinenza del 2010. Questo è un fatto negativo, perché aumenta i residui attivi, che sono un ulteriore ostacolo alla spesa, ed è un tasto sul quale avremmo dovuto confrontarci molto più profondamente. Peraltro, se alchimie contabili devono essere portate avanti, le si dovrebbe incanalare proprio in direzione dell'aumento della capacità di spesa. Questo non è stato e al comma 3, entrando nel merito di quella che è la copertura finanziaria del disavanzo del 2006, possiamo verificare che non andiamo più verso quella linea enunciata dal Presidente che avrebbe dovuto portare al risanamento delle casse regionali senza accendere prestiti, senza avvalersi della possibilità di contrarre mutui. Così si diceva per l'esercizio 2006. Quest'anno, per sostenere la spesa, procediamo alla contrazione di mutui in maniera pesante, con un indebitamento di 83 milioni di euro all'anno per i prossimi trent'anni.

Questo è risanamento? Questo è ulteriore indebitamento per la Regione, perché quando andremo a verificare la massa delle risorse che saranno iscritte tra qualche mese nella prossima finanziaria, che dovrebbe essere presentata entro settembre, vedremo che i residui nelle casse regionali saranno aumentati di altri 3 miliardi di euro. Ma non facciamo gli interessi della Sardegna in questo modo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto l'articolo 1 è stato individuato, nella discussione che ha preceduto questo dibattito in Aula, come uno degli articoli chiave della manovra finanziaria, perché tratta la materia delle entrate in una fase successiva alla modifica dell'articolo 8 dello Statuto speciale, all'indomani, cioè, della conclusione di una lunga vertenza con lo Stato, che però mantiene ancora vivo il senso di una battaglia che ha visto tutti partecipi. Infatti, oltre alla Giunta e al Presidente della Regione, questa battaglia ha visto l'intero Consiglio regionale impegnato in più tempi attorno al tema delle entrate; ha visto le parti sociali, i soggetti dell'economia e del lavoro impegnati, insieme all'intero sistema funzionale locale, nel rivendicare una chiarezza non solo nella normativa, ma anche nei comportamenti conseguenti dello Stato, tali da garantire a questa Regione la dimensione e la qualità delle entrate a cui ha costituzionalmente diritto.

Intervenendo sull'articolo 1, esprimo sin d'ora il parere favorevole del mio Gruppo, oltre che del mio Partito, su questo e sugli articoli immediatamente successivi, che trattano complessivamente la materia delle entrate. Sono articoli importanti e l'articolo 1 è importantissimo proprio perché segna, dicevo, questa novità, ma anche per altri aspetti. Intanto prevede una disponibilità significativa di risorse aggiuntive per l'intera manovra, dopo tre anni di legislatura di centrosinistra, a guida del centrosinistra, e di fronte a una situazione difficile per il Paese nel suo complesso, e quindi anche per la Sardegna, presenta delle prospettive sicuramente più rosee di quelle che abbiamo visto nel passato. E' importante perché interviene in modo significativo sull'indebitamento senza gravare sulla possibilità di manovra finanziaria a soluzione dei problemi sociali, dell'economia e del lavoro di questa nostra regione. Quindi sull'articolo 1 si fonda tutto il respiro della manovra finanziaria. Per questo è un articolo importante ed è una risposta politicamente avanzata nei confronti della minoranza rispetto alla critica, sicuramente motivata, sul ritardo nella predisposizione della manovra finanziaria e nell'avvio della discussione dei relativi disegni di legge.

Il tema che dobbiamo sviluppare più di ogni altro nel corso della discussione sulla manovra finanziaria è questo: che cosa facciamo in questa nuova situazione che si è venuta a creare grazie alla positiva conclusione della vertenza sulle entrate, grazie alla novità normativa costituita dal rivisitato articolo 8 dello Statuto speciale, grazie alla maggiore possibilità di gestione delle risorse finanziarie che pervengono al bilancio regionale? Dobbiamo fare questo percorso; questo è l'orientamento che dobbiamo dare alla discussione, appunto cosa fare. Noi l'abbiamo detto, anche attraverso iniziative politiche evidenti in queste settimane. Dobbiamo dare una risposta da sinistra, una risposta matura e responsabile alle esigenze e ai bisogni della nostra comunità regionale: al bisogno di lavoro, di certezza, di certezza di reddito, di sviluppo ordinato della vita, di equilibrio tra i diversi territori, di possibilità di sviluppo non solo economico, ma anche sociale, culturale e democratico della nostra Isola. E dico da sinistra perché, così come è accaduto nelle scorse settimane, anche nei prossimi mesi si discuterà su quale dovrà essere la configurazione vera, reale del centrosinistra in questa regione, nel Paese, in Europa e anche oltre l'Europa che noi riconosciamo istituzionalmente. Si discuterà, cioè, sul modo in cui caratterizzare i Governi progressisti, i Governi democratici, orientati a rispondere ai bisogni delle popolazioni in termini di partecipazione democratica, di costruzione corale, di realizzazioni che vadano nella direzione di una risposta sociale avanzata. Noi pensiamo di dover da subito dichiarare esplicitamente, senza reticenze, la piena disponibilità dell'unità della sinistra nuova, plurale, laica, autonoma, critica e di alternativa, ampia e capace di sostenere e promuovere la responsabilità del governo complessivo delle società e dell'economia nel nostro Paese e nella nostra Isola. E non è attraverso percorsi solo ed esclusivamente di relazione che si costruisce questo grande progetto, di cui c'è bisogno, di cui c'è esigenza, necessità, ed è bene che tutti l'abbiano sottolineato. Noi pensiamo che sia soprattutto nel merito dei problemi che va sviluppata questa iniziativa. E la manovra finanziaria di questa Regione anche per l'Italia intera è un punto di riferimento interessante e significativo: diversa la gestione delle entrate, più partecipata anche dal sistema istituzionale locale (federalismo fiscale), nell'ottica di una più complessiva disponibilità di tutto il sistema locale regionale. E' una risposta forte verso la società sui grandi temi del lavoro, del contrasto alla precarizzazione della vita e del lavoro, del contrasto alle vecchie e nuove povertà.

Questo è il tema su cui va immediatamente promossa una reciproca consultazione, una coesione per rafforzare la proposta, renderla comprensibile e portarla al successo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, la finanziaria 2007, a mio giudizio, rischia di essere ricordata a lungo non solo per i primati relativi ai ritardi a cui ampiamente si è già fatto cenno, ma anche per le novità, enormi, visibili, che con essa vengono portate in quest'Aula per realizzare quella rivoluzione a cui ha fatto cenno poc'anzi l'onorevole Uras, il quale sostiene che si tratta, appunto, di una vera rivoluzione introdotta dalla vertenza sulle entrate. Io credo che la vertenza sulle entrate sia di per sé un'importante rivoluzione, che, però, non interagisce e non si interfaccia assolutamente con questa finanziaria, se non stravolgendo determinati principi generali. E noi di questo dobbiamo prendere atto.

Uno dei primati, che per la mia breve memoria non trova paragoni nel passato, si riferisce al fatto che da quando è iniziata la discussione della finanziaria in Aula il Presidente è assente. Credo che non sia mai capitato in precedenza, ed è ancora più rilevante oggi che si discute l'articolo 1, cioè l'articolo centrale della finanziaria, come è stato sottolineato poc'anzi. Questa legge, in effetti, si articola in due parti: l'articolo 1 e gli altri 33 articoli che, ovviamente, sono conseguenti al primo e stanno in uno scalino assolutamente inferiore.

Ma la seconda grande novità, una sorta di teorema che il Presidente sta portando in quest'Aula e ovviamente pretende di dimostrare, è il fatto che si vogliono rivoluzionare due principi assolutamente inderogabili. Il primo è il principio generale della contabilità, e cioè il principio della competenza: noi dobbiamo necessariamente fare analisi del risultato di esercizio riferendoci alle entrate e alle spese che effettivamente competono all'esercizio preso in esame. Dopodiché la somma algebrica tra entrate e uscite evidentemente determina il risultato di quell'esercizio. Nulla osta che il deficit eventuale possa essere coperto attraverso una forma di indebitamento, ma senza chiamarla fittiziamente "anticipazione di entrate". Questo è un principio inderogabile e se il presidente Soru sarà così bravo da dimostrare, come d'altro canto ha certificato anche l'assessore Dadea l'altro ieri, intervenendo nella discussione generale, che tutto ciò è legittimo, si tratterà davvero, allora, di una grande rivoluzione.

Il secondo principio è quasi scontato, matematico, ed è il principio cardine della matematica finanziaria: ogni capitale ha una sua precisa posizione in un asse del tempo. Se io sposto il capitale rispetto a questo asse, devo necessariamente applicare le formule finanziarie conosciute di sconto o di interesse in relazione allo spostamento indietro o avanti nel tempo. Il che significa, conseguentemente, misurare gli eventuali interessi o sconti maturati su quel capitale. Un capitale che ha valuta 2010, per intenderci, se viene anticipato a oggi - cosa legittima, assessore Dadea, ma non certo con l'infingimento che non si tratta di un indebitamento - per forza di cose richiede il costo del trasferimento a questo tempo. Allora, assecondiamo questo teorema del presidente Soru, accettando, per paradosso, che davvero sia così, che questa operazione sia legittima. L'assessore Dadea ha detto che l'hanno fatta anche altre Regioni e che è stata fatta in passato anche in questa Regione. Dimostrato questo teorema per assurdo, come è dimostrabile un teorema, allora noi chiediamo: perché anticipare 500 milioni di euro delle entrate del 2010 e mangiare di questa torta soltanto la fetta che serve in questo momento? Se è legittimo, anticipiamo anche una fetta analoga delle entrate del 2011 e del 2012 e quindi facciamo in modo che non 500 milioni, bensì 1 miliardo e 500 milioni possano essere anticipati a questo esercizio, senza che niente venga stravolto rispetto al principio, che è un assioma del teorema che è stato dimostrato dal presidente Soru. E così nessuno avrà più da lamentarsi, né noi ci lamenteremo, perché potremo finalmente risolvere gran parte dei problemi della Sardegna, potremo riscrivere la tabella E che accompagna il comma 1 dell'articolo 1 e, quindi, indicare una nuova spesa non per 500 milioni di euro, ma per 1 miliardo e 500 milioni di euro. Si darebbe finalmente risposta a quelle che sono le vere politiche attive del lavoro, che sono state completamente dimenticate, perché non è stato stanziato un euro per la legge numero 1 del 2002, sull'imprenditoria giovanile, perché sono previste delle inezie per finanziare la legge numero 215, sull'imprenditoria femminile, come pure la legge numero 9 sul commercio, mentre si potrebbero soddisfare le richieste di altri 2.400 esercenti ammessi alle graduatorie per accedere alle quali le domande dovevano essere presentate entro il 31 dicembre 2003. Potremmo finalmente fare un bando degno di essere chiamato tale per la legge numero 51, per la quale questa Giunta non ha ancora stanziato risorse e che necessariamente serve per dare, in maniera diretta, propulsione all'economia in Sardegna.

Ecco, queste sono politiche del lavoro, senza dimenticare le altre grandi problematiche presenti, alle quali si dice che dovremo dare risposte, ma saranno comunque risposte insufficienti. Mi riferisco al problema della povertà e, ovviamente, della solidarietà e al problema grandissimo di tutti i comuni della Sardegna, verso i quali c'è una forma nuova di attenzione che è data, ovviamente, dal contenuto dell'articolo 10, di cui tutti noi prendiamo atto. Ma anche lì, ovviamente, bisogna misurare con i numeri, perché se è vero che da un lato abbiamo accresciuto i trasferimenti ai comuni di 150 milioni di euro, è anche vero che abbiamo sottratto loro risorse in egual misura, o forse in misura maggiore, non rifinanziando il piano per il lavoro, ossia l'articolo 19 della legge 37.

Quindi, noi su questo vi sfidiamo. Voi siete convinti della legittimità di questa operazione finanziaria? Noi ne prendiamo atto, in tal caso, però, la torta va mangiata tutta ora, non serve lasciarla in frigo, perché sappiamo bene che si guasta!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Gli articoli 1 e 2 della legge finanziaria in discussione sono quelli su cui, nelle settimane scorse, si è incentrata la polemica o comunque si è aperto un confronto molto acceso, che sta proseguendo adesso in Aula in forma attenuata per il semplice fatto che la legge è arrivata in forte ritardo, tra l'altro quando ormai l'esercizio provvisorio aveva esaurito la sua efficacia. Inoltre, il senso di responsabilità da parte di tutti porta a considerare che ci sono, evidentemente, esigenze oggettive di funzionalità della nostra amministrazione che impongono di accelerare il più possibile l'esame di questa legge, affinché la Regione Sardegna, credo ultima in Italia, possa avere anch'essa un bilancio per il 2007 e, quindi, un sistema finanziario pienamente funzionale.

Ma la difficoltà e la stanchezza con cui il dibattito va avanti non ci possono risparmiare il dovere e, in un certo senso, anche la fatica di insistere nell'analisi di una norma che, oggettivamente, noi crediamo sia assolutamente infondata rispetto ai presupposti di legittimità costituzionale. La chiave di lettura è, naturalmente, nei primi due commi, che prevedono innanzitutto l'iscrizione, nel bilancio 2007, di uno stanziamento di 500 milioni di euro quale anticipazione di somme che sono assegnate alla Regione ai termini della legge la finanziaria dello Stato per il 2007. L'indicazione prevista nel comma 1 ha, poi, un risvolto nella tabella appositamente istituita, che destina questa somma a investimenti tesi al conseguimento di obiettivi in gran parte oggettivamente condivisibili, ma che purtroppo, come è stato già detto, non potranno essere sicuramente raggiunti nel corso dell'esercizio 2007, perché sarebbero necessarie operazioni contabili come minimo spericolate, passando dalla competenza alla cassa, nell'ipotesi in cui questa somma dovesse davvero essere messa a disposizione. In ogni caso, quand'anche volessimo considerare questo stanziamento corretto e corrispondente ai dettami della legge di contabilità, esso costituisce di fatto un prestito, un indebitamento autorizzato dalla Regione. Ovviamente un indebitamento mascherato, perché non si prevede l'autorizzazione alla contrazione di mutui o prestiti obbligazionari, così come disposto nelle precedenti leggi finanziarie, ma un'anticipazione a costo zero, cioè un debito a costo zero, che graverà sui bilanci futuri e, così come è stato detto, sull'attività amministrativa regionale che dovrà essere esercitata dal 2010 in poi. Quindi è una disposizione illegittima sul piano del rispetto delle norme costituzionali e della corretta interpretazione del sistema giuridico finanziario o, comunque, un prestito mascherato.

Ciò che, però, sorprende, confrontando il primo e il secondo comma, è che in quest'ultimo la Giunta regionale abbia inserito una disposizione che costituisce una sorta di interpretazione autentica dell'articolo 2 della legge numero 21 del 2006, la legge di autorizzazione dei primi due mesi di esercizio provvisorio, successivamente prorogato a quattro. Quanto previsto in questo articolo deve, cioè, intendersi quale operazione finanziaria straordinaria finalizzata alla copertura di una quota parte del disavanzo di amministrazione, pari a 1 miliardo e 500 milioni di euro. Evidentemente la norma è stata scritta in questo modo proprio per obbedire - è stato detto, è stato confermato e lo abbiamo verificato anche attraverso i documenti che abbiamo potuto vedere - a un'indicazione del Governo nazionale, che nello scegliere di non impugnare l'articolo 2 della legge numero 21 davanti alla Corte costituzionale, ha detto che simili disposizioni finanziarie possono essere ammissibili qualora siano straordinarie.

E qui noi non possiamo che rilevare un'evidentissima contraddizione, e cioè il fatto che nel secondo comma si considera straordinaria un'operazione di anticipazione di somme che riguardano esercizi futuri, mentre nel primo comma una disposizione analoga, che segue lo stesso meccanismo, che obbedisce alla stessa ratio e che applica, sostanzialmente, la stessa metodologia, prevede un accertamento di entrate che non riguardano l'esercizio di riferimento, ma esercizi futuri. Noi non possiamo che rilevare questo. Voi avete evitato il ricorso del Governo, da cui avete avuto l'assicurazione - e questo evidentemente è stato detto o sottoscritto in accordi formali o non formali tra il Governo regionale e il Governo nazionale - che la legge numero 21 del 2006 non sarebbe stata impugnata, proprio per il fatto che quella anticipazione di entrate è stata intesa dal Governo stesso come operazione straordinaria. Oggi riproponete la stessa operazione per l'esercizio finanziario 2007 e, presumibilmente, prevederete un'operazione del genere anche nei bilanci 2008 e 2009 - se ci arriveremo, naturalmente - esaurendo, cioè, quel salvadanaio di entrate presumibilmente incrementate a seguito della riforma del Titolo III dello Statuto, che voi considerate una grande conquista di questo Governo regionale.

Ecco, questa contraddizione rimane e credo che costituisca motivo di un possibile e necessario esame da parte del Governo, che non potrà, a questo punto, considerare anche questa anticipazione di risorse future come un'operazione straordinaria. Siamo davvero curiosi di vedere con quali motivazioni il Governo nazionale intenderà, in questo caso, evitare la promozione di un ricorso alla Corte costituzionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, il mio intervento sarà sicuramente brevissimo. Ho ritenuto di dover intervenire riguardo a quanto è stato affermato dall'onorevole Vargiu circa la ritualità dell'inizio dei lavori d'Aula.

L'onorevole Vargiu ha detto che, in effetti, la Commissione non ha ancora esaurito l'esame degli emendamenti e questo inficerebbe la ritualità, appunto, dell'inizio dei lavori d'Aula. Tengo a precisare che, probabilmente, l'onorevole Vargiu era assente quando si è deciso, in considerazione dell'altissimo numero di emendamenti e dell'esiguità del tempo a disposizione, di esaminare tutti gli emendamenti ad eccezione di quelli all'articolo 31, che poi sono i più numerosi, di valutare fin dove saremmo potuti arrivare prima dell'inizio della discussione sull'articolato ed eventualmente di proseguire anche durante i lavori dell'Aula, così come si è fatto. Tengo anche a precisare che, se la memoria non m'inganna, anche l'anno scorso la Commissione si è riunita, per l'esame degli emendamenti, durante i lavori dell'Aula, quindi non è certamente un metodo innovativo né irrituale laddove la decisione è stata assunta dalla Commissione stessa.

Circa il merito dell'articolo 1 non intendo intervenire, perché evidentemente non direi nulla di più di quanto è stato detto in questi ultimi mesi, in cui se n'è discusso in maniera, credo, esaustiva. Tengo solo a sottolineare un aspetto, e cioè che, in effetti, non spetta al presidente Soru decidere sulla legittimità o meno dell'articolo 1. Credo che la legittimità del provvedimento sia stata già affermata nel momento in cui gli organi che sono preposti ad attestarla non si sono pronunciati per l'impugnazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, per quel senso di responsabilità che, a dire la verità, dovrebbero avere tutti i consiglieri regionali, avendo verificato che la maggioranza non era a momenti numericamente in grado di sostenere neanche la votazione del passaggio all'esame degli articoli e dopo aver sentito lei annunciare un numero straordinariamente alto di colleghi assenti, io onestamente preferirei, a questo punto, che quanto meno il presidente Soru partecipasse attivamente ai lavori dell'Aula, piuttosto che aggirarsi, in maniera quasi ombrosa e furbesca tra i corridoi del palazzo del Consiglio, non si capisce bene perché. O meglio, noi lo capiamo, denunceremo questo fatto eventualmente nei giorni successivi.

L'onorevole Uras ha detto che la chiave di tutta la manovra finanziaria sta nell'articolo 1, ma non ho capito se parlava a nome di una sinistra piuttosto che dell'altra. Onorevole Uras, può anche darsi che lei abbia ragione, ma a me questa non pare una chiave, pare piuttosto un grimaldello. Ovviamente la chiave ha un senso positivo, un senso buono, la si usa per aprire o chiudere le porte, il grimaldello no! Il grimaldello lo si usa per un altro fine e mi pare che qua ci sia proprio il fine: intanto stiamo andando a scardinare le risorse delle future generazioni, ci stiamo appropriando di un qualcosa che non è esattamente nostro, inoltre non è assolutamente vero che il Governo non abbia proposto impugnazione, come sosteneva l'onorevole Porcu la settimana scorsa. Il Governo ha proposto impugnazione, ma si è astenuto dal farlo una seconda volta. Perché? Perché il presidente Soru - e qui devo dire che ha ragione - dice nell'articolo 2, ma lo dice solo in questo articolo: "La Regione ha facoltà, qualora ne ravvisi la necessità e nei limiti delle maggiori somme previste per gli esercizi futuri, di…". Lo dice nell'articolo 2 dopo aver agito, però, già nell'articolo 1. Ma, oltre ad aver agito nell'articolo 1, ha agito anche nell'esercizio provvisorio. E allora, si può aggirare tutto, questa operazione può anche essere legittima - io non ritengo che lo sia -, ma è possibile che, poi, alcuni colleghi della maggioranza dicano: "E non è finita"? Dov'è, dunque, la straordinarietà dell'operazione, che è la garanzia che è stata data al Governo? Al Governo è stata infatti data una garanzia dicendogli: "Stai attento, perché stiamo parlando di una norma assolutamente straordinaria". Poi, avendo avuto l'avventura di partecipare ai lavori della Commissione, e non solo, ed essendo molto attento alle notizie che vengono veicolate quotidianamente soprattutto dai colleghi della maggioranza, scopro che c'è già il presupposto perché l'anno venturo, e forse anche nel 2009, si utilizzi lo stesso grimaldello e non la stessa chiave. Allora la straordinarietà da che cosa nasce? Se una norma è straordinaria la si utilizza una volta solo, una tantum, punto e basta. Il completo azzeramento del disavanzo della Regione tutto sommato renderebbe tutti molto più sereni e tranquilli. Avevamo una motivazione forte, appunto l'abbattimento del disavanzo, invece così non è.

L'onorevole Uras ha detto: "Da qui nasce il respiro della manovra finanziaria". State attenti, ha parlato di respiro. Onorevole Uras, io ho la vaga impressione che qui non ci stiano propinando ossigeno, ma protossido d'azoto! Non è assolutamente possibile che lei in questa manovra finanziaria veda il respiro! Lei ha, poi, aggiunto tutta una serie di considerazioni su ciò che dovrebbe succedere alla Sardegna e alla sua economia disastrata. L'avete trovata disastrata? Certamente voi l'avete peggiorata, non migliorata! E questo ossigeno, questo protossido d'azoto, dovrebbe risanarla!

Ho già detto, in precedenti occasioni, che questa è una finanziaria che non genera ricchezza, ma distribuisce povertà, e ho sentito l'onorevole Uras confermare che dobbiamo distribuire povertà. Peraltro, chiedo scusa alle altre forze di sinistra, ma non ho ancora capito di quale sinistra stia parlando l'onorevole Uras, se di quella tutta unita di Rifondazione Comunista o di un'altra parte. Non ho ancora capito se si stia ragionando per parti, se l'onorevole Cugini, per esempio, abbia la stessa idea dell'onorevole Uras o dell'onorevole Licheri, anch'egli autorevole esponente di Rifondazione Comunista.

E allora questa risposta che dovrebbe venire da sinistra, onestamente, onorevole Uras, io non l'ho sentita ancora. Tutte le risposte che ai sardi sono arrivate dalla sinistra si sono dimostrate fallimentari. Non vogliamo usare il termine fallimentare? Benissimo, usiamo un altro termine: inattuabile! Che i fondi del piano per il lavoro (articolo 19 della legge 37/98) siano spesi male noi l'abbiamo denunciato tante volte e lei lo ha denunciato con noi, anche se stamattina, in Commissione, ha dovuto dire che comunque la situazione era stata monitorata. Sì, ma ci sono ancora 670 milioni di euro non spesi!

URAS (R.C.). A cominciare da Cagliari, che non ha speso svariati milioni di euro!

DIANA (A.N.). Colpevolissima anche Cagliari! Tutti sono colpevoli!

URAS (R.C.). Tutti!

DIANA (A.N.). Per cui, voglio dire, per quanto riguarda l'articolo 19 della legge numero 37 ci sono ancora 670 milioni di euro non spesi, e sono risorse già assegnate ai comuni, i quali solo per chiudere gli accordi con i soggetti che ne hanno fatto richiesta impegnano tanto tempo. Alla fine, anziché utilizzare il loro tempo, lo perdono.

E allora questa risposta sociale avanzata, che sa tanto di fregatura ("risposta sociale avanzata", mancano solo le falangi!), io non la vedo, onorevole Uras. E non mi attardo a parlare dell'articolo 1, perché ci siamo veramente stancati di parlarne, sia in Commissione sia in Aula; io ne ho parlato nella mia relazione ed è diventato ormai quasi riduttivo parlarne ancora. Dobbiamo probabilmente guardare avanti, e guardando avanti noi rileviamo che il grande impegno consistente nel mettere a disposizione dei sardi una mole importante di risorse di fatto si concretizza nel protossido d'azoto, perché stiamo dando questo ai sardi! Gli altri colleghi si sono giustamente e correttamente attardati a parlare della legge numero 51, della legge numero 9, della legge numero 15, insomma di tutte le leggi che dovrebbero incentivare l'economia, cosa che invece non succede. Poi troviamo, o almeno avevamo trovato, i soldi per "ambientalizzare" la Sardegna e li regaliamo all'ENEL per levare i tralicci e così via. Sono queste le cose che qualificano questa finanziaria? Io non ho ancora visto il famoso articolo 32 bis, mi riservo di leggerlo quando avrò esaurito tutto quello che debbo dire in questa sede e nelle giornate successive.

Non è assolutamente pensabile che una manovra finanziaria che voi definite così attenta ai problemi della Sardegna non abbia neanche la vostra considerazione, oltre a non avere quella dell'opposizione. Io mi baso sui numeri: durante la verifica del numero legale, Presidente, eravamo in 43 in aula, ma abbiamo segnalato la presenza tutti noi dell'opposizione! E' possibile continuare a lavorare in questo mondo? E' possibile che la presenza di soli trenta, trentadue o trentatré consiglieri della maggioranza sia sufficiente per far capire ai sardi che stiamo facendo una cosa seria e corretta nel loro interesse?

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, in verità un po' tutti hanno evidenziato alcuni argomenti che ormai sono diventati patrimonio collettivo anche in quest'Aula: i ritardi accumulati nel tempo, che hanno portato a discutere questa finanziaria in data odierna, l'approvazione di una legge statutaria che solo Dio sa se sarà di utilità ai sardi, l'approvazione di un Piano sanitario che anziché favorire la sanità pubblica la sta, a mio avviso, mandando a ramengo. Ma ancor più preoccupante è il fatto che siamo veramente in pochi in quest'aula a dibattere di argomenti così importanti, e anche questo è stato evidenziato dagli altri oratori.

L'articolo 1 è il fondamento della legge finanziaria, indica quali sono le risorse finanziarie necessarie per poter gestire lo sviluppo dell'Isola, per consentire alle famiglie sarde di condurre un'esistenza dignitosa in futuro, diversa da quella che stanno conducendo oggi. Ora, è vero che 500 milioni di euro sono una cifra importante, ma è altrettanto vero che sono un'anticipazione di risorse del 2010, e allora non capisco perché non del 2008, del 2009 o del 2011! Anche questa è una spiegazione che la Giunta ci dovrà dare, così come ci deve dire se intende anticipare, in via del tutto eccezionale, altre risorse che si renderanno disponibili in futuro, secondo l'accordo raggiunto con lo Stato, che certamente, onorevole Uras, non si può considerare una vittoria netta per la Regione Sardegna, al contrario di come si prospettava all'inizio. Le forze sociali, le forze sindacali, i partiti politici, il Consiglio e la Giunta regionale hanno fronteggiato lo Stato, il Governo, chiedendo che alla Sardegna fossero assegnate sostanziose risorse finanziarie a ristoro di quello che per anni non le è stato consentito avere. In sedi riservate, alla chetichella, di nascosto, di sottecchi, poi, è spuntato un accordo che, a parere del presidente Soru, porterà risorse in quantità eccezionale e darà grandi opportunità di sviluppo alla Sardegna. Quali sono le opportunità serie di sviluppo per la Sardegna? Quali sono le occasioni di vero sviluppo che vengono offerte con questa operazione contabile, eufemisticamente definita di finanza creativa, per non dire che è un imbroglio? E un imbroglio è utilizzare somme che non sono disponibili e di cui non si ha certezza. Qual è il riscontro in positivo che le varie categorie, le varie parti sociali possono trovare in questa manovra di bilancio per il 2007?

Se non sbaglio, lo stesso onorevole Pisano rimarcava che in questa finanziaria non c'è un evidente sostegno all'imprenditoria giovanile, non si prevede un sostanziale incremento del finanziamento per l'imprenditoria femminile, non c'è attenzione per il commercio, ancor meno per l'artigianato. Non si parli, poi, di quello che è sotto gli occhi di tutti: fabbriche deserte, mancanza totale di opportunità di lavoro, famiglie allo sbando, condizioni di miseria e disagio sociale sempre più diffusi. E poi, dalla lettura dell'articolo 32 non si capisce come si vogliano spendere le risorse per eliminare il disagio sociale, la povertà e quant'altro!

Credo che ciascuno di noi dovrebbe farsi un esame di coscienza per la tristezza del dibattito che si sta svolgendo in quest'Aula, in cui manca un'opposizione. E capisco che non può che essere così, perché non esiste dialogo, non esistono opportunità per un dibattito serio e franco tra la maggioranza e la minoranza, ma esiste esclusivamente la dittatura della maggioranza!

FLORIS VINCENZO (D.S.). E' la dittatura del proletariato!

DEDONI (Riformatori Sardi). Ti ricordo, compagno che la dittatura del proletariato non ha certamente portato soluzioni di sviluppo. C'è stato e mi pare che sia tuttora in corso un dibattito tutto interno alla sinistra - e lo lascio alla sinistra - sulle quelle che sono le prospettive per il futuro. Se queste sono le soluzioni che voi proponete per il futuro, ahimè, ahinoi, la dittatura del proletariato, vista anche nella personificazione dell'uomo solo al comando, Dio solo sa cosa potrà ancora apportare, oltre a tutto quello che ha già apportato. Ma non dico queste cose con spirito demagogico. Ciascuno di voi credo abbia potuto constatare in che condizioni versino molte famiglie; c'è chi non riesce a pagare le rate del mutuo per la casa e se la vede pignorare o mettere all'asta. Ho visto anche da poco la disperazione di una coppia di coniugi con due bambini a cui stavano sottraendo la casa perché i danari della Regione non erano arrivati nei tempi stabiliti. Vi siete mai chiesti perché c'è un ritardo di otto mesi o un anno nei pagamenti da parte della Ragioneria regionale? Perché non vi interrogate su questo, perché non fate una verifica voi della maggioranza, voi della dittatura del proletariato, voi che volete alleviare le condizioni dei poveri? Perché non andate a vedere che cosa è cambiato effettivamente nelle procedure di liquidazione delle somme da parte della Ragioneria? Un nuovo strumento, introdotto da questa Presidenza della Regione, ritarda in assoluto tutti i pagamenti.

Ma come possono crearsi opportunità di sviluppo se si toglie ai cittadini anche la possibilità di ricevere per tempo le somme che la Regione si era impegnata a pagare? Ma è proprio facendo affidamento su quelle risorse che qualcuno magari ha sottoscritto dei contratti, ha avviato un'attività, sentendosi garantito dal fatto che la Regione gli avrebbe dato i danari. E' un fatto di coscienza!

Allora, mi turba veramente la coscienza questo dibattito che forse era meglio evitare, tanto pare che qui un uomo solo al comando riesca a gestire tutto ciò che riguarda la Sardegna! Fino a che non accadrà quello a cui in altra circostanza ho fatto riferimento e si farà silenzio, annichilendo le persone che avrebbero potuto parlare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, la Giunta interverrà il meno possibile in questo dibattito, limitandosi alle questioni che rappresentano elementi fondamentali della manovra finanziaria. E penso che l'articolo 1 sia proprio uno degli elementi portanti di questa manovra.

Voglio intanto tranquillizzare l'onorevole Vargiu - che non vedo in aula - a proposito di questa sorta di marchingegno machiavellico che sarebbe stato escogitato dalla Giunta regionale e dal suo Presidente, cioè l'anticipazione di 500 milioni di euro. Le assicuro, onorevole Vargiu, che non c'è nessun marchingegno machiavellico.

Voglio anche rispondere all'onorevole Floris circa il carattere eversivo, a suo dire, dell'articolo 1 e la sua eventuale incostituzionalità. Come gli onorevoli consiglieri sanno, questo articolo è stato oggetto di una pregiudiziale di legittimità posta dalla minoranza e sulla quale si è a lungo dibattuto sia in Commissione sia in Aula. Io continuo a dare dell'articolo 1 una lettura molto pragmatica, quindi eviterò di addentrarmi nelle elaborazioni in materia di costituzionalità in cui si sono cimentati diversi studiosi, anche attraverso le pagine dei quotidiani sardi. Continuo a dare una lettura pragmatica dell'articolo 1, nel senso che noi riteniamo l'anticipazione di 500 milioni di euro del credito vantato dalla Regione nei confronti dello Stato, che è contenuto nella finanziaria nazionale, legittima e utile, perché attiva una procedura virtuosa.

Perché la Giunta ribadisce che si tratta di una procedura legittima? Perché questa stessa procedura era contenuta nella legge numero 21 del 2006, che autorizzava l'esercizio provvisorio, legge della Regione a tutti gli effetti e che non è stata impugnata dal Governo. Si dirà che non è stata impugnata perché c'è un'affinità di carattere politico tra il Governo regionale e il Governo nazionale. Faccio ancora una volta osservare che la legittimità di questa procedura non è stata riconosciuta dal Ministro dell'economia, ma dall'Ufficio legislativo del Ministero dell'economia, il quale ha detto che nulla osta, riferendosi alla legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio, e dando piena legittimità a una procedura che noi abbiamo riproposto nell'articolo 1 della finanziaria 2007.

Perché, oltre che legittima, questa procedura è virtuosa, attiva cioè un circolo virtuoso? Perché noi avevamo due possibilità per immettere nell'economia sarda una quantità di risorse tale da attivare un meccanismo di sviluppo e una modalità di spesa positivi e proficui per la nostra economia. Potevamo, cioè, ricorrere a un mutuo, in questo caso, però, vorrei far osservare che se il mutuo non viene contratto genera disavanzo, mentre se viene contratto comporta il pagamento di interessi passivi, che, come voi sapete, poi ci portiamo sulle spalle per quindici o trent'anni. Questo sì avrebbe ipotecato le risorse future e delle future generazioni. La seconda opzione era quella dell'anticipazione di entrate future che, come voi sapete, creano un vincolo rigido all'azione finanziaria successiva. Le prossime Giunte regionali avranno un vincolo rigido per un utilizzo virtuoso di quelle risorse. Ma l'anticipazione genera soprattutto un residuo attivo, perché la relativa posta di bilancio viene considerata residuo attivo, e quindi non genera disavanzo.

Continuo, dunque, a dare una lettura pragmatica della procedura che noi abbiamo previsto all'articolo 1, che si basa su una legittimità piena, così come certificato dagli Uffici del Ministero dell'economia. Ma, soprattutto, questa procedura è virtuosa, perché mette in campo una quantità di risorse che sono utilissime in questa fase della nostra economia e che possono essere utilizzate, così come previsto nella finanziaria, per generare capacità di sviluppo, che per noi è fondamentale. Quindi nessun machiavellismo, nessuna procedura eversiva, ma una procedura legittima e utile per la nostra regione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, sugli emendamenti numero 93, 420, 94, 419, 418, 417, 1, 95, 2 e 416 esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio .

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 93.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, ho ascoltato per l'ennesima volta, devo dire, le argomentazioni dell'assessore Dadea. E' normale che sia così, tutte le motivazioni che ci ha portato sono a noi già conosciute; quello che ha riportato è il parere della Giunta e dell'Ufficio legislativo del Ministero dell'economia.

Allora, nell'annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 93, Assessore, vorrei anche avanzare formalmente una richiesta. Immagino che voi abbiate inoltrato una richiesta all'Ufficio legislativo, altrimenti questo parere come è arrivato, così?

(Interruzione dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione)

Benissimo, l'Ufficio legislativo ha detto quello. La Regione Sardegna, voglio dire, è la Regione Sardegna, ma in Sardegna esistono più di 380 comuni, tra cui piccoli comuni che vivono la stessa difficile situazione e avrebbero piacere di poter utilizzare, con la stessa modalità, risorse degli esercizi futuri: le entrate di cui alla legge numero 25, quelle del fondo indistinto e quant'altro. Allora, nell'annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 93, invito l'assessore Dadea, in questo caso, la Giunta regionale tutta e il Presidente della Regione a inviare immediatamente all'Ufficio legislativo, qualora non sia stato formalizzato un quesito per la fattispecie del bilancio regionale, la richiesta di un parere per capire se tutte le amministrazioni locali della Sardegna possono usare lo stesso criterio che sta adoperando la Regione. Perché se così fosse, veramente questo sarebbe il paese di Bengodi, questa sarebbe un'isola talmente felice che non ci sarebbero problemi di nessun genere!

Chiedo che venga fatto questo, perché non è possibile che una fattispecie di questo genere possa essere applicata dalla Regione Sardegna e non dalle province e dai comuni, dalle comunità montane e da tutti quei soggetti che vivono delle risorse che vengono loro trasferite da un ente superiore. Le chiedo la cortesia, Assessore, di impegnarsi affinché questo quesito venga fatto pervenire all'Ufficio legislativo del Ministero dell'economia, e se la risposta sarà positiva, guardi, ne sarò talmente felice che riprenderò a fare il Presidente di Provincia!

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole La Spisa che l'ha chiesta, voglio precisare, avendolo omesso prima, che gli emendamenti numero 93 e 420, essendo identici, saranno messi in votazione insieme.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei naturalmente dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 93, voto che evidentemente nasce dalla non condivisione della scelta operata. Noi aspettiamo e speriamo che, prima o poi, la questione della legittimità sia esaminata da un'autorità giurisdizionale più alta di quella citata, con un'autorevolezza quindi superiore sul piano dell'interpretazione delle norme di legge rispetto ai principi costituzionali.

Ciò che l'Assessore afferma sulla legittimità di quanto disposto al comma 1 dell'articolo 1 è improbabile, per cui speriamo di poterci e doverci affidare, prima o poi, alla valutazione, al giudizio vero e proprio di un'autorità che sia al di sopra delle parti. Improbabile la valutazione che fa l'Assessore sulla legittimità, direi molto arrischiata quella sulla virtuosità del meccanismo. Io non credo che sia virtuoso un meccanismo che, anticipando entrate future, in qualche modo costituisce un prestito rispetto ai bilanci futuri; un prestito che non può essere considerato virtuoso solo per il fatto che non comporta, nell'eventualità che queste somme possano essere utilizzate, un onere, un costo, come nel caso dell'indebitamento vero e proprio. Non credo che possa essere considerato virtuoso neanche per il fatto che genera un vincolo rigido di destinazione, perché questo vincolo può essere rimosso in qualunque momento con un atto della stessa forza della legge finanziaria. Il fatto, poi, che questo meccanismo generi, eventualmente, residui attivi non mi sembra che costituisca una virtuosità. La virtuosità consiste nel prevedere in legge cose che rispettino effettivamente la realtà, e questo è proprio quel che non accade con il comma 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io voto con serenità a favore dell'emendamento numero 93 presentato dal Gruppo dei Riformatori, che resta l'ultima testimonianza possibile, per quanto ci riguarda, di una non condivisione del metodo previsto nel comma 1 dell'articolo 1, che noi consideriamo non virtuoso, anche alla luce dell'esempio che lo stesso Presidente della Regione fece in quest'Aula proprio nella ricordata occasione in cui iniziammo la contestazione sul metodo.

Assessore Dadea, durante la discussione sull'esercizio provvisorio per il 2007, il presidente Soru sostanzialmente disse che, se una famiglia ha la necessità di spendere dei soldi per l'istruzione del figlio e ha la certezza della lentezza della spesa, è autorizzata a impegnarsi oggi per quella spesa, sapendo che tanto i meccanismi sono tali per cui l'esazione materiale avverrà in un secondo momento, nel frattempo, però, sarà venuta in possesso delle risorse finanziarie necessarie. Se questo è il ragionamento, devo dire che presta il fianco a due fortissime critiche. La prima è che noi preferiremmo che questa spesa venisse fatta attraverso i canali tradizionali, che sono quelli del mutuo, e lo preferiremmo perché questo dà un'idea più precisa di quale sia la situazione debitoria della Regione nei confronti di tutti coloro con i quali si sono contratte obbligazioni e perché questo è il sistema normale che in tutti i bilanci, nei bilanci dei comuni, nei bilanci degli enti locali in genere, ma anche nei bilanci delle famiglie, viene utilizzato per far fronte alle spese. Le famiglie, infatti, non si impegnano sulla base di ipotetici guadagni, ma sulla base di certezze che se sono fornite dalle banche hanno un valore ben diverso da quello della parola d'onore.

La seconda critica, altrettanto forte, se non di più, è che se questo ragionamento va avanti, teoricamente sarebbe possibile il doppio indebitamento, nel senso che la Regione, che ha surrettiziamente ridotto il suo reale indebitamento, potrebbe rendere disponibili due volte le somme: una prima volta attraverso il canale usuale del debito bancario, che questa volta non è utilizzato, e una seconda volta attraverso il canale dell'anticipazione, con un gravame sui bilanci futuri che è ben facile immaginare. Ed è davvero inquietante che si abbia l'onere di portare questo gravame in quest'Aula in questo momento. Quindi io credo che una riflessione su questo, anche da parte sua, assessore Dadea, sarebbe importante e utile.

Chiedo la votazione nominale sugli emendamenti numero 93 e 420.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 93 e 420.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Murgioni e Diana hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Diana - Farigu - La Spisa - Lombardo - Murgioni - Pisano - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 45

astenuti 2

maggioranza 23

favorevoli 7

contrari 38

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 94 e 419, che sono identici.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Non so quante volte ancora ci dovremo rivolgere all'assessore Dadea. Assessore, se c'è un comma che ci ha creato delle perplessità è proprio il comma 2, perché, come ho già detto nella mia relazione, nel sito del Ministero degli affari regionali è apparso un comunicato nel quale è detto che si è raggiunto un accordo che scongiura il ricorso alla Corte costituzionale - lo dico anche per l'onorevole Porcu - con l'impegno assunto dal presidente Renato Soru di considerare la norma in oggetto quale operazione finanziaria straordinaria. Se è straordinaria e se è bastato il parere del presidente Soru, vorrei capire per quale motivo dobbiamo votare una norma di questo genere. Stiamo sanando una partita palesemente illegittima e non è possibile, colleghi, che voi continuiate ad appiattirvi su queste posizioni!

Il parere l'ha dato il presidente Soru al Ministro degli affari regionali, garantendo che si trattava di un'operazione assolutamente straordinaria. Ma la garanzia della straordinarietà non è sufficiente ed è necessario che noi, a posteriori, votiamo una norma come quella contenuta nel comma 2. Io non ci sto! Mi dispiace, ma dichiaro il mio voto assolutamente contrario, e spero che lo facciate anche voi. Questa norma non serve, non ha nessuna ragion d'essere, è una norma che non ci riguarda. Il parere l'ha già dato il presidente Soru, pertanto credo che il comma 2 debba essere cassato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Intervengo per dichiarare il mio voto contrario all'emendamento numero 94 e per fare una breve annotazione su ciò che diceva il collega Diana.

Io credo che il presidente Soru, a cui la minoranza tende a dare molti poteri, non abbia anche il potere di sancire la legittimità di una norma. Se la legge numero 21 del 2006 non è stata impugnata, significa che è legittima. Credo che la straordinarietà sia attestata nell'articolo 2, che dice chiaramente: "La Regione ha facoltà, qualora ne ravvisi la necessità e nei limiti delle maggiori somme previste per gli esercizi futuri, di stanziare con la legge finanziaria importi che verranno trasferiti dallo Stato negli anni futuri". Questa norma limita la possibilità di anticipare risorse future al caso in cui siano previste maggiori somme. Quindi, anche in riferimento a ciò che diceva l'onorevole Floris, che cita spesso a sproposito l'ex Assessore del bilancio, questa norma è del tutto in linea con quello che scriveva Francesco Pigliaru, il quale, ritenendo opportuno spalmare su diversi anni le maggiori risorse del 2010, sosteneva che fosse meglio specificare che si tratta di un caso eccezionale. Ma eccezionale è il caso di una Regione che per la prima volta, dopo sessant'anni, ottiene una rivisitazione importante del proprio gettito fiscale, della propria compartecipazione fiscale. Mi sembra, quindi, che tutto questo porti a dire che stiamo facendo una querelle inutile su una norma che non solo è legittima, ma è anche opportuna e prudenziale, per i motivi che ha spiegato molto bene prima l'Assessore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Noi voteremo a favore dell'emendamento soppressivo del comma 2 per le stesse considerazioni che ci hanno indotto a votare a favore dell'emendamento soppressivo del comma 1, devo dire, però, questa volta con minore apprensione.

Tutto sommato, infatti, il comma 2 ci sembra talmente finto da non creare particolari preoccupazioni, nel senso che se l'obiettivo di questo comma è quello di poter sostenere che l'indebitamento della Regione si è modificato in senso virtuoso e di poter esibire, durante la campagna elettorale, delle tabelle che dicono che grazie alla virtuosa amministrazione di questa coalizione di centrosinistra si è ridotto l'indebitamento storico della Regione, io comprendo che si tratta, appunto, di campagna elettorale, che ognuno fa con ciò di cui dispone e non mi preoccupo del fatto che venga utilizzato anche questo tipo di argomentazioni. Devo dire, collega Porcu, che la preoccupazione sarebbe invece diversa se lei mi dicesse, cosa di cui mi sembra che sia convinto o su cui, nella sua foga oratoria, mostra di avere una convinzione reale: "Siccome abbiamo ridotto di 1 milione e mezzo di euro l'indebitamento, l'anno venturo siamo autorizzati a contrarre nuovi mutui, per ritornare a un livello di indebitamento pari a quello del passato e utilizzare le nuove somme di cui disporremmo per scrivere il bilancio della Regione". Se così fosse, la preoccupazione raddoppierebbe e sarebbe allora quella che ho espresso in relazione al comma 1. Cioè, fintanto che lo stanziamento previsto al comma 2 vi serve per poter andare a dire in giro che voi avete ridotto il debito della Regione, significa che volete fare campagna elettorale e cercherete anche di dimostrare che senza impegnare risorse si può ridurre il debito, ma se questa riduzione del debito per un attimo, nella vostra testa, assumesse davvero il colore di una riduzione reale, non vorremmo che vi sentiste per questo autorizzati ad accendere nuovi mutui, raddoppiando in realtà l'indebitamento della Regione. Sarebbe utile sentire una voce che per lo meno ci consentisse di stare maggiormente tranquilli sul versante di questa preoccupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La mia dichiarazione di voto è favorevole e vorrei proseguire l'argomentazione che ho interrotto nella precedente dichiarazione, quindi continuare il confronto con l'Assessore, che su questa operazione finanziaria ha fatto alcune dichiarazioni che posso capire, ma che francamente non posso accettare.

Dicevo prima che la rigidità del vincolo può essere superata, ma soprattutto non si capisce perché, come e in che senso possa essere considerato un meccanismo virtuoso quello che si innesta con questo tipo di accertamento di entrate per il fatto che genera residui attivi. Non riesco, francamente, a capire in che senso l'accertamento di un'entrata che non ha un titolo che la giustifichi possa poi trasformarsi in un residuo attivo, tecnicamente definibile come tale. Credo che più che un residuo attivo si generi, invece, un altro meccanismo, quello del necessario riconoscimento della insussistenza dell'entrata, perché se nel corso dell'esercizio 2007, per le spese previste nella tabella A, se non ricordo male, volessimo impegnare delle somme e dovessimo, quindi, verificarne l'accertamento, ci troveremmo nell'impossibilità di poterlo fare in quanto manca proprio il titolo. Più che un residuo attivo, pertanto, si genera la necessità di un riconoscimento della insussistenza dell'entrata.

E' questo che obiettivamente osta a tutte le argomentazioni che voi portate. Quei soldi non esistono! Quel credito da parte della Regione nei confronti dello Stato non esiste, perché la dichiarazione fatta dallo Stato riguarda un bilancio futuro.

Chiedo la votazione nominale sugli emendamenti numero 94 e 419.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 94 e 419.

(Segue la votazione)

Prendo atto che la consigliera Cerina ha votato contro e il consigliere Vargiu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Diana - La Spisa - Lombardo - Murgioni - Pisano - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Marracini - Marrocu - Masia - Orrù - Pacifico - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Si è astenuto il consigliere: Scarpa.

Risultato della votazione

Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:

presenti 43

votanti 42

astenuti 1

maggioranza 22

favorevoli 7

contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 418.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, questo emendamento non ha un grande fondamento, ma è l'occasione per parlare di qualcos'altro. Io credo che sia opportuno che al fine di consentire il pagamento di spese da effettuarsi necessariamente in contanti sia autorizzata l'apertura di un conto corrente bancario intestato alla Regione. Non ho nulla in contrario, avrei gradito, però, che in questo comma fosse prevista una dicitura che individuasse solo le banche a totale capitale sardo quali destinatarie di questo conto corrente, anche se immagino che non ci transiteranno chissà quali risorse, non si tratterà di grandi somme, ma probabilmente di spiccioli. Poteva, però, essere un segnale in questo momento di grande conflitto all'interno del sistema del credito in Sardegna. Alludo alla vicenda del Banco di Sardegna e devo dare atto alla maggioranza di aver accettato, e spero che avvenga al più presto, di incontrare il Presidente della Fondazione Banco di Sardegna e altri soggetti che sono stati menzionati.

Poteva essere, dicevo, per la Banca di Cagliari e la Banca di Arborea, che mi pare siano le uniche due banche a totale capitale sardo, un primo segnale della considerazione nei loro confronti da parte della Regione Sardegna. Iniziamo dalle piccole cose. Forse questo poteva essere un primo segnale per far capire al sistema del credito in Sardegna che probabilmente la Regione Sardegna sta cambiando orientamento. Se non iniziamo da queste piccole cose, badate, colleghi, che continueremo a vedere ciò che abbiamo già visto, compresa la vendita - certamente non decisa dal Consiglio regionale, ma dal presidente Soru - del pacchetto azionario del CIS, che, secondo me, faceva comodo all'interno di quell'istituto di credito, e di altre cose delle quali ci siamo disfatti, che probabilmente costituivano i gioielli di famiglia.

In questo modo, probabilmente, cominceremo a far capire al sistema del credito che i conti bisogna farli anche con il Consiglio regionale, se non con la Regione Sardegna.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 418. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 417. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, se prima avevamo qualche dubbio, ora non ne abbiamo più. La certificazione appena riconfermata dall'assessore Dadea ci conforta e anche l'affermazione ulteriore fatta dall'onorevole Chicco Porcu va in questa direzione: l'anticipazione di 500 milioni di euro prevista all'articolo 1 è legittima. Stante questo presupposto, possiamo approvare, e sicuramente otterrà l'unanimità, l'emendamento numero 1 da noi proposto.

Ma se è legittima, non anticipiamo solamente 500 milioni di euro, ma anticipiamo 1 miliardo e 500 milioni di euro, cioè raddoppiamo la dotazione finanziaria anticipando, sia dall'annualità 2011 sia dall'annualità 2012, un pari importo - è legittimo, lo possiamo fare - e diamo risposte attraverso la proposta riscrittura della tabella E a tutti i problemi. Ne voglio citare solo alcuni: rifinanziamento delle leggi numero 9, 51, 215 e ovviamente della legge 1 del 2002. Non abbiamo dimenticato gli oratori parrocchiali né gli enti locali, insomma ce n'è a sufficienza per poter dire che si tratta davvero di una grande rivoluzione, come sosteneva l'onorevole Uras. Allora facciamola tutti insieme e noi saremo pronti, qualora questo emendamento fosse approvato, a votare a favore dell'intera finanziaria, naturalmente se il Consiglio lo riterrà utile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cassano - Diana - La Spisa - Lombardo - Murgioni - Pacifico - Pisano - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 39

votanti 39

maggioranza 20

favorevoli 8

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Credo di non aver letto male, mi pare che i votanti siano stati 38, per cui immagino che ci sia qualche problema. E' 35? Non era stato comunicato. Mica per altro, è che noi non abbiamo la stessa capacità del presidente Soru di fare i conti in più o in meno.

PRESIDENTE. Il numero legale è 35, onorevole Diana. Sono stati comunicati i congedi, che sono 16. Le chiedo scusa, pensavo fosse chiaro.

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 95.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 95.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Murgioni - La Spisa.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 35

votanti 35

maggioranza 18

favorevoli 2

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 1, con questa modifica: al comma 7 la lettera c) è rettificata in lettera e) e la tabella E in tabella C. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 416. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui sono stati presentati otto emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Art. 2

Modifiche alla legge regionale n. 11 del 2006 (Norme in materia di contabilità della Regione)

1. Nella legge regionale n. 11 del 2006 sono introdotte le seguenti modifiche:

a) dopo il comma 7 dell'articolo 30 sono aggiunti i seguenti:
"7 bis. La Regione ha facoltà, qualora ne ravvisi la necessità e nei limiti delle maggiori somme previste per gli esercizi futuri, di stanziare con la legge finanziaria importi che verranno trasferiti dallo Stato negli anni futuri, provvedendo a compensare tali maggiori stanziamenti con minori iscrizioni d'entrata negli anni successivi, nell'ambito del bilancio pluriennale di riferimento. Restano confermate le regole recate dalla normativa che disciplina il Patto di stabilità interno.
7 ter. Lo stanziamento di cui al comma 7 bis è correlato ad iscrizioni di spesa di investimento elencate in apposita tabella allegata alla legge finanziaria, ed è rideterminato, in sede di consuntivo, sulla base degli impegni assunti o delle conservazioni di spesa effettuate a' termini di legge e come tale costituisce residuo attivo. La quota non utilizzata costituisce minore entrata ed è portata ad incremento delle iscrizioni residue delle assegnazioni spettanti per l'anno di pertinenza.";

b) dopo il comma 3 dell'articolo 34, il cui titolo è modificato in "Recupero e rimborso di crediti", è aggiunto il seguente:
"3 bis. È posto a carico dei richiedenti l'onere sostenuto dall'Amministrazione regionale per il rimborso di entrate. Pertanto si prescinde dallo stesso per le somme inferiori a 15 euro; se la somma da rimborsare supera tale importo, la stessa è dovuta per intero. Con la legge di bilancio può provvedersi all'aggiornamento dell'importo succitato.";

c) il comma 1 dell'articolo 36 è sostituito dal seguente:
"1. L'entrata è accertata quando è appurata la ragione del credito, l'identità del debitore e l'ammontare del credito; per le entrate derivanti da compartecipazioni ai tributi erariali l'accertamento è effettuato sulla base del relativo gettito risultante dalle comunicazioni degli uffici finanziari dello Stato e sulla base degli elementi da assumere a riferimento per la quantificazione della spettanza annua.";

d) nel comma 2 dell'articolo 36 dopo le parole "Ragioneria generale" sono inserite le seguenti: "previa comunicazione al centro di responsabilità competente,"; alla fine del comma 2 è aggiunta la seguente frase:"; ad eccezione delle entrate a destinazione vincolata se non iscritte.";

e) il comma 3 dell'articolo 36 è sostituito dal seguente:
"3. I competenti Centri di responsabilità comunicano alla Ragioneria generale, ai fini della registrazione contabile e in tempo utile per la predisposizione del rendiconto generale, gli accertamenti d'entrata indicandone il titolo giuridico.";

f) il comma 2 dell'articolo 38 è abrogato;

g) nel comma 12 dell'articolo 60 l'espressione "alla riscossione della correlativa entrata" è sostituita dalla seguente: "all'esercizio successivo a quello della riscossione della correlativa entrata";

h) nella lettera c) del comma 1 dell'articolo 69, l'espressione "in via sperimentale dal 2007 e in via definitiva dal 2008" è sostituita dalla seguente "in via sperimentale dal 2008 e in via definitiva dal 2009";

i) nel comma 9 dell'articolo 70 l'espressione "fino al 31 dicembre 2006" è sostituita dalla seguente: "fino al 31 dicembre 2007".

Emendamento soppressivo totale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo. Articolo 2

L'art. 2 è soppresso. (96)

Emendamento soppressivo totale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 2

L'art. 2 è soppresso. (421)

Emendamento soppressivo parziale Atzeri - Maninchedda.

Articolo 2

Il comma 1, lettera a), è soppresso. (168)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 2

Nel comma 1, la lettera a) è soppressa. (422)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 2

Nel comma 1, la lettera c) è soppressa. (424)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 2

Nel comma 1, la lettera d) è soppressa. (425)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Articolo 2

Nel comma 1, la lettera f) è soppressa. (426)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Amadu - Randazzo Vittorio.

Nel comma 1, alla lettera b) l'importo previsto di 15 euro è modificato in euro 5. (423).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, l'emendamento numero 96, in particolare, riprende gli stessi ragionamenti già fatti. Il punto che noi riteniamo assolutamente non soddisfacente è questo: "La Regione ha facoltà, qualora ne ravvisi la necessità e nei limiti delle maggiori somme previste…". Intanto non è chiaro quand'è che la Regione ravviserà la necessità di provvedere, perché, per come stanno andando le cose, ravviserà sempre e comunque la necessità di provvedere in questo modo. Non c'è motivo di pensare il contrario. Per quale motivo dovrebbe non esserci questa necessità? La necessità ci sarà sempre, ovviamente tanta sarà l'opportunità. E l'opportunità è lasciata al disegno che, probabilmente, questa maggioranza vorrà portare all'attenzione della nostra Regione.

Qui c'è tutta una serie di questioni, non ultima la lettera c). Vedete, il fatto che si modifichi il comma 1 dell'articolo 36 e alla lettera c) si ribadisca che "l'entrata è accertata quando è appurata la ragione del credito, l'identità del debitore e l'ammontare del credito; per le entrate derivanti da compartecipazioni ai tributi erariali…", è una conferma che tutte le sollecitazioni che abbiamo portato sull'articolo 1 vanno ripetute per quanto riguarda l'articolo 2. Cari colleghi, non c'era la necessità di modificare il comma 1 dell'articolo 36. Nessuno ci ha spiegato questa manovra, nessuno ci ha detto per quale motivo era necessario modificare questo comma, così come nessuno ci ha già spiegato perché al comma 2 dello stesso articolo, dopo le parole "Ragioneria generale" sono inserite le seguenti: "Previa comunicazione al centro di responsabilità competente". Queste sono tutte norme utili per sanare una situazione che non è legittima, colleghi, perché altrimenti non c'era nessuna necessità di apportare tutte queste modifiche.

Si dice anche di più: "I competenti centri di responsabilità comunicano alla Ragioneria generale, ai fini della registrazione contabile…". Ma perché tutta questa puntualizzazione? Perché dobbiamo scrivere questa norma, se è tutto alla luce del sole, se è tutto chiaro e legittimo? Se l'onorevole Porcu parla, va via e poi rientra, per quale motivo dovremmo perdere tempo in quest'aula? Per dire che cosa? Stiamo sanando una norma illegittima! E' bene ribadirlo sempre, fino a quando non usciremo da questi due articoli ed entreremo nel merito degli altri. Ma relativamente a questo, veramente, forse sfugge ai colleghi che stiamo stravolgendo la legge di contabilità, una legge che avete fatto voi e che avete preteso si facesse. Ma vi rendete conto che attraverso la legge finanziaria stiamo modificando la legge che doveva essere il catechismo della finanziaria stessa? Noi la stiamo modificando! Provate solo a riflettere sull'atto che stiamo compiendo: la legge finanziaria ha una legge madre, che è la legge di contabilità, noi facciamo la finanziaria e, contestualmente, modifichiamo la legge di contabilità. E' possibile un fatto di questo genere, mi chiedo? Probabilmente non ci avete pensato o non ci volete pensare, avete abdicato anche al vostro pensiero, lo avete affidato ad altri. Mi meraviglia che non intervenga un collega attento, puntuale e preciso, come l'onorevole Francesco Sanna, che certamente ha la capacità di interpretare e capire le norme meglio di me, tant'è che io parlo, mentre lui sta zitto, quindi ha capito tutto. Ma, santa pazienza, è possibile? Provate a pensare a ciò che vi sto dicendo: stiamo modificando la legge alla quale dobbiamo fare riferimento per fare la finanziaria, per fare il Programma regionale di sviluppo, per fare il DAPEF, per fare quella complessa legge che dovremo esaminare da qui a qualche settimana e che ci ha tenuti totalmente impegnati in Commissione, e veramente non ne possiamo più.

Con questi commi, noi stiamo modificato la legge di contabilità. E' possibile questo? O non era meglio pensare di modificare prima la legge di contabilità dicendo: "Siccome la nostra finanziaria avrà queste caratteristiche, modifichiamo la legge di contabilità". Invece no, si fa la legge finanziaria e, nel contempo, si modifica la legge di contabilità. Giuridicamente io non so come si chiami questo modo di agire, non sono un avvocato, purtroppo le scale dell'università le ho fatte male, qualche volta salendo e altre volte scendendo, poi sono sceso definitivamente, però la capacità di capire queste cose credo di averla, santa pazienza! E' possibile che tra voi, attenti osservatori della politica, cultori delle norme, studiosi del diritto, non ci sia nessuno che abbia il buon senso di dire: "Sarà vero che si può fare questo o stiamo compiendo un'illegittimità assoluta?"

Su questo, Assessore, il suo parere ce lo vuole dare? E' possibile modificare la legge di contabilità in sede di approvazione della finanziaria? Io credo che non sia possibile!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Con l'articolo 2 arriviamo al completamento della sanatoria legislativa che, preventivamente, il Governo regionale ha inteso operare, con l'ausilio sicuramente della fantasia dei tecnici della Ragioneria centrale dello Stato. Questo almeno è ciò che emerge dalle giustificazioni che l'Assessore, sia in Commissione sia in Aula, ha continuato a ripetere. Questo articolo costituisce, appunto, una sorta di sanatoria, sulla base della legge di contabilità vigente, della irregolarità della previsione contenuta nella legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio per il 2007 e nell'articolo 1 di questa stessa finanziaria, che è stato appena approvato dal Consiglio.

E' un tentativo che, francamente, non convince per due buoni motivi: innanzitutto per un motivo fondamentale, e cioè che il principio dell'annualità e della veridicità del bilancio, in particolare per quanto riguarda l'annualità, non è semplicemente derivante da un sistema di leggi, ma deriva dall'assetto che la normativa costituzionale ha stabilito in materia di contabilità e di bilancio dello Stato, e quindi di contabilità pubblica, il fatto, cioè, che possono e debbono essere accertate come entrate le somme che hanno un titolo. Se notate, nella lettera c) dell'articolo 2, o meglio della novella che si vuole apportare alla legge di contabilità, quindi a quella che dovrebbe diventare la lettera c) dell'articolo 30 della legge numero 11 del 2006, si dice che "l'entrata è accertata quando è appurata la ragione del credito, l'identità del debitore e l'ammontare del credito". Questa è la definizione di accertamento. Un'entrata può essere correttamente accertata quando si è appurata l'esistenza del credito, quindi la ragione, il titolo, l'identità del debitore e l'ammontare del credito. Successivamente, nella stessa lettera, dopo il punto e virgola, si precisa che "per le entrate derivanti da compartecipazioni ai tributi erariali l'accertamento è effettuato sulla base del relativo gettito risultante dalle comunicazioni degli uffici finanziari dello Stato e sulla base degli elementi da assumere a riferimento per la quantificazione della spettanza annua". Tutto comprensibile se fosse relativo a un'entrata derivante da compartecipazioni ai tributi erariali che fanno riferimento all'esercizio in corso, per il quale si prevede che la titolarità di questa compartecipazione sia supportata da un titolo, da una ragione di credito esistente.

L'aver precisato questo ci aiuta a insistere sulla nostra posizione, siamo certi che sia inutile, però dobbiamo farlo. La stessa vostra formulazione di questa lettera c) descrive l'accertamento in modo corretto, non capisco, quindi, come si possa considerare corretto un accertamento di entrata che individua la ragione (sull'identità del debitore non ci sono dubbi, è lo Stato) e l'ammontare del credito e dopo specificare che per la quantificazione della somma da iscrivere in bilancio si può far riferimento alle comunicazioni ufficiali, oppure, all'insieme degli elementi che si possono assumere a riferimento per la quantificazione della spettanza annua. Il che vuol dire, riguardo alla quantificazione di alcuni tributi, che si fa riferimento a quello che sulla base di indagini statistiche noi possiamo prevedere. Quindi, per quanto riguarda l'IVA, ci si riferisce al livello dei consumi e al livello del potenziale gettito IVA nell'esercizio a cui si fa riferimento.

Ma anche da questa lettera c) emerge che questa interpretazione, che può anche servire a precisare meglio come quantificare le somme che si possono iscrivere in bilancio, non può eliminare un dato incontrovertibile, e cioè che queste compartecipazioni devono riguardare non bilanci futuri, ma il bilancio dell'esercizio di riferimento, a cui cioè si riferisce la legge finanziaria di cui si discute.

Voi, attraverso questo articolo 2, state cercando di precostituire una motivazione per la quale la disposizione dell'articolo 1, che prevede l'iscrizione nel livello delle entrate di uno stanziamento superiore di 500 milioni di euro a quanto ordinariamente dovrebbe essere, possa evitare il giudizio di legittimità costituzionale. Io non so se nelle interlocuzioni col Governo, sia a livello politico sia a livello tecnico, voi possiate aver avuto assicurazioni sul fatto che questa norma non sarà impugnata, o meglio, non sarà impugnata la norma contenuta nell'articolo 1 sulla base delle precisazioni contenute nell'articolo 2. Noi crediamo che non si possa superare il fatto che non si può sanare un'illegittimità costituzionale con una legge ordinaria. Se il problema è quello del rispetto delle norme costituzionali, non può valere questo articolo 2 a evitare questo rischio. E se questo rischio si manifestasse, evidentemente nascerebbero problemi gravi per la Regione Sardegna e per tutti, ma in particolare per voi sul piano politico. Dovete perciò augurarvi non solo che duri il Governo regionale, ma che duri anche questo Governo dello Stato. Sarebbe un buon motivo per sperare che il Governo Prodi cada in fretta, fra i tanti per i quali noi e migliaia e migliaia di cittadini italiani si augurano che cada, perché se dovesse cadere credo che cadrebbero anche le assicurazioni dei tecnici della Ragioneria centrale e quindi del Ministero dell'economia, come ha precisato l'Assessore, o del Ministero degli affari regionali, così come contenuto in quel comunicato che noi stessi abbiamo letto subito dopo la famosissima seduta del Consiglio dei Ministri, ancora in costanza di crisi di governo, che vi ha permesso di superare lo scoglio dell'esame da parte della Corte costituzionale della legge numero 21 del 2006. Se voi non doveste avere quella forte copertura politica, che invece vi vantate di avere, credo che qualche problema ce lo dovremo porre. Ci auguriamo che prima o poi l'ora della verità arrivi e che la verifica venga fatta davvero non da uffici di Governi amici vostri, ma non amici della Sardegna, secondo me, perché una precisazione di questo genere certamente non fa bene, una previsione di questo genere non va bene per la correttezza della gestione del bilancio soprattutto per il futuro. Se questo non dovesse accadere noi speriamo davvero che la verità prima o poi emerga, come in genere succede.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, l'articolo 2 è il coperchio della pentola, nel senso che la pentola in cui era stato messo a cuocere il minestrone preparato dalla fantasia creativa del centrosinistra rischiava di saltare in aria, di mandare in ebollizione un liquido che avrebbe ustionato parecchi dei cuochi che si avvicendavano come apprendisti stregoni intorno ai fuochi, senza avere un coperchio adeguato che consentisse di mantenere quanto più possibile all'interno del suo alveo il minestrone cucinato. Quindi il centrosinistra, correttamente, nonostante ci sia da parte dei tecnici nazionali un plauso incondizionato per le norme che vengono scritte in Sardegna, si è posto il problema che con la legge di contabilità previgente poteva esistere il rischio reale che qualcuno dicesse che la norma che veniva scritta in Sardegna aveva dei profili di illegittimità. E allora ha ritenuto necessario non solo predisporre una finanziaria con un nuovo impianto dal punto di vista contabile, che consentisse la spesa di entrate future anticipate all'esercizio corrente, ma anche correggere la legge di contabilità.

Ha, quindi, ragione il collega Diana. Insomma, ha un senso logico che la correzione della legge di contabilità, cioè della legge che guida la stesura della finanziaria, avvenga attraverso la finanziaria stessa? Dal punto di vista logico, senso non ne ha, perché un atto conseguente a un atto a monte rispetta quest'ultimo, non lo modifica. Se le norme che dettano i criteri di stesura di una legge non possono essere attuate, è quantomeno anomalo, atipico che nella legge che ne deriva vengano corrette le norme a monte per sanare l'illegittimità della stessa legge derivante. Ci troviamo di fronte a un modo di fare leggi che veramente noi speriamo sia assolutamente episodico e straordinario e non venga replicato in futuro. Se, nell'esercizio dell'attività legislativa, ci trovassimo di fronte a leggi che abbiamo utilizzato come cardini della struttura legislativa di questa Regione e che non ci piacciono, e anziché procedere a una modifica organica ritenessimo di sanarle attraverso provvedimenti che derivano da quelle stesse leggi che dettano i criteri generali per l'attuazione delle normative di settore, arrecheremmo un grave danno all'attività legislativa del Consiglio regionale. Sostanzialmente, sarebbe come dire che non esistono più le cornici di riferimento per materia, alle quali il Consiglio regionale si deve comunque uniformare perché sono leggi nate da uno studio complessivo di un problema e che stabiliscono gli indirizzi perché la legislazione successiva sia omogenea, congrua, coerente con esse.

Non possiamo iniziare una nuova era della legislazione regionale, in cui, dopo aver fatto leggi che stabiliscono criteri, regole, indirizzi, leggi "statutarie di settore" - per utilizzare un termine che ci consente di capire meglio di cosa stiamo parlando -, ogni volta che andiamo a fare la legge specifica modifichiamo la "statutaria", perché ci sembra che non contenga la scappatoia, il metodo che ci consente di fare una cosa diversa da quella che era l'idea condivisa sul settore di riferimento. Ecco, colleghi, io credo che questo sia l'errore metodologico grosso che noi stiamo facendo anche in questo caso, perché al di là della sostanza delle cose che stiamo modificando e della contrapposizione che esiste tra noi e voi per quanto riguarda il giudizio sulla sostanza (noi, al contrario di voi, continuiamo a sostenere l'illegittimità, la non correttezza delle cose che si stanno facendo con questa legge finanziaria), esiste comunque la necessità di utilizzare le regole per quel che valgono, cioè come indirizzi di carattere generale a cui uniformarsi.

Allora, se voi ritenevate che la modifica della legge di contabilità era davvero importante perché questa legge vi impediva di fare cose buone, utili e virtuose per la Sardegna, ci saremmo come minimo aspettati che tale modifica avvenisse in un tempo diverso rispetto alla discussione della legge finanziaria. Cioè, non ci saremmo mai aspettati di trovare nella finanziaria la sanatoria di ciò che voi con la finanziaria stessa fate, in offesa alla legge di contabilità che dovrebbe organizzarne la stesura. Se questo è il metodo che vogliamo utilizzare per l'attività legislativa e se questo metodo intendiamo estenderlo a ogni attività legislativa ordinaria del Consiglio, andiamo davvero male!

E comunque, per quanto attiene a questa legge finanziaria, a questa modifica della legge di contabilità, a questo tipo di finanza creativa che voi avete introdotto all'interno di questa legge, voglio fare una proposta ai colleghi della minoranza, in particolare ai colleghi La Spisa, Liori, Diana, Petrini, che è la seguente: il giorno dopo che la maggioranza avrà approvato questa legge finanziaria inviamola, con due di righe di accompagnamento, ai Presidenti di tutte le Regioni italiane, affinché sappiano qual è il modo attraverso il quale possono estendere i bilanci dell'anno venturo. Quindi, se a qualcuno fosse sfuggita l'azione creativa e fantasiosa della Regione Sardegna, noi possiamo porre in essere questa azione di sensibilizzazione nei suoi confronti, di centrosinistra o di centrodestra che sia, affinché sappia che è possibile reperire risorse anziché attraverso i mutui, come magari qualcuno si ostina a fare, metodo arcaico e quasi preistorico, attraverso nuovi metodi di finanza che sono assolutamente compatibili con la legislazione corrente e sono anche sostenuti dai tecnici dello Stato. L'anno venturo il Ministro dell'economia del Governo Prodi si troverà, così, di fronte a ventidue Regioni italiane che, in modo creativo, come il collega Porcu sostiene si possa fare - e infatti mi sta mostrando qualcosa evidenziato in arancione -, avranno utilizzato lo stesso meccanismo. Il Governo apporrà, quindi, lo stesso timbro di legittimità che sta apponendo sulla nostra legge finanziaria e sul nostro bilancio su altre ventidue leggi finanziarie e ventidue leggi di bilancio, che avranno utilizzato lo stesso criterio, la stessa genialità, la stessa fantasia spregiudicata della Regione Sardegna. Questo è ciò che il Governo merita, cioè che tutte le Regioni usino lo stesso meccanismo che sta usando la Sardegna, in modo da creare problemi al controllo della spesa che difficilmente potranno essere superati col sistema di controllo complessivo che il Governo nazionale deve comunque esercitare.

PRESIDENTE. Onorevole Atzeri, si è iscritto a parlare fuori tempo. Avrà altra occasione.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 96, 421, 168, 422, 424, 425, 426 e 423 esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 96 e 421, che sono identici.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, evidentemente non c'è stato nessun effetto, né potevamo pensare che accadesse diversamente. Insomma, non sono bastate le nostre considerazioni quanto meno per cercare di capire se la maggioranza sia veramente convinta della bontà di questo articolo 2, perché se così fosse inizierei a preoccuparmi. Se anche le cose più evidenti, lapalissiane, sulle quali non si dovrebbe neanche discutere, perché sono inammissibili, vengono invece accettate dai colleghi della maggioranza senza portare considerazioni che ci convincano che noi stiamo sbagliando, la cosa comincia a preoccuparci veramente. E siamo estremamente preoccupati anche per il futuro, perché con questi chiari di luna, se voi digerite tutto ciò che è previsto in questo articolo, immagino che sarete costretti a digerire anche il reinserimento di quel famoso articolo sull'eolico e tutta una serie di norme che arriveranno nei prossimi giorni, con emendamenti agli emendamenti.

Se è così, però, cari colleghi, non chiedeteci di capire, anche se non lo fate platealmente c'è sempre l'invito alla minoranza a stare più vicina alle istituzioni, a capire. Non capiremo più niente, se non c'è neanche un minimo segnale. E qui di segnali non ce ne sono, se non per quegli aspetti che vi riguardano più da vicino, che non è uno di questi. Questo agli occhi vostri non determina niente e state dando al presidente Soru la possibilità di modificare rapidamente tutta una serie di norme che probabilmente vi permetteranno di avere lo zuccherino quando sarà necessario per i vostri territori e per le vostre esigenze di vicinato. Però non è che a quel punto la minoranza dovrà tacere. Oggi, in qualche maniera, state approfittando di una situazione che logisticamente ci vede messi male, altrimenti non avremmo terminato neanche l'esame dell'articolo 1 probabilmente, come è successo in Commissione. Invece stiamo procedendo alquanto speditamente, e questo mi preoccupa molto. Siete pochi, 14 o 15 di voi sono assenti, noi abbiamo garantito il numero legale e continueremo a farlo probabilmente, allora perché non dare un segnale?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Francamente, nel dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 96, non si può non rilevare che su questo tema, in Aula, il confronto proprio non vuole andare avanti. Io ricordo che sia la legge numero 11 sia le modifiche che sono state approvate successivamente, che hanno portato a un nuovo regime giuridico, a una nuova disciplina di contabilità regionale, quando furono approvate - le prime modifiche furono apportate due legislature fa - suscitarono un dibattito molto ampio, finalizzato a stabilire norme certe, regole sicure in un sistema di contabilità effettivamente trasparente ed efficace, di modo che non si ingenerassero, nella gestione finanziaria della Regione, confusioni o interpretazioni distorsive.

La stessa modifica che è stata fatta nel 2006 ha portato, evidentemente, all'alleggerimento di un insieme di regole tese a dare al sistema della contabilità un assetto molto più certo e stabile. L'effetto della modifica del 2006 è stato quello di poter predisporre una legge finanziaria come quella che stiamo discutendo in questi giorni, costituita, cioè, da un consistente numero di articoli composti da molti commi e contenenti disposizioni che non sono, evidentemente, collegabili alla materia finanziaria. Abbiamo, perciò, una legge finanziaria omnibus. Ma con l'approvazione dell'articolo 2 - di cui chiediamo la soppressione, ed è per questo che esprimo un voto favorevole all'emendamento - noi creiamo nel sistema della contabilità regionale ancora più incertezze e confusione.

E' per questo che abbiamo proposto la soppressione di questo articolo e insistiamo sul fatto che sulle regole generali non si può scherzare molto, perché l'effetto che scherzosamente, ma non più di tanto, ha previsto l'onorevole Vargiu, e cioè che nel sistema nazionale altre Regioni possano comportarsi allo stesso modo, sarebbe disastroso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 96, soppressivo dell'articolo 2, perché è quasi meccanico votare favorevolmente. Che senso ha modificare le norme della legge regionale di contabilità, la legge numero 11 del 2006, quando la rivoluzione è già avvenuta? La presa della Bastiglia è già avvenuta! Con l'articolo 1 noi abbiamo già radicalmente innovato la legge di contabilità, abbiamo già indicato qual è la rivoluzione che vogliamo fare! Non serve a niente adeguare una norma di contabilità che davvero diventerebbe poca cosa in rapporto a ciò che l'articolo 1 ha apportato. Dico di più, se davvero l'articolo 1, così come è stato approvato, porta a questa grande e affascinante rivoluzione, domani farò - e credo che sia legittimo che lo si possa fare - una variazione di bilancio nel mio piccolo comune, in funzione dell'articolo 10 che approveremo a breve e che prevede nuovi trasferimenti agli enti locali in maniera stabile.

L'assessore Sanna adesso non c'è, ma pongo ugualmente questo quesito: perché non potrei analogamente utilizzare uno strumento di questo genere e anticipare, tra le entrate del bilancio del Comune di Selegas, risorse del 2010, del 2011 e del 2012? E visto che l'assessore Dadea fa cenno di no, aggiungo anche del 2013! Che limiti ho? Nessuno! La rivoluzione dell'articolo 1 è avvenuta positivamente. Ha detto bene il consigliere Uras, l'articolo 1 rappresenta l'intera riforma, l'intera finanziaria, accontentiamoci di questa centralità, perché tutto il resto è conseguente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voterò a favore degli emendamenti numero 96 e 421. E' un voto scontato, alla luce di quello che abbiamo sostenuto durante la discussione generale, e lo è ancora di più alla luce del rafforzamento che alle considerazioni svolte fino adesso hanno dato i colleghi Pisano, La Spisa e Diana. Infatti, oltre a tutte le problematiche che vi abbiamo esposto, per quale motivo modificare una norma generale di contabilità quando già la finanziaria viene fatta con i criteri che noi stiamo adesso modificando attraverso l'articolo 2? Cioè, sostanzialmente, se cadesse l'articolo 2, che è quello che contiene i criteri per la stesura della legge finanziaria, la nostra finanziaria non avrebbe più il suo impianto giuridico, nel senso che l'impianto giuridico non è, come sarebbe logico, a monte rispetto alla struttura della legge, ma è contestuale ed è contenuto negli articoli della finanziaria stessa.

Insomma, questo è un fatto di una gravità inaudita, ma c'è anche il fatto che la norma che stiamo scrivendo avrà valenza su tutti gli atti che la Regione adotterà negli anni successivi. Quindi la preoccupazione che noi abbiamo esposto con forza, anche quando abbiamo discusso l'articolo 1, è che in questa maniera la certezza del bilancio venga meno, perché qualunque legislatore, qualunque governante che non fosse virtuoso come voi, attraverso questo meccanismo riuscirebbe a raddoppiare sostanzialmente i bilanci della Regione, perché da un lato agirebbe sul disavanzo e dall'altro sui nuovi mutui.

Quindi, ciò che voi state ottenendo attraverso questa modifica della legge di contabilità sarebbe sicuramente positivo - dite voi - per la Sardegna se fosse affidato a governanti virtuosi, come l'assessore Dadea e il presidente Soru, ma diventerebbe un'arma pericolosa se venisse affidato a noi del centrodestra o a qualcun altro che non avesse lo stesso equilibrio di gestione dei governanti nominati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, affinché il silenzio della Giunta non venga interpretato come un atto di scortesia istituzionale, devo dire immediatamente che la modifica della legge di contabilità, di cui all'articolo 2, si è resa necessaria in conseguenza della soluzione positiva della vertenza sulle entrate, che è stata codificata in una legge dello Stato, la finanziaria 2007. Quindi, onorevole Vargiu, in conseguenza di ciò che è contenuto nella finanziaria dello Stato, noi abbiamo adeguato la nostra legge di contabilità.

Per quanto riguarda, poi, l'obiezione più ricorrente, il fatto cioè che le autonomie locali non possono utilizzare lo stesso meccanismo, che noi consideriamo virtuoso e utile, faccio rilevare solo una piccola differenza: la Regione autonoma della Sardegna ha un potere legislativo che le autonomie locali ancora non hanno!

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione degli emendamenti numero 96 e numero 421.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 96 e 421.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Diana - La Spisa - Liori - Lombardo - Petrini - Pisano - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Si è astenuto il consigliere: Scarpa.

Risultato della votazione

Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:

presenti 43

votanti 42

astenuti 1

maggioranza 22

favorevoli 7

contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 168 e 422, il cui testo è identico.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voto a favore degli emendamenti numero 168 e 422, che recano lo stesso testo, e visto che gravano sulla lettera a) del comma 1 dell'articolo 2, vorrei provare a modificarne il testo, con un emendamento orale, nella direzione che l'assessore Dadea ha virtuosamente indicato. Intendo dire che lei ha ragione, Assessore, a ricordare al collega Pisano che i comuni e le province non hanno la possibilità che, invece, ha la Regione di adottare una norma identica a quella contenuta nella lettera a), ma visto che la Regione questa facoltà ce l'ha, basterebbe scrivere: "La Regione e le autonomie locali hanno la facoltà di…", la Regione operando sui trasferimenti statali, le autonomie locali operando sui trasferimenti statali, ma soprattutto regionali. Nel senso che lo stesso atteggiamento virtuoso che si accredita alla Regione può benissimo essere accreditato ai comuni, per cui noi potremmo tranquillamente introdurre una norma analoga nella quale precisiamo che anche le autonomie locali possono, in modo virtuoso, esattamente come la Regione, utilizzare nel bilancio di esercizio le somme che saranno di sicuro trasferite negli anni futuri da parte della Regione. In questo modo anche le autonomie locali inseguono la lentezza della spesa, ma impegnando somme che saranno effettivamente disponibili soltanto nel futuro, potranno, senza ricorrere a nuovi mutui, realizzare interventi i cui pagamenti saranno richiesti negli anni successivi e che, a causa di quella lentezza della spesa che noi diamo per consolidata, comunque non andranno a gravare sulla cassa. Quindi queste somme potranno tranquillamente essere oggetto di anticipazioni di bilancio e non di nuovi mutui.

Sostanzialmente le chiedo, assessore Dadea: se noi volessimo superare il fatto che le autonomie locali non hanno potere legislativo e volessimo dare loro la stessa virtuosa possibilità che consentiamo alla Regione, come legislatori potremmo scrivere una norma che autorizzi province e comuni a compiere operazioni contabili che, oggi, come lei giustamente dice, non sono loro consentite, ma diventerebbero possibili attraverso una modifica della legge di contabilità che riguardi anche le autonomie locali. Se questo è possibile, possiamo pensare di realizzarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 168 e vorrei motivare questo voto esaminando in particolare un punto della lettera a). Mi riferisco al punto nel quale, come ha detto l'Assessore, la Regione ha previsto una modifica della propria legge di contabilità sulla base di un evento nuovo, cioè la modifica del Titolo III dello Statuto e del regime dei trasferimenti dallo Stato alla Regione, che ha modificato il regime stesso prevedendo, conseguentemente, a partire dal 2010, la possibilità di un consistente incremento dei trasferimenti.

La lettera a) dice che "la Regione ha facoltà…" a due condizioni: "qualora ne ravvisi la necessità e nei limiti delle maggiori somme previste per gli esercizi futuri". Ora, la possibilità che si ravvisi la necessità è abbastanza scontata: si ravviserà sempre la necessità di fare operazioni finanziarie e stanziamenti come quelli previsti nella tabella A; sono necessità che vanno dagli interventi per l'edilizia residenziale alle opere pubbliche più importanti, alle infrastrutture e così via. Ma la norma dice anche che questo può essere fatto nei limiti delle maggiori somme previste per gli esercizi futuri. Questa norma, che entrerà a regime nel nostro sistema di contabilità, è fuorviante proprio perché d'ora in poi, qualora si prevedano maggiori entrate nelle compartecipazioni statali, qualora si ravvisi la ragionevole possibilità che vi siano nuove entrate, ogni Governo, ogni Consiglio regionale non potrà che necessariamente prevedere un anticipo di quelle entrate. Sarà, cioè, l'introduzione di un sistema perverso, con la previsione di nuove entrate per qualunque motivo, perché non si dice, qui, che le maggiori entrate riguardano, per esempio, sostanziali modifiche dello Statuto, in particolare del Titolo III, ma una qualunque possibilità di previsione di nuove entrate. Ciò significa che quel che si prevede di incassare in più negli anni successivi, automaticamente, d'ora in poi, nella Regione Sardegna verrà iscritto in bilancio negli anni precedenti. Questa è una distorsione del sistema!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Le disposizioni del Titolo III del nostro Statuto possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica su proposta del Governo e della Regione, in ogni caso sentita la Regione. Questo non è accaduto, quindi questa grande vittoria a cui si riferiva prima l'assessore Dadea ci deve portare a quando il presidente Soru, confondendo la sua persona con la Regione (l'articolo 54 del nostro Statuto cita espressamente "sentita la Regione"), ha fatto un patto scellerato con lo Stato che ha promesso, in un futuro abbastanza lontano, il riconoscimento delle spettanze per le quali era stato coinvolto il Consiglio regionale. Il Consiglio non ha dato nessun mandato e il presidente Soru, in solitudine, ha fatto scaricare sulla Regione i costi della sanità, dei trasporti e della continuità territoriale. E parliamo di vittoria! C'è un'esagerazione.

Allora, riportiamo le cose al senso di questo emendamento, che mi auguro venga recepito dal Consiglio, per sopprimere parzialmente il comma 1 dell'articolo 2. Questo comma mina la stessa legge che questa maggioranza ha approvato soltanto dieci mesi fa. Anche questa è sciatteria legislativa, approvare cioè leggi che a distanza di dieci mesi vengono cambiate radicalmente, usando in modo traumatico delle vere e proprie clave e affidando al presidente Soru una totale discrezionalità, una stomachevole discrezionalità!

Ma come si può accettare una norma che dice: "La Regione ha facoltà, qualora ne ravvisi la necessità e nei limiti delle maggiori somme previste per gli esercizi futuri, di stanziare con legge finanziaria importi che verranno trasferiti dallo Stato"? Qui si stanno avvelenando i pozzi per le future generazioni! E' insostenibile questa sciatteria legislativa e questa maggioranza collusa, che crede di essere eterna, dovrà fare i conti inevitabilmente, quando ci sarà il rinnovo del Consiglio regionale, col fatto che potrà tornare all'opposizione. Ma come possiamo affidare alla discrezionalità totale di un solo uomo la facoltà di ipotecare il futuro delle giovani generazioni?

Ecco perché questa norma è intollerabile ed io ho presentato un emendamento teso a sopprimerla, e mi fa piacere che una parte del Consiglio abbia dimostrato sensibilità e l'abbia recepito. La lettera a) del comma 1 va soppressa e deve riacquistare la sua centralità questo Consiglio che è stato esautorato nelle decisioni più importanti. Pagheremo di fronte agli elettori le conseguenze di questo patto scellerato che il Presidente, in solitudine, ha fatto con lo Stato italiano, ex articolo 102 della finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Per la verità, onorevole Atzeri, l'emendamento numero 168 è uguale al 422, che è stato presentato da altri colleghi. Io avrei gradito la presenza dell'onorevole Maninchedda, che ha firmato questo emendamento e che purtroppo non è in aula e non può evidentemente sostenerne le ragioni. Quindi saremo noi ad assurgere come baluardo, certamente non insormontabile, non abbiamo questa presunzione!

Diceva l'onorevole Vargiu: "Comunichiamo a tutte le Regioni d'Italia...". Onorevole Vargiu, non facciamo un errore di questo genere, perché già lo Stato è disastrato, ci manca solo che le altre Regioni d'Italia adottino un sistema di questo genere e magari convincano il lungimirante presidente Prodi ad adottarlo per quanto riguarda il trasferimento dei fondi comunitari all'Italia! Insomma, il Sud America è vicino, ricordiamoci ciò che è successo in Argentina!

Assessore, lei si adopera tanto, però credo l'assenza del Presidente non sia più tollerabile, perché comporta questo appiattimento, questa carenza di presenze in aula, determina la situazione a cui stiamo assistendo. Neanche i mass media, probabilmente, ci stanno ascoltando. Siccome il presidente Soru catalizza l'attenzione in questo Consiglio regionale, credo che la sua presenza una certa vivacità certamente la creerebbe. Poi, secondo qualcuno io l'avrei accusato di essere irrequieto, senza spiegare perché lo considero tale. Eventualmente chiamerei a dire la sua qualcuno dei soloni, che hanno fatto una serie di considerazioni sull'abbraccio mortale tra La Margherita e i D.S.. Insomma, l'altro giorno, a Oristano, si è discusso molto sulla figura di Gramsci e sull'essere irrequieti. Credo che il presidente Soru sia il prototipo della persona irrequieta, secondo la definizione che della irrequietezza diede Gramsci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 168, che porta le firme dei colleghi Atzeri e Maninchedda, perché ne condivido totalmente lo spirito e perché questo emendamento centra un problema fondamentale, ha un'intuizione che davvero va aiutata. Diceva l'assessore Dadea: "Non intervengo solo per cortesia istituzionale, ma proprio perché il silenzio non possa essere interpretato come assenso". E dopo questa considerazione ha svolto un intervento mirabolante, a mio giudizio. Se l'assessore Dadea sedesse tra i banchi dell'opposizione, non stento a ritenere che sarebbe il migliore dei consiglieri di opposizione, perché ci ha dato una grande indicazione su come può essere risolto un problema storico della Sardegna. Lui giustamente dice che poiché solo il Consiglio regionale ha potere legislativo, gli enti locali non possono arrogarsi il potere di adottare una norma che anticipi entrate future, lasciando intendere, ovviamente, come farebbe un buon consigliere di opposizione, che però questo lo può fare il Consiglio regionale. Quindi una modifica della lettera a), che diventerebbe il comma 7 "e mezzo" dell'articolo 30 della legge numero 11, consentirebbe, finalmente, agli enti locali di dare il via a questa possibilità concreta di anticipazione di risorse e, allo stesso tempo, di essere coperti da una legislazione forte, fatta dal Consiglio regionale, che ha ampio potere in materia di legislazione degli enti locali.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non ha potere sulla contabilità degli enti locali!

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione degli emendamenti numero 168 e 422.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 168 e 422.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - La Spisa.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Risultato della votazione

Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:

presenti 34

votanti 34

maggioranza 18

favorevoli 2

contrari 32

Sono presenti 34 consiglieri. Poiché il Consiglio non è in numero legale, la seduta è sospesa sino alle ore 20 e 47.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 17, viene ripresa alle ore 20 e 47.)

PRESIDENTE. La richiesta di votazione nominale non è confermata, per cui si vota per alzata di mano.

Metto in votazione gli emendamenti numero 168 e 422. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 424. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 425. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 426. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 423. Chi lo approva allzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). In considerazione del fatto che l'articolo 3 apre un'altra problematica, su cui sono stati presentati diversi emendamenti e su cui si è svolto, in questo periodo, un dibattito molto acceso, a cui l'opposizione ha partecipato e intende continuare a partecipare anche nella discussione in Aula, constatato inoltre che uno dei più numerosi Gruppi di opposizione, l'U.D.C., non ha potuto partecipare ai lavori odierni perché impegnato a Roma nel Consiglio nazionale del partito, chiedo che l'esame di questo articolo sia rinviato a domani, proprio per permettere un confronto adeguato su un tema molto importante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi ero prenotata per intervenire, Presidente. Non ho niente da obiettare.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, la proposta del consigliere La Spisa è accolta.

I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10. Alle ore 9 è convocata la terza Commissione.

La seduta è tolta alle ore 20 e 51.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CALIGARIS sull'adozione provvisoria di una ragazza Bielorussa e sullo sblocco delle adozioni in discussione a settembre nella conferenza Stato-Regione (298)

Si forniscono gli elementi utili alla risposta alle interrogazioni in oggetto

Si premette che l'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'assistenza Sociale, Direzione generale delle Politiche Sociali, nell'ambito delle proprie competenze ha inoltrato formale richiesta al Tribunale dei Minorenni e alla Commissione per le adozioni internazionali per acquisire ulteriori elementi conoscitivi e per promuovere eventuali azioni volte alla soluzione del caso.

Da rapporti intercorsi con le Istituzioni e gli organismi citati, si evince che la Commissione per le adozioni internazionali secondo gli accordi assunti tra lo Stato Italiano e lo Stato Bielorusso, dopo il blocco delle adozioni 2004, esamina le richieste di adozione secondo l'ordine cronologico di arrivo e non in base all'età del minore adottabile.

Alla luce di quanto sopra esposto, come già precisato verbalmente all'On.le Caligaris, si ribadisce che si è intervenuti presso il Gabinetto del Ministro della Famiglia, per promuovere e stimolare un intervento che possa assicurare maggiore tempestività alla richiesta della sig.ra Annalisa Dessalvi per l'adozione della bambina bielorussa.

Si coglie l'occasione per esprimere la disponibilità di questo Assessorato, in continuità con quanto già fatto, a collaborare costruttivamente con le Istituzioni e gli organismi interessati per le adozioni internazionali.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CALIGARIS - CERINA - SANNA Simonetta sull'atteggiamento del Governo nella adozione di una ragazza bielorussa da parte di una single sarda. (468)

Si forniscono gli elementi utili alla risposta alle interrogazioni in oggetto

Si premette che l'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'assistenza Sociale, Direzione generale delle Politiche Sociali, nell'ambito delle proprie competenze ha inoltrato formale richiesta al Tribunale dei Minorenni e alla Commissione per le adozioni internazionali per acquisire ulteriori elementi conoscitivi e per promuovere eventuali azioni volte alla soluzione del caso.

Da rapporti intercorsi con le Istituzioni e gli organismi citati, si evince che la Commissione per le adozioni internazionali secondo gli accordi assunti tra lo Stato Italiano e lo Stato Bielorusso, dopo il blocco delle adozioni 2004, esamina le richieste di adozione secondo l'ordine cronologico di arrivo e non in base all'età del minore adottabile.

Alla luce di quanto sopra esposto, come già precisato verbalmente all'On.le Caligaris, si ribadisce che si è intervenuti presso il Gabinetto del Ministro della Famiglia, per promuovere e stimolare un intervento che possa assicurare maggiore tempestività alla richiesta della sig.ra Annalisa Dessalvi per l'adozione della bambina bielorussa.

Si coglie l'occasione per esprimere la disponibilità di questo Assessorato, in continuità con quanto già fatto, a collaborare costruttivamente con le Istituzioni e gli organismi interessati per le adozioni internazionali.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CALIGARIS sulla discriminazione subita da una single sarda nell'adozione di una ragazza bielorussa. (534)

Si forniscono gli elementi utili alla risposta alle interrogazioni in oggetto

Si premette che l'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'assistenza Sociale, Direzione generale delle Politiche Sociali, nell'ambito delle proprie competenze ha inoltrato formale richiesta al Tribunale dei Minorenni e alla Commissione per le adozioni internazionali per acquisire ulteriori elementi conoscitivi e per promuovere eventuali azioni volte alla soluzione del caso.

Da rapporti intercorsi con le Istituzioni e gli organismi citati, si evince che la Commissione per le adozioni internazionali secondo gli accordi assunti tra lo Stato Italiano e lo Stato Bielorusso, dopo il blocco delle adozioni 2004, esamina le richieste di adozione secondo l'ordine cronologico di arrivo e non in base all'età del minore adottabile.

Alla luce di quanto sopra esposto, come già precisato verbalmente all'On.le Caligaris, si ribadisce che si è intervenuti presso il Gabinetto del Ministro della Famiglia, per promuovere e stimolare un intervento che possa assicurare maggiore tempestività alla richiesta della sig.ra Annalisa Dessalvi per l'adozione della bambina bielorussa.

Si coglie l'occasione per esprimere la disponibilità di questo Assessorato, in continuità con quanto già fatto, a collaborare costruttivamente con le Istituzioni e gli organismi interessati per le adozioni internazionali.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CALIGARIS sulla mancanza di un asilo nido nella sezione femminile della Casa Circondariale di Buoncammino a Cagliari. (547)

Si forniscono gli elementi utili alla risposta all'interrogazione in oggetto

La Regione Sardegna ha avviato, negli ultimi due anni, una stretta collaborazione con il Ministero della Giustizia per la realizzazione di programmi di interventi congiunti rivolti alle persone sottoposte ad esecuzione penale, finalizzati ad assicurare l'attuazione delle misure necessarie a tutelare il loro diritto alla salute complessivamente intesa, e per la promozione di percorsi trattamentali alternativi al carcere

In tale ottica rientra il protocollo d'intesa, sottoscritto in data 07/0272006 dal Ministero della Giustizia e dalla Regione Autonoma della Sardegna, con cui vengono incentivati la stipula di apposite convenzioni con le ASL per il miglioramento dell'assistenza sanitaria in generale alla popolazione ristretta, e in particolare al fine di concordare linee guida per la prevenzione dell'infezione da HIV, garantire la continuazione della erogazione gratuita dei farmaci alla popolazione ristretta, assicurare l'assistenza socio-sanitaria ai bambini tenuti presso di se dalle madri detenute, stipulare apposite convenzioni tra le Asl e gli Istituti penitenziari per assicurare la continuità terapeutica per i cittadini detenuti sofferenti mentali o affetti da dipendenza patologica

In riscontro all'interrogazione n 547/a del 30 giugno 2006 dell'On. Caligaris si precisa che alla data del 16 aprile 2007, a seguito del provvedimento di indulto di cui alla Legge 31 luglio 2006 n 241 risultano ristrette presso la Casa Circondariale di Buoncammino 20 donne a fronte di una potenzialità ricettiva della struttura di poco superiore. Di fatto la drammatica situazione denunciata dall'interpellanza nel giugno 2006 e venuta meno Relativamente alle donne detenute risulta che solo una di esse abbia con se un bambino La coppia madre-bambino risulta alloggiata in ambiente singolo, adattato per la permanenza dei bambini, per consentire una minima autonomia, evitare una convivenza con le altre detenute e ridurre ogni impatto negativo per la crescita del bambino.

Si coglie l'occasione per esprimere la disponibilità di questo Assessorato, in continuità con quanto già realizzato in questi anni, a collaborare costruttivamente con l'Amministrazione Penitenziaria per il miglioramento delle condizioni di vita delle madri recluse con bambini e per la definizione di condizioni che favoriscano programmi alternativi alla detenzione.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione GALLUS - LADU - MURGIONI sull'erogazione di finanziamenti al Centro di Sclerosi Multipla e al Centro per la Thalassemia di Cagliari. (583/C-7)

In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto si comunica quanto segue:

In data 25.10.2006, con Deliberazione della Giunta regionale n 44/17, in attuazione delle disposizioni del comma 9 dell'art. 17 della Legge regionale n. 4 del 11.05.2006, è stata approvata la ripartizione del finanziamento di 1 milione di euro, individuando come soggetti attuatori ed esecutori dei progetti di cui al comma 18 dell'art. 4 della Legge regionale n. 6 del 2001, il Centro regionale per la diagnosi e la cura della sclerosi multipla, il Dipartimento di scienze biomediche e biotecnologie - Sezione di patologia sperimentale e il Dipartimento di scienze biomediche e biotecnologie - Struttura complessa microcitemia ed altre malattie ematologiche.

In data 13.11.2006, con Determinazione n. 1105, in esecuzione della predetta DGR, è stato disposto l'impegno, la liquidazione e il pagamento in favore dei citati soggetti della complessiva somma di € 1.000.000

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione GALLUS - LADU - MURGIONI sulle borse di studio per le scuole di specializzazione dell'area medica. (621)

In riferimento alla interrogazione indicata in oggetto, si forniscono, di seguito, le notizie ed elementi ritenuti utili per la risposta.

Preliminarmente si ritiene di non poter condividere l'assento disimpegno della Giunta nell'assegnazione delle borse di studio in argomento, infatti lo stanziamento specifico nel Bilancio regionale nel triennio 2004/2007 è rimasto costante. Il decremento di attribuzione di borse è riferito al 1° anno di specializzazione ed è dovuto all'effetto di trascinamento degli iscritti agli anni successivi al primo, ma il totale delle borse comunque attribuite è rimasto invariato. Giova rammentare, peraltro, che le deliberazioni adottate dalla Giunta per l'attribuzione delle borse riferite a ciascun anno accademico, hanno ottenuto il parere favorevole della competente Commissione del Consiglio Regionale.

Quanto alla richiesta di ulteriori futuri stanziamenti per borse di studio aggiuntive, non si ritiene, al momento, di poter formulare alcuna previsione, in quanto si attende di conoscere l'esito dell'iter procedurale posto in essere dal M I U R per la trasformazione delle attuali borse di studio in altrettanti contratti di formazione specialistica Al riguardo si rende noto che il provvedimento inerente il sopra citato contratto è attualmente all'esame della Conferenza delle Regioni e che presumibilmente verrà a breve approvato. Tale nuovo rapporto dello specializzando comporterà un incremento di spesa per cui si renderà necessario prevedere nel Bilancio della Regione un raddoppio dell'attuale stanziamento pur lasciando inalterato il numero dei beneficiati.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CHERCHI Oscar sulle anomalie nella graduatoria per la selezione in Pediatria all'ASL n. 8 di Cagliari. (709)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota n. 7310 del 15.02.2007 predisposta dalla Direzione generale dell'azienda USL n. 8 di Cagliari.

A seguito della selezione pubblica del 14 marzo 2006 per titoli per la copertura di posti a tempo determinato per dirigente medico in Pediatria per il P.O. San Giuseppe di Isili, la ASL 8 pubblicava la relativa graduatoria con delibera n° 727 del 6 settembre 2006.

Da una verifica effettuata dalla stesa ASL 8 sulla graduatoria (e non in seguito alla richiesta di atti e documentazione da parte di alcuni medici, come viene erroneamente riportato nell'interrogazione in oggetto) venivano ravvisati degli errori nella valutazione dei titoli, pertanto in data 22 novembre 2006 l'Azienda con delibera n° 874 annullava in sede di autotutela la precedente graduatoria e la sostituiva con un'altra corretta.

Non corrisponde al vero quanto riportato nell'interrogazione e cioè che "la delibera di rettifica non è stata pubblicata ufficialmente all'albo pretorio". La pubblicazione è avvenuta regolarmente, mentre non è stata pubblicata la seconda graduatoria non avendo l'Azienda l'obbligo di farlo.

Riguardo i contratti a tempo determinato stipulati con gli specialisti pediatri, la durata di 18 mesi rientra nei termini di legge. Gli otto mesi indicati dall'interrogazione come "prassi abituale" per la durata dei contratti a tempo determinato non costituiscono certo un obbligo di legge.

Riguardo infine la destinazione dei medici, in linea generale si può affermare che la Direzione Sanitaria della ASL 8 provvede a dare indicazione specifica sulla destinazione nel caso in cui il posto o i posti disponibili siano riferibile a un unico servizio all'interno dell'Azienda oppure nel caso in cui la Direzione ravvisi particolari competenze che si evincano dal curriculum vitae, o ancora per qualsiasi situazione di emergenza la Direzione si trovi ad affrontare. Quando ci sono diversi posti vacanti da coprire, i dirigenti medici scelgono la destinazione ovviamente in base alla graduatoria.

Nel caso della selezione in oggetto nel momento in cui la selezione veniva bandita (14 marzo 2006) i posti vacanti erano concentrati nel P.O. San Giuseppe di Isili. Il 22 novembre 2006, data della pubblicazione della graduatoria corretta, la situazione aziendale risultava notevolmente cambiata tanto da rendere necessaria la copertura di posti anche a Cagliari precisamente nel P O SS Trinità e nel P O Microcitemico. In base alla graduatoria esistente, gli specialisti hanno perciò espresso la loro preferenza sulla destinazione.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione ARTIZZU - DIANA - LIORI - MORO - SANNA Matteo sulla convenzione tra le Regioni Sardegna e Friuli Venezia Giulia per le cure psichiatriche. (710)

Con riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto, si comunica che con DGR n 3/15 del 10.2.05 è stata approvata una convenzione stipulata tra la Regione Friuli Venezia Giulia e la Regione Sardegna mirante ad assicurare adeguato sostegno allo sviluppo di forme di collaborazione in campo sanitario e sociale, alla realizzazione di progetti comuni ed al trasferimento di know-how, nelle materie di propria competenza.

La convenzione di cui sopra prevede, all'art. 3, la sottoscrizione di un programma operativo tra la Direzione Generale dell'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale della Regione Sardegna e la Direzione Generale dell'Assessorato della Salute e della Promozione Sociale della Regione Friuli Venezia Giulia.

Il programma operativo riguardante gli interventi nel campo della salute mentale, teso ad avviare un percorso di graduale superamento della frammentarietà e della inadeguatezza delle risposte alla domanda di cura, approvato con determinazione n. 1583 del 24.10.2005, stabilisce:

- l'individuazione dell'Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 Triestina e il Dipartimento di Salute Mentale della medesima come soggetti attuatori del programma e degli impegni in esso assunti,

- l'individuazione dell'Azienda ASL n 8 di Cagliari quale azienda capofila che dovrà farsi carico della realizzazione del citato programma,

- - la quantificazione in € 100.000,00 delle spese. Tale importo tiene conto anche delle spese per la consulenza e di quelle connesse all'attività che i soggetti attuatori sono tenuti a svolgere in base al suddetto programma operativo, nonché di ogni altra spesa necessaria per la realizzazione del programma in argomento.

Tale programma prevede che il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste assicuri:

- il supporto agli uffici dell'Assessorato per la formulazione del piano operativo per la riqualificazione dei servizi di salute mentale,

- l'accompagnamento e la consulenza ai Direttori Generali delle ASL nell'attuazione delle linee strategiche relative alla salute mentale,

- l'affiancamento degli uffici dell'Assessorato e degli operatori delle Aziende nella progettazione, attuazione, valutazione delle azioni relative alle attività dei servizi di salute mentale,

- il trasferimento delle conoscenze e delle abilita operative dai propri operatori che lavorano nel campo della salute mentale a quelli della Regione Sardegna attraverso l'ospitalità nelle strutture del Friuli Venezia Giulia, stages appositamente organizzati, affiancamene e supervisioni.

Si precisa che la convenzione non prevede:

- l'accesso di operatori sardi (medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, educatori) a corsi di formazione e di aggiornamento da svolgersi a Trieste,

- - di destinare la somma di € 232.405,60 per la creazione del centro di salute mentale e per la formazione, presso le strutture sanitarie di Trieste, del personale destinato al suo funzionamento

La somma di € 232.405,60, a cui si fa riferimento nell'interrogazione, destinata alla formazione degli operatori dei servizi di salute mentale, è invece inserita nel programma degli interventi previsti dal progetto "Lavorare per progetti formazione degli operatori dei servizi psichiatrici della Sardegna", finanziato dal Ministero della Salute a carico del F S N ai sensi dell'art. 1 comma 34/34 bis legge 23/12/1996, n° 662.

La somma suddetta, come previsto nella DGR 37/31del 19/11/2002 e nella successiva DGR n° 21/10 del 3.5.2004, è stata utilizzata per la realizzazione di un corso di formazione rivolto a tutti gli operatori dei Dipartimenti di Salute Mentale della Regione. L'obiettivo del corso è stato quello di attivare percorsi formativi e di supporto metodologico rivolto agli operatori delle diverse unità operative con l'intento di sostenere e realizzare un processo di cambiamenti strutturali, organizzativi e culturali volti al raggiungimento di una presa in carico globale della persona con disturbo mentale. Il corso è stato articolato in due fasi:

- una a carattere residenziale della durata di 5 giorni, tenutasi presso il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, che ha visto coinvolti complessivamente 120 operatori dei DSM regionali, scelti proporzionalmente al numero e alle qualifiche professionali degli operatori di salute mentale in servizio presso ciascuna azienda,

- una a carattere locale di 16 giornate, che ha coinvolto il restante personale, circa 500

operatori, tenutasi in Sardegna.

L'individuazione del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste quale soggetto attuatore del Programma operativo è stata motivata dalla qualità dei servizi offerti, certificata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha riconosciuto il Dipartimento di Trieste "centro leader per lo sviluppo dei servizi di salute mentale territoriali in Europa".

Per quanto riguarda l'affidamento degli adempimenti amministrativi e organizzativi per l'attuazione del programma operativo alle ASL, si precisa che è consuetudine degli uffici dell'Assessorato, Direzione generale delle Politiche Sociali, avvalersi della collaborazione degli uffici amministrativi delle ASL ogni qualvolta, per materie di comune interesse, siano in grado di garantire procedure più agili rispetto a quelle dell'amministrazione regionale

Nello specifico degli interventi per la salute mentale sono state coinvolte la ASL 8 di Cagliari e la ASL 3 di Nuoro, rispettivamente per l'attuazione del Programma operativo di cui alla DGR n 3/15 del 10.2.05 e per l'attuazione del programma di formazione di cui alle DGR n 37/31 del 19.11.2002 e n. 21/10 del 3.5.2004.

L'Azienda ASL n 8, come previsto dalla determinazione n. 1583 del 24/10/2005 ha provveduto a trasmettere la rendicontazione delle spese sostenute.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione VARGIU sull'incarico di dirigente psicologo conferito dalla ASL 8, in data 2 febbraio 2007. (759)

In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta

Da notizie acquisite presso l'Azienda Asl n. 8 di Cagliari risulta che i tempi e le modalità con cui l'Azienda ha espletato l'avviso di mobilita sono in linea con la normativa vigente in materia.

La criticità della situazione strutturale, organizzativa e operativa del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell'Ospedale SS Trinità coinvolge anche e soprattutto l'operatività del personale sanitario non medico nei confronti del paziente in crisi . Per questo motivo, cioè l'estrema particolarità del ruolo da ricoprire, la selezione ha riguardato solo gli psicologi operanti all'interno del Dipartimento di Salute Mentale.

Si è evidenziata l'indisponibilità da parte dei professionisti operanti all'interno della Asl n. 8 a ricoprire quell'incarico e considerata l'urgenza di avviare nel reparto del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura quei processi finalizzati alla radicale modifica del protocollo in essere sulla contenzione fisica fino alla sua abolizione, l'azienda ha optato per il ricorso ad un professionista esterno di comprovata esperienza, e ha individuato nel Dr Alessandro Sirolli la figura professionale in grado di ricoprire l'incarico di Dirigente Psicologo nel reparto del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura del SS Trinità.

Si evince infatti dal curriculum vitae del Dr Scrolli l'elevata professionalità, competenza, specializzazione professionale, culturale e scientifica che lo rendono idoneo a ricoprire il ruolo.

Si fa presente che all'art.15 septies del DISEGNO DI LEGGE 229/99 consente al Direttore Generale la discrezionalità di stipulare "contratti a tempo determinato per l'attribuzione di incarichi di natura dirigenziale ad esperti di comprovata competenza che non godano del trattamento di quiescenza e che siano in possesso del Diploma di Laurea e di specifici requisiti coerenti con le esigenze che determinano il conferimento dell'incarico".

In riferimento all'ultimo punto dell'interrogazione il Forum di Salute Mentale è un "movimento" nato nel 2003 a Roma con l'obiettivo di porre l'attenzione sull'applicazione della riforma psichiatrica e sulla qualità dei Servizi di Salute Mentale in Italia II Forum conta oltre 2500 iscritti in Italia e in ciascuna regione italiana e presente un Forum regionale Corrisponde al vero il fatto che la Dr ssa Giovanna Del Giudice sia portavoce nazionale del Forum e che il Dr Alessandro Sirolli sia il portavoce della Regione Abruzzo, oltre questo dato oggettivo non vi è alcun rapporto tra il Dr Sirolli e la Dr ssa Del Giudice.

Risposta scritta dell'assessore degli enti locali, finanze e urbanistica all'interrogazione CASSANO sulla mancata corresponsione del premio alle compagnie barracellari per l'anno 2006. (767)

Con riferimento alla nota n. 1069 del 28 febbraio 2007, relativa all'interrogazione indicata in oggetto, si trasmette la relazione tecnica contenente elementi di risposta alla stessa, forniti dagli Uffici della Direzione generale degli Enti locali e Finanze.

Con l'interrogazione in oggetto il consigliere regionale Cassano, considerato che:

- le compagnie barracellari svolgono importanti compiti di salvaguardia del patrimonio boschivo, forestale, silvo - pastorale, idrico, di tutela di parchi, aree vincolate e protette, flora, vegetazione e patrimonio naturale in genere, di prevenzione e repressione degli incendi, di controllo del territorio e di prevenzione di reati;

- nella seduta del 21 novembre 2006 la Giunta regionale ha deliberato la ripartizione dei premi alle compagnie barracellari per l'anno 2006;

- nonostante siano trascorsi tre mesi dall'approvazione di tale provvedimento i destinatari non hanno ancora ricevuto le quote;

chiede di conoscere "quali impedimenti abbiano determinato i gravi ritardi nella materiale corresponsione dei premi alle compagnie barracellari e quali provvedimenti urgenti si intendano assumere affinché ì destinatari dei contributi possano ricevere quanto di loro competenza e se non si ritenga di dover attivare tutte le opportune procedure affinché le compagnie, senza dover attendere dei mesi ricevano i premi alla chiusura della campagna antincendio e vedano riconosciuto il valore e l'impegno del servizio effettuato talvolta anche a rischio della incolumità fisica dei barracela.

Per quanto disposto dell' art. 28 della L.R. 15 luglio 1988 n. 25 Organizzazione e funzionamento delle compagnie barracellari, l'amministrazione regionale allo scopo di favorire la costituzione e il mantenimento delle compagnie barracellari. In Sardegna è autorizzata a concedere alle stesse, nel limiti degli stanziamenti di bilancio, un contributo forfettario annuo per le spese generali, l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, l'equipaggiamento e le attrezzature.

L'art. 29 della stessa legge stabilisce, al primo comma, che alle compagnie barracellari regolarmente costituite e funzionanti che si sono particolarmente distinte nell'espletamento delle proprie attività istituzionali con operazioni di eccezionale pericolosità e di rilevante valore sociale, l'amministrazione regionale è autorizzata a concedere premi annui in rapporto all'entità e quantità dei risultati conseguiti. Il secondo comma dello stesso articolo stabilisce che i premi sono concessi alla fine di ciascun esercizio finanziario con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di polizia locale, previa deliberazione della Giunta regionale.

Per l'anno 2006 la ripartizione del premi di cui all'art. 29 citato è stata disposta con la deliberazione di Giunta regionale n. 48/19 approvata il 21 novembre 2006, cui ha fatto seguito la determinazione del Dirigente del Servizio degli enti locali competente che ha autorizzato l'impegno ed il pagamento delle somme.

L'emissione dei mandati di pagamento da parte della Ragioneria regionale è stata disposta il 16 febbraio 2007, non appena ultimate le operazioni di riversamento dei residui nel nuovo sistema di contabilità SIBAR.

In merito all'erogazione dei premi, che di norma avviene entro il primo bimestre dell'anno successivo a quello di assegnazione, occorre precisare che i rallentamenti, in genere, sono dovuti ai ritardi con i quali le stesse compagnie barracellari trasmettono tutti i dati necessari ai fini dell'attribuzione dei contributi per il loro funzionamento cui è destinato prioritariamente lo stanziamento di bilancio ai sensi dell'art. 28 della legge citata.

Come esposto più sopra, infatti, i premi vengono attribuiti alle compagnie meritevoli, ai sensi dell'art. 29 della legge citata, solo sulle residue disponibilità finanziarie una volta calcolati i contributi dovuti per il mantenimento del Corpo ed il pagamento delle assicurazioni obbligatorie, secondo i criteri fissati dalla Giunta regionale nella deliberazione n. 30/20 del 10.09.2002.

La deliberazione della Giunta regionale con la quale si ripartiscono i premi alle compagnie barracellari avviene generalmente alla chiusura dell'esercizio finanziario di riferimento, causando di
conseguenza il differimento della liquidazione degli stessi premi entro il primo bimestre dell'anno successivo, non appena concluse le ordinarie operazioni di accertamento dei residui.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione VARGIU sulla situazione degli specializzandi dell'area medica sanitaria. (773)

In riferimento alla interrogazione indicata in oggetto, si forniscono, di seguito, le notizie ed elementi ritenuti utili e congrui per la risposta.

Lo schema di contratto previsto dall'art 37 del D. Lvo 17 agosto 1999, n. 368, predisposto dal MI U R, e all'esame della Conferenza delle Regioni per cui si ritiene che a breve sarà approvato.

Sul punto, in sede di Commissione salute ovvero in ogni circostanza in cui si è dibattuto sul tema, lo scrivente Assessore ha assunto sempre una posizione di sostegno al provvedimento di cui trattasi e ha costantemente informato gli specializzandi sull'iter procedurale del medesimo in occasione degli svariati incontri avvenuti con essi negli ultimi tempi.

Con la costituzione delle Aziende ospedaliero-universitarie, (quella di Cagliari è stata già costituita con deliberazione della Giunta regionale n. 13/1 del 30.3.2007, mentre quella di Sassari è di imminente costituzione) troveranno più completa soluzione diversi problemi di cui è cenno nei vari punti dell'interrogazione.

Al riguardo appare opportuno rammentare che già il PSR pone le basi per avviare un'intensa opera di qualificazione di tutti gli operatori del SSR, mentre gli accordi Regione/Università offrono nuovi spazi di collaborazione nel campo della integrazione tra didattica, ricerca e formazione degli operatori stessi.

Si precisa, peraltro, che pur in carenza degli strumenti di programmazione sopra richiamati, l'Assessorato è stato in grado di programmare il fabbisogno degli operatori in commento, in accordo con le Università e tenuto conto della consistenza degli organici presenti e ipotizzabili nel triennio nonché delle limitazioni previste dalle leggi finanziarie succedutesi nell'ultimo quinquennio.

Si rende noto, infine, che in armonia a quanto in merito previsto dal PSR 2006/2008, l'Assessorato è impegnato nella predisposizione di un piano quinquennale teso al superamento del lavoro precario nelle strutture sanitarie pubbliche.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CHERCHI Oscar sui tagli al progetto "Galatea" nell'Alto Oristanese. (787)

Si forniscono gli elementi utili alla risposta all'interrogazione in oggetto:

La Regione Sardegna con DGR del 30 Maggio 2006 n 23/29 "Presentazione di progetti d'intervento di cui alla L R 20/97 (art. 3) "Nuove norme inerenti provvidenze a favore di persone affette da patologie psichiatriche" ha destinato la somma di € 7.000.000,00, per la predisposizione e realizzazione di progetti per persone con disturbo mentale, di cui l'80%, ammontante a € 5.600 .000,00, a favore dei Comuni, e il 20%, ammontante a € 1.400.000,00, a favore delle ASL. L'importo erogato per lo stesso obiettivo nel 2005 è stato di 6.613.212,00.

I progetti presentati in forma singola o associata nella sola provincia di Oristano sono stati complessivamente 27 per una somma complessiva di € 5.671.130,38, a livello regionale sono pervenuti progetti per oltre 20.000.000,00 di Euro.

Il Comune di Paulilatino, in forma singola, ha presentato nel 2005 il progetto "Galatea" e ha ricevuto un finanziamento di € 40.721,00 per l'inserimento di 11 persone, degli altri Comuni facenti parte dell'associazione, nel 2005, solo il Comune di Ghilarza ha presentato un progetto per inserimenti sociolavorativi ricevendo un finanziamento di € 22.750,00.

Poiché le richieste di finanziamento dei progetti pervenuti hanno superato la disponibilità economica prevista, èstato necessario introdurre dei criteri per l'assegnazione dei fondi disponibili.

Dall'analisi della progettazione degli anni precedenti risultava uno squilibrio non giustificato da criteri epidemiologici nell'assegnazione dei fondi fra territori diversi, pertanto, al fine di garantire una più omogenea risposta ai bisogni espressi dal territorio, l'Assessorato ha ritenuto necessario, in carenza di indicatori epidemiologici validi, di ripartire i finanziamenti per distretto sanitario sulla base della popolazione residente e sulla base dei seguenti criteri:

- individuazione dei bisogni specifici di persone in carico al CSM o già identificate,

- definizione delle priorità degli interventi da progettare,

- verifica delle risorse già presenti ed eventualmente utilizzabili,

- elaborazione di progetti che prevedano tempi di realizzazione, modalità di verifica, e indicatori di esito,

- previsione nel progetto di interventi terapeutico-riabilitativi individualizzati,

Relativamente al 20% delle risorse destinate alle Aziende ASL, in attuazione della citata delibera, è stato, inoltre, assegnato al DSM di Oristano, un finanziamento di € 143.098,40 (Det367 del 24/10/06) per progetti individualizzati a favore di soggetti con disturbo mentale che devono assicurare la massima continuità con quelli posti in essere dai comuni, secondo l'ottica dell'inclusione nel contesto sociale di appartenenza delle persone con disturbo mentale e dell'ottimizzazione delle risorse.

Relativamente ai provvedimenti che Questo Assessorato ha assunto a favore dei sofferenti mentali si segnala che nel corso del 2006 la Giunta regionale ha approvato con DGR n° 42/11 del 4 ottobre un programma sperimentale triennale denominato "Ritornare a casa" il cui obiettivo è quello di promuovere il rientro in famiglia anche di persone con problemi di disturbo mentale ospiti in strutture a carattere sociale e/o sanitario e consentire la permanenza in famiglia per quelle a rischio di istituzionalizzazione.

A seguito dell'approvazione del Piano sanitario regionale è in corso una profonda riorganizzazione dei Servizi della salute mentale, in particolare il piano individua nel Centro di salute mentale la struttura che esercita tutte le attività di prevenzione, cura e riabilitazione a livello distrettuale e che dovrà creare quelle sinergie atte a promuovere interventi sociosanitari integrati con i Comuni, le istituzioni e i servizi del territorio, partecipare alla definizione del Plus, alla sua attuazione e al monitoraggio degli interventi attivati.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione VARGIU - PISANO - DEDONI - CASSANO sulla dilatazione delle liste d'attesa in sanità. (788)

In risposta all'interrogazione in oggetto si forniscono gli elementi utili alla risposta:

Si ricorda che obiettivo del Piano sanitario regionale è di consentire all'Ospedale di dare le risposte alle richieste di assistenza da parte dei malati che sono proprie del servizio ospedaliero decentrando sul territorio le risposte che sono erogabili dai Servizi territoriali.

La maggioranza dell'offerta di prestazioni specialistiche in Sardegna proviene dalle strutture pubbliche in particolare i costi maggiori sono legati alla necessità di rispondere a richieste di assistenza nell'arco delle 24 ore non seguite da ricovero. I costi del privato accreditato è sgravato di questi oneri, peraltro i costi risultano superiori a quelli riportati nell'interrogazione, come è facilmente verificabile dal bilancio della sanità, così come il numero di prestazioni complessive è nettamente inferiore a quello indicato nella stessa interrogazione.

E' noto che il fenomeno delle attese rappresenta una vera e propria emergenza per tutte le nazioni occidentali anche per l'innegabile dilatarsi della domanda che, in base alle ultime rilevazioni dell'ISTAT, presenta un incremento annuale delle sole visite specialistiche del 10% l'anno. E' pertanto evidente che il fenomeno non si può affrontare col solo incremento dell'offerta di prestazioni

In questi anni quest'Assessorato si è fortemente impegnato sul fronte del contenimento dei tempi di attesa, con un lavoro continuo che ha visto anche il coinvolgimento delle Aziende, delle Associazioni sanitarie di categoria e del volontariato.

Con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di un sistema d'accesso alle prestazioni sanitarie che risponda ai necessari requisiti di trasparenza, efficacia ed equità, l'Assessorato, con le note n. 37543/3 del 26 ottobre 2005 e n. 43786/3 del 16 dicembre 2005, ha fornito alle Aziende Sanitarie ed ai Policlinici Universitari ulteriori indicazioni per il governo delle liste di attesa e per il miglioramento delle modalità di accesso ai servizi di specialistica ambulatoriale e di ricovero ospedaliero. Le problematiche riguardano nello specifico il Centro Unico di Prenotazione aziendale, le agende di prenotazione e le priorità cliniche di accesso alle prestazioni con particolare interesse verso l'informazione agli assistiti.

A seguito della Legge Finanziaria 2006 che fissa alcuni punti per quanto riguarda gli adempimenti in materia di tempi d'attesa meglio definiti dall'Intesa Stato - Regioni del 28 marzo 2006 relativa al "Piano Nazionale di contenimento dei tempi d'attesa 2006-2008", sono state approvate le Deliberazioni della Giunta Regionale n 28/15 del 27.06.2006 e n 4/7 del 30.01.2007 che contengono rispettivamente il "Piano Regionale attuativo di contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006-2008, di cui all'art 1, comma 280 della Legge 23/12/2005 n 266 e l'Adeguamento del Piano già allegato alla Deliberazione n 28/15 del 28.06.2006.

Secondo quanto previsto dalla suddetta D G R n 4/7, entro 60 giorni dalla sua emanazione le Aziende USL ed i Policlinici Universitari hanno il compito di definire la struttura dei Programmi attuativi aziendali di contenimento dei tempi di attesa.

Tra l'altro, in linea con quanto previsto dall'intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo 2005, la Regione promuove, senza maggiori oneri, l'attuazione nel proprio territorio di adeguate iniziative dirette a favorire lo svolgimento presso gli ospedali pubblici di accertamenti diagnostici e strumentali. Tale misura ha l'obiettivo di ampliare l'offerta dei servizi, di garantire continuità di risposta, di assicurare la copertura del servizio nei sette giorni della settimana, di ridurre le giornate complessive di degenza.

L'intervento sulla domanda di prestazioni è inteso a migliorarne l'appropriatezza attraverso l'attività di formazione dei medici prescrittori, a favorire la differenziazione della prenotazione a seconda della priorità cliniche per vane discipline e specialità.

L'intervento sull'offerta avviene anche attraverso la promozione dell'informatizzazione delle prenotazioni (CUP) del pubblico e del privato che consentirebbe una gestione più agevole delle doppie prenotazioni, dell'overbooking, la pulizia sistematica delle liste più lunghe, la diversa strutturazione delle agende prevedendo l'aumento del numero di visite/ora e di conseguenza delle prestazioni/ora e il monitoraggio dei tempi di attesa.

E' attualmente in fase di realizzazione il Nuovo sistema informativo sanitario regionale (NSISR) che andrà a integrarsi al monitoraggio periodico trimestrale dei tempi d'attesa delle prestazioni traccianti, previsto a livello nazionale dall'Intesa Stato-Regioni del 28 marzo 2006, con cadenza semestrale II NSISR consentirà un monitoraggio specifico delle prestazioni e delle eventuali sospensioni delle attività di prenotazione che permetterà un confronto dei tempi massimi d'attesa fissati a livello regionale.

In attuazione della Legge regionale 28 luglio 2006 n. 10, le Aziende sanitarie locali hanno avuto mandato di provvedere alla definizione del fabbisogno di prestazioni specialistiche attraverso l'analisi dei bisogni e della domanda, anche in relazione alla quota di attività da acquisire da erogatori privati. A tal fine le Aziende sanitarie locali hanno predisposto i primi Piani preventivi, che hanno tenuto conto della esigenza di riequilibrare la produzione complessiva per singole specialità, agendo sul mix di prestazioni, di migliorare l'appropriatezza dell'assistenza, di valutare le modalità di erogazione e le condizioni di accesso da parte degli assistiti.

In sede di consolidamento regionale si è provveduto a rendere le previsioni delle singole Aziende compatibili con gli obiettivi economico-finanziari previsti dalla programmazione regionale, anche ai sensi dell'articolo 6 dell'Intesa Stato - Regioni del 23.3.2005 n 2271. Di conseguenza, sono stati assegnati alle ASL obiettivi economico-finanziari e tetti di spesa per l'acquisizione di prestazioni da soggetti erogatori privati. Il tetto di spesa definito per l'assistenza specialistica da erogatori privati per il 2007 è stato comunque superiore del 3% rispetto ai valori di liquidato documentati per l'anno 2005.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione AMADU sulla necessità di un intervento della Giunta regionale a tutela dei lavoratori ex Arial, addetto alle pulizie nell'ASL n. 1 di Sassari. (792)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota n 2784 del 18 04 2007 predisposta dalla Direzione amministrativa dell'azienda USL n. 1 di Sassari.

Con riferimento all'interrogazione n°792/A del 15 marzo 2007 dell'On.le Amadu, si comunica che l'A.S.L. n° l di Sassari ha adottato, in ogni occasione, uno condotta ispirata allo necessità di tutelare la forza lavoro della ditta ARIAL, addetta all'appalto delle pulizie nelle strutture sanitarie e negli uffici dell'Azienda.

L'A,S.L n° l di Sassari ha instaurato, con la suddetta ditta, nel corso dell'anno 2006, un rapporto improntato al rispetto della Legge n° 82 del 1994, che impedisce la corresponsione degli emolumenti maturati dall'appaltatore se non risulta la regolarità dei versamenti agli Enti Previdenziali , a tal fine è stato periodicamente richiesto il documento unico di regolarità contributiva (DURC) che deve essere rilasciato dagli Enti previdenziali.

La regolarità delle posizioni contributive ed assicurative dei dipendenti Arial non è stata sempre presente nel corso del 2006 ed è per tale ragione che l'ASL ha dovuto congelare i corrispettivi maturati dall'appaltatore sino a quando non è stato conseguita la regolarità contributiva, che costituisce la condizione necessaria per poter mettere in pagamento gli importi richiesti.

Nel dicembre del 2006 è stato formalizzato il subentro nell'appalto da parte della ditta N. Arial Service s.r.l., cui è stata devoluta l'attività di pulizia svolta dal gruppo a seguito di un atto di scissione; in quell'occasione è stato sottoscritto un atto con il quale l'Amministratore della N. Arial Service si è impegnata a corrispondere regolarmente gli stipendi ed a versare i contributi previdenziali, con la conseguenza che, i caso contrario, il contratto si sarebbe risolto di diritto.

Poiché non sono state corrisposte regolarmente le retribuzioni del mese di gennaio e febbraio 2007 negli ultimi giorni di marzo l'A.S.L. n° l di Sassari ha comunicato alla N.Arial Service s.r.l, la risoluzione del contratto e sono state avviate le procedure presso la Direzione Provinciale del Lavoro per assicurare la conservazione del posto di lavoro ai lavoratori effettivamente impegnati nell'appalto ASL a norma del CCN di categoria.

La N.Arial Service ha comunicato alle maestranze il licenziamento a decorrere dal 30 aprile 2007. Sulla base delle difficoltà evidenziate nel corso della vicenda di questo appalto, l'ASL n° l di Sassari ha stabilito di effettuare una nuova gara di appalto che preveda lotti maggiormente differenziati e regole ancora più rigide per garantire il rispetto, da parte degli appaltatori, della continuità dei servizi di pulizia e dei diritti dei lavoratori.

Nelle more dell'effettuazione della nuova gara di appalto, i servizi di pulizia verranno svolti con contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato; in ogni caso l'AS.L. n° l, attraverso accordi conclusi presso la Direzione Prov.del Lavoro assicurerà i diritti di conservazione del posto di lavoro a favore delle maestranze effettivamente impiegate nelle strutture aziendali.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CASSANO sulla decisione del prof. Antonio Dessanti, primario di chirurgia pediatrica della ASL n. 1, di abbandonare l'ospedale sardo. (800)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota n 1808 del 19.04.2007 predisposta dalla Direzione generale dell'azienda USL n. 1 di Sassari.

In relazione alla interrogazione Consiliare 800/A formulata dal Consigliere Regionale Onorevole Cassano sulla decisione del prof Antonio Dessanti, primario di chirurgia pediatrica ASL n° 1 di Sassari, di abbandonare l'ospedale sardo, si precisa quanto segue:

- Non è mai esistito un Reparto di Chirurgia Pediatrica nella ASL di Sassari infatti non è mai stato previsto dalla pianificazione regionale antecedente, né è mai stato istituito. Prof. Dessanti ha sempre svolto la sua attività di chirurgo pediatra utilizzando quattro posti letto presso la Clinica Chirurgica dell'Università di Sassari, con una seduta operatoria la settimana, avvalendosi della collaborazione dei colleghi e del personale infermieristico, di sala e di reparto, della Clinica Chirurgica.

- Il prof Dessanti non è mai stato "Primario di Chirurgia Pediatrica della ASL di Sassari". Infatti egli ha prestato servizio alle dipendenze dirette della Azienda ASL n° 1 di Sassari presso l'Istituto di Clinica Chirurgica dall'1/04/91 al 31/12/92 in qualità di Aiuto di Chirurgia Pediatrica a tempo indeterminato e pieno, e dall'1/01/93 al 31/12/2000 in qualità di Dirigente medico di Chirurgia Pediatrica, risulta titolare di modulo funzionale di "Diagnostica Ambulatoriale di Chirurgia Pediatrica dall'1/4/91. Dimessosi dall'Azienda ASL, dal 1° Novembre 2000 è Professore Associato presso l'Università di Sassari nel settore disciplinare ''Chirurgia Pediatrica e Infantile", con responsabilità didattica di Chirurgia Pediatrica; dal 3/12/2001 è in regime di convenzione con la ASL di Sassari, Con Deliberazione n° 38 del 31 gennaio 2003, che, recependo il verbale di Accordo tra l'Università di Sassari e l'Azienda ASL n° 1 del 23/12/2002, individuava i "criteri di equiparazione del personale universitario medico convenzionato ai fini dell'indennità assistenziale in applicazione dello schema di graduazione delle funzioni dirigenziali adottato in Azienda con verbale di concertazione del 9/04/01 e nel rispetto delle disposizioni contenute nel Decreto Legislativo n° 517 del 21/12/99", la sua attività è stato equiparata ai fini dell'indennità assistenziale dal 3/12/2001 al 31/01/2003 ad un incarico professionale di alta specializzazione (CI), e dal 01/02/2003 a quella di responsabile di una Struttura Semplice di tipo UB2" L "indennità assistenziale è stata poi indeterminata con Deliberazione n° 753 del 27 ottobre 2005, equiparandola dal 03/10/2005 a quella di responsabile di una Struttura Semplice di tipo "61".

- Non è mai arrivata a questa Direzione alcuna comunicazione ufficiale da parte del prof. Dessanti riguardante la sua volontà di interrompere l'effettuazione degli interventi di chirurgia pediatrica.

- Per quanto riguarda poi la necessità assistenziale specifica del territorio della ASL di Sassari, la recente pianificazione regionale fornisce una risposta completa ed articolata, affidandone la responsabilità attuativa alla futura Azienda mista, vista la collocazione della Struttura all'interno dell'area materno-infantile.

Risposta scritta dell'assessore dell'industria all'interrogazione PETRINI - CONTU - RASSU sull'applicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 sulla sicurezza degli impianti elettrici e di messa a terra. (802)

In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto, si fa presente che gli adempimenti connessi all'attuazione del D.P.R. 22 ottobre 2001, n° 462 concernente "Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia d'installazione di dispositivi di protezione contro scariche atmosferiche e di messa a terra d'impianti elettrici", sono di competenza delle Aziende Sanitarie Locali territorialmente competenti ovvero dell'ARPAS.

Risposta scritta dell'assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione all'interrogazione MILIA sull'adozione del sistema SIBAR e relative applicazioni. (804)

In ottemperanza a quanto previsto dall'art 107, capo XV del Regolamento interno del Consiglio Regionale della Sardegna, in merito a quanto richiesto dall'On Milla e per quanto di competenza si osserva quanto segue:

Come noto, dal 1° gennaio 2007 hanno trovato applicazione le norme contenute nella legge regionale n. 11 del 2006 in materia di classificazione del bilancio per strategie e funzioni obiettivo ed in via sperimentale è stata inoltre introdotta la contabilità economica.

L'introduzione di una nuova struttura del bilancio nonché della contabilità economico-analitica ed economico-patrimoniale, oltre a innovare fortemente la materia della contabilità, sono destinate a migliorare l'impiego delle risorse e a rendere il bilancio regionale coerente con le nuove esigenze dell'azione amministrativa, ormai orientata verso l'efficienza nel percorso obiettivi, risorse, risultati

Per il perseguimento di tali finalità è stato necessario reperire una serie di informazioni in passato non necessarie, sin dagli ultimi mesi dello scorso anno tutti gli assessorati sono stati interrogati per l'acquisizione delle informazioni richieste, con uno sforzo notevolmente superiore rispetto a quello degli anni precedenti al fine di addivenire alla chiusura dei capitoli.

Accanto a tali attività, l'introduzione di un nuovo sistema contabile integrato, in grado di supportare le sopra descritte innovazioni in materia contabile, ha reso necessarie una serie di attività di creazione delle nuove posizioni finanziarie con conseguente importazione di tutti i dati relativi ai fornitori, o beneficiari di pagamenti.

Nonostante quanto sopra enunciato i rallentamenti che si sono registrati nei primi mesi dell'anno nell'elaborazione dei provvedimenti di liquidazione e pagamento non sono stati superiori a quelli degli anni precedenti. In ogni caso per gli esercizi successivi a quello in corso, caratterizzato come detto da profonde innovazioni, il sistema SIBAR gestirà i residui senza necessita di ulteriori attività.

Con riferimento alla lamentata mancata qualificazione del personale incaricato della gestione operativa del protocollo e alla ritenuta necessità di ulteriori sessioni formative, si comunica che il progetto SIBAR è ancora in corso di esecuzione e che l'attività formativa non si è ancora conclusa.

Sin dai primi giorni di aprile, a seguito dell'introduzione nelle prime strutture del modulo "sistema documentale", sono state tenute le prime giornate di formazione rivolte a funzionari e istruttori. Nei prossimi mesi un numero di dipendenti pari a oltre 2.000 utenti sarà formato in apposite sessioni, tenute da personale altamente qualificato messo a disposizione dalla società aggiudicataria, e acquisirà le conoscenze necessarie a un razionale e corretto funzionamento del sistema. Similmente, a partire dal mese di giugno, con il rilascio di nuovi moduli dell'area contabile saranno tenute sessioni di affiancamento operativo e sessioni formative rivolte ai dipendenti che operano o opereranno sul sistema. Infine sono in via di definizione delle giornate di "richiamo formativo" sui moduli già rilasciati per gli operatori del sistema contabile.

Unicamente a fini esemplificativi si segnala che al 31 marzo 2007 risultavano protocollati in ingresso n. 108.194 documenti e in uscita n. 51.974, al 17 aprile le determinazioni repertoriate sono ben 6.643

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione LIORI - DIANA sulla gravissima situazione in cui versa il Centro trapianti di fegato dell'Ospedale Brotzu. (816)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota n. 012415 del 20.04.2007 predisposta dalla Direzione generale dell'Azienda Ospedaliera Brotzu.

Con interrogazione n. 816/A del 5 aprile 2007, presentata dai consiglieri regionali Liori e Diana, si chiede la chiusura temporanea del Centro trapianti dell'Azienda Ospedaliera Brotzu al fine di consentire ai pazienti l'iscrizione nelle liste d'attesa di altri centri, in seguito alla mancata accettazione di un organo per problemi organizzativi dovuti alla carenza di personale.

In merito è opportuno ricordare l'attività relativa ai trapianti di fegato in particolare Attività che presenta degli aspetti positivi rilevanti nell'intero contesto nazionale, in riferimento alla quale si espongono di seguito i dati relativi

L'attività del Centro in questione, in termini strettamente numerici, può essere riassunta come di seguito

- anno 2004 n° 15 trapianti

- anno 2005 n° 30 trapianti (tra cui uno combinato di rene-pancreas)

- anno 2006 n° 26 trapianti (tra cui uno combinato di rene-fegato)

- anno 2007 n° 8 trapianti (dato ad oggi)

Questa mole di attività ha permesso di ridurre la "lista di attesa attiva" a circa 10 pazienti, inoltre si segnala che il tempo medio di attesa tra l'inserimento in lista di attesa di un paziente ed il successivo trapianto è di poco meno di 3 mesi. Questi dati testimoniano di un'attività che risponde appieno alle esigenze dei pazienti.

Ma poiché l'attività dei trapianti non è fatta solo di numeri, peraltro assai importanti, ma anche di qualità, al riguardo occorre sottolineare il fatto che il Centro in questione si segnala, in campo nazionale, ma anche in quello internazionale, come un Centro di assoluta eccellenza. Basti ricordare alcuni indicatori

  1. la sopravvivenza dell'organo ad un anno si posiziona ad un livello superiore alla media nazionale di ben 9 punti percentuali,
  2. la sopravvivenza del paziente si situa a valori superiori di circa 8 punti,
  3. la mortalità pre-trapianto, stante il brevissimo tempo di attesa, è praticamente assente

Semmai l'unica, anche se molto importante, criticità in merito risiede nella difficoltà che spesso si incontra, a reperire un posto letto nella nostra Terapia Intensiva, dove obbligatoriamente questi pazienti devono essere trasferiti nel breve periodo del post-trapianto, difficoltà legata al fatto che detto reparto è, in genere, occupato da altri pazienti critici provenienti dal territorio.

In ordine alle diverse criticità organizzative che incidono sulla attività dei trapianti pare opportuno richiamare le considerazione fatte dal Prof Carlo Carcassi, del Centro Regionale Trapianti, nella lettera pubblicata nel quotidiano L'Unione Sarda, del giorno 18 marzo u.s, il quale pone in evidenza come il fenomeno non sia da ritenersi circoscritto al solo evento verificatosi all'Ospedale Brotzu ma rientri nelle diverse casistiche, peculiari al delicato mondo dei trapianti che, per la loro specificità, presentano degli aspetti aleatori, in merito ai quali solo chi ha una giusta conoscenza nel campo può essere in grado di effettuarne una puntuale e attendibile analisi, che sono quelli che determinano l'utilizzo di organi di provenienza esterna al singolo Ospedale.

Per questo appare del tutto infondata l'accusa, avanzata nell'interrogazione, di reato di interruzione di pubblico servizio in ragione del fatto che i problemi organizzativi sono comuni a tutti i Centri Trapianti i quali, purtroppo, si ritrovano, talvolta, nella condizione di non poter effettuare il trapianto dell'organo nella stessa struttura ma di doverlo assegnare ad altro centro, raggiungendo, in ogni caso il fine ultimo dell'istituto della donazione degli organi salvare, comunque, una vita umana in pencolo.

Nello specifico, i problemi del Brotzu attengono a due principali criticità costituite da carenza di anestesisti e carenza di infermieri (quest'ultima in ragione della forte richiesta di mobilità del personale verso altre strutture ospedaliere indotta dai gravosi carichi di lavoro), entrambe in via di risoluzione.

Per quanto riguarda gli anestesisti, dopo una fase iniziale che ha visto destinare all'attività dei trapianti di fegato cinque anestesisti, dal mese di aprile 2006 gli anestesisti dedicati a detta attività si sono ridotti, per ragioni diverse, a tre.

I dati gestionali hanno dimostrato come la potenzialità lavorativa degli anestesisti in organico fosse insufficiente, giusta le indicazioni concernenti gli ospedali sedi di DEA di II° livello, per far fronte a interventi sia d'urgenza che programmati. L'ampliamento delle risorse destinate a detta attività, che consentisse di superare anche gli eventi imprevisti, ha portato all'espletamento di un concorso concluso recentemente con l'assunzione di 8 anestesisti, alcuni dei quali verranno formati in maniera specifica per i trapianti d'organo.

Per ciò che riguarda il personale infermieristico, le carenze d'organico, derivanti contingentemente dall'attuale forte richiesta di mobilità, ma più in generale da una non adeguata dotazione di risorse umane necessarie, secondo parametri di confronto con aziende similari, hanno portato all'espletamento di un concorso per la copertura di posti vacanti che consentirà da un lato l'introduzione nel processo clinico di circa 50 infermieri (35 in sostituzione di personale in mobilità esterna e 15 per adeguamento della dotazione organica). Tra queste nuove unità verranno formate in modo specifico le risorse occorrenti per una gestione ottimale del processo dei trapianti in generale e di fegato in particolare.

Richiamo, inoltre, l'attenzione sul fatto che i problemi derivanti dalla carenza di personale, non siano un fenomeno esclusivo dell'Ospedale Brotzu ma, come richiamato dalla stampa e dai mass media nazionali, sono situazioni presenti anche in Ospedali di grande rilievo, nazionale ed internazionale. È indubbio come i riferimenti alle situazioni presenti nelle altre realtà del settore sanitario, anche a livello nazionale, possano in nessun modo esonerare questa Amministrazione dall'effettuare ogni sforzo per mantenere, quale obiettivo di riferimento, l'eccellenza nell'erogazione di tutti i suoi servizi,ma intendono solo significare come, sia dal punto di vista soggettivo che oggettivo, nonostante tutto l'impegno posto in tal senso, gli imprevisti e l'imponderabile trovano spazio.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione RASSU sulla prevista soppressione del reparto di urologia dell'Ospedale civile Santissima Annunziata, presso l'ASL n. 1 di Sassari. (818)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota n 1807 del 19 04 2007 predisposta dalla Direzione generale dell'azienda USL n 1 di Sassari.

In relazione alla Interrogazione Consiliare 818/A formulata dal Consigliere Regionale Onorevole Nicola Rassu sulla prevista soppressione del reparto di Urologia dell'Ospedale Civile Santissima Annunziata presso l'ASL n° 1 di Sassari, prescindendo per un momento dal fatto che la materia è stata oggetto di discussione nell'ambito del Consiglio Regionale, dove ha anche trovato formale e legittima collocazione attraverso la approvazione del Piano Sanitario Regionale, si vogliono effettuare alcune considerazioni concernenti le "obiettive motivazioni" invocale dall'Interrogante a sostegno degli interrogativi rivolti all'Assessore e al Presidente della Giunta.

- Le dotazioni strumentali e la competenza acquisita nella gestione ambulatoriale dei problemi urologici, in linea generale, sono abbastanza indifferenti rispetto alla loro collocazione.

- La dimensione della domanda urologica è certamente in crescila per ragioni demografiche e tecnologiche. Al momento attuale tuttavia essa si caratterizza:

Ø Per una notevole componente di trattamenti di litotrissia (275/anno), che tuttavia al giorno d'oggi e esclusivamente legata alla tecnologia;

Ø Per una discreta componente di chirurgia di medio-alta complessità (111 casi/anno, di cui 44 però con interventi non correlati alla diagnosi principale, e quindi tassonomicamente spuri);

Ø Per un tasso di occupazione intorno al 50%, con un buon margine quindi di riserva.

  • E' allo studio il problema della emergenza urologica, sia in termini epidemiologici che organizzativi. Risulta che le emergenze vere, con interventi improcrastinabili, si aggirano sulle 2-4/anno: una più approfondita caratterizzazione consentirà di approntare un piano adeguato.Il Piano Aziendale prevede all'interno del SS. Annunziata, nell'ambito della chirurgia, il potenziamento delle funzioni urologiche e toraciche di emergenza, attraverso un significativo impegno formativo. Non va dimenticato che l'equipe trapianto-espianto ha già acquisito una notevole esperienza di intervento sul distretto renale ed urologico in generale
  • Non si esclude di dover ricorrere in casi eccezionali allo spostamento di una intera équipe: tuttavia questo evento è implausibile in situazioni di emergenza, quando l'assemblaggio stesso della équipe prevarica i tempi tecnici. Comunque anche questa evenienza sarà presa in considerazione.
  • In sintesi, si ritiene che un robusto spirito collaborativo di scala provinciale ed un accordo di impegni trasparente tra le due Aziende, la ASL di Sassari e l'Azienda mista, possono ovviare e prevenire gli inconvenienti tenuti sottesi nelle motivazioni dell'Interrogante.