Seduta n.200 del 01/06/2006 

CC Seduta

Giovedi' 1 giugno 2006

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 15.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 18 maggio 2006 (194), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Balia, Bruno, Cugini, Vincenzo Floris, Frau, Lai, Rassu e Francesco Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 1 giugno 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Mozione Diana - La Spisa - Oppi - Murgioni - Vargiu - Pisano - Artizzu - Dedoni - Liori - Moro - Sanna Matteo - Randazzo - Cappai - Capelli - Gallus - Rassu - Sanjust - Cuccu Franco Ignazio - Floris Mario - Amadu - Cherchi Oscar - Ladu - Biancareddu - Petrini - Milia - Lombardo - Contu sui recenti sviluppi inerenti la realizzazione del metanodotto Algeria-Sardegna-Europa e il contestuale progetto di metanizzazione della Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (75)

Programmazione bimestrale dei lavori

PRESIDENTE. Comunico il programma bimestrale dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni predisposto ai sensi dell'articolo 23 del Regolamento, a seguito della Conferenza dei Presidenti di Gruppo tenutasi ieri 31 maggio 2006, sentita la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni permanenti.

E' stato deliberato di dedicare il mese di giugno ai lavori delle Commissioni e il mese di luglio ai lavori dell'Assemblea. Sono stati individuati come prioritari gli argomenti di seguito elencati e ripartiti per Commissione secondo lo schema in distribuzione.

(Si riporta di seguito lo schema della programmazione bimestrale:

PROGRAMMAZIONE BIMESTRALE

Elenco delle priorità in Commissione

(Prima stesura)

PROGETTI DI LEGGE

DESCRIZIONE

Numero e proponente

PRIMA COMMISSIONE

a) IACP

b) DL94 (Giunta) - Disciplina di riordino degli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) mediante la loro trasformazione nell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa (AREA)

c) LEGGE STATUTARIA

d) DL5 STAT (Giunta) - Legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna

e) POLIZIA LOCALE

f) DL212 (Giunta) - Norme in materia di polizia locale e politiche di sicurezza urbana

g) PL132 (La Spisa e più) - Norme in materia di polizia locale della Regione autonoma della Sardegna

h) GONFALONE

i) DL122 (Giunta) - Stemma, gonfalone e sigillo della Regione autonoma della Sardegna

j) CONSULENZE

k) PL189 (Floris M. e più) - Procedure per l'affidamento di consulenze a persone estranee all'Amministrazione regionale

SECONDA COMMISSIONE

a) CORECOM

b) PL54 (Pisu e più) - Istituzione del Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna (CORECOM)

c) SERVIZIO CIVILE

d) PL172 (Pacifico e più) - Recepimento della normativa nazionale in materia di servizio civile. Istituzione del servizio civile regionale sardo

e) PL197 (Cocco e più) - Norme per l'istituzione e la valorizzazione del servizio civile volontario regionale

f) ASSEGNO AI MINORI

g) PL141 (Sanjust) - Anticipazione dell'assegno di mantenimento a tutela del minore

h) PL210 (Sanjust e più) - Anticipazione dell'assegno di mantenimento a tutela del minore

TERZA COMMISSIONE

a) MODIFICA LEGGE DI CONTABILITA'

b) PL151 (Floris M. e più) - Modifica all'articolo 13 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 (Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione) e successive modifiche

QUARTA COMMISSIONE

a) URBANISTICA - PIANO REGIONALE PAESISTICO

b)

c) SISTEMA IDRICO

d) DL153 (Giunta) - Disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici

e) PL186 (Sanciu e più) - Disciplina della difesa del suolo e della gestione delle risorse idriche

f) LAVORI PUBBLICI

g) DL97 (Giunta) - Norme in materia di opere pubbliche e difesa del suolo

h) DL215 (Giunta) - Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, in attuazione della direttiva comunitaria n. 2004/18/CE del 31 marzo 2004 e disposizioni per la disciplina delle fasi del ciclo dell'appalto

i) CONTINUITA' TERRITORIALE MERCI

j) PL2 (Amadu e più) - Continuità territoriale per le merci

QUINTA COMMISSIONE

a) AGRIS - LAORE (AGENZIE)

b) DL192 (Giunta) - Istituzione dell'Agenzia regionale di assistenza tecnica in agricoltura (LAORE)

c) DL193 (Giunta) - Istituzione dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione Sardegna (AGRIS)

d) CONSORZIO BONIFICA

e) PL154 (Sanciu e più) - Norme in materia di bonifica e riordino dei consorzi

f) PL160 (Sanna A. e più) - Legge-quadro in materia di consorzi di bonifica

g) PL182 (Dedoni e più) - Riordino dei consorzi di bonifica

h) DL226 (Giunta) - Disposizioni in materia di consorzi di bonifica e delle relative funzioni

i) PARCHI

j) PL167 (Atzeri e più) - Istituzione della riserva naturale orientata della laguna di Santa Gilla

k) PL171 (Sanna A. e più) - Istituzione del Parco naturale regionale "Monte Arci"

l) PL175 (Cherchi S. e più) - Istituzione del Parco naturale e archeologico "Stagno di Cagliari, saline di Macchiareddu, laguna di Santa Gilla e Tuvixeddu"

m) DL187 (Giunta) - Istituzione del Parco naturale regionale dell'oasi di Tepilora

n) DL194 (Giunta) - Istituzione del Parco naturale regionale del Monte Arci

o) DL195 - Istituzione del Parco naturale regionale delle Foreste di Gutturu Mannu

p) DL201 (Giunta) - Istituzione dei Parchi naturali regionali dell'Oasi di Tepilora, delle Foreste di Gutturu Mannu e del Monte Arci

SESTA COMMISSIONE

a) CONSORZI INDUSTRIALI

b) DL209 (Giunta) - Riordino delle funzioni in materia di aree industriali

c) PROFESSIONI TURISTICHE

d) DL203 (Giunta) - Riordino e razionalizzazione delle professioni turistiche

SETTIMA COMMISSIONE

a) LEGGE 5/95 SERVIZIO SANITARIO REGIONALE

b) DL202 (Giunta) - Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna

c) PL45 (Biancu e più) - Modifica alla legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5, concernente: "Norme di riforma del Servizio sanitario regionale"

d) PL53 (Lai S. e più) - Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità

e) PL68 (Vargiu e più) - Istituzione dell'agenzia regionale per la sanità

f) PL211 (Oppi e più) - Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità

g) (BORSE DI STUDIO MEDICINA E VETERINARIA)

h) (pareri)

i) PIANO SANITARIO

j) DOC11 (Giunta) - Piano regionale dei servizi sanitari

k) SERVIZIO INFERMIERISTICO

l) PL23 (Capelli e più) - Istituzione del servizio di assistenza infermieristica ed ostetrica nelle aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere della Sardegna

m) ORATORI PARROCCHIALI

n) PL6 (Pisano e più) - Norme per la tutela ed il sostegno delle attività con finalità sociali ed educative svolte dalle parrocchie e dalle comunità religiose mediante gli oratori

OTTAVA COMMISSIONE

a) BENI CULTURALI

b) DL223 (Giunta) - Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura

c) CINEMA - SPETTACOLO

d) PL105 (Sanna S. e più) - Norme organiche per la disciplina, la programmazione e lo sviluppo delle attività di spettacolo in Sardegna

e) PL150 (Caligaris e più) - Disciplina delle attività di spettacolo in Sardegna

f) PL158 (Marracini) - Norme organiche per la disciplina, la programmazione e lo sviluppo delle attività di spettacolo dal vivo nella Regione autonoma della Sardegna

g) RICERCA

h) PL220 (Gessa e più) - Promozione della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna

i) ISTRUZIONE

j) DL227 (Giunta) - Principi e norme per l'educazione, l'istruzione e la formazione professionale

k) PL225 (La Spisa e più) - Norme per la valorizzazione del capitale umano e del patrimonio culturale della Sardegna. Disciplina del sistema educativo regionale di istruzione e formazione

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, intervengo per suggerire, se possibile, l'inserimento nella prossima tornata di programmazione dei lavori, come prioritaria, della richiesta di indagine sui poligoni militari e sulle aree adiacenti. E' una proposta di legge sottoscritta da 47 consiglieri regionali, sulla spinta di tutto ciò che sta accadendo in quelle aree. In questi giorni, poi, a seguito della venuta alla ribalta di un altro problema riguardante la zona di Quirra, la questione si è fatta ancora più drammatica. Non sono stati sufficienti - né lo potevano essere - gli interventi riguardanti soltanto l'aspetto sanitario.

Ricordo inoltre all'Aula che la Commissione di inchiesta del Senato sui poligoni militari ha ormai concluso i suoi lavori, per cui non è più operativa. Credo che capire cosa ci sia nei poligoni militari e nelle aree adiacenti sia una questione di massimo interesse per questo Consiglio, per le popolazioni interessate e per tutta la comunità sarda. Per questo motivo chiedo che l'esame delle proposte di legge assegnate alla Commissione sanità sia inserita come prioritaria nella prossima tornata di programmazione dei lavori. Tengo però a precisare, signor Presidente, che avverto un certo disagio a seguito di questa assegnazione, perché ritengo che una materia di questo tipo non sia riconducibile soltanto all'aspetto sanitario, ma rivesta anche la sicurezza delle comunità storicamente insediate. Probabilmente sarebbe stato opportuno assegnarla, perché fosse esaminata congiuntamente, sia alla Commissione sanità, sia alla Commissione diritti civili che presiedo.

PRESIDENTE. Accogliamo la sua raccomandazione. Lei stesso, del resto, fa parte della Conferenza dei Presidenti delle Commissioni che propone il programma, quindi, la prego, quando si terrà la riunione per la prossima programmazione dei lavori, di risollecitare l'inserimento di questa proposta di legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, in merito alla programmazione dei lavori, su mia richiesta era stato richiamato il progetto di legge per la riforma elettorale. Vorrei pertanto sapere se la Conferenza dei Capigruppo, ha votato o meno l'ammissione alla programmazione bimestrale.

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha approvato la programmazione che abbiamo indicato, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Sto chiedendo un'altra cosa, Presidente: c'è stata la risposta alla mia richiesta in Aula di inserimento della…

PRESIDENTE. La sua richiesta in Aula, se non ricordo male onorevole Capelli, era di utilizzare l'articolo 100 del Regolamento perché, la proposta di legge in materia di riforma elettorale, venisse discussa direttamente in Aula, essendo trascorsi 60 giorni dalla sua presentazione. Se lei mantiene questa richiesta, ci dobbiamo rimettere all'Aula e, qualora l'Aula decidesse in senso favorevole, entrerà nella programmazione. Mantiene la richiesta?

CAPELLI (U.D.C.). Sì, la mantengo.

PRESIDENTE.

L'onorevole Capelli ha chiesto di inserire nella programmazione bimestrale dei lavori, ai sensi dell'articolo 100 del nostro Regolamento, la proposta di legge statutaria numero 3: "Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna". Poiché sono trascorsi 60 giorni dalla presentazione e non è stata esaminata in Commissione si può chiedere, con un pronunciamento dell'Aula, di inserirla direttamente nella programmazione bimestrale.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.Signor Presidente e onorevoli consiglieri, la richiesta dell'onorevole Capelli è assolutamente legittima sotto il profilo regolamentare. Ora, premesso che la materia elettorale è di stretta iniziativa consiliare e che pertanto la Giunta regionale non ha nessuna intenzione di prendere iniziative in proposito, l'invito che io vorrei rivolgere (visto che presso la prima Commissione e depositata una proposta di legge statutaria e che quindi c'è la necessità di attivare un confronto su tutti i temi che sono contenuti nell'articolo 15 dello Statuto) è quello di aprire questo confronto nella sede più idonea (la prima Commissione appunto), in modo tale che la legge che ne scaturirà sia frutto di un dibattito ampio, evitando così che su una materia tanto delicata e complessa si utilizzino scorciatoie che in qualche modo possano inficiare il contenuto…

CAPELLI (U.D.C.). Scorciatoie…

DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. No, scorciatoie tra virgolette, naturalmente, perché ho detto che dal punto di vista regolamentare l'iniziativa dell'onorevole Capelli è assolutamente legittima. Però occorre far sì che su un tema come questo si possa aprire un dibattito ampio, che possa coinvolgere non solo il Consiglio regionale, ma anche parti della società sarda. Quindi questo è l'invito che mi sentirei di svolgere, onorevole Capelli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Ringrazio l'assessore Dadea per l'invito. Vorrei rimarcare che la proposta di legge è depositata da oltre 14 mesi e non da 60 giorni. E allora chiederei, in subordine, di collegare le proposte di legge statutarie numero 2 e 3 al disegno di legge statutario numero 5, già assegnato come priorità alla Commissione prima. Se infatti la prima Commissione deve prendere in esame le riforme statutarie, le preda in esame tutte insieme; non capisco perché siano state escluse la numero 2 e la numero 3 dalla programmazione della prima Commissione. Se venissero inserite, insieme al disegno di legge statutario numero 5, le proposte di legge statutarie numero 2 e numero 3, si potrebbe soprassedere alla votazione della mia precedente richiesta.

PRESIDENTE. Penso che non ci sia nessun problema, onorevole Capelli, a collegare al disegno di legge statutario numero 5 le proposte di legge statutaria numero 2 e 3, che contengono materie che possono essere affrontate contestualmente e contemporaneamente. Spetterà poi la Commissione decidere in quali modi unificarle. Va bene?

CAPELLI (U.D.C.). Sì.

PRESIDENTE. Quindi la programmazione dei lavori della Commissione prima è integrata con l'inserimento delle proposte di legge statutarie numero 2 e 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Signor Presidente, intervengo semplicemente per una precisazione su quanto affermato dall'onorevole Capelli. Noi abbiamo iniziato ad affrontare la materia statutaria prendendo in esame il disegno di legge statutaria numero 5 uniformata con la legge sul conflitto di interessi; poi abbiamo separato i procedimenti. Ci siamo resi conto, infatti, che la legge statutaria comprende, fa riferimento a tutta una serie di norme (c'è anche la legge sui referendum)che richiedono una programmazione ancora più adeguata che comprenda anche tutti gli aspetti che fanno riferimento all'articolo 15 dello Statuto di cui abbiamo parlato più volte. Per cui io sposterei proprio sul piano della programmazione i problemi che sono stati giustamente qua menzionati.

PRESIDENTE. Non ho capito, onorevole Pinna. Cosa vuol dire? Che lei li sposterebbe? Che non li inserirebbe in questa programmazione bimestrale che stiamo varando?

PINNA (Progetto Sardegna). Non in questa programmazione bimestrale. Però siamo perfettamente consapevoli del fatto che…

PRESIDENTE. Va beh, abbiamo detto che li indichiamo, poi la Commissione valuterà se affrontarli contestualmente o separatamente.

CAPELLI (U.D.C.). Eh no, abbiamo detto un'altra cosa!

MARROCU (D.S.). E allora votiamo!

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, se lei vuole votiamo.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, votiamo.

PRESIDENTE. Siccome la materia è complessa occorre procedere con cautela. Lei ha sollevato in Aula questi due problemi, che non sono stati sollevati in Conferenza dei Capigruppo, utilizzando l'articolo 100; ora stiamo provando a trovare una soluzione. Se non è possibile trovare una soluzione, votiamo. Io non posso fare diversamente…

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo solo per due precisazioni. La proposta del presidente Pinna è diversa da quella avanzata dall'assessore Dadea. Io accedo alla proposta dell'assessore Dadea di collegare al disegno di legge statutaria numero 5 gli altri progetti di legge statutaria. Mi permetta di ricordarle che in sede di Conferenza dei Capigruppo il problema è stato richiamato, probabilmente poi, nella seconda riunione della Conferenza dei Capigruppo, è passato nel dimenticatoio, perciò non è mia responsabilità.

Io sto chiedendo (poi l'Aula può sempre bocciare le proposte) che vengano collegate al disegno di legge statutaria numero 5 tutte le leggi di modifica statutaria. Sto chiedendo questo! Non in una prossima programmazione! Se il Presidente della Commissione avesse riunito - cosa che non è avvenuta in nessuna Commissione - l'Ufficio di Presidenza per decidere la programmazione, questo non sarebbe successo! Le rimarco che nessuna Commissione ha riunito l'Ufficio di Presidenza per stabilire il calendario dei lavori! Se poi lo dobbiamo votare votiamo.

MARROCU (D.S.). Ma è scontato!

CAPELLI (U.D.C.). Marrocu… votiamo! Perché mi rispondi così?

PRESIDENTE. Dunque, onorevole Capelli e onorevole Pinna, io ritenevo che trattandosi di argomenti collegati bastasse inserirli nel calendario dei lavori, nella programmazione dei lavori bimestrale. La scelta delle modalità con cui affrontiamo la materia spetterà poi alla Commissione. Quindi il calendario dei lavori è integrato con l'inserimento dei progetti di legge statutaria numero 2 e 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Signor Presidente, intervengo solo per sollevare una questione che ormai, credo, sia stata più volte sottoposta nelle forme e secondo le disposizioni del Regolamento. Io sono primo firmatario di una proposta di legge in materia di reddito di cittadinanza, che non è, per contenuti, una proposta di legge di assistenza sociale, non è un intervento di politica sociale. E' molto di più: è il riconoscimento di strumenti per la concreta affermazione del diritto fondamentale di cittadinanza.

Noi abbiamo chiesto che questa proposta di legge, che è stata depositata ad inizio di legislatura (sono trascorsi due anni!) venisse discussa, che la sua discussione venisse fissata ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento. Non abbiamo ricevuto risposte e pertanto ci sentiamo non solo personalmente, ma anche politicamente, lesi nel nostro diritto di legislatori e di appartenenti a pieno titolo a questa Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Onorevole Uras, il calendario è stato stilato con la collaborazione dei Presidenti, dei Vicepresidenti delle Commissioni e dei Presidenti dei Gruppi. Quindi, è stato varato con le procedure previste dal Regolamento che lei ha contribuito ad approvare. Se lei richiede, ai sensi dell'articolo 100, un inserimento di un argomento diverso, io non posso che registrare la sua richiesta e rimettermi all'Aula. Quindi, il calendario è varato, così com'è, se lei richiede che l'Aula si pronunci sull'inserimento di quest'argomento, io metto ai voti la sua proposta.

URAS (R.C.). Io ritengo che l'Aula si debba pronunciare, cioè l'Aula deve dire se vuole o non vuole discutere una legge sul reddito di cittadinanza, che è stata sottoscritta da circa due terzi o un terzo della maggioranza consiliare. Deve dire "non sono d'accordo a discutere di povertà e di reddito di cittadinanza e di fondo di solidarietà regionale".

PRESIDENTE. Va bene. Non si è detto che non si è d'accordo, si è detto che non entra nella programmazione bimestrale prossima. Se lei mantiene la richiesta io la metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, intervengo per chiedere al collega di ritirare la richiesta. Abbiamo tenuto due Conferenze di Capigruppo per la programmazione dei lavori; è la prima esperienza di programmazione bimestrale dei lavori, e se non sbaglio sono stati inseriti già a 25 provvedimenti, tra cui la legge Statutaria e tanti altri di notevole importanza. E' evidente che se poi di questi 24 provvedimenti non si fosse in grado di esitarne neppure un decimo, ci troveremmo di fronte ad una programmazione fasulla, ad un elenco dei desideri.

Quindi, non si tratta di non voler discutere dei problemi della povertà e dei problemi sociali . E chi non vuole discutere i problemi della povertà e trovare soluzioni? Solo che quando si programma bisogna essere realistici. Pensate veramente che in un mese di riunioni di Commissione (che tra l'altro la settimana prossima lavorerà ben poco perché ci sono le elezioni a Cagliari e a Carbonia) e un mese di riunioni di Consiglio a luglio si possano esitare tutti questi provvedimenti? Inserire altri argomenti può servire solo per dire "l'ho fatto inserire" anche se poi si sa benissimo che non si farà in tempo ad esaminare quel progetto di legge. E' preferibile, pertanto, mantenere la programmazione definita in sede di Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, io sono tra i firmatari della legge di cui ha parlato l'onorevole Uras e mi rendo perfettamente conto di ciò che in questo momento ha testé detto l'onorevole Marrocu. Però è anche vero che l'attività legislativa e il potere di iniziativa legislativa dei consiglieri regionali, che si esercita, ogni tanto, con la presentazione di progetti di legge e che è anche in qualche modo garantita dal Regolamento - nel senso che poi si può, appunto, chiedere che l'Aula si pronunci - meriterebbe di non essere continuamente sottoposto a rinvii.

Allora, tenuto conto di ciò che i Capigruppo hanno deciso, chiederei, rispetto a ciò che ha chiesto l'onorevole Uras, che formalmente si assumesse l'impegno di inserire questa legge nella successiva programmazione bimestrale e che si procedesse all'esame della legge nelle forme ordinarie, cioè in sede di Commissione e poi in Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io mi sentirei, pro bono pacis, di chiedere al collega Capelli di ritirare la richiesta che ha avanzato (fermo restando che se dovesse mantenerla io, ovviamente, voterei a favore dell'inserimento dell'argomento all'ordine del giorno) di ritirarla per le motivazioni che ha testé espresso il collega Marrocu, che valgono anche per l'ulteriore richiesta presentata dal collega Uras. Probabilmente, in questo primo tentativo di programmazione bimestrale dei lavori, siamo incappati in alcuni piccoli disservizi che poi hanno reso veramente difficile tutto. Io gliene cito soltanto due, Presidente, appena lei ha terminato di ragionare di questo stesso argomento con la Vicepresidente...

PRESIDENTE. Prego, prego.

VARGIU (Riformatori Sardi). Non volevo disturbarla, Presidente, ci mancherebbe, per rispetto soprattutto nei confronti della collega Lombardo. Il primo è che la riunione dei Capigruppo per effettuare la programmazione dei lavori è stata convocata (senza saperne il motivo perché non c'è stato detto) la mattina per la sera, con qualche difficoltà per chi aveva per quella sera già preso altri impegni. Come le ho significato per quella sera era stata già convocata la direzione regionale dei riformatori ad Oristano per cui mi è stato impossibile partecipare interamente alla riunione dei Capigruppo; del resto una convocazione estemporanea, la mattina per la sera (oltretutto, in contemporanea alla riunione dei Capigruppo, si svolgeva la riunione di una Commissione) sembra un viatico un po' modesto per un'iniziativa importante come quella della programmazione bimestrale dei lavori. Quindi, magari la prossima volta sarebbe auspicabile una maggiore attenzione in questo senso.

Il secondo problema è relativo alle incostanze che una programmazione decisa con i Presidenti e i Vicepresidenti delle Commissioni, senza preventivamente avvertire i Gruppi, impedisce a questi ultimi di delegare i propri Presidenti e Vicepresidenti a esporre le esigenze dei Gruppi nella programmazione. Sicuramente il nostro Vicepresidente avrà espresso le esigenze relative alla propria Commissione ma non può aver espresso, per non averle conosciute e non averle discusse col resto del Gruppo, quelle dei componenti il Gruppo dei Riformatori in altre Commissioni. Quindi, magari il meccanismo andrebbe ??? e questa volta, per un gesto, un'attenzione nei confronti della Presidenza, che comunque si è adoperata per la programmazione bimestrale, chiederei ai colleghi di ritirare le richieste di inserimento e rinviarle a una migliore calendarizzazione futura.

PRESIDENTE. Ho il dovere di precisare che siamo in fase di primo impianto di questa modalità di programmazione bimestrale e che le procedure per la programmazione bimestrale sono state messe in atto correttamente. Probabilmente la prossima programmazione bimestrale sarà più puntualmente applicata, grazie anche ad una maggiore attenzione dei Gruppi che potranno, prima che essa si avvii, far pervenire proposte scritte per l'organizzazione dei lavori nel bimestre successivo.

Oggi ci troviamo nella fase di comunicazione all'Aula della la programmazione bimestrale che è stata definita in sede di Conferenza dei Capigruppo. Sono consentiti interventi, ma gli interventi servono per segnalare argomenti che possono entrare nella prossima programmazione bimestrale dei lavori. Quindi, le osservazioni dell'onorevole Pisu, dell'onorevole Uras e dell'onorevole Maninchedda sono tutte accolte e accoglibili, e costituiranno argomenti per la prossima programmazione bimestrale. Io vi inviterei pertanto a concludere questa discussione, che è interessante, ma che deve essere collocata all'interno di questa fase. Il programma è quello che abbiamo comunicato, le proposte finora avanzate varranno quindi per la programmazione bimestrale successiva.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, sarò brevissimo. Intervengo solo per ricordare ai colleghi Capigruppo che l'avvio della programmazione bimestrale era un tema che era presente a tutti noi già nella passata tornata di lavori consiliari, quindi sapevamo che questa nuova procedura di programmazione bimestrale sarebbe stata avviata sia per quanto riguarda i lavori in Commissione, sia per quanto riguarda i lavori in Aula, nel mese di luglio. Pertanto io credo che i progetti di legge, i disegni di legge che sono stati individuati come prioritari, siano in numero più che adeguato.

Credo anche che la proposta avanzata dai colleghi di Rifondazione comunista, e poi ribadita dal collega Maninchedda, sia sicuramente molto importante, però necessita di una verifica sulle risorse finanziarie da destinare, sulle compatibilità finanziarie. Tutto sommato uno spostamento in un momento più vicino anche alla prossima finanziaria, può essere utile anche per capire quali possano essere le risorse ad essa destinabili. Pertanto ritengo che non vi sia alcun problema perché questa proposta di legge possa essere inserita nella prossima programmazione bimestrale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, la nostra proposta parte da lontano, ma l'intervento dell'onorevole Maninchedda, e adesso dell'onorevole Biancu, ci gratifica e ci soddisfa. Lo prendiamo come un impegno politico per la prossima programmazione bimestrale. La discussione di questa proposta di legge deve in qualche modo avviarsi per poi arrivare alla individuazione degli strumenti anche finanziari necessari per renderla operativa.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, il calendario comunicato all'Aula diventa definitivo, con l'integrazione richiesta dal consigliere Capelli.

(Si riporta di seguito il calendario della programmazione bimestrale con le modifiche apportate dall'Aula:

PROGRAMMAZIONE BIMESTRALE

Elenco delle priorità in Commissione

(Prima stesura)

PROGETTI DI LEGGE

DESCRIZIONE

Numero e proponente

PRIMA COMMISSIONE

a) IACP

b) DL94 (Giunta) - Disciplina di riordino degli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) mediante la loro trasformazione nell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa (AREA)

c) LEGGE STATUTARIA

d) DL5 STAT (Giunta) - Legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna.

(PL2 STAT (Ladu e più) - Norme in materia di elezione del Parlamento regionale, forma di governo ed elezione dei rappresentanti dei sardi all'estero)

(PL3 STAT (Capelli e più) - Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna)

e) POLIZIA LOCALE

DL212 (Giunta) - Norme in materia di polizia locale e politiche di sicurezza urbana

PL132 (La Spisa e più) - Norme in materia di polizia locale della Regione autonoma della Sardegna

f) GONFALONE

g) DL122 (Giunta) - Stemma, gonfalone e sigillo della Regione autonoma della Sardegna

h) CONSULENZE

i) PL189 (Floris M. e più) - Procedure per l'affidamento di consulenze a persone estranee all'Amministrazione regionale

SECONDA COMMISSIONE

a) CORECOM

b) PL54 (Pisu e più) - Istituzione del Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna (CORECOM)

c) SERVIZIO CIVILE

d) PL172 (Pacifico e più) - Recepimento della normativa nazionale in materia di servizio civile. Istituzione del servizio civile regionale sardo

e) PL197 (Cocco e più) - Norme per l'istituzione e la valorizzazione del servizio civile volontario regionale

f) ASSEGNO AI MINORI

g) PL141 (Sanjust) - Anticipazione dell'assegno di mantenimento a tutela del minore

h) PL210 (Sanjust e più) - Anticipazione dell'assegno di mantenimento a tutela del minore

TERZA COMMISSIONE

a) MODIFICA LEGGE DI CONTABILITA'

b) PL151 (Floris M. e più) - Modifica all'articolo 13 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 (Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione) e successive modifiche

QUARTA COMMISSIONE

a) URBANISTICA - PIANO REGIONALE PAESISTICO

b)

c) SISTEMA IDRICO

d) DL153 (Giunta) - Disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici

e) PL186 (Sanciu e più) - Disciplina della difesa del suolo e della gestione delle risorse idriche

f) LAVORI PUBBLICI

g) DL97 (Giunta) - Norme in materia di opere pubbliche e difesa del suolo

h) DL215 (Giunta) - Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, in attuazione della direttiva comunitaria n. 2004/18/CE del 31 marzo 2004 e disposizioni per la disciplina delle fasi del ciclo dell'appalto

i) CONTINUITA' TERRITORIALE MERCI

j) PL2 (Amadu e più) - Continuità territoriale per le merci

QUINTA COMMISSIONE

a) AGRIS - LAORE (AGENZIE

b) DL192 (Giunta) - Istituzione dell'Agenzia regionale di assistenza tecnica in agricoltura (LAORE)

c) DL193 (Giunta) - Istituzione dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione Sardegna (AGRIS)

d) CONSORZIO BONIFICA

e) PL154 (Sanciu e più) - Norme in materia di bonifica e riordino dei consorzi

f) PL160 (Sanna A. e più) - Legge-quadro in materia di consorzi di bonifica

g) PL182 (Dedoni e più) - Riordino dei consorzi di bonifica

h) DL226 (Giunta) - Disposizioni in materia di consorzi di bonifica e delle relative funzioni

i) PARCHI

j) PL167 (Atzeri e più) - Istituzione della riserva naturale orientata della laguna di Santa Gilla

k) PL171 (Sanna A. e più) - Istituzione del Parco naturale regionale "Monte Arci"

l) PL175 (Cherchi S. e più) - Istituzione del Parco naturale e archeologico "Stagno di Cagliari, saline di Macchiareddu, laguna di Santa Gilla e Tuvixeddu"

m) DL187 (Giunta) - Istituzione del Parco naturale regionale dell'oasi di Tepilora

n) DL194 (Giunta) - Istituzione del Parco naturale regionale del Monte Arci

o) DL195 - Istituzione del Parco naturale regionale delle Foreste di Gutturu Mannu

p) DL201 (Giunta) - Istituzione dei Parchi naturali regionali dell'Oasi di Tepilora, delle Foreste di Gutturu Mannu e del Monte Arci

SESTA COMMISSIONE

a) CONSORZI INDUSTRIALI

b) DL209 (Giunta) - Riordino delle funzioni in materia di aree industriali

c) PROFESSIONI TURISTICHE

d) DL203 (Giunta) - Riordino e razionalizzazione delle professioni turistiche

SETTIMA COMMISSIONE

a) LEGGE 5/95 SERVIZIO SANITARIO REGIONALE

b) DL202 (Giunta) - Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna

c) PL45 (Biancu e più) - Modifica alla legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5, concernente: "Norme di riforma del Servizio sanitario regionale"

d) PL53 (Lai S. e più) - Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità

e) PL68 (Vargiu e più) - Istituzione dell'agenzia regionale per la sanità

f) PL211 (Oppi e più) - Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità

g) (BORSE DI STUDIO MEDICINA E VETERINARIA)

h) (pareri)

i) PIANO SANITARIO

j) DOC11 (Giunta) - Piano regionale dei servizi sanitari

k) SERVIZIO INFERMIERISTICO

l) PL23 (Capelli e più) - Istituzione del servizio di assistenza infermieristica ed ostetrica nelle aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere della Sardegna

m) ORATORI PARROCCHIALI

n) PL6 (Pisano e più) - Norme per la tutela ed il sostegno delle attività con finalità sociali ed educative svolte dalle parrocchie e dalle comunità religiose mediante gli oratori

OTTAVA COMMISSIONE

a) BENI CULTURALI

b) DL223 (Giunta) - Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura

c) CINEMA - SPETTACOLO

d) PL105 (Sanna S. e più) - Norme organiche per la disciplina, la programmazione e lo sviluppo delle attività di spettacolo in Sardegna

e) PL150 (Caligaris e più) - Disciplina delle attività di spettacolo in Sardegna

f) PL158 (Marracini) - Norme organiche per la disciplina, la programmazione e lo sviluppo delle attività di spettacolo dal vivo nella Regione autonoma della Sardegna

PL……..(Cerina) - cinema.

g) RICERCA

h) PL220 (Gessa e più) - Promozione della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna

i) ISTRUZIONE

j) DL227 (Giunta) - Principi e norme per l'educazione, l'istruzione e la formazione professionale

k) PL225 (La Spisa e più) - Norme per la valorizzazione del capitale umano e del patrimonio culturale della Sardegna. Disciplina del sistema educativo regionale di istruzione e formazione.

Continuazione della discussione sulla mozione Floris Mario - La Spisa - Oppi - Artizzu - Vargiu - Ladu - Amadu - Capelli -Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Biancareddu - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Liori - Milia - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanciu - Sanjust su un nuovo e più fecondo accordo interistituzionale tra Stato e Regione autonoma della Sardegna dopo l'elezione del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera dei deputati, del Presidente del Senato della XV legislatura e della nomina del Presidente del Consiglio dei ministri, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (72) abbinata alla mozione Marrocu - Biancu - Porcu - Licheri - Balia per il rilancio della vertenza con lo Stato e la rapida conclusione di una intesa in materia di entrate, di demanio e patrimonio e sulla riduzione delle servitù militari. (74)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione congiunta delle mozioni numero 72 e 74.

Ha facoltà di replicare il consigliere Mario Floris.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, mi pare che nonostante l'ottimismo espresso dal Presidente della Regione e anche il riconoscimento da parte sua, nei confronti della mozione delle minoranze, di un intento costruttivo, le parti non riescono a trovare un punto d'incontro poiché parlano due linguaggi differenti. Abbiamo due diversi modi di vedere questo problema, di affrontare il problema delle risorse finanziarie della Regione, che è importante perché, come abbiamo osservato tante volte, non ci può essere autonomia politica se prima non c'è autonomia finanziaria.

Ora, noi vogliamo e volevamo, con la nostra mozione, rivalutare e restituire al Consiglio regionale compiti che sono propri del Consiglio regionale, e che non sono del Presidente della Regione. Qui non si tratta di parlare di arretrati o di quanto lo Stato deve alla Regione sulla base degli impegni che sono stati assunti precedentemente. Qui si tratta di portare avanti provvedimenti legislativi che sono prerogativa di questo Consiglio regionale e di nessun altro! Io vi dirò che le grandi partite finanziarie, compresa l'ultima, la continuità territoriale, sono nate nelle aule del Parlamento, non nelle aule del Governo; in proposito abbiamo due binari da seguire: un discorso sono gli arretrati, un discorso la modifica del Titolo III la cui iniziativa deve provenire da quest'Aula.

Noi pertanto presenteremo una proposta per la revisione integrale della parte dello Statuto relativa alle imposte di fabbricazione, all'Irpef e quant'altro, chiedendo anche la convocazione straordinaria del Consiglio. Perché questi problemi sono del Consiglio regionale e non possono essere di nessun altro. D'altra parte questa proposta che noi stiamo avanzando oggi come minoranza l'abbiamo avanzata anche quando eravamo in maggioranza. Io so che probabilmente questo…

PRESIDENTE. Colleghi - soprattutto chi sta in piedi - vi dispiace prendere posto?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). So che all'onorevole Marrocu non interessa questo argomento, però…

PRESIDENTE. Colleghi prendete posto.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Dicevo, signor Presidente che questa posizione non l'abbiamo avanzata solo oggi; quando eravamo maggioranza abbiamo ricevuto in questo Consiglio regionale il presidente Scalfaro, il presidente Napolitano, il presidente Spadolini che dopo aver trattato col Consiglio regionale ha mandato l'indomani mattina i Ministri in Sardegna!

Allora, colleghi del Consiglio, guardate che sono due le sedi istituzionali: il Parlamento è la volontà legislativa della Comunità, il Governo è la volontà esecutiva, i partiti devono saper armonizzare la propria attività con l'uno e con l'altro, col Governo e con il Parlamento. La natura dei rapporti, per la specifica funzione di ciascuno degli interlocutori, è diversa: un partito ha sempre almeno un rappresentante in Parlamento, non sempre può avere rappresentanti nel Governo. Capita anche in quest'Aula che, pur facendo parte della maggioranza, qualche partito non faccia parte del Governo della Regione, e questo avviene anche a livello nazionale. E allora è chiaro che il contributo noi lo possiamo dare in quelle sedi dove siamo rappresentati. Nessuno vuole attentare alle prerogative del Presidente della Regione, nessuno, ma non possiamo essere soldatini che vanno appresso al Presidente della Regione senza assumere iniziative.

Vedete, oggi l'iniziativa l'ha assunta uno dei vostri interlocutori, l'ex Presidente della Regione Palomba, criticando il Presidente della Regione Soru, dicendo che non ha capito nulla, che non ha operato la dovuta distinzione tra Giunte di centrosinistra e Giunte di centrodestra, che lo sviluppo c'è stato e che ricondurre questo sottosviluppo della Sardegna al 1993 significa che il Presidente è fuori dal binario e che lui si farà protagonista in Parlamento del problema delle entrate della Regione. Non lo diciamo noi.

Allora, mi dispiace che il Presidente della Regione non ci sia. Guardate che non ci sono governi amici e governi omologhi, non esistono! Può darsi che questo Governo ascolti di più, ma certamente non ci sentirà come non ci hanno sentito tutti gli altri governi. Questa è una battaglia difficilissima; non è scontato nulla, può darsi che Prodi non dia nulla alla Sardegna. Non del nuovo ma neanche del vecchio, allora noi vi abbiamo offerto una leale collaborazione affinché il Consiglio regionale agisca per vie istituzionali e si presenti con le rappresentanze politiche di una intera Sardegna, non con un ordine del giorno dove si afferma che si dà mandato al Presidente del Consiglio, al Presidente della Regione di fare "a, b e c". Non avete bisogno di questo mandato, ce l'avete già istituzionalmente. Poi fate quello che volete: vuol dire che noi voteremo la nostra mozione voi voterete il vostro ordine del giorno. Ma il senso del nostro discorso non era questo, era quello di offrire un leale contributo di collaborazione di idee e anche di fatica.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il consigliere Secci.

SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, colleghi, noi speravamo e speriamo ancora, così com'è stato possibile in altri momenti della vita di questo Parlamento dei sardi, di far prevalere le ragioni che uniscono piuttosto che le distinzioni. E noi pensiamo che le ragioni che uniscono siano molte di più, molto più significative di quelle che invece nelle due mozioni sembrano portare a una divisione. Veda, collega Floris, noi pensiamo di conoscere, speriamo di conoscere, quali siano i compiti e le responsabilità dell'Assemblea legislativa e quali siano i compiti e le responsabilità del Governo della Regione, e vogliamo che queste responsabilità, distinte per molti versi, gerarchicamente ordinate per altri, vadano avanti di comune intesa, di comune accordo perché non c'è un ruolo che può giocare il Governo della Regione, un ruolo diverso che può giocare il Consiglio regionale, un ruolo che può giocare la maggioranza di questo Consiglio e un ruolo che può giocare l'opposizione.

In materia di riforma dello Statuto, in materia di orientamento della ricerca di un nuovo progetto per la nostra Isola, in materia di ricontrattazione con lo Stato su quelle materie che abbiamo richiamato nella nostra mozione - è stato detto in più di una circostanza - la volontà è comune. Abbiamo cercato di fare sintesi di quanto contenuto nei provvedimenti che stiamo discutendo, cercando di armonizzare iniziative istituzionali del Consiglio regionale con quelle dei massimi organi dello Stato per raggiungere gli obiettivi nel più breve tempo possibile. Gli obiettivi sono quelli di un'approvazione seguendo le procedure che il Consiglio si è già dato; non abbiamo bisogno di richiamare provvedimenti che giacciono in Parlamento.

Il Consiglio regionale ha già stabilito il percorso da seguire per approvare un nuovo Statuto da presentare come legge costituzionale al Parlamento. Quindi si tratta soltanto, una volta che sarà avviato questo processo (con la Consulta che completa il suo lavoro, con la legge che viene approvata in Consiglio) di stabilire una interlocuzione unitaria con gli organi istituzionali dello Stato e con il Parlamento nazionale perché questo si pronunci nel più breve tempo possibile. Riteniamo anche che di pari passo - perché le cose si fanno di pari passo - ci sia bisogno di percorsi differenti, sempre unitari, ma differenti.

Collega Floris sono d'accordo con lei: non c'è un Governo amico, non c'è un Governo contiguo, c'è il Governo della Nazione che ha i suoi vincoli, i sui problemi, e noi sappiamo quanti sono i problemi del Governo della Nazione come sappiamo quanti di questi contrastino in qualche maniera con la facilitazione della soluzione dei nostri problemi, ma abbiamo anche la convinzione, espressa da tutti, che la Sardegna in questi ultimi quindici anni non è stata trattata così come la Costituzione prevede. E allora noi vogliamo che anche su questo punto ci venga data risposta, e certamente diverso sarà il peso se il Consiglio regionale su tutte queste rivendicazioni si mostrerà unito, anziché dividersi tra rivendicazioni sostenute dalla maggioranza e rivendicazioni sostenute dall'opposizione, come è avvenuto, a parti rovesciate, qualche tempo fa.

Noi non vogliamo che su queste materie (e su altre fondamentali del vivere civile della nostra società) ci possa essere questa divisione, e quindi l'invito che facciamo è che su questi temi prevalgano le ragioni dell'unità. Poi siamo anche disposti a rivedere quanto scritto nell'ordine del giorno, ad aggiustarlo, però riteniamo che i princìpi fondamentali vi siano comunque contenuti e che, ripeto, le ragioni dello stare insieme siano ancora molto, molto, molto più importanti delle ragioni che ci portano a dividerci e che ci portano a votare distintamente in questo Consiglio regionale, così come altre volte è successo, e non facendo così certamente il bene del nostro popolo.

PRESIDENTE. E'stato presentato un ordine del giorno, il numero 1. La mozione numero 74 è stata ritirata.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno:

Ordine del giorno Secci - Marrocu - Biancu - Licheri - Balia per il rilancio della vertenza con lo Stato e la rapida conclusione di una intesa in materia di entrate, di demanio e patrimonio e sulla riduzione delle servitù militari.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PRESO ATTO che a seguito delle elezioni per il rinnovo del Parlamento si è insediato un nuovo Governo,

RICHIAMATI gli ordini del giorno approvati:

l) sulla risoluzione in materia di entrate della Regione, in data 20 luglio 2005;

2) sullo schema di nonne di attuazione dell'articolo 14 dello Statuto speciale della Regione in materia di demanio e patrimonio, in data 22 giugno 2005;

3) sul peso rilevante delle servitù militari in Sardegna, a causa del quale è inibita, totalmente o per gran parte dell'anno, in vaste aree territoriali dell'Isola, ed in particolare in quelle costiere, ogni attività, ivi comprese quelle economiche e lavorative, in data 23 giugno 2005;

RITENUTO che le tematiche trattate dagli ordini del giorno sopra elencati sono tutt'ora attuali e che è opportuno riproporle al nuovo Governo sottolineandone la rilevanza per la nostra Regione e sollecitandone una rapida conclusione attraverso adeguati impegni secondo le linee indicate nei citati documenti;

EVIDENZIATA la necessità di attivare, per la crescita. civile e lo sviluppo economico della Sardegna nel contesto nazionale, europeo e internazionale, con il coinvolgimento unitario di tutte le forze politiche, una nuova e moderna proposta programmatica volta a realizzare reali processi di crescita civile e di sviluppo economico della Sardegna;

RICORDATO che è fondamentale e irrinunciabile non solo adeguare lo Statuto sardo di autonomia all'evoluzione delle istituzioni nazionali ed europee, salvaguardando l'intangibile diritto del popolo sardo all'autodeterminazione e all'autogoverno, ma anche pervenire in tempi rapidi alla definizione delle trattative da tempo aperte sulle risorse finanziarie spettanti alla Regione, da quelle fiscali a quelle per l'economia, in particolare quelle afferenti all'articolo 13 della Statuto, sulla continuità territoriale, sulle servitù militari e sugli accordi internazionali che riguardino la Sardegna,

SOTTOLINEATO che:

a) in materia di entrate, le questioni aperte ed urgenti riguardano:

1) l'attuazione della Legge n. 122 del 1983, nella cui applicazione si sono riscontrate, come già. più volte denunciato, sia difficoltà nell'interpretazione del dettato normativo (spettanze IRPEF, determinazione della quota N A), sia anomalie operative dell'amministrazione centrale (rimborsi IRPEF), che hanno generato consistenti riduzioni del gettito che compete alla Regione per previsione statutaria;

2) l'applicazione dell'articolo 13 dello Statuto che fa obbligo allo Stato, col concorso della Regione, di disporre un piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell'Isola. L'ultimo programma di intervento è quello fInanziato con la Legge n. 402 del 1994; è dunque urgente attivare tutti gli adempimenti necessari per un nuovo organico Piano di rinascita che disponga, nel pieno rispetto del disposto statutario, un intervento straordinario per il rilancio del sistema economico e sociale regionale;

3) l'attuazione dell'intesa istituzionale di programma tra il Governo della Repubblica e la Giunta regionale del 21 aprile 1999 che, con accordo vincolante, impegnava lo Stato ad una serie ampia di importanti interventi; in particolare, per le entrate, il punto l della lettera c) dell'articolo 7 prevede la revisione delle quote di devoluzione alla Regione del gettito tributario previsto dalle lettere a), b), c), d) e) ed f) dell'articolo 8 dello Statuto e la determinazione in quota fissa della devoluzione dell'IV A di cui alla lettera g) del medesimo articolo 8;

b) in materia di demanio e patrimonio, il Consiglio regionale con l'ordine del giorno ha espresso parere favorevole sullo schema di norme di attuazione dell'articolo 14 dello Statuto predisposto dalla Commissione paritetica nel marzo del 2002, il quale tuttavia attende ancora di essere emanato con decreto del Presidente della Repubblica; lo stesso ordine del giorno segnalava la necessità di dare una piena attuazione dell'articolo 14, la cui lettera è stata finora tradita, a causa del criterio statico imposto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 250 del 1949. Al fine di recuperare tali ritardi è auspicabile una disciplina più forte che dettagli i tempi, dia garanzie con una partecipazione diretta della Regione nella ricognizione di tutti i beni che le competono e preveda la possibilità, in caso di inadempienze statali, di assicurarsi comunque la disponibilità dei beni;

c) in materia di servitù militari, in Sardegna si registra ancora, così come evidenziato nell'ordine del giorno, una presenza militare operativa superiore, sia dal punto di vista quantitativo, sia da quello qualitativo, a quella che insiste complessivamente nelle altre regioni italiane. TI territorio sottoposto a vincolo è pari a 37.374 ettari, di cui 23.766 di demanio e 13.608 di servitù militari. Poiché l'eccessivo peso delle presenze ed attività militari e dei vincoli ad esse connessi contrasta con l'esigenza di un equilibrato sviluppo della società e dell'economia sarda, fondato anche sui valori della sostenibilità ambientale e della tutela attiva del patrimonio naturale, lo Stato deve impegnarsi ad una signifIcativa riduzione dei pesi militari e al trasferimento alla Regione, all'atto stesso della cessazione del vincolo derivante dalla loro destinazione, dei beni non più utilizzati per le attività militari, cosicché possano essere destinati ad utilizzo pubblico e di interesse della collettività,

tutto ciò considerato

impegna

l) il Presidente del Consiglio regionale ed il Presidente della Regione a farsi promotori di un incontro con il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato ed il Presidente della Camera per attivare, attraverso il coinvolgimento dei parlamentari sardi, le procedure necessarie per conseguire, nei due rami del Parlamento, quei processi di riforma istituzionale che la Sardegna rivendica e che sono i presupposti di una Regione moderna e innovatrice;

2) il Presidente della Regione ad assumere con urgenza, d'intesa con il Consiglio regionale, ogni utile iniziativa con il Governo nazionale per riproporre le tematiche già esplicitate negli ordini del giorno citati in premessa inerenti:

a) al sistema delle entrate della Regione, tenendo distinte le problematiche che attengono:

l) all'attuazione del vigente regime previsto dalla Legge n. 122 del 1983;

2) alla predisposizione delle proposte normative necessarie ad adeguare il complesso delle disposizioni contenute nel titolo m dello Statuto come stabilito nella lettera c) dell'articolo 7 dell'intesa istituzionale del 21 aprile 1999;

3) al rifinanziamento dell'articolo 13 dello Statuto in base al quale lo Stato, col concorso della Regione, dispone un piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell'Isola;

b) alla piena attUazione dell'articolo 14 dello Statuto, in modo da garantire il trasferimento alla Regione dei beni demani ali e dei diritti patrimoniali;

c) alla riduzione delle servitù militari e al trasferimento alla Regione dei beni già destinati ad attività militari. (1).)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.Signor Presidente, onorevoli consiglieri, penso che per affrontare temi come questi non ci sia bisogno di fare una mozione degli affetti o presentare appello ai sentimenti democratici e autonomistici di cui tutti noi siamo pervasi, io penso che nell'affrontare temi e questioni di questa importanza bisogna fare ragionamenti politici e istituzionali.

Il tema della vertenza con lo Stato in materia di entrate, e quindi il tema più vasto della riforma del nostro Statuto, del patto costituzionale che deve legare la nostra Regione allo Stato, è un tema - il Presidente ha avuto modo di dirlo più volte - è un tema che deve essere considerato bipartisan, nel senso che dev'essere un tema necessariamente sottratto alla competizione tra la maggioranza e la minoranza.

Io direi e andrei anche più in là: è un tema apartisan, nel senso che è un tema su cui la volontà unitaria, l'interesse prioritario del nostro popolo deve avere la preminenza rispetto a qualunque altra considerazione. Questo vale in materia di riforma dello Statuto, come vale anche in materia di vertenza dello Stato nei confronti della questione più ampia delle entrate. Ed allora per affrontare questi temi, perché noi tutti (la Regione, il Consiglio regionale, la Giunta regionale) possiamo presentarci in una posizione di forza nei confronti del Governo, la precondizione è che ci sia una unità all'interno di questo Consiglio regionale; senza questa precondizione non sarà possibile creare una unità più vasta nella società sarda, nel sistema istituzionale della nostra Regione.

La precondizione è che ci sia una unità di intenti all'interno di questo Consiglio regionale, che ci sia una unità di intenti tra il Consiglio regionale e il Governo regionale. Io sono molto d'accordo con quanto sosteneva l'onorevole Secci: il rapporto non deve essere quello nei confronti di un Governo amico, non esistono governi amici, esistono governi leali che lealmente affrontano queste questioni in un rapporto di pari dignità istituzionale e costituzionale con la Regione sarda. Questo deve essere il rapporto che deve intervenire tra Regione, Consiglio, Governo regionale e Governo nazionale. Noi non abbiamo bisogno di governi amici, abbiamo bisogno di governi leali che lealmente si confrontino con noi.

Quanto diceva ieri il Presidente della Regione, il fatto che sia stata già attivata un'interlocuzione positiva con il Presidente del Consiglio, con diversi Ministri, ci fa credere che da parte del nuovo Governo ci possa essere un atteggiamento di lealtà nei nostri confronti. Però, badate, nessun appello alla mozione degli affetti; dobbiamo fare ragionamenti politici e istituzionali, e se facciamo questo la precondizione perché noi possiamo portare a termine positivamente la nostra vertenza e possiamo stringere un nuovo patto costituzionale tra noi e lo Stato è che ci sia una unità di contenuti, una unità sincera, e che questa unità si consolidi, si costruisca prima di tutto all'interno del Consiglio regionale.

Da qui quindi la richiesta, per quanto può valere, da parte del Governo regionale, che si trovino e si ricerchino tutte le condizioni perché su un tema come questo si arrivi ad un ordine del giorno unitario, perché - lo ripeto - la precondizione è l'unità all'interno di quest'Aula.

PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare il consigliere Dedoni e il consigliere La Spisa ma la discussione sulle mozioni è conclusa e non può essere riaperta. Possiamo anche decidere di sospendere, se c'è bisogno di raccogliere un invito, ma non possiamo ricominciare la discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Intendevo esprimermi sulla mozione.

PRESIDENTE. Non ci si può iscrivere sulla mozione perché la discussione sulle mozioni è chiusa.

DEDONI (Riformatori Sardi). Pronuncerò la dichiarazione di voto!

PRESIDENTE.. Quando saremo in quella fase potrà farlo.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, intendo intervenire sul Regolamento, perché pur non avendo assolutamente niente contro l'assessore Dadea, a norma di Regolamento non è consentito l'intervento della Giunta dopo la replica dei presentatori delle mozioni.

Richiamo questo fatto perché ha un senso anche l'ordine con cui interviene; non è indifferente avere l'opportunità di parlare in un momento piuttosto che in un altro.

Queste discussioni (che ovviamente non si tengono a porte chiuse, ma quanto diciamo ha normalmente un riflesso sull'opinione pubblica) vanno fatte seguendo certe regole che tutti conoscono. Se la replica è assegnata a chi ha presentato la mozione, a questi dev'essere offerto di parlare per ultimi sulle mozioni e sull'ordine del giorno; dopo di che si pronunceranno le dichiarazioni di voto. Anche la Giunta può pronunciare dichiarazione di voto, attraverso il Presidente della Regione, quando è presente. Non credo si possa derogare a questa regola.

Detto questo, però noi, altrettanto irritualmente, non possiamo che rispondere all'intervento della Giunta - credo sostanzialmente a nome di tutta la maggioranza - chiarendo che il motivo per cui noi non abbiamo firmato l'ultimo ordine del giorno presentato, è che le mozioni ponevano un problema politico importante, e cioè che la vertenza con lo Stato avesse come protagonisti, non soltanto il Presidente della Regione ma anche l'intero Consiglio regionale e avesse come interlocutore il Parlamento italiano. Esse cioè cercavano di portare su un altro livello il confronto, in modo tale che tutte le forze politiche e sociali che si esprimono in questo Consiglio regionale, potessero avere voce e essere protagoniste in un confronto con lo Stato.

Voi, attraverso quest'ordine del giorno, sia nella sostanza sia nel metodo, avete riproposto lo schema analogo a tutte le iniziative che avete svolto in questi mesi: chiedete il coinvolgimento dell'opposizione su una strategia e su una tattica che è studiata e scritta soltanto da voi. Io e vi chiedo di ripensare a questo metodo; con questo metodo non andremo mai avanti insieme, intraprenderete da soli le iniziative e avrete ancora come alfiere il Presidente della Regione, che instaurerà un rapporto con lo Stato, chiedendo aiuto a tutti e poi decidendo autonomamente di imporre nuove tasse, per esempio, ai non residenti. Non è possibile scegliere autonomamente una strada e chiedere che venga condivisa! Sul fronte delle entrate, o si studia una tattica ed una strategia comune o altrimenti ognuno andrà per la propria strada. Noi avanzeremo altre proposte, e per ciò manteniamo la mozione che ha primo firmatario Floris e voteremo per quella!

Continuazione della discussione sulla mozione Floris Mario - La Spisa - Oppi - Artizzu - Vargiu - Ladu - Amadu - Capelli -Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Biancareddu - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Liori - Milia - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanciu - Sanjust su un nuovo e più fecondo accordo interistituzionale tra Stato e Regione autonoma della Sardegna dopo l'elezione del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera dei deputati, del Presidente del Senato della XV legislatura e della nomina del Presidente del Consiglio dei ministri, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento(72). Abbinata alla mozione Marrocu - Biancu - Porcu - Licheri - Balia per il rilancio della vertenza con lo Stato e la rapida conclusione di una intesa in materia di entrate, di demanio e patrimonio e sulla riduzione delle servitù militari.(74)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione della mozione numero 72.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, signori della Giunta, le argomentazioni poc'anzi addotte dall'assessore Dadea, che richiamano i rapporti fra Stato centrale e Regione Sardegna e un nuovo patto costituzionale, ci fanno certamente capire, anche nella lettura dell'ordine del giorno ultimo presentato, quale poca attenzione, effettivamente si voglia prestare alle espressioni nette che il Popolo sardo.

Il Popolo sardo, la Nazione sarda chiedono di essere rappresentati, a pieno, all'interno di questo stato, che tutti voi, tutti noi abbiamo riconosciuto essere manchevole nei confronti della Sardegna, non avendole accordato quanto le doveva essere accordato nei tempi e nei modi dovuti. Ma vi è, quindi, un ragionamento politico ed istituzionale, come diceva DADEA (son d'accordo che non si tratta di Governi amici o governi alleati) vi è un confronto serio fra le istituzioni autonomistiche della Sardegna e il Parlamento e il Governo centrale, non per presentare una sorta di chaier de doleance ma per rimarcare che vi è parità di diritti di tutti i cittadini italiani e quindi, a maggior ragione, di quelli sardi che soffrono di cause strutturali che li privano di numerose opportunità. Basti pensare - il problema è di nuovo di attualità - alle diverse opportunità in materia di trasporti.

Vi è quindi la necessità di ripercorrere un iter diverso: quello di portare all'interno di un'Assemblea costituente la voce vera del Popolo sardo. La verità è che noi abbiamo paura di confrontarci con tutti, fuori da questo palazzo, e cerchiamo escamotage che non costituiscono però le migliori soluzioni, magari istituendo una piccola o grande Commissione e pensando che quella Commissione composta anche sulla base di criteri partitici e politici possa riscrivere il nostro Statuto. Mi dispiace, Presidente, di non aver potuto concludere.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni, dispiace anche a me ma questi sono i tempi prescritti dal Regolamento.

DEDONI (Riformatori Sardi). Eh però, il Regolamento vale a volte!

PRESIDENTE. No, non è così onorevole Dedoni!

DEDONI (Riformatori Sardi). Pare così, pare così!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, noi pensavamo che la mozione, che aveva come primo firmatario l'onorevole Floris, riuscisse a coinvolgere tutto il Consiglio regionale, non fosse altro perché con essa si voleva creare un'apertura per un coinvolgimento, vero, di tutte le forze politiche presenti all'interno di quest'Aula.

La risposta della maggioranza è stata la solita, la solita risposta che chiude ogni possibilità di coinvolgimento di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale; ha riformulato una proposta, che non offre nessun margine di apertura. L'ordine del giorno, infatti, demanda, ancora una volta, tutto alla Giunta regionale, al Presidente della Giunta regionale, senza prevedere il minimo coinvolgimento del Consiglio regionale. Sui temi indicati dalle mozioni possiamo essere d'accordo, ma bisogna vedere il metodo, come si intendono raggiungere gli obiettivi.

L'assessore Dadea diceva che, su questi temi, dobbiamo essere bipartisan anzi apartisan, ed è vero. Cosa state facendo però per fare in modo che su questi temi ci sia veramente l'unità all'interno di questo Consiglio regionale? Sappiamo che c'è uno Statuto che va modificato, che va rivisto, che va riscritto, ma cosa sta facendo la maggioranza perché a questa riscrittura ci sia la collaborazione, il contributo di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale? Ecco, a me e a noi pare che non ci siano davvero, oggi, le condizioni per firmare un documento assieme.

Se questa è la strada che volete seguire, la seguirete da soli, ma non porterete dietro, non coinvolgerete, non avrete l'apporto sicuramente - e questo ci dispiace molto! - di tutte quelle forze politiche presenti all'interno del Consiglio regionale, che vorrebbero veramente offrire un contributo importante. Con l'atteggiamento della maggioranza, che è caratterizzato solo dalla forza dei numeri, non mi pare che si stiano creando le condizioni per un'apertura vera e un confronto reale all'interno di questo Consiglio regionale, che ponga le basi per un atteggiamento unitario nei confronti del Governo nazionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cherchi Oscar per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, dopo la discussione di ieri sera, pacata, serena e l'intervento del presidente Soru, credevo che si approdasse realmente ad una risoluzione unica di tutto il Consiglio regionale. Il collega Secci ha detto: "Noi speravamo che ci fosse un'unità". Noi speriamo ancora nell'unità di questo Consiglio regionale, ma con un'apertura più chiara. L'ho già detto nell'intervento della settimana scorsa: ogni volta ci proponete e proponete alla minoranza quest'apertura, che apertura però realmente non è! Non esiste una reale apertura nei confronti di una minoranza che vuole partecipare legittimamente ad un confronto con lo Stato per raggiungere un obiettivo comune a tutti i Sardi e a tutta la Sardegna.

Ma voi credete che abbia più potere, all'interno del Parlamento, il Parlamento stesso o il Governo nazionale? Guardate che il Parlamento, la Camera dei deputati e il Senato, non è il Consiglio regionale, dove c'è un Presidente della Regione che dall'alto, ogni volta, fa calare le sue idee, le sue iniziative e voi puntualmente non avete il coraggio di rispondere e di dire: no, non è così! Perché dare al Presidente della Regione - è già stato detto dal presidente Floris - al Presidente della Regione, al Presidente del Consiglio regionale, quella prerogativa che già ha? Noi stiamo chiedendo il rispetto delle nostre prerogative, delle prerogative del Parlamento regionale dei Sardi; è questo che stiamo chiedendo, nient'altro!

Qui si parla di una politica diversa e differente! Voi credo che alla fine abbiate capito che per incidere bisogna seguire un altro metodo e un altro sistema. Forse avete pensato che l'unico modo per poter, al termine della legislatura, dire: "Abbiamo fatto qualcosa", è questa marea di norme e di proposte di legge calate dall'alto. Voi probabilmente pensate di potervi presentare nella prossima campagna elettorale dicendo: "Avete visto quanto abbiamo lavorato e quanto abbiamo realizzato?". Io mi auguro che questo vi paghi, ma non pagherà certo i Sardi e la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, anch'io parto dal presupposto che su questi temi, nell'interesse di tutti e per l'interesse della Sardegna in particolare, sia auspicabile che vengano profusi tutti gli sforzi possibili per conseguire un'intesa e una comune volontà del Consiglio. Il collega La Spisa, riprendendo l'intervento del collega Floris, diceva: "Non ci si può chiedere unità e poi pretendere (come fa la maggioranza) di scrivere persino ciò che noi dovremmo fare, così si riduce il ruolo del Consiglio regionale a quello di un mero esercito a disposizione del Presidente della Regione". Se la volontà di scrivere insieme la strategia, e quindi il documento di quella strategia comune, c'è, è preferibile allora non sancire con voto, oggi, la divisione tra maggioranza e minoranza di questo Consiglio, con una parte che vota una mozione e l'altra parte che vota l'ordine del giorno. E' preferibile forse sospendere il voto, prenderci qualche ora di tempo - se necessario anche qualche giorno - per scrivere insieme questo documento.

Anche la mozione che avete presentato l'avete scritta da soli; sembra quasi che la volontà sia quella di dire: "da soli l'abbiamo scritta e da soli la vogliamo votare". Però, se l'obiettivo di scrivere insieme questo documento fosse sincero e fosse vero (e io voglio credere che sia sincero e vero), è utile che non venga sancita oggi una divisione evitando che ciascuna parte voti il documento che ha scritto.

Pertanto proporrei una sospensione del voto, magari anche un momento di interlocuzione, per capire se sia possibile ancora intraprendere un percorso comune per scrivere insieme il documento che costituirà il risultato finale del dibattito di questi due giorni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, colleghi, temo che non ci siano grandissimi spazi per poter trovare l'intesa testé auspicata dall'onorevole Marrocu, però rifiutare a priori la possibilità di una nuova interlocuzione, di percorrere una strada comune, sarebbe sicuramente sbagliato per cui c'è una certa disponibilità anche da parte nostra ad accogliere quest'invito. Del resto anche noi ieri abbiamo auspicato una sospensione e un rinvio a stamattina, o comunque anche ad un'altra data. Per cui si può provare senz'altro a vedere se c'è la volontà di trovare su questi temi così importanti una convergenza. Si può provare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, è proprio vero quello che qualcuno prima di me ha detto: "la storia è stata scritta la notte". Anche in questo caso la nostra piccola storia l'abbiamo scritta in queste ore che ci separano da ieri, quando davvero tutte le proposte e gli interventi sembravano tesi a trovare un accordo generale.

Ricordo le parole dell'onorevole Chicco Porcu: "noi staremo insieme a voi, onorevole Artizzu, perché veramente vogliamo incalzare il Governo, il nuovo Governo, noi saremo compatti". Insomma, questa compattezza nel giro di poche ore, nel volgere di una notte, ancora una volta, è venuta meno.

Saremo davvero costretti a votare una mozione, che è quella proposta dall'onorevole Mario Floris e che contiene un'indicazione che non può non essere unanime. Ha ragione l'onorevole Marrocu quando dice: "pensiamoci!"; siamo davvero alla vigilia di una nuova stagione, importantissima, fondamentale per la storia della Sardegna, e non possiamo davvero arrivare con truppe così sparse, così divise, per affrontare temi così importanti che dovrebbero essere condivisi unanimemente.

Mi pare di poter esprimere, tra l'altro, una distanza abissale tra ciò che si è detto in Aula qualche giorno fa e ciò che già avete iscritto in questo ordine del giorno. Riecheggiano ancora le parole del nostro Presidente quando diceva: "Ma la smettiamo di parlare di rinascita della Sardegna? Ma quante volte dobbiamo rinascere?". Bene, oggi dentro il vostro ordine del giorno volete rinascere per l'ennesima volta, perché chiedete l'applicazione dell'articolo 13 del nostro Statuto che il Presidente Soru aveva detto: "E' un articolo che va archiviato!".

PRESIDENTE. Colleghi, io sospenderei la seduta perché c'è una proposta che va valutata, esaminata. Credo che i Gruppi debbano farsi carico di trovare su questa materia, sulla quale più volte ci siamo espressi con largo e diffuso consenso, le necessarie intese. C'è quindi necessità di una ulteriore riflessione.

Tra l'altro, rispetto alle comunicazioni che avevo dato ieri all'Aula è intervenuta una variazione. La mozione il cui esame era previsto per stamattina non può infatti più essere esaminata, quindi dobbiamo anche decidere un nuovo calendario dei lavori per la prossima settimana.

Sospendo pertanto la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 37, viene ripresa alle ore 12 e 17.)

PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che l'ordine del giorno numero 1 è stato ritirato e contemporaneamente è stato revocato il ritiro della mozione numero 74, per agevolare una discussione tra i Gruppi consiliari sulla stesura di un ordine del giorno unitario in una materia da tutti ritenuta d'interesse generale e sulla quale quindi è necessario che si ricerchino e si trovino punti di convergenza. A tal fine la discussione delle mozioni numero 72 e 74 è stata rinviata e tornerà in Aula quando i Gruppi ci comunicheranno che saranno pervenuti ad un accordo per la stesura di un ordine del giorno unitario.

Riconfermo che questa mattina non si possono svolgere in Aula, così com'era stato previsto, né l'interpellanza numero 163, né la mozione numero 73 perché l'assessore Dirindin, impegnata per l'intera giornata di ieri a Roma, non ha potuto esaminare attentamente gli argomenti oggetto delle stesse.

L'ordine del giorno reca, al punto successivo, la discussione del disegno di legge numero 232/A, "nuove norme in materia di elezioni amministrative".

ARTIZZU (A.N.). Chiedo la verifica del numero legale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che i consiglieri Cherchi Oscar, Corda, Pisu e Liori sono presenti

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Sono presenti 67 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Mario - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pili - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uras - Vargiu.)

PRESIDENTE. Poiché sussiste il numero legale procediamo con l'ordine del giorno.

Discussione del disegno di legge "Norme in materia di elezioni amministrative" (232/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 232.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis, relatore.

PITTALIS (Gruppo Misto), relatore. Signor Presidente avrei preferito fare a meno di intervenire e rimettermi alla relazione scritta che, di fatto, si riduce a poche righe, perché il disegno di legge è stato esitato dalla Prima Commissione qualche ora fa. Nondimeno mi preme evidenziare, sia pure molto brevemente, alcune questioni che non sono di poco conto.

Nelle more dell'approvazione, così come tutti auspichiamo, di un provvedimento coordinato ed organico in materia di riforma della legge elettorale, la Giunta regionale si è giustamente preoccupata di armonizzare le norme relative alla costituzione dei seggi delle diverse consultazioni in considerazione della imminenza delle elezioni amministrative e della concomitanza con l'appuntamento elettorale per il referendum nazionale, onde evitare una duplicazione di seggi (e anche di costi) in quei comuni dove si voterà il 25 giugno anche per il ballottaggio, cioè a Carbonia e a Cagliari. Con questa legge, comunque, si risolve il problema introducendo una disciplina unica, valevole anche per il futuro, e si fa anche chiarezza sulle competenze della Regione in materia di enti locali, non limitandosi solo a quei problemi interpretativi relativi ai poteri di scioglimento degli organi di governo degli enti locali che hanno creato qualche difficoltà nei rapporti con alcune prefetture sarde.

Il terzo aspetto che voglio sottolineare - e di questo va dato atto alla sensibilità anche della Giunta, che si è presa a cuore il problema - è quello relativo ai sardi emigrati che proprio per i rinvii delle elezioni amministrative (che sono dipesi, come sappiamo anche da recenti sentenze dei giudici amministrativi) hanno dovuto affrontare spese che hanno diritto di vedersi rimborsate. E' un provvedimento che la commissione ha esitato all'unanimità, e mi sembra che non ponga nessun altro particolare problema. Per questo se ne richiede l'approvazione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame del titolo della legge.

(Si riporta di seguito il testo del titolo della legge:

Titolo

Integrazioni alla legge regionale 17 gennaio 2005, n. 2 (Indizione elezioni comunali e provinciali) e alla legge regionale 7 ottobre 2005, n. 13 (Scioglimento organi enti locali). Interventi per la partecipazione elettorale.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Integrazioni alla legge regionale 17 gennaio 2005, n. 2

1. Dopo l'articolo 3 della legge regionale 17 gennaio 2005, n. 2, è aggiunto il seguente:

"Art. 3 bis

Composizione e funzionamento dei seggi elettorali

1. Nel secondo turno dell'elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia il seggio elettorale è composto da un presidente, da tre scrutatori - di cui uno, a scelta del presidente, assume le funzioni di vice presidente - e da un segretario.

2. In caso di contemporaneo svolgimento di referendum nazionali e del secondo turno dell'elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia, alle consultazioni amministrative si applicano, relativamente alla composizione ed al funzionamento dei seggi elettorali, le disposizioni concernenti i referendum nazionali.

3. Nel caso di cui al comma 2, le operazioni di spoglio relative alle elezioni amministrative cominciano, in ciascun seggio elettorale, al termine delle operazioni dei referendum nazionali.".)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 bis:

Art. 1 bis

Interventi per favorire la partecipazione elettorale

1. I contributi di cui alla legge regionale 12 marzo 1984, n. 9 (Agevolazioni del voto dei cittadini sardi residenti all'estero) e successive modifiche e integrazioni, sono erogati anche agli elettori sardi emigrati all'estero che, rientrati in Sardegna per esercitare il diritto di voto, non abbiano potuto votare a causa del rinvio della data delle consultazioni elettorali disposto con decreto del Presidente della Regione, emanato nei quindici giorni precedenti la data inizialmente fissata.

2. La presente disposizione si applica anche alle consultazioni elettorali già indette alla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Agli oneri previsti per l'attuazione del presente articolo si fa fronte con le disponibilità recate dalla UPB S02. 014 del bilancio della Regione per l'anno 2006.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Modifiche e integrazioni alla legge regionale 7 ottobre 2005, n. 13

1. Alla legge regionale n. 13 del 2005, sono apportate le seguenti modifiche:

a) nel comma 1 dell'articolo 2 dopo le parole "ordinamento degli enti locali", è aggiunta la seguente frase: "nonché in ogni altro caso previsto dalla legislazione statale vigente, fatta eccezione per le ipotesi di cui al comma 6";

b) dopo l'articolo 5 è aggiunto il seguente:

"Art. 5 bis

Competenze della Regione

1. Le funzioni attribuite alle prefetture dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico degli enti locali), sono, salvo i casi richiamati al comma 6 dell'articolo 2, esercitate dalla Regione.")

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.).

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Solo per sottolineare un aspetto. Mi permetto di sottolineare, e mi rivolgo in particolare alla Giunta, un'integrazione legata alla comunicazione. Desidero sottolineare che sarebbe molto importante informare il mondo dell'emigrazione del provvedimento assunto dal Consiglio regionale, perché in queste settimane, in queste giornate, gli emigrati hanno vissuto con grande disagio il fatto che non potessero avere i rimborsi per esercitare il diritto-dovere di elettori. Sarebbe opportuna una campagna di informazione capillare in modo tale da garantire consapevolezza della possibilità di accedere alle agevolazioni previste. Anche perché si potrebbe verificare, senza un'adeguata informazione, un atteggiamento comunque di sfiducia e quindi di rinuncia ad esprimere il voto. Siccome stiamo assistendo, nelle campagne elettorali, a una riduzione della partecipazione dei cittadini al voto, questo sarebbe un segnale molto positivo soprattutto per i nostri emigrati.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, Assessori, colleghi, rifacendomi a quanto detto dalla gentile collega Caligaris, io non posso non sottolineare il disagio causato agli emigrati dal rinvio delle elezioni; rinvio resosi necessario in seguito ai pasticci compiuti da qualcuno nella formazione delle liste. Molti di questi emigrati (che avevano già preso le ferie o comunque avevano chiesto di potersi assentare dal posto di lavoro, contando anche sul rimborso delle spese di viaggio) oggi si trovano nella condizione di non poter esprimere il loro voto. E questo, naturalmente, dovrebbe andare anche a discapito di chi ha causato questo pasticcio.

Ormai non vedo quale vantaggio potrebbero avere gli emigrati, che hanno già subito questo danno, dal vedersi anche sbeffeggiati nel sentirsi dire: "Vi abbiamo rinviato le elezioni". Non credo che possano chiedere due volte di assentarsi dal lavoro per venire a votare. Purtroppo dobbiamo recitare il mea culpa e soprattutto debbono recitare mea culpa coloro che hanno fatto i pasticci nella presentazione delle liste. E' bene che ciò sia messo a verbale della storia.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione conclusiva.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze, urbanistica. Signor Presidente, intervengo per rassicurare i consiglieri che hanno espresso le loro preoccupazioni in relazione agli emigrati. Prima di tutto non si tratta di appellare l'accaduto come un pasticcio; ci sono delle decisioni che derivano da sentenze che la Regione, come chiunque, è chiamata a rispettare; l'obiettivo è quello di creare le condizioni per uno svolgimento delle elezioni nella massima serenità; e questo è stato fatto.

In sede di approvazione del disegno di legge la norma relativa ai rimborsi è stata specifico argomento di dibattito collegiale della Giunta, che non solo ne ha voluto l'introduzione ma, anticipando le considerazioni dell'onorevole Caligaris, si è anche fatta carico di assegnare all'Assessore competente tutti gli strumenti di divulgazione e di sensibilizzazione della imminente approvazione di questa disposizione. Quindi sarà nostra cura nelle prossime ore provvedere a informare chi di dovere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, non ho ovviamente nulla in contrario a che si pubblicizzi questa legge del Consiglio regionale; mi auguro che, pur essendo molto attenta la Giunta regionale alla divulgazione delle notizie, non si ripeta ciò che è successo 15 giorni fa, forse 10 giorni fa, relativamente alla comunicazione e al recapito, presso il domicilio dei cittadini sardi, dell'informativa relativa al piano regionale antincendio. Forse l'assessore Dessì ha ritenuto fare cosa gradita inviando questo piano alle "gentili famiglie". Noi sappiamo bene che tipo di fine fa quel tipo di corrispondenza. E mi meraviglia che il presidente Soru, grande comunicatore, abbia potuto consentire che il piano regionale antincendio venisse inviato in un plico con scritto "gentile famiglia". Non so quanti di questi plichi siano finiti nel cassonetto dei rifiuti perché il "gentile famiglia" dal cittadino viene subito avvertito come qualcosa di propagandistico, come qualcosa di pubblicitario, non come una comunicazione istituzionale.

Io credo che bene avrebbe fatto l'Assessore a inviare una comunicazione diversa, utilizzando magari i mass media, gli spot televisivi, in modo che tutti cittadini realmente potessero prendere conoscenza di norme utili e necessarie per salvaguardare il patrimonio boschivo sardo. Ecco, non vorrei che anche questa comunicazione avvenisse nello stesso modo. Son sicuro che non accadrà ma ho utilizzato questo argomento per criticare il tipo di comunicazione che l'Assessore all'ambiente si è permesso di fare con una lettera che credo forse lo 0,01 per cento dei cittadini sardi ha letto. Non si può trasmettere un Piano regionale antincendio inviando una cartella fitta di documentazione in questo modo. Credo che occorra stare molto attenti quando si pongono in essere simili iniziative.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Onorevoli colleghi, la legge che ci apprestiamo ad approvare credo che presenti contenuti tecnici tali da far registrare un largo consenso, mentre sulla comunicazione istituzionale, che è parte di questo provvedimento per il richiamo che ne ha fatto la collega Caligaris, è bene soffermarci un attimo. Veda, onorevole Diana, io l'ascolto sempre con grande piacere, però noto che i suoi interventi in Aula presentano sempre una caratteristica, sono sempre interventi di rimessa, per cui è difficilissimo cogliere il pensiero originale della sua proposta in aula; interviene sempre a correzione di una posizione altrui. Ora, noi vorremmo che lei un giorno arrivasse con una sua proposta originale, pensata, non ricavata in Aula da ciò che dicono gli altri, così potremmo ascoltarla con piacere.

Nella fattispecie però mi pare che, insomma, bisogna mettersi d'accordo. Noi abbiamo iniziato questa legislatura dicendo che la Regione non era trasparente. Abbiamo iniziato questa legislatura chiedendo trasparenza negli atti. Oggi abbiamo, finalmente, le delibere pubblicate in tempo reale sul sito Internet della Regione e abbiamo un Assessore dell'ambiente che invia il piano antincendio direttamente al domicilio dei cittadini. Probabilmente qualche famiglia l'avrà cestinato, ma mi risulta che qualche altra l'abbia letto con interesse e anche con stupore, perché per la prima volta un piano che riguarda tutti i territori viene divulgato in maniera capillare.

La trasparenza è parte della democrazia e, finalmente, su materie su cui spendiamo ingenti risorse non si ha la sensazione di un'arcana imperii ma si utilizza la tariffa postale più bassa (quella richiesta, come lei sa, quando ci si rivolge con un "gentile famiglia") per far conoscere ai cittadini sardi un atto decisivo nella lotta contro gli incendi. Poi vedremo se hanno ragione coloro che dicono che più si informa la gente, più si riduce il rischio anche di questa piaga, oppure se dovesse risultare confermato, come lei ritiene, che siano soldi mal spesi. Io credo che ogni volta che si spende per rendere trasparente l'operato di un Governo regionale si spenda bene. Ne scrivessero altri di opuscoli che pubblicizzano delibere!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, io credo che abbia fatto bene il collega Diana a sollevare alcune questioni relative al famoso opuscoletto dell'assessore Dessì e al fatto che l'abbia inviato a tutti i destinatari utilizzando un generico a "gentile famiglia". E' arrivato anche a me che sono single e vivo solo; quindi è un po' curioso. In ogni caso, l'ho letto ugualmente con grande interesse e con grande interesse ho riscontrato anche alcune perle di carattere sintattico e ortografico che sarà mio per piacere segnalare al Consiglio e agli organi di stampa.

Per quanto riguarda la trasparenza del sito Internet, stimatissimo collega Maninchedda, lascerei perdere questo discorso, perché tutti siamo a conoscenza della differenza tra quanto appare sul sito Internet della Regione e ciò che fa in realtà la Giunta regionale. Per cui il fatto che un provvedimento appaia nel sito Internet della Regione non è affatto garanzia di trasparenza e non è affatto garanzia di corrispondenza reale al contenuto del provvedimento stesso. Più volte, del resto, tanti colleghi hanno segnalato, qui e in Commissione, che ciò che era apparso precedentemente sul sito non corrispondeva a quanto effettivamente approvato.

Volevo aggiungere che ha fatto bene il collega Liori a sottolineare che effettivamente questo rinvio è dovuto davvero a pasticci. In realtà si tratta di un duplice pasticcio: il primo è quello tecnico, della presentazione della lista; il secondo (ancora peggiore) è il tentativo di porre rimedio a questa situazione con una sorta di mercanteggiamento di case popolari. Si era detto: ritiriamo il ricorso se quelli costruiscono le case. Credo che questo pasticcio fosse addirittura peggiore del primo, perché il primo era dovuto soltanto a mancanza di cognizione tecnica su come presentare la lista, il secondo veramente raggiungeva livelli di cattivo gusto inauditi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, mi associo all'invito rivolto dalla collega Caligaris di garantire la massima informazione possibile ai contenuti di questa legge che rivestono un interesse generale e concordo sull'intervento pronunciato dalla maggior parte dei colleghi sull'importanza dell'informazione sulle leggi e sugli atti che noi approviamo. Concordo infine anche sulla valutazione che il sequestro dell'informazione è normalmente il modo più rapido che ha qualsiasi forma di potere per mantenere chiusa all'interno del "Palazzo" la gestione del potere stesso, quindi sono assolutamente favorevole ad ogni iniziativa di pubblicizzazione.

Devo anche riconoscere a questa Giunta regionale, ed è giusto che il riconoscimento sia pubblico, che l'attivazione del sito Internet con le delibere che sostanzialmente in tempo reale sono presenti sul sito, costituisce un passo avanti importantissimo rispetto al passato, perché consente ai Consiglieri regionali di avere un'informazione che in passato non c'era. Però, sempre su questo argomento, siccome ne abbiamo parlato tante volte ed è probabilmente una materia a cui la maggioranza dovrebbe dedicarsi, è forse importante che si arrivi alla pubblicazione sul sito Internet anche di altre informazioni oggi assenti, come le più importanti determinazione dei dirigenti degli Assessorati, o gli atti degli Assessorati, che ancora oggi è quasi impossibile per un consigliere regionale ottenere se non in tempi lunghissimi.

Quindi questo sforzo che voi avete compiuto sull'informazione, di cui vi rendiamo merito per quanto riguarda le delibere, beh, portatelo a compimento, magari anche attraverso una norma di legge, che può essere condivisa dall'intero Consiglio regionale, che ci aiuti a procedere verso questa trasparenza che costituisce la forma migliore per smantellare quel potere chiuso dentro le stanze che a parole tutti quanti diciamo di odiare.

Il sequestro dell'informazione deve essere combattuto, ed è importantissimo che l'informazione fornita dalle istituzioni sia neutra, quindi è importante che ci si batta perché ciò che esce dalla Regione sia il più possibile privo di una caratterizzazione di parte, perché questo è ulteriore garanzia dell'equanimità dell'informazione. Per quanto riguarda l'opuscolo inviato, io credo che, se destinato alle famiglie, possa considerarsi sostanzialmente illeggibile, perché è un opuscolo di carattere tecnico. Forse si sarebbe potuto compiere uno sforzo per renderlo più fruibile dalle famiglie cui era rivolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, soltanto per puntualizzare che Colori della terra-CODACONS avrebbero dovuto pensare meglio a quello che facevano, considerato che sulla carta sono coloro che avrebbero dovuto tutelare di più il danaro pubblico dei cittadini sardi, comunque non siamo qui per fare polemiche.

Volevo inoltre ricordare agli Assessori che questa legge, che è importantissima, utile e attesa, ha necessità - non ricordo se nel testo c'è già scritto - di un pubblicazione urgentissima sul BURAS.

SECCI (La Margherita-DL). L'hanno pubblicata ieri!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 232/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Cappai - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Mario - Gessa - Ibba - La Spisa - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 48

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 48

(Il Consiglio approva).

Comunico che le riunioni della seconda e dell'ottava Commissione, previste per questa sera, si terranno in altra data. Il Consiglio è convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 12 e 47.



Allegati seduta

Testo della mozione annunziata in apertura di seduta

Mozione Diana - La Spisa - Oppi - Murgioni - Vargiu - Pisano - Artizzu - Dedoni - Liori - Moro - Sanna Matteo - Randazzo - Cappai - Capelli - Gallus - Rassu - Sanjust - Cuccu Franco Ignazio - Floris Mario - Amadu - Cherchi Oscar - Ladu - Biancareddu - Petrini - Milia - Lombardo - Contu sui recenti sviluppi inerenti la realizzazione del metanodotto Algeria-Sardegna-Europa e il contestuale progetto di metanizzazione della Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- in data 27 novembre 2001 il Parlamento ha approvato in via definitiva la realizzazione del metanodotto Algeria-Sardegna-Europa, inserito nel disegno di legge collegato alla Legge finanziaria per l'anno 2002;

- in data 4 dicembre 2001, con delibera n. 42/36, la Giunta regionale ha disposto di realizzare il metanodotto utilizzando la Seconda linea di adduzione metanifera;

- in data 16 maggio 2002 il Comitato delle regioni dell'Unione europea ha dato parere positivo unanime alla realizzazione dell'opera;

- in data 27 novembre 2002 il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge che dispone la realizzazione del metanodotto;

- per finanziare la realizzazione dell'opera sono stati stanziati oltre 223 milioni di euro di fondi Cipe a valere sulle annualità 2002-2004;

- in data 29 gennaio 2003 è stata costituita la società Galsi Spa, nella quale la Regione autonoma della Sardegna è presente con due quote azionarie, ciascuna pari al 5 per cento, di proprietà rispettivamente della Sfirs Spa e della Progemisa Spa;

- tale società ha quale finalità la realizzazione di uno studio di fattibilità sul metanodotto Algeria-Sardegna-Europa;

CONSIDERATO che:

- quando sarà del tutto operativo, il metanodotto Algeria-Sardegna-Europa sarà in grado di trasferire nel Continente 10 miliardi di metri cubi di metano l'anno;

- il 7 marzo u.s. il Presidente Renato Soru avrebbe sottoscritto con la Galsi una lettera di intenti con cui impegnerebbe la Regione ad acquistare fino a un massimo di 2 miliardi di metri cubi di metano l'anno per il fabbisogno dell'Isola;

- il 30 marzo u.s., con delibera n. 13/1, la Giunta regionale ha disposto l'impiego di euro 86.432.000 di fondi Cipe per la realizzazione di una rete capillare per la distribuzione del metano nelle case della Sardegna;

CONSIDERATO, inoltre, che:

- il 20 aprile u.s. il presidente della Sfirs, Giuseppe Busia, ha dichiarato agli organi di informazione che l'entrata in funzione dell'impianto sarà anticipata di sei mesi rispetto alle previsioni, preventivandola per l'aprile del 2009;

- nella stessa data, il presidente della Sfirs ha annunciato che il successivo 15 maggio si sarebbe tenuta un'assemblea degli azionisti della Galsi al fine di deliberare l'aumento di capitale della società, capitale che sarebbe dovuto passare da 3.850.000 euro a circa 34 milioni di euro;

- scopo di tale aumento di capitale sarebbe trasformare la finalità della Galsi dalla realizzazione dello studio di fattibilità alla realizzazione del metanodotto stesso;

- nell'occasione, Busia ha inoltre dichiarato l'intenzione, da parte della Regione, di costituire una società incaricata di commercializzare il gas trasportato dal metanodotto,

impegna il Presidente della Regione

a riferire in aula entro e non oltre 15 giorni dall'approvazione della presente mozione sui seguenti punti:

1) se la realizzazione della rete di distribuzione del metano all'utenza domestica e industriale è in corso e quali sono i tempi previsti per il suo completamento;

2) a che titolo il presidente della Sfirs ha rilasciato alla stampa le dichiarazioni di cui sopra;

3) se si è effettivamente svolta l'assemblea degli azionisti della Galsi di cui sopra e se è stato deliberato l'aumento di capitale della società;

4) per mezzo di quale procedura è stato affidato alla Galsi l'incarico di realizzare l'opera;

5) se la quota di gas che il presidente Soru si sarebbe impegnato ad acquistare è realmente corrispondente al fabbisogno della Sardegna;

6) se corrisponde al vero che accanto al gasdotto Algeria-Sardegna-Europa sia prevista la posa di un cavo per le telecomunicazioni e, in caso affermativo, chi sarà il proprietario di quest'ultimo e chi potrà utilizzare la capacità di trasporto del cavo verso il Nord Africa. (75)