Seduta n.258 del 03/07/2002
CCLVIII SEDUTA
Mercoledì 3 luglio 2002
(POMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 16 e 38.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 26 giugno 2002, che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pasquale Onida ha chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta pomeridiana del 3 luglio 2002, per motivi di famiglia. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
Interrogazione AMADU sulla necessità di ripristinare l'alveo originario del fiume Rio Mannu in località "Bidolzu" (SS). (51)
(Risposta scritta in data 28 giugno 2002.)
Interrogazione FRAU sull'indennità di fine rapporto nel periodo preruolo. (477)
(Risposta scritta in data 28 giugno 2002.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 310/A. Siamo all'articolo 4 bis e relativi emendamenti, che sono stati illustrati e su cui hanno espresso i pareri il relatore e la Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, all'articolo 4 bis sono stati presentati tantissimi emendamenti e per invitare i colleghi ad una riflessione mi rifaccio a quanto l'onorevole Selis ieri ha proposto all'Aula. Alcuni di questi emendamenti, che possono senz'altro migliorare il contenuto dell'articolo, non comportano nessun sostanziale aggravio finanziario per le casse della Regione, ma contemplano e racchiudono in sé aspettative oggettive da parte del personale regionale.
Il mio è dunque un invito, prima che siano ritirati tutti gli emendamenti, così come si è deciso di fare, a valutare l'opportunità di mantenere tre o quattro emendamenti, che possono essere sia della maggioranza che della minoranza, che andrebbero discussi e votati perché, a mio avviso, migliorano senz'altro la qualità della legge in discussione.
Mi riferisco principalmente all'emendamento che prevede che l'indennità per servizio d'istituto sia corrisposta ai dipendenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna in misura pari a quella percepita dai dipendenti del Corpo forestale dello Stato. Su questa linea il Corpo forestale della Regione Sarda conduce da anni, giustamente, una battaglia serrata per il riconoscimento dei diritti acquisiti.
Mi riferisco anche all'emendamento numero 23 dei colleghi Gian Valerio Sanna, Fadda e più, che riguarda la riliquidazione del trattamento integrativo di quiescenza di personale già andato in pensione, e all'emendamento numero 17 che richiama l'attenzione sul FITQ (Fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza) del personale regionale. Io credo che questi emendamenti, su cui si può trovare un'intesa, vadano sottoposti all'esame dell'Aula.
Per quanto mi riguarda chiedo che almeno gli emendamenti che recano la mia firma, che - ripeto - non determinano alcun aggravio di spesa, e, se sono d'accordo i presentatori, l'emendamento numero 23 siano discussi e messi in votazione, perché rispondono alle aspettative dei dipendenti regionali che da anni aspettano un giusto riconoscimento delle loro esigenze, e comunque migliorano senz'altro il testo di legge in discussione.
Mi riservo di intervenire man mano che vengono chiamati gli emendamenti.
PRESIDENTE. Ricordo che sugli emendamenti hanno espresso parere contrario sia il relatore che la Giunta. Quindi, poiché nessun altro domanda di parlare, procediamo nell'ordine alla votazione dell'emendamento numero 10.
Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (I DEMOCRATICI). L'emendamento numero 10 è ritirato.
PRESIDENTE. Poiché non sono presenti i firmatari, che sono gli unici che possono ritirarlo, metto in votazione l'emendamento numero 45. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 4 bis. Chi lo approva alzi la mano.
Colleghi un attimo di attenzione, prego anche l'Assessore di seguire i lavori con molta attenzione, perché mi era sembrato che si fosse raggiunto un accordo fra tutte le forze politiche.
Metto in votazione l'articolo 4 bis. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi lo mano.
(Non è approvato)
Pertanto gli emendamenti numero 4, 8 e 108 decadono.
Metto in votazione l'emendamento numero 11.
DEIANA (I DEMOCRATICI). E' ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 22 è ritirato, il 34 è decaduto; gli emendamenti numero 35, 37 e 38 sono ritirati; il 55, il 62 e il 66 sono decaduti, il 63 è ritirato. Onorevole Balia, per quanto riguarda l'emendamento 117?
BALIA (SDI). E' ritirato.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 119, 120, 127 e 129 sono decaduti.
Si dia lettura dell'articolo 4 ter.
LICANDRO, Segretario:
Art. 4 ter
Compiti del dirigente ispettore
1. Dopo il comma 5 dell'articolo 27 della legge regionale n. 31 del 1998, è aggiunto il seguente comma:
"5 bis. Oltre ai compiti d'inchiesta ed ispezione di cui ai precedenti commi, la Giunta regionale, al fine di garantire lo snellimento, la semplificazione e l'efficacia dell'azione amministrativa, può affidare al dirigente ispettore compiti di verifica e di controllo in funzione collaborativa, tra i quali rientrano quelli di verifica dei residui attivi e passivi del bilancio regionale e della sussistenza dei relativi titoli giuridici, nonché il controllo di secondo livello sull'utilizzazione dei contributi concessi nell'ambito dei Fondi strutturali gestiti dagli Stati membri della Comunità europea (regolamento CE n. 1260/1999, del Consiglio, 21 giugno 1999, e regolamento CE n. 438/2001, della Commissione, 2 marzo 2001, articoli 10, 11, 12, 13 e 14).".
PRESIDENTE. A questo articolo non sono stati presentati emendamenti.
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4 ter. Chi lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4 quater.
LICANDRO, Segretario:
Art. 4 quater
Istituzione della vicedirigenza
1. Dopo l'articolo 33 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente:
"33 bis. (Vicedirigenza)
1. E' istituita la qualifica della vicedirigenza, nella quale è inquadrato il personale laureato appartenente alla categoria D - livello economico D3 e superiori.
2. I dirigenti possono delegare ai vicedirigenti parte dei compiti di cui all'articolo 23.".
2. Il comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale n. 31 del 1998 è sostituito dal seguente:
"3. Per il personale della qualifica vicedirigenziale nonché per il personale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale sono stabilite discipline distinte nell'ambito del contratto di comparto.".
PRESIDENTE. All'articolo 4 quater sono stati presentati 16 emendamenti.
Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo
L'articolo 4 quater è soppresso. (76)
Emendamento sostitutivo totale Pittalis - Pirastu - Balletto - Lombardo - Milia
Articolo 4 quater
Vicedirigenza
L'articolo 4 quater è sostituito dal seguente:
"1. Dopo l'articolo 33 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente:
"33 bis (vicedirigenza) 1. È istituita la qualifica di Vicedirigenza nella quale può essere inquadrato il personale laureato appartenente alla categoria D.
2. I criteri e le modalità per l'accesso alla qualifica della vicedirigenza sono stabiliti dal contratto collettivo di lavoro.
3. La dotazione organica della Vicedirigenza è determinata con la procedura di cui al comma 1 dell'art. 15, sulla base del numero dei servizi e secondo i criteri di cui all'art. 12, comma 5, lett. c).
4. I dirigenti, previo nulla osta dell'Assessore, emesso su proposta del Direttore Generale, possono delegare ai vicedirigenti la gestione di parte delle attività di competenza del Servizio e l'adozione dei relativi atti e provvedimenti amministrativi. (106)
Emendamento sostitutivo totale Liori - Frau - Murgia
Articolo 4 quater
Vicedirigenza
L'articolo 4 quater è sostituito dal seguente:
"1. Dopo l'articolo 33 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente:
"33 bis (vicedirigenza) 1. È istituita la qualifica della Vicedirigenza nella quale può essere inquadrato il personale laureato appartenente alla categoria D.
2. I criteri e le modalità per l'accesso alla qualifica della vicedirigenza sono stabiliti dal contratto collettivo di lavoro. (109)
Emendamento sostitutivo totale Vargiu - Cassano - Pisano
Articolo 4 quater
L'articolo 4 quater è sostituito dal seguente:
1. Dopo l'articolo 33 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente:
33 bis (vicedirigenza) 1. È istituita, nella Amministrazione regionale e negli enti strumentali, la qualifica della vicedirigenza, nella quale è inquadrato il personale laureato dlla categoria D che ha conseguito l'idoneità alla dirigenza tramite il superamento dei concorsi interni di cui all'art. 77, nonché il personale laureato appartenente alla categoria D - livello economico D3 e superiori.
2. I dirigenti possono delegare ai vicedirigenti parte dei compiti di cui all'art. 23.
2. In coda al comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale n. 31 del 1998 sono aggiunte le seguenti parole "Parimenti è stabilita una distinta disciplina nell'ambito del contratto di comparto per il personale della qualifica vicedirigenziale".
3. Nei commi 2 e 3 dell'articolo 30 della legge regionale n. 31 del 1998 la parola "funzionario" è sostituita dalla parola "vicedirigente". Nello stesso art. 30 è, inoltre, aggiunto, il seguente comma:
3bis. In assenza di vicedirigenti le funzioni di sostituto di cui ai commi 2 e 3 sono assegnate con determinazione del Direttore Generale ad un dipendente dell'area D.
4. Sino alla rideterminazione delle dotazioni organiche, la dotazione organica della qualifica vicedirigenziale è pari al numero dei vicedirigenti ivi inquadrati ai sensi del precedente comma 1. Un uguale numero di posti è portato in detrazione all'area D.
5. Nelle more della definizione della distinta disciplina di cui al comma 2, ai vicedirigenti può essere affidato il coordinamento di unità organizzative di primo livello di cui all'art. 12 della legge regionale n. 31 del 1998 ed agli articoli 100 e 101 del vigente contratto collettivo di lavoro.
6. L'inquadramento giuridico di cui al precedente comma 1 decorre dal 01/01/2002. Nelle more della definizione della distinta disciplina di cui al comma 2, ai vicedirigenti è riconosciuto il trattamento economico del personale dell'area D, livello retributivo D4. Detto trattamento economico decorre dal 01/01/2003. (112)
Emendamento sostitutivo parziale Liori - Corda - Frau
Articolo 4 quater
All'articolo 4 quater "Istituzione della vicedirigenza" il comma 33 bis è così sostituito:
"33 bis (vicedirigenza) 1. È istituita la qualifica della vicedirigenza nella quale è inquadrato il personale che, al momento della entrata in vigore della presente legge, trovasi collocato nella categoria D (livello economico D2 e superiori) ed al quale sia stato formalmente attribuito l'incarico di responsabilità di Unità Organizzativa di primo livello, secondo le modalità previste dall'art. 13 della L.R. 13.11.1998, n° 31." (6)
Emendamento sostitutivo parziale Onida - Capelli - Cappai
Articolo 4 quater
Il comma 1 dell'articolo 4 quater del D.d.l. 310/A viene così modificato:
1. Dopo l'articolo 33 della Legge Regionale n. 31 del 1998, è inserito il seguente:
"33 bis (Vicedirigenza). È istituita la qualifica della vicedirigenza nella quale è inquadrato il personale in possesso del titolo di laurea o di diploma di Istituto di Scuola media superiore appartenente alla categoria D - livello economico D2 e superiori, ed al quale sia stato formalmente attribuito incarico di responsabilità di unità organizzativa, secondo le modalità previste dall'art. 13 della Legge 13.11.1998, n° 31.
In sede di prima applicazione della presente norma, tale inquadramento decorre dal 1.1.2002" (47)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Articolo 4 quater
Il comma 1 dell'articolo 4 quater è così sostituito:
1. Dopo l'articolo 33 della L.R. n. 31/98 è inserito il seguente:
"33 bis (Vicedirigenza). È istituita la qualifica della vicedirigenza nella quale è inquadrato il personale appartenente alla categoria "D" livello economico "D2" e superiori - che alla data del 1.1.2002 abbia maturato un'anzianità di servizio nella qualifica di almeno 15 anni e che abbia svolto per non meno di quattro anni funzioni di responsabile di settore o altra articolazione di Servizio di pari livello risultanti da atti formali." (56)
Emendamento sostitutivo totale Secci - Fadda - Sanna Gian Valerio
Articolo 4 quater
Il comma 1 dell'articolo 4 quater del D.d.l. 310/A viene così modificato:
1. Dopo l'articolo 33 della Legge Regionale n. 31 del 1998, è inserito il seguente:
"33 bis (Vicedirigenza). È istituita la qualifica della vicedirigenza nella quale è inquadrato il personale in possesso del titolo di laurea o di diploma di Istituto di Scuola media superiore appartenente alla categoria D - livello economico D2 e superiori ed al quale sia stato formalmente attribuito incarico di responsabilità di unità organizzativa, secondo le modalità previste dall'art. 13 della Legge 13.11.1998, n° 31.
In sede di prima applicazione della presente norma, tale inquadramento decorre dal 1.1.2002" (67)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Murgia - Corda
Articolo 4 quater
Il comma 1 è così sostituito:
1. Dopo l'articolo 33 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente:
"33 bis:
1. È istituita la qualifica della Vice-Dirigenza, nella quale sono inquadrati, oltre al personale appartenente alla categoria D, livello economico D3, i Capi di gabinetto ed il personale appartenente alla Categoria D, livello retributivo D2, laureato e non, che per almeno sette anni alla data del 13 novembre 1998 e dieci anni al 30 gennaio 2002 abbia svolto funzioni di Coordinatore di Settore e sempre alla data del 30 gennaio 2002 avesse comunque un'anzianità di servizio non inferiore a venti anni." (67)
Emendamento sostitutivo parziale Orrù - Marrocu - Spissu
Articolo 4 quater
Il punto 1 del comma 1 è sostituito dal seguente:
1. È istituita la funzione di Vicedirigenza, che potrà essere affidata, con provvedimento del Direttore Generale della struttura di appartenenza, sentito il Direttore di Servizio, al personale laureato inquadrato nella categoria D. (121)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Secci - Giagu
Articolo 4 quater
Al comma 1 alle parole "nella quale è inquadrato il personale laureato appartenente alla categoria D - livello economico D3 e superiori" sono aggiunte le seguenti: "previa determinazione dei contingenti organici e delle modalità selettive per l'accesso." (31)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda
Articolo 4 quater
Al comma 1 è aggiunto il seguente periodo: "ovvero alla categoria C - livello economico C3 e superiori del Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale." (57)
Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia - Corda
Articolo 4 quater
Al comma 1, dopo le parole "e superiori" è aggiunto il seguente periodo: "ovvero alla categoria C - livello economico C3 e superiori del Corpo Forestale." (90)
Emendamento aggiuntivo Diana - auriga - Corda
Articolo 4 quater
Dopo la "e superiori" è aggiunto: "e i Capi di Gabinetto, anche il personale appartenenti alla categoria D, livello D2, che abbia svolto per almeno sette anni le funzioni di coordinatore di settore." (57)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Pirastu - Balletto - Lombardo - Milia
Articolo 4 quater
Al comma 1, dopo le parole "e superiori" è aggiunto il seguente periodo: "ovvero alla categoria C - livello economico C3 e superiori del Corpo Forestale." (103)
Emendamento aggiuntivo Masia - Balia - CoIbbarda
Articolo 4 quater
Dopo l'articolo 4 quater è aggiunto il seguente articolo quattro quinquies.
Modifiche all'art. 30 L.R. n. 31/1998
Il comma 3 dell'art. 30 è sostituito dal seguente:
In caso di carenza di dirigenti appartenenti alle direzioni di servizio, e fino all'espletamento dei relativi concorsi, le funzioni di direzione dei servizi sono svolte, secondo quanto previsto dall'art. 30 della L.R. n. 31/98 da funzionari appartenenti al servizio medesimo, che siano in possesso del diploma di laurea o di diploma di scuola media superiore, in tal ultimo caso il funzionario dovrà avere una anzianità di servizio pari a anni 25 ed abbia svolto per almeno 10 anni compiti di coordinatore. (118)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 76 ha facoltà di illustrarli.
COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Possono essere dati per illustrati tutti gli emendamenti? Va bene, se nessuno chiede di illustrarli si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Satta, relatore.
SATTA (F.I.-Sardegna), relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta non li accoglie.
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 4 quater, chiedo ai colleghi un attimo di attenzione, perché dovremo procedere speditamente.
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 76. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Quindi decadono tutti gli altri emendamenti, tranne il 118.
BALIA (SDI). E' ritirato.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 4 quinquies.
LICANDRO, Segretario:
Art. 4 quinquies
Applicazione della legge regionale n. 31 del 1998 al personale degli IACP
1. Dopo la lettera o) del comma 1 dell'articolo 69 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserita la seguente:
"p) Istituti autonomi case popolari (IACP).".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca.
MANCA (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto sull'articolo 4 quinquies.
Votazione segreta
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 4 quinquies.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'articolo 4 quinquies.
presenti 65
votanti 64
astenuti 1
maggioranza 33
favorevoli 42
contrari 22
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI -CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto il consigliere: FOIS.)
Si dia lettura dell'articolo 4 sexies.
ORTU, Segretario:
Art. 4 sexies
Stazioni forestali
1. Ai fini delle disposizioni contenute nella legge regionale n. 31 del 1998, le stazioni forestali e di vigilanza ambientale di cui alla legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, sono da considerarsi a tutti gli effetti unità organizzative.
2. Alla copertura delle dotazioni organiche di cui al comma 1 si provvede secondo le procedure previste dal contratto collettivo regionale di lavoro 1998-2001 del personale dipendente dell'Amministrazione regionale e degli enti strumentali e successive modifiche ed integrazioni.
PRESIDENTE. All'articolo 4 sexies sono stati presentati 12 emendamenti. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento modificativo Rassu - Corona
Art. 4 sexies
E' inserito il seguente comma: "01. Il numero delle Stazioni forestali di cui al comma 2, lettera c), della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, come modificato dall'articolo 17 della legge regionale n. 6 del 2000, è incrementato di una unità, destinata alla costituzione della Stazione forestale e di vigilanza ambientale di Cagliari."
Il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. In coerenza con la previsione del precedente comma saranno riorganizzate le strutture del CFVA e le relative funzioni istituzionali, rideterminate di conseguenza le dotazioni organiche delle singole Aree e sarà prevista la copertura delle vacanze secondo le procedure previste dal vigente contratto collettivo regionale di lavoro 15 maggio 2001 e successive modificazioni ed integrazioni.
E' aggiunto il seguente comma: "3. Nelle more della riorganizzazione funzionale del Corpo Forestale, il comando delle Stazioni forestali resta assegnato - ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale n. 26 del 1985 - al sottufficiale più elevato in grado, a parità di grado a quello con maggiore anzianità nel grado, ovvero, secondo l'ordine della graduatoria finale del relativo concorso." (15)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Art. 4 sexies
Il comma 2 è così sostituito:
2. Per la copertura delle dotazioni organiche dell'area C del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, necessarie per sopperire alle nuove esigenze dettate dal comma 1, si provvede, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, secondo le procedure previste dal vigente contratto collettivo regionale di lavoro 15 maggio 2001 e successive modifiche ed integrazioni.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 trovano applicazione a decorrere dalla data di pubblicazione della graduatoria concorsuale per la copertura delle dotazioni organiche dell'area C del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. (59)
Emendamento sostitutivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 4 sexies
Il secondo comma dell'art. 4 sexies è così sostituito:
"2. Alla individuazione del personale cui attribuire le funzioni di responsabilità delle predette unità organizzative, si provvede secondo le modalità previste nel Contratto collettivo di lavoro 2002-2005 per il personale dell'Amministrazione regionale e degli Enti. In tale ambito sono stabilite le relative retribuzioni di posizione." (77)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Secci - Giagu
Art. 4 sexies
Dopo il comma 2 è inserito il seguente:
2 bis. Fino a compimento di quanto previsto al presente articolo, le stazioni forestali e le basi logistiche operative navali, continuano ad essere dirette dagli attuali comandanti. (41)
Emendamento aggiuntivo Onida - Cappai - Capelli - Murgia
Art. 4 sexies
Dopo l'art. 4 sexies è aggiunto il seguente:
L'art. 11 comma 4 della L.R. n. 26 del 5.11.1985 viene così modificato:
Al concorso pubblico di cui ai precedenti commi, sono ammessi i candidati che, fermi gli altri requisiti generali previsti per l'ammissione per gli impieghi regionali, siano in possesso dei requisiti psico-fisici di cui al terzo comma del successivo art. 12, "del diploma di scuola media superiore", ed abbiano età compresa tra i 18 e i trent'anni, fatte salve le elevazioni ed esenzioni di legge. (50)
Emendamento aggiuntivo Onida - Capelli - Cappai - Murgia
Art. 4 sexies
Per fini di perequazione, con altro personale impegnato in analoghe attività istituzionali, a decorrere dal 1° gennaio 2002, l'indennità del servizio di istituto degli appartenenti al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale è corrisposta con le modalità e nella misura stabilita per i corrispondenti gradi degli appartenenti al Corpo Forestale dello Stato ai sensi dell'articolo 5 del Decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1984, n. 69, e successive modificazioni ed integrazioni.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
02 - Assessorato AA.GG. Personale e Riforma della Regione
U.P.B.
Anno 2002 € 1.500.000
In diminuzione
03 - Assessorato della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio
U.P.B. FNOL
Anno 2002 € 1.500.000 (51)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda
Art. 4 sexies
Al comma 1 dopo le parole "legge regionale 5 novembre 1985 n. 26," è inserito:
nonché le Basi Logistico Operative Navali del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale istituite con atti organizzativi. (58)
Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia - Corda
Nell'art. 4 sexies:
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:
"Gli attuali Ispettori Comandanti di Stazione in possesso di un'anzianità di servizio minima di anni 26, che abbiano svolto la relativa funzione da almeno 10 anni e con il profilo non inferiore di Ispettore superiore, in deroga continuano ad esercitare la loro funzione e possono essere riconfermati nell'incarico." (85)
Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia - Corda
Nell'art. 4 sexies:
Al comma 1, dopo la parola "organizzative" è aggiunto il seguente periodo:
"Le stesse, fino alla definizione delle procedure di selezione interna di cui all'articolo 90 del vigente Contratto collettivo di lavoro, continuano ad essere comandate dall'Ispettore forestale più elevato in grado." (86)
Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia - Corda
Nell'art. 4 sexies:
Al comma 1, dopo la parola "organizzative" è aggiunto il seguente periodo:
"Le stesse, fino alla definizione delle procedure di selezione interna di cui all'articolo 90 del vigente Contratto collettivo di lavoro, continuano ad essere comandate dall'Ispettore forestale più elevato in grado." (93)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Pirastu - Balletto - Lombardo - Milia
Nell'art. 4 sexies:
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:
"Gli attuali Ispettori Comandanti di Stazione in possesso di un'anzianità di servizio minima di anni 26, che abbiano svolto la relativa funzione da almeno 10 anni e con il profilo non inferiore di Ispettore superiore, in deroga continuano ad esercitare la loro funzione e possono essere riconfermati nell'incarico." (98)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Pirastu - Balletto - Lombardo - Milia
Nell'art. 4 sexies:
Al comma 1, dopo la parola "organizzative" è aggiunto il seguente periodo:
"Le stesse, fino alla definizione delle procedure di selezione interna di cui all'articolo 90 del vigente Contratto collettivo di lavoro, continuano ad essere comandate dall'Ispettore forestale più elevato in grado." (93)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 15 ha facoltà di illustrarlo.
RASSU (F.I.-Sardegna). Sarò velocissimo, sempre che l'Aula voglia prestare un po' di attenzione a qualche proposta concreta e logica che non comporta alcun aggravio di spesa.
Con l'emendamento numero 15 si propone di dotare la città di Cagliari di una stazione forestale. Penso che questa sia un'esigenza riconosciuta e assolutamente inoppugnabile data la presenza dell'area protetta degli stagni di Molentargius e Santa Gilla, su cui è in corso di istituzione un parco. Ritengo che questo emendamento possa essere accolto dall'Aula, in quanto non comporta nessun aggravio di spesa, ma è dettato proprio da un'esigenza logistica ormai impellente.
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si danno per illustrati. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Satta, relatore.
SATTA (F.I.-Sardegna), relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Colleghi, chiedo scusa, chi deve intervenire non può farlo perché c'è troppo chiasso. Per cortesia, prendete posto. Prego, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Io so benissimo, signor Presidente, e quindi non mi abbatto e non mi scompongo più di tanto, che come tante altre volte quello che si dice in quest'aula, pure in materia delicata, complessa e importante, sempre di più rischia di cadere nel vuoto. Lo so, lo sappiamo in molti, e quindi a malincuore ne prendiamo atto, però non sarebbe giusto e neppure serio se tutti noi tacessimo e facessimo finta che in questi giorni - adesso siamo al top, in questa fase serale dei lavori del Consiglio - non sia stata scritta una delle pagine più negative e squallide che si possano ipotizzare nei lavori di un'assemblea elettiva pubblica.
Qualcuno dovrebbe spiegare a qualcuno come sia possibile che per alcuni giorni noi abbiamo discusso animatamente perché si potesse trovare un punto di equilibrio in quest'Aula, per stabilire quali diritti erano da garantire ai dipendenti regionali e quali diritti erano da garantire ai sardi che intendono partecipare a un concorso per accedere ai posti pubblici dell'amministrazione regionale. Qualcuno dovrebbe spiegare a qualcuno perché la Giunta presenta delle norme di legge, non le ritira e in aula dichiara di essere ad esse contraria; qualcuno dovrebbe spiegare a qualcuno perché tanti consiglieri regionali hanno presentato emendamenti rispetto ai quali si dichiarano contrari e votano contro, mentre potrebbero bellamente ritirarli. A che gioco si gioca?
Si vuole forse poter dire a qualcuno da qualche parte che un certo emendamento è stato presentato, ma il Consiglio - in astratto - lo ha respinto? Però io Tizio, io Caio, io Sempronio, in questo e in quel luogo della Sardegna, a quella categoria o a quelle persone posso dire: "Ci ho provato, gli altri hanno respinto l'emendamento". Abbiate pazienza, o ritirate gli emendamenti o almeno chi li presenta li voti, per favore!
Peraltro, in questo gioco malefico accadono delle cose che dovrebbero avere un risultato e un riscontro anche sul piano tecnico giuridico, perché voi dite - e mi pare pure che un ordine del giorno vada in quella direzione - che le cose che adesso vengono bocciate dagli stessi consiglieri che le presentano, saranno immediatamente approfondite in Commissione e riportate in Aula attraverso un altro progetto di legge. Le regole evidentemente non valgono più niente, in questi giorni ne abbiamo avuto dimostrazione e dimostrazione offensiva: la sovranità del Consiglio è calpestata, ed è calpestata dal mancato rispetto delle regole. La sovranità o la si esercita dentro le regole o è arbitrio, e non c'entra nulla la sovranità quando si fa passare per aggiustamento tecnico la riduzione da 100 a 90 della percentuale di ingresso nei ruoli dirigenziali. Ma quale aggiustamento tecnico? In base a quale parametro oggettivo può dirsi tecnica una misura che è del tutto discrezionale, perché poteva essere 90, 80 o, come era già in legge, 75? Eppure quell'emendamento, a nostro avviso improponibile, è stato dichiarato proponibile e votato, e voi vorreste che diventasse legge, sarebbe legge futura della Regione. E' impossibile, istituti bocciati dal Consiglio sono stati riproposti nello stesso contenuto, riammessi in modo trasversale e votati!
Poc'anzi è accaduta una cosa che sarebbe colpevole far passare sotto silenzio, rispetto a un fair play che qui pareva fosse maturato, cioè quello di dire che questa legge è finita qui, il resto lo si approfondirà a parte. Una tecnica si può dire vale l'altra, ritirare gli emendamenti oppure bocciarli, rinunciare a una parte della legge e rimandarla in Commissione, oppure sottoporla al voto, senza dimenticare però che le norme sottoposte al voto e bocciate dal Consiglio, per poco che valgano le regole (da qualche parte si potranno far valere, un giudice ci sarà pure ancora a Berlino, o anche più vicino di Berlino), non potranno essere ripresentate prima di sei mesi. Quindi quando voi dite: "Andiamo in Commissione, approfondiamo l'argomento e riapproviamo la legge fra tre settimane" dite una cosa non vera, perché bocciando questo testo di legge voi, come minimo, rimandate di sei mesi la riproposizione dello stesso argomento, lo sapete benissimo, fate finta di niente. Chiaramente se vale il Regolamento, però i regolamenti non valgono più, quindi tutto può essere. E quando travolgerete per intero i regolamenti, allora avrete travolto anche la ragione, il motivo per cui molti sono qui. Però anche quel fair play non vale, si chiede il voto segreto, si fa finta di nulla. Chiedere il voto segreto è un diritto sancito dal Regolamento, però c'era un accordo, o interlocuzione, come la chiamate voi, secondo cui un certo articolo doveva essere votato senza discussione, senza enunciarne neppure il titolo, e non a scrutinio segreto., andando così, sul filo del fair play. A scrutinio segreto invece è stato approvato l'articolo 4 quinquies.
Eccezione, deroga. E no, il gioco non regge! Il voto del Consiglio, palese o segreto che sia, non è censurabile; è censurabile invece il comportamento dei consiglieri, in ragione di tutto quello che fanno. Io non mi lamento perché è stato approvato l'articolo 4 quinquies, mi dispiace di non essere intervenuto, e non l'ho fatto perché sono stato ingannato, così come altri consiglieri. Se durante l'interlocuzione, peraltro annunciata autorevolmente anche dal Presidente del Consiglio, che bene e responsabilmente sta dirigendo anche questa riunione, si era deciso di procedere superando la parte residua della legge, non si doveva approvare alla chetichella l'articolo 4 quinquies, che riguarda l'inquadramento del personale degli IACP nei ruoli regionali, perché se vale per gli IACP deve valere anche per gli altri enti, per un principio di equità, di oggettività che in questa Regione va rispettato. Noi ci siamo battuti in ragione dei sardi che potevano partecipare a un concorso, per cui o il decentramento vale per tutti o non vale per nessuno. Se si deve decentrare, si è detto (e in tal senso valgono i contratti previsti per il comparto degli enti locali, gli IACP per esempio dovrebbero andare alle province, ma non si passa prima per la Regione per poi rendere più difficile il trasferimento alle province), si prendono in considerazione tutti gli enti, compresi gli IACP, oppure se ne discute, ma non si fanno passare le cose clandestinamente, travolgendo criteri e principi. Non è serio e noi abbiamo il dovere di dirlo, perché nella cosiddetta interlocuzione non si era parlato dell'articolo 4 quinquies; c'è evidentemente un'altra interlocuzione parallela, clandestina, trasversale, iniqua, anche piacevolmente personale, per cui le regole, i criteri, il fair play, gli accordi o le convergenze non valgono nulla.
Non ci si comporta così, perché in questo modo sono state approvate altre cose sbagliate, non uso altre definizioni, mi autocensuro, ci dovremmo tutti un pochino autocensurare di fronte a questi fatti. Io ricordo che durante la discussione di una legge finanziaria, nonostante ci si dichiarasse contrari alle norme intruse, fu approvata, a voto segreto, come sta accadendo oggi, una norma che prevedeva cento ore aggiuntive di compenso straordinario per determinate categorie di personale. Un simile comportamento non è serio, non è morale, non è giusto, e guai a chi non lo dice o a chi non lo sente, poi ognuno faccia quello che vuole, tanto! Però non pensate che tutti qui non capiscano e che fuori di qui non sappiano giudicare.
Noi interverremo sugli articoli e sugli emendamenti che sono ancora in discussione, perché abbiamo qualche altra cosa da dire e perché non è questo il modo di procedere in un'assemblea legislativa. Con gli strappi che abbiamo subito in questi giorni, nella nostra funzione di legislatori, si poteva fare uno sforzo enorme di comprensione per andare oltre, ma non così. Chi scava la tana poi vi deve entrare, ma non pensi di essere un uomo, nella migliore della ipotesi è una volpe!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, sarò velocissimo. Preso atto dei pareri della Giunta e del relatore ritiro l'emendamento numero 15, ma vorrei precisare che non l'avevo presentato per fare gazzosa, non era questo il senso, collega Cogodi, mi creda. Semplicemente ritengo che alcuni emendamenti potevano trovare collocazione nella legge.
PRESIDENTE. Ricordo che su tutti gli emendamenti il relatore e la Giunta hanno espresso parere contrario. Metto in votazione l'emendamento numero 59.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi riteniamo di dover dichiarare il voto su questo emendamento e penso che lo dichiareremo anche su altri emendamenti, non su tutti, non vogliamo rovinare la festa a nessuno, perché di festa si tratta. Non è una grande festa, per alcuni è una festicciola, che non vogliamo rovinare, però qualche parola la dobbiamo dire.
Fino a quando noi avremo quella capacità critica e quella dignità del ruolo per cui riteniamo di non occupare casualmente, né abusivamente il posto che ci è stato assegnato in quest'aula, c'è il tempo e ci sarà la possibilità di lavorare oggi e nei giorni successivi per discutere questo e tutti gli altri provvedimenti che sono iscritti all'ordine del giorno e che non si riesce mai a discutere nel merito. Tutti! E fin d'ora chiediamo che si prosegua e che nell'ordine che democraticamente l'Aula vorrà stabilire, i provvedimenti istruiti dalle Commissioni, che sono iscritti all'ordine del giorno del Consiglio, le interpellanze che non hanno avuto risposta e le mozioni che non sono state discusse abbiano in Consiglio regionale la possibilità di essere discussi, confrontati e votati, perché bisogna pur rompere questa cappa che diventa pesante e per molti versi anche asfissiante. Noi non siamo mai stati teneri, né possiamo esserlo - come dire? - fisiologicamente verso il centrodestra. Scusate la presunzione, quando dico noi intendo la sinistra, anche il centrosinistra, se vuole, o chi altro voglia, comunque noi di Rifondazione Comunista ci consideriamo fisiologicamente avversi alla destra e al centrodestra, che governino o non governino la regione.
(Interruzione)
Non c'è né male né bene, è la fisiologia del confronto politico, è la naturalità della politica che ci porta a dare giudizi sulla vita, sugli istituti giuridici, sulla qualità delle leggi da approvare, sugli interessi da tutelare, che sono molteplici e per molti versi, salvo per alcuni profili umanitari, possono anche accomunare in certi momenti tutte le parti politiche; ma sul versante politico e sociale e degli interessi reali noi siamo fisiologicamente antitetici e quindi avversari seri e fieri del centrodestra, ripeto, che governi o non governi la regione. Nessuno, quindi, potrà addebitarci tenerezza, trasversalità o giochi di nessuna natura. Abbiamo dimostrato finora e ce la metteremo tutta per dimostrare ancora di più e meglio, per quanto rimane, molto o poco che sia di questa legislatura, questa nostra, se non vocazione, condizione e convinzione.
Per cui alle cose che diciamo vorremmo che qualcuno desse un cenno di riscontro. Noi abbiamo posto questioni politiche, dov'è l'interlocuzione di cui si è detto? Perché quella interlocuzione non vale per tutti voi? Perché avete approvato delle norme senza dirlo, quindi ingannandoci, in quanto avevate detto che non si sarebbe approvato tutto quello che seguiva? Non ce l'avete detto e ci avete indotto in errore. Perché avete approvato - approvazione legittima, ripeto - il solo articolo sugli IACP e pretendete di non discutere gli articoli consimili?
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi, per cortesia, con la dichiarazione di voto sull'emendamento numero 59.
COGODI (R.C.). Ho concluso con questo punto. Il nostro voto, nel rispetto del responso dell'Aula, è di astensione perché non c'è campo di valutazione se non c'è interlocuzione. Noi abbiamo posto dei quesiti ai quali vorremmo dei cenni di risposta, sul piano politico, dalle forze politiche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Ritiro l'emendamento numero 59.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 77. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'emendamento numero 77, proprio perché quella bozza di ragionamento che presentavo prima lambiva i bordi della foresta, siamo quindi in materia di forestali, prevede di riconoscere ai lavoratori forestali della nostra Regione un qualche diritto. Noi abbiamo il senso delle cose, per cui adesso addentrarci da soli a sostenere le ragioni dei forestali o di altre categorie benemerite di lavoro in questa regione potrebbe sembrare una concessione, o uno straripamento almeno, verso forme di captatio benevolentiae. C'è già tanta gente che vive di questo. Noi abbiamo sempre privilegiato il ragionamento, anche quando era difficile, ostico, apparentemente non appagante né di favore popolare, anche quando è accaduto che alcune persone dalle tribune riservate al pubblico abbiano iniziato a vociare dissentendo sulla nostra impostazione; poi, magari, il più delle volte hanno finito per ringraziare pure noi, perché il nostro dire e il nostro fare in politica portano al miglioramento delle leggi, a conclusioni positive nell'interesse delle categorie di lavoro e produttive. E quando abbiamo corso il rischio che vi fosse una incomprensione, abbiamo corso quel rischio coscientemente. Voi potete anche tacere, tutti, però dovrete dire a qualcuno, a voi stessi e fra di voi, perché tacete. Non chiamo nessuno per nome, né persone, né Gruppi consiliari, né coalizioni, ma domando: perché tacete? Vi pare che quello che è stato detto sia del tutto inutile, superfluo, fuori luogo, fuori tema? No. Perché tacete? Perché Floris, il nazionalitario, Fantola, il riformatore, la Giunta rivoluzionaria, l'Assessore del personale, che è titolare di questa materia, Icaro che non sa volare, la sinistra che vuole riformare, perché tutti quelli che si accalorano sempre non dicono una parola, almeno per negare che vi fosse un accordo per procedere oltre e basta? L'accordo prevedeva che si procedesse oltre, però non si è detto che si voleva approvare l'articolo 4 quinquies. Bisogna che almeno ci si dica: "Avete torto!" Oppure con i numeri e gli stranumeri, perché, se nessuno parla, noi siamo solo tre e voi sareste settantasette, voi potreste anche dire: "Non vogliamo ragionare", però non potete dirlo, perché chi non vuole ragionare qua dentro non ci sta a fare nulla, perché tutti abbiamo chiesto agli elettori sardi di mandarci qui per ragionare, per confrontarci, per produrre leggi che fossero equilibrate e soppesate, e non per favorire parti e particine. E quindi dovete dire il perché.
Abbiamo discusso tanto in questi giorni sui concorsi: era più giusto tutelare esclusivamente i dipendenti regionali garantendo loro la progressione in carriera o era più giusto aprire i concorsi pubblici a tutti i sardi? Abbiamo trovato punti di equilibrio col concorso di tutti, nella non piena soddisfazione di tutti, ma comunque punti di equilibrio. Poi c'è qualcuno che dice di fare sindacato e continua a distribuire volantini insultanti sulle opinioni che si esprimono in Consiglio regionale, proprio quelle opinioni che spesso sbloccano le situazioni più complesse e difficili; ma ognuno fa il suo mestiere, ognuno vive di quello che ha, magari qualcuno di quelli che scrivono quei volantini sindacali fa parte di quel novero che non ha titolo, che non è laureato, e quindi rientra nella deroga e diventerà primo dirigente senza titolo della Regione. Però dovrebbe dire: "Io sono d'accordo con le deroghe e quindi con Masala e Fois, perché sono uno senza titolo. In un concorso pubblico un giovane sardo laureato concorrerebbe, io non potrei concorrere, per cui voglio il concorso riservato a me solo diplomato, che posso, senza titolo, diventare primo dirigente della Regione". Bisogna essere poco poco più onesti, non è neppure proibito non avere il titolo: c'è gente, in questo mondo, che non è laureata e neppure diplomata ed è bravissima. Enrico Cuccia ha diretto banche, mica bancarelle, e aveva la quinta elementare! Era un'eccezione, io non credo che tutti siano eccezioni di quella portata, ma può accadere che ci sia qualche altro caso, basta dimostrarlo, però non basta presumerlo e neppure nascondersi dietro le etichette.
Noi abbiamo posto una questione: c'è stata o no un'interlocuzione? In che cosa consisteva questa interlocuzione e se c'è stata perché non la si è rispettata? E se era in altri termini perché non è stata notificata? Allora noi insistiamo ancora perché qualcuno in quest'aula abbia la bontà di rendere chiaro ed esplicito, a noi e oltre noi, in che cosa consiste questo accordo e perché mai se era di un tipo non lo si è rispettato e se era di altro tipo non lo si è reso noto.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 77, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 4 sexies.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'articolo 4 sexies, che si titola o hanno titolato "Stazioni forestali", riconosce che le stazioni forestali e di vigilanza ambientale sono da considerarsi a tutti gli effetti unità organizzative. E a noi pare ovvio, era parso ovvio, non ci saremmo opposti, perché è chiaro che una stazione forestale, un'unità non necessariamente estesa in riferimento ai suoi componenti, nella sua complessità è un avamposto situato spesso in territori pure tanto "difficili". Non solo la situazione di Lula è difficile in Sardegna; le "Lule" di questa nostra regione sono tante, meno note e meno assistite da Ministri e Presidenti di Regione, ma sono tante le condizioni di malessere e di difficoltà che gli amministratori locali devono sopportare, e non solo loro, spesso anche gli operatori tecnici e i forestali.
Questo articolo dice che le stazioni forestali sono da considerarsi unità organizzative, ed effettivamente sono unità organizzative, quindi è giusto dichiararlo in legge, con quello che ne consegue. Io non credo però che dichiarare che è un'unità organizzativa significhi che poi sarà considerata unità organizzativa del vertice dell'amministrazione; non credo, a meno che i trecento dirigenti non diventino seicento, computando anche i vicedirigenti. In questo Consiglio accade anche questo, infatti stamattina si è approvata una norma per cui un segretario (in Commissione si era detto che era uno solo, poi improvvisamente in Aula sono diventati tre, e molti di quelli che prima erano contrari poi non lo sono stati più) non effettivo, ma supplente, è stato equiparato al segretario effettivo. Cioè fra chi aveva il titolo e la responsabilità di certe mansioni e chi non aveva né titolo né responsabilità, ma solo il compito eventuale di supplire si è fatta un'equiparazione, vita natural durante, con legge e non attraverso il contratto collettivo, essendo questa materia di riconoscimento di diritti del personale. Si è approvato un articolo di legge per una persona, diventata poi tre; uno e trino quel segretario fittizio, però è accaduto anche quello.
Allora che le stazioni forestali siano da considerare unità organizzative è una cosa ovvia, saranno una dimensione intermedia, saranno una dimensione di base della struttura organizzativa della Regione, ma non si può dire che una stazione forestale sia niente. Sarà, seppure piccola, media o grande, sicuramente un'unità organizzativa, con quello che ne consegue, con i riconoscimenti che si dovranno dare a chi la dirige e a chi esercita la responsabilità. Però, in omaggio a quell'accordo per cui si doveva passare ad altro approfondendo le cose giuste insieme alle altre, si stava andando avanti. Voi avete interrotto questo cammino e non potete far finta che non sia così, non potete continuare a tacere, a non dare risposte, a non dire il perché di ciò che sta accadendo. Noi insisteremo nella nostra domanda ancora per un po' - nessuno si preoccupi, non staremo qui fino a domani mattina - educatamente, motivatamente, poi sarete voi a dire perché alcune cose le approvate senza annunciarlo ed altre cose legittime, giuste, serie, come questa, se rientrano in quella interlocuzione tutta vostra vi apprestate a bocciarle. Auguri!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cortesia, mi trovo costretto a chiederle di dichiarare il voto.
COGODI (R.C.). Chiedo scusa, si evinceva dal senso del ragionamento. Noi siamo favorevoli all'articolo 4 sexies.
PRESIDENTE. No, non si evinceva, almeno io le chiedo scusa, ma davvero non l'avevo capito, quindi è un mio limite.
COGODI (R.C.). Se così è, chiedo scusa io.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 4 sexies, lo metto in votazione. Chi è favorevole alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi è contrario alzi la mano.
(Non è approvato)
Sono decaduti tutti gli emendamenti, tranne gli emendamenti aggiuntivi numero 50 e 51.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Gli emendamenti 50 e 51 sono ritirati.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 4 septies.
ORTU, Segretario:
Art. 4 septies
Inquadramento di personale che ha svolto funzioni di coordinamento generale
1. Sono abrogati l'articolo 1 e i commi 2, 3 e 4 dell'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 1996, n. 39, l'articolo 1 della legge regionale 19 gennaio 1998, n. 3, e il comma 15 dell'articolo 77 della legge regionale n. 31 del 1998.
2. In deroga al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale n. 39 del 1996, è riconosciuto l'inquadramento nella qualifica funzionale dirigenziale del ruolo unico regionale in favore dei dipendenti, cessati dal servizio entro la data di entrata in vigore della legge regionale n. 31 del 1998, che hanno svolto, nel periodo corrente dal 1° gennaio 1986 al 1° dicembre 1998, funzioni di coordinamento generale a seguito di atto di nomina formalmente adottato secondo l'ordinamento del tempo.
PRESIDENTE. All'articolo 4 septies sono stati presentati 25 emendamenti.
Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Rassu
Art. 4 septies
E' aggiunto il seguente art.
4 novies
Adeguamento indennità di istituto
1. Il comma 3 dell'art. 20 della L.R. 5/11/1985, n. 26 (Istituzione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione sarda) è sostituito dal seguente:
"3. L'indennità per servizio d'istituto è corrisposta con le modalità e nella misura stabilita per i corrispondenti gradi degli appartenenti al Corpo Forestale dello Stato ai sensi dell'art. 5 del D.P.R. 27 marzo 1984, n. 69, e successive modificazioni e integrazioni."
2. Il comma 4 dell'art. 20 della L.R. n. 26 del 1985 è abrogato.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S02.045 + 2.550.000 €
In diminuzione
UPB S03.006 (voce 4) - 2.550.000 € (2)
Emendamento aggiuntivo Rassu
Art. 4 septies
E' aggiunto il seguente art. 4 decies:
Il periodo di impiego del personale stagionale da impiegare nel servizio antincendio è esteso, per il 2002, a sei mesi.
Copertura finanziaria
In aumento
Ass.to Difesa dell'Ambiente
UPB S05.087 + 4.132.000 €
In diminuzione
Ass.to Programmazione
UPB S03.006 (voce 4) - 4.132.000 € (3)
Emendamento aggiuntivo Liori - Corda - Frau
Dopo l'art. 4 septies è aggiunto il seguente articolo:
Art. 4 octies
Esercizio delle attività professionali
1. Dopo il comma 9 dell'articolo 47 della legge regionale n. 31 del 1998 sono inseriti i seguenti commi:
10. E' istituita, nella Amministrazione regionale e negli enti strumentali, la qualifica di "professionista" per l'accesso alla quale sono previsti i requisiti di cui al comma 3 del presente articolo.
11. Il personale laureato della categoria D in servizio alla data della presente legge presso l'Amministrazione Regionale e gli Enti strumentali per il quale, all'atto dell'assunzione, è stata richiesta, come requisito indispensabile, l'abilitazione all'esercizio della professione e/o l'iscrizione all'albo professionale è inquadrato nella qualifica di "professionista" con decorrenza 01.01.2003.
2. Nel comma 3 dell'art. 58 della legge regionale n° 31 del 1998 dopo le parole "…di direzione" sono cancellate le parole "o che comportano l'iscrizione ad albi professionali".
3. Al termine del comma 4 dell'articolo 58 della legge regionale n. 31 del 1998 sono aggiunte le seguenti parole: "unitamente al personale con qualifica di professionista di cui all'art. 47, nel rispetto della distinzione di ruolo e di funzioni".
4. Sino alla rideterminazione delle dotazioni organiche dell'Amministrazione e degli Enti, la dotazione organica della qualifica di professionista è pari al numero di professionisti ivi inquadrati ai sensi del precedente comma 1. Un uguale numero di posti è portato in detrazione dall'area D.
5. Nelle more della definizione della distinta area contrattuale di cui al comma 3, ai professionisti può essere affidato il coordinamento di unità organizzative di primo livello di cui all'art. 12 della legge regionale n. 31 del 1998 ed agli articoli 100 e 101 del vigente contratto collettivo di lavoro.
6. Nelle more del prossimo rinnovo contrattuale, al personale della qualifica di professionista, con almeno 5 anni di anzianità giuridica nell'area D (ex VII ed VIII qualifica funzionale), è attribuita, oltre a quanto già contemplato dal vigente contratto collettivo di lavoro per la stessa area D, una indennità di posizione pari all'80% di quella contrattualmente prevista per la qualifica dirigenziale-direzione di servizio con decorrenza dalla data di approvazione della presente legge. (5)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Pittalis
Art. 4 septies
E' aggiunto il seguente:
Art. 4 octies
1. E' esteso al personale dell'Ente Foreste della Sardegna il regime contrattuale previsto dal titolo VI della legge regionale n. 31 del 1998.
2. Il personale dell'Ente Foreste della Sardegna conserva la propria posizione contrattuale.
3. Sono abrogati gli articoli 9, 10 e 11 della L.R. n. 24 del 1999.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S05.057 (Cap. 05036-02)
+ 16.000.000 €
In diminuzione
UPB S03.006 (voce 2)
- 16.000.000 € (13)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Corona
Dopo l'articolo 4 septies, è aggiunto il seguente:
Art. 4 octies
Nell'articolo 36, comma 1, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, le parole ", quello del Corpo forestale e di vigilanza ambientale", sono soppresse. (14)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Corona
Art. 4 septies
- Il personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale inquadrato nell'area C, del vigente Contratto dei dipendenti regionali di comparto, col profilo professionale di Ufficiali ed in possesso delle qualifiche di P.G. (polizia giudiziaria) e P.S. (pubblica sicurezza) da almeno dieci (10) anni dall'entrata in vigore della presente legge, può, a domanda degli interessati e nei limiti della dotazione organica, essere inquadrato nella corrispondente area D e nel corrispondente livello retributivo del restante comparto di contrattazione del personale regionale.
- L'inquadramento nell'area D del personale di cui al comma 1 del presente articolo determina la soppressione della corresponsione del relativo assegno di funzione di competenza dell'area C.
- Il personale del ruolo unico dell'amministrazione regionale e degli Enti, inquadrato nell'area D, del vigente Contratto dei dipendenti regionali, con profili professionali analoghi a quelli presenti nel Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e con anzianità di servizio di almeno dieci (10) anni dall'entrata in vigore della presente legge, può, a domanda degli interessati e nei limiti della dotazione organica, essere inquadrato nella corrispondente area C del comparto di contrattazione del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale.
- L'inquadramento nell'area C del personale di cui al comma 3 del presente articolo determina l'attribuzione agli stessi delle qualifiche di P.G. (polizia giudiziaria) e P.S. (pubblica sicurezza) e la corresponsione del relativo assegno di funzione. (16)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Corona
Art. 4 septies
Dopo l'articolo 4 septies è aggiunto il seguente:
(perequazione F.I.T.Q.)
- In attesa di una nuova disciplina di revisione del Fondo istituito dalla legge regionale 5 maggio 1965, n. 15, il personale del ruolo unico dell'Amministrazione regionale è iscritto, a domanda, al F.I.T.Q. in applicazione dell'articolo 27 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 33.
- Per la decorrenza di iscrizione e la regolarizzazione delle posizioni contributive si fa riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 19 della legge regionale 14 giugno 2000, n. 6.
- Sono fatte salve le iscrizioni al Fondo formulate dai dipendenti precedentemente alla data del 1° gennaio 2002 e accolte dall'Amministrazione ai sensi del predetto articolo 27 della legge regionale n. 33 del 1984. (17)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Corona
Art. 4 septies
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"3. Il comma 23 dell'articolo 30 della legge regionale 11 aprile 2002 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione" (legge finanziaria 2002) è soppresso." (36)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Corona
Art. 4 septies
Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente:
- Per una puntuale applicazione dei principi della separazione delle funzioni di direzione politica e di direzione amministrativa sanciti a livello regionale dalla L.R. 31/1998, nelle more dell'emanazione delle leggi di riforma degli Enti regionali, è istituito per ciascuno dei Presidenti degli Enti strumentali della Regione, un Ufficio di Gabinetto con il compito di assistere i medesimi nei rapporti esterni, in quelli con gli apparati amministrativi dei rispettivi Enti ed in quelli con la direzione politica in capo alla Giunta regionale, fornendo il supporto tecnico-professionale idoneo ad assicurare l'analisi ed il perseguimento degli obiettivi programmatici.
- L'Ufficio è diretto da un Capo di gabinetto che può operare su delega del Presidente.
- La composizione dell'Ufficio è quella sancita dall'articolo 27, primo comma, della L.R. 26.8.1988, n. 32.
- Il Personale addetto al Gabinetto deve essere scelto fra il personale del ruolo unico regionale e degli Enti strumentali. Il Capo di Gabinetto, il Segretario particolare ed il Consulente, che devono essere dotati di alta e specifica professionalità, possono essere scelti anche fra esterni all'Amministrazione regionale.
- Il trattamento economico dei componenti dell'Ufficio di Gabinetto è quello definito dalla L.R. 26.8.1988, n. 32 - art. 28 e successive modifiche ed integrazioni.
- Alla copertura finanziaria delle spese provvederanno gli Enti dai rispettivi bilanci. (42)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Corona
Art. 4 septies
È aggiunto il seguente:
"Art. 4 opties
Disposizione per l'Ente foreste
- Lo stanziamento da iscrivere al fondo di cui all'articolo 10 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 24 per la contrattazione relativa al biennio 2000-2001 è determinato in euro 16.000.000 costituente il limite di spesa a regime.
- Ai fini del trattamento di quiescenza il personale dell'Ente Foreste della Sardegna con rapporto di lavoro a tempo indeterminato iscritto all'IMPS, con decorrenza dal 1° gennaio 2002, è iscritto obbligatoriamente all'I.N.P.D.A.P.; il medesimo personale con iscrizione all'ENPAIA conserva l'iscrizione allo stesso Ente, ovvero, è data facoltà di opzione per l'iscrizione all'INPDAP, mediante apposita istanza da presentarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
- Per il personale diverso da quello con rapporto a tempo indeterminato, fino a diversa disposizione, trova applicazione il CCNL dell'agricoltura.
- I commi 4. e 5. dell'articolo 9 e gli articoli 10 e 11 della legge regionale n. 24 del 1999, sono abrogati."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.057 (Cap. 05036-02)
Euro 16.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 (voce 2)
Euro 16.000.000
(43)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Corona
Art. 4 septies
È aggiunto il seguente articolo:
Art. 4 opties
Il regime contrattuale previsto dal titolo IV della L.R. 31/98 è esteso al personale dell'Ente Foreste.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.057 (Cap. 05036-02)
+ Euro 22.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 (voce4)
- Euro 22.000.000
(44)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda
Art. 4 septies
È aggiunto il seguente articolo:
Art. 4 opties
Al fine di favorire la costituzione di un sistema unitario della P.A. regionale, secondo i principi di sussidiarietà ed integrazione, la Regione promuove la perequazione del trattamento economico dei propri dipendenti con quello dei dipendenti degli EE.LL. e delle ASL, secondo un piano quinquennale avente progressione del 20% annuo a valere sulle nuove entrate del Bilancio annuale e pluriennale della Regione. (46)
Emendamento aggiuntivo Cappai - Capelli - Cassano - Murgia - Liori - Corona - Randazzo - Onida
Art. 4 septies
Dopo l'articolo 4 septies è aggiunto il seguente articolo 4 opties:
Art. 4 opties
"1. L'art. 20 della legge regionale n. 6 del 2000 è abrogato.
2. All'art. 69, comma3, della legge regionale n. 31 del 1998, le parole "….Restano ferme le esclusioni di cui all'art. 1, comma 3. Inoltre…." sono soppresse." (49)
Emendamento aggiuntivo Diana - Giovannelli - Ibba - Randazzo - Tunis - Deiana - Pacifico - Ortu
Art. 4 septies
Dopo l'articolo 4 septies è aggiunto l'articolo 4 opties:
"al 2° comma dell'articolo 69 della L.R. 13.11.1998 n°31 dopo le parole "ai consorzi provinciali e interprovinciali per la frutticoltura" sono aggiunte le parole:
"ed ai consorzi di bonifica." (80)
Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia - Corda
Art. 4 septies
All'articolo 4 septies è aggiunto il seguente comma:
"all'art. 28 della L.R. n. 32/88, al sesto comma, la parola "60" è sostituita dalla parola "100". (84)
Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia - Corda
Art. 4 septies
Inserimento Comma aggiuntivo Art. 4 septies
"3. In deroga alle norme in materia di personale - modificative ed integrative - delle leggi Regionali 15 gennaio 1986 n. 6; 14 novembre 1988, n. 42; 5 giugno 1989 n. 24; della Legge Regionale n. 31, 13 novembre 1988 e dell'art. 69 del CCR, è riconosciuto il livello retributivo D3, della categoria D, al personale del ruolo unico regionale e degli Enti strumentali della Regione, attualmente in servizio nella categoria D2, che abbiano svolto per almeno sette anni le funzioni di Coordinatore di settore." (91)
Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia - Corda
Art. 4 septies
Inserimento Comma aggiuntivo Art. 4 septies
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"3. In deroga alle norme in materia di personale - modificative ed integrative - delle leggi Regionali 15 gennaio 1986 n. 6; 14 novembre 1988, n. 42; 5 giugno 1989 n. 24; della Legge Regionale n. 31, 13 novembre 1988 e dell'art. 69 del CCR, è riconosciuto il livello retributivo D3, della categoria D, al personale del ruolo unico regionale e degli Enti strumentali della Regione, attualmente in servizio nella categoria D2, che abbiano svolto per almeno sette anni le funzioni di Coordinatore di settore." (96)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Balletto - Lombardo - Pirastu - Milia
Art. 4 septies
All'articolo 4 septies è aggiunto il seguente comma:
"all'art. 28 della L.R. n. 32/88, al sesto comma, la parola "60" è sostituita dalla parola "100". (102)
Emendamento aggiuntivo Pittalis -Pirastu - Balletto - Lombardo - Milia
Art. 4 septies
All'articolo 4 septies è aggiunto il seguente:
Art. 4 opties
- Nell'art. 44 della Legge regionale 13 novembre 1998, è aggiunto il seguente comma:
"6 bis. Rispetto alle disposizioni del precedente comma, fanno eccezione le attività svolte per l'espletamento dell'incarico di Coordinatore dei Piani Integrati d'Area, di cui alla Legge regionale del 26 febbraio 1996, n° 14, e successive modificazioni e integrazioni, che sono considerate a tutti gli effetti prestazioni ordinarie, e quindi da computare nell'orario di servizio, quando ricadono nel normale orario di lavoro." (105)
Emendamento aggiuntivo Liori -Frau - Murgia
Art. 4 septies
Dopo l'articolo 4 septies è aggiunto il seguente articolo:
Art. 4 opties
Esercizio delle attività professionali
1. Dopo il comma 9 dell'articolo 47 della legge regionale n. 31 del 1998 sono inseriti i seguenti commi:
10. È istituita, nell'Amministrazione regionale e negli enti strumentali, la qualifica di "professionista" per l'accesso alla quale sono previsti i requisiti di cui al comma 3 del presente articolo.
11. Il personale laureato della categoria D in servizio alla data della presente legge presso l'Amministrazione Regionale e gli Enti strumentali per il quale, all'atto dell'assunzione, è stata richiesta, come requisito indispensabile, l'abilitazione all'esercizio della professione e/o l'iscrizione all'albo professionale è inquadrato nella qualifica di 'professionista' con decorrenza 01.01.2002.
- Nel comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale n° 31 del 1998 dopo le parole "…. di direzione" sono cancellate le parole "o che comportano l'iscrizione ad albi professionali".
- Al termine del comma 4 dell'articolo 58 della legge regionale n. 31 del 1998 sono aggiunte le seguenti parole: "unitamente al personale con qualifica di 'professionista' di cui all'art. 47, nel rispetto della distinzione di ruolo e di funzioni".
- Sino alla rideterminazione delle dotazioni organiche dell'Amministrazione e degli Enti, la dotazione organica della qualifica di 'professionista' è pari al numero di professionisti ivi inquadrati ai sensi del precedente comma 1. Un uguale numero di posti è portato in detrazione dall'area D.
- Nelle more della definizione della distinta area contrattuale di cui al comma 3, ai professionisti può essere affidato il coordinamento di unità organizzative di primo livello di cui all'art. 12 della legge regionale n. 31 del 1998 ed agli articoli 100 e 101 del vigente contratto collettivo di lavoro.
- Nelle more del prossimo rinnovo contrattuale, al personale della qualifica di 'professionista', con almeno 5 anni di anzianità giuridica nell'area D (ex VIIª ed VIIIª qualifica funzionale), è attribuita, oltre a quanto già contemplato dal vigente contratto collettivo di lavoro per la stessa area D, una indennità di posizione pari all'80% di quella contrattualmente prevista per la qualifica dirigenziale - direzione di servizio con decorrenza dalla data di approvazione della presente legge. (110)
Emendamento aggiuntivo Liori -Frau - Murgia
Art. 4 septies
L'articolo 49 comma 1 della L.R. n. 4/1988 è così integrato:
e) personale proveniente dall'Unione Italiana Ciechi Onlus della Sardegna con anzianità di servizio di almeno cinque anni.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
Assessorato Igiene e Sanità
UPB S12.046
2002 310.000 €
2003 310.000 €
2004 310.000 €
In diminuzione
Programmazione
UPB S03.006
2002 310.000 €
2003 310.000 €
2004 310.000 € (113)
Emendamento aggiuntivo Cassano - Pisano - Vargiu
All'art. 4 septies è aggiunto il seguente:
Art. 4 octies
1- Al fine di favorire la costituzione di un sistema unitario della pubblica amministrazione regionale e locale, secondo i principi di cooperazione, di sussidiarietà e di decentramento, e secondo i principi sanciti dalla modifica del titolo V della Costituzione, la Regione promuove la perequazione del trattamento economico dei propri dipendenti e dei dipendenti delle aziende sanitarie locali e degli enti locali della Sardegna.
2 - Le Aziende sanitarie locali, i comuni, le province e le comunità montane, erogano al personale dipendente con rapporto di lavoro determinato o indeterminato, compreso il personale con qualifica dirigenziale, un assegno perequativo mensile pari alla differenza fra il trattamento retributivo fondamentale ad esso spettante ed il trattamento retributivo fondamentale spettante ad un dipendente dell'Amministrazione regionale di pari qualifica, anzianità e livello.
3 - La medesima norma si applica agli enti dipendenti dalle Aziende Sanitarie Locali, dai Comuni, dalle Province e dalle Comunità Montane ed ai consorzi da questi costituiti.
4 - La tabella di corrispondenza, ai soli fini dell'applicazione della presente legge, fra le qualifiche e i livelli previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro del personale e dei dirigenti dei comparti Regioni - Autonomie Locali e del Servizio sanitario nazionale e le qualifiche dei livelli previsti dal contratto collettivo di lavoro del personale e dei dirigenti dell'Amministrazione regionale della Sardegna è determinata con decreto del Presidente della Giunta regionale, su conforme deliberazione della Giunta adottata su proposta congiunta degli assessori competenti in materia di enti locali e di sanità, di concerto con gli assessori competenti in materia di personale e di bilancio.
5 - Le spese sostenute dalle aziende sanitarie e dagli enti locali per l'applicazione della presente legge sono rimborsate dalla Regione nei modi e nei tempi previsti per l'erogazione dei finanziamenti di cui alla legge regionale 1 giugno 1993 n. 25.
6 - L'importo del rimborso è determinato in misura pari alla spesa effettivamente sostenuta dall'ente o dall'azienda per l'erogazione degli assegni perequativi quale risulta dal rendiconto della gestione per l'esercizio finanziario antecedente di due anni quello di riferimento.
7 - Gli enti e le aziende istituiscono nei propri bilanci un separato capitolo per l'erogazione degli assegni perequativi istituiti dalla presente legge.
8 - Gli oneri derivanti dalla presente legge sono quantificati in annui 13.000.000 euro.
9 - Ad essi si fa fronte, per l'esercizio finanziario 2002-2003, mediante le maggiori entrate del bilancio della Regione. (122)
Emendamento aggiuntivo Cassano - Vargiu - Pisano
Dopo l'art. 4 septies è aggiunto il seguente:
Art. 4 octies
Il periodo di impiego del personale stagionale da impiegare nel servizio antincendio è esteso, per il 2002, a sei mesi.
Copertura finanziaria
In aumento
Assessorato Difesa dell'Ambiente
UPB S05.087 4.132.000 euro
In diminuzione
Assessorato Programmazione
UPB S03.006 (voce 4) 4.132.000 euro (124)
Emendamento aggiuntivo Cassano - Vargiu - Pisano
Dopo l'art. 4 septies è aggiunto il seguente:
Art. 4 octies
Adeguamento indennità di istituto
1. Il comma 3 dell'art. 20 della L.R. 5.11.1985, n. 26 (Istituzione del Corpo Forestale e di vigilanza Ambientale della Regione sarda) è sostituito dal seguente:
"L'indennità per servizio d'istituto è corrisposta con le modalità e nella misura stabilita per i corrispondenti gradi degli appartenenti al corpo forestale dello Stato ai sensi dell'art. 5 del DPR 27 marzo 1984, n. 69, e successive modificazioni e integrazioni."
2. Il comma 4 dell'art. 20 della L.R. 26/1985 è abrogato.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S02.045 2.555.000 euro
In diminuzione
UPB S03.006 (voce 4) 2.555.000 euro (125)
Emendamento aggiuntivo Cassano - Vargiu - Pisano
Dopo l'art. 4 septies è aggiunto il seguente:
Art. 4 octies
"E'esteso al personale dell'Ente Foreste della Sardegna il regime contrattuale previsto dal titolo VI della legge regionale 31/1998".
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S05.057 21.000.000 euro
In diminuzione
UPB S03.006 (voce 4) 21.000.000 euro (126)
PRESIDENTE. Gli emendamenti si intendono tutti illustrati, se siamo d'accordo. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Satta, relatore.
SATTA (F.I.-Sardegna), relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Anche il parere della Giunta è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Va bene, questa vicenda - una vicenda molto onorevole per noi signori onorevoli! - si trascinerà così nell'assoluto totale silenzio; siamo all'ultimo articolo di questa legge ed è un silenzio reticente. Non intendete l'espressione in senso letterale, ma direi che il silenzio è tombale, è il silenzio della morte politica. Come si può essere un'Assemblea legislativa se quando un Gruppo politico pone delle questioni che attengono a diritti di cittadini, per armonia e linearità di legislazione, nessuno dei tanti che pure sanno e sanno dire dice una parola? Almeno per ribattere: "Non è vero nulla di quello che voi dite, avete preso una cantonata". Sapete che non è così, tacete e girate l'angolo. E voi pensate che dietro l'angolo ci siano chissà quali verdi praterie in cui beatamente si potrà correre o scorrazzare, sceglierete voi.
L'articolo 4 septies riguarda l'inquadramento di personale che ha svolto funzioni di coordinamento generale. Quando su questo abbiamo chiesto chiarimenti in Commissione ci è stato detto: "Sono pochi casi". Saranno pochi casi, però si tratta di personale che ha svolto delle funzioni. Stamattina noi abbiamo contestato il contenuto del punto b) dell'articolo 3, laddove si riconosce la qualifica di dirigente ai dipendenti regionali che non hanno svolto funzioni di direzione, ma che hanno una certa anzianità e sono inquadrati, dal 1985, nella sesta fascia. Qui si parla invece di "personale che ha svolto funzioni di coordinamento generale", per cui stamattina avete approvato l'inquadramento nei ruoli dirigenziali dei dipendenti che non hanno svolto quelle funzioni, adesso vi apprestate a negarlo a chi invece le ha svolte. Dovete spiegare perché a chi non ha svolto determinate funzioni si riconosce la qualifica di dirigente ex lege mentre a chi le ha svolte, in base all'interlocuzione, attraverso quel cunicolo di cui prima si è detto riguardo all'articolo 4 quinquies, non la si riconosce più. Qualcuno lo spieghi, so che tutti tacerete, so che nessuno dirà niente e so che anche questa norma se bocciata prima di sei mesi non potrà essere ripresentata in alcun modo.
Da ultimo, si è parlato in questi giorni di concorsi interni e di concorsi esterni, di garanzia dei diritti degli interni e degli esterni. Capita, in modo del tutto occasionale, di avere il Bollettino ufficiale della Regione (BURAS) del 3 giugno 2002 (anche questo fresco come era fresca quella sentenza della Corte costituzionale!), che contiene bandi di concorso dell'Istituto Zootecnico e Caseario per la Sardegna, quindi bandi di concorso pubblici, ciascuno per due unità di personale (guai a fare un bando di concorso per cinque o per sette posti, a due a due è più facile selezionare). A un certo punto uno di questi bandi di concorso per esami dice: "Articolo 3 - Requisiti per l'ammissione al concorso pubblico - Il requisito per l'ammissione è l'esperienza professionale di lavoro, attinente al profilo messo a concorso, di almeno tre mesi acquisita presso l'Istituto zootecnico". Questo è pubblicato nel BURAS e riguarda una serie di "concorsini" che si ripetono. Questa è la legalità in questa Regione: il requisito per partecipare al concorso pubblico è aver lavorato nell'istituto per tre mesi e aver visto qualcosa lì! Ma se uno lì non c'è stato come fa a partecipare al concorso? E siccome questo di cui parlo è un concorso per assistente tecnico, dove il titolo richiesto è la licenza media, voi pensate che in Sardegna non ci siano cittadini che con la terza media abbiano potuto apprendere altrove, senza passare all'Istituto Zootecnico Caseario, le nozioni tecniche che servono per partecipare a questo concorso pubblico? Chi lo può dire?
BURAS, Regione autonoma della Sardegna, concorso pubblico, per tutto quanto si diceva stamattina e per tutto quanto non si vuole, non dico dire, ma neppure ascoltare questo pomeriggio, la legalità qui per molti versi è da riscoprire, è da rivalutare il senso stesso della legalità. Non voglio usare parole forti, come fa qualcuno ogni tanto - Capelli, adesso non c'è - parlando di "dignità del Consiglio", ma basterebbe la serietà delle persone, basterebbe la minima serietà da parte nostra e la dignità del Consiglio sarebbe salva, così come la sua funzione, la sua produttività e anche la sua capacità di essere ben visto o meglio visto dai cittadini della Sardegna. Se però ci fosse quella serietà che stasera si dimostra così, con questo desolante silenzio! Poi il silenzio cesserà e di nuovo, andati oltre, tutti faranno dichiarazioni ai giornali, alle televisioni, saremo tutti speaker, portavoce, capaci di fare analisi, prospettazioni, strategie. Pili cade, Pili non cade, la Giunta si dimette, si rafforza, si rimpasta. Pili cade e si rialza, è come Ercolino, sempre in piedi. Ricordate? Cade e si rialza perché ha quei numeri e li ha anche così. Ma non è Pili come persona che deve cadere; deve cadere un modo di intendere la politica che va oltre Pili e oltre una maggioranza strettamente numerica. Quello che dobbiamo riuscire a fare è molto di più che solo far cadere Pili e con lui questa Giunta e questa maggioranza. Forse dobbiamo far cadere anche qualcosa che è molto più vicino a noi. Chiedo scusa a tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, intervenendo nella discussione di questo articolo 4 septies, ne approfitto non solo per esprimere il mio parere favorevole su questo articolo, ma per fare anche qualche considerazione, visto che siamo alla fine dell'esame della legge e quindi se non c'è necessità di intervenire ancora, considero questo quasi un intervento conclusivo.
Io credo di dover condividere con molti di voi un profondo disagio per come abbiamo condotto la discussione di questo disegno di legge, e lo dico senza voler attribuire colpe o responsabilità ad alcuno, ma semmai a tutti noi. Credo che all'interno dei Gruppi, nelle Conferenze dei Capigruppo e in qualche altra sede, dovremo fare una seria riflessione su come vanno i lavori di quest'Aula, visto che ci avviamo verso l'ultima parte della legislatura. Credo anche che dobbiamo prendere atto di un disagio complessivo per quanto riguarda il nostro modo di lavorare, del fatto che progetti di legge magari approvati quasi all'unanimità in Commissione, in Aula vengono caricati di emendamenti, che unitamente ai numerosi riferimenti ad altre leggi ne rendono difficoltosa la comprensione, per cui ci troviamo nell'impossibilità di capire esattamente cosa stiamo discutendo e votando.
Questo lo dico a me stesso, ammettendo la mia inadeguatezza a fare questo lavoro in questo modo, e forse anche la mia responsabilità per non avere con più veemenza o convinzione sollevato questo problema all'inizio della discussione di questa legge e di altre leggi simili, chiedendo alla Presidenza, alla Giunta e a tutti noi di essere messo in condizione di partecipare consapevolmente, attivamente a questo lavoro di legislazione.
Ho detto più o meno le stesse cose ieri, chiedendo che fosse valutata la possibilità di rimandare in Commissione questa legge così complessa (a cui sono stati presentati 130 emendamenti e altri ancora ne sono stati annunciati), per esaminare gli emendamenti e consentire a ciascuno di noi di comprenderne meglio il contenuto. Forse non ci sono state le condizioni, ne prendo atto, però vorrei avvertire me stesso, la Giunta, tutti voi, che gli emendamenti o gli articoli che bocciamo non per questo sono infondati. Io non credo che gli emendamenti di cui i colleghi si sono fatti portatori abbiano tutti lo stesso valore: ce ne saranno di fondati, di buoni e anche di infondati, non dico di cattivi, magari vi sono emendamenti di minore importanza. Dobbiamo a mio avviso darci un appuntamento in Commissione per riesaminare gli emendamenti e gli articoli che non saranno approvati in Aula, perché molti di questi emendamenti sono perequativi, rispondono ad esigenze sentite, a interessi e anche a diritti legittimi. Non si può dire: "Siccome abbiamo fretta, diciamo a tutti no o a tutti sì", bisogna trovare il momento per riesaminare questo argomento.
Rivolgo, quindi, un appello alla Giunta e all'Assessore del personale in particolare: caro Assessore, se riusciamo a rimandare in Commissione gli articoli e gli emendamenti non approvati, la Giunta faccia alla Commissione e al Consiglio un rapporto sullo stato dell'amministrazione regionale, che è diventata ormai una cosa così complessa, così diversificata, così articolata e sperequata che noi non ne abbiamo contezza né consapevolezza. Ci sono nell'amministrazione regionale categorie di dipendenti che hanno la stessa anzianità, gli stessi titoli, ma trattamenti, per esempio pensionistici, diversi. Il collega Secci e anche altri colleghi hanno richiamato il problema del FITQ; ci sono categorie di dipendenti che lavorano da anni in un'amministrazione dove progrediscono lentissimamente, per cui occorre affrontare il problema della perequazione tra amministrazione ed enti: se sono tutti dipendenti dell'amministrazione regionale e quindi potenzialmente inquadrati nel ruolo unico regionale, perché devono avere progressioni di carriera o trattamenti economici diversi? Allora prima di tornare in Commissione, così come io mi auguro, faccio un appello all'Assessore - e vorrei da questo punto di vista un impegno serio da parte sua - affinché faccia il punto della situazione, ci dia una radiografia, ci racconti lo stato dell'amministrazione regionale e dei suoi enti. E vorrei che facesse il punto soprattutto sui diritti negati e sugli interessi legittimi per i quali vi sono tante aspettative; ci dica quali sono le carenze di personale, di formazione e consenta al Consiglio, di legiferare - lo sottolineo - in base alle sue competenze, che sono poi quei principi generali ed astratti che costituiscono l'anima della norma, e l'anima della norma come criterio di giustizia. Non trasferite al Consiglio problemi che sono tipicamente contrattuali, negoziali.
Se quindi noi prendessimo questo impegno e affrontassimo questo problema della pubblica amministrazione, cioè del soddisfacimento degli interessi o dei diritti del personale, alla luce però dell'analisi fatta dalla Giunta, potremmo fare una legge che darebbe senso a questa legislatura, per altro non brillante e non feconda dal punto di vista delle riforme. In questo quadro, con questa radiografia, saremo chiamati anche a chiarire, per esempio, una volta per tutte, quali sono i criteri da applicare.
Dicevo, chiedete al legislatore di legiferare sui principi, non chiedetegli di discutere di problemi contrattuali. Il contratto e i rapporti contrattuali devono vedere impegnati il sindacato, i dipendenti, la Giunta e gli organi che la Giunta delegherà, ma i criteri li dobbiamo esplicitare noi stessi. Io ho sentito più volte parlare di requisiti. Chiariamo una volta per tutte, per esempio, se il requisito per accedere alla dirigenza è solo il possesso del diploma di laurea, o se, come invece io credo, ed è scritto nel testo di legge in esame, costituiscono requisito anche titoli diversi dalla laurea, se corredati da esperienza lavorativa, da merito, da mansioni esercitate in relazione di supplenza e da anzianità di servizio. Se questo è, allora lo si chiarisca e diventi un principio generale per l'amministrazione.
Questo io credo che sia, e lo dico perché in sede di coordinamento, per quanto riguarda l'articolo 3 lettera b) il ruolo unico regionale va considerato relativo non solo all'amministrazione regionale ma anche agli enti, in quanto se un principio vale per l'amministrazione regionale - noi facciamo i legislatori non i faziosi - vale appunto anche per gli enti. Il disposto dell'articolo 3, lettera b) va esteso agli enti, perché sono tutti sottoposti alla stessa disciplina, tanto più che la lettera a) prevede questa estensione agli enti per quanto riguarda la qualifica di dirigente, per cui se vale per una categoria vale per tutte le categorie. Mi auguro che in sede di coordinamento questo problema venga chiarito e risolto.
Da questo punto di vista, signor Presidente, considero il lavoro fatto con molto malessere, con molta fatica e con molta confusione, in quest'Aula, in questi giorni, una tappa provvisoria e necessitata per affrontare qualche problema. Ma ritengo che esso abbia un significato solo se avrà un seguito più rigoroso, più razionale e più illuminato da un rapporto che invito ancora l'Assessore a presentarci. Nel contempo esorto tutti noi a impegnarci nel prosieguo della legislatura per dare ordine, razionalità e serenità all'amministrazione regionale, perché possa diventare davvero uno dei grandi soggetti dello sviluppo della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà .
RASSU (F.I.-Sardegna). Il collega Selis ha tracciato un quadro chiarissimo della situazione, ma ancor prima, con parole meno eloquenti, io avevo accennato a quanto testé lui ha detto.
Credo che questa legge susciti più che altro scontento e in molti di noi anche un po' di amarezza, non foss'altro perché nella sua interezza è incompleta. E' incompleta appunto per le motivazioni addotte dal collega Selis e soprattutto perché sotto certi aspetti non usa lo stesso metro per tutti i dipendenti dell'amministrazione regionale, tanto meno per quelli degli enti.
Io ho ascoltato attentamente ciò che ha detto l'onorevole Selis e mi rivolgo alla Giunta affinché, nel rispetto dell'ordine del giorno, sia al più presto presentata e prospettata a quest'Aula una nuova norma che dia veramente risposte esaustive a tutti coloro - dipendenti dell'amministrazione regionale e dipendenti degli enti - che aspettano da anni di essere equiparati e di avere lo stesso trattamento economico.
Faccio un esempio: uno dei tanti emendamenti che sono stati presentati sia dal centrodestra che dal centrosinistra riguardava l'adeguamento dell'indennità per servizio di istituto corrisposta al personale del Corpo forestale della Regione a quella prevista per gli appartenenti al Corpo forestale dello Stato. Pensate che il Corpo forestale dello Stato manda i suoi allievi in Sardegna per frequentare i corsi antincendio; questi allievi vengono cioè istruiti da dipendenti del nostro Corpo forestale, parte dei quali, tra l'altro, così come i loro colleghi pari grado del Corpo forestale dello Stato, esercita funzioni di polizia giudiziaria. Ebbene su questa materia da due anni è agli atti della Commissione competente un progetto di legge presentato sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Questo adeguamento non avrebbe determinato chissà quale sconvolgimento a livello economico e finanziario, avrebbe solamente reso giustizia al personale del Corpo forestale che - lo leggiamo ogni giorno nei giornali e lo sentiamo alla televisione - svolge il proprio compito con spirito di abnegazione e sacrificio, assumendosi anche molti rischi. Ma non c'è solo questo: gli oltre 140 emendamenti presentati denotano che c'è un'esigenza ormai improcrastinabile di mettere ordine in tutto l'apparato regionale per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti del personale.
Mi auguro quindi che al più presto, entro quei sessanta giorni che l'ordine del giorno prescrive, venga veramente stilato questo rapporto a cui ha accennato il collega Selis, ma venga anche proposta all'Aula una nuova normativa che includa tutte queste esigenze legittime del personale regionale e degli enti, affinché tutti abbiano lo stesso trattamento, perché è evidente che anche con l'approvazione di questa legge si lasciano dei vuoti che devono essere assolutamente colmati al più presto per non perpetuare una sperequazione e un'ingiustizia verso molti, in questo caso per agevolare pochi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Voglio solo riaffermare un concetto su quella che mi sembra diventata ormai una consuetudine in questo Consiglio: prima si presenta una marea di emendamenti, poi si versano lacrime di coccodrillo quando la maggior parte di essi viene respinta. E' un modo di fare veramente curioso, anche perché non ci si pone il vero problema domandandosi che cosa ha impedito a questo Consiglio di fare una legge corrispondente alle esigenze del personale dell'amministrazione regionale, visto che tutti le richiamiamo, quando poi, a maggioranza, direi a maggioranza numerica vasta e trasversale, si contribuisce a fare una legge monca che, per ammissione del centrodestra, ma anche di importanti esponenti del centrosinistra, è inadeguata e non soddisfa le esigenze richiamate.
C'è da domandarsi dove sia finita la funzione delle Commissioni e perché sia venuta meno, per chiarire che all'interno della stessa prima Commissione non vi è stata nessuna volontà di approfondire il problema, né di arrivare a un punto di incontro che potesse soddisfare le legittime aspirazioni dei dipendenti regionali pur restando nell'ambito della legalità a cui nel fare le norme dobbiamo sempre attenerci. Questo non è avvenuto e si è pensato di sanare il tutto rimandandolo a un futuro impegno di questo Consiglio, dell'Assessore e della Giunta, attraverso uno di quegli ordini del giorno che, così come abbiamo detto altre volte, non si rifiuta a nessuno.
Cari colleghi, io penso che noi abbiamo perso veramente l'occasione di discutere e approfondire questa materia. La sede di approfondimento doveva essere questo Consiglio, sono state sollevate diverse eccezioni a cui non è stata data nessuna risposta, si è scelta la strada del non dialogo, rimandando il confronto a chissà quando e in quale sede. Penso che non abbiamo fatto una buona legge; abbiamo semplicemente approvato delle norme che danno risposte parziali soddisfacendo le aspettative di pochi, ma abbiamo perso l'occasione di dare una risposta complessiva, come era nostro dovere fare. Di questo dovremo lodarci parecchio!
Oltre a questo, è chiaro che vi è stata un'ulteriore interlocuzione trasversale, in quanto, così come già denunciato, numerosi articoli dovevano essere sacrificati. Abbiamo poi visto che alcuni articoli sono stati salvati e ancora oggi ci chiediamo perché e in funzione di che cosa sono stati salvati, in funzione di quali accordi, di quale scambio? Penso che queste risposte politiche si sarebbero dovute dare al Consiglio; non ci sono state date, cercheremo di trarle all'interno del nostro Gruppo e di attrezzarci, nel prossimo futuro, per fare un'opposizione più energica ed incisiva, capace di modificare questo stato di cose.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4 septies. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 2, primo firmatario Rassu, è uguale all'emendamento numero 125, primo firmatario Cassano.
CASSANO (Riformatori Sardi-U.D.R.). Sono ritirati.
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 3 e 124.
RASSU (F.I.-Sardegna). Sono ritirati.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 5.
LIORI (A.N.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 13, che è uguale agli emendamenti 44 e 126.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sono ritirati.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 14.
RASSU (F.I.-Sardegna). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 16.
RASSU (F.I.-Sardegna). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 17.
RASSU (F.I.-Sardegna). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 36.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 42.
RASSU (F.I.-Sardegna). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 43.
RASSU (F.I.-Sardegna). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 46.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 49. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Ricordo che su tutti gli emendamenti il relatore della Commissione e la Giunta hanno espresso parere contrario.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 80.
DIANA (A.N.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 84 che è uguale al 102.
DIANA (A.N.). Sono ritirati.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 91, che è uguale al 96.
DIANA (A.N.). Sono ritirati.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 105.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 110.
LIORI (A.N.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 113.
LIORI (A.N.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 122.
CASSANO (Riformatori Sardi-U.D.R.). E' ritirato.
PRESIDENTE. In base all'articolo 89 del Regolamento, l'onorevole Selis ha sollevato un problema di coordinamento relativo all'articolo 3, che è stato votato stamattina. Il collega Selis ravvisa che la lettera b) vada equiparata a quanto riportato nella lettera a), laddove oltre alle parole "dipendenti del ruolo unico dell'amministrazione" sono state inserite le parole "e degli enti".
spissu (d.s.). Signor presidente, le dispiace ripetere, siamo un po' distratti.
PRESIDENTE. Anch'io probabilmente non ho illustrato con sufficiente chiarezza il problema. Il collega Selis ha chiesto, in base all'articolo 89 del Regolamento, che in sede coordinamento finale alla lettera b) dell'articolo 3, che abbiamo già approvato, dopo le parole "dipendenti del ruolo unico regionale", sia aggiunto quanto previsto nella lettera a), cioè le parole "e degli enti". Su questo punto debbo sentire il parere del relatore e della Giunta.
SATTA (F.I.-Sardegna), relatore. Per cortesia, può ripetere il quesito perché c'è molta confusione? Grazie.
PRESIDENTE. Sì, lo ripeto: l'articolo 3 che abbiamo approvato stamattina è diviso in diverse lettere. La lettera a) recita: "Nel comma 2, dopo le parole 'dipendenti del ruolo unico dell'amministrazione', sono inserite le parole 'e degli enti'". Quindi, in sostanza, con l'approvazione di stamattina, quando si parla di ruolo unico si intende il ruolo unico dell'amministrazione e degli enti. L'onorevole Selis chiede che in sede di coordinamento questa previsione della lettera a) venga estesa anche alla lettera b), e cioè dove è riportato "i dipendenti del ruolo unico regionale" è da intendersi che si tratta del "ruolo unico dell'amministrazione regionale e degli enti".
I colleghi che stanno chiedendo di intervenire avranno la parola dopo che il relatore e la Giunta avranno espresso il parere.
Ha facoltà di parlare il consigliere Satta, relatore.
SATTA (F.I.-Sardegna), relatore. Ritengo che la richiesta possa essere accolta.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Io non posso che attenermi a quanto detto dal relatore. L'unica differenza, onorevole Selis, è che mentre per l'amministrazione regionale è stato facile individuare quante persone, in qualche modo, beneficeranno del disposto di questa norma, per quanto riguarda gli enti è assolutamente impossibile riuscire a fare questa quantificazione. Quindi non solo apriamo un varco di cui non conosciamo l'esito finale, ma la famosa percentuale del 90, che avevamo in qualche modo concordato, viene a cadere, quindi a cascata potrebbero esserci diverse complicazioni.
PRESIDENTE. Mi pare di comprendere, quindi, che la Giunta non accoglie la proposta.
FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. No, la Giunta non l'accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, intervengo per esprimere la mia opinione su questa correzione di tipo tecnico che a noi non sembra tale e che aggiungerebbe confusione a una legge che non mancherà di destare preoccupazioni e discussioni.
Il comma b) dell'articolo 3 è stato approvato con l'argomentazione, prodotta dall'Assessore e dai funzionari, che si trattava di pochissimi casi di dipendenti alla soglia della pensione o già in pensione, la cui posizione contributiva andava regolarizzata con l'attribuzione della qualifica di dirigente. Quindi casi limitatissimi e circoscritti, per non dire persino nominativi, così ci aveva detto l'Assessore. Se adesso noi aggiungiamo tutti gli enti, estendendo, con un criterio di finta perequazione, anche ai dipendenti degli enti l'attribuzione della qualifica di dirigente, senza che vi sia il possesso del requisito previsto, cioè del titolo di studio, quindi utilizzando soltanto il criterio dell'anzianità, si aprirebbe un varco a una quantità di persone che non è assolutamente quantificata né quantificabile in sede di definizione legislativa.
Quindi io non ho difficoltà ad accedere al criterio generale enunciato dall'onorevole Selis, però, poiché non conosco l'entità dell'operazione che stiamo facendo e temo, così come dice l'Assessore, che questa aprirebbe questioni gigantesche, sono del parere che questo aggiustamento di tipo tecnico così come è stato proposto non possa essere accolto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io davvero non capisco, e chiedo ai colleghi che capiscono meglio e di più di spiegare come si possa ritenere una questione di coordinamento tecnico una norma aggiuntiva che si vuole appiccicare alla lettera di un articolo che è stato approvato stamani.
Che cosa dice la lettera a) dell'articolo 3, per altro soggetta a obiezioni in Aula? Dice che si estende anche agli enti regionali l'istituto previsto dal comma 2 dell'articolo 77 della legge 31/98, per cui la qualifica di dirigente è attribuita anche ai dipendenti degli enti che hanno una certa anzianità di servizio, una certa posizione e il titolo di studio richiesto, cioè la laurea. Prima questo istituto era previsto solo per i dipendenti dell'amministrazione regionale, ora lo si vuole estendere anche agli enti.
La lettera b) prevede un'altra cosa, prevede cioè che hanno comunque titolo all'attribuzione di tale qualifica i dipendenti dell'amministrazione regionale - ed è stato fatto un lungo excursus, contorto quanto si vuole, incomprensibile quanto ci pare, ma tuttavia è stato fatto - che hanno determinati requisiti, ma non hanno il titolo, cioè non hanno la laurea. Chiaro? Stiamo parlando di dirigenti senza laurea, però si è precisato che di questi casi ne esistono pochi in Regione, per cui questa condizione di disparità può essere sanata, non sarebbe neanche un'ingiustizia, ma appunto una condizione di possibile disparità rispetto ad altri casi diversamente trattati nel passato o provenienti dal passato.
Se noi estendiamo l'"esentitolo" anche agli enti non stiamo facendo un'operazione di coordinamento, stiamo facendo un'altra norma. Mi dispiace sommamente che a proporre questo sia un consigliere del centrosinistra, e in particolare il collega Selis, che di amministrazione se ne intende e non può fare confusione. Essendo stato anche Presidente del Consiglio, oltre che Direttore della programmazione, sa che differenza c'è tra coordinamento e norma nuova. Questa è un'estensione di una norma; siccome sub specie del coordinamento già stamattina si sono approvati più misfatti che fatti, non aggiungiamone un altro! L'estensione dell'istituto della lettera b) alla lettera a) non è un coordinamento, è un'altra cosa, significa creare una nuova norma.
Colgo l'occasione per esporre un altro argomento, che avrei chiesto di esporre prima di passare al voto conclusivo della legge. Questa legge non ha copertura finanziaria, siamo sicuri che non debba averla?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le chiedo scusa, vorrei che adesso si attenesse all'aspetto che stiamo dibattendo, le darò la parola in un altro momento per proporre altre questioni. C'è solo un problema: noi stiamo discutendo in base all'articolo 89 del Regolamento sul coordinamento finale e il Consiglio si deve pronunciare sulla proposta dell'onorevole Selis. Le chiedo la cortesia di limitarsi a quello di cui stava parlando prima, che riguarda proprio il coordinamento. L'aspetto finanziario lo vediamo dopo.
COGODI (R.C.). Dicevo che non si tratta di coordinamento, ma dell'estensione di una norma. Aggiungo - poi porremo la questione formalmente - che anche questa eventuale estensione (se fosse possibile, ma non lo è, perché la norma è oltre ed è altra) sarebbe comunque onerosa. E siccome l'onerosità riguarda anche altri punti di questa legge, questa estensione in ogni caso aggraverebbe il problema della copertura finanziaria degli istituti non contrattuali di questa legge. Ma di questo parleremo subito dopo.
PRESIDENTE. Mi sembra di poter riassumere, anche in relazione all'osservazione fatta dall'onorevole Cogodi e sentito il breve dibattito che c'è stato, che vi sia da precisare, per quanto attiene alla lettera b) dell'articolo 3, una definizione che così com'è può risultare ambigua: cioè laddove è scritto "i dipendenti del ruolo unico regionale" è da precisare, in sede di coordinamento, perché questa mi pare che sia la volontà dell'Aula, che si tratta dei "dipendenti del ruolo unico dell'amministrazione regionale", intendendo così chiaramente che gli enti sono esclusi. Questo è quanto io ho sentito nel dibattito precedente.
SELIS (Popolari-P.S.). L'Aula si è pronunciata?
PRESIDENTE. Lasciamo che l'Aula si pronunci, mi pare che anche la Giunta abbia espresso un orientamento in questo senso. A questo punto procediamo alla votazione della proposta avanzata dall'onorevole Selis.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). L'Aula si pronuncerà e ognuno voterà - nessuno di noi solleva problemi di questa natura - secondo la propria coscienza. Noi accetteremo, ovviamente, la decisione dell'Aula, anche alla luce delle considerazioni che sono state espresse. Il relatore ha accolto la proposta, la Giunta aveva delle perplessità non sul merito, ma sulla difficoltà di quantificazione.
Vorrei semplicemente dire due cose, la prima è questa: noi siamo chiamati a fare leggi secondo un principio di giustizia, per cui se si applica una norma all'amministrazione regionale non si capisce perché non si debba applicare la stessa norma agli enti strumentali della Regione; inoltre, se la si applica al personale direttivo degli enti non si capisce perché non la si debba applicare anche al personale esecutivo. Se si dice: "Non sappiamo quanti dipendenti beneficeranno di questa norma" mi sembra un argomento almeno discutibile, ma se il principio è giusto va applicato secondo giustizia.
La seconda considerazione - la faccio non al fine di dirimere adesso la questione, ma perché sia segnata nell'agenda dell'attività del legislatore - riguarda i requisiti: se il requisito richiesto per l'attribuzione della qualifica di dirigente è solamente la laurea abbiate il coraggio, abbiamo tutti il coraggio di dire che è solo la laurea, per tutti però, sia per i dipendenti dell'amministrazione regionale sia per quelli degli enti. Non possiamo dire che per i dipendenti degli enti il requisito richiesto è solo la laurea, mentre per quelli dell'amministrazione regionale è la laurea o altro. Se i requisiti di mobilità sono, oltre alla laurea, il diploma di scuola media superiore, l'anzianità di servizio, l'aver svolto determinate mansioni, la buona condotta o quant'altro diciamolo. Io ho avanzato la mia proposta perché sia data un'interpretazione autentica, che rimarrà agli atti, chiarendo quali sono i principi che dobbiamo seguire.
Da questo punto di vista a me sembrava e continuo a ritenere che noi avessimo adottato un principio di parificazione tra il personale dirigente degli enti e quello dell'amministrazione regionale, e allora vi chiedo: perché il personale esecutivo degli enti non va parificato a quello dell'amministrazione regionale? E perché se il personale dell'amministrazione regionale può avere mobilità secondo certi criteri, gli stessi criteri non valgono anche per il personale degli enti? Noi facciamo leggi e approviamo principi; la determinazione dei costi e la verifica della quantità sono criteri giusti di valutazione, ma non possono essere gli unici.
Detto questo, ribadisco la mia interpretazione. Con molta serenità l'Aula deciderà e sicuramente, qualunque cosa decida, questo è uno dei problemi che rimarranno sul tappeto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Per quanto riguarda il problema testé sollevato dal collega Selis possiamo essere d'accordo sulla necessità di estendere la norma anche agli enti, però si pone una questione, attinente proprio al rispetto delle regole anche sotto il profilo della forma. Io voglio richiamare l'emendamento numero 33, tra i cui firmatari risulta anche il consigliere Selis, che prevedeva che nella lettera b) dell'articolo 3, dopo le parole "unico regionale" fossero inserite le parole "e degli enti". Questo aspetto aveva già costituito oggetto di un emendamento, appunto l'emendamento numero 33 che poi è stato ritirato.
Allora, il problema che ora si intende far rientrare non è solo un problema tecnico, è anche un problema di sostanza, direi però che occorre rispettare quella che è stata la volontà dell'Aula. Possiamo convenire sulla questione posta, che personalmente mi trova perfettamente d'accordo, però, ripeto, si tratta anche di salvaguardare la volontà dell'Aula, che su quel punto si è già espressa e addirittura c'è stata la volontà esplicita da parte dei proponenti di ritirare un emendamento che mirava a raggiungere quel risultato.
SELIS (Popolari-P.S.). Era superfluo.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). No, l'emendamento non era superfluo, anche per le implicazioni di carattere finanziario che la questione sicuramente avrebbe posto.
Ecco perché ritengo che la questione debba essere superata da una corretta interpretazione di questi fatti da parte del Presidente, alla luce anche di questo richiamo che mi sono permesso di fare su un emendamento specifico presentato proprio dall'onorevole Selis.
PRESIDENTE. Metto in votazione la proposta del consigliere Selis. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvata)
E' stato presentato un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO CORONA - SPISSU - MURGIA - VARGIU - FADDA - CAPELLI - ONIDA - DORE - SANNA Giacomo - COGODI - BALIA sui provvedimenti legislativi in materia di personale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione dell'esame del disegno di legge n. 310/A recante "Norme varie in materia di personale";
CONSIDERATO che sono stati presentati al citato disegno di legge un rilevante numero di emendamenti i quali hanno posto all'attenzione dell'Assemblea problematiche significative per la riorganizzazione del personale regionale;
RILEVATA la necessità di considerare tali problematiche in relazione ad un apposito disegno di legge e consentire nel frattempo la prosecuzione dell'esame dell'ordine del giorno consiliare,
impegna la Giunta regionale
a presentare, entro sessanta giorni, al Consiglio regionale un disegno di legge organico in materia di personale regionale. (1)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Satta, relatore.
SATTA (F.I.-Sardegna). Esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.F.). Intervengo per porre una questione pregiudiziale al voto finale.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'ordine del giorno, prima della votazione finale della legge.
Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla votazione finale del disegno di legge numero 310/A. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). In realtà, Presidente, io avevo già annunciato prima e ho confermato poco fa, nel chiedere la parola, di voler porre all'attenzione sua, principalmente, e di tutto il Consiglio una questione che reputo sia pregiudiziale al voto conclusivo sulla legge e quindi anche alle dichiarazioni di voto sulla legge nel suo complesso.
La questione pregiudiziale attiene alla copertura finanziaria dei diversi istituti di questa legge. A noi pare che il meccanismo automatico di copertura finanziaria , di cui all'articolo 4 di questo testo di legge, valga per tutti gli istituti che derivano dal contratto, che sono cioè contenuti nel contratto, in via ordinaria e anche in via derogatoria, anche laddove nell'apposito fondo indistinto e complessivo per la contrattazione collettiva non ci fosse capienza. In tal caso, trattandosi di spesa obbligatoria si aumenterebbero le risorse del fondo nei modi dovuti. Tale meccanismo non vale e non può valere, invece, per le norme e per gli istituti che comportano oneri e che sono al di fuori della previsione contrattuale.
Ora io non so esattamente quali di queste norme comportino necessariamente oneri; per alcune norme può permanere il dubbio, per altre dubbio non ce n'è, sarà molto, sarà poco, ma un onere lo comportano. Io non so se l'equiparazione degli IACP agli altri enti strumentali della Regione comporti oneri; si dirà di no, tanto dire di no non costa molto, è inutile approfondire. Anche quando si regionalizzò l'ETFAS (oggi ERSAT) fu scritto in legge - ed è ancora scritto in legge - che quell'operazione avveniva senza oneri per la Regione. Basta andare a vedere cosa è successo in questi venticinque o trent'anni per sapere se la regionalizzazione dell'ETFAS sia avvenuta davvero senza oneri aggiuntivi per la Regione, ma è un altro discorso. Di sicuro rimane il punto interrogativo per quanto riguarda gli IACP, gli altri istituti invece comportano oneri. Riconoscere la progressione di carriera ad uno o a tre addetti di segreteria (poi risulteranno trentatré) che diventerebbero, credo, primi dirigenti, non effettivi ma supplenti, comporta oneri. Questo non c'è nel contratto, non c'entra nulla. Nessun articolo del contratto prevede di equiparare i segretari supplenti a quelli effettivi. Costerà una lira o costerà un miliardo, questa equiparazione costa comunque qualcosa, per cui non può non esserci la copertura finanziaria. Così come tutta una serie di altri istituti, che sono contenuti in questa legge, come la progressione nelle posizioni funzionali e funzionariali, non dico solo direttive, e la stabilizzazione dei precari che, così come prevede la norma approvata dal Consiglio, prima consisteva nella proroga di un anno, adesso la proroga a tempo indeterminato. Voi della maggioranza non avete approvato la proposta della posizione soprannumeraria, però questa è una condizione sicuramente onerosa per l'amministrazione. Cioè ci sono diversi istituti e norme, in questa legge, che comportano oneri la cui copertura non è a valere sul fondo indistinto per la contrattazione, perché sono istituti che esulano dal contratto, tant'è che sono previsti in legge. Altrimenti un articolo di legge avrebbe puramente e semplicemente recepito il contratto o quei punti del contratto e sarebbe stato tutto più semplice.
Quindi io pongo una questione a lei, Presidente, e agli Uffici, perché si sospenda, se c'è da sospendere, e la Giunta, avendo fatto una quantificazione, proponga la norma finanziaria a copertura degli istituti che sono in legge, prima di procedere alla valutazione conclusiva della legge e quindi alla votazione finale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Intervengo rapidamente per dichiarare un voto di astensione. Io riprenderò la questione un attimo, appoggio anche quella richiesta, però poi sta alla Presidenza sciogliere il nodo, dichiaro comunque il voto.
Il mio voto è di astensione, ma un'astensione che ha una connotazione assai negativa, per tre ragioni: la prima è che questa legge elude in materia di personale la questione principale, non una delle questioni, ma la questione principale, cioè elude la questione della riorganizzazione della Regione a partire dal personale; poi ci sono i capitoli che riguardano le risorse e i poteri in virtù dell'istituzione delle nuove province. Siamo su un altro pianeta! Il Consiglio una settimana decide una cosa, la settimana dopo affronta la materia del personale, prescindendo da quello che ha deciso la settimana prima. E' stupefacente! E' un modo di affrontare le questioni che non sta né in cielo né in terra; è come fare una casa e dimenticarsi metà dei muri. Che legge stiamo facendo?
Secondo punto: salvo qualche circoscritta misura apprezzabile, penso per esempio alla questione dei precari, questa legge è un mosaico di esigenze particolari e particolaristiche - tranne qualcosa, adesso non sto a fare un elenco, nemmeno sobrio - con norme che talvolta sono quasi ad personam, se non proprio ad personam. Queste due ragioni, secondo me, bastano e avanzano perfino per un voto contrario; adesso, prudentemente, non essendoci stata la possibilità di una riflessione più ampia, dichiaro un voto di astensione, ma se maturasse un orientamento più radicale non mi tirerei certo indietro.
Terzo punto, la copertura finanziaria: insomma, i dubbi e gli interrogativi che sono stati posti non sono fuori luogo; possono essere ragionati, però non sono fuori luogo. Sicuramente ci sono oneri aggiuntivi, una parte andrà a gravare sull'adeguamento degli oneri per la contrattazione che sono contenuti mi sembra nell'articolo 4, potrei sbagliare, però è fondato il dubbio che esistano degli istituti che entrano in operatività immediatamente e che vanno a gravare sulle spese correnti del bilancio. Comunque io credo che il dubbio andrebbe affrontato e sciolto senza superficialità.
Per questi tre motivi, ma fondamentalmente per la prima questione, cioè che avendo fatto la scelta di pensare il potere pubblico in Sardegna sostanzialmente a partire da una forte trama del potere intermedio, e dunque questo dovrebbe portarci a ripensare l'insieme, nel momento in cui facciamo questo parliamo del personale e diciamo: "La questione province? Chi se ne frega". Non è un modo serio di procedere. Quindi io mi asterrò e si asterranno anche i colleghi che in questi giorni hanno assunto insieme a me una posizione politica comune.
PRESIDENTE. E' stata sollevata una pregiudiziale da parte dell'onorevole Cogodi in relazione alla copertura finanziaria. In effetti non vi sono state innovazioni rispetto al testo licenziato dalla Commissione, che recava anche il parere della Commissione terza, se non per quanto riguarda gli IACP, ma in questo caso saranno questi stessi enti a farsi carico del pagamento degli oneri aggiuntivi. In tutti i casi gli IACP erano già compresi nel testo licenziato dalla Commissione, quindi in sostanza non dovrebbero esserci oneri aggiuntivi.
Per quanto attiene poi ai precari, nel testo, così come licenziato dalla Commissione, c'è la previsione specifica del comma 5 dell'articolo 2 che fissa la copertura finanziaria. Voglio ricordare che i precari non sono collocati in soprannumero, ma sono compresi nella pianta organica dell'amministrazione regionale, per cui per l'anno in corso la copertura c'è, ma sicuramente di volta in volta andrà individuata la copertura per gli anni successivi.
In tutti i casi, proprio perché è stata sollevata questa eccezione, io chiedo all'onorevole Balletto, Presidente della terza Commissione, il parere sulla pregiudiziale sollevata dal collega Cogodi in merito alle ipotesi di maggiori oneri. Lo stesso parere, naturalmente, lo chiedo anche alla Giunta. Comunque a questa Presidenza non pare di ravvisare variazioni in aumento rispetto alle previsioni del testo licenziato dalla Commissione.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Credo che la pregiudiziale non abbia fondamento, perché le coperture finanziarie sono sempre nell'ordine delle previsioni, perché poi nel momento specifico si possono verificare scostamenti in aumento o in diminuzione, e sotto questo aspetto interviene anche la normativa della legge di contabilità, che prevede la manovra di assestamento laddove vi siano scostamenti rispetto alle previsioni in relazione agli effettivi utilizzi. Per questo motivo mi sembra che la pregiudiziale non sia fondata.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quanto detto da lei, signor Presidente, e a quanto sostenuto dal Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, a titolo personale preannunzio il mio voto contrario. Faccio questo per coerenza con quanto ho avuto occasione di dire sia ieri che oggi. Ritengo che questa sia una pessima legge, una legge che tra l'altro potrebbe dare luogo a conseguenze negative, nel senso che non è da escludere, è anzi probabile che scatenerà un'ulteriore serie di ricorsi, quindi contenziosi, quindi problemi, quindi danni e anche discredito per l'amministrazione regionale, e via dicendo.
I motivi sono molteplici, ma se ne possono riassumere sostanzialmente tre: primo, perché ritengo illegittimo sotto diversi profili l'articolo 1 bis, in quanto, come si è detto ieri ripetutamente, è in contrasto con l'articolo 1, o meglio, perché una volta bocciato il secondo comma dell'articolo 1, l'articolo 1 bis doveva ritenersi a sua volta bocciato o improponibile o impraticabile; secondo, perché questi articoli, 1 e 1 bis, sono stati presentati per aggirare un'ordinanza del TAR Sardegna, cioè dell'organo giurisdizionale competente in materia, con delle controversie tuttora in atto. E cercare di aggirare delle controversie tuttora in atto modificando le leggi è un pessimo sistema, è un sistema scellerato illegittimo e arbitrario, che getta discredito su tutto il Consiglio. Non si procede in questo modo, del resto, per rendersene conto basta leggere la relazione che accompagna il disegno di legge, che credo sia un capolavoro di quello che non dovrebbe fare un'Assemblea legislativa che si rispetti. Terzo, perché sempre l'articolo 1 bis, è in contrasto con il principio previsto dall'articolo 97 della Costituzione, che tutela il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione, ripetutamente affermato e poi ribadito anche di recente dalla Corte Costituzionale, che vale non solo per l'ingresso nel ruolo dell'amministrazione, ma anche per i passaggi di qualifica.
L'articolo 3 è a sua volta illegittimo, perché laddove, alla lettera a), si parla di enti, mi pare che, per espresso riconoscimento dell'Assessore, il beneficio che ne consegue riguardi tre persone. Questa è la classica legge fotografia, non so chi siano le persone, non mi interessa saperlo, ma così non si può legiferare! Inoltre, per quanto riguarda la lettera b), è stato gabellato come misura di coordinamento, e qui la responsabilità del Presidente…
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, se avete necessità di fare una piccola riunione chiedete una sospensione. In questo momento siamo in fase di dichiarazioni di voto, consentiamo ai colleghi che hanno chiesto di intervenire di svolgere i loro interventi con un minimo di attenzione. Grazie!
DORE (I DEMOCRATICI). Dicevo che è stato gabellato come misura di coordinamento un emendamento presentato tardivamente e quindi inammissibile. Come tale, si è detto così, mentre in sostanza si è parlato di volontà di rispettare il dettato della Corte Costituzionale, in realtà, come già è stato detto, si trattava sostanzialmente di una foglia di fico.
Infine, la lettera d) dell'articolo 3 è in contrasto con i principi della Costituzione di cui si è parlato un attimo fa. Conseguentemente, siccome gli articoli 1 e 1 bis sono fondamentali nell'economia della legge, credo che sia una questione di coerenza da parte di chi era ad essi contrario esprimere un voto contrario all'intera legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi esprimiamo un voto conclusivo di astensione su questa legge, come manifestazione di buona volontà e anche come espressione di augurio, per una visione tutto sommato positiva e ottimistica che abbiamo della Regione e della vita della Regione, pur se tutto quello che è accaduto e sta accadendo in quest'Aula ancora adesso non depone in favore dell'ottimismo, ma davvero depone contro ogni inclinazione positiva ed ottimistica.
La legge è stata parzialmente migliorata, anche con il nostro contributo; noi riteniamo che le parti buone del contratto siano tutte salve, riteniamo nel contempo che almeno sia stato salvato quel diritto fondamentale dei cittadini di poter avere un'amministrazione regionale che funzioni, che sia efficiente, alla quale un cittadino sardo possa, se ha titolo e merito, dare anche un contributo diretto, come impiegato e dirigente, avendo partecipato a una selezione pubblica. E' in buona percentuale insufficiente, però questo principio è stato salvaguardato.
La legge è stata migliorata, quindi, anche per l'iniziativa e le proposte nostre, ma in modo insufficiente e quindi esprimiamo questo voto di astensione che è di gran lunga più di quello che è il nostro giudizio, che è comunque critico, negativo per molti versi, rispetto agli istituti normativi che la legge contiene.
Inoltre aggiungo due elementi di valutazione: primo, questo disegno di legge non ha copertura finanziaria. Presidente, lei può chiedere un parere al Presidente della Commissione finanze, può assumere la certificazione degli atti dalla quale, ovviamente, risulta che questo disegno di legge è stato inviato alla Commissione finanze per il prescritto parere, però tutto questo non sana, non cambia la realtà. In questo testo ci sono delle norme la cui applicazione comporta oneri che sono aggiuntivi rispetto al fondo per la contrattazione e anche rispetto alle previsioni e agli stanziamenti del bilancio della Regione. I segretari non effettivi che otterranno la progressione di carriera saranno o no pagati? Dove sono le risorse finanziarie per pagarli? Nel fondo per la contrattazione non ci sono. Questa legge deve avere la copertura finanziaria per quell'istituto, ma di più per i precari. Gli LSU, ossia i lavoratori socialmente utili, in base alla norma approvata - ed approvata anche con il nostro voto favorevole, perché vogliamo che le cose buone funzionino - andranno ad occupare quella casella che si rende libera per via del fatto che un altro dipendente della Regione va in mobilità verticale. Ammesso che nel fondo per la contrattazione sia compreso il di più che quel dipendente deve percepire andando in mobilità verticale, di sicuro non è compreso il costo di colui che occupa la casella lasciata libera, perché viene dall'esterno e il costo di un LSU in quanto tale è diverso e molto minore di quello del lavoratore socialmente utile che entra nel ruolo unico regionale. Questa copertura non c'è. Si dirà che si troveranno poi delle soluzioni, tanto la Regione prima o poi pagherà. Questo è un altro discorso, però la copertura non c'è e, siccome ne stiamo vedendo di tutti i colori (passano per coordinamento quelle che sono nuove proposte normative, si approvano norme, che erano state poco prima bocciate, riscritte diversamente), si può anche dire che la copertura c'è, anche quando non c'è.
Da ultimo faccio riferimento alle illegittimità evidenti di cui abbiamo detto nel corso del dibattito. C'è chi non crede a queste cose, se qualcuno dei consiglieri - io auspico tutti - andrà a leggere le note di agenzia di oggi troverà che l'ultima legge finanziaria della Regione è stata eccepita nanti la Corte Costituzionale, cioè impugnata, in due istituti importanti: la norma sui controlli e la norma dell'equiparazione degli intermediari finanziari agli istituti di credito. Su questi due punti noi di Rifondazione avevamo presentato degli emendamenti che l'Aula ha ritenuto non fondati e ha quindi bocciato. Il vostro Governo oggi rimanda alla Corte Costituzionale punti importanti della finanziaria regionale, perché avevamo ragione noi e avevate torto voi.
Altri punti di illegittimità sono evidenti e se questo è il modo di fare le leggi ognuno ne tragga le conseguenze che vuole. La nostra astensione è già un voto eccessivamente benevolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, parlo naturalmente a titolo personale e dichiaro che secondo quello che sento il mio voto dovrebbe essere contrario, ma per rispetto della maggioranza mi asterrò.
Mi sia consentito, però, di fare alcune considerazioni. Questo Consiglio regionale ancora una volta ha perso l'opportunità di risolvere una questione, che si è ripresentata a distanza di quattro anni, cioè da quando fu approvata la legge 31. Il problema del personale regionale, di cui oggi abbiamo discusso, è noto a tutti ed è un problema serio e pieno di problematiche. Noi abbiamo perso quella opportunità proprio perché non abbiamo esaminato tutte queste problematiche. Io ho condiviso le dichiarazioni fatte da Gian Mario Selis, ieri, quando diceva, pacatamente, che forse sarebbe stato più opportuno riportare questo argomento in Commissione, approfondire il testo di legge e cercare di dare risposta a tutti i problemi che sono stati sollevati. Ne cito uno per tutti: il collega Cogodi afferma che abbiamo fatto un passo avanti stabilizzando i rapporti di lavoro precari, però probabilmente ci siamo dimenticati di fare altrettanto nei confronti di chi già lavora nell'amministrazione regionale e di cui non ci siamo neanche questa volta preoccupati. Mi riferisco ai dipendenti di alcuni enti strumentali della Regione.
Oggi abbiamo deliberato di inserire, all'articolo 69 della legge 31, tra i tanti enti anche gli IACP. Ci siamo dimenticati però che ci sono enti dove si applicano due differenti contratti, mi riferisco ai Consorzi interprovinciali per la frutticoltura. Si tratta di un problema annoso e noto: in questi enti, considerati pubblici a seguito di sentenze, su cui la Regione esercita il controllo e nomina i propri rappresentanti nel consiglio di amministrazione, a una parte del personale si applica il contratto dei regionali, e quindi le si consente di usufruire delle prerogative dei dipendenti regionali, a un'altra parte si applica il contratto - fantomatico contratto, a mio avviso - dei consorzi delle cooperative agricole.
Ora io stesso mi domando: come mai non si sono voluti affrontare questi problemi né in Commissione né in Aula? Però, stranamente, a distanza di quattro anni dall'approvazione della legge 31 (avvenuta all'unanimità, mi consta), che non prevedeva gli IACP tra gli enti soggetti alla sua applicazione, gli stessi consiglieri regionali che avevano escluso questi enti allora, oggi li hanno inseriti nell'elenco di cui all'articolo 69 della stessa legge.
Non mi dilungo, perché cose da dire ce ne sarebbero parecchie; prendo atto dell'ordine del giorno, Assessore, e del fatto che entro sessanta giorni lei dovrà presentare in Consiglio regionale un disegno di legge organico su questa materia. Le preannuncio che allo scadere del sessantesimo giorno chiederò notizie su cosa si è fatto nel merito, perché tanti, troppi sono i problemi che abbiamo lasciato sul tappeto. Per cui, nel ripetere che il mio voto sarà di astensione, la prego di attivarsi perché questo disegno di legge venga predisposto e portato in Commissione nel più breve tempo possibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole del mio Gruppo, salvo una posizione, che è quella dell'onorevole Rassu, di astensione, ma che vuol essere un contributo personale per la parte che ha svolto nella discussione di questa legge. Mi riferisco agli emendamenti da lui presentati che purtroppo non hanno potuto trovare ingresso nel contesto di questo disegno di legge.
Però noi diciamo che questo disegno di legge è un passo avanti, soprattutto perché sancisce un accordo che era stato raggiunto attraverso l'ordine del giorno votato dal Consiglio all'unanimità. Per quanto riguarda tutte le problematiche che sono state poste dai numerosi emendamenti, sia della maggioranza che della opposizione, vi è la necessità di approntare un apposito disegno di legge - ci auguriamo di iniziativa dell'Assessore degli affari generali - che tenga conto di tutto ciò che non è stato possibile contenere nel provvedimento che ci accingiamo ad approvare.
Ci pare questo un buon risultato, lo voglio dire apertamente, riconoscendo il ruolo del Presidente della prima Commissione, che ha consentito di esitare in tempi rapidissimi il disegno di legge, il contributo che è venuto da tutti i componenti della Commissione, dallo stesso relatore, l'onorevole Enzo Satta, e il contributo che è scaturito anche dagli incontri che l'Assessore del personale ha avuto con le categorie interessate.
Sono queste le ragioni che ci portano a confermare il voto finale a favore del disegno di legge numero 310/A.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Con la votazione di questo disegno di legge, sul quale noi esprimeremo un voto di astensione, onoriamo l'impegno che avevamo assunto in sede di legge finanziaria, cioè quello di affrontare alcune questioni preliminari e urgenti, come venivano dichiarate dalla Giunta e in particolare dall'Assessore degli affari generali.
Via via che la Commissione è andata avanti nel suo lavoro abbiamo scoperto come, insieme alle questioni urgenti, i commissari e i Gruppi siano stati sottoposti a un vero e proprio assalto sulla base di diritti soggettivi veri o presunti e di diritti collettivi che hanno rischiato di far tornare indietro tutta la materia normata con la legge numero 31 del '98.
Noi avevamo dichiarato la nostra disponibilità a risolvere con apposito provvedimento alcune questioni che anche noi ritenevamo urgenti, e cioè la copertura finanziaria degli oneri contrattuali, la risoluzione dei problemi dei precari e dei lavoratori socialmente utili, una determinazione in ordine ai concorsi interni. Non siamo completamente soddisfatti del modo in cui si sono svolti i lavori, perché la discussione è avvenuta al di fuori di qualunque quadro di riferimento organizzativo della Regione e degli enti. E' per questo che abbiamo lavorato in questi giorni, per eliminare cioè tutte quelle norme che avrebbero rischiato di riportare indietro la discussione, ed è ancora per questo che abbiamo votato a favore di un ordine del giorno che impegna il Consiglio a riesaminare in modo organico questa materia, provando a definire le questioni organizzative e quelle del personale all'interno di un quadro di riferimento e di riorganizzazione dell'intero sistema regionale: Regione, rapporto con le province, rapporto con i comuni, enti strumentali che devono essere al servizio della Regione stessa.
Quindi noi ci asteniamo con un'insoddisfazione di fondo per la quantità di questioni che è stata sollevata e anche per la strumentalizzazione con la quale alcune questioni sono state affrontate. Molte partite restano aperte, molte insoddisfazioni restano all'interno del sistema organizzativo della Regione, molte insoddisfazioni restano anche tra i lavoratori e tra le organizzazioni che li rappresentano, sebbene non sempre portatrici di interessi risolutivi di problemi organizzativi e di interessi generali del sistema regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, annuncio il voto certamente favorevole del Gruppo di Alleanza Nazionale, un voto che scaturisce intanto dal rispetto che noi abbiamo dell'ordine del giorno che a suo tempo è stato approvato dal Consiglio. Certamente in quel momento non si poteva immaginare che nell'esaminare problemi importarti, che poi sostanzialmente erano quattro, il Consiglio sarebbe stato sottoposto a uno stillicidio, come qualcuno l'ha definito,, con una serie di pressanti e continue sollecitazioni da parte dei dipendenti regionali. Credo che questo sia servito comunque ad arricchire questo Consiglio, certamente ad arricchire me stesso in ordine a una serie di problematiche che probabilmente alcuni di noi non conoscevano.
Nel rispettare l'ordine del giorno che oggi è stato approvato, credo che sia possibile mettere mano in maniera organica alla legge 31 del 1998 e a tutte le leggi di riferimento, in modo che nel prossimo futuro questo Consiglio possa definitivamente esitare una legge che dia garanzia a tutto il comparto regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, noi esprimiamo un voto di astensione su questo provvedimento, accompagnandolo alla contestazione sulle procedure seguite. In materia di personale si affrontano tutte le argomentazioni che si vogliono seguire, mettendo a capo del nostro lavoro il principio del rispetto dei diritti e dei doveri, di cui in questa sessione non si è mai parlato e che riguardano l'efficienza e l'efficacia della macchina amministrativa, e i principi di giustizia ed equità.
La nostra astensione ha come base la contestazione di queste procedure, ma soprattutto contestiamo le modalità con la quale si è eliminata la sede naturale della concertazione, cioè il luogo privilegiato delle tutele e della democrazia sindacale, che costituisce in questo momento un precedente pericoloso per il futuro della Regione. E' del tutto evidente che in questo clima noi non potevamo avere né anelito riformatore né tanto meno la presunzione di vedere in questo provvedimento anche il prologo di una riorganizzazione dell'amministrazione che guardasse al principio di decentramento verso gli enti locali e le province.
Noi contestiamo il metodo, al di là di quell'ordine del giorno che, nel rispetto della legislazione vigente, doveva consentire la trattazione dell'argomento al di fuori del contesto della legge finanziaria, perché abbiamo via via compreso come la genesi di questo provvedimento corrisponda alle pattuizioni dell'Assessore degli affari generali e in parte anche dell'Assessore "ombra", che si sposta dai banchi della Giunta quando deve motivare le sue posizioni con alcune organizzazioni sindacali. Questo è l'esito iniziale al quale siamo ritornati attraverso un procedimento legislativo che aveva un'intenzione principale, un perno unico, quello di salvare, con una norma retroattiva e di "sanatoria", i concorsi interni tanto cari alla Giunta. Facendo così si inseriscono nuovi privilegiati penalizzando altri dipendenti. Non riteniamo che questa sia la strada giusta.
Abbiamo disatteso l'esigenza più ampia di una revisione della legge 31, che lei si era impegnato, Assessore, in Commissione, ad attuare con noi attraverso una visione all'assetto del personale che fosse meno centralistica e più attenta a una visione anche della situazione periferica del sistema della organizzazione del personale. Noi riteniamo che la funzione dell'intermediazione tra controparti in materia di personale e la constatazione che bisogna allontanarsi da questa sorta di legittimazione di un pluralismo sindacale privo di prospettive unitarie non possano consegnare a noi una funzione che in alcuni momenti, attraverso i condizionamenti che tutti abbiamo subito in questi mesi, in qualche modo umiliano le nostre funzioni e la nostra dignità istituzionale.
Quell'ordine del giorno che abbiamo approvato reitera un processo che se non avrà un chiarimento di principio tra di noi può essere l'itinerario che consegna l'amministrazione della Regione a una sorta di passo a canguro, a salti alterni, senza una visione globale dell'efficienza della macchina amministrativa. Noi siamo molto interessati, invece, a questa prospettiva, quella di guardare insieme a un processo di revisione, di decentramento, di riforme, che abbia come punto saliente il rispetto dei diritti, la puntualizzazione dei doveri e dei principi di giustizia e di equità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, confermo il voto favorevole del Gruppo dell'UDC a questo disegno della legge, con il distinguo fatto poc'anzi dal collega Cappai.
Una precisazione è sicuramente doverosa: questo disegno di legge nasce dall'ordine del giorno che è stato votato in quest'aula nel corso della discussione dell'ultima legge finanziaria. Credo che sia stato ottemperato l'impegno della Giunta, preso appunto durante l'esame della finanziaria, con l'approvazione di detto ordine del giorno.
Devo anche dire che purtroppo, nel corso dell'esame in Commissione e del confronto in Aula, questo impegno è stato in qualche modo sconvolto da quella che è la gestione attuale della politica e in particolar modo l'andamento dei lavori in Aula. Questo lo ricordo prima di tutto a me stesso, per poi magari confrontarmi con i colleghi.
Si è parlato del rispetto dei principi di giustizia e di equità. Bene, io non riesco a prescindere, con tutto il rispetto per il personale dell'amministrazione regionale e per l'impegno dell'Assessore, dell'intera Giunta, del Presidente della Commissione, dei commissari e di quest'Aula, dal fatto che se avessimo seguito i principi di giustizia e di equità sicuramente noi oggi in quest'aula, e non solo in quest'aula, avremmo speso le nostre energie per le emergenze che ci attanagliano.
E' vero che siamo governati da un po' di tempo dalle emergenze, ma faccio questa considerazione, ripeto, con tutto il rispetto per il personale dell'amministrazione regionale, che ha ottenuto in parte risposta, quantomeno si è data risposta agli impegni presi precedentemente, e questo era il principio alla base del testo di legge originario. Poi, è ovvio, tutti subiamo pressioni, ogni parte sociale, ogni categoria della pubblica amministrazione ritiene di dover chiedere giustizia e a questo si risponde con un nuovo ordine del giorno. Io credo che, così come accaduto in passato, si terrà fede all'impegno preso con l'ordine del giorno in ordine alla pressante necessità di rivedere l'intera legge 31, ma la vera emergenza riguarda ciò che avviene fuori di quest'Aula e a quello dobbiamo destinare il nostro tempo.
Io in altre occasioni ho detto, lo confermo con il voto favorevole e con l'impegno posto per il varo di questa legge, che a mio avviso le nostre energie devono essere dedicate in modo particolare a sostenere la Giunta per quanto riguarda l'emergenza idrica, che non è più un'emergenza, è un dramma. Ed è un dramma che agli occhi dell'opinione pubblica fa apparire secondarie questioni pure importanti, come le emergenze della pubblica amministrazione, ma noi stessi dovremmo vederle così. Noto con piacere il grande impegno del Presidente e dell'assessore Ladu per la risoluzione del problema idrico, ma credo che tutto questo debba appartenere a ognuno di noi.
Così come non possiamo dimenticare, quando si parla di giustizia e di equità, e quindi di priorità, come annunciato poc'anzi in qualche intervento per dichiarazione di voto, che per il principio di giustizia ed equità, mentre adesso parliamo di persone che fortunatamente lavorano, dovremmo a maggior ragione parlare di quelle che non lavorano, che non hanno ancora avuto risposta ad un loro diritto, un diritto che purtroppo noi non riusciamo a garantire. Forse su questo dovremmo spendere ore, giornate e settimane intere di discussione in quest'Aula, non in maniera sterile e superficiale, ma per dare risposte concrete e definitive, perché per questo noi ci siamo tutti presentati ed è a questo che il nostro Gruppo intende contribuire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I-S.U.). Signor Presidente, intanto debbo prioritariamente riconoscere che il dibattito su questo disegno di legge non mi ha appassionato eccessivamente. Sicuramente è un mio limite, è una mia responsabilità.
Nel dibattito si sono affacciati tanti problemi, alcuni dei quali sono stati risolti, altri no, ma molti di questi problemi erano ristretti all'ambito squisitamente economico ed erano di natura "carrieristica". Si è risolto un solo problema serio, quello della stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari. Abbiamo più volte insistito, come opposizione, perché la legge avesse un percorso diverso e alcune parti fossero affidate al lavoro in Commissione. La maggioranza è voluta andare avanti, sia pure depurando la legge di alcuni aspetti.
Allora nasce immediatamente un problema: una normativa di questo tipo, che si conclude con un ordine del giorno, che significato ha? Perché si conclude con un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale a presentare entro sessanta giorni un disegno di legge organico in materia di personale? Lo si fa perché si riconoscono numerose carenze, impegni non mantenuti, una serie di manchevolezze e da ciò nasce evidentemente il rinvio.
Quindi questa è una legge che in alcuni casi dà soddisfazione, in altri elude le problematiche. Per certi versi, Presidente, mi consenta di dire che è la legge delle mistificazioni, delle promesse, degli impegni mancati, della fumosità delle speranze che sono state create e quindi, per certi versi, è la legge degli inganni e - perché no? - dei sogni. Ha fatto sognare taluno, però i risultati finali non sono evidentemente quelli che erano stati promessi.
Voglio riprendere, in trenta secondi, la richiesta che è stata avanzata in fase finale dall'onorevole Selis. Presumo che quella richiesta costituisse una provocazione; era evidente che si trattava dell'introduzione di un criterio innovativo e non della semplice estensione di una norma. Ma perché era una provocazione? Perché l'onorevole Selis si poneva una domanda: se quelle specifiche norme valgono per il personale regionale, perché non debbono valere per il personale degli enti strumentali? Qual è la giustificazione di ciò? La giustificazione che è stata data in quest'Aula è questa: perché il personale regionale interessato a questa parte della legge è in numero ristretto. Ma le norme valgono erga omnes, devono essere astratte, cioè senza riferimento alcuno alle persone, se no vi è il rischio, se riguardano poche persone, che abbiano il nome dei beneficiari affiancato. Ecco perché ritengo che la proposta dell'onorevole Selis fosse una provocazione, ma un'utile provocazione perché metteva a nudo l'inganno, le manchevolezze, il fatto che questa normativa potesse costituire un libro dei sogni.
Signor Presidente, il Gruppo dei Socialisti Uniti esprimerà un voto di astensione che si giustifica solo ed esclusivamente col fatto che attraverso questa normativa si stabilizzano i rapporti di lavoro precari. Diversamente il voto sarebbe stato contrario.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, procediamo alla votazione del disegno di legge nel suo complesso.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 310/A.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Risponde no il consiglieri: DORE.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CAPPAI - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU'- ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 75
votanti 39
astenuti 36
maggioranza 20
favorevoli 38
contrari 1
(Il Consiglio approva)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 39/A.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Chiedo che sia convocata la Conferenza dei Capigruppo.
SPISSU (D.S.). Dopo, dopo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io sostengo la richiesta dell'onorevole Corona, accogliendo anche il suggerimento di prima sulla necessità di concordare il prosieguo dei lavori insieme ai colleghi degli altri Gruppi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Credo che una Conferenza dei Capigruppo sia necessaria, propongo di farla però dopo aver iniziato l'esame del Documento di programmazione economica e finanziaria, così come avevamo concordato. Credo che sia utile convocare la Conferenza dei Capigruppo, dopo la chiusura della seduta, per programmare i lavori dei prossimi giorni e della prossima settimana.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, mi pare che sia interesse di tutti, soprattutto di questa maggioranza, avviare l'esame del DPEF. Ma poiché sono le 19 e 24 e normalmente i lavori si concludono intorno alle ore 20, mi pare che si possa utilizzare utilmente questo tempo per organizzare i lavori. Si potrebbe pure decidere di lavorare oltre le 20, se si volesse, però una richiesta di convocazione della Conferenza dei Capigruppo non è mai stata negata a nessuno, men che meno al Capogruppo del Partito di maggioranza relativa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Impiego pochi secondi solo per dire che ci restano circa quaranta minuti, ad ogni relatore sono concessi venti minuti per svolgere la relazione, per cui, non essendo giusto fare attendere i colleghi, si possono prima svolgere le due relazioni e poi si può riunire la Conferenza dei Capigruppo, dedicando ad essa tutto il tempo che vogliamo. Credo che possiamo così utilizzare al meglio il tempo che abbiamo a disposizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sarò rapidissimo, così come gli altri rappresentanti dei Gruppi. E' vero che una richiesta di convocazione della Conferenza dei Capigruppo di norma, e quindi anche in questa circostanza, trova accoglimento, che provenga dalla maggioranza o dall'opposizione, ma non è detto che debba avere effetto immediato. Siamo in orario di lavoro del Consiglio, il DPEF è l'argomento successivo all'ordine del giorno, chiediamo che se ne avvii la discussione. Abbiamo non so quante conferenze stampa alle spalle in cui si è richiamato il fatto che la Giunta abbia rispettato i tempi presentando il DPEF a maggio; ci mancherebbe ora che la maggioranza in Consiglio facesse opposizione alla Giunta pensando di approvare questo documento o di avviarne la discussione ad agosto! Noi siamo favorevoli ad avviare ora la discussione del DPEF e a riunire la Conferenza dei Presidenti di Gruppo al termine della seduta, per regolare i lavori dei prossimi giorni, a cominciare da domani e dopodomani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Consentitemi, però, colleghi, di ritenere debole la motivazione con la quale è stata chiesta la Conferenza dei Capigruppo, cioè che saremmo al termine dell'orario di lavoro. Noi siamo in pieno orario di lavoro, per cui chiedo ai colleghi, anche perché adesso sono solo le 19 e 27, di proseguire almeno con la relazione di maggioranza. Decideremo poi come regolarci.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). No, la Conferenza è stata chiesta da un Capogruppo.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, mi scusi, la Conferenza dei Capigruppo è stata chiesta perché siamo ormai al termine dei lavori. Ho inteso male, vuole riformulare la motivazione?
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, si tratta di organizzare i lavori, perché il prossimo punto all'ordine del giorno è l'esame del DPEF, e non è cosa di poco conto. Nell'interesse di tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, vogliamo comprendere come si svolgeranno i lavori nella serata odierna, domani e nei giorni successivi, al fine di evitare che i consiglieri rimangano qui un'ora o due dopo le 20, in attesa che termini la Conferenza dei Capigruppo.
Questo problema lo ponevo in relazione all'orario affinché tutti i consiglieri possano organizzarsi, soprattutto chi proviene da fuori. Mi pare che sia una richiesta che non è mai stata negata, nemmeno all'onorevole Cogodi.
FADDA (Popolari-P.S.). Noi siamo d'accordo, la Conferenza si terrà dopo.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, dalle ultime affermazioni dell'onorevole Pittalis, parrebbe che una Conferenza dei Capigruppo non sia mai stata negata. La Conferenza dei Capigruppo è stata concessa, autorizzata, decisa di volta in volta e non obbligatoriamente a seconda delle motivazioni. Abbiamo un ordine del giorno stabilito, non stiamo negando l'esigenza di riunire la Conferenza dei Capigruppo, stiamo semplicemente chiedendo di andare avanti con le relazioni sul DPEF, dopo di che si riunirà la Conferenza dei Capigruppo per programmare i lavori dei prossimi giorni.
I colleghi, gentilmente, avranno la pazienza, onorevole Pittalis, di aspettare in aula dieci minuti, non due ore. Non ho compreso l'esigenza per cui la Conferenza dei Capigruppo debba durare due ore!
CORONA (F.I.-Sardegna). Non è mai durata dieci minuti!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Io credo che in questa discussione che si sta facendo in aula, si stia riproponendo quanto apparso sulla stampa in questi giorni, la diatriba tra chi ritiene che debba essere affrontato subito il problema del DPEF e chi, invece, ritiene che questo problema debba essere rimandato.
Mi sembra normale che, dopo una tornata consiliare come questa, in cui si è affrontata la questione del personale dell'amministrazione regionale, vengano regolamentati i lavori concernenti il DPEF, per capire se è possibile iniziare la discussione con le relazioni di maggioranza e di minoranza, ma anche per proseguire un dibattito che si annuncia, credo, serio. Questa non è una questione secondaria, non è materia del Consiglio, è materia che riguarda la Conferenza dei Capigruppo. Quindi la richiesta mi sembra assolutamente legittima e non mi pare che ci si debba rivolgere all'Aula anche per decidere questo, perché purtroppo quest'Aula viene trasformata in una grande Commissione, tutto avviene qui, anche le discussioni che dovrebbero svolgersi in altri organismi. Questo è lo specchio della Regione, non stiamo a discutere qui di un problema come questo, altrimenti è inutile che esista un organo come la Conferenza dei Capigruppo. Se non si raggiungerà un accordo in Conferenza dei Capigruppo si tornerà in Aula, ma se apriamo un dibattito qui ripeteremo le stesse cose dieci volte e non mi sembra che sia il caso. Mi sembra invece pertinente il fatto che prima di affrontare un argomento così importante la Conferenza si esprima su come regolamentare i lavori dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Presidente, faccio mie le dichiarazioni dell'onorevole Floris. Vorrei ricordare all'Aula che la Conferenza dei Capigruppo è stata utilizzata spesso e volentieri in maniera impropria e che non dovrebbe essere utilizzata dai colleghi della sinistra con un subdolo motivo politico. Però è chiaro che se vi è la necessità di organizzare i lavori del Consiglio, al termine di faticose giornate, come quelle in cui si è affrontata l'impegnativa legge in materia di personale, niente vieta che si riunisca la Conferenza e poi eventualmente, con i tempi contingentati, si torni in Aula per lo svolgimento delle relazioni o si rimandi il tutto a domani. E' una cosa semplicissima. Se voi credete di utilizzare la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per metterci in difficoltà politica non ci riuscirete, probabilmente ci riusciremo noi da soli con le nostre stesse mani, ma voi non ci riuscirete.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Mi sembra che stiamo facendo una discussione un po' inutile sulle Conferenze dei Capigruppo buone e su quelle cattive. Nessuno di noi intende negare l'esigenza di una Conferenza dei Presidenti di Gruppo, per regolamentare il lavoro dei prossimi giorni. Intendiamo soltanto dire che possiamo iniziare i lavori sul DPEF illustrando le relazioni e poi, dopo aver utilizzato ancora un po' di tempo per lavorare, riunire la Conferenza per decidere come proseguire nei prossimi giorni.
Non mi pare che occorra una grande discussione in sede di Conferenza di Capigruppo per decidere di svolgere questa sera le relazioni al Documento di programmazione economica e finanziaria. Stiamo solo dicendo che la Conferenza dei Capigruppo si può tenere un attimo dopo, senza che nessuno di noi si sogni di negarne né l'esigenza né l'utilità ai fini della discussione che dovremo fare nei prossimi giorni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà. E' l'ultimo intervento e poi decidiamo il da farsi, perché non è pensabile che si possa continuare così.
CAPELLI (U.D.C.). Io credo che se avessimo fatto la Conferenza dei Capigruppo saremmo già in aula per....
PRESIDENTE. Saremmo però anche a metà della relazione di maggioranza, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Guardi, io ribadisco quello che ho detto, nel senso che se fosse stata rispettata, così come è usanza e cortesia di quest'Aula, la richiesta di un Capogruppo, per le motivazioni che sono state addotte e meglio specificate negli interventi successivi, non si sarebbe perso ulteriormente del tempo. Comunque se questa non dovesse essere la scelta, noi chiediamo la sospensione dei lavori e che questa richiesta sia sottoposta al voto del Consiglio.
PRESIDENTE. Non ho capito, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). A termini di Regolamento, se non dovesse essere accettata la richiesta di riunire la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, noi chiediamo la sospensione dei lavori e che l'Aula si pronunci su questa richiesta.
Presidente. Va bene. Intanto mi pare che non ci sia stata l'esplicita volontà da parte di nessuno di negare Conferenze dei Capigruppo a nessuno. Io ho ribadito un concetto, che è quello di proseguire nei lavori della serata, passando al punto successivo dell'ordine del giorno. Questo è stato detto da me, poi si è aperta la discussione ed è stata chiesta la convocazione della Conferenza dei Capigruppo, per organizzare i lavori dell'Aula, ma l'organizzazione dei lavori è già definita dall'ordine del giorno.
CAPPAI (U.D.C.). Anche da parte della Presidenza.
PRESIDENTE. Nessuno ha chiesto...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, abbiate pazienza. I lavori dell'Aula sono già organizzati e l'ordine del giorno, reca al terzo punto, la discussione del DPEF. Non c'è niente da organizzare. Si vuole che sia convocata la Conferenza dei Capigruppo per discutere che cosa?
USAI (A.N.). Per esempio a che ora si termina.
PRESIDENTE. Questo è un punto importante che potrebbe essere discusso. Sentite le opinioni dell'Aula, anche se forse non c'era la necessità di fare questo, io convoco una brevissima Conferenza dei Capigruppo, per riprendere i lavori stasera stessa con le relazioni di maggioranza e di minoranza sul DPEF.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 38, viene ripresa alle ore 20 e 10.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. Per oggi i lavori del Consiglio finiscono qui, riprenderanno domani mattina alle ore 10, con lo svolgimento delle relazioni. Sarà svolta per prima la relazione dell'onorevole Balletto.
FADDA (Popolari-P.S.). Come procediamo? Abbiamo fatto la Conferenza dei Capigruppo per stabilire questo. Fino a che ora si lavora?
PRESIDENTE. Domani seguiremo l'orario consueto, come è avvenuto in questi giorni; se poi riterremo di modificarlo lo decideremo. Il Consiglio è riconvocato per domani mattina alle ore 10. Se ci sono programmi diversi lo vedremo nel momento in cui ne discuteremo, non mi pare questo né il momento né il luogo per affrontare questo argomento.
La seduta è tolta alle ore 20 e 10.
Allegati seduta
Risposte scritte ad interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore all'interrogazione AMADU sulla necessità di ripristinare l'alveo originario del fiume Rio Mannu in località "Bidolzu" (SS). (51)
Con riferimento all'interrogazione in oggetto si riferisce quanto segue:
Nel prendere atto della situazione d'impedimento del regolare deflusso del Rio Mannu in località "Bidolzu", Comune di Buddusò, pur non avendo quest'Assessorato alcuna specifica competenza in materia di rimozione di detriti e rifiuti riversati nell'alveo di fiumi e torrenti, si assicura che il problema potrà essere preso in considerazione, nell'ambito della più ampia esigenza di tutela del territorio, compatibilmente con la disponibilità di futuri finanziamenti da assegnarsi con la L. 183/89 e dal D.L. n. 180/98, sul presupposto che risulti verificato l'effettivo alto rischio idraulico e idrogeologico dell'area su indicata.
Si fa comunque presente che, al fine di poter valutare l'insieme degli interventi necessari per la messa in sicurezza del sito, si rende opportuno che il comune di Buddusò produca un'esauriente documentazione tecnica descrittiva dei luoghi, del tipo e del grado di rischio, da predisporre secondo quanto indicato nel DPCM 20.09.98 (Gazz. Uff. n. 3 del 05.01.99).
Risposta scritta dell'Assessore all'interrogazione FRAU sull'indennità di fine rapporto nel periodo preruolo. (477)
Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si comunica che le richieste dei dipendenti assunti ai sensi della L.R. 285/1977, formulate al fine di ottenere la riliquidazione del trattamento di fine rapporto per il periodo di lavoro precedente all'immissione in ruolo, sulla base di sentenza pronunciate a favore di loro colleghi, non possono trovare accoglimento, stante il divieto posto dall'art. 23 ultimo comma della Legge Finanziaria per il 2002 (L. n° 448/2001), non avendo essi presentato a tempo debito ricorso al T.A.R..
È stabilito, infatti, che "per il triennio 2002-2004 è fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di adottare provvedimenti per l'estensione di decisioni giurisdizionali aventi forza di giudicato, o comunque diventate esecutive, in materia di personale delle amministrazioni pubbliche".
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