Seduta n.90 del 04/10/2000
Seduta XC
Mercoledì 4 ottobre 2000
(Antimeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Spissu
indi
del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 10 e 30.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 19 Settembre 2000 che è approvato.
Congedi
Presidente. Comunico che i consiglieri regionali Lombardo e Pili hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 4 ottobre 2000.
Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
Presidente. Annunzio che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
"Norme per il potenziamento e lo sviluppo degli aeroclub in Sardegna". (108)
(Pervenuto il 28 settembre 2000 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Integrazione della tabella A della legge regionale 23 agosto 1995, n. 20, concernente: 'semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale'". (109)
(Pervenuto il 28 settembre 2000 ed assegnato alla prima Commissione.)
"Istituzione dell'assicurazione volontaria per la pensione delle casalinghe". (110)
(Pervenuto il 28 settembre 2000 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Disciplina delle sanzioni di cui all'articolo 164 del Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352)". (111)
(Pervenuto il 28 settembre 2000 ed assegnato alla sesta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale
PRESIDENTE. Annunzio che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge nazionale:
Dalla Giunta regionale: "Istituzione di case da gioco nel territorio della Regione Sardegna". (4)
(Pervenuta il 28 settembre 2000 ed assegnata alla sesta Commissione.)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S). Chiedo una breve sospensione del Consiglio e la convocazione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo per organizzare i lavori.
PRESIDENTE. Se i colleghi sono d'accordo, possiamo sospendere la seduta per dieci minuti. Convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 33, viene ripresa alle ore 11 e 10.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. L'ordine del giorno reca l'esame del testo unificato del disegno di legge numero 81/A e della proposta di legge numero 42/A, "Disposizioni per la costituzione e il funzionamento del Consiglio regionale dell'economia del lavoro", relatori i consiglieri La Spisa e Scano.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S). Chiediamo di sapere che cosa si è deciso in questa Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
PRESIDENTE. La convocazione della Conferenza dei Capi Gruppo era stata richiesta dall'onorevole Fadda per chiedere che la Giunta riferisse al Consiglio sulla situazione creatasi a Portovesme dopo l'affondamento dell'Eurobulker. La Giunta ha detto di non avere nuove notizie da comunicare rispetto a quelle già comunicate all'Aula dall'Assessore nella seduta di avant'ieri, quindi oggi non si farà il dibattito su questo tema, ma la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso di dedicare una seduta alla discussione sia di questo disastro ecologico sia, più in generale, della sicurezza delle coste. Questa seduta dovrebbe tenersi la prossima settimana.
SELIS GIAN MARIO (Popolari-P.S). Se ho capito bene, la Giunta dice che non ha informazioni nuove, quindi le notizie apparse sulla stampa sono del tutto infondate. Noi non insistiamo, se la Giunta ci dice che si sta informando e che non ha informazioni nuoveaspettiamo, e il dibattito si farà quando sarà possibile farlo. Credo però che non sfugga alla sensibilità del Presidente e degli Assessori che è abbastanza singolare che la Giunta dica che non ha niente di nuovo da dire all'Assemblea e che nel contempo l'Assessore dell'ambiente renda dichiarazioni su questo argomento fuori dall'Aula. Naturalmente e` libero di farlo, ma se ci fosse un po' più di rispetto per le istituzioni questo non guasterebbe.
Prendiamo atto che la Giunta non ha nulla da dire, speriamo che questo non sia contraddetto dalle dichiarazioni dell'Assessore dell'ambiente, siamo disponibili, a fare al più presto il dibattito in Aula. Anche su questa materia, ribadiamo la nostra disponibilità a trovare insieme forme di collaborazione, purché sia fondata su un'attenzione reciproca e soprattutto risponda alla nostra esigenza di riportare il problema in quest'Aula, riaffermando la centralità del Consiglio.
Nessuno vuole negare valore alle azioni propagandistiche, le faccia Serrenti, le faccia chi vuole, però se vogliamo lavorare insieme, maggioranza ed opposizione, su problemi di emergenza, dobbiamo trovare una sede di lavoro comune e la sede del lavoro comune è il Consiglio che non può essere mortificato né delle azioni propagandistiche, né dalle informazioni negate in quest'Aula e date fuori di qui.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, riconosco che il problema che viene sottoposto all'attenzione del Consiglio è un problema serio e che il Consiglio regionale deve assumere un ruolo centrale rispetto a tutte le cose che stanno avvenendo anche in questi giorni.
Dichiaro quindi la mia disponibilità a riferire in Aula quanto prima sulla materia della sicurezza del mare. Devo anche dire che questo problema non è stato sottovalutato, perché sono intervenuto immediatamente nei confronti di tutti gli organi dello Stato e dell'Unione Europea e non ho mai dato comunicazione esterna di questo, quindi, siccome voglio riferire e fare in modo che ci sia un'unità di intenti da parte di tutte le forze politiche su un tema che è centrale anche per la nostra economia e per il nostro sviluppo, condivido le cose che sono state dette dall'onorevole Selis.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora l'esame del testo unificato del disegno di legge numero 81/A e della proposta di legge numero 42/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Il progetto di legge in discussione è stato approvato dalla Commissione bilancio, nella seduta del 20 settembre, con il voto favorevole di tutti Gruppi presenti e con la sola astensione del consigliere Giacomo Sanna.
Il lavoro che è stato fatto in Commissione è una sintesi di due progetti di legge, pervenuti il primo dai Gruppi dell'opposizione e il secondo dalla Giunta regionale. La Commissione ha esitato un testo che ritiene sintetizzi le esigenze contenute nei due progetti di legge, che in grandissima parte coincidevano nelle finalità.
L'istituzione del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro, può rispondere all'esigenza di avere uno strumento di approfondimento e di confronto sulle tematiche dell'occupazione e dello sviluppo, che abbia come unico scopo il miglioramento dei contenuti della legislazione e della programmazione regionale.
E` uno strumento che è stato utilizzato anche in altre regioni, e la proposta della sua istituzione ha incontrato il favore sia delle categorie dei lavoratori, sia di quelle degli imprenditori ed anche di altri soggetti che possono contribuire all'istituzione di un luogo di confronto, di dibattito e di approfondimento che non può che essere utile nella predisposizione delle nostre leggi e dei nostri programmi in materia di economia e di lavoro.
Mi limito a sottolineare due cose; la prima è che noi certamente, e di questo si sta occupando già la Commissione, abbiamo la necessità di migliorare e razionalizzare tutto il sistema delle norme che disciplinano la produzione degli atti di programmazione della Regione. Sappiamo tutti che la disciplina vigente è frutto di una stratificazione successiva, con integrazioni, modificazioni, soppressioni di organismi, di comitati che avevano in passato assunto e svolto un ruolo di confronto e di dibattito sui contenuti delle leggi e dei programmi, senza nostalgia per questi vecchi strumenti che, obiettivamente, non sono certamente adatti alla situazione attuale - parlo in particolare dell'esperienza del Comitato per la programmazione - però, nell'ottica di una razionalizzazione della normativa, può essere utile la soluzione che oggi si propone al Consiglio, di istituire un organismo che, non sostituendo le procedure che sono state, attraverso la prassi, introdotte nel nostro sistema istituzionale e cioè la concertazione fra le parti sociali, sia uno strumento attraverso il quale possiamo chiamare tutte le rappresentanze dei lavoratori e degli imprenditori, per dare un apporto consistente e qualificato al miglioramento dei contenuti delle nostre leggi e dei nostri programmi.
Sottolineo che il Crel non è e non intende essere uno strumento sostitutivo della concertazione, che invece riguarda evidentemente altre sedi che potrebbero essere, eventualmente, disciplinate anche in altro modo, è semplicemente uno strumento aggiuntivo che può e dovrebbe essere - ed è la seconda cosa che volevo dire - utilissimo, sempre che naturalmente le diverse categorie siano disponibili a segnalare, tra i nominativi di loro spettanza, persone che possano veramente interpretare la linea, le scelte, le valutazioni delle organizzazioni ai massimi livelli.
Io credo che sia utile richiamare tutto il Consiglio a una valutazione attenta dei meccanismi di funzionamento di questo istituto. Credo che però, nella discussione del testo proposto, il suo funzionamento sia stato analizzato e sviscerato in maniera approfondita e penso che, comunque, anche attraverso il dibattito in quest'aula, si possa migliorare qualche aspetto che può essere stato sottovalutato.
L'obiettivo è quello della creazione di uno strumento snello, di uno strumento che sia utile, di uno strumento che effettivamente dia dignità e contenuti sempre migliori alla nostra legislazione.
Presidente. Ha facoltà di parlare il relatore, consigliere Scano.
SCANO (d.s.), relatore. Presidente e colleghi, aggiungo pochissime considerazioni alle riflessioni svolte dal collega La Spisa. Non sfuggirà che la proposta arriva dalla Commissione non con una relazione di maggioranza e una di minoranza, ma che ci sono due relatori, uno di maggioranza ed uno di minoranza, che esprimono entrambi un parere positivo sulla legge.
L'istituzione del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro, è una proposta e una rivendicazione molto sentita dalle associazioni del mondo dell'impresa e dal mondo del lavoro.
Ricordo che c'è stato un impegno in questo senso sia del Governo regionale di centro-sinistra, nella scorsa legislatura, sia del Governo regionale di centro-destra, in questa legislatura.
La proposta ha una lunga storia, e ha avuto anche qualche incidente di percorso. È bene ricordare, per esempio, che, nella scorsa legislatura, la proposta arrivò in aula accompagnata da dichiarazioni molto positive e che la nave affondò "nella notte del voto segreto", per usare una metafora attuale questi giorni.
Oggi questa proposta arriva di nuovo in aula, io condivido le argomentazioni a sostegno che sono state portate poc'anzi, mi limito a sottolineare semplicemente che non sarebbe positivo, anzi, sarebbe assai negativo, se ci fosse una contraddizione tra le posizioni ufficiali e le posizioni reali. Altra cosa sarebbe, naturalmente, se sulla sostanza della proposta ci fossero delle posizioni differenti, questo sarebbe assolutamente legittimo e normale; ciò che non sarebbe positivo, né per uno schieramento né per l'altro, né per il Consiglio nell'insieme, sarebbe che ci fosse da una parte una posizione ufficiale e dall'altra una posizione reale in contrasto con quella ufficiale. Questo non sarebbe un bene per nessuno.
Presidente. E` iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Sono stato piacevolmente sorpreso dalla relazione dell'assessore Pittalis che accompagna questo disegno di legge.
Il collega Scano ha fatto riferimento a quanto è avvenuto nella scorsa legislatura, dimenticando forse, che ci fu una posizione netta in particolare da parte di Forza Italia. In quell'occasione intervennero, per nome e per conto di Forza Italia, l'onorevole Casu e l'onorevole Balletto. Quest'ultimo concluse il suo intervento dicendo: "Sa tanto di ennesimo carrozzone, di ennesimo ente o organismo che si vuole creare per dare occupazione a soggetti che gravitano attorno all'universo della Regione, che, grazie anche alla forte opposizione dei Gruppi in quest'Aula, si sta continuamente assottigliando"-. Dico questo, non per rimarcare le evidenti contraddizioni con quanto il centro destra, approfittando del voto segreto, ha fatto nella scorsa legislatura, ma per dire che prendiamo atto con soddisfazione che la concertazione sta diventando un patrimonio di tutto il Consiglio regionale ed anche di questa Giunta, perché quanto dichiarato dal centro-destra nella scorsa legislatura, non andava certamente in questa direzione. Io non so che cosa abbia fatto cambiare parere a qualche collega del Consiglio. La Commissione non ha modificato il testo, visto che tutti noi condividiamo l'impostazione che è stata data dalla proposta di legge del centro-sinistra e dal disegno di legge presentato dalla Giunta regionale.
Ci auguriamo - e siamo convinti che così avverrà - che tantissimi atti proposti dal Governo del centro-sinistra, che sono stati bocciati nella scorsa legislatura, tornino in quest'Aula. Noi ci comporteremo in modo diverso dalla maggioranza. Avevamo sostenuto questo provvedimento nella scorsa legislatura, continuiamo a sostenerlo ora perché consideriamo il CREL un organismo veramente rispondente a quelle che possono essere le necessità di partecipazione di tutte le forze produttive, delle forze sociali, dei sindacati. L'avevamo sostenuto e continuiamo a sostenerlo.
Ci fa piacere che il Governo di centro-destra, una volta arrivato al Governo abbia cambiato parere; mi pare che questo sia un segnale che quanto abbiamo fatto nella scorsa legislatura, risponde alle aspettative dei sardi. Dichiariamo quindi sin d'ora il nostro voto favorevole, forse con un rimpianto: se il centro destra, in particolare il Gruppo di Forza Italia, si fosse comportato in modo diverso nella scorsa legislatura, questa Giunta regionale avrebbe potuto utilizzare da un anno e mezzo, questo strumento nello svolgimento di un compito importante come quello della programmazione. Risparmio ai colleghi la lettura di quanto dissero i colleghi di Forza Italia, però invito tutti a leggere i resoconti perché fanno parte della storia di questo Consiglio regionale e dimostrano come si possa cambiare parere una volta che si è al Governo.
Presidente. E` iscritta a parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.
PILO (F.I.-Sardegna). Quando leggo proposte di costituzione di nuovi organismi, per altro non leggeri, perché stiamo parlando di un organismo composto da 25 persone, mi preoccupo sempre, perché la tentazione di creare dei carrozzoni è sempre dietro l'angolo, e questo mi spaventa perché in realtà non si semplifica mai niente, anzi si complicano le cose. Credo che questo organismo, da una parte, risponda all'esigenza del mondo politico di avere degli interlocutori rispetto alle proposte che fa e rispetto ai bisogni che i diversi territori e le diverse categorie esprimono, e dall'altra parte risponda all'esigenza delle singole parti del sistema sociale di un terreno nel quale il confronto avvenga in modo trasparente, senza necessità di dover barattare o chiedere incontri o di portare a casa i risultati con sotterfugi. Però, mi pare che la proposta esitata dalla Commissione in realtà sia eccessivamente generica sugli obiettivi e sui compiti specifici che il Crel dovrebbe avere e che pertanto, purtroppo, questo si presti a diverse funzioni con tutta l'ambiguità del caso.
Io credo che sarebbe opportuna, invece, un'ulteriore specificazione delle sue competenze, perché è necessario definire davvero qual è il suo compito e non mi pare che possa essere un compito interessante o di rilievo quello della formulazione di pareri, in modo general generico, senza specificare in dettaglio la natura di questi pareri e dei compiti di questo istituto. Credo inoltre che la genericità delle indicazioni riguardanti la scelta dei suoi componenti possa in gran parte vanificare quello che potrebbe essere il suo compito positivo, perché in mancanza di una definizione dei requisiti necessari per essere chiamati a farne parte, si finirà per sistemare in questo organismo un po' di elefanti.
Invito quindi la Commissione ed anche la Giunta a riflettere su questo aspetto. Questo organismo, per essere realmente efficace, dovrebbe avere il compito di supportare la Giunta e il Consiglio nel riordino legislativo di alcune materie. Quanto è previsto nel testo in discussione, francamente, mi sembra che punti ad accontentare tutti ma non sia efficace per nessuno.
Presidente. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo brevemente per dirmi d'accordo sia con le considerazioni del relatore La Spisa sia con i richiami fatti dal collega Piersandro Scano.
Noi abbiamo ritenuto di approfittare di questo momento, per colmare un vuoto, proprio per dare anche carattere istituzionale alla rappresentanza di tutte le forze sociali del mondo del lavoro, dell'impresa e della cultura e consolidare così il livello di partecipazione dei cittadini alle scelte di politica economica regionale e conseguentemente migliorare il livello di efficacia delle medesime.
Considerando le mutate necessità, perché bisogna sempre adeguarsi ai processi storici, onorevole Fadda, riteniamo che, con i miglioramenti apportati al testo, maggioranza ed opposizione in Commissione, abbiano effettuato un buon lavoro, anzi approfitto dell'occasione per ringraziare tutti i componenti della Commissione che hanno lavorato sui due testi presentati dalla maggioranza e dall'opposizione e, nella sintesi, hanno elaborato sicuramente il meglio che poteva, in relazione all'argomento, essere fatto.
Quindi, ritengo che il parere della Giunta non possa che essere positivo e di apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione bilancio.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Sospendo la seduta per 5 minuti per consentire la presentazione dell'emendamento, considerato che la discussione è stata brevissima.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 35, viene ripresa alle ore 11 e 41).
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Chiedo il voto segreto sul passaggio agli articoli.
PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto ha facoltà di parlare il consigliere Emilio Floris.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna ). Il Gruppo di Forza Italia si astiene perché ritiene che questo disegno di legge avrebbe necessità di una votazione palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione segreta, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 37
Astenuti 27
Maggioranza 19
Favorevoli 23
Contrari 14
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SCANO - SELIS - USAI - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: BALLETTO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - MASALA - MILIA - NUVOLI - ONIDA - PIANA - PILO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco.)
Si dia lettura del titolo.
CAPPAI, Segretario:
Titolo
Istituzione del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CAPPAI, Segretario:
Art. 1
Consiglio regionale dell'economia e del lavoro
1. E' istituito, presso la Presidenza della Giunta regionale, il Consiglio regionale dell'economia e del lavoro, di seguito denominato CREL, con il compito di concorrere alla programmazione regionale ed agli indirizzi di sviluppo economico-sociale e culturale, attraverso la formulazione di pareri e di proposte anche ai fini della predisposizione di iniziative legislative e di atti concernenti materie economiche, sociali e finanziarie.
2. Il CREL è composto:
a) da tre esperti designati dal Consiglio regionale con voto limitato a due;
b) da dieci rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative aventi configurazione associativa confederale;
c) da due rappresentanti delle organizzazioni maggiormente rappresentative della categoria degli industriali;
d) da due rappresentanti delle organizzazioni maggiormente rappresentative della categoria degli agricoltori;
e) da due rappresentanti delle organizzazioni maggiormente rappresentative della categoria degli artigiani;
f) da due rappresentanti delle organizzazioni maggiormente rappresentative della categoria dei commercianti;
g) da due rappresentanti delle organizzazioni maggiormente rappresentative della cooperazione;
h) da due rappresentanti designati dal Forum del terzo settore;
i) da una rappresentante della Commissione per le pari opportunità.
3. I componenti del CREL sono nominati con decreto del Presidente della Giunta entro trenta giorni dalla data di designazione degli stessi da parte delle rispettive organizzazioni e dei rispettivi organismi, che deve avvenire entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge, decorsi i quali il CREL può essere costituito quando sia stato raggiunto un numero di membri pari alla metà più uno di quelli previsti dal presente articolo.
PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Ortu
Art. 1
Il comma 2 dell'art. 1 è così sostituito:
"2. il CREL è composto:
a) da tre esperti designati dal Consiglio Regionale con voto limitato a due;
b) da cinque rappresentanti delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori aventi configurazione associativa confederale;
c) da un rappresentante delle organizzazioni della categoria degli industriali;
d) da un rappresentante delle organizzazioni della categoria degli agricoltori;
e) da un rappresentante delle organizzazioni della categoria degli artigiani;
f) da un rappresentante delle organizzazioni della categoria dei commercianti;
g) da un rappresentante delle organizzazioni della cooperazione;
h) da un rappresentante designato dal Forum del terzo settore;
i) da un rappresentante della Commissione per le Pari Opportunità. (1)
Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Ortu
Il comma 3 dell'art. 1 è così sostituito:
I componenti del CREL sono designati unitariamente tra le Organizzazioni delle categorie previste dal precedente comma alle lettere B-C-D-E-F-G-H, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione della presente Legge e nominati con Decreto del Presidente della Giunta entro i trenta giorni successivi. (2)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare gli emendamenti.
VASSALLO (R.C.). Gli emendamenti sono di una semplicità estrema, nel senso che riducono il numero dei componenti del CREL da 25 a 15. Abbiamo proposto questa riduzione perché crediamo che, se si vuole istituire un organismo che sia veramente collegiale e i cui componenti rappresentino compiutamente e unitariamente le organizzazioni, non ci capisce perché vi debbano essere rappresentate quasi proporzionalmente le diverse organizzazioni. Tra l'altro così facendo verrebbero escluse comunque altre organizzazioni, cioè quelle meno rappresentative. Questo è un fatto, a mio avviso, negativo, perché le organizzazioni di categoria dovrebbero riuscire a indicare persone che siano veramente rappresentative dell'intere organizzazioni. Per questo motivo abbiamo proposto la riduzione della composizione del CREL.
L'emendamento numero 2 è un emendamento di adeguamento alla modificazione del comma 2 dell'articolo 1, in quanto ribadisce che le designazioni delle organizzazioni devono essere effettuate in maniera unitaria, per cui ci dovrà essere un confronto tra le organizzazioni, soprattutto rispetto alle funzioni, ai compiti e alla capacità di esprimere posizioni unitarie, in modo che il rappresentante nominato nell'organismo sia veramente espressione rappresentativa dell'insieme delle organizzazioni che si intendono rappresentare.
Mi sembra inoltre che questa proposta di snellimento e di diversa articolazione corrisponda più compiutamente a quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 3 nel quale si dice che i pareri devono essere espressi entro dieci giorni dalla registrazione dei documenti. E' chiaro che più un organismo è grande più difficoltà avrà sia ad esprimere i pareri, sia a riunirsi e disciplinare i propri lavori.
Noi riteniamo che il CREL debba essere un organismo snello, capace veramente di dare un contributo fattivo alla Giunta regionale e al Consiglio sulle materie che verranno sottoposte alla sua attenzione, e più questo organismo sarà snello e meglio riuscirà a dare concretezza ai propri lavori.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Ricordo che ci sono due correlatori quindi, il mio parere personale, poiché non è stato concordato con il correlatore, è valido al 50 per cento. Io ritengo che il primo emendamento non porti ad un maggiore snellimento del CREL perché credo che il problema non sia quello del numero dei componenti del Consiglio. Anzi la possibilità che vi siano più rappresentanti delle organizzazioni di categoria, potrebbe permettere a questo organismo di avere la rappresentanza politica delle stesse e ad assicurare anche la presenza di eventuali esperti che possano coadiuvare nello svolgimento dei compiti di questo organismo. Non credo che il problema possa essere risolto col risparmio di dieci gettoni di presenza.
Sono contrario anche al secondo emendamento perché credo che la designazione unitaria crei più problemi di quanti ne possa risolvere; è meglio che ogni organizzazione nomini le persone di propria fiducia.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Scano, relatore.
SCANO (D.S.), relatore. Per quanto riguarda il primo emendamento, ritengo che l'idea di uno snellimento abbia un fondamento; però, osservo, condividendo il parere dell'altro correlatore, che il testo è il frutto di un complesso e faticoso accordo raggiunto in Commissione tra le forze politiche e quelle sociali, quindi ritengo che non sia opportuno modificarlo. Non intendo dire con toni perentori che e' sbagliato. Mi pare che a questo punto sia più ragionevole mantenere la costruzione che sin qui è stata approvata.
Sono ugualmente contrario al secondo emendamento, ma per un preciso motivo. In esso si dice che i componenti sono designati unitariamente, e io non so cosa voglia dire designare unitariamente. L'emendamento, così com'è formulato, non indica nemmeno una procedura precisa, perché le organizzazioni possono anche essere obbligate per legge a riunirsi per nominare i propri rappresentanti, ma che poi li nominino unitariamente è tutto un altro affare. Quanto meno l'emendamento è formulato male e, se noi lo approvassimo, produrremmo una legge difficilmente interpretabile ed applicabile.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sono contrario ai due emendamenti per le considerazioni che testè hanno svolto i relatori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Voglio soltanto riaffermare brevemente un concetto. Noi non abbiamo posto il problema di risparmiare dieci milioni. Il problema è, e lo voglio ribadire, soltanto quello di cercare di stimolare l'azione unitaria delle varie organizzazioni che si occupano degli stessi temi e che formalmente dovrebbero rappresentare i medesimi interessi. Se invece non è così e le diverse organizzazioni, pur occupandosi degli stessi temi, pur rappresentando le stesse categorie, intendono rappresentare interessi diversi, noi avremo un organismo che in qualche modo tende a tutelare interessi particolari di singole categorie. Mi sembra che non si raggiunga in questo modo l'obiettivo reale che noi vogliamo perseguire, che è quello di avere un contributo dei soggetti sociali che si occupano di categorie specifiche in maniera unitaria. L'obiettivo è quello di stimolare l'unitarietà dell'azione delle categorie, quell'unitarietà che molte volte viene anche richiesta da questo Consiglio rispetto a temi di importanza fondamentale. Gli emendamenti puntavano a questo obiettivo. Capisco che coloro che rappresentano la stessa categoria si possano dividere su questioni particolari, ma il nostro compito è quello di stimolare l'unitarietà, di stimolare un rapporto che possa veramente valorizzare il ruolo delle singole categorie nella società. Altrimenti, accadrà che istituiremo il Crel, le varie categorie nomineranno i loro rappresentanti ma nel resto della società vi saranno altre organizzazioni che rappresentano le stesse categorie che potranno dire che quello che i componenti del CREL non rappresentano la categoria nel suo complesso ed esprimono una posizione strettamente personalistica o legata all'organizzazione che in quel momento rappresentano. Per questo riteniamo che la formulazione dell'articolo sia. sbagliata. Io comprendo la necessità di salvaguardare determinati equilibri anche politici che ci sono all'interno delle organizzazioni stesse., però abbiamo il compito di stimolare il superamento di questi equilibri.
Peraltro il principio di fare riferimento alle organizzazioni più rappresentative può essere valido ma ha un po' la "coda di paglia". Pensate a quante organizzazioni minori della stessa categoria, riunite insieme, possono rappresentare un maggior numero di aderenti rispetto alla singola organizzazione maggiormente rappresentativa. Non è forse più giusto che tutte le organizzazioni si riuniscano ed anche sulla base del loro peso determinino la scelta di chi deve entrare a far parte di questo organismo? Così facendo, stimolando questo confronto, probabilmente sarebbe scelta non una persona di parte della singola organizzazione, ma si potrebbe trovare una persona con grandi capacità professionali, che sia veramente espressione dell'intera categoria e non della singola organizzazione!
Abbiamo presentato gli emendamenti perché ci sembra che siano fondati su un ragionamento che riteniamo valido, non è che ce li siamo inventati ieri notte. Posso condividere l'obiezione che l'emendamento numero 2 potrebbe essere formulato diversamente e la parola "unitariamente", si potrebbe sostituire con la parola "congiuntamente". Avremmo potuto trovare un altro termine per meglio esplicitare il concetto che volevamo esprimere con questo emendamento. Penso che, così come per tutte le leggi, in sede applicativa, la Giunta può emanare direttive, indicazioni per meglio precisare il senso delle norme, per cui, benché quello sollevato dall'onorevole Scano rispetto alla formulazione del testosia un problema reale, penso che possa essere superato.
Prendo atto che i relatori della proposta di legge sono contrari a questa nostra proposta, seguiremo gli sviluppi nel prossimo futuro e ci riserviamo di proporre le opportune modifiche per fare in modo che, se veramente si vuole che il CREL rappresenti tutte le categorie interessate, venga allargato a quelle organizzazioni che di sicuro, in questo modo, non avranno rappresentanza e voce all'interno di questo organismo, perché sono convinto che chi è più forte, farà la parte del leone ed escluderà completamente tutti gli altri.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova ). Chi non la approva alzi mano.
(Non è approvato)
Poiché nessuna domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CAPPAI, Segretario:
Art. 2
Durata e rinnovo
1. Il CREL dura in carica fino al rinnovo del Consiglio regionale e i suoi componenti devono essere nuovamente designati entro sessanta giorni dall'insediamento del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
CAPPAI, Segretario:
Art. 3
Funzioni del CREL
1. Il CREL esprime pareri sulle questioni attinenti alla programmazione e allo sviluppo economico, sociale e culturale ad esso sottoposte e formula, sulle medesime materie, proposte di propria iniziativa.
2. Il CREL in particolare:
a) esprime parere su documenti della programmazione regionale;
b) esamina la relazione annuale sulle modalità e sui tempi di attuazione degli atti della programmazione e formula su di essa le proprie osservazioni;
c) analizza gli stati di attuazione dei programmi annuali al fine di fornire eventuali suggerimenti;
d) elabora, in appositi rapporti alla Giunta regionale, proposte in ordine ai tempi e agli indirizzi dello sviluppo economico-sociale della Regione;
e) formula, su richiesta della Giunta regionale, osservazioni sulle iniziative legislative e sugli altri atti di contenuto generale concernenti materie economiche, finanziarie e sociali.
3. I pareri e le osservazioni richiesti al CREL devono essere espressi entro dieci giorni dalla ricezione dei relativi atti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). Voglio fare una semplice notazione sulla lettera A). C'è un errore. La parola "su" va sostituita con "sui".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Voglio fare soltanto un'osservazione sul terzo comma. Noi non abbiamo presentato nessun emendamento confidando sull'approvazione degli emendamenti numero 1 e 2. Il terzo comma dice che: "I pareri e le osservazioni richieste al CREL devono essere espressi entro dieci giorni dalla ricezione dei relativi atti". Io mi permetto di chiedere quanto meno che il termine sia modificato portandolo a quindici giorni, perché non si capisce come in dieci giorni un organismo di questo tipo possa esprimere pareri su documenti complessi come sono quelli riguardanti la programmazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). Penso che l'osservazione sia corretta, anche perché dieci giorni non sarebbero sufficienti neanche per la convocazione dell'organismo, mi sembra giusto dare qualche giorno in più perché possa lavorare.
PRESIDENTE. Se l'aula è d'accordo apportiamo questa modifica all'articolo. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 3 così modificato. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
CAPPAI, Segretario:
Art. 4
Funzionamento
1. La prima seduta del CREL è convocata e presieduta dal Presidente della Giunta regionale; in tale seduta lo stesso CREL elegge, tra i suoi componenti, il Presidente ed un Vice-Presidente.
2. Il CREL è convocato dal suo Presidente anche su richiesta di un terzo dei suoi componenti o del Presidente della Giunta regionale.
3. Al fine di consentire la partecipazione della Giunta regionale alle sedute del CREL, la relativa convocazione è preventivamente comunicata al Presidente della Giunta, all'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio e agli Assessori competenti per le materie da trattare.
4. Su proposta del suo Presidente il CREL adotta il proprio regolamento, che disciplina l'organizzazione interna, nonché la forma e la pubblicità degli atti e delle adunanze.
5. L'Amministrazione regionale assicura le funzioni di segreteria con personale del ruolo unico regionale e provvede a dotare il CREL delle strutture necessarie a garantire il funzionamento del medesimo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi lo mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
CAPPAI, Segretario:
Art. 5
Compensi
1. Ai componenti del CREL spettano, per un numero massimo di cinquanta sedute annue, i compensi previsti dall'articolo 1, comma 1, lettere a), b) e c) della legge regionale 22 giugno 1987, n. 27 e successive modificazioni e integrazioni; la misura della medaglia è quella prevista dallo stesso articolo 1, comma 3, lettera a) della medesima legge regionale, così come modificata dall'articolo 5 della legge regionale 1 giugno 1999, n. 32.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
CAPPAI, Segretario:
Art. 6
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire 500.000.000 annue.
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2000-2002 sono apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03016 - Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4 L.R. 20 aprile 2000, n. 4)
2000 lire 500.000.000
2001 lire 500.000.000
2002 lire 500.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3) della Tabella A allegata alla legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 (legge finanziaria).
In aumento
02 - AFFARI GENERALI
Cap. 02105
(D.V.) - Compensi ad estranei all'Amministrazione regionale, incaricati dello studio e della soluzione di particolari problemi (art. 380, T.U. approvato con il D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3) o chiamati ad integrare i gruppi di lavoro o a dare consulenza nelle materie attribuite alla competenza del comitato per l'organizzazione e del personale (artt. 12 e 13, L.R. 17 agosto 1978, n. 51); spese per la predisposizione del primo piano socio-assistenziale (art. 57, comma 1, L.R. 25 gennaio 1988, n. 4) e compensi ai componenti del Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro (art. 5 della presente legge).
2000 lire 500.000.000
2001 lire 500.000.000
2002 lire 500.000.000
3. Le spese previste per l'attuazione della presente legge fanno carico al capitolo 02105 del bilancio della Regione per gli anni 2000 - 2002 ed ai corrispondenti capitoli dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Poiché è terminato l'esame degli articoli, metto in votazione il testo finale.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Parlo dai banchi della maggioranza, per esprimere come consigliere il voto favorevole su questo provvedimento.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico del testo unificato della proposta di legge numero 42 e del disegno di legge numero 81.
Rispondono sì i consiglieri: BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - MANCA - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - PIANA - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SELIS - USAI - VASSALLO.
Risponde no il consigliere: CALLEDDA.
Si sono astenuti i consiglieri: BALLETTO - PILO - SPISSU - TUNIS Marco.
(Il consigliere Tunis Marco dichiara di essersi astenuto. Pertanto il suo voto non è da considerarsi nullo, come risulta dal tabulato. Il Presidente ne prende atto e dispone la modifica del risultato.)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 50
Astenuti 4
Maggioranza 26
Favorevoli 49
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
Presidente. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 11. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare la consigliera Ivana Dettori, relatrice.
DETTORI IVANA (D.S.), relatrice. Colleghe, colleghi, Presidente, capisco che, avendo appena approvato la legge istitutiva di un organismo fondamentale per la vita della Regione sarda come il CREL, che essendo un organismo di lavoratori non si curerà certamente delle lavoratrici, del resto la medesima scarsa attenzione state ora dedicando a questa proposta di legge, in perfetta continuità nell'approccio culturale a questi temi.
Mettendo da parte l'ironia, tengo a dire solo che questa proposta di legge è un'iniziativa unitaria e concorde delle numerose consigliere regionali presenti in questa Assemblea. Non è una legge di parte e tende, semplicemente, ad eliminare un gap nella rappresentanza delle assemblee elettive. La Commissione della Comunità europea, riconoscendo la difficoltà che le donne incontrano ad accedere ai luoghi della rappresentanza politica, ha affermato che la scarsa rappresentanza delle donne nei centri decisionali è una perdita per la società nel suo insieme e non consente di prendere appieno in seria considerazione gli interessi e le esigenze della popolazione nel suo complesso, tanto che il quarto programma comunitario d'azione, per la parità di opportunità tra le donne e gli uomini nel periodo che va dal 1996 al 2000, ha incluso tra i suoi obiettivi principali la promozione della partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini ai processi decisionali e, in particolare, a quelli politici, nella consapevolezza che la sottorappresentanza delle donne ha come conseguenze un deficit di democrazia, una grave perdita in termini di talenti e di competenze specifiche, l'incapacità di rispondere alle particolari esigenze e necessità delle donne, intese in senso politico, culturale, lavorativo e sociale.
In perfetta sintonia con tali priorità, definite in sede comunitaria, la Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna nella Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha predisposto per il Presidente del Consiglio e per la Ministra per le pari opportunità, un documento sulle "Strategie a breve e medio termine per una politica di pari opportunità tra donna e uomo", in cui suggerisce le azioni da adottare per rimuovere gli ostacoli che determinano l'attuale situazione, suggerimenti in gran parte accolti nella direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri: "Azioni volte a promuovere e garantire libertà di scelta e qualità sociale a donne e uomini" approvata il 7 marzo 1997.
Per il perseguimento degli stessi obiettivi, la presente proposta di legge, prevede l'istituzione della Comunità delle elette in Sardegna, quale strumento idoneo ad agevolare lo scambio di informazioni e riflessioni sulla propria attività da parte delle elette, a innalzare la consapevolezza del proprio ruolo, valorizzandolo anche attraverso la creazione di occasioni permanenti di formazione e aggiornamento sull'amministrazione della cosa pubblica rivolte anche alle donne non elette, in modo da promuovere una maggiore preparazione e presenza femminile nell'amministrazione e nella vita politica, a determinare il coinvolgimento delle elette in tutte le iniziative comunali, provinciali, regionali, nazionali ed europee che si svolgono in Sardegna, a promuovere la presenza femminile negli organismi in cui le nomine sono determinate dalle assemblee elettive, ad agevolare i contatti con le istituzioni, a sviluppare sempre più in tutte le donne il senso della loro responsabilità verso il nostro Paese e verso la società attraverso una partecipazione attiva alla vita politica e amministrativa.
Tali interventi concorrono alla creazione di un compiuto sistema democratico, basato sulla piena partecipazione e rappresentatività delle donne su una base di parità con gli uomini, a tutti i livelli e in tutte le aree di funzionamento della società.
In ultimo, debbo dire, che la Camera, il 26 settembre 2000, ha approvato in prima lettura la legge di modifica al titolo V della parte seconda della Costituzione, come i colleghi e le colleghe sanno, la cosiddetta riforma federalista dello Stato.
All'interno di questa modifica è prevista anche la promozione della parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive, che impone alle Regioni di tenere conto, quando vareranno la riforma elettorale, anche della necessità che donne e uomini possano godere delle stesse opportunità nel partecipare alle competizioni elettorali ed essere presenti nelle assemblee elettive.
Le altre regioni, in Italia, hanno le loro Consulte delle elette, la Sardegna è fra le ultime, ma credo che probabilmente potremo in tal modo, e l'intera Assemblea potrà in tal modo avvalersi delle esperienze delle Consulte nelle altre regioni.
Presidente. E' iscritta a parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.
PILO (F.I.-Sardegna). Un po' tra il serio e il faceto qualche nostro collega si domanda quale necessità ci possa essere di istituire un simile organismo, perché è ormai convincimento di tutti che le donne abbiano raggiunto la condizione di pari opportunità e che il motivo per cui non sono rappresentate proporzionalmente all'interno delle istituzioni sia legato esclusivamente a una scelta personale di ciascuna donna.
Noi siamo convinte che questo in realtà non risponda al vero, e cioè che le scelte delle donne siano spesso legate a una serie di condizioni oggettive nelle quali esse si trovano, che rendono difficile la scelta di partecipare alla vita politica.
Io ho potuto sperimentare personalmente, come donna, come mamma, come lavoratrice, la difficoltà a fare politica, difficoltà che non deriva soltanto da problemi organizzativi familiari di ciascuna di noi, ma spesso anche da una diversità di opinioni, di modo di concepire la politica e forse anche di abitudine ad alcune modalità che la politica richiede, o almeno la politica così com'è determinata dagli uomini che costituiscono la quasi totalità della rappresentanza sia istituzionale che partitica.
Quindi credo che sia davvero necessario uno strumento che dia alle donne anche la possibilità di un confronto, perché ci si aiuti reciprocamente in questo percorso di completamento della democrazia che, secondo noi, ancora non è totalmente esecutiva per quanto riguarda una "metà del cielo" che non è rappresentata. Per altro, andiamo a tentoni rispetto alla individuazione dei modi per incentivare la presenza non solo delle donne, ma di tutte le entità che sono sottorappresentate nelle istituzioni, e quindi senza avere la certezza che sia questa la soluzione giusta, che sia questo lo strumento per consentire la partecipazione delle donne finora assenti, che non abbiamo trovato nella nostra esperienza politica. Crediamo, però, che possa essere una buona occasione o comunque un'occasione in più che deve essere data in questo percorso che noi fermamente intendiamo portare avanti.
D'altro canto, è anche vero che ci sentiamo un po' sole dentro questo Consiglio regionale, perché essere in quattro su ottanta consiglieri regionali fa di noi, veramente, quelle della "razza dei panda", e questa è una condizione che sminuisce la nostra capacità innovativa, ma anche la nostra voglia di proporci rispetto a metodi e a contenuti che secondo noi possono essere variati. E siccome non vogliamo restare nella "razza dei panda", riteniamo che questa sia un'occasione da cogliere.
Presidente. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
Dore (i democratici). Intervengo brevemente per esprimere il mio apprezzamento per questa iniziativa legislativa che ritengo senz'altro utile, convinto come sono che una presenza molto più rappresentativa, intendo dire come numero, delle donne nella politica e in particolare in questa Assemblea, sarebbe un fatto importante, direi forse provvidenziale, perché nella mia ormai lunga esperienza di vita ho potuto constatare che normalmente quando le donne si impegnano lo fanno in modo più convinto, più impegnato (scusate il gioco di parole) di quanto non lo facciano gli esponenti del sesso maschile. Questo è un dato di fatto dovuto forse alla loro natura e al ruolo che normalmente svolgono in famiglia, al fatto che come madri sono più abituate al sacrificio, più disponibili a rinunciare anche agli hobby e a occupazioni futili.
Chiaramente, questo complesso di qualità trasferito nel mondo della politica non può che dare esito positivo. Per altro, purtroppo, constatiamo che, per una serie di ragioni, le donne sono normalmente tagliate fuori e quindi svantaggiate. Questa non è un'invenzione o una constatazione fatta a livello locale, ma a tutti i livelli, ivi compreso quello comunitario.
Credo, quindi, in conclusione, che tutto ciò che può servire in qualche modo a rimuovere queste difficoltà, a migliorare questa situazione, sia positivo. Non so se i rimedi possano essere quelli indicati nella proposta di legge ma certamente questi possono essere importanti per fare dei passi avanti in questo cammino, nel quale credo tutti ci dobbiamo impegnare.
Presidente. E` iscritto a parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). Il Presidente del Gruppo dei Democratici di Sinistra non è interessato al mio intervento, inizierò a parlare quando smetterà di distrarre l'attenzione del Presidente.
L'intervento del collega Dore, un intervento affettuoso nei confronti dell'altra "metà del cielo", mi offre l'opportunità, di affermare polemicamente, e lo dico in partenza, che questa "leggina", che permette l'istituzione di una Consulta delle elette, è più che mai urgente e indispensabile, perché quello che noi donne dobbiamo fare, prima di tutto, non è tanto rivendicare il diritto all'uguaglianza, quanto cercare di vedere applicato in questa società, cosiddetta moderna, cosiddetta democratica, cosiddetta evoluta, almeno un concetto culturale di rispetto nei confronti della donna che, da che mondo e mondo - ma non voglio fare una lezione di antropologia - è considerata o dea oppure il contrario di dea (non voglio utilizzare dei termini volgari), però è sempre collocata altrove rispetto al mondo degli uomini, o nel mondo della trascendenza, perché considerata una divinità, o nel mondo della volgarità.
Non le viene riconosciuto il diritto di essere considerata una persona alla pari dell'uomo. Il collega Dore, nella sua quasi ingenuità, ha usato espressioni come "la natura della donna", perché la donna è vista o come una entità senza corpo oppure come estremamente corporea, una sorta di macchina da riproduzione. Quindi la natura della donna, il suo ruolo, che è determinato culturalmente e al quale io non intendo rinunciare, è un ruolo predeterminato che ci troviamo preconfezionato.
Si parla di oblatività, perché le donne sono abituate ai sacrifici ed è importante ricordare questi sacrifici. Va benissimo! Ma questi sono preconcetti, nel senso di "costituiti prima", e la Consulta delle elette non vuole essere altro che un luogo dove le elette e le non elette possano dialogare sulla loro condizione di esseri viventi, fatti di corpo, di mente, di creatività, di intelligenza, che vogliono gestire, non per contestare o per mettersi in competizione ma soprattutto per affermare un principio di complementarità, che purtroppo, anche nella nostra cultura, non riesce ad affermarsi.
Per queste ragioni - d'altra parte la spesa è abbastanza ridotta riispetto a quella deliberata poc'anzi per l'istituzione del CREL - auspico che questo Consiglio voglia approvare questa legge.
Presidente. E` iscritto a parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, non esordirò con una battuta come fece qualche anno fa un nostro caro ed appassionato collega, che ora non siede più in questi banchi, quando, intervenendo sui provvedimenti di un Assessore (un'Assessora si direbbe ora) contro il quale doveva sostenere le sue tesi e le sue rimostranze politiche, esordì affermando che non riusciva ad essere duro con il gentil sesso.
Io ho il massimo rispetto per le donne che considero operose, brave, molto qualificate e determinate quando hanno la preparazione giusta, grandi lavoratrici in tutti i settori, che hanno, in Italia in particolare, guadagnato spazi che ormai stanno diventando anche troppi, perché qui non siamo più alla pari opportunità, siamo all'impari opportunità. Con tutto il rispetto, voglio dire che quello che è stato detto è tutto giusto, ma non è la prima volta che ripeto, a me stesso più che all'Aula, che in Italia si va sempre per dogmi, per slogan, per mode, per esempio: "carbone sì", "carbone no", "tutto carbone", "niente carbone"! A Sassari prima volevano il carbone adesso non lo vogliono più, vogliono la metanizzazione totale, nel Sulcis, invece vogliono solo carbone e non vogliono la metanizzazione. E` tutto un gioco di mode ed altrettanto sta succedendo con il provvedimento che oggi stiamo esaminando.
Cosa propone questa proposta di legge? I compiti della Consulta delle elette sono più o meno gli stessi che sono stati attribuiti alla Consulta per le pari opportunità. Noi continuiamo a creare enti su enti, organismi su organismi, sta avvenendo per questa consulta come avverrà con l'istituzione del Corecom. E si finirà come si finirà, come noi, donne e uomini, sappiamo fare in questa nostra allegra amministrazione pubblica italiana, sempre pronti a creare questo tipo di organismi.
Bisogna rileggere attentamente le disposizioni sui compiti attribuiti a questa consulta perché spesso le cose sfuggono: "Sviluppare in tutte le donne il senso di una responsabile partecipazione attiva alla vita politica amministrativa;. promuovere iniziative tese a incrementare il numero delle elette e ad accrescere il contributo delle donne alla definizione dei principi che regolano i rapporti all'interno della società" e così via. Credo che anche la Commissione per le pari opportunità debba svolgere questo compito. Si può estendere questo concetto di incentivare la partecipazione alla vita politica e amministrativa alla realizzazione di pari opportunità. Tutti gli altri compiti ai quali fa riferimento la proposta di legge sono parte essenziale dell'attività di tutti gli eletti che, proprio in quanto tali, devono rispondere al paese, al popolo, alla gente che rappresentano, non solo a quelli che li hanno eletti, ma a tutti perché noi consiglieri regionali facciamo un giuramento e siamo responsabili nei confronti di tutto il paese, non solo di quei 1000, 2000, 5000, 10.000, 100.000 elettori che ci hanno dato il loro voto.
Io mi domando: perché, una volta tanto non si fa una cosa seria? Perché non si ampliano i compiti della Commissione per le pari opportunità? Noi istituiamo le Consulte e le "Consultine", facciamo la copia sarda del CNEL istituendo il CREL. Riversiamo su questi organismi una serie di ulteriori pesi che poi accrescono gli oneri finanziari che l'amministrazione regionale deve sopportare, un'amministrazione con un bilancio bloccato dall'alta quota di spese fisse, delle quali abbiamo visto ieri la sintesi.
Credo sia chiaro che io, pur giudicando corrette e condivisibili le argomentazioni portate a sostegno della proposta in discussione, ho delle perplessità a dire sì all'istituzione di una Consulta che è il doppione di un organismo già esistente. Perché non estendere la partecipazione delle elette alla Commissione per le pari opportunità? Le elette potrebbero dare il proprio contributo alla Commissione, visto che esse sono anche maggiormente informate, maggiormente aggiornate, maggiormente motivate nel rapporto con la gente e con le donne stesse.
Concludendo, io credo che molti in quest'aula si pongano questo problema e penso che dobbiamo sentirci liberi di esprimere le nostre perplessità. Qualcuno non osa prendere queste posizioni, che possono anche dar fastidio, ma Ivana conosce il mio pensiero perché su questi argomenti mi sono già espresso altre volte.
Non possiamo considerare l'imprenditoria femminile in modo diverso da quella maschile! L'imprenditore è imprenditore e non importa che indossi la gonna o i pantaloni. In Italia si è fatta una legge su questa materia e noi l'abbiamo dovuta recepire, è una cosa alla quale non ho mai creduto e l'ho sempre dichiarato; cosa vuole dire imprenditoria femminile e imprenditoria maschile?
Allora non siamo più alle pari opportunità, siamo alle dispari opportunità.
Concludendo, io chiedo a titolo personale, non a nome del Gruppo, che in questo momento non rappresento, che la legge sia votata a scrutinio segreto.
Presidente. E` iscritto a parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Presidente, onorevoli colleghi, io trovo che sia veramente umiliante che qualcuno, donna o uomo che sia, sia costretto a invocare la tutela dei propri diritti attraverso l'istituzione di una Consulta; io trovo umiliante che ci sia addirittura una Commissione per le pari opportunità. Credo che noi uomini, che siamo la stragrande maggioranza in questo Consiglio, e non solo in questo Consiglio ma anche in tutte le sedi nelle quali vengono prese le decisioni che contano, dobbiamo appoggiare tutti questa richiesta, pur riconoscendo naturalmente - Dio voglia che le cose continuino così - la diversità che esiste tra uomo e donna, in quanto la donna ha un ruolo diverso da quello dell'uomo, un ruolo più alto, perché può essere nostra compagna, nostra amica, ma soprattutto la madre dei nostri figli, la madre dei figli di questa società.
Io credo che nessuno metta in discussione l'intelligenza e la capacità della donna, e che noi tutti dobbiamo appoggiare questo provvedimento. Sarebbe veramente umiliante, lo ripeto, per la nostra intelligenza, che noi uomini, che siamo la stragrande maggioranza in questo Consiglio, ci permettiamo anche solo di mettere in dubbio il diritto delle donne di discutere dei loro problemi. Sono problemi nei quali noi uomini vogliamo entrare, in quanto siamo esseri umani come loro, e dobbiamo caso mai contribuire a questa discussione aiutandole ma non possiamo certamente impedire che il Consiglio destini una somma, che tra l'altro è esigua, all'istituzione di questa Consulta. Con tutti i soldi che vengono sperperati e dati in abbondanza non voglio dire a chicchessia, ma quasi, per cose anche meno importanti di questa, non possiamo dire di no a questo provvedimento.
Non concordo quindi col tentativo di - uso un termine brutto - "impallinare" questo provvedimento con la richiesta del voto segreto, perché nessuno si può nascondere dietro un dito, quando si tratta di prendere decisioni come questa. Dobbiamo avere rispetto per le nostre donne, rispetto per le nostre elette, rispetto per le nostre intelligenze.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io penso che occorra riflettere con serietà sulla scelta giusta che hanno fatto le colleghe di presentare la proposta di legge per l'istituzione della Consulta delle elette, perché hanno affrontato una questione che è presente in tutte le organizzazioni politiche e le associazioni, e hanno voluto mettere un punto fermo e portare all'attenzione del Consiglio regionale un tema estremamente importante per l'organizzazione delle istituzioni ed anche per la democrazia del nostro Paese. Quindi, dobbiamo partecipare a questa discussione, non per rispondere all'obiezione che anche alcuni colleghi che sono intervenuti hanno proposto alla nostra attenzione, che la Consulta rischia di diventare un luogo periferico della politica. No, la Consulta vuole porre all'attenzione della politica l'esigenza di fare in modo che si discuta della presenza delle donne nelle istituzioni, non solo in occasione della formazione dei gruppi dirigenti dei partiti, o in occasione di confronti elettorali, perché solo allora, i ritardi delle istituzioni su questa materia, diventano oggetto di discussione paritaria tra le donne e gli uomini.
La Consulta si pone un obiettivo che è quello invece di richiamare queste esigenze di natura politica e di natura istituzionale, per il funzionamento della nostra società, e pone il problema di trattarle dal punto di vista delle donne, che è fortemente diverso dal nostro, perché le donne sono portatrici di una sensibilità molto diversa da quella degli uomini ed aggiungo, perché non ci dobbiamo tirare indietro nella valutazione, diversa e superiore.
Faccio un esempio solo per sottolineare quanto la diversità ha inciso nella vita politica del nostro paese; le donne nel confronto elettorale hanno maggiori difficoltà ad ottenere risultati, perché sono poche nelle liste, poche nelle organizzazioni politiche, sono considerate a volte un riempitivo.
Però io voglio richiamare un dato. Negli ultimi anni, la politica, le istituzioni, i partiti, il Paese, sono stati richiamati a discutere della questione morale. Sono stati coinvolti molti uomini e solo pochissime donne, che hanno avuto nelle istituzioni e nel governo della cosa pubblica una funzione. Questo significa che la diversa sensibilità, anche in rapporto al governo della cosa pubblica, si è manifestata anche in questa situazione. Quindi, più donne nella politica e nelle istituzioni, vuole dire maggiore contributo alla democrazia ed anche alla competenza.
Una donna impegnata nelle professioni deve essere doppiamente competente per vedersi riconosciuto quello che viene riconosciuto ad un uomo impegnato nella stessa professione.
Le donne impegnate in politica e nelle istituzioni fanno doppio lavoro per ottenere il consenso, e, dobbiamo dire che, quando si affrontano i problemi e in particolare quelli che espongono le parti più deboli della società al giudizio, alla valutazione, alle scelte delle istituzioni, la parte femminile delle istituzioni dimostra di avere sempre maggiore competenza e maggiore conoscenza degli argomenti. Questo non vuole dire sminuire nessuno, ma vuole dire parlare delle cose così come si manifestano nella vita di tutti i giorni. Credo quindi che sia stato giusto - aver messo un punto fermo sull'argomento. Certo si poteva e si potrà fare di più e meglio. Chi di noi vuole contribuire a migliorare il testo, lo può fare già in questa seduta, ma intanto partiamo da questo. Miglioriamolo nella giornata odierna, se c'è da migliorarlo, ma facciamolo diventare legge. Poi sulla base dell'esperienza che verrà fatta e delle proposte che sempre nelle istituzioni verranno avanzate e sottoposte alla nostra attenzione, valuteremo tutti insieme e valuteranno le donne, per migliorare o decidere ulteriori provvedimenti.
Considero comunque positiva questa proposta di legge. C'è stata polemica anche tra di noi quando abbiamo fatto le scelte sulla formazione delle giunte in Sardegna; non aver impegnato donne nell'Esecutivo è stato motivo di critica da parte degli uomini e delle donne, da parte degli uomini prevalentemente in modo strumentale, da parte delle donne perché convinte di questa esigenza e delle carenze che scelte di quel tipo hanno richiamato alla nostra attenzione.
Quindi non solo dichiaro il sostegno mio e del mio Gruppo a questo provvedimento, ma credo che le colleghe benché siano solo quattro in questo Consiglio regionale, meno che nella precedente legislatura, abbiano voluto dare al Consiglio stesso, alla politica e alle istituzioni un contributo alto e come tale va assunto e non sottolineando che bisogna fare di più. Certamente bisogna fare di più, ma le presentatrici della legge hanno cercato di proporre un testo sul quale pensavano fosse possibile, in questa fase, trovare il consenso, con le modifiche che l'Assemblea riterrà opportune. Io non concordo sulla necessità di sospendere l'esame del provvedimento per esaminarlo meglio, perché fare ora una scelta di questo tipo vuol dire non essere disponibili ad intervenire positivamente sulla proposta in esame.
Le colleghe hanno proposto all'attenzione dell'Aula un testo, ci sono competenze, al di là dei sessi, che si possono esprimere, si esprimano, ma licenziamo questo provvedimento nella seduta odierna, proponendoci di migliorarlo successivamente, se fosse necessario.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Prendo la parola solo per un minuto, riconoscendomi negli interventi delle consigliere regionali intervenute nel dibattito ed anche nell'intervento svolto ora da Renato Cugini.
Sento però il desiderio di dire una parola, perché forse la discussione di questa proposta di legge potrebbe rappresentare l'occasione, anche al di là del dibattito in Aula, perché noi uomini ci interroghiamo sul perché ci sono così poche donne nelle istituzioni e nella politica. O, se possiamo esprimerci anche in modo anche più drastico, perché la politica è così larghissimamente "maschio", , o perché il Parlamento o perché il Consiglio regionale è "maschio", e perché i partiti sono larghissimamente espressione di uno dei due generi di cui è composta l'umanità.
(Interruzioni)
Su un argomento di questo genere non raccolgo le battute, per una questione di rispetto delle persone ed anche perché è un tema serio. Le battute possiamo farle, ma non quando, come parlamentari eletti dal popolo, parliamo di argomenti di questo livello.
La proposta all'ordine del giorno potrebbe essere l'occasione per un dibattito sul rapporto tra donne, istituzioni e politica. Onestamente non so se ne siamo capaci, noi singoli consiglieri, se ne sono capace io; se abbiamo la sensibilità e la cultura sufficiente, se il Consiglio regionale ha questa cultura e questa sensibilità.
Erano solo queste le domande che volevo pormi, perché non è un tema da sottovalutare - ha fatto bene Cugini a rilevarlo poco fa - non è un tema da trattare con luoghi comuni, né - e qui rispondo a un'obiezione che c'è, non so se è stata fatta in quest'Aula, non sono stato sufficientemente attento agli interventi, ma comunque c'è nella testa di molti - col falso e un po' ipocrita egualitarismo di chi dice: "Ma se siamo uguali, perché la politica delle quote riservate alle donne, perché le consulte, cioè perché un luogo specifico? Non è una ghettizzazione questa?". Io penso di no, penso che le quote, le consulte siano piccoli strumenti anche inefficaci, perché si dovrebbe avere ben altro modo di affrontare questa piccolissima questione del perché l'umanità sia composta di due generi e la politica di uno solo; non è una questione di poco conto. Sono piccoli strumenti perché l'uguaglianza di opportunità tra i sessi, l'uguaglianza di opportunità per le donne e gli uomini di questa terra, sia davvero reale e non sia solo una proclamazione di principio.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.). Ho ascoltato con molta attenzione gli interventi che si sono susseguiti in quest'Aula e concordo con coloro i quali pensano che questo progetto di legge debba essere oggi sollecitamente approvato.
Mi rendo conto che in fondo si tratta purtroppo più che altro di una dichiarazione di intenti. A questa dichiarazione di intenti, forse in questo ha ragione Scano, può darsi che più in là possa seguire qualche atto più concreto, perché diversamente noi rischiamo di fare un provvedimento ipocrita, di riconoscimento di alcune esigenze e di alcuni diritti, che però poi rimane soltanto una dichiarazione di intenti.
Quindi io sono favorevole, e mi dichiaro da oggi favorevole a ulteriori iniziative in questo senso. E non - nessuno si metta a ridere - per il complesso di Edipo, che normalmente mi perseguita, ma perché credo veramente che la donna, al di là di quello che ha detto la mia collega Noemi, non è fatta soltanto di spirito o soltanto di corpo, non credo cioè alla donna angelicata che i trovatori di un tempo portavano sugli altari, così come non credo alla donna come mero strumento di piacere.
Credo che le donne abbiano in sé questi due elementi che armonicamente coesistono e che esse possano e debbano sviluppare una capacità che forse qualche volta manca a noi uomini, cioè quella capacità d'intuizione, quella sensibilità che invece è classica delle nostre donne.
Quindi, sono favorevole, e parlo anche a nome dei miei colleghi cristianodemocratici e dei miei colleghi del partito del Popolo sardo, all'approvazione di questo disegno di legge, ci riconosciamo in esso, faccio parte della Commissione che l'ha approvato all'unanimità, credo e spero che abbia un seguito.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, voglio dire solo poche battute per significare la posizione dei Democratici in relazione a questo provvedimento di legge e anche, se mi è consentito, la mia posizione personale.
Io non nutro alcun sentimento di tenerezza in relazione ai provvedimenti che arrivano in quest'aula. In questa sede siamo operatori politici. Riconosco che questo provvedimento ha una valenza e in base a questa valenza esprimo il mio parere. Ed è una valenza importante, non per ragioni di ritardo culturale o di ritardo di qualunque tipo esso sia, ma perché ritengo che l'apporto che può venire da organismi che concorrano a dare alla Sardegna una spinta di progresso e di sviluppo sia ben accoglibile.
Per queste ragioni, ritengo che, come già è avvenuto in Commissione, quest'Aula debba approvare questa proposta di legge all'unanimità,
perché nella politica c'è necessità di impegno, c'è necessità di responsabilità, c'è necessità di rigore e credo che questa Consulta possa garantire, da questo punto di vista, la sua efficacia.
PRESIDENTE. Per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette all'Aula, ritenendo che si tratti di un argomento che non può essere patrimonio della maggioranza o dell'opposizione, e alcuni degli interventi che mi hanno preceduto, hanno messo bene in evidenza la valenza che questo provvedimento assume e la Giunta è attenta a recepire ciò che scaturirà dal dibattito e dal voto dell'Aula.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
PIANA, Segretario:
Art. 1
Istituzione
1. E' istituita la Consulta delle elette in Sardegna.
2. La Consulta ha sede presso il Consiglio regionale. L'Ufficio di presidenza del Consiglio fornisce il necessario supporto organizzativo e finanziario per l'espletamento delle funzioni e dei compiti della Consulta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
PIANA, Segretario:
Art. 2
Compiti
1. La Consulta delle elette si pone i seguenti compiti prioritari:
a) sviluppare in tutte le donne il senso di una responsabile partecipazione attiva alla vita politica ed amministrativa;
b) promuovere iniziative tese ad incrementare il numero delle elette ed accrescere il contributo delle donne alla definizione dei principi che regolano i rapporti all'interno della società;
c) offrire informazione e collaborazione all'interno e all'esterno della Consulta;
d) creare occasioni permanenti di formazione e di aggiornamento sull'amministrazione della cosa pubblica, per promuovere la preparazione e la presenza femminile nella amministrazione e nella vita politica;
e) promuovere il coinvolgimento delle elette in tutte le iniziative locali, nazionali ed europee che si svolgono in Sardegna;
f) favorire la presenza femminile negli organismi in cui le nomine sono di competenza delle assemblee elettive;
g) agevolare i contatti con le istituzioni;
h) valorizzare ruolo e iniziative delle elette.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
PIANA, Segretario:
Art. 3
Costituzione, organizzazione e funzionamento
1. La Consulta è costituita dalle donne elette e nominate negli organismi istituzionali a livello comunale, provinciale, regionale, nazionale ed europeo, dalle Presidenti delle Consulte femminili, delle Commissioni pari opportunità e dalle Consigliere di parità.
2. La Consulta adotta, a maggioranza assoluta dei propri componenti, un regolamento interno che ne disciplina l'organizzazione e le regole di funzionamento.
3. In sede di prima applicazione della presente legge la Consulta è convocata dal Presidente del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 4 è soppresso, si dia lettura dell'articolo 5.
PIANA, Segretario:
Art. 5
Attività programmatoria
1. La Consulta invia, entro il 31 marzo di ogni anno, al Presidente del Consiglio regionale una dettagliata relazione sull'attività svolta e su quella programmata per l'anno in corso.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
PIANA, Segretario:
Art. 6
Norma finanziaria
1. Le spese per l'attuazione della presente legge sono valutate in lire 100.000.000 annue.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2000 ed in quello pluriennale 2000-2002 sono introdotte le seguenti variazioni:
In aumento:
01 - PRESIDENZA DELLA GIUNTA REGIONALE
Cap. 01001 -
Spese per il Consiglio regionale
2000 lire 100.000.000
2001 lire 100.000.000
2002 lire 100.000.000
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03016 -
Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 3, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1)
2000 lire 100.000.000
2001 lire 100.000.000
2002 lire 100.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 11 per l'anno 2000 e della riserva di cui alla voce 6 per gli anni 2001 e 2002 della tabella A allegata alla legge regionale 20 aprile 2000, n. 4.
3. Le spese per l'attuazione della presente legge gravano sul capitolo 01001 del bilancio pluriennale per gli anni 2000-2002 e sui corrispondenti capitoli dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIANA, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Scarpa - Fadda - Corda - Falconi - Pacifico - Contu - Pili - Federici - Scano - Dettori I.
Art. 6
L'articolo 6 è sostituito dal seguente:
Art. 6
Norma finanziaria
1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono valutate in lire 100.000.000 annue, alle stesse si provvede con il bilancio interno del Consiglio. (1)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
FADDA (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Ivana Dettori, relatrice.
DETTORI IVANA (D.S.), relatrice. Lo si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi lo mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Devo precisare, per qualche distratto, che non avrei palesato l'intenzione di chiedere il voto segreto, che per altro non posso chiedere, senza avere prima esposto, come è avvenuto, la mia posizione riguardo al problema che è stato esaminato. Debbo anche informare l'Aula che sono stato brutalmente aggredito per quanto ho sostenuto, quindi probabilmente tutto il mio rispetto nei confronti delle elette o di qualcuna del gruppo delle elette probabilmente era mal collocato. Sono stato brutalmente aggredito, ma è chiaramente per questo che esprimo un parere negativo su questo provvedimento. Lo esprimo, non è cosa nuova per quest'Aula, da sempre sull'organizzazione di queste strutture.
Presidenza del Presidente Serrenti
(Segue BIGGIO.) Per altro avete votato l'istituzione di questa consulta, signori consiglieri, a carico del Consiglio e i più giovani tra voi potranno vedere come si svilupperà questa struttura. Vi faccio tanti auguri.
Per quanto mi riguarda esprimerò voto contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Naturalmente voterò a favore e non lo farò solo perché all'interno della Seconda commissione della quale faccio parte, abbiamo esaminato questo provvedimento di legge e l'abbiamo votato all'unanimità. Voterò a favore perché credo che le donne, che non hanno pari opportunità non per loro demerito, ma per merito nostro, abbiano il sacrosanto diritto di cercare di raggiungere una parità di presenza all'interno delle istituzioni, all'interno della società, nelle sedi nelle quali si prendono decisioni importanti. All'interno, lo diceva prima qualcuno, dei consigli comunali, del Consiglio regionale ma anche del Parlamento, la presenza delle donne è sempre minoritaria, quindi non vedo la ragione per la quale noi consiglieri regionali maschi che siamo la stragrande maggioranza in quest'Aula (76 a 4), possiamo arrogarci il diritto di non dare alle donne elette la possibilità di essere punto di riferimento per le altre donne, per esaminare con loro quelle che possono essere le strategie per riuscire ad ottenere quello che non hanno ottenuto, ripeto non per la loro incapacità di ottenere, ma grazie alla nostra bravura nell'impedire loro, attraverso il potere che deteniamo, di ottenere.
La mia decisione di votare a favore deriva anche dal fatto che all'interno del nostro Gruppo c'è una donna, della quale noi abbiamo profondo rispetto, una donna che ci dà la sua partecipazione con intelligenza…
(Interruzione del consigliere Pinna)
Le battute, caro onorevole Pinna, diceva prima molto saggiamente una persona più esperta di me, l'onorevole Scano, in questa fase della discussione sono veramente cosa molto bassa, quindi io direi di evitarle. Per tornare al discorso dell'opportunità di votare a favore di questa istituzione della Consulta, ripeto che, non solo perché del nostro Gruppo fa parte, e ne siamo orgogliosi, una donna, noi vorremmo che ce ne fossero anche di più, perché le donne spesso sanno essere più sagge di noi, sanno essere più propositive, sono a volte anche più serie di noi ed allora diciamo che noi abbiamo bisogno - io sento, io credo in questo, anche se i maschietti mormorano, ma questo è normale - abbiamo bisogno del loro contributo perché riteniamo che le donne abbiano la capacità di dimostrare una saggezza maggiore rispetto alle nostre posizioni radicali di uomini. Ed allora, svestiamoci di questa arroganza che spesso ci contraddistingue, e contraddistingue il nostro modo di vivere, e votiamo tutti insieme a favore di questa Consulta per le donne.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Voglio dire solo poche parole, perché mi sono un po' preoccupato perché l'intervento di Cesare Corda - non te la prendere Cesare! - che era intenzionalmente a favore ha provocato qualche dubbio persino in alcuni dei più convinti sostenitori di questa proposta di legge. Bisogna votare a favore per le ragioni che sono emerse nel dibattito. Non fatevi fuorviare da questi argomenti. Ho visto persino qualche consigliera che iniziava a dire: "Ma non è che avrò sbagliato strada!". Comunque, a parte gli scherzi, noi votiamo a favore.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FLORIS Emilio - FRAU - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - ORTU - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - VASSALLO.
Risponde no il consigliere: BIGGIO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - GRANARA - RASSU.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 56
Astenuti 3
Maggioranza 29
Favorevoli 55
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 69/A della Giunta regionale, relatore il consigliere Vassallo.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo, relatore.
VASSALLO (R.C.), relatore. La Commissione industria, nella seduta di giovedì 27 luglio, ha approvato all'unanimità il disegno di legge numero 69, avendo condiviso la necessità e l'urgenza dell'intervento proposto che consentirà alla Regione di poter disporre di ulteriori risorse finanziarie a sostegno delle imprese.
Con la legge del 15 marzo 1997, numero 59, il Parlamento autorizzava il Governo al conferimento di funzioni e compiti alle Regioni e agli enti locali per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa.Tale legge prevedeva che il Governo, con i successivi decreti legislativi, individuasse tassativamente le funzioni e i compiti da trasferire agli enti locali e quelli da mantenere in capo all'amministrazione statale.Il 21 maggio del 1998 è stato pubblicato il decreto legislativo 31 marzo 1998, numero 112, recante: "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni e agli enti locali in attuazione del capo primo della legge 15 marzo 1997 numero 59".
Tale decreto legislativo prevede il trasferimento alla Regione di tutte le funzioni e compiti esercitati da qualunque organo dello Stato e da enti pubblici da questi dipendenti, nel settore dello sviluppo economico.Le funzioni amministrative trasferite risultano nei settori dell'artigianato e dell'industria e comprendono l'erogazione di agevolazioni, di contributi, sovvenzioni, incentivi e benefici di qualsiasi genere comunque denominati secondo quanto previsto con successiva legge regionale.
La Commissione nell'approvare il provvedimento ha apportato allo stesso alcune modifiche, per rendere lo stesso più adeguato alle esigenze del settore.In particolare è stato previsto il preventivo parere della Commissione sulla ripartizione dei fondi tra i capitoli di bilancio e sulle direttive di attuazione che dovranno essere emanate dalla Giunta.
La Commissione, considerata l'importanza e l'urgenza del provvedimento ne raccomanda l'approvazione da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Il collega Vassallo ha già dato una traccia, vorrei soltanto specificare che, in seguito alla approvazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, numero 112, alla Sardegna è stato assegnato il 6,57 per cento delle risorse pari a 65 miliardi. Per completezza di informazione, le funzioni trasferite alla Regione in materia di industria in attuazione del medesimo decreto legislativo sono quelle previste dai seguenti provvedimenti legislativi: la legge numero 341 del 1995 di conversione del decreto - legge 23 giugno 1995, numero 244 (articolo 1: "Agevolazioni in forma automatica" e articolo 2: "Prestazioni di garanzia"); la legge 28 novembre 1965 numero 1329: "Finanziamenti agevolati per l'acquisto di nuove macchine utensili o di produzione", più nota come legge Sabatini; la legge 3 febbraio 1989 numero 41: "Attività economiche sostitutive di attività minerarie sospese o dismesse"; la legge 30 luglio 1990, numero 221: "Recupero compendi immobiliari delle aree minerarie dismesse".
Si tratta di un provvedimento molto importante; l'unico rammarico è che questo disegno di legge è stato licenziato fin dal 30 marzo dalla Giunta e già tre mesi fa avremmo potuto esaminarlo in Consiglio regionale ed avere l'immediata disponibilità delle risorse.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
PIANA, Segretario:
Art. 1
1. Le risorse finanziarie assegnate dallo Stato alla Regione Sardegna in attuazione dell'articolo 7, comma 1, della Legge 15 marzo 1997, n. 59, in relazione alla dismissione dell'applicazione, ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, di norme statali prevedenti incentivi alle imprese, prima di competenza del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, del Ministero per il commercio estero e del Dipartimento del tesoro del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sono iscritte nel bilancio della Regione.
2. Le risorse finanziarie di cui al comma 1, sono destinate, dalla Regione, al finanziamento di regimi di aiuto previsti, dalla legislazione regionale, a valere sugli stati di previsione della spesa dell'Assessorato dell'industria e dell'Assessorato turismo, artigianato e commercio.
3. Nel quadro delle strategie regionali di incentivazione delle imprese, le risorse predette possono essere anche utilizzate per concedere le agevolazioni previste da disposizioni normative statali dismesse dallo Stato ai sensi del decreto legislativo n. 112 del 1998.
4. Le risorse di cui al comma 1, a seguito dell'accertamento dell'entrata, sono ripartite, su conforme parere della competente Commissione del Consiglio regionale, con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta degli Assessori competenti, nei rispettivi capitoli di pertinenza di cui al successivo articolo 2.
5. Con decreti degli Assessori dell'industria e del turismo, artigianato e commercio, per quanto di rispettiva competenza e previa deliberazione della Giunta regionale e su conforme parere della competente Commissione del Consiglio regionale:
a) sono individuati i regimi di aiuto alle imprese, previsti dalle norme statali la cui attuazione sia stata dismessa, dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, dal Ministero per il commercio estero e dal Dipartimento del tesoro del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ai sensi del decreto legislativo n. 112 del 1998;
b) sono adottate le direttive di attuazione delle norme di cui alla lettera a), per l'adeguamento dei regimi in esse previste alle specificità dell'ordinamento della Regione alle prescrizioni comunitarie ai fini della notifica dei regimi stessi alla Commissione europea.
6. La Regione, in dipendenza dell'accertamento in entrata delle risorse di cui al comma 1 e subordinatamente all'attivazione, da parte della Regione stessa di regimi di aiuto con il provvedimento di cui al comma 5, subentra alle Amministrazioni statali nei diritti e negli obblighi derivanti dalle convenzioni, ove esistenti, dalle Amministrazioni stesse stipulate in forza di leggi ed in atto alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 112 del 1998.
7. Gli Assessorati dell'industria e del turismo, artigianato e commercio, per la parte di rispettiva competenza, nell'ipotesi di cui al comma 6, provvedono, ai sensi dell'articolo 99 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, alla stipula delle convenzioni integrative per apportare gli adattamenti indispensabili alla regionalizzazione degli originari rapporti instaurati dalle Amministrazioni statali.
PRESIDENTE. All'articolo 1 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIANA, Segretario:
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Dopo l'art. 1 si è aggiunto:
Art. 1 bis
Modifiche alla L.R. n. 17 del 2000
1. Nell'articolo 46 della legge regionale 5 settembre 2000, n. 17, la lettera a) del comma 1 è sostituita dalla seguente:
"a) lire 2.618.000.000 dal fondo per la concessione di mutui ai consorzi industriali (ZIR) di cui alla legge regionale 18 novembre 1968, n. 47, nelle misure di lire 1.618.000.000 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A. e di lire 1.000.000.000 da quello presso la Banca Nazionale del Lavoro".
2. Nell'articolo 47, comma 1, della legge regionale n. 17 del 2000 la denominazione del capitolo 07045/04 è sostituita dalla seguente.
"Cap. 07054/04 (N.I.) 2.1.1.4.1.2.10.25 (02.05)
Saldo di impegni di esrcizi decorsi relativi a spese per la promozione e l'organizzazione di fiere, mostre ed esposizioni nazionali o regionali e per agevolare la partecipazione di enti e privati a tali manifestazioni, nazionali ed estere; spese dirette a favorire gli studi, le ricerche e le pubblicazioni interessanti il commercio, l'artigianato e il turismo (artt. 1, 2 e 4, L.R. 6 aprile 1954, n. 5 e art. 70, L.R. 27 giugno 1986, n. 44)".
3. nell'articolo 48, comma 2, della legge regionale n. 17 del 2000 il capitlo 07027/02 assume il seguente numero: 07026/06. (1)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo, relatore.
VASSALLO (R.C.), relatore. Il relatore non può esprimere il parere per due ordini di motivi; il primo è che si tratta di un emendamento che non ha niente a che fare con il testo della legge. Si tratta, mi sembra, di un emendamento di natura finanziaria collegato ad un'altra legge di settore, non collegabile alla presente legge; e peraltro un emendamento di questo tipo più che avere il conforto e il parere della Commissione lavoro, dovrebbe avere il parere della Commissione bilancio.
PRESIDENTE. Devo chiedere il parere dell'onorevole La Spisa.
Ha domandato di parlare il consigliere Scano, vicepresidente della Commissione. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). In tutta franchezza, Presidente, nessuno che non sia "Mandrake", senza avere riferimenti legislativi, può capire cosa significa questo esattamente. Se a nome della Commissione, il Presidente La Spisa o io dobbiamo esprimere una valutazione occorrono almeno dieci minuti di approfondimento per vedere che cosa esattamente significhi e avere tutti i riferimenti legislativi, altrimenti io non sono in grado di capire.
PRESIDENTE. Colleghi obiettivamente mi pare che non siamo nella condizione di poter continuare. Possiamo sospendere i nostri lavori e riprenderli stasera. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (D.S.). La Giunta ha dato per illustrato l'emendamento; siccome c'è questa difficoltà di comprensione perché mancano i riferimenti legislativi, io riterrei invece utile che l'Assessore lo illustrasse.
PRESIDENTE. L'emendamento è dell'Assessore Pittalis. Poiché l'Assessore è assente, i lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 13 e 30.
Versione per la stampa