Seduta n.349 del 09/12/1998
CCCXLIX SEDUTA
(Pomeridiana)
Mercoledì 9 dicembre 1998
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vice Presidente Milia
La seduta è aperta alle ore 17 e 13.
PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 3 dicembre 1998, che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Giovanni Giagu e Maria Francesca Cherchi hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 9 dicembre 1998.
Se non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio" (447)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il proseguimento della discussione del disegno di legge numero 447 A, Norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione.
Stamattina avevamo discusso l'articolo 31, abbiamo sospeso perché aggiornati alle ore 16 e 30; la Commissione si è riunita alle ore 16, ed era presumibile che mezz'ora sarebbe stata sufficiente; ora è passata un'ora e un quarto, e non posso bloccare i lavori dell'Aula. Se la Commissione non ha concluso, chiedo agli uffici che le venga comunicato questo,che se non ha concluso, aggiorna i suoi lavori dopo l'esame del disegno di legge.
L'articolo 31 è votato, l'articolo 32 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 33.
PIRAS, Segretario:
Art. 33
Recupero di somme dai fondi di rotazione
1. E' disposto, nell'anno 1998, l'ulteriore versamento alle entrate del bilancio regionale della complessiva somma di lire 48.570.000.000 dai sottoelencati fondi di rotazione (cap. 36103):
I. lire 76.375.164 dal fondo per le anticipazioni a cooperative ed altre associazioni di produttori, viticultori e allevatori di animali lattiferi di cui all'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 1950, n.74, costituito presso la Banca CIS S.p.A.;
II. lire 157.711.525 dal fondo destinato alla concessione di prestiti di esercizio a pastori e allevatori associati in cooperative, gruppi o latterie sociali di cui alla legge regionale 13 luglio 1962, n. 9, dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;
III. lire 87.697.894 dal fondo per la cooperazione agricola di cui agli articoli 2 e 3 della legge regionale 17 dicembre 1973, n. 40, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;
IV. lire 3.515.044.806 dal fondo per la trasformazione delle passività agricole, di cui all'articolo 40 della legge regionale 7 maggio 1981, n. 14, nella misura di lire 3.123.042.991 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A. e lire 392.001.815 da quello presso la B.N.L. S.p.A.;
V. lire 9.670.172 dal fondo per l'abbattimento dei tassi di interesse sui prestiti alle cooperative artigiane di cui all'articolo 53 bis della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, nella misura di lire 500.600 dal fondo costituito presso il Banco di Sassari S.p.A. e lire 9.169.572 da quello presso il CIS S.p.A.;
VI. lire 16.756.522 dal fondo per la concessione di contributi in conto occupazione di cui all'articolo 18 bis della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, nella misura di lire 2.050.488 dal fondo costituito presso la Banca di Sassari S.p.A. e lire 14.706.034 da quello presso il CIS S.p.A.;
VII. lire 7.276.894.264 dal fondo per le anticipazioni finanziarie di cui all'articolo 20 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, nella misura di lire 150.884.636 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A. e lire 7.126.009.628 da quello costituito presso il CIS S.p.A.;
VIII. lire 24.558.276 dal fondo per la concessione di contributi in conto interessi ad agenti e rappresentanti di commercio di cui all'articolo 70 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, nella misura di lire 1.674.959 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A., lire 21.937.848 da quello presso il CIS S.p.A. e lire 972.469 da quello costituito presso la Banca di Sassari S.p.A.;
IX. lire 1.456.801 dal fondo per la tutela dei livelli occupativi di cui alla legge regionale 22 aprile 1987, n. 19 costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;
l) lire 1.337.551.362 dal fondo di contributi PNIC a favore dell'artigianato di cui all'articolo 26 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, nella misura di lire 846.689.574 dal fondo costituito presso il Banco di Sassari S.p.A. e lire 490.861.788 da quello presso il CIS S.p.A.;
m) lire 1.500.000.000 dal fondo per la concessione dei contributi in conto occupazione alle imprese artigiane di cui agli articoli 17 e 18 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, costituito presso il CIS S.p.A.;
n) lire 103.177.595 dal fondo per la concessione di prestiti agevolati di cui all'art. 14 bis della legge regionale 9 maggio 1968, n. 26 costituito presso il Banco di Sardegna;
o) lire 6.500.000.000 dal fondo per l'attuazione dell'intesa di programma per la Sardegna Centrale di cui all'articolo 30, lettera c) della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 costituito presso la SFIRS S.p.A.;
p) lire 5.000.000.000 dal fondo per la concessione di contributi in conto interessi su operazioni di finanziamento e leasing contratte dalle piccole e medie imprese industriali di cui alla legge regionale 28 aprile 1993, n. 21, costituito presso la SFIRS S.p.A.;
q) lire 1.444.796.313 dal fondo per la concessione di mutui a favore dei consorzi industriali (Z.I.R.) di cui alla legge regionale 18 novembre 1968, n. 47, nella misura di lire 907.858.535 da quello costituito presso il Banco di Sardegna e lire 536.937.778 da quello presso la BNL S.p.A.;
r) lire 74.354.988 dal fondo per la concessione di anticipazioni alla piccola industria sugheriera di cui all'art. 36 della legge regionale 9 giugno 1989, n. 37 costituito presso il CIS S.p.A.;
s) lire 8.000.000.000 dal fondo per la tutela dei livelli produttivi di cui alla legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66, costituito presso il CIS S.p.A.;
t) lire 10.000.000.000 dal fondo per l'anticipazione di contributi in conto capitale a favore delle piccole e medie imprese di cui all'art. 5 della legge regionale 20 giugno 1989, n. 44 costituito presso il CIS S.p.A.;
u) lire 2.000.000.000 dal fondo per gli interventi di consolidamento finanziario di cui all'art. 3 della legge regionale 20 giugno 1989, n. 44 costituito presso la SFIRS S.p.A.;
v) lire 1.443.954.318 dal fondo per la concessione di provvidenze a favore delle imprese di navigazione di cui alla legge regionale 15 maggio 1951, n. 20, costituito presso il CIS S.p.A..
2. Al recupero dei fondi di cui al comma 1, provvede l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 155. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
(Interruzione)
PRESIDENTE. Abbiate pazienza, c'è una gerarchia, c'è il primato dell'Aula sulle Commissioni; la Commissione si sta riunendo in deroga, quindi chiedo che venga comunicato alla Commissione che il tempo della deroga è concluso e non si può andare avanti in questo modo; quindi c'è un fatto di correttezza istituzionale della Commissione, dei commissari e di tutti gli altri.
Una comunicazione formale: non autorizzo più i lavori della Commissione da questo momento. Quindi alle 17 e 15 i lavori della Commissione non sono autorizzati.
Riprendiamo i nostri lavori. L'articolo 33 e il relativo emendamento sono stati già letti.
Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento soppressivo totale numero 155.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 155 si riferisce per l'appunto all'articolo 33 del disegno di legge numero 447, e prevede il recupero di somme dai fondi di rotazione. Vi è da dire che con questo articolo si prosegue in una attività che è stata inaugurata nel corso di questa legislatura per la prima volta dall'Assessore Sassu, proprio in occasione della legge finanziaria per il 1997, anno in cui, per la prima volta, si è dovuto fare i conti con la ristrettezza dei trasferimenti statali che in quella circostanza cominciavano a subire le prime contrazioni. Ed allora, per dare risposta anche a numerosi colleghi e agli stessi Assessori di Giunta, che vedevano notevolmente ridimensionati gli stati di previsione della spesa dei rispettivi assessorati, l'Assessore Sassu, se ben ricordate, ebbe l'idea, che fra le altre cose venne propagandata come operazione di ottima amministrazione, perché vennero prelevati da quei fondi esattamente quattrocentocinquanta miliardi, lira più lira meno. Lo scorso anno, nella finanziaria, a quel primo episodio si è aggiunta un'analoga operazione attraverso la quale erano stati recuperati altri 284 miliardi. Oggi, col terzo tentativo, vengono recuperati altri 48 miliardi e 750 milioni. Allora, delle due l'una: o le leggi di spesa non hanno funzionato e non funzionano, e da qui la giusta esigenza di impiantare un sistema, attraverso il quale si possa monitorare la spesa sia per ciò che riguarda la sua utilità, sia per quanto riguarda la sua entità, quindi o questo tipo di intervento, oppure, d'altra parte, dobbiamo riconoscere che queste leggi proprio non hanno funzionato.
L'aver lasciato queste somme a giacere presso le banche che gestiscono i fondi rappresenta - ho avuto occasione di dirlo anche in altre circostanze - un atto di cattiva, di pessima amministrazione, perché voi ricorderete che questi fondi di rotazione depositati presso le banche, davano alla Regione solamente il tasso di tesoreria che poteva quantificarsi in anni d'oro, quando i rendimenti finanziari arrivavano a tassi anche del quindici, sedici, diciasette, diciotto per cento, i tassi di tesoreria invece erano molto bassi, e su quelli poi gravava anche la ritenuta d'acconto. Quindi il dire questo, e l'aver fatto questo, è proprio la prova che l'Amministrazione regionale non è stata capace di far funzionare le proprie leggi; non è stata capace, e non solo non è stata capace di farle funzionare, ma lo ha fatto, e con colpevole, imperdonabile ritardo si è resa conto che queste somme non servivano.
Noi non crediamo che queste somme non servano, perché noi crediamo che le leggi di incentivazione, almeno la maggior parte di esse possono, se ben gestite, dare risposte in termini di incisività sui processi di sviluppo.
Riteniamo che l'operatività, la corretta operatività di queste leggi possa dare risposte in termini molto più brevi e immediati rispetto a quelli che invece si suppone di voler dare ed ottenere attraverso il piano straordinario del lavoro perché ricordatevi, colleghi, che tutte le iniziative che verranno poste in essere dai comuni attraverso le società miste di cui all'articolo 15 - se ben ricordo - e tutte quelle altre iniziative che verranno poste in essere con la contrazione dei mutui di 333 miliardi dell'articolo 19, non daranno affatto risposte in tempi brevi, perché è impossibile che in tempi brevi, una volta che verranno attivate tutte quelle iniziative, si possa avere risposte in termini di occupazione.
Gli strumenti esistevano già, sono rappresentati dalle leggi di settore, leggi di settore per le quali sono state istituiti i fondi di rotazione. Si trattava solamente di verificare se queste leggi funzionavano, capire quali erano gli impedimenti e quindi, se ritenute ancora utili, istituire le opportune misure per verificare che queste leggi funzionassero, quanto meno per dare impulso al funzionamento di queste leggi. Ecco la ragione ed ecco i motivi dell'emendamento soppressivo totale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Signor Presidente, noi a questi provvedimenti, tipo quello proposto dall'articolo 33, assegnamo invece un valore fortemente positivo. Negli anni scorsi - come ha ricordato il collega Balletto - noi abbiamo scoperto presso i fondi di rotazione delle somme ingenti presso gli istituti di credito, congelate, e, allo stesso tempo, non funzionali alla gestione stessa dei fondi, tant'è che si realizzavano delle lentezze colpevoli, e in qualche modo anche sospette, ed oggettivamente diventavano una vera e propria regaleria per gli istituti di credito, piuttosto che un intervento a favore delle imprese; quindi dal nostro punto di vista questa è una giusta correzione, io direi anche alla luce dell'articolo 30 che abbiamo appena approvato, nel comma 6, dove si parla di collegamento telematico con l'istituto gestore del fondo unico, oppure con la Ragioneria generale della Regione.
Questo collegamento serve per prenotare le somme da impegnare, quindi c'è la possibilità del controllo dell'esaurimento del fondo, e quindi anche la possibilità di rimpinguare, di volta in volta, il fondo stesso. Per cui esprimo parere contrario all'emendamento numero 155, che invece ha la finalità di sopprimere l'articolo 33 che prevede appunto il recupero delle somme dai fondi di rotazione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il parere della Giunta è contrario all'emendamento. Io non riprendo, per argomentare il parere contrario, le questioni di carattere generale relative ai fondi di rotazione, perché abbiamo avuto modo di parlarne abbondantemente; mi limito a dire che qui stiamo semplicemente portando via cinquanta miliardi da venti fondi di rotazione; cinquanta miliardi sono pari al cinque per cento della dotazione complessiva, quindi stiamo semplicemente facendo un aggiustamento funzionale, in questo caso, nel caso specifico, che è appunto nel senso, nelle caratteristiche di una manovra di aggiustamento dei conti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, questo articolo 33 induce a qualche riflessione, che cioè ogni anno, ormai da un paio d'anni, stiamo apprendendo indirettamente degli aspetti interessanti di questi fondi di rotazione, che sembra un istituto ormai largamente superato e inidoneo ad assicurare la politica economica voluta dalla Regione, per cui probabilmente anche la riforma dell'articolo 30 è insufficiente ad assicurare l'estirpazione di questa mala pianta cresciuta sulle connivenze tra Regione e banche, però io resto stupito da qualche cifra.
Contrariamente al fatto che si è sempre ragionato in termini di milioni, alla lettera e) troviamo che si recupera un fondo di lire 500.600, e alla lettera h) un fondo di lire 972.469. Io mi chiedo se vi fosse opportunità di recuperare questi fondi, la cui spesa e recupero probabilmente supera la stessa cifra, considerato che ci costringe a pubblicare addirittura queste cifre in una legge.
Credo che sia la dimostrazione dello stremo delle finanze regionali. Come dice il proverbio: "Povera l'aia che teme persino la formica".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io vorrei proprio soffermarmi sulle cifre, ma non mi fermerò a quelle modestissime e ridicole, alle quali ha fatto riferimento poc'anzi il collega Bonesu. Scorrendo l'articolo 33, vedo per esempio, alla lettera d), che si recuperano lire 3.515.044.806 dal fondo per la trasformazione delle passività agricole di cui all'articolo 40 della legge eccetera. Allora mi chiedo: ma è mai possibile che si debbano sottrarre risorse ad un fondo che deve coprire le passività agricole, quando il settore dell'agricoltura noi sappiamo che è in subbuglio proprio per le grossissime difficoltà nelle quali si dibatte, ed una delle difficoltà più sentite, o più presenti, che porta a movimenti di piazza della categoria, debba essere privato di una risorsa di questo importo.
Lettera g): lire 7.276.894.264 dal fondo per le anticipazioni finanziarie di cui all'articolo 20 della legge regionale 7 giugno 1984 numero 28. Quindi qui stiamo parlando della legge 28, della legge sull'imprenditoria giovanile, cioè quella legge della quale, per altri versi, ma anche per altre finalità ed altri articoli, da più parti si ritiene, invece, di dover intervenire con cospicui finanziamenti.
Lettera l): lire 1.337.000.000 (trascuro le "lirette") dal fondo di contributi PNIC a favore dell'artigianato. Cioè sono tutti fondi di rotazione per i quali, dalle parti interessate, cioè dai destinatari dei provvedimenti, addirittura si chiede nuovamente il sostegno e il rifinanziamento.
Lettera m): un miliardo e mezzo dal fondo per la concessione dei contributi in conto occupazione alle imprese artigiane. Stiamo facendo una legge sullo sviluppo e sull'occupazione, e sottraiamo risorse da un fondo che è destinato ai contributi in conto occupazione alle imprese artigiane.
Sei miliardi e cinquecento milioni dal fondo per l'attuazione dell'intesa di programma per la Sardegna centrale. Cinque miliardi dal fondo per la concessione di contributi in conto interessi su operazioni finanziamento in leasing contratte dalle piccole e medie imprese; otto miliardi dal fondo per la tutela dei livelli produttivi di cui alla legge regionale 1976, la numero 66, una delle leggi cardine degli interventi della Regione, dell'amministrazione regionale, a sostegno delle attività produttive; dieci miliardi dal fondo per l'anticipazione dei contributi in conto capitale a favore delle piccole e medie imprese di cui alla legge regionale numero 44; due miliardi per il fondo di consolidamento di quelle società, e così via.
Non si farebbe prima a dire che queste leggi non hanno funzionato, non servono, vengono tutte abrogate, recuperiamo le risorse e poi le utilizzerete come riterrete più opportuno. Il meccanismo dei fondi di rotazione, lo sapete tutti, non c'è bisogno che vi dica io come è: si tratta di stanziare delle somme per sostenere una determinata attività, sono incentivi che talvolta sono in conto capitale e talvolta in conto interessi, che si autoalimentano attraverso i rimborsi che i soggetti beneficiari, secondo i piani di ammortamento che vengono stabiliti, pagano in restituzione di quanto hanno già ottenuto. Quindi queste leggi, una volta che entrano a regime, che sono a regime, che sono seguite, potrebbero dare veramente una spinta, perché alimentano in continuazione nuove domande che da parte dei soggetti si producono. Spogliare i fondi di rotazione, soprattutto quelli che valgono, su leggi di cui si dice gran bene perché hanno funzionato, portare via queste risorse significa l'ammissione di quella che è stata la politica degli incentivi, portata avanti da qualche decennio a questa parte dall'amministrazione regionale.
Quindi sarei per l'utilizzo di queste somme, ma anche di tutte le altre nell'ipotesi in cui ci fosse l'ammissione della loro inutilità, ma invece, per altri versi si ritiene a sostenere che queste leggi funzionano. Allora non riesco a capire il perché delle sottrazioni. Siccome le leggi sono vigenti, e le leggi si ritiene che operino, siamo contrari al progressivo impoverimento di risorse su questi fondi di rotazione, perché poi, veramente, nel momento in cui ci dovesse essere la richiesta, non si saprebbe come fronteggiare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I), relatore di minoranza. Signor Presidente del Consiglio, siamo ancora alle prese con i famosi fondi di rotazione; ogni tanto riemergono. Abbiamo qui la bellezza di una trentina di fondi di rotazione.
Che i fondi di rotazione debbano essere chiusi credo non ci siano dubbi, perché è la legge che lo prevede, anche perché sono dei fondi che sfuggono poi al controllo di questo Consiglio; lo ripeto, una volta che le risorse vengono versate nei fondi di rotazione noi non vediamo l'andamento e le varie fasi di impegno di pagamento di questi fondi, li vediamo solo come sintesi alla fine di ogni anno e riferito addirittura al 30 giugno dell'anno precedente,
PRESIDENTE. Scusi onorevole Casu, pregherei i colleghi di seguire il dibattito.
CASU (F.I.). Quindi il controllo del Consiglio diventa estremamente difficile. Ecco allora che i fondi di rotazione, come previsto dalla legge, è la legge sulla contabilità che lo prevede, quindi devono essere chiusi, solo che l'osservazione che ritengo di dover fare è questa, noi stiamo rastrellando queste risorse, i fondi di rotazione che giacciono presso le banche, se non vengono utilizzati (poi vedremo perché non vengono utilizzati, se potevano o no essere utilizzati) costituiscono delle riserve. Queste riserve non devono essere rastrellate, così come ha fatto la Giunta, per alimentare spese correnti, ma devono essere versate nel bilancio della Regione per contribuire non dico a ridurre i debiti, ma a contrarre almeno un'entità minore di debiti negli impegni che vengono assunti, del resto anche con questa legge, così come ci capiterà di vedere nella legge finanziaria.
Certo, c'è poi da vedere da dove si sono tolti i fondi di rotazione, fondi di rotazione che magari sono utili, utili nel senso che è capitato più di una volta, non dimentichiamo che l'anno scorso, nella stessa legge finanziaria, da un lato venivano rastrellati i fondi di rotazione, da un altro venivano stanziati nuovamente a carico del bilancio triennale del 1999 gli stessi fondi di rotazione. Sembra che stiamo giocando con questi fondi di rotazione. La realtà è che, come ho fatto presente precedentemente, la Giunta avrebbe dovuto sopprimere i fondi di rotazione e far rientrare il tutto nella gestione ordinaria del bilancio. Comunque, siccome c'è una tale differenziazione, sono trenta voci, molte delle quali, come metteva in evidenza il collega Balletto poc'anzi, consistenti per svariati miliardi, signor Presidente, io direi di esaminare poi, per quanto riguarda la votazione, lettera per lettera perché dobbiamo vedere se è il caso di passare o no questo trasferimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Se non vado errato, dai conti fatti dai colleghi Casu e Balletto, si recuperano circa 74 miliardi, di cui 40 sono su fondi della Banca CIS.
Questo intanto dovrebbe far nascere anche il legittimo dubbio, o comunque imporre una seria riflessione, sul destino di questa banca che anche attraverso le leve dei meccanismi del credito da parte della Regione si intende, mi pare, abbandonare a se stessa. Questa è la prima considerazione; la seconda è che, come è stato ricordato dai colleghi che mi hanno preceduto, riteniamo sia particolarmente grave il recupero di oltre venti miliardi dal fondo della legge regionale numero 66, la legge del 10 dicembre 1976, quella che prevede gli interventi per il salvataggio di aziende in difficoltà.
Proprio con riferimento alla Banca CIS, ci risulta che sussisteva e sussiste una disponibilità al netto di impegni di circa trenta miliardi, a fronte dei quali esistono pratiche in essere presso la Regione Autonoma per nove miliardi e seicento milioni. Ne deriva che la Banca CIS viene posta in questo modo in condizioni di non più operare anche sulla legge numero 66.
Non vorremmo che si voglia, attraverso queste operazioni, come ci pare di capire, privilegiare la finanziaria regionale, e la Giunta ha tutti i motivi e le ragioni per farlo, ma a danno di una importante banca del sistema creditizio sardo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul destino della Banca CIS, credo che, se ne parliamo serenamente, su questo ci sarà una larga convergenza, sul destino della banca incide più che il recupero dei fondi la mancata partecipazione alla ricapitalizzazione, ma questo è un altro discorso. Adesso mi attengo più strettamente alla materia per dire questo: badate, tutta la manovra di recupero è in correlazione con l'operatività dei fondi. Ci sono diverse tipologie in questa ventina di fondi; in qualche caso si tratta di fondi operativi, e stiamo semplicemente procedendo ad una manovra di cassa, come è il caso della Sardegna centrale, in altri casi stiamo estinguendo conti non operativi (il collega Bonesu è troppo attento per ritenere davvero che alla lettera e), mi sembra, stiamo recuperando quei fondi perché abbiamo bisogno necessità di 500 mila lire, no, stiamo semplicemente estinguendo un conto che non è operativo e per il quale però paghiamo le spese di gestione, quindi un'opera di pulizia.
Per quanto riguarda altri casi, si tratta di ripulitura di residui che non sono utilizzati con celerità. Ci sono poi casi specifici, come quello segnalato dal collega Balletto, mi pare la lettera d), il fondo per la trasformazione delle passività agricole, dove stiamo semplicemente operando questa scelta perché l'Unione Europea ha avviato procedura di infrazione, quindi il fondo non è utilizzabile. Se si va a guardare, c'è una ragione differente per ciascuna di queste scelte, ma diciamo che è una manovra assolutamente normale.
Per quanto poi riguarda la problematica più generale dei fondi, invece io non appartengo alla dottrina del repetita iuvant, quindi non ripeto le cose dette, ma è chiaro che l'articolo sul recupero di somme dai fondi di rotazione, sotto il profilo più generale va letto, coordinato con l'articolo sulla riforma dei fondi, cioè l'unificazione dei fondi e con l'articolo della finanziaria che procede alla soppressione di molte contabilità speciali.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Siamo in sede di votazione. La situazione è questa: abbiamo l'articolo 33 e un emendamento soppressivo totale, quindi i due provvedimenti, sia l'articolo e l'emendamento si elidono. Quindi, se votiamo l'articolo e se passa l'articolo è evidente che l'emendamento è decaduto. Se vogliamo far decadere un articolo evidentemente è sufficiente bocciare l'articolo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà
PITTALIS (F.I.). Presidente, per alcune lettere dell'articolo 33 chiediamo la votazione per parti.
PRESIDENTE. Le può indicare, per cortesia.
PITTALIS (F.I.). La lettera d), ha spiegato testè l'Assessore, quindi mi pare più che... ma per quelle che richiamava il collega Balletto, in particolare le lettere g) - l) - m) - n) - o) - p) - s) - t) - u) - v).
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Non credo si possa fare come ha testè detto il Presidente, perché l'articolo 85 al secondo comma stabilisce che prima debbono essere votati gli emendamenti soppressivi e soltanto dopo il testo; che questa tesi sia valida è dimostrato anche dalla richiesta fatta poc'anzi dall'onorevole Pittalis, e cioè, nella ipotesi in cui l'emendamento soppressivo venisse respinto, cioè l'intero articolo, allora rimane in piedi l'intero articolo, che però viene sottoposto alla ulteriore votazione per parti, quindi è suscettibile di essere abbattuto in qualche sua parte, quindi mi pare debba essere seguito questo procedimento.
PRESIDENTE. Consigliere Masala, in questo caso l'ultima formulazione della votazione, di fatto, configura non un unico emendamento soppressivo, ma una serie di emendamenti, perché se fosse stato un unico emendamento soppressivo allora il problema era o si vota l'emendamento o si vota l'articolo è un'unica votazione. Ora, invece, nella modalità di votazione che è stata chiesta sono di fatto un sistema di emendamenti assunti. Su questo credo ci siamo compresi.
MASALA (A.N.). L'articolo è suscettibile, con l'applicazione del secondo comma dell'articolo 85, di fatto a due votazioni, e cioè la votazione per il soppressivo totale che se respinto apre la strada agli emendamenti soppressivi parziali fatti oralmente attraverso il sistema della votazione per parti. Quindi rimane valida la mia tesi, che prima va fatto il voto sull'emendamento soppressivo totale, che se accolto cade tutto l'articolo e non se ne parla più. Se invece viene respinto, allora si dà luogo alla votazione per parti. Mi pare debba essere fatto così.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Procediamo in questo modo: è stata chiesta la votazione singola di una serie di commi; il primo che viene chiesto, che viene posto in votazione separatamente è il comma g).
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto su queste votazioni parziali.
PRESIDENTE. Stavo chiarendo il metodo di votazione; il primo comma di cui viene chiesta la votazione separata è il g), quindi i commi a) - b) - c) - d) - e) - f) possono essere votati unitamente, perché su questi non è stata chiesta la votazione separata, quindi su questo non è stata neanche chiesta la votazione a scrutinio segreto.
Metto in votazione i commi a) - b) - c) - d) - e) - f). Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Per chiarezza, consigliere Balletto, queste lettere di cui lei e il suo Gruppo ha chiesto la votazione, vuole siano votate una per volta?
BALLETTO (F.I.). Lettera per lettera.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma g) all'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 61
Astenuti 1
maggioranza 31
Favorevoli 38
Contrari 23
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FERRARI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione i commi h) - i). Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma l) all'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 58
Astenuti 1
maggioranza 30
Favorevoli 38
Contrari 20
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma m) all'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 59
Astenuti 1
maggioranza 30
Favorevoli 35
Contrari 24
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della lettera n) all'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 58
Astenuti 1
Maggioranza 30
Favorevoli 37
Contrari 21
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FERRARI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della lettera o) all'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 57
Astenuti 2
Maggioranza 29
Favorevoli 35
Contrari 21
Nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SELIS e il consigliere DETTORI Bruno.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della lettera p) all'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto della lettera p) all'articolo 33.
Presenti 60
Votanti 58
Astenuti 2
Maggioranza 30 Favorevoli 35
Contrari 23
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FERRARI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SELIS e il consigliere DETTORI Bruno.)
Metto in votazione le lettere q) ed r), per le quali non è stato chiesto lo scrutinio segreto. Chi le approva alzi la mano.
(Sono approvate)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto della lettera s) all'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
votanti 58
Astenuti 1
Maggioranza 30
Favorevoli 34
Contrari 22
Nulli 2
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FERRARI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - USAI Pietro - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto della lettera t) all'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 57
Astenuti 1
Maggioranza 29
Favorevoli 35
Contrari 22
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FERRARI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto della lettera u) all'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 57
Astenuti 1
maggioranza 29
Favorevoli 37
Contrari 20
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FERRARI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI -MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto della lettera v) all'articolo 33.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 58
Astenuti 1
maggioranza 30
Favorevoli 35
Contrari 22
Nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FERRARI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 2 dell'articolo 33. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 34.
PIRAS, Segretario:
Art. 34
Gassificatore del Carbone Sulcis
1. L'autorizzazione di spesa per l'anno 1998 disposta dall'articolo 31 della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11, rideterminata dall'articolo 4, comma 2, della legge regionale approvata dal Consiglio regionale il 7 ottobre 1998, è soppressa ed è riautorizzata nell'anno 2000 nell'importo di lire 114.000.000.000 (cap. 09148).
PRESIDENTE. All'articolo 34 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 156, 2, 3, 4, 5, (l'emendamento numero 6 è stato ritirato), 7, 8, 10, 108 e 157.
Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati. Naturalmente faccio presente ai presentatori, al relatore, alla Giunta e all'Assemblea che prego i presentatori, o comunque chi interviene il relatore o la Giunta, che gli emendamenti che comportano spesa devono avere copertura finanziaria, quindi prego di indicarla; se alla fine del dibattito non sarà indicato da parte dei presentatori o della Giunta, o comunque non emergerà un'ipotesi di copertura, voi sapete che gli emendamenti così non possono essere votati, questi che comportano spesa, invece l'emendamento numero 156 è sostitutivo totale, è presentato dai colleghi Balletto, Pittalis, Tunis Marco e più, può essere illustrato.
BALLETTO (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 2, presentato dai colleghi Lorenzoni e Giagu, questo è uno di quelli che ha bisogno di copertura finanziaria.
LORENZONI (Popolari). Provvederemo ad indicarla dopo l'illustrazione, tenuto conto che gli emendamenti da me presentati sono diversi cercherò di raggrupparli per gruppi.
L'emendamento numero 2 ha per oggetto la legge 1/8/96, numero 35, in particolare l'articolo 3; la legge 35 del '96 è quella sulla prevenzione del randagismo. Con questa legge il Consiglio regionale aveva inteso disciplinare un fenomeno gravissimo che è determinato dal randagismo, che è estremamente pericoloso soprattutto in campagna dove attacca greggi, provocando dei notevoli danni.
Con questa legge si era inteso disciplinare il fenomeno, introducendo insieme con le U.S.L. i sistemi di prevenzione e anche i sistemi poi per la cattura e per la custodia dei cani randagi. Purtroppo in questi anni sono ormai trascorsi tre esercizi finanziari, non si è mai provveduto a dotare la legge delle necessarie disponibilità di carattere finanziario.
Con questo emendamento infatti io intendo dotare la legge di due miliardi nel '99 e di un miliardo nel 2000, tenuto conto che vi era stata anche nella rimodulazione un'apertura alle strutture private convenzionate, quindi una legge che può essere immediatamente operativa, introducendo i privati nel servizio in convenzione con le U.S.L..
La copertura finanziaria per questo è da far riferimento ad una riduzione di pari importo del capitolo 03017, mediante riduzione della voce 10, che è istituita con l'articolo 34 ter della presente proposta di legge.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 3 e l'emendamento numero 4, sono due emendamenti relativi alle opere di miglioramento fondiario e alla meccanizzazione agricola; si chiede con questi due emendamenti un'attenzione da parte della Giunta, io qua non indicherò copertura finanziaria perché evidentemente è una copertura ingente, quindi trattasi di una specifica scelta in materia, si tratta di sensibilizzare la Giunta verso un settore che evidentemente ha estrema necessità di mettersi a regime, con debiti che sono stati contratti mediante mancati pagamenti nei confronti degli operatori del settore sia per quanto riguarda la meccanizzazione agricola, sia per quanto riguarda le opere di miglioramento fondiario.
E` assolutamente necessario rientrare a regime, pertanto la Giunta dovrà provvedere in materia, quindi l'emendamento è sotto forma di segnalazione, potrebbe anche essere ritirato dopo l'intervento da parte della Giunta.
L'emendamento numero 5 è anch'esso un emendamento suscettibile di ritiro, e serve a richiamare l'attenzione della Giunta sugli stanziamenti relativi alla legge numero 8. La legge numero 8 di quest'anno reca delle norme per l'applicazione dei fondi Feoga, in particolare all'articolo 4 aveva un intervento che ritengo per la Sardegna estremamente significativo il recupero degli abitati tipici della campagna sarda, non vi era una copertura finanziaria adeguata, per questo non sono venute le direttive da parte dell'assessorato, ne propongo un'integrazione di due miliardi per il '99 e di due miliardi per il 2000.
L'emendamento numero 7 e l'emendamento numero 10 sono anch'essi relativi alla segnalazione di una situazione che è sicuramente conosciuta da parte della Giunta, ed è la situazione in cui versa la legge regionale 28 agli articoli 9 e agli articoli 10. Siamo in presenza di una serie di pratiche istruite che non hanno la necessaria copertura finanziaria, con questi emendamenti tendevo a sensibilizzare la Giunta in questa materia.
In un piano di lavoro che si propone la creazione di nuova occupazione, è secondo me poco corretto che una legge che sta dando risultati estremamente brillanti (e una recente indagine svolta da parte dell'Assessorato al Lavoro ha evidenziato che solo il 13 per cento delle aziende soffre di moria in questo settore) una legge che sta creando occupazione vera, che sta creando imprenditoria giovanile, è assolutamente dovere di questo Consiglio regionale dotarla dei necessari strumenti economici perché possa essere potenziata e perché le domande presentate su questa legge possano essere evase, poi la Giunta su questo evidentemente so che ci sono in corso delle trattative, mi risponderà.
L'emendamento numero 8 è un emendamento assolutamente particolare, e voglio richiamare l'attenzione dell'Aula su questo aspetto particolarissimo. I Comuni del Golfo dell'Asinara, consorziati tra di loro nel 1997, accettarono una proposta di tenere nel loro territorio il record mondiale in apnea, il record mondiale femminile di immersione in apnea, mi pare in assetto costante perché si fecero tutte e due queste manifestazioni, una in assetto costante ed una in assetto variabile.
L'Assessorato al turismo, a suo tempo interessato nella figura dell'Assessore dell'epoca, aveva data ampie assicurazioni sulla concessione di un contributo di 200 milioni. Questa manifestazione ha dato una notevolissima immagine, perché colei che aveva stabilito questo record, Debora Andollo, cubana, aveva richiamato un'attenzione da parte dei mass - media, aveva dato un ritorno di immagine molto forte alla Sardegna, per circa 15 giorni ci furono continui passaggi televisivi e giornalistici, purtroppo i comuni di Valledoria e del Golfo dell'Asinara, che avevano aspettato questo consorzio, non avevano mai ricevuto il contributo.
Da un colloquio che ho avuto con l'Assessorato al turismo sembra che purtroppo non ci sia traccia della promessa di contributo, pertanto non intravedo altra soluzione se non chiedere all'aula un meccanismo di comprensione, che l'Aula ha già avuto giustamente nei confronti di Lanusei quando partecipò alla manifestazione dei Giochi senza frontiere, trovare una copertura, come ho già indicato, si tratta di un contributo esiguo di 200 milioni, per trovare la possibilità di dare questi 200 milioni a chi ha fatto notevolissimi sacrifici per ospitare una manifestazione che ha dato un grande ritorno di immagine alla Sardegna.
L'emendamento numero 10, come ho detto poc'anzi, si rifà alla legge 28 e l'ho già illustrato. L'emendamento 108 pone in evidenza una nuova problematica, che è quella dei porti turistici della Sardegna; in questo passato quinquennio sono stati finanziati diversi porti turistici, porti che stanno per essere ultimati e di cui alcuni sono in funzione.
Ritengo che sia assolutamente necessario creare un circuito, creare un'agenzia di coordinamento di queste iniziative sui porti turistici, pertanto ho presentato per quaesta bisogna il necessario emendamento perché dovrà essere dotata evidentemente di una disponibilità economica adeguata.
E appena il caso di sottolineare quale può essere il vantaggio di questa iniziativa, può essere il vantaggio di un coordinamento delle iniziative, di un'offerta di portualità turistica nel settore della nautica, che gestita intelligentemente e coordinata può dare oltre che un grande ritorno di immagine per la Sardegna, anche un forte ritorno economico attraverso la nautica del porto che è sicuramente uno dei settori in crescita.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento 157.
BALLETTO (F.I.). Questo emendamento ha la funzione di rendere automatici meccanismi di intervento a favore degli sgravi contributivi, si riferisce soprattutto alla legge 66 del '76, che per come è formulata non è più attuale ai tempi, perché le lettere A e B dell'articolo 2 di quella legge prevedono comunque che gli interessi a carico dei soggetti destinatari degli incentivi, cioè le imprese che operano nei diversi settori di attività produttive, debbano addossarsi comunque un onore non inferiore al 5 per cento. Però noi sappiamo che oggi il prime rate, cioè la condizione di maggior favore che viene applicata alla clientela primaria è intorno al 6,75 - 6,50 a seconda delle diverse banche, mantenere il tasso minimo al 5 per cento porta la legge stessa fuori mercato, per cui sarebbe opportuno adattare il meccanismo per la misurazione della contribuzione dell'incentivo ad altre formule che sono previste già nelle leggi regionali.
Il meccanismo è illustrato nello stesso articolo, eventualmente in sede di discussione mi riservo di rientrare sul merito.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatoredi maggioranza. Per quanto riguarda l'emendamento 156, che tende a modificare la sostanza dell'articolo 34, che non intende sopprimere ma riautorizzare la spesa dal '98 al 2000, si esprime parere contrario.
Sull'emendamento 2 la Commissione rileva che il tema introdotto certamente è importante, si riferisce ad un problema reale, quello del randagismo ma, come dire, è un po' fuori tema, lo sforzo finanziario di questo provvedimento va più verso il lavoro e verso lo sviluppo, quindi eventualmente può trovare collocazione questo tema in un altro provvedimento.
Quindi si chiede al presentatore di ritirare l'emendamento numero 2, lo stesso per quanto riguarda gli emendamenti numero 3 e 4, perché sono argomenti che trovano ampia collocazione all'interno della finanziaria dell'articolo che riguarda il riordino fondiario, quindi si chiede che vengano ritirati, diversamente la Commissione esprime parere contrario. Così anche per quanto riguarda l'emendamento numero 5 invito a ritirarlo, anche perché questo tema trova collocazione all'interno del Feoga, anche se con risorse non certamente ampie ma comunque in questa fase sufficienti, e probabilmente si potrebbe riprendere in un altro provvedimento.
Stesso valore e significato per quanto riguarda gli emendamenti 7 e 10 che si riferiscono al tema della legge regionale 28, della quale noi abbiamo ampiamente discusso in una serie di altri articoli, e per il quale c'è l'impegno da parte della Giunta regionale, ma ormai anche del Consiglio, di trasferire gli interventi in un altro provvedimento che è il 387, quindi all'interno di quel provvedimento può trovare riconoscimento anche il contenuto degli emendamenti 7 e 10.
Quindi anche su questi si chiede al collega Lorenzoni di ritirare gli emendamenti; la stessa valutazione la Commissione esprime per l'emendamento numero 8, parere contrario oppure preferibilmente ritiro dell'emendamento.
Infine, per quanto riguarda l'emendamento 108, è un emendamento che era già comparso nei lavori della Commissione terza, che era già stato ritirato, per cui la Commissione esprime ancora una volta parere contrario. Per quanto riguarda, invece, l'emendamento 157, a firma Balletto, Pittalis e più, riteniamo che il tema introdotto dall'emendamento sia molto giusto e molto condivisibile perché, come ricordava il collega Balletto, è una proposta che tende ad uniformare ad altri criteri, e soprattutto a determinati meccanismi automatici, perché le leggi così come erano formulate precedentemente non sono più attuabili nel tempo attuale. Però vorrei ricordare al collega Balletto, ma anche al Consiglio, che questi meccanismi si riferiscono a due leggi, la legge 23 e la legge 66, che non sono note all'Unione europea, quindi tutti sappiamo in quest'Aula che rischi potrebbe determinare l'introduzione di questo argomento all'interno del provvedimento.
Credo, e credo di poterlo dire anche a nome della Commissione, che il problema può essere affrontato in separata sede perché è un tema giusto al quale il Consiglio può dare una risposta positiva, ma in un altro provvedimento.
Invito quindi il collega Balletto e gli altri firmatari di ritirare l'emendamento 157, diversamente anche su questo la Commissione esprimerebbe parere contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione. Articolatamente: non si accoglie il 156, che sopprime l'intervento sul gassificatore.
Per quanto riguarda gli emendamenti illustrati dal collega Lorenzoni, ce ne sono diversi sui quali c'è una risposta, nel merito, forte, in altri strumenti; adesso vediamoli uno per uno.
Per quanto riguarda l'emendamento due, riteniamo di non accoglierlo perché lo stanziamento sul '98 risulta ancora totalmente disponibile, quindi non avrebbe senso semmai, si tratta nell'esercizio '99 di vedere che utilizzo possa avere.
Per quanto riguarda l'emendamento tre, su questo punto è contenuto nel disegno di legge, approvato dalla Commissione, che dovrebbe rientrare, immagino rientrerà nella sessione di bilancio nel suo insieme, sul disegno di legge per il recupero e il riutilizzo delle giacenze sulle leggi 588 e 268 c'è una forte risposta di sessanta miliardi, proprio per questa finalità. Così come c'è una risposta, mi pare di ricordare sui quindici o venti, ora non ricordo con esattezza, nella finanziaria per quanto riguarda il '99, sul contenuto dell'emendamento quattro, cioè gli incentivi per la meccanizzazione agricola, i contributi per l'acquisto di macchine e attrezzi agricoli; per quanto riguarda il cinque, ci sono sei miliardi nel POP, e non abbiamo la possibilità di incrementarlo ulteriormente. Per quanto riguarda l'emendamento sette, abbiamo un po' tutti convenuto di non inserire nel 447 interventi sulla 28 per i motivi noti, perché rischieremmo di creare danno invece che aumentarne l'operatività.
Per quanto riguarda l'emendamento otto, si tratta di un contributo di modestissima entità, ma il problema qui naturalmente non è l'entità dei duecento milioni ma l'esigenza di non dare, anche a chi eserciterà il controllo governativo, il senso di una legge che sia troppo particolareggiata, quindi inviterei il collega a ritirarlo come contributo a tenere su un livello alto la legge, senza punti che sarebbero difficili da spiegare.
Per quanto riguarda l'articolo dieci, è sempre la questione della 28, ma per l'articolo dieci, come è noto, c'è un intervento molto forte sulla legge 363, trenta miliardi, quindi superiore anche alla proposta.
Per quanto riguarda l'agenzia dei porti turistici, l'emendamento 108, la Giunta non lo accoglie. Debbo dire, però, che dal momento in cui ne abbiamo parlato in Commissione, c'è in atto una riflessione e un approfondimento che pensiamo di poter concludere positivamente o negativamente, ma riportando l'argomento nella legge finanziaria.
Per l'emendamento 157, collega Balletto, anch'io ripetei l'invito della Commissione a ritirarlo, ma non perché non vada bene il merito, perché la proposta è fondata, sensata e condivisibile, ma perché contiene riferimenti alla legge 23 e alla legge 66 che non sono notificati all'Unione europea, quindi un po' per lo stesso motivo che adduciamo per quanto riguarda la legge 28.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Anche in considerazione delle argomentazioni svolte dal relatore e dall'Assessore del bilancio, credo che con queste argomentazioni e con queste assicurazioni si possano ritirare gli emendamenti 2, 3, 4, 5, 7, 8, 10 e 108.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Ormai l'articolo 34 era diventato una sorta di contenitore che con l'argomento specifico, cioè del gassificatore del carbone Sulcis, poco aveva a che fare. Non di meno, alcuni degli emendamenti proposti dal collega Lorenzoni, soprattutto quelli che riguardano il settore agricolo e il miglioramento fondiario, sono senz'altro condivisibili. Prendiamo atto che il collega li ha ritirati e concentriamoci invece su quello che è l'oggetto specifico dell'articolo 34.
Non è certamente un mistero, abbiamo sempre manifestato perplessità in relazione a questa iniziativa, e non tanto perché aprioristicamente contrari alla gassificazione ma solo e perché le informazioni di cui finora abbiamo disposto sono così insufficienti e limitate dal far sì che il progetto sia non solo nebuloso nei suoi contorni ma addirittura per noi alquanto misterioso nei suoi contenuti. La diffidenza verso il progetto per la verità è destinata ad accrescersi per gli irresponsabili comportamenti di quanti gestiscono la complessa ed impegnativa operazione.
Più volte, voglio ricordare in quest'Aula, anche nel recente passato si è avuto modo di sollecitare i responsabili del progetto della gassificazione, sia i responsabili dell'Assessorato, del Comitato scientifico per la trasmissione di una circoscritta relazione sullo stato del progetto di realizzazione della centrale, dei piani di fattibilità, sia economici che finanziari, sulle ricadute che tale progetto, se attuato, procurerebbe in termini di occupazione aggiuntiva, stabile e quant'altro. Tali richieste sono sempre state avanzate con l'evidente scopo di valutare le reali intenzioni della parte privata.
Non vorremmo, in poche parole, che, come spesso accade in questa Regione, per una volta ancora e per una operazione di non poco conto, agli obblighi di terzi, siano essi lo Stato o privati imprenditori in difficoltà, si sostituisca, in nome di un falso solidarismo, la Regione sarda.
La preoccupazione è reale e i pericoli di questa operazione, se non sarà correttamente gestita, sono concreti e già tangibili. Intanto è certa una cosa: i ritardi accumulati sono notevolissimi, tanto è vero che il progetto di gassificazione inizialmente compreso nel piano operativo plurifondo, che risale al 1994, è stato da detto piano stralciato per essere inserito nel bilancio della Regione con la previsione di apposito capitolo di spesa.
E` altrettanto vero che la fase transitoria (ricordo che la fase transitoria è quella che ha visto subentrare l'EMSA nell'azionariato della Carbosulcis) prevista per due anni ha avuto necessità di una proroga e che pertanto la presenza dell'EMSA in quella società rischia di diventare un fatto acquisito ed immutabile.
Tutte le conseguenze sono facilmente immaginabili; la Regione dovrà rispondere e far propri gli impegni che nel frattempo la Carbosulcis ha già assunto e che andrà ad assumere in futuro nei confronti di terzi. Le incognite, signori della maggioranza, signori del Governo regionale, sono tante.
Il mistero che circonda l'intero progetto è tale da suscitare e confermare tutti i dubbi sulla bontà dell'iniziativa cui ho fatto cenno in precedenza. Ecco allora perché è necessario che la proposta di stanziamento di 114 miliardi debba essere meglio articolata, basarsi su un progetto che tenga conto delle indicate esigenze e sia oggetto di un preventivo, approfondito ed accurato esame da parte della Commissione di merito competente.
In queste ragioni ed in altre, che per brevità tralascio, stanno i motivi della mia e della nostra opposizione e le ragioni dell'emendamento che è stato presentato all'attenzione degli onorevoli colleghi anche della maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Il collega Pittalis ha ben rappresentato e discusso le ragioni della nostra contrarietà allo stanziamento di 214 miliardi negli anni. Voglio, se i colleghi mi prestano un po' di attenzione, ricordare la vicenda, per poi trarre, se è possibile, indicazioni ed insegnamenti.
In seguito al personale interessamento e alla volontà del Presidente dell'allora Consiglio dei Ministri, Berlusconi, il 9 giugno 1994 fu emanato un apposito decreto del Presidente della Repubblica con il quale in pratica si dava avvio al processo della gassificazione da realizzarsi nel Sulcis.
In tempi immediatamente successivi, se mal non ricordo era lo stesso mese di giugno del 1994, fu siglato fra lo Stato, la Regione, l'ENI, l'ENEL e i diversi comuni, Provincia di Cagliari, Comune di Portoscuso, Comune di Carbonia, se mal non ricordo, l'accordo di programma di attuazione. Il costo dell'investimento si aggirava in duemila miliardi, dei quali quattrocento miliardi a carico della Regione, quattrocento miliardi a carico del concessionario e gli altri ottocento miliardi a carico dello Stato e dell'Unione Economica Europea (poca parte per l'Unione Economica Europea, la massima parte a carico dello Stato). Teniamo presente che si sta parlando di quattrocento e passa miliardi che lo Stato nel '94, quando le risorse ancora c'erano, avrebbe dovuto mettere a disposizione, e che dovrebbe mettere a disposizione in futuro in un momento in cui, evidentemente, per la politica rigida, rigorosa di risanamento della spesa pubblica fa presumere che questi denari difficilmente arriveranno, ma questo è un altro aspetto, un altro aspetto insieme a tanti altri che concorre a far ritenere che questa iniziativa avrà veramente, ma veramente vita difficile.
L'accordo prevedeva che la società per azioni Carbosulcis dovesse affidare i posti di Nuraxi Figus ad un concessionario, il quale doveva coltivare i pozzi estraendo il carbone, doveva trattare il carbone nel futuro impianto di gassificazione per produrre energia elettrica, aveva il diritto di cedere l'energia elettrica prodotta all'Enel, che aveva l'obbligo di acquistarla per un prezzo corrispettivo predeterminato sulla base di indici, e quindi di adeguamenti indicizzati che nel 1994, udite, era fissato in 160 lire per chilowattora. Oggi, o meglio, cinque mesi fa, questo prezzo era lievitato a 215 lire a chilowattora.
In relazione a quest'ultimo punto va chiarito che poiché l'Enel andava a pagare al concessionario un prezzo notevolmente maggiore rispetto al costo di produzione, e qui bisogna dirlo, che all'Enel, secondo i criteri standard di produzione ogni chilowattora gli costa tra le 50 e le 55 lire, lo stesso Enel era stato autorizzato a ristorarsi del maggior prezzo che doveva corrispondere al concessionario come sovrapprezzo termico da applicare sulla bolletta energetica degli utenti di tutto il Paese. Quindi non è l'Enel che paga la differenza di prezzo, ma evidentemente i contribuenti che concorrono a finanziare la spesa pubblica.
Questo in sintesi era il meccanismo dell'accordo.
A questo punto riveste particolare importanza accertare quali erano le procedure da rispettarsi e i tempi d'attuazione stabiliti dall'accordo per la realizzazione dell'intero progetto.
Secondo le previsioni la gara internazionale per l'individuazione del concessionario si sarebbe dovuta celebrare entro i primi mesi del '95 sotto la regia dell'IMI, e qui si registra il primo ritardo; mentre i lavori per la costruzione dell'impianto di gassificazione e strutture relative, carbonile, siti per lo stoccaggio dei residui di lavorazione e quant'altro, si sarebbero dovuti avviare entro la prima metà del 1996.
Deve essere segnalato che il personale adibito ai pozzi, dipendente della Carbosulcis, e quindi dell'ENI (non dimentichiamoci che nel 1994 la Carbosulcis era una società delle partecipazioni statali, dell'ENI, e quindi gli oneri della gestione erano a carico dello Stato e non della Regione) questo personale doveva restare a carico della Carbosulcis sino al provvedimento di concessione in favore del vincitore della gara internazionale, circostanze queste solo parzialmente verificatesi. Infatti, mentre se da una parte è intervenuta, anche se con notevole ritardo, l'aggiudicazione all'ATI, cioè l'Associazione Temporanea di Impresa, dall'altra non si è data attuazione alla seconda condizione, in altre parole all'assunzione del personale della Carbosulcis da parte del concessionario.
Vi è un altro aspetto importante; il concessionario vincitore della gara era autorizzato a importare in percentuali rilevantissime carbone non sulcitano reperibile sul mercato internazionale in misura prossima alla metà di quanto occorrente nel processo di gassificazione. Questo era giustificato da almeno due fondati ordini di motivi; il primo legato all'esigenza di poter acquistare il carbone sul mercato libero a prezzi competitivi; il secondo riconducibile a necessità d'ordine tecnico. Infatti, in dipendenza della modesta qualità, e quindi della negatività del prodotto d'estrazione locale, per poterne consentire la sua utilizzazione nel processo industriale di trasformazione in gas, esso deve essere preventivamente e necessariamente miscelato col carbone di importazione.
Si può a questo punto affermare che già da parecchio tempo l'impianto avrebbe dovuto essere operativo e che il personale, ex Eni, dovrebbe essere già assorbito dal concessionario con totale liberazione dal relativo onere per il suo mantenimento da parte della Carbosulcis e per essa dall'Ente Minerario Sardo. Invece è accaduto che il personale della Carbosulcis è stato attratto al sistema EMSA, che ne è diventato unico azionista, mentre la Regione ancora una volta, e l'ha ben detto il collega che mi ha preceduto, si è sostituita ad obbligazioni altrui, dell'ENI, e quindi dello Stato, inspiegabilmente e senza apparente tornaconto.
In totale assenza di studi sulla fattibilità economica e finanziaria dell'intrapresa, e nel perenne interrogativo sul rilascio delle autorizzazioni ministeriali per il superamento delle problematiche di impatto ambientale, che l'insediamento industriale origina, accampando pretesti risibili di manutenzione delle miniere parte del personale è stato riavviato a lavoro. Inoltre, non ancora soddisfatti per quanto fatto fino allora, sono stati acquistati costosissimi macchinari (ce la ricordiamo la finanziaria del '97, oltre venti miliardi) costosissimi macchinari da taglio così da dare avvio al processo di estrazione.
L'intervento finanziario, come sempre accade in queste circostanze, è ricaduto sulle casse della Regione sarda, la quale ha impegnato ed erogato nell'anno 1997 venti miliardi delle sue pur ridottissime risorse. Ma non è tutto; oggi si registrano forti pressioni per l'acquisto di nuovi macchinari per l'avvio di una seconda linea di tagli. Intanto il carbone estratto si ammucchia nei piazzali senza acquirenti, nessuno lo richiede sul mercato internazionale, e l'Enel, come si sa, tergiversa.
Il concessionario non ha dato ancora corso alla realizzazione degli impianti, e ciò a quasi tre anni dall'epoca in cui si stimava che il gassificatore fosse posto in esercizio. Questo evento ha fatto sì che la realizzazione del progetto, inizialmente incluso nel piano operativo plurifondo, per l'esecuzione del quale erano state stanziate risorse europee, è stato stralciato dallo stesso piano, cosicché sono fortemente a rischio i relativi fondi regionali pari a quattrocento miliardi in aggiunta ai quattrocento miliardi dello Stato.
Ancora, le pressioni che oggi si esercitano sull'Enel, alle quali si oppone fermamente per acquistare il carbone estratto dai pozzi sono ingiustificate; esse infatti contrastano col contenuto dell'accordo di programma dal momento che l'obbligo di acquisto del carbone è posto a carico del concessionario per essere utilizzato nel processo di gassificazione e non per altri usi. Il fine è di tutta evidenza, dare un valore alle scelte operate e dimostrare allo stesso tempo l'utilità delle costose attività finora svolte dalla Carbosulcis e per essa dall'EMSA.
Ho fatto richiedere una estrazione di copia del bilancio del 1997 della Carbosulcis per vedere qual è il deficit e la perdita che ha registrato questa società nel corso del '97, penso non sia inferiore ai sessanta - settanta miliardi, ed è il secondo anno di gestione.
Concludo ponendo alcuni interrogativi: perché il comitato di coordinamento, presieduto dal senatore Cabras, non ha posto in essere gli atti necessari per conseguire la piena operatività dell'impianto di gassificazione nei tempi programmati? Non vorrei ci fosse anche qualche problema di conflitto di interessi, presidente del comitato di coordinamento, presidente della Giunta nel momento in cui si istituì il comitato di coordinamento. Perché la Regione sarda ha sollevato l'ENI dai suoi obblighi nei confronti della Carbosulcis e dei suoi mille dipendenti. Per quale motivo la Regione ha sostenuto e tutt'ora sostiene i costi della Carbosulcis per la manutenzione delle miniere di Nuraxi Figus, che dovevano invece essere consegnate al concessionario nelle condizioni in cui si trovavano nel '94, al momento in cui erano state codificate ed approvate le clausole dell'accordo di programma. Ed ancora, se ritarda il processo di gassificazione di che potranno mai occuparsi gli operai che dipendevano da una società aventi pozzi chiusi.
E` per dare una risposta a questi interrogativi e non per altro che si preme per la realizzazione della seconda linea di estrazione del carbone, il cui costo si aggira intorno ai cinquanta miliardi e che la Regione non si sa dove andrà a trovare.
Chi sosterrà, se non la Regione, i costi di funzionamento della miniera di Nuraxi Figus, rientrata in esercizio, stimata in variate decine di miliardi per anno? Come e in che modo si potranno dare risposte definitive agli operai che più volte hanno dichiarato lo stato di agitazione e minacciano clamorose azioni di protesta a difesa del loro legittimo diritto al mantenimento del posto di lavoro?
Qual è stato il vantaggio per la Sardegna che proviene da una tale operazione condotta in maniera così dissennata dal Governo regionale?
Non mi chiedo chi ha incassato il dividendo politico di questa operazione, perché ciò è chiaro fino ai nomi ed ai cognomi. Salvo prova contraria, e sarei il primo a rallegrarmene, ho la sensazione che questa è una brutta storia nella quale si è sfruttata la condizione degli operai superstiti dei processi di coltivazione dei pozzi e delle miniere per vantaggi personali o di partito.
Per quanto riguarda l'emendamento157, io ho preso atto delle dichiarazioni del relatore di maggioranza e della Giunta, però, come ha fatto già osservare altre volte il collega Casu, quando le richieste della opposizione sono pur legittime, però se non rientrano nei programmi non si deve dare risposta. Ma io capisco il problema, è un problema grave e serio, però, di fronte ad una difficoltà di questo genere, a questo problema non si potrà mai dare risposta. Lei, assessore, mi dice "con la legge di settore, si interviene sulla legge di settore, si manda quella e così via", però non è cosa ti questa legislatura. Forse, però, siccome questo era un piano che aveva come finalità dichiarate di dare e di intervenire per dare risposte immediate in tema di occupazione, in questa direzione questo emendamento si muove, ma in questa direzione non può trovare risposta.
Quindi prendo atto, qualche minuto ancora, mi consulterò con i colleghi di Gruppo per valutare se è il caso di ritirarlo oppure no, ma ovviamente sempre con questa precisazione, riteniamo cioè che questa sia veramente una delle finalità e quindi un elemento qualificante dell'intera manovra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.
LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi; l'intervento del collega Balletto, che mi ha preceduto, a nome di Forza Italia, merita sicuramente grande attenzione e, per alcuni versi, delle risposte puntuali, ma questo comporterebbe la necessità di un lungo intervento che invece io non mi riprometto di fare. Se ho chiesto di intervenire è soltanto per cercare di precisare alcune cose che non mi sono sembrate precisate nell'intervento del collega Balletto.
Vorrei che tanta attenzione nei confronti di un tema così importante per la nostra regione, ma anche per il nostro Paese, come quello del progetto di gassificazione del carbone sulcis, fosse utilizzata anche per riportare sempre e soltanto la verità delle cose e non cercare ad ogni costo di creare attorno ai problemi, pur difficili, pur complessi, come è certamente un processo di privatizzazione come quello in corso per la Carbosulcis, creare attorno a questi problemi tanta confusione, un polverone che serve soltanto a non affrontare realmente le questioni.
Ci vogliamo veramente chiedere quanto costa all'EMSA la gestione della Carbosulcis in questi anni? Quanti soldi sono stati messi per la gestione della Carbosulcis nelle finanziarie regionali? Neanche una lira, come è noto.
Le risorse per la gestione Carbosulcis nella fase transitoria sono a carico della finanziaria nazionale. Anche per il '99 sono nella finanziaria nazionale.
Quindi l'EMSA, unico soggetto abilitato in Italia, nel nostro Paese, a gestire una miniera, perché questo è il dato, volenti o nolenti soltanto la Sardegna ha soggetti che oggi possono gestire una miniera nel nostro Paese, lo fa ma sostanzialmente lo fa per conto del Paese, per conto del Governo nazionale, non per conto della Regione Sardegna.
I venti miliardi che sono stati messi nel '97 facevano capo alle risorse già previste per il progetto minerario energetico collegato appunto allo sfruttamento delle miniere della Carbosulcis, e per l'acquisto di una macchina, cioè la scelta è stata in linea con le finalità già previste per quelle risorse. Infatti le risorse, non quattrocento miliardi (dove è scritto quattrocento miliardi?) ma esattamente duecentotrentadue miliardi, erano e sono finalizzate alla copertura di quel periodo tra l'entrata in funzione l'attività della miniera e l'entrata in funzione dell'impianto di gassificazione che a quel punto avrebbe utilizzato il carbone sulcis, e quindi avrebbe dato avvio al processo integrato minerario - energetico. Quindi queste risorse erano sostanzialmente destinate, come quelle di fonte nazionale, al completamento della miniera e al mantenimento in attività della miniera fino all'avvio dell'impianto di gassificazione, cioè della produzione di energia attraverso l'impianto di gassificazione.
In questa fase di transizione, dal momento in cui la miniera sarebbe entrata in produzione, era previsto che l'Enel bruci una certa quantità di carbone. L'Enel ha avuto, fino a qualche mese fa, dei problemi e dei ritardi, soprattutto per quanto riguardava l'entrata in funzione del desolforatore del terzo gruppo Sulcis, e questo non gli ha consentito di utilizzare la quantità di carbone prevista.
Tuttavia, da quando sono andati risolvendosi i problemi dell'entrata in funzione del desolforatore, l'Enel sta anche recuperando la quantità di carbone che aveva previsto di acquistare e sta acquistando circa 35 tonnellate di carbone al mese. Nei bilanci 1997 non vi è nessun deficit nella Carbosulcis, vi è soltanto un ritardo nell'arrivo di una parte dei finanziamenti dalla fonte nazionale (che è l'unica per il versamento di questi finanziamenti) e vi è stato e vi è un certo ritardo, che si va colmando, da parte dell'Enel per l'acquisto previsto della quantità di carbone.
Allora, se così stanno le cose, se il processo di privatizzazione, pur complesso, è pienamente in atto, se l'associazione temporanea di impresa ha presentato tutti i progetti di propria competenza, compreso quello di via che è all'attenzione del competente ministero, lo ha di recente aggiornato adottando l'ultima tecnologia prevista in termini di gassificazione del carbone, perché la tecnologia che offre la maggiore efficienza ed anche la maggiore garanzia in termini di emissioni, tutto questo perché vi è un interesse reale per la realizzazione del progetto di gassificazione.
Se è previsto che entro gennaio venga finalmente data la risposta sulla valutazione di impianto ambientale; questa è l'ultima pratica che resta da sbrigare prima che le banche ufficialmente diano il loro parere di bancabilità del progetto, questo è il dato delle cose: le banche, sulla base dei dati che riguardano i costi e le entrate, hanno già dato parere positivo ma la bancabilità potrà essere espressa soltanto dopo che vi sarà formalmente la risposta sulla valutazione di impatto ambientale, dopo di che questo progetto, che è un progetto di finanza (non è un progetto che si finanzia con le tasche della Regione o dello Stato), cioè finanziato attraverso le banche per conto di privati, i quali usufruiscono delle leggi di cui usufruisce qualunque altro progetto di autoproduzione di energia, come quello che si fa qui vicino a Cagliari, come quello che si fa in Sicilia a Priolo e come tanti altri.
Di nessuna altra legge speciale, ma esclusivamente delle medesime stesse leggi di autoproduzione di energia elettrica di fonti alternative.
Non vi è alcun mistero, se non alcuni ritardi per i quali tutti dobbiamo essere preoccupati, ma sono ritardi abbastanza spiegabili e che spesso riguardano complessi processi di privatizzazione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
Rispettando la passione nella critica o nella difesa, tengo a dire che la Giunta in questa fase non entra nel merito per un motivo molto semplice, che le questioni legate alla politica energetica della Regione e al gassificatore non le stiamo decidendo oggi. E` legittimo intervenire, ma noi non reputiamo che sia questa la fase in cui precisare la posizione della Giunta. Qui stiamo decidendo di sopprimere l'autorizzazione di spesa per il 1998 e la riautorizzazione per il 2000, che mi sembra un'operazione più che sensata, e quindi io lì mi fermo.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 157, mi permetto di reiterare l'invito che prima ho rivolto, perché l'includere nel "447" il riferimento alle leggi numero 23 e numero 66 equivale a notificarle all'Unione Europea.
Se vogliamo fare questo, non mi pare che faremo cosa utile.
PRESIDENTE. Stiamo discutendo l'articolo 34, rimangono in piedi gli emendamenti numero 156 e 157, mentre gli altri sono stati ritirati. Sull'emendamento numero 157 c'era un'ipotesi di discussione se tenerlo o ritirarlo e quindi chiedo all'onorevole Balletto, che è il primo firmatario, se intende tenerlo o ritirarlo, dopo le considerazioni fatte dall'Assessore.
BALLETTO (F.I.). Si mantiene, Presidente.
PRESIDENTE. Si mantiene l'emendamento numero 157. Voteremo in questo modo: prima l'emendamento sostituivo totale numero 156, poi l'emendamento numero 34, poi il numero 157.
Metto in votazione l'emendamento numero 156, presentato dai colleghi Balletto, Pittalis e più, non è stato accolto né dal relatore, né dalla Giunta. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 34.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 34.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 56
Astenuti 1
maggioranza 29
Favorevoli 33
Contrari 23
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 157. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Si dia lettura dell'articolo 34 bis.
PIRAS, Segretario:
Capo V bis
Disposizioni diverse
Art. 34 bis
Disposizioni varie
e variazioni al bilancio 1998
1. Le autorizzazioni di spesa disposte dalle norme sottoelencate e relative agli interventi accanto a ciascuno indicati sono incrementate, nell'anno 1998, delle seguenti misure:
a) art. 52, legge regionale 29 gennaio
1994, n. 2, e successive modifiche ed integrazioni - Fondo
perequativo per lo sviluppo e la realizzazione di servizi
comunali (cap. 04018/02)
1998 lire 1.050.000.000
b) art. 106, legge regionale 4 giugno 1988, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni - Finanziamenti ai comuni per acquisto di aree da destinare a parchi comunali (cap. 04161/01)
1998 lire 1.000.000.000
c) art. 9, legge regionale 15 febbario 1996, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni - Opere acquedottistiche e fognarie (cap. 08035-03)
1998 lire 8.000.000.000
2. Le autorizzazioni di spesa disposte dalle norme sottoelencate e relative agli interventi accanto a ciascuno indicati sono ridotte, nell'anno 1998, delle seguenti misure:
a) art. 55, legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, e successive modifiche ed integrazioni - Contributi in conto interessi su prestiti a medio termini contratti da consorzi di comuni e da consorzi industriali (cap. 04019/01)
1998 lire 400.000.000
b) art. 5, legge regionale 24 giugno 1991, n. 19 - Contributi all'I.S.F.O.R.E. (cap. 04162/09)
1998 lire 180.000.000
c) artt.3 e 16, legge regionale 14 settembre 1993, n.40 e successive modificazioni ed integrazioni - Concorsi in conto interessi ed in conto canoni alle imprese turistiche (cap.07021)
1998 lire 1.400.000.000
d) art. 14, legge regionale 28 settembre 1990, n. 43 - Contributi alle Università per programmi di ricerca e formazione in favore dei paesi in via di sviluppo (cap. 11065/P)
1998 lire 50.000.000
e) legge regionale 18 novembre 1986, n. 65 - Contributi alla facoltà di magistero dell'Università di Cagliari per la specializzazione del personale delle scuole nel recupero degli handicappati (cap. 11065/P)
1998 lire 100.000.000
3. In deroga all'articolo 62 della legge regionale 5 marzo 1983, n. 11, e successive modificazioni e integrazioni le somme stanziate per spese in conto capitale destinate all'esecuzione di opere pubbliche, qualora relative a programmi approvati ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, non impegnate alla chiusura dell'esercizio, possono essere mantenute in bilancio, quali residui, per essere utilizzate nell'anno successivo.
4. Nel bilancio della Regione per l'anno 1998 sono introdotte le seguenti variazioni:
(descrizioni ridotte)
ENTRATA
In aumento:
Cap. 11607 - (Nuova istituzione) - 1.1.6
Imposta regionale sulle attività produttive (art. 1, D.Lgs. 15 dicembre 1997, n.446, modificato dal D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137)
lire 1.219.000.000.000
Cap. 11608 - (Nuova istituzione) - 1.1.6
Addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche (art. 50, D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, modificato dal D.Lgs. 10 aprile 1998, n. 137)
lire 98.000.000.000
Cap. 12104 - (Nuova istituzione) - 1.2.1
Quota compensativa in favore della Regione per la perdita di gettito subita in conseguenza dell'abolizione della tassa di concessione governativa per le patenti di abilitazione alla guida dei veicoli a motore (art. 17, commi 21 e 23, legge 27 dicembre 1997, n. 449)
P.M.
Cap. 23507 -
Indennità cittadini affetti da TBC - L. 88/87
lire 1.000.000
Cap. 35012 -(Denominazione variata)
Somme riscosse per sanzioni amministrative in applicazione delle
leggi regionali e nazionali in materia di pesca
In diminuzione:
Cap. 23503 -
Contributi sanitari per finanziamento assistenza sanitaria - D.Lgs. 502/92
lire 1.115.000.000.000
01 - PRESIDENZA
In aumento:
Cap. 01071 -
Interventi per l'attività di cooperazione con i paesi in via di sviluppo
lire 80.000.000
In diminuzione:
Cap. 01073 -
Spese per funzionamento Collegio Mediterraneo Universitario
lire 80.000.000
02 - AFFARI GENERALI
In aumento:
Cap. 02023 - (Denominazione variata)
Oneri relativi al versamento dell'Imposta regionale sulle attività
produttive a carico dell'Amministrazione (art. 16, D.Lgs. 15
dicembre 1997, n. 446) (Spesa obbligatoria)
Cap. 02097 -
Spese per l'organizzazione di concorsi
lire 90.000.000
Cap. 02112 -
Saldo d'impegni per medaglie, indennità di trasferta a componenti commissioni
lire 50.000.000
Cap. 02158 -
Regolarizzazione pendenze derivanti dall'utilizzo di personale statale
lire 525.000.000
Cap. 02159 -
Spese per convegni
lire 350.000.000
Cap. 02168 -
Quote associative ad enti che perseguono compiti d'interesse regionale
lire 50.000.000
In diminuzione:
Cap. 02001/03 -
Spese per Assicurazioni Presidente e Assessori lire 30.000.000
Cap. 02016 -
Stipendi personale lire 525.000.000
Cap. 02093 -
Spese per la formazione del personale
lire 90.000.000
Cap. 02095 -
Corsi specializzazione per il Corpo forestale
lire 50.000.000
Cap. 02146 -
Saldo impegni per contributi spese viaggio a elettori emigrati
lire 48.000.000
Cap. 02159/01 -
Contributi per convegni
lire 222.000.000
Cap. 02165 -
Spese correnti eventuali e varie
lire 100.000.000
03 - PROGRAMMAZIONE
In aumento:
Cap. 03065 -
Partecipazione al capitale di enti e società
lire 3.301.000.000
Cap. 03071/01 -
Saldo di impegni per borse di studio
lire 1.200.000.000
Cap. 03105 - (Nuova istituzione) -
1.1.1.5.1.2.12.32
(01.10)
Quota del gettito dell'Imposta Regionale sulle Attività Produttive
(I.R.A.P.) da trasferire allo Stato a compensazione dei costi
sostenuti per lo svolgimento delle attività di cui al comma 1,
dell'articolo 25 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446
(art. 26, D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446) (spesa obbligatoria)
lire 136.000.000.000
Cap. 03106 - (Nuova istituzione) -
1.1.1.5.1.2.12.32
(01.10)
Quota del gettito dell'Imposta Regionale sulle Attività Produttive
(I.R.A.P.) da trasferire allo Stato a compensazione della perdita
del gettito derivante dall'abolizione dell'imposta sul patrimonio
netto delle imprese (art. 26, D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446)
(spesa obbligatoria)
lire 400.000.000
Cap. 03107 - (Nuova istituzione) -
1.1.1.5.1.2.12.32
(01.10)
Versamento al bilancio dello Stato delle eccedenze annuali di
risorse finanziarie derivanti dall'IRAP ai sensi degli artt. 41
comma 2 e 42 comma 7 del Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n.
446 (spesa obbligatoria)
lire 65.600.000.000
In diminuzione:
Cap. 03013 -
Fondo riserva per revisione prezzi contrattuali lire 2.500.000.000
Cap. 03145 -
Oneri di contrazione mutui ex art. 1, legge finanziaria 1998
lire 11.550.000.000
Cap. 03146 -
Quota interessi mutui ex art. 1, legge finanziaria 1998 lire 2.102.000.000
04 - Enti locali
In aumento:
Cap. 04001 -
Indennità ed emolumenti ai Comitati di controllo lire 400.000.000
Cap. 04010 - (Nuova istituzione) -
1.1.1.6.2.2.04.03. (08.02)
Saldo d'impegni di esercizi decorsi relativi a oneri assunti a proprio carico dall'Amministrazione Regionale per l'assicurazione contro infortuni subiti nell'esercizio delle funzioni dai componenti le compagnie barracellari (art. 28, comma 1, punto 1, L.R. 15 luglio 1998, n. 25) lire 51.000.000
Cap. 04012 -
Saldo d'impegni per contributi annui alle compagnie barracellari
lire 11.000.000
Cap. 04017/01 -
Definizione liquidatoria organismi comprensoriali
lire 90.000.000
Cap. 04018/02 -
Fondo perequativo per servizi comunali
lire 1.050.000.000
Cap. 04020/02 - (Nuova istituzione) -
2.1.1.5.2.2.08.07. (05.02)
Saldo d'impegni di esercizi decorsi relativi a fondo per le spese correnti relative ai servizi socio-assistenziali, del diritto allo studio e per lo sviluppo dello sport (L.R. 1 giugno 1993, n. 25, L.R. 9 giugno 1993, n. 26, art. 75, L.R. 7 aprile 1995, n. 6)
lire 19.000.000
Cap. 04024 - (Nuova istituzione) -
1.1.1.4.1.1.01.01. (01.01)
Saldo d'impegni di esercizi decorsi relativi a spese, per la sistemazione, l'adattamento, la manutenzione di locali e di impianti idrici, elettrici, telefonici, di riscaldamento e per il gas
lire 350.000.000
Cap. 04029 -
Acquisto cancelleria
lire 200.000.000
Cap. 04030 -
Assicurazione beni mobili ed immobili
lire 300.000.000
Cap. 04033 -
Manutenzione mezzi trasporto
lire 300.000.000
Cap. 04034 -
Trasporto e facchinaggio
lire 500.000.000
Cap. 04036 -
Custodia e vigilanza beni patrimoniali
lire 950.000.000
Cap. 04037 -
Funzionamento e manutenzione programmi E.D.P.
lire 250.000.000
Cap. 04037/01 -
Saldo di impegni per Funzionamento e manutenzione programmi E.D.P.
lire 150.000.000
Cap. 04039 -
Saldo di impegni funzionamento uffici periferici lire 150.000.000
Cap. 04040 -
Funzionamento uffici periferici
lire 500.000.000
Cap. 04056 -
Acquisto mobili per servizio di protezione civile lire 100.000.000
Cap. 04061 -
Spese varie funzionamento uffici centrali
lire 200.000.000
Cap. 04067 -
Rilevazione automatica presenze personale
lire 600.000.000
Cap. 04159/01 -
Contributi ai comuni per redazione piani assetto litorale
lire 1.000.000.000
Cap. 04161/01 -
Finanziamenti ai comuni per acquisto aree destinate a parchi comunali
lire 1.000.000.000
In diminuzione:
Cap. 04004 -
Attività di ricerca e consulenza
lire 100.000.000
Cap. 04005 -
Istituzione nuovi comuni
lire 90.000.000
Cap. 04018/04 -
Finanziamenti alle province per attività di studio lire 200.000.000
Cap. 04019/01 -
Contributi c/interessi su prestiti contratti da consorzi di comuni
lire 400.000.000
Cap. 04038 -
Noleggio e acquisto fotocopiatrici
lire 350.000.000
Cap. 04047 -
Acquisto mezzi trasporto uffici periferici
lire 100.000.000
Cap. 04111 -
Spese per riscatto previsto da contratti leasing lire 500.000.000
Cap. 04112/01 -
Accatastamento beni immobili
lire 250.000.000
Cap. 04159/07 -
Contributi piani assetto organizzativo dei litorali lire 1.000.000.000
Cap. 04159/09 -
Contributi per piani urbanistici provinciali
lire 300.000.000
Cap. 04161 -
Spese per demolizione opere abusive
lire 750.000.000
Cap. 04161/06 -
Sistema informativo pianificazione territoriale lire 250.000.000
Cap. 04162/09 -
Contributi all'I.S.F.O.R.E.
lire 180.000.000
Cap. 04164 -
Spese per oneri tributari
lire 250.000.000
Cap. 04179/07 -
Rimborso spese al personale dell'U.T.E.
lire 20.000.000
05 - DIFESA AMBIENTE
In aumento:
Cap. 05013/03 -
Riciclaggio rifiuti
lire 10.000.000.000
Cap. 05013/10 -
Spese per impianti di depurazione
lire 2.687.000.000
06 - AGRICOLTURA
In aumento:
Cap. 06229/05 -
Fondo per la concessione mutui agrituristici
lire 600.000.000
07 - TURISMO
In aumento:
Cap.07011 -
Contributo agli Enti Provinciali per il turismo
lire 1.400.000.000
Cap. 07026/05 -(Nuova istituzione) -
2.1.1.6.3.2.10.23
(08.02)
Saldo d'impegni di esercizi decorsi relativi a compensi agli enti
creditizi convenzionati per l'amministrazione e la gestione dei
fondi destinati alle incentivazioni creditizie alle imprese
artigiane (art. 4, L.R. 19 ottobre 1993, n. 51)
lire 1.895.000.000
In diminuzione:
Cap.07021 -
Concorsi negli interessi alle imprese turistiche lire 1.400.000.000
08 - LAVORI PUBBLICI
In aumento:
Cap. 08028 -
Fondo revisione prezzi contrattuali
lire 2.400.000.000
Cap. 08035/03 -
Opere acquedottistiche e fognarie
lire 8.000.000.000
Cap. 08260/01 - (Nuova istituzione) -
1.1.1.4.1.1.01.01
(01.01)
Saldo d'impegni d'esercizi decorsi relativi al fondo a disposizione
dell'Assessore per spese di rappresentanza, anche in occasione di
manifestazioni di iniziativa di terzi
lire 1.000.000
Cap. 08261 -
Spese per oneri espropriativi
lire 750.000.000
Cap. 08261/01 -
Contributi per oneri espropriativi
lire 250.000.000
In diminuzione:
Cap. 08109 -
Fondo per l'edilizia economica e popolare
lire 8.000.000.000
09 - INDUSTRIA
In aumento
Cap. 09011 -
Spese per carta geologica - Programma CARG lire 19.000.000
*AS*
Cap. 09012 -
Spese per carta geologica - Programma CARG - quota regionale lire 168.000.000
In diminuzione:
Cap. 09148/P
Gassificatore (...... e art. 34 della presente legge)
lire 10.000.000.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
In aumento:
Cap.11099 -
Contributi ad enti socio-culturali
lire 50.000.000
Cap.11113 -
Indagine sulla consistenza del patrimonio archeologico-industriale
lire 550.000.000
Cap.11124/08 -
Contributi per gestione impianti sportivi
lire 250.000.000
Cap.11139/01 -
Saldo borse di studio
lire 100.000.000
Cap.11144 -
Borse di studio per i corsi biennali presso il collegio di Duino Aurisina
lire 50.000.000
In diminuzione:
Cap.11065 -
Interventi a favore delle istituzioni universitarie lire 150.000.000
Cap.11106 -
Spese per costruzione musei
lire 450.000.000
Cap.11113/01 -
Contributi per acquisizione e restauro beni archeologici
lire 500.000.000
Cap.11113/02 -
Acquisizione di beni del patrimonio archeologico industriale
lire 100.000.000
Cap.11124/05 -
Contributi c/capitale per impianti sportivi
lire 250.000.000
12 - SANITÀ
In aumento:
Cap. 12032/03 -
U.SS.LL. - Indennità economiche ai cittadini affetti da TBC - L. 88/87
lire 1.000.000
Cap. 12132 - Nuova istituzione)
1.1.1.5.7.2.08.08
(10.00)
Finanziamento delle spese correnti delle Aziende Unità Sanitarie
Locali e delle aziende ospedaliere ai sensi dell'articolo 38 del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (spesa
obbligatoria)
P.M.
PRESIDENTE. All'articolo 34 bis sono stati presentati i seguenti emendamenti: 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92 e 122, tutti aggiuntivi. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare gli emendamenti della Giunta regionale.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo una parola per dire che l'articolo 34 bis contiene le variazioni di bilancio con significato, prevalentemente, di assestamento, quindi è l'autorizzazione per gli incrementi di spesa previsti; l'emendamento numero 83 integra o modifica disposizioni contenute nel testo esitato dalla Commissione; l'emendamento numero 84 è meramente tecnico, cioè introduce in bilancio le quote destinate per la finalità detta nel testo dell'emendamento alle provincie secondo la normativa statale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Parere positivo per tutti gli emendamenti presentati dalla Giunta.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 34 bis e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Presidente, ho qualche osservazione da fare sull'articolo e su qualche emendamento. In merito all'articolo, questo è un problema di carattere veramente tecnico; nel comma 3 "in deroga all'articolo 62 della legge regionale 5 marzo 1983, numero 11", ormai la conosco troppo bene per non sapere che è "5 maggio 1983". Pregherei quindi di prenderne nota.
Sempre nell'articolo: "programmazione in aumento 3.301.000.000". Sono le variazioni di bilancio, aumentiamo ancora una volta gli stanziamenti per le partecipazioni al capitale di enti e società.
Credo che ormai il mio pensiero in materia sia noto a tutti, quindi ritengo di non poter condividere un aumento ulteriore degli stanziamenti per quanto riguarda le partecipazioni in società ed enti. Già abbiamo investito dei capitali notevoli, per cui mi pare non sia il caso che continuiamo ad investire.
In diminuzione: "Lavori pubblici". Abbiamo 8 miliardi nel Capitolo 08109, fondo per l'edilizia economica e popolare.
Portare 8 miliardi in diminuzione di uno stanziamento per l'edilizia economica e popolare credo sia un qualcosa da non condividere, perché gli stanziamenti in questo capitolo certamente non saranno troppi per le richieste che vengono avanzate dalla nostra comunità.
L'emendamento numero 88; nell'articolo 62, dopo il comma "Istituito con l'articolo 5, comma 4, della legge regionale 29 gennaio 1994, numero 2", sono introdotti i seguenti: "Le somme stanziate per l'acquisizione di beni e servizi, nonchè quelle destinate.eccetera..".
Non è il caso che modifichiamo ancora una volta il contenuto della legge di contabilità per quanto riguarda il problema dei residui di stanziamento che sono deprecabili, e spesse volte la stessa Corte dei Conti ha messo in evidenza che si dovrebbero ridurre al minimo indispensabile i residui di stanziamento; qui, ancora una volta, siamo alla prese con questi residui di stanziamento. Poi andiamo a trovare nel conto del patrimonio della Regione autonoma Sardegna somme da reinserire nei bilanci futuri per 1.600 miliardi; si lasciano gli stanziamenti e poi non si impegnano né si spendono. E` la via più semplice che possa seguire la Giunta in modo tale che questi stanziamenti non ripassino attraverso il bilancio; vogliamo sempre sottrarre al controllo del Consiglio quanto più possiamo la gestione delle spese della Regione.
L'emendamento numero 89. Anche qui abbiamo un problema analogo: "sono altresì mantenute in bilancio quali residui, per essere utilizzati nell'esercizio successivo, le somme iscritte in conto del capitolo 08173". Non è certo una condotta corretta, sotto il profilo amministrativo contabile, quella seguita dalla Giunta in merito ai residui passivi. I residui passivi devono essere dati dalle somme impegnate e non pagate nel corso dell'esercizio.
Noi continuiamo a far diventare residui passivi somme stanziate ma non impegnate.
L'emendamento numero 90 affronta un problema analogo: "l'attuazione degli interventi previsti dall'articolo 40 della legge regionale 15 aprile 1998, numero 11, può essere effettuata anche direttamente dall'amministrazione regionale. Le somme stanziate nell'anno 1988 per le suddette finalità, qualora non impegnate, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate".
Credo che sia da biasimare questo atteggiamento assunto dalla Giunta; non so se sia un problema posto anche dagli uffici (questo lo deve appurare la Giunta) di voler mantenere a tutti i costi stanziamenti previsti per un anno, non impegnati, conservarli nell'anno successivo senza che questi(?). Non è vietato.
Se una spesa non viene impegnata in un anno, nessuno vieta che lo stesso stanziamento venga previsto nell'anno successivo, ma non tenere fra i residui passivi queste somme, perché residui passivi non sono nella realtà.
E` un discorso che ho affrontato più volte ma la Giunta continua ad operare perché evidentemente non vuole sottoporsi alle regole in materia di bilancio e di contabilità stabilite dalle nostre leggi regionali e da quelle statali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Qualche riflessione sull'emendamento numero 88. Innanzitutto una formale, non è detto l'articolo 62 che si vuole modificare di quale legge sia, anche se riteniamo che sia la legge 11 del 1983.
Nel merito, è da apprezzare l'ultima parte in cui elimina le disparità fra la legislazione contabile della Regione e le norme dell'unione europea che diventeranno più cogenti, sembra, con il prossimo programma 2000 - 2005.
Il primo comma riproduce (rinnovo le osservazione del collega Casu) un fenomeno che sta dilagando e non giova alla lettura dei consuntivi, cioè che vengono riprodotti residui di stanziamenti, cioè residui che non hanno avuto impegno. Questo poi significa che è difficile gestire questi residui perché dovranno essere impegnati, quindi con somme spesso divergenti da quelle che risultano portate a residui passivi e questo non giova alla concretezza del bilancio, alla realtà e veridicità dei conti consuntivi.
Se esiste questo fenomeno, cioè che le procedure di spesa sono talmente lunghe da non potersi esaurire con l'impegno nel corso dell'esercizio, si studi una normativa particolare e non si riproponga, come avviene in tante norme, si evidenzino questi residui e non li si metta nel calderone dei residui passivi che dal punto di vista contabile, di leggibilità dei consuntivi ha una sua funzione che non può certamente essere confusa con quella dei residui di stanziamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Solo un chiarimento dall'Assessore: a pag 66, capitolo 09148/P - gassificatore, vedo in diminuzione 10 miliardi. Questo, è rispetto a quanto abbiamo già approvato? Perché non si comprende bene.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per dei chiarimenti. Preciso che (come il collega Casu ci ha fatto notare) nel comma 3 non è "5 marzo", ma è "5 maggio" e chiedo conferma (spetta all'assessore specificarlo) se la legge di riferimento dell'articolo 62 (cioè il problema posto dall'onorevole Bonesu) sia la legge 11 del 1983.
SCANO, Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Volevo dire che per quanto riguarda questi 10 miliardi, effettivamente rientrano nella quota complessiva, non sono aggiuntivi, sono semplicemente ripartiti tra il 34 bis e la copertura finanziaria, cioè l'articolo 35, ma la dotazione è sempre quella nota.
Sulle altre questioni, mi limiterei a dire che (senza riprendere emendamento per emendamento), gli emendamenti numero 88, 89 e 90 contengono integrazioni rispetto alla disposizione generale del comma 6 dell'articolo 35.
Sto parlando del mantenimento a bilancio, perché tali somme possano essere utilizzate nel 1999.
In linea generale, come altre volte ho avuto modo di dire, posso condividere alcune delle osservazioni fatte, sia da Casu che da Bonesu, e credo si debba, nei modi realisticamente possibili, andare in quella direzione.
Aggiungo che qui abbiamo un problema specifico e diverso, che non può essere riassorbito nella problematica generale: avendo dovuto obbligatoriamente, per motivi detti, caricare sul 1998 una serie di spese, allora tale norma, cioè la norma del comma 6 dell'articolo 35, con le integrazioni contenute negli emendamenti 88, 89 e 90, è diventata inevitabile e necessitata.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 83. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 84. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 85. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 86. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 87. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 88. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 89. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 90. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 91. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 92. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 122. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Su questo emendamento chiediamo il voto a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 122 all'articolo 34 bis.
Risultato della votazione
Presidente. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 53
Astenuti 1
Maggioranza 27
Favorevoli 29
Contrari 24
(Il Consiglio approva) .
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CARLONI CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA -DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Si dia lettura dell'articolo 34 ter.
DEMONTIs, Segretario:
Art. 34 ter
Fondi speciali
1. Nella tabella B) allegata alla legge regionale 15 aprile 1998, n. 11, è istituita la seguente voce (cap. 03017):
10 Investimenti in opere di carattere permanente
1998 lire 152.500.000.000
1999 lire 28.378.000.000
2000 lire 6.140.000.000
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, per illustrare l'emendamento.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Mi limito a dire che i venti miliardi previsti alla voce 9, costituiscono la dotazione per gli sgravi contributivi; cioè stiamo creando, in modo connesso alla manovra che la Giunta ha illustrato, la risorsa per l'intervento relativo agli sgravi contributivi che andranno sull'apposito progetto di legge, mi pare approvato proprio oggi dalla Commissione all'unanimità.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Parere favorevole perché si collega ai contenuti della discussione che ha accompagnato tutto il provvedimento, legato alla 28 e agli sgravi contributivi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Sull'emendamento 110. Quasi due anni fa in pompa magna arrivò il Presidente Scalfaro ad inaugurare la diga sul Tirso; in quell'occasione ricordai che di inaugurazioni fasulle e di dighe ne avevamo avuto tante. La diga del Flumendosa è stata interamente collaudata quarant'anni dopo l'inaugurazione fatta dal Presidente Gronchi. La dimostrazione l'abbiamo in questo emendamento numero 110, in cui la Regione è costretta a stanziare altri sei miliardi per cercare di far entrare in funzione questa diga che sarebbe essenziale come risorsa d'acqua per tutto il sistema idrico della Sardegna; credo che di inaugurazioni, di cerimonie inutili eccetera, ne abbiamo fin troppe, e direi di invitare tutti a riflettere e a stare alla realtà, a non fare inaugurazioni di opere che non esistono nella loro compiutezza funzionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Il mio è un auspicio, signor Presidente, anch'io andai alla inaugurazione della diga sul Tirso, fatta in "pompa magna" con la presenza del Presidente della Repubblica, almeno due anni fa se non ricordo male, un qualche cosa del genere. A distanza di oltre due anni, nonostante siano stati impegnati per quest'opera, di una grande dimensione che è costata alcune centinaie di miliardi, ancora non si può invasare.
Io vorrei, se è possibile, assicurazioni dall'Assessore dei lavori pubblici che finalmente questa diga possa incominciare ad invasare l'acqua; naturalmente, d'inverno quando piove e non d'estate, in primavera, o in alta primavera quando non piove. Metteva in evidenza il collega Bonesu che effettivamente si tratta di un invaso che è importante molto probabilmente per tutta la Sardegna e non solo per le campagne di Oristano. E' possibile che ci siano ancora intralci ed impedimenti, e che questi non possano essere rimossi entro tempi ragionevoli per poter invasare l'acqua?
Gradirei un chiarimento da parte dell'Assessore dei lavori pubblici.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intervengo sull'emendamento numero 110, per esprimere innanzitutto condivisione in ordine all'intervento del collega Bonesu, che ha richiamato il problema delle dighe; io non so se sfugga alla Giunta regionale, in particolare, all'Assessore dei lavori pubblici, che mi pare vi siano in Sardegna almeno 17 dighe, e nessuna delle quali pare sia stata ancora sottoposta a collaudo. Non è tanto un formalismo il collaudo, quanto per le conseguenze che ciò implica in quanto non possono contenere in tutta la loro portata la quantità di risorse idriche, e quindi, di acqua, che invece potrebbero contenere all'esito del collaudo.
Questo è un problema gravissimo; è un problema logicamente che ha dei risvolti negativi, non solo sull'agricoltura perché poi bisogna dare risposte serie al problema della siccità, non solo per le attività industriali ma anche per l'uso civile delle risorse idriche, non so se siano al corrente il grave problema nella provincia di Nuoro, anche in questi giorni che, non grazie all'azione della Giunta, ma grazie alla Divina Provvidenza nonostante le abbondanti piogge e purtroppo, proprio, l'estrema carenza delle strutture rendono assolutamente impossibile avere, 24 ore su 24, un normale approvvigionamento, parlo della città di Nuoro, parlo del grave problema delle Baronie, sulle quali sollecito un intervento più accurato sia del presidente Palomba in qualità di commissario straordinario, ma per gli adempimenti di competenza dell'Assessore dei lavori pubblici perché si proceda, non si capisce la ragione per la quale non si ancora proceduto, al collaudo delle dighe in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.) Presidente della Giunta. Sui collaudi nelle dighe in generale ho già riferito nel corso della precedente seduta, quando ho detto che proprio l'accelerazione dei collaudi ha consentito un maggiore invaso nelle diverse dighe della Sardegna, per 310 milioni di metri cubi di acqua, che equivalgono a dieci nuove di dighe di Monte Nieddu; la diga Monte Nieddu è stata recentemente appaltata, consegnata e sono iniziati anche i lavori, misura 30 milioni di metri cubi e richiede 123 miliardi di costo, ora con l'eliminazione di vincoli burocratici determinati dalle difficoltà di collaudo, in questi anni, in questi pochi anni si è riusciti a raggiungere altri 310 milioni di metri cubi negli invasi che hanno consentito di portare la capacità massima di tutti gli invasi, in capacità autorizzata a 1400 milioni contro i 1500 milioni massimi possibili nei diversi invasi. Quindi, mi pare, che si sia proceduto con grande accelerazione proprio sulla strada dei collaudi che consentono e hanno consentito una maggiore capacità di invaso delle dighe. L'emendamento invece non ha niente a che vedere né con l'inaugurazione né con i costi della diga, né con i collaudi della diga. La diga può teoricamente invasare anche subito; senonché i problemi che ci sono e che rendono necessari l'approvazione di questo emendamento sono i seguenti: l'ENEL utilizzava la precedente diga per proprie necessità di carattere idro-elettrico, per lasciare la concessione ha bisogno, ha chiesto un'erogazione finanziaria che in via transativa è stata determinata nella somma che qui viene indicata. Ma, il consorzio di bonifica di secondo grado ha anche bisogno dei finanziamenti per compiere delle opere che non sono strettamente connesse con la grande diga sul Tirso, ma sono connesse da una parte con l'eliminazione delle strutture dell'ENEL, precedenti strutture dell'ENEL, che sono destinate ad essere invasate, l'invaso comporterà e può comportare dei problemi di carattere ecologico perché nelle strutture che l'ENEL utilizzava per le proprie esigenze idro-elettriche fanno parte degli olii e delle sostanze minerali, che devono essere rimosse prime, devono essere rimosse con la consulenza, il sostegno e l'aiuto della stessa ENEL; il secondo punto è che è necessario praticare dei fori nel vecchio invaso per consentire il deflusso dal vecchio invaso al nuovo invaso della diga di Santa Chiara. Su questi lavori c'è già una procedura molto avanzata, nel senso che si sta già procedendo, si è già in avanzato stato di percorso, verso l'eliminazione dei rischi connessi con la sommersione delle precedenti strutture dell'ENEL, ed è pronta anche l'esecuzione, siamo vicini all'esecuzione dei fori delle aperture, dei varchi all'interno della vecchia diga. Queste somme che sono richieste dal consorzio bonifica di secondo grado che ha avuto, a preferenza dell'ENEL, la gestione dell'invaso, servono appunto per consentire queste operazioni.
Quindi, la transazione con l'ENEL per quanto riguarda la sommersione delle strutture idro-elettriche e per quanto riguarda la rimozione, la perdita dell'utilizzazione della concessione e sfruttamento usi idro-elettrici, sono questi lavori strutturali ai quali io ho accennato.
Per queste ragioni l'approvazione di questo emendamento si rende necessaria, perché può consentire se approvato l'inizio dell'invaso della grande diga sul Tirso già dal prossimo anno idrologico, e forse già dalla fine di questo.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 34 ter. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento 110. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 35.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 35
Copertura finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei Capi dal I, ad eccezione dell'articolo 2, al V e quelli di cui all'articolo 34 ter della presente legge, sono valutati in lire 332.410.000.000 per l'anno 1998, in lire 290.450.000.000 per l'anno 1999, in lire 387.737.000.000 per l'anno 2000, in lire 149.738.000.000 per l'anno 2001, in lire 132.738.000.000 per gli anni dal 2002 al 2010, in lire 92.738.000.000 per gli anni dal 2011 al 2013, in lire 68.786.000.000 per l'anno 2014, in lire 44.749.000.000 per l'anno 2015 ed in lire 10.000.000.000 per gli anni successivi.
2. Agli stessi oneri si fa fronte:
I. quanto a lire 48.570.000.000, per l'anno 1998, mediante il recupero di pari somme da fondi di rotazione a' termini dell'articolo 33;
II. quanto a lire 232.628.000.000 per l'anno 1998, a lire 233.450.000.000 per l'anno 1999 e a lire 337.487.000.000 per l'anno 2000 mediante contrazione dei mutui autorizzati dall'articolo 31;
III. quanto a lire 31.212.000.000, per l'anno 1998, lire 57.000.000.000 per l'anno 1999, lire 50.250.000.000 per l'anno 2000, con le variazioni di cui al comma 4;
IV. quanto agli oneri per gli anni successivi all'anno 2000 si provvede con le risorse recate dai bilanci per i rispettivi anni.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 2 si fa fronte:
a) quanto a lire 20.000.000.000, per ciascuno degli anni 1999 e 2000, con l'utilizzo di pari risorse già destinate agli interventi di cui alla legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51, ed iscritte in conto del capitolo 07026/01 del bilancio regionale per gli stessi anni;
b) quanto a lire 20.000.000.000 per l'anno 1998 mediante le variazioni di cui al comma 4;
c) quanto a lire 55.700.000.000 per l'anno 1998 mediante il recupero di disponibilità sussistenti nei fondi costituiti ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale n. 51 del 1993; a tale recupero provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio di concerto con l'Assessore del turismo, artigianato e commercio;
d) quanto a lire 25.550.000.000 per ciascuno degli anni 1998, 1999 e 2000 mediante utilizzo delle maggiori disponibilità e dei maggiori rientri derivanti dai Fondi istituiti a' termini della legge regionale 21 luglio 1976, n, 40, rispetto alle relative entrate previste in conto del capitolo 36103 del bilancio regionale per gli stessi anni.
4. Nel bilancio della Regione per l'anno 1998 e per gli anni 1999/2000 sono introdotte le seguenti variazioni:
ENTRATA
In aumento:
Cap. 36103 -
Recuperi di somme assegnate ad istituti di credito su fondi di rotazione e simili (art. 6 della legge finanziaria e art. 33 della presente legge)
1998 lire 48.570.000.000
Cap. 36202 -
Recupero di somme erogate su capitoli di spesa della parte in conto capitale del bilancio
1998 lire 2.910.000.000
Cap. 51006 -
Ricavo dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente (art. 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, e art. 31 della presente legge)
1998 lire 232.628.000.000
1999 lire 233.450.000.000
2000 lire 337.487.000.000
SPESA:
In diminuzione:
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03016 -
Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4 della legge finanziaria e art. 34, comma 2, lett. b), L.R. 15 aprile 1998, n. 12)
1998 lire 1.500.000.000
1999 lire ------
2000 lire 3.250.000.000
mediante utilizzazione della riserva di cui alla voce 1 della tabella A allegata alla legge finanziaria.
Cap. 03017 -
Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4 della legge finanziaria e art. 34, comma 2, lett. b), L.R. 15 aprile 1998, n. 12)
1998 lire 1.012.000.000
1999 lire 57.000.000.000
2000 lire 47.000.000.000
mediante utilizzazione della riserva di cui alla voce 3 per l'anno 1998 e alla voce 1 per gli anni 1999 e 2000 della tabella B allegata alla legge finanziaria
07- TURISMO
Cap. 07026/01 -
Versamenti ai fondi istituiti presso gli Istituti di credito per la concessione del concorso interessi sui prestiti concessi alle imprese artigiane (articolo 7, lettere a), c) e d) L.R. 19 ottobre 1993, n. 51, art. 28, comma 4, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 26, commi 2 e 3, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 40, comma 2, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 19, comma 2, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 14, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 36, lett. g), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32 e art. 3, comma 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 )
1998 lire ------
1999 lire 20.000.000.000
2000 lire 20.000.000.000
09 - INDUSTRIA
Cap. 09148 -
Interventi per la realizzazione dell'impianto di gassificazione a ciclo combinato (D.P.R. 28 gennaio 1994 e art. 31, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, e art. 34 della presente legge)
1998 lire 45.790.000.000
In aumento:
01 - PRESIDENZA
Cap. 01080 -
Fondo per l'attuazione di progetti orientati alla creazione di nuova occupazione nei settori della produzione e dei servizi (art. 17, L.R. 30 giugno 1993, n. 27, art. 38, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 81, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 40, comma 1, L.R. 11 novembre 1995, n. 28, art. 44, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 30, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 36, lett. a), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, art. 3, comma 3, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e artt. 7 e 18 della presente legge)
1998 lire 6.500.000.000
1999 lire 9.200.000.000
2000 lire 7.900.000.000
02 - AFFARI GENERALI
Cap. 02164 -
Spese per la realizzazione di progetti-obiettivo (art. 1, L.R. 29 maggio 1996, n. 22, art. 3, comma 3, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, e art. 29 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 8.000.000.000
2000 lire 4.000.000.000
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03017 -
Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4. L.R. 15 aprile 1998, n. 11, art. 34, comma 2, lett. b), L.R. 15 aprile 1998, n. 12 e art. 34 ter della presente legge)
1998 lire 152.500.000.000
1999 lire 28.378.000.000
2000 lire 6.140.000.000
Cap. 03034/01 -
Versamento alla contabilità speciale di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268, di finanziamenti aggiuntivi per l'esecuzione di iniziative previste dai relativi programmi esecutivi (art. 6, commi 6, 7, 8 e 9, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, artt. 29, comma 7, e 56, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, artt. 1 e 11, comma 9, L.R. 6 novembre 1992, n. 20, art. 29, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 7, comma 10, e 11,comma 6, L.R. 1 ottobre 1993, n. 50, artt. 32, 37 e 49, comma 3, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 5, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 40, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, artt. 8, comma 1, e 49, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 22, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e artt. 23 e 24 della presente legge)
1998 lire 18.500.000.000
1999 lire ------
2000 lire ------
Cap. 03056 -
Fondo per il finanziamento dei programmi integrati d'area (L.R. 26 febbraio 1996, n. 14, art. 23 L.R. 15 aprile 1998, n. 11, art. 34, comma 2, lett. c), L.R. 15 aprile 1998, n. 12 e artt. 20 e 21 della presente legge)
1998 lire 101.000.000.000
1999 lire 15.000.000.000
2000 lire 15.000.000.000
Cap. 03145 -
Spese per l'ottenimento dei mutui ed il pagamento dei diritti di commissione per la concessione della fideiussione per l'integrale e puntuale pagamento delle rate di ammortamento dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente (art. 1, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 31 della presente legge) (spesa obbligatoria)
1998 lire 2.910.000.000
1999 lire 2.920.000.000
2000 lire 4.208.000.000
Cap. 03146 -
Quota interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente (art. 1, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 31 della presente legge) (spesa obbligatoria)
1998 lire ------
1999 lire 13.958.000.000
2000 lire 27.365.000.000
Cap. 03147 -
Quota capitale delle rate di ammortamento dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente (art. 1, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 31 della presente legge) (spesa obbligatoria)
1998 lire ------
1999 lire 9.994.000.000
2000 lire 20.624.000.000
04 - ENTI LOCALI
Cap. 04018/03 - (Nuova istituzione)
1.1.1.5.2.2.10.28 (02.02)
Contributi ai comuni per le spese di organizzazione e avvio delle strutture uniche e degli sportelli unici per le attività produttive e l'assistenza alle imprese (art. 5 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 1.000.000.000
2000 lire ------
Cap. 04019 -
Fondo per gli investimenti degli enti locali (L.R. 1 giugno 1993, n. 25, L.R. 9 giugno 1993, n. 26, art. 75,. L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 16 L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 19, della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 40.000.000.000
2000 lire 40.000.000.000
05 - DIFESA AMBIENTE
Cap. 05017 -
Spese per lavori di sistemazione idraulico-forestale e per l'attività vivaistica in correlazione a quella di rimboschimento (R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, legge 8 gennaio 1952, n. 32, L.R. 21 agosto 1980, n. 26, L.R. 13 giugno 1989, n. 40 e art. 26 della presente legge)
1998 lire 10.000.000.000
1999 lire 30.000.000.000
2000 lire 30.000.000.000
06 - AGRICOLTURA
Cap. 06201 - (Nuova istituzione) -
2.1.2.4.3.3.10.10 (02.01)
Contributi per favorire nuova occupazione e sviluppo dell'imprenditorialità giovanile in agricoltura (art. 9 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 30.000.000.000
2000 lire 30.000.000.000
Cap. 06245/01 -
Contributi per la manutenzione e l'esercizio di opere di bonifica indipendentemente dalla dichiarazione di compimento (art. 2, R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, art. 13, L.R. 14 maggio 1954, n. 21, art. 21, L.R. 29 aprile 1994, n. 18 e art. 27 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 10.000.000.000
2000 lire 10.000.000.000
07 - TURISMO
Cap. 07003/06 - (Nuova istituzione) -
2.1.2.3.2.3.10.24 (06.07)
Contributi agli enti locali per il completamento, la ristrutturazione e l'ampliamento di opere, anche non permanenti, atte a valorizzare le località di particolare interesse turistico (art. 25 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 15.000.000.000
2000 lire 15.000.000.000
Cap. 07026/04 -
Compensi agli enti creditizi convenzionati per l'amministrazione e la gestione dei fondi destinati alle incentivazioni creditizie alle imprese artigiane (art. 4, L.R. 19 ottobre 1993, n. 51 e art. 2 della presente legge)
1998 lire 1.000.000.000
1999 lire 1.000.000.000
2000 lire 1.000.000.000
Cap. 07026/05 - (Nuova istituzione) -
2.1.2.4.3.3.10.24 (02.03)
Versamenti ai fondi costituiti per la concessione di contributi in conto capitale alle imprese artigiane (art. 2 della presente legge)
1998 lire 19.000.000.000
1999 lire 19.000.000.000
2000 lire 19.000.000.000
08 - LAVORI PUBBLICI
Cap. 08112 -
Fondo regionale per l'edilizia abitativa (L.R. 30 dicembre 1985, n. 32, art. 22, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 14, comma 1, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 10, L.R. 8 luglio 1993, n. 29, art. 6, comma 1, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 2, L.R. 30 marzo 1994, n. 13 e art. 10, comma 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 3, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, artt. 3, commi 1 e 3, e 65, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 13 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 10.000.000.000
2000 lire 10.000.000.000
09 - INDUSTRIA
Cap. 09014 - (Nuova istituzione) -
2.1.2.4.2.3.10.28 (08.02)
Spese per l'attuazione di specifici interventi finalizzati alla promozione dello sviluppo industriale della Sardegna e a favorire investimenti nazionali ed esteri per il potenziamento del sistema produttivo e dei livelli occupativi (art. 6 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 3.000.000.000
2000 lire 3.000.000.000
Cap. 09052 -
Finanziamenti agli enti locali da destinare al reperimento ed all'attrezzatura di aree da destinare all'insediamento di aziende artigiane e di unità produttive di piccole dimensioni di interesse locale (art. 16, L.R. 31 maggio 1984, n. 26, art. 1, commi 4 e 5, L.R. 29 dicembre 1988, n. 47, art. 14, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1 e art. 18, L.R. 28 settembre 1990, n. 43); finanziamenti di opere pubbliche nelle zone industriali (L.R. 18 novembre 1967, n. 47, L.R. 7 luglio 1978, n. 43, art. 19, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 6, comma 2, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, art. 29, comma 8, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 35, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, L.R. 1 giugno 1993, n. 25, art. 29, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 30, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 4, comma 1, della presente legge)
1998 lire 10.000.000.000
1999 lire 5.000.000.000
2000 lire 5.000.000.000
Cap. 09054 -
Spese per la realizzazione di infrastrutture negli agglomerati industriali della Sardegna (art. 32, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 31, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 14, comma 2, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 23, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, artt. 3, commi 1 e 3, e 17, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 22, L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, art. 3, commi 1 e 3, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 4, comma 3, della presente legge)
1998 lire 10.000.000.000
1999 lire 10.000.000.000
2000 lire 10.000.000.000
Cap. 09148 -
Interventi per la realizzazione dell'impianto di gassificazione a ciclo combinato (D.P.R. 28 gennaio 1994, art. 31, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 34 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire ------
2000 lire 114.000.000.000
10 - LAVORO
Cap. 10136/03 -
Quota di partecipazione al capitale sociale di società miste (art.6, L.R. 20 gennaio 1977, n.7, art. 31, comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, artt. 3, comma 3, e 38, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 14 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 5.000.000.000
2000 lire 2.500.000.000
Cap. 10136/04 - (Nuova istituzione) -
2.1.2.3.2.3.10.07 (03.02)
Contributi agli enti locali promotori di progetti di lavori socialmente utili e di pubblica utilità per l'affidamento a terzi convenzionati di servizi (art. 15 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 10.000.000.000
2000 lire 10.000.000.000
Cap. 10136/05 - (Nuova istituzione) -
2.1.2.4.3.3.10.02 (02.03)
Contributi per lo sviluppo della micro-imprenditorialità prioritariamente nei settori dell'artigianato artistico e della produzione di prodotti tipici locali (art. 16 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 9.000.000.000
2000 lire 3.000.000.000
Cap. 10136/07 - (Nuova istituzione) -
2.1.1.6.2.2.12.34 (02.09)
Contributi ai soggetti sottoposti al regime transitorio dell'articolo 12 del D.lgs. 468/97 finalizzati alla contribuzione previdenziale volontaria (art. 17 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 5.000.000.000
2000 lire ------
Cap. 10139 - (Nuova istituzione) -
2.1.2.4.3.3.10.02 (02.03)
Fondo per la concessione di garanzie sussidiarie sui prestiti concessi dai consorzi fidi delle centrali cooperative (art. 1 ter della presente legge)
1998 lire 1.000.000.000
1999 lire ------
2000 lire ------
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
Cap. 11003/02 - (Nuova istituzione) -
1.1.1.5.3.2.06.04 (05.03)
Finanziamenti alle Province per l'attuazione di programmi d'intervento volti a contrastare e ridurre l'abbandono e la dispersione scolastica (art. 22 della presente legge)
1998 lire ------
1999 lire 20.000.000.000
2000 lire 20.000.000.000
5. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede all'iscrizione in conto del capitolo di spesa 07026/05 delle somme derivanti dai recuperi di cui alle predette lettere c) e d) in corrispondenza del pari accertamento effettuato in conto del capitolo di entrata 36103.
6. Le somme stanziate per l'anno 1998 per il finanziamento degli interventi previsti in attuazione della presente legge, qualora non impegnate alla chiusura dell'esercizio 1998 sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
PRESIDENTE. Pregherei il collega Pittalis di consentire la conclusione della lettura degli emendamenti 93 e 94, un minuto solo, poi, le darò la parola.
Si dia lettura degli emendamenti 93 e 94.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Per ricordare, signor Presidente, che forse è più opportuno votare l'articolo 35, e gli emendamenti che si collegano all'articolo 35, dopo aver discusso ed approvato le parti che abbiamo accantonato lungo l'arco della discussione.
PRESIDENTE. Sì, è giusto; mi ricordano i colleghi che ci sono due articoli e un emendamento, mi pare, sospesi, quindi l'articolo di copertura deve essere votato dopo.
Prima di mettere in discussione ed eventualmente votare l'articolo 35, la copertura e la tabella, torniamo agli articoli sospesi.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Il primo rilievo mi trova concorde con il collega Sassu. Il secondo è di carattere procedurale e di tempistica; vorrei sapere se quanto riferito informalmente da qualche capogruppo, cioè, di fissare alle ore 20.00 per stasera, io ho riferito anche ai colleghi del Gruppo in questo senso, corrisponda anche ad una volontà della presidenza.
PRESIDENTE. A me nessuno ha fatto questa proposta, mi pare che la presidenza sia aperta a qualunque proposta concordata dai capigruppo, farei notare che siccome siamo proprio in fase di conclusione, se vi è un qualche motivo per cui..., però, se su questa proposta c'è un'ipotesi e me la proponete, per evitare di convocare un'ennesima Conferenza di Capigruppo, se c'è un dialogo tra di voi me lo fate sapere, sennò mi pare che sia ancora sufficientemente presto da consentirci di andare avanti, lasciando magari la votazione finale. Vi pregherei di fare una consultazione tra di voi e di farmi sapere una proposta, se è unitaria io non ho difficoltà.
Chiedo conferma, ma pare che l'ipotesi sia questa. Rimandiamo a domani mattina l'articolo 35 che è la copertura finanziaria e la tabella A, invece oggi chiudiamo con le cose che erano rimaste in sospeso, in modo tale che domani mattina si riprende con la copertura finanziaria e la tabella A, con le dichiarazioni di voto, la legge sempre sul lavoro e le dichiarazioni di voto. Se questa è l'ipotesi lo dico anche perché così i colleghi organizzano le proprie carte, erano rimasti sospesi gli emendamenti 124 all'articolo 2, poi l'articolo 5 nella sua interezza e gli emendamenti 132 all'articolo 7, 117 e 163 all'articolo 10, 135 all'articolo 13, e l'articolo 22.
Emendamento numero 124, era stato discusso ed è soltanto da votare. Chiedo ai relatori e alla Giunta di ricordarmi se era stato accolto o non era stato accolto.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. La richiesta di sospensione era stata formulata dal primo firmatario dell'emendamento.
Il parere della Commissione era negativo, parere contrario, perché l'emendamento si riferisce ad una proposta che attiene alla legge numero 28, che sarà trattata invece nel provvedimento numero 387, credo che sia stato esaminato oggi dalla Commissione di merito. Quindi il parere della Commissione è contrario.
Presidenza del Vicepresidente Milia
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. E` conforme a quello della Commissione, cioè non si accoglie, anzi mi permetto di aggiungere che se ne raccomanda il ritiro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 124, articolo 2.
PITTALIS (F.I.) Si intende ritirato.
PRESIDENTE. Articolo 5. All'articolo 5 gli emendamenti sono stati illustrati, era stata chiesta una sospensiva da parte dell'assessore Scano per una riformulazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Sull'articolo 5 c'è stata la discussione ed anche su tutti gli emendamenti. Rimanevano da definire i contenuti degli emendamenti 98 e 16 dei consiglieri, primo firmatario Sanna e del consigliere primo firmatario Bonesu. Siamo pervenuti ad una formulazione che credo possa recepire sia i contenuti dell'emendamento presentato dal collega Bonesu sia il contenuto dell'emendamento presentato dal collega Sanna, per cui, per quanto riguarda il comma 2, si accoglie la proposta di soppressione dell'emendamento 16 del consigliere Bonesu, che è presente anche nell'emendamento 98 del consigliere Sanna, quindi si accoglie la soppressione del comma 2.
Si accoglie anche la proposta di soppressione del comma 3, che è presente in entrambi gli emendamenti, nell'emendamento 16 e nell'emendamento 98.
Per quanto riguarda il comma 4 l'emendamento 98, a firma del consigliere Sanna, viene accolta parzialmente la parte relativa di quell'emendamento. Lo leggo già da adesso in modo tale che sia chiara la proposta che si avanza.
Il comma 4 è sostituito dal seguente: "Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge il Presidente della Giunta regionale, con proprio decreto, previa deliberazione della Giunta regionale, emana le direttive per l'individuazione del coordinamento delle attività amministrative regionali connesse al procedimento unico. Le direttive debbono assicurare che, ogni qualvolta la conclusione del procedimento unico comporti lo svolgimento di attività di competenza dell'amministrazione regionale, gli organi o uffici ad esse preposti adottino i propri atti o provvedimenti entro i termini stabiliti a norma di legge dal responsabile del procedimento unico". Quindi, si accoglie questa formulazione e viene cassata tutta la parte del comma 4 dell'articolo 5, che va avanti fino alla fine. Quindi a partire dalle parole "e diversamente dalle direttive stesse", fino "all'emanazione delle direttive e a conclusione del procedimento unico" alla fine del comma 4.
Per quanto riguarda il comma 5 si intende modificato da un altro emendamento, del quale abbiamo già discusso e sul quale abbiamo già espresso parere positivo, a firma del consigliere Sanna, non ne ricordo il numero, forse l'emendamento numero 99, che mirava a sopprimere, nella lettera A) del comma 5, le parole "che ne abbiano un concreto interesse secondo modalità disciplinate dalle direttive di cui al comma 4". Questo emendamento era stato già accolto in sede di votazione.
Riassumendo: sull'articolo c'è già stata tutta la discussione, sugli emendamenti abbiamo già espresso il parere positivo e contrario a seconda degli emendamenti; su questi due emendamenti, 16 e 99, lo spirito viene recepito credo al 99,9 per cento, per cui credo che attraverso questo emendamento orale si possa pervenire ad una formulazione unitaria che possa essere votata dall'intero Consiglio.
PRESIDENTE. Chiedo al relatore se è possibile avere la copia perché possa essere riprodotta.
Passiamo ora all'articolo 7, emendamento 132, che era stato sospeso.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
Sassu (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Anche su questo emendamento, durante la discussione, sia il relatore di maggioranza sia la Giunta avevano espresso condivisione rispetto alla proposta dell'emendamento, e si accoglie la proposta di integrazione che viene avanzata dal collega Balletto, però dovrei ritrovare la formulazione integrativa, che si intende così modificata. Quindi si arriva "che abbiano cessato l'attività (verso la fine dell'emendamento) da almeno tre anni, che siano trascorsi almeno otto anni dalla concessione dei precedenti benefici e che tra il cedente ed il cessionario non sussistono vincoli di parentela entro il quarto grado. Quindi tutto l'emendamento così come era stato predisposto precedentemente dai firmatari Pittalis, Balletto e più, con l'integrazione delle parole che ho letto in questo momento.
Su questa formulazione c'è il parere positivo da parte del relatore di maggioranza.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
Scano, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Con l'integrazione proposta dal consigliere Balletto l'emendamento è accolto dalla Giunta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 132, con questa variazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'emendamento 117 all'articolo 10.
Ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu per illustrare l'emendamento numero 117 all'articolo 10.
MARTEDDU (Popolari). L'emendamento si intende ritirato a seguito dell'impegno della Giunta di collocarlo all'interno della Finanziaria.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 117 è ritirato.
Passiamo all'emendamento numero 163 all'articolo 10, aggiuntivo "dopo l'articolo 10 è inserito il seguente 10 bis".
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). L'emendamento numero 163 non presenta copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'ho dato l'altra volta: capitolo 03017, voce 8.
PRESIDENTE. Possiamo passare alla votazione dell'emendamento numero 163. Metto in votazione l'emendamento numero 163 all'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 135 all'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Articolo 22. All'articolo 22 sono stati presentati gli emendamenti numero 76 e numero 103 sostitutivi parziali.
Ha domandato di parlare il consigliere Sassu, relatore. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Avevamo già fatto la discussione sia dell'articolo che degli emendamenti. Era stata chiesta da me la sospensione dell'articolo 22 per una esigenza che era stata posta credo dall'Assessore, dalla Giunta. Non abbiamo elementi per approfondire, per cui si può tranquillamente andare al voto sia dell'articolo che degli emendamenti, così come noi li avevamo a suo tempo discussi e valutati.
Ricordo che per gli emendamenti il relatore di maggioranza aveva espresso parere positivo.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 76 sostitutivo parziale. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 103 sostitutivo parziale. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 22. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). L'emendamento numero 115 che fine ha fatto? E' ritirato?
PRESIDENTE. L'emendamento numero 115 è all'articolo 22 bis.
SECCI (Popolari). Chiedo scusa.
PRESIDENTE. Per un mancato tempismo l'onorevole Sanna non ha potuto ritirare l'emendamento numero 103. Se non vi sono opposizioni l'emendamento si intende approvato.
Andiamo avanti. Siamo in fase di votazione dell'articolo 5 così come modificato.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
Sanna SALVATORE (Progr. Fed.). Onde evitare equivoci come quelli sul "22". Io naturalmente, essendo presentatore di due emendamenti sull'articolo 5, mi dichiaro soddisfatto dalla mediazione che è stata proposta dal relatore e quindi mi riconosco pienamente nel testo aggiuntivo che è stato distribuito stasera.
PRESIDENTE. Il testo distribuito, così come illustrato dal relatore, viene accettato dall'Aula? Pare di sì.
Allora passiamo all'emendamento numero 41 soppressivo parziale. Il "16" è assorbito dall'emendamento modificativo all'articolo 5 e viene ritirato il "16", chiaramente.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Mi ha convinto, Presidente, quindi non ritengo si possa dar luogo ad una votazione autonoma.
Presidente. Passiamo all'emendamento numero 41 che è stato presentato dai consiglieri Macciotta e Cugini.
SASSU (Progr. Fed.), relatore E' stato già illustrato ed è stato espresso anche il parere negativo.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 41. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 129.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 129.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 43
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 14
Contrari 29
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LIORI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - OBINO - ONIDA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento che collega il 98 e il 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 54 sul quale vi è il parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi lo mano.
(E` approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
Bonesu (P.S.d'Az.). Per far notare che essendo scomparso il secondo comma questo emendamento sarebbe decaduto.
PRESIDENTE. L'emendamento 54 è decaduto. L'emendamento numero 99 è assorbito dal nuovo emendamento. Passiamo all'emendamento numero 55.
BIGGIO (A.N.). L'emendamento è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 128 sul quale era stato espresso parere negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 67 della Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento numero 40 è decaduto. Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 39 sul quale era stato espresso parere contrario. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controproa.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 47. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 48 sul quale era stato espresso parere contrario. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 49 sul quale era stato espresso parere contrario. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta al controprova). Chi non lo approva alzi li mano.
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 127.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento aggiuntivo numero 127 all'articolo 5.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti: 39
Votanti 39
Maggioranza 20
Favorevoli: 9
Contrari: 30
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Pietro - FRAU - LIORI - LORENZONI - MACCIOTTA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA -MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO.)
(Vedi verbale)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 159. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle ore 10. Dopo la votazione della legge è convocata la Commissione bilancio.
La seduta è tolta alle ore 20 e 42.
Versione per la stampa