Seduta n.267 del 09/01/2007
CCLXVII Seduta
(Pomeridiana)
Martedì 9 gennaio 2007
Presidenza del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 38.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 22 dicembre 2006 (261), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angelina Corrias e Paola Lanzi hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 9 gennaio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato dei documenti numero 11/A e 11 bis/A. Proseguiamo con l'esame della Parte I, capitolo 1, paragrafi 1.3, 1.4 e 1.4 bis.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, sull'argomento in discussione (sclerosi multipla, talassemie e Piano sangue), io vorrei provare a seguire il filo del ragionamento portato dai colleghi Cugini, Marrocu, Biancu, i quali anche durante la Conferenza dei Capigruppo hanno reiterato il desiderio di sentire dalla voce dei colleghi della minoranza se tra gli emendamenti presentati alcuni avessero maggiore importanza e rilevanza rispetto ad altri. . Tenendo conto, come il collega Lai e il Presidente mi hanno ricordato, che il parere del relatore sugli emendamenti viene dato dopo la chiusura della discussione generale perché nel corso di quest'ultima possono essere esposti argomenti utili eventualmente al dibattito e quindi all'espressione stessa del parere da parte del relatore medesimo, voglio provare ad astrarre, dal contesto degli emendamenti presentati, alcuni emendamenti sui quali varrebbe la pena di avere, non dico un parere favorevole, ma più semplicemente aprire una discussione, sentire una voce proveniente dalla maggioranza che dica che il contesto degli emendamenti, o il contenuto degli emendamenti, è un contenuto non applicato. Gli emendamenti ai quali mi vorrei riferire sono tre.
Il primo emendamento riguarda la sclerosi multipla e, in quel contesto, noi chiediamo, sostenendo che sia un'esigenza del paziente, non tanto o non soltanto che non ci sia uno spostamento, fisico e strutturale, degli attuali centri all'interno dei quali vengono effettuati lo screening, la diagnosi e il trattamento precoce della sclerosi multipla, ma semplicemente che tale spostamento non avvenga senza l'espressione di un parere della Commissione sanità.
Mi spiego meglio, perché è più facile capirsi se si è concreti. Attualmente a Cagliari il Centro per la diagnosi e cura delle sclerosi multiple, cioè un Centro che segue pazienti con difficoltà di deambulazione significative (utilizzano stampelle, auto speciali, spesso sono su sedie a rotelle), è allocato presso locali dell'ospedale Binaghi all'uopo istituiti all'interno della struttura. Una soluzione fisicamente accessibile che consente ai pazienti affetti da sclerosi multipla di essere quanto più possibile autosufficienti nello svolgimento delle terapie inerenti la loro patologia. La "voce" dice che è pronto il trasferimento di questa struttura presso il San Giovanni di Dio, cioè quella che il presidente Soru e l'assessore Dirindin hanno definito come la struttura cagliaritana con il più elevato numero di barriere architettoniche.
Quindi, questo non mi sembra un emendamento spazzatura, non mi sembra un emendamento capzioso.
Il secondo emendamento, sempre in materia di sclerosi multipla, relativo ad un ragionamento che è stato fatto in Commissione, tratta delle macchine che diagnosticano la sclerosi multipla; sono macchine di risonanza magnetica nucleare che se dotate di una determinata potenza di campo sono grado di diagnosticare anche nei parenti degli ammalati una sclerosi multipla in fase iniziale. Durante la discussione in Commissione si era detto che sarebbe stato utile se queste macchine fossero state presenti in Sardegna, collegate con i Centri per la diagnosi e cura della sclerosi multipla, ma ovviamente destinate anche ad altro.
La Commissione si era impegnata ad associare, nel momento in cui avrebbe trattato delle grandi tecnologie, queste macchine alla sclerosi multipla. È vero che la minoranza ha abbandonato la Commissione quando si discuteva quella parte del Piano, ma è altrettanto vero che la maggioranza non si è ricordata dell'impegno che aveva preso e che non era tanto un impegno preso con la minoranza, era un impegno preso con i malati di sclerosi multipla. Credo che anche questo non sia un emendamento spazzatura.
Il terzo emendamento, su cui vorrei concentrare l'attenzione, è una "storia carina" e mi piacerebbe che fosse presente in Aula il collega Cugini, mi fa piacere che ci sia il collega Biancu, mi fa piacere che ci sia il collega Marrocu, un po' distratto, mi fa piacere che ci sia il collega Pacifico del quale richiamerei l'attenzione. Collega Pacifico, noi abbiamo chiesto in Commissione, come minoranza, che ci venisse spiegato di quanti Centri trapianto di cellule staminali ha bisogno la Sardegna; voi parlate infatti di riqualificazione della spesa e nella prima stesura del Piano sanitario avete scritto che la Sardegna ha bisogno di due Centri trapianto che devono operare in rete: il Centro trapianto del Microcitemico e il Centro trapianto del Binaghi.
Noi in quella circostanza vi chiedemmo di spiegarci come mai la Sardegna avesse bisogno di questi due Centri trapianto e non del terzo, che era quello localizzato presso l'ospedale Oncologico. Chiaramente abbiamo chiesto i dati. A quel punto, improvvisamente, i Centri trapianto sono spariti dal Piano regionale sanitario (stesura del novembre del 2006), però non definitivamente perché ricompaiono oggi in un emendamento, approvato dalla Commissione, presentato da alcuni colleghi della maggioranza, i quali dicono che i Centri trapianto sono tre. Di questi, uno opera presso l'ospedale Binaghi che stiamo smantellando, quindi vi state prendendo la responsabilità di lasciare un Centro trapianto di cellule staminali che ha bisogno, per chiunque capisca di medicina, di strutture a disposizione, in un ospedale che sta diventando un grande poliambulatorio: centro donna, centro vista e centro altro. Mentre tenete altri due Centri trapianto, quello dell'Oncologico e quello del Microcitemico, mettendoli in rete, cioè adottate per questi il modello dipartimentale.
Prima che qualche collega della maggioranza si alzi e parli di clientelismo, prima che a qualche collega di maggioranza sfugga quella mitica parola "marchette" con la quale si condanna tutto ciò che di propositivo proviene da chi non è in questo momento alla guida della Regione, fareste bene a dare ad ogni consigliere regionale i dati che dicano quanti Centri trapianto di cellule staminali sono necessari alla città di Cagliari, se uno, due o tre. Esistono i parametri nazionali, Assessore Dirindin, lei li conoscerà senz'altro; bene, ci dica, sulla base del numero dei trapianti che vengono fatti in Sardegna, sulla base delle esigenze che ci sono in Sardegna, di quanti Centri trapianto abbiamo bisogno. Dopo di che ci dica quali sono quelli che garantiscono la maggiore efficienza, perché i Centri trapianto hanno bisogno di una serie di strutture che ne garantiscano l'efficienza, che garantiscano ai pazienti che hanno la disgrazia di usufruirne, di uscire dal Centro, se possibile, sulle loro gambe e in piedi.
Quindi ci dica di quanti Centri trapianto abbiamo bisogno, ci dica quali sono i numeri dei Centri trapianto esistenti, ci dica quali sono quelli che garantiscono la maggiore affidabilità e ci dica se è ragionevole, rispetto alle politiche di riqualificazione della spesa, ma soprattutto a quelle di garanzia di qualità dell'assistenza, che a Cagliari ce ne siano ancora tre, e ci dica qual è il motivo per cui due devono stare in dipartimento e uno separato.
E' possibile che queste siano scelte ragionevoli, ma ogni qual volta noi vi abbiamo chiesto spiegazioni voi avete fatto il gioco delle tre carte. Riguardatevi la stesura originaria del Piano e vedrete che dice cose diverse da quelle che dice il Piano attuale, ma quelle che voi vorreste approvare a loro volta sono cose diverse rispetto a quelle contenute sia nel Piano originario che in quello attuale. Quindi vorremmo capire quali sono i numeri, qual è il contesto, quali sono i ragionamenti, quali sono le riflessioni alla base delle scelte che oggi ci proponete. Questo aiuterebbe a ragionare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, quando la discussione avviene nel merito delle questioni, allora è possibile confrontarsi e trovare anche le convergenze. E' il caso delle argomentazioni del collega Gallus e del collega Vargiu sul Centro della sclerosi multipla che attualmente fa capo all'ospedale Binaghi; un Centro che l'attuale direttore della ASL di Cagliari, il dottor Gumirato, pare avrebbe già deciso di trasferire al San Giovanni di Dio. Io parlo anche come vice presidente della Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) di Oristano che rappresenta i 750 malati di quella provincia.
Questi pazienti si recano spesso al Centro di Cagliari, ubicato presso il Binaghi, dove trovano spazi per il parcheggio e percorsi accessibili per loro che sono ammalati particolari di cui bene hanno parlato e con più competenza, di quanto non possa avere io, i colleghi medici che hanno preso la parola su questo tema.
Però anche io conosco i problemi di questi pazienti perché attraverso la mia associazione sono a contatto quotidiano con loro. Assessore, io penso che sia arrivata anche a lei la notizia che le associazioni che rappresentano questi ammalati non sono assolutamente favorevoli a questo trasferimento e hanno comunicato al dottor Gumirato la loro assoluta contrarietà perché il San Giovanni di Dio è inadeguato dal punto di vista logistico e strumentale, perché ci sono problemi di barriere architettoniche, perché ci sono problemi di parcheggio.
Quindi io le chiedo, Assessore, di rivedere questa scelta del dottor Gumirato che, come in altre occasioni, non tiene conto di niente e di nessuno; vogliamo che quest'uomo sia riportato alla ragionevolezza. A mio avviso, quindi, o si accoglie l'emendamento che ha presentato l'opposizione, che io trovo ragionevole, oppure ne presentino uno sullo stesso tono la Giunta o la maggioranza; però il Centro per la sclerosi multipla, che è il punto di riferimento della maggior parte degli ammalati di sclerosi multipla della Sardegna in tutti i casi deve rimanere nell'ospedale Binaghi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto).Signor Presidente, Presidenti dei Gruppi consiliari, onorevoli consiglieri riformisti, ivi compresi quelli figli dei cosiddetti partiti di lotta e di governo che qualche volta si confondono un po' di qua e un po' di là, esordisco così perché voglio iniziare sottolineando che l'esame di questa parte del Piano sanitario mi riporta a quanto già espresso in quest'Aula sugli annunci trionfalistici che il Presidente fece in ordine all'ex articolo 102 del disegno di legge sulla finanziaria, che credo oggi sia il comma 836 della finanziaria appena approvata. Basterebbero l'incidenza, la rilevanza, le conseguenze, la portata della sclerosi multipla e della talassemia in Sardegna per dire quanto sia stato irresponsabile rinunciare al mantenimento della competenza sanitaria dello Stato e, conseguentemente, quanto sia stata irresponsabile l'assunzione dell'intero onere della sanità da parte della Regione.
Dissi nel corso di quella discussione che questo atto in qualche modo mortificava la nostra capacità di autonomia speciale, e queste malattie incidono in Sardegna in modo davvero speciale da costituire sicuramente una delle ragioni della nostra richiesta di autonomia speciale.
Mi sono rivolto a lei, signor Presidente del Consiglio, in primo luogo, e ai Presidenti dei Gruppi e a tutti i consiglieri, sinceramente animati da spirito autonomista e riformatore, perché ritengo che la battaglia in corso sul Piano sanitario (un atto di straordinaria rilevanza riformatrice), non si possa affrontare come se il Piano fosse un atto riformatore a sé stante e poi pensare di trovare le intese attraverso un esame più o meno rilevante dei singoli emendamenti.
Da qualunque parte si esamini la questione, o per l'offerta della maggioranza o per la richiesta della minoranza, si aprirebbe un mercato già di per sè non molto edificante sul piano del confronto ma, in ogni caso, non capace assolutamente di risolvere in radice la portata di un piano riformatore come pretende di essere questo.
Io dissi, già nel mio intervento in discussione generale, che questo non è un Piano e continuo a mantenere i miei convincimenti; queste al massimo sono delle linee guida per il Piano, ma la minoranza non può sperare di risanare attraverso gli emendamenti tutte le carenze e le insufficienze che sono strutturali, di filosofia guida del Piano propria di chi ha prodotto questo Piano che non aveva certo alle spalle uno spirito riformatore, uno spirito che fosse davvero permeato da una sincera e convinta necessità e bisogno di rilancio della nostra autonomia anche attraverso questo documento.
Io ritengo infatti che in questo documento non si possano trovare assolutamente le condizioni per addivenire ad un atto di riforma condiviso. Vorrei, a questo punto, rivolgere un invito a lei, signor Presidente, della cui conferenza stampa ho apprezzato molto il punto in cui ha affermato di voler portare questo Consiglio al centro delle nostre istituzioni democratiche, e davvero c'è bisogno di restituire al Consiglio regionale la centralità in quanto massima espressione del popolo sardo. Lei, Presidente, per il ruolo che riveste, ma anche per profondo convincimento politico, io la conosco da molti anni, credo sia un sensibile e coerente interprete, attraverso il ruolo della Presidenza, del rispetto di questa volontà popolare.
Allora, restituiamo al Consiglio tutta la sua capacità propositiva, legislativa perché oggi come oggi, dalla poca esperienza che ho maturato in questi mesi, vedo che il Consiglio è sempre più espropriato dei suoi poteri effettivi, legislativi, e costretto costantemente a rifugiarsi nel potere di sindacato che è una delle sue funzioni ma non quella fondamentale.
Vogliamo quindi davvero segnare una svolta riformatrice nel 2007, a metà legislatura, in questa nostra Regione? Se io avessi l'autorevolezza, la forza politica, proporrei a tutti i Presidenti dei Gruppi, a tutti i coordinatori, come si chiamano adesso, regionali dei partiti di sederci intorno a un tavolo e di recuperare il valore fondamentale che ha animato in tanti momenti il popolo sardo e le forze politiche e sociali per ridare alla Sardegna una riscossa autonomistica.
Io vorrei proporre ai Presidenti dei Gruppi, a tutti i consiglieri di dare mandato al Presidente del Consiglio, quale massimo rappresentante del popolo sardo di prendere l'iniziativa per recuperare, insieme a tutti i Presidenti dei Gruppi, tutti i partiti politici, un grande comune impegno a partire dalla legge elettorale, però prima che venga affrontata la legge statutaria di cui si parla perché è un ennesimo strumento con il quale, surrettiziamente, si vuole superare la riforma dello Statuto.
Non è quindi attraverso queste iniziative singole, Piano sanitario, legge statutaria che possono trovare accoglimento le istanze di compiere un comune sforzo per dare alla Sardegna gli strumenti riformatori. Non c'è la possibilità, agendo come si è agito fino ad oggi, di trovare le condizioni politiche, i presupposti politici per segnare questa svolta di legislatura, con una svolta riformatrice. Tutti i settori, dall'industria alla formazione professionale, alla scuola, sono in crisi: è una crisi generale; io sono profondamente convinto che sia necessario persino un nuovo Piano di rinascita. Coinvolga quindi tutte le forze politiche, tutti i Gruppi, ma faccia quello che può perché si segni una svolta, chiami anche il Presidente della Giunta, che è straordinariamente importante in quanto eletto direttamente dal popolo, per fargli superare questa parvenza di governo democratico con una Giunta che della democrazia ha soltanto la memoria istituzionale.
Presidente, mi rivolgo a lei, ai presidenti dei Gruppi, perché davvero si dia avvio ad un incontro, e si sospenda il lavoro in atto, al fine di creare le condizioni generali per affrontare tutte le riforme di cui la nostra Regione ha bisogno.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, in considerazione della discussione appena conclusa io chiederei di sospendere l'emendamento numero 234 data la necessità di una pausa di riflessione per la definizione eventuale di un emendamento all'emendamento o di un emendamento sostitutivo . Per quanto riguarda gli altri emendamenti si esprime parere negativo sugli emendamenti numero 235, 52, 30, 117, 67, 233, 66, 107, 236, 47. Si esprime invece parere favorevole sugli emendamenti numero 170 e 220. L'emendamento numero 144 è ritirato. Per quanto riguarda l'emendamento numero 237 i si sta predisponendo un emendamento di sintesi, quindi si chiede che venga sospeso.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 235.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale..
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 235.
(Segue la votazione)
Risponde sì il consigliere: CASSANO.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CUCCA - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CAPELLI - FLORIS Mario - LA SPISA - SCARPA.
Risultato della votazione
RESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 35
astenuti 6
maggioranza 18
favorevoli 1
contrari 34
Poiché il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 08, viene ripresa alle ore 17 e 45.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori con la votazione dell'emendamento numero 235, poichè nella precedente votazione era mancato il numero legale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 235.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Gessa ha votato contro e i consiglieri Cherchi Oscar e Rassu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI OSCAR - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - PISANO - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CUCCA - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI- SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 61
astenuti 3
maggioranza 31
favorevoli 21
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Colleghi, prima di passare all'emendamento successivo vi comunico che procederemo molto velocemente con le votazioni, quindi vi prego di stare in Aula. Metto in votazione l'emendamento numero 52. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento numero 52 pur non ritenendolo, credo non si offenderà il collega Contu che è il primo firmatario, uno dei più qualificanti. Però, colleghi del centrosinistra, noi abbiamo cercato di seguire una linea di riflessione che sembrava suggerita da voi e, quindi, durante la discussione generale la gran parte degli interventi dei colleghi della minoranza si è incentrata su tre emendamenti, sui quali non si chiedeva certo l'accoglimento da parte della maggioranza, ma si chiedeva di fare quel confronto di merito che non era stato possibile fare in altra sede.
Il primo era l'emendamento sulla sede del Centro sclerosi multipla di Cagliari, il secondo era quello sull'impegno che voi avevate preso di rafforzare i presidi delle macchine di risonanza magnetica, o in questa parte o in quella relativa al progetto sulle grandi macchine, attraverso la acquisizione di nuove apparecchiature di risonanza magnetica, il terzo concerneva una richiesta di chiarimenti su quanti devono essere i Centri trapianto di cellule staminali in provincia di Cagliari o in Sardegna sulla base dei parametri nazionali; quindi chiediamo di sapere se sono due, come era scritto nel primo Piano, zero, come è scritto nel Piano che abbiamo in discussione adesso, o tre come prevedono alcuni emendamenti, uno in particolare della maggioranza.
Bene, se voi ci date una risposta su queste questioni magari è più facile rinunciare alla dichiarazione di voto sui singoli emendamenti, dando così una mano d'aiuto a quella accelerazione dei lavori d'Aula che voi auspicate, a parole, chiedendoci di spiegarvi quali sono i problemi. Ma ci sembra che le nostre spiegazioni cadano in un silenzio assoluto da parte vostra, sia sulle cose su cui avevate già preso impegno - le macchine di risonanza magnetica - sia sulle altre sulle quali vi stiamo chiedendo risposta a domanda, mi riferisco ai Centri trapianto di cellule staminali.
Sul terzo emendamento per ora avete proposto che venga sospeso. Vorremmo capire se questo significa che accettate il suggerimento che vi stiamo dando o se lo sospendete in attesa di bocciarlo in un secondo momento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Presidente, rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io voterò a favore dell'emendamento 52 e mi inserisco nella discussione - o meglio tra le voci della minoranza che cercano un confronto con la maggioranza, al momento silente - per sollecitare quella risposta che lo stesso onorevole Vargiu poc'anzi richiedeva; ma soprattutto perché vorrei richiamare l'attenzione dell'Assessore sul fatto che questa domanda, se vogliamo lasciar perdere le richieste della minoranza, riproposta nell'intervento dell'onorevole Sanna meriterebbe una risposta.
Questa risposta, Assessore, noi la attendiamo da lei perché finora abbiamo discusso tra noi, componenti politiche del Consiglio; riteniamo che sia opportuno, anche per la buona continuazione del confronto in Aula, che ci sia un suo intervento chiarificatore sulle questioni poste dall'onorevole Sanna, esponente dei D.S. cioè un partito della maggioranza, che ha posto delle questioni importanti, ha posto delle domande che richiedono delle risposte che rimangano agli atti. Credo che solo lei possa dare queste risposte, la corretta interpretazione e che gli atti saranno fedeli per il prosieguo dell'interpretazione delle parti attuative del Piano affinché ci sia una chiarezza in merito soprattutto alla questione trapianti.
(Non è approvato)
Metto in votazione il testo dei paragrafi 1.3, 1.4, 1.4 bis.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, innanzitutto dichiaro il mio voto contrario sul testo dei paragrafi in votazione. Il paragrafo 1.3, per esempio, avrebbe avuto bisogno di ulteriori integrazioni che, chiaramente, non ci sono state. Le criticità del sistema attuale per essere sanate richiedono quelle soluzioni che noi abbiamo proposto già nella discussione generale di questo paragrafo (peraltro già espresse nella discussione in Commissione), per le quali non c'è stata, fino adesso, nessuna presa di posizione. Si parlava di incentivi alla ricerca sulla patologia, ma soprattutto di dotare i Centri di strumentazioni adeguate, moderne tecnologie e quant'altro che ci permettono
la diagnosi precoce di questa patologia. Ma soprattutto occorre una diversa dislocazione nel territorio per avvicinare quelle aree territoriali che oggi sono sprovviste di centri di riferimento, ovvero la Gallura e le altre province.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io voterò contro questa prima parte del testo. Vorrei sottolineare che da parte della maggioranza (mi rivolgo al collega Cugini, che non vedo in Aula, ma sicuramente avrà modo di sentire, così come agli altri colleghi). sono state avanzate diverse proposte per accelerare i lavori e il confronto sul Piano sanitario.
Io ho cercato di coinvolgere la Giunta in una risposta - per Regolamento, Assessore, lei sa di poter richiedere la parola in qualsiasi momento - noi attendiamo che lei, Assessore, prenda la parola e dia risposta non tanto alle sollecitazioni che noi stiamo portando avanti, quanto alle sollecitazioni di chiarimenti che sono pervenute dai banchi della maggioranza.
I chiarimenti servono non per prendere posizione su uno o sull'altro emendamento - anche se il collega ha dichiarato che eventualmente attende un emendamento dalla maggioranza per non votare quello della minoranza, è una sua decisione - ma perché rimangano agli atti indicazioni precise sulle scelte che si stanno facendo in quest'Aula. Questo serve anche alla minoranza per regolarsi di conseguenza sulle azioni successive, sugli interventi successivi, sugli emendamenti successivi. Almeno ci sia una spiegazione che credo sia dovuta per, mi passi il termine, educazione nei confronti di un collega (l'educazione è dovuta a tutti ma in questo caso pare che le risposte siano dovute solo alla maggioranza)che ha posto un preciso quesito. E' un argomento su cui ha richiesto chiarimenti, io credo che gli sia dovuta una risposta, per consentirgli poi di regolarsi nel prosieguo dei lavori nell'espressione dei suoi giudizi e nella valutazione degli argomenti che di seguito verificheremo. Continuo a insistere e auspico che questo chiarimento arrivi quanto prima.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Presidente, io credo che il ragionamento portato avanti dalla maggioranza, in modo particolare sul Binaghi, abbia seguito un filo logico. Il collega Vargiu chiedeva il perchè di questa scelta sui Centri trapianto di midollo; i Centri trapianto di midollo a Cagliari hanno la storia che tutti conosciamo, sono stati istituiti sotto l'influenza di scuole di pensiero diverse e per questo ne sono nati sicuramente più di quanti in realtà non fossero necessari.
Dall'analisi dei dati che abbiamo fatto anche in Commissione, è emerso che i Centri trapianto con il maggior numero di casi affrontati sono quello del Binaghi e quello dell'Oncologico Noi abbiamo considerato i Centri trapianto solo da questo punto di vista e in base a questo abbiamo presentato l'emendamento a cui faceva riferimento il collega Vargiu.
Il Centro trapianto del Binaghi è stato scelto perché fa un numero di trapianti appena inferiore rispetto a quello dell'Oncologico ma ha la struttura migliore, inoltre al Binaghi è stata istituita la banca di cellule da cordone; per questi motivi ci è sembrato giusto e corretto mantenere al Binaghi il Centro trapianto di midollo.
Il Businco, o Oncologico, è invece il Centro che esegue nell'anno il maggior numero di trapianti; ovviamente abbiamo pensato di mantenerlo inserendolo in un'organizzazione di tipo dipartimentale col Microcitemico, che dista peraltro quaranta metri dal Centro trapianto dell'Oncologico, perché il Microcitemico ha il numero più basso di trapianti nella nostra Regione ma sono trapianti per certi versi particolari perchè sono sui bambini.
Quindi per ovviare alla perdita di alta professionalità, che comunque si è formata al Microcitemico, noi abbiamo pensato che Oncologico e Microcitemico potessero proseguire la loro attività in forma dipartimentale. Non dimentichiamo anche che il Centro trapianto del Binaghi è un punto di riferimento per l'area del Mediterraneo e del Medioriente con convenzioni che sono già in atto. Ecco direi che solo questo è stato il motivo, molto logico, che ha spinto a presentare questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole sul testo dei paragrafi riprendo alcune argomentazioni del collega Vargiu e del collega Frau. Io credo che su questi argomenti si sia ragionato molto anche in Commissione e credo che le stesse argomentazioni che sono state portate in Commissione si stiano riflettendo nel dibattito in Aula. Io credo che ci sia una volontà da parte nostra di accogliere alcuni spunti positivi che sono nati dalle osservazioni dei colleghi dell'opposizione; un segnale in questa direzione credo sia la sospensione dell'emendamento sull'individuazione della sede dei Centri della sclerosi multipla.
Per quanto riguarda invece i Centri trapianto io chiedo ai colleghi di tener conto che non si parla solo di Centri trapianto, si parla anche di oncoematologia, che è qualcosa che va oltre i Centri trapianto e su cui noi abbiamo un'esperienza acquisita, dal punto di vista professionale, in due strutture di oncoematologia quali l'Oncologico e il Microcitemico.
L'oncoematologia del Microcitemico presso la quale si eseguono trapianti sui bambini, così come prevede la normativa, deve essere allocata in ambiente pediatrico; quindi il Microcitemico è una struttura che ha tutti i requisiti sicuramente di riferimento ed è anche logico andare ad un'esemplificazione dal punto di vista gestionale e prevedere in questa direzione anche una gestione dipartimentale dei due centri di oncoematologia dell'Oncologico e del Microcitemico, una per gli adulti e uno per i bambini.
E' una prima esemplificazione, mi rendo conto che si poteva spingere probabilmente di più e ci poteva essere in questa direzione anche un atteggiamento diciamo un po' più rigido nell'individuazione di un solo Centro per adulti, però teniamo conto di un'esperienza, di professionalità, di requisiti, anche della salvaguardia di strutture che oggi sono fortemente indebolite come il Binaghi. Probabilmente mantenere al Binaghi una struttura, che comunque oggi ha una valenza di riferimento anche internazionale, può avere carattere di transitorietà nella strutturazione della rete ospedaliera cagliaritana prevista nei prossimi tre anni; è una prima fase comunque di razionalizzazione che viene impostata da questo Piano sanitario. Io chiedo di tener conto di questa indicazione e credo che le argomentazioni poste dai colleghi possano comunque essere accolte positivamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
Qualche minuto solo per rispondere alle richieste di chiarimenti sui Centri trapianto di midollo. Devo dire, se non ricordo male, di aver già avuto occasione di portare questi dati in Commissione (forse in un momento in cui non tutti erano presenti), ma non ho nessuna difficoltà a riproporli. Nel 2005 in Sardegna sono stati eseguirti cento trapianti di midollo così ripartiti: venticinque al Binaghi, cinquanta al Businco, otto al Microcitemico.
Non esistono standard nazionali relativi ai volumi minimi di attività per i trapianti di midollo perché il Centro nazionale su questo non si è ancora pronunciato; il giudizio, per ora solo informale, è che un numero di trapianti inferiori alle dita di una mano è assolutamente insufficiente per garantire la qualità di un Centro, al di sopra di questi esistono già anche fuori regione dei Centri trapianto di midollo.
A partire dal 2006 e, ancor di più, dal 2007 a seguito della prima convenzione, alla quale se ne aggiungerà presto un'altra con l'Istituto mediterraneo per l'ematologia, le strutture di Cagliari potranno fare un numero di trapianti per giovani e adulti provenienti dai Paesi asiatici più consistente. Quindi le dimensioni di due dei tre centri sono assolutamente adeguate rispetto a quanto si ipotizza sarà richiesto dagli standard della letteratura e dai futuri standard nazionali. Il Microcitemico per ora fa un numero di trapianti relativamente modesto che è destinato a crescere perché le richieste provenienti dai Paesi asiatici riguardano soprattutto i bambini.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Chiedo la votazione nominale del testo dei paragrafi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dei paragrafi 1.3, 1.4, 1.4 bis.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI OSCAR - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - MORO - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Si Sono Astenuti: Il Presidente SPISSU - SCARPA.
Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 64
astenuti 2
maggioranza 33
favorevoli 43
contrari 21
(Il Consiglio approva)
Metto in votazione l'emendamento numero 30 .Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, in primis per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento. Dalla lettura del paragrafo 1.3 che tratta della sclerosi multipla ( piaga che caratterizza la nostra regione rispetto ad altre), si evince che i punti di criticità del nostro Sistema sanitario relativamente a questa patologia, sono rappresentati sia dalla mancanza in alcuni dei Centri dedicati appunto all'assistenza della sclerosi multipla di un approccio integrato multidisciplinare, sia dalle difficoltà, che molti pazienti residenti nell'hinterland incontrano per raggiungere i Centri dedicati. Chi ha avuto la sfortuna di assistere o di essere vicino a qualche persona colpita e anche deceduta a causa di questa malattia sa di che cosa sto parlando. Questa è una delle motivazioni che hanno portato alla presentazione di questo emendamento di cui anch'io sono firmatario.
Chiedo quindi, e ancora ritorno a quanto affermato nei miei precedenti interventi, perché non si pensa di attivare uno di questi Centri per la sclerosi multipla in qualche ospedale periferico dell'hinterland dove gravitano paesi, utenze che distano anche 70 km dall'ospedale provinciale? Perchè, invece che chiudere i centri di diabetologia , mandando all'aria le centinaia di miliardi spesi sino ad oggi per renderli operativi non si rende queste strutture funzionali ed usufruibili proprio da quel tipo di pazienti più deboli, da quel tipo di pazienti che soffre di più e che appunto, come si dice proprio in questo Piano, ha enorme difficoltà, date anche le carenze della nostra rete viaria, a raggiungere i Centri dedicati appunto all'assistenza della sclerosi multipla? Questo emendamento formula quindi una richiesta obiettiva che riteniamo possa essere accolta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore di questo emendamento; gli interventi dei colleghi Frau, Pacifico e dell'Assessore aiutano a capirci, però probabilmente necessitano di qualche approfondimento che faremo, magari un po' alla volta, nelle dichiarazioni di voto.
Ora vorrei dire che se voi, colleghi Frau e Pacifico, mi dite che sui Centri trapianto di midollo sono state fatte nel passato delle scelte sulle quali, comunque, la politica si deve confrontare adesso nell'operare una razionalizzazione con gradualità, io sono d'accordo con voi. Però stiamo dicendo che c'è una prevalenza della politica, cioè stiamo dicendo che quest'Aula ragiona in modo politico e che, di fronte ad esigenze complesse e che hanno nome e cognome, collega Frau non abbiamo manicheismi ideologici.
Siamo persone di mondo e quindi siamo capaci di capire che c'è il passato, non ci sono collusioni, non ci sono interessi occulti perché sono tutti palesi in questo caso gli interessi, con nomi e cognomi, siamo in grado di ragionare tra persone che sanno che esiste un consolidato, che non hanno niente da insegnare ad alcuno perché sono persone di mondo che ragionano su ciò che il mondo prospetta e che, siccome hanno come obiettivo la qualità dell'assistenza, sanno che qualche volta armarsi di scimitarra e cercare teste da tagliare può essere il modo peggiore per garantire qualità di assistenza, ma anche per garantire che un provvedimento venga esitato dall'Aula nel tempo più rapido possibile e nell'interesse generale dei sardi.
Allora se il ragionamento è questo, colleghi, io ritiro quella insinuazione velata di "marchetta" fatta riprendendo insinuazioni velate che ho sentito da voi e dico che sono d'accordo con voi nel dire che, pur sapendo che è impossibile da un punto di vista ragionevole che i Centri siano tre, siccome esistono delle condizioni oggettive di cui tenere conto nei percorsi di razionalizzazione graduale, per adesso restano tre nell'attesa di vedere che cosa fare.
Se voi però leggete gli emendamenti, cosa che in parte non avete fatto, vedreste che c'è un emendamento, di cui sono primo firmatario, che dice esattamente questo e che non cita nomi e cognomi e ospedali, come invece voi avete fatto. Ma di questo parleremo negli interventi successivi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, per annunciare il voto a favore dell'emendamento numero 30 che introduce quello che manca nel testo approvato: la realizzazione su tutto il territorio regionale di ambulatori dedicati. Nell'intervento precedente ho sottolineato come la maggioranza, che ha apportato i correttivi, è stata in grado di elaborare le criticità ma non è stata altrettanto in grado di attivare eventualmente le iniziative volte a dislocare su tutto il territorio regionale i Centri di riferimento; una necessità sulla quale i pazienti affetti da questa patologia, con molto impegno, cercano di farci capire che non si può continuare a sorvolare.
Io credo che se noi avessimo dedicato un attimo di attenzione in più a questi aspetti molto probabilmente non saremmo qui a discutere, e neanche a fare dichiarazioni di voto, né sull'emendamento numero 30 né a seguire sull'emendamento numero 117. Anche l'emendamento numero 117 riprende infatti questo tema della integrazione fra ospedali e territorio attraverso la presenza di una rete di strutture; strutture che devono tenere presente che le persone per spostarsi da un capo all'altro della provincia spesso e volentieri necessitano di un sostegno rappresentato volta per volta da un accompagnatore, e capita che non abbiano a disposizione un proprio autoveicolo e così via dicendo.
Allora se davvero c'è la volontà di costituire questa rete, Assessore, diciamolo chiaro, realizzeremo una rete di ambulatori dove sarà garantita la multidisciplinarietà degli interventi, al fine di offrire i servizi a cui questi pazienti hanno diritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Per sottolineare una sorta di contraddizione che spesso affiora, e l'intervento dell'onorevole Vargiu da questo punto di vista è stato emblematico. Infatti nel caso in cui si prefigura un'ipotesi non logica di soluzioni, nella organizzazione delle strutture sanitarie, la minoranza ci propone un'enfatizzazione di questa illogicità e dice: io accedo anche ad un percorso di razionalizzazione che invece sarebbe quello che io avrei voluto che fosse espresso in tutte le parti del Piano sanitario se questa razionalizzazione la esplicitiamo anche nelle modalità in cui deve avvenire e, quindi, anche nella valutazione, che qualche volta pare incongrua, del mantenimento di strutture che in una razionalizzazione vera non si sarebbero dovute mantenere.
Questo la dice lunga sullo stato della sanità in Sardegna. E la dice lunga anche sull'atteggiamento assunto dalla minoranza nell'affrontare la discussione del Piano sanitario. E' chiaro ed evidente che la sanità in Sardegna, come altre cose, è frutto di sovrapposizioni che si sono realizzate, anche di interessi, anche di interessi particolari, ed è quindi necessario recuperare logica su tutto. E non è possibile, neppure comprensibile, che ci siano delle falle lungo il percorso.
Non siamo tutti uomini di mondo! Personalmente io non lo sono, per come si intende l'essere uomini di mondo! Io sono per essere assolutamente rigoroso, sempre! E se siamo rigorosi quando si parla di precari, non si può non essere rigorosi quando si parla di primari. Si è rigorosi sempre! In ogni angolo di questo Piano bisogna essere rigorosi! Ecco perché io voterò contro questo emendamento e perché intendo intervenire su questi argomenti anche successivamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io voterò contro questo emendamento; e richiamo l'attenzione dei colleghi della minoranza alla discussione che abbiamo sviluppato in Commissione sul tema della sclerosi multipla per dire che l'approfondimento che c'è stato su questo tema, così come su altri temi, non può certamente prestare il fianco a critiche di atteggiamento superficiale.
E' un argomento, un tema che abbiamo approfondito, sviscerato in prima lettura, in seconda lettura, in occasione dell'esame dei diversi emendamenti, che ci ha visto modificare significativamente la proposta iniziale del Piano e che, così come ho riportato in un appunto che ho preso in occasione della discussione, riprendendo un'affermazione del collega Ibba, ha fatto dire che è un Piano con cui cerchiamo di dare risposte che migliorino le condizioni di salute ai cittadini.
Sulla sclerosi multipla abbiamo detto di più, abbiamo preso impegni, abbiamo detto certamente che non possiamo fare un manuale di patologia all'interno del Piano sanitario, ma sui macchinari, su altre cose, abbiamo detto che ci saranno risposte. Non possiamo però, data l'esiguità delle risorse, sprecarle.
Il collega Rassu chiedeva, evidenziando il problema umano, se qualcuno di noi avesse mai avuto occasione di stare vicino a una persona malata di sclerosi multipla, o addirittura deceduta per questo male. A questo interrogativo io rispondo che forse è meglio avere un ambulatorio in meno in ogni A.S.L., che oggettivamente non serve a nulla, perché un ambulatorio dovrebbe prevedere di per sé una presenza di specialisti talmente qualificati dal punto di vista neurologico, oculistico, radiologico, urologico (tutte patologie connesse purtroppo a questa malattia), che è meglio destinare le risorse all'approfondimento di queste specialità, al servizio presso le università, laddove noi stiamo prevedendo i centri specializzati, che non sprecare le risorse, perchè sarebbe uno spreco in danno dei cittadini e dei pazienti che, purtroppo, sono costretti a subire questa patologia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, molto brevemente, anche perché io non sono uno che mai abusa delle opportunità degli interventi. Però, mi pare che il richiamo al rigore del collega Uras, debba essere accolto, perché mi riferisco evidentemente ad un rigore di carattere metodologico. Chi legge questo Piano capisce (è espresso in una maniera così chiara e limpida che cava gli occhi a chiunque), che è ispirato alla creazione di una rete distribuita nel territorio di punti di riferimento che siano, come dire, terminali recettivi dei bisogni del sistema.
Allora, se noi vogliamo, come dire, metodologicamente attribuire ad ogni tipo di patologia importante per la Sardegna la definizione e l'attribuzione pregiudiziale di un ambulatorio di riferimento, che abbia una funzione di rilevanza, costruiamo soltanto una giungla, come dire, di targhe in plexiglas da mettere davanti alle porte degli ambulatori e dei poliambulatori. E se così dovesse accadere, non mi pare che renderemmo un buon servizio al Servizio sanitario regionale e ai bisogni assistenziali dei cittadini.
Allora, o questo Piano si legge in tutti i suoi passaggi, compresi i singoli emendamenti, nel senso e nello spirito con il quale è stato costruito e al quale maggioranza e minoranza, pure in parti diverse, hanno partecipato, e per le parti in comune hanno partecipato in maniera unitaria e condivisa, oppure ogni emendamento rischia di essere una esibizione di opinioni che però non dà un risultato sul piano pratico. Potrà dare un risultato sul piano del frenare il processo di approvazione di questo Piano; approvazione che, arriverà più tardi ma, comunque, arriverà.
Allora, se il più volte auspicato e richiesto atteggiamento di apertura e di disponibilità da parte della minoranza verso la maggioranza, ma anche della maggioranza verso la minoranza, parte un attimo dalla considerazione che l'atteggiamento è quello di tener conto del senso del Piano, allora possiamo uscire tutti da qui, dicendo ai referenti che abbiamo all'esterno che, comunque, il lavoro che abbiamo fatto è un buon lavoro. A prescindere che ci sia codificato o che non ci sia codificato un ambulatorio per la sclerosi multipla, per l'epilessia degli adulti, per quella dei bambini, per il piede torto, per la sindrome del tunnel carpale e così via.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 30, anche perché più avanti, nel Piano, nella parte riservata al Distretto, si dice che questo tipo di intervento la Regione Sardegna lo vuole fare all'interno delle strutture pubbliche. Però, sino ad oggi, nella parte relativa al Distretto, non c'è scritto come. Incominciate a inserirlo i. Perché vi costa tanto approvare questo emendamento? State dicendo che volete creare delle reti, questo è un modo per crearle: una in ogni ASL, si tratta di otto Centri, non credo sia una spesa così eccessiva; dato anche che i malati di sclerosi multipla, oggi, non hanno le giuste cure.
Queste persone non ricevono - e credo che l'onorevole Sanna, da quello che ha appena dichiarato, ne sia a conoscenza -in questo momento la riabilitazione necessaria per la loro patologia. Se infatti sono sfortunate e per l'acutizzarsi della malattia finiscono in ospedale, quando vengono dimesse possono avere, allora, la fortuna di entrare in un centro di riabilitazione per seguire quei cicli di otto trattamenti, ripeto, otto trattamenti; colleghi, significa che fanno terapia per una settimana e un giorno! Queste sono decisioni contenute in delibere della Giunta regionale del 2006.
Se questo vuol dire risolvere i problemi della salute dei sardi, signori, io non so come fate a volervi pregiare della medaglia per il varo del Piano sanitario regionale; non è così, sicuramente, che avrete il favore delle persone malate di sclerosi multipla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Io vorrei chiedere all'Assessore di avere l'accortezza di spiegare che cosa intenda per "applicazione in modo omogeneo su tutto il territorio regionale". Perché l'emendamento in votazione non fa che chiedere questo semplicemente rimarcando la necessità di avere in tutte le AA.SS.LL. gli ambulatori dedicati ai pazienti con sclerosi multipla. Siccome non penso che sia un emendamento atto a far perdere tempo ad alcuno, , io chiedo veramente la cortesia all'Assessore anziché, come purtroppo è consuetudine, conformarsi al parere del relatore di, iniziare a spiegare il motivo per il quale gli emendamenti non vengono approvati oppure invece il motivo per il quale devono essere approvati. Probabilmente perderemmo molto meno tempo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 30.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: CAPPAI - CONTU - DEDONI - GALLUS - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 59
astenuti 2
maggioranza 30
favorevoli 15
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 117.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, per esprimere il mio voto a favore di questo emendamento che cerca di specificare come realizzare quella rete regionale posta tra gli obiettivi del Piano. La valenza di questo emendamento non è stata colta neanche dal collega Ibba. Mi dispiace per lui, mi dispiace perché è un collega che stimo, che ha anche condiviso l'idea che nei territori fossero presenti quei servizi necessari ad alleviare la sofferenza della gente.
Collega Ibba, conosce la sofferenza del paziente affetto non solo da sclerosi multipla ma da altre patologie similari? E' difficile per me accettare il pensiero che lei assimili la sclerosi multipla al piede torto; lei sa esattamente che cosa significhi piede torto e che cosa significhi sclerosi multipla. Lei, consigliere Ibba, non doveva permettersi stasera di fare una similitudine di questo tipo. Lei ha leso la dignità della persona affetta da queste patologie, ma ha offeso anche se stesso in questo momento,sinceramente dovrebbe chiedere venia.
Inoltre lei era presente quando il direttore generale della ASL 8, audito in Commissione, ha proposto un progetto di rivisitazione strutturale della ASL. Il direttore ha detto che nell'Azienda sono presenti oggi circa 110 strutture che lui intenderebbe ridurre a 24 o 25.
Caro collega Ibba, ma lei, che conosce la realtà delle strutture sanitarie presenti nel territorio della ASL 8, pensa che questo sia un progetto che può sviluppare il direttore generale, o non siamo noi che dovremmo svilupparlo? Ma lei pensa davvero che noi potremmo dare la competenza di sviluppare progetti di questo tipo al direttore generale?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 117, coinvolto anche dalla foga oratoria del collega Contu. Devo dire che per una volta i liberali e i comunisti sono d'accordo, sono contento che il collega Uras sia stato l'unico che abbia colto il fondo di ironia, amara, presente nel mio intervento, quando ho detto che siamo gente di mondo.
Io e il collega Uras non siamo gente di mondo. Io non sono persona di mondo e, mi fa piacere scoprirlo, neanche lei. Le giustificazioni che ci sono state date sui tre Centri trapianto non le abbiamo accettate, e se lei controlla l'emendamento numero 236 scoprirà che in quell'emendamento sono scritte le cose che lei dice e che anche io dico.
All'assessore Dirindin, che cita numeri, chiedo se manderebbe il figlio in un centro che fa un numero di trapianti superiore a quelli delle dita di una mano Io no! Quando abbiamo parlato di ginecologia, di ostetricia, di parti, lei ha sostenuto, convincendoci, che i centri devono cumulare esperienza ripetendo molte volte le stesse attività per poter essere centri di riferimento nazionali e internazionali.
Secondo i dati forniti dall'Assessore nel 2005 sono stati effettuati cento trapianti in provincia di Cagliari: 25 al Binaghi, 50 al Businco e 8 al microcitemico. Assessore Dirindin, i numeri li faccia dare a Soru, perché 25 più 50 più 8 non fa 100, fa 83, quindi ne mancano 17. Altri 17 devono essere da qualche altra parte…
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ci sono Sassari e Nuoro.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sassari e Nuoro? Siamo ben contenti. Quindi non sono 100 trapianti a Cagliari. Ma io mi chiedo se ha un senso che continui ad esservi questa parcellizzazione, se ha un senso che vi siano tre camere sterili, se ha un senso tenere al Binaghi, un ospedale che sta diventando un poliambulatorio, una struttura che deve diventare centro di riferimento per il Mediterraneo. Però lei sostiene che i trapianti sui bambini è meglio che vengano fatti al Microcitemico.
Colleghi, su questa questione c'è confusione, come c'è confusione sull'assegnazione della banca delle cellule cordonali che in Sardegna, come tutti sanno, è istituita contra legem; collega Uras, chiediamoci il perchè.
In conclusione, su argomenti di questo genere non sarebbe meglio che quel confronto, che noi abbiamo tante volte sollecitato, venisse fatto sentendo anche gli operatori del settore, così da effettuare delle scelte su cui non ci sia ombra di interessi palesi, professoressa, non occulti, palesi?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io concordo con alcune delle osservazioni proposte adesso dal collega Vargiu. Ho letto, anche con attenzione, l'emendamento numero 236, e sto riflettendo sul contenuto. Sono convinto che in altre circostanze, sempre in quest'Aula, abbiamo indicato alcuni presidi ospedalieri come più rilevanti di altri, alcune patologie come più rilevanti di altre. Ho presentato insieme al mio Gruppo un emendamento, che è stato sospeso, sulle retiniti pigmentose. Una patologia in crescita, che lascia nei soggetti l'handicap grave della cecità; e ce ne sono tante altre tra cui la talassemia che diverse volte abbiamo cercato di "eradicare" E ci sono malattie sociali, veramente sociali, che da parte di chi governa ricevono un'attenzione meno significativa di patologie che invece sono in fase, diciamo, di trattamento avanzato. Quindi, io sono perché si vada al nocciolo delle questioni, ma come ci si va? Certamente non presentando emendamenti che richiamano la costituzione di reti, più o meno strane (Olbia, Tempio, Oristano, Lanusei), di integrazione tra ospedale e territorio. Questo non vuol dire niente, è un pasticcio presentato sotto forma di emendamento per creare una condizione di disagio all'interno dell'Aula, una procedura di ostruzionismo fine a se stessa. Questo non è un emendamento che produce effetti positivi…
CONTU (F.I.). Dacci tu le idee!
URAS (R.C.) …. Io qualche idea la do. Sto insistendo, per esempio, sul fatto che noi abbiamo molti reparti ospedalieri (al policlinico, al Brotzu) dove personale medico specializzato, che non deve essere formato, lavora in condizioni di precarietà; sono medici preparati, qualificati, pagati come i più modesti degli operai meno qualificati.
Questo è un problema e non voglio sentire storie! Io dico infatti che ci deve essere un piano di stabilizzazione di queste professionalità, perché così si fa, e in questo modo si fa anche sanità. Io voterò contro questo emendamento.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 234 è sospeso. Metto in votazione l'emendamento numero 233.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'emendamento numero 233 raccoglie una serie di riflessioni che facemmo in Commissione quando si discusse della sclerosi multipla. Allora venne sottolineato il fatto che gli interventi di screening sulla sclerosi multipla, in particolare quelli rivolti a indagare i familiari dei pazienti portatori di tale patologia, potevano avvenire soltanto in presenza di apparecchiature radiologiche, le famose apparecchiature di risonanza magnetica, ad alto costo dedicate; in quella circostanza tutti quanti convenimmo che, utilizzare delle apparecchiature di risonanza magnetica soltanto per scrinare i familiari dei pazienti affetti da sclerosi multipla e per valutare le fasi di riacutizzazione nei malati stessi, non era una cosa economicamente vantaggiosa.
Allo stesso tempo, però, convenimmo che se si vuole enfatizzare l'attenzione sul problema della sclerosi multipla, come in Sardegna è necessario fare, questo non può avvenire se non dotandosi delle apparecchiature essenziali per effettuare lo screening, la diagnosi precoce e per seguire il malato nel decorso della patologia.
In Commissione si sviluppò una discussione, dotta, sulla intensità di campo di queste apparecchiature, perché una certa quantità di lesioni precoci vengono viste soltanto da apparecchiature con campo magnetico di tre TESLA. Si disse però che queste apparecchiature hanno delle controindicazioni e si chiuse la discussione ipotizzando l'acquisto di un'apparecchiatura da tre TESLA quale riferimento in Sardegna per lo screening dei familiari, e decidendo di dotare tutte le strutture radiologiche, contigue rispetto ai centri di riferimento per la sclerosi multipla, di macchine di risonanza magnetica di ultima generazione.
Si pose il problema se inserire questa scelta nel paragrafo della sclerosi multipla o nel paragrafo della innovazione tecnologica. L'opinione della Commissione fu di inserirla nel paragrafo della innovazione tecnologica. Dalla lettura del Piano emerge che non c'è traccia della decisione né nel paragrafo della sclerosi multipla né nel paragrafo della innovazione tecnologica. Quindi chiediamo ai colleghi dove sia finito l'impegno assunto in tal senso dall'intera Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento. Io vorrei testimoniare la mia simpatia al collega Uras per il suo impegno in difesa dei precari, di quelle categorie più deboli a cui purtroppo stiamo facendo riferimento da quando abbiamo iniziato la discussione di questo Piano.
Collega Uras, se lei sfoglia il Piano non troverà mai la parola "paziente", quando va bene li si chiama utenti, qualche volta li si chiama clienti, qualche volta in altri modi, mai che venga utilizzata la parola "paziente". Allora, se questa è la sensibilità, collega Uras, che non ha colto nelle linee di questo Piano, molto probabilmente bisogna riflettere ancora molto, perché qui si pensa che il Piano nella sua applicazione tuteli anche la salute dell'uomo, e invece così non è. Manca la sensibilità nei confronti di pazienti particolari, non solo quelli affetti, da sclerosi multipla, ma ha anche quelli affetti da sclerosi laterale amiotrofica. Sono pazienti colpiti da patologie ingravescenti, per le quali ad oggi non si hanno terapie certe, che portano più o meno rapidamente a situazioni altamente invalidanti e poi alla morte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Nel dichiarare il voto favorevole vorrei sottolineare che questo è uno di quegli emendamenti chiaramente indirizzati a migliorare il contenuto del Piano. Un emendamento discusso in Commissione, così come hanno illustrato i nostri colleghi, che non viene affidato ad un tavolo di trattativa parallela, roba per politicanti, ma è affidato ad un'Aula che vuole discutere di sanità, dei problemi reali che la gente vive in maniera drammatica causati da questo tipo di patologia.
Un emendamento che, con un atto di onesta e buona volontà da parte della maggioranza, poteva essere accolto proprio perché volto a dotare le nostre strutture sanitarie di apparecchiature di ultima generazione; apparecchiature che possano rendere effettivamente possibili diagnosi precoci di questa patologia che angoscia tantissime famiglie della nostra terra. Non avete voluto esprimervi a favore perché, evidentemente, gli obiettivi sono altri.
Ma, in qualche modo, l'attenzione di quest'Aula è stata portata anche su questi argomenti, nonostante molti siano volutamente disattenti ignorando questioni che sono note anche a chi, pur non esperto di medicina, quotidianamente incontra le realtà drammatiche di famiglie che vivono già questa situazione mentre una diversa pianificazione sanitaria, che agisse sulla diagnosi precoce, potrebbe portare a risultati diversi per altre famiglie. Il confronto si doveva attuare qui, in Consiglio su queste cose, su quali invece voi non lo volete.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, colgo l'occasione, nell'espressione di voto sull'emendamento, per ribadire al collega Contu che è insita nei suoi interventi una strumentalità che non ha ragione di esistere. E dispiace anche perché, evidentemente, non ha letto il Piano. Infatti, quando si parla di presidi per affrontare i problemi dei pazienti affetti da sclerosi multipla nelle strutture pubbliche, io credo che lei comprenda, da medico, che questo necessita della presenza di specialisti e di strutture idonee; mi riferisco, nella fattispecie, al neurologo come lo specialista che per primo viene chiamato in causa nell'attenzione a questa patologia.
A pagina 12, nella tabella, per quanto riguarda la neurologia noi abbiamo previsto unità operative in sette ASL sulle otto presenti in Sardegna, ad esclusione dell'Ogliastra: stiamo parlando di unità operative di neurologia. All'interno delle unità operative di neurologia si presume che vi saranno anche gli specialisti di neurologia che si soffermeranno più specificamente su questa materia, apriranno i servizi e gli ambulatori riferiti a questo tipo di patologia. Quindi mi pare una strumentalità fuori luogo.
Comprendo e accetto le osservazioni del collega La Spisa, ma io credo che le questioni poste relativamente alla sofferenza delle famiglie che hanno in carico pazienti di questo tipo (in particolare pazienti affetti da sclerosi multipla) vanno debbano essere risolte non in sede sanitaria quanto in sede socio-assistenziale, soprattutto sociale. Mi pare che nel Piano sociale previsto nella legge numero 23, nelle discussioni che sono avvenute sui progetti-obiettivo e nei che si stanno attuando in tutte le province vi sia un'attenzione specifica di sostegno alle famiglie che hanno in carico questi pazienti.
Per quanto riguarda invece la questione delle tecnologie io concordo col collega Vargiu che vi deve essere un'attenzione del Consiglio in generale, e forse della Commissione sanità in particolare, nell'affrontare nella prospettiva la discussione che riguarda i Piani-investimenti sulle grosse tecnologie.
Nella discussione che è avvenuta nella Commissione con la Giunta regionale, in particolare con l'Assessore, mi pare che sia stata confermata questa volontà di confronto e, quindi, la Commissione verrà comunque chiamata a esprimersi con un parere che è formale, se pur non vincolante, per quanto riguarda i Piani-investimenti sulle grosse tecnologie. Credo che questa sarà una materia che potremo sviscerare più opportunamente una volta che il Piano sarà attuato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento e, soprattutto, visto che stiamo trattando di una particolare patologia, quella della sclerosi multipla, voglio dirvi che ho avuto l'opportunità, e dico opportunità, di conoscere un compagno di scuola di mio figlio colpito da questa patologia e quindi di vedere molto da vicino la sua sofferenza e quella di tutta la sua famiglia.
L'emendamento pone proprio il problema degli strumenti diagnostici raffinati in grado di fare una diagnosi precoce, per cercare di tutelare queste creature che vanno incontro, gradualmente, ad una vita piuttosto grama. Se non avessi sentito il suo intervento, collega Pacifico, avrei accusato la maggioranza di poca sensibilità nell'affrontare un argomento che non può essere liquidato così, tecnicamente, perché in quest'Aula la politica deve necessariamente pensare anche alla condizione di vita dei familiari; ma, su questo piano, ho la sensazione che ci sia poco.
Ecco perché dico che avremmo dovuto pensare meglio, riflettere meglio evitando la conflittualità fra un intervento e l'altro. La precarietà degli operatori sanitari è uno problema molto importante però, ascoltando gli interventi dei colleghi che tra l'altro sono anche degli esperti nel settore, mi pare che in generale stiamo perdendo di vista la figura del malato e la sua condizione di vita; le liste d'attesa per cercare di trovare una soluzione ai problemi di salute, per esempio, stanno diventando sempre più lunghe e noi qui stiamo discutendo di altre cose.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Io credo di aver espresso abbastanza chiaramente, in sede di discussione generale, il mio pensiero riguardo a questa patologia; oltretutto le parole dell'onorevole Pacifico su una successiva discussione in Commissione relativamente alla dotazione di alcuni di questi centri di strumentazioni adeguate e, soprattutto, necessarie per una diagnosi precoce mi inducono a chiudere qui il mio intervento.
Confermo il mio voto a favore dell'emendamento e sottolineo che i presìdi esistenti sono sufficienti per le diagnosi di sclerosi multipla, mentre i nuovi presidi servono soprattutto per effettuare diagnosi precoci da coniugare con l'utilizzo di farmaci in grado di ritardare la normale evoluzione di questa malattia che, voglio ricordarlo, è tecnicamente definita "degenerativa-progressiva" proprio perché porta all'inabilità della persona.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell' emendamento numero 233.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CONTU - DEDONI - GALLUS - LA SPISA - LADU - LIORI - MORO - MURGIONI - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 56
astenuti 1
maggioranza 29
favorevoli 13
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 170.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento perché si tratta di una proposta che precisa in modo inequivocabile un'attività, quella del trapianto di cellule staminali, individuando i luoghi deputati e indicati, appunto, negli ospedali Binaghi, Microcitemico e Oncologico che poi andranno a costituire, come dice l'emendamento, un dipartimento. Il mio voto favorevole e convinto nasce anche dalla considerazione che in casi come questo un atto amministrativo richiede una cornice legislativa e il Piano gliela offre chiaramente.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
(Segue CALIGARIS.) Con lo stesso spirito ho presentato l'emendamento relativo alla raccolta del sangue cordonale. Anche in questo caso, nonostante due specifiche delibere di Giunta, è necessaria una cornice legislativa ed è stata presentata un'apposita proposta di legge.
Il Piano però non può prescindere, a mio avviso, dal prevedere che la raccolta debba avvenire in ogni reparto di ostetricia; non può cioè essere rimandato ad un altro atto amministrativo perché in tal caso, a mio avviso, perderebbe di efficacia. Quindi confermo il voto favorevole all'emendamento con questa precisazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Verrebbe naturale dire che ci si associa alle motivazioni della collega Caligaris, e anche dei presentatori dell'emendamento, dopo che il collega Frau ci ha spiegato che bisogna far lavorare il centro dell'Oncologico perché è l'unico che sostanzialmente ha i numeri, e siamo tutti d'accordo; quello del Microcitemico dove vengono curati i bambini perché ha il reparto di oncoematologia, quindi deve vivere anche se come numero di trapianti siamo poco al di sopra delle dita della mano; quello del Binaghi che deve vivere perché stiamo stipulando una convenzione internazionale. La convenzione internazionale, però, sembra che riguardi soprattutto i bambini i quali alla fine saranno ricoverati al Microcitemico.
Colleghi, ma non vi sembra che in fase di pianificazione avremmo dovuto cercare di capire, chiamando intorno a un tavolo gli operatori che sul serio effettuano i trapianti, quali potessero essere (nei prossimi anni e relativamente all'area urbana di Cagliari) le esigenze di trapianto di staminali in Sardegna, in modo da poter creare una struttura davvero funzionante ed efficiente che, mantenendo salve le esigenze di tutti, mantenesse salve le esigenze di coloro i quali sono i primi destinatari del servizio che vogliamo dar loro, cioè le persone che hanno bisogno di trapianto di midollo?
Se stiamo dicendo che facciamo uno sforzo in questa direzione, allora siamo tutti quanti in grado di adattarci a sofferenze, di spiegare ai nostri amici che è un momento in cui stiamo davvero cambiando la sanità sarda, per cui i sacrifici, gli sforzi di razionalizzazione hanno un senso perché sono finalizzati. Ma qualcuno esaminando l'emendamento numero 170 potrebbe chiedere perché in questo emendamento è previsto un trattamento che per altri non c'è stato, perché queste esigenze consolidate hanno trovato una giustificazione - che possiamo trovare per tutto, colleghi, in Sardegna! - che per altre non si trovano? Quindi questa è la riflessione che io voglio fare.
Questo emendamento è un'occasione sprecata! Non perché io non ne condivida i contenuti, che possono andare assolutamente bene, ma perché si è sprecata un'occasione di ragionare su un problema reale. Questo doveva essere il contenuto del Piano. Ciò che noi stiamo facendo in Aula, colleghi, non è ostruzionismo, è richiamarvi a quello che avreste dovuto fare e che non avete voluto o potuto fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Molto brevemente, perché io molte volte proprio non riesco a comprendere. L'attività di trapianti è stata fondamentalmente imperniata, per quanto riguarda l'area di Cagliari, sui due poli che gravitano rispettivamente intorno al Binaghi e intorno al Microcitemico-Oncologico. I giornali di ieri riportavano che anche nel liquido amniotico si trovano cellule staminali, addirittura di livello embrionale maggiore rispetto alle staminali e alle cordonali. Ma allora se questa attività non la facciamo dove ci sono i punti di riferimento, ma dove si deve fare?
Non capisco, veramente, quale sia il motivo del contendere per l'emendamento numero 170 e mi sembra veramente ridicolo che si cerchi di trovare un ragionamento che non giustifichi il completamento che questo emendamento porta ai contenuti del Piano. Per questo motivo il voto è evidentemente favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La valutazione su questo emendamento non è facile; ma non possiamo non sottolineare che su questo tema la soluzione trovata è una soluzione più che altro politica, geopolitica, nel senso che tiene conto della geografia dei poteri nell'ambiente sanitario e accademico.
In questo Piano è vero c'è un filo conduttore ed è un filo rosso, e questa è una di quelle occasioni in cui il rosso è particolarmente evidente; certamente è una soluzione di compromesso comprensibile che quanto meno impedisce forse una grandissima ingiustizia nei confronti di uno dei contendenti, ma per accontentare altri, che hanno evidentemente solidi agganci politici, trova una soluzione di accomodamento che sicuramente non farà risparmiare risorse, nonostante le dichiarazioni di intenti della Giunta sul fatto che la spesa sanitaria debba essere assoggettata ad un rigoroso risparmio in modo tale da evitare duplicazioni, come si dice nella premessa. In questi casi non si è avuto il coraggio di dire di no ad alcuni amici o compagni di partito.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 170. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 220. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 237 è sospeso.
Passiamo all'esame del capitolo 2, sempre Parte I, al quale sono stati presentati sessantasei emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo 2 e dei relativi emendamenti:
2. PATOLOGIE DI PARTICOLARE RILEVANZA SOCIALEIl secondo "obiettivo di salute" del Piano 2006-2008 si propone di contrastare alcune patologie cui va riconosciuto carattere di particolare rilevanza sociale per il carico di sofferenza, disabilità e morte che provocano nella popolazione sarda in ragione della loro diffusione e della loro natura cronico-degenerativa.
Le aree di intervento rispetto alle quali il Piano intende concentrare l'attenzione sono:
· le demenze e la malattia di Alzheimer
· le malattie reumatiche e autoimmunitarie.
Tali aree non esauriscono il quadro delle condizioni cui il Servizio Sanitario Regionale deve far fronte e per le quali il Piano si impegna a favorire un graduale miglioramento della qualità dell'assistenza. Esse costituiscono le priorità rispetto alle quali il sistema si propone di garantire un sovrappiù di attenzione al fine di intensificare le azioni delle aziende sanitarie e di perseguire specifici obiettivi strategici di riorganizzazione degli interventi.
Ulteriori aree di bisogno meritevoli di attenzione sono richiamate nel paragrafo 2.3.
2.1. Demenze e Malattia di AlzheimerIn Sardegna, anche in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione, sono in aumento i casi di demenza senile, due terzi dei quali sono rappresentati dalla Malattia di Alzheimer, malattia degenerativa del sistema nervoso centrale ad andamento progressivo che rende le persone malate totalmente non autosufficienti.
I problemi delle persone con Malattia di Alzheimer e delle loro famiglie sono complessi e richiedono una valutazione adeguata, effettuata da specialisti e operatori con la collaborazione dei familiari. Sono necessari inoltre interventi basati su progetti personalizzati e integrati di assistenza, a carattere sanitario e sociale.
Oltre alla risposta sanitaria, il principale problema è il sostegno alla famiglia che, nella maggior parte dei casi, sopporta in solitudine il carico assistenziale e garantisce continuità di cure ai malati. La famiglia si trova a convivere con i malati, ad accudirli ed assisterli 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, affrontando disagi continui, costi onerosi, perdita di giornate lavorative e di tempo libero, con il conseguente isolamento dal contesto sociale ed il deterioramento della qualità di vita di tutti i componenti il nucleo familiare.
In Sardegna, in concomitanza con il progetto ministeriale Cronos, sono state istituite 14 Unità Valutative Alzheimer (UVA) omogeneamente diffuse in tutta la regione, gestite da competenze specialistiche geriatriche, neurologiche e psichiatriche. Il bilancio di attività, a quattro anni dalla loro nascita, presenta numerose ombre. Tutte le UVA hanno operato con una dotazione di personale inadeguata a fronte di una necessità valutativa estremamente dispendiosa. L'attività è limitata al momento diagnostico e terapeutico (senza garantire la presa in carico della globalità dei bisogni), con scarsa integrazione con i servizi sociali e con la rete dei servizi. Le esperienze di sostegno e formazione dei familiari delle persone affette da malattia di Alzheimer sono ancora episodiche.
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· promuovere l'invio all'UVA per una diagnosi tempestiva della patologia, anche attraverso il rafforzamento del ruolo attivo dei medici di medicina generale;
· favorire l'assistenza continuativa ed integrata dell'anziano attraverso l'adozione di piani personalizzati di assistenza in grado di prevedere risposte appropriate rispetto ai bisogni della persona e della sua famiglia;
· favorire il miglioramento degli ambienti di vita quotidiana, rilevanti ai fini della terapia e del contenimento della progressione della malattia;
· promuovere interventi di sostegno alla famiglia, anche attraverso la formazione dei familiari che si prendono cura della persona con demenza.
A tal fine ogni azienda sanitaria locale, anche tenendo conto di quanto indicato dal Piano locale unitario dei servizi (PLUS) , elabora uno specifico programma volto ad individuare nel territorio di propria competenza:
· i centri di riferimento per diagnosi e terapia;
· le modalità di erogazione dell'assistenza domiciliare da parte di personale adeguatamente preparato;
· i centri diurni nei quali dare risposte di tipo terapeutico e di sollievo ai familiari;
· gli interventi per il sostegno alle famiglie, anche attraverso i gruppi di auto aiuto, nella gestione del malato;
· i ricoveri di "sollievo" per brevi periodi in strutture specializzate;
· le strutture residenziali specializzate sul territorio con moduli espressamente dedicati ai malati con demenze;
· gli interventi di formazione specifica per i medici di medicina generale.
La Regione, entro 120 giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, definisce i criteri per il monitoraggio della qualità dell'assistenza, finalizzati a garantire il medesimo livello di risposta su tutto il territorio.
Per garantire un'adeguata presa in carico della persona con malattia di Alzheimer si promuove la valutazione multiprofessionale del bisogno sociosanitario.
2.2. Malattie reumatiche e autoimmunitarieLe malattie reumatiche e autoimmunitarie costituiscono una delle maggiori cause di ricorso ai servizi sanitari (nell'età adulta e anziana) e sono responsabili di alterazioni e limitazioni funzionali che possono condizionare notevolmente la qualità della vita di chi ne è colpito. Si tratta in gran parte di affezioni croniche che possono esordire anche in giovane età.
La Sardegna ha un'elevata presenza di persone con malattie reumatiche. Considerata l'alta prevalenza nella popolazione sarda di malattie a patogenesi immuno-mediata ed il previsto rapido invecchiamento della popolazione, si può ragionevolmente prevedere un ulteriore incremento della frequenza di queste malattie, comprese le forme più gravi.
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La mancanza di strutture specialistiche reumatologiche sul territorio ha come conseguenza un'inadeguata qualità dell'assistenza (anche per l'erronea afferenza specialistica del malato) e ritardi nell'accesso a trattamenti appropriati.
Tale situazione appare singolare, posto che in Sardegna esistono due Scuole di Specializzazione in Reumatologia che hanno già formato e stanno formando un elevato numero di specialisti in Reumatologia.
L'assistenza sanitaria al malato reumatico deve essere garantita attraverso una rete assistenziale specificamente finalizzata ad assicurare interventi di prevenzione e trattamenti terapeutici e riabilitativi, oltre che azioni di supporto al malato ed alla sua famiglia. La rete prevede il coinvolgimento dei medici di medicina generale e l'utilizzo di ambulatori specialistici, reparti di degenza per ricoveri ordinari, servizi di ricovero in day-hospital, servizi per la riabilitazione, assistenza domiciliare.
La rete mira a garantire trattamenti assistenziali appropriati rispetto alle specifiche esigenze dei pazienti affetti da malattie reumatiche e autoimmunitarie e ad assicurare all'intera popolazione regionale adeguate condizioni di accesso ai trattamenti, sulla base delle evidenze scientifiche circa l'efficacia dei diversi interventi. In particolare, con riguardo alla recente introduzione degli agenti biologici, farmaci costosi che necessitano di un monitoraggio specialistico, è indispensabile promuoverne un uso appropriato attraverso una corretta valutazione dei pazienti idonei e il monitoraggio degli effetti terapeutici e collaterali.
Per il triennio di validità, il Piano propone i seguenti obiettivi strategici:
· creazione di una Rete integrata per l'assistenza reumatologica diffusa in tutto il territorio regionale, tenuto conto delle condizioni geografiche e della rete viaria;
· creazione di una struttura ospedaliera reumatologica di alta specializzazione con funzione di riferimento per tutta l'area regionale;
· creazione di un servizio reumatologico in ogni azienda sanitaria locale, con funzione di riferimento specialistico per il territorio della rispettiva ASL e di raccordo con la struttura di alta specializzazione regionale;
· istituzione di servizi ambulatoriali specialistici distrettuali con funzione di collegamento con il medico di medicina generale e con le strutture reumatologiche aziendali;
· definizione di protocolli di screening e di valutazione clinica finalizzati alla diagnosi precoce e adottati sulla base di standard uniformi su tutto il territorio regionale;
· realizzazione di un piano di sensibilizzazione e aggiornamento dei medici di medicina generale sulle tematiche connesse all'assistenza reumatologica.
Le malattie endocrineLa prevalenza e l'incidenza delle malattie endocrine e dismetaboliche in Sardegna è particolarmente rilevante, principalmente per le malattie tiroidee anche a causa della persistente carenza iodica: recenti indagini hanno dimostrato che oltre il 50% della popolazione di età superiore a 50 anni è affetto da gozzo multinodulare. A fronte di una patologia complessa e di notevole impatto epidemiologico, le strutture sanitarie endocrinologiche in Sardegna sono ancora carenti.
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· il potenziamento di adeguate strutture ambulatoriali in grado di fornire una completa attività diagnostica e terapeutica;
· il rafforzamento dei servizi di medicina nucleare che garantiscano la "degenza protetta" per la terapia radiometabolica;
· lo sviluppo di tutte le attività di medicina preventiva e di informazione sanitaria, comprese quelle di screening raccomandate a livello nazionale;
· lo screening neonatale per l'ipotiroidismo congenito, assicurato dal Servizio di Endocrinologia Pediatrica dell'Ospedale Microcitemico di Cagliari, garantendo l'adeguamento alla normativa nazionale sui centri regionali di screening.
2.3. Altre aree di bisogno di particolare rilevanzaOltre alle patologie di cui ai precedenti paragrafi, pare opportuno dedicare attenzione ad ulteriori aree di bisogno rispetto alle quali sono necessarie azioni di consolidamento e/o di potenziamento delle attività in atto, oltre che di monitoraggio delle attività svolte, al fine di garantire un "buon governo" dell'intero sistema.
Donazioni e trapiantiLe attività di prelievo e di trapianto di organi, tessuti e cellule sono una realtà sempre più significativa anche nella casistica di questa regione.
I trapianti d'organo rappresentano un attività clinica consolidata che garantisce sopravvivenza e qualità di vita.
Nel 2004 in Sardegna sono stati segnalati 30 donatori per ogni milione di persone, con una tendenza all'aumento che secondo le prime stime del 2005 collocherebbero la Regione al di sopra della media nazionale. La percentuale di opposizione alla donazione é del 20%, contro una media nazionale del 27%. Nel 2005 sono stati effettuati 59 trapianti di rene (35 a Cagliari, 24 a Sassari), 30 trapianti di fegato a Cagliari, 8 trapianti di cuore ed 1 di rene-pancreas sempre nel capoluogo.
Nonostante i buoni risultati, la Sardegna non riesce tuttavia a garantire il totale soddisfacimento delle richieste di trapianto, in costante aumento. Tale carenza è determinata da più fattori:
· difficile identificazione dei potenziali donatori
· insufficienza delle rianimazioni rispetto alle reali necessità;
· carenze organizzative nel trasporto dei pazienti neurolesi verso le rianimazioni.
Per superare le insufficienze suindicate, obiettivi per il triennio di vigenza del piano sono i seguenti:
· aumentare il numero di donatori segnalati e di donatori effettivi nonché ridurre la percentuale di opposizioni alla donazione, anche attraverso azioni di sensibilizzazione alla cultura della donazione con lo sviluppo di attività formative nelle scuole, l'organizzazione di incontri seminariali e la produzione di materiale divulgativo anche con il concorso delle Associazioni dei pazienti e dei volontari;
· monitorare l'attività dei centri trapianti e garantire gli standard qualitativi e quantitativi previsti dal Centro Nazionale Trapianti (Conferenza Stato-Regioni documento 232 del 3 ottobre 2002 e 1966 del 29 aprile 2004);
· provvedere all'istituzione della banca di sangue placentare e all'attivazione della banca delle cornee, anche attraverso la stipula di apposita convenzione con altre regioni entro il 2007;
· favorire lo sviluppo di attività di ricerca e sperimentazione connesse al trapianto;
· predisporre un idoneo servizio di accoglienza e di sostegno psico-sociale ai pazienti ed ai familiari nelle fasi di donazione e trapianto.
La salute della boccaIn Italia circa il 6% delle prestazioni odontoiatriche sono offerte dal sistema pubblico. L'insufficiente offerta pubblica e l'alto costo delle prestazioni impediscono alla popolazione meno abbiente di accedere ad un livello adeguato di salute della bocca.
Il servizio sanitario regionale ha risposto sinora in maniera insufficiente alla domanda di salute orale. Con il presente Piano la Regione intende migliorare la propria risposta sotto il profilo quantitativo e qualitativo, in maniera innovativa, attraverso l'individuazione di precisi target di popolazione. In particolare si intendono individuare le fasce deboli e più a rischio di salute (anziani, adolescenti, persone con disabilità) come popolazioni bersaglio sulle quali concentrare l'intervento pubblico.
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· un programma sperimentale di protesi sociale destinata ad anziani ultrasessantacinquenni, prevedendo l'accesso alle prestazioni in base alla presenza di edentulia totale o parziale ed alla prevenzione delle stesse, nonché una prevenzione delle patologie cancerose e pre-cancerose;
· un programma di prevenzione delle malocclusioni dentarie, all'origine della gran parte delle patologie cariose, parodontali e disfunzionali, per bambini e adolescenti, individuando due età filtro definite sulla base delle indicazioni dell'OMS.
I criteri di accesso al servizio dovranno considerare le condizioni economiche disagiate, la possibilità, anche parziale, di contribuzione dei cittadini alle prestazioni, la priorità per i pazienti affetti da handicap psichici o fisici che generino non autosufficienza.
I programmi saranno garantiti prioritariamente presso le strutture pubbliche.
La Medicina del doloreIl controllo del dolore, sia nel paziente affetto da patologie maligne che nel paziente che soffre di patologie benigne, è un imperativo morale e un indice di civiltà.
L'efficienza della risposta a tale domanda sanitaria assume particolare rilevanza etica nell'attuale contesto culturale caratterizzato dal dibattito sul valore fondamentale della dignità della vita.
Il dolore deve essere affrontato con competenza specialistica seguendo un'adeguata sequenza metodologica che consenta una diagnosi algologica corretta, una appropriata scelta terapeutica nonché l'esecuzione ed il monitoraggio della terapia.
Il malato affetto da una patologia dolorosa acuta o cronica necessita di trovare risposta alle proprie esigenze di salute quanto più vicino possibile alla propria residenza, al fine di evitare lunghi spostamenti, spesso causa di aggravamenti di quadri clinici complessi.
Questo può essere realizzato garantendo la terapia del dolore anche nei presidi che ancora non vi abbiano provveduto.
Obiettivo del piano è quello di creare una rete integrata per la gestione ed il trattamento del dolore cronico che comprenda un centro ad alta specializzazione con funzione di riferimento per l'intera Regione, individuato presso l'ospedale Businco di Cagliari, e riferimenti aziendali con differente grado di autonomia in relazione alle dimensioni del bacino di utenza ed alla complessità del presidio ospedaliero, presso i servizi di anestesia e rianimazione.
Le attività di terapia del dolore saranno strettamente collegate con la rete territoriale di competenza e con i medici di medicina generale, assicurando l'attuazione delle cure palliative ai malati in fase terminale, rapportandosi, all'interno delle Aziende Ospedaliere, con i reparti di diagnosi e cura ed assicurando l'assistenza necessaria anche di cure palliative per i malati affetti da dolore cronico di origine neoplastica o di altra origine.
L'assistenza sanitaria alle persone detenuteIn Sardegna l'assistenza sanitaria alle persone detenute presenta gravi difficoltà organizzative e di erogazione delle prestazioni. La drammatica situazione in cui versano i detenuti delle carceri isolane è stata evidenziata anche dalla risoluzione sulla situazione delle carceri in Sardegna, presentata dalla II Commissione permanente del Consiglio Regionale e approvata all'unanimità il 16 febbraio 2005.
Nel rispetto del "Principio di equivalenza delle cure" sancito dall'OMS e del diritto garantito dall'articolo 32 della Costituzione Italiana, la Regione Sardegna si impegna ad assicurare alle persone detenute le stesse opportunità di cura che sono assicurate a tutti gli altri membri della comunità.
A tal fine il presente Piano prevede, d'intesa con l'Amministrazione penitenziaria, con l'Ufficio per i minori e le istituzioni ordinistiche sanitarie, la predisposizione di un programma di interventi che definisca in particolare:
- le mappe di rischio e gli obiettivi di salute da raggiungere in ciascuno degli Istituti Penitenziari con priorità per la prevenzione, l'assistenza alle persone dipendenti da sostanze, ai minori ed alle persone con disturbo mentale;
- le modalità organizzative attraverso le quali il Servizio Sanitario regionale può garantire l'assistenza sanitaria continuativa alle persone detenute, in maniera integrata con la rete dei presidi e dei servizi sanitari regionali, salvaguardando le professionalità acquisite e le peculiarità del servizio all'interno delle carceri;
- i programmi di formazione e aggiornamento degli operatori sanitari delle carceri sarde;
- attuazione della convenzione siglata con l'Amministrazione Penitenziaria al fine di garantire la presa in carico da parte dei Servizi di Salute Mentale delle persone con disturbo mentale detenute negli Istituti Penitenziari dell'Isola.
Il monitoraggio e la valutazione dell'attuazione del programma di interventi è affidata ad un Osservatorio permanente per il diritto alla salute negli Istituti Penitenziari composto da rappresentanti di tutte le istituzioni competenti, delle associazioni di familiari e del volontariato.
Le malattie gastroentericheLe patologie gastro-intestinali, di rilevante impatto economico e sociale oltre che sul benessere della popolazione, richiedono interventi estesi e mirati al fine di garantire una prevenzione efficace ed una diagnosi precoce delle patologie dell'apparato digerente Tra queste rientrano le patologie gastro-intestinali ad eziopatogenesi autoimmune (morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa tra le altre), la malattia celiaca,le epatopatie di origine infettiva e tossica (cirrosi, epatiti virali).
Queste ultime hanno, tra i fattori eziopatogenetici principali l'alcolismoparticolarmente presente in Sardegna anche in età giovanile. Per questo motivo, il Servizio Sanitario Regionale dedicherà particolare attenzione alla prevenzione di queste patologie, anche con una forte azione educativa, attraverso i distretti ed i PLUS, in particolare nei territori in cui l'alcolismo ha incidenza.
Obiettivi per il triennio di vigenza del Piano sono i seguenti:
· attivazione di programmi di informazione e di educazione sanitaria che riducano la diffusione delle patologie gastroenteriche in particolare di quelle alimentari, alcol correlate o virus correlate;
· creazione di una rete di servizi di gastroenterologia ed endoscopia diffusi su tutto il territorio regionale con compiti non solo diagnostico-terapeutici ma anche di prevenzione primaria e secondaria;
· creazione di sistemi alternativi di presa in carico del paziente facilitando la deospedalizzazione attraverso protocolli di consulenza e collaborazione con i medici di medicina generale.
Per l'ampia diffusione in Sardegna, la malattia celiaca richiede una particolare attenzione strategica.
La malattia celiacaLe manifestazioni cliniche della malattia celiaca (MC) sono molteplici; l'evoluzione delle conoscenze scientifiche avvenuta in questi ultimi anni ha permesso di inquadrare in maniera più completa la celiachia in tutti i suoi aspetti, anche se l'estrema eterogenenicità delle diverse forme cliniche (quadri atipici o silenti) può rendere difficile o, comunque, tardiva la diagnosi.
Indagini di screening hanno evidenziato che, almeno in età pediatrica, la MC è una delle patologie croniche più frequenti in assoluto: 1 caso ogni 180 soggetti tra gli 11 ed i 14 anni e che, per ogni caso di celiachia correttamente diagnosticato, ve ne sono 7 che sfuggono alla diagnosi clinica.
Obiettivo del Piano regionale dei servizi sanitari è:
- approntare, anche in collaborazione con le associazioni dei malati e dei familiari, un programma di screening ai gruppi di popolazione a rischio: familiari di 1° grado del celiaco, soggetti con sintomi indicativi di una forma sfumata atipica, pazienti con determinate patologie associate;
- consentire il rifornimento dei prodotti dietetici in qualunque farmacia o esercizio autorizzato della Sardegna.
La medicina dello sportOgni azienda sanitaria locale istituisce e potenzia, nell'ambito delle attività distrettuali, l'attività ambulatoriale territoriale e i centri di medicina dello sport, ove esistenti, con la finalità di garantire la tutela della salute della popolazione, con specifico riferimento alla medicina dello sport.
Obiettivi per il triennio di vigenza del Piano sono i seguenti:
· monitorare il rispetto dell'obbligo della certificazione di idoneità allo sport agonistico;
· promuovere programmi di educazione sanitaria in merito ai benefici dell'attività fisica e agli effetti dannosi delle pratiche dopanti anche con il coinvolgimento delle associazioni di promozione sportiva e delle federazioni sportive, degli enti locali, delle Università, delle scuole e degli altri soggetti interessati;
· elaborare linee-guida per la valutazione dei soggetti a rischio e dei soggetti con patologie croniche, per la conseguente prescrizione di attività fisiche;
· garantire il rispetto della normativa vigente sulla visita gratuita per i giovani di età non superiore ai 18 anni;
· garantire gli adempimenti previsti dalla normativa nazionale in materia di laboratori antidoping attraverso l'attività di laboratori ospedalieri operanti nella regione e attraverso convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti.
L'epilessiaL'epilessia è una malattia organica del sistema nervoso centrale che si manifesta in tutte le età e colpisce 1 persona su 200 (prevalenza intorno allo 0.5-0.6%); in Sardegna vivono circa 10.000 persone affette (la metà di esse ha meno di 20 anni) con una incidenza tra 500 ed 800 casi/anno; inoltre 3-4 persone su 100 hanno una crisi unica nel corso della vita, per cui la necessità di diagnosi differenziale è 12 volte maggiore.
L'incidenza e la prevalenza sono superiori sia nel primo anno di vita che negli anziani (circa l'1% della popolazione)
Le cause della malattia sono: genetiche (20%), secondarie a lesioni o malattie note del cervello nel 40% e ignote nel 30-40%.
L'influenza della malattia sulla qualità della vita è elevata, sia perché può durare tutta la vita, sia per il diffuso pregiudizio sociale.
Le persone affette da epilessia hanno un rischio di mortalità maggiore rispetto al resto della popolazione ed il rischio aumenta nei pazienti farmacoresistenti.
La diagnosi e la cura di questa malattia richiede una particolare competenza delle professioni sanitarie ed adeguate attrezzature tecnologiche.
Al fine di garantire alle persone con sospetto o diagnosi di epilessia un'assistenza che risponda a criteri di qualità e competenza, si propone di istituire una rete regionale coordinata di Centri di diagnosi e cura dell'epilessia.
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· riqualificare l'offerta e la qualità diagnostico-terapeutica alle persone sospette/affette da epilessia;
· ridurre il ricorso all'ospedalizzazione a favore di un'assistenza ambulatoriale o di day hospital;
· ampliare la rete di competenze epilettologiche coprendo le aree carenti;
· ridurre il ricorso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche extraisolane.
il Piano propone l'istituzione di una rete regionale di assistenza alle persone affette da epilessia.
L'obesitàIn Sardegna la percentuale di persone affette da obesità è ormai del 9,6% e quella dei soprappeso è del 34,8% secondo dati relativi dell'Istituto superiore di sanità al 2004. Studi epidemiologici sulla popolazione scolastica evidenziano una crescita preoccupante dell'obesità; nelle scuole medie, i maschi in soprappeso sono il 15,5% e gli obesi il 4,5% mentre le femmine in soprappeso sono il14,5% e le obese il 2%.
Nei licei e istituti professionali i maschi in soprappeso sono il 17,9% e gli obesi il 2,5% mentre le femmine in soprappeso sono il 1,6%.
Ciò che riduce l'aspettativa di vita delle persone affette da obesità e soprappeso non è l'eccesso di peso in sé ma le conseguenze che esso produce: dislipidemie,malattie cardio-vascolari, cardiorespiratorie, osteoarticolari, diabete mellito di tipo 2.
In ambito sanitario sino ad oggi si è cercato di combattere il problema dell'obesità in maniera settoriale e frammentata, inviando ai vari specialisti e ai reparti di competenza le patologie da complicazione e non occupandosi in maniera specifica delle cause dell'obesità.
In tal modo si sostengono costi sanitari diretti e indiretti elevatissimi senza riuscire per contro ad incidere sull'estensione del problema che, per definizione dell'OMS, sta ormai assumendo un carattere di tipo epidemico (i dati ISTAT evidenziano un + 25% di obesi dal 1991 al 2000).
A tutt'oggi non esistono strutture sanitarie di riferimento né sul territorio né negli ospedali che si occupino specificamente dei problemi dell'obesità, del soprappeso e delle complicanze.
Gli obiettivi da perseguire nel triennio 2006-2008 sono:
- garantire in ogni ASL, nei servizi territoriali e nella medicina scolastica, la presenza di professionalità dedicate al recupero e cura delle persone affette da obesità, soprappeso e loro complicanze, con equipe a carattere multidisciplinare;
- definizione di adeguati standard diagnostici e terapeutici;
- ottimizzazione dei percorsi assistenziali tra strutture di diverso livello;
- individuazione precoce dei soggetti a rischio in relazione alla popolazione residente;
- definizione di un Progetto Obiettivo regionale di educazione sanitaria sulle abitudini alimentari da attuarsi nelle scuole dell'obbligo.
Emendamento sostitutivo parziale Licandro - La Spisa - Contu - Petrini - Rassu - Sanjust - Randazzo Vittorio - Artizzu - CHERCHI Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Al 1° capoverso del paragrafo 2.1 le parole da "... sono in aumento i casi ..." fino a "... malattia di Alzheimer" sono sostituite dalle seguenti "sono in aumento i casi di demenza senile e di demenza di Alzheimer". (104)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2, introduzione
Al secondo capoverso, prima dell'ultimo periodo (che inizia con la parola "Ulteriori ..."), è aggiunto il seguente:
"Tali aree di intervento saranno pertanto oggetto di interventi economici progettuali mirati nelle manovre finanziarie e nel bilancio delle annualità di vigenza del Piano." (238)
Emendamento aggiuntivo Contu - Vargiu - Randazzo Vittorio - Petrini - Licandro - La Spisa - Randazzo Alberto - Liori - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Alla fine del 4° capoverso (28° riga), dopo le parole "sanitario e sociale" aggiungere le parole "ed economico". (50)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Al quarto capoverso (Obiettivi), dopo la seconda riga, è aggiunto il seguente:
"Realizzare in ciascuna ASL un'unità di coordinamento degli interventi per l'Alzheimer che abbia il compito di garantire diffusione ed omogeneità nel territorio degli interventi diretti ad intercettare i pazienti, ad attivare i piani di trattamento precoci, a garantire gli adeguati supporti assistenziali ai pazienti e alle famiglie, in piena integrazione con le attività di assistenza dei Servizi Sociali. (239)
Emendamento aggiuntivo Liori - Diana - Cappai - Artizzu - Sanna Matteo - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Rassu - Lombardo - Pisano - Cassano - La Spisa - Ladu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Al sottoparagrafo "obiettivi" è aggiunto il seguente punto:
"- istituire e promuovere centri riabilitativi, con capacità di erogare anche la riabilitazione cognitiva, che si occupino del paziente durante tutte le fasi di evoluzione della malattia: iniziale, intermedia e terminale.". (29)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Randazzo Alberto - Vargiu - Randazzo Vittorio - Liori - Petrini - Licandro - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Nel terzo capoverso, nel 3° punto delle Azioni, dopo le parole: "I centri diurni" aggiungere le seguenti: "precedentemente accreditati," (51)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Randazzo Vittorio - Vargiu - Randazzo Alberto - Licandro - Liori - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Nel terzo capoverso, al 6° punto dopo le parole "con demenze," aggiungere le seguenti:"compresi gli internati di riabilitazione estensiva e le Residenze sanitarie assistenziali (RSA);" (48)
Emendamento aggiuntivo Licandro - La Spisa - Contu - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar - Artizzu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Aggiungere dopo l'ultimo capoverso di pagina 17 il seguente:
"La Regione, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore del presente piano, presenta un disegno di legge per la demenza di Alzheimer". (103)
Emendamento aggiuntivo Gallus - Ladu - Murgioni. - Vargiu - Diana - Capelli - Licandro - Cherchi Oscar - Rassu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Amadu - Contu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Dopo il paragrafo 2.1 è aggiunto il seguente:
"2.1 bis. Disordini del movimento e malattia di Parkinson
Con il termine di "Disordini del Movimento" vengono classificate affezioni neurologiche di varia natura (degenerativa, dismetabolica, iatrogena, tossica), clinicamente caratterizzate o a un impoverimento e rallentamento dei movimenti (parkinsonismi, atrofia multisistemica, ecc.) o da movimenti involontari patologici che alterano i movimenti stessi (distonia, corea, atetosi, ballismo, tremore, mioclono, tics, s. delle gambe senza riposo, acatisia, ecc.).
La malattia di Parkinson rappresenta una delle patologie neurologiche più frequenti, in particolare nella popolazione di età superiore ai 60 anni. Il quadro clinico è caratterizzato da progressivo rallentamento dell'attività motoria, rigidità muscolare, tremore e altri sintomi variamente associati, in particolare disturbi dell'umore e deficit cognitivi. I dati epidemiologici indicano una frequenza oscillante fra 2-20 nuovi casi per 100.000 abitanti per anno, con prevalenza di 0.8 casi per 100 abitanti nella classe d'età fra 60 e 70 anni, di 2.1 casi per 100 tra 70 e 80 anni e di 3 casi per 100 tra 80 e 90 anni. L'evoluzione della malattia è lenta e progressiva, con variabile risposta terapeutica. È estremamente importante la valutazione accurata dei quadri di parkinsonismo (diagnosi differenziale) per poter instaurare un trattamento specifico, che necessita di accurato monitoraggio da parte dello specialista neurologo espero di tali patologie.
Col progressivo invecchiamento della popolazione è conseguente anche in Sardegna l'aumento dei casi di disordini del movimento e, soprattutto, di malattia di Parkinson. Per dare risposte ai malati sono necessari diagnosi e monitoraggio corretto e puntuale, effettuati da specialisti e operatori con una rete integrata di assistenza pluridisciplinare e la collaborazione della famiglia. Da qui la necessità di creare una rete integrata che comprenda un polo per l'intero territorio regionale ed ambulatori aziendali. La Provincia di Oristano è la terza provincia sarda per popolazione e ha gli indici di vecchiaia tra i più alti. La sua posizione di centralità rispetto ai principali centri urbani, la candida naturalmente ad essere un punto di riferimento regionale per le patologie legate ai disordini del movimento.
Il coinvolgimento e la piena collaborazione del mondo universitario di Cagliari e Sassari hanno trovato piena condivisione delle problematiche regionali, ma ancor più delle modalità comuni per dare risposte alle esigenze dei cittadini sardi. Tale condivisione di intenti si è concretizzata nell'individuazione di una Unità operativa di neurologia, da istituire nel P.O. "G. P. Delogu" di Ghilarza dell'Azienda ASL n. 5 (la quale ASL attualmente ne è sprovvista in tutti i P.O. pubblici), al fine di creare un punto di riferimento per i Disordini del Movimento e malattia di Parkinson. La Unita operativa consente di effettuare una corretta diagnosi e il consequenziale monitoraggio delle patologie in questione coinvolgendo non solo lo specialista ospedaliero, ma anche i medici di famiglia. Questa Divisione, oltre ad essere supportata dalle moderne tecnologie di diagnosi e cura, dovrà essere dotata di 8 posti letto di degenza ordinaria e di 2 day hospital (DH). (202).
Emendamento all'emendamento numero 35 sostitutivo totale Masia - Frau - Lai - Cocco.
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
L'emendamento numero 35 è sostituito dal seguente:
"Nel sottoparagrafo (obiettivi strategici", alla quinta riga, il secondo obiettivo è sostituito con il seguente:
· "creazione di una struttura ospedaliera reumatologica nell'area territoriale di Cagliari;
· riconoscimento della funzione di riferimento regionale presso le aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari." (598)
Emendamento sostitutivo parziale Amadu - Cassano - Rassu - Randazzo Alberto - Cappai - Liori - Diana - Licandro - Contu - Ladu - Randazzo Vittorio - Gallus - Sanna Matteo
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Nel sottoparagrafo (obiettivi strategici), alla quinta riga, il secondo obiettivo è sostituito con il seguente:
"creazione di una struttura ospedaliera di alta specializzazione con funzione di riferimento per tutta l'area regionale nelle strutture sedi di scuola di specializzazione in reumatologia.". (35)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.
Al quarto capoverso (Obiettivi strategici) il secondo obiettivo è sostituito dal seguente:
"Incremento del numero di posti letto per specialità necessari alla creazione di una struttura ospedaliera reumatologica di alta specializzazione con funzione di riferimento per tutta l'area regionale.". (241).
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.
Al primo capoverso al termine del secondo periodo, dopo la parola "reumatiche" è aggiunto il seguente:
"La notevole incidenza epidemiologica delle malattie reumatiche in Sardegna è senz'altro una delle cause dello scostamento rispetto alle medie nazionali nel consumo farmacologico di FANS e di farmaci anti H2.". (240)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.
Al quarto capoverso (Obiettivi strategici) il secondo obiettivo è sostituito dal seguente:
"Rivalutazione delle necessità di FKT legate alla specifica patologia reumatica, con estensione dei regimi autorizzativi e di esenzione, finalizzati alla riduzione della terapia farmacologica, al risparmio di giornate di inabilità, alla miglior qualità della vita della popolazione, soprattutto anziana, affetta da tale patologia.". (242).
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2
Al 1° punto degli obiettivi del subparagrafo "Le malattie endocrine" le parole "il potenziamento di adeguate" sono sostituite da "attivazione di adeguate". (120)
Emendamento sostitutivo parziale Amadu - Cassano - Rassu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cappai - Liori - Diana - Licandro - Contu - Ladu - Gallus - Sanna Matteo
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2
Nel capoverso intitolato "Malattie endocrine" al sottoparagrafo "obiettivi", il secondo obiettivo (quinta riga), è sostituito dal seguente:
"il rafforzamento dei servizi di medicina nucleare nelle sedi di Cagliari e Sassari, che garantiscano la "degenza protetta" per la terapia radiometabolica.". (36)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2
Nel paragrafo titolato "Le Malattie Infettive", al secondo capoverso "Obiettivi), il secondo obiettivo è sostituito dal seguente:
"La dotazione di un adeguato numero di posti letto in ciascuno degli attuali servizi di Medicina Nucleare, al fine di garantire la possibilità della "degenza protetta" per l'esecuzione della terapia radiometabolica.". (243)
Emendamento aggiuntivo Uggias - Cocco - Lai - Giagu - Sanna Simonetta - Sabatini - Meloni - Sanna Francesco
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
A pagina 19, dopo le parole "strutture ambulatoriali" inserire le parole: "presso le ASL e le aziende miste universitario-ospedaliere". (222)
Emendamento aggiuntivo Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2
Nel sub-paragrafo "Le malattie endocrine", al 2° punto (riga 36), dopo le parole "servizi di medicina nucleare" inserire le parole "nelle sedi di Cagliari e Sassari". (176)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Vargiu - Ladu - Randazzo Alberto -Liori - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Dopo l'ultimo punto agli obiettivi del sub-paragrafo sulle Malattie endocrine, aggiungere il seguente: "o screening per adulti farà riferimento al Centro di Endocrinologia già presente al Policlinico Universitario di Monserrato". (49)
Emendamento aggiuntivo Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2
Dopo il sub-paragrafo "Le malattie endocrine", è aggiunto il seguente:
"Le nefropatie
La Sardegna ha raggiunto elevati e qualificati livelli nel campo della diagnostica delle malattie renali, nell'assistenza ambulatoriale, nell'assistenza dialitica e nel trapianto renale.
L'insufficienza renale cronica non dializzata interessa il 5% della popolazione sarda pari a oltre 80.000 cittadini, molti dei quali sono ipertesi e diabetici.
La fase dializzata riguarda oltre 2.000 persone in Sardegna tra dializzati e trapiantati. Dai dati del registro regionale della Società Italiana di Nefrologia (SIN) si prevede un aumento dei pazienti che richiedono l'assistenza nefrologica, in particolare quella dialitica e il trapianto renale. Deve per questo essere ulteriormente migliorata l'attività di prevenzione con azioni specifiche per le varie nefropatie e con misure generali di prevenzione cardiovascolare, del diabete e delle infezioni.
Pertanto il presente piano si prone di potenziare e completare la rete ospedaliera e territoriale esistente per giungere a:
1. garantire una rete di strutture nefrodialitiche adeguata alle esigenze dei diversi territori delle Asl
2. adottare piani operativi in sinergia tra nefrologia, cardiologia, diabetologia, medici di medicina generale e specialisti delle strutture ambulatoriali finalizzati alla prevenzione del danno renale, alla diagnosi precoce delle nefropatie e al rallentamento delta progressione del danno renale
3. garantire continuità assistenziate al nefropatico tra ospedale e territorio attraverso percorsi assistenziali.
A tal fine, sarà istituita una commissione regionale per l'assistenza nefrologica, dialitica e del trapianto renale con funzioni di supporto al coordinamento delle diverse strutture territoriali e ospedaliere e alla loro integrazione con i servizi sociali.". (177)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al terzo capoverso (obiettivi), al primo posto tra gli obiettivi è inserito il seguente:
"Realizzare il complessivo potenziamento degli organici nei servizi che eseguono e supportano l'attività di trapianto.". (244)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al terzo capoverso (obiettivi), al secondo posto tra gli obiettivi è inserito il seguente:
"Garantire adeguate risorse finanziarie che consentano di raggiungere i più elevati standard di qualità dei servizi e di aggiornamento tecnologico delle apparecchiature nelle strutture ospedaliere che si occupano di attività trapiantologia". (245)
Emendamento aggiuntivo Caligaris
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel quinto capoverso del sottoparagrafo "Donazioni e Trapianti" al terzo punto degli "Obiettivi" dopo "placentare" aggiungere: "garantendo la raccolta dei cordoni ombelicali nei presidi ospedalieri con reparti e cliniche di ostetricia ...". (1)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Dopo "connesse al trapianto" aggiungere: "a tal fine viene disposto un finanziamento di € 300.000,00 per tre anni, finalizzato alla formazione specifica degli operatori del settore". (137)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al paragrafo intitolato "La salute della bocca", alla sesta riga, il periodo che inizia con le parole "Con il presente Piano ..." e termina con "popolazione." è sostituito dal seguente:
"Con il presente Piano la Regione intende innanzi tutto confermare gli attuali livelli di assistenza odontoiatrica pubblica già garantiti al di fuori dei LEA.
Intende inoltre migliorare la propria risposta sotto il profilo qualitativo e quantitativo, in maniera innovativa, attraverso l'individuazione di nuovi target di popolazione". (246)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al secondo capoverso (Progetto obiettivo), le prime due righe sono sostituite dal seguente:
"La Regione promuove nel periodo di vigenza del Piano un progetto obiettivo di durata biennale, che verrà finanziato con la manovra di bilancio per il 2007 e per il 2008, finalizzato alla realizzazione di:". (248)
Emendamento aggiuntivo Contu - Liori - La Spisa - Petrini - Vargiu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al sub paragrafo "La salute della bocca" all'ultima riga dell'ultimo capoverso aggiungere le parole:
"e/o private accreditate più vicine alla residenza dell'assistito.". (64)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
All'ultimo capoverso di pag. 21, dopo le parole "... presso le strutture pubbliche", sono aggiunte le seguenti:
"e in caso di impossibilità ad erogare tutte le prestazioni richieste, presso strutture private convenzionate secondo la normativa vigente.". (136)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al termine del paragrafo dedicato alla Salute della bocca, è aggiunto il seguente:
"I programmi saranno predisposti e vagliati da un'apposita Commissione per l'Odontoiatria Sociale alla quale partecipano i rappresentanti dell'AMDI e dell'AIO.". (247)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina del Dolore" al primo capoverso, dopo il secondo periodo, dopo la parola "vita" è inserito il seguente:
"È infatti evidente che lo stesso, attuale dibattito sull'accanimento terapeutico e sull'eutanasia registra un approccio ben differente se inserito all'interno di un contesto sanitario in cui sia garantita anche al paziente terminale la miglior qualità possibile della vita, attraverso la riduzione e l'eliminazione del dolore fisico.". (249)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina del Dolore" alla sest'ultima riga, dopo la parola "competenza" è inserito il seguente:
", con i servizi di Assistenza Domiciliare Integrata,". (250)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Randazzo Alberto - Licandro - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia - Vargiu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
All'ultima riga dell'ultimo capoverso del sub-paragrafo "La Medicina del dolore" dopo le parole "o di altra origine" sono aggiunte le seguenti: "garantendo la presenza dell'Anestesista.". (59)
Emendamento aggiuntivo Licandro - La Spisa - Contu - Rassu - Petrini - Sanjust - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Aggiungere dopo l'ultimo capoverso del sub-paragrafo "Medicina del Dolore" il seguente:
"Per il triennio di validità, il Piano si propone il seguente obiettivo: realizzazione di un piano di formazione e aggiornamento dei medici di medicina generale sulle tematiche connesse alla medicina del dolore". (102)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Il sub-paragrafo "L'Assistenza Sanitaria alle persone detenute" del paragrafo 2.3 del cap. 2 della parte 1ª è sostituito dal seguente:
"L'assistenza sanitaria alle persone detenute
In Sardegna l'assistenza sanitaria alle persone detenute presenta gravi difficoltà organizzative e di erogazione delle prestazioni, che non garantiscono alle persone in carcere il diritto alla salute.
La drammatica situazione in cui versano i detenuti delle carceri isolane è stata evidenziata anche dalla risoluzione sulla situazione delle carceri in Sardegna, presentata dalla II Commissione permanente del Consiglio Regionale e approvata all'unanimità il 16 febbraio 2005. Nel rispetto del "Principio di equivalenza delle cure" sancito dall'OMS e del diritto garantito dall'art. 32 della Costituzione Italiana, la Regione Sardegna si impegna, ad assicurare alle persone detenute le stesse opportunità di cura che sono assicurate a tutti gli altri membri della comunità. A tal fine, il presente Piano prevede, d'intesa con l'Amministrazione Penitenziaria e con l'Ufficio per i Minori, la predisposizione di un programma di interventi che definisca in particolare le modalità organizzative attraverso le quali il Servizio Sanitario regionale può garantire l'assistenza sanitaria continuativa alle persone detenute, in maniera integrata con la rete dei presidi e dei servizi sanitari regionali.
Nello specifico, le aziende sanitarie locali nel cui ambito territoriale sono ubicati istituti penitenziari devono farsi carico di organizzare, avvalendosi di apposite linee guida, programmi terapeutici che garantiscano in maniera tempestiva e continuativa e nel rispetto dei principi della dignità umana e del bisogno di salute tutte te prestazioni necessarie e appropriate che rientrano nei Livelli essenziali di assistenza definiti con il DPCM del 29 novembre 2001. In particolare, tali programmi devono assicurare che le attività di prevenzione collettiva in materia di igiene pubblica e di cura alle persone, senza alcuna differenza tra cittadini italiani, comunitari o migranti, siano erogate secondo criteri standard e uniformi in tutti gli istituti penitenziari, coerenti e costantemente raccordati alle dinamiche dell'assistenza territoriale, onde evitare che l'assistenza dentro e fuori le mura carcerarie proceda a velocità diverse. In tal senso, i programmi devono essere predisposti in modo tate che alte persone detenute e internate sia garantito il diritto a:
• l'assistenza medico-generica e specialistica;
• l'assistenza farmaceutica, agevolando il reperimento e la fornitura dei farmaci prescritti;
• la medicina d'urgenza-emergenza, garantendo l'assistenza ospedaliera più appropriata, dentro o fuori le mura carcerarie;
• l'immediata assistenza ai tossicodipendenti da parte del Ser.T. di competenza sull'istituto penitenziario, salvaguardando in forma concorde e condivisa con le persone detenute il trattamento terapeutico di mantenimento, onde evitare inutili sofferenze determinate da crisi astinenziali, la continuità dei trattamento farmacologico avviato fuori dalla struttura carceraria, l'eventuale trattamento di disintossicazione;
• t'informazione necessaria e adeguata per prevenire la diffusione di malattie infettive, l'adozione di procedure per identificare i soggetti infetti al momento dell'ingresso nelle strutture penitenziarie, la gestione appropriata per la cura dei soggetti affetti da patologie infettive;
• la tutela detta salute mentale, assicurando che tate attività sia coordinata dai Dipartimenti di salute mentale del territorio in cui è ubicato l'istituto penitenziario, individuando anche un'apposita articolazione organizzativa. A tal fine potranno essere adottati tutti gli strumenti che consentano la domiciliazione detta cura, il lavoro multidisciplinare, la formulazione di progetti di trattamento individuali, la continuità del trattamento, la presa in carico personalizzata del caso, finalizzata anche ad attivare tutti gli strumenti che evitino il ricorso all'internamento in OPG.
• la tutela della salute detta donna in raccordo con te attività consultoriali, assicurando screening oncologici, controlli ginecologici e la cura di tutte le patologie legate all'apparato uro-genitale;
• l'assistenza riabilitativa, con la predisposizione negli istituti penitenziari di appositi spazi attrezzati per lo svolgimento delle attività di riabilitazione.
La tutela del diritto alla salute delle persone detenute e internatie va realizzata attraverso l'individuazione di specifici modelli organizzativi, anche di tipo dipartimentale, in base ai quali l'azienda sanitaria locale deve garantire, in analogia con quanto prescritto per i cittadini in stato di libertà dall'art. 8, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 229/1999, l'attività assistenziale per l'intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana, attraverso il coordinamento operativo e l'integrazione professionale tra i medici di medicina generale, i medici specialisti ambulatoriali, tutti gli altri operatori socio-sanitari che prestano la loro attività nelle carceri sarde e le strutture del Servizio sanitario regionale.
Agli operatori socio-sanitari devono inoltre essere rivolti programmi di formazione e aggiornamento professionale.
Il monitoraggio e la valutazione dell'attuazione del programma di interventi è affidata ad un Osservatorio permanente per i( diritto alla salute negli Istituti Penitenziari composto da rappresentanti di tutte le istituzioni competenti, delle associazioni di familiari e del volontariato. A tale organo spetta anche il compito di stilare una Carta della tutela della salute negli Istituti Penitenziari secondo le modalità organizzative previste nei programmi predisposti dalle aziende sanitarie da diffondere anche all'interno delle strutture, in base alla quale ciascuna persona detenuta o internata possa far valere il rispetto del proprio diritto alla salute e all'assistenza.". (173)
Emendamento sostitutivo parziale Petrini - Contu - Licandro - La Spisa - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
L'ultimo capoverso del sub-paragrafo "L'assistenza sanitaria alle persone detenute" (pag. 23) è sostituito dal seguente:
"Entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente piano, l'Assessore dell'igiene e sanità e assistenza sociale istituisce, con il compito di monitorare e valutare l'attuazione del programma di interventi, l'Osservatorio permanente per il diritto alla salute negli istituti penitenziari, composto da rappresentanti di tutte le istituzioni competenti, delle associazioni di familiari e del volontariato.". (101)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel secondo capoverso, prima del primo alinea aggiungere:
"la tutela della salute delle donne detenute in raccordo con le attività consultoriali territoriali, assicurando con periodicità e programmi specifici: controlli ginecologici e cura di tutte le patologie della sfera uro-genitale e screening oncologici.". (119)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Dopo il primo alinea del 1° capoverso aggiungere:
"l'assistenza riabilitativa, con la predisposizione negli istituti penitenziari di apposite strutture per lo svolgimento delle attività di riabilitazione". (118)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Randazzo Alberto - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia - Vargiu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al sub paragrafo "L'assistenza sanitaria alle persone detenute" dopo il 4° alinea (pagina 23) è aggiunto un ulteriore nuovo alinea tra i programmi di interventi: "- Trasferimento presso strutture nel territorio regionale dei detenuti ricoverati nei 2 O.P.G. italiani, conseguendo un notevole risparmio di costi.". (57)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "Le malattie gastroenteriche" al secondo capoverso (obiettivi), è aggiunto il seguente obiettivo:
"- Attivazione di programmi specifici di collaborazione con le associazioni dei pazienti per la valutazione congiunta delle necessità di intervento e per la emersione del disagio sanitario e sociale presente tra quei pazienti (stomizzati, enteropatici cronici) che vivono in modo più problematico la propria condizione.". (251)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "Le malattie gastroenteriche" al secondo capoverso (obiettivi), è aggiunto il seguente obiettivo:
"- Collaborazione con le Associazioni per il trattamento dell'alcoolismo e con i servizi sociali per individuare i percorsi sanitari a cui indirizzare il paziente nella fase di stabilizzazione, successiva alla disintossicazione acuta". (252)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Diana - Murgioni - Gallus - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La malattia celiaca", al secondo capoverso (Obiettivi), è aggiunto il seguente obiettivo:
"garantire presso le strutture sanitarie residenziali la disponibilità del pasto per i celiaci, sotto il controllo del servizio dietologico della ASL, anche attraverso la collaborazione con le associazioni dei pazienti.". (319)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Diana - Murgioni - Gallus - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La malattia celiaca", nel secondo capoverso (Obiettivi), è aggiunto il seguente obiettivo:
"organizzare corsi di aggiornamento sulla patologia rivolti ai medici di base e ai pediatri, con periodicità almeno annuale, anche avvalendosi della collaborazione delle associazioni dei malati.". (320)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Diana - Murgioni - Gallus - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La malattia celiaca", nel secondo capoverso (Obiettivi), il primo obiettivo è sostituito dal seguente:
"approntare, anche in collaborazione con le associazioni dei malati e dei familiari, un programma di screening ai gruppi di popolazione a rischio: familiari di primo e secondo grado del celiaco, soggetti con sintomi che possano indurre il sospetto di una forma sfumata atipica, pazienti con patologie comunemente associale;". (321)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina dello sport", alla settima riga (Obiettivi), il primo "obiettivo" è sostituito dal seguente:
"Attivare un rapporto di collaborazione con il CONI, finalizzato ad evitare l'elusione da parte delle società sportive delle norme sulla idoneità agonistica, in particolare verificando che le visite autorizzative siano praticate presso centri autorizzati e, in caso contrario, negando il rimborso alle Società inadempienti.". (254)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina dello sport", alla quattordicesima riga (Obiettivi), il terzo "obiettivo" è sostituito dal seguente:
"Attivare un rapporto di collaborazione con le Società Scientifiche Mediche della Medicina Sportiva, finalizzato all'elaborazione di linee guida per la valutazione dei soggetti a rischio e dei soggetti con patologie croniche, per la conseguente prescrizione di attività fisiche". (255)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina dello sport", alla diciannovesima riga (Obiettivi), l'ultimo degli "obiettivi" è sostituito dal seguente:
"Garantire gli adempimenti previsti dalla normativa nazionale in materia di antidoping attraverso la collaborazione delle strutture della rete ospedaliera sarda con il laboratorio dell'Acquacetosa, unico autorizzato dalle vigenti direttive internazionali". (256)
Emendamento sostitutivo parziale Liori - Diana - Cappai - Artizzu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Rassu - Lombardo - Pisano - Cassano - La Spisa - Ladu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel secondo capoverso, ultimo punto, le parole: "e attraverso convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti" sono sostituite dalle parole:
"garantendo se necessario l'opportuno adeguamento tecnologico e di personale". (31)
Emendamento Aggiuntivo Contu - La Spisa - Randazzo Alberto - Licandro - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia - Vargiu.
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Alla fine del primo capoverso, dopo le parole "i centri di medicina dello sport", sono aggiunte le seguenti: "; si tratta di incrementare sia il numero complessivo dei Centri che potenziare quelli già attivi sul territorio,". (69)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina dello sport", dopo il primo periodo, dopo la parola "sport.", è aggiunto il seguente:
"Nelle more dell'adeguamento dei propri presidi di Medicina Sportiva alle esigenze della popolazione, con particolare riferimento a quella minorenne, le singole ASL sono tenute ad attivare rapporti di acquisizione di prestazioni presso Centri autorizzati che ne facciano regolare richiesta al fine di garantire la piena soddisfazione qualitativa e quantitativa dell'utenza". (253)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Randazzo Alberto - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia - Vargiu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al termine del 3° punto degli obiettivi del sub-paragrafo sulla medicina dello sport, dopo le parole "attività fisiche" sono aggiunte le seguenti: "... e sportive non agonistiche, comprendendo anche tutte le palestre private, frequentate anche da persone anziane.". (58)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "L'epilessia", le ultime due righe sono soppresse. (257)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "L'epilessia", alla diciottesima riga, il periodo che inizia con le parole "Al fine ..." è sostituito dal seguente:
"Al fine di garantire alle persone con sospetto o diagnosi di epilessia un'assistenza che risponda ai criteri di qualità e di competenza, si propone di istituire una rete regionale coordinata di Centri di diagnosi e cura dell'epilessia, secondo il modello hub and spoke, che abbia presso l'Azienda Mista di Cagliari il Centro Regionale di Coordinamento.". (258)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al 2° capoverso le parole da: "... si propone di istituitre ..." fino a "cura dell'epilessia" sono sostituite dalle seguenti:
"Si istituisce una rete regionale ambulatoriale di diagnosi e cura dell'epilessia". (121)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Randazzo Alberto - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia - Vargiu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Agli obiettivi prima del primo punto è aggiunto il seguente:
"promuovere una campagna informativa, anche pubblicitaria, sui pregiudizi ancora presenti in Sardegna sull'epilessia;". (63)
Emendamento sostitutivo parziale Pacifico - Mattana - Lai - Sanna Franco - Barracciu - Corrias
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 3
Le parole da "A tutt'oggi non esistono strutture sanitarie di riferimento ..." fino a "Gli obiettivi da perseguire nel triennio 2006-2008 sono:", sono così sostituite:
"Gli obiettivi da perseguire nel triennio 2006-2008 sono:
- Individuare nel territorio regionale le strutture di riferimento, a carattere multidisciplinare, per la cura e recupero dei soggetti affetti da obesità e sovrappeso.". (182)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Cocco - Uggias - Pacifico - Lai
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel sub-paragrafo "L'obesità", nel capoverso di pag. 27 le parole da "A tutt'oggi non esistono strutture sanitarie di riferimento ..." fino a "Gli obiettivi da perseguire nel triennio 2006-2008 sono:", sono così sostituite"
"Gli obiettivi da perseguire nel triennio 2006-2008 sono:
- Individuare nel territorio regionale le strutture di riferimento, a carattere multidisciplinare, per la cura e recupero dei soggetti affetti da obesità e sovrappeso.". (200)
Emendamento sostitutivo parziale Gallus - Ladu - Murgioni
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel sub-paragrafo relativo all'obesità il periodo che inizia con le parole "A tutt'oggi non esistono strutture sanitarie ..." e si conclude con le parole: "sovrappeso e complicanze", viene sostituito dal seguente periodo: "Le strutture sanitarie di riferimento per i problemi dell'obesità e del sovrappeso a tutt'oggi presenti nel territorio e negli ospedali sono da potenziare perché insufficienti a svolgere in maniera efficace i loro compiti.". (206)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Il 1° punto degli obiettivi (pag. 27) è sostituito dal seguente:
"garantire in ogni ASL nel servizio Igiene degli alimenti la presenza di personale dedicato alla sorveglianza nutrizionale e agli interventi di prevenzione per la diffusione delle conoscenze di stili alimentari corretti e protettivi della popolazione in generale, al recupero della persona affetta da obesità e loro complicanze con l'istituzione di moduli a carattere multi-disciplinare;". (122)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo "L'Obesità", le ultime due righe sono sostituite dal seguente:
"Definizione di un progetto Obiettivo regionale di educazione sanitaria sulle abitudini alimentari, con apposito stanziamento di risorse economiche nella manovra finanziaria per il 2007, da attuarsi nelle scuole dell'obbligo.". (261)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Alla fine dell'ultimo punto degli obiettivi (pag. 27), dopo le parole "scuole dell'obbligo" aggiungere le seguenti:
"e sulla popolazione generale attivando campagne su larga scala di promozione della salute e della qualità nutrizionale.". (123)
Emendamento aggiuntivo Gallus - Ladu - Murgioni
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo relativo all'obesità a pagina 27 nella settima riga dopo le parole: "la presenza di professionalità ...", sono aggiunte le seguenti parole: "ed opportune strutture". (204)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo "L'Obesità", al secondo capoverso (Obiettivi), è aggiunto il seguente:
"Attivazione di servizi autonomi di Dietologia all'interno delle strutture ospedaliere e miste con maggior numero di posti letto, che possano garantire la copertura delle esigenze del nosocomio in cui hanno sede, ma possano anche essere punto di riferimento con il territorio per tutte le necessità connesse al supporto delle attività educative e di controllo da realizzare nel distretto.". (259)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo "L'Obesità", al secondo capoverso (Obiettivi), è aggiunto il seguente obiettivo:
"Garantire la competenza e la vigilanza da parte dei servizi delle ASL sulle mense di collettività, con particolare riferimento a quelle scolastiche, con l'obiettivo di qualificare l'offerta alimentare e di attivare percorsi virtuosi con le famiglie, finalizzati al raggiungimento di una complessiva alimentazione di qualità, nell'integrazione dei vari pasti della giornata.". (260)
Emendamento aggiuntivo Pacifico - Mattana - Sanna Franco - Sano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3. (143)
EMENDAMENTO aggiuntivo FRAU - COCCO - LAI - UGGIAS - BRUNO.
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Dopo il sub-paragrafo "obesità" aggiungere il seguente:
La malattia tromboembolica
Colpisce in Sardegna oltre 10000 persone, tante sono quelle attualmente in trattamento, con tendenza a costante crescita. Si prevede l'organizzazione in rete di servizi ambulatoriali presso i Preside ospedalieri e le strutture poliambulatoriali, onde addivenire in ogni ASL alla presenza di servizi ubiquitariamente diffusi. (175)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, il secondo dei cinque obiettivi di salute affronta quelle patologie che hanno una particolare rilevanza sociale. Il paragrafo 2.1 tratta delle demenze e della malattia di Alzheimer. Il Piano dice che: "In Sardegna, anche in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione, sono in aumento i casi di demenza senile, due terzi dei quali sono rappresentati dalla malattia di Alzheimer...". Io non sono assolutamente d'accordo con questa affermazione che non ritengo corretta (lo sostengo anche nel primo emendamento presentato a questa parte), perché la malattia di Alzheimer non è propriamente una demenza senile; in passato tutt'al più si tendeva ad usare l'espressione "morbo di Alzheimer" in riferimento a una forma di demenza presenile, in contrapposizione invece alla demenza senile.
Oggi si ritiene, invece, che la malattia colpisca persone sia al di sotto che al di sopra dei 65 anni di età. Di conseguenza oggi ci si riferisce spesso alla malattia come alla demenza di Alzheimer specificando, eventualmente, ad esordio precoce. E' certo che la vecchiaia di per se stessa non è la causa di tale malattia; si calcola che oggi in Italia siano almeno 500 mila le persone ammalate e questa cifra è destinata, pare, a raddoppiare nei prossimi vent'anni.
Rispetto al capitolo precedente i cui propositi sono assolutamente condivisibili, pur con diverse lacune, ma non si capisce con quali risorse economiche realizzarli, in questo capitolo non tanto per le demenze senili ma, in maniera specifica, proprio per l'Alzheimer non c'è quasi niente o, perlomeno, io sono convinto che questo è un paragrafo che non sposta né sposterà di una virgola le disagiate condizioni dei familiari che hanno un paziente Alzheimer dentro casa, Non ci sono né progetti, né soldi, a differenza di altri capitoli, di altri paragrafi.
Io credo che non bastino queste due pagine scarse per aiutare, seppure in misura ridotta, chi combatte realmente 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 contro questa terribile malattia. E dico questo perché se qualcosa, in minima parte, si farà per loro lo si dovrà soltanto al fatto che attualmente per loro non si fa niente. Intanto chiariamo un concetto fondamentale: la malattia di Alzheimer è una malattia che colpisce, sì, una persona spesso ancora nel pieno delle proprie forze, ma man mano che queste forze diminuiscono diventa sempre più una malattia che colpisce la famiglia. Io lo dico sempre, l'ho ribadito più volte anche in Commissione, che soltanto chi è entrato in una casa dove c'è un malato di Alzheimer sa di che cosa stiamo parlando, sa realmente che cosa questo significhi.
Nel documento, in effetti, c'è scritto che i familiari si trovano a convivere con i malati, ad accudirli, ad assisterli giorno e notte con disagi continui, spese onerose, perdita di giornate lavorative e deterioramento della qualità stessa della vita. Eppure questo, io ne sono convinto, credetemi colleghi, non rende ancora giustizia del terribile, dell'incredibile dramma familiare cui sono sottoposti. Perché, vedete, una demenza senile se non altro ha dei limiti di età cioè ha dei limiti di tempo che sono legati all'età avanzata, ma un Alzheimer può durare anche diversi decenni.
Io, ad esempio, ho una paziente che da 12 anni si è trasformata in una bambola di pezza: la spogli, la rivesti, la sposti, la pulisci, senza che opponga assolutamente alcuna resistenza se non a causa di una certa rigidità muscolare che va aumentando nel corso degli anni. Però, vedete, a differenza di una bambola deve mangiare, chiaramente, rigorosamente col sondino naso-gastrico; e questo vi garantisco che è già un risultato perché prima del sondino naso-gastrico, quando stava un pochino meglio, ci volevano spesso anche due ore per arrivare a fornirle le calorie di un unico pasto. A differenza di una bambola di pezza ha i tessuti molto delicati e tende a piegarsi in continuazione; a differenza di una bambola non puoi prenderla in braccio se non con estrema delicatezza e, fra l'altro, non puoi neanche sostituirla con una bambola nuova. E il marito, i familiari di questa donna probabilmente vivono questo disagio in una maniera ancora più terribile.
Io mi rendo conto dei segni di cedimento dei familiari ma, purtroppo, non è rappresentato in nessuna patologia quello che sopportano i familiari che hanno un paziente Alzheimer. Queste famiglie, in effetti, oggi quali sostegni hanno? Praticamente niente. Ad Oristano ci sono delle strutture, o perlomeno ce n'è una soltanto in provincia di Oristano, ma costa tanto, 5 mila euro al mese di cui metà a carico della famiglia. E quale famiglia può permettersi una spesa del genere e, in ogni caso, per quanto tempo? Ecco perché per questa famiglia, più che per altre, ci vogliono delle risorse economiche, perché quattro righe di propositi, per quanto buoni siano, non sono sufficienti, anzi propositi che a differenza di altri punti del Piano non sono neanche tanto buoni.
Lo stesso ministro Livia Turco, in occasione della XIII giornata dell'Alzheimer lo scorso settembre, ha detto che fino ad oggi abbiamo fatto troppo poco per questa classe di pazienti e per i loro familiari. La situazione dei malati e delle loro famiglie è ancora lontana da un approccio sistematico corretto. La maggior parte dei malati è assistita, oltre che dai familiari, da amici, mentre l'apparato di supporto del sistema sanitario e dei presidi socioassistenziali è spesso ancora carente e non sempre preparato alla gestione di una malattia così complessa. E, allora, bisogna avere il coraggio, che hanno avuto altre regioni prima di noi, regioni come il Veneto e l'Emilia-Romagna, di fare una legge apposita con la predisposizione di un Piano organico di interventi; ma con interventi soprattutto a favore delle famiglie che assistono in casa persone che hanno una demenza accompagnata da gravi disturbi comportamentali e, naturalmente, assolutamente con tanto di risorse economiche. Altro che promuovere la valutazione multiprofessionale del bisogno sociosanitario! Questo alle famiglie non interessa perché sono soltanto parole che, se non sono seguite dai fatti, sono prive di qualunque significato.
Per quanto riguarda la medicina del dolore, si parla di un coinvolgimento dei medici di medicina generale e questo, è ovvio, è assolutamente condivisibile ma a differenza di altre parti del Piano qui non si parla assolutamente di quello che sarebbe assolutamente necessario e cioè di un'attività di formazione che è assolutamente fondamentale per garantire quella competenza e l'assistenza necessaria per migliorare la qualità della vita soprattutto nei malati terminali per un dolore di origine neoplastica.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intanto vorrei proporre una considerazione di carattere generale relativamente al traguardo che il Consiglio sta raggiungendo esitando Piano sanitario, al di là delle critiche che sono inevitabili ma utili. Credo che, se ci si pone in un'ottica collaborativa non ideologica, possiamo e dobbiamo dire che finalmente in Sardegna dopo ventuno anni esiste un documento che contiene alcune importanti finalità. Propone infatti il riordino del sistema, la condivisione degli obiettivi e delle strategie da parte degli operatori nell'ottica di dare garanzie al soddisfacimento dei bisogni dei pazienti, si pone l'obiettivo di personalizzare gli interventi.
C'è però un aspetto non trascurabile almeno per me, socialista, che ha fiducia nella sanità pubblica. Il Piano sotto questo profilo, quello della sanità pubblica, francamente mi sembra blando, debole almeno per quanto riguarda i posti letto a Cagliari. Non è infatti condivisibile che alcune strutture risultino iperdotate e altre, invece, debbano vedere ridotto drasticamente il loro ruolo fino a scomparire come, per esempio, l'Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani. Dico questo pur apprezzando gli interventi dell'onorevole Cugini che anche stamattina ha fatto un ragionamento assai rassicurante.
In una oggettiva assenza di indicazioni strategiche per troppi lustri, in una realtà dove si sono sedimentate delle posizioni di privilegio, dove in alcuni ospedali come il San Giovanni di Dio i pazienti si devono contendere le aste per e le flebo e le condizioni igieniche, come ho avuto modo di denunciare in un'interrogazione, sono precarie, quando le liste di attesa durano troppi mesi per accedere a una visita specialistica, quando insomma il cittadino non si sente del tutto garantito dentro una struttura ospedaliera pubblica è stato, ritengo, oggettivamente difficile predisporre un progetto condivisibile con particolare riferimento agli obiettivi di salute.
È, quindi, auspicabile una maggiore attenzione alle problematiche legate all'invecchiamento della popolazione, sia quella autosufficiente e in buona salute che necessita di interventi per conservare più a lungo possibile questa condizione, sia quella non autosufficiente il cui peso non può ovviamente ricadere costantemente sulle famiglie e soprattutto, come sempre o quasi sempre, sulle donne. Il Piano della Sardegna, che è l'isola di grandi vecchi con un'incidenza della natalità e della fecondità inferiore rispetto al dato medio nazionale, deve quindi dedicare più attenzione a questa significativa fetta della popolazione e auspico che l'organizzazione distrettuale con i Piani locali unitari dei servizi sia davvero in grado di far fronte a tutte le problematiche inerenti la terza età.
Non avendo partecipato ai lavori della Commissione e come firmataria, insieme all'onorevole Mariuccia Cocco, di una proposta di legge per l'istituzione della banca per la raccolta del sangue del cordone ombelicale, in perfetta sintonia con quanto peraltro previsto appunto in due distinte delibere dell'Assessorato della sanità, ho predisposto l'emendamento aggiuntivo numero 1 per garantire, integrando il testo, la raccolta di sangue placentare in tutti i presidi ospedalieri con reparti e cliniche di ostetricia. L'emendamento, in definitiva, tende a sciogliere qualunque dubbio sul fatto che possano non essere garantite ai neonati e alle rispettive mamme residenti lontano da Cagliari pari opportunità,.
Sono note a tutti le straordinarie caratteristiche delle cellule staminali del cordone ombelicale, anche in grado di sostituire in caso di necessità il trapianto di midollo osseo, per cui spero vivamente che il relatore, la Commissione, l'assessore Dirindin e l'Aula accolgano con favore la proposta che è finalizzata, esclusivamente, a rendere più chiara e incisiva la volontà di realizzare questo importante progetto che avrà per protagoniste le strutture ospedaliere, le donne, i bambini dell'isola e il volontariato specializzato.
E' un'iniziativa di grande spessore culturale in grado di proiettare l'isola con le sue specificità genetiche, a cui molti colleghi hanno fatto riferimento in questi giorni di lavoro in Aula, nel più ampio contesto nazionale e internazionale dando rilievo - se ne parla tanto - alla vita, ma anche fortemente alla cultura della solidarietà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, la prima considerazione che io vorrei fare attiene al fatto che è certamente abbastanza difficile ragionare, in un intervento della durata di dieci minuti, su una dozzina di patologie, direi piuttosto importanti in Sardegna visto che sono definite di particolare rilevanza sociale, come se fossero patologie omogenee tra loro e, contemporaneamente, esprimere anche il parere su sessantasei emendamenti, quanti sono gli emendamenti che gravano sulla parte del Piano in discussione.
E' evidente, dunque, che più che riuscire a fare una disamina accurata degli emendamenti o delle patologie che il Piano affronta è forse meritevole di un attimo di tempo dedicato un ragionamento di metodo su questa parte. Ma il ragionamento di metodo su questa parte non può che esprimere anche in questo caso delusione perchè è evidente che il Piano non è scritto da una mano unica che abbia in mente una "ragionevolezza" di contenuti e di metodo che si adatti a ogni singola patologia, in maniera tale che ogni singola patologia possa essere rappresentata nello stesso modo. Se voi ci pensate ciò che a noi servirebbe trattando di obesità, di malattie endocrine, di donazioni e trapianti, di salute della bocca, sarebbe un'analisi dell'esistente, una verifica del grado di soddisfazione attualmente presente su questi problemi e una proposizione che fosse quanto più possibile semplice e quanto più possibile specifica sulle soluzioni indicate nel triennio di vigenza del Piano.
Bene, se voi colleghi del centrosinistra avete tempo da sacrificare, oltre quello che già stiamo dedicando, e vi leggete uno per uno gli argomenti dei paragrafi del capitolo 2 vi renderete conto che questo non c'è, nel senso che in un caso si propone l'attivazione di una Commissione con i pazienti e le famiglie dei pazienti, nel caso successivo questo istituto sparisce; in un caso si fa una disamina dell'esistente accurata e magari si scrive poco sugli obiettivi, nel caso successivo la disamina dell'esistente è pressoché nulla e si elencano una dozzina di obiettivi di Piano che, come chiunque abbia buon senso sa, significa sostanzialmente abdicare al compito di fornire soluzioni. È evidente infatti che quando noi sull'epilessia elenchiamo cinque obiettivi di Piano significa che non ce n'è neanche uno, forse sarebbe stato utile dire semplicemente che nella cosiddetta istituzione della rete regionale dei centri per l'epilessia si usava il modello Hub and Spoke, di cui si è fatto ampio uso all'interno del Piano, e che magari si individuava il centro di riferimento perché il modello Hub and Spoke parte quando parte la struttura di riferimento, mentre se non esiste una struttura di riferimento ma sono tutte sullo stesso piano addio modello Hub and Spoke.
Quindi riproponiamo anche in questo caso la critica fondamentale che abbiamo mosso al Piano: è un Piano che contiene un pot-pourri di esigenze inserite, quindi, senza razionalità; è un Piano finto, è un Piano che consentirà alla collega Caligaris di dire che dopo 21 anni è stato approvato il Piano ma non cambierà (almeno in questa parte che pure sarebbe potuta essere una parte importante), alcunché nella qualità della salute percepita dai sardi.
E se non cambia in questa parte, e cambia in peggio come vi dimostreremo nelle parti dove le scelte ci sono, allora io lascio immaginare a voi che cosa i sardi si aspettano sulle tematiche del diritto alla salute e che cosa spetterà a voi, politici del centrosinistra, quando i sardi vi chiederanno ragione dei tagli alle prestazioni sanitarie che cadranno come mannaie nel territorio, perché a voi chiederanno ragione di questo come è giusto che sia. Quindi le domande che vi abbiamo posto riguardano grandi temi che comunque sono echeggiati in quest'Aula.
Ma vi ricordate la famosa polemica sul Lansoprazolo? Io spero di sì perchè molti di voi parteciparono anche alla discussione; ebbene, poiché in questo capitolo ci occupiamo anche delle malattie reumatiche, io vorrei fare con voi un ragionamento. Le malattie reumatiche, voi dite, hanno un'incidenza particolare in Sardegna, e sappiamo che è davvero così. Le malattie reumatiche sono malattie invalidanti in quanto attaccando l'apparato locomotore creano delle difficoltà di movimento nei soggetti che ne sono colpiti, e queste difficoltà di movimento aumentano man mano che aumenta l'età. Che cosa abbiamo noi a disposizione, noi medicina, noi assessori, noi politici, per rispondere a questo problema? Beh, abbiamo a disposizione in primo luogo le terapie, intanto quelle farmacologiche, poi la fisiochinesiterapia. E il nostro obiettivo è chiaramente quello di consentire una migliore qualità di vita possibile ai pazienti affetti da queste patologie. Bene, allora c'è forse uno studio allegato al Piano? Ci sono state forse risposte in Commissione, o in qualunque altra sede, sulle rilevazioni di come avviene la terapia nei confronti delle malattie reumatiche? Adesso io non ne ricordo.
Pensate inoltre a quello che il collega Vittorio Randazzo vi ha detto, e cioè che i tagli sulle prestazioni di fisiochinesiterapia in Sardegna hanno ormai raggiunto livelli elevatissimi per cui la gente che non può avere prestazioni riabilitative di questo tipo resta a casa. Una persona anziana se può fare un ciclo di fisiochinesiterapia in un mese è in grado di riuscire da casa, di andare a far la spesa, di avere un livello di qualità assistenziale dignitoso; se invece non può accedere a questo tipo di prestazioni intanto resta a casa, c'è bisogno di un familiare che gli faccia la spesa e questo si traduce in un carico sociale a valere sulla legge numero 104, in giornate di assenza dal lavoro del familiare che si deve occupare del malato reumatico non deambulante, e infine in un carico farmacologico. Se, infatti, non viene utilizzata a scopo lenitivo la fisiochinesiterapia, viene utilizzato il farmaco antinfiammatorio; questo farmaco richiede la protezione dello stomaco perché ha effetti collaterali, come tutti voi sapete quanto me che sono medico, che interessano lo stomaco. Il Lansoprazolo (quel famoso Lansoprazolo e quei famosi farmaci gastroprotettori di cui valutavamo il maggior consumo in Sardegna) difende lo stomaco dai farmaci di tipo antinfiammatorio non steroideo che sono utilizzati nella patologia delle malattie reumatiche dell'apparato locomotore.
E' stato fatto uno studio per sapere se per caso in Sardegna la maggiore incidenza di malattie reumatiche, la minore possibilità di accedere alle prestazioni di fisiochinesiterapia, comporti magari un maggior utilizzo di FANS e quindi anche un maggior utilizzo di farmaci gastroprotettori? Questa è una sensazione assolutamente fisiologica, cioè è normale che sia così: se questa è una chiave di lettura dovrebbe essere una chiave di lettura che ci fa pensare di intervenire nei confronti delle malattie reumatiche, come noi proponiamo in un nostro emendamento, dei sessantasei che gravano su questa parte del Piano, garantendo ai malati di malattie reumatiche un accesso alle prestazioni di fisiochinesiterapia che sia diverso e aggiuntivo rispetto ai Livelli essenziali di assistenza di cui oggi si gode in Sardegna.
Quindi queste sono considerazioni di carattere generale metodologico su un Piano, il vostro, che è fatto male perché manca la fase di studio a monte e manca di risposte che siano adeguate alle esigenze reali di salute dei sardi. Questo continueremo a ripetervelo nei giorni in cui ancora ci tratterremo a discutere in Aula. Voi potete anche essere sordi a queste considerazioni e agli emendamenti da cui nascono queste considerazioni ma ci sarà il momento in cui qualcuno, fuori da questa Aula vi costringerà ad aprire le orecchie con le sue lamentele e con le sue proteste.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Randazzo Vittorio. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi e onorevole colleghe, io intervengo per ribadire un concetto che ho già espresso nelle mie precedenti dichiarazioni. Con questo Piano si vuole cercare di risparmiare sulla pelle dei sardi, vendendo o spacciando per qualità nella sanità un taglio di prestazioni che è impossibile non vedere. Come si fa a dire che si vuole risolvere il problema della demenza dell'Alzheimer con "…progetti personalizzati e integrati di assistenza, a carattere sanitario e sociale" se non si aggiunge anche il termine "economico"?
Ricordiamoci che al momento di "sanitario e sociale" per quanto riguarda l'Alzheimer non esiste niente. Se posso permettermi, vorrei ricordare all'Assessore o a qualche collega che ha qualche legislatura più di me, che da parte di un ente privato accreditato venne attuata un'esperienza di riabilitazione per i malati di Alzheimer, a titolo gratuito, con la partecipazione del professor Paolo Putzu del centro di Is Mirrionis; di questa esperienza non c'è nessuna traccia ma io non credo che debba andare perduta.
E' un episodio che può essere riportato nelle varie reti che stiamo istituendo, anzi, che state istituendo in questo Piano sanitario con comitati e consulte varie. Ma perché non c'è scritto di proporre almeno un centro per l'Alzheimer, a carattere diurno, in ogni A.S.L.? Non c'è scritto! Le persone malate di Alzheimer hanno necessità di varie figure, le stesse che sono indicate per la cura della sclerosi multipla, e cioè: neurologo, psichiatra, fisiatra, psicologo, terapista, nonché, importantissima, quella del pedagogista. Sfido la maggioranza a negare questa mia affermazione.
Prima di intervenire ho riletto il paragrafo riguardante l'Alzheimer, perché mi era venuto il dubbio che mi fosse sfuggito qualcosa, ma non c'è scritto niente. Ci sono tante, forse anche troppe, intenzioni o manifestazioni di interesse, di intenzioni di fare ma, in realtà, non c'è scritto niente!
Onorevole Caligaris, io non credo che i PLUS risolveranno la salute delle persone malate di Alzheimer. I PLUS sono interventi socioassistenziali. Sono un'invenzione per scaricare parte della spesa sanitaria sui comuni. E' vero che si sono tenuti degli incontri, che si sono stilati protocolli ma, signori, voi amministrate la maggioranza dei comuni della Sardegna, ma io sfido i vostri sindaci a dire che questo Piano li aiuterà nei nella gestione dei PLUS. Non c'è una lira per i PLUS!
Nel distretto poi, giustamente, la collega Caligaris ne ha fatto cenno, si dovrà parlare dell'assistenza territoriale, c'è scritto ancora meno che in questo paragrafo. Io ripeto, sono convinto che i PLUS e l'approvazione di questo Piano sanitario regionale non risolveranno la salute delle persone affette da patologia di Alzheimer. E infatti sfido, ripeto, voi della maggioranza a dimostrarmi il contrario! Però, ecco, ricordatevi che siete voi che amministrate la maggior parte dei comuni della Sardegna! Sono i vostri sindaci che verranno a bussare per chiedervi i soldi occorrenti per realizzare queste idee, queste intenzioni scritte nel Piano. Forse sono troppe o forse sono anche troppo poche; perché, ripeto, sull'Alzheimer, in Sardegna, non si fa niente! Continueremo a non fare niente anche dopo l'approvazione del Piano.
Per quanto riguarda le malattie reumatiche, volevo dire quello che ha anticipato il collega Vargiu. Come nella sclerosi multipla, le persone con malattie reumatiche hanno difficoltà ad avere quelle prestazioni che gli sono dovute, prestazioni di riabilitazione che consentono loro soltanto di poter svolgere le funzioni più elementari, come quella di andare al lavoro, come quella di poter avere quella mobilità degli arti che consente loro di mangiare da soli, di lavarsi e di vestirsi da soli. Ma, signori, con cicli di otto trattamenti, noi non li recuperiamo sicuramente. Non solo non li recuperiamo, non gli consentiamo di avere salvaguardato un loro diritto, di mantenere le funzionalità che hanno. E non è poco! Noi con questo Piano glielo stiamo negando.
Io continuo a chiedervi di leggere gli emendamenti, che abbiamo presentato noi, minoranza, forse con l'apertura mentale necessaria a cercare di immedesimarvi nelle persone soggette a certe patologie, e vedere se nel Piano gli state dando delle risposte. Io vi dico di no! Però se fate un esame, una riflessione, come vi ho consigliato, credo che vi risponderete anche voi negativamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, un capitolo importante questo sulle "patologie di particolare rilevanza sociale", capitolo importante perchè è una presa d'atto all'interno del Piano, da cui consegue la proposizione di strategie e iniziative per combatterle, di patologie che per la Sardegna sono rilevanti dal punto di vista sociale, ma anche sanitario.
Sotto il profilo della rilevanza sanitaria si parla, nella conclusione di questo capitolo, dell'obesità che, oggi, sta diventando un'emergenza; così come lo sta diventando il problema l'invecchiamento demografico che sta portando all'insorgenza di quelle patologie degenerative del sistema nervoso conosciute come demenze senili e come demenza di Alzheimer.
Il collega Licandro nel suo intervento ha rilevato che le demenze nella nomenclatura sanitaria sono ormai distinte in due capitoli. Le demenze senili e la demenza di Alzheimer si differenziano, infatti, non solo in relazione alle modalità di 'insorgenza, ma anche per le modalità di decorso. Detto questo , io avrei gradito capire a seguito degli approfondimenti richiesti in che termini tali patologie gravano sul sistema sanitario sardo. Ad oggi noi ancora non abbiamo il dato sull'incidenza di queste patologie a livello regionale. Avremmo gradito un approfondimento, l'abbiamo anche richiesto in Commissione, che fino a questo momento non c'è stato.
La rilevanza sociale di questa patologia è data dal fatto che la persona che ne è colpita, a causa del decadimento fisico e mentale che subisce, avendo bisogno di assistenza 24 ore su 24, nel tempo grava pesantemente sulla propria famiglia. . Quello che manca in questo Piano è soprattutto il sistema di coniugazione che viene richiamato con il PLUS, o quanto meno si enuncia che per questo tipo di pazienti va studiato un percorso integrato con il PLUS per dare risposte non solo di tipo sanitario, ma anche assistenziale.
Assessore, io di recente, in qualità di consigliere comunale, ho partecipato alla discussione e approvazione del PLUS del mio comune. Rispetto alle risorse messe a disposizione negli anni scorsi per questi pazienti, la Regione per il 2006 non ha stanziato né una lira in più, né una lira in meno. Io vorrei capire attraverso quali risorse si attua l'integrazione di questi pazienti nel sistema sociosanitario; il sistema che dovrebbe garantire a queste persone, ma anche ai loro congiunti, un decorso di vita non vissuta in ambienti ristretti, ma avendo a disposizione centri di riferimento, strutture in grado di fornire non solo la diagnosi e la terapia, ma anche il sostegno allo stesso paziente e alla famiglia.
Voglio ricordare che in questo capitolo sono complessivamente undici le patologie che vengono prese in esame, l'ultima è l'obesità, e altre due sono state proposte attraverso emendamenti, uno presentato dalla maggioranza e uno dalla minoranza, riguardanti il disordine del movimento e la malattia di Parkinson e le nefropatie. Due grosse dimenticanze, perché noi sappiamo benissimo che le nefropatie hanno un tasso di incidenza altissimo sulla popolazione isolana, rispetto al resto della popolazione italiana; aver dimenticato questo tipo di pazienti a me sembra una grossa carenza a cui, anche se in extremis, si pone rimedio con un emendamento.
Mi corre comunque l'obbligo di dire che gli apporti della minoranza alla stesura di questo paragrafo sono stati importantissimi; sono stati importantissimi anche sul paragrafo che riguarda le malattie reumatiche che aveva bisogno di una rivisitazione anche per i riferimenti di carattere epidemiologico. Come è stato fatto per altri casi sono stati richiesti dati ma purtroppo sembra che la struttura, cioè l'Assessorato, non sia stato in grado di elaborare nel tempo e negli anni un'indagine epidemiologica per capire che tipo di incidenza le malattie reumatiche ed autoimmunitarie abbiano in Sardegna. Io credo che una maggiore attenzione da parte dell'assessore, quando in Commissione si parlava di questi argomenti, avrebbe dovuto indurla a far elaborare questi dati. Altrettanto si può dire per le malattie endocrine.
Devo dire che la novità più significativa, anche per la disponibilità dei sardi, in generale, alle donazioni, è rappresentata non solo dalla possibilità di avere in Sardegna i Centri trapianto d'organo, ma soprattutto dall'avere in Sardegna una casistica di trapianto che tra quelle delle altre regioni spicca di sicuro per una buona rispondenza della popolazione a donare gli organi, ma soprattutto per l'efficace azione svolta dai nostri centri specializzati. Mancava però nel testo iniziale, ed è stato fatto rilevare, un intervento volto a promuovere la donazione attraverso una campagna di ulteriore sensibilizzazione della popolazione in generale.
Sono stati dati notevoli apporti anche alla stesura del paragrafo sulla medicina del dolore che è stato un tema condiviso, insieme a quello sull'assistenza sanitaria alle persone detenute. Ma voglio tornare alla fine sull'ultimo paragrafo: quello dell'obesità.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.
E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che sia diventato effettivamente difficile analizzare questo Piano e, soprattutto, questa parte del Piano sulle malattie di particolare rilevanza sociale. E' difficile perché se, come si dice nel Piano stesso, l'obiettivo è quello di i impegnarsi a controllare e a contrastare alcune di queste malattie io, lo dico con molta chiarezza, ritengo problematico mettere assieme in un capitolo in modo, devo dirlo, un po' "arraffazzonato", tante malattie, una decina, che hanno caratteristiche sostanzialmente diverse.
Chi opera nella sanità tutti i giorni a contatto con questo tipo di paziente si rende conto di queste differenze; eppure sono state messe tutte assieme. Poi possiamo anche dire che con l'approvazione di questo Piano molti problemi vengono risolti, quindi un problema l'abbiamo risolto.
Ma io credo che chiaramente quello che chiedono i malati, quello che ci chiedono i familiari dei malati non è tanto l'approvazione del Piano sanitario regionale, quanto fare in modo che l'assistenza sanitaria arrivi a tutto il territorio della Sardegna e, soprattutto, arrivi a quei malati cui fa riferimento questo capitolo del Piano sanitario regionale.
Sono argomenti talmente vasti… Io spero che l'Assessore, che sembra distratta, stia ascoltando, perchè se ascolta voi non ascolta sicuramente le cose che io sto dicendo; Se volete sospendiamo i lavori, finite la discussione e poi riprendiamo.
Dicevo che sono talmente importanti gli argomenti di cui stiamo parlando, che avrebbero bisogno sicuramente di molto di più che non mezza paginetta o una pagina per ogni argomento; ad iniziare dalla malattia di Alzheimer che, praticamente, colpisce in modo molto forte e molto significativo la società sarda, ed è una malattia degenerativa che è in costante aumento in Sardegna. Quindi è un discorso che ci deve interessare tutti e dovremmo creare, all'interno del Piano stesso, condizioni per far sì che questi problemi, che riguardano malattie specifiche della Sardegna, abbiano una risposta.
Io non credo che l'approvazione di questo Piano risolva uno solo di questi problemi della sanità. L'onorevole Caligaris diceva che con questo Piano sanitario regionale noi mettiamo una pezza importante sull'assistenza sanitaria in Sardegna; ed è proprio questo il punto, secondo me non è così, noi stiamo sbagliando quando diciamo questo, non soltanto per quanto riguarda la malattia di Alzheimer, ma anche per le malattie endocrine. Ma è possibile che in Sardegna esista soltanto la malattia endocrina relativa alla tiroide? Ci sono mille malattie endocrine alle quali non fa assolutamente riferimento questo Piano sanitario regionale.
Anche la questione delle donazioni e dei trapianti, affrontata in altri emendamenti che abbiamo discusso prima, ha bisogno di un approfondimento, ma non è sicuramente all'interno di questo Piano che noi possiamo individuare delle linee coerenti di intervento.
Così come la salute della bocca, ma io avrei voluto chiedere all'Assessore se conosce la percentuale di pazienti che oggi si rivolge alla struttura pubblica per curare le malattie della bocca e quella di chi invece si rivolge ai privati. Attualmente l'assistenza sanitaria è quasi totalmente in capo alla struttura privata per quanto riguarda la malattia della bocca, e non credo che la situazione cambierà in modo significativo con il Piano che noi stiamo approvando.
Ugualmente non credo che in mezza pagina si possa esaurire il problema della Medicina del dolore, dare risposte a questa parte importante dell'assistenza sanitaria. Ma stasera non si è parlato neanche dell'assistenza sanitaria per le persone detenute. Io ho visto cavalcare molte volte i problemi dei detenuti, però quando arriva il momento di affrontare realmente i problemi dell'assistenza sanitaria ai detenuti, non se ne parla più.
Io ho letto attentamente questo capitolo e credo che non cambierà assolutamente nulla dopo l'approvazione del Piano. Rimarrà identica la situazione relativa all'assistenza sanitaria nelle carceri disattendendo i principi sanciti dalla Costituzione italiana, e ripresi nel Piano, sulla equivalenza delle cure sanitarie; se c'è un caso in cui veramente non è realizzata questa equivalenza è proprio quello dell'assistenza sanitaria al detenuto e al cittadino libero, soprattutto nell'ambito della Regione sarda.
Un'altra patologia importante, la malattia celiaca, una delle malattie croniche più frequenti, e che colpisce soprattutto persone in giovane età, viene trattata come un fatto assolutamente marginale e che non ha nessuna importanza all'interno dell'assistenza sanitaria in Sardegna.
Su questi argomenti dovremmo riflettere ulteriormente perché andrebbero inquadrati in modo diverso, se vogliamo che ci sia un effettivo cambiamento nella cura di queste patologie nel prossimo futuro in Sardegna. Assessore, l'ultimo provvedimento adottato dalla Giunta, proprio pochi giorni fa, che prevede un aumento del ticket di 10 euro per le visite specialistiche, va contro le cose che noi stiamo dicendo nel Piano. Noi non stiamo garantendo la prevenzione in questo modo, perché le persone che si rivolgono allo specialista sicuramente verranno inibite da questo provvedimento.
Allora non si può dire, da una parte, che vogliamo portare la sanità nel territorio, che vogliamo creare assistenza sanitaria capillare in tutto il territorio della Sardegna, se poi prendiamo dei provvedimenti che contraddicono le cose che diciamo. Assessore, credo che dobbiamo essere coerenti: se diciamo di voler consentire che il paziente venga curato non in ospedale ma nel territorio, noi dobbiamo promuovere questa possibilità; invece non lo stiamo facendo e quindi la gente non viene visitata, non viene curata, per cui finirà per essere assistita quando magari sarà irrecuperabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Signor Presidente, le patologie classificate come di "Particolare rilevanza sociale", quali le demenze senili o l'Alzheimer, solo per citare le più note, ricoprono oggi all'interno del sistema sanitario mondiale una posizione specifica; e qualsiasi processo di riorganizzazione e miglioramento di un sistema sanitario preesistente è costretto ad affrontarla e contemplarla con la dovuta attenzione. Pertanto, non potendo svolgere un approfondimento tecnico che lascio ai colleghi più esperti in materia, colgo però l'occasione, in questo mio intervento, di formulare alcune considerazioni sul Piano sanitario regionale.
Infatti, la discussione di questo Piano sanitario regionale va necessariamente contestualizzata alla particolare situazione a cui oggi stiamo assistendo in Consiglio regionale. Da un lato abbiamo una serie di provvedimenti, che riguardano il settore più delicato e forse più importante in assoluto per ogni persona, quello della sanità, rispetto ai quali questa maggioranza, pur non condividendone alcune parti, rimane dell'idea che vadano approvati in fretta e senza il giusto confronto. Dall'altro assistiamo a continui segnali volti ad una "allettante" collaborazione che si scontra poi con l'assenza "tangibile" di un fattivo confronto.
Colleghi, parte del nostro contributo all'approvazione di un Piano sanitario, che sia il più possibile corrispondente alle esigenze dei sardi, è sintetizzato nei nostri emendamenti. Abbiamo la ferma volontà di concorrere ad approvare uno strumento che rappresenti, non il libro dei sogni, ma una realtà per tutti i cittadini, anche in ragione delle novità che derivano dall'approvazione della finanziaria nazionale.
Tutti i colleghi, infatti, ben sanno che una norma contenuta in finanziaria stabilisce che dall'anno 2007 la Regione Sardegna debba provvedere al fabbisogno complessivo del Servizio sanitario nazionale sul proprio territorio senza alcun apporto a carico dello Stato. Ebbene, colleghi, l'accordo siglato tra il presidente Soru ed il Governo Prodi, che tra l'altro questo Consiglio ha già ratificato, rappresenta il primo campanello d'allarme rispetto al quale dobbiamo ponderare le scelte che si faranno in un settore complesso e delicato come quello della sanità.
Siamo di fronte ad un "affare" e mi rivolgo al presidente Soru (che ahimè, come spesso capita, non è presente in Aula), concluso tra Stato e Regione, che non ci fornisce oggi alcuna certezza in un settore primario come quello sanitario che, invece, necessita di interventi chiari e appropriati.
Un "affare aziendale", Presidente, che oggi potrebbe anche apparire conveniente ma che, di fatto, non garantisce il sistema sanitario sardo nel tempo e appare ancora più rischioso se analizzato alla luce dal fatto che la spesa sanitaria in Sardegna è in costante crescita come è in crescita anche il disavanzo. Tra il 2004 ed il 2005, infatti, la perdita di esercizio è passata da 261 milioni di euro a 293 milioni di euro, il dato tendenziale per il 2006 indica un disavanzo superiore ai 300 milioni di euro.
Ecco perché, come parlamentari sardi, del centrodestra in modo particolare, ci si è battuti sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica attraverso l'attività emendativa, ed ancor più in sede di discussione generale, affinché non ci fosse un distacco totale da quel regime di compartecipazione nazionale che finora ha aiutato la sanità regionale e si evitasse di sacrificare, in ragione di una pericolosa intesa, la certezza del diritto alla salute dei sardi.
Ritengo che sia oltremodo importante che la Sardegna abbia al più presto il suo Piano sanitario, ma anche che sia altrettanto fondamentale che questo giunga come il frutto di un fattivo confronto dell'Aula, dove arrivino a sintesi le necessità di riorganizzare il sistema sanitario sardo con le esigenze dei cittadini.
Questo Piano arriva dopo anni di silenzio e di malumori per crearne da subito di nuovi e forse più incalzanti. Ne sono un segnale le stesse aperture di questi giorni fatte dai colleghi della maggioranza e le "coraggiose" dichiarazioni rese pubbliche da alcuni importanti rappresentanti istituzionali del centrosinistra.
Questo Piano rappresenta un intervento di forte impatto per la Sardegna e per i sardi e coinvolge necessariamente legittimi interessi dei nostri territori. Ci troviamo, infatti, di fronte ad un Piano che prevede la chiusura di alcuni importanti ospedali che oggi garantiscono un servizio fondamentale ai loro assistiti. Un Piano che annuncia una rivisitazione dei posti letto in ragione esclusivamente di un rapporto con gli abitanti. Un Piano che contempla anche la nascita di nuove realtà sanitarie private. Argomenti questi che necessitano di un approfondito confronto e che mal si conciliano, però, con l'ingiustificata ed eccessiva fretta dimostrata più volte durante tutto l'iter di approvazione.
Non può essere il voto di una notte, come è avvenuto in Commissione, a garantire il diritto alla salute dei sardi. Non può essere la volontà del "manovratore" che tentava di far votare il Piano entro la fine dell'anno a calpestare i diritti di chi soffre le deficienze della sanità sarda.
Quando è in gioco un argomento così importante, che nella quotidianità tocca o ha toccato in un modo o nell'altro ognuno di noi, occorre lavorare congiuntamente al fine di predisporre un Piano che sia il migliore possibile, che sia ad ampio raggio e di lungo respiro. Un Piano che prevede l'adeguamento, ma ancor più il miglioramento del nostro sistema sanitario, non può essere "soffocato" dal ritmo imposto da chi lo ha concepito.
Colleghi, questo non può essere un Piano senza possibilità di appello; lo dico soprattutto ai colleghi del centrosinistra che in questi giorni ci hanno richiamato più volte ad una collaborazione costruttiva e che hanno classificato i nostri 600 emendamenti (collega Uggias, mi dispiace, siamo amici ma una nota gliela devo fare) come "spazzatura", sottraendosi nel contempo al confronto prima in Commissione e poi in Aula e non essendo neanche in grado di garantire il numero legale. E spetta a voi garantirlo.
Occorre pensare ad un Piano, quindi, che vada oltre il raggiungimento degli obiettivi sui posti letto e sul tasso di ospedalizzazione, ma che sappia dare risposte reali e concrete alle esigenze dei malati sardi; che possa, tra l'altro, trovare le dovute coperture finanziarie da parte di uno Stato che oggi si chiama fuori ma che non può e non deve abbandonare la Sardegna a se stessa.
E' vero, colleghi, abbiamo un Piano che sembra muoversi in linea con gli indirizzi nazionali ed europei ma rispetto al quale nutro diverse perplessità. La razionalizzazione della sanità sarda, anche sotto l'aspetto di un aumento della qualità dei servizi, è certamente un elemento non di poco conto e, soprattutto, non da prendere con leggerezza. Non ritengo però sia giusto e ottimale ragionare esclusivamente operando una riduzione delle potenzialità e dell'offerta, ancorati ad un rigido schema posti letto-abitanti, senza tener conto che la realtà sarda non è quella piemontese o quella lombarda.
Occorre andare quindi oltre una visione prettamente ragionieristica della sanità sarda e non commettere l'errore, colleghi, di farci la guerra tra poveri. Questo Piano, infatti, da un lato rende difficile l'esistenza di alcune fondamentali strutture sanitarie, dall'altro restituisce dignità ad un territorio come la Gallura da sempre Cenerentola della sanità in Sardegna e per anni capofila delle processioni dei nostri malati verso le strutture del sassarese, del cagliaritano e del continente. Il Piano consentirà finalmente a questo territorio di fare, nel campo sanitario, quel salto di qualità tanto auspicato ed atteso.
Poiché il tempo è tiranno salto una parte dell'intervento e concludo affermando che il diritto alla salute è un bene di tutti i sardi. In tal senso auspico che operando insieme, ma soprattutto andando oltre la legge dei numeri, andando oltre le coalizioni politiche e i singoli schieramenti si giunga ad un progetto concreto che assicuri alla Sardegna un sistema sanitario efficiente ed efficace affinché l'assistenza sanitaria sia realmente un diritto garantito a tutti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, si accolgono gli emendamenti numero 598, 120, 36, 176, 222, 177, 173, 251, 252 qualora vengano introdotte alcune modifiche che preciserò in fase di votazione; 319, qualora vengano soppresse le parole "del servizio"; 321, qualora si sopprima il periodo successivo alla parola "celiaco"; 257, 182, 123, 260 qualora si sopprima il periodo successivo alle parole "di qualità"; 175. Non si accolgono gli emendamenti numero 104, 238, 50, 239, 29, 51, 48, 103, 35, 241, 240, 142, 49, 243, 244, 245, 1, 137, 246, 248, 64, 136, 247, 249, 250, 59, 102, 101, 119, 118, 57, 320, 254, 255, 256, 31, 69, 253, 58, 258, 121, 63, 122, 261, 204, 259. Si chiede il ritiro degli emendamenti numero 202 e 206. Si ritirano gli emendamenti numero 200 e 143.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessoredell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore, eccetto che sugli emendamenti numero 222 e 598 dei quali si chiede la sospensione per problemi di coordinamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 104.
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Presidente, sinceramente non riesco a capire, perchè o la maggioranza e il relatore hanno delle informazioni che io non ho, forse degli studi più approfonditi, forse più recenti, oppure se si continua a pensare all'Alzheimer come a una patologia in cui l'età è la causa della malattia come per le demenze senili sinceramente io comincio ad avere dei dubbi anche sulle mie conoscenze. A questo punto io rinuncerei anche a continuare l'intervento per dichiarazione di voto, voto chiaramente favorevole, per sapere quali sono le motivazioni del rigetto dell'emendamento che, chiaramente, non può essere respinto per quegli atteggiamenti ostruzionistici tanto cari al collega Cugini. Mi sembrava di aver offerto un contributo. Probabilmente sto sbagliando, fino a prova contraria.
Quindi chiederei al collega Pacifico di spiegarmi per quale motivo si tende a mettere nello stesso calderone le demenze senili e la patologia di Alzheimer quando a me risultano delle differenze; ripeto, posso anche sbagliarmi perché non sono uno studioso, ma anche un nostro collega ha detto al collega Diana di essere la prova vivente che l'Alzheimer non è una demenza senile essendo colpito da questa malattia. Vorrei sapere, quindi, se ci sono carenze nelle mie conoscenze delle quali io stesso non sono, evidentemente, scusate il bisticcio di parole, a conoscenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Voterò a favore dell'emendamento numero 104. Il collega Licandro, con la onestà culturale ed intellettuale che lo contraddistingue, nel cercare di spiegare i motivi per cui ha presentato questo emendamento credo non abbia fatto rilevare che questa è la pietra miliare del cambiamento della sanità sarda, e quindi credo che egli sappia che la eventuale non accettazione definitiva del suo emendamento non cambierà la sanità sarda; e di questo ne siamo consapevoli tutti.
Però il modo in cui è stato liquidato l'emendamento numero 104 - io concordo con quanto dice il collega Licandro - dà la sensazione che veramente gli emendamenti piccoli, ma comunque dignitosi e significativi, non siano stati neanche letti! Ciò che ha scritto il collega Licandro nell'emendamento proposto, e firmato anche da altri, è qualcosa di elementare, innocuo, non fastidioso e "leggerissimamente" migliorativo del Piano; infatti, siamo perfettamente d'accordo che l'emendamento Licandro, se recepito, non cambierà l'assistenza all'Alzheimer, né l'assistenza in Sardegna, ma è un emendamento che contribuirebbe a modificare in positivo una questione non adeguatamente specificata nel documento, e cioè che l'Alzheimer non deve essere "mescolato" con altri tipi di demenza.
Quindi un chiarimento di cui tutto sommato, letto con un attimo di attenzione, si verifica la assoluta innocuità dal punto di vista del disegno che il Piano sottende, ma anche la bontà dal punto di vista della precisazione di una nozione che è assolutamente chiara a tutti.
Io credo però che l'assenza di attenzione anche sulle piccole cose sia, ovviamente, una testimonianza della difficoltà a ragionare che c'è stata, almeno sino a questo momento, anche sui grandi temi del Piano sanitario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Sarò brevissimo ed esprimo innanzitutto il mio voto favorevole all'emendamento. L'aver respinto l'emendamento per me è una conferma che questo Piano è stato pensato altrove. E' una conferma! Se dal punto di vista scientifico la demenza senile e l'Alzheimer presentano delle differenze, perché l'Alzheimer è una malattia degenerativa, mentre la demenza senile, diciamo noi, è su rimbambimentu, io mi domando perché si dice no a un emendamento che semplicemente scrive in italiano le cose giuste e si vuole lasciare, invece, la dizione originale sbagliata.
La risposta è semplice: la frase originale è copiata, questa è la verità! E la si vuole lasciare lì perché qualcuno la interpreta così, non c'è altra spiegazione plausibile. Io non parlo da medico, leggo l'italiano, ma se è vero che l'Alzheimer è una malattia diversa dalla demenza senile, perché si dice qui che sono in aumento i casi di demenza senile, due terzi dei quali sono rappresentati dalla malattia di Alzheimer? Le cose sono due: o i due medici che mi hanno preceduto stanno dicendo fesserie o quello che è scritto qui è una grande fesseria! Io propendo per la seconda ipotesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, soltanto per dire che voterò contro l'emendamento. Devo però rilevare, veramente con dispiacere e anche con una certa preoccupazione, che dei diciassette emendamenti presentati dalla maggioranza alla prima parte di questo Piano, praticamente non è stato accolto solo quello che ho presentato io, e senza una motivazione esplicitata. E' un emendamento che è al pari di altri che, invece, sono stati accolti; mi riferisco al 222 di cui è primo firmatario l'onorevole Uggias, all'emendamento 176 di cui è primo firmatario l'onorevole Frau, al 598 per il quale l'Assessore ha chiesto la sospensione e al 177.
Allora, pur votando contro questo emendamento, intendo astenermi dal voto su tutti gli emendamenti della maggioranza per protesta e chiedo che questo venga messo a verbale di ogni singola votazione, qualunque sia la forma di votazione che verrà scelta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto favorevole all'emendamento 104, sottolineando ancora una volta - già altri colleghi l'hanno detto - la disattenzione sostanziale con cui la maggioranza ha affrontato tutte le proposte di emendamento dell'opposizione. Però non posso...
PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole La Spisa.
Onorevoli colleghi, per cortesia, recuperiamo quell'attenzione che l'Aula ha avuto fino a qualche attimo fa. Prego, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Oltre il voto favorevole per questo emendamento, sottolineo, da parte del nostro Gruppo e credo da parte di tutta l'opposizione, la solidarietà all'onorevole Caligaris che, giustamente, si lamenta del fatto che sono stati approvati tutti gli emendamenti presentati dalla maggioranza eccetto il suo. Ma, se questo è un Piano che deve accontentare tutti i colleghi della maggioranza, perché dovete discriminarne una parte, soprattutto una rappresentante del gentil sesso? State dimostrando di fare una politica sanitaria assolutamente contraria a tutte le norme di correttezza politica e istituzionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Annuncio il mio voto favorevole e manifesto apprezzamento per la dichiarazione dell'onorevole Caligaris che ha correttamente seguito la sua coscienza, al di là del senso di appartenenza al "gregge universale" della coalizione. Io credo che sia estremamente importante, invece, che spiriti liberi possano esprimere con estrema chiarezza le motivazioni per cui sediamo a questi tavoli, dare quindi una risposta in positivo al momento legislativo sulla sanità che dovremo offrire al popolo sardo. Ma questa garanzia non c'è, perché anche in questa circostanza è stato dimostrato che quello che ci viene sottoposto è più una serie di indirizzi programmatici che non un Piano effettivo.
Caro onorevole Uggias, fa il pari questa "cosetta", che non viene così trascurata anche in questa circostanza come "qualcosetta" da cancellare (per non usare i suoi termini), con l'emendamento 225, approvato in Commissione e respinto qui in quest'Aula. Dico questo per sottolineare che, se si prestasse maggiore attenzione e dovuta considerazione alle proposte migliorative dell'opposizione, probabilmente daremmo più opportunità alla Sardegna e al popolo sardo di avere una sanità adeguata.
Io non credo che bastino le visite che i NAS, inviati dal ministro Turco, stanno effettuando nelle strutture sanitarie in questi giorni per dire che tutto va bene nella sanità sarda, solo perché magari trovano qualche mozzicone in meno essendo visite preavvisate. La sanità è forse igiene all'interno degli ospedali ma è, ancora di più, riconoscere una malattia quale l'Alzheimer come non derivante dalla vecchiaia ma da altri fattori; considerare effettivamente le necessità dei malati e non soltanto, caro onorevole Uras, preoccuparsi dell'edilizia ospedaliera o degli operatori della sanità che vengono accontentati or qui or là a seconda che possa essere di interesse dell'una o dell'altra fazione del centrosinistra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, essendo uno dei firmatari dell'emendamento 104, io esprimo il mio voto a favore di questo emendamento che coglie la contraddizione che esiste nel testo del Piano rispetto alla definizione di demenza senile e di demenza di Alzheimer. Come già affermato nel corso della discussione generale su questo capitolo, io ritengo che prendere in considerazione questa correzione sia un riconoscimento del fatto che le due patologie presentano una natura eziopatogenetica e clinica ben differente. Sostengo quindi la tesi del collega Licandro.
Alla collega Caligaris esprimo tutta la mia solidarietà perché l'emendamento numero 1 che lei ha presentato ha una validità che probabilmente i colleghi di maggioranza non avendola compresa non hanno condiviso. Nell'esprimerle questa solidarietà però, collega Caligaris, mi consenta di raccontare un aneddoto (lo voglio classificare in questo modo) relativo al mio corso di studi universitari.
Durante una sessione di esami, il professore che interrogava ci disse che poiché il figlio la mattina era stato bocciato all'esame di anatomia, lui di conseguenza intendeva bocciare tutti gli studenti che erano lì per sostenere un altro esame.
Collega Caligaris, il fatto che i suoi colleghi non abbiano condiviso il suo suggerimento migliorativo, perchè la raccolta del sangue placentare, la conservazione dei cordoni ombelicali ha un significato non solo sanitario ma anche sociale che dovrà essere compreso senza tante discussioni, non implica però che lei voti contro questo emendamento. Questa sua posizione non le rende giustizia, come non rendeva giustizia agli studenti la posizione del professore causata dalla bocciatura del figlio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris).Noi voteremo a favore di questo emendamento sul quale vorrei fare due considerazioni. La prima considerazione è che non si capisce perché questo emendamento, che tenta di migliorare anche i contenuti del Piano, non venga accolto dalla maggioranza che pure riconosce, ne sono convinto, che è corretta la distinzione che viene introdotta.
Questo la dice lunga sul comportamento della maggioranza nei confronti delle proposte dell'opposizione anche quando dice di volerle prendere in considerazione. Soprattutto questa maggioranza non solo non è riuscita, non ha avuto il coraggio, di fare un Piano sanitario regionale che non contenesse una delega totale alla Giunta regionale su alcune scelte importanti, ma si rifiuta di apportare anche dei miglioramenti tecnici al Piano che non ne cambierebbero sostanzialmente i contenuti, ma sicuramente migliorerebbero dal punto di vista descrittivo la definizione di malattie che riguardano in modo particolare la Sardegna.
L'altra considerazione attiene all'emendamento bocciato alla collega Caligaris. Io sono convinto che è lo stesso tipo di atteggiamento che viene assunto nei confronti dell'opposizione. L'onorevole Caligaris, che spesso si oppone alle strategie del manovratore, deve essere punita, mentre tutti gli altri colleghi della maggioranza si sono ben coperti e allineati per cui tutto quello che viene detto dal Presidente della Giunta va bene.
Questa è la dimostrazione (uno spaccato chiaro di questa maggioranza) che chi è in linea con le posizioni della maggioranza avrà qualche piccolo riconoscimento mentre chi usa la propria testa e ogni tanto fa delle osservazioni giuste, giustissime, praticamente viene punito, tra parentesi, perché questa non è una punizione però è la dimostrazione dello stato in cui vive questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna).Presidente, nell'annunciare il voto contrario, personale e del Gruppo Progetto Sardegna, all'emendamento numero 104, approfitto dell'occasione per replicare a qualche collega della minoranza che ancora, nel discutere questo emendamento, richiama e denuncia una scarsa attenzione della maggioranza sugli emendamenti presentati dall'opposizione.
Io credo che proprio la discussione sul capitolo 2 evidenzi esattamente il contrario; degli emendamenti presentati dall'opposizione ben otto sono stati accolti e soltanto sei della maggioranza. Quindi credo che proprio questo capitolo dimostri che c'è una grande attenzione alle problematiche poste dalla minoranza. Piuttosto, se la minoranza si ostina a non riconoscere questo sforzo, e per di più continua a non aiutare la maggioranza anche a selezionare tra gli emendamenti presentati quelli meritevoli di attenzione, è chiaro che un punto di incontro non si troverà mai.
Quindi io parlerei non di scarsa attenzione ma di elevata attenzione, tant'è che su un totale di sessantasei emendamenti c'è stata la capacità di accoglierne ben otto: è una richiesta di aiuto e di collaborazione ma anche di avanzare le richieste vere e magari smettere di fare facili considerazioni che non trovano neanche riscontro concreto, come quelle sul capitolo di cui stiamo parlando.
Quindi la maggioranza ha fatto la sua parte, credo che la minoranza possa fare la sua se ha veramente a cuore il miglioramento del Piano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Per esprimere un voto parzialmente favorevole a questo emendamento vorrei che la parola "demenza" prima di Alzheimer fosse sostituita con la parola "malattia". Devo ricordare che entrambe queste patologie portano alla stessa sintomatologia clinica. L'Alzheimer è prodotto da un meccanismo differente rispetto a quello della demenza senile e può insorgere più precocemente; queste sono le differenze tra le due patologie. Quindi su questo emendamento chiederei libertà di voto e io voterò a favore purché venga accettata la modifica proposta, anche se mi sembra più che altro una questione semantica che non merita certamente tutta questa discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi).Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 104, e colgo l'occasione per ribadire ancora una volta che questo Piano davvero non può essere definito tale; non può essere definito tale soprattutto quando si parla di patologie che abbiano grande rilevanza sociale.
La rilevanza sociale è misurata attraverso dei parametri perché ha un impatto economico sulla società intera con delle ricadute che richiedono risposte per le quali occorre definire le risorse che dovremo mettere in campo. Questo Piano, in effetti, assomiglia sempre di più davvero ad un lenzuolo, un lenzuolo molto corto con il quale si pretende di coprire un letto molto ampio: il letto della sanità.
Noi vogliamo dimostrare che la cura di gran parte di queste patologie ricadrà sui già magri bilanci dei comuni, in questo Piano non viene data assolutamente alcuna indicazione di quali risposte si potranno ottenere funzione sulla base della situazione oggettiva che i comuni vivranno,
La sola citazione relativa al PLUS dimostra che non si potranno avere risultati sul fronte di queste patologie a rilevanza sociale in funzione del meccanismo perverso con il quale si è affrontato il PLUS qui in Sardegna. Credo che su questo tema ritorneremo per dimostrare esattamente che i comuni non potranno mai e poi mai accettare una condizione così vessatoria per cui debbono affrontare le patologie di rilevanza sociale senza strumenti e senza adeguate risorse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, io intervengo intanto per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 104, ma anche per fare un paio di considerazioni. Onorevole Caligaris, se aveva ritorsioni da fare le doveva fare nei confronti non della minoranza ma della sua maggioranza; perché dichiarare di votare contro questo emendamento, senza alcuna motivazione, e di astenersi su tutti gli altri emendamenti sinceramente lascia il tempo che trova.
Non parliamo poi dell'onorevole Porcu! Onorevole Porcu, guardi, prima di parlare a nome di un Gruppo occorre sincerarsi se il Gruppo segue perché "l'armiamoci e partite" o viceversa non funziona. Il professor Gessa dall'alto della sua onestà intellettuale e, certamente, della sua grande capacità (non a caso è un luminare), ha praticamente confermato ciò che i miei colleghi, molto più esaustivamente di come potrei fare io, hanno detto.
Questo emendamento non andava neanche discusso, doveva avere immediatamente il parere favorevole della Commissione, non dico dell'Assessore, perché arrivato a questo punto non so se è vero che l'Alzheimer imperversa anche in età, come dire, non spaventosamente senile. Voglio dire che nel momento in cui dei professionisti danno una spiegazione a noi che siamo degli ignoranti (nel senso che non conosciamo e di ignoranti ce ne sono tanti), non capisco per quale motivo anche l'Assessore non ha sentito la necessità di alzarsi e dire che in effetti è molto più corretto recepire l'emendamento 104 piuttosto che lasciare il testo esitato in Commissione.
Io dico solo questo; e apprezzo molto il professor Gessa che, con una lezione di grande professionalità, ci ha dimostrato come si possano risolvere certi problemi in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, chiedo all'Aula di accogliere l'emendamento orale proposto dal professor Gessa e, conseguentemente, di esprimere un voto favorevole sull'emendamento, eventualmente anche con l'accordo dei colleghi della minoranza. Si tratta di sostituire il termine "demenza" con il termine "malattia".
DIANA (A.N.). Va bene.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 104.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PORCU - RANDAZZO ALBERTO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Si è astenuta la consigliera: CALIGARIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 59
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 59
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione il paragrafo 2.1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 238.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'emendamento numero 238 solleva un problema storico di ordine generale, colleghi della maggioranza, al quale ancora non è stata data risposta in nessun modo. Quindi, nella dichiarazione di voto favorevole su questo emendamento vi ricordo che c'è un problema fondamentale che è un filo rosso conduttore di tutti gli interventi del Piano: il problema dei soldi che non ci sono.
L'unico momento in cui si parla di soldi è quello in cui dite che i soldi vanno risparmiati e prospettate quella famosa forbice, presentata dal presidente Soru, nella quale le curve delle entrate e delle spese convergono non nel 2007, come diceva Soru, ma nel 2009.
Allora noi vorremmo capire con quali soldi realizzerete tutti gli obiettivi di Piano che voi ponete, perché se ci sono dei risparmi che discendono dalle azioni virtuose del Piano vorremmo capire dove sono questi risparmi sulla base dei quali renderci conto delle risorse disponibili per eventuali nuovi investimenti. Perché se voi continuate a parlarci di nuovi investimenti, di obiettivi di Piano, di cose belle che vorremmo fare e non c'è una lira, colleghi, saranno lacrime e sangue, ma saranno lacrime e sangue per voi e per i sardi, purtroppo.
E per noi consiglieri regionali di minoranza non sarà una consolazione avere una rielezione facilitata dal disastro della sanità sarda. Non è questo l'obiettivo che ci poniamo. Il nostro obiettivo in questo Consiglio è di avere una garanzia sulle prestazioni di qualità di salute che la sanità sarda offre ai cittadini. Quindi vi chiediamo di capire, insieme, quali sono i quadri economici di riferimento nell'ambito dei quali si estrinsecheranno le azioni virtuose previste anche per queste patologie ad elevata incidenza sociale che stiamo discutendo in questa fase del Piano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, dichiaro innanzitutto il mio voto a favore dell'emendamento numero 238. Vorrei inoltre sottolineare che le priorità e gli interventi previsti per tutte le patologie, ma in particolare per quelle a rilevanza sociale, dovrebbero trovare le risposte all'interno del PLUS. Ma quando l'Assessore eventualmente ci dirà che il PLUS può essere attuato (e quindi attraverso la pianificazione socio-assistenziale potremo avere finalmente conoscenza che queste parti del Piano potrebbero essere realizzate), non solo grazie a un'adeguata copertura finanziaria, ma anche con un adeguato piano di interventi di cui ancora non si ha notizia? Questo è un problema sul quale cimentarci con la maggioranza.
Ma davvero voi pensate di affrontare queste patologie di particolare rilevanza sociale soltanto con uno sfoggio di enunciazioni, senza prevedere le risorse necessarie per portare a compimento quanto state prevedendo nel Piano? Io credo che ci sia bisogno di una maggiore riflessione.
Io ascoltavo con interesse quanto diceva un collega che, essendo anche sindaco, ha vissuto anche lui l'approvazione del PLUS senza risorse aggiuntive di cui, neanche oggi, si riesce a parlare. Credo che questo sia grave, colleghi, molto grave. Anche perché questo è proprio il caso specifico a cui mi sono riferito molte volte…
PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Io naturalmente voterò a favore dell'emendamento numero 238 che, meglio di tutti gli altri, credo rappresenti proprio il cuore del coraggioso confronto con il quale l'opposizione si sta cimentando con la maggioranza su questo importante tema del Piano sanitario.
La verità è che ci dovete dire con quali risorse, se davvero si tratta di un Piano sanitario, lo vogliamo attuare. Dovete dirci in che modo facciamo bastare quel lenzuolo corto. Cosa vogliamo coprire dei settori della sanità? Perché altrimenti è chiaro che non si può assolutamente pensare di poter fare qualche cosa passando dall'Alzheimer all'obesità! Che si possa davvero dare attuazione all'assistenza sanitaria a favore dei detenuti, nella misura qualitativamente congrua che noi riteniamo dover essere data; così come non possiamo pensare che si possano dare risposte alle malattie reumatiche.
Il risultato sarà soltanto uno: non faremo niente di tutto ciò che è previsto in favore dell'impegno a vincere le malattie a particolare rilevanza sociale che non vengono neanche elencate completamente. Vengono omesse - non capisco per quale motivo - ad esempio tutte le malattie afferenti il problema del tabagismo, tutte le malattie riferite al problema, grossissimo, dell'osteoporosi.
La verità è che, ancora una volta, non riusciremo a fare niente, che questo Piano è soltanto un proclama di intenti, che non porterà alcun giovamento alla sanità e che quella salute della bocca di cui si parla riesce ad essere soltanto un "riempimento della bocca"!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, per ribadire il voto favorevole all'emendamento numero 238 e per sottolineare ancora, qualora fosse necessario, ma penso che non lo sia perché la stessa maggioranza ne è conscia, che se gli interventi descritti in queste poche pagine, riguardanti appunto le patologie a maggiore incidenza sociale, fossero realizzabili bisognerebbe sforare o spendere il doppio delle risorse dedicate alla sanità.
Non vorrei dimenticare che questo non è un Piano, ma è soltanto una semplice enunciazione di grandi interventi che vogliamo fare, è quasi una sorta di messaggio che vogliamo dare ai sardi: "Vi stupiremo con effetti speciali!". Ecco, questa sarebbe la descrizione sintetica di questo Piano, o pseudo tale, che noi stiamo proponendo ai sardi.. Obiettivi ce ne sono per tutti i paragrafi, per tutti i tipi di patologie, senza avere minimamente idea di quanto costeranno.
Inoltre viene richiesto il coinvolgimento della classe medica, degli operatori sanitari, del volontariato che, oggi più di una volta, ha fatto le sue rimostranze a questo Presidente della Giunta regionale e alla stessa Giunta per il non soddisfacente andamento della sanità in Sardegna. Pertanto, io sono convinto che è troppo velleitario, da parte della Giunta, fare questo tipo di Piano senza considerare che gli operatori non sono d'accordo, che non lo condividono.
Questo Piano è solo ed esclusivamente, lo ribadisco, una enunciazione di intenti; intenti che non potranno essere realizzati perché non ci sarà il materiale umano che ben volentieri, metterebbe a disposizione il proprio operato. Praticamente, noi non daremo una risposta a quei pazienti che hanno bisogno di sanità, perché qui non se ne parla! Si parla solo di obiettivi che interessano esclusivamente la classe politica che sta esprimendo questo tipo di Piano, questo tipo di sogni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intanto per dichiarare il mio voto favorevole al "238", il quale recita: "tali aree di intervento saranno pertanto oggetto di interventi economici progettuali mirati nelle manovre finanziarie e nel bilancio delle annualità di vigenza del Piano". Questo vuol dire, come dicevano i miei colleghi prima, ricercare sostanzialmente quali sono i dati finanziari che danno completezza alle dichiarazioni.
Per l'occasione, vorrei citare anche l'emendamento numero 173, primo firmatario l'onorevole Frau, che tocca il problema dell'assistenza sanitaria alle persone detenute; ma neanche in questo caso si dice con quali denari vi si farà fronte. Non ci sono assolutamente la capacità e la disponibilità, finanziarie, per poter sopperire a tutte le esigenze delineate in questa ipotesi di Piano sanitario che in mancanza di risorse è una pura ipotesi, e tale resterà.
Stamattina inoltre, premetto che sono anche un tipo ansioso, quando ho letto la dichiarazione del presidente Soru (quell'ectoplasma che grazie a Dio qui non si è manifestato, perlomeno si discute in libertà anche se vigilata) nella quale sosteneva che costasse quel che costasse la Regione avrebbe comprato Tuvixeddu, anche togliendo risorse finanziarie da altre parti, mi si sono drizzati i capelli e, visto che stiamo discutendo di sanità, mi sono detto: "Ma non è che voglia toccare ulteriori finanziamenti, destinati alla salute pubblica, alla igiene e sanità, alla tutela della salute dei poveracci? Ma, forse il bene paesaggistico è di maggior interesse rispetto alla salute pubblica". Io, se non vedo espressamente dichiarata la disponibilità finanziaria, ho paura che qualunque tipo di politica alternativa che può far cassetta sulla stampa possa "trovare rimedio" ha scapito di chi ha necessità di "trovare rimedio" alla propria salute malferma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Voterò contro, intanto perché ritengo che questo Piano abbia una copertura finanziaria: l'abbia per l'esercizio in corso, l'avrà per gli esercizi successivi. Ritengo che quanto previsto nel Piano richiederà anche una valutazione, peraltro in qualche misura è già prevista, sulle priorità di intervento; ritengo anche che abbia ragione l'onorevole Dedoni quando afferma che non appare giusto procedere agli espropri con danaro dell'Amministrazione regionale destinato alla cura delle affezioni di cui, purtroppo, è vittima parte della popolazione sarda.
Perché male ha fatto il Comune di Cagliari e male ha fatto la Regione, prima, a non tutelare nelle forme dovute, attraverso gli organi propri, la necropoli punica e quella cristiana, di Tuvixeddu-Tuvumannu; e male hanno fatto il Comune di Cagliari e la Regione, prima, a consentire interventi come quello del tunnel che da via Cadello arriva fino al Colle e serve solo a collegare una lottizzazione.
Male hanno fatto la Regione, in altre circostanze, e il Comune di Cagliari, che voi avete sempre governato e che noi mai abbiamo governato, a non tutelare il grande patrimonio archeologico e a ridurre, come è avvenuto per il colle di San Michele, il Castello e la zona attorno al Castello a una sorta di giardino condominiale, così come il parco archeologico rischia di diventare condominiale nella lottizzazione in corso presso l'ex Cementeria.
PRESIDENTE. Onorevole Uras la prego di rientrare nell'argomento che stiamo trattando.
URAS (R.C.). Sto trattando l'argomento esattamente come i colleghi; e lo sto trattando proprio in questa direzione perchè credo che ci sarà da individuare le priorità. Un tempo il confronto era tra sanità pubblica e sanità privata.
(Interruzione del consigliere Dedoni)
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni è sempre così calmo, perché adesso è così?
URAS (R.C.). Va bene, interverrò nuovamente su questo argomento in altre dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Presidente, naturalmente voterò a favore di questo emendamento perché mette proprio il dito sulla piaga di quelle che io avevo definito due paginette scarse di buoni propositi. Ora, quando un paziente di Alzheimer si trova in una fase iniziale, nella quale magari la diagnosi è stata già fatta ma in ogni caso è ancora in grado di compiere, se non altro parzialmente, gli atti quotidiani della vita, possono essere importanti i centri di riferimento per la diagnosi e per la terapia; ma io ho l'impressione che ancora non abbiate capito che cosa significhi essere un paziente di Alzheimer conclamato, quando cioè è costretto a letto, quando dipende completamente da altri e quando il peso di questa dipendenza ricade, solo ed esclusivamente, sulle spalle della famiglia.
Allora, centri diurni per dare risposte e di sollievo ai familiari, interventi di sostegno alla famiglia, ricoveri di "sollievo" per brevi periodi, sono tutte cose che costano. Volete sapere di che cosa ha bisogno una famiglia con un paziente affetto da Alzheimer? Non ha bisogno delle Unità Valutative Alzheimer (UVA), non se ne fa niente dell'UVA; quando il paziente è conclamato ha solo bisogno di sostegno economico perché ci sono dei familiari che rinunciano al lavoro, quando possono permetterselo fanno i turni, ma io conosco gente che ha rinunciato al lavoro per stare a casa 24 ore su 24.
Non è altro che chiedono, queste due paginette non servono se non spiegate come dare sostegno alle famiglie che chiedono soldi (chiedono soldi non chiedono altro), chiedono personale specializzato che venga a casa, che possa svolgere quelle funzioni che svolge per tutta la giornata un familiare (una figlia, un figlio, un marito, una moglie) e chiedono sostegno in modo che questo personale specializzato possa dare loro il cambio. Questo personale specializzato deve essere pagato. Qui voi non dite con quale sostegno economico volete attuare questi programmi, altro che UVA!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, io intervengo solo per un richiamo alle dichiarazioni che ho già fatto.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue RANDAZZO VITTORIO.) Non so se i colleghi della maggioranza sanno che la Giunta regionale ha già deciso di chiedere ai pazienti una compartecipazione alle cure riabilitative. Onorevole Caligaris, i PLUS non risolveranno niente! La Giunta ha già deciso di chiedere soldi ai parenti dei pazienti malati di Alzheimer, malati di sclerosi multipla, affetti dalle malattie reumatiche. Se è così che vogliamo risparmiare o riqualificare la spesa in sanità ben venga. Auguri a voi per le prossime elezioni.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 50.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). L'emendamento numero 50 sostiene sostanzialmente l'introduzione, anche in questo caso, della valutazione di tipo economico oltre quella relativa all'impatto sanitario e sociale. Anche in questo caso chiediamo ai colleghi della maggioranza quali sono i motivi per cui tutto ciò che riguarda gli aspetti economici non è preso in considerazione all'interno di questo Piano.
A proposito dell'emendamento precedente, nel quale vi abbiamo chiesto che le attività contenute nella parte che si intitola: "Patologie di particolare rilevanza sociale", venissero finanziate all'interno delle manovre finanziarie del triennio di vigenza del Piano, mi chiedo e vi chiedo cosa c'era di scandaloso.
Io mi immagino, infatti, che se una maggioranza propone un Piano sanitario che deve cambiare la percezione della salute in Sardegna, che deve cambiare la qualità dell'offerta dalla salute in Sardegna, e quindi individua delle patologie di particolare rilevanza in Sardegna, sia assolutamente naturale, al di là del numero degli obiettivi che vengono citati, che nelle manovre finanziarie del triennio di vigenza del Piano siano previste delle poste economiche destinate a finanziare gli obiettivi aggiuntivi rispetto a quelli di qualità di salute che ci sono oggi.
Cioè, se oggi noi abbiamo un livello di qualità sanitaria di un certo tipo, e voi dite, e siete davvero convinti, che questo deve essere migliorato, cosa c'è di strano se vengono introdotte all'interno del piano delle indicazioni cogenti che dicono che nell'annualità di finanziaria della vigenza del Piano ci debbono essere delle poste economiche destinate a raggiungere quegli obiettivi di qualità di salute che voi scrivete e di cui evidentemente non siete convinti se non li finanziate adeguatamente. Quindi veramente è difficile riuscire a capire, da questo punto di vista, la chiusura che esiste da parte vostra su tutto ciò che attiene al dato economico. Questo fatto andrebbe spiegato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, l'interpretazione di questo emendamento non è difficile, anche perché si collega al precedente. Quando con l'emendamento si chiede di inserire il termine "ed economico" sembrerebbe un fatto di poco conto, una parola, ma è una parola che è sostanza, che riguarda la dotazione di risorse. Perché, se davvero si ha la voolontà politica di attivare "interventi basati su progetti personalizzati e integrati di assistenza a carattere sanitario e sociale", vorremmo sapere se saranno i consiglieri di maggioranza ad assicurare in proprio questo tipo di assistenza personalizzata. Non credo che si possa dire, ad oggi, che abbiamo la disponibilità di una risorsa economica per attivare questo tipo di interventi.
Si parla di assicurare l'assistenza a queste persone con personale specializzato, allora prima o poi verremo a sapere anche quanti sono questi malati; vorremmo capire come e in quali termini, infatti, si sono ricercate le risorse senza avere la conoscenza di quante sono queste persone da assistere. È qui che "casca la proposta", casca una proposta che davvero non ha gambe, e cascare senza gambe diventa molto facile. Io chiedo ai colleghi della maggioranza, quindi, di riflettere, ma di riflettere davvero, perché prospettare interventi personalizzati alle persone affette da queste patologie senza avere una benché minima idea di quante sono le persone interessate, ma soprattutto pensare di trovare le risorse senza sapere quanto serve, sinceramente a me sembra piuttosto anacronistico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Vittorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Intervengo perché anche io ho partecipato alla stesura di questo emendamento e, come ho detto nelle dichiarazioni iniziali, senza risorse economiche non si fa niente, così come non si può risolvere il problema del risparmio in sanità se non si dice da dove si prendono i soldi. La Giunta lo sta già facendo, sta chiedendo ai malati di compartecipare alle loro cure riabilitative.
Ai signori colleghi, che sono anche sindaci, do un avviso: sicuramente molto presto, appena questo Piano sarà varato (sembra una nave) i cittadini verranno a chiedere i soldi che loro non hanno; come hanno detto i miei colleghi, chi ha parenti malati di Alzheimer in famiglia spesso ha dovuto rinunciare al lavoro, spesso più di una persona nella stessa famiglia ha dovuto rinunciare a lavorare.
I redditi dei lavoratori sardi non sono sicuramente i redditi dei lavoratori milanesi, lombardi e piemontesi, quindi queste persone andranno a bussare alle case del popolo, i cosiddetti Comuni, e chiederanno ai sindaci. Cari colleghi cominciate a cercare i fondi nelle pieghe del vostro bilancio.
Noi stiamo cercando, forse l'avrete notato, la linea verde di questo Piano: i soldi; ma sono ben nascosti, lo sapete bene, li avete nascosti benissimo, o comunque state illudendo i sardi che li avranno nel 2009 o nel 2010. Io vi rinnovo gli auguri per il 2009.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 50che ripete il concetto che ormai, quasi in maniera ossessiva, questa opposizione sta indicando alla maggioranza; e credo che, se razionalità vuole essere qui di casa, è un emendamento che verrà accolto.
L'assessore Dirindin, non me ne voglia, assomiglia tantissimo ad una persona della mia adolescenza che si chiamava tzia Mariedda Crucculea; una persona, poverina, che aveva dodici figli. Un giorno questa donna si era messa mille lire in tasca ed era entrata nel negozio di tzia Lallanda, a Selegas, dove c'era ogni ben di Dio. Giustamente, aveva preteso di prendere tantissime cose, tutto ciò che a lei serviva per sfamare questi dodici figli. Alla fine il conto da tzia Lallanda risultava di 12 mila e 500 lire e lei aveva solo mille lire. Solo mille lire, che significano esattamente la copertura finanziaria alla quale lei, onorevole Uras, sta facendo cenno; ma di quale copertura finanziaria parla?
La copertura finanziaria, lei lo sa, si misura, lei sa che esistono dei metri per misurare la copertura finanziaria, ma dove è il metro che ha usato l'assessore Dirindin per misurare questa copertura finanziaria? Lei come misura la copertura? Me lo dica lei, perché davvero, onorevole Uras, mi pare che da questo punto di vista non riusciamo ad intenderci.
E' una grandezza fisica che va misurata in rapporto ai soldi, e qui di soldi non ce ne sono per dire che c'è copertura finanziaria sufficiente. Noi non dobbiamo assolutamente fare come aveva fatto quella povera donna, e vorremmo che anche l'Assessore, che pure è una persona che noi apprezziamo, non commettesse lo stesso errore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io leggo l'emendamento, così rimango in tema. L'emendamento dice: dopo le parole "sanitario e sociale" aggiungere le parole "ed economico". Vado a vedere che cosa succede nel testo con questa integrazione. Succede che la frase risulta questa: "sono necessari inoltre interventi basati su progetti personalizzati ed integrati di assistenza a carattere sanitario e sociale" - e in questo caso - "ed economico". Quindi stiamo proponendo un sistema di sussidi a favore delle persone o delle famiglie delle persone malate di Alzheimer.
Stiamo aggiungendo una spesa, stiamo cioè riducendo, nel quadro delle disponibilità già previste per il Piano, quella copertura di cui parlava l'onorevole Pisano. Perciò non c'entra niente con la copertura, è una spesa ulteriore, non c'entra niente con i metri, non c'entra niente né con tzia Lalledda, o tzia Lallatta, o tzia Mariedda, non c'entra niente! Stiamo dicendo che dobbiamo sostenere quelle famiglie.
Onorevole Pisano, io sono d'accordo, io voterò a favore di questo emendamento, perchè bisogna sostenere con il giusto e con il necessario quelle famiglie e tutte le altre famiglie, quelle persone e tutte le altre persone che sono in una condizione di povertà, quello che non avete voluto fare voi, quello che non vogliono fare neppure altri.
Io sono assolutamente d'accordo sul fatto che bisogna sostenere chi soffre, che bisogna iniziare dagli ultimi. Prendo in parola il Presidente della Regione, prendo in parola voi, e non c'entra niente con le coperture finanziarie, vuol dire stabilire che la priorità non è più per chi ha, ma per chi non ha e io sono d'accordo:e sfido chiunque a non esserlo.
CAPPAI (U.D.C.). Siamo d'accordo anche noi!
MORO (A.N.). L'abbiamo proposto noi!
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Solo per fare ostruzionismo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Chiaramente il mio voto è favorevole. Io direi al collega Uras "bravo bis", perché effettivamente il mio intervento su questo emendamento va nella direzione da lui indicata. Io il termine" economico", di cui chiediamo l'inserimento, lo intendo solo ed esclusivamente nel senso di intervento finanziario che deve essere elargito a quelle famiglie; io direi a tutte, proporzionalmente al reddito, ma questa è una questione che nel caso dovrà essere vista nel regolamento. Chi ha in casa un malato di Alzheimer ha la necessità di seguirlo in tutte le sue necessità 24 ore su 24, e per seguirlo ha necessità di personale perché sappiamo perfettamente che non è possibile che una sola persona possa svolgere questo ruolo 24 ore su 24.
Quindi oltre ad una valutazione sulle multiprofessionalità che sono necessarie da un punto di vista sociosanitario, ritengo importante per le famiglie che vivono questo dramma valutare un intervento economico appropriato. Sappiamo infatti di quale livello è l'aiuto economico che attualmente viene elargito; è un'elemosina poco dignitosa, se non offensiva, che non riesce in nessun modo a sopperire alle estreme e gravi necessità, economiche e non solo, che hanno le famiglie nelle quali è presente un malato di Alzheimer.
Ribadisco quindi il mio voto favorevole e mi compiaccio che anche il collega Uras voti a favore. Collega Uras, io credo che sia non l'appartenenza all'una o all'altra parte politica a distinguere la gente di buon senso, di buona volontà, bensì quello che fa giornalmente nella vita, quello che la coscienza impone di fare per i diritti delle persone, in particolare per quelle povere e meno abbienti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, anch'io esprimo ovviamente il voto favorevole all'emendamento numero 50 e rimarco ciò che hanno precedentemente detto i colleghi Uras e Rassu. E' ovvio che si tratta di un sostegno economico indirizzato, così dev'essere anche secondo me, verso le famiglie che hanno un malato afflitto da questa patologia grave.
Concordo su ciò che ha detto l'onorevole Licandro, cioè che i familiari hanno necessità anche di questo supporto per seguire nel modo migliore possibile l'evolversi di una patologia degenerativa.
Però, voglio anche approfittare di questo poco tempo che ho a disposizione per rispondere ad un invito che ho ricevuto dal relatore, l'onorevole Pacifico, riguardo il ritiro dell'emendamento numero 202. Io, in questo momento, ritengo di non poter ritirare l'emendamento, ne propongo invece l'accantonamento ritenendo che vada accorpato con l'emendamento cui faceva cenno anche l'onorevole Pacifico, in quanto simili come argomento..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, naturalmente voterò a favore dell'emendamento numero 50 che, a differenza dell'emendamento precedente, il numero 238 che indicava chiaramente interventi economici progettuali con risorse previste nella finanziaria e nel bilancio, definirei semplicemente di buon senso. E' un emendamento che dice semplicemente che gli interventi che sono necessari per il progetto " demenze ed Alzheimer" necessitano di coperture finanziarie.
Bocciare questo emendamento significherebbe veramente dare ragione a quello che abbiamo sostenuto dall'inizio della discussione, e cioè che voi volete semplicemente realizzare tutti questi progetti, tutti questi interventi di sostegno e cose varie, senza prevedere un minimo di intervento economico. Sembra quasi che, in questo Piano, tutti gli aggettivi, i sostantivi, che in qualche modo richiamano la parola "soldi" debbano essere completamente cassati.
Quando dico che è un emendamento di "buon senso", dico semplicemente che è logico; i progetti personalizzati ed integrati di assistenza devono avere un carattere sanitario, sociale ed economico, per cui occorre riconoscere che, in ogni caso, sarà prevista una copertura finanziaria per tutte quelle progettualità che voi volete portare avanti in questo Piano. Non riconoscere questo significa in un modo o nell'altro darci ragione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, non credo che occuperò tutto il tempo a mia disposizione, però mi ha fatto riflettere molto l'intervento dell'onorevole Uras. Io sono convinto che la prima sollecitazione che qualunque persona ha è quella di guardare con attenzione gli ultimi, e gli ultimi non sono solo quelli che chiedono l'elemosina agli angoli di strada.
Ultimi sono anche quei padri di famiglia che in giovane età, come qualcuno che io ho conosciuto, non possono più muoversi e, avendo cessato di produrre reddito, non hanno sostentamento alcuno per sé, per la moglie e i figli. Non sto dicendo che qui bisogna fare populismo, demagogia, assistenzialismo, credo però che ci siano dei momenti importanti in cui si misura anche l'umanità dei provvedimenti, soprattutto quando si coinvolgono i comuni ai quali si chiede di fornire un servizio più adeguato e, poi, di converso, l'Assessore emana le circolari, proprio in questi giorni, nelle quali invita tutti i manager a ridurre del 20 per cento, senza guardare in faccia nessun tipo di servizio, il costo della sanità.
Amici cari, colleghi della maggioranza, riflettete! Io non entro neanche più nel merito degli argomenti, ma credo che non si possa giocare con tanta tranquillità sulla pelle di tanti poveri, offendendo le persone che hanno più bisogno e che non hanno alternative soprattutto sotto l'aspetto sanitario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Io voterò contro l'emendamento proposto dal centrodestra per il sostegno economico alle famiglie dei malati di Alzheimer, perché basta conoscere quelle situazioni per sapere che ciò di cui hanno bisogno quelle famiglie sono servizi gratuiti, efficienti…
DEDONI (Riformatori Sardi). Il 20 per cento in meno!
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Non hanno assolutamente bisogno di assegni. Hanno bisogno di servizi efficienti, gratuiti, anche perché l'assegno di cui avrebbero bisogno, specie nel caso di queste patologie sarebbe veramente di grandi dimensioni.
Il capitolo che noi stiamo esaminando prevede quei servizi di cui si ha esattamente bisogno e che non sono sostituibili con un assegno. L'aggiunta del termine "economico" rischia di svuotare la portata delle scelte operate e di diventare un grande alibi: ti do l'assegno e non ti do ciò che realmente ti serve. Allora io preferisco che tu mi dia esattamente quello che mi serve, i servizi che mi servono, me li garantisca e non soldi che alla fine diventano quattro soldi rispetto alle esigenze di un malato di Alzheimer.
Non confondiamo una valutazione oggettiva dei bisogni di chi sta male con ragionamenti sulla politica dei redditi che è mal calibrata rispetto a questa situazione, a questa specifica situazione, che forse è il caso anche di non esibire retoricamente perché si porta dietro tanto dolore.
Io ho già qualche difficoltà quando sento la politica dire che si occupa degli ultimi - non ce l'ho ovviamente con il mio collega Uras - perché non se n'è mai occupata, li ha sempre usati. Li ha sempre usati! Ora, che anche sui malati di Alzheimer ci si metta a costruire un castello retorico per me è indecente e squalificante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, il collega Maninchedda mi ha, di fatto, rubato l'intervento, per cui sottoscrivo integralmente quanto ha detto. Chiedo al collega Uras di rileggere esattamente quelle due righe, esattamente la ventottesima riga, quando si parla di "interventi basati su progetti personalizzati e integrati di assistenza, a carattere sociale e sanitario". L'aggiungere la parola "economico" su un progetto personalizzato può significare il verificarsi di quanto esposto dal collega Maninchedda.
Io credo che questo non sia nello spirito del Piano. Di fatto si potrebbe anche interpretare come un vaucher che può essere consegnato ai pazienti affetti da patologie così impegnative, invece che varare progetti personalizzati e integrati di assistenza a carattere sociale e sanitario più impegnativi sotto tutti i punti di vista. Aggiungere questo termine può essere interpretato in maniera negativa perchè stravolge il senso della frase; io confermo quindi il voto negativo già espresso in sede di Commissione.
Colgo, invece, quanto affermato dal collega Gallus, sono quindi favorevole all'accantonamento dell'emendamento numero 202 (si era già concordato complessivamente anche nella discussione in Commissione),, sapendo che accoglieremo comunque l'emendamento numero 201 che tratta lo stesso argomento.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 239.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io credo che sarà stato apprezzato il fatto che la minoranza non abbia neppure chiesto la votazione nominale sull'emendamento precedente; alcune delle considerazioni che sono state fatte hanno sicuramente aiutato la riflessione di molti di noi, colleghi di minoranza, nel senso che non esiste nessuna volontà di speculazione sul dramma dei malati di Alzheimer.
Purtroppo ritengo che siano poche le famiglie sarde risparmiate da un dramma di questo genere. Se un emendamento, il numero 50, poteva ingenerare il sospetto di strumentalizzazioni è addirittura meglio, forse, che l'Aula lo abbia liquidato senza una votazione che avrebbe determinato la conta o l'eventuale registrazione di dissensi che diventano dissensi politicamente strumentali più che dissensi reali sulle cose. Però, se questo vale per l'emendamento precedente, ci si dovrebbe aspettare la stessa sensibilità da parte della maggioranza su questo emendamento, nel senso che il "239" fa una proposta dettata da buon senso e che, tra l'altro, è assolutamente coerente con l'indirizzo Hub and Spoke tante volte citato all'interno del Piano.
Oggi, dopo la fine del progetto Cronos, per quanto riguarda la lotta nei confronti della malattia di Alzheimer si sente con forza la necessità di avere dei coordinamenti, quindi che all'interno di ogni ASL esista una unità di coordinamento che raccordi le presenze esistenti sul territorio e che, collaborando con i servizi sociali, col famoso punto unico d'accesso che si vorrebbe fosse più efficiente rispetto all'attuale, possa arrivare a una gestione del paziente, in questo caso del paziente affetto da malattia di Alzheimer, che sia la più garantista nei confronti dei bisogni di salute del paziente medesimo.
Quindi, mentre per l'emendamento precedente abbiamo ascoltato con attenzione alcune delle riflessioni che voi avete fatto, su questo emendamento vi chiederemmo qual è il motivo per cui non si ritiene che sia utile che all'interno di ciascuna Azienda sanitaria della Regione Sardegna ci sia una unità, una persona, un individuo, un ufficio, a seconda delle dimensioni dell'Azienda, che si occupi di coordinare gli interventi di territorio specificamente rivolti alla terapia dei pazienti con Alzheimer.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Credo che questo emendamento si ricolleghi a ciò che è stato detto in precedenza; cioè si vuole tentare, onorevole Uras, onorevole Pacifico e onorevole Maninchedda, di dare questi trattamenti prima di tutto alle persone malate di Alzheimer. Noi vi stiamo proponendo cosa fare. Voi non state accogliendo niente!
PIRISI (D.S.). E non dire fesserie! Andiamo!
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Onorevole Pirisi, se lei pensa che io sto dicendo fesserie si iscriva e me lo dica al microfono!
Comunque, ripeto, è sempre la ricerca della linea verde che sono i soldi. Bisogna comunque destinare delle risorse se si vuole dare un minimo di assistenza a queste persone, bisogna garantirgli i trattamenti terapeutici, riabilitativi di cui hanno bisogno e il sostegno economico, cui faceva riferimento l'emendamento precedente, era aggiuntivo a questi, era aggiuntivo! Queste persone ora ricevono solo il trattamento terapeutico farmacologico. Dimostratemi il contrario, sicuramente siete più esperti di me e io sono qui anche per non dico imparare ma ascoltare appunto le persone più esperte.
Questo emendamento vuole coordinare i trattamenti in tutta la regione, ditemi perché non dovrebbe essere così.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Presidente, molto brevemente, perché in questi giorni ci hanno accusato di tutto: di portare in Aula spazzatura, di fare puri interventi di ostruzionismo, ci mancava solo l'accusa di sciacallaggio politico nei confronti di persone che sono in condizioni veramente disperate. Su questo emendamento io voterò certamente a favore; la maggioranza lo boccerà così come ha bocciato l'emendamento che avevo presentato sui servizi di diabetologia pediatrica in ogni reparto di pediatria, che era lo stesso un "emendamento di buon senso" che voleva soltanto garantire diffusione e omogeneità di cura per tutti i pazienti in ogni angolo della Sardegna.
Ora, noi stiamo parlando di Alzheimer, certamente quasi nessuno qua dentro sa di che cosa stiamo parlando perché, vedete, le cure per l'Alzheimer esistono ma anche il collega Pirisi, che è molto addentro nella materia, certamente sa che le cure per i pazienti di Alzheimer hanno una qualche speranza di migliorare la qualità della vita di un paziente solamente se vengono instaurate precocemente. Quindi sono assolutamente necessarie...
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Ma chi lo dice? Sono cure che fanno ricche le case farmaceutiche!
LICANDRO (F.I.). L'hai mai visto un paziente di Alzheimer, Machinchedda, l'hai visto?
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Molto da vicino!
LICANDRO (F.I.). Molto da vicino, evidentemente l'hai guardato con molta superficialità!
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). E' una cosa falsa! Sono farmaci che fanno ricche le case farmaceutiche!
LICANDRO (F.I.). Io sto portando avanti semplicemente un discorso...
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Licandro. Onorevole Maninchedda, per cortesia.
LICANDRO (F.I.). E' nervoso!
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Non sono nervoso!
LICANDRO (F.I.). Io non mi permetterei mai da medico di portare avanti dei discorsi strumentali su un paziente affetto da Alzheimer. E' assolutamente discutibile perché ci sono studi scientifici che supportano la teoria della cura precoce e non ci sono studi scientifici che dimostrano il contrario, questo non possiamo saperlo. E' certo un buttare via i soldi se instauriamo una terapia farmacologica quando la malattia è assolutamente conclamata. Su questo sono perfettamente d'accordo.
Io ho seguito anche per più di dieci anni pazienti, dalla fase della diagnosi e, quindi, dall'inizio della terapia sino alla fase nella quale non si poteva fare altro per loro. Ma chiaramente è fin troppo facile fare della demagogia e dire che i medici come al solito sono al servizio delle case farmaceutiche per cui tutto il resto invece non conta niente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, contrariamente agli altri emendamenti, questo che intende realizzare in ciascuna ASL un'unità di coordinamento degli interventi per l'Alzheimer mi pare che non abbia costi. Quindi possiamo liberalizzare il ragionamento intorno ai finanziamenti di cui tanto abbiamo discusso anche in assenza del Presidente, ora presente in Aula, che saluto.
Ma all'onorevole Machinchedda - che mi pare si scandalizzi molto se la politica parla degli ultimi - io voglio dire che atteggiamenti farisaici e di carità pelosa mi è capitato di vederne molti nella vita politica, per cui io ritengo che ciascuno ha la propria coscienza e marcia con la propria coscienza, la propria moralità, la propria etica comportamentale.
Assodato questo, io ritengo che quando si fa politica l'essenza di una vera politica, che voglia dare un contributo serio alla crescita della società, sia avere come riferimento l'uomo, la persona nella sua globalità. Io credo che nessuno abbia avuto intenzione - -neanche l'onorevole Uras (non voglio difendere l'onorevole Uras) credo volesse questo - di dare un sussidio a chi ha problemi di Alzheimer o alle loro famiglie.
Io stesso sono il primo a sostenere che è opportuno che siano garantiti i servizi, in assoluto. Però, nel contempo, ho letto che la dottoressa Dirindin, l'Assessore della sanità, recentemente ha emanato una circolare nella quale invitava i suoi Direttori generali a ridurre del 20 per cento, a prescindere dalla destinazione, il relativo budget. Io ho paura quando si opera una riduzione senza avere la garanzia assoluta di dove la riduzione avviene, perché ho sempre in mente quel discorso che ho fatto prima e che fa riferimento all'uomo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, molto brevemente, se ritenevo di avere molti motivi per votare contro questo emendamento numero 239, dopo quanto ho sentito ne ho almeno qualcuno in più; veramente rifiuto l'idea di trasformare il senso di questa Aula, il significato di questo dibattito in una sorta di confronto che oscilla fra le conoscenze mediche e le posizioni politiche. Mi sembra veramente irriguardoso nei confronti della politica e nei confronti della scienza medica e della cultura medica, più o meno vasta, più o meno qualificata, che ognuno di noi può avere.
Io credo che, come già ho detto parlando su altri emendamenti (intervengo soltanto quando mi sento proprio preso per i pochi capelli che mi rimangono) se si continua ad interpretare ogni emendamento come un tentativo di voler risolvere in maniera particolareggiata e approfondita, con cinque righe scritte, un problema di vasta portata come quelli che il Piano sanitario sta affrontando, l'Alzheimer, il diabete, la sclerosi multipla, non vedendo questo come un Piano che imposta un processo di organizzazione e di riordino del servizio sanitario dal punto di vista assistenziale su queste patologie, ma pensando che ognuno di questi problemi deve essere previsto dall'inizio alla fine in tutte le sue varianti, in tutte le sue possibili e più strane applicazioni, individuali, sociali, territoriali, economiche, significa che stiamo affrontando il Piano sanitario regionale in una maniera profondamente diversa in merito alla quale nulla hanno a che fare la medicina e le conoscenze mediche, nulla hanno che fare le professioni che ognuno di noi pratica e la posizione politica all'interno della quale ognuno di noi lavora.
Se facciamo populismo e classificazioni tra malattie e malati di serie A) e di serie B) dicendo, onorevole Contu, che ammalati di sclerosi multipla sono diversi e più importanti di quelli che hanno il piede torto o un'altra patologia, io voglio che lei abbia il coraggio di ripetere questo concetto davanti a tutti gli altri ammalati che hanno malattie meno gravi. Per chi ha la malattia, quella malattia, stia tranquillo, è più grave di qualunque altra. Nessuno si può permettere di fare classificazioni.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che in ottemperanza a quanto previsto dall'ordine del giorno numero 34 del 28 dicembre 2006, ho nominato componenti della Commissione d'inchiesta per la valutazione degli atti per l'indizione del bando e l'affidamento della campagna pubblicitaria istituzionale della Regione i seguenti consiglieri: Silvio Cherchi, Salvatore Mattana, Giuseppe Cuccu, Franco Sabatini, Carlo Sanjust, Mario Bruno, Alberto Randazzo, Giuseppe Fadda, Matteo Sanna, Paolo Maninchedda, Pietro Pittalis, Oscar Cherchi, Attilio Dedoni ed Eugenio Murgioni. Nei prossimi giorni la Commissione verrà convocata e formalmente insediata.
Convoco una brevissima Conferenza dei Capigruppo per definire l'ordine dei lavori della giornata di domani. Il Consiglio è convocato per domani, mercoledì 10 gennaio, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 22 e 02
Allegati seduta
CCLXVII Seduta
(Pomeridiana)
Martedì 9 gennaio 2007
Presidenza del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 38.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 22 dicembre 2006 (261), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angelina Corrias e Paola Lanzi hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 9 gennaio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato dei documenti numero 11/A e 11 bis/A. Proseguiamo con l'esame della Parte I, capitolo 1, paragrafi 1.3, 1.4 e 1.4 bis.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, sull'argomento in discussione (sclerosi multipla, talassemie e Piano sangue), io vorrei provare a seguire il filo del ragionamento portato dai colleghi Cugini, Marrocu, Biancu, i quali anche durante la Conferenza dei Capigruppo hanno reiterato il desiderio di sentire dalla voce dei colleghi della minoranza se tra gli emendamenti presentati alcuni avessero maggiore importanza e rilevanza rispetto ad altri. . Tenendo conto, come il collega Lai e il Presidente mi hanno ricordato, che il parere del relatore sugli emendamenti viene dato dopo la chiusura della discussione generale perché nel corso di quest'ultima possono essere esposti argomenti utili eventualmente al dibattito e quindi all'espressione stessa del parere da parte del relatore medesimo, voglio provare ad astrarre, dal contesto degli emendamenti presentati, alcuni emendamenti sui quali varrebbe la pena di avere, non dico un parere favorevole, ma più semplicemente aprire una discussione, sentire una voce proveniente dalla maggioranza che dica che il contesto degli emendamenti, o il contenuto degli emendamenti, è un contenuto non applicato. Gli emendamenti ai quali mi vorrei riferire sono tre.
Il primo emendamento riguarda la sclerosi multipla e, in quel contesto, noi chiediamo, sostenendo che sia un'esigenza del paziente, non tanto o non soltanto che non ci sia uno spostamento, fisico e strutturale, degli attuali centri all'interno dei quali vengono effettuati lo screening, la diagnosi e il trattamento precoce della sclerosi multipla, ma semplicemente che tale spostamento non avvenga senza l'espressione di un parere della Commissione sanità.
Mi spiego meglio, perché è più facile capirsi se si è concreti. Attualmente a Cagliari il Centro per la diagnosi e cura delle sclerosi multiple, cioè un Centro che segue pazienti con difficoltà di deambulazione significative (utilizzano stampelle, auto speciali, spesso sono su sedie a rotelle), è allocato presso locali dell'ospedale Binaghi all'uopo istituiti all'interno della struttura. Una soluzione fisicamente accessibile che consente ai pazienti affetti da sclerosi multipla di essere quanto più possibile autosufficienti nello svolgimento delle terapie inerenti la loro patologia. La "voce" dice che è pronto il trasferimento di questa struttura presso il San Giovanni di Dio, cioè quella che il presidente Soru e l'assessore Dirindin hanno definito come la struttura cagliaritana con il più elevato numero di barriere architettoniche.
Quindi, questo non mi sembra un emendamento spazzatura, non mi sembra un emendamento capzioso.
Il secondo emendamento, sempre in materia di sclerosi multipla, relativo ad un ragionamento che è stato fatto in Commissione, tratta delle macchine che diagnosticano la sclerosi multipla; sono macchine di risonanza magnetica nucleare che se dotate di una determinata potenza di campo sono grado di diagnosticare anche nei parenti degli ammalati una sclerosi multipla in fase iniziale. Durante la discussione in Commissione si era detto che sarebbe stato utile se queste macchine fossero state presenti in Sardegna, collegate con i Centri per la diagnosi e cura della sclerosi multipla, ma ovviamente destinate anche ad altro.
La Commissione si era impegnata ad associare, nel momento in cui avrebbe trattato delle grandi tecnologie, queste macchine alla sclerosi multipla. È vero che la minoranza ha abbandonato la Commissione quando si discuteva quella parte del Piano, ma è altrettanto vero che la maggioranza non si è ricordata dell'impegno che aveva preso e che non era tanto un impegno preso con la minoranza, era un impegno preso con i malati di sclerosi multipla. Credo che anche questo non sia un emendamento spazzatura.
Il terzo emendamento, su cui vorrei concentrare l'attenzione, è una "storia carina" e mi piacerebbe che fosse presente in Aula il collega Cugini, mi fa piacere che ci sia il collega Biancu, mi fa piacere che ci sia il collega Marrocu, un po' distratto, mi fa piacere che ci sia il collega Pacifico del quale richiamerei l'attenzione. Collega Pacifico, noi abbiamo chiesto in Commissione, come minoranza, che ci venisse spiegato di quanti Centri trapianto di cellule staminali ha bisogno la Sardegna; voi parlate infatti di riqualificazione della spesa e nella prima stesura del Piano sanitario avete scritto che la Sardegna ha bisogno di due Centri trapianto che devono operare in rete: il Centro trapianto del Microcitemico e il Centro trapianto del Binaghi.
Noi in quella circostanza vi chiedemmo di spiegarci come mai la Sardegna avesse bisogno di questi due Centri trapianto e non del terzo, che era quello localizzato presso l'ospedale Oncologico. Chiaramente abbiamo chiesto i dati. A quel punto, improvvisamente, i Centri trapianto sono spariti dal Piano regionale sanitario (stesura del novembre del 2006), però non definitivamente perché ricompaiono oggi in un emendamento, approvato dalla Commissione, presentato da alcuni colleghi della maggioranza, i quali dicono che i Centri trapianto sono tre. Di questi, uno opera presso l'ospedale Binaghi che stiamo smantellando, quindi vi state prendendo la responsabilità di lasciare un Centro trapianto di cellule staminali che ha bisogno, per chiunque capisca di medicina, di strutture a disposizione, in un ospedale che sta diventando un grande poliambulatorio: centro donna, centro vista e centro altro. Mentre tenete altri due Centri trapianto, quello dell'Oncologico e quello del Microcitemico, mettendoli in rete, cioè adottate per questi il modello dipartimentale.
Prima che qualche collega della maggioranza si alzi e parli di clientelismo, prima che a qualche collega di maggioranza sfugga quella mitica parola "marchette" con la quale si condanna tutto ciò che di propositivo proviene da chi non è in questo momento alla guida della Regione, fareste bene a dare ad ogni consigliere regionale i dati che dicano quanti Centri trapianto di cellule staminali sono necessari alla città di Cagliari, se uno, due o tre. Esistono i parametri nazionali, Assessore Dirindin, lei li conoscerà senz'altro; bene, ci dica, sulla base del numero dei trapianti che vengono fatti in Sardegna, sulla base delle esigenze che ci sono in Sardegna, di quanti Centri trapianto abbiamo bisogno. Dopo di che ci dica quali sono quelli che garantiscono la maggiore efficienza, perché i Centri trapianto hanno bisogno di una serie di strutture che ne garantiscano l'efficienza, che garantiscano ai pazienti che hanno la disgrazia di usufruirne, di uscire dal Centro, se possibile, sulle loro gambe e in piedi.
Quindi ci dica di quanti Centri trapianto abbiamo bisogno, ci dica quali sono i numeri dei Centri trapianto esistenti, ci dica quali sono quelli che garantiscono la maggiore affidabilità e ci dica se è ragionevole, rispetto alle politiche di riqualificazione della spesa, ma soprattutto a quelle di garanzia di qualità dell'assistenza, che a Cagliari ce ne siano ancora tre, e ci dica qual è il motivo per cui due devono stare in dipartimento e uno separato.
E' possibile che queste siano scelte ragionevoli, ma ogni qual volta noi vi abbiamo chiesto spiegazioni voi avete fatto il gioco delle tre carte. Riguardatevi la stesura originaria del Piano e vedrete che dice cose diverse da quelle che dice il Piano attuale, ma quelle che voi vorreste approvare a loro volta sono cose diverse rispetto a quelle contenute sia nel Piano originario che in quello attuale. Quindi vorremmo capire quali sono i numeri, qual è il contesto, quali sono i ragionamenti, quali sono le riflessioni alla base delle scelte che oggi ci proponete. Questo aiuterebbe a ragionare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, quando la discussione avviene nel merito delle questioni, allora è possibile confrontarsi e trovare anche le convergenze. E' il caso delle argomentazioni del collega Gallus e del collega Vargiu sul Centro della sclerosi multipla che attualmente fa capo all'ospedale Binaghi; un Centro che l'attuale direttore della ASL di Cagliari, il dottor Gumirato, pare avrebbe già deciso di trasferire al San Giovanni di Dio. Io parlo anche come vice presidente della Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) di Oristano che rappresenta i 750 malati di quella provincia.
Questi pazienti si recano spesso al Centro di Cagliari, ubicato presso il Binaghi, dove trovano spazi per il parcheggio e percorsi accessibili per loro che sono ammalati particolari di cui bene hanno parlato e con più competenza, di quanto non possa avere io, i colleghi medici che hanno preso la parola su questo tema.
Però anche io conosco i problemi di questi pazienti perché attraverso la mia associazione sono a contatto quotidiano con loro. Assessore, io penso che sia arrivata anche a lei la notizia che le associazioni che rappresentano questi ammalati non sono assolutamente favorevoli a questo trasferimento e hanno comunicato al dottor Gumirato la loro assoluta contrarietà perché il San Giovanni di Dio è inadeguato dal punto di vista logistico e strumentale, perché ci sono problemi di barriere architettoniche, perché ci sono problemi di parcheggio.
Quindi io le chiedo, Assessore, di rivedere questa scelta del dottor Gumirato che, come in altre occasioni, non tiene conto di niente e di nessuno; vogliamo che quest'uomo sia riportato alla ragionevolezza. A mio avviso, quindi, o si accoglie l'emendamento che ha presentato l'opposizione, che io trovo ragionevole, oppure ne presentino uno sullo stesso tono la Giunta o la maggioranza; però il Centro per la sclerosi multipla, che è il punto di riferimento della maggior parte degli ammalati di sclerosi multipla della Sardegna in tutti i casi deve rimanere nell'ospedale Binaghi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto).Signor Presidente, Presidenti dei Gruppi consiliari, onorevoli consiglieri riformisti, ivi compresi quelli figli dei cosiddetti partiti di lotta e di governo che qualche volta si confondono un po' di qua e un po' di là, esordisco così perché voglio iniziare sottolineando che l'esame di questa parte del Piano sanitario mi riporta a quanto già espresso in quest'Aula sugli annunci trionfalistici che il Presidente fece in ordine all'ex articolo 102 del disegno di legge sulla finanziaria, che credo oggi sia il comma 836 della finanziaria appena approvata. Basterebbero l'incidenza, la rilevanza, le conseguenze, la portata della sclerosi multipla e della talassemia in Sardegna per dire quanto sia stato irresponsabile rinunciare al mantenimento della competenza sanitaria dello Stato e, conseguentemente, quanto sia stata irresponsabile l'assunzione dell'intero onere della sanità da parte della Regione.
Dissi nel corso di quella discussione che questo atto in qualche modo mortificava la nostra capacità di autonomia speciale, e queste malattie incidono in Sardegna in modo davvero speciale da costituire sicuramente una delle ragioni della nostra richiesta di autonomia speciale.
Mi sono rivolto a lei, signor Presidente del Consiglio, in primo luogo, e ai Presidenti dei Gruppi e a tutti i consiglieri, sinceramente animati da spirito autonomista e riformatore, perché ritengo che la battaglia in corso sul Piano sanitario (un atto di straordinaria rilevanza riformatrice), non si possa affrontare come se il Piano fosse un atto riformatore a sé stante e poi pensare di trovare le intese attraverso un esame più o meno rilevante dei singoli emendamenti.
Da qualunque parte si esamini la questione, o per l'offerta della maggioranza o per la richiesta della minoranza, si aprirebbe un mercato già di per sè non molto edificante sul piano del confronto ma, in ogni caso, non capace assolutamente di risolvere in radice la portata di un piano riformatore come pretende di essere questo.
Io dissi, già nel mio intervento in discussione generale, che questo non è un Piano e continuo a mantenere i miei convincimenti; queste al massimo sono delle linee guida per il Piano, ma la minoranza non può sperare di risanare attraverso gli emendamenti tutte le carenze e le insufficienze che sono strutturali, di filosofia guida del Piano propria di chi ha prodotto questo Piano che non aveva certo alle spalle uno spirito riformatore, uno spirito che fosse davvero permeato da una sincera e convinta necessità e bisogno di rilancio della nostra autonomia anche attraverso questo documento.
Io ritengo infatti che in questo documento non si possano trovare assolutamente le condizioni per addivenire ad un atto di riforma condiviso. Vorrei, a questo punto, rivolgere un invito a lei, signor Presidente, della cui conferenza stampa ho apprezzato molto il punto in cui ha affermato di voler portare questo Consiglio al centro delle nostre istituzioni democratiche, e davvero c'è bisogno di restituire al Consiglio regionale la centralità in quanto massima espressione del popolo sardo. Lei, Presidente, per il ruolo che riveste, ma anche per profondo convincimento politico, io la conosco da molti anni, credo sia un sensibile e coerente interprete, attraverso il ruolo della Presidenza, del rispetto di questa volontà popolare.
Allora, restituiamo al Consiglio tutta la sua capacità propositiva, legislativa perché oggi come oggi, dalla poca esperienza che ho maturato in questi mesi, vedo che il Consiglio è sempre più espropriato dei suoi poteri effettivi, legislativi, e costretto costantemente a rifugiarsi nel potere di sindacato che è una delle sue funzioni ma non quella fondamentale.
Vogliamo quindi davvero segnare una svolta riformatrice nel 2007, a metà legislatura, in questa nostra Regione? Se io avessi l'autorevolezza, la forza politica, proporrei a tutti i Presidenti dei Gruppi, a tutti i coordinatori, come si chiamano adesso, regionali dei partiti di sederci intorno a un tavolo e di recuperare il valore fondamentale che ha animato in tanti momenti il popolo sardo e le forze politiche e sociali per ridare alla Sardegna una riscossa autonomistica.
Io vorrei proporre ai Presidenti dei Gruppi, a tutti i consiglieri di dare mandato al Presidente del Consiglio, quale massimo rappresentante del popolo sardo di prendere l'iniziativa per recuperare, insieme a tutti i Presidenti dei Gruppi, tutti i partiti politici, un grande comune impegno a partire dalla legge elettorale, però prima che venga affrontata la legge statutaria di cui si parla perché è un ennesimo strumento con il quale, surrettiziamente, si vuole superare la riforma dello Statuto.
Non è quindi attraverso queste iniziative singole, Piano sanitario, legge statutaria che possono trovare accoglimento le istanze di compiere un comune sforzo per dare alla Sardegna gli strumenti riformatori. Non c'è la possibilità, agendo come si è agito fino ad oggi, di trovare le condizioni politiche, i presupposti politici per segnare questa svolta di legislatura, con una svolta riformatrice. Tutti i settori, dall'industria alla formazione professionale, alla scuola, sono in crisi: è una crisi generale; io sono profondamente convinto che sia necessario persino un nuovo Piano di rinascita. Coinvolga quindi tutte le forze politiche, tutti i Gruppi, ma faccia quello che può perché si segni una svolta, chiami anche il Presidente della Giunta, che è straordinariamente importante in quanto eletto direttamente dal popolo, per fargli superare questa parvenza di governo democratico con una Giunta che della democrazia ha soltanto la memoria istituzionale.
Presidente, mi rivolgo a lei, ai presidenti dei Gruppi, perché davvero si dia avvio ad un incontro, e si sospenda il lavoro in atto, al fine di creare le condizioni generali per affrontare tutte le riforme di cui la nostra Regione ha bisogno.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, in considerazione della discussione appena conclusa io chiederei di sospendere l'emendamento numero 234 data la necessità di una pausa di riflessione per la definizione eventuale di un emendamento all'emendamento o di un emendamento sostitutivo . Per quanto riguarda gli altri emendamenti si esprime parere negativo sugli emendamenti numero 235, 52, 30, 117, 67, 233, 66, 107, 236, 47. Si esprime invece parere favorevole sugli emendamenti numero 170 e 220. L'emendamento numero 144 è ritirato. Per quanto riguarda l'emendamento numero 237 i si sta predisponendo un emendamento di sintesi, quindi si chiede che venga sospeso.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 235.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale..
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 235.
(Segue la votazione)
Risponde sì il consigliere: CASSANO.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CUCCA - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CAPELLI - FLORIS Mario - LA SPISA - SCARPA.
Risultato della votazione
RESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 35
astenuti 6
maggioranza 18
favorevoli 1
contrari 34
Poiché il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 08, viene ripresa alle ore 17 e 45.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori con la votazione dell'emendamento numero 235, poichè nella precedente votazione era mancato il numero legale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 235.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Gessa ha votato contro e i consiglieri Cherchi Oscar e Rassu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI OSCAR - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - PISANO - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CUCCA - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI- SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 61
astenuti 3
maggioranza 31
favorevoli 21
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Colleghi, prima di passare all'emendamento successivo vi comunico che procederemo molto velocemente con le votazioni, quindi vi prego di stare in Aula. Metto in votazione l'emendamento numero 52. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento numero 52 pur non ritenendolo, credo non si offenderà il collega Contu che è il primo firmatario, uno dei più qualificanti. Però, colleghi del centrosinistra, noi abbiamo cercato di seguire una linea di riflessione che sembrava suggerita da voi e, quindi, durante la discussione generale la gran parte degli interventi dei colleghi della minoranza si è incentrata su tre emendamenti, sui quali non si chiedeva certo l'accoglimento da parte della maggioranza, ma si chiedeva di fare quel confronto di merito che non era stato possibile fare in altra sede.
Il primo era l'emendamento sulla sede del Centro sclerosi multipla di Cagliari, il secondo era quello sull'impegno che voi avevate preso di rafforzare i presidi delle macchine di risonanza magnetica, o in questa parte o in quella relativa al progetto sulle grandi macchine, attraverso la acquisizione di nuove apparecchiature di risonanza magnetica, il terzo concerneva una richiesta di chiarimenti su quanti devono essere i Centri trapianto di cellule staminali in provincia di Cagliari o in Sardegna sulla base dei parametri nazionali; quindi chiediamo di sapere se sono due, come era scritto nel primo Piano, zero, come è scritto nel Piano che abbiamo in discussione adesso, o tre come prevedono alcuni emendamenti, uno in particolare della maggioranza.
Bene, se voi ci date una risposta su queste questioni magari è più facile rinunciare alla dichiarazione di voto sui singoli emendamenti, dando così una mano d'aiuto a quella accelerazione dei lavori d'Aula che voi auspicate, a parole, chiedendoci di spiegarvi quali sono i problemi. Ma ci sembra che le nostre spiegazioni cadano in un silenzio assoluto da parte vostra, sia sulle cose su cui avevate già preso impegno - le macchine di risonanza magnetica - sia sulle altre sulle quali vi stiamo chiedendo risposta a domanda, mi riferisco ai Centri trapianto di cellule staminali.
Sul terzo emendamento per ora avete proposto che venga sospeso. Vorremmo capire se questo significa che accettate il suggerimento che vi stiamo dando o se lo sospendete in attesa di bocciarlo in un secondo momento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Presidente, rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io voterò a favore dell'emendamento 52 e mi inserisco nella discussione - o meglio tra le voci della minoranza che cercano un confronto con la maggioranza, al momento silente - per sollecitare quella risposta che lo stesso onorevole Vargiu poc'anzi richiedeva; ma soprattutto perché vorrei richiamare l'attenzione dell'Assessore sul fatto che questa domanda, se vogliamo lasciar perdere le richieste della minoranza, riproposta nell'intervento dell'onorevole Sanna meriterebbe una risposta.
Questa risposta, Assessore, noi la attendiamo da lei perché finora abbiamo discusso tra noi, componenti politiche del Consiglio; riteniamo che sia opportuno, anche per la buona continuazione del confronto in Aula, che ci sia un suo intervento chiarificatore sulle questioni poste dall'onorevole Sanna, esponente dei D.S. cioè un partito della maggioranza, che ha posto delle questioni importanti, ha posto delle domande che richiedono delle risposte che rimangano agli atti. Credo che solo lei possa dare queste risposte, la corretta interpretazione e che gli atti saranno fedeli per il prosieguo dell'interpretazione delle parti attuative del Piano affinché ci sia una chiarezza in merito soprattutto alla questione trapianti.
(Non è approvato)
Metto in votazione il testo dei paragrafi 1.3, 1.4, 1.4 bis.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, innanzitutto dichiaro il mio voto contrario sul testo dei paragrafi in votazione. Il paragrafo 1.3, per esempio, avrebbe avuto bisogno di ulteriori integrazioni che, chiaramente, non ci sono state. Le criticità del sistema attuale per essere sanate richiedono quelle soluzioni che noi abbiamo proposto già nella discussione generale di questo paragrafo (peraltro già espresse nella discussione in Commissione), per le quali non c'è stata, fino adesso, nessuna presa di posizione. Si parlava di incentivi alla ricerca sulla patologia, ma soprattutto di dotare i Centri di strumentazioni adeguate, moderne tecnologie e quant'altro che ci permettono
la diagnosi precoce di questa patologia. Ma soprattutto occorre una diversa dislocazione nel territorio per avvicinare quelle aree territoriali che oggi sono sprovviste di centri di riferimento, ovvero la Gallura e le altre province.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io voterò contro questa prima parte del testo. Vorrei sottolineare che da parte della maggioranza (mi rivolgo al collega Cugini, che non vedo in Aula, ma sicuramente avrà modo di sentire, così come agli altri colleghi). sono state avanzate diverse proposte per accelerare i lavori e il confronto sul Piano sanitario.
Io ho cercato di coinvolgere la Giunta in una risposta - per Regolamento, Assessore, lei sa di poter richiedere la parola in qualsiasi momento - noi attendiamo che lei, Assessore, prenda la parola e dia risposta non tanto alle sollecitazioni che noi stiamo portando avanti, quanto alle sollecitazioni di chiarimenti che sono pervenute dai banchi della maggioranza.
I chiarimenti servono non per prendere posizione su uno o sull'altro emendamento - anche se il collega ha dichiarato che eventualmente attende un emendamento dalla maggioranza per non votare quello della minoranza, è una sua decisione - ma perché rimangano agli atti indicazioni precise sulle scelte che si stanno facendo in quest'Aula. Questo serve anche alla minoranza per regolarsi di conseguenza sulle azioni successive, sugli interventi successivi, sugli emendamenti successivi. Almeno ci sia una spiegazione che credo sia dovuta per, mi passi il termine, educazione nei confronti di un collega (l'educazione è dovuta a tutti ma in questo caso pare che le risposte siano dovute solo alla maggioranza)che ha posto un preciso quesito. E' un argomento su cui ha richiesto chiarimenti, io credo che gli sia dovuta una risposta, per consentirgli poi di regolarsi nel prosieguo dei lavori nell'espressione dei suoi giudizi e nella valutazione degli argomenti che di seguito verificheremo. Continuo a insistere e auspico che questo chiarimento arrivi quanto prima.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Presidente, io credo che il ragionamento portato avanti dalla maggioranza, in modo particolare sul Binaghi, abbia seguito un filo logico. Il collega Vargiu chiedeva il perchè di questa scelta sui Centri trapianto di midollo; i Centri trapianto di midollo a Cagliari hanno la storia che tutti conosciamo, sono stati istituiti sotto l'influenza di scuole di pensiero diverse e per questo ne sono nati sicuramente più di quanti in realtà non fossero necessari.
Dall'analisi dei dati che abbiamo fatto anche in Commissione, è emerso che i Centri trapianto con il maggior numero di casi affrontati sono quello del Binaghi e quello dell'Oncologico Noi abbiamo considerato i Centri trapianto solo da questo punto di vista e in base a questo abbiamo presentato l'emendamento a cui faceva riferimento il collega Vargiu.
Il Centro trapianto del Binaghi è stato scelto perché fa un numero di trapianti appena inferiore rispetto a quello dell'Oncologico ma ha la struttura migliore, inoltre al Binaghi è stata istituita la banca di cellule da cordone; per questi motivi ci è sembrato giusto e corretto mantenere al Binaghi il Centro trapianto di midollo.
Il Businco, o Oncologico, è invece il Centro che esegue nell'anno il maggior numero di trapianti; ovviamente abbiamo pensato di mantenerlo inserendolo in un'organizzazione di tipo dipartimentale col Microcitemico, che dista peraltro quaranta metri dal Centro trapianto dell'Oncologico, perché il Microcitemico ha il numero più basso di trapianti nella nostra Regione ma sono trapianti per certi versi particolari perchè sono sui bambini.
Quindi per ovviare alla perdita di alta professionalità, che comunque si è formata al Microcitemico, noi abbiamo pensato che Oncologico e Microcitemico potessero proseguire la loro attività in forma dipartimentale. Non dimentichiamo anche che il Centro trapianto del Binaghi è un punto di riferimento per l'area del Mediterraneo e del Medioriente con convenzioni che sono già in atto. Ecco direi che solo questo è stato il motivo, molto logico, che ha spinto a presentare questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole sul testo dei paragrafi riprendo alcune argomentazioni del collega Vargiu e del collega Frau. Io credo che su questi argomenti si sia ragionato molto anche in Commissione e credo che le stesse argomentazioni che sono state portate in Commissione si stiano riflettendo nel dibattito in Aula. Io credo che ci sia una volontà da parte nostra di accogliere alcuni spunti positivi che sono nati dalle osservazioni dei colleghi dell'opposizione; un segnale in questa direzione credo sia la sospensione dell'emendamento sull'individuazione della sede dei Centri della sclerosi multipla.
Per quanto riguarda invece i Centri trapianto io chiedo ai colleghi di tener conto che non si parla solo di Centri trapianto, si parla anche di oncoematologia, che è qualcosa che va oltre i Centri trapianto e su cui noi abbiamo un'esperienza acquisita, dal punto di vista professionale, in due strutture di oncoematologia quali l'Oncologico e il Microcitemico.
L'oncoematologia del Microcitemico presso la quale si eseguono trapianti sui bambini, così come prevede la normativa, deve essere allocata in ambiente pediatrico; quindi il Microcitemico è una struttura che ha tutti i requisiti sicuramente di riferimento ed è anche logico andare ad un'esemplificazione dal punto di vista gestionale e prevedere in questa direzione anche una gestione dipartimentale dei due centri di oncoematologia dell'Oncologico e del Microcitemico, una per gli adulti e uno per i bambini.
E' una prima esemplificazione, mi rendo conto che si poteva spingere probabilmente di più e ci poteva essere in questa direzione anche un atteggiamento diciamo un po' più rigido nell'individuazione di un solo Centro per adulti, però teniamo conto di un'esperienza, di professionalità, di requisiti, anche della salvaguardia di strutture che oggi sono fortemente indebolite come il Binaghi. Probabilmente mantenere al Binaghi una struttura, che comunque oggi ha una valenza di riferimento anche internazionale, può avere carattere di transitorietà nella strutturazione della rete ospedaliera cagliaritana prevista nei prossimi tre anni; è una prima fase comunque di razionalizzazione che viene impostata da questo Piano sanitario. Io chiedo di tener conto di questa indicazione e credo che le argomentazioni poste dai colleghi possano comunque essere accolte positivamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
Qualche minuto solo per rispondere alle richieste di chiarimenti sui Centri trapianto di midollo. Devo dire, se non ricordo male, di aver già avuto occasione di portare questi dati in Commissione (forse in un momento in cui non tutti erano presenti), ma non ho nessuna difficoltà a riproporli. Nel 2005 in Sardegna sono stati eseguirti cento trapianti di midollo così ripartiti: venticinque al Binaghi, cinquanta al Businco, otto al Microcitemico.
Non esistono standard nazionali relativi ai volumi minimi di attività per i trapianti di midollo perché il Centro nazionale su questo non si è ancora pronunciato; il giudizio, per ora solo informale, è che un numero di trapianti inferiori alle dita di una mano è assolutamente insufficiente per garantire la qualità di un Centro, al di sopra di questi esistono già anche fuori regione dei Centri trapianto di midollo.
A partire dal 2006 e, ancor di più, dal 2007 a seguito della prima convenzione, alla quale se ne aggiungerà presto un'altra con l'Istituto mediterraneo per l'ematologia, le strutture di Cagliari potranno fare un numero di trapianti per giovani e adulti provenienti dai Paesi asiatici più consistente. Quindi le dimensioni di due dei tre centri sono assolutamente adeguate rispetto a quanto si ipotizza sarà richiesto dagli standard della letteratura e dai futuri standard nazionali. Il Microcitemico per ora fa un numero di trapianti relativamente modesto che è destinato a crescere perché le richieste provenienti dai Paesi asiatici riguardano soprattutto i bambini.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Chiedo la votazione nominale del testo dei paragrafi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dei paragrafi 1.3, 1.4, 1.4 bis.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI OSCAR - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - MORO - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Si Sono Astenuti: Il Presidente SPISSU - SCARPA.
Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 64
astenuti 2
maggioranza 33
favorevoli 43
contrari 21
(Il Consiglio approva)
Metto in votazione l'emendamento numero 30 .Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, in primis per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento. Dalla lettura del paragrafo 1.3 che tratta della sclerosi multipla ( piaga che caratterizza la nostra regione rispetto ad altre), si evince che i punti di criticità del nostro Sistema sanitario relativamente a questa patologia, sono rappresentati sia dalla mancanza in alcuni dei Centri dedicati appunto all'assistenza della sclerosi multipla di un approccio integrato multidisciplinare, sia dalle difficoltà, che molti pazienti residenti nell'hinterland incontrano per raggiungere i Centri dedicati. Chi ha avuto la sfortuna di assistere o di essere vicino a qualche persona colpita e anche deceduta a causa di questa malattia sa di che cosa sto parlando. Questa è una delle motivazioni che hanno portato alla presentazione di questo emendamento di cui anch'io sono firmatario.
Chiedo quindi, e ancora ritorno a quanto affermato nei miei precedenti interventi, perché non si pensa di attivare uno di questi Centri per la sclerosi multipla in qualche ospedale periferico dell'hinterland dove gravitano paesi, utenze che distano anche 70 km dall'ospedale provinciale? Perchè, invece che chiudere i centri di diabetologia , mandando all'aria le centinaia di miliardi spesi sino ad oggi per renderli operativi non si rende queste strutture funzionali ed usufruibili proprio da quel tipo di pazienti più deboli, da quel tipo di pazienti che soffre di più e che appunto, come si dice proprio in questo Piano, ha enorme difficoltà, date anche le carenze della nostra rete viaria, a raggiungere i Centri dedicati appunto all'assistenza della sclerosi multipla? Questo emendamento formula quindi una richiesta obiettiva che riteniamo possa essere accolta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore di questo emendamento; gli interventi dei colleghi Frau, Pacifico e dell'Assessore aiutano a capirci, però probabilmente necessitano di qualche approfondimento che faremo, magari un po' alla volta, nelle dichiarazioni di voto.
Ora vorrei dire che se voi, colleghi Frau e Pacifico, mi dite che sui Centri trapianto di midollo sono state fatte nel passato delle scelte sulle quali, comunque, la politica si deve confrontare adesso nell'operare una razionalizzazione con gradualità, io sono d'accordo con voi. Però stiamo dicendo che c'è una prevalenza della politica, cioè stiamo dicendo che quest'Aula ragiona in modo politico e che, di fronte ad esigenze complesse e che hanno nome e cognome, collega Frau non abbiamo manicheismi ideologici.
Siamo persone di mondo e quindi siamo capaci di capire che c'è il passato, non ci sono collusioni, non ci sono interessi occulti perché sono tutti palesi in questo caso gli interessi, con nomi e cognomi, siamo in grado di ragionare tra persone che sanno che esiste un consolidato, che non hanno niente da insegnare ad alcuno perché sono persone di mondo che ragionano su ciò che il mondo prospetta e che, siccome hanno come obiettivo la qualità dell'assistenza, sanno che qualche volta armarsi di scimitarra e cercare teste da tagliare può essere il modo peggiore per garantire qualità di assistenza, ma anche per garantire che un provvedimento venga esitato dall'Aula nel tempo più rapido possibile e nell'interesse generale dei sardi.
Allora se il ragionamento è questo, colleghi, io ritiro quella insinuazione velata di "marchetta" fatta riprendendo insinuazioni velate che ho sentito da voi e dico che sono d'accordo con voi nel dire che, pur sapendo che è impossibile da un punto di vista ragionevole che i Centri siano tre, siccome esistono delle condizioni oggettive di cui tenere conto nei percorsi di razionalizzazione graduale, per adesso restano tre nell'attesa di vedere che cosa fare.
Se voi però leggete gli emendamenti, cosa che in parte non avete fatto, vedreste che c'è un emendamento, di cui sono primo firmatario, che dice esattamente questo e che non cita nomi e cognomi e ospedali, come invece voi avete fatto. Ma di questo parleremo negli interventi successivi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, per annunciare il voto a favore dell'emendamento numero 30 che introduce quello che manca nel testo approvato: la realizzazione su tutto il territorio regionale di ambulatori dedicati. Nell'intervento precedente ho sottolineato come la maggioranza, che ha apportato i correttivi, è stata in grado di elaborare le criticità ma non è stata altrettanto in grado di attivare eventualmente le iniziative volte a dislocare su tutto il territorio regionale i Centri di riferimento; una necessità sulla quale i pazienti affetti da questa patologia, con molto impegno, cercano di farci capire che non si può continuare a sorvolare.
Io credo che se noi avessimo dedicato un attimo di attenzione in più a questi aspetti molto probabilmente non saremmo qui a discutere, e neanche a fare dichiarazioni di voto, né sull'emendamento numero 30 né a seguire sull'emendamento numero 117. Anche l'emendamento numero 117 riprende infatti questo tema della integrazione fra ospedali e territorio attraverso la presenza di una rete di strutture; strutture che devono tenere presente che le persone per spostarsi da un capo all'altro della provincia spesso e volentieri necessitano di un sostegno rappresentato volta per volta da un accompagnatore, e capita che non abbiano a disposizione un proprio autoveicolo e così via dicendo.
Allora se davvero c'è la volontà di costituire questa rete, Assessore, diciamolo chiaro, realizzeremo una rete di ambulatori dove sarà garantita la multidisciplinarietà degli interventi, al fine di offrire i servizi a cui questi pazienti hanno diritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Per sottolineare una sorta di contraddizione che spesso affiora, e l'intervento dell'onorevole Vargiu da questo punto di vista è stato emblematico. Infatti nel caso in cui si prefigura un'ipotesi non logica di soluzioni, nella organizzazione delle strutture sanitarie, la minoranza ci propone un'enfatizzazione di questa illogicità e dice: io accedo anche ad un percorso di razionalizzazione che invece sarebbe quello che io avrei voluto che fosse espresso in tutte le parti del Piano sanitario se questa razionalizzazione la esplicitiamo anche nelle modalità in cui deve avvenire e, quindi, anche nella valutazione, che qualche volta pare incongrua, del mantenimento di strutture che in una razionalizzazione vera non si sarebbero dovute mantenere.
Questo la dice lunga sullo stato della sanità in Sardegna. E la dice lunga anche sull'atteggiamento assunto dalla minoranza nell'affrontare la discussione del Piano sanitario. E' chiaro ed evidente che la sanità in Sardegna, come altre cose, è frutto di sovrapposizioni che si sono realizzate, anche di interessi, anche di interessi particolari, ed è quindi necessario recuperare logica su tutto. E non è possibile, neppure comprensibile, che ci siano delle falle lungo il percorso.
Non siamo tutti uomini di mondo! Personalmente io non lo sono, per come si intende l'essere uomini di mondo! Io sono per essere assolutamente rigoroso, sempre! E se siamo rigorosi quando si parla di precari, non si può non essere rigorosi quando si parla di primari. Si è rigorosi sempre! In ogni angolo di questo Piano bisogna essere rigorosi! Ecco perché io voterò contro questo emendamento e perché intendo intervenire su questi argomenti anche successivamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io voterò contro questo emendamento; e richiamo l'attenzione dei colleghi della minoranza alla discussione che abbiamo sviluppato in Commissione sul tema della sclerosi multipla per dire che l'approfondimento che c'è stato su questo tema, così come su altri temi, non può certamente prestare il fianco a critiche di atteggiamento superficiale.
E' un argomento, un tema che abbiamo approfondito, sviscerato in prima lettura, in seconda lettura, in occasione dell'esame dei diversi emendamenti, che ci ha visto modificare significativamente la proposta iniziale del Piano e che, così come ho riportato in un appunto che ho preso in occasione della discussione, riprendendo un'affermazione del collega Ibba, ha fatto dire che è un Piano con cui cerchiamo di dare risposte che migliorino le condizioni di salute ai cittadini.
Sulla sclerosi multipla abbiamo detto di più, abbiamo preso impegni, abbiamo detto certamente che non possiamo fare un manuale di patologia all'interno del Piano sanitario, ma sui macchinari, su altre cose, abbiamo detto che ci saranno risposte. Non possiamo però, data l'esiguità delle risorse, sprecarle.
Il collega Rassu chiedeva, evidenziando il problema umano, se qualcuno di noi avesse mai avuto occasione di stare vicino a una persona malata di sclerosi multipla, o addirittura deceduta per questo male. A questo interrogativo io rispondo che forse è meglio avere un ambulatorio in meno in ogni A.S.L., che oggettivamente non serve a nulla, perché un ambulatorio dovrebbe prevedere di per sé una presenza di specialisti talmente qualificati dal punto di vista neurologico, oculistico, radiologico, urologico (tutte patologie connesse purtroppo a questa malattia), che è meglio destinare le risorse all'approfondimento di queste specialità, al servizio presso le università, laddove noi stiamo prevedendo i centri specializzati, che non sprecare le risorse, perchè sarebbe uno spreco in danno dei cittadini e dei pazienti che, purtroppo, sono costretti a subire questa patologia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, molto brevemente, anche perché io non sono uno che mai abusa delle opportunità degli interventi. Però, mi pare che il richiamo al rigore del collega Uras, debba essere accolto, perché mi riferisco evidentemente ad un rigore di carattere metodologico. Chi legge questo Piano capisce (è espresso in una maniera così chiara e limpida che cava gli occhi a chiunque), che è ispirato alla creazione di una rete distribuita nel territorio di punti di riferimento che siano, come dire, terminali recettivi dei bisogni del sistema.
Allora, se noi vogliamo, come dire, metodologicamente attribuire ad ogni tipo di patologia importante per la Sardegna la definizione e l'attribuzione pregiudiziale di un ambulatorio di riferimento, che abbia una funzione di rilevanza, costruiamo soltanto una giungla, come dire, di targhe in plexiglas da mettere davanti alle porte degli ambulatori e dei poliambulatori. E se così dovesse accadere, non mi pare che renderemmo un buon servizio al Servizio sanitario regionale e ai bisogni assistenziali dei cittadini.
Allora, o questo Piano si legge in tutti i suoi passaggi, compresi i singoli emendamenti, nel senso e nello spirito con il quale è stato costruito e al quale maggioranza e minoranza, pure in parti diverse, hanno partecipato, e per le parti in comune hanno partecipato in maniera unitaria e condivisa, oppure ogni emendamento rischia di essere una esibizione di opinioni che però non dà un risultato sul piano pratico. Potrà dare un risultato sul piano del frenare il processo di approvazione di questo Piano; approvazione che, arriverà più tardi ma, comunque, arriverà.
Allora, se il più volte auspicato e richiesto atteggiamento di apertura e di disponibilità da parte della minoranza verso la maggioranza, ma anche della maggioranza verso la minoranza, parte un attimo dalla considerazione che l'atteggiamento è quello di tener conto del senso del Piano, allora possiamo uscire tutti da qui, dicendo ai referenti che abbiamo all'esterno che, comunque, il lavoro che abbiamo fatto è un buon lavoro. A prescindere che ci sia codificato o che non ci sia codificato un ambulatorio per la sclerosi multipla, per l'epilessia degli adulti, per quella dei bambini, per il piede torto, per la sindrome del tunnel carpale e così via.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 30, anche perché più avanti, nel Piano, nella parte riservata al Distretto, si dice che questo tipo di intervento la Regione Sardegna lo vuole fare all'interno delle strutture pubbliche. Però, sino ad oggi, nella parte relativa al Distretto, non c'è scritto come. Incominciate a inserirlo i. Perché vi costa tanto approvare questo emendamento? State dicendo che volete creare delle reti, questo è un modo per crearle: una in ogni ASL, si tratta di otto Centri, non credo sia una spesa così eccessiva; dato anche che i malati di sclerosi multipla, oggi, non hanno le giuste cure.
Queste persone non ricevono - e credo che l'onorevole Sanna, da quello che ha appena dichiarato, ne sia a conoscenza -in questo momento la riabilitazione necessaria per la loro patologia. Se infatti sono sfortunate e per l'acutizzarsi della malattia finiscono in ospedale, quando vengono dimesse possono avere, allora, la fortuna di entrare in un centro di riabilitazione per seguire quei cicli di otto trattamenti, ripeto, otto trattamenti; colleghi, significa che fanno terapia per una settimana e un giorno! Queste sono decisioni contenute in delibere della Giunta regionale del 2006.
Se questo vuol dire risolvere i problemi della salute dei sardi, signori, io non so come fate a volervi pregiare della medaglia per il varo del Piano sanitario regionale; non è così, sicuramente, che avrete il favore delle persone malate di sclerosi multipla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Io vorrei chiedere all'Assessore di avere l'accortezza di spiegare che cosa intenda per "applicazione in modo omogeneo su tutto il territorio regionale". Perché l'emendamento in votazione non fa che chiedere questo semplicemente rimarcando la necessità di avere in tutte le AA.SS.LL. gli ambulatori dedicati ai pazienti con sclerosi multipla. Siccome non penso che sia un emendamento atto a far perdere tempo ad alcuno, , io chiedo veramente la cortesia all'Assessore anziché, come purtroppo è consuetudine, conformarsi al parere del relatore di, iniziare a spiegare il motivo per il quale gli emendamenti non vengono approvati oppure invece il motivo per il quale devono essere approvati. Probabilmente perderemmo molto meno tempo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 30.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: CAPPAI - CONTU - DEDONI - GALLUS - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 59
astenuti 2
maggioranza 30
favorevoli 15
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 117.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, per esprimere il mio voto a favore di questo emendamento che cerca di specificare come realizzare quella rete regionale posta tra gli obiettivi del Piano. La valenza di questo emendamento non è stata colta neanche dal collega Ibba. Mi dispiace per lui, mi dispiace perché è un collega che stimo, che ha anche condiviso l'idea che nei territori fossero presenti quei servizi necessari ad alleviare la sofferenza della gente.
Collega Ibba, conosce la sofferenza del paziente affetto non solo da sclerosi multipla ma da altre patologie similari? E' difficile per me accettare il pensiero che lei assimili la sclerosi multipla al piede torto; lei sa esattamente che cosa significhi piede torto e che cosa significhi sclerosi multipla. Lei, consigliere Ibba, non doveva permettersi stasera di fare una similitudine di questo tipo. Lei ha leso la dignità della persona affetta da queste patologie, ma ha offeso anche se stesso in questo momento,sinceramente dovrebbe chiedere venia.
Inoltre lei era presente quando il direttore generale della ASL 8, audito in Commissione, ha proposto un progetto di rivisitazione strutturale della ASL. Il direttore ha detto che nell'Azienda sono presenti oggi circa 110 strutture che lui intenderebbe ridurre a 24 o 25.
Caro collega Ibba, ma lei, che conosce la realtà delle strutture sanitarie presenti nel territorio della ASL 8, pensa che questo sia un progetto che può sviluppare il direttore generale, o non siamo noi che dovremmo svilupparlo? Ma lei pensa davvero che noi potremmo dare la competenza di sviluppare progetti di questo tipo al direttore generale?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 117, coinvolto anche dalla foga oratoria del collega Contu. Devo dire che per una volta i liberali e i comunisti sono d'accordo, sono contento che il collega Uras sia stato l'unico che abbia colto il fondo di ironia, amara, presente nel mio intervento, quando ho detto che siamo gente di mondo.
Io e il collega Uras non siamo gente di mondo. Io non sono persona di mondo e, mi fa piacere scoprirlo, neanche lei. Le giustificazioni che ci sono state date sui tre Centri trapianto non le abbiamo accettate, e se lei controlla l'emendamento numero 236 scoprirà che in quell'emendamento sono scritte le cose che lei dice e che anche io dico.
All'assessore Dirindin, che cita numeri, chiedo se manderebbe il figlio in un centro che fa un numero di trapianti superiore a quelli delle dita di una mano Io no! Quando abbiamo parlato di ginecologia, di ostetricia, di parti, lei ha sostenuto, convincendoci, che i centri devono cumulare esperienza ripetendo molte volte le stesse attività per poter essere centri di riferimento nazionali e internazionali.
Secondo i dati forniti dall'Assessore nel 2005 sono stati effettuati cento trapianti in provincia di Cagliari: 25 al Binaghi, 50 al Businco e 8 al microcitemico. Assessore Dirindin, i numeri li faccia dare a Soru, perché 25 più 50 più 8 non fa 100, fa 83, quindi ne mancano 17. Altri 17 devono essere da qualche altra parte…
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ci sono Sassari e Nuoro.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sassari e Nuoro? Siamo ben contenti. Quindi non sono 100 trapianti a Cagliari. Ma io mi chiedo se ha un senso che continui ad esservi questa parcellizzazione, se ha un senso che vi siano tre camere sterili, se ha un senso tenere al Binaghi, un ospedale che sta diventando un poliambulatorio, una struttura che deve diventare centro di riferimento per il Mediterraneo. Però lei sostiene che i trapianti sui bambini è meglio che vengano fatti al Microcitemico.
Colleghi, su questa questione c'è confusione, come c'è confusione sull'assegnazione della banca delle cellule cordonali che in Sardegna, come tutti sanno, è istituita contra legem; collega Uras, chiediamoci il perchè.
In conclusione, su argomenti di questo genere non sarebbe meglio che quel confronto, che noi abbiamo tante volte sollecitato, venisse fatto sentendo anche gli operatori del settore, così da effettuare delle scelte su cui non ci sia ombra di interessi palesi, professoressa, non occulti, palesi?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io concordo con alcune delle osservazioni proposte adesso dal collega Vargiu. Ho letto, anche con attenzione, l'emendamento numero 236, e sto riflettendo sul contenuto. Sono convinto che in altre circostanze, sempre in quest'Aula, abbiamo indicato alcuni presidi ospedalieri come più rilevanti di altri, alcune patologie come più rilevanti di altre. Ho presentato insieme al mio Gruppo un emendamento, che è stato sospeso, sulle retiniti pigmentose. Una patologia in crescita, che lascia nei soggetti l'handicap grave della cecità; e ce ne sono tante altre tra cui la talassemia che diverse volte abbiamo cercato di "eradicare" E ci sono malattie sociali, veramente sociali, che da parte di chi governa ricevono un'attenzione meno significativa di patologie che invece sono in fase, diciamo, di trattamento avanzato. Quindi, io sono perché si vada al nocciolo delle questioni, ma come ci si va? Certamente non presentando emendamenti che richiamano la costituzione di reti, più o meno strane (Olbia, Tempio, Oristano, Lanusei), di integrazione tra ospedale e territorio. Questo non vuol dire niente, è un pasticcio presentato sotto forma di emendamento per creare una condizione di disagio all'interno dell'Aula, una procedura di ostruzionismo fine a se stessa. Questo non è un emendamento che produce effetti positivi…
CONTU (F.I.). Dacci tu le idee!
URAS (R.C.) …. Io qualche idea la do. Sto insistendo, per esempio, sul fatto che noi abbiamo molti reparti ospedalieri (al policlinico, al Brotzu) dove personale medico specializzato, che non deve essere formato, lavora in condizioni di precarietà; sono medici preparati, qualificati, pagati come i più modesti degli operai meno qualificati.
Questo è un problema e non voglio sentire storie! Io dico infatti che ci deve essere un piano di stabilizzazione di queste professionalità, perché così si fa, e in questo modo si fa anche sanità. Io voterò contro questo emendamento.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 234 è sospeso. Metto in votazione l'emendamento numero 233.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'emendamento numero 233 raccoglie una serie di riflessioni che facemmo in Commissione quando si discusse della sclerosi multipla. Allora venne sottolineato il fatto che gli interventi di screening sulla sclerosi multipla, in particolare quelli rivolti a indagare i familiari dei pazienti portatori di tale patologia, potevano avvenire soltanto in presenza di apparecchiature radiologiche, le famose apparecchiature di risonanza magnetica, ad alto costo dedicate; in quella circostanza tutti quanti convenimmo che, utilizzare delle apparecchiature di risonanza magnetica soltanto per scrinare i familiari dei pazienti affetti da sclerosi multipla e per valutare le fasi di riacutizzazione nei malati stessi, non era una cosa economicamente vantaggiosa.
Allo stesso tempo, però, convenimmo che se si vuole enfatizzare l'attenzione sul problema della sclerosi multipla, come in Sardegna è necessario fare, questo non può avvenire se non dotandosi delle apparecchiature essenziali per effettuare lo screening, la diagnosi precoce e per seguire il malato nel decorso della patologia.
In Commissione si sviluppò una discussione, dotta, sulla intensità di campo di queste apparecchiature, perché una certa quantità di lesioni precoci vengono viste soltanto da apparecchiature con campo magnetico di tre TESLA. Si disse però che queste apparecchiature hanno delle controindicazioni e si chiuse la discussione ipotizzando l'acquisto di un'apparecchiatura da tre TESLA quale riferimento in Sardegna per lo screening dei familiari, e decidendo di dotare tutte le strutture radiologiche, contigue rispetto ai centri di riferimento per la sclerosi multipla, di macchine di risonanza magnetica di ultima generazione.
Si pose il problema se inserire questa scelta nel paragrafo della sclerosi multipla o nel paragrafo della innovazione tecnologica. L'opinione della Commissione fu di inserirla nel paragrafo della innovazione tecnologica. Dalla lettura del Piano emerge che non c'è traccia della decisione né nel paragrafo della sclerosi multipla né nel paragrafo della innovazione tecnologica. Quindi chiediamo ai colleghi dove sia finito l'impegno assunto in tal senso dall'intera Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento. Io vorrei testimoniare la mia simpatia al collega Uras per il suo impegno in difesa dei precari, di quelle categorie più deboli a cui purtroppo stiamo facendo riferimento da quando abbiamo iniziato la discussione di questo Piano.
Collega Uras, se lei sfoglia il Piano non troverà mai la parola "paziente", quando va bene li si chiama utenti, qualche volta li si chiama clienti, qualche volta in altri modi, mai che venga utilizzata la parola "paziente". Allora, se questa è la sensibilità, collega Uras, che non ha colto nelle linee di questo Piano, molto probabilmente bisogna riflettere ancora molto, perché qui si pensa che il Piano nella sua applicazione tuteli anche la salute dell'uomo, e invece così non è. Manca la sensibilità nei confronti di pazienti particolari, non solo quelli affetti, da sclerosi multipla, ma ha anche quelli affetti da sclerosi laterale amiotrofica. Sono pazienti colpiti da patologie ingravescenti, per le quali ad oggi non si hanno terapie certe, che portano più o meno rapidamente a situazioni altamente invalidanti e poi alla morte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Nel dichiarare il voto favorevole vorrei sottolineare che questo è uno di quegli emendamenti chiaramente indirizzati a migliorare il contenuto del Piano. Un emendamento discusso in Commissione, così come hanno illustrato i nostri colleghi, che non viene affidato ad un tavolo di trattativa parallela, roba per politicanti, ma è affidato ad un'Aula che vuole discutere di sanità, dei problemi reali che la gente vive in maniera drammatica causati da questo tipo di patologia.
Un emendamento che, con un atto di onesta e buona volontà da parte della maggioranza, poteva essere accolto proprio perché volto a dotare le nostre strutture sanitarie di apparecchiature di ultima generazione; apparecchiature che possano rendere effettivamente possibili diagnosi precoci di questa patologia che angoscia tantissime famiglie della nostra terra. Non avete voluto esprimervi a favore perché, evidentemente, gli obiettivi sono altri.
Ma, in qualche modo, l'attenzione di quest'Aula è stata portata anche su questi argomenti, nonostante molti siano volutamente disattenti ignorando questioni che sono note anche a chi, pur non esperto di medicina, quotidianamente incontra le realtà drammatiche di famiglie che vivono già questa situazione mentre una diversa pianificazione sanitaria, che agisse sulla diagnosi precoce, potrebbe portare a risultati diversi per altre famiglie. Il confronto si doveva attuare qui, in Consiglio su queste cose, su quali invece voi non lo volete.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, colgo l'occasione, nell'espressione di voto sull'emendamento, per ribadire al collega Contu che è insita nei suoi interventi una strumentalità che non ha ragione di esistere. E dispiace anche perché, evidentemente, non ha letto il Piano. Infatti, quando si parla di presidi per affrontare i problemi dei pazienti affetti da sclerosi multipla nelle strutture pubbliche, io credo che lei comprenda, da medico, che questo necessita della presenza di specialisti e di strutture idonee; mi riferisco, nella fattispecie, al neurologo come lo specialista che per primo viene chiamato in causa nell'attenzione a questa patologia.
A pagina 12, nella tabella, per quanto riguarda la neurologia noi abbiamo previsto unità operative in sette ASL sulle otto presenti in Sardegna, ad esclusione dell'Ogliastra: stiamo parlando di unità operative di neurologia. All'interno delle unità operative di neurologia si presume che vi saranno anche gli specialisti di neurologia che si soffermeranno più specificamente su questa materia, apriranno i servizi e gli ambulatori riferiti a questo tipo di patologia. Quindi mi pare una strumentalità fuori luogo.
Comprendo e accetto le osservazioni del collega La Spisa, ma io credo che le questioni poste relativamente alla sofferenza delle famiglie che hanno in carico pazienti di questo tipo (in particolare pazienti affetti da sclerosi multipla) vanno debbano essere risolte non in sede sanitaria quanto in sede socio-assistenziale, soprattutto sociale. Mi pare che nel Piano sociale previsto nella legge numero 23, nelle discussioni che sono avvenute sui progetti-obiettivo e nei che si stanno attuando in tutte le province vi sia un'attenzione specifica di sostegno alle famiglie che hanno in carico questi pazienti.
Per quanto riguarda invece la questione delle tecnologie io concordo col collega Vargiu che vi deve essere un'attenzione del Consiglio in generale, e forse della Commissione sanità in particolare, nell'affrontare nella prospettiva la discussione che riguarda i Piani-investimenti sulle grosse tecnologie.
Nella discussione che è avvenuta nella Commissione con la Giunta regionale, in particolare con l'Assessore, mi pare che sia stata confermata questa volontà di confronto e, quindi, la Commissione verrà comunque chiamata a esprimersi con un parere che è formale, se pur non vincolante, per quanto riguarda i Piani-investimenti sulle grosse tecnologie. Credo che questa sarà una materia che potremo sviscerare più opportunamente una volta che il Piano sarà attuato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento e, soprattutto, visto che stiamo trattando di una particolare patologia, quella della sclerosi multipla, voglio dirvi che ho avuto l'opportunità, e dico opportunità, di conoscere un compagno di scuola di mio figlio colpito da questa patologia e quindi di vedere molto da vicino la sua sofferenza e quella di tutta la sua famiglia.
L'emendamento pone proprio il problema degli strumenti diagnostici raffinati in grado di fare una diagnosi precoce, per cercare di tutelare queste creature che vanno incontro, gradualmente, ad una vita piuttosto grama. Se non avessi sentito il suo intervento, collega Pacifico, avrei accusato la maggioranza di poca sensibilità nell'affrontare un argomento che non può essere liquidato così, tecnicamente, perché in quest'Aula la politica deve necessariamente pensare anche alla condizione di vita dei familiari; ma, su questo piano, ho la sensazione che ci sia poco.
Ecco perché dico che avremmo dovuto pensare meglio, riflettere meglio evitando la conflittualità fra un intervento e l'altro. La precarietà degli operatori sanitari è uno problema molto importante però, ascoltando gli interventi dei colleghi che tra l'altro sono anche degli esperti nel settore, mi pare che in generale stiamo perdendo di vista la figura del malato e la sua condizione di vita; le liste d'attesa per cercare di trovare una soluzione ai problemi di salute, per esempio, stanno diventando sempre più lunghe e noi qui stiamo discutendo di altre cose.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Io credo di aver espresso abbastanza chiaramente, in sede di discussione generale, il mio pensiero riguardo a questa patologia; oltretutto le parole dell'onorevole Pacifico su una successiva discussione in Commissione relativamente alla dotazione di alcuni di questi centri di strumentazioni adeguate e, soprattutto, necessarie per una diagnosi precoce mi inducono a chiudere qui il mio intervento.
Confermo il mio voto a favore dell'emendamento e sottolineo che i presìdi esistenti sono sufficienti per le diagnosi di sclerosi multipla, mentre i nuovi presidi servono soprattutto per effettuare diagnosi precoci da coniugare con l'utilizzo di farmaci in grado di ritardare la normale evoluzione di questa malattia che, voglio ricordarlo, è tecnicamente definita "degenerativa-progressiva" proprio perché porta all'inabilità della persona.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell' emendamento numero 233.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CONTU - DEDONI - GALLUS - LA SPISA - LADU - LIORI - MORO - MURGIONI - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 56
astenuti 1
maggioranza 29
favorevoli 13
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 170.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento perché si tratta di una proposta che precisa in modo inequivocabile un'attività, quella del trapianto di cellule staminali, individuando i luoghi deputati e indicati, appunto, negli ospedali Binaghi, Microcitemico e Oncologico che poi andranno a costituire, come dice l'emendamento, un dipartimento. Il mio voto favorevole e convinto nasce anche dalla considerazione che in casi come questo un atto amministrativo richiede una cornice legislativa e il Piano gliela offre chiaramente.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
(Segue CALIGARIS.) Con lo stesso spirito ho presentato l'emendamento relativo alla raccolta del sangue cordonale. Anche in questo caso, nonostante due specifiche delibere di Giunta, è necessaria una cornice legislativa ed è stata presentata un'apposita proposta di legge.
Il Piano però non può prescindere, a mio avviso, dal prevedere che la raccolta debba avvenire in ogni reparto di ostetricia; non può cioè essere rimandato ad un altro atto amministrativo perché in tal caso, a mio avviso, perderebbe di efficacia. Quindi confermo il voto favorevole all'emendamento con questa precisazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Verrebbe naturale dire che ci si associa alle motivazioni della collega Caligaris, e anche dei presentatori dell'emendamento, dopo che il collega Frau ci ha spiegato che bisogna far lavorare il centro dell'Oncologico perché è l'unico che sostanzialmente ha i numeri, e siamo tutti d'accordo; quello del Microcitemico dove vengono curati i bambini perché ha il reparto di oncoematologia, quindi deve vivere anche se come numero di trapianti siamo poco al di sopra delle dita della mano; quello del Binaghi che deve vivere perché stiamo stipulando una convenzione internazionale. La convenzione internazionale, però, sembra che riguardi soprattutto i bambini i quali alla fine saranno ricoverati al Microcitemico.
Colleghi, ma non vi sembra che in fase di pianificazione avremmo dovuto cercare di capire, chiamando intorno a un tavolo gli operatori che sul serio effettuano i trapianti, quali potessero essere (nei prossimi anni e relativamente all'area urbana di Cagliari) le esigenze di trapianto di staminali in Sardegna, in modo da poter creare una struttura davvero funzionante ed efficiente che, mantenendo salve le esigenze di tutti, mantenesse salve le esigenze di coloro i quali sono i primi destinatari del servizio che vogliamo dar loro, cioè le persone che hanno bisogno di trapianto di midollo?
Se stiamo dicendo che facciamo uno sforzo in questa direzione, allora siamo tutti quanti in grado di adattarci a sofferenze, di spiegare ai nostri amici che è un momento in cui stiamo davvero cambiando la sanità sarda, per cui i sacrifici, gli sforzi di razionalizzazione hanno un senso perché sono finalizzati. Ma qualcuno esaminando l'emendamento numero 170 potrebbe chiedere perché in questo emendamento è previsto un trattamento che per altri non c'è stato, perché queste esigenze consolidate hanno trovato una giustificazione - che possiamo trovare per tutto, colleghi, in Sardegna! - che per altre non si trovano? Quindi questa è la riflessione che io voglio fare.
Questo emendamento è un'occasione sprecata! Non perché io non ne condivida i contenuti, che possono andare assolutamente bene, ma perché si è sprecata un'occasione di ragionare su un problema reale. Questo doveva essere il contenuto del Piano. Ciò che noi stiamo facendo in Aula, colleghi, non è ostruzionismo, è richiamarvi a quello che avreste dovuto fare e che non avete voluto o potuto fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Molto brevemente, perché io molte volte proprio non riesco a comprendere. L'attività di trapianti è stata fondamentalmente imperniata, per quanto riguarda l'area di Cagliari, sui due poli che gravitano rispettivamente intorno al Binaghi e intorno al Microcitemico-Oncologico. I giornali di ieri riportavano che anche nel liquido amniotico si trovano cellule staminali, addirittura di livello embrionale maggiore rispetto alle staminali e alle cordonali. Ma allora se questa attività non la facciamo dove ci sono i punti di riferimento, ma dove si deve fare?
Non capisco, veramente, quale sia il motivo del contendere per l'emendamento numero 170 e mi sembra veramente ridicolo che si cerchi di trovare un ragionamento che non giustifichi il completamento che questo emendamento porta ai contenuti del Piano. Per questo motivo il voto è evidentemente favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La valutazione su questo emendamento non è facile; ma non possiamo non sottolineare che su questo tema la soluzione trovata è una soluzione più che altro politica, geopolitica, nel senso che tiene conto della geografia dei poteri nell'ambiente sanitario e accademico.
In questo Piano è vero c'è un filo conduttore ed è un filo rosso, e questa è una di quelle occasioni in cui il rosso è particolarmente evidente; certamente è una soluzione di compromesso comprensibile che quanto meno impedisce forse una grandissima ingiustizia nei confronti di uno dei contendenti, ma per accontentare altri, che hanno evidentemente solidi agganci politici, trova una soluzione di accomodamento che sicuramente non farà risparmiare risorse, nonostante le dichiarazioni di intenti della Giunta sul fatto che la spesa sanitaria debba essere assoggettata ad un rigoroso risparmio in modo tale da evitare duplicazioni, come si dice nella premessa. In questi casi non si è avuto il coraggio di dire di no ad alcuni amici o compagni di partito.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 170. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 220. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 237 è sospeso.
Passiamo all'esame del capitolo 2, sempre Parte I, al quale sono stati presentati sessantasei emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo 2 e dei relativi emendamenti:
2. PATOLOGIE DI PARTICOLARE RILEVANZA SOCIALEIl secondo "obiettivo di salute" del Piano 2006-2008 si propone di contrastare alcune patologie cui va riconosciuto carattere di particolare rilevanza sociale per il carico di sofferenza, disabilità e morte che provocano nella popolazione sarda in ragione della loro diffusione e della loro natura cronico-degenerativa.
Le aree di intervento rispetto alle quali il Piano intende concentrare l'attenzione sono:
· le demenze e la malattia di Alzheimer
· le malattie reumatiche e autoimmunitarie.
Tali aree non esauriscono il quadro delle condizioni cui il Servizio Sanitario Regionale deve far fronte e per le quali il Piano si impegna a favorire un graduale miglioramento della qualità dell'assistenza. Esse costituiscono le priorità rispetto alle quali il sistema si propone di garantire un sovrappiù di attenzione al fine di intensificare le azioni delle aziende sanitarie e di perseguire specifici obiettivi strategici di riorganizzazione degli interventi.
Ulteriori aree di bisogno meritevoli di attenzione sono richiamate nel paragrafo 2.3.
2.1. Demenze e Malattia di AlzheimerIn Sardegna, anche in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione, sono in aumento i casi di demenza senile, due terzi dei quali sono rappresentati dalla Malattia di Alzheimer, malattia degenerativa del sistema nervoso centrale ad andamento progressivo che rende le persone malate totalmente non autosufficienti.
I problemi delle persone con Malattia di Alzheimer e delle loro famiglie sono complessi e richiedono una valutazione adeguata, effettuata da specialisti e operatori con la collaborazione dei familiari. Sono necessari inoltre interventi basati su progetti personalizzati e integrati di assistenza, a carattere sanitario e sociale.
Oltre alla risposta sanitaria, il principale problema è il sostegno alla famiglia che, nella maggior parte dei casi, sopporta in solitudine il carico assistenziale e garantisce continuità di cure ai malati. La famiglia si trova a convivere con i malati, ad accudirli ed assisterli 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, affrontando disagi continui, costi onerosi, perdita di giornate lavorative e di tempo libero, con il conseguente isolamento dal contesto sociale ed il deterioramento della qualità di vita di tutti i componenti il nucleo familiare.
In Sardegna, in concomitanza con il progetto ministeriale Cronos, sono state istituite 14 Unità Valutative Alzheimer (UVA) omogeneamente diffuse in tutta la regione, gestite da competenze specialistiche geriatriche, neurologiche e psichiatriche. Il bilancio di attività, a quattro anni dalla loro nascita, presenta numerose ombre. Tutte le UVA hanno operato con una dotazione di personale inadeguata a fronte di una necessità valutativa estremamente dispendiosa. L'attività è limitata al momento diagnostico e terapeutico (senza garantire la presa in carico della globalità dei bisogni), con scarsa integrazione con i servizi sociali e con la rete dei servizi. Le esperienze di sostegno e formazione dei familiari delle persone affette da malattia di Alzheimer sono ancora episodiche.
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· promuovere l'invio all'UVA per una diagnosi tempestiva della patologia, anche attraverso il rafforzamento del ruolo attivo dei medici di medicina generale;
· favorire l'assistenza continuativa ed integrata dell'anziano attraverso l'adozione di piani personalizzati di assistenza in grado di prevedere risposte appropriate rispetto ai bisogni della persona e della sua famiglia;
· favorire il miglioramento degli ambienti di vita quotidiana, rilevanti ai fini della terapia e del contenimento della progressione della malattia;
· promuovere interventi di sostegno alla famiglia, anche attraverso la formazione dei familiari che si prendono cura della persona con demenza.
A tal fine ogni azienda sanitaria locale, anche tenendo conto di quanto indicato dal Piano locale unitario dei servizi (PLUS) , elabora uno specifico programma volto ad individuare nel territorio di propria competenza:
· i centri di riferimento per diagnosi e terapia;
· le modalità di erogazione dell'assistenza domiciliare da parte di personale adeguatamente preparato;
· i centri diurni nei quali dare risposte di tipo terapeutico e di sollievo ai familiari;
· gli interventi per il sostegno alle famiglie, anche attraverso i gruppi di auto aiuto, nella gestione del malato;
· i ricoveri di "sollievo" per brevi periodi in strutture specializzate;
· le strutture residenziali specializzate sul territorio con moduli espressamente dedicati ai malati con demenze;
· gli interventi di formazione specifica per i medici di medicina generale.
La Regione, entro 120 giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, definisce i criteri per il monitoraggio della qualità dell'assistenza, finalizzati a garantire il medesimo livello di risposta su tutto il territorio.
Per garantire un'adeguata presa in carico della persona con malattia di Alzheimer si promuove la valutazione multiprofessionale del bisogno sociosanitario.
2.2. Malattie reumatiche e autoimmunitarieLe malattie reumatiche e autoimmunitarie costituiscono una delle maggiori cause di ricorso ai servizi sanitari (nell'età adulta e anziana) e sono responsabili di alterazioni e limitazioni funzionali che possono condizionare notevolmente la qualità della vita di chi ne è colpito. Si tratta in gran parte di affezioni croniche che possono esordire anche in giovane età.
La Sardegna ha un'elevata presenza di persone con malattie reumatiche. Considerata l'alta prevalenza nella popolazione sarda di malattie a patogenesi immuno-mediata ed il previsto rapido invecchiamento della popolazione, si può ragionevolmente prevedere un ulteriore incremento della frequenza di queste malattie, comprese le forme più gravi.
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La mancanza di strutture specialistiche reumatologiche sul territorio ha come conseguenza un'inadeguata qualità dell'assistenza (anche per l'erronea afferenza specialistica del malato) e ritardi nell'accesso a trattamenti appropriati.
Tale situazione appare singolare, posto che in Sardegna esistono due Scuole di Specializzazione in Reumatologia che hanno già formato e stanno formando un elevato numero di specialisti in Reumatologia.
L'assistenza sanitaria al malato reumatico deve essere garantita attraverso una rete assistenziale specificamente finalizzata ad assicurare interventi di prevenzione e trattamenti terapeutici e riabilitativi, oltre che azioni di supporto al malato ed alla sua famiglia. La rete prevede il coinvolgimento dei medici di medicina generale e l'utilizzo di ambulatori specialistici, reparti di degenza per ricoveri ordinari, servizi di ricovero in day-hospital, servizi per la riabilitazione, assistenza domiciliare.
La rete mira a garantire trattamenti assistenziali appropriati rispetto alle specifiche esigenze dei pazienti affetti da malattie reumatiche e autoimmunitarie e ad assicurare all'intera popolazione regionale adeguate condizioni di accesso ai trattamenti, sulla base delle evidenze scientifiche circa l'efficacia dei diversi interventi. In particolare, con riguardo alla recente introduzione degli agenti biologici, farmaci costosi che necessitano di un monitoraggio specialistico, è indispensabile promuoverne un uso appropriato attraverso una corretta valutazione dei pazienti idonei e il monitoraggio degli effetti terapeutici e collaterali.
Per il triennio di validità, il Piano propone i seguenti obiettivi strategici:
· creazione di una Rete integrata per l'assistenza reumatologica diffusa in tutto il territorio regionale, tenuto conto delle condizioni geografiche e della rete viaria;
· creazione di una struttura ospedaliera reumatologica di alta specializzazione con funzione di riferimento per tutta l'area regionale;
· creazione di un servizio reumatologico in ogni azienda sanitaria locale, con funzione di riferimento specialistico per il territorio della rispettiva ASL e di raccordo con la struttura di alta specializzazione regionale;
· istituzione di servizi ambulatoriali specialistici distrettuali con funzione di collegamento con il medico di medicina generale e con le strutture reumatologiche aziendali;
· definizione di protocolli di screening e di valutazione clinica finalizzati alla diagnosi precoce e adottati sulla base di standard uniformi su tutto il territorio regionale;
· realizzazione di un piano di sensibilizzazione e aggiornamento dei medici di medicina generale sulle tematiche connesse all'assistenza reumatologica.
Le malattie endocrineLa prevalenza e l'incidenza delle malattie endocrine e dismetaboliche in Sardegna è particolarmente rilevante, principalmente per le malattie tiroidee anche a causa della persistente carenza iodica: recenti indagini hanno dimostrato che oltre il 50% della popolazione di età superiore a 50 anni è affetto da gozzo multinodulare. A fronte di una patologia complessa e di notevole impatto epidemiologico, le strutture sanitarie endocrinologiche in Sardegna sono ancora carenti.
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· il potenziamento di adeguate strutture ambulatoriali in grado di fornire una completa attività diagnostica e terapeutica;
· il rafforzamento dei servizi di medicina nucleare che garantiscano la "degenza protetta" per la terapia radiometabolica;
· lo sviluppo di tutte le attività di medicina preventiva e di informazione sanitaria, comprese quelle di screening raccomandate a livello nazionale;
· lo screening neonatale per l'ipotiroidismo congenito, assicurato dal Servizio di Endocrinologia Pediatrica dell'Ospedale Microcitemico di Cagliari, garantendo l'adeguamento alla normativa nazionale sui centri regionali di screening.
2.3. Altre aree di bisogno di particolare rilevanzaOltre alle patologie di cui ai precedenti paragrafi, pare opportuno dedicare attenzione ad ulteriori aree di bisogno rispetto alle quali sono necessarie azioni di consolidamento e/o di potenziamento delle attività in atto, oltre che di monitoraggio delle attività svolte, al fine di garantire un "buon governo" dell'intero sistema.
Donazioni e trapiantiLe attività di prelievo e di trapianto di organi, tessuti e cellule sono una realtà sempre più significativa anche nella casistica di questa regione.
I trapianti d'organo rappresentano un attività clinica consolidata che garantisce sopravvivenza e qualità di vita.
Nel 2004 in Sardegna sono stati segnalati 30 donatori per ogni milione di persone, con una tendenza all'aumento che secondo le prime stime del 2005 collocherebbero la Regione al di sopra della media nazionale. La percentuale di opposizione alla donazione é del 20%, contro una media nazionale del 27%. Nel 2005 sono stati effettuati 59 trapianti di rene (35 a Cagliari, 24 a Sassari), 30 trapianti di fegato a Cagliari, 8 trapianti di cuore ed 1 di rene-pancreas sempre nel capoluogo.
Nonostante i buoni risultati, la Sardegna non riesce tuttavia a garantire il totale soddisfacimento delle richieste di trapianto, in costante aumento. Tale carenza è determinata da più fattori:
· difficile identificazione dei potenziali donatori
· insufficienza delle rianimazioni rispetto alle reali necessità;
· carenze organizzative nel trasporto dei pazienti neurolesi verso le rianimazioni.
Per superare le insufficienze suindicate, obiettivi per il triennio di vigenza del piano sono i seguenti:
· aumentare il numero di donatori segnalati e di donatori effettivi nonché ridurre la percentuale di opposizioni alla donazione, anche attraverso azioni di sensibilizzazione alla cultura della donazione con lo sviluppo di attività formative nelle scuole, l'organizzazione di incontri seminariali e la produzione di materiale divulgativo anche con il concorso delle Associazioni dei pazienti e dei volontari;
· monitorare l'attività dei centri trapianti e garantire gli standard qualitativi e quantitativi previsti dal Centro Nazionale Trapianti (Conferenza Stato-Regioni documento 232 del 3 ottobre 2002 e 1966 del 29 aprile 2004);
· provvedere all'istituzione della banca di sangue placentare e all'attivazione della banca delle cornee, anche attraverso la stipula di apposita convenzione con altre regioni entro il 2007;
· favorire lo sviluppo di attività di ricerca e sperimentazione connesse al trapianto;
· predisporre un idoneo servizio di accoglienza e di sostegno psico-sociale ai pazienti ed ai familiari nelle fasi di donazione e trapianto.
La salute della boccaIn Italia circa il 6% delle prestazioni odontoiatriche sono offerte dal sistema pubblico. L'insufficiente offerta pubblica e l'alto costo delle prestazioni impediscono alla popolazione meno abbiente di accedere ad un livello adeguato di salute della bocca.
Il servizio sanitario regionale ha risposto sinora in maniera insufficiente alla domanda di salute orale. Con il presente Piano la Regione intende migliorare la propria risposta sotto il profilo quantitativo e qualitativo, in maniera innovativa, attraverso l'individuazione di precisi target di popolazione. In particolare si intendono individuare le fasce deboli e più a rischio di salute (anziani, adolescenti, persone con disabilità) come popolazioni bersaglio sulle quali concentrare l'intervento pubblico.
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· un programma sperimentale di protesi sociale destinata ad anziani ultrasessantacinquenni, prevedendo l'accesso alle prestazioni in base alla presenza di edentulia totale o parziale ed alla prevenzione delle stesse, nonché una prevenzione delle patologie cancerose e pre-cancerose;
· un programma di prevenzione delle malocclusioni dentarie, all'origine della gran parte delle patologie cariose, parodontali e disfunzionali, per bambini e adolescenti, individuando due età filtro definite sulla base delle indicazioni dell'OMS.
I criteri di accesso al servizio dovranno considerare le condizioni economiche disagiate, la possibilità, anche parziale, di contribuzione dei cittadini alle prestazioni, la priorità per i pazienti affetti da handicap psichici o fisici che generino non autosufficienza.
I programmi saranno garantiti prioritariamente presso le strutture pubbliche.
La Medicina del doloreIl controllo del dolore, sia nel paziente affetto da patologie maligne che nel paziente che soffre di patologie benigne, è un imperativo morale e un indice di civiltà.
L'efficienza della risposta a tale domanda sanitaria assume particolare rilevanza etica nell'attuale contesto culturale caratterizzato dal dibattito sul valore fondamentale della dignità della vita.
Il dolore deve essere affrontato con competenza specialistica seguendo un'adeguata sequenza metodologica che consenta una diagnosi algologica corretta, una appropriata scelta terapeutica nonché l'esecuzione ed il monitoraggio della terapia.
Il malato affetto da una patologia dolorosa acuta o cronica necessita di trovare risposta alle proprie esigenze di salute quanto più vicino possibile alla propria residenza, al fine di evitare lunghi spostamenti, spesso causa di aggravamenti di quadri clinici complessi.
Questo può essere realizzato garantendo la terapia del dolore anche nei presidi che ancora non vi abbiano provveduto.
Obiettivo del piano è quello di creare una rete integrata per la gestione ed il trattamento del dolore cronico che comprenda un centro ad alta specializzazione con funzione di riferimento per l'intera Regione, individuato presso l'ospedale Businco di Cagliari, e riferimenti aziendali con differente grado di autonomia in relazione alle dimensioni del bacino di utenza ed alla complessità del presidio ospedaliero, presso i servizi di anestesia e rianimazione.
Le attività di terapia del dolore saranno strettamente collegate con la rete territoriale di competenza e con i medici di medicina generale, assicurando l'attuazione delle cure palliative ai malati in fase terminale, rapportandosi, all'interno delle Aziende Ospedaliere, con i reparti di diagnosi e cura ed assicurando l'assistenza necessaria anche di cure palliative per i malati affetti da dolore cronico di origine neoplastica o di altra origine.
L'assistenza sanitaria alle persone detenuteIn Sardegna l'assistenza sanitaria alle persone detenute presenta gravi difficoltà organizzative e di erogazione delle prestazioni. La drammatica situazione in cui versano i detenuti delle carceri isolane è stata evidenziata anche dalla risoluzione sulla situazione delle carceri in Sardegna, presentata dalla II Commissione permanente del Consiglio Regionale e approvata all'unanimità il 16 febbraio 2005.
Nel rispetto del "Principio di equivalenza delle cure" sancito dall'OMS e del diritto garantito dall'articolo 32 della Costituzione Italiana, la Regione Sardegna si impegna ad assicurare alle persone detenute le stesse opportunità di cura che sono assicurate a tutti gli altri membri della comunità.
A tal fine il presente Piano prevede, d'intesa con l'Amministrazione penitenziaria, con l'Ufficio per i minori e le istituzioni ordinistiche sanitarie, la predisposizione di un programma di interventi che definisca in particolare:
- le mappe di rischio e gli obiettivi di salute da raggiungere in ciascuno degli Istituti Penitenziari con priorità per la prevenzione, l'assistenza alle persone dipendenti da sostanze, ai minori ed alle persone con disturbo mentale;
- le modalità organizzative attraverso le quali il Servizio Sanitario regionale può garantire l'assistenza sanitaria continuativa alle persone detenute, in maniera integrata con la rete dei presidi e dei servizi sanitari regionali, salvaguardando le professionalità acquisite e le peculiarità del servizio all'interno delle carceri;
- i programmi di formazione e aggiornamento degli operatori sanitari delle carceri sarde;
- attuazione della convenzione siglata con l'Amministrazione Penitenziaria al fine di garantire la presa in carico da parte dei Servizi di Salute Mentale delle persone con disturbo mentale detenute negli Istituti Penitenziari dell'Isola.
Il monitoraggio e la valutazione dell'attuazione del programma di interventi è affidata ad un Osservatorio permanente per il diritto alla salute negli Istituti Penitenziari composto da rappresentanti di tutte le istituzioni competenti, delle associazioni di familiari e del volontariato.
Le malattie gastroentericheLe patologie gastro-intestinali, di rilevante impatto economico e sociale oltre che sul benessere della popolazione, richiedono interventi estesi e mirati al fine di garantire una prevenzione efficace ed una diagnosi precoce delle patologie dell'apparato digerente Tra queste rientrano le patologie gastro-intestinali ad eziopatogenesi autoimmune (morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa tra le altre), la malattia celiaca,le epatopatie di origine infettiva e tossica (cirrosi, epatiti virali).
Queste ultime hanno, tra i fattori eziopatogenetici principali l'alcolismoparticolarmente presente in Sardegna anche in età giovanile. Per questo motivo, il Servizio Sanitario Regionale dedicherà particolare attenzione alla prevenzione di queste patologie, anche con una forte azione educativa, attraverso i distretti ed i PLUS, in particolare nei territori in cui l'alcolismo ha incidenza.
Obiettivi per il triennio di vigenza del Piano sono i seguenti:
· attivazione di programmi di informazione e di educazione sanitaria che riducano la diffusione delle patologie gastroenteriche in particolare di quelle alimentari, alcol correlate o virus correlate;
· creazione di una rete di servizi di gastroenterologia ed endoscopia diffusi su tutto il territorio regionale con compiti non solo diagnostico-terapeutici ma anche di prevenzione primaria e secondaria;
· creazione di sistemi alternativi di presa in carico del paziente facilitando la deospedalizzazione attraverso protocolli di consulenza e collaborazione con i medici di medicina generale.
Per l'ampia diffusione in Sardegna, la malattia celiaca richiede una particolare attenzione strategica.
La malattia celiacaLe manifestazioni cliniche della malattia celiaca (MC) sono molteplici; l'evoluzione delle conoscenze scientifiche avvenuta in questi ultimi anni ha permesso di inquadrare in maniera più completa la celiachia in tutti i suoi aspetti, anche se l'estrema eterogenenicità delle diverse forme cliniche (quadri atipici o silenti) può rendere difficile o, comunque, tardiva la diagnosi.
Indagini di screening hanno evidenziato che, almeno in età pediatrica, la MC è una delle patologie croniche più frequenti in assoluto: 1 caso ogni 180 soggetti tra gli 11 ed i 14 anni e che, per ogni caso di celiachia correttamente diagnosticato, ve ne sono 7 che sfuggono alla diagnosi clinica.
Obiettivo del Piano regionale dei servizi sanitari è:
- approntare, anche in collaborazione con le associazioni dei malati e dei familiari, un programma di screening ai gruppi di popolazione a rischio: familiari di 1° grado del celiaco, soggetti con sintomi indicativi di una forma sfumata atipica, pazienti con determinate patologie associate;
- consentire il rifornimento dei prodotti dietetici in qualunque farmacia o esercizio autorizzato della Sardegna.
La medicina dello sportOgni azienda sanitaria locale istituisce e potenzia, nell'ambito delle attività distrettuali, l'attività ambulatoriale territoriale e i centri di medicina dello sport, ove esistenti, con la finalità di garantire la tutela della salute della popolazione, con specifico riferimento alla medicina dello sport.
Obiettivi per il triennio di vigenza del Piano sono i seguenti:
· monitorare il rispetto dell'obbligo della certificazione di idoneità allo sport agonistico;
· promuovere programmi di educazione sanitaria in merito ai benefici dell'attività fisica e agli effetti dannosi delle pratiche dopanti anche con il coinvolgimento delle associazioni di promozione sportiva e delle federazioni sportive, degli enti locali, delle Università, delle scuole e degli altri soggetti interessati;
· elaborare linee-guida per la valutazione dei soggetti a rischio e dei soggetti con patologie croniche, per la conseguente prescrizione di attività fisiche;
· garantire il rispetto della normativa vigente sulla visita gratuita per i giovani di età non superiore ai 18 anni;
· garantire gli adempimenti previsti dalla normativa nazionale in materia di laboratori antidoping attraverso l'attività di laboratori ospedalieri operanti nella regione e attraverso convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti.
L'epilessiaL'epilessia è una malattia organica del sistema nervoso centrale che si manifesta in tutte le età e colpisce 1 persona su 200 (prevalenza intorno allo 0.5-0.6%); in Sardegna vivono circa 10.000 persone affette (la metà di esse ha meno di 20 anni) con una incidenza tra 500 ed 800 casi/anno; inoltre 3-4 persone su 100 hanno una crisi unica nel corso della vita, per cui la necessità di diagnosi differenziale è 12 volte maggiore.
L'incidenza e la prevalenza sono superiori sia nel primo anno di vita che negli anziani (circa l'1% della popolazione)
Le cause della malattia sono: genetiche (20%), secondarie a lesioni o malattie note del cervello nel 40% e ignote nel 30-40%.
L'influenza della malattia sulla qualità della vita è elevata, sia perché può durare tutta la vita, sia per il diffuso pregiudizio sociale.
Le persone affette da epilessia hanno un rischio di mortalità maggiore rispetto al resto della popolazione ed il rischio aumenta nei pazienti farmacoresistenti.
La diagnosi e la cura di questa malattia richiede una particolare competenza delle professioni sanitarie ed adeguate attrezzature tecnologiche.
Al fine di garantire alle persone con sospetto o diagnosi di epilessia un'assistenza che risponda a criteri di qualità e competenza, si propone di istituire una rete regionale coordinata di Centri di diagnosi e cura dell'epilessia.
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· riqualificare l'offerta e la qualità diagnostico-terapeutica alle persone sospette/affette da epilessia;
· ridurre il ricorso all'ospedalizzazione a favore di un'assistenza ambulatoriale o di day hospital;
· ampliare la rete di competenze epilettologiche coprendo le aree carenti;
· ridurre il ricorso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche extraisolane.
il Piano propone l'istituzione di una rete regionale di assistenza alle persone affette da epilessia.
L'obesitàIn Sardegna la percentuale di persone affette da obesità è ormai del 9,6% e quella dei soprappeso è del 34,8% secondo dati relativi dell'Istituto superiore di sanità al 2004. Studi epidemiologici sulla popolazione scolastica evidenziano una crescita preoccupante dell'obesità; nelle scuole medie, i maschi in soprappeso sono il 15,5% e gli obesi il 4,5% mentre le femmine in soprappeso sono il14,5% e le obese il 2%.
Nei licei e istituti professionali i maschi in soprappeso sono il 17,9% e gli obesi il 2,5% mentre le femmine in soprappeso sono il 1,6%.
Ciò che riduce l'aspettativa di vita delle persone affette da obesità e soprappeso non è l'eccesso di peso in sé ma le conseguenze che esso produce: dislipidemie,malattie cardio-vascolari, cardiorespiratorie, osteoarticolari, diabete mellito di tipo 2.
In ambito sanitario sino ad oggi si è cercato di combattere il problema dell'obesità in maniera settoriale e frammentata, inviando ai vari specialisti e ai reparti di competenza le patologie da complicazione e non occupandosi in maniera specifica delle cause dell'obesità.
In tal modo si sostengono costi sanitari diretti e indiretti elevatissimi senza riuscire per contro ad incidere sull'estensione del problema che, per definizione dell'OMS, sta ormai assumendo un carattere di tipo epidemico (i dati ISTAT evidenziano un + 25% di obesi dal 1991 al 2000).
A tutt'oggi non esistono strutture sanitarie di riferimento né sul territorio né negli ospedali che si occupino specificamente dei problemi dell'obesità, del soprappeso e delle complicanze.
Gli obiettivi da perseguire nel triennio 2006-2008 sono:
- garantire in ogni ASL, nei servizi territoriali e nella medicina scolastica, la presenza di professionalità dedicate al recupero e cura delle persone affette da obesità, soprappeso e loro complicanze, con equipe a carattere multidisciplinare;
- definizione di adeguati standard diagnostici e terapeutici;
- ottimizzazione dei percorsi assistenziali tra strutture di diverso livello;
- individuazione precoce dei soggetti a rischio in relazione alla popolazione residente;
- definizione di un Progetto Obiettivo regionale di educazione sanitaria sulle abitudini alimentari da attuarsi nelle scuole dell'obbligo.
Emendamento sostitutivo parziale Licandro - La Spisa - Contu - Petrini - Rassu - Sanjust - Randazzo Vittorio - Artizzu - CHERCHI Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Al 1° capoverso del paragrafo 2.1 le parole da "... sono in aumento i casi ..." fino a "... malattia di Alzheimer" sono sostituite dalle seguenti "sono in aumento i casi di demenza senile e di demenza di Alzheimer". (104)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2, introduzione
Al secondo capoverso, prima dell'ultimo periodo (che inizia con la parola "Ulteriori ..."), è aggiunto il seguente:
"Tali aree di intervento saranno pertanto oggetto di interventi economici progettuali mirati nelle manovre finanziarie e nel bilancio delle annualità di vigenza del Piano." (238)
Emendamento aggiuntivo Contu - Vargiu - Randazzo Vittorio - Petrini - Licandro - La Spisa - Randazzo Alberto - Liori - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Alla fine del 4° capoverso (28° riga), dopo le parole "sanitario e sociale" aggiungere le parole "ed economico". (50)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Al quarto capoverso (Obiettivi), dopo la seconda riga, è aggiunto il seguente:
"Realizzare in ciascuna ASL un'unità di coordinamento degli interventi per l'Alzheimer che abbia il compito di garantire diffusione ed omogeneità nel territorio degli interventi diretti ad intercettare i pazienti, ad attivare i piani di trattamento precoci, a garantire gli adeguati supporti assistenziali ai pazienti e alle famiglie, in piena integrazione con le attività di assistenza dei Servizi Sociali. (239)
Emendamento aggiuntivo Liori - Diana - Cappai - Artizzu - Sanna Matteo - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Rassu - Lombardo - Pisano - Cassano - La Spisa - Ladu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Al sottoparagrafo "obiettivi" è aggiunto il seguente punto:
"- istituire e promuovere centri riabilitativi, con capacità di erogare anche la riabilitazione cognitiva, che si occupino del paziente durante tutte le fasi di evoluzione della malattia: iniziale, intermedia e terminale.". (29)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Randazzo Alberto - Vargiu - Randazzo Vittorio - Liori - Petrini - Licandro - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Nel terzo capoverso, nel 3° punto delle Azioni, dopo le parole: "I centri diurni" aggiungere le seguenti: "precedentemente accreditati," (51)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Randazzo Vittorio - Vargiu - Randazzo Alberto - Licandro - Liori - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Nel terzo capoverso, al 6° punto dopo le parole "con demenze," aggiungere le seguenti:"compresi gli internati di riabilitazione estensiva e le Residenze sanitarie assistenziali (RSA);" (48)
Emendamento aggiuntivo Licandro - La Spisa - Contu - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar - Artizzu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Aggiungere dopo l'ultimo capoverso di pagina 17 il seguente:
"La Regione, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore del presente piano, presenta un disegno di legge per la demenza di Alzheimer". (103)
Emendamento aggiuntivo Gallus - Ladu - Murgioni. - Vargiu - Diana - Capelli - Licandro - Cherchi Oscar - Rassu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Amadu - Contu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Dopo il paragrafo 2.1 è aggiunto il seguente:
"2.1 bis. Disordini del movimento e malattia di Parkinson
Con il termine di "Disordini del Movimento" vengono classificate affezioni neurologiche di varia natura (degenerativa, dismetabolica, iatrogena, tossica), clinicamente caratterizzate o a un impoverimento e rallentamento dei movimenti (parkinsonismi, atrofia multisistemica, ecc.) o da movimenti involontari patologici che alterano i movimenti stessi (distonia, corea, atetosi, ballismo, tremore, mioclono, tics, s. delle gambe senza riposo, acatisia, ecc.).
La malattia di Parkinson rappresenta una delle patologie neurologiche più frequenti, in particolare nella popolazione di età superiore ai 60 anni. Il quadro clinico è caratterizzato da progressivo rallentamento dell'attività motoria, rigidità muscolare, tremore e altri sintomi variamente associati, in particolare disturbi dell'umore e deficit cognitivi. I dati epidemiologici indicano una frequenza oscillante fra 2-20 nuovi casi per 100.000 abitanti per anno, con prevalenza di 0.8 casi per 100 abitanti nella classe d'età fra 60 e 70 anni, di 2.1 casi per 100 tra 70 e 80 anni e di 3 casi per 100 tra 80 e 90 anni. L'evoluzione della malattia è lenta e progressiva, con variabile risposta terapeutica. È estremamente importante la valutazione accurata dei quadri di parkinsonismo (diagnosi differenziale) per poter instaurare un trattamento specifico, che necessita di accurato monitoraggio da parte dello specialista neurologo espero di tali patologie.
Col progressivo invecchiamento della popolazione è conseguente anche in Sardegna l'aumento dei casi di disordini del movimento e, soprattutto, di malattia di Parkinson. Per dare risposte ai malati sono necessari diagnosi e monitoraggio corretto e puntuale, effettuati da specialisti e operatori con una rete integrata di assistenza pluridisciplinare e la collaborazione della famiglia. Da qui la necessità di creare una rete integrata che comprenda un polo per l'intero territorio regionale ed ambulatori aziendali. La Provincia di Oristano è la terza provincia sarda per popolazione e ha gli indici di vecchiaia tra i più alti. La sua posizione di centralità rispetto ai principali centri urbani, la candida naturalmente ad essere un punto di riferimento regionale per le patologie legate ai disordini del movimento.
Il coinvolgimento e la piena collaborazione del mondo universitario di Cagliari e Sassari hanno trovato piena condivisione delle problematiche regionali, ma ancor più delle modalità comuni per dare risposte alle esigenze dei cittadini sardi. Tale condivisione di intenti si è concretizzata nell'individuazione di una Unità operativa di neurologia, da istituire nel P.O. "G. P. Delogu" di Ghilarza dell'Azienda ASL n. 5 (la quale ASL attualmente ne è sprovvista in tutti i P.O. pubblici), al fine di creare un punto di riferimento per i Disordini del Movimento e malattia di Parkinson. La Unita operativa consente di effettuare una corretta diagnosi e il consequenziale monitoraggio delle patologie in questione coinvolgendo non solo lo specialista ospedaliero, ma anche i medici di famiglia. Questa Divisione, oltre ad essere supportata dalle moderne tecnologie di diagnosi e cura, dovrà essere dotata di 8 posti letto di degenza ordinaria e di 2 day hospital (DH). (202).
Emendamento all'emendamento numero 35 sostitutivo totale Masia - Frau - Lai - Cocco.
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
L'emendamento numero 35 è sostituito dal seguente:
"Nel sottoparagrafo (obiettivi strategici", alla quinta riga, il secondo obiettivo è sostituito con il seguente:
· "creazione di una struttura ospedaliera reumatologica nell'area territoriale di Cagliari;
· riconoscimento della funzione di riferimento regionale presso le aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari." (598)
Emendamento sostitutivo parziale Amadu - Cassano - Rassu - Randazzo Alberto - Cappai - Liori - Diana - Licandro - Contu - Ladu - Randazzo Vittorio - Gallus - Sanna Matteo
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.1
Nel sottoparagrafo (obiettivi strategici), alla quinta riga, il secondo obiettivo è sostituito con il seguente:
"creazione di una struttura ospedaliera di alta specializzazione con funzione di riferimento per tutta l'area regionale nelle strutture sedi di scuola di specializzazione in reumatologia.". (35)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.
Al quarto capoverso (Obiettivi strategici) il secondo obiettivo è sostituito dal seguente:
"Incremento del numero di posti letto per specialità necessari alla creazione di una struttura ospedaliera reumatologica di alta specializzazione con funzione di riferimento per tutta l'area regionale.". (241).
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.
Al primo capoverso al termine del secondo periodo, dopo la parola "reumatiche" è aggiunto il seguente:
"La notevole incidenza epidemiologica delle malattie reumatiche in Sardegna è senz'altro una delle cause dello scostamento rispetto alle medie nazionali nel consumo farmacologico di FANS e di farmaci anti H2.". (240)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.
Al quarto capoverso (Obiettivi strategici) il secondo obiettivo è sostituito dal seguente:
"Rivalutazione delle necessità di FKT legate alla specifica patologia reumatica, con estensione dei regimi autorizzativi e di esenzione, finalizzati alla riduzione della terapia farmacologica, al risparmio di giornate di inabilità, alla miglior qualità della vita della popolazione, soprattutto anziana, affetta da tale patologia.". (242).
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2
Al 1° punto degli obiettivi del subparagrafo "Le malattie endocrine" le parole "il potenziamento di adeguate" sono sostituite da "attivazione di adeguate". (120)
Emendamento sostitutivo parziale Amadu - Cassano - Rassu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cappai - Liori - Diana - Licandro - Contu - Ladu - Gallus - Sanna Matteo
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2
Nel capoverso intitolato "Malattie endocrine" al sottoparagrafo "obiettivi", il secondo obiettivo (quinta riga), è sostituito dal seguente:
"il rafforzamento dei servizi di medicina nucleare nelle sedi di Cagliari e Sassari, che garantiscano la "degenza protetta" per la terapia radiometabolica.". (36)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2
Nel paragrafo titolato "Le Malattie Infettive", al secondo capoverso "Obiettivi), il secondo obiettivo è sostituito dal seguente:
"La dotazione di un adeguato numero di posti letto in ciascuno degli attuali servizi di Medicina Nucleare, al fine di garantire la possibilità della "degenza protetta" per l'esecuzione della terapia radiometabolica.". (243)
Emendamento aggiuntivo Uggias - Cocco - Lai - Giagu - Sanna Simonetta - Sabatini - Meloni - Sanna Francesco
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
A pagina 19, dopo le parole "strutture ambulatoriali" inserire le parole: "presso le ASL e le aziende miste universitario-ospedaliere". (222)
Emendamento aggiuntivo Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2
Nel sub-paragrafo "Le malattie endocrine", al 2° punto (riga 36), dopo le parole "servizi di medicina nucleare" inserire le parole "nelle sedi di Cagliari e Sassari". (176)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Vargiu - Ladu - Randazzo Alberto -Liori - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Dopo l'ultimo punto agli obiettivi del sub-paragrafo sulle Malattie endocrine, aggiungere il seguente: "o screening per adulti farà riferimento al Centro di Endocrinologia già presente al Policlinico Universitario di Monserrato". (49)
Emendamento aggiuntivo Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.2
Dopo il sub-paragrafo "Le malattie endocrine", è aggiunto il seguente:
"Le nefropatie
La Sardegna ha raggiunto elevati e qualificati livelli nel campo della diagnostica delle malattie renali, nell'assistenza ambulatoriale, nell'assistenza dialitica e nel trapianto renale.
L'insufficienza renale cronica non dializzata interessa il 5% della popolazione sarda pari a oltre 80.000 cittadini, molti dei quali sono ipertesi e diabetici.
La fase dializzata riguarda oltre 2.000 persone in Sardegna tra dializzati e trapiantati. Dai dati del registro regionale della Società Italiana di Nefrologia (SIN) si prevede un aumento dei pazienti che richiedono l'assistenza nefrologica, in particolare quella dialitica e il trapianto renale. Deve per questo essere ulteriormente migliorata l'attività di prevenzione con azioni specifiche per le varie nefropatie e con misure generali di prevenzione cardiovascolare, del diabete e delle infezioni.
Pertanto il presente piano si prone di potenziare e completare la rete ospedaliera e territoriale esistente per giungere a:
1. garantire una rete di strutture nefrodialitiche adeguata alle esigenze dei diversi territori delle Asl
2. adottare piani operativi in sinergia tra nefrologia, cardiologia, diabetologia, medici di medicina generale e specialisti delle strutture ambulatoriali finalizzati alla prevenzione del danno renale, alla diagnosi precoce delle nefropatie e al rallentamento delta progressione del danno renale
3. garantire continuità assistenziate al nefropatico tra ospedale e territorio attraverso percorsi assistenziali.
A tal fine, sarà istituita una commissione regionale per l'assistenza nefrologica, dialitica e del trapianto renale con funzioni di supporto al coordinamento delle diverse strutture territoriali e ospedaliere e alla loro integrazione con i servizi sociali.". (177)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al terzo capoverso (obiettivi), al primo posto tra gli obiettivi è inserito il seguente:
"Realizzare il complessivo potenziamento degli organici nei servizi che eseguono e supportano l'attività di trapianto.". (244)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al terzo capoverso (obiettivi), al secondo posto tra gli obiettivi è inserito il seguente:
"Garantire adeguate risorse finanziarie che consentano di raggiungere i più elevati standard di qualità dei servizi e di aggiornamento tecnologico delle apparecchiature nelle strutture ospedaliere che si occupano di attività trapiantologia". (245)
Emendamento aggiuntivo Caligaris
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel quinto capoverso del sottoparagrafo "Donazioni e Trapianti" al terzo punto degli "Obiettivi" dopo "placentare" aggiungere: "garantendo la raccolta dei cordoni ombelicali nei presidi ospedalieri con reparti e cliniche di ostetricia ...". (1)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Dopo "connesse al trapianto" aggiungere: "a tal fine viene disposto un finanziamento di € 300.000,00 per tre anni, finalizzato alla formazione specifica degli operatori del settore". (137)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al paragrafo intitolato "La salute della bocca", alla sesta riga, il periodo che inizia con le parole "Con il presente Piano ..." e termina con "popolazione." è sostituito dal seguente:
"Con il presente Piano la Regione intende innanzi tutto confermare gli attuali livelli di assistenza odontoiatrica pubblica già garantiti al di fuori dei LEA.
Intende inoltre migliorare la propria risposta sotto il profilo qualitativo e quantitativo, in maniera innovativa, attraverso l'individuazione di nuovi target di popolazione". (246)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al secondo capoverso (Progetto obiettivo), le prime due righe sono sostituite dal seguente:
"La Regione promuove nel periodo di vigenza del Piano un progetto obiettivo di durata biennale, che verrà finanziato con la manovra di bilancio per il 2007 e per il 2008, finalizzato alla realizzazione di:". (248)
Emendamento aggiuntivo Contu - Liori - La Spisa - Petrini - Vargiu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al sub paragrafo "La salute della bocca" all'ultima riga dell'ultimo capoverso aggiungere le parole:
"e/o private accreditate più vicine alla residenza dell'assistito.". (64)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
All'ultimo capoverso di pag. 21, dopo le parole "... presso le strutture pubbliche", sono aggiunte le seguenti:
"e in caso di impossibilità ad erogare tutte le prestazioni richieste, presso strutture private convenzionate secondo la normativa vigente.". (136)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al termine del paragrafo dedicato alla Salute della bocca, è aggiunto il seguente:
"I programmi saranno predisposti e vagliati da un'apposita Commissione per l'Odontoiatria Sociale alla quale partecipano i rappresentanti dell'AMDI e dell'AIO.". (247)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina del Dolore" al primo capoverso, dopo il secondo periodo, dopo la parola "vita" è inserito il seguente:
"È infatti evidente che lo stesso, attuale dibattito sull'accanimento terapeutico e sull'eutanasia registra un approccio ben differente se inserito all'interno di un contesto sanitario in cui sia garantita anche al paziente terminale la miglior qualità possibile della vita, attraverso la riduzione e l'eliminazione del dolore fisico.". (249)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina del Dolore" alla sest'ultima riga, dopo la parola "competenza" è inserito il seguente:
", con i servizi di Assistenza Domiciliare Integrata,". (250)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Randazzo Alberto - Licandro - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia - Vargiu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
All'ultima riga dell'ultimo capoverso del sub-paragrafo "La Medicina del dolore" dopo le parole "o di altra origine" sono aggiunte le seguenti: "garantendo la presenza dell'Anestesista.". (59)
Emendamento aggiuntivo Licandro - La Spisa - Contu - Rassu - Petrini - Sanjust - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Aggiungere dopo l'ultimo capoverso del sub-paragrafo "Medicina del Dolore" il seguente:
"Per il triennio di validità, il Piano si propone il seguente obiettivo: realizzazione di un piano di formazione e aggiornamento dei medici di medicina generale sulle tematiche connesse alla medicina del dolore". (102)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Il sub-paragrafo "L'Assistenza Sanitaria alle persone detenute" del paragrafo 2.3 del cap. 2 della parte 1ª è sostituito dal seguente:
"L'assistenza sanitaria alle persone detenute
In Sardegna l'assistenza sanitaria alle persone detenute presenta gravi difficoltà organizzative e di erogazione delle prestazioni, che non garantiscono alle persone in carcere il diritto alla salute.
La drammatica situazione in cui versano i detenuti delle carceri isolane è stata evidenziata anche dalla risoluzione sulla situazione delle carceri in Sardegna, presentata dalla II Commissione permanente del Consiglio Regionale e approvata all'unanimità il 16 febbraio 2005. Nel rispetto del "Principio di equivalenza delle cure" sancito dall'OMS e del diritto garantito dall'art. 32 della Costituzione Italiana, la Regione Sardegna si impegna, ad assicurare alle persone detenute le stesse opportunità di cura che sono assicurate a tutti gli altri membri della comunità. A tal fine, il presente Piano prevede, d'intesa con l'Amministrazione Penitenziaria e con l'Ufficio per i Minori, la predisposizione di un programma di interventi che definisca in particolare le modalità organizzative attraverso le quali il Servizio Sanitario regionale può garantire l'assistenza sanitaria continuativa alle persone detenute, in maniera integrata con la rete dei presidi e dei servizi sanitari regionali.
Nello specifico, le aziende sanitarie locali nel cui ambito territoriale sono ubicati istituti penitenziari devono farsi carico di organizzare, avvalendosi di apposite linee guida, programmi terapeutici che garantiscano in maniera tempestiva e continuativa e nel rispetto dei principi della dignità umana e del bisogno di salute tutte te prestazioni necessarie e appropriate che rientrano nei Livelli essenziali di assistenza definiti con il DPCM del 29 novembre 2001. In particolare, tali programmi devono assicurare che le attività di prevenzione collettiva in materia di igiene pubblica e di cura alle persone, senza alcuna differenza tra cittadini italiani, comunitari o migranti, siano erogate secondo criteri standard e uniformi in tutti gli istituti penitenziari, coerenti e costantemente raccordati alle dinamiche dell'assistenza territoriale, onde evitare che l'assistenza dentro e fuori le mura carcerarie proceda a velocità diverse. In tal senso, i programmi devono essere predisposti in modo tate che alte persone detenute e internate sia garantito il diritto a:
• l'assistenza medico-generica e specialistica;
• l'assistenza farmaceutica, agevolando il reperimento e la fornitura dei farmaci prescritti;
• la medicina d'urgenza-emergenza, garantendo l'assistenza ospedaliera più appropriata, dentro o fuori le mura carcerarie;
• l'immediata assistenza ai tossicodipendenti da parte del Ser.T. di competenza sull'istituto penitenziario, salvaguardando in forma concorde e condivisa con le persone detenute il trattamento terapeutico di mantenimento, onde evitare inutili sofferenze determinate da crisi astinenziali, la continuità dei trattamento farmacologico avviato fuori dalla struttura carceraria, l'eventuale trattamento di disintossicazione;
• t'informazione necessaria e adeguata per prevenire la diffusione di malattie infettive, l'adozione di procedure per identificare i soggetti infetti al momento dell'ingresso nelle strutture penitenziarie, la gestione appropriata per la cura dei soggetti affetti da patologie infettive;
• la tutela detta salute mentale, assicurando che tate attività sia coordinata dai Dipartimenti di salute mentale del territorio in cui è ubicato l'istituto penitenziario, individuando anche un'apposita articolazione organizzativa. A tal fine potranno essere adottati tutti gli strumenti che consentano la domiciliazione detta cura, il lavoro multidisciplinare, la formulazione di progetti di trattamento individuali, la continuità del trattamento, la presa in carico personalizzata del caso, finalizzata anche ad attivare tutti gli strumenti che evitino il ricorso all'internamento in OPG.
• la tutela della salute detta donna in raccordo con te attività consultoriali, assicurando screening oncologici, controlli ginecologici e la cura di tutte le patologie legate all'apparato uro-genitale;
• l'assistenza riabilitativa, con la predisposizione negli istituti penitenziari di appositi spazi attrezzati per lo svolgimento delle attività di riabilitazione.
La tutela del diritto alla salute delle persone detenute e internatie va realizzata attraverso l'individuazione di specifici modelli organizzativi, anche di tipo dipartimentale, in base ai quali l'azienda sanitaria locale deve garantire, in analogia con quanto prescritto per i cittadini in stato di libertà dall'art. 8, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 229/1999, l'attività assistenziale per l'intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana, attraverso il coordinamento operativo e l'integrazione professionale tra i medici di medicina generale, i medici specialisti ambulatoriali, tutti gli altri operatori socio-sanitari che prestano la loro attività nelle carceri sarde e le strutture del Servizio sanitario regionale.
Agli operatori socio-sanitari devono inoltre essere rivolti programmi di formazione e aggiornamento professionale.
Il monitoraggio e la valutazione dell'attuazione del programma di interventi è affidata ad un Osservatorio permanente per i( diritto alla salute negli Istituti Penitenziari composto da rappresentanti di tutte le istituzioni competenti, delle associazioni di familiari e del volontariato. A tale organo spetta anche il compito di stilare una Carta della tutela della salute negli Istituti Penitenziari secondo le modalità organizzative previste nei programmi predisposti dalle aziende sanitarie da diffondere anche all'interno delle strutture, in base alla quale ciascuna persona detenuta o internata possa far valere il rispetto del proprio diritto alla salute e all'assistenza.". (173)
Emendamento sostitutivo parziale Petrini - Contu - Licandro - La Spisa - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
L'ultimo capoverso del sub-paragrafo "L'assistenza sanitaria alle persone detenute" (pag. 23) è sostituito dal seguente:
"Entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente piano, l'Assessore dell'igiene e sanità e assistenza sociale istituisce, con il compito di monitorare e valutare l'attuazione del programma di interventi, l'Osservatorio permanente per il diritto alla salute negli istituti penitenziari, composto da rappresentanti di tutte le istituzioni competenti, delle associazioni di familiari e del volontariato.". (101)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel secondo capoverso, prima del primo alinea aggiungere:
"la tutela della salute delle donne detenute in raccordo con le attività consultoriali territoriali, assicurando con periodicità e programmi specifici: controlli ginecologici e cura di tutte le patologie della sfera uro-genitale e screening oncologici.". (119)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Dopo il primo alinea del 1° capoverso aggiungere:
"l'assistenza riabilitativa, con la predisposizione negli istituti penitenziari di apposite strutture per lo svolgimento delle attività di riabilitazione". (118)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Randazzo Alberto - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia - Vargiu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al sub paragrafo "L'assistenza sanitaria alle persone detenute" dopo il 4° alinea (pagina 23) è aggiunto un ulteriore nuovo alinea tra i programmi di interventi: "- Trasferimento presso strutture nel territorio regionale dei detenuti ricoverati nei 2 O.P.G. italiani, conseguendo un notevole risparmio di costi.". (57)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "Le malattie gastroenteriche" al secondo capoverso (obiettivi), è aggiunto il seguente obiettivo:
"- Attivazione di programmi specifici di collaborazione con le associazioni dei pazienti per la valutazione congiunta delle necessità di intervento e per la emersione del disagio sanitario e sociale presente tra quei pazienti (stomizzati, enteropatici cronici) che vivono in modo più problematico la propria condizione.". (251)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "Le malattie gastroenteriche" al secondo capoverso (obiettivi), è aggiunto il seguente obiettivo:
"- Collaborazione con le Associazioni per il trattamento dell'alcoolismo e con i servizi sociali per individuare i percorsi sanitari a cui indirizzare il paziente nella fase di stabilizzazione, successiva alla disintossicazione acuta". (252)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Diana - Murgioni - Gallus - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La malattia celiaca", al secondo capoverso (Obiettivi), è aggiunto il seguente obiettivo:
"garantire presso le strutture sanitarie residenziali la disponibilità del pasto per i celiaci, sotto il controllo del servizio dietologico della ASL, anche attraverso la collaborazione con le associazioni dei pazienti.". (319)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Diana - Murgioni - Gallus - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La malattia celiaca", nel secondo capoverso (Obiettivi), è aggiunto il seguente obiettivo:
"organizzare corsi di aggiornamento sulla patologia rivolti ai medici di base e ai pediatri, con periodicità almeno annuale, anche avvalendosi della collaborazione delle associazioni dei malati.". (320)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Diana - Murgioni - Gallus - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La malattia celiaca", nel secondo capoverso (Obiettivi), il primo obiettivo è sostituito dal seguente:
"approntare, anche in collaborazione con le associazioni dei malati e dei familiari, un programma di screening ai gruppi di popolazione a rischio: familiari di primo e secondo grado del celiaco, soggetti con sintomi che possano indurre il sospetto di una forma sfumata atipica, pazienti con patologie comunemente associale;". (321)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina dello sport", alla settima riga (Obiettivi), il primo "obiettivo" è sostituito dal seguente:
"Attivare un rapporto di collaborazione con il CONI, finalizzato ad evitare l'elusione da parte delle società sportive delle norme sulla idoneità agonistica, in particolare verificando che le visite autorizzative siano praticate presso centri autorizzati e, in caso contrario, negando il rimborso alle Società inadempienti.". (254)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina dello sport", alla quattordicesima riga (Obiettivi), il terzo "obiettivo" è sostituito dal seguente:
"Attivare un rapporto di collaborazione con le Società Scientifiche Mediche della Medicina Sportiva, finalizzato all'elaborazione di linee guida per la valutazione dei soggetti a rischio e dei soggetti con patologie croniche, per la conseguente prescrizione di attività fisiche". (255)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina dello sport", alla diciannovesima riga (Obiettivi), l'ultimo degli "obiettivi" è sostituito dal seguente:
"Garantire gli adempimenti previsti dalla normativa nazionale in materia di antidoping attraverso la collaborazione delle strutture della rete ospedaliera sarda con il laboratorio dell'Acquacetosa, unico autorizzato dalle vigenti direttive internazionali". (256)
Emendamento sostitutivo parziale Liori - Diana - Cappai - Artizzu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Rassu - Lombardo - Pisano - Cassano - La Spisa - Ladu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel secondo capoverso, ultimo punto, le parole: "e attraverso convenzione con uno dei centri nazionali già esistenti" sono sostituite dalle parole:
"garantendo se necessario l'opportuno adeguamento tecnologico e di personale". (31)
Emendamento Aggiuntivo Contu - La Spisa - Randazzo Alberto - Licandro - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia - Vargiu.
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Alla fine del primo capoverso, dopo le parole "i centri di medicina dello sport", sono aggiunte le seguenti: "; si tratta di incrementare sia il numero complessivo dei Centri che potenziare quelli già attivi sul territorio,". (69)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "La medicina dello sport", dopo il primo periodo, dopo la parola "sport.", è aggiunto il seguente:
"Nelle more dell'adeguamento dei propri presidi di Medicina Sportiva alle esigenze della popolazione, con particolare riferimento a quella minorenne, le singole ASL sono tenute ad attivare rapporti di acquisizione di prestazioni presso Centri autorizzati che ne facciano regolare richiesta al fine di garantire la piena soddisfazione qualitativa e quantitativa dell'utenza". (253)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Randazzo Alberto - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia - Vargiu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al termine del 3° punto degli obiettivi del sub-paragrafo sulla medicina dello sport, dopo le parole "attività fisiche" sono aggiunte le seguenti: "... e sportive non agonistiche, comprendendo anche tutte le palestre private, frequentate anche da persone anziane.". (58)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "L'epilessia", le ultime due righe sono soppresse. (257)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo intitolato "L'epilessia", alla diciottesima riga, il periodo che inizia con le parole "Al fine ..." è sostituito dal seguente:
"Al fine di garantire alle persone con sospetto o diagnosi di epilessia un'assistenza che risponda ai criteri di qualità e di competenza, si propone di istituire una rete regionale coordinata di Centri di diagnosi e cura dell'epilessia, secondo il modello hub and spoke, che abbia presso l'Azienda Mista di Cagliari il Centro Regionale di Coordinamento.". (258)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Al 2° capoverso le parole da: "... si propone di istituitre ..." fino a "cura dell'epilessia" sono sostituite dalle seguenti:
"Si istituisce una rete regionale ambulatoriale di diagnosi e cura dell'epilessia". (121)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Randazzo Alberto - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia - Vargiu
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Agli obiettivi prima del primo punto è aggiunto il seguente:
"promuovere una campagna informativa, anche pubblicitaria, sui pregiudizi ancora presenti in Sardegna sull'epilessia;". (63)
Emendamento sostitutivo parziale Pacifico - Mattana - Lai - Sanna Franco - Barracciu - Corrias
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 3
Le parole da "A tutt'oggi non esistono strutture sanitarie di riferimento ..." fino a "Gli obiettivi da perseguire nel triennio 2006-2008 sono:", sono così sostituite:
"Gli obiettivi da perseguire nel triennio 2006-2008 sono:
- Individuare nel territorio regionale le strutture di riferimento, a carattere multidisciplinare, per la cura e recupero dei soggetti affetti da obesità e sovrappeso.". (182)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Cocco - Uggias - Pacifico - Lai
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel sub-paragrafo "L'obesità", nel capoverso di pag. 27 le parole da "A tutt'oggi non esistono strutture sanitarie di riferimento ..." fino a "Gli obiettivi da perseguire nel triennio 2006-2008 sono:", sono così sostituite"
"Gli obiettivi da perseguire nel triennio 2006-2008 sono:
- Individuare nel territorio regionale le strutture di riferimento, a carattere multidisciplinare, per la cura e recupero dei soggetti affetti da obesità e sovrappeso.". (200)
Emendamento sostitutivo parziale Gallus - Ladu - Murgioni
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel sub-paragrafo relativo all'obesità il periodo che inizia con le parole "A tutt'oggi non esistono strutture sanitarie ..." e si conclude con le parole: "sovrappeso e complicanze", viene sostituito dal seguente periodo: "Le strutture sanitarie di riferimento per i problemi dell'obesità e del sovrappeso a tutt'oggi presenti nel territorio e negli ospedali sono da potenziare perché insufficienti a svolgere in maniera efficace i loro compiti.". (206)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Il 1° punto degli obiettivi (pag. 27) è sostituito dal seguente:
"garantire in ogni ASL nel servizio Igiene degli alimenti la presenza di personale dedicato alla sorveglianza nutrizionale e agli interventi di prevenzione per la diffusione delle conoscenze di stili alimentari corretti e protettivi della popolazione in generale, al recupero della persona affetta da obesità e loro complicanze con l'istituzione di moduli a carattere multi-disciplinare;". (122)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo "L'Obesità", le ultime due righe sono sostituite dal seguente:
"Definizione di un progetto Obiettivo regionale di educazione sanitaria sulle abitudini alimentari, con apposito stanziamento di risorse economiche nella manovra finanziaria per il 2007, da attuarsi nelle scuole dell'obbligo.". (261)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Alla fine dell'ultimo punto degli obiettivi (pag. 27), dopo le parole "scuole dell'obbligo" aggiungere le seguenti:
"e sulla popolazione generale attivando campagne su larga scala di promozione della salute e della qualità nutrizionale.". (123)
Emendamento aggiuntivo Gallus - Ladu - Murgioni
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo relativo all'obesità a pagina 27 nella settima riga dopo le parole: "la presenza di professionalità ...", sono aggiunte le seguenti parole: "ed opportune strutture". (204)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo "L'Obesità", al secondo capoverso (Obiettivi), è aggiunto il seguente:
"Attivazione di servizi autonomi di Dietologia all'interno delle strutture ospedaliere e miste con maggior numero di posti letto, che possano garantire la copertura delle esigenze del nosocomio in cui hanno sede, ma possano anche essere punto di riferimento con il territorio per tutte le necessità connesse al supporto delle attività educative e di controllo da realizzare nel distretto.". (259)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Nel paragrafo "L'Obesità", al secondo capoverso (Obiettivi), è aggiunto il seguente obiettivo:
"Garantire la competenza e la vigilanza da parte dei servizi delle ASL sulle mense di collettività, con particolare riferimento a quelle scolastiche, con l'obiettivo di qualificare l'offerta alimentare e di attivare percorsi virtuosi con le famiglie, finalizzati al raggiungimento di una complessiva alimentazione di qualità, nell'integrazione dei vari pasti della giornata.". (260)
Emendamento aggiuntivo Pacifico - Mattana - Sanna Franco - Sano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3. (143)
EMENDAMENTO aggiuntivo FRAU - COCCO - LAI - UGGIAS - BRUNO.
Parte I - Capitolo 2 - Paragrafo 2.3
Dopo il sub-paragrafo "obesità" aggiungere il seguente:
La malattia tromboembolica
Colpisce in Sardegna oltre 10000 persone, tante sono quelle attualmente in trattamento, con tendenza a costante crescita. Si prevede l'organizzazione in rete di servizi ambulatoriali presso i Preside ospedalieri e le strutture poliambulatoriali, onde addivenire in ogni ASL alla presenza di servizi ubiquitariamente diffusi. (175)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, il secondo dei cinque obiettivi di salute affronta quelle patologie che hanno una particolare rilevanza sociale. Il paragrafo 2.1 tratta delle demenze e della malattia di Alzheimer. Il Piano dice che: "In Sardegna, anche in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione, sono in aumento i casi di demenza senile, due terzi dei quali sono rappresentati dalla malattia di Alzheimer...". Io non sono assolutamente d'accordo con questa affermazione che non ritengo corretta (lo sostengo anche nel primo emendamento presentato a questa parte), perché la malattia di Alzheimer non è propriamente una demenza senile; in passato tutt'al più si tendeva ad usare l'espressione "morbo di Alzheimer" in riferimento a una forma di demenza presenile, in contrapposizione invece alla demenza senile.
Oggi si ritiene, invece, che la malattia colpisca persone sia al di sotto che al di sopra dei 65 anni di età. Di conseguenza oggi ci si riferisce spesso alla malattia come alla demenza di Alzheimer specificando, eventualmente, ad esordio precoce. E' certo che la vecchiaia di per se stessa non è la causa di tale malattia; si calcola che oggi in Italia siano almeno 500 mila le persone ammalate e questa cifra è destinata, pare, a raddoppiare nei prossimi vent'anni.
Rispetto al capitolo precedente i cui propositi sono assolutamente condivisibili, pur con diverse lacune, ma non si capisce con quali risorse economiche realizzarli, in questo capitolo non tanto per le demenze senili ma, in maniera specifica, proprio per l'Alzheimer non c'è quasi niente o, perlomeno, io sono convinto che questo è un paragrafo che non sposta né sposterà di una virgola le disagiate condizioni dei familiari che hanno un paziente Alzheimer dentro casa, Non ci sono né progetti, né soldi, a differenza di altri capitoli, di altri paragrafi.
Io credo che non bastino queste due pagine scarse per aiutare, seppure in misura ridotta, chi combatte realmente 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 contro questa terribile malattia. E dico questo perché se qualcosa, in minima parte, si farà per loro lo si dovrà soltanto al fatto che attualmente per loro non si fa niente. Intanto chiariamo un concetto fondamentale: la malattia di Alzheimer è una malattia che colpisce, sì, una persona spesso ancora nel pieno delle proprie forze, ma man mano che queste forze diminuiscono diventa sempre più una malattia che colpisce la famiglia. Io lo dico sempre, l'ho ribadito più volte anche in Commissione, che soltanto chi è entrato in una casa dove c'è un malato di Alzheimer sa di che cosa stiamo parlando, sa realmente che cosa questo significhi.
Nel documento, in effetti, c'è scritto che i familiari si trovano a convivere con i malati, ad accudirli, ad assisterli giorno e notte con disagi continui, spese onerose, perdita di giornate lavorative e deterioramento della qualità stessa della vita. Eppure questo, io ne sono convinto, credetemi colleghi, non rende ancora giustizia del terribile, dell'incredibile dramma familiare cui sono sottoposti. Perché, vedete, una demenza senile se non altro ha dei limiti di età cioè ha dei limiti di tempo che sono legati all'età avanzata, ma un Alzheimer può durare anche diversi decenni.
Io, ad esempio, ho una paziente che da 12 anni si è trasformata in una bambola di pezza: la spogli, la rivesti, la sposti, la pulisci, senza che opponga assolutamente alcuna resistenza se non a causa di una certa rigidità muscolare che va aumentando nel corso degli anni. Però, vedete, a differenza di una bambola deve mangiare, chiaramente, rigorosamente col sondino naso-gastrico; e questo vi garantisco che è già un risultato perché prima del sondino naso-gastrico, quando stava un pochino meglio, ci volevano spesso anche due ore per arrivare a fornirle le calorie di un unico pasto. A differenza di una bambola di pezza ha i tessuti molto delicati e tende a piegarsi in continuazione; a differenza di una bambola non puoi prenderla in braccio se non con estrema delicatezza e, fra l'altro, non puoi neanche sostituirla con una bambola nuova. E il marito, i familiari di questa donna probabilmente vivono questo disagio in una maniera ancora più terribile.
Io mi rendo conto dei segni di cedimento dei familiari ma, purtroppo, non è rappresentato in nessuna patologia quello che sopportano i familiari che hanno un paziente Alzheimer. Queste famiglie, in effetti, oggi quali sostegni hanno? Praticamente niente. Ad Oristano ci sono delle strutture, o perlomeno ce n'è una soltanto in provincia di Oristano, ma costa tanto, 5 mila euro al mese di cui metà a carico della famiglia. E quale famiglia può permettersi una spesa del genere e, in ogni caso, per quanto tempo? Ecco perché per questa famiglia, più che per altre, ci vogliono delle risorse economiche, perché quattro righe di propositi, per quanto buoni siano, non sono sufficienti, anzi propositi che a differenza di altri punti del Piano non sono neanche tanto buoni.
Lo stesso ministro Livia Turco, in occasione della XIII giornata dell'Alzheimer lo scorso settembre, ha detto che fino ad oggi abbiamo fatto troppo poco per questa classe di pazienti e per i loro familiari. La situazione dei malati e delle loro famiglie è ancora lontana da un approccio sistematico corretto. La maggior parte dei malati è assistita, oltre che dai familiari, da amici, mentre l'apparato di supporto del sistema sanitario e dei presidi socioassistenziali è spesso ancora carente e non sempre preparato alla gestione di una malattia così complessa. E, allora, bisogna avere il coraggio, che hanno avuto altre regioni prima di noi, regioni come il Veneto e l'Emilia-Romagna, di fare una legge apposita con la predisposizione di un Piano organico di interventi; ma con interventi soprattutto a favore delle famiglie che assistono in casa persone che hanno una demenza accompagnata da gravi disturbi comportamentali e, naturalmente, assolutamente con tanto di risorse economiche. Altro che promuovere la valutazione multiprofessionale del bisogno sociosanitario! Questo alle famiglie non interessa perché sono soltanto parole che, se non sono seguite dai fatti, sono prive di qualunque significato.
Per quanto riguarda la medicina del dolore, si parla di un coinvolgimento dei medici di medicina generale e questo, è ovvio, è assolutamente condivisibile ma a differenza di altre parti del Piano qui non si parla assolutamente di quello che sarebbe assolutamente necessario e cioè di un'attività di formazione che è assolutamente fondamentale per garantire quella competenza e l'assistenza necessaria per migliorare la qualità della vita soprattutto nei malati terminali per un dolore di origine neoplastica.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intanto vorrei proporre una considerazione di carattere generale relativamente al traguardo che il Consiglio sta raggiungendo esitando Piano sanitario, al di là delle critiche che sono inevitabili ma utili. Credo che, se ci si pone in un'ottica collaborativa non ideologica, possiamo e dobbiamo dire che finalmente in Sardegna dopo ventuno anni esiste un documento che contiene alcune importanti finalità. Propone infatti il riordino del sistema, la condivisione degli obiettivi e delle strategie da parte degli operatori nell'ottica di dare garanzie al soddisfacimento dei bisogni dei pazienti, si pone l'obiettivo di personalizzare gli interventi.
C'è però un aspetto non trascurabile almeno per me, socialista, che ha fiducia nella sanità pubblica. Il Piano sotto questo profilo, quello della sanità pubblica, francamente mi sembra blando, debole almeno per quanto riguarda i posti letto a Cagliari. Non è infatti condivisibile che alcune strutture risultino iperdotate e altre, invece, debbano vedere ridotto drasticamente il loro ruolo fino a scomparire come, per esempio, l'Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani. Dico questo pur apprezzando gli interventi dell'onorevole Cugini che anche stamattina ha fatto un ragionamento assai rassicurante.
In una oggettiva assenza di indicazioni strategiche per troppi lustri, in una realtà dove si sono sedimentate delle posizioni di privilegio, dove in alcuni ospedali come il San Giovanni di Dio i pazienti si devono contendere le aste per e le flebo e le condizioni igieniche, come ho avuto modo di denunciare in un'interrogazione, sono precarie, quando le liste di attesa durano troppi mesi per accedere a una visita specialistica, quando insomma il cittadino non si sente del tutto garantito dentro una struttura ospedaliera pubblica è stato, ritengo, oggettivamente difficile predisporre un progetto condivisibile con particolare riferimento agli obiettivi di salute.
È, quindi, auspicabile una maggiore attenzione alle problematiche legate all'invecchiamento della popolazione, sia quella autosufficiente e in buona salute che necessita di interventi per conservare più a lungo possibile questa condizione, sia quella non autosufficiente il cui peso non può ovviamente ricadere costantemente sulle famiglie e soprattutto, come sempre o quasi sempre, sulle donne. Il Piano della Sardegna, che è l'isola di grandi vecchi con un'incidenza della natalità e della fecondità inferiore rispetto al dato medio nazionale, deve quindi dedicare più attenzione a questa significativa fetta della popolazione e auspico che l'organizzazione distrettuale con i Piani locali unitari dei servizi sia davvero in grado di far fronte a tutte le problematiche inerenti la terza età.
Non avendo partecipato ai lavori della Commissione e come firmataria, insieme all'onorevole Mariuccia Cocco, di una proposta di legge per l'istituzione della banca per la raccolta del sangue del cordone ombelicale, in perfetta sintonia con quanto peraltro previsto appunto in due distinte delibere dell'Assessorato della sanità, ho predisposto l'emendamento aggiuntivo numero 1 per garantire, integrando il testo, la raccolta di sangue placentare in tutti i presidi ospedalieri con reparti e cliniche di ostetricia. L'emendamento, in definitiva, tende a sciogliere qualunque dubbio sul fatto che possano non essere garantite ai neonati e alle rispettive mamme residenti lontano da Cagliari pari opportunità,.
Sono note a tutti le straordinarie caratteristiche delle cellule staminali del cordone ombelicale, anche in grado di sostituire in caso di necessità il trapianto di midollo osseo, per cui spero vivamente che il relatore, la Commissione, l'assessore Dirindin e l'Aula accolgano con favore la proposta che è finalizzata, esclusivamente, a rendere più chiara e incisiva la volontà di realizzare questo importante progetto che avrà per protagoniste le strutture ospedaliere, le donne, i bambini dell'isola e il volontariato specializzato.
E' un'iniziativa di grande spessore culturale in grado di proiettare l'isola con le sue specificità genetiche, a cui molti colleghi hanno fatto riferimento in questi giorni di lavoro in Aula, nel più ampio contesto nazionale e internazionale dando rilievo - se ne parla tanto - alla vita, ma anche fortemente alla cultura della solidarietà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, la prima considerazione che io vorrei fare attiene al fatto che è certamente abbastanza difficile ragionare, in un intervento della durata di dieci minuti, su una dozzina di patologie, direi piuttosto importanti in Sardegna visto che sono definite di particolare rilevanza sociale, come se fossero patologie omogenee tra loro e, contemporaneamente, esprimere anche il parere su sessantasei emendamenti, quanti sono gli emendamenti che gravano sulla parte del Piano in discussione.
E' evidente, dunque, che più che riuscire a fare una disamina accurata degli emendamenti o delle patologie che il Piano affronta è forse meritevole di un attimo di tempo dedicato un ragionamento di metodo su questa parte. Ma il ragionamento di metodo su questa parte non può che esprimere anche in questo caso delusione perchè è evidente che il Piano non è scritto da una mano unica che abbia in mente una "ragionevolezza" di contenuti e di metodo che si adatti a ogni singola patologia, in maniera tale che ogni singola patologia possa essere rappresentata nello stesso modo. Se voi ci pensate ciò che a noi servirebbe trattando di obesità, di malattie endocrine, di donazioni e trapianti, di salute della bocca, sarebbe un'analisi dell'esistente, una verifica del grado di soddisfazione attualmente presente su questi problemi e una proposizione che fosse quanto più possibile semplice e quanto più possibile specifica sulle soluzioni indicate nel triennio di vigenza del Piano.
Bene, se voi colleghi del centrosinistra avete tempo da sacrificare, oltre quello che già stiamo dedicando, e vi leggete uno per uno gli argomenti dei paragrafi del capitolo 2 vi renderete conto che questo non c'è, nel senso che in un caso si propone l'attivazione di una Commissione con i pazienti e le famiglie dei pazienti, nel caso successivo questo istituto sparisce; in un caso si fa una disamina dell'esistente accurata e magari si scrive poco sugli obiettivi, nel caso successivo la disamina dell'esistente è pressoché nulla e si elencano una dozzina di obiettivi di Piano che, come chiunque abbia buon senso sa, significa sostanzialmente abdicare al compito di fornire soluzioni. È evidente infatti che quando noi sull'epilessia elenchiamo cinque obiettivi di Piano significa che non ce n'è neanche uno, forse sarebbe stato utile dire semplicemente che nella cosiddetta istituzione della rete regionale dei centri per l'epilessia si usava il modello Hub and Spoke, di cui si è fatto ampio uso all'interno del Piano, e che magari si individuava il centro di riferimento perché il modello Hub and Spoke parte quando parte la struttura di riferimento, mentre se non esiste una struttura di riferimento ma sono tutte sullo stesso piano addio modello Hub and Spoke.
Quindi riproponiamo anche in questo caso la critica fondamentale che abbiamo mosso al Piano: è un Piano che contiene un pot-pourri di esigenze inserite, quindi, senza razionalità; è un Piano finto, è un Piano che consentirà alla collega Caligaris di dire che dopo 21 anni è stato approvato il Piano ma non cambierà (almeno in questa parte che pure sarebbe potuta essere una parte importante), alcunché nella qualità della salute percepita dai sardi.
E se non cambia in questa parte, e cambia in peggio come vi dimostreremo nelle parti dove le scelte ci sono, allora io lascio immaginare a voi che cosa i sardi si aspettano sulle tematiche del diritto alla salute e che cosa spetterà a voi, politici del centrosinistra, quando i sardi vi chiederanno ragione dei tagli alle prestazioni sanitarie che cadranno come mannaie nel territorio, perché a voi chiederanno ragione di questo come è giusto che sia. Quindi le domande che vi abbiamo posto riguardano grandi temi che comunque sono echeggiati in quest'Aula.
Ma vi ricordate la famosa polemica sul Lansoprazolo? Io spero di sì perchè molti di voi parteciparono anche alla discussione; ebbene, poiché in questo capitolo ci occupiamo anche delle malattie reumatiche, io vorrei fare con voi un ragionamento. Le malattie reumatiche, voi dite, hanno un'incidenza particolare in Sardegna, e sappiamo che è davvero così. Le malattie reumatiche sono malattie invalidanti in quanto attaccando l'apparato locomotore creano delle difficoltà di movimento nei soggetti che ne sono colpiti, e queste difficoltà di movimento aumentano man mano che aumenta l'età. Che cosa abbiamo noi a disposizione, noi medicina, noi assessori, noi politici, per rispondere a questo problema? Beh, abbiamo a disposizione in primo luogo le terapie, intanto quelle farmacologiche, poi la fisiochinesiterapia. E il nostro obiettivo è chiaramente quello di consentire una migliore qualità di vita possibile ai pazienti affetti da queste patologie. Bene, allora c'è forse uno studio allegato al Piano? Ci sono state forse risposte in Commissione, o in qualunque altra sede, sulle rilevazioni di come avviene la terapia nei confronti delle malattie reumatiche? Adesso io non ne ricordo.
Pensate inoltre a quello che il collega Vittorio Randazzo vi ha detto, e cioè che i tagli sulle prestazioni di fisiochinesiterapia in Sardegna hanno ormai raggiunto livelli elevatissimi per cui la gente che non può avere prestazioni riabilitative di questo tipo resta a casa. Una persona anziana se può fare un ciclo di fisiochinesiterapia in un mese è in grado di riuscire da casa, di andare a far la spesa, di avere un livello di qualità assistenziale dignitoso; se invece non può accedere a questo tipo di prestazioni intanto resta a casa, c'è bisogno di un familiare che gli faccia la spesa e questo si traduce in un carico sociale a valere sulla legge numero 104, in giornate di assenza dal lavoro del familiare che si deve occupare del malato reumatico non deambulante, e infine in un carico farmacologico. Se, infatti, non viene utilizzata a scopo lenitivo la fisiochinesiterapia, viene utilizzato il farmaco antinfiammatorio; questo farmaco richiede la protezione dello stomaco perché ha effetti collaterali, come tutti voi sapete quanto me che sono medico, che interessano lo stomaco. Il Lansoprazolo (quel famoso Lansoprazolo e quei famosi farmaci gastroprotettori di cui valutavamo il maggior consumo in Sardegna) difende lo stomaco dai farmaci di tipo antinfiammatorio non steroideo che sono utilizzati nella patologia delle malattie reumatiche dell'apparato locomotore.
E' stato fatto uno studio per sapere se per caso in Sardegna la maggiore incidenza di malattie reumatiche, la minore possibilità di accedere alle prestazioni di fisiochinesiterapia, comporti magari un maggior utilizzo di FANS e quindi anche un maggior utilizzo di farmaci gastroprotettori? Questa è una sensazione assolutamente fisiologica, cioè è normale che sia così: se questa è una chiave di lettura dovrebbe essere una chiave di lettura che ci fa pensare di intervenire nei confronti delle malattie reumatiche, come noi proponiamo in un nostro emendamento, dei sessantasei che gravano su questa parte del Piano, garantendo ai malati di malattie reumatiche un accesso alle prestazioni di fisiochinesiterapia che sia diverso e aggiuntivo rispetto ai Livelli essenziali di assistenza di cui oggi si gode in Sardegna.
Quindi queste sono considerazioni di carattere generale metodologico su un Piano, il vostro, che è fatto male perché manca la fase di studio a monte e manca di risposte che siano adeguate alle esigenze reali di salute dei sardi. Questo continueremo a ripetervelo nei giorni in cui ancora ci tratterremo a discutere in Aula. Voi potete anche essere sordi a queste considerazioni e agli emendamenti da cui nascono queste considerazioni ma ci sarà il momento in cui qualcuno, fuori da questa Aula vi costringerà ad aprire le orecchie con le sue lamentele e con le sue proteste.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Randazzo Vittorio. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi e onorevole colleghe, io intervengo per ribadire un concetto che ho già espresso nelle mie precedenti dichiarazioni. Con questo Piano si vuole cercare di risparmiare sulla pelle dei sardi, vendendo o spacciando per qualità nella sanità un taglio di prestazioni che è impossibile non vedere. Come si fa a dire che si vuole risolvere il problema della demenza dell'Alzheimer con "…progetti personalizzati e integrati di assistenza, a carattere sanitario e sociale" se non si aggiunge anche il termine "economico"?
Ricordiamoci che al momento di "sanitario e sociale" per quanto riguarda l'Alzheimer non esiste niente. Se posso permettermi, vorrei ricordare all'Assessore o a qualche collega che ha qualche legislatura più di me, che da parte di un ente privato accreditato venne attuata un'esperienza di riabilitazione per i malati di Alzheimer, a titolo gratuito, con la partecipazione del professor Paolo Putzu del centro di Is Mirrionis; di questa esperienza non c'è nessuna traccia ma io non credo che debba andare perduta.
E' un episodio che può essere riportato nelle varie reti che stiamo istituendo, anzi, che state istituendo in questo Piano sanitario con comitati e consulte varie. Ma perché non c'è scritto di proporre almeno un centro per l'Alzheimer, a carattere diurno, in ogni A.S.L.? Non c'è scritto! Le persone malate di Alzheimer hanno necessità di varie figure, le stesse che sono indicate per la cura della sclerosi multipla, e cioè: neurologo, psichiatra, fisiatra, psicologo, terapista, nonché, importantissima, quella del pedagogista. Sfido la maggioranza a negare questa mia affermazione.
Prima di intervenire ho riletto il paragrafo riguardante l'Alzheimer, perché mi era venuto il dubbio che mi fosse sfuggito qualcosa, ma non c'è scritto niente. Ci sono tante, forse anche troppe, intenzioni o manifestazioni di interesse, di intenzioni di fare ma, in realtà, non c'è scritto niente!
Onorevole Caligaris, io non credo che i PLUS risolveranno la salute delle persone malate di Alzheimer. I PLUS sono interventi socioassistenziali. Sono un'invenzione per scaricare parte della spesa sanitaria sui comuni. E' vero che si sono tenuti degli incontri, che si sono stilati protocolli ma, signori, voi amministrate la maggioranza dei comuni della Sardegna, ma io sfido i vostri sindaci a dire che questo Piano li aiuterà nei nella gestione dei PLUS. Non c'è una lira per i PLUS!
Nel distretto poi, giustamente, la collega Caligaris ne ha fatto cenno, si dovrà parlare dell'assistenza territoriale, c'è scritto ancora meno che in questo paragrafo. Io ripeto, sono convinto che i PLUS e l'approvazione di questo Piano sanitario regionale non risolveranno la salute delle persone affette da patologia di Alzheimer. E infatti sfido, ripeto, voi della maggioranza a dimostrarmi il contrario! Però, ecco, ricordatevi che siete voi che amministrate la maggior parte dei comuni della Sardegna! Sono i vostri sindaci che verranno a bussare per chiedervi i soldi occorrenti per realizzare queste idee, queste intenzioni scritte nel Piano. Forse sono troppe o forse sono anche troppo poche; perché, ripeto, sull'Alzheimer, in Sardegna, non si fa niente! Continueremo a non fare niente anche dopo l'approvazione del Piano.
Per quanto riguarda le malattie reumatiche, volevo dire quello che ha anticipato il collega Vargiu. Come nella sclerosi multipla, le persone con malattie reumatiche hanno difficoltà ad avere quelle prestazioni che gli sono dovute, prestazioni di riabilitazione che consentono loro soltanto di poter svolgere le funzioni più elementari, come quella di andare al lavoro, come quella di poter avere quella mobilità degli arti che consente loro di mangiare da soli, di lavarsi e di vestirsi da soli. Ma, signori, con cicli di otto trattamenti, noi non li recuperiamo sicuramente. Non solo non li recuperiamo, non gli consentiamo di avere salvaguardato un loro diritto, di mantenere le funzionalità che hanno. E non è poco! Noi con questo Piano glielo stiamo negando.
Io continuo a chiedervi di leggere gli emendamenti, che abbiamo presentato noi, minoranza, forse con l'apertura mentale necessaria a cercare di immedesimarvi nelle persone soggette a certe patologie, e vedere se nel Piano gli state dando delle risposte. Io vi dico di no! Però se fate un esame, una riflessione, come vi ho consigliato, credo che vi risponderete anche voi negativamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, un capitolo importante questo sulle "patologie di particolare rilevanza sociale", capitolo importante perchè è una presa d'atto all'interno del Piano, da cui consegue la proposizione di strategie e iniziative per combatterle, di patologie che per la Sardegna sono rilevanti dal punto di vista sociale, ma anche sanitario.
Sotto il profilo della rilevanza sanitaria si parla, nella conclusione di questo capitolo, dell'obesità che, oggi, sta diventando un'emergenza; così come lo sta diventando il problema l'invecchiamento demografico che sta portando all'insorgenza di quelle patologie degenerative del sistema nervoso conosciute come demenze senili e come demenza di Alzheimer.
Il collega Licandro nel suo intervento ha rilevato che le demenze nella nomenclatura sanitaria sono ormai distinte in due capitoli. Le demenze senili e la demenza di Alzheimer si differenziano, infatti, non solo in relazione alle modalità di 'insorgenza, ma anche per le modalità di decorso. Detto questo , io avrei gradito capire a seguito degli approfondimenti richiesti in che termini tali patologie gravano sul sistema sanitario sardo. Ad oggi noi ancora non abbiamo il dato sull'incidenza di queste patologie a livello regionale. Avremmo gradito un approfondimento, l'abbiamo anche richiesto in Commissione, che fino a questo momento non c'è stato.
La rilevanza sociale di questa patologia è data dal fatto che la persona che ne è colpita, a causa del decadimento fisico e mentale che subisce, avendo bisogno di assistenza 24 ore su 24, nel tempo grava pesantemente sulla propria famiglia. . Quello che manca in questo Piano è soprattutto il sistema di coniugazione che viene richiamato con il PLUS, o quanto meno si enuncia che per questo tipo di pazienti va studiato un percorso integrato con il PLUS per dare risposte non solo di tipo sanitario, ma anche assistenziale.
Assessore, io di recente, in qualità di consigliere comunale, ho partecipato alla discussione e approvazione del PLUS del mio comune. Rispetto alle risorse messe a disposizione negli anni scorsi per questi pazienti, la Regione per il 2006 non ha stanziato né una lira in più, né una lira in meno. Io vorrei capire attraverso quali risorse si attua l'integrazione di questi pazienti nel sistema sociosanitario; il sistema che dovrebbe garantire a queste persone, ma anche ai loro congiunti, un decorso di vita non vissuta in ambienti ristretti, ma avendo a disposizione centri di riferimento, strutture in grado di fornire non solo la diagnosi e la terapia, ma anche il sostegno allo stesso paziente e alla famiglia.
Voglio ricordare che in questo capitolo sono complessivamente undici le patologie che vengono prese in esame, l'ultima è l'obesità, e altre due sono state proposte attraverso emendamenti, uno presentato dalla maggioranza e uno dalla minoranza, riguardanti il disordine del movimento e la malattia di Parkinson e le nefropatie. Due grosse dimenticanze, perché noi sappiamo benissimo che le nefropatie hanno un tasso di incidenza altissimo sulla popolazione isolana, rispetto al resto della popolazione italiana; aver dimenticato questo tipo di pazienti a me sembra una grossa carenza a cui, anche se in extremis, si pone rimedio con un emendamento.
Mi corre comunque l'obbligo di dire che gli apporti della minoranza alla stesura di questo paragrafo sono stati importantissimi; sono stati importantissimi anche sul paragrafo che riguarda le malattie reumatiche che aveva bisogno di una rivisitazione anche per i riferimenti di carattere epidemiologico. Come è stato fatto per altri casi sono stati richiesti dati ma purtroppo sembra che la struttura, cioè l'Assessorato, non sia stato in grado di elaborare nel tempo e negli anni un'indagine epidemiologica per capire che tipo di incidenza le malattie reumatiche ed autoimmunitarie abbiano in Sardegna. Io credo che una maggiore attenzione da parte dell'assessore, quando in Commissione si parlava di questi argomenti, avrebbe dovuto indurla a far elaborare questi dati. Altrettanto si può dire per le malattie endocrine.
Devo dire che la novità più significativa, anche per la disponibilità dei sardi, in generale, alle donazioni, è rappresentata non solo dalla possibilità di avere in Sardegna i Centri trapianto d'organo, ma soprattutto dall'avere in Sardegna una casistica di trapianto che tra quelle delle altre regioni spicca di sicuro per una buona rispondenza della popolazione a donare gli organi, ma soprattutto per l'efficace azione svolta dai nostri centri specializzati. Mancava però nel testo iniziale, ed è stato fatto rilevare, un intervento volto a promuovere la donazione attraverso una campagna di ulteriore sensibilizzazione della popolazione in generale.
Sono stati dati notevoli apporti anche alla stesura del paragrafo sulla medicina del dolore che è stato un tema condiviso, insieme a quello sull'assistenza sanitaria alle persone detenute. Ma voglio tornare alla fine sull'ultimo paragrafo: quello dell'obesità.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.
E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che sia diventato effettivamente difficile analizzare questo Piano e, soprattutto, questa parte del Piano sulle malattie di particolare rilevanza sociale. E' difficile perché se, come si dice nel Piano stesso, l'obiettivo è quello di i impegnarsi a controllare e a contrastare alcune di queste malattie io, lo dico con molta chiarezza, ritengo problematico mettere assieme in un capitolo in modo, devo dirlo, un po' "arraffazzonato", tante malattie, una decina, che hanno caratteristiche sostanzialmente diverse.
Chi opera nella sanità tutti i giorni a contatto con questo tipo di paziente si rende conto di queste differenze; eppure sono state messe tutte assieme. Poi possiamo anche dire che con l'approvazione di questo Piano molti problemi vengono risolti, quindi un problema l'abbiamo risolto.
Ma io credo che chiaramente quello che chiedono i malati, quello che ci chiedono i familiari dei malati non è tanto l'approvazione del Piano sanitario regionale, quanto fare in modo che l'assistenza sanitaria arrivi a tutto il territorio della Sardegna e, soprattutto, arrivi a quei malati cui fa riferimento questo capitolo del Piano sanitario regionale.
Sono argomenti talmente vasti… Io spero che l'Assessore, che sembra distratta, stia ascoltando, perchè se ascolta voi non ascolta sicuramente le cose che io sto dicendo; Se volete sospendiamo i lavori, finite la discussione e poi riprendiamo.
Dicevo che sono talmente importanti gli argomenti di cui stiamo parlando, che avrebbero bisogno sicuramente di molto di più che non mezza paginetta o una pagina per ogni argomento; ad iniziare dalla malattia di Alzheimer che, praticamente, colpisce in modo molto forte e molto significativo la società sarda, ed è una malattia degenerativa che è in costante aumento in Sardegna. Quindi è un discorso che ci deve interessare tutti e dovremmo creare, all'interno del Piano stesso, condizioni per far sì che questi problemi, che riguardano malattie specifiche della Sardegna, abbiano una risposta.
Io non credo che l'approvazione di questo Piano risolva uno solo di questi problemi della sanità. L'onorevole Caligaris diceva che con questo Piano sanitario regionale noi mettiamo una pezza importante sull'assistenza sanitaria in Sardegna; ed è proprio questo il punto, secondo me non è così, noi stiamo sbagliando quando diciamo questo, non soltanto per quanto riguarda la malattia di Alzheimer, ma anche per le malattie endocrine. Ma è possibile che in Sardegna esista soltanto la malattia endocrina relativa alla tiroide? Ci sono mille malattie endocrine alle quali non fa assolutamente riferimento questo Piano sanitario regionale.
Anche la questione delle donazioni e dei trapianti, affrontata in altri emendamenti che abbiamo discusso prima, ha bisogno di un approfondimento, ma non è sicuramente all'interno di questo Piano che noi possiamo individuare delle linee coerenti di intervento.
Così come la salute della bocca, ma io avrei voluto chiedere all'Assessore se conosce la percentuale di pazienti che oggi si rivolge alla struttura pubblica per curare le malattie della bocca e quella di chi invece si rivolge ai privati. Attualmente l'assistenza sanitaria è quasi totalmente in capo alla struttura privata per quanto riguarda la malattia della bocca, e non credo che la situazione cambierà in modo significativo con il Piano che noi stiamo approvando.
Ugualmente non credo che in mezza pagina si possa esaurire il problema della Medicina del dolore, dare risposte a questa parte importante dell'assistenza sanitaria. Ma stasera non si è parlato neanche dell'assistenza sanitaria per le persone detenute. Io ho visto cavalcare molte volte i problemi dei detenuti, però quando arriva il momento di affrontare realmente i problemi dell'assistenza sanitaria ai detenuti, non se ne parla più.
Io ho letto attentamente questo capitolo e credo che non cambierà assolutamente nulla dopo l'approvazione del Piano. Rimarrà identica la situazione relativa all'assistenza sanitaria nelle carceri disattendendo i principi sanciti dalla Costituzione italiana, e ripresi nel Piano, sulla equivalenza delle cure sanitarie; se c'è un caso in cui veramente non è realizzata questa equivalenza è proprio quello dell'assistenza sanitaria al detenuto e al cittadino libero, soprattutto nell'ambito della Regione sarda.
Un'altra patologia importante, la malattia celiaca, una delle malattie croniche più frequenti, e che colpisce soprattutto persone in giovane età, viene trattata come un fatto assolutamente marginale e che non ha nessuna importanza all'interno dell'assistenza sanitaria in Sardegna.
Su questi argomenti dovremmo riflettere ulteriormente perché andrebbero inquadrati in modo diverso, se vogliamo che ci sia un effettivo cambiamento nella cura di queste patologie nel prossimo futuro in Sardegna. Assessore, l'ultimo provvedimento adottato dalla Giunta, proprio pochi giorni fa, che prevede un aumento del ticket di 10 euro per le visite specialistiche, va contro le cose che noi stiamo dicendo nel Piano. Noi non stiamo garantendo la prevenzione in questo modo, perché le persone che si rivolgono allo specialista sicuramente verranno inibite da questo provvedimento.
Allora non si può dire, da una parte, che vogliamo portare la sanità nel territorio, che vogliamo creare assistenza sanitaria capillare in tutto il territorio della Sardegna, se poi prendiamo dei provvedimenti che contraddicono le cose che diciamo. Assessore, credo che dobbiamo essere coerenti: se diciamo di voler consentire che il paziente venga curato non in ospedale ma nel territorio, noi dobbiamo promuovere questa possibilità; invece non lo stiamo facendo e quindi la gente non viene visitata, non viene curata, per cui finirà per essere assistita quando magari sarà irrecuperabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Signor Presidente, le patologie classificate come di "Particolare rilevanza sociale", quali le demenze senili o l'Alzheimer, solo per citare le più note, ricoprono oggi all'interno del sistema sanitario mondiale una posizione specifica; e qualsiasi processo di riorganizzazione e miglioramento di un sistema sanitario preesistente è costretto ad affrontarla e contemplarla con la dovuta attenzione. Pertanto, non potendo svolgere un approfondimento tecnico che lascio ai colleghi più esperti in materia, colgo però l'occasione, in questo mio intervento, di formulare alcune considerazioni sul Piano sanitario regionale.
Infatti, la discussione di questo Piano sanitario regionale va necessariamente contestualizzata alla particolare situazione a cui oggi stiamo assistendo in Consiglio regionale. Da un lato abbiamo una serie di provvedimenti, che riguardano il settore più delicato e forse più importante in assoluto per ogni persona, quello della sanità, rispetto ai quali questa maggioranza, pur non condividendone alcune parti, rimane dell'idea che vadano approvati in fretta e senza il giusto confronto. Dall'altro assistiamo a continui segnali volti ad una "allettante" collaborazione che si scontra poi con l'assenza "tangibile" di un fattivo confronto.
Colleghi, parte del nostro contributo all'approvazione di un Piano sanitario, che sia il più possibile corrispondente alle esigenze dei sardi, è sintetizzato nei nostri emendamenti. Abbiamo la ferma volontà di concorrere ad approvare uno strumento che rappresenti, non il libro dei sogni, ma una realtà per tutti i cittadini, anche in ragione delle novità che derivano dall'approvazione della finanziaria nazionale.
Tutti i colleghi, infatti, ben sanno che una norma contenuta in finanziaria stabilisce che dall'anno 2007 la Regione Sardegna debba provvedere al fabbisogno complessivo del Servizio sanitario nazionale sul proprio territorio senza alcun apporto a carico dello Stato. Ebbene, colleghi, l'accordo siglato tra il presidente Soru ed il Governo Prodi, che tra l'altro questo Consiglio ha già ratificato, rappresenta il primo campanello d'allarme rispetto al quale dobbiamo ponderare le scelte che si faranno in un settore complesso e delicato come quello della sanità.
Siamo di fronte ad un "affare" e mi rivolgo al presidente Soru (che ahimè, come spesso capita, non è presente in Aula), concluso tra Stato e Regione, che non ci fornisce oggi alcuna certezza in un settore primario come quello sanitario che, invece, necessita di interventi chiari e appropriati.
Un "affare aziendale", Presidente, che oggi potrebbe anche apparire conveniente ma che, di fatto, non garantisce il sistema sanitario sardo nel tempo e appare ancora più rischioso se analizzato alla luce dal fatto che la spesa sanitaria in Sardegna è in costante crescita come è in crescita anche il disavanzo. Tra il 2004 ed il 2005, infatti, la perdita di esercizio è passata da 261 milioni di euro a 293 milioni di euro, il dato tendenziale per il 2006 indica un disavanzo superiore ai 300 milioni di euro.
Ecco perché, come parlamentari sardi, del centrodestra in modo particolare, ci si è battuti sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica attraverso l'attività emendativa, ed ancor più in sede di discussione generale, affinché non ci fosse un distacco totale da quel regime di compartecipazione nazionale che finora ha aiutato la sanità regionale e si evitasse di sacrificare, in ragione di una pericolosa intesa, la certezza del diritto alla salute dei sardi.
Ritengo che sia oltremodo importante che la Sardegna abbia al più presto il suo Piano sanitario, ma anche che sia altrettanto fondamentale che questo giunga come il frutto di un fattivo confronto dell'Aula, dove arrivino a sintesi le necessità di riorganizzare il sistema sanitario sardo con le esigenze dei cittadini.
Questo Piano arriva dopo anni di silenzio e di malumori per crearne da subito di nuovi e forse più incalzanti. Ne sono un segnale le stesse aperture di questi giorni fatte dai colleghi della maggioranza e le "coraggiose" dichiarazioni rese pubbliche da alcuni importanti rappresentanti istituzionali del centrosinistra.
Questo Piano rappresenta un intervento di forte impatto per la Sardegna e per i sardi e coinvolge necessariamente legittimi interessi dei nostri territori. Ci troviamo, infatti, di fronte ad un Piano che prevede la chiusura di alcuni importanti ospedali che oggi garantiscono un servizio fondamentale ai loro assistiti. Un Piano che annuncia una rivisitazione dei posti letto in ragione esclusivamente di un rapporto con gli abitanti. Un Piano che contempla anche la nascita di nuove realtà sanitarie private. Argomenti questi che necessitano di un approfondito confronto e che mal si conciliano, però, con l'ingiustificata ed eccessiva fretta dimostrata più volte durante tutto l'iter di approvazione.
Non può essere il voto di una notte, come è avvenuto in Commissione, a garantire il diritto alla salute dei sardi. Non può essere la volontà del "manovratore" che tentava di far votare il Piano entro la fine dell'anno a calpestare i diritti di chi soffre le deficienze della sanità sarda.
Quando è in gioco un argomento così importante, che nella quotidianità tocca o ha toccato in un modo o nell'altro ognuno di noi, occorre lavorare congiuntamente al fine di predisporre un Piano che sia il migliore possibile, che sia ad ampio raggio e di lungo respiro. Un Piano che prevede l'adeguamento, ma ancor più il miglioramento del nostro sistema sanitario, non può essere "soffocato" dal ritmo imposto da chi lo ha concepito.
Colleghi, questo non può essere un Piano senza possibilità di appello; lo dico soprattutto ai colleghi del centrosinistra che in questi giorni ci hanno richiamato più volte ad una collaborazione costruttiva e che hanno classificato i nostri 600 emendamenti (collega Uggias, mi dispiace, siamo amici ma una nota gliela devo fare) come "spazzatura", sottraendosi nel contempo al confronto prima in Commissione e poi in Aula e non essendo neanche in grado di garantire il numero legale. E spetta a voi garantirlo.
Occorre pensare ad un Piano, quindi, che vada oltre il raggiungimento degli obiettivi sui posti letto e sul tasso di ospedalizzazione, ma che sappia dare risposte reali e concrete alle esigenze dei malati sardi; che possa, tra l'altro, trovare le dovute coperture finanziarie da parte di uno Stato che oggi si chiama fuori ma che non può e non deve abbandonare la Sardegna a se stessa.
E' vero, colleghi, abbiamo un Piano che sembra muoversi in linea con gli indirizzi nazionali ed europei ma rispetto al quale nutro diverse perplessità. La razionalizzazione della sanità sarda, anche sotto l'aspetto di un aumento della qualità dei servizi, è certamente un elemento non di poco conto e, soprattutto, non da prendere con leggerezza. Non ritengo però sia giusto e ottimale ragionare esclusivamente operando una riduzione delle potenzialità e dell'offerta, ancorati ad un rigido schema posti letto-abitanti, senza tener conto che la realtà sarda non è quella piemontese o quella lombarda.
Occorre andare quindi oltre una visione prettamente ragionieristica della sanità sarda e non commettere l'errore, colleghi, di farci la guerra tra poveri. Questo Piano, infatti, da un lato rende difficile l'esistenza di alcune fondamentali strutture sanitarie, dall'altro restituisce dignità ad un territorio come la Gallura da sempre Cenerentola della sanità in Sardegna e per anni capofila delle processioni dei nostri malati verso le strutture del sassarese, del cagliaritano e del continente. Il Piano consentirà finalmente a questo territorio di fare, nel campo sanitario, quel salto di qualità tanto auspicato ed atteso.
Poiché il tempo è tiranno salto una parte dell'intervento e concludo affermando che il diritto alla salute è un bene di tutti i sardi. In tal senso auspico che operando insieme, ma soprattutto andando oltre la legge dei numeri, andando oltre le coalizioni politiche e i singoli schieramenti si giunga ad un progetto concreto che assicuri alla Sardegna un sistema sanitario efficiente ed efficace affinché l'assistenza sanitaria sia realmente un diritto garantito a tutti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, si accolgono gli emendamenti numero 598, 120, 36, 176, 222, 177, 173, 251, 252 qualora vengano introdotte alcune modifiche che preciserò in fase di votazione; 319, qualora vengano soppresse le parole "del servizio"; 321, qualora si sopprima il periodo successivo alla parola "celiaco"; 257, 182, 123, 260 qualora si sopprima il periodo successivo alle parole "di qualità"; 175. Non si accolgono gli emendamenti numero 104, 238, 50, 239, 29, 51, 48, 103, 35, 241, 240, 142, 49, 243, 244, 245, 1, 137, 246, 248, 64, 136, 247, 249, 250, 59, 102, 101, 119, 118, 57, 320, 254, 255, 256, 31, 69, 253, 58, 258, 121, 63, 122, 261, 204, 259. Si chiede il ritiro degli emendamenti numero 202 e 206. Si ritirano gli emendamenti numero 200 e 143.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessoredell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore, eccetto che sugli emendamenti numero 222 e 598 dei quali si chiede la sospensione per problemi di coordinamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 104.
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Presidente, sinceramente non riesco a capire, perchè o la maggioranza e il relatore hanno delle informazioni che io non ho, forse degli studi più approfonditi, forse più recenti, oppure se si continua a pensare all'Alzheimer come a una patologia in cui l'età è la causa della malattia come per le demenze senili sinceramente io comincio ad avere dei dubbi anche sulle mie conoscenze. A questo punto io rinuncerei anche a continuare l'intervento per dichiarazione di voto, voto chiaramente favorevole, per sapere quali sono le motivazioni del rigetto dell'emendamento che, chiaramente, non può essere respinto per quegli atteggiamenti ostruzionistici tanto cari al collega Cugini. Mi sembrava di aver offerto un contributo. Probabilmente sto sbagliando, fino a prova contraria.
Quindi chiederei al collega Pacifico di spiegarmi per quale motivo si tende a mettere nello stesso calderone le demenze senili e la patologia di Alzheimer quando a me risultano delle differenze; ripeto, posso anche sbagliarmi perché non sono uno studioso, ma anche un nostro collega ha detto al collega Diana di essere la prova vivente che l'Alzheimer non è una demenza senile essendo colpito da questa malattia. Vorrei sapere, quindi, se ci sono carenze nelle mie conoscenze delle quali io stesso non sono, evidentemente, scusate il bisticcio di parole, a conoscenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Voterò a favore dell'emendamento numero 104. Il collega Licandro, con la onestà culturale ed intellettuale che lo contraddistingue, nel cercare di spiegare i motivi per cui ha presentato questo emendamento credo non abbia fatto rilevare che questa è la pietra miliare del cambiamento della sanità sarda, e quindi credo che egli sappia che la eventuale non accettazione definitiva del suo emendamento non cambierà la sanità sarda; e di questo ne siamo consapevoli tutti.
Però il modo in cui è stato liquidato l'emendamento numero 104 - io concordo con quanto dice il collega Licandro - dà la sensazione che veramente gli emendamenti piccoli, ma comunque dignitosi e significativi, non siano stati neanche letti! Ciò che ha scritto il collega Licandro nell'emendamento proposto, e firmato anche da altri, è qualcosa di elementare, innocuo, non fastidioso e "leggerissimamente" migliorativo del Piano; infatti, siamo perfettamente d'accordo che l'emendamento Licandro, se recepito, non cambierà l'assistenza all'Alzheimer, né l'assistenza in Sardegna, ma è un emendamento che contribuirebbe a modificare in positivo una questione non adeguatamente specificata nel documento, e cioè che l'Alzheimer non deve essere "mescolato" con altri tipi di demenza.
Quindi un chiarimento di cui tutto sommato, letto con un attimo di attenzione, si verifica la assoluta innocuità dal punto di vista del disegno che il Piano sottende, ma anche la bontà dal punto di vista della precisazione di una nozione che è assolutamente chiara a tutti.
Io credo però che l'assenza di attenzione anche sulle piccole cose sia, ovviamente, una testimonianza della difficoltà a ragionare che c'è stata, almeno sino a questo momento, anche sui grandi temi del Piano sanitario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Sarò brevissimo ed esprimo innanzitutto il mio voto favorevole all'emendamento. L'aver respinto l'emendamento per me è una conferma che questo Piano è stato pensato altrove. E' una conferma! Se dal punto di vista scientifico la demenza senile e l'Alzheimer presentano delle differenze, perché l'Alzheimer è una malattia degenerativa, mentre la demenza senile, diciamo noi, è su rimbambimentu, io mi domando perché si dice no a un emendamento che semplicemente scrive in italiano le cose giuste e si vuole lasciare, invece, la dizione originale sbagliata.
La risposta è semplice: la frase originale è copiata, questa è la verità! E la si vuole lasciare lì perché qualcuno la interpreta così, non c'è altra spiegazione plausibile. Io non parlo da medico, leggo l'italiano, ma se è vero che l'Alzheimer è una malattia diversa dalla demenza senile, perché si dice qui che sono in aumento i casi di demenza senile, due terzi dei quali sono rappresentati dalla malattia di Alzheimer? Le cose sono due: o i due medici che mi hanno preceduto stanno dicendo fesserie o quello che è scritto qui è una grande fesseria! Io propendo per la seconda ipotesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, soltanto per dire che voterò contro l'emendamento. Devo però rilevare, veramente con dispiacere e anche con una certa preoccupazione, che dei diciassette emendamenti presentati dalla maggioranza alla prima parte di questo Piano, praticamente non è stato accolto solo quello che ho presentato io, e senza una motivazione esplicitata. E' un emendamento che è al pari di altri che, invece, sono stati accolti; mi riferisco al 222 di cui è primo firmatario l'onorevole Uggias, all'emendamento 176 di cui è primo firmatario l'onorevole Frau, al 598 per il quale l'Assessore ha chiesto la sospensione e al 177.
Allora, pur votando contro questo emendamento, intendo astenermi dal voto su tutti gli emendamenti della maggioranza per protesta e chiedo che questo venga messo a verbale di ogni singola votazione, qualunque sia la forma di votazione che verrà scelta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto favorevole all'emendamento 104, sottolineando ancora una volta - già altri colleghi l'hanno detto - la disattenzione sostanziale con cui la maggioranza ha affrontato tutte le proposte di emendamento dell'opposizione. Però non posso...
PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole La Spisa.
Onorevoli colleghi, per cortesia, recuperiamo quell'attenzione che l'Aula ha avuto fino a qualche attimo fa. Prego, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Oltre il voto favorevole per questo emendamento, sottolineo, da parte del nostro Gruppo e credo da parte di tutta l'opposizione, la solidarietà all'onorevole Caligaris che, giustamente, si lamenta del fatto che sono stati approvati tutti gli emendamenti presentati dalla maggioranza eccetto il suo. Ma, se questo è un Piano che deve accontentare tutti i colleghi della maggioranza, perché dovete discriminarne una parte, soprattutto una rappresentante del gentil sesso? State dimostrando di fare una politica sanitaria assolutamente contraria a tutte le norme di correttezza politica e istituzionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Annuncio il mio voto favorevole e manifesto apprezzamento per la dichiarazione dell'onorevole Caligaris che ha correttamente seguito la sua coscienza, al di là del senso di appartenenza al "gregge universale" della coalizione. Io credo che sia estremamente importante, invece, che spiriti liberi possano esprimere con estrema chiarezza le motivazioni per cui sediamo a questi tavoli, dare quindi una risposta in positivo al momento legislativo sulla sanità che dovremo offrire al popolo sardo. Ma questa garanzia non c'è, perché anche in questa circostanza è stato dimostrato che quello che ci viene sottoposto è più una serie di indirizzi programmatici che non un Piano effettivo.
Caro onorevole Uggias, fa il pari questa "cosetta", che non viene così trascurata anche in questa circostanza come "qualcosetta" da cancellare (per non usare i suoi termini), con l'emendamento 225, approvato in Commissione e respinto qui in quest'Aula. Dico questo per sottolineare che, se si prestasse maggiore attenzione e dovuta considerazione alle proposte migliorative dell'opposizione, probabilmente daremmo più opportunità alla Sardegna e al popolo sardo di avere una sanità adeguata.
Io non credo che bastino le visite che i NAS, inviati dal ministro Turco, stanno effettuando nelle strutture sanitarie in questi giorni per dire che tutto va bene nella sanità sarda, solo perché magari trovano qualche mozzicone in meno essendo visite preavvisate. La sanità è forse igiene all'interno degli ospedali ma è, ancora di più, riconoscere una malattia quale l'Alzheimer come non derivante dalla vecchiaia ma da altri fattori; considerare effettivamente le necessità dei malati e non soltanto, caro onorevole Uras, preoccuparsi dell'edilizia ospedaliera o degli operatori della sanità che vengono accontentati or qui or là a seconda che possa essere di interesse dell'una o dell'altra fazione del centrosinistra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, essendo uno dei firmatari dell'emendamento 104, io esprimo il mio voto a favore di questo emendamento che coglie la contraddizione che esiste nel testo del Piano rispetto alla definizione di demenza senile e di demenza di Alzheimer. Come già affermato nel corso della discussione generale su questo capitolo, io ritengo che prendere in considerazione questa correzione sia un riconoscimento del fatto che le due patologie presentano una natura eziopatogenetica e clinica ben differente. Sostengo quindi la tesi del collega Licandro.
Alla collega Caligaris esprimo tutta la mia solidarietà perché l'emendamento numero 1 che lei ha presentato ha una validità che probabilmente i colleghi di maggioranza non avendola compresa non hanno condiviso. Nell'esprimerle questa solidarietà però, collega Caligaris, mi consenta di raccontare un aneddoto (lo voglio classificare in questo modo) relativo al mio corso di studi universitari.
Durante una sessione di esami, il professore che interrogava ci disse che poiché il figlio la mattina era stato bocciato all'esame di anatomia, lui di conseguenza intendeva bocciare tutti gli studenti che erano lì per sostenere un altro esame.
Collega Caligaris, il fatto che i suoi colleghi non abbiano condiviso il suo suggerimento migliorativo, perchè la raccolta del sangue placentare, la conservazione dei cordoni ombelicali ha un significato non solo sanitario ma anche sociale che dovrà essere compreso senza tante discussioni, non implica però che lei voti contro questo emendamento. Questa sua posizione non le rende giustizia, come non rendeva giustizia agli studenti la posizione del professore causata dalla bocciatura del figlio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris).Noi voteremo a favore di questo emendamento sul quale vorrei fare due considerazioni. La prima considerazione è che non si capisce perché questo emendamento, che tenta di migliorare anche i contenuti del Piano, non venga accolto dalla maggioranza che pure riconosce, ne sono convinto, che è corretta la distinzione che viene introdotta.
Questo la dice lunga sul comportamento della maggioranza nei confronti delle proposte dell'opposizione anche quando dice di volerle prendere in considerazione. Soprattutto questa maggioranza non solo non è riuscita, non ha avuto il coraggio, di fare un Piano sanitario regionale che non contenesse una delega totale alla Giunta regionale su alcune scelte importanti, ma si rifiuta di apportare anche dei miglioramenti tecnici al Piano che non ne cambierebbero sostanzialmente i contenuti, ma sicuramente migliorerebbero dal punto di vista descrittivo la definizione di malattie che riguardano in modo particolare la Sardegna.
L'altra considerazione attiene all'emendamento bocciato alla collega Caligaris. Io sono convinto che è lo stesso tipo di atteggiamento che viene assunto nei confronti dell'opposizione. L'onorevole Caligaris, che spesso si oppone alle strategie del manovratore, deve essere punita, mentre tutti gli altri colleghi della maggioranza si sono ben coperti e allineati per cui tutto quello che viene detto dal Presidente della Giunta va bene.
Questa è la dimostrazione (uno spaccato chiaro di questa maggioranza) che chi è in linea con le posizioni della maggioranza avrà qualche piccolo riconoscimento mentre chi usa la propria testa e ogni tanto fa delle osservazioni giuste, giustissime, praticamente viene punito, tra parentesi, perché questa non è una punizione però è la dimostrazione dello stato in cui vive questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna).Presidente, nell'annunciare il voto contrario, personale e del Gruppo Progetto Sardegna, all'emendamento numero 104, approfitto dell'occasione per replicare a qualche collega della minoranza che ancora, nel discutere questo emendamento, richiama e denuncia una scarsa attenzione della maggioranza sugli emendamenti presentati dall'opposizione.
Io credo che proprio la discussione sul capitolo 2 evidenzi esattamente il contrario; degli emendamenti presentati dall'opposizione ben otto sono stati accolti e soltanto sei della maggioranza. Quindi credo che proprio questo capitolo dimostri che c'è una grande attenzione alle problematiche poste dalla minoranza. Piuttosto, se la minoranza si ostina a non riconoscere questo sforzo, e per di più continua a non aiutare la maggioranza anche a selezionare tra gli emendamenti presentati quelli meritevoli di attenzione, è chiaro che un punto di incontro non si troverà mai.
Quindi io parlerei non di scarsa attenzione ma di elevata attenzione, tant'è che su un totale di sessantasei emendamenti c'è stata la capacità di accoglierne ben otto: è una richiesta di aiuto e di collaborazione ma anche di avanzare le richieste vere e magari smettere di fare facili considerazioni che non trovano neanche riscontro concreto, come quelle sul capitolo di cui stiamo parlando.
Quindi la maggioranza ha fatto la sua parte, credo che la minoranza possa fare la sua se ha veramente a cuore il miglioramento del Piano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Per esprimere un voto parzialmente favorevole a questo emendamento vorrei che la parola "demenza" prima di Alzheimer fosse sostituita con la parola "malattia". Devo ricordare che entrambe queste patologie portano alla stessa sintomatologia clinica. L'Alzheimer è prodotto da un meccanismo differente rispetto a quello della demenza senile e può insorgere più precocemente; queste sono le differenze tra le due patologie. Quindi su questo emendamento chiederei libertà di voto e io voterò a favore purché venga accettata la modifica proposta, anche se mi sembra più che altro una questione semantica che non merita certamente tutta questa discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi).Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 104, e colgo l'occasione per ribadire ancora una volta che questo Piano davvero non può essere definito tale; non può essere definito tale soprattutto quando si parla di patologie che abbiano grande rilevanza sociale.
La rilevanza sociale è misurata attraverso dei parametri perché ha un impatto economico sulla società intera con delle ricadute che richiedono risposte per le quali occorre definire le risorse che dovremo mettere in campo. Questo Piano, in effetti, assomiglia sempre di più davvero ad un lenzuolo, un lenzuolo molto corto con il quale si pretende di coprire un letto molto ampio: il letto della sanità.
Noi vogliamo dimostrare che la cura di gran parte di queste patologie ricadrà sui già magri bilanci dei comuni, in questo Piano non viene data assolutamente alcuna indicazione di quali risposte si potranno ottenere funzione sulla base della situazione oggettiva che i comuni vivranno,
La sola citazione relativa al PLUS dimostra che non si potranno avere risultati sul fronte di queste patologie a rilevanza sociale in funzione del meccanismo perverso con il quale si è affrontato il PLUS qui in Sardegna. Credo che su questo tema ritorneremo per dimostrare esattamente che i comuni non potranno mai e poi mai accettare una condizione così vessatoria per cui debbono affrontare le patologie di rilevanza sociale senza strumenti e senza adeguate risorse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, io intervengo intanto per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 104, ma anche per fare un paio di considerazioni. Onorevole Caligaris, se aveva ritorsioni da fare le doveva fare nei confronti non della minoranza ma della sua maggioranza; perché dichiarare di votare contro questo emendamento, senza alcuna motivazione, e di astenersi su tutti gli altri emendamenti sinceramente lascia il tempo che trova.
Non parliamo poi dell'onorevole Porcu! Onorevole Porcu, guardi, prima di parlare a nome di un Gruppo occorre sincerarsi se il Gruppo segue perché "l'armiamoci e partite" o viceversa non funziona. Il professor Gessa dall'alto della sua onestà intellettuale e, certamente, della sua grande capacità (non a caso è un luminare), ha praticamente confermato ciò che i miei colleghi, molto più esaustivamente di come potrei fare io, hanno detto.
Questo emendamento non andava neanche discusso, doveva avere immediatamente il parere favorevole della Commissione, non dico dell'Assessore, perché arrivato a questo punto non so se è vero che l'Alzheimer imperversa anche in età, come dire, non spaventosamente senile. Voglio dire che nel momento in cui dei professionisti danno una spiegazione a noi che siamo degli ignoranti (nel senso che non conosciamo e di ignoranti ce ne sono tanti), non capisco per quale motivo anche l'Assessore non ha sentito la necessità di alzarsi e dire che in effetti è molto più corretto recepire l'emendamento 104 piuttosto che lasciare il testo esitato in Commissione.
Io dico solo questo; e apprezzo molto il professor Gessa che, con una lezione di grande professionalità, ci ha dimostrato come si possano risolvere certi problemi in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, chiedo all'Aula di accogliere l'emendamento orale proposto dal professor Gessa e, conseguentemente, di esprimere un voto favorevole sull'emendamento, eventualmente anche con l'accordo dei colleghi della minoranza. Si tratta di sostituire il termine "demenza" con il termine "malattia".
DIANA (A.N.). Va bene.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 104.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PORCU - RANDAZZO ALBERTO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Si è astenuta la consigliera: CALIGARIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 59
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 59
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione il paragrafo 2.1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 238.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'emendamento numero 238 solleva un problema storico di ordine generale, colleghi della maggioranza, al quale ancora non è stata data risposta in nessun modo. Quindi, nella dichiarazione di voto favorevole su questo emendamento vi ricordo che c'è un problema fondamentale che è un filo rosso conduttore di tutti gli interventi del Piano: il problema dei soldi che non ci sono.
L'unico momento in cui si parla di soldi è quello in cui dite che i soldi vanno risparmiati e prospettate quella famosa forbice, presentata dal presidente Soru, nella quale le curve delle entrate e delle spese convergono non nel 2007, come diceva Soru, ma nel 2009.
Allora noi vorremmo capire con quali soldi realizzerete tutti gli obiettivi di Piano che voi ponete, perché se ci sono dei risparmi che discendono dalle azioni virtuose del Piano vorremmo capire dove sono questi risparmi sulla base dei quali renderci conto delle risorse disponibili per eventuali nuovi investimenti. Perché se voi continuate a parlarci di nuovi investimenti, di obiettivi di Piano, di cose belle che vorremmo fare e non c'è una lira, colleghi, saranno lacrime e sangue, ma saranno lacrime e sangue per voi e per i sardi, purtroppo.
E per noi consiglieri regionali di minoranza non sarà una consolazione avere una rielezione facilitata dal disastro della sanità sarda. Non è questo l'obiettivo che ci poniamo. Il nostro obiettivo in questo Consiglio è di avere una garanzia sulle prestazioni di qualità di salute che la sanità sarda offre ai cittadini. Quindi vi chiediamo di capire, insieme, quali sono i quadri economici di riferimento nell'ambito dei quali si estrinsecheranno le azioni virtuose previste anche per queste patologie ad elevata incidenza sociale che stiamo discutendo in questa fase del Piano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, dichiaro innanzitutto il mio voto a favore dell'emendamento numero 238. Vorrei inoltre sottolineare che le priorità e gli interventi previsti per tutte le patologie, ma in particolare per quelle a rilevanza sociale, dovrebbero trovare le risposte all'interno del PLUS. Ma quando l'Assessore eventualmente ci dirà che il PLUS può essere attuato (e quindi attraverso la pianificazione socio-assistenziale potremo avere finalmente conoscenza che queste parti del Piano potrebbero essere realizzate), non solo grazie a un'adeguata copertura finanziaria, ma anche con un adeguato piano di interventi di cui ancora non si ha notizia? Questo è un problema sul quale cimentarci con la maggioranza.
Ma davvero voi pensate di affrontare queste patologie di particolare rilevanza sociale soltanto con uno sfoggio di enunciazioni, senza prevedere le risorse necessarie per portare a compimento quanto state prevedendo nel Piano? Io credo che ci sia bisogno di una maggiore riflessione.
Io ascoltavo con interesse quanto diceva un collega che, essendo anche sindaco, ha vissuto anche lui l'approvazione del PLUS senza risorse aggiuntive di cui, neanche oggi, si riesce a parlare. Credo che questo sia grave, colleghi, molto grave. Anche perché questo è proprio il caso specifico a cui mi sono riferito molte volte…
PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Io naturalmente voterò a favore dell'emendamento numero 238 che, meglio di tutti gli altri, credo rappresenti proprio il cuore del coraggioso confronto con il quale l'opposizione si sta cimentando con la maggioranza su questo importante tema del Piano sanitario.
La verità è che ci dovete dire con quali risorse, se davvero si tratta di un Piano sanitario, lo vogliamo attuare. Dovete dirci in che modo facciamo bastare quel lenzuolo corto. Cosa vogliamo coprire dei settori della sanità? Perché altrimenti è chiaro che non si può assolutamente pensare di poter fare qualche cosa passando dall'Alzheimer all'obesità! Che si possa davvero dare attuazione all'assistenza sanitaria a favore dei detenuti, nella misura qualitativamente congrua che noi riteniamo dover essere data; così come non possiamo pensare che si possano dare risposte alle malattie reumatiche.
Il risultato sarà soltanto uno: non faremo niente di tutto ciò che è previsto in favore dell'impegno a vincere le malattie a particolare rilevanza sociale che non vengono neanche elencate completamente. Vengono omesse - non capisco per quale motivo - ad esempio tutte le malattie afferenti il problema del tabagismo, tutte le malattie riferite al problema, grossissimo, dell'osteoporosi.
La verità è che, ancora una volta, non riusciremo a fare niente, che questo Piano è soltanto un proclama di intenti, che non porterà alcun giovamento alla sanità e che quella salute della bocca di cui si parla riesce ad essere soltanto un "riempimento della bocca"!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, per ribadire il voto favorevole all'emendamento numero 238 e per sottolineare ancora, qualora fosse necessario, ma penso che non lo sia perché la stessa maggioranza ne è conscia, che se gli interventi descritti in queste poche pagine, riguardanti appunto le patologie a maggiore incidenza sociale, fossero realizzabili bisognerebbe sforare o spendere il doppio delle risorse dedicate alla sanità.
Non vorrei dimenticare che questo non è un Piano, ma è soltanto una semplice enunciazione di grandi interventi che vogliamo fare, è quasi una sorta di messaggio che vogliamo dare ai sardi: "Vi stupiremo con effetti speciali!". Ecco, questa sarebbe la descrizione sintetica di questo Piano, o pseudo tale, che noi stiamo proponendo ai sardi.. Obiettivi ce ne sono per tutti i paragrafi, per tutti i tipi di patologie, senza avere minimamente idea di quanto costeranno.
Inoltre viene richiesto il coinvolgimento della classe medica, degli operatori sanitari, del volontariato che, oggi più di una volta, ha fatto le sue rimostranze a questo Presidente della Giunta regionale e alla stessa Giunta per il non soddisfacente andamento della sanità in Sardegna. Pertanto, io sono convinto che è troppo velleitario, da parte della Giunta, fare questo tipo di Piano senza considerare che gli operatori non sono d'accordo, che non lo condividono.
Questo Piano è solo ed esclusivamente, lo ribadisco, una enunciazione di intenti; intenti che non potranno essere realizzati perché non ci sarà il materiale umano che ben volentieri, metterebbe a disposizione il proprio operato. Praticamente, noi non daremo una risposta a quei pazienti che hanno bisogno di sanità, perché qui non se ne parla! Si parla solo di obiettivi che interessano esclusivamente la classe politica che sta esprimendo questo tipo di Piano, questo tipo di sogni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intanto per dichiarare il mio voto favorevole al "238", il quale recita: "tali aree di intervento saranno pertanto oggetto di interventi economici progettuali mirati nelle manovre finanziarie e nel bilancio delle annualità di vigenza del Piano". Questo vuol dire, come dicevano i miei colleghi prima, ricercare sostanzialmente quali sono i dati finanziari che danno completezza alle dichiarazioni.
Per l'occasione, vorrei citare anche l'emendamento numero 173, primo firmatario l'onorevole Frau, che tocca il problema dell'assistenza sanitaria alle persone detenute; ma neanche in questo caso si dice con quali denari vi si farà fronte. Non ci sono assolutamente la capacità e la disponibilità, finanziarie, per poter sopperire a tutte le esigenze delineate in questa ipotesi di Piano sanitario che in mancanza di risorse è una pura ipotesi, e tale resterà.
Stamattina inoltre, premetto che sono anche un tipo ansioso, quando ho letto la dichiarazione del presidente Soru (quell'ectoplasma che grazie a Dio qui non si è manifestato, perlomeno si discute in libertà anche se vigilata) nella quale sosteneva che costasse quel che costasse la Regione avrebbe comprato Tuvixeddu, anche togliendo risorse finanziarie da altre parti, mi si sono drizzati i capelli e, visto che stiamo discutendo di sanità, mi sono detto: "Ma non è che voglia toccare ulteriori finanziamenti, destinati alla salute pubblica, alla igiene e sanità, alla tutela della salute dei poveracci? Ma, forse il bene paesaggistico è di maggior interesse rispetto alla salute pubblica". Io, se non vedo espressamente dichiarata la disponibilità finanziaria, ho paura che qualunque tipo di politica alternativa che può far cassetta sulla stampa possa "trovare rimedio" ha scapito di chi ha necessità di "trovare rimedio" alla propria salute malferma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Voterò contro, intanto perché ritengo che questo Piano abbia una copertura finanziaria: l'abbia per l'esercizio in corso, l'avrà per gli esercizi successivi. Ritengo che quanto previsto nel Piano richiederà anche una valutazione, peraltro in qualche misura è già prevista, sulle priorità di intervento; ritengo anche che abbia ragione l'onorevole Dedoni quando afferma che non appare giusto procedere agli espropri con danaro dell'Amministrazione regionale destinato alla cura delle affezioni di cui, purtroppo, è vittima parte della popolazione sarda.
Perché male ha fatto il Comune di Cagliari e male ha fatto la Regione, prima, a non tutelare nelle forme dovute, attraverso gli organi propri, la necropoli punica e quella cristiana, di Tuvixeddu-Tuvumannu; e male hanno fatto il Comune di Cagliari e la Regione, prima, a consentire interventi come quello del tunnel che da via Cadello arriva fino al Colle e serve solo a collegare una lottizzazione.
Male hanno fatto la Regione, in altre circostanze, e il Comune di Cagliari, che voi avete sempre governato e che noi mai abbiamo governato, a non tutelare il grande patrimonio archeologico e a ridurre, come è avvenuto per il colle di San Michele, il Castello e la zona attorno al Castello a una sorta di giardino condominiale, così come il parco archeologico rischia di diventare condominiale nella lottizzazione in corso presso l'ex Cementeria.
PRESIDENTE. Onorevole Uras la prego di rientrare nell'argomento che stiamo trattando.
URAS (R.C.). Sto trattando l'argomento esattamente come i colleghi; e lo sto trattando proprio in questa direzione perchè credo che ci sarà da individuare le priorità. Un tempo il confronto era tra sanità pubblica e sanità privata.
(Interruzione del consigliere Dedoni)
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni è sempre così calmo, perché adesso è così?
URAS (R.C.). Va bene, interverrò nuovamente su questo argomento in altre dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Presidente, naturalmente voterò a favore di questo emendamento perché mette proprio il dito sulla piaga di quelle che io avevo definito due paginette scarse di buoni propositi. Ora, quando un paziente di Alzheimer si trova in una fase iniziale, nella quale magari la diagnosi è stata già fatta ma in ogni caso è ancora in grado di compiere, se non altro parzialmente, gli atti quotidiani della vita, possono essere importanti i centri di riferimento per la diagnosi e per la terapia; ma io ho l'impressione che ancora non abbiate capito che cosa significhi essere un paziente di Alzheimer conclamato, quando cioè è costretto a letto, quando dipende completamente da altri e quando il peso di questa dipendenza ricade, solo ed esclusivamente, sulle spalle della famiglia.
Allora, centri diurni per dare risposte e di sollievo ai familiari, interventi di sostegno alla famiglia, ricoveri di "sollievo" per brevi periodi, sono tutte cose che costano. Volete sapere di che cosa ha bisogno una famiglia con un paziente affetto da Alzheimer? Non ha bisogno delle Unità Valutative Alzheimer (UVA), non se ne fa niente dell'UVA; quando il paziente è conclamato ha solo bisogno di sostegno economico perché ci sono dei familiari che rinunciano al lavoro, quando possono permetterselo fanno i turni, ma io conosco gente che ha rinunciato al lavoro per stare a casa 24 ore su 24.
Non è altro che chiedono, queste due paginette non servono se non spiegate come dare sostegno alle famiglie che chiedono soldi (chiedono soldi non chiedono altro), chiedono personale specializzato che venga a casa, che possa svolgere quelle funzioni che svolge per tutta la giornata un familiare (una figlia, un figlio, un marito, una moglie) e chiedono sostegno in modo che questo personale specializzato possa dare loro il cambio. Questo personale specializzato deve essere pagato. Qui voi non dite con quale sostegno economico volete attuare questi programmi, altro che UVA!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, io intervengo solo per un richiamo alle dichiarazioni che ho già fatto.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue RANDAZZO VITTORIO.) Non so se i colleghi della maggioranza sanno che la Giunta regionale ha già deciso di chiedere ai pazienti una compartecipazione alle cure riabilitative. Onorevole Caligaris, i PLUS non risolveranno niente! La Giunta ha già deciso di chiedere soldi ai parenti dei pazienti malati di Alzheimer, malati di sclerosi multipla, affetti dalle malattie reumatiche. Se è così che vogliamo risparmiare o riqualificare la spesa in sanità ben venga. Auguri a voi per le prossime elezioni.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 50.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). L'emendamento numero 50 sostiene sostanzialmente l'introduzione, anche in questo caso, della valutazione di tipo economico oltre quella relativa all'impatto sanitario e sociale. Anche in questo caso chiediamo ai colleghi della maggioranza quali sono i motivi per cui tutto ciò che riguarda gli aspetti economici non è preso in considerazione all'interno di questo Piano.
A proposito dell'emendamento precedente, nel quale vi abbiamo chiesto che le attività contenute nella parte che si intitola: "Patologie di particolare rilevanza sociale", venissero finanziate all'interno delle manovre finanziarie del triennio di vigenza del Piano, mi chiedo e vi chiedo cosa c'era di scandaloso.
Io mi immagino, infatti, che se una maggioranza propone un Piano sanitario che deve cambiare la percezione della salute in Sardegna, che deve cambiare la qualità dell'offerta dalla salute in Sardegna, e quindi individua delle patologie di particolare rilevanza in Sardegna, sia assolutamente naturale, al di là del numero degli obiettivi che vengono citati, che nelle manovre finanziarie del triennio di vigenza del Piano siano previste delle poste economiche destinate a finanziare gli obiettivi aggiuntivi rispetto a quelli di qualità di salute che ci sono oggi.
Cioè, se oggi noi abbiamo un livello di qualità sanitaria di un certo tipo, e voi dite, e siete davvero convinti, che questo deve essere migliorato, cosa c'è di strano se vengono introdotte all'interno del piano delle indicazioni cogenti che dicono che nell'annualità di finanziaria della vigenza del Piano ci debbono essere delle poste economiche destinate a raggiungere quegli obiettivi di qualità di salute che voi scrivete e di cui evidentemente non siete convinti se non li finanziate adeguatamente. Quindi veramente è difficile riuscire a capire, da questo punto di vista, la chiusura che esiste da parte vostra su tutto ciò che attiene al dato economico. Questo fatto andrebbe spiegato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, l'interpretazione di questo emendamento non è difficile, anche perché si collega al precedente. Quando con l'emendamento si chiede di inserire il termine "ed economico" sembrerebbe un fatto di poco conto, una parola, ma è una parola che è sostanza, che riguarda la dotazione di risorse. Perché, se davvero si ha la voolontà politica di attivare "interventi basati su progetti personalizzati e integrati di assistenza a carattere sanitario e sociale", vorremmo sapere se saranno i consiglieri di maggioranza ad assicurare in proprio questo tipo di assistenza personalizzata. Non credo che si possa dire, ad oggi, che abbiamo la disponibilità di una risorsa economica per attivare questo tipo di interventi.
Si parla di assicurare l'assistenza a queste persone con personale specializzato, allora prima o poi verremo a sapere anche quanti sono questi malati; vorremmo capire come e in quali termini, infatti, si sono ricercate le risorse senza avere la conoscenza di quante sono queste persone da assistere. È qui che "casca la proposta", casca una proposta che davvero non ha gambe, e cascare senza gambe diventa molto facile. Io chiedo ai colleghi della maggioranza, quindi, di riflettere, ma di riflettere davvero, perché prospettare interventi personalizzati alle persone affette da queste patologie senza avere una benché minima idea di quante sono le persone interessate, ma soprattutto pensare di trovare le risorse senza sapere quanto serve, sinceramente a me sembra piuttosto anacronistico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Vittorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Intervengo perché anche io ho partecipato alla stesura di questo emendamento e, come ho detto nelle dichiarazioni iniziali, senza risorse economiche non si fa niente, così come non si può risolvere il problema del risparmio in sanità se non si dice da dove si prendono i soldi. La Giunta lo sta già facendo, sta chiedendo ai malati di compartecipare alle loro cure riabilitative.
Ai signori colleghi, che sono anche sindaci, do un avviso: sicuramente molto presto, appena questo Piano sarà varato (sembra una nave) i cittadini verranno a chiedere i soldi che loro non hanno; come hanno detto i miei colleghi, chi ha parenti malati di Alzheimer in famiglia spesso ha dovuto rinunciare al lavoro, spesso più di una persona nella stessa famiglia ha dovuto rinunciare a lavorare.
I redditi dei lavoratori sardi non sono sicuramente i redditi dei lavoratori milanesi, lombardi e piemontesi, quindi queste persone andranno a bussare alle case del popolo, i cosiddetti Comuni, e chiederanno ai sindaci. Cari colleghi cominciate a cercare i fondi nelle pieghe del vostro bilancio.
Noi stiamo cercando, forse l'avrete notato, la linea verde di questo Piano: i soldi; ma sono ben nascosti, lo sapete bene, li avete nascosti benissimo, o comunque state illudendo i sardi che li avranno nel 2009 o nel 2010. Io vi rinnovo gli auguri per il 2009.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 50che ripete il concetto che ormai, quasi in maniera ossessiva, questa opposizione sta indicando alla maggioranza; e credo che, se razionalità vuole essere qui di casa, è un emendamento che verrà accolto.
L'assessore Dirindin, non me ne voglia, assomiglia tantissimo ad una persona della mia adolescenza che si chiamava tzia Mariedda Crucculea; una persona, poverina, che aveva dodici figli. Un giorno questa donna si era messa mille lire in tasca ed era entrata nel negozio di tzia Lallanda, a Selegas, dove c'era ogni ben di Dio. Giustamente, aveva preteso di prendere tantissime cose, tutto ciò che a lei serviva per sfamare questi dodici figli. Alla fine il conto da tzia Lallanda risultava di 12 mila e 500 lire e lei aveva solo mille lire. Solo mille lire, che significano esattamente la copertura finanziaria alla quale lei, onorevole Uras, sta facendo cenno; ma di quale copertura finanziaria parla?
La copertura finanziaria, lei lo sa, si misura, lei sa che esistono dei metri per misurare la copertura finanziaria, ma dove è il metro che ha usato l'assessore Dirindin per misurare questa copertura finanziaria? Lei come misura la copertura? Me lo dica lei, perché davvero, onorevole Uras, mi pare che da questo punto di vista non riusciamo ad intenderci.
E' una grandezza fisica che va misurata in rapporto ai soldi, e qui di soldi non ce ne sono per dire che c'è copertura finanziaria sufficiente. Noi non dobbiamo assolutamente fare come aveva fatto quella povera donna, e vorremmo che anche l'Assessore, che pure è una persona che noi apprezziamo, non commettesse lo stesso errore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io leggo l'emendamento, così rimango in tema. L'emendamento dice: dopo le parole "sanitario e sociale" aggiungere le parole "ed economico". Vado a vedere che cosa succede nel testo con questa integrazione. Succede che la frase risulta questa: "sono necessari inoltre interventi basati su progetti personalizzati ed integrati di assistenza a carattere sanitario e sociale" - e in questo caso - "ed economico". Quindi stiamo proponendo un sistema di sussidi a favore delle persone o delle famiglie delle persone malate di Alzheimer.
Stiamo aggiungendo una spesa, stiamo cioè riducendo, nel quadro delle disponibilità già previste per il Piano, quella copertura di cui parlava l'onorevole Pisano. Perciò non c'entra niente con la copertura, è una spesa ulteriore, non c'entra niente con i metri, non c'entra niente né con tzia Lalledda, o tzia Lallatta, o tzia Mariedda, non c'entra niente! Stiamo dicendo che dobbiamo sostenere quelle famiglie.
Onorevole Pisano, io sono d'accordo, io voterò a favore di questo emendamento, perchè bisogna sostenere con il giusto e con il necessario quelle famiglie e tutte le altre famiglie, quelle persone e tutte le altre persone che sono in una condizione di povertà, quello che non avete voluto fare voi, quello che non vogliono fare neppure altri.
Io sono assolutamente d'accordo sul fatto che bisogna sostenere chi soffre, che bisogna iniziare dagli ultimi. Prendo in parola il Presidente della Regione, prendo in parola voi, e non c'entra niente con le coperture finanziarie, vuol dire stabilire che la priorità non è più per chi ha, ma per chi non ha e io sono d'accordo:e sfido chiunque a non esserlo.
CAPPAI (U.D.C.). Siamo d'accordo anche noi!
MORO (A.N.). L'abbiamo proposto noi!
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Solo per fare ostruzionismo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Chiaramente il mio voto è favorevole. Io direi al collega Uras "bravo bis", perché effettivamente il mio intervento su questo emendamento va nella direzione da lui indicata. Io il termine" economico", di cui chiediamo l'inserimento, lo intendo solo ed esclusivamente nel senso di intervento finanziario che deve essere elargito a quelle famiglie; io direi a tutte, proporzionalmente al reddito, ma questa è una questione che nel caso dovrà essere vista nel regolamento. Chi ha in casa un malato di Alzheimer ha la necessità di seguirlo in tutte le sue necessità 24 ore su 24, e per seguirlo ha necessità di personale perché sappiamo perfettamente che non è possibile che una sola persona possa svolgere questo ruolo 24 ore su 24.
Quindi oltre ad una valutazione sulle multiprofessionalità che sono necessarie da un punto di vista sociosanitario, ritengo importante per le famiglie che vivono questo dramma valutare un intervento economico appropriato. Sappiamo infatti di quale livello è l'aiuto economico che attualmente viene elargito; è un'elemosina poco dignitosa, se non offensiva, che non riesce in nessun modo a sopperire alle estreme e gravi necessità, economiche e non solo, che hanno le famiglie nelle quali è presente un malato di Alzheimer.
Ribadisco quindi il mio voto favorevole e mi compiaccio che anche il collega Uras voti a favore. Collega Uras, io credo che sia non l'appartenenza all'una o all'altra parte politica a distinguere la gente di buon senso, di buona volontà, bensì quello che fa giornalmente nella vita, quello che la coscienza impone di fare per i diritti delle persone, in particolare per quelle povere e meno abbienti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, anch'io esprimo ovviamente il voto favorevole all'emendamento numero 50 e rimarco ciò che hanno precedentemente detto i colleghi Uras e Rassu. E' ovvio che si tratta di un sostegno economico indirizzato, così dev'essere anche secondo me, verso le famiglie che hanno un malato afflitto da questa patologia grave.
Concordo su ciò che ha detto l'onorevole Licandro, cioè che i familiari hanno necessità anche di questo supporto per seguire nel modo migliore possibile l'evolversi di una patologia degenerativa.
Però, voglio anche approfittare di questo poco tempo che ho a disposizione per rispondere ad un invito che ho ricevuto dal relatore, l'onorevole Pacifico, riguardo il ritiro dell'emendamento numero 202. Io, in questo momento, ritengo di non poter ritirare l'emendamento, ne propongo invece l'accantonamento ritenendo che vada accorpato con l'emendamento cui faceva cenno anche l'onorevole Pacifico, in quanto simili come argomento..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, naturalmente voterò a favore dell'emendamento numero 50 che, a differenza dell'emendamento precedente, il numero 238 che indicava chiaramente interventi economici progettuali con risorse previste nella finanziaria e nel bilancio, definirei semplicemente di buon senso. E' un emendamento che dice semplicemente che gli interventi che sono necessari per il progetto " demenze ed Alzheimer" necessitano di coperture finanziarie.
Bocciare questo emendamento significherebbe veramente dare ragione a quello che abbiamo sostenuto dall'inizio della discussione, e cioè che voi volete semplicemente realizzare tutti questi progetti, tutti questi interventi di sostegno e cose varie, senza prevedere un minimo di intervento economico. Sembra quasi che, in questo Piano, tutti gli aggettivi, i sostantivi, che in qualche modo richiamano la parola "soldi" debbano essere completamente cassati.
Quando dico che è un emendamento di "buon senso", dico semplicemente che è logico; i progetti personalizzati ed integrati di assistenza devono avere un carattere sanitario, sociale ed economico, per cui occorre riconoscere che, in ogni caso, sarà prevista una copertura finanziaria per tutte quelle progettualità che voi volete portare avanti in questo Piano. Non riconoscere questo significa in un modo o nell'altro darci ragione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, non credo che occuperò tutto il tempo a mia disposizione, però mi ha fatto riflettere molto l'intervento dell'onorevole Uras. Io sono convinto che la prima sollecitazione che qualunque persona ha è quella di guardare con attenzione gli ultimi, e gli ultimi non sono solo quelli che chiedono l'elemosina agli angoli di strada.
Ultimi sono anche quei padri di famiglia che in giovane età, come qualcuno che io ho conosciuto, non possono più muoversi e, avendo cessato di produrre reddito, non hanno sostentamento alcuno per sé, per la moglie e i figli. Non sto dicendo che qui bisogna fare populismo, demagogia, assistenzialismo, credo però che ci siano dei momenti importanti in cui si misura anche l'umanità dei provvedimenti, soprattutto quando si coinvolgono i comuni ai quali si chiede di fornire un servizio più adeguato e, poi, di converso, l'Assessore emana le circolari, proprio in questi giorni, nelle quali invita tutti i manager a ridurre del 20 per cento, senza guardare in faccia nessun tipo di servizio, il costo della sanità.
Amici cari, colleghi della maggioranza, riflettete! Io non entro neanche più nel merito degli argomenti, ma credo che non si possa giocare con tanta tranquillità sulla pelle di tanti poveri, offendendo le persone che hanno più bisogno e che non hanno alternative soprattutto sotto l'aspetto sanitario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Io voterò contro l'emendamento proposto dal centrodestra per il sostegno economico alle famiglie dei malati di Alzheimer, perché basta conoscere quelle situazioni per sapere che ciò di cui hanno bisogno quelle famiglie sono servizi gratuiti, efficienti…
DEDONI (Riformatori Sardi). Il 20 per cento in meno!
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Non hanno assolutamente bisogno di assegni. Hanno bisogno di servizi efficienti, gratuiti, anche perché l'assegno di cui avrebbero bisogno, specie nel caso di queste patologie sarebbe veramente di grandi dimensioni.
Il capitolo che noi stiamo esaminando prevede quei servizi di cui si ha esattamente bisogno e che non sono sostituibili con un assegno. L'aggiunta del termine "economico" rischia di svuotare la portata delle scelte operate e di diventare un grande alibi: ti do l'assegno e non ti do ciò che realmente ti serve. Allora io preferisco che tu mi dia esattamente quello che mi serve, i servizi che mi servono, me li garantisca e non soldi che alla fine diventano quattro soldi rispetto alle esigenze di un malato di Alzheimer.
Non confondiamo una valutazione oggettiva dei bisogni di chi sta male con ragionamenti sulla politica dei redditi che è mal calibrata rispetto a questa situazione, a questa specifica situazione, che forse è il caso anche di non esibire retoricamente perché si porta dietro tanto dolore.
Io ho già qualche difficoltà quando sento la politica dire che si occupa degli ultimi - non ce l'ho ovviamente con il mio collega Uras - perché non se n'è mai occupata, li ha sempre usati. Li ha sempre usati! Ora, che anche sui malati di Alzheimer ci si metta a costruire un castello retorico per me è indecente e squalificante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, il collega Maninchedda mi ha, di fatto, rubato l'intervento, per cui sottoscrivo integralmente quanto ha detto. Chiedo al collega Uras di rileggere esattamente quelle due righe, esattamente la ventottesima riga, quando si parla di "interventi basati su progetti personalizzati e integrati di assistenza, a carattere sociale e sanitario". L'aggiungere la parola "economico" su un progetto personalizzato può significare il verificarsi di quanto esposto dal collega Maninchedda.
Io credo che questo non sia nello spirito del Piano. Di fatto si potrebbe anche interpretare come un vaucher che può essere consegnato ai pazienti affetti da patologie così impegnative, invece che varare progetti personalizzati e integrati di assistenza a carattere sociale e sanitario più impegnativi sotto tutti i punti di vista. Aggiungere questo termine può essere interpretato in maniera negativa perchè stravolge il senso della frase; io confermo quindi il voto negativo già espresso in sede di Commissione.
Colgo, invece, quanto affermato dal collega Gallus, sono quindi favorevole all'accantonamento dell'emendamento numero 202 (si era già concordato complessivamente anche nella discussione in Commissione),, sapendo che accoglieremo comunque l'emendamento numero 201 che tratta lo stesso argomento.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 239.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io credo che sarà stato apprezzato il fatto che la minoranza non abbia neppure chiesto la votazione nominale sull'emendamento precedente; alcune delle considerazioni che sono state fatte hanno sicuramente aiutato la riflessione di molti di noi, colleghi di minoranza, nel senso che non esiste nessuna volontà di speculazione sul dramma dei malati di Alzheimer.
Purtroppo ritengo che siano poche le famiglie sarde risparmiate da un dramma di questo genere. Se un emendamento, il numero 50, poteva ingenerare il sospetto di strumentalizzazioni è addirittura meglio, forse, che l'Aula lo abbia liquidato senza una votazione che avrebbe determinato la conta o l'eventuale registrazione di dissensi che diventano dissensi politicamente strumentali più che dissensi reali sulle cose. Però, se questo vale per l'emendamento precedente, ci si dovrebbe aspettare la stessa sensibilità da parte della maggioranza su questo emendamento, nel senso che il "239" fa una proposta dettata da buon senso e che, tra l'altro, è assolutamente coerente con l'indirizzo Hub and Spoke tante volte citato all'interno del Piano.
Oggi, dopo la fine del progetto Cronos, per quanto riguarda la lotta nei confronti della malattia di Alzheimer si sente con forza la necessità di avere dei coordinamenti, quindi che all'interno di ogni ASL esista una unità di coordinamento che raccordi le presenze esistenti sul territorio e che, collaborando con i servizi sociali, col famoso punto unico d'accesso che si vorrebbe fosse più efficiente rispetto all'attuale, possa arrivare a una gestione del paziente, in questo caso del paziente affetto da malattia di Alzheimer, che sia la più garantista nei confronti dei bisogni di salute del paziente medesimo.
Quindi, mentre per l'emendamento precedente abbiamo ascoltato con attenzione alcune delle riflessioni che voi avete fatto, su questo emendamento vi chiederemmo qual è il motivo per cui non si ritiene che sia utile che all'interno di ciascuna Azienda sanitaria della Regione Sardegna ci sia una unità, una persona, un individuo, un ufficio, a seconda delle dimensioni dell'Azienda, che si occupi di coordinare gli interventi di territorio specificamente rivolti alla terapia dei pazienti con Alzheimer.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Credo che questo emendamento si ricolleghi a ciò che è stato detto in precedenza; cioè si vuole tentare, onorevole Uras, onorevole Pacifico e onorevole Maninchedda, di dare questi trattamenti prima di tutto alle persone malate di Alzheimer. Noi vi stiamo proponendo cosa fare. Voi non state accogliendo niente!
PIRISI (D.S.). E non dire fesserie! Andiamo!
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Onorevole Pirisi, se lei pensa che io sto dicendo fesserie si iscriva e me lo dica al microfono!
Comunque, ripeto, è sempre la ricerca della linea verde che sono i soldi. Bisogna comunque destinare delle risorse se si vuole dare un minimo di assistenza a queste persone, bisogna garantirgli i trattamenti terapeutici, riabilitativi di cui hanno bisogno e il sostegno economico, cui faceva riferimento l'emendamento precedente, era aggiuntivo a questi, era aggiuntivo! Queste persone ora ricevono solo il trattamento terapeutico farmacologico. Dimostratemi il contrario, sicuramente siete più esperti di me e io sono qui anche per non dico imparare ma ascoltare appunto le persone più esperte.
Questo emendamento vuole coordinare i trattamenti in tutta la regione, ditemi perché non dovrebbe essere così.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Presidente, molto brevemente, perché in questi giorni ci hanno accusato di tutto: di portare in Aula spazzatura, di fare puri interventi di ostruzionismo, ci mancava solo l'accusa di sciacallaggio politico nei confronti di persone che sono in condizioni veramente disperate. Su questo emendamento io voterò certamente a favore; la maggioranza lo boccerà così come ha bocciato l'emendamento che avevo presentato sui servizi di diabetologia pediatrica in ogni reparto di pediatria, che era lo stesso un "emendamento di buon senso" che voleva soltanto garantire diffusione e omogeneità di cura per tutti i pazienti in ogni angolo della Sardegna.
Ora, noi stiamo parlando di Alzheimer, certamente quasi nessuno qua dentro sa di che cosa stiamo parlando perché, vedete, le cure per l'Alzheimer esistono ma anche il collega Pirisi, che è molto addentro nella materia, certamente sa che le cure per i pazienti di Alzheimer hanno una qualche speranza di migliorare la qualità della vita di un paziente solamente se vengono instaurate precocemente. Quindi sono assolutamente necessarie...
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Ma chi lo dice? Sono cure che fanno ricche le case farmaceutiche!
LICANDRO (F.I.). L'hai mai visto un paziente di Alzheimer, Machinchedda, l'hai visto?
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Molto da vicino!
LICANDRO (F.I.). Molto da vicino, evidentemente l'hai guardato con molta superficialità!
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). E' una cosa falsa! Sono farmaci che fanno ricche le case farmaceutiche!
LICANDRO (F.I.). Io sto portando avanti semplicemente un discorso...
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Licandro. Onorevole Maninchedda, per cortesia.
LICANDRO (F.I.). E' nervoso!
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Non sono nervoso!
LICANDRO (F.I.). Io non mi permetterei mai da medico di portare avanti dei discorsi strumentali su un paziente affetto da Alzheimer. E' assolutamente discutibile perché ci sono studi scientifici che supportano la teoria della cura precoce e non ci sono studi scientifici che dimostrano il contrario, questo non possiamo saperlo. E' certo un buttare via i soldi se instauriamo una terapia farmacologica quando la malattia è assolutamente conclamata. Su questo sono perfettamente d'accordo.
Io ho seguito anche per più di dieci anni pazienti, dalla fase della diagnosi e, quindi, dall'inizio della terapia sino alla fase nella quale non si poteva fare altro per loro. Ma chiaramente è fin troppo facile fare della demagogia e dire che i medici come al solito sono al servizio delle case farmaceutiche per cui tutto il resto invece non conta niente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, contrariamente agli altri emendamenti, questo che intende realizzare in ciascuna ASL un'unità di coordinamento degli interventi per l'Alzheimer mi pare che non abbia costi. Quindi possiamo liberalizzare il ragionamento intorno ai finanziamenti di cui tanto abbiamo discusso anche in assenza del Presidente, ora presente in Aula, che saluto.
Ma all'onorevole Machinchedda - che mi pare si scandalizzi molto se la politica parla degli ultimi - io voglio dire che atteggiamenti farisaici e di carità pelosa mi è capitato di vederne molti nella vita politica, per cui io ritengo che ciascuno ha la propria coscienza e marcia con la propria coscienza, la propria moralità, la propria etica comportamentale.
Assodato questo, io ritengo che quando si fa politica l'essenza di una vera politica, che voglia dare un contributo serio alla crescita della società, sia avere come riferimento l'uomo, la persona nella sua globalità. Io credo che nessuno abbia avuto intenzione - -neanche l'onorevole Uras (non voglio difendere l'onorevole Uras) credo volesse questo - di dare un sussidio a chi ha problemi di Alzheimer o alle loro famiglie.
Io stesso sono il primo a sostenere che è opportuno che siano garantiti i servizi, in assoluto. Però, nel contempo, ho letto che la dottoressa Dirindin, l'Assessore della sanità, recentemente ha emanato una circolare nella quale invitava i suoi Direttori generali a ridurre del 20 per cento, a prescindere dalla destinazione, il relativo budget. Io ho paura quando si opera una riduzione senza avere la garanzia assoluta di dove la riduzione avviene, perché ho sempre in mente quel discorso che ho fatto prima e che fa riferimento all'uomo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, molto brevemente, se ritenevo di avere molti motivi per votare contro questo emendamento numero 239, dopo quanto ho sentito ne ho almeno qualcuno in più; veramente rifiuto l'idea di trasformare il senso di questa Aula, il significato di questo dibattito in una sorta di confronto che oscilla fra le conoscenze mediche e le posizioni politiche. Mi sembra veramente irriguardoso nei confronti della politica e nei confronti della scienza medica e della cultura medica, più o meno vasta, più o meno qualificata, che ognuno di noi può avere.
Io credo che, come già ho detto parlando su altri emendamenti (intervengo soltanto quando mi sento proprio preso per i pochi capelli che mi rimangono) se si continua ad interpretare ogni emendamento come un tentativo di voler risolvere in maniera particolareggiata e approfondita, con cinque righe scritte, un problema di vasta portata come quelli che il Piano sanitario sta affrontando, l'Alzheimer, il diabete, la sclerosi multipla, non vedendo questo come un Piano che imposta un processo di organizzazione e di riordino del servizio sanitario dal punto di vista assistenziale su queste patologie, ma pensando che ognuno di questi problemi deve essere previsto dall'inizio alla fine in tutte le sue varianti, in tutte le sue possibili e più strane applicazioni, individuali, sociali, territoriali, economiche, significa che stiamo affrontando il Piano sanitario regionale in una maniera profondamente diversa in merito alla quale nulla hanno a che fare la medicina e le conoscenze mediche, nulla hanno che fare le professioni che ognuno di noi pratica e la posizione politica all'interno della quale ognuno di noi lavora.
Se facciamo populismo e classificazioni tra malattie e malati di serie A) e di serie B) dicendo, onorevole Contu, che ammalati di sclerosi multipla sono diversi e più importanti di quelli che hanno il piede torto o un'altra patologia, io voglio che lei abbia il coraggio di ripetere questo concetto davanti a tutti gli altri ammalati che hanno malattie meno gravi. Per chi ha la malattia, quella malattia, stia tranquillo, è più grave di qualunque altra. Nessuno si può permettere di fare classificazioni.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che in ottemperanza a quanto previsto dall'ordine del giorno numero 34 del 28 dicembre 2006, ho nominato componenti della Commissione d'inchiesta per la valutazione degli atti per l'indizione del bando e l'affidamento della campagna pubblicitaria istituzionale della Regione i seguenti consiglieri: Silvio Cherchi, Salvatore Mattana, Giuseppe Cuccu, Franco Sabatini, Carlo Sanjust, Mario Bruno, Alberto Randazzo, Giuseppe Fadda, Matteo Sanna, Paolo Maninchedda, Pietro Pittalis, Oscar Cherchi, Attilio Dedoni ed Eugenio Murgioni. Nei prossimi giorni la Commissione verrà convocata e formalmente insediata.
Convoco una brevissima Conferenza dei Capigruppo per definire l'ordine dei lavori della giornata di domani. Il Consiglio è convocato per domani, mercoledì 10 gennaio, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 22 e 02
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