Seduta n.332 del 21/03/2003 

SEDUTA CCCXXXII

Venerdì 21 marzo 2003

Presidenza del Vicepresidente Biggio

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 10 e 18.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 18 marzo 2003, che è approvato

Congedo

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che la consigliera Sanna Nivoli ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta del 21 marzo 2003. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Sulle iniziative a favore della pace

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, mi giunge notizia - non so se sia vero - che, fra breve, dal tetto di questo palazzo verrà calata una bandiera enorme, che probabilmente ricoprirà gran parte dell'edificio, inneggiante alla pace. Non so di chi sia questa iniziativa, però voglio ricordare, così come è stato fatto ieri dalla collega Pilo nella parte finale del suo intervento sull'articolo 9, che l'argomento della pace non deve essere strumentalizzato e non può essere il vessillo di una parte politica a scapito di altri, come dire che una parte politica è a favore della pace e chi non aderisce ad essa, è contrario alla pace.

Siamo tutti favorevoli alla pace ma c'è una diversa visione dei percorsi che si devono seguire per arrivare ad essa non solamente nella realtà e nel momento in cui si vive, ma dando anche la prospettiva di una vita serena per tutte le popolazioni, anche per quelle che sono meno minacciate da fenomeni di terrorismo.

Quindi io non sono certamente contro la pace, però protesto perché non si può utilizzare una istituzione come la Regione, per manifestare in questo senso. Si può manifestare nelle piazze, nelle strade, nei circoli privati ma non nell'istituzione massima della Regione.

Se sono stato male informato e quindi sto sbagliando nel riportare queste notizie, chiedo scusa a tutti quanti, ma se così non fosse, invito tutti quanti a riflettere sull'opportunità di azioni come questa che tendono più a dividere che ad unire, più a individuare chi è pacifista e chi invece, secondo certe interpretazioni, non lo sarebbe e sarebbe quindi favorevole alla guerra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Solo trenta secondi per dire che non sapevo nulla di questa iniziativa, se la notizia fosse vera sarebbe molto bella!

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)"

(383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 383/A. E' in discussione l'articolo 9 con i relativi emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, pensavo che, prima di iniziare la discussione, l'Assessore avrebbe fatto alcune precisazioni che, a nostro avviso, sono più che necessarie per accelerare i nostri lavori, mi riferisco in modo particolare ai problemi relativi ai commi 2 e 3 dell'articolo 9.

L'Assessore, nella seduta di ieri, ha dichiarato la disponibilità ad un voto per parti, disponibilità che è peraltro apparente, se poi la stessa Giunta dà indicazioni alla maggioranza su come votare sui commi 2 e 3 di questo articolo 9. E' quindi una disponibilità insufficiente rispetto alla chiarezza che invece ci deve contraddistinguere in questo particolare momento.

Dico questo perché ieri l'assessore Masala, a sostegno della tesi della Giunta che questi commi da noi ritenuti illegittimi siano invece perfettamente legittimi, ci ha portato l'argomentazione delle delibere della Regione Campania.

L'Assessore dimentica che la Regione Campania è una Regione a statuto ordinario e, come tale, ha prerogative diverse da quelle della Regione Sardegna, essendo questa una Regione a statuto speciale. Io mi sono preso la briga di andare a vedere come hanno operato le Regioni a statuto speciale e ho potuto verificare - poi gliene passerò copia, Assessore - che le Regioni a statuto speciale hanno operato nello stretto rispetto delle disposizioni di legge che voi citate in questa norma, precisamente il Decreto legislativo 31 marzo 1998 numero 123 che, nelle disposizioni di attuazione - così come già ricordavano numerosi colleghi, nella giornata di ieri - distingue precisamente le prerogative e le procedure che devono essere seguite dalle Regioni a statuto ordinario e le prerogative delle Regioni a statuto speciale.

La differenza è proprio che mentre nelle Regioni a statuto speciale questa norma si applica nel rispetto dei rispettivi Statuti, per le Regioni a statuto ordinario la disposizione è ordinatoria, nel senso che dice chiaramente che, nel rispetto di quelle norme, entro un anno, devono adeguarsi e se non si adeguano valgono le norme che l'Unione Europea ha emesso attraverso i propri Regolamenti, per cui la fattispecie è chiara.

Noi siamo in un'altra situazione. Allora se la fattispecie è chiara perché non lo si riconosce chiaramente e non si ritira l'intero articolo 9 o, se si ritiene - poiché le parti palesemente in contrasto col nostro Statuto sono il comma 2 e il comma 3 - questi due commi? Risparmieremmo tempo e ne avremmo un po' di più per esaminare gli altri articoli su cui molto c'è da discutere e da approfondire.

Un'altra questione che è bene precisare è che è vero che questi sono regolamenti che danno delle indicazioni su quello - per dirlo con parole sue, Assessore - che si può fare e non fare; per cui tracciano il quadro d'insieme all'interno del quale le Regioni debbono operare. Tracciano la cornice, non definiscono le misure precise, e la ragione per cui sia le Regioni a statuto ordinario che quelle a statuto speciale debbono operare all'interno di quella cornice è che, all'interno di quella cornice, si garantisce la coerenza rispetto alle norme europee, però all'interno di quella cornice si possono poi fare scelte operative, che privilegiano alcuni settori a discapito di altri, per cui attraverso le normative di settore si può stabilire quali sono i settori che più di altri devono andare avanti e quindi quale tipo di sviluppo economico si vuole privilegiare in una Regione, per cui si finalizzano e si mettono a disposizione, attraverso precise norme, le risorse che poi devono determinare lo sviluppo della nostra Regione.

Quindi non siamo di fronte al problema di un mero recepimento di norme europee, qua siamo di fronte al fatto che la nostra Regione è in ritardo di anni, mentre altre Regioni a statuto speciale hanno legiferato per tempo, e si pone la necessità di legiferare quanto prima. Non vorrei che questa idea di inserire questo articolo nella Finanziaria fosse dell'Assessore del turismo che, nella Commissione industria di questo Consiglio regionale, presenta e ritira in continuazione disegni di legge perché ogni tanto li deve riadeguare alla nuova normativa comunitaria che via via viene emanata.

Non vorremmo che questo fosse uno stratagemma per evitare il confronto di merito nelle sedi deputate a discutere di queste cose, a partire dalle Commissioni. Non so cosa pensi il Presidente della Commissione industria Rassu rispetto a questa questione. Una cosa è certa, già in Commissione provvedemmo a mandare una nota scritta all'Assessore per dire che questo modo di fare non era consono alla velocizzazione dell'applicazione delle norme nazionali e comunitarie; per cui questi stratagemmi devono essere assolutamente respinti, sia perché tolgono palesemente al Consiglio regionale il potere di legiferare, sia perché, agendo in questo modo, in palese violazione delle norme costituzionali che sono sancite dal nostro Statuto, si fa un'operazione che scardina l'intero ordinamento regionale.

Cosa dire di più rispetto a questa norma? Vedete, noi avevamo presentato un unico emendamento modificativo del comma 2, non perché ritenevamo che questo comma potesse essere in qualche modo modificato, ma avevamo ritenuto esclusivamente...

PRESIDENTE. Le do qualche secondo per concludere onorevole Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Più avanti avremo occasione di spiegare perché abbiamo presentato l'emendamento al comma 2. Chiudo rivolgendo un ulteriore appello all'Assessore: non ci faccia perdere tempo, cerchiamo di andare avanti, ritiri questo articolo se è possibile o almeno i commi 2 e 3 e farà veramente un servizio alla causa comune che è quello di varare la finanziaria, modificata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Presidente, gli interventi di ieri pomeriggio hanno consentito all'Aula di prendere piena cognizione della pericolosità del contenuto dell'articolo 9 della legge finanziaria. Infatti, in materia di regimi di aiuto, in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato dell'Unione Europea, è necessario che la Regione disciplini il proprio campo d'azione; però le modalità che ci sono state proposte dalla Giunta regionale sono state ampiamente rifiutate attraverso il parere contrario espressi all'unanimità da parte della Seconda commissione permanente del Consiglio che ha avuto modo, proprio nel parere, di evidenziare come tale revisione del nostro assetto regolamentare non possa avvenire attraverso lo strumento delle direttive della Giunta regionale, ravvisando in questo modo di procedere un eccesso di delega nei confronti dell'organo esecutivo regionale. Il comma 2 dell'articolo 9 dice che la deliberazione assunta su proposta dell'Assessore competente per materia, di concerto con l'Assessore della programmazione, è da trasmettere alla Commissione competente consiliare. Questa dizione "da trasmettere" non vuole dire niente. Da trasmettere a quale finalità? Non è neanche detto "per la richiesta di un parere" e non è neanche specificato se questo parere debba essere consultivo o vincolante; viene solo detto che la deliberazione viene trasmessa alla Commissione competente. Ma per cosa? Per incorniciarla, per prendere atto di questa proposta di deliberazione?

Le stesse perplessità sono state sollevate anche dalla prima Commissione permanente sia nel parere votato a maggioranza che nel testo che è stato votato dalla minoranza della prima Commissione permanente. Vorrei sottolineare che quanto è stato proposto ieri dall'assessore, con lo stralcio dei commi 2 e 3, a questo punto rischia di vanificare la stessa ragione di sussistenza dell'intero articolo 9. Perché se è vero che noi avremmo dovuto adeguare il nostro ordinamento, in forza della legge numero 59 del '97, che è stata poi disciplinata attraverso il decreto legislativo numero 123 del '98, che prevedeva un percorso ben preciso, infatti il decreto legislativo all'articolo 12, quando parla delle disposizioni di attuazione, dice al secondo comma che i principi del decreto legislativo 123 sono principi generali dell'ordinamento giuridico, e che quindi entro un anno - questo dal marzo '98 - dall'entrata in vigore del decreto legislativo, le Regioni a Statuto Speciale e le province autonome devono provvedere ad adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali contenute nel decreto, secondo le previsioni dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, a me sorge comunque un dubbio, perché ritengo che la legge regionale numero 22 del 29 novembre dello scorso anno, a parte che è pervenuta in forte ritardo rispetto a quanto prevedeva il decreto legislativo, non sia configurabile come una legge che disciplina le disposizioni di attuazione previste dal decreto legislativo. La legge regionale infatti si è limitata solo a fare una ricognizione, attraverso l'articolo 1, delle varie leggi regionali che prevedono dei regimi di aiuto, e l'unico dato fondamentale è quello dell'istituzione del fondo unico ed anche quel testo di legge prevede direttive di attuazione emanate dall'Esecutivo. Nulla viene detto con la legge regionale rispetto a tutta una serie di attività che vanno dalle modalità di attuazione dei procedimenti organizzativi alla procedura automatica sul regime di aiuti, alla procedura valutativa, alla procedura negoziale, alla procedura di erogazione, a tutta l'attività relativa ai controlli e alle ispezioni, alla revoca dei benefici nonché alle sanzioni, e per finire a tutta l'attività di monitoraggio e di valutazione dell'efficacia del regime di aiuti.

Rispetto a questi elementi fondamentali, in termini procedurali e in termini di valutazione, nonché in termini di programmazione, la legge regionale "22" del 2002 nulla dice, per cui noi siamo ancora in carenza rispetto alle direttive di attuazione. Per questo motivo noi riteniamo che debba essere stralciato dal testo della finanziaria l'intero articolo 9, perché mantenere il comma 1 e il comma 4 non aggiunge niente e non sopperisce alla carenza che nel nostro ordinamento comunque esiste sulla regolamentazione del regime di aiuti.

Quello che noi proponiamo è che venga preparato un disegno di legge ad hoc che disciplini una volta per tutte questa materia che ha comportato per la nostra Regione, ed anche per diversi operatori economici, diversi disguidi. Su questo occorre andare avanti, occorre fare presto ma non secondo l'indicazione fornita dalla Giunta, perché riteniamo che sia un modo improprio per espropriare competenze che sono dell'organo legislativo che deve dare indirizzi ben precisi.

Per questo motivo, come è stato detto ieri dal Presidente della Commissione, del cui intervento condivido il contenuto perché in linea rispetto all'orientamento espresso all'unanimità dall'intera Commissione, ritengo che sia comunque necessario operare per il superamento di quanto è stato indicato in questo articolo 9 della proposta di legge finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Presidente, ho seguito attentamente il dibattito che si è sviluppato attorno a questo articolo, ma debbo confessare che in me ha destato molte perplessità e qualche dubbio il contenuto del secondo e terzo comma. Dubbi e perplessità che, insieme alla collega Pilo, abbiamo esternato al Presidente della Giunta. Ritengo che da parte della Giunta si sia agito senz'altro in buona fede, e cioè ricalcando lo spirito della legge del 24 novembre 2000 numero 340, che si rifà appunto al decreto legislativo del 21 marzo 1998, numero 123, che reca: "Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione dei procedimenti amministrativi" la cosiddetta legge di semplificazione.1999 Quindi non ho dubbi che lo scopo del governo regionale sia quello di accelerare i tempi, di semplificare le procedure, di dare quindi una marcia in più al procedimento legislativo; e questo dovrebbe essere il lato positivo ed è accettabile. Ma c'è un'altra faccia della medaglia della quale non si può non tenere conto, e cioè che un provvedimento del genere, per di più inserito nella finanziaria e non in un disegno di legge a sé stante, di fatto esautora completamente il Consiglio.

Posso anche capire che questa norma, che è stata utilizzata in quasi tutte le Regioni italiane, abbia in quelle Regioni ottenuto l'effetto che si prefiggeva e cioè la delegificazione e quindi l'accelerazione delle procedure amministrative.

Ma qui, come giustamente qualche collega che mi ha preceduto ha precisato, noi operiamo in regime di Statuto speciale, e cioè il nostro Consiglio non può delegare la disciplina di determinate materie perché ha competenza normativa riservata; e credo che questo non possa essere in alcun modo messo in dubbio da una norma inserita in finanziaria.

Ho seguito con attenzione anche le delucidazioni che l'assessore Masala ha dato all'Aula e ritengo possibile, anzi giusto, che i commi 1 e 4 dell'articolo debbano essere votati, perché non comportano nessun attentato all'autonomia di questo Consiglio, salvo poi, per quanto riguarda i commi 2 e 3, approfondire la discussione per decidere se questi possano essere ritirati o sospesi o respinti dall'Aula.

Questo lo dico con molta serenità per dare anche un contributo positivo al dibattito, in quanto queste mie perplessità sono state espresse anche da altri membri della maggioranza, sono state espresse dalla Presidente Pilo; le sto esprimendo in questo momento io, ripeto ancora, le ho espresse giorni fa al Presidente della Giunta.

E` vero che con questa norma si tenta di delegificare e agevolare le procedure, ma è pericolosissima in quanto espropria le Commissioni e il Consiglio del loro potere o almeno menoma il potere legislativo del Consiglio. legislativo.

Per quanto mi riguarda ad esempio, leggendo il contenuto del comma 2, mi pare che, sotto sotto, in effetti, c'è nascosto il testo unico delle varie leggi di settore. Bene, la sesta Commissione ha in carico il testo unico, ne abbiamo iniziato l'esame seppur in ritardo, non certamente per colpa del sottoscritto, tanto meno della Commissione, ma per tutte le vicissitudini che di settimana in settimana si susseguono e vedono la nostra Commissione vigile e attenta a quelle che sono le problematiche del mondo del lavoro, delle aziende, dei settori produttivi, per cui, malgrado tutta la nostra buona volontà, ad oggi si è fatto poco, ma comunque è in corso l'esame del testo unico, anzi di tre testi unici, uno presentato dalla Giunta a firma dell'onorevole Pirastu, l'altro che ha come primo firmatario l'onorevole Falconi e un altro ancora presentato dall'Assessore dell'artigianato e del turismo, di concerto con l'Assessore del personale, per quanto riguarda il settore dell'artigianato.

Dico questo perché, se fosse approvato questo comma, di fatto non avremmo più motivo di intrattenerci sull'esame del testo unico in quanto, di fatto, lo farebbe la Giunta.

Bene, questo non ritengo sia un modo giusto di procedere, è vero che è necessario sveltire, è necessario delegificare, è necessario accelerare le procedure, e allora si metta mano alla riforma di tutta la macchina regionale in prima battuta, si creino i presupposti affinché si diano risposte celeri ed efficienti al cittadino sardo, ma non si tenti - questo lo devo dire e lo dico serenamente senza nessun spunto polemico - di togliere al Consiglio le sue prerogative. Peraltro il Consiglio ha prodotto delle leggi importantissime come la legge sull'occupazione giovanile, la nuova legge sul commercio, la nuova legge sull'artigianato; benissimo! Stiamo ancora aspettando che le stesse leggi vengano rese operative nel sistema produttivo e economico isolano in quanto ancora - e questa è una competenza della Giunta - benché il Consiglio abbia nei termini e nei tempi giusti emanato le suddette leggi, benché la Commissioni preposta, in questo caso la Sesta, abbia celermente mandato avanti queste importantissime normative che riguardano l'occupazione, che riguardano il lavoro, che riguardano l'incentivazione del settore produttivo, determinati settori aspettano che queste leggi vengano dotate di norme di attuazione e, comunque sia, vengano rese operative.

Questa è una dimostrazione che benchè il Consiglio abbia legiferato, ancora da parte del governo regionale non esiste l'input per rendere operative le norme.

Quindi ribadisco quanto ho detto prima; ritengo che l'articolo 9 debba essere votato, perché non possiamo svuotare completamente questa finanziaria dei suoi articoli, col comma 1 e col comma 4, sospendendo o nel caso bocciando il comma 2 e il comma 3 che, benchè - ripeto - siano dal punto di vista della Giunta finalizzati ad accelerare le procedure, di fatto tolgono al Consiglio regionale il potere legislativo, menomano l'attività legislativa del Consiglio stesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, per certi versi l'entusiasmo e la determinazione ad intervenire, qualche volta, dopo gli interventi di Rassu vengono meno, e dobbiamo organizzarci a recuperare coerenza ai ragionamenti, perché non si può, sull'articolo 9, fare un ragionamento generalizzato sugli strumenti di incentivazione, quando il tema vero sul quale noi vogliamo insistere è un problema di carattere concettuale.

Noi abbiamo assistito in questi anni, spesse volte, a un'attività di aggiramento delle funzioni del Consiglio attraverso provvedimenti dai contenuti dubbi e ad eccessi di delega alla Giunta per compensare da un lato l'inefficienza dell'attività amministrativa e legislativa e per altro verso, per rimediare, in qualche modo attraverso norme intruse, all'incapacità di essere costanti artefici di un'azione legislativa che si svolgesse nelle sedi proprie delle Commissioni e del dibattito parlamentare.

Noi sull'articolo 9 poniamo prima di tutto una questione di principio; io credo che, arrivati a questo punto della legislatura, su questo atteggiamento della maggioranza nei confronti delle prerogative del Consiglio, ci debba essere un punto di svolta; il punto di svolta sarà che questa volta, credo, le opposizioni, anche sul piano delle tutele giurisdizionali, su questa questione non lasceranno passare alcunché; è passato fin troppo di delegittimazione del Consiglio e quindi ci tuteleremo.

Punto secondo, se l'assessore Masala intende, come ha fatto nella sua proposta, evocando l'ipotesi del mantenimento del comma 1 e del comma 4, sottintendere che il comma 1 rappresenterebbe di per sé quell'atto di recepimento che invece noi invochiamo venga fatto attraverso l'attività legislativa propria del Consiglio con atto autonomo e coordinato di queste materie, per poi consentire alla Giunta di adottare le direttive e, col comma 4, di utilizzare le risorse, siamo al punto di partenza, non ci siamo mossi di un millimetro! Noi su questa impostazione abbiamo detto che siamo contrari e contrari rimaniamo, ma non perché abbiamo una posizione pregiudiziale, da oppositori, verso la maggioranza. Giustamente qualche, consigliere della maggioranza ha osservato, con intelligenza e con lungimiranza: "Un domani io che sarò probabilmente o potrò essere al posto vostro, all'opposizione, non mi voglio espropriare della possibilità di partecipare e di intervenire nella gestione di partite così importanti"; questa affermazione dà conto della saggezza parlamentare di chi riconosce che, proprio attraverso la funzione del Consiglio, vengono tutelate, attraverso questi processi, le funzioni delle maggioranze e le funzioni delle opposizioni.

Già la Giunta ha una prerogativa enorme che è quella di proporre le direttive, ma è chiaro che tutta la legislazione che in questo decennio ha prodotto l'innovazione negli strumenti anche di suddivisione dei poteri di indirizzo dai poteri di gestione fa riferimento a quei poteri di indirizzo generali che sono demandati alle Assemblee collegiali delle istituzioni; questo è un fatto indubitabile!

Ma c'è un altro elemento che si evita di affrontare ma che ha un rilievo fondamentale nella partita che riguarda la gestione delle prerogative comunitarie e delle opportunità che ci sono date da qui al 2006, e speriamo anche oltre, che è l'articolo 46 del Regolamento numero 1260 del '99. Questo articolo prescrive espressamente i caratteri della pubblicità e della trasparenza che le misure e gli strumenti legislativi che fanno capo ai fondi comunitari debbono avere con riguardo - assessore Frongia - dice al punto 4: "Ai potenziali beneficiari finali, le organizzazioni professionali, le parti economiche e sociali, gli organismi per la promozione della parità, le organizzazioni non governative interessate, in merito alle possibilità offerte dagli interventi".

Allora mi dovete spiegare se la competenza normativa di per sé, per il carattere rappresentativo del Consiglio che la esercita, è o non è uno strumento di garanzia anche rispetto a quanto previsto dall'articolo 46 del regolamento comunitario che ho citato, che è fondamentale! Se noi mettiamo insieme questi due elementi ed aggiungiamo anche il terzo, non trascurabile, l'articolo 13 della legge di contabilità, abbiamo una sequenza rigida, monotona e continua di orientamento a considerare che questa materia debba essere riportata nel solco della sua ordinaria dinamica legislativa, senza scorciatoie.

Allora, su questo è necessario un chiarimento, perché se nel confronto fra noi si usano finezze e sotterfugi per prenderci in giro, non siamo sulla strada giusta! È bene che questo elemento sia chiaro, noi evitiamo anche di insistere sui pareri; esistono all'origine i pareri delle Commissioni, ma ho citato tre argomenti, tre vincoli legislativi che di per sé sono sufficienti, a prescindere dai pareri di chicchessia, a indicare la strada su questo argomento; quindi credo che sia necessario partire da un atto di buona volontà intorno a questo argomento e cominciare eventualmente un confronto di merito sulle altre questioni.

Badate, non è detto che, usando le scorciatoie, l'efficienza della Regione sia maggiore; lo dimostrano gli esiti di questi ultimi anni. Nelle leggi finanziarie vi siete dati tutti gli strumenti possibili e immaginabili, ormai noi non siamo neanche più a conoscenza dei movimenti che avvengono all'interno delle UPB, perché gli assessori muovono tutto quello che vogliono senza che il Consiglio possa in qualche modo intervenire, ed anche questa è una riduzione, se mi consentite, anche della prerogativa del controllo sulla programmazione, perché mica è detto che tutta la mobilità dello stanziamento che avviene all'interno di una UPB rappresenti un elemento di per sé coerente con l'atto programmatorio iniziale, non è mica detto! Anzi, per certi versi, quando voi ci presentate documenti di bilancio articolati per capitoli, noi approviamo un'impostazione di quel genere. E quindi già il fatto che sia consentita una mobilità autonoma, che noi riconosciamo utile anche per il miglior funzionamento dell'amministrazione, questa é comunque di per sé, concettualmente, una riduzione di quel margine di programmazione che il Consiglio deve mantenere in capo a sé.

Quindi, voglio dire, ci sono stati anche nel tempo cedimenti costruttivi e, diciamo, dignitosi rispetto all'esigenza di accelerare le procedure, ma dopo due, tre anni di clamorosa, scandalosa inattività delle Commissioni, a causa delle questioni che conoscete, che sono scritte su decine e decine di comunicati stampa che denunciano l'assenza della maggioranza dalle Commissioni, è utile oggi aprire un confronto con quest'Aula in queste condizioni? Con questo bagaglio di esperienze negative? O è giusto che comunque i ritardi non siano utili solo per fare tra di noi una polemica politica? Noi non li stiamo utilizzando a questo fine, ma stiamo dicendo: "Se c'è stata una carenza, facciamo in modo che questa carenza non sia un elemento di scontro, ma non sacrifichiamo principi di tutela e di garanzia degli equilibri tra maggioranza ed opposizione che saranno uno degli elementi di maggiore importanza nello svolgimento delle future legislature che si apriranno in una configurazione totalmente diversa da quella di oggi, con poteri...

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Con poteri enormi in capo agli Esecutivi che in un certo modo noi, da oggi dobbiamo cercare di riequilibrare non sottraendo in maniera indebita potestà, competenze e prerogative al Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Emanuele. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). A me dispiace di non poter parlare dopo il collega Corda, eventualmente riprenderò la parola, se mi darà - come quasi sempre accade - degli stimoli politico culturali per arricchire il nostro confronto sulla finanziaria.

Presidente, il Consiglio ha esaminato otto articoli su ventidue della legge finanziaria. Ne ha bocciato totalmente tre e gli altri sono stati modificati o amputati dal voto libero e sovrano dell'Assemblea.

Basta questo, mi sembra, per dire che la maggioranza non c'è, non c'è non solo, o c'è poco, fisicamente anche stamattina, ma non regge all'esame del voto in Aula e non c'è, come era noto ormai da molto tempo, come entità politica e programmatica; è colpita da una malattia congenita incurabile, e a ben vedere le manifestazioni di protervia, soprattutto del Presidente della Giunta con cui si cerca di sopravvivere e di sfidare il ruolo dell'Assemblea, sono non solo manifestazioni di insensibilità istituzionali che non rafforzano la Giunta e non rianimano la maggioranza, ma sono manifestazioni di irresponsabilità che indeboliscono la corretta dialettica democratica e parlamentare.

Stiamo discutendo l'articolo 9, assessore Masala, il Consiglio è impegnato da diverse ore, ieri quasi tutto il giorno ed ancora stamattina, su un articolo che contiene norme non solo inaccettabilmente limitanti delle prerogative, come hanno detto tanti colleghi del Consiglio regionale, ma contiene norme, come hanno detto altri colleghi, di dubbia legittimità e costituzionalità e come hanno segnalato i colleghi Gian Valerio Sanna, il collega Scano e tanti altri, e come ha sottolineato la presidente…

(Interruzioni)

Dicevo: l'onorevole Pilo ieri, abbandonando il suo ruolo combattivo di esponente della maggioranza, ha opportunamente ricordato il parere molto puntuale e chiaro che la Commissione presieduta dalla stessa e la prima Commissione hanno espresso ai primi di gennaio su questa molto discutibile norma, Assessore. La prima Commissione, che io ho la responsabilità di presiedere, su questo punto ha detto delle cose molto chiare con un voto a maggioranza della minoranza in prima Commissione, il parere dei colleghi dell'attuale maggioranza invece è stato bocciato in prima Commissione, ma su questo punto i due pareri che noi correttamente abbiamo trasmesso alla Commissione bilancio coincidono completamente e dicono - Assessore, lo rileggo ma sicuramente lei lo ha già letto - che non condividendo la tendenza presente in diverse parti del disegno di legge della finanziaria a sottrarre al Consiglio regionale competenze finora ad esso attribuite etc. etc., a tale proposito si segnalano criticamente tre punti, e il primo e più importante punto segnalato praticamente all'unanimità dalla prima e dalla seconda Commissione, è appunto l'articolo 9 che propone il trasferimento in capo alla Giunta, senza che sia neppure previsto un parere della competente Commissione consiliare, della competenza in materia di politiche a sostegno delle attività produttive attribuendo alle direttive, etc. etc..

Allora, perché siete così ostinati, Assessore? C'è qualcosa che sfugge anche al buon senso, che sfugge alla ragionevolezza. Lei anche ieri è intervenuto e ha, come dire, tentato di difendere l'indifendibile. Lei è eroico, assessore Masala - interloquisco con lei perché non c'è il Presidente - nella ridotta della difesa ad oltranza di parti non difendibili e insopportabili di questa finanziaria. Ora io capisco che faccia parte delle regole del gioco democratico e parlamentare, che la Giunta difenda le sue proposte e che la maggioranza cerchi in qualche modo di blindarle, però qui non ascoltate neanche voi stessi. Se vuole un'altra risposta, Assessore, l'avrà, ma perché dobbiamo continuare con questa sceneggiata in Aula? Magari fra un po' verrà avanzata la richiesta di sospendere la seduta, inizierà qualche conciliabolo, qualche trattativa negli ambulacri del palazzo del Consiglio e se ne andranno magari alcune altre preziose ore di tempo. L'onorevole Fantola dice che la maggioranza deve stabilire un limite, che entro il 28 di questo mese la finanziaria che i sardi aspettano - e noi sappiamo quanto i sardi e il sistema sociale e istituzionale della nostra Isola aspettino il bilancio e la finanziaria - deve essere approvata, che bisogna andare avanti. Ma andare avanti dove? Verso che cosa? A me sembra che l'Assessore voglia a tutti i costi provocare il voto; lo avrà, Assessore, questo voto. Io sono convinto che a scrutinio segreto o anche a scrutinio palese questa norma non possa passare. Forse l'assessore Masala è fedele al moto: "Cado con la sciabola in mano, piuttosto che soccombere con una poco dignitosa fuga".

Io penso che sia più dignitoso che l'articolo venga ritirato, Assessore. Ieri, però, ed è per questo soprattutto che intervengo, Presidente del Consiglio (non c'è il Presidente Serrenti, ma ci ascolta spesso attraverso il formidabile circuito di trasmissione interna) ieri è avvenuto qualcos'altro. Noi abbiamo assistito un po' preoccupati, Presidente Biggio, all'animazione che si è determinata a un certo punto nei banchi della Presidenza. Abbiamo rilevato, per l'ennesima volta, ma in forme, questa volta, mi sembra particolarmente inaccettabili, una certa pressione sulla Presidenza, e persino sui servizi che assistono il Consiglio dal punto di vista tecnico - giuridico nelle Commissione e in Aula, e questo è uno scenario inedito e anche un po' preoccupante, Presidente, assolutamente non accettabile, perché riguarda la correttezza, la trasparenza e anche la libertà e l'autonomia assolutamente intangibili con cui l'Assemblea deve operare, decidere e controllare, quando è necessario, l'operato e le proposte dell'Esecutivo. Non si possono accettare pressioni da parte dell'Esecutivo sulla Presidenza del Consiglio e sulla struttura del Consiglio che svolge con grande professionalità il suo compito. Quindi noi attendiamo, finalmente, anche dalla Presidenza del Consiglio, su questo punto, lo hanno detto diversi colleghi ieri, con molto senso di responsabilità, una parola chiara e definitiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente. Io penso che quando ci siano divergenze e punti di vista sostanzialmente differenti sarebbe, come è stato ventilato ieri, opportuno accantonare la discussione dell'articolo per riflettere, anche in separate sedi, per individuare le possibili convergenze che soddisfino le ragioni delle tesi che si confrontano, quindi, sotto questo aspetto, mi sento autorizzato e sento il dovere di chiedere la sospensione della discussione dell'articolo 9. Vorrei che preliminarmente, Presidente, si verificasse se c'è la volontà da parte dell'Aula di sospendere momentaneamente la discussione dell'articolo 9, proprio perché ci sono tesi che si confrontano, che meritano una pausa di riflessione per verificare se ci sono convergenze per risolvere le tematiche che dall'articolo 9 sono rappresentate, perché se c'è questa possibilità è inutile che io faccia il mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, io non so se lei ha seguito gli interventi che si sono succeduti stamattina.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Sono andato a controllare la bandiera, mi sono assentato un attimo.

PRESIDENTE. Io mi sono fatto un'opinione, però siccome siamo qui al servizio di questa Assemblea, più che a presiederla, perché molte cose stanno andando per certi versi, occorrerà indubbiamente. rivedere molti aspetti della gestione assembleare.

(Interruzioni)

Onorevole Sanna Emanuele, avrei gradito anche la sua attenzione per le due battute che ho riservato anche al suo intervento.

Detto questo, onorevole Balletto, io interpreto il suo intervento come una richiesta di dialogo da parte della maggioranza all'opposizione. Chiedo all'opposizione se è disponibile a una sospensione.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). No, andiamo avanti, Presidente, andiamo avanti e sospendiamo questo articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente. Premesso che io, a nome della Giunta, non ho mai rifiutato di sospendere niente, neppure i commi aggiuntivi, anche quelli che vertono su materie delegificate, pertanto non lo dico neppure adesso, anche se debbo dire all'Aula che, sotto il profilo costituzionale, ho avuto proprio cinque minuti fa il conforto di costituzionalisti sulla perfetta correttezza della norma dal punto di vista costituzionale. Il problema è solo politico e quindi, essendo solo di natura politica, ovviamente, appare anche opportuna la sospensione della discussione su questo articolo, perché evidentemente ci si può confrontare tranquillamente senza nessun problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io ho capito che la richiesta di sospensione era avanzata della maggioranza, e non abbiamo capito se condivisa e sposata dalla Giunta, per valutare il senso del dibattito che qua si è sviluppato. Uno dei punti centrali di questo dibattito verte sulla regolarità e costituzionalità dell'articolo, oltre che su altre cose, ma se l'onorevole Masala ha già stabilito che su questo terreno il confronto è chiuso, allora su che cosa avvengono il confronto e il dibattito? Ditecelo voi. Se ci chiedete una sospensione per chiarirvi le idee, noi non poniamo, per il fair play parlamentare, nessun ostacolo, ma se invece volete confrontarvi su qualche altro argomento dovreste avanzare delle proposte che noi non conosciamo. Quindi, se ci chiedete una sospensione per chiarirvi le idee, per lo stile dei corretti rapporti parlamentari, noi non possiamo che essere d'accordo, però se chiedete la sospensione per portare avanti una trattativa, non comprendiamo su che cosa bisogna trattare, posto che sul terreno non c'è nulla da trattare. Le cose che abbiamo detto, le abbiamo dette in Aula, siamo in grado di ripeterle con molta chiarezza. Il dibattito si è sviluppato, mi pare che sia stato un dibattito interessante, quindi chiediamo di capire.

Il mio era un intervento sull'ordine dei lavori, se c'è una richiesta di sospensione da parte vostra, sospendiamo un momento, e vi chiarite le idee, se invece la motivazione non è questa andiamo avanti.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La richiesta è di sospendere la discussione dell'articolo e andare avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Ma qual è il senso? Spiegatecelo, c'è una proposta diversa, qual è il senso? Non capisco.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, per comprendere il tenore della proposta. Noi riteniamo che questo articolo debba essere "ritirato", ma questo non è il termine giusto. Dobbiamo trovare il modo perché l'articolo cada, possibilmente con un'intesa, nel senso che ci intendiamo sul fatto che questo articolo, non avendo senso, per le motivazioni che sono state espresse negli interventi, è bene che venga eliminato dalla finanziaria. Se la richiesta di accantonare momentaneamente la discussione sull'articolo 9 ha il significato di una riflessione dell'Assessore e della maggioranza perché si arrivi a una eliminazione dell'articolo, noi non abbiamo difficoltà a concedere questa pausa di riflessione. Se invece significa: "parliamone, vediamo", credo che questo non abbia senso, perché ne abbiamo parlato per due giornate di seguito, esprimendo tutte le opinioni e le posizioni, e le nostre sono diffusamente convergenti sul fatto che l'articolo, in quanto tale, debba essere eliminato dalla discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La proposta è molto semplice: la maggioranza ha chiesto, e la Giunta non si oppone, di sospendere la discussione dell'articolo 9 e di passare all'articolo 10. Quindi se c'è questa disponibilità lo si dica, se non c'è andiamo avanti. Noi non abbiamo chiesto di sospendere i lavori, abbiamo detto che ci possono essere, su un tema così dibattuto e importante, possibili convergenze, che sono poi frutto di un'interlocuzione che deve avvenire al di fuori, per arrivare poi a proporre un testo che sia condiviso. Se c'è questa disponibilità sospendiamo la discussione dell'articolo 9, se non c'è andiamo avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Ho capito meglio la proposta. Secondo noi, lo dico con chiarezza e ribadisco le ragioni, questo articolo non è accettabile, non è negoziabile, non è tollerabile in una legge finanziaria, quindi non è trattabile. Lo abbiamo detto in tutte le salse con chiarezza, con grande disponibilità e con grande pacatezza, senza polemiche perché non è un argomento da polemica.

Se voi avete necessità di qualche minuto per valutare il senso del dibattito che c'è stato in aula e definire le vostre linee di condotta noi siamo d'accordo; se invece pensate di sospendere l'articolo perché ritenete che ci possa essere un margine di trattativa con l'opposizione su questo articolo, questo non è possibile. E non è possibile perché le osservazioni che abbiamo fatto sono chiare: a) questa è, in qualche modo, una norma intrusa, perché non è coerente con la legge numero 11, ma questo sarebbe il minimo; b) è una legge antistatutaria e quindi anticostituzionale, perché viola le competenze e il rapporto tra Consiglio e Giunta, non si tratta solo di un eccesso di delega, ma si tratta, da parte del Consiglio, di esercitare un potere di delega alla Giunta che non ha, perché la delega non è prevista nel nostro ordinamento, e quindi le competenze del Consiglio deve esercitarle il Consiglio; c) è una norma che...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Selis. L'elencazione che lei sta facendo delle motivazioni l'abbiamo acquisita in due giorni di discussione. Io la pregherei, siccome l'argomento è se concordare o meno sulla sospensione dell'articolo di dire un "sì" o un "no". Le motivazioni, onorevole Selis, la pregherei di risparmiarcele, perché abbiamo seguito con attenzione da avantieri gli interventi che si sono succeduti.

SELIS (La Margherita-D.L.). Io infatti sto andando avanti Presidente, sviluppando il mio intervento.

PRESIDENTE. Non a caso io ho detto che, dagli interventi odierni, si evince qual è la volontà e l'atteggiamento….

SELIS (La Margherita-D.L.). Se il Presidente mi invita a non procedere e a limitarmi a dichiarare la mia posizione sulla richiesta di sospensione, io dico che, se ci chiedete una sospensione per definire una vostra linea, noi siamo d'accordo; se ci chiedete di sospendere l'articolo non ne comprendiamo il senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Presidente, è chiaro che se la maggioranza sta chiedendo di sospendere l'esame dell'articolo 9 evidentemente è perché dobbiamo esprimere una valutazione complessiva sull'articolo 9 al nostro interno. E' chiaro anche che l'articolo 9 non è avulso da tutto il contesto della legge. Quindi la proposta di andare avanti sull'articolo 10, sul quale non mi pare ci possano essere grandi problemi, è una cosa che si può accettare, ma introducendo questo principio che l'articolo 9 fa parte anche di un accordo più complesso, su cui forse non si è ancora lavorato e su cui si intende lavorare.

Ora, per non interrompere i lavori del Consiglio, si è detto: andiamo avanti con l'articolo 10 e poi vediamo il contesto generale della legge finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, io confermo la nostra opinione sul testo dell'articolo e credo che la proposta di sospensione, perché sia consentita alla maggioranza una valutazione delle opinioni portate in tutta questa discussione, sia accoglibile. Possiamo tornare sull'articolo 9 fra mezz'ora, passando adesso all'esame dell'articolo 10. Finita la discussione sull'articolo 10 riprendiamo l'esame dell'articolo 9. La proposta mi sembra accoglibile.

PRESIDENTE. L'articolo 9 quindi è sospeso. Passiamo all'articolo 10. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Art. 10

Disposizioni in materia di agricoltura

1. Per le finalità di cui alla legge regionale 9 marzo 1988, n. 8, è autorizzata la spesa di euro 800.000 per l'anno 2003 (UPB S06. 014 - Cap. 06034).

2. Per le finalità di cui al comma 15 dell'articolo 10 della legge regionale n. 7 del 2002, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 800.000 a favore dell'ERSAT, quale rimborso dei maggiori oneri connessi alla gestione delle misure del Programma Operativo Regionale 2000/2006 (UPB S06.022 - Cap.06059).

3. È autorizzata la spesa di euro 130.000 per ciascuno degli esercizi 2003 e 2004 a favore dell'università di Cagliari a sostegno del corso di laurea in erboristeria (UPB S06.039 - Cap. 06164).

4. I limiti di impegno di cui al comma 5 dell'articolo 13 della legge regionale n. 7 del 2002 (Cap. 06086) e di cui all'articolo 10, comma 2, della legge regionale del 20 aprile 2000, n. 4 (Capp. 06390, 06414, 06439, 06458, 06482, 06515 e 06539) sono soppressi.

5. Per il completamento del programma di cui all'articolo 7 della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 33, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.000.000 (UPB S06.039 - Cap. 06161/01).

PRESIDENTE. All'articolo 10 sono stati presentati venti emendamenti.

Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Giagu - Secci - Granella

Emendamento all'emendamento n. 7 (art. 10, pag. 84)

L'emendamento n. 7 è soppresso. (697)

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 10

Disposizioni in materia di agricoltura

Nel comma 3 le parole "dell'Università di Cagliari" sono sostituite con le seguenti: "delle Università di Cagliari e Sassari". (7)

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Emendamento n. 6 (art. 10, pag. 185)

Nell'emendamento n. 6 gli importi di "euro 24.088.000" sono modificati con quelli di "euro 9.088.000". (735)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 10

Disposizioni in materia di agricoltura

Dopo il comma 1 è inserito il seguente:

1 bis. Per le finalità di cui all'articolo 13, comma 1 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, è autorizzata nell'anno 2003, la spesa di euro 1.910.000 (UPB S06.053 - Cap. 06261).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S10.049 Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo

2003 € 1.910.000

In aumento

UPB S06.053 Esercizio delle funzioni amministrative e di demani comunali

2003 € 1.910.000

(6)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 10

Disposizioni in materia di agricoltura

Dopo il comma 5 è inserito il seguente:

5 bis. È autorizzata nell'anno 2003, la concessione di un contributo straordinario a favore dell'Istituto Zootecnico Caseario per la Sardegna di euro 720.000 per la realizzazione di un programma finalizzato a contrastare la scrapie e a ridurne la diffusione negli allevamenti ovini della Sardegna. (UPB S06.022 - Cap. N.I.).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S10.049 Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo

2003 € 720.000

In aumento

UPB S06.022 Finanziamento agli Enti strumentali e ai Consorzi per la frutticoltura - Parte corrente - Cap. N.I.

2003 € 720.000

(8)

Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Giagu - Secci - Granella

Emendamento all'emendamento n. 80 (art. 10, pag. 187)

L'emendamento n. 80 è soppresso. (712)

Emendamento sostitutivo totale Cappai - Capelli - Tunis Marco

Emendamento all'emendamento n. 80 (art. 10, pag. 187)

L'emendamento numero 80 è sostituito dal seguente:

"Nell'articolo 10, dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti:

5 bis. Le somme di cui all'articolo 30, comma 16 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, destinate al Consorzio di bonifica della Sardigna Meridionale, sussistenti nel conto dei residui, possono essere utilizzate dallo stesso Consorzio per ridurre gli oneri sostenuti per l'effettuazione delle opere di manutenzione ordinaria degli impianti di irrigazione (UPB S06.061).

5 ter. Per le finalità di cui al comma 5 bis è disposto nell'anno 2003 l'ulteriore stanziamento di euro 2.500.000. (UPB S06.055)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S06.055

Interventi per lo sviluppo della infrastrutturazione diffusa nel territorio

Competenza anno 2003 € 2.500.000

Competenza anno 2004 € 2.500.000

Competenza anno 2005 € 2.500.000

Cassa €2.500.000

In diminuzione

UPB S03.017

Fondo per il sistema contabile economico

Competenza anno 2003 € 2.500.000

Competenza anno 2004 € 2.500.000

Competenza anno 2005 € 2.500.000

UPB S03.003

Fondo di cassa

Competenza anno 2003 € 2.500.000

(742)

Emendamento aggiuntivo Cappai - Capelli

Art. 10

Nell'articolo 10, dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. Le somme di cui all'articolo 30, comma 16 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, destinate al Consorzio di bonifica della Sardigna Meridionale, sussistenti nel conto dei residui, possono essere utilizzate dallo stesso Consorzio per gli oneri relativi alla manutenzione ordinaria degli impianti di irrigazione (UPB S06.061). (80)

Emendamento aggiuntivo Cappai - Capelli

Art. 10

All'articolo 10, è aggiunto, il seguente comma:

5 bis. Allo scopo di provvedere ai pagamenti delle provvidenze previste dalla L.R. 17 novembre 2002, n. 22 ed alla definizione dei criteri di spese dei fondi statali destinati alla predisposizione di un organico progetto di prevenzione dell'epizoozia denominata "Febbre Catarrale degli Ovini (Blue Tongue), il termine di cui al secondo comma dell'art. 1 della Legge regionale 12 dicembre 2001, n. 16 è prorogato al 31.12.2004. (90)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. L'Amministrazione regionale in sede di definizione dei bandi POR 2003-2006 è tenuta a prevedere una specifica misura per sostenere la produzione, la trasformazione e la commercializzazione delle produzioni biologiche dell'agricoltura sarda. (356)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. L'Amministrazione regionale in sede di definizione dei bandi POR 2003-2006 è tenuta a prevedere una specifica misura per sostenere l'associazionismo delle aziende agricole per trasformare e commercializzare i prodotti dell'agricoltura sarda. (357)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. L'Amministrazione regionale in sede di definizione dei bandi POR 2003-2006 è tenuta a prevedere una specifica misura per l'adeguamento e il potenziamento della viabilità e della elettrificazione rurali, per la creazione di infrastrutture (invasi montani e collinari, etcc.) al fine di garantire un adeguato approvvigionamento idrico delle aziende agricole sarde. (358)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. Per il risanamento ed il rientro dal debito delle aziende agricole, l'Assessorato regionale dell'Agricoltura e Riforma Agro-pastorale dovrà, entro sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge, effettuare una ricognizione della situazione e predisporre le linee di un Piano di risanamento e di rientro dal debito, concordato con gli Istituti bancari, che dovranno essere approvate dalla Giunta regionale, sentite la Commissione consiliare competente e le associazioni più rappresentative del mondo agricolo. (359)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. È autorizzata la spesa per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, di euro 50.000.000,00 per il finanziamento degli investimenti di cui all'articolo 3 della legge regionale 21/2000, punti:

a) opere di miglioramento fondiario;

d) acquisto di macchine e attrezzature agricole;

h) acquisto di terreni e beni immobili, comprese spese legali e notarili, tasse e costi di registrazione;

l) ricomposizione fondiaria attraverso permuta di particelle agricole migliorative della redditività delle aziende. (UPB S06.086 - Cap. 06410 (N.I.))

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S06.086 - Cap. 06410 (N.I.) - Spese per il finanziamento degli investimenti di cui all'articolo 3 della legge regionale n. 21/2000.

Competenza anno 2003 € 50.000.000

Competenza anno 2004 € 50.000.000

Competenza anno 2005 € 50.000.000

In diminuzione

03 - BILANCIO

UPB S03.006 - Cap. 03030 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2003 € 50.000.000

Competenza anno 2004 € 50.000.000

Competenza anno 2005 € 50.000.000

(360)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. L'Amministrazione regionale in sede di definizione dei bandi POR 2003-2006 è tenuta a prevedere una specifica misura per la valorizzazione della tipicità e della qualità dei prodotti dell'agricoltura sarda anche al fine di garantire la sicurezza alimentare. (361)

Emendamento aggiuntivo Lai - Spissu - Morittu - Cugini

Art. 10

All'articolo 10, dopo il comma 5 è inserito il seguente:

5 bis. Per il completamento della elettrificazione rurale e delle imprese agricole del Goceano è autorizzata la spesa di 2.000.000 di euro. (UPB S06.055 - Cap. 06281-01 (N.I.))

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S06.055 - Cap. 06281-01 (N.I.) - Spese per il completamento della elettrificazione rurale e delle imprese agricole del Goceano.

Competenza anno 2003 € 2.000.000

In diminuzione

UPB S03.008 - Programmazione negoziata

Competenza anno 2003 € 2.000.000

(546)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Cappai - Randazzo

Art. 10

Dopo l'articolo 10 è aggiunto il seguente:

10 bis. L'Amministrazione regionale riconosce quale funzione di pubblico interesse quella svolta dal Consorzio Sardo Carni nella propria attività istituzionale. Al fine di agevolare l'avviamento autorizza ogni forma di aiuto attraverso i propri Enti ed Aziende; autorizza, altresì, l'inserimento nei programmi annuali dell'Associazione Regionale degli Allevatori della Sardegna, per un periodo non superiore a tre anni, di attività relative ad aiuti alla formazione ed all'avviamento del predetto Consorzio.

(554)

Emendamento aggiuntivo Sanna Giacomo - Manca

Art. 10

All'articolo 10, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

3 bis. È autorizzata nell'anno 2003 la concessione, nei limiti degli stanziamenti iscritti in bilancio, di contributi alle Cantine sociali per le manifestazioni relative alla "festa del vino"; la relativa spesa è determinata per l'anno 2003 in euro 150.000. Il programma è approvato dalla Giunta a' termini dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 sulla base delle domande presentate. (UPB S06.063)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S06.063

Anno 2003 € 150.000

In diminuzione

UPB S03.008

Anno 2003 € 150.000

(566)

Emendamento aggiuntivo Balia - Ibba - Masia

Art. 10

Nell'articolo 10, dopo il comma 5, è aggiunto il seguente:

5 bis. L'Art. 2 della legge regionale 8 gennaio 1986, n. 1 (Erogazione di contributi per favorire le attività dei coltivatori e degli allevatori diretti sui problemi dello sviluppo economico e sociale), e successive modifiche e integrazioni, è sostituito dal seguente:

"Sono destinatarie dei contributi le organizzazioni professionali agricole regionali operanti in Sardegna le cui organizzazioni nazionali siano promotrici di enti di patronato riconosciuti ai sensi del Dlgs C.P.S. 29 luglio 1947, n. 804 e successive modifiche e integrazioni, o di associazioni nazionali di pensionati riconosciute ai sensi della Legge 11 agosto 1972, n. 485, oppure siano presenti nel Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL)".

(592)

Emendamento aggiuntivo Ortu - Cogodi - Vassallo - Demuru - Sanna Alberto - Manca - Masia - Balia - Marrocu

Art. 10

Dopo l'articolo 10 è aggiunto il seguente:

Art. 10 bis

Finanziamento straordinario della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 "adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura."

  1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 (Norme in materia di bilancio e contabilità della Regione) a contrarre, nell'anno 2003, uno o più mutui fino ad un ammontare di euro 100.000.000 da destinare alla concessione degli aiuti per la realizzazione delle opere di carattere permanente previste dalla legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 "adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura."
  1. L'ammontare delle disponibilità recuperate con la contrazione dei mutui è destinato:

a) per il 50 per cento alla concessione di aiuti per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario previsti dall'art. 3, comma 1, lett. a) della L.R. 21 del 2000;

b) per il 20 per cento alla concessione di aiuti per l'acquisto di macchine e attrezzature agricole previsti dall'art. 3, comma 1, lett. d) della L.R. 21 del 2000;

c) per il 30 per cento alla concessione di aiuti per la realizzazione di infrastrutture rurali previste dagli artt. 17 e 18 della L.R. 21 del 2000.

  1. Alle ripartizioni territoriali degli interventi si provvede con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, sentito il parere della Commissione consiliare competente in materia di agricoltura.
  2. Per la contrazione dei mutui di cui al precedente comma 1 valgono le condizioni e le modalità previste dall'articolo 1, commi 4, 5 e 6, della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Entrata

UPB E03.032

Ricavo mutui

Competenza 2003 € 100.000.000

Cassa 2003 € 100.000.000

Spesa

UPB S----------

Nuova istituzione

Finanziamento straordinario della L.R. 21 del 2000

Competenza 2003 € 100.000.000

Cassa 2003 € 100.000.000

UPB S03.038

Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

Competenza 2003 -------------

Competenza 2004 € 6.000.000

Competenza 2005 € 5.800.000

UPB S03.039

Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

Competenza 2003 -------------

Competenza 2004 € 4.400.000

Competenza 2005 € 4.500.000

In diminuzione

UPB S03.008

Fondo per la programmazione negoziata

Competenza 2003 ---------------

Competenza 2004 € 10.400.000

Competenza 2005 € 10.300.000

(74)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 697, ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, l'emendamento numero 697 intende più che altro aprire una riflessione che attiene al contenuto del comma 3. Noi abbiamo assistito - credo che sia necessario che anche l'assessore Scarpa stia attento, perché mi vorrei rivolgere anche a lui - nel corso della predisposizione di questa finanziaria, rispetto all'articolo 14, che riguarda la formazione universitaria, a un'evoluzione di impostazione: nella prima redazione c'era una sorta di rinvio a un fondo unico globale delle esperienze universitarie in Sardegna e un fondo unico di dotazione per finanziare le varie esperienze di università diffusa, di nuovi corsi e così via. In questa finanziaria, se quello dovesse essere il punto di riferimento di un'impostazione che poi - ho visto - è stata rivista, vorrei capire per quale motivo, nell'articolo 10, vengono introdotti i finanziamenti dei corsi universitari che riguardano, parrebbe, il settore dell'agricoltura,. Poi vedremo che si prevedono addirittura 10 miliardi per finanziare altri corsi universitari nel settore dell'industria e della promozione. Io vorrei capire chi è l'Assessore che deve governare e coordinare le politiche di finanziamento universitario in Sardegna, se è l'assessore Scarpa o è chiunque. È da anni che stiamo dicendo che le politiche di alta formazione in Sardegna richiederebbero una razionalizzazione perché la loro razionalizzazione è il presupposto della qualità degli studi. Assistiamo, invece, a questa ripartizione a spezzoni: un pezzo per l'erboristeria, un pezzo per l'industria, e l'elencazione di un coacervo di università diffuse nel capitolo di competenza dell'assessore Scarpa che ci lascia perplessi. Noi da anni chiediamo un dibattito su questo settore che approfondisca: primo, il rapporto della Regione con le università madri; secondo, se esiste o non esiste in Sardegna la possibilità che la Regione riconosca un livello primario di decentramento; terzo, se la Regione sarda fa, nell'approntamento della strategia dell'alta formazione in Sardegna, una distinzione fra formazione universitaria decentrata e formazione cosiddetta diffusa o indiretta. Su queste cose vogliamo delle risposte, perché non è ammissibile che ogni Assessore si finanzi, per il proprio settore, un corso universitario qua e là, perché questo esorbita da quella che invece dovrebbe essere una visione coordinata della problematica universitaria.

Ecco perché noi, assessore Contu, un po' forzosamente, chiediamo la soppressione dell'emendamento della Giunta, perché non abbiamo neanche voluto presentare l'emendamento soppressivo sul comma 3, giusto per sollevare la questione, sulla quale va spesa una parola chiara perché, badate, già oggi c'è una dispersione di risorse incredibile su questo settore, senza che, a fronte di questa mole di risorse, ci sia un monitoraggio della qualità del ritorno in termini di formazione. L'unica cosa che osserviamo è che mancano in Sardegna particolari e utili corsi universitari per i quali molti giovani sono costretti ad andare fuori della Sardegna e che forse varrebbe la pena fare un ragionamento su questo per capire il rapporto fra costi e benefici per assicurare il mantenimento in Sardegna di quei cervelli che invece, una volta che si sono radicati fuori dalla Sardegna per gli studi, 90 su 100 preferiscono rimanere all'esterno dell'Isola piuttosto che tornare.

Il quarto punto da approfondire è se dobbiamo, in qualche modo, dare alla nostra formazione un'immagine così approssimativa da lederne complessivamente il valore. D'altra parte non è possibile, e lo vedremo, anche qui non fare una distinzione che ha una specifica peculiarità nel riscontro anche territoriale - ma lo faremo quando arriveremo all'articolo 13 e agli emendamenti aggiuntivi - sul fatto che non esiste in Sardegna, rispetto anche a questi nuovi indirizzi, una riflessione sulla collocazione di alcuni corsi o sul potenziamento e riequilibrio delle università nelle aree interne della Sardegna, per la funzione che dovrebbero svolgere, e del resto degli insediamenti universitari nelle aree metropolitane o, se va meglio, nei poli universitari tradizionali.

E' una riflessione che rinvio a quando si discuterà l'articolo 13, perché mi sembra interessante e particolare. In ogni caso sarebbe opportuno che su questo - siamo ancora in tempo - sia l'assessore La Spisa che l'assessore Contu, , facessero una riflessione con l'assessore Scarpa sulla possibilità di ricomprendere questi provvedimenti in un articolo di coordinamento, che è quello che fa capo all'assessore Scarpa.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 7 ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

SCARPA (Rif. Sardi-U.D.R.),Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 735 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 6 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 8 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 712 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 712 è una sorta di segnalibro che ci siamo dati per porre una questione di merito all'assessore Contu. Noi riteniamo che, sulle politiche che riguardano i Consorzi di bonifica in Sardegna, sia necessario fare una riflessione più compiuta e complessiva. Qui abbiamo un emendamento che io spero sia tra quelli ritirati, il numero 80, del quale chiediamo la soppressione, che prevede il riutilizzo delle somme non utilizzate dal Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, sussistenti nel conto dei residui. Il problema è più ampio di quello relativo all'emendamento 80, il problema è che in questi anni stiamo assistendo, anche di recente, dopo una razionalizzazione dell'assetto dei Consorzi di bonifica in Sardegna, a pulsioni di retroguardia che cercano in qualche modo di ridimensionare questa tendenza alla razionalizzazione che era il punto di riferimento per un ulteriore avanzamento sulle funzioni dei Consorzi di bonifica.

Punto secondo: osserviamo, rispetto alla dislocazione dei diversi Consorzi di bonifica in Sardegna, a sperequazioni inaccettabili, aggravate per di più dalla differenza nelle funzioni che i Consorzi di bonifica svolgono nell'area nella quale intervengono. Mi riferisco a consorzi di bonifica che più che altro sono recettori del sistema irriguo e a altri consorzi di bonifica che sono invece i gestori di questo bene. Sono funzioni diverse, entrambe importanti, che forse andrebbero meglio integrate, però noi abbiamo bisogno di capire come si può conciliare la politica di ulteriore proliferazione dei Consorzi - rispetto all'assetto che si è definito con la precedente legislazione - con la condizione di gravissimo indebitamento di alcuni altri consorzi che peraltro devono svolgere funzioni importanti nell'ambito delle aree irrigue. Mi riferisco per esempio al Consorzio di bonifica di Oristano che si trova in una situazione di grave indebitamento e che sta provvedendo a predisporre gli atti per il licenziamento del personale, non di quello stagionale o avventizio, del personale fisso che era stato già l'esito di una razionalizzazione frutto dell'unificazione dei due consorzi. Questo è il problema. L'emendamento ha un carattere provocatorio per discutere dell'argomento, noi abbiamo bisogno di rassicurazioni di carattere generale, non riteniamo che l'approvazione dell'emendamento numero 80 sia un problema per quest'Aula, vista la scelta che la maggioranza ha fatto rispetto ad alcune "norme fotografia". Questa, più che altro sarebbe una norma, assessore Contu, da inserire nell'autorizzazione dell'Esercizio provvisorio perché sostanzialmente è una proroga dell'utilizzabilità dei fondi, però questo lo vedremo in sede tecnica. Quello che ci interessa è avere una parola di chiarificazione sull'atteggiamento che il Governo regionale intende assumere e sta assumendo in un panorama dei Consorzi di bonifica sardi nel quale sono altissime le sperequazioni e gravissime le condizioni gestionali nelle quali i diversi enti stanno operando.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 80 ha facoltà di parlare il consigliere Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 742 ha facoltà di parlare il consigliere Cappai.

CAPPAI (U.D.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 90 ha facoltà di parlare il consigliere Cappai.

CAPPAI (U.D.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare i suoi emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, abbiamo presentato, come Gruppi di opposizione, una serie di emendamenti all'articolo 10, vista anche l'inconsistenza dell'articolo 10 della finanziaria che si costituisce di cinque commi che poco hanno a che vedere con le esigenze dell'agricoltura sarda. Certamente se le aziende agricole della Sardegna dipendessero dalla finanziaria regionale non avrebbero molto strada da percorrere. Noi, proprio perché c'è da parte della Giunta di centrodestra, ormai da quattro anni, una totale assenza di politiche e di progetto in campo agricolo, abbiamo nel corso di questi anni - e anche quest'anno si sta lavorando in questa direzione - fatto uno sforzo serio come forze di opposizione per costruire noi una proposta alternativa a quella della Giunta che è inconsistente anche quest'anno. La nostra proposta alternativa si basa su due indirizzi di fondo, uno è teso ad assicurare risorse per il sistema delle aziende agricole sarde attraverso il finanziamento della legge "21", legge molto importante che questo Consiglio ha approvato due anni or sono e che a tutt'oggi, proprio per l'incapacità della prima e della seconda Giunta di centrodestra, non ha avuto modo di entrare di fatto in vigore e di produrre i suoi effetti. L'altro punto fondamentale della nostra proposta è quello di prevedere davvero, attraverso norme di indirizzo che poi illustrerò, nelle prossime misure, nei prossimi bandi del POR che riguarda i comparti agricoli, interventi che affrontino i nodi di fondo che impediscono alla nostra agricoltura di essere moderna e adeguata e quindi competitiva. L'emendamento numero 356 si muove appunto in questa ultima direzione, cioè in quella di dare alla Regione una politica in campo agricolo. Questo emendamento si pone l'obiettivo di prevedere una filiera che riguardi le produzioni biologiche nella nostra agricoltura; il biologico è previsto soltanto nel piano di sviluppo rurale ed è previsto solo per la zootecnia. Siamo in un momento delicato per le produzioni biologiche, la Sardegna ha, in questo ambito, già una presenza molto importante in ambito nazionale e comunitario, pensiamo che si debba andare a un ulteriore passo in avanti, a una svolta di quantità e di qualità in quest'ambito e chiediamo, attraverso l'emendamento numero 356, che nel prossimo POR 2003-2006 sia prevista una misura specifica che incentivi e che sostenga la produzione, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti biologici sardi. Crediamo che questa sia una misura fondamentale, purtroppo non prevista nei primi bandi POR con una grave negligenza della Giunta regionale; noi chiediamo che sia prevista nei prossimi bandi POR.

Come si può rilevare, questi emendamenti, e già sto illustrando il primo, hanno un carattere politico, un carattere di progetto, quindi non sono emendamenti clientelari nel modo più assoluto, hanno un carattere di indirizzo politico, vogliono concorrere a definire in modo preciso il progetto di sviluppo della nostra agricoltura. L'emendamento numero 356 si riferisce, come dicevo, alla filiera biologica.

Io, Presidente, se lei mi consente vorrei continuare con l'illustrazione degli altri emendamenti che portano la mia firma.

PRESIDENTE. Va bene, può illustrare anche gli emendamenti numero 357, 358, 359, 360, 361.

SANNA ALBERTO (D.S.). L'emendamento numero 357 si inserisce anch'esso in questa proposta complessiva che noi stiamo avanzando e ha l'obiettivo di sostenere, di incentivare, di favorire l'associazionismo tra i produttori per trasformare e per commercializzare i loro prodotti. Io voglio ricordare al Consiglio che le 82 mila imprese agricole sarde, che sono per il 95 per cento imprese a conduzione familiare, imprese di un addetto, di due addetti, hanno un grande limite, un grande handicap strutturale, quello di avere difficoltà a fare un discorso di filiera, quindi a trasformare i prodotti, ed ancora maggiori difficoltà a venderli.

Quindi c'è bisogno di una politica da parte dell'amministrazione regionale che sostenga le nostre aziende, che favorisca l'associazionismo e che consenta loro quindi di operare per la trasformazione dei prodotti e per la commercializzazione. Questo è un punto di grande debolezza del nostro sistema produttivo in ambito agricolo, quindi con l'emendamento numero 357 noi poniamo l'esigenza che nel prossimo POR 2003-2006 ci sia una misura specifica finalizzata a risolvere questo problema.

L'emendamento numero 358 ha anch'esso un carattere di indirizzo. Va detto - questo è un punto importante che va rilevato - che, vista la difficoltà a reperire fondi per finanziare la legge "21", cosa che per altro noi ci proponiamo di fare con emendamenti specifici, però considerando che abbiamo a disposizione risorse importanti attraverso il POR, vogliamo dare priorità - questo è anche il senso delle proposte contenute nei nostri emendamenti - dare selettività alle scelte in ambito agricolo attraverso l'utilizzo delle risorse del POR.

Con questo emendamento vogliamo che ci sia un intervento sostanziale per il potenziamento delle infrastrutture agricole; noi sappiamo che uno dei punti delicati, di debolezza di cui soffrono le nostre aziende agricole è la carenza di infrastrutture. Ancora oggi, la maggior parte delle nostre aziende non ha a disposizione l'energia elettrica e purtroppo i primi bandi che sono stati messi in atto, non favoriscono la soluzione di questo problema. La maggior parte delle nostre aziende sono aziende a carattere estensivo, manca l'acqua - un altro punto di grande debolezza - e c'è il grosso problema della viabilità agricola che è piuttosto inadeguata e pesa anch'essa fortemente sui bilanci delle nostre aziende.

Un intervento quindi mirato a rafforzare il sistema infrastrutturale a servizio delle aziende agricole è un intervento fondamentale, quindi anche questo emendamento ha un obiettivo politico di fondo, su cui io mi auguro che la Giunta regionale convenga con noi, prevedendo risorse adeguate nelle prossime misure del POR Sardegna 2003-2006. Le risorse destinate al potenziamento delle infrastrutture sono largamente inadeguate e noi chiediamo che ci sia un'inversione di tendenza anche rispetto a questo punto.

Un'altra questione di grandissimo rilievo che noi vogliamo porre in questa finanziaria è il problema dell'indebitamento delle aziende agricole che è arrivato ormai ad un livello estremamente preoccupante, si parla - anche se a tutt'oggi non c'è una ricognizione esatta e precisa del livello dell'indebitamento ed anche delle sue diverse componenti - di circa 1500 miliardi di vecchie lire, cioè un livello estremamente preoccupante; se pensiamo che il prodotto lordo vendibile della nostra agricoltura è intorno ai duemila miliardi, ci rendiamo conto di che cosa stiamo parlando.

Questo è un problema che purtroppo le Giunte di centrodestra che in questi quattro anni stanno governando la Regione non hanno affrontato, chiediamo con questo emendamento che ci sia una ricognizione completa dei debiti, per capire bene come stanno le cose, e chiediamo che questo avvenga entro sei mesi. Pensiamo che in sei mesi la Regione e il sistema bancario che con la Regione interagisce anche su questa materia possano e debbano fare la ricognizione esatta del livello di indebitamento delle nostre aziende agricole.

Naturalmente non vogliamo che si faccia soltanto la ricognizione, vogliamo che ci sia anche un piano di risanamento, un piano che non può che essere concordato con gli istituti bancari interessati e vogliamo che questo piano sia anche sottoposto all'esame e al parere della Commissione agricoltura del Consiglio regionale e che ci sia anche il coinvolgimento delle associazioni agricole più rappresentative della nostra Regione.

Questo piano, secondo noi, è fondamentale, perché se noi non diamo certezze da questo punto di vista, e questo è un aspetto poi fondamentale, con tutta la politica complessiva del credito che riguarda anche l'agricoltura, sarà poi difficile anche dare sostegno ad aziende che non sono più in grado di partecipare neanche alle risorse del POR.

L'onorevole Contu è ben consapevole del fatto che una delle ragioni per le quali le misure del POR Sardegna che riguardano l'agricoltura, scontano un ritardo notevole nella spendita delle risorse, è il fatto che una parte consistente delle nostre aziende agricole non è in grado di disporre del 50 per cento - che poi sarebbe il 50 per cento più il 20 per cento di IVA - di capitale di rischio richiesto per avere i finanziamenti del POR; e questo impedisce alle nostre aziende di usufruire di queste risorse.

Quindi, il livello di indebitamento delle aziende è un ostacolo insormontabile perché le nostre aziende, ripeto, possano usufruire delle risorse del POR, possano ammodernarsi, possano cogliere questa occasione unica per il loro ammodernamento per far sì che possano competere con il mercato globale europeo ed internazionale. Quindi, il risanamento, ripeto, delle nostre aziende dai debiti che si sono accumulati nel corso degli anni è essenziale.

L'emendamento numero 360 pone un'altra questione vitale per la nostra agricoltura; dicevo prima che abbiamo approvato alla fine del 2000, all'unanimità, una legge fondamentale, una legge quadro sugli interventi economici a favore dell'agricoltura, mi riferisco alla legge numero "21", con la quale abbiamo praticamente "messo a norma" quasi tutta la legislazione che, dagli anni Cinquanta a oggi, è stata prodotta in Sardegna, dalla Regione autonoma della Sardegna; abbiamo messo a norma rispetto alle direttive ed ai regolamenti comunitari una cinquantina di leggi, leggi mai notificate, leggi in aperto contrasto con le direttive comunitarie. Quindi abbiamo fatto uno sforzo serio, l'ha fatto la maggioranza ma l'ha fatto anche l'opposizione che è stata determinante sia in Commissione che in Aula per dare al mondo agricolo sardo uno strumento fondamentale.

Quindi, da un lato abbiamo messo in regola la legislazione regionale, dall'altro abbiamo anche recepito la direttiva fondamentale, la 12/57, che in materia di agricoltura, dal '99, detta gli indirizzi comunitari fondamentali che i quindici Paesi dell'Unione devono rispettare.

Quindi la legge "21" è un contenitore, uno strumento fondamentale; però, se non ha risorse, lo sforzo che abbiamo fatto non serve .

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue SANNA Alberto.) Noi con questo emendamento poniamo l'esigenza che almeno cento miliardi siano messi a disposizione della legge "21" per portare avanti gli interventi che riguardano le opere di miglioramento fondiario, in modo particolare l'acquisto di macchine e attrezzature agricole, l'acquisto di terreni e beni immobili comprese le spese legali e notarili, tasse e costi di registrazione. Un altro aspetto fondamentale è quello che riguarda la ricomposizione fondiaria, il potenziamento della base produttiva e della dimensione delle aziende, perché noi sappiamo tutti che un altro dei punti di grande debolezza del mondo agricolo sardo è l'estrema polverizzazione delle aziende agricole, la loro dimensione aziendale che è fortemente penalizzante perché i costi di produzione ed anche le condizioni di produzione sono talvolta arretrate proprio perché mancano le condizioni di base.

Un altro emendamento a cui noi diamo molta importanza è il 361 che pone l'esigenza che nel prossimo POR 2003-2006 ci sia una misura specifica che incentivi e sostenga la tipicità dei prodotti, che sostenga la qualità, che dia tutte quelle garanzie di sicurezza alimentare di cui oggi i consumatori sentono sempre di più la necessità, insomma, il discorso sulla tracciabilità dei prodotti, sulla loro qualità, sulla loro tipicità. Noi pensiamo che su questo piano, assieme a quello del biologico, cioè sul piano della qualità complessiva delle nostre produzioni agricole possiamo giocare una partita importante.

Noi su questo piano possiamo competere davvero con le altre agricolture nazionali e comunitarie perché se non c'è qualità noi non possiamo certamente competere sulla quantità, anche perché tra l'altro non possiamo certamente risolvere tutti i punti di debolezza ed arretratezza del nostro sistema agricolo che pesano in modo pesantissimo sui costi di produzione della nostra agricoltura e che in larga misura la rendono non competitiva.

Quindi, ripeto, quest'altra proposta di prevedere una misura specifica finalizzata appunto alla sicurezza alimentare, alla qualità dei prodotti, pensiamo che sia da tenere nella massima considerazione perché rappresenta una forte esigenza dei produttori ma soprattutto dei consumatori.

Chiudo richiamando l'attenzione della Giunta e dell'onorevole Contu sul fatto che, per quanto riguarda le politiche sulla qualità dei prodotti alimentari, ci sono norme abbastanza precise che riguardano la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli e che attengono alla sicurezza alimentare e alla qualità dei prodotti. Però, non c'è nessuna norma che stabilisca regole precise per quanto riguarda la produzione. La fase più importante è quella della produzione dei prodotti agricoli. Questa fase non è regolata da nessuna norma che stabilisca criteri, regole precise che garantiscano la qualità e la salute dei consumatori. Noi certamente non possiamo farlo con questo emendamento, però esso contiene un invito, una sollecitazione alla Giunta perché presenti un disegno di legge che dia all'agricoltura sarda, sul primo livello della filiera, quello della produzione, le garanzie necessarie per una produzione di qualità che faccia della salvaguardia della salute dei cittadini il punto fondamentale della sua strategia.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 546 ha facoltà di illustrarlo.

LAI (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 548 è decaduto.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 554 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (U.D.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 566 ha facoltà di illustrarlo.

MANCA (Gruppo Misto). L'emendamento numero 566 ha la finalità di stanziare una somma, per altro molto modesta, 150 mila euro, che consente il finanziamento alle cantine sociali di tutta la nostra Isola per organizzare una delle nostre maggiori manifestazioni, cioè la festa del vino.

Questa manifestazione che è organizzata da tutte le cantine sociali della nostra Isola, ha l'obiettivo di aprire una vetrina molto importante per far conoscere a tutta l'Isola, ma non solo, un prodotto così importante per il settore agricolo isolano.

Questa manifestazione si tiene oramai da diversi anni e, visto il successo ottenuto nelle precedenti manifestazioni, deve essere sostenuta e potenziata.

Queste iniziative rappresentano un'occasione di incontro e di confronto tra tutti gli operatori e sono quindi molto importanti.

Il settore vitivinicolo rappresenta una grossa realtà che è in continua, costante progressione e va sostenuto e incentivato in tutti i modi. Questa importante iniziativa rientra in questo contesto; questo emendamento tende appunto a finanziare questa iniziativa che coinvolge le nostre cantine che fanno sì che questo prodotto così caratterizzante e importante, per centinaia di agricoltori, possa continuare ad esistere.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 592 ha facoltà di illustrarlo.

IBBA (S.D.I-S.U.). Questo emendamento si propone di modificare l'articolo 2 della legge regionale numero 1 dell'86 per far sì che, attraverso la nuova formulazione proposta, si faccia giustizia dell'esclusione dai benefici economici, previsti appunto dall'articolo 2 della legge regionale numero 1 del 1986, di quelle organizzazioni di coltivatori ed allevatori che sino ad oggi sono state escluse perché prive di un proprio ente di patronato.

L'emendamento si propone di aggiungere le associazioni nazionali di pensionati riconosciute ai sensi della legge numero 485 del '72; in tal modo si supererebbe la disparità oggi esistente in quanto le associazioni nazionali di pensionati previste dalla legge numero 485 del '72 possono considerarsi a tutti gli effetti equiparabili agli analoghi patronati nazionali.

Così facendo, sarebbe consentita anche ad esse la fruizione dei benefici, in maniera tale che, anche nei confronti di queste associazioni che sono più rappresentative di quelle che già oggi beneficiano dei proventi, ci sarebbe un criterio di equità.

Mi preme in maniera particolare evidenziare che l'emendamento proposto, pur essendo un emendamento aggiuntivo, non comporta un aumento di spesa rispetto allo stanziamento già previsto nell'UPB di riferimento.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 74 ha facoltà di illustrarlo.

ORTU (R.C.). Presidente, questo è il clima di attenzione che registriamo per l'agricoltura. C'è l'Assessore solo soletto, anche se ad ogni pie' sospinto, quando viene in Commissione, si lamenta e dice che vuole sostegno, aiuto, solidarietà.

Noi siamo qui, stiamo tentando di porre alcune questioni, però al di là del nostro sostegno, Assessore, a me sembra che a lei manchi il sostegno della sua Giunta, al punto tale che penso che sia persino superfluo continuare questa discussione, perché io qui potrei riproporle tutte le questioni da lei poste in Commissione quando abbiamo espresso il parere sulla parte del bilancio destinata all'agricoltura. Ma lei in quella sede pose il problema di un'attenzione maggiore che sarebbe stata necessaria da parte dell'Assessore della programmazione, dell'assessore Masala, che era lontano dai problemi dell'agricoltura, non ne coglieva gli aspetti essenziali e fondamentali per cui era necessaria un'iniziativa per sensibilizzarlo.

Se lei, assessore Contu, non riesce a portarlo qui in Aula, ritengo che il lavoro che stiamo tentando di fare stamattina risulterà vano; perché, così come ha avuto modo di dirci lei, l'Assessore della programmazione ancora una volta taglierà, così come ha fatto nel corso di questi anni, le risorse destinate all'agricoltura, senza tener conto della sollecitazione che lo stesso assessore Contu aveva fatto in Commissione agricoltura.

Tra l'altro questa è l'attenzione più complessiva che lei, Assessore, riesce a registrare in Aula, prima tra tutti la sua maggioranza che così come non è presente in Commissione, tutto sommato è assente anche in Aula…..

Registriamo…

(Interruzioni)

Tu dici, meglio, forse è anche vero. Sarebbe anche una fortuna se poi riuscissimo a modificare le cose così come abbiamo fatto anche in altre occasioni. Tra l'altro, siamo in una fase cruciale per quanto riguarda l'agricoltura europea e italiana; e questo aspetto non viene colto nella proposta di bilancio, ecco perché noi abbiamo presentato una serie di emendamenti; anzi, abbiamo anche concentrato l'attenzione sul problema fondamentale, cioè quello di destinare risorse agli investimenti in agricoltura che consentano un processo di modernizzazione e di adeguamento. Però, Assessore, ho tutta l'impressione che, così come è accaduto nella predisposizione del bilancio, così accadrà anche per quanto riguarda il tentativo da noi messo in atto, cioè che sarà tutto sommato un lavoro vano che comunque noi abbiamo il dovere di riproporre qui.

Tra l'altro questa discussione oggi coincide con una grande manifestazione che era programmata, prima dell'entrata in guerra, dalla Confederazione Italiana Agricoltori, che si tiene a Roma, proprio per sollecitare una politica seria per l'agricoltura sia a livello europeo sia a livello nazionale e, di conseguenza, per quanto ci riguarda anche a livello regionale. E' chiaro che oggi quella manifestazione assumerà anche un altro senso, e questo non è male perché penso che proprio da questo mondo, da sempre, venga una sollecitazione, un invito oggi più che mai necessario, ad evitare le guerre, quindi a perseguire uno sviluppo di pace.

Ecco, quindi, dicevo, a maggior ragione sarebbe necessaria un'attenzione diversa in quest'Aula, anche se mi rendo conto che è difficile discutere di un bilancio, discutere delle risorse da destinare agli investimenti con tanti mesi di ritardo e non solo, con l'esercizio ormai inoltrato da mesi, è difficile discutere di previsione, ma non solo, le risorse che sono state destinate in passato, che diventano sempre più esigue, anche quest'anno subiranno la stessa sorte degli anni scorsi. Cioè poi, alla fine, Assessore, non riuscirà a spendere, come non è riuscito a spendere in tutti questi anni e quindi, di conseguenza, anche nel prossimo futuro si deve aspettare ulteriori tagli sull'agricoltura. Questa è la preoccupazione che noi registriamo e che riproponiamo qui in Aula. Non è accettabile, con lo scenario che si sta delineando per l'agricoltura europea, siamo ormai alla definizione della nuova PAC, la nuova politica agricola comunitaria; è aperta tutta la trattativa per quanto riguarda la questione del negoziato del WTO, e lei sa benissimo cosa significa. Significa che, per esempio, i sostegni al reddito e all'agricoltura dovranno essere ulteriormente contrattati con una spinta verso il basso e con un allargamento e un'apertura ulteriore dei mercati, che significa una diminuzione dei prezzi agli agricoltori, non ai consumatori! Ma non solo, siamo alla vigilia anche dell'allargamento della Comunità Economica Europea ai Paesi dell'est, e questo significa che le risorse che nel corso di questi anni, a livello comunitario, sono andate man mano diminuendo, verranno spalmate nei prossimi anni su tutti i Paesi della Comunità Economica Europea, compresi i Paesi dell'est e quindi avremo una drastica riduzione del sostegno al reddito delle nostre aziende.

Allora, se questo è, a maggior ragione sarebbero state necessarie una politica ed un'attenzione diverse da quella proposte con questo bilancio per l'agricoltura. Un bilancio, badate, che perde, in termini di risorse rispetto agli stanziamenti degli anni precedenti, in modo incredibile, viene dimezzato lo stanziamento destinato all'agricoltura, passiamo dai 590 miliardi delle risorse del bilancio regionale destinate all'agricoltura nell'esercizio del 1999 ai 350 miliardi delle risorse regionali che vengono destinate nel 2003.

Quindi, siamo quasi alla metà del volume degli investimenti che venivano destinati all'agricoltura negli anni passati, e nessuno qui richiami l'intervento, che pure è previsto e di cui pure dobbiamo tenere conto quando parliamo di investimenti nell'ambito di questo settore, che deriva dagli interventi comunitari, perché anche allora c'erano gli interventi comunitari, che tra l'altro avevano anche una maggiore efficacia rispetto alla normativa attuale, che come sa benissimo l'assessore, in realtà in agricoltura ha una difficoltà di ricaduta in termini di utilizzo reale; pensiamo a quello che è accaduto con i diversi bandi, cosa che non avveniva con l'intervento che era previsto con i POP, che tutto sommato hanno consentito un processo di adeguamento e di modernizzazione dell'agricoltura.

Se a questo aggiungiamo il fatto che, nel corso di questi anni, non abbiamo speso quelle poche risorse che sono state destinate a questo comparto, da questo possiamo cogliere il significato, e concludo perché poi avremo modo di riprendere, perché il tempo è tiranno…

PRESIDENTE. Concluda, prego.

ORTU (R.C.). Concludo, avremo poi modo di riprendere questo tema nella discussione generale. Ecco perché noi abbiamo fatto una scelta e chiediamo alla Giunta di dare una risposta sulla scelta fondamentale che proponiamo qui; abbiamo scelto di presentare un emendamento che finanzi in modo adeguato la legge "21", come strumento che consente davvero di fare un intervento organico e programmato di modernizzazione dell'agricoltura sarda. Se questo non accadrà, sconteremo le ulteriori difficoltà rispetto ad un comparto che è drammaticamente in crisi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere su tutti gli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. L'emendamento numero 697 è un emendamento all'emendamento della Giunta. La Commissione non l'ha visto, ma trattandosi di un emendamento all'emendamento numero 7 della Giunta si esprime parere negativo.

Sull'emendamento numero 7 la Giunta esprime parere favorevole.

L'emendamento numero 735 è un emendamento all'emendamento della Giunta numero 6, quindi si esprime parere contrario.

La Commissione esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 6, 8, 80, 90. Esprime parere contrario sugli emendamenti numero 356, 357, 358, 359, 360, 361, 546, 548, 554, 556, 592, 74.

PRESIDENTE. Deve esprimere il parere anche sugli emendamenti all'emendamento numero 80, il 712 e il 742.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente, per semplificare mi rimetto all'Aula, poi eventualmente, in sede di discussione, preciserò meglio.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Sugli emendamenti numero 7 e numero 6, la Giunta esprime parere favorevole.

Sull'emendamento numero 8...

PRESIDENTE. All'emendamento numero 7 è stato presentato l'emendamento numero 697 soppressivo totale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ovviamente la Giunta è contraria, pur accogliendo però - devo dire sempre esattamente quello che penso - le osservazioni che sono state fatte dal collega Gian Valerio Sanna per quanto concerne le convenzioni con le università. Io concordo con l'onorevole Gian Valerio Sanna che sia opportuno che le convenzioni con le università piuttosto che ai singoli assessorati di competenza, vengano demandate alla competenza dell'Assessorato alla cultura e pubblica istruzione, questo per avere un quadro più completo della situazione. Io mi ritrovo però una convenzione che risale a diversi anni fa, che purtroppo devo onorare, perché l'istituzione del corso di laurea in erboristeria presso la Facoltà di agraria di Sassari è stabilita da una convenzione vecchia, non è una convenzione firmata dall'attuale assessore, e bisogna per forza onorarla perché stata firmata dalla Regione. Sono però dell'opinione che per quanto riguarda la gestione di queste convenzioni sia necessario trovare un accordo con l'assessore alla cultura e alla pubblica istruzione .

Per quanto riguarda l'emendamento numero 8 il parere della Giunta è favorevole; l'emendamento numero 80 mi pare sia stato sostituito.

PRESIDENTE. E' stato sostituito dal 742.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. L'emendamento 742 non è sostitutivo, l'emendamento 742 è soppressivo, se non vado errato... No, sbaglio.

PRESIDENTE. E` sostitutivo.

CONTU, Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. E` il 712 che è soppressivo.

(Interruzioni)

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. La Giunta sull'emendamento sostitutivo numero 742 si rimette all'Aula, onorevole Cappai, perché esso sostituisce sì l'emendamento 80, però sul piano finanziario vedo che c'è una aggiunta rispetto al suo vecchio emendamento, cioè un ulteriore spendita di due miliardi e cinquecento milioni sui quali io non posso che sentire il parere dell'assessore del bilancio.

Sull'emendamento soppressivo numero 712, invece il parere della Giunta è contrario.

Per quanto poi concerne l'emendamento numero 90, la Giunta esprime parere favorevole. Si tratta di un emendamento che riguarda la proroga al 31 dicembre di quest'anno del personale, dieci unità, che ci erano state date nella vecchia legge sulla febbre catarrale ovina, sono dieci funzionari dell'ente dell'Ersat e delle A.S.L. per mandare avanti gli interventi inerenti la febbre catarrale.

Sull'emendamento numero 356 il parere della Giunta è favorevole sulla sostanza. Esprimo però dei dubbi sul fatto che si possa regolamentare questa materia con una norma nella finanziaria. E' già intendimento dell'Assessorato, quando si tratterà di modificare i POR a fine anno, introdurre una norma per sostenere la produzione, trasformazione e commercializzazione delle produzioni biologiche, quindi essa è pleonastica; però io suggerirei al collega Alberto Sanna, se è possibile, di tradurre questi emendamenti in un ordine del giorno globale, perché all'ordine del giorno sarei senz'altro favorevole. Ripeto, per quanto riguarda gli emendamenti numero 356, 357 ed il 358 la Giunta è favorevole sulla sostanza. L'emendamento numero 357 riguarda la valorizzazione dei prodotti dell'agricoltura attraverso il sostegno all'associazionismo, l'Assessorato è già d'accordo, sta già preparando un provvedimento in questo senso, ma è già previsto anche nell'attuale POR. Per quanto -+riguarda il 358, cioè per quanto riguarda le infrastrutture siamo ugualmente d'accordo; per altro è già contenuto anche nell'attuale POR, si tratta caso mai di reperire altre risorse all'interno del POR.

Sulla sostanza quindi non ho nulla da eccepire, anzi, mi dichiaro favorevole a tutti e tre gli emendamenti. Vorrei piuttosto far notare che forse è più opportuno che questi tre emendamenti vengano sostituiti da tre ordini del giorno che la Giunta accetterebbe senz'altro, perché mi pare strano che si possano inserire come norma in una legge finanziaria.

L'emendamento numero 359, invece, se non vado errato, tratta di un problema da far tremare le vene ai polsi, e cioè il problema del cosiddetto indebitamento agricolo, che non ammonta a 1600 miliardi, ma abbiamo scoperto ora, nei contatti che abbiamo avuto con le banche, che si tratta di una cifra molto superiore, in quanto sono sfuggiti alla ricognizione i crediti che molte banche, soprattutto il Banco di Sardegna, hanno ceduto a società di esazione. Quindi, trattasi di un indebitamento superiore a 1600 miliardi. Il collega Sanna sa benissimo che si tratta veramente di un problema da far tremare le vene ai polsi, perché si tratta, anche qui, di un problema che non è soltanto di quest'anno, ma direi che risale a tanti e tanti anni fa. L'indebitamento agricolo non riguarda solo il 2001, il 2002 o il 2003, ma risale ad epoche precedenti. Io vorrei fare solo due osservazioni. Primo: il collega Sanna sa benissimo che, su sollecitazione delle organizzazioni professionali, è stato costituito un comitato presieduto dall'assessore di cui fanno parte sia le organizzazioni professionali e cooperative che i rappresentanti delle banche creditrici, che sta esaminando il problema.

Tra l'altro io ho qualche perplessità su questo emendamento, perché se venisse approvato saremmo costretti, secondo me, a notificarlo all'Unione Europea. Io vorrei pregare il collega Sanna di ritirare l'emendamento numero 359 con l'impegno che la Giunta si farà carico delle problematiche che sono contenute nell'emendamento anche in questo caso, se il collega Sanna volesse, potrebbe caso mai presentare un ordine del giorno che verrebbe senz'altro accolto dalla Giunta, anche se in sei mesi non è possibile fare questo lavoro, perché per fare questo lavoro occorre anche la collaborazione delle banche; non basta la nostra buona volontà di andare avanti, ma occorre un lavoro che è veramente un lavoro da Sisifo. Quindi io la pregherei di ritirare l'emendamento.

Sull'emendamento numero 360, che prevede cento miliardi a favore della "21", è chiaro che l'Assessore competente, ogni qualvolta si aumenta lo stanziamento a favore delle leggi che amministra, personalmente non può che essere favorevole, però qui si tratta di un importo notevole, si tratta di cento miliardi; su questo emendamento è chiaro che il dominus del bilancio è l'assessore al bilancio e vedo che mi ha lasciato un appunto dove c'è scritto "no", quindi il parere è negativo.

PRESIDENTE. Assessore, la prego di essere un po' più stringato, perché ci sono ancora molti emendamenti.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Va bene, sarò stringato. Sull'emendamento numero 361 vale lo stesso discorso che ho fatto per gli altri emendamenti, onorevole Sanna, sulla sostanza sono favorevole, ma è pleonastico che lo si scriva nella finanziaria.

L'emendamento numero 546 è localistico. E' un emendamento che dice che per l'elettrificazione delle aziende agricole del Goceano bisogna stanziare una somma; allora tutte le zone potrebbero chiedere identico trattamento, quindi il parere della Giunta è negativo.

L'emendamento numero 548 è decaduto perché è stato assorbito.

Poi c'è l'emendamento numero 554 sul quale, francamente, ho qualche perplessità, onorevole Capelli, per la dizione, "funzione di pubblico interesse". Bisogna che stiamo attenti; io la pregherei di ritirare questo emendamento.

Il problema però è all'attenzione dell'Assessorato, già nel programma dell'Associazione Regionale Allevatori della Sardegna posso garantire che è stato introdotto il problema che lei porta. Ma è la dizione che mi preoccupa perché attribuire una funzione pubblica a ad un consorzio privato può essere pericoloso.

C'è poi l'emendamento numero 566 sulla festa del vino. Effettivamente si tratta di una festa del vino che abbiamo fatto altre volte nelle cantine e quindi il parere della Giunta è favorevole. Anche se è una spesa di 150 mila euro, l'Assessore del bilancio mi perdonerà se l'accetto.

Sull'emendamento numero 592 il parere è negativo, anche perché è vero, onorevole Ibba, che non si aumentano le cifre, però è anche vero che con questo emendamento si continua a disperdere una somma che oggi è destinata alle organizzazioni professionali più rappresentative. Il parere della Giunta quindi è negativo. Sull'emendamento numero 74 vale lo stesso discorso fatto per quanto riguarda il 360, cioè il parere della Giunta è negativo. Vedo calche l'Assessore del bilancio ha scritto "no", quindi mi attengo a questo. Trattandosi di un problema finanziario, sarà l'Assessore del bilancio casomai, nella discussione, a dire il suo parere. Mi pare che non ci siano altri emendamenti.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 10 e sui relativi emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Io intervengo su questo articolo e mi richiamo ad alcuni pareri. Su questa finanziaria si sono espressi i più vari e variopinti giudizi durante la discussione generale. In quella occasione io dichiarai la finanziaria irricevibile.

Dopo circa tre settimane di discussione, una maggiore e più approfondita riflessione non mi ha sinceramente consentito di modificare questo giudizio. Fino a questo momento nessuna modifica, se non quelle, alcune delle quali proposte dall'opposizione, all'impianto della manovra, mi ha indotto a modificare questi giudizi. Assistiamo, e oggi c'è la verifica, a una precarietà di interventi che sono per lo più frammentari ed episodici. In tutti gli articoli finora discussi non c'è nessuna organicità, si prosegue quindi con una grande confusione.

Dicevo che non sfugge a queste considerazioni l'articolo 10, che è dedicato a un argomento così delicato come l'agricoltura, dove si notano alcune incongruenze. In questo settore, come al solito, in questi ultimi tre anni, le attenzioni della maggioranza sono state del tutto insufficienti e poco coordinate. Abbiamo interventi privi di qualsiasi strategia, di grande provvisorietà, a questo settore viene a mancare quel minimo di sicurezza e di garanzia in grado di garantirne la sopravvivenza. E' UN settore che vive una crisi gravissima, da quindici anni, a questa parte, per tutta una serie di fenomeni, che conosciamo abbondantemente e che per lo più hanno la caratteristica dell'eccezionalità, che hanno provocato una costante e progressiva diminuzione degli operatori in questo settore, una fuga costante che determina un invecchiamento dei suoi operatori; un processo grave che non consentendo un ricambio generazionale non riesce a garantire una indispensabile e corretta gestione di tipo aziendale.

Quindi è un settore, questo agrozootecnico, nel quale, come abbiamo già avuto modo di dire nella discussione in Commissione, prevalgono soprattutto le spese correnti, con scarse risorse destinate agli investimenti. Qualcuno accennava poc'anzi alla totale inadeguatezza delle risorse destinate ad alcune leggi di settore fondamentali, come la "21", per cui è stato previsto uno stanziamento di circa 9 milioni di euro, 18 miliardi delle vecchie lire; una cifra ritengo ridicola, una vergogna per una finanziaria che dovrebbe dare indicazioni molto più certe e sicure a questo settore.

Avete enormi risorse, caro Assessore, allocate nei residui, ingenti risorse ferme, non programmate, prive di destinazione. Non riuscite a spendere neanche i residui. Queste cifre sono scritte nella vostra proposta di bilancio e non sono sicuramente frutto della mia immaginazione.

E' un settore dove la routinarietà prevale. Tutto questo è disarmante! Avete una macchina amministrativa molto forte e potente, con circa tremila persone, però è una macchina amministrativa farraginosa, che non è assolutamente in grado di gestire se non la quotidianità e non riesce quindi, chiaramente, a stare al passo con i tempi.

Abbiamo come contraltare una lungaggine burocratica, una tempistica che in alcuni casi raggiunge la decennalità, che non fanno altro che allontanare e scoraggiare chi, con grande sacrificio e con grande fatica, si barcamena tra enormi difficoltà.

Non sfuggono quindi all'invecchiamento anche alcune strutture all'interno dell'Assessorato - non me ne voglia il nostro simpatico Assessore - e del suo entourage che ha un'età abbastanza ragguardevole e quindi il principio del ringiovanimento…

(Interruzioni)

Parlavamo appunto di legge "21". Under 21 non siete e quindi uno snellimento anche in quel settore avrebbe fatto sicuramente piacere a tutti.

Io credo, caro Assessore, che dopo quasi quattro anni sia necessario dare un segnale, quindi si inizino a vedere veramente in quel settore tutte le potenzialità che esso, con le giuste attenzioni, può esprimere. Le dico la sincera verità: io sono abbastanza scettico, è molto difficile smuovere una prassi collaudata. Sono scettico perché niente di tutto ciò che viene proposto da quest'Aula viene approvato e trova le giuste risposte da parte della Giunta. Abbiamo anche ordini del giorno che prevedevano interventi straordinari che vengono disattesi. Niente! Non vi rendete conto che in alcuni territori, dove si sono verificate gravi epidemie e drammatiche situazioni, ci sono ancora gravi, gravissime difficoltà. Risollevarsi, caro Assessore, da simili drammi è molto difficile, occorreranno diversi anni prima che si possa tornare alla normalità. Alcuni colleghi della maggioranza si erano impegnati a proporre questi interventi straordinari, ma mi pare che si siano defilati e nessuno ormai ne parli più.

A questo articolo 10, dicevo, per cercare di dargli una connotazione più consona e più adeguata alle esigenze del settore, noi abbiamo presentato una serie di emendamenti che il collega Sanna e il collega Ortu hanno illustrato con grande chiarezza. Riteniamo che questi emendamenti vadano in una direzione, che è quella di dare all'agricoltura e alla zootecnia quelle risorse che, non credo per negligenza, non sono state previste durante la discussione sia in Giunta che in Commissione.

Io credo che l'accoglimento di questi utilissimi suggerimenti da parte dell'Aula, così come rimarcato da tutte le organizzazioni di categoria, di cui noi non abbiamo fatto altro che recepire le indicazioni, sarebbe un parziale anche se tardivo riconoscimento e recupero di quelle risorse che, mi auguro, solo per disattenzione non sono state previste. Sullo specifico poi torneremo e ne parleremo con maggiore attenzione, però credo che alcuni settori, tipo il biologico o colture di grande pregio e di grande salubrità, di enorme richiamo commerciale in Italia e in Europa debbano essere maggiormente curati e non trascurati.

Credo, caro Assessore, che non si possano risolvere i problemi dell'agricoltura, dichiarando la totale fondatezza dei nostri emendamenti, però chiedendo di trasformarli in ordini del giorno, che ,come dicevo poc'anzi, sono sempre quasi totalmente disattesi. Caro Assessore, credo che sia giunto il momento di svegliarsi, di cominciare a sfruttare tutte le risorse che possono portare al miglioramento di un settore che dà un notevole contributo alla nostra Isola, quindi alla nostra produzione lorda vendibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non interverrò su tutto l'articolo, ma in particolare su un emendamento che trovo di grande importanza e di grande utilità per la Sardegna. E' un problema nuovo ed è un problema sollevato dalla Giunta regionale, credo su indicazione dell'Assessore dell'agricoltura, con il quale mi complimento per l'attenzione su un problema che non è ancora arrivato a interessare l'Aula. Parlo dell'emendamento numero 8 all'articolo 10, che chiede l'erogazione di un contributo all'Istituto Zootecnico Caseario per un piano tendente a sradicare dalla Sardegna la scrapie. Non è un problema di poco conto se consideriamo i danni che questa malattia fa in tutto il mondo e in particolare in Sardegna per i nostri allevamenti ovini.

Sono recenti le polemiche che sono sorte in tutta Europa per quanto riguarda i danni conseguenti all'epidemia di scrapie bovina, con tutto quel che ne è conseguito in campo di patologia umana. Però è arrivato già all'attenzione della Commissione Europea, che ne discute in sede tecnica, quindi con una Commissione all'uopo approntata, un documento che praticamente impegna la Commissione Europea a finanziare un piano per eradicare la scrapie ovina da tutto il territorio dell'Unione Europea. Il piano, che è già attivo in certe nazioni, è basato su esperienze precedenti che sono state avviate in nazioni che contro questa malattia combattono anche in maniera più importante di noi, anche perché sono più colpite della Sardegna. Noi fino ad oggi, quando le nostre greggi sono state colpite da scrapie, abbiamo provveduto abbattendo gli animali e, quando si è arrivati ad avere la denuncia, abbattendo l'intero gregge. In Francia e in Germania, prima di noi, si sono avviati dei piani tendenti a selezionare dei capi che sono geneticamente resistenti alla malattia. In particolare sono molto avanti rispetto a noi l'Olanda, la Norvegia, la Francia e l'Inghilterra. Diciamo che il fine di questa attenzione della Commissione Europea è quello di creare degli allevamenti ai quali conferire una certificazione di scrapie-free, cioè di gregge immune dalla scrapie. In poche parole dovrebbero esistere due tipi di certificazione: una prima certificazione, che è la più importante, per le greggi che sono da un certo numero di anni completamente esenti da casi di scrapie per impedire qualunque incrocio con greggi che non abbiano questa certificazione di immunità. Una seconda certificazione dovrebbe essere data a quelle greggi in cui tutti gli arieti da riproduzione provengano da allevamenti immuni da scrapie, che abbiano la certificazione di primo livello.

Le nazioni che finora si sono interessate sono praticamente al problema sono divisibili in due gruppi: da una parte l'Olanda e la Norvegia, che hanno una presenza di allevamenti ovini poco importante e che quindi in poco tempo possono raggiungere grandi risultati rispetto alle loro dimensioni, e le nazioni come l'Inghilterra e la Francia che, pur avendo un numero impressionante e importante di allevamenti ovini, hanno però una serie di studi molto avanzati ed esperienze che risalgono anche ai primi anni novanta, quindi rispetto a noi sono più avanti di dieci anni con questi studi.

In Inghilterra, addirittura dal 2001, esiste già la certificazione di scrapie-free, quindi hanno già ottenuto importanti risultati. Noi non dobbiamo più fermarci ad abbattere le greggi nelle quali la malattia si manifesta, ma dobbiamo fare una pianificazione e incrementare la ricerca. Ecco perché io plaudo a questa iniziativa dell'Assessore, perché non è pensabile che la Sardegna rimanga fuori da questo piano.

In Sardegna abbiamo bisogno di almeno centomila capi riproduttori resistenti, e ottenerli non è facile, neanche con le tecniche dell'ingegneria genetica, perché sappiamo tutte le controversie che ci sono riguardo anche alla clonazione dei capi resistenti, perché ci sono delle controindicazioni legate alla facilità con cui si ammalano queste greggi, e anche perché noi andiamo incontro a un ostacolo che per noi sardi è importante, e che non è importante, per esempio, per la Francia o per l'Inghilterra, dove l'allevamento è finalizzato alla produzione di carni, mentre in Francia, quando hanno tentato di fare questi incroci geneticamente indirizzati e selezionati, hanno ottenuto sì una resistenza alla scrapie per le loro greggi, però, c'è stata una contemporanea diminuzione della produzione di latte. Loro hanno greggi selezionate soprattutto per la produzione di carni, noi abbiamo greggi, lo sappiamo bene, selezionate, per la produzione di latte. Quindi non è una cosa di poco conto, ed è un tema con il quale dovranno confrontarsi i nostri ricercatori dell'Istituto Zootecnico Caseario che sono all'altezza, mi risulta, di risolvere il problema e hanno la cultura e le conoscenze necessarie per cimentarsi con un argomento così importante e così impegnativo.

Noi dobbiamo assolutamente avere i finanziamenti della Regione, ma dico anche di più: noi dobbiamo come Regione Sarda, per l'importanza economica che il settore riveste in Sardegna, aprire un tavolo di confronto col Ministero e chiedere addirittura che si vada oltre i termini previsti dalla Commissione Europea, per avere dei tempi più lunghi per introdurre queste certificazioni. Perchè? Perchè noi sappiamo che possiamo avere delle ricadute negative su tutto il settore del mercato lattiero caseario, ma anche in quello delle carni sarde, perchè è chiaro che se noi esporteremo dei prodotti, parlo dei formaggi verso gli Stati Uniti, ma parlo anche dell'agnello sardo verso i mercati del nord Italia e del centro Europa, ed esporteremo dei prodotti non certificati, chiaramente si avrà un deprezzamento di tutto quello che verrà prodotto in Sardegna, sia dei nostri agnelli di qualità sia dei nostri formaggi che avranno una concorrenza senz'altro più agguerrita. Oggi i mercati fanno molta attenzione anche ai risvolti sanitari, soprattutto dopo gli allarmismi creati dalla scrapie nel recentissimo episodio che ha colpito gli allevamenti francesi ed inglesi soprattutto, quindi dobbiamo mettere i nostri allevamenti nella condizione di mettersi al passo con le Nazioni che sono state più lungimiranti della nostra. Quindi rinnovo l'apprezzamento per l'interessamento, rinnovo i complimenti per l'Assessore e per il suo staff e chiedo che l'Aula dia un particolare riscontro positivo a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Sinceramente debbo dire che intanto gradirei che qui qualcuno ascoltasse e che chi deve parlare potesse anche parlare.

Sinceramente c'è da rimanere un po' sconcertati per le cose che sono state dette; io dico all'onorevole Liori che se l'attenzione in quest'Aula è la stessa che la Giunta ha ha manifestato rispetto al settore dell'agricoltura con la proposta di bilancio, mi auguro che le greggi ci possano essere anche nei prossimi anni, perchè sulla base delle cose dette dall'Assessore, sinceramente, non so quale possa essere il destino di un comparto importante qual è quello dell'agricoltura, soprattutto perché l'Assessore addirittura ammette in Aula che l'indebitamento è ben superiore a quello che in qualche modo si dava per acquisito. Non solo, un po' preoccupato che le cose fossero ricondotte al suo modo di operare ha messo le mani avanti dicendo: "Badate, però, l'indebitamento esiste da parecchi anni.". E` vero l'indebitamento esiste da parecchi anni, ma il fatto grave è che quell'indebitamento condiziona in modo drammatico le nostre aziende agricole. Adesso il problema non è questo. Certo l'indebitamento è il frutto dell'assenza di una politica che avrebbe dovuto sostenere in modo serio una modernizzazione compatta in modo tale da produrre reddito. Qui potremmo parlare a lungo delle responsabilità. Ma la cosa grave è che mentre l'Assessore riconosce che c'è una condizione di grande difficoltà, poi, in qualche misura, fa come Ponzio Pilato, anzi fa anche un atto di furbizia, che forse deriva dalla sua lunga esperienza di uomo dell'agricoltura. Conosce bene gli agricoltori e i pastori per cui quella conoscenza la utilizza, ma questo non le salva l'anima, Assessore! È inutile che lei dica qui: "Io ho un fogliettino dell'assessore Masala che mi dice di rispondere di no". E` lei che deve dire se accoglie o non accoglie l'emendamento, perché è lei che sta parlando anche a nome dell'assessore Masala.

Badi a me interessa porre la questione fondamentale, non mi voglio perdere nei rivoli delle cosette, pure importanti, lei, poi, anche qui utilizzando la sua lunga esperienza di buon conoscitore del mondo dell'agricoltura, per dare il contentino, accoglie un emendamento che prevede una spesa di 150 mila euro - tanto quelli si possono concedere, un'opera pia si può sempre fare per uomini tra l'altro di chiesa, onorati come lei - però, il problema di fondo è quello che lei ci ha posto in Commissione. Ed è lei che ha sollecitato una nostra consapevolezza, che già avevamo manifestato, ma l'ha in qualche modo sollecitata perchè emergesse qui in Aula. Noi abbiamo presentato alcuni emendamenti, certo abbiamo dato anche un'indicazione per quanto riguarda la quantificazione delle risorse, dopo che, ormai da anni, e l'Assessore lo sa, non si interviene per gli investimenti in agricoltura. Badate la "21" è una legge di riordino che abbiamo voluto perchè occorreva mettere i puntini sulle "i", perchè occorreva adeguare la nostra normativa alle norme comunitarie, perché si diceva: "Non riusciamo ad intervenire perché non ci siamo adeguati alle norme comunitarie ". Finalmente la legge c'è, con grande fatica è stata approvata in sede comunitaria, però la legge "21" è del 2000; oggi siamo al 2003. E il 2003 registra, per quanto riguarda la disponibilità, che poi significa anche la consapevolezza, Assessore da parte sua e da parte di questa Giunta, dei problemi che sono presenti nell'agricoltura, questa vostra proposta di bilancio, che prevede uno stanziamento di 18 miliardi per l'agricoltura. Ma ci rendiamo conto? Tra l'altro 18 miliardi per tutto, perchè la legge "21" è lo strumento che dovrebbe consentire di intervenire nell'insieme del comparto agricolo in modo serio e programmato, per i miglioramenti, per le infrastrutture, per l'adeguamento delle macchine, sarebbe persino ora di non chiamarle più macchine, delle tecnologie che pure sono necessarie anche in agricoltura. Pensiamo alla concorrenza che subisce per esempio il settore serricolo, che pure è un settore da non sottovalutare, importante per l'economia della nostra Isola oltre che per il comparto agricolo. Quindi, il processo di adeguamento e di aggiornamento è necessario. Ebbene, il tutto dovrebbe essere risolto con 18 miliardi; ma 18 miliardi possono consentire di fare 18 interventi per le dimensioni che oggi hanno. E la viabilità? E l'intervento serio che pure sarebbe necessario per incentivare l'introduzione di sistemi di irrigazione che portino al risparmio delle risorse idriche. Ci avete fatto la testa così! Quando non c'è acqua, tutti parlate di non so bene che cosa! Questa è la consapevolezza e la disponibilità di questa Giunta. Può essere accettato un ragionamento di questo tipo? Va bene che, ripeto, si fa in un'Aula che sinceramente si sta occupando di tutt'altro. I problemi vostri sono comprensibili, sono di ben altra natura e di ben altra dimensione, però, vi siete cacciati voi in quel vicolo cieco. Non è che si possa bloccare il bilancio e non si debba discutere con l'attenzione e con la tensione necessarie di comparti importanti, perché, badate, non è che stiamo parlando solo dell'economia primaria che è rappresentata dall'agricoltura, ma oggi se c'è un minimo di tessuto di trasformazione industriale che tiene in quest'Isola, dopo tutto quello che sta accadendo, è quello che è legato alla trasformazione dei prodotti dell'agricoltura. Non è in gioco quindi solo ed esclusivamente il comparto della produzione agricola. Ma l'attenzione - ripeto - è quella che avete manifestato qui. Assessore, lei è venuto in Commissione e questo specchietto che io conservo e che porto in tutte le riunioni, perchè è la sua certificazione, è uno specchietto che ci ha consegnato lei. Lei ci ha detto: "Vi consegno questo specchietto in modo tale che abbiate consapevolezza dell'entità delle risorse delle quali dispongo e di come sono destinate". Tra l'altro, nella parte relativa agli investimenti, lei lo sa benissimo, avete elencato anche risorse che non sono destinate agli investimenti, perché non si possono indicare tra le somme destinate agli investimenti i contributi ai consorzi di difesa, sono tutt'al più risorse che sono destinate ad evitare che l'Amministrazione regionale, così come accade, magari sia chiamata a rispondere di enormi risarcimenti per i danni causati dalle calamità naturali.

Un'ultima battuta e concludo; lei in Commissione ci ha sollecitato, Assessore, e noi abbiamo ben volentieri risposto alla sollecitazione e abbiamo dato una nostra quantificazione, sulla base tra l'altro di un'esigenza che io penso sia reale, se davvero vogliamo dare uno scossone ad un comparto importante dell'economia della nostra Isola, con quello che ci attende. Ci attende un drastico ridimensionamento del reddito in agricoltura! Lei sa benissimo quant'è il sostegno al reddito che proviene attraverso la politica agricola comunitaria, che poi è magari quello che consente alle nostre aziende di sopravvivere. Se lei è consapevole della situazione, lei - e concludo - deve deve onorare l'impegno che ha assunto anche con noi, che con l'assessore Masala sarebbe riuscito - al di là della nostra indicazione di quantificazione - ad ottenere una disponibilità di risorse adeguate, per quanto riguarda gli investimenti in agricoltura. Se questo non accadrà, come io sono convinto che non accadrà, è perchè voi non siete capaci di fare cose non dico serie ma utili, in questo caso non siete capaci di mantenere nemmeno l'impegno che non solo avete assunto con noi, ma che avete ribadito in tante occasioni anche con gli agricoltori e con le organizzazioni che li rappresentano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

FALCONI (D.S.). E` l'orario opportuno per parlare di agricoltura e di agroindustria, Assessore e Presidente. Penso che ne dobbiamo parlare con molta attenzione in Sardegna perché in questo settore, come nell'industria e nel turismo, sono le chiavi di volta per un possibile sviluppo in Sardegna, ma non solo in Sardegna, perché questi sono i settori che possono e debbono diventare la prospettiva di sviluppo anche del Meridione Italiano. Purtroppo il Governo nazionale lascia tutte le incombenze, dalle calamità naturali alle emergenze produttive, alle emergenze di mercato in capo alle Regioni, ma in particolare in capo alla nostra.

Dicevo ieri, quando parlavo del rapporto deficit - Pil, che l'Italia è riuscita a rispettare il patto di stabilità previsto dalla Comunità Europea, mantenendo questo rapporto al di sotto del 3 per cento, al 2,3 per cento, rispetto anche allo "splafonamento" che forti nazioni agricole ed industriali come la Francia e la Germania hanno avuto. Ebbene questo dato, pure positivo, contrasta fortemente con tutti i maxi valori economici che sono positivi in quelle due nazioni e molto negativi nel nostro paese. Ma ciò che volevo sottolineare a proposito dell'agricoltura è il modo in cui il Governo nazionale è riuscito ad attestarsi al di sotto del 3 per cento nel rapporto deficit - Pil; non so quanti di voi ricordano il cosiddetto decreto "taglia spese" di alcuni mesi fa del non certo meridionalista ministro Tremonti. Questo decreto "taglia spese" è andato a tagliare non solo nelle Regioni del sud, ma è andato a tagliare soprattutto in quelle prospettive di sviluppo del sud che sono rappresentate dall'agricoltura di qualità e dall'agroindustria.

Se voi andate a riverificare il bilancio nazionale vi renderete conto che la programmazione negoziata che molto interessava il sud e molto interessa l'agricoltura, è passata da una dotazione finanziaria di seimila miliardi ad una dotazione finanziaria di quattromila. Per i fondi sulle aree depresse, da una dotazione finanziaria precedente di milleottocento miliardi, si è passati ad una dotazione finanziaria di milleduecento miliardi. La "448" ha risorse inferiori di due terzi; le programmazioni negoziate che erano già firmate, gli accordi di programma sul sistema lattiero caseario ed altri accordi di programma firmati che interessavano il sud, ma che interessavano anche la Sardegna, sono ad oggi fermi. Il decreto "taglia spese" ha fatto questo. Abbiamo riportato un buon risultato ma lo ha pagato la base elettorale che questo Governo nazionale ha avuto nel sud, in particolare in Sicilia con un clamoroso 61 a 0. Oggi piange quella Regione così popolosa, Isola simile a noi, piange per aver dato tutto quel consenso alla Casa della Libertà che l'ha ripagata in questo modo; ma sta ripagando anche noi in questo modo, perché questi tagli vanno ad incidere pesantemente sulle prospettive di sviluppo della nostra Isola. Questo ragionamento l'ho voluto fare, Assessore, per dire a noi consiglieri, ma anche alla Giunta, che dobbiamo farci interpreti verso il Governo nazionale del fatto che l'agricoltura in Sardegna non può farcela da sola, non ce la può fare con le sole risorse della Regione Sardegna. Questa consapevolezza la dobbiamo avere, altrimenti non andiamo da nessuna parte; i colleghi che mi hanno preceduto hanno elencato alcuni dati relativi all'agricoltura in Sardegna, su un prodotto lordo vendibile di duemila miliardi, l'indebitamento bancario a medio termine ormai ha superato il prodotto lordo vendibile di un'annualità. Vi lascio immaginare cosa succede in qualsiasi azienda con questi parametri. Non si può andare avanti, il guadagno netto dell'azienda riesce a malapena, se l'azienda è sana, a coprire le passività correnti bancarie.

Con un sistema di credito arcaico che in questi anni non si è aggiornato, non si è modificato, non si è modernizzato, anzi attinge ancora oggi a piene mani dall'agricoltura sotto forma di pignoramenti, le aziende agricole vivono tragedie che forse non stiamo seguendo come dovremmo. Ebbene questo non è un sistema - se così si continua - in grado di modernizzarsi e di accedere ai mercati europei con un'agricoltura di qualità che può diventare competitiva in Italia, in Europa e nel mondo, con le qualità di base che la contraddistinguono e per alcuni settori la salvano ancora oggi. Molte aziende ormai sanno cosa significa l'Analisi dei rischi e punti critici di controllo (HCCP), cosa significa la rintracciabilità della carne che arriva sul mercato. Ebbene in questo noi siamo favoriti, perché la Sardegna è vista in Italia, ma anche fuori dall'Italia, come un serbatoio ambientale eccezionale che i prodotti dell'agroalimentare che nell'Isola si producono.

Ciò nonostante siamo attanagliati da questo fortissimo indebitamento, da un sistema di credito arcaico che opprime fortemente le aziende, ma siamo anche attanagliati dai problemi contingenti che sono il blocco delle esportazioni delle carni, che sono le endemie, che sono, ancora oggi, a distanza di ventotto anni, le cinture sanitarie nel settore suinicolo. Badate se noi non riusciremo a scrollarci di dosso queste zavorre non faremo molta strada.

Contemporaneamente assistiamo, in molti casi, soprattutto nelle aziende agropastorali quasi ad una resistenza a tutte queste intemperie, noi diciamo una resistenza a s'annada mala, perchè i pastori che producono, come comparto caseario, il cinquanta per cento dei duemila miliardi del prodotto lordo del settore agropastorale - il valore del latte prodotto in Sardegna si aggira intorno ai mille miliardi all'anno - stanno subendo un decremento di prezzo del latte, rispetto al prezzo già non alto dell'anno scorso, del quindici-venti per cento. Ma, è possibile che di questi temi non parli più nessuno? Come può reggere un'azienda già in crisi, già assediata dalle banche, che vede il suo incasso lordo diminuito di un ulteriore quindici per cento? Perchè se il latte l'anno scorso veniva pagato a mille e settecento lire, oggi si sta pagando un acconto di mille e trecentocinquanta lire e forse si arriverà alle mille e cinquecento, mille e cinquecentocinquanta…

PRESIDENTE. Onorevole Falconi, la prego di concludere.

FALCONI (D.S.). Concludo. Avrò modo di riprendere questi temi nella discussione degli emendamenti e nelle dichiarazioni di voto, perché meritano una più approfondita analisi da parte di questo Consiglio regionale, che pare abbia rimosso i temi dell'agricoltura e della pastorizia che rappresentano per noi non solo un aspetto importante della nostra economia ma una parte della nostra storia non solo recente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io farò alcune osservazioni sugli emendamenti, ritenendo l'articolo 10 non degno di grande attenzione; in relazione all'articolo 10 c'è poco e nulla da dire, tant'è che ha suscitato molti emendamenti aggiuntivi e neanche un emendamento soppressivo da parte del centrosinistra. L'Assessore avrà certamente notato che mentre agli altri articoli abbiamo presentato emendamenti soppressivi all'articolo 10 invece abbiamo presentato solo emendamenti aggiuntivi.

Le osservazioni che vorrei fare sono relative alla legge "21" ed agli emendamenti numero 360 e 74. Lo dico all'assessore Contu ma anche all'assessore Masala, l'emendamento che abbiamo approvato, relativo alla possibilità di riutilizzare i fondi andati in economia nel 2002 e di riprogrammarli per la legge numero 21, tutti sappiamo - lo sa l'assessore Contu e lo sa l'assessore Masala - che è un emendamento inapplicabile, che quindi non avrà l'effetto di portare una lira alla legge numero 21.

Io lo dissi anche al momento della votazione di quell'emendamento e tutti sappiamo che la procedura prevista rende quell'emendamento, anche se approvato dall'Aula, inapplicabile. Però, quel voto dell'Aula dava un segnale alla Giunta regionale, e il segnale è: "Bisogna investire risorse per la legge numero 21, per gli investimenti in agricoltura". Ci sono due emendamenti, uno, che ha come primo firmatario il collega Sanna, che prevede risorse per la legge "21", il 360, l'altro, che ha come primo firmatario il collega Ortu, che prevede la stipula di un mutuo per la legge "21", seguendo le indicazioni che diede l'assessore Masala in Commissione bilancio; cioè le economie che si sono realizzate in agricoltura riducono l'indebitamento, ed essendo la legge "21" una legge che va nella direzione della realizzazione di opere strutturali, si può ricorrere anche all'indebitamento per finanziare la "21". La Giunta decida. Certamente si deve scegliere una strada o l'altra. L'Assessore mi diceva: "Ci sono risorse provenienti da trasferimenti statali relativi a vecchie leggi, però abbiamo problemi nella sanità", ma la sanità non si può mangiare tutte le risorse anche se anche quella è una emergenza. Quindi, o trovate le risorse per l'emendamento numero 360 o si segue la strada che è indicata dall'emendamento Ortu che ha la stessa finalità dell'emendamento numero 360 che però indica la strada della contrazione di un mutuo per finanziare la legge "21".

La seconda considerazione che voglio fare secondo me è la più importante, perché qualifica l'articolo 10. Questo articolo di agricoltura non ne parla, questa finanziaria non parla di agricoltura, perché non credo che si possa dire che si parla di agricoltura perché si prevede un rimborso spese all'ersat per seguire le pratiche POR.

L'altro aspetto di cui voglio parlare è quello del POR agricoltura. Il collega Sanna, con gli emendamenti che ho anch'io sottoscritto, pone il problema che i bandi POR in agricoltura non stanno funzionando. Non si sta spendendo, e questo è un problema reale, tant'è che, per rendicontare le spese per l'agricoltura, si è dovuto ricorrere all'escamotage di ripescare vecchie delibere di spese già decretate del 2001-2002, relative a leggi di settore, già comunicate al beneficiario e di inserirle nella rendicontazione dei POR, perché con i bandi POR non si riesce a spendere. E` evidente che siamo coscienti anche noi che il potere di modificare il POR è attribuito con questa finanziaria alla Giunta regionale, mentre il POR ha il suo iter, deve essere proposto dalla Giunta, approvato e discusso in Commissione, poi approvato nell'Aula, e così via; neppure noi vi vogliamo dare un potere che non è da noi attribuibile alla Giunta regionale, gli emendamenti però pongono un problema reale che non si risolve con un ordine del giorno - si dice sempre che un ordine del giorno non si nega a nessuno - che riguarda il POR agricoltura che va comunque affrontato. O lo affrontiamo seguendo l'indicazione del collega Sanna, oppure dobbiamo confrontarci per capire come può essere risolto perché sui bandi POR sulle azioni da esso previste non si sta spendendo e dovete ricorrere ad escamotage.

Voglio fare altre due considerazioni sul problema dei debiti delle aziende agricole. E' una strada che viene indicata, e non vedo perché l'Assessore non possa accogliere l'emendamento numero 359 che in sostanza dice: "Affrontiamo il problema, cominciamo intanto a quantificare l'indebitamento delle aziende agricole e poi studiamo una soluzione". E' più che altro una raccomandazione che viene fatta alla Giunta, anche se con una norma inserita in finanziaria, che indica una strada che va percorsa.

Voglio inoltre fare due osservazioni sull'emendamento numero 8, al collega Antonello Liori che è intervenuto dicendo: "Plaudo all'iniziativa dell'Assessore per l'emendamento numero 8". Ma io dico, se l'emendamento numero 8 è finalizzato, come è scritto nell'emendamento, a finanziare un "programma finalizzato a contrastare la scrapie", perché viene indicato l'Istituto Zootecnico Caseario e non invece l'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sardegna che ha competenze in materia e del quale si parla nella finanziaria all'articolo 15 comma 9? Perché il compito di disporre un programma finalizzato a contrastare la scrapie si deve dare all'Istituto Zootecnico Caseario e non allo Zooprofilattico che invece ha competenza primaria? Non sarà un problema di amministratori? Un ente ha una competenza e uno l'altra. Quindi io non ho nulla contro l'emendamento 8, ma andrebbe riferito all'articolo 15, comma 9, e non invece all'articolo 10.

Voglio fare un'ultima considerazione. I colleghi hanno presentato un emendamento che pone il problema del consorzio di bonifica. Sì, è vero che c'è un problema più generale, però è vero che le dimensioni del Consorzio della Sardegna meridionale e i problemi che si sono avuti per la siccità nel sud della Sardegna e le risorse idriche disponibili nel sud della Sardegna sono differenti rispetto al resto del territorio regionale, di tutto il territorio regionale…..

(Interruzioni)

Perché c'è l'acqua e c'è chi la può pagare. Se non dai l'acqua che cartelle fai! C'è il problema di una situazione debitoria che, a causa della siccità, sta ponendo a rischio anche le stesse retribuzioni del personale. Anzi non si possono più pagare. E` un problema che comunque va affrontato! O lo si affronta con questa finanziaria, o comunque è un problema che va affrontato per la drammaticità con la quale esso si pone.

Certo, anche l'intervento per modificare la vecchia norma che renderebbe spendibili le risorse - non è solo un problema di residui, il problema è rendere comunque spendibili quelle risorse, perché con la vecchia norma non lo erano - è un fatto importante. La soluzione è quella che indicava Gian Valerio Sanna, occorrerebbe mettere mano al problema dei consorzi, non come ci sta mettendo mano attualmente la Giunta che invece di unificare sta scorporando i consorzi (è quello che sta avvenendo nel sassarese), ma in attesa di poterci mettere mano con una riforma vera, occorre che questi non chiudano e non vengano a chiamati a rispondere di situazioni fallimentari come quella nella quale si trova il Consorzio della Sardegna meridionale. Quindi, mi sento di caldeggiare questo intervento.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta fino alle 15.30. Il primo iscritto a parlare alle 15.30 è il collega Sanna Alberto.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 30, viene ripresa alle ore 15 e 39.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Siamo in sede di discussione generale dell'articolo 10 e degli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Frau, ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io prendo la parola a proposito dei problemi della agricoltura nella veste di consigliere regionale ma anche nella veste di presidente della Commissione agricoltura e ambiente.

E` inutile che stiamo qui a ripetere, ce lo siamo detti tante volte, quanto sia importante il mondo della agricoltura e della zootecnia nell'ambito dell'economia regionale, ma molti sono i problemi e molte sono le aspettative e le speranze di questo mondo così importante.

Purtroppo - e anche questo ce lo dobbiamo dire - in questi ultimi anni il mondo della campagna è stato interessato da molte, da troppe emergenze, e a queste molte emergenze abbiamo cercato tutti insieme, in Consiglio regionale, di dare una risposta. Non sto qui a ripetere i problemi dell'alluvione, delle varie siccità, delle varie epizoozie che sono venuti a costare alla regione Sardegna oltre 1.200 miliardi di vecchie lire. E' una somma enorme con la quale, se noi avessimo potuto utilizzarla in modo diverso, probabilmente avremmo risolto, almeno in parte il problema dell'infrastrutturazione necessaria, perché - ce lo dobbiamo anche dire - in Sardegna l'infrastrutturazione è sicuramente ancora carente, non possiamo avere una agricoltura all'avanguardia se non abbiamo elettrificazione, se non abbiamo strade, se il mondo della campagna non viene messo nelle condizioni di operare. Quindi dico che qualche cosa è stata fatta, però dobbiamo fare ancora qualcosa di più. E io che sono presidente della Commissione agricoltura, Commissione che ho chiamato tante volte "delle emergenze o delle rogne", mi trovo veramente in difficoltà perché, purtroppo, al di là degli impegni che vengono presi spessissimo in Commissione, e spessissimo all'unanimità, poi i risultati pratici sono quelli che sono.

I colleghi, principalmente i presentatori di alcuni emendamenti, hanno parlato oggi della legge regionale "21", una legge importante, ce lo siamo detti tante volte, che finalmente fa chiarezza nel mondo della campagna e fa chiarezza nell'ambito delle tante, delle troppe leggi regionali che la Regione Sardegna si era data e che spessissimo non erano state notificate, e pertanto si aveva spesso una contrapposizione tra Regione Sardegna e Unione Europea. E' una legge quadro importante per quanto concerne il miglioramento fondiario, l'acquisto di macchine agricole, l'acquisto di terreni, la ricomposizione fondiaria e quant'altro, però bisogna pur dare gambe a queste cose, e credo, onorevole Assessore Contu, e onorevole assessore Masala, che con i pochi soldi che sono stati stanziati non sarà possibile. Io capisco le difficoltà che ci sono per reperire altre risorse finanziarie, ho dato atto di tutti i soldi che sono stati spesi per le emergenze e che potevano essere utilizzati in modo diverso, però credo che, per quanto concerne la legge "21", qualcosa si deve pur fare.

Non sto qui a ricordare, assessore Contu, quello che abbiamo scritto nella relazione di maggioranza che accompagnava il nostro parere per quanto concerne le poste in bilancio dell'assessorato all'agricoltura. Abbiamo scritto questo, lo vorrei leggere brevemente: "La Commissione, pur esprimendo parere favorevole, ha evidenziato come gli stanziamenti previsti nella proposta di bilancio non appaiono del tutto congrui rispetto alle reali necessità del settore agricolo, questo infatti presenta ancora una debolezza di base dovuta, oltre alle ricorrenti calamità naturali, sia ad una insufficiente infrastrutturazione del territorio rurale, sia alla mancata modernizzazione delle strutture delle singole aziende. Appare pertanto necessario uno sforzo dell'intero Consiglio al fine di reperire ulteriori risorse da destinare al settore agricolo che, nonostante tutto, rappresenta un importante settore dell'intera economia della Sardegna. Le eventuali risorse aggiuntive, reperite nell'ambito della discussione della manovra finanziaria, dovrebbero essere destinate infatti alla infrastrutturazione del territorio, con particolare riferimento alla realizzazione di opere per la raccolta e la distribuzione dell'acqua e alla concessione di finanziamenti per la realizzazione delle opere di miglioramento fondiario previste, come dicevo prima, dalla legge regionale "21" del 2000". Questa è la parte della relazione, onorevole assessore, per quanto concerne l'agricoltura.

Assessore Masala, prendo atto di quello che c'è, ma io dico che non è del tutto sufficiente, l'ho detto anche in altre occasioni, l'ho detto anche in riunioni con le rappresentanze sindacali agricole, probabilmente non si possono trovare cento miliardi per la legge "21", però qualche cosa può essere fatta, e principalmente può essere fatta perché, già in questa prima parte della discussione della finanziaria, sono state fatte delle economie. Allora io chiedo che venga fatto uno sforzo per raddoppiare, se è possibile, i 9 milioni di Euro, perché se non diamo gambe alla legge "21" è inutile che noi ci siamo dati questa legge.

Voglio entrare nel merito anche di qualche altro emendamento. Stamane il collega onorevole Liori ha parlato del problema della scrapie. Anche di questo problema - i colleghi lo ricorderanno - abbiamo parlato in commissione, abbiamo iniziato la discussione di una proposta di legge presentata dai colleghi onorevoli Manca e Giacomo Sanna, a proposito della necessità di estendere anche agli allevatori ovicaprini danneggiati da questa encefalopatia spongiforme ovina che è la scrapie, le provvidenze che l'amministrazione regionale dà a favore degli altri allevatori danneggiati dalla febbre catarrale degli ovini.

Questa malattia che, come sapete, è la variante ovina della BSE probabilmente è meno appariscente però è molto più pericolosa della blue tongue, perché per la blue tongue vengono abbattuti gli animali infetti, mentre per quanto riguarda la scrapie, se in un gregge ci dovesse essere solamente un individuo ammalato viene eliminato tutto il gregge. Quindi credo che sia importante quello che sta facendo l'Istituto Zootecnico e Caseario della Sardegna. Stamani qualcuno diceva: "Perché questi fondi non li diamo all'Istituto Zooprofilattico sperimentale?" Perché la ricerca viene fatta proprio nell'Istituto Zootecnico e Caseario di Bonassai nell'agro di Sassari in cui si fa ricerca pura. Come voi sapete il primo muflone clonato è nato proprio in questo Istituto. Quindi io credo che i finanziamenti che sono stati chiesti con l'emendamento numero 8 siano opportuni affinché possa essere continuata la ricerca per quanto riguarda anche questa malattia.

Voglio dire altre due cosette, onorevole Presidente. Ho ascoltato le sue dichiarazioni per quanto riguarda l'indebitamento, avevo già letto di questa Commissione che è stata predisposta per studiare Regione, banche e mondo imprenditoriale e agricolo. Perché bisogna intervenire? Perché, se è vero come è vero che i debiti delle aziende agricole ammontano a circa 2000 miliardi, credo che se non troviamo un mezzo per venire incontro a questo settore la situazione sarà sempre più grave e diventeranno inutili anche le altre provvidenze che noi possiamo dare.

L'ultima osservazione che voglio fare riguarda le macchine agricole. Ne abbiamo parlato per quanto riguarda la "21", però lei sa, Assessore, che ci sono ancora tantissimi agricoltori che aspettano le provvidenze dal 1994 - 1995. So che lei si sta interessando anche di questo, e credo che sia opportuno continuare sulla linea che lei sta portando avanti perché tantissima gente ha pagato di tasca propria, talvolta chiedendo soldi alle banche e non sa più come fare. Quindi, caro assessore, credo che, al di là di tutte queste cose - e ne potremmo dire tante altre - gli stanziamenti per la legge "21" siano insufficienti e possano essere rivisti. Dicevo prima che sono state fatte delle economie, probabilmente se ne faranno altre, perché credo che il mondo della campagna debba essere tenuto nella massima considerazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, onorevoli colleghi, onorevole assessore Contu, io credo che dalla discussione di oggi, sentite anche le risposte del Presidente della commissione bilancio onorevole Balletto, che ha respinto tutti gli emendamenti della opposizione senza spiegarne i motivi - tra l'altro l'onorevole Balletto ha accolto in toto gli emendamenti della Giunta e della maggioranza, nonostante alcuni siano chiaramente "emendamenti fotografia" - emerga che da un lato si dice che non ci sono risorse, dall'altro si spendono risorse per cose certamente non di fondamentale importanza -

Onorevole Contu, noi dell'opposizione, stiamo facendo una battaglia perché l'agricoltura sarda abbia politiche e risorse, però io credo che se non c'è da parte dell'assessore in prima persona una iniziativa forte, visto anche che...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Sanna, colleghi, per cortesia.

SANNA ALBERTO (D.S.). Se non c'è, in primo luogo da parte dell'assessore Contu, una iniziativa forte indirizzata verso la sua Giunta e la sua maggioranza soprattutto per il reperimento delle risorse per la legge "21", io credo che anche la nostra battaglia rischi di essere inutile. Non può, assessore Contu, da un lato affermare che lei condivide soprattutto la nostra iniziativa finalizzata al finanziamento della legge "21", da un lato...

(Interruzioni)

Però le trattative, Presidente, si possono tenere fuori dall'Aula!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, se i colleghi non tornano ai loro posti abituali, interrompo la seduta.

SANNA ALBERTO (D.S.). Su questa legge "21" l'assessore Contu non può da un lato dire che bisogna finanziarla, sollecitando in commissione, e non solo in commissione, una iniziativa forte delle opposizioni, dichiarare che questa azione deve essere portata avanti, e poi dire che i nostri emendamenti, finalizzati a finanziare la "21", non possono essere accolti. Questo lasciamolo dire all'onorevole Masala che finanzia solo certi emendamenti. Questo non è un emendamento che rappresenta una esigenza particolare, rappresenta una esigenza di tutto il mondo agricolo, e tutti sappiamo quanto questo mondo ha bisogno di queste risorse. Quindi io insisto perché gli emendamenti che noi abbiamo presentato, i due in particolare che riguardano il finanziamento della legge "21", siano presi in considerazione. Poi io non voglio avventurarmi sulle modalità, su come reperire le risorse, questo lo lascio all'assessore Masala, è una funzione tutta sua. Se poi riesce a recuperare i fondi in vecchie leggi che riguardano l'agricoltura e che non sono stati spesi, io credo che sia cosa buona e giusta, come si suol dire, recuperare quelle risorse destinate all'attività agricola e non spese e destinarle alla legge "21". Credo sia un fatto giusto, doveroso e naturale. Quindi, ripeto, questo è un problema che deve risolvere la Giunta. Poi c'è l'altra grossa questione delle linee fondamentali che riguardano lo sviluppo dell'agricoltura. Noi abbiamo proposto che in finanziaria venissero previste alcune norme di indirizzo, così le chiamo io, non so se impropriamente. Insomma, di fronte a un complemento di programmazione che in Commissione agricoltura non è mai stato esaminato, che in quest'Aula fu votato alle 3 del mattino e che poi non solo nel settore agricolo, ma soprattutto in questo, ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza, perché le misure del POR agricoltura sono quelle più in ritardo e che rischiano di registrare un quantitativo di risorse non spese piuttosto importante, ecco, di fronte a questa situazione e di fronte anche alla inadeguatezza di quei bandi, io credo che sia opportuno che il Consiglio indichi quali sono le direzioni da seguire. Quindi l'idea, onorevole Contu, di prevedere una misura per sostenere le produzioni biologiche risponde a questa esigenza, l'idea di rafforzare la politica rivolta a sostegno delle infrastrutture delle aziende agricole risponde a questa esigenza, l'idea di fare un discorso di filiera serio, di favorire l'associazionismo delle imprese, di sostenere le politiche per la trasformazione e per la vendita dei prodotti agricoli io credo che risponda a queste esigenze, purtroppo debbo dire che i bandi che sono in corso non hanno dato risposte soddisfacenti a queste esigenze fondamentali. Poi, dire che questo si può risolvere con degli ordini del giorno, onorevole Contu, è un modo per non affrontare i problemi, noi ci rifiutiamo di affrontare problemi seri con risposte poco serie. Quindi ribadiamo la fondatezza delle nostre proposte e chiediamo alla Giunta che le prenda seriamente in considerazione.

Anche per quanto riguarda l'indebitamento io ricordo lunghe discussioni in Commissione con l'allora assessore Usai. Anche a lui noi facemmo le stesse proposte, nel primo anno di questa legislatura, aveva assunto l'impegno di predisporre una proposta, però poi questo non è stato e ci troviamo ormai nel quarto anno di attività della Giunta di centrodestra e non c'è ancora una proposta, non c'è ancora una politica. Quindi noi insistiamo perché ci sia una ricognizione dei debiti in agricoltura e perché ci sia una politica del credito in questo settore. Questo non significa che la responsabilità della situazione sia tutta di questa Giunta; debbo dire che non mi interessa moltissimo questa ricerca delle responsabilità, è molto più importante e molto più attesa una risposta, una speranza, un minimo in certezza, perché questo è molto importante anche in agricoltura, in quanto gli agricoltori, tra le altre cose, hanno bisogno anche di sapere come andranno le cose, quali soluzioni si prospettano ai loro problemi.

Su alcuni emendamenti sia consentito anche a me di fare qualche osservazione. Sull'emendamento numero 8, presentato dalla Giunta regionale e richiamato e decantato dall'onorevole Liori, condivido pienamente la più che pertinente osservazione dell'onorevole Marrocu. Perché destinare 720 mila euro all'Istituto Zootecnico Caseario per combattere la scrapie, quando abbiamo l'Istituto Zooprofilattico che ha competenza specifica sulle malattie degli animali? Io non vorrei che questa fosse davvero una fotografia di qualcuno. Insomma rimettiamo in coerenza le proposte. Io chiedo alla Giunta di ritirare questo emendamento e di proporlo eventualmente all'articolo sulla sanità. Non va riferito all'articolo 10 sull'agricoltura, ma deve andare all'articolo che riguarda la sanità, l'articolo 15, e va riformulato diversamente attribuendo le competenze all'Istituto Zooprofilattico.

Per quanto riguarda poi l'emendamento numero 742 sul Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale, presentato dai colleghi Cappai e Capelli, che pongono, a mio parere, un'esigenza giusta, badate bene, però, che questa esigenza è giusta anche per gli altri consorzi di bonifica. Non è solo il Consorzio della Sardegna Meridionale che ha bisogno di recuperare queste risorse. E poi, onorevole Contu, voglio anche dire che nella scorsa legislatura è stato fatto, con molte difficoltà, un passo in avanti nella direzione del riordino delle competenze dei consorzi di bonifica. Io credo che quel lavoro vada ripreso e vada portato a compimento nel senso di ridefinire le funzioni dei consorzi di bonifica e di risanare le loro casse, perché sono tutti fortemente indebitati. In questa situazione non possono svolgere le loro funzioni e il rischio reale è che questo grosso indebitamento dei consorzi di bonifica lo paghino gli agricoltori con le bollette dell'acqua, e questo sarebbe il colpo definitivo per l'agricoltura della nostra Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà.

granella (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, è doveroso per me intervenire su questo articolo per la mia posizione di vicepresidente della Commissione ma, dopo aver sentito il mio presidente, questo mio intervento potrebbe essere ritenuto superfluo, in quanto condivido pienamente, con estrema convinzione, quanto lui ha detto parlando della relazione che la Commissione ha svolto su questa proposta.

Condivido pienamente quanto è scritto nella proposta, probabilmente c'è un piccolo errore, la conclusione: parere favorevole. Come si fa, caro Presidente, a esprimere un parere favorevole seguito poi da "se, ma, se fate". Stiamo esprimendo un parere favorevole su un qualcosa che non è stato costruito e stiamo indicando come dovrebbe essere meglio costruito. Chiarisco che né io, né l'opposizione abbiamo partecipato alla votazione di questo parere, proprio perché le opinioni su quanto la Giunta ci ha presentato erano divergenti.

Sull'articolo 10 in particolare poco si può dire, posso fare un elenco apocalittico: tutti abbiamo parlato, e l'Assessore per primo, di scrapie, di blue tongue, di peste, di siccità, di alluvioni, di tutte le epizoozie di cui la Sardegna è ricca e di tutti quei problemi che l'agricoltura ha avuto e continua ad avere in questo momento. La giustificazione delle poche risorse allocate in questo articolo qual è? Che la Sardegna spende troppo per tamponare i danni per la siccità e per tutti questi problemi. La chiamano giustificazione, ma non mi pare una giustificazione, mi pare un atto dovuto risarcire i danni all'agricoltura, a un settore produttivo che dovrebbe far grande la Sardegna, che è parte fondante dell'economia sarda, o dovrebbe esserlo, e che non viene per niente assistito. Gli enti strumentali della Regione, tipo ERSAT, tipo CRAS, tipo l'Istituto Zooprofilattico sperimentale, cioè istituti che dovrebbero studiare le condizioni dell'agricoltura e della zootecnia sarda e poi portare sul campo i benefici e i risultati di quegli studi, cosa fanno per l'agricoltura? A questo punto mi sorge il dubbio che in questi enti si studi poco o, se si studia, c'è qualcuno che mette il tappo al liquido che dovrebbe uscire. Non c'è nessuna applicazione sul campo di quelli che dovrebbero essere gli studi fatti nei nostri enti ben pagati, i cui dipendenti vengono pagati con fondi di questo bilancio, e le risorse finanziarie vengono spese per questo, non per gli investimenti. Mi direte: "Investimenti non ne possiamo fare perché abbiamo pochi soldi". Ma io potrei, chiaramente con molto rispetto, dare un'altra risposta: investimenti non ne possiamo fare perché non abbiamo idee, perché non sappiamo come mandare avanti l'agricoltura in Sardegna. Pare che la Cina, che in questo campo era molto più indietro di noi, ci stia superando, non come numero di addetti, ma come tecnologia.

Quindi una seria programmazione è necessaria, e mi dispiace, come consigliere regionale, dire che l'Assessorato che è fondamentale per lo sviluppo della Sardegna non solo non ha programmi, ma non ha disponibilità finanziarie. Quindi, assessore Contu, con tutto il bene che le vogliamo come decano del Consiglio e come uomo, lei, mi permetta di usare un termine ecclesiastico, non ha voce in capitolo, quindi l'Assessorato non funziona.

Da vicepresidente della Commissione devo fare anche un mea culpa, devo dire che la Commissione non funziona. Anche la Commissione da tempo non riesce a riunirsi, guarda caso perché manca il numero legale. L'opposizione, che fino a poco tempo fa ha contribuito, ha lavorato, ha dato ruote e benzina a questa Commissione, si è stancata; gli uomini dell'opposizione si sono stancati di essere considerati dei semplici manovali al comando dei padroni, di coloro che dicono di aver avuto per investitura divina la guida del vapore. Ma il vapore commina solo se c'è il motore dentro, se c'è qualcuno che fa muovere le macchine, se ci si mette benzina. Quindi faccio un appello ai consiglieri della maggioranza affinché vengano a occupare e scaldare quelle sedie che si sono accaparrati, ma se le sono accaparrate facendo dei conti sbagliati, hanno preso più di quanto potevano mantenere. Se riuscite a lavorare, se potete organizzarvi fatevi nominare in Commissione, ma se non potete lavorarci non fatevi nominare, evitatevi questa brutta figura. Questa è una constatazione di fatto molto amichevole ma molto sentita, perché non si può lasciare che una Commissione come quella per l'agricoltura e l'ambiente languisca, con una Sardegna che continua a piangere, che continua a implorare. L'Assessore costringa - e non vi occupo più di tanto - i suoi colleghi della Giunta ad accorrere al capezzale di questa grande malata che è l'agricoltura, li costringa, e ricordi che il capezzale non è il capezzolo da cui suggere le ultime risorse che questa agricoltura sta dando senza alcun sostentamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, tanto per stare in tema, dodici anni fa, mi sembra, Saddam chiamò la guerra in Iraq "la madre di tutte le guerre". Io credo che l'agricoltura in Sardegna rappresenti la madre di tutti i grandi problemi che attanagliano la nostra economia, e il settore agricolo, così come gli altri settori, è un settore non strutturato, non da oggi ma da decenni e decenni, ed oggi paga il grado di arretratezza strutturale in cui si ritrova, in quanto non riesce a stare al passo con una moderna economia agricola e pastorale. E da qui bisogna partire.

Io vedo che gli sforzi delle Giunte delle legislature scorse, della Giunta Floris e dell'attuale Giunta Pili, vengono se non vanificati ridimensionati, a tal punto che più soldi vengono buttati nel settore e meno pare si vedano risultati in termini di rendita d'impresa che, invece, questi apporti ingenti di denaro pubblico dovrebbero determinare. E allora è necessario, secondo me, affrontare e programmare una politica coraggiosa e una politica di scelte. Io ho sempre chiamato il nostro sistema agropastorale la FIAT della Sardegna poiché vi lavorano centomila addetti - abbiamo qualcosa come 40 mila impresa nelle quali lavorano mediamente centomila addetti - ed è un settore economico trainante, secondo solo al settore industriale, ma superiore addirittura al settore della piccola e media impresa e al terziario. Allora bisogna decidersi, bisogna fare un'analisi seria, fare delle scelte economiche. Non dimentichiamoci che, nel mercato europeo, stanno per entrare alcune nazioni dell'Est, Turchia compresa, grossi produttori di prodotti agricoli. La Turchia è anche un grossissimo produttore di prodotti lattiero caseari e di latte, dispone di qualcosa come quasi 50 milioni di ovini. Lascio a voi immaginare, il crollo che avrà il prezzo del latte una volta che la Turchia entrerà nel mercato comune europeo. A queste cose bisogna prepararsi. E' chiaro che dobbiamo fare tutto quello che può essere fatto oggi in tema di ristrutturazione del territorio, in tema di incentivazione limitata, poiché la Comunità Europea ha decretato il settore agricolo come settore sensibile, per cui ci tallona da vicino, e pur avendo noi una nostra precisa specificità, non solo etnica, ma anche un'economia strutturalmente negativa, si tarda a far capire alla Comunità Europea che il nostro è un caso unico in tutta l'Europa e che la nostra insularità, in questo senso, non è un punto di forza, bensì di estrema debolezza. Quindi dobbiamo individuare una strategia di intervento che indichi, come ha appena detto il collega Alberto Sanna, delle linee di sviluppo certe.

La legge "21", certo, è poco dotata di risorse ed è assolutamente insufficiente a sopperire alle esigenze che attualmente vengono espresse dal mondo agropastorale, in quanto da anni e anni, a causa della incompatibilità delle leggi a suo tempo programmate, il settore agropastorale non riceve incentivazioni sugli investimenti; incentivazioni che in massima parte, pur programmate, sono andate a coprire gli interventi per le calamità naturali che hanno colpito il mondo agro-pastorale, dalla siccità alle gelate, dalla blue tongue alla mancata movimentazione del bestiame, dalla scrapie ovina a quant'altro. E pare che queste maledizioni, così le ho sempre chiamate, queste piaghe che attanagliano la nostra terra e la nostra agricoltura, non abbiano mai a finire, però questo rientra in quelli che sono gli imprevisti che ciclicamente vengono a colpire il mondo dell'allevamento. E` necessario gettare le basi per il futuro, fare delle scelte coraggiose affinché si faccia un piano serio di strutturazione dell'agricoltura in Sardegna, affinché gli interventi a pioggia possano essere sostituiti da interventi programmati seguendo determinate linee di sviluppo per finanziare opere di infrastrutturazione, parlo di elettrificazione rurale, parlo di viabilità rurale, parlo ovviamente di irrigazione. E` necessario costruire invasi laddove è possibile farlo, affinché le zone che storicamente e ciclicamente sono soggette alla siccità, e parlo principalmente delle pianure e non solo di quelle del Campidano, non abbiano più a soffrirne, e questo problema bisogna affrontarlo coraggiosamente.

Un altro problema immediato è l'indebitamento, come giustamente hanno detto alcuni colleghi che mi hanno preceduto. È da tre anni che questo problema è stato sollevato in Commissione; è stato sollevato da me, è stato sollevato dal collega Sanna, è stato sollevato da altri colleghi; io ho presentato una proposta di legge che giace in Commissione da tre anni, faccio mea culpa se non riesco a presenziare ai lavori della Commissione così come vorrei, perché è una materia che mi appassiona e nella quale ho una certa competenza, è una materia che mi trascina in quanto ho vissuto e vivo tuttora in quel mondo, ma, ripeto, io mi onoro di presiedere una Commissione che purtroppo mi prende il tempo che vorrei dedicare alle altre Commissioni. Per come sono attualmente strutturate, chiaramente, non possiamo garantire la nostra presenza. Bastava, invece che fare otto commissioni, limitarle a sei e probabilmente questo problema non sarebbe esistito.

Tornando al problema dell'indebitamento, oggi le aziende agropastorali in Sardegna sono di proprietà delle banche, che continuano a farle fallire. L'economia agropastorale in Sardegna era l'unica economia capitalizzata, quindi si poteva partire con un punto di forza. Io ho presentato una proposta di legge compatibile con la normativa europea perché proponeva un rientro dei debiti agricoli a medio e lungo termine, al tasso di riferimento, quindi non assolutamente a tasso agevolato, quindi compatibile con la normativa europea. Ancora purtroppo non è stata esaminata.

Voglio anche dire che è necessario, secondo me, sollecitare le associazioni di categoria che giustamente di tanto in tanto richiedono al Governo regionale e nazionale l'attenzione dovuta verso il mondo agropastorale, perché predispongano più sollecitamente dei piani per la formazione della cultura di impresa. Ancora nelle nostre campagne l'agricoltura e la zootecnia sono portate avanti con un sistema arcaico che mal si sposa con le esigenze di un'economia che ormai non guarda solo ai confini della nostra isola, ma si proietta verso l'Europa quando non addirittura oltre l'Europa. Io credo che l'Assessore e la Giunta possano fare qualche sforzo in più nell'immediato, se non altro per tamponare qualche falla contingente, ma più di questo non potranno fare, però è indispensabile, almeno nell'immediato, a causa di tutto ciò che ha caratterizzato in negativo l'economia agropastorale, che in questi giorni, ci sia un po' più di attenzione sui fondi della "21" - come giustamente ha ricordato il Presidente Frau -, e non solo ma anche sugli interventi infrastrutturali, sulla viabilità, sull'elettrificazione e sugli invasi proprio per dare un segnale, per far vedere ai nostri contadini, ai nostri pastori che non sono soli. Lo abbiamo già dimostrato con gli interventi di assistenza per le calamità naturali...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Rassu.

RASSU (F.I.-Sardegna). …Che hanno dovuto sopportare. La Regione e questo Consiglio hanno dimostrato grandissima sensibilità per il settore, facciamo ancora sentire che siamo vicini a loro, ad un settore economico che riguarda tutti, perché tutti quanti, direttamente o indirettamente, veniamo dal mondo agropastorale, ma, ripeto ancora, è necessario che ci si sieda veramente, per il futuro, a programmare e a studiare una strategia, individuando linee di sviluppo certe in agricoltura se vogliamo che l'agricoltura sarda si salvi, sennò non reggeremo l'impatto con la concorrenza delle nazioni dell'est che stanno per arrivare nel mercato europeo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, collega, voglio fare alcune considerazioni anche perché un pochino mosso, e anche smosso, dalle considerazioni che poc'anzi svolgevano alcuni colleghi che sono Presidenti di Commissione consiliare di parte - ovviamente - di maggioranza, perché, nel merito delle questioni trattate in riferimento all'articolo 10, i colleghi che più dappresso si occupano della materia hanno detto cose precise, puntuali, soprattutto dai banchi dell'opposizione, che meriterebbero di essere seriamente prese in considerazione dalla Giunta e dalla maggioranza senza divagare e senza perdersi in eccessive perorazioni. Però anziché rispondere alle osservazioni e alle domande puntuali che l'opposizione ha avanzato, i colleghi del centrodestra continuano a perdersi per le vie del mondo, a definire l'agricoltura la madre di tutte non ho capito bene quali buone opere - lo diceva Rassu - la base, l'alimento, il fondamento dell'economia della Sardegna. E però poi non vi rivolgete alla vostra maggioranza e alla vostra Giunta per dire loro: ma com'è che vi permettete - se così è - di lasciare andare in perenzione, di non occuparvi del fatto che la gran parte dei fondi destinati anche negli anni passati al settore agricoltura sono andati in economia, per vicissitudini diverse, per incapacità e inettitudine di chi governa e dei diversi Assessori e apparati, ma anche per vicende altre, le notifiche all'Unione Europea, i ritardi e quant'altro?

Però quel che risulta è che è poco quello che storicamente nei bilanci della Regione, rispetto ad altri comparti, si è destinato all'agricoltura come settore produttivo primario. Quel poco e insufficiente, apparentemente molto, ma sicuramente poco e insufficiente, nella quasi totalità, non in minima parte, nella quasi totalità non è stato utilizzato, per cui come minimo sarebbe giusto recuperare, nei modi che tecnicamente sono possibili, almeno quello che storicamente è stato dalla Regione, dal Consiglio regionale, dalle leggi, indirizzato verso quel settore.

Pesano purtroppo in questa materia vicende che sono del tutto o in gran parte distinte dal comparto produttivo agricolo, perché molte risorse computate formalmente in conto agricoltura, allevamento, pastorizia e attività connesse, in realtà sono partite altre. Quando si fanno i conti della spesa agricola, in genere si fa una specie di calderone, di affastellamento e non si distingue tra quanto direttamente destinato all'agricoltura, cioè a quanti lavorano e producono in agricoltura direttamente, cioè contadini, pastori, braccianti agricoli, e anche ai trasformatori di prodotti agricoli, cioè a chi produce direttamente in agricoltura e a quanti altri enti e sistemi di burocrazia riferiti all'agricoltura, chiamati burocrazia agricola, poi operano. Quando si parla di spesa agricola in questa Regione, io sono tanti anni che sento dire che la Regione spende per sostenere l'agricoltura più di quanto l'agricoltura non contribuisca al prodotto interno lordo; tecnicamente, cioè formalisticamente, è così, per cui qualcuno arriva all'assurda conclusione di dire che se l'agricoltura, come comparto di produzione, come comparto economico, chiudesse, la Regione risparmierebbe, perché il totale del prodotto interno lordo dato dall'agricoltura è inferiore all'esborso di denaro pubblico di Regione, Stato, Unione Europea che serve per tenere in piedi l'agricoltura.

Questo assunto lo abbiamo sentito ripetere più volte e, come dire, formalisticamente appare quasi vero, però è falso perché la gran parte della spesa che si imputa al comparto agricolo non è spesa di sostegno dell'attività produttiva agricola, ma è spesa di sostegno delle burocrazie agricole che è ben altra cosa. Se voi calcolate quanto costa l'ERSAT e quanto costano il CRAS e gli istituti specialistici e specializzati e sperimentali di ogni comparto agricolo, che pure esistono - e scadrebbe il tempo se io li elencassi adesso tutti - e la gran parte dei consorzi ortofrutticoli di bonifica che non bonificano ma "pestificano" e quant'altro, è chiaro ed evidente che la somma di tutte queste spese è più di tutto quanto, di latte, di formaggio, di grano, di orzo e di quant'altro si produce in agricoltura. Ma che colpa ne hanno gli agricoltori? O non sarà il caso invece di snellire le burocrazie agricole? Oppure di orientarle, per davvero, a sostenere le produzioni agricole e dire: tanto di sostegno tecnico all'agricoltura e tanto di prodotto complessivo, tanto di utilità di insieme! Sennò che te ne fai di tre, quattro, cinque mila addetti tecnici, operatori, divulgatori, assistenti, esperti, sperimentatori, osservatori, guardiani e ogni altra cosa, che sono tutti lì a guardare come gli altri lavorano o almeno a guardare come gli altri producono? Fatta salva anche qui quella parte di ottimi tecnici che esistono anche in questi enti. Però l'ERSAT -che, a suo tempo, fu regionalizzato con una legge della Regione che diceva che non sarebbe costato nulla perché la Regione avrebbe assunto quell'ente istituito dalla Stato e col concorso finanziario di quest'ultimo non avrebbe dovuto spendere una lira - mi pare che sia costato intorno ai 10, 15 miliardi di allora, e che oggi costi tra i 140 e i 150 miliardi se bastano. E in legge era scritto che si doveva regionalizzare senza oneri per la Regione! E così è per tutto.

Punto primo: converrebbe che tutti quelli che parlano di agricoltura, a partire da chi governa questo settore, cominciassero a dire, quanto in conto agricoltura va al sostegno delle burocrazie e se quelle burocrazie sono per davvero adeguate, sennò, senza punire nessuno, i migliori o anche i buoni si tengono in conto del sostegno all'attività agricola e gli altri si specializzino in altro e facciano altro. Non va punito nessuno, però va liberato dal vincolo e dal peso di questo gravame finanziario il comparto agricolo che poi si riduce a essere sempre e comunque la cenerentola.

Ciò detto, è possibile che la finanziaria della Regione se la cavi con queste quattro pagliuzze, con questi quattro tappi di sughero già usati che sono contenuti nell'articolo 10 della finanziaria? Cioè un contributo per l'erboristeria, un rimborso di spese al comma due, la soppressione di due cose che esistevano prima ed un miliardo per non so quali altri cosette. Questo è quello che contiene la finanziaria in quattro commi. Quattro tappi vecchi di sughero!

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). O non deve essere riproposta la grande questione di un sostegno forte finalizzato alle produzioni, all'impresa agricola, ad una categoria economica che non fa solo economia fondamentale in questa Regione, ma che fa anche cultura, cultura di produzione prima ancora che cultura e basta, cultura, ambiente, e ambiente fisico e ambiente sociale e culturale, perché questa Regione senza agricoltura vera, di produzione, e senza pastorizia, cioè tecnica e cultura dell'allevamento, pastorizia e pastoralità - come dicono quelli che questi fenomeni li studiano per davvero, non solo in termini tecnici ma anche in termini culturali ed economici - senza queste attività produttive primarie sarebbe un'altra Regione? E allora è necessario un sostegno che sia adeguato a questo grande obiettivo. Si sono avanzate anche delle proposte: senza eccessivo aggravio delle finanze regionali vi sono tra gli emendamenti, anche componibili tra di loro e aggiustabili, le indicazioni sufficienti perché si possa anche tecnicamente recuperare, in gran parte almeno, quanto nel passato era destinato al comparto e quindi promuovere non solo un reintegro in termini quantitativi delle somme destinate all'agricoltura, ma soprattutto una riqualificazione della spesa nel comparto e soprattutto una riqualificazione delle attività proprie del settore produttive primario, che non a caso si chiama primario, che è quello dell'agricoltura e dell'allevamento in questa Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io avevo deciso di non intervenire nel dibattito generale però, come si direbbe in stretto linguaggio scientifico, l'effetto combinato Rassu-Frau mi ha sollecitato a dire alcune cose, perché questo rituale che si avverte in quest'Aula - Rassu è uno di quelli che lo evidenzia in fondo anche in maniera abbastanza naturale, in maniera un po' continua, quasi persecutoria - di voler...

(Interruzioni)

Se Rassu abbassasse qualche questione tra tutte quelle che solleva, perché su tutti gli argomenti lui ha sollevato questioni ma non ne abbassa una, a cominciare dal suggerimento, che credo sia giusto affidare a lui, e indirizzato al Ministro Pisano, che indirizzando un messaggio ad un convegno sulle autonomie speciali, si è cimentato in una loro giubilazione, fatto che non mi sembra, per tempo, per luogo e per motivazione, molto appropriato alla difficile congiuntura finanziaria che affronta la nostra Regione anche, se non soprattutto, a causa delle politiche nazionali nei confronti della periferia. Farebbe bene qualche volta il Ministro Pisano a soffermarsi sulla congruità tra i pronunciamenti e le giubilazioni e la coerenza dei comportamenti che salvaguardino, attraverso l'espressione dei Governi omologhi a quello che lui rappresenta, le autonomie e le peculiarità delle specificità. Noi abbiamo sentito questo come un sottile insulto a quelle che sono le battaglie che noi in questi giorni in particolar modo, ma durante tutto il corso della legislatura abbiamo fatto per tutelare ed avvertire il Parlamento regionale dei rischi che si intravedevano.

Comincio con Frau perché, vedete, la premessa usuale, quando uno introduce un argomento in materia di agricoltura è simile, scusate la forzatura del paragone, a quel parlare di ciascuno di noi quando va in visita al capezzale di un malato grave, terminale, per il quale si esalta il vissuto, le potenzialità, ma si constata l'ineludibile destino, affidato alla sorte, di questo poveraccio. Questo non la dice molto positivamente sulla volontà di introdurre dei ragionamenti che guardino con determinazione, senza rassegnazione, ad affrontare la problematica dell'agricoltura.

Lo dico perchè la stessa relazione di Frau, tanto esaltata e richiamata, sottile mediazione di un mancato confronto, fatta solo per evitare che la mancanza della maggioranza permettesse in qualche modo l'approvazione del parere che le opposizioni presenti in Commissione minacciavano di imporre, dedica all'agricoltura, nella sua complessità, poco più di dieci righe contro le oltre trentadue righe riservate al settore dell'Assessorato della difesa dell'ambiente. Può essere poco indicativo? Secondo me è la conferma di questa consapevole rassegnazione che tutti un po' abbiamo.

Ne vogliamo dire un'altra? Guardiamo il bilancio del 2000, non c'è traccia di riferimento all'agricoltura; guardiamo il bilancio del 2001, non c'è traccia di riferimento alla agricoltura, nel 2002 c'è un timido affacciarsi di un articolato di sette commi e poi nel 2003 questi cinque commi la cui portata è quella che è. Rendiamoci conto che non è che possiamo esaltarne il contenuto.

Io non mi voglio inoltrare eccessivamente nei tornanti della storia dell'autonomia regionale per fare dei paragoni, ma ho trovato per caso il testo della finanziaria del '95. Quella finanziaria dedicava all'agricoltura non un articolo ma un capo. La finanziaria era divisa in capi e dedicava all'agricoltura un intero capo il cui titolo, scritto a caratteri cubitali, era "disposizioni in materia di agricoltura" che conteneva la bellezza di sei articoli abbastanza elaborati.

Non voglio discutere su chi c'era e chi non c'era allora in Consiglio. Ho trovato questo testo per caso, è un fatto casuale, ma voglio mettere in risalto l'inadeguatezza e la superficialità con la quale affrontiamo questa materia; una materia, Assessore, la cui condizione è denunciata da due numeri; l'agricoltura in Sardegna copre il sei per cento del prodotto interno lordo e ad esso dedica la propria attività, rispetto all'insieme degli occupati dell'intera Regione, il quattordici per cento degli addetti; questo denota come, se noi usassimo il paragone che si usa per indicare le epoche industriali, cioè il pre-industriale, il post-industriale e l'epoca tecnologica, dovremmo senza indugio collocare, per non fare danni ulteriori alla agricoltura, non nel preistorico ma nel pre-industriale l'agricoltura sarda di oggi. Questo è un dato, il rapporto di oltre il doppio degli occupati per produrre il sei per cento del prodotto interno lordo è il segno di una sottovalutazione del settore, che ormai sta producendo negli anni degli effetti strutturali che sarà difficile recuperare, e l'inadeguatezza della tecnologia e dell'ammodernamento di questo settore.

Una osservazione la voglio fare, per togliere il peso di colpe che non stanno totalmente in capo a chi ha governato questa legislatura o a chi si è succeduto nelle responsabilità di questa materia. Attenzione! Nel rapporto di per sé difficile tra Stato e Regione, arrivato oggi a un livello di inesistenza e di totale subordinazione, è conseguente che il rapporto sulle politiche agricole, che dipende molto dalle politiche europee, è per noi totalmente perdente. È evidente che su questo io non pretendo, Assessore, una sua valutazione - la conosco, forse coincide anche con la mia - ma devo rimarcare l'assenza di una parola da parte del Presidente della Giunta, di una sua iniziativa che vada oltre i tubi dalla Corsica, che sollevi le questioni centrali. Di questi argomenti non abbiamo traccia, sembra addirittura che l'agricoltura, nel vademecum del buon Presidente di Regione che ha in tasca Pili, sia assente.

Allora non ci basta l'osservazione: bisogna fare qualcosa di più. Che vuol dire? Io considero un alibi l'emergenza per un semplice motivo. Che cosa abbiamo fatto noi, in questi anni, per rendere l'agricoltura non uno scenario indecifrabile e soggetto alle calamità, quando tutto il mondo si è dotato di strumenti di altissima tecnologia che sono in grado di fornire delle previsioni nel tempo di carattere ciclico, capaci di prevedere gli effetti, di anticiparli? Potrei parlare del servizio agro-metereologico regionale, ne parleremo forse per altri argomenti! Dobbiamo riflettere sulla incapacità della Regione di integrare le funzioni degli enti regionali, sulla sua incapacità di dire una parola sul ruolo dell'agroindustria e insieme dell'incapacità di questa Giunta di portare in porto la soluzione dei problemi sulla continuità territoriale delle merci, che rappresenta, rispetto ai valori aggiunti che si possono raggiungere, livelli di compensazione che avevamo in mano e che non abbiamo conseguito.

Allora, non possiamo limitarci a leggere le relazioni, dobbiamo lavorare in maniera diversa sapendo che è possibile, Assessore, con uno sforzo…

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). È possibile anche nella gestione dell'emergenza. Bisogna sceglierla questa strada, raccordare gli strumenti di sostegno nell'emergenza alla capacità di individuare strumenti di ristrutturazione e di ammodernamento. Quando si parla di siccità, e i paesi europei, dalla Francia alla Spagna, dispongono di sistemi di irrigazione a pioggia con calcolo dei consumi e con risparmi notevoli dei sistemi di irrigazione, e noi continuiamo a contrarre mutui alla cieca, senza che questi portino ad alcun progresso, noi siamo costretti, forse anche insieme a lei, non volutamente Assessore, a constatare l'inizio dell'agonia dell'agricoltura in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Signor Presidente, Assessore, colleghi. Nel novembre del 2000 questo Consiglio ha approvato all'unanimità la legge "21" con la quale si è provveduto all'adeguamento della normativa regionale a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura.

In questi anni, purtroppo, questa legge non ha potuto esplicare alcun effetto per la mancanza di adeguati fondi finanziari. Il comparto agricolo presenta da sempre una debolezza di base per l'insufficiente infrastrutturazione del territorio rurale, per l'arretratezza e la mancata modernizzazione delle strutture delle singole aziende, per la polverizzazione e frammentazione delle aziende stesse, che per oltre il 90% sono a conduzione familiare e con un numero di addetti che, in genere, non va oltre le due-tre persone, con una situazione patrimoniale e finanziaria di indebitamento cronico, spesso al limite della insostenibilità, sull'orlo del fallimento, certificato dai decreti ingiuntivi delle banche creditrici ormai non più episodici.

Tra le cause di questa situazione di debolezza c'è anche la difficoltà tradizionale e storica che hanno i nostri agricoltori e allevatori ad associarsi e a creare meccanismi di filiera di produzione, di trasformazione e commercializzazione dei prodotti.

Le ricorrenti calamità naturali, tra siccità, gelate, alluvioni ed epizoozie devastanti, hanno determinato un tracollo delle già precarie condizioni delle aziende agricole e hanno richiesto notevoli risorse finanziarie destinate al ristoro dei danni provocati da queste calamità. Questo è il quadro desolante ma realistico della situazione del comparto agricolo sardo. E` il risultato di una debolezza intrinseca e delle calamità, ma anche di una non sufficiente attenzione della politica, sia in termini di risorse destinate che di un loro utilizzo razionale.

I prossimi anni riservano degli appuntamenti importantissimi, sia in Europa con l'ampliamento dell'Europa stessa e l'ingresso di nuove nazioni con realtà produttive che molto si basano sull'agricoltura, sia nel Mediterraneo con la prossima liberalizzazione dei mercati e del commercio e la globalizzazione ormai inarrestabile.

Questi avvenimenti impongono alla politica e all'agricoltura sarda la necessità di scelte rapide e importanti; se si crede e si vuole scommettere nel settore agricolo, considerandolo ancora fondamentale per contribuire allo sviluppo della Sardegna, bisogna agire presto. Io penso che l'agricoltura, per le potenzialità che ha, sia ancora un importante strumento di sviluppo per la nostra Isola.

E' necessario approntare con urgenza un piano serio di rilancio con risorse finanziarie adeguate, finalizzato a rendere produttive e competitive le aziende agricole; bisogna puntare su prodotti di qualità, riuscire a creare in tutti i settori un marchio Sardegna che consenta di dare valore aggiunto alle produzioni nella fase di commercializzazione. Per conseguire questo obiettivo bisogna intanto avviare un'azione di educazione capillare degli addetti al settore per creare una cultura d'impresa.

Le aziende devono imparare a ridurre e a ottimizzare i costi di produzione, migliorarne la qualità, diversificare le attività nelle aziende, in armonia ed equilibrio dell'ambiente naturale, migliorare le condizioni di igiene e benessere degli animali. A questo scopo sono destinati gli aiuti previsti dalla legge "21" del 2000, ma purtroppo non ci sono i finanziamenti.

A fronte di questi impegni da parte delle aziende vi sono quelli della Regione e dei suoi enti preposti allo sviluppo in agricoltura. Dovrà essere approntato un piano che razionalizzi e modernizzi tutto il settore; bisogna affrontare il problema della raccolta e della distribuzione delle risorse idriche, del loro utilizzo razionale, programmando quote certe, scelte colturali basate sulla vocazione dei terreni e sulle richieste dei mercati correlate alla disponibilità dell'acqua.

Bisogna mettere le aziende nelle condizioni di poter essere redditizie e competitive, risolvere il problema della elettrificazione rurale e delle comunicazioni con lo sviluppo di una rete stradale adeguata, garantire a tutte le aziende una quantità sufficiente di risorsa idrica idropotabile, per soddisfare le esigenze dei requisiti per l'igiene e il benessere degli animali.

Gli enti regionali dovranno essere ristrutturati, sburocratizzati in modo da diventare un utile strumento per favorire una produzione competitiva e di qualità, nonché collaborare alla formazione degli addetti per creare quella cultura di associazionismo e per promuovere l'idea di filiera nel campo della produzione, trasformazione e commercializzazione; è necessario quindi approntare un programma e un progetto che indirizzino tutto il comparto agricolo verso un nuovo e più moderno modo di produrre, conservando ciò che di buono e positivo in termini di cultura, di tradizione e di identità ha rappresentato per la Sardegna questo settore.

La permanenza nelle campagne e nei paesi di tutto il territorio della Sardegna dei lavoratori addetti all'agricoltura e delle loro famiglie rappresenta un contributo rilevante allo sviluppo della nostra Isola e un formidabile strumento per arginare il fenomeno dello spopolamento delle zone interne, nonché la possibilità di conservare intatto l'immenso patrimonio naturalistico ed ambientale della nostra terra, elemento indispensabile per un futuro sviluppo turistico alternativo al balneare e un superamento della sua stagionalità.

Dicevamo quindi che questo è il momento non rinviabile per fare una scelta in agricoltura; se si crede in un suo sviluppo è necessario stanziare risorse finanziarie ed avviare un piano organico. I nostri emendamenti si basano sulla convinzione che il settore agricolo in Sardegna rappresenta una risorsa per lo sviluppo e mirano ad immettere risorse per risanare e rilanciare questo comparto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, credo che su un importantissimo argomento come quello dell'agricoltura, dopo aver sentito diversi colleghi affrontare un tema a me caro ma credo importante per questa Regione, sia doveroso fare una riflessione in sede di discussione della finanziaria regionale che è la legge più importante per il finanziamento di tutti i settori produttivi e delle leggi di settore.

Indubbiamente è una riflessione che questo Consiglio regionale dovrà proseguire anche dopo la conclusione della discussione di questa legge finanziaria perchè l'agricoltura per la Sardegna ha avuto ed ha una notevolissima importanza ancora oggi in termini di occupazione, di economia, ma anche, io dico, in termini sociali, perché per molti paesi interni indubbiamente l'agricoltura e l'allevamento rappresentano l'unica fonte di reddito e un fondamentale fattore di aggregazione delle popolazioni che, anziché abbandonare quei territori, rimangono là a produrre.

Però io credo che oggi, a seguito delle cose che sono state dette, sia da colleghi della maggioranza che dell'opposizione, sia necessario fare una riflessione molto più articolata, e dovremmo partire dalla situazione precedente a questa legislatura per proiettarci anche sul proseguo di essa. Vediamo che cosa abbiamo trovato e che cosa si è trovato a affrontare questo Consiglio regionale in questi tre anni e mezzo. Ci siamo ritrovati l'intera legislazione sull'agricoltura, tranne, credo, la legge sull'apicoltura, non notificata all'Unione Europea. Questo ha comportato una situazione di sbilancio economico di moltissime aziende agricole. Cito l'esempio della legge regionale "44", per la quale c'è una procedura d'infrazione già notificata allo Stato italiano da parte dell'Unione Europea, che obbliga anche la Regione a emettere decreti di rientro. Ora, con tutti gli artifici, la Commissione Agricoltura, singoli consiglieri, l'Assessore, credo abbiano trovato la soluzione per attutire l'impatto economico che tale decisione, con il conseguente obbligo di restituzione dei soldi erogati precedentemente, aveva avuto sulle aziende agricole. Si dice che non ci sono finanziamenti, c'è una legge "21" che è stata approvata da questo Consiglio, in questa legislatura, che sana situazioni gravi del passato, ma io aggiungo - e ne chiedo conferma all'Assessore -, le difficoltà non sono finite perché sulla Regione Sardegna e sull'assessorato stanno arrivando altre due tegole grosse. Ci sono già documenti e carteggi con richieste di chiarimenti, da parte dell'Unione Europea relativi alla legge "33" e ad un'altra legge, la "28" che in questo settore ha consentito l'erogazione di finanziamenti per decine di miliardi, Indubbiamente se si arrivasse a un procedimento di infrazione notificato allo Stato italiano e conseguentemente alla Regione Sardegna, si creerebbero grossissimi danni, anzi si porrebbe in ginocchio il sistema agricolo, pastorale e agro industriale, come diceva il collega Demuru. Però anche su questo delle bisogna individuare le responsabilità. non si può attribuire all'Assessore Contu o all'Assessore Usai prima i mancati finanziamenti. Noi abbiamo portato avanti una legge che è la legge quadro, che è la "21", abbiamo la sfortuna, perchè di sfortuna si tratta, di avere avuto quattro calamità naturali e questo Consiglio è stato chiamato quattro volte a stanziare oltre mille miliardi di vecchie lire sottratti dal settore agricolo, dal settore industriale, dal turismo, dallo sport, dallo spettacolo, un po' da tutti gli assessorati, per riparare i danni causati da queste calamità e per sanare, anche in parte, i danni causati da quelle infrazioni che nelle passate legislature, non dico nella passata legislatura, ma nelle passate legislature si sono create. Ma sicuramente saremo chiamati, può darsi, spero di no, entro quest'anno o nel 2004, ad affrontare i problemi dovuti alle altre infrazioni che ci verranno notificate dall'Unione Europea che sta esaminando con la lente di ingrandimento i provvedimenti per il settore dell'agricoltura.

Indubbiamente si può fare di più, si può finanziare la "21", lo si deve fare, io credo che la sia giusta la strategia tracciata dalla Giunta, dal Presidente e dall'Assessore in modo particolare, ma devo dire anche, in più discussioni, all'interno della Commissione Agricoltura di cui ho avuto occasione di far parte per due anni e mezzo, che è quella di sanare quello che è stato fino ad oggi, per guardare con attenzione al futuro.

Allora, io credo Assessore, che al futuro si debba guardare in un'interlocuzione con l'Unione Europea; qua si sente fortemente la mancanza di una rappresentanza regionale all'Unione Europea e credo che di questo il Consiglio regionale debba occuparsi quanto prima, perché entro il 2003 si rifarà l'intera normativa europea che regolamenterà i flussi finanziari europei verso le regioni; indubbiamente lì dobbiamo essere presenti perchè lì si stabiliranno i flussi finanziari per l'agricoltura e per l'ambiente in modo particolare per i prossimi dieci anni. Quindi è necessaria una forte presenza nella contrattazione con l'Unione Europea insieme al Governo italiano perchè la scommessa sull'agricoltura si gioca anche con la regolamentazione e con i flussi finanziari che arrivano dall'Europa.

Un altro problema che io credo che debba essere sanato è quello relativo al credito in agricoltura, più volte ne abbiamo parlato, ma sta diventando sempre più difficile, i tassi sono sempre alti, forse l'interesse delle banche per questo settore sta calando; io credo che una contrattazione nuova e accurata debba essere portata avanti, dal Governo regionale. Indubbiamente la normativa di settore della legge regionale "21" è un'ottima normativa, a chi ricorda che è stata approvata dal 2000, rispondiamo che indubbiamente è un contenitore che in questo momento va riempito, ma va riempito di pari passo con le politiche da portare avanti insieme all'Unione Europea e con le politiche del credito perchè dobbiamo essere coscienti che da soli, non riusciremo a risolvere i problemi dell'agricoltura, e questo non è vero solo per la Sardegna ma anche per tutte le altre regioni d'Italia e soprattutto per quelle del meridione. Quindi la massima interlocuzione è in questo momento dell'ultimo semestre 2003, che corrisponde alla presidenza italiana del Parlamento Europeo, e ci deve vedere forti in una contrattazione per far arrivare flussi finanziari soprattutto alla nostra Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, l'articolo 10 che riguarda gli interventi per l'agricoltura ovviamente ha trascinato i colleghi in una discussione su argomenti che ovviamente riguardano in maniera più generale una materia che per la Regione Sardegna è certamente di straordinaria rilevanza. L'articolo di per sé, non modifica assolutamente lo "stato dell'arte"; né si può pensare di affrontare una materia come questa, a mio modesto avviso, senza pensare di portare in Aula una normativa di riordino complessivo di questa materia, perché al di là della legge 21, che è certamente una legge di grande rilevanza, per tutto il resto io credo che noi dobbiamo cominciare a ragionare per rivedere completamente i problemi dell'agricoltura nel territorio sardo. Dico questo perché probabilmente siamo rimasti piuttosto indietro su alcuni aspetti che vanno dall'emergenza idrica alla lavorazione industriale dei prodotti, ai prodotti biologici; nell'articolo si parla anche di un sostegno alle università, non abbiamo mai affrontato la materia delle piante officinali che invece nel futuro credo che debbano essere tenute in grande considerazione.

Certo, sulla legge "21" è necessario intervenire, io mi auguro che l'assessore al bilancio e l'assessore all'agricoltura possano trovare quelle risorse indispensabili per mettere mano ad una legge che ha avuto il riconoscimento, e non è cosa da poco, da parte di tutte le organizzazioni e da parte soprattutto dell'Unione Europea. In una materia così difficile riuscire ad ottenere un risultato di questo genere credo che sia veramente un fatto straordinario; ecco perché su questa legge moi riteniamo si debba veramente intervenire.

La quantità delle risorse che noi destiniamo al mondo agricolo in Sardegna è frutto da sempre di una serie infinita di leggi e di norme che comunque non tengono conto in maniera organica delle esigenze che certamente sono cambiate, per il tipo di agricoltura che si fa oggi in Sardegna e per l'evoluzione che sta avendo, ed ecco perché, pur discutendo di un articolo della finanziaria, tutti quanti siamo portati ad ampliare il ventaglio delle nostre considerazioni, proprio in virtù del fatto che l'agricoltura in Sardegna rappresenta, e sempre più deve rappresentare, una realtà che comunque deve essere guidata e sostenuta in maniera diversa.

Non abbiamo mai pensato, ma credo che ci si debba pensare, ad organizzare i distretti agricoli; è una questione sulla quale certamente bisogna lavorare tanto. Però non possiamo più permettere che gli agricoltori sardi continuino a decidere in totale autonomia e senza controllo il tipo di coltivazioni e il tipo di allevamento da fare, senza tener conto delle esigenze del mercato, e senza tener conto di quelle che sono le realtà anche alimentari delle popolazioni, degli anni che ci vedono protagonisti. Ed ecco perché dico che bisogna riorganizzare e riordinare complessivamente il mondo agricolo ed agropastorale della Sardegna.

Ho ascoltato alcune considerazioni relativamente ai prodotti biologici. Su questo settore credo che i conti li dobbiamo fare oltretutto con l'Unione Europea e con il governo italiano, perché, se cadono tutte le sovvenzioni e le provvidenze che fino ad oggi hanno sostenuto l'agricoltura biologica, credo che pensare a degli impianti di trasformazione di prodotti biologici in Sardegna possa diventare un'illusione o un'utopia, per cui le due cose devono andare di pari passo. Questo non sta accadendo. Addirittura i nostri produttori di prodotti biologici trovano grandi difficoltà nei conferimenti e, rinunciando a quote di produzione importanti, perché produrre biologico vuol dire abbassare le quote di produzione, ciò nonostante non riescono a commercializzarle adeguatamente, con un reddito che possa garantirli, per una produzione che certamente nel futuro potrà dare grandi soddisfazioni anche dal punto di vista economico. Su questo io credo che dobbiamo ragionare molto, dobbiamo ragionare sui prodotti di qualità e quindi creare questi prodotti e trovare i mercati ove piazzarli. Viceversa ci preoccupiamo, o non ci preoccupiamo, quando alcune iniziative di produzione, che hanno bisogno per esempio di seimila metri cubi di acqua ad ettaro, vengono impiantate in territori dove la siccità è da sempre un fenomeno ricorrente assolutamente negativo, e non sempre siamo nelle condizioni di poter sostenere adeguatamente questi produttori, e quando arriva la siccità dobbiamo intervenire per pagare i danni. Questo è successo anche nell'ultima legge, succederà probabilmente anche nel futuro; a fronte di 39.500 imprese agricole operanti in Sardegna, 37.500 hanno chiesto il risarcimento dei danni causati dalla siccità e dalle gelate, praticamente il 90 per cento, e parte delle imprese agricole sarde hanno chiesto sovvenzioni per il mancato reddito, per le mancate coltivazioni derivanti dalla siccità o dall'emergenza idrica.

Io credo che alcune scelte debbano essere fatte. Ovviamente, per fare delle scelte, è necessario che i consorzi di bonifica - e qui mi riallaccio a qualche considerazione che è stata fatta sui consorzi di bonifica - abbiano un rapporto più stretto con la Regione Sardegna e con i territori, partendo da quella che è la loro vocazione naturale, o quella che dovrebbe essere la loro vocazione naturale ma spesso non lo è, che si occupino di riordino fondiario, si occupino delle reti di adduzione delle acque per l'irrigazione, si occupino di mantenere tutta una serie di rapporti con le organizzazioni anche per veicolare le risorse idriche in direzioni che poi hanno un risultato economico di grande rilevanza.

Spesso ci ritroviamo territori che utilizzano le risorse idriche per tre - quattro colture nell'arco di un anno a danno di territori che al massimo possono lavorare un solo prodotto. Questo si è verificato in tutto il territorio della Sardegna servito dai consorzi di bonifica. Credo che su questo il Commissario per l'emergenza idrica debba intervenire e cominciare a razionalizzare l'uso delle risorse idriche, perché non è ammissibile che in certi territori si possano fare tre colture e in altri, per carenza di risorse idriche, non se ne possa mandare avanti neanche una. Intendo dire che ci sono territori a vocazione bieticola dove si possono ottenere oggi degli interessanti ritorni di natura economica, ma dove non è possibile seminare le bietole perché le stesse risorse idriche vanno ad essere utilizzate in territori dove di per sé una coltura nasce spontanea o non ha bisogno di grandi sostegni e poi nel periodo estivo ha bisogno invece di grandi quantitativi di acqua. Ecco perché parlo di distretti: perché con i distretti, un po' come succede o dovrebbe succedere nel mondo della pesca, c'è un'organizzazione che riguarda alcuni comparti, alcuni settori e alcune aree ben individuate della nostra Sardegna, e quindi bisogna per forza, per necessità, per una decisione che non può che essere politica, arrivare all'istituzione dei distretti in agricoltura. Non ci arriviamo certo per primi, probabilmente siamo gli ultimi, perché i distretti hanno avuto modo di dare grandi risultati in tutta l'Europa, dove veramente le regioni, o gli stati addirittura, determinano già dall'inizio della stagione che quantitativi bisogna seminare e in quali zone bisogna seminarli. Bisogna in qualche maniera guidare uno sviluppo in agricoltura che non sia più basato sui 5000 anni di storia che ci hanno accompagnato e che credo abbiano fatto il loro tempo. I 5000 anni di storia ci servono, sono necessari per la qualità, per le tradizioni, per ciò che noi dobbiamo garantire nei territori più emarginati, ma non possono essere certo l'elemento che ci trascina fuori da una congiuntura in agricoltura che sta veramente dissanguando le nostre popolazioni con il rischio che anche le maestranze che oggi lavorano - è un rischio concreto - in questo comparto, dall'oggi al domani, in qualche maniera si possano trovare senza un'occupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Presidente, onorevoli colleghi, desidero ringraziare tutti coloro che sono intervenuti nel dibattito concernente il comparto agricolo. Desidero ringraziarvi perché ho l'impressione che in questi ultimi anni, da un decennio e forse anche di più, il problema agricolo non è stato, e non è ancora oggi a mio giudizio, tenuto nella debita considerazione. Io ho l'impressione cioè, avendo l'esperienza 23 anni fa di essere Assessore regionale dell'agricoltura, che l'agricoltura della Sardegna invece che fare dei passi in avanti abbia fatto passi indietro.

Io ho ascoltato con molta attenzione tutti gli interventi che hanno sollecitato una certa programmazione in agricoltura, programmazione che si rende certamente necessaria, ma per la quale forse sarebbe necessario che noi ci trovassimo non in un periodo eccezionale, ma in un periodo normale. Io, onorevole Gian Valerio Sanna, non voglio cioè pensare che sia un alibi, forse un alibi non è, perché in questi ultimi due anni e mezzo il comparto agricolo ha speso circa 180 miliardi per l'alluvione, circa 200 miliardi per la siccità del 2001, ora spende altre 500 miliardi per la siccità del 2002, inoltre ha speso 120 miliardi circa per l'epidemia di blue tongue e quant'altro, perché molti non sanno che quando muoiono le pecore poi chi deve risarcirle non è l'Assessorato alla sanità, ma quello all'agricoltura. Io mi sono fatto i miei calcoli e mi sono detto: certo, se non ci fossero state queste disgrazie e avessi avuto in mano oltre 1200 miliardi forse qualche cosa in agricoltura si sarebbe anche potuta programmare. Però devo essere molto sincero, mi sono anche detto: ma se non ci fossero state queste disgrazie la Giunta regionale e il Consiglio regionale sardo avrebbero mai dato 1200 miliardi per l'agricoltura? Io penso di no. E questa è una constatazione amara che io devo fare, perché poi, amici cari, tutti diciamo che bisogna dare soldi all'agricoltura, e io penso che lo facciate tutti in buona fede - io ci credo, ci mancherebbe altro! -, però mi rendo conto anche che tutti i settori premono, tutti vogliono attingere ai fondi regionali, e io mi rendo conto anche delle difficoltà del momento.

Certo, qui un principio è apparso chiaro, su questo stranamente sia il centrosinistra che il centrodestra sono d'accordo, tutti quelli che sono intervenuti, dall'onorevole Frau all'onorevole Piana, all'onorevole Rassu, dicono che la legge "21" non può essere lasciata senza fondi. Questo l'abbiamo detto tutti. Bene, visto e considerato che l'abbiamo detto tutti, cerchiamo di fare in modo che la legge "21" abbia qualche finanziamento. Io, sempre per la mia età, e quindi da persona scettica, ho tentato disperatamente, immaginando che forse tutti questi finanziamenti non ci sarebbero stati, attraverso un emendamento che è passato in Aula, di recuperare per lo meno i residui dell'Assessorato dell'agricoltura, che sono rilevanti. Noi abbiamo tutta una serie di leggi che sono inapplicabili, per motivi vari, soprattutto per "motivi europei", chiamiamoli così tanto per capirci, e questi residui, secondo me, una volta che vanno in perenzione è bene che vengano recuperati finalmente all'unica legge che è possibile applicare in Sardegna, che è la legge "21", che è stata, bisogna riconoscerlo, una grande conquista di questo Consiglio regionale. Devo dare atto all'intero Consiglio regionale che questa legge è stata una grande conquista, perché finalmente la Regione sarda si è dotata di uno strumento legislativo che consente di poter operare serenamente in agricoltura. Però mi rendo conto che l'emendamento che è passato è, diciamo pure, ai limiti della possibilità di applicazione, per motivi che sarebbe molto lungo spiegare in quest'aula, quindi c'è da augurarsi che, nel caso in cui questi residui non possano essere recuperati, ci sia qualche altra possibilità per finanziare la legge 21. E io penso che al collega Masala un piccolo appello lo si possa fare, nel senso che se i residui passivi vengono recuperati alla cassa regionale in effetti sappiamo tutti che il debito della Regione scende e allora può essere che si possa, con un'operazione intelligente, recuperare questi fondi e ridarli all'agricoltura con uno strumento che non sia quello dell'emendamento che è passato.

Su questo naturalmente non spetta a me parlare, ma spetta all'Assessore del bilancio che è il dominus del bilancio, il cosiddetto signore del bilancio, io invece parlerò delle altre osservazioni che sono state fatte. Dico subito che sono d'accordo con coloro che ritengono che una programmazione vada fatta, ma mi sono anche chiesto: è possibile fare una programmazione, come dice giustamente Diana, per distretti, per comparti, quando, come l'anno scorso, nel territorio più fertile della Sardegna, che è il Campidano di Oristano, noi abbiamo dovuto vietare la coltivazione della barbabietola, la coltivazione del riso, la coltivazione del pomodoro? E potrei continuare. Come si fa a programmare se non si risolve prima il problema dell'acqua? Perché senz'acqua agricoltura non se ne può assolutamente fare, e i due problemi marciano in maniera compatta. Si può risolvere il problema agricolo se si risolve il problema dell'acqua. Ecco perché io non sono più tanto scettico se penso che nel futuro, attraverso gli accorgimenti che si possono mettere in atto, e cioè il collegamento dei diversi bacini e quant'altro, si potrà assicurare all'agricoltura l'acqua sufficiente.

Sono anche convinto che l'agricoltura della Sardegna deve indirizzarsi verso prodotti di qualità, perché altrimenti non potremo mai controbilanciare la concorrenza dei paesi continentali. Quindi sono d'accordo per quanto riguarda la produzione biologica, sono d'accordo per quanto riguarda le altre produzioni di qualità. Rimane sempre però il problema terribile del rapporto Europa-Regione, rapporto che condizionerà negli anni venturi qualunque futuro dell'agricoltura, ed è il problema basilare su cui le classi dirigenti sarde domani dovranno in qualche maniera confrontarsi. Pensate al trattato di Barcellona, che nel istituisce nel Mediterraneo la zona di libero scambio a partire dal 2010, il che vuol dire che tutti i paesi mediterranei potranno esportare tranquillamente in Europa i loro prodotti, voi capite quale terribile sfida sarà per noi la creazione di questa zona di libero scambio.

PRESIDENTE. Dopo l'intervento della Giunta passiamo alla votazione degli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Come lei sa, e l'Aula ne è a conoscenza, si sono effettuate delle valutazioni in ordine all'alleggerimento e alle modifiche della finanziaria per ciò che riguarda emendamenti e per ciò che riguarda il testo. Sarebbe opportuna, quindi, una breve sospensione per un confronto con l'opposizione.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, su che cosa vuole intervenire?

ORTU (R.C). Signor Presidente, io vorrei intervenire sulla materia in discussione. Siamo in fase di votazione. Chiedo di intervenire per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, sulla materia lei naturalmente può intervenire solo ed esclusivamente per dichiarazione di voto.

ORTU (R.C). Altrimenti anche sull'interlocuzione dell'onorevole Balletto.

PRESIDENTE. No, sull'interlocuzione direi di no, perché non si può parlare della materia in relazione all'interlocuzione della quale parlava l'onorevole Balletto. Qui abbiamo una proposta di sospensione avanzata dall'onorevole Balletto.

ORTU (R.C). Ma l'onorevole Balletto non può chiudere il ragionamento per avviare non sappiamo bene quale trattativa. Qui si sta concludendo un ragionamento ed è giusto che la Giunta si pronunci alla luce del sole rispetto all'emendamento, perché ancora una volta qui non si capisce chi è che tratta, a nome di chi tratta e per che cosa tratta.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, queste sono considerazioni che lei potrà svolgere in un altro momento. La situazione al momento attuale è la seguente: siamo arrivati alla votazione degli emendamenti e dell'articolo 10, perché si è conclusa la discussione sull'articolo e sugli emendamenti con l'intervento dell'assessore Contu. Prima di passare alla votazione, l'onorevole Balletto ha avanzato la proposta di sospendere la seduta, credo per un tempo relativamente breve, per interloquire, credo, con l'opposizione, per riferire sullo stato e sulle valutazioni che sono state fatte anche dalla maggioranza in relazione al monte complessivo degli emendamenti. Quindi io accolgo la proposta dell'onorevole Balletto, la seduta è sospesa.

Onorevole Cogodi, su che cosa intende intervenire?

COGODI (R.C.). Sulla proposta dell'onorevole Balletto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). La proposta deve essere precisata, ritengo. Ora, per quanto mi risulta e ci risulta, non è in atto nessuna trattativa, perché la trattativa si svolge quando si avanzano proposte, si ascolta, quelle proposte vengono valutate da chi le deve valutare e poi si va a una fase successiva, nella quale si vede su che cosa si concorda. Per quanto ci riguarda non c'è nulla di tutto ciò, quindi se la richiesta del collega Balletto è: "la maggioranza, ai fini di precisare, essa, i termini di una proposta articolata alle opposizioni, richiede di avere un tempo sufficiente" noi riteniamo che possa essere utile che la maggioranza abbia quel tempo sufficiente, se è rivolto a questa finalità - e non abbiamo ragione di dubitarne - diversamente si procede nell'esame di merito della finanziaria. Per quanto ci riguarda, perché sia chiaro, noi non siamo partecipi di nessuna trattativa, se la maggioranza intende avere tempo per precisare le sue idee ai fini di una proposta agli altri, in cui siamo compresi anche noi e la cosa ci riguardi, noi non abbiamo obiezioni perché sia accordata questa sospensione, ma all'esterno non risulti che questa sospensione sarà occupata da trattative fra maggioranza e opposizioni, perché in quella trattativa, in questo momento, noi non ci siamo per niente, e questo deve essere chiaro per tutti.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi pare che la proposta dell'onorevole Balletto fosse sufficientemente chiara, e non riferiva di trattative in corso, riferiva dell'esigenza di sospendere la seduta per riferire genericamente sullo stato dell'arte. Quindi la seduta è sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 18.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 31, viene ripresa alle ore 18 e 34.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Abbiamo concluso la discussione dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti. Dobbiamo procedere alle votazioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, nell'informazione che c'è stata data durante questa interruzione,da parte della Giunta e della maggioranza, sul lavoro di depurazione della manovra dagli emendamenti e dai commi cosiddetti "intrusi" che si è intrapreso nei giorni scorsi, ci sono stati comunicati gli emendamenti e le parti che, secondo la maggioranza, potrebbero essere eliminate, cosa che agevolerebbe il percorso e il cammino della nostra discussione. Questa informazione c'è stata data qualche minuto fa e avremmo bisogno di fare una valutazione, nel senso che c'è stato fornito un elenco di emendamenti che la maggioranza intenderebbe ritirare, di alcuni commi degli articoli che dovremmo discutere che verrebbero ritirati o su cui la maggioranza ha dato la disponibilità a ridiscutere. Avremmo bisogno di valutare nei Gruppi e in coalizione tutta l'informazione che c'è stata data,. Poiché abbiamo deciso un calendario di lavoro piuttosto rigido, la sospensione dopo le dieci ci impedirebbe di fare questo lavoro durante la notte, quindi noi vorremmo proporre, sempre a seguito di queste comunicazioni date dalla maggioranza, di sospendere il lavoro dell'Aula a questo punto, per consentire a noi di valutare le comunicazioni della maggioranza, e riprendere domani mattina, così come avevamo stabilito, la discussione in Aula. Tutto questo serve per migliorare la qualità del lavoro in Aula che, come sappiamo, è reso difficoltoso dal fatto che l'interlocuzione politica è in corso. Non c'è nessuna trattativa. Lo sottolineo in modo che si rassicurino i colleghi che sono preoccupati di una trattativa in corso. C'è uno scambio di comunicazioni che è stato completato adesso dalla Giunta e dalla maggioranza e sul quale noi vorremmo fare una valutazione complessivamente con tutti i colleghi dei Gruppi dell'opposizione.

PRESIDENTE. Lei chiede che si chiuda la seduta ora?

SPISSU (D.S.). Sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. Sardegna). Presidente, ovviamente non ci sono difficoltà ad accogliere la richiesta di sospensione. Voglio anche comunicare alla Presidenza che è necessaria la convocazione della terza Commissione per i pareri relativi agli emendamenti che non sono stati conclusi nella prima seduta che è stata fatta a quel fine, quindi le chiedo se è possibile convocare, in Aula, la Commissione per lunedì alle ore 17.

PRESIDENTE. La terza Commissione si intende convocata per lunedì alle ore 17.

Colleghi, naturalmente è mio dovere anche agevolare ogni interlocuzione e ogni semplificazione dei lavori, ho solo l'esigenza - questo lo devo chiedere alla maggioranza e all'opposizione - di dare un po' di tempo anche agli uffici perché se gli emendamenti che vengono ritirati sono molti e ne vengono presentati altri, gli uffici hanno bisogno poi di riordinare tutto il materiale sia per il lavoro del Presidente che per i colleghi stessi, quindi vi prego, se stasera riuscite a terminare in un'ora accettabile, di comunicare agli uffici tutti i cambiamenti che eventualmente ci fossero, altrimenti fatelo domani mattina presto in modo tale che per le 10 possiamo cominciare i lavori.

I lavori del Consiglio riprendono domani alle ore 10..

La seduta è tolta alle ore 18 e 40.



Allegati seduta

SEDUTA CCCXXXII

Venerdì 21 marzo 2003

Presidenza del Vicepresidente Biggio

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 10 e 18.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 18 marzo 2003, che è approvato

Congedo

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che la consigliera Sanna Nivoli ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta del 21 marzo 2003. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Sulle iniziative a favore della pace

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, mi giunge notizia - non so se sia vero - che, fra breve, dal tetto di questo palazzo verrà calata una bandiera enorme, che probabilmente ricoprirà gran parte dell'edificio, inneggiante alla pace. Non so di chi sia questa iniziativa, però voglio ricordare, così come è stato fatto ieri dalla collega Pilo nella parte finale del suo intervento sull'articolo 9, che l'argomento della pace non deve essere strumentalizzato e non può essere il vessillo di una parte politica a scapito di altri, come dire che una parte politica è a favore della pace e chi non aderisce ad essa, è contrario alla pace.

Siamo tutti favorevoli alla pace ma c'è una diversa visione dei percorsi che si devono seguire per arrivare ad essa non solamente nella realtà e nel momento in cui si vive, ma dando anche la prospettiva di una vita serena per tutte le popolazioni, anche per quelle che sono meno minacciate da fenomeni di terrorismo.

Quindi io non sono certamente contro la pace, però protesto perché non si può utilizzare una istituzione come la Regione, per manifestare in questo senso. Si può manifestare nelle piazze, nelle strade, nei circoli privati ma non nell'istituzione massima della Regione.

Se sono stato male informato e quindi sto sbagliando nel riportare queste notizie, chiedo scusa a tutti quanti, ma se così non fosse, invito tutti quanti a riflettere sull'opportunità di azioni come questa che tendono più a dividere che ad unire, più a individuare chi è pacifista e chi invece, secondo certe interpretazioni, non lo sarebbe e sarebbe quindi favorevole alla guerra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Solo trenta secondi per dire che non sapevo nulla di questa iniziativa, se la notizia fosse vera sarebbe molto bella!

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)"

(383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 383/A. E' in discussione l'articolo 9 con i relativi emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, pensavo che, prima di iniziare la discussione, l'Assessore avrebbe fatto alcune precisazioni che, a nostro avviso, sono più che necessarie per accelerare i nostri lavori, mi riferisco in modo particolare ai problemi relativi ai commi 2 e 3 dell'articolo 9.

L'Assessore, nella seduta di ieri, ha dichiarato la disponibilità ad un voto per parti, disponibilità che è peraltro apparente, se poi la stessa Giunta dà indicazioni alla maggioranza su come votare sui commi 2 e 3 di questo articolo 9. E' quindi una disponibilità insufficiente rispetto alla chiarezza che invece ci deve contraddistinguere in questo particolare momento.

Dico questo perché ieri l'assessore Masala, a sostegno della tesi della Giunta che questi commi da noi ritenuti illegittimi siano invece perfettamente legittimi, ci ha portato l'argomentazione delle delibere della Regione Campania.

L'Assessore dimentica che la Regione Campania è una Regione a statuto ordinario e, come tale, ha prerogative diverse da quelle della Regione Sardegna, essendo questa una Regione a statuto speciale. Io mi sono preso la briga di andare a vedere come hanno operato le Regioni a statuto speciale e ho potuto verificare - poi gliene passerò copia, Assessore - che le Regioni a statuto speciale hanno operato nello stretto rispetto delle disposizioni di legge che voi citate in questa norma, precisamente il Decreto legislativo 31 marzo 1998 numero 123 che, nelle disposizioni di attuazione - così come già ricordavano numerosi colleghi, nella giornata di ieri - distingue precisamente le prerogative e le procedure che devono essere seguite dalle Regioni a statuto ordinario e le prerogative delle Regioni a statuto speciale.

La differenza è proprio che mentre nelle Regioni a statuto speciale questa norma si applica nel rispetto dei rispettivi Statuti, per le Regioni a statuto ordinario la disposizione è ordinatoria, nel senso che dice chiaramente che, nel rispetto di quelle norme, entro un anno, devono adeguarsi e se non si adeguano valgono le norme che l'Unione Europea ha emesso attraverso i propri Regolamenti, per cui la fattispecie è chiara.

Noi siamo in un'altra situazione. Allora se la fattispecie è chiara perché non lo si riconosce chiaramente e non si ritira l'intero articolo 9 o, se si ritiene - poiché le parti palesemente in contrasto col nostro Statuto sono il comma 2 e il comma 3 - questi due commi? Risparmieremmo tempo e ne avremmo un po' di più per esaminare gli altri articoli su cui molto c'è da discutere e da approfondire.

Un'altra questione che è bene precisare è che è vero che questi sono regolamenti che danno delle indicazioni su quello - per dirlo con parole sue, Assessore - che si può fare e non fare; per cui tracciano il quadro d'insieme all'interno del quale le Regioni debbono operare. Tracciano la cornice, non definiscono le misure precise, e la ragione per cui sia le Regioni a statuto ordinario che quelle a statuto speciale debbono operare all'interno di quella cornice è che, all'interno di quella cornice, si garantisce la coerenza rispetto alle norme europee, però all'interno di quella cornice si possono poi fare scelte operative, che privilegiano alcuni settori a discapito di altri, per cui attraverso le normative di settore si può stabilire quali sono i settori che più di altri devono andare avanti e quindi quale tipo di sviluppo economico si vuole privilegiare in una Regione, per cui si finalizzano e si mettono a disposizione, attraverso precise norme, le risorse che poi devono determinare lo sviluppo della nostra Regione.

Quindi non siamo di fronte al problema di un mero recepimento di norme europee, qua siamo di fronte al fatto che la nostra Regione è in ritardo di anni, mentre altre Regioni a statuto speciale hanno legiferato per tempo, e si pone la necessità di legiferare quanto prima. Non vorrei che questa idea di inserire questo articolo nella Finanziaria fosse dell'Assessore del turismo che, nella Commissione industria di questo Consiglio regionale, presenta e ritira in continuazione disegni di legge perché ogni tanto li deve riadeguare alla nuova normativa comunitaria che via via viene emanata.

Non vorremmo che questo fosse uno stratagemma per evitare il confronto di merito nelle sedi deputate a discutere di queste cose, a partire dalle Commissioni. Non so cosa pensi il Presidente della Commissione industria Rassu rispetto a questa questione. Una cosa è certa, già in Commissione provvedemmo a mandare una nota scritta all'Assessore per dire che questo modo di fare non era consono alla velocizzazione dell'applicazione delle norme nazionali e comunitarie; per cui questi stratagemmi devono essere assolutamente respinti, sia perché tolgono palesemente al Consiglio regionale il potere di legiferare, sia perché, agendo in questo modo, in palese violazione delle norme costituzionali che sono sancite dal nostro Statuto, si fa un'operazione che scardina l'intero ordinamento regionale.

Cosa dire di più rispetto a questa norma? Vedete, noi avevamo presentato un unico emendamento modificativo del comma 2, non perché ritenevamo che questo comma potesse essere in qualche modo modificato, ma avevamo ritenuto esclusivamente...

PRESIDENTE. Le do qualche secondo per concludere onorevole Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Più avanti avremo occasione di spiegare perché abbiamo presentato l'emendamento al comma 2. Chiudo rivolgendo un ulteriore appello all'Assessore: non ci faccia perdere tempo, cerchiamo di andare avanti, ritiri questo articolo se è possibile o almeno i commi 2 e 3 e farà veramente un servizio alla causa comune che è quello di varare la finanziaria, modificata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Presidente, gli interventi di ieri pomeriggio hanno consentito all'Aula di prendere piena cognizione della pericolosità del contenuto dell'articolo 9 della legge finanziaria. Infatti, in materia di regimi di aiuto, in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato dell'Unione Europea, è necessario che la Regione disciplini il proprio campo d'azione; però le modalità che ci sono state proposte dalla Giunta regionale sono state ampiamente rifiutate attraverso il parere contrario espressi all'unanimità da parte della Seconda commissione permanente del Consiglio che ha avuto modo, proprio nel parere, di evidenziare come tale revisione del nostro assetto regolamentare non possa avvenire attraverso lo strumento delle direttive della Giunta regionale, ravvisando in questo modo di procedere un eccesso di delega nei confronti dell'organo esecutivo regionale. Il comma 2 dell'articolo 9 dice che la deliberazione assunta su proposta dell'Assessore competente per materia, di concerto con l'Assessore della programmazione, è da trasmettere alla Commissione competente consiliare. Questa dizione "da trasmettere" non vuole dire niente. Da trasmettere a quale finalità? Non è neanche detto "per la richiesta di un parere" e non è neanche specificato se questo parere debba essere consultivo o vincolante; viene solo detto che la deliberazione viene trasmessa alla Commissione competente. Ma per cosa? Per incorniciarla, per prendere atto di questa proposta di deliberazione?

Le stesse perplessità sono state sollevate anche dalla prima Commissione permanente sia nel parere votato a maggioranza che nel testo che è stato votato dalla minoranza della prima Commissione permanente. Vorrei sottolineare che quanto è stato proposto ieri dall'assessore, con lo stralcio dei commi 2 e 3, a questo punto rischia di vanificare la stessa ragione di sussistenza dell'intero articolo 9. Perché se è vero che noi avremmo dovuto adeguare il nostro ordinamento, in forza della legge numero 59 del '97, che è stata poi disciplinata attraverso il decreto legislativo numero 123 del '98, che prevedeva un percorso ben preciso, infatti il decreto legislativo all'articolo 12, quando parla delle disposizioni di attuazione, dice al secondo comma che i principi del decreto legislativo 123 sono principi generali dell'ordinamento giuridico, e che quindi entro un anno - questo dal marzo '98 - dall'entrata in vigore del decreto legislativo, le Regioni a Statuto Speciale e le province autonome devono provvedere ad adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali contenute nel decreto, secondo le previsioni dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, a me sorge comunque un dubbio, perché ritengo che la legge regionale numero 22 del 29 novembre dello scorso anno, a parte che è pervenuta in forte ritardo rispetto a quanto prevedeva il decreto legislativo, non sia configurabile come una legge che disciplina le disposizioni di attuazione previste dal decreto legislativo. La legge regionale infatti si è limitata solo a fare una ricognizione, attraverso l'articolo 1, delle varie leggi regionali che prevedono dei regimi di aiuto, e l'unico dato fondamentale è quello dell'istituzione del fondo unico ed anche quel testo di legge prevede direttive di attuazione emanate dall'Esecutivo. Nulla viene detto con la legge regionale rispetto a tutta una serie di attività che vanno dalle modalità di attuazione dei procedimenti organizzativi alla procedura automatica sul regime di aiuti, alla procedura valutativa, alla procedura negoziale, alla procedura di erogazione, a tutta l'attività relativa ai controlli e alle ispezioni, alla revoca dei benefici nonché alle sanzioni, e per finire a tutta l'attività di monitoraggio e di valutazione dell'efficacia del regime di aiuti.

Rispetto a questi elementi fondamentali, in termini procedurali e in termini di valutazione, nonché in termini di programmazione, la legge regionale "22" del 2002 nulla dice, per cui noi siamo ancora in carenza rispetto alle direttive di attuazione. Per questo motivo noi riteniamo che debba essere stralciato dal testo della finanziaria l'intero articolo 9, perché mantenere il comma 1 e il comma 4 non aggiunge niente e non sopperisce alla carenza che nel nostro ordinamento comunque esiste sulla regolamentazione del regime di aiuti.

Quello che noi proponiamo è che venga preparato un disegno di legge ad hoc che disciplini una volta per tutte questa materia che ha comportato per la nostra Regione, ed anche per diversi operatori economici, diversi disguidi. Su questo occorre andare avanti, occorre fare presto ma non secondo l'indicazione fornita dalla Giunta, perché riteniamo che sia un modo improprio per espropriare competenze che sono dell'organo legislativo che deve dare indirizzi ben precisi.

Per questo motivo, come è stato detto ieri dal Presidente della Commissione, del cui intervento condivido il contenuto perché in linea rispetto all'orientamento espresso all'unanimità dall'intera Commissione, ritengo che sia comunque necessario operare per il superamento di quanto è stato indicato in questo articolo 9 della proposta di legge finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Presidente, ho seguito attentamente il dibattito che si è sviluppato attorno a questo articolo, ma debbo confessare che in me ha destato molte perplessità e qualche dubbio il contenuto del secondo e terzo comma. Dubbi e perplessità che, insieme alla collega Pilo, abbiamo esternato al Presidente della Giunta. Ritengo che da parte della Giunta si sia agito senz'altro in buona fede, e cioè ricalcando lo spirito della legge del 24 novembre 2000 numero 340, che si rifà appunto al decreto legislativo del 21 marzo 1998, numero 123, che reca: "Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione dei procedimenti amministrativi" la cosiddetta legge di semplificazione.1999 Quindi non ho dubbi che lo scopo del governo regionale sia quello di accelerare i tempi, di semplificare le procedure, di dare quindi una marcia in più al procedimento legislativo; e questo dovrebbe essere il lato positivo ed è accettabile. Ma c'è un'altra faccia della medaglia della quale non si può non tenere conto, e cioè che un provvedimento del genere, per di più inserito nella finanziaria e non in un disegno di legge a sé stante, di fatto esautora completamente il Consiglio.

Posso anche capire che questa norma, che è stata utilizzata in quasi tutte le Regioni italiane, abbia in quelle Regioni ottenuto l'effetto che si prefiggeva e cioè la delegificazione e quindi l'accelerazione delle procedure amministrative.

Ma qui, come giustamente qualche collega che mi ha preceduto ha precisato, noi operiamo in regime di Statuto speciale, e cioè il nostro Consiglio non può delegare la disciplina di determinate materie perché ha competenza normativa riservata; e credo che questo non possa essere in alcun modo messo in dubbio da una norma inserita in finanziaria.

Ho seguito con attenzione anche le delucidazioni che l'assessore Masala ha dato all'Aula e ritengo possibile, anzi giusto, che i commi 1 e 4 dell'articolo debbano essere votati, perché non comportano nessun attentato all'autonomia di questo Consiglio, salvo poi, per quanto riguarda i commi 2 e 3, approfondire la discussione per decidere se questi possano essere ritirati o sospesi o respinti dall'Aula.

Questo lo dico con molta serenità per dare anche un contributo positivo al dibattito, in quanto queste mie perplessità sono state espresse anche da altri membri della maggioranza, sono state espresse dalla Presidente Pilo; le sto esprimendo in questo momento io, ripeto ancora, le ho espresse giorni fa al Presidente della Giunta.

E` vero che con questa norma si tenta di delegificare e agevolare le procedure, ma è pericolosissima in quanto espropria le Commissioni e il Consiglio del loro potere o almeno menoma il potere legislativo del Consiglio. legislativo.

Per quanto mi riguarda ad esempio, leggendo il contenuto del comma 2, mi pare che, sotto sotto, in effetti, c'è nascosto il testo unico delle varie leggi di settore. Bene, la sesta Commissione ha in carico il testo unico, ne abbiamo iniziato l'esame seppur in ritardo, non certamente per colpa del sottoscritto, tanto meno della Commissione, ma per tutte le vicissitudini che di settimana in settimana si susseguono e vedono la nostra Commissione vigile e attenta a quelle che sono le problematiche del mondo del lavoro, delle aziende, dei settori produttivi, per cui, malgrado tutta la nostra buona volontà, ad oggi si è fatto poco, ma comunque è in corso l'esame del testo unico, anzi di tre testi unici, uno presentato dalla Giunta a firma dell'onorevole Pirastu, l'altro che ha come primo firmatario l'onorevole Falconi e un altro ancora presentato dall'Assessore dell'artigianato e del turismo, di concerto con l'Assessore del personale, per quanto riguarda il settore dell'artigianato.

Dico questo perché, se fosse approvato questo comma, di fatto non avremmo più motivo di intrattenerci sull'esame del testo unico in quanto, di fatto, lo farebbe la Giunta.

Bene, questo non ritengo sia un modo giusto di procedere, è vero che è necessario sveltire, è necessario delegificare, è necessario accelerare le procedure, e allora si metta mano alla riforma di tutta la macchina regionale in prima battuta, si creino i presupposti affinché si diano risposte celeri ed efficienti al cittadino sardo, ma non si tenti - questo lo devo dire e lo dico serenamente senza nessun spunto polemico - di togliere al Consiglio le sue prerogative. Peraltro il Consiglio ha prodotto delle leggi importantissime come la legge sull'occupazione giovanile, la nuova legge sul commercio, la nuova legge sull'artigianato; benissimo! Stiamo ancora aspettando che le stesse leggi vengano rese operative nel sistema produttivo e economico isolano in quanto ancora - e questa è una competenza della Giunta - benché il Consiglio abbia nei termini e nei tempi giusti emanato le suddette leggi, benché la Commissioni preposta, in questo caso la Sesta, abbia celermente mandato avanti queste importantissime normative che riguardano l'occupazione, che riguardano il lavoro, che riguardano l'incentivazione del settore produttivo, determinati settori aspettano che queste leggi vengano dotate di norme di attuazione e, comunque sia, vengano rese operative.

Questa è una dimostrazione che benchè il Consiglio abbia legiferato, ancora da parte del governo regionale non esiste l'input per rendere operative le norme.

Quindi ribadisco quanto ho detto prima; ritengo che l'articolo 9 debba essere votato, perché non possiamo svuotare completamente questa finanziaria dei suoi articoli, col comma 1 e col comma 4, sospendendo o nel caso bocciando il comma 2 e il comma 3 che, benchè - ripeto - siano dal punto di vista della Giunta finalizzati ad accelerare le procedure, di fatto tolgono al Consiglio regionale il potere legislativo, menomano l'attività legislativa del Consiglio stesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, per certi versi l'entusiasmo e la determinazione ad intervenire, qualche volta, dopo gli interventi di Rassu vengono meno, e dobbiamo organizzarci a recuperare coerenza ai ragionamenti, perché non si può, sull'articolo 9, fare un ragionamento generalizzato sugli strumenti di incentivazione, quando il tema vero sul quale noi vogliamo insistere è un problema di carattere concettuale.

Noi abbiamo assistito in questi anni, spesse volte, a un'attività di aggiramento delle funzioni del Consiglio attraverso provvedimenti dai contenuti dubbi e ad eccessi di delega alla Giunta per compensare da un lato l'inefficienza dell'attività amministrativa e legislativa e per altro verso, per rimediare, in qualche modo attraverso norme intruse, all'incapacità di essere costanti artefici di un'azione legislativa che si svolgesse nelle sedi proprie delle Commissioni e del dibattito parlamentare.

Noi sull'articolo 9 poniamo prima di tutto una questione di principio; io credo che, arrivati a questo punto della legislatura, su questo atteggiamento della maggioranza nei confronti delle prerogative del Consiglio, ci debba essere un punto di svolta; il punto di svolta sarà che questa volta, credo, le opposizioni, anche sul piano delle tutele giurisdizionali, su questa questione non lasceranno passare alcunché; è passato fin troppo di delegittimazione del Consiglio e quindi ci tuteleremo.

Punto secondo, se l'assessore Masala intende, come ha fatto nella sua proposta, evocando l'ipotesi del mantenimento del comma 1 e del comma 4, sottintendere che il comma 1 rappresenterebbe di per sé quell'atto di recepimento che invece noi invochiamo venga fatto attraverso l'attività legislativa propria del Consiglio con atto autonomo e coordinato di queste materie, per poi consentire alla Giunta di adottare le direttive e, col comma 4, di utilizzare le risorse, siamo al punto di partenza, non ci siamo mossi di un millimetro! Noi su questa impostazione abbiamo detto che siamo contrari e contrari rimaniamo, ma non perché abbiamo una posizione pregiudiziale, da oppositori, verso la maggioranza. Giustamente qualche, consigliere della maggioranza ha osservato, con intelligenza e con lungimiranza: "Un domani io che sarò probabilmente o potrò essere al posto vostro, all'opposizione, non mi voglio espropriare della possibilità di partecipare e di intervenire nella gestione di partite così importanti"; questa affermazione dà conto della saggezza parlamentare di chi riconosce che, proprio attraverso la funzione del Consiglio, vengono tutelate, attraverso questi processi, le funzioni delle maggioranze e le funzioni delle opposizioni.

Già la Giunta ha una prerogativa enorme che è quella di proporre le direttive, ma è chiaro che tutta la legislazione che in questo decennio ha prodotto l'innovazione negli strumenti anche di suddivisione dei poteri di indirizzo dai poteri di gestione fa riferimento a quei poteri di indirizzo generali che sono demandati alle Assemblee collegiali delle istituzioni; questo è un fatto indubitabile!

Ma c'è un altro elemento che si evita di affrontare ma che ha un rilievo fondamentale nella partita che riguarda la gestione delle prerogative comunitarie e delle opportunità che ci sono date da qui al 2006, e speriamo anche oltre, che è l'articolo 46 del Regolamento numero 1260 del '99. Questo articolo prescrive espressamente i caratteri della pubblicità e della trasparenza che le misure e gli strumenti legislativi che fanno capo ai fondi comunitari debbono avere con riguardo - assessore Frongia - dice al punto 4: "Ai potenziali beneficiari finali, le organizzazioni professionali, le parti economiche e sociali, gli organismi per la promozione della parità, le organizzazioni non governative interessate, in merito alle possibilità offerte dagli interventi".

Allora mi dovete spiegare se la competenza normativa di per sé, per il carattere rappresentativo del Consiglio che la esercita, è o non è uno strumento di garanzia anche rispetto a quanto previsto dall'articolo 46 del regolamento comunitario che ho citato, che è fondamentale! Se noi mettiamo insieme questi due elementi ed aggiungiamo anche il terzo, non trascurabile, l'articolo 13 della legge di contabilità, abbiamo una sequenza rigida, monotona e continua di orientamento a considerare che questa materia debba essere riportata nel solco della sua ordinaria dinamica legislativa, senza scorciatoie.

Allora, su questo è necessario un chiarimento, perché se nel confronto fra noi si usano finezze e sotterfugi per prenderci in giro, non siamo sulla strada giusta! È bene che questo elemento sia chiaro, noi evitiamo anche di insistere sui pareri; esistono all'origine i pareri delle Commissioni, ma ho citato tre argomenti, tre vincoli legislativi che di per sé sono sufficienti, a prescindere dai pareri di chicchessia, a indicare la strada su questo argomento; quindi credo che sia necessario partire da un atto di buona volontà intorno a questo argomento e cominciare eventualmente un confronto di merito sulle altre questioni.

Badate, non è detto che, usando le scorciatoie, l'efficienza della Regione sia maggiore; lo dimostrano gli esiti di questi ultimi anni. Nelle leggi finanziarie vi siete dati tutti gli strumenti possibili e immaginabili, ormai noi non siamo neanche più a conoscenza dei movimenti che avvengono all'interno delle UPB, perché gli assessori muovono tutto quello che vogliono senza che il Consiglio possa in qualche modo intervenire, ed anche questa è una riduzione, se mi consentite, anche della prerogativa del controllo sulla programmazione, perché mica è detto che tutta la mobilità dello stanziamento che avviene all'interno di una UPB rappresenti un elemento di per sé coerente con l'atto programmatorio iniziale, non è mica detto! Anzi, per certi versi, quando voi ci presentate documenti di bilancio articolati per capitoli, noi approviamo un'impostazione di quel genere. E quindi già il fatto che sia consentita una mobilità autonoma, che noi riconosciamo utile anche per il miglior funzionamento dell'amministrazione, questa é comunque di per sé, concettualmente, una riduzione di quel margine di programmazione che il Consiglio deve mantenere in capo a sé.

Quindi, voglio dire, ci sono stati anche nel tempo cedimenti costruttivi e, diciamo, dignitosi rispetto all'esigenza di accelerare le procedure, ma dopo due, tre anni di clamorosa, scandalosa inattività delle Commissioni, a causa delle questioni che conoscete, che sono scritte su decine e decine di comunicati stampa che denunciano l'assenza della maggioranza dalle Commissioni, è utile oggi aprire un confronto con quest'Aula in queste condizioni? Con questo bagaglio di esperienze negative? O è giusto che comunque i ritardi non siano utili solo per fare tra di noi una polemica politica? Noi non li stiamo utilizzando a questo fine, ma stiamo dicendo: "Se c'è stata una carenza, facciamo in modo che questa carenza non sia un elemento di scontro, ma non sacrifichiamo principi di tutela e di garanzia degli equilibri tra maggioranza ed opposizione che saranno uno degli elementi di maggiore importanza nello svolgimento delle future legislature che si apriranno in una configurazione totalmente diversa da quella di oggi, con poteri...

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Con poteri enormi in capo agli Esecutivi che in un certo modo noi, da oggi dobbiamo cercare di riequilibrare non sottraendo in maniera indebita potestà, competenze e prerogative al Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Emanuele. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). A me dispiace di non poter parlare dopo il collega Corda, eventualmente riprenderò la parola, se mi darà - come quasi sempre accade - degli stimoli politico culturali per arricchire il nostro confronto sulla finanziaria.

Presidente, il Consiglio ha esaminato otto articoli su ventidue della legge finanziaria. Ne ha bocciato totalmente tre e gli altri sono stati modificati o amputati dal voto libero e sovrano dell'Assemblea.

Basta questo, mi sembra, per dire che la maggioranza non c'è, non c'è non solo, o c'è poco, fisicamente anche stamattina, ma non regge all'esame del voto in Aula e non c'è, come era noto ormai da molto tempo, come entità politica e programmatica; è colpita da una malattia congenita incurabile, e a ben vedere le manifestazioni di protervia, soprattutto del Presidente della Giunta con cui si cerca di sopravvivere e di sfidare il ruolo dell'Assemblea, sono non solo manifestazioni di insensibilità istituzionali che non rafforzano la Giunta e non rianimano la maggioranza, ma sono manifestazioni di irresponsabilità che indeboliscono la corretta dialettica democratica e parlamentare.

Stiamo discutendo l'articolo 9, assessore Masala, il Consiglio è impegnato da diverse ore, ieri quasi tutto il giorno ed ancora stamattina, su un articolo che contiene norme non solo inaccettabilmente limitanti delle prerogative, come hanno detto tanti colleghi del Consiglio regionale, ma contiene norme, come hanno detto altri colleghi, di dubbia legittimità e costituzionalità e come hanno segnalato i colleghi Gian Valerio Sanna, il collega Scano e tanti altri, e come ha sottolineato la presidente…

(Interruzioni)

Dicevo: l'onorevole Pilo ieri, abbandonando il suo ruolo combattivo di esponente della maggioranza, ha opportunamente ricordato il parere molto puntuale e chiaro che la Commissione presieduta dalla stessa e la prima Commissione hanno espresso ai primi di gennaio su questa molto discutibile norma, Assessore. La prima Commissione, che io ho la responsabilità di presiedere, su questo punto ha detto delle cose molto chiare con un voto a maggioranza della minoranza in prima Commissione, il parere dei colleghi dell'attuale maggioranza invece è stato bocciato in prima Commissione, ma su questo punto i due pareri che noi correttamente abbiamo trasmesso alla Commissione bilancio coincidono completamente e dicono - Assessore, lo rileggo ma sicuramente lei lo ha già letto - che non condividendo la tendenza presente in diverse parti del disegno di legge della finanziaria a sottrarre al Consiglio regionale competenze finora ad esso attribuite etc. etc., a tale proposito si segnalano criticamente tre punti, e il primo e più importante punto segnalato praticamente all'unanimità dalla prima e dalla seconda Commissione, è appunto l'articolo 9 che propone il trasferimento in capo alla Giunta, senza che sia neppure previsto un parere della competente Commissione consiliare, della competenza in materia di politiche a sostegno delle attività produttive attribuendo alle direttive, etc. etc..

Allora, perché siete così ostinati, Assessore? C'è qualcosa che sfugge anche al buon senso, che sfugge alla ragionevolezza. Lei anche ieri è intervenuto e ha, come dire, tentato di difendere l'indifendibile. Lei è eroico, assessore Masala - interloquisco con lei perché non c'è il Presidente - nella ridotta della difesa ad oltranza di parti non difendibili e insopportabili di questa finanziaria. Ora io capisco che faccia parte delle regole del gioco democratico e parlamentare, che la Giunta difenda le sue proposte e che la maggioranza cerchi in qualche modo di blindarle, però qui non ascoltate neanche voi stessi. Se vuole un'altra risposta, Assessore, l'avrà, ma perché dobbiamo continuare con questa sceneggiata in Aula? Magari fra un po' verrà avanzata la richiesta di sospendere la seduta, inizierà qualche conciliabolo, qualche trattativa negli ambulacri del palazzo del Consiglio e se ne andranno magari alcune altre preziose ore di tempo. L'onorevole Fantola dice che la maggioranza deve stabilire un limite, che entro il 28 di questo mese la finanziaria che i sardi aspettano - e noi sappiamo quanto i sardi e il sistema sociale e istituzionale della nostra Isola aspettino il bilancio e la finanziaria - deve essere approvata, che bisogna andare avanti. Ma andare avanti dove? Verso che cosa? A me sembra che l'Assessore voglia a tutti i costi provocare il voto; lo avrà, Assessore, questo voto. Io sono convinto che a scrutinio segreto o anche a scrutinio palese questa norma non possa passare. Forse l'assessore Masala è fedele al moto: "Cado con la sciabola in mano, piuttosto che soccombere con una poco dignitosa fuga".

Io penso che sia più dignitoso che l'articolo venga ritirato, Assessore. Ieri, però, ed è per questo soprattutto che intervengo, Presidente del Consiglio (non c'è il Presidente Serrenti, ma ci ascolta spesso attraverso il formidabile circuito di trasmissione interna) ieri è avvenuto qualcos'altro. Noi abbiamo assistito un po' preoccupati, Presidente Biggio, all'animazione che si è determinata a un certo punto nei banchi della Presidenza. Abbiamo rilevato, per l'ennesima volta, ma in forme, questa volta, mi sembra particolarmente inaccettabili, una certa pressione sulla Presidenza, e persino sui servizi che assistono il Consiglio dal punto di vista tecnico - giuridico nelle Commissione e in Aula, e questo è uno scenario inedito e anche un po' preoccupante, Presidente, assolutamente non accettabile, perché riguarda la correttezza, la trasparenza e anche la libertà e l'autonomia assolutamente intangibili con cui l'Assemblea deve operare, decidere e controllare, quando è necessario, l'operato e le proposte dell'Esecutivo. Non si possono accettare pressioni da parte dell'Esecutivo sulla Presidenza del Consiglio e sulla struttura del Consiglio che svolge con grande professionalità il suo compito. Quindi noi attendiamo, finalmente, anche dalla Presidenza del Consiglio, su questo punto, lo hanno detto diversi colleghi ieri, con molto senso di responsabilità, una parola chiara e definitiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente. Io penso che quando ci siano divergenze e punti di vista sostanzialmente differenti sarebbe, come è stato ventilato ieri, opportuno accantonare la discussione dell'articolo per riflettere, anche in separate sedi, per individuare le possibili convergenze che soddisfino le ragioni delle tesi che si confrontano, quindi, sotto questo aspetto, mi sento autorizzato e sento il dovere di chiedere la sospensione della discussione dell'articolo 9. Vorrei che preliminarmente, Presidente, si verificasse se c'è la volontà da parte dell'Aula di sospendere momentaneamente la discussione dell'articolo 9, proprio perché ci sono tesi che si confrontano, che meritano una pausa di riflessione per verificare se ci sono convergenze per risolvere le tematiche che dall'articolo 9 sono rappresentate, perché se c'è questa possibilità è inutile che io faccia il mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, io non so se lei ha seguito gli interventi che si sono succeduti stamattina.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Sono andato a controllare la bandiera, mi sono assentato un attimo.

PRESIDENTE. Io mi sono fatto un'opinione, però siccome siamo qui al servizio di questa Assemblea, più che a presiederla, perché molte cose stanno andando per certi versi, occorrerà indubbiamente. rivedere molti aspetti della gestione assembleare.

(Interruzioni)

Onorevole Sanna Emanuele, avrei gradito anche la sua attenzione per le due battute che ho riservato anche al suo intervento.

Detto questo, onorevole Balletto, io interpreto il suo intervento come una richiesta di dialogo da parte della maggioranza all'opposizione. Chiedo all'opposizione se è disponibile a una sospensione.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). No, andiamo avanti, Presidente, andiamo avanti e sospendiamo questo articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente. Premesso che io, a nome della Giunta, non ho mai rifiutato di sospendere niente, neppure i commi aggiuntivi, anche quelli che vertono su materie delegificate, pertanto non lo dico neppure adesso, anche se debbo dire all'Aula che, sotto il profilo costituzionale, ho avuto proprio cinque minuti fa il conforto di costituzionalisti sulla perfetta correttezza della norma dal punto di vista costituzionale. Il problema è solo politico e quindi, essendo solo di natura politica, ovviamente, appare anche opportuna la sospensione della discussione su questo articolo, perché evidentemente ci si può confrontare tranquillamente senza nessun problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io ho capito che la richiesta di sospensione era avanzata della maggioranza, e non abbiamo capito se condivisa e sposata dalla Giunta, per valutare il senso del dibattito che qua si è sviluppato. Uno dei punti centrali di questo dibattito verte sulla regolarità e costituzionalità dell'articolo, oltre che su altre cose, ma se l'onorevole Masala ha già stabilito che su questo terreno il confronto è chiuso, allora su che cosa avvengono il confronto e il dibattito? Ditecelo voi. Se ci chiedete una sospensione per chiarirvi le idee, noi non poniamo, per il fair play parlamentare, nessun ostacolo, ma se invece volete confrontarvi su qualche altro argomento dovreste avanzare delle proposte che noi non conosciamo. Quindi, se ci chiedete una sospensione per chiarirvi le idee, per lo stile dei corretti rapporti parlamentari, noi non possiamo che essere d'accordo, però se chiedete la sospensione per portare avanti una trattativa, non comprendiamo su che cosa bisogna trattare, posto che sul terreno non c'è nulla da trattare. Le cose che abbiamo detto, le abbiamo dette in Aula, siamo in grado di ripeterle con molta chiarezza. Il dibattito si è sviluppato, mi pare che sia stato un dibattito interessante, quindi chiediamo di capire.

Il mio era un intervento sull'ordine dei lavori, se c'è una richiesta di sospensione da parte vostra, sospendiamo un momento, e vi chiarite le idee, se invece la motivazione non è questa andiamo avanti.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La richiesta è di sospendere la discussione dell'articolo e andare avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Ma qual è il senso? Spiegatecelo, c'è una proposta diversa, qual è il senso? Non capisco.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, per comprendere il tenore della proposta. Noi riteniamo che questo articolo debba essere "ritirato", ma questo non è il termine giusto. Dobbiamo trovare il modo perché l'articolo cada, possibilmente con un'intesa, nel senso che ci intendiamo sul fatto che questo articolo, non avendo senso, per le motivazioni che sono state espresse negli interventi, è bene che venga eliminato dalla finanziaria. Se la richiesta di accantonare momentaneamente la discussione sull'articolo 9 ha il significato di una riflessione dell'Assessore e della maggioranza perché si arrivi a una eliminazione dell'articolo, noi non abbiamo difficoltà a concedere questa pausa di riflessione. Se invece significa: "parliamone, vediamo", credo che questo non abbia senso, perché ne abbiamo parlato per due giornate di seguito, esprimendo tutte le opinioni e le posizioni, e le nostre sono diffusamente convergenti sul fatto che l'articolo, in quanto tale, debba essere eliminato dalla discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La proposta è molto semplice: la maggioranza ha chiesto, e la Giunta non si oppone, di sospendere la discussione dell'articolo 9 e di passare all'articolo 10. Quindi se c'è questa disponibilità lo si dica, se non c'è andiamo avanti. Noi non abbiamo chiesto di sospendere i lavori, abbiamo detto che ci possono essere, su un tema così dibattuto e importante, possibili convergenze, che sono poi frutto di un'interlocuzione che deve avvenire al di fuori, per arrivare poi a proporre un testo che sia condiviso. Se c'è questa disponibilità sospendiamo la discussione dell'articolo 9, se non c'è andiamo avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Ho capito meglio la proposta. Secondo noi, lo dico con chiarezza e ribadisco le ragioni, questo articolo non è accettabile, non è negoziabile, non è tollerabile in una legge finanziaria, quindi non è trattabile. Lo abbiamo detto in tutte le salse con chiarezza, con grande disponibilità e con grande pacatezza, senza polemiche perché non è un argomento da polemica.

Se voi avete necessità di qualche minuto per valutare il senso del dibattito che c'è stato in aula e definire le vostre linee di condotta noi siamo d'accordo; se invece pensate di sospendere l'articolo perché ritenete che ci possa essere un margine di trattativa con l'opposizione su questo articolo, questo non è possibile. E non è possibile perché le osservazioni che abbiamo fatto sono chiare: a) questa è, in qualche modo, una norma intrusa, perché non è coerente con la legge numero 11, ma questo sarebbe il minimo; b) è una legge antistatutaria e quindi anticostituzionale, perché viola le competenze e il rapporto tra Consiglio e Giunta, non si tratta solo di un eccesso di delega, ma si tratta, da parte del Consiglio, di esercitare un potere di delega alla Giunta che non ha, perché la delega non è prevista nel nostro ordinamento, e quindi le competenze del Consiglio deve esercitarle il Consiglio; c) è una norma che...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Selis. L'elencazione che lei sta facendo delle motivazioni l'abbiamo acquisita in due giorni di discussione. Io la pregherei, siccome l'argomento è se concordare o meno sulla sospensione dell'articolo di dire un "sì" o un "no". Le motivazioni, onorevole Selis, la pregherei di risparmiarcele, perché abbiamo seguito con attenzione da avantieri gli interventi che si sono succeduti.

SELIS (La Margherita-D.L.). Io infatti sto andando avanti Presidente, sviluppando il mio intervento.

PRESIDENTE. Non a caso io ho detto che, dagli interventi odierni, si evince qual è la volontà e l'atteggiamento….

SELIS (La Margherita-D.L.). Se il Presidente mi invita a non procedere e a limitarmi a dichiarare la mia posizione sulla richiesta di sospensione, io dico che, se ci chiedete una sospensione per definire una vostra linea, noi siamo d'accordo; se ci chiedete di sospendere l'articolo non ne comprendiamo il senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Presidente, è chiaro che se la maggioranza sta chiedendo di sospendere l'esame dell'articolo 9 evidentemente è perché dobbiamo esprimere una valutazione complessiva sull'articolo 9 al nostro interno. E' chiaro anche che l'articolo 9 non è avulso da tutto il contesto della legge. Quindi la proposta di andare avanti sull'articolo 10, sul quale non mi pare ci possano essere grandi problemi, è una cosa che si può accettare, ma introducendo questo principio che l'articolo 9 fa parte anche di un accordo più complesso, su cui forse non si è ancora lavorato e su cui si intende lavorare.

Ora, per non interrompere i lavori del Consiglio, si è detto: andiamo avanti con l'articolo 10 e poi vediamo il contesto generale della legge finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, io confermo la nostra opinione sul testo dell'articolo e credo che la proposta di sospensione, perché sia consentita alla maggioranza una valutazione delle opinioni portate in tutta questa discussione, sia accoglibile. Possiamo tornare sull'articolo 9 fra mezz'ora, passando adesso all'esame dell'articolo 10. Finita la discussione sull'articolo 10 riprendiamo l'esame dell'articolo 9. La proposta mi sembra accoglibile.

PRESIDENTE. L'articolo 9 quindi è sospeso. Passiamo all'articolo 10. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Art. 10

Disposizioni in materia di agricoltura

1. Per le finalità di cui alla legge regionale 9 marzo 1988, n. 8, è autorizzata la spesa di euro 800.000 per l'anno 2003 (UPB S06. 014 - Cap. 06034).

2. Per le finalità di cui al comma 15 dell'articolo 10 della legge regionale n. 7 del 2002, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 800.000 a favore dell'ERSAT, quale rimborso dei maggiori oneri connessi alla gestione delle misure del Programma Operativo Regionale 2000/2006 (UPB S06.022 - Cap.06059).

3. È autorizzata la spesa di euro 130.000 per ciascuno degli esercizi 2003 e 2004 a favore dell'università di Cagliari a sostegno del corso di laurea in erboristeria (UPB S06.039 - Cap. 06164).

4. I limiti di impegno di cui al comma 5 dell'articolo 13 della legge regionale n. 7 del 2002 (Cap. 06086) e di cui all'articolo 10, comma 2, della legge regionale del 20 aprile 2000, n. 4 (Capp. 06390, 06414, 06439, 06458, 06482, 06515 e 06539) sono soppressi.

5. Per il completamento del programma di cui all'articolo 7 della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 33, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.000.000 (UPB S06.039 - Cap. 06161/01).

PRESIDENTE. All'articolo 10 sono stati presentati venti emendamenti.

Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Giagu - Secci - Granella

Emendamento all'emendamento n. 7 (art. 10, pag. 84)

L'emendamento n. 7 è soppresso. (697)

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 10

Disposizioni in materia di agricoltura

Nel comma 3 le parole "dell'Università di Cagliari" sono sostituite con le seguenti: "delle Università di Cagliari e Sassari". (7)

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Emendamento n. 6 (art. 10, pag. 185)

Nell'emendamento n. 6 gli importi di "euro 24.088.000" sono modificati con quelli di "euro 9.088.000". (735)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 10

Disposizioni in materia di agricoltura

Dopo il comma 1 è inserito il seguente:

1 bis. Per le finalità di cui all'articolo 13, comma 1 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, è autorizzata nell'anno 2003, la spesa di euro 1.910.000 (UPB S06.053 - Cap. 06261).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S10.049 Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo

2003 € 1.910.000

In aumento

UPB S06.053 Esercizio delle funzioni amministrative e di demani comunali

2003 € 1.910.000

(6)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 10

Disposizioni in materia di agricoltura

Dopo il comma 5 è inserito il seguente:

5 bis. È autorizzata nell'anno 2003, la concessione di un contributo straordinario a favore dell'Istituto Zootecnico Caseario per la Sardegna di euro 720.000 per la realizzazione di un programma finalizzato a contrastare la scrapie e a ridurne la diffusione negli allevamenti ovini della Sardegna. (UPB S06.022 - Cap. N.I.).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S10.049 Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo

2003 € 720.000

In aumento

UPB S06.022 Finanziamento agli Enti strumentali e ai Consorzi per la frutticoltura - Parte corrente - Cap. N.I.

2003 € 720.000

(8)

Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Giagu - Secci - Granella

Emendamento all'emendamento n. 80 (art. 10, pag. 187)

L'emendamento n. 80 è soppresso. (712)

Emendamento sostitutivo totale Cappai - Capelli - Tunis Marco

Emendamento all'emendamento n. 80 (art. 10, pag. 187)

L'emendamento numero 80 è sostituito dal seguente:

"Nell'articolo 10, dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti:

5 bis. Le somme di cui all'articolo 30, comma 16 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, destinate al Consorzio di bonifica della Sardigna Meridionale, sussistenti nel conto dei residui, possono essere utilizzate dallo stesso Consorzio per ridurre gli oneri sostenuti per l'effettuazione delle opere di manutenzione ordinaria degli impianti di irrigazione (UPB S06.061).

5 ter. Per le finalità di cui al comma 5 bis è disposto nell'anno 2003 l'ulteriore stanziamento di euro 2.500.000. (UPB S06.055)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S06.055

Interventi per lo sviluppo della infrastrutturazione diffusa nel territorio

Competenza anno 2003 € 2.500.000

Competenza anno 2004 € 2.500.000

Competenza anno 2005 € 2.500.000

Cassa €2.500.000

In diminuzione

UPB S03.017

Fondo per il sistema contabile economico

Competenza anno 2003 € 2.500.000

Competenza anno 2004 € 2.500.000

Competenza anno 2005 € 2.500.000

UPB S03.003

Fondo di cassa

Competenza anno 2003 € 2.500.000

(742)

Emendamento aggiuntivo Cappai - Capelli

Art. 10

Nell'articolo 10, dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. Le somme di cui all'articolo 30, comma 16 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, destinate al Consorzio di bonifica della Sardigna Meridionale, sussistenti nel conto dei residui, possono essere utilizzate dallo stesso Consorzio per gli oneri relativi alla manutenzione ordinaria degli impianti di irrigazione (UPB S06.061). (80)

Emendamento aggiuntivo Cappai - Capelli

Art. 10

All'articolo 10, è aggiunto, il seguente comma:

5 bis. Allo scopo di provvedere ai pagamenti delle provvidenze previste dalla L.R. 17 novembre 2002, n. 22 ed alla definizione dei criteri di spese dei fondi statali destinati alla predisposizione di un organico progetto di prevenzione dell'epizoozia denominata "Febbre Catarrale degli Ovini (Blue Tongue), il termine di cui al secondo comma dell'art. 1 della Legge regionale 12 dicembre 2001, n. 16 è prorogato al 31.12.2004. (90)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. L'Amministrazione regionale in sede di definizione dei bandi POR 2003-2006 è tenuta a prevedere una specifica misura per sostenere la produzione, la trasformazione e la commercializzazione delle produzioni biologiche dell'agricoltura sarda. (356)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. L'Amministrazione regionale in sede di definizione dei bandi POR 2003-2006 è tenuta a prevedere una specifica misura per sostenere l'associazionismo delle aziende agricole per trasformare e commercializzare i prodotti dell'agricoltura sarda. (357)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. L'Amministrazione regionale in sede di definizione dei bandi POR 2003-2006 è tenuta a prevedere una specifica misura per l'adeguamento e il potenziamento della viabilità e della elettrificazione rurali, per la creazione di infrastrutture (invasi montani e collinari, etcc.) al fine di garantire un adeguato approvvigionamento idrico delle aziende agricole sarde. (358)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. Per il risanamento ed il rientro dal debito delle aziende agricole, l'Assessorato regionale dell'Agricoltura e Riforma Agro-pastorale dovrà, entro sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge, effettuare una ricognizione della situazione e predisporre le linee di un Piano di risanamento e di rientro dal debito, concordato con gli Istituti bancari, che dovranno essere approvate dalla Giunta regionale, sentite la Commissione consiliare competente e le associazioni più rappresentative del mondo agricolo. (359)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. È autorizzata la spesa per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, di euro 50.000.000,00 per il finanziamento degli investimenti di cui all'articolo 3 della legge regionale 21/2000, punti:

a) opere di miglioramento fondiario;

d) acquisto di macchine e attrezzature agricole;

h) acquisto di terreni e beni immobili, comprese spese legali e notarili, tasse e costi di registrazione;

l) ricomposizione fondiaria attraverso permuta di particelle agricole migliorative della redditività delle aziende. (UPB S06.086 - Cap. 06410 (N.I.))

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S06.086 - Cap. 06410 (N.I.) - Spese per il finanziamento degli investimenti di cui all'articolo 3 della legge regionale n. 21/2000.

Competenza anno 2003 € 50.000.000

Competenza anno 2004 € 50.000.000

Competenza anno 2005 € 50.000.000

In diminuzione

03 - BILANCIO

UPB S03.006 - Cap. 03030 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2003 € 50.000.000

Competenza anno 2004 € 50.000.000

Competenza anno 2005 € 50.000.000

(360)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai

Art. 10

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

5 bis. L'Amministrazione regionale in sede di definizione dei bandi POR 2003-2006 è tenuta a prevedere una specifica misura per la valorizzazione della tipicità e della qualità dei prodotti dell'agricoltura sarda anche al fine di garantire la sicurezza alimentare. (361)

Emendamento aggiuntivo Lai - Spissu - Morittu - Cugini

Art. 10

All'articolo 10, dopo il comma 5 è inserito il seguente:

5 bis. Per il completamento della elettrificazione rurale e delle imprese agricole del Goceano è autorizzata la spesa di 2.000.000 di euro. (UPB S06.055 - Cap. 06281-01 (N.I.))

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S06.055 - Cap. 06281-01 (N.I.) - Spese per il completamento della elettrificazione rurale e delle imprese agricole del Goceano.

Competenza anno 2003 € 2.000.000

In diminuzione

UPB S03.008 - Programmazione negoziata

Competenza anno 2003 € 2.000.000

(546)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Cappai - Randazzo

Art. 10

Dopo l'articolo 10 è aggiunto il seguente:

10 bis. L'Amministrazione regionale riconosce quale funzione di pubblico interesse quella svolta dal Consorzio Sardo Carni nella propria attività istituzionale. Al fine di agevolare l'avviamento autorizza ogni forma di aiuto attraverso i propri Enti ed Aziende; autorizza, altresì, l'inserimento nei programmi annuali dell'Associazione Regionale degli Allevatori della Sardegna, per un periodo non superiore a tre anni, di attività relative ad aiuti alla formazione ed all'avviamento del predetto Consorzio.

(554)

Emendamento aggiuntivo Sanna Giacomo - Manca

Art. 10

All'articolo 10, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

3 bis. È autorizzata nell'anno 2003 la concessione, nei limiti degli stanziamenti iscritti in bilancio, di contributi alle Cantine sociali per le manifestazioni relative alla "festa del vino"; la relativa spesa è determinata per l'anno 2003 in euro 150.000. Il programma è approvato dalla Giunta a' termini dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 sulla base delle domande presentate. (UPB S06.063)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S06.063

Anno 2003 € 150.000

In diminuzione

UPB S03.008

Anno 2003 € 150.000

(566)

Emendamento aggiuntivo Balia - Ibba - Masia

Art. 10

Nell'articolo 10, dopo il comma 5, è aggiunto il seguente:

5 bis. L'Art. 2 della legge regionale 8 gennaio 1986, n. 1 (Erogazione di contributi per favorire le attività dei coltivatori e degli allevatori diretti sui problemi dello sviluppo economico e sociale), e successive modifiche e integrazioni, è sostituito dal seguente:

"Sono destinatarie dei contributi le organizzazioni professionali agricole regionali operanti in Sardegna le cui organizzazioni nazionali siano promotrici di enti di patronato riconosciuti ai sensi del Dlgs C.P.S. 29 luglio 1947, n. 804 e successive modifiche e integrazioni, o di associazioni nazionali di pensionati riconosciute ai sensi della Legge 11 agosto 1972, n. 485, oppure siano presenti nel Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL)".

(592)

Emendamento aggiuntivo Ortu - Cogodi - Vassallo - Demuru - Sanna Alberto - Manca - Masia - Balia - Marrocu

Art. 10

Dopo l'articolo 10 è aggiunto il seguente:

Art. 10 bis

Finanziamento straordinario della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 "adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura."

  1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 (Norme in materia di bilancio e contabilità della Regione) a contrarre, nell'anno 2003, uno o più mutui fino ad un ammontare di euro 100.000.000 da destinare alla concessione degli aiuti per la realizzazione delle opere di carattere permanente previste dalla legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 "adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura."
  1. L'ammontare delle disponibilità recuperate con la contrazione dei mutui è destinato:

a) per il 50 per cento alla concessione di aiuti per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario previsti dall'art. 3, comma 1, lett. a) della L.R. 21 del 2000;

b) per il 20 per cento alla concessione di aiuti per l'acquisto di macchine e attrezzature agricole previsti dall'art. 3, comma 1, lett. d) della L.R. 21 del 2000;

c) per il 30 per cento alla concessione di aiuti per la realizzazione di infrastrutture rurali previste dagli artt. 17 e 18 della L.R. 21 del 2000.

  1. Alle ripartizioni territoriali degli interventi si provvede con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, sentito il parere della Commissione consiliare competente in materia di agricoltura.
  2. Per la contrazione dei mutui di cui al precedente comma 1 valgono le condizioni e le modalità previste dall'articolo 1, commi 4, 5 e 6, della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Entrata

UPB E03.032

Ricavo mutui

Competenza 2003 € 100.000.000

Cassa 2003 € 100.000.000

Spesa

UPB S----------

Nuova istituzione

Finanziamento straordinario della L.R. 21 del 2000

Competenza 2003 € 100.000.000

Cassa 2003 € 100.000.000

UPB S03.038

Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

Competenza 2003 -------------

Competenza 2004 € 6.000.000

Competenza 2005 € 5.800.000

UPB S03.039

Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

Competenza 2003 -------------

Competenza 2004 € 4.400.000

Competenza 2005 € 4.500.000

In diminuzione

UPB S03.008

Fondo per la programmazione negoziata

Competenza 2003 ---------------

Competenza 2004 € 10.400.000

Competenza 2005 € 10.300.000

(74)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 697, ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, l'emendamento numero 697 intende più che altro aprire una riflessione che attiene al contenuto del comma 3. Noi abbiamo assistito - credo che sia necessario che anche l'assessore Scarpa stia attento, perché mi vorrei rivolgere anche a lui - nel corso della predisposizione di questa finanziaria, rispetto all'articolo 14, che riguarda la formazione universitaria, a un'evoluzione di impostazione: nella prima redazione c'era una sorta di rinvio a un fondo unico globale delle esperienze universitarie in Sardegna e un fondo unico di dotazione per finanziare le varie esperienze di università diffusa, di nuovi corsi e così via. In questa finanziaria, se quello dovesse essere il punto di riferimento di un'impostazione che poi - ho visto - è stata rivista, vorrei capire per quale motivo, nell'articolo 10, vengono introdotti i finanziamenti dei corsi universitari che riguardano, parrebbe, il settore dell'agricoltura,. Poi vedremo che si prevedono addirittura 10 miliardi per finanziare altri corsi universitari nel settore dell'industria e della promozione. Io vorrei capire chi è l'Assessore che deve governare e coordinare le politiche di finanziamento universitario in Sardegna, se è l'assessore Scarpa o è chiunque. È da anni che stiamo dicendo che le politiche di alta formazione in Sardegna richiederebbero una razionalizzazione perché la loro razionalizzazione è il presupposto della qualità degli studi. Assistiamo, invece, a questa ripartizione a spezzoni: un pezzo per l'erboristeria, un pezzo per l'industria, e l'elencazione di un coacervo di università diffuse nel capitolo di competenza dell'assessore Scarpa che ci lascia perplessi. Noi da anni chiediamo un dibattito su questo settore che approfondisca: primo, il rapporto della Regione con le università madri; secondo, se esiste o non esiste in Sardegna la possibilità che la Regione riconosca un livello primario di decentramento; terzo, se la Regione sarda fa, nell'approntamento della strategia dell'alta formazione in Sardegna, una distinzione fra formazione universitaria decentrata e formazione cosiddetta diffusa o indiretta. Su queste cose vogliamo delle risposte, perché non è ammissibile che ogni Assessore si finanzi, per il proprio settore, un corso universitario qua e là, perché questo esorbita da quella che invece dovrebbe essere una visione coordinata della problematica universitaria.

Ecco perché noi, assessore Contu, un po' forzosamente, chiediamo la soppressione dell'emendamento della Giunta, perché non abbiamo neanche voluto presentare l'emendamento soppressivo sul comma 3, giusto per sollevare la questione, sulla quale va spesa una parola chiara perché, badate, già oggi c'è una dispersione di risorse incredibile su questo settore, senza che, a fronte di questa mole di risorse, ci sia un monitoraggio della qualità del ritorno in termini di formazione. L'unica cosa che osserviamo è che mancano in Sardegna particolari e utili corsi universitari per i quali molti giovani sono costretti ad andare fuori della Sardegna e che forse varrebbe la pena fare un ragionamento su questo per capire il rapporto fra costi e benefici per assicurare il mantenimento in Sardegna di quei cervelli che invece, una volta che si sono radicati fuori dalla Sardegna per gli studi, 90 su 100 preferiscono rimanere all'esterno dell'Isola piuttosto che tornare.

Il quarto punto da approfondire è se dobbiamo, in qualche modo, dare alla nostra formazione un'immagine così approssimativa da lederne complessivamente il valore. D'altra parte non è possibile, e lo vedremo, anche qui non fare una distinzione che ha una specifica peculiarità nel riscontro anche territoriale - ma lo faremo quando arriveremo all'articolo 13 e agli emendamenti aggiuntivi - sul fatto che non esiste in Sardegna, rispetto anche a questi nuovi indirizzi, una riflessione sulla collocazione di alcuni corsi o sul potenziamento e riequilibrio delle università nelle aree interne della Sardegna, per la funzione che dovrebbero svolgere, e del resto degli insediamenti universitari nelle aree metropolitane o, se va meglio, nei poli universitari tradizionali.

E' una riflessione che rinvio a quando si discuterà l'articolo 13, perché mi sembra interessante e particolare. In ogni caso sarebbe opportuno che su questo - siamo ancora in tempo - sia l'assessore La Spisa che l'assessore Contu, , facessero una riflessione con l'assessore Scarpa sulla possibilità di ricomprendere questi provvedimenti in un articolo di coordinamento, che è quello che fa capo all'assessore Scarpa.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 7 ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

SCARPA (Rif. Sardi-U.D.R.),Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 735 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 6 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 8 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 712 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 712 è una sorta di segnalibro che ci siamo dati per porre una questione di merito all'assessore Contu. Noi riteniamo che, sulle politiche che riguardano i Consorzi di bonifica in Sardegna, sia necessario fare una riflessione più compiuta e complessiva. Qui abbiamo un emendamento che io spero sia tra quelli ritirati, il numero 80, del quale chiediamo la soppressione, che prevede il riutilizzo delle somme non utilizzate dal Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, sussistenti nel conto dei residui. Il problema è più ampio di quello relativo all'emendamento 80, il problema è che in questi anni stiamo assistendo, anche di recente, dopo una razionalizzazione dell'assetto dei Consorzi di bonifica in Sardegna, a pulsioni di retroguardia che cercano in qualche modo di ridimensionare questa tendenza alla razionalizzazione che era il punto di riferimento per un ulteriore avanzamento sulle funzioni dei Consorzi di bonifica.

Punto secondo: osserviamo, rispetto alla dislocazione dei diversi Consorzi di bonifica in Sardegna, a sperequazioni inaccettabili, aggravate per di più dalla differenza nelle funzioni che i Consorzi di bonifica svolgono nell'area nella quale intervengono. Mi riferisco a consorzi di bonifica che più che altro sono recettori del sistema irriguo e a altri consorzi di bonifica che sono invece i gestori di questo bene. Sono funzioni diverse, entrambe importanti, che forse andrebbero meglio integrate, però noi abbiamo bisogno di capire come si può conciliare la politica di ulteriore proliferazione dei Consorzi - rispetto all'assetto che si è definito con la precedente legislazione - con la condizione di gravissimo indebitamento di alcuni altri consorzi che peraltro devono svolgere funzioni importanti nell'ambito delle aree irrigue. Mi riferisco per esempio al Consorzio di bonifica di Oristano che si trova in una situazione di grave indebitamento e che sta provvedendo a predisporre gli atti per il licenziamento del personale, non di quello stagionale o avventizio, del personale fisso che era stato già l'esito di una razionalizzazione frutto dell'unificazione dei due consorzi. Questo è il problema. L'emendamento ha un carattere provocatorio per discutere dell'argomento, noi abbiamo bisogno di rassicurazioni di carattere generale, non riteniamo che l'approvazione dell'emendamento numero 80 sia un problema per quest'Aula, vista la scelta che la maggioranza ha fatto rispetto ad alcune "norme fotografia". Questa, più che altro sarebbe una norma, assessore Contu, da inserire nell'autorizzazione dell'Esercizio provvisorio perché sostanzialmente è una proroga dell'utilizzabilità dei fondi, però questo lo vedremo in sede tecnica. Quello che ci interessa è avere una parola di chiarificazione sull'atteggiamento che il Governo regionale intende assumere e sta assumendo in un panorama dei Consorzi di bonifica sardi nel quale sono altissime le sperequazioni e gravissime le condizioni gestionali nelle quali i diversi enti stanno operando.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 80 ha facoltà di parlare il consigliere Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 742 ha facoltà di parlare il consigliere Cappai.

CAPPAI (U.D.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 90 ha facoltà di parlare il consigliere Cappai.

CAPPAI (U.D.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare i suoi emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, abbiamo presentato, come Gruppi di opposizione, una serie di emendamenti all'articolo 10, vista anche l'inconsistenza dell'articolo 10 della finanziaria che si costituisce di cinque commi che poco hanno a che vedere con le esigenze dell'agricoltura sarda. Certamente se le aziende agricole della Sardegna dipendessero dalla finanziaria regionale non avrebbero molto strada da percorrere. Noi, proprio perché c'è da parte della Giunta di centrodestra, ormai da quattro anni, una totale assenza di politiche e di progetto in campo agricolo, abbiamo nel corso di questi anni - e anche quest'anno si sta lavorando in questa direzione - fatto uno sforzo serio come forze di opposizione per costruire noi una proposta alternativa a quella della Giunta che è inconsistente anche quest'anno. La nostra proposta alternativa si basa su due indirizzi di fondo, uno è teso ad assicurare risorse per il sistema delle aziende agricole sarde attraverso il finanziamento della legge "21", legge molto importante che questo Consiglio ha approvato due anni or sono e che a tutt'oggi, proprio per l'incapacità della prima e della seconda Giunta di centrodestra, non ha avuto modo di entrare di fatto in vigore e di produrre i suoi effetti. L'altro punto fondamentale della nostra proposta è quello di prevedere davvero, attraverso norme di indirizzo che poi illustrerò, nelle prossime misure, nei prossimi bandi del POR che riguarda i comparti agricoli, interventi che affrontino i nodi di fondo che impediscono alla nostra agricoltura di essere moderna e adeguata e quindi competitiva. L'emendamento numero 356 si muove appunto in questa ultima direzione, cioè in quella di dare alla Regione una politica in campo agricolo. Questo emendamento si pone l'obiettivo di prevedere una filiera che riguardi le produzioni biologiche nella nostra agricoltura; il biologico è previsto soltanto nel piano di sviluppo rurale ed è previsto solo per la zootecnia. Siamo in un momento delicato per le produzioni biologiche, la Sardegna ha, in questo ambito, già una presenza molto importante in ambito nazionale e comunitario, pensiamo che si debba andare a un ulteriore passo in avanti, a una svolta di quantità e di qualità in quest'ambito e chiediamo, attraverso l'emendamento numero 356, che nel prossimo POR 2003-2006 sia prevista una misura specifica che incentivi e che sostenga la produzione, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti biologici sardi. Crediamo che questa sia una misura fondamentale, purtroppo non prevista nei primi bandi POR con una grave negligenza della Giunta regionale; noi chiediamo che sia prevista nei prossimi bandi POR.

Come si può rilevare, questi emendamenti, e già sto illustrando il primo, hanno un carattere politico, un carattere di progetto, quindi non sono emendamenti clientelari nel modo più assoluto, hanno un carattere di indirizzo politico, vogliono concorrere a definire in modo preciso il progetto di sviluppo della nostra agricoltura. L'emendamento numero 356 si riferisce, come dicevo, alla filiera biologica.

Io, Presidente, se lei mi consente vorrei continuare con l'illustrazione degli altri emendamenti che portano la mia firma.

PRESIDENTE. Va bene, può illustrare anche gli emendamenti numero 357, 358, 359, 360, 361.

SANNA ALBERTO (D.S.). L'emendamento numero 357 si inserisce anch'esso in questa proposta complessiva che noi stiamo avanzando e ha l'obiettivo di sostenere, di incentivare, di favorire l'associazionismo tra i produttori per trasformare e per commercializzare i loro prodotti. Io voglio ricordare al Consiglio che le 82 mila imprese agricole sarde, che sono per il 95 per cento imprese a conduzione familiare, imprese di un addetto, di due addetti, hanno un grande limite, un grande handicap strutturale, quello di avere difficoltà a fare un discorso di filiera, quindi a trasformare i prodotti, ed ancora maggiori difficoltà a venderli.

Quindi c'è bisogno di una politica da parte dell'amministrazione regionale che sostenga le nostre aziende, che favorisca l'associazionismo e che consenta loro quindi di operare per la trasformazione dei prodotti e per la commercializzazione. Questo è un punto di grande debolezza del nostro sistema produttivo in ambito agricolo, quindi con l'emendamento numero 357 noi poniamo l'esigenza che nel prossimo POR 2003-2006 ci sia una misura specifica finalizzata a risolvere questo problema.

L'emendamento numero 358 ha anch'esso un carattere di indirizzo. Va detto - questo è un punto importante che va rilevato - che, vista la difficoltà a reperire fondi per finanziare la legge "21", cosa che per altro noi ci proponiamo di fare con emendamenti specifici, però considerando che abbiamo a disposizione risorse importanti attraverso il POR, vogliamo dare priorità - questo è anche il senso delle proposte contenute nei nostri emendamenti - dare selettività alle scelte in ambito agricolo attraverso l'utilizzo delle risorse del POR.

Con questo emendamento vogliamo che ci sia un intervento sostanziale per il potenziamento delle infrastrutture agricole; noi sappiamo che uno dei punti delicati, di debolezza di cui soffrono le nostre aziende agricole è la carenza di infrastrutture. Ancora oggi, la maggior parte delle nostre aziende non ha a disposizione l'energia elettrica e purtroppo i primi bandi che sono stati messi in atto, non favoriscono la soluzione di questo problema. La maggior parte delle nostre aziende sono aziende a carattere estensivo, manca l'acqua - un altro punto di grande debolezza - e c'è il grosso problema della viabilità agricola che è piuttosto inadeguata e pesa anch'essa fortemente sui bilanci delle nostre aziende.

Un intervento quindi mirato a rafforzare il sistema infrastrutturale a servizio delle aziende agricole è un intervento fondamentale, quindi anche questo emendamento ha un obiettivo politico di fondo, su cui io mi auguro che la Giunta regionale convenga con noi, prevedendo risorse adeguate nelle prossime misure del POR Sardegna 2003-2006. Le risorse destinate al potenziamento delle infrastrutture sono largamente inadeguate e noi chiediamo che ci sia un'inversione di tendenza anche rispetto a questo punto.

Un'altra questione di grandissimo rilievo che noi vogliamo porre in questa finanziaria è il problema dell'indebitamento delle aziende agricole che è arrivato ormai ad un livello estremamente preoccupante, si parla - anche se a tutt'oggi non c'è una ricognizione esatta e precisa del livello dell'indebitamento ed anche delle sue diverse componenti - di circa 1500 miliardi di vecchie lire, cioè un livello estremamente preoccupante; se pensiamo che il prodotto lordo vendibile della nostra agricoltura è intorno ai duemila miliardi, ci rendiamo conto di che cosa stiamo parlando.

Questo è un problema che purtroppo le Giunte di centrodestra che in questi quattro anni stanno governando la Regione non hanno affrontato, chiediamo con questo emendamento che ci sia una ricognizione completa dei debiti, per capire bene come stanno le cose, e chiediamo che questo avvenga entro sei mesi. Pensiamo che in sei mesi la Regione e il sistema bancario che con la Regione interagisce anche su questa materia possano e debbano fare la ricognizione esatta del livello di indebitamento delle nostre aziende agricole.

Naturalmente non vogliamo che si faccia soltanto la ricognizione, vogliamo che ci sia anche un piano di risanamento, un piano che non può che essere concordato con gli istituti bancari interessati e vogliamo che questo piano sia anche sottoposto all'esame e al parere della Commissione agricoltura del Consiglio regionale e che ci sia anche il coinvolgimento delle associazioni agricole più rappresentative della nostra Regione.

Questo piano, secondo noi, è fondamentale, perché se noi non diamo certezze da questo punto di vista, e questo è un aspetto poi fondamentale, con tutta la politica complessiva del credito che riguarda anche l'agricoltura, sarà poi difficile anche dare sostegno ad aziende che non sono più in grado di partecipare neanche alle risorse del POR.

L'onorevole Contu è ben consapevole del fatto che una delle ragioni per le quali le misure del POR Sardegna che riguardano l'agricoltura, scontano un ritardo notevole nella spendita delle risorse, è il fatto che una parte consistente delle nostre aziende agricole non è in grado di disporre del 50 per cento - che poi sarebbe il 50 per cento più il 20 per cento di IVA - di capitale di rischio richiesto per avere i finanziamenti del POR; e questo impedisce alle nostre aziende di usufruire di queste risorse.

Quindi, il livello di indebitamento delle aziende è un ostacolo insormontabile perché le nostre aziende, ripeto, possano usufruire delle risorse del POR, possano ammodernarsi, possano cogliere questa occasione unica per il loro ammodernamento per far sì che possano competere con il mercato globale europeo ed internazionale. Quindi, il risanamento, ripeto, delle nostre aziende dai debiti che si sono accumulati nel corso degli anni è essenziale.

L'emendamento numero 360 pone un'altra questione vitale per la nostra agricoltura; dicevo prima che abbiamo approvato alla fine del 2000, all'unanimità, una legge fondamentale, una legge quadro sugli interventi economici a favore dell'agricoltura, mi riferisco alla legge numero "21", con la quale abbiamo praticamente "messo a norma" quasi tutta la legislazione che, dagli anni Cinquanta a oggi, è stata prodotta in Sardegna, dalla Regione autonoma della Sardegna; abbiamo messo a norma rispetto alle direttive ed ai regolamenti comunitari una cinquantina di leggi, leggi mai notificate, leggi in aperto contrasto con le direttive comunitarie. Quindi abbiamo fatto uno sforzo serio, l'ha fatto la maggioranza ma l'ha fatto anche l'opposizione che è stata determinante sia in Commissione che in Aula per dare al mondo agricolo sardo uno strumento fondamentale.

Quindi, da un lato abbiamo messo in regola la legislazione regionale, dall'altro abbiamo anche recepito la direttiva fondamentale, la 12/57, che in materia di agricoltura, dal '99, detta gli indirizzi comunitari fondamentali che i quindici Paesi dell'Unione devono rispettare.

Quindi la legge "21" è un contenitore, uno strumento fondamentale; però, se non ha risorse, lo sforzo che abbiamo fatto non serve .

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue SANNA Alberto.) Noi con questo emendamento poniamo l'esigenza che almeno cento miliardi siano messi a disposizione della legge "21" per portare avanti gli interventi che riguardano le opere di miglioramento fondiario, in modo particolare l'acquisto di macchine e attrezzature agricole, l'acquisto di terreni e beni immobili comprese le spese legali e notarili, tasse e costi di registrazione. Un altro aspetto fondamentale è quello che riguarda la ricomposizione fondiaria, il potenziamento della base produttiva e della dimensione delle aziende, perché noi sappiamo tutti che un altro dei punti di grande debolezza del mondo agricolo sardo è l'estrema polverizzazione delle aziende agricole, la loro dimensione aziendale che è fortemente penalizzante perché i costi di produzione ed anche le condizioni di produzione sono talvolta arretrate proprio perché mancano le condizioni di base.

Un altro emendamento a cui noi diamo molta importanza è il 361 che pone l'esigenza che nel prossimo POR 2003-2006 ci sia una misura specifica che incentivi e sostenga la tipicità dei prodotti, che sostenga la qualità, che dia tutte quelle garanzie di sicurezza alimentare di cui oggi i consumatori sentono sempre di più la necessità, insomma, il discorso sulla tracciabilità dei prodotti, sulla loro qualità, sulla loro tipicità. Noi pensiamo che su questo piano, assieme a quello del biologico, cioè sul piano della qualità complessiva delle nostre produzioni agricole possiamo giocare una partita importante.

Noi su questo piano possiamo competere davvero con le altre agricolture nazionali e comunitarie perché se non c'è qualità noi non possiamo certamente competere sulla quantità, anche perché tra l'altro non possiamo certamente risolvere tutti i punti di debolezza ed arretratezza del nostro sistema agricolo che pesano in modo pesantissimo sui costi di produzione della nostra agricoltura e che in larga misura la rendono non competitiva.

Quindi, ripeto, quest'altra proposta di prevedere una misura specifica finalizzata appunto alla sicurezza alimentare, alla qualità dei prodotti, pensiamo che sia da tenere nella massima considerazione perché rappresenta una forte esigenza dei produttori ma soprattutto dei consumatori.

Chiudo richiamando l'attenzione della Giunta e dell'onorevole Contu sul fatto che, per quanto riguarda le politiche sulla qualità dei prodotti alimentari, ci sono norme abbastanza precise che riguardano la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli e che attengono alla sicurezza alimentare e alla qualità dei prodotti. Però, non c'è nessuna norma che stabilisca regole precise per quanto riguarda la produzione. La fase più importante è quella della produzione dei prodotti agricoli. Questa fase non è regolata da nessuna norma che stabilisca criteri, regole precise che garantiscano la qualità e la salute dei consumatori. Noi certamente non possiamo farlo con questo emendamento, però esso contiene un invito, una sollecitazione alla Giunta perché presenti un disegno di legge che dia all'agricoltura sarda, sul primo livello della filiera, quello della produzione, le garanzie necessarie per una produzione di qualità che faccia della salvaguardia della salute dei cittadini il punto fondamentale della sua strategia.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 546 ha facoltà di illustrarlo.

LAI (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 548 è decaduto.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 554 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (U.D.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 566 ha facoltà di illustrarlo.

MANCA (Gruppo Misto). L'emendamento numero 566 ha la finalità di stanziare una somma, per altro molto modesta, 150 mila euro, che consente il finanziamento alle cantine sociali di tutta la nostra Isola per organizzare una delle nostre maggiori manifestazioni, cioè la festa del vino.

Questa manifestazione che è organizzata da tutte le cantine sociali della nostra Isola, ha l'obiettivo di aprire una vetrina molto importante per far conoscere a tutta l'Isola, ma non solo, un prodotto così importante per il settore agricolo isolano.

Questa manifestazione si tiene oramai da diversi anni e, visto il successo ottenuto nelle precedenti manifestazioni, deve essere sostenuta e potenziata.

Queste iniziative rappresentano un'occasione di incontro e di confronto tra tutti gli operatori e sono quindi molto importanti.

Il settore vitivinicolo rappresenta una grossa realtà che è in continua, costante progressione e va sostenuto e incentivato in tutti i modi. Questa importante iniziativa rientra in questo contesto; questo emendamento tende appunto a finanziare questa iniziativa che coinvolge le nostre cantine che fanno sì che questo prodotto così caratterizzante e importante, per centinaia di agricoltori, possa continuare ad esistere.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 592 ha facoltà di illustrarlo.

IBBA (S.D.I-S.U.). Questo emendamento si propone di modificare l'articolo 2 della legge regionale numero 1 dell'86 per far sì che, attraverso la nuova formulazione proposta, si faccia giustizia dell'esclusione dai benefici economici, previsti appunto dall'articolo 2 della legge regionale numero 1 del 1986, di quelle organizzazioni di coltivatori ed allevatori che sino ad oggi sono state escluse perché prive di un proprio ente di patronato.

L'emendamento si propone di aggiungere le associazioni nazionali di pensionati riconosciute ai sensi della legge numero 485 del '72; in tal modo si supererebbe la disparità oggi esistente in quanto le associazioni nazionali di pensionati previste dalla legge numero 485 del '72 possono considerarsi a tutti gli effetti equiparabili agli analoghi patronati nazionali.

Così facendo, sarebbe consentita anche ad esse la fruizione dei benefici, in maniera tale che, anche nei confronti di queste associazioni che sono più rappresentative di quelle che già oggi beneficiano dei proventi, ci sarebbe un criterio di equità.

Mi preme in maniera particolare evidenziare che l'emendamento proposto, pur essendo un emendamento aggiuntivo, non comporta un aumento di spesa rispetto allo stanziamento già previsto nell'UPB di riferimento.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 74 ha facoltà di illustrarlo.

ORTU (R.C.). Presidente, questo è il clima di attenzione che registriamo per l'agricoltura. C'è l'Assessore solo soletto, anche se ad ogni pie' sospinto, quando viene in Commissione, si lamenta e dice che vuole sostegno, aiuto, solidarietà.

Noi siamo qui, stiamo tentando di porre alcune questioni, però al di là del nostro sostegno, Assessore, a me sembra che a lei manchi il sostegno della sua Giunta, al punto tale che penso che sia persino superfluo continuare questa discussione, perché io qui potrei riproporle tutte le questioni da lei poste in Commissione quando abbiamo espresso il parere sulla parte del bilancio destinata all'agricoltura. Ma lei in quella sede pose il problema di un'attenzione maggiore che sarebbe stata necessaria da parte dell'Assessore della programmazione, dell'assessore Masala, che era lontano dai problemi dell'agricoltura, non ne coglieva gli aspetti essenziali e fondamentali per cui era necessaria un'iniziativa per sensibilizzarlo.

Se lei, assessore Contu, non riesce a portarlo qui in Aula, ritengo che il lavoro che stiamo tentando di fare stamattina risulterà vano; perché, così come ha avuto modo di dirci lei, l'Assessore della programmazione ancora una volta taglierà, così come ha fatto nel corso di questi anni, le risorse destinate all'agricoltura, senza tener conto della sollecitazione che lo stesso assessore Contu aveva fatto in Commissione agricoltura.

Tra l'altro questa è l'attenzione più complessiva che lei, Assessore, riesce a registrare in Aula, prima tra tutti la sua maggioranza che così come non è presente in Commissione, tutto sommato è assente anche in Aula…..

Registriamo…

(Interruzioni)

Tu dici, meglio, forse è anche vero. Sarebbe anche una fortuna se poi riuscissimo a modificare le cose così come abbiamo fatto anche in altre occasioni. Tra l'altro, siamo in una fase cruciale per quanto riguarda l'agricoltura europea e italiana; e questo aspetto non viene colto nella proposta di bilancio, ecco perché noi abbiamo presentato una serie di emendamenti; anzi, abbiamo anche concentrato l'attenzione sul problema fondamentale, cioè quello di destinare risorse agli investimenti in agricoltura che consentano un processo di modernizzazione e di adeguamento. Però, Assessore, ho tutta l'impressione che, così come è accaduto nella predisposizione del bilancio, così accadrà anche per quanto riguarda il tentativo da noi messo in atto, cioè che sarà tutto sommato un lavoro vano che comunque noi abbiamo il dovere di riproporre qui.

Tra l'altro questa discussione oggi coincide con una grande manifestazione che era programmata, prima dell'entrata in guerra, dalla Confederazione Italiana Agricoltori, che si tiene a Roma, proprio per sollecitare una politica seria per l'agricoltura sia a livello europeo sia a livello nazionale e, di conseguenza, per quanto ci riguarda anche a livello regionale. E' chiaro che oggi quella manifestazione assumerà anche un altro senso, e questo non è male perché penso che proprio da questo mondo, da sempre, venga una sollecitazione, un invito oggi più che mai necessario, ad evitare le guerre, quindi a perseguire uno sviluppo di pace.

Ecco, quindi, dicevo, a maggior ragione sarebbe necessaria un'attenzione diversa in quest'Aula, anche se mi rendo conto che è difficile discutere di un bilancio, discutere delle risorse da destinare agli investimenti con tanti mesi di ritardo e non solo, con l'esercizio ormai inoltrato da mesi, è difficile discutere di previsione, ma non solo, le risorse che sono state destinate in passato, che diventano sempre più esigue, anche quest'anno subiranno la stessa sorte degli anni scorsi. Cioè poi, alla fine, Assessore, non riuscirà a spendere, come non è riuscito a spendere in tutti questi anni e quindi, di conseguenza, anche nel prossimo futuro si deve aspettare ulteriori tagli sull'agricoltura. Questa è la preoccupazione che noi registriamo e che riproponiamo qui in Aula. Non è accettabile, con lo scenario che si sta delineando per l'agricoltura europea, siamo ormai alla definizione della nuova PAC, la nuova politica agricola comunitaria; è aperta tutta la trattativa per quanto riguarda la questione del negoziato del WTO, e lei sa benissimo cosa significa. Significa che, per esempio, i sostegni al reddito e all'agricoltura dovranno essere ulteriormente contrattati con una spinta verso il basso e con un allargamento e un'apertura ulteriore dei mercati, che significa una diminuzione dei prezzi agli agricoltori, non ai consumatori! Ma non solo, siamo alla vigilia anche dell'allargamento della Comunità Economica Europea ai Paesi dell'est, e questo significa che le risorse che nel corso di questi anni, a livello comunitario, sono andate man mano diminuendo, verranno spalmate nei prossimi anni su tutti i Paesi della Comunità Economica Europea, compresi i Paesi dell'est e quindi avremo una drastica riduzione del sostegno al reddito delle nostre aziende.

Allora, se questo è, a maggior ragione sarebbero state necessarie una politica ed un'attenzione diverse da quella proposte con questo bilancio per l'agricoltura. Un bilancio, badate, che perde, in termini di risorse rispetto agli stanziamenti degli anni precedenti, in modo incredibile, viene dimezzato lo stanziamento destinato all'agricoltura, passiamo dai 590 miliardi delle risorse del bilancio regionale destinate all'agricoltura nell'esercizio del 1999 ai 350 miliardi delle risorse regionali che vengono destinate nel 2003.

Quindi, siamo quasi alla metà del volume degli investimenti che venivano destinati all'agricoltura negli anni passati, e nessuno qui richiami l'intervento, che pure è previsto e di cui pure dobbiamo tenere conto quando parliamo di investimenti nell'ambito di questo settore, che deriva dagli interventi comunitari, perché anche allora c'erano gli interventi comunitari, che tra l'altro avevano anche una maggiore efficacia rispetto alla normativa attuale, che come sa benissimo l'assessore, in realtà in agricoltura ha una difficoltà di ricaduta in termini di utilizzo reale; pensiamo a quello che è accaduto con i diversi bandi, cosa che non avveniva con l'intervento che era previsto con i POP, che tutto sommato hanno consentito un processo di adeguamento e di modernizzazione dell'agricoltura.

Se a questo aggiungiamo il fatto che, nel corso di questi anni, non abbiamo speso quelle poche risorse che sono state destinate a questo comparto, da questo possiamo cogliere il significato, e concludo perché poi avremo modo di riprendere, perché il tempo è tiranno…

PRESIDENTE. Concluda, prego.

ORTU (R.C.). Concludo, avremo poi modo di riprendere questo tema nella discussione generale. Ecco perché noi abbiamo fatto una scelta e chiediamo alla Giunta di dare una risposta sulla scelta fondamentale che proponiamo qui; abbiamo scelto di presentare un emendamento che finanzi in modo adeguato la legge "21", come strumento che consente davvero di fare un intervento organico e programmato di modernizzazione dell'agricoltura sarda. Se questo non accadrà, sconteremo le ulteriori difficoltà rispetto ad un comparto che è drammaticamente in crisi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere su tutti gli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. L'emendamento numero 697 è un emendamento all'emendamento della Giunta. La Commissione non l'ha visto, ma trattandosi di un emendamento all'emendamento numero 7 della Giunta si esprime parere negativo.

Sull'emendamento numero 7 la Giunta esprime parere favorevole.

L'emendamento numero 735 è un emendamento all'emendamento della Giunta numero 6, quindi si esprime parere contrario.

La Commissione esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 6, 8, 80, 90. Esprime parere contrario sugli emendamenti numero 356, 357, 358, 359, 360, 361, 546, 548, 554, 556, 592, 74.

PRESIDENTE. Deve esprimere il parere anche sugli emendamenti all'emendamento numero 80, il 712 e il 742.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente, per semplificare mi rimetto all'Aula, poi eventualmente, in sede di discussione, preciserò meglio.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Sugli emendamenti numero 7 e numero 6, la Giunta esprime parere favorevole.

Sull'emendamento numero 8...

PRESIDENTE. All'emendamento numero 7 è stato presentato l'emendamento numero 697 soppressivo totale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ovviamente la Giunta è contraria, pur accogliendo però - devo dire sempre esattamente quello che penso - le osservazioni che sono state fatte dal collega Gian Valerio Sanna per quanto concerne le convenzioni con le università. Io concordo con l'onorevole Gian Valerio Sanna che sia opportuno che le convenzioni con le università piuttosto che ai singoli assessorati di competenza, vengano demandate alla competenza dell'Assessorato alla cultura e pubblica istruzione, questo per avere un quadro più completo della situazione. Io mi ritrovo però una convenzione che risale a diversi anni fa, che purtroppo devo onorare, perché l'istituzione del corso di laurea in erboristeria presso la Facoltà di agraria di Sassari è stabilita da una convenzione vecchia, non è una convenzione firmata dall'attuale assessore, e bisogna per forza onorarla perché stata firmata dalla Regione. Sono però dell'opinione che per quanto riguarda la gestione di queste convenzioni sia necessario trovare un accordo con l'assessore alla cultura e alla pubblica istruzione .

Per quanto riguarda l'emendamento numero 8 il parere della Giunta è favorevole; l'emendamento numero 80 mi pare sia stato sostituito.

PRESIDENTE. E' stato sostituito dal 742.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. L'emendamento 742 non è sostitutivo, l'emendamento 742 è soppressivo, se non vado errato... No, sbaglio.

PRESIDENTE. E` sostitutivo.

CONTU, Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. E` il 712 che è soppressivo.

(Interruzioni)

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. La Giunta sull'emendamento sostitutivo numero 742 si rimette all'Aula, onorevole Cappai, perché esso sostituisce sì l'emendamento 80, però sul piano finanziario vedo che c'è una aggiunta rispetto al suo vecchio emendamento, cioè un ulteriore spendita di due miliardi e cinquecento milioni sui quali io non posso che sentire il parere dell'assessore del bilancio.

Sull'emendamento soppressivo numero 712, invece il parere della Giunta è contrario.

Per quanto poi concerne l'emendamento numero 90, la Giunta esprime parere favorevole. Si tratta di un emendamento che riguarda la proroga al 31 dicembre di quest'anno del personale, dieci unità, che ci erano state date nella vecchia legge sulla febbre catarrale ovina, sono dieci funzionari dell'ente dell'Ersat e delle A.S.L. per mandare avanti gli interventi inerenti la febbre catarrale.

Sull'emendamento numero 356 il parere della Giunta è favorevole sulla sostanza. Esprimo però dei dubbi sul fatto che si possa regolamentare questa materia con una norma nella finanziaria. E' già intendimento dell'Assessorato, quando si tratterà di modificare i POR a fine anno, introdurre una norma per sostenere la produzione, trasformazione e commercializzazione delle produzioni biologiche, quindi essa è pleonastica; però io suggerirei al collega Alberto Sanna, se è possibile, di tradurre questi emendamenti in un ordine del giorno globale, perché all'ordine del giorno sarei senz'altro favorevole. Ripeto, per quanto riguarda gli emendamenti numero 356, 357 ed il 358 la Giunta è favorevole sulla sostanza. L'emendamento numero 357 riguarda la valorizzazione dei prodotti dell'agricoltura attraverso il sostegno all'associazionismo, l'Assessorato è già d'accordo, sta già preparando un provvedimento in questo senso, ma è già previsto anche nell'attuale POR. Per quanto -+riguarda il 358, cioè per quanto riguarda le infrastrutture siamo ugualmente d'accordo; per altro è già contenuto anche nell'attuale POR, si tratta caso mai di reperire altre risorse all'interno del POR.

Sulla sostanza quindi non ho nulla da eccepire, anzi, mi dichiaro favorevole a tutti e tre gli emendamenti. Vorrei piuttosto far notare che forse è più opportuno che questi tre emendamenti vengano sostituiti da tre ordini del giorno che la Giunta accetterebbe senz'altro, perché mi pare strano che si possano inserire come norma in una legge finanziaria.

L'emendamento numero 359, invece, se non vado errato, tratta di un problema da far tremare le vene ai polsi, e cioè il problema del cosiddetto indebitamento agricolo, che non ammonta a 1600 miliardi, ma abbiamo scoperto ora, nei contatti che abbiamo avuto con le banche, che si tratta di una cifra molto superiore, in quanto sono sfuggiti alla ricognizione i crediti che molte banche, soprattutto il Banco di Sardegna, hanno ceduto a società di esazione. Quindi, trattasi di un indebitamento superiore a 1600 miliardi. Il collega Sanna sa benissimo che si tratta veramente di un problema da far tremare le vene ai polsi, perché si tratta, anche qui, di un problema che non è soltanto di quest'anno, ma direi che risale a tanti e tanti anni fa. L'indebitamento agricolo non riguarda solo il 2001, il 2002 o il 2003, ma risale ad epoche precedenti. Io vorrei fare solo due osservazioni. Primo: il collega Sanna sa benissimo che, su sollecitazione delle organizzazioni professionali, è stato costituito un comitato presieduto dall'assessore di cui fanno parte sia le organizzazioni professionali e cooperative che i rappresentanti delle banche creditrici, che sta esaminando il problema.

Tra l'altro io ho qualche perplessità su questo emendamento, perché se venisse approvato saremmo costretti, secondo me, a notificarlo all'Unione Europea. Io vorrei pregare il collega Sanna di ritirare l'emendamento numero 359 con l'impegno che la Giunta si farà carico delle problematiche che sono contenute nell'emendamento anche in questo caso, se il collega Sanna volesse, potrebbe caso mai presentare un ordine del giorno che verrebbe senz'altro accolto dalla Giunta, anche se in sei mesi non è possibile fare questo lavoro, perché per fare questo lavoro occorre anche la collaborazione delle banche; non basta la nostra buona volontà di andare avanti, ma occorre un lavoro che è veramente un lavoro da Sisifo. Quindi io la pregherei di ritirare l'emendamento.

Sull'emendamento numero 360, che prevede cento miliardi a favore della "21", è chiaro che l'Assessore competente, ogni qualvolta si aumenta lo stanziamento a favore delle leggi che amministra, personalmente non può che essere favorevole, però qui si tratta di un importo notevole, si tratta di cento miliardi; su questo emendamento è chiaro che il dominus del bilancio è l'assessore al bilancio e vedo che mi ha lasciato un appunto dove c'è scritto "no", quindi il parere è negativo.

PRESIDENTE. Assessore, la prego di essere un po' più stringato, perché ci sono ancora molti emendamenti.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Va bene, sarò stringato. Sull'emendamento numero 361 vale lo stesso discorso che ho fatto per gli altri emendamenti, onorevole Sanna, sulla sostanza sono favorevole, ma è pleonastico che lo si scriva nella finanziaria.

L'emendamento numero 546 è localistico. E' un emendamento che dice che per l'elettrificazione delle aziende agricole del Goceano bisogna stanziare una somma; allora tutte le zone potrebbero chiedere identico trattamento, quindi il parere della Giunta è negativo.

L'emendamento numero 548 è decaduto perché è stato assorbito.

Poi c'è l'emendamento numero 554 sul quale, francamente, ho qualche perplessità, onorevole Capelli, per la dizione, "funzione di pubblico interesse". Bisogna che stiamo attenti; io la pregherei di ritirare questo emendamento.

Il problema però è all'attenzione dell'Assessorato, già nel programma dell'Associazione Regionale Allevatori della Sardegna posso garantire che è stato introdotto il problema che lei porta. Ma è la dizione che mi preoccupa perché attribuire una funzione pubblica a ad un consorzio privato può essere pericoloso.

C'è poi l'emendamento numero 566 sulla festa del vino. Effettivamente si tratta di una festa del vino che abbiamo fatto altre volte nelle cantine e quindi il parere della Giunta è favorevole. Anche se è una spesa di 150 mila euro, l'Assessore del bilancio mi perdonerà se l'accetto.

Sull'emendamento numero 592 il parere è negativo, anche perché è vero, onorevole Ibba, che non si aumentano le cifre, però è anche vero che con questo emendamento si continua a disperdere una somma che oggi è destinata alle organizzazioni professionali più rappresentative. Il parere della Giunta quindi è negativo. Sull'emendamento numero 74 vale lo stesso discorso fatto per quanto riguarda il 360, cioè il parere della Giunta è negativo. Vedo calche l'Assessore del bilancio ha scritto "no", quindi mi attengo a questo. Trattandosi di un problema finanziario, sarà l'Assessore del bilancio casomai, nella discussione, a dire il suo parere. Mi pare che non ci siano altri emendamenti.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 10 e sui relativi emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Io intervengo su questo articolo e mi richiamo ad alcuni pareri. Su questa finanziaria si sono espressi i più vari e variopinti giudizi durante la discussione generale. In quella occasione io dichiarai la finanziaria irricevibile.

Dopo circa tre settimane di discussione, una maggiore e più approfondita riflessione non mi ha sinceramente consentito di modificare questo giudizio. Fino a questo momento nessuna modifica, se non quelle, alcune delle quali proposte dall'opposizione, all'impianto della manovra, mi ha indotto a modificare questi giudizi. Assistiamo, e oggi c'è la verifica, a una precarietà di interventi che sono per lo più frammentari ed episodici. In tutti gli articoli finora discussi non c'è nessuna organicità, si prosegue quindi con una grande confusione.

Dicevo che non sfugge a queste considerazioni l'articolo 10, che è dedicato a un argomento così delicato come l'agricoltura, dove si notano alcune incongruenze. In questo settore, come al solito, in questi ultimi tre anni, le attenzioni della maggioranza sono state del tutto insufficienti e poco coordinate. Abbiamo interventi privi di qualsiasi strategia, di grande provvisorietà, a questo settore viene a mancare quel minimo di sicurezza e di garanzia in grado di garantirne la sopravvivenza. E' UN settore che vive una crisi gravissima, da quindici anni, a questa parte, per tutta una serie di fenomeni, che conosciamo abbondantemente e che per lo più hanno la caratteristica dell'eccezionalità, che hanno provocato una costante e progressiva diminuzione degli operatori in questo settore, una fuga costante che determina un invecchiamento dei suoi operatori; un processo grave che non consentendo un ricambio generazionale non riesce a garantire una indispensabile e corretta gestione di tipo aziendale.

Quindi è un settore, questo agrozootecnico, nel quale, come abbiamo già avuto modo di dire nella discussione in Commissione, prevalgono soprattutto le spese correnti, con scarse risorse destinate agli investimenti. Qualcuno accennava poc'anzi alla totale inadeguatezza delle risorse destinate ad alcune leggi di settore fondamentali, come la "21", per cui è stato previsto uno stanziamento di circa 9 milioni di euro, 18 miliardi delle vecchie lire; una cifra ritengo ridicola, una vergogna per una finanziaria che dovrebbe dare indicazioni molto più certe e sicure a questo settore.

Avete enormi risorse, caro Assessore, allocate nei residui, ingenti risorse ferme, non programmate, prive di destinazione. Non riuscite a spendere neanche i residui. Queste cifre sono scritte nella vostra proposta di bilancio e non sono sicuramente frutto della mia immaginazione.

E' un settore dove la routinarietà prevale. Tutto questo è disarmante! Avete una macchina amministrativa molto forte e potente, con circa tremila persone, però è una macchina amministrativa farraginosa, che non è assolutamente in grado di gestire se non la quotidianità e non riesce quindi, chiaramente, a stare al passo con i tempi.

Abbiamo come contraltare una lungaggine burocratica, una tempistica che in alcuni casi raggiunge la decennalità, che non fanno altro che allontanare e scoraggiare chi, con grande sacrificio e con grande fatica, si barcamena tra enormi difficoltà.

Non sfuggono quindi all'invecchiamento anche alcune strutture all'interno dell'Assessorato - non me ne voglia il nostro simpatico Assessore - e del suo entourage che ha un'età abbastanza ragguardevole e quindi il principio del ringiovanimento…

(Interruzioni)

Parlavamo appunto di legge "21". Under 21 non siete e quindi uno snellimento anche in quel settore avrebbe fatto sicuramente piacere a tutti.

Io credo, caro Assessore, che dopo quasi quattro anni sia necessario dare un segnale, quindi si inizino a vedere veramente in quel settore tutte le potenzialità che esso, con le giuste attenzioni, può esprimere. Le dico la sincera verità: io sono abbastanza scettico, è molto difficile smuovere una prassi collaudata. Sono scettico perché niente di tutto ciò che viene proposto da quest'Aula viene approvato e trova le giuste risposte da parte della Giunta. Abbiamo anche ordini del giorno che prevedevano interventi straordinari che vengono disattesi. Niente! Non vi rendete conto che in alcuni territori, dove si sono verificate gravi epidemie e drammatiche situazioni, ci sono ancora gravi, gravissime difficoltà. Risollevarsi, caro Assessore, da simili drammi è molto difficile, occorreranno diversi anni prima che si possa tornare alla normalità. Alcuni colleghi della maggioranza si erano impegnati a proporre questi interventi straordinari, ma mi pare che si siano defilati e nessuno ormai ne parli più.

A questo articolo 10, dicevo, per cercare di dargli una connotazione più consona e più adeguata alle esigenze del settore, noi abbiamo presentato una serie di emendamenti che il collega Sanna e il collega Ortu hanno illustrato con grande chiarezza. Riteniamo che questi emendamenti vadano in una direzione, che è quella di dare all'agricoltura e alla zootecnia quelle risorse che, non credo per negligenza, non sono state previste durante la discussione sia in Giunta che in Commissione.

Io credo che l'accoglimento di questi utilissimi suggerimenti da parte dell'Aula, così come rimarcato da tutte le organizzazioni di categoria, di cui noi non abbiamo fatto altro che recepire le indicazioni, sarebbe un parziale anche se tardivo riconoscimento e recupero di quelle risorse che, mi auguro, solo per disattenzione non sono state previste. Sullo specifico poi torneremo e ne parleremo con maggiore attenzione, però credo che alcuni settori, tipo il biologico o colture di grande pregio e di grande salubrità, di enorme richiamo commerciale in Italia e in Europa debbano essere maggiormente curati e non trascurati.

Credo, caro Assessore, che non si possano risolvere i problemi dell'agricoltura, dichiarando la totale fondatezza dei nostri emendamenti, però chiedendo di trasformarli in ordini del giorno, che ,come dicevo poc'anzi, sono sempre quasi totalmente disattesi. Caro Assessore, credo che sia giunto il momento di svegliarsi, di cominciare a sfruttare tutte le risorse che possono portare al miglioramento di un settore che dà un notevole contributo alla nostra Isola, quindi alla nostra produzione lorda vendibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non interverrò su tutto l'articolo, ma in particolare su un emendamento che trovo di grande importanza e di grande utilità per la Sardegna. E' un problema nuovo ed è un problema sollevato dalla Giunta regionale, credo su indicazione dell'Assessore dell'agricoltura, con il quale mi complimento per l'attenzione su un problema che non è ancora arrivato a interessare l'Aula. Parlo dell'emendamento numero 8 all'articolo 10, che chiede l'erogazione di un contributo all'Istituto Zootecnico Caseario per un piano tendente a sradicare dalla Sardegna la scrapie. Non è un problema di poco conto se consideriamo i danni che questa malattia fa in tutto il mondo e in particolare in Sardegna per i nostri allevamenti ovini.

Sono recenti le polemiche che sono sorte in tutta Europa per quanto riguarda i danni conseguenti all'epidemia di scrapie bovina, con tutto quel che ne è conseguito in campo di patologia umana. Però è arrivato già all'attenzione della Commissione Europea, che ne discute in sede tecnica, quindi con una Commissione all'uopo approntata, un documento che praticamente impegna la Commissione Europea a finanziare un piano per eradicare la scrapie ovina da tutto il territorio dell'Unione Europea. Il piano, che è già attivo in certe nazioni, è basato su esperienze precedenti che sono state avviate in nazioni che contro questa malattia combattono anche in maniera più importante di noi, anche perché sono più colpite della Sardegna. Noi fino ad oggi, quando le nostre greggi sono state colpite da scrapie, abbiamo provveduto abbattendo gli animali e, quando si è arrivati ad avere la denuncia, abbattendo l'intero gregge. In Francia e in Germania, prima di noi, si sono avviati dei piani tendenti a selezionare dei capi che sono geneticamente resistenti alla malattia. In particolare sono molto avanti rispetto a noi l'Olanda, la Norvegia, la Francia e l'Inghilterra. Diciamo che il fine di questa attenzione della Commissione Europea è quello di creare degli allevamenti ai quali conferire una certificazione di scrapie-free, cioè di gregge immune dalla scrapie. In poche parole dovrebbero esistere due tipi di certificazione: una prima certificazione, che è la più importante, per le greggi che sono da un certo numero di anni completamente esenti da casi di scrapie per impedire qualunque incrocio con greggi che non abbiano questa certificazione di immunità. Una seconda certificazione dovrebbe essere data a quelle greggi in cui tutti gli arieti da riproduzione provengano da allevamenti immuni da scrapie, che abbiano la certificazione di primo livello.

Le nazioni che finora si sono interessate sono praticamente al problema sono divisibili in due gruppi: da una parte l'Olanda e la Norvegia, che hanno una presenza di allevamenti ovini poco importante e che quindi in poco tempo possono raggiungere grandi risultati rispetto alle loro dimensioni, e le nazioni come l'Inghilterra e la Francia che, pur avendo un numero impressionante e importante di allevamenti ovini, hanno però una serie di studi molto avanzati ed esperienze che risalgono anche ai primi anni novanta, quindi rispetto a noi sono più avanti di dieci anni con questi studi.

In Inghilterra, addirittura dal 2001, esiste già la certificazione di scrapie-free, quindi hanno già ottenuto importanti risultati. Noi non dobbiamo più fermarci ad abbattere le greggi nelle quali la malattia si manifesta, ma dobbiamo fare una pianificazione e incrementare la ricerca. Ecco perché io plaudo a questa iniziativa dell'Assessore, perché non è pensabile che la Sardegna rimanga fuori da questo piano.

In Sardegna abbiamo bisogno di almeno centomila capi riproduttori resistenti, e ottenerli non è facile, neanche con le tecniche dell'ingegneria genetica, perché sappiamo tutte le controversie che ci sono riguardo anche alla clonazione dei capi resistenti, perché ci sono delle controindicazioni legate alla facilità con cui si ammalano queste greggi, e anche perché noi andiamo incontro a un ostacolo che per noi sardi è importante, e che non è importante, per esempio, per la Francia o per l'Inghilterra, dove l'allevamento è finalizzato alla produzione di carni, mentre in Francia, quando hanno tentato di fare questi incroci geneticamente indirizzati e selezionati, hanno ottenuto sì una resistenza alla scrapie per le loro greggi, però, c'è stata una contemporanea diminuzione della produzione di latte. Loro hanno greggi selezionate soprattutto per la produzione di carni, noi abbiamo greggi, lo sappiamo bene, selezionate, per la produzione di latte. Quindi non è una cosa di poco conto, ed è un tema con il quale dovranno confrontarsi i nostri ricercatori dell'Istituto Zootecnico Caseario che sono all'altezza, mi risulta, di risolvere il problema e hanno la cultura e le conoscenze necessarie per cimentarsi con un argomento così importante e così impegnativo.

Noi dobbiamo assolutamente avere i finanziamenti della Regione, ma dico anche di più: noi dobbiamo come Regione Sarda, per l'importanza economica che il settore riveste in Sardegna, aprire un tavolo di confronto col Ministero e chiedere addirittura che si vada oltre i termini previsti dalla Commissione Europea, per avere dei tempi più lunghi per introdurre queste certificazioni. Perchè? Perchè noi sappiamo che possiamo avere delle ricadute negative su tutto il settore del mercato lattiero caseario, ma anche in quello delle carni sarde, perchè è chiaro che se noi esporteremo dei prodotti, parlo dei formaggi verso gli Stati Uniti, ma parlo anche dell'agnello sardo verso i mercati del nord Italia e del centro Europa, ed esporteremo dei prodotti non certificati, chiaramente si avrà un deprezzamento di tutto quello che verrà prodotto in Sardegna, sia dei nostri agnelli di qualità sia dei nostri formaggi che avranno una concorrenza senz'altro più agguerrita. Oggi i mercati fanno molta attenzione anche ai risvolti sanitari, soprattutto dopo gli allarmismi creati dalla scrapie nel recentissimo episodio che ha colpito gli allevamenti francesi ed inglesi soprattutto, quindi dobbiamo mettere i nostri allevamenti nella condizione di mettersi al passo con le Nazioni che sono state più lungimiranti della nostra. Quindi rinnovo l'apprezzamento per l'interessamento, rinnovo i complimenti per l'Assessore e per il suo staff e chiedo che l'Aula dia un particolare riscontro positivo a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Sinceramente debbo dire che intanto gradirei che qui qualcuno ascoltasse e che chi deve parlare potesse anche parlare.

Sinceramente c'è da rimanere un po' sconcertati per le cose che sono state dette; io dico all'onorevole Liori che se l'attenzione in quest'Aula è la stessa che la Giunta ha ha manifestato rispetto al settore dell'agricoltura con la proposta di bilancio, mi auguro che le greggi ci possano essere anche nei prossimi anni, perchè sulla base delle cose dette dall'Assessore, sinceramente, non so quale possa essere il destino di un comparto importante qual è quello dell'agricoltura, soprattutto perché l'Assessore addirittura ammette in Aula che l'indebitamento è ben superiore a quello che in qualche modo si dava per acquisito. Non solo, un po' preoccupato che le cose fossero ricondotte al suo modo di operare ha messo le mani avanti dicendo: "Badate, però, l'indebitamento esiste da parecchi anni.". E` vero l'indebitamento esiste da parecchi anni, ma il fatto grave è che quell'indebitamento condiziona in modo drammatico le nostre aziende agricole. Adesso il problema non è questo. Certo l'indebitamento è il frutto dell'assenza di una politica che avrebbe dovuto sostenere in modo serio una modernizzazione compatta in modo tale da produrre reddito. Qui potremmo parlare a lungo delle responsabilità. Ma la cosa grave è che mentre l'Assessore riconosce che c'è una condizione di grande difficoltà, poi, in qualche misura, fa come Ponzio Pilato, anzi fa anche un atto di furbizia, che forse deriva dalla sua lunga esperienza di uomo dell'agricoltura. Conosce bene gli agricoltori e i pastori per cui quella conoscenza la utilizza, ma questo non le salva l'anima, Assessore! È inutile che lei dica qui: "Io ho un fogliettino dell'assessore Masala che mi dice di rispondere di no". E` lei che deve dire se accoglie o non accoglie l'emendamento, perché è lei che sta parlando anche a nome dell'assessore Masala.

Badi a me interessa porre la questione fondamentale, non mi voglio perdere nei rivoli delle cosette, pure importanti, lei, poi, anche qui utilizzando la sua lunga esperienza di buon conoscitore del mondo dell'agricoltura, per dare il contentino, accoglie un emendamento che prevede una spesa di 150 mila euro - tanto quelli si possono concedere, un'opera pia si può sempre fare per uomini tra l'altro di chiesa, onorati come lei - però, il problema di fondo è quello che lei ci ha posto in Commissione. Ed è lei che ha sollecitato una nostra consapevolezza, che già avevamo manifestato, ma l'ha in qualche modo sollecitata perchè emergesse qui in Aula. Noi abbiamo presentato alcuni emendamenti, certo abbiamo dato anche un'indicazione per quanto riguarda la quantificazione delle risorse, dopo che, ormai da anni, e l'Assessore lo sa, non si interviene per gli investimenti in agricoltura. Badate la "21" è una legge di riordino che abbiamo voluto perchè occorreva mettere i puntini sulle "i", perchè occorreva adeguare la nostra normativa alle norme comunitarie, perché si diceva: "Non riusciamo ad intervenire perché non ci siamo adeguati alle norme comunitarie ". Finalmente la legge c'è, con grande fatica è stata approvata in sede comunitaria, però la legge "21" è del 2000; oggi siamo al 2003. E il 2003 registra, per quanto riguarda la disponibilità, che poi significa anche la consapevolezza, Assessore da parte sua e da parte di questa Giunta, dei problemi che sono presenti nell'agricoltura, questa vostra proposta di bilancio, che prevede uno stanziamento di 18 miliardi per l'agricoltura. Ma ci rendiamo conto? Tra l'altro 18 miliardi per tutto, perchè la legge "21" è lo strumento che dovrebbe consentire di intervenire nell'insieme del comparto agricolo in modo serio e programmato, per i miglioramenti, per le infrastrutture, per l'adeguamento delle macchine, sarebbe persino ora di non chiamarle più macchine, delle tecnologie che pure sono necessarie anche in agricoltura. Pensiamo alla concorrenza che subisce per esempio il settore serricolo, che pure è un settore da non sottovalutare, importante per l'economia della nostra Isola oltre che per il comparto agricolo. Quindi, il processo di adeguamento e di aggiornamento è necessario. Ebbene, il tutto dovrebbe essere risolto con 18 miliardi; ma 18 miliardi possono consentire di fare 18 interventi per le dimensioni che oggi hanno. E la viabilità? E l'intervento serio che pure sarebbe necessario per incentivare l'introduzione di sistemi di irrigazione che portino al risparmio delle risorse idriche. Ci avete fatto la testa così! Quando non c'è acqua, tutti parlate di non so bene che cosa! Questa è la consapevolezza e la disponibilità di questa Giunta. Può essere accettato un ragionamento di questo tipo? Va bene che, ripeto, si fa in un'Aula che sinceramente si sta occupando di tutt'altro. I problemi vostri sono comprensibili, sono di ben altra natura e di ben altra dimensione, però, vi siete cacciati voi in quel vicolo cieco. Non è che si possa bloccare il bilancio e non si debba discutere con l'attenzione e con la tensione necessarie di comparti importanti, perché, badate, non è che stiamo parlando solo dell'economia primaria che è rappresentata dall'agricoltura, ma oggi se c'è un minimo di tessuto di trasformazione industriale che tiene in quest'Isola, dopo tutto quello che sta accadendo, è quello che è legato alla trasformazione dei prodotti dell'agricoltura. Non è in gioco quindi solo ed esclusivamente il comparto della produzione agricola. Ma l'attenzione - ripeto - è quella che avete manifestato qui. Assessore, lei è venuto in Commissione e questo specchietto che io conservo e che porto in tutte le riunioni, perchè è la sua certificazione, è uno specchietto che ci ha consegnato lei. Lei ci ha detto: "Vi consegno questo specchietto in modo tale che abbiate consapevolezza dell'entità delle risorse delle quali dispongo e di come sono destinate". Tra l'altro, nella parte relativa agli investimenti, lei lo sa benissimo, avete elencato anche risorse che non sono destinate agli investimenti, perché non si possono indicare tra le somme destinate agli investimenti i contributi ai consorzi di difesa, sono tutt'al più risorse che sono destinate ad evitare che l'Amministrazione regionale, così come accade, magari sia chiamata a rispondere di enormi risarcimenti per i danni causati dalle calamità naturali.

Un'ultima battuta e concludo; lei in Commissione ci ha sollecitato, Assessore, e noi abbiamo ben volentieri risposto alla sollecitazione e abbiamo dato una nostra quantificazione, sulla base tra l'altro di un'esigenza che io penso sia reale, se davvero vogliamo dare uno scossone ad un comparto importante dell'economia della nostra Isola, con quello che ci attende. Ci attende un drastico ridimensionamento del reddito in agricoltura! Lei sa benissimo quant'è il sostegno al reddito che proviene attraverso la politica agricola comunitaria, che poi è magari quello che consente alle nostre aziende di sopravvivere. Se lei è consapevole della situazione, lei - e concludo - deve deve onorare l'impegno che ha assunto anche con noi, che con l'assessore Masala sarebbe riuscito - al di là della nostra indicazione di quantificazione - ad ottenere una disponibilità di risorse adeguate, per quanto riguarda gli investimenti in agricoltura. Se questo non accadrà, come io sono convinto che non accadrà, è perchè voi non siete capaci di fare cose non dico serie ma utili, in questo caso non siete capaci di mantenere nemmeno l'impegno che non solo avete assunto con noi, ma che avete ribadito in tante occasioni anche con gli agricoltori e con le organizzazioni che li rappresentano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

FALCONI (D.S.). E` l'orario opportuno per parlare di agricoltura e di agroindustria, Assessore e Presidente. Penso che ne dobbiamo parlare con molta attenzione in Sardegna perché in questo settore, come nell'industria e nel turismo, sono le chiavi di volta per un possibile sviluppo in Sardegna, ma non solo in Sardegna, perché questi sono i settori che possono e debbono diventare la prospettiva di sviluppo anche del Meridione Italiano. Purtroppo il Governo nazionale lascia tutte le incombenze, dalle calamità naturali alle emergenze produttive, alle emergenze di mercato in capo alle Regioni, ma in particolare in capo alla nostra.

Dicevo ieri, quando parlavo del rapporto deficit - Pil, che l'Italia è riuscita a rispettare il patto di stabilità previsto dalla Comunità Europea, mantenendo questo rapporto al di sotto del 3 per cento, al 2,3 per cento, rispetto anche allo "splafonamento" che forti nazioni agricole ed industriali come la Francia e la Germania hanno avuto. Ebbene questo dato, pure positivo, contrasta fortemente con tutti i maxi valori economici che sono positivi in quelle due nazioni e molto negativi nel nostro paese. Ma ciò che volevo sottolineare a proposito dell'agricoltura è il modo in cui il Governo nazionale è riuscito ad attestarsi al di sotto del 3 per cento nel rapporto deficit - Pil; non so quanti di voi ricordano il cosiddetto decreto "taglia spese" di alcuni mesi fa del non certo meridionalista ministro Tremonti. Questo decreto "taglia spese" è andato a tagliare non solo nelle Regioni del sud, ma è andato a tagliare soprattutto in quelle prospettive di sviluppo del sud che sono rappresentate dall'agricoltura di qualità e dall'agroindustria.

Se voi andate a riverificare il bilancio nazionale vi renderete conto che la programmazione negoziata che molto interessava il sud e molto interessa l'agricoltura, è passata da una dotazione finanziaria di seimila miliardi ad una dotazione finanziaria di quattromila. Per i fondi sulle aree depresse, da una dotazione finanziaria precedente di milleottocento miliardi, si è passati ad una dotazione finanziaria di milleduecento miliardi. La "448" ha risorse inferiori di due terzi; le programmazioni negoziate che erano già firmate, gli accordi di programma sul sistema lattiero caseario ed altri accordi di programma firmati che interessavano il sud, ma che interessavano anche la Sardegna, sono ad oggi fermi. Il decreto "taglia spese" ha fatto questo. Abbiamo riportato un buon risultato ma lo ha pagato la base elettorale che questo Governo nazionale ha avuto nel sud, in particolare in Sicilia con un clamoroso 61 a 0. Oggi piange quella Regione così popolosa, Isola simile a noi, piange per aver dato tutto quel consenso alla Casa della Libertà che l'ha ripagata in questo modo; ma sta ripagando anche noi in questo modo, perché questi tagli vanno ad incidere pesantemente sulle prospettive di sviluppo della nostra Isola. Questo ragionamento l'ho voluto fare, Assessore, per dire a noi consiglieri, ma anche alla Giunta, che dobbiamo farci interpreti verso il Governo nazionale del fatto che l'agricoltura in Sardegna non può farcela da sola, non ce la può fare con le sole risorse della Regione Sardegna. Questa consapevolezza la dobbiamo avere, altrimenti non andiamo da nessuna parte; i colleghi che mi hanno preceduto hanno elencato alcuni dati relativi all'agricoltura in Sardegna, su un prodotto lordo vendibile di duemila miliardi, l'indebitamento bancario a medio termine ormai ha superato il prodotto lordo vendibile di un'annualità. Vi lascio immaginare cosa succede in qualsiasi azienda con questi parametri. Non si può andare avanti, il guadagno netto dell'azienda riesce a malapena, se l'azienda è sana, a coprire le passività correnti bancarie.

Con un sistema di credito arcaico che in questi anni non si è aggiornato, non si è modificato, non si è modernizzato, anzi attinge ancora oggi a piene mani dall'agricoltura sotto forma di pignoramenti, le aziende agricole vivono tragedie che forse non stiamo seguendo come dovremmo. Ebbene questo non è un sistema - se così si continua - in grado di modernizzarsi e di accedere ai mercati europei con un'agricoltura di qualità che può diventare competitiva in Italia, in Europa e nel mondo, con le qualità di base che la contraddistinguono e per alcuni settori la salvano ancora oggi. Molte aziende ormai sanno cosa significa l'Analisi dei rischi e punti critici di controllo (HCCP), cosa significa la rintracciabilità della carne che arriva sul mercato. Ebbene in questo noi siamo favoriti, perché la Sardegna è vista in Italia, ma anche fuori dall'Italia, come un serbatoio ambientale eccezionale che i prodotti dell'agroalimentare che nell'Isola si producono.

Ciò nonostante siamo attanagliati da questo fortissimo indebitamento, da un sistema di credito arcaico che opprime fortemente le aziende, ma siamo anche attanagliati dai problemi contingenti che sono il blocco delle esportazioni delle carni, che sono le endemie, che sono, ancora oggi, a distanza di ventotto anni, le cinture sanitarie nel settore suinicolo. Badate se noi non riusciremo a scrollarci di dosso queste zavorre non faremo molta strada.

Contemporaneamente assistiamo, in molti casi, soprattutto nelle aziende agropastorali quasi ad una resistenza a tutte queste intemperie, noi diciamo una resistenza a s'annada mala, perchè i pastori che producono, come comparto caseario, il cinquanta per cento dei duemila miliardi del prodotto lordo del settore agropastorale - il valore del latte prodotto in Sardegna si aggira intorno ai mille miliardi all'anno - stanno subendo un decremento di prezzo del latte, rispetto al prezzo già non alto dell'anno scorso, del quindici-venti per cento. Ma, è possibile che di questi temi non parli più nessuno? Come può reggere un'azienda già in crisi, già assediata dalle banche, che vede il suo incasso lordo diminuito di un ulteriore quindici per cento? Perchè se il latte l'anno scorso veniva pagato a mille e settecento lire, oggi si sta pagando un acconto di mille e trecentocinquanta lire e forse si arriverà alle mille e cinquecento, mille e cinquecentocinquanta…

PRESIDENTE. Onorevole Falconi, la prego di concludere.

FALCONI (D.S.). Concludo. Avrò modo di riprendere questi temi nella discussione degli emendamenti e nelle dichiarazioni di voto, perché meritano una più approfondita analisi da parte di questo Consiglio regionale, che pare abbia rimosso i temi dell'agricoltura e della pastorizia che rappresentano per noi non solo un aspetto importante della nostra economia ma una parte della nostra storia non solo recente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io farò alcune osservazioni sugli emendamenti, ritenendo l'articolo 10 non degno di grande attenzione; in relazione all'articolo 10 c'è poco e nulla da dire, tant'è che ha suscitato molti emendamenti aggiuntivi e neanche un emendamento soppressivo da parte del centrosinistra. L'Assessore avrà certamente notato che mentre agli altri articoli abbiamo presentato emendamenti soppressivi all'articolo 10 invece abbiamo presentato solo emendamenti aggiuntivi.

Le osservazioni che vorrei fare sono relative alla legge "21" ed agli emendamenti numero 360 e 74. Lo dico all'assessore Contu ma anche all'assessore Masala, l'emendamento che abbiamo approvato, relativo alla possibilità di riutilizzare i fondi andati in economia nel 2002 e di riprogrammarli per la legge numero 21, tutti sappiamo - lo sa l'assessore Contu e lo sa l'assessore Masala - che è un emendamento inapplicabile, che quindi non avrà l'effetto di portare una lira alla legge numero 21.

Io lo dissi anche al momento della votazione di quell'emendamento e tutti sappiamo che la procedura prevista rende quell'emendamento, anche se approvato dall'Aula, inapplicabile. Però, quel voto dell'Aula dava un segnale alla Giunta regionale, e il segnale è: "Bisogna investire risorse per la legge numero 21, per gli investimenti in agricoltura". Ci sono due emendamenti, uno, che ha come primo firmatario il collega Sanna, che prevede risorse per la legge "21", il 360, l'altro, che ha come primo firmatario il collega Ortu, che prevede la stipula di un mutuo per la legge "21", seguendo le indicazioni che diede l'assessore Masala in Commissione bilancio; cioè le economie che si sono realizzate in agricoltura riducono l'indebitamento, ed essendo la legge "21" una legge che va nella direzione della realizzazione di opere strutturali, si può ricorrere anche all'indebitamento per finanziare la "21". La Giunta decida. Certamente si deve scegliere una strada o l'altra. L'Assessore mi diceva: "Ci sono risorse provenienti da trasferimenti statali relativi a vecchie leggi, però abbiamo problemi nella sanità", ma la sanità non si può mangiare tutte le risorse anche se anche quella è una emergenza. Quindi, o trovate le risorse per l'emendamento numero 360 o si segue la strada che è indicata dall'emendamento Ortu che ha la stessa finalità dell'emendamento numero 360 che però indica la strada della contrazione di un mutuo per finanziare la legge "21".

La seconda considerazione che voglio fare secondo me è la più importante, perché qualifica l'articolo 10. Questo articolo di agricoltura non ne parla, questa finanziaria non parla di agricoltura, perché non credo che si possa dire che si parla di agricoltura perché si prevede un rimborso spese all'ersat per seguire le pratiche POR.

L'altro aspetto di cui voglio parlare è quello del POR agricoltura. Il collega Sanna, con gli emendamenti che ho anch'io sottoscritto, pone il problema che i bandi POR in agricoltura non stanno funzionando. Non si sta spendendo, e questo è un problema reale, tant'è che, per rendicontare le spese per l'agricoltura, si è dovuto ricorrere all'escamotage di ripescare vecchie delibere di spese già decretate del 2001-2002, relative a leggi di settore, già comunicate al beneficiario e di inserirle nella rendicontazione dei POR, perché con i bandi POR non si riesce a spendere. E` evidente che siamo coscienti anche noi che il potere di modificare il POR è attribuito con questa finanziaria alla Giunta regionale, mentre il POR ha il suo iter, deve essere proposto dalla Giunta, approvato e discusso in Commissione, poi approvato nell'Aula, e così via; neppure noi vi vogliamo dare un potere che non è da noi attribuibile alla Giunta regionale, gli emendamenti però pongono un problema reale che non si risolve con un ordine del giorno - si dice sempre che un ordine del giorno non si nega a nessuno - che riguarda il POR agricoltura che va comunque affrontato. O lo affrontiamo seguendo l'indicazione del collega Sanna, oppure dobbiamo confrontarci per capire come può essere risolto perché sui bandi POR sulle azioni da esso previste non si sta spendendo e dovete ricorrere ad escamotage.

Voglio fare altre due considerazioni sul problema dei debiti delle aziende agricole. E' una strada che viene indicata, e non vedo perché l'Assessore non possa accogliere l'emendamento numero 359 che in sostanza dice: "Affrontiamo il problema, cominciamo intanto a quantificare l'indebitamento delle aziende agricole e poi studiamo una soluzione". E' più che altro una raccomandazione che viene fatta alla Giunta, anche se con una norma inserita in finanziaria, che indica una strada che va percorsa.

Voglio inoltre fare due osservazioni sull'emendamento numero 8, al collega Antonello Liori che è intervenuto dicendo: "Plaudo all'iniziativa dell'Assessore per l'emendamento numero 8". Ma io dico, se l'emendamento numero 8 è finalizzato, come è scritto nell'emendamento, a finanziare un "programma finalizzato a contrastare la scrapie", perché viene indicato l'Istituto Zootecnico Caseario e non invece l'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sardegna che ha competenze in materia e del quale si parla nella finanziaria all'articolo 15 comma 9? Perché il compito di disporre un programma finalizzato a contrastare la scrapie si deve dare all'Istituto Zootecnico Caseario e non allo Zooprofilattico che invece ha competenza primaria? Non sarà un problema di amministratori? Un ente ha una competenza e uno l'altra. Quindi io non ho nulla contro l'emendamento 8, ma andrebbe riferito all'articolo 15, comma 9, e non invece all'articolo 10.

Voglio fare un'ultima considerazione. I colleghi hanno presentato un emendamento che pone il problema del consorzio di bonifica. Sì, è vero che c'è un problema più generale, però è vero che le dimensioni del Consorzio della Sardegna meridionale e i problemi che si sono avuti per la siccità nel sud della Sardegna e le risorse idriche disponibili nel sud della Sardegna sono differenti rispetto al resto del territorio regionale, di tutto il territorio regionale…..

(Interruzioni)

Perché c'è l'acqua e c'è chi la può pagare. Se non dai l'acqua che cartelle fai! C'è il problema di una situazione debitoria che, a causa della siccità, sta ponendo a rischio anche le stesse retribuzioni del personale. Anzi non si possono più pagare. E` un problema che comunque va affrontato! O lo si affronta con questa finanziaria, o comunque è un problema che va affrontato per la drammaticità con la quale esso si pone.

Certo, anche l'intervento per modificare la vecchia norma che renderebbe spendibili le risorse - non è solo un problema di residui, il problema è rendere comunque spendibili quelle risorse, perché con la vecchia norma non lo erano - è un fatto importante. La soluzione è quella che indicava Gian Valerio Sanna, occorrerebbe mettere mano al problema dei consorzi, non come ci sta mettendo mano attualmente la Giunta che invece di unificare sta scorporando i consorzi (è quello che sta avvenendo nel sassarese), ma in attesa di poterci mettere mano con una riforma vera, occorre che questi non chiudano e non vengano a chiamati a rispondere di situazioni fallimentari come quella nella quale si trova il Consorzio della Sardegna meridionale. Quindi, mi sento di caldeggiare questo intervento.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta fino alle 15.30. Il primo iscritto a parlare alle 15.30 è il collega Sanna Alberto.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 30, viene ripresa alle ore 15 e 39.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Siamo in sede di discussione generale dell'articolo 10 e degli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Frau, ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io prendo la parola a proposito dei problemi della agricoltura nella veste di consigliere regionale ma anche nella veste di presidente della Commissione agricoltura e ambiente.

E` inutile che stiamo qui a ripetere, ce lo siamo detti tante volte, quanto sia importante il mondo della agricoltura e della zootecnia nell'ambito dell'economia regionale, ma molti sono i problemi e molte sono le aspettative e le speranze di questo mondo così importante.

Purtroppo - e anche questo ce lo dobbiamo dire - in questi ultimi anni il mondo della campagna è stato interessato da molte, da troppe emergenze, e a queste molte emergenze abbiamo cercato tutti insieme, in Consiglio regionale, di dare una risposta. Non sto qui a ripetere i problemi dell'alluvione, delle varie siccità, delle varie epizoozie che sono venuti a costare alla regione Sardegna oltre 1.200 miliardi di vecchie lire. E' una somma enorme con la quale, se noi avessimo potuto utilizzarla in modo diverso, probabilmente avremmo risolto, almeno in parte il problema dell'infrastrutturazione necessaria, perché - ce lo dobbiamo anche dire - in Sardegna l'infrastrutturazione è sicuramente ancora carente, non possiamo avere una agricoltura all'avanguardia se non abbiamo elettrificazione, se non abbiamo strade, se il mondo della campagna non viene messo nelle condizioni di operare. Quindi dico che qualche cosa è stata fatta, però dobbiamo fare ancora qualcosa di più. E io che sono presidente della Commissione agricoltura, Commissione che ho chiamato tante volte "delle emergenze o delle rogne", mi trovo veramente in difficoltà perché, purtroppo, al di là degli impegni che vengono presi spessissimo in Commissione, e spessissimo all'unanimità, poi i risultati pratici sono quelli che sono.

I colleghi, principalmente i presentatori di alcuni emendamenti, hanno parlato oggi della legge regionale "21", una legge importante, ce lo siamo detti tante volte, che finalmente fa chiarezza nel mondo della campagna e fa chiarezza nell'ambito delle tante, delle troppe leggi regionali che la Regione Sardegna si era data e che spessissimo non erano state notificate, e pertanto si aveva spesso una contrapposizione tra Regione Sardegna e Unione Europea. E' una legge quadro importante per quanto concerne il miglioramento fondiario, l'acquisto di macchine agricole, l'acquisto di terreni, la ricomposizione fondiaria e quant'altro, però bisogna pur dare gambe a queste cose, e credo, onorevole Assessore Contu, e onorevole assessore Masala, che con i pochi soldi che sono stati stanziati non sarà possibile. Io capisco le difficoltà che ci sono per reperire altre risorse finanziarie, ho dato atto di tutti i soldi che sono stati spesi per le emergenze e che potevano essere utilizzati in modo diverso, però credo che, per quanto concerne la legge "21", qualcosa si deve pur fare.

Non sto qui a ricordare, assessore Contu, quello che abbiamo scritto nella relazione di maggioranza che accompagnava il nostro parere per quanto concerne le poste in bilancio dell'assessorato all'agricoltura. Abbiamo scritto questo, lo vorrei leggere brevemente: "La Commissione, pur esprimendo parere favorevole, ha evidenziato come gli stanziamenti previsti nella proposta di bilancio non appaiono del tutto congrui rispetto alle reali necessità del settore agricolo, questo infatti presenta ancora una debolezza di base dovuta, oltre alle ricorrenti calamità naturali, sia ad una insufficiente infrastrutturazione del territorio rurale, sia alla mancata modernizzazione delle strutture delle singole aziende. Appare pertanto necessario uno sforzo dell'intero Consiglio al fine di reperire ulteriori risorse da destinare al settore agricolo che, nonostante tutto, rappresenta un importante settore dell'intera economia della Sardegna. Le eventuali risorse aggiuntive, reperite nell'ambito della discussione della manovra finanziaria, dovrebbero essere destinate infatti alla infrastrutturazione del territorio, con particolare riferimento alla realizzazione di opere per la raccolta e la distribuzione dell'acqua e alla concessione di finanziamenti per la realizzazione delle opere di miglioramento fondiario previste, come dicevo prima, dalla legge regionale "21" del 2000". Questa è la parte della relazione, onorevole assessore, per quanto concerne l'agricoltura.

Assessore Masala, prendo atto di quello che c'è, ma io dico che non è del tutto sufficiente, l'ho detto anche in altre occasioni, l'ho detto anche in riunioni con le rappresentanze sindacali agricole, probabilmente non si possono trovare cento miliardi per la legge "21", però qualche cosa può essere fatta, e principalmente può essere fatta perché, già in questa prima parte della discussione della finanziaria, sono state fatte delle economie. Allora io chiedo che venga fatto uno sforzo per raddoppiare, se è possibile, i 9 milioni di Euro, perché se non diamo gambe alla legge "21" è inutile che noi ci siamo dati questa legge.

Voglio entrare nel merito anche di qualche altro emendamento. Stamane il collega onorevole Liori ha parlato del problema della scrapie. Anche di questo problema - i colleghi lo ricorderanno - abbiamo parlato in commissione, abbiamo iniziato la discussione di una proposta di legge presentata dai colleghi onorevoli Manca e Giacomo Sanna, a proposito della necessità di estendere anche agli allevatori ovicaprini danneggiati da questa encefalopatia spongiforme ovina che è la scrapie, le provvidenze che l'amministrazione regionale dà a favore degli altri allevatori danneggiati dalla febbre catarrale degli ovini.

Questa malattia che, come sapete, è la variante ovina della BSE probabilmente è meno appariscente però è molto più pericolosa della blue tongue, perché per la blue tongue vengono abbattuti gli animali infetti, mentre per quanto riguarda la scrapie, se in un gregge ci dovesse essere solamente un individuo ammalato viene eliminato tutto il gregge. Quindi credo che sia importante quello che sta facendo l'Istituto Zootecnico e Caseario della Sardegna. Stamani qualcuno diceva: "Perché questi fondi non li diamo all'Istituto Zooprofilattico sperimentale?" Perché la ricerca viene fatta proprio nell'Istituto Zootecnico e Caseario di Bonassai nell'agro di Sassari in cui si fa ricerca pura. Come voi sapete il primo muflone clonato è nato proprio in questo Istituto. Quindi io credo che i finanziamenti che sono stati chiesti con l'emendamento numero 8 siano opportuni affinché possa essere continuata la ricerca per quanto riguarda anche questa malattia.

Voglio dire altre due cosette, onorevole Presidente. Ho ascoltato le sue dichiarazioni per quanto riguarda l'indebitamento, avevo già letto di questa Commissione che è stata predisposta per studiare Regione, banche e mondo imprenditoriale e agricolo. Perché bisogna intervenire? Perché, se è vero come è vero che i debiti delle aziende agricole ammontano a circa 2000 miliardi, credo che se non troviamo un mezzo per venire incontro a questo settore la situazione sarà sempre più grave e diventeranno inutili anche le altre provvidenze che noi possiamo dare.

L'ultima osservazione che voglio fare riguarda le macchine agricole. Ne abbiamo parlato per quanto riguarda la "21", però lei sa, Assessore, che ci sono ancora tantissimi agricoltori che aspettano le provvidenze dal 1994 - 1995. So che lei si sta interessando anche di questo, e credo che sia opportuno continuare sulla linea che lei sta portando avanti perché tantissima gente ha pagato di tasca propria, talvolta chiedendo soldi alle banche e non sa più come fare. Quindi, caro assessore, credo che, al di là di tutte queste cose - e ne potremmo dire tante altre - gli stanziamenti per la legge "21" siano insufficienti e possano essere rivisti. Dicevo prima che sono state fatte delle economie, probabilmente se ne faranno altre, perché credo che il mondo della campagna debba essere tenuto nella massima considerazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, onorevoli colleghi, onorevole assessore Contu, io credo che dalla discussione di oggi, sentite anche le risposte del Presidente della commissione bilancio onorevole Balletto, che ha respinto tutti gli emendamenti della opposizione senza spiegarne i motivi - tra l'altro l'onorevole Balletto ha accolto in toto gli emendamenti della Giunta e della maggioranza, nonostante alcuni siano chiaramente "emendamenti fotografia" - emerga che da un lato si dice che non ci sono risorse, dall'altro si spendono risorse per cose certamente non di fondamentale importanza -

Onorevole Contu, noi dell'opposizione, stiamo facendo una battaglia perché l'agricoltura sarda abbia politiche e risorse, però io credo che se non c'è da parte dell'assessore in prima persona una iniziativa forte, visto anche che...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Sanna, colleghi, per cortesia.

SANNA ALBERTO (D.S.). Se non c'è, in primo luogo da parte dell'assessore Contu, una iniziativa forte indirizzata verso la sua Giunta e la sua maggioranza soprattutto per il reperimento delle risorse per la legge "21", io credo che anche la nostra battaglia rischi di essere inutile. Non può, assessore Contu, da un lato affermare che lei condivide soprattutto la nostra iniziativa finalizzata al finanziamento della legge "21", da un lato...

(Interruzioni)

Però le trattative, Presidente, si possono tenere fuori dall'Aula!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, se i colleghi non tornano ai loro posti abituali, interrompo la seduta.

SANNA ALBERTO (D.S.). Su questa legge "21" l'assessore Contu non può da un lato dire che bisogna finanziarla, sollecitando in commissione, e non solo in commissione, una iniziativa forte delle opposizioni, dichiarare che questa azione deve essere portata avanti, e poi dire che i nostri emendamenti, finalizzati a finanziare la "21", non possono essere accolti. Questo lasciamolo dire all'onorevole Masala che finanzia solo certi emendamenti. Questo non è un emendamento che rappresenta una esigenza particolare, rappresenta una esigenza di tutto il mondo agricolo, e tutti sappiamo quanto questo mondo ha bisogno di queste risorse. Quindi io insisto perché gli emendamenti che noi abbiamo presentato, i due in particolare che riguardano il finanziamento della legge "21", siano presi in considerazione. Poi io non voglio avventurarmi sulle modalità, su come reperire le risorse, questo lo lascio all'assessore Masala, è una funzione tutta sua. Se poi riesce a recuperare i fondi in vecchie leggi che riguardano l'agricoltura e che non sono stati spesi, io credo che sia cosa buona e giusta, come si suol dire, recuperare quelle risorse destinate all'attività agricola e non spese e destinarle alla legge "21". Credo sia un fatto giusto, doveroso e naturale. Quindi, ripeto, questo è un problema che deve risolvere la Giunta. Poi c'è l'altra grossa questione delle linee fondamentali che riguardano lo sviluppo dell'agricoltura. Noi abbiamo proposto che in finanziaria venissero previste alcune norme di indirizzo, così le chiamo io, non so se impropriamente. Insomma, di fronte a un complemento di programmazione che in Commissione agricoltura non è mai stato esaminato, che in quest'Aula fu votato alle 3 del mattino e che poi non solo nel settore agricolo, ma soprattutto in questo, ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza, perché le misure del POR agricoltura sono quelle più in ritardo e che rischiano di registrare un quantitativo di risorse non spese piuttosto importante, ecco, di fronte a questa situazione e di fronte anche alla inadeguatezza di quei bandi, io credo che sia opportuno che il Consiglio indichi quali sono le direzioni da seguire. Quindi l'idea, onorevole Contu, di prevedere una misura per sostenere le produzioni biologiche risponde a questa esigenza, l'idea di rafforzare la politica rivolta a sostegno delle infrastrutture delle aziende agricole risponde a questa esigenza, l'idea di fare un discorso di filiera serio, di favorire l'associazionismo delle imprese, di sostenere le politiche per la trasformazione e per la vendita dei prodotti agricoli io credo che risponda a queste esigenze, purtroppo debbo dire che i bandi che sono in corso non hanno dato risposte soddisfacenti a queste esigenze fondamentali. Poi, dire che questo si può risolvere con degli ordini del giorno, onorevole Contu, è un modo per non affrontare i problemi, noi ci rifiutiamo di affrontare problemi seri con risposte poco serie. Quindi ribadiamo la fondatezza delle nostre proposte e chiediamo alla Giunta che le prenda seriamente in considerazione.

Anche per quanto riguarda l'indebitamento io ricordo lunghe discussioni in Commissione con l'allora assessore Usai. Anche a lui noi facemmo le stesse proposte, nel primo anno di questa legislatura, aveva assunto l'impegno di predisporre una proposta, però poi questo non è stato e ci troviamo ormai nel quarto anno di attività della Giunta di centrodestra e non c'è ancora una proposta, non c'è ancora una politica. Quindi noi insistiamo perché ci sia una ricognizione dei debiti in agricoltura e perché ci sia una politica del credito in questo settore. Questo non significa che la responsabilità della situazione sia tutta di questa Giunta; debbo dire che non mi interessa moltissimo questa ricerca delle responsabilità, è molto più importante e molto più attesa una risposta, una speranza, un minimo in certezza, perché questo è molto importante anche in agricoltura, in quanto gli agricoltori, tra le altre cose, hanno bisogno anche di sapere come andranno le cose, quali soluzioni si prospettano ai loro problemi.

Su alcuni emendamenti sia consentito anche a me di fare qualche osservazione. Sull'emendamento numero 8, presentato dalla Giunta regionale e richiamato e decantato dall'onorevole Liori, condivido pienamente la più che pertinente osservazione dell'onorevole Marrocu. Perché destinare 720 mila euro all'Istituto Zootecnico Caseario per combattere la scrapie, quando abbiamo l'Istituto Zooprofilattico che ha competenza specifica sulle malattie degli animali? Io non vorrei che questa fosse davvero una fotografia di qualcuno. Insomma rimettiamo in coerenza le proposte. Io chiedo alla Giunta di ritirare questo emendamento e di proporlo eventualmente all'articolo sulla sanità. Non va riferito all'articolo 10 sull'agricoltura, ma deve andare all'articolo che riguarda la sanità, l'articolo 15, e va riformulato diversamente attribuendo le competenze all'Istituto Zooprofilattico.

Per quanto riguarda poi l'emendamento numero 742 sul Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale, presentato dai colleghi Cappai e Capelli, che pongono, a mio parere, un'esigenza giusta, badate bene, però, che questa esigenza è giusta anche per gli altri consorzi di bonifica. Non è solo il Consorzio della Sardegna Meridionale che ha bisogno di recuperare queste risorse. E poi, onorevole Contu, voglio anche dire che nella scorsa legislatura è stato fatto, con molte difficoltà, un passo in avanti nella direzione del riordino delle competenze dei consorzi di bonifica. Io credo che quel lavoro vada ripreso e vada portato a compimento nel senso di ridefinire le funzioni dei consorzi di bonifica e di risanare le loro casse, perché sono tutti fortemente indebitati. In questa situazione non possono svolgere le loro funzioni e il rischio reale è che questo grosso indebitamento dei consorzi di bonifica lo paghino gli agricoltori con le bollette dell'acqua, e questo sarebbe il colpo definitivo per l'agricoltura della nostra Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà.

granella (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, è doveroso per me intervenire su questo articolo per la mia posizione di vicepresidente della Commissione ma, dopo aver sentito il mio presidente, questo mio intervento potrebbe essere ritenuto superfluo, in quanto condivido pienamente, con estrema convinzione, quanto lui ha detto parlando della relazione che la Commissione ha svolto su questa proposta.

Condivido pienamente quanto è scritto nella proposta, probabilmente c'è un piccolo errore, la conclusione: parere favorevole. Come si fa, caro Presidente, a esprimere un parere favorevole seguito poi da "se, ma, se fate". Stiamo esprimendo un parere favorevole su un qualcosa che non è stato costruito e stiamo indicando come dovrebbe essere meglio costruito. Chiarisco che né io, né l'opposizione abbiamo partecipato alla votazione di questo parere, proprio perché le opinioni su quanto la Giunta ci ha presentato erano divergenti.

Sull'articolo 10 in particolare poco si può dire, posso fare un elenco apocalittico: tutti abbiamo parlato, e l'Assessore per primo, di scrapie, di blue tongue, di peste, di siccità, di alluvioni, di tutte le epizoozie di cui la Sardegna è ricca e di tutti quei problemi che l'agricoltura ha avuto e continua ad avere in questo momento. La giustificazione delle poche risorse allocate in questo articolo qual è? Che la Sardegna spende troppo per tamponare i danni per la siccità e per tutti questi problemi. La chiamano giustificazione, ma non mi pare una giustificazione, mi pare un atto dovuto risarcire i danni all'agricoltura, a un settore produttivo che dovrebbe far grande la Sardegna, che è parte fondante dell'economia sarda, o dovrebbe esserlo, e che non viene per niente assistito. Gli enti strumentali della Regione, tipo ERSAT, tipo CRAS, tipo l'Istituto Zooprofilattico sperimentale, cioè istituti che dovrebbero studiare le condizioni dell'agricoltura e della zootecnia sarda e poi portare sul campo i benefici e i risultati di quegli studi, cosa fanno per l'agricoltura? A questo punto mi sorge il dubbio che in questi enti si studi poco o, se si studia, c'è qualcuno che mette il tappo al liquido che dovrebbe uscire. Non c'è nessuna applicazione sul campo di quelli che dovrebbero essere gli studi fatti nei nostri enti ben pagati, i cui dipendenti vengono pagati con fondi di questo bilancio, e le risorse finanziarie vengono spese per questo, non per gli investimenti. Mi direte: "Investimenti non ne possiamo fare perché abbiamo pochi soldi". Ma io potrei, chiaramente con molto rispetto, dare un'altra risposta: investimenti non ne possiamo fare perché non abbiamo idee, perché non sappiamo come mandare avanti l'agricoltura in Sardegna. Pare che la Cina, che in questo campo era molto più indietro di noi, ci stia superando, non come numero di addetti, ma come tecnologia.

Quindi una seria programmazione è necessaria, e mi dispiace, come consigliere regionale, dire che l'Assessorato che è fondamentale per lo sviluppo della Sardegna non solo non ha programmi, ma non ha disponibilità finanziarie. Quindi, assessore Contu, con tutto il bene che le vogliamo come decano del Consiglio e come uomo, lei, mi permetta di usare un termine ecclesiastico, non ha voce in capitolo, quindi l'Assessorato non funziona.

Da vicepresidente della Commissione devo fare anche un mea culpa, devo dire che la Commissione non funziona. Anche la Commissione da tempo non riesce a riunirsi, guarda caso perché manca il numero legale. L'opposizione, che fino a poco tempo fa ha contribuito, ha lavorato, ha dato ruote e benzina a questa Commissione, si è stancata; gli uomini dell'opposizione si sono stancati di essere considerati dei semplici manovali al comando dei padroni, di coloro che dicono di aver avuto per investitura divina la guida del vapore. Ma il vapore commina solo se c'è il motore dentro, se c'è qualcuno che fa muovere le macchine, se ci si mette benzina. Quindi faccio un appello ai consiglieri della maggioranza affinché vengano a occupare e scaldare quelle sedie che si sono accaparrati, ma se le sono accaparrate facendo dei conti sbagliati, hanno preso più di quanto potevano mantenere. Se riuscite a lavorare, se potete organizzarvi fatevi nominare in Commissione, ma se non potete lavorarci non fatevi nominare, evitatevi questa brutta figura. Questa è una constatazione di fatto molto amichevole ma molto sentita, perché non si può lasciare che una Commissione come quella per l'agricoltura e l'ambiente languisca, con una Sardegna che continua a piangere, che continua a implorare. L'Assessore costringa - e non vi occupo più di tanto - i suoi colleghi della Giunta ad accorrere al capezzale di questa grande malata che è l'agricoltura, li costringa, e ricordi che il capezzale non è il capezzolo da cui suggere le ultime risorse che questa agricoltura sta dando senza alcun sostentamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, tanto per stare in tema, dodici anni fa, mi sembra, Saddam chiamò la guerra in Iraq "la madre di tutte le guerre". Io credo che l'agricoltura in Sardegna rappresenti la madre di tutti i grandi problemi che attanagliano la nostra economia, e il settore agricolo, così come gli altri settori, è un settore non strutturato, non da oggi ma da decenni e decenni, ed oggi paga il grado di arretratezza strutturale in cui si ritrova, in quanto non riesce a stare al passo con una moderna economia agricola e pastorale. E da qui bisogna partire.

Io vedo che gli sforzi delle Giunte delle legislature scorse, della Giunta Floris e dell'attuale Giunta Pili, vengono se non vanificati ridimensionati, a tal punto che più soldi vengono buttati nel settore e meno pare si vedano risultati in termini di rendita d'impresa che, invece, questi apporti ingenti di denaro pubblico dovrebbero determinare. E allora è necessario, secondo me, affrontare e programmare una politica coraggiosa e una politica di scelte. Io ho sempre chiamato il nostro sistema agropastorale la FIAT della Sardegna poiché vi lavorano centomila addetti - abbiamo qualcosa come 40 mila impresa nelle quali lavorano mediamente centomila addetti - ed è un settore economico trainante, secondo solo al settore industriale, ma superiore addirittura al settore della piccola e media impresa e al terziario. Allora bisogna decidersi, bisogna fare un'analisi seria, fare delle scelte economiche. Non dimentichiamoci che, nel mercato europeo, stanno per entrare alcune nazioni dell'Est, Turchia compresa, grossi produttori di prodotti agricoli. La Turchia è anche un grossissimo produttore di prodotti lattiero caseari e di latte, dispone di qualcosa come quasi 50 milioni di ovini. Lascio a voi immaginare, il crollo che avrà il prezzo del latte una volta che la Turchia entrerà nel mercato comune europeo. A queste cose bisogna prepararsi. E' chiaro che dobbiamo fare tutto quello che può essere fatto oggi in tema di ristrutturazione del territorio, in tema di incentivazione limitata, poiché la Comunità Europea ha decretato il settore agricolo come settore sensibile, per cui ci tallona da vicino, e pur avendo noi una nostra precisa specificità, non solo etnica, ma anche un'economia strutturalmente negativa, si tarda a far capire alla Comunità Europea che il nostro è un caso unico in tutta l'Europa e che la nostra insularità, in questo senso, non è un punto di forza, bensì di estrema debolezza. Quindi dobbiamo individuare una strategia di intervento che indichi, come ha appena detto il collega Alberto Sanna, delle linee di sviluppo certe.

La legge "21", certo, è poco dotata di risorse ed è assolutamente insufficiente a sopperire alle esigenze che attualmente vengono espresse dal mondo agropastorale, in quanto da anni e anni, a causa della incompatibilità delle leggi a suo tempo programmate, il settore agropastorale non riceve incentivazioni sugli investimenti; incentivazioni che in massima parte, pur programmate, sono andate a coprire gli interventi per le calamità naturali che hanno colpito il mondo agro-pastorale, dalla siccità alle gelate, dalla blue tongue alla mancata movimentazione del bestiame, dalla scrapie ovina a quant'altro. E pare che queste maledizioni, così le ho sempre chiamate, queste piaghe che attanagliano la nostra terra e la nostra agricoltura, non abbiano mai a finire, però questo rientra in quelli che sono gli imprevisti che ciclicamente vengono a colpire il mondo dell'allevamento. E` necessario gettare le basi per il futuro, fare delle scelte coraggiose affinché si faccia un piano serio di strutturazione dell'agricoltura in Sardegna, affinché gli interventi a pioggia possano essere sostituiti da interventi programmati seguendo determinate linee di sviluppo per finanziare opere di infrastrutturazione, parlo di elettrificazione rurale, parlo di viabilità rurale, parlo ovviamente di irrigazione. E` necessario costruire invasi laddove è possibile farlo, affinché le zone che storicamente e ciclicamente sono soggette alla siccità, e parlo principalmente delle pianure e non solo di quelle del Campidano, non abbiano più a soffrirne, e questo problema bisogna affrontarlo coraggiosamente.

Un altro problema immediato è l'indebitamento, come giustamente hanno detto alcuni colleghi che mi hanno preceduto. È da tre anni che questo problema è stato sollevato in Commissione; è stato sollevato da me, è stato sollevato dal collega Sanna, è stato sollevato da altri colleghi; io ho presentato una proposta di legge che giace in Commissione da tre anni, faccio mea culpa se non riesco a presenziare ai lavori della Commissione così come vorrei, perché è una materia che mi appassiona e nella quale ho una certa competenza, è una materia che mi trascina in quanto ho vissuto e vivo tuttora in quel mondo, ma, ripeto, io mi onoro di presiedere una Commissione che purtroppo mi prende il tempo che vorrei dedicare alle altre Commissioni. Per come sono attualmente strutturate, chiaramente, non possiamo garantire la nostra presenza. Bastava, invece che fare otto commissioni, limitarle a sei e probabilmente questo problema non sarebbe esistito.

Tornando al problema dell'indebitamento, oggi le aziende agropastorali in Sardegna sono di proprietà delle banche, che continuano a farle fallire. L'economia agropastorale in Sardegna era l'unica economia capitalizzata, quindi si poteva partire con un punto di forza. Io ho presentato una proposta di legge compatibile con la normativa europea perché proponeva un rientro dei debiti agricoli a medio e lungo termine, al tasso di riferimento, quindi non assolutamente a tasso agevolato, quindi compatibile con la normativa europea. Ancora purtroppo non è stata esaminata.

Voglio anche dire che è necessario, secondo me, sollecitare le associazioni di categoria che giustamente di tanto in tanto richiedono al Governo regionale e nazionale l'attenzione dovuta verso il mondo agropastorale, perché predispongano più sollecitamente dei piani per la formazione della cultura di impresa. Ancora nelle nostre campagne l'agricoltura e la zootecnia sono portate avanti con un sistema arcaico che mal si sposa con le esigenze di un'economia che ormai non guarda solo ai confini della nostra isola, ma si proietta verso l'Europa quando non addirittura oltre l'Europa. Io credo che l'Assessore e la Giunta possano fare qualche sforzo in più nell'immediato, se non altro per tamponare qualche falla contingente, ma più di questo non potranno fare, però è indispensabile, almeno nell'immediato, a causa di tutto ciò che ha caratterizzato in negativo l'economia agropastorale, che in questi giorni, ci sia un po' più di attenzione sui fondi della "21" - come giustamente ha ricordato il Presidente Frau -, e non solo ma anche sugli interventi infrastrutturali, sulla viabilità, sull'elettrificazione e sugli invasi proprio per dare un segnale, per far vedere ai nostri contadini, ai nostri pastori che non sono soli. Lo abbiamo già dimostrato con gli interventi di assistenza per le calamità naturali...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Rassu.

RASSU (F.I.-Sardegna). …Che hanno dovuto sopportare. La Regione e questo Consiglio hanno dimostrato grandissima sensibilità per il settore, facciamo ancora sentire che siamo vicini a loro, ad un settore economico che riguarda tutti, perché tutti quanti, direttamente o indirettamente, veniamo dal mondo agropastorale, ma, ripeto ancora, è necessario che ci si sieda veramente, per il futuro, a programmare e a studiare una strategia, individuando linee di sviluppo certe in agricoltura se vogliamo che l'agricoltura sarda si salvi, sennò non reggeremo l'impatto con la concorrenza delle nazioni dell'est che stanno per arrivare nel mercato europeo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, collega, voglio fare alcune considerazioni anche perché un pochino mosso, e anche smosso, dalle considerazioni che poc'anzi svolgevano alcuni colleghi che sono Presidenti di Commissione consiliare di parte - ovviamente - di maggioranza, perché, nel merito delle questioni trattate in riferimento all'articolo 10, i colleghi che più dappresso si occupano della materia hanno detto cose precise, puntuali, soprattutto dai banchi dell'opposizione, che meriterebbero di essere seriamente prese in considerazione dalla Giunta e dalla maggioranza senza divagare e senza perdersi in eccessive perorazioni. Però anziché rispondere alle osservazioni e alle domande puntuali che l'opposizione ha avanzato, i colleghi del centrodestra continuano a perdersi per le vie del mondo, a definire l'agricoltura la madre di tutte non ho capito bene quali buone opere - lo diceva Rassu - la base, l'alimento, il fondamento dell'economia della Sardegna. E però poi non vi rivolgete alla vostra maggioranza e alla vostra Giunta per dire loro: ma com'è che vi permettete - se così è - di lasciare andare in perenzione, di non occuparvi del fatto che la gran parte dei fondi destinati anche negli anni passati al settore agricoltura sono andati in economia, per vicissitudini diverse, per incapacità e inettitudine di chi governa e dei diversi Assessori e apparati, ma anche per vicende altre, le notifiche all'Unione Europea, i ritardi e quant'altro?

Però quel che risulta è che è poco quello che storicamente nei bilanci della Regione, rispetto ad altri comparti, si è destinato all'agricoltura come settore produttivo primario. Quel poco e insufficiente, apparentemente molto, ma sicuramente poco e insufficiente, nella quasi totalità, non in minima parte, nella quasi totalità non è stato utilizzato, per cui come minimo sarebbe giusto recuperare, nei modi che tecnicamente sono possibili, almeno quello che storicamente è stato dalla Regione, dal Consiglio regionale, dalle leggi, indirizzato verso quel settore.

Pesano purtroppo in questa materia vicende che sono del tutto o in gran parte distinte dal comparto produttivo agricolo, perché molte risorse computate formalmente in conto agricoltura, allevamento, pastorizia e attività connesse, in realtà sono partite altre. Quando si fanno i conti della spesa agricola, in genere si fa una specie di calderone, di affastellamento e non si distingue tra quanto direttamente destinato all'agricoltura, cioè a quanti lavorano e producono in agricoltura direttamente, cioè contadini, pastori, braccianti agricoli, e anche ai trasformatori di prodotti agricoli, cioè a chi produce direttamente in agricoltura e a quanti altri enti e sistemi di burocrazia riferiti all'agricoltura, chiamati burocrazia agricola, poi operano. Quando si parla di spesa agricola in questa Regione, io sono tanti anni che sento dire che la Regione spende per sostenere l'agricoltura più di quanto l'agricoltura non contribuisca al prodotto interno lordo; tecnicamente, cioè formalisticamente, è così, per cui qualcuno arriva all'assurda conclusione di dire che se l'agricoltura, come comparto di produzione, come comparto economico, chiudesse, la Regione risparmierebbe, perché il totale del prodotto interno lordo dato dall'agricoltura è inferiore all'esborso di denaro pubblico di Regione, Stato, Unione Europea che serve per tenere in piedi l'agricoltura.

Questo assunto lo abbiamo sentito ripetere più volte e, come dire, formalisticamente appare quasi vero, però è falso perché la gran parte della spesa che si imputa al comparto agricolo non è spesa di sostegno dell'attività produttiva agricola, ma è spesa di sostegno delle burocrazie agricole che è ben altra cosa. Se voi calcolate quanto costa l'ERSAT e quanto costano il CRAS e gli istituti specialistici e specializzati e sperimentali di ogni comparto agricolo, che pure esistono - e scadrebbe il tempo se io li elencassi adesso tutti - e la gran parte dei consorzi ortofrutticoli di bonifica che non bonificano ma "pestificano" e quant'altro, è chiaro ed evidente che la somma di tutte queste spese è più di tutto quanto, di latte, di formaggio, di grano, di orzo e di quant'altro si produce in agricoltura. Ma che colpa ne hanno gli agricoltori? O non sarà il caso invece di snellire le burocrazie agricole? Oppure di orientarle, per davvero, a sostenere le produzioni agricole e dire: tanto di sostegno tecnico all'agricoltura e tanto di prodotto complessivo, tanto di utilità di insieme! Sennò che te ne fai di tre, quattro, cinque mila addetti tecnici, operatori, divulgatori, assistenti, esperti, sperimentatori, osservatori, guardiani e ogni altra cosa, che sono tutti lì a guardare come gli altri lavorano o almeno a guardare come gli altri producono? Fatta salva anche qui quella parte di ottimi tecnici che esistono anche in questi enti. Però l'ERSAT -che, a suo tempo, fu regionalizzato con una legge della Regione che diceva che non sarebbe costato nulla perché la Regione avrebbe assunto quell'ente istituito dalla Stato e col concorso finanziario di quest'ultimo non avrebbe dovuto spendere una lira - mi pare che sia costato intorno ai 10, 15 miliardi di allora, e che oggi costi tra i 140 e i 150 miliardi se bastano. E in legge era scritto che si doveva regionalizzare senza oneri per la Regione! E così è per tutto.

Punto primo: converrebbe che tutti quelli che parlano di agricoltura, a partire da chi governa questo settore, cominciassero a dire, quanto in conto agricoltura va al sostegno delle burocrazie e se quelle burocrazie sono per davvero adeguate, sennò, senza punire nessuno, i migliori o anche i buoni si tengono in conto del sostegno all'attività agricola e gli altri si specializzino in altro e facciano altro. Non va punito nessuno, però va liberato dal vincolo e dal peso di questo gravame finanziario il comparto agricolo che poi si riduce a essere sempre e comunque la cenerentola.

Ciò detto, è possibile che la finanziaria della Regione se la cavi con queste quattro pagliuzze, con questi quattro tappi di sughero già usati che sono contenuti nell'articolo 10 della finanziaria? Cioè un contributo per l'erboristeria, un rimborso di spese al comma due, la soppressione di due cose che esistevano prima ed un miliardo per non so quali altri cosette. Questo è quello che contiene la finanziaria in quattro commi. Quattro tappi vecchi di sughero!

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). O non deve essere riproposta la grande questione di un sostegno forte finalizzato alle produzioni, all'impresa agricola, ad una categoria economica che non fa solo economia fondamentale in questa Regione, ma che fa anche cultura, cultura di produzione prima ancora che cultura e basta, cultura, ambiente, e ambiente fisico e ambiente sociale e culturale, perché questa Regione senza agricoltura vera, di produzione, e senza pastorizia, cioè tecnica e cultura dell'allevamento, pastorizia e pastoralità - come dicono quelli che questi fenomeni li studiano per davvero, non solo in termini tecnici ma anche in termini culturali ed economici - senza queste attività produttive primarie sarebbe un'altra Regione? E allora è necessario un sostegno che sia adeguato a questo grande obiettivo. Si sono avanzate anche delle proposte: senza eccessivo aggravio delle finanze regionali vi sono tra gli emendamenti, anche componibili tra di loro e aggiustabili, le indicazioni sufficienti perché si possa anche tecnicamente recuperare, in gran parte almeno, quanto nel passato era destinato al comparto e quindi promuovere non solo un reintegro in termini quantitativi delle somme destinate all'agricoltura, ma soprattutto una riqualificazione della spesa nel comparto e soprattutto una riqualificazione delle attività proprie del settore produttive primario, che non a caso si chiama primario, che è quello dell'agricoltura e dell'allevamento in questa Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io avevo deciso di non intervenire nel dibattito generale però, come si direbbe in stretto linguaggio scientifico, l'effetto combinato Rassu-Frau mi ha sollecitato a dire alcune cose, perché questo rituale che si avverte in quest'Aula - Rassu è uno di quelli che lo evidenzia in fondo anche in maniera abbastanza naturale, in maniera un po' continua, quasi persecutoria - di voler...

(Interruzioni)

Se Rassu abbassasse qualche questione tra tutte quelle che solleva, perché su tutti gli argomenti lui ha sollevato questioni ma non ne abbassa una, a cominciare dal suggerimento, che credo sia giusto affidare a lui, e indirizzato al Ministro Pisano, che indirizzando un messaggio ad un convegno sulle autonomie speciali, si è cimentato in una loro giubilazione, fatto che non mi sembra, per tempo, per luogo e per motivazione, molto appropriato alla difficile congiuntura finanziaria che affronta la nostra Regione anche, se non soprattutto, a causa delle politiche nazionali nei confronti della periferia. Farebbe bene qualche volta il Ministro Pisano a soffermarsi sulla congruità tra i pronunciamenti e le giubilazioni e la coerenza dei comportamenti che salvaguardino, attraverso l'espressione dei Governi omologhi a quello che lui rappresenta, le autonomie e le peculiarità delle specificità. Noi abbiamo sentito questo come un sottile insulto a quelle che sono le battaglie che noi in questi giorni in particolar modo, ma durante tutto il corso della legislatura abbiamo fatto per tutelare ed avvertire il Parlamento regionale dei rischi che si intravedevano.

Comincio con Frau perché, vedete, la premessa usuale, quando uno introduce un argomento in materia di agricoltura è simile, scusate la forzatura del paragone, a quel parlare di ciascuno di noi quando va in visita al capezzale di un malato grave, terminale, per il quale si esalta il vissuto, le potenzialità, ma si constata l'ineludibile destino, affidato alla sorte, di questo poveraccio. Questo non la dice molto positivamente sulla volontà di introdurre dei ragionamenti che guardino con determinazione, senza rassegnazione, ad affrontare la problematica dell'agricoltura.

Lo dico perchè la stessa relazione di Frau, tanto esaltata e richiamata, sottile mediazione di un mancato confronto, fatta solo per evitare che la mancanza della maggioranza permettesse in qualche modo l'approvazione del parere che le opposizioni presenti in Commissione minacciavano di imporre, dedica all'agricoltura, nella sua complessità, poco più di dieci righe contro le oltre trentadue righe riservate al settore dell'Assessorato della difesa dell'ambiente. Può essere poco indicativo? Secondo me è la conferma di questa consapevole rassegnazione che tutti un po' abbiamo.

Ne vogliamo dire un'altra? Guardiamo il bilancio del 2000, non c'è traccia di riferimento all'agricoltura; guardiamo il bilancio del 2001, non c'è traccia di riferimento alla agricoltura, nel 2002 c'è un timido affacciarsi di un articolato di sette commi e poi nel 2003 questi cinque commi la cui portata è quella che è. Rendiamoci conto che non è che possiamo esaltarne il contenuto.

Io non mi voglio inoltrare eccessivamente nei tornanti della storia dell'autonomia regionale per fare dei paragoni, ma ho trovato per caso il testo della finanziaria del '95. Quella finanziaria dedicava all'agricoltura non un articolo ma un capo. La finanziaria era divisa in capi e dedicava all'agricoltura un intero capo il cui titolo, scritto a caratteri cubitali, era "disposizioni in materia di agricoltura" che conteneva la bellezza di sei articoli abbastanza elaborati.

Non voglio discutere su chi c'era e chi non c'era allora in Consiglio. Ho trovato questo testo per caso, è un fatto casuale, ma voglio mettere in risalto l'inadeguatezza e la superficialità con la quale affrontiamo questa materia; una materia, Assessore, la cui condizione è denunciata da due numeri; l'agricoltura in Sardegna copre il sei per cento del prodotto interno lordo e ad esso dedica la propria attività, rispetto all'insieme degli occupati dell'intera Regione, il quattordici per cento degli addetti; questo denota come, se noi usassimo il paragone che si usa per indicare le epoche industriali, cioè il pre-industriale, il post-industriale e l'epoca tecnologica, dovremmo senza indugio collocare, per non fare danni ulteriori alla agricoltura, non nel preistorico ma nel pre-industriale l'agricoltura sarda di oggi. Questo è un dato, il rapporto di oltre il doppio degli occupati per produrre il sei per cento del prodotto interno lordo è il segno di una sottovalutazione del settore, che ormai sta producendo negli anni degli effetti strutturali che sarà difficile recuperare, e l'inadeguatezza della tecnologia e dell'ammodernamento di questo settore.

Una osservazione la voglio fare, per togliere il peso di colpe che non stanno totalmente in capo a chi ha governato questa legislatura o a chi si è succeduto nelle responsabilità di questa materia. Attenzione! Nel rapporto di per sé difficile tra Stato e Regione, arrivato oggi a un livello di inesistenza e di totale subordinazione, è conseguente che il rapporto sulle politiche agricole, che dipende molto dalle politiche europee, è per noi totalmente perdente. È evidente che su questo io non pretendo, Assessore, una sua valutazione - la conosco, forse coincide anche con la mia - ma devo rimarcare l'assenza di una parola da parte del Presidente della Giunta, di una sua iniziativa che vada oltre i tubi dalla Corsica, che sollevi le questioni centrali. Di questi argomenti non abbiamo traccia, sembra addirittura che l'agricoltura, nel vademecum del buon Presidente di Regione che ha in tasca Pili, sia assente.

Allora non ci basta l'osservazione: bisogna fare qualcosa di più. Che vuol dire? Io considero un alibi l'emergenza per un semplice motivo. Che cosa abbiamo fatto noi, in questi anni, per rendere l'agricoltura non uno scenario indecifrabile e soggetto alle calamità, quando tutto il mondo si è dotato di strumenti di altissima tecnologia che sono in grado di fornire delle previsioni nel tempo di carattere ciclico, capaci di prevedere gli effetti, di anticiparli? Potrei parlare del servizio agro-metereologico regionale, ne parleremo forse per altri argomenti! Dobbiamo riflettere sulla incapacità della Regione di integrare le funzioni degli enti regionali, sulla sua incapacità di dire una parola sul ruolo dell'agroindustria e insieme dell'incapacità di questa Giunta di portare in porto la soluzione dei problemi sulla continuità territoriale delle merci, che rappresenta, rispetto ai valori aggiunti che si possono raggiungere, livelli di compensazione che avevamo in mano e che non abbiamo conseguito.

Allora, non possiamo limitarci a leggere le relazioni, dobbiamo lavorare in maniera diversa sapendo che è possibile, Assessore, con uno sforzo…

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). È possibile anche nella gestione dell'emergenza. Bisogna sceglierla questa strada, raccordare gli strumenti di sostegno nell'emergenza alla capacità di individuare strumenti di ristrutturazione e di ammodernamento. Quando si parla di siccità, e i paesi europei, dalla Francia alla Spagna, dispongono di sistemi di irrigazione a pioggia con calcolo dei consumi e con risparmi notevoli dei sistemi di irrigazione, e noi continuiamo a contrarre mutui alla cieca, senza che questi portino ad alcun progresso, noi siamo costretti, forse anche insieme a lei, non volutamente Assessore, a constatare l'inizio dell'agonia dell'agricoltura in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Signor Presidente, Assessore, colleghi. Nel novembre del 2000 questo Consiglio ha approvato all'unanimità la legge "21" con la quale si è provveduto all'adeguamento della normativa regionale a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura.

In questi anni, purtroppo, questa legge non ha potuto esplicare alcun effetto per la mancanza di adeguati fondi finanziari. Il comparto agricolo presenta da sempre una debolezza di base per l'insufficiente infrastrutturazione del territorio rurale, per l'arretratezza e la mancata modernizzazione delle strutture delle singole aziende, per la polverizzazione e frammentazione delle aziende stesse, che per oltre il 90% sono a conduzione familiare e con un numero di addetti che, in genere, non va oltre le due-tre persone, con una situazione patrimoniale e finanziaria di indebitamento cronico, spesso al limite della insostenibilità, sull'orlo del fallimento, certificato dai decreti ingiuntivi delle banche creditrici ormai non più episodici.

Tra le cause di questa situazione di debolezza c'è anche la difficoltà tradizionale e storica che hanno i nostri agricoltori e allevatori ad associarsi e a creare meccanismi di filiera di produzione, di trasformazione e commercializzazione dei prodotti.

Le ricorrenti calamità naturali, tra siccità, gelate, alluvioni ed epizoozie devastanti, hanno determinato un tracollo delle già precarie condizioni delle aziende agricole e hanno richiesto notevoli risorse finanziarie destinate al ristoro dei danni provocati da queste calamità. Questo è il quadro desolante ma realistico della situazione del comparto agricolo sardo. E` il risultato di una debolezza intrinseca e delle calamità, ma anche di una non sufficiente attenzione della politica, sia in termini di risorse destinate che di un loro utilizzo razionale.

I prossimi anni riservano degli appuntamenti importantissimi, sia in Europa con l'ampliamento dell'Europa stessa e l'ingresso di nuove nazioni con realtà produttive che molto si basano sull'agricoltura, sia nel Mediterraneo con la prossima liberalizzazione dei mercati e del commercio e la globalizzazione ormai inarrestabile.

Questi avvenimenti impongono alla politica e all'agricoltura sarda la necessità di scelte rapide e importanti; se si crede e si vuole scommettere nel settore agricolo, considerandolo ancora fondamentale per contribuire allo sviluppo della Sardegna, bisogna agire presto. Io penso che l'agricoltura, per le potenzialità che ha, sia ancora un importante strumento di sviluppo per la nostra Isola.

E' necessario approntare con urgenza un piano serio di rilancio con risorse finanziarie adeguate, finalizzato a rendere produttive e competitive le aziende agricole; bisogna puntare su prodotti di qualità, riuscire a creare in tutti i settori un marchio Sardegna che consenta di dare valore aggiunto alle produzioni nella fase di commercializzazione. Per conseguire questo obiettivo bisogna intanto avviare un'azione di educazione capillare degli addetti al settore per creare una cultura d'impresa.

Le aziende devono imparare a ridurre e a ottimizzare i costi di produzione, migliorarne la qualità, diversificare le attività nelle aziende, in armonia ed equilibrio dell'ambiente naturale, migliorare le condizioni di igiene e benessere degli animali. A questo scopo sono destinati gli aiuti previsti dalla legge "21" del 2000, ma purtroppo non ci sono i finanziamenti.

A fronte di questi impegni da parte delle aziende vi sono quelli della Regione e dei suoi enti preposti allo sviluppo in agricoltura. Dovrà essere approntato un piano che razionalizzi e modernizzi tutto il settore; bisogna affrontare il problema della raccolta e della distribuzione delle risorse idriche, del loro utilizzo razionale, programmando quote certe, scelte colturali basate sulla vocazione dei terreni e sulle richieste dei mercati correlate alla disponibilità dell'acqua.

Bisogna mettere le aziende nelle condizioni di poter essere redditizie e competitive, risolvere il problema della elettrificazione rurale e delle comunicazioni con lo sviluppo di una rete stradale adeguata, garantire a tutte le aziende una quantità sufficiente di risorsa idrica idropotabile, per soddisfare le esigenze dei requisiti per l'igiene e il benessere degli animali.

Gli enti regionali dovranno essere ristrutturati, sburocratizzati in modo da diventare un utile strumento per favorire una produzione competitiva e di qualità, nonché collaborare alla formazione degli addetti per creare quella cultura di associazionismo e per promuovere l'idea di filiera nel campo della produzione, trasformazione e commercializzazione; è necessario quindi approntare un programma e un progetto che indirizzino tutto il comparto agricolo verso un nuovo e più moderno modo di produrre, conservando ciò che di buono e positivo in termini di cultura, di tradizione e di identità ha rappresentato per la Sardegna questo settore.

La permanenza nelle campagne e nei paesi di tutto il territorio della Sardegna dei lavoratori addetti all'agricoltura e delle loro famiglie rappresenta un contributo rilevante allo sviluppo della nostra Isola e un formidabile strumento per arginare il fenomeno dello spopolamento delle zone interne, nonché la possibilità di conservare intatto l'immenso patrimonio naturalistico ed ambientale della nostra terra, elemento indispensabile per un futuro sviluppo turistico alternativo al balneare e un superamento della sua stagionalità.

Dicevamo quindi che questo è il momento non rinviabile per fare una scelta in agricoltura; se si crede in un suo sviluppo è necessario stanziare risorse finanziarie ed avviare un piano organico. I nostri emendamenti si basano sulla convinzione che il settore agricolo in Sardegna rappresenta una risorsa per lo sviluppo e mirano ad immettere risorse per risanare e rilanciare questo comparto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, credo che su un importantissimo argomento come quello dell'agricoltura, dopo aver sentito diversi colleghi affrontare un tema a me caro ma credo importante per questa Regione, sia doveroso fare una riflessione in sede di discussione della finanziaria regionale che è la legge più importante per il finanziamento di tutti i settori produttivi e delle leggi di settore.

Indubbiamente è una riflessione che questo Consiglio regionale dovrà proseguire anche dopo la conclusione della discussione di questa legge finanziaria perchè l'agricoltura per la Sardegna ha avuto ed ha una notevolissima importanza ancora oggi in termini di occupazione, di economia, ma anche, io dico, in termini sociali, perché per molti paesi interni indubbiamente l'agricoltura e l'allevamento rappresentano l'unica fonte di reddito e un fondamentale fattore di aggregazione delle popolazioni che, anziché abbandonare quei territori, rimangono là a produrre.

Però io credo che oggi, a seguito delle cose che sono state dette, sia da colleghi della maggioranza che dell'opposizione, sia necessario fare una riflessione molto più articolata, e dovremmo partire dalla situazione precedente a questa legislatura per proiettarci anche sul proseguo di essa. Vediamo che cosa abbiamo trovato e che cosa si è trovato a affrontare questo Consiglio regionale in questi tre anni e mezzo. Ci siamo ritrovati l'intera legislazione sull'agricoltura, tranne, credo, la legge sull'apicoltura, non notificata all'Unione Europea. Questo ha comportato una situazione di sbilancio economico di moltissime aziende agricole. Cito l'esempio della legge regionale "44", per la quale c'è una procedura d'infrazione già notificata allo Stato italiano da parte dell'Unione Europea, che obbliga anche la Regione a emettere decreti di rientro. Ora, con tutti gli artifici, la Commissione Agricoltura, singoli consiglieri, l'Assessore, credo abbiano trovato la soluzione per attutire l'impatto economico che tale decisione, con il conseguente obbligo di restituzione dei soldi erogati precedentemente, aveva avuto sulle aziende agricole. Si dice che non ci sono finanziamenti, c'è una legge "21" che è stata approvata da questo Consiglio, in questa legislatura, che sana situazioni gravi del passato, ma io aggiungo - e ne chiedo conferma all'Assessore -, le difficoltà non sono finite perché sulla Regione Sardegna e sull'assessorato stanno arrivando altre due tegole grosse. Ci sono già documenti e carteggi con richieste di chiarimenti, da parte dell'Unione Europea relativi alla legge "33" e ad un'altra legge, la "28" che in questo settore ha consentito l'erogazione di finanziamenti per decine di miliardi, Indubbiamente se si arrivasse a un procedimento di infrazione notificato allo Stato italiano e conseguentemente alla Regione Sardegna, si creerebbero grossissimi danni, anzi si porrebbe in ginocchio il sistema agricolo, pastorale e agro industriale, come diceva il collega Demuru. Però anche su questo delle bisogna individuare le responsabilità. non si può attribuire all'Assessore Contu o all'Assessore Usai prima i mancati finanziamenti. Noi abbiamo portato avanti una legge che è la legge quadro, che è la "21", abbiamo la sfortuna, perchè di sfortuna si tratta, di avere avuto quattro calamità naturali e questo Consiglio è stato chiamato quattro volte a stanziare oltre mille miliardi di vecchie lire sottratti dal settore agricolo, dal settore industriale, dal turismo, dallo sport, dallo spettacolo, un po' da tutti gli assessorati, per riparare i danni causati da queste calamità e per sanare, anche in parte, i danni causati da quelle infrazioni che nelle passate legislature, non dico nella passata legislatura, ma nelle passate legislature si sono create. Ma sicuramente saremo chiamati, può darsi, spero di no, entro quest'anno o nel 2004, ad affrontare i problemi dovuti alle altre infrazioni che ci verranno notificate dall'Unione Europea che sta esaminando con la lente di ingrandimento i provvedimenti per il settore dell'agricoltura.

Indubbiamente si può fare di più, si può finanziare la "21", lo si deve fare, io credo che la sia giusta la strategia tracciata dalla Giunta, dal Presidente e dall'Assessore in modo particolare, ma devo dire anche, in più discussioni, all'interno della Commissione Agricoltura di cui ho avuto occasione di far parte per due anni e mezzo, che è quella di sanare quello che è stato fino ad oggi, per guardare con attenzione al futuro.

Allora, io credo Assessore, che al futuro si debba guardare in un'interlocuzione con l'Unione Europea; qua si sente fortemente la mancanza di una rappresentanza regionale all'Unione Europea e credo che di questo il Consiglio regionale debba occuparsi quanto prima, perché entro il 2003 si rifarà l'intera normativa europea che regolamenterà i flussi finanziari europei verso le regioni; indubbiamente lì dobbiamo essere presenti perchè lì si stabiliranno i flussi finanziari per l'agricoltura e per l'ambiente in modo particolare per i prossimi dieci anni. Quindi è necessaria una forte presenza nella contrattazione con l'Unione Europea insieme al Governo italiano perchè la scommessa sull'agricoltura si gioca anche con la regolamentazione e con i flussi finanziari che arrivano dall'Europa.

Un altro problema che io credo che debba essere sanato è quello relativo al credito in agricoltura, più volte ne abbiamo parlato, ma sta diventando sempre più difficile, i tassi sono sempre alti, forse l'interesse delle banche per questo settore sta calando; io credo che una contrattazione nuova e accurata debba essere portata avanti, dal Governo regionale. Indubbiamente la normativa di settore della legge regionale "21" è un'ottima normativa, a chi ricorda che è stata approvata dal 2000, rispondiamo che indubbiamente è un contenitore che in questo momento va riempito, ma va riempito di pari passo con le politiche da portare avanti insieme all'Unione Europea e con le politiche del credito perchè dobbiamo essere coscienti che da soli, non riusciremo a risolvere i problemi dell'agricoltura, e questo non è vero solo per la Sardegna ma anche per tutte le altre regioni d'Italia e soprattutto per quelle del meridione. Quindi la massima interlocuzione è in questo momento dell'ultimo semestre 2003, che corrisponde alla presidenza italiana del Parlamento Europeo, e ci deve vedere forti in una contrattazione per far arrivare flussi finanziari soprattutto alla nostra Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, l'articolo 10 che riguarda gli interventi per l'agricoltura ovviamente ha trascinato i colleghi in una discussione su argomenti che ovviamente riguardano in maniera più generale una materia che per la Regione Sardegna è certamente di straordinaria rilevanza. L'articolo di per sé, non modifica assolutamente lo "stato dell'arte"; né si può pensare di affrontare una materia come questa, a mio modesto avviso, senza pensare di portare in Aula una normativa di riordino complessivo di questa materia, perché al di là della legge 21, che è certamente una legge di grande rilevanza, per tutto il resto io credo che noi dobbiamo cominciare a ragionare per rivedere completamente i problemi dell'agricoltura nel territorio sardo. Dico questo perché probabilmente siamo rimasti piuttosto indietro su alcuni aspetti che vanno dall'emergenza idrica alla lavorazione industriale dei prodotti, ai prodotti biologici; nell'articolo si parla anche di un sostegno alle università, non abbiamo mai affrontato la materia delle piante officinali che invece nel futuro credo che debbano essere tenute in grande considerazione.

Certo, sulla legge "21" è necessario intervenire, io mi auguro che l'assessore al bilancio e l'assessore all'agricoltura possano trovare quelle risorse indispensabili per mettere mano ad una legge che ha avuto il riconoscimento, e non è cosa da poco, da parte di tutte le organizzazioni e da parte soprattutto dell'Unione Europea. In una materia così difficile riuscire ad ottenere un risultato di questo genere credo che sia veramente un fatto straordinario; ecco perché su questa legge moi riteniamo si debba veramente intervenire.

La quantità delle risorse che noi destiniamo al mondo agricolo in Sardegna è frutto da sempre di una serie infinita di leggi e di norme che comunque non tengono conto in maniera organica delle esigenze che certamente sono cambiate, per il tipo di agricoltura che si fa oggi in Sardegna e per l'evoluzione che sta avendo, ed ecco perché, pur discutendo di un articolo della finanziaria, tutti quanti siamo portati ad ampliare il ventaglio delle nostre considerazioni, proprio in virtù del fatto che l'agricoltura in Sardegna rappresenta, e sempre più deve rappresentare, una realtà che comunque deve essere guidata e sostenuta in maniera diversa.

Non abbiamo mai pensato, ma credo che ci si debba pensare, ad organizzare i distretti agricoli; è una questione sulla quale certamente bisogna lavorare tanto. Però non possiamo più permettere che gli agricoltori sardi continuino a decidere in totale autonomia e senza controllo il tipo di coltivazioni e il tipo di allevamento da fare, senza tener conto delle esigenze del mercato, e senza tener conto di quelle che sono le realtà anche alimentari delle popolazioni, degli anni che ci vedono protagonisti. Ed ecco perché dico che bisogna riorganizzare e riordinare complessivamente il mondo agricolo ed agropastorale della Sardegna.

Ho ascoltato alcune considerazioni relativamente ai prodotti biologici. Su questo settore credo che i conti li dobbiamo fare oltretutto con l'Unione Europea e con il governo italiano, perché, se cadono tutte le sovvenzioni e le provvidenze che fino ad oggi hanno sostenuto l'agricoltura biologica, credo che pensare a degli impianti di trasformazione di prodotti biologici in Sardegna possa diventare un'illusione o un'utopia, per cui le due cose devono andare di pari passo. Questo non sta accadendo. Addirittura i nostri produttori di prodotti biologici trovano grandi difficoltà nei conferimenti e, rinunciando a quote di produzione importanti, perché produrre biologico vuol dire abbassare le quote di produzione, ciò nonostante non riescono a commercializzarle adeguatamente, con un reddito che possa garantirli, per una produzione che certamente nel futuro potrà dare grandi soddisfazioni anche dal punto di vista economico. Su questo io credo che dobbiamo ragionare molto, dobbiamo ragionare sui prodotti di qualità e quindi creare questi prodotti e trovare i mercati ove piazzarli. Viceversa ci preoccupiamo, o non ci preoccupiamo, quando alcune iniziative di produzione, che hanno bisogno per esempio di seimila metri cubi di acqua ad ettaro, vengono impiantate in territori dove la siccità è da sempre un fenomeno ricorrente assolutamente negativo, e non sempre siamo nelle condizioni di poter sostenere adeguatamente questi produttori, e quando arriva la siccità dobbiamo intervenire per pagare i danni. Questo è successo anche nell'ultima legge, succederà probabilmente anche nel futuro; a fronte di 39.500 imprese agricole operanti in Sardegna, 37.500 hanno chiesto il risarcimento dei danni causati dalla siccità e dalle gelate, praticamente il 90 per cento, e parte delle imprese agricole sarde hanno chiesto sovvenzioni per il mancato reddito, per le mancate coltivazioni derivanti dalla siccità o dall'emergenza idrica.

Io credo che alcune scelte debbano essere fatte. Ovviamente, per fare delle scelte, è necessario che i consorzi di bonifica - e qui mi riallaccio a qualche considerazione che è stata fatta sui consorzi di bonifica - abbiano un rapporto più stretto con la Regione Sardegna e con i territori, partendo da quella che è la loro vocazione naturale, o quella che dovrebbe essere la loro vocazione naturale ma spesso non lo è, che si occupino di riordino fondiario, si occupino delle reti di adduzione delle acque per l'irrigazione, si occupino di mantenere tutta una serie di rapporti con le organizzazioni anche per veicolare le risorse idriche in direzioni che poi hanno un risultato economico di grande rilevanza.

Spesso ci ritroviamo territori che utilizzano le risorse idriche per tre - quattro colture nell'arco di un anno a danno di territori che al massimo possono lavorare un solo prodotto. Questo si è verificato in tutto il territorio della Sardegna servito dai consorzi di bonifica. Credo che su questo il Commissario per l'emergenza idrica debba intervenire e cominciare a razionalizzare l'uso delle risorse idriche, perché non è ammissibile che in certi territori si possano fare tre colture e in altri, per carenza di risorse idriche, non se ne possa mandare avanti neanche una. Intendo dire che ci sono territori a vocazione bieticola dove si possono ottenere oggi degli interessanti ritorni di natura economica, ma dove non è possibile seminare le bietole perché le stesse risorse idriche vanno ad essere utilizzate in territori dove di per sé una coltura nasce spontanea o non ha bisogno di grandi sostegni e poi nel periodo estivo ha bisogno invece di grandi quantitativi di acqua. Ecco perché parlo di distretti: perché con i distretti, un po' come succede o dovrebbe succedere nel mondo della pesca, c'è un'organizzazione che riguarda alcuni comparti, alcuni settori e alcune aree ben individuate della nostra Sardegna, e quindi bisogna per forza, per necessità, per una decisione che non può che essere politica, arrivare all'istituzione dei distretti in agricoltura. Non ci arriviamo certo per primi, probabilmente siamo gli ultimi, perché i distretti hanno avuto modo di dare grandi risultati in tutta l'Europa, dove veramente le regioni, o gli stati addirittura, determinano già dall'inizio della stagione che quantitativi bisogna seminare e in quali zone bisogna seminarli. Bisogna in qualche maniera guidare uno sviluppo in agricoltura che non sia più basato sui 5000 anni di storia che ci hanno accompagnato e che credo abbiano fatto il loro tempo. I 5000 anni di storia ci servono, sono necessari per la qualità, per le tradizioni, per ciò che noi dobbiamo garantire nei territori più emarginati, ma non possono essere certo l'elemento che ci trascina fuori da una congiuntura in agricoltura che sta veramente dissanguando le nostre popolazioni con il rischio che anche le maestranze che oggi lavorano - è un rischio concreto - in questo comparto, dall'oggi al domani, in qualche maniera si possano trovare senza un'occupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Presidente, onorevoli colleghi, desidero ringraziare tutti coloro che sono intervenuti nel dibattito concernente il comparto agricolo. Desidero ringraziarvi perché ho l'impressione che in questi ultimi anni, da un decennio e forse anche di più, il problema agricolo non è stato, e non è ancora oggi a mio giudizio, tenuto nella debita considerazione. Io ho l'impressione cioè, avendo l'esperienza 23 anni fa di essere Assessore regionale dell'agricoltura, che l'agricoltura della Sardegna invece che fare dei passi in avanti abbia fatto passi indietro.

Io ho ascoltato con molta attenzione tutti gli interventi che hanno sollecitato una certa programmazione in agricoltura, programmazione che si rende certamente necessaria, ma per la quale forse sarebbe necessario che noi ci trovassimo non in un periodo eccezionale, ma in un periodo normale. Io, onorevole Gian Valerio Sanna, non voglio cioè pensare che sia un alibi, forse un alibi non è, perché in questi ultimi due anni e mezzo il comparto agricolo ha speso circa 180 miliardi per l'alluvione, circa 200 miliardi per la siccità del 2001, ora spende altre 500 miliardi per la siccità del 2002, inoltre ha speso 120 miliardi circa per l'epidemia di blue tongue e quant'altro, perché molti non sanno che quando muoiono le pecore poi chi deve risarcirle non è l'Assessorato alla sanità, ma quello all'agricoltura. Io mi sono fatto i miei calcoli e mi sono detto: certo, se non ci fossero state queste disgrazie e avessi avuto in mano oltre 1200 miliardi forse qualche cosa in agricoltura si sarebbe anche potuta programmare. Però devo essere molto sincero, mi sono anche detto: ma se non ci fossero state queste disgrazie la Giunta regionale e il Consiglio regionale sardo avrebbero mai dato 1200 miliardi per l'agricoltura? Io penso di no. E questa è una constatazione amara che io devo fare, perché poi, amici cari, tutti diciamo che bisogna dare soldi all'agricoltura, e io penso che lo facciate tutti in buona fede - io ci credo, ci mancherebbe altro! -, però mi rendo conto anche che tutti i settori premono, tutti vogliono attingere ai fondi regionali, e io mi rendo conto anche delle difficoltà del momento.

Certo, qui un principio è apparso chiaro, su questo stranamente sia il centrosinistra che il centrodestra sono d'accordo, tutti quelli che sono intervenuti, dall'onorevole Frau all'onorevole Piana, all'onorevole Rassu, dicono che la legge "21" non può essere lasciata senza fondi. Questo l'abbiamo detto tutti. Bene, visto e considerato che l'abbiamo detto tutti, cerchiamo di fare in modo che la legge "21" abbia qualche finanziamento. Io, sempre per la mia età, e quindi da persona scettica, ho tentato disperatamente, immaginando che forse tutti questi finanziamenti non ci sarebbero stati, attraverso un emendamento che è passato in Aula, di recuperare per lo meno i residui dell'Assessorato dell'agricoltura, che sono rilevanti. Noi abbiamo tutta una serie di leggi che sono inapplicabili, per motivi vari, soprattutto per "motivi europei", chiamiamoli così tanto per capirci, e questi residui, secondo me, una volta che vanno in perenzione è bene che vengano recuperati finalmente all'unica legge che è possibile applicare in Sardegna, che è la legge "21", che è stata, bisogna riconoscerlo, una grande conquista di questo Consiglio regionale. Devo dare atto all'intero Consiglio regionale che questa legge è stata una grande conquista, perché finalmente la Regione sarda si è dotata di uno strumento legislativo che consente di poter operare serenamente in agricoltura. Però mi rendo conto che l'emendamento che è passato è, diciamo pure, ai limiti della possibilità di applicazione, per motivi che sarebbe molto lungo spiegare in quest'aula, quindi c'è da augurarsi che, nel caso in cui questi residui non possano essere recuperati, ci sia qualche altra possibilità per finanziare la legge 21. E io penso che al collega Masala un piccolo appello lo si possa fare, nel senso che se i residui passivi vengono recuperati alla cassa regionale in effetti sappiamo tutti che il debito della Regione scende e allora può essere che si possa, con un'operazione intelligente, recuperare questi fondi e ridarli all'agricoltura con uno strumento che non sia quello dell'emendamento che è passato.

Su questo naturalmente non spetta a me parlare, ma spetta all'Assessore del bilancio che è il dominus del bilancio, il cosiddetto signore del bilancio, io invece parlerò delle altre osservazioni che sono state fatte. Dico subito che sono d'accordo con coloro che ritengono che una programmazione vada fatta, ma mi sono anche chiesto: è possibile fare una programmazione, come dice giustamente Diana, per distretti, per comparti, quando, come l'anno scorso, nel territorio più fertile della Sardegna, che è il Campidano di Oristano, noi abbiamo dovuto vietare la coltivazione della barbabietola, la coltivazione del riso, la coltivazione del pomodoro? E potrei continuare. Come si fa a programmare se non si risolve prima il problema dell'acqua? Perché senz'acqua agricoltura non se ne può assolutamente fare, e i due problemi marciano in maniera compatta. Si può risolvere il problema agricolo se si risolve il problema dell'acqua. Ecco perché io non sono più tanto scettico se penso che nel futuro, attraverso gli accorgimenti che si possono mettere in atto, e cioè il collegamento dei diversi bacini e quant'altro, si potrà assicurare all'agricoltura l'acqua sufficiente.

Sono anche convinto che l'agricoltura della Sardegna deve indirizzarsi verso prodotti di qualità, perché altrimenti non potremo mai controbilanciare la concorrenza dei paesi continentali. Quindi sono d'accordo per quanto riguarda la produzione biologica, sono d'accordo per quanto riguarda le altre produzioni di qualità. Rimane sempre però il problema terribile del rapporto Europa-Regione, rapporto che condizionerà negli anni venturi qualunque futuro dell'agricoltura, ed è il problema basilare su cui le classi dirigenti sarde domani dovranno in qualche maniera confrontarsi. Pensate al trattato di Barcellona, che nel istituisce nel Mediterraneo la zona di libero scambio a partire dal 2010, il che vuol dire che tutti i paesi mediterranei potranno esportare tranquillamente in Europa i loro prodotti, voi capite quale terribile sfida sarà per noi la creazione di questa zona di libero scambio.

PRESIDENTE. Dopo l'intervento della Giunta passiamo alla votazione degli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Come lei sa, e l'Aula ne è a conoscenza, si sono effettuate delle valutazioni in ordine all'alleggerimento e alle modifiche della finanziaria per ciò che riguarda emendamenti e per ciò che riguarda il testo. Sarebbe opportuna, quindi, una breve sospensione per un confronto con l'opposizione.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, su che cosa vuole intervenire?

ORTU (R.C). Signor Presidente, io vorrei intervenire sulla materia in discussione. Siamo in fase di votazione. Chiedo di intervenire per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, sulla materia lei naturalmente può intervenire solo ed esclusivamente per dichiarazione di voto.

ORTU (R.C). Altrimenti anche sull'interlocuzione dell'onorevole Balletto.

PRESIDENTE. No, sull'interlocuzione direi di no, perché non si può parlare della materia in relazione all'interlocuzione della quale parlava l'onorevole Balletto. Qui abbiamo una proposta di sospensione avanzata dall'onorevole Balletto.

ORTU (R.C). Ma l'onorevole Balletto non può chiudere il ragionamento per avviare non sappiamo bene quale trattativa. Qui si sta concludendo un ragionamento ed è giusto che la Giunta si pronunci alla luce del sole rispetto all'emendamento, perché ancora una volta qui non si capisce chi è che tratta, a nome di chi tratta e per che cosa tratta.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, queste sono considerazioni che lei potrà svolgere in un altro momento. La situazione al momento attuale è la seguente: siamo arrivati alla votazione degli emendamenti e dell'articolo 10, perché si è conclusa la discussione sull'articolo e sugli emendamenti con l'intervento dell'assessore Contu. Prima di passare alla votazione, l'onorevole Balletto ha avanzato la proposta di sospendere la seduta, credo per un tempo relativamente breve, per interloquire, credo, con l'opposizione, per riferire sullo stato e sulle valutazioni che sono state fatte anche dalla maggioranza in relazione al monte complessivo degli emendamenti. Quindi io accolgo la proposta dell'onorevole Balletto, la seduta è sospesa.

Onorevole Cogodi, su che cosa intende intervenire?

COGODI (R.C.). Sulla proposta dell'onorevole Balletto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). La proposta deve essere precisata, ritengo. Ora, per quanto mi risulta e ci risulta, non è in atto nessuna trattativa, perché la trattativa si svolge quando si avanzano proposte, si ascolta, quelle proposte vengono valutate da chi le deve valutare e poi si va a una fase successiva, nella quale si vede su che cosa si concorda. Per quanto ci riguarda non c'è nulla di tutto ciò, quindi se la richiesta del collega Balletto è: "la maggioranza, ai fini di precisare, essa, i termini di una proposta articolata alle opposizioni, richiede di avere un tempo sufficiente" noi riteniamo che possa essere utile che la maggioranza abbia quel tempo sufficiente, se è rivolto a questa finalità - e non abbiamo ragione di dubitarne - diversamente si procede nell'esame di merito della finanziaria. Per quanto ci riguarda, perché sia chiaro, noi non siamo partecipi di nessuna trattativa, se la maggioranza intende avere tempo per precisare le sue idee ai fini di una proposta agli altri, in cui siamo compresi anche noi e la cosa ci riguardi, noi non abbiamo obiezioni perché sia accordata questa sospensione, ma all'esterno non risulti che questa sospensione sarà occupata da trattative fra maggioranza e opposizioni, perché in quella trattativa, in questo momento, noi non ci siamo per niente, e questo deve essere chiaro per tutti.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi pare che la proposta dell'onorevole Balletto fosse sufficientemente chiara, e non riferiva di trattative in corso, riferiva dell'esigenza di sospendere la seduta per riferire genericamente sullo stato dell'arte. Quindi la seduta è sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 18.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 31, viene ripresa alle ore 18 e 34.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Abbiamo concluso la discussione dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti. Dobbiamo procedere alle votazioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, nell'informazione che c'è stata data durante questa interruzione,da parte della Giunta e della maggioranza, sul lavoro di depurazione della manovra dagli emendamenti e dai commi cosiddetti "intrusi" che si è intrapreso nei giorni scorsi, ci sono stati comunicati gli emendamenti e le parti che, secondo la maggioranza, potrebbero essere eliminate, cosa che agevolerebbe il percorso e il cammino della nostra discussione. Questa informazione c'è stata data qualche minuto fa e avremmo bisogno di fare una valutazione, nel senso che c'è stato fornito un elenco di emendamenti che la maggioranza intenderebbe ritirare, di alcuni commi degli articoli che dovremmo discutere che verrebbero ritirati o su cui la maggioranza ha dato la disponibilità a ridiscutere. Avremmo bisogno di valutare nei Gruppi e in coalizione tutta l'informazione che c'è stata data,. Poiché abbiamo deciso un calendario di lavoro piuttosto rigido, la sospensione dopo le dieci ci impedirebbe di fare questo lavoro durante la notte, quindi noi vorremmo proporre, sempre a seguito di queste comunicazioni date dalla maggioranza, di sospendere il lavoro dell'Aula a questo punto, per consentire a noi di valutare le comunicazioni della maggioranza, e riprendere domani mattina, così come avevamo stabilito, la discussione in Aula. Tutto questo serve per migliorare la qualità del lavoro in Aula che, come sappiamo, è reso difficoltoso dal fatto che l'interlocuzione politica è in corso. Non c'è nessuna trattativa. Lo sottolineo in modo che si rassicurino i colleghi che sono preoccupati di una trattativa in corso. C'è uno scambio di comunicazioni che è stato completato adesso dalla Giunta e dalla maggioranza e sul quale noi vorremmo fare una valutazione complessivamente con tutti i colleghi dei Gruppi dell'opposizione.

PRESIDENTE. Lei chiede che si chiuda la seduta ora?

SPISSU (D.S.). Sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. Sardegna). Presidente, ovviamente non ci sono difficoltà ad accogliere la richiesta di sospensione. Voglio anche comunicare alla Presidenza che è necessaria la convocazione della terza Commissione per i pareri relativi agli emendamenti che non sono stati conclusi nella prima seduta che è stata fatta a quel fine, quindi le chiedo se è possibile convocare, in Aula, la Commissione per lunedì alle ore 17.

PRESIDENTE. La terza Commissione si intende convocata per lunedì alle ore 17.

Colleghi, naturalmente è mio dovere anche agevolare ogni interlocuzione e ogni semplificazione dei lavori, ho solo l'esigenza - questo lo devo chiedere alla maggioranza e all'opposizione - di dare un po' di tempo anche agli uffici perché se gli emendamenti che vengono ritirati sono molti e ne vengono presentati altri, gli uffici hanno bisogno poi di riordinare tutto il materiale sia per il lavoro del Presidente che per i colleghi stessi, quindi vi prego, se stasera riuscite a terminare in un'ora accettabile, di comunicare agli uffici tutti i cambiamenti che eventualmente ci fossero, altrimenti fatelo domani mattina presto in modo tale che per le 10 possiamo cominciare i lavori.

I lavori del Consiglio riprendono domani alle ore 10..

La seduta è tolta alle ore 18 e 40.