Seduta n.309 del 26/02/2003 

CCCIX Seduta

Mercoledì 26 febbraio 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 10 e 06.

CAPPAi, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 4 dicembre 2002, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Businco e Pirastu hanno chiesto di poter usufruire di una giornata di congedo per la seduta del 26 febbraio. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che, in data 17 febbraio 2003, è pervenuta copia della decisione della Corte Costituzionale numero 48 del 10 gennaio 2003, con la quale si dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1 comma 2 della legge regionale 1° luglio 2002, numero 10, "Adempimenti conseguenti alle istituzioni di nuove province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla Legge regionale 2 gennaio '97 numero 4". e l'inammissibilità della questione di illegittimità costituzionale sollevata dal Governo in ordine all'articolo 1, comma 1, degli articoli 2, 3 e 4 della medesima legge regionale.

Comunico altresì che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione all'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio '77 n. 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 10, 13, 17, 19, 20 e 30 dicembre 2002.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

"Sanzioni amministrative in materia di commercio". (409)

(Pervenuto il 6 febbraio 2003 ed assegnato alla sesta Commissione.)

"Norme in materia di politiche del lavoro ed organizzazione dei servizi per l'impiego". (415)

(Pervenuto il 18 febbraio 2003 ed assegnato alla sesta Commissione.)

"Testo unico delle leggi regionali in materia di attività turistiche". (416)

(Pervenuto il 18 febbraio 2003 ed assegnato alla sesta Commissione.)

"Costituzione Azienda Ospedaliera Fra' Nicola da Gesturi". (417)

(Pervenuto il 18 febbraio 2003 ed assegnato alla settima Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

Dai consiglieri MANCA - SANNA Giacomo: "Integrazione e modifiche alla legge regionale 14 marzo 1994, n. 12, in materia di usi civici". (410)

(Pervenuta il 7 febbraio 2003 ed assegnata alla prima Commissione.)

Dai consiglieri PACIFICO - DEIANA - IBBA - MANCA - PINNA: "Nuove disposizioni per l'adeguamento e la perequazione del trattamento economico dei dipendenti delle Autonomie Locali della Sardegna con quello dei dipendenti della Regione autonoma sarda". (411)

(Pervenuta l'11 febbraio 2003 ed assegnata alla prima Commissione.)

Dai consiglieri BIGGIO - FRAU - LIORI - MURGIA - USAI: "Modifiche alla legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 'Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione e successive modifiche'". (412)

(Pervenuta l'11 febbraio 2003 ed assegnata alla terza Commissione.)

Dai consiglieri GIOVANNELLI - BALLETTO - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FLORIS - FRAU - GRANARA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - ONIDA - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI: "Norme per la prevenzione e la cura del diabete mellito". (413)

(Pervenuta il 14 febbraio 2003 ed assegnata alla settima Commissione.)

Dai consiglieri GIOVANNELLI: "Modifiche alla legge regionale 17 maggio 1957, n. 20, recante 'Norme in materia di referendum popolare', modificata dalla legge regionale 24 maggio 1984, n. 25, dalla legge regionale 15 luglio 1986, n. 48 e dalla legge regionale 14 agosto 1992, n. 13". (414)

(Pervenuta il 14 febbraio 2003 ed assegnata alla prima Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge nazionale:

Dai consiglieri MASIA - BALIA - IBBA: "Modifica del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, recante disposizioni sul 'Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421' e successive integrazioni e modificazioni, e nuove norme in materia di pagamento dell'imposta comunale sugli immobili (I.C.I.) sulle aree da assoggettare a Piani Attuativi nei Piani Urbanistici Comunali". (13)

(Pervenuta il 13 gennaio 2003 ed assegnata alla seconda Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione CALLEDDA - MARROCU sui lavori nel canale di Porto Pino". (576)

(Risposta scritta in data 10 febbraio 2003.)

"Interrogazione MORITTU - CUGINI - LAI - SPISSU sul mancato finanziamento della Strada statale n. 134 chiusa al traffico dal 18.01.1996". (414)

(Risposta scritta in data 17 febbraio 2003.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sull'autorizzazione di una nuova discarica di fanghi rossi sul mare di Portoscuso". (590)

"Interrogazione SANNA Gian Valerio, SANNA Alberto - BIANCU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione gestionale della ASL n. 5 di Oristano". (591)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Interpellanza PINNA - CUGINI - LAI - SELIS sul mancato impegno da parte della Giunta regionale delle risorse finanziarie di cui al comma 16 dell'articolo 26 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, destinate al sostegno delle produzioni cinematografiche prevalentemente ambientate in Sardegna". (318)

"Interpellanza PINNA - IBBA - PACIFICO sul mancato avvio degli interventi per il dragaggio del porto commerciale di Sant'Antioco". (319)

"Interpellanza PIRISI - SPISSU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - FALCONI - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore sul mancato risarcimento dei danni agli amministratori vittime di episodi di violenza in base alla legge regionale n. 21 del 1998". (320)

"Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sulle acquisizioni dei cavallini da parte della Comunità montana 'Sa Jara'". (321)

"Interpellanza DETTORI - SCANO - BALIA - DEIANA - DEMURU - DORE - MANCA - PACIFICO - PINNA sulla trafugazione di un menhir nel comune di Villagrande Strisaili". (322)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Mozione BALIA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - COGODI - DETTORI - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - VASSALLO sulla necessità di predisporre adeguate misure di riordino e di risanamento della spesa sanitaria regionale, sull'esigenza di un nuovo Piano sanitario regionale, sull'incompleta attuazione della riforma del sistema sanitario. Istituzione di una commissione d'inchiesta". (98)

Votazione della mozione Fadda - Spissu - Dore - Balia - Cogodi - Sanna Giacomo sulla alienazione del patrimonio immobiliare da parte dello Stato. (84)

PRESIDENTE. Colleghi, così come previsto dalla Conferenza dei Capigruppo, cominceremo i lavori con la votazione della mozione numero 84. dichiarata nulla per mancanza del numero legale nella precedente seduta Tuttavia ricordo che l'articolo 91, comma 3 del Regolamento, stabilisce che non si può procedere ad alcuna votazione se non siano trascorsi almeno dieci minuti dall'inizio dei lavori, quindi sospendiamo la seduta per dieci minuti in modo tale da poter poi procedere alla votazione.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 15, viene ripresa alle ore 10 e 27.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. C'era stata una richiesta di votazione nominale con procedimento elettronico ed ora vorrei sapere se la richiesta viene confermata.

(Interruzione del consigliere Corona)

PRESIDENTE. Non è confermata, si vota, quindi, per alzata di mano.

(Interruzione del consigliere Cogodi)

PRESIDENTE. Il capogruppo di Rifondazione Comunista chiede la votazione nominale con procedimento elettronico. La richiesta deve essere appoggiata da otto consiglieri.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SPISSU, CUGINI, Alberto SANNA, PIRISI, FADDA, SECCI, GRANELLA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 84.

I consiglieri Contu e Diana, privi di scheda elettronica, dichiarano il proprio voto contrario, mentre il consigliere Masia dichiara il proprio voto favorevole.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - MANCA - MASIA - ORTU - PACIFICO - PILO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SECCI - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - PIANA - PILI - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 63

Votanti 62

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 28

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Discussione generale congiunta del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A), del disegno di legge "Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005" (384/A) e del documento "Note di programma 2003 - Articolo 3 bis, L.R. 11 maggio 1983, n. 11" (Doc. n. 47/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della manovra finanziaria. E' aperta la discussione generale congiunta dei disegni di legge numero 383/A, 384/A e del documento numero 47/A.

Ha facoltà di parlare il relatore, consigliere Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Onorevole Presidente del Consiglio, Presidente della Giunta, colleghe e colleghi, la Commissione bilancio,

nella seduta del 13 febbraio 2003, ha approvato i disegni di legge numero 383 e 384, e il documento numero 47, relativi alla manovra finanziaria 2003/2005 con il voto favorevole dei Gruppi della maggioranza e il voto contrario dei Gruppi dell'opposizione.

Come di norma, i due disegni di legge si ispirano al Dpef approvato dal Consiglio regionale nel mese di luglio dello scorso anno che si impernia su due fondamentali direttrici: la prima improntata all'esigenza di riconfermare le già avviate politiche di rigore tese al risanamento della finanzia regionale; la seconda rivolta all'analisi delle tematiche dello sviluppo e delle correlative scelte e priorità degli interventi. Sotto il primo profilo la manovra parte dalla constatazione che le risorse ordinarie spendibili, attualmente disponibili per finanziare la spesa pubblica regionale, si stanno progressivamente assottigliando, quale diretta conseguenza dei sempre più ridotti trasferimenti statali in rapporto alla crescita delle esigenze di intervento e in prospettiva per effetto delle minori assegnazioni da parte della Comunità Europea.

A questo riguardo va detto che l'economia mondiale, Europa compresa, soffre da qualche tempo di una crisi grave, congiunturale, che si è ulteriormente aggravata a seguito dei recenti fenomeni di recrudescenza del terrorismo e dei venti di guerra che sembrano spirare sempre più forti. Non va dimenticato in proposito che, in una recente riunione dell'ECOFIN, svoltasi a Bruxelles, sono state bocciate le politiche di bilancio di colossi come la Francia e la Germania. Nei confronti della prima è stato dato l'avvertimento preliminare, mentre nei confronti della Germania è stata avviata la procedura di deficit eccessivo in presenza di un disavanzo dei conti pubblici ben superiore alla soglia massima consentita del 3 per cento.

L'Unione Europea cerca, con tutti i mezzi a sua disposizione, di affrontare questa situazione al fine di risanare i conti pubblici di molti dei suoi paesi membri, escogitando misure e rimedi idonei a preservare la potenzialità di crescita del sistema Europa in modo tale da incominciare a parlare di misure finalizzate ad una più estensiva interpretazione del patto di stabilità, che siano capaci di coniugare flessibilità nell'uso delle politiche fiscali e monetarie con riferimento alla specificità di ciascuno Stato membro, ma che allo stesso tempo siano altrettanto idonee a salvaguardare il rigore della finanza pubblica.

In questo scenario, muove i suoi passi la manovra finanziaria della Regione, soffrendo questa preoccupante situazione, talché non appaia azzardato affermare che le disponibilità complessive si dimostrano sempre più inadeguate ed insufficienti a dare risposta e concretezza risolutiva ai bisogni sempre crescenti ai quali per altro occorre, comunque ed in ogni modo, dare appropriate risposte. Ciò non di meno, la legge finanziaria, ancora una volta, assolve in modo appropriato al proprio scopo, quello di dare attuazione alle indicazioni del Dpef aventi contenuto economico e sociale, con l'assunzione di politiche sicuramente rivolte al contenimento della spesa e che allo stesso tempo siano in grado di assicurare un sufficiente sostegno ed impulso alle politiche di sviluppo.

Il passaggio in Commissione non ha alterato questa sua forte connotazione, poiché, pur essendo state apportate alcune correzioni, la legge finanziaria mantiene in ogni caso la sua impostazione originaria. Giova in proposito rammentare che essa, nella sua iniziale stesura, prevedeva un indebitamento di competenza dell'esercizio 2003 pari a 1.161.650.000 euro, destinato a degli investimenti per opere a carattere permanente, esattamente coincidente con quello emergente dal testo approvato dalla Commissione. Questo dato confortante, per altro, mentre da una parte contrassegna la volontà di intervenire nella direzione della compressione dell'indebitamento, non può ancora considerarsi del tutto soddisfacente.

L'esposizione finanziaria complessiva della Regione se da una parte non solo frena ma addirittura cala, dall'altra parte deve, ancora oggi, considerarsi sovradimensionata rispetto all'ammontare delle entrate proprie, anche se è vero che l'operazione di pulizia del bilancio dai cosiddetti residui di stanziamento, cioè di poste non impegnate ma mantenute comunque nel bilancio degli anni successivi e che non rappresentano, come tutti quanti sappiamo, effettive obbligazioni di pagamento per le casse regionali, ancora in corso di attuazione, consentirà, in via del tutto ragionevole, ulteriori consistenti riprese ad economia di risorse di importo per svariate centinaia di milioni di euro.

Tuttavia, anche al fine di evitare di cedere a facili tentazioni di introdurre in Aula nuove spese che non abbiano la natura dell'assoluta indispensabilità, è opportuno ricordare che l'indebitamento, almeno quello nominale, si attesta, per effetto dei disavanzi di amministrazione dei precedenti esercizi finanziari, non sanati dalla mancata contrazione dei mutui autorizzati, a complessivi 3 miliardi 378 milioni 661 mila euro, cui andrà ad aggiungersi l'ulteriore indebitamento previsto dall'articolo 18, pari ad euro 83 milioni - tanto per intenderci il rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37 - e così in totale 4 miliardi 623 milioni 316 mila euro, contro un indebitamento complessivo, quale risultava al 31 dicembre 2002, di 5 miliardi 81 milioni 705 mila euro.

Le politiche di risanamento, fortemente volute dalla maggioranza, cominciano così a dare i primi benefici risultati per la finanza regionale, ponendo in risalto una riduzione dell'indebitamento di euro 458 milioni e 389 mila, pari al 9 per cento dell'esposizione debitoria complessiva alla fine dell'esercizio precedente.

La Commissione, soffermandosi ed approfondendo l'aspetto dei residui di stanziamento, ha sottolineato la dannosità di questa radicata prassi, facendo rilevare come, attraverso il suo "uso", si è spesso mascherata non solo una certa insufficienza dell'azione politica collegata ai vari esecutivi che si sono succeduti nel tempo, ma è stata soprattutto coperta l'inefficienza dell'apparato amministrativo e burocratico, dimostratosi incapace di accelerare la propria azione in modo da assicurare la coincidenza, come vuole buona regola di gestione, tra il momento dell'impegno con quello dell'effettuazione dei relativi pagamenti ai beneficiari della spesa pubblica.

La conclusione che si può trarre dalle considerazioni esposte è che il mantenimento ingiustificato in bilancio dei residui di stanziamento, ci consegna una immagine della nostra Regione non rispondente alla realtà, ce la rappresenta più indebitata di quanto essa non sia, con tutti gli impedimenti che ne derivano a scapito di una efficace attività programmatoria e per una più corretta individuazione delle dotazioni negli stati di previsione della spesa in cui si articola il bilancio annuale.

In buona sostanza, la Commissione ha condiviso la necessità di individuare con prontezza adeguati strumenti per dare risposta alle sempre più indifferibili esigenze di recupero dell'efficienza e dell'efficacia della spesa, con riferimento alla tempestività della realizzazione dei programmi e alla conseguente messa in circolo, nel sistema economico, delle risorse pubbliche, anche alla luce della considerazione che, in questa particolare sfavorevole congiuntura, le risorse devono assumere - ora più che mai - funzioni di volano ad effetto moltiplicatore rispetto ai processi produttivi che si intendono stimolare in una funzione di assoluta complementarietà ai capitali di natura privata che, in quei processi, devono in ogni caso trovare sempre più larga diffusione. Da qui la necessità, pur tra le non poche difficoltà che oppone l'apparato burocratico regionale, sempre più autoreferenziale, d'imprimere una forte accelerazione ai processi di riforma dell'intero sistema. Ma con l'esigenza del contenimento della spesa pubblica e dell'accelerazione dei processi di riforma, che pure non si limitano a mere enunciazioni, non si esauriscono gli effetti della manovra. La legge finanziaria infatti, come detto, in piena coerenza con le linee tracciate dal documento di programmazione economica e finanziaria e senza mai perdere di vista i limiti e i condizionamenti di carattere generale, pure riferiti in precedenza, si sforza di dare importanti, anche se purtroppo non sempre soddisfacenti, risposte.

Proprio partendo da questo aspetto, si è pure affermato che le politiche di intervento che si imperniano sulla spesa pubblica, le cui dinamiche di crescita appaiono oggi difficilmente contenibili, in dipendenza della contemporanea esponenziale crescita dei bisogni, abbiano necessità di ulteriori sostegni. Sotto questo profilo è stata ribadita la necessità di dare avvio ad una incisiva azione dell'Esecutivo nei confronti dello Stato da svolgersi nella direzione delle entrate. E` innegabile infatti che la crescita delle entrate ordinarie della Regione si è arrestata da parecchi anni, e che esse si rivelano del tutto insufficienti a far fronte alle spese indispensabili per garantire in modo soddisfacente lo svolgimento dell'attività amministrativa e di intervento della Regione.

A questa necessità si può dare una adeguata risposta in tempi anche relativamente brevi solo se, alla doverosa iniziativa dell'Esecutivo regionale, tanto le forze di maggioranza che quelle di opposizione, al di là delle logiche di schieramento, vorranno, con una azione ferma e determinata, adoperarsi, nell'interesse dei sardi, per rinegoziare con lo Stato il Titolo terzo dello Statuto e per la condivisione del nuovo Piano di rinascita; solo così sarà possibile pervenire all'indispensabile adeguamento delle entrate a soddisfazione delle più sopra segnalate esigenze.

Fatta questa doverosa analisi, va detto che si intravedono nella manovra spiragli che aprono luce a nuove iniziative e ad interventi concreti nella direzione dell'ampliamento della base produttiva, della valorizzazione delle risorse locali e delle politiche di emergenza per combattere la disoccupazione. E` stata così rifinanziata la legge numero 36 del 1998 relativa agli sgravi contribuivi con una dotazione di euro 39 milioni e 553 mila, poiché è stato accertato che con questa misura si sono ottenuti risultati eccellenti in termine di occupazione, sia per la rapidità dei tempi che per l'entità del numero delle nuove assunzioni, e ciò in relazione alla entità delle modeste risorse stanziate.

Altra misura che va nella stessa direzione deve individuarsi nel rinnovo delle convenzioni per i piani di inserimento professionale per un primo approccio lavorativo dei giovani qualificati, nonché nel rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37 con la dotazione di 83 milioni di euro anche se i risultati sinora ottenuti, in relazione ai cospicui investimenti, sono da ritenersi del tutto inadeguati ed insoddisfacenti. Ricordiamoci che questa legge ha dato origine alla creazione di poche migliaia di posti di lavoro, il più delle volte non lavoro stabile e questo in contrasto con le finalità della legge, 600 miliardi degli oltre 1000 stanziati ancora costituiscono residui passivi, per l'incapacità della maggior parte dei comuni di procedere alla programmazione e alla spendita delle risorse secondo le finalità della legge, da qui la necessità del contributo dell'intero Consiglio, in sede di discussione di questo particolare provvedimento, al fine di individuare gli appropriati correttivi, per restituire a questo importante intervento valenza e credibilità, in relazione ai presupposti che ne avevano giustificato la sua adozione sin dall'esercizio finanziario 1999.

Importanti misure di sostegno sono state recepite dalla Commissione nella condivisione di emendamenti presentati dalla Giunta e da consiglieri di maggioranza e di opposizione. Tra queste si segnalano gli interventi a favore dell'imprenditoria femminile, con una dotazione di 9 milioni 338 mila euro; delle zone interne, per 15 milioni e 500 mila euro; della Sardegna centrale, per 20 milioni di euro; della formazione lavorativa, per 71 milioni di euro. Un altro intervento che merita di essere ricordato è rappresentato dal rifinanziamento della legge 1/2002 a sostegno dell'imprenditoria giovanile, con uno stanziamento per complessivi 64 milioni e 361 mila euro destinati per 52 milioni e 37 mila euro al settore del turismo, e per la parte restante, pari a 12 milioni e 324 mila euro, al settore della produzione dei beni e servizi dando così avvio al nuovo corso post legge 28 del 1984.

Un altro argomento verso il quale la Commissione ha dato segni di particolare attenzione, è quello che ha riguardato le esigenze che sono state in diversi modi rappresentante dagli enti locali attraverso le proprie associazioni, con risposte che prevedono, in linea generale, conferme degli stanziamenti relativi all'esercizio precedente.

Per quanto attiene al mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo, la Commissione ha ritenuto di dover rimandare all'iniziativa dell'Esecutivo la formulazione finale delle proposte della maggioranza. Ciò è stato deciso con il voto che ha soppresso l'articolo 14, nella considerazione che, per la complessità della norma in parola, articolata in 27 commi, e per l'ingente numero di emendamenti - ben 43 - la discussione avrebbe condotto a confronti estremamente lunghi, a tutto discapito dell'urgente necessità del rispetto dei tempi regolamentari in Commissione per la definizione della manovra da presentare all'esame del Consiglio regionale.

Le importanti risorse destinate a questo peculiare settore della vita pubblica, sono state per il momento allocate al fondo nuovi oneri legislativi con destinazione specifica alle esigenze del comparto. Alla proposta della Giunta e alle valutazioni del Consiglio regionale, sono quindi rimesse le entità degli stanziamenti e le finalità specifiche che si vorranno perseguire.

(Brusii in Aula)

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, sentivo il mio collega Pittalis dire che quando parleranno i colleghi per illustrare le relazioni di minoranza, noi tutti quanti staremo attenti; quindi mi sembra giusto non che ci sia l'attenzione ma quanto meno un po' di silenzio.

Una raccomandazione può essere fatta: evitare, così come è avvenuto nel passato recente e lontano, una eccessiva frammentazione degli interventi avulsa da logiche e criteri improntati alla razionalizzazione, privilegiando interventi che siano diretti al potenziamento di questo comparto ritenuto, non a torto, di fondamentale importanza per la crescita della società civile.

La legge finanziaria, oltre agli aspetti a contenuto economico e sociale sinteticamente richiamati in precedenza, pone attenzione alle tematiche riguardanti la riforma della legge di contabilità regionale, introducendo con norma programmatica la contabilità economica e patrimoniale da affiancarsi a quella finanziaria attualmente in vigore e disciplinata dalla legge 11 dell'83. Nell'ambito poi della discussione generale avremo modo anche di soffermarci su questi aspetti particolari che, in sede di presentazione, per esigenze di sintesi, ovviamente non sono stati approfonditi. Un apposito disegno di legge collegato disciplina in modo compiuto l'attuazione di questa importantissima innovazione. Intervenendo nella stessa direzione la finanziaria ha previsto la soppressione del bilancio di cassa in funzione della sua accertata ridotta utilità, in relazione al controllo dell'azione amministrativa per ciò che riguarda i pagamenti.

PRESIDENTE. La prego, concluda.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente. Inoltre è stata prevista la possibilità della conservazione dei fondi destinati alla realizzazione di opere pubbliche in esecuzione diretta dalla Regione per il tempo ritenuto necessario per l'approvazione dei progetti esecutivi.

La manovra finanziaria oggetto di discussione complessivamente prevede una dotazione di euro 6.449.560.000, inferiore rispetto a quella dell'esercizio 2002, se si tiene conto che una quota pari a euro 309.334.000 rappresenta la somma destinata all'ammortamento dei mutui già contratti a valere su esercizi precedenti e per quelli autorizzati con l'articolo 1, comma 6, del presente disegno di legge. Tuttavia va ricordato che, nonostante la flessione, il disegno di legge mantiene sostanzialmente inalterate le misure a sostegno del tessuto imprenditoriale, e ciò avviene nell'ottica e nella consapevolezza dell'Esecutivo regionale che lo sviluppo e la crescita sociale possono ottenersi solo attraverso l'apporto decisivo del mondo delle imprese private.

In conclusione, si ritiene che la manovra dell'esercizio 2003, pure in presenza delle già menzionate preoccupazioni, rappresenti lo strumento più idoneo alla risoluzione delle problematiche connesse con lo sviluppo socioeconomico attraverso una forte e concreta accelerazione dell'intero sistema produttivo. Per questi motivi la Commissione confida in una rapida approvazione da parte del Consiglio, attraverso un sereno e costruttivo confronto tra le forze politiche. Grazie.

PRESIDENTE. Le relazioni di minoranza sono tre; i relatori, l'onorevole Cogodi, l'onorevole Falconi e l'onorevole Scano, hanno a disposizione per illustrarle venti minuti ciascuno. Il primo a parlare è l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.), relatore. Signor Presidente, colleghi, il nostro giudizio sulla finanziaria 2003 è stato enunciato, viene confermato ed è un giudizio netto. Questa finanziaria 2003, per la Regione e per la società sarda, è un autentico disastro! E di questo disastro per intanto vi è esplicito riconoscimento anche da parte della stessa maggioranza che la propone. Per semplicità - così comprende anche Ladu - e per chiarezza, richiamo testualmente un passaggio della relazione dell'onorevole Balletto, Presidente della Commissione, che egli stesso ha poc'anzi riletto: "Si intravedono" - dice il relatore di maggioranza - "nella manovra, spiragli che aprono luce a nuove iniziative e a interventi concreti nella direzione dell'ampliamento della base produttiva, della valorizzazione delle risorse locali, delle politiche per combattere la disoccupazione".

Domanda, alla maggioranza e a tutto il Consiglio, e anche alla Giunta regionale, se volesse cogliere il senso di una domanda fondata: ma scusate, l'ampliamento della base produttiva, la valorizzazione delle risorse locali e l'occupazione dovrebbero essere o no i cardini di una saggia politica di sviluppo? L'allargamento della base produttiva, la valorizzazione delle risorse locali e l'occupazione dovrebbero essere o no la preoccupazione principale della finanziaria e del bilancio, e trovare nell'uso delle risorse pubbliche regionali la base di sostegno fondamentale? Invece no, spiragli! All'allargamento della base produttiva, all'occupazione, alla valorizzazione delle risorse locali, dite, scrivete e ripetete che riservate spiragli, pertugi, il buco sulla serratura! Eppure, in riferimento proprio a queste partite, non si conferma neppure quello che storicamente, ormai, questa Regione, con sue buone leggi e lungimiranza, aveva previsto e provveduto a fare. Le leggi per le politiche attive del lavoro, per l'allargamento della base produttiva, per la creazione di nuova impresa, in questa finanziaria, risultano massacrate, ridotte anche nell'entità degli stanziamenti per oltre la metà. E infatti voi dite che non sono queste le principali direzioni di spesa, ma a queste riservate appunto spiragli, frattaglie, cosette. Perché? Perché le cose importanti per voi, le cose rilevanti per la maggioranza sono ben altre, infatti questa finanziaria va letta, va discussa, va contestata, va cambiata radicalmente, perché sono quelle cose altre, rispetto alla produzione, al lavoro e alla valorizzazione delle risorse locali che a voi interessano e che, attraverso la finanziaria e il bilancio, vorreste pure, con i danari pubblici, sostenere a fini privati.

Peraltro corre ormai l'anno 2003, questa finanziaria in qualche modo corona la presente legislatura. Per simile testa una degna corona! Questa legislatura si era aperta, come tutti sappiamo, come la gente sa, nella difficoltà, nel travaglio, nella compravendita, nei passaggi di campo, nei tradimenti, nelle divisioni e quant'altro. Da quella partenza non poteva derivare nel tempo nessuna buona conseguenza, eppure questa legislatura, dove il centrodestra si è, diciamo così, esercitato nel governo della Regione, si era aperta con i grandi proclami. Il cambiamento, la discontinuità, la rivoluzione persino, diceva Fantola. Noi eravamo tutti preoccupati: "Ma non è che questo ci ruba anche la materia nostra? La rivoluzione la fa lui e a noi cosa resta da fare?" Era una preoccupazione eccessiva la nostra, perché ben si è visto che si può campare invocando riforme, a condizione però che riforme non se ne facciano mai. E questa è la legislatura non tanto e non solo sprecata in questa Regione, questa è la legislatura che ha introdotto danni che saranno difficilmente rimediabili nel prossimo futuro. Se dovessimo dare un giudizio, con una parola, di questa finanziaria, noi ne assumiamo una di parola, e ci assumiamo pure la responsabilità della parola che usiamo per esprimere questo giudizio: questa finanziaria è immorale. E' immorale perché viola la correttezza dei comportamenti, perché viola le regole che presiedono al corretto esercizio della vita pubblica, perché viola i diritti fondamentali che in una società devono essere presi in considerazione in modo ordinato ed equilibrato; è perciò una finanziaria immorale perché è licenziosa, corrotta, corruttiva e, se volete ancora leggere nel vocabolario, persino turpe in molti suoi aspetti, e diremo perché. D'altronde, qualche giorno fa, a richiamare la moralità della politica è stato, in sede pubblica, un autorevole esponente della maggioranza, un Presidente della Regione di questa legislatura, il quale ha richiamato l'immoralità della politica in ragione del modo in cui questa Giunta, il suo Presidente, esercitano il governo, il potere: parlando di decisioni in solitudine, di separatezza fra la decisione e l'esercizio del potere pubblico e gli interessi generali della Sardegna, di arroganza, di particolarismo e di personalizzazione della politica. Le espressioni non sono nostre, dell'opposizione, di questa opposizione, sono espressioni dell'onorevole Mario Floris, adoperate alcuni giorni fa per parlare della sua maggioranza, della sua Giunta e del suo Presidente.

Tutto ciò, si è detto, è immorale. Ed è vero, ma è anche immorale dire una cosa e non essere appena conseguenti. E' anche immorale vedere una stortura e non intervenire in nulla per modificarla, e infatti la conclusione ultima di quella parte politica, di quella parte di maggioranza è: "Questa finanziaria non piace a nessuno, e noi però la voteremo". E se non piace a nessuno, quindi manco a voi, perché la votate? E se non piace a nessuno ci sarà pure una ragione, che tutti la percepiscono, questa finanziaria, come un danno, come una lesione di diritti, come un disastro, appunto, complessivo. Però voi la votate, perché? Lo direte il perché. Ma è anche in questa incoerenza, in questa contraddizione, è in questo dire "a" e fare "b" che risiede, appunto, ancora e di più, la sostanziale immoralità di un certo modo di esercitare la politica.

Questa finanziaria è un disastro anche perché è figlia di questa maggioranza disastrata. Questa finanziaria è un disastro perché è appesa alle nuvole e parrebbe che sia figlia di nessuno, trovatella! La Giunta l'ha presentata, poi la maggioranza ha detto che l'avrebbe sostanzialmente modificata, che avrebbe ipotizzato un maxiemendamento che cambiava l'asse portante, si era detto, della proposta della Giunta. Questo maxiemendamento ha occupato i giornali, le televisioni, l'attenzione dei mass media, l'opinione pubblica, per diverse settimane e mesi; questo maxi-mini-niente emendamento non si è visto perché non c'è, avete detto che l'avete poi distribuito e spalmato, non si sa bene sulla schiena di chi, certo è che la finanziaria è entrata in Commissione in ritardo e pessima, ed è uscita dalla Commissione con un ulteriore ritardo e se possibile anche peggiorata.

Vi è un altro tratto ancora che appartiene sempre alla categoria della immoralità, ed è la gestione dei tempi. Noi abbiamo più volte, in questi anni, denunciato non puramente e semplicemente i ritardi con cui la Giunta e la maggioranza danno corso agli adempimenti dovuti, dovuti per legge, dovuti per logica e dovuti per buona amministrazione; noi abbiamo denunciato non solo, di volta in volta, i ritardi, noi abbiamo denunciato sin dall'inizio, perché l'avevamo intravista, e quel che è accaduto in questi anni e quel che accade ancora lo dimostra, abbiamo denunciato una vera e propria strategia del disordine. Questa maggioranza, per poter fare quello che vuole, per poter utilizzare a suo piacimento le risorse pubbliche e gli strumenti del potere pubblico ha bisogno di disordine intorno. Ce n'era già abbastanza, perché qualche cosa l'avete ereditata, è vero, ma ci avete messo tutto quello che voi siete in grado di fare e di pensare, perché questo disordine venisse accresciuto e diventasse sistema, perchè diventasse appunto strategia, perchè diventasse, se possibile, nuova normalità! Fantola del riordino e delle riforme, voi volete il disordine, per questo non dovete rispettare i tempi, per questo non dovete programmare la spesa, per questo dovete violare costantemente le leggi e i regolamenti, perché se il bilancio è di previsione, sarà pure poco l'arco temporale di un anno, però la previsione dice verso dove si indirizza la spesa, quali sono gli strumenti per azionare la spesa, quali sono gli equilibri complessivi e d'insieme, qualunque siano, condivisibili o meno, dice come, in un anno, i dieci, undici, dodicimila miliardi, se pensiamo e parliamo ancora in lire, della Regione, vanno ai sardi o non vanno. Ma quando voi, invece, ritenete che il termine del 30 settembre fissato per la presentazione del bilancio ogni anno debba diventare il 30 dicembre, e ritardate l'esame in Commissione, fate mancare il numero legale in Commissione, bocciate pezzi di bilancio intero in Commissione, bivaccate in Commissione per due mesi, perché passi il tempo e si arrivi in Aula, quindi, a fine febbraio o ai primi di marzo, sapete che, di fronte a queste enormità, nessuno potrà porre il bavaglio all'opposizione, e noi eserciteremo il diritto intero di criticare e di proporre e di rivendicare e di ottenere anche dei cambiamenti sostanziali rispetto a questa manovra. E quindi finiremo a marzo o aprile, e voi renderete la finanziaria operativa a metà anno e allora avrete la scusa che vi siete inventati, perché l'avete costruita, che non c'è più il tempo per rispettare la programmazione, seppure parziale, della spesa. E non avrete il tempo di spendere bene, e quindi cumulerete, sposterete e agirete sempre in emergenza, in apparente emergenza, ma dentro una programmazione occulta che è parallela rispetto alla programmazione pubblica che deve viaggiare attraverso la finanziaria e il bilancio.

La strategia del disordine voi l'avete pensata bene ed in questi anni l'avete praticata e la state perseguendo, perché nel disordine intorno potrete di più e meglio sfuggire al controllo pubblico e fare di più e meglio per le parti private, privilegiate, quello che andrebbe fatto, invece, in ragione dell'interesse generale.

Ed io so già, e tutti noi sappiamo già, che adesso si inizia l'esame in Aula della finanziaria, e ci avete già avvertito che bisogna ancora riflettere e che domani è "giovedì grasso", e che dopodomani è "venerdì magro", quindi può essere che continuiamo il lavoro in quest'Aula la settimana prossima perché per voi è importante andare più in là, perché più in là, nel collo dell'imbuto, Pili che sta zitto, Pili che tace, Pili che della finanziaria in questi mesi non si è occupato - si è occupato di tutto, con tanto di apparato massmediatico al seguito, ma non di finanziaria - fra qualche settimana Pili si alzerà e dirà: "Fermi tutti, badate che, se non si approva il bilancio, si scioglie il Consiglio." E poi può essere che anche Corona si ricordi che, più passa il tempo, più si può creare danno alla Sardegna e all'economia sarda, non avendo la disponibilità delle risorse da utilizzare, ed allora in tutta fretta voi vorrete approvare la finanziaria per il bene del popolo. Ed invece tutto questo non accadrà, per quanto sarà nelle nostre possibilità, piccole, perché tutte quelle nostre possibilità, ancorché piccole, verranno adoperate perché la finanziaria venga discussa nell'insieme, parte per parte, e tutto quanto voi prevedete di fare in modo occulto, perché c'è molto del clandestino in questa normativa finanziaria così com'è, e si vedrà! Volete finanziare un'impresa e dite che è promozione d'impresa, o pubblicità, insomma c'è tutta una serie di parti della finanziaria con le quali "spiantate" ancora l'apparato pubblico e aprite a tutte le forme di convenzionamento privato, possibile ed immaginabile. Ipotizzate che la spesa corrente regionale per spese di personale e di apparato interno superi di molto i mille miliardi - e un apparato che costa più di mille miliardi all'anno, non è pensabile che non sappia fare niente - e in ogni e qualsiasi comparto di amministrazione, per attuare e gestire qualsiasi legge o qualsiasi programma, aprite le cateratte del convenzionamento esterno, perché con le convenzioni accrescete quel sistema di potere che noi c'eravamo illusi di aver contrastato per decenni, di aver criticato ed anche poco poco tentato di cambiare, e voi invece lo riprecipitate nel buio della notte! Lo riportate ai tempi peggiori!

Questa Finanziaria è immorale per questi elementi già enunciati e per altri ancora, lo è soprattutto nel merito.

PRESIDENTE. Le concedo un po' di tempo per concludere, prego.

COGODI (R.C.). Concludo, annunciando un tema che sarà parte non secondaria del confronto in Aula su questa finanziaria. Il sostegno delle leggi e delle politiche attive per il lavoro dovrà tornare ad essere parte essenziale dell'impegno di questa Regione. Quei danari che avete tolto alla possibilità di nuovo sviluppo e di nuova occupazione, quei danari che avete tolto agli Enti Locali, alla possibilità di creare nuova impresa, tutti quei danari ed altri ancora dovete trovare il modo, insieme al vostro Governo amico di Roma, di riportarli dove servono e di reintegrare quel sostegno finanziario soprattutto per le politiche della nuova impresa e per le politiche del lavoro.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Scano, relatore di minoranza.

SCANO (Gruppo Misto), relatore di minoranza. Iniziamo dalle date che costituiscono spesso un buon elemento di riflessione; oggi è il 26 febbraio, la manovra sarebbe dovuta arrivare in Aula ai primi di dicembre, per rispettare la normativa. Dal 1999 ad oggi non si riesce più non dico a rispettare, ma nemmeno ad avvicinarsi ai tempi e alle date prescritte dalle leggi. Ciò non è l'effetto del destino, è frutto della confusione e dell'incapacità politica. La macchina dell'attuazione della manovra di bilancio conseguentemente non si mette in moto prima di maggio - giugno, questo è successo l'anno scorso. I fondi per i comuni, per le finalità di cui all'articolo 19 della legge 37, relativi al 2002, sono stati accreditati - mi dicono i sindaci - a novembre, e poi diciamo che i comuni sono incapaci di spendere. Certo, in un mese i comuni sono incapaci di spendere, nel senso che è impossibile spendere! Il problema, in questo caso, è nella Regione. La macchina dell'attuazione della manovra di bilancio, dicevo, si mette in moto a maggio - giugno, quindi mediamente la performance di spesa è sotto il 40 per cento o di poco sopra, quando si sta sotto o di poco sopra il 40 per cento è del tutto evidente che l'economia e la società già solo per questo, quindi senza far ricorso ad altri aspetti della questione, già solo per questo pagano un prezzo durissimo.

Sul lavoro svolto in Commissione, il collega Cogodi ha fatto qualche battuta che io condivido, anche efficace, come spesso gli accade. L'esame della manovra in Commissione Bilancio e Programmazione si è svolto in un clima, possiamo dirlo, surreale! La maggioranza, al termine di pene e peripezie di ogni genere, ha dato via libera alla finanziaria e al bilancio, ma, era evidente, senza esprimere un effettivo sostegno e dopo aver messo in essere una vera e propria azione di rallentamento. Io non so se c'è quel calcolo politico di cui si dice, ma la manovra di rallentamento è del tutto reale. C'è stato perfino il sabotaggio di alcune parti della legge finanziaria, ma nel complesso il lavoro in Commissione è stato un passaggio assai mediocre della vita politica ed istituzionale della nostra Regione.

Bene, si approda finalmente in Aula. I dolori però non debbono essere finiti. Non è una profezia difficile! La domanda che tutti si pongono è infatti: "Ce la farà la coalizione di centro-destra a portare in porto il bilancio o affonderà durante l'attraversata? Il Presidente della Regione potrà restare in sella o sarà costretto dalla sua stessa maggioranza, chiamiamola così, a dimettersi? E il Consiglio concluderà la dodicesima legislatura (mi pare che sia la dodicesima) alla scadenza normale o dovrà per la prima volta essere sciolto?" Le prossime settimane daranno risposta a questi interrogativi. Ciò che fin d'ora si può dire, senza tema di essere smentiti, è che il centro-destra, arrivato al governo con grande rullare di tamburi per l'annunciata svolta epocale: "si cambia pagina; adesso sì che si governa" ha fatto flop! Un clamoroso fallimento! Lo voglio dire con chiarezza, senza distinzione di Presidenti, e se nessuno dei miei successori si offende, senza distinzione di Assessori al bilancio e alla programmazione.

Prima di affrontare i documenti previsionali relativi al periodo 2003 - 2005, sarebbe utile dare uno sguardo ai risultati dell'esercizio 2002, a cominciare dallo stato di attuazione della spesa. Non c'è da fare molti ragionamenti, basta leggere i dati, quelli sullo stato di attuazione della spesa in conto competenza e sullo stato di attuazione della spesa in conto residui.

Il primo dato, 3 miliardi e 500 milioni di Euro circa, il secondo dato, 1 miliardo e 830/850 milioni di Euro circa; un dato mortificante! Cos'è rimasto delle ambizioni del Dpef? Poco o nulla!

Il giudizio sulla manovra di bilancio di solito è focalizzato sugli stanziamenti. Io critico sempre questo atteggiamento e non mi stanco di dirlo perché penso che si tratti di una cattiva abitudine che non riguarda solo i consiglieri ma riguarda spesso anche le forze sociali e gli Enti Locali; cioè, si apre il bilancio e si controlla se, per il settore che ci interessa, c'è almeno lo stanziamento che era previsto nell'esercizio precedente, se è inferiore ci si lamenta, se è uguale la manovra è buona, se è superiore è ottima!

Sfugge in quest'ottica la valutazione sulla qualità della manovra e sulle direttrici di fondo della politica economica e finanziaria. Per queste ragioni non mi appassiona più di tanto l'abituale esercizio della comparazione degli stanziamenti, che peraltro, per il cinquanta o il sessanta per cento, sono destinati a diventare residui.

I problemi dell'intervento regionale nell'economia sarda derivano più che dal raffronto degli stanziamenti e dall'eventuale riduzione di essi, dal cattivo uso delle risorse, dal pessimo funzionamento dell'Amministrazione. Io per brevità vi rimando alla relazione scritta, nella quale ho fatto una comparazione sugli stanziamenti, dico solo che diminuiscono le risorse per il turismo, nonostante tutte le liriche che si fanno sul turismo, per l'artigianato e per l'industria, aumentano quelle destinate al commercio. Ma, non mi dilungo su questo. Segnalo invece che diminuiscono anche significativamente - credo che domani lo diranno con una certa forza gli Enti Locali - le risorse destinate agli Enti Locali. Se passiamo dal ragionamento sugli stanziamenti alla valutazione di qualità, si vede che le cose vanno di male in peggio. Per quanto riguarda gli aspetti finanziari: io dico alla Giunta e la Maggioranza: "Continuate a parlare e a straparlare dell'indebitamento, ma intanto si procede nella spirale perversa del debito fuori controllo". Per l'esercizio 2003 è 1 miliardo e 161 milioni di Euro, perché io calcolo, signori, anche la quota già autorizzata dalla legge finanziaria 2002, e la calcolo perché va calcolata, perché quando, nella logica del bilancio pluriennale, si prevede un certo ricorso al debito per l'anno successivo, quella diciamo è la prima quota dell'indebitamento che poi verrà realizzato quando si farà il bilancio effettivo relativo a quell'annualità, quindi non è che va scomputato, va computato, quindi sono 2 mila miliardi di nuovo indebitamento per l'esercizio 2003.

Per quanto riguarda l'aspetto contenutistico, la manovra non contiene un'azione per il lavoro e per lo sviluppo visibile, importante, concentrata su alcuni obiettivi e su alcune scelte di fondo, continua ad imperare la consueta dispersione della spesa.

Voglio dire una parola sugli aspetti relativi agli strumenti della programmazione e della gestione economica e finanziaria, perché a me pare, lo voglio dire, che dopo un avvio di riforma, nella parte finale della scorsa legislatura, degli strumenti di bilancio e di programmazione, siamo di fronte ad una vera e propria controriforma; dico questo perché il Dpef si sta riducendo a vacua chiacchiera, è anche scritto bene talvolta, ma è una vacua chiacchiera! Le note di programma via via si stanno svilendo a noterelle prive di rilievo, la gestione del bilancio diventa sempre di più una faccenda privata della Giunta. L'abolizione del bilancio di cassa, peraltro giustificata - chiedo scusa, Assessore - con motivazioni tecnicamente risibili, rappresenta un altro passo sulla strada del ritorno al passato da cui si voleva uscire con spirito di innovazione.

Le politiche economiche e finanziarie di questi anni avrebbero dovuto assumere l'obiettivo strategico di utilizzare davvero l'insieme delle risorse per determinare, in un arco breve di anni, un salto di produttività e di competitività del sistema Sardegna. Così andavano utilizzate le risorse, così bisognava utilizzare il POR. In realtà ci si è limitati a disperdere le risorse, una parte almeno, e a finanziare col debito scelte spesso clientelari e assistenzialistiche. Il triennio 2000-2002 perciò, sotto il profilo delle politiche di bilancio e di programmazione, non è solo un'occasione mancata, è peggio! Si tratta di un triennio sprecato!

I dati sul mercato del lavoro che in questi anni, adesso purtroppo con un correttivo negativo, hanno evidenziato anche dei trend positivi, non contraddicono tali giudizi, essi vanno letti infatti in correlazione più con le politiche nazionali (vedi credito di imposta) e con le politiche regionali degli anni precedenti (legge 36 politiche per l'artigianato, PIA, programmazione negoziata, legge 37) che con le politiche del triennio.

Ancora tre appunti telegrafici e ho concluso. Primo: il fatto che non si prevedano le risorse relative all'istituzione e all'avvio delle nuove province è davvero singolare! Delle due l'una, o la Maggioranza e la Giunta hanno fatto retromarcia sulla questione delle province, oppure siamo in presenza di un caso clamoroso di dissennatezza finanziaria; come si fa nell'esercizio per cui, per legge, è prevista l'istituzione delle province a non prevedere le risorse necessarie! Mi sembra una cosa totalmente cervellotica. Un tempo si dava l'Acutil per la memoria, per ricondurre il ragionamento ad un livello appena appena accettabile!

Secondo: per le finalità di cui all'articolo 19 della legge 37 è necessario recuperare l'intera dotazione finanziaria. Aggiungo - poi avremo modo ed avrò modo anche io, nel corso del dibattito, di tornare su questo punto - che sarebbe il caso di uscire dalla disputa statica tra sostenitori e contrari all'articolo 19 nell'attuale formulazione, per ripensare, in costanza di risorse - ci sono state delle proposte interessanti in questi ultimi mesi, poi ne parleremo - le politiche di sostegno all'occupazione, in correlazione con un'innovazione profonda delle politiche per lo sviluppo.

Terzo, ed ultimo punto: la legge finanziaria è ormai una calamità annuale.

La legge finanziaria svuota la legislazione ordinaria, anzi la annichilisce, non ce n'è più di legislazione ordinaria, infatti non ne facciamo. Accentra ogni materia, perché se vuoi un risultato devi salire su quel treno, altrimenti ciao! La legge finanziaria mette il naso e le mani ovunque, sottrae gli argomenti alle commissioni di merito che sono ridotte ad un'attività, a parte poche eccezioni, di scarso rilievo; pasticcia le leggi, perché noi non solo abbiamo una legislazione non di altissimo livello ma la modifichiamo ogni anno; la legislazione di settore viene modificata con la finanziaria ogni anno, poi ci vogliono tre mesi ai funzionari per rimettere a posto le cose, per cercare di capire. Poi ci meravigliamo se la spesa è lenta! Una delle ragioni, non l'unica, è la legge finanziaria che, dicevo, pasticcia la legislazione e foraggia alla grande. - la concertazione è un grande valore, ma c'è anche una serie di codicilli non sempre sono degnissimi - distorce, distribuisce un po' di provvidenza a destra e a manca.

Insomma, bisogna seriamente pensare al suo superamento, ma non basta, colleghi, scrivere in una legge: "è abrogata la legge finanziaria", questo non è molto serio, bisogna pensare un sistema che possa fare a meno della legge finanziaria; si può, bisogna che ne parliamo seriamente al di là delle iniziative propagandistiche.

Concludendo, mi sembra di poter dire, senza esagerare e senza forzare i termini, che stavolta, forse una delle prime volte, se non la prima, la domanda non è come verrà modificata, dal Consiglio regionale, nella sessione di bilancio, la manovra di bilancio.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE

(Segue SCANO.) La domanda è se verrà approvata la manovra di bilancio. Io dico la mia opinione senza molta enfasi, e con questo concludo, la cosa più utile per la società sarda, giunti a questo punto, sarebbe probabilmente quella di bocciare, prendendo due piccioni con una fava, contestualmente questo bilancio e questa Giunta.

PRESIDENTE. Per illustrare la terza relazione di minoranza, ha facoltà di parlare il consigliere Falconi.

FALCONI (D.S.), relatore di minoranza. Signori Presidenti della Giunta e del Consiglio, colleghi, questo disegno di legge finanziaria 2003 e le disposizioni per la formazione del bilancio per gli anni 2003-2005 si presentano, come già hanno sottolineato i colleghi, senza alcun ragionamento strategico, senza obiettivi né finanziari né politici, né tanto meno sono finalizzati allo sviluppo della nostra Isola e neanche tentano di riqualificare la spesa, così come enunciano più volte. Questi giudizi, alcuni non nostri, molti scritti ed altri verbali, riportati nella Commissione Terza, sono molto pesanti, e non li riporto tutti per il decoro e per il rispetto che ho di quest'Aula.

Voglio solo leggere un giudizio, secondo me, moderato che è stato portato per iscritto alla Commissione, e dice: "Si può senz'altro affermare che ci troviamo di fronte ad una finanziaria che si limita a gestire l'ordinario senza avviare particolari cambiamenti né sul fronte delle entrate né su quello delle spese, è sicuramente una finanziaria piatta, attenta a non generare eccessive spinte centrifughe che potrebbero far lievitare l'indebitamento, in tal senso non scioglie e non aggiunge granché, lascia tutti i problemi irrisolti.". Non è Bachisio Falconi che dice questo, è la Confindustria della Sardegna.

La proposta della Giunta, pervenuta peraltro con un ritardo, anch'esso già sottolineato, all'esame della Commissione di merito, è priva di un'adeguata concertazione a monte con le organizzazioni datoriali, è frutto di limitatissimi parziali accordi con le organizzazioni sindacali, e non ha visto, è questa la cosa più grave, il coinvolgimento preparatorio del sistema delle autonomie locali, fatto senza precedenti nella nostra Regione, che mortifica il sistema istituzionale locale ed è al limite dello sgarbo istituzionale, ha privato la proposta legislativa di un positivo ed importante contributo delle rappresentanze elettive locali; non è sicuramente il primo caso di ritardo nella presentazione delle finanziarie degli ultimi anni, ma sicuramente è il più consistente..

Il tempo in quest'Aula verrà contingentato, colleghi, ma attenzione, perché la Giunta regionale troverà il modo e il momento per addebitare i ritardi a questo Consiglio regionale. Già si ipotizza lo slittamento di questi lavori alla settimana prossima, anche questo è stato già ricordato, forse per farci arrivare agli ultimi giorni utili e metterci di fronte alla scelta: o si approva la finanziaria o si va a casa. Io penso che tutto il Consiglio regionale debba ribellarsi ad uno schema del genere.

Ma torniamo alla finanziaria; la disomogeneità che essa presenta con le dichiarazioni programmatiche del Presidente Pili si manifesta maggiormente se rileggiamo alcuni tratti salienti del documento di programmazione economica e finanziaria. L'ha citato anche il collega Balletto, io non so cosa ha ritrovato, del documento di programmazione economica e finanziaria, in questa finanziaria, siamo ben lontani dal tanto auspicato ciclo unico di programmazione; il più volte richiamato strumento, fortemente innovativo e particolarmente caro al Presidente della Giunta Pili, del project financing, appare un lontano ricordo.

Durante la discussione di questa manovra, noi del centrosinistra avremo tanti spunti per sottoporvi anche l'utilizzazione di questo strumento che a voi è tanto caro a parole, ma che, nell'arco di una legislatura, non avete ancora utilizzato.

Le politiche di risanamento del bilancio regionale risultano assolutamente assenti. Si raggiungerà entro il 2005 l'indebitamento massimo consentito, con un rateo annuale di restituzione dei mutui pari a 619 milioni di euro, 1.200 miliardi di lire. Oltre è il collasso, oltre è la bancarotta! Fanno sorridere le riletture delle dichiarazioni programmatiche della Giunta Pili, i suoi documenti di programmazione economica che il centrodestra ha approvato. Si doveva, vi ricordate, affermare un risanamento finanziario con il taglio dei rami secchi, puntare all'efficienza, tagliare le clientele.

Bel risultato, collega Balletto, io le riconosco l'onestà intellettuale, ma i suoi numeri non sono corretti, il risultato glielo dico io: in tre anni l'indebitamento è passato da tremila a dodicimila miliardi o, per essere ancora più corretti, a 5 miliardi 834 milioni 636 euro, quasi 12 mila miliardi. Questo è il risultato, altro che risanamento!

E tutto avveniva e avviene, con il silenzio-assenso, almeno in sede di Commissione, dei colleghi del centrodestra. C'è anche, nel disegno di legge, la proposta di dilatare la discrezionalità della Giunta stessa, con la soppressione del bilancio di cassa, considerandolo un inutile fardello, e di fatto sostituendo il Consiglio regionale in tutte le sue prerogative. Speriamo che questo silenzio-assenso non si manifesti anche in Aula, ma che qualche intervento che non c'è stato in Commissione si decida in quest'Aula.

Tutto ciò che si annunciava, in merito al processo di riforme per le politiche di sviluppo, le politiche ambientali, le politiche per le pari opportunità, le politiche di riequilibro fra territori a diverso grado di sviluppo, per favorire la coesione nel contesto regionale, non esiste. Non c'è nulla di tutto questo in questa manovra, alcuna traccia!

Torneremo spesso, colleghi, a parlare delle politiche di riequilibro - vi hanno fatto cenno tutte e tre le relazioni che hanno preceduto questa - nelle quali forse voi manifestate maggiormente l'animo di destra che vi caratterizza, giustamente, neanche noi lo consideriamo un disvalore, però si manifesta proprio qui, nell'idea che chi è forte debba essere ancora di più rafforzato, come territorio, e chi invece resta indietro, o è rimasto indietro per anni e per decenni, debba risolvere da solo i suoi problemi. E qui, ve lo riconosciamo, si manifesta maggiormente la vostra politica di destra.

I tagli proposti nella prima bozza che ci avete presentato, che però non si discosta dal testo uscito dalla Commissione, sostanzialmente, rispetto alla precedente finanziaria - 320 milioni di euro, 600 miliardi di lire, al lordo dell'inflazione, perché se consideriamo l'inflazione che c'è stata nel 2002, queste cifre dovremmo raddoppiarle - riguardano per due terzi le attività produttive e il lavoro, per un terzo il sistema delle autonomie locali.

Ebbene, voi del centrodestra, voi neoliberisti, che dell'impresa avete fatto bandiera, e a cui il mondo imprenditoriale sardo in larga misura ha creduto, siete arrivati al momento della verità. State danneggiando i loro stessi interessi, state guastando ciò che faticosamente, con l'ausilio del Governo nazionale, avevamo costruito alla fine degli anni '90, quando nel '99 e anche nel 2000 si manifestava, con dati macroeconomici, il riavvicinamento della forbice fra nord e sud, si manifestava uno sviluppo del sud maggiore rispetto al nord-est. Ebbene, oggi c'è nuovamente un'inversione di tendenza. Torneremo in modo più specifico su questi temi nel corso di questa discussione.

Ma voi volevate porre rimedio alle carenze del vostro disegno di legge finanziaria con il maxi emendamento sbandierato su tutti i giornali. Si svolgevano due discussioni: una all'interno della Commissione, l'altra all'esterno, sui giornali, ma quella che interessava tutti era quest'ultima, non quella che avveniva in Commissione. Il maxi emendamento più volte preannunciato si è limitato a spalmare alcune decine di milioni di euro per lo più con consolidati criteri clientelari ad alcune amministrazioni comunali amiche, e in qualche azione quasi ad personam, senza nessun ragionamento organico, senza un equo equilibrio nella ripartizione delle risorse pubbliche. Tutto è accaduto nonostante la puntuale denuncia dei consiglieri del centrosinistra, preoccupati della deriva pericolosa. Anche adesso, siamo preoccupati per questa deriva, perché sarà difficile lavorare su questa finanziaria presentando degli emendamenti, perché è difficile davvero migliorarla, perché non c'è un'intelaiatura valida.

Ma, se analizziamo davvero gli articoli della finanziaria, con i primi sette articoli si evidenziano le difficoltà create dall'indebitamento, che sono riconosciute anche da voi, anche se cercate di sminuire questo fatto. Tutte le politiche sono ingessate da questo fortissimo indebitamento. Il tentativo di snellimento delle procedure si esaurisce con l'incauta soppressione del bilancio di cassa, con la soppressione di alcune contabilità speciali, previste dalle leggi 588 e 268 relative al primo e secondo piano di rinascita, con l'accelerazione dei tempi nell'approvazione dei bilanci degli enti strumentali. Badate, noi non consideriamo la semplificazione delle procedure e la rivisitazione di alcune contabilità speciali di per sé sbagliate, Come fatto tecnico, forse queste cose andavano fatte anche prima, ciò che contestiamo e che non riteniamo giusto, è che voi smantelliate, oltre alla contabilità, gli scopi originali di quelle contabilità speciali. Quando voi smantellate la "268" state smantellando la riforma agro-pastorale; togliete altri 50 milioni dai 100 stanziati allora per un sistema molto debole in territori ancora molto deboli. Voi togliete soldi da lì, senza riprogrammarli per le stesse finalità. Questo avete fatto e questo avete riproposto. Ma torneremo anche su queste cose. Fate finta di dare, con un accordo di programma quadro, 20 milioni di euro. Prima ne togliete 159, poi fate il giro e ne mettete 40. Non c'è limite all'indecenza!

Per quanto riguarda invece le opere pubbliche, l' articolo 8 è dedicato esclusivamente a materie di competenza del solo Assessorato che continua a operare senza una legge quadro: l'Assessorato dei lavori pubblici. Non vedo l'assessore Ladu, mi dispiace che non mi senta. Faccio una considerazione, perché il periodo lo suggerisce; domani è giovedì grasso, è carnevale, durante il periodo carnascialesco non tutti, ma quasi tutti, almeno nei nostri paesi, mettono la maschera. Voi della maggioranza, con l'articolo 8, vi siete smascherati, perché manifestate l'essenza della vostra politica, smantellando le leggi che, nei precedenti decenni, abbiamo approvato e che permettono interventi trasparenti. La legge "25" finanzia tutte le amministrazioni locali in modo equo e trasparente. Voi le date la prima "bottarella" con questa finanziaria, decurtando le risorse soprattutto nel settore delle opere pubbliche. Volete passare da un sistema fondato sulla pari dignità degli enti locali ad un sistema di vassallaggio. Volete ancora, con questo - e soprattutto in questo articolo 8 si capisce il vostro nuovo modo di governare e di fare politica - punire le amministrazioni di centrosinistra e premiare le amministrazioni amiche.

Ebbene, la politica nel settore dei lavori pubblici si caratterizza, con queste proposte, per una serie di interventi disorganici, clientelari che lasciano in capo a questo Assessorato un'ampia discrezionalità, che mortificano la richiesta di trasferimenti finanziari trasparenti al sistema delle autonomie locali. Desta inquietudine il comma terzo di questo articolo, che autorizza un ulteriore spesa di 5 milioni di euro, dieci miliardi di lire, per completare uno stabilimento termale, interessato più volte da consistenti finanziamenti non sempre trasparenti, tutt'altro. Altro che project financing, Presidente Pili, questi sono metodi antichi che conoscevamo, che abbiamo combattuto anche da diverse sponde. Il sistema termale sardo rappresenta un importante patrimonio, ma è fermo ai tempi dei Romani. Poi c'è stata una serie di finanziamenti regionali che non hanno prodotto alcunché. Si doveva e si poteva collocare nel libero mercato con un project financing gestito seriamente dal mercato turistico, senza ulteriori aggravi alle casse pubbliche. Noi consideriamo opportune alcune voci di spesa, come quella dei 29 milioni di euro, 56 miliardi di lire, che verranno utilizzati per l'interconnessione del sistema idrico, che sono contenute in questo capitolo. Ebbene, questi 56 miliardi di lire verranno spesi senza che si pronunci la Commissione competente, nel tentativo complessivo di questa Giunta di bypassare le prerogative di indirizzo e di controllo del Consiglio regionale.

Questo problema deve riguardare anche i colleghi del centrodestra, che vedo pressoché assenti, disinteressati, c'è un gruppetto di cinque o sei, un manipolo, direbbe qualcuno, che segue i nostri lavori. Tutto questo non interessa.

Ma il meglio lo raggiungete con le disposizioni in materia di attività produttive. La profonda insoddisfazione manifestata dalle organizzazioni sindacali e quella ancora più marcata e negativa delle organizzazioni datoriali, non hanno indotto la Giunta o la maggioranza ad un significativo cambiamento di rotta nel sostegno alle attività produttive. Gli stanziamenti previsti per le leggi di incentivazione all'impresa hanno subito un consistente ridimensionamento che riguarda i settori vitali del nostro sistema produttivo, riguarda l'agricoltura, l'industria, il commercio, l'artigianato. Questa finanziaria regionale arriva dopo il salasso della finanziaria nazionale che ha falcidiato le misure di sostegno previste dalle leggi nazionali per il Meridione e per le zone depresse. C'è stato un vero e proprio smantellamento. Ieri c'è stato, e vorremmo conoscerne i dettagli, Presidente Pili, l'incontro con il Ministro dell'industria Marzano. Ebbene, almeno secondo quanto è riportato dalla stampa, avete individuato lo strumento operativo col quale intervenire: la programmazione negoziata che il centrodestra a livello nazionale ha cercato e sta cercando di smantellare. È un passo avanti aver individuato almeno il sistema di intervento; bisogna individuare le risorse, è una cosina di poco conto, ma bisognerebbe farlo anche a livello nazionale.

Dicevo, voi avete intaccato, questo punto lo ha ripreso anche il collega Cogodi, e mi ha fatto piacere che lo abbia ripreso, perchè ha parlato di base produttiva, ha parlato di impresa, ha parlato di allargamento della base produttiva….

PRESIDENTE. Qualche minuto per concludere, onorevole Falconi.

FALCONI (D.S.). Voi avete intaccato questa base produttiva, la state disarticolando. Per l'artigianato prevedete uno stanziamento inferiore dell'8,5 per cento, per quanto riguarda l'industria intaccate la legge 17 e la legge 15; non riuscite a dare comunque una risposta organica.

In materia di lavoro, istruzione e sistema socio-sanitario riprenderemo la discussione, perchè adesso è scaduto il tempo. Oggi comunque emerge una macroscopica frattura all'interno della maggioranza, che pare temporaneamente ricomposta - collega Floris, poi vorremmo sentirla in merito al voto sulla finanziaria, per ripristinare quell'articolo 14, che in Commissione terza voi stessi avete bocciato. Lì ci appariva semplicemente il tentativo di liberare un posto in Giunta utile per le manovre di ricomposizione.

Concludo, saltando diverse cose. Appare indispensabile proporre al Consiglio profonde modifiche che qualifichino la spesa regionale. Il centrosinistra proporrà emendamenti migliorativi, che in Commissione non ha potuto proporre a causa dell'atteggiamento della maggioranza, rivolta unicamente a ricomporre i dissidi interni dello stesso centrodestra e all'inseguimento di norme di spesa al limite della tollerabilità finanziaria e legislativa. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falconi. Con l'intervento dell'onorevole Falconi si concludono le relazioni. Per organizzare la prosecuzione dei lavori convoco una Conferenza dei Presidente di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 57, viene ripresa alle ore 12 e 13.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di riprendere posto.

La Conferenza dei Capigruppo ha definito l'organizzazione dei lavori di questa settimana. Ora sospendiamo i lavori per riprenderli questo pomeriggio alle ore 16 e 30 con la discussione generale sulla finanziaria. che proseguirà domani mattina e domani pomeriggio. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di lavorare sino a venerdì mattina alle 14.00.

Dopo la conclusione della discussione generale sulla finanziaria, avrà luogo la illustrazione e la discussione di due mozioni sui temi della pace. A conclusione della discussione delle mozioni, si inizierà l'esame degli articoli della finanziaria.

Quindi io invito i Gruppi, se vi è qualche collega consigliere che ha intenzione di prendere la parola questo pomeriggio, a comunicarlo a questa Presidenza, in modo che si possano organizzare adeguatamente i lavori. La seduta è tolta.

I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore12 e 16.



Allegati seduta

Risposte scritte ad interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore del Presidente della Giunta all'interrogazione Morittu - Cugini - Lai - Spissu sul mancato finanziamento della strada statale n. 134 chiusa al traffico dal 18 gennaio 1996. (414)

In riferimento all'interrogazione in oggetto trasmetto copia della nota n. 907/gab in data 04 ottobre 2002 inviatami dall'Assessorato dei Lavori Pubblici.

Si trasmette copia della nota n. 10236 del 11.04.02, Ass.to LL.PP. Servizio Viabilità, in risposta all'interrogazione n. 414/A - On. Morittu - Cugini - Lai - Spissu, sul mancato finanziamento della SS 134 Sedini-Castelsardo chiusa al traffico dal 18.01.1996.

Con riferimento alla nota n° 16/GAB del 07.01.2002 relativa all'interrogazione in oggetto, si segnala, per quanto riguarda le iniziative intraprese per la riapertura del tratto della S.S. 134 chiuso al traffico con ordinanza ANAS n° 3 del 18.01.1996, quanto segue:

- Con nota n° 7159 del 18.02.2002, che si allega in copia, l'ANAS, nel ribadire ancora una volta la sua non competenza sugli interventi da adottare per impedire la caduta dei massi, espone quali erano state le sue proposte per il recupero della funzionalità della strada. In particolare, in assoluta mancanza di interventi e progetti da parte degli Enti locali, la soluzione, proposta in data 10.09.1996, prevedeva la sistemazione di una struttura paramassi complementare però all'esecuzione dei lavori di bonifica del versante da parte del comune di Castelsardo.

- Per tale intervento in data 14.07.1998 il Genio Civile di Sassari dei LL.PP. segnalava che le "Relazioni Geologiche e Geotecniche", accompagnate da una stima dello stesso tra i 2.5 e 4.0 Mld., erano state inviate al medesimo Assessorato per i provvedimenti di merito. Da un attento esame la bonifica veniva abbandonata perché giudicata costosa e poco affidabile a favore di un cambio del tracciato del tratto stradale della S.S. 134 proposto dalla Provincia di Sassari mediante la realizzazione di una variante in adeguamento alla strada provinciale a scorrimento veloce Sassari-Santa Teresa di Gallura.

- Per tale variante l'Assessore in carica, con lettera n° 1361 del 11.05.1999 che si allega in copia, invitava l'Amm.ne Prov.le di Sassari a definire l'onere complessivo per la realizzazione dell'intervento in modo da valutare l'opportunità di inserire un adeguato finanziamento nella programmazione regionale. Con nota n° 27044 del 26.07.1999 la Provincia di Sassari ha inviato, oltre al progetto preliminare dei lavori, una stima di spesa per la realizzazione degli stessi. Quanto sopra però non ha avuto alcun seguito e non risulta che attualmente ci sia alcuna disponibilità finanziaria per la realizzazione di tale variante.

Gli allegati sono agli atti del Consiglio.

Risposta scritta del Presidente della Giunta all'interrogazione Calledda - Marrocu sui lavori nel canale di Porto Pino. (576)

L'Assessorato della difesa dell'ambiente si è immediatamente attivato presso la Provincia di Cagliari per chiarire la situazione lamentata dagli interroganti ed è pertanto in grado di escludere che i lavori effettuati possano avere causato "gravi danni all'arenile".

Al contrario, risulta che l'Amministrazione provinciale, su richiesta del comune di S. Anna Arresi, si è fatta parte diligente per evitare che, a causa della sabbia che ostruiva il canale, si interrompesse il costante e regolare ricambio idrico del sistema degli stagni e delle saline e si creasse oltretutto un impedimento all'approdo delle imbarcazioni dei pescatori locali.

L'intervento risale allo scorso mese di giugno, è stato effettuato utilizzando mezzi operativi della Provincia e ha consentito, tramite il prelievo della sabbia depositata all'interno del canale e il successivo spianamento, di eliminare gli inconvenienti lamentati e di evitare gravi danni all'arenile.


Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA PINNA - CUGINI - LAI - SELIS sul mancato impegno da parte della Giunta Regionale delle risorse finanziarie di cui al comma 16 dell'articolo 26 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, destinate al sostegno delle produzioni cinematografiche prevalentemente ambientate in Sardegna.

I sottoscritti,

premesso che il comma 16 dell'articolo 26 della legge regionale n. 7 del 2002 (legge finanziaria 2002) prevede lo stanziamento di euro 671.000 per l'anno 2002 destinato alla concessione di contributi "ai titolari della proprietà intellettuale delle opere finanziate, compatibilmente con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato" (misura de minimis), al fine di sostenere la produzione di opere cinematografiche prevalentemente ambientate in Sardegna;

rilevato che la Giunta regionale non ha ancora provveduto ad approvare le norme di attuazione necessarie per stabilire i criteri per dar corso in tempo utile al suddetto finanziamento;

appreso che i numerosi operatori sardi del settore cinematografico (autori, registi, produttori, distributori-esercenti, cineteca sarda ecc.) dopo aver accolto con favore la volontà espressa dal Consiglio regionale con l'approvazione della norma di legge, hanno rappresentato più volte la loro grande preoccupazione per gli ingiustificati ritardi nella definizione, da parte dell'Assessorato competente, delle procedure indispensabili per l'utilizzo delle stesse risorse finanziarie;

costatato che gli stessi operatori del settore cinematografico, dopo aver invano richiesto chiarimenti all'Assessorato della pubblica istruzione, hanno costituito un movimento spontaneo "Coordinamento regionale per il cinema in Sardegna" denunciando pubblicamente i ritardi e le inadempienze dello stesso Assessorato;

considerato che, in virtù di un nutrito gruppo di autori e registi che negli ultimi anni hanno realizzato numerosi film di qualità, per la prima volta nella storia della Sardegna si può parlare di "Cinema Sardo" capace di portare fuori dall'Isola l'immagine della Sardegna;

evidenziato che negli ultimi anni diverse opere cinematografiche degli autori sardi hanno riscosso consensi da critica e pubblico, ottenendo successi e premi in concorsi e festival, nazionali e internazionali ("Il figlio di Bakunin" di G. Cabiddu e "Onorevoli detenuti" di G. Planta, entrambi presentati al festival di Venezia, "Arcipelaghi" di G. Columbu e "Un delitto impossibile" di A. Grimaldi, distribuiti con successo nei circuiti nazionali, "Miguel" di S. Mereu, miglior film al festival di Bologna, "Pesi leggeri" di E. Pau, presentato al festival di Montpellier e premio della giuria al festival di Viareggio, "Scritto sulla pietra" di G. Cabiddu, inserito nella raccolta dei film sul patrimonio mondiale dell'UNESCO, "L'ultima corsa" di E. Pitzianti, premio speciale della giuria al festival internazionale di Torino, "Il rumore del buio" di G. Medas, proiettato in Italia e all'estero nei circoli degli emigrati sardi, "La destinazione" di P. Sanna, premio del pubblico al festival di Pescara);

rimarcato che il cinema è universalmente riconosciuto quale principale mezzo di diffusione dell'immagine di una terra, del suo popolo, della sua cultura e della sua identità,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione per sapere:

1) le ragioni che hanno impedito alla Giunta regionale di approvare i criteri e le modalità di concessione dei richiamati contributi, creando ingiustificati ritardi e causando forti penalizzazioni agli operatori cinematografici che con le loro opere possono contribuire in misura rilevante a diffondere l'immagine della Sardegna in Italia e nel mondo;

2) quali criteri intendano adottare per la concessione degli stessi contributi nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato (misura de minimis), al fine di consentire la produzione del maggior numero possibile di opere già programmate da numerosi operatori cinematografici;

3) se non ritengano di procedere con la massima tempestività all'approvazione dei criteri e delle modalità di concessione dei medesimi contributi superando i ritardi e le inadempienze che si sono finora registrate nell'attuazione della norma di legge che prevede di impegnare le risorse disponibili nel corso del corrente esercizio finanziario. (318)

INTERPELLANZA PINNA - IBBA - PACIFICO sul mancato avvio degli interventi per il dragaggio del porto commerciale di Sant'Antioco.

I sottoscritti,

premesso che il porto commerciale di Sant'Antioco può ancora svolgere come in passato una funzione di grande rilevanza per lo sviluppo economico della Sardegna sud-occidentale in relazione al supporto che tale struttura può fornire per il traffico dei prodotti in entrata e in uscita, con particolare riferimento alle merci da trasportare alla rinfusa;

considerato che la medesima struttura portuale di Sant'Antioco è inutilizzabile da alcuni anni a causa dell'insabbiamento dei fondali che impediscono l'attracco di imbarcazioni mercantili di stazza adeguata per il trasporto di merci alla rifusa;

tenuto conto che il funzionamento di tale struttura è indispensabile per alleggerire i consistenti traffici di merci alla rinfusa che gravano sul porto industriale di Portovesme che, con i cinque milioni di tonnellate movimentante ogni anno, ha raggiunto livelli di saturazione che limitano lo sviluppo delle attività produttive presenti nel territorio;

ricordato che, al fine soddisfare tale esigenza, il Consiglio regionale ha autorizzato, nell'anno 2002, la spesa di euro 2.000.000 per l'esecuzione di opere di dragaggio del canale di accesso e del bacino di manovra del porto di Sant'Antioco (comma 5, dell'art. 16 della L.R. 11 aprile 2002, n. 7);

rilevato che il progetto per l'esecuzione delle opere di dragaggio, elaborato dal Genio Civile per le opere marittime, prevede un fabbisogno finanziario doppio rispetto a quello disponibile per riportare i fondali alla loro profondità originaria di 8,5 metri, anche a causa dei maggiori costi necessari per lo smaltimento dei materiali di risulta in quanto classificabili come rifiuti speciali;

constatato che, a distanza di quasi un anno dall'approvazione dello stanziamento, l'Assessorato competente non ha ancora dato avvio alle opere di dragaggio provvedendo, solo in data 31 dicembre 2002, ad emettere l'atto per l'impegno delle risorse disponibili;

evidenziato che il perdurare del blocco dei traffici delle merci a causa della mancata realizzazione delle opere di dragaggio, oltre a costituire un grave impedimento per lo sviluppo delle attività economiche del territorio, renderebbe inutilizzabili le strutture di miglioramento realizzate nello stesso porto di Sant'Antioco negli ultimi sette anni con l'impiego di oltre sedici miliardi di vecchie lire,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere se non ritengano di:

1) dare immediato avvio alla realizzazione delle opere di dragaggio del porto di Sant'Antioco, commisurando gli interventi alle risorse finanziarie disponibili con le quali si può dare esecuzione ad un primo lotto funzionale dell'intera opera di dragaggio;

2) provvedere al reperimento delle risorse finanziarie indispensabili per completare l'intera opera di dragaggio inserendo il relativo stanziamento nella legge finanziaria per il 2003 attualmente all'esame del Consiglio regionale, anche al fine di non vanificare gli sforzi finanziari compiuti dalla Regione negli ultimi sette anni per migliorare la funzionalità e l'efficienza della struttura portuale. (319)

INTERPELLANZA PIRISI - SPISSU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - FALCONI - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRÙ - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore sul mancato risarcimento dei danni agli amministratori vittime di episodi di violenza in base alla legge regionale n. 21 del 1998.

I sottoscritti,

ricordata la mozione n. 56 del 6 febbraio 2002 "Sul ripetersi degli episodi di violenza contro gli amministratori locali sardi";

sottolineato come in questi ultimi mesi si stia assistendo al moltiplicarsi degli attentati contro amministratori locali ed esponenti delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, che determinano una forte preoccupazione per la sicurezza e per la stessa incolumità delle vittime delle intimidazioni;

rilevato che la Regione sarda, con la legge regionale n. 21 del 1998, ha previsto una serie di interventi a favore delle vittime di attentati fra i quali gli indennizzi per i danni alle cose o alle persone;

ricordato che in data 4 febbraio del 2002 l'Assessore dei lavori pubblici e urbanistica del Comune di Macomer ha subìto un attentato di inusitata potenza distruttiva che, pur non avendo fortunosamente causato vittime, ha provocato ingentissimi danni materiali alla sua unica abitazione;

evidenziato che l'amministratore comunale di Macomer citato non ha, a quasi un anno dall'episodio, ancora visto riconosciuto il suo diritto all'indennizzo previsto dalla legge regionale n. 21, e che questo ritardo viene motivato dagli uffici regionali dell'Assessorato degli affari generali con la impossibilità di definire la pratica a causa della mancata conclusione delle indagini da parte della Magistratura;

rimarcato come tali motivazioni non troverebbero riscontro nel dettato della citata legge regionale n. 21, e in particolare dell'articolo 2, che determina le procedure per l'erogazione degli indennizzi;

evidenziato, inoltre, come appaia in contraddizione il comportamento della Giunta regionale, e in particolare del suo Presidente, che mentre non manca di partecipare alle manifestazioni contro la violenza agli amministratori esprimendo la giusta e condivisa solidarietà, garantendo e promettendo l'impegno della sua Giunta a loro favore, alla prova dei fatti non dà seguito neanche a disposizioni di legge vigenti e non verifica che vengano rispettati i diritti acquisiti,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore degli affari generali per sapere:

1) quanti siano gli amministratori isolani vittime di attentati che si trovano in attesa del dovuto ristoro;

2) se non ritengano di dover porre in essere, con la massima urgenza, tutte le opportune iniziative per consentire la piena applicazione della legge regionale n. 21 del 1998, in particolare accelerando l'iter delle pratiche per una categoria di cittadini che viene già sottoposta a prove difficili sul piano delle garanzie democratiche. (320)

INTERPELLANZA MANCA - SANNA Giacomo sulle acquisizioni dei cavallini da parte della Comunità montana "Sa Jara".

I sottoscritti, premesso che:

- la legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002) all'articolo 7, comma 7, ha autorizzato la spesa, nell'anno 2002, di euro 225.000 a favore della XXV Comunità montana "Sa Jara" per la completa acquisizione al patrimonio pubblico dei cavallini della Giara ancora di proprietà privata;

- da informazioni assunte dagli interroganti risulta che la Comunità montana non si sia avvalsa di alcuna collaborazione scientifica per l'acquisizione dei cavallini, ma abbia presentato, al competente Assessorato regionale, soltanto una relazione tecnica per l'acquisizione degli equini provenienti dai proprietari privati di Genoni, Setzu e Tuili;

- non vi sono garanzie oggettive, circa la stima della reale consistenza del patrimonio equino della Comunità montana "Sa Jara", considerato che i cavallini non vengono radunati da circa sei anni e non si procede dunque alla loro identificazione;

- in data 11 dicembre 2002 con la deliberazione n. 40, la Comunità montana XXV ha espresso parere positivo sulla proposta di compravendita di un privato proprietario di sette fattrici con loro puledri e uno stallone, provenienti da un allevamento esterno a quelli dell'altopiano della Giara, con un elevato rischio, dunque, per quanto attiene l'inquinamento genetico e sanitario della "razza de Jara";

- nei territori dell'altopiano si registra una escalation di atti vandalici e di avvertimenti di vario genere, l'ultimo dei quali ha colpito la cooperativa "Sa Jara Manna" che dal 1987 si occupa della valorizzazione turistica del territorio della Giara ed assicura una presenza costante nell'altopiano,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere:

1) l'esatta consistenza numerica del patrimonio equino della Comunità montana XXV prima dello stanziamento dei fondi di cui alla legge finanziaria 2002;

2) come sia oggettivamente riscontrabile l'esatta quantificazione dei capi equini acquistati dalla Comunità montana XXV, attraverso l'impiego delle risorse regionali di cui alla legge finanziaria 2002;

3) se non giudichi opportuno rendere nota la relazione tecnica, e l'eventuale altra documentazione, prodotta a riguardo dalla Comunità montana XXV per l'ottenimento dei 255.000 euro stanziati dalla legge 7 del 22 aprile 2002;

4) quali siano le collaborazioni scientifiche di cui si avvale attualmente la Comunità montana XXV per garantire la corretta gestione dell'inestimabile patrimonio equino rappresentato dai cavallini della Giara;

5) se sia a conoscenza che il 30 dicembre 2002 era stato segnalato, ai responsabili della Comunità montana, il decesso di una cavallina gravida ed alla data del 9 gennaio 2003 la competente ASL di Sanluri non era stata interessata perché accertasse le cause del decesso;

6) quali azioni intenda intraprendere per scongiurare l'acquisto e la movimentazione dei cavalli provenienti dall'allevamento privato sito nell'Oristanese, in territorio posto al di fuori della Giara;

7) se non si giudichino particolarmente significative le tensioni che sul territorio della Giara si vanno registrando in questo ultimo periodo;

8) quali iniziative urgenti intenda intraprendere per tutelare e valorizzare lo straordinario patrimonio faunistico costituito da "is cuaddeddus de Jara". (321)

INTERPELLANZADETTORI - SCANO - BALIA - DEIANA - DEMURU - DORE - MANCA - PACIFICO - PINNA sulla trafugazione di un menhir nel Comune di Villagrande Strisaili.

I sottoscritti,

premesso che:

- si è registrato di recente in Sardegna il trafugamento di un menhir prenuragico dal complesso archeologico "Funtuna e Giana" nel Comune di Villagrande Strisaili;

- tale furto ha richiesto una complessa organizzazione, infatti i ladri hanno sottratto una "pietra" alta oltre quattro metri e dal peso di diverse tonnellate;

- la "pietra" megalitica risulta regolarmente catalogata dalla Soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro, trattandosi di un bene archeologico tutelato della Regione sarda e di rilevante interesse culturale per la nostra comunità;

- sull'intera vicenda si è registrato un incredibile silenzio sia da parte delle istituzioni, sia da parte della stessa opinione pubblica;

constatato che sono crescenti l'allarme e la preoccupazione per i rischi cui è esposto il nostro straordinario patrimonio e per le intraprese criminose dei numerosi "tombaroli" che indisturbati imperversano nei nostri territori e che si è, inoltre, verificato, successivamente all'episodio richiamato, un altro grave fatto come l'irruzione, con conseguente furto di alcuni bronzetti e monili di età nuragica, nel museo archeologico di Nuoro,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dei beni culturali per conoscere quali iniziative intendano adottare sull'episodio specifico e più in generale sulla questione della tutela dei beni ambientali e archeologici. (322)

INTERROGAZIONE SANNA GIACOMO - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sull'autorizzazione di una nuova discarica di fanghi rossi sul mare di Portoscuso.

I sottoscritti,

preso atto dalle notizie di stampa del fatto che il Consiglio comunale di Portoscuso, nonostante le forti critiche della popolazione, ha deliberato l'apertura di una nuova discarica in località Boe Cerbus per smaltire in mare i fanghi rossi prodotti dall'Euroallumina;

rilevato che in queste ore decine di associazioni culturali e ambientaliste e di tutela degli interessi del territorio sardo (Solki, I Sardi, Forum per la salvaguardia dell'ambiente) si stanno mobilitando con le popolazioni per fermare questo clamoroso scempio all'ambiente della Sardegna;

considerato che nella zona di Su Stangioni, comune di Portoscuso, si può realizzare un sito terrestre di smaltimento di fanghi rossi su una superficie di circa 80 ettari, persino superiore a quella richiesta dall'Eurallumina per le necessità sopraggiunte dello smaltimento;

ricordato che moderne tecnologie consentono lo smaltimento dei materiali in oggetto senza la necessità di scaricare in mare, con un impatto ambientale decisamente inferiore e con il risultato che i fanghi sono reinseriti nei processi produttivi del comparto edile;

tutto ciò premesso e considerato chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'ambiente per sapere:

- se siano a conoscenza della predetta situazione;

- quali provvedimenti intendano assumere;

- se ritengano opportuno autorizzare, sulla base della sola richiesta del Consiglio Comunale di Portoscuso, l'ennesimo scempio ambientale a danno in primis della popolazione locale e più in generale della Sardegna. (590)

INTERROGAZIONE SANNA Gian Valerio - SANNA Alberto - BIANCU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione gestionale della ASL n° 5 di Oristano.

I sottoscritti,

premesso di avere più volte sottolineato e denunciato l'anomala gestione della Azienda ASL n° 5 di Oristano da parte del Direttore generale in carica;

considerato che in questo quadro, con nota del 10 dicembre 2002 inviata per conoscenza all'Assessore regionale dell'igiene e sanità, si evidenziava l'avvio di una procedura concorsuale per l'assunzione di autisti e quella interna di mobilità, inficiate dalla presenza di commissari di concorso appartenenti ufficialmente ai gruppi dirigenti di partiti politici operanti nel territorio e che dopo gli atti trasmessi dal Direttore generale emerge a conferma il permanere di dette violazioni di legge;

dato atto che la Direzione della ASL n. 5 ha inteso dare corso agli esiti dei suddetti concorsi evitando in via cautelare ed in autotutela di verificare oggettivamente la sussistenza di tali condizioni;

considerato ancora che la Direzione della ASL n. 5 ha avviato procedura di querela nei confronti di un rappresentante sindacale di categoria il quale nell'ambito di una propria valutazione sullo stato della sanità oristanese avanzava dubbi e perplessità sulle metodiche gestionali adottate con riguardo ai servizi sanitari sospesi e mai ripristinati, a trasferimenti di personale non adeguatamente sostituito nonché a comportamenti differenti in relazione all'appartenenza sindacale dei dipendenti;

rilevato che tale denuncia evidenzia il clima di intolleranza, di antisindacalismo e di arroganza con il quale il Direttore generale interpreta il proprio ruolo;

evidenziata la carenza di controlli e verifiche che il sistema sanitario regionale adotta nei confronti delle gestioni aziendali delle Aziende Sanitarie Locali,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:

a) se intenda porre in essere rapidamente strumenti adeguati e qualificati di verifica e controllo dei fatti richiamati e di altri che per brevità non sono stati menzionati;

b) se a seguito della nota sopra richiamata a firma dei sottoscritti, abbia adottato dei provvedimenti di controllo e di cautela nei confronti della ASL n. 5;

c) se non ritenga opportuno nominare una commissione di indagine sulla complessiva condizione della sanità oristanese da tempo e continuativamente oggetto di censure e polemiche sulla qualità dei servizi e le metodiche gestionali. (591)

MOZIONE BALIA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - COGODI - DETTORI - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gianvalerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - VASSALLO sulla necessità di predisporre adeguate misure di riordino e di risanamento della spesa sanitaria regionale, sull'esigenza di un nuovo Piano sanitario regionale, sull'incompleta attuazione della riforma del sistema sanitario. Istituzione di una commissione d'inchiesta.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che nonostante i continui e ripetuti solleciti proposti periodicamente da singoli Consiglieri l'Assessore della sanità non ha ancora provveduto ad elaborare il Piano sanitario Regionale, benché sia questo uno strumento fondamentale nelle funzioni di programmazione, vigilanza e controllo attribuite alle Regioni;

CONSIDERATO che la stessa Corte dei Conti, nella relazione sui risultati del controllo eseguito sulle politiche regionali riferite all'attività amministrativa in materia di sanità, rileva la frammentarietà che in materia di programmazione sanitaria deriva dall'adozione di diversi provvedimenti di settore che sostituiscono in modo disomogeneo e privo di unitarietà il Piano sanitario regionale, con ricadute negative sia sul piano programmatorio che su quello gestionale;

CONSTATATO che sempre dalla su citata relazione della Corte dei Conti risulta che gli "obiettivi" da raggiungere sono prefigurati "con riguardo alla generalità delle Aziende e sono, comunque, formalmente, fuori dal singolo rapporto sinallagmatico" , con l'impossibilità di valutare i direttori generali coerentemente con i rispettivi risultati conseguiti per la mancata fissazione di indicatori di risultato;

VERIFICATO che solo recentemente ed a decorrere dal 1° gennaio 2003 la Giunta regionale ha deliberato gli obiettivi per i direttori generali delle Aziende sanitarie, prevedendo peraltro una integrazione di una quota fino al 20% del trattamento economico dei direttori generali, previa valutazione dei risultati di gestione ottenuti e della realizzazione degli obiettivi fissati annualmente dall'Amministrazione regionale;

RILEVATO che il DPCM n. 319 del 2001 regola il nuovo contratto dei manager delle aziende sanitarie ed indica il tetto massimo di retribuzione per i direttori generali in 154.937 euro all'anno oltre a 5164 Euro annui per spese relative ai corsi di formazione e che l'integrazione di una quota fino al 20% del trattamento economico, previa valutazione dei risultati di gestione ottenuti e del conseguimento degli obiettivi annualmente fissati è possibile ma non obbligatoriamente individuabile nella fascia più alta;

SOTTOLINEATO che le aziende sanitarie e ospedaliere dove i manager ottengono gli stipendi più alti sono prevalentemente situate nelle Regioni meridionali, dove il livello di efficienza, efficacia e funzionalità dei servizi sanitari non è tra i migliori d'Italia;

PRESO ATTO che la Sardegna, insieme alla Sicilia ed alla Basilicata è la Regione dove ai direttori generali vengono corrisposti i compensi più alti (154.937 euro), che in Italia solo 18 Aziende Sanitarie raggiungono il tetto massimo e che ben sette di queste diciotto sono sarde;

APPURATO che secondo una nuova indagine sulle politiche regionali in materia di Sanità la Corte dei Conti ha stabilito che dal 1998 al 2001 a fronte di un aumento delle entrate si è verificato uno spaventoso aumento del passivo;

CONSIDERATO che sempre più spesso la filosofia di difesa ricorrente, rispetto ai continui incrementi della spesa nella sanità, è quella di ipotizzare periodicamente la chiusura dei piccoli ospedali, senza mai acclarare la reale incidenza dei costi sul totale della spendita per sostenere la loro operatività;

VISTO che, a tutt'oggi, il Consiglio regionale e la stessa Commissione sanità ignorano il volume totale del disavanzo della spesa sanitaria, mentre si susseguono dichiarazioni ora allarmanti e preoccupate, ora rassicuranti ed ottimistiche da parte dello stesso Assessore della Sanità;

CONSTATATO che secondo i giudici contabili l'Assessorato della sanità avrebbe esercitato solo parzialmente le prerogative che l'ordinamento prevede in questo settore che, purtroppo, non è sempre in grado di soddisfare le aspettative di salute dei cittadini;

EVIDENZIATO che per la Corte la carenza di sistemi informativi adeguati non consente di conoscere in tempo reale il funzionamento del sistema (liste d'attesa, degenze, dimissioni) nonché i dati necessari per verificare l'efficienza delle strutture;

PRESO ATTO che per fronteggiare l'inarrestabile ascesa della spesa nel settore della sanità la Regione sarda ha deciso di praticare una politica dei ticket ingiusta perché penalizza coloro che sono già svantaggiati dalla malattia, non ubbidisce a meccanismi solidaristici della spesa (fiscalità generale), incide su una parte marginale della spesa sanitaria, è ininfluente sui meccanismi strutturali e dimostra l'incapacità del governo regionale a governare le fonti vere di spreco e di maggiore spesa;

VISTO che dai documenti di bilancio degli ultimi anni risulta un'altissima incidenza della spesa sanitaria ed è quanto mai urgente attivare un controllo rigoroso al fine di evitare sperperi e inefficienze che attualmente collocano la Sardegna al quinto posto nazionale (dopo Lazio, Sicilia, Lombardia e Veneto) nel disavanzo della spesa sanitaria delle Aziende USL;

RICORDATO che è improrogabile la necessità di predisporre e attuare adeguate misure di riordino e di risanamento della spesa sanitaria finalizzate a una maggiore efficacia e qualità della stessa, sia perché sono entrate in vigore le nuove norme sul federalismo fiscale sia perché l'allargamento del patto di stabilità alle Regioni (e agli enti locali) comporta che queste siano integralmente responsabili del servizio fornito e dell'equilibrio finanziario dei sistemi sanitari regionali;

CONSTATATO che, in assenza di manovra finanziaria, la Sardegna unitamente ad altre quattro regioni (Campania, Calabria, Abruzzo e Sicilia), non avendo rispettato il patto di stabilità, non può accede ai fondi extra promessi dal Governo per il bilancio 2001, con ulteriori gravi ripercussioni sul precario bilancio regionale e sui livelli di assistenza offerti;

VERIFICATO inoltre che per il riparto del Fondo sanitario nazionale per il 2003 esistono due ipotesi alternative, una delle quali prevede che le risorse per il fondo di riequilibrio siano ricalcolate solo a favore delle Regioni a Statuto ordinario, incentivando così il già forte disagio delle Regioni più povere e rischiando una autentica ulteriore compromissione nella qualità dell'assistenza;

OSSERVATO che per quanto riguarda l'ospedalità appare insostenibile che nelle aree urbane di Cagliari e Sassari siano concentrati la gran parte dei posti letto mentre gli altri territori dell'isola sono ben al di sotto degli standard nazionali;

VALUTATO che occorre che l'ospedale sia destinato ad interventi acuti e che si curino a domicilio o in strutture residenziali territoriali le patologie non acute creando, di conseguenza, una efficiente rete di assistenza domiciliare, con la integrazione di funzioni sanitarie e sociali, ambito nel quale la Sardegna è in spaventoso ritardo;

APPRESO che nella Conferenza Stato-Regioni svoltasi a Fiuggi il 30 e 31 gennaio scorso, nella ripartizione del Fondo sanitario nazionale 2003, la Sardegna ha ottenuto un aumento solo del 2,8 per cento rispetto allo scorso anno, incremento nettamente inferiore alla media di tutte le Regioni - pari al 4,5 per cento- e che nella graduatoria relativa ai parametri sui livelli di assistenza l'isola è risultata all'ultimo posto,

impegna la Giunta regionale

- ad intraprendere tutte le azioni utili per scongiurare che il mancato rispetto del patto di stabilità impedisca alla Regione Sardegna di concorrere alla distribuzione dei fondi extra per il bilancio 2001;

- a chiarire tempestivamente i livelli di spesa per centri di costo e per ogni Azienda Sanitaria, con dati disaggregati per le piccole strutture ospedaliere ed in relazione ai risultati conseguiti;

- a illustrare i criteri seguiti dall'Assessorato regionale della sanità nel fissare gli obiettivi per i direttori generali delle Aziende sanitarie della Regione Sardegna per l'anno 2003 al fine di evitare che, attraverso meccanismi perversi, si possano comunque assegnare ai manager ulteriori aumenti e premi di produttività (oltre la retribuzione fissata) anche senza raggiungere i risultati richiesti per una buona ed efficiente gestione delle aziende sanitarie e ospedaliere;

- ad adottare con urgenza - sempre che il volume delle risorse assegnate sia sufficiente a garantire livelli di assistenza efficienti e non vi sia una sottostima delle assegnazioni visto che l'incidenza delle spesa sanitaria sul PIL in Italia è del 5,8% contro il 7% della Francia e l'8% della Germania, - tutti quei provvedimenti previsti dalla normativa vigente nei confronti di quei direttori generali che negli ultimi tre anni non abbiano raggiunto gli obiettivi fissati dall'Amministrazione regionale e le cui Aziende si siano caratterizzate per una scarsa efficienza, efficacia e funzionalità dei servizi sanitari offerti (in relazione alla spesa sostenuta) e per una cattiva gestione delle stesse dal punto di vista economico-finanziario, considerato anche il fatto che nel resto d'Italia vi sono manager le cui Aziende sanitarie offrono, in rapporto alle risorse loro assegnate, uno standard dei servizi erogati decisamente più alto rispetto a quello della nostra regione e, malgrado ciò, vengono retribuiti in maniera inferiore;

- ad intraprendere misure urgenti e prioritarie per evitare ulteriori sperperi e inefficienze che attualmente collocano la Sardegna al quinto posto nazionale nel disavanzo della spesa sanitaria delle Aziende sanitarie, considerata anche l'altissima incidenza della spesa sanitaria sul bilancio della nostra Regione;

- a presentare entro tempi certi e comunque entro il mese di marzo 2003 un nuovo Piano sanitario regionale, visto che quello in vigore risale al 1985 ed è assolutamente inadeguato rispetto alla pesante situazione in cui versa il sistema sanitario regionale, anche in virtù di squilibri strutturali per i quali non si intravedono prospettive di superamento a breve periodo;

- a prevedere con urgenza una ipotesi di concreta razionalizzazione dei grandi ospedali anziché ricorrere, ogni volta che vi è un incremento nella spesa sanitaria, a "minacciare" la chiusura dei piccoli ospedali;

- ad attivare tutti gli strumenti necessari a realizzare una rete ospedaliera meglio distribuita sul territorio regionale e, contemporaneamente, una rete di assistenza domiciliare, con la integrazione di funzioni sanitarie e sociali, di modo che gli ospedali siano destinati agli eventi acuti mentre le strutture residenziali territoriali siano destinate alla cura di patologie non acute;

- a un coinvolgimento importante dei medici di famiglia nella guida dei percorsi di assistenza del cittadino e nella responsabilità gestionale, attivando percorsi di aggiornamento e di formazione professionale indispensabili allo svolgimento di questo compito,

delibera

- inoltre di istituire, in base all'art. 125 del Regolamento, una commissione d'inchiesta volta ad appurare:

1) le modalità ed i criteri utilizzati per l'attribuzione delle risorse alle singole Aziende Sanitarie;

2) la situazione della spesa in forma definitiva e certa per centri di costo e per ogni Azienda Sanitaria, con dati disaggregati per le piccole strutture;

3) a verificare se ad un incremento della spesa corrisponde realmente un miglioramento nell'offerta dei servizi (contenimento delle liste d'attesa innovazioni tecnologiche, nuovi servizi e nuovi moduli, efficienza delle strutture, carta dei servizi etc.);

4) quali risultati abbia determinato l'accentramento degli acquisti. (98)