Seduta n.319 del 11/03/2003 

CCCXIX SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Martedì 11 Marzo 2003

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente BIGGIO

La seduta è aperta alle ore 10 e 04.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 28 febbraio 2003 (313), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il consigliere regionale Pier Luigi Carloni ha chiesto di usufruire di un giorno di congedo a far data dall'11 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

Dai consiglieri PIANA - PINNA - CORDA - CUGINI - GIOVANNELLI - LAI - LOMBARDO - PISANO - SANNA NIVOLI - SELIS: "Interventi a favore delle grandi manifestazioni regionali di tradizioni popolari". (423)

(Pervenuta il 5 marzo 2003 ed assegnata all'ottava Commissione.)

dai consiglieri DETTORI - PACIFICO - DEMURU: "Istituzione dei servizi e delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico.sanitarie e tecniche della prevenzione". (424)

(Pervenuta il 6 marzo 2003 ed assegnata alla settima Commissione.)

PRESIDENTE. Colleghi, non vi sono altre comunicazioni e data la scarsa presenza di consiglieri forse è opportuno sospendere la seduta.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). No, Presidente, iniziamo con gli interventi già previsti, poi ci saranno altre eventuali iscrizioni a parlare. Intervengono i consiglieri che sono presenti.

ORTU (R.C.). Quando manca il centrodestra la sospensione va bene!

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Ma stiamo scherzando veramente!

BIANCU (La Margherita-D.L.). E' la prima volta che vi trovate in questa condizione, dai!

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, sul piano regolamentare lei ha perfettamente ragione, però comprenda che non ci sono neanche i presentatori degli emendamenti in discussione.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). E' un problema loro, Presidente!

PRESIDENTE. Sì, è un problema loro e infatti io non sto proponendo una sospensione di due ore, ma solamente di dieci minuti, come abbiamo sempre fatto in casi analoghi.

Morittu (d.s.). Presidente, però la maggioranza richiami in aula i suoi componenti!

PRESIDENTE. Il Presidente in queste circostanze ha sempre concesso una breve sospensione dei lavori, pertanto la seduta è sospesa per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 07, viene ripresa alle ore 10 e 18.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale

della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 383/A. Siamo in fase di votazione degli emendamenti all'articolo 1, a partire dall'emendamento numero 97. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). L'emendamento numero 97 si riferisce al comma 7 dell'articolo 1. Signor Presidente, chiedo un po' di silenzio.

PRESIDENTE. Colleghi, è un momento abbastanza delicato, perché poi ci saranno le votazioni, quindi vi prego di prestare attenzione e si stare in silenzio, grazie. Prego, onorevole Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente. Il comma 7 dell'articolo 1 prevede gli stanziamenti relativi all'ammortamento dei mutui che si contraggono a copertura dei disavanzi di amministrazione degli esercizi precedenti, e l'emendamento numero 97 prevede la soppressione di questo comma. Credo che nella storia dell'autonomia della Sardegna non si sia mai visto un emendamento che avesse questo contenuto, perché non è possibile che ci sia qualche parte politica che pretende che non siano pagati i debiti contratti dalla Regione per far fronte alle obbligazioni da lei stessa assunte nei confronti di terzi nel corso della propria attività legislativa e amministrativa. Come è possibile, ragionevolmente e con la forza delle idee valide, presentare un emendamento di questa natura? E' come dire: "Ci siamo impegnati per svolgere l'attività di amministrazione, però non stanziamo le risorse per restituire le somme ottenute attraverso i mutui".

Io dico che nel rapporto di contrapposizione e di confronto che deve esistere tra le forze politiche bisogna realmente confrontarsi sui contenuti, non su sciocchezze di questo genere, che sono veramente una contraddizione in termini. E' un'assurdità che ci sia un emendamento di questa natura, per cui io invito i colleghi a ritirare non solo questo emendamento, ma anche tutti gli altri emendamenti all'articolo 1 che hanno lo stesso contenuto e la stessa natura, proprio per una questione di decoro e di dignità.

Come esortavo l'altro giorno in un mio intervento, confrontiamoci sulle proposte e non sulle cose demagogiche e utopistiche, perché distruggere, dopo che è stato presentato, il fabbricato che deve essere eretto senza avere l'intenzione di sostituirlo non ha nessun senso. Ecco perché noi diciamo che questa attività di opposizione e contrapposizione al 99 per cento tende a demolire e ad evitare il confronto, e non è volta invece a sostituire, con la forza delle idee, un progetto del centrodestra con un altro progetto che sia più confacente alle posizioni che vengono prospettate. La verità è che qui idee non ce ne sono: non c'è un'idea in questo emendamento e non ci sono idee negli altri emendamenti dell'opposizione soppressivi dei vari commi dell'articolo 1.

Io invito, ripeto, i presentatori a ritirare questo emendamento, perché semmai dovesse essere approvato sarebbe in contraddizione con il comma precedente che prevede l'accoglimento dei mutui. Sotto questo aspetto faccio quindi rilevare l'incompatibilità di questo comma, che è chiaramente in contrasto con il precedente comma che autorizza la Giunta a contrarre mutui per coprire i disavanzi. Il comma 7 prevede questa copertura, sopprimerlo significa sostanzialmente non autorizzare ciò che invece è già stato approvato. Quindi c'è un'incompatibilità e chiedo che, sotto questo aspetto, gli uffici verifichino l'ammissibilità di questo emendamento.

E' chiaro, per quanto ho detto, che il mio voto non può essere favorevole a un emendamento che dal punto di vista dell'impianto logico è una contraddizione in termini e un'assurdità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io credo che, giustamente, se lei ritiene, gli uffici debbano fare dei controlli. Il collega Balletto nella sua patetica faziosità qualche volta è persino simpatico, specie quando si cimenta in acrobazie dialettiche, anche perché sappiamo che lui sa distinguere, quando vuole, le questioni dal significato politico da quelle dal significato di merito.

Sul comma 7 e il suo emendamento soppressivo noi vogliamo ricordare, vista anche l'entità delle cifre, che questo genere di emendamenti si pone come riflessione per questo Consiglio. Il collega Balletto, ripeto, un po' pateticamente e un po' faziosamente esorta a "confrontarsi sulle proposte", ma egli sa benissimo che questa finanziaria è nata nell'incubatrice personale del presidente Pili e dell'assessore Masala e che si è rifiutata l'opzione di un confronto e di una concertazione, così come si è rifiutato all'origine il confronto politico e di merito su questa finanziaria. E' chiaro che noi continueremo a confrontarci anche con queste proposte emendative dell'articolo 1, perché in questo articolo è contenuto un telaio essenziale, che poi è quello di una Giunta che continua a non interessarsi dei problemi delle entrate e ad aumentare l'indebitamento.

Veda, collega Balletto, il fatto che non ci siano idee è una questione sulla quale lei deve interrogare prima di tutto se stesso e la sua maggioranza, Giunta in testa, perché, a dire il vero, a non capire quali idee vi muovono non siamo solo noi. Basta che lei legga con serenità e con calma i quotidiani sardi degli ultimi due o tre mesi per rendersene conto. Approfondisca la lettura di quei quotidiani e ci porti tutto quello che riuscirà a trovare - se lo troverà - che esprima un generale assenso a questa manovra da parte della compagine sociale sarda, delle forze sindacali, degli enti locali e anche delle parti politiche, dopodiché saremo disponibili a ragionare insieme, perché è chiaro che a quel punto sarà vero che qualcuno ha capito quali sono le vostre idee su questa finanziaria. E questo è un elemento essenziale perché sarà più facile per noi contrapporre idee alternative.

Per il momento abbiamo osservato che questa manovra si affaccia alla discussione del Consiglio in termini assolutamente blindati, perché voi rifiutate il confronto sul merito di alcune questioni che sono state rilevate la settimana scorsa, che qui ribadiamo e che riguardano l'uso delle risorse per le pubblicità istituzionali, l'uso delle norme sul personale, compresa la legge 11/02. Abbiamo chiesto che si apra un tavolo di confronto, perché si tratta di materie assolutamente delicate e non vorremmo - lo dico in premessa di questa settimana di lavoro - dover arrivare a fare i nomi e i cognomi relativi alle fotografie che nei vostri emendamenti e nelle vostre proposte sono contenute e che rappresentano il punto più alto di una vergogna istituzionale che dovreste sentire come elemento di stimolo al confronto.

Noi manteniamo l'emendamento numero 97, perché riteniamo che da questo comma derivi con chiarezza anche ai sardi l'entità dell'indebitamento, che assume un valore crescente e che praticamente paralizza la Regione per i prossimi dieci o quindici anni. Abbiamo detto che eravamo disponibili a trovare con voi una modalità di compensazione di alcune partite che riteniamo, in questa congiuntura economica, importanti e determinanti, come quelle riguardanti gli enti locali, i settori produttivi e le leggi di settore. Questo lo valuteremo nel prosieguo dell'esame, ma noi riteniamo che il comma 7 rappresenti, proprio il suo peso finanziario, una delle più evidenti dimostrazioni di come questa Giunta abbia pensato in questi anni a far crescere l'indebitamento e non a fare politiche di sviluppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo brevemente, perché l'interlocuzione che c'è stata poco fa fra i colleghi Balletto e Gian Valerio Sanna mi spinge a fare qualche breve considerazione.

Se il centrodestra, per altro sempre per voce del presidente Balletto, utilizza come unica argomentazione, aggrappandosi al Regolamento, la verifica dell'ammissibilità degli emendamenti, è evidente che di questa finanziaria non ne vuole assolutamente parlare. Infatti, a parte questo tipo di interlocuzione del collega Balletto, non c'è altro da parte del centrodestra.

Siamo di fronte invece a un indebitamento spaventoso. Noi abbiamo già sottolineato, la settimana scorsa, ma non ci stanchiamo di farlo, che siamo vicini al borderline, alla bancarotta. Il comma 7 è ciò che meglio rappresenta questa situazione così pericolosa. Abbiamo già ricordato, e ci piace anche oggi ribadirlo, che un indebitamento di questa natura tutte le amministrazioni pubbliche hanno la necessità di approvarlo a maggioranza qualificata. Così non succederà in quest'Aula, e così non si vuole che succeda; un indebitamento interessa sempre non solo il presente, ma soprattutto il futuro, ecco perché è richiesta in tutte le assemblee la maggioranza qualificata. Ora sono presenti circa trenta consiglieri della maggioranza e voi volete comunque approvare nuovi mutui per il 2003, il 2004 e il 2005 per il massimo possibile contraibile, cioè siamo ormai prossimi appunto al borderline, alla bancarotta.

Badate, il fatto che non si voglia parlare di un comma che prevede oneri a copertura di debiti per i prossimi quindici anni e per una somma che è veramente preoccupante, cioè 1.000 miliardi all'anno, che ingesseranno non solo questa manovra finanziaria, ma anche quelle delle prossime tre legislature, è veramente preoccupante, perché non si può non accettare la discussione, non entrare nel merito, non porsi il problema non dico di abrogare totalmente il comma 7, ma almeno di rivederlo, di ridimensionarlo, di correggerlo.

Ci spinge in questo, collega Balletto, non certo la volontà di fare ostruzionismo, ma la preoccupazione che noi abbiamo per questa generazione e anche per le generazioni future. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Voglio dire due parole per chiarire, se è possibile, ad alcuni colleghi, compreso il collega Balletto, che non si può continuare con questa solfa o tiritera o, come si dice a Cagliari, ratantira, che ripete sempre lo stesso ritmo. Non si può continuare a dire che gli emendamenti che sono in discussione sono emendamenti perditempo o addirittura nocivi, controproducenti, autolesionistici. Bisogna che alcuni colleghi, compreso, se è possibile, il collega Balletto, che ha pure una patente di contabile in tasca, la smettano di fare in Consiglio e fuori del Consiglio questa errata rappresentazione.

L'articolo 1 nel suo insieme e anche le sue diverse parti indicano solamente qual è, secondo la maggioranza, secondo chi propone la finanziaria o secondo chi la condivide, il punto di equilibrio, cioè la modalità attraverso cui si conseguirebbe contabilmente il pareggio di bilancio. Ben si intende che se l'articolo 1, per intero o parzialmente, viene soppresso non sarà il cataclisma, il vuoto assoluto, semplicemente il punto di equilibrio sarà un altro. Cioè eliminata questa ipotesi, esaminato il merito del bilancio, discusse e approvate le misure di intervento, anche a norma del Regolamento interno del Consiglio in via di coordinamento si dovrà definire, con un articolo conclusivo, il punto migliore di equilibrio. Questo perché la si smetta di continuare a dire che non contrarre questo o quel mutuo significhi non voler sostenere quella determinata attività produttiva. Significa solo che non la si vuole sostenere costruttivamente, con la camicia di forza di questo punto di equilibrio. Vuol dire, in buona sostanza, che per l'artigianato, per i servizi, per il lavoro, per l'agricoltura e per quant'altro, può essere che serva una lira di più o servano cento miliardi di più e che, in conclusione, una volta deciso il merito, si definiranno i punti di raccordo contabile. Anzi l'articolo 1 tradizionalmente costituisce, anche se poi questo non accade mai, come ben sa chi ha preso in esame i diversi bilanci, un limite preventivo, come dire: "Badate che tutti i movimenti successivi si potranno fare solo all'interno di quel limite prestabilito, all'interno di quella camicia di forza". Cioè qui c'è una ruota che decide della qualità della macchina e noi, con gli emendamenti che sono in discussione, vogliamo bucare questa ruota perché comanda una macchina che è ancora tutta da realizzare.

Il ragionamento è semplice, è chiarissimo: lo è sul piano contabile, lo è sul piano giuridico, lo è sul piano concettuale e politico. Quindi si chiarisca una volta per tutte questa questione, perché non sembri che stiamo discutendo di lana caprina. Non stiamo discutendo di lana caprina, stiamo discutendo della capra!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Come voterà l'onorevole Cogodi lo deduciamo, non l'ha detto ma si deduce che è favorevole all'emendamento numero 97.

COGODI (R.C.). Si capisce, voto a favore.

SPISSU (D.S.). Presidente, dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento numero 97, che sopprimerebbe il comma 7 dell'articolo 1, e che l'onorevole Balletto ritiene persino illegittimo, come se avessimo già votato i commi precedenti. In realtà di quest'articolo non abbiamo votato ancora niente.

Confermiamo, per quanto ci riguarda, l'insieme delle critiche e delle obiezioni che stiamo portando avanti su questa finanziaria e che l'onorevole Balletto continua a ritenere inopportune, inadeguate, insussistenti e ostruzionistiche. Nello svolgere il suo ruolo di guardia di questa finanziaria-bidone, che nessuno vuole riconoscere, il collega Balletto continua a fare il suo mestiere richiedendo un progetto alternativo, in mancanza del quale, naturalmente, vale il progetto di questa finanziaria che, come sappiamo, è così strutturata in maniera da corrispondere alle esigenze dei sardi e di tutte le categorie economiche e sociali!

Secondo noi, l'onorevole Balletto ci sta prendendo in giro, oppure parla a titolo personale, non riusciamo a capirlo bene. Se, nel parlare a nome della maggioranza, eventualmente egli intendesse dire che c'è una disponibilità a ragionare sulle richieste che abbiamo più volte avanzato in Commissione e che riguardano le istanze prodotte in queste settimane dagli enti locali, dalle associazioni di categoria, dalle imprese, da tutto il mondo sindacale, se c'è una disponibilità a correggere questa manovra e a far emergere, non un progetto diverso, ma un progetto vero e proprio, noi continuiamo a dichiarare la disponibilità anche da parte nostra. Lo abbiamo già fatto e per la verità siamo rimasti inascoltati da parte di una maggioranza che era non solo sorda, appunto perché non ci ha ascoltato, ma anche muta, perché non parlava, e quindi avevamo difficoltà a capire quale fosse il suo progetto e se c'è una disponibilità a ragionare insieme.

Noi continuiamo a dire che siamo disponibili, altrimenti se non c'è disponibilità a correggere questa manovra nelle direzioni che abbiamo indicato, il nostro atteggiamento non può che essere quello che stiamo portando avanti, che non è ostruzionistico, come hanno sostenuto l'onorevole Balletto e molti consiglieri della maggioranza in questi giorni, scandalizzandosi per l'utilizzo di strumenti regolamentari desueti, superati. Io, per gusto, perché non ho memoria della precedente legislatura, ho rilevato dai resoconti che l'attivissimo collega Balletto ha richiesto moltissime volte il voto segreto sulla finanziaria, così come ha fatto l'onorevole Pittalis, che allora era all'opposizione.

Allora di che cosa stiamo parlando? E di che cosa state parlando? Si utilizzano gli strumenti regolamentari per correggere, secondo noi, una manovra che è da bocciare. Se avete i numeri approvatevela, se siete una maggioranza approvatela voi. Non fate conto sulla opposizione né sugli strumenti regolamentari per risolvere i gravissimi problemi politici che avete. I problemi politici ci sono e la nostra azione può soltanto farli emergere più di quanto in realtà non diate a vedere.

PRESIDENTE. L'onorevole Spissu è stato chiaro, come gli altri peraltro. Prima di metterlo in votazione devo far notare che comunque il comma 7 è strettamente legato al comma 1. In effetti col primo comma si contrae un debito, col comma 7 si dice come si intende farvi fronte. L'approvazione dell'emendamento 97 comporta che, una volta approvato l'articolo 1, il debito di cui al comma 1 comunque si contrae ma viene a mancare la copertura finanziaria. Quindi probabilmente sarà necessaria la presentazione di un successivo emendamento di coordinamento. Lo dico perché sia chiaro che cosa abbiamo di fronte, poi non c'è nessun problema. Io non entro nel merito delle ragioni politiche, che posso comprendere, però devo spiegare che cosa accade sul piano tecnico.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, intervengo sull'emendamento numero 97, per dichiarare che voterò a favore della soppressione del comma 7 dell'articolo 1, in coerenza con la battaglia che stiamo conducendo per modificare un'impostazione della manovra finanziaria che noi non condividiamo.

Voglio richiamare i punti fondamentali della nostra critica a questa manovra anche in questa occasione, in un momento in cui la Regione ha a disposizione un quantitativo di risorse aggiuntive eccezionale. Mi riferisco non soltanto ai fondi comunitari, ma anche alle risorse provenienti dal CIPE e dalle diverse intese istituzionali Stato-Regione. Si tratta di programmi che questa Giunta non riesce a portare avanti, ereditati dalle precedenti Giunte e Governi nazionali del centrosinistra. Questa eredità importantissima che il centrosinistra nazionale e regionale ha lasciato alla comunità regionale e alla Sardegna rischia di essere sprecata. E' difficile spiegare ai nostri concittadini perché proprio quando abbiamo a disposizione notevoli risorse aggiuntive aumentiamo l'indebitamento in misura eccezionale. Cioè è difficile spiegare ai sardi che pur avendo circa 20 mila miliardi aggiuntivi per i prossimi cinque o sei anni portiamo l'indebitamento da 3 mila a 12 mila miliardi. Come lo si spiega dunque? Lo si spiega dicendo le cose come stanno, e cioè che questa maggioranza è riuscita nel capolavoro politico-finanziario di trasformare queste consistenti risorse aggiuntive in risorse sostitutive delle risorse che la Regione destinava prima agli investimenti e che passano nella parte corrente del bilancio. Avviene cioè un fatto estremamente grave: per pareggiare i conti del bilancio si contraggono mutui che aumentano l'indebitamento in misura esponenziale. Ma queste risorse che noi chiediamo al sistema creditizio non servono per aumentare gli investimenti e quindi lo sviluppo della Sardegna, bensì sono destinate ad alimentare la spesa corrente, cioè la spesa clientelare, la spesa improduttiva, che a suo tempo l'assessore Pittalis denunciò e utilizzò per attaccare la politica del centrosinistra. Ricordo che l'onorevole Pittalis era solito dire: "Noi non seguiremo la politica dell'indebitamento facile". Oggi il risultato è che soprattutto la gestione dell'onorevole Pittalis - ma quella dell'onorevole Masala non è da meno - ha portato l'indebitamento della Regione a un livello insostenibile. E non si tratta di un indebitamento simile a quello posto in essere dal centrosinistra, cioè finalizzato agli investimenti, ma di un indebitamento finalizzato a sostenere le spese clientelari.

Questo è il segno di una manovra di bilancio che doveva essere decisiva per far uscire davvero la Sardegna da una situazione di arretratezza e di ritardato sviluppo, invece si sta rivelando purtroppo un'occasione mancata e i danni li paga l'intera comunità regionale. Credo che questa Giunta, con uno scatto di dignità e di orgoglio, debba rassegnare le dimissioni e aprire rapidamente un chiarimento in Consiglio regionale perché si capisca se ci sono le condizioni per governare davvero la Sardegna e non continuare a "galleggiare", danneggiando l'intera comunità isolana.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto per far rilevare una contraddizione rispetto al ragionamento che fino adesso si è seguito. L'onorevole Balletto sosteneva che con l'approvazione dell'emendamento numero 97 si andrebbe contro l'impianto logico di quello che abbiamo già votato e precisamente dei precedenti commi dell'articolo 1. Penso che sia esattamente l'opposto. Vedete, l'emendamento numero 97, a mio avviso, non andrebbe nemmeno votato per il semplice fatto che il comma 7 prevede impegni finanziari per gli anni dal 2003 al 2019. Adesso è chiaro che in questa mole di emendamenti che dovremo discutere e votare ve ne sono alcuni che possono cambiare sostanzialmente gli importi indicati nel comma 7, per cui il risultato della votazione di questo comma penso che sia di fondamentale importanza, nel senso che se noi approvassimo il comma 7 dovremmo di conseguenza bloccare le cifre, per cui tutti gli emendamenti che recano modificazioni degli importi già stabiliti non dovrebbero essere ammessi. Nel caso il cui invece il comma 7 non dovesse essere approvato, è chiaro che le cifre si verrebbero a determinare man mano che procediamo nell'esame dell'intera manovra, con l'approvazione di commi successivi e relativi emendamenti.

La cosa più saggia da fare, a mio avviso, è che questo comma non sia posto in votazione in questa fase, ma alla fine dell'esame dell'articolo 1, dopo aver discusso tutti gli emendamenti che sono stati ad esso presentati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MARROCU, CUGINI, MORITTU, PIRISI, CALLEDDA, SCANO, PINNA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 97 all'articolo 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 32

Contrari 41

(Il Consiglio non approva)

Passiamo all'emendamento numero 96. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento numero 96 è soppressivo del comma 8, in cui sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che saranno approvati nel corso dei prossimi anni.

Come si vede nel riparto fra le lettere a) e b) (fatto che tra l'altro è oggetto di un nostro emendamento modificativo successivo) si mantiene inalterato, diciamo, lo schema delle idee - come direbbe Balletto -, cioè si continuano a incrementare, con cifre non paragonabili tra loro, le spese correnti e non quelle in conto capitale. Basta vedere gli importi relativi al periodo 2003-2005 per rendersi conto di come questa impostazione privilegi la spesa corrente e sopprima qualunque possibilità di dare impulso a una legislazione che vada nella direzione delle spese di investimento.

Tornando al ragionamento generale sulla finanziaria, sulle sue caratteristiche e sull'indebitamento, non c'è dubbio che siamo un po' costretti a fare certe scelte. Lo vorrei dire al collega Pittalis, che più di tutti oggi mi sorprende dal punto di vista della acquiescenza, essendo stato in altri tempi un Assessore che sul terreno del contenimento dell'indebitamento ha prodotto i suoi sforzi. Se noi prendessimo come riferimento l'indebitamento di medio e lungo periodo, che praticamente è quello che possiamo individuare fra il 2005 e il 2017, ci renderemmo conto che nel 2000 gli oneri derivanti dall'indebitamento ammontavano a circa 160 milioni di euro; nel 2001 sono passati a 222 milioni di euro; nel 2002, anno in cui vi siete cimentati in eclatanti performance che saranno ricordate nei libri di storia, si sono raggiunti i 510 milioni di euro. Quest'anno vi attestate sugli stessi valori perché, appunto per il periodo dal 2005 al 2017, sono previsti oneri per 485 milioni di euro, nonostante i tagli e le cesure che avete fatto al sistema dei trasferimenti agli enti locali e ad importantissime leggi di settore.

Voglio ricordare che la legge sul commercio è priva di adeguati finanziamenti, per la legge sull'occupazione giovanile sono previste zero lire, ancorché Balletto si sia espresso con una caterva di bugie nella sua relazione.

(Interruzioni)

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Se qualcuno ha dei dubbi vada a vedere quali sono gli stanziamenti previsti, se ha del tempo, oltre a fare la difesa d'ufficio.

In queste condizioni noi siamo partiti all'inizio della legislatura, ancorché abbiamo dato un giudizio comunque sempre negativo sulle scelte che sono state proposte a questo Consiglio. Siamo andati in ogni caso in crescendo rispetto all'indebitamento per il medio e lungo periodo, che rappresenta la vera ipoteca che questa Regione sta concretando nei confronti del sistema economico isolano e che peserà non poco sui futuri governi che dovranno avere il compito, ahimè improbo, di individuare per il futuro della Regione uno scenario di ripresa e di rilancio dell'economia.

Purtroppo questo è inficiato da una nefasta politica economica fatta da persone che sono accompagnate da scarsissime idee e anche scarsissime cognizioni di carattere economico, che compilano un bilancio regionale con i criteri propri dei bilanci degli enti locali, senza addentrarsi, come sarebbe doveroso, in analisi di tipo economico-congiunturale del contesto nazionale e internazionale, per dare un senso e un orientamento alla manovra finanziaria.

E' pur vero che, come è stato ben detto, il "guardiano della finanziaria", l'onorevole Balletto, anche dal punto di vista professionale è abituato a giocare con i conti e a far apparire anche quello che non è!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo brevemente, perché in questo comma si parla di spese di investimento e spese correnti. Voglio fare un semplice ragionamento....

PRESIDENTE. Onorevole Falconi, mi scusi solo un secondo. Colleghi, posso chiedere un po' di silenzio? Onorevole Giacomo Sanna, lei ha un timbro di voce molto forte.

(Interruzione del consigliere Giacomo Sanna)

PRESIDENTE. No, io guardo da tutte le parti!

(Interruzione del consigliere Giacomo Sanna)

PRESIDENTE. No, io problemi non ne ho, se non ne ha lei! Prego, onorevole Falconi.

FALCONI (D.S.). Dicevo che a me non spaventa la contrazione di un mutuo di per sé, bensì spaventa il modo in cui si vogliono spendere le risorse ottenute tramite il mutuo, perché se un'azienda - e in questo caso possiamo paragonare la Regione a un'azienda - contrae un mutuo per far fronte alle spese di gestione, alle spese correnti, è destinata a sicuro fallimento. Se, invece, un'azienda contrae un mutuo per aumentare la sua capacità produttiva e occupazionale quell'azienda è sulla buona strada per il risanamento finanziario e per creare buona amministrazione e buona economia.

Così non è nel nostro caso: le spese di investimento sono assolutamente limitate e, come abbiamo già ricordato, due terzi dei tagli previsti riguardano proprio gli interventi per incentivare e garantire la base produttiva in Sardegna. Quindi non solo non si aumentano le spese di investimento, ma si effettuano tagli per circa 350 miliardi di vecchie lire. Ebbene, l'orientamento è esattamente inverso rispetto alle necessità, quindi si ricorre a un forte indebitamento per pagare il quotidiano, per pagare la "bottega", per pagare la prossima campagna elettorale. Ecco che cosa ci preoccupa, non il fatto che questi metodi portino di per sé consenso, perché noi siamo fiduciosi sul fatto che alla lunga questa politica verrà punita dai sardi, verrà punita da chi ha a cuore le sorti dell'economia sarda, le sorti delle nostre aziende.

In conclusione voglio fare un paragone con le aziende: badate, per ottenere un mutuo bancario, così come fa la Regione, che presenta il suo bilancio, le aziende devono presentare il proprio bilancio e un business plan, un programma di investimento valido dal punto di vista economico. Bene, alla Regione il mutuo sarà concesso, presumibilmente perché ha ancora capacità di indebitamento, ma se un privato si presentasse con questo bilancio, con questo business plan, con questo modo di fare, sicuramente tutte le banche non approverebbero questo genere di politica economica, e quindi la stessa politica economica di questa Regione.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Cogodi, faccio notare che in genere questa parte della finanziaria viene votata alla fine, perché è un po' la risultante di tutte le modifiche apportate successivamente. Tuttavia, poiché anche la maggioranza ha presentato un emendamento, ci sono quindi due emendamenti in questa direzione, è chiaro che se questi emendamenti dovessero essere approvati bisognerà rivedere questa parte.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). La situazione comincia ad essere preoccupante: è già la seconda volta che il Presidente questa mattina ci dà ragione! Dal nostro punto di vista c'è qualcosa che non funziona, perché precedentemente sia io sia il collega Vassallo abbiamo chiarito che non accadrebbe nessun terremoto, nessun cataclisma se il Consiglio ritenesse che non sia questo il punto di equilibrio del bilancio. Infatti noi non stiamo nel merito valutando se la Regione debba o no contrarre dei mutui, bensì stiamo valutando se i mutui da contrarre sono rapportati all'insieme della spesa prevista nella finanziaria, cioè se è questo il punto di caduta. Io non ho mai visto segnare a terra col gesso il punto di caduta prima che si cada; in genere lo si segna dopo che si è caduti! E infatti, tradizionalmente, l'articolo di raccordo, di coordinamento, di conteggio conclusivo, tenuto conto responsabilmente, nel corso dell'esame, del merito della finanziaria, era quello che conseguiva, non quello che precedeva. Qui invece la Giunta ha ritenuto di mettere il carro davanti ai buoi. Si vedrà, nel prosieguo dell'esame della finanziaria, quanti buoi scavalcheranno il carro. Se hanno le corna podinti arresci puru in calincuna parti, però bisognerà tornarci.

Voi, con questo articolo 1, avete voluto mettere una camicia di forza alla finanziaria, o meglio un letto di Procuste: se sei più lungo rispetto al letto, ti taglio un pezzo, se sei più corto ti stiro. Ma il letto di Procuste non può funzionare in questa vicenda, perché le valutazioni su come spendere le risorse finanziarie, le compatibilità, le urgenze, le emergenze, le priorità, dovranno essere definite nel corso dell'esame di merito della finanziaria. Noi vogliamo arrivare a discutere di merito, non vediamo l'ora che bocciate questo articolo 1 e che si cominci a discutere del merito della finanziaria, perché dovrà essere stabilito un diverso punto di equilibrio. Noi vogliamo discutere di lavoro e vogliamo che si smetta di continuare a dire che il debito in sé e per sé è un disastro: c'è un debito malefico, quello che uno contrae per essere spendaccione, cioè per consumare quello di cui non dispone, e c'è un debito benefico, quello che uno contrae per migliorare la sua condizione economica. E' il caso di chi, avendo un reddito basso, si indebita per costruire o acquistare la casa, anziché mettere da parte i risparmi per vent'anni, vivere nel frattempo in una "grotta" e comprarsi la casa quando ha sessant'anni. Il mutuo per la casa è un mutuo benefico, perché consente di anticipare via via un beneficio, un servizio essenziale per il cittadino, e così è per tutte le cose, compreso il bilancio della Regione. Un debito, questo o anche un altro di entità maggiore, può essere benefico, va valutato nel merito. Ecco perché non può esserne definita astrattamente e preventivamente l'entità.

La Regione se va in bancarotta, va in bancarotta per il malgoverno, non perché ha contratto un debito, perché se quel debito fosse finalizzato allo sviluppo o alla creazione di posti di lavoro, lo pagherebbero gli stessi nuovi occupati, essendo soggetti fiscali per il regime delle entrate della Regione. E' un calcolo che è già stato fatto, quindi la contestazione non è sul fatto che esiste il debito, ma sul fatto che esiste questo tipo di debito, un debito indefinito o definito male, mentre quella che va rappresentata, e anche dal punto di vista della maggioranza, direi, è più utile che si rappresenti via via nel corso dell'esame di merito, è l'utilità vera che il Consiglio riterrà debba essere accordata a questo debito in funzione degli obiettivi dello sviluppo e del lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, io mi permetto di ricordare a lei e a tutta l'Aula che oggi è martedì 11 marzo e che la manovra finanziaria è all'esame di quest'Aula già da due settimane, esattamente da quattordici giorni.

Presidente, ho bisogno che lei mi ascolti! Dicevo che oggi inizia la terza settimana di discussione della manovra finanziaria e siamo ancora all'articolo 1! Il Regolamento, che si invoca spesso a tutela dei diritti e delle esigenze dei consiglieri, ma raramente a tutela degli interessi dei sardi, prevede che la sessione di bilancio duri complessivamente trentasette giorni, di cui dieci in Aula. Io invito lei, Presidente, e l'Ufficio di Presidenza a prendere decisioni tali da consentire che la manovra finanziaria sia approvata in tempi rapidi. Non è possibile e non è pensabile che all'articolo 1, costituito di nove commi, siano presentati un emendamento soppressivo dell'articolo e nove emendamenti soppressivi dei commi e si facciano trenta dichiarazioni di voto su ogni emendamento!

Questo bisogna dire ai sardi, questo bisogna dire ai cittadini per far capire dov'è l'ostruzione, chi vuole la legge finanziaria e chi non la vuole! Questa è la verità che va detta, Presidente, perché è da quindici giorni che si discute del sesso degli angeli. Qual è il senso politico di questi emendamenti, Presidente? Io non ne vedo alcuno, se non quello di distruggere ciò che questa maggioranza fa o cerca di fare, facendo pressione sulla sua debolezza! Allora, la maggioranza, con un sussulto di dignità, deve dimostrare di avere la forza di respingere i tentativi di chi vuole distruggere senza costruire niente. Arrivano anche all'insulto personale, e sotto questo aspetto, Presidente, io chiedo che mi venga fornito in tempi brevissimi il resoconto dell'intervento dell'onorevole Gian Valerio Sanna.

Questo, Presidente, io dico perché se siamo gente responsabile dobbiamo pensare a lavorare negli interessi degli altri, evitando le schermaglie. Va anche ricordato che in Commissione non è arrivato un emendamento dell'opposizione a rettifica della proposta che era stata fatta dalla Giunta. Le discussioni sono inutili, sono le carte quelle che "cantano" e qui in Aula non c'è una proposta alternativa, e infatti gli emendamenti dell'opposizione sono o soppressivi o di spesa.

E' vero, ha detto bene il collega Gian Valerio Sanna, l'eme[s1] ndamento modificativo del comma 8 è un emendamento sul quale si può discutere, perché ha un contenuto, perché sposta somme destinate alle spese di natura corrente verso le spese di investimento in opere permanenti. Quello è un emendamento che ha un contenuto! Misuriamoci e confrontiamoci su queste cose e non su quelle che hanno solamente un fine propagandistico e demagogico.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, lei si rivolgeva a me, ma non credo che intendesse caricarmi di questa responsabilità. Io applico il Regolamento in tutte le sue parti, quelle che prevedono dei diritti e quelle che contengono dei doveri. Lei sa che i termini indicati dal Regolamento sono di tipo ordinatorio, non perentorio; il Regolamento prevede anche che i tempi possano essere contingentati, ma non può essere il Presidente del Consiglio ad assumersi questa iniziativa, che è riservata alle forze politiche. Se i Gruppi ritengono che si possano contingentare i tempi al fine di accelerare i lavori, avanzino una proposta in tal senso e io sarò ben lieto di accoglierla.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, anch'io intervengo brevemente per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento in discussione e anche per esprimere tutte le mie perplessità rispetto all'intervento testé svolto dall'onorevole Balletto. Insomma, l'onorevole Balletto si invoca ai sardi denunciando il grave ritardo con il quale prosegue l'esame della finanziaria, ma dimentica di dire che tra i tanti record negativi che possiamo addebitare a questa finanziaria vi è sicuramente quello di essere stata presentata a quest'Aula con grandissimo ritardo rispetto a tutti i grandi ritardi con i quali sono state presentate le altre finanziarie dalla maggioranza di centrodestra in questi tre o quattro anni in cui è stata al governo.

E' davvero curiosa, quindi, questa invocazione calorosa che l'onorevole Balletto fa, peraltro accusando l'opposizione di non presentare emendamenti costruttivi o di merito. Egli stesso, poi, ha dovuto ammettere che sul comma 8 l'opposizione ha presentato emendamento di merito che tende a ribaltare la logica con la quale questa maggioranza ha impostato l'intera manovra finanziaria, cioè quella di aumentare le spese correnti a discapito delle spese di investimento. Anche in questo comma ben si vede che per quanto riguarda le spese correnti sono state stabilite somme che vanno dai 100 miliardi per il 2003 per spese correnti, ad appena 15 miliardi per spese di investimento. L'emendamento successivo, presentato da Gian Valerio Sanna e più, che tratta l'argomento, ribalta esattamente questa impostazione, prevedendo una maggiore dotazione finanziaria per le spese di investimento piuttosto che per quelle correnti.

A proposito di ritardi, ne accenno uno collegato al merito di questo emendamento: è il ritardo con il quale questo Consiglio regionale - e questa maggioranza in particolare - sta portando avanti la riforma del trasporto pubblico locale, riforma che dovrebbe trovare proprio in questo comma una sua copertura. La Regione Sardegna è ormai da tempo, per l'esattezza da più di un anno, il fanalino di coda delle Regioni italiane in materia di recepimento della riforma del trasporto pubblico locale. E' una riforma, badate, che, se invochiamo la cosiddetta continuità interna, se invochiamo il diritto alla mobilità, non si può fare con i fichi secchi, ma va fatta destinando adeguate risorse finanziarie, e mi pare che le risorse che voi mettete in campo per gli investimenti siano davvero assolutamente irrisorie.

Accenno anche a un altro ritardo, collegato anch'esso al tema del trasporto pubblico, quello della continuità territoriale delle merci. La Regione Sardegna, ad oggi, onorevole Balletto, ha già perso 110 miliardi di risorse nazionali per la continuità territoriale delle merci, ed è destinata a perdere forse altri 30 di miliardi di vecchie lire nell'esercizio 2003, perché non mi risulta che si stiano facendo passi da gigante in questa direzione.

Allora, se parliamo ai sardi di ritardi, onorevole Balletto, dovremmo parlare dei gravissimi ritardi che questa maggioranza ad oggi ha sommato non soltanto in materia finanziaria, ma in tutte le materie che riguardano le riforme, in tutte le materie che riguardano davvero la vita e l'economia della Sardegna.

Quindi il nostro voto sull'emendamento soppressivo è favorevole per le cose che dicevo prima, ma è anche una chiarissima dimostrazione di buona volontà da parte nostra, perché questa finanziaria è davvero difficilmente emendabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

(Interruzione del consigliere PITTALIS)

CUGINI (D.S.). Non ci siamo messi d'accordo, però è possibile farlo, mai dire mai, soprattutto perché la discussione sull'articolo 1 è stata aperta da un'indicazione di lavoro che noi abbiamo accolto il primo giorno della discussione, quando si diceva: "Cerchiamo di trovare un punto di incontro per fare in modo che si entri nel merito della finanziaria, si riducano i tempi della discussione e si risponda alle aspettative che ci sono".

Questa mattina il nostro Capogruppo ha ripreso l'argomento rispondendo al collega Balletto e tentando di ottenere una risposta. Per questo dico, collega Pittalis, che è possibile, se voi ragionate un po', che possiate dare una risposta. Non mi riferisco al merito della risposta, che andrebbe valutato, intendo soltanto dire che non serve fare dichiarazioni di guerra in Aula, come ha fatto il collega Balletto, ma, data la disponibilità dimostrata dal centrosinistra, si può solo fare silenzio.

Assessore Masala, visto che lei ha dichiarato che se la finanziaria dovesse cadere si dimetterebbe, dovrebbe spiegare al collega Balletto che è sua la responsabilità del ritardo nella presentazione della finanziaria. Al suo ritardo si accompagna l'indisponibilità alla trattazione nel merito dell'argomento, quindi è chiaro ed è normale che noi discutiamo di tutti gli emendamenti, perché pensiamo che ci sarà un momento in cui vi renderete conto che forse è bene accogliere il grosso delle indicazioni che vengono date per modificare la finanziaria. Se avete bisogno di qualche ora per discutere l'argomento, chiedete una sospensione, però non è possibile che non si dia una risposta! Qualcuno di voi questa risposta l'ha data, per esempio il collega Floris nel suo intervenuto, però poi abbiamo capito che lui è una minoranza nella maggioranza, che non risponde dell'impostazione che la Giunta ha dato alla finanziaria.

Se non c'è una disponibilità di merito, è chiaro che tutti gli emendamenti presentati saranno discussi e siccome sono 700 e su ogni emendamento vi possono essere da parte nostra 30 dichiarazioni di voto della durata di 5 minuti ciascuna, arriveremmo a un totale di 21.000 ore. E' chiaro che in quel caso occorreranno dei mesi per portare a termine l'esame della finanziaria.

Noi vi stiamo facendo una proposta: entriamo nel merito, prendiamo in considerazione le indicazioni che sono state date, anche quelle avanzate dai colleghi della maggioranza, troviamo un punto d'incontro sull'indebitamento, sull'uso delle risorse, su tutto, e poi valuteremo come procedere. Ma se da parte vostra nessuno governerà questa situazione è chiaro che il confronto avverrà tra una dichiarazione buonista di Fantola e un affondo del collega Balletto. Poi interverrà qualcuno che mettendosi al centro dirà: "Bisogna ascoltare, bisogna dialogare" (stamattina non ha ancora parlato, ma sono convinto che tra un po' lo farà). Non c'è né capo né coda e in questa situazione è difficile giungere a una sintesi.

Noi confermiamo la nostra disponibilità. Collega Pittalis, ragionate tra voi, sapendo quello che abbiamo detto noi nel merito e quello che è stato detto dalle forze sociali e può darsi che troviamo un punto d'incontro nobile circa l'uso delle risorse a favore del sistema produttivo della nostra regione.

Questo è il concetto. Continuiamo a ribadirlo, ma se voi non rispondete è chiaro che 21.000 ore di discussione sono il destino che vi aspetta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, non ho molto da aggiungere alle considerazioni che hanno fatto i miei colleghi, faccio solo una brevissima considerazione sulla vita parlamentare.

Ricordo all'onorevole Balletto che l'Aula va guidata, cioè che c'è una prassi secondo la quale alcuni esponenti della maggioranza attivano un dialogo, individuano delle procedure per semplificare l'iter di approvazione della legge finanziaria. Tra questi esponenti della maggioranza, sicuramente, ci sono l'Assessore della programmazione e il Presidente della Giunta, ma anche il Presidente della terza Commissione consiliare. Se il Presidente della Commissione, anziché sentirsi investito di questo ruolo di promotore del dialogo, si lancia, ad ogni piè sospinto, in provocazioni, rimarremo qua dei mesi!

A chi spetta fare delle proposte di mediazione? L'altro giorno altri colleghi ed io abbiamo lanciato l'ipotesi di ritirare degli emendamenti, ma non spetta a me questa iniziativa. Cominci la maggioranza a ritirare i suoi emendamenti. Questa ipotesi non è stata recepita, e infatti tutti gli emendamenti della maggioranza e della Giunta sono ancora in piedi. E con chi se la prende il collega Balletto?

Voglio dire che noi non possiamo essere più realisti del re, noi facciamo un altro mestiere, recitiamo un'altra parte, lo abbiamo detto serenamente ma fermamente, che è quella di contestare, perché siamo convinti che sia necessario, la natura di questa finanziaria. Se la maggioranza vuole trovare dei percorsi rapidi, ci proponga la sua strategia, che non può essere quella del richiamo al Regolamento, perché sarebbe troppo facile anche da parte nostra agire in questo modo.

L'indignazione mostrata dal collega Balletto l'avremmo voluta sentire a settembre, a ottobre, a novembre, a dicembre, quando avrebbe dovuto essere presentata la finanziaria. Ora, in Aula, il gioco dell'accelerazione spetta a chi ha la maggioranza. Fate delle proposte! Per esempio, una dichiarazione della maggioranza che annunciasse il ritiro di cento emendamenti sarebbe molto più utile, al fine di accelerare i lavori, degli interventi del collega Balletto, che qualche volta sono talmente provocatori che ho la sensazione che servano solo a rallentare i lavori, a irritare e non ad agevolare il dialogo e il confronto per andare avanti.

Questo è il nocciolo del discorso, create perciò un clima parlamentare che anche nella contrapposizione netta e profonda ci consenta di giocare ognuno il proprio ruolo con maggiore speditezza, con maggiore chiarezza. A questo non giovano le provocazioni e le irritazioni, perché quelle creano un circolo vizioso, nel quale tutti ci sentiamo coinvolti, difficile da governare. Non servono neanche gli appelli generici alla buona volontà, servono atti politici! La Giunta, la maggioranza ritiri i suoi emendamenti, proponga un percorso, un modo di vivere questa vicenda parlamentare delicata e l'opposizione, nella sua autonomia, la valuterà con attenzione. Certo non possiamo valutare con attenzione gli interventi provocatori e irritanti che in quest'Aula ogni tanto vengono fatti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto ). Sta diventando quasi una costrizione perché di fronte alla provocazione continuata non si può assolutamente far finta di niente. Voglio ricordarle, onorevole Balletto, che in conclusione dei lavori della settimana scorsa lei ha accusato l'opposizione di fare proposte contro natura; questa mattina ha ripreso allo stesso identico modo, cioè formulando la stessa accusa. Collega Balletto, io le posso garantire che per quel che mi riguarda sono un tradizionalista, come credo lo sia tutta l'opposizione. Arrivati a questo punto, i ritardi non sono quelli che abbiamo determinato dall'inizio della discussione della finanziaria in Aula, bensì quelli che si sono accumulati precedentemente per incapacità, per contrapposizioni, per insofferenze, per fibrillazioni, e i tre mesi di esercizio provvisorio non li ha chiesti l'opposizione, li ha chiesti la maggioranza, che non può quindi accusare gli altri di aver causato ritardo! E' una provocazione alla quale poi non si può non rispondere, perché tre mesi di ritardo non sono cosa di poco conto. Qualcuno vi aveva suggerito, prima nell'approvazione del terzo mese, di prorogare direttamente l'esercizio provvisorio sino al quarto mese, stante la situazione. Continuando così voi al quarto rischiate di arrivarci, ma non perché sarà venuta meno la mediazione, in quanto sapete che noi abbiamo sempre rifiutato qualsiasi tipo di mediazione con voi, intanto per il vostro grado di inaffidabilità, in secondo luogo perché non spetta a me cercare mediazione alcuna. Voi fate le vostre proposte come forza di governo e noi come forza di opposizione le valuteremo e se saremo in grado di fare delle controproposte, va bene, altrimenti vuol dire che le vostre proposte andranno avanti con la logica dei numeri, perché questa è la logica che vi ha accompagnato sino ad oggi, la logica dei numeri, non quella della qualità delle proposte. E l'indebitamento potete anche far finta di non vederlo, ma è lì! Chiunque sarà chiamato a governare nella prossima legislatura non riuscirà a smuovere minimamente l'economia di quest'Isola, perché stiamo consegnando alla prossima legislatura un indebitamento pazzesco!

Queste cose fate finta di non vederle; l'aumento, dite, è solo del 50 per cento. Meno male che è solo del 50 per cento, se fosse del 100 per cento non ci sarebbe più alcun dubbio che le risorse dovrebbero essere destinate solo ed esclusivamente al pagamento dei debiti e non per scrivere pagine di probabile sviluppo economico di quest'Isola.

Quindi, collega Balletto, limitiamoci a quella che è l'ordinaria amministrazione di un dibattito consiliare sulla finanziaria. Lei non può dolersi di cose che ha fatto prima di noi, insieme a noi, per quanto mi riguarda, nella passata legislatura. Voglio ricordarle, ad esempio, che lei ha presentato, insieme a un collega che oggi non siede più fra questi banchi, emendamenti volti ad azzerare il capitolo dei fitti, come se la Regione non dovesse pagare per i locali presi in locazione, per i quali in finanziaria è stato sempre previsto il necessario stanziamento.

Lei faceva il suo ruolo, lo facevamo anche assieme, quindi non scandalizziamoci, non scandalizzatevi, facciamo un'analisi più corretta di questo documento contabile e forse tutti lavoreremo meglio. Naturalmente voterò a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, intanto voglio fare una considerazione sul testo dell'emendamento, così come è stato ripreso dall'onorevole Balletto. L'onorevole Balletto diceva: "Sono stati presentati, al comma 8 dell'articolo 1, due emendamenti, uno soppressivo totale, l'altro modificativo". Sono criteri, onorevole Balletto, che sono stati sempre assunti dall'Aula e dai presentatori degli emendamenti, ma il fatto che esista un emendamento che tende a spostare le risorse dalla parte corrente verso la parte riservata agli investimenti è la dimostrazione che l'opposizione vorrebbe, se potesse, incidere in maniera determinante nella modifica delle tabelle A e B.

Ciò detto, onorevole Balletto, io le chiedo scusa, ma, lo dico in maniera rispettosa, non comprendo per quale motivo lei si lasci prendere, rispetto agli emendamenti presentati dalle opposizioni, da una specie di furia ariostesca. L'avrei compreso se nel passato lei fosse stato il cherubino di turno, ma mi pare, onorevole Balletto, che da cherubino lei non si sia mai comportato. Nella passata legislatura non solo ha tediato più volte l'allora maggioranza, ma mi pare di ricordare che abbia tediato la stessa opposizione di allora, di cui faceva parte, visto che era solito presentare strumentalmente una serie lunghissima di emendamenti, sui quali nessuno osava più intervenire se non l'onorevole Balletto stesso e un altro suo collega della opposizione.

Allora non riesco a comprendere per quale ragione il collega Balletto oggi pretenda un atteggiamento da cherubino da parte di questa opposizione e si richiami al rispetto di regole che però non recitano quello che lui vorrebbe, come quando si è rivolto al Presidente dell'Assemblea dicendo: "Badi che i tempi per la discussione della finanziaria sono fissati dal Regolamento". L'onorevole Balletto è perfettamente consapevole che quei termini sono assolutamente ordinatori e non perentori e che i termini perentori non sono previsti da nessuna parte.

Ciò detto, un conto è che l'Aula sia guidata e indirizzata perché non debba svolgere i propri lavori nel caos, altro conto, onorevole Balletto, è pretendere, perché la maggioranza ha presentato con quattro mesi di ritardo la legge finanziaria, che l'opposizione ne sia l'unica responsabile e rinunci a sviluppare quella critica che ritiene invece di dover fare. Non ci rinunciamo, però, badi bene, rinunciarci non conviene a nessuno, perché non possiamo avere un'Aula imprigionata, imbavagliata e silenziosa. Un'Aula silenziosa è dannosa per la democrazia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Io ritorno su un tema in particolare, perché quando si invoca l'attenzione dei sardi e si denuncia un atteggiamento ostruzionistico di una parte politica in quest'Aula, mirante a far perdere tempo, a danneggiare gli interessi legittimi del popolo sardo, quando ci si scalda facendo affermazioni di un certo genere, prima di tutto si devono dire cose vere - e non è ciò che è avvenuto nella discussione odierna -, secondariamente occorre avere le carte in regola per fare le prediche a chiunque e per invocare l'attenzione dei sardi.

E le carte in regola le deve avere una maggioranza che anziché presentare la finanziaria a settembre, come dovrebbe, la presenta ai sardi nel mese di dicembre, adducendo come pretesto la concertazione con le parti sociali, che non è mai avvenuta, come noi sappiamo (in realtà si tratta della concertazione fra le diverse parti della maggioranza e anche fra i suoi singoli componenti); una maggioranza che poi in Commissione utilizza ogni pretesto per perdere tempo, disconoscendo il testo presentato dalla Giunta e dichiarando, per settimane, di lavorare alla predisposizione di un maxiemendamento che nessuno ha visto; una maggioranza che presenta il 50 per cento degli emendamenti, che costituiscono il vero progetto che intende portare avanti. Dichiarate, dunque, di ritirare gli emendamenti che avete presentato o dobbiamo prenderli sul serio, anche se scardinano la manovra, viste le somme che richiedete? Non basta un indebitamento pari a quello, già altissimo, che noi stiamo denunciando?

Quindi di che cosa stiamo parlando? Ma voi volete che andiamo avanti senza che ci diciate cosa intendete fare dell'articolo 20 e di tutte le disposizioni varie di cui avete riempito la finanziaria? Volete che andiamo avanti con l'articolo 18, relativo agli enti locali, così com'è, senza che diate risposta ai problemi sollevati da noi, ma anche dagli enti locali? Dobbiamo prendere sul serio, collega Balletto, che ti scaldi tanto, l'emendamento sull'articolo 14, articolo che è stato soppresso,? E' stato soppresso perché, come dici nella relazione, imbrogliando prima di tutto te stesso, era troppo articolato e composto di troppi commi. Adesso ha 8 commi e 27 lettere! Ma di che cosa state parlando?

Allora, se non si raggiunge un livello di discussione decente, credo che i sardi sappiano bene di che cosa stiamo parlando, credo che i sardi sappiano bene chi fa ostruzionismo. E l'ostruzionismo veniva fatto, nella passata legislatura, da chi, per perdere tempo, chiedeva che gli articoli della finanziaria e del bilancio fossero letti parola per parola! La storia a volte si ripresenta, e si ripresenta come farsa più che come storia. Allora, per piacere, lasciamo da parte le prediche, i comizi; l'opposizione sta sviluppando un'azione adeguata al suo ruolo e con gli strumenti regolamentari che ha a disposizione; quando li cambieremo useremo quelli che insieme ci saremo dati, ma per piacere senza scomodare i sardi, ai quali viene additata la responsabilità di un'opposizione che perderebbe tempo. Le perdite di tempo sono tutte a carico di questa maggioranza, che da quattro anni utilizza costantemente il quarto mese di esercizio provvisorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Noi intendiamo votare contro l'emendamento numero 95, però si sono ascoltati in quest'aula dei ragionamenti che forse vale la pena, nella esiguità del tempo concesso per una dichiarazione di voto, riprendere. Il collega Balia ha spiegato - riprendendo il ragionamento fatto dall'onorevole Balletto - come i termini regolamentari, che prevedono un passaggio in Aula non superiore ai dieci giorni, siano di tipo ordinatorio e non perentorio, e il collega Spissu ha sottolineato come non ci si debba infervorare su quelli che sono i normali tempi di quest'Aula e che le responsabilità della maggioranza sono forti perché ha presentato questa manovra finanziaria nei primi giorni di gennaio, mentre sarebbe stato suo dovere presentarla entro il 30 settembre. Io credo che questi siano ragionamenti fondati sui quali è necessario soffermarsi, ed è altrettanto vero che fuori di quest'Aula capita a ciascuno dei consiglieri regionali di essere fermati da normali cittadini sardi - normali quanto lo siamo anche noi, tutto sommato - che chiedono cosa sta succedendo in Aula e se stiamo procedendo all'approvazione della legge finanziaria.

A quei cittadini è difficile spiegare come mai, dopo quindici giorni di discussione in Aula, siamo ancora al settimo, ottavo o nono dei settecento emendamenti presentati. E' anche difficile spiegare, perché non lo sappiamo nemmeno noi, quale sarà l'iter di questa manovra finanziaria. Allora, indipendentemente dal fatto che la finanziaria sia cosa buona o non buona, credo che sia evidente a tutti i colleghi che se anche essa fosse stata presentata il 30 settembre, e cioè in piena conformità con quelli che sono i dettati regolamentari, la presentazione di settecento emendamenti e di eventuali subemendamenti che vengono agganciati agli emendamenti, prolunga notevolmente i tempi. Infatti, se la discussione di otto emendamenti richiede quindici giorni, la discussione di tutti gli emendamenti può richiedere tranquillamente, fatte le dovute proporzioni, 1.500 giorni.

Questo significa, cari colleghi, che evidentemente il Regolamento interno del Consiglio è obsoleto - e lo era nella passata legislatura quanto lo è in questa - e va modificato, perché finalmente, qualunque sia la maggioranza e qualunque sia l'opposizione, chi è deputato a governare sia in messo in condizioni di governare e chi sta all'opposizione possa svolgere la sua azione in termini corretti, per potersi poi presentare agli elettori con le carte in regola per diventare la nuova maggioranza.

Ciò che oggi è incomprensibile per tutti i sardi, dei rituali che si svolgono in quest'Aula, non è se la finanziaria sia buona o no, perché noi abbiamo ovviamente pareri diversi su quello che è l'impianto di questa finanziaria; ciò che è incomprensibile fuori di questo palazzo è che cosa si stia facendo in quest'Aula. Nel senso che è difficilissimo per i sardi capire che cosa significa andare avanti per giorni, mesi o addirittura anni, se si dovesse applicare alla lettera la possibilità che ciascuno di noi ha, per Regolamento, di discutere ogni emendamento sino all'esaurimento del ragionamento.

Allora il problema più grosso è che proprio il fatto che il Consiglio nel suo complesso, maggioranza e opposizione, è lontana mille chilometri dalla Sardegna, e che quello che avviene in quest'aula non viene compreso all'esterno. E questo - noi Riformatori lo abbiamo detto più volte - non è un problema né della sola maggioranza né della sola opposizione; è un problema di tutto il Consiglio, sul quale dovremo riflettere al più presto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, io trovo abbastanza singolare che dai banchi della maggioranza arrivino prediche qualche volta accorate, qualche volta dal tono più pacato, richiamando alla responsabilità l'opposizione e glissando sulle responsabilità proprie. Il collega Vargiu ha detto che la maggioranza e l'opposizione sono lontane dai sardi e che se la manovra finanziaria fosse stata presentata nei termini sarebbe cambiato poco rispetto alla situazione che abbiamo oggi, dal momento che sono stati presentati circa settecento emendamenti. Il collega Balletto dapprima ci ha rimbrottato in maniera abbastanza pesante, dicendo che noi puntiamo a distruggere e non a costruire, poi ha invocato l'applicazione del Regolamento, definito obsoleto dal collega Vargiu, perché praticamente qui dentro non si farebbero mai gli interessi dei sardi.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue PIRISI) Ma la verità vera è che questa maggioranza è assolutamente lontana dagli interessi dei sardi... Se disturbo posso anche finire qui. Assessore Ladu, sta concordando la staffetta?

LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. No, è già concordata!

PIRISI (D.S.). Va bene, se ha già concluso la prego di non parlare a voce alta.

Si diceva che si è lontani dagli interessi dei sardi. Io ricordo qui che l'ANCI, l'UPS, le Università, il tavolo di coordinamento delle associazioni imprenditoriali, le associazioni dell'agricoltura (Coldiretti, CIA, eccetera), il CONI, le organizzazioni sindacali, il CSS, la SFIRS, la CNA e quant'altro, cioè i rappresentanti della società sarda, hanno affermato che questa finanziaria è una schifezza. Hanno affermato che è una schifezza! Presidente, chiedo scusa per la sintesi brutale, ma questa è la sostanza, tant'è che l'Assessore della programmazione si è compiaciuto affermando di essere riuscito in un'impresa ardua, quella di mettere d'accordo tutto il mondo rappresentativo della Sardegna nell'esprimere unitariamente un giudizio negativo sulla finanziaria. Ma come ci si può meravigliare se anche noi, raccordandoci perfettamente a tutto quel mondo rappresentativo della Sardegna, sottolineiamo a ogni piè sospinto che questa finanziaria è una schifezza ed è dannosa per i sardi e per la Sardegna?

Quindi chi non ha capito questa finanziaria non siamo noi, ma sono i sardi e noi abbiamo il dovere di dire: "Ritiratela, portatela via da quest'Aula". E non si invochi la riforma del Regolamento! E' giusto che i Riformatori, come spesso viene ricordato in quest'Aula, qualche riforma la facciano, ma non è giusto che, non avendone fatta alcuna, ora dicano: "Riformiamo almeno il Regolamento perché è obsoleto". Evidentemente qui c'è tutta una serie di questioni che non vanno assolutamente bene. Noi, per conto nostro, faremo il nostro dovere fino a che non ci sarà un atto di resipiscenza da parte vostra, cioè fino a quando, come è stato sollecitato anche stamattina, non direte: "Ritiriamo qualche centinaio di emendamenti".

Quando comincerete a dire che l'indebitamento non può essere aumentato in questa misura, quando comincerete a dire che saranno trasferite risorse agli enti locali, che ci saranno investimenti produttivi, che le spese correnti e degli intrallazzi e degli imbrogli verranno messe da parte, a quel punto io credo che noi assumeremo un atteggiamento diverso. Nel frattempo risparmiateci il predicozzo che veramente assume qualche volta un significato...

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Cosa vuol dire "imbrogli"?

PIRISI (D.S.). Assessore Oppi, avremo modo, nel prosieguo della discussione, di soffermarci in maniera precisa anche su quelli che io personalmente ho denunciato in altra circostanza e denuncerò in maniera dettagliata come autentici imbrogli. Autentici imbrogli, assessore Oppi!

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Avremo modo anche noi di evidenziare molti di imbrogli fatti da voi!

PIRISI (D.S.). Guardi, io non stavo pensando a lei, ma se lei ha preso subito fuoco vuol dire che ha la coda di paglia.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Modera i termini!

PIRISI (D.S.). Io uso i termini giusti, perché le parlo di imbrogli e avrò modo anche di rappresentarli in maniera precisa. Glielo ripeto, se lei ha la coda di paglia e ha preso fuoco, Assessore, io non ne ho nessuna responsabilità, usi un estintore!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, ovviamente voterò contro l'emendamento numero 95, ma durante l'intervento del collega Pirisi riflettevo sul fatto che da una parte vi sono le sollecitazioni del collega Cugini e del Capogruppo dei D.S., Giacomo Spissu, ad iniziare un confronto, un dialogo, un ragionamento su questa finanziaria, sugli emendamenti e sui tempi per l'approvazione della stessa, dall'altra, lo abbiamo appena ascoltato, vi è l'intervento del collega Pirisi che va in tutt'altra direzione. Sicuramente quanto a imbrogli e a malafede potremmo avere dei maestri, credo anche che il collega Pirisi abbia ecceduto nei termini, voglio pensare così, perché altrimenti ha aggiunto una castroneria a tutto quello che ha anticipato prima: ha parlato degli emendamenti, ma probabilmente non ha avuto ancora il tempo di verificare che la maggior parte degli emendamenti sono del centrosinistra; ha parlato della finanziaria, senza pensare che in Commissione, come già detto precedentemente dal collega Balletto, non abbiamo potuto esaminare significativi emendamenti del centrosinistra che, per impostazione legittima, ha preferito sobbarcare l'Aula, a fini ostruzionistici, di una montagna di emendamenti.

E' vero, noi abbiamo perso del tempo, ma la Sardegna ormai lo sa, l'avete detto da tutte le parti. La verità è che abbiamo perso del tempo a causa della continua presentazione di mozioni, perché democraticamente a quelle mozioni abbiamo dato risposta; abbiamo perso del tempo perché legittimamente voi avete usato il Regolamento, che conoscete probabilmente meglio di noi, sotto tutti quegli aspetti che consentono, in democrazia, legittimamente, ripeto, e non attraverso imbrogli, come qualcuno li definisce, di perdere tempo. E' dunque legittimo che poi veniate qui a dire che il centrodestra ha perso tempo e non vi togliate la trave che avete sugli occhi? Io non credo e in questo modo non stiamo rendendo sicuramente un servizio dignitoso ai sardi che rappresentiamo.

Arrivate anche a degli eccessi o a contraddizioni lampanti: poco fa abbiamo votato il comma 5 dell'articolo 1, di cui proponete la soppressione, e poi vi dimenticate che è base fondante dell'articolo 18, comma 1. Il comma 5 dell'articolo 1 rende possibile il finanziamento di 83 mila euro a favore dell'articolo 19 della legge 37/98, cioè del piano straordinario per il lavoro, perciò decidete cosa volete fare: volete finanziare il comma 1 dell'articolo 18, e quindi il piano per il lavoro, o volete sopprimerlo? Bisognerebbe ragionare su questo e noi, come sapete, siamo sempre disponibili a fare ragionamenti seri con chi li propone, perché ragionamenti seri abbiamo da proporre. Però le contraddizioni sono nei vostri emendamenti, ed è chiaro che tutta questa massa di emendamenti - di cui siete responsabili per l'80 per cento, non per il 50 per cento, onorevole Pirisi - favorisce l'ostruzionismo in Aula, per cui dobbiamo convincerci della necessità di valutare insieme a voi quali emendamenti possono essere ritirati. Concordiamo con quanto si è detto sull'articolo 20 e gli emendamenti sul personale, che vanno rivisti, qualcuno va ritirato, su qualcun altro si può concordare. Per quanto riguarda l'articolo 14, vogliamo smetterla con la barzelletta che sarebbe stato cassato dalla maggioranza? E' stato approvato un vostro emendamento soppressivo e dovreste essere contenti perché il centrodestra ha accolto una vostra richiesta. Non utilizzate costantemente i soliti strumenti per impedire che i ragionamenti siano compiuti stando al di fuori della campagna elettorale, che voi invece state facendo partire con largo anticipo.

Detto questo c'è ampia disponibilità, come sempre, a discutere seriamente l'articolato della finanziaria e gli emendamenti, perché in ogni caso la dimostrazione che questa finanziaria il centrodestra la voterà l'avete già avuta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Un collega, mi pare Giorgio Balletto, rimproverando l'opposizione diceva: "State lavorando per noi", nel senso che l'atteggiamento assunto dal centrosinistra sembrerebbe favorire il centrodestra. Noi non ragioniamo in questi termini, perché se ragionassimo in questi termini potremmo dire: "Il centrodestra e il Governo sta lavorando per noi", perché si governa talmente male che questo è già sufficiente per modificare i consensi verso il centrosinistra.

Questa finanziaria è stata definita da un altro Balletto, il dottor Sandro Balletto, Presidente dell'Unione delle province sarde, indecorosa, in Commissione bilancio, e non credo che egli sia un sovversivo, che abbia interessi differenti da quelli del fratello Giorgio. Allora da parte nostra non c'è nessuna volontà ostruzionistica, c'è semplicemente la convinzione che questo Governo regionale sia dannoso per la Sardegna, che questa finanziaria, così com'è stata approvata dalla Giunta e peggiorata dalla Commissione bilancio, sia dannosa per la Sardegna. Noi usiamo perciò tutti gli strumenti per dimostrare, attraverso la nostra opposizione in Aula e le iniziative nei territori, che questa manovra finanziaria è, come l'ha definita il dottor Balletto, indecorosa e dannosa per la Sardegna e che questo Governo è pericoloso e dannoso per gli interessi dei sardi. Ci adoperiamo quindi con tutti gli strumenti regolamentari, come ho detto nell'intervento svolto durante la discussione generale, per favorire non solo la modifica della finanziaria, ma anche la presa d'atto che questa Giunta è dannosa per gli interessi dei sardi e si deve dimettere.

Per questo motivo portiamo avanti la nostra azione di opposizione, che non è ostruzionistica né contraddittoria, come sosteneva il collega Capelli poc'anzi, semplicemente si pone l'obiettivo di evidenziare quanto questa manovra finanziaria sia dannosa per i sardi. Io credo che sarebbe utile accogliere la proposta che faceva il collega Cugini, quella cioè di approvare rapidamente la manovra con le necessarie modifiche dopo di che la Giunta si dimette, perché questo è, ovviamente, l'interesse dei sardi. Intanto però occorre dare risposta a quelle tre o quattro questioni che noi abbiamo posto in modo particolare e che riguardano: le risorse da destinare agli enti locali, come richiesto da tutti gli enti locali, compresi quelli amministrati dal centrodestra; il rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37/98, quindi del piano per il lavoro, come richiesto dagli enti locali e da tutte le forze sociali; le politiche per lo sviluppo e quindi le risorse per le imprese, come viene chiesto da tutte le forze sociali e da tutte le rappresentanze istituzionali.

Per questo motivo noi continueremo una opposizione che non è ostruzionistica, ma tende a evidenziare i danni che state combinando e soprattutto a far sì che questa manovra finanziaria possa essere migliorata.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 96. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Prego i colleghi che appoggiano la richiesta di levarsi in piedi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, CASSANO, CORONA, LOCCI, LOMBARDO, PILO, MILIA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 96.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 73

Votanti 73

Maggioranza 37

Favorevoli 35

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 95. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, l'emendamento numero 95 si pone l'obiettivo della soppressione del comma 9, nel quale la Giunta ci propone il quadro degli stati di previsione del bilancio nel triennio 2003/2005 e le spese che fanno rinvio alle leggi finanziarie. Voglio fare una breve osservazione su questo elemento. Rinvio alla lettura dei colleghi le tabelle che indicano le leggi di settore, le leggi che comunque devono trovare finanziamento nel triennio successivo. A parte la legge sull'edilizia scolastica, che viene rifinanziata per i prossimi tre anni, non c'è una legge che faccia riferimento alla legislatura in corso. E' tutto un apparato legislativo di vecchia impostazione, comprese le leggi di settore, che riguarda le precedenti legislature. Noi abbiamo detto più volte (a proposito delle idee che sono state qui richiamate a nostro carico, come se fossimo noi quelli oberati dall'obbligazione di presentare alla società sarda un'idea di governo, quando al governo stanno altri) che chi governa oggi non solo non ha idee, ma per di più si avvantaggia di tutto un complesso sistema legislativo e di finanziamento totalmente riferito alle esperienze passate e alle iniziative legislative di altre legislature. Chi avesse dei dubbi approfondisca la lettura di questo testo e avrà la conferma di quello che andiamo dicendo da un po' di tempo.

Insomma, si sta sollevando un polverone su questo modo di andare avanti, ma io credo che un po' di chiarezza vada fatta. Avete presentato la finanziaria con un ritardo incredibile; non avete fatto la concertazione con le parti sociali; in Commissione, oltre alle rese dei conti fra di voi e alle assenze della maggioranza, non avete dato spazio a una discussione di merito sugli emendamenti, ma ancor meno sull'impostazione di carattere generale, provocando, Assessore, in alcuni casi anche comprensibili mutismi sulle ragioni che supportavano alcune vostre scelte. Ci sono gli atti dei lavori della Commissione che dimostrano come non avete avuto neanche la capacità di spiegare da che cosa traevano origine le scelte che vi venivano in quella sede contestate. Le audizioni sono diventate un proforma: audite mezzo mondo, categorie e associazioni di qualunque genere e tipo e non capitalizzate alcunché degli esiti di queste audizioni, arrivando al paradosso che il Presidente dell'Unione delle province sarde, che è componente integrato della vostra maggioranza, fa delle considerazioni che lascia agli atti e voi non le tenete assolutamente in conto. Avete una sfilza di pareri espressi da tutte le Commissioni, che ce ne sarebbe per molti anni ad annoverare le critiche che vi sono state mosse dalla vostra maggioranza e anche dall'opposizione, e a tutti questi pareri non date nessuna risposta.

In questa logica di incomunicabilità ci vorrete consentire, attraverso la presentazione degli emendamenti, di svolgere in quest'Aula un ragionamento che porti a spiegare - non a voi, che non avete voglia di ascoltare nemmeno la società sarda, figuratevi noi! - le ragioni che provengono dai settori vitali della nostra economia? E poi vi voglio domandare: che cos'è più ostruzionistico, cercare di spiegare le ragioni di una nostra opposizione a questa impostazione, oppure presentarsi in quest'Aula dopo un esercizio finanziario in cui non siete stati in grado di spendere il 50-60 per cento delle risorse regionali? E' più ostruzionistico questo nei confronti della società sarda o quello che avete fatto nel 2002? E' più ostruzionistico presentare la finanziaria con quattro mesi di ritardo o cercare di trovare un dialogo in Aula sui problemi di merito che riguardano lo sviluppo della Sardegna?

Al collega Vargiu, che invoca la riforma del Regolamento interno del Consiglio, domando: perché non stabiliamo nel Regolamento che la contrazione dei mutui deve essere approvata, come avviene negli enti locali, perché grava una obbligazione a carico di tutti coloro che hanno responsabilità, con la maggioranza qualificata? Voi vorreste approvarla con soli 38 voti! Tutti, invece, dobbiamo essere consapevoli dell'indebitamento che facciamo gravare sui cittadini della Sardegna. Perché dunque, voi Riformatori, che tanto vi vantate di essere tali, con spirito riformatore non fate una proposta che allinei il Consiglio regionale alle responsabilità degli enti locali? Ve ne guardate bene!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo per confermare il voto favorevole anche su questo emendamento, per il ragionamento che già è stato fatto e che quindi estensivamente può essere richiamato e applicato anche al comma 9 dell'articolo 1. Voglio però aggiungere una rapida considerazione: non dimentichi nessuno, a partire dalla maggioranza, che le regole sono regole e i tempi sono tempi. Quanto alle regole, finché sono queste e costituiscono il quadro di legittimità entro il quale si deve discutere e decidere, non saranno le regole che vi salveranno l'anima. Dovete smetterla quindi di parlare delle modalità di voto anziché dei contenuti della finanziaria, perché più parlate d'altro più perdete tempo e ne fate perdere anche agli altri.

Quanto ai tempi, è stato detto, giova richiamarlo: chi ha voluto per tutta la buona stagione fare la cicala non è legittimato adesso ad intaccare la provvista della formica. Voi della maggioranza e della Giunta per tutta la buona stagione avete scialacquato risorse e tempo. Avreste dovuto presentare la finanziaria a settembre, e a noi che chiedevamo di sapere quando l'avreste presentata rispondevate: "Ce n'è di tempo!" E così sono trascorsi ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio. Siamo a marzo! Avete bruciato il tempo fino ad oggi, in base a un calcolo cinico che noi da subito abbiamo denunciato; noi abbiamo detto sin dall'inizio che siete gli artefici di una strategia del disordine, perché solo dentro il disordine riuscite a cogliere gli obiettivi, che non volete siano esplicitati, di gestione della cosa pubblica in questa regione. Ma ci vuole molto per ricordare quel che avete fatto fino a poco tempo fa quando, addirittura, il collega Pittalis, Capogruppo dell'opposizione di allora, distribuiva ai componenti del suo Gruppo, troppo numeroso, le fotocopie di un intervento scritto da lui, che poi ognuno, senza sforzarsi tanto, leggeva in Aula? Io ricordo di aver piacevolmente conosciuto anche la voce soave della collega Lombardo in quella occasione, appunto perché lesse l'intervento scritto da Pittalis. Parlo della collega che è più misurata, più parca, nei suoi interventi in Aula.

E quindi a che serve parlare ancora di queste cose? Parliamo di quello di cui dobbiamo parlare, cioè del merito della finanziaria. Voi potrete dire che la tarantola è dietro l'angolo, fatevi pure morsicare dalla tarantola; noi vorremmo invece avere, nell'esame di questa finanziaria, il tempo per discutere di lavoro, di investimenti e di enti locali. Contingentare i tempi? Ma sono più che contingentati i tempi! Dopo che avete causato sette mesi di ritardo non potete impedire oggi che si discuta il merito di questa finanziaria, volendo essere non dico coerenti, ma poco poco normali.

Si legge, in una intervista rilasciata oggi a uno dei quotidiani locali, qualcosa di estremamente istruttivo. L'intervistatore è un cane sciolto, l'intervistato evidentemente è molto incatenato, perché alla domanda dell'intervistatore, "Che cosa pensa di questa finanziaria?", risponde: "La finanziaria è lo specchio di un'alleanza priva di coesione politica". Ma se è priva di coesione politica, questa maggioranza che coesione ha? Una coesione sportiva? Una coesione ludica? Che coesione ha questa maggioranza se è priva di coesione politica, onorevole autorevole Mario Floris? Se è priva di coerenza politica vuol dire che non c'è coerenza. Ricordo quello che aveva detto prima un altro collega, diciamo ugualmente autorevole, così facciamo prima, l'onorevole Capelli: "Questa è una finanziaria senz'anima". Ma se è senz'anima è morta, è un cadavere, portatelo all'obitorio! Non abbiamo vocazioni necrofile. No, questa finanziaria non è senz'anima, è una finanziaria che ha un'anima nera, ve lo abbiamo detto e ve lo ripetiamo, perché fosse senz'anima i conti sarebbero presto fatti.

Però l'onorevole autorevole, molto autorevole consigliere Mario Floris, al quale noi abbiamo il dovere di chiedere, come dire, una normalità di comportamenti, così come a tutti noi deve essere richiesto, ad altra domanda risponde: "Vado a votare una finanziaria dai contenuti inqualificabili". Ma perché sottoporsi a questo stress? Leggo nel vocabolario dei sinonimi che inqualificabile vuol dire anche indecente, porca, ma allora perché votare una finanziaria porca? Non ce n'è bisogno! Se è inqualificabile, si qualifichi, altro che storielle! Dico quello che è scritto, quello che i sardi leggono, quello che responsabilmente si enuncia al popolo.

E allora noi, che dovremmo rappresentare in qualche modo e vogliamo, in diversa misura, con diverso accento, con diversa sensibilità, essere il riferimento di interessi sociali e rappresentare quel popolo, non dovremmo fermarci un attimo, così come è stato chiesto? Non fareste meglio a togliere di mezzo questo articolo 1, sgomberando così la strada e mettendo in pace qualche spirito nobile?

Tolto di mezzo l'articolo 1 si discuta quali sono gli aggiustamenti necessari e utili perché la Regione abbia una legge finanziaria che risponda meglio ai bisogni dei sardi. Noi siamo minoranza, quindi non pretenderemo di fare una finanziaria nostra, della opposizione, però abbiamo il diritto di pretendere che su alcuni punti essenziali e qualificanti, di utilità generale per la Regione, che riguardano, ripeto, gli enti locali, il lavoro, il sostegno alle attività produttive, possiamo determinare un diverso equilibrio di questa finanziaria. Tutto qui! Faremmo davvero allora una operazione politica saggia e risponderemmo a molti appelli, anche a quelli che vengono fatti dai banchi della maggioranza, in una logica puramente strumentale e parrebbe non del tutto convinta.

Se invece quella preoccupazione è convinta ed è seria, si può benissimo votare in modo coerente e conseguente, qualificare le finanziarie inqualificabili e fare le cose ben fatte laddove si riconosce che sono proposte male o addirittura - si dice - pessimamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). L'onorevole Luigi Cogodi continua a ripetere, come un disco stonato, la solita musica, probabilmente non rendendosi conto che è già da due settimane che ripete anche il solito sermone. E siccome mi ha chiamato in causa ricordando come nella scorsa legislatura circolasse, secondo il suo dire, un qualche foglietto, una qualche velina distribuita tra questi banchi, ebbene onorevole Cogodi, le do un consiglio spassionato: se anche lei provasse a scrivere i discorsi probabilmente ne soffrirebbe meno - lo dico in generale - la grammatica e la sintassi. Almeno da questo punto di vista, mi consentirà, non avrà sentito strafalcioni e men che meno l'uso di qualche condizionale al posto del congiuntivo!

Detto questo, giusto per abbassare i toni, mi rivolgo seriamente al collega Cugini, il quale questa mattina ha riproposto una possibilità di dialogo tra l'opposizione e la maggioranza. Onorevole Cugini, io formulo preliminarmente un invito a lei e a chi siede nei banchi del centrosinistra: innanzitutto cercate di trovare al vostro interno una sintesi, cosa che mi pare non sempre sia possibile, perché ci troviamo anche noi di fronte a una pluralità variegata di interlocutori e quando lei dice "bianco" c'è subito chi dai banchi del centrosinistra dice "nero", ed è difficile per questa maggioranza capire chi in realtà nel centrosinistra fa sintesi.

In secondo luogo, onorevole Cugini, non si può continuare ad assistere a una sorta di teatrino, con l'accusa di fare imbrogli e persino gli insulti. E mi dispiace che stamattina, forse incolpevolmente, il collega Gian Valerio Sanna, rivolgendosi al collega Balletto, stimato professionista, sia scivolato sul terreno delle censure sul piano personale e professionale, che riteniamo appesantiscano ancor di più il clima già di per sé pesante di quest'Aula.

Quindi, se veramente c'è la volontà di avviare un dialogo costruttivo pur nella diversità delle posizioni, noi siamo pronti, ma deve essere un dialogo serio, non finalizzato ad alimentare ancora la confusione, alzare strumentalmente il tono e procrastinare nel tempo l'approvazione di uno strumento che noi riteniamo invece debba essere corretto, modificato, migliorato quanto si vuole, ma in termini accettabili, diciamo in termini europei.

Ecco perché finché permarranno emendamenti di questa natura, di cui difficilmente cogliamo la ratio, il dialogo sarà certo difficile. Sulle questioni concrete che porrete siamo però pronti al confronto. Voteremo quindi contro questo emendamento, che si commenta da sé, così come gli altri che sono stati respinti dalla maggioranza.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 95. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 94. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Emendamento numero 105. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 105 è proprio quello che il collega Balletto riteneva meritevole di una interlocuzione, ma vedo che la fretta di andare al voto pervade comunque la maggioranza.

Noi con questo emendamento proponiamo la modifica degli importi di cui alle lettere a) e b) del comma 8, riproporzionando il fondo speciale per spese correnti a quello per spese in conto capitale. Io credo che questo sia un segnale che noi possiamo dare su una finanziaria che appare fin troppo ripiegata sulla dimensione delle spese correnti e di quelle spese che hanno caratterizzato fondamentalmente anche le finanziarie degli ultimi anni.

Voglio cogliere l'opportunità della parola che mi è stata consentita per far riferimento al comma 9 bis, che sarebbe poi il comma 10 testé discusso, il cui emendamento soppressivo è stato bocciato. L'assessore Masala se n'è guardato bene dal darci una spiegazione, però bisognerebbe capire: il comma 18 dell'articolo 29 della legge finanziaria nazionale prevede che, entro il 31 marzo di ciascun anno, le Regioni a Statuto speciale concordino con il Ministero dell'economia e delle finanze, per gli esercizi 2003, 2004 e 2005, il livello delle spese correnti e dei relativi pagamenti. Fino a quando questo non è avvenuto i flussi di cassa verso gli enti sono quelli determinati con decreto del Ministero dell'economia. Il problema che si pone è che con questo articolo la Regione rinuncia sostanzialmente all'interlocuzione con il Governo nazionale e consente la determinazione di un disavanzo finanziario a carico degli enti locali per comuni superiori a cinquemila abitanti, calcolato anche qui sulla base dei commi 7 e 5, e sarebbe bene, Assessore, gliel'ho detto anche in occasione della discussione generale, che indicasse di quale articolo, perché da questa lettura non si deduce che si fa riferimento al medesimo articolo 29. Anche quando si scrive bisogna essere puntuali, perché si dice che il disavanzo finanziario è "calcolato sulla base dei parametri previsti dal comma 7, nonché dalla lettera e) del comma 5 della stessa legge", ma di quale articolo? La legge finanziaria nazionale è abbastanza articolata, suppongo che siano le modalità previste nello stesso articolo, che comunque comporta, dal punto di vista della Regione sarda, una rinuncia a una trattativa col Governo nazionale. Si dice infatti: "Qualora le predette regioni e province autonome non provvedano entro il 31 marzo di ciascun anno si applicano, per gli enti locali dei rispettivi territori, le disposizioni di cui al presente articolo". Vale a dire che noi andiamo ad applicare la finanziaria nazionale senza aver avuto la possibilità di interloquire con il Governo nazionale e di concordare modalità e forme diverse che avrebbero anche potuto, a nostro giudizio, essere individuate a favore degli enti locali e dell'autonomia.

Mi sembra anche qui una distrazione, una superficialità che si sarebbe potuta spiegare meglio, perché è doveroso da parte della Giunta rendere edotto il Consiglio di quello che si intende fare e dei meccanismi che si usano. Ma ci stiamo abituando a questo tipo di rapporto e quindi non ci sembra strano più di tanto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io ho detto che questo è uno di quegli emendamenti che ha un senso e una logica, e sino a questo punto diciamo che è l'unico che merita un confronto. Però se è ammissibile dal punto di vista della impostazione, perché nessuno può negare che lo sviluppo passa attraverso l'incremento della spesa nella direzione degli investimenti, nessuno può oggi, a consuntivo, dire che il sottosviluppo della Sardegna non dipenda da un deficit infrastrutturale che si è accumulato nel corso dei decenni. E quindi anche qui sarebbe opportuno e interessante preoccuparci di quello che dobbiamo fare per il futuro e non di quello che è avvenuto in passato, cercare responsabilità e via dicendo. Se fossimo gente responsabile dovremmo dire che quel che è stato è stato, lasciamo perdere, ripartiamo da zero e vediamo di costruire.

Quindi è un ragionamento che non fa una piega, che non fa una grinza, però noi dobbiamo fare anche un altro discorso, che poi è di mediazione o di contemperazione di effetti, perché in una regione bisognosa come la nostra, se privilegiassimo le spese di investimento e trascurassimo le spese correnti probabilmente metteremmo le basi, sì, per una crescita i cui effetti sarebbero da ascriversi ad un futuro più o meno lontano, però ammazzeremmo tutto il tessuto sociale che da quel tipo di spese ha necessità di avere risposte. Quindi non si può dire: investiamo e sopprimiamo le spese correnti, perché se no muore un apparato che al sistema delle spese correnti attinge e trae da esso motivo di soddisfazione.

E allora se controlliamo le tabelle A e B, a cui fa riferimento il comma in discussione, noi verifichiamo che in queste tabelle, che riguardano rispettivamente le spese per la parte corrente e le spese di investimento, 30 milioni di euro sono stanziati a fronte del sostegno della gestione liquidatoria e postliquidatoria dell'Emsa, quindi si tratta di spese correnti. Noi sappiamo come si è arrivati a quella gestione, sappiamo quali sono gli obblighi che, lo si condivida o no, sono in capo all'amministrazione regionale, e quindi, seppure l'emendamento sia giustificato nella impostazione, dobbiamo capire che nel caso fosse approvato, la spesa di parte corrente si ridurrebbe a 16 milioni di euro e metteremmo nel caos più totale quella gestione che invece ha necessità di quell'importo così definito.

Così pure, la tabella B), così come è stata allegata alla finanziaria, prevede 7 milioni e 747 mila euro, provenienti dal quadro comunitario di sostegno 2000-2006. Quindi è corretta, a mio modo di vedere, l'esigenza di meglio equilibrare la spesa e di trasferire le risorse, nella misura massima possibile, verso gli investimenti, però, nel caso concreto, sono già stati presentati dei disegni di legge a fronte di esigenze insopprimibili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, riprendo le considerazioni fatte poc'anzi dal collega Balletto, perché finalmente e per la prima volta un consigliere del centrodestra è entrato nel merito di un emendamento e ha discusso anche il comma in questione. Dico "per la prima volta" perché finora erano stati fatti interventi sul Regolamento, vale a dire che c'è questa semplice equazione da parte del centrodestra nella discussione della finanziaria: quando parliamo di finanziaria, loro parlano di Regolamento, evidentemente quando parleremo del Regolamento loro parleranno della finanziaria. Se riuscite a invertire nuovamente le cose è meglio, perché riusciremo a capirci e forse a iniziare un dialogo possibilmente costruttivo!

Per quanto riguarda le cose dette dal collega Balletto, io riascolterei gli interventi sul neoliberismo, sul mercato, su tanti argomenti attinenti all'impresa che egli stesso e altri esponenti del centrodestra hanno pronunciato in quest'Aula. Poc'anzi il collega Balletto ha detto, sostanzialmente, che questa maggioranza di centrodestra preferisce investire in assistenza piuttosto che prevedere spese di investimento. L'emendamento in questione propone esattamente l'inversione tra le somme - senza aggiungere spese, si noti bene questo fatto - previste per le spese correnti e le spese di investimento.

Allora, pur ritenendo che questo emendamento è corretto e accoglibile, c'è subito il richiamo della foresta che si dice: "No, non possiamo farlo, non lo facciamo. Andiamo avanti con le spese correnti, diciamo no alle spese di investimento". E lo dice un centrodestra che dovrebbe guardare alle sue origini, al suo riferimento sociale. Evidentemente questo è ciò che riesce a esprimere, in termini costruttivi, questa maggioranza, che pensa alla bottega, alla parte corrente e non certamente all'impresa e agli investimenti!

Però un primo risultato l'abbiamo ottenuto, inducendo alcuni consiglieri della maggioranza, per primo il collega Balletto, a non parlare più del Regolamento. E' un primo risultato. Andiamo avanti, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, anch'io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 105, al quale peraltro avevo fatto cenno in un mio intervento precedente. Ora naturalmente siamo tutti grati all'onorevole Balletto che, bontà sua, finalmente ritiene che questo emendamento sia meritevole non tanto della sua approvazione, ma certamente della sua attenzione. Naturalmente, per dimostrare questo suo assunto, egli ha argomentato riconoscendo che, sì, gli investimenti sono fattore di sviluppo, ma di uno sviluppo che si vedrà da qui a qualche anno, di uno sviluppo futuro. Intanto bisogna pensare all'oggi, bisogna pensare alla "pancia", e allora, come ben rimarcava poc'anzi il collega Falconi, assistiamo al balletto dei ragionamenti per cui ciò che veniva assolutamente rifiutato dal centrodestra come ragionamento generale, e cioè la difesa dell'oggi, delle spese correnti, viene ora assunto come giustificazione del diniego a questo emendamento, che certo non pone in campo risorse necessarie, ma è indicativo di una critica all'impostazione sulle spese correnti a danno delle spese di investimento da parte del centrodestra. Certamente le risorse che nell'emendamento sono state semplicemente spostate dalle spese correnti a quelle di investimento, senza aggiungere ulteriori spese, non sono sufficienti, ma mi pare che l'onere del reperimento delle risorse non possa essere addebitato all'opposizione, essendo questo compito sicuramente della maggioranza.

Voglio riprendere, però, un punto che ho sollevato poc'anzi: nella tabella A le voci previste, da includere nel fondo di parte corrente, sono: EMSA 30 milioni di euro; disposizioni in materia di istruzione, cultura, spettacolo e sport 26, 20 e 23 milioni di euro circa rispettivamente per gli anni 2003, 2004 e 2005. Non c'è una lira, lo ribadisco, per una legge che è assolutamente urgente ed è all'ordine del giorno del Consiglio da oltre sei mesi. Mi riferisco alla legge sul trasporto pubblico locale, che vede la Sardegna come fanalino di coda rispetto a tutte le regioni italiane; fanalino di coda non da qualche mese, ma da oltre un anno rispetto all'ultima regione che si è adeguata, che è la Sicilia. Si tratta di una legge che deve essere assolutamente approvata da questo Consiglio regionale e che non trova in queste tabelle alcuna risposta.

Io non credo davvero che la Sardegna possa diventare la cosiddetta piattaforma logistica del Mediterraneo, perché mi pare che voi la stiate facendo diventare una zattera immobile nel Mediterraneo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Intervengo brevemente per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 105, anche perché un rilievo che ci è stato mosso con particolare calore stamattina, da diversi esponenti della maggioranza, è quello di non offrire come opposizione un terreno di dialogo, di confronto, teso non a distruggere questa manovra, ma a migliorarla, cioè ad apportare quei correttivi che consentano di approvare un provvedimento più adeguato alle esigenze generali della società sarda.

Ora, ammesso e non concesso che la bocciatura di questa manovra sia di per sé un fatto negativo - di questo ancora non sono convinto -, sono convinto che la sua sostituzione con una nuova manovra di bilancio sarebbe un fatto positivo sotto molti punti di vista, e non lo affermo soltanto io. Ammesso e non concesso che questo sia, quello previsto nell'emendamento numero 105 è un indirizzo. Per intenderci: se si stanziano 100 milioni di euro nel triennio per spese correnti e 18 milioni - quindi il 18 per cento - per spese in conto capitale, mi sembra che si dia un'impostazione contraria a tutte le dichiarazioni fin qui fatte dalla Giunta e dalla maggioranza.

L'emendamento tende a ribaltare - come è stato ribadito dai colleghi che mi hanno preceduto - questa impostazione, dando cioè un indirizzo completamente diverso, che va in direzione della finanziaria: finanziare nuovi provvedimenti legislativi finalizzati al sostegno degli investimenti infrastrutturali e produttivi. E' un indirizzo ben preciso, poi bisognerà vedere cosa si riuscirà a produrre in questo periodo di tempo attraverso nuovi provvedimenti legislativi, però sarebbe di per sé significativo che l'indirizzo dato da quest'Aula con la manovra di bilancio andasse in quella direzione e non in un'altra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente anch'io annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 105. Devo dire, però, che noi non capiamo esattamente come la maggioranza voglia procedere, perché continua a farci appelli, prediche, critiche talvolta pacate, tal altra irritate, ma siamo qua e non comprendiamo esattamente qual è la sua linea.

Se la linea della maggioranza è svuotare l'Aula quando c'è il dibattito precipitandosi in occasione delle votazioni, per racimolare uno straccio numerico di maggioranza, mettendo anche in difficoltà il Presidente di turno, comprenderete - lo dico ai colleghi più corretti che rimangono in Aula - che anche da parte dell'opposizione è difficile trovare un'interlocuzione. Come andremo avanti? Continuiamo a non comprendere che cosa volete fare, qual è la vostra strategia; accordi non ce ne possono essere nella sostanza, siamo troppo diversi e troppo distanti, ma anziché fare appelli così generici tracciate una linea, un percorso. Collega Fantola, che vedo ironicamente attento, si assuma delle responsabilità. Mi rivolgo anche al collega Capelli: dite che cosa volete fare, ritirate i vostri emendamenti o volete che solo noi ritiriamo i nostri?

Quel che è singolare, signor Presidente, non è solamente il ritardo con cui la maggioranza e la Giunta hanno presentato la finanziaria, che già è patologico, ma è il fatto che dopo averla tenuta nei vostri cassetti, riservandola agli scambi del mercato politico che caratterizza la vostra attività politica, una volta arrivati in Aula abbiate presentato una caterva di emendamenti. Il che significa che neanche voi apprezzate questo testo di legge.

Ad un disegno di legge finanziaria può essere apportata, durante la discussione, qualche correzione, si può modificare un articolo, ma se la maggioranza e la Giunta presentano 200 emendamenti, come in questo caso, vuol dire che la finanziaria, che si compone di 20 articoli, non è gradita neppure a loro. Mi chiedo: non sarebbe stato più corretto, se voi stessi condannate, sancite e modificate così profondamente questa finanziaria, ritirarla e ripresentarla come l'immagine della vostra maggioranza, se esiste una maggioranza? Se invece questo non è possibile e voi tutti, compresa la Giunta, lavorate per trasformare, per emendare, per correggere questa finanziaria e mutarne il senso, non potete dire che solo noi siamo contrari, perché lo siete voi per primi.

Noi ci domandiamo quindi: ma di che cosa stiamo parlando, di quale finanziaria stiamo discutendo? Stiamo discutendo del testo presentato dalla Giunta e poi esitato dalla Commissione o dobbiamo discutere di un altro testo, quello che scaturisce dagli emendamenti della Giunta e della maggioranza? Questo è l'elemento che sfugge, che non riuscite a chiarire e che ci impedisce di comprendere qual è la vostra strategia! Non si comprende, per esempio, perché la Giunta e la maggioranza, che dovrebbero essere garanti della legislazione esistente, continuano a violare per prime la legge 11/83, e non solo per i ritardi a cui abbiamo più volte accennato, ma perché presentano emendamenti che non sono ammissibili in base a quella legge, cioè alla legge di contabilità. Ma se voi per primi violate le leggi che dovreste tutelare e che dovrebbero tutelarvi, perché pensate che l'opposizione debba stare a guardare e non invece denunciare questo malcostume?

Voi continuate a violare il Regolamento e a non consentire all'opposizione di avere le informazioni fondamentali (non c'è il monitoraggio della spesa, non si ha lo stato di attuazione del bilancio per capitoli). Come potete pensare che noi stiamo attenti, vigili e spediti se non ci date la possibilità di lavorare, di interloquire, di capire qual è il vostro progetto? Voi violate la legge di contabilità, violate il Regolamento, violate i vostri impegni, violate i progetti di concertazione, violate il dialogo, violate anche la vostra stessa strategia politica, dopodiché non potete pensare che questa appaia limpida, corretta e comprensibile.

Presidente. La seduta antimeridiana si conclude qui, i lavori del Consiglio riprenderanno, con la votazione, questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 12 e 57.


[s1]Vedere emendamento