Seduta n.342 del 19/06/2007 

CCCXLII Seduta

(Pomeridiana)

Martedì 19 giugno 2007

Presidenza del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 16 e 46.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del venerdì 18 maggio 2007 (335), che è approvato.

PRESIDENTE. Bene, riprendiamo i nostri lavori. Scusi?

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Beh, chiederei qualche minuto di sospensione, anche per permettere ai consiglieri di arrivare, ma anche al Presidente che risulta assente in questo momento.

PRESIDENTE. La Giunta è presente, onorevole La Spisa. Comunque, se lei propone di sospendere i lavori, io non ho difficoltà a chiedere all'Aula. Se c'è l'accordo sospendiamo per otto minuti e riprendiamo alle 16 e 55. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Floris Vincenzo.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 48, viene ripresa alle ore 16 e 55.)

Continuazione della discussione della "Relazione finale della Commissione d'inchiesta sull'affidamento della campagna pubblicitaria istituzionale

della Regione"(Doc. n. 20/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

E' iscritto a parlare il consigliere Floris Vincenzo. Ne ha facoltà.

FLORIS VINCENZO (D.S.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, onorevoli colleghi. Io penso che il lavoro della Commissione sia stato, anche per le cose affermate nella sua relazione dall'onorevole Cherchi, utile ed importante per le riflessioni che ne sono susseguite nella discussione odierna. E, appunto, dalla discussione di oggi vi è la riprova che partendo da quel lavoro possiamo avere un quadro, anche se non completamente esaustivo, ma comunque abbastanza chiaro, su tutto l'iter della gara d'appalto per l'affidamento della campagna pubblicitaria istituzionale. Il compito della Commissione era appunto quello di riferire al Consiglio sullo svolgimento dell'iter valutativo della gara e su eventuali incongruenze riscontrate dall'esame dei documenti, senza però la pretesa, ed è scritto nella relazione, di sostituirsi all'autorità giudiziaria, amministrativa o penale, per poi naturalmente lasciare alla discussione dell'Aula le valutazioni e le eventuali conclusioni.

Penso che il nostro compito oggi, appunto, sia quello di assegnare una nostra valutazione su questo lavoro che ha trovato, voglio ricordarlo, l'unanimità della Commissione, ma il Consiglio ha soprattutto l'obbligo di verificare se vi sono state interferenze o responsabilità politiche. Una cosa che emerge con chiarezza è l'estraneità del Presidente, che certamente ha dato una indicazione politica rispetto all'obiettivo che si intendeva raggiungere con questo progetto di pubblicità istituzionale, e l'indicazione non poteva non fare riferimento al lavoro che ha caratterizzato le scelte di fondo della Giunta e della maggioranza, e mi riferisco a quelle scelte strategiche sul futuro dell'Isola, ad iniziare dall'ambiente e dalle azioni di tutela della nostra più importante risorsa che abbiamo a disposizione oggi nella nostra Isola.

Io non credo che fare questa scelta ed imprimere alle varie azioni che si stanno portando avanti questo tipo di impostazione sia sbagliato, io lo ritengo giusto. Dobbiamo valutare oggi, ed io per primo sono interessato più a questo, se l'impostazione generale che deve caratterizzare l'azione della Giunta e del Presidente è coerente rispetto al programma di governo che i cittadini sardi hanno votato. A qualcuno che sostiene che il Presidente, una volta eletto con questo sistema elettorale, non risponde a nessuno, vorrei ricordare che siamo ancora in un sistema parlamentare e che innanzitutto il Presidente risponde quest'Aula, poi naturalmente risponde al popolo sovrano che lo ha eletto, il Presidente non è stato eletto per il colore degli occhi, ma perché ha presentato un programma di governo in cui questa maggioranza si sente vincolata, questi sono i contrappesi veri che prevede l'attuale sistema elettorale, non è questa credo la sede per analizzare a fondo questo sistema e per eventualmente andare a verificare le insufficienze che sicuramente vi sono. Per questo non si può banalizzare o tratteggiare la figura di un Presidente chiuso nel suo fortino e nella sua solitudine che decida da solo senza sentire le voci che provengono da dietro le mura, noi siamo un partito e l'abbiamo dimostrato in tante occasioni, che non ha peli sulla lingua e con il Presidente abbiamo sempre cercato di confrontarci con il massimo di lealtà non rinunciando ad esprimere il nostro punto di vista e lavorando per migliorare le varie leggi che il Consiglio ha portato avanti, verso il nostro ruolo quindi rifiutiamo le basse strumentalizzazioni o chi ci viene a fare la morale che certamente arriva da un pulpito poco credibile su una vicenda che presenta, lo ha detto il relatore di maggioranza, qualche zona d'ombra e che sarà eventualmente, se emergono riscontri oggettivi, compito dell'autorità giudiziaria, amministrativa, penale, fare pienamente chiarezza e pronunciarsi nel merito il Consiglio può dare una indicazione alla Giunta perché chieda alla Commissione maggiori chiarimenti tutta la vicenda, io credo che con questa impostazione evitando di scadere da quel profilo politico che deve avere quest'aula penso che si possano abbassare le luci e il clamore delle strumentalizzazioni per far rientrare questa vicenda, con tutte le riserve denunciate dalla Commissione, dentro una dimensione più rispondente a quello che veramente è il fatto accertato e che oggi discutiamo. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Floris.

E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Matteo. Ne ha facoltà.

Non essendo presente in aula la richiesta decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signori Presidenti, Assessori, colleghe e colleghi, non vi nascondo di non essere molto entusiasta di partecipare come consigliere regionale e come cittadino sardo, a questa discussione che sicuramente ha una grande importanza mi auguro almeno che il messaggio che mandiamo alla società civile sia quello positivo insito nella volontà di tutto questo Consiglio di aver voluto una commissione d'inchiesta per fare piena luce sul piano politico ovviamente sul cosiddetto caso Saatchi & Saatchi, e questo per dare un segnale forte di volontà, di trasparenza da parte di questa istituzione che è il Parlamento che rappresenta tutto il popolo sardo, così come sono preoccupato dell'immagine che possiamo dare in Italia e nel mondo della nostra Isola, io non sono tra coloro che si accontentano che della Sardegna se ne parli bene o male purché se ne parli, sono sicuramente tra quelli che operano da tempo nelle istituzioni dal più piccolo comune alla Regione, anziché si migliorino progressivamente delle cose per presentare al meglio la Sardegna nel modo, so che questo costa fatica, richiede tempo, incontrano non poche difficoltà, richiede uno spirito unitario, a volte al di sopra delle parti, che qui in quest'aula troppo spesso manca, perché ancora non c'è la coscienza e la consapevolezza di essere un'unica cosa col popolo sardo che dobbiamo sentire, onorare e rappresentare, per cui credo che in questi momenti più difficili sia necessario tenere ferma la bussola, ragionando freddamente sui risultati a nostra disposizione essendo nella condizione di sbagliare rigidamente questi dati e di ottemperare al ruolo di controllo che dobbiamo esercitare. Non mi piace minimizzare la vicenda in discussione che ritengo grave, ma neppure cercare di strumentalizzare il caso Saatchi & Saatchi per cercare di arrecare discredito agli avversari politici e cioè a questa maggioranza, non mi sfugge il dato che questo lo si voglia fare diciamo indirettamente colpendo il Presidente della Regione per cercare di dividere la stessa maggioranza, voi i colleghi dell'opposizione sapete che noi del partito di rifondazione comunista, ed anche personalmente, quando ci sono stati momenti di confronto serrato nella maggioranza e con il presidente Soru abbiamo tenute ferme le nostre richieste e criticato scelte che ritenevamo sbagliate, soprattutto quando sono state assunte in maniera verticista e con piglio giacobino, per cui onorevole Sanjust, sia pur certo che noi assumeremo le nostre decisioni in modo libero, come sempre, in particolare per quanto mi riguarda avendo ben chiaro che prima di tutto si deve rispondere alla propria coscienza e al popolo sardo, poi a tutti gli altri. Dalla relazione unitaria della Commissione emerge in modo chiaro che ci sono state palesi violazioni delle procedure, inoltre vengono i individuate zone d'ombra, come affermava poc'anzi anche il collega Floris, che erano state anticipate ed amplificate dalla stampa in particolare da quella meno indipendente, che hanno creato dubbi e turbative nell'opinione pubblica sarda, si afferma nelle conclusioni che lo svolgimento dei lavori non pare essere caratterizzato da canoni di imparzialità, trasparenza e correttezza, e poi ancora si dà un giudizio negativo sulla Commissione di gara, proponendo di censurare gravemente l'operato della Commissione stessa e in sede di autotutela di annullare la gara.

Sono affermazioni forti che devono essere presa con la dovuta considerazione se in quest'aula non vengono smentite, certo qui oggi non si sta celebrando nessun processo, anche perché non c'è, e non può parlare, chi può essere l' "accusato".

Altre devono essere le sedi dove la relazione, questo dibattito e le sue conclusioni possono essere valutati alla luce anche di altri dati, esistono le Commissioni disciplinari, la Corte dei conti, e la Magistratura, ciascuna per le proprie competenze per assumere le opportune decisioni, a noi interessa la parte politica, il controllo che come Consiglio regionale siamo chiamati ad esercitare. A noi pare che dei documenti in nostro possesso, la relazione, ci siano gli elementi per chiedere che questa gara sia annullata, se ne faccio un'altra, o altre, per pubblicizzare la Sardegna nel mondo, sapendo che non ci sono competenze solo nelle grandi società internazionali ma anche in Italia in Sardegna, questo lo dico senza alcuna nostalgia per il passato, dove si sperperava il denaro pubblico? In mille rivoli, coinvolgendo spesso gli amici degli amici senza nessun efficacia sui ritorni d'immagine e di flussi turistici rispetto all'investimento fatto. Fare l'opposto non è detto né dimostrato sia la scelta migliore, c'è stata sicuramente la fretta nella scelta di quella strada, l'anno condivisione con altri, la mancanza di una conferenza regionale sul turismo che da tre anni propongo e ciò avrebbe potuto indicare le strade più utili, senza farla diventare una passerella, ma coinvolgendo tutte le intelligenze e le esperienze che ci sono in Sardegna e all'esterno un settore come questo così strategico per la nostra Isola. Forse da quell'incontro dove sicuramente quattro occhi avrebbero visto un miglio di due, sarebbero potute venire indicazioni precise anche su come agire nella pubblicità istituzionale di cui si discute. Ma l'annullamento della gara ci deve essere anche per cancellare ogni dubbio su possibili interessi tra la politica e i vincitori della gara. Se io fossi convinto e avessi elementi per affermare questo, non esiterei un attimo a chiedere le dimissioni della Giunta, del Presidente e lo scioglimento automatico del Consiglio regionale che ne verrebbe. Tuttavia dobbiamo stare attenti a pensare solo questo, perché credo che ci debba essere sempre garantismo, non solo quando fa comodo a una parte o all'altra. In questa fase storica in cui ci sono forti critiche alla classe politica, in parte alimentate ad arte dai poteri forti per condizionarci e tenerci sotto scacco, ma anche giustificate, queste critiche, per l'ottusità con cui la maggioranza di noi resta attaccata ad indennità e privilegi di cassa che offendono e ci offendono, che non vogliamo neppure che se ne discuta e ci sia la benché minima trasparenza. Non abbiamo certo bisogno di alimentare ulteriore distacco dei cittadini dalla politica e dalle istituzioni. Per questo vi lancio una sfida, facciamo una giornata di dibattito, non solo sulla Saatchi & Saatchi, ma come vi ho richiesto più volte, in diretta TV, per discutere del nuovo status del consigliere sardo, pubblichiamo nel sito della Regione tutto quello che prendiamo in modo chiaro, trasparente e comprensibile a tutti. Non consentiamo più di far scrivere nei giornali meno indipendenti mezze verità e falsità su questa questione per gettare fango su di noi, prendiamo il coraggio a due mani, riduciamo indennità, cancelliamo i privilegi, diciamo ad altre categorie e al resto della classe politica italiana di farlo. Sono certo che succederebbe un terremoto culturale e politico di grande rilevanza, ma dalla Sardegna partirebbe un messaggio positivo che ci porrebbe al centro del dibattito politico in questo difficile e particolare momento per il nostro Paese. La gente comprenderebbe questo linguaggio semplice, chiaro, lo approverebbe, altri sarebbero costretti a fare come noi, certo non basterebbe questo a colmare la mancanza di credibilità della classe politica, a questo aggiungeremo le politiche nazionali per l'aumento delle pensioni minime, contro il precariato, e quelle regionali sul sociale presenti nella finanziaria del 2007 e da completare nel 2008. Sarebbe chiaro a tutti che si può amministrare bene come fa un buon padre di famiglia. Non credo, con quello che ho appena detto, di essere andato fuori tema, questo perché chiedere di annullare la gara in questione per non lasciare nessun dubbio tra la gente, discutere anche dei costi della politica, amministrare con serietà, trasparenza e saggezza la cosa pubblica, sono l'unico modo per ridare credibilità alla nostra democrazia e alle sue istituzioni rappresentative. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie lei, onorevole Pisu.

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, colleghe e colleghi, onorevoli Assessori, direi all'onorevole Pisu che capita sempre male, perché è chiaro che le manie di protagonismo si manifestano in tutta quella grandiosità che la contraddistingue. Vede, questa diretta TV, onorevole Pisu, è stata chiesta non per le sue esternazioni che sono abbondantemente conosciute da tutti, a meno che lei non abbia omesso di presentare la sua denuncia dei redditi e il quadro conoscitivo di tutto ciò a cui lei ha diritto e non ne fa mistero, e non ha mai fatto lettera di rinuncia.

PISU (R.C.). Prendo atto che lei è contrario!

DIANA (A.N.). Lei prenda atto di ciò che vuole, poi si misuri con me elettoralmente ad Oristano, così dirimiamo subito tutte le questioni! Presidente, io non ho interrotto nessuno.

PRESIDENTE. Capisco, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Mi chiedo invece se l'assenza del presidente Soru è utile o meno ai fini delle cose che noi stiamo dicendo. Ma questo non lo chiedo a me, non lo chiedo neanche a voi, lo chiedo ai cittadini della Sardegna che peraltro si sono fatti interpreti di capire ciò che stiamo facendo e probabilmente avrebbero gradito la presenza del presidente Soru in aula. Ma siccome mi è sembrato da tutte le interlocuzioni, dai discorsi, dalle relazioni, che l'argomento Soru in qualche modo sia escluso da questo dibattito, peraltro io, Presidente, non so neanche come dobbiamo continuare poi, se ci sarà una prosecuzione, se sulle dichiarazioni del Presidente si aprirà un dibattito, se ci sarà una dichiarazione di voto, perché non è stato chiaro e ancora meno chiara - e me ne scuso col collega Cherchi - è stata la sua esposizione, collega Cherchi, perché lei, da relatore, per le cose che ha avuto l'onore e l'onere di dire, doveva attenersi strettamente e necessariamente alle cose che sono contenute nella relazione. Lei è andato oltre e io immagino che non le competesse andare oltre, forse in dichiarazione di voto, se ci sarà, ma certamente non nell'illustrazione della relazione. Competeva certo sì al suo Capogruppo onorevole Marrocu che testualmente dice "I soldi non andranno a Saatchi & Saatchi, ma alle aziende che realizzeranno la pubblicità", non sappiamo chi saranno, ma comunque... "ritengo giusto che ci sia stato un indirizzo politico" senza specificare che cosa intendesse l'onorevole Marrocu per indirizzo politico, "sarà la magistratura ad accertare se ci sono state truffe o quant'altro", io non mi addentro certamente nei problemi che riguardano la magistratura ordinaria, magistratura penale, il TAR, tutti i gradi di giudizio che avete citato, io sono interessato più ad altre cose, perché avrei voluto conversare col presidente Soru su quest'argomento e quando dico conversare intendo dire che non volevo scontrarmi col presidente Soru e, probabilmente, spero di riuscire a veicolare ai sardi, forse è stato vittima in questo momento, però se vittima è non può pensare di dire ai sardi che diventa complice! Perché il presidente Soru - che mi ascolta certamente - sa benissimo che questa vicenda non ha avuto origine qualche mese fa, ha origini antiche e peraltro era già stato abbondantemente sollecitato, per esempio, a rimuovere il direttore generale; è stato abbondantemente sollecitato da me personalmente e non solo da me, dal partito di Alleanza Nazionale che ho il piacere di rappresentare in questo momento. Non lo ha fatto, ha fatto di più, lo ha riconfermato, anche dopo che il magistrato aveva dato ragione a chi... allora, è necessaria l'unanimità della Commissione, onorevole Cherchi, per fare luce su questa vicenda? Se questo è, potevamo fare a meno anche di fare un dibattito visto che l'avete votato all'unanimità, bastava una semplice alzata di mano e avrei voluto capire però dopo cosa succede, perché io avrei dato un consiglio al presidente Soru, non oggi, di presentarsi spontaneamente alla Commissione, non come Presidente della Regione, ma come cittadino a conoscenza di fatti, se è a conoscenza di fatti. Perché se non lo ha fatto in quella circostanza e dovrà comunque farlo in altre circostanze, allora la cosa comincia ad assumere tutta un'altra veste, che non mi compete e che non voglio assolutamente sollecitare. Certo è, comunque, che questa è una pagina tristissima della politica regionale, non quella di cui parlava l'onorevole Pisu, questa è una pagina triste perché se si voleva fare pubblicità per la Sardegna ci siamo riusciti in pieno, mai come in questo momento a tutti i livelli nazionali e internazionali si parla della Sardegna. Se ne parla in positivo? No, colleghi, se ne parla assolutamente in negativo e se ne parla perché, per una scelta politica che ha fatto questo Consiglio regionale? Per le sollecitazioni che ha mandato l'onorevole Marrocu? Per quello che è l'impostazione che voi avete dato a questa maggioranza? Io non credo che fosse questo il filone logico che vi ha ispirato nella primavera del 2004 per dire ai sardi "Noi in questo modo vogliamo operare". Allora, quando il presidente Soru non risponde alle interrogazioni e alle interpellanze che gli sono state presentate, non su fatti particolari, ma sulla trasparenza amministrativa.

Non ha mai risposto, decine di delibere della Giunta regionale, non sono pubblicate e sono sottoposte a secretazione. Per quale motivo?

E' chiaro che di fronte a tutti questi fatti la gente che ci ascolta ha poco interesse a qual è la nostra indennità perché lo sa benissimo, è molto più interessata a tutti quei problemi che invece stanno gravemente ledendo quel diritto di libertà che non è scritto nella nostra Costituzione, ma che vuole essere manifestata da tutti, come, con il lavoro, con l'occupazione, con le risposte alle sollecitazioni femminili, con le risposte alle sollecitazioni della collega Caligaris che tutti i giorni molto opportunamente fa presente quali sono i disagi di tutti i generi. Queste erano le risposte che voleva la gente, non capire se il nome della Sardegna poteva andare pubblicato massicciamente in tutte le riviste del mondo, con Saatchi & Saatchi piuttosto che con un'altra società. Beh, insomma, perché questa Commissione? E mi avvio alla conclusione. Perché questa Commissione? Che ha rilevato subito esserci dei problemi, definiamoli così. Non solo per la Saatchi & Saatchi e qui nasce il primo problema che non è stato ancora sollevato, non solo per la Saatchi & Saatchi perché all'interno della Commissione, sono convinto si è creata una spaccatura forte non a tutela della Saatchi & Saatchi ma a tutela di almeno due aziende che partecipavano a questo bando di gara, qui è nato il grande conflitto e a questa non è stata data nessuna risposta, state tranquilli, cari colleghi che quella Commissione è una Commissione che aveva diversi orientamenti, non un solo orientamento e quindi in questo caso e solo in questo caso non intendo perseguire, penalizzare, colpevolizzare il presidente Soru che certamente per una parte è stata vittima e per l'altro invece non lo è stato.

Non definisco quello che è stato, lo definiranno altri, io però ritengo che un Presidente della Regione che avesse veramente a cuore le sorti della Sardegna, che veramente avesse a cuore le risorse finanziarie della Sardegna, al primo accenno, ma non avrei mai aspettato la nomina di una Commissione d'inchiesta, avrei richiamato immediatamente la Commissione e in regime di autotutela avrei annullato tutto il bando di gara. Questo bisognava fare, ma non bastava. Bisognava inibire e sono ancora del parere che così si debba fare se vogliamo votare un documento completo, bisogna inibire la partecipazione alle società che ne hanno fatto parte in questa circostanza perché tutte e due erano coinvolte e non solo la Saatchi & Saatchi.

Allora, se si ha la voglia di fare questo, ai sardi noi diremo che abbiamo forse partecipato alla scrittura di una pagina migliore di quelle che ci ha voluto descrivere qualcuno, ma se così non facciamo, cari colleghi, beh allora la gente probabilmente comincerà ad andare a guardare veramente nelle tasche dell'onorevole Pisu piuttosto che nelle mie ovviamente perché guarderà alle tasche di tutti e valuterà anche come sono spese, che uso ne facciamo, qual è il nostro attaccamento, non a questa poltrona ma all'istituzione e per ciò che...

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà. Non è in aula, decade.

MARROCU (D.S.). Le chiedo di non far decadere il collega Pirisi...

PRESIDENTE. Marrocu, è l'ultimo intervento dei consiglieri, poi ci sono solo i Capigruppo.

E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Signor presidente, onorevoli colleghi, io credo che il ruolo di verifica del Consiglio oggi si sta sviluppando davvero in maniera compiuta e la relazione che ha all'inizio, stamane riportato l'onorevole Cherchi credo che faccia chiarezza sulla gara, sulla gara per la pubblicità istituzionale della Regione di cui stiamo parlando oggi. Riporta il risultato del lavoro svolto dalla Commissione consiliare d'inchiesta in questi ultimi mesi e lo fa senza ambiguità, in modo chiaro e preciso. Ha detto un lavoro unitario, un lavoro serio e io non ho dubbi che sia stato così, non ho dubbi perché ho estrema fiducia nei colleghi che hanno fatto parte della Commissione d'inchiesta che ha prodotto la relazione finale che è stata oggi, qui, ampiamente condivisa e non ho dubbi perché nel suo intervento evidenzia facendo un distinguo che non è sfuggito a nessuno, che una cosa è la Commissione di gara che è fatta di componenti, dal lavoro svolto dalla Commissione e dal risultato a cui la Commissione è pervenuta, un'altra cosa è la Giunta col suo Presidente e il ruolo che la Giunta ha svolto durante la fase di valutazione della gara. Su questi due aspetti ha ruotato oggi tutta una serie di interventi che si sono succeduti, e perché non dirlo, una serie di interventi che noi abbiamo ritenuto strumentale che c'è stato non soltanto oggi ma anche in questi mesi e che probabilmente hanno provocato anche la decisione di questa Commissione consiliare di inchiesta perché si facesse questa Commissione consiliare d'inchiesta.

Molti si erano chiesti anche il perché di questa Commissione, a cosa sarebbe dovuta arrivare e a cosa sarebbe servita, prestare il fianco poi all'opposizione in una fase come questa, era la domanda che ci ponevamo in molti. Beh, io intanto debbo dire che per quanto fosse una Commissione che non era al momento del suo insediamento da tutti gradita, oggi è emerso invece che ha svolto una funzione importante, una funzione che è stata da tutti unanimemente, oggi mi pare, ma non soltanto oggi ritenuta importante ed è forse questo un primo risultato che noi dobbiamo in qualche modo incassare perché sta a significare che quando si lavora seriamente e si entra in merito alle questioni serve sempre per fare chiarezza. Le voci che erano state messe in giro in questi mesi non aiutavano certamente ad essere sereni e capaci di valutare ciò che realmente è avvenuto durante quella gara. Le facili strumentalizzazioni che ci sono state, poi anche di una destra e io qui lo voglio denunciare che nelle sue affermazioni sicuramente è stata superficiale per la fase politica anche in cui stiamo vivendo che cavalcando queste situazioni non si rende conto del discredito che dà alle istituzioni e alla politica più in generale determinando anche chiusure che alimentano sospetti inutili e che non fanno bene né a destra né a sinistra, beh, è emerso con chiarezza che questa Commissione invece non si è lasciata strumentalizzare, non si è divisa, è arrivata a una decisione che è unanime.

Va detto innanzitutto con chiarezza che il presidente Soru e la Giunta, va dato atto e questo è condivisibile almeno da parte mia di aver concentrato in un unico appalto e quindi in un'unica attività la promozione della Sardegna, prima d'ora la promozione della Sardegna, lo dobbiamo ammettere, era svolta in maniera disomogenea, divisa per Assessorati, per temi spesso in contrasto, a volte in sovrapposizione e comunque sempre costosa, dispersiva e quanto meno inefficace.

Questo appalto, è stato ribadito, porta dei risparmi, è stato ammesso anche questo e anche questo è un risultato, beh, io credo allora che pur non essendo diciamo il caso di entrare in merito ai modi di fare pubblicità che in questi anni ha avuto la Regione perché non è il tema di oggi, debbo dire che da questo sicuramente è scaturito tutto il dibattito, perché l'importo della gara di cui noi oggi stiamo parlando, 56 milioni di euro, questo sì che ha determinato, che ha sicuramente provocato questa situazione che da qualcuno è stata definita pure abnorme. Noi dobbiamo fare delle valutazioni politiche però, senza timori, è stato detto e senza strumentalizzazioni. Beh, io allora do ragione, mi pare che è stata proprio la collega Caligaris quando stamattina ha detto che per appalti di questo tipo sicuramente non ci siamo dimostrati all'altezza, la Regione non si è dimostrata all'altezza, occorre registrare qualcosa perché è probabile che appalti di queste entità ne dobbiamo fare degli altri, dobbiamo anche affrontare probabilmente lo stesso appalto. Di certo non si è dimostrata però all'altezza la Commissione di gara. La relazione finale della Commissione d'inchiesta, questo aspetto lo evidenzia in maniera chiara mettendo in risalto alcune negatività che io vado a ripetere, è stata negativa la valutazione sui commissari perché si sono dimostrati imprecisi, per niente lineari, poco trasparenti e per alcuni si è rivelato e non si sa perché soltanto dopo, una serie di incompatibilità evidenti. Negativa è stata pure la valutazione sul Presidente della Commissione che come direttore generale della Presidenza avrebbe dovuto essere garante e invece ha svolto un ruolo prevaricatorio, arrogante, ambiguo sia prima e durante la gara, sia dopo, quando la Commissione d'inchiesta ha voluto sentire le ragioni. Negativo è stato tutto lo svolgimento della gara con verbali poco chiari, alcuni irripetibili, con voci di incursioni non meglio precisate, fatte non si sa da chi, né quando né per cosa, con votazioni più volte ripetute, al punto che qualcuno, con sarcasmo, afferma che esiste un nuovo modo di votare, il metodo Saatchi & Saatchi, qualcuno lo definisce, il metodo che si è rivelato in questa occasione, che prevede tante votazioni quante sono necessarie per arrivare al risultato che serve. Beh, io credo che questo sia qualcosa di negativo che noi dobbiamo cancellare. Negativo è anche il parere che è stato espresso sull'esperto, l'esperto massimo che avrebbe dovuto garantire la rispondenza dei requisiti e sui certificati di qualità in possesso di ogni singola società che partecipava a questa gara. Emergono negligenza, leggerezza, assenza di professionalità e pareri dati anche con troppa disinvoltura. Negativa è stata pure la fase finale. La funzionaria, la dottoressa Melis, con atteggiamento ondivago, che non è di sicuro sfuggito a chi seguiva quelle fasi conclusive davvero difficili all'attenzione della Sardegna, qualcuno ha detto anche oltre, in assenza della necessaria serenità negava e poi concedeva e poi negava ancora la firma sul documento di aggiudicazione della gara. Bene ha fatto alla fine a non firmare, perché se ce ne fosse stato bisogno, o ancora bisogno, quello è il vero giudizio dato su tutta la vicenda e il modo di condurre la gara. L'unico atto chiaro, l'unico atto chiaro contro il lavoro svolto dalla Commissione di gara.

Bene, colleghi, a un atto chiaro ne deve seguire uno altrettanto chiaro. La Giunta io credo che debba annullare la gara, la Giunta deve rifare la gara. E' stato detto, e nelle conclusioni c'è, il direttore generale va rimosso. E' questa la decisione unanime a cui è pervenuta la Commissione, e questa deve essere la sintesi di questo Consiglio di oggi, che io spero alla fine metta in votazione queste decisioni. Viviamo, in questi mesi, e lo ha detto bene l'onorevole Balia, una fase di disaffezione crescente della società civile verso la politica, verso quei metodi della politica, anzi qualcuno dice della non politica, che hanno portato in Sardegna, qualche giorno fa, a disertare le urne nelle ultime elezioni, e questo ci deve far riflettere, e non soltanto a noi della sinistra. Noi Socialisti Democratici Italiani abbiamo firmato per il referendum che porta tutti i cittadini della Sardegna a valutare, attraverso la legge statutaria, se gli indirizzi e le riforme che questa maggioranza sta portando avanti sono condivise. Noi stiamo chiedendo, a noi stessi prima, in questa fase, di avere un confronto diretto con i sardi sulle difficili ma importanti trasformazioni in atto, utili a recuperare i ritardi e le situazioni di vera crisi sociale presenti in questa nostra Regione. Non per niente, e in maniera non provocatoria tengo a dire, avevo chiesto ai colleghi del centrosinistra di firmare tutti per il referendum sulla statutaria, per una stagione di confronto leale e sulle cose concrete. Non sono stato ascoltato. Bene, spero di esser ascoltato oggi, spero di essere ascoltato oggi, quando affermo che non possiamo chiedere ai sardi di valutarci su atti non regolari, su atti poco trasparenti, e da più parti definiti illegali. Questo no, questo non deve avvenire. E allora è per questo che io continuo ad affermare, e lo dico con convinzione: "La gara va annullata", va annullata, Presidente, perché non possiamo ancora tergiversare su questo fatto, perché io credo che vada rifatta con regole che diano garanzie precise su…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Masia. E' l'ultimo intervento dei consiglieri, cominciano gli interventi dei Capigruppo, a cominciare dall'onorevole Uras che ha facoltà di parola.

E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Colleghi, onorevoli Assessori, Presidente della Regione, Presidente del Consiglio, io tenterò di rimanere nel tema, in modo molto puntuale, partendo dalla decisione di questo Consiglio regionale di istituire una Commissione d'inchiesta che esaminasse, sotto il profilo, io ritengo, della responsabilità politica di governo, lo svolgimento di una gara d'appalto, come tante ce ne sono state, come tante altre ce ne saranno, condotta da funzionari e da dirigenti dell'amministrazione regionale, pressoché quasi tutti in grado di adempiere correttamente al mandato che gli viene di volta in volta conferito nel rispetto della legge e delle direttive che l'organo politico di governo ritiene di dover dare. Io assumo, per la conoscenza diretta che ho di alcuni di coloro che hanno esercitato funzioni di responsabilità in questo procedimento, che il loro comportamento è stato tutto quanto coerentemente indirizzato all'interesse generale dell'amministrazione. Se ciò non facessi, farei un torto alla conoscenza diretta che ho di queste persone; ed in particolare voglio spendere due parole sul titolare del procedimento amministrativo, il quale conosco come persona rigorosa, professionalmente preparata e capace, che in questi decenni, non in queste ore, in questi mesi, in questi pochi anni, in questi decenni ha sempre con impegno esercitato le funzioni e i compiti a lui attribuiti dalle leggi e dalle direttive del competente organo amministrativo, e nulla c'è, e nulla è stato mai detto nei confronti di questo dirigente, che è un dirigente serio e degno di ogni rispetto. Questa è una sala nella quale ha diritto di parola soltanto chi è componente del Governo regionale, chi è eletto dal popolo e sta quindi a rappresentarlo. Questa è una sala dove non vi è la possibilità per altri di intervenire, di difendersi, di precisare, di documentare, di articolare un ragionamento, quindi questa è la sala dove si esercita la funzione legislativa e non dove si esercita la funzione giudicante. Questo non è un tribunale! Per cui, personalmente, io ritengo che da quest'Aula non debba partire, se non in termini di censura politica nei confronti del comportamento della Giunta e del suo Presidente, alcuna condanna. Per cui io sono personalmente contrario, per esempio, a concludere questo dibattito - lo dico perché non ci siano equivoci - con un voto. La Commissione ha operato, ha raccolto documentazione, ha prodotto una relazione, ha informato debitamente i componenti del Consiglio: si trasmetta la relazione, e a tutti gli allegati a quella relazione, alla Giunta regionale, per quanto di competente, e a tutti gli altri organi dello Stato e della Regione che ne hanno, per altre ragioni, competenze, ma in quest'Aula qua si consuma la discussione politica, la valutazione sui comportamenti della Giunta, del Governo regionale. Allora andiamo a vedere nel merito quello che la stessa relazione dice, quello che le conclusioni del lavoro, unanimemente adottate da tutti i componenti di tutti i Gruppi politici, tranne quello di Rifondazione Comunista, hanno, perché non c'era, o almeno, c'era all'inizio e poi non c'è stata più alla fine, per le nostre conosciute ragioni. Andiamo a vedere quali sono. Beh, io ho letto attentamente ogni passaggio, e anche le conclusioni finali, e, a parte un'articolata critica al disordine, qualcuno ha detto alla negligenza, qualcuno ha detto o ha fatto prefigurare alla colpa, alla responsabilità di coloro che tecnicamente hanno gestito il procedimento, quello di gara e quindi successivamente quello finalizzato all'aggiudicazione, a parte questo non vi è una virgola, un punto, un accento sulla Giunta, sulla responsabilità politica del Governo regionale, sulla responsabilità politica del Presidente. Non vi è nulla! Né una pressione, né un accenno di pressione che la Giunta, il Presidente nella relazione, nei contenuti di questa relazione! Non c'è nulla che venga sottoposto ad una valutazione dell'Aula per una critica verso il Governo della Regione. Nulla! Nulla di nulla! Cioè il vero obiettivo dell'azione di indagine, della campagna di stampa, della posizione politica delle minoranze, il vero obiettivo è stato cancellato e unanimemente concludete che la Regione nella sua funzione di governo, nella Giunta e nel suo Presidente nulla centrano con un po' di disordine amministrativo nella conduzione di una gara d'appalto. Insomma avete fatto tanto fumo perché non c'era nessun arrosto! Avete fatto tanta confusione per, in qualche maniera, cercare di additare ad uno sport che ormai è diventato usuale, quello di colpire i governi, le responsabilità politiche, l'esercizio delle funzioni pubbliche, perché lo capisco: la destra italiana è una destra antica! E' una destra distruttiva! E' una destra che non vuole comprendere l'utilità delle funzioni pubbliche, dell'organizzazione dello Stato! Che non pensa al solidarismo, che non pensa agli interventi nei confronti di tutti, quelli che vanno pagati con il concorso di tutti, che richiedono il pagamento delle tasse. No! La destra italiana purtroppo, e anche quella regionale, pensa al contrario che lo Stato, le sue funzioni di responsabilità, l'azione di governo debba essere cancellata, cosa che noi invece pensiamo debba essere difesa e con tutti i limiti che pure abbiamo, a incominciare da noi, a incominciare da quest'Aula, a incominciare… a proseguire con quelli che ha questa Giunta, questa maggioranza e anche il suo Presidente, è comunque una garanzia dei diritti di tutti e oggi noi lo dimostriamo qua, discutendo sul merito che voi ci avete proposto, per concludere che l'obiettivo che avevate non siete stati capaci di raggiungerlo neppure voi e ci proponete una censura che in termini amministrativi è proprio l'intervento più blando nei confronti di alcuni funzionari e dirigenti dell'amministrazione regionale.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.

E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, la Commissione d'inchiesta del Consiglio regionale che è stata nominata, è stata eletta anzi, in base all'articolo 125 del Regolamento interno, ha il compito di accertare la validità della gara d'appalto per la pubblicità istituzionale. Devo dire che questa Commissione ha lavorato anche bene, in modo netto, con tutti i limiti della Commissione stessa, nel senso che è la prima volta che una Commissione si cimentava in questo tipo di problematica e quindi devo dire che complessivamente il lavoro che è stato prodotto è un lavoro serio, una buona base di discussione. E credo che anche il dibattito si sta sviluppando in questo Consiglio regionale sia un dibattito serio, a parte qualche difesa d'ufficio che forse non era e non è opportuna, però io credo che il dibattito che sta venendo fuori è un dibattito serio, sicuramente che arricchirà tutti e che servirà anche nel prossimo futuro per il lavoro che dovrà fare questo Consiglio regionale, soprattutto la Giunta regionale.

Allora, diciamo che la gara d'appalto per la pubblicità istituzionale è stata aggiudicata alla Saatchi & Saatchi e devo dire che questo appuntamento credo che tutti quanti avremmo voluto evitarlo perché non è sicuramente piacevole andare a criticare, a valutare anche l'operato di persone che magari non siedono neanche in questo Consiglio regionale, però diciamo anche che questa competenza rientra fra i compiti di questo Consiglio regionale ed è giusto che questo affronti il problema. Allora io dico subito che sono diversi i punti che non convincono per quanto riguarda questa gara di appalto e alcuni punti ci preoccupano anche, e devo dire che fondamentalmente sono due le cose che mi hanno meravigliato e sorpreso. Una è la rilevanza dell'importo, stiamo parlando di 56 milioni di euro per una gara sulla pubblicità, che è una cifra sicuramente alta, altissima per il compito che era prefissato e poi l'altro punto controverso è la aggiudicazione alla Saatchi & Saatchi, una aggiudicazione che devo dire che, vedendo i risultati che stanno venendo fuori dal dibattito, era già aggiudicata prima che iniziasse la gara e questo è un fatto che deve far riflettere. E nessuno si offenda quando ci sono da parte dei relatori dei dubbi su questo appalto perché questa credo che sia la realtà.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue LADU.) Allora, un importo di 56 milioni di euro è una cifra veramente fuori da ogni limite. Perché è stato fatto un appalto così alto? Io devo dire che sono perplesso sul fatto che la Regione Sardegna spenda tanti soldi per la pubblicità per far conoscere la Sardegna fuori dalla Sardegna. Io invece ho l'impressione che voi o comunque la Giunta regionale vuole fare conoscere la Sardegna in Sardegna; probabilmente volevate fare un tipo di propaganda pubblicitaria che serviva non tanto per conoscere la Sardegna fuori dall'isola o fuori dall'Italia, ma probabilmente per fare tutta una serie di interventi sugli organi di stampa e di informazione che servivano per fare altre cose più che per far conoscere la Sardegna nel mondo.

Io credo che in un momento come questo, di grave crisi economica e sociale, la Sardegna non poteva fare un appalto così importante togliendo risorse invece da altri capitoli che sono di straordinaria importanza. Noi abbiamo visto tagliare anche nell'ultima finanziaria fondi per la formazione professionale perché non c'erano risorse; abbiamo visto che sono state ridotte al lumicino le risorse che riguardano le leggi di settore, la legge numero 9, la legge numero 51, la "15", la "17", gli interventi in agricoltura, nel turismo, nell'industria. Noi abbiamo visto effettivamente che sono mancati quegli interventi importanti che servono per far crescere questa regione, ma sono mancati proprio perché non c'erano risorse adeguate. E soprattutto questa maggioranza ha tentato di recuperare risorse, ha tentato di recuperare qualche soldo inventando nuovi balzelli che sono le tasse sul lusso nelle case entro i 3 chilometri dal mare, ma parliamoci chiaramente, non sono tasse sul lusso. Io leggevo proprio qualche giorno fa che praticamente anche case popolari sono state definite case di lusso perché entro la fascia dei 3 chilometri dal mare. Sono stati inseriti nuovi balzelli sulle imbarcazioni, sugli aeromobili, sulla tassa di soggiorno, sulle plusvalenze, tutta una serie di interventi che sicuramente sono convinto che penalizzeranno questa Regione perché non hanno creato sicuramente una bella immagine della Sardegna. La Sardegna è balzata agli onori della cronaca nazionale e mondiale proprio per tutta una serie di balzelli che sono anche di dubbia legittimità. Abbiamo visto che il Governo nazionale finalmente sta impugnando questi provvedimenti e io sono convinto che questi provvedimenti verranno cassati, perché non è pensabile che una Regione come questa possa, a suo piacimento, inventare nuovi balzelli a discapito delle persone indifese. Allora, la stessa aggiudicazione, diciamo, della stessa gara d'appalto, lascia molto perplessi, perché sembra quasi che questa gara d'appalto sia stata fatta per una copertura, per una cosa che invece era stata già decisa. Allora onorevole Marrocu, io non sono d'accordo quando dice che bisogna dare un colpo all'incudine e un colpo al martello, siccome anche altri hanno sbagliato e quindi passava anche questa. Io credo che noi oggi stiamo parlando di questo, e di questo dobbiamo parlare, poi, se vogliamo possiamo parlare di altre cose, però non è pensabile che noi, oggi, per giustificare questo fatto, possiamo parlare anche di cose spiacevoli che sono successe in passato. Io sono d'accordo che certe cose che sono successe nel passato non debbano più succedere, però questo non significa che noi, oggi, discutendo questo, dobbiamo dire: sì, ma siccome c'è anche quello. E' un ragionamento comunque che ritengo sbagliato, come ritengo sbagliato il ragionamento che ha fatto il collega Uras, che non mi pare abbia un comportamento univoco a seconda che si trovi al governo o all'opposizione, perché quando questo partito di Rifondazione Comunista è all'opposizione è il partito più giustizialista che esista sicuramente nell'arco costituzionale italiano, invece, quando è al governo tenta di minimizzare e tenta di far passare come cose legittime anche cose che, si sa, legittime non sono. Allora credo che bisogna essere seri, se si è giustizialisti bisogna esserlo sempre, altrimenti bisogna essere garantisti, però non si può essere a corrente alternata; un giorno si è giustizialisti e poi quando si è al governo si cambia totalmente. Io non sono d'accordo, e motivi per lamentarsi sia il collega Marrocu che Uras ne avevano moltissimi, proprio partendo da questa gara d'appalto, ad iniziare da un subappalto fatto prima della gara d'appalto, questo è un fatto di una gravità inaudita e ci sono delle documentazioni segrete che non sono state messe a disposizione della Commissione d'indagine, non sono state messe a disposizione della procura della Repubblica, che dicono, praticamente, che era già stato fatto un subappalto con una società di comunicazione che ha rapporti sicuramente con determinati settori della maggioranza, e quindi si vede che c'era un interesse preciso perché la gara andasse in questo modo, e non sono cose di poco conto. Io credo che ognuno che abbia una media intelligenza possa capire quali sono le situazioni che hanno condizionato questa situazione, così come le offerte presentate prima della indizione della gara d'appalto. Non possono essere errori materiali, non ci crede nessuno all'errore materiale e, soprattutto, una ditta esperta come quella non poteva fare errori come questi. Così come, onorevole Marrocu e onorevole Uras, la certificazione di qualità ISO 9001:2000 era un requisito che era previsto dal bando di gara, allora se una ditta non c'è l'ha, quella viene esclusa dalla gara, invece non è stata esclusa dalla gara, è stata lasciata in corso e ha vinto anche l'appalto, allora non né dobbiamo parlare di questo, queste sono veramente gravi e non possono essere in alcun modo accettate. Ecco, io credo che i motivi dell'esclusione sono veramente tanti così come… ho finito… un secondo soltanto…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu. Avevamo detto, onorevole Ladu… va male… io la capisco, lei è sempre un po' lungo nella chiusura.

E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente, colleghi del Consiglio. Io credo che sia corretto iniziare il ragionamento conclusivo che i Riformatori fanno in quest'aula, con una valutazione che riguarda l'operato della Commissione, e con un ringraziamento alla Commissione e un ringraziamento anche alla Presidenza della Commissione. Voi ricorderete quale è stato il meccanismo con il quale l'onorevole Dedoni è stato indicato come Presidente della Commissione, io credo che in quella indicazione ci fosse da parte dei componenti della Commissione che rappresentavano l'intero Consiglio, una convinzione che ci potesse essere una presidenza di garanzia, beh, credo che i risultati stessi cui è arrivata la Commissione con una relazione condivisa tra maggioranza e minoranza, sono la testimonianza che la funzione di garanzia che si richiedeva alla presidenza è stata svolta, e che il lavoro della Commissione è stato un lavoro rivolto sostanzialmente all'accertamento della verità politica, per quanto una verità politica possa esistere. E devo dire personalmente di essere relativamente soddisfatto delle conclusioni cui è arrivata la Commissione, non soddisfatto per la tipologia delle conclusione, ma per il metodo con cui si è arrivati alle conclusioni e, devo dire, dobbiamo dire come Riformatori, che ci sembra che le conclusioni a cui arriva la commissione siano un minimo riferimento a cui l'intero Consiglio possa ancora, in questo momento, sentirsi vincolato, e cioè che su due richieste alla fine questo Consiglio possa trovare l'unità, che sono la richiesta dell'annullamento della gara sulla pubblicità istituzionale, e la richiesta della rivalutazione della permanenza del Direttore generale della Presidenza nel suo posto. Io credo che quello che ha detto il consigliere Masia, tra gli ultimi questa sera in quest'aula, e cioè che il direttore generale, per quanto ha operato nel corso della Presidenza della Commissione sulla Saatchi, abbia dimostrato di essere censurabile in maniera grave, e pertanto, le parole del collega Masia non lasciano molto spazio agli equivoci, il Direttore della Presidenza debba lasciare l'incarico che ricopre in modo inadeguato. Devo dire che esistono ovviamente delle differenze di valutazione tra maggioranza e minoranza su ciò che sta al di là rispetto alle conclusioni cui la Commissione è pervenuta. Se noi ci trovassimo davanti non alla giustizia politica, non alla ricerca della valutazione politica, ma davanti alla giustizia sportiva, cioè quella della responsabilità oggettiva, beh, non ci sarebbe nessun dubbio che il presidente di questa squadra di calcio verrebbe radiato dal tesseramento presso la federazione, sarebbe interdetto per sempre, non c'è alcun dubbio. Se fossimo nel clima degli anni 90 che qualcuno ha ricordato in questa aula, beh, il clima per cui era impossibile che Craxi non sapesse quello che il suo braccio destro faceva, beh, le conclusioni sarebbero identiche e le responsabilità non sarebbero sicuramente soltanto di tipo burocratico e amministrativo, ma sarebbero sicuramente anche di tipo politico. E sono, a nostro avviso, responsabilità di tipo politico, perché mentre la Commissione che ha esaminato gli atti non ha dubbi sulla censura pesante nei confronti della Commissione, del suo Segretario, ma in particolare del Presidente che aveva il compito di organizzare, gestire ed indirizzare il lavoro della Commissione, contemporaneamente il Presidente della Giunta dice di mantenere la piena fiducia, lo dice alla stampa, nei confronti del Direttore generale dell'Assessorato. E allora, delle due una; o sbaglia la Commissione che dice di non avere fiducia, o sbaglia il Presidente che dice di avere ancora fiducia, o il Presidente conosce cose che la Commissione non conosce e l'Aula non conosce, e se il Presidente conosce, il Presidente della Giunta Renato Soru, cose che la Commissione non conosce e l'Aula non conoscere, beh, noi comprendiamo che il presidente Soru volesse essere sentito dalla Commissione d'inchiesta, e personalmente, se fossi stato all'interno della Commissione di inchiesta, sicuramente avrei votato per sentire il presidente Soru, ma mi sarei anche immaginato che se il presidente Soru voleva rilasciare alla Commissione Saatchi & Saatchi delle dichiarazioni che aggiungessero qualcosa nella conoscenza dei fatti, beh, la prima cosa che il presidente Soru avrebbe dovuto fare sarebbe stato quello di rendere le stesse dichiarazioni a quest'Aula, perché noi stiamo facendo un dibattito in questa aula, in assenza del presidente Soru che evidentemente non lo considera un dibattito sufficientemente interessante per assistere, ma a parte questa considerazione che di per se stessa è già estremamente grave, stiamo facendo un dibattito senza conoscere le dichiarazioni aggiuntive che al presidente Soru premeva di rendere alla Commissione di inchiesta, al punto che ha sollecitato la Commissione di inchiesta per poterle renderle, e che non abbiamo sentito neanche in quest'aula e che secondo il presidente Soru, evidentemente aggiungevano qualcosa, rispetto a quanto già la Commissione saatchi and saatchi conosceva, e che probabilmente sono la base di quella conferma di fiducia nei confronti del Presidente della Commissione, nonché direttore generale della Presidenza della Giunta, che ha indotto il presidente Soru a ribadire la sua fiducia nei confronti del dottor professor Dettori. Insomma, Presidente del Consiglio, Assessori, che rappresentate la Giunta, ma in questo caso, io credo che noi avremmo voluto avere come interlocutore direttamente il Presidente della Giunta, Presidente della Giunta, a cui sui giornali premeva rilasciare dichiarazioni all'Aula e alla Commissione, in Aula non gli preme più rilasciare dichiarazioni, quindi evidentemente qualcosa è cambiato, qualcosa è stato superato, ma il Consiglio regionale e i sardi, perché il Consiglio regionale rappresenta i sardi rimangono all'oscuro di quello che è cambiato, rimangono all'oscuro di quelle che sono le valutazioni che confermano, nonostante la censura della Commissione, la fiducia del Presidente nei confronti della Commissione e nei confronti del Presidente della commissione. Colleghi, io credo che un concorso di indizi così convergente, così omogeneo, come quello che emerge dalla lettura della relazione della Commissione, ma anche dalla lettura della stampa, che si è occupata di dare atto ampi brani di quelle che sono state le audizioni in Commissione, e cioè tutti gli indizi concordanti sui contatti che ci sono stati con la saatchi prima che ci fosse il bando, sulle date errate che vengono poste nelle offerte della saatchi, sui rapporti in corso di appalto tra la saatchi e il potere politico della Regione, sulle visite estemporanee agli atti che sono state eseguite in corso del lavori della Commissione, siano sufficienti a fare rabbrividire chiunque. Però credo che una valutazione vada fatta alla fine, e cioè tante volte, colleghi, se abbiamo orecchie per sentire, in questa Aula si è detto che il nuovo sistema, che comporta poteri importanti in capo al Presidente della Regione dovrebbe avere un bilanciamento dei poteri, beh io ne sono convinto, ma sono convinto che questo bilanciamento dei poteri, non passa per il Consiglio regionale o per il rafforzamento del Consiglio regionale, ma passa per un altro rafforzamento, che è il rafforzamento dei poteri della legge, nel senso che sui poteri del Presidente della Regione dovrebbe sempre far agio la legge, il rispetto della legge ci dovrebbe essere la garanzia che lo Stato di diritto sia rispettato in qualsiasi momento e non che esiste qualcuno che è meglio della legge conosce gli interessi dei sardi, perché questo è la sensazione che rimane rispetto alle cose che abbiamo letto sulla saatchi, e cioè che ci possa essere una legge superiore alla legge, incarnata da chi meglio della legge conosce il dovere e diritti dei sardi, e in quella direzione va. Che ci sia qualcuno che sia legibus solutus (Sorutus) perché sa meglio dei sardi qual è l'interesse dei sardi.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.

LANZI (Sinistra Autonomista). Grazie Presidente. Ma questa discussione sulla gara d'appalto sulla pubblicità istituzionale è stata anzitutto consumata con le dichiarazioni sulla stampa, dando un'immagine della pubblica amministrazione negativa, di poca trasparenza, di parzialità, di intreccio con la politica o con qualcuno in particolare, cioè in specie il Presidente. Dando un'immagine sbagliata anche dei fatti, così come poi si sono rivelati nella relazione finale della Commissione. Ecco quindi, che la Commissione di inchiesta arriva ormai, quando l'altra inchiesta, quella delle dichiarazioni di stampa era già stata consumata, con giudizi politici già espressi e quindi anche nell'individuazione di un colpevole, si è creato così, come si fa spesso in Italia, un'opinione pubblica così forte da richiedere l'urgenza di istituire una Commissione d'inchiesta consiliare. La maggioranza è stata disponibile a questo, si è costituita una Commissione d'inchiesta, che avrebbe dovuto chiarire cosa di così grave sia potuto succedere in quella Commissione di gara, un complotto con il fine, come dice qualcuno, di creare una propaganda di regime. Ha semplicemente esaminato atti la Commissione inchiesta, amministrativi, ha ripercorso le vicende dei singoli commissari che hanno operato, certamente, con alcuna leggerezza e ne fanno una valutazione amministrativa che nel merito coinvolgerà poi altri organismi e non certo questa Aula e nessuno di noi, questo non è un tribunale come qualcuno ha detto. Per questo ritengo che la questione politica che doveva essere accertata, sia stata accertata, e cioè che la politica, così come risulta dalla relazione della Commissione, non è intervenuta ad alterare il lavoro della Commissione di gara. Questa è il risultato della relazione della Commissione d'inchiesta e quindi di quei colleghi che noi abbiamo delegato e designato dentro quella Commissione, mi chiedo se le dichiarazioni sulla stampa di domani saranno altrettanto capaci di creare opinione pubblica nel mettere in evidenza questo aspetto, al di là di tutto credo che oggi questo Consiglio regionale abbia il dovere di prendere atto delle questioni accertate, e metterle a disposizione di chi altro organismo è competente, ma non ha altri compiti. Quindi la responsabilità politica è già stata esercitata, la Commissione è stata istituita, ha fatto il suo lavoro e l'ha fatto bene, basta ora! Questo significa richiamare tutti, però, alle proprie responsabilità, e significa anche essere corretti, anche rispetto al contenuto della relazione, e al mandato che questo Consiglio ha dato alla Commissione. Certo a qualcuno si palesa, come già si vede sulla stampa oggi, la possibilità di processare il Presidente, e quindi, di strumentalizzare questo fatto, ma io, che mi richiamo alla responsabilità di un ruolo, che è quello di far conoscere ai cittadini sardi i fatti, che sono stati accertati, e non i pregiudizi politici, le propagande strumentali che un certo modo di fare politica troppo spesso, ormai diffuso, usa a proprio consumo. Delegittimazione, continua, della figura del Presidente della Regione, continuare a lasciare che le insinuazioni si insinuino e creino un'errata opinione comune, dimostra l'incapacità di usare la politica per il fine per cui è nata, e cioè costruire e cambiare le cose. Quello che è l'incapacità di fare politica, e cioè distruggere, colpire, infangare i singoli, e con esso, però, si trascinano le stesse istituzioni. Io non so se questo modo di fare politica produca maggiori risultati elettorali, ma so con certezza, che non porta nessun cambiamento positivo né alla politica né a questa Regione. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie signor Presidente, avrei gradito salutare anche il Presidente della Regione, che però è assente dall'Aula, come durante la legge finanziaria, anche durante questo dibattito, che è un dibattito importante, che rappresenta un momento importante che i sardi osservano, non solo perché c'è una diretta alla televisione, ma osservano da mesi, osservano da almeno sette mesi con attenzione, con sconcerto e preoccupazione. Il caso saatchi, il caso saatchi and saatchi è uno scandalo; uno scandalo che nonostante gli interventi, piuttosto blandi, dei colleghi e delle colleghe, che mi hanno preceduto, ha motivo di essere definito in questa Aula uno scandalo gravissimo, uno scandalo senza precedenti, che investe la Regione sia dal punto di vista della macchina burocratica e amministrativa, sia dal punto di vista della politica, colleghi. E potremmo paragonarlo all'altro grande scandalo, che negli ultimi decenni ha segnato e ha ferito la Regione sarda: viene in mente il famoso caso Scomazzon, lo scandalo di questi miliardi spariti dalle casse della Regione. Ebbene, questo scandalo della Saatchi&Saatchi è ancora più grave del caso Scomazzon, perché investe non solo la macchina burocratica e amministrativa della Regione, perlomeno in alcuni suoi settori strategici importanti, dirigenziali, di altissimo e di massimo livello, ma investe anche la politica, la quale non è affatto esente da un coinvolgimento e dalle conseguenze, non solo politiche, ma noi delle conseguenze politiche ci occupiamo qui, che esso potrà avere. Certamente ci occupiamo solo della valutazione e delle conseguenze politiche. E' chiaro che qui non si fanno processi. E' chiaro! I forcaioli tra l'altro non stanno da questa parte, se mai stanno dall'altra parte. La tradizione degli ultimi decenni in Italia insegna che i forcaioli stanno dall'altra parte, qui stanno i garantisti, qui stanno quelli che anche in questo momento affermano che non ci sono colpevoli fino a quando, per lo meno colpevoli dal punto di vista giudiziario penale, fino a quando la magistratura non dovesse accertare che esistono colpevoli. Quindi non è questo il problema, non facciamo alcun processo e non vogliamo fare alcun processo, però qui si fa un'analisi politica, anche tecnica e anche amministrativa, ma soprattutto politica, al termine della quale, dopo avere valutato politicamente e lasciando ai giudici del tribunale le valutazioni giudiziarie e penali eventuali, si valuta politicamente se ci sono delle responsabilità politiche chiare, che fanno riferimento direttamente ai vertici della Giunta regionale sarda. E queste responsabilità politiche sono evidenti, non sono frutto di un agitarsi dell'opposizione, non sono frutto di una stampa, come ho sentito qualche intervento fa, asservita a chissà quali poteri economici, e ce ne vuole di coraggio per dire che c'è certa stampa asservita a poteri economici, ce ne vuole coraggio e stomaco per affermare certe cose, ce ne vuole! Individuiamo, dicevo, delle responsabilità politiche precise, che devono spingere il Presidente della Regione, che non intendiamo gratuitamente sottoporre ad un processo penale, devono spingere il Presidente della Regione a provare imbarazzo e vergogna per quanto è successo, in quanto responsabile politico dello scandalo più allarmante che abbia investito la Sardegna negli ultimi decenni. La responsabilità c'è, politica ma c'è, colleghi, non fate finta di ignorare che ci sia, ed è supportata da valutazioni di tipo politico e anche di tipo tecnico. Fatto sta che questo scandalo che voi vorreste edulcorare ha disonorato la Sardegna, ha creato un imbarazzo profondo, presidente Soru, finalmente lei è tornato in Aula, ha disonorato la Sardegna questo scandalo, ha creato un imbarazzo profondo, ha alimentato un clima deleterio e distruttivo per l'immagine della nostra Isola. Altro che pubblicità, gliela fatta lei la pubblicità, Presidente, alla Sardegna. Ha fatto una pubblicità devastante per la Sardegna, con le sue tasse contro il turismo, con le sue tasse contro gli emigrati, con i suoi balzelli ridicoli e assurdi, con i quali la Sardegna ha fatto effettivamente il giro del mondo, tutti ne parlano, per riderci dietro, per affiggere i cartelli di ringraziamento nei porti turistici e stranieri e nelle altre regioni italiane, per ringraziare Soru per le tasse, grazie alle quali i turisti invece che venire in Sardegna se ne vanno in Corsica, se ne vanno in Costa Azzurra, in Nord Africa, nell'Adriatico, a Forte dei Marmi, e si tengono alla larga dalla Sardegna.

Sì, presidente Soru, lei ha delle responsabilità politiche gravi, davanti alle quali non si può sottrarre; e queste responsabilità politiche, facendo appello alla sua coscienza di buon amministratore, la devono portare a sposare in pieno la richiesta che le viene unanimemente dalla Commissione d'inchiesta e le viene anche da quest'Aula, di farsi promotore, il primo promotore dell'annullamento di questa gara d'appalto e anche, come diceva il collega che mi ha preceduto, della eliminazione della possibilità che questi concorrenti ripartecipino ad un'altra gara simile. Se lei vuole ridare credibilità non tanto a se stesso, non tanto alla sua amministrazione, alla sua Giunta, ma alla Sardegna, si faccia primo promotore dell'annullamento di questa gara d'appalto. Per la verità, Presidente, non so se lei lo farà, ho dei dubbi, credo che quanto è successo in questi ultimi mesi in Sardegna la dovrebbe indurre a fare una scelta ancora più coraggiosa, ancora più intellettualmente onesta, ancora uno scatto di reni più forte, a rassegnare le dimissioni presidente Soru, a tornarsene a casa, a tornarsene alle sue attività imprenditoriali e interrompere questa stagione politica triste, nella quale lei e la maggioranza che la sostiene avete fatto precipitare la Sardegna. I punti che il collega Maninchedda stamattina enumerava, enunciava, i punti salienti della relazione della Commissione, i sei punti diciamo:

Saatchi & Saatchi sapeva troppo di questa gara, prima che ci fosse una gara; questo è il punto numero 1. Stranamente, prima che si facesse la gara d'appalto, Saatchi & Saatchi sapeva fin troppo, aveva anche preparato progetti che guarda caso dovevano servire per quella gara.

Saatchi & Saatchi non era in possesso dei requisiti necessari per poter partecipare a questa gara.

Punto numero 3, la Commissione non ha adeguatamente verificato quello e altri motivi di esclusione di quella società da questa gara d'appalto.

Punto quarto, ci sono state diverse votazioni, ma soltanto una di quelle votazioni è stata verbalizzata.

Punto quinto, sono stati attribuiti ai concorrenti e al vincitore in particolare, punteggi in modo arbitrario e del tutto contestabile.

Punto sesto, ma non certo in ordine d'importanza, sono stati scritti i verbali in modo non corretto, in modo non corretto. E qui vorremmo ascoltare il convitato di pietra, perché c'è il convitato di pietra, e non è soltanto il presidente Soru; il convitato di pietra è quel suo Direttore generale che lei, infischiandosene di una sentenza della magistratura, ha reintegrato nel suo incarico. Eh, io vorrei ascoltarlo, perché lei sa Presidente che Socrate diceva di essere uno che sapeva di non sapere, ma il professor Dettori sa di sapere. Il professore Dettori sa e sa di sapere, e sarebbe certamente interessante ascoltare il professor Dettori, così come presidente Soru le dico sinceramente che se io avessi fatto parte della Commissione d'inchiesta, io avrei sicuramente dato parere positivo alla sua richiesta di essere ascoltato in Commissione, perché ogni momento di chiarezza e di dialogo è positivo, quindi io avrei votato favorevolmente alla sua audizione in Commissione, così come ho sollecitato il Presidente del Consiglio a fare in modo che questo dibattito in Aula…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, assessori, colleghi. Io spero che la diretta televisiva abbia fornito eloquenti immagini di questo Consiglio, dell'assenza continua del Presidente. Ma vorrei far rilevare che ad ogni assenza del Presidente corrispondeva anche l'assenza di qualche Capogruppo della maggioranza, che magari era lì per trattare sul voto, per trattare su qualcosa o su qualcuno. E state tranquilli, dico ai sardi, non stavano trattando per voi o per gli interessi generali. Credo che questo dibattito abbia del vergognoso, del vergognoso per la piaggeria che è stata espressa da alcuni colleghi della maggioranza nel loro interventi, per il politichese che è tornato in quest'Aula, per i vecchi metodi, le vecchie parole, i vecchi equilibrismi, di un vecchio Consiglio che io, qualche mese fa, in sede di finanziaria, ho definito "questo vecchio Consiglio", che secondo le aspettative dei sardi doveva essere "il giovane Consiglio del rinnovamento". Siamo tornati indietro di trent'anni, siamo tornati indietro nel difendere l'indifendibile, nell'arrampicarsi sugli specchi, nel dire tutto e il contrario di tutto. Stiamo arrivando a giustificare con il nostro politichese qualsiasi azione, e non credo che in questo il Presidente della Giunta abbia qualche responsabilità, sappiamo com'è fatto, non possiamo chiedergli di più, sappiamo come la pensa sulla democrazia, sappiamo come la pensa sul confronto, sul confronto istituzionale, sul confronto diretto, sappiamo che pensa che quello che lui sostiene e propone è il meglio per i sardi, è il nuovo illuminismo, nono ne ha nessuna colpa, è la colpa di chi continua a garantire con il suo voto, con i suoi interventi come quello di oggi, pur di andare avanti, pur di continuare a rimanere su questi banchi, continua giustificare tutto e a salvare tutto, con un unico obiettivo: quello di stare a galla, parlo del Consiglio, parlo di colleghi, parlo di noi, quello di salvare la casta, casta alla quale noi dell'U.D.C., a questa casta non vogliamo appartenere, a questa casta vogliamo appartenere! Caro collega Pisu, lei è arrivato fino ai costi della politica, questi sono i veri costi della politica, buttare al vento in maniera illegittima, in maniera arbitraria 56 milioni di euro che poi arrivano a 65 milioni euro, mentre aumenta la soglia di povertà, continua ad aumentare, mentre i poveri continuano ad aumentare, mentre non si fanno interventi concreti sul lavoro ma si pensa alla tassa sui cani, mentre non si fanno interventi strutturali importanti per i giovani e per il loro futuro, ma si pensa di eliminare i cartelli stradali pubblicitari, questa è l'azione di governo di questa Giunta e di questa maggioranza, dove si pensa ancora di immettere nella finanziaria delle formule strane, illegittime che saranno impugnate, per coprire un debito, un disavanzo che esiste e in maniera illusoria si propone alla Sardegna la favola delle nuove entrate. Siete voi che non volete andare a casa, non il Presidente. Il Presidente su questo fatto non si dimetterà mai, ha detto che difende il dirigente e lo difende per salvare se stesso, questo noi lo sappiamo, questo io lo dico, sacrifica Dettori, cercherà con le unghie, con i denti, in tutti i modi di salvarlo ma lo sacrificherà per rimanere lì, la responsabilità è vostra, è nostra, anzi noi non abbiamo responsabilità è totalmente vostra! E' totalmente vostra che continuate a tenervi aggrappati ai privilegi di un ruolo ai quali non volete assolutamente rinunciare, ma io vi chiedo come facciamo a chiedere fiducia ai sardi se in questa aula tra stamane e stasera si riesce a negare l'evidenza, la Commissione ha fatto un buon lavoro, ha fatto la sua azione, ha esaminato sotto il punto di vista tecnico e amministrativo, di legittimità, tutti gli altri di gara, bene quella costituisce la base di un giudizio politico che noi siamo chiamati ad esprimere in quest'aula, quella è la base per il nostro giudizio politico, io non intendo collega Uras rinunciare alla mia prerogativa, quella di esprimere il mio giudizio politico perché credo che il nostro ruolo sia quello di difendere e garantire lo Stato di diritto, di garantire la istituzione democratica, la trasparenza dell'azione amministrativa e politica. Bene, allora mi chiedo, perché stiamo dimostrando che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire? Tutti dovete salvare il Presidente Soru, i sardi in questo non contano nulla! Niente! Dobbiamo salvare una persona, un Presidente, non dobbiamo tutelare i sardi, non l'ho sentito dire a nessuno questo, il Presidente non c'entra, il Presidente non ha responsabilità, il Presidente non sapeva che quando è andato a vedere gli atti non poteva vederli! E se non lo sapeva non faccia l'amministratore pubblico, lei non aveva nessun diritto, lei doveva richiamare il dirigente che le ha mostrato gli atti di gara, doveva dirgli: tu non me li puoi far vedere, perché lei è garante di tutto questo e anzi doveva dirgli stai attento a quello che fai perché ti mando a casa, perché non sai esercitare il tuo ruolo, perciò lei sapeva e perché non ha visto anche gli atti di gara delle altre concorrenti e solo quello di Saatchi & Saatchi? Ecco perché questa vicenda delle tre esse, la "Soru & Saatchi Story", così la vorrei definire ha dell'inquietante, ha realmente dell'inquietante e poi si dice che ci sono i sei punti elencati dal collega Maninchedda io sono arrivato fino a 14 punti, ma ne vorrei segnalare uno in particolare, cioè il rapporto tra il Presidente della Commissione di gara e la Saatchi & Saatchi che in corso di gara ha avuto, sembrerebbe, espliciti rapporti, diretti rapporti, epistolari con la Saatchi & Saatchi e proprio stamattina tra la posta, ho avuto modo di ricevere, sì è vero in forma anonima, e come tale la presenterò alla magistratura e al magistrato che ha in carico questa vicenda, la coppia di una e-mail, una interlocuzione avvenuta tra la signora Ivana Costa, della Saatchi e il professor Fulvio Dettori che riferisce dei rapporti, che riferisce delle interlocuzioni avvenute con il signor Fabrizio Caprara e Pietro Concina, nomi che credo non gli siano nuovi Presidente, e in cui fa riferimento alla gara in corso e la data è del 17 11 2006, cioè in pieno corso di gara, e il dirigente non sapeva che non poteva intrattenere rapporti con le società concorrenti? Allora se non lo sapeva faccia un altro lavoro! E se il Presidente non sapeva che questo non si poteva fare, faccia un altro lavoro anche il Presidente! Perché lei deve garantire trasparenza, deve garantire la democrazia, il diritto di tutti, la par conditio, ma io ripeto a lei la capisco, perché lei pensa, come ho detto prima, che quello che lei fa e che pensa per noi sardi è il meglio, perché andare a cercare un altro piastrellista se quello che ha fatto casa sua, a suo avviso, è il meglio? Non perdiamo tempo, usiamo direttamente quello che io ho scelto per voi, questa non è pubblica amministrazione, così come è diverso nella pubblica amministrazione, ma simile alle amministrazioni private che l'amministratore delegato che riscontra o che viene accusato di una manchevolezza di un suo dirigente fiduciario nei confronti dei soci paga l'amministratore delegato, nei confronti di soci dell'assemblea chi viene accompagnato alla pensione dalla società è l'amministratore delegato, e lei è l'amministratore delegato della Regione sarda, e i soci, questi soci, hanno l'obbligo di mandarla a casa, perciò il nostro giudizio politico che ricompatterà la casta, perché io so che con quello che sto dicendo sto ricompattando la sua maggioranza contro quello che dico perché è una casta, non perché è libera nel pensiero, non perché deve esprimere un libero giudizio, perché ripeto, l'ultimo dei problemi di questa aula sono i sardi e gli interessi legittimi dei sardi, dei senza lavoro, dei poveri che lei dice di non conoscere, perché non ci sono poveri in Sardegna, lei dice, perché hanno tutti le macchine di una certa cilindrata e perciò non ci sono poveri, così come lei sostiene che non ci siano disoccupati, io vivo tra la gente lei dove vive? Dove vive signor Presidente? Io incontro la gente…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, per me è una delle pagine più tristi questa serata perché da tre anni vivo all'interno di quest'aula e registro in questo dibattito, oltre questo insopportabile tanfo che emerge dalla relazione, onestamente scritta da tutti i 14 consiglieri, miei colleghi, sono delle cose terribili, non c'è stato uno che si sia permesso, anche con bizantinismo di insinuare che ci sia astio, rancore, hanno detto delle cose terribili, che c'è stato un affettuosità particolare nei confronti della Saatchi & Saatchi che non avrebbe i requisiti per vincere questa gara. Allora, per riportare all'oggetto, cerchiamo per l'autotutela dell'istituzione che appartiene a tutti di attingere dal buon senso e rispettare il dispositivo finale di questa relazione che chiede, giustamente, la sospensione, perché l'affidamento non è ancora avvenuto di questa gara, non c'è un vincitore di questa gara. Però, siccome le zone d'ombra, per usare un eufemismo, sono tante, annulliamo - se non ci sono particolari interessi - ciò che è accaduto, rimuoviamo per incompetenza palese presidenti e componenti della commissione e invece, anziché plaudire i colleghi che con grande onestà, accedendo agli atti ci hanno fatto vivere questa tribolazione, ci sentiamo dire dal garante, dalla massima istituzione che è il presidente Soru, che il professor Dettori ha grande competenza, ha grande cultura, ha una tensione morale che non spetta a nessuno di noi discutere perché intanto c'è la magistratura che sta approfondendo il discorso e fino al pronunciamento finale dobbiamo non fare mai i giustizialisti, ma i garantisti. Ecco, il presidente Soru, imprudentemente, senza leggere la relazione precisa e puntuale, difende l'indifendibile, sostiene: "Ha grande cultura". Ma se dalla relazione emerge che non conosce neanche il dettato normativo del codice degli appalti, o è ignorante questo presidente della commissione, oppure è proteso alla difesa di interessi d'altri, comunque sia in entrambi i casi va rimosso, perché questo è emerso. E' questa la tragedia, ci sono diverse questioni che ci autorizzano ad azzerare tutto, però secondo il punto di vista sardista da tempo noi diciamo che il frutto decomposto e maleodorante di questa deriva presidenzialistica nasce proprio dal sistema elettorale, dal presidenzialismo, non solo dal presidente Soru, è il sistema che accentra nelle mani di un solo uomo tantissimo potere che esautora, mortifica, dileggia, la sovranità del Consiglio. Anche l'invito, fuori luogo, del presidente Soru affinché i consiglieri non si interessino della Saatchi & Saatchi, ma dell'occupazione, del banditismo - come se il banditismo fosse solo in campagna e non anche nei salotti buoni della finanza, dei colletti bianchi - come si permette di dire ai consiglieri "Dovete interessarvi ad altro, distraete l'attenzione da questo e rivolgetela ad altro". Noi, con l'investitura popolare, col giuramento che abbiamo fatto, dobbiamo, nel rispetto soprattutto dell'articolo 97 della Costituzione, che spesse volte ho citato, garantire la trasparenza, la buona amministrazione. Ecco, dalla relazione emerge che gli argini che dovevano tutelare i diritti dei cittadini sono stati infranti e questa non è un'invenzione del relatore o dei 14 consiglieri, è scaturito da questa frequentazione, dall'accesso agli atti, che fanno dire... ecco perché io me la sento di condividere totalmente il dispositivo finale e di rimuovere questo professor Dettori. E poi, non cerchiamo di riperimetrare le nostre competenze con bizantinismi, con alchimia, ma come fa un consigliere che deve legiferare a non controllare il buon esito delle stesse leggi? Ma come possiamo noi autolimitarci a fare una sterile denuncia! Ma è inevitabile che da una porcheria così diffusa deve nascere la santa esigenza per l'autotutela, per la credibilità della classe politica, che vede con grande preoccupazione, colleghi, lo avvertite quanto me, i cittadini allontanarsi sempre più dalla politica. E invece la magistratura che sopravanzando e ci porta via i nostri spazi vitali, ma noi ancor prima che la magistratura assuma decisioni prendiamo una saggissima decisione annullando questa porcheria. Io uso un termine sbrigativo, forse traumatico, però come si fa a non pensare che per i primi anni le azioni di governo del Presidente, con un sistema così truffaldino, liberticida, che non ha scelto lui - l'ho detto spesse volte - ma anche quello è frutto della nostra incapacità di dotarci di una legge veramente proporzionale, decidente, che non ci faccia rituffare alle stagioni degli inciuci, dei ricatti. Noi dobbiamo fare tesoro della triste esperienza degli scorsi cinque anni, dove eravamo ancora all'opposizione e segnalavamo con preoccupazione il caos, l'anarchia, però oggi di fronte a un sistema devastante che permette, proprio per quel principio simul stabent simul cadent, di ricattare questi poveri consiglieri - e ce l'ha ricordato il francescano Pisu, che è sempre disposto a privarsi delle sue indennità -, ma affrontiamo un dibattito anche sulle indennità e cerchiamo di eliminare ciò che si deve eliminare di fronte agli occhi di tutti, però non scadiamo a questi livelli approfittando di un argomento preoccupante che dà un'immagine negativa dell'istituzione all'opinione pubblica, perché i 135 miliardi di vecchie lire rappresentano anche questo, credo, un costo della politica se, come emerge dalla relazione, vanno a gratificare gli amici. Questo non deve succedere, io chiudo, senza insinuare, perché la maldicenza non appartiene alla cultura sardista, l'abbiamo dimostrato tantissime volte, però un Presidente che ha un tasso di permalosità nel range di normalità, non eccede, non diminuisce, però rientra nella norma, ogni volta che qualcuno si è permesso di insinuare sulla sua moralità, giustamente, si è indignato e ha querelato. Io dico, ma come mai di fronte a notizia criminis, a macigni insostenibili, direi pesantissimi, scritti in tempi non sospetti da un guru del mondo pubblicitario come Gavino Sanna, che in quel librettino "La pipì controvento", tra l'altro non è in vendita questo volume, l'ha omaggiato, scriveva in tempi non sospetti a proposito del rapporto col presidente Soru che: "Quando tornai da te", cioè da Soru "verso sera, con Mario Mariani, nel palazzo di viale Trento, iniziasti uno strano discorso sulla possibilità di fare delle gare che così non ci saremo esposti a critiche. Ti dissi, 'Mi spiace ma io gare non ne faccio, fai tu, decidi tu, ma io non mi metto in gara con nessuno'. E tu: 'No, noi facciamo le gare e poi noi due decidiamo chi sarà meritevole di vincere'". Cioè, la magistratura forse è sonnolenta, forse è distratta, di fronte a macigni del genere, ma come fa a non chiedere spiegazioni a un probabile potenziale calunniatore, io l'avrei fatto perlomeno! Ecco, se fosse vera una minima parte di ciò che emerge dalla relazione e di ciò che in tempi non sospetti scrivevano pubblicamente certi sardi, beh, signori, qui siamo di fronte a una questione morale che, non dimenticatelo, è stata inaugurata come stagione politica in un modo trombonesco e autocelebrativo proprio dal presidente Soru che disprezzava, odiava la politica truffaldina e lui incarnava l'antipolitica, su questo si è creato il consenso, l'amore, la speranza dei sardi. Non tradiamo questa speranza, andiamo a fondo e se non ci sono interessi particolari da difendere si annulli questa gara, al di là degli schieramenti, minoranza o maggioranza. Io l'ho detto sempre, ho degli interessi grandi da difendere, quelli della povera gente, della mia gente, come tanti colleghi, non ne ho altri particolari, sono iscritto alla compagnia barracellare e non credo di essere una persona che è protesa a difendere particolari interessi. Per questo, con serenità annulliamo ciò che è indifendibile.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, colleghi, intervengo anch'io, quasi alla conclusione di questo lungo dibattito, e voglio già in apertura del mio intervento chiarire che anche rispetto a quanto ho avuto modo di ascoltare oggi, ma anche a quanto apparso nei giornali, anche di recente, anche in questi mesi, sono tra quelli che in qualche modo ritiene le conclusioni che sono state portate alla fine dell'inchiesta, della relazione finale della Commissione di inchiesta, in qualche modo incoerenti o non sufficienti o incomplete rispetto alla natura del dibattito che ancora oggi è avvenuto in quest'Aula. Perché dico incomplete, pur nella buona fede, nell'intento sicuramente positivo e importante di fare chiarezza che ha animato la Commissione, perché ancora nelle parole del collega Atzeri, ma ancora prima del collega Capelli, ancora prima nelle parole del collega Sanjust, è emerso chiaramente che qui non interessa veramente a nessuno se in qualche modo ci siano state delle incongruenze amministrative, delle distrazioni, ma è già dato per scontato che siccome ci sono state, dietro queste incongruenze c'è un dolo, essendoci un dolo c'è un disegno, essendoci un disegno c'è una questione morale e una questione politica. E il collega Sanjust lo diceva chiaramente stamattina, dice: " E' unanime che la gara è stata falsata", attenzione, falsata, non che la gara abbia avuto delle incongruenze, ma falsata quindi con un intento di falsità e di indirizzarla in un modo diverso da quello che doveva essere il risultato. E dice anche: "Sono convinto perciò che dietro le responsabilità amministrative, ci siano responsabilità politiche, solo con l'ipocrisia si può fingere che non esiste una regia occulta e il Presidente si dovrebbe dimettere". Allora, miei cari colleghi, io credo che di fronte alla natura di un dibattito di questo tipo, leggere nelle conclusioni che preliminarmente, evidenziarsi, che non si è rintracciato, insomma nelle conclusioni, tutto si discute, si entra nel merito tecnico, da tribunale amministrativo, da persona che in qualche modo analizza la regolarità di un appalto, ma tutto si discute fuorché il tema politico che ha animato questi mesi e che ha animato il dibattito di quest'aula, e il tema politico è stato ben diverso dal fatto che ci sia stata una doppia votazione, un arrotondamento, che un certo professore Incarrozza o Carrozza abbia fatto un parere che poi non andasse bene. Il tema politico è stato diverso, il tema politico è stato spot per 120 miliardi, un golpe pubblicitario e attenzione c'è qualcuno preveggente, perché questo articolo è uscito il 17 ottobre, molto prima delle rivelazioni di un membro della Commissione, quindi c'era qualcuno che già sapeva che sarebbe andata male e nello scrivere, nel descrivere quello che è successo dice, c'è poca trasparenza, chissà come verrà nominata la Commissione, è uno spreco senza precedenti di risorse pubbliche con molti punti interrogativi e queste cose le diceva a ottobre, non a novembre, non a dicembre, non a gennaio, non a febbraio, non a marzo, allora io mi chiedo di fronte a questioni di questo tipo e altre cose, soldi per gli spot buttati al vento, i legami con Soru su Internet cose scritte a ottobre e a novembre, di fronte a questo tipo di minacce, di condizionamenti, di golpe, di difficoltà e di pericolo per l'informazione pubblica, io credo che le conclusioni della Commissione siano del tutto fuori tono, del tutto fuori registro. Quello che vogliono sapere i sardi è se 120 miliardi o 55 milioni di euro per gli spot è una cifra congrua, se è stato fatto un procedimento che aveva un indirizzo politico chiaro, se c'è una strategia di comunicazione, se c'è questo conflitto e questo non viene affrontato, se c'è una regia se è possibile che una Regione dove ci sono aziende importanti, se è possibile che in una Regione dove ci sono aziende importanti come quella che ho avuto l'onore di dirigere che è un'agenzia di pubblicità che ha avuto 30 dipendenti e 2 milioni e mezzo di fatturato, e che è l'agenzia più importante di comunicazione di questa Regione e che essendo l'agenzia più importante di questa Regione ha avuto rapporti di lavoro con Tiscali come tutti quelli che operavano nel settore e che operavano bene perché come altre realtà, come la Tre A di Arborea, come Auchan, come Carrefour, sono aziende che investono, allora io voglio sapere se è possibile e se riteniamo giusto che chi ha bene operato e ha fatto bene il proprio lavoro e ha lavorato per le aziende più importanti che hanno creato un distretto della comunicazione in Sardegna, un distretto la multimedia prima con Video on-line, poi con Tiscali hanno creato un distretto delle competenze, io voglio sapere se tutte quelle persone che hanno lavorato con queste realtà importanti sono da mettere all'indice e se queste persone non devono più partecipare ai bandi perché io vi assicuro che tutti quelli che hanno operato in Sardegna e che hanno partecipato ai bandi per la prima, per la seconda, per la terza, per la quinta società, hanno avuto direttamente o indirettamente rapporti con Tiscali, con Soleia, con la mia società, con chi ha operato nella comunicazione e ha operato sui progetti più importanti. Allora, noi su queste cose stiamo facendo dell'aria fritta, io mi sono permesso e ho ritenuto di farlo per tutelare la mia onorabilità, perché qui dietro non interessa a nessuno cosa è successo in quel bando di gara, interessa colpire politicamente il Presidente, un progetto politico di riforma di questa Regione che per la prima volta cerca di portare ordine anche nella comunicazione affidata alla discrezionalità di mille Assessorati per riportare all'interno di un unico progetto, e io mi sono permesso di cercare di mettere a tacere qualcuno perché chiamato in causa più volte, ho querelato l'onorevole Pili e chissà perché dall'8 marzo da quando l'ho querelato non si è più permesso di citarmi o di ritirarmi in ballo con le sue fantomatiche rivelazioni perché ha fatto quattro conferenze stampa e io mi chiedo se una Commissione d'inchiesta che deve occuparsi di un tema che ha fatto le pagine dei giornali, perché non deve convocare l'onorevole Pili per chiedergli conto delle dabbenaggini che ha scritto nei suoi fantomatici rapporti di cose ovvie che tutti conoscono, cioè che tantissime realtà della comunicazione, le più importanti che operano in Sardegna hanno, proprio perché sono importanti e lavorano bene, hanno avuto ragionevolmente rapporti con le realtà più importanti, con Tiscali, con Soleia che è la mia agenzia o con Saatchi, cioè stiamo dicendo che per un rivenditore, per un supermercato è in qualche modo un elemento di non poter più competere a un bando per portare alimenti a un ristorante, aver avuto rapporti con la Coca cola, stiamo dicendo l'ovvio. Allora, io credo che all'interno delle conclusioni di una Commissione d'inchiesta, i sardi vogliono sapere se tutte queste aziende sono messe al bando, se chi ha lavorato nella comunicazione deve essere al bando perché ha il grave torto e non può più partecipare a bandi pubblici, cioè se vale l'assioma che chi ha lavorato per Tiscali non partecipa più a bandi pubblici, perché chi ha lavorato per Tiscali è amico del Presidente. Io non sono amico del Presidente, io ho lavorato per quell'agenzia come hanno lavorato tante persone in quelle 17 società di Sardinia media factoring che qualcuno ancora oggi mette sotto accusa. Io vorrei sapere anche dal Presidente del Consiglio se è vero, perché sarebbe veramente increscioso, e ci fa capire qual è il disegno, qual è la regia occulta, non è la regia occulta di un Presidente, è la regia occulta di qualcuno che oggi qui dice di aver piazzato otto telecamere web, oggi i giornali e vorrei sapere se è vero e se è possibile che una persona che non fa parte di quest'Assemblea, senza autorizzazione, credo perché c'è scritto sui giornali, c'è scritto che c'è un parlamentare di questa Repubblica che avrebbe piazzato in questo Consiglio otto telecamere per trasmettere sul suo sito, attenzione, non sul sito della Presidenza del Consiglio regionale ma sul suo sito gli accadimenti di questo dibattito. Ora, qual è la regia occulta? Qui la regia occulta è quella a cui abbiamo assistito in questi mesi, qui la regia occulta è quella di gettare il fango, qui la regia occulta è di seminare il dubbio, l'abbiamo fatto sul piano paesaggistico quando abbiamo detto che si bloccavano le speculazioni sulle coste perché c'era qualcuno, e ve lo rivelerò chi sarà che compra i terreni approfittando che i terreni decrescono e poi aumenterà i vincoli e farà un business e c'è qualcuno che gira in elicottero perché farà un business e c'è qualcuno che specula e compra e poi rivenderà un giorno e c'è qualcuno che è sempre portatore di interessi, è una storia che abbiamo già sentito e che non ho raccontato, ma che c'è scritto in tutte le pagine di questi mesi. Questa è la vera regia occulta. Allora, rispetto ad un attacco che è solo politico, a un tentativo che è solo infamante, a un tentativo che è solo denigratorio che ho denunciato e ho querelato chi l'ha fatto e continuerò a farlo e io credo che delle conclusioni di questo tipo ancorché comprensibili ancorché come dire legate ad un'analisi che è meritevole, siano del tutto inappropriate, come è inappropriato chiedere perché non lo può fare la Giunta in autotutela di ritirare, di sospendere un bando perché non lo può fare, cari colleghi, perché lo deve fare la struttura amministrativa perché sennò sarebbe quello sì un arbitrio politico. Se c'è qualcuno che vuole auto sospendere il bando lo faccia, lo faccia la struttura amministrativa, non credo che ci sia potere politico che glielo possa impedire. Allora è questa la vera regia occulta ed è per questo che queste conclusioni sono inadeguate ed è per questo che io credo che noi dobbiamo limitarci a trasmettere gli atti, sfrondare le conclusioni, chiedere alla Giunta di analizzarle e poi sperare di riportare maggior serenità nel confronto politico, meno menzogne, meno falsità, meno artifizi per poter colpire un progetto senza essere in grado di portare alternative e contenuti concreti.

PRESIDENTE. Onorevole Porcu, la voglio rassicurare, nessuna camera è stata posizionata nel Consiglio, può darsi che questa fosse un'intenzione, viviamo di una politica fatta di annunci clamorosi e di colpi di scena. Spero che non si arrivi a questo nel senso che il Consiglio regionale viene trasmesso quando lo decidiamo e nei modi e nelle forme in cui noi decidiamo.

E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Io credo che il primo elemento che è emerso in quest'Aula, anche nella giornata di oggi, e fuori da questa Aula, sia la strumentalizzazione dell'opposizione, che ha tentato prima, e poi ha continuato anche nella giornata di oggi, di sollevare un polverone politico, anziché concentrarsi sul tema, sul compito tra l'altro affidato alla Commissione da questo Consiglio stesso, compito che, vorrei ricordare, è definito nell'ordine del giorno numero 34, era quello della valutazione degli atti compiuti per l'indizione del bando di gara e l'affidamento della campagna pubblicitaria e istituzionale della Regione, e non già, come stamattina è stata affermato da qualche collega, di valutare l'eventuale interferenza politica nella procedura. Si è disquisito in questi mesi sulla legittimità e sull'opportunità di istituire la Commissione d'inchiesta. Io credo che questa Commissione d'inchiesta sia legittima e ritengo anche opportuno. Legittima, in quanto il Consiglio non si occupa, così come prevedono lo Statuto e il Regolamento, solo di legiferare, ma anche esercita il potere di controllo. Opportuna: io credo che in presenza di dubbi sollevati da più parti sulla regolarità di una procedura amministrativa importante non solo per l'importo, ma anche per gli obiettivi che intendeva raggiungere, da una lettura attenta della relazione della Commissione, che peraltro risulta avere svolto con scrupolo e diligenza il compito affidato, risulta in modo inequivocabile la totale estraneità di qualsiasi interferenza politica del Presidente della Regione e dell'Esecutivo nella gestione della gara. Peraltro, la Giunta non solo non è intervenuta in alcun modo nel procedimento, ma la stessa, vorrei ricordare, non partecipa neanche alla nomina della Commissione di gara, che è in capo al dirigente responsabile. L'unico atto della Giunta legittimo e condiviso è stato la delibera del dicembre 2005 sulla unificazione della pubblicità istituzionale, tendente a promuovere in modo nuovo ed efficace la promozione dell'immagine della Sardegna. Da quando sopra e da quanto risultante dalla relazione, emerge con chiarezza il rispetto della normativa vigente relativa alla separazione dei poteri, quello politico di indirizzo e controllo, in capo alla Giunta, quello di gestione, operato dal responsabile del servizio e dalla Commissione. La Commissione, come dicevo, aveva il compito di valutare la correttezza degli atti compiuti relativi alla pubblicità della gara istituzionale, non tanto per individuare delle responsabilità, ma soprattutto per verificare il rispetto del diritto, la trasparenza delle procedure, la legalità nell'amministrazione della cosa pubblica. Moralità, trasparenza, imparzialità della pubblica amministrazione sono elementi fondamentali per contrastare la disaffezione per la politica, disaffezione determinata spesso, più che dai costi della politica, dall'inadeguatezza, dall'insufficienza, dall'arroganza del potere. Il lavoro svolto dalla Commissione, attento, puntuale e sereno fa emergere nella conduzione della gara un comportamento che si caratterizza per diverse irregolarità puntualmente indicate nella relazione: pressappochismo, leggerezza, a tratti arroganza.

In conclusione, sono da condividere il lavoro e la relazione della Commissione d'inchiesta, così come la conclusione ove si raccomanda alla Giunta, sulla base delle irregolarità indicate, di verificare in sede di autotutela l'annullamento della gara e l'indizione di una nuova gara; ed io aggiungerei anche alla luce del fatto che un commissario di gara risulta avere rapporti stretti di collaborazione con una società collegata alla mandataria partecipante alla gara di appalto; così come ritengo utile la raccomandazione alla Giunta di verificare l'opportunità di mantenere il direttore generale della Regione alla luce dei fatti che sono stati indicati nella relazione medesima.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Biancu. E' iscritto a parlare il consigliere Mattana. Ne ha facoltà.

MATTANA (D.S.). Grazie, signor Presidente, signor Presidente della Regione, signori Assessori, colleghe e colleghi. Il dibattito a cui abbiamo assistito in Aula, al quale ho prestato grande attenzione, è stato preceduto in questi mesi da un lungo battage sui principali quotidiani sardi e sui media della nostra Regione. Infatti, è da circa sette, otto mesi che periodicamente viene riproposto il tema di una gara indetta dalla Regione sarda per la promozione dell'immagine della nostra Isola a livello nazionale e a livello internazionale. Io non so se questa vicenda che ha suscitato ampio dibattito sui quotidiani e tra gli addetti ai lavori abbia poi suscitato l'interesse della gran parte dei sardi. Credo comunque giusto che, su questioni che riguardano l'informazione e assumono rilievo importante, il Consiglio abbia attribuito la dovuta attenzione. E proprio a seguito di numerosi articoli di stampa e delle perplessità suscitate dall'andamento della gara, il Consiglio regionale ha deciso di istituire, con l'ordine del giorno testé richiamato, una Commissione d'inchiesta. Ma io credo che a questo proposito sia utile forse fare qualche considerazione, richiamare l'idea originaria che ha poi portato all'indizione di questa gara, per dire che negli ultimi anni, e non solo, l'attività promozionale ha assunto un'importanza decisiva per diversi settori produttivi della nostra Regione: il turismo, l'agricoltura, l'artigianato, ma più in generale dell'intero sistema produttivo della nostra Isola; e quindi la scelta del Governo della Regione è stata di discontinuità, intanto rispetto al passato, cioè una scelta che ha segnato un cambiamento rispetto al passato, nel quale che cosa accadeva, cosa è accaduto sino ad ora? E' accaduto che le diverse attività di promozione venivano svolte da diverse strutture della nostra Regione non collegate fra loro, senza alcun coordinamento e con azioni poco efficaci e sicuramente non adeguate al raggiungimento degli obiettivi che ci si era proposti. Questo, in un quadro nazionale e non solo, nel quale diverse regioni, e da tempo, hanno inviato delle campagne promozionali importanti. Ne ricordo alcune: il Trentino, il Veneto, ma anche la Sicilia, la Calabria, con l'impegno di risorse importanti, ben più elevate di quelle invece impegnate dalla Regione sarda. In Sardegna, infatti, fino all'anno 2006, fino all'anno scorso, le risorse sono state destinate in diversi rivoli, con, naturalmente, dei criteri più discrezionale rispetto a quello attuale. Quindi, valutata l'insufficienza di queste azioni singole, si è deciso di individuare un'unica strategia mirata alla comunicazione e alla promozione, e anche sull'importo di gara si è deciso di accorpare le diverse risorse senza incrementare l'importo di gara e per dare efficacia anche all'azione di promozione di attuarla nel triennio con, per la prima volta rispetto al passato, una gara pubblica, una procedura di evidenza pubblica, per individuare il soggetto capace di progettare e attuare queste azioni di comunicazione e di promozione. Quindi, credo che questo sia il primo atto positivo da sottolineare rispetto alla discrezionalità del passato e, ricordiamo, anche dei fatti eclatanti, e io non parlo solo del recente passato. Poi, lo svolgimento degli atti di gara è ben documentato nella determinazione del direttore di servizio della dottoressa Melis, che ha poi approvato gli atti di gara, disponendo l'aggiudicazione definitiva della gara nel gennaio del 2007. Il lavoro della Commissione è consistito proprio nell'esame degli atti di gara della documentazione e nell'audizione dei componenti della Commissione di gara, oltre al responsabile del procedimento, e devo dare atto che la Commissione ha svolto un lavoro difficile, ha operato in un clima collaborativo, con serietà, con puntigliosità, come è stato detto, determinando gli atti e procedendo ad audizioni, descrivendo i profili di rilievo riportati nella relazione finale, con il compito assegnatole dall'ordine del giorno di riferire al Consiglio regionale. Ecco, nonostante questo, nonostante il lavoro della Commissione e l'intento manifestato di una valutazione oggettiva sugli atti di gara vi è stato il tentativo strumentale, poi acclarato nella discussione in aula dagli interventi dei componenti del centrodestra, di spostare su altre questioni la discussione, di sollevare polveroni, prefigurare pericoli per la nostra democrazia, illiceità e quant'altro, annunciando dossier come iniziative che hanno il solo effetto di intorbidire e avvelenare il clima politico della nostra Regione. Ecco, io credo che sia sbagliato, non favorisce sicuramente la discussione corretta sulle vicende della gara e offusca in generale l'immagine della pubblica amministrazione. Ma, tornando alla relazione condivisa dai commissari, che ha evidenziato una serie di questioni e ha formulato anche delle conclusioni, quindi non solo limitandosi a riferire all'Aula, con un dispositivo finale sul quale ci sono state posizioni differenziate, compresa quella di chi vi parla.

In ordine all'attività della Commissione di gara bisogna dire che sono emersi dei profili e delle perplessità con esigenze di chiarimenti e dubbi non del tutto fugati all'esame degli atti e dall'audizione dei suoi componenti, però - e questo è il secondo aspetto credo importante da rilevare - che in modo pacifico si rileva che non vi sono state interferenze politiche, responsabilità politiche nello svolgimento della gara, non sono emersi elementi o profili riferibili alla Giunta o al suo Presidente. E' proprio per questo motivo che la stessa Commissione di gara ha ritenuto di procedere all'audizione dei soli componenti della Commissione di gara, senza procedere ad altre audizioni, compresa quella del Presidente. Discussione sulla quale alcuni componenti hanno, invece, avuto una posizione diversa; io ero tra quelli che hanno ritenuto invece utile e, anche per rispetto istituzionale, importante accogliere la richiesta del Presidente.

Su alcune questioni - io non le riepilogo - vi sono state perplessità, su alcune sì è concordato con le conclusioni della Commissione di gara, è emersa innanzitutto e palesemente una situazione di conflitto di interessi di alcuni dei suoi componenti. Ripeto: sono state richiamate alcune questioni, come quella del possesso della certificazione di qualità ISO 9001/2000, sul quale sono rimasti dubbi non fugati neanche dallo stesso esperto della certificazione, o anche sulle modalità di votazione e sull'espressione del voto, che hanno costituito oggetto anche di un carteggio tra il Presidente della Commissione e il responsabile del procedimento, ma in ogni caso non si è mai pervenuti ad un parere o giudizio di illegittimità sugli atti parlando solamente di "anomalie" e il termine non è stato usato a caso. Per questo motivo ho ritenuto di avere una valutazione distinta sul dispositivo cui perviene la Commissione in conclusione, perché avrei ritenuto preferibile una descrizione dei fatti coerentemente all'ordine del giorno che rimettesse all'Aula le valutazioni finali. Si è invece ritenuto utile proporre per fare chiarezza, come è giusto che sia, un azzeramento e riavviare tutto daccapo. Io credo che sia giusta la chiarezza e la trasparenza della pubblica amministrazione, ma credo che noi dobbiamo muoverci in un quadro normativo e di diritto dove vi sono competenze e responsabilità precise e l'adozione degli atti spetta a chi ha il ruolo e la competenza. Questo per dire che la stessa legge numero 31 del '98 stabilisce una distinzione tra atti di indirizzo, che spettano alla Giunta regionale, e atti di gestione, che spettano invece ai dirigenti.

Io in conclusione ritengo che il Consiglio debba fare la sua valutazione politica, seria, evitando altre questioni, teoremi accusatori che gettano ombre e discredito sulla pubblica amministrazione e poiché l'azione della pubblica amministrazione deve essere improntata a criteri di trasparenza e di correttezza amministrativa…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mattana.

E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Onorevole Mattana, non siamo di fronte a un teorema accusatorio. Siamo di fronte in quest'aula, invece, ad un teorema assolutorio che la sinistra oggi vuole propinare ai sardi e a quest'Aula. Questa è la verità! Non siamo di fronte a parole, siamo di fronte a fatti, fatti che pesano come macigni! Atti, fatti che voi nella Commissione di inchiesta cercando di entrare, di approvarla avete registrato: difetto della certificazione di qualità per il soggetto a cui è stata aggiudicata la gara, pessima e lacunosa redazione dei verbali, che non consente di avere contezza della procedura di valutazione seguita e neppure di sapere quando sono effettivamente avvenute le votazioni, che esito hanno dato, quante sono state le votazioni, quale è stata la posizione dei singoli commissari. Parla di possibili, probabili avvenuti arrotondamenti di punteggi. Queste sono parole? Questo è un teorema accusatorio, Porcu? Questi sono sospetti? Queste sono cose che pesano e solo la leggerezza, l'irresponsabilità, la spregiudicatezza di un potere gestito, perseguito, voluto fino in fondo possono consentire di nascondere queste cose a noi e ai sardi. Siamo di fronte a un fatto gravissimo che pesa come un problema, come un macigno sta pensando e questo peso non può essere rimosso né dal Consiglio regionale né dal sistema istituzionale della Sardegna, oppure forse il Consiglio regionale e le istituzioni possono tentare di rimuoverlo, ma rimane questo peso davanti ai sardi, a quelli che ci sentono, che ci seguono, che seguono voi.

Non stiamo seminando sospetti, abbiamo registrato dei fatti, dei fatti che ci rattristano! Non siamo felici di quel che è successo. Non siamo felici che la Sardegna possa sembrare un'isola assoggettata a strane interferenze tra politica ed affari. Noi crediamo che la Sardegna possa e debba ancora rimanere un'isola in cui chi investe, chi lavora può farlo senza anomali condizionamenti, ma questa è la realtà che emerge però. Un potere che è sempre più accentrato, sempre più consolidato nella convinzione che tutto sia possibile a chi gestisce il potere. Tutto è possibile a chi conduce il treno e sa dove deve andare. Nessuno disturbi il manovratore, perché siamo di fronte ad un potere, signor Presidente, che lei ha assunto con l'idea di avere un'investitura forte e l'ha avuta l'investitura forte! Ma ha avuto e sembra avere ancora la convinzione di avere una missione salvifica da compiere e quindi, in ragione di questa missione, un margine di manovra illimitato. Qui è la radice della serie impressionante di errori che sta affossando quest'esperienza di governo. E' una tentazione vecchia quella di pensare che il fine giustifica i mezzi. E' una tentazione del Principe, è la tentazione dell'ideologia, è la tentazione delle ideologie che da una parte o dall'altra rischiano di affidare o a un partito o a una persona, a un capo il compito di salvare gli uomini, di assicurare il benessere, di salvare la comunità, il progresso economico e sociale. Non abbiamo bisogno di uomini della provvidenza. Non ne avevamo bisogno prima delle ultime elezioni, non ne abbiamo bisogno adesso. E permettetemi di dire anche che davvero fa tristezza e fa anche paura, che fa pena dover constatare che questa tentazione è così viva ed è anche vincente in questa nostra terra! Che pena constatare, colleghi della sinistra, che proprio voi, Gruppi della maggioranza salvo qualche eccezione, abbiate riconosciuto le illegittimità commesse e poi tentiate di scaricare - che pena! - la responsabilità sulla struttura amministrativa. Ma questa struttura ha agito come una scheggia impazzita? Il vertice di quella Commissione non è l'uomo voluto e difeso dal vertice politico della Giunta regionale, definito anche recentemente come meritevole di fiducia, proprietario di indubbie doti morali? Ma qual è la moralità di cui lei parla, Presidente? Che cos'è per lei la moralità? Qual è e dove è la distinzione delle responsabilità, se è lo stesso Presidente che le esclude? Un Presidente che giudica perfino eccessivo che una Commissione d'inchiesta si occupi di una gara. Si poteva occupare di lavoro, di scuole, dei tanti problemi della Sardegna. Sembra comportarsi davvero, il nostro Presidente, come Alice nel paese delle meraviglie, meravigliato che si trovi in un mondo in cui i conigli, i gatti parlano, in cui tutto a sapore di cioccolato, di marzapane, ma noi non possiamo che rilevare questo; il Presidente non è Alice nel paese delle meraviglie, questo non è il paese delle meraviglie e delle due l'una, o il Presidente finge di esserlo, e allora se fingere di esserlo sappia che il film è finito, il racconto è finito, e nel frattempo i sardi, gli spettatori sono diventati grandi e non hanno voglia più di sentire raccontare favole, se invece non finge di essere Alice nel paese delle meraviglie e si meraviglia davvero, qualcuno lo deve risvegliare e questo qualcuno non può essere che lo stesso potere del centro sinistra che oggi lo sorregge e che ancora oggi sembra voler difendere questo teorema assolutorio che è veramente penoso. Colleghi della sinistra, state affondando nell'ipocrisia, nell'ipocrisia di un blocco di potere che volete difendere e che, dite la verità, non volete perdere, state sostenendo un teorema assolutorio, e cioè, la responsabilità amministrativa è grave, lo avete scritto, lo ribadite, ma quella politica è inesistente. Questo teorema forse è dimostrabile sul piano giudiziario, direi anche; noi ci auguriamo che sul piano giudiziario non venga mai riconosciuta una responsabilità del vertice politico, lo dico con estrema sincerità, non siamo mai stati e non lo siamo ancora giustizialisti, ma sul piano politico questo teorema è indimostrabile, indimostrabile! Sul piano politico è evidente l'esistenza di una concezione del potere che sia svincolato dalle regole. Voi state ancora tentando di difendere questo teorema assolutorio e lo state facendo, credo, con un calcolo politico raffinato, cioè, da un lato liberare il vertice politico, il Presidente, che è anche tra i soci fondatori del nuovo partito democratico, dal peso di una responsabilità che non è paragonabile a quella di nessun altro Presidente o di altro Assessore toccato da una questione come quella che abbiamo esaminato oggi. E l'altro obiettivo credo che sia quello di riaffermare, questa però è la cosa più grave, riaffermare sostanzialmente un'area di impunità per tutti coloro che la sinistra servono, e ai quali la sinistra può garantire la possibilità di violare le leggi. L'autodifesa di Porcu di poco fa è la dimostrazione reale, concreta, tangibile da tutti noi, da tutti i sardi, che per voi il perseguire un obiettivo, magari quello di valorizzare imprese locali è, per carità, su questo nessun dubbio che possano e debbano essere valorizzate, lo si possa fare violando le leggi, perché le leggi sono state violate e su questo non si può assolutamente passare oltre. Questa è la questione, ed è la sorpresa, la tristezza, la pena che provoca l'andamento di questo dibattito, l'ipocrisia, la capacità di nascondere la verità. La Sardegna è tuttora sotto una cappa di potere, un potere vestito di ideologia rinnovatrice o rivoluzionaria, perciò è un potere ancora più pericoloso di quello rozzo di chi non ammanta le cose con ideologie raffinate. Questa cappa di potere noi intendiamo continuare a combattere e cercheremo di farlo con durezza se è necessario, con concretezza nei prossimi mesi. Non c'eravamo illusi sull'obiettività dei colleghi della sinistra; quanto più sono a sinistra, tanto più sono allergici alla verità dei fatti.

PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie mille signor Presidente. La conclusione di questo dibattito si è concentrata esattamente su quello che questo dibattito è stato, su quello che questo dibattito l'ha ispirato; una lotta politica tra destra e sinistra, cercare di provare a infangare l'operato di questa amministrazione regionale. E oggi si è a lungo parlato di altro in questo dibattito, appena queste ultime parole… nel corso di questa giornata si è parlato moltissimo di altro, senza entrare nel merito di quello di cui si sarebbe dovuto discutere. Credo di avere 20 minuti per rispondere, per questo credo che si stia commettendo una specie di barbarie giuridica, una specie di tribunale dove ci sono 30 Pubblici Ministeri che parlano, vengono dati 20 minuti a qualcuno, alla controparte per difendersi, entro questi 20 minuti non ha né un avvocato difensore, né può presentare documentazioni, né può prendersi nemmeno il tempo che vuole per potersi spiegare; entro 20 minuti deve tacere e poi si è già giudicato. Non esiste in Italia un sistema simile, in Italia esistono i tribunali secondo delle regole di garanzia, esistono diversi livelli di giudizio, ci sono gli avvocati, ci si può difendere, quando qualcuno dove parlare non gli si dà il tempo, c'è un po' di equilibrio anche nei ruoli, non ci sono 30 Pubblici Ministeri e un signore che deve provare a difendersi senza un avvocato o senza il tempo necessario. Per questo credo che qui siamo andati molto oltre quello che ci si poteva aspettare dal lavoro legittimo di una Commissione e dalla discussione nell'aula. Comunque, cercando di stare in questi 17 minuti che mi rimangono per provare a dire qualcosa, necessariamente scegliere qualcosa da dire nella montagna di cose che sono state dette e che è vero che possono rappresentare uno dei giorni più tristi dell'autonomia, perché è stato detto veramente di tutto anche da parte di chi ha lunga esperienza di permanenza in questa Aula, e forse avrebbe anche fatto meglio a tacere, almeno a tacere per le cose che ha detto e per il modo in cui le ha dette. C'era un detto conosciuto che diceva che il mezzo è il messaggio. Nell'era della comunicazione, nel tempo della comunicazione, il mezzo, il giornale, la televisione, il mezzo è già il messaggio, e basta mettere un mostro in prima pagina ed è un mostro al di là di tutto, e se lo metti spesse volte in prima pagina, sicuramente un mostro sarà, e oggi abbiamo usato un mezzo diverso per la prima volta in questa Regione; il Consiglio regionale in mondovisione, spero che rimanga sempre e che sempre sia portato all'esterno questo dibattito, e già questo è un messaggio, poi tutto quello che viene detto ha poca rilevanza, ma un bel dibattito in Consiglio regionale, con una cosa che si chiama Commissione d'inchiesta, con delle persone che escono fuori tema, che dicono qualsiasi cosa senza che la persona di cui si è parlato a lungo abbia avuto modo di dire qualcosa. Questo è già un messaggio, un messaggio importante e che sicuramente sarà veicolato e mi congratulo con il centrodestra per essere riusciti in questo, a veicolare comunque un messaggio che la politica è tutta uguale, che tutti i gatti sono grigi, che siamo tutti uguali e che siamo tutti sotto lo stesso giudizio.

LADU (Fortza Paris). Non siamo uguali, siamo diversissimi!

CAPELLI (U.D.C.). Non siamo uguali, siamo totalmente diversi.

PRESIDENTE. Colleghi, per piacere, proviamo ad ascoltare.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. E' una cosa su cui siamo totalmente d'accordo, però mi permetta di dire, perché è una cosa su cui siamo totalmente d'accordo, anche per il silenzio che ho fatto mentre parlava lei e per il silenzio che non fate mentre parlo io. Siamo totalmente diversi, ed è vero che sono responsabile di molte cose che sono accadute nell'amministrazione regionale in questi ultimi tre anni. Per stare alle gare, sono responsabile di aver sostenuto l'assessore Dirindin e le ASL, nell'annullare una gara per esempio di 238 milioni di euro che riguardava un contratto per trent'anni, fatto con un'azienda multinazionale, che poi successivamente è stata interessata da scandali a livello nazionale e sono stati sostituiti tutti i managers per 238 milioni di euro, senza che passasse in Giunta senza che passasse da nessuna parte, passava semplicemente nel comitato direttivo di un ASL. Abbiamo annullato gare è vero, no noi, non la Giunta il responsabile amministrativo chiamato a risponderne. Abbiamo annullato gare per 45 milioni di euro, quando si parlava dell'informatizzazione della Regione, abbiamo rifatto un bando di gara e lo stesso servizio è stato assegnato per circa 8-9 milioni, senza escludere nessuno, e peraltro vincendo a stento una società notoriamente, che ha lavorato con la precedente amministrazione, dove ci lavorano, per meriti, e non peraltro motivo, persone notoriamente anche amiche o parenti o persone notoriamente amiche delle precedenti amministrazioni, ma quello che la precedente amministrazione aveva fatto per 45 milioni noi l'abbiamo fatto per 9 milioni. E' vero siamo intervenuti in bandi di gara, per esempio, riconsiderando un bando di gara, che veniva dalla precedente amministrazione e che riguardava a un progetto assurdo, si chiamava EGOS, sarà costato circa 10 milioni di euro, l'abbiamo rivisto l'abbiamo rimodulato e abbiamo tagliato l'ultima parte, che si poteva tagliare, un milione di euro di lavori, anzi un milione e quattro, e sapete a chi li abbiamo tagliati? A Tiscali che aveva vinto la partecipazione in quella gara con la precedente amministrazione. Non solo Tiscali non ha mai vinto una gara in questi tre anni, ma questa Amministrazione regionale ha tagliato un milione e quattrocento mila euro a quella società di partecipazioni a delle gare sbagliate, ingiuste, che siamo riusciti a modificare. E' vero non siamo tutti uguali, mentre si parlava di riforme questa Giunta e questa maggioranza di centro sinistra ha avviato le riforme, ed è intervenuta in maniera massiccia sulla formazione professionale…

MORO (A.N.). Parla della Saatchi, Presidente!

(Interruzioni del consigliere Moro)

PRESIDENTE. Onorevole Moro, onorevole Moro, onorevole Moro. Grazie. Come ha riportato lei. Va bene su, onorevole Moro.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. La Giunta ha fatto delle cose nei tagli della spesa nella riqualificazione della spesa…

(Interruzioni del consigliere Moro)

Si faccia violenza per una volta, si comporti, si comporti bene…

PRESIDENTE. Onorevole Moro, le chiedo scusa, Presidente, onorevole Moro sono stati ascoltati tutti… nel dibattito, sono state ascoltate tutte le cose che i consiglieri hanno voluto dire. Consentiamo al Presidente di svolgere il suo intervento. Prego.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Mi faccia recuperare il tempo! Riprendo con qualche difficoltà. Questa Giunta e questa maggioranza ha riqualificato la spesa, ha tagliato i rami secchi della pubblica amministrazione, ha chiuso società, che non rappresentavano nessuno, qualche volta addirittura ha dovuto far causa a dirigenti o amministratori nominati dalla Giunta regionale, che non si volevano dimettere, che volevano stare con la società e con la cassa dentro la società, ha chiuso società, ha chiuso enti, ha chiuso consigli di amministrazione, ha tagliato spese assurde, ha riqualificato il bilancio della Regione, è andata a cercare le entrate della Regione. Ha fatto delle cose importanti, che sono sotto gli occhi di tutti e che sono anche sotto l'attenzione dell'opinione pubblica nazionale, tant'è che in quel famoso libro in cui si parla di caste, che oggi si è citato in quest'Aula, si parla con attenzione, e con un po' di ammirazione, quasi di incredulità, sull'attività che è stata fatta dall'amministrazione regionale. E allora poiché rimangono ancora delle cose da fare, rimangono delle cose da fare nei consorzi industriali, rimangono ancora delle cose da fare nei consorzi di bonifica, rimangono ancora delle cose da fare in altre parti della pubblica amministrazione regionale, forse a qualcuno può interessare dire che tutti i gatti sono grigi, che non è giusto andare a perseguire le cose che sono ancora da perseguire, perché tanto chi lo fa a qualche interesse da qualche parte. Solo che vorrei dire a voi, che nessuno ha tirato fuori neanche un mezzo interesse privato in questa vicenda, e nessuno neanche oggi ha cercato di riporre questa vicenda nella sua dimensione.

Stiamo parlando di una gara per la pubblicità, non è una cosa nuova in questa Regione, si è sempre fatto, il torto di questa Giunta è stata data di voler mettere ordine, toglierlo dalla discrezionalità del Presidente e dei singoli Assessori, che magari spendeva quei soldi per promuovere la Sardegna, rigidamente e sempre in Sardegna verso chi la Sardegna la conosceva già abbastanza, magari con i mezzi sardi e in questo modo magari anche migliorando il rapporto con i media sardi, e ha deciso invece di voler parlare non solo ai sardi ma soprattutto all'esterno della Sardegna, e di voler parlare con una voce coerente, con un'immagine unitaria e in modo professionale. Questo è stato l'errore che non c'è stato perdonato. Si è iniziato a dire che, mentre c'è bisogno di lavoro questa Regione spreca i soldi, poi abbiamo visto in realtà quello che si spendeva era esattamente simile a quello che si spendeva negli anni precedenti, molto meno di quello che altre Regioni, anche più piccole della nostra spendevano solamente per il turismo, e noi lo volevamo fare per promuovere il turismo, artigianato, l'agro-alimentare sardo. Poi si è detto che questo qui era un problema per la democrazia, perché spendendo tanti soldi avremo messo un vincolo nei media sardi, o comunque avremo avuto troppo potere nei confronti dei media sardi, c'è scritto nel bando che solo che credo il 15 percento debba essere speso in Sardegna, 15,20 percento, il resto deve essere speso giustamente fuori se vogliamo fare pubblicità e trovare qualche cliente fuori dalla Sardegna. Quindi non credo che quel 20 percento di questa cifra potesse essere un pericolo di controllare i media sardi, che peraltro non si farebbero controllare in nessun caso.

Poi è stato detto, c'è un conflitto di interessi perché questa società era conosciuta, lavorava con Tiscali. Ha smesso di lavorare con Tiscali nel 2002, poi è stato detto ma Tiscali gli doveva dei soldi, è stato detto di tutto…

ARTIZZU (A.N.). Nel 2004 Presidente l'ha dichiarato la Saatchi all'Ansa…

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, grazie. Per smettere, per far silenzio onorevole Moro. Grazie.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Credo che abbia smesso di lavorare nel 2002, sicuramente nel 2003, che è l'ultimo anno che ho lavorato io, non c'era più la società…

(Interruzione del consigliere Artizzu)

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu per piacere, per piacere su, su…

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Io sa cerco di essere…

PRESIDENTE. Presidente non si faccia interrompere però, ci penso io, è esattamente ciò che vogliono, interromperla, e farle perdere il filo, onorevole Artizzu, per piacere.

CAPELLI (U.D.C.). Che bravo, Presidente!

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Super partes!

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Nel 2003 che è l'anno in cui ho lasciato la società, saatchi già non lavorava più, ed era, se dovesse aver lavorato nel 2004 potrebbe aver lavorato per delle cifre minimali, che vuol dire che sono ininfluenti, e cerco nel mio ragionamento di fare un discorso di merito, di entrare nella sostanza delle cose, se poi ha fatturato 10 euro nel 2004 di un residuo di lavoro, credo che abbia poca rilevanza, così come credo che abbia rilevanza, per me, per saatchi e per chiunque, la dimensione dell'oggetto di cui stiamo parlando. Si sta parlando di circa 55 milioni, di un progetto di comunicazione in tre anni di 18 milioni più IVA all'anno. Non significa che si doveva dare 18 milioni a saatchi, significa che saatchi viene retribuita per la progettazione di quella campagna, cioè il 5,6,7 percento non so quanto sia la aggiudicazione, cioè per una attività di progettazione che vale circa un milione di euro all'anno per tre anni, questa è la dimensione dello scandalo, un'attività di progettazione di un milione di euro all'anno, circa poco più poco meno, per tre anni. E voi pensate davvero che una società multinazionale si metta in un problema o si metta in una storia poco chiara per guadagnare un budget di questo genere? O pensate davvero che il Presidente della Regione rinunci o venga meno al proprio giuramento di rispettare le leggi dello Stato e le leggi di questa Regione per fare una qualche favore a qualcuno di questa dimensione?

CAPELLI (U.D.C.). Sì!

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Quindi siamo assolutamente fuori scala, e sono assolutamente fuori scala se pensiamo alle cose che ogni giorno succedono in questa Regione e che meritano l'attenzione di tutti noi, di tutti voi, mia e di tutti noi. Solo per citare un esempio, appunto, il bando di gara della sanità di cui parlavo prima, per trent'anni, valeva 230 milioni di euro. Stiamo parlando quindi di un'attività di progettazione che può valere nel complesso fra i 3 e i 4 milioni di euro, attorno a questa cosa, una progettazione di 3-4 milioni di euro, abbiamo creato questo scandalo. Io credo che non ci sia sostanza e spero che lo capiranno i sardi. Che non ci sia sostanza attorno a uno scandalo di 3-4 milioni di euro di progettazione. La Commissione, giustamente, legittimamente, ha fatto il suo lavoro, ha interrogato tutti, mi dispiace che non abbia pensato di parlare con me, magari l'ha fatto per tutelarmi, ma magari mi sarebbe piaciuto decidere a me che cos'è giusto per tutelare l'attività della Giunta e tutelare me stesso. E mi sarebbe piaciuto avere un po' di tempo per fare un ragionamento con la Commissione. Nondimeno, anche nella discussione di oggi, nel merito che cosa emerge? Probabilmente, forse, appare verosimile, sembrerebbe che, non è sicuro, non è certo che, la cosa più importante, la più grande anomalia che è stata registrata, la cosa proprio più grave che avrebbe dovuto inficiare la gara è che Saatchi non avrebbe la certificazione di qualità, e cioè che questa società che fa la consulenza per la comunicazione ai governi più importanti del mondo, che fa la consulenza alla comunicazione alle società più importanti nel mondo, che fa da consulente a istituzioni importanti nel mondo, non abbia la certificazione di qualità. Ma qualcuno ci crede davvero? Io non ci credo che non abbia la certificazione di qualità e credo che valga la pena di andare a verificare con maggiore attenzione se non abbia o se invece abbia la certificazione di qualità. Questa è la cosa più importante che avete raccontato oggi, tra le altre cose. Ma, effettivamente non è possibile rispondere a cento cose in venti minuti, continuamente interrotto. Quello che mi preme ricordare in questa sede è che abbiamo fatto diverse gare e non c'è nessuno che possa accusarmi che io abbia fatto una telefonata o che sia intervenuto. Abbiamo fatto diverse gare anche in settori che sono vicini ad attività che ho fatto precedentemente e non è successo che le società a cui ho partecipato nel passato abbiano vinto niente, anzi gli è stato ridotto qualcosa del passato. Succede che invece si è deciso di provare a spiegare ai sardi che tutti i gatti sono grigi, che non c'è un'azione riformatrice in questa Regione, e che quest'azione riformatrice non merita di andare avanti. E si è cercato di indebolire quest'azione riformatrice, che invece è stata meritoria, i sardi apprezzeranno e andranno avanti nel futuro. Vorrei terminare in questo modo: "Io sono una persona onesta e non ho fatto niente di male!".

PRESIDENTE. Va bene colleghi, con l'intervento del presidente Soru si conclude il dibattito di questa giornata. Chiedo qualche minuto di sospensione, così verifichiamo con i Capigruppo come concludiamo la discussione, con che tipo di votazione. Dieci minuti sospensione.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 33, viene ripresa alle ore 20 e 27.)

PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Stiamo distribuendo due ordini del giorno che sono stati presentati e sono stati numerati, numero 1 e 2, in base all'ordine di presentazione. Dicevo che l'ordine del giorno numero 1 è firmato dagli onorevoli La Spisa, Randazzo, Artizzu, Vargiu, Ladu e Farigu. L'ordine del giorno 2 è firmato dagli onorevoli Marrocu, Biancu, Porcu, Uras, Lanzi, Balia, Masia e Ibba. Va bene, poi se altri colleghi vorranno aggiungere la loro firma all'uno o all'altro ordine del giorno possono evidentemente farlo.

(Si riporta di seguito il testo degli ordini del giorno numero numero 1 e numero 2:

Ordine Del Giorno La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Vargiu - Ladu - Farigu - Floris Mario - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Capelli sulla relazione finale della Commissione d'inchiesta sull'affidamento della campagna pubblicitaria istituzionale della Regione.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione sulla relazione finale della Commissione d'inchiesta sull'affidamento della campagna pubblicitaria istituzionale della Regione (DOC n. 20/A),

approva

la relazione della Commissione d'inchiesta.(1)

Ordine Del Giorno Marrocu - Biancu - Porcu - Uras - Lanzi - Balia - Masia - Ibba - Salis sulla relazione finale della Commissione d'inchiesta sull'affidamento della campagna pubblicitaria istituzionale della Regione.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione sulla relazione finale della Commissione d'inchiesta sull'affidamento della campagna pubblicitaria istituzionale della Regione (DOC N. 20/A);

PRESO ATTO:

1) dell'importante e prezioso lavoro svolto dalla Commissione d'inchiesta;

2) delle valutazioni emerse sulle modalità con le quali la commissione giudicatrice ha operato in relazione alla gara d'appalto;

CONSIDERATO che:

1) nell'esprimere i propri indirizzi politici il Presidente e la Giunta regionale si sono attenuti ai compiti di loro esclusiva competenza;

2) le conclusioni a cui la Commissione d'inchiesta è pervenuta rivestono particolare importanza sotto il profilo del giudizio e delle conclusioni di carattere amministrativo nelle procedure svolte,

approva e rimette al Presidente della Regione ed alla Giunta regionale

la relazione della Commissione d'inchiesta per la opportuna valutazione e gli eventuali atti.(2))

PRESIDENTE. Bene colleghi, sono ammesse dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno numero 1 che è il primo in discussione e conseguentemente il primo in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente, io vorrei brevemente dare l'assenso all'ordine del giorno che è stato presentato e a cui vorrei aggiungere la mia firma, e dire semplicemente due cose al Presidente, probabilmente qualcuno gliele riferirà.

Primo, io non sono in grado di mettere in dubbio la sua onestà anzi non la metto in dubbio, il problema del Presidente di questa maggioranza è che l'unica legge che esiste è la sua legge, questo è il vero problema, perciò non c'è un problema politico, un problema amministrativo, c'è un altro tipo di problema, l'inadeguatezza del Presidente Soru e il suo problema è diventato il problema dei sardi, purtoppo, certo non bastano dieci minuti, come sono stati concessi a noi per esprimere tutto quello che dovevamo esprimere sulla Saatchi & Saatchi, non sono bastati al Presidente Soru che ne ha utilizzato soltanto 14, dei 20 disponibili, sicuramente è più semplice partecipare alle trasmissioni televisive, e non avere interlocutori, non avere chi può rispondere davanti a se e poter asserire tutto quello che ritiene, e con rammarico devo dire che prevedo anche una prossima tassa sui "gatti grigi" da quanto ha esposto il Presidente. Rimarco ancora che non ha speso una parola nella sua replica sulla Commissione d'inchiesta, non ha speso una parola sul caso Saatchi & Saatchi, sulla regolarità del bando, non ha detto nulla e soprattutto, come avevo previsto nel mio primo intervento, non ha speso una parola sul professor Dettori, non l'ha né salvato né accusato, ma è chiaro a tutti chi sarà l'agnello sacrificale di questa brutta, bruttissima, vicenda dell'autonomia della Sardegna, ha fatto tante cose il Presidente, ha annullato molte gare, ma visto che ha annullato molte gare perché si rifiuta di annullare questa? E anche su quelle annullate, compresa quella della ASL numero 8, c'è molto da dire sui costi a cui si andrà incontro così come c'è molto da dire sull' e-government, così come c'è molto da dire sul fatto, e qui metto in discussione l'onestà intellettuale invece, quando dice che 4 milioni di euro cosa sono per una società multinazionale ed internazionale come la Saatchi & Saatchi, che si limita alla progettazione, è una società, e lo sa bene il Presidente, la Saatchi & Saatchi, che guadagna da tutto, e guadagna anche dal subappalto che ha dichiarato nell'ottobre del 2006 a favore della costituenda nuova società, dal Consorzio, Sardinia media factoring, lo dichiara qui la società Saatchi & Saatchi, guadagna da tutto il lavoro degli altri, e questo non lo metto in dubbio, fa l'imprenditore io non discuto la Saatchi & Saatchi, discuto la difesa ostinata del Presidente che si è limitato semplicemente nella sua replica infatti a difendere la Saatchi & Saatchi, e fortunatamente è registrato, non ha difeso Dettori, non ha difeso l'istituzione, non ha difeso l'amministrazione, non ha difeso il dirigente, non si è assunto nessun tipo di responsabilità, questa è la legge di Soru, e questo è preoccupante, l'abbiamo già visto, è rappresentato sugli schermi questo fatto, non so se qualcuno ricorda il film di Chaplin, "Il grande dittatore", bene io credo che sai salutare per molti, rivederlo, esprimere poi un giudizio contemporaneo sull'azione portata avanti da questo Governo e da questa maggioranza, e ripeto quanto detto precedentemente, la responsabilità non è del Presidente, che purtroppo ha i suoi limiti, ha i suoi limiti nell'interpretare la democrazia, il senso dello Stato, il rispetto dello Stato di diritto, ha la forma mentis del rispetto della sua legge che deve essere la legge di tutti, questo è il suo limite, la responsabilità è di chi gli consente di governare secondo questo principio e perciò la responsabilità, cari colleghi è vostra, è totalmente vostra.

Facciamo per una volta, per una volta! Con grande dignità l'interesse dei sardi e se ce ne dobbiamo tornare a casa, torniamo a casa con dignità, fieri di aver rispettato i sardi ma di aver rispettato soprattutto quel minimo di intelligenza che ci viene riconosciuta ad ognuno di noi, la dignità non ha prezzo, e non la paga né Soru, né la Saatchi & Saatchi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, io farò un'unica dichiarazione di voto, sia per l'ordine del giorno numero 1 che per il numero 2, ovviamente voterò a favore dell'ordine del giorno numero 1, credo che questo Consiglio regionale oggi abbia fatto quasi tutto di ciò che era possibile fare a seguito di una relazione della Commissione d'Inchiesta, una Commissione d'Inchiesta che si è pronunciata all'unanimità e che poi non trova unanimità sull'ordine del giorno conseguente, avevo visto bene quando sono intervenuto, non conoscevo l'iter che si voleva perseguire, siamo arrivati al dunque, io voterò ovviamente a favore dell'ordine del giorno numero 1, però dicevo, credo che il Consiglio regionale abbia fatto di tutto e di più, l'opportunità che ci è stata data per veicolare ai sardi quelle che sono le cose necessarie e che i sardi debbono conoscere, ovviamente non sono state forse sufficienti, una diretta TV di questo genere, non ha dato la possibilità a tutti i sardi di conoscere il dibattito che si è svolto in quest'Aula, certo è però che il Presidente Soru, che non ho avuto l'occasione di trovarmi davanti né nel mio intervento precedente, né nella mia dichiarazione di voto, sono fortunato oggi, solitamente la fortuna mi accompagna, spero che lo faccia ancora per lunghi anni, però in questa circostanza non sono stato fortunato. Sono stati però fortunati i sardi, quei sardi che hanno avuto la possibilità. Il Presidente Soru, cari colleghi, è stato fin troppo furbo e scaltro, non ha parlato al Consiglio regionale, ha parlato a quei sardi, pochi o molti che siano, e lo ha fatto con un canale televisivo che non gli è certamente congeniale, ma comunque ha sfruttato l'occasione, credo che non abbia raggiunto lo scopo, non l'ha raggiunto perché i sardi la svolta l'hanno già iniziata, e pertanto non sono sufficienti ulteriori proclami, ma per far capire, certamente non a noi ma ai sardi,che non si torna indietro, questa è la politica del Presidente Soru, lui è convinto di aver fatto grandi cose, i sardi viceversa lo hanno punito e continueranno a farlo, adesso e nei prossimi anni, pertanto il mio voto è favorevole all'ordine del giorno numero 1 e non è contrario…ovviamente politicamente è un voto contrario, all'ordine del giorno numero 2, che certo dice cose importanti, è innegabile, ma nel momento in cui si rinvia il tutto alla Giunta regionale, colleghi, parliamo chiaro, questo bando di gara non si può annullare! Allora scrivere una cosa di questo genere: che si rinvia alla Giunta regionale per gli atti conseguenti, è una baggianata, nel senso che non potrà assolutamente dare risultati, questo diventa un ordine del giorno come tanti ne abbiamo firmato, e quanti ne abbiamo votato, non avrà certamente nessun esito, i sardi questo lo devono sapere, per cui la Saatchi & Saatchi, per quello che è il pronunciamento del Consiglio regionale e della Giunta regionale, continuerà, per ciò che invece potrà succedere in altre sedi questo non lo so e non spetta a me certo dire in quale modo. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Chi non ha esperienza legale non sa che gli avvocati hanno una vecchia massima: "se non puoi trovare una teoria che si adatti ai fatti, cerca qualche fatto nuovo che si adatti alla teoria", e mi pare che in questa massima si possa condensare l'epilogo di questo dibattito con le dichiarazioni che qualche minuto fa abbiamo sentito dallo stesso presidente Soru. Noi lo diciamo con chiarezza, non ci piacciono le vie tortuose, nella chiarezza vogliamo che sia rispettato il lavoro fatto dalla Commissione, che tutti quanti qui abbiamo richiamato, esaltato. Allora, non comprendiamo davvero la necessità - e questo a noi dispiace - che siano stati proposti due ordini del giorno, quasi a voler creare questa sorta di guelfi e ghibellini rispetto ad una conclusione che ci ha trovati uniti, che ci ha trovati sostanzialmente concordi. E allora, l'invito che noi Popolari UDEUR rivolgiamo alle forze politiche di maggioranza e di opposizione, che si torni con quello spirito di collaborazione che ha animato i lavori della Commissione perché davvero mi sento in difficoltà. Io vorrei vedere chi dei commissari che ha approvato quel lavoro non si senta di approvare l'ordine del giorno numero 1. Ma perché, l'ordine del giorno numero 2 cela qualcosa di distinto e di diverso? Allora, le cose, veramente, cerchiamo di non appesantirle più di quanto già non lo siano. Noi abbiamo il dovere di portare all'attenzione, abbiamo avuto e così è stato, il dovere di portare all'attenzione dell'Aula una risoluzione, questa risoluzione è stata condivisa nelle conclusioni ed è ovvio che noi dovremo limitarci a fare questo. Nessuno ha chiamato in causa l'onestà del Presidente della Giunta regionale nei lavori della Commissione, abbiamo soltanto detto oggi, per quanto ci riguarda, l'invito al Presidente della Regione a prendere le distanze per fugare ogni dubbio ed ogni sospetto, anche quelli strumentali. Siccome ci ha detto che nel passato recente sono state annullate gare di importi ben più rilevanti, non riusciamo a capire quale artifizio dobbiamo crearci, retorico, perché possa evitarci in questa occasione - appurate e accertate le illegittimità notevoli e che non si limitano alla certificazione di qualità - qual è l'impedimento perché si proceda consequenzialmente. Ecco allora perché riteniamo davvero che chiudere un dibattito in questo modo, con due ordini del giorno, davvero richiama a quelle discussioni di epoca bizantina dove allora si discuteva del sesso degli angeli, qui stiamo discutendo e siamo d'accordo che quella risoluzione va approvata, non riesco veramente a capire la necessità di introdurre nel corpo di un ordine del giorno una parte premessa che rimane nella prospettazione, nella visione di ciascuna parte politica, nel giudizio di ciascuna parte politica, almeno sui temi che una volta tanto ci uniscono. Questa è un'occasione che, penso, il Consiglio regionale perde per concludere almeno con senso di responsabilità e serietà un lavoro che ha occupato mesi una Commissione e un'intera giornata questo Consiglio regionale. Ecco perché noi Popolari UDEUR voteremo favorevolmente per l'ordine del giorno numero 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Assessori, colleghi, io ho atteso volutamente le dichiarazioni del Presidente per prendere la parola perché non mi si dicesse, come poi il Presidente ha detto, che avrei processato un assente. Però, devo dire che se di processo si è trattato, che la difesa era veramente molto, molto, molto debole, anzi, era una difesa elusiva, perché ha eluso totalmente gli argomenti importanti comparsi sulla stampa che per molto meno, se questo fatto fosse successo in Sicilia, in una regione ad alta densità mafiosa, mi dispiace dirlo, il Presidente della Regione sarebbe finito nelle grinfie di un magistrato d'assalto, sarebbe stato arrestato per quello che è comparso sulla stampa, se esiste una giustizia, sono cose che a noi non interessano perché dove arriva la magistratura...

PIRISI (D.S.). Non dire fesserie!

LIORI (A.N.). Così è, che vi piaccia o non vi piaccia! Sarebbe stato arrestato e il Consiglio regionale sciolto, per molto meno è capitato! Avrei voluto vedere cosa sarebbe successo se l'avesse fatto il Presidente della Regione siciliana che per molto meno finiscono regolarmente...

MARROCU (D.S.). Io mi vergognerei di quello che stai dicendo!

PIRISI (D.S.). Non dire fesserie!

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi!

LIORI (A.N.). Ma lasciate perdere, ma vergognatevi anche di ordini del giorno come il numero 2, in questi tempi di crisi della politica fa veramente pensare non che siamo servi come Consiglio regionale o succubi del Presidente della Regione, ma che abbiamo veramente paura di quello di cui lui già ci ha accusato, di andare a casa, di un'eventuale scioglimento, perché per cose di questa gravità bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo e di andare a casa, a casa! E non meravigliamoci se poi la politica entra in crisi, se perdiamo di credibilità, perché questa è la situazione nella quale ci troviamo ad operare. Non si è risposto in quest'Aula se sono stati redatti due verbali di questo appalto e non è una cosa da poco, non si è risposto in quest'Aula se il Presidente della Regione, col suo direttore generale, è entrato personalmente a influenzare chi, e se questa persona si è fatta influenzare è pure associazione a delinquere, perché tre persone che compiono un atto criminoso, compiono anche un reato di associazione a delinquere, si va in galera in uno Stato di diritto! Questa è la verità! E bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo. Siccome le dichiarazioni del Presidente sono state assolutamente elusive, io mi atterrò al primo ordine del giorno, a quello serio, perché c'è poco da esprimere considerazioni sui comportamenti legittimi più o meno presunti da parte vostra del Presidente della Giunta. Non ha risposto in quest'Aula, sulla base di che cosa noi dovremo dire che basti che Pacciani dica che è innocente, che un delinquente dica che è innocente! I tribunali sono pieni di innocenti che si dichiarano innocenti e noi abbiamo il dovere di credere alle dichiarazioni della gente così? Questa è la verità! Voi potete anche crederci, ma non potete chiedere a noi dell'opposizione su questo atto di fiducia di votare un ordine del giorno come il vostro che è prono, è prono alla volontà di un Presidente della Giunta regionale.

(Applausi del consigliere Artizzu)

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. Onorevole Artizzu! Proviamo a condurci con compostezza, così come abbiamo fatto per l'intera giornata.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anche noi votiamo, io personalmente voto l'ordine del giorno numero 1 e considero l'ordine del giorno numero 2, presentato dal centrosinistra, un arretramento rispetto alle conclusioni della Commissione, un ordine del giorno un po' penoso. Però lo capisco l'ordine del giorno perché nasce da una considerazione che è quella dell'onorevole Porcu, che secondo me è aberrante, nel senso che l'onorevole Porcu dice che i sardi oggi si aspettano di capire se la gara sulla pubblicità istituzionale era utile. No, onorevole Porcu che non sei in aula, i sardi vorrebbero sapere se la gara è fatta secondo legge o è fatta contro la legge o fuori dalla legge. E' questo che i sardi chiedono. La Commissione ha dato, onorevole Porcu, una risposta univoca, cioè ha detto che ci sono illegittimità e irregolarità che portano a chiedere l'annullamento della gara e l'ha detto una Commissione in cui la maggioranza era espressione della stessa maggioranza che governa il Consiglio regionale. Soru risponde in modo diverso, Soru dice "Io sono onesto e non ho fatto niente di male". Risponde come il brutto shakespeariano che era uomo d'onore. Bene, allora io chiedo che cos'è l'onestà, nel senso che per me l'onestà è l'adesione a principi generali etici di comportamento che poi sono trasferiti all'interno delle leggi dello Stato, e rispetto le leggi perché sono un uomo onesto. Probabilmente, chi detiene il potere regionale oggi in Sardegna ritiene di incarnare meglio delle leggi i fini etici del governo, perché ritiene di rappresentare in modo etico il bene complessivo dei sardi, per cui se le leggi consentono di fare il bene dei sardi secondo azioni etiche che diventano etiche perché il fine è etico, allora ben vengano le leggi, altrimenti le leggi possono anche essere - come è stato in questa gara - violate. Allora, per me questo non va bene, perché io non credo che le leggi siano forma, credo che le leggi siano la sostanza e che attraverso le leggi uno Stato è davvero etico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Per dire che voterò a favore dell'ordine del giorno numero 1 e contro l'ordine del giorno numero 2. Se dovessi fare un titolo del giornale domani, scriverei: "Soru vince ancora". Ha prevalso la linea della sopravvivenza, ha prevalso la linea del presidente Soru che è una linea consolidata, che conosciamo, nota, solida, quella di parlare male delle forze politiche dei governi precedenti per ricompattare la propria maggioranza politica. E mi dispiace che non ci sia perché un uomo che in maniera così scartante critica il passato della nostra società e chi ha governato prima di lui, dove lui ha costruito in questa società le sue fortune personali, imprenditoriali e pure politiche, è una cosa che non sta né in cielo e né in terra. Noi non siamo qui per fare lezioni di morale o lezioni di onestà nei confronti di nessuno, siamo qui per dire che con l'ordine del giorno numero 2 non solo c'è un arretramento, ma c'è un giudizio positivo nei confronti della Giunta senza isolare le responsabilità della Giunta regionale e del suo Presidente nei confronti della Commissione. E allora cari colleghi, che significa: "Io sono onesto e non ho fatto nulla di male?". Ma perché non sono onesti i componenti della Commissione d'inchiesta? Hanno fatto qualche cosa di male se hanno fatto il loro dovere nel rilevare un pasticcio che non è il primo perché Saatchi & Saatchi non è il primo pasticcio, ce ne sono tanti, gli episodi si ripetono. E' una concezione politica che si ha una visione che noi dobbiamo per forza condannare. In questa gara ci sono fatti gravi, gravissimi. Non è stata assicurata l'imparzialità, la trasparenza dell'amministrazione e non è vero che la gente vuole sapere se i soldi sono spesi bene per propagandare la Sardegna, la gente vuole sapere perché si spendono i soldi, perché in quella direzione e non altri, i ragazzi non sono tanto preoccupati dalla mancanza del lavoro o anche, ma perché quel poco lavoro che c'è viene gestito male e dato agli amici degli amici, questo è il senso politico che noi abbiamo perso in quest'Aula e mi dispiace che tutti abbiano condiviso l'esito della Commissione d'inchiesta e poi abbiano surrettiziamente valorizzato il ruolo del Presidente. Ne è uscito come un santo, ma santo non è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie Presidente. La linea difensiva del presidente Soru abbiamo potuto constatare che era veramente improponibile, ha detto che questo era un tribunale, che stavamo compiendo nei suoi confronti delle barbarie giuridiche, che lui aveva poco tempo, in venti minuti per poter dire quello che non ha voluto dire e poi si congratulava anche con il centrodestra perché affermava che noi siamo completamente diversi e di questo penso che dagli interventi dei colleghi lo abbiamo messo in risalto. Per difesa ha detto che ha annullato diverse gare, addirittura una di 45 milioni e l'hanno approvata dopo la stessa per 9 milioni, ha tagliato i rami secchi dell'amministrazione, cioè ha prodotto un'azione difensiva che non era richiesta per quanto riguardava l'ordine del giorno, infatti è stato richiamato, ma quello che voglio mettere in risalto è soprattutto l'atto di vassallaggio da parte di questa maggioranza. Io ero convinto che i vassalli fossero finiti nel periodo del medioevo e invece oggi c'è questa subalternità, addirittura abbiamo partorito, la maggioranza ha partorito l'ordine del giorno numero 2 che è veramente vergognoso da parte di questo Consiglio poterlo votare perché quello che addirittura noi stiamo indicando come il colpevole, chiamiamolo tra virgolette anche un po' impropriamente di tutta questa situazione, o colui che ha creato questa situazione veramente che ha fatto discutere per mesi oltre la stampa anche tutti i sardi e dove diciamo che noi vogliamo approvare, rimettere al Presidente della Regione e alla Giunta regionale la relazione della Commissione d'inchiesta per l'opportuna valutazione di eventuali atti. La Commissione d'inchiesta era fatta sia dalla maggioranza che dall'opposizione, è un organismo questa Commissione che è stata voluta da questo Consiglio, che ha lavorato come è stato detto a più parti e a più riprese nel dibattito odierno e non capisco per quale motivo non prendiamo in considerazione pedissequamente ciò che loro hanno deciso. Ecco per quale motivo io voterò l'ordine del giorno numero 1 e sarò contrario, fermamente contrario all'approvazione dell'ordine del giorno numero 2. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie colleghi. Abbiamo venti iscrizioni a parlare per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Sì Presidente. Io intervengo in sede di dichiarazione di voto anche perché per un disguido tecnico non sono potuto intervenire nella discussione generale e intervengo prima di tutto dichiarando, condividendo l'ordine del giorno numero 2 di avere già apposto la mia firma all'ordine del giorno stesso. E perché io dichiaro di approvare l'ordine del giorno numero 2? Perché io ritengo che l'ordine del giorno numero 2 sull'esito del dibattito odierno, in base al dibattito odierno, dobbiamo evitare di prenderci in giro perché noi non abbiamo discusso oggi solo della relazione della Commissione, ove noi avessimo discusso oggi solo della relazione della Commissione, sicuramente i riferimenti fatti e le precisazioni dell'ordine del giorno numero 2 sarebbero stati probabilmente non indispensabili.

Siccome però in diretta televisiva in un dibattito anche molto aspro ma molto approfondito, la discussione non è stata solamente sulla relazione della Commissione, ed ha invece investito tutta un'altra serie di argomenti dove all'attenzione del Consiglio regionale e dei sardi, è stata portata surrettiziamente e fuori tema rispetto alla relazione della Commissione, è stata portata la responsabilità della Giunta, la responsabilità del Presidente, tutti elementi che nella relazione non ci sono, non ci sono, non c'è una parola! Per cui l'ordine del giorno numero 1 limitandosi solamente ad approvare la relazione, solamente dico, è limitativa la relazione numero 1, in questo quadro perché approvando la relazione della Commissione d'inchiesta senza indicare quali possono essere gli sbocchi che nel rispetto delle differenze dei vari organismi, Consiglio regionale, Giunte, Presidente, nel rispetto, quali atti debbono essere fatti con l'ordine del giorno numero 2, io auspico che così la Giunta e il Presidente lo leggano, si chiede un approfondimento delle tematiche poste dalla relazione all'unanimità, una verifica di alcune questioni che con molta precisione la Commissione ha indicato nella relazione stessa e se del caso l'aggiunta o altri organismi perché ci sono anche le distinzioni tra organismi politici e organismi di gestione, che questi organismi di gestione prendono le decisioni...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, io francamente rimango sconcertato dall'atteggiamento degli amici e dei compagni della maggioranza. Per aver sciupato così rapidamente il valore unitario realizzato attraverso la relazione della Commissione d'inchiesta illustrata dal collega Cherchi. E' un fatto politicamente, io lo giudico molto negativo, non può bastare il discorso del presidente Soru travestito con i panni del missionario carmelitano scalzo a dover conquistare simpatie o comprensione. Lui con questi panni si è rivolto evidentemente ai più timorosi della maggioranza che lo sostiene, si è rivolto ai cittadini sardi che però di lui hanno già un consolidato giudizio politico. Io avevo votato la relazione così com'era, perché ne avevo inteso interamente la sua portata politica, frutto di un intelligente compromesso tra coloro che volevano naturalmente esprimere anche un complessivo giudizio politico e coloro che, invece, volevano questa parte lasciarla per il momento separata, per ridurre a un giudizio meramente di valutazione dell'operato della Commissione. Io faccio fatica, naturalmente, a capire come si possa separare un giudizio sull'operato della Commissione da ogni valutazione politica, anche perché la stessa Commissione ha fatto degli apprezzamenti in ordine al comportamento di determinati commissari, vedi la responsabile delle procedure, che è stata rimproverata dalla Commissione, che appresa dalla stampa, o comunque dal corridoio, la notizia che il Presidente della Commissione, il professor Dettori, era stato revocato, ha rilevato il fatto che doveva prendere l'iniziativa. Se questo è valido, come si fa a escludere responsabilità politiche nei confronti del Presidente della Giunta, che subito dopo ha reintegrato il direttore generale, che è una scelta del Presidente primariamente, e che ha reintegrato il direttore generale e ha sanato…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Farigu.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Io credo che dopo la dichiarazione di voto dell'onorevole Farigu non si possa che sottolineare questo fallimento di questo Consiglio regionale, dopo che la Commissione d'inchiesta ha fatto un lavoro egregio di mesi, arrivando ad una soluzione unanime. Io oggi ho visto un Presidente della Regione in profonda difesa, in un momento di difesa, in un momento di grande difficoltà. Ha accusato noi di non essere entrati in tema, ma credo che il Presidente della Regione oggi non abbia risposto a quelle tre fondamentali domande che noi della Commissione, comunque, abbiamo posto all'interno di quella relazione. Non capisco perché ha avuto la necessità di sottolineare che lui è un uomo onesto, che lui non ha fatto niente di male. Ma per quale motivo è necessario sottolineare questo? Nessuno l'ha accusato di aver fatto niente di male, nessuno ha accusato il Presidente della Regione di essere un uomo disonesto, ma se uno ha la necessità, davanti al popolo sardo, di sottolineare questo aspetto, significa che qualche problema nascosto dietro esiste. Io credo che avrebbe dovuto fornire tre risposte fondamentali: il perché della censura dell'operato di questa Commissione, il perché la Commissione d'inchiesta chiede la censura dell'operato della Commissione d'inchiesta, e perché non ha risposto della necessità di annullare questa gara d'appalto, e perché, ancora, non ha risposto sull'operato del suo direttore generale. Questo, il Consiglio regionale gli ha chiesto e questo lui non ha affatto. E' sceso ancora una volta a quel livello di populismo per dare delle risposte e per cercare di difendere se stesso e apparire davanti ai sardi e davanti alla Sardegna l'uomo pulito, perfetto, l'uomo che non sbaglia mai. Mai, ahimè, siccome si è uomini, molto spesso si sbaglia e, tra l'altro, ci si dimentica che all'interno di questo Consiglio regionale si deve portare anche rispetto, l'ultimo rispetto è quello di alzarsi ed andarsene e proprio nel momento in cui il Consiglio regionale da delle risposte a due ordini del giorno importanti e fondamentali: il numero 1 e il numero 2. Io credo che sia da approvare solo ed esclusivamente l'ordine del giorno numero 1; credo che l'ordine del giorno numero 2 sia soltanto una provocazione ancora una volta politica, firmata soltanto dai Capigruppo della maggioranza per ribadire che la maggioranza in questo momento ha i numeri, e che in questo momento fa la differenza nei confronti dell'opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Presidente, io voterò a favore dell'ordine del giorno numero 1, sul quale vorrei apporre la mia firma, l'ordine del giorno che approva semplicemente la relazione finale della Commissione di inchiesta, che ritengo abbia svolto un ottimo lavoro, ragione per la quale ringrazio tutti i colleghi come componente di questa Assemblea e come sardo. Leggendo attentamente quella relazione, al di là di ogni esercitazione linguistica, ne ho tratto la convinzione, più semplicemente, che all'interno della Commissione di gara si sono realizzati una serie di comportamenti tesi, in maniera inequivocabile, a favorire la Saatchi & Saatchi, consapevolmente, passando sopra i dettati dal bando di gara e qualsiasi norma vigente in materia. Lo dimostrano le maccheroniche valutazioni sul certificato di qualità, che era condizione necessaria e indispensabile per partecipare alla gara. Chi non lo aveva doveva essere escluso. Lo dimostrano le valutazione altrettanto maccheroniche e pasticciate sulla situazione di reciproco controllo tra i concorrenti, che è causa di esclusione per il codice civile. Per questa ragione mi sono formato il personale convincimento che quella gara d'appalto avesse la funzione di una foglia di fico che coprisse la miseria di una gara che, precedentemente, si voleva assegnare ad affidamento diretto, e che successivamente sia stata oggetto di questa mascherata per arrivare ad una parvenza di legalità. E c'è un'ultima cosa che voglio dire: l'ordine del giorno numero 2 approva la relazione finale della Commissione d'inchiesta e la rimette all'opportuna valutazione del Presidente della Giunta per le eventuali conseguenze. Ma la Commissione ha chiesto la censura grave dell'operato della Commissione, quindi la maggioranza approva questo punto, della Commissione di gara e del suo Presidente. Poi, ancora, l'ha richiesta la Giunta regionale, in sede di autotutela, di annullare la gara, quindi suppongo che i presentatori dell'ordine del giorno numero 2 stiano approvando la richiesta di annullamento della gara. Infine, chiede una nuova valutazione sull'opportunità che il professor Fulvio Dettori mantenga la funzione che ricopre all'interno dell'amministrazione regionale, quindi i firmatari dell'ordine del giorno numero 2 approvano anche questa richiesta. Ma allora perché c'è la benevolenza di dire alla Giunta: "Vedete un po', se potete fare qualcosa…"

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Sì, io in questi pochissimi minuti ho una pretesa, e avrò una pretesa forse troppo più grande di me, lo ammetto, ed è quella di cercare di far ragionare i colleghi che questi mesi hanno lavorato all'interno di questa Commissione, e hanno lavorato in maniera corretta, senza guardare ai vari colori, alle varie appartenenze politiche. Ritengo che siano loro, i Capigruppo, che caso mai avrebbero dovuto firmare l'ordine del giorno 2, perché sono coloro che in questi mesi si sono documentati. Abbiamo visto centinaia, migliaia di pagine, almeno per chi ha avuto l'accortezza di farlo, ma penso di poter dire che il lavoro è stato svolto egregiamente da tutti, e sinceramente vedere che in tutti questi mesi gli sforzi che sono stati fatti per arrivare ad una relazione comune, che vorrei ricordare all'onorevole Cherchi, quale mi auguro possa prendere la parola dopo, vorrei ricordare, all'onorevole Cherchi, a Silvio Cherchi, che vi era stato un accordo ben preciso durante i lavori della Commissione, l'accordo di lasciare fuori dal documento, dalla relazione finale i pareri chiamiamoli più propriamente politici. L'accordo era quello però che all'interno del dibattito odierno, all'interno del dibattito dell'Aula, quelle che potevano essere le posizioni che fin dal primo momento sono state diverse tra il centrodestra e il centrosinistra sarebbero venute fuori, ed è quello che io personalmente oggi ho voluto fare nel mio intervento. Io non ho voluto accusare assolutamente nessuno, ho posto dei dubbi, delle perplessità che penso che siano assolutamente legittime, e speravo vivamente, e con me lo speravano tantissimi sardi, che oggi il presidente Soru fosse venuto in aula per chiarire i dubbi che tutti noi, me per primo, abbiamo avuto su questo caso Saatchi. E' inutile dire, perché abbiamo sentito tutti con le nostre orecchie ciò che il presidente Soru ha voluto non dire all'Aula e non dire ai sardi, chiedo però veramente un sussulto d'orgoglio a tutti i componenti della Commissione, continuo a dire, ma a tutti i consiglieri regionali perché ciò di cui ci dobbiamo vergognare non è lo stipendio che prendiamo ogni mese, ma il non saper affrontare in Aula, almeno per una volta, le questioni che veramente fanno parlare di noi fuori da queste mura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore dell'ordine del giorno numero 1 anche perché credo che quello che è successo negli ultimi minuti è un fatto che preoccupa, nel senso che si è arrivati all'interno della maggioranza ad una umiliante mediazione che, per salvare la maggioranza stessa e la Giunta, ha fatto scrivere un secondo ordine del giorno che, di fatto, modifica quella che era la risultante della prima risoluzione approvata dalla Commissione d'inchiesta.

Ecco, io mi riferisco proprio alle risultanze di quella Commissione d'inchiesta, quando la Commissione d'inchiesta, approvando all'unanimità un documento che dice che manca la trasparenza, manca l'imparzialità e manca soprattutto la correttezza e il rispetto delle regole, allora significa che la democrazia è in pericolo e che non sono garantiti i diritti di tutti i cittadini. Questo significa e questo ha detto la Commissione d'inchiesta. Io non ho capito perché questa maggioranza adesso vuole arretrare, vuole fare passi indietro. Ma noi abbiamo visto già che è una costante di questa maggioranza non rispettare i diritti di tutti i cittadini e c'è una commistione strana, c'è stata una commistione strana in questa gara d'appalto.

Io devo dire che nella passata legislatura ho fatto l'Assessore regionale per quasi quattro anni. Bene, io non ci ho mai messo piede nell'aula dove si facevano gli appalti; non ci ho messo piede io e non ci ha messo piede manco nessuno della mia segreteria. Qui, chissà perché, c'era un andirivieni che abbiamo visto tutti quanti. E' una cosa indecente. E' una cosa indecorosa che non può essere accettata.

E allo stesso collega Porcu io dico che non è che noi diciamo che quelli che hanno avuto rapporti con Tiscali non devono partecipare alle gare d'appalto; quelli che hanno avuto rapporti con Tiscali possono partecipare, ma a condizioni paritarie, non a condizioni di privilegio come è stato fatto in questo caso. Quindi io credo che pur partecipando non dovevano avere la situazione che si è verificata di netto privilegio.

Ecco, io credo che questo Consiglio regionale fa valutazioni politiche, non si sostituisce all'autorità giudiziaria, sia quella amministrativa che penale, ma credo che deve leggere i dati così come si sono verificati. Ebbene, i dati dicono che la gara deve essere annullata per tutti i pasticci che sono successi, che il direttore generale va rimosso per quello che è successo proprio nella gestione della gara e se vogliamo, siccome il direttore generale è l'espressione del Presidente, io credo che il Presidente stesso…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Ma lei esce sempre lungo, onorevole Ladu! Bisogna regolarsi il freno!

LADU (Fortza Paris). Un secondo, ho concluso.

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, concluda, dichiari il voto.

LADU (Fortza Paris). Allora, io dico che il Presidente in questa situazione ne deve trarre le dovute considerazioni. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Ladu.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Il presidente Soru nella sua replica ha detto che si trovava davanti a un tribunale con 30 accusatori, poi ha ritenuto di dover dire che era innocente, che non aveva commesso niente di male, si è autoassolto, è andato via e non si vede più in aula.

(Interruzione del consigliere Pacifico)

Probabilmente, io mi auguro che lo sia innocente. Me lo auguro per lui, perché non vorrei mai che ci fosse un Presidente colpevole. E in questa condizione ha lasciato una sedia vuota con tanti interrogativi, con soprattutto il solito seme della divisione che è calato puntuale in quest'Aula e ha fatto produrre un altro ordine del giorno al di là di quello che era il primo che veniva depositato, che nessuno ha letto e di cui io m'appongo la firma. "Il Consiglio regionale a conclusione della discussione sulla relazione finale della Commissione di inchiesta sull'affidamento della campagna pubblicitaria istituzionale della Regione approva la relazione della Commissione d'inchiesta", cioè una linearità assoluta tanto è che qualche membro di maggioranza ha ritenuto dire che doveva articolarsi meglio questo ordine del giorno e si è articolato meglio perché è stato messo "per la opportuna valutazione e gli eventuali atti", il che vuol dire lasciare in capo al presidente Soru la capacità di o non revocare la gara d'appalto, di considerare come se niente sia avvenuto nella Commissione e di ritenere inutile il dibattito in Aula. Questa è la scelta politica che ha voluto fare un centrosinistra che diventa colpevole e connivente di eventuali condizioni non certamente legali, che certamente sono apparse agli occhi di tutti.

Io mi auguro e spero, siccome va in altra direzione e in altro palazzo la discussione di quest'appalto trovi una soluzione che non tocchi l'integrità vera di questa istituzione regionale che dovrebbe essere salvaguardata innanzitutto da chi la compone sia essa maggioranza, sia essa opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io non sono voluto intervenire appositamente nella discussione generale perché volevo sentire i colleghi, oltre che dopo aver letto attentamente la relazione, e farmi un'idea più precisa di quanto obiettivamente è accaduto. Da un'attenta lettura della relazione finale si evince che di fatto non è stata rispettata la trasparenza nella procedura durante l'espletamento della gara d'appalto, che ci sono delle zone ombra, che c'è un dubbio comportamento del Presidente della gara d'appalto, la stessa Commissione estranea sia la Giunta che il Presidente della Giunta da qualsiasi interferenza. Bene, questa conclusione è stata relazionata all'unanimità da una Commissione d'inchiesta che ha avuto mandato dal Consiglio regionale, cioè da noi, affinché potesse, appunto, esprimersi. Ed allora io dico: ma se la Commissione d'inchiesta all'unanimità, e questo vuol dire che ha una legittimazione politica assoluta - assoluta! - all'interno di quest'Aula, ha concluso i lavori proponendo alla Giunta di annullare gli atti di questa gara, che da quanto si evince dalla relazione stessa - e ripeto ancora - ha degli aspetti abbastanza poco chiari, per non dire preoccupanti e comunque sia poco legittimi, ha suggerito anche, nel caso lo ritenesse opportuno, di valutare se era il caso o meno di poter lasciare il direttore generale della Presidenza della Giunta regionale a svolgere le mansioni che attualmente svolge, stante il dubbio comportamento che è stato evidenziato in questa relazione. Non approvando l'ordine del giorno numero 1 si delegittima tutto quello che la Commissione ha fatto, si delegittima quello che il Consiglio regionale ha chiesto, si delegittima tutto quello per cui oggi stiamo discutendo qui. Io sono sicuro dell'estraneità del Presidente della Giunta regionale, voglio essere anche certo dell'estraneità della Giunta, ma se la procedura procedura della legge non è stata rispettata, allora si corregga e si corra ai ripari, poiché se così non viene fatto, ciò vuol dire che non c'è chiarezza, non c'è trasparenza e si sta continuando a delegittimare ancora una volta la volontà di questo Consiglio, e diventa più una burletta che una Commissione d'inchiesta. Ecco perché voto l'ordine del giorno numero 1.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). La ringrazio Presidente. Non volevo intervenire perché come Gruppo avevamo deciso di dare voce unicamente ai due componenti della Commissione; al collega Cuccu, al collega Sabatini e al Capogruppo, ma in questa dichiarazione di voto, stante l'esito del dibattito, voglio manifestare per un verso la soddisfazione per l'andamento del dibattito e sulla conclusione dei lavori con l'approvazione della relazione della Commissione d'indagine. E sulla sua distinzione finale però che manifesto la delusione verso la scelta della minoranza, che vuole forzatamente distinguersi, quando non vi è alcuna necessità di farlo. La maggioranza, con convinzione, colleghi, ha voluto partecipare da protagonista alla Commissione d'indagine, ha consentito che la Presidenza fosse assegnata alla minoranza come garanzia della funzione istituzionale alla quale era deputata, ha voluto il dibattito senza rete in aula, ha mantenuto la lucidità davanti ai colpi di teatro che sono stati annunciati, che però sono rimasti meramente annunciati, non hanno cambiato affatto la scena del Consiglio, tant'è vero che lo stesso ordine del giorno al quale perviene la minoranza, è quello di approvare la stessa relazione che la Commissione d'indagine ha approvato a suo tempo. Con dignità abbiamo svolto e ribadiamo il ruolo istituzionale e la dignità che questo Consiglio ha manifestato, Consiglio che ha manifestato e ha fatto il suo dovere, non solo in modo impeccabile, ma encomiabile, lo ha fatto laddove ha affermato la validità del principio fondante ogni moderna democrazia, ovvero la distinzione dei poteri e la sua concreta attuazione in tutti i livelli istituzionali. Per noi della Margherita, ribadire questa distinzione dei livelli serve a dare riconoscimento e piena affermazione a ciascuno di essi, quindi innanzitutto al Consiglio, e dare, nello stesso tempo, a ciascuno, sia al Consiglio, sia alla Giunta, sia al Presidente, sia alla dirigenza come organo che promana nell'esecuzione comunque degli atti i relativi limiti. Concludo dicendo che siccome l'ordine del giorno espresso dalla minoranza è comunque compreso nell'ordine del giorno che ha manifestato la maggioranza e che sostiene la maggioranza, mi asterrò sull'ordine del giorno numero 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Grazie Presidente, chiedo scusa. Nel mio intervento di stamattina avevo detto di essere orgoglioso dell'operato della Commissione e del riscatto dell'Assemblea legislativa. La Commissione, chiamata dal Consiglio regionale ai sensi dell'articolo 125 del regolamento, aveva concluso e ha concluso proponendo al Consiglio regionale una grave censura, chiedendo alla Giunta l'annullamento della gara, e io esprimo, come ha fatto l'onorevole Diana, la dichiarazione di voto ovviamente per l'ordine del giorno numero 1, ma anche per quello numero 2, così risparmiamo anche un po' di tempo. Sono quindi rammaricato per l'ordine del giorno numero 2, che rimette il potere ispettivo nelle mani del Presidente e che lede l'autonomia del Consiglio. Noi siamo stati chiamati per esaminare la relazione della Commissione, non per esprimere formalmente o esprimerci formalmente sull'operato del Presidente, dal quale aspettavamo forse una difesa d'ufficio dei funzionari, come normalmente fa la parte politica, che delega funzionari e dà fiducia agli stessi, ma questa difesa non c'è stata, c'è stata una difesa personale, una difesa sul suo operato e sulla sua onestà. Tra l'altro, dopo questa difesa il Presidente è andato via, è scappato via, ma ha lasciato in eredità questo ordine del giorno numero 2 che è un ulteriore tentativo di tenere in piedi la maggioranza, perché la verità è questa; nella maggioranza ci sono due anime, un'anima che vuole approvare l'ordine del giorno numero 1 e un'anima che vuole approvare l'ordine del giorno numero 2, che viene, anche in questo caso, imposto dal Presidente. Quindi è ovvio che il mio voto è favorevole all'ordine del giorno numero 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie signor Presidente, io mi auguro che ci sia ancora questa benedetta diretta televisiva, mi auguro che ci sia ancora affinché, colleghi del centrosinistra, i sardi capiscano quanto avete paura di andarvene a casa, quanto vi fanno paura i condizionamenti, non voglio usare il termine "minacce" del vostro Presidente. Quanto vi fa paura! Vi fa talmente paura, colleghi del centrosinistra, che siete stati disposti a firmare e voterete un ordine del giorno nel quale si stabilisce sostanzialmente quanto segue: la Commissione ha agito bene, la Commissione ha stabilito che nel pollaio sono successi dei fatti strani, sono sparite delle galline. Ci mettiamo la volpe a controllare, e quindi demandate alla persona che ha politicamente la responsabilità di queste gravi irregolarità che voi stessi, in seno alla Commissione d'inchiesta, avete accertato, avete sottoscritto, perché voi avete scritto, colleghi del centrosinistra che facevate parte della Commissione d'inchiesta, che sono state compiute gravi irregolarità, non lo abbiamo detto solo noi, e poi però demandate alla Giunta regionale l'esame della situazione per vedere che cosa bisogna fare; ma è possibile che vi siate ridotti a questo? E' possibile che vi siate ridotti a questo! La difesa, se di difesa si è trattato, del Presidente della Regione, è stata a dir poco generica, assolutamente poco circostanziata e ben attenta ad eludere quelli che potevano essere di scogli, gli argomenti veri e sono stati oggetto non solo e non tanto di questo dibattito, ma del lavoro della Commissione. Il Presidente ha detto: io non ho fatto niente di male, sono una brava persona. Nessuno lo mette in dubbio, è una bravissima persona, anzi, se fosse in aula invece che essersene andato, sarebbe il benvenuto tra noi e sarebbe suo dovere stare in aula anche durante le dichiarazioni di voto, magari anche per farci sentire che cosa voterà lui, che crediamo sia l'ispiratore del secondo ordine del giorno, invece, ancora una volta, il Presidente è assente. Ma certo, collega Porcu, non tutti coloro che hanno lavorato per Tiscali debbono essere esclusi dalle gare d'appalto, dei progetti, dai bandi della Regione, ma guarda caso tutti coloro che fanno parte di questa cordata, a cui preventivamente è stato annunciato che sarebbe stato dato in subappalto il 30 percento dell'appalto, guarda caso tutti avevano lavorato per Tiscali. Chissà se al collega Porcu qualche sospetto in proposito potrà sorgere. Naturalmente il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, intanto il mio nome appare nell'ordine del giorno numero 2 soltanto per un refuso, perché era sufficiente quello dell'onorevole Masia; c'è, ci resta, anche perché altri colleghi lo stanno firmando. Dirò subito che voto a favore dell'ordine del giorno numero 2 e mi astengo sul numero 1; proverò a spiegare perché. Collega Artizzu, non stiamo votando l'intervento che il Presidente ha fatto in aula, stiamo votando l'ordine del giorno a seguito dei lavori della Commissione d'inchiesta; dove stanno le differenze? Nel nostro ordine del giorno prendiamo atto dell'importante e prezioso lavoro della Commissione, delle valutazioni che ne sono emerse, diciamo che sosteniamo le conclusioni, che le approviamo e le rimettiamo al Presidente per le opportune determinazioni, voi non lo dite che le rimettete al Presidente, ma sapete bene che solo il Presidente può assumere le opportune successive determinazioni. Cos'è che ci divide di fatto? Io provo a dirlo, a mio avviso ci divide una sola cosa, della qual cosa però non c'è alcuna traccia nelle conclusioni a cui la Commissione di inchiesta è pervenuta, e cioè sulle responsabilità del Presidente e della Giunta regionale. Noi tendiamo a dire, che non vi è traccia nella relazione di responsabilità della Giunta e del Presidente, e che però condividiamo, facciamo proprie, o facciamo nostro l'intero lavoro della Commissione di inchiesta. Lo trasmettiamo al Presidente per i successivi atti, ed esso solo è abilitato ad assumerli quei successivi atti. Quindi quando parlate inopinatamente di paure, di prigionia eccetera, sono parole che non hanno senso. Siccome non ci paiono i due ordini del giorno in contrasto nella sostanza, io voto a favore del 2, e mi astengo sull'ordine del giorno numero 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io credo che cadremmo in una contraddizione e nel gioco delle parti incomprensibile ai cittadini, se l'uno o all'altro dei due ordini del giorno dovesse essere approvato in maniera esclusiva l'uno dall'altro. Perché l'uno integra l'altro e uno lo contiene, quindi io ritengo che forse, Presidente, mi rivolgo a lei, ci sarebbero le condizioni per fare un ulteriore sforzo, se posso permettermi di dare un piccolo suggerimento, il primo è quello di cancellare dopo considerato che il primo punto, e poi sostituire ad eventuali l'espressione successivi, così avremmo chiaro, che il punto di vista non è quello di due poli contrapposti, che soltanto per una questione di politica contrappositiva non vogliono raggiungere un accordo, perché, ripeto, nel secondo ordine del giorno è compreso il primo, di conseguenza credo che sarebbe paradossale, e proprio per uscire da tutte le strumentalizzazioni, sostituire quello che poi diceva anche l'onorevole Balia, che c'è differenza tra eventuali atti e successivi atti. Credo che facendo un piccolo sforzo si possa trovare una soluzione. Io nell'eventualità in cui invece non si superi questa situazione, veramente paradossale, pur esprimendo delusione per non essere riusciti a trovare una sintesi condivisa, ritenendo e ribadendo il ruolo importante svolto dalla Commissione, mi asterrò dal voto su entrambi gli ordini del giorno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Voterò serenamente l'ordine del giorno 1, perché semplifica ed è coerente con ciò che è stato scritto in relazione e ciò che è emerso, in poche parole ha sentenziato la scarsa o totale assenza di trasparenza, la scorrettezza e la sciatteria più diffusa, una gara consumata proprio all'insegna quasi direi del clientelismo. Invece l'ordine del giorno numero 2 ci si rifà per la opportuna valutazione di eventuali atti al Presidente della Giunta. Ma quali ulteriori valutazioni deve fare il Presidente, quando qui ha, in un modo manifesto, deriso lo stesso Consiglio, la Commissione di inchiesta in sintesi era distratta, poco preparata, poi parla probabilmente di cose un po' più grandi per la stessa Commissione di inchiesta, perché la saatchi and saatchi è la number one nel mondo, e la filosofia politica dell'uomo solo al comando l'ha sintetizzata in un modo esemplare, qualora ce ne fosse bisogno. Cioè lui ha inaugurato la stagione personale e padronale della politica, irrispettoso delle leggi, delle procedure, delle prassi, ma secondo il centrosinistra è degno di guidarci? Cioè questa è la domanda, una persona che ha un totale dispregio e vulnera sistematicamente le leggi, come può entrare nel merito per opportune valutazioni, ma di che cosa? Quando vi ha già deriso, ha banalizzato il lavoro della Commissione, e la mia curiosità è anche un'altra. Mi domandavo, ma quanto è lunga la matassa intestinale dei componenti la Commissione la maggioranza che sono stati dileggiati mezz'ora fa dal Presidente della Giunta. Ma non abbiamo capito che una visione anti democratica delle regole porta veramente alla tirannide, e spesso questo Consiglio non è stato difeso opportunamente neanche dal Presidente del Consiglio, perché la Commissione di inchiesta è scaturita da un dibattito di questo Consiglio, che io credevo fino a poco fa sovrano, e doveva, e l'ha rispettato entro tre mesi, relazionarci sul misfatto condotto da questa Commissione di gara. Il Presidente di questa Commissione, il direttore generale, signori miei, vi è stato detto, non devono essere minimamente toccati, perché il governatore, e qui non si tratta di paura di andare a casa, qui si tratta di una sensibilità musicale, perché il pifferaio di Sanluri con questa magica musica del flauto ha incantato per diversi anni la Sardegna, grazie anche all'amplificazione di questa musica di certi giornali collaterali e fiancheggiatori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io voterò a favore dell'ordine del giorno numero 2, mentre non approverò l'ordine del giorno numero 1. Perché le differenze che sono state, peraltro indicate anche dal collega Balia, sono differenze di sostanza e sono differenze di sostanza, che devono essere registrate a conclusione di un dibattito, perché diversamente dibattito facciamo finta che non ce ne sia stato, che ognuno di noi abbia detto esattamente la stessa cosa, e che alla fine tutti quanti noi ci dobbiamo necessariamente trovare nelle conclusioni che propone il centrodestra, che sono conclusioni coerenti con la sua impostazione, non sono assolutamente coerenti con lo sviluppo della relazione e con le conclusioni del lavoro della Commissione d'inchiesta. Questo è l'elemento, e allora bisogna smettere di essere sempre e comunque in ogni caso strumentali, e mi sembra che non si possa neppure essere così accondiscendenti, lo dico per alcuni dei colleghi della maggioranza, sulle impostazioni che vengono fornite dalla destra in merito a questa e più in generale a questa vicenda e più in generale alla vicenda di governo del centrosinistra. La questione morale qua in questa legislatura e con questa maggioranza è una questione che non esiste, esisteva nella precedente legislatura e per tutti voglio ricordare la gestione disastrosa del Consiglio regionale, per tutti voglio ricordare gli indennizzi per l'infarto, a tutti e voglio ricordare il governo, devo dire disgraziato e disgregato di quella coalizione, 5 Giunte, 8 Presidenti… e chi più ne ha più ne metta. Un disastro per cui siete stati cacciati fuori e all'opposizione, questo è il dato. Noi non ci stiamo dentro questo percorso, non ci stiamo e non ci staremo perché queste sono le nostre convinzioni e non perché voi state attenti all'azione di governo.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Tre rapide osservazioni. La prima: entrambi gli ordini del giorno approvano la relazione della Commissione. La relazione della Commissione chiede nelle sue conclusioni degli atti amministrativi; questi atti non possono essere assunti dal Consiglio regionale, li può assumere soltanto la Giunta. L'ordine del giorno numero 1 presentato dai colleghi dell'opposizione fa morire la relazione della Commissione d'inchiesta qua, non gli dà altro corso. L'ordine del giorno numero 2, giacché la Commissione chiede atti amministrativi, trasmette la relazione alla Giunta e investe la Giunta della responsabilità di assumere quegli atti o di non assumerli, ma tutti sappiamo che quando ufficialmente un organo riceve un documento votato dal consiglio regionale, che diede atti amministrativi, non procedere a quegli atti necessita di una motivazione. Noi e voi, se decidiamo di approvare una relazione e vogliamo dargli gambe, non possiamo lasciarla agli atti del Consiglio, la dobbiamo trasmettere alla Giunta che è l'organo competente per assumere quegli atti. Non capisco perché l'ordine del giorno numero 1 faccia morire qua la relazione, la metta gli atti, la mandi in biblioteca. Secondo aspetto, ne taglio uno visto che abbiamo poco tempo. Noi abbiamo un brutto vizio in questo Consiglio, che quando ci sono problemi seri non si parla mai dei problemi e si parla solo di Soru. Parliamo del termovalorizzatore e si parla di Soru. Parliamo di una gara fatta male e si parla di Soru. Parliamo di entrate e si parla di Soru. Questa è una deformazione culturale e psicologica, bisogna avere la capacità di parlare delle cose, pronunciarsi sulle cose, non usare le cose a pretesto, perché questo è sicuramente il metodo perché le responsabilità non emergano mai. Bisogna uscire dall'ossessione e imparare a non deviare i discorsi e a parlare delle cose! E, oggi, per aver voluto parlare solo di persone, non si è valorizzata quella parte della relazione che parlava di cose e che in pochi qui dentro conoscono. Io mi asterrò sull'ordine del giorno numero 1, perché non voglio far morire qui quella relazione. Voterò a favore del numero 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Ma, credo che alcune affermazioni dei colleghi non abbiano nulla che possa giustificare certe affermazioni. Non ci sono nella storia di questo Consiglio atteggiamenti più seri, più equilibrati, più corretti, assunti su questioni così come quelle in discussione, che abbiano visto una maggioranza non sottrarsi al confronto, partecipare ad una Commissione d'inchiesta, assumersi le responsabilità, votare una relazione, portare il dibattito in Consiglio, accettare un dibattito in diretta televisiva, confrontarsi, perché su temi della moralità, della correttezza, della trasparenza, dell'azione di governo non siamo certamente disposti ad accettare lezioni dai colleghi del centrodestra, che mai in passato, su questioni che li hanno attraversati e li hanno coinvolti, hanno avuto mai lo stesso atteggiamento che noi stiamo avendo oggi in questa discussione. Non accetto però frasi come quella di un collega che tra l'altro stimo, come Liori. Vedete qualche collega qui, ha vissuto sulla propria pelle e su quella dei propri familiari, i processi sommari, quelli politici, che li ha coinvolti anche direttamente. E allora quest'atteggiamento è irresponsabile, da rigettare e noi lo rigettiamo. Ci sono responsabilità penali, ci sarà qualcuno che le accerterà e perseguirà chi queste responsabilità ha. Ci sono responsabilità o atti amministrativi che vanno censurati, ci sarà anche chi dal Tribunale amministrativo, dove terminano i ricorsi, stabilirà se ci sono motivi per annullarlo. Noi ci asteniamo per motivo tecnico sul primo ordine del giorno, perché altrimenti modificherebbe il nostro ordine del giorno e noi non vogliamo modificare il nostro ordine del giorno in un punto di incontro, ed è un punto di equilibrio all'interno della maggioranza. E allora l'unica cosa che giustifica il vostro atteggiamento così eccessivo nelle dichiarazioni di voto è un altro, che non siete riusciti a separare il Presidente della Giunta dalla sua maggioranza. Questo è l'unico elemento. Però, collega Sanjust, lei è stato onesto, sostenendo che tra la maggioranza e l'opposizione in Commissione c'erano differenti valutazioni politiche, e che avete voluto concordamente omettere queste differenti valutazioni politiche, perché ritenevate di dovervi sottoporre esclusivamente ai fatti. E allora le differenze delle valutazioni politiche emergono nell'ordine del giorno, che la maggioranza ha una valutazione politica diversa dalla vostra, che non coinvolgere la Giunta, non coinvolge il Presidente, non ha accertato e non ritiene accertabili responsabilità politiche, e questa differenziazione politica, di cui lei ha dato atto essere presente già in Commissione, quindi non c'è un arretramento dalle posizioni emerse in Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, io voterò a favore dell'ordine del giorno numero 1 e credo che davvero va ribadito ancora una volta che l'ordine del giorno numero 1 contiene e integra l'ordine del giorno numero 2, proprio perché è sufficiente dare lettura delle ultime righe contenute nel documento per capire che davvero non vi è differenza. Ma io mi chiedo che bisogno abbiamo oggi noi di adulterare, annacquando il vino ottimo che ha prodotto questa Commissione? Perché vogliamo tirare questo freno a mano e giocare sull'equivoco, relativo proprio anche all'indicazione di quello che è il potere di controllo e ispettivo e di indirizzo anche del Governo regionale? Noi sappiamo che quest'esercizio ispettivo e soprattutto di indirizzo va esercitato prima che venga istruito il bando di gara; e questo avrebbe dovuto fare naturalmente il Governo regionale, ma qualsiasi successivo atto è evidente che diventa una ingerenza. Quindi, va assolutamente annullata questa gara, vanno evidenziate le irregolarità amministrative che sono contenute nell'iter amministrativo che ha portato all'esito di questa gara e, soprattutto, va rilevata una cosa molto importante che ha affermato lo stesso presidente Soru qui, quando dice: "Ma io non credo che la società Saatchi&Saatchi che è consulente di tutto il mondo, di tutto l'universo, non possa possedere la certificazione di qualità ISO 9001". Io credo che abbia ragione il presidente Soru, ma la gara è un qualcosa di diverso, ma lui lo sa bene d'altro canto, la gara ha una funzione di formalità naturalmente tale che non può fare sconti né a Saatchi&Saaatchi né a nessun altro se non vengono presentate le documentazioni di rito che sono richieste nel bando stesso. Ecco, io non vorrei davvero che assomigliasse tutto questo, in analogia a quanto avvenne ottant'anni fa nel Parlamento italiano, quando l'intuizione di Mussolini fu quella di istituire il Ministero per la cultura popolare, e quando lui disse, proprio intervenendo nel dibattito per sopperire a quelle che erano le carenze del suo Primo Ministro che era suo genero Gian Galeazzo Ciano, lui disse esattamente questa frase: "Attenzione, il governo del Re ha il compito di organizzare, sin dal tempo di pace, la nazione per la guerra".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io non sono d'accordo con chi dice che il nostro ordine del giorno ferma i risultati della Commissione. Voto a favore convintamene, rileggendo le ultime parole della relazione che noi approviamo e in questo modo diventa un atto di indirizzo vincolante per la Giunta regionale, perché la Commissione consiliare propone al Consiglio regionale di censurare gravemente l'operato della Commissione di gara e del Presidente della Commissione, e di chiedere alla Giunta, in sede di autotutela, di annullare della gara e di effettuare una nuova valutazioni sull'opportunità che il professor Dettori mantenga la funzione che ricopre all'interno dell'Amministrazione regionale, perché è importante che la relazione venga approvata integralmente con quello che dice e che non lascia, così come voi volete del vostro ordine del giorno, alla Giunta regionale opportune valutazioni ed eventuali atti. Nessuna valutazione, nessun eventuale atto, la Giunta deve coerentemente seguire l'atto di indirizzo politico che il Consiglio regionale, approvando questa relazione, sta dando alla Giunta.

Vorrei poi aggiungere che questo non è stato assolutamente un processo, il Presidente ha avuto il doppio del tempo assegnato a ciascuno di noi per difendere, dimostrare che gli atti della Commissione di inchiesta non fossero veri, non ha fornito neanche uno straccio di buon motivo per difendere la commissione di gara. Non faccia la vittima il Presidente, non cerchi di apparire un perseguitato politico, aveva a disposizione più di cinquanta possibili avvocati difensori, solo alcuni hanno preso la parola per difenderlo e l'hanno fatto anche maldestramente, come Rifondazione Comunista che si dissocia, urla, ma in realtà vuole solo gestire il potere come tutti, come tutti! Stando in piazza e poi stando incollati alle poltrone!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Colleghi, quando un provvedimento arriva in Aula con un parere espresso all'unanimità da una Commissione, arriva con una autorevolezza superiore alla somma di quella di tutti coloro che hanno lavorato a quel provvedimento e, solitamente, ha un cammino spedito anche in quest'Aula. Ancora di più quando si tratta, come in questo caso, di una Commissione speciale, istituita con uno scopo particolare. Io sinceramente non trovo nessun motivo per non votare il primo ordine del giorno che ci viene presentato, anche perché, colleghi, mi sembra un po' un artifizio dire che non si sta chiedendo che venga mandato alla Giunta, perché la conclusione della relazione - votata all'unanimità - è molto chiara, cioè fa delle richieste ben precise alla Giunta regionale, non credo che se avessimo votato solo l'ordine del giorno numero 1, il Presidente del Consiglio non l'avrebbe inviato alla Giunta. Sull'ordine del giorno numero 2, non mi scandalizza il fatto che la maggioranza difenda la Giunta, il Presidente, lo trovo normale, quasi ovvio e trovo anche normale che, dato il tono del dibattito, sia stato presentato un ordine del giorno separato. Ecco, però, quello che non mi convince di quest'ordine del giorno, colleghi, e vi chiedo di valutare la possibilità di modificarlo, riguarda il rapporto fra gli organismi che costituiscono i vertici del nostro ordinamento regionale. Cioè, quello che intendo è questo: dal momento in cui noi diciamo che chiediamo alla Giunta di valutare se sia opportuno adottare dei provvedimenti, stiamo ponendo il Consiglio in una posizione di subalternità rispetto alla Giunta regionale, quasi un organismo istruttore della Giunta che poi avrebbe la possibilità di valutare se siano da assumere o meno dei provvedimenti. Ecco, io non credo che nella prassi dei parlamenti nazionali vi sia una cosa del genere, credo - se non mi sbaglio - che quando una Commissione parlamentare d'inchiesta dà un'indicazione, i governi si devono limitare ad eseguire quelle indicazioni. Per questa ragione vi propongo, colleghi, pur non entrando nel merito del contenuto... del Presidente, di modificare l'ultimo capoverso e di sostituire le parole "eventuali atti" con "per l'adozione degli atti conseguenti". In questo caso, se vi fosse questa modifica, io mi asterrei da questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Voterò convintamente a favore dell'ordine del giorno numero 1, perché lo ritengo completo. Io vorrei leggere al professor Maninchedda le ultime cinque righe delle conclusioni della Commissione consiliare di inchiesta, che propone al Consiglio regionale di censurare gravemente l'operato della commissione e di chiedere alla Giunta regionale, professor Maninchedda, in sede di autotutela, di annullare la gara e di effettuare una nuova valutazione sull'opportunità che il professor Fulvio Dettori mantenga la funzione che attualmente gli ha ancora attribuito il presidente Soru. Come vede, professor Maninchedda, leggendo c'è già la richiesta, quindi gli altri sono molto attenti, mentre non mi convince per niente l'ordine del giorno numero 2. Perché non mi convince e perché voterò contro? Perché non c'è bisogno di rimettere al Presidente della Regione la relazione della Commissione di inchiesta per la opportuna valutazione ed eventuali atti. Le opportune valutazioni le ha già fatte pubblicamente, ha detto che non ci sono imbrogli, ha detto che tutto si è svolto alla luce del sole, ha detto che il professor Dettori gode della sua massima fiducia, quindi scorrettezze, atti illegittimi, non ce ne sono per il presidente Soru! Quindi, quali saranno gli atti o gli eventuali atti che Soru potrebbe compiere? Quello di stare al bar mentre noi stiamo continuando a ragionare sulla cosa, oggi lui se ne sta al bar! Beato lui, non gli interessa quello che succede in questa Aula, continua imperterrito nel suo modo classico che da tre anni porta avanti, che è quello di non ascoltare in quest'Aula il lavoro. Quindi, dicevo, lui che ha già detto che non ci sono atti illegittimi, sta contraddicendo voi otto componenti della maggioranza della Commissione di inchiesta, perché voi dite che ci sono, invece, delle illegittimità. Lo dite a chiare lettere quando dite "Invero, lo svolgimento dei lavori non pare essere stato caratterizzato da canone di imparzialità, trasparenza e correttezza", voi lo dite e Soru, invece, dice il contrario di quello che voi sostenete! E poi, non so per quale artifizio, dite nel vostro ordine del giorno approviamo la relazione, però rimettiamo al Presidente l'ultima decisione, che è quella di confermare che tutto si è svolto alla luce del sole, per cui non è necessario né annullare la gara, né tantomeno parlare di Saatchi & Saatchi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Grazie, signor Presidente. Io ho cercato nei lavori della Commissione di lavorare con serietà, spero di esserci riuscito, l'ho fatto senz'altro con serenità e dimostrando anche autonomia di pensiero e di azione, senza vincolo di schieramenti e di coalizione, facendo anche lavorare la Commissione quando sarebbe stato molto facile farla saltare. Vi devo dire che in alcuni momenti per noi sarebbe stato semplicissimo, scaricando la responsabilità sul centrodestra, e non su di noi. Ecco, mi aspettavo che anche nella fase conclusiva dei nostri lavori il centrodestra non strumentalizzasse atti che per noi non hanno il rilievo che si vuole dare. Non riesco a comprendere come si faccia a stravolgere il significato dell'ordine del giorno numero 2, più ampio e comprensivo del numero 1, anzi direi anche più severo. Mi sembra che sia doveroso, come si fa con l'ordine del giorno numero 2, impegnare la Giunta alle conclusioni della Commissione, conclusioni che sono completamente confermate dall'ordine del giorno numero 2, che è stato letto da voi; nell'ordine del giorno numero 2 si chiede alla Giunta, in sede di autotutela, di annullare gli atti di gara, non si ordina e non si prescrive alla Giunta di annullare gli atti di gara, si chiede, quindi un atto discrezionale, un atto eventuale, ovviamente, a parte le opportune valutazioni. Quindi, il centrodestra con questo atteggiamento sta vanificando l'unità raggiunta in Commissione, il volersi differenziare a tutti i costi ancorando il suo giudizio alle parole e alla replica del presidente Soru. La replica del presidente Soru non ha nulla a che fare con i dispositivi degli ordini del giorno, non sono modificati, voi proponete l'approvazione della risoluzione della Commissione, non è modificata dall'intervento del presidente Soru, non è modificata di una virgola, non si capisce perché non possiate votare l'ordine del giorno numero 2. Ecco perché tutti e due approvano la relazione, l'ordine del giorno numero 2 non è un arretramento, ma è un passo avanti, ha un dispositivo ulteriore rispetto al numero 2, lo comprende, ecco perché, ovviamente, essendo comprensivo l'ordine del giorno numero 2 anche del numero 1, io non voterò contro sul numero 1 e non per motivi tecnici, ma proprio perché è una parte dell'ordine del giorno numero 2, mi asterrò sul numero 1 e voterò a favore sul numero 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, con l'assessore Broccia oggi siamo andati a portare la solidarietà umana e ad esprimere il nostro cordoglio alle famiglie di Bachisio Arca di Silanus ed a partecipare alle estreme esequie del macchinista ferroviere Cosimo Serra a Macomer, periti nello scontro venerdì scorso assieme alla turista inglese Elizabeth Beaver. Alle famiglie così duramente colpite è arrivato cordoglio, solidarietà umana e cristiana da parte della stragrande maggioranza del popolo sardo e non solo ma non di tutti. Immediatamente alcuni corvi politici si sono levati in volo e speculando su una tragedia umana hanno chiesto le dimissioni dell'Assessore ai trasporti Broccia, corvi su drammi veri. Non me ne vogliate colleghi, ma ho visto qualche similitudine nel dibattito di quest'Aula, io voto convintamente l'ordine del giorno numero 2 perché mi ci riconosco in pieno. Siamo diversi tra destra e sinistra, oggi, caro collega Artizzu, la diretta vi ha costretto a stare in aula dalla quale siete perennemente assenti, che lo sappia il popolo sardo, che lo sappia il popolo sardo, voi siete perennemente assenti...

ARTIZZU (A.N.). Guarda se c'è il Presidente!

PIRISI (D.S.). ... e non fate opposizione, e non fate opposizione perché state soltanto con canestri aperti a cercare di speculare su fatti veri. Ebbene, il caso Saatchi signor Presidente, è semplicemente un pretesto perché ciò che si voleva mettere sotto processo da parte del centrodestra in maniera maldestra è il centrosinistra, questione morale in quest'Aula, ma da che pulpiti arrivano? Ma non vi ricordate la compravendita dei voti, il voto espresso dietro una tenda, il modo con cui è stata gestita quest'Aula, la maniera con cui avete fatto le crisi, ma a chi volete darla da bere? Ma a chi volete darla da bere cari colleghi? Oggi noi siamo qui perché stiamo sostenendo quello che è stato il lavoro della Commissione e per dirvi che è vero che siamo diversi, ma perché noi siamo ancorati a dei principi che tendono a salvaguardare gli interessi del popolo sardo, voi invece state speculando su un fatto come questo per cercare di darvi verginità e credibilità che avete perso nei confronti di tutto il popolo della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (R.C.). Grazie signor Presidente. Per dichiarare il voto favorevole all'ordine del giorno numero 2, il Presidente non risponde alle affermazioni apparse sui quotidiani, caro collega Liori, risponde esclusivamente sui fatti e sugli atti prodotti dalla Commissione. Se ci sono questioni che vanno oltre questi aspetti, oltre i confini consiliari nel nostro Paese, nel nostro ordinamento giuridico esiste la magistratura. Nella relazione si evince però che non c'è nessuna responsabilità, nessun coinvolgimento dell'organo politico, per questa ragione il Presidente poteva anche non rispondere in quest'Aula, lo ha fatto e ne prendiamo atto positivamente. Il documento numero 2, l'ordine del giorno, è tra l'altro più impegnativo rispetto al primo perché non solo prende atto del lavoro prezioso della Commissione, sottolinea l'importanza sotto il profilo del giudizio e delle conclusioni di carattere amministrativo nelle procedure e approva la relazione della Commissione, non la respinge, quindi non c'è nessun passo indietro rispetto al lavoro che la Commissione ha svolto in questi due mesi e la rimette certamente al Presidente e alla Giunta che può approfondire meglio se vuole e se lo ritiene opportuno, è per questa ragione che un ordine del giorno che raccoglie positivamente il dibattito dell'Aula e raccoglie positivamente anche i vostri interventi e per questa ragione va sostenuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sì, grazie Presidente. Per annunciare il mio voto favorevole all'ordine del giorno numero 1 e per ricordare la lettura che abbiamo fatto prima nella relazione dove cita che il Presidente non è messo in discussione perché nella relazione non viene citato il Presidente, stiamo valutando una relazione fatta da una Commissione su un esame obiettivo di atti trasmessi da dei funzionari della Regione più due tecnici aggiunti dopo alla Commissione, stiamo votando una relazione in base ai fatti approvati da tutti i componenti della Commissione senza distinzione di parte politica. Il Presidente non è sotto processo, c'è scritto che la Commissione non si sostituisce alla magistratura, è tutto evidenziato, c'è nelle prime tre pagine, c'è nella premessa, non siamo un tribunale, quindi nessuno deve venire qua a difendersi e soprattutto non dobbiamo difendere nessuno considerato che nell'esprimere i propri indirizzi politici, il Presidente e la Giunta regionale si sono attenuti ai compiti di loro competenza e mi auguro che seguano sempre i compiti di loro competenza perché mi sembra più una giustificazione, una difesa d'ufficio e se qualcuno l'avesse difeso spero che abbia un avvocato bravo e che non usi giochini di parole per chiarire delle posizioni politiche.

Voto l'ordine del giorno numero 1 perché è chiaro che se questo Consiglio vota l'ordine del giorno la Giunta deve prendere atto di ciò che vota il Consiglio, mi dispiace che l'onorevole Balia cita che gli atti li fa la Giunta, è ovvio che li fa la Giunta, nessuno ha messo in dubbio questo, il centrodestra non strumentalizza queste cose, però mi metto nei panni della Giunta quando gli arriva il provvedimento che votiamo con l'ordine del giorno numero 2, cosa fa, chiama il direttore generale: "Verifichi gli atti che ci ha trasmesso il Consiglio e la veridicità". E' giusto, collega Cucca, mi sembra che deve fare questa prassi, sentire il direttore del servizio, perché mi sembra che siano in Commissione, allora mettiamoci un giorno nei panni di chi deve legiferare e chi deve fare l'atto definitivo, con chi deve parlare? Con Dettori, con la Melis, chi sono i responsabili del servizio che devono fare l'atto, perché per eliminare la gara come ha eliminato altre gare, onorevole Uggias, questa va eliminata per cautela, c'è scritto e mi dice a chi si deve rivolgere il Presidente della Giunta, a Dettori, l'ordine gerarchico, come prevedono gli atti amministrativi, io vorrei un chiarimento dall'onorevole Balia visto che però purtroppo non è in quest'Aula perché tutti i funzionari a cui si deve rivolgere il Presidente sono in questa Commissione aggiudicatrice, mi sorge un dubbio, comunque io sostengo in modo fermo il mio voto e il voto del Gruppo all'ordine del giorno numero 1, non capisco e non condivido l'ordine del giorno numero 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, per individuare un percorso che l'onorevole Pittalis ha aperto col suo primo intervento e che vorrei ribadire e rafforzare. Cioè il concetto che la questione morale non dovrebbe essere e non è secondo noi né di destra, né di sinistra, né di centrodestra e né di centrosinistra. Per noi la questione morale è questione morale. Quindi riteniamo che il problema non sia in termini di divisione di colore, né di divisione di schieramento o di collocazione ambientale o geografica in un'Aula consiliare, ma sia una questione di sostanza rispetto ai contenuti, rispetto ai quali si va a parlare. Ed è per questo che noi voteremo l'ordine del giorno numero 1 e l'ordine del giorno numero 2 perché riteniamo che nel numero 1 ci siano le stesse condizioni, tanto è vero che il centrosinistra non ha votato contro il numero 1, ma si astiene perché è contenuto nel numero 2, di conseguenza la posizione deve essere in questi termini molto chiara.

Noi vogliamo che su questa analisi rispetto al documento della Commissione, ci sia anche da parte della Giunta una presa d'atto e rispetto al merito debba sentirsi così come ha fatto la Commissione che ha lavorato, si debba sentire responsabile degli atti conseguenti perché saranno responsabilità di tipo politico a quel punto e anche non solo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vincenzo Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS VINCENZO (D.S.). Grazie Presidente. Io voterò a favore dell'ordine del giorno numero 2 e mi asterrò per motivi tecnici sul primo.

Debbo dire che la discussione di oggi non mi è piaciuta, perché è stata una discussione forzata da evidenti ed insopportabili strumentalizzazioni. Non credo che i sardi abbiano apprezzato un confronto così aspro, grondante di parole altisonanti, però vuoto di contenuti reali. Si è imbastita una campagna propagandistica, che è andata oltre il lavoro della Commissione, e che ha puntato a violentare lo spirito su cui ha lavorato correttamente la Commissione. A contorno di tutto questo abbiamo assistito, abbiamo letto di annunci sulla produzione di documenti nuovi, che alla fine, ne sono sicuro, come sempre, si risolveranno in grandi bufale. Qualcuno pensa che utilizzare la stampa come una clava, gridare al lupo al lupo, gettare fango sull'onorabilità delle persone possa servire a strappare maggiori consensi elettorali. Questa non è politica, perché non può essere il terreno reale di confronto su cui i due schieramenti si confrontano. Su questa strada si arriverà, ne sono sicuro, solo a peggiorare il clima politico di questa Regione. L'emendamento numero 2 prende atto correttamente del lavoro della Commissione e rimette al Presidente il risultato di quanto emerso da questo lavoro per l'opportuna valutazione. Questo è un atto che valorizza il lavoro della Commissione ed esalta il ruolo del Consiglio, assegnando naturalmente alla Giunta il giusto ruolo di conduzione politica che questa deve avere. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, abbiamo concluso la discussione.

Siamo in sede di votazione degli ordini del giorno per alzata di mano.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il voto elettronico.

PRESIDENTE. Va bene. E' stato richiesto il voto elettronico.

Chiedo scusa… onorevole Marrocu. Chiedo scusa, colleghi, un secondo soltanto.

Va bene, colleghi, è stata richiesta la votazione elettronica. Prego i colleghi di predisporsi per la votazione con scrutinio elettronico. Un attimo che predisponiamo il sistema.

Chiediamo scusa, colleghi, è inutile che votiate, altrimenti non riusciamo a impostare il sistema. Votate quando dichiariamo aperta la votazione. Un attimo solo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Lombardo - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Scarpa - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Meloni - Sanna Francesco - Secci.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 77

votanti 33

astenuti 44

maggioranza 17

favorevoli 30

contrari 3

(Il Consiglio approva).

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ordine del giorno numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sì, sul Regolamento. Pongo un problema: avendo votato il primo ordine del giorno, mettere in votazione il secondo non costituisce una possibilità di una votazione contraria e contrastante a quella precedente?

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, non le sarà sfuggito che questo pericolo è stato evitato con la votazione, appunto, nel senso che se l'ordine del giorno numero 1 fosse stato bocciato, l'ordine del giorno numero 2 sarebbe potuto essere messo in votazione, tranne che per la parte relativa al dispositivo dell'ordine del giorno numero 1, cioè avremmo dovuto non votare la prova contenuta nel dispositivo conclusivo del numero 2. In questo modo, l'ordine del giorno numero 2 è integrativo, è estensivo, non è in contrapposizione, così come prevede il nostro Regolamento, al numero 1, quindi, lo mettiamo in votazione.

Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo. Ne ha facoltà.

LOMBARDO (F.I.). Presidente, ma se, come ha detto lei, l'ordine del giorno numero 2 è integrativo e contenutivo dell'ordine del giorno numero 1, allora si sarebbero dovuti mettere in votazione insieme, perché uno esclude l'altro. Siccome il Consiglio si è già espresso ed ha approvato l'ordine del giorno numero 1, l'ordine del giorno numero 2 decade, perché se avessero il medesimo contenuto bisognerebbe metterli in votazione insieme, Presidente, assolutamente.

PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, non è così. Leggiamo il comma 16, insieme, dell'articolo 84: "Non possono proporsi sotto qualsiasi forma articoli aggiuntivi o emendamenti contrastanti con precedenti deliberazioni adottate dal Consiglio sul medesimo provvedimento". Quindi, siccome non è contrastante con precedenti deliberazioni, l'ordine del giorno numero 2, che è diverso dal numero 1, si mette in votazione.

LOMBARDO (F.I.). No, come dice lei, l'ordine del giorno numero 2 è contrastante con l'ordine del giorno numero 1, perché mentre il numero 1 si limita ad approvare la relazione della Commissione d'inchiesta, il numero 2, invece, rimette alla valutazione della Giunta gli atti opportuni da adottare. Quindi, è in contrasto.

No, Presidente, è in contrasto, assolutamente.

Continuazione della discussione della "Relazione finale della Commissione d'inchiesta sull'affidamento della campagna pubblicitaria istituzionale

della Regione"(Doc. n. 20/A)

PRESIDENTE. Non è questa l'interpretazione, non è contrastante, non è alternativo. E' un ordine del giorno diverso che il Consiglio regionale può votare.

Lo mettiamo in votazione, colleghi.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io concordo con quanto sostenuto dalla collega Lombardo, perché è nettamente in contrasto con il dispositivo previsto nella stessa relazione della Commissione d'inchiesta, ma lei non cambierà opinione, perciò non insisto, perché se cambiasse opinione si dimostrerebbe che sarebbe obiettivo. Mentre invece voto contro il numero 2 e con rammarico riscontro che alcuni colleghi della maggioranza arrivano fino a un certo punto e poi tornano indietro, perché il dispositivo della Commissione dice chiaramente cosa deve fare la Giunta, che passi deve compiere e, come tutti gli atti approvati dal Consiglio, è compito del Presidente del Consiglio trasmetterli alla Giunta, perciò non si ferma lì, ma va avanti nell'iter normale che è previsto dai Regolamenti, perciò gli atti approvati dal Consiglio devono essere trasmessi dal Presidente del Consiglio alla Giunta regionale.

Il numero 2… se la finisce il collega Pirisi, perché vede io non ero a Macomer, onorevole Pirisi, e ci sarei voluto andare, ma stavo lavorando qua e ho ritenuto più opportuno essere utile qua che lì, anche per quelle persone…

PIRISI (D.S.). Ma cosa sta dicendo? Ma chi l'ha cercato!?

CAPELLI (U.D.C.). …e questa è la sede, onorevole Pirisi, per chiedere le dimissioni di Broccia invece, vede? Questa è la sede, non quella e con questo io concordo. Allora non interrompa e stia un attimino zitto!

PIRISI (D.S.). Ma chi l'ha cercato? Boh!

CAPELLI (U.D.C.). Non interrompa e stia un attimino zitto!

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, per piacere. Onorevole Pirisi!

CAPELLI (U.D.C.). Nel numero 2, tra l'altro, c'è scritto che "considerato che nell'esprimere i propri indirizzi politici il Presidente e la Giunta regionale si sono attenuti ai compiti di loro esclusiva competenza"; questo è una cosa che ci differenzia. Siete diversi! Noi riconosciamo, invece, le responsabilità politiche precise del Presidente, che non possiamo nascondere, per chi non lo vuole vedere, che il Presidente è andato a visionare erroneamente e per colpa del dirigente degli atti che non poteva visionare e lui deve sapere che non poteva visionarli.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Intervieni sul Regolamento!

CAPELLI (U.D.C.). Poi dire che rimanda alla Giunta è come affidare per il reinserimento dopo il rilascio il sequestrato al sequestratore, cioè dobbiamo rimandare alla Giunta la determinazione di decidere su se stessa se ha sbagliato. Siete ridicoli!

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Non essere scorretto!

CAPELLI (U.D.C.). Siete ridicoli! Siete ridicoli!

PRESIDENTE. Onorevole Capelli…

CAPELLI (U.D.C.). Siete ridicoli!

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Sei scorretto!

(Proteste dai banchi del centrosinistra)

PRESIDENTE. Colleghi, se proviamo a moderare i termini e a condurre questo dibattito così come lo abbiamo iniziato penso che faremo un buon servizio al Consiglio regionale, così come se evitiamo di offenderci, onorevole Capelli, questo aiuta la discussione.

CAPELLI (U.D.C.). No, mi scusi, che cosa ho offeso?

PRESIDENTE. Ha offeso me. Ha offeso me!

CAPELLI (U.D.C.). Che cosa ho offeso?

PRESIDENTE. Ha offeso me, onorevole Capelli, quindi la prego di accomodarsi…

CAPELLI (U.D.C.). Quando? Quando l'ho offesa? Le chiedo scusa se l'ho offesa!

PRESIDENTE. Quando mi ha detto che non sono obiettivo. Quindi la prego di accomodarsi; interpreto il Regolamento, poi naturalmente la sua opinione resta un'opinione per me discutibile.

CAPELLI (U.D.C.). Scusi, secondo me lei non è obiettivo.

PRESIDENTE. Benissimo, ma secondo me lei sbaglia e abbiamo un concetto diverso di obiettività.

(Interruzione del consigliere Capelli)

Benissimo. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io dichiaro il mio voto contrario all'ordine del giorno numero 2 e devo dire che però assisterò con grande interesse alla votazione che l'Aula sta per fare, perché nell'intervento del presidente Soru io non ho avuto la possibilità né di ascoltare gli elementi di novità che mi aspettavo dal suo intervento, né ho avuto la possibilità di sapere se il presidente Soru, che oltre ad essere il Presidente della Regione è anche un consigliere regionale, quindi un primus inter pares, condivideva o non condivideva le censure che la Commissione aveva fatto, cioè se condivideva che vi erano delle irregolarità e delle illegittimità gravi nella gara che hanno indotto la Commissione a chiedere l'annullamento della gara stessa, e se il Presidente condivideva la censura forte del direttore generale della Presidenza Dettori, che aveva indotto la Commissione a chiedere che venisse valutata la possibilità di accompagnare alla porta il direttore generale della Presidenza. Quindi, non avendo avuto la possibilità di sapere cosa pensava il consigliere regionale Soru di quelle che erano le conclusioni della Commissione, sono interessato a verificare in fase di voto se il consigliere regionale Soru voterà a favore dell'ordine del giorno numero 2, il quale approva quelle che sono le considerazioni che abbiamo letto tutti quanti all'interno della relazione della Commissione e che probabilmente, se avessimo discusso con maggiore serenità in aula e anche con maggiore disponibilità da parte del consigliere regionale Soru, avrebbero evitato al Consiglio di divaricarsi con due ordini del giorno differenti al momento della votazione finale.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Premesso che credo che sia valido il primo ordine del giorno e non il secondo, però devo dire che comunque sono contrario, contrarissimo al secondo ordine del giorno perché quest'ordine del giorno lede la sovranità, l'autonomia e l'autodeterminazione del Consiglio regionale e rimette nelle mani del Presidente della Giunta regionale tutta una serie di provvedimenti che la Commissione d'inchiesta aveva previsto dovessero essere fatti. Io, per dire la verità, non so cosa farà il Presidente e la Giunta. Non so se la gara, ad esempio, verrà annullata o meno. Io vorrei che questa gara fosse annullata, però dalle dichiarazioni che ho sentito e comunque dall'atteggiamento della Giunta e del Presidente io oggi non riesco a capire effettivamente se ci saranno provvedimenti successivi, se la Giunta regionale annullerà gli atti che sono da annullare, quali saranno i provvedimenti che verranno assunti nei confronti del direttore che è stato quello che ha gestito la gara d'appalto e tutte le altre cose che sono state discusse in questo momento. Ecco, io volevo capire qual è l'esatta volontà, una volta che noi diamo mandato al Presidente della Giunta regionale, su quello che deve essere fatto nel prossimo futuro in merito. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ma, insomma, le dichiarazioni di voto sono state fatte e i colleghi si sono pronunciati su tutti e due gli ordini del giorno…

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

Come no…

MARROCU (D.S.). Presidente…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu…

MARROCU (D.S.). Presidente, era semplicemente per chiedere, anche per l'ordine del giorno numero 2, il voto elettronico palese e quindi per la modalità di voto, però ne voglio approfittarne solo per una questione. Perché voto l'ordine del giorno numero 2? E' perché ci sono le parole "valutazione" ed "eventuali atti", cioè quello che vi crea una situazione…

"Valutazione" perché la responsabilità di annullare un procedimento e una gara che ha già concluso il suo iter non sono responsabilità politiche del Consiglio regionale, investono responsabilità personali, dirette, di un signore o di una signora, non so chi sia, che si chiama responsabile del procedimento, il quale avrà diritto di ritenere e di poter valutare se quelle anomalie che noi abbiamo segnalato, quelle scorrettezze che noi abbiamo segnalato, siano tali oppure no da portare in autotutela a revocare quella gara oppure non siano in grado, perché poi qualsiasi atto venga adottato, anche quello di revoca, di annullamento, investe responsabilità personali, oltre a quelle politiche di cui voi parlate, ma ci sono responsabilità personali di chi mette in atto quelle decisioni, che io ritengo giusto che siano valutate, supportate da eventuali ulteriori pareri legali che possono arrivare alle stesse conclusioni a cui è arrivato il Consiglio nella Commissione d'inchiesta, perché la Commissione è già Consiglio, o può arrivare anche a decisioni differenti e quindi a prendere decisioni differenti da quelle che il Consiglio gli indica, perché investe anche responsabilità amministrative personali e dirette.

Per questo voterò l'ordine del giorno numero 2, ma avevo chiesto la parola solo per chiedere - e ribadisco - il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Per confermare il voto a favore dell'ordine del giorno numero 2 e dire ai colleghi del centrodestra che paradossalmente l'ordine del giorno numero 2 è più forte dell'ordine del giorno numero 1. Vi sembrerà strano, ma votando l'ordine del giorno numero 2 voi state rafforzando la posizione rispetto a quello che è l'esito della Commissione d'inchiesta, e in più state responsabilizzante la Giunta di un parere che poi diventa un parere nel merito, e quindi io veramente non riesco a comprendere come, visto che tra l'altro è stato proposto dalla maggioranza, e a parer mio, ripeto, lo voto proprio perché ritengo, come ha detto il presidente Spissu, che comprenda nella sostanza anche il numero 1 che noi abbiamo votato, il numero 2 non solo lo comprende, ma lo rafforza e da carico di responsabilità non solo al Consiglio, come avrebbe fatto il voto semplice al numero 1, ma da responsabilità di merito anche alla Giunta regionale. Quindi vi chiederei di riflettere su questo aspetto e, secondo me, sarebbe oltremodo giusto, alla luce di quello che ci siamo detti fino adesso, che votaste anche il numero 2. Conseguentemente, facendo questo, dareste anche, nel caso ci fossero delle irregolarità nella conduzione della gara, dareste responsabilità concrete nel merito e nella sostanza anche alla Giunta regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, solo per sostenere anch'io la tesi secondo la quale, leggendo il regolamento, l'ordine del giorno numero 2 non può essere messo in votazione, è perché resti agli atti signor Presidente. Io, invece, onorevole Marracini, ritengo che non sia più forte l'ordine del giorno numero 2, perché rimette tutto nelle mani del Presidente, rimette al Presidente della Regione e alla Giunta regionale la relazione della Commissione d'inchiesta per le opportune valutazioni e gli eventuali atti, eventuali! La Commissione di inchiesta chiude in modo diverso e dice: la Commissione propone al Consiglio regionale di censurare gravemente l'operato della Commissione di gara e del suo Presidente e di chiedere alla Giunta regionale in sede di autotutela di annullare la gara. Qui, invece, non lo stiamo dicendo, vi stiamo dicendo di valutare, il presidente Soru, se annullarla o meno, e siccome il presidente Soru ha già detto che la Commissione ha operato bene, il Presidente della Commissione di gara era nel giusto, mai e poi mai chiederà all'annullamento della gara. Ecco perché…

SALIS (Gruppo Misto). Continua a leggere! ...

CAPPAI (U.D.C.). L'ho letto abbastanza.

SALIS (Gruppo Misto). Continua a leggere… leggi anche l'altro capo verso!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto contrario a quest'ordine del giorno per precisare il motivo; il motivo è che noi non vogliamo avallare un sostanziale tentativo contenuto nel… "considerato ché nell'esprimere i propri indirizzi politici il Presidente e la Giunta regionale si sono attenuti ai compiti di loro esclusiva competenza" non possiamo assolutamente votare, in particolare questa parte dell'ordine del giorno, perché consiste esplicitamente in una dichiarazione, in un accertamento di innocenza politica che non era in discussione, che non è assolutamente dimostrata, non è assolutamente dimostrato neanche il contrario, ma non capiamo perché la maggioranza voglia, in tutti i modi, in ogni modo, assolvere politicamente la Giunta regionale e il suo Presidente. Ciò che conta in questa discussione è che i risultati e l'analisi della Commissione d'inchiesta sono stati approvati dal Consiglio regionale, e che il Consiglio regionale sta dando un atto politico di indirizzo forte alla Giunta regionale, perché compia ciò che le è dovuto. D'altra parte ricordo all'onorevole Marrocu che il disegno di legge in discussione nella prima Commissione, proposto dalla Giunta regionale, prevede esattamente la possibilità, fra le tante cose, che la Giunta possa annullare atti dei dirigenti. Quindi, se voi credete davvero che questo sia giusto, se credete davvero che le conclusioni della Commissione sono state sincere, serie e rigorose, accettate che la Giunta regionale quando avrà il potere, se ancora non lo avesse, compia questo atto di giustizia, e cioè annullare una gara su cui voi stessi avete riconosciuto gravi irregolarità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Velocemente Presidente, solo per un appunto tecnico. Io poc'anzi non sono intervenuto, dichiaro il mio voto contrario all'ordine del giorno numero 2. Vede, il motivo del contendere parte tutto dall'ultima frase, dalla conclusione della Commissione, dove dice che: "Propone pertanto al Consiglio regionale di censurare gravemente l'operato della Commissione di gara e del suo Presidente, e di chiedere alla Giunta regionale in sede di autotutela di annullare la gara e di effettuare eccetera eccetera…" il primo ordine del giorno, di fatto, si rifaceva completamente al disposto dalla relazione finale della Commissione. Il secondo ordine del giorno, ecco perché ritengo sia nettamente in contrasto, non si rifà, non è assolutamente interpretabile in maniera estensiva, ma bensì in maniera restrittiva; perché? Perché se l'ordine del giorno numero 1 si rifà alla conclusione della relazione finale della Commissione, nell'ordine del giorno numero 2 si estende questo concetto dando la possibilità alla Giunta di… e cioè non ricalca esattamente quanto disposto dall'ordine del giorno numero 1, il quale si ferma alla decisione della Commissione d'inchiesta, dicendo di approvare la relazione della Commissione d'inchiesta. L'ordine del giorno numero 2 varia da questo, e quindi è in contrasto con l'ordine del giorno numero 1 già approvato, il quale è stato approvato ed approva i risultati della Commissione d'inchiesta, l'ordine del giorno numero 2, benché riportando l'approvazione dell'ordine del giorno numero 1 e di quanto contenuto dall'approvazione dell'ordine del giorno numero 1, di fatto estende, ma non estende, è in netto contrasto nell'ultima frase con l'ordine del giorno numero 1, in quanto dice: "approva e rimette al Presidente e alla Giunta regionale la relazione della Commissione d'inchiesta" si fosse fermato qui, senz'altro era da intendersi in maniera estensiva, ma continua… "per l'opportuna valutazione e gli eventuali atti" questo è in netto contrasto con l'ordine del giorno numero 1, per cui io, solo affinché questo resti agli atti, ben conscio che in caso di dubbio il giudizio del Presidente è insindacabile, per essere chiari, di questo ne sono perfettamente convinto, affinché resti agli atti io rimango del parere che questo ordine del giorno non avrebbe dovuto esser messo in votazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, quanto dichiarato dall'onorevole La Spisa chiarisce l'arcano. Ai colleghi del centrodestra poco importava di fare un approfondimento sulla regolarità amministrativa della gara, ai colleghi del centrodestra interessava soltanto colpire politicamente la Giunta e il Presidente. Ma se questo interessava e se questo era uno degli argomenti in discussione, io mi chiedo come è possibile che lo stesso Presidente non sia stato udito all'interno della Commissione d'inchiesta? E' una palese contraddizione. Quindi io credo che sia corretto quanto riportato in quest'ordine del giorno perché chiarisce, altrimenti non sarebbero accettabili le conclusioni della Commissione, come ho chiarito nel mio intervento, chiarisce che l'indagine si è occupata degli aspetti amministrativi, non ha rilevato alcun altro aspetto che non fossero regolarità amministrative, e solo per questo sarebbe plausibile, anche se l'abbiamo … sbagliato, che le funzioni politiche non siano state audite in Commissione. Quindi svela, è stato un apparente accordo in Commissione perché in realtà l'intento non era di recepire o di verificare le irregolarità amministrative, ma era soltanto quello politico, e sul piano politico, purtroppo continuo a dire anche se approverò quest'ordine del giorno, questa indagine della Commissione a quanto pare non ha accontentato i colleghi che volevano trarre delle conclusioni senza aver dato la possibilità al Presidente di parlare, e senza aver approfondito aspetti per esempio citati fuori dall'aula, da altri colleghi del centrodestra che sono stati per molto tempo all'attenzione dei media.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì grazie, io le volevo chiedere, Presidente, di votare separatamente il punto 1 del "considerato".

PRESIDENTE. Va bene.

Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Per dichiarazione di voto, Presidente, l'ho già dichiarato, volevo all'onorevole Cappai e anche all'onorevole Rassu volevo confutare…

PRESIDENTE. Ma se per dichiarazione di voto non può intervenire…

SALIS (Gruppo Misto). Per confutare un'affermazione che è stata fatta, posso? Per capirci, perché spesso discutiamo e bisticciamo e polemizziamo senza avere cognizione precisa di quello che stiamo discutendo. Mi permetto di esprimermi, perché se invece di leggere solamente il primo capoverso dell'ultima conclusione della Commissione si leggesse anche il secondo, si capirebbe che la preoccupazione che il Consiglio stia dando alla Giunta il potere di controllo, in verità non lo sta dando l'ordine del giorno, ma lo sta dando la Commissione, perché c'è scritto chiaramente, io vi invito a leggerla, l'ultima parte del documento della Commissione, la Commissione consiliare di inchiesta propone, pertanto, il Consiglio regionale oltre che di censurare gravemente l'operato, di effettuare, e di effettuare una nuova valutazione. Quindi la Commissione chiede al Consiglio di chiedere alla Giunta una nuova valutazione sulla opportunità che il professor Fulvio Dettori mantenga la funzione. E mi sembra precisissimo.

PRESIDENTE. Grazie, dichiari il suo voto.

SALIS (Gruppo Misto). Sono d'accordo sull'ordine del giorno numero 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Il voto sulla seconda mozione non può che essere assolutamente, sul secondo ordine del giorno, non può che essere assolutamente negativo, e lo trovo veramente un insulto all'intelligenza di tutti noi, ma soprattutto di coloro i quali per mesi hanno lavorato all'interno della Commissione, e vi spiego perché, in tre secondi vi spiego perché. Il primo ordine del giorno, il primo ordine del giorno chiede al Presidente, alla Giunta, il primo ordine del giorno, onorevole Marrocu, che io ascolto sempre con grande pazienza e attenzione, chiede al Presidente e alla Giunta di annullare il procedimento di gara, non chiede, come invece voi volete nel secondo ordine del giorno di valutare, cioè che il Presidente valuti di annullare o meno. Questo è screditare assolutamente il lavoro dei componenti della Commissione di destra e di sinistra che siano, e ritornando a ciò che l'onorevole Porcu ha appena detto, e forse ha perso un'ulteriore momento di silenzio, molte volte il silenzio è d'oro, e fa molto più di tante parole dette veramente al vento, allora se l'onorevole Porcu avesse letto, cosa che non ha dimostrato di fare, la relazione della Commissione, si sarebbe reso conto, probabilmente che tutti gli appunti che ci sono, dal primo all'ultimo, sono solo ed esclusivamente e squisitamente di carattere amministrativo. Non c'è niente di politico, non può lei come alcuni altri colleghi limitare un consigliere regionale, nelle sue funzioni, e cioè a fare un intervento politico, che io come tutti gli altri colleghi in Aula, abbiamo fatto. Quello che però nella relazione volevamo mettere assolutamente in evidenza era il papocchio amministrativo, che in questa gara c'è stato, semplicemente questo, e tra l'altro oggi sono ben felice che i colleghi del centro sinistra non abbiano accolto le mie reiterate richieste di intervento in audizione del presidente Soru, che oggi aveva 20 minuti per dimostrare non soltanto a noi, ma ai sardi, il valore della bontà della gara saatchi, cosa che oggi lui non ha fatto neanche per 10 secondi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente e colleghi, è veramente un peccato che in questa Aula, parte della discussione su questo delicato tema, non abbia avuto e abbia avuto dei toni negli interventi abbastanza pesanti dove si è scaduti anche nell'offesa e nella chiara strumentalizzazione politica. Questo rafforza la convinzione che ci fosse già all'origine un pregiudizio politico del centrodestra teso, come dicevo nel mio precedente intervento, a colpire il presidente Soru, però con l'obiettivo di screditare la maggioranza di centro sinistra che governa questa Regione. Il documento 2, che noi del PRC voteremo, non toglie nulla alle conclusioni della Commissione di inchiesta, anzi aggiunge un importante raccomandazione alla Giunta di valutare e accertare ulteriormente i fatti dell'intera vicenda. Il documento 1 è approvato, e non capisco perché si vuole impedire che sia provato anche il documento 2, che completa il lavoro svolto egregiamente dalla Commissione d'inchiesta. Qui viene detto che non era necessario, lo hanno detto alcuni colleghi, che il presidente Soru dicesse che è una persona onesta e non ha fatto niente di male, perché nessuno lo ha accusato, ma poi si fa di tutto, e in maniera volgare, in maniera surrettizia, per cercare di insinuare il dubbio, perché siamo in una diretta televisiva, che oltre alle responsabilità indicate dalla Commissione di inchiesta sulla responsabilità della Commissione di gara, sia indicato come colpevole anche il Presidente della Regione. Cari colleghi del centro destra, a questo gioco poco pulito, noi non ci stiamo, per cui ci sembra a noi del partito della Rifondazione Comunista poco credibile l'argomentazione che voi portate avanti, e invece ci sembra corretta la posizione espressa nel documento 2 che noi voteremo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Chiedo scusa, ma è doveroso l'intervento per esprimere un voto contrario rispondere all'onorevole Porcu, richiamando alla responsabilità della maggioranza, che sta governando, e cioè quello che è accaduto non può essere, non può essere attribuita alcuna responsabilità alla minoranza, ma la minoranza mi pare che abbia collaborato fortemente in Commissione. Le conclusioni della Commissione sono state chiare, determinanti anche per farci fare dei ragionamenti molto seri in questa Assemblea. Però mi pare che con questo ordine del giorno numero 2, quasi quasi si sta cercando di disattendere le conclusioni della Commissione, perché la conclusione più importante che la Commissione ha chiesto in maniera esplicita e perentoria di annullare la gara, con quest'ordine del giorno non si sta assolutamente chiedendo alla Giunta di annullare la gara, ma si sta semplicemente chiedendo di valutare, e questo non è corretto e non è giusto, e quindi non si può assolutamente approvare quest'ordine del giorno.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della prima parte dell'ordine del giorno numero 2 fino a "considerato che".

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presentti 70

votanti 69

astenuti 1

maggioranza 35

favorevoli 69

(Il Consiglio approva).

Mettiamo in votazione la seconda parte del documento, da "considerato che" fino alla conclusione.

(Interruzioni)

Chiedo scusa colleghi. Allora avevo capito male onorevole Vargiu.

Quindi l'onorevole Vargiu proponeva di votare il punto 1 del "considerato che", quindi facciamo… sì tre parti a questo punto, certo!

Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). La prima parte l'abbiamo già votata. Il primo punto del "considerato che" va votato a parte rispetto al secondo punto.

PRESIDENTE. Sì, grazie onorevole Floris.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 2, primo punto del "considerato che".

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Marracini ha votato a favore e il consigliere Murgioni ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 69

astenuti 2

maggioranza 35

favorevoli 46

contrari 23

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della parte restante dell'ordine del giorno numero 2.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Amadu, Contu e Petrini si sono astenuti.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Ladu - Rassu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Amadu - Contu - Petrini - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 60

astenuti 5

maggioranza 36

favorevoli 58

contrari 2

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato per domani alle 11 per la prosecuzione dell'ordine del giorno. Concludiamo, come d'accordo con la Conferenza dei Capigruppo, entro le 14. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 22 e 52.