Seduta n.337 del 26/03/2003 

CCCXXXVII SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì 26 Marzo 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente BIGGIO

indi

del Vicepresidente Salvatore SANNA

indi

del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 15 e 38.

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 20 marzo 2003 (331), che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 383/A. Ricordo ai colleghi che siamo in sede di discussione dell'articolo 11 e dei relativi emendamenti. E' presente in aula l'onorevole Rassu, che aveva chiesto di intervenire.

RASSU (F.I.-Sardegna). Sta anticipando, Presidente? Doveva parlare l'onorevole Selis.

PRESIDENTE. Non sto anticipando, sto seguendo un ordine obbligato.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Era stato annunciato l'intervento del collega Selis. Chiedo una sospensione di dieci minuti.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa, riprenderà alle ore 15 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 15 e 39, viene ripresa alle ore 15 e 51.)

PRESIDENTE. Sull'articolo 11 e relativi emendamenti il primo iscritto a parlare era l'onorevole Selis, che non è in aula; il secondo iscritto a parlare è l'onorevole Rassu.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, giusto perché l'articolo 11 riguarda il settore industria, un settore che tutti conosciamo attualmente in Sardegna in difficoltà specifiche; difficoltà che sono state rimarcate ed evidenziate dalla sesta Commissione, che mi onoro di presiedere, e per certi versi e per certi aspetti, per quanto riguarda i poli chimici, trattate nello specifico con incontri avuti anche nelle sedi opportune con i sindacati, i lavoratori e gli amministratori sia delle società interessate - parlo del Petrolchimico di Porto Torres - che con gli amministratori comunali, giusto appunto per approfondire questa importantissima tematica e problematica che mette in forse in Sardegna migliaia di posti di lavoro.

Comunque sia l'articolo 11, se poi andiamo ad esaminarlo nel suo contesto, almeno al primo comma dobbiamo senz'altro dire che è un comma qualificante, perché questo sì è un dato storico. Se andiamo a vedere sono presenti 12 milioni e 800 mila euro da spendere sul programma per la riqualificazione dei poli chimici e del polo metallurgico. E questa, consentitemi di dirlo, è la prima volta che succede, cioè c'è l'attenzione da parte dell'Amministrazione regionale per la riqualificazione e bonifica dei siti industriali. L'altro ieri a me non è sfuggita l'affermazione che il Ministro dell'ambiente ha fatto in occasione della sua visita in Sardegna, il quale, di fatto, ha affermato che per quanto riguarda la bonifica dei siti industriali in Sardegna verranno concessi a breve qualcosa come 100 miliardi delle vecchie lire, che andranno a sommarsi a questo importo. Da notare ancora sotto questo aspetto, e non bisogna questo dimenticarlo, e su questo vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio, poiché la sesta Commissione non è stata in questo senso assente, bensì attentissima, non bisogna dimenticare che ancora restano da spendere da parte delle industrie, ma principalmente dall'Enichem, altri 100 miliardi proprio per la riqualificazione dei siti industriali, laddove appunto l'Enichem è presente con i suoi impianti.

Ho accennato alla preoccupazione, ed è una preoccupazione basata su dati reali, quella che la sesta Commissione e il sottoscritto qui sta esprimendo anche a livello personale, perché se andiamo a vedere è in atto, ormai da parecchi anni, la dismissione dei poli chimici in Sardegna. E' una dismissione che di fatto riguarda - se andiamo a verificare - il 90 per cento dell'industria sarda, poiché la chimica rappresenta il 90 per cento dell'industria sarda. Ebbene, questo è un problema che deve polarizzare l'attenzione del Consiglio in questa discussione, poiché, guardate, è vero anche che il costo dell'energia è un handicap negativo per quanto riguarda la nostra industria, è un handicap negativo in quanto i costi di produzione di fatto sono oltre il 30 per cento in più dei costi di produzione che a parità di condizioni sopperiscono le industrie continentali, ma è anche pur vero che nell'accordo di programma che la Giunta sta portando avanti, a tappe forzate, col Governo centrale è presente un progetto per quanto riguarda l'abbattimento del costo di produzione energetico, al fine di dotare le industrie energivore di una fornitura a basso costo dell'energia. Questo è uno dei punti più qualificanti dell'accordo di programma che sta portando avanti la Regione col Governo centrale.

Ma c'è un pericolo a cui bisogna stare attenti, e cioè la dismissione a pezzetti dell'industria chimica in Sardegna. Questo è un programma che sta mandando avanti l'Enichem, sotto sotto, sommessamente, a colpi di mano; l'ultima, dell'altro ieri, è appunto la dismissione dell'impianto di acrilonitrile di Assemini, che metterebbe in forse oltre 70 operai di Assemini e altri 250 occupati di Ottana. Ebbene, questo è un programma che sta andando avanti subdolamente. Noi abbiamo richiamato l'attenzione dei dirigenti Enichem e degli altri dirigenti delle industrie presenti in Sardegna affinché questo non avvenga. La Regione sarda ha il diritto-dovere di difendere i posti di lavoro esistenti, ha il diritto-dovere di intervenire presso lo Stato affinché l'Enichem o l'ENI, per quanto riguarda l'Enichem, che poi è un'azienda statale, per cui si tratta direttamente dello Stato, non metta in atto e non continui a mettere in atto questa politica di dismissione, poiché i disoccupati restano in Sardegna e la problematica aumenta invece che diminuire.

Come sopperire a questo? Sopperendo a questo innanzitutto identificando, nel caso ciò sia possibile, un unico soggetto che possa acquisire o acquistare gli interi impianti ancor prima che l'ENI, l'Enichem continui in questa politica, cosiddetta politica dello spezzatino, poiché è chiaro che se man mano vende a pezzi l'azienda, nessun'altra azienda che può sopperire e soppiantarla nel complesso, non trovando degli impianti funzionali, può assolutamente acquistare, in quanto in Sardegna esiste il circuito completo partendo da Assemini sino a Porto Torres per poter definire un ciclo completo di lavorazione, e per quanto è risultato alla Commissione, esistono attualmente delle offerte o almeno dei soggetti che possono essere interessati a questo e impedire quindi questa dismissione. E' chiaro che la Regione in questo caso deve fare la voce forte e deve farla col Governo centrale.

Non è possibile permettere questo, è necessario puntare sulla riqualificazione dell'industria chimica in Sardegna, puntando a una chimica ambientale, puntando a una chimica fine, puntando a una riconversione sulla chimica farmaceutica. Questo è possibile farlo con un po' di attenzione, anzi con molta attenzione, è necessario farlo ed è necessario farlo in fretta. E' necessario comunque avere, una volta per tutte, delle risposte certe sull'abbattimento del costo energetico, perché questo è il vero handicap di tutta l'industria media, grande e piccola in Sardegna, è un grosso handicap che è un freno alla nostra produzione, perché di fatto il costo di produzione è di per sé aggravato di un onere abbastanza elevato, cosa che nel Continente ciò non avviene.

Su questo è necessario, io sono convinto di questo, puntare su progetti certi, fare delle proposte affinché possano le industrie sarde lavorare alle stesse condizioni delle industrie del Continente, affinché in Sardegna non ci sia e non continui una fuga da parte della media e grande impresa della Sardegna, che - questa è una mia opinione personale - pur non rappresentando una e unica risorsa strategica rappresenta di per sé una risorsa insostituibile e una risorsa non solo insostituibile, ma che può essere potenziata con le professionalità e con le nuove professionalità che attorno ai poli chimici sono nate e sulle quali si crea un'aspettativa di lavoro. Altro che mandare a casa gli operai ed i dipendenti che attualmente ivi lavorano! Ci sono le concrete possibilità affinché l'industria chimica in Sardegna possa essere riqualificata, possa essere riconvertita. Questa è la strada da percorrere, non si può parlare oggigiorno di atterrare completamente gli impianti, ma bisogna parlare di riconversione, come ho detto prima, e di riqualificazione. Ci sono gli elementi e i presupposti affinché questo avvenga, questo è un dovere specifico che nell'accordo di programma che la Regione sta mandando avanti col Governo centrale deve tener fermo, deve tenere come punto fermo, affinché ci sia l'impegno complessivo e totale dello Stato italiano: primo, che non venga ceduta a pezzetti l'industria in Sardegna; secondo, che si trovino soluzioni per l'abbasso del costo energetico; terzo, che si potenzino le industrie energivore affinché queste producano a basso costo energia necessaria e sufficiente per le nostre industrie. Quindi riqualificazione e riconversione, questa è la trattativa su cui bisogna portare avanti il discorso, senza assolutamente nascondersi dietro un dito, ma dire chiaramente se ancora l'industria in Sardegna, e principalmente l'industria chimica, ripeto, l'industria chimica non di base, ma l'industria chimica fine e ambientalmente compatibile in Sardegna ha un futuro e se così è difenderla, e se così è creare i presupposti affinché non venga dismessa, e se così è creare i presupposti affinché non vadano ceduti posti di lavoro, ma bensì vengano tenuti questi che ci sono e, nel caso, man mano sostituiti da professionalità che ancora in Sardegna abbiamo e di cui la Sardegna ha necessità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi, noi affrontiamo questo capitolo della finanziaria in un momento alquanto particolare. Parliamo di industria e parliamo del ruolo e della funzione della nostra Regione rispetto al mantenimento del settore industriale.

Poc'anzi l'onorevole Rassu, facendo riferimento ad alcune iniziative che abbiamo intrapreso come sesta Commissione ricordava il ruolo che la Commissione ha avuto rispetto alla crisi della chimica di base e in modo particolare rispetto all'Enichem. Noi siamo stati negli impianti dell'Enichem di Porto Torres, dove la situazione, dal punto di vista sindacale, dal punto di vista di quegli impianti, è in un vicolo cieco, nel senso che quel polo industriale rischia di essere completamente messo fuori gioco.

Allora, a me pare che al comma 1 dell'articolo 11 occorra richiamare quanto sino a questo momento l'Assessore dell'industria e il Governo regionale hanno perseguito dal punto di vista dell'accordo quadro col Governo nazionale.

Stamattina CGIL, CISL e UIL, insieme alla Confindustria, hanno lanciato un ulteriore grido d'allarme, nel senso che nel settore della chimica può avvenire un effetto domino: la chiusura di un reparto a Macchiareddu porterebbe di seguito la chiusura di Porto Torres e la chiusura di Ottana. Io credo che ci sia stato uno sforzo vero e sincero da parte dell'Assessore dell'industria in Regione, però credo che manchi un'analisi forte rispetto al ruolo e alla funzione che ha l'Enichem in Sardegna.

Voglio fare questa considerazione perché gli impegni dell'ENI in Sardegna sono stati sempre impegni funesti, mi riferisco un po' a quanto è accaduto, per esempio, nel Sulcis, con la dismissione delle miniere: hanno lasciato un territorio completamente abbandonato e la Regione autonoma della Sardegna si è dovuta fare carico dei danni e degli orrori che ha combinato questa società. Il Presidente della Commissione, l'onorevole Rassu, diceva: "C'è il rischio di vendere a spezzatino", brutto termine questo, però è un termine sul quale bisogna fare una riflessione.

Io sono convinto che in Italia di aziende che possono gestire impianti di questa natura forse ce n'è una o forse neanche una, e allora un'eventuale disponibilità da parte dell'ENI a vendere trovo che in Italia ci siano poche società, poche aziende capaci di mantenere un impegno di questo genere. Allora credo che il ruolo del Governo regionale sia quello - assessore La Spisa - non solo di ascoltare gli impegni che eventualmente può assumere il Ministro alle attività produttive, che si impegna ad affrontare e a risolvere il problema senza che in nessun modo vengano toccati i livelli occupativi. Credo che quando si tratta con l'ENI, quando il rapporto è tra Regione Sarda ed ENI bisogna puntare i piedi, perché l'esperienza che abbiamo in Sardegna è un'esperienza a perdere, sono sempre state sconfitte quelle della Regione sarda nei confronti dell'ENI.

Allora io credo che l'azione, il ruolo che deve svolgere il Governo regionale non sia solo quello di stabilire un accordo di programma quadro con il Governo, ma sia anche quello di puntare i piedi e di essere a fianco dei lavoratori e di essere al fianco soprattutto di CGIL, CISL e UIL, perché credo che se noi perdiamo la battaglia della chimica è l'inizio della deindustrializzazione della grande industria in Sardegna.

A fianco a questo ci sono anche altri problemi, ma è possibile, mi chiedo, queste sono tutte fabbriche, aziende, industrie cosiddette energivore; noi stiamo facendo un ragionamento sul polo metallurgico, per il quale, assessore La Spisa, il problema poteva essere risolto. Qualcuno mi dirà: "Il progetto di gassificazione è fallito", è vero, però credo anche che probabilmente nessuno di noi ha creduto a questo tipo di impostazione. Io credo che oggi saremo tutti quanti costretti a rivedere le nostre ipotesi e le nostre idee rispetto al progetto di gassificazione. Ma davvero pensiamo che il costo del petrolio, in virtù anche della guerra in corso, possa ridursi? Credo che noi saremo costretti a fare in modo che la miniera di Nuraxi Figus possa essere nuovamente riconsiderata riserva strategica, riserva di un combustibile che abbiamo in Sardegna, l'unico in Italia, sul quale dobbiamo dare risposte. Allora, assessore La Spisa, quando lei, d'accordo con le organizzazioni sindacali, intraprendendo un'iniziativa la quale afferma che la miniera può essere pronta a produrre un milione di tonnellate di carbone, si tratta di capire questo milione di tonnellate di carbone dove viene utilizzato. Io francamente la penso in questi termini: è vero che c'è un processo, diciamo così, di rinnovamento delle nostre centrali, anche a Portovesme siamo in fase di realizzazione della centrale a letto fluido, però credo anche che per produrre un milione di tonnellate di carbone occorra avere un sistema dal punto di vista della produzione di energia elettrica, quindi di centrali, adeguato alla situazione, perché se noi non riusciamo prima a risolvere il problema di chi deve bruciare questo carbone stiamo facendo un ragionamento che non è finalizzato all'utilizzazione di questo importantissimo combustibile.

Allora il problema qual è? E' vero che le aziende di Portovesme, Portovesme S.r.l., Eurallumina, Alcoa, possono essere interessate ad utilizzare il CIP 6 per costruire una centrale che utilizzi questo combustibile. Se è vero, io credo che possa essere un'alternativa, che non è quella alla quale lavoro, perché considero che il gassificatore sia un elemento fondamentale, però può essere un'alternativa nel senso che il carbone può essere utilizzato in maniera complessiva. Allora su questo attendiamo risposte, perché se non risolviamo il problema dell'energia in questa regione vuol dire che stiamo rinunciando a un sistema industriale del tipo di quello di Portovesme, quello di Macchiareddu, quello di Sarroch, quello di Ottana, quello di Porto Torres. Allora io credo, Assessore, che lei faccia uno sforzo, anche con la ristrettezza delle risorse; è una novità, ne prendiamo atto, quando si intende utilizzare questi fondi per infrastrutture. E` un fatto importante, è un fatto nuovo, ovviamente tutto ciò deve essere legato ad una programmazione e sapere anche che vanno in qualche misura affrontati e rilanciati gli strumenti che abbiamo a disposizione, mi riferisco in modo particolare alla contrattazione negoziata, ai contratti d'area e via discorrendo.

Sull'emendamento presentato dalla Giunta, assessore Masala, relativo al contributo a favore delle consociate EMSA, credo che rispetto al contenuto sia dell'emendamento presentato dal collega Cogodi rispetto a quello presentato dalla Giunta, intanto occorre chiarire, noi continuiamo, dopo la liquidazione dell'EMSA, a finanziare tutte quelle società che sono rimaste in carico alla Regione, anche perché avevamo previsto che ci doveva essere il paracadute per questi lavoratori; però a me pare che nell'emendamento presentato dalla Giunta manchi un elemento importante; oltre a IGEA, Nuova Mineraria Silius e PROGEMISA non è citata CARBOSULCIS. Quando stavamo parlando dell'articolo 1 c'è stato un allarme relativamente ad un emendamento soppressivo sui fondi che dovevano essere utilizzati per CARBOSULCIS. Per fortuna quell'emendamento è stato respinto, però credo che in questo emendamento, per esprimere un voto favorevole, perché sono d'accordo, debba essere citata anche la CARBOSULCIS.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Pochissime considerazioni. Parto proprio da dove ha concluso il collega Calledda. Nella precedente legislatura quest'Aula è stata più volte chiamata a discutere delle vicende EMSA e delle vicende Carbosulcis; tra l'altro votai contro il passaggio, il trasferimento al sistema regionale della Carbosulcis, liberando il sistema delle Partecipazioni statali e lo Stato da questo obbligo e da questa incombenza, ricordo che fui anche additato in prima pagina sulla stampa per un atto che sembrava strano per uno che, allora era del Partito Democratico di Sinistra, votava contro i minatori, io che tra l'altro ero figlio di un minatore.

In quella occasione più volte quest'Aula ha dibattuto i temi del sistema EMSA, e tra l'altro ebbi in qualche occasione elemento di polemica, anche con il ricorso agli emendamenti sottoscritti da più colleghi, di polemiche sia l'allora assessore, mio compagno di partito, Pinna, che anche con l'allora Presidente dell'EMSA, che é l'attuale mio collega Pinna, e sostenni in più occasioni le battaglie di un giovane sindaco di Iglesias che rivendicava l'avvio della liquidazione di questo sistema e il trasferimento agli enti locali di quell'immenso patrimonio minerario che avrebbe dovuto rappresentare lo sviluppo, il volano di sviluppo di quella realtà, mi riferisco al sindaco di allora di Iglesias, Mauro Pili; entrando in polemiche spesso anche con la mia parte politica nel condividere quelle battaglie, quelle lotte; vedo che col passare del tempo gli interventi del collega Balletto, che non c'è la finanziaria, che non dedicava tre, quattro interventi alla discussione sul sistema EMSA, vedo che il sistema EMSA sopravvive alle stagioni, sopravvive agli schieramenti, sopravvive a tutto.

Pongo questa riflessione non perché, perché poi comunque voterò a favore di quell'emendamento, per dire: "Ma quando è che si avvia la riforma reale e si procede ad attuare quella legge, comunque con grande fatica, con conflitti, con situazioni di cui abbiamo parlato anche prima, che hanno diviso quest'Aula, questo Consiglio, gli interi Gruppi, si è comunque arrivati a compimento approvando la legge di riforma e di liquidazione di quel patrimonio?". Non credo che facciamo cosa utile neanche a quelle popolazioni, a quei territori se si continua a far sì che quella riforma non si concretizzi, non si realizzi e si avvii un nuovo processo di sviluppo per quell'area, per quei territori. Lo dico perché noto una contraddizione tra l'agire di alcuni colleghi nella precedente legislatura e l'azione concreta - invece - di questi quattro anni, compreso l'ultimo fatto di queste ore.

Un'altra considerazione la faccio sull'articolo 11, dicendo semplicemente due cose, che se volessi capire qual è la politica industriale della maggioranza e della Giunta attraverso l'articolo 11 credo che si capirebbe che l'industria per la maggioranza e per la Giunta in Sardegna non conta nulla. Credo che dall'articolo 11 si capisce che non c'è nessuna politica industriale. Non dico che non c'è nelle partite nazionali, come ricordava il collega Calledda, per quanto riguarda le partite relative alla questione chimica, ma non c'è su nulla. Non vedo neppure le cose che diceva Antonio sulle infrastrutture, qual è quella iniziativa che vede una politica industriale, per dire: "Abbiamo scelto la piccola e media industria, abbiamo scelto la piccola e media industria legata al territorio, abbiamo fatto questo e abbiamo fatto quest'altro". Non c'è nulla! La vedo presente in qualche scaramuccia qui e là per quanto riguarda le questioni degli assetti che si danno nei vari consorzi industriali, non c'è una proposta di modifica o di intervento per quanto riguarda persino questo aspetto, non ci sono danni, proposte concrete di infrastrutture delle aree industriali e delle aree per gli altri investimenti produttivi, non c'è nulla! Il tutto si riduce, si dice, anzi, che si vuole intervenire per semplificare, per ridurre la strumentazione pubblica che opera in questo settore e poi anche oggi vediamo che ci sono nuove agenzie, agenzie che diventano interagenzie e si moltiplicano invece quelle strutture e sovrastrutture che drenano risorse dal mondo pubblico e che poi tutto sommato non rispondono mai in termini concreti alle iniziative per quanto riguarda l'obiettivo per il quale quelle strutture si sono create, per cui, come diceva stamane il collega Falconi per quanto riguarda il BIC Sardegna, ma vedo altre due agenzie, una che si vuole finanziare, che dovrebbe favorire la fuoriuscita delle nostre imprese in un mercato più ampio ed internazionale, non si ha rapporti tra la Giunta e il mondo delle rappresentanze sociali vere, che hanno contestato questa finanziaria e che contestano anche queste agenzie e che contestano anche queste sovrastrutture, penso la stessa Confindustria, che pure è rappresentata certo non da un rivoluzionario di sinistra, ma da un collega, da un amico dei colleghi di Alleanza Nazionale; penso all'Associazione delle piccole e medie industrie, cioè dalla finanziaria si evidenzia che in Sardegna politica industriale non ce n'è! Non ce n'è sulle grandi partite, ma non ce n'è neppure sulle partite più piccole che diano un'idea di cosa si vuole fare in Sardegna. Eppure sono convinto, io che pure ho sempre seguito un altro settore, ho sempre rappresentato quello agricolo(?) che non ci sia prospettiva di sviluppo nel nostro Paese, nella nostra Isola se non c'è alcun equilibrio e se non c'è uno sviluppo del settore industriale.

C'è solo una parte, non lo faccio questo in polemica per quanto riguarda la Sardegna centrale, è giusto intervenire per la Sardegna centrale, però il riscontro, lo faccio solo per far riscontrare che quelle che erano prima le zone interne adesso non sono solo zone interne della Sardegna centrale, aggiungo che zone interne ce ne sono anche in altre parti della Sardegna, perché la Marmilla, l'alta Marmilla, la Trexenta, il Sarcidano, il Gerrei, il Sarrabus sono zone interne che puntualmente non troviamo mai in nessuna proposta di finanziaria con politiche di sviluppo per quelle aree e per quei territori. Vedo anche che si fa riferimento a zone interne della Sardegna centrale, quindi neppure a tutta la Sardegna centrale ma solo a parte di quella stessa Sardegna centrale; e anche questo seppur - ripeto - é da noi ed anche da me, che pure non faccio parte della Sardegna centrale, condiviso perché penso che ci sia un obiettivo di riequilibrio per quelle aree, per quei territori e quindi un intervento giusto, lo segnalo solo per dire che zone interne in Sardegna ce ne sono altre, ed ho citato solo quelle della provincia di Cagliari, dell'oristanese, ma penso che possano essere riscontrate in tante altre parti della Sardegna dove ci sono i tagli di sviluppo e dove occorrerebbe, magari attraverso i PIT, visto che non si fa attraverso la finanziaria, realizzare quell'equilibrio che invece non siamo riusciti a realizzare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, alcune parole che mi ha stimolato il collega Marrocu, quando parla di politica industriale, di articolo 11 deve tener conto che si parla di settore industriale in Sardegna, non in Lombardia, non in Piemonte; un settore industriale che è stato caratterizzato in questi ultimi dieci anni da ricorrenti emergenze, ricorrenti crisi, e dove in questi anni si è messo mano proprio perché il primo comma, che parla di accordo di programma per la chimica tra il Governo nazionale e il Governo regionale è un qualcosa di importante, anche se poi ovviamente i distinguo sono ammessi. Ritengo, e come il sottoscritto molte persone nell'ambito della maggioranza di centrodestra, che è importante stanziare queste somme, però è anche importante dire in termini chiari: oggi il fatturato del settore industriale nel settore chimico ammonta al 32 per cento dell'importo complessivo, stiamo però attenti che questo 32 per cento è gonfiato notevolmente dalla presenza della Saras.

C'è una realtà, ci sono dei livelli occupativi anche se riguardano aziende che attualmente sono private, che devono essere salvaguardate con gli strumenti che la Regione ha, però da qui a dire o pensare che la chimica sia un settore strategico per il futuro sviluppo economico della Sardegna penso che ce ne corra, il che non significa che bisogna smantellare, che bisogna garantire, convertire il settore chimico laddove è conveniente e dove là è compatibile con l'ambiente. Però questa storia di emergenze è una storia che in questi ultimi anni ha visto una svolta, quando parliamo di new economy, per sintetizzare i vari settori, è una realtà che abbiamo di fronte, anche a pochi metri da questo palazzo, quando andiamo a vedere la cittadella di Tiscali, il campus internazionale che sta creando Soru. Sotto questo profilo credo che sarebbe importante, ma sicuramente l'Assessore troverà gli strumenti per far sì che, per esempio, questo stanziamento di 5 milioni di euro a favore dell'università di Cagliari e di Sassari sia canalizzato non solo verso questi due enti, ma sicuramente con il coinvolgimento di quegli operatori privati, e non mi riferisco solo a Soru, a Tiscali, ma mi riferisco anche a molti altri operatori che sono nati in questi ultimi anni e che stanno nascendo anche grazie agli incentivi messi a disposizione dalla Regione negli scorsi bandi della 488.

EMSA. Marrocu, c'ero anche io nella precedente legislatura, però non è che dal 1998 a oggi non si sia..., la legge 33 è stata pienamente attuata. Vorrei ricordarti, collega Marrocu, che fino a tre o quattro anni fa le partecipate EMSA sono passate da ventidue alle quattro che attualmente sono, e sono quattro che non è stato possibile privatizzare. Però vorrei far presente ai colleghi della Giunta regionale che l'emendamento numero 614, anzi, che è stato modificato, che prevede l'erogazione di 30 milioni di euro a favore dell'EMSA, condivido la finalità perché ci sono 1.500 dipendenti ancora nell'universo EMSA, e questi devono essere pagati per svolgere un'attività.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue PIRASTU.) L'IGEA è fuori discussione, perché l'IGEA deve svolgere una funzione nell'ambito del recupero ambientale e dovrà sicuramente essere, attraverso uno strumento legislativo, assorbita dai ruoli regionali, perché l'EMSA non deve essere nemmeno più nominata in questo emendamento per evitare confusioni, non esiste più l'EMSA. Esistono quattro soggetti di diritto, che hanno però - qua ne vengono nominati tre - caratteristiche totalmente diverse, perché una cosa è parlare di IGEA, una cosa è parlare di Carbosulcis e di Nuova Mineraria Silius. Io sto parlando di società che sono al di fuori della legge 33 ormai, perché la legge 33 ha concluso il suo iter. Oggi c'è la Regione, quindi bisognerebbe correggere prima di tutto, a favore delle società - togliere EMSA - "interamente partecipate dalla Regione", perché una volta che è venuta meno..., in più se questo emendamento..., quindi ferma la cifra, per me una cifra che sappiamo, probabilmente non sarà sufficiente.

La seconda parte, fermo restando che io non credo, e come me molti altri anche all'interno della Commissione, che ci possa essere un rilancio in termini economici dell'attività estrattiva nella Nuova Mineraria Silius, anche perché c'è un'unica autorevole relazione scientifica fatta da una società francese che non è assolutamente di questo pensiero. Ma, a parte questo, se così rimanesse formulato, ovviamente poi dovremmo procedere - perché è obbligatorio - ad una notifica della norma all'Unione Europea, perché si tratta di aiuti di Stato, col relativo piano industriale e poi dovremmo attendere probabilmente un annetto affinché l'Unione Europea ci risponda. Così formulato, salvo che non ci sia un piano industriale, ma non credo proprio (no, sono sicuro che non ci sia un piano industriale così definibile) deve essere notificato all'Unione Europea, ma non credo che sia intenzione, perché a questo punto converrebbe fare un disegno di legge autonomo, ma inserire nella finanziaria una norma che poi deve essere notificata all'Unione Europea credo che non sia particolarmente conveniente.

Quindi, collega Marrocu, vorrei dirti che la legge 33 ha eseguito il suo iter, è stato privatizzato tutto quello che era privatizzabile, sono stati ceduti tutti i beni immobili ai comuni che ne hanno fatto richiesta in forza dell'articolo 8 della legge 33, sono state attivate, anche se proprio per la fine della procedura di liquidazione dell'EMSA credo che poi saranno pubblicati i bandi per la cessione ai privati, direttive che peraltro esistono già da due anni. Quindi collega Marrocu, tutto sommato, anche se si è speso molto perché non si poteva fare diversamente, credo che la legge 33 abbia svolto il suo ruolo; può piacere o non piacere ma non possiamo certo dire che c'è stato immobilismo, o meglio c'è stato immobilismo sull'applicazione della legge 33 dal dicembre 1998 - ma anche perché c'erano le elezioni di mezzo - fino al novembre 1999. Successivamente, dal gennaio 2000 fino ad oggi le tappe sono state seguite anche con una certa celerità in alcune occasioni, ma credo che comunque l'EMSA, che in passato è stato elemento di dualismo, di conflitto, oggi non ha più ragione d'essere. Abbiamo 1.500 persone, 1.500 famiglie di lavoratori che hanno una loro dignità, che bisogna salvaguardare, compatibilmente alla normativa, senza fare pasticci come spesso capita che qualcuno, non mi riferisco ovviamente agli Assessori ma a qualche funzionario particolarmente solerte che mi piace sempre nominare senza farne il nome, che sarebbe meglio che forse delle vicende dell'EMSA se ne occupasse il meno possibile, anzi, per dire, niente!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Presidente, penso valga ancora la pena soffermarsi in quest'Aula per continuare a parlare di industrie in Sardegna, proprio perché poco se ne parla e pure garantendo questo settore non solo occupazione ma una larga fetta del PIL sardo, non ha la necessaria attenzione politica per potersi adeguare ai tempi nostri, tanto che non abbiamo un piano generale per l'industria, non abbiamo un piano per l'energia, non abbiamo - per semplificare - un progetto da dove si riesca a capire la direzione assunta dalla Sardegna in un travaso che l'ha vista perdere innumerevoli posti di lavoro, soprattutto nell'industria chimica, come per altro è stato già ricordato; un travaso molto doloroso, di passaggio dall'industria di base chimica per lo più controllata da aziende parastatali fino agli ultimi anni '80 per poi essere privatizzata e via via smantellata.

A questo stiamo assistendo e lo hanno ricordato i colleghi anche nei giorni nostri, si sta completando l'operazione di qualche mese fa con la chiusura del Clorosoda di Porto Torres, oggi dell'acrilonitrile di Macchiareddu che per effetto domino andrà anche a chiudere il reparto dell'acrilico che è quello più consistente ad Ottana.

L'acrilico è stato rilevato dalla società privata Montefibre, produce della fibra acrilica cotoniera fra le migliori del mondo e noi ancora non siamo riusciti ad opporci ad un quasi, sembra, disegno ineludibile di chiusura totale di ciò che ha rappresentato non solo una scommessa economica, ma ha rappresentato - l'abbiamo detto altre volte, gli anni scorsi - una formazione anche culturale industriale che ha portato in Sardegna, ed anche in zone difficili come il centro Sardegna, quella cultura industriale che ha modificato la vita dei sardi che ci lavoravano ma anche di tutti i sardi.

Noi stiamo assistendo a questo quasi senza un intervento energico da parte nostra; il tutto non è che si chiude in Sardegna e si chiude altrove. No! Si chiude in Sardegna e queste cose vengono trasferite altrove. Si chiude in Sardegna e si mantiene Porto Marghera; chi era forte diventa ancora più forte e chi è debole, come il meridione, diventa ancora più debole. Questo processo che non è solo di questi ultimi anni, ma in questi ultimi due o tre anni ha avuto un processo assolutamente accelerato al quale il Governo del centrodestra nazionale non si è né opposto, anzi lo ha forse, senza forse, lo ha sicuramente favorito.

Il Ministro Marzano fa pure gli incontri con la Giunta regionale sarda, assume impegni e dopo un mese - perché è un mese fa che si è avuto l'incontro per parlare di chimica soprattutto - si sta facendo esattamente il contrario! In queste condizioni davvero non la reggiamo, non si può andare avanti, non la reggiamo!

La risposta che viene dalla Giunta regionale è una risposta - me lo consenta Assessore - raffazzonata, che è sotto gli occhi di tutti noi; vi si fanno proposte da parte del centrosinistra sotto forma di emendamenti che possono essere anche rivisti, corretti, ma che sono forme di intervento nell'industria, e non solo nell'industria, assolutamente innovativi che puntano al domani, puntano alla modernità, puntano a quella diversificazione che nella nostra grande industria di base serviva e serve ancora di più oggi a giovani che si affacciano, a giovani sardi che vogliono il loro posto di lavoro, auto crearselo, fare auto impresa e lo vogliono con un sistema snello. Vi abbiamo proposto questa mattina - e ci ritorniamo adesso - un sistema di intervento con Barbagia Found non per un territorio, in quel territorio sperimentale, ma come modello esportabile a tutta la Sardegna.

L'assessore Masala ha semplicemente detto: "L'emendamento non si accoglie", nonostante gli impegni assunti solennemente dal Presidente della Giunta regionale. Un secondo dopo lo stesso assessore Masala ha detto: "Il vecchio, il pozzo nero, il settore che ha divorato tante risorse in Sardegna", si accoglie! Il sistema minerario sardo, lo diceva poco fa il collega Marrocu, pur di reggersi ancora al cambio di maggioranze, al cambio di tutti quanti, quello resta! Resta immobile a divorare ancora soldi. Ed allora vanno a finire alla Mineraria Silius, senza un chiarimento, senza un approfondimento, senza un progetto, anzi c'è il progetto contrario che dimostra il contrario, una relazione internazionale tecnica, seria, che dimostra esattamente il contrario, senza colpo ferire voi intervenite con 35 miliardi di lire, mettendo a repentaglio, anche all'interno del sistema minerario anche - a meno che non si sia chiamati in assestamento di bilancio a reperire ulteriori finanziamenti - mettendo a repentaglio, con questi modi di fare la stessa Carbosulcis, che pure in questi momenti di costo del petrolio va rivista, va rivisitato quel progetto, forse anche rilanciato perché può essere economicamente valido proprio per la congiuntura internazionale favorevole a quella risorsa energetica, può essere rivisto e rilanciato. No, voi non andate in quella direzione, voi andate esattamente in senso inverso.

Beh, così davvero non ci aspettiamo un grande futuro per l'industria, un grande futuro per la Sardegna. Eppure le condizioni ci sono; l'Assessore giustamente ci propone qualche, in forma sbagliata però ci propone, di fare scouting d'impresa per portare in Sardegna dei finanziamenti esterni. E` giusto, io ho condiviso quella misura del POR, condivido soprattutto l'azione che quella misura propone, perché in Sardegna noi abbiamo quello che io definisco genericamente "gli spazi" che altri non hanno, un metro quadro nella zona industriale di Rho, vicino a Milano, costa 500 mila lire, qui un metro quadro di zona industriale infrastrutturato costa poco più di 10 mila lire.

I rapporti economici sono questi, ed allora questi spazi che sono rappresentati da ventisei agglomerati industriali, gestiti da sedici consorzi di sviluppo, da tre aree industriali, da quattro nuclei di industrializzazione, da nove zone di interesse regionale, più a tutto questo bisogna aggiungere quelli che sono in fase di dismissione, i tre poli chimici: Cagliari, Porto Torres e Ottana e un polo chimico metallurgico a Portovesme.

Questi sono spazi industriali che nessuna regione in Italia ha così sotto utilizzati, così inutilizzati. Questo è un valore, è un valore che va utilizzato dai sardi e anche dai non sardi che possono venire e investire qui.

Il tempo non mi consente di analizzare gli altri nodi che non rendono appetibili questi spazi all'industria nazionale; non li rendono appetibili perché abbiamo il nodo dei trasporti che non è ancora sciolto per le merci, soprattutto, abbiamo quel macigno del costo energetico

PRESIDENTE. Arrivi alla conclusione.

FALCONI (D.S.). Abbiamo quel macigno che non ci consente uno sviluppo duraturo e serio che è il costo energetico, ma la risposta non può essere la non presentazione di un piano energetico che dia appunto prospettiva a queste grandi possibilità che ha la Sardegna e abbiamo noi tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Chiarisci, chiarisci, Giorgio, questo imbroglio che vuole fare Masala.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Innanzitutto anch'io mi associo alle osservazioni fatte da Calledda prima e poi dall'amico Andrea Pirastu, per un errore materiale citare l'EMSA, quando è stata l'unica struttura che è scomparsa dalla Sardegna...

(Interruzioni)

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Ho detto continuare ad evidenziare l'EMSA, che non esiste più, mi pare che è stato un errore di trascrizione, certamente.

Comunque è evidente che all'interno delle società, di queste società non può non comparire la Carbosulcis per quella dizione che c'è "sino ad un massimo di..." è meglio che ci sia, perchè all'interno di quei 1500 lavoratori è quella che ne assorbe il maggior numero possibile.

Però io stamattina ed anche stasera, ho sentito dare sull'industria nel suo complesso delle interpretazioni che sono in contraddizione. Ha detto poc'anzi Falconi che abbiamo una serie di strutture dagli ZIR, io continuo a chiamarli ZIR ai nuclei, alle ASI ai due ASI della Sardegna laddove, per altro, si è messo in evidenza che il prezzo non è diecimila lire da nessuna parte se non in qualche PIT o PIP forse, ma non esiste nelle aree industriali un prezzo di diecimila lire, come minimo sono quattordicimila, primo.

Seconda cosa, Gian Valerio ha detto stamattina che bisognava perché un operatore, non so se, non mi risulta neanche a Macomer, non esiste a Villacidro, forse voi, praticamente, avete una confusione fra gli ZIR, i nuclei e l'ASI, ma quando volete vi può essere spiegato quali sono i ruoli, non potrebbero per altre motivazioni che sono fuori da questo contesto. Sta di fatto però che, perché un imprenditore viene in Sardegna? Perché hanno inventato il contratto d'area e il contratto d'area dà una serie di garanzie, di una tempistica, soprattutto, certe garanzie nelle autorizzazioni, che non ci sono da altre parti d'Italia, è nato per essere localizzato nella Campania, in Sardegna e in Liguria, il contratto d'area, esattamente a Porto Torres, l'ho già detto un'altra volta, perché sia la parte centrale sia il Sulcis avevano avuto ingenti finanziamenti di altra natura, gassificazione e più, oppure accordi di programma, come nella Sardegna centrale, poi si è modificato tutto.

Ed allora, scusate un attimo, viene perché ha un terreno in cui ci sono incentivi per quanto riguarda l'occupazione, che non si hanno in altre zone d'Italia, l'unico handicap che ovviamente va superato è quello dei trasporti; ma per tutto il resto è evidente che ci sono vantaggi a venire in Sardegna, soltanto bisogna ripristinare un po' di verità e soprattutto garantire alcune cose che si sono dette e non si sono fatte.

Per esempio è di questi giorni la presenza dell'ex Ministro Letta che erano stati bloccati per errori, però del Ministro Letta e dei suoi consulenti, su un falso che è agli atti, che è quello di aver dato per scontato che dovevano essere inserite in graduatoria delle strutture che non avevano praticamente le aree, che non avevano praticamente fatto la domanda nei termini, per cui si bloccò ma i cento miliardi vanno recuperati, che sono circa seicentocinquanta posti di lavoro. E devono essere recuperati, Assessore, in tempi brevi con una forzatura da parte dell'autorità regionale, quindi sua e del Presidente, nei confronti di chi è preposto perché, queste risorse tornino in Sardegna perché sono state assegnate in tempi recentissimi.

Dico questo perché, quando uno ha cinque anni, ci sono operatori che hanno fatto domanda, per esempio hanno delle aziende a Lugano, a Lugano un lavoratore costa, grosso modo, intorno ai dodici milioni. In Sardegna vogliono realizzare la stessa struttura, hanno di fatto la commercializzazione, anche se si tratta per esempio di settori specifici, pagano la metà, per quanto riguarda il salario, e non pagano per cinque anni o poco o niente il discorso degli oneri riflessi.

Quindi è conveniente venire in Sardegna, è conveniente perchè non ci sono quei problemi che ci sono nella Campania, è conveniente perchè non ci sono i problemi che sono presenti in altre aree geografiche, ed è conveniente perché tutta una serie di forme di sicurezza e cioè di incontri specifici fatti con i Prefetti eccetera, danno le più ampie garanzie. Quindi, c'è la possibilità.

Però ho sentito parlare qui di primario. Cosa vuol dire? Non è che a fasi alterne noi parliamo di primario; noi abbiamo sempre detto che il primario, parliamo da trent'anni, onorevole Falconi, non del primario, il primario in Sardegna è fallito, perché non si sono fatte le seconde e le terze lavorazioni di cui ci siamo riempiti la bocca fin dagli anni Sessanta; è fallito nei vari comparti del granito, del sughero perché non c'è evidentemente imprenditoria, nell'industria chimica, che poi non è mai crollata perché a fasi alterne è stata sempre salvata, nel settore della cartiera, nel settore estrattivo.

Non siamo stati noi ad aver voluto in altri momenti lo scorporo per esempio dell'ENI, ma nella passata legislatura si sono fatte le privatizzazioni sia dell'ENI, non esiste l'ENI nella maggior parte dei comparti e non esiste l'EFIM, che era quella che aveva realizzato le grandi strutture soprattutto nel polo di Portovesme. Esiste oggi la GLENCOR, esistono oggi altre società che si chiamano ALCOA, ieri si chiamavano ALSAR o EURO ALLUMINA oggi si chiamano in modo diverso. Non esiste più l'ENI risorse, esiste invece una società che si chiama Portovesme SRL; ma a questo riguardo però, è chiaro che noi siamo preoccupati, anche perché vedete, parlare del carbone a fasi alterne non conviene, che colpa ne ha l'Assessore dell'industria La Spisa se l'ATI è fallita? Chi l'ha scelta l'ATI, la società che doveva gestire, si è rivolta ad avere i terreni gratis a Portovesme, ventidue ettari, ad avere modificati gli impianti, per quanto riguarda il porto, poi chi andava a girare il mondo non siamo stati certamente noi, si sono ritirati.

PINNA (Gruppo Misto). Berlusconi ha approvato il progetto.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. No, Berlusconi ha detto che era d'accordo ma non mi interessa, chi andava a girare il mondo se vuoi te lo dico anche chi erano pessimi consulenti, che tu non sai, ma io lo so, perché venivano da me, che ero Presidente del Consorzio! E chi sono hanno nomi e cognomi, appartenenza politica eccetera.

Ma io non voglio fare una critica, dico però che la Carbosulcis ci sono le condizioni oggi perché decolli, se qualcuno si è convertito, che è quella parte ben venga c'è gente come me che ne è stata sempre convinta perché ha operato in questo settore quanto te, non certamente meno di te, e ha avuto sempre il coraggio di assumere posizioni chiare a difesa di queste cose in tutte le sedi anche contro la mia parte politica.

Quindi, io dico che bisogna fare una battaglia perché oggi si punti su questo, bisogna mettere delle risorse finanziarie necessarie; non mi fido di nessuno tanto meno di nessun di funzionario, come ha detto prima Andrea Pirastu, anche se è un vecchio amico.

Per cui ci deve essere scritto qui, se i soldi, non è che facciamo, bocciamo un emendamento di trenta miliardi dove non c'è la Carbosulcis e poi si fa riferimento.

Io sono un pochino più moderato per quanto riguarda la Silius. Silius è un fatto di assistenza, molti anni fa è stata salvata, si sa che i filoni sono quelli che sono, si sa praticamente che è un investimento sbagliato in una geografica che è stata mortificata eccetera; fu salvata dieci anni fa, quando i privati uscirono, perché c'è una situazione socio-economica in quella realtà territoriale diversa. Mettiamoci d'accordo, però, non vorremmo essere accusati dopo che si fa assistenzialismo, perché a seconda delle circostanze oggi si chiama Balletto, domani si chiama Pirastu, oppure oggi si chiama per esempio Cogodi, non cambia. Ognuno deve difendere quelle realtà territoriali perché meritano di essere difese, in attesa di avere soluzioni alternative; in carenza delle soluzioni alternative vanno difesi questi posti di lavoro perché è la nostra responsabilità trovare le soluzioni al riguardo; se non le abbiamo trovate dobbiamo continuare e garantire praticamente il minimo carico di spesa per poter estrarre anche se a prezzi non competitivi. Attenzione che abbiamo estratto tutto, dalle bauxiti, che erano non utilizzabili, state attenti che abbiamo estratto il carbone, il piombo, praticamente a valori, con i filoni e filoni che ci sono sapendo già che praticamente spendevamo dieci volte di più; abbiamo, praticamente, lavorato l'alluminio sapendo che produrre alluminio costava il doppio di quanto era sul mercato libero e quindi è una scelta di campo che dobbiamo fare tutti assieme; ed io credo che sia corretto fare anche questa scelta di campo, senza trascurare però il settore che non può essere che settore portante che è la Carbosulcis, che va messo in questo documento, non vorremmo trovarci nelle condizioni che poi non c'è e poi bisogna fare le acrobazie nei confronti di questa categoria che è stata quella che più è stata mortificata, perché duemila miliardi bisogna rifarli rispuntare, quelli che sono stati dati per la gassificazione e che pertanto ci hanno penalizzato in altri comparti.

Ho chiuso, mi bastano due minuti per concludere. Voglio ricordare all'Assessore dell'industria, anche se non è di sua competenza, di farsi carico di un provvedimento che è di fondamentale importanza nell'economia a un'altra area disagiata che è quella del Sulcis; sto facendo riferimento al problema esattamente dell'EUROALLUMINA, è pur vero che riguarda l'ambiente, ma siccome nell'audizione della Commissione Ecomafia si è parlato di questo argomento, i problemi vanno affrontati e risolti, qualunque sia la soluzione. Non va bene la soluzione Amari?

PRESIDENTE. Prego onorevole Oppi, continui.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Allora Presidente ed Assessori competenti bisogna avere il coraggio di dire che la soluzione Amari non si può fare e che c'è l'alternativa, eventualmente che troveranno, che è quella nei bacini e quindi nelle aree praticamente antistanti che non sono perché possono essere utilizzati, consentire che un'industria di questo tipo che dà la garanzia a seimila persone, perché senza questa azienda crolla il polo, in modo tale che abbiano i tempi tali che lo stabilimento stesso non venga chiuso.

Far finta di non accorgersi, non avere il coraggio delle proprie azioni è ignavia e l'ignavia va condannata; quindi, in tempi brevi per avere il coraggio di dire che c'è quella soluzione a mare non si può fare, se ne possono fare altre, aspettare che sia lo Stato e non farlo per mancanza di coraggio è praticamente un atteggiamento non corretto che produce, alla fine, tutte quelle risultanze negative che non possono poi alla fine che ricadere su chi evidentemente questo coraggio non l'ha avuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.- S.U.). Certo che a partire dall'intervento dell'onorevole Oppi, ma non è certamente il solo, si resta naturalmente disorientati per una diversa visione che emerge rispetto alle allocazioni delle risorse.

Ma, io cerco di riallacciarmi, in qualche modo, anche all'intervento dell'onorevole Oppi, per dire che se è vero così come è vero che continuano a prevedersi risorse nella stessa direzione, non si comprende come invece, al comma 2 dell'articolo 11, lo stanziamento previsto e destinato all'accordo di programma a favore delle zone interne della Sardegna centrale, resti sempre uno stanziamento...

Presidente mi scusi ma, non è possibile andare avanti!

PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi un po' di silenzio?

BALIA (S.D.I.- S.U.). Dicevo che è incomprensibile comprendere come lo stanziamento previsto al secondo comma dell'articolo 11 è destinato a finanziarie l'accordo di programma a favore delle zone interne della Sardegna centrale, sia uno stanziamento tanto contenuto ed in ogni caso assolutamente insufficiente rispetto a quelle che sono le esigenze minimali all'interno di quel territorio.

Per cui io chiedo che gli emendamenti 371 e il 442 che viaggiano nella direzione, nel tentativo di impinguare la quota riservata all'accordo di programma, vengano accolti dalla Giunta regionale anche per rendere giustizia rispetto al passato e rispetto a somme che in passato erano destinate, rivolte all'utilizzo in quella direzione e che poi sappiamo tutti quali sono i motivi e dobbiamo riconoscere anche che vi sono stati dei ritardi e poi però sono stati in ogni caso distratte ed utilizzate ad altro scopo.

Ho visto, Presidente e Assessore Masala, che c'è un emendamento rispetto al quale non ricordo il parere della Giunta e del relatore, il 46 relativo all'energia eolica, che prevede l'accantonamento di risorse per dare contributi in quel settore, ma nel settore dell'energia eolica stanno viaggiando in tutta la Sardegna una serie di iniziative, alcune delle quali saranno pure lodevoli e però c'è sicuramente l'esigenza di predisporre prima una legge regionale che fissi alcuni criteri, alcuni parametri, anche rispetto, da un lato rispetto all'impatto ambientale e alle garanzie che in questa direzione debbono essere date, ma dall'altro lato anche rispetto agli impianti perché se è vero che si tratta di energia di produzione, di energia pulita, è anche vero che se gli impianti non hanno alcune caratteristiche che soltanto impianti estremamente moderni hanno, rischiano di produrre un disastro ambientale, per esempio contribuendo alla fuga, alla scomparsa dal territorio circostante e per alcuni chilometri di alcune specie di fauna.

Quindi, occorre sotto questo profilo, direi prima di prevedere risorse, maggiore attenzione e la predisposizione di un progetto di legge organico che regolamenti bene il settore, anche se questo bisogna riconoscere che è il settore verso il quale dobbiamo marciare. C'è invece l'emendamento 376 che riguarda il settore lapideo e che credo debba essere meritorio di attenzione, non foss'altro perché, in quel settore, dopo l'11 settembre, si è creata, rispetto al mercato americano, una condizione di profondo disagio e di profondo malessere che costringe in situazioni di profonda, di grossa difficoltà gli operatori.

Infine, l'emendamento 449, rispetto al quale mi pare che sia la Giunta regionale, sia il relatore di maggioranza, abbiano espresso parere contrario e che riguarda la Barbagia Found.(?)

Io, relativamente a questo emendamento, mi appello davvero alla sensibilità e della Giunta regionale e della maggioranza ma anche degli amici consiglieri regionali di maggioranza appartenenti alla provincia di Nuoro e naturalmente non solo ad essi.

L'assessore Oppi faceva, poco fa, riferimento a risorse canalizzate per un territorio che comportano un impegno notevole, forte, da più anni e non sappiamo ancora per quanti anni. Chiediamo per la Barbagia Found un impegno finanziario abbastanza modesto per un triennio e un impegno che tende a proporre all'attenzione degli operatori della giovane imprenditoria del territorio del nuorese, un progetto che potrebbe essere definito come "progetto pilota", io credo ed è per questo che mi appello alla sensibilità della Giunta e dei colleghi consiglieri di maggioranza, ma in particolare voglio richiamare l'impegno assunto dai consiglieri di maggioranza del nuorese, in occasioni di incontri che si sono svolti in quel territorio, io chiedo - dicevo - una particolare attenzione verso questa problematica partendo dal convincimento che se poi i frutti fossero davvero quelli sperati, si potrebbe esportare quell'ipotesi di progetto verso altri territori.

Quindi, la sensibilità necessaria che si richiede a favore di un territorio oggi, può essere che sia foriera, che sia produttiva di buoni risultati un domani altrove.

Per altro, l'impegno finanziario richiesto per il triennio è un impegno finanziario assolutamente misurato, assolutamente modesto, un impegno finanziario che certamente non produce disastri nelle casse regionali, mentre al contrario, potrebbe produrre davvero risultati ottimali nella Sardegna centrale e in territori che ancora rispetto ad altri vantano motivi di recupero; hanno bisogno di particolari sensibilità, hanno bisogno di particolari attenzioni.

Io voglio infatti rammentare che anche quest'anno - e l'assessore Masala ne è ben consapevole, ha fatto un viaggio, un pellegrinaggio nella città di Nuoro e ha incontrato gli amministratori provinciali - l'assessore Masala è ben consapevole che anche sui PIT nonostante una parziale assegnazione di risorse...

PRESIDENTE. Prego concluda, la prego.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Nonostante una parziale assegnazione di risorse stavolta definita inizialmente è finalmente superiore al passato, in ogni caso è una percentuale di gran lunga inferiore rispetto a quella che sarebbe spettata al nuorese nell'ipotesi che si sarebbero assunti, per esempio, i parametri della ripartizione in base alle zone omogenee. E comunque, Assessore, questo potrebbe essere un elemento di recupero e di riscatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (P.P.S. - Sardistas). Presidente, colleghi, inizialmente ero tentato di parlare ancora una volta della malattia dei tempi di questa interminabile finanziaria ma credo che sia assolutamente inutile. Dico soltanto che la riforma del Regolamento era necessaria, che abbiamo perso sicuramente un'occasione in questa legislatura.

Una riforma che avremmo dovuto fare anche perché non è possibile che l'Assemblea più importante della Sardegna abbia dei tempi così lunghi.

Ieri il collega Gian Valerio Sanna ha detto che da qualche anno, da quattro per la precisione, é prassi di questa legislatura di approvare la finanziaria, ormai ad aprile inoltrato. Ora, siccome ha anche affermato che si sente responsabile soltanto per questa legislatura, eviterò di chiedergli, di fare domande sui tempi e sul come dell'approvazione delle rispettive finanziarie della scorsa legislatura.

Però una domanda vorrei fargliela ed è semplicemente: "Vorrei sapere se ritiene che le lungaggini e i ritardi con i quali noi portiamo questa finanziaria in quest'Aula siano da imputare soltanto a questa maggioranza o se anche l'opposizione ha - cattolicamente parlando - il suo buon esame di coscienza da fare" - così tanto per chiarire.

L'articolo 11 prevede una serie di disposizioni, nel settore industriale e in verità è una norma assai più delicata di quanto non potrebbe apparire ad un primo sguardo, e questo perché mette insieme delle parti strategiche della finanziaria e della nostra storia, soprattutto di quella più recente.

Un settore, quello industriale, nel quale c'è da fare una premessa che si chiama "piano di rinascita" anzi si chiama "piano di rinascita fallito". Piani falliti, visto che la grande industria, che lo Stato, con l'aiuto della classe politica di trent'anni fa e che ha portato in Sardegna è servita soltanto oggi per avere migliaia di cassintegrati. E` servita, ma di questo certo non potete darci colpe, ma dovete prendervele e sono vostre e dei vostri progenitori politici, se siamo diventati un popolo di ex agricoltori e pastori, un esercito senza armi né lavoro, senza più cultura né passato.

Il sogno della grande industria è fallito e a noi che oggi governiamo, non resta altro che prenderne atto e cercare, quando è possibile, di mettere insieme i cocci.

Cosa possiamo fare ora di diverso se non quello di puntare verso un'industria leggera, un'industria che comprometta l'ambiente il meno possibile, anzi che cerchi di preservarlo con le migliori tecnologie? Che cosa possiamo fare se non tentare di stabilizzare quello che resta, di salvare il salvabile - usando una frase fatta - agevolando un'uscita più morbida per i lavoratori, almeno per quelli che sono più vicini alla pensione.

Dunque, ecco la norma e i soldi per la riqualificazione del polo metallurgico sardo, dopo il tramonto della chimica pesante che ha fatto tanti danni in Sardegna, più che avere portato benessere e salubrità.

La Giunta e la Commissione bilancio hanno preso saggiamente atto del fatto che la Sardegna viaggia a più velocità; ci sono delle zone, delle aree, anche vaste, che hanno bisogno, che hanno necessità di un certo tipo di interventi di sostegno, insomma ad uno sviluppo che è già avviato. Ecco dunque un accordo di programma per le zone interne, con quaranta miliardi di vecchie lire, per tentare di creare lavoro e sviluppo proprio in quelle aree, in quelle zone della Sardegna, che più di tutte hanno subito la rovina della grande industria di cui parlavo prima.

Ma oltre ai soldi è necessario dettagliare proprio nell'accordo di programma cosa si intende fare con le risorse, a quali iniziative si debbano rivolgere quei finanziamenti.

Un lavoro che prevede riflessioni generali, prevede priorità, tempi, ed aree; un lavoro che è al di là del voto alla norma dovrà essere svolto.

La questione delle zone interne, che sono scarsamente popolate che é decisamente vasta, con un'orografia complessa, io credo che non si possa assolutamente ridurre a un dato meramente economicistico, ma insieme etico e culturale. In questo articolo ci sono poi investimenti e stanziamenti per l'osservatorio industriale, del quale ci piacerebbe più spesso avere dati ed informazioni sullo stato di salute dell'industria sarda. E poi ancora l'articolo 11 prevede la razionalizzazione della rete telematica al servizio delle imprese, un'infrastruttura tecnologica alla quale sarebbe assolutamente folle rinunciare in un momento nel quale noi dobbiamo assolutamente colmare le distanze con le altre regioni.

Si dice che la Sardegna deve essere in grado di competere in una società totalmente globalizzata. E noi, che pure avremo sempre il mare come fattore limite, quale aiuto possiamo dare, vogliamo dare alle imprese per affacciarsi verso il resto del mondo? Senza la telematica, senza una struttura che promuova gli investimenti esterni, senza più giovani professionisti, specializzati nella tecnologia dell'informazione, quale idea di Sardegna vogliamo proporre per il terzo millennio? Non si tratta di bandiere politiche, la modernità non passa per il centro sinistra né per il centro destra, è modernità e basta.

E` utile in quanto tale e necessita, se vogliamo aiutare veramente la nostra Isola, necessita, è necessaria per uscire da un isolamento che altri fattori hanno generato nei secoli.

A noi anche con piccoli, ma importanti investimenti come questo, il compito di condurre, di portare i sardi verso uno sviluppo tecnologico, perché noi sardi, noi di Forza Italia, come di tutti i partiti che hanno una rappresentanza nelle istituzioni autonomistiche, abbiamo autonomia, abbiamo cultura ed identità sufficienti per esistere dignitosamente e per affermarci dappertutto. Basta comprendere ed assecondare questa identità, che nonostante tutto ci rende, ci fa ancora speciali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sì, è vero, lo diceva adesso anche il collega Licandro, è da circa un mese che dibattiamo della legge finanziaria della Regione e siamo ancora a meno della metà nell'esame degli articoli. Però bisogna pure che riusciamo a darci un metodo e che comprendiamo quali sono le ragioni di fondo per cui alcune questioni possono, debbono e perciò sono via via riprese e sostenute.

Io sono qui da un mese, sono pure intervenuto, ho interloquito, io, i colleghi del Gruppo, su alcune questioni fondamentali dello sviluppo della Sardegna, via via come si presentavano nell'ordine nel quale gli articoli della finanziaria li hanno enumerati. Però siamo qui da un mese aspettando di poter parlare principalmente di una questione che noi abbiamo ritenuto e riteniamo e riterremo essere la questione delle questioni: com'è che in questa Regione si riesce a dare risposta, graduale quanto si vuole, parziale, al dramma dei drammi, alla mancanza di lavoro. E quando noi diciamo lavoro voi ci dite: "Dopo, aspettiamo, arriveremo anche a quel punto", anzi ci dite, e mi riferisco principalmente alla maggioranza, ma non solo, mi riferisco a tutte le anime belle che in questa materia quando diciamo lavoro e lavoro e ancora lavoro voi dite: "Un momento, ne parleremo". E noi vi diciamo: "Grazie, aspettiamo di poterne parlare", perché nel frattempo, dite voi, dobbiamo trattare delle questioni fondamentali, dell'asse portante dell'economia, cioè del sistema e dell'assetto produttivo. Ebbene, siamo al sistema e all'assetto produttivo: ieri si trattava di agricoltura e abbiamo visto che la materia agricola è stata liquidata con quattro cianfrusaglie; oggi siamo all'industria, altro settore portante di un'economia, Licandro, di un'economia moderna, perché un'economia senza base industriale non è un'economia, non dico moderna, ma neppure un'economia vera. Ed allora vediamo quali sono le cose che si riesce a trattare in materia.

Un sostegno di 20-24 miliardi di lire alla realizzazione di infrastrutture industriali e alla propedeutica, così viene definita, delle attività di ricerca (immaginate, la propedeutica all'attività di ricerca!), il comma 1 dell'articolo 11 che discutiamo, va bene. Dite pure, lo dice la Giunta questa norma è stata concordata, anzi concertata parola per parola, virgola per virgola con le parti sociali, va bene pure questo, però, rispetto all'insieme delle grandi questioni dello sviluppo della Sardegna e del comparto essenziale dello sviluppo industriale, se vogliamo dire chimica, se vogliamo dire polo metallurgico, se vogliamo dire comparto estrattivo, insomma si bisticcia attorno alle briciole. Non c'è una visione d'insieme, non c'è una strategia di sviluppo, non c'è neppure la sufficiente attenzione o, vorrei dire, non dico la passione, ma non c'è neppure quell'affezione appena sufficiente per trattare queste questioni nella loro impostazione generale. Dieci anni fa, ricordo che questo Consiglio regionale votava documenti solenni e che il Presidente della Regione allora, chiunque fosse a turno, saliva sulla nave e viaggiava con i lavoratori del comparto chimico e metallurgico per andare a Roma, per inaugurare, per tenere aperta e viva la vertenza Sardegna sullo sviluppo industriale. Si cenava insieme in nave, consiglieri regionali, operai, sindacalisti, perché vi era una coralità e una passione e un'attenzione e anche, in qualche modo, una convinzione che non ha risolto tutto, ma intanto ha risolto qualcosa e ha tenuto aperte almeno alcune strade per lo sviluppo.

Oggi no, oggi appena si dice industria, e fra l'industria è il comparto estrattivo e minerario in questa regione, comunque si chiami e dovunque sia, perché non è vero che il comparto estrattivo in questa regione deve essere affidato alle vecchie fotografie e neppure che deve essere tutto messo nel museo. Vi è una ricchezza e una potenzialità di sviluppo proprio in questa regione che ancora si può fondare sull'attività estrattiva e mineraria che vede presente un patrimonio grande di risorse. Sono state utilizzate male, si sono fatte male nel passato le cose, si facciano bene, ma dove il pubblico fallisce e non tutto e sempre ha fallito, perché mai il pubblico non dovrebbe più parlare di risorse strategiche? E invece il privato, molti privati, andate a vedere il censimento delle concessioni minerarie e le attività che sono in corso, riprendono vigore, e va bene anche questo, vuol dire che c'è ancora una vitalità del comparto e una vitalità del sistema. Perché, allora, fare le pulci sempre e scagliarsi in questo modo ogni volta che si apre la possibilità o si intravede la possibilità della prosecuzione di un'attività produttiva? Avete detto: "Il lavoro innanzitutto deriva dalle attività produttive", almeno queste attività, laddove è possibile, le vogliamo salvare? E uso l'espressione "salvare".

Mi riferisco all'emendamento, alla questione che si tratta, ma è, come dire, in funzione di indebolimento di altre ragioni, di altre situazioni, se in una zona tra le più povere della Sardegna esiste un'unica attività di tipo industriale, piccola, povera, ma comunque ancora in attività, comunque ancora suscettibile, lo dicono i tecnici, non tutti i tecnici, ma chi l'ha detto che i tecnici francesi che stanno a cuore a me - dico a me, che non è vero, perché non sono io - sono migliori dei tecnici cecoslovacchi che stanno a cuore magari a Vassallo? Ci sono dei tecnici che hanno detto alla Regione, non a qualcuno di noi: vi è la possibilità di utilizzare un filone di estrazione a mille metri sotto terra, ricchissimo di un giacimento che prima non era neppure tutto esplorato, solo quello che è a vista di fluorite, di tenori alti, più alti delle miniere d'Europa e la Spagna e la Francia tengono aperte le miniere di fluorite a tenori più bassi, e noi, questa Regione, invece lo dovrebbe abbandonare. Perché è in odio a qualcuno, a un funzionario? Ma prendetevela con il funzionario!

In questo momento la Nuova Mineraria Silius è commissariata e il commissario di questa società è un integerrimo funzionario della Regione, da tutti rispettato e ritenuto capace e severo, e se si parla di un piano industriale vuol dire che sarà un piano industriale. E' nella logica, è nell'ottica di quello che tutti hanno sempre detto, no, non va bene neppure così, perché la miniera deve essere messa tutta nel museo. Non è vero, non è possibile, non è possibile!

Una parola, quindi, che valga non per un territorio e non è neppure giusto, e lo debbo dire. Il Consiglio non concorda? Faccia quello che concorda, faccia quello che vuole, ma non è giusto dire che se mai quella misura che si propone e che parla dell'avvio di un piano industriale, non per 30 miliardi che non è vero, ma per 3-4 miliardi, l'avvio di un piano industriale. Se si può reggere si regga, ma non si dica che comunque per essere sinceri si dice: "E' assistenza a un territorio povero". No, se così fosse io sarei contrario. Deve essere invece sostegno di un'attività produttiva che può essere anche elemento di sviluppo di un territorio che è arretrato, come altri territori della regione, sulla via dello sviluppo e che, cessata questa attività, non avrebbe nulla, zero, di attività produttiva industriale.

E però, qual è l'altra linea di sviluppo di questa Regione, se non si riesce a tenere le attività fondamentali che ancora reggono o possono reggere, si possono sviluppare? Ci sono nel mondo situazioni nelle quali le miniere vengono tenute in esercizio anche senza produrre, perché si sa, nel mondo, in tutto il mondo che molte risorse, soprattutto le risorse minerarie, alcune risorse minerarie, sono risorse strategiche utili domani, tanto che vale tenere in manutenzione le miniere per lunghi periodi anche senza estrarre. E invece qui si estrae e si vende. O vogliamo invece - e poi torneremo perché nell'esame di emendamenti e dei singoli punti di quest'articolo bisognerà pure un pochino tornare - che la nostra Regione pensi che l'attività produttiva moderna, sana, risolutiva per il lavoro, per lo sviluppo, per la cultura, per l'occupazione, siano le pizzerie? Non ho visto nessuno piangere, non si può andare più in una pizzeria nuova e grande in questa regione che non sia una pizzeria della 28. Siamo alla pizza 28! Pizzerie di miliardi, discoteche di miliardi, di 28, e da ultimo questo Consiglio ha approvato, appena un anno fa, una misura di 600 miliardi in sanatoria di 28. In gran parte saranno pizzerie e discoteche, questo è il futuro moderno della regione?

Per favore ricreiamo un equilibrio e ricreiamo anche, se è possibile, un sano confronto in Consiglio, perché in ragione di queste proposte e delle altre che dopo dovremo esaminare, vi sia la possibilità di fare un passo avanti che sia risolutivo nella direzione dello sviluppo e anche e soprattutto del lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, dopo questo accorato intervento del collega Cogodi mi chiedo comunque a chi stiamo parlando. Io non credo che la politica industriale della Sardegna si possa correggere con una finanziaria, ma soprattutto credo che bisogna anche stare ad ascoltare quello che gli industriali, le parti sociali ci chiedono in questo momento, cioè l'approvazione della finanziaria. Perché si fanno tanti discorsi, noi siamo qui da oltre un'ora a parlare, compresa stamattina, dell'articolo 11 e non riusciamo a fare un passo deciso in avanti nell'approvazione della finanziaria che è sollecitata, tale approvazione, proprio da quel sistema industriale che noi stiamo penalizzando, continuando a essere prigionieri in quest'aula.

Io non credo che dagli interventi fatti poc'anzi qualcuno abbia cambiato la propria opinione sul tipo di politica industriale da improntare in Sardegna, e non vorrei cadere nell'orrore di esporre il mio punto di vista, ma non solo il mio punto di vista, ma quello del mio Gruppo, sulle tesi di sviluppo industriale in Sardegna. Spero di poter avere occasione per esprimere tale opinione nel momento in cui discuteremo disegni di legge più marcati in tal senso e soprattutto quando discuteremo, spero in quest'Aula, del Testo Unico per gli incentivi alle imprese.

I provvedimenti previsti in finanziaria sono sicuramente dei provvedimenti tampone, così come abbiamo fatto all'articolo 10 per l'agricoltura, così come stiamo facendo per l'articolo 11 per le disposizioni nel settore industriale. Fare una disquisizione sul sistema industriale in Sardegna affrontando questi pochi commi dell'articolo 11, credo che serva soltanto per disquisizioni teoriche e a volte sconfinanti anche esse nella demagogia. Credo che sia molto importante proseguire nell'esame della finanziaria. Nessuno di noi cambia opinione, presumo, a seguito di queste poche battute che si scambiano in quest'aula e credo che serva a pochi, se non a nessuno, continuare su queste argomentazioni.

Mi voglio soffermare un attimo, perché ci sono stati diversi riferimenti territoriali, è giusto che questo avvenga in quanto molti di noi, ovviamente, nessuno di noi può dimenticare di essere qui anche per sostenere, difendere e rappresentare le istanze del territorio che l'ha eletto, così ho ascoltato con interesse le istanze del Sulcis, e ho ascoltato con interesse, per altro cose già concordate, l'intervento, l'appello dell'onorevole Balia a tutto il Consiglio e in particolare ai consiglieri del nuorese. Un appello che ovviamente è quasi scontato che debba essere accolto, però vorrei farlo o vorrei che tale appello avvenga con più convinzione ogni qualsiasi volta si discute di interventi territoriali. Spero che tale unità, che tale voglia di mandare avanti le istanze di un territorio possano essere rappresentate dallo stesso onorevole Balia, e io sono pronto a votare le cose che condivido, che possono essere condivisibili per gli interventi a sostegno di un territorio, e non facciamo la gara a chi è più debole fra questi due territori. Sarebbe una guerra tra poveri e le guerre tra poveri, come tutte le guerre, e ne abbiamo purtroppo un grande esempio in questo momento, lasciano soltanto dei morti e non risolvono sicuramente il problema. Forse anche questo dovremmo ricordare qui in quest'Aula in questo momento, pensando che è poca cosa quella che noi stiamo facendo qui adesso, pur svolgendo il nostro ruolo istituzionale, rispetto a quello che oggi mortifica le coscienze degli uomini in tutto il mondo.

Ma tornando un po' un attimo sull'argomento e in modo particolare sugli emendamenti 442 e 449, io ritengo che siano emendamenti ambedue apprezzabili, che rispecchiano una necessità territoriale, che possono essere sicuramente significativi per smuovere il mondo imprenditoriale e soprattutto quello giovanile, per quanto riguarda il 449, del territorio nuorese. Ricordo, anzi aggiungo che proprio il Barbagia Found nasce come progetto di giovani imprenditori nuoresi, giovani imprenditori nuoresi si sono misurati sul mercato con grande costanza, con grande impegno, grande professionalità e ottenendo ottimi risultati senza aver chiesto una lira di contributo pubblico sia esso regionale, statale o europeo. Hanno creato, alcuni di loro, un'impresa che è un fiore all'occhiello per le imprese telematiche in Sardegna, ponendo alla base e come capitale soltanto le loro poche disponibilità, ma la loro grande professionalità. Un'azienda che è stata presentata a Milano poco prima della fine dell'anno scorso che ha avuto grande successo in tutta la nazione, e che è portata ad esempio per essere duplicata in altre regioni.

Detto questo io ritengo che i due emendamenti 449 e 442 possano trovare, come dire, una sorta di coordinamento, perché dovremo fare anche i conti con le disponibilità finanziarie che si hanno in questo disegno di legge. Quindi, accorpando magari tutto sul 442, quindi sul fondo e sull'APQ che potrebbe essere aumentato riguardante il comma 2, l'APQ per l'accordo di programma per le zone interne della Sardegna centrale, specificando all'interno di questo emendamento che quota parte pari a 10 milioni di euro possa essere finalizzata al sostegno del progetto Barbagia Found. Credo che questa possa essere una soluzione, e pongo anche questo quesito alla Giunta, che permette l'accoglimento dell'idea, l'accoglimento parziale dei due emendamenti e che possa consentire una corretta copertura di ambedue le iniziative.

Rimando invece il giudizio sull'intero articolo 11 dopo che avremo esaminato e saranno portate all'attenzione dell'Aula anche le intenzioni della maggioranza relative alla valutazione di alcuni commi, quali il comma 5 e il comma 6, che sono inseriti nell'articolo 11, così come per il comma 8, per il quale è possibile non un suo ritiro, ma accoglimento dell'emendamento soppressivo del comma 11. Colgo però l'occasione anche per sottolineare, scusate colleghi dell'opposizione, alcune contraddizioni, perché mentre sul comma 2 stiamo facendo una battaglia comune fra le parti, una battaglia di interessi territoriali a difesa di quei pochi interessi territoriali, mi ritrovo anche a valutare alcuni emendamenti soppressivi che sono tra l'altro soppressivi del comma 2. Perciò ritengo che quelli vadano ritirati...

SECCI (La Margherita-D.L.). Il "176" è stato ritirato.

CAPELLI (U.D.C.). Benissimo, se è stato già fatto, è mia colpa sicuramente non essere stato attento nella... Il 176 è stato ritirato, per cui ritiro la critica, rimane il concetto che comunque era stato formulato e poi viene formulato un emendamento correttivo del comma 2. Ritengo che peraltro qualsiasi riferimento alla storia industriale della nostra isola vada fatta tenuto conto del contesto storico in cui si sono sviluppati i fatti. Io sicuramente non sono un sostenitore dell'industria chimica, ho già spiegato in quest'Aula il perché, ma ovviamente non può essere smantellato un sistema se non ci sono poi i correttivi necessari o una programmazione industriale sostitutiva e, secondo me, migliorativa, e per questo bisogna richiamare anche l'intervento statale nella modifica dell'impianto industriale della Sardegna. Ma non mi sento sicuramente di condannare le scelte del passato, scelte che nel passato sono state fatte in quel momento storico con una ragione ben precisa e che ha consentito a molti territori di uscire da uno stato di degrado che in quel momento era ai minimi storici. Perciò non una condanna sul passato, sicuramente con le cognizioni di oggi avrei combattuto quella scelta, sicuramente gli stessi che l'hanno portata avanti con le cognizioni di oggi, con il corso della storia economica e non solo della nostra nazione e della nostra isola, avrebbero fatto altre scelte, ma sarebbe una facile e sterile condanna sempre basata sul senno di poi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L). Signor Presidente, non vedo in Aula Licandro, ma ci stiamo convincendo che Licandro, come gran parte della maggioranza, se mi è passato il termine non proprio elegante, assomigliano alle truppe angloamericane "mordono e fuggono", mentre noi cerchiamo di svolgere un ragionamento che c'è dato da una delle poche occasioni annuali di confronto sulle politiche generali della Sardegna. Comunque a Licandro vorrei dire una cosa, la nostra società purtroppo lo sappiamo, ce ne rendiamo conto, è consapevole di appartenere ormai stabilmente all'area del benessere e teme un po' di uscirne, ed è per questo che la cultura dominante che si sta sviluppando in questi anni è in grado solo di proporre aggiustamenti, non analisi e cambiamenti. Il benessere nel quale siamo nati, molti, certamente io e anche il collega Licandro, però non ci autorizza a essere ignavi rispetto alla storia dei sardi i quali, sa bene Licandro, che spesso, senza scarpe e senza patria, non più di 40, 50 anni fa vivevano nell'analfabetismo, nella povertà e nel conflitto sociale più acuto. I piani di rinascita che lui non ha capito di allora le rappresenteranno certamente poco, ma intorno a questi appuntamenti si è coagulata l'espressione più alta della lotta autonomistica della nostra Regione e il senso della funzione morale più limpida della politica per il bene dei cittadini che oggi si osserva non ha molto più casa nella politica, nelle istituzioni e dico, per fortuna, non in tutte le coscienze civili in Sardegna. Da questo punto di vista mi consentirà il collega Licandro, rispetto a quelle esperienze, di avere un forte sentimento di nostalgia.

Venendo alle questioni dell'industria, io ho fatto delle osservazioni sull'articolo 11 ma faccio delle osservazioni senza addentrarmi in questa sorta di avvitamento territoriale fra una esperienza, un'altra e un'altra ancora. E dico all'Assessore, io ho presente, credo l'abbiate anche voi, che in materia di sviluppo industriale e non solo non è pensabile che il gioco tra di noi sia quello di addebitarci tra una legislatura e un'altra gli esiti di comportamenti diversi. Diversi perché tra la precedente legislatura e questa fase della legislatura sono avvenuti cambiamenti strutturali ed epocali nel sistema, nella concezione industriale tali da sconsigliare ai più avveduti paragoni non gestibili. Siamo in un'epoca dove la globalizzazione comporta una competitività con una serie di problemi e dove l'ombrello protettivo delle partecipazioni statali che in Sardegna aveva in qualche modo instaurato la cultura e un po' in maniera forzosa la cultura industriale, ha finito il suo ciclo. E dobbiamo comprendere che malgrado i nostri sforzi di allargare le funzioni e gli spazi di questo ombrello protettivo delle partecipazioni statali dobbiamo passare nella configurazione di una programmazione dello sviluppo industriale da una concezione esogena a una concezione endogena dello sviluppo industriale. Oggi il sistema industriale ha a disposizione delle esperienze importanti, la stessa agenda 2000 con i suoi concetti fondamentali richiama a noi l'esigenza che lo sviluppo si attua attraverso il favorire di politiche di coesione e di sviluppo locale. Mi spiace ricordarlo perché può sembrare antipatico, ma la precedente legislatura intuì questo cambiamento. E` come dire, se mi consentite un paragone, che noi affrontiamo oggi la problematica dell'industria e dello sviluppo come se dovessimo attraversare una delle città invisibili descritte da Calvino, fatta di porte di alabastro trasparenti alla luce del sole, ville tutte di vetro e poi improvvisamente una distesa di lamiere arrugginite, tele di sacco, muri ciechi e scritte stinte. Dentro la metafora di questa città invisibile che si attraversa possiamo mettere sia la concezione che cambia del sistema industriale mondiale, sia la nostra esperienza di attraversare la Sardegna dai poli verso l'interno, e la metafora distingue tra quello che non è più nella concezione "fordista" del sistema industriale e quello che non c'è ancora in un riequilibrio di fattori di sviluppo basati sulla globalizzazione. La stessa cosa avviene in Sardegna partendo dal nord o dal sud, fate voi, e addentrandoci verso l'interno. Il sistema industriale insomma invoca prima di tutto una politica del governo regionale fortemente incentrata sulla questione meridionale perché anche qua noi sappiamo che il Sud rimane, il Mezzogiorno rimane rispetto al contesto nazionale, l'unico serbatoio di potenziali imprenditorialità piccola e media disponibile ad un ulteriore implementazione. Lo dicono tutti gli osservatori economici avendo il nord-est esaurito e in qualche modo asfissiato l'area di questo sviluppo. Come fare a sviluppare tutto questo? Bisogna sviluppare una programmazione negoziata, uno sviluppo locale fatto di quei presupposti della coesione sociale che hanno come base la parità delle funzioni in tema di sviluppo e la capacità delle istituzioni di mettere intorno a un tavolo, non paritariamente soggetti, ma nel rispetto delle loro missioni che sono tutte diverse, ma tutte complementari allo sviluppo, fatto che noi non osserviamo. Dico all'Assessore perché è un elemento importante: in Sardegna il valore aggiunto che si realizza nel sistema industriale è per il 46 per cento frutto dell'area di Cagliari, cioè il 50 per cento del valore aggiunto che ha qualcosa a che vedere poi con l'origine del prodotto interno lordo, è evidente, il valore aggiunto, il 50 per cento del valore aggiunto che si produce in Sardegna è sull'area di Cagliari, ma se voi andate a vedere, sono fonti dell'Istituto Tagliacarne, i rapporti fra importazioni ed esportazioni in Sardegna, il 75 per cento delle importazioni globali è assunto dall'importazione di petrolio greggio e i suoi derivati. Le esportazioni, più della metà delle esportazioni che esercitiamo è invece occupato dai prodotti petroliferi raffinati. Questo è il nodo, tutto il resto è la palude sulla quale la politica regionale deve lavorare. E allora quando vedete che le importazioni di generi alimentari in agricoltura, caccia e pesca, rappresentano il 110 per cento rispetto alle esportazioni, cioè quello che noi importiamo è 110 per cento in più di quello che portiamo fuori e quando la stessa proporzione esiste sui servizi che dovrebbero curare il trasporto, cito fra tutti, Assessore, l'industria estrattiva e i lapidei, il trasporto incide per il 25 per cento, mi spiega lei dove fanno il valore aggiunto quelle imprese o in che modo lo devono fare? Allora noi dobbiamo usare un altro approccio che coinvolga i poli forti con le zone interne, scommettendo sullo sviluppo locale che non sia uno sviluppo intercettato dall'istituto regionale ma sia lo strumento di protagonismo delle forze locali dello sviluppo. Osservo, perché è un dato provato, che gli unici esempi di programmazione negoziata in Sardegna che hanno svolto compiutamente la loro funzione, sono quelli che si sono potuti sviluppare senza nessuna funzione della Regione. I patti europei, i contratti d'area, quando ancora non esisteva l'obbligatorietà del cofinanziamento regionale, solo allora abbiamo portato in porto la programmazione negoziata. Quando si parla di strumenti a corredo dello sviluppo industriale e credo di avervi descritto la nostra opzione strategica sul fronte di una politica industriale che oggi pare non avere un'idea se non quella di barcamenarsi tra ipotesi di incentivi svuotando le leggi che devono in qualche modo dare una risposta a questa domanda e dall'altra parte avere questa ambizione un po' improba e sicuramente volta all'insuccesso di voler allargare in maniera esausta l'ombrello protettivo delle partecipazioni statali in Sardegna che hanno finito il loro ruolo e richiamano alla responsabilità del Governo regionale un'idea nuova, una sua continuità e una democrazia dei soggetti sociali al concorso dello sviluppo regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente e colleghi, il Sarrabus Gerrei, zona di Silius, Villasalto, Armungia, San Nicolò, il Sulcis Iglesiente sono certamente tra le zone più degradate del nostro territorio. E dire che in quelle zone, parlo del Gerrei, del Sarrabus, a parte l'attività di allevamento, piccolo allevamento che certo non può dare da mangiare alla gente, il settore che ha avuto maggiore incremento in questi ultimi decenni è certamente quello dell'emigrazione. Non c'è speranza di trovare lavoro e questo accade anche nelle zone del Sulcis Iglesiente dove la pratica più diffusa è ormai quella dell'umiliante e costante ricerca di un posto di lavoro anche duro, anche rischioso purché sia, purché sia un lavoro che consenta loro di vivere. E allora in questa ottica mi sembra che sia da rimarcare che c'è stata da parte della Giunta, la sensibilità di recepire un emendamento presentato dal centrosinistra, il 614, che è un emendamento con il quale si trasferiscono risorse a quei territori, alle attività estrattive o presunte tali o che furono, di quei territori. E allora noi diciamo anche Carbonia, diciamo anche Villamassargia…

SECCI (La Margherita-D.L.). Lo diciamo a Villasalto quello che stai dicendo tu.

CORDA (AN.). Anche a Villasalto, ma anche a Silius, ma anche ad Armungia, anche a San Nicolò Gerrei, anche a Ballao, non le sembra? Se vuole anche a Carbonia, a Domusnovas, a Santa... o no? Ecco mi sembra che stiamo parlando di territori che non hanno avuto molta attenzione da parte del Governo regionale in passato almeno. Oggi c'è questa attenzione rivolta dalla Giunta con questo emendamento modificativo che recepisce... allora in questo emendamento però c'è una stranezza, si parla di Emsa, anzi di consociate Emsa, di Igea, di Nuova Mineraria Silius, Progemisa, l'Emsa non esiste più, si sa, i lavoratori dell'Emsa sono confluiti nell'Igea e non si parla di Carbosulcis. Allora grande rispetto per il territorio molto caro all'onorevole Eliseo Secci, di Silius e di Villasalto, però dobbiamo ricordarci che la Mineraria Silius occupa 160 persone e la Carbosulcis ha a casa adesso 450 disoccupati, caro Secci! E ha 850 persone che lavorano in quella struttura e non solo, ma la Carbosulcis per come sta andando la politica dell'energia nel mondo potrebbe rappresentare anche quel carbone, un'importante riserva strategica, speriamo che sia una nuova opportunità di sviluppo. Però, detto questo, non si può non ricordare che tutte quelle attività sono da decenni attività in perdita, attività di una sorta di assistenzialismo obbligatorio. Noi abbiamo ereditato una situazione, non voglio parlare del passato non vi preoccupate, però abbiamo ereditato una situazione che ci porta ad avere questa grande famiglia di persone che lavorano e lavorano duramente, che sperano di trovare una occupazione migliore e anche più gratificante e anche meno pesante e non l'hanno trovata fino ad oggi perché nessuno si è preoccupato di fare una politica di riconversione, una politica di riqualificazione perché io credo che non si possa pensare al futuro senza preoccuparci di questo, sarebbe stato opportuno che nel passato qualcuno, chi governava, se ne preoccupasse e che si preoccupasse di creare sviluppo e attività alternative e formazione in quelle zone dove le attività produttive erano diventate improduttive, cioè non producevano ricchezza ma producevano debiti. E allora io dico che questa è una cosa che va assolutamente ricordata e non si può non tenerne conto. Quindi io chiedo intanto che nell'emendamento verga inserito il nome "Carbosulcis", poi si boccia l'Emsa che non esiste più, e naturalmente voterò a favore di questo emendamento, ma non è questa la fase della dichiarazione di voto. Dico che comunque deve essere fatta una seria riflessione anche oggi da questa Giunta per studiare in quei territori nuove opportunità di lavoro per la gente che non può continuare a lavorare sentendosi addosso l'umiliazione di essere di peso alla Regione. Io credo che un uomo abbia il diritto ad avere il lavoro e ad avere salvaguardata la dignità, perché chi lavora deve avere il diritto di sentirsi utile. Ecco questo credo che vada recepito da chi governa e speriamo che questo avvenga. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, chiedo scusa mi ero momentaneamente allontanato dall'Aula. Ma questa è una occasione per riparlare del sistema dell'industria in Sardegna, dell'industria pesante. Sono stati fatti richiami, si è parlato del sistema delle partecipazioni statali, in una evoluzione dell'economia e dei mercati che oggi non ne giustifica più la presenza e via dicendo. Però proprio perchè abbiamo una occasione per parlarne è giusto così puntualizzare alcune cose e richiamare alla memoria di noi tutti, alcune situazioni delle quali non si vanno cercando responsabilità perchè è anche vero che, come è stato ricordato da qualche collega che mi ha preceduto, è anche vero che i contesti storici particolari potevano anche in una certa misura giustificare iniziative in una determinata direzione.

Ma se un errore c'è stato è proprio quello di aver consentito in un recente passato, non tanto lontano, di escludere il sistema minerario dalla sovraintendenza e dalla gestione diretta dell'ENI consentendo che questo passasse alla Regione sarda. E questo è avvenuto proprio in un momento in cui, per le difficoltà emergenti del settore, questo tipo di operazione sarebbe stata da evitare nel modo più assoluto, anche perchè altre regioni d'Italia, evidentemente più accorte di noi, e con identica vocazione mineraria, quale per esempio la Toscana, mai e poi mai ha permesso che si consumasse o che si realizzasse una operazione di questo genere che poi, nei riflessi delle economie rispettive, ha concesso o ha permesso che si verificassero danni, tra virgolette, di entità tale da essere difficilmente sopportabili dalla nostra regione. In sostanza tutti gli oneri che gravavano sullo Stato per la gestione del settore noi candidamente, per un tozzo di pane, ce li siamo assunti in proprio. E tutti gli oneri e tutti i problemi non solamente quelli di natura economica, ma anche quelli di natura sociale ce li siamo addossati non si sa con quale animo, con quale spirito e con quale speranza di poter intervenire nel settore.

Il processo della globalizzazione non è un processo di oggi, è un processo che è in atto già da diverso tempo; e i politici più accorti, più capaci avrebbero dovuto con l'intuito che è proprio della politica intravedere con questo tipo di passaggio a quale tipo di problemi e di conseguenti responsabilità si andava incontro. Sta di fatto che noi con il sistema Emsa abbiamo riversato a sostegno di un settore asfittico che non era in grado di reggersi autonomamente, perchè fuori mercato, risorse incommensurabili, qualche migliaio di miliardi se andiamo a sommarlo nel corso del tempo.

E allora sentire il collega Cogodi, del quale riconosco la onestà intellettuale delle battaglie che lui fa, perchè seriamente convinto che in quella direzione si deve intervenire, e io non mi permetto minimamente di mettere in dubbio la bontà delle sue idee, però quando sento parlare di un piano industriale per la Nuova Mineraria Silius non dà nessun contributo alla discussione perchè di piani industriali, a salvataggio e recupero di quelle iniziativa, ne abbiamo sentito parlare non solo in questa legislatura ma anche nella precedente.

Ricordiamoci che per la Mineraria Silius, che è un problema di notevole dimensioni perchè nessuno può e deve dimenticare il dramma e il destino di quei 200 lavoratori alle spalle dei quali stanno 200 famiglie, ed è questo il vero problema che noi ci dobbiamo porre, non certamente quello del salvataggio di una iniziativa imprenditoriale che ha dimostrato nel tempo di non poter esistere, di questi piani industriali dicevo, ne abbiamo sentito parlare sempre e ogni volta noi ci siamo sempre ritrovati in tempi successivi a doverne constatare fallimenti e necessità di interventi che vanno sempre nella stessa direzione.

Io dico che noi onestamente ci dobbiamo dire, e per la parte che riguarda questa maggioranza per non aver saputo in questo scorcio di legislatura individuare le soluzioni alternative, così come era avvenuto in passato per altri che ci hanno preceduto, e dire: "La nostra responsabilità ce la dobbiamo assumere", però noi non stiamo facendo altro che procrastinare nel tempo un certificato di morte che è stato stilato a suo tempo, del quale non se ne vuole prendere atto e che si continua invece a voler ignorare avendo inserita nel corpo morto del settore produttivo al quale facciamo riferimento, una flebo che mantiene in vita, ma senza assicurare funzioni vitali.

Quindi, come ha detto bene il collega Oppi nell'intervento che li ha preceduto, noi per la parte che ci riguarda per le responsabilità che abbiamo, non stiamo stati in grado, ma contributi non ne sono arrivati nella misura in cui potevano anche arrivare, per trovare le soluzioni alternative.

E quindi oggi ci troviamo di fronte ad un sistema che globalmente vede più di mille operai, e quindi più di mille potenziali famiglie, che hanno il diritto di avere assicurato il posto di lavoro per garantire la sopravvivenza a se stessi e ai propri familiari, ma senza avere risolto minimamente il problema, senza averlo affrontato e quindi procedere con un intervento che è di natura prettamente assistenziale.

Questa è la verità, di fronte a questa verità, perchè compito di questa Assemblea è anche quello di intervenire nella direzione del sostegno a chi ha bisogno, ma niente di diverso stiamo facendo, niente di più stiamo facendo, dire che noi con questi provvedimenti e continuando a insistere in questa direzione stiamo affrontando i problemi della Sardegna in maniera tale da risolverli definitivamente, ce ne passa e ce ne passa molto.

Quindi cosa dire dell'emendamento Cogodi, Ortu, Vassallo con tutta il preambolo che ho fatto? Io dico che è un emendamento che deve, per puro spirito di responsabilità, ma non certamente di responsabilità cognita e condivisa e che sia frutto di vere e responsabili scelte, non possiamo che andare nella direzione dell'accoglimento, ricordando anche che questo emendamento altro non fa che anticipare ciò che è contenuto in un disegno di legge che la Giunta ha già presentato perchè la Giunta a questo tipo di problema, con i limiti ai quali facevo in precedenza riferimento, ha dimostrato sensibilità, accortezza e tempestività. Quindi questo emendamento nulla può essere accreditato se non nei termini della tempestività rispetto a quanto già esiste che non abbia fatto la maggioranza ma che va, ripeto, nello spirito piuttosto della solidarietà invece che andare incontro nella direzione della soluzione di un problema che rimane completamente in piedi in tutta la sua gravità e con le responsabilità che ognuno di noi per…

PRESIDENTE. Concluda la prego.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). La parte che compete deve assumersi e non può assolutamente rinunciare a fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero di essere breve perchè dopo tutti gli interventi che si sono succeduti ripetere spiace, quindi cercherò di non far perdere tempo all'Aula. Mi associo anche io a questo dibattito per l'importanza del tema, signor Presidente, perchè come è stato più volte detto, ci sono zone della nostra isola che traggono dalle attività minerarie fonte di sostentamento anche se oggi, a dire la verità, è difficile trovare un'attività mineraria che sia economicamente in attivo. Ciò non toglie che, soprattutto per quanto riguarda il settore carbone e quindi la Carbosulcis, le note vicende attuali di politica internazionale ce la riportano all'attenzione per il valore che questa risorsa, considerata strategica del governo nazionale non da oggi, viene ad assumere in momenti particolari come questo; e l'attività estrattiva certamente può essere remunerativa perchè il carbone con le nuove tecnologie si è ormai dimostrato che può competere soprattutto con le fonti alternative derivanti dal petrolio in virtù dell'aumento dei prezzi che si verifica in queste condizioni di crisi.

Quindi mi sembra strano che non si sia presa in considerazione, in questo emendamento della Giunta anche la Carbosulcis alla quale, a parte l'importanza che deriva del fatto che traggono sostentamento centinaia e centinaia di famiglie, perchè garantisce circa 800 posti di lavoro ultimamente, e in virtù del fatto anche che non si tratta di un puro fatto assistenziale come in effetti si viene a configurare l'aiuto che viene avviato verso le altre attività che meritano, a mio parere, anche esse questo provvedimento della Giunta e questa particolare attenzione che deriva dall'emendamento 614 e quindi dai colleghi Cogodi, Ortu e Vassallo. Perchè dico questo?

Perchè sembra quasi un caso e forse non lo è, ma non voglio tornare alle responsabilità del passato, in questi luoghi dove insistono questi siti minerari che in passato furono certamente importanti, oggi esistono situazioni di sottosviluppo tali che noi non possiamo permetterci da politici, per quanto criticabili, per quanto censurabili, ma certamente consci del ruolo che ci compete, dell'attenzione che dobbiamo dare ai bisogni delle popolazioni di questo territorio che sono tra le più arretrate del punto di vista economico, parlo di vista economico, della Sardegna.

Non per niente il Gerrei, il Sulcis e le altre zone minerarie sono quelle nelle quali il reddito pro capite ha permesso di far rimanere la Sardegna nell'Obiettivo 1. Ho avuto modo nella mia lunga esperienza di operatore della sanità di lavorare sia nel Sulcis che nel Gerrei. Però se una parola debbo spendere, così come sono affezionato al Sulcis per note vicende sociali, l'emigrazione che i miei paesani hanno avuto da secoli verso quel territorio e fortissimi insediamenti di barbaricini, di persone, anche miei consanguinei in quel territorio nel quale ancora lavoro e quindi mi guadagno il pane, certamente il Gerrei però merita una attenzione particolare perchè oltre ad avere un sottosviluppo economico è stato anche bistrattato dalle classi politiche nel passato per quanto riguarda i servizi.

Non esistono ospedali degni di nota, non esistono strade degne di attenzione perchè sono degradate al massimo, nei trasporti, nei servizi sociali, nella presenza dello Stato, veramente è una zona che è stata considerata figliastra e che può ben dire che nei confronti dalla Regione sarda può considerarsi trattata da matrigna.

Quindi credo che noi facciamo un'opera di giustizia se verso questi territori inviamo questo segnale di attenzione che comunque non è sufficiente a ripianare tutti i debiti che abbiamo contratto versi quei territori. Questo segno di sostentamento, verso queste attività, verso queste popolazioni permette soltanto di affrontare il contingente. Ci vorrebbero ben altre leggi, ben altre iniziative per offrire a queste popolazioni delle opportunità di sviluppo e di crescita che meritano e che sicuramente non possono venire dalla continuazione delle attività minerarie. Di questo siamo certi però ciò nonostante io insisto perchè venga preso con particolare attenzione questo provvedimento dall'Aula e voti favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà

SECCI (La Margherita-D.L.). Presidente e colleghi, se ci fossimo limitati all'esame del contenuto dell'articolo 11, in materia di settore industriale forse non ci sarebbe stato bisogno di tante parole e sicuramente io non sarei intervenuto. Mi hanno sollecitato la fantasia soprattutto gli ultimi interventi dei colleghi della maggioranza, che hanno esercitato ancora una volta il leit motiv di quello che si guarda indietro e che attribuisce tutte le responsabilità al passato. Cioè di quel governo della Regione che pensa di essere sempre al primo giorno e quindi, essendo al primo giorno, è giusto che dica che parte da una situazione catastrofica che deriva del comportamento di altri. Ma non siamo al primo giorno e allora evidentemente il giudizio merita diverso approfondimento. Prima di fare qualche considerazione sul richiamo al primo giorno a me interessa fare un brevissimo passaggio, chiamiamolo storico, perchè sempre più il settore industriale portante della nostra isola sta diventando storia anzichè economia concreta, economia vissuta e forse ci sono tante responsabilità e queste responsabilità si stanno acuendo in questo periodo. Il settore industriale in Sardegna e più specificamente il settore petrolchimico in Sardegna checché ne possano pensare i cultori di uno sviluppo di una società moderna improntata sulla fantasia, ha costituito per la nostra isola e io ne rivendico la paternità, non personalmente evidentemente perchè sarei uno stupido, ma la paternità nel senso di chi prima di noi ha governato la Sardegna nei partiti e in un partito specificamente al quale io ho appartenuto e se ci fosse ancora apparterrei ancora. E prima di dare un giudizio sullo sviluppo della Sardegna e sul ruolo che ha svolto la chimica, vorrei che qualcuno facesse anche un pochino memoria più approfondita di che cosa ha significato la chimica, la petrolchimica per l'area industriale di Cagliari, di che cosa ha significato la chimica per l'area di Porto Torres, di che cosa ha significato l'intervento dell'ENI nella piana di Ottana, che ha cambiato totalmente la vita di un territorio.

Ed allora, forse, se fossimo bravi, se fossimo capaci, se fossimo intelligenti e preparati come pretendiamo di essere e se fossimo forse anche poco poco più uniti potremmo stabilire che, in assenza di alternative serie e realizzabili e dignitose, perchè mi dispiace, Assessore, ma l'accordo di programma sulla chimica, per la parte che io ho avuto modo di vedere, non so se ho l'ultima edizione, la penultima, lo studio di fattibilità, il progetto iniziale, non so di che cosa disponga, ma per le parti che ho letto e per la memoria che ho di questa materia, onestamente stiamo parlando di cose risibili, perchè l'alternativa alla chimica in Sardegna basata sulle iniziative dei territori significa che stiamo dando un calcio nel sedere a una realtà industriale che ha occupato per decenni decine di migliaia di persone, e che noi vogliamo sostituire con la piccola impresa che cresce nel territorio e che si sviluppa, non si capisce, in quali mercati. E dico questo con la consapevolezza di chi pensa che ancora in Sardegna e in Italia e nel mondo la chimica svolge un ruolo nel quale noi potremo essere protagonisti. Ed allora l'attenzione nostra dovrebbe essere mirata, siccome ovviamente e necessariamente nel mercato internazionale della chimica non può da sola la Regione Sardegna, ma può certamente da sola la nazione italiana, la nostra azione dovrebbe essere mirata a far sì che una pressione politica fortissima il Governo imponga alle sue aziende di mantenere settori strategici dell'economia attivi in Sardegna, perchè mentre in Sardegna la chimica scompare, si dissolve, ci sono poli della chimica in Italia che stanno sviluppandosi, che stanno ricevendo decine di migliaia di miliardi di investimenti. Ed allora, qual è il problema? E' in Sardegna che si fa chimica scarsa e a Brindisi che si fa chimica buona, e a Marghera e a Mantova che si fanno chimiche raffinate? Non abbiamo imparato come si trasforma la molecola dell'idrocarburo o siamo ancora alla fase in cui la trasformiamo attraverso le macine a mano? Io penso che abbiamo imparato bene in Sardegna a trattare e a lavorare nella chimica e la chimica ha prodotto in Sardegna dirigenze, classe dirigente in imprese e nella società che sono guardate con rispetto ed attenzione da tutti, ne abbiamo esempi nel sistema burocratico della Regione Sardegna, ne abbiamo esempi nella pubblica amministrazione, ne abbiamo esempi dove vogliamo. Allora, la chimica ha due grandi pregi, ha avuto due grandi pregi nella nostra Isola: quello di creare cultura industriale, che rischiamo di perdere se non trasformiamo il sistema industriale in altre cose e quello di aver creato anche ricchezza, anche se sulla ricchezza creata dalla chimica, come la ricchezza creata da tante attività imprenditoriali in Sardegna, c'è sempre il grande male che il valore aggiunto del prodotto non rimane a noi, ma va da un'altra parte. Ma almeno quello che ci veniva c'è stato dato.

Allora, cari colleghi, prima di dire che è stato fatto un errore a puntare sullo sviluppo industriale in Sardegna in quel settore, bisogna avere la capacità e la responsabilità di dire che con quattro anni di governo della Sardegna forse c'era il tempo per cominciare a tentare di avere qualche idea diversa. La verità è che idee diverse non ce ne sono, la verità è che siamo ancora alla politica dell'accusa e dello sguardo rivolto al passato. Cominciate a guardare al futuro, cominciate a pensare che oggi la responsabilità di dare risposte positive alla Sardegna è la vostra, è solo la vostra, perchè vostro è il Governo! E noi vi incalzeremo perchè questo avvenga, vi daremo soluzioni, vi daremo suggerimenti, però la responsabilità del Governo della Sardegna è la vostra e sta solo in capo a voi e quindi non ci possono essere più scuse a quattro anni di distanza di questo genere.

Per quanto riguarda brevissimamente il discorso del territorio del Gerrei (che evidentemente è sconosciuto a molti, anche a quelli che in qualche maniera ne hanno origine, e che nel periodo in cui è servito sono andati anche a chiedere alla gente giustamente e legittimamente il consenso) bene signori, nel territorio del Gerrei l'attività della Mineraria Silius è l'unica impresa che occupa 200 famiglie e che dà da vivere a un territorio. Allora, nessuno di noi pensa, e se lo dimentichi chi ha pensato questo o chi ha in testa questo tipo di pensiero, che nessuno di noi pensa di dare fiato ad un sistema assistenziale. Io penso che il Gerrei meriti un'ultima chance, che la Mineraria Silius meriti di verificare esattamente e definitivamente se esiste la possibilità di produrre fluorite in condizioni economicamente vantaggiose. Allora se la fluorite c'è sotto il territorio di Silius, sappiano i signori che sono qui, e si ricordino tutti, che può essere estratta in termini competitivi, ovviamente se si fanno tutte quelle cose che i tecnici devono suggerire perchè questo avvenga. Questa è la scomma che si sta facendo su Gerrei! Ma allora signori belli, signori miei, signori cari, 17 milioni di euro per un territorio dimenticato per tante altre cose, sono tanto o sono poco rispetto a quello che è stato destinato e che viene destinato continuamente per altre iniziative la cui possibilità di creare ricchezza e sviluppo in Sardegna è criticata continuamente qua dentro! Vogliamo smetterla di guardare sempre in modo distorto dove non ci piace e perchè non guardiamo invece tutti allo stesso modo! Allora, io penso che si faccia bene a dare questa ulteriore ed ultima possibilità al territorio, perchè il giorno che qualcuno asseveri che la fluorite in fondo alla miniera di Silius non c'è, non ci sarà nessuno a difendere questo. Ci occuperemo di cercare soluzioni alternative per lo sviluppo di quel territorio, che sono molto difficili, che sono molto complicate e che non sono facili per chi conosce di che cosa stiamo parlando. Ed allora cominciamo ciascuno a fare il suo mestiere: voi a governare e a sentire il dovere di dare risposte in positivo e a sopportare anche cristianamente che le opposizioni facciano il loro dovere di critica e di attenzione alle cose che sta facendo l'Aula. (?)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Anch'io Presidente brevemente, tra l'altro sollecitato dalle considerazioni che sono state svolte in Aula, ma anche sollecitato dalla qualità complessiva di questa finanziaria, che avrebbe dovuto affrontare alcuni nodi cruciali dello sviluppo economico dell'Isola, tenendo presente e sottolineando e concordo con chi l'ha fatto precedentemente questa Giunta regionale, questa maggioranza non è alla prima uscita, ed allora in qualche modo deve anche sentire il peso della sua responsabilità. E non può pensare di scaricare anche in situazioni drammatiche, che pure registriamo nella nostra Isola e sono tante, e sono in tanti territori sul passato. La Giunta regionale, l'Assessore all'industria non dovrebbe, mi auguro che non abbia dimenticato che alcune settimane fa, o qualche mese fa, c'è stato uno sciopero, uno dei primi scioperi, diciamo, una delle nuove prime uscite per quanto riguarda uno sciopero di settore, c'è stato lo sciopero del settore dell'industria, dove in realtà, così come al pari della CONFINDUSTRIA, quasi in un'assonanza incredibile che non avviene quasi mai, tutti hanno posto l'esigenza di dare a questa Regione una politica industriale, ma soprattutto di inserire una politica industriale in una politica economica degna di questo nome. Allora in realtà, anche con l'articolo 11 vengono al pettine i nodi che abbiamo posto nel corso anche di queste settimana, che abbiamo posto ieri quando abbiamo parlato di quale intervento per salvaguardare, per rilanciare un settore pure anch'esso importante dell'economia della nostra Isola che era l'agricoltura, che si ripropone oggi parlando del settore delle politiche industriali, che si riproporrà anche con l'articolo 12, per esempio, se pensiamo alla drammatica condizione in cui sono i trasporti nell'ambito della nostra Isola e dalla nostra Isola per il resto del continente. Ed allora il nodo - ripeto - è un nodo di fondo che non avete avuto la capacità di affrontare. Ed allora capisco anche la tensione che si genera in Aula quando viene presentato un emendamento, non essendoci una politica organica chiaramente l'unica soluzione è quella di tentare anche in modo così... spesso anche correndo il rischio di scontare delle difficoltà e di tentare di salvare il salvabile, di salvare quello che è possibile.

Allora, noi abbiamo riproposto con un emendamento l'esigenza di dedicare l'attenzione necessaria ad un settore e ad un territorio, ad un settore che riteniamo le cui risorse debbono essere in qualche modo tenute presenti, e un territorio che ha subito i processi di emarginazione che sappiamo e che conosciamo. Tra l'altro, badate, io continuo a pensare e a sostenere che le risorse della nostra Isola, anche quelle più difficili da utilizzare, quali sono le risorse minerarie, debbono essere comunque tenute in conto, e comunque debbono essere preservate per una loro possibile riutilizzazione, cosa che non siamo stati capaci di fare, cosa che non era solo il nostro compito, cosa che avremmo dovuto trattare con lo Stato, riservando un ruolo allo Stato, ed eventualmente tentando anche di vedere quale ruolo poteva essere riservato alla Regione. Certo, c'è da scontare una difficoltà che forse è stata sottovalutata e che oggi si ripresenta in modo drammatico in Sardegna come nel resto del paese, che per fare sviluppo non basta solo la presenza del privato, che per dare sviluppo e per perseguire un progetto di crescita economica ci vuole un impulso che deve poter pur venire, che deve poter venire anche dall'intervento dello Stato. Ecco perchè io continuo a pensare che una riflessione meno avventata di quanto non sia pure avvenuta nel nostro paese sul ruolo delle partecipazioni statali, avremmo potuto tutti contribuire a farla in modo diverso di quanto non sia realmente accaduto, di quanto non abbiamo fatto. Allora, però il problema di fondo permane quello che è ormai un filo conduttore di questa finanziaria: quale politica per lo sviluppo e per la crescita di questa Isola vogliamo perseguire? Se davvero pensiamo che tutto possa essere poi costruito su un ipotetico ed effimero sviluppo turistico, senza un'integrazione dell'utilizzo delle diverse risorse e senza la possibilità di poter pensare ad un disegno complessivo all'interno del quale i diversi settori economici della nostra Isola possono trovare una loro armonia assieme anche a risorse importanti quali possono essere quelle che provengono dal turismo. Ecco, questo è il tentativo con gli strumenti di cui noi disponiamo che anche in quest'Aula e durante il corso del dibattito sulla finanziaria noi abbiamo voluto alimentare anche sostituendoci con la nostra proposta all'assenza di un disegno organico da parte della Giunta regionale. Questo doveva essere il vostro compito, non siete stati in grado di farlo, noi abbiamo tentato di riprendere alcuni aspetti per tentare di tracciare un disegno complessivo, quel disegno che manca, quel disegno che ha portato allo sciopero generale, quel disegno che comunque è necessario se vogliamo dare una prospettiva all'economia della nostra Isola.

Un'ultima considerazione e ho anche finito. Io non sono uno che ha amato ed ama, che ha amato e che ha anche poi dopo drammaticamente avuto modo di verificare le conseguenze nefaste dello sviluppo della petrolchimica in Sardegna, perchè il nostro territorio è stato devastato dall'intervento petrolchimico. Pensiamo a quello che è accaduto a Villacidro, pensiamo poi alle conseguenze del mancato processo di reindustrializzazione che in un territorio minerario come il nostro pure era stato in qualche modo promesso e in qualche misura perfino avviato, senza avere garanzie, senza avere avuto la possibilità poi di costruire anche sul piano dei riscontri reali un tessuto che in qualche modo fosse stato in grado di reggere anche sul piano dello sviluppo e della crescita economica. Quindi non sono uno che ha amato quel tipo di sviluppo, però oggi quello sviluppo costituisce anch'esso una risorsa della nostra Isola a cui non possiamo a cuor leggero rinunciare. Ecco, quindi che riemerge, ritorna l'esigenza che in qualche modo la Giunta avrebbe dovuto affrontare, che non è stata capace di affrontare nel corso di questi anni, che è difficile oggi in questa fase ormai di conclusione della legislatura, anche è difficile oggi tentare di tracciare. Però il problema rimane aperto, cioè il problema è quello di avere e di tentare di costruire per la nostra Isola un progetto di sviluppo industriale, un progetto di sviluppo industriale che sia capace di dare, di utilizzare tutte le risorse di cui disponiamo, che sia capace di dare risposte al settore minerario, che sia capace di dare risposte al settore della chimica, che sia capace di salvaguardare il settore agroalimentare e quando si compiono le scelte che sono state compiute ieri per l'agricoltura, per esempio, si pregiudica anche l'industria agroalimentare quando non si fanno le scelte, non si fanno le infrastrutturazioni e non si decide come utilizzare le risorse idriche di cui pure dispone la nostra Isola, si rinuncia, si dà anche un colpo al settore agroalimentare; non si ha avuto la capacità di dare un supporto o il supporto necessario a quel minimo di processo di industrializzazione che pure con tanta fatica siamo riusciti ad avviare nella nostra Isola, perché non sono stati affrontati alcuni nodi, per esempio quello dell'energia, di cui pure parleremo successivamente perché per esempio si parla di piattaforma logistica e spesso non si sa nemmeno di che cosa stiamo, o di che cosa la Giunta vuole trattare e per esempio il settore lapideo ha bisogno, per inviare i propri materiali, i materiali che producono pure ricchezza, che produciamo nella nostra Isola, addirittura ha bisogno di servirsi nonostante tutto quello che abbiamo detto nel corso degli anni sul Porto Canale di Cagliari, abbiamo bisogno di servizi di Livorno di Genova e in questo modo anche quel settore, che pure costituisce una risorsa importante dell'economia della nostra Isola, finisce per essere fuori mercato. Allora manca un disegno, manca una proposta organica, ecco perché siamo in qualche misura chiamati di volta in volta, di spizzico in spizzico, poi in sostanza a perseguire politiche che pure hanno la loro validità, ma che possono perfino prestare il fianco ad interpretazioni sbagliate che qualcuno pure ha fatto in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.- S.U.). L'intervento, mi sembra opportuno perché, così come è stato detto, è un'occasione importante in quanto si sta parlando di un settore che è fondamentale nella nostra Isola ed anche se si può correre il rischio di essere ripetitivi io credo che comunque un intervento è sempre doveroso perché è una necessaria testimonianza anche per entrare in merito in questo settore a quelli che sono i problemi del territorio che noi rappresentiamo, per evidenziare che siamo in una situazione dove l'assenza di un progetto, è stato detto, ma va ripetuto, provoca quello che sta succedendo, quello che noi vediamo, quello che avviene qui dentro in particolare, la politica dell'arrangiarsi, perché questo sta avvenendo, ognuno cerca di portare avanti i propri emendamenti, che poi non si capisce se servono per quelli che sono i bisogni del territorio oppure se servono per quelli che sono i bisogni elettorali, perché oggi tutto è molto meno credibile, stante il periodo verso cui stiamo velocemente andando.

Allora, io ritengo che se dobbiamo camminare in quest'ottica, e visto che non e possibile criticare un progetto perché non c'è, io credo che bisogna evidenziare un fatto, lo stavo discutendo con alcuni colleghi del mio territorio, e lo metto in evidenza ai colleghi di questo Consiglio: se voi andate a guardare all'interno di questa moltitudine di emendamenti potete constatare che del territorio sassarese nordoccidentale di emendamenti non ce n'è, ce n'è pochissimi, quasi nulla.

RASSU (F.I.-Sardegna). Siamo ancora in discussione.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Può darsi che stiamo dicendo la stessa cosa, collega. E io questa denuncia voglio fare, perché? Perché l'ho vissuta io in prima persona, credo che l'abbiano vissuta anche altri colleghi in prima persona all'interno di questo Consiglio: l'assenza totale di solidarietà nei confronti di alcuni territori particolari della Sardegna, dove la crisi di sicuro non è inferiore alle zone interne, non è inferiore a quelle che sono le situazioni che qui si stanno denunciando, che sono credibili, che sono vere e che noi sicuramente abbiamo all'attenzione, però è anche vero che ci siamo stancati di presentare emendamenti per il territorio nordoccidentale della Sardegna perché l'assenza totale di solidarietà da parte di questo Consiglio nei confronti di quel territorio ormai è palese, ormai è conclamato. E' così conclamato che anche l'Assessore del bilancio (sassarese, almeno d'adozione), pur di portare avanti il suo bilancio, la sua finanziaria, è disponibile a cedere; a cedere verso i territori forti come solito però, mai a cedere verso i territori che noi modestamente cerchiamo di rappresentare e che da tempo denunciamo: "Guardate che il sassarese è un'importante risorsa per la regione; lasciare il sassarese nella situazione in cui si sta lasciando andare, credetemi, significa mettere questo territorio, che era vocato all'imprenditorialità, nella situazione di essere simile ad altri territori del resto della Sardegna, dove con l'assistenza si riesce a mandare avanti una situazione che non può essere che dannosa". Ma quanti ne può mantenere il bilancio di questa Regione? Perché ogni anno siamo a questo livello, ogni anno ci sono emendamenti per impedire che alcune realtà non vadano al di sotto di quella che è la situazione di sostentamento. Noi la solidarietà verso questi territori l'abbiamo sempre votata, la solidarietà verso queste realtà noi l'abbiamo sempre condivisa, però quando si deve parlare di una realtà, quale appunto quella che io sto evidenziando, quando si deve evidenziare che senza la strada Sassari-Olbia quel territorio non può decollare e però da per tutto viene cancellata, quando si evidenzia che abbiamo una realtà che negli anni passati aveva decine di migliaia di occupati, e sto parlando della petrolchimica, che si è lasciata andare, si è abbandonata e però ha ancora delle importanti risorse, quali la zona industriale grandissima, infrastrutturata, che ha bisogno solo di essere bonificata, e che con quei 30 milioni di cui oggi si sta parlando per la Carbosulcis probabilmente si può rimettere in corsa per poter recepire fabbriche, industrie che diano occupazione, non 450 posti di lavoro, ma probabilmente molti di più, beh, si fa orecchio da mercante, non si sente, è lontano quel territorio, forse i consiglieri di quel territorio presentano emendamenti che hanno solo una caratteristica, cari Assessori dell'industria e del bilancio e Presidente della Giunta, quella di essere progetti, non assistenziali, ma progetti che possono produrre sviluppo, perché questo io credo che si dovrebbe discutere all'interno di questo Consiglio, questo dovrebbe essere ciò che a noi ci spinge per fare in modo che si possa davvero correggere una finanziaria.

Ecco, io ho voluto denunciare l'arte dell'arrangiarsi che sta emergendo come al solito all'interno di questo Consiglio, alcuni che si allontanano per chiudere gli accordi sulla testa di tutti, accordi che purtroppo, questo è quello che io voglio evidenziare, passano non soltanto sulla testa di alcuni consiglieri, ma principalmente sulla testa di territori che, invece, se fossero produttivi, se fossero curati potrebbero modificare quella che è la tendenza che da altre parti si sta portando avanti e che da altre parti stanno sempre più evidenziando quella che è la dannazione della nostra regione, per la quale io ritengo noi siamo qui per cercare di modificarla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, una brevissima dichiarazione. Qui mi pare che sia stato evidenziato con grande forza di come l'articolo 11 della finanziaria, che si riferisce al settore industriale, sia inserito all'interno di un contesto di una legge disarmonica, cioè una legge criticatissima, non da noi, ma in questi giorni è stato detto a sufficienza di quale accoglienza critica ci sia stata dalla società sarda. E l'articolo 11, non me ne voglia l'Assessore, ma è stato detto, si tratta praticamente di un articolo che è privo di una strategia per quanto riguarda lo sviluppo della nostra Regione. Noi, leggendo l'articolo 11, non capiamo che cosa la Giunta regionale intenda fare, che cosa voglia fare in Sardegna per quanto riguarda questo importante settore. Credo che anche i diversi interventi che ci sono stati in quest'Aula di perorazione per i diversi territori della nostra Isola stiano a significare di come non si riesca a cogliere quale sia la volontà di questa amministrazione. E ancora una volta qui io voglio citare il tavolo di coordinamento delle associazioni imprenditoriali, che dicono: "Insomma, controllatevi le spese correnti e destinate prioritariamente le risorse alle politiche di sviluppo, alle leggi di incentivazione alle imprese", e viene citata anche la Sardegna centrale e le politiche del lavoro.

Sono stati accumulati in questo settore dei ritardi considerevoli. Io qui ricordo che gli alfieri del liberismo, gli alfieri della concretezza e del pragmatismo, che ci avevano detto avrebbero fatto cose miracolistiche per risollevare le sorti della Sardegna, poi li abbiamo visti all'opera, e il miracolo mi pare che ci sia stato al rovescio. Siete stati, nel settore industriale, al di là della oggettiva crisi che esiste, dei Re Mida all'incontrario: quello che avete toccato lo state portando al disastro e alla rovina.

E' stato detto che avreste operato nel senso, per esempio, di privatizzare in maniera giusta le imprese, le industrie partecipate, e qui, Assessore, cito un caso che lei conosce, sebbene non sia direttamente responsabile delle scelte fatte, ma non voglio neppure accusare l'Assessore che l'ha preceduto: ma voi sulla GTM avete fatto un'operazione disastrosa che ha portato addirittura alla chiusura di una fabbrica. Oggi quella fabbricata è chiusa, non sappiamo dove si andrà a parare, che cosa si dovrà fare; avete favorito l'esodo incentivato di questi lavoratori, che sono buttati sulla strada. Una realtà che comunque era una realtà produttiva, voi l'avete ridotta a essere una sorta di cimitero di quella che una volta era una fabbrica assistita, per carità, ma oggi è cancellata. Quindi il fallimento della politica delle privatizzazioni. E stiamo anche sentendo, attraverso la finanziaria e gli interventi che si stanno facendo di come l'assistenzialismo per quanto vi riguarda continua a essere, diciamo, la bussola necessaria anche, ma il fallimento di quelli che erano i presupposti per i quali siete andati governare, soprattutto nel settore industriale.

Sinceramente fa anche un po' specie sentire poi un collega che ha detto testualmente: "Voi avete fallito con l'industrializzazione, con i diversi piani di rinascita e sono falliti i piani di rinascita con l'ausilio della classe politica di allora che ha prodotto solo cassintegrati". Ma, insomma, l'onorevole Licandro ogni tanto assume questo tono da predicatore e ci viene a spiegare che lui è una sorta di apolide, che non ha nazione, che non ha origini, che non ha partiti, e sta lì, l'onorevole Licandro, a dire: "Le responsabilità sono sulle vostre spalle", come se l'onorevole Oppi non c'entrasse nulla - tanto per fare un nome, perché lo sto vedendo qui davanti - come se non c'entrassero nulla quelli che vengono da altri e tanti partiti, ma che quando è arrivato l'unto del Signore ha generato con un tocco di bacchetta magica i figli di Forza Italia, che vengono qui a dire: "Siete dei disgraziati, avete fallito su tutto il fronte. Noi siamo quelli che sistemeremo le cose". E' ora che la finisca, onorevole Licandro! Ma è ora anche che la finisca di fare affermazioni del tipo: "Noi stiamo cercando di mettere assieme i cocci". L'ho già detto: un re Mida all'incontrario può solo rovinare le cose buone che tocca. Però affermare, senza che gli divenga la faccia rossa, che questa amministrazione sta puntando sull'industria leggera che salvaguardia l'ambiente è sinceramente, chiedo scusa, Presidente, una bestialità, perché io la sfido ad andare a vedere nella finanziaria che si sta proponendo quali misure... Onorevole Licandro, mi stavo rivolgendo a lei non la vedevo. Qua io sfido appunto il collega Licandro a vedere dov'è che c'è una politica basata sull'ambiente e che punti appunto a uno sviluppo ecosostenibile che cancelli quello che c'è stato in passato. Io vorrei capirlo, ci arriveremo a parlare di ambiente, al momento in cui parliamo di ambiente parleremo anche delle promesse, anch'esse miracolistiche, che sono state fatte da coloro i quali hanno fatto campagna elettorale contro la politica dei parchi, che ci hanno promesso modelli di sviluppo diversi e che non sono stati capaci di spendere una lira. Dire poi: "Stiamo portando nella Sardegna centrale 40 miliardi", badate, sono stati presi danari e tolti. E' stato detto: "Però li abbiamo tolti perché c'è qualcuno che non li ha spesi". E' vero, qualcuno non li ha spesi, però quei soldi erano destinati per la Sardegna centrale e sono stati scippati, e anche qui mi dispiace doverlo dire, da un Assessore che viene dal nuorese. Ma l'Assessore attuale si è ben guardato da andare a rimettere quei danari nel punto in cui erano destinati, e si dice: "40 miliardi, 20 milioni di euro, noi faremo veramente rinascere la Sardegna centrale". Ma non prendiamoci in giro! La Sardegna centrale, che poi le zone interne non sono solo la Sardegna centrale, lo voglio ribadire, perché non abbiamo questo concetto di carattere strettamente territoriale, ma pensiamo alle zone con ritardo di sviluppo, e però, anche qui, questo concetto è stato foriero di altri aggiustamenti strani, cose fatte non rispettando la legge e le indicazioni. Quindi oggi noi ci troviamo di fronte a una finanziaria che continua ad avere un atteggiamento assolutamente di improvvisazione, che non ci dà certezza su quelle che saranno le scelte che verranno fatte in futuro, ma come è stato ampiamente detto la testa la si ha sempre rivolta all'indietro. E' vero che la petrolchimica ha prodotto anche diciamo dei guasti ambientali, ma è anche vero che ha prodotto, ha creato una rottura con un modello di sviluppo e che tutto quello che ne è derivato non è da buttare a mare, perché ha introdotto anche una cultura industriale. Oggi, nella piana di Ottana, grazie agli strumenti della programmazione negoziata, si sono insediate diverse industrie dove si sta lavorando e si sta producendo e che certamente nel deserto non sarebbe stato possibile fare. Grazie anche a quella rottura che è avvenuta in passato. Io ritengo che oggi noi dobbiamo puntare davvero sulla piccola e media industria, ma ciò che nel passato si è realizzato non può essere trattato con questa superficialità e con un atteggiamento assolutamente inaccettabile da parte di chi oggi sta governando, perché hanno prodotto anche tante cose importanti quelle scelte, che seppure contestabili hanno però prodotto anche degli effetti di tipo positivo. Ciò che non si è visto: qual è l'alternativa che la Giunta di centrodestra intende proporre e quale sia la prospettiva che vuole indicare per l'industria nella nostra Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Combini altri sconquassi, stati attento!

LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Spero di non combinare sconquassi, anche perché si potrebbe fare un intervento di sintesi, come quello che è richiesto alla Giunta dopo ogni articolo, sulla base della discussione che si è dispiegata sull'articolo 11, un po' in due direzioni: una direzione è quella del contenuto specifico dell'articolo e degli emendamenti e un'altra direzione potrebbe essere, in fondo, proprio le linee di politica industriale che ogni volta ho notato, ogni volta in Aula arrivi un argomento vengono in qualche modo riaffrontate, spesso anche polemicamente, e anche in questa occasione non si è fatta eccezione a questa regola. In fondo quando si parla dell'industria in Sardegna, questo diversamente anche da altre discussioni su altri settori produttivi, come possono essere l'agricoltura e il turismo, è evidentissima una dialettica tra il vecchio e il nuovo, tra le scelte del passato e le situazioni disastrose del presente. Potrei partecipare anch'io e quindi mettermi da una parte o dall'altra a polemizzare, credo però che la drammaticità della situazione dell'industria oggi richieda, invece, una senso di realismo da parte del Consiglio regionale e anche della stessa Giunta che almeno in questo momento, per un attimo, prescinda dalle valutazioni sulle scelte del passato, dall'individuazione in questo momento, dico, di responsabilità e debbo anche sottolineare, questo rivolgendomi anche ai colleghi dell'opposizione, che moltissimi degli interventi dei maggioranza in realtà sono stati molto equilibrati, mi sembra, nel non porre l'accento tanto e soltanto sugli effetti negativi di alcune scelte del passato, ma nel puntare invece sulla necessità di affrontare realisticamente il concetto di responsabilità e le difficoltà che incontriamo oggi.

Io, debbo dire, liquiderei il problema tra vecchio e nuovo così, che sono rimasto molto colpito dal notare, leggendo i dati in questi ultimi giorni, vista la situazione gravissima di Montefibre, leggendo i dati forniti dall'azienda riguardo ai ricavi per unità di prodotto negli anni settanta, cioè la fibra acrilica che produce Montefibre negli anni settanta veniva venduta, non mi ricordo quale sia l'unità di misura, comunque si aveva un ricavo di 200 lire contro una spesa di trasporto di 18 lire, cioè c'era un margine di reddito per quell'investimento nella chimica che, contrariamente alle difficoltà di trasporto, quindi nonostante gli oneri di trasporto, che evidentemente erano maggiori rispetto ad altre aree, portava addirittura un reddito, un ricavo netto di quelle dimensioni. Quindi credo che questo si possa dire per molte altre produzioni chimiche, credo davvero che non si possa liquidare troppo facilmente il giudizio sull'esperienza della chimica in Sardegna, non è stata soltanto disastro e oggi, comunque sia, se diciamo ancora nella bozza di accordo di programma per la chimica che le produzioni chimiche sono strategiche, lo diciamo perché ancora il mantenimento di una quota di produzione nella grande industria chimica e chimico-metallurgica è ancora importante, non stancandoci mai di ricordare che la grande industria ha portato in Sardegna flussi finanziari, flussi di conoscenze, flussi di reddito quindi distribuito che obiettivamente hanno portato un beneficio per il territorio. Ed oggi non possiamo obiettivamente farne a meno, abbiamo un passato difficile da gestire, abbiamo però un presente che ha altre possibilità di sviluppo. Dobbiamo contemporaneamente cercare di mantenere le produzioni esistenti e in questa direzione va anche la battaglia che il Governo regionale sta cercando di fare nei confronti dell'Eni per scongiurare la chiusura dell'impianto della Crio ... di Assemini che porterebbe quasi inevitabilmente al crollo delle produzioni di Ottana. E' un nostro dovere farlo unitamente a tutte le organizzazioni degli imprenditori e dei sindacati in Sardegna e puntare ad un accordo di programma che sia indirizzato al mantenimento delle produzioni esistenti ed anche però all'ottenimento di strumenti di incentivazione per il futuro.

Ci sarebbe da parlare molto, ma obiettivamente non ne ho il tempo. Nel confronto col Governo è emersa la possibilità di strumenti di programmazione negoziata straordinari che possono venire incontro sia nelle tre aree della chimica, sia nell'area del polo metallurgico di Portoscuso. Da qui nasce allora il primo elemento di questo articolo che è il comma 1 che destina 12 milioni 800 mila euro alle infrastrutture in queste aree, che è un significativo contributo per un problema che speriamo possa confluire nell'accordo di programma, ma contemporaneamente è anche frutto di una scelta che tiene conto della necessità quando si fa la legge finanziaria di utilizzare in maniera flessibile le leve finanziarie. Noi abbiamo cioè in questi anni introdotto nel sistema sardo una quantità enorme di danaro negli incentivi finanziari; io ricordo che solo nel 2002 tra la legge 488, quindi trasferimenti dallo Stato, e leggi regionali la 15, la 17 e la 21, le industrie in Sardegna hanno avuto la possibilità di fruttare circa 230 milioni di euro a fronte invece di investimenti infrastrutture bassissimi. Allora in questo momento, poiché abbiamo anche nelle nostre leggi alcune riserve, alcuni residui che possono essere utilizzati in questo esercizio, abbiamo ritenuto di poter fare questa proposta che contiene quindi una scelta, una scelta forse difficile, forse anche criticabile, ma una scelta, una scelta che va in una direzione, cioè quella di una direzione strategica, cioè quella di sostenere il più possibile gli investimenti nelle infrastrutture e non soltanto negli incentivi finanziari. La politica industriale si fonda su queste tre grandi leve: l'incentivazione finanziaria da un lato, gli investimenti nelle infrastrutture dall'altro e direi ed è un fatto innovativo timido, criticabile anche questo, però che tende in qualche modo a portare una novità, io prendo anche atto delle osservazioni critiche dell'onorevole Sanna Gian Valerio sulla questione dei fondi all'università che dovrebbero andare unitariamente e quindi non negli stati di previsione della spesa per settori che vanno all'università, però vorrei osservare che il contenuto del comma 6 tende in un certo sento ad apportare un ulteriore strumento di intervento e di politica industriale. Cioè l'alta formazione universitaria e post-universitaria di grande livello è parte non soltanto della politica dell'istruzione, ma è anche parte della politica di sviluppo. Io credo che possano essere utili suggerimenti che sono emersi da più parti, ho sentito anche di un coinvolgimento delle imprese in questo progetto, credo che sia una cosa giusta, e credo che si possa andare in questa direzione.

Vorrei solo dire riguardo gli emendamenti, mi dispiace di non citare intervento per intervento, per rispondere perché alcuni certamente meritavano una riflessione ancora più approfondita, però in sintesi direi questo: la politica industriale in Sardegna ha necessità di uno sforzo comune tra Consiglio e Giunta, tra Regione e sistema sindacale imprenditoriale, non usciremo da questa crisi se non c'è unità di intenti.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue LA SPISA.) Riguardo agli emendamenti credo che, concludo sul fatto che si possa inserire la Carbosulcis nell'emendamento 614, in quello della Giunta, non ho niente in contrario, vorrei solo notare e rispondere che non è stato inserito originariamente nel disegno di legge da cui è nato questo emendamento perché la Carbosulcis ha in questo momento in dotazione una certa quantità di risorse che proviene dallo Stato, trasferimenti del vecchio intervento per la gestione provvisoria che danno serenità per questo. Però, per maggiore certezza e maggiore sicurezza per tutti nulla vieta di inserire anche Carbosulcis.

Per quanto riguarda la questione dell'Emsa, è giusto non citare l'emsa, ma credo che la formulazione di uno degli emendamenti quando dice "società già controllate dall'Ente Minerario Sardo" specifichi che non si tratta di controllate emsa, ma di società che derivano da questo ente ormai liquidato. Sottolineo anche che è corretta l'osservazione dell'onorevole Pirastu sul fatto che gli interventi andranno in qualche modo soggetti ad autorizzazione, ed è evidente che questi trasferimenti, sia quelli per Carbosulcis, sia quelli per Nuova Mineraria Silius, dovranno essere oggetto di autorizzazione specifica da parte dell'Unione Europea perché si tratta di aiuti di Stato.

Diverso è il discorso per Progemisa e Igea in quanto entrambe potrebbero essere in qualche modo considerate, io spero anche a breve termine, delle agenzie governative che quindi, in questo senso, possono essere oggetto di trasferimenti diretti da parte della Regione, su questo poi il Consiglio discuterà, in ogni caso è un problema diverso rispetto a Carbosulcis e Nuova Mineraria Silius. Per quanto riguarda la questione della Sardegna centrale poi parlerà l'onorevole Masala.

Per venire incontro al problema della formulazione a favore delle consociate EMSA o delle ex consociate oppure come diceva già l'emendamento "delle società già controllate dall'emsa", io credo che con questa formulazione sia evitato qualunque equivoco.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per una precisazione.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento sostitutivo del 614 va perfezionato in questo modo: "A favore delle società già controllate dall'EMSA, IGEA, CARBOSULCIS, Nuova Mineraria Silius e Progemisa".

Se mi è consentito solo una parola per il comma 2. Relativamente al comma 2 che prevede un accantonamento delle risorse dei fondi della programmazione negoziata a favore dell'accordo di programma della Sardegna centrale, è da precisare che la somma che è stata indicata è una riserva che consente di cofinanziare l'accordo di programma che è un processo in itinere, quindi accantonare ulteriori risorse mi pare un congelamento inutile di risorse. Sappiamo peraltro che i cofinanziamenti quando si fanno accordi di programma, vengono sempre determinati all'occorrenza di volta in volta.

Relativamente all'emendamento 449 mi spiace contraddire l'onorevole Capelli, ma in ogni caso non sarebbe ugualmente finanziabile perché si tratterebbe comunque di una società o di una organizzazione di natura privatistica, pertanto vengono confermate le opinioni della Giunta sull'argomento.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, quindi passiamo alla votazione degli emendamenti. Onorevole Pinna, di cosa vuol parlare?

PINNA (Gruppo Misto). Dell'ordine dei lavori, semplicemente per dire in relazione agli interventi dell'assessore La Spisa e dell'assessore Masala...

PRESIDENTE. Lei sta replicando alla relazione e non si può parlare, non è previsto dal Regolamento, mi dispiace onorevole Pinna.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, scusi, sto semplicemente dicendo che in relazione alle modifiche che sono state introdotte nell'emendamento 614, io mi permetto di suggerire che per poter assegnare delle risorse c'è bisogno di piani industriali per tutte le società.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, fa parte del fatto amministrativo, per cortesia, le devo togliere la parola, farà poi le sue osservazioni, al momento della votazione farà la sua dichiarazione di voto. Per cortesia, andiamo secondo Regolamento, lei interverrà per dichiarazione di voto al momento del voto quando sarà il turno, l'emendamento 614 è ultimo.

(Interruzioni)

PINNA (Gruppo Misto). Sto facendo un emendamento orale semplicemente.

OPPI (U.D.C.). Siccome l'Assessore…

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, scusi un attimo. Colleghi, prima di tutto, vi prego un attimo di silenzio perché qui non si capisce bene spesso, diversamente non possiamo fare il nostro lavoro.

Non è previsto dal Regolamento, in ogni caso, siccome pare che probabilmente io abbia compreso male l'intervento dell'onorevole Pinna, lo invito a concludere.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Mentre l'onorevole Pinna continua i suoi intrattenimenti con la Giunta, votiamo l'emendamento numero 174 (pagina 206), i precedenti sono stati ritirati.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Volevo intervenire perché sull'emendamento 174 noi abbiamo posto all'Assessore delle questioni alle quali non ha dato delle risposte che sono necessarie. Noi vorremmo sapere se questo intervento del comma quattro si riferisce ad azioni infrastrutturali o ad altre fattispecie di intervento, se si riferiscono gli interventi prescritti al comma quattro ad attività o interventi di carattere infrastrutturale sulla rete telematica o altre azioni.

PRESIDENTE. Un attimo prego, onorevole Fadda, per cortesia, ha chiesto di parlare l'onorevole Spissu e l'onorevole La Spisa, lei aveva la stessa richiesta si accomodi così consentiamo all'onorevole La Spisa di dare la risposta.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Io non so se sia dichiarazione di voto oppure no, comunque sia in effetti dovevo dare la risposta ma nella fretta e nel poco tempo è mancata.

Si tratta sostanzialmente di un ulteriore intervento infrastrutturale che è in continuazione e a completamento di quello già previsto e finanziato con lo stanziamento della legge finanziaria del 2001 che prevedeva il collegamento di infrastrutture telematiche in particolare rivolto al problema del collegamento Sardegna - continente di un cavo di fibre ottiche. Erano stati stanziati 30 miliardi di lire, adesso si prevede questo ulteriore stanziamento per completare e realizzare l'anello all'interno del territorio regionale; è una infrastruttura veramente importante in un settore innovativo.

Poi ci tenevo molto a precisare anche rispetto alle osservazioni fatte nell'illustrazione dell'emendamento, che sia in questo articolo che nel precedente intervento, l'accordo di programma e la scelta dei soggetti con cui fare l'accordo di programma è stata fatta precedere da una procedura di evidenza pubblica, cioè con la pubblicazione su tutti i giornali di interesse nazionale per chiedere manifestazioni di interesse a tutti i soggetti interessati nel settore delle telecomunicazioni per poter partecipare a questa infrastruttura. Analogamente verrà fatto, se passerà questo articolo, per questa infrastruttura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Viste le precisazioni e nella speranza che almeno la seconda parte trattandosi di interventi infrastrutturali sia riservata a fattispecie residuali e si ottenga invece una procedura di evidenza pubblica di classico appalto perché le opere infrastrutturali normalmente si assegnano per appalto e non per accordi di programma, viste le precisazioni dell'Assessore ritiriamo l'emendamento 174.

PRESIDENTE. L'emendamento 174 è ritirato.

Emendamento 380 (pagina 207), Falconi, Spissu e più accolto dalla Giunta.

Metto in votazione l'emendamento numero 380.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico palese. Prego otto persone che avallino la richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LAI, SCANO, MANCA, PIRISI, PINNA, SPISSU, FALCONI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 380.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: BUSINCO - FLORIS - PITTALIS - TUNIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 78

Votanti 74

Astenuti 4

Maggioranza 38

Favorevoli 74

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione gli emendamenti 171 e 379. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Emendamento 173. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, chiedo la sospensione dei lavori per dieci minuti, ho urgenza di convocare il Gruppo di Forza Italia, cortesemente una sospensione di dieci minuti.

PRESIDENTE. Assessore Masala, ha chiesto la parola, prego.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Di fronte alla richiesta di sospensione per la riunione del Gruppo di Forza Italia io non posso più dire quello che dovevo dire prima perché non posso interferire sulle decisioni di nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Di cosa vuole parlare?

SANNA GIACOMO (D.S.). Siamo in fase di votazione?

PRESIDENTE. No, non siamo in fase di votazione, stavo avvisando, dovevo mettere in votazione, non avevo ancora messo in votazione. La seduta è sospesa per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 13, viene ripresa alle ore 19 e 28.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo.

Emendamento 173 (pagina 210).

SPISSU (D.S.). Presidente, un attimo, noi abbiamo rispettato la sospensione.

PRESIDENTE. Sto leggendo i dati sull'emendamento da votare onorevole Spissu, non sto aprendo la votazione.

Metto in votazione l'emendamento 173.

Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (D.S.). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento 173, primo firmatario Gian Valerio Sanna.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento 173.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 75

Votanti 75

Maggioranza 38

Favorevoli 39

Contrari 36

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.)

Ha domandato di parlare l'assessore Masala per una comunicazione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente, c'è successivamente l'emendamento numero 9 della Giunta, siccome attiene ai progetti speciali, quindi deve essere trasferito più correttamente all'articolo 13.

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che l'emendamento 9, sostitutivo parziale, sarà spostato all'articolo 13 su richiesta della Giunta. Vuole dare la motivazione Assessore?

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ho già dato la motivazione, attiene a progetti speciali sull'emigrazione, siccome lì ci sono altri interventi quindi vanno coordinati tutti insieme. In caso contrario debbo rettificare il parere al 172; se vogliamo essere più espliciti allora facciamo così.

PRESIDENTE. Colleghi, dobbiamo votare gli emendamenti 172 e 389 che sono uguali; nel contempo è stato proposto dall'assessore Masala per la Giunta lo spostamento dell'emendamento 9 all'articolo 13 con la precisazione da parte della Giunta che se tale spostamento non venisse accolto dall'Aula, la Giunta si verrebbe costretta a modificare la sua valutazione sugli emendamenti 172 e 389. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Non abbiamo problemi di sorta, però ci sfugge la connessione.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti 172 e 389. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Gli emendamenti 44 e 745 sono di conseguenza decaduti.

Metto in votazione l'emendamento 371 (pagina 214) e l'emendamento 442 (pagina 215). Chi li approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non sono approvati)

L'emendamento 443 è ritirato.

Emendamento 46 (pagina 218). Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si invita il proponente al ritiro.

PRESIDENTE. C'è stato l'invito al ritiro per questo emendamento, onorevole Marco Tunis.

TUNIS (Rif.Sardi-U.D.R). E' ritirato.

PRESIDENTE. Il 57 e gli altri sono stati spostati all'articolo 19.

Metto in votazione l'emendamento 376. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento 449 è decaduto.

Adesso dobbiamo votare l'emendamento numero 614 rimodulato dalla Giunta per cui l'onorevole Pinna intendeva chiedere ancora qualche miglioramento.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, io sono d'accordo sulle modifiche introdotte dalla Giunta regionale, era soltanto perché ritengo che l'erogazione e l'attribuzione dei fondi e la ripartizione nei confronti delle società, debbano essere effettuate sulla base di specifici piani industriali e non enunciati genericamente così come si è fatto, oppure enucleandone uno e lasciando le altre senza attribuzione, quindi dovrebbero essere erogati sulla base di un piano industriale approvato dalla Giunta regionale, sentito il parere della competente Commissione consiliare. Per cui io propongo di completare l'emendamento da erogare sulla base di specifici piani industriali approvati dalla Giunta regionale sentito il parere della competente Commissione consiliare.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, questa è una proposta alla Giunta non è una modifica così, inefficace. Io credo che Igea, e così le altre, sono normate dai loro statuti e dai loro atti costitutivi, dalle norme che regolano questi Enti, per cui mi è difficile poter accogliere questa proposta, siamo in fase ormai di voto.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La giunta è contraria.

PRESIDENTE. Lo poniamo ai voti, l'Aula è sovrana così non ci sono discussioni, c'è una proposta, si vota la proposta dell'onorevole Pinna e poi si vota l'emendamento così abbiamo rispettato...

(Interruzioni)

Dobbiamo votare il testo dell'articolo 11, dopodiché si voterà l'emendamento e si voterà anche la proposta testè pervenuta dall'onorevole Pinna.

Metto in votazione il testo dell'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Emendamento 614. Al testo modificato dalla Giunta si aggiunge la proposta dell'onorevole Pinna che pongo in votazione. L'Aula è chiamata a votare se dobbiamo recepire la proposta dell'onorevole Pinna e inserire nell'emendamento 614, così come modificato dalla Giunta e consegnato a vostre mani, anche la condizione per cui...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. La Giunta non l'ha accolto. Onorevole Cogodi, su cosa vuole parlare?

COGODI (R.C.). Se le cose stanno come sono su niente, per l'ipotesi che permanga la rappresentazione che è stata data che il Consiglio vota su fatti che sono sostanzialmente già normati da Regolamento, allora intervengo sul Regolamento, perché qui non si tratta di una piccola... se le cose stanno come sono!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, stiamo votando l'emendamento 614 nella nuova formulazione proposta dalla Giunta. C'è una proposta, non è stata accolta, quindi si vota questo emendamento.

Metto in votazione l'emendamento 614 modificato dalla Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, per annunciare la mia astensione sull'ultima formulazione della Giunta regionale perché in questo modo passa il principio secondo cui soltanto ad una società è chiesto per legge di presentare un piano industriale e in funzione di quello si destinano addirittura in questo caso 34 miliardi, 17 milioni di Euro, e per le altre società non si capisce sulla base di quale criterio questi fondi vengono intanto ripartiti e poi erogati. Questo è un modo che... Presidente, se si può avere un po' di attenzione proseguo.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, non si va avanti se non consentite l'intervento e la conclusione dell'intervento dell'onorevole Pinna. Onorevole Rassu, onorevole Corona, onorevole Corda, onorevole Spissu, Dore e quanti altri per cortesia, consentite all'onorevole Pinna di fare il suo intervento. Riprenda da capo perché qui non si è capito niente.

PINNA (Gruppo Misto). Se non stanno attenti non si capisce.

PRESIDENTE. Io sono attento ma se qui non consentono neanche di sentire!

DORE (La Margherita - D.L.). Vogliamo vedere il testo.

PRESIDENTE. E` stato consegnato, onorevole Dore.

PINNA (Gruppo Misto). Il testo intanto non è stato ancora consegnato.

PRESIDENTE. Io l'ho avuto sul tavolo, è stato passato.

PINNA (Gruppo Misto). Io non ho ancora avuto il testo nella nuova formulazione della Giunta.

PRESIDENTE. Per cortesia, sia distribuito all'onorevole Pinna in modo che svolga il suo intervento e si vota. Onorevole Pinna, ha il microfono acceso, può intervenire. Per cortesia, onorevole Rassu, colleghi, cosa facciamo!

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, a me hanno passato il testo dove non ci sono le modifiche.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, cosa dobbiamo fare, lavoriamo o perdiamo tempo? Lo domando a voi, cosa dobbiamo fare? Onorevole Corona, onorevole Fadda, prendete posto per cortesia. Dobbiamo continuare o dobbiamo sospendere i lavori? Io sospendo i lavori.

(La seduta sospesa alle ore 19 e 53 , viene ripresa alle ore 19 e 59.)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'emendamento numero 614 riformulato dalla Giunta.

CAPPAI, Segretario:

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 614 così come è stato letto all'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto su questo emendamento.

PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata dal Capogruppo, lei aveva dichiarato la sua astensione quindi, avendo dichiarato l'astensione, potrebbe chiederlo se avvallato dal suo Capogruppo. L'onorevole Sanna la fa sua.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 614.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 70

Votanti 70

Maggioranza 36

Favorevoli 49

Contrari 20

Voti nulli 1

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.)

PRESIDENTE. L'articolo 11 si completa con questo emendamento approvato.

Si dia lettura dell'articolo 12.

CAPPAI, Segretario:

Art. 12

Disposizioni in materia di trasporti

1. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 83.085.000 per la concessione alle aziende di trasporto esercenti servizi pubblici di linea dei contributi previsti dall'articolo 2 della legge regionale 27 agosto 1982, n. 16, e successive modifiche e integrazioni (UPB S13.011 - Cap. 13020).

2. Nelle more del recepimento del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, allo scopo di assicurare la continuità dei servizi notturni di collegamento marittimo tra la Sardegna e le sue isole minori, l'Amministrazione regionale è autorizzata a prorogare, con effetto dal 1° gennaio 2003 e fino all'aggiudicazione dei servizi tramite gara ad evidenza pubblica ed al materiale avvio degli stessi, i contratti in essere per l'esercizio dei collegamenti medesimi.

3. Gli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2 sono valutati in euro 1.600.000 nell'anno 2003 per quelli relativi alla proroga dei contratti in essere, in euro 1.600.000 per l'anno 2003 ed in euro 3.200.000 per gli anni successivi per quelli relativi al finanziamento dei servizi aggiudicati tramite gara di evidenza pubblica (UPB S13.017 - Cap. 13036).

PRESIDENTE. All'articolo 12 sono stati presentati i seguenti emendamenti; soppressivo totale numero 388, sostitutivo parziale numero 29 col numero 747 aggiuntivo; poi ancora aggiuntivo emendamento numero 615, 616; 28, 177, 703 soppressivi totali dell'emendamento. Poi ancora aggiuntivo il 178 e l'emendamento 353. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi

Art. 12

L'articolo 12 è soppresso. (388)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Emendamento n. 29 (Art. 12)

All'emendamento n. 29 è aggiunta la seguente frase:

?Le eventuali disponibilità sussistenti in conto dell'UPB S13.017 (Cap. 13036) a seguito dell'aggiudicazione relativa alla succitata gara, possono essere utilizzate per l'organizzazione dei servizi di collegamento marittimo con l'isola dell'Asinara.? (747)

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 12

Disposizioni in materia di trasporti

Il comma 3 è sostituito dal seguente:

"Gli oneri derivanti dall'attuazione del precedente comma sono valutati per l'anno 2003 complessivamente in euro 3.200.000 e ripartiti in ragione di tanti dodicesimi quanti dovessero risultare i mesi relativi, rispettivamente, alla proroga dei contratti in essere ed all'aggiudicazione dei servizi tramite gara. Sono inoltre valutati in euro 3.200.000 per ciascuno degli anni 2004 e 2005 e successivi".

(29)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 12

Nel comma 2 dell'art. 12, dopo le parole "avvio degli stessi", sono aggiunte le seguenti parole:

"e comunque non oltre il 30 settembre 2003" (615)

emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 12

Nel comma 2 dell'art. 12, dopo le parole "collegamenti medesimi", è aggiunto il seguente periodo:

"L'Assessore dei Trasporti è altresì autorizzato a ricomprendere, tra le isole minori per le quali assicurare la continuità dei servizi di collegamento marittimo, anche l'isola dell'Asinara." (616)

Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Biancu - Fadda

Emendamento n. 28/Art. 12

L'emendamento 28 è soppresso. (177)

Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Giagu - Secci - Granella

Emendamento all'emendamento n. 28 (Art. 12)

L'emendamento 28 è soppresso. (703)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 12

Dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:

"3 bis. Quale soggetto attuatore dell'intervento di cui all'articolo 21 della legge regionale 6 dicembre 1997, n. 32 e successive modificazioni, è individuato il Consorzio per il nucleo di industrializzazione di Tortolì-Arbatax; l'Assessorato dei trasporti, previa deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore dei trasporti di concerto con gli Assessori del turismo e dell'industria, è autorizzato alla stipula di apposita convenzione per l'affidamento in concessione del suddetto intervento.

3 ter. Agli oneri di cui al precedente comma, valutati in euro 1.895.000 per l'anno 2003, si fa fronte con le risorse derivanti dal riversamento alle entrate regionali dei finanziamenti a suo tempo accreditati all'Amministrazione provinciale di Nuoro per le medesime finalità; alle conseguenti variazioni di bilancio provvede, con proprio decreto, l'Assessore competente in materia di bilancio." (28)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Fadda

Art. 12

Dopo il comma 3 del'art. 12, è aggiunto il seguente:

"4. Per lo studio e la progettazione del Centro Intermodale della città di Oristano è autorizzato per l'anno 2003, un contributo di euro 500.000 a favore della Provincia di Oristano".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S13.024

CAP. 13064 - 00 - Contributo alla Provincia di Oristano per la progettazione del Centro Intermodale di Oristano

Anno 2003 euro 500.000

In diminuzione

UPB S03.008

Anno 2003 euro 500.000 (178)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Biancu - Sanna Gian Valerio - Falconi - Spissu

Art. 12

All'articolo 12, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:

"3 bis. E' autorizzata per l'anno 2003 la spesa di euro 5.164.569 per la concessione di un contributo straordinario per il completamento e il potenziamento funzionale delle infrastrutture dell'aeroporto di Oristano-Fenosu. L'attuazione degli interventi è data in concessione alla SO.G.E.A.OR (società di gestione aeroporto Oristano), previa stipula di apposita convenzione fra l'Assessore regionale dei Trasporti e la medesima società che provvede, nel rispetto della vigente normativa, alla realizzazione delle opere (UPB S13.024).

In aumento

UPB S13.024 - Interventi per la realizzazione di strutture e servizi di trasporto

Competenza anno 2003 euro 5.164.569

Competenza anno 2004 --------------

Competenza anno 2005 ---------------

In diminuzione

03 - Programmazione - UPB S03.007

Competenza anno 2003 euro 5.164.569

Competenza anno 2004 --------------

Competenza anno 2005 --------------- (353)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 388 ha facoltà di illustrarlo.

FALCONI (D.S.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 29 e 747, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 29 si dà per illustrato, comunque serve per garantire l'esecuzione in essere fino all'aggiudicazione, tramite gara, del servizio di continuità territoriale.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 615 e 616 ha facoltà di illustrarli.

COGODI (R.C.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 28 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 28 è di natura tecnica, quindi si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 177 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Purtroppo, Presidente, mi vedo costretto a illustrare l'emendamento soppressivo in assenza di un'esplicazione delle ragioni dell'emendamento 28, comprendo anche questo sentimento di pudore che ha giustamente l'assessore Masala e che riguarda la soppressione dell'emendamento 28.

Non è un argomento nuovo all'attenzione del Consiglio, è il finanziamento, sostanzialmente, per l'acquisto dell'aeroporto di Tortolì-Arbatax. Voglio ricordare che questa struttura è una struttura privata e si intenderebbe, con soldi pubblici, consentire l'acquisto di questa struttura. Noi non siamo d'accordo sull'uso delle risorse in questo modo, l'abbiamo già detto, credo anche esprimendo formale voto del Consiglio regionale in altre occasioni a queste modalità. Avremmo preferito discutere delle infrastrutture pubbliche del trasporto in Sardegna all'interno di un quadro che, per esempio, come vedremo in emendamenti successivi, ponesse la Regione nell'attenzione di sostenere porti dichiarati di interesse regionale e nazionale, nelle condizioni di avere risorse per la propria manutenzione; avremmo voluto che l'Assessorato si esprimesse su strutture che sono pubbliche, sono state oggetto di numerosi investimenti e di ampliamenti, e che ancora sono fuori dal circuito del sistema trasportistico in Sardegna. Ricordo, tra gli altri, l'aeroporto di Oristano, che ha avuto una successione di finanziamenti, ma che è del tutto ignorato nell'ambito delle attenzioni e anche delle cure della strategia del trasporto in Sardegna da parte della Regione.

Noi riteniamo, Assessore, che questo emendamento sia un pessimo atteggiamento della Regione nei confronti di questo tipo di operazioni. Mi auguro sinceramente, per la stima che le porto, che lei si rapporti all'Aula senza esprimere una valutazione di merito su questa cosa, perché sarei costretto a estendere un giudizio di merito sull'attività del suo Assessorato, cosa che non ritengo doveroso fare. Come lei ha ben notato sull'articolo 12 non abbiamo proposto emendamenti soppressivi, riteniamo che il lavoro che si sta facendo, pur con molto ritardo, comunque vada nella direzione di una valorizzazione del sistema del trasporto, reclamo anche qui la solitudine degli Assessorati e degli Assessori rispetto alle politiche specifiche, rispetto invece all'attenzione che il presidente Pili manifesta per la sua pubblicità mediatica e per le opere di commissariamento esclusivo che ha di alcune materie della politica regionale. Io e molti altri colleghi abbiamo sempre detto che anche le azioni di commissariamento in capo al Presidente della Giunta non dovrebbe essere usate in maniera discriminatoria rispetto alle altre competenze e alle altre funzioni. Di fatto avviene così, un articolo ridotto ai minimi termini, Assessore, per effetto di una sottovalutazione della problematica del trasporto in Sardegna, noi sappiamo, nonostante i suoi sforzi, che il parco del trasporto pubblico in Sardegna viaggia con una media di vetustà molto più ampia delle medie nazionali, a questo si somma lo stato della viabilità, la sua precarietà e il cantiere aperto che siamo costretti a osservare mese dopo mese inutilmente.

Avevamo avuto anche qualche accenno di reazione con un emendamento un po' eversivo che il presidente Pili ci presentò sull'accelerazione dei cantieri, tuttavia dopo questo grande bagliore di intelligenza e anche un po' di speculazioni personali abbiamo visto che l'argomento non è più nell'attenzione del Governo regionale.

Vorremmo che si facesse un ragionamento più compiuto sulle infrastrutture del trasporto, sulle dotazioni, sull'innovazione che sarebbe necessaria e anche razionalizzazione delle società e delle aziende che governano questo settore. Io ho aperto, proprio l'altro giorno, l'ultimo BURAS della Regione, nel quale quasi una cinquantina di pagine sono dedicate solo per i contributi alle società del trasporto privato e anche non privato. Credo che ci sia bisogno di trovare in tanta organizzazione anche un po' di razionalizzazione e di efficienza.

Non sentiamo più parlare di sistemi innovativi del trasporto, continuiamo a sentire la parte politica che governa la Regione continuare a parlare delle grandi ripercussioni della continuità territoriale, appropriandosene indebitamente, ma lasciando a noi ancora la funzione di ricordare che quando fu fatta la legge da parte del centrosinistra sulla continuità territoriale si è sempre voluto dare a questa idea una valutazione complessiva. Non ha molto senso oggi parlare di continuità territoriale sapendo che ci siamo fatti espropriare quote considerevoli di risorse da parte del Governo, stante la nostra inerzia, sui fondi che erano stati destinati a sostegno di quella legge, e per di più continuare ad assistere a questo nascondino della Giunta sulla continuità delle merci, che credo sia una parte importante, comunque complementare alle politiche del trasporto, perché le politiche del trasporto sono le politiche del trasporto passeggeri, ma anche del trasporto merci, sul quale noi abbiamo una grande carenza e un fortissimo ritardo. Mi rendo conto che se la proporzione fra import ed export in Sardegna è sbilanciata a favore delle importazioni e penalizza le esportazioni, per fortuna, si potrebbe dire, paradossalmente, stiamo limitando i danni, mentre questo presupposto dovrebbe essere il volano per invertire la tendenza, cioè far sì che la Sardegna sia non solo luogo di maggiore produzione, ma che la produzione sia accompagnata da vantaggi sul trasporto, sul valore aggiunto e quindi sulla capacità di esportazione. Tutto questo non avviene, ci si limita, ritengo, a una mera provocazione al Consiglio regionale che vorrebbe destinare quasi 4 miliardi per acquistare una struttura privata.

Fuori da ogni schema di raccordo di piano dei trasporti sugli aeroporti di terzo livello in Sardegna, fuori dalla consapevole esigenza che aeroporti oggi già pubblici devono poter vedere una loro destinazione funzionale diversa da quella che finora è stata assegnata. Mi riferisco di nuovo all'esperienza di Oristano per dire che non è pensabile che la Regione finanzi miliardi su queste strutture e poi non appronti le condizioni indispensabili per un suo inserimento funzionale all'interno di un circuito di trasporto locale. Ci sono esperienze isolane in molte parti d'Europa e nell'area mediterranea dove il gommato è ridotto ai minimi termini e per distanze compatibili con le dislocazioni infrastrutturali che noi abbiamo avviene tutto attraverso un trasporto con i velivoli e con l'utilizzo delle strutture di terzo livello. Sono esperienze che dovrebbero indicarci una strada, ci sono aree, anche per quanto riguarda il turismo, di difficile accesso, vorrei dire che con un semplice volo di terzo livello si può nelle zone interne nel giro di venti minuti, tenendo conto già dei tempi che scontiamo per trasferire i turisti dal Continente alla Sardegna, sarebbe un modo nuovo di concepire un turismo che limita al minimo i tempi morti delle vacanze, quindi della possibilità di avere dei vantaggi.

Ripeto e ribadisco: mi affido alla speranza che l'Assessore voglia in gran parte condividere le ragioni della nostra richiesta di soppressione dell'emendamento 28.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 178 ha facoltà di illustrarlo.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo molto brevemente per illustrare l'emendamento 178. Io credo che sia compito della Regione quello di garantire condizioni di sviluppo nell'intero territorio regionale. E abbiamo avuto modo in questi giorni, in questi lunghi giorni che stiamo affrontando la finanziaria della Regione di sentire da diversi colleghi qui in quest'Aula che uno dei motivi, se non il motivo principale del ritardo di sviluppo della nostra regione essere quello di un livello di inadeguatezza delle infrastrutture. Io credo che anche la provincia di Oristano debba partecipare alle opportunità di sviluppo che si presentano nella nostra regione, però perché questo avvenga si rende necessario che anche la provincia di Oristano benefici della infrastrutturazione.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE

(Segue BIANCU.) Gli emendamenti che noi abbiamo presentato, che spesso vengono definiti di carattere localistico, ma così non sono, sono soltanto il frutto della necessità di un'attenzione che avvenga non soltanto per determinati ambiti della nostra regione, ma che abbiano la capacità di toccare l'intero territorio della regione.

Dicevo, gli emendamenti che abbiamo presentato sono tutti indirizzati alla realizzazione di quelle infrastrutture ritenute indispensabili per promuovere lo sviluppo, quindi gli emendamenti relativi alla grande viabilità, all'adeguamento e al potenziamento della rete ferroviaria, al completamento dell'aeroporto e del porto, e in ultimo, appunto, quello relativo alla realizzazione del polo intermodale per garantire la interconnessione dei sistemi di trasporto sia per quanto riguarda le persone, sia per quanto riguarda le merci.

Io sarei anche portato a ritirare questo emendamento, anche perché esiste da parte della Regione un trasferimento di risorse, avvenuto nel 1997 per 3 miliardi e nel 2000 per 5 miliardi, all'ARST, però, Assessore, vedo che lei è assente e io dico che sentire va bene, vuol dire che lei ha seguito il problema, però dovrebbe essere chiaro anche a noi che nulla si è fatto. E nulla si è fatto, noi sappiamo anche quali sono i motivi probabilmente, io non so se dipenda dall'ARST, al quale voi avete concesso i finanziamenti, o se invece dipenda, come ritengo più verosimile, dalla inadeguatezza della Giunta comunale di Oristano di centrodestra che rispetto a una localizzazione avvenuta nel 1997 a ridosso della stazione ferroviaria, oggi e da qualche anno stanno tentando invece di dare una localizzazione per garantire un discorso di speculazione edilizia più che un discorso relativo alla garanzia di un sistema adeguato di connessione tra i sistemi di trasporto.

Quindi dicevo che io non escludo la possibilità di ritirare l'emendamento, però, Assessore, qui la Regione non deve solo trasferire le risorse; la Regione deve anche garantire il controllo, il monitoraggio, deve seguire queste opere, soprattutto, che vengono giudicate da tutti noi come strategiche per lo sviluppo, e le garantisco che per la provincia di Oristano, trovandosi al centro del nostra Isola, il prroblema dell'interconnessione dei trasporti è giudicato essenziale e quindi io ritengo che il suo Assessorato debba verificare la realizzazione di queste opere, perché non basta soltanto che vengano stanziate, ma deve essere anche dato seguito perché le opere vengano realmente realizzate.

Quindi attendo di conoscere da lei qual è la sua posizione per poter verificare successivamente l'opportunità del ritiro.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 353 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento pone l'esigenza che ci sia da parte dell'amministrazione regionale la necessaria attenzione per una infrastruttura di trasporto fondamentale per lo sviluppo non solo della provincia di Oristano, ma di una parte rilevante della Sardegna centro-occidentale. Sto parlando dell'aeroporto di Oristano, dell'aeroporto di Fenosu.

Rapidamente voglio richiamare due fatti importanti che mi sembra in questa occasione siano da tenere presenti, che qualche anno fa fu costituita la società di gestione, la SOGEAOR, dell'aeroporto di Fenosu, costituita e composta da sei soggetti pubblici, che partecipano in misura equa, uguale in termini di capitali e in termini gestionali alla gestione di questa infrastruttura. Questi soggetti sono la Regione sarda, la Provincia, il Comune di Oristano, il Consorzio industriale, la Camera di Commercio di Oristano e la SFIRS. Quindi c'è il sistema regionale interamente coinvolto nella gestione dell'aeroporto di Fenosu e a seguito proprio della costituzione della società di gestione, e anche perché questa infrastruttura è prevista nell'attuale piano regionale dei trasporti, ma ho visto che la Giunta sta riproponendo, anche con alcune modificazioni in positivo, quindi un riconoscimento ulteriore della funzione di questa infrastruttura, appunto, fra l'altro proprio a seguito di questo fatto di carattere programmatorio generale furono assegnate risorse sia alla provincia di Oristano che alla società di gestione dell'aeroporto, risorse che complessivamente ammontano a oltre 14 miliardi, risorse che si stanno trasformando in infrastrutture: c'è stato l'allungamento della pista fino a 1300 metri, la realizzazione della torre di controllo, dei sistemi di sicurezza, insomma si sta andando avanti.

Certo non si sta facendo un'infrastruttura semplice, un aeroporto è cosa complessa, voglio insomma dire che purtroppo questa infrastruttura sarà perché non ha ancora operato a pieno ritmo, perché a tutt'oggi viene utilizzata come area aeroportuale di terzo livello, però ci sono tutte le potenzialità e le condizioni sia di carattere economico, che di bacino di traffico potenziale perché questo aeroporto svolga una funzione importante, sia rispetto allo sviluppo turistico, che rispetto al complessivo sviluppo economico di questa parte importante della Sardegna.

Però non è facile parlare mentre qui a destra c'è un convivio, io non so chi è che si deve occupare di queste situazioni in Aula.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Scusi, per cortesia colleghi, prendete posto.

(Interruzioni)

Prego onorevole Sanna.

SANNA ALBERTO (D.S.). Dicevo, quindi questo è un emendamento che ha l'obiettivo di recuperare le risorse necessarie per completare questa infrastruttura, voglio anche ricordare che nei programmi nazionali, regionali che in tutti questi anni sono stati portati avanti in materia aeroportuale, sono state investite notevolissime risorse nei principali aeroporti sardi, da Cagliari, ad Alghero, a Olbia, cosa giustissima e cosa più che mai opportuna, però noi pensiamo che, nel sistema aeroportuale regionale e nazionale, l'aeroporto di Fenosu abbia le caratteristiche, ci siano le condizioni perché questo aeroporto abbia un futuro e perché abbia un futuro va portato a compimento il processo di realizzazione. In questo senso si sta muovendo questo emendamento, quindi non è un emendamento clientelare o di altra natura, è un emendamento che vuole dare una risposta ad un'esigenza profondamente sentita da quei territori e che risponde complessivamente ad un interesse generale di sviluppo della Sardegna. Cioè si stanno chiedendo dieci miliardi di investimento per completare questa infrastruttura, per metterla nelle condizioni di aprire al traffico e di svolgere un ruolo fondamentale per lo sviluppo socio-economico di questa parte importante della Sardegna.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Gli emendamenti sono stati illustrati.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Emendamento 530, parere negativo.

PRESIDENTE. Scusi, siamo all'articolo 12.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Io ce l'ho catalogato male. Il primo è quello della Giunta, il 388 è ritirato.

PRESIDENTE. Il 388 è ritirato, il settecento...

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, il primo che ho in ordine è il 29 della Giunta, parere favorevole.

PRESIDENTE. A questo emendamento la Giunta ha presentato l'emendamento 747, suppongo sia favorevole.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. 615.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. 615 non si accoglie; 616 si rimette all'Aula. Il 703 che è soppressivo dell'emendamento 28 della Giunta che si accoglie, il parere del 703 è sfavorevole, così come è sfavorevole il parere all'emendamento 177 che ripropone il testo del 703. Per l'emendamento 178 il parere è negativo; per il 353 è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Grazie Presidente. Mi riferisco all'emendamento 28 soppressivo, all'emendamento 28 proposto dalla Giunta, per dire che questo emendamento in questa fase ha soprattutto diciamo un carattere tecnico amministrativo.

PRESIDENTE. Assessore Amadu, scusi, la pregherei di seguire lo stesso ordine che abbiamo seguito con il Presidente Balletto perché lei in questa fase sta esprimendo il parere della Giunta sugli emendamenti. Appena lei avrà concluso apriremo la discussione generale sull'articolo e sugli emendamenti. Partiamo dal 747 e 29 che sono della Giunta regionale.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Il 747 tende a recuperare in qualche modo l'idea, l'iniziativa di un emendamento proposto dai colleghi di Rifondazione tendente ad estendere la possibilità di concorrere ai collegamenti con l'isola de L'Asinara, diciamo che ha un carattere tecnico perché consente di utilizzare le disponibilità finanziarie a seguito della gara per l'aggiudicazione del servizio notturno di collegamento per le isole minori, utilizzare quelle disponibilità sussistenti a seguito della gara, per iniziare un discorso.

PRESIDENTE. Scusi, assessore Amadu, ci dica soltanto se la Giunta è favorevole o contraria, lei esprima il parere adesso, suppongo che sia favorevole per l'uno e per l'altro.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Non lo posso motivare?

PRESIDENTE. Sì, può motivarlo anche successivamente, mi sembrano abbastanza chiari come emendamenti.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Quindi, su questi il parere della Giunta è favorevole. Poi, l'altro emendamento?

PRESIDENTE. 615.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. 615. Il parere della Giunta è negativo per le ragioni che motiverò in seconda fase.

PRESIDENTE. 616.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Il 616 è ugualmente negativo per le ragioni che ho indicato nell'illustrazione del primo emendamento, in quanto il contenuto viene recepito ma viene migliorato in termini di disponibilità di questioni attinenti alle disponibilità finanziarie.

PRESIDENTE. Il 28 della Giunta regionale.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Il 28 è favorevole, è della Giunta, e verrà motivato in seconda fase.

PRESIDENTE. Il 177 e il 703 che sono naturalmente contrari al 28, e quindi immagino che sia...

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Sì, è contrario.

PRESIDENTE. 178. Assessore Amadu, non abbiamo concluso, 178.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. E` contrario.

PRESIDENTE. 353.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. E` contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (D.S.). C'è da rammaricarsi nel vedere le disponibilità finanziarie in un tema del quale tutti, quando ne parlano, lo fanno con enfasi, come elemento principale della via per lo sviluppo, o uno dei più importanti, quanto meno. Poi quando nella realtà delle cose si vuole trattare la materia, lo si fa con la semplicità di sempre, con quella semplicità di riconfermare delle cifre sempre più limitate che non lasciano spazio alcuno alla prospettiva.

Ma a parte alcune incongruenze che non riesco ad afferrare, che sono ad esempio l'emendamento 28 del quale la Giunta, essendo firmataria dello stesso emendamento, ha dato il parere positivo. Ma o c'è la memoria labile, io mi ricordo che l'anno scorso si tentò la stessa cosa, con una via diversa, possiamo dire per la porta principale; il Consiglio nella sua saggezza rigettò questa possibilità di scaricare risorse in una realtà che è sempre comunque di proprietà di un privato, oggi si fa passaggio inverso, si vuole entrare dalla finestra per compiere lo stesso atto e raggiungere lo stesso obiettivo. Io credo che la Giunta non si possa e non si debba prestare a questo tipo di accorgimenti. Come molte volte è capitato durante le finanziarie, ed anche in questa, i presentatori di certi emendamenti li hanno ritirati in buon ordine e hanno lasciato perdere situazioni che poi non sono molto piacevoli. Ma altrettanto può, a parere mio, deve fare la Giunta al riguardo, e cioè ritirare l'emendamento 28 perché su questa partita dell'aeroporto di Arbatax le cose non sono così trasparenti come le si vuol presentare, e la storia la conosciamo tutti e non sto qua a ripeterla.

Mi aggancio, invece, al discorso del collega Biancu sull'emendamento da lui stesso presentato nel ricordare che quel piano, per quanto riguarda l'interscambio o l'intermodalità, va avanti da tempo tanto che quei denari assegnati a Nuoro, a Sassari, a Oristano stanno andando, sono andati per meglio dire in perenzione. Credo che l'Assessore abbia fatto i suoi passi per recuperarsi le risorse che i comuni, non l'Assessore in questo caso, i comuni tardano nelle loro decisioni di carattere urbanistico a consentire la spesa, perché molte volte non è certo la Regione, in questo caso sono i comuni, che, nonostante i solleciti, i richiami, le intenzioni positive di chi è preposto a fare questo tipo di infrastruttura non riceve il conforto degli enti locali.

Tanto per citare quella che a lei interessa di più, collega Biancu, lì fu assegnata a suo tempo, individuata un'area di interscambio che era vicino alla ferrovia e riguardava ferro e gomma; dopodiché invece con l'avvento successivo e il sostituirsi degli Assessori, quell'area baricentrica non è andata più bene, si è individuata un'area periferica, come che l'interscambio si possa fare in aperta campagna. Posso immaginare gli utenti come sarebbero contenti di una cosa del genere!

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue SANNA GIACOMO.) Ma c'è un altro fatto, sappiamo tutti che all'ordine del giorno di questo Consiglio è già iscritta da tempo la riforma del trasporto pubblico locale, il recepimento della 422, quella che voi nel comma 2 dell'articolo 12 richiamate. Allora io vi chiedo: nel richiamare la 422 perché non lo fate anche nel comma 1? Perché tutto ciò non riguarda soltanto una parte del sistema trasportistico. Il sistema trasportistico con la 422 tocca tutto il comparto che sia gomma, che sia ferro, che sia per nave. E la scadenza, qualora questo Consiglio non si dovesse pronunciare, per tutti questi soggetti che stanno operando, che abbiano ricevuto la concessione per discrezione dell'Assessore di turno - questa è la gomma - o per gara - questo è il trasporto marittimo - scadranno alla fine di quest'anno.

Qualora il Consiglio non dovesse prendere le decisioni, approvare quindi quella proposta di legge pervenuta all'Aula, noi non saremmo in grado a fine anno di garantire niente a tutto il sistema trasportistico sardo. Questo cosa comporterebbe? Comporterebbe che le gare dal 1° gennaio dovrebbero essere già fatte per il sistema di trasporto via mare, per tutto il sistema del gommato che comprende oltre alla nostra azienda anche le municipalizzate, le consortili e tutti quegli ottanta, ottantacinque privati che stanno operando nelle tratte a loro assegnate.

Allora, il motivo perché la 422 non è richiamata anche nel primo comma, noi abbiamo la necessità entro l'anno di approvare la legge, di dare la deroga di due anni come l'hanno avuta in tutte le altre Regioni d'Italia, per consentirci di fare nel modo giusto tutte le operazioni. Se questo non dovesse accadere, alla fine dell'anno saremmo in una situazione ingovernabile perché il sistema non sarebbe in condizione di reggersi, perché staremmo lì a dover ottemperare ad una scadenza che ormai anche a livello comunitario ci viene obbligata.

Allora io credo che questo 422 che viene richiamato come decreto legislativo debba comprendere tutto il comparto, sennò non riuscirei a spiegarmi il motivo perché per una parte si fanno le gare e per l'altra non se ne fanno. Ma credo che questa sia una svista, visto che c'è, ad esempio, l'emendamento 29 che richiama proprio quello che in parte io ho detto sino a questo momento, ma c'è necessità per non dovere illudere nessuno, c'è necessità di verificare con attenzione anche l'emendamento 747. Perché? Perché dice testualmente: "Le eventuali disponibilità sussistenti in conto dell'U.P.B... a seguito della aggiudicazione relativa alla su citata gara" - sta parlando del sistema del trasporto marittimo - "possono essere utilizzate per l'organizzazione dei servizi dei collegamenti marittimi con l'isola dell'Asinara". Allora, ho detto che se le gare si fanno per tutti, sono pienamente d'accordo, allora mettiamo sopra, le gare per tutti, come la legge prevede, non per il figlio, e niente per il padre. Se invece si dovesse aspettare di fare la gara per il trasporto marittimo e il ribasso d'asta debba servire per collegare l'Asinara, Assessore, lei l'Asinara difficilmente riuscirebbe a collegarla, a parer mio, perché i costi non sono così contenuti come succede nel trasporto su gomma, i parametri vengono stabiliti dal Ministero, quindi sono costi dei quali molte volte non ne conosciamo neanche l'importo preciso sin quando lo stesso Ministero non ce li comunica.

Allora, per evitare che anche quest'anno il discorso dell'Asinara possa non trovare risposta positiva, vediamo di trovare invece un accorgimento anche nelle risorse a disposizione perché nella completezza del discorso che voi stessi come Giunta avete fatto, anche il collegamento con l'Asinara trovi le risorse per far sì che anche questa tratta possa trovare compimento. Però io credo che sia necessario avere una risposta se le gare complessivamente riguardano tutto il settore...

PRESIDENTE. Prego onorevole Sanna, concluda.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Come la 422 prevede, oppure se è una indicazione vera, reale della Giunta che si limita solo ed esclusivamente ad un comparto, perché vorrei conoscerne motivo se qualche modifica della legge, del decreto legislativo 422 è avvenuta e non la conosco, che riguardi esclusivamente alcuni comparti e non altri. A me non risulta, credo che sia più una svista, e la dimostrazione ce l'ho all'interno dell'emendamento della Giunta, il numero 29.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, nell'esame di questo articolo e di questi emendamenti mi sarà consentito, chiedo a lei, Presidente ed ai colleghi, un breve passo indietro. Non ho potuto farlo prima perché è stato richiesto il voto segreto sull'ultimo emendamento all'articolo 11, volevo semplicemente esprimere il mio rammarico pur avendo votato a favore di quell'emendamento che interessava le attività minerarie del Sulcis, e pur essendomi astenuto su ciò che interessava, invece, alcuni emendamenti per la Sardegna centrale.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli mi perdoni, anche lei non torni indietro.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo scusa, Presidente, è una breve parentesi.

PRESIDENTE. Vada avanti, abbiamo bisogno di procedere, sennò, lei comprende...

CAPELLI (U.D.C.). Per entrare nel merito degli emendamenti, perché devo arrivare all'emendamento proposto, soppressivo, l'emendamento 28.

Allora, dicevo che sugli altri mi sono astenuto per coerenza di maggioranza, ma mi sembra che in quest'Aula continuino ad esserci due pesi e due misure. Il Sulcis è una zona depressa e giustamente va sostenuta dalla finanziaria regionale; il nuorese tanto decantato, tanto mortificato anche dall'attività a volte di questo Consiglio, nel momento in cui vengono chiesti, pur dall'opposizione con degli emendamenti, avevo proposto un coordinamento, non ha trovato pari risposta; non dico più o meno, non ha trovato pari risposta.

Auspico e credo che a questo la Giunta vorrà porre rimedio e la stessa maggioranza. Perché vede, su questi emendamenti come su quello che riguarda l'intervento, il numero 28 se non sbaglio, soppressivo di quello della Giunta che destina i fondi per la gestione dell'aeroporto di Arbatax al Consorzio Industriale di Tortolì-Arbatax, vedo che anche su questo non c'è nessun tipo di coerenza. E gli emendamenti successivi al 28 soppressivo lo dimostrano, perché quando si parla invece, e mi rivolgo, purtroppo devo dire in pieno dissenso, all'onorevole collega Gian Valerio Sanna, che è firmatario anch'esso degli emendamenti successivi, il 178 e il 353, utilizza un ragionamento che è diverso e contraddittorio rispetto a quello che ritiene opportuno nella presentazione dell'emendamento 28 soppressivo.

Allora, mi sembra che cambiano i territori e quindi cambiano anche le idee, cambiano anche i parametri da seguire. Non trovo corrispondenza nell'illustrazione fatta, appunto, di tali emendamenti e non trovo corrispondenza ancor più quando vado a leggere l'articolo 21 della legge 6 del '97, che sicuramente non è stata portata avanti da questa maggioranza, dove determina l'intervento pubblico nell'acquisizione di una struttura privata.

Allora credo che probabilmente ci sia un po' di confusione nell'intervento sui trasporti ed ecco perché, invece, sostengo l'emendamento proposto dalla Giunta regionale in merito all'intervento sulla struttura aeroportuale di Tortolì-Arbatax.

Bene farebbero i colleghi oristanesi a pensare e a riflettere molto meglio sulle proposte dei privati, per esempio, per l'aeroporto di Fenosu; credo che a nessuno di loro sfugga la proposta di un centro di trasporto merci aereo sull'aeroporto di Fenosu che è stato presentato fin dal 1996 da una degna compagnia internazionale come la Lufthansa che poteva consentire uno sviluppo nel trasporto merci quale centro nel Mediterraneo per lo smistamento dei cargo che gravitano sulla Sardegna.

Anche di questo abbiamo già avuto modo di parlare in precedenti finanziarie. Perché, vedete, concentrare sempre le attenzioni sul piccolo finanziamento, che guarda caso quando si inizia a parlare di una decina di miliardi è sempre un finanziamento irrisorio per alcuni territori, quando si inizia a parlare invece della spendita di qualche decina di miliardi per un territorio come il nuorese, e mi rifaccio per questo all'articolo 11, diventano improvvisamente delle cifre importanti, e quest'Aula rigetta, e io non ho rigettato, anche proposte degne di attenzione, anche se pervenute dall'opposizione.

Io mi auguro che non ci fermiamo alla demagogia che si fa sui comunicati stampa. Ora qui, purtroppo, non posso rivolgermi alla stampa perché vista l'ora credo che nessuno di loro sia presente, ma è facile fare dei comunicati stampa a sostegno di iniziative di un territorio; mi riferisco buon ultimo a quello sull'Europeade, che mi sono rifiutato di firmare, perché poi riscontro che non c'è nessuna corrispondenza tra le azioni che si svolgono in quest'Aula e i comunicati stampa demagogici che si fanno. Ora non voglio entrare nel merito dell'Europeade, entreremo nel momento in cui esamineremo gli emendamenti proposti.

Ricordo soltanto che in sede di Commissione qualcuno ha sostenuto tale emendamento e l'ha portato nel testo, l'emendamento Murgia per l'esattezza, mentre altri che oggi firmano quei documenti hanno decisamente votato contro, ma avremo modo di ricordarlo nel momento in cui esamineremo il testo. Però oggi fa più politica uscire sulla stampa con questi atteggiamenti demagogici, che vedremo anche sulle caserme poi, e molto meno invece avere un comportamento coerente all'interno di quest'Aula.

Detto questo io ritengo che sicuramente apprezzo la prima parte dell'intervento dell'onorevole Sanna Giacomo, perché effettivamente a un settore strategico come quello dei trasporti, che dovrebbe essere strategico per il futuro e per l'impostazione che questa stessa maggioranza ha dato al sistema dei trasporti come cardine, come elemento focale di un futuro sviluppo nel settore del turismo e quindi con una ottimizzazione dei trasporti merci e persone, ritengo che forse lo sforzo poteva essere superiore, nel destinare maggiori risorse ad un settore strategico e di grande importanza.

E` ovvio che tutto questo va fatto anche tenendo ben presenti le risorse finanziarie disponibili, questo perciò non vuol dire che non ci sia un'attenzione da parte della maggioranza a questo settore strategico, è importante che ci siano alcuni interventi, e ritorno all'emendamento proposto dalla Giunta, l'emendamento 28, che ritiene importante agevolare un territorio dimenticato dalla stessa provincia di Nuoro; oggi dovremmo parlare della provincia Ogliastra (purtroppo dico io), però non vuol dire che non sia necessario intervenire in un territorio che fa dello sviluppo turistico il cardine dell'economia del proprio futuro, del suo futuro.

Per cui ritengo opportuno l'emendamento 28 e ritengo inopportuno l'emendamento soppressivo anche per i motivi e le spiegazioni date nell'illustrazione dello stesso e degli emendamenti successivi. Ecco perché sostengo tali emendamenti della Giunta e l'articolato dell'articolo 12.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Rinuncio..

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Io non posso rinunciare per un semplice motivo, intanto perché voglio ricordare all'Aula, anche perché qua poc'anzi è stato richiesto il varo della proposta di legge passata in Commissione trasporti del Consiglio regionale come elemento indispensabile per un elemento di chiarezza, come recepimento del decreto legislativo 422.

Voglio ricordare, dicevo, che la modifica del Titolo Quinto della Costituzione, avvenuta con legge numero 3 del 2000, ha assegnato alle regioni l'esclusiva competenza del trasporto pubblico locale. Per questo motivo sono decaduti i riferimenti al decreto legislativo 422 e allo stesso articolo 35 della legge finanziaria 2002. Per cui da un'ulteriore verifica si è accertato che non esistono direttive europee che impongono la privatizzazione, così come le norme sulla concorrenza entrano in vigore qualora si proceda alla privatizzazione e alla liberalizzazione dei servizi. Stavo dicendo che la norma sulla concorrenza entra in vigore qualora si proceda alla privatizzazione e alla liberalizzazione dei servizi, con questo non è detto che noi siamo obbligati a liberalizzare i servizi. Voglio ricordare altresì che gli enti gestori del trasporto locale possono affidare a trattativa diretta a una propria società di servizio, come recita la recente sentenza del Consiglio di Stato, sezione quinta del 6.02.03, numero 637, in quanto l'affidamento diretto è attinente a rapporti interni tra strutture facenti parte dello stesso complesso organizzativo.

Sto dicendo questa cosa perché mi sembra che sia più che doveroso anche rispetto a tutto il ragionamento che poc'anzi faceva l'onorevole Sanna, se ci sono elementi di novità sul decreto legislativo 422. Gli elementi di novità sono questi. Con questo non voglio dire che bisogna usare due metri e due misure rispetto ai soggetti che fanno i servizi pubblici, però sto dicendo che qualche cosa è cambiata. E se qualche cosa è cambiata questo Consiglio dovrebbe tenerne conto.

Un'ulteriore precisazione va fatta rispetto agli emendamenti che noi abbiamo presentato; abbiamo presentato due emendamenti, il 615 che prevedeva una data all'espletazione delle gare. E qua siamo diversi anni che proroghiamo, proroghiamo, proroghiamo e le gare non si fanno mai. Io ho sentito il ragionamento dell'onorevole Sanna, non è che mi convinca molto rispetto al fatto che comunque le gare non si facciano, la gara è comunque un elemento di trasparenza; mi dicono che ci potrebbe però essere un problema di tipo tecnico, nel senso che se noi mettiamo una data e se per diversi motivi la gara non va in porto perché ci sono ricorsi o quant'altro, eccetera., si potrebbe bloccare il sistema, per cui si potrebbe creare un vuoto legislativo che crea un danno. Noi danno non ne vogliamo creare, per cui siamo disposti a ritirare l'emendamento 615, però ci auspichiamo che questo elemento di precarietà, che continua di anno in anno, che non finisce mai, abbia a finire. Per cui troviamo, comunque cerchiamo di trovare un sistema che non preveda i rinnovi automatici, rinnovi su rinnovi che, così come si diceva, si ripetono ormai da diversi anni.

Nessuna contraddizione invece riteniamo vi sia sull'emendamento 616, di cui il relatore della Commissione terza rimetteva il giudizio all'Aula. Lei, Assessore, poneva questo emendamento in contraddizione o superato dall'emendamento 747 presentato dalla Giunta.

Io ritengo che invece sia il suo un'utile integrazione, si può ritenere, all'emendamento 616, in quanto il nostro è un emendamento di mero principio, che non si va a collegare strettamente con i servizi notturni. Noi diciamo che questa Regione, riconoscendo l'Isola dell'Asinara una sua isola, e come tale si auspica che abbia tutti i servizi di tutte le isole minori di questa nostra Isola, abbia la possibilità, qualora lo ritenga opportuno e qualora ve ne sia la necessità, di istituire il servizio così come si fa per le altre isole minori della Sardegna. Non a caso non abbiamo messo nemmeno una lira, è un emendamento di mero principio.

E` chiaro che nel momento in cui si riterrà opportuno attivare il servizio dovremo mettere i soldi; non li abbiamo chiesti nemmeno in questo momento, potremo chiederli nel momento in cui si discute il bilancio, per cui vedere insieme l'opportunità di incrementare un capitolo apposito, per cui nessuna contraddizione, è soltanto un emendamento di principio.

Per altro un principio che mi sembra anche da lei condiviso, Assessore dei trasporti, in quanto mi risulta che ha avuto una serie di contatti anche con le amministrazioni locali del territorio, che ha espresso anche lei questa volontà, per cui noi riteniamo che questo emendamento possa essere accolto senza nessuna difficoltà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Assessore, colleghi ho seguito con grande attenzione gli interventi che si sono susseguiti in particolare sull'argomento dei trasporti, e ho l'impressione, lo voglio dire all'Aula, taccio sempre e forse troppo spesso, ho l'impressione da certi emendamenti e certe enunciazioni anche nel provvedimento così come si appalesa, che si tratti di una di quelle piccole marche, come le chiamano, una fotografia, una piccola marca, qualcosa del genere.

Ora non si può mettere in legge, o stabilire in legge finanziaria, con tutto l'amore che possiamo avere per la nostra Isola, per le nostre isole, qualcosa come quello che è stato enunciato con l'emendamento 616; si nomini un'apposita Commissione seria di studio; si usino uguali, perché dal pulpito cui poi ho sentito, si fanno lezioni tutti i giorni di equità, di par conditio, di trattamento, di sensibilità, eccetera, e si usino tutti i crismi connessi a queste intraprese, tutte le attenzioni per valutare, per valutare.

Per questo non c'è bisogno di stabilire in legge, potremmo riempire la finanziaria di tanti nostri desiderata che non avremmo spazio, non finiremmo mai con questa finanziaria. Ciascuno ha cinquantamila desideri da realizzare per migliorare la Sardegna e i servizi in Sardegna, eccetera.

Per cui mi pare che non possano neppure essere presi in considerazione come argomenti da mettere e sistemare in finanziaria, ancorché legittimi - per carità - ancorché legittimi.

Mi aspetto adesso le grandi reazioni, eccetera; poi vedo con quale attenzione, con quale attenzione particolare, tra l'altro, ci si è documentati e ci si interessa di determinate branche, di determinati settori di queste comunicazioni dell'ambiente trasporti e come invece altre continuano in un andazzo che si perpetua, senza porre vincoli, senza porre limiti. Addirittura si stabiliscono, se si ha molta fretta, date, prendo atto della disponibilità a ritirare l'emendamento; e la dice lunga questo atteggiamento sulle condizioni e sulle intenzioni.

Siccome sono uno che prima di arrivare a pensare male ci mette tanto, però mi hanno insegnato proprio questo atteggiamento sempre attento alle motivazioni, a cosa c'è dietro, dietro, dietro, dietro ancora dietro, e l'altro dietro ancora, e qualche pensiero un po' diverso e distorto io lo faccio!

Concludo invitando i colleghi, l'Aula ad una attenzione, a meditare su questi emendamenti e a non approvarli, perché non stanno bene in una finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Presidente, ma era l'ultimo intervento!

PRESIDENTE. In questo dibattito ci si iscrive man mano che si va avanti; quindi se un collega chiede di parlare il Presidente gli deve dare la parola. Infatti ha chiesto l'onorevole Cogodi e non solo lui!

COGODI (R.C.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Faccia pure il suo intervento, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Ho facoltà di parola?

PRESIDENTE. Certo.

COGODI (R.C.). Quindi ho anche facoltà di rinuncia?

PRESIDENTE. Assolutamente!

COGODI (R.C.). Ho rinunciato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.-Sardegna). Molto velocemente, Presidente, sull'emendamento 28; io ho sentito alcuni interventi che hanno espresso un giudizio nettamente negativo e devo rilevare una contraddizione perché quando si parla e si critica questa finanziaria da parte del centrosinistra spesso si dice "Non vi sono risorse destinate alla creazione di infrastrutture".

Questo intervento che è nato, come ha ricordato qualche collega, nel '97, quindi con la precedente amministrazione regionale, che però per un motivo o per l'altro non ha mai visto, non ha mai superato il traguardo, è un emendamento collegato, ha già una realtà in quanto il consorzio di Tortolì, mentre l'anno scorso c'erano problemi perché il destinatario finale poteva essere un soggetto privato, mentre invece il consorzio di Tortolì ha acquisito attraverso un preliminare la struttura aeroportuale e ha però aperto anche, e questo i colleghi lo sanno bene, un tavolo di trattativa con la provincia di Nuoro e con quegli altri comuni, quei soggetti pubblici interessati ha una gestione di uno scalo aeroportuale che esiste già, che oltrettutto dà una forte risposta ai flussi turistici, e credo che qua non si tratta di guerra tra territori, ma si tratta di stabilire, e credo che questo sia molto facile, il ruolo strategico che può avere una struttura aeroportuale, soprattutto anche per i collegamenti di terzo livello.

Esiste già, è da ampliare, è da adeguare alla normativa, anche perché diversamente il flusso turistico verso l'Ogliastra, che oggi ha diverse decine di migliaia di presenze che arrivano attraverso i voli charter che utilizzano quell'aeroporto; quell'aeroporto così non può rimanere, questi interventi programmati anche con un'attenta selezione, perché poi non è che vengano dati subito, chiaramente il piano, il progetto esecutivo deve essere presentato, e qua c'è anche una certa garanzia, perché come vedete vi è l'Assessorato dei trasporti, l'Assessorato del turismo, dell'industria, della programmazione, è quindi una concertazione che sicuramente può garantire una procedura trasparente.

Però dicendo no a questo emendamento, diciamo no anche alla provincia di Nuoro, diciamo no a molti comuni dell'Ogliastra, diciamo no a quei soggetti pubblici che vogliono, ovviamente utilizzando anche i gestori del settore, ma far nascere in maniera definitiva una struttura che per l'attuale ubicazione dell'Ogliastra, l'isolamento anche se è un isolamento che si sta superando sempre di più grazie anche all'apertura di un primo lotto della 125 e l'imminente apertura, perché come sapete bene entro il 2005 probabilmente arrivare da Cagliari a Tortolì saranno cinquanta minuti di macchina, questo in attuazione di quello che è stato fatto nella precedente legislatura, ma anche in questa legislatura perché bisogna essere obiettivi su queste cose.

Quindi inviterei, considerato anche l'importo relativo, i colleghi che chiedono la soppressione dell'emendamento 28, di ritirare il loro emendamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.

AMADU, (F.I. - Sardegna), Assessore dei Trasporti. Grazie Presidente, ringrazio tutti i colleghi che sono intervenuti. Indubbiamente la materia oggetto di questo articolo è una materia importante per la nostra Isola e sicuramente come è stato detto le attenzioni, le risorse finanziarie, gli impegni finora assunti sono sicuramente - sono il primo io a dirlo - insufficienti rispetto alla mole della responsabilità che un sistema generale di trasporti funzioni, quindi delle risposte che da esso derivano per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna.

Condivido le preoccupazioni di tutti i colleghi in ordine al fatto che come Regione noi si debba fare un passo in avanti nella politica di riforma, e sappiamo che è proprio iscritta all'ordine del giorno del Consiglio regionale la riforma del trasporto pubblico locale e per questo aspetto, mentre ringrazio tutta la Commissione consiliare competente che ha fatto un bel lavoro di sintesi delle proposte allegate alla stessa Commissione, ora però chiedo lo stesso sforzo al Consiglio regionale perché una volta approvata la finanziaria e le leggi di bilancio si dia priorità assoluta alla riforma del trasporto pubblico locale per non rischiare il commissariamento, cari colleghi, perché qui siamo ormai noi l'ultima Regione che non ha attuato la riforma.

Un servizio molto interessante del "Sole e 24 Ore" di pochi giorni fa riferiva dell'esito di una inchiesta in tutte le regioni italiane e vi posso dire che al di là di tutto, se noi siamo fermi praticamente, perché la riforma il Consiglio non l'ha ancora votata, le altre regioni, le primissime che hanno attuato la riforma sono ancora ferme nelle gare d'appalto, nell'aggiudicazione, perché c'è la grande preoccupazione che a fronte dei gestori attuali in tutte le regioni possano arrivare nella privatizzazione delle gare, gestori dalla Francia, dalla Germania, da altre regioni europee che sono più attrezzate in termini di qualità, in termini di disponibilità finanziaria. Per cui il nostro percorso, che finora ha proceduto in modo cauto, però deve concludersi con la riforma che è anch'essa cauta, perché dà dei tempi ragionevoli di applicazione che deve consentire ai concessionari privati, a quelli pubblici operanti in Sardegna, di organizzarsi per affrontare le sfide del mercato e noi sappiamo cosa vuol dire libertà di mercato e soprattutto rischio di andare alle gare senza avere il fisico pronto per affrontare effettivamente le difficoltà.

Insieme alla legge sul trasporto pubblico locale io invoco la Commissione perché licenzi e consenta al Consiglio di votare l'aggiornamento del piano regionale dei trasporti e il prerapporto per le merci perché consentano finalmente alla Regione di dotarsi di strumenti attuativi importanti da cui discendono anche le scelte - come accennava il collega Gian Valerio Sanna - della politica delle strade, quindi dei collegamenti, tutto quello che ne discende. In assenza di strumenti definiti, è chiaro che le scelte sono particolari, sono specifiche e sono tutte spinte legittime, però territorialmente non appartengono ad un discorso più completo, più complessivo.

Quindi, io credo che molti problemi trattati stasera si potranno superare o comunque sia avviare ad una fase nuova grazie a questi importanti passi che il Consiglio mi auguro al più presto sarà chiamato a svolgere.

Io mi limito ad alcune osservazioni in riferimento ai rilievi fatti dai colleghi, in particolare per quanto riguarda l'aeroporto di Tortolì - Arbatax; l'intendimento mio e le proposte che ho fatto alla Giunta, ma mi pare un po' in generale, siano quelle di mantenere i fondi nelle aree nelle quali anche le Giunte precedenti hanno destinato quei fondi. Evidentemente ci deve essere una continuità di interesse e quindi anche di stanziamenti, quindi anche di diritto di territori di avere, di continuare a godere di quei finanziamenti per le finalità per cui si è pensato di intervenire.

Per quanto riguarda Tortolì - Arbatax, i fondi che noi riteniamo possano essere rivitalizzati sono in un conto che non può essere utilizzato in quanto l'amministrazione provinciale di Nuoro, da anni, non è stata messa nelle condizioni di poter attuare l'obiettivo a cui essa si era posta, cioè quello di diventare, come dire, l'ente volano della vita dell'aeroporto.

Per cui il nostro dovere, evidentemente, degli uffici, è stato quello di dire "Benissimo, alcuni soldi ci sono, mettiamoli a disposizione di chi in questo momento si propone per far partire, creare le condizioni perché parta l'aeroporto di Tortolì". Era solo questo, quei soldi comunque rimangono destinati per quella finalità e quindi riteniamo che l'obiettivo si debba perseguire.

In riferimento poi agli emendamenti che prevedono stanziamenti per il centro intermodale della città di Oristano, collega onorevole Biancu, è stato da altri già detto che la politica urbanistica e quindi le scelte urbanistiche locali non derivano né dall'Assessorato, né dalla Giunta, né dal Consiglio regionale, ma dalle amministrazioni comunali che nell'ambito della programmazione destinano le aree per le finalità per le quali...

Quindi per Oristano già da qualche anno ad oggi ci sono ancora disponibili cinque miliardi destinati all'asse che noi riteniamo debbano rimanere per quella finalità, quindi non stiamo facendo, non c'è nessuna intenzioni di scippare quei soldi, di portarli altrove, però giustamente non possiamo tenere la situazione...

Abbiamo sollecitato ancora una volta l'ARST che è soggetto attuatore e dal Comune è stato risposto che vi è la valutazione del piano urbanistico comunale, del PUC, e che in quella sede al più presto il Comune si impegna a indicare l'area nella quale potrà sorgere il centro intermodale. Per cui, il contenuto dell'emendamento, come dire è superato nel senso che quei fondi, cinque miliardi, rimangono a disposizione dell'ARST che è da noi incalzata perché si proceda, anzi, non è improbabile se si ritiene, si possa ritenere utile, ovviamente non vogliamo entrare come dire, nelle scelte delle amministrazioni locali ma in questo caso potrebbe anche essere utile una conferenza di servizi insieme all'ARST e al Comune di Oristano per individuare, per sollecitare l'amministrazione locale ad intervenire al più presto, ad indicare all'ARST e alla Regione l'area su cui poter spendere questi cinque miliardi. Ma i cinque miliardi non si toccano, rimangono lì, per cui non c'è nessuna volontà in questo senso di dare...

Per quanto riguarda l'aeroporto di Fenosu, collega Sanna, è giusta la considerazione che si debba arrivare ad un piano più generale della politica aeroportuale, soprattutto dopo che si sta andando, anche perché in questo senso la Corte dei Conti a livello nazionale si è pronunciata, verso la privatizzazione, quindi verso una forma di gestione totale degli aeroporti da parte delle società di gestione. Questo vuol dire che finalmente si potrebbe andare alla privatizzazione quindi alla possibilità di aprire la gestione degli aeroporti ai privati che si vedrebbero incentivati ad intervenire grazie alla possibilità di concessioni non più annuali o di brevissima temporaneità, ma invece concessioni avendo una durata, dando un'ampia disponibilità di tempo alla gestione, potrebbero invogliare quindi, consentire una gestione di tutto il sistema aeroportuale più interessante.

Su questo ci impegniamo a presentare delle proposte su cui il Consiglio si dovrà a suo tempo pronunciare, col concorso delle società di gestione e per quanto riguarda in particolare Fenosu, Oristano - Fenosu, ci sono in atto interventi per due miliardi, un miliardo del bilancio '97, un miliardo del bilancio del '98 e poi tre miliardi e cento pari ad euro un milione e seicentomila, dei finanziamenti dell'ex POP '94 - '99, tutti fondi che l'Assessorato sta guidando nella supervisione degli interventi per cui, come diceva il collega Sanna, ci sono alcuni interventi portanti che riguardano l'acquisto di mezzi antincendio, sistemi di volo strumentale e una serie di interventi sulla pista per attrezzature di rampa e adeguamento aerostazione che rendono, iniziano a dare a questo aeroporto una consistenza.

E` chiaro che qualsiasi emendamento che possa portare finanziamenti al settore sono ben accetti, però questo va visto in un piano più generale; quindi non è che critico la proposta del collega che propone di destinare dieci miliardi, però credo che questo vada inserito in un discorso più ampio e quindi non possiamo accoglierlo in termini programmatori in quanto manca una programmazione più ampia e più generale.

Per quanto riguarda poi il riferimento al sistema delle gare che abbiamo indicato, che abbiamo inserito per l'aggiudicazione dei servizi notturni, la disposizione che abbiamo proposto altro non è che un raccogliere in modo coerente gli indirizzi che, durante la discussione della finanziaria precedente e in Commissione consiliare lavori pubblici e trasporti, sono stati indicati alla Giunta per andare in questa direzione.

Altro non abbiamo fatto che essere coerenti con questa impostazione e quindi la previsione che abbiamo indicato altro non fa che adeguarsi alle indicazione, agli indirizzi del Consiglio, sia che siano provenuti da parte di settori importanti della maggioranza e da parte di settori importanti dell'opposizione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 747. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 615 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 616. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 28. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento 28.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo al risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 32

Contrari 41

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Votiamo adesso l'emendamento 178. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Io, Presidente, voto a favore dell'emendamento numero 178 e voglio rappresentare, fare alcune considerazioni velocissime: i colleghi Biancu, Sanna Alberto, Sanna Gian Valerio hanno presentato un emendamento nel quale loro chiedono una cifra, anche esigua, per la progettazione del centro intermodale di Oristano. Credo che sia anche una cosa giusta visto e considerato che ci sono dei territori che nell'arco, nello spazio di qualche centinaio di metri addirittura ce ne sono due, di centri intermodali ipotizzati. E questo è il frutto di un imbroglio, di un imbroglio perpetrato scientemente, ritengo, e sul quale ritengo che debba essere fatta chiarezza.

Allora, a suo tempo fu votata nella finanziaria la realizzazione di un centro intermodale a Macomer, successivamente - l'ho detto e lo ribadisco e mi auguro che rimanga agli atti, e invito il Presidente della Giunta e l'Assessore del bilancio a verificarlo - qualcuno ha alterato il POR e lo strumento attuativo, cioè il complemento di programmazione, alterato da una mano anonima. Il pasticcio continua perché successivamente, assessore Masala, quando sono stati fatti i bandi dei PIT, stranamente c'è un PIT nel quale non era previsto l'asse, non era prevista la misura e veniva escluso che, per esempio, sull'asse 6.1 i comuni potessero essere destinatari della misura. Ebbene, la Giunta e l'Assessorato, Assessore, che lei presiede, ha accettato che questo imbroglio complessivo si consumasse. Parlo di imbroglio, non sto parlando di distrazioni, parlo di imbroglio! Io sono disponibile a risponderne in qualunque sede delle affermazioni che sto facendo.

Questo tipo di azione sta continuando, non è stato ancora dato da parte del responsabile della misura un parere di conformità e di coerenza per quanto attiene a questo aspetto e si sta andando avanti. Io credo che la cosa non possa continuare in questo modo e quindi prego l'Assessore di verificare che non si stiano commettendo, oltre che imbrogli, atti illeciti, fuori dalla legge, contrari alla legge, alle leggi che questa Regione si è data.

In ultimo, per il tempo residuo che mi rimane, io credo che la risposta all'intervento che ha fatto il collega Capelli sia stata data abbondantemente dall'Aula. E' stato un sostenitore dell'emendamento numero 28 della Giunta, ha lanciato invettive nei confronti di tutti, e immediatamente...

CAPELLI (U.D.C.). Ma hai bevuto stasera?

PIRISI (D.S.). Guardi, sarebbe utile rispondere, collega Capelli, non voglio citarle il Corsivo di ieri.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, la prego, si rivolga al Presidente.

PIRISI (D.S.). Sì, Presidente, adesso il tempo purtroppo non l'ho per completare, comunque il mio voto è favorevole. Interverrò successivamente, collega Capelli, in modo tale da chiarire le cose.

Non si tratta anche qui di un attacco nei confronti del centro Sardegna, si tratta di una questione che va avanti da tanti anni, perché il proprietario dell'aeroporto voleva che venisse pagato questo aeroporto 12 miliardi; la Provincia di Nuoro aveva fatto una stima per 4 miliardi, si era arrivati anche a ipotizzare un accordo fino a 6 miliardi. Il problema, caro assessore Amadu, non c'è un'inerzia, c'è il fatto che il proprietario dell'aeroporto voleva tutta la cifra stanziata in capo alla Provincia di Nuoro, un fatto inaccettabile, perché la stima che era stata fatta, e confermata anche dall'Ufficio tecnico erariale, era esattamente quella che era stata proposta nella prima perizia. Non si tratta di inerzia, si tratta semplicemente di fare le cose per bene.

PRESIDENTE. Concluda prego, onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). Ritengo che le cose si sono fatte e si stanno facendo semplicemente con giustizia e correttezza. Nessun attacco al centro Sardegna, di cui ritengo di far parte anch'io, collega Capelli. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo prima di tutto per ringraziare il collega Pirisi dell'attenzione per l'emendamento 178 e della solidarietà per un'altra zona interna e soprattutto per le motivazioni e le argomentazioni che ha portato sulla positività e sull'opportunità della realizzazione di questa infrastruttura che, tra l'altro, in qualche modo può trovare un raccordo anche con le altre iniziative che si sono realizzate, in particolar modo quella con il centro Sardegna.

Però io ho ascoltato con molta attenzione la replica dell'Assessore, che in parte, Assessore, lei mi ha convinto, però devo dire che è insufficiente. Perché è insufficiente, Assessore? Io ritengo che sia positivo che lei, finalmente, convochi una conferenza di servizi per quanto riguarda la messa in opera e la realizzazione di questa infrastruttura e quindi credo che faccia bene a farlo e a farlo quanto prima perché allorché ci sono delle inadeguatezze, allorché c'è inerzia io credo che la funzione dei singoli Assessorati, in questo caso del suo Assessorato, sia quella appunto di attivare tutti quegli strumenti che possono portare al conseguimento dell'intervento.

Debbo dire, però, che sono parzialmente soddisfatto e chiederei a lei, siccome qui esisteva uno stanziamento non di 5 miliardi, Assessore, che lei ripetutamente ha richiamato, ma esisteva uno stanziamento di 8 miliardi, quindi credo che da parte sua ci debba essere, poiché queste erano risorse destinate a quel territorio, per quell'intervento, io credo sia suo dovere recuperare questi 3 miliardi che sono andati in perenzione per essere destinati nuovamente a quel territorio e nuovamente a quell'intervento.

Se c'è questo impegno da parte della Giunta, dichiaro il ritiro dell'emendamento 178.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ovviamente avrei dichiarato il voto contrario, ma naturalmente sottolineo l'impegno della Giunta di tenere conto di questo nel prossimo programma perché, effettivamente, 3 miliardi sono andati in perenzione e quindi andranno recuperati successivamente.

Quindi prediamo atto della disponibilità del presentatore al ritiro dell'emendamento, però, siccome sono state usate parole abbastanza pesanti con riferimento a un altro centro intermodale, vorrei fugare il sospetto dei colleghi su delle affermazioni, cioè qui si tratta di ristabilire i fatti così come sono accaduti e l'onorevole Pirisi è stato da me reso edotto di tutti gli elementi a disposizione e insieme a lui anche il sindaco della sua città, e cioè il sindaco di Macomer. Il Consiglio regionale aveva approvato una norma in finanziaria con la quale veniva individuata nel comune di Macomer la localizzazione per la realizzazione di un centro intermodale ed erano state stabilite anche delle risorse. Il complemento di programmazione, approvato dalla Giunta regionale, indicava invece nella città di Borore un argomento di questo genere. Questi sono gli atti ufficiali, io parlo per atti ufficiali. Che ci siano due centri intermodali, uno finanziato con la legge regionale, l'altro con il complemento di programmazione, certamente è una cosa che sorprende molto anche noi tant'è che l'assessore Amadu ha convocato una conferenza di servizi per capire un po' questa situazione, però sono due finanziamenti paralleli.

Le posso, però, garantire, e lei sa che sto dicendo la verità perché ha visto quest'atto, che l'individuazione di Borore fu indicata in periodo non sospetto dall'amministrazione provinciale di Nuoro, con lettera regolare, non so da chi e firmata, questi sono atti scritti. Però noi eravamo d'accordo sul fatto che lei avrebbe avuto tutti gli elementi a sua disposizione, cosa che è stata fatta, però la prego di non usare termini tipo "imbroglio", perché ho avuto modo di chiarire che l'imbroglio ha rilevanza penale. Cioè voglio dire questo, per essere più preciso: se io ho commesso un imbroglio, lei mi deve denunciare all'autorità giudiziaria penale, al Procuratore della Repubblica. Questo volevo dire.

spissu (d.s.). Una manomissione, non un imbroglio!

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 178 è ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 353. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

spissu (d.s.). Ma come abbiamo contato?

PRESIDENTE. Faccio ripetere il voto. Quando il voto è dubbio, il Presidente può anche farlo ripetere. Almeno con l'aiuto che ho dai Segretari…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Qualcuno chieda il voto elettronico, però!

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione nominale, abbiate pazienza, di fronte a un voto non chiaro devo far ripetere la votazione.

(Sette consiglieri appoggiano la richiesta)

Votazione nominale dell'emendamento numero 353

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 353.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Vorrei sapere come ha votato il consigliere Pacifico, il cui voto risulta nullo. Siccome la votazione è palese lo dichiari.

PACIFICO (d.s.). Favorevole.

PRESIDENTE. L'onorevole Giagu?

GIAGU (La Margherita-D.L.). Favorevole.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Evidentemente c'è stato un errore, ha votato male, siccome il voto è palese lo si può dichiarare.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CARLONI - COGODI - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - SCARPA - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - FOIS - MURGIA - SANNA NIVOLI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 73

Votanti 69

Astenuti 4

Maggioranza 35

Favorevoli 37

Contrari 32

(Il Consiglio approva).

Si dia lettura dell'articolo 13. Colleghi, il Consiglio è ancora aperto. C'è un collega che ha chiesto di parlare. Vi chiedo di avere pazienza.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, chiedo di sospendere i lavori e di riprenderli domani mattina, perché l'accordo tra tutti i Capigruppo era che dopo l'approvazione di questo articolo saremmo andati a domani mattina.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, quell'accordo non è stato comunicato al Presidente. Ha domandato di parlare sullo stesso argomento l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Siamo d'accordo con l'onorevole Fadda, anche perché inviterei il Presidente a fare un sorteggio sui posti, perché siamo in grave pericolo ormai da troppo tempo e siccome se scende uno di questi ne ammazza qualcuno non vorremmo far parte della combriccola, quindi vorremmo che un po' di coloro i quali stanno alla destra e a sinistra possano passare al centro e noi scegliere strade diverse.

PRESIDENTE. Va bene, mi rendo conto che la giornata è stata faticosa, forse c'è bisogno di riordinare le idee. Il Consiglio è aggiornato a domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 21 e 41.



Allegati seduta

CCCXXXVII SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì 26 Marzo 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente BIGGIO

indi

del Vicepresidente Salvatore SANNA

indi

del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 15 e 38.

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 20 marzo 2003 (331), che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 383/A. Ricordo ai colleghi che siamo in sede di discussione dell'articolo 11 e dei relativi emendamenti. E' presente in aula l'onorevole Rassu, che aveva chiesto di intervenire.

RASSU (F.I.-Sardegna). Sta anticipando, Presidente? Doveva parlare l'onorevole Selis.

PRESIDENTE. Non sto anticipando, sto seguendo un ordine obbligato.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Era stato annunciato l'intervento del collega Selis. Chiedo una sospensione di dieci minuti.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa, riprenderà alle ore 15 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 15 e 39, viene ripresa alle ore 15 e 51.)

PRESIDENTE. Sull'articolo 11 e relativi emendamenti il primo iscritto a parlare era l'onorevole Selis, che non è in aula; il secondo iscritto a parlare è l'onorevole Rassu.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, giusto perché l'articolo 11 riguarda il settore industria, un settore che tutti conosciamo attualmente in Sardegna in difficoltà specifiche; difficoltà che sono state rimarcate ed evidenziate dalla sesta Commissione, che mi onoro di presiedere, e per certi versi e per certi aspetti, per quanto riguarda i poli chimici, trattate nello specifico con incontri avuti anche nelle sedi opportune con i sindacati, i lavoratori e gli amministratori sia delle società interessate - parlo del Petrolchimico di Porto Torres - che con gli amministratori comunali, giusto appunto per approfondire questa importantissima tematica e problematica che mette in forse in Sardegna migliaia di posti di lavoro.

Comunque sia l'articolo 11, se poi andiamo ad esaminarlo nel suo contesto, almeno al primo comma dobbiamo senz'altro dire che è un comma qualificante, perché questo sì è un dato storico. Se andiamo a vedere sono presenti 12 milioni e 800 mila euro da spendere sul programma per la riqualificazione dei poli chimici e del polo metallurgico. E questa, consentitemi di dirlo, è la prima volta che succede, cioè c'è l'attenzione da parte dell'Amministrazione regionale per la riqualificazione e bonifica dei siti industriali. L'altro ieri a me non è sfuggita l'affermazione che il Ministro dell'ambiente ha fatto in occasione della sua visita in Sardegna, il quale, di fatto, ha affermato che per quanto riguarda la bonifica dei siti industriali in Sardegna verranno concessi a breve qualcosa come 100 miliardi delle vecchie lire, che andranno a sommarsi a questo importo. Da notare ancora sotto questo aspetto, e non bisogna questo dimenticarlo, e su questo vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio, poiché la sesta Commissione non è stata in questo senso assente, bensì attentissima, non bisogna dimenticare che ancora restano da spendere da parte delle industrie, ma principalmente dall'Enichem, altri 100 miliardi proprio per la riqualificazione dei siti industriali, laddove appunto l'Enichem è presente con i suoi impianti.

Ho accennato alla preoccupazione, ed è una preoccupazione basata su dati reali, quella che la sesta Commissione e il sottoscritto qui sta esprimendo anche a livello personale, perché se andiamo a vedere è in atto, ormai da parecchi anni, la dismissione dei poli chimici in Sardegna. E' una dismissione che di fatto riguarda - se andiamo a verificare - il 90 per cento dell'industria sarda, poiché la chimica rappresenta il 90 per cento dell'industria sarda. Ebbene, questo è un problema che deve polarizzare l'attenzione del Consiglio in questa discussione, poiché, guardate, è vero anche che il costo dell'energia è un handicap negativo per quanto riguarda la nostra industria, è un handicap negativo in quanto i costi di produzione di fatto sono oltre il 30 per cento in più dei costi di produzione che a parità di condizioni sopperiscono le industrie continentali, ma è anche pur vero che nell'accordo di programma che la Giunta sta portando avanti, a tappe forzate, col Governo centrale è presente un progetto per quanto riguarda l'abbattimento del costo di produzione energetico, al fine di dotare le industrie energivore di una fornitura a basso costo dell'energia. Questo è uno dei punti più qualificanti dell'accordo di programma che sta portando avanti la Regione col Governo centrale.

Ma c'è un pericolo a cui bisogna stare attenti, e cioè la dismissione a pezzetti dell'industria chimica in Sardegna. Questo è un programma che sta mandando avanti l'Enichem, sotto sotto, sommessamente, a colpi di mano; l'ultima, dell'altro ieri, è appunto la dismissione dell'impianto di acrilonitrile di Assemini, che metterebbe in forse oltre 70 operai di Assemini e altri 250 occupati di Ottana. Ebbene, questo è un programma che sta andando avanti subdolamente. Noi abbiamo richiamato l'attenzione dei dirigenti Enichem e degli altri dirigenti delle industrie presenti in Sardegna affinché questo non avvenga. La Regione sarda ha il diritto-dovere di difendere i posti di lavoro esistenti, ha il diritto-dovere di intervenire presso lo Stato affinché l'Enichem o l'ENI, per quanto riguarda l'Enichem, che poi è un'azienda statale, per cui si tratta direttamente dello Stato, non metta in atto e non continui a mettere in atto questa politica di dismissione, poiché i disoccupati restano in Sardegna e la problematica aumenta invece che diminuire.

Come sopperire a questo? Sopperendo a questo innanzitutto identificando, nel caso ciò sia possibile, un unico soggetto che possa acquisire o acquistare gli interi impianti ancor prima che l'ENI, l'Enichem continui in questa politica, cosiddetta politica dello spezzatino, poiché è chiaro che se man mano vende a pezzi l'azienda, nessun'altra azienda che può sopperire e soppiantarla nel complesso, non trovando degli impianti funzionali, può assolutamente acquistare, in quanto in Sardegna esiste il circuito completo partendo da Assemini sino a Porto Torres per poter definire un ciclo completo di lavorazione, e per quanto è risultato alla Commissione, esistono attualmente delle offerte o almeno dei soggetti che possono essere interessati a questo e impedire quindi questa dismissione. E' chiaro che la Regione in questo caso deve fare la voce forte e deve farla col Governo centrale.

Non è possibile permettere questo, è necessario puntare sulla riqualificazione dell'industria chimica in Sardegna, puntando a una chimica ambientale, puntando a una chimica fine, puntando a una riconversione sulla chimica farmaceutica. Questo è possibile farlo con un po' di attenzione, anzi con molta attenzione, è necessario farlo ed è necessario farlo in fretta. E' necessario comunque avere, una volta per tutte, delle risposte certe sull'abbattimento del costo energetico, perché questo è il vero handicap di tutta l'industria media, grande e piccola in Sardegna, è un grosso handicap che è un freno alla nostra produzione, perché di fatto il costo di produzione è di per sé aggravato di un onere abbastanza elevato, cosa che nel Continente ciò non avviene.

Su questo è necessario, io sono convinto di questo, puntare su progetti certi, fare delle proposte affinché possano le industrie sarde lavorare alle stesse condizioni delle industrie del Continente, affinché in Sardegna non ci sia e non continui una fuga da parte della media e grande impresa della Sardegna, che - questa è una mia opinione personale - pur non rappresentando una e unica risorsa strategica rappresenta di per sé una risorsa insostituibile e una risorsa non solo insostituibile, ma che può essere potenziata con le professionalità e con le nuove professionalità che attorno ai poli chimici sono nate e sulle quali si crea un'aspettativa di lavoro. Altro che mandare a casa gli operai ed i dipendenti che attualmente ivi lavorano! Ci sono le concrete possibilità affinché l'industria chimica in Sardegna possa essere riqualificata, possa essere riconvertita. Questa è la strada da percorrere, non si può parlare oggigiorno di atterrare completamente gli impianti, ma bisogna parlare di riconversione, come ho detto prima, e di riqualificazione. Ci sono gli elementi e i presupposti affinché questo avvenga, questo è un dovere specifico che nell'accordo di programma che la Regione sta mandando avanti col Governo centrale deve tener fermo, deve tenere come punto fermo, affinché ci sia l'impegno complessivo e totale dello Stato italiano: primo, che non venga ceduta a pezzetti l'industria in Sardegna; secondo, che si trovino soluzioni per l'abbasso del costo energetico; terzo, che si potenzino le industrie energivore affinché queste producano a basso costo energia necessaria e sufficiente per le nostre industrie. Quindi riqualificazione e riconversione, questa è la trattativa su cui bisogna portare avanti il discorso, senza assolutamente nascondersi dietro un dito, ma dire chiaramente se ancora l'industria in Sardegna, e principalmente l'industria chimica, ripeto, l'industria chimica non di base, ma l'industria chimica fine e ambientalmente compatibile in Sardegna ha un futuro e se così è difenderla, e se così è creare i presupposti affinché non venga dismessa, e se così è creare i presupposti affinché non vadano ceduti posti di lavoro, ma bensì vengano tenuti questi che ci sono e, nel caso, man mano sostituiti da professionalità che ancora in Sardegna abbiamo e di cui la Sardegna ha necessità. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi, noi affrontiamo questo capitolo della finanziaria in un momento alquanto particolare. Parliamo di industria e parliamo del ruolo e della funzione della nostra Regione rispetto al mantenimento del settore industriale.

Poc'anzi l'onorevole Rassu, facendo riferimento ad alcune iniziative che abbiamo intrapreso come sesta Commissione ricordava il ruolo che la Commissione ha avuto rispetto alla crisi della chimica di base e in modo particolare rispetto all'Enichem. Noi siamo stati negli impianti dell'Enichem di Porto Torres, dove la situazione, dal punto di vista sindacale, dal punto di vista di quegli impianti, è in un vicolo cieco, nel senso che quel polo industriale rischia di essere completamente messo fuori gioco.

Allora, a me pare che al comma 1 dell'articolo 11 occorra richiamare quanto sino a questo momento l'Assessore dell'industria e il Governo regionale hanno perseguito dal punto di vista dell'accordo quadro col Governo nazionale.

Stamattina CGIL, CISL e UIL, insieme alla Confindustria, hanno lanciato un ulteriore grido d'allarme, nel senso che nel settore della chimica può avvenire un effetto domino: la chiusura di un reparto a Macchiareddu porterebbe di seguito la chiusura di Porto Torres e la chiusura di Ottana. Io credo che ci sia stato uno sforzo vero e sincero da parte dell'Assessore dell'industria in Regione, però credo che manchi un'analisi forte rispetto al ruolo e alla funzione che ha l'Enichem in Sardegna.

Voglio fare questa considerazione perché gli impegni dell'ENI in Sardegna sono stati sempre impegni funesti, mi riferisco un po' a quanto è accaduto, per esempio, nel Sulcis, con la dismissione delle miniere: hanno lasciato un territorio completamente abbandonato e la Regione autonoma della Sardegna si è dovuta fare carico dei danni e degli orrori che ha combinato questa società. Il Presidente della Commissione, l'onorevole Rassu, diceva: "C'è il rischio di vendere a spezzatino", brutto termine questo, però è un termine sul quale bisogna fare una riflessione.

Io sono convinto che in Italia di aziende che possono gestire impianti di questa natura forse ce n'è una o forse neanche una, e allora un'eventuale disponibilità da parte dell'ENI a vendere trovo che in Italia ci siano poche società, poche aziende capaci di mantenere un impegno di questo genere. Allora credo che il ruolo del Governo regionale sia quello - assessore La Spisa - non solo di ascoltare gli impegni che eventualmente può assumere il Ministro alle attività produttive, che si impegna ad affrontare e a risolvere il problema senza che in nessun modo vengano toccati i livelli occupativi. Credo che quando si tratta con l'ENI, quando il rapporto è tra Regione Sarda ed ENI bisogna puntare i piedi, perché l'esperienza che abbiamo in Sardegna è un'esperienza a perdere, sono sempre state sconfitte quelle della Regione sarda nei confronti dell'ENI.

Allora io credo che l'azione, il ruolo che deve svolgere il Governo regionale non sia solo quello di stabilire un accordo di programma quadro con il Governo, ma sia anche quello di puntare i piedi e di essere a fianco dei lavoratori e di essere al fianco soprattutto di CGIL, CISL e UIL, perché credo che se noi perdiamo la battaglia della chimica è l'inizio della deindustrializzazione della grande industria in Sardegna.

A fianco a questo ci sono anche altri problemi, ma è possibile, mi chiedo, queste sono tutte fabbriche, aziende, industrie cosiddette energivore; noi stiamo facendo un ragionamento sul polo metallurgico, per il quale, assessore La Spisa, il problema poteva essere risolto. Qualcuno mi dirà: "Il progetto di gassificazione è fallito", è vero, però credo anche che probabilmente nessuno di noi ha creduto a questo tipo di impostazione. Io credo che oggi saremo tutti quanti costretti a rivedere le nostre ipotesi e le nostre idee rispetto al progetto di gassificazione. Ma davvero pensiamo che il costo del petrolio, in virtù anche della guerra in corso, possa ridursi? Credo che noi saremo costretti a fare in modo che la miniera di Nuraxi Figus possa essere nuovamente riconsiderata riserva strategica, riserva di un combustibile che abbiamo in Sardegna, l'unico in Italia, sul quale dobbiamo dare risposte. Allora, assessore La Spisa, quando lei, d'accordo con le organizzazioni sindacali, intraprendendo un'iniziativa la quale afferma che la miniera può essere pronta a produrre un milione di tonnellate di carbone, si tratta di capire questo milione di tonnellate di carbone dove viene utilizzato. Io francamente la penso in questi termini: è vero che c'è un processo, diciamo così, di rinnovamento delle nostre centrali, anche a Portovesme siamo in fase di realizzazione della centrale a letto fluido, però credo anche che per produrre un milione di tonnellate di carbone occorra avere un sistema dal punto di vista della produzione di energia elettrica, quindi di centrali, adeguato alla situazione, perché se noi non riusciamo prima a risolvere il problema di chi deve bruciare questo carbone stiamo facendo un ragionamento che non è finalizzato all'utilizzazione di questo importantissimo combustibile.

Allora il problema qual è? E' vero che le aziende di Portovesme, Portovesme S.r.l., Eurallumina, Alcoa, possono essere interessate ad utilizzare il CIP 6 per costruire una centrale che utilizzi questo combustibile. Se è vero, io credo che possa essere un'alternativa, che non è quella alla quale lavoro, perché considero che il gassificatore sia un elemento fondamentale, però può essere un'alternativa nel senso che il carbone può essere utilizzato in maniera complessiva. Allora su questo attendiamo risposte, perché se non risolviamo il problema dell'energia in questa regione vuol dire che stiamo rinunciando a un sistema industriale del tipo di quello di Portovesme, quello di Macchiareddu, quello di Sarroch, quello di Ottana, quello di Porto Torres. Allora io credo, Assessore, che lei faccia uno sforzo, anche con la ristrettezza delle risorse; è una novità, ne prendiamo atto, quando si intende utilizzare questi fondi per infrastrutture. E` un fatto importante, è un fatto nuovo, ovviamente tutto ciò deve essere legato ad una programmazione e sapere anche che vanno in qualche misura affrontati e rilanciati gli strumenti che abbiamo a disposizione, mi riferisco in modo particolare alla contrattazione negoziata, ai contratti d'area e via discorrendo.

Sull'emendamento presentato dalla Giunta, assessore Masala, relativo al contributo a favore delle consociate EMSA, credo che rispetto al contenuto sia dell'emendamento presentato dal collega Cogodi rispetto a quello presentato dalla Giunta, intanto occorre chiarire, noi continuiamo, dopo la liquidazione dell'EMSA, a finanziare tutte quelle società che sono rimaste in carico alla Regione, anche perché avevamo previsto che ci doveva essere il paracadute per questi lavoratori; però a me pare che nell'emendamento presentato dalla Giunta manchi un elemento importante; oltre a IGEA, Nuova Mineraria Silius e PROGEMISA non è citata CARBOSULCIS. Quando stavamo parlando dell'articolo 1 c'è stato un allarme relativamente ad un emendamento soppressivo sui fondi che dovevano essere utilizzati per CARBOSULCIS. Per fortuna quell'emendamento è stato respinto, però credo che in questo emendamento, per esprimere un voto favorevole, perché sono d'accordo, debba essere citata anche la CARBOSULCIS.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Pochissime considerazioni. Parto proprio da dove ha concluso il collega Calledda. Nella precedente legislatura quest'Aula è stata più volte chiamata a discutere delle vicende EMSA e delle vicende Carbosulcis; tra l'altro votai contro il passaggio, il trasferimento al sistema regionale della Carbosulcis, liberando il sistema delle Partecipazioni statali e lo Stato da questo obbligo e da questa incombenza, ricordo che fui anche additato in prima pagina sulla stampa per un atto che sembrava strano per uno che, allora era del Partito Democratico di Sinistra, votava contro i minatori, io che tra l'altro ero figlio di un minatore.

In quella occasione più volte quest'Aula ha dibattuto i temi del sistema EMSA, e tra l'altro ebbi in qualche occasione elemento di polemica, anche con il ricorso agli emendamenti sottoscritti da più colleghi, di polemiche sia l'allora assessore, mio compagno di partito, Pinna, che anche con l'allora Presidente dell'EMSA, che é l'attuale mio collega Pinna, e sostenni in più occasioni le battaglie di un giovane sindaco di Iglesias che rivendicava l'avvio della liquidazione di questo sistema e il trasferimento agli enti locali di quell'immenso patrimonio minerario che avrebbe dovuto rappresentare lo sviluppo, il volano di sviluppo di quella realtà, mi riferisco al sindaco di allora di Iglesias, Mauro Pili; entrando in polemiche spesso anche con la mia parte politica nel condividere quelle battaglie, quelle lotte; vedo che col passare del tempo gli interventi del collega Balletto, che non c'è la finanziaria, che non dedicava tre, quattro interventi alla discussione sul sistema EMSA, vedo che il sistema EMSA sopravvive alle stagioni, sopravvive agli schieramenti, sopravvive a tutto.

Pongo questa riflessione non perché, perché poi comunque voterò a favore di quell'emendamento, per dire: "Ma quando è che si avvia la riforma reale e si procede ad attuare quella legge, comunque con grande fatica, con conflitti, con situazioni di cui abbiamo parlato anche prima, che hanno diviso quest'Aula, questo Consiglio, gli interi Gruppi, si è comunque arrivati a compimento approvando la legge di riforma e di liquidazione di quel patrimonio?". Non credo che facciamo cosa utile neanche a quelle popolazioni, a quei territori se si continua a far sì che quella riforma non si concretizzi, non si realizzi e si avvii un nuovo processo di sviluppo per quell'area, per quei territori. Lo dico perché noto una contraddizione tra l'agire di alcuni colleghi nella precedente legislatura e l'azione concreta - invece - di questi quattro anni, compreso l'ultimo fatto di queste ore.

Un'altra considerazione la faccio sull'articolo 11, dicendo semplicemente due cose, che se volessi capire qual è la politica industriale della maggioranza e della Giunta attraverso l'articolo 11 credo che si capirebbe che l'industria per la maggioranza e per la Giunta in Sardegna non conta nulla. Credo che dall'articolo 11 si capisce che non c'è nessuna politica industriale. Non dico che non c'è nelle partite nazionali, come ricordava il collega Calledda, per quanto riguarda le partite relative alla questione chimica, ma non c'è su nulla. Non vedo neppure le cose che diceva Antonio sulle infrastrutture, qual è quella iniziativa che vede una politica industriale, per dire: "Abbiamo scelto la piccola e media industria, abbiamo scelto la piccola e media industria legata al territorio, abbiamo fatto questo e abbiamo fatto quest'altro". Non c'è nulla! La vedo presente in qualche scaramuccia qui e là per quanto riguarda le questioni degli assetti che si danno nei vari consorzi industriali, non c'è una proposta di modifica o di intervento per quanto riguarda persino questo aspetto, non ci sono danni, proposte concrete di infrastrutture delle aree industriali e delle aree per gli altri investimenti produttivi, non c'è nulla! Il tutto si riduce, si dice, anzi, che si vuole intervenire per semplificare, per ridurre la strumentazione pubblica che opera in questo settore e poi anche oggi vediamo che ci sono nuove agenzie, agenzie che diventano interagenzie e si moltiplicano invece quelle strutture e sovrastrutture che drenano risorse dal mondo pubblico e che poi tutto sommato non rispondono mai in termini concreti alle iniziative per quanto riguarda l'obiettivo per il quale quelle strutture si sono create, per cui, come diceva stamane il collega Falconi per quanto riguarda il BIC Sardegna, ma vedo altre due agenzie, una che si vuole finanziare, che dovrebbe favorire la fuoriuscita delle nostre imprese in un mercato più ampio ed internazionale, non si ha rapporti tra la Giunta e il mondo delle rappresentanze sociali vere, che hanno contestato questa finanziaria e che contestano anche queste agenzie e che contestano anche queste sovrastrutture, penso la stessa Confindustria, che pure è rappresentata certo non da un rivoluzionario di sinistra, ma da un collega, da un amico dei colleghi di Alleanza Nazionale; penso all'Associazione delle piccole e medie industrie, cioè dalla finanziaria si evidenzia che in Sardegna politica industriale non ce n'è! Non ce n'è sulle grandi partite, ma non ce n'è neppure sulle partite più piccole che diano un'idea di cosa si vuole fare in Sardegna. Eppure sono convinto, io che pure ho sempre seguito un altro settore, ho sempre rappresentato quello agricolo(?) che non ci sia prospettiva di sviluppo nel nostro Paese, nella nostra Isola se non c'è alcun equilibrio e se non c'è uno sviluppo del settore industriale.

C'è solo una parte, non lo faccio questo in polemica per quanto riguarda la Sardegna centrale, è giusto intervenire per la Sardegna centrale, però il riscontro, lo faccio solo per far riscontrare che quelle che erano prima le zone interne adesso non sono solo zone interne della Sardegna centrale, aggiungo che zone interne ce ne sono anche in altre parti della Sardegna, perché la Marmilla, l'alta Marmilla, la Trexenta, il Sarcidano, il Gerrei, il Sarrabus sono zone interne che puntualmente non troviamo mai in nessuna proposta di finanziaria con politiche di sviluppo per quelle aree e per quei territori. Vedo anche che si fa riferimento a zone interne della Sardegna centrale, quindi neppure a tutta la Sardegna centrale ma solo a parte di quella stessa Sardegna centrale; e anche questo seppur - ripeto - é da noi ed anche da me, che pure non faccio parte della Sardegna centrale, condiviso perché penso che ci sia un obiettivo di riequilibrio per quelle aree, per quei territori e quindi un intervento giusto, lo segnalo solo per dire che zone interne in Sardegna ce ne sono altre, ed ho citato solo quelle della provincia di Cagliari, dell'oristanese, ma penso che possano essere riscontrate in tante altre parti della Sardegna dove ci sono i tagli di sviluppo e dove occorrerebbe, magari attraverso i PIT, visto che non si fa attraverso la finanziaria, realizzare quell'equilibrio che invece non siamo riusciti a realizzare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, alcune parole che mi ha stimolato il collega Marrocu, quando parla di politica industriale, di articolo 11 deve tener conto che si parla di settore industriale in Sardegna, non in Lombardia, non in Piemonte; un settore industriale che è stato caratterizzato in questi ultimi dieci anni da ricorrenti emergenze, ricorrenti crisi, e dove in questi anni si è messo mano proprio perché il primo comma, che parla di accordo di programma per la chimica tra il Governo nazionale e il Governo regionale è un qualcosa di importante, anche se poi ovviamente i distinguo sono ammessi. Ritengo, e come il sottoscritto molte persone nell'ambito della maggioranza di centrodestra, che è importante stanziare queste somme, però è anche importante dire in termini chiari: oggi il fatturato del settore industriale nel settore chimico ammonta al 32 per cento dell'importo complessivo, stiamo però attenti che questo 32 per cento è gonfiato notevolmente dalla presenza della Saras.

C'è una realtà, ci sono dei livelli occupativi anche se riguardano aziende che attualmente sono private, che devono essere salvaguardate con gli strumenti che la Regione ha, però da qui a dire o pensare che la chimica sia un settore strategico per il futuro sviluppo economico della Sardegna penso che ce ne corra, il che non significa che bisogna smantellare, che bisogna garantire, convertire il settore chimico laddove è conveniente e dove là è compatibile con l'ambiente. Però questa storia di emergenze è una storia che in questi ultimi anni ha visto una svolta, quando parliamo di new economy, per sintetizzare i vari settori, è una realtà che abbiamo di fronte, anche a pochi metri da questo palazzo, quando andiamo a vedere la cittadella di Tiscali, il campus internazionale che sta creando Soru. Sotto questo profilo credo che sarebbe importante, ma sicuramente l'Assessore troverà gli strumenti per far sì che, per esempio, questo stanziamento di 5 milioni di euro a favore dell'università di Cagliari e di Sassari sia canalizzato non solo verso questi due enti, ma sicuramente con il coinvolgimento di quegli operatori privati, e non mi riferisco solo a Soru, a Tiscali, ma mi riferisco anche a molti altri operatori che sono nati in questi ultimi anni e che stanno nascendo anche grazie agli incentivi messi a disposizione dalla Regione negli scorsi bandi della 488.

EMSA. Marrocu, c'ero anche io nella precedente legislatura, però non è che dal 1998 a oggi non si sia..., la legge 33 è stata pienamente attuata. Vorrei ricordarti, collega Marrocu, che fino a tre o quattro anni fa le partecipate EMSA sono passate da ventidue alle quattro che attualmente sono, e sono quattro che non è stato possibile privatizzare. Però vorrei far presente ai colleghi della Giunta regionale che l'emendamento numero 614, anzi, che è stato modificato, che prevede l'erogazione di 30 milioni di euro a favore dell'EMSA, condivido la finalità perché ci sono 1.500 dipendenti ancora nell'universo EMSA, e questi devono essere pagati per svolgere un'attività.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue PIRASTU.) L'IGEA è fuori discussione, perché l'IGEA deve svolgere una funzione nell'ambito del recupero ambientale e dovrà sicuramente essere, attraverso uno strumento legislativo, assorbita dai ruoli regionali, perché l'EMSA non deve essere nemmeno più nominata in questo emendamento per evitare confusioni, non esiste più l'EMSA. Esistono quattro soggetti di diritto, che hanno però - qua ne vengono nominati tre - caratteristiche totalmente diverse, perché una cosa è parlare di IGEA, una cosa è parlare di Carbosulcis e di Nuova Mineraria Silius. Io sto parlando di società che sono al di fuori della legge 33 ormai, perché la legge 33 ha concluso il suo iter. Oggi c'è la Regione, quindi bisognerebbe correggere prima di tutto, a favore delle società - togliere EMSA - "interamente partecipate dalla Regione", perché una volta che è venuta meno..., in più se questo emendamento..., quindi ferma la cifra, per me una cifra che sappiamo, probabilmente non sarà sufficiente.

La seconda parte, fermo restando che io non credo, e come me molti altri anche all'interno della Commissione, che ci possa essere un rilancio in termini economici dell'attività estrattiva nella Nuova Mineraria Silius, anche perché c'è un'unica autorevole relazione scientifica fatta da una società francese che non è assolutamente di questo pensiero. Ma, a parte questo, se così rimanesse formulato, ovviamente poi dovremmo procedere - perché è obbligatorio - ad una notifica della norma all'Unione Europea, perché si tratta di aiuti di Stato, col relativo piano industriale e poi dovremmo attendere probabilmente un annetto affinché l'Unione Europea ci risponda. Così formulato, salvo che non ci sia un piano industriale, ma non credo proprio (no, sono sicuro che non ci sia un piano industriale così definibile) deve essere notificato all'Unione Europea, ma non credo che sia intenzione, perché a questo punto converrebbe fare un disegno di legge autonomo, ma inserire nella finanziaria una norma che poi deve essere notificata all'Unione Europea credo che non sia particolarmente conveniente.

Quindi, collega Marrocu, vorrei dirti che la legge 33 ha eseguito il suo iter, è stato privatizzato tutto quello che era privatizzabile, sono stati ceduti tutti i beni immobili ai comuni che ne hanno fatto richiesta in forza dell'articolo 8 della legge 33, sono state attivate, anche se proprio per la fine della procedura di liquidazione dell'EMSA credo che poi saranno pubblicati i bandi per la cessione ai privati, direttive che peraltro esistono già da due anni. Quindi collega Marrocu, tutto sommato, anche se si è speso molto perché non si poteva fare diversamente, credo che la legge 33 abbia svolto il suo ruolo; può piacere o non piacere ma non possiamo certo dire che c'è stato immobilismo, o meglio c'è stato immobilismo sull'applicazione della legge 33 dal dicembre 1998 - ma anche perché c'erano le elezioni di mezzo - fino al novembre 1999. Successivamente, dal gennaio 2000 fino ad oggi le tappe sono state seguite anche con una certa celerità in alcune occasioni, ma credo che comunque l'EMSA, che in passato è stato elemento di dualismo, di conflitto, oggi non ha più ragione d'essere. Abbiamo 1.500 persone, 1.500 famiglie di lavoratori che hanno una loro dignità, che bisogna salvaguardare, compatibilmente alla normativa, senza fare pasticci come spesso capita che qualcuno, non mi riferisco ovviamente agli Assessori ma a qualche funzionario particolarmente solerte che mi piace sempre nominare senza farne il nome, che sarebbe meglio che forse delle vicende dell'EMSA se ne occupasse il meno possibile, anzi, per dire, niente!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Presidente, penso valga ancora la pena soffermarsi in quest'Aula per continuare a parlare di industrie in Sardegna, proprio perché poco se ne parla e pure garantendo questo settore non solo occupazione ma una larga fetta del PIL sardo, non ha la necessaria attenzione politica per potersi adeguare ai tempi nostri, tanto che non abbiamo un piano generale per l'industria, non abbiamo un piano per l'energia, non abbiamo - per semplificare - un progetto da dove si riesca a capire la direzione assunta dalla Sardegna in un travaso che l'ha vista perdere innumerevoli posti di lavoro, soprattutto nell'industria chimica, come per altro è stato già ricordato; un travaso molto doloroso, di passaggio dall'industria di base chimica per lo più controllata da aziende parastatali fino agli ultimi anni '80 per poi essere privatizzata e via via smantellata.

A questo stiamo assistendo e lo hanno ricordato i colleghi anche nei giorni nostri, si sta completando l'operazione di qualche mese fa con la chiusura del Clorosoda di Porto Torres, oggi dell'acrilonitrile di Macchiareddu che per effetto domino andrà anche a chiudere il reparto dell'acrilico che è quello più consistente ad Ottana.

L'acrilico è stato rilevato dalla società privata Montefibre, produce della fibra acrilica cotoniera fra le migliori del mondo e noi ancora non siamo riusciti ad opporci ad un quasi, sembra, disegno ineludibile di chiusura totale di ciò che ha rappresentato non solo una scommessa economica, ma ha rappresentato - l'abbiamo detto altre volte, gli anni scorsi - una formazione anche culturale industriale che ha portato in Sardegna, ed anche in zone difficili come il centro Sardegna, quella cultura industriale che ha modificato la vita dei sardi che ci lavoravano ma anche di tutti i sardi.

Noi stiamo assistendo a questo quasi senza un intervento energico da parte nostra; il tutto non è che si chiude in Sardegna e si chiude altrove. No! Si chiude in Sardegna e queste cose vengono trasferite altrove. Si chiude in Sardegna e si mantiene Porto Marghera; chi era forte diventa ancora più forte e chi è debole, come il meridione, diventa ancora più debole. Questo processo che non è solo di questi ultimi anni, ma in questi ultimi due o tre anni ha avuto un processo assolutamente accelerato al quale il Governo del centrodestra nazionale non si è né opposto, anzi lo ha forse, senza forse, lo ha sicuramente favorito.

Il Ministro Marzano fa pure gli incontri con la Giunta regionale sarda, assume impegni e dopo un mese - perché è un mese fa che si è avuto l'incontro per parlare di chimica soprattutto - si sta facendo esattamente il contrario! In queste condizioni davvero non la reggiamo, non si può andare avanti, non la reggiamo!

La risposta che viene dalla Giunta regionale è una risposta - me lo consenta Assessore - raffazzonata, che è sotto gli occhi di tutti noi; vi si fanno proposte da parte del centrosinistra sotto forma di emendamenti che possono essere anche rivisti, corretti, ma che sono forme di intervento nell'industria, e non solo nell'industria, assolutamente innovativi che puntano al domani, puntano alla modernità, puntano a quella diversificazione che nella nostra grande industria di base serviva e serve ancora di più oggi a giovani che si affacciano, a giovani sardi che vogliono il loro posto di lavoro, auto crearselo, fare auto impresa e lo vogliono con un sistema snello. Vi abbiamo proposto questa mattina - e ci ritorniamo adesso - un sistema di intervento con Barbagia Found non per un territorio, in quel territorio sperimentale, ma come modello esportabile a tutta la Sardegna.

L'assessore Masala ha semplicemente detto: "L'emendamento non si accoglie", nonostante gli impegni assunti solennemente dal Presidente della Giunta regionale. Un secondo dopo lo stesso assessore Masala ha detto: "Il vecchio, il pozzo nero, il settore che ha divorato tante risorse in Sardegna", si accoglie! Il sistema minerario sardo, lo diceva poco fa il collega Marrocu, pur di reggersi ancora al cambio di maggioranze, al cambio di tutti quanti, quello resta! Resta immobile a divorare ancora soldi. Ed allora vanno a finire alla Mineraria Silius, senza un chiarimento, senza un approfondimento, senza un progetto, anzi c'è il progetto contrario che dimostra il contrario, una relazione internazionale tecnica, seria, che dimostra esattamente il contrario, senza colpo ferire voi intervenite con 35 miliardi di lire, mettendo a repentaglio, anche all'interno del sistema minerario anche - a meno che non si sia chiamati in assestamento di bilancio a reperire ulteriori finanziamenti - mettendo a repentaglio, con questi modi di fare la stessa Carbosulcis, che pure in questi momenti di costo del petrolio va rivista, va rivisitato quel progetto, forse anche rilanciato perché può essere economicamente valido proprio per la congiuntura internazionale favorevole a quella risorsa energetica, può essere rivisto e rilanciato. No, voi non andate in quella direzione, voi andate esattamente in senso inverso.

Beh, così davvero non ci aspettiamo un grande futuro per l'industria, un grande futuro per la Sardegna. Eppure le condizioni ci sono; l'Assessore giustamente ci propone qualche, in forma sbagliata però ci propone, di fare scouting d'impresa per portare in Sardegna dei finanziamenti esterni. E` giusto, io ho condiviso quella misura del POR, condivido soprattutto l'azione che quella misura propone, perché in Sardegna noi abbiamo quello che io definisco genericamente "gli spazi" che altri non hanno, un metro quadro nella zona industriale di Rho, vicino a Milano, costa 500 mila lire, qui un metro quadro di zona industriale infrastrutturato costa poco più di 10 mila lire.

I rapporti economici sono questi, ed allora questi spazi che sono rappresentati da ventisei agglomerati industriali, gestiti da sedici consorzi di sviluppo, da tre aree industriali, da quattro nuclei di industrializzazione, da nove zone di interesse regionale, più a tutto questo bisogna aggiungere quelli che sono in fase di dismissione, i tre poli chimici: Cagliari, Porto Torres e Ottana e un polo chimico metallurgico a Portovesme.

Questi sono spazi industriali che nessuna regione in Italia ha così sotto utilizzati, così inutilizzati. Questo è un valore, è un valore che va utilizzato dai sardi e anche dai non sardi che possono venire e investire qui.

Il tempo non mi consente di analizzare gli altri nodi che non rendono appetibili questi spazi all'industria nazionale; non li rendono appetibili perché abbiamo il nodo dei trasporti che non è ancora sciolto per le merci, soprattutto, abbiamo quel macigno del costo energetico

PRESIDENTE. Arrivi alla conclusione.

FALCONI (D.S.). Abbiamo quel macigno che non ci consente uno sviluppo duraturo e serio che è il costo energetico, ma la risposta non può essere la non presentazione di un piano energetico che dia appunto prospettiva a queste grandi possibilità che ha la Sardegna e abbiamo noi tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Chiarisci, chiarisci, Giorgio, questo imbroglio che vuole fare Masala.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Innanzitutto anch'io mi associo alle osservazioni fatte da Calledda prima e poi dall'amico Andrea Pirastu, per un errore materiale citare l'EMSA, quando è stata l'unica struttura che è scomparsa dalla Sardegna...

(Interruzioni)

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Ho detto continuare ad evidenziare l'EMSA, che non esiste più, mi pare che è stato un errore di trascrizione, certamente.

Comunque è evidente che all'interno delle società, di queste società non può non comparire la Carbosulcis per quella dizione che c'è "sino ad un massimo di..." è meglio che ci sia, perchè all'interno di quei 1500 lavoratori è quella che ne assorbe il maggior numero possibile.

Però io stamattina ed anche stasera, ho sentito dare sull'industria nel suo complesso delle interpretazioni che sono in contraddizione. Ha detto poc'anzi Falconi che abbiamo una serie di strutture dagli ZIR, io continuo a chiamarli ZIR ai nuclei, alle ASI ai due ASI della Sardegna laddove, per altro, si è messo in evidenza che il prezzo non è diecimila lire da nessuna parte se non in qualche PIT o PIP forse, ma non esiste nelle aree industriali un prezzo di diecimila lire, come minimo sono quattordicimila, primo.

Seconda cosa, Gian Valerio ha detto stamattina che bisognava perché un operatore, non so se, non mi risulta neanche a Macomer, non esiste a Villacidro, forse voi, praticamente, avete una confusione fra gli ZIR, i nuclei e l'ASI, ma quando volete vi può essere spiegato quali sono i ruoli, non potrebbero per altre motivazioni che sono fuori da questo contesto. Sta di fatto però che, perché un imprenditore viene in Sardegna? Perché hanno inventato il contratto d'area e il contratto d'area dà una serie di garanzie, di una tempistica, soprattutto, certe garanzie nelle autorizzazioni, che non ci sono da altre parti d'Italia, è nato per essere localizzato nella Campania, in Sardegna e in Liguria, il contratto d'area, esattamente a Porto Torres, l'ho già detto un'altra volta, perché sia la parte centrale sia il Sulcis avevano avuto ingenti finanziamenti di altra natura, gassificazione e più, oppure accordi di programma, come nella Sardegna centrale, poi si è modificato tutto.

Ed allora, scusate un attimo, viene perché ha un terreno in cui ci sono incentivi per quanto riguarda l'occupazione, che non si hanno in altre zone d'Italia, l'unico handicap che ovviamente va superato è quello dei trasporti; ma per tutto il resto è evidente che ci sono vantaggi a venire in Sardegna, soltanto bisogna ripristinare un po' di verità e soprattutto garantire alcune cose che si sono dette e non si sono fatte.

Per esempio è di questi giorni la presenza dell'ex Ministro Letta che erano stati bloccati per errori, però del Ministro Letta e dei suoi consulenti, su un falso che è agli atti, che è quello di aver dato per scontato che dovevano essere inserite in graduatoria delle strutture che non avevano praticamente le aree, che non avevano praticamente fatto la domanda nei termini, per cui si bloccò ma i cento miliardi vanno recuperati, che sono circa seicentocinquanta posti di lavoro. E devono essere recuperati, Assessore, in tempi brevi con una forzatura da parte dell'autorità regionale, quindi sua e del Presidente, nei confronti di chi è preposto perché, queste risorse tornino in Sardegna perché sono state assegnate in tempi recentissimi.

Dico questo perché, quando uno ha cinque anni, ci sono operatori che hanno fatto domanda, per esempio hanno delle aziende a Lugano, a Lugano un lavoratore costa, grosso modo, intorno ai dodici milioni. In Sardegna vogliono realizzare la stessa struttura, hanno di fatto la commercializzazione, anche se si tratta per esempio di settori specifici, pagano la metà, per quanto riguarda il salario, e non pagano per cinque anni o poco o niente il discorso degli oneri riflessi.

Quindi è conveniente venire in Sardegna, è conveniente perchè non ci sono quei problemi che ci sono nella Campania, è conveniente perchè non ci sono i problemi che sono presenti in altre aree geografiche, ed è conveniente perché tutta una serie di forme di sicurezza e cioè di incontri specifici fatti con i Prefetti eccetera, danno le più ampie garanzie. Quindi, c'è la possibilità.

Però ho sentito parlare qui di primario. Cosa vuol dire? Non è che a fasi alterne noi parliamo di primario; noi abbiamo sempre detto che il primario, parliamo da trent'anni, onorevole Falconi, non del primario, il primario in Sardegna è fallito, perché non si sono fatte le seconde e le terze lavorazioni di cui ci siamo riempiti la bocca fin dagli anni Sessanta; è fallito nei vari comparti del granito, del sughero perché non c'è evidentemente imprenditoria, nell'industria chimica, che poi non è mai crollata perché a fasi alterne è stata sempre salvata, nel settore della cartiera, nel settore estrattivo.

Non siamo stati noi ad aver voluto in altri momenti lo scorporo per esempio dell'ENI, ma nella passata legislatura si sono fatte le privatizzazioni sia dell'ENI, non esiste l'ENI nella maggior parte dei comparti e non esiste l'EFIM, che era quella che aveva realizzato le grandi strutture soprattutto nel polo di Portovesme. Esiste oggi la GLENCOR, esistono oggi altre società che si chiamano ALCOA, ieri si chiamavano ALSAR o EURO ALLUMINA oggi si chiamano in modo diverso. Non esiste più l'ENI risorse, esiste invece una società che si chiama Portovesme SRL; ma a questo riguardo però, è chiaro che noi siamo preoccupati, anche perché vedete, parlare del carbone a fasi alterne non conviene, che colpa ne ha l'Assessore dell'industria La Spisa se l'ATI è fallita? Chi l'ha scelta l'ATI, la società che doveva gestire, si è rivolta ad avere i terreni gratis a Portovesme, ventidue ettari, ad avere modificati gli impianti, per quanto riguarda il porto, poi chi andava a girare il mondo non siamo stati certamente noi, si sono ritirati.

PINNA (Gruppo Misto). Berlusconi ha approvato il progetto.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. No, Berlusconi ha detto che era d'accordo ma non mi interessa, chi andava a girare il mondo se vuoi te lo dico anche chi erano pessimi consulenti, che tu non sai, ma io lo so, perché venivano da me, che ero Presidente del Consorzio! E chi sono hanno nomi e cognomi, appartenenza politica eccetera.

Ma io non voglio fare una critica, dico però che la Carbosulcis ci sono le condizioni oggi perché decolli, se qualcuno si è convertito, che è quella parte ben venga c'è gente come me che ne è stata sempre convinta perché ha operato in questo settore quanto te, non certamente meno di te, e ha avuto sempre il coraggio di assumere posizioni chiare a difesa di queste cose in tutte le sedi anche contro la mia parte politica.

Quindi, io dico che bisogna fare una battaglia perché oggi si punti su questo, bisogna mettere delle risorse finanziarie necessarie; non mi fido di nessuno tanto meno di nessun di funzionario, come ha detto prima Andrea Pirastu, anche se è un vecchio amico.

Per cui ci deve essere scritto qui, se i soldi, non è che facciamo, bocciamo un emendamento di trenta miliardi dove non c'è la Carbosulcis e poi si fa riferimento.

Io sono un pochino più moderato per quanto riguarda la Silius. Silius è un fatto di assistenza, molti anni fa è stata salvata, si sa che i filoni sono quelli che sono, si sa praticamente che è un investimento sbagliato in una geografica che è stata mortificata eccetera; fu salvata dieci anni fa, quando i privati uscirono, perché c'è una situazione socio-economica in quella realtà territoriale diversa. Mettiamoci d'accordo, però, non vorremmo essere accusati dopo che si fa assistenzialismo, perché a seconda delle circostanze oggi si chiama Balletto, domani si chiama Pirastu, oppure oggi si chiama per esempio Cogodi, non cambia. Ognuno deve difendere quelle realtà territoriali perché meritano di essere difese, in attesa di avere soluzioni alternative; in carenza delle soluzioni alternative vanno difesi questi posti di lavoro perché è la nostra responsabilità trovare le soluzioni al riguardo; se non le abbiamo trovate dobbiamo continuare e garantire praticamente il minimo carico di spesa per poter estrarre anche se a prezzi non competitivi. Attenzione che abbiamo estratto tutto, dalle bauxiti, che erano non utilizzabili, state attenti che abbiamo estratto il carbone, il piombo, praticamente a valori, con i filoni e filoni che ci sono sapendo già che praticamente spendevamo dieci volte di più; abbiamo, praticamente, lavorato l'alluminio sapendo che produrre alluminio costava il doppio di quanto era sul mercato libero e quindi è una scelta di campo che dobbiamo fare tutti assieme; ed io credo che sia corretto fare anche questa scelta di campo, senza trascurare però il settore che non può essere che settore portante che è la Carbosulcis, che va messo in questo documento, non vorremmo trovarci nelle condizioni che poi non c'è e poi bisogna fare le acrobazie nei confronti di questa categoria che è stata quella che più è stata mortificata, perché duemila miliardi bisogna rifarli rispuntare, quelli che sono stati dati per la gassificazione e che pertanto ci hanno penalizzato in altri comparti.

Ho chiuso, mi bastano due minuti per concludere. Voglio ricordare all'Assessore dell'industria, anche se non è di sua competenza, di farsi carico di un provvedimento che è di fondamentale importanza nell'economia a un'altra area disagiata che è quella del Sulcis; sto facendo riferimento al problema esattamente dell'EUROALLUMINA, è pur vero che riguarda l'ambiente, ma siccome nell'audizione della Commissione Ecomafia si è parlato di questo argomento, i problemi vanno affrontati e risolti, qualunque sia la soluzione. Non va bene la soluzione Amari?

PRESIDENTE. Prego onorevole Oppi, continui.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Allora Presidente ed Assessori competenti bisogna avere il coraggio di dire che la soluzione Amari non si può fare e che c'è l'alternativa, eventualmente che troveranno, che è quella nei bacini e quindi nelle aree praticamente antistanti che non sono perché possono essere utilizzati, consentire che un'industria di questo tipo che dà la garanzia a seimila persone, perché senza questa azienda crolla il polo, in modo tale che abbiano i tempi tali che lo stabilimento stesso non venga chiuso.

Far finta di non accorgersi, non avere il coraggio delle proprie azioni è ignavia e l'ignavia va condannata; quindi, in tempi brevi per avere il coraggio di dire che c'è quella soluzione a mare non si può fare, se ne possono fare altre, aspettare che sia lo Stato e non farlo per mancanza di coraggio è praticamente un atteggiamento non corretto che produce, alla fine, tutte quelle risultanze negative che non possono poi alla fine che ricadere su chi evidentemente questo coraggio non l'ha avuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.- S.U.). Certo che a partire dall'intervento dell'onorevole Oppi, ma non è certamente il solo, si resta naturalmente disorientati per una diversa visione che emerge rispetto alle allocazioni delle risorse.

Ma, io cerco di riallacciarmi, in qualche modo, anche all'intervento dell'onorevole Oppi, per dire che se è vero così come è vero che continuano a prevedersi risorse nella stessa direzione, non si comprende come invece, al comma 2 dell'articolo 11, lo stanziamento previsto e destinato all'accordo di programma a favore delle zone interne della Sardegna centrale, resti sempre uno stanziamento...

Presidente mi scusi ma, non è possibile andare avanti!

PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi un po' di silenzio?

BALIA (S.D.I.- S.U.). Dicevo che è incomprensibile comprendere come lo stanziamento previsto al secondo comma dell'articolo 11 è destinato a finanziarie l'accordo di programma a favore delle zone interne della Sardegna centrale, sia uno stanziamento tanto contenuto ed in ogni caso assolutamente insufficiente rispetto a quelle che sono le esigenze minimali all'interno di quel territorio.

Per cui io chiedo che gli emendamenti 371 e il 442 che viaggiano nella direzione, nel tentativo di impinguare la quota riservata all'accordo di programma, vengano accolti dalla Giunta regionale anche per rendere giustizia rispetto al passato e rispetto a somme che in passato erano destinate, rivolte all'utilizzo in quella direzione e che poi sappiamo tutti quali sono i motivi e dobbiamo riconoscere anche che vi sono stati dei ritardi e poi però sono stati in ogni caso distratte ed utilizzate ad altro scopo.

Ho visto, Presidente e Assessore Masala, che c'è un emendamento rispetto al quale non ricordo il parere della Giunta e del relatore, il 46 relativo all'energia eolica, che prevede l'accantonamento di risorse per dare contributi in quel settore, ma nel settore dell'energia eolica stanno viaggiando in tutta la Sardegna una serie di iniziative, alcune delle quali saranno pure lodevoli e però c'è sicuramente l'esigenza di predisporre prima una legge regionale che fissi alcuni criteri, alcuni parametri, anche rispetto, da un lato rispetto all'impatto ambientale e alle garanzie che in questa direzione debbono essere date, ma dall'altro lato anche rispetto agli impianti perché se è vero che si tratta di energia di produzione, di energia pulita, è anche vero che se gli impianti non hanno alcune caratteristiche che soltanto impianti estremamente moderni hanno, rischiano di produrre un disastro ambientale, per esempio contribuendo alla fuga, alla scomparsa dal territorio circostante e per alcuni chilometri di alcune specie di fauna.

Quindi, occorre sotto questo profilo, direi prima di prevedere risorse, maggiore attenzione e la predisposizione di un progetto di legge organico che regolamenti bene il settore, anche se questo bisogna riconoscere che è il settore verso il quale dobbiamo marciare. C'è invece l'emendamento 376 che riguarda il settore lapideo e che credo debba essere meritorio di attenzione, non foss'altro perché, in quel settore, dopo l'11 settembre, si è creata, rispetto al mercato americano, una condizione di profondo disagio e di profondo malessere che costringe in situazioni di profonda, di grossa difficoltà gli operatori.

Infine, l'emendamento 449, rispetto al quale mi pare che sia la Giunta regionale, sia il relatore di maggioranza, abbiano espresso parere contrario e che riguarda la Barbagia Found.(?)

Io, relativamente a questo emendamento, mi appello davvero alla sensibilità e della Giunta regionale e della maggioranza ma anche degli amici consiglieri regionali di maggioranza appartenenti alla provincia di Nuoro e naturalmente non solo ad essi.

L'assessore Oppi faceva, poco fa, riferimento a risorse canalizzate per un territorio che comportano un impegno notevole, forte, da più anni e non sappiamo ancora per quanti anni. Chiediamo per la Barbagia Found un impegno finanziario abbastanza modesto per un triennio e un impegno che tende a proporre all'attenzione degli operatori della giovane imprenditoria del territorio del nuorese, un progetto che potrebbe essere definito come "progetto pilota", io credo ed è per questo che mi appello alla sensibilità della Giunta e dei colleghi consiglieri di maggioranza, ma in particolare voglio richiamare l'impegno assunto dai consiglieri di maggioranza del nuorese, in occasioni di incontri che si sono svolti in quel territorio, io chiedo - dicevo - una particolare attenzione verso questa problematica partendo dal convincimento che se poi i frutti fossero davvero quelli sperati, si potrebbe esportare quell'ipotesi di progetto verso altri territori.

Quindi, la sensibilità necessaria che si richiede a favore di un territorio oggi, può essere che sia foriera, che sia produttiva di buoni risultati un domani altrove.

Per altro, l'impegno finanziario richiesto per il triennio è un impegno finanziario assolutamente misurato, assolutamente modesto, un impegno finanziario che certamente non produce disastri nelle casse regionali, mentre al contrario, potrebbe produrre davvero risultati ottimali nella Sardegna centrale e in territori che ancora rispetto ad altri vantano motivi di recupero; hanno bisogno di particolari sensibilità, hanno bisogno di particolari attenzioni.

Io voglio infatti rammentare che anche quest'anno - e l'assessore Masala ne è ben consapevole, ha fatto un viaggio, un pellegrinaggio nella città di Nuoro e ha incontrato gli amministratori provinciali - l'assessore Masala è ben consapevole che anche sui PIT nonostante una parziale assegnazione di risorse...

PRESIDENTE. Prego concluda, la prego.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Nonostante una parziale assegnazione di risorse stavolta definita inizialmente è finalmente superiore al passato, in ogni caso è una percentuale di gran lunga inferiore rispetto a quella che sarebbe spettata al nuorese nell'ipotesi che si sarebbero assunti, per esempio, i parametri della ripartizione in base alle zone omogenee. E comunque, Assessore, questo potrebbe essere un elemento di recupero e di riscatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (P.P.S. - Sardistas). Presidente, colleghi, inizialmente ero tentato di parlare ancora una volta della malattia dei tempi di questa interminabile finanziaria ma credo che sia assolutamente inutile. Dico soltanto che la riforma del Regolamento era necessaria, che abbiamo perso sicuramente un'occasione in questa legislatura.

Una riforma che avremmo dovuto fare anche perché non è possibile che l'Assemblea più importante della Sardegna abbia dei tempi così lunghi.

Ieri il collega Gian Valerio Sanna ha detto che da qualche anno, da quattro per la precisione, é prassi di questa legislatura di approvare la finanziaria, ormai ad aprile inoltrato. Ora, siccome ha anche affermato che si sente responsabile soltanto per questa legislatura, eviterò di chiedergli, di fare domande sui tempi e sul come dell'approvazione delle rispettive finanziarie della scorsa legislatura.

Però una domanda vorrei fargliela ed è semplicemente: "Vorrei sapere se ritiene che le lungaggini e i ritardi con i quali noi portiamo questa finanziaria in quest'Aula siano da imputare soltanto a questa maggioranza o se anche l'opposizione ha - cattolicamente parlando - il suo buon esame di coscienza da fare" - così tanto per chiarire.

L'articolo 11 prevede una serie di disposizioni, nel settore industriale e in verità è una norma assai più delicata di quanto non potrebbe apparire ad un primo sguardo, e questo perché mette insieme delle parti strategiche della finanziaria e della nostra storia, soprattutto di quella più recente.

Un settore, quello industriale, nel quale c'è da fare una premessa che si chiama "piano di rinascita" anzi si chiama "piano di rinascita fallito". Piani falliti, visto che la grande industria, che lo Stato, con l'aiuto della classe politica di trent'anni fa e che ha portato in Sardegna è servita soltanto oggi per avere migliaia di cassintegrati. E` servita, ma di questo certo non potete darci colpe, ma dovete prendervele e sono vostre e dei vostri progenitori politici, se siamo diventati un popolo di ex agricoltori e pastori, un esercito senza armi né lavoro, senza più cultura né passato.

Il sogno della grande industria è fallito e a noi che oggi governiamo, non resta altro che prenderne atto e cercare, quando è possibile, di mettere insieme i cocci.

Cosa possiamo fare ora di diverso se non quello di puntare verso un'industria leggera, un'industria che comprometta l'ambiente il meno possibile, anzi che cerchi di preservarlo con le migliori tecnologie? Che cosa possiamo fare se non tentare di stabilizzare quello che resta, di salvare il salvabile - usando una frase fatta - agevolando un'uscita più morbida per i lavoratori, almeno per quelli che sono più vicini alla pensione.

Dunque, ecco la norma e i soldi per la riqualificazione del polo metallurgico sardo, dopo il tramonto della chimica pesante che ha fatto tanti danni in Sardegna, più che avere portato benessere e salubrità.

La Giunta e la Commissione bilancio hanno preso saggiamente atto del fatto che la Sardegna viaggia a più velocità; ci sono delle zone, delle aree, anche vaste, che hanno bisogno, che hanno necessità di un certo tipo di interventi di sostegno, insomma ad uno sviluppo che è già avviato. Ecco dunque un accordo di programma per le zone interne, con quaranta miliardi di vecchie lire, per tentare di creare lavoro e sviluppo proprio in quelle aree, in quelle zone della Sardegna, che più di tutte hanno subito la rovina della grande industria di cui parlavo prima.

Ma oltre ai soldi è necessario dettagliare proprio nell'accordo di programma cosa si intende fare con le risorse, a quali iniziative si debbano rivolgere quei finanziamenti.

Un lavoro che prevede riflessioni generali, prevede priorità, tempi, ed aree; un lavoro che è al di là del voto alla norma dovrà essere svolto.

La questione delle zone interne, che sono scarsamente popolate che é decisamente vasta, con un'orografia complessa, io credo che non si possa assolutamente ridurre a un dato meramente economicistico, ma insieme etico e culturale. In questo articolo ci sono poi investimenti e stanziamenti per l'osservatorio industriale, del quale ci piacerebbe più spesso avere dati ed informazioni sullo stato di salute dell'industria sarda. E poi ancora l'articolo 11 prevede la razionalizzazione della rete telematica al servizio delle imprese, un'infrastruttura tecnologica alla quale sarebbe assolutamente folle rinunciare in un momento nel quale noi dobbiamo assolutamente colmare le distanze con le altre regioni.

Si dice che la Sardegna deve essere in grado di competere in una società totalmente globalizzata. E noi, che pure avremo sempre il mare come fattore limite, quale aiuto possiamo dare, vogliamo dare alle imprese per affacciarsi verso il resto del mondo? Senza la telematica, senza una struttura che promuova gli investimenti esterni, senza più giovani professionisti, specializzati nella tecnologia dell'informazione, quale idea di Sardegna vogliamo proporre per il terzo millennio? Non si tratta di bandiere politiche, la modernità non passa per il centro sinistra né per il centro destra, è modernità e basta.

E` utile in quanto tale e necessita, se vogliamo aiutare veramente la nostra Isola, necessita, è necessaria per uscire da un isolamento che altri fattori hanno generato nei secoli.

A noi anche con piccoli, ma importanti investimenti come questo, il compito di condurre, di portare i sardi verso uno sviluppo tecnologico, perché noi sardi, noi di Forza Italia, come di tutti i partiti che hanno una rappresentanza nelle istituzioni autonomistiche, abbiamo autonomia, abbiamo cultura ed identità sufficienti per esistere dignitosamente e per affermarci dappertutto. Basta comprendere ed assecondare questa identità, che nonostante tutto ci rende, ci fa ancora speciali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sì, è vero, lo diceva adesso anche il collega Licandro, è da circa un mese che dibattiamo della legge finanziaria della Regione e siamo ancora a meno della metà nell'esame degli articoli. Però bisogna pure che riusciamo a darci un metodo e che comprendiamo quali sono le ragioni di fondo per cui alcune questioni possono, debbono e perciò sono via via riprese e sostenute.

Io sono qui da un mese, sono pure intervenuto, ho interloquito, io, i colleghi del Gruppo, su alcune questioni fondamentali dello sviluppo della Sardegna, via via come si presentavano nell'ordine nel quale gli articoli della finanziaria li hanno enumerati. Però siamo qui da un mese aspettando di poter parlare principalmente di una questione che noi abbiamo ritenuto e riteniamo e riterremo essere la questione delle questioni: com'è che in questa Regione si riesce a dare risposta, graduale quanto si vuole, parziale, al dramma dei drammi, alla mancanza di lavoro. E quando noi diciamo lavoro voi ci dite: "Dopo, aspettiamo, arriveremo anche a quel punto", anzi ci dite, e mi riferisco principalmente alla maggioranza, ma non solo, mi riferisco a tutte le anime belle che in questa materia quando diciamo lavoro e lavoro e ancora lavoro voi dite: "Un momento, ne parleremo". E noi vi diciamo: "Grazie, aspettiamo di poterne parlare", perché nel frattempo, dite voi, dobbiamo trattare delle questioni fondamentali, dell'asse portante dell'economia, cioè del sistema e dell'assetto produttivo. Ebbene, siamo al sistema e all'assetto produttivo: ieri si trattava di agricoltura e abbiamo visto che la materia agricola è stata liquidata con quattro cianfrusaglie; oggi siamo all'industria, altro settore portante di un'economia, Licandro, di un'economia moderna, perché un'economia senza base industriale non è un'economia, non dico moderna, ma neppure un'economia vera. Ed allora vediamo quali sono le cose che si riesce a trattare in materia.

Un sostegno di 20-24 miliardi di lire alla realizzazione di infrastrutture industriali e alla propedeutica, così viene definita, delle attività di ricerca (immaginate, la propedeutica all'attività di ricerca!), il comma 1 dell'articolo 11 che discutiamo, va bene. Dite pure, lo dice la Giunta questa norma è stata concordata, anzi concertata parola per parola, virgola per virgola con le parti sociali, va bene pure questo, però, rispetto all'insieme delle grandi questioni dello sviluppo della Sardegna e del comparto essenziale dello sviluppo industriale, se vogliamo dire chimica, se vogliamo dire polo metallurgico, se vogliamo dire comparto estrattivo, insomma si bisticcia attorno alle briciole. Non c'è una visione d'insieme, non c'è una strategia di sviluppo, non c'è neppure la sufficiente attenzione o, vorrei dire, non dico la passione, ma non c'è neppure quell'affezione appena sufficiente per trattare queste questioni nella loro impostazione generale. Dieci anni fa, ricordo che questo Consiglio regionale votava documenti solenni e che il Presidente della Regione allora, chiunque fosse a turno, saliva sulla nave e viaggiava con i lavoratori del comparto chimico e metallurgico per andare a Roma, per inaugurare, per tenere aperta e viva la vertenza Sardegna sullo sviluppo industriale. Si cenava insieme in nave, consiglieri regionali, operai, sindacalisti, perché vi era una coralità e una passione e un'attenzione e anche, in qualche modo, una convinzione che non ha risolto tutto, ma intanto ha risolto qualcosa e ha tenuto aperte almeno alcune strade per lo sviluppo.

Oggi no, oggi appena si dice industria, e fra l'industria è il comparto estrattivo e minerario in questa regione, comunque si chiami e dovunque sia, perché non è vero che il comparto estrattivo in questa regione deve essere affidato alle vecchie fotografie e neppure che deve essere tutto messo nel museo. Vi è una ricchezza e una potenzialità di sviluppo proprio in questa regione che ancora si può fondare sull'attività estrattiva e mineraria che vede presente un patrimonio grande di risorse. Sono state utilizzate male, si sono fatte male nel passato le cose, si facciano bene, ma dove il pubblico fallisce e non tutto e sempre ha fallito, perché mai il pubblico non dovrebbe più parlare di risorse strategiche? E invece il privato, molti privati, andate a vedere il censimento delle concessioni minerarie e le attività che sono in corso, riprendono vigore, e va bene anche questo, vuol dire che c'è ancora una vitalità del comparto e una vitalità del sistema. Perché, allora, fare le pulci sempre e scagliarsi in questo modo ogni volta che si apre la possibilità o si intravede la possibilità della prosecuzione di un'attività produttiva? Avete detto: "Il lavoro innanzitutto deriva dalle attività produttive", almeno queste attività, laddove è possibile, le vogliamo salvare? E uso l'espressione "salvare".

Mi riferisco all'emendamento, alla questione che si tratta, ma è, come dire, in funzione di indebolimento di altre ragioni, di altre situazioni, se in una zona tra le più povere della Sardegna esiste un'unica attività di tipo industriale, piccola, povera, ma comunque ancora in attività, comunque ancora suscettibile, lo dicono i tecnici, non tutti i tecnici, ma chi l'ha detto che i tecnici francesi che stanno a cuore a me - dico a me, che non è vero, perché non sono io - sono migliori dei tecnici cecoslovacchi che stanno a cuore magari a Vassallo? Ci sono dei tecnici che hanno detto alla Regione, non a qualcuno di noi: vi è la possibilità di utilizzare un filone di estrazione a mille metri sotto terra, ricchissimo di un giacimento che prima non era neppure tutto esplorato, solo quello che è a vista di fluorite, di tenori alti, più alti delle miniere d'Europa e la Spagna e la Francia tengono aperte le miniere di fluorite a tenori più bassi, e noi, questa Regione, invece lo dovrebbe abbandonare. Perché è in odio a qualcuno, a un funzionario? Ma prendetevela con il funzionario!

In questo momento la Nuova Mineraria Silius è commissariata e il commissario di questa società è un integerrimo funzionario della Regione, da tutti rispettato e ritenuto capace e severo, e se si parla di un piano industriale vuol dire che sarà un piano industriale. E' nella logica, è nell'ottica di quello che tutti hanno sempre detto, no, non va bene neppure così, perché la miniera deve essere messa tutta nel museo. Non è vero, non è possibile, non è possibile!

Una parola, quindi, che valga non per un territorio e non è neppure giusto, e lo debbo dire. Il Consiglio non concorda? Faccia quello che concorda, faccia quello che vuole, ma non è giusto dire che se mai quella misura che si propone e che parla dell'avvio di un piano industriale, non per 30 miliardi che non è vero, ma per 3-4 miliardi, l'avvio di un piano industriale. Se si può reggere si regga, ma non si dica che comunque per essere sinceri si dice: "E' assistenza a un territorio povero". No, se così fosse io sarei contrario. Deve essere invece sostegno di un'attività produttiva che può essere anche elemento di sviluppo di un territorio che è arretrato, come altri territori della regione, sulla via dello sviluppo e che, cessata questa attività, non avrebbe nulla, zero, di attività produttiva industriale.

E però, qual è l'altra linea di sviluppo di questa Regione, se non si riesce a tenere le attività fondamentali che ancora reggono o possono reggere, si possono sviluppare? Ci sono nel mondo situazioni nelle quali le miniere vengono tenute in esercizio anche senza produrre, perché si sa, nel mondo, in tutto il mondo che molte risorse, soprattutto le risorse minerarie, alcune risorse minerarie, sono risorse strategiche utili domani, tanto che vale tenere in manutenzione le miniere per lunghi periodi anche senza estrarre. E invece qui si estrae e si vende. O vogliamo invece - e poi torneremo perché nell'esame di emendamenti e dei singoli punti di quest'articolo bisognerà pure un pochino tornare - che la nostra Regione pensi che l'attività produttiva moderna, sana, risolutiva per il lavoro, per lo sviluppo, per la cultura, per l'occupazione, siano le pizzerie? Non ho visto nessuno piangere, non si può andare più in una pizzeria nuova e grande in questa regione che non sia una pizzeria della 28. Siamo alla pizza 28! Pizzerie di miliardi, discoteche di miliardi, di 28, e da ultimo questo Consiglio ha approvato, appena un anno fa, una misura di 600 miliardi in sanatoria di 28. In gran parte saranno pizzerie e discoteche, questo è il futuro moderno della regione?

Per favore ricreiamo un equilibrio e ricreiamo anche, se è possibile, un sano confronto in Consiglio, perché in ragione di queste proposte e delle altre che dopo dovremo esaminare, vi sia la possibilità di fare un passo avanti che sia risolutivo nella direzione dello sviluppo e anche e soprattutto del lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, dopo questo accorato intervento del collega Cogodi mi chiedo comunque a chi stiamo parlando. Io non credo che la politica industriale della Sardegna si possa correggere con una finanziaria, ma soprattutto credo che bisogna anche stare ad ascoltare quello che gli industriali, le parti sociali ci chiedono in questo momento, cioè l'approvazione della finanziaria. Perché si fanno tanti discorsi, noi siamo qui da oltre un'ora a parlare, compresa stamattina, dell'articolo 11 e non riusciamo a fare un passo deciso in avanti nell'approvazione della finanziaria che è sollecitata, tale approvazione, proprio da quel sistema industriale che noi stiamo penalizzando, continuando a essere prigionieri in quest'aula.

Io non credo che dagli interventi fatti poc'anzi qualcuno abbia cambiato la propria opinione sul tipo di politica industriale da improntare in Sardegna, e non vorrei cadere nell'orrore di esporre il mio punto di vista, ma non solo il mio punto di vista, ma quello del mio Gruppo, sulle tesi di sviluppo industriale in Sardegna. Spero di poter avere occasione per esprimere tale opinione nel momento in cui discuteremo disegni di legge più marcati in tal senso e soprattutto quando discuteremo, spero in quest'Aula, del Testo Unico per gli incentivi alle imprese.

I provvedimenti previsti in finanziaria sono sicuramente dei provvedimenti tampone, così come abbiamo fatto all'articolo 10 per l'agricoltura, così come stiamo facendo per l'articolo 11 per le disposizioni nel settore industriale. Fare una disquisizione sul sistema industriale in Sardegna affrontando questi pochi commi dell'articolo 11, credo che serva soltanto per disquisizioni teoriche e a volte sconfinanti anche esse nella demagogia. Credo che sia molto importante proseguire nell'esame della finanziaria. Nessuno di noi cambia opinione, presumo, a seguito di queste poche battute che si scambiano in quest'aula e credo che serva a pochi, se non a nessuno, continuare su queste argomentazioni.

Mi voglio soffermare un attimo, perché ci sono stati diversi riferimenti territoriali, è giusto che questo avvenga in quanto molti di noi, ovviamente, nessuno di noi può dimenticare di essere qui anche per sostenere, difendere e rappresentare le istanze del territorio che l'ha eletto, così ho ascoltato con interesse le istanze del Sulcis, e ho ascoltato con interesse, per altro cose già concordate, l'intervento, l'appello dell'onorevole Balia a tutto il Consiglio e in particolare ai consiglieri del nuorese. Un appello che ovviamente è quasi scontato che debba essere accolto, però vorrei farlo o vorrei che tale appello avvenga con più convinzione ogni qualsiasi volta si discute di interventi territoriali. Spero che tale unità, che tale voglia di mandare avanti le istanze di un territorio possano essere rappresentate dallo stesso onorevole Balia, e io sono pronto a votare le cose che condivido, che possono essere condivisibili per gli interventi a sostegno di un territorio, e non facciamo la gara a chi è più debole fra questi due territori. Sarebbe una guerra tra poveri e le guerre tra poveri, come tutte le guerre, e ne abbiamo purtroppo un grande esempio in questo momento, lasciano soltanto dei morti e non risolvono sicuramente il problema. Forse anche questo dovremmo ricordare qui in quest'Aula in questo momento, pensando che è poca cosa quella che noi stiamo facendo qui adesso, pur svolgendo il nostro ruolo istituzionale, rispetto a quello che oggi mortifica le coscienze degli uomini in tutto il mondo.

Ma tornando un po' un attimo sull'argomento e in modo particolare sugli emendamenti 442 e 449, io ritengo che siano emendamenti ambedue apprezzabili, che rispecchiano una necessità territoriale, che possono essere sicuramente significativi per smuovere il mondo imprenditoriale e soprattutto quello giovanile, per quanto riguarda il 449, del territorio nuorese. Ricordo, anzi aggiungo che proprio il Barbagia Found nasce come progetto di giovani imprenditori nuoresi, giovani imprenditori nuoresi si sono misurati sul mercato con grande costanza, con grande impegno, grande professionalità e ottenendo ottimi risultati senza aver chiesto una lira di contributo pubblico sia esso regionale, statale o europeo. Hanno creato, alcuni di loro, un'impresa che è un fiore all'occhiello per le imprese telematiche in Sardegna, ponendo alla base e come capitale soltanto le loro poche disponibilità, ma la loro grande professionalità. Un'azienda che è stata presentata a Milano poco prima della fine dell'anno scorso che ha avuto grande successo in tutta la nazione, e che è portata ad esempio per essere duplicata in altre regioni.

Detto questo io ritengo che i due emendamenti 449 e 442 possano trovare, come dire, una sorta di coordinamento, perché dovremo fare anche i conti con le disponibilità finanziarie che si hanno in questo disegno di legge. Quindi, accorpando magari tutto sul 442, quindi sul fondo e sull'APQ che potrebbe essere aumentato riguardante il comma 2, l'APQ per l'accordo di programma per le zone interne della Sardegna centrale, specificando all'interno di questo emendamento che quota parte pari a 10 milioni di euro possa essere finalizzata al sostegno del progetto Barbagia Found. Credo che questa possa essere una soluzione, e pongo anche questo quesito alla Giunta, che permette l'accoglimento dell'idea, l'accoglimento parziale dei due emendamenti e che possa consentire una corretta copertura di ambedue le iniziative.

Rimando invece il giudizio sull'intero articolo 11 dopo che avremo esaminato e saranno portate all'attenzione dell'Aula anche le intenzioni della maggioranza relative alla valutazione di alcuni commi, quali il comma 5 e il comma 6, che sono inseriti nell'articolo 11, così come per il comma 8, per il quale è possibile non un suo ritiro, ma accoglimento dell'emendamento soppressivo del comma 11. Colgo però l'occasione anche per sottolineare, scusate colleghi dell'opposizione, alcune contraddizioni, perché mentre sul comma 2 stiamo facendo una battaglia comune fra le parti, una battaglia di interessi territoriali a difesa di quei pochi interessi territoriali, mi ritrovo anche a valutare alcuni emendamenti soppressivi che sono tra l'altro soppressivi del comma 2. Perciò ritengo che quelli vadano ritirati...

SECCI (La Margherita-D.L.). Il "176" è stato ritirato.

CAPELLI (U.D.C.). Benissimo, se è stato già fatto, è mia colpa sicuramente non essere stato attento nella... Il 176 è stato ritirato, per cui ritiro la critica, rimane il concetto che comunque era stato formulato e poi viene formulato un emendamento correttivo del comma 2. Ritengo che peraltro qualsiasi riferimento alla storia industriale della nostra isola vada fatta tenuto conto del contesto storico in cui si sono sviluppati i fatti. Io sicuramente non sono un sostenitore dell'industria chimica, ho già spiegato in quest'Aula il perché, ma ovviamente non può essere smantellato un sistema se non ci sono poi i correttivi necessari o una programmazione industriale sostitutiva e, secondo me, migliorativa, e per questo bisogna richiamare anche l'intervento statale nella modifica dell'impianto industriale della Sardegna. Ma non mi sento sicuramente di condannare le scelte del passato, scelte che nel passato sono state fatte in quel momento storico con una ragione ben precisa e che ha consentito a molti territori di uscire da uno stato di degrado che in quel momento era ai minimi storici. Perciò non una condanna sul passato, sicuramente con le cognizioni di oggi avrei combattuto quella scelta, sicuramente gli stessi che l'hanno portata avanti con le cognizioni di oggi, con il corso della storia economica e non solo della nostra nazione e della nostra isola, avrebbero fatto altre scelte, ma sarebbe una facile e sterile condanna sempre basata sul senno di poi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L). Signor Presidente, non vedo in Aula Licandro, ma ci stiamo convincendo che Licandro, come gran parte della maggioranza, se mi è passato il termine non proprio elegante, assomigliano alle truppe angloamericane "mordono e fuggono", mentre noi cerchiamo di svolgere un ragionamento che c'è dato da una delle poche occasioni annuali di confronto sulle politiche generali della Sardegna. Comunque a Licandro vorrei dire una cosa, la nostra società purtroppo lo sappiamo, ce ne rendiamo conto, è consapevole di appartenere ormai stabilmente all'area del benessere e teme un po' di uscirne, ed è per questo che la cultura dominante che si sta sviluppando in questi anni è in grado solo di proporre aggiustamenti, non analisi e cambiamenti. Il benessere nel quale siamo nati, molti, certamente io e anche il collega Licandro, però non ci autorizza a essere ignavi rispetto alla storia dei sardi i quali, sa bene Licandro, che spesso, senza scarpe e senza patria, non più di 40, 50 anni fa vivevano nell'analfabetismo, nella povertà e nel conflitto sociale più acuto. I piani di rinascita che lui non ha capito di allora le rappresenteranno certamente poco, ma intorno a questi appuntamenti si è coagulata l'espressione più alta della lotta autonomistica della nostra Regione e il senso della funzione morale più limpida della politica per il bene dei cittadini che oggi si osserva non ha molto più casa nella politica, nelle istituzioni e dico, per fortuna, non in tutte le coscienze civili in Sardegna. Da questo punto di vista mi consentirà il collega Licandro, rispetto a quelle esperienze, di avere un forte sentimento di nostalgia.

Venendo alle questioni dell'industria, io ho fatto delle osservazioni sull'articolo 11 ma faccio delle osservazioni senza addentrarmi in questa sorta di avvitamento territoriale fra una esperienza, un'altra e un'altra ancora. E dico all'Assessore, io ho presente, credo l'abbiate anche voi, che in materia di sviluppo industriale e non solo non è pensabile che il gioco tra di noi sia quello di addebitarci tra una legislatura e un'altra gli esiti di comportamenti diversi. Diversi perché tra la precedente legislatura e questa fase della legislatura sono avvenuti cambiamenti strutturali ed epocali nel sistema, nella concezione industriale tali da sconsigliare ai più avveduti paragoni non gestibili. Siamo in un'epoca dove la globalizzazione comporta una competitività con una serie di problemi e dove l'ombrello protettivo delle partecipazioni statali che in Sardegna aveva in qualche modo instaurato la cultura e un po' in maniera forzosa la cultura industriale, ha finito il suo ciclo. E dobbiamo comprendere che malgrado i nostri sforzi di allargare le funzioni e gli spazi di questo ombrello protettivo delle partecipazioni statali dobbiamo passare nella configurazione di una programmazione dello sviluppo industriale da una concezione esogena a una concezione endogena dello sviluppo industriale. Oggi il sistema industriale ha a disposizione delle esperienze importanti, la stessa agenda 2000 con i suoi concetti fondamentali richiama a noi l'esigenza che lo sviluppo si attua attraverso il favorire di politiche di coesione e di sviluppo locale. Mi spiace ricordarlo perché può sembrare antipatico, ma la precedente legislatura intuì questo cambiamento. E` come dire, se mi consentite un paragone, che noi affrontiamo oggi la problematica dell'industria e dello sviluppo come se dovessimo attraversare una delle città invisibili descritte da Calvino, fatta di porte di alabastro trasparenti alla luce del sole, ville tutte di vetro e poi improvvisamente una distesa di lamiere arrugginite, tele di sacco, muri ciechi e scritte stinte. Dentro la metafora di questa città invisibile che si attraversa possiamo mettere sia la concezione che cambia del sistema industriale mondiale, sia la nostra esperienza di attraversare la Sardegna dai poli verso l'interno, e la metafora distingue tra quello che non è più nella concezione "fordista" del sistema industriale e quello che non c'è ancora in un riequilibrio di fattori di sviluppo basati sulla globalizzazione. La stessa cosa avviene in Sardegna partendo dal nord o dal sud, fate voi, e addentrandoci verso l'interno. Il sistema industriale insomma invoca prima di tutto una politica del governo regionale fortemente incentrata sulla questione meridionale perché anche qua noi sappiamo che il Sud rimane, il Mezzogiorno rimane rispetto al contesto nazionale, l'unico serbatoio di potenziali imprenditorialità piccola e media disponibile ad un ulteriore implementazione. Lo dicono tutti gli osservatori economici avendo il nord-est esaurito e in qualche modo asfissiato l'area di questo sviluppo. Come fare a sviluppare tutto questo? Bisogna sviluppare una programmazione negoziata, uno sviluppo locale fatto di quei presupposti della coesione sociale che hanno come base la parità delle funzioni in tema di sviluppo e la capacità delle istituzioni di mettere intorno a un tavolo, non paritariamente soggetti, ma nel rispetto delle loro missioni che sono tutte diverse, ma tutte complementari allo sviluppo, fatto che noi non osserviamo. Dico all'Assessore perché è un elemento importante: in Sardegna il valore aggiunto che si realizza nel sistema industriale è per il 46 per cento frutto dell'area di Cagliari, cioè il 50 per cento del valore aggiunto che ha qualcosa a che vedere poi con l'origine del prodotto interno lordo, è evidente, il valore aggiunto, il 50 per cento del valore aggiunto che si produce in Sardegna è sull'area di Cagliari, ma se voi andate a vedere, sono fonti dell'Istituto Tagliacarne, i rapporti fra importazioni ed esportazioni in Sardegna, il 75 per cento delle importazioni globali è assunto dall'importazione di petrolio greggio e i suoi derivati. Le esportazioni, più della metà delle esportazioni che esercitiamo è invece occupato dai prodotti petroliferi raffinati. Questo è il nodo, tutto il resto è la palude sulla quale la politica regionale deve lavorare. E allora quando vedete che le importazioni di generi alimentari in agricoltura, caccia e pesca, rappresentano il 110 per cento rispetto alle esportazioni, cioè quello che noi importiamo è 110 per cento in più di quello che portiamo fuori e quando la stessa proporzione esiste sui servizi che dovrebbero curare il trasporto, cito fra tutti, Assessore, l'industria estrattiva e i lapidei, il trasporto incide per il 25 per cento, mi spiega lei dove fanno il valore aggiunto quelle imprese o in che modo lo devono fare? Allora noi dobbiamo usare un altro approccio che coinvolga i poli forti con le zone interne, scommettendo sullo sviluppo locale che non sia uno sviluppo intercettato dall'istituto regionale ma sia lo strumento di protagonismo delle forze locali dello sviluppo. Osservo, perché è un dato provato, che gli unici esempi di programmazione negoziata in Sardegna che hanno svolto compiutamente la loro funzione, sono quelli che si sono potuti sviluppare senza nessuna funzione della Regione. I patti europei, i contratti d'area, quando ancora non esisteva l'obbligatorietà del cofinanziamento regionale, solo allora abbiamo portato in porto la programmazione negoziata. Quando si parla di strumenti a corredo dello sviluppo industriale e credo di avervi descritto la nostra opzione strategica sul fronte di una politica industriale che oggi pare non avere un'idea se non quella di barcamenarsi tra ipotesi di incentivi svuotando le leggi che devono in qualche modo dare una risposta a questa domanda e dall'altra parte avere questa ambizione un po' improba e sicuramente volta all'insuccesso di voler allargare in maniera esausta l'ombrello protettivo delle partecipazioni statali in Sardegna che hanno finito il loro ruolo e richiamano alla responsabilità del Governo regionale un'idea nuova, una sua continuità e una democrazia dei soggetti sociali al concorso dello sviluppo regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente e colleghi, il Sarrabus Gerrei, zona di Silius, Villasalto, Armungia, San Nicolò, il Sulcis Iglesiente sono certamente tra le zone più degradate del nostro territorio. E dire che in quelle zone, parlo del Gerrei, del Sarrabus, a parte l'attività di allevamento, piccolo allevamento che certo non può dare da mangiare alla gente, il settore che ha avuto maggiore incremento in questi ultimi decenni è certamente quello dell'emigrazione. Non c'è speranza di trovare lavoro e questo accade anche nelle zone del Sulcis Iglesiente dove la pratica più diffusa è ormai quella dell'umiliante e costante ricerca di un posto di lavoro anche duro, anche rischioso purché sia, purché sia un lavoro che consenta loro di vivere. E allora in questa ottica mi sembra che sia da rimarcare che c'è stata da parte della Giunta, la sensibilità di recepire un emendamento presentato dal centrosinistra, il 614, che è un emendamento con il quale si trasferiscono risorse a quei territori, alle attività estrattive o presunte tali o che furono, di quei territori. E allora noi diciamo anche Carbonia, diciamo anche Villamassargia…

SECCI (La Margherita-D.L.). Lo diciamo a Villasalto quello che stai dicendo tu.

CORDA (AN.). Anche a Villasalto, ma anche a Silius, ma anche ad Armungia, anche a San Nicolò Gerrei, anche a Ballao, non le sembra? Se vuole anche a Carbonia, a Domusnovas, a Santa... o no? Ecco mi sembra che stiamo parlando di territori che non hanno avuto molta attenzione da parte del Governo regionale in passato almeno. Oggi c'è questa attenzione rivolta dalla Giunta con questo emendamento modificativo che recepisce... allora in questo emendamento però c'è una stranezza, si parla di Emsa, anzi di consociate Emsa, di Igea, di Nuova Mineraria Silius, Progemisa, l'Emsa non esiste più, si sa, i lavoratori dell'Emsa sono confluiti nell'Igea e non si parla di Carbosulcis. Allora grande rispetto per il territorio molto caro all'onorevole Eliseo Secci, di Silius e di Villasalto, però dobbiamo ricordarci che la Mineraria Silius occupa 160 persone e la Carbosulcis ha a casa adesso 450 disoccupati, caro Secci! E ha 850 persone che lavorano in quella struttura e non solo, ma la Carbosulcis per come sta andando la politica dell'energia nel mondo potrebbe rappresentare anche quel carbone, un'importante riserva strategica, speriamo che sia una nuova opportunità di sviluppo. Però, detto questo, non si può non ricordare che tutte quelle attività sono da decenni attività in perdita, attività di una sorta di assistenzialismo obbligatorio. Noi abbiamo ereditato una situazione, non voglio parlare del passato non vi preoccupate, però abbiamo ereditato una situazione che ci porta ad avere questa grande famiglia di persone che lavorano e lavorano duramente, che sperano di trovare una occupazione migliore e anche più gratificante e anche meno pesante e non l'hanno trovata fino ad oggi perché nessuno si è preoccupato di fare una politica di riconversione, una politica di riqualificazione perché io credo che non si possa pensare al futuro senza preoccuparci di questo, sarebbe stato opportuno che nel passato qualcuno, chi governava, se ne preoccupasse e che si preoccupasse di creare sviluppo e attività alternative e formazione in quelle zone dove le attività produttive erano diventate improduttive, cioè non producevano ricchezza ma producevano debiti. E allora io dico che questa è una cosa che va assolutamente ricordata e non si può non tenerne conto. Quindi io chiedo intanto che nell'emendamento verga inserito il nome "Carbosulcis", poi si boccia l'Emsa che non esiste più, e naturalmente voterò a favore di questo emendamento, ma non è questa la fase della dichiarazione di voto. Dico che comunque deve essere fatta una seria riflessione anche oggi da questa Giunta per studiare in quei territori nuove opportunità di lavoro per la gente che non può continuare a lavorare sentendosi addosso l'umiliazione di essere di peso alla Regione. Io credo che un uomo abbia il diritto ad avere il lavoro e ad avere salvaguardata la dignità, perché chi lavora deve avere il diritto di sentirsi utile. Ecco questo credo che vada recepito da chi governa e speriamo che questo avvenga. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, chiedo scusa mi ero momentaneamente allontanato dall'Aula. Ma questa è una occasione per riparlare del sistema dell'industria in Sardegna, dell'industria pesante. Sono stati fatti richiami, si è parlato del sistema delle partecipazioni statali, in una evoluzione dell'economia e dei mercati che oggi non ne giustifica più la presenza e via dicendo. Però proprio perchè abbiamo una occasione per parlarne è giusto così puntualizzare alcune cose e richiamare alla memoria di noi tutti, alcune situazioni delle quali non si vanno cercando responsabilità perchè è anche vero che, come è stato ricordato da qualche collega che mi ha preceduto, è anche vero che i contesti storici particolari potevano anche in una certa misura giustificare iniziative in una determinata direzione.

Ma se un errore c'è stato è proprio quello di aver consentito in un recente passato, non tanto lontano, di escludere il sistema minerario dalla sovraintendenza e dalla gestione diretta dell'ENI consentendo che questo passasse alla Regione sarda. E questo è avvenuto proprio in un momento in cui, per le difficoltà emergenti del settore, questo tipo di operazione sarebbe stata da evitare nel modo più assoluto, anche perchè altre regioni d'Italia, evidentemente più accorte di noi, e con identica vocazione mineraria, quale per esempio la Toscana, mai e poi mai ha permesso che si consumasse o che si realizzasse una operazione di questo genere che poi, nei riflessi delle economie rispettive, ha concesso o ha permesso che si verificassero danni, tra virgolette, di entità tale da essere difficilmente sopportabili dalla nostra regione. In sostanza tutti gli oneri che gravavano sullo Stato per la gestione del settore noi candidamente, per un tozzo di pane, ce li siamo assunti in proprio. E tutti gli oneri e tutti i problemi non solamente quelli di natura economica, ma anche quelli di natura sociale ce li siamo addossati non si sa con quale animo, con quale spirito e con quale speranza di poter intervenire nel settore.

Il processo della globalizzazione non è un processo di oggi, è un processo che è in atto già da diverso tempo; e i politici più accorti, più capaci avrebbero dovuto con l'intuito che è proprio della politica intravedere con questo tipo di passaggio a quale tipo di problemi e di conseguenti responsabilità si andava incontro. Sta di fatto che noi con il sistema Emsa abbiamo riversato a sostegno di un settore asfittico che non era in grado di reggersi autonomamente, perchè fuori mercato, risorse incommensurabili, qualche migliaio di miliardi se andiamo a sommarlo nel corso del tempo.

E allora sentire il collega Cogodi, del quale riconosco la onestà intellettuale delle battaglie che lui fa, perchè seriamente convinto che in quella direzione si deve intervenire, e io non mi permetto minimamente di mettere in dubbio la bontà delle sue idee, però quando sento parlare di un piano industriale per la Nuova Mineraria Silius non dà nessun contributo alla discussione perchè di piani industriali, a salvataggio e recupero di quelle iniziativa, ne abbiamo sentito parlare non solo in questa legislatura ma anche nella precedente.

Ricordiamoci che per la Mineraria Silius, che è un problema di notevole dimensioni perchè nessuno può e deve dimenticare il dramma e il destino di quei 200 lavoratori alle spalle dei quali stanno 200 famiglie, ed è questo il vero problema che noi ci dobbiamo porre, non certamente quello del salvataggio di una iniziativa imprenditoriale che ha dimostrato nel tempo di non poter esistere, di questi piani industriali dicevo, ne abbiamo sentito parlare sempre e ogni volta noi ci siamo sempre ritrovati in tempi successivi a doverne constatare fallimenti e necessità di interventi che vanno sempre nella stessa direzione.

Io dico che noi onestamente ci dobbiamo dire, e per la parte che riguarda questa maggioranza per non aver saputo in questo scorcio di legislatura individuare le soluzioni alternative, così come era avvenuto in passato per altri che ci hanno preceduto, e dire: "La nostra responsabilità ce la dobbiamo assumere", però noi non stiamo facendo altro che procrastinare nel tempo un certificato di morte che è stato stilato a suo tempo, del quale non se ne vuole prendere atto e che si continua invece a voler ignorare avendo inserita nel corpo morto del settore produttivo al quale facciamo riferimento, una flebo che mantiene in vita, ma senza assicurare funzioni vitali.

Quindi, come ha detto bene il collega Oppi nell'intervento che li ha preceduto, noi per la parte che ci riguarda per le responsabilità che abbiamo, non stiamo stati in grado, ma contributi non ne sono arrivati nella misura in cui potevano anche arrivare, per trovare le soluzioni alternative.

E quindi oggi ci troviamo di fronte ad un sistema che globalmente vede più di mille operai, e quindi più di mille potenziali famiglie, che hanno il diritto di avere assicurato il posto di lavoro per garantire la sopravvivenza a se stessi e ai propri familiari, ma senza avere risolto minimamente il problema, senza averlo affrontato e quindi procedere con un intervento che è di natura prettamente assistenziale.

Questa è la verità, di fronte a questa verità, perchè compito di questa Assemblea è anche quello di intervenire nella direzione del sostegno a chi ha bisogno, ma niente di diverso stiamo facendo, niente di più stiamo facendo, dire che noi con questi provvedimenti e continuando a insistere in questa direzione stiamo affrontando i problemi della Sardegna in maniera tale da risolverli definitivamente, ce ne passa e ce ne passa molto.

Quindi cosa dire dell'emendamento Cogodi, Ortu, Vassallo con tutta il preambolo che ho fatto? Io dico che è un emendamento che deve, per puro spirito di responsabilità, ma non certamente di responsabilità cognita e condivisa e che sia frutto di vere e responsabili scelte, non possiamo che andare nella direzione dell'accoglimento, ricordando anche che questo emendamento altro non fa che anticipare ciò che è contenuto in un disegno di legge che la Giunta ha già presentato perchè la Giunta a questo tipo di problema, con i limiti ai quali facevo in precedenza riferimento, ha dimostrato sensibilità, accortezza e tempestività. Quindi questo emendamento nulla può essere accreditato se non nei termini della tempestività rispetto a quanto già esiste che non abbia fatto la maggioranza ma che va, ripeto, nello spirito piuttosto della solidarietà invece che andare incontro nella direzione della soluzione di un problema che rimane completamente in piedi in tutta la sua gravità e con le responsabilità che ognuno di noi per…

PRESIDENTE. Concluda la prego.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). La parte che compete deve assumersi e non può assolutamente rinunciare a fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero di essere breve perchè dopo tutti gli interventi che si sono succeduti ripetere spiace, quindi cercherò di non far perdere tempo all'Aula. Mi associo anche io a questo dibattito per l'importanza del tema, signor Presidente, perchè come è stato più volte detto, ci sono zone della nostra isola che traggono dalle attività minerarie fonte di sostentamento anche se oggi, a dire la verità, è difficile trovare un'attività mineraria che sia economicamente in attivo. Ciò non toglie che, soprattutto per quanto riguarda il settore carbone e quindi la Carbosulcis, le note vicende attuali di politica internazionale ce la riportano all'attenzione per il valore che questa risorsa, considerata strategica del governo nazionale non da oggi, viene ad assumere in momenti particolari come questo; e l'attività estrattiva certamente può essere remunerativa perchè il carbone con le nuove tecnologie si è ormai dimostrato che può competere soprattutto con le fonti alternative derivanti dal petrolio in virtù dell'aumento dei prezzi che si verifica in queste condizioni di crisi.

Quindi mi sembra strano che non si sia presa in considerazione, in questo emendamento della Giunta anche la Carbosulcis alla quale, a parte l'importanza che deriva del fatto che traggono sostentamento centinaia e centinaia di famiglie, perchè garantisce circa 800 posti di lavoro ultimamente, e in virtù del fatto anche che non si tratta di un puro fatto assistenziale come in effetti si viene a configurare l'aiuto che viene avviato verso le altre attività che meritano, a mio parere, anche esse questo provvedimento della Giunta e questa particolare attenzione che deriva dall'emendamento 614 e quindi dai colleghi Cogodi, Ortu e Vassallo. Perchè dico questo?

Perchè sembra quasi un caso e forse non lo è, ma non voglio tornare alle responsabilità del passato, in questi luoghi dove insistono questi siti minerari che in passato furono certamente importanti, oggi esistono situazioni di sottosviluppo tali che noi non possiamo permetterci da politici, per quanto criticabili, per quanto censurabili, ma certamente consci del ruolo che ci compete, dell'attenzione che dobbiamo dare ai bisogni delle popolazioni di questo territorio che sono tra le più arretrate del punto di vista economico, parlo di vista economico, della Sardegna.

Non per niente il Gerrei, il Sulcis e le altre zone minerarie sono quelle nelle quali il reddito pro capite ha permesso di far rimanere la Sardegna nell'Obiettivo 1. Ho avuto modo nella mia lunga esperienza di operatore della sanità di lavorare sia nel Sulcis che nel Gerrei. Però se una parola debbo spendere, così come sono affezionato al Sulcis per note vicende sociali, l'emigrazione che i miei paesani hanno avuto da secoli verso quel territorio e fortissimi insediamenti di barbaricini, di persone, anche miei consanguinei in quel territorio nel quale ancora lavoro e quindi mi guadagno il pane, certamente il Gerrei però merita una attenzione particolare perchè oltre ad avere un sottosviluppo economico è stato anche bistrattato dalle classi politiche nel passato per quanto riguarda i servizi.

Non esistono ospedali degni di nota, non esistono strade degne di attenzione perchè sono degradate al massimo, nei trasporti, nei servizi sociali, nella presenza dello Stato, veramente è una zona che è stata considerata figliastra e che può ben dire che nei confronti dalla Regione sarda può considerarsi trattata da matrigna.

Quindi credo che noi facciamo un'opera di giustizia se verso questi territori inviamo questo segnale di attenzione che comunque non è sufficiente a ripianare tutti i debiti che abbiamo contratto versi quei territori. Questo segno di sostentamento, verso queste attività, verso queste popolazioni permette soltanto di affrontare il contingente. Ci vorrebbero ben altre leggi, ben altre iniziative per offrire a queste popolazioni delle opportunità di sviluppo e di crescita che meritano e che sicuramente non possono venire dalla continuazione delle attività minerarie. Di questo siamo certi però ciò nonostante io insisto perchè venga preso con particolare attenzione questo provvedimento dall'Aula e voti favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà

SECCI (La Margherita-D.L.). Presidente e colleghi, se ci fossimo limitati all'esame del contenuto dell'articolo 11, in materia di settore industriale forse non ci sarebbe stato bisogno di tante parole e sicuramente io non sarei intervenuto. Mi hanno sollecitato la fantasia soprattutto gli ultimi interventi dei colleghi della maggioranza, che hanno esercitato ancora una volta il leit motiv di quello che si guarda indietro e che attribuisce tutte le responsabilità al passato. Cioè di quel governo della Regione che pensa di essere sempre al primo giorno e quindi, essendo al primo giorno, è giusto che dica che parte da una situazione catastrofica che deriva del comportamento di altri. Ma non siamo al primo giorno e allora evidentemente il giudizio merita diverso approfondimento. Prima di fare qualche considerazione sul richiamo al primo giorno a me interessa fare un brevissimo passaggio, chiamiamolo storico, perchè sempre più il settore industriale portante della nostra isola sta diventando storia anzichè economia concreta, economia vissuta e forse ci sono tante responsabilità e queste responsabilità si stanno acuendo in questo periodo. Il settore industriale in Sardegna e più specificamente il settore petrolchimico in Sardegna checché ne possano pensare i cultori di uno sviluppo di una società moderna improntata sulla fantasia, ha costituito per la nostra isola e io ne rivendico la paternità, non personalmente evidentemente perchè sarei uno stupido, ma la paternità nel senso di chi prima di noi ha governato la Sardegna nei partiti e in un partito specificamente al quale io ho appartenuto e se ci fosse ancora apparterrei ancora. E prima di dare un giudizio sullo sviluppo della Sardegna e sul ruolo che ha svolto la chimica, vorrei che qualcuno facesse anche un pochino memoria più approfondita di che cosa ha significato la chimica, la petrolchimica per l'area industriale di Cagliari, di che cosa ha significato la chimica per l'area di Porto Torres, di che cosa ha significato l'intervento dell'ENI nella piana di Ottana, che ha cambiato totalmente la vita di un territorio.

Ed allora, forse, se fossimo bravi, se fossimo capaci, se fossimo intelligenti e preparati come pretendiamo di essere e se fossimo forse anche poco poco più uniti potremmo stabilire che, in assenza di alternative serie e realizzabili e dignitose, perchè mi dispiace, Assessore, ma l'accordo di programma sulla chimica, per la parte che io ho avuto modo di vedere, non so se ho l'ultima edizione, la penultima, lo studio di fattibilità, il progetto iniziale, non so di che cosa disponga, ma per le parti che ho letto e per la memoria che ho di questa materia, onestamente stiamo parlando di cose risibili, perchè l'alternativa alla chimica in Sardegna basata sulle iniziative dei territori significa che stiamo dando un calcio nel sedere a una realtà industriale che ha occupato per decenni decine di migliaia di persone, e che noi vogliamo sostituire con la piccola impresa che cresce nel territorio e che si sviluppa, non si capisce, in quali mercati. E dico questo con la consapevolezza di chi pensa che ancora in Sardegna e in Italia e nel mondo la chimica svolge un ruolo nel quale noi potremo essere protagonisti. Ed allora l'attenzione nostra dovrebbe essere mirata, siccome ovviamente e necessariamente nel mercato internazionale della chimica non può da sola la Regione Sardegna, ma può certamente da sola la nazione italiana, la nostra azione dovrebbe essere mirata a far sì che una pressione politica fortissima il Governo imponga alle sue aziende di mantenere settori strategici dell'economia attivi in Sardegna, perchè mentre in Sardegna la chimica scompare, si dissolve, ci sono poli della chimica in Italia che stanno sviluppandosi, che stanno ricevendo decine di migliaia di miliardi di investimenti. Ed allora, qual è il problema? E' in Sardegna che si fa chimica scarsa e a Brindisi che si fa chimica buona, e a Marghera e a Mantova che si fanno chimiche raffinate? Non abbiamo imparato come si trasforma la molecola dell'idrocarburo o siamo ancora alla fase in cui la trasformiamo attraverso le macine a mano? Io penso che abbiamo imparato bene in Sardegna a trattare e a lavorare nella chimica e la chimica ha prodotto in Sardegna dirigenze, classe dirigente in imprese e nella società che sono guardate con rispetto ed attenzione da tutti, ne abbiamo esempi nel sistema burocratico della Regione Sardegna, ne abbiamo esempi nella pubblica amministrazione, ne abbiamo esempi dove vogliamo. Allora, la chimica ha due grandi pregi, ha avuto due grandi pregi nella nostra Isola: quello di creare cultura industriale, che rischiamo di perdere se non trasformiamo il sistema industriale in altre cose e quello di aver creato anche ricchezza, anche se sulla ricchezza creata dalla chimica, come la ricchezza creata da tante attività imprenditoriali in Sardegna, c'è sempre il grande male che il valore aggiunto del prodotto non rimane a noi, ma va da un'altra parte. Ma almeno quello che ci veniva c'è stato dato.

Allora, cari colleghi, prima di dire che è stato fatto un errore a puntare sullo sviluppo industriale in Sardegna in quel settore, bisogna avere la capacità e la responsabilità di dire che con quattro anni di governo della Sardegna forse c'era il tempo per cominciare a tentare di avere qualche idea diversa. La verità è che idee diverse non ce ne sono, la verità è che siamo ancora alla politica dell'accusa e dello sguardo rivolto al passato. Cominciate a guardare al futuro, cominciate a pensare che oggi la responsabilità di dare risposte positive alla Sardegna è la vostra, è solo la vostra, perchè vostro è il Governo! E noi vi incalzeremo perchè questo avvenga, vi daremo soluzioni, vi daremo suggerimenti, però la responsabilità del Governo della Sardegna è la vostra e sta solo in capo a voi e quindi non ci possono essere più scuse a quattro anni di distanza di questo genere.

Per quanto riguarda brevissimamente il discorso del territorio del Gerrei (che evidentemente è sconosciuto a molti, anche a quelli che in qualche maniera ne hanno origine, e che nel periodo in cui è servito sono andati anche a chiedere alla gente giustamente e legittimamente il consenso) bene signori, nel territorio del Gerrei l'attività della Mineraria Silius è l'unica impresa che occupa 200 famiglie e che dà da vivere a un territorio. Allora, nessuno di noi pensa, e se lo dimentichi chi ha pensato questo o chi ha in testa questo tipo di pensiero, che nessuno di noi pensa di dare fiato ad un sistema assistenziale. Io penso che il Gerrei meriti un'ultima chance, che la Mineraria Silius meriti di verificare esattamente e definitivamente se esiste la possibilità di produrre fluorite in condizioni economicamente vantaggiose. Allora se la fluorite c'è sotto il territorio di Silius, sappiano i signori che sono qui, e si ricordino tutti, che può essere estratta in termini competitivi, ovviamente se si fanno tutte quelle cose che i tecnici devono suggerire perchè questo avvenga. Questa è la scomma che si sta facendo su Gerrei! Ma allora signori belli, signori miei, signori cari, 17 milioni di euro per un territorio dimenticato per tante altre cose, sono tanto o sono poco rispetto a quello che è stato destinato e che viene destinato continuamente per altre iniziative la cui possibilità di creare ricchezza e sviluppo in Sardegna è criticata continuamente qua dentro! Vogliamo smetterla di guardare sempre in modo distorto dove non ci piace e perchè non guardiamo invece tutti allo stesso modo! Allora, io penso che si faccia bene a dare questa ulteriore ed ultima possibilità al territorio, perchè il giorno che qualcuno asseveri che la fluorite in fondo alla miniera di Silius non c'è, non ci sarà nessuno a difendere questo. Ci occuperemo di cercare soluzioni alternative per lo sviluppo di quel territorio, che sono molto difficili, che sono molto complicate e che non sono facili per chi conosce di che cosa stiamo parlando. Ed allora cominciamo ciascuno a fare il suo mestiere: voi a governare e a sentire il dovere di dare risposte in positivo e a sopportare anche cristianamente che le opposizioni facciano il loro dovere di critica e di attenzione alle cose che sta facendo l'Aula. (?)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Anch'io Presidente brevemente, tra l'altro sollecitato dalle considerazioni che sono state svolte in Aula, ma anche sollecitato dalla qualità complessiva di questa finanziaria, che avrebbe dovuto affrontare alcuni nodi cruciali dello sviluppo economico dell'Isola, tenendo presente e sottolineando e concordo con chi l'ha fatto precedentemente questa Giunta regionale, questa maggioranza non è alla prima uscita, ed allora in qualche modo deve anche sentire il peso della sua responsabilità. E non può pensare di scaricare anche in situazioni drammatiche, che pure registriamo nella nostra Isola e sono tante, e sono in tanti territori sul passato. La Giunta regionale, l'Assessore all'industria non dovrebbe, mi auguro che non abbia dimenticato che alcune settimane fa, o qualche mese fa, c'è stato uno sciopero, uno dei primi scioperi, diciamo, una delle nuove prime uscite per quanto riguarda uno sciopero di settore, c'è stato lo sciopero del settore dell'industria, dove in realtà, così come al pari della CONFINDUSTRIA, quasi in un'assonanza incredibile che non avviene quasi mai, tutti hanno posto l'esigenza di dare a questa Regione una politica industriale, ma soprattutto di inserire una politica industriale in una politica economica degna di questo nome. Allora in realtà, anche con l'articolo 11 vengono al pettine i nodi che abbiamo posto nel corso anche di queste settimana, che abbiamo posto ieri quando abbiamo parlato di quale intervento per salvaguardare, per rilanciare un settore pure anch'esso importante dell'economia della nostra Isola che era l'agricoltura, che si ripropone oggi parlando del settore delle politiche industriali, che si riproporrà anche con l'articolo 12, per esempio, se pensiamo alla drammatica condizione in cui sono i trasporti nell'ambito della nostra Isola e dalla nostra Isola per il resto del continente. Ed allora il nodo - ripeto - è un nodo di fondo che non avete avuto la capacità di affrontare. Ed allora capisco anche la tensione che si genera in Aula quando viene presentato un emendamento, non essendoci una politica organica chiaramente l'unica soluzione è quella di tentare anche in modo così... spesso anche correndo il rischio di scontare delle difficoltà e di tentare di salvare il salvabile, di salvare quello che è possibile.

Allora, noi abbiamo riproposto con un emendamento l'esigenza di dedicare l'attenzione necessaria ad un settore e ad un territorio, ad un settore che riteniamo le cui risorse debbono essere in qualche modo tenute presenti, e un territorio che ha subito i processi di emarginazione che sappiamo e che conosciamo. Tra l'altro, badate, io continuo a pensare e a sostenere che le risorse della nostra Isola, anche quelle più difficili da utilizzare, quali sono le risorse minerarie, debbono essere comunque tenute in conto, e comunque debbono essere preservate per una loro possibile riutilizzazione, cosa che non siamo stati capaci di fare, cosa che non era solo il nostro compito, cosa che avremmo dovuto trattare con lo Stato, riservando un ruolo allo Stato, ed eventualmente tentando anche di vedere quale ruolo poteva essere riservato alla Regione. Certo, c'è da scontare una difficoltà che forse è stata sottovalutata e che oggi si ripresenta in modo drammatico in Sardegna come nel resto del paese, che per fare sviluppo non basta solo la presenza del privato, che per dare sviluppo e per perseguire un progetto di crescita economica ci vuole un impulso che deve poter pur venire, che deve poter venire anche dall'intervento dello Stato. Ecco perchè io continuo a pensare che una riflessione meno avventata di quanto non sia pure avvenuta nel nostro paese sul ruolo delle partecipazioni statali, avremmo potuto tutti contribuire a farla in modo diverso di quanto non sia realmente accaduto, di quanto non abbiamo fatto. Allora, però il problema di fondo permane quello che è ormai un filo conduttore di questa finanziaria: quale politica per lo sviluppo e per la crescita di questa Isola vogliamo perseguire? Se davvero pensiamo che tutto possa essere poi costruito su un ipotetico ed effimero sviluppo turistico, senza un'integrazione dell'utilizzo delle diverse risorse e senza la possibilità di poter pensare ad un disegno complessivo all'interno del quale i diversi settori economici della nostra Isola possono trovare una loro armonia assieme anche a risorse importanti quali possono essere quelle che provengono dal turismo. Ecco, questo è il tentativo con gli strumenti di cui noi disponiamo che anche in quest'Aula e durante il corso del dibattito sulla finanziaria noi abbiamo voluto alimentare anche sostituendoci con la nostra proposta all'assenza di un disegno organico da parte della Giunta regionale. Questo doveva essere il vostro compito, non siete stati in grado di farlo, noi abbiamo tentato di riprendere alcuni aspetti per tentare di tracciare un disegno complessivo, quel disegno che manca, quel disegno che ha portato allo sciopero generale, quel disegno che comunque è necessario se vogliamo dare una prospettiva all'economia della nostra Isola.

Un'ultima considerazione e ho anche finito. Io non sono uno che ha amato ed ama, che ha amato e che ha anche poi dopo drammaticamente avuto modo di verificare le conseguenze nefaste dello sviluppo della petrolchimica in Sardegna, perchè il nostro territorio è stato devastato dall'intervento petrolchimico. Pensiamo a quello che è accaduto a Villacidro, pensiamo poi alle conseguenze del mancato processo di reindustrializzazione che in un territorio minerario come il nostro pure era stato in qualche modo promesso e in qualche misura perfino avviato, senza avere garanzie, senza avere avuto la possibilità poi di costruire anche sul piano dei riscontri reali un tessuto che in qualche modo fosse stato in grado di reggere anche sul piano dello sviluppo e della crescita economica. Quindi non sono uno che ha amato quel tipo di sviluppo, però oggi quello sviluppo costituisce anch'esso una risorsa della nostra Isola a cui non possiamo a cuor leggero rinunciare. Ecco, quindi che riemerge, ritorna l'esigenza che in qualche modo la Giunta avrebbe dovuto affrontare, che non è stata capace di affrontare nel corso di questi anni, che è difficile oggi in questa fase ormai di conclusione della legislatura, anche è difficile oggi tentare di tracciare. Però il problema rimane aperto, cioè il problema è quello di avere e di tentare di costruire per la nostra Isola un progetto di sviluppo industriale, un progetto di sviluppo industriale che sia capace di dare, di utilizzare tutte le risorse di cui disponiamo, che sia capace di dare risposte al settore minerario, che sia capace di dare risposte al settore della chimica, che sia capace di salvaguardare il settore agroalimentare e quando si compiono le scelte che sono state compiute ieri per l'agricoltura, per esempio, si pregiudica anche l'industria agroalimentare quando non si fanno le scelte, non si fanno le infrastrutturazioni e non si decide come utilizzare le risorse idriche di cui pure dispone la nostra Isola, si rinuncia, si dà anche un colpo al settore agroalimentare; non si ha avuto la capacità di dare un supporto o il supporto necessario a quel minimo di processo di industrializzazione che pure con tanta fatica siamo riusciti ad avviare nella nostra Isola, perché non sono stati affrontati alcuni nodi, per esempio quello dell'energia, di cui pure parleremo successivamente perché per esempio si parla di piattaforma logistica e spesso non si sa nemmeno di che cosa stiamo, o di che cosa la Giunta vuole trattare e per esempio il settore lapideo ha bisogno, per inviare i propri materiali, i materiali che producono pure ricchezza, che produciamo nella nostra Isola, addirittura ha bisogno di servirsi nonostante tutto quello che abbiamo detto nel corso degli anni sul Porto Canale di Cagliari, abbiamo bisogno di servizi di Livorno di Genova e in questo modo anche quel settore, che pure costituisce una risorsa importante dell'economia della nostra Isola, finisce per essere fuori mercato. Allora manca un disegno, manca una proposta organica, ecco perché siamo in qualche misura chiamati di volta in volta, di spizzico in spizzico, poi in sostanza a perseguire politiche che pure hanno la loro validità, ma che possono perfino prestare il fianco ad interpretazioni sbagliate che qualcuno pure ha fatto in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.- S.U.). L'intervento, mi sembra opportuno perché, così come è stato detto, è un'occasione importante in quanto si sta parlando di un settore che è fondamentale nella nostra Isola ed anche se si può correre il rischio di essere ripetitivi io credo che comunque un intervento è sempre doveroso perché è una necessaria testimonianza anche per entrare in merito in questo settore a quelli che sono i problemi del territorio che noi rappresentiamo, per evidenziare che siamo in una situazione dove l'assenza di un progetto, è stato detto, ma va ripetuto, provoca quello che sta succedendo, quello che noi vediamo, quello che avviene qui dentro in particolare, la politica dell'arrangiarsi, perché questo sta avvenendo, ognuno cerca di portare avanti i propri emendamenti, che poi non si capisce se servono per quelli che sono i bisogni del territorio oppure se servono per quelli che sono i bisogni elettorali, perché oggi tutto è molto meno credibile, stante il periodo verso cui stiamo velocemente andando.

Allora, io ritengo che se dobbiamo camminare in quest'ottica, e visto che non e possibile criticare un progetto perché non c'è, io credo che bisogna evidenziare un fatto, lo stavo discutendo con alcuni colleghi del mio territorio, e lo metto in evidenza ai colleghi di questo Consiglio: se voi andate a guardare all'interno di questa moltitudine di emendamenti potete constatare che del territorio sassarese nordoccidentale di emendamenti non ce n'è, ce n'è pochissimi, quasi nulla.

RASSU (F.I.-Sardegna). Siamo ancora in discussione.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Può darsi che stiamo dicendo la stessa cosa, collega. E io questa denuncia voglio fare, perché? Perché l'ho vissuta io in prima persona, credo che l'abbiano vissuta anche altri colleghi in prima persona all'interno di questo Consiglio: l'assenza totale di solidarietà nei confronti di alcuni territori particolari della Sardegna, dove la crisi di sicuro non è inferiore alle zone interne, non è inferiore a quelle che sono le situazioni che qui si stanno denunciando, che sono credibili, che sono vere e che noi sicuramente abbiamo all'attenzione, però è anche vero che ci siamo stancati di presentare emendamenti per il territorio nordoccidentale della Sardegna perché l'assenza totale di solidarietà da parte di questo Consiglio nei confronti di quel territorio ormai è palese, ormai è conclamato. E' così conclamato che anche l'Assessore del bilancio (sassarese, almeno d'adozione), pur di portare avanti il suo bilancio, la sua finanziaria, è disponibile a cedere; a cedere verso i territori forti come solito però, mai a cedere verso i territori che noi modestamente cerchiamo di rappresentare e che da tempo denunciamo: "Guardate che il sassarese è un'importante risorsa per la regione; lasciare il sassarese nella situazione in cui si sta lasciando andare, credetemi, significa mettere questo territorio, che era vocato all'imprenditorialità, nella situazione di essere simile ad altri territori del resto della Sardegna, dove con l'assistenza si riesce a mandare avanti una situazione che non può essere che dannosa". Ma quanti ne può mantenere il bilancio di questa Regione? Perché ogni anno siamo a questo livello, ogni anno ci sono emendamenti per impedire che alcune realtà non vadano al di sotto di quella che è la situazione di sostentamento. Noi la solidarietà verso questi territori l'abbiamo sempre votata, la solidarietà verso queste realtà noi l'abbiamo sempre condivisa, però quando si deve parlare di una realtà, quale appunto quella che io sto evidenziando, quando si deve evidenziare che senza la strada Sassari-Olbia quel territorio non può decollare e però da per tutto viene cancellata, quando si evidenzia che abbiamo una realtà che negli anni passati aveva decine di migliaia di occupati, e sto parlando della petrolchimica, che si è lasciata andare, si è abbandonata e però ha ancora delle importanti risorse, quali la zona industriale grandissima, infrastrutturata, che ha bisogno solo di essere bonificata, e che con quei 30 milioni di cui oggi si sta parlando per la Carbosulcis probabilmente si può rimettere in corsa per poter recepire fabbriche, industrie che diano occupazione, non 450 posti di lavoro, ma probabilmente molti di più, beh, si fa orecchio da mercante, non si sente, è lontano quel territorio, forse i consiglieri di quel territorio presentano emendamenti che hanno solo una caratteristica, cari Assessori dell'industria e del bilancio e Presidente della Giunta, quella di essere progetti, non assistenziali, ma progetti che possono produrre sviluppo, perché questo io credo che si dovrebbe discutere all'interno di questo Consiglio, questo dovrebbe essere ciò che a noi ci spinge per fare in modo che si possa davvero correggere una finanziaria.

Ecco, io ho voluto denunciare l'arte dell'arrangiarsi che sta emergendo come al solito all'interno di questo Consiglio, alcuni che si allontanano per chiudere gli accordi sulla testa di tutti, accordi che purtroppo, questo è quello che io voglio evidenziare, passano non soltanto sulla testa di alcuni consiglieri, ma principalmente sulla testa di territori che, invece, se fossero produttivi, se fossero curati potrebbero modificare quella che è la tendenza che da altre parti si sta portando avanti e che da altre parti stanno sempre più evidenziando quella che è la dannazione della nostra regione, per la quale io ritengo noi siamo qui per cercare di modificarla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, una brevissima dichiarazione. Qui mi pare che sia stato evidenziato con grande forza di come l'articolo 11 della finanziaria, che si riferisce al settore industriale, sia inserito all'interno di un contesto di una legge disarmonica, cioè una legge criticatissima, non da noi, ma in questi giorni è stato detto a sufficienza di quale accoglienza critica ci sia stata dalla società sarda. E l'articolo 11, non me ne voglia l'Assessore, ma è stato detto, si tratta praticamente di un articolo che è privo di una strategia per quanto riguarda lo sviluppo della nostra Regione. Noi, leggendo l'articolo 11, non capiamo che cosa la Giunta regionale intenda fare, che cosa voglia fare in Sardegna per quanto riguarda questo importante settore. Credo che anche i diversi interventi che ci sono stati in quest'Aula di perorazione per i diversi territori della nostra Isola stiano a significare di come non si riesca a cogliere quale sia la volontà di questa amministrazione. E ancora una volta qui io voglio citare il tavolo di coordinamento delle associazioni imprenditoriali, che dicono: "Insomma, controllatevi le spese correnti e destinate prioritariamente le risorse alle politiche di sviluppo, alle leggi di incentivazione alle imprese", e viene citata anche la Sardegna centrale e le politiche del lavoro.

Sono stati accumulati in questo settore dei ritardi considerevoli. Io qui ricordo che gli alfieri del liberismo, gli alfieri della concretezza e del pragmatismo, che ci avevano detto avrebbero fatto cose miracolistiche per risollevare le sorti della Sardegna, poi li abbiamo visti all'opera, e il miracolo mi pare che ci sia stato al rovescio. Siete stati, nel settore industriale, al di là della oggettiva crisi che esiste, dei Re Mida all'incontrario: quello che avete toccato lo state portando al disastro e alla rovina.

E' stato detto che avreste operato nel senso, per esempio, di privatizzare in maniera giusta le imprese, le industrie partecipate, e qui, Assessore, cito un caso che lei conosce, sebbene non sia direttamente responsabile delle scelte fatte, ma non voglio neppure accusare l'Assessore che l'ha preceduto: ma voi sulla GTM avete fatto un'operazione disastrosa che ha portato addirittura alla chiusura di una fabbrica. Oggi quella fabbricata è chiusa, non sappiamo dove si andrà a parare, che cosa si dovrà fare; avete favorito l'esodo incentivato di questi lavoratori, che sono buttati sulla strada. Una realtà che comunque era una realtà produttiva, voi l'avete ridotta a essere una sorta di cimitero di quella che una volta era una fabbrica assistita, per carità, ma oggi è cancellata. Quindi il fallimento della politica delle privatizzazioni. E stiamo anche sentendo, attraverso la finanziaria e gli interventi che si stanno facendo di come l'assistenzialismo per quanto vi riguarda continua a essere, diciamo, la bussola necessaria anche, ma il fallimento di quelli che erano i presupposti per i quali siete andati governare, soprattutto nel settore industriale.

Sinceramente fa anche un po' specie sentire poi un collega che ha detto testualmente: "Voi avete fallito con l'industrializzazione, con i diversi piani di rinascita e sono falliti i piani di rinascita con l'ausilio della classe politica di allora che ha prodotto solo cassintegrati". Ma, insomma, l'onorevole Licandro ogni tanto assume questo tono da predicatore e ci viene a spiegare che lui è una sorta di apolide, che non ha nazione, che non ha origini, che non ha partiti, e sta lì, l'onorevole Licandro, a dire: "Le responsabilità sono sulle vostre spalle", come se l'onorevole Oppi non c'entrasse nulla - tanto per fare un nome, perché lo sto vedendo qui davanti - come se non c'entrassero nulla quelli che vengono da altri e tanti partiti, ma che quando è arrivato l'unto del Signore ha generato con un tocco di bacchetta magica i figli di Forza Italia, che vengono qui a dire: "Siete dei disgraziati, avete fallito su tutto il fronte. Noi siamo quelli che sistemeremo le cose". E' ora che la finisca, onorevole Licandro! Ma è ora anche che la finisca di fare affermazioni del tipo: "Noi stiamo cercando di mettere assieme i cocci". L'ho già detto: un re Mida all'incontrario può solo rovinare le cose buone che tocca. Però affermare, senza che gli divenga la faccia rossa, che questa amministrazione sta puntando sull'industria leggera che salvaguardia l'ambiente è sinceramente, chiedo scusa, Presidente, una bestialità, perché io la sfido ad andare a vedere nella finanziaria che si sta proponendo quali misure... Onorevole Licandro, mi stavo rivolgendo a lei non la vedevo. Qua io sfido appunto il collega Licandro a vedere dov'è che c'è una politica basata sull'ambiente e che punti appunto a uno sviluppo ecosostenibile che cancelli quello che c'è stato in passato. Io vorrei capirlo, ci arriveremo a parlare di ambiente, al momento in cui parliamo di ambiente parleremo anche delle promesse, anch'esse miracolistiche, che sono state fatte da coloro i quali hanno fatto campagna elettorale contro la politica dei parchi, che ci hanno promesso modelli di sviluppo diversi e che non sono stati capaci di spendere una lira. Dire poi: "Stiamo portando nella Sardegna centrale 40 miliardi", badate, sono stati presi danari e tolti. E' stato detto: "Però li abbiamo tolti perché c'è qualcuno che non li ha spesi". E' vero, qualcuno non li ha spesi, però quei soldi erano destinati per la Sardegna centrale e sono stati scippati, e anche qui mi dispiace doverlo dire, da un Assessore che viene dal nuorese. Ma l'Assessore attuale si è ben guardato da andare a rimettere quei danari nel punto in cui erano destinati, e si dice: "40 miliardi, 20 milioni di euro, noi faremo veramente rinascere la Sardegna centrale". Ma non prendiamoci in giro! La Sardegna centrale, che poi le zone interne non sono solo la Sardegna centrale, lo voglio ribadire, perché non abbiamo questo concetto di carattere strettamente territoriale, ma pensiamo alle zone con ritardo di sviluppo, e però, anche qui, questo concetto è stato foriero di altri aggiustamenti strani, cose fatte non rispettando la legge e le indicazioni. Quindi oggi noi ci troviamo di fronte a una finanziaria che continua ad avere un atteggiamento assolutamente di improvvisazione, che non ci dà certezza su quelle che saranno le scelte che verranno fatte in futuro, ma come è stato ampiamente detto la testa la si ha sempre rivolta all'indietro. E' vero che la petrolchimica ha prodotto anche diciamo dei guasti ambientali, ma è anche vero che ha prodotto, ha creato una rottura con un modello di sviluppo e che tutto quello che ne è derivato non è da buttare a mare, perché ha introdotto anche una cultura industriale. Oggi, nella piana di Ottana, grazie agli strumenti della programmazione negoziata, si sono insediate diverse industrie dove si sta lavorando e si sta producendo e che certamente nel deserto non sarebbe stato possibile fare. Grazie anche a quella rottura che è avvenuta in passato. Io ritengo che oggi noi dobbiamo puntare davvero sulla piccola e media industria, ma ciò che nel passato si è realizzato non può essere trattato con questa superficialità e con un atteggiamento assolutamente inaccettabile da parte di chi oggi sta governando, perché hanno prodotto anche tante cose importanti quelle scelte, che seppure contestabili hanno però prodotto anche degli effetti di tipo positivo. Ciò che non si è visto: qual è l'alternativa che la Giunta di centrodestra intende proporre e quale sia la prospettiva che vuole indicare per l'industria nella nostra Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Combini altri sconquassi, stati attento!

LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Spero di non combinare sconquassi, anche perché si potrebbe fare un intervento di sintesi, come quello che è richiesto alla Giunta dopo ogni articolo, sulla base della discussione che si è dispiegata sull'articolo 11, un po' in due direzioni: una direzione è quella del contenuto specifico dell'articolo e degli emendamenti e un'altra direzione potrebbe essere, in fondo, proprio le linee di politica industriale che ogni volta ho notato, ogni volta in Aula arrivi un argomento vengono in qualche modo riaffrontate, spesso anche polemicamente, e anche in questa occasione non si è fatta eccezione a questa regola. In fondo quando si parla dell'industria in Sardegna, questo diversamente anche da altre discussioni su altri settori produttivi, come possono essere l'agricoltura e il turismo, è evidentissima una dialettica tra il vecchio e il nuovo, tra le scelte del passato e le situazioni disastrose del presente. Potrei partecipare anch'io e quindi mettermi da una parte o dall'altra a polemizzare, credo però che la drammaticità della situazione dell'industria oggi richieda, invece, una senso di realismo da parte del Consiglio regionale e anche della stessa Giunta che almeno in questo momento, per un attimo, prescinda dalle valutazioni sulle scelte del passato, dall'individuazione in questo momento, dico, di responsabilità e debbo anche sottolineare, questo rivolgendomi anche ai colleghi dell'opposizione, che moltissimi degli interventi dei maggioranza in realtà sono stati molto equilibrati, mi sembra, nel non porre l'accento tanto e soltanto sugli effetti negativi di alcune scelte del passato, ma nel puntare invece sulla necessità di affrontare realisticamente il concetto di responsabilità e le difficoltà che incontriamo oggi.

Io, debbo dire, liquiderei il problema tra vecchio e nuovo così, che sono rimasto molto colpito dal notare, leggendo i dati in questi ultimi giorni, vista la situazione gravissima di Montefibre, leggendo i dati forniti dall'azienda riguardo ai ricavi per unità di prodotto negli anni settanta, cioè la fibra acrilica che produce Montefibre negli anni settanta veniva venduta, non mi ricordo quale sia l'unità di misura, comunque si aveva un ricavo di 200 lire contro una spesa di trasporto di 18 lire, cioè c'era un margine di reddito per quell'investimento nella chimica che, contrariamente alle difficoltà di trasporto, quindi nonostante gli oneri di trasporto, che evidentemente erano maggiori rispetto ad altre aree, portava addirittura un reddito, un ricavo netto di quelle dimensioni. Quindi credo che questo si possa dire per molte altre produzioni chimiche, credo davvero che non si possa liquidare troppo facilmente il giudizio sull'esperienza della chimica in Sardegna, non è stata soltanto disastro e oggi, comunque sia, se diciamo ancora nella bozza di accordo di programma per la chimica che le produzioni chimiche sono strategiche, lo diciamo perché ancora il mantenimento di una quota di produzione nella grande industria chimica e chimico-metallurgica è ancora importante, non stancandoci mai di ricordare che la grande industria ha portato in Sardegna flussi finanziari, flussi di conoscenze, flussi di reddito quindi distribuito che obiettivamente hanno portato un beneficio per il territorio. Ed oggi non possiamo obiettivamente farne a meno, abbiamo un passato difficile da gestire, abbiamo però un presente che ha altre possibilità di sviluppo. Dobbiamo contemporaneamente cercare di mantenere le produzioni esistenti e in questa direzione va anche la battaglia che il Governo regionale sta cercando di fare nei confronti dell'Eni per scongiurare la chiusura dell'impianto della Crio ... di Assemini che porterebbe quasi inevitabilmente al crollo delle produzioni di Ottana. E' un nostro dovere farlo unitamente a tutte le organizzazioni degli imprenditori e dei sindacati in Sardegna e puntare ad un accordo di programma che sia indirizzato al mantenimento delle produzioni esistenti ed anche però all'ottenimento di strumenti di incentivazione per il futuro.

Ci sarebbe da parlare molto, ma obiettivamente non ne ho il tempo. Nel confronto col Governo è emersa la possibilità di strumenti di programmazione negoziata straordinari che possono venire incontro sia nelle tre aree della chimica, sia nell'area del polo metallurgico di Portoscuso. Da qui nasce allora il primo elemento di questo articolo che è il comma 1 che destina 12 milioni 800 mila euro alle infrastrutture in queste aree, che è un significativo contributo per un problema che speriamo possa confluire nell'accordo di programma, ma contemporaneamente è anche frutto di una scelta che tiene conto della necessità quando si fa la legge finanziaria di utilizzare in maniera flessibile le leve finanziarie. Noi abbiamo cioè in questi anni introdotto nel sistema sardo una quantità enorme di danaro negli incentivi finanziari; io ricordo che solo nel 2002 tra la legge 488, quindi trasferimenti dallo Stato, e leggi regionali la 15, la 17 e la 21, le industrie in Sardegna hanno avuto la possibilità di fruttare circa 230 milioni di euro a fronte invece di investimenti infrastrutture bassissimi. Allora in questo momento, poiché abbiamo anche nelle nostre leggi alcune riserve, alcuni residui che possono essere utilizzati in questo esercizio, abbiamo ritenuto di poter fare questa proposta che contiene quindi una scelta, una scelta forse difficile, forse anche criticabile, ma una scelta, una scelta che va in una direzione, cioè quella di una direzione strategica, cioè quella di sostenere il più possibile gli investimenti nelle infrastrutture e non soltanto negli incentivi finanziari. La politica industriale si fonda su queste tre grandi leve: l'incentivazione finanziaria da un lato, gli investimenti nelle infrastrutture dall'altro e direi ed è un fatto innovativo timido, criticabile anche questo, però che tende in qualche modo a portare una novità, io prendo anche atto delle osservazioni critiche dell'onorevole Sanna Gian Valerio sulla questione dei fondi all'università che dovrebbero andare unitariamente e quindi non negli stati di previsione della spesa per settori che vanno all'università, però vorrei osservare che il contenuto del comma 6 tende in un certo sento ad apportare un ulteriore strumento di intervento e di politica industriale. Cioè l'alta formazione universitaria e post-universitaria di grande livello è parte non soltanto della politica dell'istruzione, ma è anche parte della politica di sviluppo. Io credo che possano essere utili suggerimenti che sono emersi da più parti, ho sentito anche di un coinvolgimento delle imprese in questo progetto, credo che sia una cosa giusta, e credo che si possa andare in questa direzione.

Vorrei solo dire riguardo gli emendamenti, mi dispiace di non citare intervento per intervento, per rispondere perché alcuni certamente meritavano una riflessione ancora più approfondita, però in sintesi direi questo: la politica industriale in Sardegna ha necessità di uno sforzo comune tra Consiglio e Giunta, tra Regione e sistema sindacale imprenditoriale, non usciremo da questa crisi se non c'è unità di intenti.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue LA SPISA.) Riguardo agli emendamenti credo che, concludo sul fatto che si possa inserire la Carbosulcis nell'emendamento 614, in quello della Giunta, non ho niente in contrario, vorrei solo notare e rispondere che non è stato inserito originariamente nel disegno di legge da cui è nato questo emendamento perché la Carbosulcis ha in questo momento in dotazione una certa quantità di risorse che proviene dallo Stato, trasferimenti del vecchio intervento per la gestione provvisoria che danno serenità per questo. Però, per maggiore certezza e maggiore sicurezza per tutti nulla vieta di inserire anche Carbosulcis.

Per quanto riguarda la questione dell'Emsa, è giusto non citare l'emsa, ma credo che la formulazione di uno degli emendamenti quando dice "società già controllate dall'Ente Minerario Sardo" specifichi che non si tratta di controllate emsa, ma di società che derivano da questo ente ormai liquidato. Sottolineo anche che è corretta l'osservazione dell'onorevole Pirastu sul fatto che gli interventi andranno in qualche modo soggetti ad autorizzazione, ed è evidente che questi trasferimenti, sia quelli per Carbosulcis, sia quelli per Nuova Mineraria Silius, dovranno essere oggetto di autorizzazione specifica da parte dell'Unione Europea perché si tratta di aiuti di Stato.

Diverso è il discorso per Progemisa e Igea in quanto entrambe potrebbero essere in qualche modo considerate, io spero anche a breve termine, delle agenzie governative che quindi, in questo senso, possono essere oggetto di trasferimenti diretti da parte della Regione, su questo poi il Consiglio discuterà, in ogni caso è un problema diverso rispetto a Carbosulcis e Nuova Mineraria Silius. Per quanto riguarda la questione della Sardegna centrale poi parlerà l'onorevole Masala.

Per venire incontro al problema della formulazione a favore delle consociate EMSA o delle ex consociate oppure come diceva già l'emendamento "delle società già controllate dall'emsa", io credo che con questa formulazione sia evitato qualunque equivoco.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per una precisazione.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento sostitutivo del 614 va perfezionato in questo modo: "A favore delle società già controllate dall'EMSA, IGEA, CARBOSULCIS, Nuova Mineraria Silius e Progemisa".

Se mi è consentito solo una parola per il comma 2. Relativamente al comma 2 che prevede un accantonamento delle risorse dei fondi della programmazione negoziata a favore dell'accordo di programma della Sardegna centrale, è da precisare che la somma che è stata indicata è una riserva che consente di cofinanziare l'accordo di programma che è un processo in itinere, quindi accantonare ulteriori risorse mi pare un congelamento inutile di risorse. Sappiamo peraltro che i cofinanziamenti quando si fanno accordi di programma, vengono sempre determinati all'occorrenza di volta in volta.

Relativamente all'emendamento 449 mi spiace contraddire l'onorevole Capelli, ma in ogni caso non sarebbe ugualmente finanziabile perché si tratterebbe comunque di una società o di una organizzazione di natura privatistica, pertanto vengono confermate le opinioni della Giunta sull'argomento.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, quindi passiamo alla votazione degli emendamenti. Onorevole Pinna, di cosa vuol parlare?

PINNA (Gruppo Misto). Dell'ordine dei lavori, semplicemente per dire in relazione agli interventi dell'assessore La Spisa e dell'assessore Masala...

PRESIDENTE. Lei sta replicando alla relazione e non si può parlare, non è previsto dal Regolamento, mi dispiace onorevole Pinna.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, scusi, sto semplicemente dicendo che in relazione alle modifiche che sono state introdotte nell'emendamento 614, io mi permetto di suggerire che per poter assegnare delle risorse c'è bisogno di piani industriali per tutte le società.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, fa parte del fatto amministrativo, per cortesia, le devo togliere la parola, farà poi le sue osservazioni, al momento della votazione farà la sua dichiarazione di voto. Per cortesia, andiamo secondo Regolamento, lei interverrà per dichiarazione di voto al momento del voto quando sarà il turno, l'emendamento 614 è ultimo.

(Interruzioni)

PINNA (Gruppo Misto). Sto facendo un emendamento orale semplicemente.

OPPI (U.D.C.). Siccome l'Assessore…

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, scusi un attimo. Colleghi, prima di tutto, vi prego un attimo di silenzio perché qui non si capisce bene spesso, diversamente non possiamo fare il nostro lavoro.

Non è previsto dal Regolamento, in ogni caso, siccome pare che probabilmente io abbia compreso male l'intervento dell'onorevole Pinna, lo invito a concludere.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Mentre l'onorevole Pinna continua i suoi intrattenimenti con la Giunta, votiamo l'emendamento numero 174 (pagina 206), i precedenti sono stati ritirati.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Volevo intervenire perché sull'emendamento 174 noi abbiamo posto all'Assessore delle questioni alle quali non ha dato delle risposte che sono necessarie. Noi vorremmo sapere se questo intervento del comma quattro si riferisce ad azioni infrastrutturali o ad altre fattispecie di intervento, se si riferiscono gli interventi prescritti al comma quattro ad attività o interventi di carattere infrastrutturale sulla rete telematica o altre azioni.

PRESIDENTE. Un attimo prego, onorevole Fadda, per cortesia, ha chiesto di parlare l'onorevole Spissu e l'onorevole La Spisa, lei aveva la stessa richiesta si accomodi così consentiamo all'onorevole La Spisa di dare la risposta.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Io non so se sia dichiarazione di voto oppure no, comunque sia in effetti dovevo dare la risposta ma nella fretta e nel poco tempo è mancata.

Si tratta sostanzialmente di un ulteriore intervento infrastrutturale che è in continuazione e a completamento di quello già previsto e finanziato con lo stanziamento della legge finanziaria del 2001 che prevedeva il collegamento di infrastrutture telematiche in particolare rivolto al problema del collegamento Sardegna - continente di un cavo di fibre ottiche. Erano stati stanziati 30 miliardi di lire, adesso si prevede questo ulteriore stanziamento per completare e realizzare l'anello all'interno del territorio regionale; è una infrastruttura veramente importante in un settore innovativo.

Poi ci tenevo molto a precisare anche rispetto alle osservazioni fatte nell'illustrazione dell'emendamento, che sia in questo articolo che nel precedente intervento, l'accordo di programma e la scelta dei soggetti con cui fare l'accordo di programma è stata fatta precedere da una procedura di evidenza pubblica, cioè con la pubblicazione su tutti i giornali di interesse nazionale per chiedere manifestazioni di interesse a tutti i soggetti interessati nel settore delle telecomunicazioni per poter partecipare a questa infrastruttura. Analogamente verrà fatto, se passerà questo articolo, per questa infrastruttura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Viste le precisazioni e nella speranza che almeno la seconda parte trattandosi di interventi infrastrutturali sia riservata a fattispecie residuali e si ottenga invece una procedura di evidenza pubblica di classico appalto perché le opere infrastrutturali normalmente si assegnano per appalto e non per accordi di programma, viste le precisazioni dell'Assessore ritiriamo l'emendamento 174.

PRESIDENTE. L'emendamento 174 è ritirato.

Emendamento 380 (pagina 207), Falconi, Spissu e più accolto dalla Giunta.

Metto in votazione l'emendamento numero 380.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico palese. Prego otto persone che avallino la richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LAI, SCANO, MANCA, PIRISI, PINNA, SPISSU, FALCONI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 380.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: BUSINCO - FLORIS - PITTALIS - TUNIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 78

Votanti 74

Astenuti 4

Maggioranza 38

Favorevoli 74

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione gli emendamenti 171 e 379. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Emendamento 173. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, chiedo la sospensione dei lavori per dieci minuti, ho urgenza di convocare il Gruppo di Forza Italia, cortesemente una sospensione di dieci minuti.

PRESIDENTE. Assessore Masala, ha chiesto la parola, prego.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Di fronte alla richiesta di sospensione per la riunione del Gruppo di Forza Italia io non posso più dire quello che dovevo dire prima perché non posso interferire sulle decisioni di nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Di cosa vuole parlare?

SANNA GIACOMO (D.S.). Siamo in fase di votazione?

PRESIDENTE. No, non siamo in fase di votazione, stavo avvisando, dovevo mettere in votazione, non avevo ancora messo in votazione. La seduta è sospesa per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 13, viene ripresa alle ore 19 e 28.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo.

Emendamento 173 (pagina 210).

SPISSU (D.S.). Presidente, un attimo, noi abbiamo rispettato la sospensione.

PRESIDENTE. Sto leggendo i dati sull'emendamento da votare onorevole Spissu, non sto aprendo la votazione.

Metto in votazione l'emendamento 173.

Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (D.S.). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento 173, primo firmatario Gian Valerio Sanna.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento 173.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 75

Votanti 75

Maggioranza 38

Favorevoli 39

Contrari 36

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.)

Ha domandato di parlare l'assessore Masala per una comunicazione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente, c'è successivamente l'emendamento numero 9 della Giunta, siccome attiene ai progetti speciali, quindi deve essere trasferito più correttamente all'articolo 13.

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che l'emendamento 9, sostitutivo parziale, sarà spostato all'articolo 13 su richiesta della Giunta. Vuole dare la motivazione Assessore?

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ho già dato la motivazione, attiene a progetti speciali sull'emigrazione, siccome lì ci sono altri interventi quindi vanno coordinati tutti insieme. In caso contrario debbo rettificare il parere al 172; se vogliamo essere più espliciti allora facciamo così.

PRESIDENTE. Colleghi, dobbiamo votare gli emendamenti 172 e 389 che sono uguali; nel contempo è stato proposto dall'assessore Masala per la Giunta lo spostamento dell'emendamento 9 all'articolo 13 con la precisazione da parte della Giunta che se tale spostamento non venisse accolto dall'Aula, la Giunta si verrebbe costretta a modificare la sua valutazione sugli emendamenti 172 e 389. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Non abbiamo problemi di sorta, però ci sfugge la connessione.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti 172 e 389. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Gli emendamenti 44 e 745 sono di conseguenza decaduti.

Metto in votazione l'emendamento 371 (pagina 214) e l'emendamento 442 (pagina 215). Chi li approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non sono approvati)

L'emendamento 443 è ritirato.

Emendamento 46 (pagina 218). Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si invita il proponente al ritiro.

PRESIDENTE. C'è stato l'invito al ritiro per questo emendamento, onorevole Marco Tunis.

TUNIS (Rif.Sardi-U.D.R). E' ritirato.

PRESIDENTE. Il 57 e gli altri sono stati spostati all'articolo 19.

Metto in votazione l'emendamento 376. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento 449 è decaduto.

Adesso dobbiamo votare l'emendamento numero 614 rimodulato dalla Giunta per cui l'onorevole Pinna intendeva chiedere ancora qualche miglioramento.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, io sono d'accordo sulle modifiche introdotte dalla Giunta regionale, era soltanto perché ritengo che l'erogazione e l'attribuzione dei fondi e la ripartizione nei confronti delle società, debbano essere effettuate sulla base di specifici piani industriali e non enunciati genericamente così come si è fatto, oppure enucleandone uno e lasciando le altre senza attribuzione, quindi dovrebbero essere erogati sulla base di un piano industriale approvato dalla Giunta regionale, sentito il parere della competente Commissione consiliare. Per cui io propongo di completare l'emendamento da erogare sulla base di specifici piani industriali approvati dalla Giunta regionale sentito il parere della competente Commissione consiliare.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, questa è una proposta alla Giunta non è una modifica così, inefficace. Io credo che Igea, e così le altre, sono normate dai loro statuti e dai loro atti costitutivi, dalle norme che regolano questi Enti, per cui mi è difficile poter accogliere questa proposta, siamo in fase ormai di voto.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La giunta è contraria.

PRESIDENTE. Lo poniamo ai voti, l'Aula è sovrana così non ci sono discussioni, c'è una proposta, si vota la proposta dell'onorevole Pinna e poi si vota l'emendamento così abbiamo rispettato...

(Interruzioni)

Dobbiamo votare il testo dell'articolo 11, dopodiché si voterà l'emendamento e si voterà anche la proposta testè pervenuta dall'onorevole Pinna.

Metto in votazione il testo dell'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Emendamento 614. Al testo modificato dalla Giunta si aggiunge la proposta dell'onorevole Pinna che pongo in votazione. L'Aula è chiamata a votare se dobbiamo recepire la proposta dell'onorevole Pinna e inserire nell'emendamento 614, così come modificato dalla Giunta e consegnato a vostre mani, anche la condizione per cui...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. La Giunta non l'ha accolto. Onorevole Cogodi, su cosa vuole parlare?

COGODI (R.C.). Se le cose stanno come sono su niente, per l'ipotesi che permanga la rappresentazione che è stata data che il Consiglio vota su fatti che sono sostanzialmente già normati da Regolamento, allora intervengo sul Regolamento, perché qui non si tratta di una piccola... se le cose stanno come sono!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, stiamo votando l'emendamento 614 nella nuova formulazione proposta dalla Giunta. C'è una proposta, non è stata accolta, quindi si vota questo emendamento.

Metto in votazione l'emendamento 614 modificato dalla Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, per annunciare la mia astensione sull'ultima formulazione della Giunta regionale perché in questo modo passa il principio secondo cui soltanto ad una società è chiesto per legge di presentare un piano industriale e in funzione di quello si destinano addirittura in questo caso 34 miliardi, 17 milioni di Euro, e per le altre società non si capisce sulla base di quale criterio questi fondi vengono intanto ripartiti e poi erogati. Questo è un modo che... Presidente, se si può avere un po' di attenzione proseguo.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, non si va avanti se non consentite l'intervento e la conclusione dell'intervento dell'onorevole Pinna. Onorevole Rassu, onorevole Corona, onorevole Corda, onorevole Spissu, Dore e quanti altri per cortesia, consentite all'onorevole Pinna di fare il suo intervento. Riprenda da capo perché qui non si è capito niente.

PINNA (Gruppo Misto). Se non stanno attenti non si capisce.

PRESIDENTE. Io sono attento ma se qui non consentono neanche di sentire!

DORE (La Margherita - D.L.). Vogliamo vedere il testo.

PRESIDENTE. E` stato consegnato, onorevole Dore.

PINNA (Gruppo Misto). Il testo intanto non è stato ancora consegnato.

PRESIDENTE. Io l'ho avuto sul tavolo, è stato passato.

PINNA (Gruppo Misto). Io non ho ancora avuto il testo nella nuova formulazione della Giunta.

PRESIDENTE. Per cortesia, sia distribuito all'onorevole Pinna in modo che svolga il suo intervento e si vota. Onorevole Pinna, ha il microfono acceso, può intervenire. Per cortesia, onorevole Rassu, colleghi, cosa facciamo!

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, a me hanno passato il testo dove non ci sono le modifiche.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, cosa dobbiamo fare, lavoriamo o perdiamo tempo? Lo domando a voi, cosa dobbiamo fare? Onorevole Corona, onorevole Fadda, prendete posto per cortesia. Dobbiamo continuare o dobbiamo sospendere i lavori? Io sospendo i lavori.

(La seduta sospesa alle ore 19 e 53 , viene ripresa alle ore 19 e 59.)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'emendamento numero 614 riformulato dalla Giunta.

CAPPAI, Segretario:

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 614 così come è stato letto all'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto su questo emendamento.

PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata dal Capogruppo, lei aveva dichiarato la sua astensione quindi, avendo dichiarato l'astensione, potrebbe chiederlo se avvallato dal suo Capogruppo. L'onorevole Sanna la fa sua.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 614.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 70

Votanti 70

Maggioranza 36

Favorevoli 49

Contrari 20

Voti nulli 1

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.)

PRESIDENTE. L'articolo 11 si completa con questo emendamento approvato.

Si dia lettura dell'articolo 12.

CAPPAI, Segretario:

Art. 12

Disposizioni in materia di trasporti

1. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 83.085.000 per la concessione alle aziende di trasporto esercenti servizi pubblici di linea dei contributi previsti dall'articolo 2 della legge regionale 27 agosto 1982, n. 16, e successive modifiche e integrazioni (UPB S13.011 - Cap. 13020).

2. Nelle more del recepimento del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, allo scopo di assicurare la continuità dei servizi notturni di collegamento marittimo tra la Sardegna e le sue isole minori, l'Amministrazione regionale è autorizzata a prorogare, con effetto dal 1° gennaio 2003 e fino all'aggiudicazione dei servizi tramite gara ad evidenza pubblica ed al materiale avvio degli stessi, i contratti in essere per l'esercizio dei collegamenti medesimi.

3. Gli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2 sono valutati in euro 1.600.000 nell'anno 2003 per quelli relativi alla proroga dei contratti in essere, in euro 1.600.000 per l'anno 2003 ed in euro 3.200.000 per gli anni successivi per quelli relativi al finanziamento dei servizi aggiudicati tramite gara di evidenza pubblica (UPB S13.017 - Cap. 13036).

PRESIDENTE. All'articolo 12 sono stati presentati i seguenti emendamenti; soppressivo totale numero 388, sostitutivo parziale numero 29 col numero 747 aggiuntivo; poi ancora aggiuntivo emendamento numero 615, 616; 28, 177, 703 soppressivi totali dell'emendamento. Poi ancora aggiuntivo il 178 e l'emendamento 353. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi

Art. 12

L'articolo 12 è soppresso. (388)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Emendamento n. 29 (Art. 12)

All'emendamento n. 29 è aggiunta la seguente frase:

?Le eventuali disponibilità sussistenti in conto dell'UPB S13.017 (Cap. 13036) a seguito dell'aggiudicazione relativa alla succitata gara, possono essere utilizzate per l'organizzazione dei servizi di collegamento marittimo con l'isola dell'Asinara.? (747)

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 12

Disposizioni in materia di trasporti

Il comma 3 è sostituito dal seguente:

"Gli oneri derivanti dall'attuazione del precedente comma sono valutati per l'anno 2003 complessivamente in euro 3.200.000 e ripartiti in ragione di tanti dodicesimi quanti dovessero risultare i mesi relativi, rispettivamente, alla proroga dei contratti in essere ed all'aggiudicazione dei servizi tramite gara. Sono inoltre valutati in euro 3.200.000 per ciascuno degli anni 2004 e 2005 e successivi".

(29)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 12

Nel comma 2 dell'art. 12, dopo le parole "avvio degli stessi", sono aggiunte le seguenti parole:

"e comunque non oltre il 30 settembre 2003" (615)

emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 12

Nel comma 2 dell'art. 12, dopo le parole "collegamenti medesimi", è aggiunto il seguente periodo:

"L'Assessore dei Trasporti è altresì autorizzato a ricomprendere, tra le isole minori per le quali assicurare la continuità dei servizi di collegamento marittimo, anche l'isola dell'Asinara." (616)

Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Biancu - Fadda

Emendamento n. 28/Art. 12

L'emendamento 28 è soppresso. (177)

Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Giagu - Secci - Granella

Emendamento all'emendamento n. 28 (Art. 12)

L'emendamento 28 è soppresso. (703)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 12

Dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:

"3 bis. Quale soggetto attuatore dell'intervento di cui all'articolo 21 della legge regionale 6 dicembre 1997, n. 32 e successive modificazioni, è individuato il Consorzio per il nucleo di industrializzazione di Tortolì-Arbatax; l'Assessorato dei trasporti, previa deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore dei trasporti di concerto con gli Assessori del turismo e dell'industria, è autorizzato alla stipula di apposita convenzione per l'affidamento in concessione del suddetto intervento.

3 ter. Agli oneri di cui al precedente comma, valutati in euro 1.895.000 per l'anno 2003, si fa fronte con le risorse derivanti dal riversamento alle entrate regionali dei finanziamenti a suo tempo accreditati all'Amministrazione provinciale di Nuoro per le medesime finalità; alle conseguenti variazioni di bilancio provvede, con proprio decreto, l'Assessore competente in materia di bilancio." (28)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Fadda

Art. 12

Dopo il comma 3 del'art. 12, è aggiunto il seguente:

"4. Per lo studio e la progettazione del Centro Intermodale della città di Oristano è autorizzato per l'anno 2003, un contributo di euro 500.000 a favore della Provincia di Oristano".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S13.024

CAP. 13064 - 00 - Contributo alla Provincia di Oristano per la progettazione del Centro Intermodale di Oristano

Anno 2003 euro 500.000

In diminuzione

UPB S03.008

Anno 2003 euro 500.000 (178)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Biancu - Sanna Gian Valerio - Falconi - Spissu

Art. 12

All'articolo 12, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:

"3 bis. E' autorizzata per l'anno 2003 la spesa di euro 5.164.569 per la concessione di un contributo straordinario per il completamento e il potenziamento funzionale delle infrastrutture dell'aeroporto di Oristano-Fenosu. L'attuazione degli interventi è data in concessione alla SO.G.E.A.OR (società di gestione aeroporto Oristano), previa stipula di apposita convenzione fra l'Assessore regionale dei Trasporti e la medesima società che provvede, nel rispetto della vigente normativa, alla realizzazione delle opere (UPB S13.024).

In aumento

UPB S13.024 - Interventi per la realizzazione di strutture e servizi di trasporto

Competenza anno 2003 euro 5.164.569

Competenza anno 2004 --------------

Competenza anno 2005 ---------------

In diminuzione

03 - Programmazione - UPB S03.007

Competenza anno 2003 euro 5.164.569

Competenza anno 2004 --------------

Competenza anno 2005 --------------- (353)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 388 ha facoltà di illustrarlo.

FALCONI (D.S.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 29 e 747, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 29 si dà per illustrato, comunque serve per garantire l'esecuzione in essere fino all'aggiudicazione, tramite gara, del servizio di continuità territoriale.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 615 e 616 ha facoltà di illustrarli.

COGODI (R.C.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 28 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 28 è di natura tecnica, quindi si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 177 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Purtroppo, Presidente, mi vedo costretto a illustrare l'emendamento soppressivo in assenza di un'esplicazione delle ragioni dell'emendamento 28, comprendo anche questo sentimento di pudore che ha giustamente l'assessore Masala e che riguarda la soppressione dell'emendamento 28.

Non è un argomento nuovo all'attenzione del Consiglio, è il finanziamento, sostanzialmente, per l'acquisto dell'aeroporto di Tortolì-Arbatax. Voglio ricordare che questa struttura è una struttura privata e si intenderebbe, con soldi pubblici, consentire l'acquisto di questa struttura. Noi non siamo d'accordo sull'uso delle risorse in questo modo, l'abbiamo già detto, credo anche esprimendo formale voto del Consiglio regionale in altre occasioni a queste modalità. Avremmo preferito discutere delle infrastrutture pubbliche del trasporto in Sardegna all'interno di un quadro che, per esempio, come vedremo in emendamenti successivi, ponesse la Regione nell'attenzione di sostenere porti dichiarati di interesse regionale e nazionale, nelle condizioni di avere risorse per la propria manutenzione; avremmo voluto che l'Assessorato si esprimesse su strutture che sono pubbliche, sono state oggetto di numerosi investimenti e di ampliamenti, e che ancora sono fuori dal circuito del sistema trasportistico in Sardegna. Ricordo, tra gli altri, l'aeroporto di Oristano, che ha avuto una successione di finanziamenti, ma che è del tutto ignorato nell'ambito delle attenzioni e anche delle cure della strategia del trasporto in Sardegna da parte della Regione.

Noi riteniamo, Assessore, che questo emendamento sia un pessimo atteggiamento della Regione nei confronti di questo tipo di operazioni. Mi auguro sinceramente, per la stima che le porto, che lei si rapporti all'Aula senza esprimere una valutazione di merito su questa cosa, perché sarei costretto a estendere un giudizio di merito sull'attività del suo Assessorato, cosa che non ritengo doveroso fare. Come lei ha ben notato sull'articolo 12 non abbiamo proposto emendamenti soppressivi, riteniamo che il lavoro che si sta facendo, pur con molto ritardo, comunque vada nella direzione di una valorizzazione del sistema del trasporto, reclamo anche qui la solitudine degli Assessorati e degli Assessori rispetto alle politiche specifiche, rispetto invece all'attenzione che il presidente Pili manifesta per la sua pubblicità mediatica e per le opere di commissariamento esclusivo che ha di alcune materie della politica regionale. Io e molti altri colleghi abbiamo sempre detto che anche le azioni di commissariamento in capo al Presidente della Giunta non dovrebbe essere usate in maniera discriminatoria rispetto alle altre competenze e alle altre funzioni. Di fatto avviene così, un articolo ridotto ai minimi termini, Assessore, per effetto di una sottovalutazione della problematica del trasporto in Sardegna, noi sappiamo, nonostante i suoi sforzi, che il parco del trasporto pubblico in Sardegna viaggia con una media di vetustà molto più ampia delle medie nazionali, a questo si somma lo stato della viabilità, la sua precarietà e il cantiere aperto che siamo costretti a osservare mese dopo mese inutilmente.

Avevamo avuto anche qualche accenno di reazione con un emendamento un po' eversivo che il presidente Pili ci presentò sull'accelerazione dei cantieri, tuttavia dopo questo grande bagliore di intelligenza e anche un po' di speculazioni personali abbiamo visto che l'argomento non è più nell'attenzione del Governo regionale.

Vorremmo che si facesse un ragionamento più compiuto sulle infrastrutture del trasporto, sulle dotazioni, sull'innovazione che sarebbe necessaria e anche razionalizzazione delle società e delle aziende che governano questo settore. Io ho aperto, proprio l'altro giorno, l'ultimo BURAS della Regione, nel quale quasi una cinquantina di pagine sono dedicate solo per i contributi alle società del trasporto privato e anche non privato. Credo che ci sia bisogno di trovare in tanta organizzazione anche un po' di razionalizzazione e di efficienza.

Non sentiamo più parlare di sistemi innovativi del trasporto, continuiamo a sentire la parte politica che governa la Regione continuare a parlare delle grandi ripercussioni della continuità territoriale, appropriandosene indebitamente, ma lasciando a noi ancora la funzione di ricordare che quando fu fatta la legge da parte del centrosinistra sulla continuità territoriale si è sempre voluto dare a questa idea una valutazione complessiva. Non ha molto senso oggi parlare di continuità territoriale sapendo che ci siamo fatti espropriare quote considerevoli di risorse da parte del Governo, stante la nostra inerzia, sui fondi che erano stati destinati a sostegno di quella legge, e per di più continuare ad assistere a questo nascondino della Giunta sulla continuità delle merci, che credo sia una parte importante, comunque complementare alle politiche del trasporto, perché le politiche del trasporto sono le politiche del trasporto passeggeri, ma anche del trasporto merci, sul quale noi abbiamo una grande carenza e un fortissimo ritardo. Mi rendo conto che se la proporzione fra import ed export in Sardegna è sbilanciata a favore delle importazioni e penalizza le esportazioni, per fortuna, si potrebbe dire, paradossalmente, stiamo limitando i danni, mentre questo presupposto dovrebbe essere il volano per invertire la tendenza, cioè far sì che la Sardegna sia non solo luogo di maggiore produzione, ma che la produzione sia accompagnata da vantaggi sul trasporto, sul valore aggiunto e quindi sulla capacità di esportazione. Tutto questo non avviene, ci si limita, ritengo, a una mera provocazione al Consiglio regionale che vorrebbe destinare quasi 4 miliardi per acquistare una struttura privata.

Fuori da ogni schema di raccordo di piano dei trasporti sugli aeroporti di terzo livello in Sardegna, fuori dalla consapevole esigenza che aeroporti oggi già pubblici devono poter vedere una loro destinazione funzionale diversa da quella che finora è stata assegnata. Mi riferisco di nuovo all'esperienza di Oristano per dire che non è pensabile che la Regione finanzi miliardi su queste strutture e poi non appronti le condizioni indispensabili per un suo inserimento funzionale all'interno di un circuito di trasporto locale. Ci sono esperienze isolane in molte parti d'Europa e nell'area mediterranea dove il gommato è ridotto ai minimi termini e per distanze compatibili con le dislocazioni infrastrutturali che noi abbiamo avviene tutto attraverso un trasporto con i velivoli e con l'utilizzo delle strutture di terzo livello. Sono esperienze che dovrebbero indicarci una strada, ci sono aree, anche per quanto riguarda il turismo, di difficile accesso, vorrei dire che con un semplice volo di terzo livello si può nelle zone interne nel giro di venti minuti, tenendo conto già dei tempi che scontiamo per trasferire i turisti dal Continente alla Sardegna, sarebbe un modo nuovo di concepire un turismo che limita al minimo i tempi morti delle vacanze, quindi della possibilità di avere dei vantaggi.

Ripeto e ribadisco: mi affido alla speranza che l'Assessore voglia in gran parte condividere le ragioni della nostra richiesta di soppressione dell'emendamento 28.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 178 ha facoltà di illustrarlo.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo molto brevemente per illustrare l'emendamento 178. Io credo che sia compito della Regione quello di garantire condizioni di sviluppo nell'intero territorio regionale. E abbiamo avuto modo in questi giorni, in questi lunghi giorni che stiamo affrontando la finanziaria della Regione di sentire da diversi colleghi qui in quest'Aula che uno dei motivi, se non il motivo principale del ritardo di sviluppo della nostra regione essere quello di un livello di inadeguatezza delle infrastrutture. Io credo che anche la provincia di Oristano debba partecipare alle opportunità di sviluppo che si presentano nella nostra regione, però perché questo avvenga si rende necessario che anche la provincia di Oristano benefici della infrastrutturazione.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE

(Segue BIANCU.) Gli emendamenti che noi abbiamo presentato, che spesso vengono definiti di carattere localistico, ma così non sono, sono soltanto il frutto della necessità di un'attenzione che avvenga non soltanto per determinati ambiti della nostra regione, ma che abbiano la capacità di toccare l'intero territorio della regione.

Dicevo, gli emendamenti che abbiamo presentato sono tutti indirizzati alla realizzazione di quelle infrastrutture ritenute indispensabili per promuovere lo sviluppo, quindi gli emendamenti relativi alla grande viabilità, all'adeguamento e al potenziamento della rete ferroviaria, al completamento dell'aeroporto e del porto, e in ultimo, appunto, quello relativo alla realizzazione del polo intermodale per garantire la interconnessione dei sistemi di trasporto sia per quanto riguarda le persone, sia per quanto riguarda le merci.

Io sarei anche portato a ritirare questo emendamento, anche perché esiste da parte della Regione un trasferimento di risorse, avvenuto nel 1997 per 3 miliardi e nel 2000 per 5 miliardi, all'ARST, però, Assessore, vedo che lei è assente e io dico che sentire va bene, vuol dire che lei ha seguito il problema, però dovrebbe essere chiaro anche a noi che nulla si è fatto. E nulla si è fatto, noi sappiamo anche quali sono i motivi probabilmente, io non so se dipenda dall'ARST, al quale voi avete concesso i finanziamenti, o se invece dipenda, come ritengo più verosimile, dalla inadeguatezza della Giunta comunale di Oristano di centrodestra che rispetto a una localizzazione avvenuta nel 1997 a ridosso della stazione ferroviaria, oggi e da qualche anno stanno tentando invece di dare una localizzazione per garantire un discorso di speculazione edilizia più che un discorso relativo alla garanzia di un sistema adeguato di connessione tra i sistemi di trasporto.

Quindi dicevo che io non escludo la possibilità di ritirare l'emendamento, però, Assessore, qui la Regione non deve solo trasferire le risorse; la Regione deve anche garantire il controllo, il monitoraggio, deve seguire queste opere, soprattutto, che vengono giudicate da tutti noi come strategiche per lo sviluppo, e le garantisco che per la provincia di Oristano, trovandosi al centro del nostra Isola, il prroblema dell'interconnessione dei trasporti è giudicato essenziale e quindi io ritengo che il suo Assessorato debba verificare la realizzazione di queste opere, perché non basta soltanto che vengano stanziate, ma deve essere anche dato seguito perché le opere vengano realmente realizzate.

Quindi attendo di conoscere da lei qual è la sua posizione per poter verificare successivamente l'opportunità del ritiro.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 353 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento pone l'esigenza che ci sia da parte dell'amministrazione regionale la necessaria attenzione per una infrastruttura di trasporto fondamentale per lo sviluppo non solo della provincia di Oristano, ma di una parte rilevante della Sardegna centro-occidentale. Sto parlando dell'aeroporto di Oristano, dell'aeroporto di Fenosu.

Rapidamente voglio richiamare due fatti importanti che mi sembra in questa occasione siano da tenere presenti, che qualche anno fa fu costituita la società di gestione, la SOGEAOR, dell'aeroporto di Fenosu, costituita e composta da sei soggetti pubblici, che partecipano in misura equa, uguale in termini di capitali e in termini gestionali alla gestione di questa infrastruttura. Questi soggetti sono la Regione sarda, la Provincia, il Comune di Oristano, il Consorzio industriale, la Camera di Commercio di Oristano e la SFIRS. Quindi c'è il sistema regionale interamente coinvolto nella gestione dell'aeroporto di Fenosu e a seguito proprio della costituzione della società di gestione, e anche perché questa infrastruttura è prevista nell'attuale piano regionale dei trasporti, ma ho visto che la Giunta sta riproponendo, anche con alcune modificazioni in positivo, quindi un riconoscimento ulteriore della funzione di questa infrastruttura, appunto, fra l'altro proprio a seguito di questo fatto di carattere programmatorio generale furono assegnate risorse sia alla provincia di Oristano che alla società di gestione dell'aeroporto, risorse che complessivamente ammontano a oltre 14 miliardi, risorse che si stanno trasformando in infrastrutture: c'è stato l'allungamento della pista fino a 1300 metri, la realizzazione della torre di controllo, dei sistemi di sicurezza, insomma si sta andando avanti.

Certo non si sta facendo un'infrastruttura semplice, un aeroporto è cosa complessa, voglio insomma dire che purtroppo questa infrastruttura sarà perché non ha ancora operato a pieno ritmo, perché a tutt'oggi viene utilizzata come area aeroportuale di terzo livello, però ci sono tutte le potenzialità e le condizioni sia di carattere economico, che di bacino di traffico potenziale perché questo aeroporto svolga una funzione importante, sia rispetto allo sviluppo turistico, che rispetto al complessivo sviluppo economico di questa parte importante della Sardegna.

Però non è facile parlare mentre qui a destra c'è un convivio, io non so chi è che si deve occupare di queste situazioni in Aula.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Scusi, per cortesia colleghi, prendete posto.

(Interruzioni)

Prego onorevole Sanna.

SANNA ALBERTO (D.S.). Dicevo, quindi questo è un emendamento che ha l'obiettivo di recuperare le risorse necessarie per completare questa infrastruttura, voglio anche ricordare che nei programmi nazionali, regionali che in tutti questi anni sono stati portati avanti in materia aeroportuale, sono state investite notevolissime risorse nei principali aeroporti sardi, da Cagliari, ad Alghero, a Olbia, cosa giustissima e cosa più che mai opportuna, però noi pensiamo che, nel sistema aeroportuale regionale e nazionale, l'aeroporto di Fenosu abbia le caratteristiche, ci siano le condizioni perché questo aeroporto abbia un futuro e perché abbia un futuro va portato a compimento il processo di realizzazione. In questo senso si sta muovendo questo emendamento, quindi non è un emendamento clientelare o di altra natura, è un emendamento che vuole dare una risposta ad un'esigenza profondamente sentita da quei territori e che risponde complessivamente ad un interesse generale di sviluppo della Sardegna. Cioè si stanno chiedendo dieci miliardi di investimento per completare questa infrastruttura, per metterla nelle condizioni di aprire al traffico e di svolgere un ruolo fondamentale per lo sviluppo socio-economico di questa parte importante della Sardegna.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Gli emendamenti sono stati illustrati.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Emendamento 530, parere negativo.

PRESIDENTE. Scusi, siamo all'articolo 12.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Io ce l'ho catalogato male. Il primo è quello della Giunta, il 388 è ritirato.

PRESIDENTE. Il 388 è ritirato, il settecento...

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, il primo che ho in ordine è il 29 della Giunta, parere favorevole.

PRESIDENTE. A questo emendamento la Giunta ha presentato l'emendamento 747, suppongo sia favorevole.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. 615.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. 615 non si accoglie; 616 si rimette all'Aula. Il 703 che è soppressivo dell'emendamento 28 della Giunta che si accoglie, il parere del 703 è sfavorevole, così come è sfavorevole il parere all'emendamento 177 che ripropone il testo del 703. Per l'emendamento 178 il parere è negativo; per il 353 è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Grazie Presidente. Mi riferisco all'emendamento 28 soppressivo, all'emendamento 28 proposto dalla Giunta, per dire che questo emendamento in questa fase ha soprattutto diciamo un carattere tecnico amministrativo.

PRESIDENTE. Assessore Amadu, scusi, la pregherei di seguire lo stesso ordine che abbiamo seguito con il Presidente Balletto perché lei in questa fase sta esprimendo il parere della Giunta sugli emendamenti. Appena lei avrà concluso apriremo la discussione generale sull'articolo e sugli emendamenti. Partiamo dal 747 e 29 che sono della Giunta regionale.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Il 747 tende a recuperare in qualche modo l'idea, l'iniziativa di un emendamento proposto dai colleghi di Rifondazione tendente ad estendere la possibilità di concorrere ai collegamenti con l'isola de L'Asinara, diciamo che ha un carattere tecnico perché consente di utilizzare le disponibilità finanziarie a seguito della gara per l'aggiudicazione del servizio notturno di collegamento per le isole minori, utilizzare quelle disponibilità sussistenti a seguito della gara, per iniziare un discorso.

PRESIDENTE. Scusi, assessore Amadu, ci dica soltanto se la Giunta è favorevole o contraria, lei esprima il parere adesso, suppongo che sia favorevole per l'uno e per l'altro.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Non lo posso motivare?

PRESIDENTE. Sì, può motivarlo anche successivamente, mi sembrano abbastanza chiari come emendamenti.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Quindi, su questi il parere della Giunta è favorevole. Poi, l'altro emendamento?

PRESIDENTE. 615.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. 615. Il parere della Giunta è negativo per le ragioni che motiverò in seconda fase.

PRESIDENTE. 616.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Il 616 è ugualmente negativo per le ragioni che ho indicato nell'illustrazione del primo emendamento, in quanto il contenuto viene recepito ma viene migliorato in termini di disponibilità di questioni attinenti alle disponibilità finanziarie.

PRESIDENTE. Il 28 della Giunta regionale.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Il 28 è favorevole, è della Giunta, e verrà motivato in seconda fase.

PRESIDENTE. Il 177 e il 703 che sono naturalmente contrari al 28, e quindi immagino che sia...

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Sì, è contrario.

PRESIDENTE. 178. Assessore Amadu, non abbiamo concluso, 178.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. E` contrario.

PRESIDENTE. 353.

AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. E` contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (D.S.). C'è da rammaricarsi nel vedere le disponibilità finanziarie in un tema del quale tutti, quando ne parlano, lo fanno con enfasi, come elemento principale della via per lo sviluppo, o uno dei più importanti, quanto meno. Poi quando nella realtà delle cose si vuole trattare la materia, lo si fa con la semplicità di sempre, con quella semplicità di riconfermare delle cifre sempre più limitate che non lasciano spazio alcuno alla prospettiva.

Ma a parte alcune incongruenze che non riesco ad afferrare, che sono ad esempio l'emendamento 28 del quale la Giunta, essendo firmataria dello stesso emendamento, ha dato il parere positivo. Ma o c'è la memoria labile, io mi ricordo che l'anno scorso si tentò la stessa cosa, con una via diversa, possiamo dire per la porta principale; il Consiglio nella sua saggezza rigettò questa possibilità di scaricare risorse in una realtà che è sempre comunque di proprietà di un privato, oggi si fa passaggio inverso, si vuole entrare dalla finestra per compiere lo stesso atto e raggiungere lo stesso obiettivo. Io credo che la Giunta non si possa e non si debba prestare a questo tipo di accorgimenti. Come molte volte è capitato durante le finanziarie, ed anche in questa, i presentatori di certi emendamenti li hanno ritirati in buon ordine e hanno lasciato perdere situazioni che poi non sono molto piacevoli. Ma altrettanto può, a parere mio, deve fare la Giunta al riguardo, e cioè ritirare l'emendamento 28 perché su questa partita dell'aeroporto di Arbatax le cose non sono così trasparenti come le si vuol presentare, e la storia la conosciamo tutti e non sto qua a ripeterla.

Mi aggancio, invece, al discorso del collega Biancu sull'emendamento da lui stesso presentato nel ricordare che quel piano, per quanto riguarda l'interscambio o l'intermodalità, va avanti da tempo tanto che quei denari assegnati a Nuoro, a Sassari, a Oristano stanno andando, sono andati per meglio dire in perenzione. Credo che l'Assessore abbia fatto i suoi passi per recuperarsi le risorse che i comuni, non l'Assessore in questo caso, i comuni tardano nelle loro decisioni di carattere urbanistico a consentire la spesa, perché molte volte non è certo la Regione, in questo caso sono i comuni, che, nonostante i solleciti, i richiami, le intenzioni positive di chi è preposto a fare questo tipo di infrastruttura non riceve il conforto degli enti locali.

Tanto per citare quella che a lei interessa di più, collega Biancu, lì fu assegnata a suo tempo, individuata un'area di interscambio che era vicino alla ferrovia e riguardava ferro e gomma; dopodiché invece con l'avvento successivo e il sostituirsi degli Assessori, quell'area baricentrica non è andata più bene, si è individuata un'area periferica, come che l'interscambio si possa fare in aperta campagna. Posso immaginare gli utenti come sarebbero contenti di una cosa del genere!

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue SANNA GIACOMO.) Ma c'è un altro fatto, sappiamo tutti che all'ordine del giorno di questo Consiglio è già iscritta da tempo la riforma del trasporto pubblico locale, il recepimento della 422, quella che voi nel comma 2 dell'articolo 12 richiamate. Allora io vi chiedo: nel richiamare la 422 perché non lo fate anche nel comma 1? Perché tutto ciò non riguarda soltanto una parte del sistema trasportistico. Il sistema trasportistico con la 422 tocca tutto il comparto che sia gomma, che sia ferro, che sia per nave. E la scadenza, qualora questo Consiglio non si dovesse pronunciare, per tutti questi soggetti che stanno operando, che abbiano ricevuto la concessione per discrezione dell'Assessore di turno - questa è la gomma - o per gara - questo è il trasporto marittimo - scadranno alla fine di quest'anno.

Qualora il Consiglio non dovesse prendere le decisioni, approvare quindi quella proposta di legge pervenuta all'Aula, noi non saremmo in grado a fine anno di garantire niente a tutto il sistema trasportistico sardo. Questo cosa comporterebbe? Comporterebbe che le gare dal 1° gennaio dovrebbero essere già fatte per il sistema di trasporto via mare, per tutto il sistema del gommato che comprende oltre alla nostra azienda anche le municipalizzate, le consortili e tutti quegli ottanta, ottantacinque privati che stanno operando nelle tratte a loro assegnate.

Allora, il motivo perché la 422 non è richiamata anche nel primo comma, noi abbiamo la necessità entro l'anno di approvare la legge, di dare la deroga di due anni come l'hanno avuta in tutte le altre Regioni d'Italia, per consentirci di fare nel modo giusto tutte le operazioni. Se questo non dovesse accadere, alla fine dell'anno saremmo in una situazione ingovernabile perché il sistema non sarebbe in condizione di reggersi, perché staremmo lì a dover ottemperare ad una scadenza che ormai anche a livello comunitario ci viene obbligata.

Allora io credo che questo 422 che viene richiamato come decreto legislativo debba comprendere tutto il comparto, sennò non riuscirei a spiegarmi il motivo perché per una parte si fanno le gare e per l'altra non se ne fanno. Ma credo che questa sia una svista, visto che c'è, ad esempio, l'emendamento 29 che richiama proprio quello che in parte io ho detto sino a questo momento, ma c'è necessità per non dovere illudere nessuno, c'è necessità di verificare con attenzione anche l'emendamento 747. Perché? Perché dice testualmente: "Le eventuali disponibilità sussistenti in conto dell'U.P.B... a seguito della aggiudicazione relativa alla su citata gara" - sta parlando del sistema del trasporto marittimo - "possono essere utilizzate per l'organizzazione dei servizi dei collegamenti marittimi con l'isola dell'Asinara". Allora, ho detto che se le gare si fanno per tutti, sono pienamente d'accordo, allora mettiamo sopra, le gare per tutti, come la legge prevede, non per il figlio, e niente per il padre. Se invece si dovesse aspettare di fare la gara per il trasporto marittimo e il ribasso d'asta debba servire per collegare l'Asinara, Assessore, lei l'Asinara difficilmente riuscirebbe a collegarla, a parer mio, perché i costi non sono così contenuti come succede nel trasporto su gomma, i parametri vengono stabiliti dal Ministero, quindi sono costi dei quali molte volte non ne conosciamo neanche l'importo preciso sin quando lo stesso Ministero non ce li comunica.

Allora, per evitare che anche quest'anno il discorso dell'Asinara possa non trovare risposta positiva, vediamo di trovare invece un accorgimento anche nelle risorse a disposizione perché nella completezza del discorso che voi stessi come Giunta avete fatto, anche il collegamento con l'Asinara trovi le risorse per far sì che anche questa tratta possa trovare compimento. Però io credo che sia necessario avere una risposta se le gare complessivamente riguardano tutto il settore...

PRESIDENTE. Prego onorevole Sanna, concluda.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Come la 422 prevede, oppure se è una indicazione vera, reale della Giunta che si limita solo ed esclusivamente ad un comparto, perché vorrei conoscerne motivo se qualche modifica della legge, del decreto legislativo 422 è avvenuta e non la conosco, che riguardi esclusivamente alcuni comparti e non altri. A me non risulta, credo che sia più una svista, e la dimostrazione ce l'ho all'interno dell'emendamento della Giunta, il numero 29.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, nell'esame di questo articolo e di questi emendamenti mi sarà consentito, chiedo a lei, Presidente ed ai colleghi, un breve passo indietro. Non ho potuto farlo prima perché è stato richiesto il voto segreto sull'ultimo emendamento all'articolo 11, volevo semplicemente esprimere il mio rammarico pur avendo votato a favore di quell'emendamento che interessava le attività minerarie del Sulcis, e pur essendomi astenuto su ciò che interessava, invece, alcuni emendamenti per la Sardegna centrale.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli mi perdoni, anche lei non torni indietro.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo scusa, Presidente, è una breve parentesi.

PRESIDENTE. Vada avanti, abbiamo bisogno di procedere, sennò, lei comprende...

CAPELLI (U.D.C.). Per entrare nel merito degli emendamenti, perché devo arrivare all'emendamento proposto, soppressivo, l'emendamento 28.

Allora, dicevo che sugli altri mi sono astenuto per coerenza di maggioranza, ma mi sembra che in quest'Aula continuino ad esserci due pesi e due misure. Il Sulcis è una zona depressa e giustamente va sostenuta dalla finanziaria regionale; il nuorese tanto decantato, tanto mortificato anche dall'attività a volte di questo Consiglio, nel momento in cui vengono chiesti, pur dall'opposizione con degli emendamenti, avevo proposto un coordinamento, non ha trovato pari risposta; non dico più o meno, non ha trovato pari risposta.

Auspico e credo che a questo la Giunta vorrà porre rimedio e la stessa maggioranza. Perché vede, su questi emendamenti come su quello che riguarda l'intervento, il numero 28 se non sbaglio, soppressivo di quello della Giunta che destina i fondi per la gestione dell'aeroporto di Arbatax al Consorzio Industriale di Tortolì-Arbatax, vedo che anche su questo non c'è nessun tipo di coerenza. E gli emendamenti successivi al 28 soppressivo lo dimostrano, perché quando si parla invece, e mi rivolgo, purtroppo devo dire in pieno dissenso, all'onorevole collega Gian Valerio Sanna, che è firmatario anch'esso degli emendamenti successivi, il 178 e il 353, utilizza un ragionamento che è diverso e contraddittorio rispetto a quello che ritiene opportuno nella presentazione dell'emendamento 28 soppressivo.

Allora, mi sembra che cambiano i territori e quindi cambiano anche le idee, cambiano anche i parametri da seguire. Non trovo corrispondenza nell'illustrazione fatta, appunto, di tali emendamenti e non trovo corrispondenza ancor più quando vado a leggere l'articolo 21 della legge 6 del '97, che sicuramente non è stata portata avanti da questa maggioranza, dove determina l'intervento pubblico nell'acquisizione di una struttura privata.

Allora credo che probabilmente ci sia un po' di confusione nell'intervento sui trasporti ed ecco perché, invece, sostengo l'emendamento proposto dalla Giunta regionale in merito all'intervento sulla struttura aeroportuale di Tortolì-Arbatax.

Bene farebbero i colleghi oristanesi a pensare e a riflettere molto meglio sulle proposte dei privati, per esempio, per l'aeroporto di Fenosu; credo che a nessuno di loro sfugga la proposta di un centro di trasporto merci aereo sull'aeroporto di Fenosu che è stato presentato fin dal 1996 da una degna compagnia internazionale come la Lufthansa che poteva consentire uno sviluppo nel trasporto merci quale centro nel Mediterraneo per lo smistamento dei cargo che gravitano sulla Sardegna.

Anche di questo abbiamo già avuto modo di parlare in precedenti finanziarie. Perché, vedete, concentrare sempre le attenzioni sul piccolo finanziamento, che guarda caso quando si inizia a parlare di una decina di miliardi è sempre un finanziamento irrisorio per alcuni territori, quando si inizia a parlare invece della spendita di qualche decina di miliardi per un territorio come il nuorese, e mi rifaccio per questo all'articolo 11, diventano improvvisamente delle cifre importanti, e quest'Aula rigetta, e io non ho rigettato, anche proposte degne di attenzione, anche se pervenute dall'opposizione.

Io mi auguro che non ci fermiamo alla demagogia che si fa sui comunicati stampa. Ora qui, purtroppo, non posso rivolgermi alla stampa perché vista l'ora credo che nessuno di loro sia presente, ma è facile fare dei comunicati stampa a sostegno di iniziative di un territorio; mi riferisco buon ultimo a quello sull'Europeade, che mi sono rifiutato di firmare, perché poi riscontro che non c'è nessuna corrispondenza tra le azioni che si svolgono in quest'Aula e i comunicati stampa demagogici che si fanno. Ora non voglio entrare nel merito dell'Europeade, entreremo nel momento in cui esamineremo gli emendamenti proposti.

Ricordo soltanto che in sede di Commissione qualcuno ha sostenuto tale emendamento e l'ha portato nel testo, l'emendamento Murgia per l'esattezza, mentre altri che oggi firmano quei documenti hanno decisamente votato contro, ma avremo modo di ricordarlo nel momento in cui esamineremo il testo. Però oggi fa più politica uscire sulla stampa con questi atteggiamenti demagogici, che vedremo anche sulle caserme poi, e molto meno invece avere un comportamento coerente all'interno di quest'Aula.

Detto questo io ritengo che sicuramente apprezzo la prima parte dell'intervento dell'onorevole Sanna Giacomo, perché effettivamente a un settore strategico come quello dei trasporti, che dovrebbe essere strategico per il futuro e per l'impostazione che questa stessa maggioranza ha dato al sistema dei trasporti come cardine, come elemento focale di un futuro sviluppo nel settore del turismo e quindi con una ottimizzazione dei trasporti merci e persone, ritengo che forse lo sforzo poteva essere superiore, nel destinare maggiori risorse ad un settore strategico e di grande importanza.

E` ovvio che tutto questo va fatto anche tenendo ben presenti le risorse finanziarie disponibili, questo perciò non vuol dire che non ci sia un'attenzione da parte della maggioranza a questo settore strategico, è importante che ci siano alcuni interventi, e ritorno all'emendamento proposto dalla Giunta, l'emendamento 28, che ritiene importante agevolare un territorio dimenticato dalla stessa provincia di Nuoro; oggi dovremmo parlare della provincia Ogliastra (purtroppo dico io), però non vuol dire che non sia necessario intervenire in un territorio che fa dello sviluppo turistico il cardine dell'economia del proprio futuro, del suo futuro.

Per cui ritengo opportuno l'emendamento 28 e ritengo inopportuno l'emendamento soppressivo anche per i motivi e le spiegazioni date nell'illustrazione dello stesso e degli emendamenti successivi. Ecco perché sostengo tali emendamenti della Giunta e l'articolato dell'articolo 12.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Rinuncio..

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Io non posso rinunciare per un semplice motivo, intanto perché voglio ricordare all'Aula, anche perché qua poc'anzi è stato richiesto il varo della proposta di legge passata in Commissione trasporti del Consiglio regionale come elemento indispensabile per un elemento di chiarezza, come recepimento del decreto legislativo 422.

Voglio ricordare, dicevo, che la modifica del Titolo Quinto della Costituzione, avvenuta con legge numero 3 del 2000, ha assegnato alle regioni l'esclusiva competenza del trasporto pubblico locale. Per questo motivo sono decaduti i riferimenti al decreto legislativo 422 e allo stesso articolo 35 della legge finanziaria 2002. Per cui da un'ulteriore verifica si è accertato che non esistono direttive europee che impongono la privatizzazione, così come le norme sulla concorrenza entrano in vigore qualora si proceda alla privatizzazione e alla liberalizzazione dei servizi. Stavo dicendo che la norma sulla concorrenza entra in vigore qualora si proceda alla privatizzazione e alla liberalizzazione dei servizi, con questo non è detto che noi siamo obbligati a liberalizzare i servizi. Voglio ricordare altresì che gli enti gestori del trasporto locale possono affidare a trattativa diretta a una propria società di servizio, come recita la recente sentenza del Consiglio di Stato, sezione quinta del 6.02.03, numero 637, in quanto l'affidamento diretto è attinente a rapporti interni tra strutture facenti parte dello stesso complesso organizzativo.

Sto dicendo questa cosa perché mi sembra che sia più che doveroso anche rispetto a tutto il ragionamento che poc'anzi faceva l'onorevole Sanna, se ci sono elementi di novità sul decreto legislativo 422. Gli elementi di novità sono questi. Con questo non voglio dire che bisogna usare due metri e due misure rispetto ai soggetti che fanno i servizi pubblici, però sto dicendo che qualche cosa è cambiata. E se qualche cosa è cambiata questo Consiglio dovrebbe tenerne conto.

Un'ulteriore precisazione va fatta rispetto agli emendamenti che noi abbiamo presentato; abbiamo presentato due emendamenti, il 615 che prevedeva una data all'espletazione delle gare. E qua siamo diversi anni che proroghiamo, proroghiamo, proroghiamo e le gare non si fanno mai. Io ho sentito il ragionamento dell'onorevole Sanna, non è che mi convinca molto rispetto al fatto che comunque le gare non si facciano, la gara è comunque un elemento di trasparenza; mi dicono che ci potrebbe però essere un problema di tipo tecnico, nel senso che se noi mettiamo una data e se per diversi motivi la gara non va in porto perché ci sono ricorsi o quant'altro, eccetera., si potrebbe bloccare il sistema, per cui si potrebbe creare un vuoto legislativo che crea un danno. Noi danno non ne vogliamo creare, per cui siamo disposti a ritirare l'emendamento 615, però ci auspichiamo che questo elemento di precarietà, che continua di anno in anno, che non finisce mai, abbia a finire. Per cui troviamo, comunque cerchiamo di trovare un sistema che non preveda i rinnovi automatici, rinnovi su rinnovi che, così come si diceva, si ripetono ormai da diversi anni.

Nessuna contraddizione invece riteniamo vi sia sull'emendamento 616, di cui il relatore della Commissione terza rimetteva il giudizio all'Aula. Lei, Assessore, poneva questo emendamento in contraddizione o superato dall'emendamento 747 presentato dalla Giunta.

Io ritengo che invece sia il suo un'utile integrazione, si può ritenere, all'emendamento 616, in quanto il nostro è un emendamento di mero principio, che non si va a collegare strettamente con i servizi notturni. Noi diciamo che questa Regione, riconoscendo l'Isola dell'Asinara una sua isola, e come tale si auspica che abbia tutti i servizi di tutte le isole minori di questa nostra Isola, abbia la possibilità, qualora lo ritenga opportuno e qualora ve ne sia la necessità, di istituire il servizio così come si fa per le altre isole minori della Sardegna. Non a caso non abbiamo messo nemmeno una lira, è un emendamento di mero principio.

E` chiaro che nel momento in cui si riterrà opportuno attivare il servizio dovremo mettere i soldi; non li abbiamo chiesti nemmeno in questo momento, potremo chiederli nel momento in cui si discute il bilancio, per cui vedere insieme l'opportunità di incrementare un capitolo apposito, per cui nessuna contraddizione, è soltanto un emendamento di principio.

Per altro un principio che mi sembra anche da lei condiviso, Assessore dei trasporti, in quanto mi risulta che ha avuto una serie di contatti anche con le amministrazioni locali del territorio, che ha espresso anche lei questa volontà, per cui noi riteniamo che questo emendamento possa essere accolto senza nessuna difficoltà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Assessore, colleghi ho seguito con grande attenzione gli interventi che si sono susseguiti in particolare sull'argomento dei trasporti, e ho l'impressione, lo voglio dire all'Aula, taccio sempre e forse troppo spesso, ho l'impressione da certi emendamenti e certe enunciazioni anche nel provvedimento così come si appalesa, che si tratti di una di quelle piccole marche, come le chiamano, una fotografia, una piccola marca, qualcosa del genere.

Ora non si può mettere in legge, o stabilire in legge finanziaria, con tutto l'amore che possiamo avere per la nostra Isola, per le nostre isole, qualcosa come quello che è stato enunciato con l'emendamento 616; si nomini un'apposita Commissione seria di studio; si usino uguali, perché dal pulpito cui poi ho sentito, si fanno lezioni tutti i giorni di equità, di par conditio, di trattamento, di sensibilità, eccetera, e si usino tutti i crismi connessi a queste intraprese, tutte le attenzioni per valutare, per valutare.

Per questo non c'è bisogno di stabilire in legge, potremmo riempire la finanziaria di tanti nostri desiderata che non avremmo spazio, non finiremmo mai con questa finanziaria. Ciascuno ha cinquantamila desideri da realizzare per migliorare la Sardegna e i servizi in Sardegna, eccetera.

Per cui mi pare che non possano neppure essere presi in considerazione come argomenti da mettere e sistemare in finanziaria, ancorché legittimi - per carità - ancorché legittimi.

Mi aspetto adesso le grandi reazioni, eccetera; poi vedo con quale attenzione, con quale attenzione particolare, tra l'altro, ci si è documentati e ci si interessa di determinate branche, di determinati settori di queste comunicazioni dell'ambiente trasporti e come invece altre continuano in un andazzo che si perpetua, senza porre vincoli, senza porre limiti. Addirittura si stabiliscono, se si ha molta fretta, date, prendo atto della disponibilità a ritirare l'emendamento; e la dice lunga questo atteggiamento sulle condizioni e sulle intenzioni.

Siccome sono uno che prima di arrivare a pensare male ci mette tanto, però mi hanno insegnato proprio questo atteggiamento sempre attento alle motivazioni, a cosa c'è dietro, dietro, dietro, dietro ancora dietro, e l'altro dietro ancora, e qualche pensiero un po' diverso e distorto io lo faccio!

Concludo invitando i colleghi, l'Aula ad una attenzione, a meditare su questi emendamenti e a non approvarli, perché non stanno bene in una finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Presidente, ma era l'ultimo intervento!

PRESIDENTE. In questo dibattito ci si iscrive man mano che si va avanti; quindi se un collega chiede di parlare il Presidente gli deve dare la parola. Infatti ha chiesto l'onorevole Cogodi e non solo lui!

COGODI (R.C.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Faccia pure il suo intervento, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Ho facoltà di parola?

PRESIDENTE. Certo.

COGODI (R.C.). Quindi ho anche facoltà di rinuncia?

PRESIDENTE. Assolutamente!

COGODI (R.C.). Ho rinunciato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.-Sardegna). Molto velocemente, Presidente, sull'emendamento 28; io ho sentito alcuni interventi che hanno espresso un giudizio nettamente negativo e devo rilevare una contraddizione perché quando si parla e si critica questa finanziaria da parte del centrosinistra spesso si dice "Non vi sono risorse destinate alla creazione di infrastrutture".

Questo intervento che è nato, come ha ricordato qualche collega, nel '97, quindi con la precedente amministrazione regionale, che però per un motivo o per l'altro non ha mai visto, non ha mai superato il traguardo, è un emendamento collegato, ha già una realtà in quanto il consorzio di Tortolì, mentre l'anno scorso c'erano problemi perché il destinatario finale poteva essere un soggetto privato, mentre invece il consorzio di Tortolì ha acquisito attraverso un preliminare la struttura aeroportuale e ha però aperto anche, e questo i colleghi lo sanno bene, un tavolo di trattativa con la provincia di Nuoro e con quegli altri comuni, quei soggetti pubblici interessati ha una gestione di uno scalo aeroportuale che esiste già, che oltrettutto dà una forte risposta ai flussi turistici, e credo che qua non si tratta di guerra tra territori, ma si tratta di stabilire, e credo che questo sia molto facile, il ruolo strategico che può avere una struttura aeroportuale, soprattutto anche per i collegamenti di terzo livello.

Esiste già, è da ampliare, è da adeguare alla normativa, anche perché diversamente il flusso turistico verso l'Ogliastra, che oggi ha diverse decine di migliaia di presenze che arrivano attraverso i voli charter che utilizzano quell'aeroporto; quell'aeroporto così non può rimanere, questi interventi programmati anche con un'attenta selezione, perché poi non è che vengano dati subito, chiaramente il piano, il progetto esecutivo deve essere presentato, e qua c'è anche una certa garanzia, perché come vedete vi è l'Assessorato dei trasporti, l'Assessorato del turismo, dell'industria, della programmazione, è quindi una concertazione che sicuramente può garantire una procedura trasparente.

Però dicendo no a questo emendamento, diciamo no anche alla provincia di Nuoro, diciamo no a molti comuni dell'Ogliastra, diciamo no a quei soggetti pubblici che vogliono, ovviamente utilizzando anche i gestori del settore, ma far nascere in maniera definitiva una struttura che per l'attuale ubicazione dell'Ogliastra, l'isolamento anche se è un isolamento che si sta superando sempre di più grazie anche all'apertura di un primo lotto della 125 e l'imminente apertura, perché come sapete bene entro il 2005 probabilmente arrivare da Cagliari a Tortolì saranno cinquanta minuti di macchina, questo in attuazione di quello che è stato fatto nella precedente legislatura, ma anche in questa legislatura perché bisogna essere obiettivi su queste cose.

Quindi inviterei, considerato anche l'importo relativo, i colleghi che chiedono la soppressione dell'emendamento 28, di ritirare il loro emendamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.

AMADU, (F.I. - Sardegna), Assessore dei Trasporti. Grazie Presidente, ringrazio tutti i colleghi che sono intervenuti. Indubbiamente la materia oggetto di questo articolo è una materia importante per la nostra Isola e sicuramente come è stato detto le attenzioni, le risorse finanziarie, gli impegni finora assunti sono sicuramente - sono il primo io a dirlo - insufficienti rispetto alla mole della responsabilità che un sistema generale di trasporti funzioni, quindi delle risposte che da esso derivano per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna.

Condivido le preoccupazioni di tutti i colleghi in ordine al fatto che come Regione noi si debba fare un passo in avanti nella politica di riforma, e sappiamo che è proprio iscritta all'ordine del giorno del Consiglio regionale la riforma del trasporto pubblico locale e per questo aspetto, mentre ringrazio tutta la Commissione consiliare competente che ha fatto un bel lavoro di sintesi delle proposte allegate alla stessa Commissione, ora però chiedo lo stesso sforzo al Consiglio regionale perché una volta approvata la finanziaria e le leggi di bilancio si dia priorità assoluta alla riforma del trasporto pubblico locale per non rischiare il commissariamento, cari colleghi, perché qui siamo ormai noi l'ultima Regione che non ha attuato la riforma.

Un servizio molto interessante del "Sole e 24 Ore" di pochi giorni fa riferiva dell'esito di una inchiesta in tutte le regioni italiane e vi posso dire che al di là di tutto, se noi siamo fermi praticamente, perché la riforma il Consiglio non l'ha ancora votata, le altre regioni, le primissime che hanno attuato la riforma sono ancora ferme nelle gare d'appalto, nell'aggiudicazione, perché c'è la grande preoccupazione che a fronte dei gestori attuali in tutte le regioni possano arrivare nella privatizzazione delle gare, gestori dalla Francia, dalla Germania, da altre regioni europee che sono più attrezzate in termini di qualità, in termini di disponibilità finanziaria. Per cui il nostro percorso, che finora ha proceduto in modo cauto, però deve concludersi con la riforma che è anch'essa cauta, perché dà dei tempi ragionevoli di applicazione che deve consentire ai concessionari privati, a quelli pubblici operanti in Sardegna, di organizzarsi per affrontare le sfide del mercato e noi sappiamo cosa vuol dire libertà di mercato e soprattutto rischio di andare alle gare senza avere il fisico pronto per affrontare effettivamente le difficoltà.

Insieme alla legge sul trasporto pubblico locale io invoco la Commissione perché licenzi e consenta al Consiglio di votare l'aggiornamento del piano regionale dei trasporti e il prerapporto per le merci perché consentano finalmente alla Regione di dotarsi di strumenti attuativi importanti da cui discendono anche le scelte - come accennava il collega Gian Valerio Sanna - della politica delle strade, quindi dei collegamenti, tutto quello che ne discende. In assenza di strumenti definiti, è chiaro che le scelte sono particolari, sono specifiche e sono tutte spinte legittime, però territorialmente non appartengono ad un discorso più completo, più complessivo.

Quindi, io credo che molti problemi trattati stasera si potranno superare o comunque sia avviare ad una fase nuova grazie a questi importanti passi che il Consiglio mi auguro al più presto sarà chiamato a svolgere.

Io mi limito ad alcune osservazioni in riferimento ai rilievi fatti dai colleghi, in particolare per quanto riguarda l'aeroporto di Tortolì - Arbatax; l'intendimento mio e le proposte che ho fatto alla Giunta, ma mi pare un po' in generale, siano quelle di mantenere i fondi nelle aree nelle quali anche le Giunte precedenti hanno destinato quei fondi. Evidentemente ci deve essere una continuità di interesse e quindi anche di stanziamenti, quindi anche di diritto di territori di avere, di continuare a godere di quei finanziamenti per le finalità per cui si è pensato di intervenire.

Per quanto riguarda Tortolì - Arbatax, i fondi che noi riteniamo possano essere rivitalizzati sono in un conto che non può essere utilizzato in quanto l'amministrazione provinciale di Nuoro, da anni, non è stata messa nelle condizioni di poter attuare l'obiettivo a cui essa si era posta, cioè quello di diventare, come dire, l'ente volano della vita dell'aeroporto.

Per cui il nostro dovere, evidentemente, degli uffici, è stato quello di dire "Benissimo, alcuni soldi ci sono, mettiamoli a disposizione di chi in questo momento si propone per far partire, creare le condizioni perché parta l'aeroporto di Tortolì". Era solo questo, quei soldi comunque rimangono destinati per quella finalità e quindi riteniamo che l'obiettivo si debba perseguire.

In riferimento poi agli emendamenti che prevedono stanziamenti per il centro intermodale della città di Oristano, collega onorevole Biancu, è stato da altri già detto che la politica urbanistica e quindi le scelte urbanistiche locali non derivano né dall'Assessorato, né dalla Giunta, né dal Consiglio regionale, ma dalle amministrazioni comunali che nell'ambito della programmazione destinano le aree per le finalità per le quali...

Quindi per Oristano già da qualche anno ad oggi ci sono ancora disponibili cinque miliardi destinati all'asse che noi riteniamo debbano rimanere per quella finalità, quindi non stiamo facendo, non c'è nessuna intenzioni di scippare quei soldi, di portarli altrove, però giustamente non possiamo tenere la situazione...

Abbiamo sollecitato ancora una volta l'ARST che è soggetto attuatore e dal Comune è stato risposto che vi è la valutazione del piano urbanistico comunale, del PUC, e che in quella sede al più presto il Comune si impegna a indicare l'area nella quale potrà sorgere il centro intermodale. Per cui, il contenuto dell'emendamento, come dire è superato nel senso che quei fondi, cinque miliardi, rimangono a disposizione dell'ARST che è da noi incalzata perché si proceda, anzi, non è improbabile se si ritiene, si possa ritenere utile, ovviamente non vogliamo entrare come dire, nelle scelte delle amministrazioni locali ma in questo caso potrebbe anche essere utile una conferenza di servizi insieme all'ARST e al Comune di Oristano per individuare, per sollecitare l'amministrazione locale ad intervenire al più presto, ad indicare all'ARST e alla Regione l'area su cui poter spendere questi cinque miliardi. Ma i cinque miliardi non si toccano, rimangono lì, per cui non c'è nessuna volontà in questo senso di dare...

Per quanto riguarda l'aeroporto di Fenosu, collega Sanna, è giusta la considerazione che si debba arrivare ad un piano più generale della politica aeroportuale, soprattutto dopo che si sta andando, anche perché in questo senso la Corte dei Conti a livello nazionale si è pronunciata, verso la privatizzazione, quindi verso una forma di gestione totale degli aeroporti da parte delle società di gestione. Questo vuol dire che finalmente si potrebbe andare alla privatizzazione quindi alla possibilità di aprire la gestione degli aeroporti ai privati che si vedrebbero incentivati ad intervenire grazie alla possibilità di concessioni non più annuali o di brevissima temporaneità, ma invece concessioni avendo una durata, dando un'ampia disponibilità di tempo alla gestione, potrebbero invogliare quindi, consentire una gestione di tutto il sistema aeroportuale più interessante.

Su questo ci impegniamo a presentare delle proposte su cui il Consiglio si dovrà a suo tempo pronunciare, col concorso delle società di gestione e per quanto riguarda in particolare Fenosu, Oristano - Fenosu, ci sono in atto interventi per due miliardi, un miliardo del bilancio '97, un miliardo del bilancio del '98 e poi tre miliardi e cento pari ad euro un milione e seicentomila, dei finanziamenti dell'ex POP '94 - '99, tutti fondi che l'Assessorato sta guidando nella supervisione degli interventi per cui, come diceva il collega Sanna, ci sono alcuni interventi portanti che riguardano l'acquisto di mezzi antincendio, sistemi di volo strumentale e una serie di interventi sulla pista per attrezzature di rampa e adeguamento aerostazione che rendono, iniziano a dare a questo aeroporto una consistenza.

E` chiaro che qualsiasi emendamento che possa portare finanziamenti al settore sono ben accetti, però questo va visto in un piano più generale; quindi non è che critico la proposta del collega che propone di destinare dieci miliardi, però credo che questo vada inserito in un discorso più ampio e quindi non possiamo accoglierlo in termini programmatori in quanto manca una programmazione più ampia e più generale.

Per quanto riguarda poi il riferimento al sistema delle gare che abbiamo indicato, che abbiamo inserito per l'aggiudicazione dei servizi notturni, la disposizione che abbiamo proposto altro non è che un raccogliere in modo coerente gli indirizzi che, durante la discussione della finanziaria precedente e in Commissione consiliare lavori pubblici e trasporti, sono stati indicati alla Giunta per andare in questa direzione.

Altro non abbiamo fatto che essere coerenti con questa impostazione e quindi la previsione che abbiamo indicato altro non fa che adeguarsi alle indicazione, agli indirizzi del Consiglio, sia che siano provenuti da parte di settori importanti della maggioranza e da parte di settori importanti dell'opposizione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 747. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 615 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 616. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 28. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento 28.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo al risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 32

Contrari 41

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Votiamo adesso l'emendamento 178. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Io, Presidente, voto a favore dell'emendamento numero 178 e voglio rappresentare, fare alcune considerazioni velocissime: i colleghi Biancu, Sanna Alberto, Sanna Gian Valerio hanno presentato un emendamento nel quale loro chiedono una cifra, anche esigua, per la progettazione del centro intermodale di Oristano. Credo che sia anche una cosa giusta visto e considerato che ci sono dei territori che nell'arco, nello spazio di qualche centinaio di metri addirittura ce ne sono due, di centri intermodali ipotizzati. E questo è il frutto di un imbroglio, di un imbroglio perpetrato scientemente, ritengo, e sul quale ritengo che debba essere fatta chiarezza.

Allora, a suo tempo fu votata nella finanziaria la realizzazione di un centro intermodale a Macomer, successivamente - l'ho detto e lo ribadisco e mi auguro che rimanga agli atti, e invito il Presidente della Giunta e l'Assessore del bilancio a verificarlo - qualcuno ha alterato il POR e lo strumento attuativo, cioè il complemento di programmazione, alterato da una mano anonima. Il pasticcio continua perché successivamente, assessore Masala, quando sono stati fatti i bandi dei PIT, stranamente c'è un PIT nel quale non era previsto l'asse, non era prevista la misura e veniva escluso che, per esempio, sull'asse 6.1 i comuni potessero essere destinatari della misura. Ebbene, la Giunta e l'Assessorato, Assessore, che lei presiede, ha accettato che questo imbroglio complessivo si consumasse. Parlo di imbroglio, non sto parlando di distrazioni, parlo di imbroglio! Io sono disponibile a risponderne in qualunque sede delle affermazioni che sto facendo.

Questo tipo di azione sta continuando, non è stato ancora dato da parte del responsabile della misura un parere di conformità e di coerenza per quanto attiene a questo aspetto e si sta andando avanti. Io credo che la cosa non possa continuare in questo modo e quindi prego l'Assessore di verificare che non si stiano commettendo, oltre che imbrogli, atti illeciti, fuori dalla legge, contrari alla legge, alle leggi che questa Regione si è data.

In ultimo, per il tempo residuo che mi rimane, io credo che la risposta all'intervento che ha fatto il collega Capelli sia stata data abbondantemente dall'Aula. E' stato un sostenitore dell'emendamento numero 28 della Giunta, ha lanciato invettive nei confronti di tutti, e immediatamente...

CAPELLI (U.D.C.). Ma hai bevuto stasera?

PIRISI (D.S.). Guardi, sarebbe utile rispondere, collega Capelli, non voglio citarle il Corsivo di ieri.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, la prego, si rivolga al Presidente.

PIRISI (D.S.). Sì, Presidente, adesso il tempo purtroppo non l'ho per completare, comunque il mio voto è favorevole. Interverrò successivamente, collega Capelli, in modo tale da chiarire le cose.

Non si tratta anche qui di un attacco nei confronti del centro Sardegna, si tratta di una questione che va avanti da tanti anni, perché il proprietario dell'aeroporto voleva che venisse pagato questo aeroporto 12 miliardi; la Provincia di Nuoro aveva fatto una stima per 4 miliardi, si era arrivati anche a ipotizzare un accordo fino a 6 miliardi. Il problema, caro assessore Amadu, non c'è un'inerzia, c'è il fatto che il proprietario dell'aeroporto voleva tutta la cifra stanziata in capo alla Provincia di Nuoro, un fatto inaccettabile, perché la stima che era stata fatta, e confermata anche dall'Ufficio tecnico erariale, era esattamente quella che era stata proposta nella prima perizia. Non si tratta di inerzia, si tratta semplicemente di fare le cose per bene.

PRESIDENTE. Concluda prego, onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). Ritengo che le cose si sono fatte e si stanno facendo semplicemente con giustizia e correttezza. Nessun attacco al centro Sardegna, di cui ritengo di far parte anch'io, collega Capelli. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo prima di tutto per ringraziare il collega Pirisi dell'attenzione per l'emendamento 178 e della solidarietà per un'altra zona interna e soprattutto per le motivazioni e le argomentazioni che ha portato sulla positività e sull'opportunità della realizzazione di questa infrastruttura che, tra l'altro, in qualche modo può trovare un raccordo anche con le altre iniziative che si sono realizzate, in particolar modo quella con il centro Sardegna.

Però io ho ascoltato con molta attenzione la replica dell'Assessore, che in parte, Assessore, lei mi ha convinto, però devo dire che è insufficiente. Perché è insufficiente, Assessore? Io ritengo che sia positivo che lei, finalmente, convochi una conferenza di servizi per quanto riguarda la messa in opera e la realizzazione di questa infrastruttura e quindi credo che faccia bene a farlo e a farlo quanto prima perché allorché ci sono delle inadeguatezze, allorché c'è inerzia io credo che la funzione dei singoli Assessorati, in questo caso del suo Assessorato, sia quella appunto di attivare tutti quegli strumenti che possono portare al conseguimento dell'intervento.

Debbo dire, però, che sono parzialmente soddisfatto e chiederei a lei, siccome qui esisteva uno stanziamento non di 5 miliardi, Assessore, che lei ripetutamente ha richiamato, ma esisteva uno stanziamento di 8 miliardi, quindi credo che da parte sua ci debba essere, poiché queste erano risorse destinate a quel territorio, per quell'intervento, io credo sia suo dovere recuperare questi 3 miliardi che sono andati in perenzione per essere destinati nuovamente a quel territorio e nuovamente a quell'intervento.

Se c'è questo impegno da parte della Giunta, dichiaro il ritiro dell'emendamento 178.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ovviamente avrei dichiarato il voto contrario, ma naturalmente sottolineo l'impegno della Giunta di tenere conto di questo nel prossimo programma perché, effettivamente, 3 miliardi sono andati in perenzione e quindi andranno recuperati successivamente.

Quindi prediamo atto della disponibilità del presentatore al ritiro dell'emendamento, però, siccome sono state usate parole abbastanza pesanti con riferimento a un altro centro intermodale, vorrei fugare il sospetto dei colleghi su delle affermazioni, cioè qui si tratta di ristabilire i fatti così come sono accaduti e l'onorevole Pirisi è stato da me reso edotto di tutti gli elementi a disposizione e insieme a lui anche il sindaco della sua città, e cioè il sindaco di Macomer. Il Consiglio regionale aveva approvato una norma in finanziaria con la quale veniva individuata nel comune di Macomer la localizzazione per la realizzazione di un centro intermodale ed erano state stabilite anche delle risorse. Il complemento di programmazione, approvato dalla Giunta regionale, indicava invece nella città di Borore un argomento di questo genere. Questi sono gli atti ufficiali, io parlo per atti ufficiali. Che ci siano due centri intermodali, uno finanziato con la legge regionale, l'altro con il complemento di programmazione, certamente è una cosa che sorprende molto anche noi tant'è che l'assessore Amadu ha convocato una conferenza di servizi per capire un po' questa situazione, però sono due finanziamenti paralleli.

Le posso, però, garantire, e lei sa che sto dicendo la verità perché ha visto quest'atto, che l'individuazione di Borore fu indicata in periodo non sospetto dall'amministrazione provinciale di Nuoro, con lettera regolare, non so da chi e firmata, questi sono atti scritti. Però noi eravamo d'accordo sul fatto che lei avrebbe avuto tutti gli elementi a sua disposizione, cosa che è stata fatta, però la prego di non usare termini tipo "imbroglio", perché ho avuto modo di chiarire che l'imbroglio ha rilevanza penale. Cioè voglio dire questo, per essere più preciso: se io ho commesso un imbroglio, lei mi deve denunciare all'autorità giudiziaria penale, al Procuratore della Repubblica. Questo volevo dire.

spissu (d.s.). Una manomissione, non un imbroglio!

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 178 è ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 353. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

spissu (d.s.). Ma come abbiamo contato?

PRESIDENTE. Faccio ripetere il voto. Quando il voto è dubbio, il Presidente può anche farlo ripetere. Almeno con l'aiuto che ho dai Segretari…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Qualcuno chieda il voto elettronico, però!

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione nominale, abbiate pazienza, di fronte a un voto non chiaro devo far ripetere la votazione.

(Sette consiglieri appoggiano la richiesta)

Votazione nominale dell'emendamento numero 353

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 353.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Vorrei sapere come ha votato il consigliere Pacifico, il cui voto risulta nullo. Siccome la votazione è palese lo dichiari.

PACIFICO (d.s.). Favorevole.

PRESIDENTE. L'onorevole Giagu?

GIAGU (La Margherita-D.L.). Favorevole.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Evidentemente c'è stato un errore, ha votato male, siccome il voto è palese lo si può dichiarare.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CARLONI - COGODI - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - SCARPA - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - FOIS - MURGIA - SANNA NIVOLI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 73

Votanti 69

Astenuti 4

Maggioranza 35

Favorevoli 37

Contrari 32

(Il Consiglio approva).

Si dia lettura dell'articolo 13. Colleghi, il Consiglio è ancora aperto. C'è un collega che ha chiesto di parlare. Vi chiedo di avere pazienza.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, chiedo di sospendere i lavori e di riprenderli domani mattina, perché l'accordo tra tutti i Capigruppo era che dopo l'approvazione di questo articolo saremmo andati a domani mattina.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, quell'accordo non è stato comunicato al Presidente. Ha domandato di parlare sullo stesso argomento l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Siamo d'accordo con l'onorevole Fadda, anche perché inviterei il Presidente a fare un sorteggio sui posti, perché siamo in grave pericolo ormai da troppo tempo e siccome se scende uno di questi ne ammazza qualcuno non vorremmo far parte della combriccola, quindi vorremmo che un po' di coloro i quali stanno alla destra e a sinistra possano passare al centro e noi scegliere strade diverse.

PRESIDENTE. Va bene, mi rendo conto che la giornata è stata faticosa, forse c'è bisogno di riordinare le idee. Il Consiglio è aggiornato a domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 21 e 41.