Seduta n.256 del 16/07/1993 

CCLVI SEDUTA

(POMERIDIANA)

VENERDI' 16 LUGLIO 1993

Presidenza del Presidente FLORIS

INDICE

Disegno di legge: "Adeguamento degli interventi a favore dell'industria e istituzione di un fondo speciale per l'abbattimento dei tassi di interesse e rilascio di garanzia, per anticipare su commesse a favore delle imprese industriali di produzione della Sardegna". (409). (Discussione e approvazione):

RUGGERI, relatore ................

COGODI .................................

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio

SELIS ......................................

Votazione per appello nominale

Risultato della votazione .........

Disegno di legge "Istituzione del servizio dell'Ufficio di amministrazione di Oristano dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione autonoma della Sardegna" (252) (Continuazione della discussione e approvazione):

COLLU,Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione

MULAS FRANCO MARIANO, relatore ...

BAROSCHI.............................

DADEA ..................................

COGODI ................................

Votazione per appello nominale

Risultato della votazione ........

Interpellanze (Annunzio)......

Interrogazioni (Annunzio) ...

Mozioni (Annunzio)

Sull'ordine del giorno:

RUGGERI...............................

La seduta è aperta alle ore 17 e 03.

PORCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 1° luglio 1993.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

PORCU, Segretario:

"Interrogazione Planetta, con richiesta di risposta scritta, sul mancato rilascio di autorizzazioni per la riapertura degli stabilimenti a Platamona". (567)

"Interrogazione Ortu - Demontis - Ladu Giorgio - Meloni - Planetta - Puligheddu - Serrenti sulle nomine alla Fondazione del Banco di Sardegna". (568)

"Interrogazione Lorettu, con richiesta di risposta scritta, sulle iniziative da assumere per garantire la fruibilità pubblica della spiaggia del Lazzaretto in Alghero". (569)

"Interrogazione Ladu Leonardo - Manca - Ruggeri - Cuccu, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina del Presidente della Fondazione Banco di Sardegna". (570)

"Interrogazione Porcu, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione del servizio di medicina dello sport nella Unità sanitaria locale n. 1 di Sassari". (571)

"Interrogazione Porcu, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata proroga dei trattamenti di riabilitazione alla fondazione S. Giovanni Battista di Ploaghe". (572)

"Interrogazione Baroschi, con richiesta di risposta scritta, sul possibile utilizzo per usi irrigui dell'acqua della miniera di Campo Pisano in Iglesias". (573)

"Interrogazione Tamponi - Carusillo - Serra Antonio - Amadu - Deiana - Dettori - Giagu - Lorettu - Satta Antonio sulla chiusura della cementeria di Scala di Giocca". (574)

"Interrogazione Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sulla revoca della selezione per l'assunzione dei beneficiari della legge 482/68 all'ESAF". (575)

"Interrogazione Lorettu, con richiesta di risposta scritta, sul diritto dei cittadini sardi ad una seria trattazione dei problemi inerenti i collegamenti marittimi tra la Sardegna e il Continente". (576)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla rimozione dell'incarico del commissario straordinario delle Ferrovie della Sardegna e sulla necessità di iniziative per il rilancio del settore". (577)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

PORCU, Segretario:

"Interpellanza Fadda Paolo - Oppi - Sechi - Serra Antonio - Tidu sul grave caso di discriminazione del sig. Rolando Puxeddu in occasione del concorso bandito nel 1992 dal Ministero delle Finanze per l'arruolamento nel Corpo della Guardia di Finanza". (328)

"Interpellanza Tamponi - Serra Pintus - Amadu - Atzeni - Baghino - Carusillo - Corda - Deiana - Dettori - Fadda Paolo - Giagu - Lorettu - Manunza - Marteddu - Mulas - Onida - Oppi - Piras - Sanna - Satta Antonio - Sechi - Selis - Serra Antonio - Soro - Tidu - Usai sulle convenzioni da stipulare da parte degli enti locali per la stesura dei piani urbanistici comunali in adeguamento dei piani territoriali paesistici". (329)

"Interpellanza Soro sull'impiego dei piloti di elicottero che hanno ottenuto il brevetto mediante le borse di studio istituite dalla Regione ai sensi della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28". (330)

"Interpellanza Ruggeri - Cuccu - Satta Gabriele sull'occupazione degli impianti PVC-VCM di Macchiareddu". (331)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

PORCU, Segretario:

"Mozione Mannoni - Mulas Maria Giovanna - Baroschi - Degortes - Manchinu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Mereu Salvatorangelo - Pili - Lombardo - Ferrari sulla soppressione dei Tribunali di Lanusei e Tempio". (134)

"Mozione Usai Edoardo - Cadoni - Porcu sulla chiusura degli impianti della Carbosulcis". (135)

"Mozione Cogodi - Morittu - Murgia - Salis - Urraci su alcune scelte di politica estera del Governo italiano e delle cancellerie europee in aree di guerra con particolare riferimento alla Somalia, alla ex Iugoslavia, all'Iraq". (136)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.

USAI SANDRO (D.C.). Signor Presidente, poiché è in corso una riunione della Commissione chiedo che sia disposta una breve sospensione della seduta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI (P.D.S.). Per chiedere un'inversione dell'ordine del giorno, cioè l'iscrizione al primo punto del disegno di legge numero 409, "Provvedimenti a favore della piccola e media impresa", essendo questo uno strumento necessario per rispondere alla gravità della crisi industriale.

PRESIDENTE. Onorevole Ruggeri, non possiamo sospendere l'esame del provvedimento in discussione. Quando quest'ultimo sarà approvato lei potrà chiedere l'inversione dell'ordine del giorno.

Sospendo la seduta per quindici minuti.

(La seduta, sospesa alle 17 e 09, viene ripresa alle ore 17 e 28.)

Continuazione della discussione e approvazione del disegno di legge "Istituzione del servizio dell'Ufficio di amministrazione di Oristano dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione autonoma della Sardegna" (252)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame del disegno di legge numero 252.

Stavamo esaminando l'articolo 1 e l'emendamento numero 17.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

COLLU, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per errore abbiamo detto che intendevamo ritirare l'emendamento numero 15, invece è da intendersi ritirato l'emendamento numero 17. Il numero 15 viene mantenuto.

PRESIDENTE. Viene mantenuto l'emendamento numero 15 e viene ritirato l'emendamento numero 17. Siamo in sede di discussione dell'articolo 1 con questa rettifica dell'Assessore sugli emendamenti.

Si dia lettura dell'emendamento numero 15.

PORCU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 1

Il primo comma dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

1. I servizi e i settori dell'Amministrazione regionale sono istituiti con la procedura di cui agli articoli 5 e 6 della legge regionale 17 agosto 1978, n. 51 (Ordinamento degli uffici e stato giuridico del personale regionale), entro i limiti numerici previsti dalla presente legge e secondo i principi desumibili dall'art. 2, comma secondo, lettera g), numero 4) della legge 23 ottobre 1992, n. 421 con particolare riguardo alla complessità e alla rilevanza delle competenze attribuite e alle risorse umane, finanziarie e strumentali assegnate. Con la medesima procedura, i servizi e i settori, ancorché istituti o previsti dalla legge, possono essere soppressi o modificati. Entro quattro mesi dalla entrata in vigore della presente legge l'Amministrazione regionale provvede alla ridefinizione dei propri uffici nel rispetto dei principi sopra richiamati, verificando la congruenza con gli stessi dell'articolazione organizzativa esistente e adottando, ove necessario, i provvedimenti di soppressione e accorpamento di strutture, anche al fine di evitare eventuali duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni. (15)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

COLLU, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Franco Mariano Mulas, relatore.

MULAS FRANCO MARIANO (D.C.), relatore. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1 bis.

PORCU, Segretario:

Art. 1 bis

Le sedi e gli ambiti territoriali delle articolazioni periferiche dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, dell'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, per le competenze in materia di tutela del paesaggio e dei beni ambientali, e dell'Azienda delle foreste demaniali sono quelli indicati dall'articolo 2 della legge regionale 23 ottobre 1978, n. 62, "I controlli sugli atti degli enti locali" e successive modificazioni e integrazioni.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Articolo 1 bis

Dopo l'articolo 1 bis aggiungere i seguenti:

Art. 1 ter

1. L'articolo 2 della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, è così modificato:

- la lettera a) è sostituita dalla seguente: "a) una unità operativa cui sono demandati i compiti concernenti il Corpo forestale e di vigilanza ambientale in ordine agli affari generali, alla gestione del personale non riservata alla competenza dell'Assessorato (del personale, agli studi, documentazione e statistica, all'acquisizione dei beni e servizi ed economato, al bilancio, alla tutela del suolo e alla difesa contro gli incendi. Con le procedure di cui all'articolo 6 della legge regionale 17 agosto 1978, n. 51, essa è articolata nel numero di settori necessario per i disbrigo dei compiti attribuiti".

- dopo la lettera c) è inserito il seguente comma:

"le funzioni di coordinamento, di indirizzo, programmazione e controllo del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, nonché quelle ispettive sulle strutture ed il personale del Corpo medesimo ed il coordinamento organizzativo e funzionale tra le unità operativa di cui alle lettere a) e b) del presente articolo, sono demandati ad un ufficio a competenza generale denominato 'Ispettorato regionale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale' al quale è preposto un coordinatore generale".

Art. 1 quater

Le funzioni di coordinamento generale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale sono conferite, secondo la normativa vigente, ad un impiegato della qualifica funzionale dirigenziale del ruolo unico regionale, appartenente al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, che abbia almeno tre anni di anzianità giuridica nella qualifica stessa. (7)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Articolo 1 bis

Al primo comma dell'articolo 1 bis, prima delle parole "Le sedi e gli ambiti territoriali" è inserita la seguente frase: "Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 1". (14)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.). Per una precisazione perché è opportuno che il linguaggio si coerente. Quando si parla di articolazioni periferiche dell'Assessorato, bisogna ricordare che le articolazioni dell'Assessorato possono essere servizi e settori. In questo caso si deve intendere settori, per cui sarebbe opportuno usare sempre la stessa dicitura e quindi cambiarla in sede di coordinamento.

PRESIDENTE. Quindi si lascia il testo com'è e si mette tra parentesi settori?

BAROSCHI (P.S.I.). Va bene.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 14 è stato ritirato.

Per illustrare l'emendamento numero 7 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

COLLU, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.

DADEA (P.D.S.). Per un adeguamento di carattere tecnico. Nell'emendamento numero 7, al secondo comma dell'articolo 1 ter, si deve intendere che il coordinatore è il comandante del Corpo. E' un adeguamento di carattere tecnico in quanto in questo caso non è prevista la figura del coordinatore ma quella del comandante. Penso che l'Assessore possa essere più preciso su questo.

PRESIDENTE. Si intende che il coordinatore generale è il comandante del Corpo.

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1 ter.

PORCU, Segretario:

Art. 1 ter

1. Il numero massimo delle strutture organizzative dell'Amministrazione regionale, previsto dagli articoli 5 e 6 della legge regionale n. 51 del 1978, come modificati dall'articolo 1 della legge regionale 15 gennaio 1986, n. 4, è rideterminato in 79 servizi e 250 settori, intendendosi ricompresi in detti numeri tutti i servizi e i settori istituiti da disposizioni di legge o di regolamento nell'Amministrazione regionale.

2. Il numero massimo delle strutture organizzative dell'Azienda delle foreste demaniali previsto dell'articolo 32 della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, è rideterminato in 8 servizi e 17 settori.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 3, 4, 5 e 10 successivamente ritirati. E' mantenuto invece l'emendamento numero 8. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

Articolo 1 ter

L'articolo 1 ter è sostituito dal seguente:

1. Il numero massimo delle strutture organizzative del'Amministrazione regionale, previsto dagli articoli 5 e 6 della legge regionale 17 agosto 1978, n. 51, come modificati dall'articolo 1 della legge regionale 15 gennaio 1986, n. 4, è rideterminato in 81 servizi e 253 settori, intendendosi ricompresi in detti numeri tutti i servizi e i settori istituiti da disposizioni di legge o di regolamento nell'Amministrazione regionale.

2. Il numero massimo delle strutture organizzative dell'Azienda delle foreste demaniali, previsto dall'articolo 32 della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, è rideterminato in 8 servizi e 17 settori. (8)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

COLLU, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Chiedo che in sede di coordinamento tecnico si scriva 79 servizi anziché 81 e 250 settori invece di 253. Al secondo comma deve leggersi 5 servizi invece di 8 e 14 invece di 17.

PRESIDENTE. La Giunta che ha presentato l'emendamento numero 8 chiede di modificarlo scrivendo 79 anziché 81 servizi, 250 settori invece di 253, e nel secondo comma 5 servizi anziché 8 e 14 settori anziché 17.

Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Per dire, signor Presidente, onorevoli consiglieri, innanzitutto che la sospensione richiesta stamani è stata utile perché ha consentito di eliminare una serie di incongruenze che, nel testo e anche negli emendamenti, si riscontravano, tant'è che la stessa Giunta regionale suggerisce una serie di aggiustamenti di ordine tecnico, per errori materiali che evidentemente pervadevano il testo, che consentano di ricondurre il testo a una migliore armonia. Questo per dire che spesso accade che disegni di legge e relativi emendamenti, se non esaminati con cura, diventano leggi approvate dal Consiglio, sulle quali però non c'è stata una sufficiente istruttoria, una sufficiente riflessione. Questo avviene soprattutto a causa di emendamenti che tendono spesso ad introdurre nel corpo di una legge che in gergo tecnico, vengono chiamate "norme intruse". Questo provvedimento di legge era nato con uno scopo condiviso e semplice che era quello di istituire, nell'unica provincia della Sardegna che non aveva il servizio dell'Azienda foreste demaniali, cioè nella provincia di Oristano, questo servizio. Poi a questo scopo, che era semplice e condiviso, si sono aggiunti altri elementi, per cui questa stava per diventare una vera e propria legge organica di riordino del sistema organizzativo della Regione, non una legge sul personale, ma addirittura una legge di riordino del sistema organizzativo della Regione, non una legge sul personale, ma addirittura una legge di riordino del sistema organizzativo regionale, senza aver fatto su questa visione generale delle cose l'istruttoria che va fatta quando si tratta di affrontare questioni di questa rilevanza. Insomma, non è, come si suol dire, che passasse un treno - e quindi quando passa un freno tutti ci vogliono salire -, qui stava passando una bicicletta e una carovana intera voleva farsi trasportare, ma la bicicletta, in questo modo, cede. Il treno può anche trasportare occasionalmente più persone che paghino o non so quanti pagando paghino il biglietto, ma la bicicletta no! Questo era uno strumento troppo leggero per poter sopportare l'introduzione, attraverso emendamenti, di un'ipotesi di riorganizzazione complessiva della Regione. Gli emendamenti che sono stati in parte ritirati e in parte precisati consentono, invece, di ricondurre a una qualche armonia e compatibilità il testo. Per questo io intervengo per dire che se non fosse per qualche contraddizione e qualche distonia che ancora rimangono in questo articolo 1 ter, potremmo anche condividere l'insieme della legge. Una delle disarmonie che permangono è questa dell'articolo 1 ter, principalmente al primo comma, posto che il secondo è stato precisato, perché nel primo comma si prevede una sorta di aumento in bianco dei servizi e dei settori regionali, cioè delle strutture organizzative principali della Regione.

Noi sappiamo che la legge 51 prevedeva una struttura regionale da articolare in 50 servizi e 150 settori. La legge 51, la legge di riordino dell'amministrazione regionale, che è, mi pare di ricordare, del 1978, per vicende le più diverse, per tanti anni non ha trovato applicazione. Finalmente, con tanta fatica, si era riusciti a dare una prima organizzazione ai servizi e ai settori regionali. Poi leggi e leggine, fuoriuscendo dal sistema, fuori dalla regolamentazione - perché la "51" rimanda a un regolamento generale dei servizi e settori, che devono essere individuati attraverso le unità funzionali, attraverso l'individuazione dell'utilità che la Regione ha di istituire questi servizi e uffici di diverso rango -, leggi e leggine hanno aggiunto via via e affiancato altri servizi e altri settori. E si è arrivati, mi pare, alla quota attuale di 76 servizi e di 238 settori. A questo punto necessiterebbe un'operazione di riordino generale, anche perché questa Regione ha i servizi e i settori istituiti con la legge "51" e con le altre leggi e leggine che li hanno aumentati, però non ha i dirigenti. Questa è una Regione che da tre o quattro anni non riesce a nominare i dirigenti, per una procedura, si dice, macchinosa, che però è procedura di legge o di leggi o di leggine o di normative, che comunque il Consiglio ha approvato e il Consiglio può anche disapprovare, per cui la cosa più opportuna da fare sarebbe portare in Consiglio una norma semplificatoria di quella diabolica invenzione che ha pensato di comparare con titoli improbabili i 3-4-5 mila dipendenti regionali, incrociati fra loro in mille combinazioni, per cui non in 3-4 anni fa ma forse neppure in 3-4 secoli si riuscirà mai a nominare i dirigenti. E una Regione che ha uffici senza dirigenti responsabilizzati...

(Interruzioni)

Non c'entra nulla il colore delle Giunte. Una Regione che ha tanti uffici e tante incombenze e ha questi uffici formalmente nominalmente diretti, però di fatto, funzionalmente senza attribuzione degli incarichi e della responsabilità, è chiaro che funziona male. Non può che funzionare male; ci vorrebbe una grande buona volontà, che non dico la società politica ma nessuna parte di società civile riuscirà mai a esprimere in modo così massivo, cioè un tasso altissimo di volontarismo, di dedizione alla causa e di fiducia nell'autonomia e nelle sue sortì, perché tutti quelli che dirigono uffici senza un riconoscimento formale possono farli funzionare bene. Valga questo per sottolineare l'incongruenza che è in questo articolo, cioè quella di incrementare ancora i servizi e i settori in bianco perché con questa norma i servizi da 79, quindi si aumentano di 3, i settori, da 238 si portano a 250 e si aumentano di 12. Siamo a 250 e più comandanti in questa Regione, un esercito di generali senza che gli uffici siano diretti. Non serve incrementare il numero dicendo che questo è un incremento nominale, è un tetto, poi sotto il tetto si vedrà chi ci può stare. Non è così, si sa benissimo che una volta che c'è qualcosa da dividere, semmai si aprirà non dico la rissa, ma almeno la ressa per decidere chi li deve avere, quale Assessorato, per decidere a quale pezzo di amministrazione devono andare questi servizi e questi settori in più che la Giunta propone che vengano istituiti senza un'operazione complessiva di rivisitazione e di riordino delle specifiche funzioni della Regione. Tutto questo, mi sia consentito di dire, è in controtendenza, non solo rispetto alle annunciate volontà di rinnovamento e di riforma, tutto questo è in controtendenza rispetto all'indicazione, che oggi emerge da ogni parte, di ricondurre gli organici pubblici a condizioni di maggiore duttilità e snellezza e quindi di ridurre in questo senso l'appesantimento degli apparati, con uno snellimento dell'amministrazione. Sta di fatto che la Regione non riesce a nominare i dirigenti da anni e non si pone il problema di come rimuovere gli ostacoli, anche normativi se ci sono, perché questi dirigenti possano essere nominati e sta di fatto che questa Regione, anche per questo motivo, è divenuta questa macchina mostruosa che produce tanta domanda di risorse pubbliche per i suoi costi e che però non riesce a produrre servizi. Questa è una contraddizione politica che in qualche modo condiziona il giudizio che noi intendiamo dare sull'insieme della legge e che non ci consente di dare una valutazione di ordine positivo. Ormai la legge si approverà, mi apre di capire. Il mio invito è stato rivolto anche alla Giunta, all'Assessore, ai Gruppi, per un ripensamento che fosse appena appena più incisivo rispetto a quello che già c'è stato, valga come invito alla Giunta e all'Assessore in particolare, che dimostra di voler essere sensibile a queste cose, perché quanto prima porti al Consiglio norme che semplifichino le leggi in materia di personale e consentano alla Regione, all'amministrazione, di dotare gli uffici di veri dirigenti responsabilizzati, capaci, che possano in qualche modo far funzionare un pochino meglio, se non fa modo ottimale, la cosiddetta macchina regionale, che poi sono i servizi ai cittadini, perché in tutta questa cosa, uffici, coordinatori generali o intermedi, chi rimane sempre assente è il cittadino, che è poi il fruitore del servizio, e che pare non sia proprio il destinatario principale delle leggi di organizzazione della burocrazia e dell'articolazione organizzativa della Regione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

COLLU, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Va sottolineato, Presidente, che una prassi legislativa in questi ultimi anni ha portato all'istituzione diretta di numerose strutture in diversi rami dell'amministrazione. Gli effetti negativi noi li percepiamo continuamente nella perdita di unitarietà e di coerenza dell'intero sistema organizzativo. E' come se ci fossero tante Regioni diverse afferenti ai diversi Assessorati, senza la possibilità di governare la materia da un centro. La relazione previsionale programmatica, trasmessa dalla Giunta al Consiglio, dà ampiamente conto di questo.

Perché abbiamo inserito questi articoli nella presente legge? Perché si intende riportare a razionalizzazione la materia e riportare l'organizzazione regionale allo strumento più appropriato che è quello del Regolamento, secondo gli originali criteri della "51 ", articoli 5 e 6. Quindi la delegificazione, che è implicita in questi articoli che abbiamo presentato, delle fonti di disciplina dell'organizzazione degli uffici pubblici, corrisponde poi esattamente allo spirito della "421" e anche al recente decreto legge numero 29, secondo cui lo strumento regolamentare amministrativo va considerato più congruo rispetto a quello legislativo. L'emendamento che abbiamo presentato poi perfeziona, dando il termine di quattro mesi per la predisposizione del Regolamento, e richiama espressamente la "29" per i vincoli con cui questo regolamento dovrà essere fatto. Quando si stabiliscono i tetti dei servizi e dei settori non si intendono istituire servizi e settori in senso stretto, perché stabilendone il tetto si danno gli indirizzi poi perché il regolamento istituisca sulla base dei vincoli questi servizi e questi settori. In sede di revisione del regolamento quindi sarà verificata rigorosamente la congruenza, con riferimento sia ai carichi di lavoro delle strutture da istituire, e quindi con tutti i vincoli posti dalla legislazione attuale, perché non è detto che debbano essere aumentati gli attuali servizi e settori. Per alcune strutture probabilmente si tratterà di accorparli o addirittura di sopprimerne qualcuno. Spetta comunque al regolamento dettare la disciplina delle strutture, in quanto la norma legislativa deve intendersi come norma volta a superare la riserva di legge in materia di competenza territoriale degli uffici regionali, giacché la delimitazione della competenza e le conseguenti responsabilità degli organi e degli uffici deve essere stabilita dalla legge. La disposizione quindi - e questo anche per rispondere all'onorevole Cogodi - non intende derogare alla regola generale di delegificazione; ha lo scopo, invece, di dare indicazioni e direttive che dovranno essere rispettate in sede regolamentare.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Manchinu, relatore.

MANCHINU (P.S.I.), relatore. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

PORCU, Segretario:

Art. 2

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in Lire 268.000.000 per l'anno 1993 ed in lire 803.000.000 per gli anni successivi, e gravano sui capitoli 02016 e 02023 del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 e sui capitoli corrispondenti per gli anni successivi.

2. Nel bilancio pluriennale della Regione per gli anni finanziari 1993-1995 sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione

03 - STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DELL'ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO, CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO

Capitolo 03016 - Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative

1993 lire 268.000.000

1994 lire 803.000.000

1995 lire 803.000.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 5 della tabella A allegata alla legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 (Legge finanziaria)

In aumento

02 - STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEGLI AFFARI GENERALI, PERSONALE E RIFORMA DELLA REGIONE

Capitolo 02016 - Stipendi, paghe, indennità ed assegni al personale dell'Amministrazione regionale (spesa obbligatoria)

1993 lire 245.000.000

1994 lire 734.000.000

1995 lire 734.000.000

Capitolo 02023 - Versamento ritenute e contributi dovuti per il trattamento di assistenza del personale (spesa obbligatoria)

1993 lire 23.000.000

1994 lire 69.000.000

1995 lire 69.000.000

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 6 e 9 successivamente ritirati e il numero 16. Si dia lettura dell'emendamento numero 16.

PORCU,Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

Articolo 2

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire 100.000.000 per l'anno 1993 ed in lire 200.000.000 per gli anni successivi, e gravano sui capitoli 02016 e 02023 del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 e sui capitoli corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.

2. Nel bilancio pluriennale della Regione per gli anni finanziari 1993-1995 sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione

03 - STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DELL'ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO, CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO

Capitolo 03016 - Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 3 della legge finanziaria)

1993 lire 100.000.000

1994 lire 200.000.000

1995 lire 200.000.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 9 della tabella A allegata alla legge finanziaria 1993.

In aumento

02 - STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEGLI AFFARI GENERALI, PERSONALE E RIFORMA DELLA REGIONE

Capitolo 02016 - Stipendi, paghe, indennità ed altri assegni al personale dell'Amministrazione regionale (L.R. 17 agosto 1978, n. 51, L.R. 4 settembre 1978, n. 57, L.R. 1 giugno 1979, n. 47, L.R. 28 febbraio 1981, n. 10, L.R. 28 luglio 1981, n. 25, L.R. 28 novembre 1981, n. 39, L.R. 19 novembre 1982, n. 42, L.R. 8 maggio 1984, n. 18, L.R. 25 giugno 1984, n. 33, art. 3, L.R. 5 agosto 1985, n. 17, L.R. 23 agosto 1985, n. 20, art. 20, L.R. 5 novembre 1985, n. 26, L.R. 26 agosto 1988, n. 32 e L.R. 24 ottobre 1988, n. 35) (spesa obbligatoria)

1993 lire 90.000.000

1994 lire 180.000.000

1995 lire 180.000.000

Capitolo 02023 - Versamento ritenute e contributi dovuti per il trattamento di assistenza del personale (spesa obbligatoria)

1993 lire 10.000.000

1994 lire 20.000.000

1995 lire 20.000.000. (16)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

COLLU, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Manchinu, relatore.

MANCHINU (P.S.I.), relatore. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 16, Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 252.

Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì, coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 43 corrispondente al nome del consigliere Mulas Franco Mariano.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Mulas Franco Mariano.

PORCU, Segretario, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri:Mulas Franco Mariano - Mulas Maria Giovanna - Onida - Onnis - Oppi - Pau - Pes - Pili - Planetta - Pubusa - Puligheddu - Ruggeri - Sanna - Sardu - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra Pintus - Serrenti - Serri - Tidu - Usai Sandro - Zucca - Amadu - Baroschi - Carusillo - Casu - Cocco - Corda - Cuccu - Dadea - Degortes - Deiana - Desini - Dettori - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Ladu Leonardo - Manchinu - Mannoni - Marteddu - Mereu Orazio.

Risponde no il consigliere:Lorettu.

Si è astenuto il Presidente Floris e i consiglieri: Murgia - Porcu - Salis - Urraci - Cogodi - Morittu.

Risultato della votazione:

presenti 55

votanti 48

astenuti 7

maggioranza 25

favorevoli 47

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Adeguamento degli interventi a favore dell'industria e istituzione di un fondo speciale per l'abbattimento dei tassi di interesse e rilascio di garanzia, per anticipazione su commesse a favore delle imprese industriali di produzione della Sardegna" (409)

PRESIDENTE. L'onorevole Ruggeri aveva domandato l'inversione dei punti dell'ordine del giorno. Poiché non vi sono opposizioni, la proposta è accolta.

L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 409.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare l'onorevole Ruggeri, relatore.

RUGGERI (P.D.S.), relatore. Brevemente, signor Presidente, colleghi del Consiglio, stamani siamo stati ancora una volta sollecitati dai lavoratori del Sulcis a dare una risposta ai problemi. Per quanto riguarda la loro situazione, la competenza è del Governo e del sistema delle partecipazioni statali. Ma assieme alla situazione dei minatori e dei lavoratori del settore dell'alluminio, e di tante altre aziende la cui sorte è legata a decisioni che vengono assunte in sede nazionale, c'è la situazione di una parte del sistema industriale la cui responsabilità primaria compete alla Regione autonoma della Sardegna. In queste settimane, e ancora in questi giorni, abbiamo dovuto misurarci con tanti drammi, con situazioni di estrema difficoltà, presentateci da centinaia di lavoratori della Sardegna. Questo provvedimento, che rappresenta per una parte una modifica a leggi già operanti, la "66" e la "44", si propone anche di introdurre, per la prima volta in Sardegna, un fondo per le commesse, strumento operante in altre Regioni, e in modo particolare nella Regione Sicilia, già dal 1983. Questa Regione si appresta a un'ulteriore modifica elevando il fondo a 50 miliardi, così come risulta dagli emendamenti che ci sono pervenuti dalla Regione siciliana.

Si tratta quindi di un provvedimento che risponde a tre ordini di motivi. Primo, per quanto riguarda la "66", è possibile superare i limiti precedenti, e cioè oggi possibile cumulare con altri provvedimenti. Per la "44", è possibile allinearci alla Comunità europea, portando il numero delle unità da 200 a 300, fissando il massimale a 36 miliardi e istituendo il fondo di anticipazioni in commesse che, va ricordato, è un fondo per abbattere il tasso di interesse alle aziende che hanno anticipazioni dagli istituti creditizi per l'acquisizione delle materie prime.

Voglio ricordare ai colleghi che, appena dieci giorni fa, una delle organizzazioni territoriali sarde ha dovuto stipulare un accordo con il sistema bancario sardo, per avere le anticipazioni sulla quattordicesima, e questo dà l'idea delle difficoltà che incontra il sistema della piccola e media impresa perché non riesce neanche a far fronte a quella che è l'ordinaria amministrazione, cioè al pagamento dei salari e, nel caso, essendo il mese di luglio, la quattordicesima ai lavoratori. Questo, ripeto, dà l'idea delle difficoltà finanziarie cui vanno incontro aziende di piccole dimensioni.

Non è presente l'Assessore all'industria, ma vi sono altri rappresentanti della Giunta. Noi vorremmo richiamare l'attenzione della Giunta sull'esigenza di escludere le aziende che superano un certo numero di dipendenti - può essere fissato il numero di 500 - oppure, come ha fatto la Regione siciliana, escludere alcune categorie produttive, quella elettrica, la petrolchimica, quelle del settore cementizio; perché essendo ormai affollata l'area dei settori in crisi, noi abbiamo interesse a utilizzare il fondo anticipazioni per quelle piccole e medie imprese che hanno davvero urgenza. L'Enel o il settore petrolchimico non hanno necessità, ovviamente, di farsi anticipare dal sistema creditizio il miliardo o i cinquecento milioni che sono invece necessari alle piccole imprese per rispondere alle commesse del sistema pubblico.

Quindi, la raccomandazione che noi vogliamo fare è che nel momento in cui verranno formulate le direttive vengano inviati in Commissione, per riflettere su come risolvere questo problema. Comunque va fatta una scelta, il fondo anticipazioni non può coinvolgere tutto il sistema. Va fatta una scelta, individuando quindi le zone più deboli, quelle che davvero necessitano di questo intervento e alle quali la Regione deve rispondere. Io credo che stasera, approvando questo provvedimento, daremo una risposta, certo non definitiva, perché si capisce che operiamo in una situazione di emergenza, ma certamente daremo una risposta complessiva al sistema della piccola e media impresa, che consentirà, in questo autunno, di affrontare meglio i problemi delle singole realtà, perché purtroppo i problemi di ognuna di queste aziende sono spesso dì natura diversa. Però, nonc'è dubbio che l'insieme di queste modifiche alla legge "66" e alla legge "44" e l'istituzione di un fondo rappresentano una risposta importante al sistema della piccola e media impresa - su cui la Regione ha una competenza primaria, per cui non risponde né al Governo, né al sistema delle partecipazioni statali - e dimostrano la capacità di una legislazione moderna che sa cogliere le difficoltà dell'attuale sistema e dare delle risposte.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Semplicemente per dare ragione del motivo per cui noi votiamo a favore di questo provvedimento legislativo, non essendo usuale per l'opposizione, e meno che mai per un'opposizione come la nostra, di votare in favore delle leggi che la Giunta e la maggioranza presentano, salvo quelle situazioni delle quali sono coinvolte ragioni sociali di grande rilevanza, emergenze e necessità produttive primarie, in ordine alle quali cessa ovviamente ogni e qualsiasi valutazione di distinzione di maggioranza e di opposizione perché il dovere è quello di contribuire, se non a risolvere, almeno a lenire, per quanto è possibile, ferite dolorose che sono aperte nel corpo sociale e nel sistema produttivo. Ma, nello stesso tempo voglio dire anche - che proprio perché leggi di questa natura, che migliorano un poco il sistema dei contributi e delle provvidenze, non risolvono però fondamentalmente le grandi questioni che sono aperte, non rimarginano le ferite, introducono un qualche benessere, ed anche questo non è male, anche questo è giusto che si faccia - il Consiglio regionale tuttavia dovrà - non so quando - riconsiderare quella sua opinione espressa secondo me in modo errato, alcune settimane fa, respingendo un ordine del giorno che fu a suo tempo presentato dal Gruppo Rinascita e Sardismo e dai Gruppo del Partito Sardo d'Azione, cioè dall'opposizione democratica in quest'Aula, ordine del giorno nel quale si invitava il Consiglio a voler fare una considerazione d'insieme, o una riconsiderazione d'insieme, sulla gravità della crisi economica e sociale della Sardegna. Era un invito al Consiglio ad essere conseguente rispetto alle cose che esso stesso ha deciso, ai documenti che ha approvato, alle dichiarazioni solenni rese nelle sedute solenni su cui si è impegnato. Insomma, è la grande questione della vertenza Sardegna, che torna di fronte a noi anche quando pare che ci si possa per un attimo dimenticare. I lavoratori, gli operai principalmente, tornano, vengono, chiedono, protestano e ci costringono ad occuparcene. Ma i lavoratori stamattina, soprattutto i minatori, hanno detto una cosa molto chiara: siamo venuti e siamo qui con molta rabbia e ancora con un poco di fiducia in questa Regione. La molta rabbia si comprende, quel poco ancora di fiducia, ugualmente, dovrebbe essere compreso; e la Regione dovrebbe essere capace, soprattutto il Consiglio regionale, di pensare, di elaborare, di provvedere per quanto possibile a trovare e a inventare soluzioni.

Il discorso è praticamente rinviato a tra qualche giorno quando in Aula (è ancora in Commissione) si dovrà operare una sistemazione del bilancio della Regione. Ed io voglio fin d'ora dire che attorno a questa operazione che non è contabile, che non è puramente finanziaria, del riordino del bilancio della Regione, bisognerà che il Consiglio regionale compia un'operazione seria, di grande portata, che rivisiti non so quante centinaia o migliaia di capitoli del suo bilancio attraverso cui questa Regione decide la spedita di 7, 8 mila miliardi annui; che, rivisitando questi capitoli di bilancio e i destinatari di tutti questi rivoli e direzioni di spesa, riordini e qualifichi la spesa pubblica regionale e divida in modo diverso le risorse che sono poche rispetto ai bisogni, ma che non sono trascurabili come entità, che divida meglio le risorse anche finanziarie, parlo dei danari di cui questa Regione dispone.

Io continuo a ritenere, e perciò continuo a dire che una Regione che deve spendere, per pagare il suo apparato, 2 miliardi e mezzo al giorno, oltre mille miliardi l'anno, deve essere capace di tendere migliori servizi alla società sarda. Io continuo a dire, perché continuo a pensare, che va fatto un riequilibrio tra spesa cosiddetta corrente, che spesso corre invano, e spesa di investimento, di sostegno alla produzione e che, se esistono, in questa Regione, situazioni nelle quali, recuperando un fondo di 200, 300 miliardi che può essere recuperato, si possono sostenere produzioni fondamentali e strategiche per lo sviluppo e che riguardano categorie di lavoro, principalmente gli operai, che sono ormai quasi alla disperazione. Questo Consiglio regionale, questa Regione non può non porsi questo problema seriamente e subito. Se sono produzioni strategiche, come sono l'estrazione e la gassificazione del carbone, le produzioni chimiche a partire dal PVC, cioè da uno dei volani o dal volano di altre produzioni chimiche, la produzione della carta di Arbatax, e tante altre situazioni che esistono e possono essere censite e possono essere anche affrontate, io ritengo che la Regione debba mettere mano e testa a compiere questa operazione.

La Regione non deve sostituire lo Stato, non deve alleggerire dalle sue responsabilità nessun Governo centrale, deve mantenere davvero le basi produttive, le basi solide su cui poggiare i piedi per resistere, per continuare a rivendicare, per continuare ad avere forza per rivendicare. Perché quello che deriverà è che gli eserciti degli operai senza lavoro e cassintegrati, gli eserciti che marciano meno, ma che esistono e bivaccano nelle periferie delle città o dei nostri paesi, dei disoccupati e principalmente dei giovani disoccupati, e non so quali altri eserciti di agricoltori, di pastori, possono - e forse è giusto che lo facciano - mettersi in marcia, se tutte queste difficoltà che sono difficoltà vere, dove non c'è nulla di demagogia, che sono difficoltà che bruciano, non solo sula pelle, come si suol dire, ma sulla coscienza e sull'esistenza di decine di migliaia o forse centinaia di migliaia di lavoratori e di cittadini sardi, io ritengo che questo Consiglio regionale non possa più attardarsi attorno a questioni di carattere marginale e secondario. Non si tratta di alleggerire la responsabilità di altri poteri, si tratta di esercitare il proprio potere, di essere capaci di intervenire nel settore economico, di sostenere davvero le produzioni, di sostenerle non solo come è necessario, attraverso gli apporti finanziari, ma di sostenerle attraverso la capacità di intervento politico ed economico. Questa Regione se vuole ancora dire di autonomia, non dico fare autonomia, ma almeno continuare a dire di autonomia, deve saper guardare oltre Roma, deve saper guardare più in là, si dice all'Europa, si dica a dovunque possono esistere condizioni di apporto sotto forma di capitali di investimento o di capacità imprenditoriali, e quello che si può produrre in questa Regione si produca, e là dove si può creare occupazione e sviluppo si faccia. Non c'è nessuna condanna che obblighi a chiedere a chi non vuole dare, che obblighi sempre a rivolgersi a chi non vuole ascoltare. Spero anch'io che la Giunta regionale ottenga nel corso della prossima settimana almeno un incontro con il Governo nazionale e che quell'incontro non solo lo ottenga perché ancora ognuno dica cose contrapposte e diverse, tanto da non incontrarsi per nulla, ma che possa anche dare dei frutti e dei risultati soddisfacenti, se non totalmente almeno parzialmente. Però, di fronte ai bisogni e di fronte ai diritti, se quel Governo, se l'espressione dello Stato dovesse essere ancora del tutto negativa, se la posizione politica del Governo centrale dovesse essere ancora quella di dire "arrangiatevi", io credo che questa istituzione autonomistica dovrà decidere della sua esistenza e della sua utilità, dovrà dire cioè a se stessa se è capace di affrontare e risolvere qualcuno dei problemi grandi di questa Regione, perché il Consiglio regionale, le istituzioni autonomistiche non esistono per risolvere le cosette; per risolvere e affrontare le cosette bastano uffici e neppure tanto grandi. La Regione è innanzitutto un'espressione politica-istituzionale, deve sapersi porre queste questioni e affrontarle in questa dimensione.

In questa sede, io mi permetto di fare un invito alle parti politiche. Diciamo di fronte alle delegazioni dei lavoratori che vorremmo essere più uniti, che vorremmo mettere insieme tutte le forze, ricercare tutti i contributi, ma dobbiamo essere capaci poi di fare questo ogni giorno, anche quando i lavoratori non sono qui in delegazione. Io credo che dobbiamo farlo in quello che pensiamo, in quello che scriviamo, in quello che approviamo, attraverso le leggi e attraverso i bilanci, da domani o quando sarà, alla ripresa dei lavori della Commissione bilancio e programmazione e, nei prossimi giorni, quando la manovra di assestamento del bilancio arriverà in quest'Aula.

Io credo che ci sia la possibilità di bonificare la spesa regionale. Ho avuto modo di dire, e non penso di essere incauto, meno che mai offensivo, che non è con la guerra delle cartoline che si può bonificare il bilancio della Regione. Il bilancio della Regione si può bonificare assumendo decisioni politiche, là dove noi siamo e là dove possiamo decidere. Il Consiglio regionale e i singoli consiglieri regionali e le forze politiche debbono misurarsi su questo, confrontarsi e vicendevolmente dimostrarsi quanto uno è più capace, se lo è, degli altri. Non è dando tutto per scontato, non è dando per risolte le cose che non lo sono che uno può sempre dire: io ho già detto, io riscuoto la fiducia, io rappresento. Io credo che, per molti o per tutti noi, noi per primi, che siamo impegnati in questa battaglia e lo siamo davvero, vogliamo esserlo, si ponga il problema di conquistarsi ogni giorno sul campo la credibilità con la serietà e la capacità dimostrate nell'affrontare i problemi economici, produttivi, occupazionali di questa regione. A me pare che questa legge in qualche modo muova un timido passo in questa direzione; per questa ragione anche noi la sosteniamo e la votiamo, sottolineando però che è un piccolo intervento, rispetto agli interventi più generali e più incisivi che dovranno essere sicuramente discussi e io spero anche approvati nei giorni prossimi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta si rimette alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

PORCU, Segretario:

Art. 1

L'articolo 2 della legge regionale 20.12.1976, n. 66 è così modificato:

"Per la realizzazione degli scopi precisati nell'articolo 1 le disponibilità del fondo sono utilizzate alle condizioni particolari che si ravvisano rispondenti ai singoli casi concreti, per il compimento anche congiunto, da valutarsi tuttavia unitariamente delle seguenti operazioni:

a) finanziamenti a tasso agevolato, comunque non inferiore al 5 per cento sotto forma di mutui, apertura di credito, sconti cambiali, riporti, anticipazioni su crediti derivanti da forniture, su titoli, su merci ed acquisto di obbligazioni, anche per operazioni di acquisto di impianti inattivi per la loro riattivazione produttiva;

b) finanziamento a tasso agevolato, comunque non inferiore al 5 per cento, a persone e società che assumono partecipazioni nelle imprese di cui all'art. 1 ai fini del loro riassetto, ovvero nelle società previste nella lettera c) del presente articolo;

c) partecipazione al capitale di società, costituite o costituende, che si propongono di rilevare ovvero di gestire gli stabilimenti delle imprese di cui all'art. 1 e ne assicurino la prosecuzione delle attività produttive".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

PORCU, Segretario:

Art. 2

L'ultimo comma dell'articolo 2 della legge regionale 20.12.1976, n. 66, è abrogato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

PORCU, Segretario:

Art. 3

Dopo l'articolo 2 della legge regionale 20.12.1976, n. 66 è introdotto il seguente:

"Art. 2 bis

Il fondo costituito ai sensi e per gli effetti della presente legge, potrà sottoscrivere azioni di nuova emissione della Società LASI SpA fino ad acquisire nel complesso una partecipazione non superiore al 70% del capitale sociale della stessa, in modo che detta società possa effettuare interventi di recupero di impianti industriali inattivi, autonomamente e in deroga alle procedure previste per gli altri investimenti di cui alla presente legge.".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

PORCU, Segretario:

Art. 4

L'articolo 1 della legge regionale 20.6.1989 n. 44, è così modificato:

"Ai fini della presente legge si considera piccola e media impresa industriate quella avente un numero di dipendenti non superiore a 300 e un capitale investito non superiore a lire 36 miliardi, calcolato al netto degli ammortamenti tecnici e della rivalutazione".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Oli lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

PORCU, Segretario:

Art. 5

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a sostenere, mediante abbattimento degli interessi, a fronte di commesse, le anticipazioni concesse alle imprese industriali, che svolgono la loro attività di produzione in Sardegna, dagli istituti di credito e dalle società finanziarie a prevalente partecipazione regionale.

2. Ai fini della concessione del contributo è autorizzato nel bilancio del 1993, lo stanziamento di lire 5 miliardi per la costituzione di un fondo, la cui amministrazione, da regolarsi con apposita convenzione a cura dell'Assessore regionale dell'industria di concerto con l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, è affidata alla SFIRS SpA.

3. Il contributo per l'abbattimento degli interessi passivi viene stabilito in misura pari al 60 per cento del tasso ufficiale di sconto, e la relativa istanza deve essere inoltrata all'Ente cui è affidata la gestione.

4. Possono beneficiare del contributo le imprese industriali di produzione aventi investimenti fissi non superiori a lire 75 miliardi calcolati al netto di ammortamenti e rivalutazione.

5. L'Amministrazione regionale, mediante utilizzo del fondo di cui al precedente comma 2, è autorizzata altresì a prestare, singolarmente e/o unitamente ad altri soggetti, garanzia fideiussoria, in via sussidiaria, e nel limite massimo del 75 per cento, per il rimborso del capitale nominale anticipato alle imprese a fonte di commesse.

Gli oneri relativi a tali operazioni graveranno sulle imprese beneficiarie dell'anticipazione.

6. Il concorso sugli interessi e il rilascio delle garanzie è disposto con provvedimento di un Comitato composto:

a) dal Presidente della SFIRS, che è investito del potere di rappresentanza del fondo;

b) del Direttore generale della SFIRS o da un suo delegato;

c) da tre funzionari dell'amministrazione regionale designati ai sensi dell'articolo 144 della L.R. 4.6.1988, n. 11.

7. Le spese di gestione e il compenso del servizio, da regolare nella prevista convenzione, sono a carico del fondo.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Usai Sandro - Ruggeri - Cuccu - Corda - Pusceddu - Mannoni

Articolo 5

Dopo l'articolo 5 è aggiunto il seguente:

Art. 5 bis

Integrazione dell'articolo 30 della legge finanziaria 1993 del 12.3.1993

"Il 2° comma dell'articolo 30, alla lettera c) viene integrato come segue:

'Il Fondo è destinato altresì alla concessione, da parte delle finanziarie controllate dalla Regione, in favore delle imprese, di anticipazioni dell'IVA relativa agli investimenti, in misura non superiore all'80 per cento'". (1)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Sandro Usai.

USAI SANDRO (D.C.). Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

PORCU, Segretario:

Art. 6

Norma finanziaria

E' autorizzato, nell'anno 1993, il versamento della somma di lire 4.700.000.000 al fondo di cui alla legge regionale 20 dicembre 1976, n. 66.

Nel bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione

03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE

Capitolo 03016 - Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, e art. 3 della legge finanziaria) lire 8.500.000.000

mediante riduzione della riserva di cui alle seguenti voci della tabella A allegata alla legge finanziaria:

voce 10 L. 1.500.000.000

voce 11 L. 7.000.000.000

Capitolo 03017 - Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, e art. 3 della legge finanziaria)

lire 1.200.000.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella B allegata alla presente legge finanziaria

In aumento

09 - ASSESSORATO INDUSTRIA

Capitolo 09050 - Fondo per la tutela dei livelli produttivi ed occupativi nel settore industriale e per facilitare il riassetto finanziario, tecnico ed economico di imprese industriali, aventi la sede legale e gli impianti in Sardegna che, economicamente valide, si trovino in difficoltà a proseguire l'attività produttiva per eventi congiunturali (L.R. 20 dicembre 1976, n. 66, e successive integrazioni, art. 41, L.R. 30 maggio 1989, n. 18 e art. 1 della presente legge) lire 4.700.000.000

Capitolo 09050/01 (N.I.) 2.1.2.6.3.6.10.28 (02.02) - Somme da versare al fondo per la concessione di concorsi negli interessi e di fideiussioni a fronte di anticipazioni su commesse alle imprese industriali

lire 5.000.000.000

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (D.C.). Solo pochi secondi per sottolineare un punto dell'intervento del collega Ruggeri. Lo faccio perché quando il collega Ruggeri parlava la Giunta era rappresentata dall'onorevole Sanna e non dall'assessore Marini e mi pare che sia importante che la Giunta, nel concludere, assuma l'impegno, richiesto da Ruggeri, che nella formulazione delle direttive della "66" ci sia un confronto con la Commissione competente per definire quali sono i settori che rientrano in questa direttiva. Lo sforzo che la Regione sta facendo, amplificando e duplicando gli interventi della "66", è uno sforzo finanziario notevole, amplificato da tutti gli altri interventi come l'estensione a dieci anni della "268" e altri. Occorre che questi interventi non vengano generalizzati. Sono interventi straordinari che hanno un grosso impatto finanziario sul bilancio della Regione - per questo intervengo sulla norma finanziaria - e occorre quindi che vengano utilizzati come strumenti di manovra di politica finanziaria, individuando i settori e le categorie di imprese che sono più bisognose di sostegno. Quindi non dobbiamo considerare questi interventi come generalizzabili, perché se no non riusciremo a reggere il peso economico di queste politiche e di queste leggi. Dobbiamo considerare queste leggi straordinarie a sostegno dei settori in crisi o a sostegno anche delle imprese non in crisi, ma che fanno uno sforzo di innovazione tecnologica di investimento e di crescita economica. Credo che se la Giunta dichiarasse - è sufficiente questo - che si confronterà col Consiglio e con la Commissione industria competente, per trovare i settori e le imprese più interessate a questo e agli altri disegni di legge, questo sarebbe un fatto significativo. Concludo dicendo che noi stiamo moltiplicando la produzione normativa per cercare di tamponare la crisi. Occorre però, questo lo ripeto, che la Giunta di tutte queste norme cerchi di fare un testo unico che sia poi uno strumento di diffusione della produzione legislativa del Consiglio nell'ambito dell'imprenditoria, non solo regionale ma nazionale, e che, con questi strumenti così coordinati e resi pubblici negli ambienti imprenditoriali regionali, nazionali e internazionali, si faccia uno sforzo di politica di promozione di nuove iniziative e la Sardegna venga venduta non solo come "sole e mare", ma come una terra nella quale si può investire, si può produrre, si può lavorare seriamente e serenamente anche perché c'è una Regione attenta e per quanto possibile impegnata.

Naturalmente le leggi non bastano, occorre che la Giunta le coordini e le faccia conoscere e occorre che poi si impegni perché queste leggi vengano attuate rapidamente, efficientemente, e non si debba aspettare, dopo che il Consiglio ha impiegato giorni o settimane a varare i provvedimenti, mesi per avere un regolamento per mandarle in attuazione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 409.

Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 2, corrispondente al nome del consigliere Atzeni.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Atzeni.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria, procede all'appello.

Rispondono si consiglieri: Atzeni - Baroschi - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Degortes - Deiana - Desini - Dettori - Fadda Antonio - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Ladu Leonardo - Lorelli - Lorettu - Manchinu - Mannoni - Marteddu - Merella - Mereu Salvatorangelo - Mulas Franco Mariano - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Murgia - Onnis - Oppi - Pau - Pes - Pili - Planetta - Pubusa - Puligheddu - Pusceddu - Ruggeri - Sanna - Sardu - Satta Gabriele - Scano - Selis - Serra Pintus - Serrenti - Serri - Tidu - Urraci - Usai Sandro - Zucca.

Si sono astenuti: il Presidente Floris e il consigliere Porcu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 51

astenuti 2

maggioranza 26

favorevoli 51

(Il Consiglio approva).

I lavori del Consiglio riprenderanno giovedì mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 18 e 40.



Allegati seduta

Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta

Interpellanza Fadda Paolo - Oppi - Sechi - Serra Antonio - Tidu sul grave caso di discriminazione del sig. Rolando Puxeddu in occasione del concorso bandito nel 1992 di Ministero delle Finanze per l'arruolamento nel Corpo della Guardia di Finanza.

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere quali iniziative ritenga di intraprendere per porre fine ai numerosi casi di discriminazione dei soggetti portatori sani di anemia mediterranea verificatisi in occasione dell'espletamento di pubblici concorsi, l'ultimo dei quali riguarda il sig. Rolando Puxeddu, giudicato dal Centro di reclutamento della Guardia di finanza fisicamente non idoneo al reclutamento in quanto affetto da "emopatia della serie rossa". (328)

Interpellanza Tamponi - Serra Pintus - Amadu - Atzeni - Baghino - Carusillo - Carda - Deiana - Desini - Fadda Paolo - Giagu - Lorelli - Manunza - Marteddu - Mulas - Onida - Oppi - Piras - Sanna - Satta Antonio - Sechi - Selis - Serra Antonio - Soro - Tidu - Usai sulle convenzioni da stipulare da parte degli enti locali per la stesura dei piani urbanistici comunali in adeguamento dei piani territoriali paesistici

I sottoscritti,

VISTE le deliberazioni adottate con l'approvazione dei disegni di legge n. 352/A e 355/A precedute da ampio dibattito generale sulle convenzioni riguardanti, rispettivamente, "Interventi in materia urbanistica" e "Interventi in materia ambientale" con le quali vengono disposti rilevanti stanziamenti per convenzioni a vario titolo da affidare a Comuni ed altri soggetti;

CONSTATATO che la Giunta regionale e gli Assessori interessati non hanno dato corso al contenuto dell'ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale in data 18 giugno 1992, con il quale venivano dettate norme per rispondere adeguatamente alla domanda di rinnovamento, di efficienza, di moralizzazione della vita pubblica in Sardegna nella parte in cui si riferisce l'affidamento di incarichi di progettazione, collaudo, studio ed indagini varie;

RITENUTO che gli intendimenti di un maggior rigore nell'affidamento di tali incarichi e convenzioni espressi in Aula dal Presidente della Giunta regionale in occasione del dibattito sull'argomento e da cui è scaturito l'ordine del giorno devono trovare una più puntuale attuazione nella prassi del Governo;

RITENUTO, inoltre, che lo stanziamento di 25 miliardi complessivi per gli anni 1993 e 1994 da destinare agli enti locali per la redazione dei piani urbanistici comunali deve essere accompagnato da una direttiva da impartire agli stessi enti territoriali sulle modalità da seguire nell'affidamento degli incarichi; RICORDATO che l'affidamento di incarichi e convenzioni deve essere accompagnato da una verifica sullo stato esistente in questo settore per accertare se gli incarichi di progettazione rispondano a reali esigenze derivanti da previsioni programmatorie e comunque tali incarichi devono rispettare precisi criteri già individuati ed approvati dal Consiglio regionale;

VISTA la direttiva 92/50/CEE del 18 giugno 1992 che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, con particolare riferimento al Titolo III che detta norme relative ai concorsi di progettazione e alla categoria 12 dell'allegato I A della sopraccitata direttiva,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere se intenda:

1) dare, comunque, attuazione al contenuto della direttiva 92/50/CEE del Consiglio datata 18 giugno 1992, nella parte Titolo III, che disciplina i concorsi di progettazione secondo le indicazioni dell'allegato I A, categoria 12;

2) dare seguito a tutte le deliberazioni adottate dal Consiglio regionale sia con atti legislativi, sia con documenti politici, per effettuare una ricognizione e verifica di tutti gli incarichi e convenzioni affidati dalla Regione e per essa dalla Presidenza e da ogni singolo Assessorato al fine di accertare l'esatta situazione esistente sotto il profilo finanziario ed anche per rispondere ad una esigenza di trasparenza e di conformità alle scelte già fatte con propri atti dalla Regione;

3) diramare disposizioni agli enti locali che intendono utilizzare i contributi regionali per la redazione dei piani urbanistici comunali affinché per l'affidamento della redazione dei predetti piani vengano osservati i seguenti criteri:

a) compatibilmente con i doveri d'ufficio a personale dipendente dagli uffici tecnici comunali o provinciali;

b) a professionisti esterni mediante bandi di gara da pubblicizzare ampiamente attraverso gli strumenti ufficiali (albo pretorio) e con comunicati alla stampa;

4) esercitare una verifica attraverso il servizio ispettivo della Presidenza della Giunta regionale per accertare l'osservanza delle disposizioni impartite e in caso contrario procedere ala revoca dei contributi, quindi con l'obbligo della restituzione delle somme erogate. (329)

Interpellanza Soro sull'impiego dei piloti di elicottero che hanno ottenuto il brevetto mediante le borse di studio istituite dalla Regione ai sensi della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28.

Il sottoscritto,

PREMESSO che la Regione con il bando di concorso del 7 settembre 1988, n. 349/progr., ha finanziato duecento borse di studio per la frequenza di corsi di formazione professionale di alto contenuto scientifico-tecnologico per l'acquisizione del brevetto di pilota di elicottero per il quale era prevista una spesa di lire 2 miliardi;

CONSIDERATO che, degli otto fruitori delle borse di studio, diversi hanno abbandonato l'idea di fare i piloti in quanto non esistono in Sardegna reali possibilità di lavoro e che non sono, inoltre, in condizione di pagare i 12 milioni annui necessari per mantenere il brevetto di pilota;

CONSIDERATO che lo stato attuale di disoccupazione dei suddetti piloti rappresenta di fatto un impiego non produttivo delle risorse regionali utilizzate per i suddetti corsi;

PRESO ATTO del ruolo decisivo che gli elicotteri svolgono nel periodo estivo per la lotta agli incendi, chiede di interpellare l'Assessore regionale dell'ambiente per sapere se esistono le possibilità di impegnare i piloti di elicotteri diplomati con borse di studio regionali nell'ormai prossima lotta antincendio, prevedendo che nelle convenzioni con le ditte specializzate sia compresa la clausola dell'utilizzo di personale formato con le borse di studio finanziate dalla Regione. (330)

Interpellanza Ruggeri - Cuccu - Satta Gabriele sull'occupazione degli impianti PVC-VCM di Macchiareddu.

I sottoscritti,

PREMESSO che, con accordo siglato fra le parti il 23 aprile 1993, l'ENICHEM di Macchiareddu si impegnava a prospettare ai lavoratori attività alternative gli impianti PVC-VCM che, nel frattempo, avrebbero proseguito la produzione per 45 giorni;

ACCERTATO che alla scadenza prevista nell'accordo nessuna proposta è stata mai formulata dalla direzione aziendale che invece ha ritenuto di dover procedere soltanto e unilateralmente alla chiusura degli impianti in questione;

CONSTATATO che tali decisioni hanno costretto i lavoratori ad occupare ancora una volta gli impianti,

chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'industria per conoscere quali iniziative intenda assumere con urgenza per costringere la direzione aziendale all'adempimento pieno degli accordi sottoscritti. (331)

Interrogazione Planetta, con richiesta di risposta scritta, sul mancato rilascio di autorizzazioni per la riapertura degli stabilimenti a Platamona.

Il sottoscritto,

PREMESSO che pur essendo la stagione estiva in fase di avvio i gestori degli stabilimenti e dei punti ristoro nella spiaggia di Platamona sono privi della necessaria autorizzazione regionale per la riapertura;

CONSIDERATO che in mancanza della sicurezza per la ripresa dell'attività i gestori stessi hanno difficoltà ad assumersi l'onere delle costose opere di ristrutturazione degli immobili che sempre precedono, dopo la chiusura invernale, la riapertura estiva;

CONSIDERATO, inoltre, che la mancata effettuazione di dette opere di risanamento comporta uno stato di palese abbandono che non versa favorevolmente per la stagione turistica, già di per sé abbastanza critica;

RILEVATO che mentre per altre province pare che la Regione abbia provveduto per tempo al rilascio delle debite autorizzazioni, nella provincia di Sassari si rileva un increscioso ritardo che agli atti non trova giustificazione,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale degli enti locali per sapere:

- quali motivi abbiano impedito all'Amministrazione regionale il rilascio in tempo utile delle autorizzazioni per l'apertura degli stabilimenti e dei punti di ristoro;

- quali concrete, tempestive iniziative intenda adottare la Giunta regionale al fine di consentire l'immediato rilascio delle autorizzazioni, senza le quali numerose famiglie che traggono sostentamento da questa attività stagionale verserebbero sul lastrico. (567)

Interrogazione Ortu - Demontis - Ladu Giorgio - Meloni - Planetta - Puligheddu - Serrenti sulle nomine alla Fondazione del Banco di Sardegna.

I sottoscritti,

PREMESSO che impegno proclamato e sempre riconfermato dalla Giunta regionale e dalla sua grande maggioranza è stato un totale e deciso mutamento di metodo in materia di nomine ad enti ed istituti pubblici o a concorrenza pubblica;

PRESO ATTO che la pubblica opinione, da tempo, chiede con forza trasparenza negli atti pubblici professionalità nell'affidamento degli incarichi, la fine di ogni interferenza partitica nella formazione e gestione di aziende ed enti economici e finanziari con abusati e deleteri metodi lottizzatori di spartizione;

AFFERMATA la necessità di un rapido e profondo risanamento della vita pubblica in grado di dare fiducia, sicurezza e speranza ai cittadini nei confronti delle istituzioni;

RITENUTO che la gestione di risorse finanziarie pubbliche o costituite con i risparmi di tanti cittadini vadano governate con rigorosi criteri di gestione a salvaguardia degli interessi legittimi pubblici e dei risparmiatori;

CONSIDERATO che le polemiche e i contrasti in atto tra la Giunta regionale e gli amministratori della "Fondazione" e "Banco di Sardegna SpA" costituiscono una grave turbativa del precario sistema economico e finanziario sardo,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale al fine di conoscere:

- i problemi e le difficoltà emerse in relazione alle nomine dei Consigli di amministrazione degli Istituti di credito richiamati;

- quali iniziative si intenda assumere per riportare nei giusti termini un confronto che ritrovi soluzioni capaci di rasserenare costruttivamente i rapporti tra Governo della Regione e Istituti finanziari per una ripresa dell'economia e del lavoro in Sardegna che di polemiche e scontri non ha assoluto bisogno. (568)

Interrogazione Lorettu, con richiesta di risposta scritta, sulle iniziative da assumere per garantire la fruibilità pubblica della spiaggia del Lazzaretto in Alghero.

Il sottoscritto chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se sia a conoscenza del fatto che nelle aree alienate dalla Società Bonifiche Sarde ad una società privata in località Lazzaretto ad Alghero sia in atto una serie di frettolosi interventi che, col pretesto di studi sulla macchia mediterranea, stanno sconvolgendo lo stato dei luoghi e rischiano persino di compromettere la fruizione di una delle spiagge tradizionalmente più frequentate dalle popolazioni di Alghero e di Sassari e dell'intero territorio, sia rendendo impercorribili le vie di accesso, sia sottraendo alla disponibilità pubblica le aree indispensabili per la sosta dei veicoli;

2) quali clausole l'atto di vendita preveda per garantire la salvaguardia dell'attuale stato dei luoghi e la fruizione pubblica dei medesimi, cui gli acquirenti fecero ampio riferimento attraverso i mezzi di informazione per tranquillizzare, a suo tempo, l'opinione pubblica;

3) quali iniziative la Giunta regionale abbia assunto o intenda assumere per garantire comunque la piena fruibilità pubblica di dette aree e la loro non trasformabilità e per assicurare, più in generale, il rigoroso rispetto della vigente normativa urbanistica e paesistica che considera la fascia dei 300 metri dal mare come soggetta ad un regime di salvaguardia assoluta;

4) quali iniziative intenda assumere per promuovere, nelle competenti sedi giurisdizionali, l'annullamento del contratto di vendita delle aree predette, stipulato in violazione dell'articolo 15 della legge regionale 19 gennaio 1984, n. 5. (569)

Interrogazione Ladu Leonardo - Manca - Ruggeri - Cuccu, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina del Presidente della Fondazione Banco di Sardegna.

I sottoscritti,

PRESO ATTO che in data 8 giugno 1993 il Ministro del tesoro, ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto della Fondazione Banco di Sardegna, ha fatto richiesta al Presidente della Regione sarda dell'intesa sulla nomina del dott. Lorenzo Idda alla carica di Presidente del Consiglio di amministrazione dell'Ente;

CONSIDERATO che il dott. Idda è Presidente del Consiglio di amministrazione del Banco di Sardegna SpA;

ACCERTATO che il Comitato interministeriale per il credito, presieduto dallo stesso Ministro del tesoro, Barucci, ha assunto una delibera che prevede l'incompatibilità tra le cariche amministrative negli enti conferenti e le cariche nelle società conferitarie;

VERIFICATO che nella stessa delibera il Comitato per il credito chiede che gli statuti degli enti conferenti debbono essere modificati in tal senso entro il 31 dicembre 1993;

CONSIDERATO dunque che l'indicazione ministeriale sembra contraddire non tanto la forma, ma lo spirito e la sostanza che anima una decisione ispirata a criteri di trasparenza e funzionalità;

ATTESTATO che lo stesso dott. Ciampi in qualità di Governatore della Banca d'Italia, adesso Presidente del Governo, ha in varie occasioni censurato l'instabilità dei vertici bancari, comunque motivata, situazione che sembra prefigurarsi per la Fondazione del Banco di Sardegna, con indicazioni contraddittorie e a termine,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regnale per sapere se non ritenga opportuno discutere ed acquisire il parere del Consiglio regionale, attraverso il confronto con le Commissioni competenti. (570)

Interrogazione Porcu, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione del servizio di medicina dello sport nella Unità sanitaria locale n. 1 di Sassari.

Il sottoscritto,

PREMESSO:

- che il Comitato di gestione della Unità sanitaria locale n. 1 di Sassari, in conformità alla legge 833/78 ed alla direttiva n. 60/83 dell'Assessorato della sanità ha deliberato nel 1987 di istituire il Settore di medicina dello sport e ne ha configurato la relativa pianta organica;

- che la legge regionale n. 31/1991 nell'articolo 4 e nell'articolo 7 affida inequivocabilmente alle Unità sanitarie locali l'accertamento e la certificazione dell'idoneità specifica alla pratica sportiva agonistica attraverso servizi specialistici a gestione diretta;

- che la medesima legge consente il ricorso al convenzionamento con strutture esterne alle Unità sanitarie locali esclusivamente in caso di comprovata e riconosciuta necessità;

- che, nonostante le ripetute e reiterate richieste da parte della Unità sanitaria locale n. 1, l'Assessore regionale competente non ha ancora provveduto ad attivare le procedure per il riconoscimento del Servizio in parola che, pertanto, sta operando in regime di assoluta precarietà;

- che, pur in condizioni di grave precarietà e con una dotazione di personale scarsissima (un solo medico), il Settore di Medicina dello Sport della USL n. 1 è riuscito a far fronte a una grandissima mole di richieste senza riuscire peraltro ad esaudirne numerosissime altre;

- che invece l'Assessorato della sanità il 25 maggio u.s. ha inopinatamente autorizzato ad operare un Centro privato il quale, in difformità dal dettato legislativo che prevede l'obbligo del convenzionamento con la USL, opera in regime di libera professione,

chiede di interrogare l'Assessore della sanità per conoscere:

- quali motivi abbiano impedito finora all'Assessore di non dare seguito alle richieste - la prima del 12 settembre 1990 e la seconda del 27 gennaio 1993 - degli amministratori della USL n. 1 di riconoscimento del Servizio previsto dalla legislazione vigente;

- quali motivi abbiano, altresì, consentito di autorizzare il Centro privato ad operare in regime di libera professione;

- quanti interventi abbia effettuato il Centro citato dall'inizio della sua attività e quale si stato il relativo corrispettivo pagato dagli assistiti;

- se anche questa vicenda non sia emblematica di un atteggiamento incomprensibilmente e grave mente penalizzante che la Regione continua ad avere nei confronti delle strutture sanitarie pubbliche del Sassarese. (571)

Interrogazione Porcu, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata proroga dei trattamenti di riabilitazione alla fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe.

Il sottoscritto,

PREMESSO:

- che un centinaio di pazienti in trattamento riabilitativo presso la Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe hanno ricevuto in questi giorni una comunicazione da parte della USL n. 1 di Sassari con la quale vengono informati che "a causa delle scarse possibilità di risorse finanziarie" la USL non intende prorogare l'autorizzazione per i trattamenti di riabilitazione, nonostante che i medici continuino a ritenere utili tali trattamenti;

- che questa decisione della USL è di una gravità senza precedenti in quanto di fatto nega a numerosi cittadini invalidi il diritto all'assistenza sanitaria costituzionalmente garantito;

- che questa è solo l'ultima di una serie di gravi disfunzioni ed omissioni che penalizzano oltre ogni misura chi deve sottoporsi, nel territorio sassarese, a trattamenti di riabilitazione ed in special modo di fisioterapia,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:

- perché la USL n. 1 di Sassari si trovi nella impossibilità di garantire i trattamenti di fisioterapia nel territorio;

- che cosa la Regione stia facendo per attivare servizi pubblici di riabilitatone onde evitare che questo delicato settore della sanità venga lasciato nell'incertezza dell'intervento quasi esclusivo dei privati;

- se non ritenga comunque di dover procedere ad un intervento urgente al fine di garantire la continuità nei trattamenti per i pazienti finora curati presso la Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe. (572)

Interrogazione Baroschi, con richiesta di risposta scritta, sul possibile utilizzo per usi irrigui dell'acqua della miniera di Campo Pisano in Iglesias.

Il sottoscritto,

PREMESSO CHE:

1) dalla miniera di Campo Pisano è possibile edurre circa 600 litri di acqua al secondo e che sono state realizzate a suo tempo le condotte di interconnessione tra l'impianto di eduzione della SIM e la rete irrigua del Consorzio del Cixerri;

2) che l'acqua educibile è calcarea, con un tenore salino molto basso e con limitati contenuti di metalli pesanti tale da renderla utilizzabile per usi irrigui, mentre al contrario non è utilizzabile per usi civili e quindi non la si può convogliare alla diga di Punta Gennarta;

3) nel breve periodo è indispensabile irrigare nel bacino del Consorzio del Cixerri circa 800 ettari di colture arboree e circa 200 ettari di terreni coltivati a mais, oltre naturalmente alle esigenze ordinarie del Consorzio,

CIO' PREMESSO, chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti in materia delle acque e di agricoltura per sapere quali iniziative urgenti intendano assumere per indurre la SIM a riavviare rimpianto di eduzione di Campo Pisano e fornire l'acqua alla rete del Consorzio del Cixerri onde evitare che, essendosi ridotta al minimo la scorta d'acqua del bacino di Punta Gennarta, non si riapra il conflitto tra il Consorzio del Cixerri ed il Comune di Iglesias, il primo a tutela delle esigenze dei coltivatori e il secondo a tutela dei cittadini di Iglesias, già abbondantemente penalizzati dall'inerzia delle pubbliche amministrazioni per la soluzione del problema idrico della città. (573)

Interrogazione Tamponi - Carusillo - Serra Antonio - Amadu - Deiana - Dettori - Giagu - Lorettu - Satta Antonio sulla chiusura della Cementeria di Scala di Giocca.

I sottoscritti,

APPRESO dalla stampa che anche la seconda linea di produzione della Cementeria di Scala di Giocca è stata spenta, con una decisione presa senza preavviso, unilateralmente;

CHE questo avvenimento di fatto significa la cessazione dell'attività di produzione di materia prima e la conversione dello stabilimento in semplice magazzino di stoccaggio;

CHE il provvedimento adottato, improvvisamente, dalla Italcementi non ha giustificazione commerciali in quanto, secondo le notizie, la domanda di mercato non sarebbe calata nonostante la crisi generale e l'immissione nel mercato, a prezzi più bassi, del cemento greco;

CONSIDERATE le gravissime ripercussioni che tale chiusura determina nei confronti dei 110 lavoratori che attualmente sono impiegati nella cementeria;

EVIDENZIATO che circa un mese fa, in sede di incontro tra l'Assessore regionale dell'industria, organizzazioni sindacali, consigli di fabbrica, amministratori locali e rappresentanti della Italcementi, fu preso l'impegno di sospendere qualsiasi iniziativa tendente a ridurre o sopprimere l'attività produttiva della cementeria,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per evitare un così duro contraccolpo all'economia della zona già compromessa dallo smantellamento di altre attività industriali colpite dalla gravissima crisi economica che è in atto in tutta la Sardegna. (574)

Interrogazione Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sulla revoca della selezione per l'assunzione dei beneficiari della legge 482/68 all'ESAF.

Il sottoscritto,

PREMESSO che l'Ente Sardo Acquedotti e Fognature ha provveduto a sospendere, e quindi revocare, la selezione per l'assunzione di 30 operatori specializzati idraulici, riservata ai beneficiari della legge n. 482/68;

RILEVATO che la nota di revoca, inviata come comunicazione ufficiale agli interessati, motiva il provvedimento come conseguenza del parere espresso dall'Ufficio personale della Regione, parere non meglio specificato;

CONSIDERATO che nella nota si comunica, altresì, agli interessati che si procederà, invece come previsto dalla legge n. 12/1993, e che, comunque, la copertura dei posti rimane riservata ai beneficiari della legge n. 482/68;

ATTESO che la Segreteria generale della Associazione nazionale invalidi del lavoro ha informato gli iscritti che il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha diramato una nota per significare l'impossibilità di applicare la legge n. 12/1993, almeno sino a quando gli Uffici regionali e provinciali del lavoro, nonché gli Ispettorati, non abbiano gli strumenti normativi e operativi necessari per una uniforme applicazione - esplicazione della legge su tutto il territorio nazionale,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

- quale sia il contenuto del non meglio specificato parere dell'Ufficio personale della Regione;

- se non sia il caso che la Giunta regionale intervenga per far sì che sia portata a compimento una selezione già avviata e poi interrotta, posto che lo stesso Ministero del lavoro conferma inapplicabile ad oggi la legge n. 12/1993, cioè la stessa legge con la quale l'ESAF vorrebbe procedere alla nuova selezione. (575)

Interrogazione Lorettu, con richiesta di risposta scritta, sul diritto dei cittadini sardi ad una seria trattazione dei problemi inerenti i collegamenti marittimi tra la Sardegna e il Continente.

Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:

1) se sia venuto a conoscenza del fatto, ampiamente riferito alla stampa locale, che il Ministro dei trasporti, On.le Raffaele Costa, avrebbe compiuto l'ennesimo "blitz" imbarcandosi, a sorpresa e in incognito, sul traghetto della Tirrenia in servizio di linea fra Olbia e Civitavecchia;

2) se non ritenga di intervenire presso il Ministro Costa per ottenere che egli sveli ai cittadini sardi e ai turisti desiderosi di venire in Sardegna in quale modo si possa, all'ultimo momento e senza esibire titoli ufficiali, ottenere un posto in cabina sulle navi che collegano la Sardegna col Continente proprio nel momento in cui a tutti i comuni cittadini gli uffici di prenotazione e di biglietteria della società di navigazione oppongono implacabilmente la risposta del "tutto esaurito";

3) se non ritenga di accertare in base a quali competenze tecniche e professionali il Ministro Costa, già esperto di problemi medici e sanitari, abbia ritenuto di esprimere un giudizio complessivamente positivo sui servizi della Società Tirrenia, smentendo così quanti, in Sardegna e perfino all'interno della stessa società di navigazione, si battono per correggere e migliorare un sistema di trasporto generalmente giudicato insoddisfacente dai cittadini sardi e dai turisti che visitano la Sardegna;

4) se non ritenga, per garantire la tranquillità degli utenti e per non confondere una volgare attività propagandistica con iniziative serie, di verificare nei modi dovuti quale affidabilità e credibilità presentino gli accertamenti svolti personalmente dal Ministro Costa in ordine alla sicurezza e alla efficienza degli impianti. (576)

Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla rimozione dell'incarico del Commissario straordinario delle Ferrovie della Sardegna e sulla necessità di iniziative per il rilancio del settore.

Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere quali iniziative abbia assunto per conoscere le reali motivazioni che hanno indotto il Ministro dei trasporti a sostituire il Commissario straordinario delle Ferrovie della Sardegna, Bruno Onida, dopo appena tre mesi dall'insediamento nell'incarico.

Tale atto improvviso e apparentemente illogico del Ministro ha suscitato notevoli reazioni negative nell'Isola, anche da parte sindacale.

Tenuto conto del fatto che la strana operazione, se non adeguatamente e pubblicamente motivata, darebbe adito a ipotesi di valutazione che indurrebbero a ritenere che vi sia in atto, con la complicità di qualche forza politica e sindacale, un disegno per emarginare ulteriormente il settore ferroviario in Sardegna, già gravato da molti problemi, che il dimissionato dirigente era intenzionato a risolvere;

CONSIDERATO che non si conoscono le ragioni della scomparsa di notevoli risorse finanziarie, destinate alle Ferrovie della Sardegna, fatto che venne puntualmente denunciato dal destituito Commissario,

il sottoscritto chiede di conoscere se l'Assessore dei trasporti sia stato preventivamente informato dell'iniziativa su denunciata del Ministro dei trasporti, se comunque ne ha condiviso l'operato e quali azioni intende assumere per rendere pubbliche le motivazioni del comportamento ministeriale sulla vicenda.

Il sottoscritto chiede, inoltre, di conoscere le iniziative che la Giunta regionale ha adottato e adotterà per favorire l'effettivo rilancio delle Ferrovie della Sardegna con il coinvolgimento anche del personale dipendente e delle organizzazioni sindacali. (577)

Mozione Mannoni - Mulas Maria Giovanna - Baroschi - Degortes - Manchinu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Mereu - Pili - Lombardo - Ferrari sulla soppressione dei Tribunali di Lanusei e Tempio.

IL CONSIGLIO REGIONALE

AVENDO APPRESO che il Ministro della giustizia starebbe predisponendo un piano per la revisione delle circoscrizioni degli uffici giudiziali che prevedrebbe la soppressione dei Tribunali di Lanusei e Tempio;

CONSIDERATO CHE:

- i Tribunali di Lanusei e Tempio svolgono una funzione insostituibile e tale da non poter essere svolta con altrettanta incidenza in sedi lontane dagli stessi territori;

- la linea adottata dal Ministro della giustizia rappresenterebbe, di fatto, un ritiro dello Stato, nel delicato settore della giustizia, da territori ad altro rischio e colpiti da una pesante crisi sociale ed economica;

- il Ministro della giustizia non sembra tenere in alcun conto pareri espressi dalla prima Commissione del Consiglio regionale, dagli ordini professionali, degli avvocati e procuratori della Sardegna, dalle popolazioni delle zone e degli operatori degli uffici giudiziari che hanno invece rivendicato un potenziamento degli organici dei magistrati e del personale amministrativo dei due tribunali;

- la soppressione dei due tribunali creerebbe un ostacolo non superabile alla richiesta di una rapida giustizia, rivendicata dai cittadini;

- le riconosciute difficoltà di collegamento tra i centri dell'Ogliastra, in particolare, e le altre zone della Sardegna penalizzerebbero ulteriormente i cittadini che si troverebbero costretti ad affrontare lunghi e defatiganti viaggi per poter raggiungere i tribunali,

impegna la Giunta regionale

- a riferire al Consiglio regionale sul piano del Ministro della giustizia sulle nuove circoscrizioni degli uffici giudiziari;

- ad intervenire presso il Governo e il Parlamento per evitare la soppressione dei Tribunali di Lanusei e Tempio;

- a sollecitare, al contrario, il potenziamento dei Tribunali di Lanusei e Tempio mediante l'assegnazione agli stessi di magistrati e personale amministrativo. (134)

Mozione Usai Edoardo - Cadoni - Porcu sulla chiusura degli impianti della Carbosulcis.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO:

- che la Carbosulcis ha improvvisamente deciso di bloccare gli impianti e di collocare in cassa integrazione 757 dei 982 lavoratori attualmente in servizio;

- che il Ministro dell'industria ha fissato per il 30 settembre il termine entro il quale la commissione dei tecnici deve esprimersi in ordine alla convenienza economica dello sfruttamento delle miniere di carbone;

- che pertanto la decisione della Carbosulcis, unilaterale ed arrogante, svela inequivocabilmente la volontà dell'Azienda e dell'Eni di chiudere definitivamente le miniere del Sulcis;

- che sono gravissime le responsabilità di chi ha consentito che centinaia di miliardi destinati allo sviluppo delle miniere venissero dilapidati senza riuscire ad evitare la chiusura degli impianti;

- che nell'attuale momento di drammatica crisi economica ed occupazionale è comunque dovere dello Stato e della Regione, al di là di ogni criterio economicistico, adoperarsi affinché vengano mantenuti gli attuali livelli occupativi;

impegna la Giunta regionale a richiedere con forza al Governo:

- di intervenire presso l'Eni al fine di ottenere la sospensione immediata del provvedimento di "stand - by" degli impianti delle miniere ed inoltre

- la costituzione di una commissione di indagine sulla gestione della Carbosulcis negli ultimi dieci anni che riferisca alla Camera entro tre mesi. (135)

Mozione Cogodi - Morittu - Murgia - Salis - Urraci su alcune scelte di politica estera del Governo italiano e delle cancellerie europee in aree di guerra, con particolare riferimento alla Somalia, alla ex Iugoslavia, all'Iraq.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO CHE:

1) a) l'operazione dell'O.N.U. in Somalia, presentata come attività di "ingerenza umanitaria", nella realtà si configura come una vera e propria avventura militare nella quale le Nazioni Unite forniscono la bandiera, mentre il governo USA ne esprime il comando strategico e la vera intenzione di nuovo dominio;

b) che la morte in guerra dei giovani militari di diversi Paesi del mondo, ed anche dei militari italiani, non si configura affatto come un duro prezzo da pagare alla pace, alla solidarietà ed ai valori umanitari, bensì come esito di vere e proprie operazioni di una guerra non dichiarata e, per quanto riguarda l'Italia, neppure come tale autorizzata secondo i principi della Costituzione repubblicana;

2) che il sostanziale abbandono delle popolazioni mussulmane della Bosnia e delle popolazioni di altre regioni della ex Iugoslavia alla furia devastatrice ed alle mire annessionistiche della Serbia configura come una delle più grandi tragedie umane del nostro tempo;

3) che i ripetuti bombardamenti sulla città di Baghdad in Iraq, in modo del tutto incurante della sicurezza e del diritto alla vita delle popolazioni civili, di fatto confermano la linea del controllo politico USA e delle maggiori potenze mondiali sulle vie del petrolio, escludendosi palesemente sia gli scopi garantistici dei diritti democratici delle popolazioni, sia l'ossequio a forme di corresponsabilizzazione di tipo sovranazionale;

4) che il silenzio individuale e, a maggior ragione, dei consessi parlamentari legittimati dal voto popolare, si configurerebbe come acquiescenza e complicità con i governi e le classi dirigenti, così come è accaduto nel passato di fronte ai massacri, alle immani tragedie ed agli olocausti avvenuti sotto i loro occhi; ATTESO CHE:

a) nei diversi casi (specie della Somalia, ex Iugoslavia e dell'Iraq) si manifesta palesemente la miopia e la insensibilità della politica estera italiana, a volte aggravata da interessi inconfessabili di ordine economico e finanziario che concorrono a costituire vere e proprie concause dell'aggravamento dei rapporti interni agli altri Stati;

b) dopo la guerra del Golfo, ancora una volta l'ONU ha dimostrato di non essere strumento equanime di regolazione internazionale dei conflitti e perciò capace di usare gli stessi mezzi e le stesse misure nei confronti di tutti gli Stati in ogni parte del mondo e principalmente in Medio Oriente, con particolare riferimento alla causa legittima del popolo palestinese;

c) l'Europa dimostra, negli attuali equilibri politici fra Stati, di essere incapace di rispondere ai sentimenti di pace e di giustizia che animano la coscienza dei cittadini e dei popoli;

TUTTO CIO' PREMESSO

esprime la solidarietà e l'amicizia del popolo sardo alle popolazioni della Bosnia e della ex Iugoslavia, alle popolazioni della Somalia e dell'Iraq, contestualmente vittime della arroganza e della intolleranza dei gruppi interni ispirati da logiche di sopraffazione e delle iniziative esterne negli Stati più potenti del mondo improntate a logiche di dominio, anche per mezzo della guerra;

fa voti al Parlamento

affinché riconsideri le linee ispiratrici delle politica estera del Governo italiano e lo impegni a farsi parte attiva in una concentrazione europea che sia tesa:

a) a impedire con ogni mezzo il compimento dei disegni annessionisti della Serbia e della pratica abominevole della pulizia etnica e del massacro;

b) ad assumere per la Somalia decisioni che siano veramente in sintonia con lo spirito umanitario che sembrò ispirare la spedizione in quella terra e rifuggano dai disegni di normalizzazione dettati da una superpotenza che tutto vorrebbe ridurre a un presunto ordine mondiale da essa ispirato e da essa dominato. (136)