Seduta n.460 del 21/04/2004
XDLX SEDUTA
Mercoledì, 21 aprile 2004
Presidenza del Vicepresidente BIGGIO
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 16 e 52.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 2 marzo 2004, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il consigliere regionale Sergio Milia ha chiesto congedo per la seduta del 21 aprile 2004.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso le regole delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 3, 5, 8 e 9 marzo 2004.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
dai consiglieri Piana - Cappai:
"Modifica alla legge regionale 26 febbraio 2004, n. 4 (Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio. Recepimento in Sardegna del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n. 326)". (545)
(Pervenuta il 30 marzo 2004 ed assegnata alla quarta Commissione.)
dai consiglieri Giagu - Secci - Fadda - Sanna Gian Valerio - Selis - Biancu:
"Disposizioni per la tutela dell'ambiente in materia di inquinamento acustico". (546)
(Pervenuta il 1° aprile 2004 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dai consiglieri Selis - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Sanna Gian Valerio - Secci:
"Interventi a tutela dei viaggiatori". (547)
(Pervenuta l'8 aprile 2004 ed assegnata alla quarta Commissione.)
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
Interrogazione CASSANO sul mancato accordo contrattuale per la mobilità orizzontale del personale del comparto enti regionali. (740)
(Risposta scritta in data 30 marzo 2004.)
LAI - SANNA Emanuele - DEMURU - SANNA Alberto - MORITTU sulle autorizzazioni di parchi eolici in misura superiore alla energia che può essere realmente prodotta in Sardegna. (742)
(Risposta scritta in data 30 marzo 2004.)
OPPI sul rinnovo delle nomine in seno al Consiglio di amministrazione dell'INSAR e sulla reale partecipazione della Regione nella composizione degli organi decisionali della società. (769)
(Risposta scritta in data 30 marzo 2004.)
LICANDRO sulla distribuzione diretta nella provincia di Oristano degli ausili per incontinenti. (777)
(Risposta scritta in data 14 aprile 2004.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
Interrogazione TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sulle aggiudicazioni delle gare del progetto "Sardegna digitale" e sui discutibili requisiti richiesti. (794)
Interrogazione SPISSU - FADDA - BALIA - PINNA - CUGINI - LAI - SELIS sulle motivazioni e i criteri adottati dalla Giunta regionale per la costituzione alla fine della legislatura dell'Ufficio Regionale Giovani per i problemi della scuola. (795)
Interrogazione LAI, con richiesta di risposta scritta, sugli standard di igiene e sicurezza garantiti ai lavoratori del "Palazzo Rosa" della ASL n. 1 di Sassari. (796)
Interrogazione LAI - CALLEDDA - FALCONI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione al Consorzio industriale di Ozieri-Chilivani. (797)
Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla distribuzione degli alloggi nel parco dell'Asinara. (798)
Interrogazione PACIFICO - SANNA Salvatore - PINNA sullo stato di grave degrado del compendio umido del Molentargius. (799)
Interrogazione FLORIS - PIRASTU - BUSINCO - TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sugli "avvisi" pubblicati a spese della Regione sui giornali della Sardegna. (800)
Interrogazione SANNA Alberto - SPISSU - DEMURU - MARROCU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave decisione presa dal Presidente dell'ERSAT, dott.Gianni Tuveri, di nominare gli amministratori della Società Bonifiche Sarde di Arborea. (801)
Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul pagamento del ticket per le prestazioni mediche presso i reparti di pronto soccorso e per il Centro oncologico - Asl n. 1 di Sassari. (802)
Interrogazione PINNA - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI sulle inefficienze e le disfunzioni del servizio elettrico pubblico generate dalla precarietà e dal progressivo degrado delle infrastrutture per il trasporto e la distribuzione dell'energia elettrica in Sardegna. (803)
Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata ratifica del contratto di lavoro del comparto sanità 2002-2005. (804)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
Interpellanza CALLEDDA - SANNA Alberto - MARROCU sulla protesta delle marinerie di Teulada e Sant'Anna Arresi per gli indennizzi previsti dalla legge n. 898 del 1976 a favore degli operatori danneggiati dalle esercitazioni militari. (442)
Interpellanza SELIS - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI sulla continuità territoriale. (443)
Interpellanza SANNA Alberto - MARROCU - DEMURU - SPISSU - CALLEDDA - CUGINI - FALCONI - LAI - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore sullo stato di attuazione della normativa sull'acquisto di macchine e attrezzature agricole. (444)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le dimissioni del consigliere Pili e, al punto 3, il disegno di legge numero 540/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ha facoltà.
COGODI (R.C.). Semplicemente per ricordare a tutti noi, me compreso, che eravamo in sede di votazione, quindi non può che esserci una continuità, una prosecuzione dell'attività che il Consiglio aveva iniziato a intraprendere, cioè la votazione sulla richiesta di dimissioni del collega Pili. Siamo in sede di votazione.
PRESIDENTE. Trattandosi della prima votazione occorre che trascorrano dieci minuti, per cui sospendiamo dieci minuti.
(Interruzioni)
E' norma e cosa devo fare? State in Aula, non abbiamo dichiarazioni di ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Parlo da un posto che non è il mio, però penso che sia normale. Noi abbiamo concluso i lavori la settimana passata con un ordine del giorno ben preciso; siamo anche in presenza di un'emergenza che è data dall'esigenza di discutere e approvare il bilancio, lei ha chiaro il problema politico. Io penso che siccome siamo alla conclusione del mandato, e questo vale per tutti, per i presenti e per gli assenti, se riusciamo in questi giorni a darci un tono, nel senso di confermare la nostra serietà che ci deriva da tanti anni di impegno politico, sarebbe giusto e penso opportuno per tutti.
Allora, la mia opinione è che dobbiamo evitare di continuare questo rapporto tra di noi che tende a far emergere poco della sostanza politica. Voi giustamente, voi maggioranza, mi rivolgo a lei Presidente, in quanto maggioranza, ma non perché la voglio coinvolgere nell'orientamento sbagliato dei colleghi della maggioranza, insomma Pili la presentato le dimissioni, il Consiglio non è riuscito ad approvarle, nel frattempo si è conclusa la discussione nella Commissione programmazione, il relatore di maggioranza presenterà la propria relazione, quello di minoranza farà la stessa cosa. Io le chiedo, Presidente, al di là della nostra diversa collocazione politica, valutiamo come uscire da questa situazione, perché se continuiamo con il ragionamento sulle dimissioni di Pili è chiaro che la finanziaria non potrà essere discussa. Pili ritiri le dimissioni, oppure sospenda le dimissioni, discutiamo della finanziaria e poi si vedrà. Se invece l'idea dei colleghi della maggioranza, dei Capigruppo, del collega La Spisa, che ha sostenuto recentemente tesi diverse, è quella di aprire una sfida su questo problema, vogliamo dire che ci trovate pronti ad accoglierla con tutte le conseguenze. Allora, presidente Biggio, lei che è persona saggia parli con i suoi colleghi meno saggi di lei e gli suggerisca una linea di prudenza. Comprendo che Pili, se dovesse essere chiamato a ritirare le dimissioni, fa la figura che deve fare, giusta, di un venditore di saponette consumate, ma questo non c'entra nulla con le cose che dobbiamo fare noi. Noi siamo qui, siamo pronti a ragionare, Presidente, io mi affido alla sua sensibilità, al di là dell'appartenenza, perché se pensate di sfidarci su questo terreno siamo pronti a misurarci su tutti gli aspetti, compresi quelli che Pili ha richiamato quando lo avete incoronato "principe delle scarpe rotte", quindi stiamo attenti a quello che facciamo nei prossimi minuti, perché noi siamo pronti a venirvi incontro, e l'incontro siccome è in corsia contrapposta può determinare qualunque situazione.
La mia non è chiaramente una minaccia, è una pacata considerazione, la metto nelle sue mani per valutarla.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini. Io ho seguito con molta attenzione e spero che anche l'Aula abbia seguito con molta attenzione, ma lei sa, che buon senso, cattivo senso, Presidenza o non Presidenza nulla può fare in merito a determinate situazioni. Lei sa benissimo, che noi siamo costretti ad agire in base ad un Regolamento, in base a una norma e su quella e intorno a quella si impostano i lavori dell'Aula. Non abbiamo spazi per interloquire oltre un limite molto, molto stretto, abbiamo spazi sì, tanti minuti per intervento e nient'altro. Per il resto tutto è in base al Regolamento, per il quale io non posso d'ufficio invertire un ordine del giorno, occorre una richiesta e una maggioranza qualificata, oppure sono costretto, se non vengono dalle parti richieste in tal senso, a procedere secondo l'ordine del giorno fin qui pervenuto. Non è che possiamo noi da questo ufficio entrare nel merito di competenze che non possono attenere alla Presidenza. Quindi io la ringrazio, lei come sempre cerca di costruire un qualcosa, ha posto anche, però, una sorta di pregiudiziale e poi, a buon intenditore, le parti sono qui presenti, io aspetto delle proposte, diversamente ancora qualche minuto, stanno passando i dieci, stiamo interloquendo, dopodiché devo procedere alla votazione e poi la si archivierà questa cosa, io non lo so. Grazie, onorevole Cugini.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 05, viene ripresa alle ore 17 e 16.)
Dimissioni del consigliere Pili
PRESIDENTE. Non essendo pervenuta nessuna richiesta in merito all'argomento in discussione dobbiamo porre in votazione le dimissioni, ancora una volta, del consigliere Pili.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, delle dimissioni del consigliere Pili. Chi vota sì accetta le dimissioni, chi vota no non accetta le dimissioni.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 28
votanti 28
maggioranza 15
favorevoli 13
contrari 15
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI -LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.)
Colleghi, abbiamo 28 presenti.
FADDA (La Margherita-D.L.). E' una vergogna!
PRESIDENTE. Vergogna o meno la seduta è sospesa ed è rinviata di mezzora, a norma di Regolamento. Sono le 17 e 20 quindi riprendiamo alle 17 e 50. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 21, viene ripresa alle ore 18 e 06.)
(FT/2)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. Colleghi, prendiamo posto, riprendiamo i lavori. Grazie colleghi per la collaborazione, vi ricordo che si è votato mezzora fa, un po' di più, per la presa d'atto delle dimissioni del collega Pili, la votazione ha messo in evidenza che non c'era il numero legale, quindi dobbiamo votare di nuovo, pertanto, prego i colleghi di prendere posto perché stiamo per votare.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, sulle dimissioni dell'onorevole Pili. Se i colleghi sono pronti, dichiaro aperte le votazioni. Se tutti i colleghi hanno votato, dichiaro chiuse le votazioni.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 32
votanti 29
astenuti 3
maggioranza 15
favorevoli 14
contrari 15
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - PIRASTU - TUNIS.)
Informo l'Aula che non c'è il numero legale, e quindi dobbiamo sospendere per mezzora.
(Interruzioni)
Colleghi, per cortesia, preso atto delle votazioni il Presidente sospende i lavori per mezzora, ma se vogliamo, a puro titolo di cortesia c'è l'onorevole Fadda che ha chiesto di parlare, se i colleghi sono d'accordo io do la parola a lui, dopodiché chiudo i lavori, non possiamo aprire un dibattito adesso.
(Interruzioni)
Onorevole Fadda, mi dicono che non sono d'accordo, pertanto io sospendo i lavori, riprenderanno fra mezzora.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 10, viene ripresa alle ore 18 e 42.)
PRESIDENTE. La mezz'ora regolamentare è trascorsa. Colleghi, il Presidente dovrebbe mettere in votazione per la terza volta le dimissioni di Pili. E' evidente che noi potremmo continuare così per tutta la sera e probabilmente per tutta la giornata di domani. Allora io credo che ci voglia uno sforzo, se le richieste che mi stanno giungendo per iscriversi a parlare sono in questa direzione, perché non è possibile aprire adesso un dibattito su questo argomento, se c'è uno sforzo in questa direzione io le dò la parola. Onorevole Pittalis, lei mi ha sentito? Stiamo vedendo se è possibile fare uno sforzo per superare l'impasse nella quale ci troviamo, se la sua richiesta di intervento è in questa direzione io le dò la parola e poi la darò...
FADDA (La Margherita-D.L.). Ho chiesto io prima la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, le do la parola, prego. Sono convinto che lei stia intervenendo nella direzione di cui parlavo.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Come da lei suggerito, Presidente. Signor Presidente lei è testimone, anzi debbo dire forse attore principale dell'inserimento all'ordine del giorno, al primo punto, delle dimissioni dell'onorevole Pili, su pressanti richieste fatte dal Gruppo di Forza Italia nella Conferenza dei Capigruppo. In quella occasione, lei ricorderà Presidente, ci fu un'opposizione da parte delle opposizioni dicendo che ci potevano essere altri argomenti all'ordine del giorno più importanti, però il Gruppo di Forza Italia e la maggioranza decise che al primo punto dovesse essere inserito questo argomento.
Sono seguite anche le strumentalizzazioni da parte dell'onorevole Pili e da parte dei Gruppi di maggioranza sulla opportunità o meno delle dimissioni dell'onorevole Pili. Questa richiesta, da lei accolta, del Gruppo di Forza Italia ha bloccato completamente l'attività del Consiglio regionale.
Signor Presidente, oggi siamo alla terza votazione, ma le vorrei ricordare che siamo due giorni bloccati completamente nell'attività legislativa. Soltanto grazie al senso di responsabilità, signor Presidente, delle opposizioni noi abbiamo potuto oggi, anzi lei ha potuto convocare il Consiglio rinunciando ai termini che erano previsti anche delle relazioni di minoranza perché abbiamo all'esame un provvedimento importante come la manovra finanziaria.
Io credo che ci voglia un grande senso di responsabilità da parte del Gruppo di Forza Italia, anche da parte sua signor Presidente; io credo che l'onorevole Pili debba venire in Consiglio, chiedere scusa, permettere l'attività, ritirare le dimissioni, perché se non ha una maggioranza per poter accettare le sue dimissioni lei mi deve spiegare, signor Presidente, perché il Consiglio deve rimanere bloccato per questa sua demagogica campagna elettorale in giro, con le scarpe da tennis, per la Sardegna.
Serve in questo momento la sua presenza perché la Sardegna abbia una manovra finanziaria. Quindi noi le chiediamo che, con la sua autorevolezza, chiami l'onorevole Pili, gli faccia ritirare le dimissioni, altrimenti che la maggioranza accetti o respinga le dimissioni. Non è pensabile che noi continuiamo a votare, ad essere convocati su un argomento voluto esclusivamente dalla maggioranza, senza essere nelle condizioni di poter esaminare importanti provvedimenti come la manovra finanziaria.
Quindi, io credo che ci sia da parte dell'onorevole Pili, almeno una volta, lui non è riuscito a governare da Presidente della Regione e vuole impedire anche al presidente Masala di poter fare approvare la manovra finanziaria perché non si presenta in Aula. Allora, che lui venga, ritiri le dimissioni, e noi così come abbiamo dichiarato anche nella Conferenza dei Capigruppo siamo disponibili perché finalmente si inizi l'esame della manovra finanziaria.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Fadda, lei nel suo intervento si è rivolto a me e faccio osservare, poi dò subito la parola all'onorevole Pittalis, che le dimissioni sono un atto di volontà unilaterale, di cui noi dobbiamo prendere atto; però comprendo anche le ragioni che la portano a fare i discorsi che ha fatto, c'è un'impraticabilità, non si riesce a prendere atto.
Io posso, su un piano come dire, assolutamente personale e sul piano della cortesia rivolgere un invito all'onorevole Pili, ma non ho nessuno strumento per imporre all'onorevole Pili, oltre che quello della cortesia, di ritirare le sue dimissioni che rimangono, ripeto, un atto di volontà unilaterale e un desiderio dell'onorevole Pili. Io non conosco quali siano le ragioni che l'hanno spinto alle dimissioni oltre a quella lettera che ho letto in Consiglio. Onorevole Pittalis, la prego faccia il suo intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I. Sardegna). Signor Presidente, l'intervento dell'onorevole Fadda mi convince sempre di più che bene ha fatto l'onorevole Mauro Pili a rassegnare le dimissioni da questo Consiglio e a lasciare, dunque, la politica che sempre più si è colorata di bizantinismo e di rituali, che sono davvero difficili da superare, nella cultura politica di certa sinistra anche qui in Sardegna.
Lei ha fatto bene a richiamare la natura delle dimissioni, sono un atto personale; e da che mondo e mondo, e anche sul piano dei rapporti istituzionali, di fair play anche istituzionale, le dimissioni sono sempre state oggetto anche di dibattito ma è seguita sempre una presa d'atto, accettandole o respingendole e mai facendo una questione ideologica, una questione politica e noi ne comprendiamo la natura perché il centrosinistra in Sardegna ha certamente paura di quello che il candidato Presidente Mauro Pili sta facendo e il messaggio chiaro che ha voluto dare ai sardi uscendo dalle logiche stantie di rituale da liturgia di questo Consiglio regionale.
FADDA (La Margherita-D.L.). C'è la finanziaria!
SPISSU (D.S.). Stai andando bene Pietro, continua!
PRESIDENTE. Colleghi vi prego però..
PITTALIS (F.I. Sardegna). Allora comprendo...
PRESIDENTE. Signori richiamo tutti però alla decenza, un collega ha diritto di parlare e di esprimersi per cortesia.
PITTALIS (F.I. Sardegna). Comprendo il fastidio, comprendo la reazione da parte dei banchi del centrosinistra che mi convince se non della giustezza, comunque della bontà almeno verosimile delle cose che sto dicendo.
È in discussione la manovra finanziaria e di bilancio, io non comprendo, e vengo anche alla formulazione di una proposta, la ragione per la quale il centrosinistra non voglia consentire con noi di esitare urgentemente la manovra finanziaria e di bilancio. E allora se vi è questa comune unità di intenti, e non ho motivo di dubitare, se non valutare la consequenzialità dei vostri comportamenti, che con un'inversione dell'ordine del giorno che Forza Italia propone, e se l'opposizione vuole con noi dare subito avvio all'esame della manovra non si opponga e non si ritiri sull'Aventino, su una proposta che Forza Italia, signor Presidente formula, che è appunto l'inversione dell'ordine del giorno perché venga riportato al primo posto l'esame della manovra finanziaria e di bilancio. E lasciamo veramente alle piazze, ai comizi elettorali le questioni che attengono al confronto democratico fra candidati e fra schieramenti.
L'onorevole Mauro Pili ha fatto una scelta che va rispettata, una scelta che noi sottolineiamo come nobile e che ha un profondo significato politico, e pone anche un tema di riflessione non solo per noi ma anche per i banchi del centrosinistra.
PRESIDENTE. Colleghi, stiamo cercando di superare la difficoltà del momento, c'è una richiesta fatta dall'onorevole Pittalis che è quella dell'inversione dell'ordine del giorno; noi possiamo dare opportunità a tutti i Gruppi di esprimersi sulle cose di cui si stava parlando e sulla proposta fatta dall'onorevole Pittalis. Pertanto, ricordo che darò la parola ad una persona per Gruppo, ha fatto richiesta l'onorevole Cogodi, lo invito a prendere parola e ad esprimersi sulla proposta fatta dall'Onorevole Pittalis e poi argomenterà le questioni come riterrà.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io intendevo, già per conto mio, richiamare questa questione della eventuale inversione dell'ordine del giorno, ma non perché abbia doti divinatorie e quindi abbia intuito quel che andava poi a perorare il collega Pittalis, ma per un'altra più semplice ragione, perché questa eventualità è stata proposta nel corso della Conferenza dei Presidenti di Gruppo che ha proceduto alla convocazione di questa riunione.
E questa proposta è stata avanzata in Conferenza da me, non da Pittalis e da nessuno del suo Gruppo e da nessuno della maggioranza. Certamente non sappiamo più in che mondo viviamo, basta dire, basta fare, basta apparire, basta contraddire. In Conferenza, chiunque presiedesse della Presidenza quella Conferenza, penso abbia il dovere di avvertire gli altri che via via presiedono questa Assemblea di che cosa è accaduto in Conferenza, e ci sarà pure un verbale delle risultanze della Conferenza, e ci sono gli uffici che certificano i lavori della Conferenza. Perché non si sa nulla di quello che accade e di quello che si decide presso la Presidenza del Consiglio. Perché oggi noi siamo qui perché abbiamo acceduto, altro che ritardare noi l'esame del bilancio; io insieme al collega Falconi siamo relatori di minoranza al bilancio e avevamo per Regolamento dieci giorni di tempo per predisporre le nostre relazioni. Noi abbiamo rinunciato ai termini, non voi.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Che sforzo!
COGODI (R.C.). Che sforzo! Ognuno fa lo sforzo che sa fare, lei faccia i suoi di sforzi, lei è forza, non è sforzo, lei si tenga la sua Forza Italia e lasci stare. Stavo dicendo una cosa che è un atto di disponibilità politica. Di fronte ad un bilancio presentato otto mesi in ritardo, a fine aprile, a fine legislatura, in articulo mortis non sapete più da che parte girarvi, noi vi diamo la possibilità, l'opposizione e le opposizioni, in Commissione di non esaminare il bilancio praticamente, perché non c'è stata istruttoria, vi abbiamo dato questo vantaggio, non per rinunciare al nostro dovere ma perché non c'erano più i tempi, perché ve li siete mangiati voi i tempi, gli otto mesi passati! Non è vero? Io non so più che cosa è vero, che lo devo presentare io il bilancio, o Falconi? Lo dovevate presentare voi, lo doveva presentare Pili il bilancio, o impostarlo, istruirlo perché a settembre si potesse presentare e poi chi c'è di voi dopo Pili.
Ce lo presentate l'altro ieri, rinunciamo ed acceleriamo il lavoro di Commissione, rinunciamo ai termini dimezzandoli da dieci ai cinque giorni per la relazione di minoranza, arriviamo qui ci e sentiamo dire che noi creiamo difficoltà al procedere dei lavori del Consiglio. La difficoltà è data dal fatto che in votazione ci sono le dimissioni di Pili, Pili non è uno qualunque, Pili è il vostro capo, anche di recente re incoronato e nel momento nel quale lo incoronate per venire in Consiglio lui non può fuggire dal Consiglio, ma se in ogni caso voi ritenete che lo incoronate per venire in Consiglio e nel frattempo fugge dal Consiglio e pensi... l'espressione usata dal Pittalis "questo Consiglio" quanto disprezzo in questo modo di dire "questo Consiglio" questo non merita nulla, non merita Pili, ma se Pili non merita questo Consiglio perché noi siamo qui, perché tu sei qui, perché voi colleghi tutti siete qui, qualcuno di voi è meno di Pili sul piano della dignità politica istituzionale, che lui può aborrire questo Consiglio, dice Pittalis, lo può disprezzare, e noi dovremmo stare qui a fare il nostro dovere, perché la Regione è senza un bilancio e quello è un danno per gli altri non per noi, principalmente.
PRESIDENTE. La prego, concluda.
COGODI (R.C.). Ho concluso, ovviamente; e allora se c'è la nostra disponibilità, se c'è un Regolamento che noi utilizziamo, come dire, in questa situazione nei suoi istituti di accelerazione e non di dilazione, abbiate almeno la compiacenza, la bontà, la serietà anche di prendere atto che le opposizioni, che avrebbero ottenuto l'interesse ad amplificare questo stato di cose che deriva dalla vostra responsabilità, invece si adoperano positivamente perché si arrivi a discutere del bilancio.
Conclusione, delle due, una: sul piano regolamentare non ce n'è altra di soluzione, il Consiglio è bloccato, noi siamo impediti di fare il nostro dovere, la Sardegna è punita per questo vostro ritardo e questo modo di fare; allora delle due, una: o Pili ritira la sua richiesta di dimissioni, o voi gliele approvate, è il vostro capo, siete o ritenete di essere la maggioranza, perché vi vergognate di essere la maggioranza, approvate le dimissioni invece di andarvene e di essere in minoranza e il problema è risolto, ma era risolto anche dieci giorni fa.
PRESIDENTE. Grazie Onorevole Cogodi, la prego concluda.
COGODI (R.C.). Ho finito. Oppure, e si era già detto in Conferenza, c'è un altro strumento regolamentare, procedete nei termini regolamentari appunto all'inversione dell'ordine del giorno, Pili lo dimetterete quando vorrete e nel frattempo, come noi vogliamo, si discute il bilancio. C'è un Regolamento, usate quella norma del Regolamento, come si era ipotizzato chiedete e procedete all'inversione dell'ordine del giorno, altra soluzione non c'è, se non essere anche noi puniti a stare qui inattivi con danno nostro oltre che con danno della Sardegna e anche di Pili, mi pare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io penso, Presidente e colleghi, che non sempre la politica viaggi per linee così tortuose come appaiono e come le vogliamo rappresentare. La politica viaggia spesso per linee dirette e in questo caso a me sembra in maniera assolutamente solare. Noi non abbiamo chiesto le dimissioni di Pili, non le abbiamo chieste adesso, le abbiamo chieste in ripetute occasioni e non si è mai dimesso, stavolta le ha date senza che noi le chiedessimo. Naturalmente abbiamo rispetto per la sua decisione così sofferta, non ne condividiamo né il modo né il tempo né gli argomenti che ha usato e che il Presidente ha rappresentato in Aula. Ad ogni buon conto le ha date, la maggioranza ha insistito perché, con carattere di assoluta priorità, venissero discusse dall'Aula, non ci siamo opposti, abbiamo detto però che non avremmo partecipato a quella che ritenevamo e riteniamo una pagliacciata!
La maggioranza ha i numeri, la maggioranza è maggioranza, e non è solo maggioranza per nominare gli Assessori, per nominare i rappresentanti negli enti, per gestire quotidianamente la cosa pubblica, deve essere maggioranza sempre. Noi ritenevamo che questo Consiglio andasse sciolto prima che Pili rassegnasse le sue dimissioni sdegnosamente, rappresentando questo Consiglio come un luogo dal quale è meglio prendere le distanze. Ebbene, siamo qui, e siamo qui ancora oggi ad approvare la manovra finanziaria che, con grandissimo ritardo, voi ci proponete. Noi riteniamo e continuiamo a ritenere le dimissioni di Pili una cosa poco seria e non partecipiamo al voto per questo; riteniamo che gli argomenti usati da Pittalis, per chiedere l'inversione dell'ordine del giorno, piuttosto che chiarire, aggravino la situazione, perché non è un gesto nobile. Pensavamo che il Gruppo di Forza Italia prendesse le distanze chiedendo a tutti un atto che superasse un gesto per noi invece poco nobile. Se invece lei, onorevole Pittalis, dice che ha fatto bene, che insomma è giusto che sia così, perché non vi dimettete tutti? Perché non vi dimettete tutti Pittalis! Avreste fatto a suo tempo un piacere alla Sardegna.
Per questo noi non ci opponiamo, naturalmente, alla richiesta di inversione dell'ordine del giorno. La maggioranza, che è maggioranza, e che esprime il Presidente della Giunta regionale che non ha una maggioranza, come si sa da tempo e che però fa finta di essere Presidente di questa Regione, la maggioranza che è maggioranza voti l'inversione del ordine del giorno, noi non ci opponiamo, semplicemente non votiamo perché riteniamo che questo stia dentro quella falsificazione che non condividiamo. Siccome facciamo politica e abbiamo anche noi, per il pezzo che ci riguarda naturalmente come opposizione, una responsabilità di carattere generale, la maggioranza e il Presidente della Regione ci chieda bene e ci dica bene cosa vuol fare di questa situazione e come intende procedere. Secondo noi Pili deve ritirare le dimissioni e se non ritira le dimissioni, perché anche questo è un atto di coraggio, e lui non ha di questi slanci di coraggio, c'è lo chieda bene la maggioranza in quest'Aula, ridando a quest'Aula la dignità che Pili ha negato nelle affermazioni fatte nella sua lettera di dimissioni.
PRESIDENTE. Solo per comprenderci, onorevole Spissu, se la maggioranza chiede l'inversione del giorno si può procedere senza…
SPISSU (D.S.). Noi non votiamo.
PRESIDENTE.Questo mi pare scontato, è nelle cose, è una cosa normale, mi pareva ci fosse una sorta di concessione, che non c'è; una cosa normale.
Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, io devo rimarcare ancora, al di là delle espressioni, delle valutazioni che ciascuno fa, in particolare l'onorevole Cogodi molto puntualmente come sempre, lui sa che io apprezzo i suoi interventi e talvolta alcune parti di questi interventi e addirittura condivido. Ma io voglio rimarcare stasera proprio la capziosità dell'intervento, e non solo suo, perché a tutti i costi ciò che di un colore è bello, tutto ciò che di un altro colore non è bello, tutto va bene quando è fatto da una parte, quando non è fatto da quella parte non va bene. Siccome mi è capitato di presiedere sia questa sera in apertura in sostituzione sua, signor Presidente, l'Aula e sia di presiedere la riunione dei Capigruppo, io non ho niente e non avrei avuto niente in contrario a dire cosa è avvenuto ai Capigruppo. Cosa avviene in Capigruppo non si è mai detto in Aula (…?) ci sia un segreto, tant'è vero che pensavo che l'onorevole Cogodi volesse lui esplicitare, non ha capito, gli ho chiesto mi pareva che accennasse che voleva intervenire, non è intervenuto, che dichiarasse o meno e che la Presidenza, dichiarasse o meno quanto si è detto in Capigruppo, che fra l'altro poi fra le righe ho detto successivamente nel mio intervento, non modifica lo stato delle cose, non avrebbe modificato. Ma tant'è che però bisogna rimarcare che anche la Presidenza non ha funzionato, ma dove non ha funzionato? Se non è capziosità questa, non lo so, E per fare un ragionamento, così come ne vengono fatti tanti, io garbatamente voglio proporlo per dire quanto a volte... poi quando uno tira, tira, tira, non crede più ed è portato a non seguire più neanche le parti positive di un intervento. Perché poi ho detto che si era parlato di richiesta di rinvio ma nessuno ha fatto questa richiesta di rinvio, quindi noi non possiamo procedere d'ufficio, io l'ho detto che si era parlato di richiesta di rinvio, senza specificare, ma è stato detto durante il dibattito, prima di interrompere. Quindi, non si vada a scavare dove non si deve scavare, né si può dire né si può coartare, al di là delle valutazioni belle, buone o cattive che siano. Quando mai uno di noi può andare a contrastare la volontà di un altro? Signori, ma qui stiamo stravolgendo i termini del vivere comune, del vivere civile e non ci sto a questo gioco, nessuno di noi può dire ad un altro cosa è meglio e cosa non è meglio fare. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei Onorevole Biggio. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Presidente, colleghi, credo bisogna in quest'Aula, anche come singoli consiglieri, ritrovare il senso di responsabilità che molto probabilmente sta sfuggendo a ciascuno di noi, perché credo che all'interno di questo Consiglio regionale si stia discutendo, forse per la prima volta nella storia della stessa Regione, di respingere le dimissioni date da un collega. Credo che su questo argomento importantissimo, sicuramente, però non si può bloccare l'attività di un Consiglio regionale della massima attività, della massima istituzione legislativa; siamo di fronte anche ad una responsabilità di tutti noi, sappiamo che entro il 30 aprile dobbiamo approvare una legge di bilancio e una finanziaria. Non so quale sia l'obiettivo del collega Cogodi, dell'onorevole Spissu, di quelli che sono intervenuti, ma sicuramente se qua non si riesce e non si riuscirà ad approvare una finanziaria e un bilancio sarà la responsabilità di tutti noi, nessuno escluso, sia nel centro destra, sia nel centro sinistra.
Perché è anche vero che noi in questo momento siamo in difficoltà numerica, ma è anche vero che di fronte a quello che tutti dichiariamo degli interessi della Sardegna, anche il centro sinistra in questo momento deve dimostrare la propria responsabilità. Allora io credo e faccio un appello al Presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta perché veramente si trovi, al di là dell'argomento delle dimissioni Pili, che non è un argomento di grande importanza, ma in modo particolare come bilancio, come finanziaria a trovare eventualmente un accordo anche ripulendo alcune cose che ci sono all'interno della finanziaria per poter trovare e approvare in pochi giorni un documento che è la legge più importante dell'attività di un anno di questa Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Piana ha fatto dieci chilometri avanti lei.
PIANA (U.D.C). Come?
PRESIDENTE. Ha fatto dieci chilometri avanti lei! Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (U.D.R-Centro). Signor Presidente, colleghi consiglieri, noi ci siamo sempre astenuti sulle votazioni concernenti le dimissioni dell'onorevole Pili, in Conferenza dei Capigruppo fin dall'inizio non abbiamo posto problemi, questo punto poteva essere trattato anche all'ultimo, al terzo, al quarto, per fortuna è stato trattato prima l'esercizio provvisorio perché, se vi ricordate bene, c'era anche una proposta di metterlo prima dell'esercizio provvisorio.
Certo che non ci sia il numero legale è un fatto anomalo perché non è che non ci sia per uno, due, tre assenze, sembra quasi che ci sia una volontà trasversale sulla mancanza del numero legale. Siamo, comunque, chiaramente favorevoli all'inversione dell'ordine del giorno, pena la paralisi non del Consiglio ma della Regione. Evitiamo che arrivino tre commissari da Roma ad approvare un bilancio e approviamo un bilancio tecnico, snello, quindi sicuramente non quello presentato, con il concorso di tutti i Gruppi di maggioranza e di opposizione, per quanto siano ancora validi questi due concetti in questo contesto.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste a parlare, pongo in votazione la proposta fatta dall'onorevole Pittalis di inversione dell'ordine del giorno. Ricordo che occorrono 2/3 del Consiglio dei votanti, certo dei votanti, dei presenti, quindi invito i Segretari a prendere posto, due Segretari uno della maggioranza e uno dell'opposizione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, per l'inversione dell'ordine del giorno.
Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI -CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU -GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU -SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 30
votanti 29
astenuti 1
maggioranza 20
favorevoli 29
Questo è il terzo riscontro del fatto che non c'è il numero legale, a domicilio no perché c'è la finanziaria e domani mattina dobbiamo tornare a lavorare, quindi chiudo la sessione pomeridiana dei lavori e il Consiglio si apre domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 16.
Allegati seduta
XDLX SEDUTA
Mercoledì, 21 aprile 2004
Presidenza del Vicepresidente BIGGIO
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 16 e 52.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 2 marzo 2004, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il consigliere regionale Sergio Milia ha chiesto congedo per la seduta del 21 aprile 2004.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso le regole delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 3, 5, 8 e 9 marzo 2004.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
dai consiglieri Piana - Cappai:
"Modifica alla legge regionale 26 febbraio 2004, n. 4 (Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio. Recepimento in Sardegna del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n. 326)". (545)
(Pervenuta il 30 marzo 2004 ed assegnata alla quarta Commissione.)
dai consiglieri Giagu - Secci - Fadda - Sanna Gian Valerio - Selis - Biancu:
"Disposizioni per la tutela dell'ambiente in materia di inquinamento acustico". (546)
(Pervenuta il 1° aprile 2004 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dai consiglieri Selis - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Sanna Gian Valerio - Secci:
"Interventi a tutela dei viaggiatori". (547)
(Pervenuta l'8 aprile 2004 ed assegnata alla quarta Commissione.)
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
Interrogazione CASSANO sul mancato accordo contrattuale per la mobilità orizzontale del personale del comparto enti regionali. (740)
(Risposta scritta in data 30 marzo 2004.)
LAI - SANNA Emanuele - DEMURU - SANNA Alberto - MORITTU sulle autorizzazioni di parchi eolici in misura superiore alla energia che può essere realmente prodotta in Sardegna. (742)
(Risposta scritta in data 30 marzo 2004.)
OPPI sul rinnovo delle nomine in seno al Consiglio di amministrazione dell'INSAR e sulla reale partecipazione della Regione nella composizione degli organi decisionali della società. (769)
(Risposta scritta in data 30 marzo 2004.)
LICANDRO sulla distribuzione diretta nella provincia di Oristano degli ausili per incontinenti. (777)
(Risposta scritta in data 14 aprile 2004.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
Interrogazione TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sulle aggiudicazioni delle gare del progetto "Sardegna digitale" e sui discutibili requisiti richiesti. (794)
Interrogazione SPISSU - FADDA - BALIA - PINNA - CUGINI - LAI - SELIS sulle motivazioni e i criteri adottati dalla Giunta regionale per la costituzione alla fine della legislatura dell'Ufficio Regionale Giovani per i problemi della scuola. (795)
Interrogazione LAI, con richiesta di risposta scritta, sugli standard di igiene e sicurezza garantiti ai lavoratori del "Palazzo Rosa" della ASL n. 1 di Sassari. (796)
Interrogazione LAI - CALLEDDA - FALCONI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione al Consorzio industriale di Ozieri-Chilivani. (797)
Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla distribuzione degli alloggi nel parco dell'Asinara. (798)
Interrogazione PACIFICO - SANNA Salvatore - PINNA sullo stato di grave degrado del compendio umido del Molentargius. (799)
Interrogazione FLORIS - PIRASTU - BUSINCO - TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sugli "avvisi" pubblicati a spese della Regione sui giornali della Sardegna. (800)
Interrogazione SANNA Alberto - SPISSU - DEMURU - MARROCU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave decisione presa dal Presidente dell'ERSAT, dott.Gianni Tuveri, di nominare gli amministratori della Società Bonifiche Sarde di Arborea. (801)
Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul pagamento del ticket per le prestazioni mediche presso i reparti di pronto soccorso e per il Centro oncologico - Asl n. 1 di Sassari. (802)
Interrogazione PINNA - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI sulle inefficienze e le disfunzioni del servizio elettrico pubblico generate dalla precarietà e dal progressivo degrado delle infrastrutture per il trasporto e la distribuzione dell'energia elettrica in Sardegna. (803)
Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata ratifica del contratto di lavoro del comparto sanità 2002-2005. (804)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
Interpellanza CALLEDDA - SANNA Alberto - MARROCU sulla protesta delle marinerie di Teulada e Sant'Anna Arresi per gli indennizzi previsti dalla legge n. 898 del 1976 a favore degli operatori danneggiati dalle esercitazioni militari. (442)
Interpellanza SELIS - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI sulla continuità territoriale. (443)
Interpellanza SANNA Alberto - MARROCU - DEMURU - SPISSU - CALLEDDA - CUGINI - FALCONI - LAI - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore sullo stato di attuazione della normativa sull'acquisto di macchine e attrezzature agricole. (444)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le dimissioni del consigliere Pili e, al punto 3, il disegno di legge numero 540/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ha facoltà.
COGODI (R.C.). Semplicemente per ricordare a tutti noi, me compreso, che eravamo in sede di votazione, quindi non può che esserci una continuità, una prosecuzione dell'attività che il Consiglio aveva iniziato a intraprendere, cioè la votazione sulla richiesta di dimissioni del collega Pili. Siamo in sede di votazione.
PRESIDENTE. Trattandosi della prima votazione occorre che trascorrano dieci minuti, per cui sospendiamo dieci minuti.
(Interruzioni)
E' norma e cosa devo fare? State in Aula, non abbiamo dichiarazioni di ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Parlo da un posto che non è il mio, però penso che sia normale. Noi abbiamo concluso i lavori la settimana passata con un ordine del giorno ben preciso; siamo anche in presenza di un'emergenza che è data dall'esigenza di discutere e approvare il bilancio, lei ha chiaro il problema politico. Io penso che siccome siamo alla conclusione del mandato, e questo vale per tutti, per i presenti e per gli assenti, se riusciamo in questi giorni a darci un tono, nel senso di confermare la nostra serietà che ci deriva da tanti anni di impegno politico, sarebbe giusto e penso opportuno per tutti.
Allora, la mia opinione è che dobbiamo evitare di continuare questo rapporto tra di noi che tende a far emergere poco della sostanza politica. Voi giustamente, voi maggioranza, mi rivolgo a lei Presidente, in quanto maggioranza, ma non perché la voglio coinvolgere nell'orientamento sbagliato dei colleghi della maggioranza, insomma Pili la presentato le dimissioni, il Consiglio non è riuscito ad approvarle, nel frattempo si è conclusa la discussione nella Commissione programmazione, il relatore di maggioranza presenterà la propria relazione, quello di minoranza farà la stessa cosa. Io le chiedo, Presidente, al di là della nostra diversa collocazione politica, valutiamo come uscire da questa situazione, perché se continuiamo con il ragionamento sulle dimissioni di Pili è chiaro che la finanziaria non potrà essere discussa. Pili ritiri le dimissioni, oppure sospenda le dimissioni, discutiamo della finanziaria e poi si vedrà. Se invece l'idea dei colleghi della maggioranza, dei Capigruppo, del collega La Spisa, che ha sostenuto recentemente tesi diverse, è quella di aprire una sfida su questo problema, vogliamo dire che ci trovate pronti ad accoglierla con tutte le conseguenze. Allora, presidente Biggio, lei che è persona saggia parli con i suoi colleghi meno saggi di lei e gli suggerisca una linea di prudenza. Comprendo che Pili, se dovesse essere chiamato a ritirare le dimissioni, fa la figura che deve fare, giusta, di un venditore di saponette consumate, ma questo non c'entra nulla con le cose che dobbiamo fare noi. Noi siamo qui, siamo pronti a ragionare, Presidente, io mi affido alla sua sensibilità, al di là dell'appartenenza, perché se pensate di sfidarci su questo terreno siamo pronti a misurarci su tutti gli aspetti, compresi quelli che Pili ha richiamato quando lo avete incoronato "principe delle scarpe rotte", quindi stiamo attenti a quello che facciamo nei prossimi minuti, perché noi siamo pronti a venirvi incontro, e l'incontro siccome è in corsia contrapposta può determinare qualunque situazione.
La mia non è chiaramente una minaccia, è una pacata considerazione, la metto nelle sue mani per valutarla.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini. Io ho seguito con molta attenzione e spero che anche l'Aula abbia seguito con molta attenzione, ma lei sa, che buon senso, cattivo senso, Presidenza o non Presidenza nulla può fare in merito a determinate situazioni. Lei sa benissimo, che noi siamo costretti ad agire in base ad un Regolamento, in base a una norma e su quella e intorno a quella si impostano i lavori dell'Aula. Non abbiamo spazi per interloquire oltre un limite molto, molto stretto, abbiamo spazi sì, tanti minuti per intervento e nient'altro. Per il resto tutto è in base al Regolamento, per il quale io non posso d'ufficio invertire un ordine del giorno, occorre una richiesta e una maggioranza qualificata, oppure sono costretto, se non vengono dalle parti richieste in tal senso, a procedere secondo l'ordine del giorno fin qui pervenuto. Non è che possiamo noi da questo ufficio entrare nel merito di competenze che non possono attenere alla Presidenza. Quindi io la ringrazio, lei come sempre cerca di costruire un qualcosa, ha posto anche, però, una sorta di pregiudiziale e poi, a buon intenditore, le parti sono qui presenti, io aspetto delle proposte, diversamente ancora qualche minuto, stanno passando i dieci, stiamo interloquendo, dopodiché devo procedere alla votazione e poi la si archivierà questa cosa, io non lo so. Grazie, onorevole Cugini.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 05, viene ripresa alle ore 17 e 16.)
Dimissioni del consigliere Pili
PRESIDENTE. Non essendo pervenuta nessuna richiesta in merito all'argomento in discussione dobbiamo porre in votazione le dimissioni, ancora una volta, del consigliere Pili.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, delle dimissioni del consigliere Pili. Chi vota sì accetta le dimissioni, chi vota no non accetta le dimissioni.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 28
votanti 28
maggioranza 15
favorevoli 13
contrari 15
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI -LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.)
Colleghi, abbiamo 28 presenti.
FADDA (La Margherita-D.L.). E' una vergogna!
PRESIDENTE. Vergogna o meno la seduta è sospesa ed è rinviata di mezzora, a norma di Regolamento. Sono le 17 e 20 quindi riprendiamo alle 17 e 50. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 21, viene ripresa alle ore 18 e 06.)
(FT/2)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. Colleghi, prendiamo posto, riprendiamo i lavori. Grazie colleghi per la collaborazione, vi ricordo che si è votato mezzora fa, un po' di più, per la presa d'atto delle dimissioni del collega Pili, la votazione ha messo in evidenza che non c'era il numero legale, quindi dobbiamo votare di nuovo, pertanto, prego i colleghi di prendere posto perché stiamo per votare.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, sulle dimissioni dell'onorevole Pili. Se i colleghi sono pronti, dichiaro aperte le votazioni. Se tutti i colleghi hanno votato, dichiaro chiuse le votazioni.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 32
votanti 29
astenuti 3
maggioranza 15
favorevoli 14
contrari 15
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - PIRASTU - TUNIS.)
Informo l'Aula che non c'è il numero legale, e quindi dobbiamo sospendere per mezzora.
(Interruzioni)
Colleghi, per cortesia, preso atto delle votazioni il Presidente sospende i lavori per mezzora, ma se vogliamo, a puro titolo di cortesia c'è l'onorevole Fadda che ha chiesto di parlare, se i colleghi sono d'accordo io do la parola a lui, dopodiché chiudo i lavori, non possiamo aprire un dibattito adesso.
(Interruzioni)
Onorevole Fadda, mi dicono che non sono d'accordo, pertanto io sospendo i lavori, riprenderanno fra mezzora.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 10, viene ripresa alle ore 18 e 42.)
PRESIDENTE. La mezz'ora regolamentare è trascorsa. Colleghi, il Presidente dovrebbe mettere in votazione per la terza volta le dimissioni di Pili. E' evidente che noi potremmo continuare così per tutta la sera e probabilmente per tutta la giornata di domani. Allora io credo che ci voglia uno sforzo, se le richieste che mi stanno giungendo per iscriversi a parlare sono in questa direzione, perché non è possibile aprire adesso un dibattito su questo argomento, se c'è uno sforzo in questa direzione io le dò la parola. Onorevole Pittalis, lei mi ha sentito? Stiamo vedendo se è possibile fare uno sforzo per superare l'impasse nella quale ci troviamo, se la sua richiesta di intervento è in questa direzione io le dò la parola e poi la darò...
FADDA (La Margherita-D.L.). Ho chiesto io prima la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, le do la parola, prego. Sono convinto che lei stia intervenendo nella direzione di cui parlavo.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Come da lei suggerito, Presidente. Signor Presidente lei è testimone, anzi debbo dire forse attore principale dell'inserimento all'ordine del giorno, al primo punto, delle dimissioni dell'onorevole Pili, su pressanti richieste fatte dal Gruppo di Forza Italia nella Conferenza dei Capigruppo. In quella occasione, lei ricorderà Presidente, ci fu un'opposizione da parte delle opposizioni dicendo che ci potevano essere altri argomenti all'ordine del giorno più importanti, però il Gruppo di Forza Italia e la maggioranza decise che al primo punto dovesse essere inserito questo argomento.
Sono seguite anche le strumentalizzazioni da parte dell'onorevole Pili e da parte dei Gruppi di maggioranza sulla opportunità o meno delle dimissioni dell'onorevole Pili. Questa richiesta, da lei accolta, del Gruppo di Forza Italia ha bloccato completamente l'attività del Consiglio regionale.
Signor Presidente, oggi siamo alla terza votazione, ma le vorrei ricordare che siamo due giorni bloccati completamente nell'attività legislativa. Soltanto grazie al senso di responsabilità, signor Presidente, delle opposizioni noi abbiamo potuto oggi, anzi lei ha potuto convocare il Consiglio rinunciando ai termini che erano previsti anche delle relazioni di minoranza perché abbiamo all'esame un provvedimento importante come la manovra finanziaria.
Io credo che ci voglia un grande senso di responsabilità da parte del Gruppo di Forza Italia, anche da parte sua signor Presidente; io credo che l'onorevole Pili debba venire in Consiglio, chiedere scusa, permettere l'attività, ritirare le dimissioni, perché se non ha una maggioranza per poter accettare le sue dimissioni lei mi deve spiegare, signor Presidente, perché il Consiglio deve rimanere bloccato per questa sua demagogica campagna elettorale in giro, con le scarpe da tennis, per la Sardegna.
Serve in questo momento la sua presenza perché la Sardegna abbia una manovra finanziaria. Quindi noi le chiediamo che, con la sua autorevolezza, chiami l'onorevole Pili, gli faccia ritirare le dimissioni, altrimenti che la maggioranza accetti o respinga le dimissioni. Non è pensabile che noi continuiamo a votare, ad essere convocati su un argomento voluto esclusivamente dalla maggioranza, senza essere nelle condizioni di poter esaminare importanti provvedimenti come la manovra finanziaria.
Quindi, io credo che ci sia da parte dell'onorevole Pili, almeno una volta, lui non è riuscito a governare da Presidente della Regione e vuole impedire anche al presidente Masala di poter fare approvare la manovra finanziaria perché non si presenta in Aula. Allora, che lui venga, ritiri le dimissioni, e noi così come abbiamo dichiarato anche nella Conferenza dei Capigruppo siamo disponibili perché finalmente si inizi l'esame della manovra finanziaria.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Fadda, lei nel suo intervento si è rivolto a me e faccio osservare, poi dò subito la parola all'onorevole Pittalis, che le dimissioni sono un atto di volontà unilaterale, di cui noi dobbiamo prendere atto; però comprendo anche le ragioni che la portano a fare i discorsi che ha fatto, c'è un'impraticabilità, non si riesce a prendere atto.
Io posso, su un piano come dire, assolutamente personale e sul piano della cortesia rivolgere un invito all'onorevole Pili, ma non ho nessuno strumento per imporre all'onorevole Pili, oltre che quello della cortesia, di ritirare le sue dimissioni che rimangono, ripeto, un atto di volontà unilaterale e un desiderio dell'onorevole Pili. Io non conosco quali siano le ragioni che l'hanno spinto alle dimissioni oltre a quella lettera che ho letto in Consiglio. Onorevole Pittalis, la prego faccia il suo intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I. Sardegna). Signor Presidente, l'intervento dell'onorevole Fadda mi convince sempre di più che bene ha fatto l'onorevole Mauro Pili a rassegnare le dimissioni da questo Consiglio e a lasciare, dunque, la politica che sempre più si è colorata di bizantinismo e di rituali, che sono davvero difficili da superare, nella cultura politica di certa sinistra anche qui in Sardegna.
Lei ha fatto bene a richiamare la natura delle dimissioni, sono un atto personale; e da che mondo e mondo, e anche sul piano dei rapporti istituzionali, di fair play anche istituzionale, le dimissioni sono sempre state oggetto anche di dibattito ma è seguita sempre una presa d'atto, accettandole o respingendole e mai facendo una questione ideologica, una questione politica e noi ne comprendiamo la natura perché il centrosinistra in Sardegna ha certamente paura di quello che il candidato Presidente Mauro Pili sta facendo e il messaggio chiaro che ha voluto dare ai sardi uscendo dalle logiche stantie di rituale da liturgia di questo Consiglio regionale.
FADDA (La Margherita-D.L.). C'è la finanziaria!
SPISSU (D.S.). Stai andando bene Pietro, continua!
PRESIDENTE. Colleghi vi prego però..
PITTALIS (F.I. Sardegna). Allora comprendo...
PRESIDENTE. Signori richiamo tutti però alla decenza, un collega ha diritto di parlare e di esprimersi per cortesia.
PITTALIS (F.I. Sardegna). Comprendo il fastidio, comprendo la reazione da parte dei banchi del centrosinistra che mi convince se non della giustezza, comunque della bontà almeno verosimile delle cose che sto dicendo.
È in discussione la manovra finanziaria e di bilancio, io non comprendo, e vengo anche alla formulazione di una proposta, la ragione per la quale il centrosinistra non voglia consentire con noi di esitare urgentemente la manovra finanziaria e di bilancio. E allora se vi è questa comune unità di intenti, e non ho motivo di dubitare, se non valutare la consequenzialità dei vostri comportamenti, che con un'inversione dell'ordine del giorno che Forza Italia propone, e se l'opposizione vuole con noi dare subito avvio all'esame della manovra non si opponga e non si ritiri sull'Aventino, su una proposta che Forza Italia, signor Presidente formula, che è appunto l'inversione dell'ordine del giorno perché venga riportato al primo posto l'esame della manovra finanziaria e di bilancio. E lasciamo veramente alle piazze, ai comizi elettorali le questioni che attengono al confronto democratico fra candidati e fra schieramenti.
L'onorevole Mauro Pili ha fatto una scelta che va rispettata, una scelta che noi sottolineiamo come nobile e che ha un profondo significato politico, e pone anche un tema di riflessione non solo per noi ma anche per i banchi del centrosinistra.
PRESIDENTE. Colleghi, stiamo cercando di superare la difficoltà del momento, c'è una richiesta fatta dall'onorevole Pittalis che è quella dell'inversione dell'ordine del giorno; noi possiamo dare opportunità a tutti i Gruppi di esprimersi sulle cose di cui si stava parlando e sulla proposta fatta dall'onorevole Pittalis. Pertanto, ricordo che darò la parola ad una persona per Gruppo, ha fatto richiesta l'onorevole Cogodi, lo invito a prendere parola e ad esprimersi sulla proposta fatta dall'Onorevole Pittalis e poi argomenterà le questioni come riterrà.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io intendevo, già per conto mio, richiamare questa questione della eventuale inversione dell'ordine del giorno, ma non perché abbia doti divinatorie e quindi abbia intuito quel che andava poi a perorare il collega Pittalis, ma per un'altra più semplice ragione, perché questa eventualità è stata proposta nel corso della Conferenza dei Presidenti di Gruppo che ha proceduto alla convocazione di questa riunione.
E questa proposta è stata avanzata in Conferenza da me, non da Pittalis e da nessuno del suo Gruppo e da nessuno della maggioranza. Certamente non sappiamo più in che mondo viviamo, basta dire, basta fare, basta apparire, basta contraddire. In Conferenza, chiunque presiedesse della Presidenza quella Conferenza, penso abbia il dovere di avvertire gli altri che via via presiedono questa Assemblea di che cosa è accaduto in Conferenza, e ci sarà pure un verbale delle risultanze della Conferenza, e ci sono gli uffici che certificano i lavori della Conferenza. Perché non si sa nulla di quello che accade e di quello che si decide presso la Presidenza del Consiglio. Perché oggi noi siamo qui perché abbiamo acceduto, altro che ritardare noi l'esame del bilancio; io insieme al collega Falconi siamo relatori di minoranza al bilancio e avevamo per Regolamento dieci giorni di tempo per predisporre le nostre relazioni. Noi abbiamo rinunciato ai termini, non voi.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Che sforzo!
COGODI (R.C.). Che sforzo! Ognuno fa lo sforzo che sa fare, lei faccia i suoi di sforzi, lei è forza, non è sforzo, lei si tenga la sua Forza Italia e lasci stare. Stavo dicendo una cosa che è un atto di disponibilità politica. Di fronte ad un bilancio presentato otto mesi in ritardo, a fine aprile, a fine legislatura, in articulo mortis non sapete più da che parte girarvi, noi vi diamo la possibilità, l'opposizione e le opposizioni, in Commissione di non esaminare il bilancio praticamente, perché non c'è stata istruttoria, vi abbiamo dato questo vantaggio, non per rinunciare al nostro dovere ma perché non c'erano più i tempi, perché ve li siete mangiati voi i tempi, gli otto mesi passati! Non è vero? Io non so più che cosa è vero, che lo devo presentare io il bilancio, o Falconi? Lo dovevate presentare voi, lo doveva presentare Pili il bilancio, o impostarlo, istruirlo perché a settembre si potesse presentare e poi chi c'è di voi dopo Pili.
Ce lo presentate l'altro ieri, rinunciamo ed acceleriamo il lavoro di Commissione, rinunciamo ai termini dimezzandoli da dieci ai cinque giorni per la relazione di minoranza, arriviamo qui ci e sentiamo dire che noi creiamo difficoltà al procedere dei lavori del Consiglio. La difficoltà è data dal fatto che in votazione ci sono le dimissioni di Pili, Pili non è uno qualunque, Pili è il vostro capo, anche di recente re incoronato e nel momento nel quale lo incoronate per venire in Consiglio lui non può fuggire dal Consiglio, ma se in ogni caso voi ritenete che lo incoronate per venire in Consiglio e nel frattempo fugge dal Consiglio e pensi... l'espressione usata dal Pittalis "questo Consiglio" quanto disprezzo in questo modo di dire "questo Consiglio" questo non merita nulla, non merita Pili, ma se Pili non merita questo Consiglio perché noi siamo qui, perché tu sei qui, perché voi colleghi tutti siete qui, qualcuno di voi è meno di Pili sul piano della dignità politica istituzionale, che lui può aborrire questo Consiglio, dice Pittalis, lo può disprezzare, e noi dovremmo stare qui a fare il nostro dovere, perché la Regione è senza un bilancio e quello è un danno per gli altri non per noi, principalmente.
PRESIDENTE. La prego, concluda.
COGODI (R.C.). Ho concluso, ovviamente; e allora se c'è la nostra disponibilità, se c'è un Regolamento che noi utilizziamo, come dire, in questa situazione nei suoi istituti di accelerazione e non di dilazione, abbiate almeno la compiacenza, la bontà, la serietà anche di prendere atto che le opposizioni, che avrebbero ottenuto l'interesse ad amplificare questo stato di cose che deriva dalla vostra responsabilità, invece si adoperano positivamente perché si arrivi a discutere del bilancio.
Conclusione, delle due, una: sul piano regolamentare non ce n'è altra di soluzione, il Consiglio è bloccato, noi siamo impediti di fare il nostro dovere, la Sardegna è punita per questo vostro ritardo e questo modo di fare; allora delle due, una: o Pili ritira la sua richiesta di dimissioni, o voi gliele approvate, è il vostro capo, siete o ritenete di essere la maggioranza, perché vi vergognate di essere la maggioranza, approvate le dimissioni invece di andarvene e di essere in minoranza e il problema è risolto, ma era risolto anche dieci giorni fa.
PRESIDENTE. Grazie Onorevole Cogodi, la prego concluda.
COGODI (R.C.). Ho finito. Oppure, e si era già detto in Conferenza, c'è un altro strumento regolamentare, procedete nei termini regolamentari appunto all'inversione dell'ordine del giorno, Pili lo dimetterete quando vorrete e nel frattempo, come noi vogliamo, si discute il bilancio. C'è un Regolamento, usate quella norma del Regolamento, come si era ipotizzato chiedete e procedete all'inversione dell'ordine del giorno, altra soluzione non c'è, se non essere anche noi puniti a stare qui inattivi con danno nostro oltre che con danno della Sardegna e anche di Pili, mi pare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io penso, Presidente e colleghi, che non sempre la politica viaggi per linee così tortuose come appaiono e come le vogliamo rappresentare. La politica viaggia spesso per linee dirette e in questo caso a me sembra in maniera assolutamente solare. Noi non abbiamo chiesto le dimissioni di Pili, non le abbiamo chieste adesso, le abbiamo chieste in ripetute occasioni e non si è mai dimesso, stavolta le ha date senza che noi le chiedessimo. Naturalmente abbiamo rispetto per la sua decisione così sofferta, non ne condividiamo né il modo né il tempo né gli argomenti che ha usato e che il Presidente ha rappresentato in Aula. Ad ogni buon conto le ha date, la maggioranza ha insistito perché, con carattere di assoluta priorità, venissero discusse dall'Aula, non ci siamo opposti, abbiamo detto però che non avremmo partecipato a quella che ritenevamo e riteniamo una pagliacciata!
La maggioranza ha i numeri, la maggioranza è maggioranza, e non è solo maggioranza per nominare gli Assessori, per nominare i rappresentanti negli enti, per gestire quotidianamente la cosa pubblica, deve essere maggioranza sempre. Noi ritenevamo che questo Consiglio andasse sciolto prima che Pili rassegnasse le sue dimissioni sdegnosamente, rappresentando questo Consiglio come un luogo dal quale è meglio prendere le distanze. Ebbene, siamo qui, e siamo qui ancora oggi ad approvare la manovra finanziaria che, con grandissimo ritardo, voi ci proponete. Noi riteniamo e continuiamo a ritenere le dimissioni di Pili una cosa poco seria e non partecipiamo al voto per questo; riteniamo che gli argomenti usati da Pittalis, per chiedere l'inversione dell'ordine del giorno, piuttosto che chiarire, aggravino la situazione, perché non è un gesto nobile. Pensavamo che il Gruppo di Forza Italia prendesse le distanze chiedendo a tutti un atto che superasse un gesto per noi invece poco nobile. Se invece lei, onorevole Pittalis, dice che ha fatto bene, che insomma è giusto che sia così, perché non vi dimettete tutti? Perché non vi dimettete tutti Pittalis! Avreste fatto a suo tempo un piacere alla Sardegna.
Per questo noi non ci opponiamo, naturalmente, alla richiesta di inversione dell'ordine del giorno. La maggioranza, che è maggioranza, e che esprime il Presidente della Giunta regionale che non ha una maggioranza, come si sa da tempo e che però fa finta di essere Presidente di questa Regione, la maggioranza che è maggioranza voti l'inversione del ordine del giorno, noi non ci opponiamo, semplicemente non votiamo perché riteniamo che questo stia dentro quella falsificazione che non condividiamo. Siccome facciamo politica e abbiamo anche noi, per il pezzo che ci riguarda naturalmente come opposizione, una responsabilità di carattere generale, la maggioranza e il Presidente della Regione ci chieda bene e ci dica bene cosa vuol fare di questa situazione e come intende procedere. Secondo noi Pili deve ritirare le dimissioni e se non ritira le dimissioni, perché anche questo è un atto di coraggio, e lui non ha di questi slanci di coraggio, c'è lo chieda bene la maggioranza in quest'Aula, ridando a quest'Aula la dignità che Pili ha negato nelle affermazioni fatte nella sua lettera di dimissioni.
PRESIDENTE. Solo per comprenderci, onorevole Spissu, se la maggioranza chiede l'inversione del giorno si può procedere senza…
SPISSU (D.S.). Noi non votiamo.
PRESIDENTE.Questo mi pare scontato, è nelle cose, è una cosa normale, mi pareva ci fosse una sorta di concessione, che non c'è; una cosa normale.
Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, io devo rimarcare ancora, al di là delle espressioni, delle valutazioni che ciascuno fa, in particolare l'onorevole Cogodi molto puntualmente come sempre, lui sa che io apprezzo i suoi interventi e talvolta alcune parti di questi interventi e addirittura condivido. Ma io voglio rimarcare stasera proprio la capziosità dell'intervento, e non solo suo, perché a tutti i costi ciò che di un colore è bello, tutto ciò che di un altro colore non è bello, tutto va bene quando è fatto da una parte, quando non è fatto da quella parte non va bene. Siccome mi è capitato di presiedere sia questa sera in apertura in sostituzione sua, signor Presidente, l'Aula e sia di presiedere la riunione dei Capigruppo, io non ho niente e non avrei avuto niente in contrario a dire cosa è avvenuto ai Capigruppo. Cosa avviene in Capigruppo non si è mai detto in Aula (…?) ci sia un segreto, tant'è vero che pensavo che l'onorevole Cogodi volesse lui esplicitare, non ha capito, gli ho chiesto mi pareva che accennasse che voleva intervenire, non è intervenuto, che dichiarasse o meno e che la Presidenza, dichiarasse o meno quanto si è detto in Capigruppo, che fra l'altro poi fra le righe ho detto successivamente nel mio intervento, non modifica lo stato delle cose, non avrebbe modificato. Ma tant'è che però bisogna rimarcare che anche la Presidenza non ha funzionato, ma dove non ha funzionato? Se non è capziosità questa, non lo so, E per fare un ragionamento, così come ne vengono fatti tanti, io garbatamente voglio proporlo per dire quanto a volte... poi quando uno tira, tira, tira, non crede più ed è portato a non seguire più neanche le parti positive di un intervento. Perché poi ho detto che si era parlato di richiesta di rinvio ma nessuno ha fatto questa richiesta di rinvio, quindi noi non possiamo procedere d'ufficio, io l'ho detto che si era parlato di richiesta di rinvio, senza specificare, ma è stato detto durante il dibattito, prima di interrompere. Quindi, non si vada a scavare dove non si deve scavare, né si può dire né si può coartare, al di là delle valutazioni belle, buone o cattive che siano. Quando mai uno di noi può andare a contrastare la volontà di un altro? Signori, ma qui stiamo stravolgendo i termini del vivere comune, del vivere civile e non ci sto a questo gioco, nessuno di noi può dire ad un altro cosa è meglio e cosa non è meglio fare. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei Onorevole Biggio. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Presidente, colleghi, credo bisogna in quest'Aula, anche come singoli consiglieri, ritrovare il senso di responsabilità che molto probabilmente sta sfuggendo a ciascuno di noi, perché credo che all'interno di questo Consiglio regionale si stia discutendo, forse per la prima volta nella storia della stessa Regione, di respingere le dimissioni date da un collega. Credo che su questo argomento importantissimo, sicuramente, però non si può bloccare l'attività di un Consiglio regionale della massima attività, della massima istituzione legislativa; siamo di fronte anche ad una responsabilità di tutti noi, sappiamo che entro il 30 aprile dobbiamo approvare una legge di bilancio e una finanziaria. Non so quale sia l'obiettivo del collega Cogodi, dell'onorevole Spissu, di quelli che sono intervenuti, ma sicuramente se qua non si riesce e non si riuscirà ad approvare una finanziaria e un bilancio sarà la responsabilità di tutti noi, nessuno escluso, sia nel centro destra, sia nel centro sinistra.
Perché è anche vero che noi in questo momento siamo in difficoltà numerica, ma è anche vero che di fronte a quello che tutti dichiariamo degli interessi della Sardegna, anche il centro sinistra in questo momento deve dimostrare la propria responsabilità. Allora io credo e faccio un appello al Presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta perché veramente si trovi, al di là dell'argomento delle dimissioni Pili, che non è un argomento di grande importanza, ma in modo particolare come bilancio, come finanziaria a trovare eventualmente un accordo anche ripulendo alcune cose che ci sono all'interno della finanziaria per poter trovare e approvare in pochi giorni un documento che è la legge più importante dell'attività di un anno di questa Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Piana ha fatto dieci chilometri avanti lei.
PIANA (U.D.C). Come?
PRESIDENTE. Ha fatto dieci chilometri avanti lei! Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (U.D.R-Centro). Signor Presidente, colleghi consiglieri, noi ci siamo sempre astenuti sulle votazioni concernenti le dimissioni dell'onorevole Pili, in Conferenza dei Capigruppo fin dall'inizio non abbiamo posto problemi, questo punto poteva essere trattato anche all'ultimo, al terzo, al quarto, per fortuna è stato trattato prima l'esercizio provvisorio perché, se vi ricordate bene, c'era anche una proposta di metterlo prima dell'esercizio provvisorio.
Certo che non ci sia il numero legale è un fatto anomalo perché non è che non ci sia per uno, due, tre assenze, sembra quasi che ci sia una volontà trasversale sulla mancanza del numero legale. Siamo, comunque, chiaramente favorevoli all'inversione dell'ordine del giorno, pena la paralisi non del Consiglio ma della Regione. Evitiamo che arrivino tre commissari da Roma ad approvare un bilancio e approviamo un bilancio tecnico, snello, quindi sicuramente non quello presentato, con il concorso di tutti i Gruppi di maggioranza e di opposizione, per quanto siano ancora validi questi due concetti in questo contesto.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste a parlare, pongo in votazione la proposta fatta dall'onorevole Pittalis di inversione dell'ordine del giorno. Ricordo che occorrono 2/3 del Consiglio dei votanti, certo dei votanti, dei presenti, quindi invito i Segretari a prendere posto, due Segretari uno della maggioranza e uno dell'opposizione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, per l'inversione dell'ordine del giorno.
Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI -CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU -GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU -SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 30
votanti 29
astenuti 1
maggioranza 20
favorevoli 29
Questo è il terzo riscontro del fatto che non c'è il numero legale, a domicilio no perché c'è la finanziaria e domani mattina dobbiamo tornare a lavorare, quindi chiudo la sessione pomeridiana dei lavori e il Consiglio si apre domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 16.
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