Seduta n.340 del 28/03/2003 

CCCXL Seduta

Venerdì 28 Marzo 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 10 e 14.

licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 25 marzo 2003 (334), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i consiglieri regionali Giorgio Oppi, Nazareno Pacifico e Alberto Randazzo hanno chiesto congedo per la giornata del 28 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Sul processo verbale

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis, sul processo verbale. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, sul processo verbale, brevemente, do atto della cura e della puntualità del processo verbale, vorrei che nei prossimi processi verbali venisse evidenziato il numero delle volte che le opposizioni sollecitano la Giunta ad essere più rigorosa e rispettosa nei confronti delle opposizioni stesse, per quanto riguarda le nostre richieste che lei già conosce e per quanto riguarda l'elenco delle consulenze, progettazioni, pubblicità istituzionali, e volta per volta sinché non c'è una risposta il processo verbale renda conto del fatto che noi continuiamo a chiederli in Aula, e renda anche conto delle richieste che rivolgiamo al Presidente del Consiglio a cui diamo atto, ed abbiamo già dato atto, di aver interpretato le nostre istanze con una lettera del 12 marzo, però sono passati quindici giorni e chiederei al Presidente cosa intende fare per far rispettare i nostri diritti e i diritti dell'Assemblea di essere informata su questo. Io credo che su queste cose, che sono i fondamenti della vita parlamentare, non possiamo nessuno di noi transigere ma tanto meno la Presidenza del Consiglio; la ringrazio di questo e chiedo di parlare prima della conclusione della discussione generale.

PRESIDENTE. Se volete, se i colleghi sono d'accordo, possiamo dare anche lettura integrale del processo verbale, perchè portare a conoscenza alcuni fatti ed altri no, mi pare, o ne diamo lettura integrale, comunque lei ha posto un problema al quale mi sembra giusto dare una risposta, come lei ricordava io ho scritto alla Giunta e al Presidente della Giunta, sto aspettando come lei che il Presidente della Giunta dia una risposta, solleciterò, lo farò utilizzando le vie formali, cioè gli unici strumenti che ho, solleciterò il Presidente della Giunta perchè dia soddisfazione alle richieste fatte in Aula dai consiglieri.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione dell'esame degli articoli del disegno di legge numero 383. Siamo all'articolo 13, poiché all'articolo 13 è stato agganciato l'emendamento 12 che però tratta altro argomento, è appeso all'articolo 13 ma in realtà tratta materia che riguarda la pubblica istruzione, allora dal punto di vista metodologico io proporrei: chiudiamo l'articolo 13 con i suoi emendamenti, poi apriamo l'illustrazione, la discussione sull'emendamento 12 e i suoi emendamenti che sono numerosi, li trattiamo a parte e poi, dopo, li votiamo e così procediamo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Il 12 non è un articolo, è un emendamento, noi chiudiamo adesso l'articolo 13 come discussione ed anche votazione. Poi, chiuso l'articolo 13 prendiamo l'emendamento 12 e ne facciamo una discussione a parte e lo votiamo alla fine, tanto è semplicemente "appeso" all'articolo 13, tratta tutt'altra materia. Diventa una sorta di 13 bis, certo. Ma, ripeto, è solo una questione di tipo metodologico, se poi ci sono obiezioni vengano fatte.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Naturalmente nella denegata ipotesi di caduta dell'articolo 13, il 12 sopravvive perchè acquista autonomia.

PRESIDENTE. Guardi che è a garanzia di questo fatto, perchè se noi discutiamo tutto e poi il 13 venisse bocciato, viene bocciato di nuovo anche questo, se invece lo trattiamo a parte, lei capisce, è una specie - veniva ricordato dal collega Fadda - di articolo 13 bis. Va bene?

Avevamo finito le illustrazioni, siamo alla discussione generale sull'articolo 13 e sugli emendamenti.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Doveva parlare l'Assessore, chiedo scusa! Aveva chiesto la parola l'onorevole Selis, non era chiusa la discussione.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

Onorevole Selis, per sua informazione, mi dicono che la discussione sull'articolo 13 era stata dichiarata chiusa dal collega Bigio ieri sera. Così mi riferiscono.

SELIS (La Margherita - D.L.). No, non è chiusa! Presidente, vorrei spiegare al Segretario generale, che qualche volta si dimentica, che nella discussione generale si dà la parola alla Giunta in modo conclusivo solo per un "fair play" che l'opposizione fa o che l'Assemblea fa, perchè dopo l'Assessore può parlare chiunque di noi posto che non c'è un ordine di iscrizione. Quindi sin quando la discussione è aperta e sin quando ci sono interventi, chiunque di noi si può iscrivere a parlare, anche il collega Cugini nonostante non ne abbia voglia! Quindi, se vogliamo, faccia parlare l'Assessore e chiedo di parlare dopo.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, l'intervento della Giunta alla fine della discussione non è solo un fatto di fair play, è che i colleghi pongono alcune questioni sulle quali evidentemente a fine discussione la Giunta è tenuta dare una risposta. Questa è la ragione perchè noi sviluppiamo un confronto e una discussione organica. Però, onorevole Selis, io non credo che dobbiamo neanche limitare il dibattito, se lei chiede di parlare io le do la parola e parli, sennò perdiamo più tempo in questioni procedurali piuttosto che nella sostanza, quindi, anche l'onorevole Cugini se vuole parlare, parlerà anche l'onorevole Cugini. Onorevole Selis, prego le do la parola.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita - D.L.). Intervengo solo per una precisazione perchè le vicende dell'Aula qualche volta hanno un andamento così un po' disordinato per colpa di tutti noi, forse anche di chi chiede di parlare e quindi di questo mi scuso. Ma ho chiesto di parlare prima dell'Assessore Masala non per fare un intervento compiuto ma un intervento molto breve; siccome stiamo parlando di materia di lavoro, di istruzioni culturali, ed avrò anche altre occasioni per entrare nel merito dei problemi, invece chiedo all'Assessore Masala se non ritenga di dire qualche parola su un problema che è direttamente connesso ai problemi dell'occupazione e su cui l'onorevole Frongia è particolarmente interessato ed attento. Noi due anni fa abbiamo approvato una legge sull'artigianato e una legge sul commercio un anno fa, qualche volta su questa materia abbiamo avuto anche momenti di polemica col collega Frongia - per colpa mia naturalmente - un po' troppo sopra le righe, cancello l'eccesso di espressioni verbali, ma invece la sostanza rimane. La sostanza è che a distanza di due anni dall'approvazione - o quasi per la verità - della legge sull'artigianato e di un anno quasi della legge sul commercio, queste leggi come spesso segnala il collega Falconi sono ancora inattuate. Nei momenti della polemica anche aspra l'Assessore Frongia aveva segnalato che mancava quella convenzione di tesoreria col sistema bancario per dare corso alle istruttorie e a tutti gli adempimenti. E dopo la polemica dell'anno scorso io ho preso atto che si stava sbloccando la situazione quando agli inizi di dicembre la Giunta bandì la gara per l'assegnazione dei servizi. Questa gara si è conclusa ormai da oltre due mesi; si è conclusa il 27 gennaio, sono state aperte le buste e quindi una volta aperte le buste credo che sia un obbligo di legge, un fatto formale dare atto e dare corso all'assegnazione del servizio.

Vorrei fare due domande o anzi tre. La prima è: quanto è l'impatto di un ritardo di queste proporzioni sul sistema occupazionale ed oltretutto, siccome c'è anche una svalutazione delle risorse, se non ci sia anche un danno per il bilancio della Regione e per gli stessi operatori.

La seconda domanda è questa: vorrei sapere dall'Assessore qual è il risultato della gara, e siccome le buste sono aperte vorrei conoscere in quest'Aula i risultati delle offerte. La terza domanda è che vorrei capire come la Giunta intende procedere e come mai, a distanza di due mesi e con le buste aperte, non è stato ancora aggiudicato il servizio ai soggetti vincitori. Perchè dico queste cose in questa sede? Perchè stiamo discutendo di occupazione e sicuramente le leggi di questa natura sull'apprendistato, sul sostegno alle imprese artigiane e quant'altro, incidono pesantemente sul sistema dell'occupazione.

Ricordo all'Assemblea che in questi anni, anche grazie alle leggi ed ai sostegni dell'amministrazione regionale, il sistema dell'artigianato e del commercio è stato un settore che ha avuto una grande capacità trainante dell'occupazione. Quindi, noi da un lato facciamo delle leggi per sostenere l'occupazione e poi da un altro lato le leggi che sostengono l'occupazione come queste, vengono ibernate senza sapere perchè, e noi vorremmo che in quest'Aula venisse chiarito anche questo con molta chiarezza, con molta serenità, ma vorremmo capire qual è l'esatta situazione.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini aveva chiesto di intervenire?

CUGINI (D.S.). Avevo chiesto di intervenire, però ieri sera avevo rinunciato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

Luridiana, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Nelle politiche attive del lavoro mi sembra che si possa incominciare a parlare di formazione professionale, come molti di voi ieri hanno parlato, e soprattutto dell'obbligo formativo. Come sapete in Sardegna, purtroppo, abbiamo un'alta percentuale di iscritti alle liste di disoccupazione. E soprattutto all'interno di queste liste il settanta per cento di queste persone sono anche senza una qualsiasi qualifica, i più fortunati hanno almeno un diploma perchè hanno proseguito nella formazione scolastica, ma non hanno nessuna esperienza lavorativa. Molti altri invece fanno parte di quel mondo della dispersione scolastica che in Sardegna ha percentuali molte alte ed alcuni di questi addirittura non hanno neanche conseguito il titolo di terza media, quindi, è ancora più grave la loro situazione. Noi come Regione Sardegna ci siamo attivati moltissimo per quanto riguarda questa opportunità che veniva offerta, quella di un recupero di questa dispersione con l'obbligo formativo. E` già tre anni che questo obbligo formativo funziona; abbiamo iniziato con novecento iscritti al primo anno, poi, nel secondo anno sono passati a tremila e nel terzo bando sono arrivati ad oltre quattromila i nuovi iscritti alla prima classe. Questo ci ha consentito, soprattutto in questi anni, di poter formare e recuperare dalla dispersione scolastica molti ragazzi che non avevano nessuna possibilità, un domani, di potersi proporre al mondo del lavoro. E senz'altro in questi anni la prima opportunità che c'è stata data ha portato la Sardegna ad essere la prima Regione in Italia per quanto riguarda questo recupero. Siamo consapevoli che non tutto è filato per il meglio, ma nel corso degli anni abbiamo cercato sempre meglio di pianificare questo tipo di formazione. E quest'anno finalmente abbiamo un'opportunità, quello dell'accreditamento; molti enti di formazione già presenti ed altri che vogliono nascere, vista questa opportunità, da quest'anno non lo possono fare, se non si strutturano e se non vengono accreditati, soprattutto non potranno proporre nelle varie sedi un qualsiasi tipo di formazione perchè potranno fare solo quella formazione per cui loro sono stati accreditati. Per cui già da quest'anno ci sarà una forte selezione dal punto di vista degli enti e soprattutto delle strutture che potranno fare formazione.

Abbiamo proseguito nel lavoro che aveva iniziato l'Assessore che mi ha preceduto, una serie di ispezioni che cercano di verificare se quanto gli enti debbono fare veramente lo stanno facendo. Ma oltre a questo, nella formazione abbiamo fatto un'altra svolta, quella di avvicinarci sempre di più al mondo del lavoro, legarci all'impresa, quindi i finalizzati aziendali e soprattutto anche la formazione continua. Formazione continua che riguarda chi già lavora e che quindi ha necessità di essere quotidianamente quasi o annualmente aggiornato. Quindi un investimento sul lavoratore, di cui beneficia non solo il lavoratore, ma anche l'impresa, perché ha del personale adeguato alle sue necessità.

Si prosegue con i PIP, un'opportunità che prima ci veniva finanziata dal Governo nazionale, che oggi invece non c'è più e che abbiamo pensato di recuperare, perché era un'opportunità molto valida, molto gradita soprattutto dalle aziende. E in questo caso noi senz'altro vorremmo riproporre con fondi regionali questa opportunità. Tenete presente che il 50 per cento dei piani di inserimento professionale sono passati a tempo indeterminato. Altra opportunità è quella della 36, legge del 1998, che quest'anno finalmente siamo riusciti a monitorare: bando del 2002, sono arrivate 4195 domande con nuove assunzioni per 14.500 e un'esigenza finanziaria di 49 milioni di euro. Noi con i fondi che abbiamo disponibili riusciamo a finanziare 1144 istanze, il 28 per cento circa di quelle presentate. C'è un emendamento che vorrebbe destinare anche le risorse del 2003 per poter arrivare almeno al 50 per cento di copertura del bando del 2002. Questo perché di queste 14.500 assunzioni oltre 11 mila sono quelle che le aziende hanno effettuato nel 2002, nei primi undici mesi, perché il bando si è concluso al 30 novembre. Io chiudo adesso perché il tempo è terminato, però mi riservo man mano di dare magari ulteriori dati quando si parlerà degli emendamenti.

PRESIDENTE. Potrà intervenire volta per volta, dare risposte e argomentare, come riterrà.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, non è che io abbia voluto sottrarre il tempo al collega Assessore del lavoro, ma siccome una risposta tecnica doveva essere data soprattutto all'onorevole Biancu che l'ha posta con riferimento alla correttezza delle impostazioni del bilancio, quindi quando si tratta di queste cose è chiaro che in questa sede si deve avere almeno la certezza di parlare degli stessi dati oppure di dati diversi. Poiché, come tutti sanno, lo stanziamento complessivo nel sessennio relativamente alla legge 1 era di 1.000 miliardi di lire, vecchie per quanto si vuole, ma sempre 1.000 miliardi di lire, cioè 200 miliardi di lire all'anno per cinque anni sono 1.000 miliardi. In quella occasione siccome si doveva garantire il finanziamento di tutte le pratiche pregresse al 31 dicembre del 1999, ed erano in corso i monitoraggi sia presso l'Assessorato del lavoro che presso l'Assessorato del turismo e quindi era in fase istruttoria difficoltosa l'attribuzione a ciascuno dei due Assessorati della quota di pertinenza, fu deciso di allocare le risorse in capo alla Presidenza della Giunta regionale, la quale avrebbe con decreto, sottoscritto congiuntamente all'Assessore della programmazione, distribuito le risorse anno per anno tra l'Assessorato del turismo e l'Assessorato del lavoro.

Conseguentemente le poste in bilancio che risultano e che risultavano in capo alla Presidenza poniamo nell'esercizio finanziario 2000, evidentemente in corso d'anno si sono riversate sui due Assessorati di cui abbiamo parlato prima. Nel bilancio attuale infatti noi troviamo, nel 2005, in capo alla Presidenza nella UPB 01032 103.290 euro, che sono i 200 miliardi relativi al 2005, e non troviamo più niente, né come 2003 né come 2004, perché già queste risorse sono state attribuite agli Assessorati di riferimento. Infatti, se noi andiamo nell'allegato tecnico, alla pagina 475, cito solo il dato del lavoro, dato che stiamo parlando dell'Assessorato del lavoro, noi troviamo che nel 2003 abbiamo 10.251 euro in residui, nel 2003, 50.333 circa la metà di quello complessivo, e nel 2004 un residuo di 12.324 perché già sono stati utilizzati come anticipazione in precedenza. Quindi, praticamente, non c'è una duplicazione di spesa, ma c'è la ripartizione conseguente… Premeva soltanto sottolineare questo.

Infine una parola sul comma 11, in relazione al quale si è, diciamo così, posta una questione che atterrebbe alla correttezza anche istituzionale. Ora, in verità, se fossero valide le osservazioni fatte dall'opposizione, noi nel 2004 non dovremmo fare il bilancio, perché se dovessimo fare il bilancio per il 2005, siccome dovremo attendere l'insediamento della nuova Giunta, nel 2004 noi non possiamo prevedere il bilancio per il 2005 perché non possiamo, evidentemente, nel 2004 impegnare la politica della Giunta che ci sarà nel 2005. Evidentemente non è così, la legge è approvata in questa legislatura, il principio delle anticipazioni è affermato anche nella legge, per cui sotto questo profilo qui si tratta di estendere un principio già previsto nella legge 1 a questa cosa. Ma questo è un fatto politico e io non entro, ho voluto esprimere soltanto la valutazione su questo aspetto, poi sul piano, chiamiamolo così, tecnico, di opportunità sarà un problema che si vedrà con l'Assessore del lavoro, al quale rimane integra tutta la competenza.

Relativamente al problema sollevato dall'onorevole Selis, che ha natura di interpellanza o di interrogazione orale, alla quale io non mi sottraggo se il Presidente me lo consente, perché obiettivamente è vero che stiamo parlando di lavoro e di occupazione, ma per il fatto che stiamo parlando di lavoro, o meglio di occupazione non è che in questa sede ci dobbiamo occupare di tutto, ci dobbiamo occupare di quello che è oggetto della materia, però siccome io sono una persona che non si sottrae alle domande, se il Presidente mi consente di dare una risposta veloce, nei limiti.

PRESIDENTE. Se è brevissima sì, senza che l'onorevole Selis poi chieda la parola per intervenire su questo.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito d assetto del territorio. Brevissima, telegrafica. E' chiaro che io non sono nelle condizioni perché per quanto, diciamo così, maturata da parte dell'interpellante il destinatario non era... tra l'altro poi è un mezzo destinatario, perché c'è l'altro mezzo destinatario, in ogni caso non sono in grado di dare una risposta alla prima domanda, cioè se esista impatto, eccetera, le dico che sulle leggi operative le convenzioni con le banche esistono, sono operative e funzionano regolarmente. Sulla gara le dico che l'Assessore della programmazione ha concorso alla formazione della Commissione, la quale è nella sua autonomia lì a svolgere tutti i suoi dati. Io ho appreso da lei che le buste sono aperte, ma se anche sono aperte è un compito della Commissione; quando la Commissione mi darà il come si chiama, stia tranquillo che l'esito della gara verrà ufficializzato né più né meno come la Commissione lo porterà, per quanto dipende da me, perché poi lei sa che c'è una competenza interassessoriale. Per quanto mi concerne stia tranquillo che il risultato della gara che verrà fornito sarà quello oggetto (?) …. Però, onorevole Selis, questo è stato oggetto di un'interpellanza scritta, o di una interrogazione scritta.

SELIS (La Margherita-D.L.). Una lettera.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Una lettera, sì. Io ho già dato disposizioni perché alla sua lettera sia data risposta, anche se mi pare, però posso anche sbagliarmi, ho chiesto di accertare se sia corretto, diciamo così, che io risponda direttamente al consigliere oppure se lo debba fare per il tramite della Presidenza, perché a me pare che tutti i movimenti tra Consiglio e Giunta debbano intervenire per il tramite della Presidenza.

Se così non è, anche se fosse così la risposta gliela stanno preparando lo stesso, stia tranquillo che avrà la risposta scritta.

PRESIDENTE. Colleghi, prendete posto, siamo al voto. Vi prego, un po' di attenzione perché non è una votazione semplicissima quella che dobbiamo fare, pertanto vi prego di seguire.

Gli emendamenti numero 62, 478, 491, 530 hanno lo stesso contenuto e pertanto li voteremo assieme. Ricordo che l'emendamento numero 62 è presentato da Pinna e Pacifico; il 478 è presentato da Falconi e più; il 491, Pinna-Pacifico; il 530, Pinna-Pacifico.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

spissu (d.s.). Per chiedere il voto segreto su tutti gli emendamenti relativi al comma 4.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, lei voleva fare dichiarazione di voto, forse?

PINNA (Gruppo Misto). Volevo fare la stessa richiesta.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 62, 478, 491 e 530.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 67

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 31

contrari 36

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU -MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

All'emendamento 10 è stato presentato l'emendamento 698 che è soppressivo totale. Noi voteremo evidentemente solo una volta, voteremo l'emendamento numero 10, che è della Giunta regionale.

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli emendamenti 367, assessore Masala, mi rivolgo a lei, e 617 sono uguali. Ne avete presentato uno sostitutivo parziale e uno aggiuntivo, vanno votati come aggiuntivi tutti e due, per cui li voteremo dopo.

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli emendamenti 451, 604 e 688, il primo di Falconi, Spissu e Demuru, il secondo di Sanna Gian Valerio, Fadda e più, il terzo di Pisano, Vargiu e Cassano, sono sintetizzati con un emendamento non numerato, è una formulazione che li contiene tutti e tre. Li voteremo assieme con questa sintesi che dice: "Articolo 13 - sostitutivo parziale - 'Gli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 5 e 6 sono valutati in euro 1 milione per l'anno 2003, copertura finanziaria in diminuzione UPB S 09010 anno 2003, euro 500 mila'".

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Naturalmente continua per il resto, nel senso che il 2003...

PRESIDENTE. Solo la prima parte. Votiamo questa sintesi, così come è stata formulata.

Metto in votazione questa sintesi, così come è stata formulata. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Metto in votazione l'articolo 13. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione per commi. Possiamo votare i commi 1, 2 e 3 insieme, il comma 4 separatamente.

PRESIDENTE. Il comma 4 è stato già votato, onorevole Spissu.

SPISSU (D.S.). Sul comma 4 abbiamo votato un emendamento soppressivo. Poi il 5, il 6 e il 7 separatamente, perché l'Assessore ci doveva dare delle risposte. Il comma 4 secondo me va rivotato, Presidente.

PRESIDENTE. Va votato insieme al 3. Per cui, se lei crede, potremmo votare 1 e 2.

spissu (d.s.). Perché insieme al 3? L'1 tratta dei progetti finalizzati all'occupazione ex articolo 37 della legge del 1988 e il 4 riguarda un finanziamento al Parco geominerario.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, votando l'emendamento che abbiamo già votato, non ci consente questo di votare il comma 4 da solo, perchè sarebbe una ripetizione di una votazione già fatta; poiché c'è una parte che rimane, possiamo votarla assieme al comma 3, o al 5 o al 6.

(Interruzioni)

Onorevole Spissu, non possiamo votare due volte la stessa cosa, lo capisce? Però se lei insiste per votarla per parti diventa un problema, se invece votiamo tutto assieme c'è anche quello.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, noi possiamo però mettere in votazione la parte finale dell'articolo, quella relativa allo stanziamento dei cinque milioni di euro sull'U.P.B. S10030 del comma 4.

PRESIDENTE. Per questo le dicevo possiamo votarlo o collegato al comma 3, o al comma 4, quella parte che sta indicando lei che sopravvive, va bene?

SPISSU (D.S.). Va bene.

PRESIDENTE. Allora rimane la richiesta della votazione per parti?

SPISSU (D.S.). Cioè, la parte iniziale? Non ho capito, Presidente, mi scusi!

PRESIDENTE. La parte alla quale lei si riferisce, onorevole Spissu, sopravvive, però viene votata o con il comma 3 o con il comma 4 o con il comma 5. La cosa importante è che non ripetiamo un voto già fatto e che sopravviva quella parte che deve sopravvivere.

SPISSU (D.S.). Per il comma 4 facciamo due votazioni, Presidente.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, può avvicinarsi qui che lo vediamo. Vi do subito la parola, ma ho bisogno di definire tecnicamente perchè non ci comprendiamo, poi le do la parola, onorevole Sanna.

(Interruzioni)

Chiedo scusa ai colleghi, ma c'è un piccolo problema di ordine formale che stiamo cercando di risolvere.

Abbiamo chiarito. Adesso un po' di pazienza riprendiamo subito e procediamo al voto. Possiamo procedere.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). La votazione che chiediamo separata è quella dell'interesse dei commi ad esclusione del 4 e dell'11 per i quali chiediamo la votazione separata, con la precisazione che nel comma 2 resta inteso dopo le parole "fissate" l'introduzione della parola "rispettivamente" e nel comma 8 come concordato dopo le parole "della presente legge", "in conformità con quanto disposto dal decreto legislativo 608".

PRESIDENTE. Ciò che aveva proposto ieri l'Assessore.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Esatto. Quindi, 4 e 11 a parte, tutto il resto in un'unica votazione.

PRESIDENTE. Sull'articolo 13, votiamo tutto l'articolo, meno il comma 4 e il comma 11. Così chiedono. Il comma 4 non si può votare e chiedono di non votare neanche il comma 11. E` chiaro a tutti? Quindi, se è chiaro lo metto in votazione.

Poichè nessuno domanda di parlare, metto in votazione i commi dell'articolo 13 meno i commi 4 e 11. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Metto in votazione i commi 4 e 11. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.

Lo ripeto se non fosse stato chiaro, nella votazione che abbiamo appena fatto il Consiglio ha approvato.

SPISSU (D.S.). Presidente, adesso dobbiamo votare i commi 4 e 11 e chiedo la votazione segreta.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dei commi 4 e 11 dell'articolo 13 del disegno di legge 383/A.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 73

astenuti 1

maggioranza 37

favorevoli 38

contrari 35

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI -FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Passiamo agli aggiuntivi. Vi ricordo per l'ordine che i colleghi hanno, che il 182 e il 185 sono ritirati, quindi votiamo il 184. Metto in votazione l'emendamento 184, Sanna Gian Valerio, Fadda e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, noi voteremo a favore di questo emendamento. Ciò che ci stupisce è la lapidaria liquidazione di questo problema da parte della Giunta; così come detto dal collega Lai, quest'anno noi celebriamo l'anno dedicato a questa categoria di persone svantaggiate, particolarmente colpite e vediamo al contorno di questa condizione una insensibilità profonda, come quella di negare un finanziamento aggiuntivo di 249 mila euro a favore del diritto al lavoro di categorie di disabili.

Ci pare un elementi negativo che continua, a nostro giudizio, ad allontanare le istituzioni, l'attenzione della politica da quelle che sono le problematiche della solidarietà; non abbiamo sentito una parola ...

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, colleghi, devo chiedere scusa, ma non sento cosa sta dicendo l'onorevole Sanna!

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Non abbiamo sentito una sola parola di commento a questa lapidaria negazione. Credo che ci sia, complessivamente, nel contesto delle politiche regionali, una ruvidezza a tenere conto di quelle che sono le problematiche di queste persone e peraltro osserviamo come, rispetto al diritto al lavoro, anche il sistema di concorsi regionali sia molto refrattario a rispettare le quote e le percentuali riservate a queste categorie. L'abbiamo visto nei recenti concorsi banditi, l'abbiamo visto nella predisposizione dei bandi del Consiglio regionale e tuttavia noi siamo, nell'anno europeo 2003, delle persone con disabilità. Vorrei capire cosa intendete pensare e fare come segnale di una istituzione regionale che in quest'anno, dichiarandosi isola del Mediterraneo, isola europea, isola che ambisce ad essere regione delle regioni europee, che cosa pensate di fare? Finanziare spettacoli, musica, danze o avere un atteggiamento di sensibilità e di attenzione a questo tipo di celebrazione? Credo che sia un fatto molto grave, lo registro per quello che serve, per quello che riesce a penetrare nella vostra sensibilità, avremo occasione, più avanti nella discussione, di entrare nel merito anche di queste cose.

Presidente, accetti la polemica, sarebbe stato molto più lusinghiero per un Consiglio regionale tutelare le disabilità anche negli aspetti concorsuali, piuttosto che chiedere l'accesso di presunti corazzieri che non hanno nessuna funzione, rispetto a quell'altezza e per il quale noi abbiamo altre esigenze. E` un aspetto, così come è un aspetto di tentativo di tutela, quello di chiedere conoscenze sulla lingua sarda, che io comprendo in un epoca moderna dove ci vorrebbe una visione un po' più ampia, ma che va, a mio giudizio, nella tutela anche di un concorso maggiormente riservato ai cittadini e ai ragazzi della Sardegna. Questo lo capisco, ma nella Sardegna ci sono ragazzi alti più di 1 e 75, alti meno di 1 e 75 e purtroppo abbiamo anche ragazzi che non hanno avuto la fortuna di nascere con tutti i requisiti psicofisici che li potessero mettere in competizione con gli altri. La legge nazionale europea ha tutelato queste condizioni prevedendo particolari scelte legislative, osserviamo che complessivamente c'è una insensibilità. Ciò nonostante noi vogliamo dare una testimonianza a voto palese elettronico di questa nostra segnalazione e vorremmo - appunto - che attraverso questo voto sia significata la nostra posizione riguardo a questa categoria di persone.

PRESIDENTE. Otto che appoggino la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SELIS, MARROCU, CUGINI, LAI, SECCI, GIAGU, SCANO.)

Ha chiesto la parola prima l'onorevole Pittalis, poi dopo do la parola a lei, la Giunta di solito parla per ultima.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). L'argomento introdotto con questo emendamento non può non toccare anche le corde del cuore se non la sensibilità, anche perché, come ricordava chi mi ha preceduto, questo è proprio l'anno che è dedicato ai portatori di handicap; riteniamo che, mi rivolgo al Presidente della Giunta, mi rivolgo all'Assessore del lavoro in particolare, perché anche la Regione Sardegna tra le tante iniziative possa inserire anche un'iniziativa importante che non sia soltanto celebrativa, ma che rappresenti concretamente il segnale tangibile della solidarietà verso questo settore. Allora, ecco perché su questo emendamento, lo diciamo, non si possono creare barriere tra destra e sinistra, ma io penso, e non mi importa se l'emendamento è sottoscritto da colleghi del centrosinistra, che su questo tema dobbiamo probabilmente fare tutti uno sforzo e cercare di considerare il problema e non le appartenenze. Perché dico questo? Perché mi trova perfettamente d'accordo nel dare un forte segnale, forse non è fortissimo, ma è sicuramente un segnale apprezzabile.

Certo è, e lo dico ai colleghi del centrosinistra che poco fa, per rimanere nel campo delle politiche della solidarietà, sul comma quarto hanno pervicacemente insistito forse per ottenere una bocciatura. Ma anche al comma quarto non si tratta certo di disabili, si tratta di lavoratori socialmente utili, precari che noi intendiamo stabilizzare e non comprendo come mai il centrosinistra, che pure si era distinto in battaglie anche nel passato, su questo tema, su un aspetto come quello dei lavoratori socialmente utili del Parco Geominerario abbiano assunto una posizione davvero incomprensibile, consentitemelo.

MARROCU (D.S.). E' lo Stato che deve pagare, non la Regione.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Ma intanto noi non vogliamo che muoiano di fame padri di famiglia perché lo Stato non provvede; abbiamo provveduto ad anticipare in tante occasioni tante altre somme anche per cose più superflue, immaginiamoci se non ci dobbiamo fare carico di decine e centinaia di padri di famiglia, solo perché sono lavoratori socialmente utili!

Allora, colleghi, ecco perchè, quando trattiamo i temi della solidarietà, che sono appunto temi comuni che devono, come ho già detto, prevalicare anche le appartenenze e gli schieramenti politici, dico che bene avrebbe fatto il centrosinistra a sostenere la battaglia dei lavoratori socialmente utili del Parco Geominerario, come ha fatto il centrodestra.

SPISSU (D.S.). Ma sta parlando sulla comma quarto?

PITTALIS (F.I.-Sardegna).Così come ritengo che bene farebbe il centrodestra a sostenere l'emendamento presentato dal centrosinistra per dare un concreto segno di solidarietà a favore del mondo dei disabili.

Per questa ragione, signor Presidente, annuncio il mio voto favorevole all'emendamento 184.

PRESIDENTE. Assessore, abbia un po' di pazienza perché ci sono un po' di iscritti per dichiarazione di voto, dopo do la parola anche a lei!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non capisco perché sempre dopo. Non necessariamente si deve entrare nel merito della discussione, può essere che si parli su un aspetto preliminare che risolve il problema.

PRESIDENTE. Siccome stiamo facendo le dichiarazioni di voto, presumo che lei mi stia chiedendo la parola per fare una dichiarazione di voto, tutto il resto è già passato.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, è un fatto tecnico.

PRESIDENTE. Allora non può parlare, che fatto tecnico? Scusi! Stiamo facendo le dichiarazioni di voto, aspetti il suo turno, farà la dichiarazione di voto e parlerà anche del problema di ordine tecnico. Se non procediamo con un minimo di ordine, poi è difficile andare avanti. Mi scusi, Assessore, non voglio certamente impedirle di parlare, ci mancherebbe altro.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, un fatto tecnico può alleggerire la situazione. Gli assessori sono sempre intervenuti sul piano tecnico

PRESIDENTE. Ma stiamo votando!

CUGINI (D.S.). Dobbiamo inventare una nuova regola?

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lo è sempre stato.

CUGINI (D.S.). Ma quale è sempre stato!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Presidente, io intervengo per annunciare il nostro voto favorevole, come Gruppo dei Riformatori Sardi, all'emendamento 184, ma proprio perché è un argomento che noi condividiamo sia nella sostanza che nell'intendimento. Non può essere che nell'anno 2003, anno dedicato alle disabilità, non si possa avere qui in quest'Aula un significativo segnale che davvero vada verso la direzione giusta, quella di coerenza con la legge 20 che la stessa Aula ha licenziato qualche mese fa.

Abbiamo, allo stato attuale, in Sardegna 12 mila iscritti nelle liste dei lavoratori disabili, ai sensi della legge 68; 12 mila persone che attendono naturalmente un segnale e, ovviamente, deve trattarsi di un segnale forte. L'inserimento lavorativo di questa categoria così svantaggiata deve arrivare da una azione univoca da parte di questo Consiglio regionale e, soprattutto, deve realizzarsi attraverso le azioni che il fondo per l'occupazione dei disabili già ha indicato. Crediamo che si possa fare davvero azione di inserimento lavorativo e soprattutto noi riteniamo che finalmente possa concretizzarsi in questo anno l'inserimento di almeno 1.500 lavoratori che derivano dall'applicazione della legge 68, in funzione del fatto che finalmente le aziende che abbiano almeno 15 dipendenti sono sottoposte all'applicazione normativa.

In Sardegna, su 83 mila aziende esistenti, ben 82 mila sono quelle che hanno meno di 35 dipendenti; questo significa che all'applicazione della norma non meno di 2 mila aziende saranno sottoposte all'obbligo dell'assunzione di un lavoratore disabile proprio perché rientrante nella fascia delle aziende con un numero di dipendenti compreso tra 15 e 35. Crediamo che questa sia l'occasione giusta per dare questo segnale e noi Riformatori, naturalmente, non possiamo che condividerlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, i colleghi che mi hanno preceduto, sia i presentatori, il collega Sanna che il collega Pittalis e il collega Pisano hanno sufficientemente illustrato le ragioni per le quali, anche a mio parere, è necessario votare in favore all'emendamento, del quale primo firmatario è il collega Gian Valerio Sanna. Comunque sia, è andare incontro, è una conseguenza della legge numero 20, è un atto di coerenza da parte del Consiglio che ciò che ha proposto quella legge che è passata in Aula qualche mese fa non è una vana promessa, ma si vuole dar seguito effettivamente ad un'attenzione particolare a coloro i quali, meno fortunati di altri, hanno difficoltà all'inserimento nel mondo del lavoro perché portatori di handicap o perché parzialmente abili al lavoro.

Quindi il mio voto sarà senz'altro favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, per dichiarare il voto favorevole, ma per dare due elementi. Mi rendo conto che la nostra proposta poteva essere e può essere tranquillamente essere veicolata e spostata sul bilancio. Nello specifico - mi rendo conto che l'Assessore avrebbe potuto proporre questo - va richiamato quello che è stato sottolineato da diversi colleghi, dal collega Pittalis, dal collega Pisano, oltre che all'inizio il collega Sanna, il collega Rassu, e cioè che si tratta di un anno che è dedicato al lavoro dei disabili e che richiede anche un messaggio che si può dare in maniera unitaria, cioè che l'Italia è il Paese che sull'handicap ha il livello più basso di spesa, siamo all'1,5 per cento del PIL, contro una media europea che è del 2,2 per cento, siamo molto indietro come paese, questa è la verità!

E` bene che facciamo fare il mestiere alla politica; la politica deve in qualche modo indirizzare, dare elementi di fiducia e questo è un modo per dare elementi di fiducia e non ridurre soltanto ad un elemento ragionieristico un tema che invece merita un'attenzione condivisa da parte di tutti.

Per questo motivo la dichiarazione di voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Businco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSINCO (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, per annunciare il voto favorevole mio e del mio Gruppo su questo emendamento, il 184, che riteniamo validissimo e che tratta di una materia così delicata da meritare sicuramente una trattazione più complessiva in altre e spero non lontane occasioni.

Il nostro voto favorevole significa anche riconoscere che su materie come questa, tutte le contrapposizioni ideologiche e partitiche devono essere messe da parte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Era da tempo e forse era anche ora che si sentissero echeggiare nell'Aula del Consiglio regionale parole così nobili e così belle! Tutti d'accordo finalmente su una cosa ritenuta essenziale e seria, ed anche noi siamo d'accordo. Però, se è vero quello che si dice, perchè questo intervento così limitato? Se è vero quello che si dice, perché la maggioranza, che ha l'onere e il dovere di presentare la proposta di finanziaria di bilancio, non ha proposto questo intervento? Evidentemente non c'è tutta quella convinzione e tutta quella affezione al tema che adesso qui si vorrebbe manifestare!

Peraltro si è detto che a fronte di 12 mila iscritti nel registro, lo dice un esperto anche della materia, il collega Pisano, nello speciale elenco dei disabili, qui l'intervento pubblico regionale è veramente inadeguato, striminzito. Perché, in materia così delicata, questa maggioranza non propone al Consiglio leggi ordinate, leggi di merito, leggi adeguate che disciplinino per davvero tutto questo insieme di questioni e l'avvii a soluzione?

Insomma, pare di assistere sì a questo generoso sforzo adesso attorno a questa vicenda, è anche l'anno del disabile, ma credo che un disabile gli anni se li conti tutti, che non abbia bisogno del suo anno per avere una briciola. Credo che anche l'anno prima e anche l'anno dopo, rispetto alla festa, per lui sia sempre una sofferenza. Si sono dette delle cose e si stanno dicendo delle cose del tutto eccessive per un verso o inadeguate per altro verso.

Secondo me c'è un po' di esercizio di ipocrisia in tutta questa cosa. Se c'è questo grande empito, se c'è questo grande trasporto verso un tema così delicato, si dice che questa è materia che può essere anche allocata bene nel bilancio, si trovi il modo, anche allocandola magari nel bilancio, di adeguare la somma. Credo che questi 775 mila euro, 1 miliardi e mezzo, a fronte del bisogno pressante che si è rappresentato, sia una cosa del tutto esigua.

Partendo da questo dato e partendo dalla condivisione di questo elemento si trovi nel frattempo modo di adeguarlo in ragione non dico del bisogno totale, ma che arrivi verso un soddisfacimento vero, più serio e più incisivo, visto che il tema è così ben accetto dal Consiglio, questa vicenda.

Quindi insieme all'opinione favorevole esprimo anche l'invito a voler pensare meglio a questa cosa e incrementare opportunamente la somma, allocandola nel bilancio per quanto si converrà che potrà essere soddisfatta anche in termini più adeguati, se no rimarrebbe la lacrimuccia che consegue alla buona azione, però non avremmo per davvero - visto che c'è questa corale manifestazione di volontà - adeguatamente affrontato il problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Signor Presidente, non spenderò una parola per dire quale disagio e quelle attenzione debbano meritare i disabili perché non ce n'è bisogno. Dirò solo che l'ipotesi fatta dall'Assessore in fase di parere sull'emendamento, credo che possa essere una soluzione al problema. A me non interessa come vengono trovati i soldi, i soldi devono essere trovati, questo è sicuro! Se poi lo si farà attraverso il bilancio, attraverso la finanziaria, la cosa ci interessa davvero poco, la cosa che è certa è che noi, su questo punto, non ci muoviamo di un millimetro, i soldi devono essere trovati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto ). Nell'annunciare il nostro voto a favore per l'emendamento 184. Per rimarcare una cosa che molte volte sfugge all'Aula, ed è quella sensibilità che nel valutare in queste occasioni un bilancio e una finanziaria viene meno.

Se dovessi chiamarla in gergo calcistico, direi un autogol vero e proprio, perché nel momento in cui viene respinto dalla Commissione, viene dato il parere negativo in Aula dal Presidente della Commissione, viene dato il parere negativo in Aula dall'Assessore della programmazione, credo che l'intervento del collega Pittalis e di tutti gli altri che si sono succeduti abbiano dimostrato che quella sensibilità, per certi versi nascosta, è riapparsa all'interno dell'Aula come giustamente dev'essere.

Allora, credo che una maggiore attenzione nel valutare le proposte, a prescindere che siano di maggioranza o di opposizione, debba trovare l'Aula, e chi di dovere, molto più attento e certamente sensibile a quelle che sono poi tematiche sulle quali, quando si discute con serenità, ci troviamo tutti d'accordo. Allora c'è la proposta, il suggerimento - per meglio dire - di vedere all'interno delle risorse a disposizione, nonostante il finanziamenti nazionale, la possibilità di un ulteriore incremento, perché 12 mila unità non sono poche; un mondo che tarda a trovare sbocco occupazionale, nonostante le leggi e la protezione doverosa che pure esiste, non trova quella continuità di collocazione che dovrebbe essere un elemento e un diritto al quale - e credo a maggior ragione - le categorie protette non possano e non debbano rinunciare.

Quindi i 775 mila euro che sono il frutto dell'emendamento credo che necessariamente debbano trovare ulteriore crescita di risorse per facilitare e incentivare quindi, con maggior forza, quella che è l'occupazione di un settore già di per sé penalizzato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, per dire che voterò a favore dell'emendamento e per rilevare anche che il pronunciamento a favore di questo emendamento presentato dal centrosinistra, pronunciamento che si sta manifestando da parte di numerosi consiglieri del centrodestra, è un fatto che giudico positivo e fa onore ai colleghi che sostengono questo emendamento.

Questo da un lato, dall'altro questo fa emergere con molta forza l'insensibilità che la Giunta regionale dimostra anche rispetto a questa parte della nostra comunità particolarmente sfortunata e che quindi, per questo motivo, avrebbe bisogno di maggiori attenzioni. Credo che da questa discussione la Giunta regionale debba trarre anche qualche indicazione importante per il proseguo della sua azione politica e amministrativa. Intanto deve rivedere i propri bandi che sono in corso proprio rispetto a questo problema; quindi le assunzioni che l'amministrazione regionale e il Consiglio regionale sta portando avanti, a mio parere vanno riviste e devono accogliere quanto previsto dalla normativa sull'inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Questa dev'essere anche un'occasione nella quale la Giunta regionale deve prendere spunto per effettuare un controllo complessivo nel sistema pubblico e privato regionale, per verificare i termini della non applicazione della normativa sull'inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Purtroppo questa normativa è largamente disattesa, quindi chiedo che l'amministrazione regionale metta in atto tutti gli strumenti di cui può disporre per effettuare un monitoraggio complessivo in ambito regionale, nel settore pubblico e in quello privato, e perché chi deve far rispettare le leggi le faccia rispettare, perché è inutile dotarsi di normative avanzate e molto civili se poi non vengono rispettate.

Quindi, questa dev'essere l'occasione attraverso la quale la Giunta fa una riflessione seria e cambia comportamenti anche rispetto a questa materia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (S.D.I. - S.U.). Presidente, per dichiarare il voto favorevole mio personale e degli altri miei colleghi del Gruppo su questo emendamento che, al di là degli aspetti di natura numerico e quantitativa, cioè in riferimento ai 775 mila Euro stanziati, ma soprattutto anche in riferimento ai contenuti della legge 68 del 1999, vuole dare un segnale forte di attenzione verso quelle categorie che oggi più di altre soffrono il grande problema dell'inserimento all'interno del mondo del lavoro. Spero e credo che poi la fase attuativa di questo stanziamento debba prevedere e possa prevedere l'adesione del criterio regolamentare ai nuovi bisogni e al nuovo profilo che la componente dei disabili nella nostra Regione sta, progressivamente e in maniera sempre più particolareggiata, definendo. E` ben vero che la disabilità rappresenta una incapacità ad essere funzionale ad una cultura ancora misurata nel cento per cento delle performance fisiche e intellettuali, ma è anche vero che una disabilità non può essere mai una disabilità totale e che la destinazione dei fondi siano finalizzati alla capacità di ottenere dal disabile il meglio della sua produttività professionale e lavorativa, sia in termini fisici che in termini intellettivi, con particolare riferimento alla parte residua della sua capacità produttiva di soggetto lavoratore.

La seconda cosa che voglio sottolineare è che bene sarebbe che una parte di questo fondo venisse destinata a mettere in atto tutta una serie di interventi di verifica e di capacità ispettive perché l'obbligo che oggi hanno le aziende di far sì che ogni 15 dipendenti, uno di questi sia deputato ad essere reclutato dall'elenco dei disabili, possa trovare davvero spazio all'interno delle aziende della nostra Regione. Non so se la cifra indicata dei 12 mila sia una cifra reale, oppure sia una cifra sottostimata, certo è che esiste all'interno del mondo dei disabili un grande patrimonio, una grande ricchezza di natura professionale e di natura culturale dalla quale la nostra Regione potrebbe trarre grande beneficio e grande utilità se l'utilizzo dei disabili all'interno del mondo del lavoro fosse fatto non a random, ma fosse finalizzato in base alle specifiche capacità professionali della residua capacità lavorativa di ognuno di questi.

Il mondo dei disabili attualmente si sta caratterizzando per un abbassamento progressivo dell'età stessa degli appartenenti e si sta caratterizzando per una disabilità prevalentemente di natura neuro - psichica e sensoriale che permette alle persone affette e riconosciute tali, comunque di adempiere a funzione anche molto delicate e molto difficili nella vita di relazione sociale, nella vita di gruppo, tale per cui, se questo emendamento dovesse essere accolto, così come pare dalle dichiarazioni dei vari componenti i vari Gruppi, dovrebbe accadere e sarebbe auspicabile accadesse, che la destinazione di queste risorse possa davvero risolvere una parte importante dei problemi della disoccupazione nella nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granella per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GRANELLA (La Margherita - D.L.). Sarò brevissimo, perché devo dichiarare il mio voto favorevole, ma è pleonastica questa mia affermazione, dato che sono insieme col Gruppo della Margherita uno dei firmatari, però non posso non apprezzare la sensibilità che l'Aula ha dimostrato e che tutti gli oratori che mi hanno preceduto hanno dimostrato con parole e con interventi fattivi. Addirittura mi è piaciuta la proposta dell'onorevole Cogodi di aumentare questa dotazione, quindi bisognerebbe vedere se con un emendamento orale o con un assestamento si può aumentare questa dotazione. Debbo però - per chiudere il mio brevissimo intervento - rimarcare che questo emendamento è partito con due "no", il no dell'Assessore, il no della Giunta e il no del Presidente della Commissione. E` bello vedere che la maggioranza ha le idee chiare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento 184 che ripristina uno stanziamento nell'entità che era stata prevista l'anno precedente, ma nel dichiarare il voto favorevole non posso non sottolineare come, parlando di fondo per il collocamento dei disabili, non si debba solo parlare di entità di stanziamento, perché è vero che noi con questa operazione non stiamo facendo altro che recuperare una parte di risorse che ci sono state negate dallo Stato. Basta scorrere gli ultimi decreti ministeriali per notare che nell'ambito della ripartizione delle risorse dei cento miliardi previsti dalla legge nazionale, la Sardegna è stata una delle regioni penalizzate. Questo fatto è stato oggetto anche di specifiche interpellanze da parte del Gruppo dei Democratici di Sinistra e il motivo per la decurtazione del trasferimento delle risorse è stato determinato soprattutto dalla mancata attivazione del fondo. Ora, con una recente legge il fondo è stato istituito, il problema sono senz'altro i soldi, ma il vero problema in questa Regione è quello della spendita delle risorse! Ancora siamo in ritardo nell'attivazione di diverse procedure, soprattutto per quanto riguarda il collocamento mirato dei disabili. E` questo il punto centrale perché il tasso d'occupazione dei disabili, come evidenziano le più recenti ricerche statistiche, è pari al 20 per cento, di gran lunga inferiore di oltre il 50 per cento rispetto alla media del tasso d'occupazione dei normodotati. Per cui lo stesso impianto della legge 68 aveva come fulcro centrale il collocamento mirato dei disabili, ma per il collocamento mirato occorre soprattutto incidere su due aspetti che sono i colloqui di orientamento, l'attività di orientamento e i percorsi formativi, flessibili e personalizzati; attività queste che devono essere il fulcro di quelle svolte dai centri per l'impiego. Purtroppo anche da questo versante noi dobbiamo notare, nostro malgrado, che la Regione è in forte ritardo, è proprio il fanalino di coda delle regioni italiane nell'attivazione di questi strumenti che non consentono di dare gambe a delle volontà che anche in quest'Aula oggi sono state espresse. Per cui, va bene l'implementazione delle risorse, ma soprattutto il mio richiamo con questa dichiarazione di voto è alla Giunta di fare in modo che tutti gli adempimenti previsti dalla legge trovino puntale attuazione, altrimenti siamo solo in una mera dichiarazione di principio e rischiamo solo di incrementare i residui di stanziamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Avevo chiesto di intervenire non per fare la dichiarazione di voto, ma per mettere in evidenza un fatto del quale il Consiglio deve anche tener conto: noi abbiamo sull'articolo 13, per esempio, 90 emendamenti, i presentatori hanno dieci minuti di tempo per illustrarli, per ognuno, la Giunta ha dieci minuti per il complessivo numero di cose, quindi è chiaro che molte volte il "sì", il "no" eccetera non può essere accompagnato dalla motivazione e, in questi casi, c'è la riserva di motivare poco prima di metterlo al voto. Fatta questa premessa, nel caso di specie, la Giunta si trova con un emendamento che dice: "Lo stanziamento globale per finanziare una certa cosa, prevista dalla legge 68 del 1999, è stabilito in 775 mila Euro." Siccome in bilancio, la Giunta ha messo 1.349, è logico che deve dire di no, perchè se dice di sì riduce automaticamente da 1.349 a 775. E` chiaro che poi le cose destano incomprensioni, poi si è chiarito successivamente; in realtà è stato commesso un errore materiale, si voleva indicare non la legge 68 del 1999, ma la legge 20. L'ho capito, ma non c'è scritto! Una volta che si chiarisce attraverso la discussione che si tratta della legge 20, noi andiamo a guardare il bilancio ed allora l'emendamento è compatibile. Io ho aggiunto anche - l'ho detto in altre occasioni ma la formula è uguale anche per questo - che quando non occorre la norma sostanziale perché esiste già l'autorizzazione e si tratta solo di incrementare le poste di bilancio, è inutile appesantire la legge finanziaria di queste norme, perché è sufficiente - come abbiamo fatto in altre occasioni - trasferire l'emendamento, ovvero fare l'emendamento sulla legge di bilancio.

Questo ho detto e quindi, nel caso di specie, intendevo fare una proposta di questo genere: siccome questo, così com'è non può essere votato, e siccome mettere "l'articolo 20 viene modificato" eccetera, io anche nel frattempo ho trovato la copertura perché questa copertura tra l'altro non esiste, perché non esiste proprio. La proposta qual era? Volete ritirare l'emendamento e presento io un emendamento sul bilancio, però dove si garantisce almeno questo, e forse qualcosa di più, per la legge 20 e cioè quella che noi come Regione abbiamo chiamato "per l'occupazione dei diversamente abili".

(Interruzioni)

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nella nostra legge si chiamano così, mentre nel testo è chiamato "disabile". Siccome appartengo a quella categoria, è chiaro che ringrazio anche tutti i colleghi che hanno manifestato solidarietà nei confronti della categoria della quale io - ahimè - faccio parte.

Quindi se il proponente è d'accordo, la proposta che io faccio all'Aula è la seguente: i proponenti ritirino l'emendamento, la Giunta assume davanti al Consiglio l'impegno di presentare, ha già dato disposizione agli uffici di preparare l'emendamento sul bilancio a sostegno - almeno da quello che è parso sentire dal dibattito - del fondo regionale per l'occupazione dei diversamente abili, cioè Legge Regionale 28 ottobre 2002, numero 20 cioè sul medesimo UPB, S10024, capitolo 1006100 e non 060; ma questo lo vedremmo nel bilancio.

Se i proponenti sono d'accordo, io non ho difficoltà a confermare quello che ho detto.

PRESIDENTE. Evidentemente le dichiarazioni di voto erano necessarie perché sono date argomentazioni all'Assessore anche per fare una proposta che giro ai proponenti dell'emendamento 184, che sono Sanna Gian Valerio e più. Onorevole Sanna lei ha seguito le cose che ha detto l'Assessore?

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente, credo che in prima istanza, per le cose che sono state dette qua, ma anche per il significato che i colleghi hanno voluto attribuire riguardo all'anno 2003, preferirei che con le correzioni del caso e la correzione della posta finanziaria resti un segno in questa finanziaria, nella finanziaria 2003 di questa volontà. Se poi ci sono volontà aggiuntive che possono essere le integrazioni finanziarie che recuperiamo in bilancio, questo va altresì bene. Quindi in prima ipotesi chiederei la correzione dell'emendamento per renderlo compatibile e successivamente l'eventuale integrazione, se è possibile. In via subordinata, accettiamo l'ipotesi dell'assessore.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, stiamo lavorando da circa un'ora a questo emendamento, qualche minuto in più non cambia assolutamente nulla. Però, sul piano strettamente politico, il segno, questo emendamento, lo ha già lasciato, perchè si è svolto un dibattito, ci sono state molte dichiarazioni di voto. Tutto è agli atti. Il fatto che si accetti la proposta dell'assessore, che sul piano formale mi pare corretta, non modifica nulla della sostanza politica. Pertanto, se lei ritiene, anch'io le faccio l'invito di ritirarlo, visto che sul piano del risultato poi si è ottenuto quello che si voleva.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Se non ho compreso male, la richiesta del ritiro dell'emendamento da parte dell'assessore è formulata in modo tale che ci sia anche l'aumento di queste risorse. Quindi, diciamo che noi riteniamo l'emendamento, verrà riformulato e poi vedremo come riformularlo nel bilancio con l'impegno da parte dell'assessore, perchè credo che l'Aula si sia espressa in modo abbastanza chiaro, sia da parte della maggioranza sia da parte dell'opposizione, quindi l'emendamento si intende ritirato con questo impegno da parte dell'assessore.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 183. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 761. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Emendamento 313 e 134, voglio ricordare che si tratta di parte normativa.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sul sistema di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto palese elettronico.

PRESIDENTE. I due emendamenti 313 e 314 sono uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sull'emendamento 313...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, attenda un secondo. Colleghi, c'è una dichiarazione di voto, vogliamo ascoltare per cortesia? E magari con un po' di silenzio, sarebbe meglio. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Azzeri il tempo anche, perché lei lo fa decorrere prima, poi parla lei, poi me lo toglie.

Sull'emendamento 313, uguale al 314, noi vorremmo chiedere ai colleghi presentatori un attimo di riflessione e anche di possibile riconsiderazione perché, in buona sostanza, apparentemente e forse anche parzialmente per una partita pregressa può introdurre un miglioramento, però manifesta una carica di rischio e di pericolosità enorme per il tempo futuro. In buona sostanza questo emendamento estende i benefici della legge 36, cioè gli sgravi fiscali, anche alla trasformazione dei contratti cosiddetti di collaborazione continuata, i CO.CO.CO., qualora questi contratti diventino assunzioni a tempo indeterminato. Se questo riguarda i contratti esistenti, ben sapendo che il cosiddetto CO.CO.CO. è un subcontratto, è un livello di garanzia attenuato, e di molto, del lavoratore, cosa a suo tempo assentita dai sindacati dei lavoratori e oggi sottoposta a pesantissima critica e autocritica anche da parte dei sindacati CGIL, CISL, UIL, proprio per l'uso e l'abuso che si è determinato di queste forme di utilizzazione di lavoratori, che, invece di avere un contratto con tutte le garanzie, di fatto fanno le stesse cose degli altri lavoratori e però figurerebbero autonomi. Se si estende il beneficio della legge 36, che è uno sgravio fiscale, in modo generalizzato, il risultato che ne deriva è che non ci sarà più un datore di lavoro o un'azienda che assumerà un lavoratore a tempo indeterminato in via ordinaria, perché pur di avere lo sgravio fiscale farà passare tutti, perché avrà interesse a farlo e ognuno cura il suo interesse, attraverso preliminare CO.CO.CO., perché poi trasformando il contratto ottiene per cinque anni lo sgravio fiscale. Quindi diventa un incentivo pericolosissimo. Ora se l'emendamento si vuole riferirlo alle posizioni in essere, cioè che da diritto attenuato diventino, incentivando, diritto pieno o più garantito nelle forme contrattuali questo è un beneficio, ma se in via generalizzata si apre la strada al preliminare passaggio per i CO.CO.CO., diventa il travolgimento della finalità e della filosofia dell'articolo 1 della 36, perché la 36 stabilisce una casistica che va dalla lettera a) fino alla lettera i), di lavoratori che sono in determinate situazioni di debolezza: cioè gli apprendisti qualificati, le categorie protette, ne parlavamo prima, la trasformazione dei part time in contratto pieno, cioè è un incentivo, come dire, dato al datore di lavoro perché si ottenga un vantaggio a favore del lavoratore. Qui quel sistema degli incentivi per un miglioramento viene travolto perché inseriremmo, apriremmo un'autostrada di ordinarietà e di generalizzazione che danneggerebbe anche quelle altre categorie deboli che sono protette invece dall'articolo 1.

Poi sulla legge 36 noi diremo ancora qualcosa, ma è altro discorso, però la legge 36 almeno ha questa consistenza e questa e questa finalità. Se togliamo anche questo differenziale, che è quello di garantire una soglia di sicurezza migliore e si apre la strada alla generalizzazione è veramente un danno. Siccome io ritengo che l'intenzione dei redattori dell'emendamento non fosse questa, li sto invitando a una riflessione e a una riconsiderazione: o si formula in modo diverso, perché sono convinto che i loro intendimenti erano diversi da quello di travolgere la filosofia dell'articolo 1 della 36, può essere diversamente formulato o comunque inserito da un'altra parte e per intanto non sottoposto a voto in questa formulazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). E' evidente che, come dice il collega Cogodi, la ratio non è quella di favorire l'aumento dei CO.CO.CO., piuttosto di prendere atto che quando è stata fatta la legge, cioè nel 1998, queste forme di contratto erano sì presenti, ma non certamente diffuse, che oggi c'è il 15 per cento di contratti CO.CO.CO., che in teoria questi contratti, per poter accedere all'eventuale sgravio, una volta trasformati a tempo indeterminato, perché si tratta di uno sgravio che arriva quando il contratto viene trasformato a tempo indeterminato, e quindi per un'assunzione a tempo indeterminato, è diciamo uno stimolo positivo a una forma di contratto più stabile.

Allora l'articolo 1 della legge, cercavo di ragionarci, ha due versanti che sono in qualche modo differenti: il primo è il versante di coloro facenti parte di categorie protette, tra le categorie protette ci sono i disoccupati da almeno 24 mesi e quindi si accede se si prendono dei disoccupati da almeno 24 mesi; in secondo luogo ci sono le trasformazioni di contratti preesistenti in contratti a tempo indeterminato e questo diciamo è un emendamento che va in questa seconda direzione. Allora già nella legge, la lettera i) in particolare, prevede la trasformazione di contratti a tempo determinato part time, quindi anche contratti che sono di due mesi, per esempio, part time, in contratti a tempo indeterminato, e quindi lo sgravio è a partire dalla trasformazione del contratto a tempo indeterminato. Allora si può fare in due modi, io sono convinto che qui non andiamo in un aumento dei contratti CO.CO.CO., ma andiamo a stimolare la trasformazione dei contratti in essere in CO.CO.CO., o comunque se anche ci fossero o se anche si volesse usare la modalità, questa diventerebbe un'alternativa all'assunzione a tempo indeterminato per due mesi con un part time per esempio. Però se volessimo dare un elemento di maggiore garanzia dovremmo introdurre un tempo che potrebbe essere quello di almeno dodici mesi, quindi prima impegnati (?) da almeno 12 mesi, per la trasformazione in contratto di lavoro autonomo atipico, eccetera, eccetera. Cioè introducendo una via di mezzo tra la disoccupazione e l'assenza totale di vincoli come invece avviene nella lettera i). Per quanto io tendenzialmente, culturalmente, sarei dell'idea che alla fine si tratti di un caso che è molto più simile alla lettera i) piuttosto che alla lettera dei disoccupati di lunga durata.

Quindi, la disponibilità c'è, valutiamolo insieme, ma io penso che debba stare qui e che si debba fare perché sono molti i contratti di lavoro autonomo atipico che sono nei fatti già dei contratti di lavoro dipendente e hanno bisogno soltanto di non essere trasformati senza passaggi indiretti, tramite lavoro nero o cose del genere, perché questo è il vero rischio.

PRESIDENTE. Onorevole, mi consenta una raccomandazione a lei e a tutti i colleghi: questa è un'argomentazione tipica da discussione generale. Adesso noi stiamo facendo le dichiarazioni di voto. Oltretutto, affrontare problemi come questo, che sono importanti e rilevanti, richiede anche tempi un po' più lunghi di quanti ne consenta la dichiarazione di voto. Allora è opportuno che seguiamo un po' i lavori, vi prego. Adesso siamo al momento del voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento, seppure alcune delle osservazioni del collega Cogodi possono paventare il pericolo, io ritengo invece che l'emendamento vada accolto perché i CO.CO.CO. hanno avuto un aumento sostanziale in percentuale a seguito della modificazione della normativa in rapporto soprattutto alle cooperative e al rapporto tra soci dipendenti e cooperatori. La stragrande maggioranza delle cooperative non ha potuto trasformare in rapporto a tempo indeterminato per gli alti costi che la cooperativa aveva dovuto sostenere. Questo aumento è avvenuto proprio attraverso questa modificazione che ha interessato prevalentemente le cooperative che hanno trasformato i rapporti in CO.CO.CO., che però rappresenta un danno per il lavoratore, eccetera. Io credo che sia giusto e corretto e così come favoriamo la possibilità di trasformazione di part time, e quindi di rapporti anomali e di rapporti precari in rapporti a tempo indeterminato, sia giusto anche per questi lavoratori, che avendo un CO.CO.CO. hanno una tutela inferiore e attraverso il contratto a tempo indeterminato riescono ad avere un rapporto più stabile e più garantito.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA

(Segue MARROCU.) Quindi mi pare che rientri invece proprio nella filosofia della 36 che era tendente a intervenire, a favorire l'assunzione di quei lavoratori precari, magari da due anni disoccupati, o di quei lavoratori precari a part time o con contratti anomali come possono essere questi che invece attraverso la 36 stabilizzano il rapporto di lavoro. Quindi mi pare che l'emendamento possa essere accolto e non vedo i pericoli che invece sono stati segnalati dal collega Cogodi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, io ho avuto modo di sollevare la questione nella discussione generale, cercando di far capire che attraverso questo emendamento, per cui la modifica di un sistema ormai collaudato, andiamo a incentivare le assunzioni di CO.CO.CO., per cui andiamo a incentivare quella forma di assunzioni che hanno creato tanta precarietà nella nostra Sardegna e in tutta l'Italia, che mantengono i lavoratori in una condizione...

MARROCU (D.S.). E' il contrario!

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, per cortesia.

VASSALLO (R.C.). Questa è la realtà, perché attraverso questa forma si disincentiva praticamente l'assunzione delle altre forme di rapporto di lavoro, perché se le altre forme di rapporto di lavoro avevano la possibilità di avere una marcia in più per evitare queste assunzioni, mettendo questa norma si toglie questa marcia in più per cui si dice all'imprenditore: "Guarda, imprenditore, che tu puoi assumere comunque attraverso questi contratti atipici, questi contratti di lavoro autonomo atipico, tanto anche dopo potrai, quando sarai comodo, trasformarlo." Questo significa, non significa altro! Qua si vuol vendere una cosa quando effettivamente il significato è esattamente l'opposto, ecco perché mi scaldo. Mi scaldo perché si vuol parlare, si vuole illustrare una cosa che ha un senso dando effettivamente un altro senso alle questioni che si stanno discutendo.

Per cui l'emendamento numero 313, e quindi il 314, ha questa filosofia, anche se in apparenza vuole dare risposte alle trasformazioni dei posti, solo in apparenza perché darà sì una risposta a una possibile trasformazione, ma in effetti...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Vassallo. Per cortesia, colleghi.

VASSALLO (R.C.). Ma in effetti...

spissu (d.s.). Però, Presidente…

PRESIDENTE. "Però, Presidente", se ci sono problemi si chiede una breve interruzione e si risolvono i problemi. Non è possibile che un collega intervenga in una situazione come questa.

spissu (d.s.). Non c'è nessun problema.

PRESIDENTE. Mi sto rivolgendo a tutta l'Aula, non mi sto rivolgendo nello specifico a qualcuno di voi. Prego, onorevole Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Non grido, ma quando sento queste provocazioni, veramente fate perdere la pazienza anche a un santo voi! Anche perché, voglio dire, una revisione rispetto al vostro atteggiamento sui rapporti di lavoro, sulle liberalizzazioni che sono avvenute anche attraverso i governi di centrosinistra, una revisione era in corso. Io mi auguro che questa revisione di concetti e di applicazioni delle norme continui, ma continui veramente perché altrimenti qua si fa il gioco delle tre carte, da una parte si dice una cosa per poi da altre parti farne altre.

Per cui, se si vuole riformare, se si vuole modificare la 36 ritengo, dato che la materia è seria e va approfondita, sia anche questo elemento di momenti successivi, momenti in cui si possono discutere in Commissione attraverso provvedimenti di legge di modifica delle leggi che già abbiamo, che si consenta veramente a tutta l'Aula di modificare le leggi sul lavoro e sulle incentivazioni a ragion veduta, attraverso un ragionamento, cosa che io ritengo che non sia utile fare in questo modo. Per cui, attraverso norme che si inseriscono in finanziaria, che hanno effetti, a nostro avviso, a mio avviso, devastanti rispetto al sistema economico già molto precario della nostra Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Io vorrei, senza sollevare i toni e senza gridare a un attentato che verrebbe commesso manipolando la legge 36, invitare tutti a ragionare anche nella economia di una dichiarazione di voto favorevole agli emendamenti 313 e 314 unificati, su una questione e cioè sulla finalità generale della legge 36. La legge 36 ha una finalità di base, che viene elencata attraverso le fattispecie di lavoro precario che al momento, cioè nel 1998, erano in campo ed erano prevalenti. Lo scopo della legge 36 era quello di favorire, attraverso un incentivo della Regione, la stabilizzazione del lavoro precario, così come conosciuto: il part time in full time, il tempo determinato in tempo indeterminato, la protezione delle categorie più deboli, chi è da 24 mesi nella lista di disoccupazione, chi è nelle liste di mobilità, quindi tutta l'impalcatura delle lettere che elencano la casistica possibile è tesa a incentivare la stabilizzazione dei lavoratori precari, variamente assortiti nelle fattispecie previste dai contratti di lavoro, perché si stabilizzassero attraverso un incentivo che viene dato ai datori di lavoro.

Nel 1998 la legge 36 non poteva prevedere contratti di lavoro coordinati e continuati che non esistevano e che invece sono prepotentemente venuti avanti in questi anni e che costituiscono una realtà che non viene inventata in questo emendamento, che costituiscono una realtà del mondo del lavoro dipendente e precario, e che è assimilata a tutti gli effetti, sebbene con contratti di collaborazione continuativa, dal punto di vista giuridico, a un contratto di lavoro. Allora, se aggiungiamo alla legge 36 la previsione di un incentivo ai datori di lavoro perché stabilizzino i contratti di lavoro coordinato e continuato e li trasformino in lavoro a tempo indeterminato, non capisco dove stia lo scandalo, non capisco dove si manometterebbe il diritto del lavoro e mi manometterebbero i diritti dei lavoratori.

Stiamo confermando la 36, il suo fine e i suoi obiettivi e stiamo estendendo gli incentivi ai datori di lavoro perchè trasformino i così diffusi ormai contratti di lavoro coordinato e continuato in contratti di lavoro a tempo indeterminato perchè stabilizzino i diritti.

Questo è il senso e il fine dell'emendamento che noi stiamo proponendo. Non c'è nessuna precarizzazione ulteriore dei lavoratori, c'è esattamente il tentativo opposto che noi chiediamo all'Aula che venga accolto; i fondi della 36 restano inalterati, non c'è un costo ulteriore per le casse della Regione, c'è semmai la comprensione di un fenomeno nuovo all'interno della legge 36.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Tentiamo di capirci e di capirci bene perchè questo è il problema. Allora, se si tratta di una sanatoria, il problema si pone e noi non siamo contrari, ma si dica che è una sanatoria, si dica che per i contratti in essere alla data di entrata in vigore di questa legge, possono essere trasformati e su quei contratti valgono i benefici della 36. Se è questo, diciamo questo, e va detto, può essere tranquillamente introdotto; se non è questo, significa stabilizzare ed incentivare una sorta di pre-occupazione, cioè di occupazione precedente al lavoro stabile, una sorta di lavoro precario e quindi si incentiva un primo passaggio, prima che diventi lavoro a tempo indeterminato, che è regolato dai CO.CO.CO., questo è il punto! Allora, siccome noi riteniamo che questa sia una cosa aberrante, cioè spingere le aziende ad avere un pre-contratto sotto forma di CO.CO.CO., perchè poi dopo hanno l'incentivo a valore sulla legge 36. E` un assurdo perchè questo non era lo spirito della 36. Allora se il problema era quello che voleva porre Marrocu: "Ma ci sono tutta una serie di cooperative che hanno avuto e che hanno personale che hanno dovuto regolare con questo rapporto, noi vogliamo dare un incentivo perchè questo rapporto possa essere stabilizzato in modo corretto", va benissimo, noi non siamo affatto contrari, ma diciamo questo e diciamolo con chiarezza. Allora questo significa dire: per i contratti in essere alla data di entrata in vigore di questa legge, non per il futuro. Perchè se apriamo la strada al futuro, significa che uno per poter essere assunto e quindi perchè un'azienda possa utilizzare i vantaggi della 36, deve fare il contratto preliminare e deve passare attraverso le forche caudine del contratto CO.CO.CO.. Allora, siccome penso che nemmeno da parte vostra si voglia questo, tentiamo di capirci altrimenti, badate, è una assurdità tale per cui nessuno di buon senso può dire di sì a una norma di questo tipo, perchè avrebbe finalità distorsive, ulteriori distorsive, rispetto alla situazione che già abbiamo nel mercato del lavoro.

Badate, quando diciamo queste cose, le diciamo non perchè vogliamo sollevare steccati e contrapposizioni e così via, ma perchè - e se noi diciamo anche con forza - vogliamo esporre una preoccupazione che dovrebbero sentire tutti. Allora ripeto che, per quanto ci riguarda, se il problema è una sanatoria rispetto al pregresso per rimuovere situazioni che qui sono state indicate, sia che si tratti di cooperative o anche di aziende o anche di associazioni perchè la stragrande maggioranza delle associazioni ricorrono a contratti di CO.CO.CO. per essere chiari. Allora noi non siamo contrari a sanare queste situazioni e non siamo nemmeno contrari a dare un incentivo perchè si aiuti a sanare, però diciamo questo; diciamo questo ed eliminiamo l'oggetto del contendere. Non possiamo dire, ripeto e concludo, che sanato il pregresso vogliamo costituire un'ulteriore fase in cui si accumulano, anzi diventa norma ordinaria quella di passare attraverso il CO.CO.CO. per poter essere poi assunti e beneficiare della legge 36. Sinceramente questo sarebbe una vergogna per essere chiari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Anche io manifesto l'esigenza che sia chiarito che cosa dobbiamo votare perchè indubbiamente il testo dell'emendamento è abbastanza ambiguo. Quindi, al di là delle posizioni dell'uno o all'altro, penso che sia doveroso chiarire questo aspetto proprio per evitare di approvare la solita norma pasticcio che poi non si capisce bene che cosa voglia dire. Per il resto il problema esiste ed esisteva già, collega Spissu, nel 1998 perchè esisteva anche se non era così diffuso. Poi si è creata una situazione che io non esito a definire pazzesca nel mercato del lavoro perchè questo tipo di contratti che spesso presentano delle situazioni gravemente abusive sono proliferati in maniera imprevedibile e ripeto si sono verificati una serie di abusi di persone che appunto vengono inserite in questo modo e addirittura spesso eliminate e cacciate via al termine del completamento del rapporto e quindi travisando completamente lo spirito delle leggi nazionali eccetera, però queste sono problematiche che riguardano la legislazione nazionale. Qui in questo caso si tratta di fare una scelta, se deve - questo discorso - effettivamente sanare situazioni pregresse oppure se si intende sostanzialmente istituzionalizzarlo. Da questo punto di vista mi pare che i colleghi di Rifondazione abbiano ragione. Dobbiamo sapere che cosa stiamo votando. Quindi questa è una richiesta di chiarimento preliminare, per il resto mi riservo di esprimere il mio voto una volta che sarà stato chiarito il contenuto di questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Io dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento 313 e 314. Stiamo facendo una discussione anche interessante. Confesso che sto cercando di capire le argomentazioni contrarie, ma sicuramente per limiti miei ho qualche difficoltà perchè sono due le argomentazioni fondamentali che si possono portare a sostegno di questo emendamento. Primo, lo sgravio ha una condizione che l'assunzione è a tempo indeterminato, quindi non capisco dov'è che si incentivi la precarietà, non lo capisco proprio! C'è una condizione molto precisa, è finalizzato all'assunzione a tempo indeterminato. Secondo, io potrei capire queste argomentazioni, lo dico molto rispettosamente perchè magari sono proprio io che non riesco a comprendere, se i casi previsti dalla legge 36 fossero ristretti, disoccupazione da tanti mesi, liste di mobilità, disoccupazione speciale, ma badate che la casistica è molto ampia. C'è perfino il contratto part time a tempo determinato. Allora se lo sgravio fiscale va ad un lavoratore che passa attraverso una condizione di contratto continuativo o coordinato rispetto alla situazione di partenza diciamo del disoccupato, io non vedo qui un problema. Stiamo semplicemente eliminando qualcosa che rischia, data l'ampiezza della casistica prevista dall'articolo 2 della legge 36 di essere perfino una discriminazione e stiamo allargando il campo incentivando ulteriormente l'allargamento della platea dei lavoratori che sono garantiti e che hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Io la vedo così, per questo voto a favore. Mi dispiace di non riuscire a capire le argomentazioni di segno diverso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Noi stiamo avanzando una proposta, lo dico a tutti i colleghi e ai compagni che sono intervenuti, per risolvere un problema che è presente e diamo una indicazione che ci sembra risolutiva non per tutti, per tutti quelli che ne vorranno usufruire perchè il numero alto dei CO.CO.CO. in Sardegna, che sono circa 30 mila, può spaventare perchè dice, ma se tutti li stabilizziamo le risorse non bastano, ma se tutti li stabilizzassimo sarebbe una bella risposta, o no? Questo è il fine non quello di fare il nuovo precariato, ma di fare uscire del precariato un insieme di figure professionali, anche qualificate, per dire la verità. Allora siccome noi non la stiamo proponendo per fare polemica, ma per risolvere un problema, chiedo ai colleghi che l'hanno presentato, sospendiamo un attimino, facciamo un approfondimento che ci permetta di superare questa diversa impostazione per risolvere il problema. Un brevissimo chiarimento che ci permetta di ottenere una larga partecipazione perchè si tratta di un nuovo argomento, perchè i CO.CO.CO. anni fa, non molti anni fa, non c'erano. Sono figure molto presenti e molto utilizzate dal sistema produttivo sardo. Quindi merita - lo dico al Presidente - un attimino di riflessione perchè trattasi per molti di materia nuova sulle questioni del lavoro.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cugini. Se non ho capito male la proposta è di interrompere per dieci minuti. Allora, colleghi, c'è una proposta di interruzione per dieci minuti, mi pare che non vi siano opposizioni. I lavori riprendono alle ore 12 e 35. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 23, viene ripresa alle ore 12 e 35.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Colleghi, ricordo che eravamo in sede di dichiarazione di voto relativamente agli emendamenti 313 e 314 aggiuntivi. Con l'intervento dell'onorevole Cugini si sono concluse le dichiarazioni di voto a meno che non ve ne siano altre.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Semplicemente per chiedere il voto con il sistema palese elettronico.

PRESIDENTE. Questo era già stato chiesto anche dall'onorevole Fadda. Allora invito i colleghi a prendere posto. Metto in votazione, con il sistema elettronico palese, l'emendamento 313 e 314.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti 313 e 314.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DIANA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBRDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - ORRU' -PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - ORTU - VASSALLO.

Si è astenuto il consigliere: DORE.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 67

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 64

contrari 3

(Il Consiglio approva)

Passiamo ora agli emendamenti 367 e 617. L'emendamento 367 è a pagina 243, il primo firmatario è l'onorevole Pacifico, e il 617 è a pagina 255, primo firmatario Cogodi. La Giunta li aveva accolti entrambi.

Poichè nessuno domanda di parlare su questi emendamenti, li metto in votazione. (Viene richiesta la controprova.) Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Colleghi, per cortesia un attimo di attenzione sennò poi succedono i pasticci. Mettiamo in votazione l'emendamento 618, primo firmatario Cogodi. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Io chiederei il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Allora otto colleghi che appoggiano la richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SCANO, LAI, PUSCEDDU, DETTORI, MASIA, ORTU, COGODI.)

PRESIDENTE. Va bene grazie. Allora sul 618 è stato chiesto il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 618.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 70

votanti 70

maggioranza 36

favorevoli 32

contrari 38

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento 619.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Perchè in sede di illustrazione per il 619 e il 620 avevo pregato i presentatori di ritirarlo ed eventualmente di riproporlo nella legge di bilancio. In caso contrario...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Effettivamente in fase di discussione si era sviluppata un'interlocuzione anche fra i presentatori, parte del Consiglio e la Giunta, ritenendo fondata questa richiesta e però ritenendosi più opportuno che venga presentata come proposta emendativa del bilancio, anche per valutare quale possa essere la somma in aumento che potrà essere reperita in funzione del soddisfacimento di questa esigenza.

Sulla base di queste considerazioni ritiriamo i due emendamenti riservandoci la riproposizione in sede di bilancio concordando, appunto, questa migliore entità.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 619 e 620 sono stati ritirati; 686, ritirato; 687 ritirato; 689, Pisano, Vargiu, Cassano c'era stato l'invito da parte della Giunta al ritiro.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.).E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 181.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Io annuncio il nostro voto contrario alla proposta di emendamento 181, formulato come primo firmatario dall'onorevole Gian Valerio Sanna.

PRESIDENTE. Primo firmatario è il consigliere Biancu.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Scusate, sì, sì; e comunque naturalmente voglio argomentare questo voto contrario perché la proposta non andrebbe assolutamente a modificare lo stato attuale delle cose, nel senso che la normativa che si vuole porre in essere attraverso questo emendamento diventerebbe anche illegittima. Oggi noi non abbiamo possibilità di avere competenza in materia di lavoro, né tanto meno possiamo cambiare quello che è il vero motivo per il quale oggi si è creato il problema che è relativo, naturalmente, all'avvenuta abrogazione di alcune parti dalla legge 56 dell'87, da parte naturalmente di una norma nazionale che è il decreto legislativo 297.

Quindi, nessuna possibilità nostra oggi vi sarebbe per poter dare delle indicazioni, naturalmente, agli uffici periferici del Ministero che finché, ovviamente, non avverrà il trasferimento delle competenze rimangono pienamente nel potere di governare il problema occupazionale quindi la materia del collocamento.

Io credo quindi, che l'unica possibilità sia quella che oggi pare sia stata attuata, cioè di una circolare emanata dal Ministero del lavoro a firma del sottosegretario e che è stata impartita agli uffici periferici del Ministero.

Voglio, però, anche cogliere l'occasione e lo faccio adesso in questa sede, per ringraziare proprio l'onorevole Gian Valerio Sanna.

(Interruzioni)

.DETTORI (D.S.). Biancu!

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). No, in questo caso io voglio ringraziare l'onorevole Gian Valerio Sanna, perché Biancu.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia...

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Voglio ringraziare lui proprio per la lezione che ieri, naturalmente, ha dato a noi Riformatori Sardi, che è una lezione diciamo come maestro di stile parlamentare. Noi naturalmente non possiamo che prendere atto di questa lezione, e però naturalmente non sappiamo e non conosciamo se gli stili parlamentari funzionino un po' come lo stile di nuoto e quindi ve ne sia più di uno, insomma, nel senso che vi sia uno stile farfalla, uno stile rana, noi naturalmente come Riformatori ambiremmo si trattasse di uno stile libero, che è più confacente e più conforme al nostro modo di pensare; e poiché, naturalmente, lo stile comunque così come lui dice spesso "non è acqua", naturalmente, va ribadito che lo stile parlamentare ha dei requisiti che sono delle vere e proprie condizioni necessarie ma non sufficienti per averlo.

La prima di questa condizione è, in maniera ovviamente assoluta, che chi l'ha non rimprovera un altro di non averla. Quindi avere oggi lo stile relativo, naturalmente, allo stile parlamentare del quale ha argomentato l'onorevole Sanna, è uno stile, come tutti gli stili, come tutta l'eleganza nel senso di termini analogo, che chi l'ha, naturalmente non rimprovera altri di non averla; è un po' come quella dote evocata ieri qui dall'onorevole Cogodi relativa alla dote nascosta dell'asinello sardo.

COGODI (R.C.). Quale nascosta? Non è nascosta!

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). E` una dote nascosta, lei l'ha definita "dote nascosta" onorevole Cogodi, dicendo appunto che come tutte le doti nascoste naturalmente non se ne deve far vanto, sono gli altri ad attribuire all'asinello sardo quelle doti, naturalmente.

Condizione, comunque, necessaria è anche quella a mio giudizio di saper sorvolare di fronte alle cosiddette inezie, così come, naturalmente, fa parte delle condizioni di stile anche quello di non scadere mai in posizioni di acidità.

Però lo debbo ringraziare anche per un'altra cosa - e questo lo faccio in maniera veramente concreta - lo ringrazio perché ha dimostrato in maniera documentata quanto sia il ritmo e l'entità di lavoro di noi Riformatori sardi, ed io questo lo faccio perché effettivamente alle 21.13 minuti, così come ha documentato naturalmente l'onorevole Sanna, definendo appunto un lavoro nottetempo, dimostra che noi lavoriamo troppo. Il moto al quale naturalmente il nostro leader Fantola ci ha costretto è un moto di lavorare il doppio e produrre il triplo; lavorare il doppio e produrre il triplo! E quindi...

FADDA La Margherita-D.L.). Questo non lo dovevi dire!

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia...

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). E quindi questo per significare...

PRESIDENTE. Facciamo concludere, per cortesia...

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Sto concludendo, scusate. Questo per significare che davvero bisogna...

(interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia. Onorevole Tunis per cortesia i complimenti all'onorevole Fantola dopo. Prego onorevole Pisano.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Ho concluso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io intervengo sull'emendamento 181 non sull'asino sardo, al quale asino peraltro io ho attributo una dote che unanimemente è riconosciuta, quella di essere capace, forte, robusto nel tiro in salita - io non ho attribuito nient'altro, ognuno interpreti quello che vuole - capace a tirare in salita.

Invece, tra tante divagazioni di asini ed altro e di nuotatori e di stili, io direi che stile libero, stile rana, io suggerirei intanto, forse è un fatto che può essere anche realizzato facilmente, che disponga il Presidente, se ritiene, di cancellare dagli emendamenti ogni diversa dicitura che non sia quella regolamentare e che si accolgano e siano ritenuti accoglibili i soli emendamenti che contengono solo la scrittura che le regole consentono.

Per cui se c'è un gruppo di emendamenti che oltre a tutto ciò che le regole consentono porta anche nella dicitura "Assessorato del lavoro" quell'emendamento non può essere accolto, se no ognuno di noi scrive i proclami che vuole negli emendamenti; perché? Perché il Regolamento dice che l'illustrazione dell'emendamento deve essere fatta in Aula; se voi, colleghi riformatori, presentate gli emendamenti con l'intestazione Assessorato del lavoro, voi avete fatto l'illustrazione preventiva e quindi non vale più la legge della concorrenza, siete avvantaggiati, perché già state dicendo che ve li ha dati l'Assessore del lavoro, che Luridiana era d'accordo, che li ha fatti, li ha scritti, ve li ha mandati e voi gli avete presentati e questa è concorrenza sleale...

(interruzioni)

COGODI (R.C.). Non è CO.CO.CO. è concorrenza sleale.

Quindi propongo e chiedo al Presidente che cancelli, espunga, elimini o l'intero emendamento o la dicitura Assessorato del lavoro negli emendamenti presentati dai Riformatori. Non è una questione di stile, io credo che il collega Gian Valerio Sanna abbia voluto dire: "Una questione di stile" per essere lui stiloso, però se è oggetto di discussione io dico non è questione di stile, è questione di scorrettezza e di scorrettezza politica grave, non sottoponibile neppure, come dire, ad ironia leggera.

L'emendamento 181, invece, è un emendamento, come dire estremamente fondato, utile, vorrei dire vitale. Il collega Pisano sa da quanto affetto è circondato dalle sue parti ed anche qualche volta da questa parte, però il collega Pisano, che è un funzionario degli uffici circoscrizionali per il lavoro, non deve intervenire in materia d'ufficio qui, non deve contestare la possibilità che in sede locale, cioè comunale che è una cosa diversa dal collocamento circoscrizionale, che lui dirige e governa, vi possa essere in certe situazioni una graduatoria di persone che aspirano ad avere il lavoro, che sia una graduatoria oggettiva. Questo perché è giusto, punto primo; questo perché è legittimo, punto secondo; questo perché è estremamente utile, punto terzo; perché molte controversie accadono ed anche rancori, ed anche incomprensioni chiamiamole così eufemisticamente, accadono nei paesi perché se la legge della Regione prevede un cantiere comunale e lo dà ad ogni comune è chiaro che il dipendente di quel cantiere deve essere di quel comune, non è che l'ufficio circoscrizionale manda a lavorare uno di un comune in un altro comune, perché lì nascono grandi questioni e tensioni.

Quindi, dire che in sede comunale per questa sola vicenda dei cantieri comunali e dei progetti dell'occupazione in sede locale, cioè comunale, gli avviati al lavoro debbono essere di quel comune è ovvio, deve essere così, diciamo che è già così, è Pisano lo sa, perché è intervenuta in via sussidiaria la C.R.I., la Commissione Regionale per l'Impiego, già in via derogatoria a dare questa possibilità ai comuni della Sardegna, se no sarebbero stati guai.

Ecco perché se si norma è tanto meglio, rende solo più trasparente e più efficiente un sistema...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Un sistema che già nei fatti in gran parte esiste e, quindi però con la norma di legge sarebbe non solo più chiaro, ma anche più garantito. Io credo che su questo principio, questo sì che è uno di quei valori, di quei principi su cui tranquillamente ogni consigliere regionale, anche come fatto di coscienza, può essere concorde.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Ne ha facoltà.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente, come sapete tutti la Regione autonoma della Sardegna non ha ancora una legge per quanto riguarda i servizi per l'impiego.

COGODI (R.C.). Chissà perchè

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Ma, sono tanti.

COGODI (R.C.). Perché siete pelandroni e non le fate.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Comunque voi sapete anche che col 31 gennaio 2003 sono state abolite tutte le graduatorie che venivano fino ad allora compilate dagli uffici di collocamento ed è successo quello che sapete tutti, non c'è stata più possibilità di assunzioni da parte degli enti locali ed anche soprattutto per i cantieri agricolo-forestali. Io mi sono subito attivato, mi sono messo in contatto col Ministero del lavoro che ha ancora in capo tutti gli uffici periferici del Ministero del lavoro, non potendo io dare disposizioni a loro, perché non ancora passati alla Regione, ed abbiamo sottoscritto un protocollo che impegna il Ministero a fare una circolare agli uffici periferici e che con questa circolare vengono ripristinate le modalità che c'erano prima del decreto legislativo 297.

Quindi, si ritorna allo stato precedente, ho parlato anche con la dottoressa Lea Battistoni, direttore generale, ieri, che mi ha assicurato che stamattina, perché era fuori sede, avrebbe firmato questa circolare e l'avrebbe mandata a tutti quanti gli uffici che poi dovranno tener conto di questa nuova circolare.

I ritardi ci sono stati perché il Ministero ha voluto prima colloquiare col proprio ufficio legislativo per vedere se questo provvedimento potesse essere fatto dal Ministero con una circolare. Ha avuto parere positivo e quindi io chiedo ai firmatari di questo emendamento di ritirarlo perché dovremmo aver trovato la soluzione, e quindi non complichiamo più la vita dei comuni che avrebbero due possibilità e molte volte, proprio per alcune zone che sono anche difficili da gestire, potremmo dare troppa responsabilità agli amministratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). E` veramente curioso che qui, non tanto per parlare di stile a cui ha fatto riferimento il collega Pisano, ma per parlare del rispetto dei ruoli e delle funzioni.

Io credo che ieri il collega Sanna ha evidenziato che gli emendamenti che solitamente vengono presentati o dalla Giunta, in questo caso non era della Giunta, ma dai consiglieri, in questo caso era presentato dai consiglieri dei Riformatori, provengono dall'Assessorato del lavoro. Le spiegazioni e le informazioni che doveva dare l'Assessore sono state anticipate, invece, dal collega Pisano, cioè mettetevi d'accordo, scegliete la funzione e rispettate la funzione. Il collega Pisano non è tanto per parlare di stile, ma è per essere rispettosi di quelle che sono le funzioni, a me ha fatto piacere dell'introduzione che lei ha fatto in risposta all'emendamento 181, però certamente attendevo con ansia quelle che erano le argomentazioni che doveva fare l'Assessore in quanto gli compete.

Io credo che dalle dichiarazioni che ha fatto l'Assessore è chiaro che siamo di fronte ad un ritardo veramente eccessivo, tant'è vero che noi ci troviamo di fronte ad una norma, quella dell'attuazione della riforma del collocamento in Sardegna, che poteva essere messa in campo già da tre anni fa, cioè dall'aprile del 2000. A distanza di tre anni questa norma di attuazione non è ancora presente, il consigliere Pisano diceva che questa norma risulterebbe illegittima non avendo noi ancora competenza, perché non ce la siamo presa, perché il decreto legislativo 181 ci dava la possibilità, anzi ci diceva che dovevamo provvedere a riorganizzare il sistema del collocamento nella nostra Regione e non vi abbiamo provveduto e, appunto, credo che questa sia una grave inadempienza che vada ascritta alla Giunta regionale ed all'Assessorato competente. Io ho ascoltato con molta attenzione le informazioni che ha dato l'Assessore in merito alla ricerca di sbloccare questa situazione, che è bloccata come giustamente ha ricordato, dalla fine del mese di gennaio e quindi molte famiglie oggi stanno soffrendo del blocco di questi cantieri comunali sull'occupazione. Dalla ricerca che è stata fatta, ricordavo ieri che ci troviamo di fronte a circa 4000 disoccupati in più nella nostra Regione. Però dopo aver ascoltato con attenzione, dopo aver sentito le informazioni di questa sottoscrizione e di questo protocollo d'intesa che sarebbe imminente tra l'Assessorato al lavoro e il Ministero del lavoro nella persona del sottosegretario e della circolare successiva che dovrebbe arrivare agli uffici periferici, io in attesa di poter acquisire questa documentazione chiederei che dell'emendamento 181 venisse sospesa l'approvazione in attesa di poter acquisire e verificare la risoluzione del problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Dopo la richiesta di sospensione, mi pare il mio intervento... Io volevo solo dire che a me pare che l'approvazione di emendamento non sia né di ostacolo alla circolare che verrà inviata, semplicemente in assenza di una regola veniva fissato un dispositivo regionale che, comunque, vale più di una circolare, perché la circolare oggi l'ha fatta il sottosegretario, fra due mesi potrebbe esserci un altro sottosegretario che sulla base di un'impugnazione di un ufficio periferico che ritiene che non si possa dare la deroga rispetto alla norma nazionale, magari può essere messo in discussione, vi ritirate e così via. L'emendamento tende, comunque, a dare un'indicazione ai comuni che potrebbero assumere chi vogliono, quando vogliono e come vogliono e dire: "Hai la possibilità di seguire la vecchia norma attraverso una legge regionale, che comunque vale più di una circolare e di un protocollo di intesa firmato dall'Assessore con un sottosegretario, che può essere sempre, comunque, modificato da una successiva circolare.

Quindi, l'accoglimento dell'emendamento, però ormai è sospeso, non entra in contrasto con la circolare, anzi riafferma, perché di fatto riafferma, quello che la circolare dirà. Quindi avremo due elementi che andranno al comune (?), una norma di legge regionale ed anche la circolare che conferma ciò che dice la norma di legge regionale. Non vedo quale sia la difficoltà ad accogliere l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente, è del tutto singolare, ma non è nuovo a questo Consiglio l'idea che la nostra inadempienza legislativa si risolva con capriole incredibili che evitano di affrontare per competenze frontalmente i problemi. Secondo voi e secondo l'Assessore un protocollo che dovrebbe dare vita ad una direttiva, che a sua volta dovrebbe ripristinare in via surrettizia, perché con una circolare... Assessore, di una cosa ci dobbiamo intendere, noi non siamo disponibili a continuare a giocare con voi sulla logica della gerarchia delle fonti normative, noi abbiamo un'idea, qualcuno di noi ha anche studiato a lungo su queste materie, ma non giochiamo su queste cose. Che cosa di più puntuale, fermo e decisivo c'è che accogliere questo emendamento per risolvere con legge quello che voi state cercando di ottenere per via amicale. Questo non è un club di ragazzini, questa è una sede legislativa, quelle cose si fanno in altre sedi e quindi noi crediamo che sia un po' paradossale attendere la compiacenza del funzionario che firma il protocollo, quando abbiamo la possibilità di accogliere in via diretta una norma che risolva il problema e che non lascia all'interpretazione, perché badate le circolari, se io fossi un funzionario chiamato ad applicare una circolare che è palesemente in violazione di legge, io mi oppongo, perché ci rispondo in via personale, e questo creerebbe sempre quella condizione di disparità di trattamento nell'ambito territoriale che abbiamo già visto e continuiamo a vedere proprio per i nostri ritardi legislativi.

Concludo, amichevolmente, come sempre, nei confronti dell'amico Pisano. Il suo "santo ispiratore" Fantola lo porta a dedicare la notte alla trasmissione degli emendamenti, il nostro stile anche qui è un po' diverso, noi che siamo cattolici e ci ispiriamo alla dottrina sociale della chiesa, viceversa dell'ispirazione del collega Pisano e dei suoi amici, cerchiamo di osservare quanto più possibile quello che raccomanda San Paolo, quando dice di "Usare le ore del giorno per operare e di non perdere l'utilità delle ore del crepuscolo per meditare".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita - D.L.). Sì, Presidente perché io chiedevo anche alla luce delle considerazioni fatte dall'Assessore Luridiana di sospendere e di trasferire l'emendamento 181 al comma 10 dell'articolo 20.

PRESIDENTE. Mi pare che non vi siano opposizioni, quindi il 181 è sospeso ed è trasferito al comma 10 dell'articolo 20.

L'emendamento 685 era stato ritirato, ma era stato fatto proprio dall'onorevole Vassallo.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Per chiedere il voto palese elettronico.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, PUSCEDDU, LAI, SCANO, SPISSU, MARROCU, MORITTU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 685.

(I consiglieri PINNA, PUSCEDDU e Giacomo SANNA, i cui voti risultano nulli, dichiarano di aver inteso votare, i primi due a favore, il terzo contro.)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBRDO - MANCA - MASALA - MILIA - MURGIA - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 68

maggioranza 35

favorevoli 28

contrari 40

(Il Consiglio non approva)

L'emendamento 693 è stato ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sì, il fatto che sia stato ritirato aiuta la proposta che io intendevo fare. Avrei chiesto per questo emendamento, ed in ogni caso lo chiedo per i successivi qualora ricorresse l'evenienza, che prima di mettere in votazione gli emendamenti venga espunta, cancellata e riproposta all'Aula una formulazione dalla quale scompaiono tutte le diciture che non sono concesse dal regolamento, perché diversamente nei prossimi emendamenti appariranno anche le pubblicità dei bar.

PRESIDENTE. L'osservazione dell'onorevole Cogodi è corretta, sarà compito e cura di questa Presidenza ovviare a questo inconveniente.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Grazie Presidente e colleghi. Io ancorché apparissi distratto, ho seguito con molta attenzione quanto è avvenuto stamattina, e al colmo ormai della pazienza devo invitare la Presidenza, visto che si invoca la legge, la regola, la norma per quanto interessa e non per tutto, io invito la Presidenza ad usare la legge, la norma, il Regolamento per qualunque cosa debba d'ora in poi intervenire durante i lavori per questa finanziaria e anche dopo. Perché è sempre avvenuto che ci sono stati scambi fra gruppi politici e gli Assessorati. Ho sempre visto, spesso non sempre, ho spesso visto documenti provenire dagli Assessorati allegati ad emendamenti prodotti in quest'Aula, è avvenuto, è già avvenuto ed avverrà ancora, non c'è niente di scandaloso, c'è stata una trascurataggine, una distrazione, forse fretta, ma non trovo assolutamente scandaloso che un Gruppo, un consigliere dialoghi o dibatta con un Assessorato, con uffici di un Assessorato per problemi inerenti il nostro lavoro. Lo stile è un'altra cosa, può essere sul piano dello stile, ma tutta questa vergogna la vogliamo smettere onorevole Cogodi. Avete detto di tutto e di più, è stato detto di tutto e di più e si invoca continuamente il rispetto delle norme, ed allora che rispetto alle norme sia, Presidente, e la norma venga applicata senza più secondi, senza concessioni di nessun tipo se non ci sarà mai giustizia qui dentro.

PRESIDENTE. Grazie collega Biggio. Colleghi, il collega Biggio fa autorevolmente parte di questa Presidenza e sa benissimo che gli emendamenti e tutti i documenti che noi riceviamo in originale vengano riprodotti esattamente così come sono, nè potrebbe essere altrimenti, quindi le altre sono valutazioni politiche che non attengono a questa Presidenza.

Continuiamo con i nostri lavori e e passiamo all'emendamento 12 e a tutti gli emendamenti ad esso connessi.

Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, formazione, spettacolo e sport.

SCARPA, (Rif. Sardi - U.D.R.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Grazie Presidente, colleghi; molto brevemente si tratta dell'articolo che fu presentato e non approvato dalla Commissione, prevede tutti gli interventi usualmente previsti dalla legge finanziaria a carico dell'Assessorato alla pubblica istruzione, tra gli altri vi sono indicati gli interventi a favore delle università cosiddette "gemmate" e poi tutti gli interventi a favore dell'istruzione, dello spettacolo e dello sport. Si tratta della norma complessa così come era nella stesura presentata dall'emendamento della Giunta riporta il testo, così come già approvato dalla Giunta ed andato in Commissione, con alcune integrazioni che vengono apportate successivamente.

Quindi, interromperei qui l'illustrazione riservandomi di dare maggiori dettaagli nel corso poi dell'esame specifico dell'articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Nel quarto comma dell'emendamento, nella lettera B) il totale delle somme evidenziate e poi elencate è pari ad Euro 40817 al posto di 40823. Questo è un errore di calcolo. Quarto comma lettera B).

PRESIDENTE. La precisazione dell'assessore: pagina 288, lettera B del quarto comma, la spesa complessiva di Euro 40 milioni 823 è corretta in 40 milioni 817.

All'emendamento 12 sono stati presentati i seguenti emendamenti, soppressivi parziali 555 e 559; sostitutivi parziali 369, 563, 600; all'emendamento 600 è stato presentato il sostitutivo totale 714; inoltre il 637, il 350 che ha come emendamento il 716 sostitutivo totale; 715, 659, 729 inoltre gli aggiuntivi 551, 605, 503, 504, 92, 552, 607, 608, 560, 561, 562, 692, 717 ed in più il 547 che era stato presentato all'emendamento numero 13.

Ancora, come aggiuntivi all'articolo 13: 42, 45, 363, 47, 48, 49, 54, 694, 63, 69, 70, 71, 72, 78, 84, 179, 180, 187, il 188 ed il 362 che hanno il 762 come emendamento di sintesi, il 189, il 364 il 499, il 565, il 9 trasportato dall'articolo 11, il 571, il 573, il 582, il 638, il 641, il 643, il 650 al quale sono stati presentati, il 737 soppressivo totale, il 738 soppressivo parziale, il 739 soppressivo parziale, inoltre il 663, il 664, 676, 683 con l'aggiuntivo 746 ed il 684.

Quindi, iniziamo dal soppressivo parziale 555. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (U.D.C.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 559 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (U.D.C.). La richiesta di soppressione si aggiunge a emendamenti successivi che tendono a modificare la dicitura "contributi per manifestazioni culturali e artistiche", come vedremo in seguito quando esamineremo altri emendamenti sostitutivi di tale termine, in "contributi per manifestazioni culturali e artistiche", come vedremo nell'emendamento successivo.

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Capelli, per dare la possibilità ai colleghi di seguire con attenzione. Essendo stato ritirato il 555, rimane come soppressivo parziale il 559, che è già stato illustrato. Passiamo adesso ai sostitutivi parziali, il primo dei sostitutivi parziali è il 369, a pagina 268, primo firmatario l'onorevole Dettori. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarlo.

DETTORI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, l'emendamento è stato presentato per riportare agli stanziamenti del passato anno quelli riferiti al Consorzio per la pubblica università della Sardegna centrale, ed è stato fatto perché non sono diminuite le esigenze di un consorzio per l'università, ma piuttosto in questi anni, essendo stati incentivati ulteriori corsi, le necessità economiche sono determinate in cifre nettamente superiori. E ne approfitto perché questo emendamento vuole riportare l'attenzione piuttosto sulla programmazione per le università sarde che fa la Regione Sardegna. Ed esattamente bisogna che si ragioni in finanziaria, visto e considerato, onorevole Scarpa, che non si riesce assolutamente da parte di questa Giunta a fare una proposta seria ed esaustiva su cosa la Regione intenda fare per l'università in Sardegna.

Io continuo a vedere voci che finanziano università a distanza e quella che voi ancora vi ostinate ancora a chiamare "università diffusa", che non solo non produce nulla per il territorio, ma anche in termini di competenze e di qualifiche queste non sono né accettate e non hanno assolutamente un valore che possa essere interessante per lo sviluppo economico e anche culturale della nostra Isola. Quindi, forse sarebbe necessario che la Regione incentrasse le sue risorse sui poli universitari che si stanno andando a definire e che una volta per tutte ponessimo fine a finanziamenti per sedi che nascono quasi come funghi, poi scompaiono dopo tre, quattro anni quando sono finite le finalità imprenditoriali di alcuni soggetti piuttosto che la necessità di formazione di quei territori. Forse è bene che si apra una discussione su questi punti, ma che voi togliate risorse a situazioni che niente hanno a che vedere con la formazione universitaria e invece pensiate di potenziare quei poli universitari che sempre più possono avere una importanza fondamentale per lo sviluppo economico di questo nostro territorio, ma anche per costruire saperi e talenti in tutti i luoghi della Sardegna.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 563 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, il senso del 563 è uguale a quello del 369, poc'anzi illustrato dalla collega Dettori, della quale condivido gran parte delle osservazioni. C'è soltanto una diversa quantificazione delle cifre per l'adeguamento legittimo a quanto è stato stanziato nello scorso anno, visto che, sempre nell'emendamento 12 della Giunta, c'è un riequilibrio di tutte le somme destinate alle università sarde, con una leggera decurtazione. Il mio emendamento tiene conto anche di questa leggera decurtazione che è stata fatta anche per le altre università.

Colgo l'occasione per dire, non avendo potuto rappresentare con un emendamento anche quest'altra istanza, che pari situazione abbiamo sull'università di Alghero e perciò sarebbe equo e corretto che si possa in qualche modo - tecnicamente vedrà l'Assessore come fare - proporre un aggiustamento, un adeguamento a quanto previsto come copertura finanziaria per le università sarde l'anno scorso e che venga parificata anche la situazione dell'università di Alghero. Io ho semplicemente tenuto conto della decurtazione che hanno avuto tutti per cui non c'è, rispetto all'emendamento Dettori, un'eguale richiesta di copertura, 3 milioni e 600 mila euro il 369 e 3 milioni 250 mila euro il 563, proprio tenendo conto di una equa decurtazione che c'è stata in capo a tutte le università. Le motivazioni sono già state ben espresse dalla collega Dettori e credo che sia inutile ripetersi, ma invece sia molto utile tenere un atteggiamento di equità nei confronti di tutte le università sarde e in particolar modo per quello che insieme all'università di Oristano è definito il terzo polo universitario della Sardegna.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 714, che è sostitutivo totale dell'emendamento numero 600, ha facoltà di illustrarlo.

DEMURU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 600 ha facoltà di illustrarlo.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 716, che era sostitutivo totale del 350, che è simile al 637, ha facoltà di illustrarlo.

DEMURU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 637 ha facoltà di illustrarlo.

COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 350 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). Brevemente, Presidente, si tratta di un emendamento finalizzato a prendere in considerazione due necessità. In assenza di una legislazione organica in materia di fondazioni culturali a sostegno di personalità illustri del nostro paese, della nostra regione, si è ritenuto opportuno presentare un emendamento che tenesse conto di due esigenze: quella relativa alla Fondazione Silone in Sardegna e quella relativa alle associazioni che sostengono la memoria e il pensiero di Antonio Gramsci, che non ha bisogno di presentazioni e che in Sardegna ha diverse associazioni che si occupano del mantenimento, della discussione, dell'approfondimento del suo pensiero, mi riferisco all'istituto Gramsci, mi riferisco alla casa Gramsci di Ghilarza e di Ales, dove lui è nato, poi è cresciuto, diventato adolescente a Ghilarza.

Si tratta di risorse abbastanza limitate, insomma, stiamo parlando complessivamente di neanche 300 milioni da attribuire in parti uguali alla Fondazione Silone e alle associazioni che fanno capo a Casa Gramsci. Perché vogliamo fare questo? Perché in modo particolare le associazioni di cui sto parlando senza un minimo di sostegno finanziario non potrebbero più svolgere la loro funzione benemerita e voglio fare anche qualche riferimento specifico alla Casa Gramsci di Ghilarza dove c'è anche il museo di Antonio Gramsci, in particolare questa istituzione, che è stata costituita con fondi privati e che vive con fondi privati, ha bisogno di un sostegno pubblico, perché senza un minimo di risorse pubbliche la casa museo Antonio Gramsci è destinata alla chiusura. Per diversi periodi purtroppo gli amici che sostengono questa istituzione, ripeto, non hanno potuto far fronte alle spese di mantenimento di questo importantissimo luogo di cultura, e quindi per lunghi periodi Casa Gramsci non ha potuto funzionare.

Quindi il senso è proprio quello, in attesa di una definitiva approvazione di una norma organica in questa materia, di consentire a queste istituzioni culturali di poter vivere, di poter svolgere una funzione fondamentale al servizio di tutti. Voglio anche ricordare che Casa Gramsci di Ghilarza, in modo particolare, è visitata tutti gli anni da centinaia di migliaia di turisti che vengono da tutto il mondo. Quindi è un servizio che vogliamo assicurare al servizio della comunità certamente regionale, ma della comunità internazionale in termini più ampi.

Voglio anche dire che nell'emendamento della Giunta è contenuto un riferimento, un comma, a questa questione, però il finanziamento è previsto soltanto per il 2003, mentre nel nostro emendamento il finanziamento è previsto per il triennio 2003-2004-2005. C'è un'osservazione che voglio fare, qui nell'emendamento che sto illustrando c'è stata una dimenticanza, forse un errore materiale quando si è trascritto l'emendamento, dove si parla di Associazioni Casa Gramsci alla fine andrebbe però aggiunto: "Casa Gramsci di Ghilarza e di Ales", perché questi sono i luoghi a cui si riferisce la Casa Gramsci. Questo voglio sottolinearlo perché è un elemento molto importante che completa e che precisa meglio il testo dell'emendamento.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 715 ha facoltà di illustrarlo.

DORE (La Margherita-D.L.). Semplicemente per richiamare l'attenzione dell'Aula...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Dore. L'emendamento lo troverete qualche pagina dopo la 273. No, non è inserito nel fascicolo, può essere ritirato qui al banco della Presidenza. Prego, onorevole Dore.

DORE (La Margherita-D.L.). Dicevo, brevissimamente per richiamare l'attenzione dell'Aula ed ovviamente dell'Assessore e della Giunta sulla opportunità di approvare questo emendamento che poi è modificativo o sostitutivo del precedente, ma non lo esclude assolutamente, si collega ad esso, perché in fondo di tratta semplicemente di riconoscere un modestissimo contributo che per altro era previsto da una legge che in qualche modo è passata in disuso, se possiamo usare questa parola, che serviva a dare un sostegno a una pubblicazione giuridica, rivista giuridica sarda, alla quale collaborano sempre gratis e totalmente gratis dei docenti universitari e soprattutto dei neolaureati in giurisprudenza, che quindi hanno l'occasione per cimentarsi anche in vista di concorsi, anche in vista di ulteriori attività.

Io credo che sia opportuno richiamare l'attenzione di tutti i colleghi e in particolare della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Con l'illustrazione di questo emendamento si concludono i lavori della mattinata. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 15 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 37.



Allegati seduta

CCCXL Seduta

Venerdì 28 Marzo 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 10 e 14.

licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 25 marzo 2003 (334), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i consiglieri regionali Giorgio Oppi, Nazareno Pacifico e Alberto Randazzo hanno chiesto congedo per la giornata del 28 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Sul processo verbale

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis, sul processo verbale. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, sul processo verbale, brevemente, do atto della cura e della puntualità del processo verbale, vorrei che nei prossimi processi verbali venisse evidenziato il numero delle volte che le opposizioni sollecitano la Giunta ad essere più rigorosa e rispettosa nei confronti delle opposizioni stesse, per quanto riguarda le nostre richieste che lei già conosce e per quanto riguarda l'elenco delle consulenze, progettazioni, pubblicità istituzionali, e volta per volta sinché non c'è una risposta il processo verbale renda conto del fatto che noi continuiamo a chiederli in Aula, e renda anche conto delle richieste che rivolgiamo al Presidente del Consiglio a cui diamo atto, ed abbiamo già dato atto, di aver interpretato le nostre istanze con una lettera del 12 marzo, però sono passati quindici giorni e chiederei al Presidente cosa intende fare per far rispettare i nostri diritti e i diritti dell'Assemblea di essere informata su questo. Io credo che su queste cose, che sono i fondamenti della vita parlamentare, non possiamo nessuno di noi transigere ma tanto meno la Presidenza del Consiglio; la ringrazio di questo e chiedo di parlare prima della conclusione della discussione generale.

PRESIDENTE. Se volete, se i colleghi sono d'accordo, possiamo dare anche lettura integrale del processo verbale, perchè portare a conoscenza alcuni fatti ed altri no, mi pare, o ne diamo lettura integrale, comunque lei ha posto un problema al quale mi sembra giusto dare una risposta, come lei ricordava io ho scritto alla Giunta e al Presidente della Giunta, sto aspettando come lei che il Presidente della Giunta dia una risposta, solleciterò, lo farò utilizzando le vie formali, cioè gli unici strumenti che ho, solleciterò il Presidente della Giunta perchè dia soddisfazione alle richieste fatte in Aula dai consiglieri.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione dell'esame degli articoli del disegno di legge numero 383. Siamo all'articolo 13, poiché all'articolo 13 è stato agganciato l'emendamento 12 che però tratta altro argomento, è appeso all'articolo 13 ma in realtà tratta materia che riguarda la pubblica istruzione, allora dal punto di vista metodologico io proporrei: chiudiamo l'articolo 13 con i suoi emendamenti, poi apriamo l'illustrazione, la discussione sull'emendamento 12 e i suoi emendamenti che sono numerosi, li trattiamo a parte e poi, dopo, li votiamo e così procediamo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Il 12 non è un articolo, è un emendamento, noi chiudiamo adesso l'articolo 13 come discussione ed anche votazione. Poi, chiuso l'articolo 13 prendiamo l'emendamento 12 e ne facciamo una discussione a parte e lo votiamo alla fine, tanto è semplicemente "appeso" all'articolo 13, tratta tutt'altra materia. Diventa una sorta di 13 bis, certo. Ma, ripeto, è solo una questione di tipo metodologico, se poi ci sono obiezioni vengano fatte.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Naturalmente nella denegata ipotesi di caduta dell'articolo 13, il 12 sopravvive perchè acquista autonomia.

PRESIDENTE. Guardi che è a garanzia di questo fatto, perchè se noi discutiamo tutto e poi il 13 venisse bocciato, viene bocciato di nuovo anche questo, se invece lo trattiamo a parte, lei capisce, è una specie - veniva ricordato dal collega Fadda - di articolo 13 bis. Va bene?

Avevamo finito le illustrazioni, siamo alla discussione generale sull'articolo 13 e sugli emendamenti.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Doveva parlare l'Assessore, chiedo scusa! Aveva chiesto la parola l'onorevole Selis, non era chiusa la discussione.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

Onorevole Selis, per sua informazione, mi dicono che la discussione sull'articolo 13 era stata dichiarata chiusa dal collega Bigio ieri sera. Così mi riferiscono.

SELIS (La Margherita - D.L.). No, non è chiusa! Presidente, vorrei spiegare al Segretario generale, che qualche volta si dimentica, che nella discussione generale si dà la parola alla Giunta in modo conclusivo solo per un "fair play" che l'opposizione fa o che l'Assemblea fa, perchè dopo l'Assessore può parlare chiunque di noi posto che non c'è un ordine di iscrizione. Quindi sin quando la discussione è aperta e sin quando ci sono interventi, chiunque di noi si può iscrivere a parlare, anche il collega Cugini nonostante non ne abbia voglia! Quindi, se vogliamo, faccia parlare l'Assessore e chiedo di parlare dopo.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, l'intervento della Giunta alla fine della discussione non è solo un fatto di fair play, è che i colleghi pongono alcune questioni sulle quali evidentemente a fine discussione la Giunta è tenuta dare una risposta. Questa è la ragione perchè noi sviluppiamo un confronto e una discussione organica. Però, onorevole Selis, io non credo che dobbiamo neanche limitare il dibattito, se lei chiede di parlare io le do la parola e parli, sennò perdiamo più tempo in questioni procedurali piuttosto che nella sostanza, quindi, anche l'onorevole Cugini se vuole parlare, parlerà anche l'onorevole Cugini. Onorevole Selis, prego le do la parola.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita - D.L.). Intervengo solo per una precisazione perchè le vicende dell'Aula qualche volta hanno un andamento così un po' disordinato per colpa di tutti noi, forse anche di chi chiede di parlare e quindi di questo mi scuso. Ma ho chiesto di parlare prima dell'Assessore Masala non per fare un intervento compiuto ma un intervento molto breve; siccome stiamo parlando di materia di lavoro, di istruzioni culturali, ed avrò anche altre occasioni per entrare nel merito dei problemi, invece chiedo all'Assessore Masala se non ritenga di dire qualche parola su un problema che è direttamente connesso ai problemi dell'occupazione e su cui l'onorevole Frongia è particolarmente interessato ed attento. Noi due anni fa abbiamo approvato una legge sull'artigianato e una legge sul commercio un anno fa, qualche volta su questa materia abbiamo avuto anche momenti di polemica col collega Frongia - per colpa mia naturalmente - un po' troppo sopra le righe, cancello l'eccesso di espressioni verbali, ma invece la sostanza rimane. La sostanza è che a distanza di due anni dall'approvazione - o quasi per la verità - della legge sull'artigianato e di un anno quasi della legge sul commercio, queste leggi come spesso segnala il collega Falconi sono ancora inattuate. Nei momenti della polemica anche aspra l'Assessore Frongia aveva segnalato che mancava quella convenzione di tesoreria col sistema bancario per dare corso alle istruttorie e a tutti gli adempimenti. E dopo la polemica dell'anno scorso io ho preso atto che si stava sbloccando la situazione quando agli inizi di dicembre la Giunta bandì la gara per l'assegnazione dei servizi. Questa gara si è conclusa ormai da oltre due mesi; si è conclusa il 27 gennaio, sono state aperte le buste e quindi una volta aperte le buste credo che sia un obbligo di legge, un fatto formale dare atto e dare corso all'assegnazione del servizio.

Vorrei fare due domande o anzi tre. La prima è: quanto è l'impatto di un ritardo di queste proporzioni sul sistema occupazionale ed oltretutto, siccome c'è anche una svalutazione delle risorse, se non ci sia anche un danno per il bilancio della Regione e per gli stessi operatori.

La seconda domanda è questa: vorrei sapere dall'Assessore qual è il risultato della gara, e siccome le buste sono aperte vorrei conoscere in quest'Aula i risultati delle offerte. La terza domanda è che vorrei capire come la Giunta intende procedere e come mai, a distanza di due mesi e con le buste aperte, non è stato ancora aggiudicato il servizio ai soggetti vincitori. Perchè dico queste cose in questa sede? Perchè stiamo discutendo di occupazione e sicuramente le leggi di questa natura sull'apprendistato, sul sostegno alle imprese artigiane e quant'altro, incidono pesantemente sul sistema dell'occupazione.

Ricordo all'Assemblea che in questi anni, anche grazie alle leggi ed ai sostegni dell'amministrazione regionale, il sistema dell'artigianato e del commercio è stato un settore che ha avuto una grande capacità trainante dell'occupazione. Quindi, noi da un lato facciamo delle leggi per sostenere l'occupazione e poi da un altro lato le leggi che sostengono l'occupazione come queste, vengono ibernate senza sapere perchè, e noi vorremmo che in quest'Aula venisse chiarito anche questo con molta chiarezza, con molta serenità, ma vorremmo capire qual è l'esatta situazione.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini aveva chiesto di intervenire?

CUGINI (D.S.). Avevo chiesto di intervenire, però ieri sera avevo rinunciato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

Luridiana, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Nelle politiche attive del lavoro mi sembra che si possa incominciare a parlare di formazione professionale, come molti di voi ieri hanno parlato, e soprattutto dell'obbligo formativo. Come sapete in Sardegna, purtroppo, abbiamo un'alta percentuale di iscritti alle liste di disoccupazione. E soprattutto all'interno di queste liste il settanta per cento di queste persone sono anche senza una qualsiasi qualifica, i più fortunati hanno almeno un diploma perchè hanno proseguito nella formazione scolastica, ma non hanno nessuna esperienza lavorativa. Molti altri invece fanno parte di quel mondo della dispersione scolastica che in Sardegna ha percentuali molte alte ed alcuni di questi addirittura non hanno neanche conseguito il titolo di terza media, quindi, è ancora più grave la loro situazione. Noi come Regione Sardegna ci siamo attivati moltissimo per quanto riguarda questa opportunità che veniva offerta, quella di un recupero di questa dispersione con l'obbligo formativo. E` già tre anni che questo obbligo formativo funziona; abbiamo iniziato con novecento iscritti al primo anno, poi, nel secondo anno sono passati a tremila e nel terzo bando sono arrivati ad oltre quattromila i nuovi iscritti alla prima classe. Questo ci ha consentito, soprattutto in questi anni, di poter formare e recuperare dalla dispersione scolastica molti ragazzi che non avevano nessuna possibilità, un domani, di potersi proporre al mondo del lavoro. E senz'altro in questi anni la prima opportunità che c'è stata data ha portato la Sardegna ad essere la prima Regione in Italia per quanto riguarda questo recupero. Siamo consapevoli che non tutto è filato per il meglio, ma nel corso degli anni abbiamo cercato sempre meglio di pianificare questo tipo di formazione. E quest'anno finalmente abbiamo un'opportunità, quello dell'accreditamento; molti enti di formazione già presenti ed altri che vogliono nascere, vista questa opportunità, da quest'anno non lo possono fare, se non si strutturano e se non vengono accreditati, soprattutto non potranno proporre nelle varie sedi un qualsiasi tipo di formazione perchè potranno fare solo quella formazione per cui loro sono stati accreditati. Per cui già da quest'anno ci sarà una forte selezione dal punto di vista degli enti e soprattutto delle strutture che potranno fare formazione.

Abbiamo proseguito nel lavoro che aveva iniziato l'Assessore che mi ha preceduto, una serie di ispezioni che cercano di verificare se quanto gli enti debbono fare veramente lo stanno facendo. Ma oltre a questo, nella formazione abbiamo fatto un'altra svolta, quella di avvicinarci sempre di più al mondo del lavoro, legarci all'impresa, quindi i finalizzati aziendali e soprattutto anche la formazione continua. Formazione continua che riguarda chi già lavora e che quindi ha necessità di essere quotidianamente quasi o annualmente aggiornato. Quindi un investimento sul lavoratore, di cui beneficia non solo il lavoratore, ma anche l'impresa, perché ha del personale adeguato alle sue necessità.

Si prosegue con i PIP, un'opportunità che prima ci veniva finanziata dal Governo nazionale, che oggi invece non c'è più e che abbiamo pensato di recuperare, perché era un'opportunità molto valida, molto gradita soprattutto dalle aziende. E in questo caso noi senz'altro vorremmo riproporre con fondi regionali questa opportunità. Tenete presente che il 50 per cento dei piani di inserimento professionale sono passati a tempo indeterminato. Altra opportunità è quella della 36, legge del 1998, che quest'anno finalmente siamo riusciti a monitorare: bando del 2002, sono arrivate 4195 domande con nuove assunzioni per 14.500 e un'esigenza finanziaria di 49 milioni di euro. Noi con i fondi che abbiamo disponibili riusciamo a finanziare 1144 istanze, il 28 per cento circa di quelle presentate. C'è un emendamento che vorrebbe destinare anche le risorse del 2003 per poter arrivare almeno al 50 per cento di copertura del bando del 2002. Questo perché di queste 14.500 assunzioni oltre 11 mila sono quelle che le aziende hanno effettuato nel 2002, nei primi undici mesi, perché il bando si è concluso al 30 novembre. Io chiudo adesso perché il tempo è terminato, però mi riservo man mano di dare magari ulteriori dati quando si parlerà degli emendamenti.

PRESIDENTE. Potrà intervenire volta per volta, dare risposte e argomentare, come riterrà.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, non è che io abbia voluto sottrarre il tempo al collega Assessore del lavoro, ma siccome una risposta tecnica doveva essere data soprattutto all'onorevole Biancu che l'ha posta con riferimento alla correttezza delle impostazioni del bilancio, quindi quando si tratta di queste cose è chiaro che in questa sede si deve avere almeno la certezza di parlare degli stessi dati oppure di dati diversi. Poiché, come tutti sanno, lo stanziamento complessivo nel sessennio relativamente alla legge 1 era di 1.000 miliardi di lire, vecchie per quanto si vuole, ma sempre 1.000 miliardi di lire, cioè 200 miliardi di lire all'anno per cinque anni sono 1.000 miliardi. In quella occasione siccome si doveva garantire il finanziamento di tutte le pratiche pregresse al 31 dicembre del 1999, ed erano in corso i monitoraggi sia presso l'Assessorato del lavoro che presso l'Assessorato del turismo e quindi era in fase istruttoria difficoltosa l'attribuzione a ciascuno dei due Assessorati della quota di pertinenza, fu deciso di allocare le risorse in capo alla Presidenza della Giunta regionale, la quale avrebbe con decreto, sottoscritto congiuntamente all'Assessore della programmazione, distribuito le risorse anno per anno tra l'Assessorato del turismo e l'Assessorato del lavoro.

Conseguentemente le poste in bilancio che risultano e che risultavano in capo alla Presidenza poniamo nell'esercizio finanziario 2000, evidentemente in corso d'anno si sono riversate sui due Assessorati di cui abbiamo parlato prima. Nel bilancio attuale infatti noi troviamo, nel 2005, in capo alla Presidenza nella UPB 01032 103.290 euro, che sono i 200 miliardi relativi al 2005, e non troviamo più niente, né come 2003 né come 2004, perché già queste risorse sono state attribuite agli Assessorati di riferimento. Infatti, se noi andiamo nell'allegato tecnico, alla pagina 475, cito solo il dato del lavoro, dato che stiamo parlando dell'Assessorato del lavoro, noi troviamo che nel 2003 abbiamo 10.251 euro in residui, nel 2003, 50.333 circa la metà di quello complessivo, e nel 2004 un residuo di 12.324 perché già sono stati utilizzati come anticipazione in precedenza. Quindi, praticamente, non c'è una duplicazione di spesa, ma c'è la ripartizione conseguente… Premeva soltanto sottolineare questo.

Infine una parola sul comma 11, in relazione al quale si è, diciamo così, posta una questione che atterrebbe alla correttezza anche istituzionale. Ora, in verità, se fossero valide le osservazioni fatte dall'opposizione, noi nel 2004 non dovremmo fare il bilancio, perché se dovessimo fare il bilancio per il 2005, siccome dovremo attendere l'insediamento della nuova Giunta, nel 2004 noi non possiamo prevedere il bilancio per il 2005 perché non possiamo, evidentemente, nel 2004 impegnare la politica della Giunta che ci sarà nel 2005. Evidentemente non è così, la legge è approvata in questa legislatura, il principio delle anticipazioni è affermato anche nella legge, per cui sotto questo profilo qui si tratta di estendere un principio già previsto nella legge 1 a questa cosa. Ma questo è un fatto politico e io non entro, ho voluto esprimere soltanto la valutazione su questo aspetto, poi sul piano, chiamiamolo così, tecnico, di opportunità sarà un problema che si vedrà con l'Assessore del lavoro, al quale rimane integra tutta la competenza.

Relativamente al problema sollevato dall'onorevole Selis, che ha natura di interpellanza o di interrogazione orale, alla quale io non mi sottraggo se il Presidente me lo consente, perché obiettivamente è vero che stiamo parlando di lavoro e di occupazione, ma per il fatto che stiamo parlando di lavoro, o meglio di occupazione non è che in questa sede ci dobbiamo occupare di tutto, ci dobbiamo occupare di quello che è oggetto della materia, però siccome io sono una persona che non si sottrae alle domande, se il Presidente mi consente di dare una risposta veloce, nei limiti.

PRESIDENTE. Se è brevissima sì, senza che l'onorevole Selis poi chieda la parola per intervenire su questo.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito d assetto del territorio. Brevissima, telegrafica. E' chiaro che io non sono nelle condizioni perché per quanto, diciamo così, maturata da parte dell'interpellante il destinatario non era... tra l'altro poi è un mezzo destinatario, perché c'è l'altro mezzo destinatario, in ogni caso non sono in grado di dare una risposta alla prima domanda, cioè se esista impatto, eccetera, le dico che sulle leggi operative le convenzioni con le banche esistono, sono operative e funzionano regolarmente. Sulla gara le dico che l'Assessore della programmazione ha concorso alla formazione della Commissione, la quale è nella sua autonomia lì a svolgere tutti i suoi dati. Io ho appreso da lei che le buste sono aperte, ma se anche sono aperte è un compito della Commissione; quando la Commissione mi darà il come si chiama, stia tranquillo che l'esito della gara verrà ufficializzato né più né meno come la Commissione lo porterà, per quanto dipende da me, perché poi lei sa che c'è una competenza interassessoriale. Per quanto mi concerne stia tranquillo che il risultato della gara che verrà fornito sarà quello oggetto (?) …. Però, onorevole Selis, questo è stato oggetto di un'interpellanza scritta, o di una interrogazione scritta.

SELIS (La Margherita-D.L.). Una lettera.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Una lettera, sì. Io ho già dato disposizioni perché alla sua lettera sia data risposta, anche se mi pare, però posso anche sbagliarmi, ho chiesto di accertare se sia corretto, diciamo così, che io risponda direttamente al consigliere oppure se lo debba fare per il tramite della Presidenza, perché a me pare che tutti i movimenti tra Consiglio e Giunta debbano intervenire per il tramite della Presidenza.

Se così non è, anche se fosse così la risposta gliela stanno preparando lo stesso, stia tranquillo che avrà la risposta scritta.

PRESIDENTE. Colleghi, prendete posto, siamo al voto. Vi prego, un po' di attenzione perché non è una votazione semplicissima quella che dobbiamo fare, pertanto vi prego di seguire.

Gli emendamenti numero 62, 478, 491, 530 hanno lo stesso contenuto e pertanto li voteremo assieme. Ricordo che l'emendamento numero 62 è presentato da Pinna e Pacifico; il 478 è presentato da Falconi e più; il 491, Pinna-Pacifico; il 530, Pinna-Pacifico.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

spissu (d.s.). Per chiedere il voto segreto su tutti gli emendamenti relativi al comma 4.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, lei voleva fare dichiarazione di voto, forse?

PINNA (Gruppo Misto). Volevo fare la stessa richiesta.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 62, 478, 491 e 530.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 67

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 31

contrari 36

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU -MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

All'emendamento 10 è stato presentato l'emendamento 698 che è soppressivo totale. Noi voteremo evidentemente solo una volta, voteremo l'emendamento numero 10, che è della Giunta regionale.

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli emendamenti 367, assessore Masala, mi rivolgo a lei, e 617 sono uguali. Ne avete presentato uno sostitutivo parziale e uno aggiuntivo, vanno votati come aggiuntivi tutti e due, per cui li voteremo dopo.

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli emendamenti 451, 604 e 688, il primo di Falconi, Spissu e Demuru, il secondo di Sanna Gian Valerio, Fadda e più, il terzo di Pisano, Vargiu e Cassano, sono sintetizzati con un emendamento non numerato, è una formulazione che li contiene tutti e tre. Li voteremo assieme con questa sintesi che dice: "Articolo 13 - sostitutivo parziale - 'Gli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 5 e 6 sono valutati in euro 1 milione per l'anno 2003, copertura finanziaria in diminuzione UPB S 09010 anno 2003, euro 500 mila'".

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Naturalmente continua per il resto, nel senso che il 2003...

PRESIDENTE. Solo la prima parte. Votiamo questa sintesi, così come è stata formulata.

Metto in votazione questa sintesi, così come è stata formulata. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Metto in votazione l'articolo 13. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione per commi. Possiamo votare i commi 1, 2 e 3 insieme, il comma 4 separatamente.

PRESIDENTE. Il comma 4 è stato già votato, onorevole Spissu.

SPISSU (D.S.). Sul comma 4 abbiamo votato un emendamento soppressivo. Poi il 5, il 6 e il 7 separatamente, perché l'Assessore ci doveva dare delle risposte. Il comma 4 secondo me va rivotato, Presidente.

PRESIDENTE. Va votato insieme al 3. Per cui, se lei crede, potremmo votare 1 e 2.

spissu (d.s.). Perché insieme al 3? L'1 tratta dei progetti finalizzati all'occupazione ex articolo 37 della legge del 1988 e il 4 riguarda un finanziamento al Parco geominerario.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, votando l'emendamento che abbiamo già votato, non ci consente questo di votare il comma 4 da solo, perchè sarebbe una ripetizione di una votazione già fatta; poiché c'è una parte che rimane, possiamo votarla assieme al comma 3, o al 5 o al 6.

(Interruzioni)

Onorevole Spissu, non possiamo votare due volte la stessa cosa, lo capisce? Però se lei insiste per votarla per parti diventa un problema, se invece votiamo tutto assieme c'è anche quello.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, noi possiamo però mettere in votazione la parte finale dell'articolo, quella relativa allo stanziamento dei cinque milioni di euro sull'U.P.B. S10030 del comma 4.

PRESIDENTE. Per questo le dicevo possiamo votarlo o collegato al comma 3, o al comma 4, quella parte che sta indicando lei che sopravvive, va bene?

SPISSU (D.S.). Va bene.

PRESIDENTE. Allora rimane la richiesta della votazione per parti?

SPISSU (D.S.). Cioè, la parte iniziale? Non ho capito, Presidente, mi scusi!

PRESIDENTE. La parte alla quale lei si riferisce, onorevole Spissu, sopravvive, però viene votata o con il comma 3 o con il comma 4 o con il comma 5. La cosa importante è che non ripetiamo un voto già fatto e che sopravviva quella parte che deve sopravvivere.

SPISSU (D.S.). Per il comma 4 facciamo due votazioni, Presidente.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, può avvicinarsi qui che lo vediamo. Vi do subito la parola, ma ho bisogno di definire tecnicamente perchè non ci comprendiamo, poi le do la parola, onorevole Sanna.

(Interruzioni)

Chiedo scusa ai colleghi, ma c'è un piccolo problema di ordine formale che stiamo cercando di risolvere.

Abbiamo chiarito. Adesso un po' di pazienza riprendiamo subito e procediamo al voto. Possiamo procedere.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). La votazione che chiediamo separata è quella dell'interesse dei commi ad esclusione del 4 e dell'11 per i quali chiediamo la votazione separata, con la precisazione che nel comma 2 resta inteso dopo le parole "fissate" l'introduzione della parola "rispettivamente" e nel comma 8 come concordato dopo le parole "della presente legge", "in conformità con quanto disposto dal decreto legislativo 608".

PRESIDENTE. Ciò che aveva proposto ieri l'Assessore.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Esatto. Quindi, 4 e 11 a parte, tutto il resto in un'unica votazione.

PRESIDENTE. Sull'articolo 13, votiamo tutto l'articolo, meno il comma 4 e il comma 11. Così chiedono. Il comma 4 non si può votare e chiedono di non votare neanche il comma 11. E` chiaro a tutti? Quindi, se è chiaro lo metto in votazione.

Poichè nessuno domanda di parlare, metto in votazione i commi dell'articolo 13 meno i commi 4 e 11. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Metto in votazione i commi 4 e 11. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.

Lo ripeto se non fosse stato chiaro, nella votazione che abbiamo appena fatto il Consiglio ha approvato.

SPISSU (D.S.). Presidente, adesso dobbiamo votare i commi 4 e 11 e chiedo la votazione segreta.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dei commi 4 e 11 dell'articolo 13 del disegno di legge 383/A.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 73

astenuti 1

maggioranza 37

favorevoli 38

contrari 35

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI -FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Passiamo agli aggiuntivi. Vi ricordo per l'ordine che i colleghi hanno, che il 182 e il 185 sono ritirati, quindi votiamo il 184. Metto in votazione l'emendamento 184, Sanna Gian Valerio, Fadda e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, noi voteremo a favore di questo emendamento. Ciò che ci stupisce è la lapidaria liquidazione di questo problema da parte della Giunta; così come detto dal collega Lai, quest'anno noi celebriamo l'anno dedicato a questa categoria di persone svantaggiate, particolarmente colpite e vediamo al contorno di questa condizione una insensibilità profonda, come quella di negare un finanziamento aggiuntivo di 249 mila euro a favore del diritto al lavoro di categorie di disabili.

Ci pare un elementi negativo che continua, a nostro giudizio, ad allontanare le istituzioni, l'attenzione della politica da quelle che sono le problematiche della solidarietà; non abbiamo sentito una parola ...

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, colleghi, devo chiedere scusa, ma non sento cosa sta dicendo l'onorevole Sanna!

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Non abbiamo sentito una sola parola di commento a questa lapidaria negazione. Credo che ci sia, complessivamente, nel contesto delle politiche regionali, una ruvidezza a tenere conto di quelle che sono le problematiche di queste persone e peraltro osserviamo come, rispetto al diritto al lavoro, anche il sistema di concorsi regionali sia molto refrattario a rispettare le quote e le percentuali riservate a queste categorie. L'abbiamo visto nei recenti concorsi banditi, l'abbiamo visto nella predisposizione dei bandi del Consiglio regionale e tuttavia noi siamo, nell'anno europeo 2003, delle persone con disabilità. Vorrei capire cosa intendete pensare e fare come segnale di una istituzione regionale che in quest'anno, dichiarandosi isola del Mediterraneo, isola europea, isola che ambisce ad essere regione delle regioni europee, che cosa pensate di fare? Finanziare spettacoli, musica, danze o avere un atteggiamento di sensibilità e di attenzione a questo tipo di celebrazione? Credo che sia un fatto molto grave, lo registro per quello che serve, per quello che riesce a penetrare nella vostra sensibilità, avremo occasione, più avanti nella discussione, di entrare nel merito anche di queste cose.

Presidente, accetti la polemica, sarebbe stato molto più lusinghiero per un Consiglio regionale tutelare le disabilità anche negli aspetti concorsuali, piuttosto che chiedere l'accesso di presunti corazzieri che non hanno nessuna funzione, rispetto a quell'altezza e per il quale noi abbiamo altre esigenze. E` un aspetto, così come è un aspetto di tentativo di tutela, quello di chiedere conoscenze sulla lingua sarda, che io comprendo in un epoca moderna dove ci vorrebbe una visione un po' più ampia, ma che va, a mio giudizio, nella tutela anche di un concorso maggiormente riservato ai cittadini e ai ragazzi della Sardegna. Questo lo capisco, ma nella Sardegna ci sono ragazzi alti più di 1 e 75, alti meno di 1 e 75 e purtroppo abbiamo anche ragazzi che non hanno avuto la fortuna di nascere con tutti i requisiti psicofisici che li potessero mettere in competizione con gli altri. La legge nazionale europea ha tutelato queste condizioni prevedendo particolari scelte legislative, osserviamo che complessivamente c'è una insensibilità. Ciò nonostante noi vogliamo dare una testimonianza a voto palese elettronico di questa nostra segnalazione e vorremmo - appunto - che attraverso questo voto sia significata la nostra posizione riguardo a questa categoria di persone.

PRESIDENTE. Otto che appoggino la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SELIS, MARROCU, CUGINI, LAI, SECCI, GIAGU, SCANO.)

Ha chiesto la parola prima l'onorevole Pittalis, poi dopo do la parola a lei, la Giunta di solito parla per ultima.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). L'argomento introdotto con questo emendamento non può non toccare anche le corde del cuore se non la sensibilità, anche perché, come ricordava chi mi ha preceduto, questo è proprio l'anno che è dedicato ai portatori di handicap; riteniamo che, mi rivolgo al Presidente della Giunta, mi rivolgo all'Assessore del lavoro in particolare, perché anche la Regione Sardegna tra le tante iniziative possa inserire anche un'iniziativa importante che non sia soltanto celebrativa, ma che rappresenti concretamente il segnale tangibile della solidarietà verso questo settore. Allora, ecco perché su questo emendamento, lo diciamo, non si possono creare barriere tra destra e sinistra, ma io penso, e non mi importa se l'emendamento è sottoscritto da colleghi del centrosinistra, che su questo tema dobbiamo probabilmente fare tutti uno sforzo e cercare di considerare il problema e non le appartenenze. Perché dico questo? Perché mi trova perfettamente d'accordo nel dare un forte segnale, forse non è fortissimo, ma è sicuramente un segnale apprezzabile.

Certo è, e lo dico ai colleghi del centrosinistra che poco fa, per rimanere nel campo delle politiche della solidarietà, sul comma quarto hanno pervicacemente insistito forse per ottenere una bocciatura. Ma anche al comma quarto non si tratta certo di disabili, si tratta di lavoratori socialmente utili, precari che noi intendiamo stabilizzare e non comprendo come mai il centrosinistra, che pure si era distinto in battaglie anche nel passato, su questo tema, su un aspetto come quello dei lavoratori socialmente utili del Parco Geominerario abbiano assunto una posizione davvero incomprensibile, consentitemelo.

MARROCU (D.S.). E' lo Stato che deve pagare, non la Regione.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Ma intanto noi non vogliamo che muoiano di fame padri di famiglia perché lo Stato non provvede; abbiamo provveduto ad anticipare in tante occasioni tante altre somme anche per cose più superflue, immaginiamoci se non ci dobbiamo fare carico di decine e centinaia di padri di famiglia, solo perché sono lavoratori socialmente utili!

Allora, colleghi, ecco perchè, quando trattiamo i temi della solidarietà, che sono appunto temi comuni che devono, come ho già detto, prevalicare anche le appartenenze e gli schieramenti politici, dico che bene avrebbe fatto il centrosinistra a sostenere la battaglia dei lavoratori socialmente utili del Parco Geominerario, come ha fatto il centrodestra.

SPISSU (D.S.). Ma sta parlando sulla comma quarto?

PITTALIS (F.I.-Sardegna).Così come ritengo che bene farebbe il centrodestra a sostenere l'emendamento presentato dal centrosinistra per dare un concreto segno di solidarietà a favore del mondo dei disabili.

Per questa ragione, signor Presidente, annuncio il mio voto favorevole all'emendamento 184.

PRESIDENTE. Assessore, abbia un po' di pazienza perché ci sono un po' di iscritti per dichiarazione di voto, dopo do la parola anche a lei!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non capisco perché sempre dopo. Non necessariamente si deve entrare nel merito della discussione, può essere che si parli su un aspetto preliminare che risolve il problema.

PRESIDENTE. Siccome stiamo facendo le dichiarazioni di voto, presumo che lei mi stia chiedendo la parola per fare una dichiarazione di voto, tutto il resto è già passato.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, è un fatto tecnico.

PRESIDENTE. Allora non può parlare, che fatto tecnico? Scusi! Stiamo facendo le dichiarazioni di voto, aspetti il suo turno, farà la dichiarazione di voto e parlerà anche del problema di ordine tecnico. Se non procediamo con un minimo di ordine, poi è difficile andare avanti. Mi scusi, Assessore, non voglio certamente impedirle di parlare, ci mancherebbe altro.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, un fatto tecnico può alleggerire la situazione. Gli assessori sono sempre intervenuti sul piano tecnico

PRESIDENTE. Ma stiamo votando!

CUGINI (D.S.). Dobbiamo inventare una nuova regola?

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lo è sempre stato.

CUGINI (D.S.). Ma quale è sempre stato!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Presidente, io intervengo per annunciare il nostro voto favorevole, come Gruppo dei Riformatori Sardi, all'emendamento 184, ma proprio perché è un argomento che noi condividiamo sia nella sostanza che nell'intendimento. Non può essere che nell'anno 2003, anno dedicato alle disabilità, non si possa avere qui in quest'Aula un significativo segnale che davvero vada verso la direzione giusta, quella di coerenza con la legge 20 che la stessa Aula ha licenziato qualche mese fa.

Abbiamo, allo stato attuale, in Sardegna 12 mila iscritti nelle liste dei lavoratori disabili, ai sensi della legge 68; 12 mila persone che attendono naturalmente un segnale e, ovviamente, deve trattarsi di un segnale forte. L'inserimento lavorativo di questa categoria così svantaggiata deve arrivare da una azione univoca da parte di questo Consiglio regionale e, soprattutto, deve realizzarsi attraverso le azioni che il fondo per l'occupazione dei disabili già ha indicato. Crediamo che si possa fare davvero azione di inserimento lavorativo e soprattutto noi riteniamo che finalmente possa concretizzarsi in questo anno l'inserimento di almeno 1.500 lavoratori che derivano dall'applicazione della legge 68, in funzione del fatto che finalmente le aziende che abbiano almeno 15 dipendenti sono sottoposte all'applicazione normativa.

In Sardegna, su 83 mila aziende esistenti, ben 82 mila sono quelle che hanno meno di 35 dipendenti; questo significa che all'applicazione della norma non meno di 2 mila aziende saranno sottoposte all'obbligo dell'assunzione di un lavoratore disabile proprio perché rientrante nella fascia delle aziende con un numero di dipendenti compreso tra 15 e 35. Crediamo che questa sia l'occasione giusta per dare questo segnale e noi Riformatori, naturalmente, non possiamo che condividerlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, i colleghi che mi hanno preceduto, sia i presentatori, il collega Sanna che il collega Pittalis e il collega Pisano hanno sufficientemente illustrato le ragioni per le quali, anche a mio parere, è necessario votare in favore all'emendamento, del quale primo firmatario è il collega Gian Valerio Sanna. Comunque sia, è andare incontro, è una conseguenza della legge numero 20, è un atto di coerenza da parte del Consiglio che ciò che ha proposto quella legge che è passata in Aula qualche mese fa non è una vana promessa, ma si vuole dar seguito effettivamente ad un'attenzione particolare a coloro i quali, meno fortunati di altri, hanno difficoltà all'inserimento nel mondo del lavoro perché portatori di handicap o perché parzialmente abili al lavoro.

Quindi il mio voto sarà senz'altro favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, per dichiarare il voto favorevole, ma per dare due elementi. Mi rendo conto che la nostra proposta poteva essere e può essere tranquillamente essere veicolata e spostata sul bilancio. Nello specifico - mi rendo conto che l'Assessore avrebbe potuto proporre questo - va richiamato quello che è stato sottolineato da diversi colleghi, dal collega Pittalis, dal collega Pisano, oltre che all'inizio il collega Sanna, il collega Rassu, e cioè che si tratta di un anno che è dedicato al lavoro dei disabili e che richiede anche un messaggio che si può dare in maniera unitaria, cioè che l'Italia è il Paese che sull'handicap ha il livello più basso di spesa, siamo all'1,5 per cento del PIL, contro una media europea che è del 2,2 per cento, siamo molto indietro come paese, questa è la verità!

E` bene che facciamo fare il mestiere alla politica; la politica deve in qualche modo indirizzare, dare elementi di fiducia e questo è un modo per dare elementi di fiducia e non ridurre soltanto ad un elemento ragionieristico un tema che invece merita un'attenzione condivisa da parte di tutti.

Per questo motivo la dichiarazione di voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Businco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSINCO (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, per annunciare il voto favorevole mio e del mio Gruppo su questo emendamento, il 184, che riteniamo validissimo e che tratta di una materia così delicata da meritare sicuramente una trattazione più complessiva in altre e spero non lontane occasioni.

Il nostro voto favorevole significa anche riconoscere che su materie come questa, tutte le contrapposizioni ideologiche e partitiche devono essere messe da parte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Era da tempo e forse era anche ora che si sentissero echeggiare nell'Aula del Consiglio regionale parole così nobili e così belle! Tutti d'accordo finalmente su una cosa ritenuta essenziale e seria, ed anche noi siamo d'accordo. Però, se è vero quello che si dice, perchè questo intervento così limitato? Se è vero quello che si dice, perché la maggioranza, che ha l'onere e il dovere di presentare la proposta di finanziaria di bilancio, non ha proposto questo intervento? Evidentemente non c'è tutta quella convinzione e tutta quella affezione al tema che adesso qui si vorrebbe manifestare!

Peraltro si è detto che a fronte di 12 mila iscritti nel registro, lo dice un esperto anche della materia, il collega Pisano, nello speciale elenco dei disabili, qui l'intervento pubblico regionale è veramente inadeguato, striminzito. Perché, in materia così delicata, questa maggioranza non propone al Consiglio leggi ordinate, leggi di merito, leggi adeguate che disciplinino per davvero tutto questo insieme di questioni e l'avvii a soluzione?

Insomma, pare di assistere sì a questo generoso sforzo adesso attorno a questa vicenda, è anche l'anno del disabile, ma credo che un disabile gli anni se li conti tutti, che non abbia bisogno del suo anno per avere una briciola. Credo che anche l'anno prima e anche l'anno dopo, rispetto alla festa, per lui sia sempre una sofferenza. Si sono dette delle cose e si stanno dicendo delle cose del tutto eccessive per un verso o inadeguate per altro verso.

Secondo me c'è un po' di esercizio di ipocrisia in tutta questa cosa. Se c'è questo grande empito, se c'è questo grande trasporto verso un tema così delicato, si dice che questa è materia che può essere anche allocata bene nel bilancio, si trovi il modo, anche allocandola magari nel bilancio, di adeguare la somma. Credo che questi 775 mila euro, 1 miliardi e mezzo, a fronte del bisogno pressante che si è rappresentato, sia una cosa del tutto esigua.

Partendo da questo dato e partendo dalla condivisione di questo elemento si trovi nel frattempo modo di adeguarlo in ragione non dico del bisogno totale, ma che arrivi verso un soddisfacimento vero, più serio e più incisivo, visto che il tema è così ben accetto dal Consiglio, questa vicenda.

Quindi insieme all'opinione favorevole esprimo anche l'invito a voler pensare meglio a questa cosa e incrementare opportunamente la somma, allocandola nel bilancio per quanto si converrà che potrà essere soddisfatta anche in termini più adeguati, se no rimarrebbe la lacrimuccia che consegue alla buona azione, però non avremmo per davvero - visto che c'è questa corale manifestazione di volontà - adeguatamente affrontato il problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Signor Presidente, non spenderò una parola per dire quale disagio e quelle attenzione debbano meritare i disabili perché non ce n'è bisogno. Dirò solo che l'ipotesi fatta dall'Assessore in fase di parere sull'emendamento, credo che possa essere una soluzione al problema. A me non interessa come vengono trovati i soldi, i soldi devono essere trovati, questo è sicuro! Se poi lo si farà attraverso il bilancio, attraverso la finanziaria, la cosa ci interessa davvero poco, la cosa che è certa è che noi, su questo punto, non ci muoviamo di un millimetro, i soldi devono essere trovati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto ). Nell'annunciare il nostro voto a favore per l'emendamento 184. Per rimarcare una cosa che molte volte sfugge all'Aula, ed è quella sensibilità che nel valutare in queste occasioni un bilancio e una finanziaria viene meno.

Se dovessi chiamarla in gergo calcistico, direi un autogol vero e proprio, perché nel momento in cui viene respinto dalla Commissione, viene dato il parere negativo in Aula dal Presidente della Commissione, viene dato il parere negativo in Aula dall'Assessore della programmazione, credo che l'intervento del collega Pittalis e di tutti gli altri che si sono succeduti abbiano dimostrato che quella sensibilità, per certi versi nascosta, è riapparsa all'interno dell'Aula come giustamente dev'essere.

Allora, credo che una maggiore attenzione nel valutare le proposte, a prescindere che siano di maggioranza o di opposizione, debba trovare l'Aula, e chi di dovere, molto più attento e certamente sensibile a quelle che sono poi tematiche sulle quali, quando si discute con serenità, ci troviamo tutti d'accordo. Allora c'è la proposta, il suggerimento - per meglio dire - di vedere all'interno delle risorse a disposizione, nonostante il finanziamenti nazionale, la possibilità di un ulteriore incremento, perché 12 mila unità non sono poche; un mondo che tarda a trovare sbocco occupazionale, nonostante le leggi e la protezione doverosa che pure esiste, non trova quella continuità di collocazione che dovrebbe essere un elemento e un diritto al quale - e credo a maggior ragione - le categorie protette non possano e non debbano rinunciare.

Quindi i 775 mila euro che sono il frutto dell'emendamento credo che necessariamente debbano trovare ulteriore crescita di risorse per facilitare e incentivare quindi, con maggior forza, quella che è l'occupazione di un settore già di per sé penalizzato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, per dire che voterò a favore dell'emendamento e per rilevare anche che il pronunciamento a favore di questo emendamento presentato dal centrosinistra, pronunciamento che si sta manifestando da parte di numerosi consiglieri del centrodestra, è un fatto che giudico positivo e fa onore ai colleghi che sostengono questo emendamento.

Questo da un lato, dall'altro questo fa emergere con molta forza l'insensibilità che la Giunta regionale dimostra anche rispetto a questa parte della nostra comunità particolarmente sfortunata e che quindi, per questo motivo, avrebbe bisogno di maggiori attenzioni. Credo che da questa discussione la Giunta regionale debba trarre anche qualche indicazione importante per il proseguo della sua azione politica e amministrativa. Intanto deve rivedere i propri bandi che sono in corso proprio rispetto a questo problema; quindi le assunzioni che l'amministrazione regionale e il Consiglio regionale sta portando avanti, a mio parere vanno riviste e devono accogliere quanto previsto dalla normativa sull'inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Questa dev'essere anche un'occasione nella quale la Giunta regionale deve prendere spunto per effettuare un controllo complessivo nel sistema pubblico e privato regionale, per verificare i termini della non applicazione della normativa sull'inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Purtroppo questa normativa è largamente disattesa, quindi chiedo che l'amministrazione regionale metta in atto tutti gli strumenti di cui può disporre per effettuare un monitoraggio complessivo in ambito regionale, nel settore pubblico e in quello privato, e perché chi deve far rispettare le leggi le faccia rispettare, perché è inutile dotarsi di normative avanzate e molto civili se poi non vengono rispettate.

Quindi, questa dev'essere l'occasione attraverso la quale la Giunta fa una riflessione seria e cambia comportamenti anche rispetto a questa materia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (S.D.I. - S.U.). Presidente, per dichiarare il voto favorevole mio personale e degli altri miei colleghi del Gruppo su questo emendamento che, al di là degli aspetti di natura numerico e quantitativa, cioè in riferimento ai 775 mila Euro stanziati, ma soprattutto anche in riferimento ai contenuti della legge 68 del 1999, vuole dare un segnale forte di attenzione verso quelle categorie che oggi più di altre soffrono il grande problema dell'inserimento all'interno del mondo del lavoro. Spero e credo che poi la fase attuativa di questo stanziamento debba prevedere e possa prevedere l'adesione del criterio regolamentare ai nuovi bisogni e al nuovo profilo che la componente dei disabili nella nostra Regione sta, progressivamente e in maniera sempre più particolareggiata, definendo. E` ben vero che la disabilità rappresenta una incapacità ad essere funzionale ad una cultura ancora misurata nel cento per cento delle performance fisiche e intellettuali, ma è anche vero che una disabilità non può essere mai una disabilità totale e che la destinazione dei fondi siano finalizzati alla capacità di ottenere dal disabile il meglio della sua produttività professionale e lavorativa, sia in termini fisici che in termini intellettivi, con particolare riferimento alla parte residua della sua capacità produttiva di soggetto lavoratore.

La seconda cosa che voglio sottolineare è che bene sarebbe che una parte di questo fondo venisse destinata a mettere in atto tutta una serie di interventi di verifica e di capacità ispettive perché l'obbligo che oggi hanno le aziende di far sì che ogni 15 dipendenti, uno di questi sia deputato ad essere reclutato dall'elenco dei disabili, possa trovare davvero spazio all'interno delle aziende della nostra Regione. Non so se la cifra indicata dei 12 mila sia una cifra reale, oppure sia una cifra sottostimata, certo è che esiste all'interno del mondo dei disabili un grande patrimonio, una grande ricchezza di natura professionale e di natura culturale dalla quale la nostra Regione potrebbe trarre grande beneficio e grande utilità se l'utilizzo dei disabili all'interno del mondo del lavoro fosse fatto non a random, ma fosse finalizzato in base alle specifiche capacità professionali della residua capacità lavorativa di ognuno di questi.

Il mondo dei disabili attualmente si sta caratterizzando per un abbassamento progressivo dell'età stessa degli appartenenti e si sta caratterizzando per una disabilità prevalentemente di natura neuro - psichica e sensoriale che permette alle persone affette e riconosciute tali, comunque di adempiere a funzione anche molto delicate e molto difficili nella vita di relazione sociale, nella vita di gruppo, tale per cui, se questo emendamento dovesse essere accolto, così come pare dalle dichiarazioni dei vari componenti i vari Gruppi, dovrebbe accadere e sarebbe auspicabile accadesse, che la destinazione di queste risorse possa davvero risolvere una parte importante dei problemi della disoccupazione nella nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granella per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GRANELLA (La Margherita - D.L.). Sarò brevissimo, perché devo dichiarare il mio voto favorevole, ma è pleonastica questa mia affermazione, dato che sono insieme col Gruppo della Margherita uno dei firmatari, però non posso non apprezzare la sensibilità che l'Aula ha dimostrato e che tutti gli oratori che mi hanno preceduto hanno dimostrato con parole e con interventi fattivi. Addirittura mi è piaciuta la proposta dell'onorevole Cogodi di aumentare questa dotazione, quindi bisognerebbe vedere se con un emendamento orale o con un assestamento si può aumentare questa dotazione. Debbo però - per chiudere il mio brevissimo intervento - rimarcare che questo emendamento è partito con due "no", il no dell'Assessore, il no della Giunta e il no del Presidente della Commissione. E` bello vedere che la maggioranza ha le idee chiare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento 184 che ripristina uno stanziamento nell'entità che era stata prevista l'anno precedente, ma nel dichiarare il voto favorevole non posso non sottolineare come, parlando di fondo per il collocamento dei disabili, non si debba solo parlare di entità di stanziamento, perché è vero che noi con questa operazione non stiamo facendo altro che recuperare una parte di risorse che ci sono state negate dallo Stato. Basta scorrere gli ultimi decreti ministeriali per notare che nell'ambito della ripartizione delle risorse dei cento miliardi previsti dalla legge nazionale, la Sardegna è stata una delle regioni penalizzate. Questo fatto è stato oggetto anche di specifiche interpellanze da parte del Gruppo dei Democratici di Sinistra e il motivo per la decurtazione del trasferimento delle risorse è stato determinato soprattutto dalla mancata attivazione del fondo. Ora, con una recente legge il fondo è stato istituito, il problema sono senz'altro i soldi, ma il vero problema in questa Regione è quello della spendita delle risorse! Ancora siamo in ritardo nell'attivazione di diverse procedure, soprattutto per quanto riguarda il collocamento mirato dei disabili. E` questo il punto centrale perché il tasso d'occupazione dei disabili, come evidenziano le più recenti ricerche statistiche, è pari al 20 per cento, di gran lunga inferiore di oltre il 50 per cento rispetto alla media del tasso d'occupazione dei normodotati. Per cui lo stesso impianto della legge 68 aveva come fulcro centrale il collocamento mirato dei disabili, ma per il collocamento mirato occorre soprattutto incidere su due aspetti che sono i colloqui di orientamento, l'attività di orientamento e i percorsi formativi, flessibili e personalizzati; attività queste che devono essere il fulcro di quelle svolte dai centri per l'impiego. Purtroppo anche da questo versante noi dobbiamo notare, nostro malgrado, che la Regione è in forte ritardo, è proprio il fanalino di coda delle regioni italiane nell'attivazione di questi strumenti che non consentono di dare gambe a delle volontà che anche in quest'Aula oggi sono state espresse. Per cui, va bene l'implementazione delle risorse, ma soprattutto il mio richiamo con questa dichiarazione di voto è alla Giunta di fare in modo che tutti gli adempimenti previsti dalla legge trovino puntale attuazione, altrimenti siamo solo in una mera dichiarazione di principio e rischiamo solo di incrementare i residui di stanziamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Avevo chiesto di intervenire non per fare la dichiarazione di voto, ma per mettere in evidenza un fatto del quale il Consiglio deve anche tener conto: noi abbiamo sull'articolo 13, per esempio, 90 emendamenti, i presentatori hanno dieci minuti di tempo per illustrarli, per ognuno, la Giunta ha dieci minuti per il complessivo numero di cose, quindi è chiaro che molte volte il "sì", il "no" eccetera non può essere accompagnato dalla motivazione e, in questi casi, c'è la riserva di motivare poco prima di metterlo al voto. Fatta questa premessa, nel caso di specie, la Giunta si trova con un emendamento che dice: "Lo stanziamento globale per finanziare una certa cosa, prevista dalla legge 68 del 1999, è stabilito in 775 mila Euro." Siccome in bilancio, la Giunta ha messo 1.349, è logico che deve dire di no, perchè se dice di sì riduce automaticamente da 1.349 a 775. E` chiaro che poi le cose destano incomprensioni, poi si è chiarito successivamente; in realtà è stato commesso un errore materiale, si voleva indicare non la legge 68 del 1999, ma la legge 20. L'ho capito, ma non c'è scritto! Una volta che si chiarisce attraverso la discussione che si tratta della legge 20, noi andiamo a guardare il bilancio ed allora l'emendamento è compatibile. Io ho aggiunto anche - l'ho detto in altre occasioni ma la formula è uguale anche per questo - che quando non occorre la norma sostanziale perché esiste già l'autorizzazione e si tratta solo di incrementare le poste di bilancio, è inutile appesantire la legge finanziaria di queste norme, perché è sufficiente - come abbiamo fatto in altre occasioni - trasferire l'emendamento, ovvero fare l'emendamento sulla legge di bilancio.

Questo ho detto e quindi, nel caso di specie, intendevo fare una proposta di questo genere: siccome questo, così com'è non può essere votato, e siccome mettere "l'articolo 20 viene modificato" eccetera, io anche nel frattempo ho trovato la copertura perché questa copertura tra l'altro non esiste, perché non esiste proprio. La proposta qual era? Volete ritirare l'emendamento e presento io un emendamento sul bilancio, però dove si garantisce almeno questo, e forse qualcosa di più, per la legge 20 e cioè quella che noi come Regione abbiamo chiamato "per l'occupazione dei diversamente abili".

(Interruzioni)

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nella nostra legge si chiamano così, mentre nel testo è chiamato "disabile". Siccome appartengo a quella categoria, è chiaro che ringrazio anche tutti i colleghi che hanno manifestato solidarietà nei confronti della categoria della quale io - ahimè - faccio parte.

Quindi se il proponente è d'accordo, la proposta che io faccio all'Aula è la seguente: i proponenti ritirino l'emendamento, la Giunta assume davanti al Consiglio l'impegno di presentare, ha già dato disposizione agli uffici di preparare l'emendamento sul bilancio a sostegno - almeno da quello che è parso sentire dal dibattito - del fondo regionale per l'occupazione dei diversamente abili, cioè Legge Regionale 28 ottobre 2002, numero 20 cioè sul medesimo UPB, S10024, capitolo 1006100 e non 060; ma questo lo vedremmo nel bilancio.

Se i proponenti sono d'accordo, io non ho difficoltà a confermare quello che ho detto.

PRESIDENTE. Evidentemente le dichiarazioni di voto erano necessarie perché sono date argomentazioni all'Assessore anche per fare una proposta che giro ai proponenti dell'emendamento 184, che sono Sanna Gian Valerio e più. Onorevole Sanna lei ha seguito le cose che ha detto l'Assessore?

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente, credo che in prima istanza, per le cose che sono state dette qua, ma anche per il significato che i colleghi hanno voluto attribuire riguardo all'anno 2003, preferirei che con le correzioni del caso e la correzione della posta finanziaria resti un segno in questa finanziaria, nella finanziaria 2003 di questa volontà. Se poi ci sono volontà aggiuntive che possono essere le integrazioni finanziarie che recuperiamo in bilancio, questo va altresì bene. Quindi in prima ipotesi chiederei la correzione dell'emendamento per renderlo compatibile e successivamente l'eventuale integrazione, se è possibile. In via subordinata, accettiamo l'ipotesi dell'assessore.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, stiamo lavorando da circa un'ora a questo emendamento, qualche minuto in più non cambia assolutamente nulla. Però, sul piano strettamente politico, il segno, questo emendamento, lo ha già lasciato, perchè si è svolto un dibattito, ci sono state molte dichiarazioni di voto. Tutto è agli atti. Il fatto che si accetti la proposta dell'assessore, che sul piano formale mi pare corretta, non modifica nulla della sostanza politica. Pertanto, se lei ritiene, anch'io le faccio l'invito di ritirarlo, visto che sul piano del risultato poi si è ottenuto quello che si voleva.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Se non ho compreso male, la richiesta del ritiro dell'emendamento da parte dell'assessore è formulata in modo tale che ci sia anche l'aumento di queste risorse. Quindi, diciamo che noi riteniamo l'emendamento, verrà riformulato e poi vedremo come riformularlo nel bilancio con l'impegno da parte dell'assessore, perchè credo che l'Aula si sia espressa in modo abbastanza chiaro, sia da parte della maggioranza sia da parte dell'opposizione, quindi l'emendamento si intende ritirato con questo impegno da parte dell'assessore.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 183. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 761. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Emendamento 313 e 134, voglio ricordare che si tratta di parte normativa.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sul sistema di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto palese elettronico.

PRESIDENTE. I due emendamenti 313 e 314 sono uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sull'emendamento 313...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, attenda un secondo. Colleghi, c'è una dichiarazione di voto, vogliamo ascoltare per cortesia? E magari con un po' di silenzio, sarebbe meglio. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Azzeri il tempo anche, perché lei lo fa decorrere prima, poi parla lei, poi me lo toglie.

Sull'emendamento 313, uguale al 314, noi vorremmo chiedere ai colleghi presentatori un attimo di riflessione e anche di possibile riconsiderazione perché, in buona sostanza, apparentemente e forse anche parzialmente per una partita pregressa può introdurre un miglioramento, però manifesta una carica di rischio e di pericolosità enorme per il tempo futuro. In buona sostanza questo emendamento estende i benefici della legge 36, cioè gli sgravi fiscali, anche alla trasformazione dei contratti cosiddetti di collaborazione continuata, i CO.CO.CO., qualora questi contratti diventino assunzioni a tempo indeterminato. Se questo riguarda i contratti esistenti, ben sapendo che il cosiddetto CO.CO.CO. è un subcontratto, è un livello di garanzia attenuato, e di molto, del lavoratore, cosa a suo tempo assentita dai sindacati dei lavoratori e oggi sottoposta a pesantissima critica e autocritica anche da parte dei sindacati CGIL, CISL, UIL, proprio per l'uso e l'abuso che si è determinato di queste forme di utilizzazione di lavoratori, che, invece di avere un contratto con tutte le garanzie, di fatto fanno le stesse cose degli altri lavoratori e però figurerebbero autonomi. Se si estende il beneficio della legge 36, che è uno sgravio fiscale, in modo generalizzato, il risultato che ne deriva è che non ci sarà più un datore di lavoro o un'azienda che assumerà un lavoratore a tempo indeterminato in via ordinaria, perché pur di avere lo sgravio fiscale farà passare tutti, perché avrà interesse a farlo e ognuno cura il suo interesse, attraverso preliminare CO.CO.CO., perché poi trasformando il contratto ottiene per cinque anni lo sgravio fiscale. Quindi diventa un incentivo pericolosissimo. Ora se l'emendamento si vuole riferirlo alle posizioni in essere, cioè che da diritto attenuato diventino, incentivando, diritto pieno o più garantito nelle forme contrattuali questo è un beneficio, ma se in via generalizzata si apre la strada al preliminare passaggio per i CO.CO.CO., diventa il travolgimento della finalità e della filosofia dell'articolo 1 della 36, perché la 36 stabilisce una casistica che va dalla lettera a) fino alla lettera i), di lavoratori che sono in determinate situazioni di debolezza: cioè gli apprendisti qualificati, le categorie protette, ne parlavamo prima, la trasformazione dei part time in contratto pieno, cioè è un incentivo, come dire, dato al datore di lavoro perché si ottenga un vantaggio a favore del lavoratore. Qui quel sistema degli incentivi per un miglioramento viene travolto perché inseriremmo, apriremmo un'autostrada di ordinarietà e di generalizzazione che danneggerebbe anche quelle altre categorie deboli che sono protette invece dall'articolo 1.

Poi sulla legge 36 noi diremo ancora qualcosa, ma è altro discorso, però la legge 36 almeno ha questa consistenza e questa e questa finalità. Se togliamo anche questo differenziale, che è quello di garantire una soglia di sicurezza migliore e si apre la strada alla generalizzazione è veramente un danno. Siccome io ritengo che l'intenzione dei redattori dell'emendamento non fosse questa, li sto invitando a una riflessione e a una riconsiderazione: o si formula in modo diverso, perché sono convinto che i loro intendimenti erano diversi da quello di travolgere la filosofia dell'articolo 1 della 36, può essere diversamente formulato o comunque inserito da un'altra parte e per intanto non sottoposto a voto in questa formulazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). E' evidente che, come dice il collega Cogodi, la ratio non è quella di favorire l'aumento dei CO.CO.CO., piuttosto di prendere atto che quando è stata fatta la legge, cioè nel 1998, queste forme di contratto erano sì presenti, ma non certamente diffuse, che oggi c'è il 15 per cento di contratti CO.CO.CO., che in teoria questi contratti, per poter accedere all'eventuale sgravio, una volta trasformati a tempo indeterminato, perché si tratta di uno sgravio che arriva quando il contratto viene trasformato a tempo indeterminato, e quindi per un'assunzione a tempo indeterminato, è diciamo uno stimolo positivo a una forma di contratto più stabile.

Allora l'articolo 1 della legge, cercavo di ragionarci, ha due versanti che sono in qualche modo differenti: il primo è il versante di coloro facenti parte di categorie protette, tra le categorie protette ci sono i disoccupati da almeno 24 mesi e quindi si accede se si prendono dei disoccupati da almeno 24 mesi; in secondo luogo ci sono le trasformazioni di contratti preesistenti in contratti a tempo indeterminato e questo diciamo è un emendamento che va in questa seconda direzione. Allora già nella legge, la lettera i) in particolare, prevede la trasformazione di contratti a tempo determinato part time, quindi anche contratti che sono di due mesi, per esempio, part time, in contratti a tempo indeterminato, e quindi lo sgravio è a partire dalla trasformazione del contratto a tempo indeterminato. Allora si può fare in due modi, io sono convinto che qui non andiamo in un aumento dei contratti CO.CO.CO., ma andiamo a stimolare la trasformazione dei contratti in essere in CO.CO.CO., o comunque se anche ci fossero o se anche si volesse usare la modalità, questa diventerebbe un'alternativa all'assunzione a tempo indeterminato per due mesi con un part time per esempio. Però se volessimo dare un elemento di maggiore garanzia dovremmo introdurre un tempo che potrebbe essere quello di almeno dodici mesi, quindi prima impegnati (?) da almeno 12 mesi, per la trasformazione in contratto di lavoro autonomo atipico, eccetera, eccetera. Cioè introducendo una via di mezzo tra la disoccupazione e l'assenza totale di vincoli come invece avviene nella lettera i). Per quanto io tendenzialmente, culturalmente, sarei dell'idea che alla fine si tratti di un caso che è molto più simile alla lettera i) piuttosto che alla lettera dei disoccupati di lunga durata.

Quindi, la disponibilità c'è, valutiamolo insieme, ma io penso che debba stare qui e che si debba fare perché sono molti i contratti di lavoro autonomo atipico che sono nei fatti già dei contratti di lavoro dipendente e hanno bisogno soltanto di non essere trasformati senza passaggi indiretti, tramite lavoro nero o cose del genere, perché questo è il vero rischio.

PRESIDENTE. Onorevole, mi consenta una raccomandazione a lei e a tutti i colleghi: questa è un'argomentazione tipica da discussione generale. Adesso noi stiamo facendo le dichiarazioni di voto. Oltretutto, affrontare problemi come questo, che sono importanti e rilevanti, richiede anche tempi un po' più lunghi di quanti ne consenta la dichiarazione di voto. Allora è opportuno che seguiamo un po' i lavori, vi prego. Adesso siamo al momento del voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento, seppure alcune delle osservazioni del collega Cogodi possono paventare il pericolo, io ritengo invece che l'emendamento vada accolto perché i CO.CO.CO. hanno avuto un aumento sostanziale in percentuale a seguito della modificazione della normativa in rapporto soprattutto alle cooperative e al rapporto tra soci dipendenti e cooperatori. La stragrande maggioranza delle cooperative non ha potuto trasformare in rapporto a tempo indeterminato per gli alti costi che la cooperativa aveva dovuto sostenere. Questo aumento è avvenuto proprio attraverso questa modificazione che ha interessato prevalentemente le cooperative che hanno trasformato i rapporti in CO.CO.CO., che però rappresenta un danno per il lavoratore, eccetera. Io credo che sia giusto e corretto e così come favoriamo la possibilità di trasformazione di part time, e quindi di rapporti anomali e di rapporti precari in rapporti a tempo indeterminato, sia giusto anche per questi lavoratori, che avendo un CO.CO.CO. hanno una tutela inferiore e attraverso il contratto a tempo indeterminato riescono ad avere un rapporto più stabile e più garantito.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA

(Segue MARROCU.) Quindi mi pare che rientri invece proprio nella filosofia della 36 che era tendente a intervenire, a favorire l'assunzione di quei lavoratori precari, magari da due anni disoccupati, o di quei lavoratori precari a part time o con contratti anomali come possono essere questi che invece attraverso la 36 stabilizzano il rapporto di lavoro. Quindi mi pare che l'emendamento possa essere accolto e non vedo i pericoli che invece sono stati segnalati dal collega Cogodi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, io ho avuto modo di sollevare la questione nella discussione generale, cercando di far capire che attraverso questo emendamento, per cui la modifica di un sistema ormai collaudato, andiamo a incentivare le assunzioni di CO.CO.CO., per cui andiamo a incentivare quella forma di assunzioni che hanno creato tanta precarietà nella nostra Sardegna e in tutta l'Italia, che mantengono i lavoratori in una condizione...

MARROCU (D.S.). E' il contrario!

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, per cortesia.

VASSALLO (R.C.). Questa è la realtà, perché attraverso questa forma si disincentiva praticamente l'assunzione delle altre forme di rapporto di lavoro, perché se le altre forme di rapporto di lavoro avevano la possibilità di avere una marcia in più per evitare queste assunzioni, mettendo questa norma si toglie questa marcia in più per cui si dice all'imprenditore: "Guarda, imprenditore, che tu puoi assumere comunque attraverso questi contratti atipici, questi contratti di lavoro autonomo atipico, tanto anche dopo potrai, quando sarai comodo, trasformarlo." Questo significa, non significa altro! Qua si vuol vendere una cosa quando effettivamente il significato è esattamente l'opposto, ecco perché mi scaldo. Mi scaldo perché si vuol parlare, si vuole illustrare una cosa che ha un senso dando effettivamente un altro senso alle questioni che si stanno discutendo.

Per cui l'emendamento numero 313, e quindi il 314, ha questa filosofia, anche se in apparenza vuole dare risposte alle trasformazioni dei posti, solo in apparenza perché darà sì una risposta a una possibile trasformazione, ma in effetti...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Vassallo. Per cortesia, colleghi.

VASSALLO (R.C.). Ma in effetti...

spissu (d.s.). Però, Presidente…

PRESIDENTE. "Però, Presidente", se ci sono problemi si chiede una breve interruzione e si risolvono i problemi. Non è possibile che un collega intervenga in una situazione come questa.

spissu (d.s.). Non c'è nessun problema.

PRESIDENTE. Mi sto rivolgendo a tutta l'Aula, non mi sto rivolgendo nello specifico a qualcuno di voi. Prego, onorevole Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Non grido, ma quando sento queste provocazioni, veramente fate perdere la pazienza anche a un santo voi! Anche perché, voglio dire, una revisione rispetto al vostro atteggiamento sui rapporti di lavoro, sulle liberalizzazioni che sono avvenute anche attraverso i governi di centrosinistra, una revisione era in corso. Io mi auguro che questa revisione di concetti e di applicazioni delle norme continui, ma continui veramente perché altrimenti qua si fa il gioco delle tre carte, da una parte si dice una cosa per poi da altre parti farne altre.

Per cui, se si vuole riformare, se si vuole modificare la 36 ritengo, dato che la materia è seria e va approfondita, sia anche questo elemento di momenti successivi, momenti in cui si possono discutere in Commissione attraverso provvedimenti di legge di modifica delle leggi che già abbiamo, che si consenta veramente a tutta l'Aula di modificare le leggi sul lavoro e sulle incentivazioni a ragion veduta, attraverso un ragionamento, cosa che io ritengo che non sia utile fare in questo modo. Per cui, attraverso norme che si inseriscono in finanziaria, che hanno effetti, a nostro avviso, a mio avviso, devastanti rispetto al sistema economico già molto precario della nostra Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Io vorrei, senza sollevare i toni e senza gridare a un attentato che verrebbe commesso manipolando la legge 36, invitare tutti a ragionare anche nella economia di una dichiarazione di voto favorevole agli emendamenti 313 e 314 unificati, su una questione e cioè sulla finalità generale della legge 36. La legge 36 ha una finalità di base, che viene elencata attraverso le fattispecie di lavoro precario che al momento, cioè nel 1998, erano in campo ed erano prevalenti. Lo scopo della legge 36 era quello di favorire, attraverso un incentivo della Regione, la stabilizzazione del lavoro precario, così come conosciuto: il part time in full time, il tempo determinato in tempo indeterminato, la protezione delle categorie più deboli, chi è da 24 mesi nella lista di disoccupazione, chi è nelle liste di mobilità, quindi tutta l'impalcatura delle lettere che elencano la casistica possibile è tesa a incentivare la stabilizzazione dei lavoratori precari, variamente assortiti nelle fattispecie previste dai contratti di lavoro, perché si stabilizzassero attraverso un incentivo che viene dato ai datori di lavoro.

Nel 1998 la legge 36 non poteva prevedere contratti di lavoro coordinati e continuati che non esistevano e che invece sono prepotentemente venuti avanti in questi anni e che costituiscono una realtà che non viene inventata in questo emendamento, che costituiscono una realtà del mondo del lavoro dipendente e precario, e che è assimilata a tutti gli effetti, sebbene con contratti di collaborazione continuativa, dal punto di vista giuridico, a un contratto di lavoro. Allora, se aggiungiamo alla legge 36 la previsione di un incentivo ai datori di lavoro perché stabilizzino i contratti di lavoro coordinato e continuato e li trasformino in lavoro a tempo indeterminato, non capisco dove stia lo scandalo, non capisco dove si manometterebbe il diritto del lavoro e mi manometterebbero i diritti dei lavoratori.

Stiamo confermando la 36, il suo fine e i suoi obiettivi e stiamo estendendo gli incentivi ai datori di lavoro perchè trasformino i così diffusi ormai contratti di lavoro coordinato e continuato in contratti di lavoro a tempo indeterminato perchè stabilizzino i diritti.

Questo è il senso e il fine dell'emendamento che noi stiamo proponendo. Non c'è nessuna precarizzazione ulteriore dei lavoratori, c'è esattamente il tentativo opposto che noi chiediamo all'Aula che venga accolto; i fondi della 36 restano inalterati, non c'è un costo ulteriore per le casse della Regione, c'è semmai la comprensione di un fenomeno nuovo all'interno della legge 36.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Tentiamo di capirci e di capirci bene perchè questo è il problema. Allora, se si tratta di una sanatoria, il problema si pone e noi non siamo contrari, ma si dica che è una sanatoria, si dica che per i contratti in essere alla data di entrata in vigore di questa legge, possono essere trasformati e su quei contratti valgono i benefici della 36. Se è questo, diciamo questo, e va detto, può essere tranquillamente introdotto; se non è questo, significa stabilizzare ed incentivare una sorta di pre-occupazione, cioè di occupazione precedente al lavoro stabile, una sorta di lavoro precario e quindi si incentiva un primo passaggio, prima che diventi lavoro a tempo indeterminato, che è regolato dai CO.CO.CO., questo è il punto! Allora, siccome noi riteniamo che questa sia una cosa aberrante, cioè spingere le aziende ad avere un pre-contratto sotto forma di CO.CO.CO., perchè poi dopo hanno l'incentivo a valore sulla legge 36. E` un assurdo perchè questo non era lo spirito della 36. Allora se il problema era quello che voleva porre Marrocu: "Ma ci sono tutta una serie di cooperative che hanno avuto e che hanno personale che hanno dovuto regolare con questo rapporto, noi vogliamo dare un incentivo perchè questo rapporto possa essere stabilizzato in modo corretto", va benissimo, noi non siamo affatto contrari, ma diciamo questo e diciamolo con chiarezza. Allora questo significa dire: per i contratti in essere alla data di entrata in vigore di questa legge, non per il futuro. Perchè se apriamo la strada al futuro, significa che uno per poter essere assunto e quindi perchè un'azienda possa utilizzare i vantaggi della 36, deve fare il contratto preliminare e deve passare attraverso le forche caudine del contratto CO.CO.CO.. Allora, siccome penso che nemmeno da parte vostra si voglia questo, tentiamo di capirci altrimenti, badate, è una assurdità tale per cui nessuno di buon senso può dire di sì a una norma di questo tipo, perchè avrebbe finalità distorsive, ulteriori distorsive, rispetto alla situazione che già abbiamo nel mercato del lavoro.

Badate, quando diciamo queste cose, le diciamo non perchè vogliamo sollevare steccati e contrapposizioni e così via, ma perchè - e se noi diciamo anche con forza - vogliamo esporre una preoccupazione che dovrebbero sentire tutti. Allora ripeto che, per quanto ci riguarda, se il problema è una sanatoria rispetto al pregresso per rimuovere situazioni che qui sono state indicate, sia che si tratti di cooperative o anche di aziende o anche di associazioni perchè la stragrande maggioranza delle associazioni ricorrono a contratti di CO.CO.CO. per essere chiari. Allora noi non siamo contrari a sanare queste situazioni e non siamo nemmeno contrari a dare un incentivo perchè si aiuti a sanare, però diciamo questo; diciamo questo ed eliminiamo l'oggetto del contendere. Non possiamo dire, ripeto e concludo, che sanato il pregresso vogliamo costituire un'ulteriore fase in cui si accumulano, anzi diventa norma ordinaria quella di passare attraverso il CO.CO.CO. per poter essere poi assunti e beneficiare della legge 36. Sinceramente questo sarebbe una vergogna per essere chiari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Anche io manifesto l'esigenza che sia chiarito che cosa dobbiamo votare perchè indubbiamente il testo dell'emendamento è abbastanza ambiguo. Quindi, al di là delle posizioni dell'uno o all'altro, penso che sia doveroso chiarire questo aspetto proprio per evitare di approvare la solita norma pasticcio che poi non si capisce bene che cosa voglia dire. Per il resto il problema esiste ed esisteva già, collega Spissu, nel 1998 perchè esisteva anche se non era così diffuso. Poi si è creata una situazione che io non esito a definire pazzesca nel mercato del lavoro perchè questo tipo di contratti che spesso presentano delle situazioni gravemente abusive sono proliferati in maniera imprevedibile e ripeto si sono verificati una serie di abusi di persone che appunto vengono inserite in questo modo e addirittura spesso eliminate e cacciate via al termine del completamento del rapporto e quindi travisando completamente lo spirito delle leggi nazionali eccetera, però queste sono problematiche che riguardano la legislazione nazionale. Qui in questo caso si tratta di fare una scelta, se deve - questo discorso - effettivamente sanare situazioni pregresse oppure se si intende sostanzialmente istituzionalizzarlo. Da questo punto di vista mi pare che i colleghi di Rifondazione abbiano ragione. Dobbiamo sapere che cosa stiamo votando. Quindi questa è una richiesta di chiarimento preliminare, per il resto mi riservo di esprimere il mio voto una volta che sarà stato chiarito il contenuto di questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Io dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento 313 e 314. Stiamo facendo una discussione anche interessante. Confesso che sto cercando di capire le argomentazioni contrarie, ma sicuramente per limiti miei ho qualche difficoltà perchè sono due le argomentazioni fondamentali che si possono portare a sostegno di questo emendamento. Primo, lo sgravio ha una condizione che l'assunzione è a tempo indeterminato, quindi non capisco dov'è che si incentivi la precarietà, non lo capisco proprio! C'è una condizione molto precisa, è finalizzato all'assunzione a tempo indeterminato. Secondo, io potrei capire queste argomentazioni, lo dico molto rispettosamente perchè magari sono proprio io che non riesco a comprendere, se i casi previsti dalla legge 36 fossero ristretti, disoccupazione da tanti mesi, liste di mobilità, disoccupazione speciale, ma badate che la casistica è molto ampia. C'è perfino il contratto part time a tempo determinato. Allora se lo sgravio fiscale va ad un lavoratore che passa attraverso una condizione di contratto continuativo o coordinato rispetto alla situazione di partenza diciamo del disoccupato, io non vedo qui un problema. Stiamo semplicemente eliminando qualcosa che rischia, data l'ampiezza della casistica prevista dall'articolo 2 della legge 36 di essere perfino una discriminazione e stiamo allargando il campo incentivando ulteriormente l'allargamento della platea dei lavoratori che sono garantiti e che hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Io la vedo così, per questo voto a favore. Mi dispiace di non riuscire a capire le argomentazioni di segno diverso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Noi stiamo avanzando una proposta, lo dico a tutti i colleghi e ai compagni che sono intervenuti, per risolvere un problema che è presente e diamo una indicazione che ci sembra risolutiva non per tutti, per tutti quelli che ne vorranno usufruire perchè il numero alto dei CO.CO.CO. in Sardegna, che sono circa 30 mila, può spaventare perchè dice, ma se tutti li stabilizziamo le risorse non bastano, ma se tutti li stabilizzassimo sarebbe una bella risposta, o no? Questo è il fine non quello di fare il nuovo precariato, ma di fare uscire del precariato un insieme di figure professionali, anche qualificate, per dire la verità. Allora siccome noi non la stiamo proponendo per fare polemica, ma per risolvere un problema, chiedo ai colleghi che l'hanno presentato, sospendiamo un attimino, facciamo un approfondimento che ci permetta di superare questa diversa impostazione per risolvere il problema. Un brevissimo chiarimento che ci permetta di ottenere una larga partecipazione perchè si tratta di un nuovo argomento, perchè i CO.CO.CO. anni fa, non molti anni fa, non c'erano. Sono figure molto presenti e molto utilizzate dal sistema produttivo sardo. Quindi merita - lo dico al Presidente - un attimino di riflessione perchè trattasi per molti di materia nuova sulle questioni del lavoro.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cugini. Se non ho capito male la proposta è di interrompere per dieci minuti. Allora, colleghi, c'è una proposta di interruzione per dieci minuti, mi pare che non vi siano opposizioni. I lavori riprendono alle ore 12 e 35. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 23, viene ripresa alle ore 12 e 35.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Colleghi, ricordo che eravamo in sede di dichiarazione di voto relativamente agli emendamenti 313 e 314 aggiuntivi. Con l'intervento dell'onorevole Cugini si sono concluse le dichiarazioni di voto a meno che non ve ne siano altre.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Semplicemente per chiedere il voto con il sistema palese elettronico.

PRESIDENTE. Questo era già stato chiesto anche dall'onorevole Fadda. Allora invito i colleghi a prendere posto. Metto in votazione, con il sistema elettronico palese, l'emendamento 313 e 314.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti 313 e 314.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DIANA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBRDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - ORRU' -PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - ORTU - VASSALLO.

Si è astenuto il consigliere: DORE.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 67

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 64

contrari 3

(Il Consiglio approva)

Passiamo ora agli emendamenti 367 e 617. L'emendamento 367 è a pagina 243, il primo firmatario è l'onorevole Pacifico, e il 617 è a pagina 255, primo firmatario Cogodi. La Giunta li aveva accolti entrambi.

Poichè nessuno domanda di parlare su questi emendamenti, li metto in votazione. (Viene richiesta la controprova.) Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Colleghi, per cortesia un attimo di attenzione sennò poi succedono i pasticci. Mettiamo in votazione l'emendamento 618, primo firmatario Cogodi. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Io chiederei il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Allora otto colleghi che appoggiano la richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SCANO, LAI, PUSCEDDU, DETTORI, MASIA, ORTU, COGODI.)

PRESIDENTE. Va bene grazie. Allora sul 618 è stato chiesto il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 618.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 70

votanti 70

maggioranza 36

favorevoli 32

contrari 38

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento 619.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Perchè in sede di illustrazione per il 619 e il 620 avevo pregato i presentatori di ritirarlo ed eventualmente di riproporlo nella legge di bilancio. In caso contrario...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Effettivamente in fase di discussione si era sviluppata un'interlocuzione anche fra i presentatori, parte del Consiglio e la Giunta, ritenendo fondata questa richiesta e però ritenendosi più opportuno che venga presentata come proposta emendativa del bilancio, anche per valutare quale possa essere la somma in aumento che potrà essere reperita in funzione del soddisfacimento di questa esigenza.

Sulla base di queste considerazioni ritiriamo i due emendamenti riservandoci la riproposizione in sede di bilancio concordando, appunto, questa migliore entità.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 619 e 620 sono stati ritirati; 686, ritirato; 687 ritirato; 689, Pisano, Vargiu, Cassano c'era stato l'invito da parte della Giunta al ritiro.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.).E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 181.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Io annuncio il nostro voto contrario alla proposta di emendamento 181, formulato come primo firmatario dall'onorevole Gian Valerio Sanna.

PRESIDENTE. Primo firmatario è il consigliere Biancu.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Scusate, sì, sì; e comunque naturalmente voglio argomentare questo voto contrario perché la proposta non andrebbe assolutamente a modificare lo stato attuale delle cose, nel senso che la normativa che si vuole porre in essere attraverso questo emendamento diventerebbe anche illegittima. Oggi noi non abbiamo possibilità di avere competenza in materia di lavoro, né tanto meno possiamo cambiare quello che è il vero motivo per il quale oggi si è creato il problema che è relativo, naturalmente, all'avvenuta abrogazione di alcune parti dalla legge 56 dell'87, da parte naturalmente di una norma nazionale che è il decreto legislativo 297.

Quindi, nessuna possibilità nostra oggi vi sarebbe per poter dare delle indicazioni, naturalmente, agli uffici periferici del Ministero che finché, ovviamente, non avverrà il trasferimento delle competenze rimangono pienamente nel potere di governare il problema occupazionale quindi la materia del collocamento.

Io credo quindi, che l'unica possibilità sia quella che oggi pare sia stata attuata, cioè di una circolare emanata dal Ministero del lavoro a firma del sottosegretario e che è stata impartita agli uffici periferici del Ministero.

Voglio, però, anche cogliere l'occasione e lo faccio adesso in questa sede, per ringraziare proprio l'onorevole Gian Valerio Sanna.

(Interruzioni)

.DETTORI (D.S.). Biancu!

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). No, in questo caso io voglio ringraziare l'onorevole Gian Valerio Sanna, perché Biancu.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia...

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Voglio ringraziare lui proprio per la lezione che ieri, naturalmente, ha dato a noi Riformatori Sardi, che è una lezione diciamo come maestro di stile parlamentare. Noi naturalmente non possiamo che prendere atto di questa lezione, e però naturalmente non sappiamo e non conosciamo se gli stili parlamentari funzionino un po' come lo stile di nuoto e quindi ve ne sia più di uno, insomma, nel senso che vi sia uno stile farfalla, uno stile rana, noi naturalmente come Riformatori ambiremmo si trattasse di uno stile libero, che è più confacente e più conforme al nostro modo di pensare; e poiché, naturalmente, lo stile comunque così come lui dice spesso "non è acqua", naturalmente, va ribadito che lo stile parlamentare ha dei requisiti che sono delle vere e proprie condizioni necessarie ma non sufficienti per averlo.

La prima di questa condizione è, in maniera ovviamente assoluta, che chi l'ha non rimprovera un altro di non averla. Quindi avere oggi lo stile relativo, naturalmente, allo stile parlamentare del quale ha argomentato l'onorevole Sanna, è uno stile, come tutti gli stili, come tutta l'eleganza nel senso di termini analogo, che chi l'ha, naturalmente non rimprovera altri di non averla; è un po' come quella dote evocata ieri qui dall'onorevole Cogodi relativa alla dote nascosta dell'asinello sardo.

COGODI (R.C.). Quale nascosta? Non è nascosta!

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). E` una dote nascosta, lei l'ha definita "dote nascosta" onorevole Cogodi, dicendo appunto che come tutte le doti nascoste naturalmente non se ne deve far vanto, sono gli altri ad attribuire all'asinello sardo quelle doti, naturalmente.

Condizione, comunque, necessaria è anche quella a mio giudizio di saper sorvolare di fronte alle cosiddette inezie, così come, naturalmente, fa parte delle condizioni di stile anche quello di non scadere mai in posizioni di acidità.

Però lo debbo ringraziare anche per un'altra cosa - e questo lo faccio in maniera veramente concreta - lo ringrazio perché ha dimostrato in maniera documentata quanto sia il ritmo e l'entità di lavoro di noi Riformatori sardi, ed io questo lo faccio perché effettivamente alle 21.13 minuti, così come ha documentato naturalmente l'onorevole Sanna, definendo appunto un lavoro nottetempo, dimostra che noi lavoriamo troppo. Il moto al quale naturalmente il nostro leader Fantola ci ha costretto è un moto di lavorare il doppio e produrre il triplo; lavorare il doppio e produrre il triplo! E quindi...

FADDA La Margherita-D.L.). Questo non lo dovevi dire!

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia...

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). E quindi questo per significare...

PRESIDENTE. Facciamo concludere, per cortesia...

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Sto concludendo, scusate. Questo per significare che davvero bisogna...

(interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia. Onorevole Tunis per cortesia i complimenti all'onorevole Fantola dopo. Prego onorevole Pisano.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Ho concluso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io intervengo sull'emendamento 181 non sull'asino sardo, al quale asino peraltro io ho attributo una dote che unanimemente è riconosciuta, quella di essere capace, forte, robusto nel tiro in salita - io non ho attribuito nient'altro, ognuno interpreti quello che vuole - capace a tirare in salita.

Invece, tra tante divagazioni di asini ed altro e di nuotatori e di stili, io direi che stile libero, stile rana, io suggerirei intanto, forse è un fatto che può essere anche realizzato facilmente, che disponga il Presidente, se ritiene, di cancellare dagli emendamenti ogni diversa dicitura che non sia quella regolamentare e che si accolgano e siano ritenuti accoglibili i soli emendamenti che contengono solo la scrittura che le regole consentono.

Per cui se c'è un gruppo di emendamenti che oltre a tutto ciò che le regole consentono porta anche nella dicitura "Assessorato del lavoro" quell'emendamento non può essere accolto, se no ognuno di noi scrive i proclami che vuole negli emendamenti; perché? Perché il Regolamento dice che l'illustrazione dell'emendamento deve essere fatta in Aula; se voi, colleghi riformatori, presentate gli emendamenti con l'intestazione Assessorato del lavoro, voi avete fatto l'illustrazione preventiva e quindi non vale più la legge della concorrenza, siete avvantaggiati, perché già state dicendo che ve li ha dati l'Assessore del lavoro, che Luridiana era d'accordo, che li ha fatti, li ha scritti, ve li ha mandati e voi gli avete presentati e questa è concorrenza sleale...

(interruzioni)

COGODI (R.C.). Non è CO.CO.CO. è concorrenza sleale.

Quindi propongo e chiedo al Presidente che cancelli, espunga, elimini o l'intero emendamento o la dicitura Assessorato del lavoro negli emendamenti presentati dai Riformatori. Non è una questione di stile, io credo che il collega Gian Valerio Sanna abbia voluto dire: "Una questione di stile" per essere lui stiloso, però se è oggetto di discussione io dico non è questione di stile, è questione di scorrettezza e di scorrettezza politica grave, non sottoponibile neppure, come dire, ad ironia leggera.

L'emendamento 181, invece, è un emendamento, come dire estremamente fondato, utile, vorrei dire vitale. Il collega Pisano sa da quanto affetto è circondato dalle sue parti ed anche qualche volta da questa parte, però il collega Pisano, che è un funzionario degli uffici circoscrizionali per il lavoro, non deve intervenire in materia d'ufficio qui, non deve contestare la possibilità che in sede locale, cioè comunale che è una cosa diversa dal collocamento circoscrizionale, che lui dirige e governa, vi possa essere in certe situazioni una graduatoria di persone che aspirano ad avere il lavoro, che sia una graduatoria oggettiva. Questo perché è giusto, punto primo; questo perché è legittimo, punto secondo; questo perché è estremamente utile, punto terzo; perché molte controversie accadono ed anche rancori, ed anche incomprensioni chiamiamole così eufemisticamente, accadono nei paesi perché se la legge della Regione prevede un cantiere comunale e lo dà ad ogni comune è chiaro che il dipendente di quel cantiere deve essere di quel comune, non è che l'ufficio circoscrizionale manda a lavorare uno di un comune in un altro comune, perché lì nascono grandi questioni e tensioni.

Quindi, dire che in sede comunale per questa sola vicenda dei cantieri comunali e dei progetti dell'occupazione in sede locale, cioè comunale, gli avviati al lavoro debbono essere di quel comune è ovvio, deve essere così, diciamo che è già così, è Pisano lo sa, perché è intervenuta in via sussidiaria la C.R.I., la Commissione Regionale per l'Impiego, già in via derogatoria a dare questa possibilità ai comuni della Sardegna, se no sarebbero stati guai.

Ecco perché se si norma è tanto meglio, rende solo più trasparente e più efficiente un sistema...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Un sistema che già nei fatti in gran parte esiste e, quindi però con la norma di legge sarebbe non solo più chiaro, ma anche più garantito. Io credo che su questo principio, questo sì che è uno di quei valori, di quei principi su cui tranquillamente ogni consigliere regionale, anche come fatto di coscienza, può essere concorde.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Ne ha facoltà.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente, come sapete tutti la Regione autonoma della Sardegna non ha ancora una legge per quanto riguarda i servizi per l'impiego.

COGODI (R.C.). Chissà perchè

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Ma, sono tanti.

COGODI (R.C.). Perché siete pelandroni e non le fate.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Comunque voi sapete anche che col 31 gennaio 2003 sono state abolite tutte le graduatorie che venivano fino ad allora compilate dagli uffici di collocamento ed è successo quello che sapete tutti, non c'è stata più possibilità di assunzioni da parte degli enti locali ed anche soprattutto per i cantieri agricolo-forestali. Io mi sono subito attivato, mi sono messo in contatto col Ministero del lavoro che ha ancora in capo tutti gli uffici periferici del Ministero del lavoro, non potendo io dare disposizioni a loro, perché non ancora passati alla Regione, ed abbiamo sottoscritto un protocollo che impegna il Ministero a fare una circolare agli uffici periferici e che con questa circolare vengono ripristinate le modalità che c'erano prima del decreto legislativo 297.

Quindi, si ritorna allo stato precedente, ho parlato anche con la dottoressa Lea Battistoni, direttore generale, ieri, che mi ha assicurato che stamattina, perché era fuori sede, avrebbe firmato questa circolare e l'avrebbe mandata a tutti quanti gli uffici che poi dovranno tener conto di questa nuova circolare.

I ritardi ci sono stati perché il Ministero ha voluto prima colloquiare col proprio ufficio legislativo per vedere se questo provvedimento potesse essere fatto dal Ministero con una circolare. Ha avuto parere positivo e quindi io chiedo ai firmatari di questo emendamento di ritirarlo perché dovremmo aver trovato la soluzione, e quindi non complichiamo più la vita dei comuni che avrebbero due possibilità e molte volte, proprio per alcune zone che sono anche difficili da gestire, potremmo dare troppa responsabilità agli amministratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). E` veramente curioso che qui, non tanto per parlare di stile a cui ha fatto riferimento il collega Pisano, ma per parlare del rispetto dei ruoli e delle funzioni.

Io credo che ieri il collega Sanna ha evidenziato che gli emendamenti che solitamente vengono presentati o dalla Giunta, in questo caso non era della Giunta, ma dai consiglieri, in questo caso era presentato dai consiglieri dei Riformatori, provengono dall'Assessorato del lavoro. Le spiegazioni e le informazioni che doveva dare l'Assessore sono state anticipate, invece, dal collega Pisano, cioè mettetevi d'accordo, scegliete la funzione e rispettate la funzione. Il collega Pisano non è tanto per parlare di stile, ma è per essere rispettosi di quelle che sono le funzioni, a me ha fatto piacere dell'introduzione che lei ha fatto in risposta all'emendamento 181, però certamente attendevo con ansia quelle che erano le argomentazioni che doveva fare l'Assessore in quanto gli compete.

Io credo che dalle dichiarazioni che ha fatto l'Assessore è chiaro che siamo di fronte ad un ritardo veramente eccessivo, tant'è vero che noi ci troviamo di fronte ad una norma, quella dell'attuazione della riforma del collocamento in Sardegna, che poteva essere messa in campo già da tre anni fa, cioè dall'aprile del 2000. A distanza di tre anni questa norma di attuazione non è ancora presente, il consigliere Pisano diceva che questa norma risulterebbe illegittima non avendo noi ancora competenza, perché non ce la siamo presa, perché il decreto legislativo 181 ci dava la possibilità, anzi ci diceva che dovevamo provvedere a riorganizzare il sistema del collocamento nella nostra Regione e non vi abbiamo provveduto e, appunto, credo che questa sia una grave inadempienza che vada ascritta alla Giunta regionale ed all'Assessorato competente. Io ho ascoltato con molta attenzione le informazioni che ha dato l'Assessore in merito alla ricerca di sbloccare questa situazione, che è bloccata come giustamente ha ricordato, dalla fine del mese di gennaio e quindi molte famiglie oggi stanno soffrendo del blocco di questi cantieri comunali sull'occupazione. Dalla ricerca che è stata fatta, ricordavo ieri che ci troviamo di fronte a circa 4000 disoccupati in più nella nostra Regione. Però dopo aver ascoltato con attenzione, dopo aver sentito le informazioni di questa sottoscrizione e di questo protocollo d'intesa che sarebbe imminente tra l'Assessorato al lavoro e il Ministero del lavoro nella persona del sottosegretario e della circolare successiva che dovrebbe arrivare agli uffici periferici, io in attesa di poter acquisire questa documentazione chiederei che dell'emendamento 181 venisse sospesa l'approvazione in attesa di poter acquisire e verificare la risoluzione del problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Dopo la richiesta di sospensione, mi pare il mio intervento... Io volevo solo dire che a me pare che l'approvazione di emendamento non sia né di ostacolo alla circolare che verrà inviata, semplicemente in assenza di una regola veniva fissato un dispositivo regionale che, comunque, vale più di una circolare, perché la circolare oggi l'ha fatta il sottosegretario, fra due mesi potrebbe esserci un altro sottosegretario che sulla base di un'impugnazione di un ufficio periferico che ritiene che non si possa dare la deroga rispetto alla norma nazionale, magari può essere messo in discussione, vi ritirate e così via. L'emendamento tende, comunque, a dare un'indicazione ai comuni che potrebbero assumere chi vogliono, quando vogliono e come vogliono e dire: "Hai la possibilità di seguire la vecchia norma attraverso una legge regionale, che comunque vale più di una circolare e di un protocollo di intesa firmato dall'Assessore con un sottosegretario, che può essere sempre, comunque, modificato da una successiva circolare.

Quindi, l'accoglimento dell'emendamento, però ormai è sospeso, non entra in contrasto con la circolare, anzi riafferma, perché di fatto riafferma, quello che la circolare dirà. Quindi avremo due elementi che andranno al comune (?), una norma di legge regionale ed anche la circolare che conferma ciò che dice la norma di legge regionale. Non vedo quale sia la difficoltà ad accogliere l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente, è del tutto singolare, ma non è nuovo a questo Consiglio l'idea che la nostra inadempienza legislativa si risolva con capriole incredibili che evitano di affrontare per competenze frontalmente i problemi. Secondo voi e secondo l'Assessore un protocollo che dovrebbe dare vita ad una direttiva, che a sua volta dovrebbe ripristinare in via surrettizia, perché con una circolare... Assessore, di una cosa ci dobbiamo intendere, noi non siamo disponibili a continuare a giocare con voi sulla logica della gerarchia delle fonti normative, noi abbiamo un'idea, qualcuno di noi ha anche studiato a lungo su queste materie, ma non giochiamo su queste cose. Che cosa di più puntuale, fermo e decisivo c'è che accogliere questo emendamento per risolvere con legge quello che voi state cercando di ottenere per via amicale. Questo non è un club di ragazzini, questa è una sede legislativa, quelle cose si fanno in altre sedi e quindi noi crediamo che sia un po' paradossale attendere la compiacenza del funzionario che firma il protocollo, quando abbiamo la possibilità di accogliere in via diretta una norma che risolva il problema e che non lascia all'interpretazione, perché badate le circolari, se io fossi un funzionario chiamato ad applicare una circolare che è palesemente in violazione di legge, io mi oppongo, perché ci rispondo in via personale, e questo creerebbe sempre quella condizione di disparità di trattamento nell'ambito territoriale che abbiamo già visto e continuiamo a vedere proprio per i nostri ritardi legislativi.

Concludo, amichevolmente, come sempre, nei confronti dell'amico Pisano. Il suo "santo ispiratore" Fantola lo porta a dedicare la notte alla trasmissione degli emendamenti, il nostro stile anche qui è un po' diverso, noi che siamo cattolici e ci ispiriamo alla dottrina sociale della chiesa, viceversa dell'ispirazione del collega Pisano e dei suoi amici, cerchiamo di osservare quanto più possibile quello che raccomanda San Paolo, quando dice di "Usare le ore del giorno per operare e di non perdere l'utilità delle ore del crepuscolo per meditare".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita - D.L.). Sì, Presidente perché io chiedevo anche alla luce delle considerazioni fatte dall'Assessore Luridiana di sospendere e di trasferire l'emendamento 181 al comma 10 dell'articolo 20.

PRESIDENTE. Mi pare che non vi siano opposizioni, quindi il 181 è sospeso ed è trasferito al comma 10 dell'articolo 20.

L'emendamento 685 era stato ritirato, ma era stato fatto proprio dall'onorevole Vassallo.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Per chiedere il voto palese elettronico.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, PUSCEDDU, LAI, SCANO, SPISSU, MARROCU, MORITTU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 685.

(I consiglieri PINNA, PUSCEDDU e Giacomo SANNA, i cui voti risultano nulli, dichiarano di aver inteso votare, i primi due a favore, il terzo contro.)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBRDO - MANCA - MASALA - MILIA - MURGIA - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 68

maggioranza 35

favorevoli 28

contrari 40

(Il Consiglio non approva)

L'emendamento 693 è stato ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sì, il fatto che sia stato ritirato aiuta la proposta che io intendevo fare. Avrei chiesto per questo emendamento, ed in ogni caso lo chiedo per i successivi qualora ricorresse l'evenienza, che prima di mettere in votazione gli emendamenti venga espunta, cancellata e riproposta all'Aula una formulazione dalla quale scompaiono tutte le diciture che non sono concesse dal regolamento, perché diversamente nei prossimi emendamenti appariranno anche le pubblicità dei bar.

PRESIDENTE. L'osservazione dell'onorevole Cogodi è corretta, sarà compito e cura di questa Presidenza ovviare a questo inconveniente.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Grazie Presidente e colleghi. Io ancorché apparissi distratto, ho seguito con molta attenzione quanto è avvenuto stamattina, e al colmo ormai della pazienza devo invitare la Presidenza, visto che si invoca la legge, la regola, la norma per quanto interessa e non per tutto, io invito la Presidenza ad usare la legge, la norma, il Regolamento per qualunque cosa debba d'ora in poi intervenire durante i lavori per questa finanziaria e anche dopo. Perché è sempre avvenuto che ci sono stati scambi fra gruppi politici e gli Assessorati. Ho sempre visto, spesso non sempre, ho spesso visto documenti provenire dagli Assessorati allegati ad emendamenti prodotti in quest'Aula, è avvenuto, è già avvenuto ed avverrà ancora, non c'è niente di scandaloso, c'è stata una trascurataggine, una distrazione, forse fretta, ma non trovo assolutamente scandaloso che un Gruppo, un consigliere dialoghi o dibatta con un Assessorato, con uffici di un Assessorato per problemi inerenti il nostro lavoro. Lo stile è un'altra cosa, può essere sul piano dello stile, ma tutta questa vergogna la vogliamo smettere onorevole Cogodi. Avete detto di tutto e di più, è stato detto di tutto e di più e si invoca continuamente il rispetto delle norme, ed allora che rispetto alle norme sia, Presidente, e la norma venga applicata senza più secondi, senza concessioni di nessun tipo se non ci sarà mai giustizia qui dentro.

PRESIDENTE. Grazie collega Biggio. Colleghi, il collega Biggio fa autorevolmente parte di questa Presidenza e sa benissimo che gli emendamenti e tutti i documenti che noi riceviamo in originale vengano riprodotti esattamente così come sono, nè potrebbe essere altrimenti, quindi le altre sono valutazioni politiche che non attengono a questa Presidenza.

Continuiamo con i nostri lavori e e passiamo all'emendamento 12 e a tutti gli emendamenti ad esso connessi.

Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, formazione, spettacolo e sport.

SCARPA, (Rif. Sardi - U.D.R.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Grazie Presidente, colleghi; molto brevemente si tratta dell'articolo che fu presentato e non approvato dalla Commissione, prevede tutti gli interventi usualmente previsti dalla legge finanziaria a carico dell'Assessorato alla pubblica istruzione, tra gli altri vi sono indicati gli interventi a favore delle università cosiddette "gemmate" e poi tutti gli interventi a favore dell'istruzione, dello spettacolo e dello sport. Si tratta della norma complessa così come era nella stesura presentata dall'emendamento della Giunta riporta il testo, così come già approvato dalla Giunta ed andato in Commissione, con alcune integrazioni che vengono apportate successivamente.

Quindi, interromperei qui l'illustrazione riservandomi di dare maggiori dettaagli nel corso poi dell'esame specifico dell'articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Nel quarto comma dell'emendamento, nella lettera B) il totale delle somme evidenziate e poi elencate è pari ad Euro 40817 al posto di 40823. Questo è un errore di calcolo. Quarto comma lettera B).

PRESIDENTE. La precisazione dell'assessore: pagina 288, lettera B del quarto comma, la spesa complessiva di Euro 40 milioni 823 è corretta in 40 milioni 817.

All'emendamento 12 sono stati presentati i seguenti emendamenti, soppressivi parziali 555 e 559; sostitutivi parziali 369, 563, 600; all'emendamento 600 è stato presentato il sostitutivo totale 714; inoltre il 637, il 350 che ha come emendamento il 716 sostitutivo totale; 715, 659, 729 inoltre gli aggiuntivi 551, 605, 503, 504, 92, 552, 607, 608, 560, 561, 562, 692, 717 ed in più il 547 che era stato presentato all'emendamento numero 13.

Ancora, come aggiuntivi all'articolo 13: 42, 45, 363, 47, 48, 49, 54, 694, 63, 69, 70, 71, 72, 78, 84, 179, 180, 187, il 188 ed il 362 che hanno il 762 come emendamento di sintesi, il 189, il 364 il 499, il 565, il 9 trasportato dall'articolo 11, il 571, il 573, il 582, il 638, il 641, il 643, il 650 al quale sono stati presentati, il 737 soppressivo totale, il 738 soppressivo parziale, il 739 soppressivo parziale, inoltre il 663, il 664, 676, 683 con l'aggiuntivo 746 ed il 684.

Quindi, iniziamo dal soppressivo parziale 555. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (U.D.C.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 559 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (U.D.C.). La richiesta di soppressione si aggiunge a emendamenti successivi che tendono a modificare la dicitura "contributi per manifestazioni culturali e artistiche", come vedremo in seguito quando esamineremo altri emendamenti sostitutivi di tale termine, in "contributi per manifestazioni culturali e artistiche", come vedremo nell'emendamento successivo.

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Capelli, per dare la possibilità ai colleghi di seguire con attenzione. Essendo stato ritirato il 555, rimane come soppressivo parziale il 559, che è già stato illustrato. Passiamo adesso ai sostitutivi parziali, il primo dei sostitutivi parziali è il 369, a pagina 268, primo firmatario l'onorevole Dettori. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarlo.

DETTORI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, l'emendamento è stato presentato per riportare agli stanziamenti del passato anno quelli riferiti al Consorzio per la pubblica università della Sardegna centrale, ed è stato fatto perché non sono diminuite le esigenze di un consorzio per l'università, ma piuttosto in questi anni, essendo stati incentivati ulteriori corsi, le necessità economiche sono determinate in cifre nettamente superiori. E ne approfitto perché questo emendamento vuole riportare l'attenzione piuttosto sulla programmazione per le università sarde che fa la Regione Sardegna. Ed esattamente bisogna che si ragioni in finanziaria, visto e considerato, onorevole Scarpa, che non si riesce assolutamente da parte di questa Giunta a fare una proposta seria ed esaustiva su cosa la Regione intenda fare per l'università in Sardegna.

Io continuo a vedere voci che finanziano università a distanza e quella che voi ancora vi ostinate ancora a chiamare "università diffusa", che non solo non produce nulla per il territorio, ma anche in termini di competenze e di qualifiche queste non sono né accettate e non hanno assolutamente un valore che possa essere interessante per lo sviluppo economico e anche culturale della nostra Isola. Quindi, forse sarebbe necessario che la Regione incentrasse le sue risorse sui poli universitari che si stanno andando a definire e che una volta per tutte ponessimo fine a finanziamenti per sedi che nascono quasi come funghi, poi scompaiono dopo tre, quattro anni quando sono finite le finalità imprenditoriali di alcuni soggetti piuttosto che la necessità di formazione di quei territori. Forse è bene che si apra una discussione su questi punti, ma che voi togliate risorse a situazioni che niente hanno a che vedere con la formazione universitaria e invece pensiate di potenziare quei poli universitari che sempre più possono avere una importanza fondamentale per lo sviluppo economico di questo nostro territorio, ma anche per costruire saperi e talenti in tutti i luoghi della Sardegna.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 563 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, il senso del 563 è uguale a quello del 369, poc'anzi illustrato dalla collega Dettori, della quale condivido gran parte delle osservazioni. C'è soltanto una diversa quantificazione delle cifre per l'adeguamento legittimo a quanto è stato stanziato nello scorso anno, visto che, sempre nell'emendamento 12 della Giunta, c'è un riequilibrio di tutte le somme destinate alle università sarde, con una leggera decurtazione. Il mio emendamento tiene conto anche di questa leggera decurtazione che è stata fatta anche per le altre università.

Colgo l'occasione per dire, non avendo potuto rappresentare con un emendamento anche quest'altra istanza, che pari situazione abbiamo sull'università di Alghero e perciò sarebbe equo e corretto che si possa in qualche modo - tecnicamente vedrà l'Assessore come fare - proporre un aggiustamento, un adeguamento a quanto previsto come copertura finanziaria per le università sarde l'anno scorso e che venga parificata anche la situazione dell'università di Alghero. Io ho semplicemente tenuto conto della decurtazione che hanno avuto tutti per cui non c'è, rispetto all'emendamento Dettori, un'eguale richiesta di copertura, 3 milioni e 600 mila euro il 369 e 3 milioni 250 mila euro il 563, proprio tenendo conto di una equa decurtazione che c'è stata in capo a tutte le università. Le motivazioni sono già state ben espresse dalla collega Dettori e credo che sia inutile ripetersi, ma invece sia molto utile tenere un atteggiamento di equità nei confronti di tutte le università sarde e in particolar modo per quello che insieme all'università di Oristano è definito il terzo polo universitario della Sardegna.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 714, che è sostitutivo totale dell'emendamento numero 600, ha facoltà di illustrarlo.

DEMURU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 600 ha facoltà di illustrarlo.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 716, che era sostitutivo totale del 350, che è simile al 637, ha facoltà di illustrarlo.

DEMURU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 637 ha facoltà di illustrarlo.

COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 350 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). Brevemente, Presidente, si tratta di un emendamento finalizzato a prendere in considerazione due necessità. In assenza di una legislazione organica in materia di fondazioni culturali a sostegno di personalità illustri del nostro paese, della nostra regione, si è ritenuto opportuno presentare un emendamento che tenesse conto di due esigenze: quella relativa alla Fondazione Silone in Sardegna e quella relativa alle associazioni che sostengono la memoria e il pensiero di Antonio Gramsci, che non ha bisogno di presentazioni e che in Sardegna ha diverse associazioni che si occupano del mantenimento, della discussione, dell'approfondimento del suo pensiero, mi riferisco all'istituto Gramsci, mi riferisco alla casa Gramsci di Ghilarza e di Ales, dove lui è nato, poi è cresciuto, diventato adolescente a Ghilarza.

Si tratta di risorse abbastanza limitate, insomma, stiamo parlando complessivamente di neanche 300 milioni da attribuire in parti uguali alla Fondazione Silone e alle associazioni che fanno capo a Casa Gramsci. Perché vogliamo fare questo? Perché in modo particolare le associazioni di cui sto parlando senza un minimo di sostegno finanziario non potrebbero più svolgere la loro funzione benemerita e voglio fare anche qualche riferimento specifico alla Casa Gramsci di Ghilarza dove c'è anche il museo di Antonio Gramsci, in particolare questa istituzione, che è stata costituita con fondi privati e che vive con fondi privati, ha bisogno di un sostegno pubblico, perché senza un minimo di risorse pubbliche la casa museo Antonio Gramsci è destinata alla chiusura. Per diversi periodi purtroppo gli amici che sostengono questa istituzione, ripeto, non hanno potuto far fronte alle spese di mantenimento di questo importantissimo luogo di cultura, e quindi per lunghi periodi Casa Gramsci non ha potuto funzionare.

Quindi il senso è proprio quello, in attesa di una definitiva approvazione di una norma organica in questa materia, di consentire a queste istituzioni culturali di poter vivere, di poter svolgere una funzione fondamentale al servizio di tutti. Voglio anche ricordare che Casa Gramsci di Ghilarza, in modo particolare, è visitata tutti gli anni da centinaia di migliaia di turisti che vengono da tutto il mondo. Quindi è un servizio che vogliamo assicurare al servizio della comunità certamente regionale, ma della comunità internazionale in termini più ampi.

Voglio anche dire che nell'emendamento della Giunta è contenuto un riferimento, un comma, a questa questione, però il finanziamento è previsto soltanto per il 2003, mentre nel nostro emendamento il finanziamento è previsto per il triennio 2003-2004-2005. C'è un'osservazione che voglio fare, qui nell'emendamento che sto illustrando c'è stata una dimenticanza, forse un errore materiale quando si è trascritto l'emendamento, dove si parla di Associazioni Casa Gramsci alla fine andrebbe però aggiunto: "Casa Gramsci di Ghilarza e di Ales", perché questi sono i luoghi a cui si riferisce la Casa Gramsci. Questo voglio sottolinearlo perché è un elemento molto importante che completa e che precisa meglio il testo dell'emendamento.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 715 ha facoltà di illustrarlo.

DORE (La Margherita-D.L.). Semplicemente per richiamare l'attenzione dell'Aula...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Dore. L'emendamento lo troverete qualche pagina dopo la 273. No, non è inserito nel fascicolo, può essere ritirato qui al banco della Presidenza. Prego, onorevole Dore.

DORE (La Margherita-D.L.). Dicevo, brevissimamente per richiamare l'attenzione dell'Aula ed ovviamente dell'Assessore e della Giunta sulla opportunità di approvare questo emendamento che poi è modificativo o sostitutivo del precedente, ma non lo esclude assolutamente, si collega ad esso, perché in fondo di tratta semplicemente di riconoscere un modestissimo contributo che per altro era previsto da una legge che in qualche modo è passata in disuso, se possiamo usare questa parola, che serviva a dare un sostegno a una pubblicazione giuridica, rivista giuridica sarda, alla quale collaborano sempre gratis e totalmente gratis dei docenti universitari e soprattutto dei neolaureati in giurisprudenza, che quindi hanno l'occasione per cimentarsi anche in vista di concorsi, anche in vista di ulteriori attività.

Io credo che sia opportuno richiamare l'attenzione di tutti i colleghi e in particolare della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Con l'illustrazione di questo emendamento si concludono i lavori della mattinata. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 15 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 37.