Seduta n.344 del 01/04/2003
CCCXLIV SEDUTA
(Pomeridiana)
Martedì 1 aprile 2003
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Sanna Salvatore
La seduta è aperta alle ore 15 e 41.
MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta Antimeridiana del giovedì 27 marzo 2003 (338), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Onida ha chiesto di poter usufruire di un giorno di concedo per la seduta pomeridiana del 1° aprile 2003, se non vi sono opposizioni il congedo si intende approvato.
PRESIDENTE. Siamo in discussione generale dell'articolo 15 e relativi emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
(Interruzione del consigliere Manca)
Onorevole Manca, semmai è competenza dell'onorevole Biancu valutare se ci sono o no le condizioni.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, io le volevo chiedere che lascerei a lei giudicare se vi siano le condizioni per poter proseguire stante il fatto che in Aula mi sembra che siamo meno di cinque.
OPPI (U.D.C.). Noi ti ascoltiamo.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Io ringrazio sia l'assessore Oppi che l'assessore Masala che voi siete presenti e quindi sicuramente mi ascolterete, però non lo so, Presidente, se non ritenga appunto necessario un aggiornamento di dieci minuti per consentire per lo meno una presenza almeno un tantino più significativa.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 10 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15 e 43, viene ripresa alle ore 15 e 56.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Eravamo alla discussione generale dell'articolo 15 e degli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Non mi soffermerò sugli aspetti di carattere generale dell'articolo 15, ma cercherò di soffermarmi in particolare su due commi e in particolare il comma 8 e il comma 16 dell'articolo 11.
Però, prima di affrontare questi due commi e gli emendamenti relativi, non posso sottrarmi dal fatto di chiedere all'Assessore la necessità di conoscere la reale situazione dei disavanzi, anche alla luce di questa crescita e di questo avanzamento degli importi relativi alla copertura dei disavanzi contenuti nell'articolo 15 e negli emendamenti che sono stati presentati. Reale situazione dei disavanzi, Assessore, che si rende necessario conoscere anche per poter valutare l'operato dei direttori generali delle Aziende sanitarie locali, anche perchè da una valutazione generale il giudizio dell'aziendalizzazione è sicuramente negativo perché, a nostro avviso, a mio avviso. l'aziendalizzazione, perlomeno nella nostra Regione Sardegna, ha fallito.
Vi erano contenuti nel processo di riforma tre obiettivi, a mio avviso, principali che erano quelli della riduzione del disavanzo, del contenimento del disavanzo, del miglioramento della qualità e della quantità dei servizi e invece noi ci troviamo a dover registrare che il disavanzo cresce ogni anno in modo esponenziale, la qualità e la quantità dei servizi diminuisce costantemente a scapito anche di quello che è una partecipazione, un controllo democratico della sanità nella nostra Regione.
E` opportuno conoscere questi dati, dicevo appunto per valutare l'operato dei direttori generali perchè altrimenti ci troveremo a dover assistere per esempio, nel caso del direttore generale dell'Azienda sanitaria di Oristano, il quale - in un articolo del giorno 14 marzo - sbandiera il fatto che lui ha i conti a posto anche in funzione di quello che è il giudizio emesso dall'assessore della sanità, l'onorevole Oppi.
Infatti appunto in quell'occasione, in quell'intervista, menava vanto e mostrava questo foglietto del quale lui andava orgoglioso, nel quale foglietto era contenuto il parere dell'Assessorato regionale della sanità relativo al bilancio 2001 approvato - dice lui - senza vizi.
Assessore, noi registrano anche nel nostro territorio, quindi nell'Azienda di Oristano, l'avanzamento, la crescita del disavanzo, l'insoddisfazione diffusa da parte degli operatori che operano nell'azienda di Oristano e in particolar modo una insoddisfazione diffusa da parte dei cittadini. Questo per uno scadimento pressoché complessivo in tutta la provincia e in tutti i settori della sanità nella nostra provincia, in particolare per quanto concerne la prevenzione, totalmente inesistente, i servizi territoriali in progressivo smantellamento anche in quelle realtà che avevano potuto raggiungere punti di eccellenza. Per l'Assessore Oppi invece - stando a quando lui ha dichiarato qualche settimana fa in quest'Aula annunciandoci l'invio degli ispettori presso l'Azienda di Oristano - ci diceva appunto che aveva inviato gli ispettori però ci teneva a mettere a punto che l'ispezione riguardava soltanto il periodo fino al 2000.
Assessore, noi siamo molto preoccupati non solo e non tanto di quello che è successo fino al 2000 stante il fatto che l'attuale manager è subentrato alla fine dell'esercizio 2000, ma siamo preoccupati e abbiamo il bisogno di conoscere...
(Interruzione dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale)
BIANCU (La Margherita-D.L.). Allora chiedo scusa, Assessore, avevo capito male, però le dico che non ero il solo ad aver capito male e quindi grazie della precisazione che ha voluto fare in Aula, perchè effettivamente c'è la reale necessità che l'ispezione, promossa dal suo Assessorato, interessi gli esercizi relativi al 2001, al 2002 e anche ovviamente all'inizio dell'esercizio 2003 per i quali lei ben sa quali sono i problemi che si stanno presentando.
Per quanto concerne il comma 8, assessore Masala, io ho avuto la sensazione che lei avesse un foglietto che le hanno passato dagli enti locali relativi a una materia diversi del comma 8, perchè io le posso dire con certezza che nessuna amministrazione locale e neanche l'associazione degli enti locali possono aver mai sollecitato un provvedimento di questo tipo, una previsione di questo tipo. Io le chiederei di riguardarsi a pagina due del documento delle parti sociali dove le associazioni degli enti locali trattano l'argomento e dove contestano aspramente l'intervento sulla legge 25 e in particolar modo contestano l'intervento previsto dal comma 8 relativo ai fondi per gli investimenti relativi alla legge 25, e anche perchè come lei ben sa moltissime amministrazioni e per buona parte di queste risorse le hanno intelligentemente utilizzate per coprire i mutui che le amministrazioni hanno contratto, quindi realizzando interventi e realizzando infrastrutture ben al di sopra, ben al di là di quelle che sono le risorse che provengono dalla 25 medesima.
Quindi, Assessore, in quella nota a cui facevo riferimento si precisa ulteriormente che non c'è assolutamente la volontà di toccare la 25 anche perchè bisogna essere coerenti anche rispetto ai provvedimenti adottati da questo stesso Consiglio che appunto hanno costantemente ribadito l'intangibilità della legge 25 e in particolar modo dei fondi relativi agli investimenti.
Per quanto riguarda il problema relativo al comma 16 e all'emendamento 193, qui, Assessore, noi le vogliamo dire che il sistema relativo con il quale è stato introdotto nella nostra Regione l'assistenza all'handicap grave ai sensi della 162, noi le dobbiamo dire e credo che qui ci possano essere ampie testimonianze, come sono avvenute anche stamattina, di un sistema che ha correttamente funzionato con ampia soddisfazione delle famiglie, anzi io lo potrei definire un intervento di civiltà a favore dei soggetti svantaggiati e delle famiglie della nostra Regione.
Qui però si pone un problema, un sistema che funziona bene che è sotto dotato dal punto di vista finanziario, che lascia scoperti ben 1187 progetti presentati dai comuni e regolarmente approvati dall'Assessorato della sanità che hanno bisogno di una copertura, di una dotazione finanziaria, di ulteriori sette milioni 708 mila euro. Quindi, Assessore, qui il problema è quello di dare copertura finanziaria a questi progetti e devo dire anche - vedo che il tempo sta finendo e quindi vado velocemente - che non possiamo assolutamente tornare indietro rispetto alla positiva esperienza che si è fatta in questi quindici anni nella nostra Regione sia per merito della Regione, sia per merito dei comuni, che è quello relativo all'erogazione dei servizi e non più all'erogazione di danari.
La direzione nella quale si vorrebbe intervenire, cioè quella degli anziani non autosufficienti, io vorrei ricordare ai colleghi qui che c'è un settore della nostra società - che viene sufficientemente coperta - che è quella degli anziani trattandosi, avendo questi anziani la pensione, l'invalidità civile, l'assegno di accompagnamento e tutta la serie di servizi che sono stati messi in piedi da parte dei comuni in questi anni, nel settore socio-assistenziale e anche negli ultimi anni relativamente anche all'assistenza domiciliare integrata. Quindi noi ci troviamo di fronte a un settore sufficientemente coperto e a un altro settore invece, che è quello dell'handicap grave, che ha bisogno per funzionare di avere la dotazione necessaria.
Quindi no assolutamente a riprendere le vecchie politiche ormai superate che erano quelle dell'ex ECA di dare il buono, di dare il sussidio, ma dobbiamo garantire i servizi. In ultimo, velocemente, il problema relativo al discorso relativo ai nefropatici e ai talassemici, io sono d'accordo con lei, Assessore, che probabilmente potrebbero essere molti trenta miliardi, però non sono d'accordo con lei nel dire che ci vuole una legge ad hoc.
Il luogo dove poter adeguare queste poste è la legge finanziaria, Assessore. Potrei accettare da lei nel dire che ci possiamo fermare ad una misura inferiore, ma non certamente che ci vuole un provvedimento ad hoc perchè certamente le leggi specifiche ci sono già, si tratta soltanto di rimpinguarle e di dotarle finanziariamente nel limite delle compatibilità finanziarie della nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Io intervengo in sede da discussione generale pur essendo intervenuto stamattina nell'illustrazione di alcuni emendamenti specifici, perchè io ho letto con attenzione i contenuti dell'articolo 15 della legge finanziaria, e scopo di questo intervento è cercare di puntualizzare almeno su alcuni punti di carattere generale l'opinione su questo articolo che, al di là delle questioni, come dire, strettamente tecnico-burocratiche, però rappresenta l'ispirazione all'interno della quale si muove la maggioranza in ambito di sanità.
E allora su questo io vorrei avanzare e proporre alcune riflessioni al Consiglio, alla maggioranza, all'Assessore della sanità, magari per flash, perché per cercare di dare un quadro d'insieme è necessario procedere in questa maniera. Intanto la questione del Fondo sanitario regionale, della quota a disposizione per la gestione del servizio sanitario in Sardegna con particolare riferimento alla quota fornita e messa a disposizione dalla nostra stessa Regione. E` chiaro che l'esperienza degli ultimi anni, ma anche le valutazioni a posteriori dell'andamento della sanità in Sardegna indicano una evidente sottostima del Fondo sanitario regionale. Una sottostima individuata e della quale si ha consapevolezza a priori evidentemente non permette di dare una copertura sanitaria, come dire, di tipo universalistico; necessita di doversi creare delle priorità di intervento e quindi necessita di avere delle scelte di natura politica che giustificano la garanzia verso alcuni tipi di necessità assistenziali piuttosto che ad altri, perchè non essendoci disponibilità per tutto è necessario fare una graduatoria di priorità.
Come fare questa graduatoria di priorità? Io ripropongo qui il problema che ho posto in altre occasioni anche in sede di Commissione settima, perché a me non stupisce e non mi meraviglia la necessità di dover fare delle graduatorie di priorità se queste graduatorie di priorità sono priorità che oggettivamente risultano essere tali.
Allora, io continuo a richiedere con la cortesia massima di cui sono capace, ma anche con la stessa determinazione, la necessità di costruire nella nostra Regione un sistema di rilevazione statistica-epidemiologica che permetta di conoscere e di capire perchè ci si ammala, dove ci si ammala, perchè si muore, dove si muore di più e dove si muore di meno, senza le quali non è possibile pensare di costruire né un sistema di priorità né un servizio sanitario regionale.
Anche di recente l'Assessore della sanità ha preannunciato che entro il mese di giugno, forse luglio mi pare, sarà presentata la prima bozza di piano sanitario regionale che viene finalmente a colmare un'attesa ormai superiore ai quindici anni. Però mi domando in carenza della conoscenza statistica-epidemiologica dei dati di questa Regione, come fa a nascere un piano sanitario regionale che sia ritagliato su misura ai bisogni della Sardegna.
D'altra parte nella questione che riguarda, come dire, il modo di utilizzazione delle risorse io sono dell'opinione - anche questo l'ho già detto, ma colgo l'occasione per ripeterlo - che dobbiamo avere il coraggio, proprio in occasione di legge finanziaria, o comunque di legge apposita, di iniziare a distinguere la componente sanitaria dalla componente socio-assistenziale perchè non è più possibile che due aree così diverse e così differenziate per significato, come dire, medico-scientifico ma anche per valenza politica stiano insieme in un mix indefinito del quale non si riesce più a capire fino a che punto arriva l'una, fino a che punto arriva l'altra e quali sono i confini fra l'una e l'altra.
Perchè, badate io sono dell'opinione che ci sia una differenza molto profonda e sostanziale fra la parte sanitaria e la parte socio-assistenziale; e la differenza sta fondamentalmente nel fatto che la parte sanitaria non è più oggetto, come dire, di una soggettività di opinione. La parte sanitaria è articolata secondo precisi e derivati criteri medico-scientifici corroborati e consolidati dalle società scientifiche, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e da tutto ciò che rende oggi la medicina scientifica e altrettanto scientifica la sua applicazione alla popolazione.
La parte che attiene al socio-assistenziale invece rientra decisamente nelle scelte della soggettività politica. Allora, queste due aree non possono essere tra di loro confuse perchè non è possibile pensare che ciò che si spende in sanità può essere mischiato a ciò che si spende nel socio-assistenziale, perchè così nulla si ottiene.
Allora è evidente che per esempio il quinto comma, che fa riferimento alla definizione del sistema informatico per il quale vengono spesi un milione e 250 mila euro, io credo che possa essere soltanto una prima parte della possibilità di conoscere qual è il profilo sanitario di questa Regione, perchè se non è una parte, ma è il tutto, sicuramente è una parte monca; è una parte che sicuramente non sarà capace di dare risposte e di dare suggerimenti.
Io su questo ho sempre sostenuto e continuo a farlo ancora oggi che la nostra Regione, che è famosa nel mondo per il sole, per il mare e per il pecorino, deve iniziare ad andare in giro per il mondo anche per l'importanza e il valore sanitario e scientifico dei suoi ricercatori, del suo personale che opera nell'ambito dell'assistenza e nell'ambito della ricerca. Perché, badate, anche su questo ormai abbiamo superato da molto tempo i problemi, come dire, di competizione o anche in alcuni casi di sudditanza noi confronti delle altre centrali della cultura sanitaria nazionale ed internazionale, perchè ormai i nostri ricercatori, i nostri biologi, i nostri medici, i nostri soggetti, i nostri operatori applicati all'ambito della neuroscienza stanno conquistando il consenso accademico e scientifico mondiale con le loro ricerche e con le loro scoperte.
Se fosse stato possibile a qualcuno di loro, a qualcuno di voi partecipare, per esempio, ieri sera all'inaugurazione della settimana della ricerca e della scienza che si è tenuta presso la Cittadella dei Musei all'Università di Cagliari avrebbe per esempio potuto sentire con grande interesse la relazione del professor La Colla, che è un biologo dell'istituto di virologia dell'Università di Cagliari, che ha annunciato che l'istituto di virologia della nostra università ha individuato una molecola, una sostanza che è in grado di intervenire in maniera pressoché definitiva nella cura di una malattia - l'epatite C - che oggi conta 170 milioni di malati nel mondo. Ed è evidente che questa iniziativa che è stata anche questa, guarda caso, presa immediatamente dagli americani così come la scoperta delle cefalosporine del Professor Brotzu era stata immediatamente presa dagli inglesi, diventerà oggetto di marketing e di immagine e di rilancio della società americana con sede a Boston che si è occupata e che ha dato fiducia e credibilità a questo nostro ricercatore.
Allora io vedendo tutte queste cose che accadono, l'osservazione che mi permetto di fare è quella di dover dire ma perchè la nostra Regione, ma perchè l'Assessorato della sanità d'intesa con l'Assessorato della programmazione non interpretano un modo della ricerca scientifica e, in maniera particolare, se volete, se si vuole, di quella farmacologica, per far sì che questa sia a sua volta bandiera e messaggio della Sardegna nel mondo; perchè questa è una cosa che è possibile che possa accadere oltre che essere una cosa di grande rilevanza dal punto di vista economico, perchè quando il brevetto sarà definito la terapia di 170 milioni di persone nel mondo produrrà delle royalty che la nostra Regione potrebbe utilizzare anche per incrementare le risorse a sua disposizione.
L'ultima cosa che voglio dire brevemente, perchè vedo che il tempo sta scadendo, è quella che riguarda la questione delle malattie dei deboli, perchè la medicina distingue tra sani e ammalati, ma la medicina applicata distingue in deboli malati e in soggetti forti che sono quelli sani. Però c'è una terza categoria che sono quelli malati e che sono anche deboli, e sono tutti coloro che sono i cosiddetti non autosufficienti a cui faceva riferimento, mi pare, anche Gian Valerio Sanna nel suo intervento, la cui forbice di crescita si sta estendendo in maniera progressiva e inarrestabile, determinando un coinvolgimento e una complicazione nella vita sociale, ma anche nella qualità della vita degli ammalati stessi ma, soprattutto, anche delle loro famiglie.
Allora questo significa che dobbiamo iniziare a concepire l'organizzazione sanitaria all'assistenza sanitaria non soltanto finalizzata ai soggetti direttamente interessati, ma anche a tutti coloro che vengono coinvolti e molto spesso travolti da un sistema che non consente loro di dare le risposte che invece dovrebbe essere d'onore e civile dare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, voglio intervenire per porre alcune questioni che riguardano prima di tutto la sanità animale, di cui a più riprese il Consiglio negli anni precedenti, negli anni scorsi, si è occupato.
Voglio parlare soprattutto del fatto che nonostante i danni elevatissimi, rilevantissimi che la blue tongue ha causato al nostro patrimonio zootecnico, non soltanto a quello ovicaprino, ma in questi ultimi periodi soprattutto a quello bovino, a tutt'oggi, e io ho avuto modo anche, onorevole Oppi, di presentare una interpellanza alla quale non ho ancora avuto risposta dove pongo come questione centrale l'esigenza che sia messo in atto un sistema di monitoraggio epidemiologico relativamente alle malattie che riguardano gli animali.
Esiste un servizio epidemiologico, l'osservatorio epidemiologico esiste come servizio, esiste sulla carta, però mi risulta che faccia capo a un funzionario che non si capisce bene se dipenda dall'istituto zooprofilattico o se dipenda invece dall'Assessore; sta di fatto che però non svolge la funzione o le funzioni d'istituto. Quindi c'è necessità assoluta di potenziare questo tipo di servizio e di fare in modo che effettivamente la Regione abbia a disposizione un controllo quotidiano quasi della situazione epidemiologica che riguarda il nostro rilevantissimo patrimonio zootecnico.
Un altro aspetto molto importante, sempre relativamente a questo problema, riguarda il controllo sanitario, o meglio, i controlli sanitari in entrata e in uscita del bestiame dalla nostra Isola.
Insomma le famose stalle di sosta, che in altre occasioni avevo avuto modo - io e altri colleghi - di porre il problema all'assessore Oppi il quale disse in quelle occasioni: "E' di competenza del Ministero della sanità"; questo sarà anche vero, però è anche vero che con la riforma della Costituzione, con la modifica del Titolo V su questa materia la competenza è anche della Regione, che è un potere concorrente, pertanto credo che la Regione debba fare la sua parte. Ma al di là, dico, di questi aspetti che riguardano la competenza, che sono certamente aspetti sostanziali, però io credo che sia dovere e compito dell'Assessorato della sanità occuparsi del problema, fare di questo un problema serio da affrontare, e concordare con il Ministero competente una soluzione che sia all'altezza dei nostri problemi.
Cioè, non è pensabile che noi spendiamo centinaia di miliardi per pagare i danni causati da una malattia come la "lingua blu", non è pensabile insomma che questo intervento metta a repentaglio il patrimonio zootecnico regionale e non traiamo da questa situazione pesantissima i necessari insegnamenti e non ci preoccupiamo di dotarci di un sistema di prevenzione e di difesa all'altezza della situazione.
Quindi, vacciniamo tutto il bestiame, ovicaprino, bufalino e quant'altro, però poi non abbiamo un sistema che ci garantisca rispetto all'ingresso del bestiame che viene dall'esterno, nei porti, negli aeroporti, e quindi siamo esposti a qualsiasi tipo di contagio e di contaminazione.
Quindi io credo, onorevole Oppi, che su questa questione fondamentale la Giunta regionale debba dirci quali programmi ha, che cosa vuole fare perchè è una questione davvero rilevantissima. Cioè il rischio è che una volta ultimato il ciclo delle vaccinazioni, il ciclo triennale che è stato deciso, poi o su questa malattia o su altre malattie possano esserci altre contaminazioni proprio perchè al nostro sistema regionale manca un modo per controllare, per difendere il nostro patrimonio.
Un altro problema molto importante, sempre legato a questo, è la necessità che ci sia una valutazione esatta dei danni che la lingua blu ha procurato, danni collaterali determinati dalle vaccinazioni.
Io credo, onorevole Oppi, che su questa questione sia necessario fare chiarezza, cioè gli allevatori stanno denunciando un po' in tutta la Sardegna, effetti collaterali molto gravi che riguardano sia la produzione del latte che la produzione della carne; quindi danni che in determinati territori, addirittura, riguarderebbero fino al 30 per cento del prodotto.
Quindi, io in quella interpellanza ponevo anche questo problema, problema che poi ho riproposto con un emendamento dove si chiede che l'Assessorato faccia una ricognizione esatta dei danni collaterali e delle perdite economiche che le aziende agricole hanno subito che poi si doti di un programma all'altezza dei problemi e che insomma sia in grado di rispondere a queste esigenze.
Un'altra questione voglio porre, assessore Oppi, questione di grandissima attualità e di grandissima rilevanza, sempre legata ai problemi zootecnici, è quella dei mattatoi che tutta una fase, purtroppo c'è stato una sorta di abbandono, quasi di rimozione del problema. E` stato un periodo lungo in cui col fatto che bisognasse adeguare alla normativa comunitaria i nostri mattatoi, di fatto si è lasciato che tutta una serie, forse la maggior parte dei mattatoi esistenti prima dell'entrata in funzione della normativa comunitaria, quasi che morissero di morte naturale.
Molti sono morti di morte naturale in questi anni, altri sono sopravvissuti soprattutto grazie all'impegno di quei comuni che non hanno voluto rinunciare a un servizio di primaria importanza per la loro economia. Io credo però che a questo punto sia necessario fare una ricognizione anche in questo caso dello stato dell'arte e stabilire quali debbano essere i mattatoi che vanno sostenuti; insomma un programma, la Regione non ha un programma in questa materia e questo mi sembra piuttosto grave, e a questo è legato anche il problema delicatissimo degli scarti di macellazione. Questione a più riprese dibattuta anche in quest'Aula e però mai avviata a soluzione, dove di fatto siamo in una situazione di sostanziale monopolio con riflessi molto gravi sia sulle nostre aziende agricole sia poi sulla possibilità reale di rifornire il mercato locale con le carni locali. Noi abbiamo, anche a causa di questa situazione, un ingresso crescente di carni che vengono dall'estero, certamente, e questo a danno di un comparto che tra blue tongue e altri fattori ha subito in questi anni dei colpi durissimi.
Quindi io credo che ci sia bisogno di approntare una serie di strumenti, di programmi per rilanciare questo comparto, per favorire la produzione delle carni locali, la loro trasformazione, la loro vendita. Questo io credo che sia un obiettivo fondamentale di cui l'Assessorato della sanità, che ha ruolo non secondario in questa materia, deve farsi carico fino in fondo insieme all'Assessorato dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Mario Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, dopo l'intervento del collega Alberto Sanna, sempre molto competente, ma più dedicato giustamente ai problemi zootecnici, vorrei tornare a un problema, ed era un aspetto che forse avevamo trascurato nel dibattito di stamattina e che è stato giusto sollevare, vorrei tornare un momento al problema della salute e della sanità.
Io credo che stiamo facendo questo dibattito sia pure in maniera contratta nella legge finanziaria perchè siamo tutti preoccupati nella divisione dei ruoli, la Giunta, il Consiglio, ciascuno di noi, siamo preoccupati dello stato di salute della sanità.
La sanità è malata, è evidente che è così! E' malata e credo che rischi la stessa Sardegna, lo stesso bilancio regionale rischi di essere profondamente colpito dai problemi della sanità. Se non avessi paura di essere catastrofico direi che la Sardegna rischia di morire di sanità e questo non è un paradosso; infatti il bilancio della sanità sta diventando sempre più pesante per l'economia regionale, l'hanno sottolineato stamattina i colleghi Gian Valerio Sanna e gli altri che sono intervenuti. E` un bilancio che incide in maniera crescente sul nostro sistema economico e sociale e che è purtroppo logico prevedere che continuerà ad insistere, nel senso che mentre la spesa sanitaria continua a crescere abbiamo la netta percezione che le entrate regionali - soprattutto in una logica un po' di sussidiarietà, un po' egoistica - saranno portate a diminuire.
Quindi cresce la spesa sanitaria in un sistema di entrate decrescenti e quindi l'impatto della sanità sul bilancio regionale tende a crescere. Non è un paradosso dire che la spesa sanitaria forse è limitata, però è una preoccupazione reale dire che la spesa sanitaria ha oggi un impatto sull'equilibrio di bilancio della Regione fortemente patologico, se è vero come è vero che ha una dinamica non controllata e non controllabile che fino adesso il disavanzo, cioè quello che la Regione deve versare per sanare il deficit della sanità, cioè la differenza tra ciò che spendiamo e ciò che lo Stato ci trasferisce, è di oltre 1200 miliardi. Quello che è peggio è che le dinamiche, le ragioni e le responsabilità sono del tutto fuori controllo.
Io vorrei che l'Assessore ci rassicurasse, ma se diciamo che le dinamiche della spesa sono fuori controllo e che non sapremo come andrà la spesa nei prossimi anni, è una preoccupazione reale; se diciamo che le ragioni di queste dinamiche sono fuori controllo è una preoccupazione reale, se diciamo persino che le responsabilità sono non del tutto conosciute, non del tutto acclarate, è una vera responsabilità.
I prossimi anni avremo di fronte questo dilemma: se far fronte completamente alla spesa sanitaria e quindi magari tagliando le risorse per investimenti e per i problemi del lavoro e gli altri servizi, o se non fronteggiare e ridurre la spesa sanitaria o se completare e colmare il deficit sanitario con un'imposizione fiscalmente a danno dei cittadini, a carico dei cittadini. E questo sarà un problema che graverà moltissimo sulla nostra vita, sul nostro dibattito, sulla nostra realtà.
Ecco perchè dico che l'evoluzione della spesa sanitaria - ed è uno dei primi problemi che pongo all'Assessore, che dovremmo affrontare già in questo bilancio - è una preoccupazione reale, ed ecco perchè dicevo che mi vorrei occupare della salute della sanità.
Mi pare che questa politica della sanità, che è uno degli aspetti più delicati, più vitali della nostra vita sociale e politica sia, per altri versi, non solo quella meno controllata con dinamiche più svincolate da un reale centro di volontà politica, e quindi soggetta a dinamiche che portano alla crescita esponenziale della spesa stessa - ed è la seconda considerazione che vorrei fare e vorrei anche qua che ci sia una parola della Giunta - forse la più oscura, la più sconosciuta, la più frammentaria, quella in cui i centri di responsabilità sono più annacquati.
Incide non solo, dicevo, sul bilancio la spesa sanitaria, ma incide anche sulla nostra vita e in questo senso, nella nostra vita sociale, collettiva, individuale e comunitaria siamo troppo esposti, è troppo esposta all'arbitrio di poteri che forse sono sottratti persino al controllo pubblico. Il potere dei manager delle A.S.L. è un potere assoluto. Io non so se l'Assessore, la Giunta e quant'altri riescono a tenerlo sotto controllo, ma mi pare che ci sia non solo una responsabilità, ma un arbitrio e un monumento di arbitrio che pone la nostra vita, e forse il 40 per cento del nostro bilancio, nelle mani di alcune persone competenti - non entro nel merito - su cui però mi sembra che sia necessario fare un punto.
Mi pare che la gestione delle A.S.L. sfugga, da questo punto di vista, ad ogni controllo; mi pare che la qualità della gestione sfugga ad ogni controllo; mi pare che l'arbitrio sfugga ad ogni controllo; mi pare che questa assenza di controllo è una delle cause che genera la dinamica di spese e la dinamica di disavanzo e la dinamica crescente del costo della sanità pubblica.
Da questo punto di vista io vorrei capire oggi dalla Giunta, dall'Assessore alla sanità, dall'Assessore al bilancio, dal Presidente, qual è la linea per razionalizzare tutto questo, qual è la linea per riportare sotto controllo la spesa da un lato, il potere arbitrario dei manager da un altro lato, le dinamiche dell'arbitrarietà che sono quotidiane e costanti. Quel è la linea che ci proponete per controllare il deficit, le cause e quali sono i rimedi che già in questa finanziaria possiamo approntare?
E il terzo elemento è che tutto questo (dinamica della spesa, concentrazione di potere su alcune mani e quindi di arbitrio) trova riscontro nel terzo punto che vorrei sottolineare: la difesa, la debolezza, forse le lacune di una politica sanitaria. Manca forse un piano sanitario organico? Mancano le politiche per l'educazione sanitaria, per la prevenzione, per la medicina di base? Siamo in ritardo con il piano ospedaliero, con la razionalizzazione, con la distribuzione nella sanità sul territorio, con la politica per i piccoli ospedali? Forse siamo in ritardo sulla politica di ricerca scientifica, della formazione?
Da questo punto di vista io credo, e non mi appassionerei tanto ai ritardi e al passato, se ci fosse da parte della Giunta, comunque, la proposta di una politica per l'avvenire. Direi che sono più interessato, piuttosto che a recriminare sui ritardi o sulle lacune del passato, a discutere le strategie per l'avvenire, per il controllo di bilancio, per la democratizzazione della gestione delle A.S.L., per il rilancio del piano sanitario e dei suoi capitoli fondamentali, quelli che ho appena citato.
Il quarto punto che vorrei richiamare all'attenzione è il rapporto tra sanità e assistenza. Il rapporto che deve essere vitale perchè l'assistenza, con tutto quello che comporta in termini di educazione, di previdenza, di mutualità, di solidarietà, deve essere una componente di controllo e di razionalizzazione della spesa sanitaria.
Se questo sarà, se l'assistenza è vista non come una voce svincolata dalle politiche sanitarie, ma come una politica integrata su cui si gioca molto della previdenza, su cui si gioca molto della mutualità, su cui si gioca molto della solidarietà sociale, allora l'assistenza diventa una voce di razionalizzazione, di controllo, di contenimento della spesa sanitaria. Allora l'assistenza diventa un sistema di gestione dei servizi, diventa un rapporto tra istituzioni e cittadini, diventa un rapporto tra enti locali e cittadini. Allora l'assistenza non è vista come un'occasione per erogare di nuovo qualche contributo spot-finanziario alle famiglie, come fa l'articolo 16, che pure coglie un problema importante, ma forse deve essere vista come un'occasione per intervenire sui bisogni piuttosto che sui problemi finanziari delle singole famiglie.
Il tempo non mi consente di approfondire - naturalmente - questi discorsi; ma questi temi: bilancio, controllo del potere, programmazione sanitaria, integrazione tra sanità e assistenza, sono alcuni temi su cui già in questa finanziaria dovremmo discutere e più avanti dovremmo discutere per rimettere sotto controllo un settore vitale per la nostra vita individuale e collettiva, che oggi appare profondamente svincolato dal controllo pericolosamente gravante sulla nostra vita, sul nostro bilancio e sulla nostra società.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Presidente, la discussione generale sull'articolo 15 che reca disposizioni in materia di sanità e di assistenza sociale, mi permette di sollevare alcune perplessità a partire dallo stesso titolo, perché - Assessore- vede, parlare ancora di assistenza sociale quando trattiamo del sociale mi sembra quanto meno riduttivo, perché la problematica del sociale non può essere ridotta ad un problema di mera assistenza.
Tutta la più recente legislazione parla di una forte integrazione delle politiche sanitarie con le politiche sociali. Questo significa superare i limiti del passato che talvolta hanno visto una sorta di sanitarizzazione del sociale; e questo è uno di quegli errori che dovremmo cercare di evitare se vogliamo costruire, invece, un sistema più che di assistenza che mira a riparare un danno che si è realizzato all'interno della società (e soprattutto per le fasce marginali e per le fasce del disagio), se invece vogliamo puntare sul sistema di sicurezza sociale, che faccia della prevenzione il cardine di tutte le politiche sociali.
Per cui, Assessore, la domanda che le faccio, a partire dal titolo, è: "Ma quando arriveremo veramente, a modificare anche la legge regionale 1 sulle competenze di questa Regione e dove il sociale non sia una parte residuale ed annessa al sistema sanitario, mentre dovrebbe avere una dignità propria e poter sviluppare delle politiche di vera e propria integrazione". E' partendo proprio da questa considerazione che voglio sottolineare soprattutto il mio rammarico per il fatto che, a distanza ormai di anni, si continua a proporre una sorta di sanatoria e di moratoria nell'attivazione dell'attuazione di quanto è disposto da una legge fondamentale, voluta dal governo di centro sinistra, la legge 328 del 2000, che nel nostro Paese rappresenta uno spartiacque fondamentale rispetto al passato nelle politiche d'intervento sociale. Ma, anziché applicare la 328 e anziché prendere atto delle grandi competenze del ruolo protagonista che deve avere attraverso - anche - la riforma del Titolo V, la nostra Regione ma anche tutti gli enti locali che devono essere protagonisti nell'attivazione dei piani di zona, noi notiamo invece che si continua, anche per il 2003, a prorogare l'attività dei precedenti piani sanitari di cui si è persa ormai la memoria dell'anno della prima attivazione, ma anche dei vari piani triennali d'intervento sociale.
Facciamo questa affermazione - Assessore - perché siamo fortemente consapevoli che di un fatto noi dobbiamo tenere conto: nel sociale di tutto si può parlare, fuorché della staticità. Il sociale è un fenomeno dinamico per cui un'istituzione, un governo che vuole dare un indirizzo politico non può storicizzare i problemi, non può storicizzare le situazioni di disagio, perché il disagio cambia attraverso l'evoluzione della società. Per cui ci sono nuovi bisogni, ci sono nuove realtà che magari solo alcuni anni passati era inimmaginabili e che pure oggi rappresentano una realtà nei cui confronti noi dobbiamo dare delle risposte puntali, delle risposte certe, delle risposte che siano all'altezza dei bisogni dei nostri cittadini. Per cui questo tentativo di continuare a prorogare la vigenza di piani sanitari e di piani socio-assistenziali che ormai sono datati, è un modo errato di fare politica sanitaria! E' un modo errato di fare politica sociale.
Per questo noi riteniamo che invece di fare un passo indietro, l'Assessore dovrebbe farne due avanti e rilanciare, e che l'attuazione della 328 non può essere vista solo come occasione per spendere alcune centinaia di milioni, attivando consulenze, attivando osservatori che hanno prodotto tanta di quella carta, quando invece è giunto il momento di dare veramente attuazione al protagonismo degli enti locali, attraverso l'individuazione dei piani di zona, attraverso la definizione di una politica di coerenza tra la programmazione regionale e tra la gestione che deve essere data alle autonomie locali.
Ci sono tanti ambiti, tante competenze che sono previste dalla legge e che sono inattuati; non parlo solo dell'azione di programmazione, parlo anche dell'azione di coordinamento, dell'azione di controllo che deve essere svolto rispetto alle politiche che vengono attuate anche nel territorio.
Siamo in ritardo nella predisposizione del piano regionale, nonostante la legge prevedesse quattro mesi dall'attivazione del piano nazionale socio-assistenziale e del piano nazionale di inclusione sociale. Ormai siamo in forte ritardo. Siamo in ritardo nella definizione degli ambiti territoriali ottimali per i piani di zona, siamo in ritardo in tutte le politiche d'integrazione, perchè non si può più parlare di sanità, non si può più parlare di sociale a compartimenti stagni. Bisogna attivare delle politiche che sono di integrazione, integrazione con le politiche da lavoro, integrazione con le politiche della formazione, integrazione con le politiche dell'istruzione. Allora, tutte le problematiche legate al disagio, legate alla marginalità noi le dobbiamo vedere attraverso una visione complessiva e non possiamo continuare a dare segnali di socialità in una finanziaria - che pur stiamo dando - mi riferisco per esempio all'azione che è stata svolta dalle Commissioni sanità, dalla Commissione seconda nell'introduzione di determinati emendamenti che hanno solo il significato di lanciare dei segnali, di accendere alcune luci rosse che, però, non hanno la possibilità di dare compiuta attuazione ai bisogni che pure ci sono e che sono tanti nella nostra Regione.
Allora, voler dare dei segnali, nel senso di interventi in favore di categorie del disagio, in favore dei detenuti, in favore di soggetti sottoposti a misure alternative o in esecuzione penale esterna, o voler dare dei segnali in favore dei minori attraverso interventi - magari - per uno screening generalizzato sull'autismo, o interventi in favore dei minori abusati, sono solo dei segnali di introduzione di aspetti del sociale all'interno di una finanziaria che, a nostro parere, dovrebbe contenerne molti di più.
Però non potremmo continuare ad andare avanti con questo modo episodico. Ci sono nuove patologie, nuovi interventi che magari non erano presenti negli anni passati e che ci vengono riferiti anche nel corso dell'audizione. Io ne cito solo uno a titolo d'esempio: che ormai anche la funzione svolta da alcune comunità terapeutiche, per quanto riguarda il recupero di tossicodipendenti o di detenuti che rappresentano una componente significativa in termini percentuali della popolazione carceraria, l'attività di queste comunità sono insufficienti rispetto a nuove patologie che si verificano, quelle situazioni di borderline che non trovano all'interno delle comunità, del personale che sia adeguato e professionalmente preparato per venire incontro rispetto anche a questi nuovi fenomeni.
Allora sta proprio qui, quell'esigenza che ribadivo poc'anzi, di arrivare ad una politica integrata tra le attività del reinserimento lavorativo, tra le politiche formative, dell'istruzione, della sanità e del sociale. Poi c'è tutto quell'altro spaccato che ha richiamato molto opportunamente questa mattina il collega Lai, dal mondo del terzo settore che può diventare impresa, che può essere uno spaccato importante anche per l'economia della nostra società ma che oggi ha di fronte delle sfide nuove, che sono le sfide dell'accreditamento, le sfide della certificazione, le sfide della qualità. Tutte sfide in cui in questa regione non si tiene conto. Per cui, il tempo non mi consente di sviluppare adeguatamente questi interventi. Ci sarà occasione di ulteriori approfondimenti nel corso dell'esame dei singoli emendamenti; però ritengo - Assessore - non c'è più tempo da perdere!
Diamo veramente una svolta alle politiche sanitarie, alle politiche sociali, che non sia di mera sopravvivenza, ma che abbia caratteristiche di innovatività, che abbia caratteristiche di attenzione, soprattutto per i nuovi disagi della Società.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, è notorio, e non da oggi, che il settore della sanità, oltre all'importanza naturale, logica, che riveste nella vita sociale, è uno dei settori che impegna in maniera più determinante risorse del bilancio regionale.
Bisogna dire che ciò non avviene solo da oggi; è una storia ormai datata, nasce già da lungo tempo. Non solo, ma ultimamente, con la devolution del Governo, le Regioni deboli pagano sotto questo profilo uno scotto ancora maggiore, che in termini percentuali non è tanto visibile, perché nel bilancio sono ricomprese le quote di finanziamento dei fondi europei, ma che in ogni caso, in termini di valore assoluto, porta il settore della sanità come uno dei settori a massima spesa. Allora è evidente che da parte di tutti i consiglieri regionali ci sia l'esigenza di comprendere dove e come queste risorse vengono canalizzate e quali risultati concreti di fatto esse producono.
Per ovvi motivi relativi al tempo, mi soffermerò soprattutto su due commi dell'articolo 15, sul comma 2 e sul comma 8, ma porrò poi qualche domanda alla quale spero che l'Assessore abbia la bontà di rispondere poi nel corso della replica. Il comma 2 dell'articolo 15 impegna Governo e Regioni a dare copertura finanziaria al disavanzo delle aziende ASL per l'anno 2001, e viene impegnata, viene riservata una quota pari a 130 milioni di euro.
Vorremmo conoscere, Assessore, visto che al riguardo rimbalzano più voci, l'una difforme dall'altra, le debbo dire che sono difformi anche le cose che abbiamo sentito riferite direttamente dall'Assessore all'interno dell'Aula, rispetto a quelle riferite da alcuni manager. Ma qual è lo stato reale della sanità a livello di disavanzo in Sardegna? Abbiamo dati relativi al 2002? E' possibile conoscerli ed è possibile conoscerli poi onde poter fare analisi più compiute, analisi più utili anche se riferite a centri di costo? Per centri di costo non intendo ogni singolo settore della sanità, ma per quei territori laddove, per esempio, insistono più ospedali grandi e piccoli, conoscere perlomeno qual è il disavanzo creato da ciascuno di questi, perché solo così io credo che possiamo fare utili ragionamenti, anche per il futuro, in termini di programmazione.
E ancora: le risorse della sanità, posto che tutti conosciamo grosso modo le metodiche di spesa, in che misura certa, quantificata, definita è possibile sapere, in riferimento ad ogni cittadino, vengono impegnate? Ovvero, quanto viene attribuita ad una delle ASL di Cagliari e che bacino di utenza ha in termini di cittadini? Quanto viene attribuito ad una delle ASL di Sassari e che bacino di utenza ha in termini di cittadini? Infine, le quote extra, quelle che poi vengono definite dall'Assessorato e che vengono assegnate per modifiche strutturali o per acquisizioni di nuove attrezzature, come vengono destinate, in che percentuale vengono assegnate ad ogni struttura ospedaliera o ad ogni ASL?
Se è possibile, naturalmente perché il dato abbia un qualche significato e possa essere utile elemento di raffronto, servirebbero non soltanto gli elementi, può anche non essere solo questa la sede, perché può essere che il tempo a disposizione per la replica sia insufficiente, ma eventualmente lei può provvedere anche successivamente con tabelle da consegnare ai consiglieri regionali, ma sarebbe utile sapere, avere questi dati non in riferimento soltanto all'ultima annualità, ma in maniera tale che il raffronto utilmente possa essere compiuto su un tempo più largo, quindi tre, quattro, cinque o più annualità.
Già in passato l'Assessore ebbe a rispondere, in occasione di interventi su altri argomenti, sulle metodiche di reclutamento del personale. Posto che ogni manager ha sicuramente una discrezionalità operativa abbastanza ampia, ma questa discrezionalità operativa viene in ogni caso sottoposta a controllo, si ritiene utile, congruo, giusto, trasparente, che per il reclutamento di un certo tipo di personale ci si rivolga a società specializzate e non ad assunzioni direttamente svolte da ogni singola Azienda Sanitaria Locale?
Passando poi al comma 8, a decorrere dal 2004, vengono sottratti 7 milioni di euro dalla Legge 25 per la realizzazione di strutture da adibire a servizi socioassistenziali. A noi pare, ci crediamo sinceramente sotto questo profilo, che le risorse della 25 siano risorse assolutamente intoccabili. Ci pare che toccare quelle risorse significhi, in qualche maniera, ledere l'autonomia operativa e sminuire le capacità programmatorie e di intervento degli enti locali. Quindi, a nostro avviso, non solo non andrebbero ridefinite in negativo con una sottrazione, ma semmai andrebbero ridefinite ipotizzando un incremento delle risorse medesime.
Mi permetto, in conclusione, Assessore, di richiamare l'esigenza che davvero - lei ha dato una risposta, mi pare, attraverso stampa - relativamente al piano sanitario regionale che dovrebbe essere a disposizione della competente Commissione entro il 30 di giugno. Ora, senza voler attribuire responsabilità all'una o all'altra parte, ma prendendo atto di quella che è la situazione, credo che davvero i tempi ormai siano non maturi, ma tutti scaduti e superati e che quello del 30 giugno debba essere un termine di rispetto assoluto per parte di tutti, partendo dalla consapevolezza e dal comune convincimento che senza il piano sanitario regionale, seppure certo che a pezzi è stato predisposto, manca quella visione unitaria delle problematiche della sanità e quindi c'è l'impossibilità di tradurre poi in fatto concreto e operativo tutti i successivi tentativi di razionalizzazione e di miglioramento del sistema ospedaliero ed extra ospedaliero.
Mi permetta infine, Assessore, un ultimo richiamo, questo fatto davvero con molta amarezza e con molta preoccupazione per quanto riguarda la scuola di specializzazione per le talassemie: era stato detto quest'Aula, a seguito di un'interrogazione, che su questo fronte la Giunta regionale, l'intero Consiglio regionale si sarebbe impegnato, avrebbe speso tutte le proprie energie per vedere di coniugare eventualmente una possibile compartecipazione fra la Regione Sardegna e, allora, la Regione di Pesaro. Ma si diceva che se fosse decaduta per un qualunque motivo la candidatura della Regione Marche in ogni caso la Regione Sardegna avrebbe trovato un ingresso facilitato, vista l'esperienza che l'équipe di operatori sardi nel settore della talassemia aveva ormai acquisito. Ecco, l'amarezza deriva dal fatto che poi il Governo nazionale, il Ministro della sanità ha attribuito invece a una delle ASL di Roma - e pare a un ospedale quasi in disfacimento, così viene descritto dalla stampa quotidiana - questa competenza. A sentire un'intervista rilasciata ieri da un autorevole personaggio sardo della sanità, il dottor Sergio Licheri, parrebbe…
DORE (I DEMOCRATICI). Autorevole?
BALIA (S.D.I.-S.U.). Autorevole se non altro per l'incarico che gli è stato attribuito e che attualmente ricopre. Il dottor Sergio Licheri, forse con una tesi un tantino singolare e lo riconosco, però rimanda tutte le responsabilità alla mancata partecipazione alle riunioni della Conferenza Stato-Regioni, quindi al fatto che la Regione sarda in quella sede non abbia fatto sentire la propria voce.
Ora, Assessore, io comprendo che non sempre sia possibile partecipare, però il compito fondamentale di partecipare a quelle riunioni è soprattutto del Presidente della Giunta regionale della Sardegna. E non avendovi partecipato, se quelle conclusioni avessero pure un elemento di realtà è un fatto assolutamente grave. Ma infine io rivolgo un invito, perché l'Assessore della sanità, il presidente Pili, la Giunta regionale, il Consiglio regionale nella sua interezza, per quanto riguarda la scuola di alta specializzazione per la talassemia, faccia un ultimo sconcordato sforzo comune col Governo nazionale per far sì che la Regione sarda, seppure non in esclusiva, possa essere almeno compartecipe di quel progetto.
Questo lo richiedo nell'interesse e per la salvaguardia della dignità dei malati sardi di talassemia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (Gruppo Misto). Signor Presidente, noi ci apprestiamo anche quest'anno a discutere dei problemi della sanità sarda e del nostro bilancio regionale direi con lo stesso atteggiamento di tutti gli anni di questa legislatura: una presa d'atto di un elenco della spesa, senza alcun disegno, senza alcun progetto che possa indicarci qual è la strategia che questo Governo e questa maggioranza hanno per cambiare la tendenza, che è una tendenza pericolosamente innescata dal Governo regionale di smobilitazione progressiva del sistema sanitario pubblico.
Questo lo dico perché è agli occhi di tutti, è all'attenzione di tutta la stampa, della discussione degli organi politici, dei vari partiti, delle associazioni dei cittadini, la preoccupazione forte e fondata di uno sganciamento progressivo di sistemi di difesa di quelle che sono le categorie sociali più deboli, e soprattutto di coloro che hanno patologie e malattie di tipo cronico. La questione dei ticket che è stata all'attenzione del nostro dibattito per diverso tempo, i ticket del pronto soccorso, i ticket sui farmaci, la questione di ILEA e quant'altro, ci hanno detto in questi due anni quale difficoltà oggi s'incontra in questo mondo, in questo settore, rispetto alla difesa di istanze fondamentali.
Il diritto alla salute è una questione che è diventata oggi parte fondamentale delle discussioni della politica, e ancora oggi noi ne parliamo, seppure sommersi dai numeri, dagli emendamenti, dagli articoli di questa finanziaria, dove non si intravede un disegno teso in questa direzione. Devo dire che non ho molta fiducia che la discussione poi possa innescare elementi di positività, anche dalla fine di questa discussione, probabilmente l'Assessore ci annuncerà la prossima presentazione del Piano sanitario regionale come un elemento sostanziale di modifica del trend. Io ho poca fiducia da questo punto di vista. Non vorrei che questa data del 30 di giugno fosse una data annunciata per l'ennesima volta in discussione di finanziaria e poi noi non vedremo al 30 di giugno ancora la bozza di questo Piano sanitario regionale. Ho anche poca fiducia nei piani sanitari regionali che si preannunciano alla fine delle legislature, perché in genere si innesca, nell'ultimo anno della legislatura, un meccanismo particolare per cui io credo che il tempo di una discussione serena su una materia così rilevante per la nostra Regione probabilmente non ci sarà.
Però, c'è qualcosa che non va bene in questa sanità? Io credo di sì. Non siamo noi a denunciarlo in questo Consiglio. Noi siamo semplicemente e probabilmente coloro che riflettono in quest'aula le considerazioni che vengono dal mondo esterno, le denunce del Tribunale del malato, le denunce delle associazioni dei cittadini rispetto a una preoccupazione forte diffusa che c'è. Le prese di posizione forti da parte delle organizzazioni sindacali, di categoria e delle organizzazioni mediche, qualcuno ricordava negli interventi di stamattina la marcia per la salute che i sindacati confederali a livello nazionale, ma anche qui in Sardegna, stanno organizzando per la difesa di un istituto fondamentale come questo. Allora, io mi chiedo che c'è nel contesto di questa finanziaria un provvedimento, uno solo, che segni un'inversione della rotta, della tendenza alla progressiva diminuzione delle difese sociali. Ebbene io non lo intravedo onestamente. Noi non abbiamo ancora oggi, nonostante tutto, la certezza dei numeri del disavanzo delle ASL, perché ogni volta ne abbiamo discusso. Addirittura i direttori generali, venuti in audizione nella Commissione sanità hanno dato cifre che sono state sconfessate dallo stesso Assessore. Qualcuno addirittura - e mi riferisco al direttore generale di Oristano, perché è agli atti - ha detto di non sapere neppure quale era il deficit presunto per la sua ASL. Ed è preoccupante, non solo per il fatto in sé di natura economico-finanziaria, ma anche per il fatto della qualità delle persone che noi a volte mandiamo a gestire un settore così rilevante e così importante.
E voglio dire che questa preoccupazione non viene soltanto da settori sociali, ma io ho preso la relazione della Sezione di controllo della Corte dei Conti per la sanità della Sardegna, e alcuni passaggi sono effettivamente dei passaggi che se fossero stati detti in quest'Aula da qualcuno di noi sarebbe stato logico, perché sono espressioni di opposizione politica rispetto a un certo modo di governare. Ma quando nella relazione della Corte dei Conti io leggo che "nei confronti dei Direttori generali l'amministrazione regionale non ha svolto una vera e propria attività di governo, sia in sede di scelta degli stessi che in sede di assegnazione e conseguente valutazione degli obiettivi da raggiungere e da precisarsi all'atto della nomina", questo mi preoccupa. Per quel che riguarda i criteri di selezione, addirittura, riferita all'ultima nomina, afferma che "la Regione si è limitata ad applicare i criteri definiti dalla normativa statale senza prevederne di propri, badando esclusivamente al carattere fiduciario dell'incarico. E questo ci dice tutto del rapporto che si sviluppa poi tra il Governo regionale e i Direttori generali e anche dell'aspetto di potere forte che i direttori generali poi trasmettono a loro volta nel governo delle loro ASL.
"Per quanto attiene" - leggo ancora - "agli obiettivi da assegnare ai Direttori generali, l'amministrazione in sede di sottoscrizione del contratto non ne ha negoziato di specifici che tenessero conto, oltre dei parametri previsti dai decreti legislativi, anche di altri fattori endemici originati dalle realtà contingenti delle singole Aziende". Quindi vuole dire questo: che i nostri direttori generali non solo sono stati nominati solo per un atto esclusivamente fiduciario, e in alcuni casi con criteri nei curriculum espressi dai direttori generali, vi è l'assoluta mancanza di competenza nel settore della sanità; e noi lo vediamo, perché oggi le A.S.L. migliori, tra virgolette, quelle che riescono a reggere meglio il confronto, sono le A.S.L. che sono rette da chi ha esperienza oggettiva, da chi proviene dal mondo della sanità. In altre questo non si può dire. Ho fatto prima un esempio specifico di una A.S.L. ma credo che questo si possa fare anche per altre. Ma non solo questo, ma il fatto che, non avendo la competenza specifica e non essendoci un contratto scritto su una missione aziendale, i nostri stessi direttori generali che vanno a reggere le aziende sanitarie locali, non sono consci, non hanno chiara la certezza del tipo di missione da compiere, prevale l'aspetto puramente gestionale.
Quindi, l'aspetto del disegno, del disegnare una sanità a misura di esigenza e di utenza, questo manca assolutamente e l'aspetto gestionale è quello che prevale su tutto e quindi anche - ovviamente - sull'aspetto puramente economico della spesa, che non è qualificata a volte, rispetto a quanto noi vorremmo ottenere. Questo spiega anche allora il perché la spesa sanitaria in Sardegna sia prevalentemente ospedalocentrica rispetto ad altre Regioni d'Italia, perché sul territorio si investe di meno rispetto alle altre Regioni d'Italia, perché le reti consultoriali si stanno indebolendo, perché la medicina scolastica è pressoché scomparsa, perché la medicina nei luoghi di lavoro e la prevenzione sugli infortuni nei luoghi di lavoro e sulle patologie lavorative non è quella che probabilmente noi auspicheremmo nel 2003, in una Regione che vuole avere una sanità di livello.
Noi abbiamo una serie di elementi che ci dicono che le cose non vanno bene, anche nel settore della prevenzione, per esempio, oncologica, noi siamo pieni di emendamenti e di commi in finanziaria che ci dicono di interventi specifici, ma non c'è un disegno complessivo e organico. Sono esigenze singole, di singole A.S.L., di singoli progetti; ma noi non sappiamo ancora esattamente di quali tumori si muoia in Sardegna, quali sono i tumori prevalenti. Ci sono A.S.L. che da questo punto di vista sono totalmente carenti. Noi abbiamo scoperto che su 150 abitanti a Quirra, 14 pazienti si sono ammalati di tumori dell'apparato emolinfatico perché il Sindaco di Villaputzu l'ha denunciato nell'ambito di un convegno sulle servitù militari un anno e mezzo fa. Noi non ne avremmo saputo niente. Mancano i sistemi di controllo, di monitoraggio; e la favoletta dell'arsenico, credo che ancora non se la sia bevuta nessuno, anzi è stata smentita ultimamente, e quindi noi non sappiamo ancora qual è la causa di quella situazione così grave. Ma questo si potrebbe dire per le zone ad alta intensità industriale, per Portoscuso, per Porto Torres; noi non abbiamo dati certi. Allora, noi siamo però pieni di progetti-obiettivo mirati alla prevenzione dei tumori rispetto ad un A.S.L. o ad un'altra, ad un servizio, ma non abbiamo una filosofia, un progetto vero su questa materia.
All'Assessore volevo chiedere fondamentalmente chiedere due cose: la prima è un tornare indietro se è possibile, oppure una rivisitazione del comma 16. Questa cosa è stata ribadita da molti colleghi, noi crediamo fortemente nell'utilità di quel provvedimento, crediamo fortemente nell'utilità di quella legge, e vi è una soddisfazione generale degli utenti e credo anche di coloro che negli enti locali hanno sostenuto quel tipo di azione legislativa; ha avuto dei grossi risultati, tant'è che le richieste sono anche aumentate, la possibilità di poter partecipare è stata sostenuta da molti.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue PACIFICO.) Credo che si debba tornare indietro e dare ampia autonomia gestionale ai progetti-obiettivo che sono messi in pista delle autonomie locali, e dai comuni, e su questa cosa credo che l'Assessore dovrebbe esprimere una maggiore sensibilità.
La seconda questione, mi consente trenta secondi solo, Presidente, lo dico perché nella relazione della Corte dei Conti viene fatto un passaggio molto chiaro alla pagina 5, su una critica rispetto alla formulazione dei bilanci delle A.S.L.; il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale e il procedimento di controllo di gestione previsti della sopraccitata legge, eccetera eccetera, sono stati parzialmente attivati, con difficoltà dovute principalmente alla mancanza di un sistema informativo adeguato.
Abbiamo al comma 5 dell'articolo: "Per il completamento del sistema informatico di cui all'articolo 27, comma 13 della Legge regionale 7 del 2002, é autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 1 milione e 250 mila". Noi ci troviamo da diverso tempo a discutere in finanziaria di questa materia, credo che una sanità che voglia competere, anche per le conoscenze e per le acquisizioni dei dati, non possa avere una tale lentezza nella suturazione di un sistema informativo regionale. Credo che, almeno chiedo all'Assessore notizie da questo punto di vista, perché è una delle questioni fondamentali per la risoluzione del problema delle conoscenze che noi abbiamo ed anche perché non riusciremmo mai ad attuare provvedimenti tempestivi se non abbiamo i numeri e non sappiamo di che cosa ci si ammala, di che cosa si muore e come vengono spesi i nostri soldi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.
PILO (F.I.-Sardegna). Presidente, ho ascoltato con molta attenzione il dibattito che si è sviluppato in Aula sui temi della sanità, perché ad onor del vero questa finanziaria, così come anche l'anno scorso, è una delle rare occasioni nelle quali riflettiamo di sanità e - devo dire - anche in termini abbastanza pacati. Mi pare evidente anche dall'intervento dei colleghi della minoranza che il problema della politica sanitaria in Sardegna è anch'esso un problema che tocca tutto questo Consiglio, e non credo possa essere annoverato tra problemi di maggioranza e problemi di opposizione. Per prima cosa, vorrei dire che il rinvio che si è fatto, come dire, alla responsabilità dell'Assessore circa la modifica delle leggi regionali, in realtà io non lo condivido per niente; penso che questo debba essere l'impegno di questo Consiglio regionale, di questa sessione, senza demandare alla Giunta provvedimenti o proposte di provvedimenti che, invece, sono tipicamente di pertinenza del Consiglio.
L'altra cosa - sempre a questo proposito - è che in realtà, le parti in causa su una eventuale riforma sanitaria sono talmente tante alle quali va anche comunque chiesto un minimo di chiarezza rispetto agli obiettivi che si prefiggono. Faccio l'esempio proprio del sindacato e dei sindacati confederali: non esiste che - come dire - da una parte facciano la marcia per il diritto alla salute, mettendo insieme utenti e operatori, e dall'altra parte, tutte le volte che si cerca di modificare mezza virgola rispetto alle situazioni interne che toccano i dipendenti del settore sanità, si alzino barricate impensabili. Questa è il verità. E` facile andare a fare le marce per la salute e poi però, quando arriva quale che sia la proposta di modifica degli attuali assetti del sistema sanitario, ci sono barricate, scioperi, nefandezze e cose del genere. Anche ai sindacati - secondo me - va chiesta chiarezza, va chiesta coerenza, la stessa coerenza che noi stiamo chiedendo a noi stessi e che stiamo chiedendo anche all'Assessore competente.
Credo che fra noi comunque, al di là - come dire - di qualche diversità, ci sia una grande omogeneità in quest'Aula. Il problema della salute effettivamente è un problema che tocca tutti; però - badate - va anche riconosciuto onestamente che le riforme che ci sono state anche a livello governativo, sono state sostanzialmente un po' demenziali e per la grande maggioranza faziose, nel senso che non si può affermare che, di fronte alla sanità, siamo tutti uguali. Siamo tutti uguali di fronte alla malattia e questo è un diritto imprescindibile; è anche vero, però, che non si può prescindere dalle condizioni di reddito di partenza. Per cui dire oggi, o dire in passato come si è detto (e forse qualcuno lo dice ancora), che tutti hanno diritto ad essere curati gratuitamente nella stessa misura, è dire una cosa che fa torto a quelle fasce deboli che noi vogliamo difendere. Perché coloro che hanno un livello di reddito superiore, sono anche quelli che una parte di questo reddito possono utilizzarlo per la propria salute, come, in effetti, poi fanno. I penalizzati alla fine sono, come sempre, i poveri disgraziati che si trovano a essere curati in strutture fatiscenti, spesso da persone incapaci, incompetenti eccetera, perché un investimento vero sulla salute deve anche tener conto dei redditi delle persone che a questo si affacciano. E` chiaro che io col reddito di consigliere regionale non posso essere paragonata ad un reddito di pensionati che pure hanno magari il mio stesso problema di salute. Credo di avere il dovere di spendere qualche lira, di mettere qualche lira nel sistema sanitario regionale.
Così come la nomina dei managers nelle A.S.L. nasceva da un presupposto che poi si è rivelato assolutamente falso, nel senso che la nomina dei managers partiva dal presupposto che si doveva dare un'impostazione imprenditoriale. Badate, a fare gli imprenditori con i soldi degli altri sono buoni tutti! Noi abbiamo dato ai managers la possibilità di fare gli imprenditori, speravamo che facessero gli imprenditori con i soldi pubblici; invece, siccome succede spessissimo che quando paga Pantalone, poi se ne fregano tutti, questo è quello che abbiamo ottenuto. Questa è la situazione di oggi.
Ma è anche vero che questa maggioranza e questo Assessore, che pure io in molti casi ho contestato, ha chiesto a questi managers (che poi loro abbiano fatto finta di non capire è un'altra cosa) di affrontare il problema del deficit delle A.S.L.. Quello che sul quale bisogna ragionare, è sul fatto che è difficile che situazioni incancrenite come quelle della sanità sarda possano essere risolte in due anni e mezzo, in tre anni, perché va anche detto che, per quanto mi riguarda, io avevo suggerito al Presidente della Giunta regionale e a qualche Assessore, di procedere con un'azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori delle A.S.L. perché dovevano giustificare col proprio patrimonio il deficit che avevano lasciato.
Alcune situazioni col contributo della Regione sono state piano piano rimesse - non dico - in riga, ma qualche passetto si è fatto, qualcun'altra meno, perché ci sono delle voragini nella sanità e, come tutti sappiamo, è impossibile dall'oggi al domani risolverle. Io faccio l'esempio della A.S.L. 8 (per non fare nomi e cognomi), laddove personalmente sono dell'opinione che andava fatta un'azione di responsabilità nei confronti del manager che l'ha diretta fino a non molti anni fa, perché vanno giustificate alcune spese, vanno giustificate alcune scelte, che non sono state certamente scelte né della parte politica di questo Consiglio, né tanto meno della maggioranza attuale di questo Consiglio. Perché - guardate - una politica di responsabilizzazione, vuol dire che tutti devono essere responsabili. Vuol dire però che ci deve essere anche la sanzione per chi responsabile non è. Nello stesso modo - credo - che una politica di responsabilizzazione debba toccare la classe medica. Non è pensabile che quando si sbaglia con dolo, per menefreghismo, per incompetenza, poi non succeda niente! Perché la vita della gente vale più della carriera di un primario, di un medico, di un infermiere, di una capo sala. Questo è quello che non funziona! La vita di un paziente non vale quanto la carriera di questi! Allora bisogna avere il coraggio di dirlo, bisogna avere il coraggio di uscire da una logica che è lobbista e che spesso viene difesa in sede sindacale ed anche in sede politica. Bisogna avere il coraggio di dire ai medici che, quando si rivolgono a me - per la verità - già se lo sentono dire, che è inutile lamentarsi della politica e delle nefandezze della politica, quando poi tutti loro ricorrono alla politica per risolvere i loro problemi. Basta con queste cose! Dovremmo avere il coraggio di dire: "Badate, noi non siamo disposti a fare favori a nessuna parte della classe medica, perché dobbiamo instaurare un sistema capace di valutare le professionalità".
Allora questo coraggio lo dobbiamo avere, ma la mancanza di queste cose non può essere addebitata né all'assessore Oppi né all'assessore Fadda che l'ha preceduto, né a chi ha preceduto poi l'assessore Fadda a sua volta, nel senso che ne siamo tutti responsabili, e su questo andrebbe fatto un patto di ferro,.
L'ultima cosa che volevo dire è che è vero che va separato l'aspetto sanitario dall'aspetto sociale e anche dall'aspetto assistenziale, noi oggi stiamo cercando di recuperare mandando soltanto alcuni segnali, come sta facendo la Commissione Seconda del Consiglio regionale, perché stiamo tentando di far valere il diritto alla tutela, così come stiamo cercando di far valere il diritto alla prevenzione, che poi è una delle voci che possono portare risparmio sulla spesa sanitaria. Anche su questo, io credo che l'Assessore, in chiacchierate informali che ha avuto con molti di noi, abbia dato una sua disponibilità in questa direzione, il problema è che la scissione, per esempio, delle competenze degli Assessorati, non è una cosa che dipende dal singolo Assessore, certo è che su questo è necessario che ci sia, come dire, una visione organica, una proposta organica perché si proceda al riordino globale all'interno del quale poi possono essere inserite le proposte. Detto questo, io aspetto con ansia di vedere il piano sanitario regionale, perché credo che sia uno degli strumenti di confronto sul quale poi avviare una vera opera di riforma della sanità in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Cercherò di essere brevissimo, però una seppur limitata riflessione, sulla materia sanitaria, dal momento che ci sono tante commissioni di inchiesta, per cui mi riservo di parlare quando si parlerà in quest'Aula della sanità, alcune considerazioni le devo fare: una fra tutte, e mi rivolgo alla Giunta, che riguarda l'emendamento 556 sulle IPAB. Vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula sulle IPAB perché molto probabilmente nessuno di noi ha letto con attenzione l'emendamento, ma si tratta di coprire un vuoto legislativo, quindi mi auguro che tutti riflettano sul significato dell'emendamento. Principalmente, però, volevo intervenire su un emendamento soppressivo del comma 16 dell'articolo 15 a firma di Gian Valerio Sanna, primo firmatario. Ho avuto l'impressione, durante il dibattito su questa finanziaria, che l'onorevole Sanna Gian Valerio, visto e considerato che i Sanna sono molti in quest'Aula, può pensare di essere l'unico solidarista in quest'Aula, questo come U.D.C. non lo consentiamo a nessuno né di pensarlo né di rappresentarlo, pensiamo di essere noi i rappresentanti di certi valori in quest'Aula all'interno del centrodestra, senza nulla togliere a chi lo vuole rappresentare da un'altra parte. Io penso che l'onorevole Gian Valerio Sanna, esaminando attentamente il comma 16 dell'articolo 15 non abbia riflettuto, perché i 10 milioni di euro, previsti nel comma 16 per il quale l'onorevole Sanna propone la soppressione totale, non abbia capito il significato del comma. Si tratta di realizzare un programma di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita la persona non autosufficiente. Allora io che sono sindaco di un piccolo comune e per esperienza personale ho potuto toccare con mano questo problema, caro onorevole Sanna, le posso dire che ci sono tanti nuclei familiari che devono procedere, provvedere al sostentamento delle famiglie che hanno una persona non autosufficiente in casa, senza avere nessun aiuto da chicchessia. E allora se la Giunta ha inserito questo comma nell'articolo 15, vuol dire che qualcuno gliel'ha suggerito, gliel'hanno suggerito quei consiglieri regionali che, al solidarismo, al sociale ci credono nel vero senso della parola. Esaminando con attenzione il significato, non dimenticando quelli che sono i sacrifici delle famiglie, ma soprattutto non dimenticando i sacrifici di quelli che vivono nelle condizioni deboli della società. Lei, durante il dibattito in questa finanziaria, spesso e volentieri, si è richiamato ai dettati della dottrina sociale della Chiesa, se avesse riflettuto anche su questo comma probabilmente non avrebbe presentato un emendamento soppressivo.
Evidentemente in questa occasione si è dimenticato del dettato della dottrina sociale della Chiesa. Io non richiamo San Paolo, richiamo "San Gian Valerio" perché rifletta su quell'emendamento soppressivo e lo ritiri perché questo è un comma che qualifica lei e il partito al quale appartiene!
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sarà materialmente impossibile rispondere ai tanti che sono intervenuti in quest'Aula, farò riferimento ad alcuni interventi soltanto, quindi chiedo scusa a priori. Voglio precisare che cosa è però la sanità ed eliminare alcune storture che sono state dette. Che cosa vuol dire 1200 miliardi? Se ne attribuivano 900 anche alcuni anni fa! Si poteva fare chiasso qualche anno fa, sono in funzione dei soldi che ci dà lo Stato. Lo Stato dice: "Io ti do 2000 miliardi, tu devi mettere la tua cifra di competenza, non metti la tua competenza, io non metto i miei"; quindi c'è stato un incremento costante nel tempo, si mettono maggiori risorse finanziarie perché di fatto lo Stato mette più risorse e questo trend è sempre cresciuto.
Quest'anno qualcuno ha interpretato l'accesso male, l'accesso è il 2,78 che è la media più alta degli ultimi otto anni, era 2,74, 2,75, è scesa un anno ed è risalita a 2,78.
Questi soldi non sono sufficienti; qualcuno ha detto: "Pro capite o non pro capite", stiamo attenti se applicassero il pro capite prenderemmo più soldi, invece ci sono dei parametri che vengono inseriti sulla pesatura per età che ci danneggiano, ma le Regioni forti intendono non recedere da questo, tanto è che c'è stato un dibattito, per esempio a Fiuggi e successivamente nella Conferenza Stato-Regioni nei quali si è rimasti rigidi, perché parametri diversi avrebbero disintegrato una regione come la Liguria, che ha messo l'IRPEF, ha messo le tasse, ha chiuso gli ospedali, onorevole Pacifico, come tutte le regioni d'Italia!
Allora è evidente che è questo che ha problemi; l'altra voce invece, il comma 2, è un'integrazione. Per nove anni abbiamo avuto fondi relativi a fondi che lo Stato ci avrebbe dovuto dare dal 1991, la quota di competenza nostra fino a quest'anno, come abbiamo fatto l'anno scorso per i debiti pregressi, 234 miliardi che hanno sanato i debiti relativi anche al 1998, per i quali lo Stato ci deve dare i fondi, è chiaro che lo Stato ci ha detto, ce lo ha detto a Fiuggi recentemente: "Sulla base degli accordi nazionali a Perugia, o per anni o per come si chiama ... devi mettere questa cifra, ti cominciamo a dare un acconto, non ti diamo la differenza, 130 miliardi, per l'azzeramento dei debiti pregressi fino al 2001, se tu non metti la tua quota", perché è cresciuta la cifra? Perché l'onorevole Masala è abituato a tirare la mano ...
Interruzioni.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. ... Come no?
FADDA (La Margherita-D.L.). Sono solo quelli del 2001, non c'entra niente il 2002.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. No, 2001 non c'entra niente nel 2002...
PRESIDENTE. Fadda, possono trovarsi dopo con l'onorevole Oppi e discutere ...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Siccome noi abbiamo anticipato soldi, recuperiamo anche soldi per il 2000. Allora è chiaro che si può fare solo per il 2001, perché nel 2001 non si possono fare mutui per il 2001, si possono fare per il 2000 gli altri anni, questa è la legge!.
L'onorevole Masala, se mi lasci concludere, cosa ha fatto? Non ha messo la cifra di competenza, che sono 316 miliardi, non sono neanche l'ultimo emendamento all'emendamento, perché recentemente c'è stato notificato, e il Presidente ha scritto una lettura, se voi, io sono stato chiamato a Roma in una specie di gabbia, dove c'erano tutti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Ministero del bilancio, al rappresentante per le regioni d'Italia che sarebbe praticamente la struttura del Veneto, a dirmi: "Voi avete fatto anche troppo", ma non voleva capire un certo Migliacci, che è un funzionario del Ministero nel Tesoro, dicendo: "No, avete fatto male, avreste dovuto metterlo all'interno nel 2002", cioè ci stanno contestando il fatto che la erogazione dei fondi avremmo dovuta farla nel 2002 e noi abbiamo detto: "Siamo in esercizio provvisorio, abbiamo rispettato i parametri non comprendiamo questo vostro atteggiamento", per cui ci viene richiesto con forza di mettere la cifra esatta, diversamente non ci danno la cifra di competenza che ci è stata bloccata. Così come il Presidente deve fare una dichiarazione, sulla base dei vecchi bilanci relativi al '95-'99 per poter avere 180 miliardi, deve dimostrare che i piani stralcio sono stati definiti e entro Fine mese le A.S.L. che stanno completando dovrebbero definirli, solo allora il Presidente scriverà una lettera e dirà: "Io benissimo, ho adempiuto, le regioni", cioè le A.S.L. hanno adempiuto sono a posto", in quel momento ci dovrebbero erogare, ci erogano 180 miliardi attraverso i quali c'è una copertura e un recupero di risorse che vanno all'agricoltura, perché non riusciva l'assessore Masala a darci le risorse, se non ha soldi! Quindi questo è stato determinato dalle varie fasi.
Vedete, questo perché? Io sono stato pressato da voi, siete voi che avete ricevuto centinaia di lavoratori, che avete ricevuto le case di cura private, avete ricevuto gli specialisti e mi avete scritto una lettera; il Presidente della Commissione, all'unanimità ha scritto: "Bisogna che in fretta la Giunta e l'Assessore competente si carichino di responsabilità, per dare linfa a questi tre, quattromila lavoratori del settore privato, della specialistica, delle cliniche private, eccetera, che hanno ritardi" a cui ha fatto riferimento, biblici, questi ritardi sono determinati dal fatto che nella sanità, onorevole Selis, i ritardi sono determinati e gli sbilanciamenti derivano soprattutto nel 2001 da 320 miliardi aggiuntivi che sono stati praticamente in funzione della farmaceutica che è passata da 320 a 640 miliardi, come per altro in tutte le regioni d'Italia con qualche punto in più o qualche punto in meno, non la Sardegna. L'IRPEF, eccetera, non li abbiamo messi, cosa abbiamo messo? Abbiamo messo pagliuccia rispetto a tutte le altre regioni d'Italia, non abbiamo messo le tasse, non abbiamo messo l'IRPEF che avremmo dovuto mettere come hanno fatto un po' tutti. La Lombardia recentemente ha portato sì il pronto soccorso, non l'aveva ammesso, poi lo ha portato a 50 euro; il 64 per cento in Sardegna sono praticamente esenti, quindi hanno pagato così pochi che il recupero è stato molto limitato, però ci ha consentito di poter avere quella premialità nel 2002. Avete parlato di 2002? Benissimo, allora non si è discostato il 2001 dal 2002 come deficit. Nel 2002 però avendo equilibrato la farmaceutica a livello dell'anno 2001, e quindi recuperando circa 200 miliardi, c'è una premialità per aver messo quell'IRPEF, per aver messo il pronto soccorso che ci ha fruttato 600 milioni al mese, persino nel mese di agosto in Gallura, ci vengono riconosciuti 124 miliardi, avremo un buco di circa 70, 80 miliardi. Questo nel 2002; ovviamente i dati analitici sapete benissimo che arrivano i primi mesi dell'anno, il pre consuntivo è questo.
Sugli altri problemi noi non ne abbiamo. Io sono praticamente a toglierli, però ci sono troppi emendamenti, cioè "sopprimi" poi "metti". Uno dice: "Sopprimiamo il comma X per quanto riguarda la prevenzione", poi 14 emendamenti sulla prevenzione. Mettiamoci d'accordo! La prevenzione in Sardegna è al di sotto dei valori. Il contrario, tutti i dati analitici, onorevole Selis, ce li hanno in Commissione, anzi ne do troppi e poi mi meraviglio. Dice: "Sono diversi quelli dell'Assessore rispetto ai direttori generali", se sono un obbrobrio i direttori generali, se sono incompetenti, è stato detto qui, se sono praticamente, comprano arbitri, perché ascoltano i direttori generali e non ascoltano me che glieli do. Contestino i documenti che io consegno in Commissione, che sono atti ufficiali, sennò è chiacchiera il resto. Io voglio cose per settori, per voci, poi c'è la voce "prevenzione" eccetera. Poi è facile sapere come si articolano le voci, 50 per cento il personale, 13 per cento risulta 15 sono le spese generali, la convenzionata esterna, le cliniche private eccetera, arriviamo al 94 per cento. Non ci sono margini; e ha ragione chi ha detto che purtroppo i soldi sono insufficienti. Noi siamo a 2.140.000 contro la media nazionale di 2.200 perché i parametri ci danneggiano, cioè siamo oggi pro capite a 2140/50 rispetto a 2140 che è la media generale. Certo non siamo a livelli di altre regioni che hanno 2.700.000. Le regioni ricche, le regioni che mettono molti soldi e che noi, ha ragione onorevole Selis, non siamo abituati, siamo costretti a mettere 1200 miliardi che togliamo, che diventano sempre di più e invece si riducono le possibilità di accedere a risorse che si reggono sempre meno da parte dello Stato, quindi l'incidenza della sanità è talmente forte che è sproporzionato, io sono d'accordo, tanto è che con quale coraggio io chiedo che mi vengano dati i soldi per poter fare..., è la Cenerentola, e l'assistenza va fatto ad un altro Assessorato, lo dico da 10 anni, perché prende poco o niente, perché una volta che già siamo costretti a prendere molte risorse, rubandole alle altre strutture, agli investimenti eccetera, è chiaro che si riducono costantemente. Ma a questo siamo vincolati, perché se non li mettiamo, lo Stato mica si preoccupano, non ci da il resto!
Articolo 16.- , io ho chiesto di fare un emendamento orale, abbiamo bisogno di fare poi un'analisi di sintesi, eccetera, accogliendo la stragrande maggioranza degli emendamenti che tra l'altro sono tutti pertinenti. Sull'articolo 16, io non lo conoscevo; l'articolo 8 io ho chiesto che praticamente il comma 8 fosse lasciato dove era, dove praticamente, però non è vero che è vincolato perché i comuni fanno tutto e il contrario di tutto, però non l'abbiamo chiesto..., ho chiesto 5 milioni di euro per completare i piani socio assistenziali relativi al 2002, ma è giusto che vi tornino dove erano, agli enti locali. Non abbiamo neanche la struttura, non abbiamo il personale, non abbiamo nessuno che possa assolvere queste funzioni e nella tabella, nel darci a noi la competenza dei nefropatici, talassemici eccetera ci hanno tolto anche 1 milione e mezzo di euro nelle voci che poi elencherò specificatamente, quindi addirittura avremo meno soldi nonostante le richieste di aggiornamento. L'articolo 16, io l'ho trovato... Comma 16, per quanto riguarda due commi: quello della informatizzazione e anche quello relativo al sangue, noi siamo invece d'accordo che possano essere travasati per le richieste che sono state avanzate nella prevenzione, perché per quanto riguarda informatizzazione siamo in gara e quindi siamo in grado con le risorse che abbiamo entro l'anno di non avere bisogno di risorse aggiuntive. Per quanto riguarda il sangue troviamo altre forme, era una richiesta avanzata nel mese di settembre.
Per quanto riguarda il comma 16, il sindacato, di cui tanto si parla bene, si parla male, la marcia della salute eccetera, ha avanzato una richiesta ad un progetto, un piano, prevaricando anche il Consiglio.
Io sono rispettoso del Consiglio, ritengo praticamente che questo provvedimento possa essere esitato, se è esitato alla fine dell'anno con criteri che sono discutibili, sono d'accordo con le cose che diceva Cogodi, ben confermando però che tutti i progetti sono fatti dai comuni, quindi i comuni con l'avallo dell'interessato familiare, con anonimi, e poi ti do la documentazione. E` giusto che queste risorse finanziarie colmino i 1600 progetti della 162 che hanno ottenuto risultati altamente positivi, restano circa 5 miliardi che possono essere utilizzati; ho dei prospetti ma non faccio a tempo che attestano che persino in questi progetti ci sono 351 anziani, oltre i 65 anni, la maggioranza sono giovani da 0 a 17 anni, e questo colmerebbe tutte le difficoltà che ci possono essere perché darebbe la possibilità anche della continuità terapeutica, questo ho avuto modo di dirlo.
PRESIDENTE. Arrivi alle conclusioni onorevole Oppi.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.... Ho finito, questo praticamente avevo il dovere di ribadire, per quanto riguarda gli emendamenti quando entreremo nel merito li valuteremo compiutamente perché li ritengo, molti di questi, obiettivi.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 455 a pagina 332.
SPISSU (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 452.
FALCONI (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 691, presentatori Sanna Gian Valerio e più e il 621a firma Cogodi, Ortu Vassallo, si votano assieme. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non c'è bisogno, di chiedere il voto segreto, non c'è bisogno. Qui, sentito anche l'Assessore alla sanità, però siccome a me è parso che non sia stata capita la richiesta dell'Assessorato degli enti locali, voglio precisare che qui non si trattava di togliere soldi dalla 25, all'interno degli stanziamenti della 25 ci sono delle somme che hanno una specifica destinazione, e sono destinate a questo scopo, che vengono erogate a favore dei comuni sulla base di progetti che vengono predisposti, questo è quanto ci riferisce l'Assessorato degli enti locali, però siccome non succede niente, nel senso che i soldi rimangono dove stanno, cioè alla UPB 4000 degli enti locali, anche l'assessore Biancareddu, ha detto: "Non li vogliono, me li tengo!", quindi per quanto ci riguarda, va bene l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico palese.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, PUSCEDDU, LAI, PIRISI, MORITTU, SCANO, Emanuele SANNA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico degli emendamenti 691 e 621.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VARGIU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: FLORIS - TUNIS.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - OPPI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 38
Astenuti 36
Maggioranza 20
Favorevoli 36
Contrari 2
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento 196 Sanna Gian Valerio e più.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Questo è un contributo, voi chiedete la soppressione di questo. Si è ripetuto, negli ultimi anni c'è sempre stato. Si tratta di un contributo di fatto straordinario per gli adempimenti connessi al piano della brucellosi ovicaprina, allo svolgimento dei compiti conseguenti all'entrata in vigore del mercato unico europeo e agli esami per la qualità del latte e altri eventi improvvisi, per esempio le alghe l'anno scorso.
Per quanto riguarda la seconda parte, il 516, cioè il miliardo, è in conto capitale ed è soltanto, serve annualmente per opere e acquisto attrezzature e attrezzature, che praticamente gli viene dato costantemente eccetera per i compiti che svolge anche per la Regione.
PRESIDENTE. Come vota Assessore?
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Voto contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Nonostante la spiegazione dell'Assessore rimane inconciliabile l'impostazione che dà la Giunta a questo argomento, se sono compiti istituzionali, sono contributi ordinari, sennò dite: "Contributo straordinario" e non fate riferimento alle attività istituzionali, perché un ente che compie le sue funzioni istituzionali ha contributi ordinari fino a prova contraria, diversamente cambiate, ma siccome non era questo l'intendimento, quello di sopprimere, l'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 196 è ritirato; emendamento 197 Sanna Gian Valerio, Fadda e più è ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 734. Lo. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 193 e il 545 sono uguali (il 622 lo votiamo a parte). Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per tutti gli emendamenti che riguardano il comma 16 forse è preferibile una sospensione in modo da vedere l'eventuale emendamento di sintesi di cui si è parlato, stando alle indicazioni del dibattito, perché eventualmente dovremmo fare una ripartizione delle somme, perché noi sul piano morale siamo vincolati all'impegno concertativo che c'è stato, però siccome la somma credo che consenta di soddisfare anche le richieste che riguardano l'articolo 162 nei limiti dei progetti già presentati, io penso che si possa con riferimento all'articolo 16 fare un lavoro di questo genere.
PRESIDENTE. Colleghi, scusate. Se c'è bisogno di prestare maggiore attenzione a questi emendamenti che sono almeno tre, bisogna che ci fermiamo un momento, perché poi dobbiamo votare il testo. E` opportuno, se c'è da discutere che ci fermiamo un momento, torniamo su questi emendamenti, poi votiamo il testo. La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 54, viene ripresa alle ore 18 e 19.)
PRESIDENTE. Colleghi, è stato predisposto un emendamento di sintesi, degli emendamenti 193, 545, sono nell'ordine in cui li sto leggendo, 622, 308 e 540. Inevitabilmente qualche emendamento che troveremo dopo, a seguito di questo emendamento di sintesi, decadrà, ma lo vedremo quando arriveremo. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE di sintesi degli emendamenti n. 193-545-622-315-308-540
Il comma 16 dell'art. 15 è sostituito come segue:
"16. E' autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 7.800.000 per il rifinanziamento dell'articolo 28 della legge regionale 22 aprile 2002 n. 7 (cap. 12264), e la spesa di euro 2.200.000 (cap. 12273) a favore dei Comuni, per la realizzazione di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita la persona non autosufficiente, limitatamente al periodo di permanenza della stessa nel nucleo medesimo. Per tale ultima finalità l'Assessorato competente in materia di assistenza sociale emana apposite direttive, da trasmettere alla competente Commissione consiliare per il parere da esprimersi entro 30 giorni dalla data di invio, trascorsi i quali il parere si intende acquisito (UPB S12.066 - capp. 12264 e 12273)."
PRESIDENTE. Se qualcuno ha bisogno del testo..., abbiamo bisogno, intanto che l'Assessore lo spiega facciamo una distribuzione del testo. Non lo può spiegare senza avere il testo, assessore? Perché abbiamo bisogno del testo per fotocopiarlo. La prego faccia la spiegazione senza il testo e intanto lo distribuiamo. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La spiegazione è molto semplice: i 10 milioni di Euro che sono previsti nel comma 16, vengono distinti in due parti: 7 milioni 800 mila vanno a finanziare l'articolo 22 della legge 7 del 2002 (?), l'articolo 28 della legge 22. Mentre la differenza di 2 milioni 200 mila rimangono destinati alle finalità del comma 16, però con riferimento a questa somma viene specificato che le somme relative vanno erogate a favore dei comuni sulla base di direttive emanate dall'assessore competente in materia di assistenza e sanità, previo parere della Commissione competente da esprimere entro 30 giorni dall'invio.
PRESIDENTE. L'emendamento di sintesi è numerato con il numero 770. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 15.
Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto sul comma 2.
PRESIDENTE. Sta chiedendo una votazione per parti?
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sto chiedendo una votazione per parti e chiedo il voto segreto sul comma 2 e sul comma 5 e 6; 5 perché lo stesso Assessore era d'accordo che quel denaro serviva...
PRESIDENTE. Votiamo il comma uno.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A prescindere dalle modalità di voto sul comma 5, come ha detto l'assessore Oppi, la somma... (lo dico perché lo registrino anche gli uffici, quindi deve essere considerato un emendamento orale) la somma di 1 milione e 250 mila Euro, che serve per il completamento del sistema informatico, siccome, come è stato detto, c'è una gara in corso eccetera, vengono trasferite al comma 3. Conseguentemente il comma 3 va finanziato con la somma di 1 milione e 500 mila più 1 milione 250 mila, quindi se non sbaglio sono 2 milioni 750 mila. Poi l'Assessore ha anche proposto di trasferire le somme della lettera C) del comma 6, e cioè gli altri 2 milioni e 500 mila lire, che sono previsti nella lettera C) a favore delle ASL per l'acquisto di sangue eccetera, vengono trasferite ugualmente al comma 3. Per cui il comma 3 verrebbe finanziato con la somma indicata prima più ulteriori 2 milioni e 500 mila della lettera C) del comma 6, il quale conseguentemente, rimanendo privo di copertura, praticamente non andrebbe neanche votato perché decadrebbe automaticamente, presumo di sì. Se viene approvato il comma 3 così come modificato, dovrebbe decadere automaticamente il comma 5 perché privo di soldi, e la lettera C) del comma 6.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, rimane la richiesta del voto segreto sul comma 2 e poi caso mai strada facendo vediamo. Onorevole Dettori, sta facendo una dichiarazione di voto sull'uno? Perché stiamo votando sull'uno.
DETTORI (Gruppo Misto). Poi intervengo sul tre.
PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare sul comma 1 lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 2.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 38
Contrari 37
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Comma 3. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto.). Così come ha dato spiegazione l'Assessore alla programmazione, chiediamo il voto segreto sul comma 3.
PRESIDENTE. Così con le spiegazioni date dall'Assessore, è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico del comma 3 nel testo modificato dall'assessore Masala.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 36
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
CAPPAI (U.D.C.) Peccato che qualcuno non sappia cosa significa comprare il sangue per i malati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Chiedo la votazione nominale sul comma 4.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, GIAGU, SECCI, BALIA, DETTORI, MORITTU, FALCONI.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, chiedo scusa, dichiaro il mio voto favorevole, purtroppo sono quasi completamente afono e non mi è stato possibile intervenire nella discussione sulla sanità e non potrò intervenire neanche sugli altri emendamenti. Vorrei chiedere all'Aula, a tutti i colleghi del centrodestra e del centrosinistra di leggere con attenzione ciò che vanno a bocciare. Nient'altro.
spissu (d.s.). Cosa c'entra il centrosinistra, cerca di far votare la tua maggioranza!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Stiamo votando il comma 4, sul quale dichiaro il mio voto favorevole. Io vorrei dichiarare pubblicamente che mi associo a quanto dichiarato poc'anzi dal collega Vargiu, ma vorrei anche specificare una cosa, che sicuramente fossi all'opposizione, per quanto mi riguarda, non avrei tenuto il comportamento pure legittimo dell'opposizione di oggi. Magari sarò - forse, chi lo sa? - in altre occasioni all'opposizione e spero di poter comunque tenere un comportamento più corretto, secondo il mio punto di vista, utilizzando comunque gli strumenti legittimi che l'opposizione oggi utilizza. Credo che continui a mancare...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. No, non è nessun commento sul voto che c'era, è una considerazione di carattere generale. L'onorevole Vargiu ha detto di prestare attenzione; era una raccomandazione su ciò che si sta votando. L'onorevole Capelli ha ripreso l'argomento. Ciò che abbiamo già votato è chiuso, stiamo parlando del comma 4. Prego, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Ho già fatto la mia dichiarazione in apertura sul voto del comma 4, sto commentando tale voto, tale atteggiamento irresponsabile, a mio avvio, perché sul voto segreto non possiamo solo dare e scaricare le nostre colpe sull'opposizione. Credo che ci sia una riflessione opportuna della maggioranza, perché la lettura degli emendamenti, dei commi e degli articoli della finanziaria deve essere fatta da tutti. Aver bocciato il comma 3 e, uno per tutti, il contributo a favore delle Aziende sanitarie della Sardegna per l'acquisto di sangue ed emoderivati credo che sia - questo è solo un esempio per non parlare dell'altro e magari ci apprestiamo a bocciare anche il comma 4, a cui mi sto riferendo - un segno di grande irresponsabilità. Non credo che ci sia un confronto politico su questi temi. Il confronto politico è che quando c'è una maggioranza che governa e che sa governare, deve governare e ci sia una legittima opposizione, ma che questa opposizione continui a voler accelerare i tempi per buttar giù una maggioranza in maniera a mio avviso "illegittima", perché per cinque anni comunque qui si deve governare, e non è questo il modo di fare opposizione, che discuto enormemente, ma soprattutto non è il modo di governare. Avevo previsto che sul comma 4...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, facciamo concludere l'onorevole Capelli, poi chi vuole fare una dichiarazione di voto chiede la parola e io senz'altro gliela darò. Ho già un certo numero di iscritti e continueremo.
CAPELLI (U.D.C.). Era prevedibile che sul comma 4 nascesse questa discussione, perché io sto commentando il comma 4 in ogni caso. Continuo a dire che l'opposizione è legittima, si usano gli strumenti correnti, regolamentari, è sicuramente un modo becero di fare opposizione, perché bisogna...
SANNA ALBERTO (D.S.). Ce lo dirai tu quello che dobbiamo fare noi! Ma sapessi fare la maggioranza!
PIRISI (D.S.). Pensa a governare!
CAPPAI (U.D.C.). E lascialo parlare! Ma scusa, sta parlando, sta facendo un commento...
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io devo recuperare le continue interruzioni. Ed è altrettanto legittimo e previsto dal Regolamento che chi non vuole ascoltare si può anche accomodare fuori, invece di disturbare chi sta esponendo un proprio concetto, perché non è mia abitudine disturbare nessuno quando parla. Però anche questo fa parte di due modi di vedere il confronto decisamente diversi.
Dall'altra parte credo che noi stessi, maggioranza, prima di votare, prima di esprimere un giudizio non ci si debba fermare ai proponenti, al nome dei proponenti degli emendamenti, degli articoli, dell'Assessore di turno o quant'altro. Il danno che stiamo facendo, che spero verrà limitato almeno dai tempi dell'approvazione della finanziaria, che è quello che in questo momento conta, per poi rivedere anche le posizioni politiche e un modo che abbia un po' di criterio nel confronto e non quest'uso strumentale abusato del voto segreto, a cui purtroppo qualcuno continua a star dietro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, sul piano regolamentare a me viene un dubbio: noi abbiamo votato il comma 3 così come è stato oralmente emendato dall'assessore Masala ed è stato respinto a voto segreto. A mio giudizio noi non potremmo passare al comma 4, ma dovremmo votare ancora il comma 3 nel suo testo originale, perché una volta che non è passato quel testo modificato, sul quale io potevo anche, per dire, non essere d'accordo, secondo me viene ripristinato il testo primitivo. Dal punto di vista regolamentare secondo me è così.
PRESIDENTE. L'emendamento proposto dall'Assessore è stato accettato da tutti in quella formulazione. Era chiaro che si trattava di una sostituzione del comma nella forma detta dall'Assessore, quindi non è possibile adesso passare alla votazione nella formulazione originaria. Ma faccio osservare che tutte le somme che l'Assessore aveva accantonato in modo diverso tornano dove erano allocate originariamente, cioè non decadono più il comma 5 e la lettera c), i fondi vanno di nuovo allocati lì, questo sia chiaro. Pertanto dobbiamo procedere così. Torniamo alle dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, dichiaro il mio voto favorevole sul comma 4 che stiamo per votare, che, come i colleghi sanno, è stato inserito nel testo per una richiesta che le opposizioni hanno fatto durante la discussione in Commissione e durante la discussione preliminare. Per questo motivo noi voteremo a favore.
Siccome è stata aperta una discussione sul voto precedente, io vorrei ricordare che l'opposizione fa l'opposizione e i colleghi della maggioranza mettano in conto a ogni comma, a ogni emendamento il voto contrario dell'opposizione. Si preoccupino quindi di garantire sempre la maggioranza su commi, sugli emendamenti e sul testo. E invece di lanciare accuse di responsabilità all'opposizione si guardino intorno e verifichino come le bocciature avvengano per defezioni della maggioranza. Quindi l'irresponsabilità è totalmente della maggioranza che vota in questo modo irresponsabile.
Mi interessa inoltre sottolineare all'Aula che l'atteggiamento dell'onorevole Vargiu e dell'onorevole Capelli e le accuse lanciate poco fa nell'aula sono assolutamente gratuite e inutili, quindi hanno fatto un'accusa inutile ai fini della questione che stiamo discutendo. La lettera c) del comma 6, così come abbiamo detto, è assolutamente salva, perché non è stata accolta la proposta orale dell'assessore Masala che ha spostato la somma...
CAPPAI (U.D.C.). No, non è così.
SPISSU (D.S.). Lasci perdere, onorevole Cappai, perché ho ragione io, a termini regolamentari voteremo il comma 5 compresa la lettera c). Quindi stia calmo, onorevole Cappai! Noi abbiamo respinto la proposta dell'assessore Masala di togliere danari all'AVIS e di metterli genericamente a un fondo per la prevenzione, di cui non esiste programma e teoricamente potevano andare anche a destinazioni diverse.
Quindi, per cortesia, i colleghi si guardino intorno e prima di lanciare inutili e gratuite accuse andiamo avanti nella votazione con serenità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). Solo per capire, Presidente. Lei ha dichiarato che l'Aula avrebbe respinto un comma 3 modificato, quindi è chiaro che rimangono salve quelle due poste, anzi quelle due UPB che devono essere ancora votate. Ma se è vero questo è vero anche che il comma 3 originario non è stato respinto. Grosso modo quello che l'Assessore Contu ha affermato. Scusi Presidente, lei non può dire che una parte viene salvata e l'altra parte non viene salvata.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, la proposta dell'Assessore, anche se formulata così, era un emendamento sostituivo totale, certo che era così, se no si scriveva e avremmo fatto altri ragionamenti.
E' stato concordato in Aula, quindi tutti d'accordo, l'Assessore ha fatto questa proposta, è stata accettata quella formulazione e l'abbiamo messa in votazione così. Adesso, non essendo passato quello e non essendoci più il comma 3, tutte le somme che sono state spostate, così come ha detto l'Assessore, tornano dove erano e vengono allocate dove erano prima, per cui nel comma 5 alla lettera c).
SANNA NIVOLI (A.N.). Compresi i 1.500 mila euro. Non capisco la ratio, comunque, Presidente, mi adeguo.
PRESIDENTE. Il milione e 500 mila euro che erano previsti nel comma 3, quelli non ci sono più, ma le altre somme spostate, come le aveva spostate, 1 milione e 250 mila euro, così come ha dichiarato l'Assessore...
SANNA NIVOLI (A.N.). No, se non è A non è neanche B. Non voglio insistere, Presidente, mi adeguo alla sua interpretazione, tenga presente un'ultima cosa, se me lo concede, visto che intervengo molto poco, che l'Assessore Masala ha giustamente fatto, come dire, un piccolo minestrone, perché ha messo insieme tante UPB diverse, caro Assessore, ed è questo che probabilmente ha disorientato il Consiglio, perché quello che il Consiglio chiede, cari Assessori, è un minimo di trasparenza, quando si parla di legge di bilancio e di finanziaria, trasparenza che non si riesce a leggere neanche con la massima volontà nei vostri documenti.
Quindi la confusione è nata anche forse da un'irritazione dell'Aula, che anche rispetto alle lagnanze che fa l'Aula, la non trasparenza continua ad essere somministrata quotidianamente.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare a tutti che stiamo facendo le dichiarazioni di voto sul comma 4. Per cortesia non torniamo a discutere del comma 3, è andato.
Il Presidente ha detto, come era giusto, secondo il suo parere, interpretare il Regolamento, sull'argomento non si può tornare. Continuiamo con le dichiarazioni di voto sul comma 4.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, due brevi considerazioni. La prima è che io credo che ci sia un momento di confusione nelle interpretazioni, probabilmente occorrerebbe un momento di sospensione per fornire all'Aula le carte su cui stiamo votando, perché l'intervento dell'onorevole Contu ci invitava a non fidarci degli emendamenti orali o degli emendamenti proposti così. Allora, noi che stavamo facendo un atto di buona volontà e di fiducia anche nei confronti dell'assessore Masala e della Giunta, a questo punto non vorremmo essere più realisti del re, quindi dateci per iscritto quello che stiamo votando.
Noi abbiamo accolto, l'Aula ha accolto la proposta di Masala di spostare le somme sul comma 3. Ho la sensazione, ma così per questo chiedo la sospensione, che una volta che si bocciano le somme lì probabilmente salta tutto, però non so che cosa stia succedendo. A questo punto anch'io, che mi fidavo delle proposte dell'assessore Masala, ho necessità di avere le carte per capire che cosa stiamo votando.
La seconda considerazione è questa: prendo atto e seguirò molto attentamente il suggerimento del collega Vargiu, il quale dovrebbe essere molto più attento nel leggere quello che ci viene proposto, non tanto quello che bocciamo, e nel rivolgere l'appello alla sua maggioranza, che presenta un bilancio con mesi di ritardo, che presenta una legge finanziaria confusa che non si sa cosa sia, che presenta dei rendiconti e una manovra totalmente oscura su cui non si ha neanche lo stato di attuazione degli interventi, che presenta cioè una politica completamente sottratta alla consapevolezza e alla conoscenza di quest'Aula, sennò, collega Vargiu, che senso ha fare un bilancio dove ci sono - nel caso di specie della sanità - 2 miliardi e 300 milioni di euro, oltre 4.000 miliardi di fondi delle vecchie lire, che sono totalmente orientati a finanziare queste spese e poi sentire anche il bisogno fare dei piccoli emendamenti, delle appendici a un bilancio che invece dovrebbe avere una totale sua autonomia.
Tutta l'Aula deve stare attenta giustamente a quello che vota, ma credo che la maggioranza dovrebbe stare molto più attenta a quello che propone e voi in particolare dovreste stare attenti a quello che la vostra maggioranza vi propone, perché quello che sta succedendo in quest'aula è sottratto alla consapevolezza dell'Aula, forse della maggioranza, forse della stessa Giunta, e io credo che la sofferenza che quest'Aula ha dimostrato sia una sofferenza reale, un senso di malessere qualche volta di inutilità, qualche volta però di impotenza rispetto alle politiche e agli operatori della politica. Per questo, raccogliendo l'appello all'attenzione, vorrei capire che cosa nei prossimi minuti saremo chiamati a votare e vorrei che mi venisse dato per iscritto.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, lei fa una richiesta di sospensione forse è anche utile, però a me pare che sulla chiarezza di ciò che abbiamo votato e di ciò che dobbiamo votare ci siamo, semmai il problema è un altro a mio avviso; capire - e questo non lo possiamo capire in trenta secondi - gli effetti che produce l'aver cassato il comma 3.
Ho bisogno anche del supporto degli uffici per valutare questo, però credo che sarà possibile continuare con le dichiarazioni di voto sul comma 4, sul quale non c'è molto da discutere, intanto gli uffici valutano le cose e poi mi faranno sapere e se è necessario subito dopo ci fermiamo anche qualche minuto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Siamo al comma 4 se ho capito bene, allora la capacità di lettura del comma 4, secondo me, aiuta tutti, anche i colleghi particolarmente emotivi a capire anche che cosa era scritto nel comma 3 e che cosa è scritto nei commi successivi.
Sul comma 4 dico subito che dichiaro un voto di astensione, perché? Perché la finalità è nobile e la modalità ancora una volta è ignobile! Chi è che può dire che non sia utile una ricerca, un progetto di ricerca relativo ai marcatori di salute e alla longevità dei sardi, posto che tutti aspiriamo a diventare longevi, con buona pace di chi ci dovrà sopportare! Però se la Regione sarda ha approvato un anno fa o due anni fa questa norma e ha detto: "Per questo progetto di ricerca stanzio trecento milioni", per favore quella ricerca si faccia con quei trecento milioni! Oppure si faccia una legge e si dica: "La Regione in via permanente fa questa ricerca", ed allora i finanziamenti relativi vanno sulla tabella di bilancio, non è che si può fare una norma ogni anno! Per cui si parte un anno dicendo "E' una piccola cosa, trecento milioni", poi ogni anno diventano trecento e diventa usuale e diventano miliardi ed è un'altra cosa, è un inganno piccolo piccolo, sottile ma è un inganno.
Allora ecco perché sul comma 4 io dichiaro un'astensione che vuole dire: "Condivido il fine, non condivido il mezzo". Questa cosa di avere un fine nobile e un mezzo ignobile è ripetuta in questa tecnica normativa e si applica anche al comma terzo che si è votato prima, per il quale il voto era segreto, quindi non posso dire se ho votato per abolirlo o no; però penso che il Consiglio che ha abolito il comma terzo avesse le sue buone ragioni, sapendo leggere e scrivere!
Ma leggetelo il comma terzo per quello che contiene, non per l'evocazione che se ne può dare in modo estemporaneo; nel comma terzo è scritto, ma lo richiamo perché poi ha attinenza anche con commi successivi, che i danari che si proponevano in quattro e quattr'otto, questa vince e questa perde, i danari da un miliardo e mezzo, cioè da un milione e mezzo di euro, da tre miliardi, erano diventati più altri due milioni e mezzo, più cinque miliardi, più altri tre, cioè era diventato più di dieci miliardi, in quattro e quattr'otto!
Allora la Giunta prima mi dice che per fare questa cosa utile, io propongo al Consiglio tre miliardi, in quattro e quattr'otto mi dice: "Bada che quello che ho previsto dopo per il reperimento del sangue non serve, non perché non serva il sangue, perché quella spesa è coperta in altro modo"; allora se è coperta in altro modo e l'ha detto l'Assessore e il Consiglio ci ha creduto, perché qualcuno qui si lamenta e specula sul sangue, ma stiamo scherzando? L'ha detto l'Assessore che il reperimento del sangue era coperto in altro modo, tant'è che ha spostato la somma, mettetevi d'accordo! Così come ha detto l'altro miliardo e due per il sistema informatico, non serve! Quindi lo anticipo ad un'altra cosa perché tanto è in via di appalto il servizio di informatizzazione, i danari ci sono già! Noi potremmo dire: "Ma se i danari c'erano già perché li avete ripresi? Li avete riproposti altrove?", ma lasciamo perdere!
Il fatto è che una cosa diversa è dire che la Regione prevede una programmazione della prevenzione sanitaria e dopo la programmazione della prevenzione sanitaria derivano progetti, che chiunque può presentare in ragione di quella programmazione; altra cosa è dire, come era scritto qui, che la Regione finanzia progetti purché in tema di prevenzione. Voi vedete che la differenza è grande, la differenza è fra la regola che programma cioè e dice che cosa si intende fare in campo di prevenzione e poi dopo che si sa che cosa la Regione ha deciso di fare programmando gli interventi e dando i fini e le modalità, i soggetti interessati presentano i progetti e magari li presentano sapendolo tutti e magari in competizione. Altra cosa è dire invece che la Regione finanzia progetti, purché parlino di prevenzione, il che vuol dire che chi sarà presente al progetto magari ci sono già il progetti presentati. E` una cosa totalmente diversa, non è successo veramente nulla se non restituire al Consiglio la possibilità di normare, se vuole, la programmazione sanitaria in materia di prevenzione, di normare se vuole, lo scriviamo l'emendamento e lo approviamo, e ci mettiamo quelli e altri danari pure, però quell'articolo non era un articolo di programmazione della prevenzione sanitaria.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io la devo invitare a concludere.
COGODI (R.C.). Ho finito, per capirci, avrei potuto parlare anche sul Regolamento e avrei raddoppiato il tempo, quindi sto concludendo non ho parlato sul Regolamento, perché sicuramente il Consiglio, col suo voto non ha solo cassato la norma, ha cassato anche l'intera somma che era stata attribuita.
Quell'intera somma è libera e io propongo, noi proponiamo che quella intera somma venga restituita ad una norma di programmazione della prevenzione sanitaria cui i progetti seguono, che è una cosa diversa, alternativa, contraria a quello che era scritto nell'articolo che opportunamente ritengo - al di là di come posso aver votato - il Consiglio ha cassato. Quindi il voto è un voto che era consapevole e intendeva dire che l'Assessore non doveva gestire dieci miliardi di progetti senza programmazione. Chiarissimo.
OPPI (U.D.C.). I vostri emendamenti hanno bocciato, lo capisci?
PRESIDENTE. Ad onor del vero, vorrei far presente che quando l'Assessore ha formulato, seppure oralmente, una nuova formulazione del comma 3 nessuno ha fatto obiezioni, quindi era accettata da tutti, questo mi pare evidente, perché in quel momento bastava che uno solo si fosse alzato e avesse detto: "Non siamo d'accordo", che non si poteva fare.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Generalmente in quest'Aula intervengo poco però, spinto dalla confusione, sollecitato dagli errori nelle votazioni sento il dovere a tutela dei sardi, di quelli bisognosi, di quelli che aspettano fuori da quest'Aula, sono costretto ad intervenire. Ed allora, nell'esprimere il mio voto favorevole al comma 4 dell'articolo 15, peraltro già finanziato dal 2001 con una legge approvata da questo Consiglio regionale, la numero 6 proposta dalla Giunta regionale, cioè da una Giunta governata dal centrodestra che è molto attenta ai problemi che attanagliano la società sarda, non posso che - ripeto - esprimere il mio voto favorevole. Probabilmente i fondi sono pochi, sono limitati, eppure questo è un emendamento marchetta, così come è stato definito in più di un'occasione, qualche emendamento da parte del centrosinistra, soprattutto da chi in questo momento si diverte in quest'Aula a continuare a chiedere il voto segreto; non riesco a capirne il motivo, perché viene sempre dalla stessa parte! Sarei curioso, se pubblicamente chi insiste nella richiesta di voto segreto dicesse dove vuole andare a parare; ma il mio Capogruppo ha brillantemente spiegato i motivi per cui l'U.D.C. in questo momento critica il comportamento di quest'Aula, ha condiviso l'impostazione e la denuncia fatta dal consigliere Vargiu, probabilmente molta gente in quest'Aula non si rende conto di quello che sta votando e mi rivolgo a qualcuno che stamattina, durante l'intervento svolto nel dibattito generale sull'articolo 15, ha difeso a spada tratta ciò che recita l'UPB 12006 capitolo 12012 ed a buon intenditor poche parole! Spese per la realizzazione di programmi di ricerca, screening, prevenzione ed educazione sanitaria. Qualche medico del centrosinistra, nonché Presidente dell'Ordine provinciale dei medici non ha fatto altro stamattina che difendere questo capitolo. E` un amico, l'amico Mondino Ibba, che sente a cuore i problemi della sanità. Mi auguro che, con la stessa lena che stamattina ha difeso i programmi di ricerca, di screening, per la beta-talassemia da lui tante volte ripetute stamattina, abbia votato a favore del comma 3 del disegno di legge.
Certo, nel voto segreto si nasconde tutto e di tutto; ecco perché spesso e volentieri viene richiamata la necessità che il voto segreto venga eliminato, perché ognuno di noi risponda all'elettorato, cioè a coloro i quali ci mandano in quest'Aula a fare le leggi, risponda dei propri fatti e misfatti. Non si può predicare da una parte la giustizia e dall'altra condannare la giustizia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Presidente, colleghi, io vedo con piacere che si è creato in quest'Aula un clima sereno nel quale si cerca di lavorare con toni pacati e non è il caso quindi di riaccendere, con sterili ma a volte utili contrapposizioni, questo clima che speriamo sia anche produttivo. Condivido l'impostazione che ha dato prima l'onorevole Spissu quando ha parlato del diritto di utilizzare gli strumenti che il Regolamento consente di utilizzare, condivido quest'impostazione e condivido la stessa impostazione quando lei dice che chi determina poi l'effetto negativo del voto segreto sono i cosiddetti traditori, questo è vero! Su questo non vi è dubbio, però vede perché i traditori possano colpire è necessario che gli venga costruito...
PRESIDENTE. Onorevole Corda, non le consento di esprimersi in questo modo! Nessun voto è fatto da traditori, qui ci sono consiglieri regionali, tutti responsabili, sono in grado di assumersi anche le responsabilità del voto che esprimono anche quando lo fanno il questo modo. Non è possibile dire in quest'Aula che quei consiglieri sono dei traditori! Questo non lo posso permettere! Abbia pazienza, la invito ad usare un linguaggio diverso.
CORDA (A.N.). Presidente, io non sto facendo nomi e cognomi, semplicemente sto criticando chi non ha il coraggio delle proprie decisioni e nel buio, nell'ombra del muretto a secco, decide di votare senza pagar pegno, questa è un'attitudine che può essere solamente individuata in persone che io definisco traditori, perché tradiscono una coalizione verso la quale hanno promesso fedeltà e non hanno il coraggio di venir fuori allo scoperto e dire: "Io voto contro per questa ragione". Questa è la mia impostazione Presidente, non sto accusando qualcuno di essere un traditore, sto dicendo che chi fa questo tipo di esercizio che io non condivido può essere definito secondo me in questo modo.
Detto questo, Presidente, e finisco con questa parte per avviarmi a concludere, dico che francamente ci sono momenti in cui è incomprensibile che vengano definite... so che questo comma 4 in qualche modo sponsorizza un'attività di una persona, persona che io stimo e stimo il lavoro che fa ed apprezzo il lavoro che fa. Francamente non posso pensare che la persona che fa questo lavoro sia una sorta di manigoldo che va a giocarsi a soldi al casinò o chissà dove; io credo che sia una persona corretta, seria, che fa un buon lavoro e francamente non vedo la ragione per la quale si debbano usare toni come quelli che ho sentito prima in cui si parlava di marchette, solo perché mi sono riferito a una persona? Se la persona è seria, se è capace, se fa un buon lavoro, ben vengano marchette come queste! Allora naturalmente, dico che voterò a favore di questo comma. E con questo ho concluso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, noi voteremo a favore del comma 4. Non sto ad elencare le ragioni, però mi ha meravigliato l'interpretazione che si dà al lavoro di quest'Aula; a parte il fatto che chi si lamenta dovrebbe perlomeno rendersi conto che se sta per dieci ore seduto non farebbe male, seguirebbe meglio e certi assembramenti improvvisi all'occasione del voto certo non aiutano a capire a quelli che normalmente in Aula non ci stanno quasi mai, salvo quando si vota.
Detto questo, noi abbiamo accettato un emendamento orale sul quale non c'è stata nessuna indicazione, il comma 3 aveva un'imputazione finanziaria di cinque milioni e 250 mila euro, dico bene?, sulla base di quello che ha dichiarato l'Assessore. Conseguentemente i due commi che sono stati privati dello stanziamento che fine fanno? Domanda. I fondi che sono stati bocciati in un emendamento, normalmente fanno la stessa fine di tutti quelli che sono stati bocciati in questa finanziaria e sono finiti dove sono finiti, non è che ritornano all'origine, perché l'origine su altri casi non la conosciamo. E per quale ragione dovrebbero tornare in via automatica su commi che sono stati fatti decadere per mancanza di finanziamenti, per dichiarazione dell'Assessore. Usiamo uno stesso metro, una stessa misura!
I comportamenti che usiamo quando decadono i commi o gli articoli determinano la sorte di quelle cifre, cifre sottratte ad un'imputazione come è capitato per emendamenti che non avevano copertura finanziaria e non sono neanche stati messi in votazione e quindi abbiamo metro e giudizio uguale per tutte le questioni, senza meravigliare nessuno, usando lo stesso metodo di prima.
Detto questo, sono un po' meravigliato perché, insomma, quando succedono certe cose si va a cercare chi non c'entra niente. Insomma, caro Vargiu e caro Cappai, la situazione di questa maggioranza, normalmente chi nasce in una famiglia ne prende l'educazione generalmente, salvo casi eccezionali. Questa vostra grande famiglia è nata all'insegna di determinate cose e nessuno di voi si deve meravigliare che l'educazione e il clima è quello; io non mi scandalizzo, mi meraviglia che vi scandalizziate voi. E poi se nessuno di voi, dopo quello che è successo la settimana scorsa, ha avuto da ridire dopo che il padrone ha telefonato al Presidente Pili dicendogli: "Rimani là", non vi bastava? Perché non avete aperto bocca se la ragione della vostra maggioranza è quella telefonata a cui avete dato quel rilievo, per favore l'opposizione in quest'Aula fa la sua azione politica, assumetevi le vostre responsabilità! Noi abbiamo i nostri problemi, sapremo risolverceli da soli!
CAPPAI (U.D.C.). Padroni non ne abbiamo!
SPISSU (D.S.). Padrini! Cambia una vocale!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Presidente, vorrei che lei mi desse atto dal fatto che io ho chiesto di parlare per dichiarazione di voto prima della illustre citazione dell'onorevole Cappai, al quale io devo comunque un ringraziamento per ricordarmi sempre, come dire, gli impegni a cui ho obbligo di assolvere anche nei momenti in cui non ci penso.
Voterò a favore dell'emendamento 4, del comma 4, chiedo scusa, non perché il suo contenuto possa essere, come dire, possa assurgere ad onore e gloria dell'assessore Oppi né perché, come detto da qualcuno, possa essere oggetto di chissà quale fibrillazione culturale e politica da parte di questo Consiglio regionale.
Voterò a favore del comma 4 perché, per le cose dette stamattina a più riprese, dette questo pomeriggio nella parte relativa alla discussione generale sull'articolo 15, ritengo che sia importante destinare delle risorse, esattamente 191 mila euro, per un progetto che tipizzi la caratteristica genica dei sardi. Ma questo non per un vezzo, ma perché sono fermamente convinto che se non riusciamo ad addivenire a questa definizione genetica e a questo profilo cromosomico probabilmente non riusciremo mai a costruire neppure un barlume di progetto serio sulla sanità e sulla salute dei sardi.
Dette queste poche cose che sono ovviamente soltanto la premessa alla quale io mi sarei volontariamente fermato se non fossi stato invitato a proseguire, il progetto ACHEA non si ferma all'approvazione, o comunque al voto favorevole al comma 4, perché il progetto ACHEA è un progetto che si ripete - onorevole Cappai - questo è il secondo anno che noi lo votiamo in finanziaria, e di quanto ottenuto dal finanziamento dell'anno precedente, nulla abbiamo saputo e forse nulla sapremo in futuro e probabilmente nulla sapremo neanche l'anno successivo, dei finanziamenti di quest'anno.
Allora io credo che sia serio che gli investimenti e i progetti di ricerca, soprattutto quelli che sono finalizzati a garantire la possibilità di grandi scoperte scientifiche, non vengano abbandonati a sé stessi, non vengano messi nel grande mare magnum delle risorse destinate dalla Regione nelle quali poi navigano a scarroccio senza nessuna conclusione e senza nessun obiettivo finale al quale approdare, ma di questi si renda conto al Consiglio ed alla Commissione competente per sapere e per conoscere non i risultati ottenuti ma quanto percorso c'è stato nella ricerca metodologica di un risultato al quale si può arrivare o non arrivare, perché ho fatto esempi, intervenendo precedentemente su iniziative di grande rilievo economico, sulle quali la Regione può entrare e non entra; ho fatto riferimenti al fatto che il progetto ACHEA, che è finanziato nella sua quasi totalità da una multinazionale americana, se arriverà a produrre dei risultati, saranno risultati che si tradurranno in investimenti nel settore farmaceutico e nel settore industriale dei quali la nostra Regione sarà esclusa dai benefici delle royalty; e questo mi pare che sia un investimento fallimentare a fronte dei 191 mila euro che destiniamo quest'anno, quelli che abbiamo destinato l'anno scorso e quelli che destineremo negli anni successivi. Poi in ogni caso io sono interessato ai progetti, ai loro contenuti ed ai loro benefici, non sono interessato ai vessilliferi ed ai portavalori!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pilo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILO (F.I.-Sardegna). Voterò a favore del comma 4 perché ho avuto qualche attimo di perplessità, nel senso che ascoltando l'intervento dell'onorevole Spissu, che rivendicava come patrimonio del centrosinistra i contenuti di questo comma, mi sono posta il problema se bisognava dare una risposta ideologica, così come è stato fatto peraltro al comma 3 modificato dall'Assessore seppure oralmente; quindi se avessi ascoltato l'intervento dell'onorevole Spissu, concedendogli l'appropriazione di una proposta che è invece della Giunta, avrei votato contro.
Ma voto a favore perché sono una persona seria e perché fra l'altro questo è un comma della Giunta, è una proposta che è patrimonio della Giunta ed è patrimonio di tutto il Consiglio regionale.
Si scordi quindi l'onorevole Spissu di pensare che può mettere etichette su parti della politica sanitaria laddove può decidere, attraverso il prestarsi al voto segreto, che cosa va bene e che cosa va male senza assumersene le responsabilità politiche fino in fondo.
E quindi per questo motivo voto a favore non soltanto perchè il progetto è serio, perché questa poi è una cosa di merito e riconosco agli ideatori di questo progetto una serietà, ma voto anche a favore perchè voglio ribadire quanto sono esterrefatta del fatto che in quest'Aula si parli tranquillamente di tutto e del contrario di tutto senza che non succeda mai nulla, perchè qua sono tra i pochi che sono stati a sentire il dibattito e ho sentito l'intero centrosinistra riempirsi la bocca di prevenzione e quando l'Assessore coglie, perchè questo era il senso della proposta di Oppi, le proposte che da quest'Aula sono arrivate dicendo: "Facciamo un monte prevenzione dentro il quale discuterò con l'Aula e con la Commissione che cosa metterci dentro". Mi dispiace, Giacomo, che ti sia prestato ad una cosa così infame perchè hai pensato che sempre dietro alle cose ci siano chissà quali cattiverie o quali cose maldestre, questa era una cosa della quale tutto il Consiglio regionale aveva discusso con l'Assessore e aveva accettato le proposte che venivano da questo Consiglio. E' un modo per vanificare un'intera giornata di lavoro serio che poteva portare a qualche piccolo passo verso risultati dei quali voi vi siete riempiti la bocca, avete passato la giornata a dire "non si fa prevenzione, non si fa assistenza, non si fa questo, non si fa l'altro" beh, arriva la proposta e per un problema ideologico voi avete accettato di proporre il voto segreto. Certo, utilizzando quelle frange al nostro interno di gente che non sa veramente di che cosa sta parlando e di che cosa si sta parlando in quest'Aula. Però prestarsi, cari colleghi e caro Giacomo, è uguale a condividere le cose sbagliate che voi tanto criticate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Invece io ignoro l'ultimo intervento, non gli vado addosso, lo ignoro totalmente. Dichiaro invece di votare a favore del comma 4, lo condivido. Condivido l'interpretazione data su ciò che abbiamo votato dal Presidente, riprese anche dal collega Spissu.
Noi abbiamo votato un emendamento della Giunta che tendeva a trasferire al comma terzo anche risorse che erano allocate negli altri commi. L'emendamento della Giunta non è stato accolto e quindi è l'emendamento della Giunta che è stato respinto votando col voto segreto e quindi è evidente che le risorse che l'Assessore voleva spostare verso il comma terzo tornano dove erano inizialmente previste ed allocate. Io condivido, anzi parto dal presupposto di condividere alcune affermazioni dei colleghi del centrodestra, che nel voto in quest'Aula non si risparmia nessuno, che il voto colpisce gli Assessori indifferentemente, si interviene col voto indifferentemente dal settore del quale si sta parlando, e allora questo significa che non sono incidenti di percorso.
Quando la proposta della Giunta viene bocciata per dieci, venti, trenta, quaranta volte, non sono incidenti di percorso, non riguardano il singolo Assessore, non riguardano il singolo settore e hanno un valore politico e il valore politico che si vuole dimostrare con questi voti, che vogliamo dimostrare noi, che vogliono dimostrare i colleghi che si aggregano nel voto al centrosinistra è che non c'è una maggioranza. Allora se non c'è una maggioranza chi occupa quei banchi li occupa abusivamente e deve prendere atto che invece non ha una maggioranza e prenderne atto significa dimettersi, e non dire che nonostante non ci sia una maggioranza continua a occupare abusivamente queste postazioni "bocciatemi tutto, bocciatemi anche su cose importanti e qualificanti, rimango qui perchè me l'ha chiesto il Presidente del Consiglio. Rimango qui nonostante ci sia un voto continuo, ripetuto, indifferentemente dall'importanza del voto, del settore, dall'Assessore che ribadisce che non c'è maggioranza". E' un valore politico il voto, non è un fatto di incidente di percorso. Chi vota legge, chi vota sa perchè sta votando, chi vota è cosciente di cosa sta facendo, vorrei dire a questa Giunta che non c'è una maggioranza e la Giunta ne prenda atto, non occupi abusivamente, come sta occupando ancora, quei banchi perchè non avendo una maggioranza bisogna prenderne atto.
E ripeto una cosa che abbiamo detto più volte, si è tanto parlato delle vicende della legislatura precedente, però il Presidente Palomba aveva la dignità, ogni volta che veniva messo in minoranza, di prendere atto che non aveva la maggioranza e si dimetteva; qui invece chi occupa quella poltrona non prende atto che la maggioranza non c'è, va avanti e va avanti incontro a queste figure come quelle che si è fatto anche col comma 3 dell'articolo 15.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo per dichiarazione di voto sul comma 4. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Nell'annunciare il nostro voto a favore sul comma 4 e nel dire che questa sera in quest'Aula la terminologia che si è utilizzata non mi appartiene, non l'avevo mai sentita in un'Aula consiliare, né a livello regionale ma neanche del più sperduto consiglio comunale di quest'Isola. Perchè la terminologia, e viene male anche ripeterla, e lei stesso Presidente ha richiamato il collega Corda, perchè "farabutti", "marchette", "prestarsi ad infamia".
CORDA (A.N.). Traditori!
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Metta tutto quello che vuole. Lo contraddistingue questo onorevole Corda, mi dispiace che non se ne renda conto, è questa la cosa più aberrante, che non se ne renda conto né lei né chi ha pronunciato quelle parole.
Il voto segreto nella passata legislatura e ve lo ripeto per l'ennesima volta, era una nobile arte, perchè? Perchè il centrodestra era all'opposizione, poi li abbiamo raggiunti anche noi, e il voto segreto era una nobile arte, ma lo era anche all'inizio di questa legislatura per i primi due anni della Giunta Floris.
Nobile arte il voto segreto fin quando è caduta la giunta Floris! Dopo che è caduta la giunta Floris il voto segreto assume una dimensione quasi, per le argomentazioni che avete portato, irripetibile. Il voto segreto è da criminali, il voto segreto è da imboscati, il voto segreto è da muretti a secco.
Amici miei, è democrazia, le regole che ci siamo dati, che quest'Aula si è data e che giustamente può e deve utilizzare, non devono scandalizzare nessuno, è battaglia politica o che cosa pensate? Che l'opposizione debba stare zitta, ferma e magari sollevare la mano quando glielo chiedete voi? O chiedere il voto come voi pensate di poter votare in quella circostanza? Io credo che sia di una stupidità unica! Se c'è un malore dentro a una maggioranza e il malore dura da molto, troppo tempo, senza aver preso nessun provvedimento di carattere politico, assumetevene la responsabilità; non potete scaricare da questa parte e non potete pensare che con questo atteggiamento il voto segreto non lo si debba più chiedere, perchè non è la malattia il voto segreto, non è la vostra malattia, è ben altra malattia che vi trascinate dietro dall'inizio di questa legislatura. E' l'incapacità di avere un progetto serio, reale, non l'avete mai avuto, avete fatto l'adunata, vi siete contati, la maggioranza numerica è partita, ma è partita male e sta arrivando peggio; questo tipo di analisi continuate a non volerla fare, pensate che ogni volta la cosa passi e che successivamente si possa eventualmente migliorare, la malattia è cronica! La malattia è cronica dato che stiamo parlando dell'articolo della sanità. E per le malattie croniche purtroppo di rimedi non ce ne sono poi tanti, per non dire niente. E l'unico sistema lo conoscete bene, l'unico sistema che volete sfuggire e che vi appartiene come medicina finale della vostra situazione politica che state vivendo, lo conoscete meglio di noi. Abbiate un po' di dignità, ridate valore alla politica in quest'Aula, ridate voce possibilmente alla gente, perchè quello che sta accadendo in tutti questi anni, ed oggi ne è la dimostrazione, è il fallimento al quale ancora in questo momento vi state prestando. E il vostro fallimento non può diventare il mio perchè sto chiedendo il voto segreto e lo chiederò ancora stasera e quando lo riterrò necessario, fino alla fine di questa legislatura, come avete fatto voi inizialmente e poi noi insieme a voi nella passata legislatura; se era decoroso allora, se era dignitoso allora lo è ancor di più adesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io voto a favore non prima di aver sottolineato che il comma 4 è inserito nel testo originario che è il disegno di legge della Giunta che ripete una norma contenuta lo scorso anno e non ci siamo chiesti chi avesse per primo pensato a un'esigenza di questo genere, l'abbiamo ritenuto una esigenza meritevole di rispetto e l'abbiamo mantenuta nel nostro ordinamento fino a quando verrà approvato e se verrà approvato.
Io non demonizzo il voto segreto, dico però che avendo fatto parte dell'opposizione nella scorsa legislatura, alla quale spesso si fa riferimento, e in quell'occasione si fece ricorso, certo, al voto segreto, come no. Non si abusò del voto segreto, non si fece l'abuso che si è fatto in questa legislatura, questo va detto con onestà e va riconosciuto. Però ogni volta che al voto segreto si esprimeva un voto contrario alla Giunta e/o alla maggioranza, nessuno di noi ha mai messo in discussione la consistenza della maggioranza stessa, perchè non mi risulta che durante i voti delle finanziarie ci siano state mai voci invocanti le dimissioni della Giunta perchè sono incidenti - chiamiamoli così - di percorso che capitano a prescindere dal numero, c'è chi ne subisce di più chi di meno, ma che capitano in ogni legislatura e in ogni finanziaria. Quindi credo che questo accada nel Consiglio regionale, credo che accada anche nei consigli comunali, persino nel Parlamento nazionale, ma in genere lì quando vi vuole che cada un Governo si fa la mozione di sfiducia; e anche qui credo che si debba fare la stessa cosa.
PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare su questo comma 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione il comma 5. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per una precisazione sul Regolamento. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Una precisazione, Presidente, in merito all'emendamento di sintesi 770 che l'Aula ha votato, poiché nel momento in cui lo abbiamo votato non disponevamo del testo che ha riassunto brevemente l'assessore Masala ed era chiaro sia nel testo del 193 e sia nei discorsi che sono avvenuti in Aula, che si trattava di destinare i 7.800.000 Euro per i progetti approvati nel 2002. Siccome nel testo di sintesi non è specificato, io credo che vada precisato questo, che non cambia il senso però è necessario che ci sia questa precisazione che si tratta per il finanziamento dei progetti approvati nell'anno 2002 che era nella direzione del dibattito che si è sviluppato stamattina e nelle discussioni che si sono sviluppati con la Giunta.
OPPI (U.D.C.). Assessore della Sanità e dell'assistenza sociale. Siamo d'accordo ma non c'entra niente adesso.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Quindi, io non dico Assessore che c'entra niente adesso, io dico che siccome...
(Interruzioni)
BIANCU (La Margherita - D.L.). No, per un problema di precisazione Assessore, siccome siamo per l'ordine, siccome questa l'Aula ha votato...
PRESIDENTE. Stiamo facendo una legge, c'è bisogno di una precisazione, la sta facendo, siamo d'accordo, va bene.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Siccome quest'Aula ha votato in assenza del testo scritto, Assessore, per accelerare i lavori, quindi è attinente al discorso perchè la volontà di quest'Aula era di destinare i 7.800.000 Euro per finanziare i progetti approvati nell'anno 2002, questo. Io so che lei è d'accordo, che l'assessore Masala è d'accordo, siccome non è contenuto, lo dicevo al fine che gli uffici ne prendessero nota.
PRESIDENTE. Bene onorevole Biancu, l'Assessore ha detto che è d'accordo, l'assessore Masala lo stesso, superiamo questo argomento, in sede di coordinamento si terrà conto di quanto detto.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Solo Presidente per chiedere conferma di quanto sostenuto prima dall'assessore Oppi e poi dall'assessore Masala con un emendamento dell'inutilità di queste risorse sul sistema informatico sanitario, quindi noi stiamo votando un comma la cui inutilità è stata dichiarata sia dall'Assessore alla Sanità che dall'Assessore al Bilancio, era per avere conferma di questo.
PRESIDENTE. A me è parso che qualcuno dovesse chiedere il voto segreto, può darsi che mi sbagli.
Ha chiesto la parola Giacomo Sanna, poi c'era stata la richiesta di Spissu, lo dico perchè non posso accettare dichiarazioni di voto, se mi sbaglio invece andiamo avanti. Prego.
SPISSU (D.S.). Io non ho fatto una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. No, lei non ha fatto dichiarazione di voto, ha detto però se è utile o no, questo è un problema politico, però io non posso rispondere a questo problema, io devo attenermi all'aspetto tecnico. Sulle questioni che lei ha posto risponderà la Giunta se ritiene, diversamente io devo procedere. Se faccio fare le dichiarazioni di voto non c'è voto segreto, se c'è voto segreto...
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Se la Giunta vuole rispondere a ciò che è stata la richiesta di chiarimento dell'onorevole Spissu lo faccia pure, dichiarazioni di voto io anticipo la richiesta di voto segreto, quindi non ce ne possono essere se non per astensione.
PRESIDENTE. Si possono fare dichiarazioni di astensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (D.S.). Io voglio richiamare all'attenzione sua, Presidente, e dei colleghi, il fatto che questo comma quinto risulta del tutto improcedibile. La precedente dichiarazione dell'Assessore della Sanità, confortata dall'assenso dell'Assessore...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non le posso dare la parola, la discussione l'abbiamo già fatta, stiamo votando adesso, perchè dobbiamo riaprire un confronto? E` già stato sollevato un problema, se la Giunta vuole rispondere risponda, io le chiedo scusa ma non posso riaprire su questo argomento la discussione, siamo al voto. L'Aula, nella sua sovranità, può accettare o respingere, quindi la prego, se deve fare una dichiarazione di astensione la faccia ma nel merito della questione no.
COGODI (D.S.). Abbia pazienza, io non chiedo risposte alla Giunta, io se devo dare un titolo al mio intervento, dico: intervengo sul Regolamento. Posso intervenire sul Regolamento come intervengono gli altri?
PRESIDENTE. Sì, lei può intervenire sul Regolamento.
COGODI (D.S.). Per richiamare il fatto che risulta agli atti di questo Consiglio che l'Assessore della Sanità ha dichiarato di privare questa norma della sua dotazione finanziaria per attribuirla al precedente comma terzo, motivando che non c'era da completare nessun sistema informatico sanitario per la ragione semplice che è in via di esperimento la gara per ben altro intervento più complesso, più incisivo, più risolutivo di informatizzazione del sistema sanitario, per cui ha detto: questa dotazione finanziaria su questo articolo è superflua perchè l'obiettivo dell'informatizzazione verrà pienamente raggiunto con altro mezzo, altra procedura che è in essere. Quindi, questo comma quinto è rimasto privo di dotazione finanziaria e privo di dotazione finanziaria non si regge.
Io insisto su questo punto perchè poi tornerà nel comma successivo e torna nella valutazione politica del valore, del voto dato precedentemente, per cui quel fondo che si stava costituendo, attraverso il comma tre, che era un fondo di 10 miliardi per progetti di generica prevenzione sanitaria, deve essere trasformato, se il Consiglio vuole, in una dotazione finanziaria per programmare interventi di prevenzione sanitaria, che è diverso da dire che si possono liberamente finanziare progetti di prevenzione, perchè prevenzione sanitaria è tutto. Se io presento un progetto - faccio un esempio - di footing mattutino, sicuramente il footing mattutino costituisce prevenzione sanitaria. Fa bene alla circolazione, fa bene alla muscolatura, fa bene al sistema respiratorio, quindi un progetto di footing mattutino, secondo quel comma 3 di prima, Oppi lo poteva finanziare. Dico Oppi per dire l'Assessorato alla Sanità, per dire l'Istituzione regionale, che è cosa diversa dal dire: si faccia un programma di prevenzione e si dica che cosa si vuole fare, in quali settori si vuole intervenire e poi dopo, chi ha titolo, presenta progetti per le finalità che la legge dice, non per i fondi generici in cui tutto ci può rientrare. Ho detto il footing mattutino ma potrei dire una bella ristorazione biologica, e perchè non è prevenzione sanitaria? Si mangia così male da queste parti del mondo. Però si potrebbe anche finanziare una bella ristorazione biologica con un fondo così indistinto e così generico come è nel comma 3. Ecco perchè bisogna tornare alla prevenzione sanitaria, al tema di cui abbiamo discusso prima e sul quale insistiamo.
Cosa vuol dire siete beceri, non volete prevenzione? Noi non vogliamo che con la scusa della prevenzione, così come con la scusa della sanità, un sacco di gente ingrassa troppo e si ammala pure poi con la scusa della sanità e anche con la scusa di altre applicazioni nobili. O no? O non c'è nessuno in quest'Aula che sa più di me di queste cose. E allora torniamo alla serietà del confronto politico!
Questo comma è improcedibile perchè non ha più copertura finanziaria, come non ce l'ha quello successivo e quella dotazione segue la sorte, lo diceva prima e bene il collega Gian Valerio Sanna, di tutte le altre poste finanziarie che il Consiglio ha ritenuto di bocciare per quelle finalità e che sono disponibili per altre migliori finalità. Siccome qui siamo in materia sanitaria e di prevenzione vediamo di elaborare una norma che parli per davvero di prevenzione sanitaria e non invece di mira, di facile finanziamento di progetti di qualunque genere. In ogni caso insisto perchè venga sciolto il nodo che non riguarda la Giunta, riguarda la direzione del Consiglio, che questa norma privata, come è stata privata, formalmente ex professo della copertura finanziaria, rimane appesa alle nuvole e non è procedibile.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, sono d'accordo con lei riguardo alla direzione del Consiglio; il Presidente del Consiglio su quest'argomento si è già espresso in maniera chiara, perchè dobbiamo tornarci? Io ho già detto ciò che pensavo su quest'argomento e poi mi permetta una battuta. Non è mica vero che si mangia male, qui si mangia benissimo, qui in Sardegna. E' da altre parti che si mangia male!
Onorevole Selis, io vorrei proseguire, c'è l'Assessore che vuole fare una precisazione, se non le dispiace, se l'argomento può essere trattato dopo lo trattiamo dopo.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.)Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io non ho trattato e non ho parlato di inutilità, io ho parlato dell'esigenza invece di dare priorità alla prevenzione che è sempre stata così, non è che fosse molto diverso neanche l'anno scorso, due anni fa e neanche dieci anni fa. La prevenzione sono dei programmi, siccome in quest'Aula, in modo anche accalorato, si è chiesto con forza e si sono presentati da tutte le parti, da una parte e dall'altra, una serie di emendamenti, vedi quello per lo screening della mammella già avviato a Cagliari l'anno scorso, il completamento dello screening all'università di Sassari, professor Massarelli, l'Alzheimer presentato stasera da un emendamento da Gian Valerio Sanna, la lega dei tumori dall'onorevole Ibba, lo screening per le scuole dell'obbligo e così via, potrei continuare, ma non continuo, l'AVIS e gli altri.
Abbiamo ritenuto che fosse più pertinente, quindi non sono cose campate in aria, non sono cose inventate per quello e per quello, avrebbe fatto la Commissione, come normalmente facciamo, una risoluzione sulle priorità. Si è ritenuto di bocciarlo, è legittimo bocciarlo, è chiaro se il Presidente l'interpretazione è quella resta l'altro per il quale la gara è in itinere, i soldi potrebbero essere spesi anche l'anno venturo se c'è una priorità, sennò servono tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sul Regolamento. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D. L.). Non entro nel merito ma per capire, siccome l'ho posto prima, ho posto l'esigenza che ci fosse un chiarimento. Io chiedo di ottenere - e questo credo che questa sia una legittima richiesta - l'emendamento orale proposto poco fa dalla Giunta e che è stato bocciato per capire nella formulazione se, come dicono alcuni colleghi, questo emendamento cade o non cade, e per valutare nella sostanza quello che sta succedendo. Cioè credo che poi il Presidente si pronuncerà, però non può negare il Presidente a ciascuno di noi il diritto di avere testo dell'emendamento, di capire in che modo questo emendamento va ad impattare sull'articolo della legge finanziaria; questo è un diritto che io rivendico, è per questo che io dico sospendiamo un minuto se c'è l'esigenza degli uffici di trascrivere il testo, se invece il testo c'è già ce lo date anche senza sospendere, lo vediamo ma noi abbiamo necessità di capire.
Lo dico questo per semplificare, non per complicare il lavoro, perchè sennò ogni volta che ci sarà nei prossimi giorni e ci saranno, perchè è normale, delle proposte di emendamento orale, noi dobbiamo dire: no, ce lo date per iscritto. Invece in questo momento il punto è delicato e vorremmo capire che cosa abbiamo votato e da che cosa nasce la divergenza di opinione. Chiedo di ottenere l'emendamento presentato poco fa e bocciato in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, non sono nella condizione di fornirgli il testo scritto perché, come lei ha ricordato, l'Assessore ha fatto l'emendamento verbalmente, un emendamento orale. Per darle il testo dovrei sbobinare quanto detto dall'Assessore, il che non è fattibile né in pochi minuti né in poche ore, neanche in poche ore perchè bisogna mettere mano.
Adesso però il problema, essendo stato lei autorevolissimo Presidente di questo Consiglio, il problema sta nella natura dell'emendamento presentato dall'Assessore, quale valore ha dato il Presidente a quest'emendamento. Io ho ritenuto, essendo tutta l'Aula d'accordo, che la nuova formulazione fosse sostituiva del comma 3; avendo il Consiglio bocciato il comma 3 e non avendo quindi accettato questa nuova modificazione mi pare evidente, io insisto, che le somme che l'Assessore aveva detto che andavano nel comma 3, tornano nel loro posto d'origine. Su questo vorrei non discutere più perchè riguarda un'interpretazione del Presidente del Consiglio e l'interpretazione il Presidente del Consiglio l'ha già data; pertanto prego i colleghi di prepararsi al voto. Poi le darò, quando sbobineremo il testo, copia del testo.
Stiamo votando il comma 5, è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto del comma 5 dell'articolo 15.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 34
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Passiamo al comma 6.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sul comma 6.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, è da numerose votazioni, come sicuramente le telecamere dalle loro hanno potuto riprendere, credo che sia vergognoso, che viene controllato il voto col telefonino; la prego di vigilare perchè questa è una sceneggiata assai evidente dopo quello che sta dicendo.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, io credo che ragionevolmente lei possa comprendere che il Presidente del Consiglio da qua non è in grado di controllare nulla, abbiamo tre questori, io li prego di fare in modo che il voto avvenga nella maniera più corretta possibile.
GIAGU (La Margherita D.L.). Ritiriamo i telefonini.
PRESIDENTE. Faccia quello che vuole! Se c'è un collega che solleva dubbi sulla regolarità del voto sono i questori che per cortesia debbono fare il loro lavoro. Detto questo colleghi, io credo che l'onorevole Sanna Gian Valerio si sia sbagliato comunque.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto del comma 6 dell'articolo 15.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 38
Contrari 37
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Voglio chiedere all'onorevole Sanna Giacomo e anche ad altri colleghi, per velocizzare un po' i lavori, se non ci sono richieste di voto particolare possiamo procedere a votare i commi restanti con un'unica votazione. Possiamo votare, se non ci sono altre richieste, fino al comma 16 con un'unica votazione, è molto più facile e più semplice fare una votazione piuttosto che dieci.
Possiamo procedere? Onorevole Gian Valerio Sanna [S1] ci fermiamo due minuti? Allora sospendo i lavori per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 52, viene ripresa alle ore 20 e 04.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ripeto, se questi pochi minuti sono serviti a chiarire alcune cose, che se non ci sono richieste di voto particolare, possiamo procedere a votare tutto ciò che rimane dell'articolo 15, esattamente dal comma 7 al comma 15. Il 16 è già votato. Secondo le votazioni già espresse, cioè tutti quelli che rimangono.
Va bene? Possiamo procedere? Onorevole Selis, secondo le votazioni già espresse. In effetti l'8 e il 16 sono stati già votati, stiamo votando ciò che rimane. Onorevole Selis, è chiaro? Stiamo votando ciò che rimane dell'articolo 15, quindi fatte salve tutte le votazioni già espresse.
Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA (Gruppo Misto). Per quanto concerne il comma 7 stamani era stata fatta una richiesta specifica, che sono le risorse per i consultori familiari. Avevamo chiesto all'assessore Oppi di dirci che queste risorse dovevano seguire la legge numero 8 del '79, esattamente secondo le finalità dell'articolo 11 e 12 che dice esplicitamente che i programmi, per quanto riguarda i consultori familiari, vanno approvati in Commissione e anche dall'Aula.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Questo comma è stato istituito perché i sei servizi della sanità sono diventati otto, quindi sono stati tolti questi soldi dal fondo e inseriti per l'istituzione di un nuovo servizio. Soltanto questo, è un fatto tecnico. Praticamente viene gestito da un soggetto diverso rispetto a quello precedente con un'UPB diversa, ma non è cambiato nulla, le competenze sono state trasferite.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione ciò che rimane dell'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Torniamo agli emendamenti aggiuntivi, l'emendamento numero 30, della Giunta regionale.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 30.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 75
Votanti 74
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 38
Contrari 36
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
A seguito del voto decadono tutti gli emendamenti al comma 3 che sono il 190, 487, 526, 666, 488, 527, 667, 490, 529, 669, 584, 585, 586.
Andiamo all'emendamento aggiuntivo numero 192.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E' stato chiesto anche su questo il voto segreto.
Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 192
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 192.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 74
Astenuti 2
Maggioranza 38
Favorevoli 32
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI - GIOVANNELLI.)
L'emendamento 355, presentato dai colleghi Sanna Alberto e più.
SANNA ALBERTO (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Abbiamo adesso l'emendamento numero 77, però su questo è stata raggiunta una sintesi, che è stata presentata con l'emendamento 765.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul 765 in diminuzione va S 12006 per 470 mila euro.
PRESIDENTE. UPB 12006. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 765. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Siamo all'emendamento 14 al quale è stato presentato l'emendamento soppressivo totale 699, voteremo il 14 che è della Giunta regionale. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Noi l'hanno scorso abbiamo stanziato una cifra relativamente alle visite dei giovani sportivi. C'è un residuo, quindi il nostro emendamento aveva solo il significato di tenere, mantenere queste cifre per l'anno corrente.
PRESIDENTE. Con questa precisazione, poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento 316. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna Gian Valerio chiede, sul 316, il voto segreto, credo che l'onorevole Fadda sarà d'accordo perché lo deve chiedere il Capogruppo. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà. Assessore, tenga presente che c'è una richiesta di voto segreto.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ritengo che ci sia stata una disattenzione, trattandosi di screening è riferito al comma 3, quindi non è proponibile, è decaduto.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Non c'è la copertura finanziaria.
SPISSU (D.S.). Presidente, Fondo nuovi oneri legislativi.
PRESIDENTE. Io non posso attribuire un emendamento al FNOL.
(Interruzioni)
L'Assessore dice che il FNOL è tutto utilizzato, che non c'è capienza. Do la parola uno alla volta. Ricordate che se non viene ritirato c'è una richiesta di voto segreto, per cui siamo in fase di votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, l'Assessore ogni tanto dà delle coperture, come ha fatto poc'anzi, e noi non abbiamo eccepito per sveltire i lavori. Non è che dà le coperture con emendamenti verbali quando è convinto e poi... Quindi voglio dire, io ho qua fornita dall'Assessore una copertura, un residuo ormai aumentato di alcune centinaia di miliardi, quindi l'iniziativa è totalmente coperta per questo dal punto di vista... Poi, in sede di coordinamento se l'Assessore vuole suggerire una copertura più adeguata è libero di farlo, come l'ha fatto poc'anzi.
SECCI (La Margherita-D.L.). L'abbiamo sempre fatto così il bilancio.
SELIS (La Margherita-D.L.). Ci mancherebbe altro. Presidente, se l'Assessore eccepisce che non ci sono più i fondi, allora ci fermiamo e ci dà lo stato di attuazione dei fondi, virgola per virgola, perché non è possibile che si alzi e dice: "Questo, la copertura è qua" poi arriva un altro emendamento e dice: "Non ha copertura perché i fondi dei nuovi oneri sono finiti", dove sta scritto? Ci fornisce allora, articolo per articolo, la copertura, la giacenza dei fondi. Scusate, una burletta sta diventando questo modo di lavorare!
PRESIDENTE. Io ricordo un dettaglio, forse è utile anche all'Assessore, che con la bocciatura del terzo comma si sono messi in libertà 1500 milioni.
SELIS (La Margherita-D.L.). Ce ne sono centinaia di milioni!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Mi dispiace che l'assessore Masala, nonostante la disponibilità che abbiamo dimostrato nell'accogliere i suoi emendamenti orali, non metta in condizioni il Consiglio regionale di poter presentare degli emendamenti. Siccome questo dibattito l'abbiamo fatto in tutte le finanziarie, prima di poter procedere chiediamo formalmente adesso ed interrompiamo, chiediamo formalmente che ci venga detto dove ci sono le disponibilità e come sono state impegnate, anche con i nuovi oneri legislativi, perché non credo che l'Assessore si debba comportare in un modo quando è la Giunta, come prima, o la maggioranza che chiede una copertura, e con le opposizioni, non può essere questo il motivo per il quale non vengono approvati dei provvedimenti. Quindi, Assessore, vogliamo essere messi nelle condizioni di poter sapere in che modo le opposizioni possono presentare gli emendamenti.
PRESIDENTE. Però, onorevole Fadda, io adesso non so cosa risponderà l'Assessore, tuttavia io voglio ricordare che non risolviamo il problema, siamo in sede di votazione, fatte tutte queste osservazioni, io devo decidere se accettare o non accettare l'emendamento. Poiché non c'è la copertura finanziaria dal punto di vista tecnico, io non lo posso accettare.
FADDA (La Margherita-D.L.). Noi non ci crediamo!
SELIS (La Margherita-D.L.). C'è la copertura!
PRESIDENTE. Sì, ma non posso interrompere una votazione, stiamo votando!
FADDA (La Margherita-D.L.). C'è la copertura, lui deve dimostrare che non esistono quei soldi! Lo deve dimostrare lui!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io, Presidente, non credo, perché non ho il Regolamento davanti, a me pare di ricordare che l'emendamento per essere ammesso deve avere la copertura, dev'essere una copertura effettiva. A me risulta che sul capitolo, sulla UPB S03006, non c'è una lira.
SELIS (La Margherita-D.L.). La sua parola contro la nostra! A noi risulta che ci sono i fondi!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Un momento, Presidente Selis...
SELIS (La Margherita-D.L.). A noi risulta che si sono i fondi.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Un momento, lei, proprio lei, ha ricevuto da me l'elenco, perché non ha utilizzato uno di quelli, invece di lasciare questo che non ce n'è? Non devo essere io a suggerirle…
SELIS (La Margherita-D.L.). A noi risulta che ci siano i soldi!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questi sono stati utilizzati per l'EMSA e per la pubblica istruzione.
SELIS (La Margherita-D.L.). A noi risulta che ci siano i soldi nel Fondo nuovi oneri legislativi.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Se a lei risultano perché non ha indicato nell'emendamento l'importo? Senta, Presidente, io non debbo controllare, perché io ho degli uffici che tengono regolarmente il conto e se gli uffici mi dicono che non c'è una lira, vuol dire che non c'è una lira e nessuno può dire che ci sono!
SELIS (La Margherita-D.L.). Anche noi abbiamo gli uffici. A noi risulta che ci sono i soldi!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora ce li metta! Li indichi!
FADDA (La Margherita-D.L.). A noi risulta che ci sono qui, Assessore!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Qui?
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, un momento solo per cortesia, abbiate pazienza. Allora, Assessore, il Presidente del Consiglio non è in grado di stabilire se le risorse ci sono o non ci sono, aspetti un momento, però nell'emendamento, almeno in questo emendamento…scusate, si possono sedere i colleghi? Fatemi finire il ragionamento, stiamo cercando di risolvere un problema. Assessore, nell'emendamento di cui stiamo discutendo, anzi che stiamo per votare, la copertura è indicata. Io, dal punto di vista tecnico, lei dice che i fondi non ci sono e io lo metto in votazione così com'è, è diverso per quelli successivi, per quelli che verranno dopo.
(Interruzione dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio)
Va bene, l'Assessore dice...
(Interruzione del consigliere Cogodi)
Onorevole Cogodi, di che cosa dobbiamo parlare? Stiamo votando, abbia pazienza, ci faccia risolvere questo problema e poi le do la parola! Io ho bisogno di affrontare un problema per volta, sennò io purtroppo non riesco a fare di più, vi prego di avere pazienza.
Allora la copertura finanziaria è indicata, poi si vedrà dopo. L'Assessore ha detto che non ci sono i fondi, io non sono in grado di stabilirlo, dal punto di vista puramente tecnico per me posso porre in votazione l'emendamento. Pertanto
(Interruzioni)
C'è il voto segreto.
(Interruzioni)
C'è il voto segreto, perciò solo astensioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Presidente, io sto intervenendo per ritirare l'emendamento per un motivo specifico perché la questione di principio che riguarda la copertura mi sembra che sia stata risolta giustamente con un percorso che deve valere per tutto il resto. Però condivido il fatto che col comma tre siano decadute una serie di progetti di screening che hanno un'importanza analoga a questo e che quindi sia importante che questo Consiglio e l'Assessore, con la Commissione, trovino le risorse al più presto in questa finanziaria e subito dopo per fare adeguatamente interventi sulla prevenzione che servono a questa Regione. Quindi l'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole Lai, poteva farci risparmiare una mezz'oretta!
Allora procediamo, l'emendamento 317 che loro hanno a pagina 363, va spostato sull'articolo 20, pertanto lo vedremo quando discuteremo l'articolo 20. Gli emendamenti 568, 569 e 570, Corona, Rassu e Milia, non hanno copertura finanziaria.
(Interruzioni)
Onorevole Rassu io non li posso accettare, le do la parola per sentire cosa deve dire, ma li ritira.
RASSU (F.I.-Sardegna). All'inizio del dibattito, nella presentazione degli emendamenti è stato detto, in effetti il concetto è stato ripreso dal collega Lai, che questi emendamenti assieme ad altri, appunto, venivano presi come indirizzo affinché nel progetto della biotecnica avanzata venissero tenuti conto come indicazione affinché si includa o si trovi la maniera nella finanziaria per includerli, affinché si includa o in finanziaria o in questo progetto appunto i fondi necessari per questi vari progetti che riguardano lo screening.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 680. L'emendamento 680 è ritirato.
L'emendamento 58, Manca, Sanna Giacomo.
Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 58.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 58 è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 58.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 75
Votanti 74
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 34
Contrari 39
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Adesso dovremo votare gli emendamenti 489, 528 668 che sono uguali, e il 73, sono tutti uguali. Se n'è fatta una sintesi il 764 che è stato presentato dai colleghi Pilo, Pusceddu, Corda e tanti altri.
(Interruzioni)
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 764 è un emendamento di sintesi, quindi comprende tutto. E conseguentemente quando si fa la sintesi è inteso che siccome partecipa anche la Giunta ai lavori di sintesi degli emendamenti, è logico che dice di sì in quanto ci sono delle risorse, diversamente si trova spiazzato. E` inutile che ragioniamo...
PRESIDENTE. Assessore siamo assolutamente d'accordo.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora S12006, per 600 mila.
PRESIDENTE. Lo vuole ripetere per favore?
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora S12006.
FADDA (La Margherita-D.L.). Come mai li ha trovati?
SPISSU (D.S.). Dall'UPB del comma 3 li ha presi? Tanto per sapere! Bisogna sospendere, Presidente.
PRESIDENTE. Ha ragione l'onorevole Cugini, io mi devo fare sostituire e quindi vi prego un minuto di sospensione, così il collega prende il mio posto.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATOREPRESIDENTE. Onorevole Cugini, ha formalizzato la sua richiesta di sospensione? Allora interrompiamo i lavori, senza abbandonare l'Aula, per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 30 , viene ripresa alle ore 20 e 39.)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare la copertura finanziaria.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per il 764 che, come sintesi presentato dalla Commissione seconda, in realtà non ha tenuto conto che all'articolo 13 era già stato votato un emendamento che al settore già riconosceva 200 mila euro. Pertanto la copertura va data per 400 mila euro per il 2003 sempre sulla UPB già indicata S12006 400 mila per il 2003.
PRESIDENTE. Va bene, con questa precisazione mettiamo in votazione; però chiedo scusa due colleghi segretari: il collega Licandro è già qui; un collega segretario dell'opposizione, per cortesia, siamo in fase di votazione.
Poichè nessuno domanda di parlare sull'emendamento di sintesi 764 che è sintesi tra 489, 528, 668 e 73 con le precisazioni fatte dall'assessore Masala, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Mettiamo in votazione l'emendamento della Giunta regionale numero 35, a pagina 373.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 35.
PRESIDENTE. Onorevole Dore ha già risposto in tal senso ad un'eccezione sollevata dal collega Gian Valerio Sanna, il Presidente Serrenti. Questo Consiglio ha tre questori in servizio permanente effettivo, questa Presidenza non può occuparsi contemporaneamente di dirigere i lavori e di controllare i telefonini a specchio dei colleghi.
Quindi i colleghi questori non hanno bisogno di sollecitazioni particolari, sanno benissimo di dover assolvere anche a questa funzione, spero di non doverci tornare.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 31
Contrari 40
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento numero 88, a pagina 375. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E` stato chiesto Su questo emendamento numero 88 il voto segreto.
Ha domandato di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io avevo chiesto la precisazione se fosse da intendere un'estensione di una inclusione di questa fattispecie in quelle previste nella legge numero 27 del 1983, cioè se si fosse dovuto intendere così andava formulato un pochino diverso, ma in questo momento...
PRESIDENTE. Onorevole Assessore c'è stato un dibattito in discussione generale sull'articolo e sugli emendamenti e se non è stato chiarito mi dispiace. Adesso lo metto in votazione
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 88.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 29
Contrari 44
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
L'emendamento 315 è decaduto.
Colleghi un po' di attenzione, l'emendamento 768 (è stato distribuito questo pomeriggio) è un emendamento di sintesi dei seguenti emendamenti: 541, 542 più il 767 che era sostitutivo totale, 543, 544 più 283 e 640 e 639 erano tutti nell'articolo 20. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Secci - Falconi - Sanna Gian Valerio - Balia - Dettori - Fadda - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Morittu - Selis - Masia di sintesi degli emendamenti n. 541-542-544-283-767-639-640
Dopo l'articolo 15 è aggiunto il seguente:
Art. 15/bis
Disposizioni in materia di volontariato e terzo settore
1. E' autorizzata l'attribuzione dei finanziamenti di cui all'articolo 18 della legge regionale n. 39/1993 per i piani di aggiornamento dei volontari in ragione della programmazione dell'Osservatorio regionale del volontariato, al centro servizi del volontariato della Sardegna, già istituito ai sensi della legge nazionale n. 266/'91.
2. E' costituito presso la Presidenza della Giunta un Fondo per l'abbattimento dei costi di assicurazione dei volontari ai sensi della legge regionale n. 39/1993.
3. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere per l'anno 2003 un contributo straordinario di euro 2.000.000 a favore delle organizzazioni di cui alla L.R. n. 39/1993 e alla L. 383/2000, per la realizzazione di un programma di alfabetizzazione informatica e per il collegamento in rete di 1000 associazioni di volontariato operanti in Sardegna.
4. Sino alla definizione di una normativa specifica e al fine di favorire lo sviluppo dell'impresa sociale nell'Isola la Regione Sardegna estende alle imprese no profit i benefici delle leggi di incentivazione della cooperazione.
5. A tal fine la Regione Autonoma della Sardegna è autorizzata a destinare negli anni 2003, 2004 e 2005 la somma di euro 1.500.000 annuali per la costituzione e la gestione di un Consorzio fidi del terzo settore.
6. A decorrere dal 1 gennaio 2003 sono esentati dal pagamento dell'Irap le organizzazioni no profit, fermo restando l'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi anche ai fini della dichiarazione dell'imponibile Irap, alla competente Agenzia delle entrate.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S01.017 - Cap. 01045-00 (N.I.) - Fondo per l'abbattimento dei costi di assicurazione dei volontari ai sensi della L.R. 39/1993
Competenza anno 2003 € 516.000,00
UPB S03.028 - Cap. 03113
Competenza anno 2003 € 2.000.000,00
UPB S10.041 - Cap. 10164-00 (N.I.) - Fondo per la costituzione e la gestione di un Consorzio Fidi del terzo settore
Competenza anno 2003 € 1.500.000,00
Competenza anno 2004 € 1.500.000,00
Competenza anno 2005 € 1.500.000,00
UPB S03.008
Competenza anno 2003 € 3.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03030-00 - Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 € 7.016.000,00
Competenza anno 2004 € 1.500.000,00
Competenza anno 2005 € 1.500.000,00 (768)
PRESIDENTE. Debbo naturalmente acquisire su questo il parere della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sul 768 che è di sintesi e che diventa 15 bis o ter perchè c'è probabilmente un 15 bis della Giunta per chiederle una sospensione della discussione e un rinvio della discussione stessa a una interlocuzione, perchè non c'è stato su questo neanche la possibilità di indicare le condizioni di praticabilità.
PRESIDENTE. E` stata proposta una sospensione della trattazione di questo emendamento di sintesi. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, perchè riguarda il 541 e seguenti, quindi va be', lo vediamo anche perchè è legato ai problemi relativi all'Assessorato del lavoro e alla Presidenza che in questo momento... comunque l'Assessorato del lavoro non è presente quindi va sospeso.
PRESIDENTE. E` stata proposta la sospensione, quindi passiamo all'emendamento 543, pagina 379.
Poichè nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova)
SPISSU (DS.). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico palese.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Il 543 no, non è ricompreso nel 768. E' ritirato.
Emendamento 556, pagina 381.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 556.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 74
Maggioranza 38
Favorevoli 15
Contrari 59
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento 601, pagina 382. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento 682, pagina 383. Ha domandato di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo la sospensione dell'emendamento.
PRESIDENTE. La Giunta chiede la sospensione dell'emendamento 682 per trattarlo in coda.
Metto in votazione l'emendamento numero 725, che è aggiuntivo del 194.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Otto colleghi che supportino la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, MORITTU, PIRISI, DETTORI, LAI, SCANO, PINNA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 725.
Onorevole Pinna il suo voto risulta nullo. Può dichiarare la sua espressione di voto.
PINNA (Gruppo Misto). Verde.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - LIORI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri:. AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 36
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 194. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Otto colleghi che appoggino la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, MORITTU, PIRISI, DETTORI, LAI, SCANO, PINNA.)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 194.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri:. AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - OPPI - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: FOIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 72
Astenuti 1
Maggioranza 37
Favorevoli 34
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Onorevole Ortu c'è un precedente di una nostra collega qui in Consiglio alla quale non era stato consentito di correggere il voto dopo l'espressione, quindi mi dispiace, non posso accogliere la sua richiesta.
Emendamento 195. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Otto colleghi che supportino. E` stato chiesto il voto elettronico palese.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, MORITTU, PIRISI, DETTORI, LAI, SCANO, PINNA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 195.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri:. AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: FOIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 72
Astenuti 1
Maggioranza 37
Favorevoli 35
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Colleghi mettiamo in votazione l'emendamento 486 a pagina 388, assieme al 525 a pagina successiva e al 670 la pagina successiva. Li mettiamo in votazione assieme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). La Giunta si è impegnata a dare una risposta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per la risposta.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La risposta è stata anticipata al primo firmatario, è una questione di cui si terrà conto in sede di assestamento di bilancio, quindi invito i proponenti a ritirare l'emendamento, perchè il problema degli ospedali minori, che riguarda non solo quelli proposti, ma anche altri, evidentemente è un problema che dovrà essere affrontato compiutamente e quindi lo affronteremo in quella sede.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Allora, sentito l'Assessore che prende l'impegno per... io ci credo e quindi ritiro l'emendamento, se gli altri proponenti sono d'accordo.
PRESIDENTE. Sono due onorevole Demuru, li ritira entrambi? Vengono ritirati dai presentatori anche gli emendamenti numero 650 e 670. Torniamo quindi all'emendamento 682. La proposta è che questo emendamento, insieme al 768, venga visto in una fase successiva, quindi l'Assessore chiede la sospensione, come l'ha chiesta per il 768 e quindi, se la proposta fosse accolta, naturalmente sono esauriti gli emendamenti che avevamo in votazione e passiamo quindi all'articolo successivo, che è l'articolo 16.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Volevo capire dalla Giunta perchè ha ritirato il 654 come emendamento, perchè se c'è un chiarimento, stiamo attenti, altrimenti potremo valutare l'ipotesi di farlo nostro.
PRESIDENTE. Assessore, l'onorevole Selis voleva un chiarimento in relazione al ritiro per valutare eventualmente l'ipotesi di fare proprio l'emendamento.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La ragione è una di quelle alle quali si è fatto riferimento soprattutto in discussione generale, cioè l'argomento è abbastanza complesso e quindi merita sicuramente un approfondimento in Commissione e l'Assessore alla sanità prevvederà a presentare un disegno di legge sull'argomento. Ecco perchè in questa sede noi abbiamo ritenuto di doverlo ritirare perchè, effettivamente, non è semplice affrontare il problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Facciamo nostro il 654.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Il 682 è sospeso, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Volevo porre il quesito: è sospeso a che cosa? Gli emendamenti sono presentati rispetto agli articoli; questo articolo sta per essere dichiarato evaso, lei stava per dire: "Passiamo all'articolo successivo". A che cosa è sospeso?
PRESIDENTE. E` sospeso insieme ad altri emendamenti per essere trattati in una fase successiva.
COGODI (R.C.). Noi vorremo sapere qual è la fase successiva, cioè a quale altro articolo si appoggiano, per sapere come dobbiamo procedere. Non è che in un momento nel quale uno si è girato, riappare il 682! Noi lo vogliamo discutere, vogliamo sapere dov'è collocato.
PRESIDENTE. La proposta è che venga visto insieme all'articolo numero 20.
COGODI (R.C.). Quindi è trasportato nell'articolo numero 20, è così?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. I colleghi che intendono intervenire sono pregati di chiedere la parola e di intervenire. Onorevole Cogodi, un attimo soltanto, le faremo sapere con precisione. Ci sono molti emendamenti che hanno bisogno, come i colleghi sanno, di essere visti anche a seguito di probabili e possibili interlocuzioni che vi dovranno essere tra i proponenti e l'Esecutivo. Allora, la proposta che viene fatta è che questi emendamenti vengano esaminati o in coda alla finanziaria, oppure nel momento immediatamente successivo a quello dopo il quale eventualmente l'interlocuzione sia avvenuta e sia stato trovato un accordo.
Onorevole Fadda, vuole suggerirci qualche altra possibilità di individuare il momento di definizione di questi emendamenti? Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Vorrei confermare la richiesta che ha fatto il collega Selis che il 654 lo facciamo nostro.
PRESIDENTE. Stiamo parlando di un'altra cosa, onorevole Fadda, non teniamo aperte quattro questioni contemporaneamente. Adesso stavamo parlando dell'emendamento 682, che insieme ad altri emendamenti sono stati spostati ad un momento da definirsi. Adesso siamo d'accordo su questa proposta relativa al 768, al 682? Perchè se siamo d'accordo su questo, l'abbiamo definito e parliamo del 654. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Su quest'ultima questione che riguarda il rinvio dell'emendamento di Cassano all'articolo 20, voglio sottolineare....
PRESIDENTE. Non abbiamo parlato dell'articolo 20, onorevole Sanna, l'ho detto prima, ma ho modificato questa impostazione e ho detto che l'emendamento 682 e altri emendamenti che necessitano di un'interlocuzione verranno affrontati, discussi e votati nel momento immediatamente successivo a quello dopo il quale sia stata trovata l'interlocuzione.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Rimangono quindi nell'ambito dello stesso articolo. Chiediamo che si faccia l'interlocuzione.
PRESIDENTE. C'è una richiesta che si svolga immediatamente l'interlocuzione, quindi c'è una richiesta formale di sospendere i lavori per dare la possibilità ai presentatori degli emendamenti e all'Esecutivo di trovare l'interlocuzione.
Colleghi, vi ricordo che se non si trova un'interlocuzione devo mettere in votazione la proposta di sospensione della Giunta e il non accoglimento della proposta che mi pare venga avanzato. Colleghi, aspettiamo una risposta. Siamo d'accordo che questi emendamenti vengano trattati solo successivamente all'avvenuta interlocuzione.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Noi non abbiamo difficoltà a confrontarci su questi emendamenti anche perchè abbiamo chiesto noi di sospenderli e di metterli in coda alla discussione. L'interlocuzione avviene adesso, cioè sospendiamo l'Aula perchè si affronti la discussione su questi emendamenti sospesi, altrimenti non capiamo quando deve avvenire l'interlocuzione.
PRESIDENTE. Qui abbiamo una proposta fatta dall'assessore Masala di rinviare la trattazione di questi emendamenti ad un momento non meglio definito, ma comunque successivo ad una eventuale interlocuzione che dovrebbe intercorrere fra l'Esecutivo e i proponenti degli emendamenti. Questa proposta è stata parzialmente corretta prima dall'onorevole Gian Valerio Sanna e poi dall'onorevole Spissu che propongono che questa interlocuzione si attivi immediatamente, sospendendo i lavori dell'Aula. A questo punto, se questa proposta ultima non viene accolta, è chiaro che si tratta di due proposte contrapposte e le mettiamo in votazione. Ha domandato di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Presidente non comprendo la ragione per la quale con riferimento a questo emendamento, di cui ho chiesto di posticipare la discussione e l'esame in una fase successiva, si faccia tutta questa questione, posto che all'articolo 3, se non ricordo male, o 2 c'è un emendamento sospeso, all'articolo 5 esiste un altro emendamento. In questo momento abbiamo quattro o cinque emendamenti sospesi che non intralciano i lavori dell'Aula, posto che si tratta di emendamenti aggiuntivi. Secondo prassi di questo Consiglio, gli emendamenti aggiuntivi sui quali si renda assolutamente indispensabile una valutazione, anche congiunta, sono stati sempre rinviati ad un momento in cui insieme le parti decidono, non che una imponga all'altra il momento in cui si deve fare. Cioè, in questo momento non siamo nelle condizioni di fare questa valutazione, dobbiamo farla per forza dopo perchè, oltre queste, ci sarà probabilmente da fare altre valutazioni, se le vogliamo fare, perchè in caso contrario la Giunta dovrà esprimere un parere diverso da quello che si aspetta qualcuno. E` evidente questo! Mi pare sia sempre lo stesso tipo di ragionamento che dobbiamo fare. Mi riservo di chiedere una precisazione al Presidente con riferimento alla richiesta relativa al 694.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, per accogliere la proposta dell'assessore Masala sul rinvio del 768 ad un momento successivo, che sarà domani o dopodomani, quando termineremo questo confronto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io mi rivolgo principalmente a lei, signor Presidente: con tutta la buona volontà che si può avere in situazione simili e tutta l'umana comprensione e amichevole considerazione, vorrei ricordare che nei sistemi parlamentari, ivi compreso questo, una volta che una norma è presentata - e l'emendamento è una proposta normativa - questa proposta rientra nel dominio dell'Assemblea e dei singoli consiglieri, tutti, tanto è che neppure il proponente ne dispone più interamente della sua proposta, tanto è che se lo stesso proponente l'abbandona, perchè ci ripensa e non la condivide più, un altro componente del Parlamento, e quindi anche di questo Consiglio, la può fare propria. Allora, cosa vuol dire? Interloquisca chi vuole interloquire, ma cos'è un'interlocuzione fra un proponente e un assessore, i quali interloquiscono, combinano, concordano, trovano le soluzioni e poi in un momento qualsiasi, all'insaputa degli altri consiglieri, lo possono mettere in votazione e farlo votare? No, non è possibile! Noi abbiamo il diritto di conoscere perchè o le interlocuzioni riguardano tutta l'Aula, ma se riguardano una parte dell'Aula sono questioni che ognuno si fa per suo conto e noi abbiamo il diritto di conoscere - e mi dispiace che il collega Spissu sottovaluti questo aspetto - dove è collocato quell'emendamento. O si interrompe, si tratta, chi deve trattare poi torna in Aula e proseguiamo e sappiamo che siamo a questo punto, oppure si dice: "Si tratta in relazione a tale articolo della finanziaria successivo". Tutti gli altri che abbiamo sospeso, li abbiamo rinviati ad articoli successivi, ce ne sono rinviati all'articolo 18, per affinità di materia non per trattativa in corso tra l'Assessore e il proponente, per affinità di materia! Altrimenti interviene una distorsione anche nel confronto politico, perchè qui si tratta di una proposta che non c'entra nulla con la sanità, qui si tratta di riattare ex ospedali, quindi l'intervento è immobiliare, è materia di opera pubblica e dire: "Voglio intervenire sugli ex ospedali", cioè sugli edifici, a partire da quel dato edificio, vuol dire che stai proponendo un intervento a partire da 20 miliardi su quel dato edificio. In che materia è questo emendamento? E' in materia di lavori pubblici o di opere pubbliche, può essere anche disposizioni di altra natura, varie quanto si vuole, però va sistemato in un punto della normativa della finanziaria. Ognuno di noi deve sapere, se in ipotesi prevede che può avere un mal di pancia, quand'è che non si deve far venire assolutamente il mal di pancia per essere presente quando si discute quella norma, che allo stato delle cose appartiene a tutto il Consiglio, e non a Cassano e a Masala.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per sua memoria le voglio ricordare che quest'Aula, durante l'esame di questa finanziaria ha già avuto occasione di sospendere, senza accodarli a nessun articolo, altri emendamenti. Le cito adesso, per memoria, il 343 e il 671. In casi come questi è prassi consolidata di quest'Aula che gli emendamenti sospesi vengano esaminati tutti insieme alla fine dell'esame dell'articolato. Questa proposta era già stata affrontata anche durante questa discussione e se i colleghi prestassero un po' più di attenzione ai lavori e alle cose che vengono dette, probabilmente ci saremmo risparmiati tutta questa coda di discussione.
Detto questo, onorevole Cogodi, gli emendamenti che sono stati sospesi, anche in relazione a questo articolo, verranno trattati, a seguito o meno di interlocuzioni, alla fine dell'articolato.
Passiamo all'emendamento 654 che è stato fatto proprio dall'onorevole Selis. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Chiedo scusa alla Presidenza, soltanto per un dubbio che mi è venuto. Siccome il nono comma dell'articolo 85 del Regolamento recita testualmente: "Gli emendamenti ritirati possono essere fatti propri da altri consiglieri", la formulazione usata nel Regolamento lascerebbe intendere che ci si riferisca solo agli emendamenti presentati da altri consiglieri, cioè da consigliere a consigliere. Io non so, lo pongo all'attenzione della Presidenza, se un consigliere possa fare proprio l'emendamento della Giunta. Se non sarà così, come io penso, la formula che è usata nel comma nono è infelice.
PRESIDENTE. Onorevole Masala, sull'infelicità del nostro Regolamento mi pare che l'onorevole Corda abbia parlato per tutta la durata della legislatura, può anche essere, ma lei sa molto bene che la prassi interpretativa consente ai consiglieri di raccogliere e di fare proprio qualsiasi emendamento.
Onorevole Selis, onorevole Fadda, siamo all'emendamento 654 e siamo in sede di votazione. Come no? Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Volevo far presente che fare proprio un emendamento, dopo che si è già passati alla votazione dell'articolo 16, ci sono stati due interventi interlocutori, non è stato tempestivo e quindi non credo...
PRESIDENTE. Onorevole Pirastu, il testo dell'articolo 15 è stato votato praticamente all'inizio della serata.
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Sì, ma siamo passati ad altri emendamenti.
PRESIDENTE. No, no, non siamo passati al 16 perché non è stata data lettura.
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Presidente, è stato fatto proprio sette od otto minuti dopo.
PRESIDENTE. Onorevole Pirastu, non è stato dato formalmente inizio all'articolo 16, eravamo ancora in fase di discussione, è intervenuto l'onorevole Selis per fare proprio l'emendamento 654.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto sull'emendamento 654. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, credo che questo emendamento della Giunta abbia alcune parti, per non dire molte, inammissibili per il semplice motivo che c'è sentenza del TAR del giugno dell'anno scorso, e se il Presidente mi dà la possibilità vorrei leggere la parte della sentenza che riguarda questo emendamento e quindi la non ammissibilità dello stesso.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, le ricordo che siamo in sede di votazione a scrutinio segreto.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). "La necessità e l'utilità delle prestazioni riabilitative, in base alla nuova disciplina legislativa, dev'essere valutata dal medico specialista di fiducia del paziente e poi prescritta dal medico di famiglia sul modulo del servizio sanitario. Gli uffici o specialisti dell'azienda A.S.L. non possono rivedere o correggere le valutazioni espresse dal medico specialista di fiducia del paziente, con la richiesta delle prestazione riabilitative..."
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, naturalmente queste osservazioni, che sono sicuramente corrette, andavano fatte eventualmente nella sede propria che era quella della discussione generale. In questo momento siamo in sede di votazione di un emendamento della Giunta, che è stato ritirato dalla Giunta ed è stato fatto proprio dall'onorevole Selis.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Lei ha perfettamente ragione, Presidente. Io ho voluto segnalare all'Aula, che sta legiferando, le difficoltà su una materia come questa per quanto riguarda sentenze esecutive del TAR.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, queste difficoltà erano già state fatte presenti dalla Giunta nel momento in cui la Giunta ha dichiarato di ritirare questo emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Su che cosa vuole intervenire?
BALIA (S.D.I.-S.U.). Voglio intervenire sulla modalità di votazione, Presidente. Posto che è stato chiesto il voto segreto, chiedo che si voti per parti: la prima parte dal punto 1 al punto 5 e la seconda parte dal 6 in poi.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, su che cosa vuole intervenire?
COGODI (R.C.). Per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Dichiarazione di voto di astensione?
COGODI (R.C.). In base alle regole.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cogodi, un attimo di pazienza. La richiesta iniziale di voto segreto sull'intero emendamento è stata corretta dalla richiesta avanzata dall'onorevole Balia di votare l'emendamento, sempre a scrutinio segreto, ma in due parti distinte. La prima parte va dal punto 1 al punto 5 compreso, quindi la sua dichiarazione di voto di astensione riguarda questa prima parte.
COGODI (R.C.). Io dichiaro un voto di astensione sulla prima, sulla seconda, su tutto… Dichiaro un voto di astensione non essendo possibile, dato il fatto che è stato chiesto il voto segreto, sia sulla prima, sia sulla seconda e se venisse diviso in quattordici, anche su tutte le quattordici parti, perché non riesco a comprendere la ragione per la quale uno stralcio di convenzione o di contratto -, perché questo è uno stralcio, non straccio, di convenzione o di contratto che da qualche parte dev'essere stato elaborato - possa diventare normativa della Regione. Tutta una serie di clausole contrattuali che appartengono a prestazioni, a controprestazioni e alla regolazione delle relazioni fra soggetti diversi. E qui si intende certamente fra soggetto pubblico, che dev'essere la ASL, non sono riuscito a comprenderlo bene interamente, e i privati.
Come si fa a far diventare legge della Regione "i termini di 60 giorni entro cui deve essere fatta la fattura"? Come si fa a far diventare legge della Regione "il termine del pagamento di cui al primo comma, la definizione dell'entità degli interessi e ogni altra clausola contrattuale"? Come si fa a far diventare legge della Regione "il pagamento in acconto ai contratti d'opera intellettuale"? Insomma, come si fa a far diventare legge tutta una materia che con la legge non c'entra niente?
Queste sono partite meramente contrattuali che discendendo dalle leggi e dai Regolamenti esecutivi delle leggi, gli enti devono regolare con i fornitori, con i prestatori d'opera, con i fornitori di servizi? Non è pensabile, evidentemente a questo stralcio di convenzione o di contratto si vuole dare rigidità e solennità di legge per sfuggire a qualcosa che sul piano contrattuale sarebbe esposto a rischi. Però non è consentito, io lo dico al di là di ogni considerazione di schieramento politico. Io non so perché la Giunta inizialmente aveva pensato di presentare questo emendamento, ma insomma ci ha pensato la Giunta stessa a ritirarlo! Ma perché dobbiamo imbarcarci in questa operazione? A chi dobbiamo rendere una cortesia? Magari, se lo sappiamo anche noi, insomma, al collega o ai colleghi ai quali, o persone che esisteranno, non qui, fuori di qui, invece di questa cortesia gli rendiamo la cortesia di un caffè, di un cappuccino, di una brioche domani mattina, però non di rendere normativa, di rendere legge quello che in legge non può assolutamente essere.
Randazzo, fai molti cenni di assenso, io vorrei che tu prendessi la parola per dire che ho ragione, che lo dicessi esplicitamente, così magari dichiari anche tu l'astensione nel voto, e se lo dichiarano diversi colleghi magari ci aiutiamo a capire meglio le cose e ci convinciamo anche meglio reciprocamente.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 654, dal comma 1 al comma 5 compreso.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 69
Astenuti 5
Maggioranza 35
Favorevoli 39
Contrari 30
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - MORITTU - ORTU - SANNA Alberto - VASSALLO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 654, dal comma 6 fino alla conclusione.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 73
Astenuti 1
Maggioranza 37
Favorevoli 29
Contrari 44
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto il consigliere: COGODI.)
Si dia lettura dell'articolo 16.
MASIA, Segretario:
CAPO V
Disposizioni diverse
Art. 16
Fondo per l'attuazione di obiettivi strategici
1. Per la realizzazione di programmi e/o progetti di prioritaria importanza rispondenti agli obiettivi strategici individuati nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria è istituito un apposito fondo con una dotazione di euro 8.076.000 per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 (UPB S03.009 - Cap. 03046); alla determinazione delle ulteriori dotazioni si provvede con legge finanziaria.
2. Tale fondo è utilizzato per il finanziamento di studi di fattibilità, progettazioni e per la realizzazione di interventi secondo programmi approvati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio di concerto con gli Assessori competenti per materia.
3. Ai trasferimenti dal fondo di cui al comma 1 ai competenti capitoli delle unità previsionali di base interessate, istituiti o da istituire, provvede, con proprio decreto, l'Assessore del bilancio.
4. Le somme stanziate nel suddetto fondo, qualora non utilizzate, permangono nel conto dei residui fino a loro esaurimento.
5. Il relativo programma è trasmesso alla Commissione consiliare competente in materia di programmazione che esprime il parere entro il termine di trenta giorni, trascorsi i quali il parere si intende acquisito.
PRESIDENTE. All'articolo 16 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 199, che è uguale al 453 e al 623, soppressivi totali; 200, 201 che è uguale al 423, 202, che è uguale al 424, 203, che è uguale al 373, 204, che è uguale al 377, soppressivi parziali; il 577 e il 198 come sostituivi totali; al 577 è stato presentato l'emendamento 740 come aggiuntivo. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Giagu - Biancu - Dore - Granella - Secci - Selis
Art. 16
L'articolo 16 è soppresso. (199)
Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 16
L'articolo 16 è soppresso. (453)
Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 16
L'articolo 16 è soppresso. (623)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
Il comma 1 dell'articolo 16 è soppresso. (200)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
Il comma 2 dell'articolo 16 è soppresso. (201)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 16
Il comma 2 dell'articolo 16 è soppresso. (423)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
Il comma 3 dell'articolo 16 è soppresso. (202)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 16
Il comma 3 dell'articolo 16 è soppresso. (454)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
Il comma 4 dell'articolo 16 è soppresso. (203)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Pirisi - Demuru - Lai
Art. 16
Il comma 4 dell'articolo 16 è soppresso. (373)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
All'articolo 16 il comma 5 è soppresso. (204)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Pirisi - Demuru - Lai
Art. 16
Il comma 5 dell'articolo 16 è soppresso. (377)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Spissu - Fadda - Balia - Sanna Giacomo - Biancu - Calledda - Cugini - Deiana - Demuru - Dettori - Dore - Falconi - Giagu - Granella - Ibba - Lai - Manca - Marrocu - Masia - Morittu - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Selis - Scano
Emendamento all'emendamento n. 577
Art. 16
Fondo di rotazione per la progettualità
Dopo le parole "strade statali: 131-597-125" sono aggiunte le seguenti:
"e uno stanziamento pari a euro 250.000 per l'anno 2003 della dotazione finanziaria di cui al comma 1 del presente articolo è destinato alla predisposizione di un progetto finalizzato al risanamento dei gravi danni ambientali, paesaggistici ed economico-sociali causati dagli interventi per il ripascimento della spiaggia del Poetto." (740)
Emendamento sostitutivo totale Morittu - Pirisi - Lai - Spissu - Orru' - Calledda
Art. 16
Fondo per l'attuazione di obiettivi strategici
L'articolo 16 è sostituito dal seguente:
Art. 16
Fondo di rotazione per la progettualità
1. Per la realizzazione degli interventi infrastrutturali strategici pubblici, individuati nel documento di programmazione economica e finanziaria, è istituito il Fondo di rotazione per la progettualità con una dotazione di euro 8.076.000 per l'anno 2003 e di euro 18.076.000 per ciascuno degli anni 2004-2005 (UPB S03.009 - Cap. 03046); alla determinazione delle ulteriori dotazioni si provvede con legge finanziaria. Il Fondo anticipa le spese necessarie per la redazione degli studi di fattibilità, della valutazione d'impatto ambientale e dei progetti preliminari, definitivi ed esecutivi di opere pubbliche secondo un programma annuale approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore della Programmazione di concerto con gli assessori competenti per materia, sentita la competente Commissione consiliare che, entro trenta giorni dalla trasmissione, esprime il proprio parere. In sede di prima applicazione, tale programma dovrà prioritariamente prevedere gli stanziamenti finalizzati all'ultimazione delle progettazioni delle opere relative alle strade statali: 131 - 597 - 125. Ai trasferimenti dal Fondo ai competenti capitoli delle UPB interessate, istituiti o da istituire, provvede con proprio decreto l'assessore del bilancio. Le somme stanziate nel Fondo, qualora non utilizzate, restano nel conto residui fino a loro esaurimento. (547)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
I commi 1, 2, 3 e 4 sono così sostituiti::
1. Per la realizzazione di programmi e/o progetti di interesse locale o territoriale è istituito un apposito fondo con una dotazione di euro 8.076.000 per l'anno 2003 per l'anticipazione del finanziamento delle spese di progettazione dei Comuni, Province, Comunità Montane e Consorzi dei Comuni.
L'anticipazione a carico del detto fondo dovrà risultare nella richiesta, unitamente ai documenti di programmazione e di programma di OO.PP. da parte degli Enti locali interessati.
I Comuni, le Province, le Comunità Montane ed i Consorzi dei Comuni, dispongono in sede di manovra finanziaria locale, di apposito allegato nel quale vengono evidenziati gli impegni e la programmazione dei complessivi fondi di provenienza regionale anche di carattere corrente. (198)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 199 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 199 si propone la soppressione di questo articolo. Come tutti gli anni il presidente Pili ci riserva un articolo dal carattere particolare, quest'anno abbiamo da finanziare i progetti e le consulenze di carattere strategico, e per fare questo si istituisce un fondo triennale che parte da
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. I nostri lavori si concluderanno alle 22, onorevole Marrocu. Non mi risulta siano pervenute a questa Presidenza proposte di sospensione, stiamo illustrando gli emendamenti e invito i colleghi a prendere posto e a consentire ai colleghi che lo stanno facendo di illustrare gli emendamenti.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Dicevo, si stabilisce un fondo di 16 miliardi iniziale, e la singolarità di questo fondo è che dovendo servire - dite voi - per il conseguimento degli obiettivi strategici, che non capiamo quali siano, perché credo che sia del tutto inutile che voi vi rifacciate in maniera così sfacciata al Documento di programmazione economica e finanziaria. Se ci consentite, non c'è una cosa in quel documento che sia stata rispettata finora e noi dovremmo credere che voi vi riferite a progetti e finalità del DPEF? Non esiste! La cosa vergognosa è che, poi, nel comma 2 e commi seguenti si capisce la ratio di questo, perché il povero assessore Ladu, che è competente per progettazioni e per gli obiettivi strategici, già colpito…
LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Io non sono povero, sarai povero tu!
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). E' un modo dialogante, Assessore, perr carità, chiedo scusa.
Dicevo, l'assessore Ladu, che ha una competenza specifica in materia di progettazioni e obiettivi strategici, viene completamente esautorato dal merito di questo articolo. A questo punto allora ci poniamo il problema se si tratta di obiettivi strategici di carattere di lavori pubblici o si tratta di modi di impegnare le risorse allegramente per progettazioni, studi di massima e cose di questo genere.
La cosa grave è che al comma 5 dite che la Commissione competente sarebbe la Commissione programmazione, cioè gli obiettivi strategici, parlate di progetti, parlate di studi di fattibilità ed è la Commissione programmazione? Cioè il parere, la proposta sugli obiettivi strategici chi la deve dare se non l'Assessore competente in materia di lavori pubblici e di grandi opere, come accade anche nel Governo nazionale? E` del tutto evidente che c'è una manipolazione del significato di questo articolo al quale noi ci opponiamo. Ci opponiamo perché studi di fattibilità, progettazioni e realizzazioni di interventi, secondo i programmi della Giunta, non vuol dire nulla! Noi siamo una finanziaria intera che vi stiamo chiedendo che al buio il Consiglio regionale non può deliberare più nulla, voi ci dovete dire in che cosa consistono questi programmi e dove vanno queste risorse, perché in un regime di tagli complessivi, 16 miliardi sono una cifra enorme e noi non possiamo consentire che l'Assessore della programmazione, che di obiettivi strategici non ha nessuna competenza, lei non ha nessuna competenza sugli obiettivi strategici, e se sono strategici, noi dobbiamo sapere quali sono e con quali priorità si affrontano. Questo è il problema! Io credo che sia il solito fondo clientelare fatto per decidere in libertà, espropriando invece gli enti locali che avrebbero bisogno di avere questi fondi, o perlomeno di trasformare questi fondi in un fondo di rotazione a disposizione loro, perché possano predisporre quei progetti che servono anche a partecipare ai fondi comunitari e alla concorsualità dei fondi comunitari.
La questione è abbastanza singolare, io vorrei domandare all'Assessore della programmazione in che cosa consistono questi obiettivi strategici, da chi intende ottenere il concerto, dal momento che l'invocazione al concerto sembrerebbe richiamare l'esigenza di coinvolgimento di altri Assessorati. Allora è giusto che noi, dovendo attingere dai fondi importanti, dobbiamo sapere che priorità ci sono; non vorremmo che si aprisse su questo capitolo l'annosa polemica sulle progettazioni, sugli studi di progettazione e sulle cose che stanno avvenendo anche in materia di acqua. E` per questo che noi anticipatamente vi abbiamo chiesto di avere una rendicontazione degli incarichi che sono stati dati; una parte ce la siamo procurata da soli, e ve la porteremo all'attenzione. Pensate voi che questa Giunta ha dato incarichi a professionisti per progetti, un solo progettista per progetti di 13 e 18 miliardi! Di 13 e 18 miliardi! Io non so qual è la soglia che voi indicate, non so qual è la soglia attraverso la quale una cosa si chiama progetto e una cosa si chiama grande opera, ma noi le porteremo le dimostrazioni di queste cose e diremo anche il nome e cognome di questi personaggi che hanno avuto queste progettazioni. Siccome questa attività si svolge in un certo modo, da tempo, noi abbiamo necessità, come vi abbiamo chiesto, di avere un elenco completo delle cose perché molti di quelli che sono gli obiettivi cosiddetti strategici sono interventi che sono stati programmati già da tempo e noi vorremmo capire a che stadio sono le progettazioni, da quanto tempo sono state date le progettazioni, con che criterio si ripartiscono gli incarichi. Anche qui, non è pensabile che un progettista abbia un importo x e quattro progettista insieme abbiamo un importo di un terzo o di un quarto. Ci vuole criterio, criterio che noi dobbiamo assumere anche e soprattutto quando parliamo di progettazione.
Io al suo posto, assessore Ladu, prenderei le distanze da questo modo di fare perché credo che vada rivendicato in capo all'Assessorato dei lavori pubblici, e quindi delle grandi opere, la titolarità non solo della proposta alla Giunta e della programmazione, ma anche il rinvio alla competente Commissione per i lavori pubblici. Se poi si tratta di studi di fattibilità che attengono ad altre cose, che possono attenere, per esempio, al piano di rinascita, cosiddetto da voi, vorremmo capire se è questo, vorremmo capire con che modalità si assegnano le progettazioni, perché qui non è segnato nessun tipo di criterio, perché potrebbe essere evidenza pubblica, potrebbero essere rapporti fiduciari eccetera eccetera.
Poi su questo elemento grava un'altra questione: noi abbiamo necessità di sapere quali sono gli obiettivi strategici perché anche l'ultima sentenza della Corte Costituzionale indica chiaramente che è fatto da dimostrare da parte della pubblica amministrazione che l'amministrazione non abbia al suo interno le professionalità idonee a concorrere a quella progettazione. Va dimostrato, va certificato! Negli enti locali il dirigente competente certifica sulla delibera, con atto proprio e con sottoscrizione che l'amministrazione, o perché non ci sono le professionalità, o perché c'è un certo carico di lavoro che va dimostrato, deve ricorrere all'esterno. Noi questo lo vogliamo sapere perché questo è un nostro diritto e ci sono sentenze su sentenze che ci chiedono questo, e non ho capito perché l'amministrazione regionale omette questo livello di trasparenza.
Credo che non costi niente, probabilmente è necessario fare un chiarimento sulle competenze, sulle modalità e forse ci intenderemmo maggiormente per cogliere un obiettivo che, se rilevassimo di utilità, non abbiamo nessuna difficoltà a accettare, ma posto in questi termini ha tutto il carattere di una sorta di combriccola allegra che fa capo tra la programmazione e il Presidente, che fa fuori le competenze che invece fino a oggi sono competenze sancite con Assessori in carica che devono avere visione, titolarità e diritto di programmazione su queste cose, quanto e molto di più dell'Assessore della programmazione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Emendamento 453, primo firmatario onorevole Falconi. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi, ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Emendamento 623, primo firmatario onorevole Cogodi, pagina 396, è uguale al 199 e al 453.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento 623. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi proponiamo che questo articolo 16 venga abrogato, venga espunto dalla finanziaria regionale perché, in buona sostanza, si traduce, al di là dell'abbondanza del titolo, in una riedizione di cose che la Regione ha già conosciuto. Il titolo tratta di obiettivi strategici e ci vuole una coloritura, ci vuole una rappresentazione che dia importanza alla cosa, il tutto però si traduce in un fondo gestito dall'Assessorato del bilancio e della programmazione in un fondo progetti, utilizzato per finanziare studi di fattibilità, progettazioni, realizzazione di interventi secondo programmi approvati dalla Giunta su proposta dell'Assessore della programmazione e assetto del territorio.
E qui torniamo a una questione irrisolta ed io non so neppure quanto risolvibile nella vicenda della politica regionale. La storia del fondo progetti è una storia antica. Si dice che per poter realizzare le opere, per poter accedere ai finanziamenti, per poter programmare lo sviluppo, servono i progetti; per altro verso accade che talora la gran parte dell'attività ed anche la gran parte delle risorse siano assorbite in un'attività di progettazione continua e che la progettazione sia tale, tanta, sovrabbondante, ripetuta e sovrapposta che talora l'entità, l'esborso e il costo dei progetti avrebbe già realizzato l'opera. Con un progetto più semplice, vero, mirato allo scopo, qualche volta si sarebbe potuto realizzare l'opera risparmiando sulla progettazione complessa. E poi accade un'altra cosa, che chi non ha i progetti in genere non può avere finanziamenti, accade anche l'inverso che i finanziamenti poi siano indirizzati verso chi ha già i progetti. Allora, qui non si tratta solo di intervenire, di agire prudentemente perché un fondo di tanti miliardi - mi pare 15 o 16 miliardi - non sia nella disponibilità dell'Esecutivo che ne possa disporre. Il problema è quali sono i condizionamenti che derivano per le prospettive di uno sviluppo equilibrato attraverso l'uso non equilibrato della progettazione o dei finanziamenti per le progettazioni. In buona sostanza bisognerebbe che a monte si avesse la possibilità di conoscere, di sapere quali sono le priorità degli interventi dell'azione pubblica, quali sono i programmi mirati di sviluppo e di riequilibrio soprattutto da allocare nei territori e, poi, in funzione di questi obiettivi da garantire, mettere a disposizione anche gli strumenti sufficienti per promuovere ed avere la progettazione.
Peraltro non è che nella vicenda regionale non siano presenti altre situazioni consimili. Prendete in considerazione per esempio il fondo per la progettazione o per lo studio dell'assetto del territorio, per la redazione degli stessi piani urbanistici e per le varianti. Tutti noi abbiamo una piccola esperienza, chi più chi meno, e sappiamo che anche quei fondi di progettazione - che peraltro passano anche attraverso i comuni - sono nati con le migliori intenzioni, cioè consentire ai comuni di avere le disponibilità finanziarie per procedere anche alle varianti dei loro piani regolatori, quando erano piani regolatori, dei PUC e dell'assetto del territorio più in generale. E` accaduto spesso, anzi spessissimo, io non uso espressioni… non dico la lobby dei progettisti, no, dico il legittimo interessamento di una categoria professionale, il possibile accesso a fondi pubblici in conto progetti abbia portato, ripeto anche qui, anche con le migliori intenzioni, tecnici ad ipotizzare varianti dei piani regolatori anche partendo da una buona idea, passando di lì in quel comune hanno visto situazioni poco ordinate e hanno detto: ma perché non mi adopero e propongo al sindaco di questo comune che io gli faccio una bella variante del suo piano di fabbricazione, del suo PIP, della sua area artigianale, della sua area o della sua zona sportiva? Mi dirà di sì, perché fra l'altro io mi propongo di fare questo lavoro in conto del fondo che ha la Regione. E in questo modo con le migliori intenzioni, buoni tecnici, ottimi tecnici, possibilmente vicini agli ottimi funzionari della Regione che gestiscono i fondi per le progettazioni hanno avuto l'assenso a quella variante. Per cui i comuni si saranno trovati buone proposte di variante non pensate il più delle volte neppure dall'Autorità locale, neppure dall'Amministrazione locale ma veicolate attraverso l'iniziativa dei progettisti che, in qualche circostanza, io ho sentito chiamare progettatori, nel senso che c'è una vera e propria attività economica di progettazione che fa industria a sé. Accade così che ci siano delle amministrazioni comunali che si vedono proporre progetti di strade, il collega suggerisce ippodromi, ma soprattutto strade di penetrazione agraria utilissime, però non indotte attraverso una programmazione, una equilibrata distribuzione delle risorse, un assetto complessivo del territorio a partire da dove c'è più bisogno, ma a partire invece da dove prima arriva la capacità progettuale intesa come destrezza del proponente il progetto. Questo per non dire delle connessioni, delle contiguità e della migliore conoscenza. Ecco, tutta questa cosa andrebbe capovolta, prima la Regione dovrebbe definire soprattutto la programmazione regionale, dovrebbe definire quali sono gli interventi che devono essere operati, quali sono le priorità badando soprattutto a dove c'è più difficoltà di iniziativa ed anche di capacità progettuale, insieme e poi, fatta la scelta per cogliere quell'obiettivo, il progetto segue, e il progetto dev'essere quello che quell'opera richiede e non lo studio preliminare, prefattibilità, fattibilità, esecutivo, lotti funzionari e quant'altro per cui alla fine succede che queste cose alimentano non lo sviluppo, ma semplicemente la distorsione ulteriore.
Ecco, sono alcune delle considerazioni sulle quali si potrà tornare che tutte militano il favore di una soluzione, che per intanto questo articolo - come dire - venga espunto, che venga cassato e la Regione sicuramente ha modo di sopperire alle esigenze necessarie di progettazione quando programma opere le quali, ovviamente, per essere realizzate avranno bisogno anche - sotto il profilo tecnico - degli elaborati progettuali.
PRESIDENTE. Si concludono qui i lavori della giornata. Riprenderanno domani mattina alle ore 10 con l'illustrazione dell'emendamento numero 200, primo firmatario l'onorevole Sanna Gian Valerio.
La seduta è tolta alle ore 21 e 55.
[S1]Annuisce
Allegati seduta
CCCXLIV SEDUTA
(Pomeridiana)
Martedì 1 aprile 2003
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Sanna Salvatore
La seduta è aperta alle ore 15 e 41.
MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta Antimeridiana del giovedì 27 marzo 2003 (338), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Onida ha chiesto di poter usufruire di un giorno di concedo per la seduta pomeridiana del 1° aprile 2003, se non vi sono opposizioni il congedo si intende approvato.
PRESIDENTE. Siamo in discussione generale dell'articolo 15 e relativi emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
(Interruzione del consigliere Manca)
Onorevole Manca, semmai è competenza dell'onorevole Biancu valutare se ci sono o no le condizioni.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, io le volevo chiedere che lascerei a lei giudicare se vi siano le condizioni per poter proseguire stante il fatto che in Aula mi sembra che siamo meno di cinque.
OPPI (U.D.C.). Noi ti ascoltiamo.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Io ringrazio sia l'assessore Oppi che l'assessore Masala che voi siete presenti e quindi sicuramente mi ascolterete, però non lo so, Presidente, se non ritenga appunto necessario un aggiornamento di dieci minuti per consentire per lo meno una presenza almeno un tantino più significativa.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 10 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15 e 43, viene ripresa alle ore 15 e 56.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Eravamo alla discussione generale dell'articolo 15 e degli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Non mi soffermerò sugli aspetti di carattere generale dell'articolo 15, ma cercherò di soffermarmi in particolare su due commi e in particolare il comma 8 e il comma 16 dell'articolo 11.
Però, prima di affrontare questi due commi e gli emendamenti relativi, non posso sottrarmi dal fatto di chiedere all'Assessore la necessità di conoscere la reale situazione dei disavanzi, anche alla luce di questa crescita e di questo avanzamento degli importi relativi alla copertura dei disavanzi contenuti nell'articolo 15 e negli emendamenti che sono stati presentati. Reale situazione dei disavanzi, Assessore, che si rende necessario conoscere anche per poter valutare l'operato dei direttori generali delle Aziende sanitarie locali, anche perchè da una valutazione generale il giudizio dell'aziendalizzazione è sicuramente negativo perché, a nostro avviso, a mio avviso. l'aziendalizzazione, perlomeno nella nostra Regione Sardegna, ha fallito.
Vi erano contenuti nel processo di riforma tre obiettivi, a mio avviso, principali che erano quelli della riduzione del disavanzo, del contenimento del disavanzo, del miglioramento della qualità e della quantità dei servizi e invece noi ci troviamo a dover registrare che il disavanzo cresce ogni anno in modo esponenziale, la qualità e la quantità dei servizi diminuisce costantemente a scapito anche di quello che è una partecipazione, un controllo democratico della sanità nella nostra Regione.
E` opportuno conoscere questi dati, dicevo appunto per valutare l'operato dei direttori generali perchè altrimenti ci troveremo a dover assistere per esempio, nel caso del direttore generale dell'Azienda sanitaria di Oristano, il quale - in un articolo del giorno 14 marzo - sbandiera il fatto che lui ha i conti a posto anche in funzione di quello che è il giudizio emesso dall'assessore della sanità, l'onorevole Oppi.
Infatti appunto in quell'occasione, in quell'intervista, menava vanto e mostrava questo foglietto del quale lui andava orgoglioso, nel quale foglietto era contenuto il parere dell'Assessorato regionale della sanità relativo al bilancio 2001 approvato - dice lui - senza vizi.
Assessore, noi registrano anche nel nostro territorio, quindi nell'Azienda di Oristano, l'avanzamento, la crescita del disavanzo, l'insoddisfazione diffusa da parte degli operatori che operano nell'azienda di Oristano e in particolar modo una insoddisfazione diffusa da parte dei cittadini. Questo per uno scadimento pressoché complessivo in tutta la provincia e in tutti i settori della sanità nella nostra provincia, in particolare per quanto concerne la prevenzione, totalmente inesistente, i servizi territoriali in progressivo smantellamento anche in quelle realtà che avevano potuto raggiungere punti di eccellenza. Per l'Assessore Oppi invece - stando a quando lui ha dichiarato qualche settimana fa in quest'Aula annunciandoci l'invio degli ispettori presso l'Azienda di Oristano - ci diceva appunto che aveva inviato gli ispettori però ci teneva a mettere a punto che l'ispezione riguardava soltanto il periodo fino al 2000.
Assessore, noi siamo molto preoccupati non solo e non tanto di quello che è successo fino al 2000 stante il fatto che l'attuale manager è subentrato alla fine dell'esercizio 2000, ma siamo preoccupati e abbiamo il bisogno di conoscere...
(Interruzione dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale)
BIANCU (La Margherita-D.L.). Allora chiedo scusa, Assessore, avevo capito male, però le dico che non ero il solo ad aver capito male e quindi grazie della precisazione che ha voluto fare in Aula, perchè effettivamente c'è la reale necessità che l'ispezione, promossa dal suo Assessorato, interessi gli esercizi relativi al 2001, al 2002 e anche ovviamente all'inizio dell'esercizio 2003 per i quali lei ben sa quali sono i problemi che si stanno presentando.
Per quanto concerne il comma 8, assessore Masala, io ho avuto la sensazione che lei avesse un foglietto che le hanno passato dagli enti locali relativi a una materia diversi del comma 8, perchè io le posso dire con certezza che nessuna amministrazione locale e neanche l'associazione degli enti locali possono aver mai sollecitato un provvedimento di questo tipo, una previsione di questo tipo. Io le chiederei di riguardarsi a pagina due del documento delle parti sociali dove le associazioni degli enti locali trattano l'argomento e dove contestano aspramente l'intervento sulla legge 25 e in particolar modo contestano l'intervento previsto dal comma 8 relativo ai fondi per gli investimenti relativi alla legge 25, e anche perchè come lei ben sa moltissime amministrazioni e per buona parte di queste risorse le hanno intelligentemente utilizzate per coprire i mutui che le amministrazioni hanno contratto, quindi realizzando interventi e realizzando infrastrutture ben al di sopra, ben al di là di quelle che sono le risorse che provengono dalla 25 medesima.
Quindi, Assessore, in quella nota a cui facevo riferimento si precisa ulteriormente che non c'è assolutamente la volontà di toccare la 25 anche perchè bisogna essere coerenti anche rispetto ai provvedimenti adottati da questo stesso Consiglio che appunto hanno costantemente ribadito l'intangibilità della legge 25 e in particolar modo dei fondi relativi agli investimenti.
Per quanto riguarda il problema relativo al comma 16 e all'emendamento 193, qui, Assessore, noi le vogliamo dire che il sistema relativo con il quale è stato introdotto nella nostra Regione l'assistenza all'handicap grave ai sensi della 162, noi le dobbiamo dire e credo che qui ci possano essere ampie testimonianze, come sono avvenute anche stamattina, di un sistema che ha correttamente funzionato con ampia soddisfazione delle famiglie, anzi io lo potrei definire un intervento di civiltà a favore dei soggetti svantaggiati e delle famiglie della nostra Regione.
Qui però si pone un problema, un sistema che funziona bene che è sotto dotato dal punto di vista finanziario, che lascia scoperti ben 1187 progetti presentati dai comuni e regolarmente approvati dall'Assessorato della sanità che hanno bisogno di una copertura, di una dotazione finanziaria, di ulteriori sette milioni 708 mila euro. Quindi, Assessore, qui il problema è quello di dare copertura finanziaria a questi progetti e devo dire anche - vedo che il tempo sta finendo e quindi vado velocemente - che non possiamo assolutamente tornare indietro rispetto alla positiva esperienza che si è fatta in questi quindici anni nella nostra Regione sia per merito della Regione, sia per merito dei comuni, che è quello relativo all'erogazione dei servizi e non più all'erogazione di danari.
La direzione nella quale si vorrebbe intervenire, cioè quella degli anziani non autosufficienti, io vorrei ricordare ai colleghi qui che c'è un settore della nostra società - che viene sufficientemente coperta - che è quella degli anziani trattandosi, avendo questi anziani la pensione, l'invalidità civile, l'assegno di accompagnamento e tutta la serie di servizi che sono stati messi in piedi da parte dei comuni in questi anni, nel settore socio-assistenziale e anche negli ultimi anni relativamente anche all'assistenza domiciliare integrata. Quindi noi ci troviamo di fronte a un settore sufficientemente coperto e a un altro settore invece, che è quello dell'handicap grave, che ha bisogno per funzionare di avere la dotazione necessaria.
Quindi no assolutamente a riprendere le vecchie politiche ormai superate che erano quelle dell'ex ECA di dare il buono, di dare il sussidio, ma dobbiamo garantire i servizi. In ultimo, velocemente, il problema relativo al discorso relativo ai nefropatici e ai talassemici, io sono d'accordo con lei, Assessore, che probabilmente potrebbero essere molti trenta miliardi, però non sono d'accordo con lei nel dire che ci vuole una legge ad hoc.
Il luogo dove poter adeguare queste poste è la legge finanziaria, Assessore. Potrei accettare da lei nel dire che ci possiamo fermare ad una misura inferiore, ma non certamente che ci vuole un provvedimento ad hoc perchè certamente le leggi specifiche ci sono già, si tratta soltanto di rimpinguarle e di dotarle finanziariamente nel limite delle compatibilità finanziarie della nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Io intervengo in sede da discussione generale pur essendo intervenuto stamattina nell'illustrazione di alcuni emendamenti specifici, perchè io ho letto con attenzione i contenuti dell'articolo 15 della legge finanziaria, e scopo di questo intervento è cercare di puntualizzare almeno su alcuni punti di carattere generale l'opinione su questo articolo che, al di là delle questioni, come dire, strettamente tecnico-burocratiche, però rappresenta l'ispirazione all'interno della quale si muove la maggioranza in ambito di sanità.
E allora su questo io vorrei avanzare e proporre alcune riflessioni al Consiglio, alla maggioranza, all'Assessore della sanità, magari per flash, perché per cercare di dare un quadro d'insieme è necessario procedere in questa maniera. Intanto la questione del Fondo sanitario regionale, della quota a disposizione per la gestione del servizio sanitario in Sardegna con particolare riferimento alla quota fornita e messa a disposizione dalla nostra stessa Regione. E` chiaro che l'esperienza degli ultimi anni, ma anche le valutazioni a posteriori dell'andamento della sanità in Sardegna indicano una evidente sottostima del Fondo sanitario regionale. Una sottostima individuata e della quale si ha consapevolezza a priori evidentemente non permette di dare una copertura sanitaria, come dire, di tipo universalistico; necessita di doversi creare delle priorità di intervento e quindi necessita di avere delle scelte di natura politica che giustificano la garanzia verso alcuni tipi di necessità assistenziali piuttosto che ad altri, perchè non essendoci disponibilità per tutto è necessario fare una graduatoria di priorità.
Come fare questa graduatoria di priorità? Io ripropongo qui il problema che ho posto in altre occasioni anche in sede di Commissione settima, perché a me non stupisce e non mi meraviglia la necessità di dover fare delle graduatorie di priorità se queste graduatorie di priorità sono priorità che oggettivamente risultano essere tali.
Allora, io continuo a richiedere con la cortesia massima di cui sono capace, ma anche con la stessa determinazione, la necessità di costruire nella nostra Regione un sistema di rilevazione statistica-epidemiologica che permetta di conoscere e di capire perchè ci si ammala, dove ci si ammala, perchè si muore, dove si muore di più e dove si muore di meno, senza le quali non è possibile pensare di costruire né un sistema di priorità né un servizio sanitario regionale.
Anche di recente l'Assessore della sanità ha preannunciato che entro il mese di giugno, forse luglio mi pare, sarà presentata la prima bozza di piano sanitario regionale che viene finalmente a colmare un'attesa ormai superiore ai quindici anni. Però mi domando in carenza della conoscenza statistica-epidemiologica dei dati di questa Regione, come fa a nascere un piano sanitario regionale che sia ritagliato su misura ai bisogni della Sardegna.
D'altra parte nella questione che riguarda, come dire, il modo di utilizzazione delle risorse io sono dell'opinione - anche questo l'ho già detto, ma colgo l'occasione per ripeterlo - che dobbiamo avere il coraggio, proprio in occasione di legge finanziaria, o comunque di legge apposita, di iniziare a distinguere la componente sanitaria dalla componente socio-assistenziale perchè non è più possibile che due aree così diverse e così differenziate per significato, come dire, medico-scientifico ma anche per valenza politica stiano insieme in un mix indefinito del quale non si riesce più a capire fino a che punto arriva l'una, fino a che punto arriva l'altra e quali sono i confini fra l'una e l'altra.
Perchè, badate io sono dell'opinione che ci sia una differenza molto profonda e sostanziale fra la parte sanitaria e la parte socio-assistenziale; e la differenza sta fondamentalmente nel fatto che la parte sanitaria non è più oggetto, come dire, di una soggettività di opinione. La parte sanitaria è articolata secondo precisi e derivati criteri medico-scientifici corroborati e consolidati dalle società scientifiche, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e da tutto ciò che rende oggi la medicina scientifica e altrettanto scientifica la sua applicazione alla popolazione.
La parte che attiene al socio-assistenziale invece rientra decisamente nelle scelte della soggettività politica. Allora, queste due aree non possono essere tra di loro confuse perchè non è possibile pensare che ciò che si spende in sanità può essere mischiato a ciò che si spende nel socio-assistenziale, perchè così nulla si ottiene.
Allora è evidente che per esempio il quinto comma, che fa riferimento alla definizione del sistema informatico per il quale vengono spesi un milione e 250 mila euro, io credo che possa essere soltanto una prima parte della possibilità di conoscere qual è il profilo sanitario di questa Regione, perchè se non è una parte, ma è il tutto, sicuramente è una parte monca; è una parte che sicuramente non sarà capace di dare risposte e di dare suggerimenti.
Io su questo ho sempre sostenuto e continuo a farlo ancora oggi che la nostra Regione, che è famosa nel mondo per il sole, per il mare e per il pecorino, deve iniziare ad andare in giro per il mondo anche per l'importanza e il valore sanitario e scientifico dei suoi ricercatori, del suo personale che opera nell'ambito dell'assistenza e nell'ambito della ricerca. Perché, badate, anche su questo ormai abbiamo superato da molto tempo i problemi, come dire, di competizione o anche in alcuni casi di sudditanza noi confronti delle altre centrali della cultura sanitaria nazionale ed internazionale, perchè ormai i nostri ricercatori, i nostri biologi, i nostri medici, i nostri soggetti, i nostri operatori applicati all'ambito della neuroscienza stanno conquistando il consenso accademico e scientifico mondiale con le loro ricerche e con le loro scoperte.
Se fosse stato possibile a qualcuno di loro, a qualcuno di voi partecipare, per esempio, ieri sera all'inaugurazione della settimana della ricerca e della scienza che si è tenuta presso la Cittadella dei Musei all'Università di Cagliari avrebbe per esempio potuto sentire con grande interesse la relazione del professor La Colla, che è un biologo dell'istituto di virologia dell'Università di Cagliari, che ha annunciato che l'istituto di virologia della nostra università ha individuato una molecola, una sostanza che è in grado di intervenire in maniera pressoché definitiva nella cura di una malattia - l'epatite C - che oggi conta 170 milioni di malati nel mondo. Ed è evidente che questa iniziativa che è stata anche questa, guarda caso, presa immediatamente dagli americani così come la scoperta delle cefalosporine del Professor Brotzu era stata immediatamente presa dagli inglesi, diventerà oggetto di marketing e di immagine e di rilancio della società americana con sede a Boston che si è occupata e che ha dato fiducia e credibilità a questo nostro ricercatore.
Allora io vedendo tutte queste cose che accadono, l'osservazione che mi permetto di fare è quella di dover dire ma perchè la nostra Regione, ma perchè l'Assessorato della sanità d'intesa con l'Assessorato della programmazione non interpretano un modo della ricerca scientifica e, in maniera particolare, se volete, se si vuole, di quella farmacologica, per far sì che questa sia a sua volta bandiera e messaggio della Sardegna nel mondo; perchè questa è una cosa che è possibile che possa accadere oltre che essere una cosa di grande rilevanza dal punto di vista economico, perchè quando il brevetto sarà definito la terapia di 170 milioni di persone nel mondo produrrà delle royalty che la nostra Regione potrebbe utilizzare anche per incrementare le risorse a sua disposizione.
L'ultima cosa che voglio dire brevemente, perchè vedo che il tempo sta scadendo, è quella che riguarda la questione delle malattie dei deboli, perchè la medicina distingue tra sani e ammalati, ma la medicina applicata distingue in deboli malati e in soggetti forti che sono quelli sani. Però c'è una terza categoria che sono quelli malati e che sono anche deboli, e sono tutti coloro che sono i cosiddetti non autosufficienti a cui faceva riferimento, mi pare, anche Gian Valerio Sanna nel suo intervento, la cui forbice di crescita si sta estendendo in maniera progressiva e inarrestabile, determinando un coinvolgimento e una complicazione nella vita sociale, ma anche nella qualità della vita degli ammalati stessi ma, soprattutto, anche delle loro famiglie.
Allora questo significa che dobbiamo iniziare a concepire l'organizzazione sanitaria all'assistenza sanitaria non soltanto finalizzata ai soggetti direttamente interessati, ma anche a tutti coloro che vengono coinvolti e molto spesso travolti da un sistema che non consente loro di dare le risposte che invece dovrebbe essere d'onore e civile dare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, voglio intervenire per porre alcune questioni che riguardano prima di tutto la sanità animale, di cui a più riprese il Consiglio negli anni precedenti, negli anni scorsi, si è occupato.
Voglio parlare soprattutto del fatto che nonostante i danni elevatissimi, rilevantissimi che la blue tongue ha causato al nostro patrimonio zootecnico, non soltanto a quello ovicaprino, ma in questi ultimi periodi soprattutto a quello bovino, a tutt'oggi, e io ho avuto modo anche, onorevole Oppi, di presentare una interpellanza alla quale non ho ancora avuto risposta dove pongo come questione centrale l'esigenza che sia messo in atto un sistema di monitoraggio epidemiologico relativamente alle malattie che riguardano gli animali.
Esiste un servizio epidemiologico, l'osservatorio epidemiologico esiste come servizio, esiste sulla carta, però mi risulta che faccia capo a un funzionario che non si capisce bene se dipenda dall'istituto zooprofilattico o se dipenda invece dall'Assessore; sta di fatto che però non svolge la funzione o le funzioni d'istituto. Quindi c'è necessità assoluta di potenziare questo tipo di servizio e di fare in modo che effettivamente la Regione abbia a disposizione un controllo quotidiano quasi della situazione epidemiologica che riguarda il nostro rilevantissimo patrimonio zootecnico.
Un altro aspetto molto importante, sempre relativamente a questo problema, riguarda il controllo sanitario, o meglio, i controlli sanitari in entrata e in uscita del bestiame dalla nostra Isola.
Insomma le famose stalle di sosta, che in altre occasioni avevo avuto modo - io e altri colleghi - di porre il problema all'assessore Oppi il quale disse in quelle occasioni: "E' di competenza del Ministero della sanità"; questo sarà anche vero, però è anche vero che con la riforma della Costituzione, con la modifica del Titolo V su questa materia la competenza è anche della Regione, che è un potere concorrente, pertanto credo che la Regione debba fare la sua parte. Ma al di là, dico, di questi aspetti che riguardano la competenza, che sono certamente aspetti sostanziali, però io credo che sia dovere e compito dell'Assessorato della sanità occuparsi del problema, fare di questo un problema serio da affrontare, e concordare con il Ministero competente una soluzione che sia all'altezza dei nostri problemi.
Cioè, non è pensabile che noi spendiamo centinaia di miliardi per pagare i danni causati da una malattia come la "lingua blu", non è pensabile insomma che questo intervento metta a repentaglio il patrimonio zootecnico regionale e non traiamo da questa situazione pesantissima i necessari insegnamenti e non ci preoccupiamo di dotarci di un sistema di prevenzione e di difesa all'altezza della situazione.
Quindi, vacciniamo tutto il bestiame, ovicaprino, bufalino e quant'altro, però poi non abbiamo un sistema che ci garantisca rispetto all'ingresso del bestiame che viene dall'esterno, nei porti, negli aeroporti, e quindi siamo esposti a qualsiasi tipo di contagio e di contaminazione.
Quindi io credo, onorevole Oppi, che su questa questione fondamentale la Giunta regionale debba dirci quali programmi ha, che cosa vuole fare perchè è una questione davvero rilevantissima. Cioè il rischio è che una volta ultimato il ciclo delle vaccinazioni, il ciclo triennale che è stato deciso, poi o su questa malattia o su altre malattie possano esserci altre contaminazioni proprio perchè al nostro sistema regionale manca un modo per controllare, per difendere il nostro patrimonio.
Un altro problema molto importante, sempre legato a questo, è la necessità che ci sia una valutazione esatta dei danni che la lingua blu ha procurato, danni collaterali determinati dalle vaccinazioni.
Io credo, onorevole Oppi, che su questa questione sia necessario fare chiarezza, cioè gli allevatori stanno denunciando un po' in tutta la Sardegna, effetti collaterali molto gravi che riguardano sia la produzione del latte che la produzione della carne; quindi danni che in determinati territori, addirittura, riguarderebbero fino al 30 per cento del prodotto.
Quindi, io in quella interpellanza ponevo anche questo problema, problema che poi ho riproposto con un emendamento dove si chiede che l'Assessorato faccia una ricognizione esatta dei danni collaterali e delle perdite economiche che le aziende agricole hanno subito che poi si doti di un programma all'altezza dei problemi e che insomma sia in grado di rispondere a queste esigenze.
Un'altra questione voglio porre, assessore Oppi, questione di grandissima attualità e di grandissima rilevanza, sempre legata ai problemi zootecnici, è quella dei mattatoi che tutta una fase, purtroppo c'è stato una sorta di abbandono, quasi di rimozione del problema. E` stato un periodo lungo in cui col fatto che bisognasse adeguare alla normativa comunitaria i nostri mattatoi, di fatto si è lasciato che tutta una serie, forse la maggior parte dei mattatoi esistenti prima dell'entrata in funzione della normativa comunitaria, quasi che morissero di morte naturale.
Molti sono morti di morte naturale in questi anni, altri sono sopravvissuti soprattutto grazie all'impegno di quei comuni che non hanno voluto rinunciare a un servizio di primaria importanza per la loro economia. Io credo però che a questo punto sia necessario fare una ricognizione anche in questo caso dello stato dell'arte e stabilire quali debbano essere i mattatoi che vanno sostenuti; insomma un programma, la Regione non ha un programma in questa materia e questo mi sembra piuttosto grave, e a questo è legato anche il problema delicatissimo degli scarti di macellazione. Questione a più riprese dibattuta anche in quest'Aula e però mai avviata a soluzione, dove di fatto siamo in una situazione di sostanziale monopolio con riflessi molto gravi sia sulle nostre aziende agricole sia poi sulla possibilità reale di rifornire il mercato locale con le carni locali. Noi abbiamo, anche a causa di questa situazione, un ingresso crescente di carni che vengono dall'estero, certamente, e questo a danno di un comparto che tra blue tongue e altri fattori ha subito in questi anni dei colpi durissimi.
Quindi io credo che ci sia bisogno di approntare una serie di strumenti, di programmi per rilanciare questo comparto, per favorire la produzione delle carni locali, la loro trasformazione, la loro vendita. Questo io credo che sia un obiettivo fondamentale di cui l'Assessorato della sanità, che ha ruolo non secondario in questa materia, deve farsi carico fino in fondo insieme all'Assessorato dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Mario Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, dopo l'intervento del collega Alberto Sanna, sempre molto competente, ma più dedicato giustamente ai problemi zootecnici, vorrei tornare a un problema, ed era un aspetto che forse avevamo trascurato nel dibattito di stamattina e che è stato giusto sollevare, vorrei tornare un momento al problema della salute e della sanità.
Io credo che stiamo facendo questo dibattito sia pure in maniera contratta nella legge finanziaria perchè siamo tutti preoccupati nella divisione dei ruoli, la Giunta, il Consiglio, ciascuno di noi, siamo preoccupati dello stato di salute della sanità.
La sanità è malata, è evidente che è così! E' malata e credo che rischi la stessa Sardegna, lo stesso bilancio regionale rischi di essere profondamente colpito dai problemi della sanità. Se non avessi paura di essere catastrofico direi che la Sardegna rischia di morire di sanità e questo non è un paradosso; infatti il bilancio della sanità sta diventando sempre più pesante per l'economia regionale, l'hanno sottolineato stamattina i colleghi Gian Valerio Sanna e gli altri che sono intervenuti. E` un bilancio che incide in maniera crescente sul nostro sistema economico e sociale e che è purtroppo logico prevedere che continuerà ad insistere, nel senso che mentre la spesa sanitaria continua a crescere abbiamo la netta percezione che le entrate regionali - soprattutto in una logica un po' di sussidiarietà, un po' egoistica - saranno portate a diminuire.
Quindi cresce la spesa sanitaria in un sistema di entrate decrescenti e quindi l'impatto della sanità sul bilancio regionale tende a crescere. Non è un paradosso dire che la spesa sanitaria forse è limitata, però è una preoccupazione reale dire che la spesa sanitaria ha oggi un impatto sull'equilibrio di bilancio della Regione fortemente patologico, se è vero come è vero che ha una dinamica non controllata e non controllabile che fino adesso il disavanzo, cioè quello che la Regione deve versare per sanare il deficit della sanità, cioè la differenza tra ciò che spendiamo e ciò che lo Stato ci trasferisce, è di oltre 1200 miliardi. Quello che è peggio è che le dinamiche, le ragioni e le responsabilità sono del tutto fuori controllo.
Io vorrei che l'Assessore ci rassicurasse, ma se diciamo che le dinamiche della spesa sono fuori controllo e che non sapremo come andrà la spesa nei prossimi anni, è una preoccupazione reale; se diciamo che le ragioni di queste dinamiche sono fuori controllo è una preoccupazione reale, se diciamo persino che le responsabilità sono non del tutto conosciute, non del tutto acclarate, è una vera responsabilità.
I prossimi anni avremo di fronte questo dilemma: se far fronte completamente alla spesa sanitaria e quindi magari tagliando le risorse per investimenti e per i problemi del lavoro e gli altri servizi, o se non fronteggiare e ridurre la spesa sanitaria o se completare e colmare il deficit sanitario con un'imposizione fiscalmente a danno dei cittadini, a carico dei cittadini. E questo sarà un problema che graverà moltissimo sulla nostra vita, sul nostro dibattito, sulla nostra realtà.
Ecco perchè dico che l'evoluzione della spesa sanitaria - ed è uno dei primi problemi che pongo all'Assessore, che dovremmo affrontare già in questo bilancio - è una preoccupazione reale, ed ecco perchè dicevo che mi vorrei occupare della salute della sanità.
Mi pare che questa politica della sanità, che è uno degli aspetti più delicati, più vitali della nostra vita sociale e politica sia, per altri versi, non solo quella meno controllata con dinamiche più svincolate da un reale centro di volontà politica, e quindi soggetta a dinamiche che portano alla crescita esponenziale della spesa stessa - ed è la seconda considerazione che vorrei fare e vorrei anche qua che ci sia una parola della Giunta - forse la più oscura, la più sconosciuta, la più frammentaria, quella in cui i centri di responsabilità sono più annacquati.
Incide non solo, dicevo, sul bilancio la spesa sanitaria, ma incide anche sulla nostra vita e in questo senso, nella nostra vita sociale, collettiva, individuale e comunitaria siamo troppo esposti, è troppo esposta all'arbitrio di poteri che forse sono sottratti persino al controllo pubblico. Il potere dei manager delle A.S.L. è un potere assoluto. Io non so se l'Assessore, la Giunta e quant'altri riescono a tenerlo sotto controllo, ma mi pare che ci sia non solo una responsabilità, ma un arbitrio e un monumento di arbitrio che pone la nostra vita, e forse il 40 per cento del nostro bilancio, nelle mani di alcune persone competenti - non entro nel merito - su cui però mi sembra che sia necessario fare un punto.
Mi pare che la gestione delle A.S.L. sfugga, da questo punto di vista, ad ogni controllo; mi pare che la qualità della gestione sfugga ad ogni controllo; mi pare che l'arbitrio sfugga ad ogni controllo; mi pare che questa assenza di controllo è una delle cause che genera la dinamica di spese e la dinamica di disavanzo e la dinamica crescente del costo della sanità pubblica.
Da questo punto di vista io vorrei capire oggi dalla Giunta, dall'Assessore alla sanità, dall'Assessore al bilancio, dal Presidente, qual è la linea per razionalizzare tutto questo, qual è la linea per riportare sotto controllo la spesa da un lato, il potere arbitrario dei manager da un altro lato, le dinamiche dell'arbitrarietà che sono quotidiane e costanti. Quel è la linea che ci proponete per controllare il deficit, le cause e quali sono i rimedi che già in questa finanziaria possiamo approntare?
E il terzo elemento è che tutto questo (dinamica della spesa, concentrazione di potere su alcune mani e quindi di arbitrio) trova riscontro nel terzo punto che vorrei sottolineare: la difesa, la debolezza, forse le lacune di una politica sanitaria. Manca forse un piano sanitario organico? Mancano le politiche per l'educazione sanitaria, per la prevenzione, per la medicina di base? Siamo in ritardo con il piano ospedaliero, con la razionalizzazione, con la distribuzione nella sanità sul territorio, con la politica per i piccoli ospedali? Forse siamo in ritardo sulla politica di ricerca scientifica, della formazione?
Da questo punto di vista io credo, e non mi appassionerei tanto ai ritardi e al passato, se ci fosse da parte della Giunta, comunque, la proposta di una politica per l'avvenire. Direi che sono più interessato, piuttosto che a recriminare sui ritardi o sulle lacune del passato, a discutere le strategie per l'avvenire, per il controllo di bilancio, per la democratizzazione della gestione delle A.S.L., per il rilancio del piano sanitario e dei suoi capitoli fondamentali, quelli che ho appena citato.
Il quarto punto che vorrei richiamare all'attenzione è il rapporto tra sanità e assistenza. Il rapporto che deve essere vitale perchè l'assistenza, con tutto quello che comporta in termini di educazione, di previdenza, di mutualità, di solidarietà, deve essere una componente di controllo e di razionalizzazione della spesa sanitaria.
Se questo sarà, se l'assistenza è vista non come una voce svincolata dalle politiche sanitarie, ma come una politica integrata su cui si gioca molto della previdenza, su cui si gioca molto della mutualità, su cui si gioca molto della solidarietà sociale, allora l'assistenza diventa una voce di razionalizzazione, di controllo, di contenimento della spesa sanitaria. Allora l'assistenza diventa un sistema di gestione dei servizi, diventa un rapporto tra istituzioni e cittadini, diventa un rapporto tra enti locali e cittadini. Allora l'assistenza non è vista come un'occasione per erogare di nuovo qualche contributo spot-finanziario alle famiglie, come fa l'articolo 16, che pure coglie un problema importante, ma forse deve essere vista come un'occasione per intervenire sui bisogni piuttosto che sui problemi finanziari delle singole famiglie.
Il tempo non mi consente di approfondire - naturalmente - questi discorsi; ma questi temi: bilancio, controllo del potere, programmazione sanitaria, integrazione tra sanità e assistenza, sono alcuni temi su cui già in questa finanziaria dovremmo discutere e più avanti dovremmo discutere per rimettere sotto controllo un settore vitale per la nostra vita individuale e collettiva, che oggi appare profondamente svincolato dal controllo pericolosamente gravante sulla nostra vita, sul nostro bilancio e sulla nostra società.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Presidente, la discussione generale sull'articolo 15 che reca disposizioni in materia di sanità e di assistenza sociale, mi permette di sollevare alcune perplessità a partire dallo stesso titolo, perché - Assessore- vede, parlare ancora di assistenza sociale quando trattiamo del sociale mi sembra quanto meno riduttivo, perché la problematica del sociale non può essere ridotta ad un problema di mera assistenza.
Tutta la più recente legislazione parla di una forte integrazione delle politiche sanitarie con le politiche sociali. Questo significa superare i limiti del passato che talvolta hanno visto una sorta di sanitarizzazione del sociale; e questo è uno di quegli errori che dovremmo cercare di evitare se vogliamo costruire, invece, un sistema più che di assistenza che mira a riparare un danno che si è realizzato all'interno della società (e soprattutto per le fasce marginali e per le fasce del disagio), se invece vogliamo puntare sul sistema di sicurezza sociale, che faccia della prevenzione il cardine di tutte le politiche sociali.
Per cui, Assessore, la domanda che le faccio, a partire dal titolo, è: "Ma quando arriveremo veramente, a modificare anche la legge regionale 1 sulle competenze di questa Regione e dove il sociale non sia una parte residuale ed annessa al sistema sanitario, mentre dovrebbe avere una dignità propria e poter sviluppare delle politiche di vera e propria integrazione". E' partendo proprio da questa considerazione che voglio sottolineare soprattutto il mio rammarico per il fatto che, a distanza ormai di anni, si continua a proporre una sorta di sanatoria e di moratoria nell'attivazione dell'attuazione di quanto è disposto da una legge fondamentale, voluta dal governo di centro sinistra, la legge 328 del 2000, che nel nostro Paese rappresenta uno spartiacque fondamentale rispetto al passato nelle politiche d'intervento sociale. Ma, anziché applicare la 328 e anziché prendere atto delle grandi competenze del ruolo protagonista che deve avere attraverso - anche - la riforma del Titolo V, la nostra Regione ma anche tutti gli enti locali che devono essere protagonisti nell'attivazione dei piani di zona, noi notiamo invece che si continua, anche per il 2003, a prorogare l'attività dei precedenti piani sanitari di cui si è persa ormai la memoria dell'anno della prima attivazione, ma anche dei vari piani triennali d'intervento sociale.
Facciamo questa affermazione - Assessore - perché siamo fortemente consapevoli che di un fatto noi dobbiamo tenere conto: nel sociale di tutto si può parlare, fuorché della staticità. Il sociale è un fenomeno dinamico per cui un'istituzione, un governo che vuole dare un indirizzo politico non può storicizzare i problemi, non può storicizzare le situazioni di disagio, perché il disagio cambia attraverso l'evoluzione della società. Per cui ci sono nuovi bisogni, ci sono nuove realtà che magari solo alcuni anni passati era inimmaginabili e che pure oggi rappresentano una realtà nei cui confronti noi dobbiamo dare delle risposte puntali, delle risposte certe, delle risposte che siano all'altezza dei bisogni dei nostri cittadini. Per cui questo tentativo di continuare a prorogare la vigenza di piani sanitari e di piani socio-assistenziali che ormai sono datati, è un modo errato di fare politica sanitaria! E' un modo errato di fare politica sociale.
Per questo noi riteniamo che invece di fare un passo indietro, l'Assessore dovrebbe farne due avanti e rilanciare, e che l'attuazione della 328 non può essere vista solo come occasione per spendere alcune centinaia di milioni, attivando consulenze, attivando osservatori che hanno prodotto tanta di quella carta, quando invece è giunto il momento di dare veramente attuazione al protagonismo degli enti locali, attraverso l'individuazione dei piani di zona, attraverso la definizione di una politica di coerenza tra la programmazione regionale e tra la gestione che deve essere data alle autonomie locali.
Ci sono tanti ambiti, tante competenze che sono previste dalla legge e che sono inattuati; non parlo solo dell'azione di programmazione, parlo anche dell'azione di coordinamento, dell'azione di controllo che deve essere svolto rispetto alle politiche che vengono attuate anche nel territorio.
Siamo in ritardo nella predisposizione del piano regionale, nonostante la legge prevedesse quattro mesi dall'attivazione del piano nazionale socio-assistenziale e del piano nazionale di inclusione sociale. Ormai siamo in forte ritardo. Siamo in ritardo nella definizione degli ambiti territoriali ottimali per i piani di zona, siamo in ritardo in tutte le politiche d'integrazione, perchè non si può più parlare di sanità, non si può più parlare di sociale a compartimenti stagni. Bisogna attivare delle politiche che sono di integrazione, integrazione con le politiche da lavoro, integrazione con le politiche della formazione, integrazione con le politiche dell'istruzione. Allora, tutte le problematiche legate al disagio, legate alla marginalità noi le dobbiamo vedere attraverso una visione complessiva e non possiamo continuare a dare segnali di socialità in una finanziaria - che pur stiamo dando - mi riferisco per esempio all'azione che è stata svolta dalle Commissioni sanità, dalla Commissione seconda nell'introduzione di determinati emendamenti che hanno solo il significato di lanciare dei segnali, di accendere alcune luci rosse che, però, non hanno la possibilità di dare compiuta attuazione ai bisogni che pure ci sono e che sono tanti nella nostra Regione.
Allora, voler dare dei segnali, nel senso di interventi in favore di categorie del disagio, in favore dei detenuti, in favore di soggetti sottoposti a misure alternative o in esecuzione penale esterna, o voler dare dei segnali in favore dei minori attraverso interventi - magari - per uno screening generalizzato sull'autismo, o interventi in favore dei minori abusati, sono solo dei segnali di introduzione di aspetti del sociale all'interno di una finanziaria che, a nostro parere, dovrebbe contenerne molti di più.
Però non potremmo continuare ad andare avanti con questo modo episodico. Ci sono nuove patologie, nuovi interventi che magari non erano presenti negli anni passati e che ci vengono riferiti anche nel corso dell'audizione. Io ne cito solo uno a titolo d'esempio: che ormai anche la funzione svolta da alcune comunità terapeutiche, per quanto riguarda il recupero di tossicodipendenti o di detenuti che rappresentano una componente significativa in termini percentuali della popolazione carceraria, l'attività di queste comunità sono insufficienti rispetto a nuove patologie che si verificano, quelle situazioni di borderline che non trovano all'interno delle comunità, del personale che sia adeguato e professionalmente preparato per venire incontro rispetto anche a questi nuovi fenomeni.
Allora sta proprio qui, quell'esigenza che ribadivo poc'anzi, di arrivare ad una politica integrata tra le attività del reinserimento lavorativo, tra le politiche formative, dell'istruzione, della sanità e del sociale. Poi c'è tutto quell'altro spaccato che ha richiamato molto opportunamente questa mattina il collega Lai, dal mondo del terzo settore che può diventare impresa, che può essere uno spaccato importante anche per l'economia della nostra società ma che oggi ha di fronte delle sfide nuove, che sono le sfide dell'accreditamento, le sfide della certificazione, le sfide della qualità. Tutte sfide in cui in questa regione non si tiene conto. Per cui, il tempo non mi consente di sviluppare adeguatamente questi interventi. Ci sarà occasione di ulteriori approfondimenti nel corso dell'esame dei singoli emendamenti; però ritengo - Assessore - non c'è più tempo da perdere!
Diamo veramente una svolta alle politiche sanitarie, alle politiche sociali, che non sia di mera sopravvivenza, ma che abbia caratteristiche di innovatività, che abbia caratteristiche di attenzione, soprattutto per i nuovi disagi della Società.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, è notorio, e non da oggi, che il settore della sanità, oltre all'importanza naturale, logica, che riveste nella vita sociale, è uno dei settori che impegna in maniera più determinante risorse del bilancio regionale.
Bisogna dire che ciò non avviene solo da oggi; è una storia ormai datata, nasce già da lungo tempo. Non solo, ma ultimamente, con la devolution del Governo, le Regioni deboli pagano sotto questo profilo uno scotto ancora maggiore, che in termini percentuali non è tanto visibile, perché nel bilancio sono ricomprese le quote di finanziamento dei fondi europei, ma che in ogni caso, in termini di valore assoluto, porta il settore della sanità come uno dei settori a massima spesa. Allora è evidente che da parte di tutti i consiglieri regionali ci sia l'esigenza di comprendere dove e come queste risorse vengono canalizzate e quali risultati concreti di fatto esse producono.
Per ovvi motivi relativi al tempo, mi soffermerò soprattutto su due commi dell'articolo 15, sul comma 2 e sul comma 8, ma porrò poi qualche domanda alla quale spero che l'Assessore abbia la bontà di rispondere poi nel corso della replica. Il comma 2 dell'articolo 15 impegna Governo e Regioni a dare copertura finanziaria al disavanzo delle aziende ASL per l'anno 2001, e viene impegnata, viene riservata una quota pari a 130 milioni di euro.
Vorremmo conoscere, Assessore, visto che al riguardo rimbalzano più voci, l'una difforme dall'altra, le debbo dire che sono difformi anche le cose che abbiamo sentito riferite direttamente dall'Assessore all'interno dell'Aula, rispetto a quelle riferite da alcuni manager. Ma qual è lo stato reale della sanità a livello di disavanzo in Sardegna? Abbiamo dati relativi al 2002? E' possibile conoscerli ed è possibile conoscerli poi onde poter fare analisi più compiute, analisi più utili anche se riferite a centri di costo? Per centri di costo non intendo ogni singolo settore della sanità, ma per quei territori laddove, per esempio, insistono più ospedali grandi e piccoli, conoscere perlomeno qual è il disavanzo creato da ciascuno di questi, perché solo così io credo che possiamo fare utili ragionamenti, anche per il futuro, in termini di programmazione.
E ancora: le risorse della sanità, posto che tutti conosciamo grosso modo le metodiche di spesa, in che misura certa, quantificata, definita è possibile sapere, in riferimento ad ogni cittadino, vengono impegnate? Ovvero, quanto viene attribuita ad una delle ASL di Cagliari e che bacino di utenza ha in termini di cittadini? Quanto viene attribuito ad una delle ASL di Sassari e che bacino di utenza ha in termini di cittadini? Infine, le quote extra, quelle che poi vengono definite dall'Assessorato e che vengono assegnate per modifiche strutturali o per acquisizioni di nuove attrezzature, come vengono destinate, in che percentuale vengono assegnate ad ogni struttura ospedaliera o ad ogni ASL?
Se è possibile, naturalmente perché il dato abbia un qualche significato e possa essere utile elemento di raffronto, servirebbero non soltanto gli elementi, può anche non essere solo questa la sede, perché può essere che il tempo a disposizione per la replica sia insufficiente, ma eventualmente lei può provvedere anche successivamente con tabelle da consegnare ai consiglieri regionali, ma sarebbe utile sapere, avere questi dati non in riferimento soltanto all'ultima annualità, ma in maniera tale che il raffronto utilmente possa essere compiuto su un tempo più largo, quindi tre, quattro, cinque o più annualità.
Già in passato l'Assessore ebbe a rispondere, in occasione di interventi su altri argomenti, sulle metodiche di reclutamento del personale. Posto che ogni manager ha sicuramente una discrezionalità operativa abbastanza ampia, ma questa discrezionalità operativa viene in ogni caso sottoposta a controllo, si ritiene utile, congruo, giusto, trasparente, che per il reclutamento di un certo tipo di personale ci si rivolga a società specializzate e non ad assunzioni direttamente svolte da ogni singola Azienda Sanitaria Locale?
Passando poi al comma 8, a decorrere dal 2004, vengono sottratti 7 milioni di euro dalla Legge 25 per la realizzazione di strutture da adibire a servizi socioassistenziali. A noi pare, ci crediamo sinceramente sotto questo profilo, che le risorse della 25 siano risorse assolutamente intoccabili. Ci pare che toccare quelle risorse significhi, in qualche maniera, ledere l'autonomia operativa e sminuire le capacità programmatorie e di intervento degli enti locali. Quindi, a nostro avviso, non solo non andrebbero ridefinite in negativo con una sottrazione, ma semmai andrebbero ridefinite ipotizzando un incremento delle risorse medesime.
Mi permetto, in conclusione, Assessore, di richiamare l'esigenza che davvero - lei ha dato una risposta, mi pare, attraverso stampa - relativamente al piano sanitario regionale che dovrebbe essere a disposizione della competente Commissione entro il 30 di giugno. Ora, senza voler attribuire responsabilità all'una o all'altra parte, ma prendendo atto di quella che è la situazione, credo che davvero i tempi ormai siano non maturi, ma tutti scaduti e superati e che quello del 30 giugno debba essere un termine di rispetto assoluto per parte di tutti, partendo dalla consapevolezza e dal comune convincimento che senza il piano sanitario regionale, seppure certo che a pezzi è stato predisposto, manca quella visione unitaria delle problematiche della sanità e quindi c'è l'impossibilità di tradurre poi in fatto concreto e operativo tutti i successivi tentativi di razionalizzazione e di miglioramento del sistema ospedaliero ed extra ospedaliero.
Mi permetta infine, Assessore, un ultimo richiamo, questo fatto davvero con molta amarezza e con molta preoccupazione per quanto riguarda la scuola di specializzazione per le talassemie: era stato detto quest'Aula, a seguito di un'interrogazione, che su questo fronte la Giunta regionale, l'intero Consiglio regionale si sarebbe impegnato, avrebbe speso tutte le proprie energie per vedere di coniugare eventualmente una possibile compartecipazione fra la Regione Sardegna e, allora, la Regione di Pesaro. Ma si diceva che se fosse decaduta per un qualunque motivo la candidatura della Regione Marche in ogni caso la Regione Sardegna avrebbe trovato un ingresso facilitato, vista l'esperienza che l'équipe di operatori sardi nel settore della talassemia aveva ormai acquisito. Ecco, l'amarezza deriva dal fatto che poi il Governo nazionale, il Ministro della sanità ha attribuito invece a una delle ASL di Roma - e pare a un ospedale quasi in disfacimento, così viene descritto dalla stampa quotidiana - questa competenza. A sentire un'intervista rilasciata ieri da un autorevole personaggio sardo della sanità, il dottor Sergio Licheri, parrebbe…
DORE (I DEMOCRATICI). Autorevole?
BALIA (S.D.I.-S.U.). Autorevole se non altro per l'incarico che gli è stato attribuito e che attualmente ricopre. Il dottor Sergio Licheri, forse con una tesi un tantino singolare e lo riconosco, però rimanda tutte le responsabilità alla mancata partecipazione alle riunioni della Conferenza Stato-Regioni, quindi al fatto che la Regione sarda in quella sede non abbia fatto sentire la propria voce.
Ora, Assessore, io comprendo che non sempre sia possibile partecipare, però il compito fondamentale di partecipare a quelle riunioni è soprattutto del Presidente della Giunta regionale della Sardegna. E non avendovi partecipato, se quelle conclusioni avessero pure un elemento di realtà è un fatto assolutamente grave. Ma infine io rivolgo un invito, perché l'Assessore della sanità, il presidente Pili, la Giunta regionale, il Consiglio regionale nella sua interezza, per quanto riguarda la scuola di alta specializzazione per la talassemia, faccia un ultimo sconcordato sforzo comune col Governo nazionale per far sì che la Regione sarda, seppure non in esclusiva, possa essere almeno compartecipe di quel progetto.
Questo lo richiedo nell'interesse e per la salvaguardia della dignità dei malati sardi di talassemia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (Gruppo Misto). Signor Presidente, noi ci apprestiamo anche quest'anno a discutere dei problemi della sanità sarda e del nostro bilancio regionale direi con lo stesso atteggiamento di tutti gli anni di questa legislatura: una presa d'atto di un elenco della spesa, senza alcun disegno, senza alcun progetto che possa indicarci qual è la strategia che questo Governo e questa maggioranza hanno per cambiare la tendenza, che è una tendenza pericolosamente innescata dal Governo regionale di smobilitazione progressiva del sistema sanitario pubblico.
Questo lo dico perché è agli occhi di tutti, è all'attenzione di tutta la stampa, della discussione degli organi politici, dei vari partiti, delle associazioni dei cittadini, la preoccupazione forte e fondata di uno sganciamento progressivo di sistemi di difesa di quelle che sono le categorie sociali più deboli, e soprattutto di coloro che hanno patologie e malattie di tipo cronico. La questione dei ticket che è stata all'attenzione del nostro dibattito per diverso tempo, i ticket del pronto soccorso, i ticket sui farmaci, la questione di ILEA e quant'altro, ci hanno detto in questi due anni quale difficoltà oggi s'incontra in questo mondo, in questo settore, rispetto alla difesa di istanze fondamentali.
Il diritto alla salute è una questione che è diventata oggi parte fondamentale delle discussioni della politica, e ancora oggi noi ne parliamo, seppure sommersi dai numeri, dagli emendamenti, dagli articoli di questa finanziaria, dove non si intravede un disegno teso in questa direzione. Devo dire che non ho molta fiducia che la discussione poi possa innescare elementi di positività, anche dalla fine di questa discussione, probabilmente l'Assessore ci annuncerà la prossima presentazione del Piano sanitario regionale come un elemento sostanziale di modifica del trend. Io ho poca fiducia da questo punto di vista. Non vorrei che questa data del 30 di giugno fosse una data annunciata per l'ennesima volta in discussione di finanziaria e poi noi non vedremo al 30 di giugno ancora la bozza di questo Piano sanitario regionale. Ho anche poca fiducia nei piani sanitari regionali che si preannunciano alla fine delle legislature, perché in genere si innesca, nell'ultimo anno della legislatura, un meccanismo particolare per cui io credo che il tempo di una discussione serena su una materia così rilevante per la nostra Regione probabilmente non ci sarà.
Però, c'è qualcosa che non va bene in questa sanità? Io credo di sì. Non siamo noi a denunciarlo in questo Consiglio. Noi siamo semplicemente e probabilmente coloro che riflettono in quest'aula le considerazioni che vengono dal mondo esterno, le denunce del Tribunale del malato, le denunce delle associazioni dei cittadini rispetto a una preoccupazione forte diffusa che c'è. Le prese di posizione forti da parte delle organizzazioni sindacali, di categoria e delle organizzazioni mediche, qualcuno ricordava negli interventi di stamattina la marcia per la salute che i sindacati confederali a livello nazionale, ma anche qui in Sardegna, stanno organizzando per la difesa di un istituto fondamentale come questo. Allora, io mi chiedo che c'è nel contesto di questa finanziaria un provvedimento, uno solo, che segni un'inversione della rotta, della tendenza alla progressiva diminuzione delle difese sociali. Ebbene io non lo intravedo onestamente. Noi non abbiamo ancora oggi, nonostante tutto, la certezza dei numeri del disavanzo delle ASL, perché ogni volta ne abbiamo discusso. Addirittura i direttori generali, venuti in audizione nella Commissione sanità hanno dato cifre che sono state sconfessate dallo stesso Assessore. Qualcuno addirittura - e mi riferisco al direttore generale di Oristano, perché è agli atti - ha detto di non sapere neppure quale era il deficit presunto per la sua ASL. Ed è preoccupante, non solo per il fatto in sé di natura economico-finanziaria, ma anche per il fatto della qualità delle persone che noi a volte mandiamo a gestire un settore così rilevante e così importante.
E voglio dire che questa preoccupazione non viene soltanto da settori sociali, ma io ho preso la relazione della Sezione di controllo della Corte dei Conti per la sanità della Sardegna, e alcuni passaggi sono effettivamente dei passaggi che se fossero stati detti in quest'Aula da qualcuno di noi sarebbe stato logico, perché sono espressioni di opposizione politica rispetto a un certo modo di governare. Ma quando nella relazione della Corte dei Conti io leggo che "nei confronti dei Direttori generali l'amministrazione regionale non ha svolto una vera e propria attività di governo, sia in sede di scelta degli stessi che in sede di assegnazione e conseguente valutazione degli obiettivi da raggiungere e da precisarsi all'atto della nomina", questo mi preoccupa. Per quel che riguarda i criteri di selezione, addirittura, riferita all'ultima nomina, afferma che "la Regione si è limitata ad applicare i criteri definiti dalla normativa statale senza prevederne di propri, badando esclusivamente al carattere fiduciario dell'incarico. E questo ci dice tutto del rapporto che si sviluppa poi tra il Governo regionale e i Direttori generali e anche dell'aspetto di potere forte che i direttori generali poi trasmettono a loro volta nel governo delle loro ASL.
"Per quanto attiene" - leggo ancora - "agli obiettivi da assegnare ai Direttori generali, l'amministrazione in sede di sottoscrizione del contratto non ne ha negoziato di specifici che tenessero conto, oltre dei parametri previsti dai decreti legislativi, anche di altri fattori endemici originati dalle realtà contingenti delle singole Aziende". Quindi vuole dire questo: che i nostri direttori generali non solo sono stati nominati solo per un atto esclusivamente fiduciario, e in alcuni casi con criteri nei curriculum espressi dai direttori generali, vi è l'assoluta mancanza di competenza nel settore della sanità; e noi lo vediamo, perché oggi le A.S.L. migliori, tra virgolette, quelle che riescono a reggere meglio il confronto, sono le A.S.L. che sono rette da chi ha esperienza oggettiva, da chi proviene dal mondo della sanità. In altre questo non si può dire. Ho fatto prima un esempio specifico di una A.S.L. ma credo che questo si possa fare anche per altre. Ma non solo questo, ma il fatto che, non avendo la competenza specifica e non essendoci un contratto scritto su una missione aziendale, i nostri stessi direttori generali che vanno a reggere le aziende sanitarie locali, non sono consci, non hanno chiara la certezza del tipo di missione da compiere, prevale l'aspetto puramente gestionale.
Quindi, l'aspetto del disegno, del disegnare una sanità a misura di esigenza e di utenza, questo manca assolutamente e l'aspetto gestionale è quello che prevale su tutto e quindi anche - ovviamente - sull'aspetto puramente economico della spesa, che non è qualificata a volte, rispetto a quanto noi vorremmo ottenere. Questo spiega anche allora il perché la spesa sanitaria in Sardegna sia prevalentemente ospedalocentrica rispetto ad altre Regioni d'Italia, perché sul territorio si investe di meno rispetto alle altre Regioni d'Italia, perché le reti consultoriali si stanno indebolendo, perché la medicina scolastica è pressoché scomparsa, perché la medicina nei luoghi di lavoro e la prevenzione sugli infortuni nei luoghi di lavoro e sulle patologie lavorative non è quella che probabilmente noi auspicheremmo nel 2003, in una Regione che vuole avere una sanità di livello.
Noi abbiamo una serie di elementi che ci dicono che le cose non vanno bene, anche nel settore della prevenzione, per esempio, oncologica, noi siamo pieni di emendamenti e di commi in finanziaria che ci dicono di interventi specifici, ma non c'è un disegno complessivo e organico. Sono esigenze singole, di singole A.S.L., di singoli progetti; ma noi non sappiamo ancora esattamente di quali tumori si muoia in Sardegna, quali sono i tumori prevalenti. Ci sono A.S.L. che da questo punto di vista sono totalmente carenti. Noi abbiamo scoperto che su 150 abitanti a Quirra, 14 pazienti si sono ammalati di tumori dell'apparato emolinfatico perché il Sindaco di Villaputzu l'ha denunciato nell'ambito di un convegno sulle servitù militari un anno e mezzo fa. Noi non ne avremmo saputo niente. Mancano i sistemi di controllo, di monitoraggio; e la favoletta dell'arsenico, credo che ancora non se la sia bevuta nessuno, anzi è stata smentita ultimamente, e quindi noi non sappiamo ancora qual è la causa di quella situazione così grave. Ma questo si potrebbe dire per le zone ad alta intensità industriale, per Portoscuso, per Porto Torres; noi non abbiamo dati certi. Allora, noi siamo però pieni di progetti-obiettivo mirati alla prevenzione dei tumori rispetto ad un A.S.L. o ad un'altra, ad un servizio, ma non abbiamo una filosofia, un progetto vero su questa materia.
All'Assessore volevo chiedere fondamentalmente chiedere due cose: la prima è un tornare indietro se è possibile, oppure una rivisitazione del comma 16. Questa cosa è stata ribadita da molti colleghi, noi crediamo fortemente nell'utilità di quel provvedimento, crediamo fortemente nell'utilità di quella legge, e vi è una soddisfazione generale degli utenti e credo anche di coloro che negli enti locali hanno sostenuto quel tipo di azione legislativa; ha avuto dei grossi risultati, tant'è che le richieste sono anche aumentate, la possibilità di poter partecipare è stata sostenuta da molti.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue PACIFICO.) Credo che si debba tornare indietro e dare ampia autonomia gestionale ai progetti-obiettivo che sono messi in pista delle autonomie locali, e dai comuni, e su questa cosa credo che l'Assessore dovrebbe esprimere una maggiore sensibilità.
La seconda questione, mi consente trenta secondi solo, Presidente, lo dico perché nella relazione della Corte dei Conti viene fatto un passaggio molto chiaro alla pagina 5, su una critica rispetto alla formulazione dei bilanci delle A.S.L.; il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale e il procedimento di controllo di gestione previsti della sopraccitata legge, eccetera eccetera, sono stati parzialmente attivati, con difficoltà dovute principalmente alla mancanza di un sistema informativo adeguato.
Abbiamo al comma 5 dell'articolo: "Per il completamento del sistema informatico di cui all'articolo 27, comma 13 della Legge regionale 7 del 2002, é autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 1 milione e 250 mila". Noi ci troviamo da diverso tempo a discutere in finanziaria di questa materia, credo che una sanità che voglia competere, anche per le conoscenze e per le acquisizioni dei dati, non possa avere una tale lentezza nella suturazione di un sistema informativo regionale. Credo che, almeno chiedo all'Assessore notizie da questo punto di vista, perché è una delle questioni fondamentali per la risoluzione del problema delle conoscenze che noi abbiamo ed anche perché non riusciremmo mai ad attuare provvedimenti tempestivi se non abbiamo i numeri e non sappiamo di che cosa ci si ammala, di che cosa si muore e come vengono spesi i nostri soldi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.
PILO (F.I.-Sardegna). Presidente, ho ascoltato con molta attenzione il dibattito che si è sviluppato in Aula sui temi della sanità, perché ad onor del vero questa finanziaria, così come anche l'anno scorso, è una delle rare occasioni nelle quali riflettiamo di sanità e - devo dire - anche in termini abbastanza pacati. Mi pare evidente anche dall'intervento dei colleghi della minoranza che il problema della politica sanitaria in Sardegna è anch'esso un problema che tocca tutto questo Consiglio, e non credo possa essere annoverato tra problemi di maggioranza e problemi di opposizione. Per prima cosa, vorrei dire che il rinvio che si è fatto, come dire, alla responsabilità dell'Assessore circa la modifica delle leggi regionali, in realtà io non lo condivido per niente; penso che questo debba essere l'impegno di questo Consiglio regionale, di questa sessione, senza demandare alla Giunta provvedimenti o proposte di provvedimenti che, invece, sono tipicamente di pertinenza del Consiglio.
L'altra cosa - sempre a questo proposito - è che in realtà, le parti in causa su una eventuale riforma sanitaria sono talmente tante alle quali va anche comunque chiesto un minimo di chiarezza rispetto agli obiettivi che si prefiggono. Faccio l'esempio proprio del sindacato e dei sindacati confederali: non esiste che - come dire - da una parte facciano la marcia per il diritto alla salute, mettendo insieme utenti e operatori, e dall'altra parte, tutte le volte che si cerca di modificare mezza virgola rispetto alle situazioni interne che toccano i dipendenti del settore sanità, si alzino barricate impensabili. Questa è il verità. E` facile andare a fare le marce per la salute e poi però, quando arriva quale che sia la proposta di modifica degli attuali assetti del sistema sanitario, ci sono barricate, scioperi, nefandezze e cose del genere. Anche ai sindacati - secondo me - va chiesta chiarezza, va chiesta coerenza, la stessa coerenza che noi stiamo chiedendo a noi stessi e che stiamo chiedendo anche all'Assessore competente.
Credo che fra noi comunque, al di là - come dire - di qualche diversità, ci sia una grande omogeneità in quest'Aula. Il problema della salute effettivamente è un problema che tocca tutti; però - badate - va anche riconosciuto onestamente che le riforme che ci sono state anche a livello governativo, sono state sostanzialmente un po' demenziali e per la grande maggioranza faziose, nel senso che non si può affermare che, di fronte alla sanità, siamo tutti uguali. Siamo tutti uguali di fronte alla malattia e questo è un diritto imprescindibile; è anche vero, però, che non si può prescindere dalle condizioni di reddito di partenza. Per cui dire oggi, o dire in passato come si è detto (e forse qualcuno lo dice ancora), che tutti hanno diritto ad essere curati gratuitamente nella stessa misura, è dire una cosa che fa torto a quelle fasce deboli che noi vogliamo difendere. Perché coloro che hanno un livello di reddito superiore, sono anche quelli che una parte di questo reddito possono utilizzarlo per la propria salute, come, in effetti, poi fanno. I penalizzati alla fine sono, come sempre, i poveri disgraziati che si trovano a essere curati in strutture fatiscenti, spesso da persone incapaci, incompetenti eccetera, perché un investimento vero sulla salute deve anche tener conto dei redditi delle persone che a questo si affacciano. E` chiaro che io col reddito di consigliere regionale non posso essere paragonata ad un reddito di pensionati che pure hanno magari il mio stesso problema di salute. Credo di avere il dovere di spendere qualche lira, di mettere qualche lira nel sistema sanitario regionale.
Così come la nomina dei managers nelle A.S.L. nasceva da un presupposto che poi si è rivelato assolutamente falso, nel senso che la nomina dei managers partiva dal presupposto che si doveva dare un'impostazione imprenditoriale. Badate, a fare gli imprenditori con i soldi degli altri sono buoni tutti! Noi abbiamo dato ai managers la possibilità di fare gli imprenditori, speravamo che facessero gli imprenditori con i soldi pubblici; invece, siccome succede spessissimo che quando paga Pantalone, poi se ne fregano tutti, questo è quello che abbiamo ottenuto. Questa è la situazione di oggi.
Ma è anche vero che questa maggioranza e questo Assessore, che pure io in molti casi ho contestato, ha chiesto a questi managers (che poi loro abbiano fatto finta di non capire è un'altra cosa) di affrontare il problema del deficit delle A.S.L.. Quello che sul quale bisogna ragionare, è sul fatto che è difficile che situazioni incancrenite come quelle della sanità sarda possano essere risolte in due anni e mezzo, in tre anni, perché va anche detto che, per quanto mi riguarda, io avevo suggerito al Presidente della Giunta regionale e a qualche Assessore, di procedere con un'azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori delle A.S.L. perché dovevano giustificare col proprio patrimonio il deficit che avevano lasciato.
Alcune situazioni col contributo della Regione sono state piano piano rimesse - non dico - in riga, ma qualche passetto si è fatto, qualcun'altra meno, perché ci sono delle voragini nella sanità e, come tutti sappiamo, è impossibile dall'oggi al domani risolverle. Io faccio l'esempio della A.S.L. 8 (per non fare nomi e cognomi), laddove personalmente sono dell'opinione che andava fatta un'azione di responsabilità nei confronti del manager che l'ha diretta fino a non molti anni fa, perché vanno giustificate alcune spese, vanno giustificate alcune scelte, che non sono state certamente scelte né della parte politica di questo Consiglio, né tanto meno della maggioranza attuale di questo Consiglio. Perché - guardate - una politica di responsabilizzazione, vuol dire che tutti devono essere responsabili. Vuol dire però che ci deve essere anche la sanzione per chi responsabile non è. Nello stesso modo - credo - che una politica di responsabilizzazione debba toccare la classe medica. Non è pensabile che quando si sbaglia con dolo, per menefreghismo, per incompetenza, poi non succeda niente! Perché la vita della gente vale più della carriera di un primario, di un medico, di un infermiere, di una capo sala. Questo è quello che non funziona! La vita di un paziente non vale quanto la carriera di questi! Allora bisogna avere il coraggio di dirlo, bisogna avere il coraggio di uscire da una logica che è lobbista e che spesso viene difesa in sede sindacale ed anche in sede politica. Bisogna avere il coraggio di dire ai medici che, quando si rivolgono a me - per la verità - già se lo sentono dire, che è inutile lamentarsi della politica e delle nefandezze della politica, quando poi tutti loro ricorrono alla politica per risolvere i loro problemi. Basta con queste cose! Dovremmo avere il coraggio di dire: "Badate, noi non siamo disposti a fare favori a nessuna parte della classe medica, perché dobbiamo instaurare un sistema capace di valutare le professionalità".
Allora questo coraggio lo dobbiamo avere, ma la mancanza di queste cose non può essere addebitata né all'assessore Oppi né all'assessore Fadda che l'ha preceduto, né a chi ha preceduto poi l'assessore Fadda a sua volta, nel senso che ne siamo tutti responsabili, e su questo andrebbe fatto un patto di ferro,.
L'ultima cosa che volevo dire è che è vero che va separato l'aspetto sanitario dall'aspetto sociale e anche dall'aspetto assistenziale, noi oggi stiamo cercando di recuperare mandando soltanto alcuni segnali, come sta facendo la Commissione Seconda del Consiglio regionale, perché stiamo tentando di far valere il diritto alla tutela, così come stiamo cercando di far valere il diritto alla prevenzione, che poi è una delle voci che possono portare risparmio sulla spesa sanitaria. Anche su questo, io credo che l'Assessore, in chiacchierate informali che ha avuto con molti di noi, abbia dato una sua disponibilità in questa direzione, il problema è che la scissione, per esempio, delle competenze degli Assessorati, non è una cosa che dipende dal singolo Assessore, certo è che su questo è necessario che ci sia, come dire, una visione organica, una proposta organica perché si proceda al riordino globale all'interno del quale poi possono essere inserite le proposte. Detto questo, io aspetto con ansia di vedere il piano sanitario regionale, perché credo che sia uno degli strumenti di confronto sul quale poi avviare una vera opera di riforma della sanità in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Cercherò di essere brevissimo, però una seppur limitata riflessione, sulla materia sanitaria, dal momento che ci sono tante commissioni di inchiesta, per cui mi riservo di parlare quando si parlerà in quest'Aula della sanità, alcune considerazioni le devo fare: una fra tutte, e mi rivolgo alla Giunta, che riguarda l'emendamento 556 sulle IPAB. Vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula sulle IPAB perché molto probabilmente nessuno di noi ha letto con attenzione l'emendamento, ma si tratta di coprire un vuoto legislativo, quindi mi auguro che tutti riflettano sul significato dell'emendamento. Principalmente, però, volevo intervenire su un emendamento soppressivo del comma 16 dell'articolo 15 a firma di Gian Valerio Sanna, primo firmatario. Ho avuto l'impressione, durante il dibattito su questa finanziaria, che l'onorevole Sanna Gian Valerio, visto e considerato che i Sanna sono molti in quest'Aula, può pensare di essere l'unico solidarista in quest'Aula, questo come U.D.C. non lo consentiamo a nessuno né di pensarlo né di rappresentarlo, pensiamo di essere noi i rappresentanti di certi valori in quest'Aula all'interno del centrodestra, senza nulla togliere a chi lo vuole rappresentare da un'altra parte. Io penso che l'onorevole Gian Valerio Sanna, esaminando attentamente il comma 16 dell'articolo 15 non abbia riflettuto, perché i 10 milioni di euro, previsti nel comma 16 per il quale l'onorevole Sanna propone la soppressione totale, non abbia capito il significato del comma. Si tratta di realizzare un programma di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita la persona non autosufficiente. Allora io che sono sindaco di un piccolo comune e per esperienza personale ho potuto toccare con mano questo problema, caro onorevole Sanna, le posso dire che ci sono tanti nuclei familiari che devono procedere, provvedere al sostentamento delle famiglie che hanno una persona non autosufficiente in casa, senza avere nessun aiuto da chicchessia. E allora se la Giunta ha inserito questo comma nell'articolo 15, vuol dire che qualcuno gliel'ha suggerito, gliel'hanno suggerito quei consiglieri regionali che, al solidarismo, al sociale ci credono nel vero senso della parola. Esaminando con attenzione il significato, non dimenticando quelli che sono i sacrifici delle famiglie, ma soprattutto non dimenticando i sacrifici di quelli che vivono nelle condizioni deboli della società. Lei, durante il dibattito in questa finanziaria, spesso e volentieri, si è richiamato ai dettati della dottrina sociale della Chiesa, se avesse riflettuto anche su questo comma probabilmente non avrebbe presentato un emendamento soppressivo.
Evidentemente in questa occasione si è dimenticato del dettato della dottrina sociale della Chiesa. Io non richiamo San Paolo, richiamo "San Gian Valerio" perché rifletta su quell'emendamento soppressivo e lo ritiri perché questo è un comma che qualifica lei e il partito al quale appartiene!
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sarà materialmente impossibile rispondere ai tanti che sono intervenuti in quest'Aula, farò riferimento ad alcuni interventi soltanto, quindi chiedo scusa a priori. Voglio precisare che cosa è però la sanità ed eliminare alcune storture che sono state dette. Che cosa vuol dire 1200 miliardi? Se ne attribuivano 900 anche alcuni anni fa! Si poteva fare chiasso qualche anno fa, sono in funzione dei soldi che ci dà lo Stato. Lo Stato dice: "Io ti do 2000 miliardi, tu devi mettere la tua cifra di competenza, non metti la tua competenza, io non metto i miei"; quindi c'è stato un incremento costante nel tempo, si mettono maggiori risorse finanziarie perché di fatto lo Stato mette più risorse e questo trend è sempre cresciuto.
Quest'anno qualcuno ha interpretato l'accesso male, l'accesso è il 2,78 che è la media più alta degli ultimi otto anni, era 2,74, 2,75, è scesa un anno ed è risalita a 2,78.
Questi soldi non sono sufficienti; qualcuno ha detto: "Pro capite o non pro capite", stiamo attenti se applicassero il pro capite prenderemmo più soldi, invece ci sono dei parametri che vengono inseriti sulla pesatura per età che ci danneggiano, ma le Regioni forti intendono non recedere da questo, tanto è che c'è stato un dibattito, per esempio a Fiuggi e successivamente nella Conferenza Stato-Regioni nei quali si è rimasti rigidi, perché parametri diversi avrebbero disintegrato una regione come la Liguria, che ha messo l'IRPEF, ha messo le tasse, ha chiuso gli ospedali, onorevole Pacifico, come tutte le regioni d'Italia!
Allora è evidente che è questo che ha problemi; l'altra voce invece, il comma 2, è un'integrazione. Per nove anni abbiamo avuto fondi relativi a fondi che lo Stato ci avrebbe dovuto dare dal 1991, la quota di competenza nostra fino a quest'anno, come abbiamo fatto l'anno scorso per i debiti pregressi, 234 miliardi che hanno sanato i debiti relativi anche al 1998, per i quali lo Stato ci deve dare i fondi, è chiaro che lo Stato ci ha detto, ce lo ha detto a Fiuggi recentemente: "Sulla base degli accordi nazionali a Perugia, o per anni o per come si chiama ... devi mettere questa cifra, ti cominciamo a dare un acconto, non ti diamo la differenza, 130 miliardi, per l'azzeramento dei debiti pregressi fino al 2001, se tu non metti la tua quota", perché è cresciuta la cifra? Perché l'onorevole Masala è abituato a tirare la mano ...
Interruzioni.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. ... Come no?
FADDA (La Margherita-D.L.). Sono solo quelli del 2001, non c'entra niente il 2002.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. No, 2001 non c'entra niente nel 2002...
PRESIDENTE. Fadda, possono trovarsi dopo con l'onorevole Oppi e discutere ...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Siccome noi abbiamo anticipato soldi, recuperiamo anche soldi per il 2000. Allora è chiaro che si può fare solo per il 2001, perché nel 2001 non si possono fare mutui per il 2001, si possono fare per il 2000 gli altri anni, questa è la legge!.
L'onorevole Masala, se mi lasci concludere, cosa ha fatto? Non ha messo la cifra di competenza, che sono 316 miliardi, non sono neanche l'ultimo emendamento all'emendamento, perché recentemente c'è stato notificato, e il Presidente ha scritto una lettura, se voi, io sono stato chiamato a Roma in una specie di gabbia, dove c'erano tutti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Ministero del bilancio, al rappresentante per le regioni d'Italia che sarebbe praticamente la struttura del Veneto, a dirmi: "Voi avete fatto anche troppo", ma non voleva capire un certo Migliacci, che è un funzionario del Ministero nel Tesoro, dicendo: "No, avete fatto male, avreste dovuto metterlo all'interno nel 2002", cioè ci stanno contestando il fatto che la erogazione dei fondi avremmo dovuta farla nel 2002 e noi abbiamo detto: "Siamo in esercizio provvisorio, abbiamo rispettato i parametri non comprendiamo questo vostro atteggiamento", per cui ci viene richiesto con forza di mettere la cifra esatta, diversamente non ci danno la cifra di competenza che ci è stata bloccata. Così come il Presidente deve fare una dichiarazione, sulla base dei vecchi bilanci relativi al '95-'99 per poter avere 180 miliardi, deve dimostrare che i piani stralcio sono stati definiti e entro Fine mese le A.S.L. che stanno completando dovrebbero definirli, solo allora il Presidente scriverà una lettera e dirà: "Io benissimo, ho adempiuto, le regioni", cioè le A.S.L. hanno adempiuto sono a posto", in quel momento ci dovrebbero erogare, ci erogano 180 miliardi attraverso i quali c'è una copertura e un recupero di risorse che vanno all'agricoltura, perché non riusciva l'assessore Masala a darci le risorse, se non ha soldi! Quindi questo è stato determinato dalle varie fasi.
Vedete, questo perché? Io sono stato pressato da voi, siete voi che avete ricevuto centinaia di lavoratori, che avete ricevuto le case di cura private, avete ricevuto gli specialisti e mi avete scritto una lettera; il Presidente della Commissione, all'unanimità ha scritto: "Bisogna che in fretta la Giunta e l'Assessore competente si carichino di responsabilità, per dare linfa a questi tre, quattromila lavoratori del settore privato, della specialistica, delle cliniche private, eccetera, che hanno ritardi" a cui ha fatto riferimento, biblici, questi ritardi sono determinati dal fatto che nella sanità, onorevole Selis, i ritardi sono determinati e gli sbilanciamenti derivano soprattutto nel 2001 da 320 miliardi aggiuntivi che sono stati praticamente in funzione della farmaceutica che è passata da 320 a 640 miliardi, come per altro in tutte le regioni d'Italia con qualche punto in più o qualche punto in meno, non la Sardegna. L'IRPEF, eccetera, non li abbiamo messi, cosa abbiamo messo? Abbiamo messo pagliuccia rispetto a tutte le altre regioni d'Italia, non abbiamo messo le tasse, non abbiamo messo l'IRPEF che avremmo dovuto mettere come hanno fatto un po' tutti. La Lombardia recentemente ha portato sì il pronto soccorso, non l'aveva ammesso, poi lo ha portato a 50 euro; il 64 per cento in Sardegna sono praticamente esenti, quindi hanno pagato così pochi che il recupero è stato molto limitato, però ci ha consentito di poter avere quella premialità nel 2002. Avete parlato di 2002? Benissimo, allora non si è discostato il 2001 dal 2002 come deficit. Nel 2002 però avendo equilibrato la farmaceutica a livello dell'anno 2001, e quindi recuperando circa 200 miliardi, c'è una premialità per aver messo quell'IRPEF, per aver messo il pronto soccorso che ci ha fruttato 600 milioni al mese, persino nel mese di agosto in Gallura, ci vengono riconosciuti 124 miliardi, avremo un buco di circa 70, 80 miliardi. Questo nel 2002; ovviamente i dati analitici sapete benissimo che arrivano i primi mesi dell'anno, il pre consuntivo è questo.
Sugli altri problemi noi non ne abbiamo. Io sono praticamente a toglierli, però ci sono troppi emendamenti, cioè "sopprimi" poi "metti". Uno dice: "Sopprimiamo il comma X per quanto riguarda la prevenzione", poi 14 emendamenti sulla prevenzione. Mettiamoci d'accordo! La prevenzione in Sardegna è al di sotto dei valori. Il contrario, tutti i dati analitici, onorevole Selis, ce li hanno in Commissione, anzi ne do troppi e poi mi meraviglio. Dice: "Sono diversi quelli dell'Assessore rispetto ai direttori generali", se sono un obbrobrio i direttori generali, se sono incompetenti, è stato detto qui, se sono praticamente, comprano arbitri, perché ascoltano i direttori generali e non ascoltano me che glieli do. Contestino i documenti che io consegno in Commissione, che sono atti ufficiali, sennò è chiacchiera il resto. Io voglio cose per settori, per voci, poi c'è la voce "prevenzione" eccetera. Poi è facile sapere come si articolano le voci, 50 per cento il personale, 13 per cento risulta 15 sono le spese generali, la convenzionata esterna, le cliniche private eccetera, arriviamo al 94 per cento. Non ci sono margini; e ha ragione chi ha detto che purtroppo i soldi sono insufficienti. Noi siamo a 2.140.000 contro la media nazionale di 2.200 perché i parametri ci danneggiano, cioè siamo oggi pro capite a 2140/50 rispetto a 2140 che è la media generale. Certo non siamo a livelli di altre regioni che hanno 2.700.000. Le regioni ricche, le regioni che mettono molti soldi e che noi, ha ragione onorevole Selis, non siamo abituati, siamo costretti a mettere 1200 miliardi che togliamo, che diventano sempre di più e invece si riducono le possibilità di accedere a risorse che si reggono sempre meno da parte dello Stato, quindi l'incidenza della sanità è talmente forte che è sproporzionato, io sono d'accordo, tanto è che con quale coraggio io chiedo che mi vengano dati i soldi per poter fare..., è la Cenerentola, e l'assistenza va fatto ad un altro Assessorato, lo dico da 10 anni, perché prende poco o niente, perché una volta che già siamo costretti a prendere molte risorse, rubandole alle altre strutture, agli investimenti eccetera, è chiaro che si riducono costantemente. Ma a questo siamo vincolati, perché se non li mettiamo, lo Stato mica si preoccupano, non ci da il resto!
Articolo 16.- , io ho chiesto di fare un emendamento orale, abbiamo bisogno di fare poi un'analisi di sintesi, eccetera, accogliendo la stragrande maggioranza degli emendamenti che tra l'altro sono tutti pertinenti. Sull'articolo 16, io non lo conoscevo; l'articolo 8 io ho chiesto che praticamente il comma 8 fosse lasciato dove era, dove praticamente, però non è vero che è vincolato perché i comuni fanno tutto e il contrario di tutto, però non l'abbiamo chiesto..., ho chiesto 5 milioni di euro per completare i piani socio assistenziali relativi al 2002, ma è giusto che vi tornino dove erano, agli enti locali. Non abbiamo neanche la struttura, non abbiamo il personale, non abbiamo nessuno che possa assolvere queste funzioni e nella tabella, nel darci a noi la competenza dei nefropatici, talassemici eccetera ci hanno tolto anche 1 milione e mezzo di euro nelle voci che poi elencherò specificatamente, quindi addirittura avremo meno soldi nonostante le richieste di aggiornamento. L'articolo 16, io l'ho trovato... Comma 16, per quanto riguarda due commi: quello della informatizzazione e anche quello relativo al sangue, noi siamo invece d'accordo che possano essere travasati per le richieste che sono state avanzate nella prevenzione, perché per quanto riguarda informatizzazione siamo in gara e quindi siamo in grado con le risorse che abbiamo entro l'anno di non avere bisogno di risorse aggiuntive. Per quanto riguarda il sangue troviamo altre forme, era una richiesta avanzata nel mese di settembre.
Per quanto riguarda il comma 16, il sindacato, di cui tanto si parla bene, si parla male, la marcia della salute eccetera, ha avanzato una richiesta ad un progetto, un piano, prevaricando anche il Consiglio.
Io sono rispettoso del Consiglio, ritengo praticamente che questo provvedimento possa essere esitato, se è esitato alla fine dell'anno con criteri che sono discutibili, sono d'accordo con le cose che diceva Cogodi, ben confermando però che tutti i progetti sono fatti dai comuni, quindi i comuni con l'avallo dell'interessato familiare, con anonimi, e poi ti do la documentazione. E` giusto che queste risorse finanziarie colmino i 1600 progetti della 162 che hanno ottenuto risultati altamente positivi, restano circa 5 miliardi che possono essere utilizzati; ho dei prospetti ma non faccio a tempo che attestano che persino in questi progetti ci sono 351 anziani, oltre i 65 anni, la maggioranza sono giovani da 0 a 17 anni, e questo colmerebbe tutte le difficoltà che ci possono essere perché darebbe la possibilità anche della continuità terapeutica, questo ho avuto modo di dirlo.
PRESIDENTE. Arrivi alle conclusioni onorevole Oppi.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.... Ho finito, questo praticamente avevo il dovere di ribadire, per quanto riguarda gli emendamenti quando entreremo nel merito li valuteremo compiutamente perché li ritengo, molti di questi, obiettivi.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 455 a pagina 332.
SPISSU (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 452.
FALCONI (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 691, presentatori Sanna Gian Valerio e più e il 621a firma Cogodi, Ortu Vassallo, si votano assieme. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non c'è bisogno, di chiedere il voto segreto, non c'è bisogno. Qui, sentito anche l'Assessore alla sanità, però siccome a me è parso che non sia stata capita la richiesta dell'Assessorato degli enti locali, voglio precisare che qui non si trattava di togliere soldi dalla 25, all'interno degli stanziamenti della 25 ci sono delle somme che hanno una specifica destinazione, e sono destinate a questo scopo, che vengono erogate a favore dei comuni sulla base di progetti che vengono predisposti, questo è quanto ci riferisce l'Assessorato degli enti locali, però siccome non succede niente, nel senso che i soldi rimangono dove stanno, cioè alla UPB 4000 degli enti locali, anche l'assessore Biancareddu, ha detto: "Non li vogliono, me li tengo!", quindi per quanto ci riguarda, va bene l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico palese.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, PUSCEDDU, LAI, PIRISI, MORITTU, SCANO, Emanuele SANNA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico degli emendamenti 691 e 621.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VARGIU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: FLORIS - TUNIS.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - OPPI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 38
Astenuti 36
Maggioranza 20
Favorevoli 36
Contrari 2
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento 196 Sanna Gian Valerio e più.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Questo è un contributo, voi chiedete la soppressione di questo. Si è ripetuto, negli ultimi anni c'è sempre stato. Si tratta di un contributo di fatto straordinario per gli adempimenti connessi al piano della brucellosi ovicaprina, allo svolgimento dei compiti conseguenti all'entrata in vigore del mercato unico europeo e agli esami per la qualità del latte e altri eventi improvvisi, per esempio le alghe l'anno scorso.
Per quanto riguarda la seconda parte, il 516, cioè il miliardo, è in conto capitale ed è soltanto, serve annualmente per opere e acquisto attrezzature e attrezzature, che praticamente gli viene dato costantemente eccetera per i compiti che svolge anche per la Regione.
PRESIDENTE. Come vota Assessore?
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Voto contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Nonostante la spiegazione dell'Assessore rimane inconciliabile l'impostazione che dà la Giunta a questo argomento, se sono compiti istituzionali, sono contributi ordinari, sennò dite: "Contributo straordinario" e non fate riferimento alle attività istituzionali, perché un ente che compie le sue funzioni istituzionali ha contributi ordinari fino a prova contraria, diversamente cambiate, ma siccome non era questo l'intendimento, quello di sopprimere, l'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 196 è ritirato; emendamento 197 Sanna Gian Valerio, Fadda e più è ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 734. Lo. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 193 e il 545 sono uguali (il 622 lo votiamo a parte). Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per tutti gli emendamenti che riguardano il comma 16 forse è preferibile una sospensione in modo da vedere l'eventuale emendamento di sintesi di cui si è parlato, stando alle indicazioni del dibattito, perché eventualmente dovremmo fare una ripartizione delle somme, perché noi sul piano morale siamo vincolati all'impegno concertativo che c'è stato, però siccome la somma credo che consenta di soddisfare anche le richieste che riguardano l'articolo 162 nei limiti dei progetti già presentati, io penso che si possa con riferimento all'articolo 16 fare un lavoro di questo genere.
PRESIDENTE. Colleghi, scusate. Se c'è bisogno di prestare maggiore attenzione a questi emendamenti che sono almeno tre, bisogna che ci fermiamo un momento, perché poi dobbiamo votare il testo. E` opportuno, se c'è da discutere che ci fermiamo un momento, torniamo su questi emendamenti, poi votiamo il testo. La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 54, viene ripresa alle ore 18 e 19.)
PRESIDENTE. Colleghi, è stato predisposto un emendamento di sintesi, degli emendamenti 193, 545, sono nell'ordine in cui li sto leggendo, 622, 308 e 540. Inevitabilmente qualche emendamento che troveremo dopo, a seguito di questo emendamento di sintesi, decadrà, ma lo vedremo quando arriveremo. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE di sintesi degli emendamenti n. 193-545-622-315-308-540
Il comma 16 dell'art. 15 è sostituito come segue:
"16. E' autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 7.800.000 per il rifinanziamento dell'articolo 28 della legge regionale 22 aprile 2002 n. 7 (cap. 12264), e la spesa di euro 2.200.000 (cap. 12273) a favore dei Comuni, per la realizzazione di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita la persona non autosufficiente, limitatamente al periodo di permanenza della stessa nel nucleo medesimo. Per tale ultima finalità l'Assessorato competente in materia di assistenza sociale emana apposite direttive, da trasmettere alla competente Commissione consiliare per il parere da esprimersi entro 30 giorni dalla data di invio, trascorsi i quali il parere si intende acquisito (UPB S12.066 - capp. 12264 e 12273)."
PRESIDENTE. Se qualcuno ha bisogno del testo..., abbiamo bisogno, intanto che l'Assessore lo spiega facciamo una distribuzione del testo. Non lo può spiegare senza avere il testo, assessore? Perché abbiamo bisogno del testo per fotocopiarlo. La prego faccia la spiegazione senza il testo e intanto lo distribuiamo. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La spiegazione è molto semplice: i 10 milioni di Euro che sono previsti nel comma 16, vengono distinti in due parti: 7 milioni 800 mila vanno a finanziare l'articolo 22 della legge 7 del 2002 (?), l'articolo 28 della legge 22. Mentre la differenza di 2 milioni 200 mila rimangono destinati alle finalità del comma 16, però con riferimento a questa somma viene specificato che le somme relative vanno erogate a favore dei comuni sulla base di direttive emanate dall'assessore competente in materia di assistenza e sanità, previo parere della Commissione competente da esprimere entro 30 giorni dall'invio.
PRESIDENTE. L'emendamento di sintesi è numerato con il numero 770. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 15.
Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto sul comma 2.
PRESIDENTE. Sta chiedendo una votazione per parti?
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sto chiedendo una votazione per parti e chiedo il voto segreto sul comma 2 e sul comma 5 e 6; 5 perché lo stesso Assessore era d'accordo che quel denaro serviva...
PRESIDENTE. Votiamo il comma uno.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A prescindere dalle modalità di voto sul comma 5, come ha detto l'assessore Oppi, la somma... (lo dico perché lo registrino anche gli uffici, quindi deve essere considerato un emendamento orale) la somma di 1 milione e 250 mila Euro, che serve per il completamento del sistema informatico, siccome, come è stato detto, c'è una gara in corso eccetera, vengono trasferite al comma 3. Conseguentemente il comma 3 va finanziato con la somma di 1 milione e 500 mila più 1 milione 250 mila, quindi se non sbaglio sono 2 milioni 750 mila. Poi l'Assessore ha anche proposto di trasferire le somme della lettera C) del comma 6, e cioè gli altri 2 milioni e 500 mila lire, che sono previsti nella lettera C) a favore delle ASL per l'acquisto di sangue eccetera, vengono trasferite ugualmente al comma 3. Per cui il comma 3 verrebbe finanziato con la somma indicata prima più ulteriori 2 milioni e 500 mila della lettera C) del comma 6, il quale conseguentemente, rimanendo privo di copertura, praticamente non andrebbe neanche votato perché decadrebbe automaticamente, presumo di sì. Se viene approvato il comma 3 così come modificato, dovrebbe decadere automaticamente il comma 5 perché privo di soldi, e la lettera C) del comma 6.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, rimane la richiesta del voto segreto sul comma 2 e poi caso mai strada facendo vediamo. Onorevole Dettori, sta facendo una dichiarazione di voto sull'uno? Perché stiamo votando sull'uno.
DETTORI (Gruppo Misto). Poi intervengo sul tre.
PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare sul comma 1 lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 2.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 38
Contrari 37
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Comma 3. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto.). Così come ha dato spiegazione l'Assessore alla programmazione, chiediamo il voto segreto sul comma 3.
PRESIDENTE. Così con le spiegazioni date dall'Assessore, è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico del comma 3 nel testo modificato dall'assessore Masala.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 36
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
CAPPAI (U.D.C.) Peccato che qualcuno non sappia cosa significa comprare il sangue per i malati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Chiedo la votazione nominale sul comma 4.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, GIAGU, SECCI, BALIA, DETTORI, MORITTU, FALCONI.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, chiedo scusa, dichiaro il mio voto favorevole, purtroppo sono quasi completamente afono e non mi è stato possibile intervenire nella discussione sulla sanità e non potrò intervenire neanche sugli altri emendamenti. Vorrei chiedere all'Aula, a tutti i colleghi del centrodestra e del centrosinistra di leggere con attenzione ciò che vanno a bocciare. Nient'altro.
spissu (d.s.). Cosa c'entra il centrosinistra, cerca di far votare la tua maggioranza!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Stiamo votando il comma 4, sul quale dichiaro il mio voto favorevole. Io vorrei dichiarare pubblicamente che mi associo a quanto dichiarato poc'anzi dal collega Vargiu, ma vorrei anche specificare una cosa, che sicuramente fossi all'opposizione, per quanto mi riguarda, non avrei tenuto il comportamento pure legittimo dell'opposizione di oggi. Magari sarò - forse, chi lo sa? - in altre occasioni all'opposizione e spero di poter comunque tenere un comportamento più corretto, secondo il mio punto di vista, utilizzando comunque gli strumenti legittimi che l'opposizione oggi utilizza. Credo che continui a mancare...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. No, non è nessun commento sul voto che c'era, è una considerazione di carattere generale. L'onorevole Vargiu ha detto di prestare attenzione; era una raccomandazione su ciò che si sta votando. L'onorevole Capelli ha ripreso l'argomento. Ciò che abbiamo già votato è chiuso, stiamo parlando del comma 4. Prego, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Ho già fatto la mia dichiarazione in apertura sul voto del comma 4, sto commentando tale voto, tale atteggiamento irresponsabile, a mio avvio, perché sul voto segreto non possiamo solo dare e scaricare le nostre colpe sull'opposizione. Credo che ci sia una riflessione opportuna della maggioranza, perché la lettura degli emendamenti, dei commi e degli articoli della finanziaria deve essere fatta da tutti. Aver bocciato il comma 3 e, uno per tutti, il contributo a favore delle Aziende sanitarie della Sardegna per l'acquisto di sangue ed emoderivati credo che sia - questo è solo un esempio per non parlare dell'altro e magari ci apprestiamo a bocciare anche il comma 4, a cui mi sto riferendo - un segno di grande irresponsabilità. Non credo che ci sia un confronto politico su questi temi. Il confronto politico è che quando c'è una maggioranza che governa e che sa governare, deve governare e ci sia una legittima opposizione, ma che questa opposizione continui a voler accelerare i tempi per buttar giù una maggioranza in maniera a mio avviso "illegittima", perché per cinque anni comunque qui si deve governare, e non è questo il modo di fare opposizione, che discuto enormemente, ma soprattutto non è il modo di governare. Avevo previsto che sul comma 4...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, facciamo concludere l'onorevole Capelli, poi chi vuole fare una dichiarazione di voto chiede la parola e io senz'altro gliela darò. Ho già un certo numero di iscritti e continueremo.
CAPELLI (U.D.C.). Era prevedibile che sul comma 4 nascesse questa discussione, perché io sto commentando il comma 4 in ogni caso. Continuo a dire che l'opposizione è legittima, si usano gli strumenti correnti, regolamentari, è sicuramente un modo becero di fare opposizione, perché bisogna...
SANNA ALBERTO (D.S.). Ce lo dirai tu quello che dobbiamo fare noi! Ma sapessi fare la maggioranza!
PIRISI (D.S.). Pensa a governare!
CAPPAI (U.D.C.). E lascialo parlare! Ma scusa, sta parlando, sta facendo un commento...
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io devo recuperare le continue interruzioni. Ed è altrettanto legittimo e previsto dal Regolamento che chi non vuole ascoltare si può anche accomodare fuori, invece di disturbare chi sta esponendo un proprio concetto, perché non è mia abitudine disturbare nessuno quando parla. Però anche questo fa parte di due modi di vedere il confronto decisamente diversi.
Dall'altra parte credo che noi stessi, maggioranza, prima di votare, prima di esprimere un giudizio non ci si debba fermare ai proponenti, al nome dei proponenti degli emendamenti, degli articoli, dell'Assessore di turno o quant'altro. Il danno che stiamo facendo, che spero verrà limitato almeno dai tempi dell'approvazione della finanziaria, che è quello che in questo momento conta, per poi rivedere anche le posizioni politiche e un modo che abbia un po' di criterio nel confronto e non quest'uso strumentale abusato del voto segreto, a cui purtroppo qualcuno continua a star dietro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, sul piano regolamentare a me viene un dubbio: noi abbiamo votato il comma 3 così come è stato oralmente emendato dall'assessore Masala ed è stato respinto a voto segreto. A mio giudizio noi non potremmo passare al comma 4, ma dovremmo votare ancora il comma 3 nel suo testo originale, perché una volta che non è passato quel testo modificato, sul quale io potevo anche, per dire, non essere d'accordo, secondo me viene ripristinato il testo primitivo. Dal punto di vista regolamentare secondo me è così.
PRESIDENTE. L'emendamento proposto dall'Assessore è stato accettato da tutti in quella formulazione. Era chiaro che si trattava di una sostituzione del comma nella forma detta dall'Assessore, quindi non è possibile adesso passare alla votazione nella formulazione originaria. Ma faccio osservare che tutte le somme che l'Assessore aveva accantonato in modo diverso tornano dove erano allocate originariamente, cioè non decadono più il comma 5 e la lettera c), i fondi vanno di nuovo allocati lì, questo sia chiaro. Pertanto dobbiamo procedere così. Torniamo alle dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, dichiaro il mio voto favorevole sul comma 4 che stiamo per votare, che, come i colleghi sanno, è stato inserito nel testo per una richiesta che le opposizioni hanno fatto durante la discussione in Commissione e durante la discussione preliminare. Per questo motivo noi voteremo a favore.
Siccome è stata aperta una discussione sul voto precedente, io vorrei ricordare che l'opposizione fa l'opposizione e i colleghi della maggioranza mettano in conto a ogni comma, a ogni emendamento il voto contrario dell'opposizione. Si preoccupino quindi di garantire sempre la maggioranza su commi, sugli emendamenti e sul testo. E invece di lanciare accuse di responsabilità all'opposizione si guardino intorno e verifichino come le bocciature avvengano per defezioni della maggioranza. Quindi l'irresponsabilità è totalmente della maggioranza che vota in questo modo irresponsabile.
Mi interessa inoltre sottolineare all'Aula che l'atteggiamento dell'onorevole Vargiu e dell'onorevole Capelli e le accuse lanciate poco fa nell'aula sono assolutamente gratuite e inutili, quindi hanno fatto un'accusa inutile ai fini della questione che stiamo discutendo. La lettera c) del comma 6, così come abbiamo detto, è assolutamente salva, perché non è stata accolta la proposta orale dell'assessore Masala che ha spostato la somma...
CAPPAI (U.D.C.). No, non è così.
SPISSU (D.S.). Lasci perdere, onorevole Cappai, perché ho ragione io, a termini regolamentari voteremo il comma 5 compresa la lettera c). Quindi stia calmo, onorevole Cappai! Noi abbiamo respinto la proposta dell'assessore Masala di togliere danari all'AVIS e di metterli genericamente a un fondo per la prevenzione, di cui non esiste programma e teoricamente potevano andare anche a destinazioni diverse.
Quindi, per cortesia, i colleghi si guardino intorno e prima di lanciare inutili e gratuite accuse andiamo avanti nella votazione con serenità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). Solo per capire, Presidente. Lei ha dichiarato che l'Aula avrebbe respinto un comma 3 modificato, quindi è chiaro che rimangono salve quelle due poste, anzi quelle due UPB che devono essere ancora votate. Ma se è vero questo è vero anche che il comma 3 originario non è stato respinto. Grosso modo quello che l'Assessore Contu ha affermato. Scusi Presidente, lei non può dire che una parte viene salvata e l'altra parte non viene salvata.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, la proposta dell'Assessore, anche se formulata così, era un emendamento sostituivo totale, certo che era così, se no si scriveva e avremmo fatto altri ragionamenti.
E' stato concordato in Aula, quindi tutti d'accordo, l'Assessore ha fatto questa proposta, è stata accettata quella formulazione e l'abbiamo messa in votazione così. Adesso, non essendo passato quello e non essendoci più il comma 3, tutte le somme che sono state spostate, così come ha detto l'Assessore, tornano dove erano e vengono allocate dove erano prima, per cui nel comma 5 alla lettera c).
SANNA NIVOLI (A.N.). Compresi i 1.500 mila euro. Non capisco la ratio, comunque, Presidente, mi adeguo.
PRESIDENTE. Il milione e 500 mila euro che erano previsti nel comma 3, quelli non ci sono più, ma le altre somme spostate, come le aveva spostate, 1 milione e 250 mila euro, così come ha dichiarato l'Assessore...
SANNA NIVOLI (A.N.). No, se non è A non è neanche B. Non voglio insistere, Presidente, mi adeguo alla sua interpretazione, tenga presente un'ultima cosa, se me lo concede, visto che intervengo molto poco, che l'Assessore Masala ha giustamente fatto, come dire, un piccolo minestrone, perché ha messo insieme tante UPB diverse, caro Assessore, ed è questo che probabilmente ha disorientato il Consiglio, perché quello che il Consiglio chiede, cari Assessori, è un minimo di trasparenza, quando si parla di legge di bilancio e di finanziaria, trasparenza che non si riesce a leggere neanche con la massima volontà nei vostri documenti.
Quindi la confusione è nata anche forse da un'irritazione dell'Aula, che anche rispetto alle lagnanze che fa l'Aula, la non trasparenza continua ad essere somministrata quotidianamente.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare a tutti che stiamo facendo le dichiarazioni di voto sul comma 4. Per cortesia non torniamo a discutere del comma 3, è andato.
Il Presidente ha detto, come era giusto, secondo il suo parere, interpretare il Regolamento, sull'argomento non si può tornare. Continuiamo con le dichiarazioni di voto sul comma 4.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, due brevi considerazioni. La prima è che io credo che ci sia un momento di confusione nelle interpretazioni, probabilmente occorrerebbe un momento di sospensione per fornire all'Aula le carte su cui stiamo votando, perché l'intervento dell'onorevole Contu ci invitava a non fidarci degli emendamenti orali o degli emendamenti proposti così. Allora, noi che stavamo facendo un atto di buona volontà e di fiducia anche nei confronti dell'assessore Masala e della Giunta, a questo punto non vorremmo essere più realisti del re, quindi dateci per iscritto quello che stiamo votando.
Noi abbiamo accolto, l'Aula ha accolto la proposta di Masala di spostare le somme sul comma 3. Ho la sensazione, ma così per questo chiedo la sospensione, che una volta che si bocciano le somme lì probabilmente salta tutto, però non so che cosa stia succedendo. A questo punto anch'io, che mi fidavo delle proposte dell'assessore Masala, ho necessità di avere le carte per capire che cosa stiamo votando.
La seconda considerazione è questa: prendo atto e seguirò molto attentamente il suggerimento del collega Vargiu, il quale dovrebbe essere molto più attento nel leggere quello che ci viene proposto, non tanto quello che bocciamo, e nel rivolgere l'appello alla sua maggioranza, che presenta un bilancio con mesi di ritardo, che presenta una legge finanziaria confusa che non si sa cosa sia, che presenta dei rendiconti e una manovra totalmente oscura su cui non si ha neanche lo stato di attuazione degli interventi, che presenta cioè una politica completamente sottratta alla consapevolezza e alla conoscenza di quest'Aula, sennò, collega Vargiu, che senso ha fare un bilancio dove ci sono - nel caso di specie della sanità - 2 miliardi e 300 milioni di euro, oltre 4.000 miliardi di fondi delle vecchie lire, che sono totalmente orientati a finanziare queste spese e poi sentire anche il bisogno fare dei piccoli emendamenti, delle appendici a un bilancio che invece dovrebbe avere una totale sua autonomia.
Tutta l'Aula deve stare attenta giustamente a quello che vota, ma credo che la maggioranza dovrebbe stare molto più attenta a quello che propone e voi in particolare dovreste stare attenti a quello che la vostra maggioranza vi propone, perché quello che sta succedendo in quest'aula è sottratto alla consapevolezza dell'Aula, forse della maggioranza, forse della stessa Giunta, e io credo che la sofferenza che quest'Aula ha dimostrato sia una sofferenza reale, un senso di malessere qualche volta di inutilità, qualche volta però di impotenza rispetto alle politiche e agli operatori della politica. Per questo, raccogliendo l'appello all'attenzione, vorrei capire che cosa nei prossimi minuti saremo chiamati a votare e vorrei che mi venisse dato per iscritto.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, lei fa una richiesta di sospensione forse è anche utile, però a me pare che sulla chiarezza di ciò che abbiamo votato e di ciò che dobbiamo votare ci siamo, semmai il problema è un altro a mio avviso; capire - e questo non lo possiamo capire in trenta secondi - gli effetti che produce l'aver cassato il comma 3.
Ho bisogno anche del supporto degli uffici per valutare questo, però credo che sarà possibile continuare con le dichiarazioni di voto sul comma 4, sul quale non c'è molto da discutere, intanto gli uffici valutano le cose e poi mi faranno sapere e se è necessario subito dopo ci fermiamo anche qualche minuto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Siamo al comma 4 se ho capito bene, allora la capacità di lettura del comma 4, secondo me, aiuta tutti, anche i colleghi particolarmente emotivi a capire anche che cosa era scritto nel comma 3 e che cosa è scritto nei commi successivi.
Sul comma 4 dico subito che dichiaro un voto di astensione, perché? Perché la finalità è nobile e la modalità ancora una volta è ignobile! Chi è che può dire che non sia utile una ricerca, un progetto di ricerca relativo ai marcatori di salute e alla longevità dei sardi, posto che tutti aspiriamo a diventare longevi, con buona pace di chi ci dovrà sopportare! Però se la Regione sarda ha approvato un anno fa o due anni fa questa norma e ha detto: "Per questo progetto di ricerca stanzio trecento milioni", per favore quella ricerca si faccia con quei trecento milioni! Oppure si faccia una legge e si dica: "La Regione in via permanente fa questa ricerca", ed allora i finanziamenti relativi vanno sulla tabella di bilancio, non è che si può fare una norma ogni anno! Per cui si parte un anno dicendo "E' una piccola cosa, trecento milioni", poi ogni anno diventano trecento e diventa usuale e diventano miliardi ed è un'altra cosa, è un inganno piccolo piccolo, sottile ma è un inganno.
Allora ecco perché sul comma 4 io dichiaro un'astensione che vuole dire: "Condivido il fine, non condivido il mezzo". Questa cosa di avere un fine nobile e un mezzo ignobile è ripetuta in questa tecnica normativa e si applica anche al comma terzo che si è votato prima, per il quale il voto era segreto, quindi non posso dire se ho votato per abolirlo o no; però penso che il Consiglio che ha abolito il comma terzo avesse le sue buone ragioni, sapendo leggere e scrivere!
Ma leggetelo il comma terzo per quello che contiene, non per l'evocazione che se ne può dare in modo estemporaneo; nel comma terzo è scritto, ma lo richiamo perché poi ha attinenza anche con commi successivi, che i danari che si proponevano in quattro e quattr'otto, questa vince e questa perde, i danari da un miliardo e mezzo, cioè da un milione e mezzo di euro, da tre miliardi, erano diventati più altri due milioni e mezzo, più cinque miliardi, più altri tre, cioè era diventato più di dieci miliardi, in quattro e quattr'otto!
Allora la Giunta prima mi dice che per fare questa cosa utile, io propongo al Consiglio tre miliardi, in quattro e quattr'otto mi dice: "Bada che quello che ho previsto dopo per il reperimento del sangue non serve, non perché non serva il sangue, perché quella spesa è coperta in altro modo"; allora se è coperta in altro modo e l'ha detto l'Assessore e il Consiglio ci ha creduto, perché qualcuno qui si lamenta e specula sul sangue, ma stiamo scherzando? L'ha detto l'Assessore che il reperimento del sangue era coperto in altro modo, tant'è che ha spostato la somma, mettetevi d'accordo! Così come ha detto l'altro miliardo e due per il sistema informatico, non serve! Quindi lo anticipo ad un'altra cosa perché tanto è in via di appalto il servizio di informatizzazione, i danari ci sono già! Noi potremmo dire: "Ma se i danari c'erano già perché li avete ripresi? Li avete riproposti altrove?", ma lasciamo perdere!
Il fatto è che una cosa diversa è dire che la Regione prevede una programmazione della prevenzione sanitaria e dopo la programmazione della prevenzione sanitaria derivano progetti, che chiunque può presentare in ragione di quella programmazione; altra cosa è dire, come era scritto qui, che la Regione finanzia progetti purché in tema di prevenzione. Voi vedete che la differenza è grande, la differenza è fra la regola che programma cioè e dice che cosa si intende fare in campo di prevenzione e poi dopo che si sa che cosa la Regione ha deciso di fare programmando gli interventi e dando i fini e le modalità, i soggetti interessati presentano i progetti e magari li presentano sapendolo tutti e magari in competizione. Altra cosa è dire invece che la Regione finanzia progetti, purché parlino di prevenzione, il che vuol dire che chi sarà presente al progetto magari ci sono già il progetti presentati. E` una cosa totalmente diversa, non è successo veramente nulla se non restituire al Consiglio la possibilità di normare, se vuole, la programmazione sanitaria in materia di prevenzione, di normare se vuole, lo scriviamo l'emendamento e lo approviamo, e ci mettiamo quelli e altri danari pure, però quell'articolo non era un articolo di programmazione della prevenzione sanitaria.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io la devo invitare a concludere.
COGODI (R.C.). Ho finito, per capirci, avrei potuto parlare anche sul Regolamento e avrei raddoppiato il tempo, quindi sto concludendo non ho parlato sul Regolamento, perché sicuramente il Consiglio, col suo voto non ha solo cassato la norma, ha cassato anche l'intera somma che era stata attribuita.
Quell'intera somma è libera e io propongo, noi proponiamo che quella intera somma venga restituita ad una norma di programmazione della prevenzione sanitaria cui i progetti seguono, che è una cosa diversa, alternativa, contraria a quello che era scritto nell'articolo che opportunamente ritengo - al di là di come posso aver votato - il Consiglio ha cassato. Quindi il voto è un voto che era consapevole e intendeva dire che l'Assessore non doveva gestire dieci miliardi di progetti senza programmazione. Chiarissimo.
OPPI (U.D.C.). I vostri emendamenti hanno bocciato, lo capisci?
PRESIDENTE. Ad onor del vero, vorrei far presente che quando l'Assessore ha formulato, seppure oralmente, una nuova formulazione del comma 3 nessuno ha fatto obiezioni, quindi era accettata da tutti, questo mi pare evidente, perché in quel momento bastava che uno solo si fosse alzato e avesse detto: "Non siamo d'accordo", che non si poteva fare.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Generalmente in quest'Aula intervengo poco però, spinto dalla confusione, sollecitato dagli errori nelle votazioni sento il dovere a tutela dei sardi, di quelli bisognosi, di quelli che aspettano fuori da quest'Aula, sono costretto ad intervenire. Ed allora, nell'esprimere il mio voto favorevole al comma 4 dell'articolo 15, peraltro già finanziato dal 2001 con una legge approvata da questo Consiglio regionale, la numero 6 proposta dalla Giunta regionale, cioè da una Giunta governata dal centrodestra che è molto attenta ai problemi che attanagliano la società sarda, non posso che - ripeto - esprimere il mio voto favorevole. Probabilmente i fondi sono pochi, sono limitati, eppure questo è un emendamento marchetta, così come è stato definito in più di un'occasione, qualche emendamento da parte del centrosinistra, soprattutto da chi in questo momento si diverte in quest'Aula a continuare a chiedere il voto segreto; non riesco a capirne il motivo, perché viene sempre dalla stessa parte! Sarei curioso, se pubblicamente chi insiste nella richiesta di voto segreto dicesse dove vuole andare a parare; ma il mio Capogruppo ha brillantemente spiegato i motivi per cui l'U.D.C. in questo momento critica il comportamento di quest'Aula, ha condiviso l'impostazione e la denuncia fatta dal consigliere Vargiu, probabilmente molta gente in quest'Aula non si rende conto di quello che sta votando e mi rivolgo a qualcuno che stamattina, durante l'intervento svolto nel dibattito generale sull'articolo 15, ha difeso a spada tratta ciò che recita l'UPB 12006 capitolo 12012 ed a buon intenditor poche parole! Spese per la realizzazione di programmi di ricerca, screening, prevenzione ed educazione sanitaria. Qualche medico del centrosinistra, nonché Presidente dell'Ordine provinciale dei medici non ha fatto altro stamattina che difendere questo capitolo. E` un amico, l'amico Mondino Ibba, che sente a cuore i problemi della sanità. Mi auguro che, con la stessa lena che stamattina ha difeso i programmi di ricerca, di screening, per la beta-talassemia da lui tante volte ripetute stamattina, abbia votato a favore del comma 3 del disegno di legge.
Certo, nel voto segreto si nasconde tutto e di tutto; ecco perché spesso e volentieri viene richiamata la necessità che il voto segreto venga eliminato, perché ognuno di noi risponda all'elettorato, cioè a coloro i quali ci mandano in quest'Aula a fare le leggi, risponda dei propri fatti e misfatti. Non si può predicare da una parte la giustizia e dall'altra condannare la giustizia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Presidente, colleghi, io vedo con piacere che si è creato in quest'Aula un clima sereno nel quale si cerca di lavorare con toni pacati e non è il caso quindi di riaccendere, con sterili ma a volte utili contrapposizioni, questo clima che speriamo sia anche produttivo. Condivido l'impostazione che ha dato prima l'onorevole Spissu quando ha parlato del diritto di utilizzare gli strumenti che il Regolamento consente di utilizzare, condivido quest'impostazione e condivido la stessa impostazione quando lei dice che chi determina poi l'effetto negativo del voto segreto sono i cosiddetti traditori, questo è vero! Su questo non vi è dubbio, però vede perché i traditori possano colpire è necessario che gli venga costruito...
PRESIDENTE. Onorevole Corda, non le consento di esprimersi in questo modo! Nessun voto è fatto da traditori, qui ci sono consiglieri regionali, tutti responsabili, sono in grado di assumersi anche le responsabilità del voto che esprimono anche quando lo fanno il questo modo. Non è possibile dire in quest'Aula che quei consiglieri sono dei traditori! Questo non lo posso permettere! Abbia pazienza, la invito ad usare un linguaggio diverso.
CORDA (A.N.). Presidente, io non sto facendo nomi e cognomi, semplicemente sto criticando chi non ha il coraggio delle proprie decisioni e nel buio, nell'ombra del muretto a secco, decide di votare senza pagar pegno, questa è un'attitudine che può essere solamente individuata in persone che io definisco traditori, perché tradiscono una coalizione verso la quale hanno promesso fedeltà e non hanno il coraggio di venir fuori allo scoperto e dire: "Io voto contro per questa ragione". Questa è la mia impostazione Presidente, non sto accusando qualcuno di essere un traditore, sto dicendo che chi fa questo tipo di esercizio che io non condivido può essere definito secondo me in questo modo.
Detto questo, Presidente, e finisco con questa parte per avviarmi a concludere, dico che francamente ci sono momenti in cui è incomprensibile che vengano definite... so che questo comma 4 in qualche modo sponsorizza un'attività di una persona, persona che io stimo e stimo il lavoro che fa ed apprezzo il lavoro che fa. Francamente non posso pensare che la persona che fa questo lavoro sia una sorta di manigoldo che va a giocarsi a soldi al casinò o chissà dove; io credo che sia una persona corretta, seria, che fa un buon lavoro e francamente non vedo la ragione per la quale si debbano usare toni come quelli che ho sentito prima in cui si parlava di marchette, solo perché mi sono riferito a una persona? Se la persona è seria, se è capace, se fa un buon lavoro, ben vengano marchette come queste! Allora naturalmente, dico che voterò a favore di questo comma. E con questo ho concluso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, noi voteremo a favore del comma 4. Non sto ad elencare le ragioni, però mi ha meravigliato l'interpretazione che si dà al lavoro di quest'Aula; a parte il fatto che chi si lamenta dovrebbe perlomeno rendersi conto che se sta per dieci ore seduto non farebbe male, seguirebbe meglio e certi assembramenti improvvisi all'occasione del voto certo non aiutano a capire a quelli che normalmente in Aula non ci stanno quasi mai, salvo quando si vota.
Detto questo, noi abbiamo accettato un emendamento orale sul quale non c'è stata nessuna indicazione, il comma 3 aveva un'imputazione finanziaria di cinque milioni e 250 mila euro, dico bene?, sulla base di quello che ha dichiarato l'Assessore. Conseguentemente i due commi che sono stati privati dello stanziamento che fine fanno? Domanda. I fondi che sono stati bocciati in un emendamento, normalmente fanno la stessa fine di tutti quelli che sono stati bocciati in questa finanziaria e sono finiti dove sono finiti, non è che ritornano all'origine, perché l'origine su altri casi non la conosciamo. E per quale ragione dovrebbero tornare in via automatica su commi che sono stati fatti decadere per mancanza di finanziamenti, per dichiarazione dell'Assessore. Usiamo uno stesso metro, una stessa misura!
I comportamenti che usiamo quando decadono i commi o gli articoli determinano la sorte di quelle cifre, cifre sottratte ad un'imputazione come è capitato per emendamenti che non avevano copertura finanziaria e non sono neanche stati messi in votazione e quindi abbiamo metro e giudizio uguale per tutte le questioni, senza meravigliare nessuno, usando lo stesso metodo di prima.
Detto questo, sono un po' meravigliato perché, insomma, quando succedono certe cose si va a cercare chi non c'entra niente. Insomma, caro Vargiu e caro Cappai, la situazione di questa maggioranza, normalmente chi nasce in una famiglia ne prende l'educazione generalmente, salvo casi eccezionali. Questa vostra grande famiglia è nata all'insegna di determinate cose e nessuno di voi si deve meravigliare che l'educazione e il clima è quello; io non mi scandalizzo, mi meraviglia che vi scandalizziate voi. E poi se nessuno di voi, dopo quello che è successo la settimana scorsa, ha avuto da ridire dopo che il padrone ha telefonato al Presidente Pili dicendogli: "Rimani là", non vi bastava? Perché non avete aperto bocca se la ragione della vostra maggioranza è quella telefonata a cui avete dato quel rilievo, per favore l'opposizione in quest'Aula fa la sua azione politica, assumetevi le vostre responsabilità! Noi abbiamo i nostri problemi, sapremo risolverceli da soli!
CAPPAI (U.D.C.). Padroni non ne abbiamo!
SPISSU (D.S.). Padrini! Cambia una vocale!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Presidente, vorrei che lei mi desse atto dal fatto che io ho chiesto di parlare per dichiarazione di voto prima della illustre citazione dell'onorevole Cappai, al quale io devo comunque un ringraziamento per ricordarmi sempre, come dire, gli impegni a cui ho obbligo di assolvere anche nei momenti in cui non ci penso.
Voterò a favore dell'emendamento 4, del comma 4, chiedo scusa, non perché il suo contenuto possa essere, come dire, possa assurgere ad onore e gloria dell'assessore Oppi né perché, come detto da qualcuno, possa essere oggetto di chissà quale fibrillazione culturale e politica da parte di questo Consiglio regionale.
Voterò a favore del comma 4 perché, per le cose dette stamattina a più riprese, dette questo pomeriggio nella parte relativa alla discussione generale sull'articolo 15, ritengo che sia importante destinare delle risorse, esattamente 191 mila euro, per un progetto che tipizzi la caratteristica genica dei sardi. Ma questo non per un vezzo, ma perché sono fermamente convinto che se non riusciamo ad addivenire a questa definizione genetica e a questo profilo cromosomico probabilmente non riusciremo mai a costruire neppure un barlume di progetto serio sulla sanità e sulla salute dei sardi.
Dette queste poche cose che sono ovviamente soltanto la premessa alla quale io mi sarei volontariamente fermato se non fossi stato invitato a proseguire, il progetto ACHEA non si ferma all'approvazione, o comunque al voto favorevole al comma 4, perché il progetto ACHEA è un progetto che si ripete - onorevole Cappai - questo è il secondo anno che noi lo votiamo in finanziaria, e di quanto ottenuto dal finanziamento dell'anno precedente, nulla abbiamo saputo e forse nulla sapremo in futuro e probabilmente nulla sapremo neanche l'anno successivo, dei finanziamenti di quest'anno.
Allora io credo che sia serio che gli investimenti e i progetti di ricerca, soprattutto quelli che sono finalizzati a garantire la possibilità di grandi scoperte scientifiche, non vengano abbandonati a sé stessi, non vengano messi nel grande mare magnum delle risorse destinate dalla Regione nelle quali poi navigano a scarroccio senza nessuna conclusione e senza nessun obiettivo finale al quale approdare, ma di questi si renda conto al Consiglio ed alla Commissione competente per sapere e per conoscere non i risultati ottenuti ma quanto percorso c'è stato nella ricerca metodologica di un risultato al quale si può arrivare o non arrivare, perché ho fatto esempi, intervenendo precedentemente su iniziative di grande rilievo economico, sulle quali la Regione può entrare e non entra; ho fatto riferimenti al fatto che il progetto ACHEA, che è finanziato nella sua quasi totalità da una multinazionale americana, se arriverà a produrre dei risultati, saranno risultati che si tradurranno in investimenti nel settore farmaceutico e nel settore industriale dei quali la nostra Regione sarà esclusa dai benefici delle royalty; e questo mi pare che sia un investimento fallimentare a fronte dei 191 mila euro che destiniamo quest'anno, quelli che abbiamo destinato l'anno scorso e quelli che destineremo negli anni successivi. Poi in ogni caso io sono interessato ai progetti, ai loro contenuti ed ai loro benefici, non sono interessato ai vessilliferi ed ai portavalori!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pilo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILO (F.I.-Sardegna). Voterò a favore del comma 4 perché ho avuto qualche attimo di perplessità, nel senso che ascoltando l'intervento dell'onorevole Spissu, che rivendicava come patrimonio del centrosinistra i contenuti di questo comma, mi sono posta il problema se bisognava dare una risposta ideologica, così come è stato fatto peraltro al comma 3 modificato dall'Assessore seppure oralmente; quindi se avessi ascoltato l'intervento dell'onorevole Spissu, concedendogli l'appropriazione di una proposta che è invece della Giunta, avrei votato contro.
Ma voto a favore perché sono una persona seria e perché fra l'altro questo è un comma della Giunta, è una proposta che è patrimonio della Giunta ed è patrimonio di tutto il Consiglio regionale.
Si scordi quindi l'onorevole Spissu di pensare che può mettere etichette su parti della politica sanitaria laddove può decidere, attraverso il prestarsi al voto segreto, che cosa va bene e che cosa va male senza assumersene le responsabilità politiche fino in fondo.
E quindi per questo motivo voto a favore non soltanto perchè il progetto è serio, perché questa poi è una cosa di merito e riconosco agli ideatori di questo progetto una serietà, ma voto anche a favore perchè voglio ribadire quanto sono esterrefatta del fatto che in quest'Aula si parli tranquillamente di tutto e del contrario di tutto senza che non succeda mai nulla, perchè qua sono tra i pochi che sono stati a sentire il dibattito e ho sentito l'intero centrosinistra riempirsi la bocca di prevenzione e quando l'Assessore coglie, perchè questo era il senso della proposta di Oppi, le proposte che da quest'Aula sono arrivate dicendo: "Facciamo un monte prevenzione dentro il quale discuterò con l'Aula e con la Commissione che cosa metterci dentro". Mi dispiace, Giacomo, che ti sia prestato ad una cosa così infame perchè hai pensato che sempre dietro alle cose ci siano chissà quali cattiverie o quali cose maldestre, questa era una cosa della quale tutto il Consiglio regionale aveva discusso con l'Assessore e aveva accettato le proposte che venivano da questo Consiglio. E' un modo per vanificare un'intera giornata di lavoro serio che poteva portare a qualche piccolo passo verso risultati dei quali voi vi siete riempiti la bocca, avete passato la giornata a dire "non si fa prevenzione, non si fa assistenza, non si fa questo, non si fa l'altro" beh, arriva la proposta e per un problema ideologico voi avete accettato di proporre il voto segreto. Certo, utilizzando quelle frange al nostro interno di gente che non sa veramente di che cosa sta parlando e di che cosa si sta parlando in quest'Aula. Però prestarsi, cari colleghi e caro Giacomo, è uguale a condividere le cose sbagliate che voi tanto criticate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Invece io ignoro l'ultimo intervento, non gli vado addosso, lo ignoro totalmente. Dichiaro invece di votare a favore del comma 4, lo condivido. Condivido l'interpretazione data su ciò che abbiamo votato dal Presidente, riprese anche dal collega Spissu.
Noi abbiamo votato un emendamento della Giunta che tendeva a trasferire al comma terzo anche risorse che erano allocate negli altri commi. L'emendamento della Giunta non è stato accolto e quindi è l'emendamento della Giunta che è stato respinto votando col voto segreto e quindi è evidente che le risorse che l'Assessore voleva spostare verso il comma terzo tornano dove erano inizialmente previste ed allocate. Io condivido, anzi parto dal presupposto di condividere alcune affermazioni dei colleghi del centrodestra, che nel voto in quest'Aula non si risparmia nessuno, che il voto colpisce gli Assessori indifferentemente, si interviene col voto indifferentemente dal settore del quale si sta parlando, e allora questo significa che non sono incidenti di percorso.
Quando la proposta della Giunta viene bocciata per dieci, venti, trenta, quaranta volte, non sono incidenti di percorso, non riguardano il singolo Assessore, non riguardano il singolo settore e hanno un valore politico e il valore politico che si vuole dimostrare con questi voti, che vogliamo dimostrare noi, che vogliono dimostrare i colleghi che si aggregano nel voto al centrosinistra è che non c'è una maggioranza. Allora se non c'è una maggioranza chi occupa quei banchi li occupa abusivamente e deve prendere atto che invece non ha una maggioranza e prenderne atto significa dimettersi, e non dire che nonostante non ci sia una maggioranza continua a occupare abusivamente queste postazioni "bocciatemi tutto, bocciatemi anche su cose importanti e qualificanti, rimango qui perchè me l'ha chiesto il Presidente del Consiglio. Rimango qui nonostante ci sia un voto continuo, ripetuto, indifferentemente dall'importanza del voto, del settore, dall'Assessore che ribadisce che non c'è maggioranza". E' un valore politico il voto, non è un fatto di incidente di percorso. Chi vota legge, chi vota sa perchè sta votando, chi vota è cosciente di cosa sta facendo, vorrei dire a questa Giunta che non c'è una maggioranza e la Giunta ne prenda atto, non occupi abusivamente, come sta occupando ancora, quei banchi perchè non avendo una maggioranza bisogna prenderne atto.
E ripeto una cosa che abbiamo detto più volte, si è tanto parlato delle vicende della legislatura precedente, però il Presidente Palomba aveva la dignità, ogni volta che veniva messo in minoranza, di prendere atto che non aveva la maggioranza e si dimetteva; qui invece chi occupa quella poltrona non prende atto che la maggioranza non c'è, va avanti e va avanti incontro a queste figure come quelle che si è fatto anche col comma 3 dell'articolo 15.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo per dichiarazione di voto sul comma 4. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Nell'annunciare il nostro voto a favore sul comma 4 e nel dire che questa sera in quest'Aula la terminologia che si è utilizzata non mi appartiene, non l'avevo mai sentita in un'Aula consiliare, né a livello regionale ma neanche del più sperduto consiglio comunale di quest'Isola. Perchè la terminologia, e viene male anche ripeterla, e lei stesso Presidente ha richiamato il collega Corda, perchè "farabutti", "marchette", "prestarsi ad infamia".
CORDA (A.N.). Traditori!
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Metta tutto quello che vuole. Lo contraddistingue questo onorevole Corda, mi dispiace che non se ne renda conto, è questa la cosa più aberrante, che non se ne renda conto né lei né chi ha pronunciato quelle parole.
Il voto segreto nella passata legislatura e ve lo ripeto per l'ennesima volta, era una nobile arte, perchè? Perchè il centrodestra era all'opposizione, poi li abbiamo raggiunti anche noi, e il voto segreto era una nobile arte, ma lo era anche all'inizio di questa legislatura per i primi due anni della Giunta Floris.
Nobile arte il voto segreto fin quando è caduta la giunta Floris! Dopo che è caduta la giunta Floris il voto segreto assume una dimensione quasi, per le argomentazioni che avete portato, irripetibile. Il voto segreto è da criminali, il voto segreto è da imboscati, il voto segreto è da muretti a secco.
Amici miei, è democrazia, le regole che ci siamo dati, che quest'Aula si è data e che giustamente può e deve utilizzare, non devono scandalizzare nessuno, è battaglia politica o che cosa pensate? Che l'opposizione debba stare zitta, ferma e magari sollevare la mano quando glielo chiedete voi? O chiedere il voto come voi pensate di poter votare in quella circostanza? Io credo che sia di una stupidità unica! Se c'è un malore dentro a una maggioranza e il malore dura da molto, troppo tempo, senza aver preso nessun provvedimento di carattere politico, assumetevene la responsabilità; non potete scaricare da questa parte e non potete pensare che con questo atteggiamento il voto segreto non lo si debba più chiedere, perchè non è la malattia il voto segreto, non è la vostra malattia, è ben altra malattia che vi trascinate dietro dall'inizio di questa legislatura. E' l'incapacità di avere un progetto serio, reale, non l'avete mai avuto, avete fatto l'adunata, vi siete contati, la maggioranza numerica è partita, ma è partita male e sta arrivando peggio; questo tipo di analisi continuate a non volerla fare, pensate che ogni volta la cosa passi e che successivamente si possa eventualmente migliorare, la malattia è cronica! La malattia è cronica dato che stiamo parlando dell'articolo della sanità. E per le malattie croniche purtroppo di rimedi non ce ne sono poi tanti, per non dire niente. E l'unico sistema lo conoscete bene, l'unico sistema che volete sfuggire e che vi appartiene come medicina finale della vostra situazione politica che state vivendo, lo conoscete meglio di noi. Abbiate un po' di dignità, ridate valore alla politica in quest'Aula, ridate voce possibilmente alla gente, perchè quello che sta accadendo in tutti questi anni, ed oggi ne è la dimostrazione, è il fallimento al quale ancora in questo momento vi state prestando. E il vostro fallimento non può diventare il mio perchè sto chiedendo il voto segreto e lo chiederò ancora stasera e quando lo riterrò necessario, fino alla fine di questa legislatura, come avete fatto voi inizialmente e poi noi insieme a voi nella passata legislatura; se era decoroso allora, se era dignitoso allora lo è ancor di più adesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io voto a favore non prima di aver sottolineato che il comma 4 è inserito nel testo originario che è il disegno di legge della Giunta che ripete una norma contenuta lo scorso anno e non ci siamo chiesti chi avesse per primo pensato a un'esigenza di questo genere, l'abbiamo ritenuto una esigenza meritevole di rispetto e l'abbiamo mantenuta nel nostro ordinamento fino a quando verrà approvato e se verrà approvato.
Io non demonizzo il voto segreto, dico però che avendo fatto parte dell'opposizione nella scorsa legislatura, alla quale spesso si fa riferimento, e in quell'occasione si fece ricorso, certo, al voto segreto, come no. Non si abusò del voto segreto, non si fece l'abuso che si è fatto in questa legislatura, questo va detto con onestà e va riconosciuto. Però ogni volta che al voto segreto si esprimeva un voto contrario alla Giunta e/o alla maggioranza, nessuno di noi ha mai messo in discussione la consistenza della maggioranza stessa, perchè non mi risulta che durante i voti delle finanziarie ci siano state mai voci invocanti le dimissioni della Giunta perchè sono incidenti - chiamiamoli così - di percorso che capitano a prescindere dal numero, c'è chi ne subisce di più chi di meno, ma che capitano in ogni legislatura e in ogni finanziaria. Quindi credo che questo accada nel Consiglio regionale, credo che accada anche nei consigli comunali, persino nel Parlamento nazionale, ma in genere lì quando vi vuole che cada un Governo si fa la mozione di sfiducia; e anche qui credo che si debba fare la stessa cosa.
PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare su questo comma 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione il comma 5. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per una precisazione sul Regolamento. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Una precisazione, Presidente, in merito all'emendamento di sintesi 770 che l'Aula ha votato, poiché nel momento in cui lo abbiamo votato non disponevamo del testo che ha riassunto brevemente l'assessore Masala ed era chiaro sia nel testo del 193 e sia nei discorsi che sono avvenuti in Aula, che si trattava di destinare i 7.800.000 Euro per i progetti approvati nel 2002. Siccome nel testo di sintesi non è specificato, io credo che vada precisato questo, che non cambia il senso però è necessario che ci sia questa precisazione che si tratta per il finanziamento dei progetti approvati nell'anno 2002 che era nella direzione del dibattito che si è sviluppato stamattina e nelle discussioni che si sono sviluppati con la Giunta.
OPPI (U.D.C.). Assessore della Sanità e dell'assistenza sociale. Siamo d'accordo ma non c'entra niente adesso.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Quindi, io non dico Assessore che c'entra niente adesso, io dico che siccome...
(Interruzioni)
BIANCU (La Margherita - D.L.). No, per un problema di precisazione Assessore, siccome siamo per l'ordine, siccome questa l'Aula ha votato...
PRESIDENTE. Stiamo facendo una legge, c'è bisogno di una precisazione, la sta facendo, siamo d'accordo, va bene.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Siccome quest'Aula ha votato in assenza del testo scritto, Assessore, per accelerare i lavori, quindi è attinente al discorso perchè la volontà di quest'Aula era di destinare i 7.800.000 Euro per finanziare i progetti approvati nell'anno 2002, questo. Io so che lei è d'accordo, che l'assessore Masala è d'accordo, siccome non è contenuto, lo dicevo al fine che gli uffici ne prendessero nota.
PRESIDENTE. Bene onorevole Biancu, l'Assessore ha detto che è d'accordo, l'assessore Masala lo stesso, superiamo questo argomento, in sede di coordinamento si terrà conto di quanto detto.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Solo Presidente per chiedere conferma di quanto sostenuto prima dall'assessore Oppi e poi dall'assessore Masala con un emendamento dell'inutilità di queste risorse sul sistema informatico sanitario, quindi noi stiamo votando un comma la cui inutilità è stata dichiarata sia dall'Assessore alla Sanità che dall'Assessore al Bilancio, era per avere conferma di questo.
PRESIDENTE. A me è parso che qualcuno dovesse chiedere il voto segreto, può darsi che mi sbagli.
Ha chiesto la parola Giacomo Sanna, poi c'era stata la richiesta di Spissu, lo dico perchè non posso accettare dichiarazioni di voto, se mi sbaglio invece andiamo avanti. Prego.
SPISSU (D.S.). Io non ho fatto una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. No, lei non ha fatto dichiarazione di voto, ha detto però se è utile o no, questo è un problema politico, però io non posso rispondere a questo problema, io devo attenermi all'aspetto tecnico. Sulle questioni che lei ha posto risponderà la Giunta se ritiene, diversamente io devo procedere. Se faccio fare le dichiarazioni di voto non c'è voto segreto, se c'è voto segreto...
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Se la Giunta vuole rispondere a ciò che è stata la richiesta di chiarimento dell'onorevole Spissu lo faccia pure, dichiarazioni di voto io anticipo la richiesta di voto segreto, quindi non ce ne possono essere se non per astensione.
PRESIDENTE. Si possono fare dichiarazioni di astensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (D.S.). Io voglio richiamare all'attenzione sua, Presidente, e dei colleghi, il fatto che questo comma quinto risulta del tutto improcedibile. La precedente dichiarazione dell'Assessore della Sanità, confortata dall'assenso dell'Assessore...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non le posso dare la parola, la discussione l'abbiamo già fatta, stiamo votando adesso, perchè dobbiamo riaprire un confronto? E` già stato sollevato un problema, se la Giunta vuole rispondere risponda, io le chiedo scusa ma non posso riaprire su questo argomento la discussione, siamo al voto. L'Aula, nella sua sovranità, può accettare o respingere, quindi la prego, se deve fare una dichiarazione di astensione la faccia ma nel merito della questione no.
COGODI (D.S.). Abbia pazienza, io non chiedo risposte alla Giunta, io se devo dare un titolo al mio intervento, dico: intervengo sul Regolamento. Posso intervenire sul Regolamento come intervengono gli altri?
PRESIDENTE. Sì, lei può intervenire sul Regolamento.
COGODI (D.S.). Per richiamare il fatto che risulta agli atti di questo Consiglio che l'Assessore della Sanità ha dichiarato di privare questa norma della sua dotazione finanziaria per attribuirla al precedente comma terzo, motivando che non c'era da completare nessun sistema informatico sanitario per la ragione semplice che è in via di esperimento la gara per ben altro intervento più complesso, più incisivo, più risolutivo di informatizzazione del sistema sanitario, per cui ha detto: questa dotazione finanziaria su questo articolo è superflua perchè l'obiettivo dell'informatizzazione verrà pienamente raggiunto con altro mezzo, altra procedura che è in essere. Quindi, questo comma quinto è rimasto privo di dotazione finanziaria e privo di dotazione finanziaria non si regge.
Io insisto su questo punto perchè poi tornerà nel comma successivo e torna nella valutazione politica del valore, del voto dato precedentemente, per cui quel fondo che si stava costituendo, attraverso il comma tre, che era un fondo di 10 miliardi per progetti di generica prevenzione sanitaria, deve essere trasformato, se il Consiglio vuole, in una dotazione finanziaria per programmare interventi di prevenzione sanitaria, che è diverso da dire che si possono liberamente finanziare progetti di prevenzione, perchè prevenzione sanitaria è tutto. Se io presento un progetto - faccio un esempio - di footing mattutino, sicuramente il footing mattutino costituisce prevenzione sanitaria. Fa bene alla circolazione, fa bene alla muscolatura, fa bene al sistema respiratorio, quindi un progetto di footing mattutino, secondo quel comma 3 di prima, Oppi lo poteva finanziare. Dico Oppi per dire l'Assessorato alla Sanità, per dire l'Istituzione regionale, che è cosa diversa dal dire: si faccia un programma di prevenzione e si dica che cosa si vuole fare, in quali settori si vuole intervenire e poi dopo, chi ha titolo, presenta progetti per le finalità che la legge dice, non per i fondi generici in cui tutto ci può rientrare. Ho detto il footing mattutino ma potrei dire una bella ristorazione biologica, e perchè non è prevenzione sanitaria? Si mangia così male da queste parti del mondo. Però si potrebbe anche finanziare una bella ristorazione biologica con un fondo così indistinto e così generico come è nel comma 3. Ecco perchè bisogna tornare alla prevenzione sanitaria, al tema di cui abbiamo discusso prima e sul quale insistiamo.
Cosa vuol dire siete beceri, non volete prevenzione? Noi non vogliamo che con la scusa della prevenzione, così come con la scusa della sanità, un sacco di gente ingrassa troppo e si ammala pure poi con la scusa della sanità e anche con la scusa di altre applicazioni nobili. O no? O non c'è nessuno in quest'Aula che sa più di me di queste cose. E allora torniamo alla serietà del confronto politico!
Questo comma è improcedibile perchè non ha più copertura finanziaria, come non ce l'ha quello successivo e quella dotazione segue la sorte, lo diceva prima e bene il collega Gian Valerio Sanna, di tutte le altre poste finanziarie che il Consiglio ha ritenuto di bocciare per quelle finalità e che sono disponibili per altre migliori finalità. Siccome qui siamo in materia sanitaria e di prevenzione vediamo di elaborare una norma che parli per davvero di prevenzione sanitaria e non invece di mira, di facile finanziamento di progetti di qualunque genere. In ogni caso insisto perchè venga sciolto il nodo che non riguarda la Giunta, riguarda la direzione del Consiglio, che questa norma privata, come è stata privata, formalmente ex professo della copertura finanziaria, rimane appesa alle nuvole e non è procedibile.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, sono d'accordo con lei riguardo alla direzione del Consiglio; il Presidente del Consiglio su quest'argomento si è già espresso in maniera chiara, perchè dobbiamo tornarci? Io ho già detto ciò che pensavo su quest'argomento e poi mi permetta una battuta. Non è mica vero che si mangia male, qui si mangia benissimo, qui in Sardegna. E' da altre parti che si mangia male!
Onorevole Selis, io vorrei proseguire, c'è l'Assessore che vuole fare una precisazione, se non le dispiace, se l'argomento può essere trattato dopo lo trattiamo dopo.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.)Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io non ho trattato e non ho parlato di inutilità, io ho parlato dell'esigenza invece di dare priorità alla prevenzione che è sempre stata così, non è che fosse molto diverso neanche l'anno scorso, due anni fa e neanche dieci anni fa. La prevenzione sono dei programmi, siccome in quest'Aula, in modo anche accalorato, si è chiesto con forza e si sono presentati da tutte le parti, da una parte e dall'altra, una serie di emendamenti, vedi quello per lo screening della mammella già avviato a Cagliari l'anno scorso, il completamento dello screening all'università di Sassari, professor Massarelli, l'Alzheimer presentato stasera da un emendamento da Gian Valerio Sanna, la lega dei tumori dall'onorevole Ibba, lo screening per le scuole dell'obbligo e così via, potrei continuare, ma non continuo, l'AVIS e gli altri.
Abbiamo ritenuto che fosse più pertinente, quindi non sono cose campate in aria, non sono cose inventate per quello e per quello, avrebbe fatto la Commissione, come normalmente facciamo, una risoluzione sulle priorità. Si è ritenuto di bocciarlo, è legittimo bocciarlo, è chiaro se il Presidente l'interpretazione è quella resta l'altro per il quale la gara è in itinere, i soldi potrebbero essere spesi anche l'anno venturo se c'è una priorità, sennò servono tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sul Regolamento. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D. L.). Non entro nel merito ma per capire, siccome l'ho posto prima, ho posto l'esigenza che ci fosse un chiarimento. Io chiedo di ottenere - e questo credo che questa sia una legittima richiesta - l'emendamento orale proposto poco fa dalla Giunta e che è stato bocciato per capire nella formulazione se, come dicono alcuni colleghi, questo emendamento cade o non cade, e per valutare nella sostanza quello che sta succedendo. Cioè credo che poi il Presidente si pronuncerà, però non può negare il Presidente a ciascuno di noi il diritto di avere testo dell'emendamento, di capire in che modo questo emendamento va ad impattare sull'articolo della legge finanziaria; questo è un diritto che io rivendico, è per questo che io dico sospendiamo un minuto se c'è l'esigenza degli uffici di trascrivere il testo, se invece il testo c'è già ce lo date anche senza sospendere, lo vediamo ma noi abbiamo necessità di capire.
Lo dico questo per semplificare, non per complicare il lavoro, perchè sennò ogni volta che ci sarà nei prossimi giorni e ci saranno, perchè è normale, delle proposte di emendamento orale, noi dobbiamo dire: no, ce lo date per iscritto. Invece in questo momento il punto è delicato e vorremmo capire che cosa abbiamo votato e da che cosa nasce la divergenza di opinione. Chiedo di ottenere l'emendamento presentato poco fa e bocciato in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, non sono nella condizione di fornirgli il testo scritto perché, come lei ha ricordato, l'Assessore ha fatto l'emendamento verbalmente, un emendamento orale. Per darle il testo dovrei sbobinare quanto detto dall'Assessore, il che non è fattibile né in pochi minuti né in poche ore, neanche in poche ore perchè bisogna mettere mano.
Adesso però il problema, essendo stato lei autorevolissimo Presidente di questo Consiglio, il problema sta nella natura dell'emendamento presentato dall'Assessore, quale valore ha dato il Presidente a quest'emendamento. Io ho ritenuto, essendo tutta l'Aula d'accordo, che la nuova formulazione fosse sostituiva del comma 3; avendo il Consiglio bocciato il comma 3 e non avendo quindi accettato questa nuova modificazione mi pare evidente, io insisto, che le somme che l'Assessore aveva detto che andavano nel comma 3, tornano nel loro posto d'origine. Su questo vorrei non discutere più perchè riguarda un'interpretazione del Presidente del Consiglio e l'interpretazione il Presidente del Consiglio l'ha già data; pertanto prego i colleghi di prepararsi al voto. Poi le darò, quando sbobineremo il testo, copia del testo.
Stiamo votando il comma 5, è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto del comma 5 dell'articolo 15.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 34
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Passiamo al comma 6.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sul comma 6.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, è da numerose votazioni, come sicuramente le telecamere dalle loro hanno potuto riprendere, credo che sia vergognoso, che viene controllato il voto col telefonino; la prego di vigilare perchè questa è una sceneggiata assai evidente dopo quello che sta dicendo.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, io credo che ragionevolmente lei possa comprendere che il Presidente del Consiglio da qua non è in grado di controllare nulla, abbiamo tre questori, io li prego di fare in modo che il voto avvenga nella maniera più corretta possibile.
GIAGU (La Margherita D.L.). Ritiriamo i telefonini.
PRESIDENTE. Faccia quello che vuole! Se c'è un collega che solleva dubbi sulla regolarità del voto sono i questori che per cortesia debbono fare il loro lavoro. Detto questo colleghi, io credo che l'onorevole Sanna Gian Valerio si sia sbagliato comunque.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto del comma 6 dell'articolo 15.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 38
Contrari 37
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Voglio chiedere all'onorevole Sanna Giacomo e anche ad altri colleghi, per velocizzare un po' i lavori, se non ci sono richieste di voto particolare possiamo procedere a votare i commi restanti con un'unica votazione. Possiamo votare, se non ci sono altre richieste, fino al comma 16 con un'unica votazione, è molto più facile e più semplice fare una votazione piuttosto che dieci.
Possiamo procedere? Onorevole Gian Valerio Sanna [S1] ci fermiamo due minuti? Allora sospendo i lavori per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 52, viene ripresa alle ore 20 e 04.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ripeto, se questi pochi minuti sono serviti a chiarire alcune cose, che se non ci sono richieste di voto particolare, possiamo procedere a votare tutto ciò che rimane dell'articolo 15, esattamente dal comma 7 al comma 15. Il 16 è già votato. Secondo le votazioni già espresse, cioè tutti quelli che rimangono.
Va bene? Possiamo procedere? Onorevole Selis, secondo le votazioni già espresse. In effetti l'8 e il 16 sono stati già votati, stiamo votando ciò che rimane. Onorevole Selis, è chiaro? Stiamo votando ciò che rimane dell'articolo 15, quindi fatte salve tutte le votazioni già espresse.
Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA (Gruppo Misto). Per quanto concerne il comma 7 stamani era stata fatta una richiesta specifica, che sono le risorse per i consultori familiari. Avevamo chiesto all'assessore Oppi di dirci che queste risorse dovevano seguire la legge numero 8 del '79, esattamente secondo le finalità dell'articolo 11 e 12 che dice esplicitamente che i programmi, per quanto riguarda i consultori familiari, vanno approvati in Commissione e anche dall'Aula.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Questo comma è stato istituito perché i sei servizi della sanità sono diventati otto, quindi sono stati tolti questi soldi dal fondo e inseriti per l'istituzione di un nuovo servizio. Soltanto questo, è un fatto tecnico. Praticamente viene gestito da un soggetto diverso rispetto a quello precedente con un'UPB diversa, ma non è cambiato nulla, le competenze sono state trasferite.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione ciò che rimane dell'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Torniamo agli emendamenti aggiuntivi, l'emendamento numero 30, della Giunta regionale.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 30.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 75
Votanti 74
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 38
Contrari 36
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
A seguito del voto decadono tutti gli emendamenti al comma 3 che sono il 190, 487, 526, 666, 488, 527, 667, 490, 529, 669, 584, 585, 586.
Andiamo all'emendamento aggiuntivo numero 192.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E' stato chiesto anche su questo il voto segreto.
Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 192
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 192.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 74
Astenuti 2
Maggioranza 38
Favorevoli 32
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI - GIOVANNELLI.)
L'emendamento 355, presentato dai colleghi Sanna Alberto e più.
SANNA ALBERTO (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Abbiamo adesso l'emendamento numero 77, però su questo è stata raggiunta una sintesi, che è stata presentata con l'emendamento 765.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul 765 in diminuzione va S 12006 per 470 mila euro.
PRESIDENTE. UPB 12006. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 765. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Siamo all'emendamento 14 al quale è stato presentato l'emendamento soppressivo totale 699, voteremo il 14 che è della Giunta regionale. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Noi l'hanno scorso abbiamo stanziato una cifra relativamente alle visite dei giovani sportivi. C'è un residuo, quindi il nostro emendamento aveva solo il significato di tenere, mantenere queste cifre per l'anno corrente.
PRESIDENTE. Con questa precisazione, poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento 316. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna Gian Valerio chiede, sul 316, il voto segreto, credo che l'onorevole Fadda sarà d'accordo perché lo deve chiedere il Capogruppo. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà. Assessore, tenga presente che c'è una richiesta di voto segreto.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ritengo che ci sia stata una disattenzione, trattandosi di screening è riferito al comma 3, quindi non è proponibile, è decaduto.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Non c'è la copertura finanziaria.
SPISSU (D.S.). Presidente, Fondo nuovi oneri legislativi.
PRESIDENTE. Io non posso attribuire un emendamento al FNOL.
(Interruzioni)
L'Assessore dice che il FNOL è tutto utilizzato, che non c'è capienza. Do la parola uno alla volta. Ricordate che se non viene ritirato c'è una richiesta di voto segreto, per cui siamo in fase di votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, l'Assessore ogni tanto dà delle coperture, come ha fatto poc'anzi, e noi non abbiamo eccepito per sveltire i lavori. Non è che dà le coperture con emendamenti verbali quando è convinto e poi... Quindi voglio dire, io ho qua fornita dall'Assessore una copertura, un residuo ormai aumentato di alcune centinaia di miliardi, quindi l'iniziativa è totalmente coperta per questo dal punto di vista... Poi, in sede di coordinamento se l'Assessore vuole suggerire una copertura più adeguata è libero di farlo, come l'ha fatto poc'anzi.
SECCI (La Margherita-D.L.). L'abbiamo sempre fatto così il bilancio.
SELIS (La Margherita-D.L.). Ci mancherebbe altro. Presidente, se l'Assessore eccepisce che non ci sono più i fondi, allora ci fermiamo e ci dà lo stato di attuazione dei fondi, virgola per virgola, perché non è possibile che si alzi e dice: "Questo, la copertura è qua" poi arriva un altro emendamento e dice: "Non ha copertura perché i fondi dei nuovi oneri sono finiti", dove sta scritto? Ci fornisce allora, articolo per articolo, la copertura, la giacenza dei fondi. Scusate, una burletta sta diventando questo modo di lavorare!
PRESIDENTE. Io ricordo un dettaglio, forse è utile anche all'Assessore, che con la bocciatura del terzo comma si sono messi in libertà 1500 milioni.
SELIS (La Margherita-D.L.). Ce ne sono centinaia di milioni!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Mi dispiace che l'assessore Masala, nonostante la disponibilità che abbiamo dimostrato nell'accogliere i suoi emendamenti orali, non metta in condizioni il Consiglio regionale di poter presentare degli emendamenti. Siccome questo dibattito l'abbiamo fatto in tutte le finanziarie, prima di poter procedere chiediamo formalmente adesso ed interrompiamo, chiediamo formalmente che ci venga detto dove ci sono le disponibilità e come sono state impegnate, anche con i nuovi oneri legislativi, perché non credo che l'Assessore si debba comportare in un modo quando è la Giunta, come prima, o la maggioranza che chiede una copertura, e con le opposizioni, non può essere questo il motivo per il quale non vengono approvati dei provvedimenti. Quindi, Assessore, vogliamo essere messi nelle condizioni di poter sapere in che modo le opposizioni possono presentare gli emendamenti.
PRESIDENTE. Però, onorevole Fadda, io adesso non so cosa risponderà l'Assessore, tuttavia io voglio ricordare che non risolviamo il problema, siamo in sede di votazione, fatte tutte queste osservazioni, io devo decidere se accettare o non accettare l'emendamento. Poiché non c'è la copertura finanziaria dal punto di vista tecnico, io non lo posso accettare.
FADDA (La Margherita-D.L.). Noi non ci crediamo!
SELIS (La Margherita-D.L.). C'è la copertura!
PRESIDENTE. Sì, ma non posso interrompere una votazione, stiamo votando!
FADDA (La Margherita-D.L.). C'è la copertura, lui deve dimostrare che non esistono quei soldi! Lo deve dimostrare lui!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io, Presidente, non credo, perché non ho il Regolamento davanti, a me pare di ricordare che l'emendamento per essere ammesso deve avere la copertura, dev'essere una copertura effettiva. A me risulta che sul capitolo, sulla UPB S03006, non c'è una lira.
SELIS (La Margherita-D.L.). La sua parola contro la nostra! A noi risulta che ci sono i fondi!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Un momento, Presidente Selis...
SELIS (La Margherita-D.L.). A noi risulta che si sono i fondi.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Un momento, lei, proprio lei, ha ricevuto da me l'elenco, perché non ha utilizzato uno di quelli, invece di lasciare questo che non ce n'è? Non devo essere io a suggerirle…
SELIS (La Margherita-D.L.). A noi risulta che ci siano i soldi!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questi sono stati utilizzati per l'EMSA e per la pubblica istruzione.
SELIS (La Margherita-D.L.). A noi risulta che ci siano i soldi nel Fondo nuovi oneri legislativi.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Se a lei risultano perché non ha indicato nell'emendamento l'importo? Senta, Presidente, io non debbo controllare, perché io ho degli uffici che tengono regolarmente il conto e se gli uffici mi dicono che non c'è una lira, vuol dire che non c'è una lira e nessuno può dire che ci sono!
SELIS (La Margherita-D.L.). Anche noi abbiamo gli uffici. A noi risulta che ci sono i soldi!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora ce li metta! Li indichi!
FADDA (La Margherita-D.L.). A noi risulta che ci sono qui, Assessore!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Qui?
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, un momento solo per cortesia, abbiate pazienza. Allora, Assessore, il Presidente del Consiglio non è in grado di stabilire se le risorse ci sono o non ci sono, aspetti un momento, però nell'emendamento, almeno in questo emendamento…scusate, si possono sedere i colleghi? Fatemi finire il ragionamento, stiamo cercando di risolvere un problema. Assessore, nell'emendamento di cui stiamo discutendo, anzi che stiamo per votare, la copertura è indicata. Io, dal punto di vista tecnico, lei dice che i fondi non ci sono e io lo metto in votazione così com'è, è diverso per quelli successivi, per quelli che verranno dopo.
(Interruzione dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio)
Va bene, l'Assessore dice...
(Interruzione del consigliere Cogodi)
Onorevole Cogodi, di che cosa dobbiamo parlare? Stiamo votando, abbia pazienza, ci faccia risolvere questo problema e poi le do la parola! Io ho bisogno di affrontare un problema per volta, sennò io purtroppo non riesco a fare di più, vi prego di avere pazienza.
Allora la copertura finanziaria è indicata, poi si vedrà dopo. L'Assessore ha detto che non ci sono i fondi, io non sono in grado di stabilirlo, dal punto di vista puramente tecnico per me posso porre in votazione l'emendamento. Pertanto
(Interruzioni)
C'è il voto segreto.
(Interruzioni)
C'è il voto segreto, perciò solo astensioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Presidente, io sto intervenendo per ritirare l'emendamento per un motivo specifico perché la questione di principio che riguarda la copertura mi sembra che sia stata risolta giustamente con un percorso che deve valere per tutto il resto. Però condivido il fatto che col comma tre siano decadute una serie di progetti di screening che hanno un'importanza analoga a questo e che quindi sia importante che questo Consiglio e l'Assessore, con la Commissione, trovino le risorse al più presto in questa finanziaria e subito dopo per fare adeguatamente interventi sulla prevenzione che servono a questa Regione. Quindi l'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole Lai, poteva farci risparmiare una mezz'oretta!
Allora procediamo, l'emendamento 317 che loro hanno a pagina 363, va spostato sull'articolo 20, pertanto lo vedremo quando discuteremo l'articolo 20. Gli emendamenti 568, 569 e 570, Corona, Rassu e Milia, non hanno copertura finanziaria.
(Interruzioni)
Onorevole Rassu io non li posso accettare, le do la parola per sentire cosa deve dire, ma li ritira.
RASSU (F.I.-Sardegna). All'inizio del dibattito, nella presentazione degli emendamenti è stato detto, in effetti il concetto è stato ripreso dal collega Lai, che questi emendamenti assieme ad altri, appunto, venivano presi come indirizzo affinché nel progetto della biotecnica avanzata venissero tenuti conto come indicazione affinché si includa o si trovi la maniera nella finanziaria per includerli, affinché si includa o in finanziaria o in questo progetto appunto i fondi necessari per questi vari progetti che riguardano lo screening.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 680. L'emendamento 680 è ritirato.
L'emendamento 58, Manca, Sanna Giacomo.
Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 58.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 58 è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 58.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 75
Votanti 74
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 34
Contrari 39
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Adesso dovremo votare gli emendamenti 489, 528 668 che sono uguali, e il 73, sono tutti uguali. Se n'è fatta una sintesi il 764 che è stato presentato dai colleghi Pilo, Pusceddu, Corda e tanti altri.
(Interruzioni)
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 764 è un emendamento di sintesi, quindi comprende tutto. E conseguentemente quando si fa la sintesi è inteso che siccome partecipa anche la Giunta ai lavori di sintesi degli emendamenti, è logico che dice di sì in quanto ci sono delle risorse, diversamente si trova spiazzato. E` inutile che ragioniamo...
PRESIDENTE. Assessore siamo assolutamente d'accordo.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora S12006, per 600 mila.
PRESIDENTE. Lo vuole ripetere per favore?
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora S12006.
FADDA (La Margherita-D.L.). Come mai li ha trovati?
SPISSU (D.S.). Dall'UPB del comma 3 li ha presi? Tanto per sapere! Bisogna sospendere, Presidente.
PRESIDENTE. Ha ragione l'onorevole Cugini, io mi devo fare sostituire e quindi vi prego un minuto di sospensione, così il collega prende il mio posto.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATOREPRESIDENTE. Onorevole Cugini, ha formalizzato la sua richiesta di sospensione? Allora interrompiamo i lavori, senza abbandonare l'Aula, per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 30 , viene ripresa alle ore 20 e 39.)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare la copertura finanziaria.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per il 764 che, come sintesi presentato dalla Commissione seconda, in realtà non ha tenuto conto che all'articolo 13 era già stato votato un emendamento che al settore già riconosceva 200 mila euro. Pertanto la copertura va data per 400 mila euro per il 2003 sempre sulla UPB già indicata S12006 400 mila per il 2003.
PRESIDENTE. Va bene, con questa precisazione mettiamo in votazione; però chiedo scusa due colleghi segretari: il collega Licandro è già qui; un collega segretario dell'opposizione, per cortesia, siamo in fase di votazione.
Poichè nessuno domanda di parlare sull'emendamento di sintesi 764 che è sintesi tra 489, 528, 668 e 73 con le precisazioni fatte dall'assessore Masala, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Mettiamo in votazione l'emendamento della Giunta regionale numero 35, a pagina 373.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 35.
PRESIDENTE. Onorevole Dore ha già risposto in tal senso ad un'eccezione sollevata dal collega Gian Valerio Sanna, il Presidente Serrenti. Questo Consiglio ha tre questori in servizio permanente effettivo, questa Presidenza non può occuparsi contemporaneamente di dirigere i lavori e di controllare i telefonini a specchio dei colleghi.
Quindi i colleghi questori non hanno bisogno di sollecitazioni particolari, sanno benissimo di dover assolvere anche a questa funzione, spero di non doverci tornare.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 31
Contrari 40
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento numero 88, a pagina 375. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E` stato chiesto Su questo emendamento numero 88 il voto segreto.
Ha domandato di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io avevo chiesto la precisazione se fosse da intendere un'estensione di una inclusione di questa fattispecie in quelle previste nella legge numero 27 del 1983, cioè se si fosse dovuto intendere così andava formulato un pochino diverso, ma in questo momento...
PRESIDENTE. Onorevole Assessore c'è stato un dibattito in discussione generale sull'articolo e sugli emendamenti e se non è stato chiarito mi dispiace. Adesso lo metto in votazione
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 88.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 29
Contrari 44
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
L'emendamento 315 è decaduto.
Colleghi un po' di attenzione, l'emendamento 768 (è stato distribuito questo pomeriggio) è un emendamento di sintesi dei seguenti emendamenti: 541, 542 più il 767 che era sostitutivo totale, 543, 544 più 283 e 640 e 639 erano tutti nell'articolo 20. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Secci - Falconi - Sanna Gian Valerio - Balia - Dettori - Fadda - Biancu - Dore - Granella - Giagu - Morittu - Selis - Masia di sintesi degli emendamenti n. 541-542-544-283-767-639-640
Dopo l'articolo 15 è aggiunto il seguente:
Art. 15/bis
Disposizioni in materia di volontariato e terzo settore
1. E' autorizzata l'attribuzione dei finanziamenti di cui all'articolo 18 della legge regionale n. 39/1993 per i piani di aggiornamento dei volontari in ragione della programmazione dell'Osservatorio regionale del volontariato, al centro servizi del volontariato della Sardegna, già istituito ai sensi della legge nazionale n. 266/'91.
2. E' costituito presso la Presidenza della Giunta un Fondo per l'abbattimento dei costi di assicurazione dei volontari ai sensi della legge regionale n. 39/1993.
3. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere per l'anno 2003 un contributo straordinario di euro 2.000.000 a favore delle organizzazioni di cui alla L.R. n. 39/1993 e alla L. 383/2000, per la realizzazione di un programma di alfabetizzazione informatica e per il collegamento in rete di 1000 associazioni di volontariato operanti in Sardegna.
4. Sino alla definizione di una normativa specifica e al fine di favorire lo sviluppo dell'impresa sociale nell'Isola la Regione Sardegna estende alle imprese no profit i benefici delle leggi di incentivazione della cooperazione.
5. A tal fine la Regione Autonoma della Sardegna è autorizzata a destinare negli anni 2003, 2004 e 2005 la somma di euro 1.500.000 annuali per la costituzione e la gestione di un Consorzio fidi del terzo settore.
6. A decorrere dal 1 gennaio 2003 sono esentati dal pagamento dell'Irap le organizzazioni no profit, fermo restando l'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi anche ai fini della dichiarazione dell'imponibile Irap, alla competente Agenzia delle entrate.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S01.017 - Cap. 01045-00 (N.I.) - Fondo per l'abbattimento dei costi di assicurazione dei volontari ai sensi della L.R. 39/1993
Competenza anno 2003 € 516.000,00
UPB S03.028 - Cap. 03113
Competenza anno 2003 € 2.000.000,00
UPB S10.041 - Cap. 10164-00 (N.I.) - Fondo per la costituzione e la gestione di un Consorzio Fidi del terzo settore
Competenza anno 2003 € 1.500.000,00
Competenza anno 2004 € 1.500.000,00
Competenza anno 2005 € 1.500.000,00
UPB S03.008
Competenza anno 2003 € 3.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03030-00 - Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 € 7.016.000,00
Competenza anno 2004 € 1.500.000,00
Competenza anno 2005 € 1.500.000,00 (768)
PRESIDENTE. Debbo naturalmente acquisire su questo il parere della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sul 768 che è di sintesi e che diventa 15 bis o ter perchè c'è probabilmente un 15 bis della Giunta per chiederle una sospensione della discussione e un rinvio della discussione stessa a una interlocuzione, perchè non c'è stato su questo neanche la possibilità di indicare le condizioni di praticabilità.
PRESIDENTE. E` stata proposta una sospensione della trattazione di questo emendamento di sintesi. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, perchè riguarda il 541 e seguenti, quindi va be', lo vediamo anche perchè è legato ai problemi relativi all'Assessorato del lavoro e alla Presidenza che in questo momento... comunque l'Assessorato del lavoro non è presente quindi va sospeso.
PRESIDENTE. E` stata proposta la sospensione, quindi passiamo all'emendamento 543, pagina 379.
Poichè nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova)
SPISSU (DS.). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico palese.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Il 543 no, non è ricompreso nel 768. E' ritirato.
Emendamento 556, pagina 381.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 556.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 74
Maggioranza 38
Favorevoli 15
Contrari 59
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento 601, pagina 382. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento 682, pagina 383. Ha domandato di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo la sospensione dell'emendamento.
PRESIDENTE. La Giunta chiede la sospensione dell'emendamento 682 per trattarlo in coda.
Metto in votazione l'emendamento numero 725, che è aggiuntivo del 194.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Otto colleghi che supportino la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, MORITTU, PIRISI, DETTORI, LAI, SCANO, PINNA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 725.
Onorevole Pinna il suo voto risulta nullo. Può dichiarare la sua espressione di voto.
PINNA (Gruppo Misto). Verde.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - LIORI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri:. AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 36
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 194. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Otto colleghi che appoggino la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, MORITTU, PIRISI, DETTORI, LAI, SCANO, PINNA.)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 194.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri:. AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - OPPI - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: FOIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 72
Astenuti 1
Maggioranza 37
Favorevoli 34
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Onorevole Ortu c'è un precedente di una nostra collega qui in Consiglio alla quale non era stato consentito di correggere il voto dopo l'espressione, quindi mi dispiace, non posso accogliere la sua richiesta.
Emendamento 195. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Otto colleghi che supportino. E` stato chiesto il voto elettronico palese.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, MORITTU, PIRISI, DETTORI, LAI, SCANO, PINNA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 195.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri:. AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: FOIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 72
Astenuti 1
Maggioranza 37
Favorevoli 35
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Colleghi mettiamo in votazione l'emendamento 486 a pagina 388, assieme al 525 a pagina successiva e al 670 la pagina successiva. Li mettiamo in votazione assieme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). La Giunta si è impegnata a dare una risposta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per la risposta.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La risposta è stata anticipata al primo firmatario, è una questione di cui si terrà conto in sede di assestamento di bilancio, quindi invito i proponenti a ritirare l'emendamento, perchè il problema degli ospedali minori, che riguarda non solo quelli proposti, ma anche altri, evidentemente è un problema che dovrà essere affrontato compiutamente e quindi lo affronteremo in quella sede.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Allora, sentito l'Assessore che prende l'impegno per... io ci credo e quindi ritiro l'emendamento, se gli altri proponenti sono d'accordo.
PRESIDENTE. Sono due onorevole Demuru, li ritira entrambi? Vengono ritirati dai presentatori anche gli emendamenti numero 650 e 670. Torniamo quindi all'emendamento 682. La proposta è che questo emendamento, insieme al 768, venga visto in una fase successiva, quindi l'Assessore chiede la sospensione, come l'ha chiesta per il 768 e quindi, se la proposta fosse accolta, naturalmente sono esauriti gli emendamenti che avevamo in votazione e passiamo quindi all'articolo successivo, che è l'articolo 16.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Volevo capire dalla Giunta perchè ha ritirato il 654 come emendamento, perchè se c'è un chiarimento, stiamo attenti, altrimenti potremo valutare l'ipotesi di farlo nostro.
PRESIDENTE. Assessore, l'onorevole Selis voleva un chiarimento in relazione al ritiro per valutare eventualmente l'ipotesi di fare proprio l'emendamento.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La ragione è una di quelle alle quali si è fatto riferimento soprattutto in discussione generale, cioè l'argomento è abbastanza complesso e quindi merita sicuramente un approfondimento in Commissione e l'Assessore alla sanità prevvederà a presentare un disegno di legge sull'argomento. Ecco perchè in questa sede noi abbiamo ritenuto di doverlo ritirare perchè, effettivamente, non è semplice affrontare il problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Facciamo nostro il 654.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Il 682 è sospeso, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Volevo porre il quesito: è sospeso a che cosa? Gli emendamenti sono presentati rispetto agli articoli; questo articolo sta per essere dichiarato evaso, lei stava per dire: "Passiamo all'articolo successivo". A che cosa è sospeso?
PRESIDENTE. E` sospeso insieme ad altri emendamenti per essere trattati in una fase successiva.
COGODI (R.C.). Noi vorremo sapere qual è la fase successiva, cioè a quale altro articolo si appoggiano, per sapere come dobbiamo procedere. Non è che in un momento nel quale uno si è girato, riappare il 682! Noi lo vogliamo discutere, vogliamo sapere dov'è collocato.
PRESIDENTE. La proposta è che venga visto insieme all'articolo numero 20.
COGODI (R.C.). Quindi è trasportato nell'articolo numero 20, è così?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. I colleghi che intendono intervenire sono pregati di chiedere la parola e di intervenire. Onorevole Cogodi, un attimo soltanto, le faremo sapere con precisione. Ci sono molti emendamenti che hanno bisogno, come i colleghi sanno, di essere visti anche a seguito di probabili e possibili interlocuzioni che vi dovranno essere tra i proponenti e l'Esecutivo. Allora, la proposta che viene fatta è che questi emendamenti vengano esaminati o in coda alla finanziaria, oppure nel momento immediatamente successivo a quello dopo il quale eventualmente l'interlocuzione sia avvenuta e sia stato trovato un accordo.
Onorevole Fadda, vuole suggerirci qualche altra possibilità di individuare il momento di definizione di questi emendamenti? Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Vorrei confermare la richiesta che ha fatto il collega Selis che il 654 lo facciamo nostro.
PRESIDENTE. Stiamo parlando di un'altra cosa, onorevole Fadda, non teniamo aperte quattro questioni contemporaneamente. Adesso stavamo parlando dell'emendamento 682, che insieme ad altri emendamenti sono stati spostati ad un momento da definirsi. Adesso siamo d'accordo su questa proposta relativa al 768, al 682? Perchè se siamo d'accordo su questo, l'abbiamo definito e parliamo del 654. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Su quest'ultima questione che riguarda il rinvio dell'emendamento di Cassano all'articolo 20, voglio sottolineare....
PRESIDENTE. Non abbiamo parlato dell'articolo 20, onorevole Sanna, l'ho detto prima, ma ho modificato questa impostazione e ho detto che l'emendamento 682 e altri emendamenti che necessitano di un'interlocuzione verranno affrontati, discussi e votati nel momento immediatamente successivo a quello dopo il quale sia stata trovata l'interlocuzione.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Rimangono quindi nell'ambito dello stesso articolo. Chiediamo che si faccia l'interlocuzione.
PRESIDENTE. C'è una richiesta che si svolga immediatamente l'interlocuzione, quindi c'è una richiesta formale di sospendere i lavori per dare la possibilità ai presentatori degli emendamenti e all'Esecutivo di trovare l'interlocuzione.
Colleghi, vi ricordo che se non si trova un'interlocuzione devo mettere in votazione la proposta di sospensione della Giunta e il non accoglimento della proposta che mi pare venga avanzato. Colleghi, aspettiamo una risposta. Siamo d'accordo che questi emendamenti vengano trattati solo successivamente all'avvenuta interlocuzione.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Noi non abbiamo difficoltà a confrontarci su questi emendamenti anche perchè abbiamo chiesto noi di sospenderli e di metterli in coda alla discussione. L'interlocuzione avviene adesso, cioè sospendiamo l'Aula perchè si affronti la discussione su questi emendamenti sospesi, altrimenti non capiamo quando deve avvenire l'interlocuzione.
PRESIDENTE. Qui abbiamo una proposta fatta dall'assessore Masala di rinviare la trattazione di questi emendamenti ad un momento non meglio definito, ma comunque successivo ad una eventuale interlocuzione che dovrebbe intercorrere fra l'Esecutivo e i proponenti degli emendamenti. Questa proposta è stata parzialmente corretta prima dall'onorevole Gian Valerio Sanna e poi dall'onorevole Spissu che propongono che questa interlocuzione si attivi immediatamente, sospendendo i lavori dell'Aula. A questo punto, se questa proposta ultima non viene accolta, è chiaro che si tratta di due proposte contrapposte e le mettiamo in votazione. Ha domandato di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Presidente non comprendo la ragione per la quale con riferimento a questo emendamento, di cui ho chiesto di posticipare la discussione e l'esame in una fase successiva, si faccia tutta questa questione, posto che all'articolo 3, se non ricordo male, o 2 c'è un emendamento sospeso, all'articolo 5 esiste un altro emendamento. In questo momento abbiamo quattro o cinque emendamenti sospesi che non intralciano i lavori dell'Aula, posto che si tratta di emendamenti aggiuntivi. Secondo prassi di questo Consiglio, gli emendamenti aggiuntivi sui quali si renda assolutamente indispensabile una valutazione, anche congiunta, sono stati sempre rinviati ad un momento in cui insieme le parti decidono, non che una imponga all'altra il momento in cui si deve fare. Cioè, in questo momento non siamo nelle condizioni di fare questa valutazione, dobbiamo farla per forza dopo perchè, oltre queste, ci sarà probabilmente da fare altre valutazioni, se le vogliamo fare, perchè in caso contrario la Giunta dovrà esprimere un parere diverso da quello che si aspetta qualcuno. E` evidente questo! Mi pare sia sempre lo stesso tipo di ragionamento che dobbiamo fare. Mi riservo di chiedere una precisazione al Presidente con riferimento alla richiesta relativa al 694.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, per accogliere la proposta dell'assessore Masala sul rinvio del 768 ad un momento successivo, che sarà domani o dopodomani, quando termineremo questo confronto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io mi rivolgo principalmente a lei, signor Presidente: con tutta la buona volontà che si può avere in situazione simili e tutta l'umana comprensione e amichevole considerazione, vorrei ricordare che nei sistemi parlamentari, ivi compreso questo, una volta che una norma è presentata - e l'emendamento è una proposta normativa - questa proposta rientra nel dominio dell'Assemblea e dei singoli consiglieri, tutti, tanto è che neppure il proponente ne dispone più interamente della sua proposta, tanto è che se lo stesso proponente l'abbandona, perchè ci ripensa e non la condivide più, un altro componente del Parlamento, e quindi anche di questo Consiglio, la può fare propria. Allora, cosa vuol dire? Interloquisca chi vuole interloquire, ma cos'è un'interlocuzione fra un proponente e un assessore, i quali interloquiscono, combinano, concordano, trovano le soluzioni e poi in un momento qualsiasi, all'insaputa degli altri consiglieri, lo possono mettere in votazione e farlo votare? No, non è possibile! Noi abbiamo il diritto di conoscere perchè o le interlocuzioni riguardano tutta l'Aula, ma se riguardano una parte dell'Aula sono questioni che ognuno si fa per suo conto e noi abbiamo il diritto di conoscere - e mi dispiace che il collega Spissu sottovaluti questo aspetto - dove è collocato quell'emendamento. O si interrompe, si tratta, chi deve trattare poi torna in Aula e proseguiamo e sappiamo che siamo a questo punto, oppure si dice: "Si tratta in relazione a tale articolo della finanziaria successivo". Tutti gli altri che abbiamo sospeso, li abbiamo rinviati ad articoli successivi, ce ne sono rinviati all'articolo 18, per affinità di materia non per trattativa in corso tra l'Assessore e il proponente, per affinità di materia! Altrimenti interviene una distorsione anche nel confronto politico, perchè qui si tratta di una proposta che non c'entra nulla con la sanità, qui si tratta di riattare ex ospedali, quindi l'intervento è immobiliare, è materia di opera pubblica e dire: "Voglio intervenire sugli ex ospedali", cioè sugli edifici, a partire da quel dato edificio, vuol dire che stai proponendo un intervento a partire da 20 miliardi su quel dato edificio. In che materia è questo emendamento? E' in materia di lavori pubblici o di opere pubbliche, può essere anche disposizioni di altra natura, varie quanto si vuole, però va sistemato in un punto della normativa della finanziaria. Ognuno di noi deve sapere, se in ipotesi prevede che può avere un mal di pancia, quand'è che non si deve far venire assolutamente il mal di pancia per essere presente quando si discute quella norma, che allo stato delle cose appartiene a tutto il Consiglio, e non a Cassano e a Masala.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per sua memoria le voglio ricordare che quest'Aula, durante l'esame di questa finanziaria ha già avuto occasione di sospendere, senza accodarli a nessun articolo, altri emendamenti. Le cito adesso, per memoria, il 343 e il 671. In casi come questi è prassi consolidata di quest'Aula che gli emendamenti sospesi vengano esaminati tutti insieme alla fine dell'esame dell'articolato. Questa proposta era già stata affrontata anche durante questa discussione e se i colleghi prestassero un po' più di attenzione ai lavori e alle cose che vengono dette, probabilmente ci saremmo risparmiati tutta questa coda di discussione.
Detto questo, onorevole Cogodi, gli emendamenti che sono stati sospesi, anche in relazione a questo articolo, verranno trattati, a seguito o meno di interlocuzioni, alla fine dell'articolato.
Passiamo all'emendamento 654 che è stato fatto proprio dall'onorevole Selis. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Chiedo scusa alla Presidenza, soltanto per un dubbio che mi è venuto. Siccome il nono comma dell'articolo 85 del Regolamento recita testualmente: "Gli emendamenti ritirati possono essere fatti propri da altri consiglieri", la formulazione usata nel Regolamento lascerebbe intendere che ci si riferisca solo agli emendamenti presentati da altri consiglieri, cioè da consigliere a consigliere. Io non so, lo pongo all'attenzione della Presidenza, se un consigliere possa fare proprio l'emendamento della Giunta. Se non sarà così, come io penso, la formula che è usata nel comma nono è infelice.
PRESIDENTE. Onorevole Masala, sull'infelicità del nostro Regolamento mi pare che l'onorevole Corda abbia parlato per tutta la durata della legislatura, può anche essere, ma lei sa molto bene che la prassi interpretativa consente ai consiglieri di raccogliere e di fare proprio qualsiasi emendamento.
Onorevole Selis, onorevole Fadda, siamo all'emendamento 654 e siamo in sede di votazione. Come no? Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Volevo far presente che fare proprio un emendamento, dopo che si è già passati alla votazione dell'articolo 16, ci sono stati due interventi interlocutori, non è stato tempestivo e quindi non credo...
PRESIDENTE. Onorevole Pirastu, il testo dell'articolo 15 è stato votato praticamente all'inizio della serata.
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Sì, ma siamo passati ad altri emendamenti.
PRESIDENTE. No, no, non siamo passati al 16 perché non è stata data lettura.
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Presidente, è stato fatto proprio sette od otto minuti dopo.
PRESIDENTE. Onorevole Pirastu, non è stato dato formalmente inizio all'articolo 16, eravamo ancora in fase di discussione, è intervenuto l'onorevole Selis per fare proprio l'emendamento 654.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto sull'emendamento 654. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, credo che questo emendamento della Giunta abbia alcune parti, per non dire molte, inammissibili per il semplice motivo che c'è sentenza del TAR del giugno dell'anno scorso, e se il Presidente mi dà la possibilità vorrei leggere la parte della sentenza che riguarda questo emendamento e quindi la non ammissibilità dello stesso.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, le ricordo che siamo in sede di votazione a scrutinio segreto.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). "La necessità e l'utilità delle prestazioni riabilitative, in base alla nuova disciplina legislativa, dev'essere valutata dal medico specialista di fiducia del paziente e poi prescritta dal medico di famiglia sul modulo del servizio sanitario. Gli uffici o specialisti dell'azienda A.S.L. non possono rivedere o correggere le valutazioni espresse dal medico specialista di fiducia del paziente, con la richiesta delle prestazione riabilitative..."
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, naturalmente queste osservazioni, che sono sicuramente corrette, andavano fatte eventualmente nella sede propria che era quella della discussione generale. In questo momento siamo in sede di votazione di un emendamento della Giunta, che è stato ritirato dalla Giunta ed è stato fatto proprio dall'onorevole Selis.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Lei ha perfettamente ragione, Presidente. Io ho voluto segnalare all'Aula, che sta legiferando, le difficoltà su una materia come questa per quanto riguarda sentenze esecutive del TAR.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, queste difficoltà erano già state fatte presenti dalla Giunta nel momento in cui la Giunta ha dichiarato di ritirare questo emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Su che cosa vuole intervenire?
BALIA (S.D.I.-S.U.). Voglio intervenire sulla modalità di votazione, Presidente. Posto che è stato chiesto il voto segreto, chiedo che si voti per parti: la prima parte dal punto 1 al punto 5 e la seconda parte dal 6 in poi.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, su che cosa vuole intervenire?
COGODI (R.C.). Per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Dichiarazione di voto di astensione?
COGODI (R.C.). In base alle regole.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cogodi, un attimo di pazienza. La richiesta iniziale di voto segreto sull'intero emendamento è stata corretta dalla richiesta avanzata dall'onorevole Balia di votare l'emendamento, sempre a scrutinio segreto, ma in due parti distinte. La prima parte va dal punto 1 al punto 5 compreso, quindi la sua dichiarazione di voto di astensione riguarda questa prima parte.
COGODI (R.C.). Io dichiaro un voto di astensione sulla prima, sulla seconda, su tutto… Dichiaro un voto di astensione non essendo possibile, dato il fatto che è stato chiesto il voto segreto, sia sulla prima, sia sulla seconda e se venisse diviso in quattordici, anche su tutte le quattordici parti, perché non riesco a comprendere la ragione per la quale uno stralcio di convenzione o di contratto -, perché questo è uno stralcio, non straccio, di convenzione o di contratto che da qualche parte dev'essere stato elaborato - possa diventare normativa della Regione. Tutta una serie di clausole contrattuali che appartengono a prestazioni, a controprestazioni e alla regolazione delle relazioni fra soggetti diversi. E qui si intende certamente fra soggetto pubblico, che dev'essere la ASL, non sono riuscito a comprenderlo bene interamente, e i privati.
Come si fa a far diventare legge della Regione "i termini di 60 giorni entro cui deve essere fatta la fattura"? Come si fa a far diventare legge della Regione "il termine del pagamento di cui al primo comma, la definizione dell'entità degli interessi e ogni altra clausola contrattuale"? Come si fa a far diventare legge della Regione "il pagamento in acconto ai contratti d'opera intellettuale"? Insomma, come si fa a far diventare legge tutta una materia che con la legge non c'entra niente?
Queste sono partite meramente contrattuali che discendendo dalle leggi e dai Regolamenti esecutivi delle leggi, gli enti devono regolare con i fornitori, con i prestatori d'opera, con i fornitori di servizi? Non è pensabile, evidentemente a questo stralcio di convenzione o di contratto si vuole dare rigidità e solennità di legge per sfuggire a qualcosa che sul piano contrattuale sarebbe esposto a rischi. Però non è consentito, io lo dico al di là di ogni considerazione di schieramento politico. Io non so perché la Giunta inizialmente aveva pensato di presentare questo emendamento, ma insomma ci ha pensato la Giunta stessa a ritirarlo! Ma perché dobbiamo imbarcarci in questa operazione? A chi dobbiamo rendere una cortesia? Magari, se lo sappiamo anche noi, insomma, al collega o ai colleghi ai quali, o persone che esisteranno, non qui, fuori di qui, invece di questa cortesia gli rendiamo la cortesia di un caffè, di un cappuccino, di una brioche domani mattina, però non di rendere normativa, di rendere legge quello che in legge non può assolutamente essere.
Randazzo, fai molti cenni di assenso, io vorrei che tu prendessi la parola per dire che ho ragione, che lo dicessi esplicitamente, così magari dichiari anche tu l'astensione nel voto, e se lo dichiarano diversi colleghi magari ci aiutiamo a capire meglio le cose e ci convinciamo anche meglio reciprocamente.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 654, dal comma 1 al comma 5 compreso.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 69
Astenuti 5
Maggioranza 35
Favorevoli 39
Contrari 30
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - MORITTU - ORTU - SANNA Alberto - VASSALLO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 654, dal comma 6 fino alla conclusione.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 73
Astenuti 1
Maggioranza 37
Favorevoli 29
Contrari 44
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto il consigliere: COGODI.)
Si dia lettura dell'articolo 16.
MASIA, Segretario:
CAPO V
Disposizioni diverse
Art. 16
Fondo per l'attuazione di obiettivi strategici
1. Per la realizzazione di programmi e/o progetti di prioritaria importanza rispondenti agli obiettivi strategici individuati nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria è istituito un apposito fondo con una dotazione di euro 8.076.000 per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 (UPB S03.009 - Cap. 03046); alla determinazione delle ulteriori dotazioni si provvede con legge finanziaria.
2. Tale fondo è utilizzato per il finanziamento di studi di fattibilità, progettazioni e per la realizzazione di interventi secondo programmi approvati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio di concerto con gli Assessori competenti per materia.
3. Ai trasferimenti dal fondo di cui al comma 1 ai competenti capitoli delle unità previsionali di base interessate, istituiti o da istituire, provvede, con proprio decreto, l'Assessore del bilancio.
4. Le somme stanziate nel suddetto fondo, qualora non utilizzate, permangono nel conto dei residui fino a loro esaurimento.
5. Il relativo programma è trasmesso alla Commissione consiliare competente in materia di programmazione che esprime il parere entro il termine di trenta giorni, trascorsi i quali il parere si intende acquisito.
PRESIDENTE. All'articolo 16 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 199, che è uguale al 453 e al 623, soppressivi totali; 200, 201 che è uguale al 423, 202, che è uguale al 424, 203, che è uguale al 373, 204, che è uguale al 377, soppressivi parziali; il 577 e il 198 come sostituivi totali; al 577 è stato presentato l'emendamento 740 come aggiuntivo. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Giagu - Biancu - Dore - Granella - Secci - Selis
Art. 16
L'articolo 16 è soppresso. (199)
Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 16
L'articolo 16 è soppresso. (453)
Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 16
L'articolo 16 è soppresso. (623)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
Il comma 1 dell'articolo 16 è soppresso. (200)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
Il comma 2 dell'articolo 16 è soppresso. (201)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 16
Il comma 2 dell'articolo 16 è soppresso. (423)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
Il comma 3 dell'articolo 16 è soppresso. (202)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 16
Il comma 3 dell'articolo 16 è soppresso. (454)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
Il comma 4 dell'articolo 16 è soppresso. (203)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Pirisi - Demuru - Lai
Art. 16
Il comma 4 dell'articolo 16 è soppresso. (373)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
All'articolo 16 il comma 5 è soppresso. (204)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Pirisi - Demuru - Lai
Art. 16
Il comma 5 dell'articolo 16 è soppresso. (377)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Spissu - Fadda - Balia - Sanna Giacomo - Biancu - Calledda - Cugini - Deiana - Demuru - Dettori - Dore - Falconi - Giagu - Granella - Ibba - Lai - Manca - Marrocu - Masia - Morittu - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Selis - Scano
Emendamento all'emendamento n. 577
Art. 16
Fondo di rotazione per la progettualità
Dopo le parole "strade statali: 131-597-125" sono aggiunte le seguenti:
"e uno stanziamento pari a euro 250.000 per l'anno 2003 della dotazione finanziaria di cui al comma 1 del presente articolo è destinato alla predisposizione di un progetto finalizzato al risanamento dei gravi danni ambientali, paesaggistici ed economico-sociali causati dagli interventi per il ripascimento della spiaggia del Poetto." (740)
Emendamento sostitutivo totale Morittu - Pirisi - Lai - Spissu - Orru' - Calledda
Art. 16
Fondo per l'attuazione di obiettivi strategici
L'articolo 16 è sostituito dal seguente:
Art. 16
Fondo di rotazione per la progettualità
1. Per la realizzazione degli interventi infrastrutturali strategici pubblici, individuati nel documento di programmazione economica e finanziaria, è istituito il Fondo di rotazione per la progettualità con una dotazione di euro 8.076.000 per l'anno 2003 e di euro 18.076.000 per ciascuno degli anni 2004-2005 (UPB S03.009 - Cap. 03046); alla determinazione delle ulteriori dotazioni si provvede con legge finanziaria. Il Fondo anticipa le spese necessarie per la redazione degli studi di fattibilità, della valutazione d'impatto ambientale e dei progetti preliminari, definitivi ed esecutivi di opere pubbliche secondo un programma annuale approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore della Programmazione di concerto con gli assessori competenti per materia, sentita la competente Commissione consiliare che, entro trenta giorni dalla trasmissione, esprime il proprio parere. In sede di prima applicazione, tale programma dovrà prioritariamente prevedere gli stanziamenti finalizzati all'ultimazione delle progettazioni delle opere relative alle strade statali: 131 - 597 - 125. Ai trasferimenti dal Fondo ai competenti capitoli delle UPB interessate, istituiti o da istituire, provvede con proprio decreto l'assessore del bilancio. Le somme stanziate nel Fondo, qualora non utilizzate, restano nel conto residui fino a loro esaurimento. (547)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 16
I commi 1, 2, 3 e 4 sono così sostituiti::
1. Per la realizzazione di programmi e/o progetti di interesse locale o territoriale è istituito un apposito fondo con una dotazione di euro 8.076.000 per l'anno 2003 per l'anticipazione del finanziamento delle spese di progettazione dei Comuni, Province, Comunità Montane e Consorzi dei Comuni.
L'anticipazione a carico del detto fondo dovrà risultare nella richiesta, unitamente ai documenti di programmazione e di programma di OO.PP. da parte degli Enti locali interessati.
I Comuni, le Province, le Comunità Montane ed i Consorzi dei Comuni, dispongono in sede di manovra finanziaria locale, di apposito allegato nel quale vengono evidenziati gli impegni e la programmazione dei complessivi fondi di provenienza regionale anche di carattere corrente. (198)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 199 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 199 si propone la soppressione di questo articolo. Come tutti gli anni il presidente Pili ci riserva un articolo dal carattere particolare, quest'anno abbiamo da finanziare i progetti e le consulenze di carattere strategico, e per fare questo si istituisce un fondo triennale che parte da
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. I nostri lavori si concluderanno alle 22, onorevole Marrocu. Non mi risulta siano pervenute a questa Presidenza proposte di sospensione, stiamo illustrando gli emendamenti e invito i colleghi a prendere posto e a consentire ai colleghi che lo stanno facendo di illustrare gli emendamenti.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Dicevo, si stabilisce un fondo di 16 miliardi iniziale, e la singolarità di questo fondo è che dovendo servire - dite voi - per il conseguimento degli obiettivi strategici, che non capiamo quali siano, perché credo che sia del tutto inutile che voi vi rifacciate in maniera così sfacciata al Documento di programmazione economica e finanziaria. Se ci consentite, non c'è una cosa in quel documento che sia stata rispettata finora e noi dovremmo credere che voi vi riferite a progetti e finalità del DPEF? Non esiste! La cosa vergognosa è che, poi, nel comma 2 e commi seguenti si capisce la ratio di questo, perché il povero assessore Ladu, che è competente per progettazioni e per gli obiettivi strategici, già colpito…
LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Io non sono povero, sarai povero tu!
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). E' un modo dialogante, Assessore, perr carità, chiedo scusa.
Dicevo, l'assessore Ladu, che ha una competenza specifica in materia di progettazioni e obiettivi strategici, viene completamente esautorato dal merito di questo articolo. A questo punto allora ci poniamo il problema se si tratta di obiettivi strategici di carattere di lavori pubblici o si tratta di modi di impegnare le risorse allegramente per progettazioni, studi di massima e cose di questo genere.
La cosa grave è che al comma 5 dite che la Commissione competente sarebbe la Commissione programmazione, cioè gli obiettivi strategici, parlate di progetti, parlate di studi di fattibilità ed è la Commissione programmazione? Cioè il parere, la proposta sugli obiettivi strategici chi la deve dare se non l'Assessore competente in materia di lavori pubblici e di grandi opere, come accade anche nel Governo nazionale? E` del tutto evidente che c'è una manipolazione del significato di questo articolo al quale noi ci opponiamo. Ci opponiamo perché studi di fattibilità, progettazioni e realizzazioni di interventi, secondo i programmi della Giunta, non vuol dire nulla! Noi siamo una finanziaria intera che vi stiamo chiedendo che al buio il Consiglio regionale non può deliberare più nulla, voi ci dovete dire in che cosa consistono questi programmi e dove vanno queste risorse, perché in un regime di tagli complessivi, 16 miliardi sono una cifra enorme e noi non possiamo consentire che l'Assessore della programmazione, che di obiettivi strategici non ha nessuna competenza, lei non ha nessuna competenza sugli obiettivi strategici, e se sono strategici, noi dobbiamo sapere quali sono e con quali priorità si affrontano. Questo è il problema! Io credo che sia il solito fondo clientelare fatto per decidere in libertà, espropriando invece gli enti locali che avrebbero bisogno di avere questi fondi, o perlomeno di trasformare questi fondi in un fondo di rotazione a disposizione loro, perché possano predisporre quei progetti che servono anche a partecipare ai fondi comunitari e alla concorsualità dei fondi comunitari.
La questione è abbastanza singolare, io vorrei domandare all'Assessore della programmazione in che cosa consistono questi obiettivi strategici, da chi intende ottenere il concerto, dal momento che l'invocazione al concerto sembrerebbe richiamare l'esigenza di coinvolgimento di altri Assessorati. Allora è giusto che noi, dovendo attingere dai fondi importanti, dobbiamo sapere che priorità ci sono; non vorremmo che si aprisse su questo capitolo l'annosa polemica sulle progettazioni, sugli studi di progettazione e sulle cose che stanno avvenendo anche in materia di acqua. E` per questo che noi anticipatamente vi abbiamo chiesto di avere una rendicontazione degli incarichi che sono stati dati; una parte ce la siamo procurata da soli, e ve la porteremo all'attenzione. Pensate voi che questa Giunta ha dato incarichi a professionisti per progetti, un solo progettista per progetti di 13 e 18 miliardi! Di 13 e 18 miliardi! Io non so qual è la soglia che voi indicate, non so qual è la soglia attraverso la quale una cosa si chiama progetto e una cosa si chiama grande opera, ma noi le porteremo le dimostrazioni di queste cose e diremo anche il nome e cognome di questi personaggi che hanno avuto queste progettazioni. Siccome questa attività si svolge in un certo modo, da tempo, noi abbiamo necessità, come vi abbiamo chiesto, di avere un elenco completo delle cose perché molti di quelli che sono gli obiettivi cosiddetti strategici sono interventi che sono stati programmati già da tempo e noi vorremmo capire a che stadio sono le progettazioni, da quanto tempo sono state date le progettazioni, con che criterio si ripartiscono gli incarichi. Anche qui, non è pensabile che un progettista abbia un importo x e quattro progettista insieme abbiamo un importo di un terzo o di un quarto. Ci vuole criterio, criterio che noi dobbiamo assumere anche e soprattutto quando parliamo di progettazione.
Io al suo posto, assessore Ladu, prenderei le distanze da questo modo di fare perché credo che vada rivendicato in capo all'Assessorato dei lavori pubblici, e quindi delle grandi opere, la titolarità non solo della proposta alla Giunta e della programmazione, ma anche il rinvio alla competente Commissione per i lavori pubblici. Se poi si tratta di studi di fattibilità che attengono ad altre cose, che possono attenere, per esempio, al piano di rinascita, cosiddetto da voi, vorremmo capire se è questo, vorremmo capire con che modalità si assegnano le progettazioni, perché qui non è segnato nessun tipo di criterio, perché potrebbe essere evidenza pubblica, potrebbero essere rapporti fiduciari eccetera eccetera.
Poi su questo elemento grava un'altra questione: noi abbiamo necessità di sapere quali sono gli obiettivi strategici perché anche l'ultima sentenza della Corte Costituzionale indica chiaramente che è fatto da dimostrare da parte della pubblica amministrazione che l'amministrazione non abbia al suo interno le professionalità idonee a concorrere a quella progettazione. Va dimostrato, va certificato! Negli enti locali il dirigente competente certifica sulla delibera, con atto proprio e con sottoscrizione che l'amministrazione, o perché non ci sono le professionalità, o perché c'è un certo carico di lavoro che va dimostrato, deve ricorrere all'esterno. Noi questo lo vogliamo sapere perché questo è un nostro diritto e ci sono sentenze su sentenze che ci chiedono questo, e non ho capito perché l'amministrazione regionale omette questo livello di trasparenza.
Credo che non costi niente, probabilmente è necessario fare un chiarimento sulle competenze, sulle modalità e forse ci intenderemmo maggiormente per cogliere un obiettivo che, se rilevassimo di utilità, non abbiamo nessuna difficoltà a accettare, ma posto in questi termini ha tutto il carattere di una sorta di combriccola allegra che fa capo tra la programmazione e il Presidente, che fa fuori le competenze che invece fino a oggi sono competenze sancite con Assessori in carica che devono avere visione, titolarità e diritto di programmazione su queste cose, quanto e molto di più dell'Assessore della programmazione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Emendamento 453, primo firmatario onorevole Falconi. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi, ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Emendamento 623, primo firmatario onorevole Cogodi, pagina 396, è uguale al 199 e al 453.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento 623. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi proponiamo che questo articolo 16 venga abrogato, venga espunto dalla finanziaria regionale perché, in buona sostanza, si traduce, al di là dell'abbondanza del titolo, in una riedizione di cose che la Regione ha già conosciuto. Il titolo tratta di obiettivi strategici e ci vuole una coloritura, ci vuole una rappresentazione che dia importanza alla cosa, il tutto però si traduce in un fondo gestito dall'Assessorato del bilancio e della programmazione in un fondo progetti, utilizzato per finanziare studi di fattibilità, progettazioni, realizzazione di interventi secondo programmi approvati dalla Giunta su proposta dell'Assessore della programmazione e assetto del territorio.
E qui torniamo a una questione irrisolta ed io non so neppure quanto risolvibile nella vicenda della politica regionale. La storia del fondo progetti è una storia antica. Si dice che per poter realizzare le opere, per poter accedere ai finanziamenti, per poter programmare lo sviluppo, servono i progetti; per altro verso accade che talora la gran parte dell'attività ed anche la gran parte delle risorse siano assorbite in un'attività di progettazione continua e che la progettazione sia tale, tanta, sovrabbondante, ripetuta e sovrapposta che talora l'entità, l'esborso e il costo dei progetti avrebbe già realizzato l'opera. Con un progetto più semplice, vero, mirato allo scopo, qualche volta si sarebbe potuto realizzare l'opera risparmiando sulla progettazione complessa. E poi accade un'altra cosa, che chi non ha i progetti in genere non può avere finanziamenti, accade anche l'inverso che i finanziamenti poi siano indirizzati verso chi ha già i progetti. Allora, qui non si tratta solo di intervenire, di agire prudentemente perché un fondo di tanti miliardi - mi pare 15 o 16 miliardi - non sia nella disponibilità dell'Esecutivo che ne possa disporre. Il problema è quali sono i condizionamenti che derivano per le prospettive di uno sviluppo equilibrato attraverso l'uso non equilibrato della progettazione o dei finanziamenti per le progettazioni. In buona sostanza bisognerebbe che a monte si avesse la possibilità di conoscere, di sapere quali sono le priorità degli interventi dell'azione pubblica, quali sono i programmi mirati di sviluppo e di riequilibrio soprattutto da allocare nei territori e, poi, in funzione di questi obiettivi da garantire, mettere a disposizione anche gli strumenti sufficienti per promuovere ed avere la progettazione.
Peraltro non è che nella vicenda regionale non siano presenti altre situazioni consimili. Prendete in considerazione per esempio il fondo per la progettazione o per lo studio dell'assetto del territorio, per la redazione degli stessi piani urbanistici e per le varianti. Tutti noi abbiamo una piccola esperienza, chi più chi meno, e sappiamo che anche quei fondi di progettazione - che peraltro passano anche attraverso i comuni - sono nati con le migliori intenzioni, cioè consentire ai comuni di avere le disponibilità finanziarie per procedere anche alle varianti dei loro piani regolatori, quando erano piani regolatori, dei PUC e dell'assetto del territorio più in generale. E` accaduto spesso, anzi spessissimo, io non uso espressioni… non dico la lobby dei progettisti, no, dico il legittimo interessamento di una categoria professionale, il possibile accesso a fondi pubblici in conto progetti abbia portato, ripeto anche qui, anche con le migliori intenzioni, tecnici ad ipotizzare varianti dei piani regolatori anche partendo da una buona idea, passando di lì in quel comune hanno visto situazioni poco ordinate e hanno detto: ma perché non mi adopero e propongo al sindaco di questo comune che io gli faccio una bella variante del suo piano di fabbricazione, del suo PIP, della sua area artigianale, della sua area o della sua zona sportiva? Mi dirà di sì, perché fra l'altro io mi propongo di fare questo lavoro in conto del fondo che ha la Regione. E in questo modo con le migliori intenzioni, buoni tecnici, ottimi tecnici, possibilmente vicini agli ottimi funzionari della Regione che gestiscono i fondi per le progettazioni hanno avuto l'assenso a quella variante. Per cui i comuni si saranno trovati buone proposte di variante non pensate il più delle volte neppure dall'Autorità locale, neppure dall'Amministrazione locale ma veicolate attraverso l'iniziativa dei progettisti che, in qualche circostanza, io ho sentito chiamare progettatori, nel senso che c'è una vera e propria attività economica di progettazione che fa industria a sé. Accade così che ci siano delle amministrazioni comunali che si vedono proporre progetti di strade, il collega suggerisce ippodromi, ma soprattutto strade di penetrazione agraria utilissime, però non indotte attraverso una programmazione, una equilibrata distribuzione delle risorse, un assetto complessivo del territorio a partire da dove c'è più bisogno, ma a partire invece da dove prima arriva la capacità progettuale intesa come destrezza del proponente il progetto. Questo per non dire delle connessioni, delle contiguità e della migliore conoscenza. Ecco, tutta questa cosa andrebbe capovolta, prima la Regione dovrebbe definire soprattutto la programmazione regionale, dovrebbe definire quali sono gli interventi che devono essere operati, quali sono le priorità badando soprattutto a dove c'è più difficoltà di iniziativa ed anche di capacità progettuale, insieme e poi, fatta la scelta per cogliere quell'obiettivo, il progetto segue, e il progetto dev'essere quello che quell'opera richiede e non lo studio preliminare, prefattibilità, fattibilità, esecutivo, lotti funzionari e quant'altro per cui alla fine succede che queste cose alimentano non lo sviluppo, ma semplicemente la distorsione ulteriore.
Ecco, sono alcune delle considerazioni sulle quali si potrà tornare che tutte militano il favore di una soluzione, che per intanto questo articolo - come dire - venga espunto, che venga cassato e la Regione sicuramente ha modo di sopperire alle esigenze necessarie di progettazione quando programma opere le quali, ovviamente, per essere realizzate avranno bisogno anche - sotto il profilo tecnico - degli elaborati progettuali.
PRESIDENTE. Si concludono qui i lavori della giornata. Riprenderanno domani mattina alle ore 10 con l'illustrazione dell'emendamento numero 200, primo firmatario l'onorevole Sanna Gian Valerio.
La seduta è tolta alle ore 21 e 55.
[S1]Annuisce
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