Seduta n.312 del 22/02/1994 

CCCXII SEDUTA

MARTEDI' 22 FEBBRAIO 1994

Presidenza del Presidente FLORIS

indi

del Vicepresidente SERRENTI

INDICE

Congedi:

COGODI .................................

Disegni di legge (Annunzio di presentazione)

Fissazione di termine ex articolo 100 del Regolamento:

SALIS ......................................

Legge regionale (Annunzio di rinvio)

Interpellanze (Annunzio) ......

Interrogazioni (Annunzio) ....

Mozioni (Annunzio) ..............

Petizione (Annunzio) .............

Proposta di legge Baroschi - Pusceddu: "Proroga della scadenza dei termini di cui alla legge regionale 14 settembre 1993, n. 41, concernente: 'Norme in materia di organizzazione regionale e di incarichi di coordinamento' " (453/b). (Discussione e approvazioni):

BAROSCHI, relatore...............

PUBUSA .................................

COGODI .................................

COLLU, Assessore degli affari generali, personale riforma della Regione

BAGHINO..............................

LORETTU...............................

(Votazione segreta emendamento numero 2)

(Risultato della votazione) ......

(Votazione segreta) .................

(Risultato della votazione)

Proposte di legge (Annunzio di presentazione)

Rinvio di Legge Regionale

Sull'ordine del giorno:

COGODI ................................

La seduta è aperta alle ore 17 e 02.

PORCU, Segretario dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 1° febbraio 1994, che è approvato.

Rinvio di Legge Regionale

PRESIDENTE. Comunico che il Governo, in data 19 febbraio, ha rinviato a nuovo esame di questo Consiglio la legge regionale del 20 gennaio 1994: "Modifiche alla legge regionale 3 giugno 1975, n. 26 (Costituzione, funzionamento e attività delle Comunità montane. Esercizio delle competenze attribuite alla Regione dalla legge 3 dicembre 1971 n. 1102).

La legge rinviata è stata trasmessa alla prima Commissione.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Vittoria Casu e Antonio Sardu hanno chiesto di poter usufruire di 2 giorni di congedo a far fata dal 22 febbraio 1994, e il consigliere regionale Raimondo Pusceddu ha chiesto di poter usufruire di 4 giorni di congedo a far data dal 22 febbraio 1994.

Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Si usa per ragioni anche di fair play non interferire mai sulla questione dei congedi - parla chi non ha mai chiesto un solo congedo in quasi quindici anni di servizio nel Consiglio regionale della Sardegna - però io ritengo che, in questa fase, per ragioni abbastanza intuibili - posto che anche alla richiesta di congedo può essere fatta osservazione - possa essere fatta un'osservazione e io la faccio. Le ragioni del congedo dovrebbero essere pubblicamente esposte, l'assenza dal Consiglio regionale debitamente motivata. Nessuno chiede visite fiscali se uno non sta bene, nessuno chiede indagini sull'attività o sugli itinerari che intendono percorrere le persone, ma i consiglieri regionali della Sardegna non sono persone qualunque, sono investiti di una responsabilità specifica, quella di essere consiglieri regionali, componenti di un'assemblea legislativa, ragione per la quale io a partire da questo momento, chiedo che sia data notizia della ragione per la quale i colleghi chiedono congedo in modo che si possa conoscere, al fine di non presentare osservazioni, quali siano queste ragioni.----------------------------------

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, i consiglieri regionali Vittoria Casu, Sardu e Pusceddu hanno fatto sapere di essere malati. Il collega Pusceddu non ha partecipato neanche alla Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Presenteranno i certificati.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Formalmente quindi sono congedi informali. Hanno presentato non certificati ma domande di congedo.

PRESIDENTE. Sono tre domande di congedo da parte dei colleghi Vittoria Casu, Sardu e Pusceddu che hanno fatto sapere che sono malati.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Quindi la ragione è malattia. Si certifichi che è malattia.

Annuncio di disegni di legge

PRESIDENTI. Annunzio che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

"Provvedimenti della Regione per interventi in materia di competenza dell'Assessorato della pubblica istruzione" (467)

(Pervenuto il 1° febbraio 1994 ed assegnato all'ottava Commissione)

"Modifiche alle leggi regionali 29 gennaio 1994, n. 2 e 31 gennaio 1994, n. 3, concernenti rispettivamente legge finanziaria annuale 1994e pluriennale 1994/1996 della Regione" (470)

(Pervenuto il 1 febbraio 1994 e assegnato alla terza Commissione)

"Miglioramento e gestione dei musei di enti locali" (471)

(Pervenuto il 9 febbraio 1994 ed assegnato all'ottava Commissione)

"Delimitazione dell'area metropolitana di Cagliari" (472)

(Pervenuto l'8 febbraio 1994 ed assegnato alla prima Commissione)

"Istituzione di nuove provincie in Sardegna e ridelimitazione di quelle esistenti - Ridefinizione delle Comunità montane" (473)

(Pervenuto l'8 febbraio 1994 ed assegnato alla prima Commissione)

"Compensazioni tariffarie nei collegamenti aerei con il contribuente" (474)

(Pervenuto il 10 febbraio 1994 ed assegnato alla quarta Commissione)

"Interventi in favore del Consorzio di ricerca CO.RI.SA. Alghero" (475)

(Pervenuto il 16 febbraio 1994 ed assegnato all'ottava Commissione)

"Razionalizzazione del sistema organizzativo e revisione delle discipline in materia di personale regionale" (476)

(Pervenuto il 17 febbraio 1994 ed assegnato alla prima Commissione)

Annuncio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE, annuncio che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri Atzeni - Deiana - Cocco - Casu - Serra - Giagu - Degortes - Serra Pintus - Soro - Tamponi - Mormoni - Pusceddu - Tarquini - Satta Gabriele - Satta Antonio - Usai Sandro - Corda - Tidu - Usai Edoardo - Ballino - Pili - Lorettu - Mereu Salvatorangelo - Marteddu:

"Modifiche ed interruzioni alla L.R. 18 novembre 1986, n. 64, concernente: 'Interventi regionali per lo sviluppo delle attività musicali popolari'" (468)

(Pervenuta il 3 febbraio 1994 ed assegnata alla ottava Commissione)

dai consiglieri Cuccu - Ruggeri - Usai Sandro - Cadoni - Corda:

"Modifiche e integrazioni alle leggi regionali n. 40 del 14 settembre 1993, n. 42 del 14 settembre 1993 e n. 51 del 19 ottobre 1993" (469)

(Pervenuta il 9 febbraio 1994 ed assegnata alla sesta Commissione)

Annuncio di petizione

PRESIDENTE. Si dia lettura della petizione pervenuta alla Presidenza.

PORCU, Segretario:

6 Bis PETIZIONE

presentata dal signor Antonio Maria Arru e più

il 1° febbraio 1994

Per la costituzione del Comune autonomo di Padru in atto frazione del comune di Buddusò.

In attuazione di quanto disposto dall'articolo 50 della Costituzione della Repubblica Italiana e dall'articolo 1 dello Statuto speciale per la Sardegna in materia di petizioni ed in applicazione dell'articolo 103 del Regolamento interno del Consiglio regionale

i sottoscritti

abitanti delle frazioni di Padru e Salti del Comune di Buddusò, di cui la delibera consigliare n. 65 datata 22 febbraio 1993 chiede l'istituzione in comune autonomo, con la presente

CHIEDONO

La non approvazione del disegno di autonomia nella delibera suindicata significando:

che la stessa è stata adottata senza alcun preavviso alle più favorevoli popolazioni interessate, in seduta straordinaria urgente, con motivazioni che artatamente hanno portato a saltare tutta la fase di pubblicazione del progetto;

2) che la prassi seguita in questa circostanza dal comune di Buddusò è lesiva dei diritti delle popolazioni frazioniste poiché, mistificando realtà e motivazioni, scavalca il diritto delle stesse ad essere rappresentate nella commissione paritetica che con la delibere in argomento si è voluto evitare di costituire;

3) l'approvazione della richiesta di comune autonomo così come presentata tende, tra altro, a consentire al comune di Buddusò di mantenere per sé, intatto, il patrimonio comunale di oltre 9.200 ettari di terreno, per un valore di oltre 120 miliardi di lire;

4) alla popolazione interessata è stato fatto credere di potere, una volta ottenuta l'autonomia, chiedere ed ottenere le proprie spettanze territoriali e patrimoniali.

Per questi ed altri motivi, che anche a richiesta ci si riserva di enunciare, tutti i sottoscritti che nella presente trovano spazio per la firma, anche a nome della stragrande maggioranza della popolazione interessata all'autonomia che rappresentano, chiedono che, per dare ulteriore corso alla richiesta di autonomia in argomento, sia costituita una commissione paritetica come previsto dalla legge, a garanzia dei diritti di tutti.

In difetto di ciò, in subordine, chiedono che a detta richiesta non venga dato ulteriore corso, riservandosi in tal caso i sottoscrittori di presentare apposita istanza popolare per il conseguimento dell'autonomia nelle forme a loro più favorevoli previste dalla legge.

PRESIDENTE. A norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei Consiglieri presso la prima Commissione.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza

PORCU, Segretario:

"Interrogazione Casu - Ladu Leonardo - Cocco - Pubusa - Scano, con richiesta di risposta scritta sulla incompatibilità del consigliere di amministrazione del Banco di Sardegna, dott. Franco Masala alla elezione alla carica di Sindaco". (687)__________________

"Interrogazione Ortu - Demontis - Meloni - Planetta - Puligheddu - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sull'affidamento degli appalti di lavori di potabilizzazione del "Simbirizzi"". (688)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sull'ipotesi dell'ATI di cancellazione e variazione di orari e di voli da e per Alghero per il periodo estivo". (689)

"Interrogazione Marteddu, con richiesta di risposta scritta, sugli organi di informazione e poteri regionali". (690)

"Interrogazioni Morittu - Murgia, con richiesta di risposta scritta, sulla attuazione nei Comuni del disposto dell'articolo 35 delle norme di attuazione dei Piani territoriali paesistici". (691)

"Interrogazioni Casu, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dei collegamenti aerei dell'ATI da Alghero per Milano e Genova". (692)

"Interrogazione Amadu - Fadda Fausto - Lorettu - Meloni - Satta Gabriele - Tamponi - Dettori, con richiesta di risposta scritta, sulla lentezza nell'attuazione della legislazione regionale concernente incentivi alle imprese dei settori del commercio, del turismo e dei servizi e sull'urgenza dei provvedimenti". (693)

" Interrogazione Cocco - Dadea - Ruggeri - Serri, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi nell'esercizio della tutela paesistica''. (694)

"Interrogazione Pusceddu - Onnis - Desini - Mereu Orazio, con richiesta di risposta scritta, sulla vertenza sindacale dei lavoratori dell'impianto di potabilizzazione del Simbirizzi". (695)

" Interrogazione Cogodi - Morittu - Murgia - Salis - Urraci, con richiesta di risposta scritta, sulla vicenda relativa alla ineleggibilità del Sindaco di Sassari". (696)

" Interrogazione Salis - Urraci, con richiesta di risposta scritta, sulla moria di cavalli dei pascoli di "Tanca Regia" notoriamente infestati dalla ferula". (697)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di provvedimenti per venire incontro alle richieste dei piccoli pescatori di Porto Torres e Alghero". (698)

" Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nel pagamento delle spettanze relative al fermo biologico dovute ai pescatori sardi per lo scorso anno e sulla necessità di provvedimenti per risolvere la situazione". (699)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

PORCU, Segretario:

"Interpellanza Cuccu sui provvedimenti da adottare nelle aree agricole del Sulcis colpite da inquinamento da piombo". (379)

"Interpellanza Sanna - Amadu sulla necessità di localizzare nella Regione sarda un ufficio di corrispondenza dell'AIMA". (380)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

PORCU, Segretario:

"Mozione Onida - Zucca - Onnis - Atzori - Ferrari - Ortu - Manunza - Manca sulla sdemanializzazione del compendio demaniale marittimo in località "Marceddì" compreso tra la Torre Vecchia e Punta Caserma in Comune di Terralba". (159)

"Mozione Tamponi - Atzeni - Carusillo - Manunza - Piras - Serra Pintus sulla istituzione del Parco nazionale dell'arcipelago de La Maddalena e sulla necessità di apportare delle modifiche alle norme sulla sostituzione degli organi contenute nella legge-quadro 6 dicembre 1991, n. 394, sulle aree protette". (160)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 453.

Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente del Consiglio, mi rivolgo direttamente a lei, non solo come vuole la norma e anche la prassi, ma anche per una ragione più specifica e più propria. Noi abbiamo ricevuto, intorno alle ore 13 di oggi, una riformulazione dell'ordine del giorno dei lavori del Consiglio, riformulazione che - abbiamo appreso - è stata redatta stamane, e si comprende che, per varie ragioni, per disguidi tecnici, forse i telegrammi non sono pervenuti materialmente a tutti, alcuni Presidenti di Gruppo, fra i quali io stesso, non hanno potuto essere partecipi alla Conferenza dei Capigruppo, ma non è nulla di grave, è normale. Vero è che alcune volte, quando qualche Presidente di Gruppo non arriva lo si sollecita telefonicamente. Io ero in sede, però ci è stata fatta pervenire, alle ore tredici circa, una formulazione dell'ordine del giorno diversa da quelle che erano state più volte concordate, dopo discussioni approfondite, nella Conferenza dei Capigruppo, forse a tavolo più pieno, chiamiamolo così, visto che di questi tempi i tavoli sono nel gergo, vanno di moda. Nulla quaestio, cioè non faccio obiezioni neppure sulla formulazione dei venti punti all'ordine del giorno che si pretenderebbe di discutere in questi due o tre giorni di lavori del Consiglio. Non comprendo però la ragione per la quale il punto uno all'ordine del giorno è saltato, perché mi pare di ricordare che al primo punto all'ordine del giorno dell'attuale tornata fossero le comunicazioni che il Presidente della Giunta doveva rendere al Consiglio, ricomprendendo nelle sue comunicazioni due punti all'ordine del giorno che, se salta questo punto, devono essere immediatamente richiamati. Un punto era la mozione del Gruppo Rinascita e Sardismo sulla "Vertenza Sardegna", che figurava al primo punto all'ordine del giorno da tre, quattro mesi, e che sempre si è proposta in ragione della richiesta che avanzava la Giunta regionale di ordinare le idee, di ordinare le carte, di ottenere nel frattempo risultati, di fare un bilancio di fine legislatura, rimandando appunto a febbraio queste comunicazioni su cui il Consiglio avrebbe potuto esprimere la sua opinione, opinione politica ben si intende. L'altro punto all'ordine del giorno era "Proposte di modifica statutaria" presentato da diversi Gruppi, ivi compresi il Gruppo sardista e il Gruppo del P.D.S.. Si era ritenuto che queste questioni potessero essere ricomprese in un'unica discussione e quindi il punto primo, "Comunicazioni del Presidente" è comprensivo di altri punti che, se viene saltato non è che si eliminano. Se il Presidente della Giunta regionale, in tutt'altre faccende affaccendato o comunque sfaccendato da qualche giorno ma teso a riflettere su quello che è accaduto nei giorni scorsi, non intende, a nome della Giunta regionale, rendere queste comunicazioni, rivivono necessariamente nell'ordine del giorno i punti che c'erano prima, e il primo punto era la mozione del Gruppo Rinascita e Sardismo sulla vertenza Sardegna. Questo è un punto di correttezza politica e di regola, se no è troppo semplice: si cambia la denominazione delle cose, non per ricomprendere le cose, ma per eliminarle e questo non va bene. Io avevo anche pensato, ma mi pare che non sia così, che l'espressione "Comunicazioni del Presidente" al primo punto contenesse anche un errore, che fosse singolare e che invece avrebbe dovuto essere plurale. Avrei capito meglio se fosse stato "Comunicazioni dei Presidenti", perché non sarebbe del tutto inutile che entrambi i Presidenti, sia quello della Giunta che quello del Consiglio regionale dicessero - lo dicano se vogliono - al Consiglio regionale e quindi all'opinione pubblica sarda, perché mai fino a dieci giorni fa le istituzioni erano intoccabili e insostituibili, e la non insostituibilità e la non intoccabilità dei vertici istituzionali parevano essere cosa che avrebbe sconvolto la Sardegna, recato gravissimo danno all'economia, alla cultura e alle istituzioni e poi, nel giro di qualche ora, abbiamo visto, che sia il Presidente della Giunta regionale che il Presidente del Consiglio regionale erano autorevoli candidati alle elezioni politiche, la qual cosa comunque avrebbe decapitato le istituzioni, quelle che non si potevano toccare perché il momento era difficilissimo e delicatissimo. Però avevo capito male: è un singolare questo, non un plurale, quindi i Presidenti diranno, se vorranno dire, quando vorranno dire, ed è un'altra cosa. Mi pare invece di intendere che il primo punto riguardasse il Presidente della Giunta, il quale Presidente della Giunta, io chiedo che venga dal Presidente del Consiglio convocato in Aula e svolga le sue comunicazioni...

(Interruzioni)

Se il Consiglio regionale che è molto aduso a non essere attento vorrà per questi ultimi giorni di legislatura continuare su questa traccia...

(Interruzioni)

Io da domani mi porto un fischietto, mi porto un sasso. Ma la smetti Domenico Pili...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei non si deve rivolgere così ad un collega. La prego!

COGODI (Rinascita e Sardismo). Io non posso parlare in un'Aula nella quale io non riesco a esporre il mio pensiero.

PRESIDENTE. Lei lo ha già esposto, onorevole Cogodi, si accomodi.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Io a lei mi sono rivolto, e lei mi deve garantire la possibilità di esporre la mia opinione; io mi accomodo, le assicuro che sono comodissimo, però pretendo di poter parlare serenamente.

PRESIDENTE. Ha già consumato il suo tempo, serenamente, lei ha già parlato, lei non si deve rivolgere così ad un collega.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Ma come faccio a non rivolgermi a chi non mi consente di esprimere serenamente il mio pensiero al Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Lei ha già espresso compiutamente la sua opinione, permetta che il Presidente le risponda.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Io non è che permetto, pretendo che il Presidente mi risponda e quindi attendo la sua risposta.

PRESIDENTE. Adesso le rispondo, la ringrazio.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Io voglio che sia rispettato, perché ne ho diritto, l'ordine del giorno che era stato prefissato.

PRESIDENTE. Innanzitutto voglio ricordare al Consiglio che, in seduta plenaria, aveva deciso di mettere al primo punto all'ordine del giorno di questi lavori l'argomento che stiamo trattando, e il Consiglio è sovrano anche rispetto alla Conferenza dei Capigruppo; noi non avevamo inserito all'ordine del giorno né la vertenza Sardegna, né lo Statuto, non l'abbiamo mai iscritto all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio. Avevamo detto che la discussione sulla vertenza Sardegna e sullo Statuto si sarebbe dovuta fare il 22 febbraio, cioè oggi, poiché però la Conferenza aveva deciso di spostare di una settimana i lavori del Consiglio si era detto nella precedente Conferenza che la vertenza Sardegna e lo Statuto si sarebbero discussi nella seduta del primo marzo. Quindi stamattina, come siamo rimasti d'intesa quando abbiamo ricevuto le organizzazioni sindacali, la Conferenza si è riunita per vedere quali argomenti dovevamo inserire all'ordine del giorno di questa tornata. Ovviamente rimane l'impegno politico assunto dal Presidente della Giunta e dai Capigruppo di discutere dello Statuto, della vertenza Sardegna e il Presidente della Giunta può comunque, in qualunque momento, riferire al Consiglio se è pronto, anche in questa tornata eventualmente e aprire su questo argomento un dibattito. Questa era un'intesa che la Conferenza ha più volte ribadito, ma sulla data mi dispiace dire che quanto ha affermato il Presidente del Consiglio corrisponde a verità.

Discussione ed approvazione della proposta di legge Baroschi - Pusceddu: "Proroga della scadenza dei termini di cui alla legge regionale 14 settembre 1993, n. 41, concernente: "Norme in materia di organizzazione regionale e di incarichi di coordinamento" (453 B)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 453 B, relatore l'onorevole Baroschi.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare l'onorevole Baroschi, relatore.

BAROSCHI (P.S.I.), relatore. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, come ricorderete questo provvedimento era già all'esame dell'Aula e in una Conferenza dei Capigruppo si decise di rinviarlo all'esame della prima Commissione, in quanto erano state sollevate delle perplessità sia sul testo del proponente - l'articolo unico - sia su alcuni emendamenti che erano stati presentati per l'introduzione di un nuovo metodo di amministrazione, cioè il progetto obiettivo e, all'interno di questo, vedere di risolvere il problema della informatizzazione degli archivi che, fino alla fine di gennaio di quest'anno, erano stati affidati in appalto alla Cooperativa INFORMA. La Commissione ha preso in esame questo provvedimento e ha deciso, con l'ausilio dei rappresentanti della Giunta, di esitare il testo che adesso è sottoposto all'attenzione dei colleghi. Per quanto riguarda il differimento dei termini della legge regionale 14 settembre 1993 numero 41: "Norme in materia di organizzazione regionale di incarichi di coordinamento", è venuta da parte dei rappresentanti della Giunta una parola definitiva sulla utilità di questo tipo di provvedimento, perché per i coordinatori di servizio talune pratiche si erano già concluse, tra le altre invece non si erano potute concludere entro la data di scadenza dei termini e cioè il 6/7 gennaio di quest'anno, e quindi si era in un momento di indecisione su quale coordinatore di servizio doveva apporre la firma. Per questo la Commissione ha scelto l'articolo unico portando i termini al 31 ottobre 1994, comprendendo che stiamo andando ad un periodo abbastanza impegnativo per le istituzioni e che in questo momento non sarebbe opportuno avere questa scadenza. Si è quindi protratto il termine ben oltre la scadenza della legislatura in modo tale che, se sarà necessario, sia la nuova Giunta a definire queste pratiche. Si è poi aggiunto l'articolo 2, che è quello dell'urgenza, significando appunto che questo tipo di normativa richiede quanto prima una definizione legislativa. Questo per quanto riguarda il problema del differimento dei termini di cui alla legge 14 settembre 1993, numero 41.

La Commissione ha poi lungamente dibattuto sull'altro problema, e pur non comparendo nella proposta (diremo fra poco perché) si è discusso sulla necessità che anche il problema della informatizzazione degli archivi, venisse ricompreso, così come era stato sollecitato dalla Conferenza dei Capigruppo, in questo provvedimento. Devo dire che non c'è stata uniformità di posizioni da parte dei rappresentanti della Giunta, perché taluni ritenevano non urgente che si addivenisse a questa definizione e altri ritenevano invece che sarebbe stato opportuno mantenere questo problema all'interno di questo provvedimento. Si è pervenuti anche ad un'ipotesi all'interno della Commissione che vedeva definito il problema dell'autorizzazione alla Giunta per la definizione di progetti-obiettivo, senza la parte che riguardava specificatamente quella dell'informatizzazione degli archivi, approntando semplicemente la strumentazione legislativa e definendo il problema solo in questi termini.

Su questo c'è stato in un primo momento un consenso abbastanza ampio, poi ad un successivo approfondimento la Commissione, anche per sollecitazione del rappresentante della Giunta, ha ritenuto di non dover aggiungere questa parte al provvedimento. Questo è quanto definito dalla Commissione. Successivamente, il 17 febbraio 1994, è stato messo in carico alla stessa Commissione il provvedimento numero 476 presentato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, professor Collu "Razionalizzazione del sistema organizzativo e revisione della disciplina in materia di personale regionale", che in sostanza è il recepimento della legge numero 421. Leggendo sommariamente questo disegno di legge, in un articolo, esattamente il numero 45, la Giunta ripropone tale quale il problema, e non lo ripropone soltanto in linea generale - l'approntamento di un sistema di assunzioni a termine che riguardino progetti-obiettivo - ma anche qui, così come era stata formulata la prima stesura degli emendamenti presentati in Aula, prevede che, in sede di prima applicazione si faccia deroga alla legge numero 12 andando al reclutamento con concorsi pubblici riservati ai soggetti che hanno lavorato continuativamente per almeno un anno. Ripropone quindi quasi esattamente l'emendamento presentato in Aula. Per questo io mi sono fatto promotore di un'iniziativa in Aula, perché mentre la Commissione ha deciso che questo era un problema che non doveva essere inserito in questo provvedimento, di fatto la Giunta con la sua proposta non ripropone la normativa di carattere generale, ma ripropone la normativa di carattere particolare spostata soltanto in un successivo provvedimento che deve ancora essere esaminato dalla Commissione. Ora delle due l'una: o inseriamo nel contenitore legislativo giusto, che è quello di carattere generale, tutta la normativa che attiene i contratti a tempo determinato, offrendo all'amministrazione questo tipo di strumento che tra l'altro serve al contenimento dei costi, senza entrare nel particolare che dovrebbe risolvere il problema dei dipendenti della ex cooperativa INFORMA, oppure si affronta questo. Cioè o questo Consiglio decide che non è questo il momento di affrontare un problema particolare e lo accantona e rinvia il tutto a quando la normativa ci sarà, oppure affronta il problema per quello che è. La Commissione ha deciso con il conforto del rappresentante della Giunta che non è opportuno utilizzare un veicolo legislativo, e allo stesso tempo arriva dalla Giunta un disegno di legge che invece prevede nel particolare di risolvere il problema, sapendo molto bene che i tempi di approvazione di questo secondo disegno di legge saranno molto lunghi, perché è una normativa di carattere generale di particolare delicatezza, e cioè il recepimento della legge sul pubblico impiego numero 421. Per questo mi sono fatto promotore di quest'iniziativa che perlomeno impone all'Aula di discuterne, perché su questo avevamo rinviato il provvedimento in Commissione. Decida l'Aula se è il caso di affrontare il problema oppure no, perché veramente un atteggiamento di questo genere lascia il sottoscritto al quanto perplesso. Mi è stato detto, l'ho letto anche sui giornali, c'è stata una nota di un Capogruppo che dice che in questo periodo non si devono e non si possono affrontare problematiche che attengono al personale. Io personalmente non ho nessun problema di affrontare temi del personale, né adesso, né all'inizio di legislatura, né nel corso della legislatura, per me sono tutti periodi uguali, io non ho secondi fini e non capisco perché ci deve essere una vacanza di decisioni in merito. Ritengo che le questioni, se affrontate in maniera corretta, non possano dar luogo ad alcun sospetto, purché però si affrontino per quello che sono. Certo, se ci andiamo con secondi fini, il sospetto può sorgere. Perciò, signor Presidente, prima del passaggio all'esame degli articoli, io mi farò promotore di due emendamenti che imporranno all'Aula di decidere in merito, in modo tale che ci si decida a dire se il problema va affrontato o no; se non li presentassi, succederebbe una cosa abbastanza strana e cioè che il problema qui non esisterebbe, ma non esiste il chiedo alla Giunta di non presentare provvedimenti che ripropongono dopo mesi o settimane lo stesso identico problema; se l'avesse fatto solo per la questione di carattere generale avrei compreso, ma avendo inserito un comma che vuole risolvere il problema specifico, tanto vale affrontare quello oggi, piuttosto che fra mesi quando non saremo più tenuti a farlo.

PRESIDENTE. Onorevole Baroschi, se deve presentare questi due emendamenti, che stravolgono l'impianto della legge, è meglio presentarli in modo che i colleghi le abbiano subito.

BAROSCHI (P.S.I.), relatore. Non stravolgono affatto la legge.

PRESIDENTE. Me lo auguro. E' iscritto a parlare l'onorevole Pubusa. Ne ha facoltà.

PUBUSA (P.D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, francamente l'intervento del collega Baroschi, che tra l'altro è Presidente della prima Commissione, mi lascia assolutamente perplesso, anzi direi che mi sorprende. E' vero che in quest'Aula nulla ormai deve più sorprendere ma il ragionamento è privo di qualsiasi logica e di qualsiasi buon senso. Perché dico questo? Perché in Commissione abbiamo affrontato questo problema dell'INFORMA e cioè dell'emendamento che era stato presentato alla proposta di legge che stiamo esaminando. Il giudizio che è stato dato in Commissione su questo emendamento è stato severissimo; in non voglio qui ripetere le cose che abbiamo detto ma c'è stato qualche ex Assessore che ha pronunciato, in quella sede, delle frasi che hanno indotto la Commissione a esaminare il problema al fine di stabilire se vi erano o meno gli estremi per rinviare gli atti alla Procura della Repubblica, posto che, come i colleghi sanno, quando svolgiamo questa funzione siamo anche dei pubblici ufficiali. Questo per dire quale è la gravita della valutazione che la Commissione ha fatto in ordine a questa vicenda della cooperativa INFORMA e quale è il giudizio che in Commissione è maturato quando abbiamo deciso di non procedere in questa valutazione. Per intenderci, un ex Assessore, l'onorevole Merella, ha detto che quando era Assessore venivano inviate nel suo Assessorato persone che lui non aveva mai richiesto, che non servivano. Non c'erano scrivanie, non c'era nulla per riceverle, tuttavia vi era chi spingeva perché venissero impiegate e l'onorevole Merella ha detto anche che, ad un certo punto, ha dovuto prendere una ferma e formale posizione per dire che chi non era richiesto e non serviva non doveva prendere servizio. Ci è stato anche detto che quando si è iniziato in questa cooperativa c'erano una ventina di persone e che, successivamente, con assunzioni clientelari ed inutili si è giunti al numero di circa 200-250. Questa è la valutazione che in Commissione si è fatta e su queste affermazioni ci si è soffermati per valutare se ci fossero gli estremi per trasmettere il tutto alla Procura della Repubblica. Vi è stato poi un intervento della Giunta per bocca dei due Assessori presenti, Collu e del neo Assessore socialista, il dottor Cabras, i quali hanno concordato con noi sulla necessità di accantonare la questione della cooperativa INFORMA. L'assessore Collu ha anche convenuto con la Commissione che si trattava di un problema che presentava dei contorni poco chiari o anzi abbastanza chiari per dire che era una cosa che non si doveva fare. Tuttavia i due Assessori hanno sottolineato la necessità di non buttare il bambino con l'acqua sporca, e cioè hanno affermato che una cosa è un emendamento con cui si vuol coprire con lo strumento legislativo, che ci esenta da responsabilità penali, un atto che sicuramente o con forte probabilità integra gli estremi del reato penale, altro è, col consenso successivo dalla Commissione, vedere se possiamo salvare l'idea del progetto speciale di cui le amministrazioni si stanno dotando a tutti i livelli, per cui non si capisce perché dovrebbe privarsene l'amministrazione regionale. La Commissione ha concordato con i due Assessori sull'opportunità della presentazione di un progetto di legge che, accantonando la questione specifica dell'INFORMA, affrontasse però il problema della dotazione anche nella nostra Regione dei progetti speciali. Qui ci siamo fermati, onorevole Baroschi, l'assessore Collu ha presentato un disegno di legge, lei quale presidente della Commissione ha avuto l'opportunità prima di noi di esaminarlo, personalmente non so cosa vi sia contenuto e se l'onorevole Collu abbia surrettiziamente rinserito la questione dell'INFORMA. Io, conoscendo la persona, escludo che abbia fatto tanto, salvo che non abbia capito bene, se l'hanno fatto gli uffici, che cosa c'è nelle virgole e nei punti, perché talvolta può succedere anche questo. Onorevole Baroschi la Commissione è lì per esaminare questo progetto e, stante l'orientamento già manifestato, sicuramente per tagliare con decisione quella parte che surrettiziamente volesse reintrodurre la questione dell'INFORMA. Ma che lei, onorevole Baroschi, utilizzi questo argomento per presentare lei in Aula l'emendamento sull'INFORMA, francamente mi sembra un modo di ragionare totalmente paradossale e incomprensibile. Si imputa alla Giunta di voler fare una cosa che la Commissione ha unanimemente bocciato e il Presidente della Commissione trae spunto da questo per presentare egli stesso, in forma più chiara, quell'emendamento che è stato bloccato. Io non voglio spendere altri argomenti per dire che mi pare del tutto paradossale. D'altra parte nella qualità di presidente della Commissione, francamente mi sembra anche che sia un atteggiamento che pone la Commissione e tutti i commissari in una posizione di estrema difficoltà. Si abbia la pazienza che abbiamo detto si deve avere in questi casi, si esamini il disegno di legge, in quella sede riaffrontiamo tutta la materia ed assumeremo in merito le decisioni più opportune.

Io voglio concludere questo mio intervento dicendo che, secondo quanto la Commissione unanimemente ha detto, sempre che il Consiglio lo ritenga opportuno, perché è sovrano, approviamo la proposta di legge nei due articoli che riguardano i coordinatori. Per quanto riguarda la materia afferente ai progetti speciali, la Commissione è stata investita della materia tramite il disegno di legge della Giunta, esaminiamo, senza pregiudiziali, la materia di Commissione. L'onorevole Baroschi del resto è il presidente della Commissione, in questa materia, salvo qualche dissenso, abbiamo sempre marciato abbastanza spediti, non vedo per quale motivo si debba argomentare in questo modo assurdo e, mi consenta, onorevole Baroschi, anche offendere i membri della Commissione che con lei hanno concordato queste cose, presentando un emendamento che francamente appare a questo punto del tutto inaccettabile e insostenibile. Quindi io pregherei di attenerci all'ordinamento che la Commissione stessa aveva definito; se la Giunta non è stata ai patti con quel disegno di legge, lei onorevole Baroschi sa benissimo che avrà dei solerti sostenitori quando si tratterà di cassare quelle parti che eventualmente l'Assessore abbia voluto di nuovo infilare in quel disegno di legge. Quindi invito l'onorevole Baroschi ad attenersi a quanto la Commissione ha deliberato e a desistere dal suo intendimento di presentare un emendamento che riproponga oggi in Aula questa questione piuttosto spinosa e delicata della cooperativa INFORMA.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Intanto, signor Presidente, io sottopongo ancora una volta all'attenzione dei colleghi consiglieri un fatto strano. Ho sentito un intervento diffuso, articolato da parte del relatore che però, non ha parlato di questa legge, ho sentito un primo intervento nel corso della discussione generale ugualmente appassionato e articolato, e ancora una volta riguardava cose che in questa legge non ci sono. Siccome io so che quando si illustra una legge o si interviene su una legge si deve parlare della legge, sto cercando ancora di capire quale è l'opinione del relatore e di chi è intervenuto su questa legge, non su articoli che non ci sono. Ho sentito parlare di emendamenti che sono annunciati - e sono annunciati da mesi questi emendamenti - però formalmente non ci sono; nessuno li ha visti.

Si è ripercorsa la discussione che si è fatta in Commissione, cosa di cui l'Aula può essere anche informata ma non è indispensabile, se poi la norma che il Consiglio deve valutare e approvare non c'è, anche i pareri che si sono confrontati in Commissione nulla rilevano in Aula. Si sta discutendo di una cosa inesistente allo stato delle cose, io questa questione la pongo perché non è solo questione di andare fuori tema, è questione di non capirsi sulle cose di cui si deve discutere. Io trovo all'ordine del giorno del Consiglio una legge che ha un titolo e due articoli, uno dei quali è relativo all'urgenza. Non trovo null'altro, nessun altro emendamento che sia stato presentato, non posso discutere di cose che non ci sono. Non è che qui stiamo discutendo di un morto, di un morto si può discutere perché è vissuto, e nel bene e nel male ha lasciato una traccia. Qui stiamo discutendo di un non nato del quale non si sono manco mai intraviste le sembianze. E come si può discutere di un non nato, di qualcosa che è solo nato nella mente di qualcuno e non viene esplicitato? Quindi, per favore, chi ha da proporre emendamenti li proponga, in modo che se ne possa discutere e magari, se fossero stati già presentati, visto che sono stati annunciati, se ne potrebbe anche tenere conto nel corso della discussione generale se no si tratteranno successivamente. Questo per non dare sempre l'impressione che in questo Consiglio continui in parte, non dico interamente, a esprimersi in modo schizofrenico. Già il clima è pesante la stagione è difficile, se poi si complicano ancora anche i giorni residui di lavoro di questo Consiglio in tal modo, io credo che riusciremo davvero a fare poco. E se questo è l'inizio della fase ultima di esistenza di questo Consiglio regionale tanto vale prenderne atto e andare a casa - è un modo di dire, poi ognuno vada dove vuole - magari due settimane prima; si perde meno tempo, si consuma meno energia elettrica e forse si faranno meno danni. Io mi sto chiedendo, signor Presidente, di cosa sta discutendo il Consiglio perché finora si è discusso di cose che il Consiglio non conosce, invece io voglio tornare al punto che è questa legge e solo a questo per ora. Quando ci saranno altre norme mi riservo di discutere e di dire la mia opinione che pure ho, in modo preciso, su queste altre norme che sono state annunciate qui e all'esterno da mesi, dicendo che è tutto fatto. L'Assessore gira con un foglio in mano e dice: questa è una legge che abbiamo pensato per voi. Ma dov'è la legge? Questa Giunta sarà pure tecnica quanto si vuole ma pur essendo tecnica non può sapere che le proposte di legge sono tali quando sono formalizzate, quando chiunque può prenderne visione e quindi sapere come eventualmente si deve pronunciare. I foglietti volanti appartengono ad un'altra pratica e ad un'altra grammatica. Quindi discutiamo di questa legge non del non nato articolo che è sullo sfondo di cui si dovrà parlare quando sarà formalizzato. Allo stato noi abbiamo questa legge un pochino striminzita contenuta in tre righe di una semipagina Io ho contato quindici parole compresi gli articoli, tre numeri e tre virgole. Questa è la legge in discussione. Pare una cosa del tutto innocua, qualcuno l'ha pensata come un chiodo al quale poter agganciare chissà quali pesi, ma non è solo così. Questa legge ha delle implicazioni, nelle sue due righe e mezzo, che il Consiglio deve discutere, innanzitutto, perché di questo si sta parlando e io non vorrei che la nostra attenzione venisse distratta da una questione importante che deve essere trattata come articolo 2 o come emendamento se viene presentato, e nella indifferenza o nella complice distrazione si ritenesse che questo articolo non ha nessun valore. Invece non è così. E' sull'articolo che io intendo per intanto intervenire, questo articolo presentato non dalla Giunta ma elaborato dalla Commissione. Quando ci è pervenuta la prima volta qualche mese fa questa legge che è scaturita dalla prima Commissione consiliare riportava diversi nomi, poi in una successiva stesura abbiamo visto nomi tolti con la scolorina, l'elenco dei presentatori si è assottigliato e oggi arriva in Aula con due nomi: Baroschi, Pusceddu. Cioè la proposta che inizialmente era della Commissione si è ridotta alla proposta Baroschi, Pusceddu che, politicamente, dovrebbe essere un nome solo visto che Baroschi e Pusceddu si sono politicamente federati. Questa legge apparentemente ripeto pare ininfluente. I consiglieri regionali, qualunque cosa io dica, lo so già, continueranno a tenere la loro mente occupata da tante altre cose che ritengono più importanti, per cui continueranno a parlare tra loro, a fare...

(Interruzioni)

Poi il Presidente se la prende con me se io non riesco ad esprimere il mio pensiero, ad essere coerente, lineare nel mio esporre, perché se uno viene distratto, disturbato finisce che si innervosisce anche lui, non dice le cose in modo giusto e finisce per disturbare. Io, davvero, Presidente, pongo questo problema, inutilmente pongo questo problema, perché lei dall'alto vede...

PRESIDENTE. Onorevole Manchinu, la prego di prendere posto.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Abbiate pazienza, colleghi, non è che dobbiamo sopportarci troppo a lungo ancora, quindi usiamoci questa cortesia: nei pochi giorni di lavoro del Consiglio che restano, se il Consiglio deve discutere e deliberare, ascolti. Ognuno faccia quello che vuole però faccia finta di ascoltare, dorma, però faccia finta di ascoltare, più o meno come fanno i ragazzi non proprio diligenti a scuola, perché io, lo sapete, non è che mi sono inventato l'idea di esprimere la mia opinione, l'opinione del Gruppo Rinascita e Sardismo, sulle leggi in questa occasione. E' due anni che noi conduciamo un'opposizione seria, argomentata, è da quando esistiamo che noi abbiamo garantito un'opposizione; abbiamo mantenuto aperta, dando il nostro contributo, una dialettica politica in questo Consiglio, perché la larga, larghissima alleanza in quest'Aula ha introdotto un processo di deresponsabilizzazione che arriva al limite del menefreghismo - mi si scusi per la parola - tanto qualunque cosa qui entri, di riffa o di raffa, una maggioranza raccogliticcia, occasionale, si forma sempre, non una maggioranza politica, non quella che in democrazia dovrebbe legittimare una Giunta regionale, quasi che il governo di una regione fosse indifferente rispetto alla qualità del sostegno politico che la deve legittimare. Ma siccome questi argomenti della legittimazione della responsabilità, del funzionamento delle istituzioni sono argomenti che non appassionano più nessuno, pazienza! C'è ancora qualcuno che insiste nel crederci e si sforza di richiamare ancora questi valori. Io mi chiedo, per esempio - prendo l'Assessore che mi è più vicino - assessore Demuro, ma lei lo sa chi deve rappresentare in quest'Aula? Ma lei sa davvero, in coscienza, qual è la base politica che la sostiene in quel ruolo? Lei non lo sa, perché non lo può sapere, e così ogni altro. Vivete in un limbo, in una incoerenza, in una incoscienza, che ha superato il limite perché qui una maggioranza che abbia una coesione politica non dico grande, enorme, come pensavate, ma neppure appena sufficiente non c'è e lo sapete. Non c'è, la maggioranza è una finzione e quindi è una finzione tutto quello che la maggioranza esprime, a partire dalla Giunta e voi state esercitando non una responsabilità ma una totale irresponsabilità sul piano politico; sul piano formale che le stelle vi assistano. Però su questo torneremo anche in questi giorni perché pensavo, vedendo all'ordine del giorno, oggi, al primo punto "Comunicazioni del Presidente", che fosse del tutto ovvio che il Presidente venisse in Aula e con poche parole sobrie come sa dire lui, dicesse: "Siamo arrivati alla conclusione di questa fatica. Il Presidente si dimette e ovviamente con esso la Giunta". Non mi sono neanche preoccupato più di tanto di chiedere cosa significava perché immaginavo ovvio il fatto che il Presidente della Giunta oggi rendesse al Consiglio le proprie dimissioni, sapendo ormai, di non rappresentare più una maggioranza politica che legittimi un Governo. Non è accaduto; il Presidente del Consiglio dice che il primo punto dell'ordine del giorno è dato per errore. Però mi consenta, signor Presidente del Consiglio...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non è un errore. Ogni volta che convochiamo il Consiglio ci sono le comunicazioni del Presidente del Consiglio, che riguardano le mozioni, le interpellanze, i congedi.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Ho capito, è stato un errore mio, anch'io posso sbagliare, tutti posiamo sbagliare e io mi faccio carico del mio errore. Però io, erroneamente, avevo ritenuto che fosse ovvio che il Presidente della Giunta, oggi, dovesse rendere le sue dimissioni al Consiglio e all'opinione pubblica che questo aspetta, che si chiede di chi è, a chi appartiene questa Giunta regionale. Risposta non ce n'è, perché se i consiglieri regionali dovessero alzare la mano e pronunciarsi a uno a uno io credo che non si troverebbe chi dica "Questa Giunta è mia, mi appartiene". Partiamo dal P.D.S.: penso che Scano e Ruggeri direbbero che non gli appartiene. E così se andiamo all'altra banda, Usai dirà forse: "La Giunta è mia?". Ma manco per idea! Un pezzetto, una quota azionaria forse ma non la Giunta nel suo insieme.

BAGHINO (P.P.I.). Perché non lo chiedi a me?

COGODI (Rinascita e Sardismo). Perché tu sei il decano e quindi non ti chiedo niente.

BAGHINO (P.P.I.). Allora peggio per te!

COGODI (Rinascita e Sardismo). Sei il decano, sei oltre.

Torniamo quindi alla condizione nella quale il Consiglio dovrebbe, invece, affrontare - si dice - argomenti importanti e rilevanti, leggi di fine legislatura che abbiano nerbo, che abbiano sostanza. L'altro ieri siamo stati anche convocati da Confindustria e sindacati insieme; tutti i Gruppi, la Giunta, la Presidenza del Consiglio, convocati in seduta, quasi solenne con sindacati dei lavoratori e imprenditori associati che chiedevano a tutti i Gruppi indistintamente: "Non ci interessa chi è maggioranza, chi è opposizione". Ma che bella cosa questa: quando c'è da esercitare responsabilità non importa chi è maggioranza e chi è opposizione; quando si fanno i convegni sì che importa, quando si fa la pubblicità cosiddetta istituzionale sì che importa; quando si sale sulle macchine di rappresentanza e i funzionari della Regione, e i capi di Gabinetto - quelli che si chiamavano fino a ieri portaborse - sono candidati alle elezioni per il rinnovo del Parlamento nazionale, questo sì che importa. Allora sì che si vede la differenza fra una maggioranza e un'opposizione. Ma, se c'è una responsabilità da esercitare, sindacati dei lavoratori e padroni associati dicono: "Non ci importa chi è la maggioranza e chi è opposizione". Dopo tre giorni leggiamo i giornali e quei signori sono tutti candidati nei loro rispettivi partiti con la sigla: candidato CISL, candidato UIL, candidato Confindustria. Erano tutti insieme schierati l'altro giorno a chiedere al Consiglio un atto grande di responsabilità: approvare ventiquattro leggi, l'elenco che hanno portato. Tutte le riforme istituzionali, tutte le riforme economiche, tutte le riforme sociali che questo Consiglio e le sue maggioranze non hanno voluto fare in cinque anni le doveva approvare in cinque giorni! E infatti qualcuno si è permesso di dire: "Siamo d'accordo, però rimanete anche voi, così ci date una mano. Rimanete qui, non è che mentre noi esercitiamo la responsabilità, approviamo le leggi che chiedete, voi ve ne andate in giro a dire o a fare altre cose". Infatti così è accaduto. Si dirà che questa è la vita e bisogna prenderla con filosofia, ma anche le filosofie sono alternative.

Proposta di legge numero 453/B Baroschi - Pusceddu: "I termini di cui al comma 6 dell'articolo 1 della legge 14 settembre 1993 numero 41, sono prorogati di 90 giorni". Se un cittadino legge questo articolo - perché di questo stiamo discutendo, la legge finisce qui - se non è dottore in leggi o un funzionario medio-alto del Consiglio, non capisce nulla perché è scritto come si usa scrivere le leggi clandestine, per numeri e per codici in modo che non si capisca. Guai cioè se il cittadino normale capisce! Non deve Capire! Ma un legislatore ha il dovere di documentarsi, deve andare oltre il numero e capire. Questa legge, tutto sommato, qui inizia e qui finisce, cioè prevede di prorogare di novanta giorni il termine per la nomina dei coordinatori dei servizi, cioè dei capi degli uffici regionali. Considerando che i 90 giorni, da quando si è presentata la legge, sono già decorsi si direbbe che questa legge non serve più a nulla. Sono già prorogati, però 90 erano e 90 rimangono...

(Interruzioni)

La legge dice per 90 giorni. Adesso i colleghi Lorettu, Usai, Sechi, Tamponi e Sanna, mi pare, se questo è l'emendamento, cioè la parte democristiana, il P.P.I., il Centro, cioè la parte moderata, almeno io così la considero, moderata nel senso che non è esagitata, nel senso che è tranquilla, calma, dicono: "Non 90 giorni, facciamo 120 giorni, così abbiamo più tempo". Siccome mi pare che le elezioni regionali siano fissate a maggio, così ho letto sui giornali, 120 giorni vuol dire darsi tempo per la nomina dei dirigenti degli uffici regionali fino al giorno prima delle elezioni. Chiaro? Almeno il calendario non è opinabile, il tempo è quello! Ma signori che dite di governare la Regione e di garantire la funzionalità degli uffici della Regione, perché in questi cinque anni non siete riusciti a fare queste nomine, ad ordinare almeno approssimativamente gli uffici, portare un poco avanti un'azione di riordino che è difficile - io so che è difficilissimo - però era almeno avviata? Perché avete scomposto e disordinato tutto, in questa Regione dove non funziona più nulla? Sapete che non funziona più nulla e volete nominare il giorno prima delle elezioni i capi degli uffici. Ma di quali uffici? E quali capi? Partiamo dagli uffici: una legge, che non è legge della Repubblica iugoslava, che è dilaniata dalla guerra, ma che è legge della Repubblica italiana, che guerre ne ha pure ma di diversa natura, la legge numero 421 del 1992 - quindi siamo a quasi due anni, cioè a settecento giorni, non ai nostri novanta giorni -.

Presidenza del vicepresidente Serrenti

(Segue COGODI.) Questa legge obbliga la regione, signor Assessore della riforma della regione, obbliga lei che deve garantire il rispetto delle leggi, obbliga lei non a citare autori stranieri - cosa importantissima e noi la applaudiamo, perché lei è colto - ma obbliga lei a rispettare le regole, e quindi a presentare a questo Consiglio regionale le norme di recepimento della legge numero 421, che è la legge quadro nazionale di riforma della pubblica amministrazione, ivi comprese le regioni...

COLLU UGO, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Già fatto, la proposta è in Commissione.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Dove è fatto? E' andata alla Commissione, non è qui. Che cosa dovrebbe fare il cittadino sardo che ha una Regione che non funziona perché queste norme non arrivano in Aula? Ci dovrebbero essere da quasi due anni. E lei sa che il recepimento della legge quadro sul pubblico impiego riordina la dirigenza ma, prima di riordinare la dirigenza, di riordinare gli uffici, di verificare i carichi funzionali di lavoro, obbliga alla verifica di produttività. Il riordino della dirigenza segue. Che cosa dovrebbe dirigere il dirigente se non c'è l'ufficio in capo a cui deve essere posto? Questa legge è logica, avrà come tutte le leggi i suoi pregi e i suoi difetti, la valuteremo quando si dovrà discutere, quando la Giunta si degnerà di assolvere al ruolo di Governo e non di megafono di mera propaganda di cose che non fa e che annuncia di fare. Intanto ci sono due anni di ritardo sul riordino degli uffici regionali, e si vogliono nominare i capi senza avere gli uffici, si vogliono promuovere gli autisti senza avere la macchina E questo non è possibile, ma voi insistete e volete ancora prorogare i termini fino al giorno prima delle elezioni per nominare cento, duecento dirigenti, quelli che vorrete. Alcuni dirigenti della Regione li avete sistemati, non so se per le feste o per i giorni feriali, candidandoli alle elezioni. Voi siete Assessori tecnici, perché si è detto che i politici dovevano stare qui nell'Aula sui banchi del Consiglio e adesso i vostri funzionari, alcuni altissimi funzionari, sono candidati alle elezioni, avendo in mano l'amministrazione nel denaro pubblico. Sono persone correttissime di cui tutti abbiamo stima, ma per quanto abbiamo detto, non era corretto che accadesse questo fatto, non era corretto perché contrasta con tutto quello che si è detto nello sforzo di trovarsi almeno su alcuni punti essenziali della così detta riforma della politica. E' che, quando si parla di queste cose, quelli che vanno di più alle conferenze, che passano di più per riformatori poi non aprono il giornale, non aprono neppure la mente, e non dicono una parola quando si verificano queste lesioni, perché quelle che sono in campo sono lesioni dello spirito di riordino e di riforma della politica, che gli alti funzionari della Regione siano immessi nell'agone politico delle forze politiche che governano la Regione per ricavare beneficio elettorale dalla funzione amministrativa che questi alti funzionari hanno svolto per tanti e tanti anni, è sbagliato però è in linea con quello che state facendo, quindi rimane sbagliato ma è coerente, però voi con questa legge vorreste nominare i capi senza avere gli uffici. Aggiungo, a titolo di informazione al Consiglio - penso che lo confermerà l'Assessore quando replicherà - secondo quanto è di mia conoscenza - e la mia è la conoscenza ordinaria, di chi legge i giornali ed approfondisce qualche articolo di legge, senza canali riservati di informazione - che è notizia, anche se non è notorio ancora, che circa dieci giorni fa il Tribunale Amministrativo della Sardegna abbia annullato la graduatoria della qualifica dirigenziale. Quindi se è annullata dal TAR la graduatoria della qualifica dirigenziale, allo stato delle cose - poi si potrà ricorrere ed andare al Consiglio di Stato - allo stato delle cose giuridicamente questa Regione non ha la graduatoria dei dirigenti da cui poter attingere in modo corretto per nominare i capi degli uffici, non ce l'ha.

Allora, perché volete questi novanta o centoventi giorni per nominare i dirigenti degli uffici? Annullata la graduatoria della qualifica dirigenziale, in questa Regione, quelli che sono stati regolarmente nominati con atto formale restano dirigenti e altri non ne potete nominare perché non c'è la graduatoria, perché il TAR l'ha annullata su ricorso di chi ha rappresentato illegittimità e illegalità. E voi vorreste aggiungere rischio a rischio, irregolarità e inopportunità a irregolarità già avvenute e ad altre inopportunità. In buona sostanza, il TAR ha annullato la graduatoria della qualifica dirigenziale - e l'ha annullata adesso, in questo lasso di tempo tra l'ultima tornata di lavori del Consiglio e questo, questa legge non è neanche più attuale. Voi sapete che se non si corre ai ripari...

(Interruzioni)

Assessore, potrà non essere esattamente così ma le assicuro che è quasi così, che nel frattempo, se voi non ponete altro rimedio alla direzione degli uffici regionali, la conseguenza, lo sapete bene, è che la firma degli atti torna agli Assessori. Non sarete tutti d'accordo, io lo so che non siete tutti d'accordo, ma la firma torna agli Assessori e voi sapete che questo Consiglio aveva già fatto una riforma decidendo che la firma non dovesse essere degli Assessori. O ritenete che la firma debba ritornare agli Assessori anziché ai funzionari e ai dirigenti proprio in questa lunga, difficile campagna elettorale? Pensate che possa consentirsi una cosa del genere? Questo accadrà in Regione, quindi colleghi della maggioranza, dite alla Giunta che ritiri questo articoletto e lo riproponga trovando il modo di garantire la legalità in Regione in questa fase delicata, senza che sia consentito che la firma torni, per via del pronunciamento del TAR, agli Assessori nei prossimi mesi. Il Consiglio è avvertito, l'opinione pubblica lo sa, non si dica che è accaduta una cosa grave che purtroppo vi era sfuggita. Non vi è sfuggita, lo sapete. Io sono sicuro che molti lo sapevano già e forse questo serve proprio per agevolare questa cosa che è una cosa comunque mal fatta. Questo è il senso del mio intervento sull'articolo di cui si compone attualmente questa legge; quando si presenteranno nuovi articoli, quando il non nato sarà più nascituro ma almeno bambinello, allora lo vedremo e vedremo anche di accarezzarlo anziché maltrattarlo.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

COLLU UGO, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, debbo alcune spiegazioni prima all'onorevole Baroschi riguardo a quell'articolo compreso nel recepimento della legge numero 421 e che l'onorevole Baroschi avrebbe voluto riportare come emendamento a questa legge. Il recepimento della legge numero 421 è pervenuto alla Commissione soltanto l'altro ieri, con molto ritardo perché la Giunta l'ha già evaso circa 20 giorni fa e quell'articolo è precedente alla discussione in Commissione descritta fedelmente dall'onorevole Pubusa.

Quella discussione in Commissione ha lasciato dei segni perché neppure la Giunta era a conoscenza di tutto quello che in quella seduta è stato registrato e poi riesaminato anche attraverso la trascrizione della registrazione. E' stato ancora fedele l'onorevole Pubusa quando ha detto che la Giunta ha convenuto che non si poteva mirare l'emendamento sui lavoratori della cooperativa INFORMA, ma non si poteva neppure non tenere conto di una situazione reale e che quindi non si poteva - ripeto le parole dell'onorevole Pubusa - gettare il bambino con l'acqua sporca. Per questa ragione noi abbiamo convenuto che si dovesse recepire una legge nazionale, la numero 554, poi attuata nel decreto numero 127, che è ampiamente utilizzata in tutta Italia e che concerne i progetti-obiettivo. Ma trattandosi di una legge di recepimento, di una legge di princìpi, noi abbiamo ritenuto che la sua giusta collocazione andasse nel recepimento della legge 421; e così abbiamo fatto riproponendo in Giunta quell'articolato. Arriverà in Commissione come emendamento a quell'articolo. Questo per quanto riguarda il primo punto.

Per quanto riguarda la nomina dei coordinatori, io ricordo che la procedura per la nomina dei coordinatori di servizio è una procedura lunga che noi abbiamo avuto soltanto il torto di portare a compimento, perché si deve ricordare che quell'adempimento è dovuto fin dal 1978. Ci sono delibere di Giunta, ci sono ordini del giorno del Consiglio, ci sono risoluzioni della prima Commissione perché queste nomine si compissero e noi abbiamo portato a compimento quella procedura che riteniamo ancora giusta e valida. Non penso che l'amministrazione regionale si paralizzi perché attualmente non tutti gli Assessorati hanno adempiuto a queste nomine. Si pensi che dal 1978 ad oggi, su 68 servizi, soltanto 13 avevano il coordinatore e la Regione non si è paralizzata. La situazione non potrà peggiorare. Si pensi anche che, in tutto questo periodo, si è andati avanti senza un regime di certezza giuridica, con nomine che, pure essendo affidate alla responsabilità degli Assessori, non possono sempre presentare una piena trasparenza e soprattutto la piena condivisione da parte degli altri dipendenti e la parte dello stesso Consiglio. In ogni caso si è fuori da ogni certezza di regole comuni e condivisibili. Quindi noi riteniamo che, in ogni caso, questa procedura debba essere portata avanti e se si è convenuto con la Commissione che si protraessero i termini è soltanto perché ci sono dei casi oggettivi di difficoltà. Alcuni Assessorati erano vacanti e quindi gli Assessori non hanno potuto adempiere alle formalità cui dovevano adempiere. La situazione a questo momento - io ve la descrivo velocemente - lascia intravedere la possibilità, entro due o tre mesi, a compiere tutte queste operazioni. C'è l'Assessorato ai lavori pubblici che ha già adempiuto completamente, cioè ha già completato la graduatoria l'ha trasmessa alla Corte dei conti per l'approvazione. Altri cinque assessorati (affari generali, agricoltura, bilancio e programmazione, industria e turismo) hanno le nomine pronte. Altri assessorati (ambiente, enti locali, pubblica istruzione e trasporti) sono in procinto di concludere, gli unici che hanno qualche difficoltà sono gli Assessorati del lavoro, dell'igiene e sanità e la Presidenza della Giunta. Per quanto riguarda la notizia che l'onorevole Cogodi ha dato, che il TAR avrebbe annullato la graduatoria, dal 31 dicembre la graduatoria è stata aggiornata. L'errore era stato già rilevato dall'amministrazione. E' stata aggiornata perché i cessati non erano stati tolti dalla graduatoria e noi pensiamo che anche questa difficoltà, rispetto alla sentenza del TAR sia superata.

COGODI (Rinascita e Sardismo). I cessati chi sono? I morti?

COLLU UGO, Assessore degli affari generali, personale e riforma della regione. No, sono quelli usciti dall'amministrazione; cinque.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà

COGODI (Rinascita e Sardismo). Com'è prassi, chiedo che fra la conclusione della discussione generale e il passaggio all'esame degli articoli si sospende la seduta per 10 minuti per consentire la presentazione degli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baghino. Ne ha facoltà.

BACHINO (P.P.I.). Vorrei sapere se il Presidente della Commissione Baroschi intende presentare l'emendamento preannunciato nel suo intervento.

PUSCEDDU (P.S.D.I.). Certo il collega Cogodi ha chiesto la sospensione.

BAGHINO (P.P.I.) Ho capito la proposta di sospensione, ma siccome Baroschi non c'è e credo che abbia intenzione di non presentare l'emendamento.

PRESIDENTE. Sì, però c'è una proposta di sospensione dei lavori, sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 32, viene ripresa alle ore 19 e 00.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baghino. Ne ha facoltà.

BAGHINO (P.P.I.). Signor Presidente, siccome sono stati presentati degli emendamenti che devono essere riprodotti e distribuiti, per essere poi illustrati e discussi e l'argomento è delicato, anche se non sembra, le chiedo se non ritenga che si debba sospendere la seduta e andare direttamente a domani mattina per consentire la distribuzione e l'esame degli emendamenti, per dare una parvenza di serietà all'Assemblea perché ritengo che non possa procedere tanto per procedere. Per questa ragione, Presidente, mi rivolgo alla sua sensibilità, per chiederle di rimandare a domani la prosecuzione dei lavori.

PRESIDENTE. Io chiedo ai colleghi di avere un po' di pazienza. L'emendamento è stato presentato e in cinque minuti sarà riprodotto e distribuito se sospendiamo per altri cinque minuti siamo nella condizione di riprendere i lavori e di portare a conclusione la discussione della proposta di legge. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 02, viene ripresa alle ore 19 e 09.)

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del titolo.

PORCU, Segretario:

TITOLO

Differimento di termini recati dalla legge regionale 14 settembre 1993, n. 41 (Norme in materia di organizzazione regionale e di incarichi di coordinamento).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

PORCU, Segretario:

Art. 1

1. Il termine di novanta giorni recato dal comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 14 settembre 1993, n. 41 (Norme in materia di organizzazione regionale e di incarichi di coordinamento), è differito al 31 ottobre 1994.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Lorettu - Tamponi - Sanna - Usai Sandro - Sechi

Art. 1

L'articolo 1 è così sostituito: "I coordinatori di servizi decaduti dall'incarico ai sensi del 2° comma dell'art. 3 della L.R. 14/09/1993 n. 41 continuano ad esercitare le relative funzioni fino alla nomina dei nuovi coordinatori, e comunque per un periodo non superiore a 120 giorni decorrenti dalla data di decadenza di cui alla succitata legge." (1)

Emendamento sostitutivo totale Cogodi - Urraci

Art. 1

Alla L.R. 14 settembre 1993, n. 41, dopo l'art 4, è aggiunto il seguente articolo 5.

Art. 5

Norme transitorie

1. In sede di prima applicazione, gli effetti delle decadenze di cui all'art. 1, commi 5 e 6 e di cui all'art 3, commi 1 e 2, maturate dalla data di entrata in vigore della presente legge sino al 31 ottobre 1994, si producono alla data del 31 dicembre 1994.

2. In sede di prima applicazione, è, altresì, fatta salva la decorrenza triennale degli incarichi di coordinamento conferiti prima dell'entrata in vigore della presente legge". (2)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baghino. Ne ha facoltà.

BAGHINO (P.P.I.). Signor Presidente, siccome c'è un netto contrasto tra i due emendamenti e siccome siamo in campagna elettorale e pare che la nomina dei coordinatori sia oggetto di particolare attenzione da parte dei partiti - di quali partiti non si sa - io direi che se aggiungessimo, e mi rivolgo ai presentatori, una frase che dà facoltà ai coordinatori di rimanere almeno per 120 giorni ancora al loro posto, se la Giunta non procede alla nomina, io credo che sull'altro emendamento il numero 2, che dice invece di non procedere per altri motivi, si riuscirebbe forse a trovare un accordo. Ma io credo che se passasse l'emendamento numero 1 e non il numero 2 o se passasse il numero 2 e non il numero 1, nell'attuale clima politico la gente direbbe che il Consiglio ha fatto una cosa che non è molto limpida e trasparente. Quando io le ho chiesto di sospendere è perché, auspicavo che il Consiglio regionale, con tutti i problemi che ci sono in questo momento in Sardegna, non fosse oggetto di critiche dall'esterno. Sembra che non abbiamo capito nulla del momento particolare e continuiamo a fare provvedimenti che interessano questa o quella parte. Io voglio lanciare a quest'Aula l'invito a stare attenti al modo di procedere, se poi si procederà in un modo o nell'altro interverrò in modo che l'opinione pubblica sappia chi vuole l'emendamento numero 1 e perché lo vuole e chi vuole il 2 e perché lo vuole.

PRESIDENTE. Lei onorevole Baghino è molto saggio, ma io purtroppo non posso accogliere la sua richiesta perché questa mattina c'è stata una Conferenza dei Presidenti di Gruppo nella quale si è discusso del programma dei lavori e si è detto che questa legge l'avremmo fatta oggi. Quindi debbo andare avanti.

Ha domandato di parlare l'onorevole Lorettu. Ne ha facoltà.

LORETTU (P.P.I.). Signor Presidente, io ho presentato con alcuni colleghi l'emendamento numero 1 che ricalca l'emendamento presentato, nella precedente tornata, dalla Giunta regionale. Perché abbiamo preso questa iniziativa? Abbiamo preso questa iniziativa direi per una questione di dignità, perché crediamo che il Consiglio regionale possa e debba esercitare pienamente e liberamente il proprio ruolo e quindi formulare norme giuridiche nella maniera più adeguata, nella maniera più corretta, affidandoci ciascuno di noi non tanto all'intuito personale quanto anche alle conoscenze tecniche alla quali il legislatore può attingere nel formulare norme giuridiche. A me dispiace fare queste considerazioni su un testo, che è stato elaborato dalla prima Commissione, dove siedono colleghi di grande autorevolezza, di grande esperienza e grande competenza giuridica e non nascondo che mi trovo profondamente imbarazzato a fare queste considerazioni, ma credo che il testo licenziato dalla Commissione che, salvo le correzioni tecniche che contiene, ricalca peraltro il testo originario, rappresenti uno obbrobrio giuridico, un monstrum che non è dignitosamente presentabile a nome del Consiglio regionale, e non mi pare che ci si possa chiedere di sottoscrivere alla cieca norme confezionate in questo modo.

Che cosa dice il testo della Commissione? Abbiamo una legge che è in vigore che è la "41" del 1993, la quale all'articolo 3 stabilisce che i coordinatori di servizio che, alla data di entrata in vigore della legge, siano in carica per un periodo superiore ai 6 anni nella medesima struttura organizzativa sono sostituiti entro 90 giorni e comunque - dice la legge - decadono dall'incarico alla scadenza di tale ultimo termine. Questo termine colleghi consiglieri è già decorso, quindi si è concretizzata l'ipotesi prevista dalla legge vigente e quindi la norma della legge "41" ha già prodotto per intero i suoi effetti, i coordinatori di servizio quindi che erano in carica da più di 6 anni non esistono più, sono morti come funzione, la legge ha prodotto i suoi effetti. Allora, io credo che qualunque studente di primo anno di giurisprudenza sia in grado di dire che non si può resuscitare un morto, non si può oggi fare una norma per dire che quel termine, che ha già prodotto i suoi effetti, è prorogato di altri due, tre, quattro mesi. Non si può prorogare più niente, quel termine è già decorso, la legge ha prodotto i suoi effetti quelli che erano coordinatori da più di sei anni non sono più coordinatori, tanto è vero questo che qui qualcuno, non so se favorito anche dal particolare clima politico che stiamo attraversando, quello elettorale, ha cominciato ad agitare lo spettro del disastro. Ci si chiede che cosa potrà succedere nell'amministrazione regionale e quale disastro si potrà verificare nel momento in cui questi signori sono decaduti e quindi l'amministrazione è allo sbando? Ma chi è che dice che l'amministrazione è allo sbando? Chi lo dice ? Lo può dire chi non conosce la normativa vigente, lo può dire chi non vuole leggere la normativa vigente, la quale prevede tutto un meccanismo di sostituzioni nel caso in cui venga a mancare, per qualunque causa ciò avvenga il responsabile di un servizio. C'è un meccanismo di legge che non consente vuoti, non consente interruzioni nelle attività amministrative, tanto è vero colleghi consiglieri che come esempio più traumatico del disastro che si sarebbe verificato nella amministrazione regionale si portava il caso in quest'Aula e fuori di quest'Aula degli ispettorati agrari. Si diceva che gli ispettori provinciali agrari, i coordinatori del servizio degli ispettorati provinciali dell'agricoltura hanno funzioni specifiche e così rilevanti che se essi sono decaduti qua si ferma il mondo e la Sardegna subisce una catastrofe.

Il termine, colleghi consiglieri è decorso da circa 2 mesi e, non è successo assolutamente nulla, non è successo nessun disastro, l'amministrazione ha continuato a funzionare, i meccanismi di sostituzione che richiamavo prima hanno funzionato perfettamente, non c'è nessun vuoto, l'amministrazione ha garantito la correttezza delle pratiche. Non è successo assolutamente nulla quindi direi che questa iniziativa legislativa si sarebbe anche potuta evitare se si fosse riflettuto attentamente sui meccanismi previsti dal nostro ordinamento giuridico. La si è invece voluta fare e la si è voluta fare in quei termini impropri che prima richiamavo e che francamente sono assolutamente inaccettabili. Sono inaccettabili anzitutto per una questione di serietà, di prestigio di questa Assemblea perché non è possibile che ciascuno di noi - faccio ammenda per la parte che mi riguarda - continui a improvvisare norme giuridiche tecnicamente delicate e complesse senza appoggiarsi minimamente a supporti tecnici adeguati. L'emendamento che abbiamo presentato tendeva semplicemente, senza modificare la sostanza e i fini che ci si proponeva con la legge, a mettere in termini secondo noi corretti dal punto di vista tecnico giuridico, questa questione dicendo che i coordinatori che erano in carica più di sei anni sono decaduti - e questo è un dato di fatto immodificabile - ma noi possiamo dire - e questo dice l'emendamento - che i coordinatori, pur decaduti da quell'incarico per decorrenza del termine che, continuano ad esercitare, in pratica in termini di prorogatio, le funzioni proprie dell'incarico di coordinamento per un certo periodo, perché ci deve essere un termine. Per ragioni non di opportunità, ma di correttezza della norma, di correttezza costituzionale anche, ci deve essere un termine. Si era ipotizzato il termine di 120 giorni, che è un termine equivalente ad un altro. Su questo io non faccio un grande problema, non dico che deve essere 120 giorni o 160, mi interessa poco, ma mi interessa che non facciamo il miracolo di resuscitare i morti, perché questo neppure il Consiglio regionale, con tutto ciò che può far rientrare nelle sue competenze, può farlo.

Quanto, invece, all'emendamento numero 2, io confesso francamente di avere difficoltà a capirne il senso; sarà stato anche scritto molto rapidamente e sicuramente è addebitabile a mie carenze il fatto di non riuscire a capirne il senso. Si dice: "In sede di prima applicazione, gli effetti delle decadenze maturate dalla data di entrata in vigore della presente legge…" - non c'è nessuna decadenza maturata dall'entrata in vigore della presente legge, c'era un termine specifico, invece, che determinava la decadenza, non l'entrata in vigore della presente legge - "si producono alla data del 31 dicembre 1994".

Con tutto il rispetto mi sembra un altro mostro giuridico; anche qua si dice che gli effetti che si sono già prodotti dobbiamo fingere che non si siano prodotti, per dire che si produrranno alla data del 31 dicembre 1994. Si sono già prodotti, signor Presidente, interamente e nessuno può modificare questo dato di fatto. Allora, se proprio il Consiglio regionale intende affrontare questo problema che, come dicevo, secondo me si potrebbe benissimo anche non affrontare, facciamolo almeno in termini corretti e in termini tali che non ci vengano poi contestati, sul piano proprio del confezionamento giuridico, dagli organi di controllo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Io mi sono sforzato in sede di discussione generale di dire alcune cose che avevano un senso evidentemente, perché pur essendo di due righe e mezzo, questa legge non è così irrilevante e, colleghi che hanno avuto modo di coglierne il senso hanno capito che è di quegli articoletti che si approvano così e poi producono complicazioni enormi. Io do molta ragione alla sostanza e anche al tono che ha usato il collega Lorettu, perché è un collega che segue le vicende dell'amministrazione, come le devono seguire tutti, ma con particolare competenza e diligenza. Sono d'accordo anche con la severità del tono. Al collega Lorettu vorrei dire che, se analoga attenzione e severità l'avesse adottata quando si è approvata la legge "41", nella distrazione vera o apparente del Consiglio regionale, molti effetti perversi, tipo quelli che si stanno verificando nell'amministrazione regionale non si sarebbero verificati. Quando si approvano le cosiddette "leggine" sul personale si pensa che siano "leggine" perché contengono pochi articoli, e non è così perché quelle "leggine" producono gli effetti devastanti che vediamo nell'amministrazione. Certo non è che poi crolli il palazzo di via Trento, quello non crolla, speriamo, soprattutto se c'è dentro la Giunta regionale; guai se crollasse, sarebbe un danno irreparabile per la Regione. Però fuori da ogni tentato o non riuscito sarcasmo, quello che sta succedendo in Regione è grave e lo sapete, lo sanno i cosiddetti addetti ai lavori e lo sanno i cittadini che trovano disservizi crescenti. Quando un Assessore afferma di essere costretto a chiamare impiegati di uffici esterni alla Regione per sbrigare le pratiche del proprio ufficio sta dicendo una cosa vera e grave. Io so che cosa vuol dire, lo sapete voi Assessori oggi che siete messi nella condizione difficilissima - questo non è un giudizio politico, è un dato di fatto - di non poter stendere una delibera, di non poter rispondere con tempestività a una domanda, per il disservizio degli uffici in questa Regione, dove c'è troppa gente male utilizzata, e carenza di organico o carenza di professionalità dove servirebbero. Questi sono i due estremi tra cui si oscilla. Se poi a questo si aggiunge quello che sta accadendo, si ha voglia di dire che qui sono esperti perché vengono da dentro, quindi sanno, hanno visto, hanno fatto; noi mica ci accontentiamo di chi viene dall'interno, dall'interna corporis. Non ci accontentiamo perché sappiamo benissimo quello che sta accadendo e io dico quel che so. Sento dire, per esempio, che in un Assessorato delicatissimo come è in questa Regione, l'Assessorato dell'industria, che sebbene abbia pochi dipendenti non è che abbia poche funzioni, e che è stato diretto da fior di amministratori, intelligenze e professionalità di primo livello, rispetto alle grandi competenze che lo hanno diretto in passato, si stanno proponendo delle incompetenze. E fermiamoci alle incompetenze. Mi fermo qui per non andare oltre a quel che si sa delle proposte degli Assessori; sono proposte formali, per i diversi Assessorati, dove quello che si sta inducendo non è il servizio più alto per l'amministrazione, ma è più congeniale allo spirito dell'assessore di turno, e senza troppe mediazioni: "Quello perché è quello", "quello perché è mio", "quello perché è come è"; non le migliori competenze e professionalità della Regione. Vogliamo interrompere o no questo disastro, collega Lorettu? Io concordo con molte cose e anche con la severità del tono del collega Lorettu; si trovi un modo sapendo che la situazione che si è verificata è grave. Diciamo anche che non tutti gli Assessori sono parimenti responsabili e che, di fronte a norme che consentono e non regolano il modo dell'agire, non tutti gli Assessori hanno la stessa delicatezza o responsabilità nell'utilizzare le norme in un certo modo. Io comprendo lo spirito dell'emendamento numero 1 e dico che lo condivido. L'emendamento numero 1 migliora le cose; l'articolo della legge è da buttar via e l'emendamento numero 1 lo sostituisce in meglio; almeno dice che se i coordinatori sono decaduti possono comunque esercitare la funzione per tot giorni. Io avrei fissato il termine di 180 che non è casuale, perché i 180 giorni scadono verso la fine dell'anno, sapendo che la Regione ha adesso davanti a sé 3 mesi più 3 di instabilità politico-istituzionale, che sono i tre mesi prima e i tre mesi dopo le elezioni. Le Giunte in ordinaria amministrazione, soprattutto dopo le elezioni, notoriamente agiscono senza l'attenzione del controllo politico, e quindi sono meno impegnate ad essere attente. Per questa ragione andare a quando si sarà arrestato l'equilibrio nuovo che democraticamente maturerà in questa regione portando il termine verso la fine dell'anno mi parrebbe una cosa saggia, proprio perché non si crei questo turbinio prima e dopo le elezioni.

L'emendamento numero 2 che non è del tutto in contrasto con l'emendamento 1, dice due cose semplici, si possono condividere tutte e due o una cosa sola o nessuna delle due, col primo comma si dice che gli effetti che una legge precedente prevedeva si producessero sono sospesi...

(Interruzioni)

Ti dirò, Lorettu, che se è vero questo colpisce anche l'emendamento firmato da te, perché qui si tratta di creare una condizione per cui effetti che si sarebbero prodotti vengono sospesi fino al 31 dicembre che è la stessa data che io ipotizzavo con l'emendamento Lorettu. Diciamo che quest'ultimo lascia la possibilità di nomina mentre l'emendamento numero 2 dice che laddove non ci siano decadenze già avvenute con conseguente libertà e dovere di nomina, non si proceda per ora alle nomine, cioè questa Giunta non si occupi troppo della sostituzione dei dirigenti adesso che sta per finire il mandato e neppure prima che ci sia il nuovo equilibrio politico-istituzionale e quindi la nuova Giunta. Questo dice il secondo emendamento mentre il primo dice che permangono i coordinatori decaduti se non si è debitamente proceduto alle nuove nomine, ma credo che gli effetti pratici saranno gli stessi, perché nominare dirigenti di questi tempi non è facile, nel senso che si possano anche indicare e si può deliberare ma completare la procedura, anche con i controlli necessari e con la vertenzialità che in genere queste cose oggi comportano, non è cosa che si fa in poco tempo. Vedo quindi qualche somiglianza tra i due emendamenti e non è vero che si resuscita un morto né nel caso dell'emendamento numero 1 né del 2. Se fosse vero questo per l'emendamento numero 2, che sospende gli effetti di una norma precedente, altrettanto sarebbe per l'emendamento Lorettu, perché anche per quanto riguarda l'emendamento numero 1, va detto che se alcuni effetti sono già prodotti, non ci può essere proroga. Mi pare di ricordare che la differenza sostanziale che intercorre tra scadenza e decadenza è che, se un termine scade, la funzione può andare in prorogatio se il termine porta alla scadenza la funzione cessa e quello che è cessato non può essere prorogato, se il termine porta alla decadenza la funzione cessa e quello che è cessato non può essere prorogato, quindi anche qui si gioca un po' su questa cosa, il fatto è che entrambi gli emendamenti si preoccupano di garantire una transizione che la legge numero 41 non garantiva. L'errore è che questo Consiglio spesso,inseguendo obiettivi e finalità specifiche, continua a fare delle leggi mannaia, un articolo che serve per una cosa e taglia tante altre cose alle quali non si era pensato. Non c'era una norma transitoria nella "41" e si sono determinate le difficoltà che conosciamo.

Trenta secondi solo per dire che il comma 2 dell'emendamento numero 2, anche nell'ipotesi che l'emendamento numero 1 potesse essere accolto - lo dico perché chiederò in subordine di votare per parti - può vivere non essendo in contrasto con l'emendamento numero 1, perché introduce un altro elemento che è ugualmente giusto. Se cioè un dirigente è stato nominato per tre anni e la Regione fa una legge che stabilisce che l'incarico di coordinamento non può comunque durare più di sei anni, si deve fare una norma transitoria e dire che chi è stato nominato un anno prima, ancorché fosse già dirigente da sette anni deve comunque completare il tempo per cui era stato nominato, perché far decadere un dirigente se è un buon dirigente, - se non è un buon dirigente si fa decadere per altre ragioni di merito - se è un buon dirigente ed è stato nominato per tre anni, ha accettato un incarico e ha impostato un lavoro…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi, la prego.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Ho finito, invece di intervenire due volte intervengo una volta sola, se un dirigente ha impostato un progetto, ripeto, perché non si tratta di incarichi esecutivi che possono essere modificati facilmente, mi sapete spiegare in base a quale principio di buona amministrazione se la Regione decade poiché nessuno può essere dirigente per più di sei anni, deve decadere pur avendo egli accettato l'incarico e avendo in corso magari una buona opera di riordino, solo perché si è fatta una norma del genere senza garantire la transizione? Qualcuno dirà che questo problema riguarda una, due o tre persone; potrebbe riguardare molti, uno o nessuno, però in astratto - perché le norme devono essere astratte e giuste però - questa norma che in pratica garantisce la transizione deve essere assolutamente adottata. Perciò io suggerirei una sorta di componimento che, tecnicamente, può avvenire non ormai più scrivendo emendamenti, perché il Regolamento non lo consente, e il Presidente giustamente lo ha ricordato, ma forse aggiustando il termine dell'emendamento numero 1 votando il secondo per parti e quindi approvando almeno la seconda parte dell'emendamento numero 2 che non è incompatibile col primo. Attraverso questo aggiustamento tecnico si potrebbero combinare i due effetti che non sono del tutto appaganti rispetto a quello che noi proponiamo, ma che in gran parte risponderebbero alla necessità di non sguarnire per un verso le cariche dirigenziali che esercitano correttamente la funzione e per altro verso di non tagliare a metà l'incarico che è stato legittimamente dato e che è stato accettato nella convinzione che fosse per il tempo per il quale inizialmente era stato dato.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. La Presidenza non ha nessuna difficoltà a recepire quanto lei chiede. Naturalmente bisogna vedere se i colleghi sono d'accordo sulla modifica del termine di centoventi giorni.

Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.), relatore. Per far risparmiare tempo darò anche il parere come relatore. Qui ci dimentichiamo alcune cose, questa legge - parlo della numero 41 - fu proposta dalla Giunta, lo ricordo bene, e la Giunta stessa, nella persona dell'assessore Collu, intervenne più volte in Commissione perché fosse esitata nel più breve tempo possibile, manifestando l'esigenza che si pervenisse ad una regolamentazione di questa materia. Forse fummo troppo ottimisti quando decidemmo di fissare in novanta giorni il tempo di decadenza, e devo dire ad onor del vero, che qualche collega ce lo fece anche rilevare. Poi però, il 9 dicembre 1993, quattro consiglieri Baroschi, Pusceddu, Scano e Pubusa, che poi, come hanno ricordato loro stessi, hanno ritirato la firma per altre ragioni, proposero al Consiglio lo spostamento dei termini di decadenza, ben consci che si andava a fronte di un problema, con il superamento della data del 7 gennaio. E debbo dire che la Commissione esitò questo provvedimento in tempo utile perché l'Aula lo esaminasse poco prima di Natale, nella tornata nella quale approvammo il bilancio; quindi si era ancora in tempo, con l'urgenza e quant'altro, per intervenire prima della data fatidica. Ora noi sappiamo molto bene che c'è una nuova normativa in atto sulla decadenza, da quando lo Stato è intervenuto con l'intento di far cessare il malvezzo della prorogatio per anni e anni. Lo Stato ha stabilito che si debbano fissare i termini della decadenza e cioè che non si possa più dar luogo a situazioni di prorogatio indefinite. Questo non vuol dire che, per esigenze che si possono manifestare, come in questo caso, non si possano allungare i termini della prorogatio spostando i termini di decadenza. E' vero - ha ragione il collega Lorettu - dovevamo farlo prima e io che sono il primo firmatario della proposta sono d'accordo con lui, tanto è vero che ho fatto la proposta il 9 di dicembre, non l'ho fatta oggi. Se siamo arrivati ad oggi qualche peccatuccio ce l'abbiamo tutti. Quindi salviamo quello che si può salvare; nel frattempo alcune procedure si sono completate e quindi il problema non ha più i contorni di prima. E però i cadaveri sono cadaveri. E' inutile piangere sul fatto che abbiamo lasciato passare questo termine, quello che credo importi è che la Giunta, le strutture possano agire senza l'incubo di agire in un ambito che non è ben precisato dalla legge. Coloro che sono decaduti che cosa sono? Sono cadaveri, cono in coma reversibile o irreversibile? Qui la fantasia potrebbe esercitarsi, la Commissione è stata d'accordo nel fissare nuovamente dei termini più larghi, per ridare un autonomia di certezza giuridica alla situazione. Perché non abbiamo esitato questo provvedimento in Commissione secondo l'emendamento che qui è stato portato da Lorettu - Tamponi - Sanna, che è stato esaminato dalla Commissione? La Commissione quando ha riesaminato questo problema si è trovata anche a supporto gli emendamenti che erano stati presentati in Aula, compreso questo. Collega Lorettu, c'è una cosa che non siamo riusciti a superare; nella dicitura viene affermato che colui che è decaduto continua ad esercitare le funzioni. Ora, può darsi che non sia morto, può darsi che sia in coma, reversibile, ma di fatto non posso dire che deve esercitare le funzioni; per questo non abbiamo adottato questo tipo di dicitura e abbiamo preferito di gran lunga semplicemente spostare i termini della decadenza, senza adottare una dicitura che, al di là delle opinioni di ciascuno, ed ho ascoltato molto attentamente, poteva dar luogo a motivi di rinvio da parte del Governo. La stessa cosa vale anche per il primo comma, la Commissione è stata contraria e quindi come relatore dico che non sono d'accordo sulla formulazione dell'emendamento numero 1.

Il primo comma dell'emendamento numero 2, è la stessa cosa, anche se scritto in modo che può dar luogo a qualche equivoco. Per quanto riguarda il secondo comma, poiché abbiamo appena rifiutato di fare 216 fotografie, vorrei capire perché farne tre, quattro. Non sono più fotografie formato tessera, ma sono gigantografie. Quindi dico che sono contrarissimo all'emendamento numero 2 sia come relatore che come consigliere.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

COLLU UGO, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sul primo emendamento la Giunta si rimette all'Aula perché sostanzialmente c'è soltanto un difetto terminologico. Il secondo invece non lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Lorettu. Ne ha facoltà.

LORETTU (P.P.I.). Presidente, io credo di dover dire la mia opinione sulla questione che è stata posta da alcuni colleghi circa il termine previsto dall'emendamento numero 1; termine che, ho detto, non è l'emendamento essenziale della proposta; essenziale ci sembra la formulazione della norma. Il termine, come abbiamo detto, è indicato in 120 giorni ma è un termine ipotetico che può essere anche modificato. Se l'Assemblea fosse orientata per il termine di 180 giorni, come è stato indicato, io non avrei nessuna difficoltà a modificare in questo senso l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.). Non si può fissare un termine dicendo "non superiore a 180 giorni", un termine è un termine. Non superiore a 180 può voler dire anche due. Bisogna cancellare qualche parola. Se fisso un termine devo dire "180" e non "non superiore a 180" perché questo significherebbe fare una norma indefinita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Lorettu. Ne ha facoltà.

LORETTU (P.P.I.). Presidente, circa il termine credo che il discorso fosse chiarissimo, l'ho detto e lo ripeto, la quantificazione era ipotizzata in termini indicativi nel testo presentato. Quindi può benissimo essere inteso 180 anziché 120.

L'ultima osservazione che del collega Baroschi, stravolge invece il senso della norma, perché la norma proposta dice: "continuano ad esercitare le loro funzioni fino alla nomina dei nuovi coordinatori e comunque per un termine massimo non superiore a 180 giorni", ciò vuol dire che la nomina dei successori può anche intervenire prima dei 180 giorni e in quel momento cessa la funzione di prorogati, mentre se la nomina non avviene entro quel termine, si esplica in termini di prorogatio la funzione dei precedenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Io mi sono permesso di avanzare una proposta che a me pareva conciliare parte dello spirito dei due emendamenti. La Giunta dice invece: "questo lo accolgo e questo non lo accolgo", ma quando ci sono problemi di questa natura forse un po' di duttilità non guasterebbe perché aiuta a risolvere il problema. Io pongo solo una questione che è questa: sull'emendamento numero 1 - d'accordo sul termine dei 180 giorni - va condotto però un accertamento innanzitutto di carattere tecnico sulla parola "decaduti". Noi stiamo approvando una legge. Voglio sapere cosa si intende per "Coordinatori di servizio decaduti"; quella parola va sostituita, si trovi in via tecnica la sostituzione. Può darsi: "la cui decadenza era prevista dalla legge", perché, se sono decaduti, ha ragione chi dice che chi è decaduto non può essere prorogato, perché la decadenza comporta la cessazione della funzione. Bisogna trovare una formulazione tecnica - e qui ci aiutino e ci sorreggano i tecnici - perché noi stiamo facendo una legge che poi deve esplicare i suoi effetti, deve essere applicata, la deve applicare la Giunta ed è la Giunta che deve essere più preoccupata di questo, poi la legge c'è e ognuno la interpreterà dicendo che la volontà del Consiglio doveva essere quella di renderla applicabile; perché nessuna legge è data inutilmente. Quindi io suggerirei la formulazione : "i coordinatori di servizio, la cui decadenza era prevista", perché se fossero già decaduti hanno ragione quelli che obiettano che la funzione non c'è più e non si può prorogare. Sarebbe una norma inapplicabile, ma norme inapplicabili il Consiglio non ne può votare, e chi ci assiste tecnicamente ci deve dire che stiamo approvando una norma inapplicabile. Con questa correzione tecnica, potrei condividere l'emendamento numero 1, rimettendo alla valutazione dell'Aula il secondo punto dell'emendamento 2 e ritirando il primo punto.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, noi non possiamo ormai modificare il testo degli emendamenti. L'Assessore si è già espresso, io non posso modificare il testo dell'emendamento, lo devo mettere in votazione così.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Rimanga agli atti allora, poi si faccia quel che si vuole. La produzione di una legge è la più alta funzione che noi esercitiamo. Io ho chiesto, signor Presidente, che sia reso al Consiglio un parere tecnico. Il Consiglio ha diritto di avere un parere tecnico, abbiamo degli ottimi tecnici anche in Giunta. Cosa vuole dire approvare una norma che dice che coloro che sono decaduti da una funzione hanno la funzione prorogata? Se dalla funzione sono decaduti non si può prorogare una funzione che non esiste, per cui bisogna usare un termine per cui la norma abbia un senso. Arrivo a dire: fate la norma che volete purché abbia un senso, non so come dirlo questo.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, sospendiamo cinque minuti per sentire il parere dei tecnici.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 57, viene ripresa alle ore 20 e 02).

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il parere dei tecnici del Consiglio è che sia una versione che l'altra non modifichino la sostanza delle cose, per cui io non posso fare altro che mettere in votazione l'articolo 1 così come è formulato, tenendo conto, se nessuno si oppone della sua richiesta di portare il termine da 120 giorni a 180 giorni.

Ha domandato di parlare l'onorevole Lorettu. Ne ha facoltà.

LORETTU (P.P.I.). Credo che la sintesi fatta adesso dal Presidente colga perfettamente il senso del mio intervento precedente; credo anche che si possa formulare con più precisione la parte dell'emendamento senza alterarne il contenuto. Cioè laddove si dice "i coordinatori di servizio decaduti dall'incarico" andrebbe detto con più precisione "i coordinatori di servizio la cui decadenza dall'incarico è prevista ai sensi di, eccetera eccetera". Non so se è chiaro.

PRESIDENTE. Ma è proprio questo, non cambia niente, onorevole Lorettu. Non possiamo stravolgere completamente gli emendamenti, una volta che sono stati presentati.

LORETTU (P.P.I.). Questo non stravolgerebbe niente, perché anziché usare il participio passato si dice che la decadenza è prevista ai sensi di… così come è scritto.

PRESIDENTE. Se la decadenza c'è stata, c'è stata, che lei usi un presente, un passato, un passato remoto non cambia assolutamente nulla. Io debbo porre in votazione l'articolo 1 con la sola modifica del termine da 120 giorni a 180, se non ci sono opposizioni.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Se c'è un accordo del Consiglio per una modificazione tecnica…

BAGHINO (P.P.I.). Perché non si può? Se è per una migliore definizione giuridica, anche perché dall'Aula esca qualcosa di giuridicamente corretto. Se l'Aula è d'accordo a fare un emendamento giuridicamente non eccepibile da un punto di vista lessicale, credo che nulla nel Regolamento lo impedisca.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.). Che rimanga agli atti che io sono contrario. Non tutta l'Aula è d'accordo, collega Baghino, almeno uno non è d'accordo, io.

BAGHINO (P.P.I.). Ma è contrario all'emendamento?

BAROSCHI (P.S.I.). Sono anche contrario all'emendamento.

PRESIDENTE. Mi faccia capire, onorevole Baroschi, su che cosa è contrario, anche su 180 giorni?

BAROSCHI (P.S.I.). Non è vero che è questione di participio passato o altro, qui si può introdurre il sospetto, io ce l'ho, che si voglia parlare non di chi è decaduto o di chi doveva decadere, ma se l'indennità di coordinamento dovrà essere pagata o meno da allora fino a quando entra in vigore questa legge. Io lo leggo così; e mi dispiace di questo sospetto, per cui chiedo che l'emendamento venga posto in votazione così come è stato scritto, con il termine di 120 giorni.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 2.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 2:

presenti 64

votanti 60

astenuti 4

maggioranza 31

favorevoli 5

contrari 55

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Atzori - Baghino - Baroschi - Carusillo - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Demontis - Desini - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lai - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Mereu Orazio - Mereu Salvatorangelo - Morittu - Mulas - Muledda - Onida - Onnis - Oppi - Ortu - Pau - Pes - Pili - Piras - Planetta - Pubusa - Puligheddu - Ruggeri - Salis - Sanna - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Serra - Serra Pintus - Serri - Tamponi - Tarquini - Tidu - Urraci - Zucca.

Si sono astenuti i consiglieri: Cadoni - Porcu - Serrenti - Usai Edoardo)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

PORCU, Segretario:

Art. 2

1. La presente legge è dichiarata urgente, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto, ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora alla votazione finale. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto della proposta di legge numero 453.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 56

astenuti 2

maggioranza 29

favorevoli 29

contrari 27

(Il Consiglio approva).

Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Atzori - Baghino - Baroschi - Cadoni - Carusillo - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Desini - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lai - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Marteddu - Mereu Orazio - Morittu - Mulas - Muledda - Onida - Onnis - Oppi - Pau - Pes - Planetta - Porcu - Pubusa - Puligheddu - Ruggeri - Salis - Sanna - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Serra - Serra Pintus - Serri - Tamponi - Tidu - Urraci - Usai Edoardo - Usai Ssandro - Zucca.

Si sono astenuti: il Vicepresidente Serrenti e il consigliere Mereu Salvatorangelo.

Fissazione di termine ex articolo 100 del regolamento 312/17/PS

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Rinascita e Sardismo). Per chiedere, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento che sia fissato il termine di 15 giorni per l'esame in Commissione, della proposta di legge numero 447: "Valorizzazione e sviluppo della musica etnica e delle espressioni popolari".

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la richiesta è accolta. I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 38.



Allegati seduta

Testo delle Interpellanze annunziate in apertura di seduta

Interpellanza Cuccu sui provvedimenti da adottare nelle aree agricole del Sulcis colpite da inquinamento da piombo.

Il sottoscritto,

PREMESSO CHE:

- Vaste aree agricole coltivate a vigna nei Comuni del Sulcis di S. Giovanni Suergiu, Portoscuso, Carbonia subiscono ormai da anni un forte inquinamento da piombo provocato dallo stabilimento della Nuova Smim di Portovesme;

- di conseguenza i prodotti della vendemmia risultano non commerciabili e che perciò si è reso necessario negli anni, adottare provvedimenti di conferimento obbligatorio delle uve prodotte alle cantine sociali della zona con grave danno per i coltivatori dei Comuni interessati e forte esborso di danaro da parte della Regione;

CONSTATATO CHE:

- il Consiglio regionale ha recentemente approvato una legge che stanzia lire 3,5 miliardi per far fronte ai danni arrecati dall'inquinamento negli anni 1992 e 1993, ma che nel dibattito è emersa chiaramente la volontà dell'assemblea di porre fine a tale procedura;

- d'altro canto la comunità economica europea ha dichiarato la decisione di non consentire più che la Regine possa continuare a effettuare simili interventi;

- le stesse cantine sociali hanno reso nota ai coltivatori interessati la decisione di non volere più accogliere le uve prodotte nelle zone interessate dall'inquinamento in questione;

CONSIDERATO che tale situazione determina grave confusione e forti tensioni tra gli operatori che, nel pieno dei lavori agricoli, non hanno alcuna certezza sulle prospettive essendo grave il rischio di un dispendio serio di danaro e di energie senza che se ne possa ricavare alcun guadagno;

CONSTATATO che centinaia di famiglie si troverebbero, ingiustamente e senza averne alcuna responsabilità prive della possibilità di produrre alcun reddito,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) quali atti intenda urgentemente compiere per accertare e circoscrivere in maniera rigorosa lo stato attuale di inquinamento delle zone interessa te giacché i dati disponibili risalgono ormai a diversi anni addietro, mentre nel frattempo alcune azioni di risanamento ambientale sono state attuate;

2) se non ritenga necessario verificare da subito quale impatto possa avere il piano di risanamento ambientale recentemente approvato sulle con crete possibilità di prosieguo di attività agricole vendibili nelle zone che fossero ad oggi ancora inquinate;

3) sulla base delle risultanze dello studio di cui al punto 2, quali iniziative intenda urgentemente assumere, d'intesa con gli Assessori dell'ambiente, dell'agricoltura e della sanità, coinvolgendo diretta mente gli operatori, gli amministratori e la U.S.L. dei Comuni interessati al fine di definire, salvaguardia del lavoro e del reddito dei coltivatori della zona. (379)

Interpellanza, Sanna - Amadu sulla necessità di localizzare nella Regione sarda un ufficio di corrispondenza dell'AIMA.

I sottoscritti,

VENUTI A CONOSCENZA dei notevoli disagi provocati agli agricoltori sardi che, nel conferire all'AIMA il grano duro proveniente dalle loro produzioni per il disbrigo delle pratiche a volte non corrette o non complete, sono costretti ad effettuare autentici "viaggi della speranza" a Roma;

CONSTATATO che, purtroppo, per avere delle semplici notizie inerenti la loro posizione, l'unico contatto con l'AIMA in Roma è un telefono verde che, perennemente occupato, serve tutta l'Italia;

VERIFICATO che i controlli effettuati dall'AIMA in Provincia di Cagliari attraverso un non meglio identificato "Consorzio controlli integrati in agricoltura" si svolgono in locali angusti nei quali vengono stipati un numero sproporzionato di persone per lo stesso giorno e per la stessa ora;

CONSTATATO, inoltre, che la comunicazione delle anomalie riscontrate dall'AIMA è troppo vaga in quanto non precisa il terreno interessato e spesso richiede documenti di cui l'AIMA è già in possesso dai controlli degli anni precedenti, obbligando l'agricoltore a intasare ogni anno uffici catastali e comunali per duplicare documenti già posseduti dall'AIMA e costringendo molti agricoltori a recarsi più volte a Cagliari per poter regolarizzare la loro pratica;

CONSIDERATA l'insularità della nostra regione e considerato che non si può permettere che una situazione del genere rimanga in piedi,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura per conoscere quali atti intenda adottare in ordine al problema e se non si ritenga opportuno far si che venga dislocata in Sardegna una sede AIMA in modo tale che gli agricoltori sardi evitino, per quanto concerne la definizione o la normalizzazione delle loro pratiche, il penalizzate e spesso inutile viaggio a Roma. (380)

Interrogazione Casa - Ladu Leonardo - Cocco - Pubusa - Scano, con richiesta di risposta scritta, sulla incompatibilità del consigliere di amministrazione del Banco di Sardegna, Dott. Franco Masala, alla elezione alla carica di Sindaco.

I sottoscritti,

PREMESSO che il Consiglio comunale di Sassari in data 28 gennaio 1994 ha eletto alla carica di Sindaco il dott. Franco Masala; che il Sindaco appena eletto risulta essere stato confermato per il triennio 1993/1995 consigliere di amministrazione del Banco di Sardegna SpA;

CONSIDERATO che il Banco di Sardegna ha in appalto il servizio di tesoreria per conto del Comune di Sassari;

CONSIDERATO, altresì, che il servizio di tesoreria implica delicati rapporti economici tra Amministrazione comunale e Banco di Sardegna,

TUTTO CIÒ PREMESSO chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale degli enti locali per sapere se non ritengano che ciò contrasti con l'esplicito dettato dell'articolo 3 della legge 23 aprile 1981, n. 154, il quale stabilisce che non può essere consigliere comunale "colui che, come titolare, amministratore, dipendente con compito di rappresentanza o coordinamento, ha parte direttamente o indirettamente in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, rispettivamente nell'interesse della Regione, della Provincia o del Comune…". A maggior ragione detta statuizione trova applicazione per la carica di Sindaco.

Al di là comunque della manifesta violazione di legge e considerato che nel corso di questi ultimi anni la Giunta e il Consiglio regionale, anche con atti legislativi propri e con proposte di legge nazionale di iniziativa consigliare, hanno assunto coerenti iniziative volte a garantire il diritto dei cittadini alla correttezza dei rapporti istituzionali e alla limpidezza della formazione dei procedimenti amministrativi, gli scriventi chiedono di sapere quali urgenti iniziative il Presidente della Giunta e l'Assessore degli enti locali intendano assumere al fine di fugare la possibilità stessa che pesanti dubbi o sospetti possano addensarsi sul governo della seconda città della Sardegna. (687)

Interrogazione Ortu - Demontis - Meloni - Pianetta - Puligheddu - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sull'affidamento degli appalti di lavori di potabilizzazione del "Simbirizzi".

I sottoscritti,

PREMESSO che l'appalto per i lavori di potabilizzazione dell'invaso del "Simbirizzi" sono stati affidati alla società "Officine Turritane" che subentra alla società "Eco sandalia", già affidataria dell'appalto;

RILEVATO che pare sia ferma intenzione della società subentrante di provvedere al licenziamento degli operai che sinora hanno prestato la loro opera presso l'invaso;

CONSIDERATO che nel passato quando è accaduto che una società sia subentrata ad un'altra nell'affidamento dell'appalto per i lavori di potabilizzazione, sempre si è mantenuta una continuità di lavoro per gli operai già impegnati nell'opera, dato che si tratta, tra l'altro, personale specializzato;

EVIDENZIATO che in seguito alle decisioni della società "Officine Turritane" 16 operai, alcuni dei quali lavorano da 8 anni, e le loro rispettive famiglie sarebbero gettati sul lastrico senza alcun sostentamento,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:

- se non ritenga opportuno un suo intervento al fine di assicurare agli operai la conferma nel lavoro che finora hanno svolto, posto che la soluzione fu accettata e adottata serenamente anche nel passato e soprattutto in considerazione del mo mento drammatico di crisi occupazionale che l'Isola sta attraversando;

- come mai nella gara di appalto non sia stata inserita, fra i vincoli per l'affidamento, la clausola della garanzia del posto per i lavoratori che risulta vano impiegati al momento dell'affidamento del l'appalto stesso. (688)

Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sull'ipotesi dell'ATI di cancellazione e variazione di orari e di voli da e per Alghero per il periodo estivo.

Il sottoscritto,

CONSIDERATO che notizie di questi giorni rilevano la predisposizione di un programma di variazioni di orari e la cancellazione, da parte dell'ATI, di voli da e per Alghero, con particolare riferimento ai collegamenti con Milano;

RITENUTO che questa ipotesi, se confermata, sarebbe da valutare in termini fortemente negativi per le conseguenze che le decisioni comporterebbero per l'economia della Sardegna e, in particolare, per l'utenza operante nella parte Nord occidentale della Sardegna;

RITENUTO, inoltre, che la Regione sarda non debba rimanere colpevolmente inerte, ma abbia la precisa responsabilità di opporsi alla ventilata ipotesi dell'ATI che, se attuata nei termini paventati, stravolgerebbe irrimediabilmente importanti ritmi commerciali,

TUTTO CIÒ PREMESSO, chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere quali iniziative immediate abbia adottato o intenda assumere per scongiurare l'ipotesi di orari e voli estivi predisposta dall'ATI per i collegamenti da e per Alghero e per costringere l'ATI ad un rapporto preventivamente costruttivo con la Regione sarda. (689)

Interrogazione Marteddu, con richiesta di risposta scritta, sugli organi di informazione e poteri regionali.

Il sottoscritto, premesso:

- che in questa lunga stagione di cambiamenti politico-istituzionali, apertasi nel Paese e quindi anche in Sardegna, irrompono, con forza straordinaria, i poteri del "media" e dell'informazione;

- che si pone in maniera esplicita la questione dell'alterazione degli equilibri della democrazia rappresentativa e della corretta dislocazione dei poteri all'interno di un'autonomia regionale ancora debole e incerta;

- che tra Regione e vari organi d'informazione sussistono rapporti diffusi e consistenti di concorso finanziario per programmi e sponsorizzazioni di varia natura e potrebbero prefigurare, in una fase come questa, forme occulte e non corrette di propaganda elettorale;

- che la legge n. 515 del 1993 disciplina compiutamente l'accesso ai mezzi d'informazione,

- che è in vigore il codice di autoregolamentazione per la RAI;

- che è stato già reso operante il regolamento del Garante per l'editoria;

- che, di contro, si registra l'assenza di norme regionali che disciplinino la complessa materia del l'informazione non essendo stato ancora, tra l'altro, nominato il Comitato per la disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato ai sensi della legge n. 223 del 6 agosto 1993,

TUTTO CIÒ PREMESSO, chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale al fine di conoscere, rendendoli pubblici, la natura e l'ammontare degli importi riferiti a programmi, compresi gli Enti strumentali e gli organi di informazione regionali e locali, emittenti radiotelevisive e carta stampata, per l'intero arco della legislatura regionale che sta per concludersi;

chiede, inoltre, di conoscere se non ritenga che la gestione fuori controllo di tali rapporti non apra, anche in Sardegna, spazi e varchi per l'irrompere di poteri forti, disarmonici rispetto al corretto procedere delle regole democratiche;

chiede, perciò, di conoscere le iniziative concrete che intende promuovere utilizzando i poteri dell'Autonomia affinché, soprattutto in vista del rinnovo del Consiglio regionale, un attento esercizio di vigilanza perché l'autonomia dell'informazione non venga offuscata né da forze esterne, né da vincoli di dipendenza rispetto ai palazzi del potere regionale e dei loro attuali inquilini. (690)

Interrogatone Morittu - Murgia, con richiesta di risposta scritta, sulla attuazione nei Comuni del disposto dell'articolo 35 delle norme di attuazione dei Piani territoriali paesistici.

I sottoscritti, premesso che:

- il 18 gennaio sono scaduti i termini entro i quali i Comuni interessati ai Piani territoriali paesistici dovevano, ai sensi dell'articolo 35 delle relative norme di attuazione, deliberare su quali degli insediamenti previsti dagli strumenti urbanistici vigenti fossero compatibili con il Piano paesistico;

- le norme di attuazione impongono ai consigli comunali di verificare, prima dell'approvazione, la conformità di quanto disposto dai commi 2 e 3 dell'articolo 32;

- la nota di accompagnamento spedita ai Comuni il 19 novembre 1993 dal Presidente della Giunta regionale determina su che cosa vada esercitato il dovere di verifica, e precisamente: a) planimetria degli interventi immediatamente fattibili perché conformi sia agli strumenti urbanistici sia al PTP; b) stralcio delle norme di attuazione di tali strumenti; e) relazione tecnica che illustri le operazioni da effettuare ai fini della verifica;

saputo dai giornali che

- il consiglio comunale di Orosei sarebbe stato convocato solo l'ultimo giorno utile per l'approvazione di tale delibera;

- l'esecutivo non avrebbe sottoposto alla veri fica del Consiglio né la planimetria né le norme di attuazione del PRG;

- il sindaco avrebbe letto una serie di cifre relative agli interventi ancora insediabili difforme da quelle contenute nella relazione tecnica poi effettivamente spedita alla Regione;

- quel Consiglio comunale non sarebbe dunque stato messo in grado di fare la verifica cui era tenuto per legge;

atteso che:

-se i fatti riportati dai giornali corrispondessero a verità si configurerebbe un gravissimo episodio di prevaricazione di una legge, quella relativa ai Piani paesistici, già di per sé attuata dalla Giunta regionale con criteri ampiamente permissivi nei confronti della speculazione edilizia e della cementificazione delle coste;

- è necessario accertare se fatti in ipotesi avvenuti in Orosei si siano svolti o meno come riportato dalla stampa,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori degli enti locali e della pubblica istruzione per sapere:

a) se intendano promuovere una iniziativa volta ad accertare la veridicità dei fatti raccontati dai giornali e nel caso adottare le misure conseguenti;

b) se non intendano altresì verificare se e in quanti altri Comuni si siano verificati episodi come quello sopra riportato e darne tempestiva informazione al Consiglio. (691)

Interrogazione Casu, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dei collegamenti aerei dall'ATI da Alghero per Milano e Genova.

La sottoscritta,

VENUTA A CONOSCENZA della decisione della Compagnia di bandiera ATI di modificare gli orari dei voli che collegano la Sardegna nordoccidentale con il continente italiano;

CONSTATATO che dal 27 marzo p.v. saranno soppressi i voli delle ore 7,30 per Milano e quello diretto per Genova;

CONSTATATO, altresì, che il collegamento tra Alghero-Milano viene spostato alle ore 13 prevedendo il rientro da Milano alle ore 8,10, con evidente impossibilità per chi deve recarsi nel capo-luogo lombardo per motivi di lavoro o studio di concludere alcuna attività nella giornata;

CONSIDERATO che i collegamenti da e per Alghero-Roma non sono tali, benché confermati negli orari e nel numero dei voli, da consentire un coordinamento degli orari di partenza con le altre città della penisola e garantire una continuità territoriale da e per la Sardegna;

RITENUTO che la decisione dell'ATI di modificare gli orari e diminuire i voli aerei configuri un disegno di declassamento dell'aeroporto Fertilia-Alghero che stravolge i criteri della continuità territoriale mentre determina un danno economico rilevante per la diminuzione del traffico aereo;

EVIDENZIATO che questa iniziativa rappresenta una ulteriore penalizzazione dell'economia della Sardegna Nord-occidentale ed in particolare dell'area del Sassarese;

VALUTATO che già l'ALITALIA con precedenti suoi provvedimenti ha disatteso impegni assunti con la Regione Autonoma della Sardegna che hanno penalizzato i cittadini sardi, in considerazione dal fatto che il Consiglio regionale sarà impegnato nell'esame del disegno di legge che prevede agevolazioni tariffarie per i residenti,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei trasporti per conoscere quali iniziative intendano adottare al fine di impedire che attraverso la modifica degli orari dei voli la compagnia di bandiera ATI di fatto attui una politica di disincentivazione dell'uso del mezzo aereo da parte dei cittadini e degli operatori economici e determini la conseguenti diminuzione del traffico aereo con pregiudizio economico e commerciale per l'aeroporto di Fertilia-Alghero. (962)

Interrogazione Amadu - Fadda Fausto - Lorettu - Meloni - Satta Gabriele - Tamponi - Dettori, con richiesta di risposta scritta, sulla lentezza nell'attuazione della legislazione regionale concernente incentivi alle imprese dei settori del commercio, del turismo e dei servizi e sull'urgenza dei provvedimenti.

I sottoscritti,

PREMESSO che il 31 gennaio u.s. si è tenuta a Sassari una riunione straordinaria organizzata dalla Confcommercio, durante la quale è stata evidenziata la grave situazione di crisi in cui versa il terziario di mercato nella provincia di Sassari e nell'intera Isola;

RILEVATO che durante la discussione è emerso che la crisi generale sta producendo autentici sconquassi nel tessuto imprenditoriale del terziario di mercato e determina effetti fortemente negativi sull'occupazione con l'espulsione dal mercato di moltissime piccole e medie imprese e che è stato anche sottolineato e riconosciuto l'impegno fattivo del Consiglio regionale con l'approvazione di importanti leggi interessanti il comparto, rimaste però inspiegabilmente inapplicate per lentezza burocratica;

CONSIDERATO che occorre procedere immediatamente ad attuare tutti i provvedimenti legislativi (L.R. 35/91, L.R. 42/93 E L.R. 40/93 che prevedono piani formativi, incentivazioni per l'ammodernamento delle imprese e l'abbattimento dei tassi di interesse; L.R. 33/88 e L.R. 5/91 che prevedono incentivazioni dell'occupazione), superando rapidamente le lentezze burocratiche che rendono inefficaci le stesse leggi con conseguenze anche drammatiche per tante imprese;

CONSIDERATO, altresì, che ulteriori ritardi non sono più tollerabili né accettabili stante l'allarme diffuso dalle parti interessate,

chiedono di interrogare gli Assessori regionali del turismo, artigianato e commercio e del lavoro e formazione professionale per sapere quali iniziative hanno assunto e quali provvedimenti urgenti intendono assumere per assicurare l'operatività immediata delle leggi citate e la conseguente erogazione delle provvidenze agli operatori interessati.

I sottoscritti sollecitano, inoltre, il rapido esame e l'approvazione dei provvedimenti di legge concernente la regolamentazione della recettività extralberghiera, del settore residence e case vacanza e chiedono alla Giunta regionale l'emanazione di un provvedimento legislativo che tuteli i livelli produttivi occupativi nel terziario di mercato. (693)

Interrogazione Cocco - Dadea - Ruggeri - Serri, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi nell'esercizio detta tutela paesistica.

I sottoscritti, premesso:

- che risultano esservi gravi ritardi nell'esame delle pratiche concernenti la tutela paesistica esercitata dalla Regione;

- che tale ritardo per un verso getta discredito sull'attività dell'Amministrazione regionale, per altro verso crea un clima d'incertezza nelle situazioni giuridiche dei singoli dal quale consegue un diffuso clima di sfiducia nei cittadini. E ciò in una realtà particolarmente delicata, come quella paesistica, che richiede tempestività e stretta collaborazione tra Amministrazione regionale e cittadini;

- che, se fondate, appaiono gravi nelle loro potenziali conseguenze le motivazioni portate a giustificazione dei ritardi nelle pratiche relative alla zona sud-orientale della Sardegna: la malattia del funzionario preposto alla istruttoria delle pratiche della zona. Se ciò fosse rispondente al vero se ne deduce una regola d'organizzazione basata sulla insostituibilità dei singoli funzionari e su una conseguente concezione fondata sul primato dei "ruoli personali" rispetto al ruolo dell'Amministrazione,

tutto ciò premesso, chiedono di conoscere quali provvedimenti l'Assessore dei beni culturali intenda adottare al fine di un sollecito superamento dei gravi ritardi nel disbrigo delle pratiche concernenti la tutela paesistica, anche evitando le "situazioni d'insostituibilità" dei funzionari preposti all'esercizio della stessa tutela. (694)

Interrogazione Pusceddu - Onnis - Desini - Mereu Orazio, con richiesta di risposta scritta, sulla vertenza sindacale dei lavoratori dell'impianto di potabilizzazione del Simbirizzi.

I sottoscritti,

RILEVATO che è in corso, da parte del personale tecnico della Società EcoSandalia uno sciopero che ha gravi conseguenze sull'erogazione e finizione dell'acqua potabile nei centri di Cagliari, Quartu S. Elena, Quartucciu, Selargius, Settimo San Pietro;

CONSIDERATO che tale vertenza nasce dal fatto che la ditta Officine Turritane, aggiudicataria della gestione degli impianti non intende garantire continuità lavorativa ai sedici dipendenti che da oltre sette anni sono adibiti a detto impianto;

CONSIDERATO altresì che l'articolo 3 del vigente CCNL di categoria prevede che nel caso di passaggio di gestione venga assicurata 1 continuità lavorativa dei dipendenti attraverso il passaggio diretto tra l'impresa cessante e quella subentrante;

FORTEMENTE PREOCCUPATI per il fatto che la vertenza in atto si inserisce, aggravandolo, in un più ampio quadro di grave crisi occupazionale,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore del lavoro per conoscere:

a) quali iniziative intendano assumere, nell'ambito delle rispettive competenze, al fine di favorire una positiva soluzione della vertenza in atto;

b) se tra queste iniziative intendano attivare una sollecitazione presso l'EAF al fine di esperire una nuova gara d'appalto con specifica clausola di applicazione del succitato articolo 3 del CCNL per il personale dipendente delle imprese di depurazione o potabilizzazione delle acque. (695)

Interrogazione Cogodi - Morittu - Murgia - Salis - Urraci, con richiesta di risposta scritta, sulla vicenda relativa alla ineleggibilità del Sindaco di Sassari.

I sottoscritti, premesso che:

1) in data 28 gennaio 1994 il consiglio comunale di Sassari ha eletto sindaco il dottor Francesco Masala, il quale ricopre contemporaneamente la carica di consigliere comunale e di consigliere di amministrazione del Banco di Sardegna, istituto tesoriere del Comune di Sassari (in proroga da circa sedici anni) e partecipante alla gara per l'aggiudicazione del nuovo servizio di tesoreria;

2) in data 31 gennaio 1994 il comitato circoscrizionale di controllo di Sassari ha sospeso il provvedimento di elezione del sindaco e lo ha rinviato al consiglio comunale, chiedendo delucidazioni in merito alla possibile condizione di ineleggibilità alla carica di consigliere comunale (e, conseguentemente, di sindaco) del dottor Masala,

3) in data 11 febbraio 1994 il prefetto di Sassari ha deciso di far giurare il dottor Francesco Masala (convalidandone quindi l'elezione), sebbene il provvedimento di sospensione non abbia ancora ricevuto risposta da parte del consiglio comunale né su di esso si sia pronunciato il Tribunale Amministrativo Regionale, cui il dottor Masala si è rivolto chiedendo l'annullamento della decisione del Cocico,

tutto ciò premesso chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore degli enti locali per conoscere quale valutazione diano e quali iniziative intendano adottare a tutela delle prerogative istituzionali della Regione autonoma della Sardegna e della corretta funzionalità degli enti locali, posto che il Prefetto di Sassari, quale semplice organo periferico del Ministero dell'interno, ha ritenuto di dover considerare del tutto priva di valore giuridico la decisione dell'organo di controllo regionale sugli atti degli enti locali cui compete in via esclusiva il compito di valutare la legittimità dei provvedimenti dei consigli comunali, ivi compresa, ovviamente, elezione del sindaco. (696)

Interrogazione Salis - Urraci, con richiesta di risposta scritta, sulla morte di cavalli immessi nei pascoli di "Tanca Regia" notoriamente infestali dalla ferula.

I sottoscritti, premesso che:

- l'Istituto di incremento ippico ha immesso nei pascoli di "Tanca Regia" duecento cavalli pro venienti da Francia, Sicilia, Svizzera ed Emilia per essere sottoposti ad una sperimentazione di adattamento;

- i 150 ettari di "Tanca Regia" sono notoriamente infestati dalla ferula;

- una settantina di questi animali sono morti, avvelenati da una pianta per loro sconosciuta, ma certo nota nei suoi effetti letali ai responsabili dell'Istituto;

CONSIDERATO che non risulta compresa nell'esperimento la trasmissione di conoscenze botaniche tra i cavalli residenti e i colleghi stranieri;

ATTESO CHE:

- sarebbe ingeneroso immaginare nei responsabili dell'esperimento la perfida volontà di commettere un gratuito massacro;

- l'episodio, probabilmente, è da ascrivere al desiderio di dimostrare scientificamente la superiorità intellettuale dei cavalli sardi,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere:

1) se non intendano avviare le procedure necessarie per segnalare i responsabili dell'Istituto incremento ippico all'Accademia reale di Stoccolma per l'attribuzione ad essi del Nobel per la ricerca scientifica;

2) in subordine se non intendano premiare in altro modo la loro competenza e affidabilità. (697)

Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di provvedimenti per venire incontro alle richieste dei piccoli pescatori di Porto Torres e Alghero.

Il sottoscritto,

VISTO che da diversi giorni è in atto una ferma protesta degli operatori della piccola pesca di Porto Torres e Alghero che lamentano l'incongruenza e la negatività della decisione del fermo biologico dal 1° marzo al 15 aprile assunta dall'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente su indicazione del Comitato tecnico regionale per la pesca;

CONSIDERATO che le lotte dei pescatori, che hanno manifestato la loro rabbia bloccando l'imbarco sul traghetto Tirrenia in Porto Torres, possano assumere forme molto dure con risvolti di carattere sociale e con possibili ripercussioni sull'ordine pubblico;

RITENUTO che sia indispensabile un intervento immediato dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, che dovrebbe procedere subito ad attivare un tavolo di confronto per ascoltare le ragioni dei pescatori in lotta e per prospettare le possibili soluzioni della vertenza,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere quali iniziative urgenti intende assumere per portare a soluzione i problemi sollevati dagli operatori della piccola pesca di Alghero e Porto Torres. (698)

Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nel pagamento delle spettanze relative al fermo biologico dovute ai pescatori sardi per lo scorso anno e sulla necessità di provvedimenti per risolvere la situazione.

Il sottoscritto,

VISTE le manifestazioni di lotta dei pescatori di Alghero e Porto Torres, sostenuti anche dai pescatori di tutta la Sardegna;

CONSIDERATO, tra l'altro, che la legittima protesta dei pescatori è dovuta alla mancata corresponsione degli indennizzi regionali previsti per il fermo biologico dell'anno scorso e che i relativi decreti, emanati dall'Assessore della difesa dell'ambiente, giacerebbero da mesi presso la ragioneria regionale e sarebbero inevasi per mancanza di personale;

RITENUTO che i lamentati ritardi nell'erogazione dei citati indennizzi producono notevoli danni e comprensibili disagi di natura economica e sociale ai pescatori e alle loro famiglie, tenuto conto anche dei guadagni obiettivamente modesti goduti dagli appartenenti alla categoria;

RITENUTO che occorre assumere decisioni immediate per porre fine alla grave situazione,

chiede di interrogare l'Assessore regionale del bilancio e della programmazione per sapere quali provvedimenti intenda assumere per consentire l'immediata corresponsione degli indennizzi per il fermo biologico spettanti ai pescatori sardi. (699)

Mozione Onida - Zucca - Onnis - Atzori - Ferrari - Ortu - Manunza - Manca, sulla sdemanializzazione del compendio demaniale marittimo in località "Marceddì" compreso tra la Torre Vecchia e Punta Caserma in Comune di Terralba.

Il Consiglio regionale

CONSTATATO che in località denominata "Marceddì" situata nell'ambito geografico del Comune di Terralba, si è costituito un insediamento abitativo all'interno di un ampio terreno demaniale delle dimensioni do 400.000 mq. Da parte dei pescatori che ivi esercitano la loro attività lavorativa;

ACCERTATO che in tale territorio si sono insediate in un primo tempo costruzioni in muratura e canne, realizzate in regime di concessione per licenza, adibite al ricovero dei pescatori e di deposito di attrezzi da pesca e successivamente seguite da altre costruzioni, parte in concessione ed altre abusive, che hanno finito per costruire un vero e proprio paese con negozi, ristoranti, cinema, definito "villaggio di pescatori" e come tale ormai conosciuto;

CONSIDERATO che già dal 1968 il Comune di Terralba ha avanzato domanda all'Amministrazione statale per ottenere la "classifica" dell'intero compendio chiedendo nel contempo la cessione delle suddette aree e l'acquisizione di esse ai beni patrimoniali della Regione e successivamente al Comune di Terralba;

RILEVATO che la frazione di Marceddì è valutata Patrimonio storico-culturale della comunità di Terralba, in quanto considerato modello di sviluppo abitativo dei centri marinari ed al fine di salvaguardarne le caratteristiche ambientali, l'Amministrazione comunale ha proposto e fatto approvare nel 1979 dalla Regione il Piano regolatore generale per la predetta frazione al fine di attuare un organico assetto del territorio, pianificando la focalizzazione degli insediamenti umani, sociali e produttivi;

ACCERTATO che il Consiglio provinciale nel maggio del 1993 ha condiviso l'azione esercitata dal Comune di Terralba, per valorizzare e tutelare questa parte del suo territorio, ritenuto di vitale importanza per la sua economia non solo nella frazione di Marceddì, ma dell'intera area in cui essa insiste;

VALUTATA positivamente l'iniziativa della sdemanializzazione e acquisizione di tale area, la cui pratica nella prima precedente fase iniziata nel 1968 era giunta alla adozione di un progetto di legge predisposto dall'Amministrazione della Marina mercantile, adottato dopo una lunga ed estenuante istruttoria, per dal seguito atta richiesta del Comune di Terralba;

RITENUTA non più procrastinabile la soluzione di un problema reclamato da ragioni di notevoli di ispezione urbanistica,

impegna la Giunta regionale

1) ad intervenire presso la direzione generale del demanio marittimo del Ministero della Marina mercantile perché esamini con sollecitudine la do manda avanzata dal Comune di Terralba per ottenere la sdemanializzazione del Villaggio Pescatori di Marceddì ed il successivo trasferimento al demanio regionale, con vincolo di trasferimento al Comune interessato;

2) a sollecitare la Capitaneria di Cagliari a riproporre al predetto Ministero tutte le informazioni, già a suo tempo fornite unitamente atte valutazioni dell'Ufficio tecnico erariale di Cagliari per il trasferimento del relitto demaniale al demanio regionale e poi per la successiva vendita a titolo oneroso a favore del Comune di Terralba;

3) a promuovere tutte le iniziative fra uffici statali e regionali, capitaneria di porto e ufficio tecnico erariale finalizzate ad accelerare i procedimenti preparatori atta acquisizione al patrimonio regionale dell'intero compendio di Marceddì;

4) a stabilire un rapporto stretto di collaborazione con il comune di Terralba al fine di realizzare un pieno ricupero e risanamento, mediante l'adozione di un piano particolareggiato con il quale sia possibile valorizzare l'intero compendio sia sotto il profilo dello sfruttamento razionale della pesca sia sotto quello della fruizione turistica. (159)

Mozione Tamponi - Atzeni - Carusillo - Manunza - Piras - Serra Pintus, sulla situazione del Parco nazionale dell'arcipelago de La Maddalena e sulla necessità di apportare delle modifiche alle norme sulla costituzione degli organi contenute nella legge-quadro 6 dicembre 1991, n. 394, sulle aree protette.

Il Consiglio regionale

PRESO ATTO con soddisfazione della avvenuta pubblicazione della legge 4 gennaio 1994, n. 10, con la quale si provvede alla "Istituzione del parco nazionale dell'arcipelago de La Maddalena";

VENUTO A CONOSCENZA delle valutazioni espresse dal Consiglio comunale de La Maddalena che sinteticamente:

- ha espresso perplessità circa la disciplina del territorio in relazione al suo utilizzo da parte dei cittadini(art 6, L. 394), in quanto il Parco è costituito dal solo territorio del Comune di La Maddalena;

ritiene non adeguate le norme relative alla costituzione degli organi del Parco (art. 9, L. 394) in quanto, così come sono formulate, la comunità maddalenina non risulta adeguatamente rappresentata nel Comitato Direttivo i cui membri, considerati gli interessi prevalenti, dovrebbero essere espressi nella maggioranza della comunità di La Maddalena, come peraltro era stato auspicato dal Presidente della Commissione ambiente del Senato della Repubblica;

RITENUTO che l'attuale situazione giuridica e le norme sulla gestione del Parco debbano essere modificate al fine di rendere compatibili i legittimi interessi della comunità maddalenina con quelli di salvaguardia del territorio;

VALUTATO indeclinabile l'esercizio dei poteri della comunità locale nella valorizzazione e tutela del territorio come previsto dalla normativa vigente (L. 142/90 e L.R. 45/89 e successive modifiche e integrazioni);

MENTRE ESPRIME APPREZZAMENTO per l'iniziativa legislativa che si è concretata nella legge istitutiva del Parco, ritiene urgente un ulteriore intervento legislativo e pertanto

Impegna la Giunta regionale

1) ad intervenire presso il Governo nazionale perché venga adottato con urgenza un provvedimento legislativo che apporti modifiche alla legge-quadro 1° dicembre 1991, n. 394, sulle aree protette, ed in particolare quelle norme che posso no assicurare alla comunità di La Maddalena l'esercizio di diritti legittimi nell'uso del territorio comunale, sia da parte dell'Ente che da parte dei cittadini, nonché quelle che consentano la rappresentanza maggioritaria nel Comitato Direttivo del Parco da parte dei membri espressi dal Comune di La Maddalena;

2) a non consentire ad alcuna intesa sulla costituzione di organi o nomina di amministratori se non siano intervenute le modifiche richieste a tute la dei diritti del comune e dei cittadini di La Maddalena;

3) ad avviare tutte quelle procedure previste dalle leggi vigenti che non contrastino con gli interessi generali del Parco e contestualmente della comunità maddalenina. (160)