Seduta n.353 del 09/04/2003
CCCLIII Seduta
Mercoledì , 9 aprile 2003
(Antimeridiana)
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 10 e 05.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 3 Aprile 2003 (347), che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Felice Contu e Vincenzo Satta hanno chiesto un giorno di congedo per la giornata del 9 aprile 2003. Se non vi sono opposizioni questi congedi si intende accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
Interrogazione BUSINCO - TUNIS - FLORIS, con richiesta di risposta scritta, sui problemi normativi attinenti personale IACP. (611)
Interrogazione SELIS - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SCANO - PUSCEDDU - DORE - PACIFICO - SANNA Alberto - BIANCU - CUGINI - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulla perdita dei fondi per la premialità previsti dal quadro comunitario di sostegno in base ai criteri di efficienza ed efficacia nella programmazione e gestione dei programmi comunitari. (612)
Interrogazione SANNA Alberto - MORITTU - PIRISI - CALLEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulla inoperatività del Servizio espropriazioni della Presidenza della Regione. (613)
Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui problemi legati alla gestione ENEL nella diga di Casteldoria. (614)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
Interpellanza SELIS - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - COGODI -DETTORI - DEIANA - DEMURU - IBBA - LAI - BIANCU - CUGINI - CALLEDDA - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto -SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - VASSALLO sulla costituzione a Roma dell'Istituto mediterraneo di ematologia specializzato sullo studio della microcitemia e della formazione di personale sanitario e l'esclusione della Sardegna dal centro stesso. (350)
Interpellanza MORITTU - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - ORRU' sulla realizzazione di un sistema di gestione totale e unitaria degli aeroporti sardi. (351)
Interpellanza DETTORI - PACIFICO - SCANO sulla paventata chiusura dell'Istituto tecnico commerciale di via Sulis a Cagliari. (352)
Interpellanza CALLEDDA - MARROCU - FALCONI - MORITTU sui gravi problemi dell'approvvigionamento e della distribuzione dell'acqua a Carbonia. (353)
Interpellanza PACIFICO - SANNA Salvatore sull'ennesimo episodio di degrado e abbandono dell'area del Parco regionale del Molentargius-Saline, sul rischio di nidificazione dei fenicotteri, sulla scarsa vigilanza all'interno dell'area protetta e sull'incapacità dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente di svolgere il proprio incarico istituzionale e i compiti ad esso attribuiti dalla legge istitutiva del parco. (354)
PRESIDENTE. Ricordo che siamo in sede di votazione degli emendamenti all'articolo 18 del disegno di legge 383/A.
Vorrei ricordare, colleghi, che prima di fare la prima votazione sono previsti dieci minuti, ricordo che i dieci minuti stanno decorrendo, così all'ultimo momento non dobbiamo tutti correre a trovarci la tessera. Siamo all'emendamento 450.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Era stato chiesto il voto segreto.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, le ricordo che su questo emendamento era stato chiesto il voto segreto. La richiesta viene reiterata.
PRESIDENTE. Assessore, è stato chiesto il voto segreto, quindi, lei sta facendo una dichiarazione di astensione.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Non sono smemorato, ricordo benissimo. Ringrazio l'onorevole Biancu per avermi ricordato che è stato chiesto il voto segreto e che pertanto io devo fare una dichiarazione di voto di astensione. Ma, anche l'astensione ha necessità di essere motivata e la motivazione è elementare, semplice.
L'Assessore della programmazione è tenuto per legge all'attuazione delle obbligazioni che, per conto della Regione vengono assunte, e se la Regione in attuazione di delibere di Giunta ha stipulato dei patti, se ha stipulato degli accordi di programma, se ha stipulato dei programmi integrati d'area, evidentemente li deve adempiere, perché sono delle obbligazioni che sono state assunte nei confronti dei comuni proponenti; e se, per esempio, sulla base degli atti che sono in corso di pubblicazione, ma di cui io ho un esemplare, risulta che al 31 dicembre del 2002 sono stati stipulati programmi integrati d'area che comportano già un impegno di spesa per il 2003 di 106 milioni 842 mila 139,98 euro, evidentemente l'Assessore che sta facendo la dichiarazione di voto, e che ha fatto già la dichiarazione di voto, non può non adempiere a questo obbligo.
E quindi, evidentemente, lo stesso Assessore si trova nella necessità di dover domani giustificare nei confronti dei sindaci che hanno insieme a lui e al Presidente della Giunta sottoscritto questi programmi integrati d'area, questi atti, dev'essere messo nelle condizioni di poter dire: "Io non posso più adempiere a questo impegno perché non esistono più le risorse".
Lo stesso discorso vale per i patti territoriali, in relazione ai quali con la finanziaria dello scorso anno questo Consiglio aveva autorizzato lo stanziamento di 85 milioni 848 mila euro in due rate, una rata di 42 milioni 924 mila 282 per il 2002, e una rata di 42 milioni 924 mila 282 euro per il 2003, che evidentemente essendo anche essi relativi ad atti sottoscritti rappresentano una obbligazione per la Regione Sardegna e, conseguentemente, anche di questo deve tenersi conto. Conseguentemente cioè la Regione si trova in questo momento con obbligazioni già assunte e sottoscritte nei confronti degli enti locali, per importi che si avvicinano, io ho citato soltanto i più importanti, cioè i PIA ,106 milioni, più i patti territoriali per infrastrutture già impegnati ai favori dei comuni per 42 milioni, quasi 43 milioni, poi ci sono altri accordi di programma e cofinanziamenti vari per i quali la Giunta ha già assunto impegni e devono essere perfezionati con atti di obbligazione. Quindi evidentemente l'Assessore della programmazione non può non tener conto di questo e dichiarare, chiedendo anche al servizio resoconti che venga presa esatta nota di quello che io sto dicendo, in modo che egli, Assessore, oggi io, domani l'altro, quello che subentrerà, chiunque, dovrà naturalmente soddisfare le obbligazioni che sono state assunte e, di fronte alla eventuale impossibilità di assolvere alle obbligazioni assunte, è bene che si sappia che quanto meno è dovuto soggiacere ad un eventuale voto di questo Consiglio.
PRESIDENTE. Allora procediamo, è stato chiesto il voto segreto. Onorevole Falconi che precisazioni vuole fare? Stiamo votando.
Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). L'ho già fatta ieri, per ribadire che per la copertura finanziaria 83 milioni di euro è il mutuo e il resto dalla UPB che ho già indicato; e che naturalmente si tratta di un triennale si evince dalla copertura finanziaria anche se in norma non è ben detto. Tutto qui.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Stiamo votando, certo se la concedo all'onorevole Falconi la devo concedere anche a lei. Però, faccia questa precisazione e votiamo, per cortesia.
FADDA (La Margherita-D.L.). Ha già fatto la dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Questa era una precisazione non una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, sempre a proposito delle...
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. All'Assessore è stato vietato ieri di fare una precisazione.
PRESIDENTE. Assessore, la prego. Onorevole Balletto, faccia la precisazione e si accomodi perché stiamo votando.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sì, grazie Presidente. Sempre per quanto riguarda la copertura, faccio notare che questo emendamento se approvato sarà di difficilissima se non impossibile scrittura da parte degli uffici ed indico anche il perché.
FADDA (La Margherita-D.L.). Questa non è una precisazione.
SPISSU (D.S.). Per che cosa sta parlando?
PRESIDENTE. Per la stessa ragione per la quale ha parlato l'onorevole Falconi. Qui le regole o valgono per tutti!
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, l'articolo 18 al comma 1 prevede - e l'emendamento non lo modifica - che per l'importo modificato da 83 milioni a 172 milioni si provvede con la stipula di un mutuo. La copertura così come indicata invece prevede una parte di mutuo ed una parte di fondi della programmazione negoziata.
PRESIDENTE. Però, onorevole Balletto, l'Aula è sovrana e l'Assessore ha detto che l'emendamento è dal punto di vista formale corretto e, poi, è l'Aula che decide. Quindi pertanto stiamo votando.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 450 all'articolo 18.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 34
votanti 33
astenuti 1
maggioranza 17
favorevoli 31
contrari 2
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Poiché manca il numero legale, la seduta è aggiornata tra mezz'ora. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 19 , viene ripresa alle ore 11.)
PRESIDENTE. Se rimane la richiesta del voto, mi rivolgo a chi lo ha proposto, onorevole Spissu scusi ma io voglio capire, permane la richiesta del voto segreto? Se la richiesta del voto segreto permane stiamo votando di nuovo. Onorevole Masala le ricordo che lei si è astenuto.
(Interruzioni)
Secondo lei, le dichiarazioni di voto che ha fatto valevano per la votazione di prima?
(Interruzioni)
Ma lasci perdere. Adesso non insistiamo su queste cose, c'è il voto segreto prima ed anche adesso, l'onorevole Masala ha già fatto la dichiarazione di voto.
FADDA (La Margherita - D.L.) Anche Balletto, anche ieri.
PRESIDENTE. Ma non aveva concluso!
(Interruzioni)
Scusate, ieri se non ero presente non sono in grado, scusate colleghi abbiate pazienza, stamattina sia l'intervento di Balletto che quello di Falconi erano interventi fatti per specificare.
(Interruzioni)
Ieri non lo so. Devo chiedere agli uffici.
(Interruzioni)
Stiamo vedendo i resoconti. Intanto è stato posto un problema io devo verificare con...
SPISSU (D.S.) Il problema lo risolva dopo.
PRESIDENTE. No, se stiamo votando come faccio a risolverlo dopo? Non è mica indifferente se vota adesso o non vota! Allora, mi dicono dall'ufficio resoconti che agli uffici non risultano dichiarazioni di voto fate dall'onorevole Balletto. Pertanto procediamo, l'onorevole Balletto può votare, invece l'assessore Masala ha fatto effettivamente la dichiarazione di voto stamattina e sono stato a chiedergli di continuare nell'astensione.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 450 all'articolo 18.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 77
votanti 75
astenuti 2
maggioranza 38
favorevoli 38
contrari 37
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU -SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU -TUNIS -USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - MASALA.)
Devo comunicare all'Aula in conseguenza del voto che abbiamo appena espresso...
FRAU (A.N.) Bravi assessori! Se si inizia alle 10 bisogna venire alle 10.
PRESIDENTE. Colleghi possiamo fare un po' di silenzio per cortesia? Onorevole Frau, lei è sempre così tranquillo!
Dicevo colleghi, per effetto della votazione appena fatta, decadono il 598, il 771 e il 772. Siamo, quindi, al voto del testo; stiamo votando il testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sul testo, Presidente, per chiedere la votazione per parti.
PRESIDENTE. Comma per comma?
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Comma per comma.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna Giacomo, voglio farle presente che con le votazioni che sono già avvenute alcuni commi sono scomparsi, per cui voteremo naturalmente quelli che rimangono. Per ciò che riguarda il primo comma non ci sono problemi, possiamo procedere. Stiamo votando...
(Interruzioni)
Se non stiamo attenti al Presidente è chiaro che non capiremo mai nulla. Colleghi, possono tornare al loro posto?
(Interruzioni)
Stiamo votando l'articolo 18, il comma primo. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I. - Sardegna). Per chiedere cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE. E` stata chiesta una sospensione breve. Non ci sono problemi, la sospensione è accordata.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 08, viene ripresa alle ore 11 e 12.)
PRESIDENTE. Stiamo votando il primo comma dell'articolo 18.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, sulla richiesta da me poc'anzi fatta, per facilitare le cose e quindi accelerare, nella votazione per parti chiedo che si voti dal comma 1 al comma 6, poi, successivamente assieme gli altri.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna aveva chiesto di votare per votazioni separate, ha detto come, se ci sono altre richieste, vengano.
Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I. - Sardegna). Per votare comma per comma.
PRESIDENTE. Voteremo comma per comma. C'è una richiesta da parte dell'onorevole Corona per votare comma per comma. Pertanto stiamo votando il comma 1.
(Interruzioni)
Colleghi io devo procedere. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
SPISSU (D.S.) Chiedo qualche minuto di sospensione per confrontarmi con gli altri colleghi Capigruppo, così come prima ha fatto il collega Corona.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu questo va bene, ma se lei vuole spiegazioni su come si vota lo deve chiedere a me. Si vota comma per comma tenendo conto che una parte dei commi esistenti attualmente nel testo sono caduti per effetto degli emendamenti che abbiamo precedentemente votato.
Tuttavia se hanno bisogno di qualche minuto io credo sia giusto e corretto...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale. Lei è troppo disponibile.
PRESIDENTE. Ma, è su questo voto. Io credo che bisogna essere cortesi e disponibili sempre, quando lo chiede una parte e quando lo chiede l'altra, senza mai irrigidirsi! Se hanno bisogno di due minuti io non credo che questo cambierà, non sospendiamo neanche, restiamo in Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di votazione. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, abbiamo necessità di mezz'ora di sospensiva.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei comprende, stiamo votando, io non mi posso assumere la responsabilità, se c'è una richiesta ufficiale io la devo rimettere all'Aula.
FADDA (La Margherita - D.L.). Mi sembra corretto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione, uno a favore ed uno contro. Onorevole Cogodi parla a favore o contro? A favore.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io parlo a favore perché avrei anche avanzato la proposta se mi fosse data la parola quando regolarmente l'ho chiesta.
(Interruzioni)
COGODI (R.C.). Cosa vuol dire questo sottofondo molto parlamentare? Credo che sia necessaria una pausa di vera e responsabile riflessione, perché qui in questi giorni gli appelli alla responsabilità si sono sprecati e credo che non sfugga a nessuno, in quest'Aula e fuori da quest'Aula, che il voto che il Consiglio ha liberamente espresso è un voto che sostanzialmente reintegra, in questa Regione, nella sua normativa, sostanzialmente reintegra per il prossimo triennio il piano per il lavoro nella portata storica che ha avuto in questi anni passati l'articolo 19. E` altrettanto evidente...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi, io ho bisogno di ascoltare le cose che dice l'onorevole Cogodi che sta parlando a favore della proposta di sospensione e ho bisogno di un po' di silenzio per cortesia!
COGODI (R.C.). E` altrettanto evidente dicevo, in quest'Aula ed oltre quest'Aula, che il voto liberamente espresso dal Consiglio poc'anzi, che in questo momento fa vivere la nostra Regione integralmente per i prossimi tre anni l'intervento straordinario per il lavoro, può essere contraddetto e messo nel nulla attraverso l'intenzione, per niente nascosta, per niente non ostentata, che la maggioranza, che la Giunta, con i segnali che già abbiamo visto si sono scambiati attraverso l'eliminazione del primo comma dell'articolo 18.
Questo voto rappresenterebbe una vera e propria ritorsione, perché eliminare l'articolo 18 per mettere nel nulla il voto già espresso dal Consiglio significherebbe anche togliere quel pezzo, l'intervento che già è contenuto nell'articolo 18. Siccome noi badiamo alla sostanza delle cose e non alle ritorsioni e ai dispetti, che poi quanto sarebbe politico non lo so, noi chiediamo questa mezz'ora di sospensione che valga come riflessione responsabile per noi, che valga per come riflessione per la Giunta e per la maggioranza, perché su questa materia sono giorni e giorni, settimane, che è aperto un confronto e noi vorremmo che il Consiglio regionale, che ha già espresso una sua intenzione chiara e netta, possa essere messo nella condizione o di confermare integralmente e meglio anche quella intenzione già espressa o comunque, nei limiti del possibile, come dire, di aggiustare quello che è aggiustabile, perché sarebbe davvero un danno pressoché irrimediabile se l'intenzione fatta intendere dalla Giunta e dalla maggioranza portasse al travolgimento intero della normativa e della dotazione finanziaria della Regione per il piano straordinario per il lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare contro il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, da quarantadue giorni, credo che oggi sia il quarantatreesimo giorno, si parla della sacralità dell'articolo 19 della legge 37. Credo che l'Aula ben abbia recepito tutti gli aspetti qualificanti, anche storici è stato detto, addirittura la storia, qui si fa la storia della Sardegna, anche storici, di questa legge. Credo che la Presidenza si debba muovere, soprattutto in fase di voto, a termini di Regolamento, tanto invocato e con forza invocato dall'opposizione in questi giorni, ieri in particolare, poc'anzi prima del voto, ancora - se occorre sottolinearlo, lo dobbiamo sottolineare - per l'applicazione totale del Regolamento.
Allora cinque minuti, dieci minuti vanno bene, ma abbiamo riflettuto e questa maggioranza, lo ripeto, ancorché malacconcia, è assolutamente in condizioni di valutare come votare, perché votare e cosa votare, senza bisogno di sospensioni. Allora, cinque minuti all'opposizione se le occorrono sono stati concessi, se hanno bisogno di altri cinque, noi stiamo in aula in attesa di votare, di esprimere il nostro voto a termini di Regolamento, Presidente. Non può essere concessa assolutamente nessuna dilazione oltre i cinque minuti. Se hanno da riflettere che riflettano pure, noi non abbiamo nessuna riflessione ulteriore da fare.
PRESIDENTE. Hanno parlato uno a favore e uno contro. Metto in votazione la richiesta di sospensione di trenta minuti. Chi l'approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.). Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvata)
Stiamo per votare il comma 1 dell'articolo 18. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, noi dichiariamo il voto favorevole ovviamente al comma 1, come è stato modificato dall'Aula. In questo dibattito sul rifinanziamento dell'articolo 19 della 37 c'è stato un lungo percorso che è bene, di fronte ad alcune responsabilità che si stanno profilando, ricordare.
Abbiamo avuto Gruppi interi, sindaci che operano, che hanno fatto delle dichiarazioni in quest'aula molto chiare nella direzione favorevole a questo provvedimento, nella utilità di questo provvedimento nell'ambito della sua triennalità e del suo rifinanziamento, e parrebbe avvertire che dopo l'approdo comunque non concordato, ma comunque un approdo che va rispettato, perché esito di un voto di quest'Aula, la maggioranza sempre in quel clima di sottopolitica, e solo di tattica e di convenienza esterna, ipotizza l'idea di affossare questo provvedimento. E' una scelta singolare, un modo come dire: "Badate, sull'aspetto muscolare vinciamo noi", i comuni se la prendano in quel paese, sostanzialmente, perché i problemi loro se li dovranno risolvere loro. I comuni che hanno in questo ambito degli impegni assunti si troveranno in una condizione drammatica, già gravata dai tagli e dai trasferimenti nazionali, e voi però direte: "Siamo una maggioranza forte". Mi sembrerebbe un po' ridicolo e anche un po' suggestivo, dopo 17 articoli di finanziaria percorsi come li abbiamo percorsi, che oggi veniate fuori dicendoci: "Vi facciamo pagare il dazio, vi dimostriamo chi siamo politicamente bocciando l'articolo 19 della 37".
Ed allora è bene che queste cose ce le diciamo subito con chiarezza. E' vero che voi ci avete detto, lungo il corso di questi quattro anni: "A noi spetta il diritto di governare". E il diritto di governare adesso, probabilmente, lo volete esercitare tagliando, facendo dei danni, vincendo sul piano politico, forse, una partita mediocre e inutile per i vostri destini, perché qualunque bocciatura dell'articolo 19 sarà una responsabilità che sarà chiara in quest'Aula, sarà chiara, dovrà essere chiara, chiara e individuale, e vi porterà di fronte alla responsabilità che l'unico vostro diritto a governare è stato quello di sgovernare creando problemi alla Sardegna. Questo sarà il dato, dopodiché incomberanno su di voi mesi difficili, sui quali dovrete registrare, anche se oggi fate finta di niente, che stiamo perdendo migliaia di posti di lavoro e che a seguito di questa bocciatura quei dati diventeranno drammatici. Vincete una battaglia politica qua, appena uscirete di qua, la battaglia politica l'avremo vinta noi per avervi detto anzitempo gli scenari che si saranno andati a costruire in Sardegna.
Io, assessore Oppi, sono abbastanza sereno, perché quando le posizioni sono chiare uno ne può rispondere in qualunque luogo, ne potrà rispondere in qualunque luogo. Mi sembra che sia molto meno chiaro per voi, che siete probabilmente ostaggi di una condizione non di libertà di coscienza, ma di assembramento di una maggioranza che vuole dimostrare di essere tale quando non lo è, perché che voi non siate maggioranza lo dimostrerà il testo finale della finanziaria e il raffronto fra quello che ci avete proposto e quello che ne risulterà. Questa sarà la dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, se ce ne fosse ancora bisogno, dopo quello che è avvenuto. Ripeto e dico, il nostro voto è favorevole, ma il vostro destino non è legato a questa rivalsa che non sarà nei nostri confronti, ma sarà nei confronti di quello che voi avete detto, delle vostre coscienze, dei sindaci e della comunità sarda. E a noi non dispiacerà nei prossimi mesi specificare, per le contrade e per le comunità della Sardegna, nome e cognome di tutti quelli che hanno concorso, con il proprio contributo e con il proprio voto, a che questa situazione fosse chiara.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Fra poco questo comma primo dell'articolo 18 verrà votato a voto palese, e ogni consigliere regionale esprimerà un voto che coinvolge anche la sua personale responsabilità. Noi abbiamo di fronte adesso il comma 1 dell'articolo 18 modificato da un voto del Consiglio, modificato in meglio, perché rispetto alla proposta iniziale vi è una dotazione finanziaria più adeguata, che riporta cioè l'impegno della Regione in materia di sostegno del lavoro alla spesa storica che si è avuta negli ultimi quattro anni, ed è anche un testo precisato nelle finalità, perché ipotizzando che nella programmazione così detta negoziata possano essere più direttamente coinvolti i comuni della Sardegna, attraverso la lettera a) dell'articolo 19 si avrà una programmazione negoziata, come dire, arricchita dalla partecipazione istituzionale di base, dalla quale non si potrà prescindere, perché tutti i comuni della Sardegna saranno toccati da questo intervento normativo e finanziario, e quindi dovranno porsi meglio e più attivamente il problema della loro partecipazione agli strumenti dello sviluppo integrato.
Proprio perché questo comma 1 è così migliorato noi adesso cogliamo la malevola intenzione della maggioranza, o di parte della maggioranza, di volerlo cassare per intero, di volerlo travolgere. Badate, se dovesse prevalere questa logica, questa logica ritorsiva, non sarebbe una punizione per l'opposizione; sarebbe una ritorsione e sarebbe un atteggiamento di astio antisociale che si scarica necessariamente sui destinatari di questo provvedimento, cioè sui lavoratori che non trovano lavoro in questa nostra regione, sulle comunità locali che hanno bisogno di questo e di altri strumenti ancora per poter programmare e per poter conoscere per davvero una prospettiva di sviluppo, voi non fareste dispetto all'opposizione o alla minoranza, voi fareste un grave, enorme danno e un torto a tutte le istituzioni di base, a tutti i comuni della Sardegna e a tutte le comunità del territorio regionale.
D'altronde, in queste settimane di discussione vera e animata ci sono stati anche passi avanti che noi abbiamo misurato anche nel campo della maggioranza: rispetto a un'idea originale di porre la parola fine all'intervento per il lavoro, si è passati poi alla proposta di un intervento più limitato, ma comunque ancora un intervento da conservare. E poi, ancora, abbiamo registrato proposte che parti della maggioranza hanno avanzato, che noi abbiamo ritenuto insufficienti rispetto al bisogno e rispetto alla possibilità concreta che la Regione ha di sostenere in modo più convinto le azioni per lo sviluppo locale e per il lavoro.
Però quelle proposte che parte della maggioranza comunque hanno avanzato non è che debbano venire meno, perché se venissero meno vuole dire che non era sincera neppure la volontà che le accompagnava. Ecco perché noi riteniamo che allo stato il voto palese non possa che confermare la validità e la responsabilità che il Consiglio ha già manifestato migliorando questo primo comma dell'articolo 18. Un atto di responsabilità anche personale, che io dico la gran parte del Consiglio, la gran parte anche dei consiglieri di maggioranza, dovrebbe poter assumere tranquillamente perché confortati da un voto maturo, da un voto convinto che già il Consiglio ha espresso e che deve sottrarsi alla logica della ritorsione e del dispetto, che, ripeto, non sarebbe dispetto verso la minoranza o una minoranza, sarebbe davvero un'azione ritorsiva contro coloro che hanno diritto, anche rispetto alle proposte ancorché parziali, che anche la maggioranza aveva annunciato di voler sostenere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
Orrù' (D.S.) Signor Presidente, non più tardi di due giorni fa c'è stato un richiamo, alla conclusione dei lavori pomeridiani, al senso di responsabilità. Un senso di responsabilità condiviso da parti diverse, maggioranza e opposizione. Io penso che quel richiamo al senso di responsabilità non era solo un bon ton parlamentare; era dovuto, perché la materia di cui ci stiamo occupando tocca un punto molto sensibile del nostro sistema istituzionale, cioè il rapporto della Regione con il sistema delle autonomie locali e con i comuni in modo particolare. Un rapporto di collaborazione, il cosiddetto federalismo interno, la necessità di contribuire insieme per la soluzione dei problemi della nostra Isola, e poi anche perché si possono avere opinioni diverse sulla validità, sull'efficacia dell'articolo 19. Tuttavia credo che nessuno metta in discussione la fondatezza della finalità che l'articolo 19 della 37 persegue, e cioè quella di sostenere lo sviluppo locale a favore dell'occupazione, non con strumenti, come dire, diretti dall'alto, dirigisti, ma con strumenti che invece mettano in azione, quindi sollecitino un ruolo attivo del sistema istituzionale decentrato e diffuso, che a sua volta mette in comunicazione e consente a varie parti della società di essere appunto parte attiva, a partire dal sistema produttivo.
Ora, le correzioni, il miglioramento che è stato portato con il voto dell'Aula poco fa, consente di fare in modo che questo non sia un fatto episodico o appartenente al passato, ma che abbia una sua prospettiva una sua validità. Poi il Consiglio, e la maggioranza in modo particolare, per i numerosi rilievi che ha fatto sull'efficacia dello strumento, sulla necessità di adeguarlo, di migliorarlo, ha tutte le possibilità per farlo.
Io dico di più: siccome non sta parlando a un'opposizione ottusa che non guarda anche al modo in cui questo strumento può essere reso più efficace, appunto, più adeguato alle finalità che persegue, credo che su questo terreno ha avuto e avrà la collaborazione anche delle opposizioni. Ma che significato avrebbe adesso un atteggiamento ritorsivo, che non si limita cioè a cancellare quel miglioramento apportato, ma cancellerebbe del tutto lo strumento? Perché cancellandolo oggi è molto difficile che a ridosso della scadenza elettorale, l'anno prossimo, ci sia la possibilità di recuperare le risorse, di rimettere mano a quello strumento.
Noi stiamo dicendo di no, di fatto per oggi e anche per domani alla possibilità di utilizzare questo strumento; non credo che questo corrisponda alle richieste, alle esigenze non dico delle opposizioni, non dico dei comuni governati dal centrosinistra, ma credo che troverebbe non questa mattina ma da qui in avanti anche la stessa disapprovazione da parte delle amministrazioni locali governate dal centrodestra. E credo che sarebbe uno schiaffo al dramma dei tanti giovani disoccupati che attendono non solo attraverso questo strumento ma anche attraverso questo strumento una riposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
Falconi (D.S.). E` davvero molto delicato il passaggio che si aspetta con il voto che seguirà queste dichiarazioni di voto. Dico subito che io, per una serie di ragioni ma anche per la mia storia di amministratore comunale, sensibile che ha vissuto in comunità difficili la sua esperienza amministrativa, amministratore che ha creduto e crede che il primo piano dell'edificio statale è quello che sente maggiormente le esigenze dei cittadini. Le sente e le raccoglie, siano essi cittadini in disagio o cittadini in cerca di prima occupazione o ancora cittadini in cerca di creare impresa o micro impresa. Li conosce, li valuta e lo fa ormai con sistemi monitorati perché questa, la 37, è una legge che ha una certa esperienza, che sta maturando e che ha maturato.
A chi, in questi mesi, si è prodigato nel voler dimostrare dai banchi del centrodestra che i comuni in Sardegna non sanno spendere, non sanno ascoltare i giovani in cerca di prima occupazione, non sanno programmare le risorse che le provengono dallo Stato e dalla Regione, bene, questi colleghi sono intanto colleghi che non hanno le esperienze amministrative che si devono avere, e che basano la loro analisi con alcuni preconcetti che brevemente cerco di riprendere. Qualsiasi legge di sostegno ha bisogno di un certo periodo per decollare, per esplicare la sua azione positiva in qualsiasi settore operi. Vi faccio alcuni brevi esempi: la 488, l'ho già fatto questo esempio, è del '92 cioè di 11 anni fa, sta operando bene gli ultimi 4 anni, gli altri i primi 6, 7 anni non era operativa. Non c'erano bandi. Quindi stiamo parlando di 11 anni fa. La legge 15 della Regione Sardegna, è una legge del '94. Dal 94 a oggi prima si è provati con il sistema a sportello e non ha funzionato. Dal '94 a oggi sono stati fatti due bandi, dicasi due bandi! Cioè, due annualità, e stiamo parlando di una legge di 9 anni. La legge numero 9 del turismo è una legge del '98, di 5 anni fa. Si è fatto un bando pubblicato qualche settimana fa, ed i soldi non sono ancora erogati.
Ma, allora qual è, ve lo chiedo io, collega Balletto, lo chiedo a lei, qual è la legge della Regione Sardegna che funziona meglio della 37? Me lo dite voi che con questo inquietante approccio verso le autonomie locali, si sente. Volete bocciare il comma 1 dell'articolo in questione, dell'articolo 18. Badate che è inquietante! Nel merito, per le cose che davvero sono successe in Sardegna e che succedono in questi ultimi anni. Allora se noi, invece, consideriamo molto positivo il fatto che bisogna avere fiducia nelle autonomie locali, che bisogna spendere in quella direzione, bisogna credere quella direzione. Noi ci fidiamo, noi andiamo e vogliamo andare in quella direzione. Un voto contrario da parte vostra significa il diniego, non alle amministrazioni comunali del centrosinistra, no, alle amministrazioni comunali in quanto tali! In quanto amministrazioni comunali che sentono il vocio della gente dal primo piano.
Ma, in ultimo, mi consenta qualche secondo, Presidente. Badate, se noi andiamo a un voto che in quest'Aula poco fa ha detto, ai comuni vanno dati 172 milioni di euro, questa annualità e abbiamo specificato anche come, da dove si prendono, non si sconquassa assolutamente nulla. Si accelera esclusivamente la spesa, perché si danno immediatamente ai comuni, ed i comuni sono in grado di spenderli; non si scassa nulla, perché noi quando proponiamo le cose abbiamo la testa sulle spalle! Togliamo dal salvadanaio dell'Assessore della programmazione e li diamo ai Comuni - questa è l'operazione - che sono in grado di spendere immediatamente. Se quest'Aula boccerà, dopo mezz'ora, dopo un'ora, dopo due ore questo intendimento, allora sarà contraddetto il voto poco fa positivo di quest'Aula. E devo usare una parola forte, Presidente, me lo consenta, questa è la palese dimostrazione di schizofrenia d'Aula, perché non è possibile che si voti una cosa e il contrario della stessa cosa.
PRESIDENTE. Questo lei sa bene che per Regolamento non è possibile, staremo attenti perché questo non accada, senza entrare nel merito della volontà dell'Aula che è sovrana. Ciò che è già stato votato, rimane. Chiaro?
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
Calledda (D.S.). Ma, signor Presidente, è sin dai primi giorni della discussione di questa finanziaria, che noi poniamo alcune questioni legate al modo con il quale il documento contabile dovrebbe recepire alcune delle esigenze che abbiamo posto. E l'articolo 18 in qualche misura ne contiene due: la prima è la questione del lavoro, la seconda è il trasferimento delle risorse agli enti locali. C'è stata una grande discussione. Io ho apprezzato in Aula molti interventi anche dei colleghi della maggioranza, quei colleghi che in qualche misura verso l'opposizione hanno lanciato segnali - diciamo così - per aprire una trattativa che portasse il Consiglio a definire in termini chiari e precisi una finanziaria che andasse bene a tutti quanti.
Ovviamente l'opposizione, signor Presidente, fa il proprio dovere, assume responsabilmente una funzione, un ruolo e questo ruolo è stato quello di non accettare nessuna trattativa segreta, nessuna trattativa nelle stanze dei 4 o 5 potenti che ci possono essere, ma fare una discussione seria, coerente e leale in Aula. Francamente molte volte avviene che qualche collega, anziché lavorare per raggiungere questo obiettivo, lavora per creare problemi. Io, in qualche misura, ieri mentre l'onorevole Floris interveniva, ho apprezzato alcuni contenuti del suo intervento. E badate, ora se partiamo da quel presupposto, se volete utilizzare il ruolo e la funzione di maggioranza per cancellare ciò che è avvenuto nella votazione dell'emendamento 450, io credo che sia un grave errore, e l'avere votato positivamente quell'emendamento può essere un vantaggio per l'intero Consiglio e per il Governo regionale, perché abbiamo deciso di trasferire agli enti locali e ai comuni risorse straordinarie, ingenti. E` chiaro poi, io credo che nessuno di noi abbia la verità in tasca, però consentitemi una battuta rispetto a questo fatto: se c'è la prepotenza di maggioranza per bocciare il comma 1 dell'articolo 18, badate, qui questa maggioranza deve dimostrare intanto di avere i numeri, intanto di poter governare, perché diversamente se non ci sono queste condizioni, significa solo che c'è una prepotenza alla quale al danno arrechiamo danno.
Credo, signor Presidente, che sia utile fare una riflessione ulteriore, sia utile non per la contrapposizione che si è presentata in Aula questa mattina, ma sia utile sopratutto per dare una risposta positiva e per trasferire verso i comuni quelle risorse che servono per creare nuova occupazione, per creare sviluppo locale. Se noi abbandoniamo questo concetto, se noi abbandoniamo questo modo di agire, vuole dire anche che prevale la logica della rappresaglia, che prevale la logica cioè di un Consiglio bloccato su questioni di fondo importanti che possono dare almeno la speranza per affrontare e risolvere i problemi. Rischiamo davvero di fare un brutto servizio per la Sardegna. Spero che questa maggioranza capisca questo elemento e sia in grado oggi di trovare una soluzione che consenta a tutto il Consiglio di uscirne in maniera positiva e cioè non portando elementi di rappresaglia ma di impostazione politica che possa rappresentare uno sviluppo per l'intera Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Se in quest'Aula c'è stata già della passata legislatura, ma anche in questa, una forza politica contraria al piano per il lavoro, questo è il Partito Sardo d'Azione. Ritenevamo che quella legge nata nel modo in cui è nata, avesse la necessità di essere migliorata, riformulata, resa più accessibile. Ma oggi siamo al paradosso, senza avere la capacità propositiva - e voi questo avevate nei vostri programmi - di modificare questa legge, stiamo arrivando alla votazione del comma 1, e qui l'aria che tira è quella di una maggioranza che vuole bocciare il comma che lei stessa ha presentato. Quindi è due volte incapace: una, che non è stata capace di modificarla in meglio; due, che se la vuole bocciare direttamente.
Ma il danno credo che sia difficile da quantificare. Bisognerebbe chiedere del danno eventuale ai colleghi che sono qui sui banchi della maggioranza e dell'opposizione che rivestono l'incarico di sindaco dei piccoli comuni, bisognerebbe chiederlo a tutti quei colleghi che hanno fatto esperienza amministrativa per vedere quale danno, con la bocciatura di questo comma, si andrebbe a creare. Ma dobbiamo dirci anche la verità, da dove con quell'emendamento che abbiamo votato poc'anzi, si sia andati a prendere i denari.
Allora, prendiamoci il bilancio in mano: c'è l'UPB S03008, Fondo per la programmazione negoziata. Siccome l'assessore Masala due volte ha fatto in poco tempo dichiarazioni di voto astenendosi per dimostrare che lì c'erano i soldi del PIA, l'assessore Masala bene avrebbe fatto a elencare tutta questa tabella perché la sommatoria finale di questa tabella, è di 478 milioni e 387 mila euro.
Stiamo parlando di circa 900 miliardi, poco più, poco meno. Denari che lo stesso assessore Masala non riesce a spendere, perché nonostante i comuni abbiano sottoscritto gli accordi di programma da tempo, qua i PIA sono fermi, la programmazione negoziata è ferma, si sono accumulate le risorse tanto che dal 2001 se ne porta dietro 98 mila e 312, che sommate ai 161 mila e 807 dell'anno scorso, creano quel monte miliardi di circa 900 miliardi che ho menzionato poc'anzi.
Ma quanti PIA ci sono su 900 miliardi? Forse 600? Tanto non ne avete fatto partire uno, bisogna dimostrarlo. 900 miliardi meno 600 ne restano 300 di programmazione negoziata, che non si è mai, mai, voluta far partire. Siamo in netto ritardo. Sono soldi fermi!
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue SANNA GIACOMO.) Ma tenerli fermi o darli ai comuni c'è qualche differenza sostanziale? Almeno questo riusciamo a capirlo, che non c'è nessuna sconfitta per chicchessia? Che l'unica sconfitta vera è quella di non dare una lira a nessuno, e quindi di bocciare il comma 1?
Qui non solo carta straccia, assessore Masala, ma lei di quella carta straccia ne vuole fare coriandoli, e non avendo più carta straccia vuole utilizzare i soldi per fare coriandoli! Perché la pazzia ha raggiunto i limiti. proviamo a dire la verità fino in fondo a quest'Aula. Vadano i colleghi a leggersi quello che ho letto io poc'anzi che è la parte seconda del bilancio della spesa che ci è stata consegnato, per capire che quei 900 miliardi fermi lì non fanno bene a nessuno! Che se quindi, quell'emendamento si è coperto attraverso quell'UPB aveva tutto il diritto di essere coperto in quell'UPB, ed invece si continua a manifestare solo un intendimento, quello di volerlo bocciare. Ma bocciatelo! Voi volete credere che questa sia la soluzione? Bocciatelo! Poi direte voi ai Comuni, agli enti locali, ai sardi, a chi qualche beneficio ha avuto da questa legge, che avete preferito bocciarla per mantenere inalterata la cassaforte dell'Assessore della programmazione. Quella cassaforte che tiene ben nascosta in una Regione che langue, in un bilancio che grazie a Dio tutti abbiamo definito disperato e che, però, deve salvaguardare i soldi dell'Assessore della programmazione, che un giorno o l'altro deciderà di spenderli!
Forse si sveglierà d'incanto e la programmazione negoziata, partirà. Due mesi prima della campagna elettorale partiranno i decreti, si spenderà con facilità; e la spesa facile è una cattiva spesa. La spesa facile porta sempre e comunque a risultati negativi perché si spende male, e noi abbiamo sempre detto che la qualità della spesa in quest'Aula avrebbe dovuto trovare un significato diverso, perché sono diminuite le risorse; ma è pur vero che non le abbiamo spese molto bene e che quindi la diminuzione delle risorse doveva essere accompagnata da una qualità di spesa nettamente superiore rispetto al passato. Ma di tutto questo a voi poco importa!
Allora non diciamo cose non vere all'Aula, assessore Masala. Diciamole la verità, che lei stesso ha consegnato a quest'Aula con il documento di bilancio, di quante risorse ha, di quante non è riuscito a spenderne, di quanto però ha continuato e sta continuando ad accumulare. E ogni qualvolta gliene portano via un pezzetto, si agita come se le abbiano portato via chissà quale patrimonio personale! Non è un suo patrimonio personale! L'Aula ha il diritto di conoscere, di sapere e di decidere come utilizzare al meglio le risorse della Sardegna. Questo è il nostro dovere! Altro che ricatti! Ma qua non ci crede nessuno che bocciando, anzi non bocciando questo comma lei se ne possa andare. Assessore Masala, se lei dovesse fare una cosa del genere avrebbe raggiunto il top, perché quando le hanno bocciato il suo articolo, lei è rimasto lì seduto facendo finta di niente. Perché?
Perché ha il senso di responsabilità, ha il grande senso di responsabilità! E io mi chiedo su questo comma quel senso di responsabilità che ha avuto sul suo articolo bocciato dell'Aula, sta venendo meno?
Può ricattare e minacciare quest'Aula dicendo che se questo comma non dovesse essere bocciato, lei rassegna le dimissioni? Ma non ci crede nessuno assessore Masala! Non ci crede nessuno! Né per lei né per nessun componente della Giunta!
Conoscete tutto il vocabolario italiano, tutti i dizionari del mondo, ma la parola dimissioni non vi appartiene, perché avete sempre detto che chi vi ha messo lì non vi ha detto di andarvene. Chi vi ha eletto lì non vi ha detto di andarvene!
Ma il voto palese e segreto che vi dice che state sbagliando, ha un significato politico?
Se ha un significato politico dovete trarne le conclusioni! Quelle conclusioni però che siete abituati a non trarre. Allora, il problema sostanziale nell'esprimere il nostro voto a favore per questo comma è quello di richiamare l'attenzione di tutti noi; valutiamo attentamente se queste risorse è preferibile tenerle ferme da anni accumulandosi come il tesoro dell'Assessore della programmazione o se è preferibile, invece, darle ai nostri comuni, agli enti locali perché riescano con il nostro aiuto a utilizzarle nel migliore dei modi.
PRESIDENTE. Nessun altro ha domandato di parlare.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Basta chiedere che ce n'è.
PRESIDENTE. Infatti stiamo chiedendo. Siamo qui per questo. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io ero già iscritto, mi sono iscritto da subito.
CUGINI (D.S.). Siamo tutti iscritti.
Presidente. Chiedo scusa mi sfuggiva, era annotato in un angolo e non lo trovavo. Comunico all'Aula che io ho iscritti: Sanna Alberto, Scano Piersandro, Marrocu, Vassallo e Cugini.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Signor presidente, credo che non ci dovrebbero essere problemi, credo che tutto il Consiglio dovrebbe intervenire su un argomento come questo, perché non è un aspetto che può passare così in sordina e senza essere sottolineato. Ed evidenzio anche un altro aspetto che rende i lavori per certi versi avvincenti in particolare in quest'ultimo scorcio di approvazione della finanziaria. Mezzora fa diceva un collega mi sembrava, mi pareva che su questa importante partita stessimo vincendo, perché era passato un emendamento che dava e rendeva giustizia al piano del lavoro.
Probabilmente è passato perché c'è stata leggerezza da parte della maggioranza, l'astensione dell'assessore Masala ha sicuramente impedito la bocciatura di quell'emendamento; 38 a 37 è significato proprio una leggerezza che evidenzia come forse bisognerebbe riflettere.
Subito dopo sembra che si sia rovesciato il fronte, e sembra che a questo punto possa vincere, invece, il centrodestra. Sempre su questa importante partita che non mi pare debba essere elemento - almeno a questi livelli - di scontro. Naturalmente anche la mia è stata una affermazione a caldo, come a caldo sembra che si volesse andare al voto di questo comma, senza riflettere, senza pensare, senza come solitamente si dice, contare fino a tre, perché sarebbe opportuno; però, questo collega che ha più esperienza di me, ha evidenziato un aspetto che invece va sottolineato. No, caro Masia mi dice, non è così. Il centrodestra deve solo decidere se perdere una battaglia, oppure, se vuole perdere la guerra, perché di questo poi si tratta, in particolare, intorno a questo comma. Nessuno può negare che ci stiamo discutendo dall'inizio della finanziaria, perché di questo comma, di quello che è il piano dello lavoro, di quello che è l'articolo della 19 della legge 37, mi pare che la tensione era alta fino dall'inizio; era questo uno degli elementi fondamentali su cui discutere e trovare i possibili accordi, che non ci sono stati, che si sono tentati e che però non sono arrivati.
Bene, il centrodestra deve decidere se perdere una guerra o se perdere una battaglia diceva, ed io a questo punto credo di poterlo condividere; perché se si tratta di dare più soldi ad un piano del lavoro, è probabile che il centrodestra deve pensare magari a programmi di tipo diverso relativamente a quelle risorse; però il piano del lavoro resta in piedi, però i comuni hanno la possibilità di continuare a portare avanti quello che è stato in questi ultimi anni bene o male, una delle più importanti leggi che ha creato occupazione, si diceva ieri, quello che era il significato di queste risorse, creare un posto di lavoro a 50 milioni non ci sono raffronti per persona, per posto di lavoro creato, non ci sono raffronti, non ci sono leggi, non ci sono opportunità che si siano potute avere fino a oggi.
Perdere una guerra invece significa cancellare totalmente questo, ma io credo che sia anche cancellare per ciò che riguarda appunto il centrodestra la possibilità di un minimo di rapporto con quelli che sono gli enti locali, i sindaci che devono gestire quelle che sono le situazioni di crisi, sia cancellare totalmente da parte di questa maggioranza, quello che invece deve essere il collegamento costante e continuo con la Sardegna.
Credo che la legge di cui noi stiamo parlando, il comma che potrebbe essere cancellato appunto, credo che sia una legge dei sardi, i sardi da questo si aspettano molto; io credo che l'intervento che deve essere fatto da parte di ciascuno e non solo da parte di quelli che stanno nell'opposizione, deve essere rivolto a recuperare quella che è una risorsa di tutti i sardi, a cui i sardi oggi in questo momento fanno molta attenzione, quella che è l'attenzione che hanno sindaci in questo momento e che noi stiamo allertando, per far sì che si modifichi quello che è un voto a caldo, un voto che nasce più da una rivalsa, da un recupero probabilmente di un emendamento che è passato, così come è passato, e che però farebbe gran danno in particolare alla Sardegna, ma perché no anche a questo centrodestra che non continua a capire che su questa legge non bisognava scontrarsi e bisognava dare il maggior numero delle risorse possibili, perché se questi sono i dati, questi dati vanno sicuramente presi e tenuti ben presenti anche da parte di questa maggioranza che ai sardi deve dare delle risposte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA Alberto (D.S.). Quello che sta avvenendo in Aula questa mattina è un po' lo specchio della volontà politica della maggioranza di centrodestra, che ormai è al quarto anno che nella finanziaria cerca di colpire il piano per il lavoro. E cerca di colpire la parte, diciamo più importante, quella più produttiva del piano per il lavoro, cioè l'articolo 19 della "37". Che è quella parte che consente ai comuni di intervenire a sostegno delle imprese, in particolare dei disoccupati, delle piccole e piccolissime imprese che nei nostri comuni, in tutti i comuni compresi i piccoli comuni della Sardegna che sono quelli che hanno maggiormente bisogno di interventi e di sostegni per lo sviluppo.
La storia dell'articolo 19 anche questa volta si è caratterizzata per una prima proposta della finanziaria avanzata dalla Giunta in Commissione, che cancellava i 333 miliardi dell'anno precedente a sostegno appunto delle imprese, in Commissione le opposizioni hanno giustamente fatto una battaglia molto forte e sono riuscite a introdurre un quantitativo di risorse certamente insufficiente, però sono riusciti in Commissione a prevedere 83 milioni di euro, quindi rispetto allo 0 proposto dalla Giunta, in Commissione si è fatta una battaglia e un passo avanti importante, però giustamente la battaglia delle opposizioni aveva come obiettivo fondamentale quello di ripristinare per intero la posta finanziaria dell'anno precedente; cioè i famosi 172 milioni di euro da prevedere non solo per il 2003, ma per l'arco del triennio 2003-2004-2005; quindi, per dare a questa azione il respiro temporale necessario perché i comuni potessero programmare appunto le iniziative conseguenti.
Questa battaglia, ripeto, si sta svolgendo in Aula da diversi giorni e le opposizioni sono riuscite a ripristinare, con il voto positivo all'emendamento che è stato questa mattina approvato in Aula, per intero le risorse per il piano per il lavoro relativamente all'articolo 19. Però la maggioranza non ci sta e non vuole rispettare la volontà del Consiglio, perché di questo si tratta.
Non è soltanto l'opposizione che vuole che si ripristini l'articolo 19, anche una parte della maggioranza è di questo avviso. Io credo che tutti coloro che ritengono che questa azione sia positiva, debbano portare fino in fondo e coerentemente la loro battaglia. Non capisco per quale motivo questa maggioranza vuole colpire la parte migliore del piano per il lavoro. Capirei se insomma, coerentemente con quanto affermato da diversi esponenti dalla Giunta e maggioranza in diverse occasioni, quando si parla di questi problemi, se si fosse messa in discussione la parte diciamo meno immediatamente produttiva del piano per il lavoro, cioè la parte dei cantieri comunali per fare un esempio, parte che è ugualmente importante, che ha una valenza anche essa rilevante. Però, certamente non è tanto rilevante quanto quella dell'articolo 19.
L'onorevole Pili voleva spendere un quantitativo di risorse notevolissimo attraverso i cantieri comunali, operazione che non gli è riuscita perché è una linea sbagliata, è la linea dello sperpero, è la linea insomma che metterebbe a disposizione circa 600 miliardi della Giunta regionale da spendere in modo facile sotto elezioni, è una linea insomma che assolutamente non possiamo accettare, ed è per questo che noi facciamo questa battaglia, una battaglia giusta e io mi auguro che i sindaci e gli amministratori del centrodestra siano sensibili e che alla fine confermino il voto e l'orientamento espresso da questo Consiglio.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Pier Sandro Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ScanO (Gruppo Misto). Intervengo per dichiarare il voto a favore sul primo comma dell'articolo 18; voto a favore per ragioni di merito che sono state abbondantemente illustrate nel dibattimento e per ragioni politiche, perché è del tutto evidente che siamo al passaggio nevralgico della legge finanziaria.
Io colgo l'occasione della dichiarazione di voto per rivolgere - se me lo consentono - un ragionamento alla Giunta e alla sedicente maggioranza (sedicente non è un insulto, vuole proprio dire che dice di se stessa di essere maggioranza ma non lo è). Io penso che voi siate proprio in un brutto impiccio, nel senso che la scelta che sta di fronte a voi non è tra una sconfitta e una vittoria, voi dovete scegliere tra due sconfitte, tra l'una o l'altra forma di sconfitta.
Cioè, dovete scegliere se prendere atto che su un punto fondamentale della finanziaria, il piano per il lavoro, è passata la linea delle opposizioni e quindi una vostra sconfitta, oppure arrivare a bocciare il primo comma dell'articolo 18 che sarebbe comunque un'altra sconfitta.
Voi siete, quindi, in questo inghippo: scegliere tra la prima o l'altra forma di sconfitta; ma da qui non uscite. Né varrebbe l'espediente di dire bocciamolo il primo comma, perché poi in qualche modo, con una diversa intensità finanziaria si può reintrodurre. No, questo non si può fare, non si può fare per ragioni regolamentari. Quindi, se voi bocciate il primo comma, il piano per l'occupazione è defunto!
E quindi la scelta è in un certo senso drammatica. Voi siete liberi naturalmente, né io mi permetto di darvi consigli, siete liberi di scegliere tra la prima forma di sconfitta o l'altra. Forse sarebbe saggio scegliere quella che fa meno danno alla Sardegna. E cioè prendere atto della volontà del Consiglio. Prendere atto che il Consiglio si è pronunciato a favore del piano per il lavoro con quell'emendamento che ne ha ripristinato pienamente la dotazione finanziaria. Rispettate la volontà del Consiglio. I problemi di ordine finanziario non sono irrisolvibili ancorché siano naturalmente seri; evitate una linea di ritorsione, di rappresaglia contro il Consiglio, contro gli interessi sociali anche vostri (nel senso politico) che verrebbero colpiti da una linea di questo genere.
Per concludere, per sdrammatizzare un po', dico che scegliere di cancellare il piano per il lavoro adottando quindi una rappresaglia contro la società sarda, rassomiglia molto alla storiella del classico marito che vuole con molta determinazione punire la moglie rinunciando, come dire, a qualche parte non del tutto irrilevante del corpo umano.
PRESIDENTE. Prendiamo atto, onorevole Scano, lei è sempre efficace nelle sue rappresentazioni!
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Marrocu (D.S.). Signor Presidente e cari colleghi, io non so se i nostri interventi prima del voto del prrimo comma dell'articolo 18 porteranno a far sì che ci sia una riflessione tra i colleghi del centrodestra. Devo dire, in verità, che però stiamo un po' facendo il processo alle intenzioni; stiamo partendo dal presupposto che la maggioranza intende bocciare il primo comma. Io devo dire, ancora stento a crederci che si possa arrivare ad una azione di tal fatto, perché, come dire, si gioca una partita, non la si è vinta perché l'Aula ha dimostrato, come lo ha dimostrato da due mesi che non c'è una maggioranza, che questa Giunta è priva di una maggioranza e quindi è abusiva lì, in quei banchi. L'ha dimostrato anche oggi su una partita così importante, qualificante, che ha bloccato il dibattito in questo Consiglio da due mesi, che la maggioranza dovendo prendere atto che non è maggioranza, che la Giunta dovendo prendere atto che non ha il consenso dell'Aula, decida di minare il campo perché ha perso! Io mi auguro e spero che questa sia solo da parte nostra un processo alle intenzioni, perché concordo pienamente con gli interventi dei colleghi ed anche questo del collega Scano, sarebbe far pagare ai sardi, che già stanno pagando per i ritardi con i quali stiamo arrivando all'approvazione della finanziaria, per il tipo di finanziaria che si è presentata, per il tipo di finanziaria che uscirà migliorata comunque rispetto a come è entrata, soprattutto da questi voti e dal voto come quello espresso poco fa, che paghi ulteriormente con una sconfitta che a questo punto non è solo vostra, ma è di tutti i sardi, se eventualmente venisse bocciato il primo comma.
Quindi, ripeto, mi auguro personalmente che quelli nostri siano interventi fuori luogo, che sia un processo alle intenzioni e che le intenzioni vostre siano diverse da quelle che noi stiamo paventando con i nostri interventi!
Aggiungo solo due cose: si dice che nel piano del lavoro - lo diceva ieri il collega Corda - ci sono troppi residui, soldi non spesi. Allora, io penso che i sindaci che sono qui sappiamo bene cosa sta avvenendo sull'articolo 19. Allora, intanto credo che oltre il novanta per cento, forse tutti, dei fondi stanziati da parte dei comuni sono stati programmati. Residui veri ci sono nell'Assessorato dei lavori pubblici, di cui all'articolo 8 che l'Aula ha bocciato. E` evidente che un comune che ha utilizzato i fondi dell'articolo 19 per cofinanziare i progetti sui POR, perché non ha altre risorse, o per cofinanziare i progetti inseriti nella programmazione negoziata (PIT, Patti, PIA eccetera), e che ancora non ha avuto il decreto nonostante da oltre un anno i Pit si sono approvati e non si è fatto ancora un decreto di trasferimento di risorse ai comuni. E quei comuni hanno bloccato il loro dieci per cento per cofinanziare quel progetto, adesso quei comuni si sentono da voi processati perché non hanno ancora speso i soldi, non hanno speso i soldi perché non gli avete ancora decretato i Pit e, quindi, non sono stati messi in condizione di spendere. O quei comuni che hanno predisposto progetti che hanno tutto un iter particolare che è quello intanto di gara per l'individuazione del progettista, che è quello dopo fatto il progetto di mandarlo al vaglio di tutti gli enti preposti a valutare quel progetto, che dopo che ha acquisito tutti i pareri si deve procedere all'appalto di quei lavori, si deve procedere ad individuare il soggetto che gestirà quegli appalti, cioè tutto un meccanismo che tende a ritardare la spesa, ma che riguarda tutti gli assessorati, riguarda tutti i lavori pubblici e riguarda tutto. Anzi, come è stato detto ieri più volte, e mi avvio alla conclusione, se c'è un settore nel quale si è dimostrato efficienza è proprio l'articolo 19, perché comunque ha già prodotto lavoro, occupazione stabile e ha coinvolto i comuni nella programmazione dello sviluppo del proprio territorio. Per cui io concludo dicendo che voterò a favore del primo comma dell'articolo 18, che credo che le nostre siano preoccupazioni esagerate perché non penso che siate così spregiudicati! Mi auguro che l'Aula confermi il voto che è già stato dato mantenendo i finanziamenti per il piano del lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Brevemente per dichiarare anch'io il mio voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18 e per fare alcune considerazioni su quello che è avvenuto poche ore fa con l'approvazione dell'emendamento 450. Emendamento che rispondeva ad una esigenza evidentemente di carattere generale e che con il voto si è manifestato in questo Consiglio, in quanto l'emendamento stesso ripristinava la posta finanziaria dell'anno precedente rispetto a quella dimezzata proposta dalla Giunta e soprattutto ripristinando quella triennalità da tanti auspicata.
Auspicata perché abbiamo in più riprese detto ed argomentato che era proprio la triennalità che determinava quel salto di qualità rispetto alla programmazione che gli enti locali erano tenuti ad elaborare, a fare e a mettere in atto, per l'attivazione della spendita dei fondi per il piano per il lavoro. Per cui un voto di civiltà io direi, un voto che corrisponde alle esigenze degli enti locali, un voto che permetteva e permette lo sviluppo locale delle imprenditorialità, diciamo, più vicina ai comuni e soprattutto quelli più piccoli.
Per cui pensavamo che si era superato un momento difficile che aveva tenuto il Consiglio bloccato per alcune giornate ed invece così non è. Invece di aver fatto un passo in avanti sembra che siamo di nuovo punto e a capo, nel senso che la maggioranza - attraverso la logica della ritorsione e della rivalsa - tenda a mettere in discussione un risultato che questo Consiglio aveva comunque raggiunto. Peraltro con una logica distruttiva, la logica del tanto meglio, tanto peggio! Quello di sostenere che se per non dare soddisfazione, poi non si capisce bene a chi, perché la soddisfazione soprattutto ce l'avranno gli enti locali, e l'Aula nel senso che ha avuto un risultato rispetto agli obiettivi che si poneva, ma questa logica della rivalsa distruttiva è veramente una cosa deleteria perché mette in discussione le stesse proposte che la maggioranza all'inizio ha formulato seppur dimezzando gli obiettivi che noi avevamo, quello del rifinanziamento complessivo del piano per il lavoro. Per cui volete, e a me non sembra che sia soltanto una supposizione, ma dall'atteggiamento e da quello che si sente, da quello che circola anche qua in Aula, più che una supposizione sembra che sia una certezza, volete con voto palese cancellare l'intero comma 1 dell'articolo 18. Per cui volete far prevalere la forza dei numeri su quelli della ragione. Io non so se questo fatto sia un fatto di per sé accettabile e lo dico a tutti noi, soprattutto lo dico al Presidente della Giunta regionale, all'Assessore della programmazione, ai singoli consiglieri della maggioranza che pure hanno votato l'emendamento 450 e per cui possono accettare loro stessi di far prevalere una logica distruttiva che molto buon senso non ha, soprattutto rispetto a quello che provocherebbe nella società sarda, perché l'abolizione, la cancellazione del comma 1 toglierebbe ingenti risorse al sistema delle autonomie locali che darebbe una pugnalata finale ad un'economia già tanto disastrata che è quella della nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Grazie Presidente, posso?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Su cosa vuol parlare onorevole Floris? Sull'ordine dei lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Floris sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif. Sardi - U.D.R.). A lei signor Presidente e ai colleghi del Consiglio una riflessione a voce alta, in considerazione degli avvenimenti anche di stamattina e dell'argomento che stiamo trattando. Abbiamo detto tutti che si tratta dello snodo fondamentale di questa legge finanziaria e ci sentiamo tutti un po' vincitori ed un po' sconfitti. Non c'è uno sconfitto da una parte e uno sconfitto dall'altra, anche perché stiamo trattando problemi e temi che in quest'Aula hanno avuto grande risalto, dalla contrattazione negoziata al piano straordinario dell'occupazione. Credo che ci sia in tutti l'esigenza di una riflessione attenta per quello che stiamo andando a fare e che abbiamo fatto fino adesso. Non credo che ci sia intenzione da parte di nessuno di immobilizzare ingenti risorse per uno strumento di politica economica a danno di altri strumenti; credo che questo è al momento in cui occorre una riflessione corale del Consiglio regionale, della cosiddetta maggioranza e della cosiddetta minoranza. E qui dobbiamo cercare di dimostrare tutti insieme capacità ideative per uscire da questo empasse e, quindi, io chiederei di sospendere i lavori del Consiglio, di dare un'ultima possibilità ai Capigruppo della maggioranza e della minoranza per vedere se è possibile trovare un accordo serio su questo problema serio. Quindi, chiederei di sospendere i lavori del Consiglio fino alle 16 di questo pomeriggio per vedere se è possibile trovare, su questo argomento, un'intesa corale del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. C'è stata una proposta. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io credo che tutti abbiamo presente la difficoltà della discussione ed anche della relazione tra maggioranza ed opposizione su un tema, come è stato ricordato, che non è della maggioranza o dell'opposizione, ma è un tema che riguarda l'intera Sardegna e che riguarda il sistema dei comuni sardi e le risposte che saranno in condizione di dare su una materia come quella del lavoro e dello sviluppo locale.
Io credo che sia utile che la maggioranza e l'opposizione riflettano separatamente insieme in una pausa di riflessione, prima di tornare in Aula e di andare avanti così come stiamo andando avanti a votare il comma 1 così come è stato modificato. Quindi, io sono favorevole alla proposta che veniva avanzata dall'onorevole Floris di una sospensione per i lavori dell'Aula a questo punto e di una ripresa alle ore 16, dopo che c'è stato un approfondimento.
PRESIDENTE. Qualche altro chiede di intervenire? C'è stata una proposta, uno ha parlato a favore, qualcuno vuole intervenire contro? Nessuno. Allora, colleghi, io devo ricordare però che questa sospensione fu già chiesta e fu già votata in Aula, onorevole Floris. Credo - visto che ci sono ancora interlocuzioni - anche che durante gli interventi e il succedersi degli interventi l'Aula, ogni consigliere abbia tutto il tempo anche per la serietà e la pacatezza con cui questi interventi stanno avvenendo, non più con quella violenza e quella veemenza con cui sono altre volte intervenuti. Hanno tutta la possibilità di riflettere, di concordare, accordare e discutere. Tuttavia, visto che nessuno si oppone alla richiesta dell'interruzione, interrompiamo i lavori, si riprendono alle 16, questo pomeriggio.
La seduta è tolta alle ore 12 e 36.Allegati seduta
CCCLIII Seduta
Mercoledì , 9 aprile 2003
(Antimeridiana)
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 10 e 05.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 3 Aprile 2003 (347), che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Felice Contu e Vincenzo Satta hanno chiesto un giorno di congedo per la giornata del 9 aprile 2003. Se non vi sono opposizioni questi congedi si intende accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
Interrogazione BUSINCO - TUNIS - FLORIS, con richiesta di risposta scritta, sui problemi normativi attinenti personale IACP. (611)
Interrogazione SELIS - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SCANO - PUSCEDDU - DORE - PACIFICO - SANNA Alberto - BIANCU - CUGINI - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulla perdita dei fondi per la premialità previsti dal quadro comunitario di sostegno in base ai criteri di efficienza ed efficacia nella programmazione e gestione dei programmi comunitari. (612)
Interrogazione SANNA Alberto - MORITTU - PIRISI - CALLEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulla inoperatività del Servizio espropriazioni della Presidenza della Regione. (613)
Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui problemi legati alla gestione ENEL nella diga di Casteldoria. (614)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
Interpellanza SELIS - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - COGODI -DETTORI - DEIANA - DEMURU - IBBA - LAI - BIANCU - CUGINI - CALLEDDA - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto -SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - VASSALLO sulla costituzione a Roma dell'Istituto mediterraneo di ematologia specializzato sullo studio della microcitemia e della formazione di personale sanitario e l'esclusione della Sardegna dal centro stesso. (350)
Interpellanza MORITTU - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - ORRU' sulla realizzazione di un sistema di gestione totale e unitaria degli aeroporti sardi. (351)
Interpellanza DETTORI - PACIFICO - SCANO sulla paventata chiusura dell'Istituto tecnico commerciale di via Sulis a Cagliari. (352)
Interpellanza CALLEDDA - MARROCU - FALCONI - MORITTU sui gravi problemi dell'approvvigionamento e della distribuzione dell'acqua a Carbonia. (353)
Interpellanza PACIFICO - SANNA Salvatore sull'ennesimo episodio di degrado e abbandono dell'area del Parco regionale del Molentargius-Saline, sul rischio di nidificazione dei fenicotteri, sulla scarsa vigilanza all'interno dell'area protetta e sull'incapacità dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente di svolgere il proprio incarico istituzionale e i compiti ad esso attribuiti dalla legge istitutiva del parco. (354)
PRESIDENTE. Ricordo che siamo in sede di votazione degli emendamenti all'articolo 18 del disegno di legge 383/A.
Vorrei ricordare, colleghi, che prima di fare la prima votazione sono previsti dieci minuti, ricordo che i dieci minuti stanno decorrendo, così all'ultimo momento non dobbiamo tutti correre a trovarci la tessera. Siamo all'emendamento 450.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Era stato chiesto il voto segreto.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, le ricordo che su questo emendamento era stato chiesto il voto segreto. La richiesta viene reiterata.
PRESIDENTE. Assessore, è stato chiesto il voto segreto, quindi, lei sta facendo una dichiarazione di astensione.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Non sono smemorato, ricordo benissimo. Ringrazio l'onorevole Biancu per avermi ricordato che è stato chiesto il voto segreto e che pertanto io devo fare una dichiarazione di voto di astensione. Ma, anche l'astensione ha necessità di essere motivata e la motivazione è elementare, semplice.
L'Assessore della programmazione è tenuto per legge all'attuazione delle obbligazioni che, per conto della Regione vengono assunte, e se la Regione in attuazione di delibere di Giunta ha stipulato dei patti, se ha stipulato degli accordi di programma, se ha stipulato dei programmi integrati d'area, evidentemente li deve adempiere, perché sono delle obbligazioni che sono state assunte nei confronti dei comuni proponenti; e se, per esempio, sulla base degli atti che sono in corso di pubblicazione, ma di cui io ho un esemplare, risulta che al 31 dicembre del 2002 sono stati stipulati programmi integrati d'area che comportano già un impegno di spesa per il 2003 di 106 milioni 842 mila 139,98 euro, evidentemente l'Assessore che sta facendo la dichiarazione di voto, e che ha fatto già la dichiarazione di voto, non può non adempiere a questo obbligo.
E quindi, evidentemente, lo stesso Assessore si trova nella necessità di dover domani giustificare nei confronti dei sindaci che hanno insieme a lui e al Presidente della Giunta sottoscritto questi programmi integrati d'area, questi atti, dev'essere messo nelle condizioni di poter dire: "Io non posso più adempiere a questo impegno perché non esistono più le risorse".
Lo stesso discorso vale per i patti territoriali, in relazione ai quali con la finanziaria dello scorso anno questo Consiglio aveva autorizzato lo stanziamento di 85 milioni 848 mila euro in due rate, una rata di 42 milioni 924 mila 282 per il 2002, e una rata di 42 milioni 924 mila 282 euro per il 2003, che evidentemente essendo anche essi relativi ad atti sottoscritti rappresentano una obbligazione per la Regione Sardegna e, conseguentemente, anche di questo deve tenersi conto. Conseguentemente cioè la Regione si trova in questo momento con obbligazioni già assunte e sottoscritte nei confronti degli enti locali, per importi che si avvicinano, io ho citato soltanto i più importanti, cioè i PIA ,106 milioni, più i patti territoriali per infrastrutture già impegnati ai favori dei comuni per 42 milioni, quasi 43 milioni, poi ci sono altri accordi di programma e cofinanziamenti vari per i quali la Giunta ha già assunto impegni e devono essere perfezionati con atti di obbligazione. Quindi evidentemente l'Assessore della programmazione non può non tener conto di questo e dichiarare, chiedendo anche al servizio resoconti che venga presa esatta nota di quello che io sto dicendo, in modo che egli, Assessore, oggi io, domani l'altro, quello che subentrerà, chiunque, dovrà naturalmente soddisfare le obbligazioni che sono state assunte e, di fronte alla eventuale impossibilità di assolvere alle obbligazioni assunte, è bene che si sappia che quanto meno è dovuto soggiacere ad un eventuale voto di questo Consiglio.
PRESIDENTE. Allora procediamo, è stato chiesto il voto segreto. Onorevole Falconi che precisazioni vuole fare? Stiamo votando.
Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). L'ho già fatta ieri, per ribadire che per la copertura finanziaria 83 milioni di euro è il mutuo e il resto dalla UPB che ho già indicato; e che naturalmente si tratta di un triennale si evince dalla copertura finanziaria anche se in norma non è ben detto. Tutto qui.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Stiamo votando, certo se la concedo all'onorevole Falconi la devo concedere anche a lei. Però, faccia questa precisazione e votiamo, per cortesia.
FADDA (La Margherita-D.L.). Ha già fatto la dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Questa era una precisazione non una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, sempre a proposito delle...
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. All'Assessore è stato vietato ieri di fare una precisazione.
PRESIDENTE. Assessore, la prego. Onorevole Balletto, faccia la precisazione e si accomodi perché stiamo votando.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sì, grazie Presidente. Sempre per quanto riguarda la copertura, faccio notare che questo emendamento se approvato sarà di difficilissima se non impossibile scrittura da parte degli uffici ed indico anche il perché.
FADDA (La Margherita-D.L.). Questa non è una precisazione.
SPISSU (D.S.). Per che cosa sta parlando?
PRESIDENTE. Per la stessa ragione per la quale ha parlato l'onorevole Falconi. Qui le regole o valgono per tutti!
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, l'articolo 18 al comma 1 prevede - e l'emendamento non lo modifica - che per l'importo modificato da 83 milioni a 172 milioni si provvede con la stipula di un mutuo. La copertura così come indicata invece prevede una parte di mutuo ed una parte di fondi della programmazione negoziata.
PRESIDENTE. Però, onorevole Balletto, l'Aula è sovrana e l'Assessore ha detto che l'emendamento è dal punto di vista formale corretto e, poi, è l'Aula che decide. Quindi pertanto stiamo votando.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 450 all'articolo 18.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 34
votanti 33
astenuti 1
maggioranza 17
favorevoli 31
contrari 2
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Poiché manca il numero legale, la seduta è aggiornata tra mezz'ora. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 19 , viene ripresa alle ore 11.)
PRESIDENTE. Se rimane la richiesta del voto, mi rivolgo a chi lo ha proposto, onorevole Spissu scusi ma io voglio capire, permane la richiesta del voto segreto? Se la richiesta del voto segreto permane stiamo votando di nuovo. Onorevole Masala le ricordo che lei si è astenuto.
(Interruzioni)
Secondo lei, le dichiarazioni di voto che ha fatto valevano per la votazione di prima?
(Interruzioni)
Ma lasci perdere. Adesso non insistiamo su queste cose, c'è il voto segreto prima ed anche adesso, l'onorevole Masala ha già fatto la dichiarazione di voto.
FADDA (La Margherita - D.L.) Anche Balletto, anche ieri.
PRESIDENTE. Ma non aveva concluso!
(Interruzioni)
Scusate, ieri se non ero presente non sono in grado, scusate colleghi abbiate pazienza, stamattina sia l'intervento di Balletto che quello di Falconi erano interventi fatti per specificare.
(Interruzioni)
Ieri non lo so. Devo chiedere agli uffici.
(Interruzioni)
Stiamo vedendo i resoconti. Intanto è stato posto un problema io devo verificare con...
SPISSU (D.S.) Il problema lo risolva dopo.
PRESIDENTE. No, se stiamo votando come faccio a risolverlo dopo? Non è mica indifferente se vota adesso o non vota! Allora, mi dicono dall'ufficio resoconti che agli uffici non risultano dichiarazioni di voto fate dall'onorevole Balletto. Pertanto procediamo, l'onorevole Balletto può votare, invece l'assessore Masala ha fatto effettivamente la dichiarazione di voto stamattina e sono stato a chiedergli di continuare nell'astensione.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 450 all'articolo 18.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 77
votanti 75
astenuti 2
maggioranza 38
favorevoli 38
contrari 37
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU -SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU -TUNIS -USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - MASALA.)
Devo comunicare all'Aula in conseguenza del voto che abbiamo appena espresso...
FRAU (A.N.) Bravi assessori! Se si inizia alle 10 bisogna venire alle 10.
PRESIDENTE. Colleghi possiamo fare un po' di silenzio per cortesia? Onorevole Frau, lei è sempre così tranquillo!
Dicevo colleghi, per effetto della votazione appena fatta, decadono il 598, il 771 e il 772. Siamo, quindi, al voto del testo; stiamo votando il testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sul testo, Presidente, per chiedere la votazione per parti.
PRESIDENTE. Comma per comma?
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Comma per comma.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna Giacomo, voglio farle presente che con le votazioni che sono già avvenute alcuni commi sono scomparsi, per cui voteremo naturalmente quelli che rimangono. Per ciò che riguarda il primo comma non ci sono problemi, possiamo procedere. Stiamo votando...
(Interruzioni)
Se non stiamo attenti al Presidente è chiaro che non capiremo mai nulla. Colleghi, possono tornare al loro posto?
(Interruzioni)
Stiamo votando l'articolo 18, il comma primo. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I. - Sardegna). Per chiedere cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE. E` stata chiesta una sospensione breve. Non ci sono problemi, la sospensione è accordata.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 08, viene ripresa alle ore 11 e 12.)
PRESIDENTE. Stiamo votando il primo comma dell'articolo 18.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, sulla richiesta da me poc'anzi fatta, per facilitare le cose e quindi accelerare, nella votazione per parti chiedo che si voti dal comma 1 al comma 6, poi, successivamente assieme gli altri.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna aveva chiesto di votare per votazioni separate, ha detto come, se ci sono altre richieste, vengano.
Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I. - Sardegna). Per votare comma per comma.
PRESIDENTE. Voteremo comma per comma. C'è una richiesta da parte dell'onorevole Corona per votare comma per comma. Pertanto stiamo votando il comma 1.
(Interruzioni)
Colleghi io devo procedere. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
SPISSU (D.S.) Chiedo qualche minuto di sospensione per confrontarmi con gli altri colleghi Capigruppo, così come prima ha fatto il collega Corona.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu questo va bene, ma se lei vuole spiegazioni su come si vota lo deve chiedere a me. Si vota comma per comma tenendo conto che una parte dei commi esistenti attualmente nel testo sono caduti per effetto degli emendamenti che abbiamo precedentemente votato.
Tuttavia se hanno bisogno di qualche minuto io credo sia giusto e corretto...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale. Lei è troppo disponibile.
PRESIDENTE. Ma, è su questo voto. Io credo che bisogna essere cortesi e disponibili sempre, quando lo chiede una parte e quando lo chiede l'altra, senza mai irrigidirsi! Se hanno bisogno di due minuti io non credo che questo cambierà, non sospendiamo neanche, restiamo in Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di votazione. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, abbiamo necessità di mezz'ora di sospensiva.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei comprende, stiamo votando, io non mi posso assumere la responsabilità, se c'è una richiesta ufficiale io la devo rimettere all'Aula.
FADDA (La Margherita - D.L.). Mi sembra corretto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione, uno a favore ed uno contro. Onorevole Cogodi parla a favore o contro? A favore.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io parlo a favore perché avrei anche avanzato la proposta se mi fosse data la parola quando regolarmente l'ho chiesta.
(Interruzioni)
COGODI (R.C.). Cosa vuol dire questo sottofondo molto parlamentare? Credo che sia necessaria una pausa di vera e responsabile riflessione, perché qui in questi giorni gli appelli alla responsabilità si sono sprecati e credo che non sfugga a nessuno, in quest'Aula e fuori da quest'Aula, che il voto che il Consiglio ha liberamente espresso è un voto che sostanzialmente reintegra, in questa Regione, nella sua normativa, sostanzialmente reintegra per il prossimo triennio il piano per il lavoro nella portata storica che ha avuto in questi anni passati l'articolo 19. E` altrettanto evidente...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi, io ho bisogno di ascoltare le cose che dice l'onorevole Cogodi che sta parlando a favore della proposta di sospensione e ho bisogno di un po' di silenzio per cortesia!
COGODI (R.C.). E` altrettanto evidente dicevo, in quest'Aula ed oltre quest'Aula, che il voto liberamente espresso dal Consiglio poc'anzi, che in questo momento fa vivere la nostra Regione integralmente per i prossimi tre anni l'intervento straordinario per il lavoro, può essere contraddetto e messo nel nulla attraverso l'intenzione, per niente nascosta, per niente non ostentata, che la maggioranza, che la Giunta, con i segnali che già abbiamo visto si sono scambiati attraverso l'eliminazione del primo comma dell'articolo 18.
Questo voto rappresenterebbe una vera e propria ritorsione, perché eliminare l'articolo 18 per mettere nel nulla il voto già espresso dal Consiglio significherebbe anche togliere quel pezzo, l'intervento che già è contenuto nell'articolo 18. Siccome noi badiamo alla sostanza delle cose e non alle ritorsioni e ai dispetti, che poi quanto sarebbe politico non lo so, noi chiediamo questa mezz'ora di sospensione che valga come riflessione responsabile per noi, che valga per come riflessione per la Giunta e per la maggioranza, perché su questa materia sono giorni e giorni, settimane, che è aperto un confronto e noi vorremmo che il Consiglio regionale, che ha già espresso una sua intenzione chiara e netta, possa essere messo nella condizione o di confermare integralmente e meglio anche quella intenzione già espressa o comunque, nei limiti del possibile, come dire, di aggiustare quello che è aggiustabile, perché sarebbe davvero un danno pressoché irrimediabile se l'intenzione fatta intendere dalla Giunta e dalla maggioranza portasse al travolgimento intero della normativa e della dotazione finanziaria della Regione per il piano straordinario per il lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare contro il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, da quarantadue giorni, credo che oggi sia il quarantatreesimo giorno, si parla della sacralità dell'articolo 19 della legge 37. Credo che l'Aula ben abbia recepito tutti gli aspetti qualificanti, anche storici è stato detto, addirittura la storia, qui si fa la storia della Sardegna, anche storici, di questa legge. Credo che la Presidenza si debba muovere, soprattutto in fase di voto, a termini di Regolamento, tanto invocato e con forza invocato dall'opposizione in questi giorni, ieri in particolare, poc'anzi prima del voto, ancora - se occorre sottolinearlo, lo dobbiamo sottolineare - per l'applicazione totale del Regolamento.
Allora cinque minuti, dieci minuti vanno bene, ma abbiamo riflettuto e questa maggioranza, lo ripeto, ancorché malacconcia, è assolutamente in condizioni di valutare come votare, perché votare e cosa votare, senza bisogno di sospensioni. Allora, cinque minuti all'opposizione se le occorrono sono stati concessi, se hanno bisogno di altri cinque, noi stiamo in aula in attesa di votare, di esprimere il nostro voto a termini di Regolamento, Presidente. Non può essere concessa assolutamente nessuna dilazione oltre i cinque minuti. Se hanno da riflettere che riflettano pure, noi non abbiamo nessuna riflessione ulteriore da fare.
PRESIDENTE. Hanno parlato uno a favore e uno contro. Metto in votazione la richiesta di sospensione di trenta minuti. Chi l'approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.). Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvata)
Stiamo per votare il comma 1 dell'articolo 18. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, noi dichiariamo il voto favorevole ovviamente al comma 1, come è stato modificato dall'Aula. In questo dibattito sul rifinanziamento dell'articolo 19 della 37 c'è stato un lungo percorso che è bene, di fronte ad alcune responsabilità che si stanno profilando, ricordare.
Abbiamo avuto Gruppi interi, sindaci che operano, che hanno fatto delle dichiarazioni in quest'aula molto chiare nella direzione favorevole a questo provvedimento, nella utilità di questo provvedimento nell'ambito della sua triennalità e del suo rifinanziamento, e parrebbe avvertire che dopo l'approdo comunque non concordato, ma comunque un approdo che va rispettato, perché esito di un voto di quest'Aula, la maggioranza sempre in quel clima di sottopolitica, e solo di tattica e di convenienza esterna, ipotizza l'idea di affossare questo provvedimento. E' una scelta singolare, un modo come dire: "Badate, sull'aspetto muscolare vinciamo noi", i comuni se la prendano in quel paese, sostanzialmente, perché i problemi loro se li dovranno risolvere loro. I comuni che hanno in questo ambito degli impegni assunti si troveranno in una condizione drammatica, già gravata dai tagli e dai trasferimenti nazionali, e voi però direte: "Siamo una maggioranza forte". Mi sembrerebbe un po' ridicolo e anche un po' suggestivo, dopo 17 articoli di finanziaria percorsi come li abbiamo percorsi, che oggi veniate fuori dicendoci: "Vi facciamo pagare il dazio, vi dimostriamo chi siamo politicamente bocciando l'articolo 19 della 37".
Ed allora è bene che queste cose ce le diciamo subito con chiarezza. E' vero che voi ci avete detto, lungo il corso di questi quattro anni: "A noi spetta il diritto di governare". E il diritto di governare adesso, probabilmente, lo volete esercitare tagliando, facendo dei danni, vincendo sul piano politico, forse, una partita mediocre e inutile per i vostri destini, perché qualunque bocciatura dell'articolo 19 sarà una responsabilità che sarà chiara in quest'Aula, sarà chiara, dovrà essere chiara, chiara e individuale, e vi porterà di fronte alla responsabilità che l'unico vostro diritto a governare è stato quello di sgovernare creando problemi alla Sardegna. Questo sarà il dato, dopodiché incomberanno su di voi mesi difficili, sui quali dovrete registrare, anche se oggi fate finta di niente, che stiamo perdendo migliaia di posti di lavoro e che a seguito di questa bocciatura quei dati diventeranno drammatici. Vincete una battaglia politica qua, appena uscirete di qua, la battaglia politica l'avremo vinta noi per avervi detto anzitempo gli scenari che si saranno andati a costruire in Sardegna.
Io, assessore Oppi, sono abbastanza sereno, perché quando le posizioni sono chiare uno ne può rispondere in qualunque luogo, ne potrà rispondere in qualunque luogo. Mi sembra che sia molto meno chiaro per voi, che siete probabilmente ostaggi di una condizione non di libertà di coscienza, ma di assembramento di una maggioranza che vuole dimostrare di essere tale quando non lo è, perché che voi non siate maggioranza lo dimostrerà il testo finale della finanziaria e il raffronto fra quello che ci avete proposto e quello che ne risulterà. Questa sarà la dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, se ce ne fosse ancora bisogno, dopo quello che è avvenuto. Ripeto e dico, il nostro voto è favorevole, ma il vostro destino non è legato a questa rivalsa che non sarà nei nostri confronti, ma sarà nei confronti di quello che voi avete detto, delle vostre coscienze, dei sindaci e della comunità sarda. E a noi non dispiacerà nei prossimi mesi specificare, per le contrade e per le comunità della Sardegna, nome e cognome di tutti quelli che hanno concorso, con il proprio contributo e con il proprio voto, a che questa situazione fosse chiara.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Fra poco questo comma primo dell'articolo 18 verrà votato a voto palese, e ogni consigliere regionale esprimerà un voto che coinvolge anche la sua personale responsabilità. Noi abbiamo di fronte adesso il comma 1 dell'articolo 18 modificato da un voto del Consiglio, modificato in meglio, perché rispetto alla proposta iniziale vi è una dotazione finanziaria più adeguata, che riporta cioè l'impegno della Regione in materia di sostegno del lavoro alla spesa storica che si è avuta negli ultimi quattro anni, ed è anche un testo precisato nelle finalità, perché ipotizzando che nella programmazione così detta negoziata possano essere più direttamente coinvolti i comuni della Sardegna, attraverso la lettera a) dell'articolo 19 si avrà una programmazione negoziata, come dire, arricchita dalla partecipazione istituzionale di base, dalla quale non si potrà prescindere, perché tutti i comuni della Sardegna saranno toccati da questo intervento normativo e finanziario, e quindi dovranno porsi meglio e più attivamente il problema della loro partecipazione agli strumenti dello sviluppo integrato.
Proprio perché questo comma 1 è così migliorato noi adesso cogliamo la malevola intenzione della maggioranza, o di parte della maggioranza, di volerlo cassare per intero, di volerlo travolgere. Badate, se dovesse prevalere questa logica, questa logica ritorsiva, non sarebbe una punizione per l'opposizione; sarebbe una ritorsione e sarebbe un atteggiamento di astio antisociale che si scarica necessariamente sui destinatari di questo provvedimento, cioè sui lavoratori che non trovano lavoro in questa nostra regione, sulle comunità locali che hanno bisogno di questo e di altri strumenti ancora per poter programmare e per poter conoscere per davvero una prospettiva di sviluppo, voi non fareste dispetto all'opposizione o alla minoranza, voi fareste un grave, enorme danno e un torto a tutte le istituzioni di base, a tutti i comuni della Sardegna e a tutte le comunità del territorio regionale.
D'altronde, in queste settimane di discussione vera e animata ci sono stati anche passi avanti che noi abbiamo misurato anche nel campo della maggioranza: rispetto a un'idea originale di porre la parola fine all'intervento per il lavoro, si è passati poi alla proposta di un intervento più limitato, ma comunque ancora un intervento da conservare. E poi, ancora, abbiamo registrato proposte che parti della maggioranza hanno avanzato, che noi abbiamo ritenuto insufficienti rispetto al bisogno e rispetto alla possibilità concreta che la Regione ha di sostenere in modo più convinto le azioni per lo sviluppo locale e per il lavoro.
Però quelle proposte che parte della maggioranza comunque hanno avanzato non è che debbano venire meno, perché se venissero meno vuole dire che non era sincera neppure la volontà che le accompagnava. Ecco perché noi riteniamo che allo stato il voto palese non possa che confermare la validità e la responsabilità che il Consiglio ha già manifestato migliorando questo primo comma dell'articolo 18. Un atto di responsabilità anche personale, che io dico la gran parte del Consiglio, la gran parte anche dei consiglieri di maggioranza, dovrebbe poter assumere tranquillamente perché confortati da un voto maturo, da un voto convinto che già il Consiglio ha espresso e che deve sottrarsi alla logica della ritorsione e del dispetto, che, ripeto, non sarebbe dispetto verso la minoranza o una minoranza, sarebbe davvero un'azione ritorsiva contro coloro che hanno diritto, anche rispetto alle proposte ancorché parziali, che anche la maggioranza aveva annunciato di voler sostenere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
Orrù' (D.S.) Signor Presidente, non più tardi di due giorni fa c'è stato un richiamo, alla conclusione dei lavori pomeridiani, al senso di responsabilità. Un senso di responsabilità condiviso da parti diverse, maggioranza e opposizione. Io penso che quel richiamo al senso di responsabilità non era solo un bon ton parlamentare; era dovuto, perché la materia di cui ci stiamo occupando tocca un punto molto sensibile del nostro sistema istituzionale, cioè il rapporto della Regione con il sistema delle autonomie locali e con i comuni in modo particolare. Un rapporto di collaborazione, il cosiddetto federalismo interno, la necessità di contribuire insieme per la soluzione dei problemi della nostra Isola, e poi anche perché si possono avere opinioni diverse sulla validità, sull'efficacia dell'articolo 19. Tuttavia credo che nessuno metta in discussione la fondatezza della finalità che l'articolo 19 della 37 persegue, e cioè quella di sostenere lo sviluppo locale a favore dell'occupazione, non con strumenti, come dire, diretti dall'alto, dirigisti, ma con strumenti che invece mettano in azione, quindi sollecitino un ruolo attivo del sistema istituzionale decentrato e diffuso, che a sua volta mette in comunicazione e consente a varie parti della società di essere appunto parte attiva, a partire dal sistema produttivo.
Ora, le correzioni, il miglioramento che è stato portato con il voto dell'Aula poco fa, consente di fare in modo che questo non sia un fatto episodico o appartenente al passato, ma che abbia una sua prospettiva una sua validità. Poi il Consiglio, e la maggioranza in modo particolare, per i numerosi rilievi che ha fatto sull'efficacia dello strumento, sulla necessità di adeguarlo, di migliorarlo, ha tutte le possibilità per farlo.
Io dico di più: siccome non sta parlando a un'opposizione ottusa che non guarda anche al modo in cui questo strumento può essere reso più efficace, appunto, più adeguato alle finalità che persegue, credo che su questo terreno ha avuto e avrà la collaborazione anche delle opposizioni. Ma che significato avrebbe adesso un atteggiamento ritorsivo, che non si limita cioè a cancellare quel miglioramento apportato, ma cancellerebbe del tutto lo strumento? Perché cancellandolo oggi è molto difficile che a ridosso della scadenza elettorale, l'anno prossimo, ci sia la possibilità di recuperare le risorse, di rimettere mano a quello strumento.
Noi stiamo dicendo di no, di fatto per oggi e anche per domani alla possibilità di utilizzare questo strumento; non credo che questo corrisponda alle richieste, alle esigenze non dico delle opposizioni, non dico dei comuni governati dal centrosinistra, ma credo che troverebbe non questa mattina ma da qui in avanti anche la stessa disapprovazione da parte delle amministrazioni locali governate dal centrodestra. E credo che sarebbe uno schiaffo al dramma dei tanti giovani disoccupati che attendono non solo attraverso questo strumento ma anche attraverso questo strumento una riposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
Falconi (D.S.). E` davvero molto delicato il passaggio che si aspetta con il voto che seguirà queste dichiarazioni di voto. Dico subito che io, per una serie di ragioni ma anche per la mia storia di amministratore comunale, sensibile che ha vissuto in comunità difficili la sua esperienza amministrativa, amministratore che ha creduto e crede che il primo piano dell'edificio statale è quello che sente maggiormente le esigenze dei cittadini. Le sente e le raccoglie, siano essi cittadini in disagio o cittadini in cerca di prima occupazione o ancora cittadini in cerca di creare impresa o micro impresa. Li conosce, li valuta e lo fa ormai con sistemi monitorati perché questa, la 37, è una legge che ha una certa esperienza, che sta maturando e che ha maturato.
A chi, in questi mesi, si è prodigato nel voler dimostrare dai banchi del centrodestra che i comuni in Sardegna non sanno spendere, non sanno ascoltare i giovani in cerca di prima occupazione, non sanno programmare le risorse che le provengono dallo Stato e dalla Regione, bene, questi colleghi sono intanto colleghi che non hanno le esperienze amministrative che si devono avere, e che basano la loro analisi con alcuni preconcetti che brevemente cerco di riprendere. Qualsiasi legge di sostegno ha bisogno di un certo periodo per decollare, per esplicare la sua azione positiva in qualsiasi settore operi. Vi faccio alcuni brevi esempi: la 488, l'ho già fatto questo esempio, è del '92 cioè di 11 anni fa, sta operando bene gli ultimi 4 anni, gli altri i primi 6, 7 anni non era operativa. Non c'erano bandi. Quindi stiamo parlando di 11 anni fa. La legge 15 della Regione Sardegna, è una legge del '94. Dal 94 a oggi prima si è provati con il sistema a sportello e non ha funzionato. Dal '94 a oggi sono stati fatti due bandi, dicasi due bandi! Cioè, due annualità, e stiamo parlando di una legge di 9 anni. La legge numero 9 del turismo è una legge del '98, di 5 anni fa. Si è fatto un bando pubblicato qualche settimana fa, ed i soldi non sono ancora erogati.
Ma, allora qual è, ve lo chiedo io, collega Balletto, lo chiedo a lei, qual è la legge della Regione Sardegna che funziona meglio della 37? Me lo dite voi che con questo inquietante approccio verso le autonomie locali, si sente. Volete bocciare il comma 1 dell'articolo in questione, dell'articolo 18. Badate che è inquietante! Nel merito, per le cose che davvero sono successe in Sardegna e che succedono in questi ultimi anni. Allora se noi, invece, consideriamo molto positivo il fatto che bisogna avere fiducia nelle autonomie locali, che bisogna spendere in quella direzione, bisogna credere quella direzione. Noi ci fidiamo, noi andiamo e vogliamo andare in quella direzione. Un voto contrario da parte vostra significa il diniego, non alle amministrazioni comunali del centrosinistra, no, alle amministrazioni comunali in quanto tali! In quanto amministrazioni comunali che sentono il vocio della gente dal primo piano.
Ma, in ultimo, mi consenta qualche secondo, Presidente. Badate, se noi andiamo a un voto che in quest'Aula poco fa ha detto, ai comuni vanno dati 172 milioni di euro, questa annualità e abbiamo specificato anche come, da dove si prendono, non si sconquassa assolutamente nulla. Si accelera esclusivamente la spesa, perché si danno immediatamente ai comuni, ed i comuni sono in grado di spenderli; non si scassa nulla, perché noi quando proponiamo le cose abbiamo la testa sulle spalle! Togliamo dal salvadanaio dell'Assessore della programmazione e li diamo ai Comuni - questa è l'operazione - che sono in grado di spendere immediatamente. Se quest'Aula boccerà, dopo mezz'ora, dopo un'ora, dopo due ore questo intendimento, allora sarà contraddetto il voto poco fa positivo di quest'Aula. E devo usare una parola forte, Presidente, me lo consenta, questa è la palese dimostrazione di schizofrenia d'Aula, perché non è possibile che si voti una cosa e il contrario della stessa cosa.
PRESIDENTE. Questo lei sa bene che per Regolamento non è possibile, staremo attenti perché questo non accada, senza entrare nel merito della volontà dell'Aula che è sovrana. Ciò che è già stato votato, rimane. Chiaro?
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
Calledda (D.S.). Ma, signor Presidente, è sin dai primi giorni della discussione di questa finanziaria, che noi poniamo alcune questioni legate al modo con il quale il documento contabile dovrebbe recepire alcune delle esigenze che abbiamo posto. E l'articolo 18 in qualche misura ne contiene due: la prima è la questione del lavoro, la seconda è il trasferimento delle risorse agli enti locali. C'è stata una grande discussione. Io ho apprezzato in Aula molti interventi anche dei colleghi della maggioranza, quei colleghi che in qualche misura verso l'opposizione hanno lanciato segnali - diciamo così - per aprire una trattativa che portasse il Consiglio a definire in termini chiari e precisi una finanziaria che andasse bene a tutti quanti.
Ovviamente l'opposizione, signor Presidente, fa il proprio dovere, assume responsabilmente una funzione, un ruolo e questo ruolo è stato quello di non accettare nessuna trattativa segreta, nessuna trattativa nelle stanze dei 4 o 5 potenti che ci possono essere, ma fare una discussione seria, coerente e leale in Aula. Francamente molte volte avviene che qualche collega, anziché lavorare per raggiungere questo obiettivo, lavora per creare problemi. Io, in qualche misura, ieri mentre l'onorevole Floris interveniva, ho apprezzato alcuni contenuti del suo intervento. E badate, ora se partiamo da quel presupposto, se volete utilizzare il ruolo e la funzione di maggioranza per cancellare ciò che è avvenuto nella votazione dell'emendamento 450, io credo che sia un grave errore, e l'avere votato positivamente quell'emendamento può essere un vantaggio per l'intero Consiglio e per il Governo regionale, perché abbiamo deciso di trasferire agli enti locali e ai comuni risorse straordinarie, ingenti. E` chiaro poi, io credo che nessuno di noi abbia la verità in tasca, però consentitemi una battuta rispetto a questo fatto: se c'è la prepotenza di maggioranza per bocciare il comma 1 dell'articolo 18, badate, qui questa maggioranza deve dimostrare intanto di avere i numeri, intanto di poter governare, perché diversamente se non ci sono queste condizioni, significa solo che c'è una prepotenza alla quale al danno arrechiamo danno.
Credo, signor Presidente, che sia utile fare una riflessione ulteriore, sia utile non per la contrapposizione che si è presentata in Aula questa mattina, ma sia utile sopratutto per dare una risposta positiva e per trasferire verso i comuni quelle risorse che servono per creare nuova occupazione, per creare sviluppo locale. Se noi abbandoniamo questo concetto, se noi abbandoniamo questo modo di agire, vuole dire anche che prevale la logica della rappresaglia, che prevale la logica cioè di un Consiglio bloccato su questioni di fondo importanti che possono dare almeno la speranza per affrontare e risolvere i problemi. Rischiamo davvero di fare un brutto servizio per la Sardegna. Spero che questa maggioranza capisca questo elemento e sia in grado oggi di trovare una soluzione che consenta a tutto il Consiglio di uscirne in maniera positiva e cioè non portando elementi di rappresaglia ma di impostazione politica che possa rappresentare uno sviluppo per l'intera Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Se in quest'Aula c'è stata già della passata legislatura, ma anche in questa, una forza politica contraria al piano per il lavoro, questo è il Partito Sardo d'Azione. Ritenevamo che quella legge nata nel modo in cui è nata, avesse la necessità di essere migliorata, riformulata, resa più accessibile. Ma oggi siamo al paradosso, senza avere la capacità propositiva - e voi questo avevate nei vostri programmi - di modificare questa legge, stiamo arrivando alla votazione del comma 1, e qui l'aria che tira è quella di una maggioranza che vuole bocciare il comma che lei stessa ha presentato. Quindi è due volte incapace: una, che non è stata capace di modificarla in meglio; due, che se la vuole bocciare direttamente.
Ma il danno credo che sia difficile da quantificare. Bisognerebbe chiedere del danno eventuale ai colleghi che sono qui sui banchi della maggioranza e dell'opposizione che rivestono l'incarico di sindaco dei piccoli comuni, bisognerebbe chiederlo a tutti quei colleghi che hanno fatto esperienza amministrativa per vedere quale danno, con la bocciatura di questo comma, si andrebbe a creare. Ma dobbiamo dirci anche la verità, da dove con quell'emendamento che abbiamo votato poc'anzi, si sia andati a prendere i denari.
Allora, prendiamoci il bilancio in mano: c'è l'UPB S03008, Fondo per la programmazione negoziata. Siccome l'assessore Masala due volte ha fatto in poco tempo dichiarazioni di voto astenendosi per dimostrare che lì c'erano i soldi del PIA, l'assessore Masala bene avrebbe fatto a elencare tutta questa tabella perché la sommatoria finale di questa tabella, è di 478 milioni e 387 mila euro.
Stiamo parlando di circa 900 miliardi, poco più, poco meno. Denari che lo stesso assessore Masala non riesce a spendere, perché nonostante i comuni abbiano sottoscritto gli accordi di programma da tempo, qua i PIA sono fermi, la programmazione negoziata è ferma, si sono accumulate le risorse tanto che dal 2001 se ne porta dietro 98 mila e 312, che sommate ai 161 mila e 807 dell'anno scorso, creano quel monte miliardi di circa 900 miliardi che ho menzionato poc'anzi.
Ma quanti PIA ci sono su 900 miliardi? Forse 600? Tanto non ne avete fatto partire uno, bisogna dimostrarlo. 900 miliardi meno 600 ne restano 300 di programmazione negoziata, che non si è mai, mai, voluta far partire. Siamo in netto ritardo. Sono soldi fermi!
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue SANNA GIACOMO.) Ma tenerli fermi o darli ai comuni c'è qualche differenza sostanziale? Almeno questo riusciamo a capirlo, che non c'è nessuna sconfitta per chicchessia? Che l'unica sconfitta vera è quella di non dare una lira a nessuno, e quindi di bocciare il comma 1?
Qui non solo carta straccia, assessore Masala, ma lei di quella carta straccia ne vuole fare coriandoli, e non avendo più carta straccia vuole utilizzare i soldi per fare coriandoli! Perché la pazzia ha raggiunto i limiti. proviamo a dire la verità fino in fondo a quest'Aula. Vadano i colleghi a leggersi quello che ho letto io poc'anzi che è la parte seconda del bilancio della spesa che ci è stata consegnato, per capire che quei 900 miliardi fermi lì non fanno bene a nessuno! Che se quindi, quell'emendamento si è coperto attraverso quell'UPB aveva tutto il diritto di essere coperto in quell'UPB, ed invece si continua a manifestare solo un intendimento, quello di volerlo bocciare. Ma bocciatelo! Voi volete credere che questa sia la soluzione? Bocciatelo! Poi direte voi ai Comuni, agli enti locali, ai sardi, a chi qualche beneficio ha avuto da questa legge, che avete preferito bocciarla per mantenere inalterata la cassaforte dell'Assessore della programmazione. Quella cassaforte che tiene ben nascosta in una Regione che langue, in un bilancio che grazie a Dio tutti abbiamo definito disperato e che, però, deve salvaguardare i soldi dell'Assessore della programmazione, che un giorno o l'altro deciderà di spenderli!
Forse si sveglierà d'incanto e la programmazione negoziata, partirà. Due mesi prima della campagna elettorale partiranno i decreti, si spenderà con facilità; e la spesa facile è una cattiva spesa. La spesa facile porta sempre e comunque a risultati negativi perché si spende male, e noi abbiamo sempre detto che la qualità della spesa in quest'Aula avrebbe dovuto trovare un significato diverso, perché sono diminuite le risorse; ma è pur vero che non le abbiamo spese molto bene e che quindi la diminuzione delle risorse doveva essere accompagnata da una qualità di spesa nettamente superiore rispetto al passato. Ma di tutto questo a voi poco importa!
Allora non diciamo cose non vere all'Aula, assessore Masala. Diciamole la verità, che lei stesso ha consegnato a quest'Aula con il documento di bilancio, di quante risorse ha, di quante non è riuscito a spenderne, di quanto però ha continuato e sta continuando ad accumulare. E ogni qualvolta gliene portano via un pezzetto, si agita come se le abbiano portato via chissà quale patrimonio personale! Non è un suo patrimonio personale! L'Aula ha il diritto di conoscere, di sapere e di decidere come utilizzare al meglio le risorse della Sardegna. Questo è il nostro dovere! Altro che ricatti! Ma qua non ci crede nessuno che bocciando, anzi non bocciando questo comma lei se ne possa andare. Assessore Masala, se lei dovesse fare una cosa del genere avrebbe raggiunto il top, perché quando le hanno bocciato il suo articolo, lei è rimasto lì seduto facendo finta di niente. Perché?
Perché ha il senso di responsabilità, ha il grande senso di responsabilità! E io mi chiedo su questo comma quel senso di responsabilità che ha avuto sul suo articolo bocciato dell'Aula, sta venendo meno?
Può ricattare e minacciare quest'Aula dicendo che se questo comma non dovesse essere bocciato, lei rassegna le dimissioni? Ma non ci crede nessuno assessore Masala! Non ci crede nessuno! Né per lei né per nessun componente della Giunta!
Conoscete tutto il vocabolario italiano, tutti i dizionari del mondo, ma la parola dimissioni non vi appartiene, perché avete sempre detto che chi vi ha messo lì non vi ha detto di andarvene. Chi vi ha eletto lì non vi ha detto di andarvene!
Ma il voto palese e segreto che vi dice che state sbagliando, ha un significato politico?
Se ha un significato politico dovete trarne le conclusioni! Quelle conclusioni però che siete abituati a non trarre. Allora, il problema sostanziale nell'esprimere il nostro voto a favore per questo comma è quello di richiamare l'attenzione di tutti noi; valutiamo attentamente se queste risorse è preferibile tenerle ferme da anni accumulandosi come il tesoro dell'Assessore della programmazione o se è preferibile, invece, darle ai nostri comuni, agli enti locali perché riescano con il nostro aiuto a utilizzarle nel migliore dei modi.
PRESIDENTE. Nessun altro ha domandato di parlare.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Basta chiedere che ce n'è.
PRESIDENTE. Infatti stiamo chiedendo. Siamo qui per questo. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io ero già iscritto, mi sono iscritto da subito.
CUGINI (D.S.). Siamo tutti iscritti.
Presidente. Chiedo scusa mi sfuggiva, era annotato in un angolo e non lo trovavo. Comunico all'Aula che io ho iscritti: Sanna Alberto, Scano Piersandro, Marrocu, Vassallo e Cugini.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Signor presidente, credo che non ci dovrebbero essere problemi, credo che tutto il Consiglio dovrebbe intervenire su un argomento come questo, perché non è un aspetto che può passare così in sordina e senza essere sottolineato. Ed evidenzio anche un altro aspetto che rende i lavori per certi versi avvincenti in particolare in quest'ultimo scorcio di approvazione della finanziaria. Mezzora fa diceva un collega mi sembrava, mi pareva che su questa importante partita stessimo vincendo, perché era passato un emendamento che dava e rendeva giustizia al piano del lavoro.
Probabilmente è passato perché c'è stata leggerezza da parte della maggioranza, l'astensione dell'assessore Masala ha sicuramente impedito la bocciatura di quell'emendamento; 38 a 37 è significato proprio una leggerezza che evidenzia come forse bisognerebbe riflettere.
Subito dopo sembra che si sia rovesciato il fronte, e sembra che a questo punto possa vincere, invece, il centrodestra. Sempre su questa importante partita che non mi pare debba essere elemento - almeno a questi livelli - di scontro. Naturalmente anche la mia è stata una affermazione a caldo, come a caldo sembra che si volesse andare al voto di questo comma, senza riflettere, senza pensare, senza come solitamente si dice, contare fino a tre, perché sarebbe opportuno; però, questo collega che ha più esperienza di me, ha evidenziato un aspetto che invece va sottolineato. No, caro Masia mi dice, non è così. Il centrodestra deve solo decidere se perdere una battaglia, oppure, se vuole perdere la guerra, perché di questo poi si tratta, in particolare, intorno a questo comma. Nessuno può negare che ci stiamo discutendo dall'inizio della finanziaria, perché di questo comma, di quello che è il piano dello lavoro, di quello che è l'articolo della 19 della legge 37, mi pare che la tensione era alta fino dall'inizio; era questo uno degli elementi fondamentali su cui discutere e trovare i possibili accordi, che non ci sono stati, che si sono tentati e che però non sono arrivati.
Bene, il centrodestra deve decidere se perdere una guerra o se perdere una battaglia diceva, ed io a questo punto credo di poterlo condividere; perché se si tratta di dare più soldi ad un piano del lavoro, è probabile che il centrodestra deve pensare magari a programmi di tipo diverso relativamente a quelle risorse; però il piano del lavoro resta in piedi, però i comuni hanno la possibilità di continuare a portare avanti quello che è stato in questi ultimi anni bene o male, una delle più importanti leggi che ha creato occupazione, si diceva ieri, quello che era il significato di queste risorse, creare un posto di lavoro a 50 milioni non ci sono raffronti per persona, per posto di lavoro creato, non ci sono raffronti, non ci sono leggi, non ci sono opportunità che si siano potute avere fino a oggi.
Perdere una guerra invece significa cancellare totalmente questo, ma io credo che sia anche cancellare per ciò che riguarda appunto il centrodestra la possibilità di un minimo di rapporto con quelli che sono gli enti locali, i sindaci che devono gestire quelle che sono le situazioni di crisi, sia cancellare totalmente da parte di questa maggioranza, quello che invece deve essere il collegamento costante e continuo con la Sardegna.
Credo che la legge di cui noi stiamo parlando, il comma che potrebbe essere cancellato appunto, credo che sia una legge dei sardi, i sardi da questo si aspettano molto; io credo che l'intervento che deve essere fatto da parte di ciascuno e non solo da parte di quelli che stanno nell'opposizione, deve essere rivolto a recuperare quella che è una risorsa di tutti i sardi, a cui i sardi oggi in questo momento fanno molta attenzione, quella che è l'attenzione che hanno sindaci in questo momento e che noi stiamo allertando, per far sì che si modifichi quello che è un voto a caldo, un voto che nasce più da una rivalsa, da un recupero probabilmente di un emendamento che è passato, così come è passato, e che però farebbe gran danno in particolare alla Sardegna, ma perché no anche a questo centrodestra che non continua a capire che su questa legge non bisognava scontrarsi e bisognava dare il maggior numero delle risorse possibili, perché se questi sono i dati, questi dati vanno sicuramente presi e tenuti ben presenti anche da parte di questa maggioranza che ai sardi deve dare delle risposte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA Alberto (D.S.). Quello che sta avvenendo in Aula questa mattina è un po' lo specchio della volontà politica della maggioranza di centrodestra, che ormai è al quarto anno che nella finanziaria cerca di colpire il piano per il lavoro. E cerca di colpire la parte, diciamo più importante, quella più produttiva del piano per il lavoro, cioè l'articolo 19 della "37". Che è quella parte che consente ai comuni di intervenire a sostegno delle imprese, in particolare dei disoccupati, delle piccole e piccolissime imprese che nei nostri comuni, in tutti i comuni compresi i piccoli comuni della Sardegna che sono quelli che hanno maggiormente bisogno di interventi e di sostegni per lo sviluppo.
La storia dell'articolo 19 anche questa volta si è caratterizzata per una prima proposta della finanziaria avanzata dalla Giunta in Commissione, che cancellava i 333 miliardi dell'anno precedente a sostegno appunto delle imprese, in Commissione le opposizioni hanno giustamente fatto una battaglia molto forte e sono riuscite a introdurre un quantitativo di risorse certamente insufficiente, però sono riusciti in Commissione a prevedere 83 milioni di euro, quindi rispetto allo 0 proposto dalla Giunta, in Commissione si è fatta una battaglia e un passo avanti importante, però giustamente la battaglia delle opposizioni aveva come obiettivo fondamentale quello di ripristinare per intero la posta finanziaria dell'anno precedente; cioè i famosi 172 milioni di euro da prevedere non solo per il 2003, ma per l'arco del triennio 2003-2004-2005; quindi, per dare a questa azione il respiro temporale necessario perché i comuni potessero programmare appunto le iniziative conseguenti.
Questa battaglia, ripeto, si sta svolgendo in Aula da diversi giorni e le opposizioni sono riuscite a ripristinare, con il voto positivo all'emendamento che è stato questa mattina approvato in Aula, per intero le risorse per il piano per il lavoro relativamente all'articolo 19. Però la maggioranza non ci sta e non vuole rispettare la volontà del Consiglio, perché di questo si tratta.
Non è soltanto l'opposizione che vuole che si ripristini l'articolo 19, anche una parte della maggioranza è di questo avviso. Io credo che tutti coloro che ritengono che questa azione sia positiva, debbano portare fino in fondo e coerentemente la loro battaglia. Non capisco per quale motivo questa maggioranza vuole colpire la parte migliore del piano per il lavoro. Capirei se insomma, coerentemente con quanto affermato da diversi esponenti dalla Giunta e maggioranza in diverse occasioni, quando si parla di questi problemi, se si fosse messa in discussione la parte diciamo meno immediatamente produttiva del piano per il lavoro, cioè la parte dei cantieri comunali per fare un esempio, parte che è ugualmente importante, che ha una valenza anche essa rilevante. Però, certamente non è tanto rilevante quanto quella dell'articolo 19.
L'onorevole Pili voleva spendere un quantitativo di risorse notevolissimo attraverso i cantieri comunali, operazione che non gli è riuscita perché è una linea sbagliata, è la linea dello sperpero, è la linea insomma che metterebbe a disposizione circa 600 miliardi della Giunta regionale da spendere in modo facile sotto elezioni, è una linea insomma che assolutamente non possiamo accettare, ed è per questo che noi facciamo questa battaglia, una battaglia giusta e io mi auguro che i sindaci e gli amministratori del centrodestra siano sensibili e che alla fine confermino il voto e l'orientamento espresso da questo Consiglio.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Pier Sandro Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ScanO (Gruppo Misto). Intervengo per dichiarare il voto a favore sul primo comma dell'articolo 18; voto a favore per ragioni di merito che sono state abbondantemente illustrate nel dibattimento e per ragioni politiche, perché è del tutto evidente che siamo al passaggio nevralgico della legge finanziaria.
Io colgo l'occasione della dichiarazione di voto per rivolgere - se me lo consentono - un ragionamento alla Giunta e alla sedicente maggioranza (sedicente non è un insulto, vuole proprio dire che dice di se stessa di essere maggioranza ma non lo è). Io penso che voi siate proprio in un brutto impiccio, nel senso che la scelta che sta di fronte a voi non è tra una sconfitta e una vittoria, voi dovete scegliere tra due sconfitte, tra l'una o l'altra forma di sconfitta.
Cioè, dovete scegliere se prendere atto che su un punto fondamentale della finanziaria, il piano per il lavoro, è passata la linea delle opposizioni e quindi una vostra sconfitta, oppure arrivare a bocciare il primo comma dell'articolo 18 che sarebbe comunque un'altra sconfitta.
Voi siete, quindi, in questo inghippo: scegliere tra la prima o l'altra forma di sconfitta; ma da qui non uscite. Né varrebbe l'espediente di dire bocciamolo il primo comma, perché poi in qualche modo, con una diversa intensità finanziaria si può reintrodurre. No, questo non si può fare, non si può fare per ragioni regolamentari. Quindi, se voi bocciate il primo comma, il piano per l'occupazione è defunto!
E quindi la scelta è in un certo senso drammatica. Voi siete liberi naturalmente, né io mi permetto di darvi consigli, siete liberi di scegliere tra la prima forma di sconfitta o l'altra. Forse sarebbe saggio scegliere quella che fa meno danno alla Sardegna. E cioè prendere atto della volontà del Consiglio. Prendere atto che il Consiglio si è pronunciato a favore del piano per il lavoro con quell'emendamento che ne ha ripristinato pienamente la dotazione finanziaria. Rispettate la volontà del Consiglio. I problemi di ordine finanziario non sono irrisolvibili ancorché siano naturalmente seri; evitate una linea di ritorsione, di rappresaglia contro il Consiglio, contro gli interessi sociali anche vostri (nel senso politico) che verrebbero colpiti da una linea di questo genere.
Per concludere, per sdrammatizzare un po', dico che scegliere di cancellare il piano per il lavoro adottando quindi una rappresaglia contro la società sarda, rassomiglia molto alla storiella del classico marito che vuole con molta determinazione punire la moglie rinunciando, come dire, a qualche parte non del tutto irrilevante del corpo umano.
PRESIDENTE. Prendiamo atto, onorevole Scano, lei è sempre efficace nelle sue rappresentazioni!
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Marrocu (D.S.). Signor Presidente e cari colleghi, io non so se i nostri interventi prima del voto del prrimo comma dell'articolo 18 porteranno a far sì che ci sia una riflessione tra i colleghi del centrodestra. Devo dire, in verità, che però stiamo un po' facendo il processo alle intenzioni; stiamo partendo dal presupposto che la maggioranza intende bocciare il primo comma. Io devo dire, ancora stento a crederci che si possa arrivare ad una azione di tal fatto, perché, come dire, si gioca una partita, non la si è vinta perché l'Aula ha dimostrato, come lo ha dimostrato da due mesi che non c'è una maggioranza, che questa Giunta è priva di una maggioranza e quindi è abusiva lì, in quei banchi. L'ha dimostrato anche oggi su una partita così importante, qualificante, che ha bloccato il dibattito in questo Consiglio da due mesi, che la maggioranza dovendo prendere atto che non è maggioranza, che la Giunta dovendo prendere atto che non ha il consenso dell'Aula, decida di minare il campo perché ha perso! Io mi auguro e spero che questa sia solo da parte nostra un processo alle intenzioni, perché concordo pienamente con gli interventi dei colleghi ed anche questo del collega Scano, sarebbe far pagare ai sardi, che già stanno pagando per i ritardi con i quali stiamo arrivando all'approvazione della finanziaria, per il tipo di finanziaria che si è presentata, per il tipo di finanziaria che uscirà migliorata comunque rispetto a come è entrata, soprattutto da questi voti e dal voto come quello espresso poco fa, che paghi ulteriormente con una sconfitta che a questo punto non è solo vostra, ma è di tutti i sardi, se eventualmente venisse bocciato il primo comma.
Quindi, ripeto, mi auguro personalmente che quelli nostri siano interventi fuori luogo, che sia un processo alle intenzioni e che le intenzioni vostre siano diverse da quelle che noi stiamo paventando con i nostri interventi!
Aggiungo solo due cose: si dice che nel piano del lavoro - lo diceva ieri il collega Corda - ci sono troppi residui, soldi non spesi. Allora, io penso che i sindaci che sono qui sappiamo bene cosa sta avvenendo sull'articolo 19. Allora, intanto credo che oltre il novanta per cento, forse tutti, dei fondi stanziati da parte dei comuni sono stati programmati. Residui veri ci sono nell'Assessorato dei lavori pubblici, di cui all'articolo 8 che l'Aula ha bocciato. E` evidente che un comune che ha utilizzato i fondi dell'articolo 19 per cofinanziare i progetti sui POR, perché non ha altre risorse, o per cofinanziare i progetti inseriti nella programmazione negoziata (PIT, Patti, PIA eccetera), e che ancora non ha avuto il decreto nonostante da oltre un anno i Pit si sono approvati e non si è fatto ancora un decreto di trasferimento di risorse ai comuni. E quei comuni hanno bloccato il loro dieci per cento per cofinanziare quel progetto, adesso quei comuni si sentono da voi processati perché non hanno ancora speso i soldi, non hanno speso i soldi perché non gli avete ancora decretato i Pit e, quindi, non sono stati messi in condizione di spendere. O quei comuni che hanno predisposto progetti che hanno tutto un iter particolare che è quello intanto di gara per l'individuazione del progettista, che è quello dopo fatto il progetto di mandarlo al vaglio di tutti gli enti preposti a valutare quel progetto, che dopo che ha acquisito tutti i pareri si deve procedere all'appalto di quei lavori, si deve procedere ad individuare il soggetto che gestirà quegli appalti, cioè tutto un meccanismo che tende a ritardare la spesa, ma che riguarda tutti gli assessorati, riguarda tutti i lavori pubblici e riguarda tutto. Anzi, come è stato detto ieri più volte, e mi avvio alla conclusione, se c'è un settore nel quale si è dimostrato efficienza è proprio l'articolo 19, perché comunque ha già prodotto lavoro, occupazione stabile e ha coinvolto i comuni nella programmazione dello sviluppo del proprio territorio. Per cui io concludo dicendo che voterò a favore del primo comma dell'articolo 18, che credo che le nostre siano preoccupazioni esagerate perché non penso che siate così spregiudicati! Mi auguro che l'Aula confermi il voto che è già stato dato mantenendo i finanziamenti per il piano del lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Brevemente per dichiarare anch'io il mio voto favorevole al comma 1 dell'articolo 18 e per fare alcune considerazioni su quello che è avvenuto poche ore fa con l'approvazione dell'emendamento 450. Emendamento che rispondeva ad una esigenza evidentemente di carattere generale e che con il voto si è manifestato in questo Consiglio, in quanto l'emendamento stesso ripristinava la posta finanziaria dell'anno precedente rispetto a quella dimezzata proposta dalla Giunta e soprattutto ripristinando quella triennalità da tanti auspicata.
Auspicata perché abbiamo in più riprese detto ed argomentato che era proprio la triennalità che determinava quel salto di qualità rispetto alla programmazione che gli enti locali erano tenuti ad elaborare, a fare e a mettere in atto, per l'attivazione della spendita dei fondi per il piano per il lavoro. Per cui un voto di civiltà io direi, un voto che corrisponde alle esigenze degli enti locali, un voto che permetteva e permette lo sviluppo locale delle imprenditorialità, diciamo, più vicina ai comuni e soprattutto quelli più piccoli.
Per cui pensavamo che si era superato un momento difficile che aveva tenuto il Consiglio bloccato per alcune giornate ed invece così non è. Invece di aver fatto un passo in avanti sembra che siamo di nuovo punto e a capo, nel senso che la maggioranza - attraverso la logica della ritorsione e della rivalsa - tenda a mettere in discussione un risultato che questo Consiglio aveva comunque raggiunto. Peraltro con una logica distruttiva, la logica del tanto meglio, tanto peggio! Quello di sostenere che se per non dare soddisfazione, poi non si capisce bene a chi, perché la soddisfazione soprattutto ce l'avranno gli enti locali, e l'Aula nel senso che ha avuto un risultato rispetto agli obiettivi che si poneva, ma questa logica della rivalsa distruttiva è veramente una cosa deleteria perché mette in discussione le stesse proposte che la maggioranza all'inizio ha formulato seppur dimezzando gli obiettivi che noi avevamo, quello del rifinanziamento complessivo del piano per il lavoro. Per cui volete, e a me non sembra che sia soltanto una supposizione, ma dall'atteggiamento e da quello che si sente, da quello che circola anche qua in Aula, più che una supposizione sembra che sia una certezza, volete con voto palese cancellare l'intero comma 1 dell'articolo 18. Per cui volete far prevalere la forza dei numeri su quelli della ragione. Io non so se questo fatto sia un fatto di per sé accettabile e lo dico a tutti noi, soprattutto lo dico al Presidente della Giunta regionale, all'Assessore della programmazione, ai singoli consiglieri della maggioranza che pure hanno votato l'emendamento 450 e per cui possono accettare loro stessi di far prevalere una logica distruttiva che molto buon senso non ha, soprattutto rispetto a quello che provocherebbe nella società sarda, perché l'abolizione, la cancellazione del comma 1 toglierebbe ingenti risorse al sistema delle autonomie locali che darebbe una pugnalata finale ad un'economia già tanto disastrata che è quella della nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Grazie Presidente, posso?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Su cosa vuol parlare onorevole Floris? Sull'ordine dei lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Floris sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif. Sardi - U.D.R.). A lei signor Presidente e ai colleghi del Consiglio una riflessione a voce alta, in considerazione degli avvenimenti anche di stamattina e dell'argomento che stiamo trattando. Abbiamo detto tutti che si tratta dello snodo fondamentale di questa legge finanziaria e ci sentiamo tutti un po' vincitori ed un po' sconfitti. Non c'è uno sconfitto da una parte e uno sconfitto dall'altra, anche perché stiamo trattando problemi e temi che in quest'Aula hanno avuto grande risalto, dalla contrattazione negoziata al piano straordinario dell'occupazione. Credo che ci sia in tutti l'esigenza di una riflessione attenta per quello che stiamo andando a fare e che abbiamo fatto fino adesso. Non credo che ci sia intenzione da parte di nessuno di immobilizzare ingenti risorse per uno strumento di politica economica a danno di altri strumenti; credo che questo è al momento in cui occorre una riflessione corale del Consiglio regionale, della cosiddetta maggioranza e della cosiddetta minoranza. E qui dobbiamo cercare di dimostrare tutti insieme capacità ideative per uscire da questo empasse e, quindi, io chiederei di sospendere i lavori del Consiglio, di dare un'ultima possibilità ai Capigruppo della maggioranza e della minoranza per vedere se è possibile trovare un accordo serio su questo problema serio. Quindi, chiederei di sospendere i lavori del Consiglio fino alle 16 di questo pomeriggio per vedere se è possibile trovare, su questo argomento, un'intesa corale del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. C'è stata una proposta. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io credo che tutti abbiamo presente la difficoltà della discussione ed anche della relazione tra maggioranza ed opposizione su un tema, come è stato ricordato, che non è della maggioranza o dell'opposizione, ma è un tema che riguarda l'intera Sardegna e che riguarda il sistema dei comuni sardi e le risposte che saranno in condizione di dare su una materia come quella del lavoro e dello sviluppo locale.
Io credo che sia utile che la maggioranza e l'opposizione riflettano separatamente insieme in una pausa di riflessione, prima di tornare in Aula e di andare avanti così come stiamo andando avanti a votare il comma 1 così come è stato modificato. Quindi, io sono favorevole alla proposta che veniva avanzata dall'onorevole Floris di una sospensione per i lavori dell'Aula a questo punto e di una ripresa alle ore 16, dopo che c'è stato un approfondimento.
PRESIDENTE. Qualche altro chiede di intervenire? C'è stata una proposta, uno ha parlato a favore, qualcuno vuole intervenire contro? Nessuno. Allora, colleghi, io devo ricordare però che questa sospensione fu già chiesta e fu già votata in Aula, onorevole Floris. Credo - visto che ci sono ancora interlocuzioni - anche che durante gli interventi e il succedersi degli interventi l'Aula, ogni consigliere abbia tutto il tempo anche per la serietà e la pacatezza con cui questi interventi stanno avvenendo, non più con quella violenza e quella veemenza con cui sono altre volte intervenuti. Hanno tutta la possibilità di riflettere, di concordare, accordare e discutere. Tuttavia, visto che nessuno si oppone alla richiesta dell'interruzione, interrompiamo i lavori, si riprendono alle 16, questo pomeriggio.
La seduta è tolta alle ore 12 e 36.
Versione per la stampa