Seduta n.100 del 31/10/2000 

c SEDUTA

(Pomeridiana)

Martedì 31 ottobre 2000

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 50.

PIANA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 24 ottobre 2000 (95) che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Oppi, Morittu e Falconi hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo, a far data dal 31 ottobre 2000. Se non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

COGODI (R.C.). Vale quanto ho detto stamattina.

PRESIDENTE. L'onorevole Oppi è assente per motivi di famiglia, l'onorevole Morittu per questioni relative al suo Comune e l'onorevole Falconi per questioni di famiglia.

Annunzio di rinvio di legge regionale

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che il Governo, in data 27 ottobre 2000, ha inviato a nuovo esame di questo Consiglio la legge regionale 4 ottobre 2000, "Norme urgenti sull'ordinamento degli organi delle Comunità Montane". La legge rinviata è stata trasmessa alla Prima commissione.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza il seguente disegno di legge:

"Convalidazione del D.P.G.R. del 23 agosto 2000, n. 153, relativo al prelevamento della somma di L. 138.000.000 dal fondo di riserva per spese impreviste - Cap. 03010 - a favore del cap. 04018/01. Arbitrato Garau Ing. Giorgio contro Regione Autonoma della Sardegna". (123)

(Pervenuto il 27 ottobre 2000 ed assegnato alla terza Commissione.)

Continuazione della discussione del Programma Operativo Regionale (POR)

per gli anni 2000-2006 (Progr. n. 9/A)

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, sull'ordine del giorno presentato da me e dal collega Manca, che poi è uguale a quello presentato dagli altri Gruppi, cioè quello di Rifondazione e da D.S., credo che l'interpretazione data dal collega Pili sia non rispondente alla realtà delle cose, perché la Commissione nella quale lui è presente, e la quale ha votato all'unanimità questo tipo di risoluzione, testimonia quello che andiamo dicendo, e cioè che gli indirizzi che vengono elencati proprio nel secondo comma, dovrebbero essere come testualmente riportano: "E` di tutta evidenza che un atto di programmazione siffatto rientra nella procedura prevista dall'articolo 8 della citata legge numero 20/98. Conseguentemente il Consiglio è chiamato a formulare gli indirizzi, o meglio a indicare le priorità, tra le misure indicate nel POR tenendo conto delle proposte provenienti dal tavolo regionale di concertazione".

Allora, se qualcuno di noi in quest'Aula, dovesse conoscere le proposte provenienti dal tavolo regionale di concertazione, lo dica, poiché è elemento che comporta gli indirizzi, ed è elemento che dovrebbe far parte, anzi fa parte, dei complementi di programmazione. Io mi pongo allora il problema se in quest'Aula, dove, esagerando, su ottanta consiglieri, dieci consiglieri sono a conoscenza di questo documento, possa essere accettato, con questa semplicità che stiamo dimostrando oggi, che una discussione che dovrebbe essere profonda, completa, esaustiva, costruttiva, trattandosi di qualcosa di straordinario, che non avviene ogni giorno, ma ha una durata piuttosto lunga, forse difficile da ripetere come esperienza, per le note vicende comunitarie. L'importanza è ancora più pressante, perché sappiamo benissimo che i prossimi due anni, per quanto riguarda quest'isola, saranno importantissimi: o avremo la capacità di salire su questo benedetto treno dello sviluppo una volta per tutte, in modo serio, in modo reale, a quella che la realtà nazionale e europea sta conducendo, superati questi due anni, amici consiglieri, noi non avremo più alternative: questa Regione sarà condannata al sottosviluppo.

E, invece, vedo che quest'Aula, con semplicità, con rassegnazione, sta accettando di essere delegittimata, e, perché no?, narcotizzata su questo punto, impedita di avere tutti gli elementi di conoscenza, perché si possa dibattere, contribuire, e perché la maggioranza, se fosse convinta delle proprie idee, di ciò che è riuscita a costruire, e che solo in parte alcuni di essi conoscono, come futuro, come sviluppo economico, come sanatoria di quei disequilibri che negli anni si sono portati avanti nella nostra Regione, possa accettare, passivamente, che comunque essere di maggioranza e di opposizione, in questo momento, poco importa, è sufficiente che poche persone... Presidente, vedo che qui la casa protetta ho ragione di dire che esiste veramente, si sono chiusi gli ospedali psichiatrici, si è aperta questa casa protetta, che è la casa protetta di molti, vedo! Dove le discussioni importanti poco importano; allora mi viene quasi l'obbligo di chiedere, senza mancare certo di rispetto, all'amica Noemi Sanna di presiedere lei, per le note capacità professionali, perché qui si riesce a fare tutto e di tutto, ma al contrario di quello che si dovrebbe fare; basta leggere la stampa di ogni giorno.

Basta leggere che si fanno progetti da questori, si fanno circuiti per i territori promettendo dighe da una parte e dall'altra, cose che dovrebbero figurare all'interno di questi complementi di programmazione. La pazzia regna e poco importa il ruolo di questo Consiglio regionale; poco importa se le decisioni che spettano a noi, non perché lo riteniamo giusto, ma perché le stesse leggi che ci siamo dati lo prevedono, a torto o a ragione, delegittimare questo Consiglio sembra sia lo sport preferito.

Io, Presidente, in questo momento interrompo il mio intervento, dato che lei pazientemente chiacchiera, e un gruppo di colleghi non ha altro da fare che raccontarsi le barzellette del momento. Quando avrete terminato riprenderò il mio discorso.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, io le chiedo scusa, mi facevano vedere un documento. Le chiedo scusa e la prego di proseguire.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non è rivolta tanto a lei, o a quanto lei stava leggendo, ma alla strafottenza, perché di strafottenza si tratta, di alcuni colleghi che pensano che lo stato brado di quest'aula sia il concetto di politica che a tutti va bene. Non è così. E continuano, e forse ho la voce troppo bassa, e ho anche il dovere di sollevarla. Restando nei limiti dei tempi che mi sono consentiti dal Regolamento, signor Presidente, e ho detto che io non riprendo il mio intervento con parti dell'aula che continuano a confabulare. E forse qualcuno è convinto che la stupidità sia un pregio.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Sanna; invito i colleghi a riprendere posto, se devono parlare possono accomodarsi fuori. Prego.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Tornando al ruolo che quest'aula deve necessariamente avere, per ciò che ha rappresentato e dovrebbe rappresentare, noi in questo momento, non possiamo far finta di niente; pur nel distinguo dei ruoli fra maggioranza ed opposizione. Io dico che le responsabilità vengono dalla maggioranza e dall'opposizione; forse la maggioranza è convinta che quando ritiene di aver interesse il dialogo può pagare ed aprire il dialogo, come è successo durante l'ultima finanziaria. Noi non abbiamo condiviso quel passaggio; la distinzione dei ruoli resta ferma, chi ha i numeri per governare governa, chi non li ha riveste il ruolo di opposizione con piena dignità.

Oggi si assiste, invece, ad uno scenario un po' strano; questo Consiglio, alto, sovrano, in certi momenti riceve, invece, un'investitura diversa. Si improvvisa un ordine del giorno, si fanno le fotocopie di alcune parti di quel documento di complementi di programmazione e si pensa di ovviare al tutto con l'ultimo comma, impegnando il Consiglio regionale, dove il Consiglio regionale impegna la Giunta a redigere, a fare, incurante, comunque, delle leggi e dei ruoli.

Io credo che siano stati commessi degli errori, e il modo in cui il collega Scano li ha richiamati, dicendo lui stesso di non condividerli - sto parlando del POR - perché il momento politico era particolare, la disattenzione elettorale era piuttosto consistente, il risultato finale non poteva essere certo il meglio; ma è pur vero che dal maggio 1999, ultimo giorno utile, perché la Seconda e la Terza commissione si potessero riunire in una riunione congiunta per valutare ciò che era giusto valutare, da maggio 1999, nonostante le richieste, riunione di Commissione congiunta non se n'è fatta!

La Seconda si riunisce per i fatti suoi, la Terza deve recepire elementi di conoscenza lungo i corridoi, ma siamo impossibilitati a dibattere, ad approfondire, su un tema, ripeto, importantissimo. E lo si vuole snobbare, oggi. E non solo qui non ci si vuole dare il pesce, qui non ci si vuole dare neanche la canna da pesca! Non ci si vuol dare nessuna possibilità! Non ci si vuol dare la possibilità vera, pur proclamando la fase dell'ascolto e del confronto, tranne che in quest'aula. Perché in quest'aula si ha l'abitudine di non ascoltare, né, tanto meno, di confrontarsi.

Allora mi dovete spiegare quale beneficio può procurare uno strumento di programmazione serio come questo, fatto in una stanza, al riparo da orecchie indiscrete, con poche persone che dovrebbero decidere il futuro di quest'isola; quale sviluppo dovremmo avere nei prossimi cinque o sei anni, e quale futuro, in forma definitiva, quest'isola si dovrà aspettare.

Io mi chiedo se la dignità di ognuno di noi, come consigliere regionale, può accettare passivamente di essere espropriati da un ruolo così importante, qui si ha l'abitudine di gridare ai quattro venti la non partecipazione e l'assenza - collega Corda, e lo si fa nei corridoi - poi, quando argomenti come questo, di un peso così importante, vengono meno al confronto e al dibattito dell'aula, non si ha la voglia di prendere la parola, di sollevare la testa e dire francamente che non è possibile accettare una delegittimazione come questa, che l'aula si deve riappropriare del proprio ruolo, che è vero che legiferiamo, è vero che dobbiamo, per primi, rispettare quelle leggi, ed è vero che per primi dobbiamo rispettare il ruolo fondamentale di quest'aula.

Invece è lo sport preferito, si fa finta di non ascoltare, è preferibile non intendere, non partecipare; e qualcuno mi dovrà spiegare come si fa ad esaminare nel concreto, gli indirizzi di programmazione. Non è il POR che devo esaminare, che devo ratificare, grazie a Dio. Ma non intendo ratificare altro. Da tempo ho terminato di ratificare all'interno degli enti locali, ma lì era la legge che lo consentiva; qui non credo che sia l'obiettivo primario di questa assemblea. E non è vero che le idee chiare le abbiano in pochi; non è appannaggio di poche persone.

Ed allora se non si ha paura del confronto lo si apra in modo corretto, reale dando la giusta informazione a chi di dovere. Io mi rammarico, assessore Pittalis, perché ero partecipe di quella Conferenza dei Capigruppo, la settimana scorsa, e quando fu sollevato il problema dei POR fu sollevato, contemporaneamente, anche quello dei complementi di programmazione. Chi era seduto nella stanza qui a fianco, sa benissimo di cosa sto parlando, perché è a verbale, o per lo meno dovrebbe essere tale, e ci è stato detto dall'assessore Pittalis: "Al più presto, nei prossimi giorni, vi verranno consegnati i documenti, il documento che riguarda i complementi di programmazione"

Noi ne abbiamo preso atto, abbiamo stilato quell'ordine del giorno mettendo al primo punto quelle leggi che ritenevamo più importanti e prioritarie, e rinviando a (PM/3) questa mattina l'incontro per i POR. Il risultato è che questo documento fantasma è nelle tasche di pochi, come che gli appartenga, è un'eredità di famiglia, è un'investitura divina. C'è il Padreterno che è un po' disorientato perché tanti sono i miracoli che voi state facendo qui, che non riesce più a capire come lui stesso non riesca a farne tanti quanti ne fate voi, certamente in termini migliori e con obiettivi più nobili.

Però voi i miracoli li fate, riuscite anche a nascondere i documenti, a dire che esistono, che sono strumento serio di programmazione dell'intera Isola e, però, continuate a conoscerli in pochi. Allora questi pochi, che qualcuno non pensi di essere il padrone di quest'Aula, che non pensi di avere in esclusiva tutto ciò che riguarda, come competenze, l'intero Consiglio, quei poteri a cui, molte volte, inopportunamente, si è fatto riferimento proprio in quest'Aula, credo che debbano venire allo scoperto, non per ciò che qualcuno ha voluto rappresentare sino a poco tempo fa, ma per quello che rappresentano oggi; persone che vorrebbero tenere prigioniera l'Aula, decidere dove andare, cosa fare, e soprattutto, quando.

Usciamo dagli steccati; se qualcuno è convinto che noi subiremo in silenzio questo atteggiamento si sta sbagliando. Questo atteggiamento non lo accetteremo, e lo dimostreremo stasera; non lo accetteremo oggi e non lo accetteremo mai.

La nostra dignità non è in vendita, a testa alta continueremo a guardarvi in faccia, per vedere con quale coraggio ognuno di voi, dopo aver proclamato in giro per quest'Isola una forma di cambiamento, per certi verso sconosciuto, e per alcuni impossibile, può continuare a manifestare nello stesso modo, e voglio verificare il prossimo mese dove andrete a predicare, e in quale modo andrete a predicare ciò che non siete riusciti a fare quest'anno.

Vi siete dati un progetto; vi siete dati un'idea, un obiettivo. Il progetto vi è fallito, l'idea vi è scomparsa, l'obiettivo è irraggiungibile. Altro che utilizzare qualche buon amico, con modi gentili e con la facile parola, per cercare di nascondere le vostre deficienze. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Credo che sia chiaro a tutti i colleghi che, nel corso della giornata, nel confronto tra le forze politiche c'è stata un'evoluzione. Noi abbiamo aperto la discussione con una relazione del Presidente della Commissione, che era stato incaricato, unanimemente, di trattare l'argomento in Consiglio; mi pare che questo fosse il compito, e devo dire che il collega Scarpa questo compito lo ha svolto. E che, per quanto riguarda il centro - sinistra, ragionando conseguentemente alla relazione di Scarpa, è stato introdotto, o sono stati introdotti un'insieme di argomenti che ci portavano, allora, a valutare la discussione sul POR come un momento di confronto, demandando ad appuntamenti successivi gli approfondimenti.

Però nel corso della discussione, ma soprattutto leggendo l'ordine del giorno, è emerso, preceduto, magari, questo fatto, dal silenzio dell'Assessore Pittalis che, chiamato a dare delle spiegazioni, ha rinunciato a partecipare al dibattito, nel corso dalla discussione è emersa, invece, la volontà chiara della maggioranza, di impedire la partecipazione del Consiglio regionale alle decisioni fondamentali sui programmi futuri della Regione.

Io pacatamente voglio dire la mia opinione, questo lo dico per la parte più dialogante della maggioranza: è possibile che si decida di spendere, nei prossimi sei anni, 10 mila miliardi, oltre dieci piani di rinascita, senza che il Consiglio partecipi in modo approfondito e puntuale alla definizione dei programmi? E` credibile, per noi, per quelli che sono qui? E` credibile che questa scelta, questa decisione possa mobilitare l'economia della nostra regione, le associazioni, le imprese, senza che questi siano chiamati ad esprimere la loro opinione?

Lo dico per Antonello Liori, che non sta ascoltando, perché partecipa, giustamente, alla discussione sui prossimi assessori di Alleanza Nazionale. Però dieci piani di rinascita possono essere portati all'attenzione di questo Consiglio, e non essere discussi? E, insieme, questa mole di investimenti, estremamente importanti, può essere proposta all'attenzione del Consiglio, per il tramite di un ordine del giorno che vi invito a leggere? Tratta di un insieme di assi, di interventi, di provvedimenti, che vanno approfonditi. Che devono essere approfonditi, che senza una partecipazione delle associazioni imprenditoriali, delle associazioni sindacali, degli enti locali, rischiano di essere, anche non volendo, anche non ragionando in modo maligno, rischiano di essere vissuti come una grande clientela del centro - destra.

E` possibile - lo dico sempre per la parte dialogante del Consiglio - che si decida, scientemente si decida, io spero non da parte di tutta la maggioranza, che si escluda dal confronto in Sardegna la parte più attiva e viva dell'economia sarda? Questo lo dico - con Massimo Fantola c'è anche un rapporto di simpatia e di amicizia - ma, insomma: voi che tutti i giorni trattate le questioni delle riforme, ma spendere 10 mila miliardi senza discuterne in Consiglio regionale è accettabile, per voi? E se è accettata, per voi, quanto vi spetta di questa fetta, di questa torta? A chi è riferita? Chi sono i vostri interlocutori? Ma può passare sotto silenzio un'operazione di questo tipo? Io penso che il senso di responsabilità di ognuno di noi, in questa occasione, debba intervenire; e se abbiamo fatto, se avete fatto qualche passo oltre le possibilità che avete, riflettiamo un attimo, ritirate questa porcheria di ordine del giorno, che annulla la funzione del Consiglio.

Ragioniamo, facendo tutti uno sforzo, così come è stato fatto questa mattina, uno sforzo di collaborazione, per fare in modo che ci sia una scelta consapevole delle risorse che mettiamo in campo, che intervengano in tutti i territori, per le opere primarie che i territori hanno richiesto, e non per le clientele, riferite ai prossimi candidati, della prossima campagna elettorale. Ma stiamo scherzando? Dieci mila miliardi non sono soldi vostri, sono soldi di un'operazione consiliare che è stata svolta negli anni passati e che ha permesso alla Sardegna di rimanere dentro la programmazione europea. E voi pensate di poter utilizzare così, come state proponendo, questa porcheria di ordine del giorno?

Ma come pensate che possa passare inosservata un'operazione di questo tipo e che pretendiate anche di farla passare con il nostro consenso? Senza il consenso dici, Luigi Biggio (?) ? Senza il nostro consenso, ma con il consenso di chi? Di quelli che voterete all'ordine del giorno? Ma quanti di voi hanno partecipato all'elaborazione dell'ordine del giorno? Quanti di voi conoscono il fine di questi progetti, su chi intervengono, quali aree sono interessate all'investimento? Luigi, aggiungo, quali aziende, quali imprenditori, quali manovre ci sono sotto?

Allora io, penso che noi dobbiamo fare un'operazione di chiarezza, partendo dal fatto che le risorse vanno programmate nei tempi che la legge prevede. Perché proponete di non applicare la legge? Perché fate questa operazione? Perché proponete al Consiglio regionale di non applicare la legge? Chi vi dà il diritto di non applicare la legge? Quale momento politico può dire che le leggi in Sardegna non si applicano, che si applica la legge dell'accordo fuori delle istituzioni? Perché sappiamo, come sapete, parte di voi, non tutti devo dire, che nel frattempo un insieme di clientele si sono sviluppate in Sardegna, che hanno attivato parte di voi, non tutti voi, su questo argomento, quelli a prima nomina non contate nulla su questa questione. E siamo disponibili anche a entrare nel merito di atti precisi.

Allora, io penso che occorra riflettere. Si può decidere dopo che è stato approvato il CREL di non consultare le organizzazioni sindacali su questo tema, consultazione, concertazione prevista dalla legge? Si può decidere che non si consultino gli imprenditori, altro momento previsto dal confronto?

Io penso che dobbiamo riflettere, tutti insieme, io sono perché si rispettino i tempi, perché si impegnino le Commissioni, tutte le Commissioni di settore e si faccia un ragionamento nuovo, diverso da quello che qui è stato prospettato. Siamo ancora in tempo per evitare l'errore; l'8, si dice, la data ultima, ci sono opinioni diverse da questa, ma se dovesse essere l'8, convochiamo il Consiglio regionale il 7 e da qui al 7 convochiamo le Commissioni, trattiamo il merito dei progetti. Ma perché - lo dico al collega Rassu - tu non sei interessato a sapere come verranno investite nel sassarese queste risorse? Ma tu non vuoi concorrere a rispondere positivamente alle attese di quel territorio? Penso di sì, penso che tu sia guidato dagli stessi obiettivi da cui sono guidato io, di concorrere a sviluppare quella realtà nella quale noi viviamo. Ma perché tutto questo non può essere fatto? Perché si presenta un ordine del giorno che annulla e demanda alla Giunta le operazioni successive? Perché? Che cosa c'è da nascondere? Che cosa c'è che io non devo sapere? Se c'è qualcosa che non devo sapere, è bene che troviate un meccanismo diverso da quello che avete proposto, perché se passa in me e in noi l'idea che non si vuole far conoscere quello che si deve fare, è chiaro che le azioni successive saranno conseguenti a questo fatto.

Allora, ritirate questa porcheria che avete preparato, parlate, secondo me, con il Presidente della Giunta regionale, troviamo un attimo di dialogo tra chi ha responsabilità in questo Consiglio, evitiamo il disastro che voi state proponendo alla Sardegna ed evitiamo, poi lo diranno gli altri colleghi, che si metta in moto un mare di clientele, delle quali si parla sempre dopo tre o quattro anni che sono avvenute, se ne parla prevalentemente nelle aule del tribunale.

Allora, io dico, cari colleghi dialoganti, per la parte che dialoga, non prestatevi a questa porcheria, perché è una cosa, questa, che dev'essere ripresa, ritrattata, valutata alla luce del sole, nelle Commissioni consiliari e ripresa nel Consiglio regionale. E a quel livello si trovano i punti d'incontro. Noi, lo dico, non svelo un segreto, questa mattina, quando abbiamo chiesto, per il tramite del collega Gian Mario Selis, l'interruzione dei lavori del Consiglio, abbiamo discusso fra di noi sull'atteggiamento finale da tenere dopo la discussione e mica abbiamo deciso di votare contro, non abbiamo deciso questo, perché siamo mossi, ed eravamo mossi da un'idea su questo argomento di procedere all'approfondimento. Ma se siamo di fronte alla chiusura, noi possiamo anche mantenere la decisione che abbiamo proposto questa mattina alla vostra attenzione, però è certo che cambiano le condizioni del confronto. Allora, la Commissione lavori pubblici, ma qui, in questo elenco madornale e ripetitivo che avete fatto, ma non deve trattarlo l'argomento? Ma la Commissione programmazione non lo deve trattare l'argomento? Ma dico, collega Scarpa, tu che hai introdotto unitariamente i lavori, non sei interessato a trattare gli argomenti? Chi tratta per te, avendo perso Grauso, per fortuna, nel percorso politico di quest'ultimo anno? E allora è bene che si tratti tutti insieme, avendo tutti la pari dignità.

Io penso, e concludo, lo dico al presidente Spissu, che occorra riflettere prima di procedere a una decisione su questa materia. Noi non siamo perché la Giunta venga delegata ad attuare i contenuti di tutti i titoli che sono in questo documento, perché sappiamo che non deve essere delegata, sappiamo che l'origine della partecipazione ai progetti è totalmente diverso da quello che viene presentato; sappiamo che ci sono attese nei territori, nelle amministrazioni provinciali, nelle amministrazioni comunali e che a quelle attese occorrerà rispondere in modo chiaro e trasparente, e che il silenzio di stamattina dell'assessore Pittalis nascondeva appunto, come spesso capita, l'esigenza di proporci una furbata, così come è emerso dall'ordine del giorno che è stato presentato, però, noi lo stiamo dicendo in termini chiari, non vogliamo partecipare a questa decisione che voi ci state proponendo. Noi vogliamo partecipare a un'altra decisione; noi vogliamo che le Commissioni competenti vengano convocate, che il Consiglio tratti il merito e che la Giunta proceda alla presentazione dei complementi di programma nelle Commissioni e poi valutiamo insieme altre soluzioni (lo dico al collega Felicetto Contu). Altre soluzioni non è che vi impegneranno un mese per recuperare lo spirito di Aritzo; vi impegneranno mesi nel confronto che si dovrà aprire nel territorio, per dare la possibilità a questo Consiglio regionale di svolgere la funzione per la quale è stato eletto. Altro che massima Assemblea costituente! Qui bisogna confermare che questa è un'assemblea che deve svolgere democraticamente la propria funzione; qui non possiamo trattare altri argomenti senza che prima chiariamo in modo preciso quali sono le competenze che noi vogliamo attribuire a questo Consiglio. Poi si vedranno le altre cose, ma certo è che se partiamo da un imbroglio, come questo ordine del giorno, il confronto tra di noi diventa un confronto senza possibilità di conclusione positiva.

Quindi, riflettete, ritirate l'ordine del giorno, facciamo un'ulteriore riflessione, convochiamo il Consiglio il giorno 7 e prima convochiamo le Commissioni e troverete da parte nostra una disponibilità e una volontà costruttiva come l'avete potuta verificare nelle settimane passate sui provvedimenti che abbiamo assunto. Ma se ci dovesse essere la chiusura dell'ordine del giorno è chiaro che le conseguenze saranno quelle l'ordine del giorno sta proponendo a noi.

Allora, ho visto che ci sono anche firme di colleghi che io stimo in questo ordine del giorno, mi rivolgo prevalentemente a loro: riflettete su quello che state facendo, perché, Tore Amadu, una firma a volte non si può negare agli alleati, ma se la firma è una condanna a morte, è bene decidere di sospendere la condanna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Grazie Presidente. Mi fa piacere almeno di avere intravisto poco fa dietro la tenda, ormai denominata "tenda Serrenti", il Presidente della Giunta Regionale, che però adesso non vedo più, mi fa piacere di vederlo perché volevo iniziare questo mio breve intervento riferendomi personalmente a lui, il quale, sabato 28, inaugurando, a nome di tutta la Regione, un importante stabilimento realizzato grazie all'impegno soprattutto del centro-sinistra, durante la scorsa legislatura, mi riferisco al grandioso stabilimento della "Cooperativa Tre A" di Arborea, si è lasciato andare ad un comizio, si vede che la campagna elettorale si avvicina, ed allora, fra tutte le altre cose, per esempio, ha avuto il coraggio di dire che la situazione della Sardegna centrale è veramente critica, grazie chiaramente al ...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Dore, posso chiedere ai colleghi un po' di silenzio intanto che l'onorevole Dore svolge il suo intervento?

DORE (I DEMOCRATICI). Grazie appunto alle inadempienze e all'incapacità del centro-sinistra, ha detto in particolare: "Hanno acceso e spento le ciminiere di Ottana", c'era una persona seduta dietro me che mi ha chiesto: "Mi scusi, ma dov'era l'onorevole Floris quando sono state accese e quando sono state spente le ciminiere di Ottana? Si trovava in Australia? Si dedicava a una professione, oppure si occupava di politica?", era chiaramente una domanda pleonastica non ho ritenuto nemmeno fosse il caso di rispondere...

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Perché non hai parlato lì? Sei scappato.

DORE (I DEMOCRATICI). L'ha detto lei, Presidente.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Ma cosa c'entra? Tu partecipi ad un convegno e poi vieni qui in Aula a parlare.

DORE (I DEMOCRATICI). No, io non partecipo ad un convegno, io partecipo a una cerimonia di inaugurazione e credo di avere il diritto, insieme a tutti i sardi, di non sentire i comizi.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Ti sembra una cosa seria? Io ti dovrei rispondere?

DORE (I DEMOCRATICI). Dopo di che, altra affermazione, la lingua blu, la tragedia, certo, le altre Regioni negli ultimi dieci anni hanno provveduto a delle opere importanti di disinfestazione e invece in Sardegna non hanno fatto nulla. E allora anche qui, negli ultimi dieci anni, o almeno fino al '94 dov'era l'onorevole Floris? Perché il '94 fa parte degli ultimi dieci anni.

Allora, detto questo, credo che ci sia anche poco da meravigliarsi se poi si viene in Aula, si presenta in Aula al posto di quello che dovrebbe essere il programma o la proposta di programma, riguardante, come è stato già molto opportunamente evidenziato, ma dico, era già di per se stesso chiaro e indiscutibile, gli investimenti più importanti che la Sardegna potrà effettuare nei prossimi sei anni, questi fondi comunitari che stanno via via avviandosi all'estinzione. Bene che c'è da meravigliarsi se con queste premesse poi, si presenta un documento indecente come questa proposta di ordine del giorno? Certo, io capisco che la Giunta ha altre cose ...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Dore, posso chiedere ai colleghi di fare silenzio, un pochino, solo un po'. Prego onorevole Dore.

DORE (I DEMOCRATICI). Dicevo, io capisco che a quanto pare la Giunta ha altre cose di cui occuparsi, deve fare le nomine, deve spartire le cariche, deve sistemare i parenti, gli amici e via dicendo, ma francamente io mi meraviglio anche abbastanza di coloro che hanno firmato questo documento che, certamente, fra l'altro, non è stato preparato da loro, che gli è stato prospettato, e qualcuno diceva: "Una firma non si nega mai ai colleghi di maggioranza", però cari colleghi del Consiglio o Capigruppo o quel che siete, ritengo che siano i Capigruppo, io credo che la dignità, nello svolgimento del ruolo di consigliere, non ha prezzo e dev'essere rispettata, dev'essere rivendicata, dev'essere custodita con grande gelosia, devo dire, non ci si può far coinvolgere in una porcheria di questo genere, nemmeno quando ci si sta preparando agli esercizi spirituali, a riproporre, a rivedere lo spirito del Forum di Aritzo, un mese di tempo per rivedere le proprie cose, per fare l'esame di coscienza e via dicendo, beh, se esame di coscienza veramente si vuole fare, allora cominciamo dall'evitare queste cose, cominciamo da non tentare di espropriare o di farsi espropriare il ruolo di consiglieri. Il Consiglio ha, grazie al cielo, ancora una sua funzione: la funzione di indirizzo, la funzione di discussione, la funzione di pretendere che questi passaggi, questi impegni, questi programmi vengano discussi, vengano approfonditi, vengano scavati, se è possibile, vengano verificati anche alla luce dei suggerimenti, delle componenti sociali del mondo del lavoro, del mondo dell'imprenditoria, del mondo dell'artigianato, del mondo del commercio, del mondo del turismo e via discutendo e non liquidarli in questo modo così indecente, sebbene i giorni prefestivi o così, mentre, appunto come dicevo prima, ci si prepara agli esercizi spirituali.

Io credo che questo sia un qualcosa sul quale veramente tutti dobbiamo fare un esame di coscienza e prendere questo documento, questo pasticcio e gettarlo nel cestino.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ma, a conclusione di questo dibattito mi preme soprattutto cogliere quei contributi che sono venuti per meglio indirizzare le linee programmatiche relative appunto alla predisposizione del complemento di programmazione.

Come è stato già ricordato nel corso di qualche intervento questa mattina, la predisposizione del programma operativo regionale è avvenuta sulla base dei regolamenti comunitari, delle linee guida elaborate dal Governo nel programma di sviluppo del mezzogiorno, successivamente quadro comunitario di sostegno, degli indirizzi e delle direttive emanate dal Consiglio regionale, nelle forme che il collega Pier Sandro Scano, allora responsabile dell'Assessorato della programmazione, questa mattina ha richiamato e sulla scorta di un'intensa azione di concertazione a livello nazionale e regionale, con l'istituzione dei tavoli regionale e provinciale ai quali hanno partecipato soggetti pubblici e parti sociali e quindi bisogna subito chiarire questo aspetto, c'è stato, c'è e ci sarà, anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, il coinvolgimento delle parti sociali, non a caso è stata mia premura proprio dopo anche le elezioni amministrative, con la struttura del centro regionale di programmazione dell'Assessorato della programmazione, andare a visitare le nuove Giunte provinciali e comunali delle città capoluogo proprio perché si trattava di rendere edotte anche le nuove amministrazioni di quale era lo stato della programmazione con riferimento appunto alle risorse comunitarie; e le stesse sono state invitate a riattivare i tavoli di concertazione di parternariato provinciale, cosa che è stata fatta in alcuni casi, tant'è che le amministrazioni provinciali hanno provveduto a inviare una proposta aggiornata delle originarie proposte che erano intervenute alla fine del dicembre del 1999. Ma, posso dire che la concertazione quindi ha visto e sta vedendo proprio in questi giorni, non ultimo proprio il 3 novembre, venerdì prossimo, è stato promosso proprio il tavolo di parternariato regionale nel corso del quale appunto verranno meglio approfonditi alcuni aspetti che riguardano la definizione del complemento di programmazione.

Quindi, prima bisognerebbe documentarsi su questi fatti prima di tranciare giudizi o addirittura emettere sentenze senza essere supportate da argomentazioni convincenti. E questa lunga azione che risale quindi ad un lavoro che era stato impostato dall'allora Assessore della programmazione, come ho già detto, ha visto la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti attraverso proposte di intervento, si è concretata in un documento di programmazione, la prima versione appunto del POR Sardegna che, presentato per il tramite del Governo italiano, alla Commissione europea è stato dichiarato ricevibile, producendo l'apprezzabile risultato dell'ammissione a rendicontazione delle spese a partire dal 5 ottobre 1999. Parallelamente il Governo italiano, giova ricordarlo, aveva avviato il negoziato sul quadro comunitario di sostegno, 2000-2006, che costituisce il punto di riferimento per tutti i programmi operativi nazionali delle regioni dell'obiettivo uno e quindi solo alla fine del luglio del 2000 è stato approvato dalla Commissione Europea il quadro comunitario di sostegno.

La chiusura del quadro comunitario di sostegno ha prodotto un'accelerazione del negoziato dei programmi operativi nazionali e delle regioni nell'obiettivo uno, in atto da diversi mesi, attraverso un confronto serrato con la Commissione europea e con il Governo italiano. Ed anche il POR Sardegna è stato dunque approvato, l'8 agosto 2000, con decisione della Commissione europea numero 1999. Rispetto al testo di programma operativo regionale dichiarato ricevibile, il nuovo testo di POR, approvato con la richiamata decisione formale dell'8 agosto 2000, presenta diverse integrazioni e correttivi in gran parte derivanti proprio dall'adeguamento del quadro comunitario di sostegno 2000-2006.

Si tratta, generalmente e in buona misura, di modificazioni di carattere formale che integrano e precisano il testo a suo tempo dichiarato ricevibile. I correttivi, le integrazioni e le specificazioni più rilevanti, hanno riguardato il fondo sociale europeo, il fondo orientamento e garanzia in agricoltura, il fondo per la pesca e infine le procedure di attuazione e i sistemi di monitoraggio e valutazione. Molti correttivi e integrazioni sono state apportate, quindi in progress, cioè in sede di concertazione con la Commissione europea e anzi, al riguardo, io debbo sottolineare ed apprezzare il ruolo che hanno svolto molti dirigenti, in primo luogo, quelli del Centro regionale di programmazione, del suo direttore e di alcuni dirigenti, soprattutto delle strutture assessoriali direttamente coinvolte nella predisposizione dei documenti, relativi ai fondi che io prima ho richiamato.

Ecco, questi sono i fatti, fatti che ci vedono ora impegnati nell'elaborazione dei complementi di programmazione che queste tappe che ho richiamato evidenziano la complessità del materiale normativo, programmatico, amministrativo che dev'essere trasfuso nella versione definitiva del complemento di programmazione.

Il lavoro di redazione del complemento di programmazione richiede, sopratutto, un'attenta lettura di quanto è stato già prodotto e soprattutto riguarda, in primo luogo, il quadro normativo e programmatico costituito dai regolamenti della Comunità europea, dal quadro comunitario di sostegno e dallo stesso POR, perché non dimentichiamoci che il complemento di programmazione si sviluppa sulla base appunto di un documento che è quello oggi all'esame, non senza tenere conto delle normative e delle direttive di valenza settoriale ed orizzontale sia comunitaria che nazionale, soprattutto con riferimento alle norme sui regimi di aiuto, sull'ambiente, sulle pari opportunità, sulla concorrenza, sulla trasparenza e sull'informazione. Così come particolare impegno si sta ponendo nell'analizzare la strumentazione operativa che dovrà curare le fasi di gestione, di sorveglianza, di monitoraggio, di valutazione e di controllo legate appunto all'attuazione del programma operativo regionale.

E dunque, onorevole Cugini, come ben vede non c'è nulla da nascondere, tutto è fatto alla luce del sole, tutto verrà fatto alla luce del sole, soprattutto con il controllo che dovrà esserci da parte di quest'aula su ogni atto di governo, su ogni atto di programmazione che verrà posto in essere in relazione al tema che trattiamo.

Voglio però ricordare, e questo è un aspetto che non è stato assolutamente posto in evidenza da alcuno degli interventi, e cioè che proprio nel documento che esaminiamo è indicato chiaramente chi decide, chi approva, meglio, ecco il termine ancora più corretto, il complemento di programmazione, non è formalmente la Giunta ma è il comitato di sorveglianza, quel comitato di sorveglianza che stiamo provvedendo a insediare perché anche in relazione al comitato di sorveglianza c'è stata la necessità di mediare tra le opposte esigenze emergenti nell'ambito ed appunto delle parte sociali, parti datoriali e organizzazioni sindacali.

Quindi, dal punto di vista amministrativo, è l'unica autorità che formalmente approva il complemento di programmazione. Ma a noi non interessa, qui, richiamare la legge 20, come è stata richiamata, per cercare di trovare una quale che sia interpretazione che porti la Giunta, il Governo della Regione ad evitare il controllo del Consiglio sui complementi di programmazione. E questo, badate, non è nelle intenzioni del Governo, sarebbe un'azione scellerata, sconsiderata, non sarebbe rispettosa del Consiglio. Io non comprendo perché si è voluto assolutamente porre in evidenza un aspetto che, al di là anche di una legge che noi rispettiamo e rispetteremo, noi abbiamo già detto che il complemento di programmazione lo invieremo al Consiglio, sarà il Consiglio a decidere, a valutare in perfetta autonomia e nel rispetto della legge, se intenderà esaminare, se intenderà approvare, fare una presa d'atto, la Giunta nel momento in cui concluderà la fase importante di concertazione con le parti sociali che è in corso, invierà al Consiglio regionale perché assuma le conseguenti determinazioni.

CUGINI (D.S.). Allora la parte finale di questo ordine del giorno la cambiamo; questa è stata scritta male.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non entro nel merito dei documenti consiliari, se non per prenderne atto. Sull'ordine del giorno ci sarà...

PIRISI (D.S.)…la data del 9 novembre? Non vuole essere polemica l'interruzione.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Onorevole Pirisi, forse se si fosse informato meglio, glielo dico io per dovuta informazione...

PIRISI (D.S.). Se lei non è mai venuto a informarci. Ma perché non la smette con questo tono. Questo tono lo lasci da parte!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Onorevole Pirisi, non mi pare che ci sia nulla di offensivo nel sottolineare un aspetto; siccome lei è intervenuto su questo aspetto, oggi mi si dà l'occasione, in Aula, ecco perché ritenevo di intervenire alla fine del dibattito, perché arrivo anche al termine dell'8 novembre, una questione che io ho appuntato, e che non ricordo se l'abbia posta proprio lei. Il termine non è assolutamente perentorio, non è un termine che comporti chissà quale conseguenza, se non quello che noi non vogliamo, e cioè di ritardare di un sol giorno la possibilità di spendita delle risorse.

Però noi abbiamo già fatto una riflessione, l'abbiamo fatta perché riteniamo di dover definire fino in fondo il processo di concertazione, da un lato, e di poter quindi, conseguentemente consentire, anche alla Commissione competente, al Consiglio, di poter fare ogni valutazione, perché l'Aula, l'Assemblea è sovrana, e può fare quanto, appunto, del rispetto delle leggi e dei regolamenti, ritiene di poter fare.

Ecco perché mi pare che non ci sia, anche sotto questo profilo, alcun problema, e dunque noi riteniamo che l'approvazione da parte dell'Assemblea di questo atto, sia la definizione, sotto il profilo formale, di un procedimento che già sta producendo i suoi effetti, come ho già detto, perché dal 5 ottobre 1999, sono ammissibili a rendicontazione, le spese. Semmai voglio informare il Consiglio di un aspetto, e cioè l'annualità 2000 volge al termine, e per questo, ringraziando ancora una volta la meticolosità e tutta la professionalità che, soprattutto i funzionari del Centro Regionale di Programmazione hanno profuso, in collaborazione con alcune strutture assessoriali, si rende possibile portare a rendicontazione, appunto le spesse, a valere su tutti gli assi e tutte le misure, ciò che rende possibile, quindi, di guardare il futuro con serenità, nel senso che non una sola lira di questo primo biennio verrà persa.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori del Consiglio per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 57, viene ripresa alle ore 18 e 05.)

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati quattro ordini del giorno; se ne dia lettura.

PIANA, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO Cogodi - Ortu - Vassallo.

Il Consiglio regionale, a conclusione della discussione sui POR, approva la seguente risoluzione di impegno per la Giunta regionale:

A differenza del precedente ciclo di programmazione europea il piano operativo regionale comprende gli assi prioritari (con indicazioni circa la loro coerenza con il quadro comunitario di sostegno), i relativi obiettivi specifici, la descrizione sintetica delle misure previste e il piano finanziario indicativo per ciascun asse, mentre le misure di attuazione, la valutazione ex ante, i corrispondenti indicatori di sorveglianza (riferentesi al carattere specifico dell'intervento in questione), i beneficiari finali delle misure e il piano finanziario, che specifica per ciascuna misura la partecipazione dei Fondi europei, i finanziamenti pubblici e la stima di quelli privati, costituiscono il complemento di programmazione. E' di tutta evidenza che un atto di programmazione siffatto rientra nella procedura prevista dall'art. 8 della già citata legge 20 del 1998. Conseguentemente il Consiglio è chiamato a formulare gli indirizzi o meglio l'indicazione delle priorità tra le misure indicate nel POR, tenendo conto delle proposte provenienti dal tavolo regionale di concertazione. (1)

ORDINE DEL GIORNO Sanna G. - Manca.

Il Consiglio regionale, a conclusione della discussione sui POR, approva la seguente risoluzione di impegno per la Giunta regionale:

A differenza del precedente ciclo di programmazione europea il piano operativo regionale comprende gli assi prioritari (con indicazioni circa la loro coerenza con il quadro comunitario di sostegno), i relativi obiettivi specifici, la descrizione sintetica delle misure previste e il piano finanziario indicativo per ciascun asse, mentre le misure di attuazione, la valutazione ex ante, i corrispondenti indicatori di sorveglianza (riferentesi al carattere specifico dell'intervento in questione), i beneficiari finali delle misure e il piano finanziario, che specifica per ciascuna misura la partecipazione dei Fondi europei, i finanziamenti pubblici e la stima di quelli privati, costituiscono il complemento di programmazione. E' di tutta evidenza che un atto di programmazione siffatto rientra nella procedura prevista dall'art. 8 della già citata legge 20 del 1998. Conseguentemente il Consiglio è chiamato a formulare gli indirizzi o meglio l'indicazione delle priorità tra le misure indicate nel POR, tenendo conto delle proposte provenienti dal tavolo regionale di concertazione. (2)

ORDINE DEL GIORNO Balia - Ibba - Masia - Selis - Sanna G.V. - Cugini - Dettori B..

Il Consiglio regionale, a conclusione della discussione sui POR, approva la seguente risoluzione di impegno per la Giunta regionale:

A differenza del precedente ciclo di programmazione europea il piano operativo regionale comprende gli assi prioritari (con indicazioni circa la loro coerenza con il quadro comunitario di sostegno), i relativi obiettivi specifici, la descrizione sintetica delle misure previste e il piano finanziario indicativo per ciascun asse, mentre le misure di attuazione, la valutazione ex ante, i corrispondenti indicatori di sorveglianza (riferentesi al carattere specifico dell'intervento in questione), i beneficiari finali delle misure e il piano finanziario, che specifica per ciascuna misura la partecipazione dei Fondi europei, i finanziamenti pubblici e la stima di quelli privati, costituiscono il complemento di programmazione. E' di tutta evidenza che un atto di programmazione siffatto rientra nella procedura prevista dall'art. 8 della già citata legge 20 del 1998. Conseguentemente il Consiglio è chiamato a formulare gli indirizzi o meglio l'indicazione delle priorità tra le misure indicate nel POR, tenendo conto delle proposte provenienti dal tavolo regionale di concertazione. (3)

ORDINE DEL GIORNO Floris E. - Biggio - Contu - Cossa - Fois - Amadu.

INDIRIZZI COMPLEMENTO DI PROGRAMMAZIONE POR SARDEGNA

Premesso:

- che in data 9 agosto 2000 la Commissione Europea ha approvato il Programma Operativo Regionale della Sardegna

- che in data 17 agosto 2000 la Giunta regionale ha approvato il POR Sardegna 2000 - 2006 e lo ha trasmesso al Consiglio regionale per la sua ratifica ai sensi della legge regionale 20/98

- che il Cipe ha disposto che il complemento di programmazione venga predisposto e trasmesso dalla Regione entro il 15 novembre 2000 alle autorità competenti

Tutto ciò premesso

Il Consiglio Regionale

Al fine di proporre adeguati indirizzi per la predisposizione dei complementi di programmazione e l'elaborazione degli stessi in funzione di direttive programmatorie di competenza Consiliare

approva il seguente disposto:

"DOCUMENTO DI INDIRIZZI PER LA PREDISPOSIZIONE DEI COMPLEMENTI DI PROGRAMMAZIONE"

La centralità della programmazione nell'ambito dei fondi comunitari per il periodo 2000-2006 determina la rilevanza e la delicatezza del passaggio dalle mere line programmatiche strategiche (contenute nel POR) alla loro concreta attuazione (che passa per il Complemento di Programmazione).

Il Complemento, infatti, rappresenta non solo la necessaria traduzione in termini attuativi delle indicazioni del POR (come previsto dall'art. 18 del reg. (CE) 1260/99), ma può costituire un'utile occasione per:

approfondire tematiche non sufficientemente esplicitate a livello di Programma Operativo, o, anche, rettificare indicazioni già assunte in ordine, ed esempio, al peso finanziario delle varie risorse da utilizzare.

Per quanto riguarda il concorso dei privati alla realizzazione degli interventi da includere nella prossima programmazione, ad esempio, è importante provvedere all'individuazione dell'entità prevedibile di risorse private che potranno essere immesse nel ciclo finanziario, sia con riferimento all'asse I Risorse Naturali (dove l'importo di 31 Meuro su 1.072 di costo totale è veramente trascurabile, il 3% appena) che in relazione a tutti gli altri assi prioritari; individuazione che, peraltro, è stata operata da tutte le altre regioni all'interno dei rispettivi POR approvati dalla Commissione Europea.

E' fondamentale, inoltre, promuovere un documento di indirizzo sui Complementi di programmazione, vista la loro rilevanza quale documento cardine di tutta la programmazione dello sviluppo regionale, nel quadro del concetto di programmazione unica, al quale deve ispirarsi l'utilizzo dei fondi strutturali e che è richiamato già all'interno del POR e del DPEF 2000-2003 approvato dal Consiglio regionale il 3 ottobre 2000.

Il presente documento ha quindi lo scopo di fornire una serie di direttive che possano essere utilizzate per orientare la prosecuzione della programmazione di dettaglio del POR, secondo le indicazioni che il Consiglio Regionale ha il compito di trasferire ai vertici gestionali dell'Ente Regione.

Oggetto del presente docuemnto di indirizzi sono:

- La classificazione degli interventi infrastrutturali (I, II e II livello in relazione alla loro valenza territoriale)

- Le proirità a carattere settoriale degli interventi da ammettere a cofinanziamento, in relazione alle prevedibili ricadute strategiche di ogni settore sul sistema socio-economico-territoriale sardo

- I macrocriteri di selezione delle iniziative

- L'iter procedurale di massima da attivare per la individuazione delle opere da ammettere a cofinanziamento

- Indicazioni sulla natura e sulla forma che dovranno assumere, nel contesto regionale, i Programmi Integrati Territoriali (PIT)

In linea generale, infine, si ritiene far emergere (all'interno del Complemento) una scala gerarchica di priorità fra misure, concentrando l'assegnazione delle risorse su quelle misure delle quali è esplicitata una maggiore valenza strategica e, all'interno di queste, fra quei progetti che (per dimensione e respiro territoriale) meglio possano esplicare positivi effetti sulla rimozione dei deficit di ordine strutturale dei quali ancora soffre il sistema regionale.

Viene quindi posta l'attenzione sul rischio (sempre attuale) che le scelte di cofinanziamento possano ricadere "a pioggia" su interventi scarsamente sinergici tra loro e con effetti positivi di scarso impatto.

Un'ulteriore attenzione va posta alla promozione di forme associative fra enti locali differenti (nella scelta e nella gestione delle opere), così da elevare la scala territoriale di riferimento dei progetti e favorire il crearsi di uno spirito consortile che può essere l'unica chiave per il superamento di condizioni dimensionali penalizzanti che in prospettiva determinano il permanere di fenomeni di isolamento.

La classificazione degli interventi

Tutti gli interventi infrastrutturali di cui si propone il finanziamento o il cofinanziamento con fondi a valere sul POR devono rispondere ai seguenti criteri di classificazione.

Interventi di primo livello, aventi valenza regionale per qualità strategica, rilevanza territoriale, effetti diretti o indotti sul sistema economico e sociale dell'isola. Gli interventi di primo livello rientrano, di norma, nelle competenze della Regione e la loro attuazione trova comunque nella regia regionale un elemento di qualificazione.

Rientrano tra gli interventi della presente categoria i completamenti, le riqualificazioni e gli ampliamenti delle principali reti regionali, i collegamenti tra i bacini idrici, le opere maggiori di captazione delle acque.

Interventi di secondo livello, aventi valenza territoriale intermedia con effetti diretti o indotti in ambiti subregionali ma comunque sovracomunali. L'attuazione degli interventi compresi nella presente classificazione potrà vedere variamente definito il ruolo della Regione e dovrà comunque riferirsi ad una rilevante concertazione con le forze locali.

Rientrano tra gli interventi della presente categoria la realizzazione di impianti di depurazione, i completamenti, le riqualificazioni e gli ampliamenti delle reti operanti a livello intercomunale, i PIT.

Interventi di terzo livello, aventi valenza territoriale strettamente locale; la promozione, definizione, progettazione e attuazione di tali interventi è, di norma, demandata alle amministrazioni periferiche.

Rientrano tra gli interventi della presente categoria la manutenzione straordinaria e la riqualificazione delle reti di distribuzione comunali, gli interventi di completamento riqualificazione e ampliamento della viabilità secondaria e rurale.

Priorità a carattere settoriale

Con riferimento alle peculiari caratteristiche di partenza della Regione, si ritiene opportuno dare maggiore rilievo (sia sotto il profilo dell'attribuzione di risorse, che sotto quello della spinta massima all'accelerazione delle procedure attuative) agli interventi ricadenti nei seguenti macro settori, per i quali viene altresì indicato l'asse prioritario di riferimento:

· Sistema delle risorse idriche (Asse I - Risorse naturali)

· Infrasstrutture di comunicazione (Asse VI - Reti e nodi di servizio)

· Piani di sviluppo integrato con indirizzi territoriali e settoriali definiti (Asse IV - Sistemi locali di sviluppo), in particolare è la tematica dei PIT che dovrà trovare compiuta definizione all'interno del Complementi, preferibilmente con una prima indicazione di territori dove poter attivare sperimentazioni pilota dello strumento.

Criteri di selezione

Nella scelta degli interventi infrastrutturali dovrà essere dato peso preponderante alle seguenti caratteristiche di progetto:

· completamento opere già avviate con precedente periodo di programmazione che rientrino nelle priorità a carattere settoriale su richiamate;

· sostenibilità economica, dimostrata mediante la corretta impostazione di Studi di Fattibilità che tengano nel dovuto conto i bacini di utenza e la domanda potenziale delle infrastrutture;

· la sostenibilità finanziaria (collegata alla precedente) che si esplichi concretamente, tra l'altro, con l'apporto significativo di risorse finanziarie private mediante l'attivazione delle varie forme possibili di finanza di progetto.

L'iter attuativo da prevedere

Va superata la tentazione (pure in parte legittima) di spingere i soggetti locali ad esprimere una progettazione già compiuta con l'intento di generare economie di tempo nella fase iniziale di gestazione delle opere infrastrutturali. La scelta di privilegiare in ogni caso gli interventi già accompagnati da progettazione definitiva può portare ad orientare acriticamente la selezione verso opere che presentano magari un iter attuattivo potenzialmente più rapido, ma che spesso non soddisfano esigenze di interesse generale.

Questo a discapito sia della loro sostenibilità economico-finanziaria (vista la ridotta platea degli utenti) sia, in generale, della loro reale capacità di incidere realmente sul miglioramento strutturale dei vari aspetti del sistema regionale.

In questo quadro si ritiene di dover prevedere, quindi, l'attuazione delle opere infrastrutturali mediante una prima individuazione di sole idee progettuali (basate su prefattibilità, che verifichi la presenza dei requisiti di accesso al cofinanziamento sopra accennati) dalle quali far partire la progettazione esecutiva da porre finanziariamente a carico del POR 2000-2006.

È questo l'orientamento, del resto, cui si ispira la nuova filosofia delle opere infrastrutturali in Italia, alla quale ha dato un consistente impulso la previsione degli Studi di Fattibilità voluta dalla Legge 144/99 per opere di rilevanza nazionale e dal CIPE per una serie di interventi a scala territoriale più ridotta. In questo contesto va ribadita l'opportunità di non far ricadere a pioggia le risorse disponibili, restando nella logica di finanziare solo opere che siano meritevoli di reale interesse collettivo.

I Programmi Integrati Territoriali

Il Progetto Integrato Territoriale (PIT) è individuato dagli Orientamenti alle Regioni per il PSM quale "complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate fra loro, che convergono verso il conseguimento di un comune obiettivo di sviluppo del territorio". Quale elemento costitutivo del POR il PIT deve trovare una appropriata e precisa definizione in sede di Complemento di programmazione, tale definizione dovrà ispirarsi alle seguenti indicazioni:

- Il PIT è uno strumento di intervento che opera a livello sovracomunale, facendo riferimento a contesti territoriali omogenei o connotati dalla rilevanza del tema oggetto del PIT, l'ambito di intervento potrà indifferentemente interessare una o più provincie. Non possono essere ammessi a finanziamento i PIT che abbiano effetti diretti o indiretti all'interno di un solo territorio comunale.

- L'obiettivo specifico o la combinazione di obiettivi specifici che il PIT intende perseguire dovranno essere chiaramente e prioritariamente individuati nella definizione e descrizione dell'idea forza che ne deve costituire il presupposto.

Tra i temi che possono essere affrontati mediante la promozione di un PIT sono:

1. Promozione di modelli di sviluppo turistico sostenibile.

2. Progetti territoriali di ottimizzazione della gestione delle risorse idriche finalizzate alla creazione di bacini idrografico economici.

3. Progetti di risanamento ambientale.

4. Valorizzazione delle produzioni tipiche locali.

L'idea forza dovrà chiaramente indicare a quale dei precedenti temi si riferisce.

- La proposta di PIT dovrà individuare, in apposita sezione, la strategia di intervento definendone le modalità attuative.

- La proposta di PIT dovrà definire i collegamenti tra obiettivi specifici e obiettivi globali. In particolare per gli obiettivi specifici dovranno essere individuati anche gli elementi della valutazione ex ante che ne individuano il conseguimento.

- La proposta di PIT dovrà prevedere interventi finanziabili con risorse provenienti dal POR a valere sui seguenti assi e misure:

(il testo della promozione di modelli di sviluppo turistico sostenibile, dei progetti di ottimizzazione delle risorse idriche e di risanamento ambientale sono allegati agli atti del Consiglio)

- In sede di definizione del Complemento di programmazione si destinerà al finanziamento dei PIT, per ciascuna delle misure riportate nelle precedenti tabelle, una quota percentuale. Tale percentuale, può essere ragionevolmente individuata in unnvalora compreso fra il 15% e il 30% delle risorse programmate per ciascuna misura.

- La proposta di PIT dovrà individuare il soggetto responsabile della sua attuazione. Tale soggetto dovrà essere individuato tra i comuni e i soggetti pubblici che aderiscono al PIT mediante uno strumento di concertazione amministrativa.

- Le proposte di PIT saranno selezionate sulla base delle seguenti priorità:

- Valenza territoriale della proposta e qualità dell'idea forza;

- Valenza programmatica dell'accordo tra le amministrazioni che hanno promosso il PIT, con particolare riferimento a quegli accordi che promuovano futuri assetti istituzionali che stabilmente esprimano competenze sul tema prescelto.

- Previsione, in sede di accordo, dell'assegnazione di poteri sostitutivi in caso di ritardi o inadempienze del soggetto responsabile.

- Presenza di accordi interamministrativi tra comuni ed altri enti e amministrazioni pubbliche.

- Previsione, fin dalla fase di proposta, del coinvolgimento rilevante e sostanziale di risorse private.

- Completezza della documentazione.

- La proposta di PIT dovrà prevedere un servizio di monitoraggio e sorveglianza quantificandone il costo, anche in percentuale sull'importo dell'investimento. Il servizio dovrà essere assicurato da un soggetto terzo e indipendente da selezionare mediante procedura di pubblica evidenza e nel rispetto delle direttive comunitarie e delle norme nazionali e regionali in materia di affidamenti di incarichi.

- La proposta di PIT dovrà descrivere, in apposita sezione, il suo rapporto di coerenza con gli altri strumenti di pianificazione territoriale con particolare riferimento alle modalità previste dal D.lgs 112/98 e dalla L. 142/90 e s.m.i..

- La proposta di PIT dovrà descrivere, in apposita sezione, il suo rapporto di coerenza con gli altri strumenti di promozione dello sviluppo locale (Patti Territoriali, PIA, Contratti di Programma, Contratti d'area).

Il Consiglio Regionale

Impegna la Giunta Regionale a redigere i complementi di programmazione in base al presente documento di indirizzi invitandola a fornire puntualmente lo stato d'attuazione degli stessi. (4)

PRESIDENTE. Se i colleghi sono d'accordo, lasciamo alla fine della votazione sull'articolato l'illustrazione degli ordini del giorno, e la discussione eventuale sugli ordini del giorno.

Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto sul passaggio all'esame degli articoli, il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Solo per dire che noi confermiamo l'atteggiamento di voto che avevamo preannunciato, ma ci sembra utile, anche alla luce delle dichiarazioni rese poc'anzi a nome della Giunta dall'Assessore Pittalis, di riflettere un attimo, prima di procedere al voto.

Io non credevo che il Presidente Floris e l'Assessore Pittalis fossero, come dire, nemici del Consiglio ed antidemocratici, ed infatti le dichiarazioni dell'Assessore Pittalis mi confortano in questa direzione, perché sono dichiarazioni che contengono un'apertura alle esigenze poste dall'opposizione. Il punto è questo: se qualcuno sostiene, come fa, per esempio, l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza, che il complemento di programmazione non deve essere sottoposto al Consiglio, ed infatti dice: "delega la Giunta", le ragioni possono essere due: o perché non c'è il tempo, perché c'è una scadenza perentoria, o perché, anche se ci fosse il tempo, ciò costituirebbe un errore. Questa seconda tesi è, palesemente, insostenibile, e la Giunta, infatti, ora non l'ha sostenuta; c'è la legge 20, e ci sono le altre esigenze richiamate, c'è il regolamento comunitario, e così via.

L'altra possibilità, che poteva motivare l'ordine del giorno della maggioranza, era l'indisponibilità di tempo, cioè la presenza di una scadenza perentoria; l'Assessore Pittalis poco fa ha detto, e noi siamo d'accordo, ci preparavamo ad argomentare noi su questo punto, e siamo lieti di essere stati preceduti, che la scadenza non è perentoria, è meramente ordinatoria, e, dunque, il tempo c'è. Ma io voglio aggiungere che non solo il tempo c'è, perché la scadenza non è perentoria, ma che il POR è già operativo, come la Giunta sa. Tant'è che il complemento di programmazione va a Bruxelles solo a titolo informativo, non per un'approvazione; c'è un rapporto diverso con l'autorità statale, ma io adesso non affronto questo aspetto.

Non solo: la rendicontazione, come è stato poc'anzi ricordato, è ammessa dal 5 ottobre del 1999, cioè in sostanza si può, oggi, far tutto in termini di programmazione, di attuazione di spesa, tutto ciò che si potrà fare dopo l'approvazione del complemento di programmazione. Cioè, se il Consiglio dovesse prendere i giorni che ci separano da qui all'8 o al 9 novembre, o dovesse anche prendere una settimana in più, non succede assolutamente nulla. Noi siamo naturalmente per procedere nel tempo più breve possibile, però bisogna che le forze sociali e istituzionali che compongono il tavolo (ora si chiamerà Comitato di sorveglianza, da una parte, e il Consiglio dall'altra) sappiano che non c'è, appunto, nessuna scadenza perentoria e che ci si può, senza che succeda nulla, e facendo esattamente tutto ciò che si potrebbe fare, in termini di attuazione, a complemento di programmazione approvato, se nei prossimi tre giorni, dieci o quindici, noi preferiamo tre a dieci e dieci a quindici, ma comunque nei prossimi quindici giorni non venisse approvato il complemento di programmazione.

Di fronte a una cosa del genere possa portare a non rispettare la legge numero 20, a cui comunque questo Consiglio regionale è tenuto, e cosa possa portare a non dare al Comitato di sorveglianza, che non è ancora nemmeno insediato, il tempo necessario, prima di pronunciarsi, per leggere e per studiarsi i documenti.

Quindi noi ribadiamo il voto di astensione con queste motivazioni, ma sperando che la maggioranza raccolga il ragionamento che era contenuto nella replica dell'Assessore, perché è chiaro che di fronte, invece, ad un arroccamento irragionevole e ingiustificato, cioè di fronte a una maggioranza che decidesse, ma pensiamo che questo possa e debba essere evitato, di far quadrato su una violazione di legge, è chiaro che si costringerebbe, noi non vorremmo, l'opposizione ad adottare sui programmi comunitari, oggi e anche domani, forme di opposizione e atti di carattere straordinario, ma credo che si siano create le condizioni, rispetto a stamane, per un dialogo costruttivo che consenta di risolvere positivamente la situazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, colleghi, io avrei voluto rendere al Consiglio una dichiarazione di voto, ma mi trovo nella condizione di non poter valutare appieno, insieme ai colleghi del gruppo di Rifondazione Comunista, la portata del documento del quale si chiede, appunto, il voto per il passaggio all'esame delle singole parti, perché, pregiudizialmente, riteniamo che debba essere dipanata una questione: è stato comunicato al Consiglio, dal Presidente, poco fa, che risultano presentati sull'argomento quattro ordini del giorno. Fra questi vi è l'ordine del giorno della maggioranza, che noi riteniamo che la Presidenza debba esaminare preliminarmente sotto il profilo dell'ammissibilità, perché non è indifferente, ai fini della valutazione del voto che noi vorremmo dare sul prosieguo dell'esame del documento principale, il POR, il fatto che quell'ordine del giorno sia o no all'esame del Consiglio regionale.

Il carattere di quell'ordine del giorno, la sua natura è quella di contenere al suo interno, in molte pagine, un vero e proprio atto di programmazione, perché quell'ordine del giorno dice: "Il Consiglio approva il documento allegato". Il documento allegato è un atto di programmazione, è quell'atto di programmazione di cui, appunto, tratta la Commissione consiliare, che ha definito il complemento di programma "un atto di programmazione siffatto" eccetera.

Gli atti di programmazione, a norma dell'articolo 32 del Regolamento interno del Consiglio, non possono essere messi in votazione in aula, né in discussione né in votazione; a norma dell'articolo 32 del nostro Regolamento interno i progetti di legge e gli atti di programmazione, e ogni altro atto su cui si chiede un parere, con voto del Consiglio, debbono essere, dalla Presidenza del Consiglio, inviati alle competenti Commissioni. Quindi quell'atto, che è sicuramente un atto di programmazione, così lo qualifica anche unanimemente il documento della stessa seconda Commissione consiliare, a norma dell'articolo 32 del nostro Regolamento interno, deve essere inviato all'esame delle competenti Commissioni di merito, quindi non può avere ingresso nell'Aula, prima che venga esaminato dalle Commissioni di merito.

Noi solleviamo questa questione di ordine pregiudiziale perché comprendiamo come deve essere il successivo itinerario, perché non è solo una questione di modalità, è una questione di merito; poi arriviamo alla seconda questione, che in qualche modo già tratteggiava il collega Scano. Noi adesso siamo di fronte a due enunciazioni formali, contrapposte: una è l'ordine del giorno irricevibile nel Consiglio, che è quello presentato dalla maggioranza; l'altro pronunciamento formale è quello che ha reso la Giunta regionale poc'anzi: quel documento, che è irricevibile dal Consiglio, chiama il Consiglio a pronunciarsi, perché deleghi alla Giunta, cosa che non può essere fatta, perché è contro la legge, a pronunciarsi nel merito, e dà degli indirizzi che poi, nel merito vedremo dopo, se si dovesse arrivare, dove già seleziona, stabilisce priorità, già modifica il quadro contenutistico dell'atto che noi stiamo discutendo, perché quell'ordine del giorno allegato, con dentro le specificazioni e le priorità, già dice che il Consiglio stasera voterebbe due cose diverse: adesso il POR, un minuto dopo le priorità, di cui gran parte di quello che si è votato prima già non c'è più, perché si devono fare un altro sacco di cose, oltre che introdurre strumenti nuovi, che nel POR non ci sono, i PIT (?), e che fanno miracolosamente la loro comparsa, invece, in quel di programmazione che è allegato.

Però abbiamo la dichiarazione della Giunta, che ha pur essa, quella dichiarazione, un suo valore formale, la quale dice: "No, noi non abbiamo di fronte a noi pochi giorni di decadenza, in termini perentori; abbiamo solo termini ordinatori. La Giunta elabora, perché il tavolo della concertazione si riunisce venerdì 3, e da quel tavolo deriveranno indicazioni su cui dovrà poi modellarsi, o dovrà formarsi il successivo documento specificativo, e noi lo invieremo al Consiglio - dice testualmente la Giunta - per le conseguenti determinazioni".

Rispetto all'annuncio dato a suo tempo in Conferenza, che diceva: "Lo manderemo per presa d'atto", oggi la Giunta dice al Consiglio: "per le conseguenti determinazioni". Le conseguenti determinazioni non potranno essere che l'esame in Commissione, il confronto e l'esame in Aula e la sua approvazione, perché lo dice la legge 20. Quindi noi adesso abbiamo di fronte al Consiglio anche due proposte contraddittorie, una della maggioranza, formalizzata in quell'ordine del giorno, e il suo allegato, ed è irricevibile, e solleviamo formalmente la questione, e abbiamo, un'altra posizione, espressa dalla Giunta, che è ugualmente formale, che è in contrasto con quella della maggioranza. Bisognerà sciogliere questa contraddizione prima di procedere, perché altrimenti non si capisce neppure qual è il valore del voto che noi, a questo punto, dovremo dare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io credo che il dibattito abbia preso, e mi auguro che sia così, una piega diversa, da quella che stamattina sembrava profilarsi, quando io, a nome della coalizione, ho chiesto all'Assessore di anticipare una parte del suo intervento, per consentire una migliore interlocuzione.

Il silenzio, non tanto dell'Assessore, e non solo, anzi, dell'Assessore, quanto dell'intera maggioranza, sembrava precludere ogni dialogo, e far pensare a una scarsa volontà di confronto tra le forze politiche in quest'Aula.

Noi abbiamo temuto, e temiamo, che questo potesse avvenire perché - diciamolo chiaramente - se questo dovesse avvenire, e se dovessimo, per malaugurata presa di posizione, o scelta tattica o strategica, ciascuno di noi pensare di rendere quest'Aula la sede di soliloqui sterili, noi mortificheremmo questo Consiglio, mortificheremmo la sede e la dimensione parlamentare, mortificheremmo il confronto e la stessa democrazia. Noi lo abbiamo detto negli interventi di stamattina, ed io, invitando l'Assessore a prendere la parola, volevo che fosse chiarito su che terreno il confronto potesse avvenire. Perché se il terreno è, con tutte le verifiche che ci riserviamo di fare, quello che abbiamo inteso, i colleghi che sono intervenuti ed io, che possa essere rappresentato dall'intervento dell'Assessore, l'Assessore che dice: "Noi non vogliamo sottrarre al Consiglio la facoltà di controllo", l'Assessore che dice le cose che sono state dette, che sono un atto importante, allora mi pare che noi possiamo riprendere il senso di una riflessione e di un nostro atteggiamento che, in quest'Aula, negli atti importanti, lo ricordo, è sempre stato positivo.

Possiamo anche essere stati fortemente critici, ma vi abbiamo dimostrato, e per la verità ce ne avete anche dato atto, che l'interesse dell'opposizione è quella di migliorare la qualità dei programmi stessi. Ma perché questo avvenga, perché possa esserci la possibilità di migliorare la qualità dei programmi stessi ci vuole il dialogo da cui questo miglioramento, questa sintesi emerga. Da questo punto di vista il silenzio non agevolava, l'assenza del dibattito mortificava, e abbiamo pensato che potesse esserci una scelta di non confronto e di scontro. Se questo fosse, naturalmente noi, l'opposizione non si sottrae né al confronto né allo scontro, ma credo che in questo momento non giovi a nessuno.

Abbiamo evocato il rispetto della legge, abbiamo richiamato tutti quanti il senso dell'articolo 20, ma abbiamo richiamato, al di là degli adempimenti legislativi, il nostro comportamento in quest'Aula, e ci siamo stupiti, anche stamattina di questa assenza di dialogo, ricordando le parole che voi dite, mi riferisco per esempio alle parole del Presidente Floris, quando invita l'opposizione sulle riforme, sugli atti di programmazione, ad un confronto positivo.

Allora, se abbiamo inteso bene, e lo verificheremo nel corso della discussione, le parole dell'Assessore cambiano in qualche modo, rettificano, danno un senso, una possibilità, riaprono uno spiraglio di confronto, riaprono il ruolo del Consiglio regionale, rimettono in gioco il Consiglio regionale, la Commissione, sugli atti di programmazione, perché questa partita è di una portata tale, di una dimensione tale, che rappresenta la strategia, comunque uno dei grandi strumenti, dei grandi atti di programmazione dei prossimi anni.

E` possibile pensare che su questo documento si tenda a sorvolare, a ridurre il dibattito, ad esorcizzare la possibilità del Consiglio? O non è, invece, possibile, fare un atto di reciproca fiducia, e dire: "Arriviamo al confronto, anche duro; arriviamo all'illustrazione delle posizioni reciproche, arriviamo alla scelta e al confronto tra le scelte fondamentali, per arrivare poi a dire e a migliorare quello che è migliorabile".

D'altronde il POR deriva, questo documento che stiamo discutendo, deriva già da un atto seppure conclusivo della Giunta precedente, non lo dimentichiamo. Vogliamo capire come questo si realizza, si attua, come questo diventa strategia operativa; qual è il ruolo che il Consiglio, da questo punto di vista, può svolgere.

Avevamo la sensazione, ma vorremmo che fosse fugata dalle parole dell'Assessore nel proseguo del dibattito, che in qualche momento ci fosse quasi la tentazione, da parte della maggioranza, di nascondere i documenti, di nascondere gli atti, di sottrarli all'esame del Consiglio. Mi sembra che questa preoccupazione venga fugata e si apra una fase che vogliamo costruire insieme, proceduralmente. Stamattina, quando dicevo all'Assessore: "Ci dica qual è la strada che intende seguire, perché può darsi che, almeno nei contenuti procedurali, possa esservi una concordanza. Ci dica qual è la possibilità che viene data alla opposizione, anche alla maggioranza, di dare il proprio contributo; ci dica quali sono i contenuti, le procedure, i tempi a cui vogliamo rispondere". Noi riteniamo che questa possibilità sia stata aperta.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, la prego di concludere.

SELIS (Popolari-P.S.). Ho concluso, Presidente. Allora se questa lettura dei documenti, fatti salvi i problemi dei termini, come diceva Scano, ed evidenziato il problema procedurale su cui bisogna chiarire la natura dell'ordine del giorno della maggioranza, se questa nostra interpretazione dell'intervento della Giunta ha senso, credo che dovremmo fare un passo avanti, e dire: "Tutto ciò premesso, come andiamo avanti?" Si approverà il POR e poi come si procede? Quali sono i tempi, le condizioni? Quali sono i ruoli delle Commissioni, quali sono le possibilità di dare, anche da parte dell'opposizione, un contributo positivo? Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Molto brevemente, signor Presidente, non c'è dubbio che noi abbiamo all'ordine del giorno l'approvazione del POR, come non c'è dubbio, pregherei l'Assessore... cosa ha oggi l'assessore Frongia che lo vedo molto attivo... cerchi di essere attivo perché non c'è occasione che non disturba il Presidente e l'assessore Pittalis!

CUGINI (D.S.). Forse deve essere sostituito e sta salutando.

FADDA (Popolari-P.S.). Dicevo, non c'è dubbio che oggi all'ordine del giorno c'è l'approvazione del POR, però, signor Presidente, non c'è altrettanto dubbio che sono stati presentati degli ordini del giorno, e che l'intervento del collega Pili non si è basato tanto sul POR, quanto nell'illustrare l'ordine del giorno che la maggioranza ha presentato, perché questo è stato l'intervento del collega Pili stamattina.

Io ho preso atto, devo dire con soddisfazione dell'intervento che ha fatto l'assessore Pittalis, e non voglio ancora una volta entrare in polemica, nel dire che l'assessore Pittalis, in altre occasioni, in Commissione, aveva detto... Il cambiare parere, su alcuni provvedimenti, credo che sia un fatto positivo, quindi lo dico con sincero apprezzamento.

Però, siccome io con l'assessore Pittalis, lui nega addirittura che ci siano degli interventi dove vengono prelevati dei fondi da una calamità per un'altra, nonostante fosse scritto, io non ho compreso l'intervento che l'assessore Pittalis ha fatto.

Se l'assessore Pittalis, nel suo intervento, non ho compreso, voglio un chiarimento prima che si proceda, quindi sarò brevissimo. Innanzitutto credo che la prima affermazione che l'assessore Pittalis ha fatto e che i termini non sono perentori ma sono ordinatori e che quindi (però qui vorrei che l'Assessore fosse un pochino più preciso), si rispetteranno tutte le norme per quanto riguarda il Comitato di sorveglianza, quindi che verranno convocati e questo devo dare che siccome non è stato ancora insediato, prendiamo atto con piacere e che prima, perché l'intervento mi è sembrato di capire, quindi io l'ho apprezzato e l'ho condiviso, potremmo passare all'esame del POR direttamente, e che prima dell'invio a Roma, sia la data dell'8 novembre, sia la data del 15 novembre, in base al Cipe, quindi non stiamo discutendo di due giorni e che prima dell'invio a Roma del complemento di programmazione, l'atto dev'essere approvato dal Consiglio regionale, cioè dalla Commissione e dal Consiglio, con l'impegno, comunque, questo lo devo dire, l'ho detto nel mio intervento stamattina, che da parte dell'opposizione ci sarà la massima disponibilità a lavorare di sabato, di domenica, di notte, di giorno perché il provvedimento venga approvato nel più breve tempo possibile. Se le dichiarazioni che l'Assessore ha fatto sono queste, io mi permetto di discutere della parte finale dell'ordine del giorno, poi entreremo nel merito semmai dell'ordine del giorno, parlo del dispositivo, che dev'essere, e qui vogliamo, con serenità, chiedere lealtà alla maggioranza, se il dispositivo dell'ordine del giorno presentato dalla maggioranza viene modificato, perché se c'è questo impegno, ci basta la parola della maggioranza, credo che, in modo abbastanza spedito, possiamo andare avanti nell'esame del POR e nell'esame eventualmente anche dell'ordine del giorno naturalmente modificando il contenuto del dispositivo dell'ordine del giorno stesso che ha presentato la maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, colleghi ritengo doveroso, visto che sono stato citato ripetutamente nei lavori, sia stamattina che questo pomeriggio, compiere alcune precisazioni e porre alcuni problemi all'aula sul proseguo dei nostri lavori su questo argomento.

Per quanto riguarda le precisazioni, volevo dire questo. Sia il collega Cogodi che altri colleghi, nel leggere il parere della Commissione vi hanno rinvenuto, come dire, una statuizione della Commissione sul fatto che i complementi dovessero essere approvati dall'aula. In realtà su questo punto, credo che leggendo il parere si capisca anche chiaramente, su questo punto la Commissione sospese ogni deliberazione in quanto potevano esservi più interpretazioni e appunto è sufficiente leggere il provvedimento per capire che la Commissione auspicò la formulazione di indirizzi da parte dell'aula e non l'approvazione da parte dell'aula, e questa è la prima precisazione.

Poi, il collega Sanna, nel suo intervento ha detto che le Commissioni congiunte non si sono mai riunite nonostante i numerosi solleciti; a me non è pervenuta nessuna richiesta di riunione congiunta delle Commissioni su questo argomento. Volevo anche dire, il collega Sanna ha anche detto che il complemento sarebbe un documento noto a pochi, a me sicuramente non è noto, mi risulta che sia ancora in corso di elaborazione presso gli Assessorati, però il contenuto del documento che è stato presentato dalla maggioranza, che personalmente non ho partecipato a redigere, non mi è sembrato così scandaloso come alcuni colleghi hanno sostenuto, cioè non vi ho rinvenuto né agguati alla legalità e né clientele o ammassi di interessi; l'ho letto e non c'è nessun intervento precisato, basta leggerlo ...

CUGINI (D.S.). Ma mica lo scrivono nel documento che facevano imbrogli!

SCARPA (Gruppo Misto). No, scusa Renato, io ho letto il documento, nel documento mi sono anche premurato, perdonami un secondo, mi sono anche premurato, dopo aver letto il documento, di leggere i documenti analoghi approvati in tutte le altre regioni; e tutte le altre regioni si sono orientate in quel senso, sia nel senso di adottare quelle procedure - si trovano su Internet, basta fare una ricerca - , sia nel senso di adottare i piani integrati territoriali come momento determinante della programmazione. Però, io non voglio dare qui una valutazione su quel documento, voglio soltanto dire che non l'ho trovato così scandaloso. In alcuni interventi, si è detto, l'ha detto anche il collega Fadda, che purtroppo usciremo dall'obiettivo uno, io su questo vorrei chiedere ai colleghi, vorrei pregarli, dobbiamo essere noi i primi a rigettare questa interpretazione, se continuiamo a sentire in sedi istituzionali che saremo fuori dall'obiettivo uno, non ci potrà essere più nessuna battaglia su questo; i problemi dall'insularità che conoscete li dobbiamo portare avanti tutti insieme, se diciamo, in atti ufficiali dell'aula: "Non saremo più nell'obiettivo uno", come dire, non ci sono più i presupposti per fare una lotta su questo, su questo dobbiamo impegnarci e dobbiamo lottare.

Poi si è parlato molto di rispetto della legalità negli interventi, e la legalità su questo argomento sta soltanto in due provvedimenti di legge, in questo momento, che sono la legge 20, che abbiamo letto prima e nel regolamento comunitario attualmente vigente il numero 1260/99 che disciplina le procedure che devono essere seguite nella programmazione della spendita dei fondi strutturali. Adesso, cos'è successo? Che nelle more, il vecchio regolamento era antecedente alla legge 20, che è stata approvata nel '98, successivamente venne approvato un nuovo regolamento che è completamente differente. Allora, io faccio presente all'aula questo problema che è proprio procedurale; siccome la legalità significa rispettare la legge 20 e siccome è vero che anche i complementi di programmazione sono un atto di programmazione ed anche ai complementi dev'essere applicata la legge 20, facendo naturalmente presente questo, colleghi, che quando il POR non venne neppure inviato all'aula, venne inviato a Roma, senza neppure inviarlo all'aula, non ci fu nessuna protesta e quindi, voglio dire, tenente conto che mentre il POR viene approvato dall'Unione Europea, i complementi non vengono neppure approvati, quindi questo fa capire qual'è il documento veramente importante della programmazione e oggi siamo costretti, come dire, a prenderne semplicemente atto.

Per quanto riguarda appunto l'applicazione della legalità, vi faccio presente che c'è un'incompatibilità fra le due norme, di cui dobbiamo prendere atto, dobbiamo trovare un modo per superarlo, in quanto, mentre il regolamento comunitario prevede solamente che la Regione concorda con il Comitato di sorveglianza il complemento di programmazione, e lo manda da a Bruxelles per la presa d'atto, e prevede un unico provvedimento di approvazione da parte del Comitato di sorveglianza, che è l'unico parere, l'unica approvazione vincolante prevista dal regolamento; al contrario, la nostra legge regionale prevede un altro iter che è differente, prevede che noi diamo gli indirizzi, dovremmo darli oggi, non è vero che in Commissione non si parlò di questo, quando abbiamo esaminato il POR venne detto che sarebbe stato auspicabile che gli indirizzi venissero approvati al più presto, nella prima seduta utile e quindi presumo che i colleghi che hanno predisposto quel regolamento l'abbiamo fatto nel senso di velocizzare i lavori, nel senso di dare un'impalcatura agli indrizzi che devono essere dati alla Giunta nel predisporre i complementi. Poi dice la legge che gli indrizzi devono servire alla Giunta per la concertazione con gli organismi, con gli uffici della Comunità Europea e con gli organi comunitari e statali e quindi, in questo caso, con il Comitato di sorveglianza e successivamente approvati dal Consiglio. Allora, io mi chiedo, il Consiglio quando deve approvare i complementi di programmazione? Perché, se il Consiglio li approva prima dell'approvazione del comitato di sorveglianza, rischiamo che il comitato di sorveglianza approvi un testo diverso, e mi chiedo in quel caso cosa dobbiamo fare, se deve tornare in aula o se dev'essere mandato il testo approvato dal comitato di sorveglianza. Se invece lo approviamo dopo, non possiamo pretendere che arriverà nuovamente al comitato di sorveglianza perché la procedura comunitaria non lo prevede.

Allora, non trovo la soluzione, vi pongo il problema, ci sono due procedure differenti, che si sovrappongono in maniera differente, se noi approviamo il complemento di programmazione dopo il comitato di sorveglianza, non lo potremmo modificare, per via del regolamento comunitario, se l'approviamo prima non possiamo pretendere che il comitato di sorveglianza adotti il nostro stesso testo, il documento che sarà approvato dal comitato di sorveglianza sarà quello che dovrà essere inviato all'Unione europea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Presidente, in apertura di dibattito, l'opposizione sollecitava un intervento dell'onorevole Pittalis perché aveva bisogno di chiarimenti, e l'intervento che poi da parte dell'onorevole Pittalis è venuto, effettivamente, almeno parzialmente, quei chiarimenti sollecitati dall'opposizione sono arrivati.

Diciamo che l'intervento è anche servito a ripristinare una possibilità di dialogo fra maggioranza ed opposizione, poi ho compreso, presumo, interpreto che l'Assessore Pittalis avesse difficoltà ad intervenire in apertura di dibattito perché evidentemente vi erano all'interno della maggioranza, posizioni differenti che hanno trovato poi spazio e sfogo all'interno dell'ordine del giorno che la maggioranza stessa ha presentato all'Aula. La ressa visibile a cui abbiamo assistito dopo l'intervento dell'Assessore Pittalis, attorno ai banchi della Giunta, stava evidentemente a dimostrare una manifestazione di dissenso da parte di alcuni colleghi della maggioranza nei confronti delle affermazioni che l'onorevole Pittalis ha fatto e che noi dell'opposizione, sinceramente, abbiamo apprezzato. L'ultimo intervento, invece, dell'onorevole Scarpa, finisce nuovamente per dare ragione ai sostenitori di quell'ordine del giorno e per reintrodurre all'interno dell'Aula quei motivi di frizione che in qualche maniera c'era apparso fossero attenuati, mentre do perfettamente ragione all'ultima affermazione dell'onorevole Scarpa, relativamente a quelle fasi di approvazione e, una volta che quelle fasi sono avvenute, di fatto, in qualche maniera, annulla, svilisce, limita quelle che sono le determinazioni dell'Aula medesima. E però vi sono anche punti di principio, onorevole Scarpa. Se la volontà che viene espressa attraverso l'ordine del giorno della maggioranza, così come ci pare di interpretare, è quella di ridurre, di contenere, di limitare la potestà del Consiglio regionale e di ricondurla a una semplice funzione di ratifica e di natura quasi notarile, questo significherebbe il totale svuotamento del potere decisionale del Consiglio regionale, per cui tanto varrebbe scioglierlo, perché non avrebbe alcuna funzione, non solo operativa, concreta, non solo con quei limiti a cui lei ha fatto riferimento e che sono e che potrebbero essere, va verificato, limiti anche invalicabili, ma è un'affermazione da lei fatta di partenza che svuota di totale significato i poteri e i compiti dell'Assemblea.

A noi è parso di comprendere che la volontà manifestata dall'assessore viaggi in una direzione diversa, ne prendiamo atto, naturalmente attendiamo una linea di conferma in questa direzione da parte della maggioranza, e la linea di conferma può trovare concretezza con il ritiro di quell'ordine del giorno e l'eventuale predisposizione, depositi un ordine del giorno diverso e che comunque consenta, sia in linea con le stesse dichiarazioni dell'assessore.

Ecco, è in questa logica naturalmente che manifestiamo la nostra astensione per quanto riguarda i POR, confermando, invece, tutto il dissenso e tutta la disapprovazione per quanto riguarda l'ordine del giorno che invitiamo la maggioranza a ritirare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari - P.S.). Sempre sull'ordine dei lavori, noi vorremo capire, per le domande che abbiamo posto alla Giunta regionale, qual è la posizione della Giunta, perché credo che sia abbastanza… siccome ci sono diverse interpretazioni al suo intervento, Assessore, non lo sto dicendo con cattiveria, quando devo essere cattivo so anche esserlo, però in questo caso desidero davvero capire personalmente qual è la posizione della Giunta Regionale sull'ordine del giorno presentato dalla maggioranza.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, non capisco perché non si possa procedere alla votazione del passaggio all'articolato.

FADDA (Popolari - P.S.). Siccome insieme all'articolato è stato illustrato l'ordine del giorno e non l'ha fatto l'opposizione, sì l'ha fatto l'onorevole Pili...

PRESIDENTE. No, le chiedo scusa onorevole Fadda, sul piano strettamente procedurale, non contenutistico, l'onorevole Pili ha fatto un intervento nella discussione generale; gli ordini del giorno che io ho richiamato, i quattro ordini del giorno, non sono stati illustrati, quando passeremo all'illustrazione degli ordini del giorno, varranno tutte le questioni che lei adesso sta sollevando e le pregiudiziali che sono state sollevate sull'accoglibilità o la non accoglibilità dell'ordine del giorno stesso. Quindi, se siamo d'accordo su questo, io procedo alla messa in votazione del passaggio all'esame dell'articolato e poi iniziamo ad esaminare l'articolato stesso e in conclusione, l'illustrazione degli ordini del giorno e la loro successiva votazione.

FADDA (Popolari - P.S.). Io ringrazio, in termini formali Presidente ha ragione, quindi non posso che attenermi a quello che lei adesso ha riferito all'Aula, rimane un fatto politico, che tutto il dibattito si è svolto sul complemento di programmazione, e anche l'intervento della Giunta regionale, devo dire, si è svolto sul complemento di programmazione, sull'ordine del giorno, poi possiamo dire che in termini formali, Presidente, lei ha ragione, però ciò non toglie che da un punto di vista politico sarebbe utile al Consiglio che quanto dichiarato dall'assessore venisse ribadito, perché credo che andremo anche ad un'approvazione molto più veloce, sia degli ordini del giorno, che del provvedimento che abbiamo all'esame oggi.

PRESIDENTE. Io, onorevole Fadda, non devo naturalmente interpretare la Giunta né l'Assessore Pittalis, mi pare che le dichiarazioni dell'Assessore Pittalis in Aula siano state piuttosto precise. L'assessore ha dichiarato esattamente quanto già dichiarato per altro in Conferenza dei Capigruppo, cioè la sua ferma intenzione di trasmettere il più rapidamente possibile i complementi di programmazione all'attenzione delle commissioni e del Consiglio stesso, quindi mi pare che su questo sia inequivocabile l'opinione dell'assessore, credo che non sia questo il punto della discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Il collega Floris sarà d'accordo con me che è meglio votare con consapevolezza, poi il voto sarà quello che l'Aula deciderà. Quindi io chiedo al Presidente della Giunta, all'assessore Pittalis, di riprendere brevemente la parola, non di fare lunghi interventi, per precisare quello che stiamo facendo, perché anch'io ho sentito quello che il collega Pittalis ha detto: "Noi vogliamo portare il tutto in Commissione, poi in Consiglio, eccetera", ma quando? Prima che il tutto venga trasmesso a Roma? Che cosa si vuole fare? Quindi precisare questo aspetto per noi è estremamente importante, abbiamo già dichiarato come ci comporteremo, l'hanno fatto diversi colleghi, sul programma numero 9; quindi avere una risposta precisa penso che sia un nostro diritto e soprattutto un dovere della Giunta. Questa è la questione, non ci sono altre intenzioni. Poi il collega Floris avrà un attimo di pazienza e subito dopo si voterà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). O su ciò che preferite come argomentazione per il mio brevissimo intervento, perché qui non si capisce più a che santo votarsi, non si capisce più come siano gestiti questi lavori del Consiglio.

Noi abbiamo un Regolamento, abbiamo un argomento all'ordine del giorno, sono state esaurite le dichiarazioni di voto, io chiedo che si proceda al voto. Credo che non debba essere lasciata né firmata da nessuno nessuna cambiale, perché veramente vorrei sapere in base a quale norma, a quale uso, a quale consuetudine questo possa essere consentito.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Biggio, per la raccomandazione che lei mi fa e il richiamo al rispetto del Regolamento, cosa che farò puntualmente, stiamo faticosamente arrivando anche a chiarire un aspetto che non è stato secondario nella discussione.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mi pare di essere stato chiaro, ma se non lo sano stato, non ho nessuna difficoltà, sia pure brevemente, a dare un chiarimento su un aspetto che diversi interventi di colleghi dell'opposizione hanno posto.

La Giunta regionale, non appena approverà formalmente il complemento di programmazione, lo stesso giorno, anzi sarà cura in questo caso particolare di invitare gli Uffici della Presidenza perché trasmettano al Consiglio regionale il complemento.

Io, più che dire questo, mi pare che proprio perché il Consiglio, ribadisco ...

FADDA (Popolari-P.S.). Prima che vada a Roma per l'approvazione? Basta dire questo, Assessore.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Guardi, onorevole Fadda, il complemento non va a Roma per l'approvazione. C'è un equivoco di fondo, sarò ancora più chiaro: il complemento di programmazione non deve essere approvato né da Roma, né dall'Unione Europea, né da alcuna Commissione. L'unico organo amministrativo che approva è il Comitato di sorveglianza, che dovremo appunto insediare, e già il 3 novembre, nel corso dell'incontro con le parti sociali, definiremo gli assetti di questo importante organismo. Quindi, voi capite bene che senza l'approvazione da parte del Comitato di sorveglianza, il quale deve essere reso edotto, deve avere la documentazione, non è una cosa che si faccia dall'oggi al domani. Quindi, il problema è nelle cose. La Giunta regionale non appena esiterà questo laborioso lavoro che in questi giorni, in questo momento, gli uffici di tutte le strutture assessoriali stanno cercando di amalgamare, essendo in corso il confronto con le parti sociali, lo voglio anche ribadire, perché tutto vogliamo meno che un complemento di programmazione che sfugga a questa importante regola che ci siamo dati. Quindi, definito il confronto con le parti sociali, il passaggio in Giunta, l'invio al Consiglio regionale e tutti gli atti che sono già indicati in questo documento noi li porremo conseguentemente in essere.

Quindi, mi pare che non sfugga alla garanzia doverosa di controllo, di verifica che spetta allo stesso Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, io capisco che ci possa essere un fastidio, se serve a chiarire un aspetto su cui abbiamo dibattuto l'intera giornata ...

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Perfetto, per non mettere in imbarazzo il Presidente, votiamo anche il passaggio poi ci saranno altre occasioni per tutti noi di parlare. Noi credevamo, invece, insieme alla maggioranza di poter dialogare per accelerare i tempi. Siccome ci sono altri 20-30 punti.

BIGGIO (A.N.). Su cosa volete dialogare? Esistono i verbali su quello che ha detto il Comitato.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, abbiamo inteso la sua opinione.

FADDA (Popolari-P.S.). Allora proceda, Presidente.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

Procediamo all'esame dei sei punti di cui si compone il programma numero 9 e dei due allegati.

Si dia lettura del titolo del punto 1.

(Segue lettura)

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la lettura integrale.

PRESIDENTE. Lei propone la lettura integrale?

FADDA (Popolari-P.S.). Per risparmiare un po' di tempo!

PRESIDENTE. Si dia lettura integrale del punto 1. Prego, onorevole Piana, dia lettura del titolo del punto 1. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Credo che anche la lettura che da parte del Segretario è stata fatta dimostra, ancora una volta, se fosse stato necessario, che l'opposizione non vuole fare assolutamente ostruzionismo, perché ci sarebbero gli strumenti regolamentari, c'erano in Commissione, ci sono qui in Aula, ma non vogliamo approfittare di questo.

Io ringrazio della generosità dell'assessore Pittalis, che trasmette al Consiglio un atto che, comunque, in termini regolamentari, noi dovremmo avere, perché tutti i cittadini della Sardegna hanno il diritto di avere un documento di programmazione della Regione sarda. Noi abbiamo chiesto una cosa diversa stamattina, abbiamo chiesto che venisse rispettata la legge numero 20, e siccome l'Assessore ci aveva illuso e tutti quanti noi avevamo capito che prima della trasmissione a Roma, poi si può giocare, su questo l'assessore Pittalis è anche abbastanza bravo, sulle parole che ciascuno di noi può dire, prima della trasmissione a Roma di questo provvedimento, noi chiediamo che la legge venga rispettata, siccome la volontà della Giunta, la volontà della maggioranza è quella di non rispettare ancora una volta, e non è la prima volta, la normativa, le leggi che noi ci siamo approvati, nonostante avessimo suggerito all'inizio dell'anno che se ritenevano la legge numero 20 superata, avevano gli strumenti per poterla modificare presentando un disegno di legge, presentando una proposta di legge, per renderla più attinente ai tempi che stiamo vivendo, anche di celerità, nonostante noi abbiamo dichiarato che i 45 giorni, che sono previsti dalla legge numero 20, noi siamo disponibili per accelerare i tempi a lavorare, di sabato, di domenica, di notte purché la legge venisse rispettata, nonostante abbiamo avvisato la Giunta regionale che questo atto va comunque soggetto alla Corte dei Conti, perché è vero, voi la invocate sempre, perché tutte le volte che ci sono dei problemi non fate altro che invocare la Consulta, la Corte dei Conti, la Corte Costituzionale, tutto, l'Aia, non so più a chi vi dovete rivolgere, bene, questa volta vi avvisiamo, guardate che basta un ricorso, da parte di un comune, un ricorso da parte di un consigliere regionale, un ricorso da parte di un cittadino perché si rischia che questi 10 mila miliardi, poi io stamattina ho fatto un invito a tutto il Consiglio regionale che su un atto di programmazione come questo, non fosse esautorato il Consiglio, non soltanto perché la legge lo impone, la legge numero 20, ma perché su un atto di programmazione di 10 mila miliardi, credo che il Consiglio regionale debba essere coinvolto, perché se non si rispetta oggi, la legge numero 20 sarebbe un precedente, per qualsiasi maggioranza, per qualsiasi Giunta regionale di un esautoramento del Consiglio regionale.

Credo che questo, per chi ha voglia di lavorare, per chi ha voglia di programmare e il nostro compito come Consiglio regionale, come singolo consigliere regionale è proprio quello di programmare. Bene, se questa è l'intenzione che la Giunta regionale, illudendo il Consiglio nel primo intervento dell'assessore Pittalis, ma siccome io ho imparato a conoscerlo ormai, quindi non c'è da fidarsi sulle dichiarazioni che fa in Aula, con solennità, che entro il 30 di settembre sarebbe stata presentata la finanziaria; quindi non c'è da fidarsi neanche quando smentisce le cose che ha approvato lui stesso nei disegni di legge! A questo punto ho voluto fare una domanda precisa: se la Giunta regionale, se questa maggioranza, intendeva rispettare la legge.

La risposta che questa Giunta, che questa maggioranza ha dato è che il Consiglio regionale non si deve occupare di atti di programmazione, violando le leggi. Ma quello che mi dispiace di più è che stiamo davvero delegittimando un Consiglio regionale, e non credo che il popolo - altro che parlare, aveva ragione l'onorevole Cogodi stamattina, di Costituente! - e non credo che il popolo ci abbia eletto soltanto per fare un'attività di controllo, come ha detto l'assessore Pittalis.

Se questi sono i vostri intendimenti io credo che noi vi costringeremo a rispettare la legge, vi costringeremo a rispettarla, con tutti i mezzi, di legalità, questa volta. Noi vi costringeremo a rispettare le leggi; credo che su questo argomento, poi possiamo astenerci sui POR. Quando arriveremo a discutere dell'ordine del giorno, credo che, in questo Consiglio regionale, se c'è ancora un minimo di dignità personale di ciascuno di noi, vedremo come ciascun consigliere voterà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). E` stato letto il Titolo del punto 1, quindi è chiaro che intervengo sul Titolo del punto 1, confermando che noi chiediamo la lettura integrale e comprensibile di tutto il testo. Saremo attenti a questa lettura, perché bisogna che noi, qui, ci intendiamo. Lo hanno detto alcuni colleghi, e lo vogliamo ripetere anche noi: non abbiamo nessuna intenzione, e non avremo neppure nessuna voglia, di attardarci più di tanto sul testo che è titolato "Programma Operativo Regionale - POR", perché lo abbiamo letto, ne conosciamo i contenuti. Però non possiamo, rendetevene conto voi della Giunta, voi della maggioranza, se ne renda conto la Presidenza del Consiglio, io insisto perché badate, questa cosa della Presidenza del Consiglio, va bene o va male a seconda di chi, occasionalmente siede su quella sedia più alta. La Presidenza del Consiglio, se non garantisce il Consiglio, nel suo insieme, e i singoli consiglieri, va male chiunque sieda lassù.

Io ho posto una questione pregiudiziale, regolamentare, e voglio capire quando è che si scioglie questa questione. Noi abbiamo ricevuto in Aula un testo, un documento, che ha un titolo, che è "Documento di indirizzi per la predisposizione dei complementi di programmazione". Questo documento di indirizzi è un atto, esso stesso, di programmazione. Non può essere distribuito in Aula, camuffato da ordine del giorno, perché è un documento di 12 pagine, e di tabelle. Ma non perché è di 12 pagine, ma perché il suo contenuto è tale che deve poter essere esaminato, istruito e, a norma del Regolamento del nostro Consiglio, deve essere inviato in Commissione! O comunque deve essere dato tempo, e possibilità, che venga conosciuto dal Consiglio, e da ogni singolo consigliere.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Il problema è: la programmazione deve essere fatta dal Consiglio o dalla Giunta?

COGODI (R.C.). Secondo me deve essere fatta dal Consiglio per le sue competenze e dalla Giunta per le sue competenze. Quando noi diciamo "Regione", e le regole dicono "Regione", e l'Unione Europea (Scarpa leggi bene quello che c'è scritto nelle direttive: dice "Regione") la Regione non è solo la Giunta, non è solo il Consiglio. La Regione è l'insieme delle istituzioni che la compongono, con le sue regole e le sue leggi. Questa è la Regione, non deve farlo né la Giunta, né il Consiglio, da soli, perché non esiste un'Assemblea legislativa senza Governo e non può esistere un Governo senza Assemblea legislativa, nel nostro sistema autonomistico e costituzionale.

Quindi è del tutto ozioso porsi questa domanda. La Giunta deve fare la sua parte, e il Consiglio deve fare la sua parte; io voglio che sia garantito il diritto dei consiglieri regionali, e per quanto ci riguarda, di noi tre consiglieri regionali di Rifondazione Comunista, eletti dal popolo sardo, di poter votare sapendo che cosa si vota!

E un documento di programmazione, distribuito in Aula camuffato dal titolo "ordine del giorno", non può essere in votazione e in discussione in quest'Aula, senza dare neppure il tempo materiale di poterlo leggere! Quando mai avremmo dovuto leggere noi? E quindi capire, e quindi confrontare? Questa è un'imposizione, è una violenza, è un arbitrio, è un'illegalità!

E` inutile che facciate finta di non capire! Noi ve lo diremo ancora. Non lo volete capire? Peggio per voi! Noi una cosa l'abbiamo capita: che la violenza non la subiamo, e che un documento di 12 pagine, che è un documento di programmazione, non può essere distribuito in Aula e messo in votazione, solo perché avete un'aggregazione numerica, che tecnicamente, o teoricamente, o formalmente farebbe maggioranza. Non esistono maggioranze, quando non sono poste anche le minoranze, cioè l'insieme dell'Assemblea, nella condizione di conoscere, di valutare, e quindi, di votare. Perché anche il voto di dissenso è un voto dell'Assemblea. Mica l'Assemblea è fatta solo da una maggioranza; altrimenti costituita una maggioranza, secondo voi, la minoranza dovrebbe essere uccisa! Ma chi ve lo ha detto?

La minoranza deve avere tutte le sue prerogative garantite, e non è garantita dalla maggioranza, mettetevelo in testa: è garantita dalle leggi!

Garantite dalle regole, garantite dagli organi interni di garanzia del Consiglio, lo volete capire o no, voi che presiedete quest'assemblea a turno? E se tutti questi non ci garantiscono, garantiti da noi stessi, con le forze che avremo, con quello che riusciremo a fare. Perché la violenza non si subisce, non si può subire passivamente, a qualcuno può piacere, subire violenza, a noi no! E non ne accettiamo!

Per cui poniamo ancora la questione: volete o no, ritirare quest'ordine del giorno? Che acceleriamo tutto, nel senso della comprensione e della procedibilità. Vuole o no, la Presidenza del Consiglio dichiarare, a norma del Regolamento che lo sancisce, che questo è un documento che deve essere inviato in Commissione, e non può avere ingresso in aula, perché non c'è scritto, all'ordine del giorno del Consiglio questo documento?! Che è un documento di merito! Non è all'ordine del giorno del Consiglio. Perché con questo precedente voi potreste prendere un testo di legge e scriverci "Ordine del giorno", ed approvare le leggi come ordine del giorno, saltando le Commissioni e l'istruttoria. Potreste prendere i regolamenti delle leggi, le direttive di attuazione, se proprio la legge vi sembra un caso eccessivo nel riferimento, ma una direttiva, o un regolamento, portarlo in aula senza che sia all'ordine del giorno, all'improvviso, dentro qualsiasi questione o argomento, e come ordine del giorno approvarlo!

Sapete che non si può, perché ogni atto ha la sua natura giuridica, e in base alla sua natura giuridica segue il corso che le regole prevedono, e quindi, come dice il Regolamento, non solo i disegni di legge, ma anche gli atti di programmazione, ma anche tutti gli altri atti soggetti al parere del Consiglio, con voto! Devono essere inviati alla Commissione; lo dice il Regolamento, ci vuole molto a leggere il regolamento?! O abbiamo qui Presidente per non presiedere, e sostegni tecnici, ben considerati pure sotto tutti i profili, normativi ed anche economici, perché siano tranquilli nella loro vita, per pensare e per studiare, che non ci aiutano a risolvere questo problema?! O quante volte lo dobbiamo dire, che abbiamo posto una questione pregiudiziale, regolamentare, di buon diritto, e se non vi basta, anche di buon senso?!

Risolto questo problema, sul POR, sul documento generale, sapete quali sono, più o meno, le opinioni che abbiamo; c'è chi è entusiasta, c'è chi è un po' critico, c'è chi lo vorrebbe un po' migliore. Questo documento ha avuto le vicende e le vicissitudini che ha avuto, e quindi si procede a quell'approvazione ed attendiamo che la Giunta faccia quello che deve fare, cioè vada al tavolo della concertazione, concerti, senta le parti sociali che deve sentire "raccolga gli elementi, li metta insieme, approvi il complemento di programmazione, lo porti in Consiglio, e il Consiglio deciderà in base alle regole. Ma io devo stare lì, in questa interpretazione, tutta esoterica, criptica, per capire cosa vuol dire esattamente Pittalis?! Ma Pittalis dica quello che vuole.

Perché in Conferenza dei Capigruppo, è agli atti, ha detto che l'avrebbe inviato al Consiglio, la Giunta, per la presa d'atto. Stamattina o stasera, quando ha parlato prima, ha detto che li avrebbe inviati in Consiglio "per le conseguenti determinazioni"; e si intende che le conseguenti determinazioni, se sono conseguenti, sono quelle che conseguono alla legge, vero? Quindi vuol dire: Commissione, confronto, aula ed approvazione; perché "determinazione" vuol dire approvazione, non vuol dire un'altra cosa. Prima ha detto "conseguenti determinazioni" poi, tirato per la giacca, strattonato per la giacca si forma il capannello, e per ultimo a chiarimento dice: "No, la Giunta lo manderà al Consiglio".

Non è così; gli atti che si inviano al Consiglio, si inviano con una diversa finalità. Una cosa è l'invio al Consiglio per conoscenza, anche una lettera; questi sono indirizzi, e oltre agli indirizzi noi vogliamo sapere il contenuto della lettera! Non bastano gli indirizzi. Vogliamo conoscere i contenuti; il Consiglio ha diritto di intervenire sui contenuti. Quando si manda una lettera si può mandare per conoscenza, si può mandare per diffida, si può mandare per acquisirne il consenso. Non basta dire "e la invia al Consiglio". Quindi quello che dice Pittalis, a questo punto, vale zero, perché dice e contraddice sé stesso, dalla mattina alla sera, anzi nella stessa sera.

Quindi mettetevi d'accordo; io non chiedo niente alla maggioranza, né di avere pazienza né di avere impazienza. Io non chiedo nulla alla Giunta, perché rispetto a questa Giunta siamo all'opposizione, e non crediamo a nulla di quello che fa, perché sta dimostrando di non meritare nulla, in beneficio e in buona fede.

Quindi, intervenendo intanto solo sul titolo del punto primo, noi riproponiamo questa questione, che è una questione di merito, che è pregiudiziale, che è una questione di serietà, per come poter procedere; vedete voi, pensateci. Io l'ho già detto, non mi appello a nessuno, non chiedo sensibilità a chi è contro, ma a chi deve essere garante sì. Ed ancora insisto: la Presidenza si pronunci, si pronunci come vuole. Poi, rispetto alla sua pronuncia, vedremo come pronunciarci noi; però si pronunci.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Brevemente, Presidente, per dire che io sto cercando di capire, facendo uno sforzo sincero, reale, a che punto è il confronto politico sulla procedura; e sto anche cercando di capire, se abbiamo chiaro qual è l'iter, l'itinerario, per quanto riguarda il complemento di programmazione. Debbo dire francamente che ho l'impressione di no. Lo dico con prudenza, perché sono questioni complesse, e senza criticare nessuno. Ma quando si afferma che l'unico soggetto che approva il complemento di programmazione è il Comitato di sorveglianza, io ho l'impressione che ci siano cose ancora da definire meglio, e da chiarire.

Perché il regolamento comunitario, io ho adesso sottomano solo il regolamento, non ho la delibera Cipe, avrei necessità di vederla, ma poi la guarderò. Il regolamento comunitario dice che l'approvazione del Complemento di programmazione compete all'autorità di gestione. Quindi bisogna discutere su quale sia l'autorità di gestione; il Comitato di sorveglianza deve, o dare un parere previo, qualora venga chiamato in causa prima dell'approvazione del complemento di programmazione, ai sensi del comma 6 dell'articolo 15; oppure, addirittura, il Comitato di sorveglianza, è chiamato semplicemente a confermare e adattare il complemento di programmazione, approvato dall'autorità di gestione; che può essere, a seconda dell'ordinamento che ciascuno Stato dà a sé medesimo, o lo Stato, oppure la Regione, qualora lo Stato, attribuisca il compito di autorità di gestione alla Regione come, immagino, sia in Italia.

Questo è l'itinerario. Però stiamo discutendo, mi pare, con notevoli volute di fumo e con molte nebbie, in quest'aula, non abbiamo nemmeno chiaro noi, di cosa stiamo parlando, per essere chiari.

Venendo al problema più politico, invece, uno, abbiamo chiarito d'accordo con la Giunta che non c'è una scadenza perentoria; io aggiungevo prima, ma immagino che l'Assessore sia d'accordo, e non potrebbe che essere d'accordo, che il POR è già operativo; cioè i fondi strutturali sono operativi, che la rendicontazione delle spese si può fare dal 5 ottobre del '98, cioè io lo traduco adesso in termini molto semplici; la Regione, la Giunta, l'organo di gestione può fare dei fondi già attribuiti alla Regione da oggi, anzi dal 5 ottobre del '99 tutto ciò, nulla escluso, che potrà fare dopo l'adozione del complemento di programmazione. Chiarito tutto questo io non comprendo, visto che non c'è alcun rischio, alcuna sanzione, alcuna penale e visto che c'è una legge che per quanto riguarda la Sardegna e il Consiglio regionale della Sardegna, e la Giunta Regionale della Sardegna è da rispettare, per la Catalogna no, perché non è disciplinata dall'articolo 8 della legge 20, ma per noi questa è legge finché la modifichiamo, io non capisco perché dobbiamo rischiare, Assessore Pittalis, non vedo il Presidente Floris, altrimenti mi appellerei al suo senso di misura e alla sua saggezza, non capisco perché si debba rischiare un grosso conflitto per che cosa? Ci fosse la scadenza lo capirei, a meno che tutto questo non serva ad evitare un passaggio consiliare effettivo. La Giunta dice di no, benissimo; allora però bisogna avere un comportamento conseguente, un comportamento ragionevole. Tutte queste cose che stiamo dicendo, ed anche le cose che ha detto la Giunta, per la verità, porterebbero, se si fosse coerenti, a trovare un'intesa sulla procedura.

Insomma, al di là dei commi, dei codicilli e dei regolamenti, c'è una funzione reale della Regione sulla programmazione dei fondi comunitari; cos'è la Regione? La programmazione, diceva il Presidente della Giunta, interrompendo, sta in capo alla Giunta. No, non è così, ha ragione Cogodi quando dice che in parte sta in capo alla Giunta e in parte sta in capo al Consiglio; sicuramente la legge che disciplina i ruoli del Consiglio e della Giunta nella programmazione dei fondi comunitari, c'è una legge specifica, dice che cosa spetta al Consiglio. E quindi non è che c'è da litigare, c'è semplicemente da leggere ciò che c'è scritto e applicarlo; c'è una funzione della Regione e c'è una funzione del Comitato di sorveglianza.

Allora, amici cari, il Comitato di sorveglianza non è stato ancora insediato, io voglio capire, se un Comitato di sorveglianza che non è stato ancora insediato, che se ho capito bene, assessore mi corregga, si riunisce o viene insediato domani o dopodomani, come fa, in due giorni, se la sua funzione è reale, ad approvare un documento complesso come il complemento di programmazione.

Quindi, al di là del rispetto formale delle leggi, che pure non è una cosa di poco conto, io dico: la funzione essenziale della Regione e la funzione essenziale del Comitato di sorveglianza nel processo di programmazione fondi comunitari vanno rispettate; questo è il punto, questa è la sostanza. In più, io aggiungo una cosa: perché, vedete, se ce un conflitto politico in cui ciascuno legittimamente sostiene la sua posizione nel rispetto delle leggi e conosciamo, siamo adusi a queste cose, non siamo inesperti, conosciamo le regole del gioco, se però ci sono atteggiamenti che possono fondatamente lasciar pensare ad un uso, diciamo arrogante della maggioranza, allora sappiate che il complemento di programmazione ha un elemento essenziale. Lo dico a chi non sa queste cose, l'assessore le sa sicuramente, l'Assessore della Programmazione, il complemento di programmazione contiene una cosa che si chiamano gli indicatori; gli indicatori si possono fare solo se c'è la cosiddetta valutazione ex ante. Io conosco, credo di poterlo dire, a sufficienza gli uffici che elaborano il complemento di programmazione, senza timore di essere smentito dopodomani, che la valutazione ex ante che la Regione presenterà, in parte ha presentato e in parte collegata al complemento di programmazione, è fondata più su elementi qualitativi che su elementi quantitativi. Vale a dire che gli indicatori non saranno conformi a ciò che il regolamento comunitario prescrive.

Noi non abbiamo nessun interesse a sollevare queste questioni, né in Consiglio né abbiamo interesse a farlo in sede di comitato di sorveglianza, perché sappiamo che ciò può comportare problemi; ma questo se si è ragionevoli, se si rispettano le leggi, se si concordano le procedure e se si ricercano le opportune intese che salvaguardino, diciamo, non pretese dell'opposizione, ma legittime richieste di rispetto delle norme; altrimenti io chiederò che gli indicatori siano redatti nelle forme prescritte dal regolamento comunitario, e penso che creerei qualche problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Brevemente, per una precisazione che è d'obbligo dopo l'intervento dell'onorevole Balia, perché io non ho assolutamente inserito elementi di inasprimento, anzi, ho posto un problema in senso positivo perché sia risolto prima del proseguo dei lavori, e segnalo ancora una volta che la soluzione sul piano procedurale può essere solo politica, perché se stiamo allo stretto esame delle norme, forse su questo potremmo chiedere un parere agli uffici, probabilmente che il complemento debba essere approvato dal Consiglio, stante questo testo della legge 20, potrebbe anche essere opinabile. Con questo non voglio svuotare i poteri del Consiglio, voglio fare presente un problema ai colleghi, perché venga superato e risolto nella fase propositiva. Il comma 4 dell'articolo 8, che è stato già citato durante il dibattito dal collega Fadda, dice: "Le modifiche dei programmi, che devono essere decise dalla Commissione europea, eccetera, sono sottoposte all'approvazione del Consiglio. Siccome il complemento non è sottoposto all'approvazione dell'Unione, in senso interpretativo se ne potrebbe dedurre che il complemento non deve essere approvato dal Consiglio. Io con questo non voglio dire che il documento non debba passare in Consiglio, a maggior ragione in quanto come Presidente di Commissione, ne è buon testimone il collega Fadda, ho sollecitato numerose volte all'assessore della programmazione di venire, di fare audizioni, di renderci conto, io voglio solo segnalare un problema, perché è inutile chiudere gli occhi e fare finta di nulla, la legalità è nel testo delle norme e non è nell'interpretazione che può essere data così...

BALIA (F.S.D.). Allora avevo capito bene.

SCARPA (Gruppo Misto). No, avevi capito male, perché, come dire, l'ho detto in senso propositivo: se si vuole trovare una soluzione deve essere politica e non è nel richiedere, nel rivendicare la legalità e il rispetto delle norme.

Quindi, volevo appunto ribadire che non ho assolutamente inteso introdurre elementi di attrito, anzi volevo porre un problema prima che si presentasse a decisioni prese; ulteriormente faccio presente questa altra questione e completo così l'intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Io sto cercando, credo come tutti, di capire dove stiamo andando a parare.

Perché stamattina si è creata una situazione di imbarazzo quando l'assessore ha ritenuto di non raccogliere l'invito di parlare subito e di parlare di pomeriggio, e si è creata da parte nostra una sorta di diffidenza, di incertezza perché pensavamo appunto che il nostro atteggiamento positivo, che abbiamo sempre usato nei fatti importanti, dal bilancio alle altre leggi, anche recentemente, venisse rifiutato, e ci chiedevamo come mai, qual è il motivo che spinge oggi la Giunta, su un atto di programmazione così importante, a dubitare di un atteggiamento che può anche essere critico, ma che sicuramente avrà uno sbocco positivo. Poi, l'intervento dell'Assessore ha creato una situazione strana, di rilassamento, dicevamo: "No abbiamo capito male, l'Assessore ci ha...". Tutti quanti, voglio dire, tutti i colleghi hanno detto: "No, l'Assessore ha dichiarato che appena il documento viene approvato in Giunta arriva in Consiglio". L'ha detto, l'ha ribadito, il Presidente di turno ha riepilogato questa posizione, poi si è innescata di nuovo una strale spirale di incertezza.

Su che cosa è l'incertezza? E' evidente che, questa è la mia interpretazione, se la Giunta manda un documento in Consiglio, lo manda non per sport, ma per gli adempimenti che noi riteniamo di dover svolgere, e gli adempimenti sono quelli previsti dall'articolo 8 della legge 20, richiamati dalla relazione all'unanimità della Commissione, cioè l'approvazione del documento.

Se non è questo, se l'Assessore lo manda così per un atto di cordiale accondiscendenza, se lo tenga, non ci interessa, perché noi possiamo chiedere e voi lo sapete, lo sanno i colleghi che da tanti anni stanno in Consiglio, anzi credo che chiederemo ai sensi dell'articolo 105, non solo gli atti conclusivi, ma anche gli atti preparatori, cosa che non facciamo quasi mai perché non creare dei problemi, ma non perché non ci ricordiamo o non conosciamo il Regolamento. Quindi un invio informativo presso il Consiglio non ha senso.

Io avevo, forse con una qualche ingenuità di cui i colleghi mi accusano, avevo interpretato le parole dell'Assessore coma la volontà di innescare un dialogo positivo con l'opposizione, di consentire all'opposizione e al Consiglio di approvare - probabilmente quella legge va modificata e la modificheremo - il documento che poi seguirà l'iter che deve seguire, andrà a Roma e così via.

Questa era la mia interpretazione, questa è, continuo a dire, l'interpretazione seria, perché, ed è il secondo passaggio che faccio, voi sapete, lo sanno meglio di e me i colleghi, che i documenti di spesa, di attuazione dei programmi comunitari vanno a controllo preventivo della Corte dei Conti. Può darsi che abbiate ragione voi, può darsi che abbiamo ragione noi, ma perché se abbiamo ragione noi e se dovessimo investire della questione la Corte dei Conti volete e vogliamo correre il rischio di impantanarci in una cosa che si può evitare con una normale procedura? D'altronde il bilancio e le altre cose non si discutono. Se noi abbiamo la sensazione che da parte della Giunta e da parte della maggioranza c'è l'intenzione di esautorare il Consiglio in queste fasi fondamentali è evidente che, nostro malgrado, ci vedremo portati a chiamare in campo e a chiedere il giudizio di tutti i soggetti interessati, dai soggetti nazionali alla Corte dei Conti e a quant'altro.

Terzo passaggio, il discorso delle direttive: è stato posto il problema ai sensi dell'articolo 32, che non sono un mero ordine del giorno, è stato chiesto il parere del Consiglio, io vorrei chiedere che, siccome questo Consiglio non parte da zero, quando sono state date direttive su atti di programmazione importanti si è seguita una normativa, non si è seguito solo il Regolamento e si è seguita la normativa che quanto meno dal '75 ad oggi, sulla 33 e le altre leggi di programmazione, ha investito il Consiglio, allora noi non vogliamo gravare di una grana il Presidente, tra l'altro un Presidente che sta governando l'Aula in un momento delicato, però vogliamo sapere se le direttive degli atti di programmazione hanno seguito procedure che sono un precedente e che quindi sono autentica interpretazione delle norme. Secondo noi, quando si è fatto e si sono date direttive sugli atti di programmazione importante si è seguita una certa procedura, si sono investite le Commissioni, si è investito il Consiglio e si è fatto… Anche questo ve lo diciamo badate, non per perdere tempo, perché se troviamo l'accordo sulla procedura poi noi magari contestiamo la vostra linea, faremo degli interventi, ma si va avanti. Invece in questo modo, il tentativo di forzare le interpretazioni, bypassare le leggi, dimenticare il Regolamento, dimenticare i precedenti, dimenticare tutto, va a finire che avevamo allora ragione nell'atteggiamento di stamattina di essere diffidenti, invece di quello di stasera. E diciamo questo in un momento in cui potevamo fare un tratto importante di strada insieme, perché consideriamo questo atto di programmazione, il POR e gli atti di programmazione essenziali per lo sviluppo, e vi abbiamo detto e ripetiamo che per noi è qualificante dare contributi positivi, non disturbare il manovratore. E lo stesso POR che approverete, che vediamo e che verrà esitato da quell'Aula, è un atto, sia pure conclusivo, della Giunta precedente. Ma cos'è di più chiaro, di più limpido di un discorso di questo genere? Che cosa vi porta a complicare la vita del Consiglio, che cosa vi porta a rifiutare questo dialogo, che cosa vi porta a innescare un conflitto, ad aumentare le tensioni, a rischiare anche, se la Corte dei Conti desse ragione alla nostra interpretazione, di vederci impantanati nella sede di attuazione quando invece tutto questo può essere oggi dipanato? Io questo non riesco a comprenderlo, non riesco a spiegarlo; non voglio arrivare all'interpretazione di chi dice: "Ma c'è qualcosa da nascondere"; perché cosa ci può essere da nascondere? Saranno interventi più o meno giusti, si può discutere se sono prioritari o non prioritari, però badate, il vostro atteggiamento sta davvero creando questo senso di diffidenza, questo senso d'incertezza e questo senso di allontanamento delle posizioni, che io credo potessero, invece, e mi sembrava e auspicavo, e dopo l'intervento dell'Assessore credevo, che si potesse riporre il rapporto su un piano molto più costruttivo che invece mi pare svanire.

PRESIDENTE. Io propongo una sospensione di dieci minuti dei lavori del Consiglio per consentire alla Presidenza di consultarsi con gli Uffici sulle questioni sollevate.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 37, viene ripresa alle ore 21 e 12.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori laddove li avevamo interrotti, e cioè nell'esigenza della Presidenza di consultare gli Uffici relativamente a una questione pregiudiziale che è stata sollevata durante la discussione del punto 1 dell'articolato in discussione e in votazione.

E' opinione degli Uffici e della Presidenza che l'ordine del giorno presentato, che ha per titolo "Indirizzi, complemento di programmazione POR Sardegna" e due dispositivi, uno con il quale il Consiglio approva un disposto che reca il titolo "Documento di indirizzi per la predisposizione dei complementi di programmazione" e che impegna la Giunta regionale a redigere i complementi di programmazione stessi in base al presente documento, è opinione degli Uffici che, così come reca il titolo, il documento sia in realtà un atto di indirizzo che, in quanto tale, deve essere rinviato alla Commissione e deve essere esaminato come tutti gli atti di indirizzo, previa una discussione nella sede opportuna che è quella della Commissione competente e quindi del Consiglio, per questo motivo il documento stesso deve essere rinviato in Commissione.

Quindi, così come formulato, come ordine del giorno è non ricevibile per i motivi che ho detto. Ripeto, questa non è l'opinione del Presidente di turno dell'Assemblea, è l'opinione degli uffici ed è supportata anche dall'altro Vicepresidente che era presente naturalmente alla riunione e alla discussione.

Alla luce di tutto questo noi proseguiamo quindi la discussione perché viene a cadere la pregiudiziale così come era stata posta e proseguiamo la discussione sul punto primo del documento.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna). Sì, Presidente, per esprimere l'amarezza per questa determinazione dell'Ufficio di Presidenza, che riteniamo non corretta sia nelle norme ma soprattutto nella sostanza perché è collegata a una norma europea recepita poi dalla legge 20, in cui il Consiglio è chiamato ad esprimere proprio sui POR anche gli indirizzi che possono in qualche modo supportare la predisposizione dei complementi di programmazione; mi riferisco in particolare modo all'articolo 8 della citata legge 20. Credo che questo sia un dato sul quale noi ci permettiamo di sottoporre ovviamente le nostre rimostranze alla Presidenza in termini molto sereni e diciamo però che se questa è la procedura che viene scelta, è evidente anche il motivo, evidentemente la Presidenza ha valutato che questo è un documento di sostanza. Documento di sostanza sul quale noi non vogliamo assolutamente tergiversare, riteniamo...

PRESIDENTE. No, chiedo scusa, noi non siamo entrati nel merito, chiediamo che sia la Commissione ad esprimersi.

PILI (F.I.-Sardegna). Questo è quello che stavo dicendo, cioè nel senso che si è valutato che c'è della sostanza nel documento e quindi evidentemente non si tratta di un tradizionale ordine del giorno.

Detto questo, noi non possiamo ovviamente anche nell'economia del tempo di questa Aula, non accettare questa indicazione e quindi l'accogliamo; accogliamo il passaggio in Commissione dell'ordine del giorno, ritenendo esso stesso elemento fondante del proseguo dei lavori dopo l'approvazione del POR, la Commissione si darà i tempi per l'esame della sostanza degli indirizzi proposti e noi aggiungiamo però che è indispensabile che anche gli altri ordini del giorno, che contengono procedura, possano essere richiamati all'esame della Commissione per fare un testo unico. Noi avevamo già elaborato una proposta di sintesi tra le richieste dell'opposizione che la maggioranza, proprio dimostrando la massima disponibilità, ha fatto proprie sul piano della procedura e cioè, l'assessore Pittalis l'ha detto più volte, portare i complementi anche all'esame del Consiglio, sapendo però che i tempi che devono essere dati devono essere quelli che rispettano e nessuno di noi vuole derogare a quei tempi, che ci vengono dati per rispetto delle norme comunitarie di trasmissione dei complementi di programmazione rispetto ai novanta giorni affidati alla Regione.

Quindi in questa direzione noi chiediamo di poter esaminare stasera e chiudere con l'approvazione del programma operativo regionale, ripeto si tratta di una ratifica, di una presa d'atto del documento per le mille vicissitudini che abbiamo tutti richiamato in quest'Aula, ma c'è la necessità venerdì, massimo venerdì, di convocare la Commissione componente per poter arrivare martedì prossimo, massimo martedì prossimo, in Aula per poter dare gli indirizzi di cui la Giunta per legge ha necessità per predisporre i complementi di programmazione. In quel caso, potrebbe esserci un vizio di illegittimità dell'atto del complemento di programmazione che la Giunta approva. Quindi di fatto diventa un elemento propedeutico ma fondamentale ed estremamente determinante per la procedura e per la legittimità della procedura di approvazione. Quindi questa è la strada che noi chiediamo, mi permetto di chiedere anche ai colleghi dell'opposizione, per trovare un punto d'intesa sapendo che ci sono molte divergenze e differenze rispetto agli indirizzi che dovranno essere proposti ma la Commissione può essere quel punto istituzionale su cui trovare anche un'intesa su alcuni di essi. Però credo che questo possa essere fatto soltanto con la serenità che mi auguro possa essere trovata a pieno titolo dall'organo consiliare per poi passare all'esame da parte dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pili, io devo dire che pur comprendendo la sua amarezza così come lei l'ha espressa, credo che il percorso che la Presidenza ha proposto all'Assemblea sia una percorso assolutamente lineare e non nel merito delle questioni. Noi abbiamo rinviato, ritenuto di rinviare alla Commissione competente la decisione sulla sostanza di questo documento e poi il Consiglio, così come lei propone, può decidere anche di non sospendere stasera la discussione sul POR e di rinviare alla Commissione in una seduta che lei propone tra qualche giorno, l'esame di questo ordine del giorno e degli altri e questa è la facoltà dall'Assemblea.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per dire che se c'è un'amarezza da registrare, un elemento di amarezza da registrare è per tutto il tempo che abbiamo perso e che ci avete fatto perdere, Giunta e maggioranza, e Presidenza compresa, per non aver voluto leggere da subito una norma regolamentare che è chiarissima, e che bastava leggere quando è stato chiesto che venisse letta, cioè che i disegni di legge, e questo non è un disegno di legge, e che gli atti di programmazione debbono essere inviati in Commissione c'è scritto, avremmo risparmiato un sacco di tempo e si sarebbero evitate altre amarezze del tutto inutili della parte destra di questo Consiglio.

Siccome però si è fatto riferimento anche ad altri ordini del giorno, qui non è che confondiamo adesso quello che è illecito con quello che è lecito; sugli altri ordini del giorno, questo è inammissibile, era inammissibile ed è stato dichiarato inammissibile a norma di Regolamento.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei mi consente l'interruzione, perché non vorrei essermi spiegato male io. Non è stato dichiarato inammissibile, è stato deciso, così come prevede non l'articolo 32 ma un altro articolo del Regolamento, il 122, che si richiede il parere della Commissione su questo ordine del giorno, che è cosa diversa.

COGODI (R.C.). Diciamo che è diversa.

PRESIDENTE. Questo per correttezza perché non possa essere utilizzato il parere espresso da questa Presidenza insieme agli uffici.

COGODI (R.C.). Non c'è dubbio, ma sempre in materia regolamentare siamo e sempre in Commissione deve andare e sempre in Aula non si poteva comunque stasera procedere con quel documento che è definito di indirizzi e che non era un ordine del giorno; però, siccome si è fatto riferimento anche agli altri ordini del giorno, gli altri ordini del giorno non c'entrano nulla con quello perché sono ordini del giorno che possono anche essere ritirati se chi li ha presentati intende ritirarli, ma che non hanno questa natura e questo carattere.

Quello che rimane però non chiarito, questo è quello che vogliamo ancora dire in tutto questo procedere, quello che rimane ancora avvolto dalle nebbie è il fatto fondamentale se la Giunta accede o no ad un'altra prescrizione di legge, quella principale, cioè che i complementi di programmazione, cioè le scelte che in concreto definirà, in ragione dell'approvazione del POR che è una metodologia di carattere generale, che è un documento onnicomprensivo, se quelle scelte concrete verranno o no inviate al Consiglio perché vengano esaminate nel merito, discusse ed approvate. Questo è il punto che ancora non è chiarito.

Che il Consiglio possa dare indirizzi alla Giunta questo è ovvio, gli indirizzi li può dare sempre e comunque, infatti la legge 20 dice che questi indirizzi dovrebbero essere dati fin dalla fase preparatoria, qui siamo alla fase conclusiva. Gli indirizzi devono essere dati fin dalla fase preparatoria dice la legge 20, si possono dare anche nella fase conclusiva, nessuno la vieta, si diano quegli indirizzi, ma sulla base di quegli indirizzi poi la Giunta compie degli atti e a noi interessano gli atti che compie la Giunta, cioè le scelte concrete che farà, quelle scelte concrete, noi non abbiamo avuto ancora una risposta chiara su questo, devono essere trasmesse al Consiglio perché con le procedure sue proprie, cioè esame di Commissione e d'aula, queste scelte possano essere approvate. Questo è quello che noi ancora chiediamo che la Giunta chiarisca perché sennò, voglio dire, sotto il profilo della chiarezza nel procedere e degli adempimenti istituzionali e dei diritti del Consiglio saremo punto e a capo. In ogni caso, questo è già un primo chiarimento che è intervenuto e all'amarezza del collega Pili ovviamente fa riscontro una nostra moderata soddisfazione.

PRESIDENTE. Io prego i colleghi di ricordare qual è il punto anche per regolamentare gli interventi, noi siamo in una fase di conclusione della discussione generale sul primo punto dell'articolato, al titolo, e stiamo discutendo a questo punto non capisco bene di che cosa dato che abbiamo comunicato la decisione della presidenza relativamente alla pregiudiziale e, quindi, non capisco su che cosa si stia intervenendo.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Ho ascoltato con molta attenzione l'intervento che ha fatto il collega Pili, sarebbe interessante per l'aula credo leggere anche il secondo comma dell'articolo 8 della legge 20, perché vorrei chiedere al Presidente della Giunta e all'Assessore se gli atti di indirizzi sono un atto obbligatorio, noi diciamo che è comunque importante che vengano comunque fatti, ma non inficerebbero comunque l'approvazione da parte del Consiglio del complemento di programmazione, però perché la legge è chiara, dice "nella fase preparatoria" e quindi, non capisco questo atteggiamento e però voglio dire, siccome il Consiglio nella fase preparatoria del complemento di programmazione intende dare degli indirizzi alla Giunta, lo possiamo anche fare, siamo disponibilissimi, ci mancherebbe altro; però questo, non so che cosa ne pensi la Giunta, non inficerebbe comunque l'atto che noi andiamo ad approvare. Verrebbe inficiato invece se noi non approvassimo in Consiglio regionale il complemento di programmazione; ed allora, noi siamo tutto il giorno, l'abbiamo ribadito anche nei pour parler, disponibili a stabilire con la Giunta regionale, perché non vogliamo fare ostruzionismo su questa materia, a stabilire i tempi necessari perché entro il 9 o il 15 a seconda dei documenti, noi sapevamo il 9 però nell'ordine del giorno è stato detto che il CIPE ha stabilito la data del 15, perché questo documento importantissimo non perda un giorno. Ed allora noi vogliamo capire, poi possiamo andare venerdì, sabato, domenica in Commissione ad approvare gli atti di indirizzi. Secondo me, vorrei chiedere al collega, ma non voglio neanche fare polemiche, ma al collega Pili vorrei chiedergli che cosa al tavolo della concertazione presenterà dopo domani, l'assessore Pittalis, visto che stiamo approvando oggi gli atti di indirizzo, ma davvero siamo convinti o sono già pronti ed allora si è copiato da quanto la Giunta regionale ha già fatto, ma non penso, visto che il tavolo della concertazione viene convocato per il 3, terrà conto di questo.

Allora, anche su questa materia bisogna credere di avere il rispetto del Consiglio perché io sono convinto che l'Assessore ha lavorato in questo periodo e che il complemento di programmazione sia già pronto, perché altrimenti non riesco a capire venerdì perché ci dobbiamo riunire se venerdì contemporaneamente l'Assessore ha chiamato ad un tavolo per la concertazione. Quindi, voglio dire, però siamo disponibili a riunirci anche venerdì per approvare, per poi ritornare, dice il collega Pili, martedì in aula per approvare gli indirizzi dopo che la Giunta regionale ha già approvato, concertato con le parti sociali il complemento di programmazione. Credo che questo non serva a nessuno, però può darsi anche che io mi stia sbagliando, può darsi anche che stia dicendo delle cose che non sono condivise. Allora, noi vogliamo capire, comprendiamo i ritardi che ci possono essere stati, i tempi rispetti perché novanta giorni non sono tanti, noi avevamo dato anche dei suggerimenti perché il complemento di programmazione venisse fatto per assi, però questo non è stato fatto; noi desideriamo capire se la legge viene rispettata e poi siamo disponibili a tutti gli indirizzi, a riunirci quando la Giunta ha già approvato magari l'atto in Giunta. Ecco, il Consiglio regionale, la Commissione, con i tempi che abbiamo detto nei pour parler, di 48 ore per quanto riguarda il Consiglio, di 24 ore per quanto riguarda la Commissione, quindi disponibili a tutto e la Giunta dichiara di accettare queste indicazioni di rispetto delle leggi? Noi vogliamo capire solo questo, se la Giunta regionale si impegna noi, lo ripeto credo anche a nome di tutta la coalizione e l'opposizione comunque, che siamo disponibili a rispettare quei tempi che sono stati indicati dalla Giunta perché non si perda un solo giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S). Io avevo capito e mi ero trovato d'accordo con l'intervento che ha fatto il collega Pittalis sulla procedura che ha prospettato questa mattina dopo che ci eravamo misurati sulle diverse ipotesi; e mi pare che Pittalis avesse dato un'indicazione che io ho condiviso diversa da quella che ha prospettato Pili adesso, perché Pittalis ha detto: "Noi sentiamo le parti, confronteremo la nostra tesi con le tesi che ci proporranno le parti al tavolo della trattativa dell'incontro, porteremo il tutto in Commissione e poi il tutto tornerà in Consiglio, con i tempi tecnici che derivano da questa impostazione". Invece Pili propone un'ipotesi che è diversa da questa, non prevede la consultazione con le parti sociali, invece la legge lo indica. Se l'ipotesi di lavoro, è confermata, quella della Giunta che è stata richiamata adesso dal collega Fadda è chiaro che possiamo andare su quella linea stabilendo chiaramente le procedure e il collega Pili proporrà la sua ipotesi di lavoro in Commissione in aula nei prossimi giorni, però dobbiamo avere una posizione chiara e mi sembrava, quella della Giunta più vicina alle considerazioni che avevamo fatto anche noi nella discussione di questa mattina. Perché accogliere le indicazioni di Pili che dice: "Non si sentano le parti sociali", io non me la sento; allora se la procedura è quella del collega Pittalis la riprecisiamo e poi ci misuriamo su questa cosa qua e Pili tratterà la sua posizione in altra sede, in altro momento, dal suo punto di vista e poi vedremo quello che succederà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Io farò un richiamo all'ordine del giorno, non all'ordine dei lavori, istituto che il nostro ordinamento tra l'altro non prevede perché una cosa è il richiamo all'ordine del giorno ed altra cosa è un richiamo all'ordine dei lavori; non esiste nel Regolamento il richiamo all'ordine dei lavori. Ma detto questo, io faccio un richiamo all'ordine del giorno per ricordare a me stesso ma anche agli altri colleghi che all'ordine del giorno di questa assemblea c'è scritto: "esame del documento POR", e devo anche ricordare a me stesso e all'assemblea che qui c'è stata una decisione della presidenza sulla quale si possono avere opinioni anche contrastanti che però io, da vecchio Presidente, non posso che accettare anche perché so benissimo che le decisioni della Presidenza sono inappellabili, quando il Presidente decide che un emendamento o un ordine del giorno non si può accettare oppure decide qualcosa in merito, la sua decisione è inappellabile.

La decisione della Presidenza quale è stata? E` stata che l'ordine del giorno Pili non può essere discusso oggi ma va rinviato in Commissione. Quindi io, da consigliere, non posso che accettare questa decisione.

CUGINI (D.S.). Ma cosa me ne importa.

CONTU (C.C.D.). Scusi, mi lasci parlare perché non io non l'ho mai interrotta. Onorevole Cugini, qui siamo abituati male, perché avete solo diritto a parlare voi, esistono diritti della minoranza ed esistono anche diritti della maggioranza; lasciate che anche la maggioranza qualche volta possa esprimere una opinione, sbagliata quanto si vuole, ma sappia che il Vangelo non l'ha scritto lei come non l'ho scritto neppure io, dogmi qui non ne esistono, esistono opinioni tutte quante opinabili, ma come tutte le opinioni vanno sottoposte e vanno dette. Io sostengo la tesi che di fronte alla decisione presa dalla Presidenza il problema dell'ordine del giorno di Pili sia chiuso.

Rimane in piedi, ecco perché il mio richiamo all'ordine del giorno, l'argomento principe che è il POR, rimangono anche in piedi, e sono d'accordo con l'onorevole Cogodi, che gli altri due ordini del giorno, non essendo sindacati dalla presidenza, rimangono ugualmente in piedi.

Allora, come consigliere chiedo se stasera dobbiamo o meno continuare l'esame del documento che abbiamo sul tappeto, cioè il POR, o se non dobbiamo continuarlo perché anche io voglio sapere di che morte debbo morire, mi pare giusto che sappia come è che si svolgono i lavori di questa Assemblea. E allora, se si decide di andare avanti, certo l'opposizione se vuole può anche chiedere, come ha fatto prima, che venga letto tutto quanto il documento, ed è chiaro che non è prevedibile che si possa fare stasera, perché per leggere il documento ci vogliono ore e ore e ore, nel qual caso io mi permetterò di chiedere alla Presidenza che, o decide, oppure chiede alla conferenza dei Capigruppo, è chiaro che stasera non si può continuare l'esame del POR, bisogna necessariamente andare ad un'altra giornata. Però qualcuno se ne deve anche assumere la responsabilità. Io come consigliere ho diritto, una volta che è stato eliminato il problema dell'ordine del giorno Pili, di andare avanti con l'esame dell'argomento che c'era all'ordine del giorno che, è il POR.

Io chiedo quindi, formalmente al Presidente, che il POR venga portato quindi all'esame e alla discussione e in continuazione, è ovvio, di quest'Assemblea, se poi ci saranno problematiche di filibustering, che io accetto, perché è normale, io non mi sono mai strappato le vesti se l'opposizione fa il filibustering, qualche volta lo fa anche la maggioranza, sono cose che si sogliono fare in tutti i Parlamenti e in tutte le assemblee del mondo, quindi non dobbiamo stracciarci le vesti per questo, se il filibustering ci sarà ne prenderemo atto e decideremo di conseguenza, ma si vada per via ordinaria. Non possiamo continuare ad andare avanti, a tornare indietro, andare avanti e tornare indietro.

Quindi, io chiedo l'esecuzione fedele dell'ordine del giorno che oggi è all'attenzione di quest'Assemblea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente credo che la posizione della Giunta in maniera ufficiale sia stata espressa, ribadita e riconfermata più volte dall'Assessore alla programmazione.

Noi stiamo discutendo oggi il POR; abbiamo detto tutti che il POR è stato approvato dall'Unione europea, tale è e tale rimane, non credo che noi abbiamo margini per poter modificare oggi quanto approvato dall'Unione europea; ci piace, non ci piace, ognuno ha espresso la sua opinione però il POR è questo.

Dobbiamo, adesso, portare avanti i complementi di programma, che non sono una cosa astratta; non è che surrettiziamente, adesso, con direttive, ordini, una nuova programmazione, noi andiamo a fare cose diverse da quelle indicate dal POR, perché siamo evidentemente costretti a vedere la compatibilità tra quello che l'Unione europea ha approvato e le nostre iniziative, quindi, le nostre azioni. Quindi, io credo che la Giunta, quando si è impegnata a portare i complementi di programma in Consiglio regionale, abbia fatto una cosa che mi pare sia pertinente, giusta e per altro prevista, e quindi noi riconfermiamo il fatto di voler portare i complementi di programma in Consiglio regionale, perché il Consiglio regionale, in tempi ovviamente stretti, perché i tempi sono tempi per tutti, perché ci siamo trovati noi, se li sono trovati gli altri, quindi i tempi da rispettare sono questi; se poi il Consiglio, ecco perché noi non ci siamo opposti a nessun ordine del giorno, vuole dare un contributo, vuole dare direttive, è libero di farlo, però, sia chiaro, che la Giunta Regionale deve comportarsi in maniera congrua e corretta rispetto ai documenti che sono stati approvati; noi non è che possiamo scardinare quello che abbiamo fatto. Per altro riteniamo, così come il Consiglio, chiedo scusa al Consiglio, di aver contezza di quello che stiamo facendo, di avere ovviamente necessità di consigli e di quant'altro, ma di conoscere questa materia abbastanza bene per poter agire in maniera corretta.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare, quindi con l'intervento del Presidente Foris, mi pare che anche le perplessità, i dubbi e le diverse sottolineature che erano venute dall'Assemblea siano state chiarite, credo che possiamo procedere nella votazione dell'articolato, così come previsto.

Quindi, il titolo l'avevamo già letto, vorrei ricordare ai colleghi dell'Assemblea, perché l'interruzione può averci fatto perdere il filo, avevamo letto il titolo, abbiamo fatto la discussione generale sul titolo e quindi sull'articolo, onorevole Cogodi, siamo in fase di votazione, quindi, a questo punto, sono ammesse dichiarazioni di voto, sull'articolo uno, sul titolo uno.

Onorevole Cogodi su cosa vuole intervenire?

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Rispettiamo il regolamento.

PRESIDENTE. Lo stiamo rispettando, onorevole, stia tranquillo.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Caliamo un velo pietoso.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, lei è stato buono fino a adesso, non capisco su che cosa dovrei calare un velo pietoso, chieda di parlare eventualmente.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Lasciamo perdere su come è applicato il Regolamento.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto se chiede di parlare io le darò la parola.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non voglio parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, su che cosa intende intervenire?

COGODI (R.C.). Su quello su cui posso intervenire, scusi.

PRESIDENTE. Lei può intervenire soltanto per dichiarazione di voto sul titolo uno, perché a questo siamo, siamo in fase di votazione.

COGODI (R.C.). E io ho chiesto qualcosa di diverso?

PRESIDENTE. Prego?

COGODI (R.C.). Io non ho chiesto niente di diverso se non di intervenire per dichiarazione di voto sul titolo uno, poi appena avete finito di bisticciare ce lo dite, così possiamo essere più tranquilli anche noi, Balletto?

La mia dichiarazione di voto, che è la dichiarazione di voto del Gruppo della Rifondazione Comunista, quindi di nessun'altra coalizione, di nessun altro schieramento, si riferisce ovviamente al titolo che appunto è analisi della situazione di partenza, che è quello che è stato letto, perché non è che nel frattempo, quelle due o tre ore che ci avete fatto perdere, abbiamo dimenticato che noi avevamo chiesto la lettura integrale del documento, lettura che non è avvenuta perché si è detto ...

PILI (F.I.-Sardegna). Per farci guadagnare tempo ci ha chiesto la lettura integrale del testo.

COGODI (R.C.). Perché tu così almeno possa leggerlo, perché così almeno tu possa sentirlo invece di fuggire in avanti con direttive alla Giunta che te le respinge, fai finta di non capire, ti hanno dato un ceffone, sei amareggiato e poi ridi, "boh"?

Noi abbiamo chiesto, signor Presidente...

PRESIDENTE. Io prego i colleghi di far svolgere all'onorevole Cogodi il suo intervento.

COGODI (R.C.). Se è possibile, se no io aspetto.

PRESIDENTE. Certo che è possibile.

COGODI (R.C.). Quindi, non abbiamo dimenticato nel frattempo che noi avevamo chiesto la lettura integrale del documento ed è chiaro che, essendo stato letto solo il titolo del punto 1, la nostra dichiarazione di voto riguarda il titolo del punto 1, mentre il punto 1, cioè la scrittura, è soggetta a lettura, perché questo avevamo chiesto e questo è agli atti del Consiglio.

Noi riteniamo, e anche voi, che vi dovete abituare a prenderci un po' di più sul serio. Per quanto ti sia difficile, onorevole Biggio, bisogna che a questo ci arriviamo, prima o poi. Noi abbiamo chiesto, fin dal primo momento una cosa... Se non ci sono le condizioni per intervenire non intervengo, non è che...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi sembra che condizioni migliori lei non possa pretendere. Mi pare che ci sia silenzio, che ci sia attenzione sufficiente, la prego di proseguire.

COGODI (R.C.). Noi abbiamo chiesto fin dall'inizio, dal primo momento, anticipando anche di due giorni il deposito di un ordine del giorno conclusivo, noi, del Gruppo della Rifondazione Comunista e altri Gruppi consiliari hanno deposito sin ... Se devo accettare questo tipo… l'accetto, però lei faccia fare silenzio.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io ce la sto mettendo tutta, anche lei mi dia una mano.

COGODI (R.C.). E ce la metta un po' più di tutta.

PRESIDENTE. Onorevole Federici, rimbomba molto, è il punto, c'è una specie di acustica che amplifica. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Noi abbiamo chiesto fin dall'inizio e l'abbiamo anticipato depositando il nostro Gruppo e altri Gruppi consiliari, il Gruppo sardista, il Gruppo dei socialisti, un ordine del giorno che sostanzialmente riprende il deliberato della Commissione consiliare, nel quale è contenuto un solo punto chiarissimo, cioè che i complementi di programmazione, che, come testé ha ricordato il Presidente della Giunta, nonché Presidente della Regione, costituiscono la specificazione operativa, cioè quello che in concreto deriverà dal POR, essendo quello il vero e incisivo atto di programmazione, sia soggetto, non solo alla conoscenza, ma all'esame e al voto del Consiglio regionale. E' da stamattina che chiediamo questo!

Ci è parso di capire da ultimo, dall'intervento chiarificatore, ma sempre tardivo e sempre tatticamente tardivo del Presidente della Giunta, che prima lascia fare, scassare, scannare, bisticciare, poi "zac, risolvo io la situazione", arriva l'arcangelo con la spada fiammeggiante, se il Presidente avesse fatto prima questa cosa, da stamattina, o almeno dal primo pomeriggio, ci saremmo evitati un sacco di rogne, però siccome ancora non è chiara tutta la cosa, poi quando andremo, adesso penso che avremo la lettura del testo, come era stato chiesto, poi, quando avremo occasione di poter precisare la nostra opinione nel merito, avremo occasione di chiedere ancora questi chiarimenti e il Presidente, a nome di tutta la Giunta, la maggioranza se vorrà, ci diranno se questo punto è o no chiarito e se è sciolto, perché al di fuori di questo noi continueremo a chiedere chiarezza su questo punto, ne abbiamo diritto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, a me dispiace fare questo richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. No, ma lei interviene per dichiarazione di voto.

CONTU (C.C.D.). Io, però devo fare un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Fra l'altro l'onorevole Cogodi si è dimenticato di dire come vota.

CONTU (C.C.D.). Mi sa che il richiamo al Regolamento si può fare in qualunque momento.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, certo lo faccia comunque.

CONTU (C.C.D.). Se vuole lo faccio sotto forma di dichiarazione di voto, ma era per evitare una dichiarazione di voto in forma anomala.

Il richiamo al Regolamento è semplice: io voglio ricordare al Presidente che c'è una norma del Regolamento che così recita: "Il Presidente richiama il consigliere che parli su un argomento che non è attinente". Ora, di tutto ha parlato l'onorevole Cogodi, ma non del titolo 1, vorrei che ci riportassimo sull'argomento, diversamente se divaghiamo qui ci stiamo fino alle quattro del mattino.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Contu, io cerco di applicare al meglio il Regolamento, compatibilmente con una materia che consente di parlare quasi di tutto al titolo 1, quindi, naturalmente, la conduzione dell'Assemblea è anche affidata al buon senso dei colleghi che parlano e il Presidente non può che richiamare al rispetto appunto del senso del Regolamento. L'onorevole Cogodi ci dichiara come vota.

COGODI (R.C.). Chiedo scusa Presidente, chiedo scusa all'Assemblea, mi è proprio sfuggito, nel richiamo che c'è stato al rispetto del tempo, di dichiarare il voto. Il nostro voto è contrario al titolo del punto 1, per tutte le ragioni che ho esposto nell'argomento che ho affrontato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Anch'io brevemente, signor Presidente, per ricordare all'Aula che stiamo andando incontro a degli atteggiamenti da parte dell'opposizione, soprattutto da parte del partito della Rifondazione Comunista, che hanno un carattere oserei dire estorsivo e ricattatorio nei confronti del Consiglio, tali e quali non si sentivano e non si vedevano da anni in quest'aula; atteggiamenti che, quando ancora non ero consigliere regionale, erano gravemente censurati dall'opinione pubblica.

Io voglio invitare tutta la maggioranza a una coesione, che sia di lezione nei confronti di questi atteggiamenti, nei confronti dei quali noi non dobbiamo scendere a patti in nessun modo, iniziando oggi a votare con patti, sì, per questo provvedimento, che dobbiamo assolutamente portare avanti e assolutamente non scendendo a compromessi con chi pretende, con questi sistemi, di ricattare le maggioranze e di condizionarle stando all'opposizione.

Il ruolo che vi aveva assegnato l'elettorato è quello che dobbiamo insegnare ad accettare a chi ha perso le elezioni. Noi, quando abbiamo perso le elezioni, questi atteggiamenti non li abbiamo assolutamente tenuti in quest'aula, bisogna che qualcuno cominci a metterselo in testa.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, l'invito che lei ha fatto è stato pienamente raccolto dai colleghi, quindi mi pare che possiamo procedere alla votazione. A questo punto credo che stiamo procedendo in modo assolutamente corretto e democratico nell'espressione libera delle opinioni e adesso l'opinione si sostanzierà nella votazione del titolo 1 dell'articolato in discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Otto consiglieri che sostengano la sua richiesta?

Prego gli Uffici di prendere nota. Aspettiamo che gli Uffici predispongano l'apparecchiatura.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del titolo del punto 1.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - ORTU - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 43

Astenuti 26

Maggioranza 22

Favorevoli 40

Contrari 3

(Il Consiglio approva)

Si dia lettura del Titolo II.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, siamo al punto due, ne prendiamo atto che siamo al punto due, secondo la sua versione; in realtà noi siamo al punto 1, perché possiamo anche metterci d'accordo, senza estorsioni, collega Liori, e senza ricatti, poi di estorsioni e di ricatti ne parliamo un altro giorno. Se c'è accordo nel Consiglio, in un'Aula parlamentare, le cose si fanno in un certo modo; se non c'è accordo si fanno come le regole consentono; chi ha fastidio delle regole non può stare qui, non le abbiamo fatte noi le regole, né le leggi, né i regolamenti, noi li abbiamo conosciuti, questi sono e a questi ci atteniamo; non c'è estorsione e non c'è ricatto...

CORDA (A.N.). C'è perdita di tempo prestestuosa per bloccare i lavori.

(Interruzione del consigliere Liori)

PRESIDENTE. Onorevole Corda ed onorevole Liori, proseguiamo con la calma con la quale abbiamo condotto fin qui i nostri lavori.

COGODI (R.C.). Non c'è estorsione, non c'è ricatto e non c'è perdita di tempo per quanto ci riguarda. Noi stiamo chiedendo civilmente, e la fatica pesa anche su di noi, stiamo chiedendo civilmente che una maggioranza non abusi del fatto di essere maggioranza numerica ed accetti di rispettare la legge della Regione; certo che c'è un uso, come dire, intero in questa circostanza delle prerogative che i regolamenti consentono. Perché stiamo rivendicando un diritto. il diritto dell'Assemblea regionale sarda di poter discutere ed approvare, poi le maggioranze le approveranno come riterranno, noi sappiamo bene che chi comanda fa legge e comanda chi è maggioranza; ma chi è maggioranza deve comandare secondo le norme, secondo le regole, non a prepotenza, deve consentire a noi di dire la nostra opinione nel merito dei danari, delle risorse degli obiettivi di sviluppo della Regione.

Qui nell'Assemblea, nella seduta pubblica, qui si deve conoscere quali sono le priorità, quali sono i destinatari dei programmi di sviluppo, delle risorse regionali, degli 11 mila miliardi; qui si deve sapere, qui deve avvenire il confronto, poi se voi sarete ancora maggioranza deciderete; però non potete decidere fuori di qui senza un confronto. E' tutto qui il problema, ci potete girare quanto volete, cabine di regia, tavoli di concertazione, tutte queste cose che si inventano sono utili per far maturare le opinioni, per confrontare i diversi punti di vista ed anche gli interessi che sono differenziati nella società, però poi il momento della decisione è il momento della seduta pubblica, è il momento dell'Assemblea legislativa che decide perché lo dice la legge regionale; quando la legge 20, al secondo comma dell'articolo 8 dice, prescrive che i programmi comunitari sono approvati dal Consiglio regionale, voi dovete dire per fare diversamente o che questi non sono programmi comunitari, che i complementi di programma, cioè la decisione di merito, non sono programmi comunitari ed allora provate a sostenerlo. Tutti quelli che manifestano insofferenza, tutti quelli che ci fanno perdere il tempo, compresi i quasi novanta giorni che sono già passati, adesso sono tutti lì, sta scadendo il tempo, avevate novanta giorni, cosa facevate in novanta giorni? Quei novanta giorni erano dati perché si potessero istruire queste questioni, son tre mesi, portate gli atti in conclusione, gli ultimi giorni, le ultime ore, e poi Liori se ne esce con le estorsioni e con i ricatti. C'erano novanta giorni di tempo; provate a sostenere che i complementi di programmazione non sono atti di programma comunitario. Io sono curioso di vedere quali argomenti utilizzate, Pili ogni tanto si sveglia, si agita, tira fuori un foglio, lo legge, Floris Emilio lo spalleggia; provate a dirci con qualche argomento appena appena plausibile, non che convinca solo noi, che convinca qualcuno se qualcuno ascolterà questi ragionamenti, se qualcuno sarà attento alle vicende del Consiglio regionale; provate a sostenere che questi non sono programmi comunitari, e se sono programmi comunitari e la legge regionale dice che sono approvati dal Consiglio regionale; e se non li volete approvare nel Consiglio regionale dovete sostenere che questo non è il Consiglio regionale. Delle due l'una, così c'è scritto nella legge, questo non è il Consiglio regionale anche questa è una soluzione. Sono programmi comunitari però questo non è il Consiglio regionale, il Consiglio regionale è altrove, è un'altra cosa; il Consiglio regionale è Pili quando si incontra con Liori estorcendo e ricattando, come dice lui, ben si intende in senso politico, perché credo che si riferisse a noi con la storiella delle estorsioni e dei ricatti, credo si riferisse perché poi la politica salva tutto, uno può dire quello che vuole, poi dite che noi siamo polemici, che noi siamo pesanti, noi stiamo sostenendo un ragionamento ed anche una rivendicazione di dignità di tutto il Consiglio anche per chi non se ne rende conto.

E poi Liori, estorcendo e ricattando, quando incontra Pili poi si metteranno anche d'accordo, a questa minoranza e soprattutto a quei comunisti laggiù, o lassù, rispetto a voi noi siamo su, adesso gli diamo anche una lezione e la lezione che Liori propone è che d'ora in poi la maggioranza risponderà compatta, e che cosa aspettate a compattarvi? Ha detto che adesso per dare una lezione all'opposizione e soprattutto a quei comunisti, propone una nuova tattica, che la maggioranza sia compatta, e ci mancherebbe che la maggioranza non sia compatta! Dovete essere compatti e compattati pure! Ma più vi compattate e meglio è per voi ed anche per gli altri; il guaio è che non lo siete! E quindi, perdiamo tempo per queste ragioni e il Consiglio non produce e la Regione è bloccata sulle grandi questioni, sulle grandi decisioni, per i vostri bisticci. Poi, fra di voi siete tutti amiconi per altre cose, ma non nelle decisioni politiche, non nella produttività politica, non ce n'è uno di voi che è d'accordo con un altro; quindi, per favore compattatevi! E fateci capire in che cosa consiste, anche, la vostra politica, perché la Giunta e un pezzo di Giunta ne propone una di politica, pezzi di maggioranza ne propongono un'altra; Pili ogni tanto si sveglia e vuole ricordare a tutti che lui è il leader, però di voi della maggioranza non ci credono tutti, qualcuno sì. La Giunta propone cose diverse, ma anche Pittalis propone cose diverse nel corso della giornata a se stesso e agli altri, quindi compattatevi davvero e diteci in che cosa consiste la vostra opposizione.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, concluda e dichiari la sua intenzione di voto.

COGODI (R.C.). Sto intervenendo... Come dichiarazione di voto? Guardi che io sto discutendo la parte prima del documento.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, siamo nel punto due e lei sta intervenendo su queste.

COGODI (R.C.). Io ho finito di parlare, possiamo tralasciare il fatto che lei abbia fatto questo salto in lungo, avrebbe vinto le Olimpiadi, saltando tutta la parte prima di cui abbiamo chiesto la lettura e che non è stata letta; però, non è che lei vivrà sempre saltando in lungo. La parte seconda, lasciamo stare la prima, "abbuonato"; però la parte seconda, sto intervenendo nella discussione della parte seconda, cioè nel merito della parte seconda, ne chiediamo l'integrale lettura, per favore, questo è un diritto. Sennò torniamo dall'inizio perché era stato chiesto, questi sono gli atti e mi appello ancora una volta al Regolamento; siccome è stato chiesto e non solo da noi, si doveva dare lettura.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Ho chiuso.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Vassallo, onorevole Cogodi, quello che stiamo votando è un documento che approviamo per parti, che a differenza dei dispositivi legislativi che possono esser letti e che leggiamo normalmente, per essere letto richiederebbe moltissimo tempo, dato che stiamo parlando di oltre duecento pagine. Ovviamente, se lei insiste per fare un puntiglioso richiamo al rispetto del Regolamento, noi, naturalmente, nel rispetto del Regolamento saremo costretti a leggere l'intero documento.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi mi sembra superfluo dire che in quest'aula, così come già in precedenza in altre occasioni chiamato, vi sia la necessità di un rispetto del Regolamento; perché se così non facessimo, qua veramente le regole non si capisce chi le scrive e chi le detta; fortunatamente per noi abbiamo un Regolamento, fino a prova contraria condiviso da tutti, se non sarà condiviso si potrà sempre proporre di modificarlo; però fino a quando non si modifica noi chiediamo il rispetto integrale del Regolamento. E per cui se l'onorevole Cogodi ha sorvolato, facendo un'eccezione, dal capo primo si è passati al capo secondo, io invece sono uno di quelli che richiede invece l'applicazione anche nel rispetto integrale, per cui incominciando dal capo primo, perché vede, Presidente noi...

PRESIDENTE. Ci mettiamo d'accordo, onorevole Vassallo, se lei ritiene che dobbiamo leggere tutto leggiamo tutto, perché è inutile che consumi il tempo del suo intervento per dirci che sarebbe meglio che leggessimo; quindi se ponete questa questione come una questione pregiudiziale, l'affrontiamo leggendola, non facendo sviluppare a lei un intervento e poi anche a qualcuno altro un intervento sull'esigenza che venga letto integralmente.

VASSALLO (R.C.). Siccome mi sembrava che non volesse recepire il Regolamento, lo chiediamo visto che lei lo recepisce, allora si può anche procedere. Mi riservo di intervenire più tardi.

PRESIDENTE. Benissimo.

Si dia lettura del punto 2 dell'articolato: "La strategia di sviluppo".

Naturalmente, facciamo i turni per i Segretari per leggere.

CAPPAI (C.C.D.). Generalmente avevo gli occhialini per leggere, stasera non li ho; se ci fosse qualche volontario che può venire a sostituirmi. Io cercherò di leggere secondo le mie possibilità.

(Segue lettura)

VASSALLO (R.C.). Chiedo che la lettura venga fatta bene e completa.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, io credo che quando si scivola sulla lettura stretta del Regolamento è questo; si può sempre sostituire il segretario, ne possiamo trovare uno più veloce. Del resto l'onorevole Cappai ha manifestato difficoltà di lettura per mancanza di lenti.

Prego, onorevole Cappai, prosegua.

(Segue lettura)

COGODI (R.C.). Se non ha gli occhiali... salta le pagine...

CAPPAI (C.C.D.). Non ho saltato parti, onorevole Cogodi!

PRESIDENTE. E` faticoso per tutti, però invito i colleghi a prendere posto e a lasciar sviluppare la lettura così come richiesto.

CORDA (A.N.). Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, stiamo leggendo, non si può interrompere. Prosegua, onorevole Cappai.

CAPPAI (C.C.D.). Non posso leggere fin quando il consigliere Cogodi non torna al posto, perché è lui che ha chiesto di leggere, quindi deve anche ascoltare!

(interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Corda, la prego di lasciare... Io non ho nessuno strumento per impedire che il lavoro si sviluppi così come sta andando.

CORDA (A.N.).Lei ha il dovere di tutelare l'onorabilità e la dignità del Consiglio...

PRESIDENTE. Ha ragione, questo cerco di farlo, anche chiedendo ai colleghi di essere pazienti e di far svolgere il lavoro così come prevede il nostro regolamento, che naturalmente tutela tutti.

CORDA (A.N.). E' una cosa inaccettabile!

(Segue lettura)

PRESIDENTE. C'è un altro Segretario che può sostituire l'onorevole Cappai, per cortesia?

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, noi siamo coloro che hanno confermato una opinione che era stata, a onor del vero, espressa da una parte ampia del Consiglio, che si procedesse alla lettura integrale del documento. Vorrei però rendere una dichiarazione al Consiglio, a nome del Gruppo della Rifondazione Comunista, per introdurre un chiarimento. Siccome siamo noi che abbiamo chiesto, insieme ad altri, la lettura integrale, così come l'abbiamo chiesta è chiaro che abbiamo anche la facoltà di rinunciarvi, se altri, fra coloro che inizialmente l'hanno chiesta insieme a noi, non riterranno invece di insistere sulla loro richiesta. Peraltro abbiamo anche fatto un esperimento di ottima lettura, e quindi anche questo tratto del lavoro del Consiglio può essere istruttivo e può rimanere come fatto memorabile nella vicenda della nostra Assemblea. Per farla breve, la dichiarazione che debbo rendere anche per conto dei colleghi Ortu e Vassallo è la seguente: tutti quelli che avevano chiesto insieme a noi la lettura integrale del documento per una ragione politica fondata, cioè quella di operare un chiarimento o di contribuire perché intervenisse un chiarimento politico, che gli atti successivi della Giunta regionale, soprattutto e principalmente la redazione dei complementi di programma, fossero atti che una volta approvati dalla Giunta, come li deve definire ed approvare, fossero resi al Consiglio non per una presa d'atto, per una mera conoscenza, ma per esaminarli nel merito, e quindi discuterne il contenuto in Commissione e in Aula, posto che ci viene riferito che è stato colto, è stato capito da parte dei nostri colleghi che insieme hanno condiviso questa condotta politica, e quindi il ragionamento che abbiamo sviluppato e anche il modo in cui lo abbiamo portato avanti, siccome tutti questi colleghi ci dicono che le dichiarazioni rese dal Presidente della Giunta paiono essere sufficientemente chiare e inequivocabili, per cui gli atti che la Giunta approverà verranno sicuramente inviati al Consiglio non per mera conoscenza e non per presa d'atto, ma per l'esame di merito in Commissione e in Aula, e siccome noi non possiamo dubitare e non credere a quanto hanno capito in tal modo i nostri colleghi, e quindi può essere che noi, invece, abbiamo capito un po' di meno, siamo un po' attraversati dal dubbio: sono in molti ad aver capito in un modo e noi siamo in pochi a non essere così sicuri che la dichiarazione del Presidente resa a nome di tutta la Giunta sia di tale chiarezza e di tale inequivocabile interpretazione. Noi ci fidiamo dei nostri colleghi, dei nostri amici, dei nostri compagni di opposizione, di coalizione, di "ulivo" e di ogni altra cosa e quindi accediamo all'idea di aver capito anche noi quanto loro hanno capito.

Ugualmente, diversi colleghi anche autorevoli e anche della maggioranza ci comunicano che effettivamente il senso vero, chiaro, inequivocabile della dichiarazione del Presidente della Giunta ha questo significato e quindi il Consiglio può registrare una dichiarazione così colta, così capita, per cui garante, diciamo così, del fatto che si verificherà in modo esatto e puntuale che complementi di programmazione approvati dalla Giunta verranno inviati per l'esame al Consiglio regionale, è un fatto che è colto in tal modo ed è garantito dalla stessa consapevolezza, dalla cognizione che di questo fatto ha la maggioranza se non la totalità del Consiglio regionale. Ci parrebbe pertanto, in questa condizione, di essere un po' esagerati se noi chiedessimo ancora ulteriori chiarimenti. Accediamo all'interpretazione che ci viene data dalla gran parte del Consiglio e quindi per quanto ci riguarda avanziamo la richiesta di procedere nei modi usuali, quelli cioè della lettura dei soli titoli, di dare per letto il testo, e quindi ritiriamo la domanda che abbiamo fatto di lettura integrale per questa sola ragione, perché così anche noi vogliamo intendere, aspettando, ovviamente, di poter valutare nel merito le proposte che la Giunta definirà, approverà e invierà quanto prima al Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi, quindi procediamo all'esame dell'articolato con la lettura dei soli titoli.

Poiché nessuno domanda di parlare sul punto 2 lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del punto 3.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul punto 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del punto 4.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul punto 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del punto 5.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul punto 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura del punto 6.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul punto 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'Allegato 1.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'Allegato 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'Allegato 2.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'Allegato 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli ordini del giorno, così come proposto dall'onorevole Pili, vengono inviati alla Commissione di merito, la seconda Commissione, che è convocata per venerdì 3 novembre alle ore 10.00 con il seguente ordine del giorno: Esame degli ordini del giorno trasmessi dall'Aula il 31 ottobre 2000, occorrendo i lavori proseguiranno nel pomeriggio.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico del programma numero 9.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CORDA - CORONA - COSSA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - COGODI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - LAI - MASIA - ORRU' - ORTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 35

Astenuti 17

Maggioranza 18

Favorevoli 35

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 22 e 39.