Seduta n.89 del 07/04/2005
LXXXIX Seduta
Giovedì 7 aprile 2005
Presidenza del Vicepresidente Paolo FADDA
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 9 e 38.
MANCA Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 31 marzo 2005 (84), che è approvato.
PRESIDENTE. I consiglieri regionali Carmelo Cachia, Fedele Sanciu e Roberto Capelli hanno chiesto congedo per la seduta del 7 aprile 2005.
Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, chiedo di sospendere i lavori per un'ora.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, i lavori riprenderanno alle ore 10 e 30. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 9 e 39, viene ripresa alle ore 10 e 30.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Invito i colleghi a prendere posto. Ha domandato di parlare il consigliere Mattana. Ne ha facoltà.
MATTANA (D.S.). Signor Presidente, per chiedere se è possibile un aggiornamento della seduta di mezz'ora.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni da parte dei colleghi, i lavori riprenderanno alle ore 11. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 31, viene ripresa alle ore 11 e 02.)
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 91/A. L'esame del disegno di legge prosegue con la discussione dell'articolo 10, precedentemente accantonato.
Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Presidente, le chiedo di iniziare la discussione dall'articolo 33.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Presidente, stiamo rinviando la discussione dell'articolo 10 costantemente, in modo ingiustificato. Era stata decisa una programmazione del dibattito della quale siamo stati rispettosi, e gradiremmo che gli altri lo fossero allo stesso modo. Anche perché continuate a dire che siamo noi a ritardare i lavori. Ritengo opportuno quindi iniziare dall'articolo 10.
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, a titolo personale le chiedo la gentilezza di iniziare con l'esame dall'articolo 33. Grazie. Passiamo quindi all'esame dell'articolo 33 al quale sono stati presentati gli emendamenti numero 375, 45, 185, 184, 190, 186, 384, 188, 345, 189, 317, 78, 79, 80, 192, 191, 330, 187.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 33 e dei relativi emendamenti:
Capo VI
Disposizioni diverse
Art. 33
Disposizioni a favore degli enti locali
1. È autorizzata nell'anno 2005 la spesa di euro 45.000.000 per il finanziamento degli interventi comunali finalizzati all'occupazione di cui all'articolo 24 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 (UPB S04.017).
2. È autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 30.000.000 quale finanziamento dell'articolo 19 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37 (Norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio), da destinare agli interventi di cui ai punti a) e b) del medesimo articolo; la concessione di finanziamenti "de minimis" è consentita solo per la costituzione di nuove imprese (UPB S04.017).
3. È autorizzato, nell'anno 2005, lo stanziamento di euro 2.000.000 a favore di comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti, per l'erogazione di finanziamenti per il reperimento e la ristrutturazione di fabbricati da destinare allo svolgimento delle attività del volontariato, della solidarietà, del tempo libero e dell'aggregazione sociale e giovanile. Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di enti locali, ai sensi della lettera i) dell'articolo 4 della legge regionale n. 1 del 1977 e successive modifiche ed integrazioni (UPB S04.017).
4. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 23, della legge regionale 22 dicembre 2003, n. 13 relative alla concessione di contributi a favore dei Comuni per la ristrutturazione ed il risanamento di sedi comunali danneggiate da eventi dolosi, è autorizzato, nell'anno 2005, lo stanziamento di euro 500.000 (UPB S04.017).
5. È autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 4.500.000 a favore dei Consorzi dei Comuni, esclusi i Consorzi obbligatori, e le Unioni dei Comuni costituiti ai sensi degli articoli 31 e 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per la gestione associata di funzioni amministrative, tecniche, di gestione e di controllo nonché contributi straordinari per l'avvio delle Unioni di Comuni. Nella fase di determinazione dei contributi devono essere privilegiati i Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti; il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di enti locali, nel rispetto dei criteri fissati dall'articolo 7 bis della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni (UPB S04.016) .
6. All'articolo 3 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 (Integrazioni e modifiche alla legge finanziaria 2002), dopo il comma 1, è inserito il seguente:
"1 bis. Per i finanziamenti concessi dalla Regione per la realizzazione di interventi finanziati o cofinanziati dall'Unione europea, i termini di impegnabilità possono essere prorogati di un anno, a condizione che vengano comunque rispettati i termini di realizzazione degli interventi medesimi stabiliti dalla stessa Unione europea.".
7. In deroga al disposto di cui al comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale n. 6 del 2004, è consentita la realizzazione delle opere per le quali è stato pubblicato il relativo bando entro il 30 giugno 2004; ai relativi oneri si fa fronte ai sensi del comma 7 del citato articolo 1.
8. È autorizzato il trasferimento dei seguenti beni immobili di proprietà dell'IACP della provincia di Cagliari siti nel territorio del comune di Carbonia al medesimo Comune al prezzo simbolico di 1 euro:
a) aree e annesse opere accessorie relative al Parco Rosmarino, al Parco Cortoghiana, al Parco Archeologico Cannas e al Campo Sportivo S. Barbara sito in Corso Angioy;
b) aree sulle quali l'Amministrazione comunale di Carbonia ha realizzato edifici a carattere pubblico;
c) i seguenti beni adibiti ad uso pubblico:
1) edificio sito in via Marconi 14;
2) edificio sito in via Umbria 22;
3) edificio sito in via Marconi 65;
4) edificio polizia municipale sito in piazza San Ponziano;
5) edificio Centro aggregazione sito in piazza Venezia 63;
6) edificio Centro aggregazione sito in piazza Venezia 21;
7) edificio Centro aggregazione sito in via Bresciano;
8) alloggi parcheggio siti in via Trieste;
9) scuole elementari di via Mazzini;
10) albergo operaio di via Costituente.
9. Con uno o più decreti del Presidente della Regione da emanarsi in esecuzione delle disposizioni del comma 8, sentiti il comune di Carbonia e l'IACP, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, viene stabilito il trasferimento dei beni e dei rapporti giuridici attivi e passivi ad essi inerenti e definite le modalità per la relativa consegna.
EMENDAMENTO sostitutivo totale DAVOLI - PISU - URAS - CALIGARIS - ATZERI - SCARPA
Art. 33
Emendamento all'emendamento n. 47
L'emendamento n. 47 è sostituito dal seguente:
Interventi integrati per il lavoro
Iniziative locali per l'occupazione lo sviluppo a valere sullo stato di previsione della spesa dell'Assessorato degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica (UPB S.04017). E ' autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di Euro 30.000,000,00 quale finanziamento dell'articolo 19 della L. R. 24 dicembre 1998, n. 37 (norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio) da destinare agli interventi di cui ai punti a) e b) del medesimo articolo. La concessione di finanziamenti "de minimis" è consentita solo per la costituzione di nuove imprese. Con riferimento al triennio 2005-2006, per le medesime finalità, e previa verifica sull'andamento della spesa e dello stato di attuazione degli interventi programmati, è autorizzata una spesa complessiva pari a quella già autorizzata nel triennio 2002-2004. Alla necessaria copertura finanziaria si provvede per l'anno 2005 ad un aumento dell'UPB S.04.017 pari ad Euro 30.000.000,00 e per gli anni per gli anni 2006 e 2007 a valere sulle entrate del bilancio regionale. (375)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale URAS - DAVOLI -LICHERI - LANZI - PISU - FADDA Giuseppe
Art. 33
II primo comma dell'art.33 del ddl 91/a - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2005) è sostituito dal seguente:
"E' autorizzata nell'anno 2005 la spesa di euro 45.000.000 per il finanziamento degli interventi comunali finalizzati all'occupazione di cui all'articolo 24 della L.R. 20 aprile 2000, n. 4, da attuarsi secondo le procedure previste dal medesimo articolo.
E' autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 80.000.000 quale finanziamento dell'articolo 19 della L.R. 24 dicembre 1998, n. 37 (norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio) da destinare agli interventi di cui ai punti a) e b) del medesimo articolo. La concessione di finanziamenti "de minimis" è consentita solo per la costituzione di nuove imprese. Per le medesime finalità è autorizzata la spesa di euro 150.000.000 per l'anno 2006 e 270.000.000 per l'anno 2007. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma sono posti a carico delle dotazioni finanziarie previste nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato degli Enti locali, finanze e urbanistica UPB. S04.017. Per gli anni 2006 e 2007 si provvede alla necessaria copertura finanziaria tramite risorse reperibili nelle entrate del Bilancio regionale. "
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.007
2005 euro 50.000.000
In aumento
UPB S04.017
2005 euro 50.000.000 (47)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - DIANA - CAPELLI - SANCIU - OPPI - SANNA Matteo - SANJUST - CAPPAI - VARGIU - ARTIZZU
Art. 33
II comma 2 dell'articolo 33 è così sostituito:
E' autorizzata nell'anno 2005 la spesa di euro 80.000.000 quale finanziamento dell'articolo 19 della legge regionale 24 dicembre 1998, n° 37, da destinare nella misura del 50% al finanziamento dei punti a) e b) del medesimo articolo, e nella misura del 50% a interventi finalizzati alla costituzione di nuove iniziative imprenditoriali rivolte alla valorizzazione delle risorse locali, delle arti e dei mestieri tradizionali del territorio sulla base dei regolamenti CE 69 e 70 del 2001, da intervenendo con una percentuale massima sull'investimento pari al 76%, realizzate da soggetti appartenenti alle fasce deboli del mercato del lavoro (giovani inoccupati, disoccupati di lunga durata, disoccupati ultra quarantacinquenni, lavoratori in mobilità).
La Regione, in relazione a quanto disposto nel comma precedente, fornisce agli enti locali un servizio di assistenza tecnica ai fini di supportarli nella realizzazione dei diversi interventi in favore dello sviluppo locale.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S04.017 - Cap. 04048.00
2005 euro 80.000.000
In diminuzione
UPB S03.015
2005 euro 80.000.000 (185)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - DIANA - OPPI - LA SPISA - SANCIU - SANNA Matteo - SANJUST - ARTIZZU
Art. 33
II comma 8 di cui all'art 33 è così sostituito :
E' autorizzato il trasferimento dei seguenti beni immobili di proprietà dell' IACP della Provincia di Cagliari siti nel territorio del comune di Carbonia al medesimo comune a alla Provincia del Sulcis al prezzo simbolico di 1 euro.
I beni vengono così ripartiti :
Al comune di Carbonia :
a) aree e annesse opere accessorie relative al Parco Rosmarino, al Parco Corthoghiana, al Parco Archeologico Cannas e al Campo Sportivo S. Barbara sito in Corso Angioy;
b) aree sulle quali l'Amministrazione comunale di Carbonia ha realizzato edifici a carattere pubblico;
Al comune di Carbonia i seguenti beni adibiti ad uso pubblico:
1) edificio polizia municipale sito in piazza San Ponziano;
2) edificio Centro aggregazione sito in piazza Venezia 63;
3) edificio Centro aggregazione sito in piazza Venezia 21;
4) edificio Centro aggregazione sito in via Bresciano;
5) Alloggi parcheggio siti in via Trieste;
6) Scuole elementari di via Mazzini;
Alla Provincia del Sulcis i seguenti beni adibiti ad uso pubblico:
1) edificio sito in via Marconi 14;
2) edificio sito in via Umbria 22
3) edificio sito in via Marconi 65
4) albergo operaio di via Costituente. (184)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LICANDRO - DIANA - LA SPISA - SANCIU - SANNA Matteo - SANJUST - ARTIZZU
Art. 33
Il comma 8 è sostituito dal seguente:
È autorizzato il trasferimento di tutti gli immobili delle IACP della Sardegna, ai medesimi comuni dove sono ubicati su richiesta delle stesse amministrazioni comunali. (190)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - DIANA - CAPELLI - SANCIU - OPPI - SANNA Matteo - SANJUST - CAPPAI - VARGIU - ARTIZZU
Art. 33
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
1 bis. Per l'attuazione degli interventi a favore delle imprese previsti dall'articolo 2 della legge regionale 23 agosto 1985, n. 21, è autorizzata nell'anno 2005 la spesa di euro 4.000.000 (UPB S03.064).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S03.064 Assistenza alle piccole e medie imprese - Agenzia governativa regionale
Anno 2005 euro 4.000.000
In diminuzione
UPB S03.015 Somme per le quali sussiste l'obbligo di pagare
Anno 2005 euro 4.000.000 (186)
EMENDAMENTO sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Art. 33
Emendamento all'emendamento n. 188
Il testo dell'emendamento n. 188 è sostituito dal seguente:
Quale anticipazione delle assegnazioni statali è autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 3.500.000 per fronteggiare i danni causati dagli eventi calamitosi dell'aprile 2005; per l'attuazione del presente intervento trovano applicazione in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla L.R. 20 dicembre 2004, n. 10 (UPB S03.009).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S03.007
Anno 2005 euro 3.500.000
In diminuzione
UPB S03.015
Anno 2005 euro 3.300.000 (384)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - DIANA - CAPELLI - SANCIU - SANNA Matteo - SANJUST - VARGIU - CAPPAI -ARTIZZU
Art. 33
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
1 bis. Per le finalità previste dalla legge regionale 20 dicembre 2004, n. 10 è autorizzata nell'anno 2005 l'ulteriore spesa di euro 10.000.000 (UPB S03.009).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S03.009 Interventi urgenti per eventi alluvionali 2004
Anno 2005 euro 10.000.000
In diminuzione
UPB S03.015 Somme per le quali sussiste l'obbligo di pagare
Anno 2005 euro 10.000.000 (188)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CHERCHI Oscar - DEDONI
Art. 33
Nell'art. 33, dopo il comma 1, è aggiunto il comma 1 bis:
È autorizzata nell'anno 2005 la spesa di euro 3.500.000 quale contributo straordinario al Comune di Oristano per la copertura degli oneri relativi al saldo degli espropri del Piano di Zona di Torangius.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
04 - Enti locali
UPB S04.017 Cap. 04053-00 (Nuova Istituzione)
Anno 2005 euro 3.500.000
In diminuzione
UPB S03.007 FNOL Investimenti
Anno 2005 euro 3.500.000
Mediante riduzione della riserva di cui alla voce 1 della tabella 0B allegata alla Legge Finanziaria. (345)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - DIANA - SANNA Matteo - SANCIU - SANJUST - CAPPAI -ARTIZZU
Art. 33
Nel comma 5 dell'art. 33, dopo le parole " nonché contributi straordinari per l'avvio delle unioni di comuni" sono aggiunte le seguenti parole: "e delle convenzioni di cui all'art. 30 dello stesso decreto legislativo n. 267/2000". (189)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 33
Disposizioni a favore degli Enti Locali
Dopo il comma 6 sono inseriti i seguenti:
6 bis. Gli enti pubblici territoriali della Sardegna sono autorizzati a gestire in forma indiretta o in forma diretta i servizi pubblici locali privi di rilevanza economica.
6 ter. La gestione in forma indiretta può attuarsi tramite concessione a terzi, in conformità alle vigenti norme in materia di scelta del contraente, ovvero mediante affidamenti diretti a soggetti costituiti o partecipati, in misura prevalente, dall'ente pubblico territoriale interessato. Il rapporto tra l'ente pubblico territoriale titolare dell'attività e l'affidatario o il concessionario è regolato con contratto di servizio, nel quale sono specificati, tra l'altro, gli indirizzi e le modalità di controllo spettanti all'ente pubblico, la durata dell'affidamento, i livelli qualitativi d'erogazione e di professionalità degli addetti.
6 quater. La forma diretta può essere utilizzata, quando, per le modeste dimensioni del servizio o per le caratteristiche dell'attività, non sia opportuno procedere con l'affidamento di cui al comma precedente. (317)
EMENDAMENTO aggiuntivo LICANDRO - LA SPISA
Art. 33
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
È autorizzata l'istituzione di un fondo di euro 200.000, destinato ai comuni della provincia di Oristano, per la realizzazione di opere inerenti l'arredo, il decoro urbano e la valorizzazione dei centri storici (S08.073).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.073
euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.007
euro 200.000 (78)
EMENDAMENTO aggiuntivo LICANDRO - LA SPISA
Art. 33
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
9 ter. Per l'anno 2005 è autorizzato lo stanziamento di euro 100.000, a favore degli enti locali della provincia di Oristano, per il riconoscimento di certificati di garanzia dei prodotti alimentari eccellenti; il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta a' termini dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1. (79)
EMENDAMENTO aggiuntivo LICANDRO - LA SPISA
Art. 33
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
9 bis. È autorizzata per l'anno 2005, la spesa di euro 150.000 a favore degli enti locali della provincia di Oristano, per la pulizia delle spiagge, delle aree montane e di aree di pregio turistico (S04.026).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S04.026
euro 150.000
In diminuzione
UPB S03.007
euro 150.000 (80)
EMENDAMENTO aggiuntivo LOMBARDO - LA SPISA - SANCIU - SANNA Matteo - SANJUST - CAPPAI - ARTIZZU
Art. 33
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
9 bis. È autorizzata per l'anno 2005, la spesa di euro 150.000 a favore degli enti locali della provincia di Carbonia-Iglesias, per la pulizia delle spiagge, delle aree montane e di aree di pregio turistico (S04.026).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S04.026
euro 150.000
In diminuzione
UPB S03.007
euro 150.000 (192)
EMENDAMENTO aggiuntivo LOMBARDO - DIANA - OPPI - LA SPISA - SANCIU - SANNA Matteo - SANJUST - ARTIZZU
Art. 33
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
9 quinquies. È autorizzata l'istituzione di un fondo di euro 200.000, destinato ai comuni della provincia di Carbonia-Iglesias, per la realizzazione di opere inerenti l'arredo, il decoro urbano e la valorizzazione dei centri storici (S08.073).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.073
euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.007
euro 200.000 (191)
EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Matteo - DIANA - ARTIZZU - LIORI -MORO
Art. 33
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
9 bis. È autorizzata per l'anno 2005, la spesa di euro 150.000 a favore degli enti locali della provincia di Olbia-Tempio, per la pulizia delle spiagge, delle aree montane e di aree di pregio turistico (S04.026).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S04.026
euro 150.000
In diminuzione
UPB S03.007
euro 150.000 (330)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - OPPI - DIANA - CAPELLI - SANCIU - SANNA Matteo - SANJUST - ARTIZZU
Art. 33
All'art. 33 è aggiunto il seguente:
Art. 33 bis
E' autorizzata, per l'Anno 2005, la spesa di 5.000.000 dì euro, per ricapitalizzare la SFIRS, al fine di promuovere interventi finalizzati al rilancio delle aziende industriali manifatturiere maggiormente orientate all'esportazione nei paesi estranei alla Comunità Europea.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B 09046 Cap. 09156.01 (N.I.)
Anno 2005 euro 5.000.000
In diminuzione
Anno 2005 euro 5.000.000 (187))
PRESIDENTE. Ricordo che gli emendamenti numero 375, 47 e 185 sono decaduti a seguito di precedenti votazioni.
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 184 ha facoltà di illustrarlo.
CONTU (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 190 ha facoltà di illustrarlo.
LICANDRO (Forza Italia). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 186 ha facoltà di illustrarlo.
LA SPISA (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 188 ha facoltà di illustrarlo.
LA SPISA (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 345 ha facoltà di illustrarlo.
VARGIU (Riformatori Sardi). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 189 ha facoltà di illustrarlo.
LA SPISA (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 317 ha facoltà riparlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 78, 79 e 80 ha facoltà di illustrarli.
LICANDRO (Forza Italia). Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 192 ha facoltà di illustrarlo.
LA SPISA (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 191 ha facoltà di illustrarlo.
LOMBARDO (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 330 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA MATTEO (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 187 ha facoltà di illustrarlo.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, nell'illustrare l'emendamento 187 vorrei riprendere, , utilizzando lo stesso tempo stabilito dal Regolamento, anche il 189 per spiegare all'Aula il significato di entrambi gli emendamenti.
L'emendamento 187 è stato presentato e illustrato anche in Commissione e in quella sede, lo ricordo, l'assessore Pigliaru mostrò interesse per l'argomento trattato. Prima di sentire il parere della Giunta e del relatore, pur comprendendo che la disponibilità di risorse non permette di effettuare modifiche importanti, vorrei sottolineare che con questo emendamento si intende fornire un aiuto soprattutto alle aziende industriali manifatturiere, esportatrici, che si sono trovate in difficoltà a causa delle oscillazioni del cambio euro-dollaro.
Con l'emendamento 189, a seguito di una richiesta avanzata da diverse amministrazioni comunali, si propone di aggiungere nel comma 5 dell'articolo 33 anche il riferimento alle convenzioni di cui all'articolo 30 del decreto legislativo numero 267 del 2000.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.),relatore di maggioranza. Signor Presidente, si esprime parere negativo sugli emendamenti numero 184, 190, 186, 188, 345 e 189. Si esprime parere positivo sull'emendamento 317 al quale proporrei, lo sottopongo all'Aula, un emendamento orale aggiuntivo così formulato: "6 quinquies. Il contributo annuo alle Province, di cui al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 1° giugno 1999, numero 21, è determinato in misura non inferiore a 7.323.000 euro, a valere sulla UPB S05072, Capitolo 05256-00". Si intende così consentire alla Regione di stabilizzare il trasferimento alle province del contributo annuo per le funzioni relative al centro antinsetti, al fine di evitare che ogni anno si debba attendere l'approvazione del bilancio con conseguente trasferimento in ritardo delle risorse. Il parere è positivo anche sull'emendamento 384 che sostituisce l'emendamento 188.
Si esprime invece parere negativo sugli emendamenti numero 78, 79, 80, 192 , 191, 330, 187.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme al parere espresso dal relatore. Sull'emendamento 187vorrei aggiungere che siamo consapevoli delle difficoltà che hanno le imprese nella loro azione di esportazione, siamo consapevoli della difficoltà particolare e aggiuntiva emersa col cambio dollaro-euro, quindi su questo intendiamo certamente lavorare. Stiamo lavorando per un piano complessivo di internazionalizzazione, in cui affronteremo anche problemi come quelli rappresentati dall'oscillazione del cambio per alcune imprese.
Vorremmo, cioè, inserire il problema in un quadro più generale in cui siano definiti con più chiarezza interventi efficaci a favore di imprese che hanno difficoltà per vari motivi ad esportare. Riteniamo che, come al solito, l'obiettivo sia assolutamente condivisibile, ma prima di allocare dei soldi abbiamo bisogno di definire meglio gli strumenti attraverso i quali ottenere determinati obiettivi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). L'articolo 33 "Disposizioni a favore degli enti locali", primo articolo del Capo sesto "Disposizione diverse", affronta con risultati positivi alcune questioni. Io devo sottolineare, ad esempio, che le disposizioni volte a favorire consorzi di comuni, unioni di comuni, la collaborazione fra gli enti locali contribuiscono a razionalizzare la gestione dei servizi, soprattutto per i piccoli comuni che non hanno grandi disponibilità di risorse finanziarie, umane e organizzative. E' sicuramente un fatto positivo la promozione di alcuni interventi generali che tendono a sostenere complessivamente il livello delle autonomie locali.
L'articolo, peraltro, contiene anche delle disposizioni di cui noi non comprendiamo la logica; mi riferisco in particolare alle disposizioni contenute nei commi 8 e 9 che disciplinano la cessione di beni immobili di proprietà degli IACP, ad un determinato comune, non considerando che situazioni analoghe, come è del tutto evidente, possano essere presenti anche in altre realtà territoriali e istituzionali.
E' una disposizione normativa che sembra fotografare una situazione particolare, anzi particolaristica, che non credo dia dignità al testo della legge. Se pure volessimo considerarla una norma correttamente inserita in finanziaria non si capisce perché debba valere solo per un comune e non per altri che probabilmente si trovano nelle stesse condizioni.
Io chiederei, poi, di riconsiderare l'emendamento 189, sul quale è stato dato un parere negativo, data la sua validità complessiva e la assoluta ininfluenza sul livello della spesa. L'emendamento, lo ricordo, propone di affiancare allo strumento delle unioni dei comuni e dei consorzi anche quello delle convenzioni.
Prendo atto, infine, della risposta fornita dall'assessore Pigliaru sull'emendamento 187 in merito al sostegno alle imprese che esportano. L'assessore ritiene che possano essere utilizzati altri strumenti, in particolare quelli rivolti a sostenere una politica di internazionalizzazione delle imprese. Concordo su questo, però osservo che l'emendamento, il cui contenuto potrebbe essere ripreso in altre sedi, suggerisce di utilizzare per la promozione degli interventi la finanziaria regionale, la SFIRS, che essendo stata pensata ed utilizzata negli anni, nei decenni, come uno strumento flessibile di intervento ci consentirebbe di superare anche alcune rigidità proprie del sistema delle norme europee a tutela della concorrenza.
La Regione avrebbe così la possibilità di adottare, responsabilmente, azioni di sostegno a favore delle imprese che sono già presenti sui mercati esteri e che soffrono a causa di una congiuntura economico-finanziaria particolarmente grave. Io credo infatti che una politica economica e finanziaria intelligente deve promuovere non solo interventi strutturali, ma in certi casi anche interventi congiunturali di sostegno ad imprese buone che, altrimenti, rischiano di scomparire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, molto brevemente, per sottolineare che l'articolo 33 mantiene alcuni contenuti del Piano straordinario per il lavoro che, comunque, sono stati ricompresi nell'articolo 8 di questa legge finanziaria in discussione.
Mi va di rammentare all'Assessore, ma anche a tutti noi, che la disposizione relativa ai cantieri di lavoro, provvista di una dotazione di 45 milioni di euro, rimane anch'essa, ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale numero 4 del 2000, comunque nella disponibilità dei comuni anche secondo le procedure dell'articolo 19. E più volte è stato rammentato in questa sede l'esistenza di una ingente massa finanziaria ancora non spesa.
Non si è provveduto in via normativa, neppure in questo articolo, a prevedere modalità di spesa volte ad accelerare il più possibile l'utilizzo pieno, migliore, più qualificato delle risorse ancora non spese e già assegnate all'attuazione dell'articolo 19. Mi pare evidente che in ragione di questa mancata previsione normativa si possa ritenere che l'Assessorato si farà promotore di un'iniziativa di indirizzo, di orientamento, rivolta alle amministrazioni comunali perché trovino nella predisposizione dei programmi che non sono ancora stati definiti, e nell'attuazione di quelli già definiti, le procedure più idonee ad accelerare al massimo la spesa di quelle risorse in quest'anno in cui l'articolo 19, come ben abbiamo avuto modo di dire, ha una dotazione finanziaria ridotta.
Nella stessa legge finanziaria del 2000, all'articolo 23, è contenuta tutta la partita relativa alla composizione dei nuclei territoriali di assistenza tecnica che non può essere limitata, a mio avviso, al personale già impegnato negli ex COCICO, ma che può essere allargata anche al personale che si occupa di politica del lavoro e che è nella disponibilità dell'Amministrazione regionale ad incominciare, io ritengo, dall'Agenzia regionale del lavoro, perché lì stanno professionalità, anzi molto di più ce n'erano fino a qualche mese fa, in grado di intervenire sul piano tecnico e sul piano tecnico amministrativo per aiutare i comuni in questo tragitto.
L'articolo che ci apprestiamo a votare, depurato dalla parte relativa al finanziamento dell'articolo 19, mi trova consenziente e quindi io lo voterò anche nella migliore formulazione proposta dal Presidente della Commissione relativamente alla soluzione dell'attribuzione alle province di una dotazione finanziaria permanente per lo svolgimento delle funzioni di derattizzazione e disinfestazione già attribuite all'ex CRAAI.
Le province saranno così nella condizione di meglio organizzare il servizio e anche di meglio assicurare ai lavoratori impegnati in questa attività, almeno in alcune province, una stabilizzazione dal punto di vista occupazionale, elemento sicuramente di per sé positivo per l'andamento del servizio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, io intervengo sull'emendamento 187 perché ritengo che la finanziaria regionale, la Sfirs, che è nata con lo scopo di partecipare al capitale di rischio delle imprese, debba e possa essere finanziata proprio per sostenere le imprese che esportano fuori dal territorio regionale. La nostra è un'economia debole soprattutto perché abbiamo una grave deficienza nelle esportazioni. Il nostro è, per buona parte, un sistema economico chiuso, non si hanno risorse sufficienti per poter pubblicizzare e promuovere la maggior parte dei nostri prodotti, specialmente quelli del comparto artigianale e dell'agro-alimentare sui mercati nazionali ed internazionali.
Ora, se è vero come è vero che bisogna dare una svolta alla nostra economia, poiché i nostri prodotti sono accettati con molto entusiasmo dal mercato nazionale ed internazionale oggi come oggi io ritengo sia indispensabile una ricapitalizzazione della SFIRS affinché la stessa possa appunto promuovere interventi di sostegno a favore delle aziende che hanno, potenzialmente, capacità di esportare i loro prodotti.
L'incapacità ad esportare è una grave carenza del nostro sistema produttivo, e quindi io credo che questo emendamento debba essere accolto.
Io non ho partecipato ai lavori notturni, chiaramente non mi illudo assolutamente di poter condizionare con la mia assenza in nessun senso i lavori parlamentari, ma sapevo che era stato predisposto un emendamento di sintesi, sulla transazione dei debiti delle imprese. Ho visto, invece che è passato un emendamento che di fatto non dice niente, perché quanto contenuto in quell'emendamento rientra già tra le competenze della Giunta che può provvedere con propria delibera.
Non si è capito l'emendamento, io ho tentato di spiegarlo, ho pregato anche la Giunta di farlo proprio ; ho tentato di spiegare che oggi l'Esecutivo regionale ha il potere di transare sui debiti, di consolidare un debito, di emanare direttive. Non c'è bisogno di scriverlo in un emendamento, questo vuol dire prendere in giro le imprese.
Allora, se si è del parere che è necessario intervenire su quelle centinaia e centinaia di imprese che, pur avendo transato positivamente con le banche i loro debiti, non riescono, e quindi falliscono, a transare i debiti derivanti dalla quota di incentivo regionale perché manca a monte una norma che autorizzi i direttori generali a fare le proposte, con questo emendamento non si risolve niente, non si è voluto né vedere e né sentire.
Ribadisco che questo emendamento dà alla Giunta una competenza che la Giunta ha già. Il problema non è la Giunta; la Giunta infatti per deliberare ha necessità del parere dei direttori generali dei vari Assessorati, nessuno dei quali, ad oggi, ha mai espresso un parere perché non è prevista una norma, all'interno della legge numero 1 del '77, che in deroga al comma 1 dell'articolo 8, autorizzi, i direttori generali a fare delle proposte. E questa è una realtà. Nei vari Assessorati , specialmente negli Assessorati dell'industria, dell'artigianato e del commercio, giacciono decine di proposte formulate dalle banche, che hanno già transato positivamente con le aziende, nell'interesse della Regione e anche dell'impresa per impedirne il fallimento, proposte che non vanno avanti perché i direttori generali non essendo in vigore una norma che gli copra le spalle non si permettono di proporre niente, e con questo emendamento non si supera questo ostacolo perché si ripropongono le competenze che sono già in capo alla Giunta, mentre occorrerebbe adottare un provvedimento che autorizzi i direttori generali degli Assessorati a fare le proposte di transazione; mancando questa disposizione i direttori generali potrebbero incorrere nel reato di peculato. .
E' questo il motivo del contendere che io ho tentato di superare con la presentazione di un emendamento di sintesi nell'interesse non di una o dell'altra parte politica, ma nell'interesse della Regione da una parte perchè possa incassare e dell'impresa dall'altra perché non fallisca.
Le imprese rischiano di fallire perché la Regione che deve percepire 10 milioni (sto parlando di lire), non so, in conto interessi, si rifiuta di transare dopo che la stessa impresa ha già saldato un debito di 40 o 50 milioni con gli istituti di credito.La maggior parte di questi piccoli crediti riguardano ditte societarie, ditte individuali e principalmente le cooperative, ma il problema non viene risolto con questo emendamento. In questi ultimi dieci anni non è stata mai deliberata una, dico una, transazione dalla Giunta su proposta dei direttori generali.
Quindi, questo emendamento che propone la ricapitalizzazione della SFIRS al fine di promuovere interventi a favore delle nostre imprese esportatrici, perché sono proprio quelle le imprese che fanno da volano alla nostra economia regionale, che di fatto si caratterizza come un'economia chiusa, è importante; ma io ho voluto sottolineare anche
la questione della transazione dei debiti delle imprese perché è una questione altrettanto importante che riguarda non una ma centinaia di imprese che rischiano il fallimento proprio perché la Regione non è in grado di esercitare una sua competenza.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 184. ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Chiedo la votazione con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri PETRINI, LA SPISA, SANJUST, LOMBARDO, LICANDRO, LIORI, ARTIZZU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 184.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPPAI - CASSANO - DEDONI - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 49
Astenuti 2
Maggioranza 25
Favorevoli 14
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 33. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 384 sostitutivo totale del 188. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Il 188 naturalmente è decaduto.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 317 con le modifiche proposte dal relatore. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente per proporre una frase aggiuntiva così formulata: "Alle relative spese si fa fronte con le disponibilità recate nella UPB 05072 - capitolo 05256-00.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10, che era stato sospeso, al quale sono stati presentati gli emendamenti numero 227, 234, 228, 226, 225, 59, 58, 315, 378 che è sostitutivo parziale del 230 e il 383 che è aggiuntivo del 230, e ancora gli emendamenti numero 231, 348, 57, 233, 48, 82, 229, 349, 232, 24. .
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti:
Art. 10
Disposizioni in materia di sanità ed assistenza sociale
1. Al fine di garantire il coordinamento degli interventi di politica sociale, nelle more della revisione della legge regionale n. 1 del 1977, i provvedimenti assunti in materia di servizi ed interventi socio-assistenziali sono assunti dagli Assessorati competenti ai sensi della legge regionale n. 1 del 1977, di concerto con l'Assessorato dell'igiene, sanità e assistenza sociale, il quale ne assicura la coerenza rispetto alle complessive priorità in materia di assistenza sociale.
2. Al fine di favorire il buon uso del farmaco e di contenere lo sfondamento del tetto del 13 per cento previsto dalla Legge n. 405 del 2001 per la spesa farmaceutica convenzionata, è istituita la Commissione tecnica per l'assistenza farmaceutica con il compito di contribuire alla definizione di un insieme organico di interventi tesi a riqualificare la spesa e l'assistenza farmaceutica. La Commissione, nominata dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, è composta da non più di 10 membri scelti sulla base delle competenze tecniche e delle esperienze di valutazione delle politiche sanitarie in ambito farmacologico, epidemiologico, clinico, organizzativo, economico, informatico e dell'informazione scientifica. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore delle presente legge, l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale predispone, anche avvalendosi della Commissione tecnica, un piano organico di interventi volto a riallineare - nel medio periodo e a partire dal 2005 - la posizione della Regione rispetto ai parametri di riferimento definiti in sede nazionale e a garantire un progressivo miglioramento dell'assistenza farmaceutica. Le spese relative alla predisposizione del piano sono valutate, per l'anno 2005, in euro 50.000 (UPB S12.023).
3. I termini di scadenza delle autorizzazioni provvisorie delle strutture socio-assistenziali residenziali, semiresidenziali e aperte di cui all'articolo 41 della legge regionale 25 gennaio 1988 n. 4 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali), già prorogati dal comma 13 dell'articolo 15 della legge regionale n. 3 del 2003, possono essere ulteriormente prorogati, non oltre il 31 dicembre 2006, con provvedimento motivato dell'Assessorato regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale. In tale provvedimento, da adottarsi entro sessanta giorni dalla richiesta degli interessati, saranno indicate le prescrizioni in ordine agli adempimenti necessari per l'adeguamento ai requisiti strutturali e professionali, nonché la data entro la quale detti adempimenti dovranno essere improrogabilmente completati.
4. In deroga al comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5 (Norme di riforma del Servizio sanitario regionale), la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, è autorizzata a modificare gli ambiti territoriali delle Aziende sanitarie in relazione alle mutate delimitazioni delle province sarde.
5. Al fine di garantire la sostenibilità economica del Servizio sanitario regionale, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale adotta linee guida per la predisposizione da parte di ciascuna Azienda sanitaria di un Piano strategico di riqualificazione dell'assistenza e di rientro del disavanzo consolidato al 31 dicembre 2004. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, le Aziende sanitarie trasmettono all'Assessorato dell'igiene, sanità e assistenza sociale l'inventario generale del patrimonio aggiornato al 31 dicembre 2004, redatto ai sensi dell'articolo 38 della legge regionale 24 marzo 1997, n. 10 (Norme in materia di programmazione, contabilità, contratti e controllo delle Aziende sanitarie regionali), precisandone l'eventuale disponibilità in base a criteri funzionali. L'inventario è integrato dall'elenco degli immobili in locazione utilizzati dalle Aziende. Ai fini della valorizzazione del patrimonio disponibile, la Regione individua modalità di dismissione dei beni appartenenti al patrimonio immobiliare disponibile delle Aziende nell'ambito del più generale riordino del patrimonio immobiliare regionale.
6. Il comma 5 dell'articolo 4 della legge regionale 26 febbraio 1999, n. 8 (Disposizioni in materia di programmazione e finanziamenti per i servizi socio-assistenziali) è sostituito dal seguente:
"5. Per gli anni successivi l'importo è aggiornato con cadenza annuale sulla base delle decorrenze accertate e certificate alla data del 30 ottobre di ciascun anno.".
7. Al fine di realizzare una più completa valorizzazione delle competenze delle amministrazioni comunali in materia di politiche sociali, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, previa ricognizione delle attività svolte, della situazione economico finanziaria e del personale operante presso le case per anziani gestite dai comuni di Iglesias, Sassari e Alghero, adotta, d'intesa con i comuni interessati, il provvedimento per il definitivo riordino del personale e delle risorse delle case per anziani con l'obiettivo di superare l'attuale situazione di precarietà ed incertezza, in coerenza con i complessivi criteri di finanziamento agli enti locali in materia di politiche sociali.
8. L'integrazione regionale al finanziamento della spesa sanitaria per l'anno 2005 è determinata in euro 680.473.000 (UPB S12.027 e S12.028).
9. Per le finalità di cui al comma 13 dell'articolo 27 della legge regionale n. 7 del 2002, relative alla realizzazione e gestione del sistema informativo sanitario, è autorizzata una spesa valutata in annui euro 110.000 (UPB S12.039).
10. È autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 250.000 per l'attuazione del "Programma di screening nella scuola dell'obbligo per la prevenzione della B-Talassemia" di cui agli articoli 92 e 93 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11 e all'articolo 17 della legge regionale 7 maggio 1993, n. 23; il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, a' termini dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 (UPB S12.023).
11. È autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di:
a) euro 200.000 a favore dell'Università di Cagliari - Dipartimento di scienze biomediche e biotecnologiche, servizio malattie metaboliche del bambino, per lo studio delle malattie ereditarie del metabolismo (UPB S12.025);
b) euro 100.000 a favore del Coordinamento regionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, per i funzionamento e per l'attuazione di un programma di educazione sanitaria (UPB S12.025).
12. È autorizzato, nell'anno 2005, lo stanziamento di euro 820.000 a favore dell'Istituto Zooprofilatico Sperimentale della Sardegna quale integrazione regionale dei contributi statali (UPB S12.076).
13. Nel comma 2 dell'articolo 11 della legge regionale 26 febbraio 1999, n. 8 le parole "non superiore a lire 3.000.000.000" sono sostituite da "non inferiore ad euro 2.550.000".
EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - DIANA - LA SPISA - DEDONI - LADU - CAPELLI - MORO - SANCIU - VARGIU - CAPPAI - ARTIZZU
Art. 10
È soppresso il 2° comma. (227)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - MORO - SANNA Matteo - LIORI - OPPI - CAPELLI - LA SPISA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - ARTIZZU
Art. 10
Il comma 2 dell'art. 10 è soppresso. (234)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LICANDRO - DIANA - MORO - CAPELLI - OPPI - CAPPAI - VARGIU - SANCIU - LA SPISA - ARTIZZU
Art. 10
Nel comma 3 la frase dalle parole "non oltre" alla parola "completati" è soppressa. (228)
EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - LA SPISA - DIANA - CAPELLI - DEDONI - LADU - SANNA Matteo - SANCIU - VARGIU - CAPPAI - ARTIZZU
Art. 10
È soppresso il 4° comma. (226)
EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - LA SPISA - DIANA - SANNA Matteo - CAPELLI - SANCIU - VARGIU - CAPPAI - LICANDRO - ARTIZZU
Art. 10
È soppresso il 5° comma. (225)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO
Art. 10
Il comma 2 dell'art.10 è sostituito dal seguente:
2. Il presente comma disciplina l'istituzione, l'ordinamento ed i compiti nonché le modalità organizzative e di finanziamento dell'Agenzia Regionale della Sanità, di seguito denominata Agenzia. L'Agenzia è organo tecnico della Regione, dotato di personalità giuridica pubblica e di autonomia organizzativa, tecnica, amministrativa, contabile e gestionale, nel rispetto degli indirizzi e delle direttive stabilite dalla Giunta regionale e nei limiti dei finanziamenti ad essa assegnati dalla Regione; l'Agenzia è sottoposta alla vigilanza della Giunta regionale.
L'Agenzia è costituita con decreto del Presidente della Regione entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
L'Agenzia svolge funzioni di supporto tecnico-scientifico all'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale in materia di programmazione sanitaria, controllo di gestione, verifica della qualità, congruità e quantità delle prestazioni; in particolare, nel rispetto degli indirizzi e delle direttive della Giunta regionale, svolge le seguenti attività:
a) assistenza tecnica alle Aziende sanitarie, ai Policlinici universitari e alle Aziende di cui al decreto legislativo n. 517 del 1999, nello sviluppo degli strumenti e delle metodologie per il controllo di gestione;
b) formulazione di proposte per la definizione dei parametri di finanziamento delle Aziende sanitarie di cui alla lettera a) e delle strutture private accreditate e di relazioni sul livello dei costi e delle entrate, nonché sul raggiungimento dell'equilibrio economico in ciascuna Azienda;
c) formulazione di indirizzi tecnici nei confronti delle Aziende Sanitarie Locali e ospedaliere in materia di:
1) pianificazione aziendale in attuazione della programmazione aziendale regionale;
2) pianificazione nel settore tecnologico informativo e logistico gestionale;
3) controllo di gestione;
d) elaborazione di criteri e procedure per l'accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie ai sensi del decreto legislativo n. 229 del 1999;
e) formulazione di proposte per i programmi di educazione continua degli operatori della sanità.
Le attività tecnico-scientifiche svolte dall'Osservatorio Epidemiologico Regionale ai sensi della legge regionale n. 16/1991, si intendono attribuite all'Agenzia.
L'Agenzia può operare anche in favore di altri soggetti pubblici o privati, purché non vi sia contrasto di interessi, compatibilmente con le proprie funzioni e nel rispetto degli indirizzi assegnati dalla Giunta regionale. Dette attività devono essere retribuite, non possono comportare alcun onere a carico del bilancio regionale e sono subordinate al pieno assolvimento dei compiti istituzionali. Con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale possono essere affidati all'Agenzia per imprevedibili e straordinarie esigenze, ulteriori, specifici incarichi nell'ambito delle competenze tecnico-scientifiche ad essa attribuite; con il medesimo provvedimento la Giunta dispone il relativo finanziamento.
Il Consiglio regionale può avvalersi dell'Agenzia per le esigenze connesse all'attività legislativa. L'Agenzia, su richiesta, mette a disposizione del Consiglio regionale le conoscenze e le informazioni in suo possesso.
L'Agenzia presenta annualmente alla Giunta e al Consiglio regionale una relazione sull'attività svolta e sui costi sostenuti.
L'Agenzia è retta da un Direttore che ha la responsabilità organizzativa e gestionale dell'Agenzia e ne assume la rappresentanza legale.
Il Direttore è nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale, su conforme deliberazione della Giunta, adottata su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ed è scelto, mediante pubblica selezione per soli titoli, tra esperti di riconosciuta competenza e qualificazione scientifica in materia di programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sanitari, in possesso di diploma di laurea e di accertata esperienza dirigenziale.
Il rapporto di lavoro del Direttore è esclusivo ed è regolato da contratto di diritto privato di durata quinquennale rinnovabile una sola volta; nel contratto sono disciplinate le ipotesi di risoluzione. Valgono per il Direttore i criteri per la determinazione degli emolumenti e le incompatibilità previsti dal decreto legislativo n. 502/1992 e successive modifiche e integrazioni.
Il Direttore adotta apposito atto di assetto interno nel quale sono stabilite le norme per il funzionamento e l'organizzazione dell'Agenzia.
Il Collegio dei revisori è nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale ed è composto da tre membri scelti dalla Giunta regionale fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili di cui all'articolo 3 ter del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modifiche e integrazioni.
Il Collegio dei revisori dura in carica 5 anni; l'incarico conferito ai membri del Collegio non è rinnovabile.
Al Collegio dei revisori si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 8 della legge regionale n. 5 del 1995 e successive modifiche e integrazioni.
Entro il 30 giugno di ogni anno, la Giunta regionale con propria deliberazione adottata su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, formula gli indirizzi e pone gli obiettivi che l'Agenzia dovrà perseguire nell'anno successivo, prevedendo le relative risorse.
Il Direttore dell'Agenzia, entro il 30 settembre di ogni anno, predispone, sulla base degli indirizzi e degli obiettivi di cui all'articolo 5, il piano di attività e di spesa per l'anno successivo, nei limiti del finanziamento assegnato.
La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, verifica i risultati conseguiti dall'Agenzia, in relazione agli indirizzi ed agli obiettivi assegnati. Il mancato conseguimento degli obiettivi comporta la risoluzione del contratto e la decadenza dall'incarico del Direttore dell'Agenzia.
La nomina del nuovo Direttore è disposta contestualmente alla data dì cessazione dal precedente incarico, con le stesse modalità dì cui all'articolo 3.
Nel caso di cui al comma 2 la Giunta regionale trasmette una motivata relazione al Consiglio regionale. La Giunta regionale esercita, con le stesse modalità previste per il controllo sugli atti delle Aziende sanitarie della Regione, il controllo sui seguenti atti dell'Agenzia:
a) bilancio preventivo;
b) conto consuntivo.
L'Agenzia programma la dotazione organica del proprio personale in relazione agli obiettivi da perseguire e sulla base delle risorse finanziarie assegnate. Per gli scopi di cui al comma 1, l'Agenzia può avvalersi di:
a) personale con contratto a termine di diritto privato;
b) personale delle Aziende-USL della Regione, comandato a tempo determinato;
c) personale appartenente ai ruoli unici del personale regionale, posto a disposizione con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore degli affari generale, personale e riforma della Regione d'intesa con l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale;
d) collaboratori ed esperti esterni.
Gli oneri relativi al personale di cui alla lettera c) continuano a far capo alla Regione per la misura massima di 5 unità; gli oneri relativi al personale di cui alle lettere a), b) e d) sono posti a carico dell'Agenzia nei limiti del finanziamento ad essa assegnato dalla Regione.
Il Direttore dell'Agenzia, entro il termine di 180 giorni dalla data di immissione nelle funzioni, presenta alla Giunta regionale, per la relativa approvazione, una motivata proposta di pianta organica dell'Agenzia.
L'Agenzia applica, nella gestione della propria attività, le disposizioni che disciplinano l'amministrazione, la contabilità e i contratti della Regione.
Il servizio di tesoreria dell'Agenzia è svolto dall'Istituto che assicura il medesimo servizio all'Amministrazione regionale.
Il personale attualmente preposto allo svolgimento delle attività dell'Osservatorio Epidemiologico Regionale di cui alla legge regionale n. 16 del 1991, può, a domanda essere posto a disposizione dell'Agenzia nel rispetto delle norme che disciplinano il personale regionale e l'organizzazione degli uffici della Regione, d'intesa con il direttore dell'Agenzia.
La Giunta regionale, con propria deliberazione, su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, provvede a dotare l'Agenzia di una sede e delle risorse necessarie per il primo impianto.
Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente norma sono determinati in euro 2.500.000 per l'anno 2005.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
12 - Sanità
UPB S12.023 - Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria.
Anno 2005 euro 2.500.000
In diminuzione
03 - Programmazione e Bilancio
UPB S03.006 -Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2005 euro 2.500.000 (59)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO
Art. 10
II comma 4 dell'art. 10 è sostituito dal seguente:
4. L'art. 1, comma 2 della Legge Regionale 26 gennaio 1995, n. 5 è sostituito dal seguente:
L'ambito territoriale delle Aziende USL coincide con quello delle circoscrizioni provinciali, individuate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della Legge Regionale 1 luglio 2002, n. 10 e dell'articolo 1 della Legge regionale 13.10.2003, n. 10.
Entro trenta giorni dall'approvazione della presente legge, l'Assessorato Regionale dell'Igiene, Sanità e Assistenza Sociale emana un proprio decreto per stabilire modalità e procedure per il trasferimento del personale e dei beni patrimoniali (ex legge regionale 24.03.1997, n. 10) alle aziende subentranti.
Entro trenta giorni dall'approvazione della presente legge, lo stesso Assessorato dell'Igiene e Sanità decreta la rideterminazione delle risorse economiche spettanti a ciascuna Azienda, sulla base della spesa sanitaria riferibile alla popolazione residente entro i nuovi confini delle Aziende ASL, anche utilizzando parametri perequativi che consentano l'effettivo trasferimento ed assestamento delle nuove competenze territoriali. (58)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 10
Disposizioni in materia di sanità ed assistenza sociale
Nel comma 9 l'importo di euro 680.473.000 è sostituito con quello di: "euro 685.534.000.
COPERTURA FINANZIARIA
ENTRATA
In diminuzione
U.P.B. E03.014 FR 2005 € 3.827.000
(Cap. 11607 - 6.883.000 Cap. 11608 + 3.056.000)
In aumento
U.P.B. E12.015 AS 2005 € 6.883.000
(Cap. 23501)
SPESA
In diminuzione
U.P.B. S12.028 (Cap. 12115 - € 3.827.000 FR 2005 € 8.888.000
Cap. 12111 - € 5.061.000)
In aumento
U.P.B. S12.028 (Cap. 12116) AS 2005 € 6.883.000
U.P.B. S12.028 (Cap. 12115) FR 2005 € 5.061.000
(315)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SALIS - PACIFICO - LANZI - SERRA - FADDA Giuseppe
Art. 10
Nell'emendamento n° 230 le parole "almeno 5 anni di esperienza lavorativa" sono sostituite da "almeno 4 anni di esperienza lavorativa". (378)
EMENDAMENTO aggiuntivo SALIS - PACIFICO - LANZI - SERRA - FADDA Giuseppe
Art. 10
Emendamento n. 230
All'emendamento n° 230 dopo le parole "almeno cinque anni di esperienza lavorativa nei servizi territoriali socio assistenziali e/o sanitari pubblici e privati" sono aggiunte le parole "nello svolgimento delle funzioni di 'educatore nei settori sociale e sanitario". (383)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - MORO - SANNA Matteo - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - SANCIU - VARGIU - CAPPAI - ARTIZZU
Art. 10
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
3 bis. In attesa che si attivi il piano di riqualificazione professionale vengono inclusi tra gli operatori che possono svolgere le mansioni di educatore, anche se non in possesso dei requisiti richiesti dal DPGR n° 145/90 art. 6, gli educatori di ruolo e non di ruolo in possesso di diploma di scuola media superiore anche ad indirizzo non educativo che hanno maturato, alla data di entrata in vigore della presente legge, almeno cinque anni di esperienza lavorativa nei servizi territoriali socio assistenziali e/o sanitari pubblici e privati.". (230)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - SANNA Matteo - MORO - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - SANCIU - VARGIU - CAPPAI
Art. 10
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
3 bis. In attesa che si attivi il piano di riqualificazione professionale, vengono inclusi tra gli operatori che possono svolgere le funzioni di educatore, anche se non in possesso dei requisiti richiesti dal DPGR n. 145/90, art. 6, gli educatori di ruolo e non di ruolo in possesso di diploma di scuola media superiore anche ad indirizzo non educativo che hanno maturato, alla data di entrata in vigore della presente legge, almeno cinque anni di esperienza lavorativa nei servizi territoriali socio assistenziali e/o sanitari pubblici e privati. (231)
EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - CUCCU Franco Ignazio - BIANCAREDDU - ARTIZZU - CAPELLI - PILI
Art. 10
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. Dopo il comma 5 dell'art. 7 sono aggiunti i seguenti:
"5 bis. L'attribuzione delle funzioni di direttore generale è confermata fino alla scadenza del contratto o revocata entro i tre mesi successivi all'insediamento di una nuova Giunta regionale. Al direttore revocato viene garantita, a titolo di indennità, la metà del compenso spettante per il periodo che intercorre tra la revoca e la naturale scadenza del contratto.
5 ter. In sede di prima applicazione il termine di cui al comma precedente decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge ed al direttore generale revocato è riconosciuto il compenso nella misura dell'80% dì quanto spettante fino all'ordinaria scadenza del contratto.
5 quater. Il direttore amministrativo ed il direttore sanitario, nominati con provvedimento motivato dal direttore generale con le modalità di cui ai successivi articolo 13 ed articolo 14, cessano dall'incarico entro trenta giorni dalla data di nomina del nuovo direttore generale e possono essere riconfermati". (348)
EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - VARGIU - DEDONI - PISANO
Art. 10
All'art. 10 dopo il comma 10 è aggiunto il seguente:
"l bis. E' autorizzata nell'anno 2005 la spesa di euro 500.000 in favore della Azienda sanitaria n. 1 di Sassari per interventi per la prevenzione dei tumori (UPB S12.023)."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
12-Sanità
UPB S12.023 - Programmi speciali di ricerca, sperimenta2ione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2005 euro 500.000
In diminuzione
03 - Programmazione e Bilancio
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2005 euro 500.000 (57)
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - DIANA - CONTU - SANCIU - CAPPAI - VARGIU
Art. 10
All'art. 10 dopo il comma 10 è aggiunto il seguente:
l bis. E' autorizzata la spesa di euro 500.000 in favore della Associazione "Insieme contro il dolore" con sede in Cagliari, che svolge servizi di volontariato per i malati di tumore.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12….
euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.007
euro 500.000 . (233)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - PETRINI - SANNA Paolo Terzo - LA SPISA - SANCIU - CONTU - LIORI
Art. 10
Dopo il comma 12 è aggiunto il seguente:
12 bis. E' autorizzato per l'anno 2005 lo stanziamento di euro 100.000 a favore dell'Istituto zooprofilatico sperimentale della Sardegna, da destinare alla sicurezza alimentare e finalizzati alla realizzazione di protocolli di autocontrollo delle filiere carnee nei mattatoti pubblici.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
S12.073
(Cap. 12312)
euro 100.000
In diminuzione
S03.015
(Cap. 03066)
euro 100.000 (48)
EMENDAMENTO aggiuntivo LICANDRO - LA SPISA
Art. 10
Dopo il comma 12 è aggiunto il seguente:
"12 bis. E' autorizzata la spesa di 300.000 euro, per la concessione di un contributo al comune di Uras, per il completamento e l'acquisto di arredi per la casa di riposo".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
S12.067
euro 300.000
In diminuzione
S03.006
euro 300.000 (82)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - MORO - SANNA Matteo - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - SANCIU - VARGIU - CAPPAI - ARTIZZU
Art. 10
Dopo il comma 13 è aggiunto il seguente:
3 bis. A valere sullo stanziamento recato dalla UPB S12.023 capitolo 12012-00, è autorizzata la spesa di € 250.000 per ciascuno degli anni 2005 e 2006, per la realizzazione di una campagna per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. (229)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LICANDRO - DEDONI - OPPI
Art. 10
Dopo il comma 13 è aggiunto il seguente:
"13 bis. La regione ridetermina l'entità del compenso per i ricoveri e le prestazioni nelle Residenze sanitarie Assistenziali (RSA) nella misura del 70 per cento a carico del Servizio sanitario regionale e del 30 per cento a carico del cittadino o del competente Comune; le spese previste per l'attuazione del presente comma sono valutate in complessivi euro 6.000.000 annui, in ragione di euro 4.000.000 per le spese imputabili al settore sanitario e di euro 2.000.000 per le spese imputabili al settore sociale (UU.PP.BB. S12.028 - S12.066)."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.028
anno 2005 euro 4.000.000
anno 2006 euro 4.000.000
anno 2007 euro 4.000.000
UPB S12.066
anno 2005 euro 2.000.000
anno 2006 euro 2.000.000
anno 2007 euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
anno 2005 euro 6.000.000
anno 2006 euro 6.000.000
anno 2007 euro 6.000.000 (349)
EMENDAMENTO aggiuntivo LIORI - DIANA - SANNA Matteo - MORO - SANCIU - VARGIU - CAPPAI - ARTIZZU
Art. 10
All'art. 10 è aggiunto il seguente comma:
"13 bis. È autorizzata l'erogazione annua della somma di 50.000 euro agli invalidi civili della Sardegna a titolo di contributo sulle spese di viaggio e soggiorno sostenute per usufruire di cure termali e climatiche (U.P.B. S12.066)."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
12 - Assessorato Igiene, Sanità e Assistenza sociale
UPB S12.066 Cap. 12286 (NI) - Contributi agli invalidi civili della Sardegna sulle spese di viaggio e soggiorno sostenute per usufruire di cure termali e climatiche
anno 2005 euro 50.000
anno 2006 euro 50.000
anno 2007 euro 50.000
In diminuzione
03 - Assessorato Programmazione
UPB S03.006 Cap. 03030
anno 2005 euro 50.000
anno 2006 euro 50.000
anno 2007 euro 50.000
è ridotta di pari importo la riserva prevista nella tabella 0A, punto 4, allegata alla Legge Finanziaria. (232)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - PETRINI - SANNA Paolo Terzo - LIORI
Art. 10
Dopo l'articolo 10 è aggiunto il seguente:
"Art. 10 bis
1. La Regione autonoma della Sardegna al fine di valorizzare la ricerca nel campo della prevenzione primaria dei tumori e nel campo della prevenzione secondaria, l'assistenza sanitaria e psicologica e l'attività riabilitativa e follow-up, l'iniziativa di informazione e di educazione alla salute, l'attività di informazione e di aggiornamento nonché di attivare il registro tumori, il registro mortalità, il registro mortalità della provincia, le mappe di rischio oncogeno in ambito lavorativo, le attività di ricerca epidemiologica in ambito oncologico, istituisce i centri per Io studio e la prevenzione oncologica, denominati CSPO.
2. I CSPO sono ubicati presso i locali delle Aziende sanitarie nei capoluoghi di provincia, a tale scopo è autorizzato per l'anno 2005 lo stanziamento di euro 15.500.000.".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
12-SANITÀ
S12.023 Cap. 12017-01 (NI) - Spese per l'istituzione dei Centri per lo studio e la prevenzione oncologica (CSPO)
2005 euro 15.500.000
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
S03.015
2005 euro 15.500.00 (24))
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati. Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per illustrare l'emendamento numero 227 e, avendo un identico contenuto anche il 234.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, l'argomento è stato già trattato in Commissione, per cui l'illustrazione potrebbe anche essere superflua. Noi chiediamo la soppressione del comma 2 dell'articolo 10, relativo all'istituzione di una Commissione tecnica con il compito di razionalizzare la spesa farmaceutica.
Occorre precisare, subito, che una Commissione esiste già, avrà forse una composizione pletorica, come qualcuno ha detto, ma ha svolto un ruolo importante e che ha portato risultati positivi. La Commissione era guidata dalla dottoressa Del Zompo, persona che gode di alto prestigio scientifico, con la quale abbiamo un rapporto improntato alla stima reciproca pur non appartenendo la dottoressa Del Zompo alla nostra area politica. Sotto la sua guida la Commissione tecnica, al cui interno erano presenti tutte le categorie del settore sanitario, ha portato avanti una serie di iniziative che hanno consentito significativi risparmi nella spesa e una riqualificazione dell'assistenza farmaceutica; Questa Commissione non si è più riunita, nonostante l'erogazione di fondi da parte dello Stato per l'avvio di un'azione di sensibilizzazione, anche con acquisizione di strutture, sull'utilizzo dei farmaci generici. Azione che, va detto, non ha dato un buon risultato.
Noi in Sardegna viviamo in questo settore una situazione di instabilità. L'Assessore saprà senz'altro che per esempio nel mese di febbraio la spesa farmaceutica, pur contenuta negli ultimi tempi ha avuto un incremento del 3,1 per cento in termini generali, e un picco del 4,82 a Sassari nonostante la nomina del nuovo manager. Ma la responsabilità non si può certamente addebitare ad un direttore che si è appena insediato.
Queste cifre, pur considerando che il farmaco viene dato in forma diretta, e soprattutto che nel febbraio del 2004 le ditte farmaceutiche non praticavano lo sconto, chiaramente ci fanno capire che non riusciremo a contenere lo sfondamento del tetto del 13 per cento previsto dalla legge numero 405/01 per la spesa farmaceutica convenzionata.
I componenti della Commissione prevista nell'articolo 10 dovrebbero essere inoltre anche esperti di informatica, ma evidentemente in Sardegna non ne abbiamo perché il manager della ASL di Sassari ha chiamato, come esperto informatico, un modesto dipendente della ASL di Modena.
Eppure l'onorevole Fadda, a suo tempo, ne aveva contattato uno a Cagliari estremamente valido: il dottor Codonesu. In Sardegna, inoltre, diversamente dalle altre regioni, esistono delle malattie endemiche, la percentuale dei malati di diabete è al disopra della media nazionale, gli emofiliaci richiedono una assistenza costosa. Certamente l'imposizione del ticket, marginale in Sardegna visto che gli esenti sono il 70 per cento, potrebbe essere un deterrente.
Mi era parso in un primo momento che il presidente Soru sostenesse l'esigenza di istituire il ticket, ma poi è tornato sui suoi passi . Anche la dottoressa Dirindin ha avanzato questa ipotesi quando ha constatato le difficoltà del settore. La Sardegna non è il paese di Bengodi eppure per anni non abbiamo fatto pagare né i farmaci né le visite ai turisti. Per anni non abbiamo applicato la tassa sul bollo automobilistico e neanche l'addizionale sull'Irpef; e dobbiamo mantenere i piccoli ospedali. Sono spese notevolissime!
La nuova Giunta vuole portare avanti una politica di rigore sul fronte della spesa, non comprendiamo allora la ratio di una previsione di spesa di 50 mila euro per un gruppo di esperti, almeno così sembra, anche se l'assessore Pigliaru mi ha fatto osservare che in effetti si potrebbe affidare un incarico ad una struttura esterna. Però, la Commissione ha operato bene con la presenza dei sindacati, , dei rappresentanti delle categorie, della Federfarma, dei funzionari qualificati che godono la stima oggi più di ieri dell'assessore Dirindin; non condividiamo quindi il comma 2 di questo provvedimento, che poteva anche non essere inserito. Per quanto mi riguarda è un'altra norma intrusa, perché nessuno vieta di istituire una Commissione , e del resto le risorse discendono dall'assestamento approvato nel mese di ottobre.
Conosciamo il parere della maggioranza e quindi anche quale sarà la decisione finale su questo emendamento; noi riteniamo che questo onere che graverà sulle casse della Regione poteva essere evitato in nome di quella politica di rigore con la quale questo provvedimento contrasta.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 228 si dà per illustrato. Per illustrare l'emendamento 226 ha facoltà di parlare il consigliere Oppi.
OPPI. (U.D.C.). Con l'emendamento 226 chiediamo la soppressione del comma 4 dell'articolo 10 in quanto riteniamo che sia competenza del Consiglio e non della Giunta la modifica degli ambiti territoriali delle ASL a seguito delle mutate delimitazioni delle province sarde.
Approfitto di questa illustrazione, Assessore, per darle un suggerimento nell'interesse generale, come ne do sempre e infatti ne ho dati tanti anche all'assessore Pigliaru che spesso li ha ascoltati.
Lei ha modificato, con una delibera di Giunta, il termine per la presentazione del piano socio-assistenziale spostandolo dal 31 di dicembre al 31 di gennaio. Molti comuni, a seguito di una lettera dell'ANCI che riportava questa indicazione, non hanno approvato il piano socio-assistenziale nei termini stabiliti in legge.
Se non modifichiamo la norma di riferimento nel corso della finanziaria io sono convinto che potranno sorgere diversi contenziosi per l'eventuale inclusione o esclusione dei comuni nella predisposizione del piano. Ciò che si intende sottolineare con questo emendamento è che una delibera di Giunta non può modificare una legge.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 225 ha facoltà di parlare il consigliere Oppi.
OPPI (U.D.C.). Chiediamo la soppressione del quinto comma in quanto norma intrusa.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento si dà per illustrato.
VARGIU (Riformatori Sardi). No, Presidente, intendo illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ritengo necessario illustrare l'emendamento con il quale chiediamo la soppressione di questo comma. Concordiamo con il collega Oppi nel considerarla, sostanzialmente, una norma intrusa in quanto è normativa di controllo e di verifica più che finanziaria, ma non è propriamente in rapporto al contenuto che chiediamo la soppressione della stessa. Noi, in effetti, ci poniamo il problema di come debba essere interpretato il suddetto comma, perché si sostiene che entro 30 giorni dall'entrata in vigore di questa legge la Giunta regionale adotta le linee guida per la predisposizione da parte di ciascuna Azienda sanitaria di un Piano strategico di riqualificazione dell'assistenza e di rientro dal disavanzo consolidato. Questa disposizione ci sembra non solo "buona e giusta", ma addirittura necessaria, però
ci chiediamo su quale base la Giunta regionale adotterà linee guida per la predisposizione del Piano. Noi riteniamo infatti che le linee guida debbano essere collegate ad una progettualità che, per quanto riguarda la sanità, ancora non vediamo.
Quando venne approvato l'11 ottobre il Protocollo d'intesa tra l'Università e la Regione, tra gli impegni che vennero pubblicizzati sulla stampa c'era quello di approvare entro 180 giorni il piano di razionalizzazione della rete ospedaliera dal quale sarebbe conseguita una serie di ricadute in primo luogo sul medesimo protocollo d'intesa e, inevitabilmente, anche sulle linee di indirizzo da adottare nelle AA.SS.LL. per riqualificare la spesa e l'assistenza e per rientrare dal disavanzo consolidato.
Se ci sono delle linee guida generali note, conosciute, accettate e condivise,o se non condivise comunque conosciute, è evidente che da queste linee guida possano discendere per le otto più una aziende sarde, ed eventualmente anche per le due aziende miste, delle indicazioni per mantenere elevata la qualità dell'assistenza e, contemporaneamente, per tentare l'operazione del rientro dal disavanzo che sicuramente richiederà del tempo ma che è virtuoso, sano e giusto iniziare.
Ma se mancano queste linee generali di indirizzo diventa veramente difficile comprendere quali linee guida la Giunta regionale possa adottare entro trenta giorni, come è detto nel comma, e proporle alle AA.SS.LL., così che queste possano iniziare il loro percorso virtuoso. Ugualmente ci sembra fuori luogo, almeno sino alla valorizzazione del patrimonio disponibile delle aziende, individuare dei tempi cogenti, trenta giorni, se i tempi non sono altrettanto cogenti per l'individuazione da parte della Regione delle cornici di riferimento all'interno del quale le aziende si devono muovere, a meno che la Regione non intenda predisporre il Piano sanitario regionale e il piano di razionalizzazione della rete ospedaliera attraverso le linee guida indirizzate alle AA.SS.LL. Questo modo di procedere ci sembrerebbe comunque davvero improprio.
Sappiamo che l'Assessore ha in avanzata fase di preparazione il Piano sanitario regionale; questo Piano lo attendevamo e lo attendiamo ancora con estrema ansia, anche se senza pressioni di alcun tipo. Ci rendiamo conto infatti che in una Regione è priva del Piano sanitario regionale da vent'anni circa pochi mesi di ritardo sono assolutamente comprensibili, soprattutto se il Piano rappresenta davvero la possibilità di imprimere una svolta seria e innovativa alle politiche della sanità in Sardegna.
Ci sembra però che non abbia un grande senso, nell'attesa di avere le cornici di riferimento e le indicazioni generali sulle quali si muoverà la sanità sarda, dire che entro trenta giorni (specificando quindi anche il numero dei giorni), verranno adottate linee guida per il piano di riqualificazione delle assistenze e il rientro dal disavanzo. Il rientro dal disavanzo, per fermarci a questo aspetto, può avvenire soltanto se si ha idea di quali sono i livelli delle prestazioni, i livelli della qualità, il numero dei posti letto, il numero dei posti "acuti" che all'interno di ogni singola azienda si deve comunque ipotizzare che esista.
Se tutto questo non c'è, perché non c'è il quadro di riferimento generale, non si capisce come le aziende possano ipotizzare un piano di riqualificazione della propria spesa in assenza di direttive, e se le direttive si volesse darle fuori dal Piano sanitario regionale, fuori dal piano di razionalizzazione della rete ospedaliera, semplicemente con una delibera di Giunta che alla fine sostituirebbe sostanzialmente il quadro di riferimento generale, ci sembrerebbe davvero improprio.
Quindi crediamo che questo comma 5, nella stesura che è stata proposta, sia davvero difficilmente sostenibile a meno che ci sia qualche elemento in questo comma 5 che è sfuggito alla lettura, allora siamo in attesa di avere precisazioni che eventualmente facciano cambiare idea sull'emendamento soppressivo che abbiamo proposto.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 59 ha facoltà di parlare il consigliere Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'emendamento numero 59, riferito al comma 2 dell'articolo 10, ha una storia che io vorrei ripercorrere nei pochi minuti che gli possiamo dedicare in questa Aula. Come il collega Oppi ha sottolineato nel suo intervento, il comma 2 concerne l'attivazione di una Commissione; anche in questo caso, si persegue l'obiettivo virtuoso della riduzione della spesa farmaceutica che costituisce, come sappiamo, un onere importante nel complesso della spesa sanitaria, in Sardegna, infatti, vengono superati i limiti imposti a livello nazionale.
Abbiamo qualche difficoltà a comprendere poiché non conosciamo i dati nel dettaglio, i motivi per cui la spesa sanitaria in Sardegna si attesta sui 5-6 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Ma soprattutto non abbiamo, ad oggi, alcun tipo di strumento per intervenire sui meccanismi di controllo della spesa, con una operazione di riqualificazione della spesa medesima. Quando venne stabilito il contenimento del tetto dello sfondamento al 13 per cento, parametro che viene ricordato anche all'interno del comma 2, nelle altre regioni italiane si sono attivati una serie di meccanismi finalizzati a riportare la spesa farmaceutica sotto controllo; obiettivo considerato raggiungibile non comprimendo il consumo di farmaci, privando cioè chi abbia diritto dell'utilizzo dei presidi farmacologici necessari, ma scoraggiandone l'uso improprio. Si tendeva quindi a creare una complessiva cultura dell'utilizzo del farmaco che coinvolgesse soprattutto i prescrittori, quindi, come ha ricordato il collega Oppi, la medicina di base e anche quella ospedaliera; ma in particolar modo la medicina di base che è, dal punto di vista della spesa farmaceutica un precipuo sistema di controllo, tale da determinasse un cambiamento culturale anche delle abitudini della popolazione.
A questi meccanismi se ne sono aggiunti altri, quali la prescrizione di medicinali, se è possibile, all'interno degli ospedali, sapendo che gli ospedali hanno uno sconto superiore a quello delle farmacie, a quello delle aziende, sull'approvvigionamento, e l'adozione, sia negli ospedali che all'interno della distribuzione privata, delle somministrazioni monodose o delle somministrazioni comunque finalizzate terapeuticamente esclusivamente alla cura della particolare patologia, che consentono un risparmio complessivo nella spesa farmaceutica.
Queste soluzioni ovviamente non possono essere introdotte sulla spinta emergenza all'interno di una finanziaria se non si dispone di un meccanismo complessivo che possa curare ogni aspetto di controllo, di verifica della qualità e di innovazione che all'interno dell'Assessorato della sanità si deve comunque svolgere.
Noi quindi, nell'emendamento sostitutivo del comma 2, comma che propone un pannicello caldo per la spesa dei farmaci, prevediamo l'istituzione in Sardegna dell'Agenzia regionale per la sanità, istituzione di cui si è più volte parlato in questa Aula e sulla quale, paradossalmente, tutti si sono sempre detti d'accordo. Io ricordo un convegno sulla sanità organizzato nel 1997 dal P.D.S., così si chiamava il partito dei D.S., n cui l'allora responsabile alla sanità del partito, attuale assessore, Dadea, disse di aver molto apprezzato una proposta dell'istituzione ordinistica medica finalizzata all'istituzione dell'agenzia regionale per la sanità.
Era il 1997, l'istituzione ordinistica medica lavorò in questo senso, cercando di sensibilizzare i partiti allora presenti in Consiglio; i partiti si dimostrarono tutti sensibili sull'argomento, l'Assessore regionale della sanità di allora, che adesso io ho di fronte come Presidente del Consiglio, sposò l'iniziativa ma, purtroppo, in quella legislatura non si raggiunse un risultato. Insieme con il collega Ibba riprovammo, , grazie anche alla nostra presenza su questi banchi, nella legislatura successiva, dal '99 al 2004; la Commissione sanità si occupò in maniera, io direi esaustiva, del problema compiendo anche viaggi di studio in altre regioni italiane per verificare il funzionamento di strutture analoghe e per capire come, in Sardegna, si potesse creare una struttura di supporto tecnico scientifico all'Assessorato, senza alcuna vocazione politica, perché le scelte politiche sarebbero rimaste comunque in capo all'Assessorato. Una struttura agile, dinamica, attiva, non certamente un carrozzone, presente in qualsiasi momento, in grado di prestare consulenza, qualora questa venisse richiesta, su tutte le politiche dell'Assessorato della sanità.
Anche i due Assessori che nella scorsa legislatura si alternarono alla guida della sanità si dichiararono favorevoli all'istituzione dell'Agenzia, ma il testo della Commissione non arrivò all'esame e alla approvazione in Aula.. La Commissione approvò il testo sull'Agenzia regionale alla sanità nella scorsa legislatura solo con i voti della maggioranza di allora, , quindi senza i voti, per esempio dei colleghi D.S.; però, paradossalmente, i colleghi D.S. sono stati i primi in questa legislatura a riprendere integralmente la proposta formulata dalla Commissione sanità nella scorsa legislatura presentandola come proposta di legge autonoma del loro Gruppo. Quindi si deve pensare che questa proposta non arrivò all'approvazione dell'Aula non perché non fosse condivisa ma, esclusivamente, per i bizantinismi della politica alla quale siamo comunque tutti abituati..
Allora, visto che con questa finanziaria dobbiamo dare avvio alle riforme, perché vi è la necessità di dare veramente una spallata al vecchio sistema, cercando di portare delle cose nuove all'interno della politica, inseriamo una norma intrusa (come la definiamo noi), o una riforma (come la definite voi), che tutto sommato è condivisa, perché il centrodestra che l'ha votata anche nella scorsa legislatura oggi la ripropone, il centrosinistra l'ha presentata sotto forma di proposta di legge in questa legislatura tramite il più autorevole partito che la rappresenta, i D.S.
Io credo che se l'Agenzia regionale della sanità funzionasse noi non avremmo bisogno del comma 2, nel senso che le politiche sul farmaco verrebbero affidate, con un loro budget, all'Agenzia che nel giro di sei mesi sarebbe in grado di prospettare all'Assessore le possibili iniziative per il controllo della spesa farmaceutica in Sardegna. Ovviamente, sarebbe poi in capo all'Assessore la scelta politica su quali tra queste proposte siano compatibili con l'orientamento politico della Giunta e della maggioranza.
Ma l'idea guida è che l'Assessorato, finalmente, alleggerisce la sua struttura pachidermica avendo a disposizione un meccanismo interno di acquisizione di informazioni, di sapere, di conoscenze, di know-how in merito alle politiche della sanità in Italia e fuori d'Italia al fine di dare risposte immediate ai problemi della sanità sarda.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 58 ha facoltà di parlare il consigliere Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'illustrazione di questo emendamento in realtà richiederà assai meno tempo rispetto alla precedente. L'emendamento in questione propone di sostituire il comma 4 non perché ritenga che l'argomento trattato non abbia assoluta e totale dignità ma, anzi, proprio per garantirne piena dignità.
Come voi sapete, noi Riformatori, con quella foga riformatrice che il collega Cugini ogni tanto ci ricorda, già nella passata legislatura avevamo avvertito che l'eventuale avvio delle quattro nuove province sarde avrebbe creato una serie di scompensi. La nuova divisione del territorio regionale sardo in otto province comporta una modifica dell'attuale organizzazione territoriale delle A.A.S.S.L.L., stabilita per legge, perchè si ha il caso di territori incorporati in una nuova provincia ma che afferiscono a un'altra come A.S.L. Prendo ad esempio Isili, ma i casi simili sono tanti, che apparteneva alla A.S.L. e alla provincia di Nuoro, ebbene, oggi continua ad appartenere alla A.S.L. di Nuoro, ma è entrato a far parte della provincia di Cagliari. Soprattutto nei casi in cui c'è un distretto, un ospedale, si crea una situazione per cui questi distretti e soprattutto questi ospedali diventano degli ospedali dimenticati. E' anche fisiologico che ciò avvenga, perchè la A.S.L. di Nuoro sa che il distretto di Isili è destinato a entrare nella A.S.L. di Cagliari, di conseguenza la A.S.L. di Nuoro inevitabilmente non dirigerà i suoi investimenti verso Isili. E' ovvio infatti che chiunque debba amministrare un territorio vasto, con esigenze superiori rispetto al budget disponibile, se sa che comunque una parte di questo territorio è destinata a essere perduta, inevitabilmente tenderà ad avere per quella parte meno attenzione.
La modifica degli ambiti territoriali delle A.A.S.S.L.L. in rapporto alle nuove delimitazioni delle province se era già urgente nella passata legislatura, e noi presentammo una proposta di legge ad hoc, diventa ancora più urgente adesso. Noi pensiamo che il testo dell'emendamento da noi proposto sia più adeguato dal punto di vista legislativo, abbia più forza dal punto di vista giuridico, rispetto alla dizione esitata dalla Commissione, in quanto sono meglio dettagliati i meccanismi che devono guidare la territorializzazione delle A.A.S.S.L.L. in conformità alle nuove province.
PRESIDENTE. Si danno per illustrati gli emendamenti numero 315 e 378. Per illustrare l'emendamento numero 214 ha facoltà di parlare il consigliere Diana.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, questo emendamento è talmente chiaro che credo non abbia bisogno di essere illustrato, anche perchè credo che l'Assessore ne abbia compreso benissimo lo spirito. PRESIDENTE. L'emendamento numero 378 è ritirato. Si danno per illustrati gli emendamenti numero 383 e 231. Per illustrare l'emendamento numero 348 ha facoltà di parlare il consigliere Oppi.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, io voglio fare una breve cronistoria, anche per poter meglio chiarire questo emendamento, che è stato per altro bocciato in Commissione dalla maggioranza. La dottoressa Dirindin ha presentato a suo tempo, in modo abbastanza anomalo, un emendamento all'ordine del giorno in forma di delibera Noi, conoscendo il testo, l'abbiamo ripreso e presentato in Commissione dove è stato bocciato dalla maggioranza.
Con questo emendamento si stabilisce con legge che, entro i tre mesi successivi all'insediamento della nuova Giunta, l'attribuzione delle funzioni di direttore generale può essere confermata fino alla scadenza del contratto oppure revocata. Credo che la situazione attuale sia tale da aver determinato molte volte delle anomalie. Noi, io sono diventato Assessore della sanità nel novembre del 1999, abbiamo tenuto in carica per quattordici mesi, nonostante un disavanzo di 400 miliardi, gli stessi manager, anche in assenza totale di un bilancio. Abbiamo anche dato, con un mio atto deliberativo, degli obiettivi;poi, ovviamente, la competenza sulla base della "31" è del direttore generale, i ritardi sono fuori dalle mie competenze.
Però, vedete, forse fra me e la professoressa Dirindin è sorto un equivoco; io non ho mai fatto, me ne guardo bene, atti eclatanti ma può succedere che uno nel parlare si esprima male, avremo modo quindi di parlarne e di risolvere i problemi che evidentemente hanno creato incomprensioni. Chiaramente se una persona, anche se tra virgolette, dice che c'è uno scellerato compromesso, un do ut des, fra i direttori generali e l'Assessorato della sanità, quel minimo di sensibilità che è in ognuno di noi insorge, e allora io dico che rapporti con i direttori generali, almeno per quanto mi riguarda, non ne ho mai avuto. Infatti uno ha detto che sono scorbutico, l'altro dice altre cose. Ho cercato di fare il mio dovere nel migliore dei modi, ma non c'è stato mai un do ut des.
Da un po' di tempo a questa parte, però, compaiono sulla stampa alcune dichiarazioni. Premetto che so benissimo che questa prevista nell'emendamento è una norma intrusa; sono anche a conoscenza che la professoressa Dirindin con un gruppo di lavoro sta portando avanti la modifica della legge 5/95, e di questo gliene si dà merito; da troppo tempo però la stampa riporta frasi tipo: "voi andate a casa", mentre il direttore generale dell'Assessorato impartisce direttive a dei manager; funzione questa che, al di là di quello che questi manager hanno o non hanno saputo fare, non rientra nelle competenze del direttore generale.
Noi abbiamo indubbiamente delle strutture che vegetano e quindi di fatto non sono operative. In questa situazione molti manager avranno certamente un rigurgito di orgoglio che li porterà a dire che non servono, o servono soltanto a richiedere "l'autorizzazione"; autorizzazione che magari viene data e non data, e qualcuno, come nel caso specifico che ho citato prima del manager di Sassari, che ha nominato con procedura d'urgenza un esperto informatico, se la attribuisce. Però io so che possono insorgere responsabilità di fronte alla Corte dei Conti, e nel momento stesso in cui sono venuto a sapere che la Giunta, al di là delle dichiarazioni, prendeva decisioni, ho presentato un emendamento nel quale credo.
Dopo aver letto sul giornale che queste sarebbero le ultime ore per i manager della A.S.L.", che si tratta sull'emendamento della Dirindin, che sui manager la delibera è all'esame dell'Esecutivo, che la maggioranza va verso una nuova spaccatura, che la Dirindin decide sulla rimozione senza buonuscita, io dico che non voglio creare problemi a nessuno; errori se ne fanno tanti, ma nelle strutture ci sono anche operatori e direttori seri che portano avanti un programma. E' il caso, da lei citato, della assistenza domiciliare integrata, la famosa ADI, grazie alla quale attraverso un piano triennale elaborato dalla Regione sono state assistite circa settecento persone. In altri casi invece l'incapacità molte volte porta anche a ritardare i tempi e a utilizzare male i soldi.
Ripeto, quindi, che io non ho alcun rapporto con i direttori generali, tranne uno con il quale abbiamo un rapporto di stima reciproca, che se ci sono le condizioni perché la revoca dell'incarico possa avvenire senza disporre una buonuscita, questo sarebbe a vantaggio di quella politica di rigore perseguita dall'amministrazione, poiché non voglio creare problemi a nessuno ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 348 è ritirato. Per illustrare l'emendamento 57 ha facoltà di parlare il consigliere Cassano.
CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, questo emendamento mira principalmente - e sollecito in merito l'attenzione dell'Assessore - a trasferire delle risorse in favore della A.S.L. numero 1 di Sassari, al fine di riequilibrare una situazione non giusta. Caro Assessore, presso la A.S.L. numero 8 di Cagliari i pazienti che richiedono visita senologica, mammografia e quant'altro per la prevenzione dei tumori, non pagano il ticket, mentre invece i pazienti della provincia di Sassari, loro malgrado, visto che si parla di prevenzione, sono costretti a pagare interamente la prestazione.
Quindi con questo emendamento noi vogliamo proporre all'Assessore e alla Giunta che si ponga rimedio a questa ingiustizia che i pazienti della provincia di Sassari, appunto, quotidianamente subiscono. Ci sono persone che indubbiamente possono pagare, ma ci sono anche indigenti, persone che non possono pagare e che più di una volta rinunciano alle prestazioni sanitarie andando incontro a rischi, pericoli e quant'altro.
Non voglio elencare, caro Assessore, ciò che sta avvenendo a Sassari nella sanità. Cito il problema relativo alla radioterapia; è di ieri la notizia che poiché a Sassari non hanno né attrezzature sufficienti né personale i pazienti sono sballottati da una parte all'altra, vengono addirittura inviati a Roma.
Evidentemente il cambio della guardia in Assessorato non è servito a niente, le liste di attesa sono ancora più lunghe che in passato. E ancora, caro assessore Dirindin, a che cosa serve mandare via i manager se poi lo stato delle cose rimane inalterato?
Io le chiedo perciò di manifestare la sua sensibilità ponendo fine alla situazione difficile che vive la provincia di Sassari, e soprattutto la invito a erogare le risorse necessarie per garantire l'attività di prevenzione.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 233 ha facoltà di parlare il consigliere Artizzu.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, questo emendamento vuole mettere l'accento sull'importanza dell'assistenza domiciliare ai malati terminali di tumore. Il ricovero e la degenza in ospedale di questi pazienti ha dei costi altissimi per la comunità, invece curati e assistiti a casa possono trascorrere questi momenti drammatici usufruendo di una qualità della vita decisamente superiore a quella che offre la struttura ospedaliera.
Il movimento di volontariato che si è creato intorno e a favore di questa categoria di ammalati è, a mio avviso, degno di considerazione perché si avvale dell'impegno di molti medici,
tra l'altro questo movimento è guidato da due primari dell'ospedale oncologico di Cagliari, di infermieri, oltre che di volontari che si occupano, diciamo, degli aspetti organizzativi e amministrativi dell'associazione.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue ARTIZZU.)
Io credo che l'assessore Dirindin conosca questa realtà, anzi sono certo che la conosce, perché ha avuto anche modo di incontrare alcuni dirigenti della medesima. Gli ammalati assistiti sono diverse centinaia; l'iniziativa ha preso l'avvio nella città di Cagliari e nell'hinterland, adesso progressivamente l'azione del movimento di volontariato in questione si è estesa alla provincia di Cagliari.
Io credo che abbia ottenuto risultati eccellenti proprio per il miglioramento della qualità della vita degli ammalati e anche della qualità terapeutica; gli ammalati terminali di tumore ricevono infatti gratuitamente la visita quotidiana del medico che poi, naturalmente, provvede all'espletamento delle terapie necessarie, mentre il personale infermieristico garantisce quell'assistenza collaterale che però è importantissima perché consente di insegnare ai familiari dei malati lo svolgimento di alcune operazioni che possono benissimo essere fatte a casa e che sono importantissime per la vita degli ammalati.
Io non so se questo emendamento sarà sostenuto anche dai colleghi della maggioranza, naturalmente sarebbe bello e opportuno che tutti lo votassimo; vi invito comunque, a prescindere dall'esito del voto, a tenere in considerazione queste che sono le nuove frontiere dell'assistenza domiciliare.
Assistenza domiciliare che è una realtà importante che in tante regioni italiane, proprio in virtù dell'impegno dei volontari, viene già attuata con risultati eccellenti, certificati anche nei convegni e nelle pubblicazioni scientifiche. Noi, oggi e nelle prossime occasioni, dobbiamo tenere presente che un potenziamento della assistenza domiciliare è importante, è opportuno, è utile, perché consente un deciso miglioramento della qualità della vita dei malati terminali di tumore e anche un enorme risparmio dal punto di vista economico.
Inoltre la diffusione dell'assistenza domiciliare libera dei posti in ospedale destinati naturalmente alle urgenze, alle terapie che non possono prescindere dal ricovero, allo stesso tempo consente alle famiglie di assistere costantemente i loro cari ammalati e di essere più partecipi nella terapia e ai malati stessi di affrontare questi momenti drammatici e dolorosi che spesso, purtroppo, sono anche gli ultimi della loro vita, in condizioni decisamente più decorose e più accettabili.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 48 ha facoltà di parlare il consigliere Rassu.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, come è noto il settore zootecnico è stato colpito da una serie di gravi e ricorrenti emergenze sanitarie quali, principalmente, la cosiddetta malattia della mucca pazza, o BSE, la scrapie, la peste suina, che hanno provocato una diminuzione del livello di fiducia nei consumatori e, di conseguenza, una contrazione nel consumo di alimenti di origine animale; contrazione che si è poi ripercossa a cascata su tutta la filiera della produzione, anche se in questo momento il mercato è in ripresa.
Nel caso della BSE, comunemente chiamata mucca pazza, ad esempio, i danni hanno investito sia il settore produttivo primario costituito dalle aziende zootecniche che il settore della commercializzazione nel quale operano grossisti e dettaglianti, con un conseguente danno economico enorme in tutta la Comunità europea. E questo è notorio a tutti.
Il consumatore, giustamente, considera un prerequisito fondamentale la qualità sanitaria delle carni presenti nei circuiti commerciali, e questo è un problema cui si aggiunge quello della perdita economica dovuta alla mancata vendita degli animali e quindi al recupero delle spese sostenute. Basti ricordare le migliaia e migliaia di capi bovini colpiti dalla BSE che, sino a poco tempo fa, rimanevano in stalla invenduti, e nel caso della blue tongue addirittura vigeva il divieto di spostarli da un'azienda all'altra. Il danno economico in determinati casi ha causato anche il crollo di molte aziende, sia del settore zootecnico che di quello della distribuzione.
In Sardegna, che tra l'altro è una regione con una forte presenza di allevamenti bovini e ovini, sia da latte che da carne, a causa del manifestarsi di altre emergenze sanitarie, quali la scrapie, la blue tongue e altre epizoozie, la situazione è ancora più grave.
L'Unione Europea ha intrapreso, a proposito, una serie di iniziative volte a innalzare il livello delle garanzie per il consumatore. Basta ricordare il libro bianco sulla sicurezza alimentare, l'istituzione dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare e la sessione dell'autocontrollo alla produzione primaria, i sistemi di rintracciabilità delle carni bovine e dei prodotti alimentari in generale. Appare tuttavia evidente che queste azioni di controllo debbono essere condotte in maniera sinergica tra Regione, Stati nazionali e Comunità Europea, e su questo credo che siamo tutti d'accordo.
Proprio la Comunità Europea, con l'intento di rafforzare i controlli sulle carni, ha emanato, una decisione della Commissione, la 471 dell'8 giugno 2001,
che fissa le norme per i controlli regolari delle condizioni igieniche e generali svolti dagli operatori di stabilimenti di macellazione, conformemente alla direttiva CEE 64/433 sulle condizioni sanitarie per la produzione e l'immissione sul mercato di carni fresche. Questa decisione è ormai operante anche nei macelli a capacità limitata - questo è il nocciolo della questione - perché è proprio nei piccoli macelli, sembra assurdo, che ci sono minori controlli perché sono periferici.
In base a questo nuovo strumento legislativo, gli operatori degli stabilimenti sono tenuti ad effettuare controlli regolari sull'igiene generale delle condizioni di produzione del loro stabilimento. I controlli sanitari devono essere eseguiti su utensili, accessori, macchinari e sui prodotti, sulla base dei principi metodologici del sistema HACCP, analisi dei pericoli e punti di controllo critici.
L'applicazione di questo sistema, imposto dal legislatore europeo, presuppone la messa in campo di procedure preliminari, i cosiddetti prerequisiti, che costituiscono l'insieme delle azioni che assicurano condizioni ambientali e operative favorevoli alla produzione igienica degli alimenti. Ad esempio le caratteristiche igienico sanitarie della struttura di macellazione e sezionamento, la manutenzione delle apparecchiature, i programmi di controllo dell'acqua, degli infestanti, i programmi di pulizia, la sanificazione delle superfici di lavoro e quant'altro è strettamente indispensabile e necessario per garantire l'igienicità della lavorazione.
Di conseguenza, oltre al controllo assicurato dal servizio veterinario della ASL territorialmente competente, i macelli, compresi quelli pubblici, devono mettere in atto e monitorare appropriati sistemi di autocontrollo delle produzioni in grado di assicurare adeguate garanzie di igiene e sicurezza alimentare. Anche i piccoli macelli pubblici, ai quali bisogna riconoscere un ruolo assolutamente importante nel servizio che offrono direttamente sul territorio, sono pertanto soggetti alle norme sopraccitate, se pur vi sia il rischio che l'aggravarsi dei costi di applicazione delle nuove norme di igiene possa far venir meno la loro presenza e di conseguenza il ruolo di cui sopra.
La proposta contenuta nell'emendamento ha come obiettivo principale quello di aumentare il livello di sicurezza dei prodotti destinati alla linea alimentare umana, ed è finalizzata alla realizzazione dei protocolli di autocontrollo delle filiere carni nei mattatoi pubblici, con il supporto tecnico e scientifico dell'Istituto zooprofilattico, il quale Istituto zooprofilattico ha avuto, ho visto, un finanziamento se non proprio consistente abbastanza sufficiente. Ma il problema è che questo particolare settore, non essendoci in finanziaria una destinazione specifica, viene trascurato, ma la conseguenza diretta è una minore tutela dell'utenza, cioè del cittadino che acquista la carne.
Approvando questo emendamento si otterrebbe quindi il duplice importante risultato di garantire da un lato la tutela della salute umana e dall'altra di fornire un servizio di supporto ai macelli pubblici. Quindi, in definitiva, questa proposta mira - e qualcuno dirà che anche questa è una marchetta", - ad erogare all'Istituto zooprofilattico una cifra, seppur non consistente, da destinare solo ed esclusivamente, così come ho detto, alla sicurezza alimentare, quindi alla realizzazione di protocolli di autocontrollo. Le modalità per l'erogazione del finanziamento possono essere diverse; si può decidere di destinare specificamente una parte del finanziamento già attribuito all'Istituto zooprofilattico sperimentale di Sassari ma credo che l'importo non sia sufficiente, oppure si propone un incremento dello stanziamento proposto all'Istituto zooprofilattico con la destinazione che ho appena elencato.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 82, 229, 349 e 232 si danno per illustrati. Per illustrare l'emendamento numero 24 ha facoltà di parlare il consigliere Rassu.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, questo emendamento di fatto ha il contenuto di una mia proposta di legge, presentata nella scorsa legislatura, e propone la realizzazione dei CSPO, cioè dei Centri per lo studio e la prevenzione oncologica dei tumori, principalmente dei tumori della mammella e dei tumori del colon e della cervice uterina.
I tumori maligni, come tutti sappiamo, rappresentano nel mondo occidentale, in Italia e anche in Sardegna, la seconda causa di morte. Queste patologie interessano tutte le fasce di età ; sono poco frequenti nei soggetti giovani, ma dopo i quarant'anni aumentano rapidamente e progressivamente, raggiungendo il picco più alto nelle fasce di età oltre i sessant'anni.
Ogni anno in Sardegna sono attestati circa 6.800 casi di tumore maligno, il 50 per cento dei quali purtroppo mortale. Io ho preso ad esempio, e lo dico di fronte a tutti, perché non c'è niente di cui vergognarsi, un'iniziativa che è stata portata avanti dalla Regione Toscana, dove, con un incentivo minimo, tutti i cittadini periodicamente sono invitati a visite di controllo. Questa attività ha determinato in quella regione un abbassamento del tasso di mortalità da cancro del 60 per cento.
Il problema è che nessuno di noi, purtroppo, me compreso, è incoraggiato a farsi periodicamente quei check up, quelle visite che magari gli impedirebbero di contrarre nel tempo un tumore. Bene, se i cittadini invece vengono chiamati periodicamente alla visita, non andranno tutti, ma l'80 per cento andrà e comunque sia si farà un'opera di prevenzione utile e necessaria di salvaguardia, tra l'altro, della vita dei cittadini.
Ma non c'è solo questo aspetto da considerare. Io ho sentito poc'anzi l'intervento del collega Oppi, e conosciamo il peso in finanziaria della sanità; vorrei sapere quante risorse finanziarie la Regione sarda, e quindi anche lo Stato, deve mettere a disposizione per le esigenze della sanità, nel caso specifico a quanto ammonta l'intervento finanziario della Regione per la cura e l'assistenza di queste patologie. Stiamo parlando di tumori maligni. Bene, è comprovato che la Sardegna, come le altre Regioni, spende una cifra di gran lunga superiore a quella che invece spenderebbe per portare avanti un'opera di prevenzione concreta.
L'attività di prevenzione concreta è data proprio dalla istituzione di questi centri che a tutt'oggi non esistono, esistono strutture convenzionate, esistono altri tipi di strutture ma non esiste in ogni A.S.L. dei nostri territori, delle nostre province, un centro per la prevenzione dei tumori. Io non mi illudo assolutamente che questo emendamento possa essere ricevuto ed approvato dall'Aula, ma vuole essere comunque uno stimolo, un richiamo, una segnalazione poiché con una spesa modica, pari a 15 euro a testa, in Sardegna si aprirebbero i centri di prevenzione che consentirebbero di ridurre la mortalità per tumore, questo è il dato delle statistiche nazionali, del 60 per cento. Cioè si passerebbe dai circa 4000 casi di morte per cancro a 1500. Riusciremmo a salvare all'anno 2500 vite umane, che è l'equivalente della popolazione di uno dei nostri paesi..
Questa è la realtà, questi dati statistici sono conosciuti dall'Assessorato, dalle università, sono dati statistici inconfutabili che io ho attinto dai centri di ricerca. Lo scopo di questo emendamento è di sensibilizzare l'Assessorato della sanità affinché al più presto vengano istituiti questi centri.
Io tre anni fa, lo ripeto, presentai una proposta di legge il cui contenuto ripropongo all'attenzione dell'Aula, ma ritengo necessario che anche l'Esecutivo valuti tutti gli aspetti di questo problema.
L'istituzione di questi centri, da ubicare nei locali delle A.S.L. delle province, consentirà di effettuare studi e ricerche per monitorare le diverse manifestazioni di queste patologie ed effettuare così una migliore opera di prevenzione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, il parere della Commissione è negativo sugli emendamenti numero 227, 234, 228, 226, 59; il parere è negativo anche sul 225ma si propone di modificare il comma 5 dell'articolo prevedendo il termine di novanta giorni in luogo di trenta. Sull'emendamento 58 il parere potrebbe diventare positivo se i proponenti accettano di sostituire nel terzo alinea le parole "l'Assessorato regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale emana un proprio decreto per stabilire" con "la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, stabilisce", nel quarto alinea le parole "Assessorato dell'igiene e sanità decreta" con "la Giunta regionale, su proposta dello stesso Assessore dell'igiene e sanità, stabilisce" e prevedendo un termine di sessanta giorni in luogo di trenta. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 315, 383, 230. Si esprime invece parere negativo sui restanti emendamenti numero 231, 57, 233, 48, 82, 229, 349, 232, .
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme al parere espresso dal relatore. Preciso che nell'emendamento 315, della Giunta regionale, il riferimento corretto è al comma 8 e non al comma 9.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna). Signor Presidente, chiedo alla sua cortesia e a quella dell'Assemblea una sospensione dei lavori di trenta minuti per consentire una riflessione in merito all'articolo 10.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni la seduta è sospesa per trenta minuti. I lavori riprenderanno alle 13 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 45, è ripresa alle ore 13 e 19.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, io inizialmente avrei voluto presentare un emendamento all'articolo 10, non l'ho presentato perché reputo che con le risorse già a disposizione sia del settore sanitario che di quello della formazione, si potrebbe riuscire a fare ciò che, assessore Dirindin, io avevo proposto quando intervenni nel corso della discussione sul Piano socio-[S1] sanitario.
Volevo semplicemente chiederle, quindi, se poteva esserci da parte sua, e della Giunta nel suo complesso, una attenzione verso tutte quelle associazioni di volontariato che, giornalmente, svolgono un compito molto importante, oserei dire fondamentale, dal punto di vista sociale nella nostra Regione. Mi sto riferendo a tutte quelle associazioni che offrono il servizio delle ambulanze.
Diversi mesi fa io le chiesi, e sinceramente speravo di trovare in finanziaria una risposta positiva, una forte, fortissima azione di formazione rivolta agli operatori di questo servizio, perché trattasi prevalentemente di giovani e di ragazzi che svolgono questa loro attività in maniera assolutamente gratuita. La Regione Sardegna, è l'esempio che le feci un po' di tempo fa, destina risorse anche abbastanza ingenti, già da diversi anni, al settore dell'acquisto delle ambulanze; abbiamo per fortuna un numero abbastanza numeroso di ambulanze sul territorio, però non si spende una lira per formare gli equipaggi che lavorano sulle ambulanze.
Assessore Dirindin le chiedo, perciò, un suo intervento, un intervento del Presidente, per colmare questa lacuna che purtroppo la Regione ha. Molte volte si pongono in essere degli interventi, si erogano contributi su richiesta per attività che mancano comunque di una programmazione nel merito ben precisa, io penso invece che sarebbe assolutamente importante programmare degli interventi specifici di formazione per le associazioni di volontariato in generale e, in particolare, per quelle che si occupano appunto del servizio di ambulanze.
Per concludere, le chiedo di esporre all'Aula nella sua replica, eventuali decisioni assunte su questo problema, mancando nell'articolo 10 qualunque riferimento in merito..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io ritengo di poter condividere, con molta facilità, i contenuti di questo articolo 10 della legge finanziaria, pur consapevole del fatto che questo rappresenta forse il secondo tassello del mosaico della sanità che stiamo cercando di progettare e di costruire dal luglio dell'anno scorso ad oggi.
Dico il secondo perché mi pare che il primo possa essere oggettivamente considerato il protocollo di intesa siglato tra AA.SS.LL., Regione, Università, mentre il terzo e il quarto presumo saranno l'approvazione, quando sarà, rispettivamente del Piano socio-sanitario, che più giusto sarebbe chiamare socio-assistenziale, e poi del Piano sanitario regionale. Pertanto ci stiamo muovendo in una logica, come dire, frazionata per tempi, di cui questo articolo 10 rappresenta il secondo momento e, proprio in quanto tale, non può avere dei contenuti onnicomprensivi.
Ma, sicuramente tocca, essendo questa la legge finanziaria, quelle parti del programma della sanità che più attengono anche agli aspetti economici; e, infatti, su due, tre delle questioni trattate, entro i limiti di tempo consentiti, voglio spendere poche parole.
Prendo in esame innanzitutto il secondo comma che istituisce una Commissione tecnica con il compito di riqualificare la spesa e la stessa assistenza farmaceutica al fine di non superare la quota del 13 per cento della spesa farmaceutica convenzionata, che è una quota, dell'intervento statale oltre la quale deve subentrare la Regione con risorse proprie a garantire la correttezza della distribuzione gratuita per i farmaci di fascia A e di fascia B.
. Chiaramente dobbiamo avere l'accortezza di prevedere questa Commissione non così, tanto per farla, ma perchè contribuisca effettivamente a determinare soluzioni strategiche sull'utilizzo del farmaco.
Se è vero infatti quello che ha detto l'onorevole Vargiu in merito all'Agenzia regionale per la sanità, e cioè che tra le sue competenze ha anche quella della programmazione della spesa farmaceutica, è anche vero che noi abbiamo necessità di adottare un provvedimento immediato in questo settore. L'Agenzia regionale per la sanità, per gli stessi motivi che il collega Vargiu illustrava, richiede tempi evidentemente più lunghi di quelli ipotizzati, visto che ci stiamo lavorando dal 1997.
Allora, io credo che sia necessario istituire questa Commissione, ma credo anche che debba essere una Commissione snella, una Commissione agile, non possiamo pensare a Commissioni mastodontiche composte più da rappresentanze di parti sociali che da componenti tecnici. E' una Commissione che deve basarsi su competenze tecnico-scientifiche, economiche, attuariali e professionali.
In quest'ottica anche l'esperienza fatta a suo tempo da un consigliere regionale di questa Assemblea all'interno della CUF nazionale, la Commissione unica del farmaco, credo possa essere un buon viatico per cercare strutturare, questa Commissione sullo schema della CUF nazionale di cui il professor Gessa ha fatto parte.
Credo inoltre che dovremmo anche cercare di considerare il fatto che il farmaco non può essere considerato soltanto come un fenomeno di spesa, ma deve essere visto soprattutto come uno strumento essenziale per garantire la salute e la qualità della vita dei cittadini. E proprio perché è uno strumento essenziale a tal fine il suo uso va razionalizzato e reso proficuo fino al massimo delle possibilità;
è necessario chiarire infatti che il mondo della sanità paga oneri e costi, nel settore farmaceutico, che dipendono non dalla sanità in sé stessa quanto dal settore dell'industria farmaceutica: dai suoi problemi contrattuali, dai suoi problemi commerciali, dai suoi problemi di distribuzione e dai suoi problemi di informazione. E a questo si lega anche un altra disposizione di questo articolo 10 che io condivido, contenuta nel comma 6, e cioè la costituzione di un comitato regionale per la bioetica.
Io credo che la Sardegna sia l'unica regione in Italia a non aver istituito ancora un Comitato regionale per la bioetica; un Comitato al quale, nella proposta, vengono attribuite alcune competenze anche in materia di ricerca biomedica e di ingegneria genetica. Allora, io dico questo perché se noi non leghiamo le funzioni dei due gruppi di esperti, dei due gruppi di lavoro che devono in qualche modo essere sinergici con la progettualità politica dell'Assessorato, rischiamo di dare vita a due iniziative distinte, che si eludono a vicenda.
In questo contesto si situa pertanto tutto il problema della sanità, intesa come strumento di sviluppo e di arricchimento del nostro prodotto interno lordo grazie alle possibilità offerte da quello che io continuo a chiamare il "turismo sanitario". Con questa definizione intendo che la nostra Regione, ormai all'avanguardia - e così riconosciuta nel mondo - in quattro o cinque filoni di ricerca molto importanti, può diventare un punto di riferimento e di ritrovo non solo all'interno dei Paesi dell'area mediterranea ma di tutta Europa e di alcune altre parti del mondo.
Se noi non leghiamo le finalità delle due funzioni di cui sopra fra di loro, rischiamo di vanificare il motivo stesso per il quale le stiamo proponendo.
Il secondo argomento che voglio richiamare, è quello che attiene alla territorializzazione delle Aziende sanitarie locali. Io credo che sia un fatto naturale cercare di ricostruire una sanità articolata per territori omogenei dal punto di vista sociale, economico e culturale più che amministrativo, territori ai quali va garantita l'assistenza sanitaria nei modi conformi e soprattutto nelle modalità più facilmente praticabili e percorribili. Ecco perchè non si discute neanche il fatto che alle nuove delimitazioni delle province sarde debba necessariamente corrispondere una nuova articolazione delle Aziende sanitarie locali.
Sulle Aziende sanitarie locali dobbiamo avere il coraggio di dirci chiaramente alcune, poche, cose. Il decreto legislativo numero 502 del '92, che ha dato origine al nuovo sistema sanitario nazionale e alla sua articolazione nei sistemi sanitari regionali, ancora vigente, ha definito, e i successivi provvedimenti, fino al decreto legislativo 229 del '99 hanno confermato questa impostazione, i direttori generali delle AA.SS.LL. come degli "angeli spuri", asettici, senza identità e senza sesso che vanno bene per qualunque cosa e per qualunque soluzione, proprio perché sono soltanto ed esclusivamente dei manager, sono soltanto ed esclusivamente dei direttori generali, dei superesperti, tanto super che devono conseguire dei risultati, tanto esperti che vengono retribuiti con retribuzioni consistenti.
Bene, le esperienze di questi ultimi dieci anni hanno dimostrato che così non è, che non esiste una dissociazione tra la conduzione politica e la conduzione tecnica delle Aziende sanitarie locali, e che è sciocco pensare il contrario quando i fatti, lo ripeto, dimostrano che il direttore generale è obbligatoriamente coerente con l'impostazione politica del sistema.
Allora, se questo ragionamento…
PRESIDENTE. Onorevole Ibba, i dieci minuti sono passati.
IBBA (Gruppo Misto). Però, passano veloci!
PRESIDENTE. Certo, passano veloci. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, colleghi, siamo arrivati dunque alla discussione di uno dei punti cardine di questa manovra finanziaria, una dei punti cardine non soltanto per la quantità di denaro impegnata, ma per l'importanza che la materia sanitaria riveste per la collettività sarda. Una materia questa che, esattamente come per il calcio, ci fa sentire tutti allenatori e tutti in grado di poter dire la propria, peggio ancora, tutti quanti in grado di saper amministrare bene in tema sanitario.
Invece, per effetto dei problemi sociali che sono legati alla sanità, è ben vero il contrario, e cioè che la materia è complessa, è estremamente complessa, e che i provvedimenti non possono non tener conto delle esigenze dei territori, di tutti i territori della nostra Isola e anche delle singole patologie. E non si può non tener conto nemmeno, quando parliamo e si decide di sanità, del fatto che il peggior approccio è quello economicistico, quello cioè che tende a guardare maggiormente ai bilanci più che alla qualità e alla quantità delle prestazioni.
Sono affermazioni di principio, sia ben chiaro, che ho avuto modo di affermare altre volte nel primo scorcio di questa legislatura, come anche in occasione di tutta la legislatura passata, e che con preoccupazione che si rinnova sento di dover ripresentare oggi in quest'Aula.
Quando un Paese è libero, quali sono le prime esigenze di un Paese libero prima ancora delle infrastrutture, prima ancora delle strade, dell'acqua e di tutto il resto? Ma, un Paese è libero, certamente, quando la sanità e, aggiungo, l'istruzione sono assicurate per tutti e non soltanto per chi può permetterselo o per chi ha la fortuna di nascere o di vivere in quelle realtà territoriali dove i servizi sanitari sono migliori.
Ora, voi dovete dirmi se effettivamente in quest'articolo 10, che contiene appunto il cuore delle politiche sanitarie, voi avete tenuto ben presenti i problemi sociali, tutti i problemi sociali della sanità sarda. Io credo di no, questa norma è zeppa di commi programmatici che impongono ai manager delle AA.SS.LL., ad esempio, una serie di adempimenti; manager delle AA.SS.LL. dei quali voi continuamente vi lamentate perché li considerate politicizzati e al servizio di chi governava ieri e non più oggi.
Io credo che in realtà voi dovreste scrivere una norma che preveda di mandare a casa tutti i manager del passato per sostituirli con altri che siano di vostro gradimento. Perché vedete, poiché non dimentico che avevate promesso di far pervenire il Piano sanitario regionale in Commissione entro gennaio, io credo che il ritardo sia proprio legato al fatto che i manager delle AA.SS.LL. scelti dal Governo di centrodestra della scorsa legislatura, in realtà siano ancora al loro posto.
L'alternativa che voi rappresentate, quella di inserire una lunga sfilza di precetti e di buoni propositi per la razionalizzazione della spesa farmaceutica (sappiamo tutti quanto incida la spesa farmaceutica sul complesso della spesa sanitaria), e della gestione delle AA.SS.LL., è destinata a diventare lettera morta. Io non sono d'accordo con quanto sostenuto dal collega che mi ha preceduto, l'onorevole Ibba, perché le vostre sono soltanto parole, certamente ben disposte una dietro l'altra, che nascondono un vuoto preoccupante.
Io non vedo, perché è veramente assente, un progetto alternativo a quello del centrodestra per una sanità che sia efficiente e non soltanto dal punto di vista economico ma anche, e soprattutto, sotto il profilo dei contenuti, delle prestazioni e della delimitazione dei territori.
Voi volete razionalizzare, l'avete detto più volte, volete chiudere, anche se non ne parlate più, l'avete sostenuto all'inizio di questa legislatura, i piccoli ospedali; però, se questo avverrà, questo porterà solamente a scoprire che decine di migliaia di sardi rischiano di non avere quei servizi minimi che sono assolutamente necessari per una sanità degna di una società civile. Si creerebbero, inoltre, secondo me due categorie di sardi in rapporto ai livelli qualitativi dell'assistenza sanitaria nei diversi territori.
Ora, l'alternativa è spendere, è spendere bene e molto di più rispetto a quanto da voi previsto. Vedo che nell'articolo 10 vi preoccupate del settore della ricerca; però mi piacerebbe che vi occupaste della ricerca, della prevenzione che è fondamentale, di tutte le patologie. Invece non riesco a spiegarmi perché, anche in questo campo, voi abbiate operato delle scelte che, come tali, chiaramente, sono opinabili se non anche discutibili.
Ad esempio recuperate dei soldi da destinare all'educazione sanitaria per la prevenzione dei tumori, e io dico che è una cosa assolutamente giusta, ma non c'è nessuna disposizione ad esempio per la sclerosi multipla, o per le leucemie cosiddette da uranio impoverito che sono già state affrontate dai mezzi di informazione ma non mi risulta che siano state supportate da studi scientifici adeguati.
Le incongruenze sono tante e chiaramente, per brevità, ho potuto solo elencarle, forse qualche collega nella maggioranza potrebbe darmi una mano, specie per discutere di ricerca scientifica potrebbe essermi d'aiuto anche il collega, il professor Gessa, ma non credo che raccoglierà il mio invito a denunciare che cosa non va bene di questa manovra sanitaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Io vorrei commentare l'emendamento che sopprime il comma relativo alla Commissione tecnica per il farmaco. Io, come forse voi sapete, ho lavorato per quattro anni alla CUF, la Commissione unica sul farmaco nazionale, e ho acquisito su questo tema una certa esperienza. Mi sono quindi molto meravigliato delle dichiarazioni dell'onorevole Oppi sulla Commissione diretta da una farmacologa, la professoressa Maria Del Zompo, che apparterrebbe al mio Gruppo.. Questa Commissione come voi sapete è composta da ventitre persone, la CUF nazionale da dodici; di queste ventitre persone otto sono sindacalisti, nella CUF ce n'era uno e forse neanche perché era un medico; tre rappresentanti della Federfarma, cioè tre farmacisti, e un solo farmacologo, mentre i farmacologi clinici presenti nella CUF sono quattro; e, credetemi, non sto difendendo la categoria. Inoltre questa Commissione si è riunita otto volte in due anni e invece doveva riunirsi una volta al mese. Questa Commissione è stata nominata due volte, una volta dall'onorevole Oppi e una volta dall'onorevole Capelli a distanza di due anni, e quindi è un paradosso che ci chiedano di non nominarne un'altra soprattutto se penseremo a bonificarla e a far sì che lavori veramente perché, da ciò che mi risulta, la Commissione non ha contribuito a diminuire il costo dei farmaci e, almeno lo spero, credo che non abbia neanche contribuito ad aumentarlo.
L'affermazione dell'onorevole Oppi, secondo la quale Maria Del Zompo non appartiene al suo Gruppo ma al mio, non corrisponde assolutamente per me alla realtà. Io non ho mai chiesto ai miei allievi, perché Maria Del Zompo è mia allieva, da che parte batte il loro cuore, se a destra, a sinistra, non me ne importa niente, a me interessa che gli allievi appartengano, come lei sa, a un gruppo cosiddetto di eccellenza, anzi, non cosiddetto, dichiarato di eccellenza perché questa parola viene ripetuta troppe volte per auto celebrazioni.
Quindi vorrei, possibilmente, che questa fosse una Commissione agile, composta al massimo da dieci persone competenti, che lavorino veramente e non si prestino solamente ad avvallare ciò che l'Assessore decide.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). L'onorevole Gessa molte volte è distratto e quindi dà interpretazioni di altri interventi o fa affermazioni del tutto gratuite. Evidentemente non ha neanche letto l'articolo 10, altrimenti avrebbe intuito che la nostra osservazione non attiene alla "eccellenza", ma al fatto che finora la Commissione fosse a costo zero mentre oggi vengono stanziati cinquantamila euro. Per quanto riguarda Maria Del Zompo, va detto che quando le venne richiesta la collaborazione lei dichiarò la sua diversa appartenenza politica rispetto al centrodestra. Cosa che sapevano e sanno tutti, lo sanno anche i gatti! Ma questo dato è irrilevante tanto è vero che quando fu nominato Assessore l'onorevole Capelli, questa è una confidenza strettamente personale, la professoressa Del Zompo mi disse che si sentiva a disagio non avendo con il nuovo Assessore lo stesso rapporto che intercorreva tra noi. Io le risposi che era stata scelta per la sua valenza professionale, come persona di prestigio, non certamente per motivi politici.
Secondo problema, quando la dottoressa Dirindin convocherà i sindacati, i tre più grossi, per stipulare il contratto , siccome vorranno essere tutti presenti, saranno presentati ricorsi su ricorsi. Ecco perché è così folta la rappresentanza sindacale, ecco perché ci sono tutte le categorie; e sa perché c'è la Federfarma? Perché in questa Sardegna strana, caro professor Gessa, forse lei era distratto, non pagava niente nessuno, un milione e mezzo di persone nel periodo estivo avevano i farmaci gratis perché praticamente non eravamo in condizioni di predisporre il programma informatico, mentre quando noi andiamo in Continente paghiamo fino all'ultima lira. Su questi costi abbiamo recuperato dieci miliardi il primo anno, perché chi veniva in Sardegna non andava alla guardia turistica, perché si pagano quindici euro; andava direttamente al pronto soccorso dell'ospedale, ad Olbia magari dove transitano ottocentomila persone, questo significava bloccare il pronto soccorso. Ed ecco il deterrente del ticket, il cui costo è di un quarto inferiore rispetto ad altre regioni italiane.
Non siamo contrari a questa Commissione, professor Gessa, siamo contrari tutt'al più quando lei interferisce, come ho detto l'altro giorno, in un programma e disattendendo l'atto formale di una Commissione. E' la prima volta che si disattende e non si dà in percentuale il cento per cento ai suoi allievi, perché sa bene l'Assessore competente che i cinquecentomila euro di integrazione previsti nella mia proposta erano finalizzati ai progetti in itinere compreso il suo, che ha sempre avuto il massimo rispetto agli altri, per la sua valenza scientifica, non perché aveva un'appartenenza politica. Quindi, cerchiamo di stare nel seminato. Noi non siamo contrari, lo ripeto, ma ci chiediamo se valga la pena di spendere cinquantamila euro per una Commissione visto che contemporaneamente si intendevano togliere 31 mila euro destinati a categorie tra le più povere.
Comunque, stando al tema, onorevole Ibba, lei sa benissimo che è difficile per la sanità sarda il rispetto del tetto del tredici per cento. I problemi della sanità isolana sono particolari rispetto a quelli di altre regioni (malattie endemiche eccetera), e inoltre anche i medici devono imparare ad operare in modo diverso. Nel mese di gennaio, c'è stato un decremento della spesa farmaceutica, con un risparmio di oltre 4 miliardi rispetto all'anno precedente, Nel mese di febbraio invece la spesa per le ricette è aumentata, e noi vogliamo sapere il perché di questa altalena. Ecco la necessità dei controlli, ecco il rigore dove serve!
Anche perché nel distretto sanitario del Sulcis, sono riusciti a ridurre la spesa farmaceutica anche nel mese di febbraio sensibilizzando in tal senso i medici di base.
In assenza di persone qualificate, in assenza di personale, in assenza di strutture, abbiamo chiesto a persone di buona volontà ai rappresentanti della FIMMG appunto, il vostro sindacato, di collaborare per evitare che venissimo penalizzati dalla Stato.
Se questo però non va bene datevi da fare e non dimenticatevi, per esempio, delle guardie mediche delle quali mi sono ricordato io e voi mi avete seguito. Sulle cose sulle quali noi non siamo d'accordo, riparleremo in fase di bilancio, Ma sostanzialmente sono queste le osservazioni sull'articolo 10 .
Vorrei dire ancora che io non condivido, per esempio, il comma 7, che contiene il riferimento alle case per anziani di Sassari, Alghero e Iglesias, perché ritengo sia una norma intrusa Queste strutture sono a carico dei comuni e c'è un comune che si assume l'onere di rimetterci due miliardi all'anno per rendere un servizio a quattordici comuni; l'amico Biancu ha fornito una spiegazione, ma bisogna riportare queste strutture alla stessa funzione delle altre. Io posso essere d'accordo ma difficilmente un comune può sprecare, dico sprecare, risorse proprie per rendere un servizio a degli anziani che non sono del comune di Iglesias. Ho visto che è prevista una integrazione di fondi, ed è evidente che il settore va razionalizzato, e questo si poteva fare non in finanziaria, perché la competenza è del comune di Iglesias non è della Regione, che però giustamente si occupa dei dipendenti della Regione in capo a quella struttura. Nel momento stesso in cui la Regione dovesse rinunciare, questi dipendenti della sanità, diciotto tra guardiani e inservienti, figure generiche, non professionali, dovranno tornare o venire per la prima volta a Cagliari a svolgere funzioni di guardiania nell'Assessorato della sanità.
Un altro problema prospettato in un altro comma dell'articolo 10, se non sbaglio, riguarda la localizzazione dei vecchi ospedali nelle nuove realtà provinciali. Anche su questo difficilmente si potrà intervenire entro quest'anno, vero dottoressa Dirindin? Perché il riparto è stato già fatto, la destinazione delle risorse finanziarie alle otto AA.SS.LL. e al Brotzu è già decisa e trasferire il personale di due ospedali come quelli di Bosa e Isili non è una cosa che si può fare entro trenta giorni. Alcune cose sono state anche fatte, ma in forma abbastanza ridotta perché non avevate ancora il quadro di riferimento nazionale, però di fatto è una cosa estremamente difficile. In ultimo faccio un breve riferimento a un emendamento, ma è difficile una valutazione da questo punto di vista, che prevede risorse aggiuntive da mettere a disposizione dei comuni da utilizzare per gli anziani delle RSA. Questo è un problema che va visto con molta attenzione, perché in Sardegna gli anziani non hanno la possibilità di pagare una retta di tre milioni e mezzo - quattro milioni. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io credo non sia un caso se si discute l'articolo 10 per ultimo. L'articolo tratta infatti un argomento fondamentale nel programma di questa maggioranza, per il peso che ha naturalmente la sanità nel bilancio regionale. È all'attenzione di tutti, e credo siamo tutti d'accordo, il fatto che all'interno di questa finanziaria ci siano diversi elementi di rinnovamento, qualcuno parla di norme intruse, introdotti per motivazioni che qui sono state riportate e che possono essere anche condivisibili.
L'articolo 10 invece si caratterizza non per l'introduzione di questi elementi di grande rilievo e di cambiamento, ma in particolare perché dà degli indirizzi. Dà degli indirizzi perché gli strumenti, quelli veri che servono a modificare la sanità, sono ormai pronti e anche all'attenzione, almeno in parte, della Commissione che io presiedo.
Credo che bisogna dare atto all'Assessore che essendo questa una finanziaria , finanziaria deve essere e quindi entra, in particolare, nel merito degli aspetti che riguardano i costi della sanità; costi che, in qualche modo, caratterizzano il bilancio regionale e che negli anni passati, e sarà così anche per il prossimo assestamento di bilancio, hanno inciso in maniera pesante sulla destinazione delle risorse, molte delle quali utilizzate appunto per coprire il disavanzo della sanità.
Io credo che tutti possano condividere il bisogno di voltare pagina e credo anche che, proprio attraverso la finanziaria, debbano essere inviati dei messaggi precisi in questa direzione. Quando si parla di coordinamento, di istituire Commissioni per il controllo della spesa farmaceutica, di scadenze relativamente alle autorizzazioni rilasciate alle molte strutture private presenti in Sardegna, di ambiti territoriali delle nuove AA.SS.LL., dei piani di rientro dal disavanzo annuale delle varie AA.SS.LL., , quando si parla di programmazione alla quale devono contribuire anche le AA.SS.LL. e gli enti locali per avere una sanità diversa, quando si parla di "Casa Serena", e non si capiscono i motivi per cui ci deve essere ancora quella confusione all'interno di queste strutture, e si parla anche di sistema informativo, di screening per la talassemia, di università, di zooprofilattico, io credo che in una finanziaria si stia entrando nel merito delle questioni più qualificanti di questo importante settore.
L'articolo 10, come si vede, infatti, ha pochi commi, soprattutto rispetto ad altri articoli della finanziaria che stiamo portando a conclusione. Gli obiettivi che caratterizzano tutti questi commi sono il contenimento della spesa e il recupero delle risorse in particolare per continuare a garantire, all'interno di un processo di riordino della sanità in Sardegna, i servizi sociali.
Nella sanità occorrono investimenti forti, ma il primo investimento è l'impegno forte di questa maggioranza; e nonostante le difficoltà, che sono presenti, io credo che questa maggioranza stia già facendo molto. La Commissione ha visitato tutte le AA.SS.LL. della Sardegna; ed, è emerso in maniera forte, in maniera dirompente lo scoordinamento che esiste tra le varie AA.SS.LL., l'assenza di obbiettivi comuni; abbiamo constatato una situazione di emergenza che deriva dall'esistenza di livelli diversi di sanità tra una A.S.L. e l'altra, è emergenza perché sono sofferenti tutte le strutture, gli impianti, perché esiste un problema di sicurezza sul lavoro, come è stato scritto in numerosi articoli;è emergenza per il basso livello della recettività, per le lunghe liste di attesa.
E' emerso che la sanità in Sardegna va avanti quasi ed esclusivamente grazie alla passione e all'attaccamento al lavoro profuso dagli operatori della sanità.
Io credo che occorra intervenire, urgentemente, per cambiare la gestione della politiche sociali, e intervenire nella formazione, nell'informatizzazione e nella ricerca, predisponendo progetti finalizzati ad acquisire risorse pubbliche, a non perdere i fondi comunitari a disposizione che, nella disattenzione, rimangono inutilizzati, a coinvolgere soggetti privati. . Contemporaneamente la Commissione continua il lavoro, e l'Assessorato per la sua parte, di produzione degli strumenti necessari a far sì che la sanità in Sardegna possa garantire prestazioni e cure ottimali; la predisposizione di questi importanti strumenti, che devono sostituire i precedenti ormai desueti, è in forte ritardo, ma proprio perché sono così importanti qualche ulteriore giorno di credo possa essere capito.
Io ritengo che nel frattempo però alcune questioni che determinano situazioni di stallo nelle varie AA.SS.LL possano essere affrontate. È giusto quindi che in questa finanziaria si disponga che è necessario riorganizzare i confini per adeguarli, naturalmente, a quelli delle nuove province, che è necessario anche intervenire per rientrare nei parametri imposti dal Governo nazionale per il contenimento della spesa farmaceutica, per il semplice fatto che altrimenti verremmo pure penalizzati.
E' altrettanto urgente entrare nel merito, come ha fatto chi mi ha preceduto, di temi delicati ed importanti come la bioetica, per capire quello che si sta facendo in Sardegna, per fare in modo che ci sia un coordinamento che in questo momento non esiste e per far sì che non si creino situazioni anomale che in qualche modo non sarebbero sotto controllo.
Con questa finanziaria, a mio parere, si deve iniziare a fare chiarezza nell'importante settore della sanità, ed eliminare quindi le situazioni di disordine e di incertezza che, per quello che abbiamo potuto constatare, abbondano.
Sono stati presentati emendamenti interessanti, tra questi anche uno, non presentato da noi, che è stato ritirato e che avrebbe potuto dare l'opportunità di omologare tutte le AA.SS.LL. della Sardegna procedendo ad un rinnovo dello staff manageriale, come è stato fatto a Sassari, staff manageriale con il quale si discute e si programma. Su questo punto credo che si debba procedere urgentemente perché la situazione di stallo, che noi abbiamo verificato essere in atto, potrebbe essere una conseguenza anche del mancato rinnovo degli organismi dirigenti.
Un altro emendamento, relativo all'Agenzia regionale della sanità, ben illustrato dall'onorevole Vargiu, credo debba avere le giuste attenzioni. La Commissione sanità aveva approvato l'istituzione di questo organismo nella precedente legislatura, a mio avviso possiamo impegnarci a riprendere l'esame di questa proposta facendole seguire un normale iter legislativo, proprio per sottolineare che l'articolo 10 non è caratterizzato da norme intruse, per verificare anche come l'organismo previsto in questa proposta possa rapportarsi agli altri strumenti che si stanno predisponendo per creare una sanità diversa in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, la sanità è un settore troppo importante nella nostra Regione, un settore che assorbe oltre il quaranta per cento del bilancio regionale. Se dovessi esprimermi sull'articolo 10 dovrei dire semplicemente che non prevede nessun progetto per il rilancio della sanità in Sardegna, e nessun progetto per effettuare dei risparmi nella sanità in Sardegna. E denuncio ancora una volta, anche su questo articolo, la presenza di norme intruse.
Un esempio è dato dal comma 4 con il quale si modificano gli ambiti territoriali delle AA.SS.LL.; ambiti che erano stati definiti con la legge numero 5 del 1995. Secondo me andava modificata la "5" seguendo il normale percorso procedurale, però per questa maggioranza tutto vale, tutto è regolare e tutto è legittimo. Si sa che con i numeri si può fare tutto!
Io ricordo che appena pochi giorni dopo l'insediamento della Giunta, l'Assessore della sanità, la dottoressa Dirindin, alla quale il presidente Soru è ricorso per risolvere i problemi della sanità in Sardegna, dichiarò che nelle AA.SS.LL. si stipulavano troppe convenzioni, troppe consulenze che andavano drasticamente tagliate. Il 20 luglio 2004 però l'Assessore stipulò la prima consulenza col dottor Mario Valpreda, mi pare. La dottoressa Dirindin non era ancora arrivata in Sardegna e si sapeva già chi sarebbe stato il consulente in materia di epidemiologia. La convenzione con il dottor Mario Valpreda prevedeva una missione di quattro giorni ogni quindici giorni, per un totale di quaranta giorni fino al dicembre 2004. Io mi auguro che il dottor Valpreda abbia lasciato qualcosa di scritto su che cosa ha trovato, che cosa ha corretto e che cosa ha proposto a questo Consiglio regionale per migliorare il servizio sanitario in Sardegna. Il costo di questa convenzione è stato di 25 mila euro, penso più IVA; cioè perché il dottor Mario Valpreda lavorasse quaranta giorni abbiamo pagato 50 milioni in vecchie lire, naturalmente ci saranno state poi a carico della Regione le ulteriori spese.
La dottoressa Dirindin, poiché in Sardegna non abbiamo le intelligenze e le professionalità adatte per risolvere i problemi della sanità, , probabilmente anche con l'aiuto del Presidente della Regione, ha sostenuto che bisognava fare altre convenzioni; ne ha stipulato perciò un'altra con una società di Lucca, la Scuola di Pubblica Amministrazione, S.P.A. (così verrà chiamata, è scritto nella convenzione, per risparmiare tempo), con l'incarico di collaborare con l'Assessorato allo sviluppo del nuovo sistema di governo del Servizio sanitario regionale. Si affida questo studio ad una società esterna all'isola, che non conosce il sistema regionale sardo; ma sostanzialmente l'assessore Dirindin ricorre al dottor Renato Balma, quindi non più alla S.P.A., ma a un signore che ha nome e cognome. La dottoressa Dirindin ci fornirà sicuramente gli elementi per consentirci di verificare i risultati del lavoro svolto dal dottor Balma. Va precisato che questo lavoro gli è stato affidato in due fasi: dal 15 novembre 2004 al 31 dicembre 2004 e poi dal 1° gennaio 2005 al 31 luglio 2005; però ciò che mi meraviglia è che il compenso corrisposto al dottor Balma per il primo mese e mezzo ammontava a 20 mila euro più IVA, mentre per gli ulteriori sei mesi, tuttora in corso, il compenso ammonta a 24 mila euro più IVA, in tre rate posticipate bimestrali di 8 mila euro ciascuna.
Che cosa significa questo? Significa dire che in Sardegna non abbiamo persone all'altezza di svolgere questo compito e che quindi siamo dovuti ricorrere all'esterno. C'è poi una terza convenzione, stipulata col dottor Antonello Antonelli, che non conosco, sicuramente persona degnissima, laureato con 110 e lode e specializzazione conseguita con la votazione di 30/30. Lo si descrive come uno dei più grandi "illuminati" del settore, però scopro che si è laureato nel 1999 e che ha frequentato un corso di due mesi e mezzo, da ottobre a dicembre, presso il Ministero e, solo per questo, è diventato un luminare! Ma, non conoscendolo, non mi esprimo.
Nel testo della convenzione si legge che per lo svolgimento delle attività che l'Osservatorio deve porre in essere, in relazione ai compiti assegnati e previsti dalla legge istitutiva, si rende necessaria la collaborazione di personale con professionalità in ambito epidemiologico attualmente non disponibile;, presumo che sarà stata effettuata una ricerca di questo personale su tutto il territorio regionale prima di scrivere che non vi era personale disponibile. Infatti abbiamo trovato solo il dottor Antonello Antonelli, e a lui abbiamo affidato questo servizio per il compenso di 22 mila euro, al lordo delle ritenute fiscali, più le spese.
Naturalmente dovevamo anche pubblicizzare ciò che l'Assessore doveva fare, quindi informare gli utenti, le aziende sanitarie, anche gli operatori della sanità, professor Gessa, e allora ricorriamo a un'altra convenzione, stipulata nell'agosto del 2004, con un giornalista professionista sulla base dei curricula esaminati. Vorrei sapere Assessore quanti sono stati i curricula esaminati e perché la scelta è caduta su questa persona. Posso risponderle io: perché faceva parte dello staff che accompagnava il presidente Soru in campagna elettorale. Comunque non entro nel merito, ma dico solo che il costo è eccessivo visto che a tal fine è autorizzata per l'anno 2004 la spesa di 67 mila euro. Io penso inoltre che voi foste tutti a conoscenza di queste cose.
Io ho ricevuto una lettera da un valido professore universitario il quale cita delle cifre precise, professor Gessa, ha ragione l'amico Oppi, lei è stato molto disattento nel leggere l'articolo 10 della finanziaria, perché mentre la Commissione per la vigilanza sulla spesa farmaceutica finora lavorava gratuitamente, oggi voi state dicendo che va pagata. La Giunta regionale ha approvato una delibera, la 54/66 del 30/12/2004, sulla concessione dei finanziamenti per la ricerca 2004, professor Gessa, su progetti proposti dai ricercatori di università e ospedali sardi, nella quale si dichiara che uno dei criteri per la concessione dei finanziamenti è la ricaduta sui livelli di erogazione delle prestazioni sanitarie. Quindi si dovrebbe trattare per lo più di ricerca clinica, cioè finalizzata soprattutto al miglioramento delle cure da portare ai malati.
In realtà dei finanziamenti disponibili, che ammontano circa a 1 milione e mezzo di euro, 408 mila sono stati concessi a progetti che riguardano studi sugli animali o proposti da gruppi collegati ai farmacologi che fanno capo al professor Gianluigi Gessa.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cappai, ha terminato il tempo.
CAPPAI (U.D.C.). Ci sarà ancora un'altra possibilità!
PRESIDENTE. Certo, c'è anche la prossima finanziaria! Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io parto da una riflessione che è lievemente differente, pur comprendendola, da quella del collega Cappai, il quale ha citato cifre, convenzioni e consulenze. Io dico, invece, ben vengano le consulenze, ben vengano le somme spese per chiedere aiuto a professionalità che in questo momento non sono nella disponibilità dell'Assessorato regionale della sanità se sono finalizzate ad un miglioramento della qualità della spesa di quel 40 per cento e passa di risorse del bilancio ordinario della Regione destinato alla sanità.
Mi riallaccio al ragionamento, ripreso anche da altri colleghi, che facevo a proposito dell'Agenzia per la sanità: dotare l'Assessorato regionale della sanità di strumenti che consentano di raggiungere la migliore qualità possibile della spesa credo sia un dovere di quest'Aula. Quindi, in attesa che questi strumenti siano disponibili, è assolutamente meritorio che vengano attivate consulenze. Siamo assolutamente convinti, infatti, che nonostante tutto ciò che è stato attivato sino adesso non si è riusciti ad ottenere l'obiettivo virtuoso che ci eravamo proposti.
Il problema fondamentale, lo dico al collega Cappai, ma è una riflessione che faccio a voce alta e vale anche per me stesso, non è quello delle consulenze, ma è quello di ciò che le consulenze producono. Quindi, colleghi, noi non possiamo, ogni volta che ridiscutiamo di sanità in quest'Aula, pensare sempre che siamo regolarmente all'anno zero, al giorno zero, al mese zero. Dal giorno in cui la Giunta regionale, presieduta dall'onorevole Soru, e questa maggioranza hanno iniziato a lavorare sono passati dieci mesi, luglio del 2004, aprile del 2005; quindi noi non possiamo ogni volta iniziare da capo un ragionamento, sul quale oltretutto abbiamo capito riesserci delle convergenze.
Io ho ricordato l'onestà culturale del Capogruppo dei D.S., il collega Siro Marrocu, che riveste quindi in quest'Aula un incarico importante, che discutendo le cifre della finanziaria ha smosso un macigno, quello rappresentato dal rinfacciarci reciprocamente l'origine del disavanzo, che forse ci ha consentito di procedere più velocemente nella discussione,perché saggiamente ha detto che le cifre del disavanzo, i problemi che stiamo affrontando non hanno un padre solo, che sia di centrodestra o di centrosinistra, hanno molti padri e le responsabilità di molti padri possibilmente vanno affrontate da molti figli insieme, perlomeno sulle cose su cui non è necessario dividersi, se non strumentalmente.
Questo ragionamento noi lo abbiamo portato in Aula relativamente alle questioni della sanità sin dall'inizio, e lo abbiamo riportato riprendendo il filo logico di discorsi che, almeno noi Riformatori, avevamo fatto anche quando eravamo in maggioranza. Noi nella passata legislatura, di fronte alle problematiche complesse, articolate ed estremamente importanti dal punto di vista della sfida sociale che sottintendono, legate alla sanità, proponemmo un patto virtuoso sulla sanità, appunto, che portasse l'intera Aula a legiferare e ad agire in sintonia con le necessità di cambiamento che comunque erano evidenti a tutti. Quei ragionamenti li abbiamo riproposti, sicuramente questa volta più coralmente, all'inizio di questa legislatura, dicendo che in sanità c'erano delle emergenze, c'erano dei problemi che purtroppo non erano stati affrontati o che, pur affrontati con determinazione e con la necessaria tempestività, non erano stati risolti. Vi era sul tappeto una serie di problematiche sulla quale dovevamo aprire un discorso, un ragionamento, un dialogo possibilmente a 360 gradi.
E abbiamo anche individuato, meglio, l'avete individuata voi quando avete presentato e approvato il Documento di programmazione economica e finanziaria, l'avete individuata voi stessi quando più volte in quest'Aula è stato portato il ragionamento sui temi della sanità, l'avete individuata voi nelle vostre proposte di legge, una serie di questioni che era ed è importante nella soluzione di problematiche che stanno a cuore a tutti.
Noi abbiamo lamentato tante volte in quest'Aula la mancanza del Piano sanitario regionale, mancanza che si protrae ormai da vent'anni.
Voi giustamente dite che non saranno quindici giorni in più o quindici giorni in meno a creare dei problemi. E' vero, è verissimo, è però vero che quel segnale di grande cambiamento, di forte innovazione che è stato dato all'inizio di questa legislatura faceva supporre che i tempi potessero essere certi e rapidi. L'Assessore si era impegnato a presentare il Piano sanitario regionale entro il 31 di dicembre. Noi abbiamo atteso, quella data è stata superata così come le altre successivamente indicate; siamo arrivati al 7 di aprile ma il Piano sanitario non c'è, non è nella nostra disponibilità. E il fatto che non ci sia discende senz'altro dalle difficoltà legate alla sua stesura, al suo perfezionamento, per cui si rendono necessarie probabilmente, onorevole Cappai, tutte le consulenze che sono state stipulate, chiaramente con finalità virtuose. Credo perciò che nessuno in quest'Aula abbia intenzione e voglia di contestare queste consulenze, perché ciò che aiuta ad andare avanti, a migliorare e cambiare è virtuoso, e quindi non merita nessuna contestazione.
Però, perché un atto possa essere definito virtuoso è necessario vedere i risultati prodotti dallo stesso; quindi è necessario che, a distanza di dieci mesi dall'insediamento della Giunta regionale ci venga messo in mano qualcosa di concreto che ci faccia capire dove stiamo andando.
E' per questo che io dichiaro di essere stato favorevole all'emendamento ritirato dal consigliere Oppi che prevedeva l'introduzione dello spoil system anche per i direttori generali della sanità; e devo dirvi che non è che io sia del tutto convinto che ai direttori generali della sanità possa essere applicato lo stesso ragionamento dello spoil system che noi abbiamo applicato a tanti altri settori della pubblica amministrazione, però quando vedo il livello di contenzioso, il livello di non comprensione che i giornali riportano essersi verificato tra chi guida la sanità sarda e i massimi responsabili della gestione aziendale e territoriale delle AA.SS.LL., ho delle grosse perplessità che questo clima sia utile a qualcuno, visto che abbiamo detto in quest'Aula che era necessario instaurare un clima di pacificazione per gestire in maniera utile la risoluzione delle problematiche legate alla sanità.
Questo non è il clima che c'è oggi in Sardegna, perchè si percepisce un livello di contenzioso tra l'Assessorato regionale della sanità, cioè chi deve dettare le linee guida che per il momento non ci sono, e le Aziende che devono mettere in esecuzione queste linee guida, che rende perplessi. Questa legislatura è iniziata, l'ho ricordato tante volte in quest'Aula, , con la visita mediatica, perchè era tale, fatta alle 6 e 30 del mattino dal presidente Soru all'Ospedale Santissima Trinità, una visita che lanciava un messaggio del tipo: "Siamo arrivati noi, cambia tutto, adesso ci penso io". Sono passati dieci mesi da quelle 6 e mezzo del mattino, allora cominciamo a vederli i cambiamenti e cominciamo a crearlo, se ci crediamo, il clima virtuoso di pacificazione finalizzato al raggiungimento degli obiettivi. Altrimenti, colleghi, corriamo il rischio ogni volta che riparliamo di sanità in quest'Aula di dire che il passato è figlio di tanti padri, di ribadire che sul presente siamo tutti d'accordo per rimboccarci le maniche insieme, di chiederci che cosa fare. Ma sul "cosa fare" i dubbi sono ancora tanti; speriamo di poterli chiarire in fretta, magari anche attraverso la replica che l'Assessore farà in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Insieme per la Sardegna). Onorevoli colleghi, signor Presidente, certo il passato è figlio di tanti padri, il problema è la mamma; allora, al di là di quello che ha combinato questa mamma, dobbiamo cercare il modo di unire la famiglia per trovare una prospettiva di vita migliore anche all'interno di questa nostra Sardegna. Io come medico sono parte del settore sanitario e sono stato forse il primo epidemiologo che dopo essersi specializzato fuori dall'isola, perché qui non esisteva questa specializzazione, è rientrato in Sardegna. Ho alimentato l'istituzione dell'Osservatorio epidemiologico regionale che purtroppo, per una serie di motivi, anzi un motivo fondamentale, non ha mai avuto le risorse necessarie per poter essere uno strumento valido nelle mani dell'Assessore.
Perché l'osservatorio epidemiologico e quindi perché le convenzioni giuste per gli epidemiologi? Perché l'osservatorio epidemiologico sarebbe dovuto essere lo strumento che doveva fornire le valutazioni sul territorio, sui servizi, sugli operatori, quindi doveva servire a individuare gli obiettivi specifici sui quali poi programmare le risorse. Evidentemente è uno strumento scomodo perché l'esistenza di un Osservatorio epidemiologico fa venir meno la discrezionalità. Questo è il motivo per cui non è mai andato avanti nonostante la sua istituzione sia stata approvata da questo Consiglio regionale fino, mi pare, dal 1984.
Come diceva il collega Vargiu (doppio collega: collega consigliere e collega medico), , se pure queste convenzioni vanno valutate successivamente, se l'Assessore ha individuato questi operatori, con questa specifica professionalità, che è quella giusta, e che onestamente in Sardegna non è sufficientemente rappresentata, io sono convinto che attraverso queste professionalità si possa dare veramente una guida alla programmazione degli investimenti nella sanità, perché questo potrebbe voler dire pianificare seriamente, questo potrebbe voler dire sapere che le risorse spese, sono spese per il raggiungimento di obiettivi specifici, questo poi rimane, rimane anche dopo e può voler dire dare anche un futuro all'impostazione e alla pianificazione della spesa verso quegli obiettivi che dovrebbero dare anche alla Sardegna una sanità in grado di poter operare senza spese inutili e senza dispersioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, solo due parole per rispondere alle osservazioni che sono state fatte in quest'Aula, perchè credo sia importante fornire un elemento di conoscenza al Consiglio regionale. Probabilmente molti avranno avuto occasione di leggere sugli organi di stampa il contenuto dell'Intesa sottoscritta quindici giorni fa fra le Regioni e il Governo centrale. E' un'Intesa che impegna tutte le Regioni ad approntare dei piani di rientro della spesa di riqualificazione dell'assistenza; è una Intesa estremamente pesante sulla quale si è lavorato in sede di Conferenza Stato-Regioni, per ben tre mesi, nel tentativo di evitare gli impegni ai quali il Governo centrale ci chiedeva di aderire perché altrimenti Bruxelles non avrebbe potuto accogliere le indicazioni sulla finanza pubblica nazionale contenute negli altri documenti, visto il forte peso della sanità sulle risorse statali..
Questa Intesa alla fine è stata sottoscritta con una previsione di importanti interventi per tutte le Regioni e con una ulteriore previsione di particolari interventi, attraverso degli accordi bilaterali, per le Regioni che, negli ultimi anni, hanno registrato dei disavanzi consistenti.
Il ministro Sirchia ha elencato personalmente le Regioni che sono destinate a stringere degli accordi bilaterali col Governo centrale perché di fatto saranno sottoposte non ad un commissariamento, ma ad un regime di vigilanza particolare che imporrà addirittura di sottoporre all'attenzione del Governo centrale ogni provvedimento, soprattutto di natura finanziaria, in materia di sanità.
A lungo le Regioni hanno cercato di evitare di siglare questa intesa, ma infine l'hanno sottoscritta continuando a ritenere che, nonostante i cambiamenti apportati, penalizzi comunque enormemente l'autonomia delle Regioni. Abbiamo dovuto firmare perché il Governo centrale altrimenti non avrebbe ripartito le risorse del 2005 per la sanità, e noi per il 2005 non avevamo altre risorse se non le anticipazioni che comunque per legge sono previste.
Di fatto, stiamo continuando ad andare avanti con le anticipazioni poiché solo quindici giorni fa, per quanto ancora non ufficiale, abbiamo avuto il riparto delle risorse, , e abbiamo definito gli impegni che nei prossimi tre anni (triennalmente viene sottoscritta l'Intesa tra Regione e Governo centrale), dovremo rispettare altrimenti i finanziamenti integrativi, il 5 per cento della quota che compete alle singole Regioni, non verrà erogata.
Questi impegni, fra l'altro, prevedono una razionalizzazione della rete ospedaliera molto più pesante di quella già prevista, e soprattutto pesante per le Regioni che in passato non hanno avviato questi interventi e che quindi devono, non soltanto colmare le lacune del passato, ma anche accelerare il processo per fare i nuovi passi avanti che sono richiesti.
Il ministro Sirchia ha detto che le Regioni "canaglia", così state definite in maniera ovviamente non ufficiale, cioè le Regioni che sono responsabili del deficit della sanità nazionale, una volta erano quattro, adesso sono diventate cinque, perché a partire dal 2001 i disavanzi sono cresciuti; nel 2004 i disavanzi sono aumentati anche per la Regione Sardegna, quindi noi siamo la quinta Regione "canaglia".
Io ho parlato con il ministro Sirchia, insieme ad altri Assessori, per rappresentare il fatto che la Regione Sardegna è consapevole, perlomeno lo è la Giunta, delle difficoltà presenti nel settore della sanità e che sta cercando di fare quanto possibile per porvi rimedio..
Questa è la situazione da cui partiamo e che credo i consiglieri di questa Aula conoscano molto bene, così come i consiglieri dovrebbero sapere che le riforme non si fanno in un giorno, in pochi mesi, e forse neanche in pochi anni, perchè richiedono un cambiamento dei vertici, un cambiamento della cultura e un rafforzamento della capacità delle strutture di rispondere a queste esigenze.
Siccome come Giunta abbiamo preso l'impegno di portare avanti questo rinnovamento, e siccome l'Intesa sottoscritta qualche settimana fa ci chiede non soltanto di portarlo avanti, ma di accelerarlo, noi stiamo mettendo in essere con le risorse e gli strumenti che abbiamo a disposizione, gli atti necessari per raggiungere questo obiettivo. Può darsi che qualche singolo aspetto non sia condiviso da tutti, ma credo che non dobbiamo guardare il piccolo, singolo elemento, quanto i risultati, che vedremo fra qualche anno, e quindi collaborare tutti insieme nell'interesse dei sardi. Non occorre certo che sia io a dire che i sardi ci guardano e si aspettano, prima ancora del ministro Sirchia, che tutti insieme collaboriamo a superare le difficoltà del passato.
Debbo chiarire, fra l'altro, come ho avuto modo di dire ai primi firmatari, che condividiamo alcune delle proposte formulate negli emendamenti che sono stati sottoposti alla nostra attenzione. Stiamo lavorando, per esempio, sull'indicazione dell'Agenzia, avevamo già avuto modo di parlarne anche in questa Aula, indicazione che inseriremo nel disegno di legge che stiamo predisponendo e che presenteremo insieme al piano sanitario regionale entro breve. L'emendamento che tratta questo problema credo che sia in larghissima parte condivisibile e quindi verrà accolto.
Possiamo essere d'accordo anche su altre questioni; penso ad esempio al centro per la prevenzione oncologica. Non abbiamo accolto l'emendamento che trattava questo tema per una ragione che semplicemente enunciamo. Sull'assistenza oncologica siamo riusciti, pur facendo un po' di fatica, ad essere fra le prime Regioni che hanno ricevuto dal Governo centrale dei finanziamenti: 5, 7 milioni di euro per i progetti di screening, e 7 milioni di euro per avviare la rete oncologica, in tutto 12,7 milioni di euro per lavorare sulla oncologia. Certamente sono un po' meno rispetto ai 15 che avevamo chiesto soltanto per la prevenzione oncologica, ma sicuramente non impegnano il bilancio regionale ed erano soldi fermi, nel senso che occorreva soltanto presentare dei progetti e seguirli presso l'Amministrazione centrale per avere queste disponibilità.
Stiamo lavorando anche ad altri progetti, ed abbiamo recuperato i fondi che la legge finanziaria per il '99 aveva assegnato alle Regioni al fine di attivare idonei e sistematici strumenti di controllo in ordine all'appropriatezza e alla qualità dell'assistenza nell'ambito delle prestazioni sanitarie. Queste risorse sono state materialmente acquisite soltanto nel 2004. Quindi è vero che anche a livello nazionale si riconosce che sono necessarie risorse per migliorare la capacità delle Regioni di affrontare queste difficoltà, è vero anche che un po' di risorse sono disponibili, è vero che più che inserire in finanziaria nuove risorse a carico del bilancio regionale, bisogna attivarsi per recuperare quelle statali.
Questo è quello che vogliamo fare per questo anno, per il prossimo anno, avendo un Piano sanitario, e comunque il Piano sanitario si deve adeguare a questa nuova Intesa; quindi stiamo rivedendo quelle parti già predisposte che non tenevano conto dell'Intesa siglata quindici giorni fa; per il prossimo anno cercheremo di finanziare alcuni degli interventi prioritari che saranno indicati nel Piano e che quest'Aula vorrà, speriamo, condividere insieme alla Giunta.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione, iniziando dagli emendamenti numero 227 e 234, identici. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, poiché parliamo una lingua, che è la lingua della correttezza, io dico che considero questa una norma intrusa, questa norma è stata interpretata male, per cui ho chiesto la soppressione del comma 2; però gradirei che a fronte di una discussione sul bilancio e sulla finanziaria si parli di finanziaria, sennò anche velatamente si fanno delle accuse, ma a me di Sirchia non interessa niente. Sirchia è quello che è, ci sono imprecisioni nelle cifre che lei, Assessore, doveva far rilevare al Ministro. Nel 1999 erano previsti 400 miliardi di vecchie lire, nel 2000 420, c'è stato il contratto, abbiamo anticipato soldi per lo Stato, nel 2001 460, nel 2002, 2003, 2004 lo stanziamento si è ridotto costantemente di 100 miliardi di vecchie lire all'anno, tant'è che abbiamo messo 93 milioni di euro, ma di fatto saranno, perché i dati stanno arrivando, 110, 108, 120, questi sono i dati obiettivi e in qualsiasi caso ogni anno è inferiore all'anno precedente, il 2002 è inferiore al 2003, il 2004 è inferiore al 2003, quindi questo per me è irrilevante.
Io ho cercato di essere, corretto, non ho parlato di ritardi, non ho parlato di Gesù Bambino, non ho parlato di dicembre, non ho parlato di ritardi nella presentazione del Piano sanitario, di affermazioni fatte, eccetera, quindi rimaniamo nell'ambito delle cose certe, e discutiamo degli argomenti all'attenzione dell'Aula.
Io sono abituato a essere corretto e voglio la correttezza da parte di tutti, le fughe in avanti non servono, tanto meno le critiche. Tante risorse sono state recuperate, come i fondi CIPE che sembravano persi; tutti facciamo il nostro dovere sino in fondo, in modo tale da offrire la migliore sanità possibile, c'è gente infatti che lavora bene e gente che lavora male e bisogna avere il coraggio di dire che ci sono posizioni diverse da parte di chi si muove in un certo alveo.
Per esempio chi, come i vecchi sindaci, era condizionato, doveva confrontarsi e non riusciva ad ottenere un risultato, Mentre oggi il sindaco, sulla base di una legge, è un imperatore, ha autonomia: i tempi sono cambiati.
Io ribadisco che il comma 2 dell'articolo 10 è una norma intrusa, ovviamente voterò a favore ma evitiamo di parlare di altre cose perché non servono. Ho apprezzato il fatto che ognuno di noi abbia compiuto il pproprio dovere, non l'ho accusata certamente dei ritardi che ci sono nella sanità e che sono imputabili al centrosinistra e, in minore misura, al centrodestra. Io sono un'anomalia perché con la Democrazia Cristiana ero con il centrosinistra, poi non esistendo più la Democrazia Cristiana sto con il centrodestra, quindi sono responsabile per una parte e per l'altra.
SECCI (La Margherita-D.L.). Mal comune, mezzo gaudio.
OPPI (U.D.C.). E' chiaro: ci sono dei ritardi. Diverse cose sono state fatte, anche la razionalizzazione, sono diverse le condizioni. Qui dentro c'è tanta gente che ha parlato sempre due lingue, è bilingue, non me ne voglia il collega Liori se ricordo che, come segretario di A.N., ha votato le mozioni presentate contro un Assessore della sua stessa coalizione. Quindi il clima è completamente diverso. Io voglio essere coerente con gli impegni presi; ovviamente auguriamo che questo comitato possa agire, possa apportare i correttivi, cosa che ritengo difficile, necessari per il raggiungimento dell'obiettivo del contenimento del deficit; ma bisogna dire a Sirchia che 200 miliardi di vecchie lire sono ben diversi dai 1700 miliardi del Lazio, dalle grosse perdite della Sicilia, dove in effetti hanno previsto un rientro pluriennale dal disavanzo, contro ogni norma, mentre la Sardegna questo non l'ha fatto, tutto qui.
La Sardegna, inoltre, è stata sempre penalizzata sul piano delle risorse perché, come anche lei ha potuto constatare, visto che era convinta di ottenere un risultato forte, purtroppo nessuna delle altre Regioni, amiche o non amiche, accetta di rinunciare a qualcosa per darlo alla Sardegna. Ovviamente voterò a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale degli emendamenti 227 e 234.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, PETRINI, LA SPISA, SANJUST, OPPI, CAPPAI, ARTIZZU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 227 e 234.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - OPPI - PETRINI - PISANO - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 54
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 15
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Emendamento numero 59. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, a seguito delle dichiarazioni che ha reso in Aula l'assessore Dirindin, credo che sia possibile il ritiro dell'emendamento numero 59.
PRESIDENTE. L'emendamento 59 è ritirato.
(È approvato)
(È approvato)
Metto in votazione l'articolo 10. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita - D.L.), relatore di maggioranza. Per proporre due emendamenti orali all'articolo 10 che sono stati concordati e che sottopongo all'attenzione dell'Aula e all'espressione eventuale del parere favorevole da parte della medesima. Al comma primo è aggiunto il seguente comma 1 bis: "I termini per l'adozione da parte dei Comuni dei Piani socio assistenziali sono prorogati al 31 gennaio dell'anno a cui si riferiscono, a decorrere dal Piano socio-assistenziale per l'anno 2005".
PRESIDENTE. Quindi comma 1 bis.
OPPI (U.D.C.). Chiedo di apporre come termine l'anno 2004.
SECCI (La Margherita - D.L.), relatore di maggioranza. Il termine corretto è l'anno 2005.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). I comuni presentano il piano per il 2005 entro il 31 dicembre, perché così è scritto in legge, quest'anno si è verificato un ritardo per cui, tramite l'ANCI hanno chiesto, e la dottoressa Dirindin ne ha informato il Presidente della Commissione, di far slittare la presentazione del Piano al 31 gennaio 2005. Se non si mette come termine "2004" non si salvano quei comuni che hanno deliberato a gennaio. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita - D.L.), relatore di maggioranza. Ribadisco che il termine corretto è "2005". Propongo poi, al comma 5, di sostituire il termine"trenta giorni" con "novanta giorni". Propongo inoltre, gli onorevoli Capigruppo ne sono informati, di aggiungere dopo il comma 13 seguente comma 13 bis:
( "Al fine di sostenere la partecipazione dei cittadini al miglioramento del servizio sociale e sanitario, anche attraverso l'attivazione di forme di aggregazione, è istituito un fondo per la concessione di contribuiti finalizzati al rafforzamento e sostegno delle associazioni di utenti e familiari di utenti che promuovono l'auto aiuto nelle sue diverse forme. Le suddette organizzazioni non devono prevedere compensi per i soci né per gli organi dirigenti. La Giunta regionale con proprio provvedimento determina i criteri in base ai quali attribuire tali contributi a favore delle associazioni che garantiscono: trasparenza, indipendenza e un'organizzazione di livello nazionale o regionale. Per le finalità di cui al presente articolo sono stanziati per il triennio 2005-2007 euro 80 mila all'anno all'UPB 12028 di nuova istituzione al servizio 5° (ex servizio 7°). Copertura UPB 030050".
PRESIDENTE. Chiedo all'Assessore della sanità se è d'accordo su queste integrazioni.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. . Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Sono d'accordo su tutti e due gli emendamenti, sarei grato però se in sede di coordinamento finale gli uffici verificassero se il termine corretto da indicare nel comma 1 bis sia l'anno 2004 o il 2005. E' un accertamento che chiedo per evitare di incorrere nell'errore di penalizzare dei comuni.
(È approvato)
L'emendamento numero 378 era stato ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 383, aggiuntivo al 230.. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 230. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 231 è identico al 230, il 348 è stato ritirato.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 349. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). In questo emendamento si chiede di rideterminare l'entità del compenso per i ricoveri e le prestazioni nelle Residenze sanitarie assistenziali (Ras). Io non so se l'assessore Dirindin abbia esaminato attentamente questo emendamento, ma si affronta un problema che credo riguardi un po' tutto il territorio regionale. E' un grossissimo problema soprattutto per quei comuni nei quali sono ubicate le Residenze sanitarie assistenziali, perché per quelle persone che non hanno la possibilità di integrare la retta intervengono i comuni, ma questo ovviamente crea disagi e difficoltà ai comuni stessi.
Il fatto che si sta verificando con più frequenza è la richiesta, da parte dei ricoverati, della residenza nel comune ove ha sede la residenza sanitaria. Questo ovviamente comporta un aggravio di spesa per il comune sede della Residenza sanitaria; quindi o si interviene su questi comuni o si interviene con una rideterminazione delle entità del compenso per i ricoveri.
Nell'emendamento si chiede una rideterminazione pari al settanta per cento della quota a carico del Servizio sanitario regionale che, oggi, mi pare sia al cinquanta per cento. A mio avviso questa proposta dovrebbe essere esaminata con grande attenzione, e invito l'Assessore quanto meno a verificare se ci sono le condizioni per questa modifica, perché le Residenze sanitarie assistenziali sappiamo tutti che sono elemento indispensabile della nostra sanità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Su questo problema non è stata data una risposta; io vorrei precisare che noi, nel corso della discussione sulla finanziaria, abbiamo apportato una modifica relativamente ad un importo, integrandolo di circa tre miliardi di vecchie lire, quindi circa due milioni e cinquecentocinquantamila euro. La richiesta di questa integrazione è nata da un accordo stipulato con l'ANCI che di fatto ha posto all'attenzione il problema, obiettivamente difficile, delle cinque, sei RSA che esistono oggi in Sardegna
Per la RSA, la quota è abbastanza bassa perché, come lei sa, in alcune strutture per esempio per la riabilitazione si pagano 262.000 di vecchie lire nella RSA si spendono, invece, 135.000 di vecchie lire.. È chiaro che la quota prevista del cinquanta per cento deve essere a carico dell'interessato e, nel caso in cui manchino le risorse finanziarie a livello familiare, personale, e così via di fatto subentra il comune.
L'incidenza del costo a persona per i ricoverati nella RAS è di circa quaranta, cinquanta milioni all'anno (130.000 lire circa al giorno in un mese fanno tremilioni e nove, moltiplicato per dodici fa quarantaquattro milioni), ma questo significa che i piccoli comuni, e anche un comune medio, chiaramente non hanno queste risorse finanziarie. Oltretutto le famiglie in Sardegna, tenendo conto che dovrebbe entrare nella RSA, come lei sa bene, una persona non autosufficiente, sottoposta quindi ad una valutazione, cosa che non sempre avviene, tendono a portare via i familiari dalla struttura, perché con le due pensioni che l'assistito percepirebbe, almeno quella di invalidità obbligatoriamente e quella di accompagnamento, non sarebbero sufficienti comunque a coprire la retta. Il comune deve intervenire quindi pagando in parte o anche tutta, in caso di totale povertà, la retta. Allora è chiaro che difficilmente oggi, si è in grado di poter valutare l'entità delle risorse necessarie per incidere favorevolmente su questo problema. Quindi una valutazione dell'emendamento che prevede una quota del settanta per cento a carico del Servizio sanitario regionale consentirebbe di capire se l'integrazione prevista nella finanziaria, al comma 13, secondo l'impegno preso con l'ANCI, sia sufficiente a colmare questo gap che esiste nelle famiglie e nei comuni sardi che si trovano in una situazione di disagio. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'esigenza posta nell'emendamento, di cui è primo firmatario il collega Diana, credo sia un'esigenza reale alla quale è necessario dare una risposta. Noi stiamo ipotizzando in Sardegna una percentuale di posti letto all'interno del sistema ospedaliero pari a quella nazionale; ovviamente questo comporta che debba essere potenziata l'assistenza sul territorio, sia quella che viene fornita attraverso la domiciliare integrata, sia quella fornita attraverso l'utilizzo di tutti gli spazi di tipo residenziale, di cui quelli della RSA sono senz'altro i più importanti.
È indubbio che oggi il sistema complessivo delle RSA autorizzate, sia di quelle già operanti, sia di quelle che devono iniziare a operare, sia in attesa di una nuova riflessione da parte della Regione che possa consentire di comprendere meglio qual è il ruolo che alle RSA deve essere affidato, qual è la parte sanitaria che dentro le RSA comunque deve essere esplicata e qual è la parte sociale.
È evidente che il problema delle rette assai difficilmente può essere posto in carico ai comuni, come oggi avviene, che hanno dei bilanci ormai esangui, soprattutto in relazione ai servizi socio-assistenziali. Per i comuni diventa sostanzialmente impossibile reggere questo carico anche a causa di una serie di meccanismi perversi; alcuni di questi meccanismi sono stati già ricordati, io vorrei sottolinearne due.
Il primo è quello della spoliazione dell'invalido; nel momento in cui il non autosufficiente viene immesso all'interno di una RSA i familiari provvedono a spogliarlo di ogni tipo di sua proprietà, così che risulti indigente e sia o a carico dei comuni o, comunque, non abbia nient'altro se non l'indennità di accompagnamento, non la pensione di invalidità perché normalmente gli ultra sessantacinquenni non hanno pensione di invalidità, quindi l'unico cespite che hanno è rappresentato dall'indennità di accompagnamento.
Il secondo problema è rappresentato dal fatto che i familiari trasferiscono la residenza dell'avente diritto nel comune nel quale ricade la RSA, sostanzialmente ponendo in carico al comune un onere improprio che è quello di assistere un cittadino di un altro comune che, esclusivamente per poter accedere alla RSA, viene trasferito di residenza nel comune dove ha sede la RSA affinché poi automaticamente il comune si faccia carico dell'intero numero di cittadini che sono accolti all'interno della struttura.
Ovviamente si tratta di meccanismi impropri che rappresentano il tentativo da parte del cittadino di risolvere in maniera, ripeto, assolutamente impropria, un problema reale. Un problema che la Regione, all'interno di quel riordino complessivo della materia che comunque dovrebbe essere pronta a fare, dovrà tenere nella necessaria considerazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Vorrei rassicurare i proponenti che questo è un tema sul quale stiamo lavorando intensamente, questo è un problema che fa riferimento a un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cinque anni fa che non era stato mai recepito nella Regione Sardegna. Abbiamo provveduto a farlo nei mesi scorsi, per questo abbiamo sottoscritto una convenzione con l'ANCI e per questo sono emersi i problemi.
Sui i problemi stiamo lavorando insieme all'ANCI; credo che bisognerà lavorare trovando delle soluzioni diverse perché, ovviamente, quel decreto stabilisce qual è la quota a carico del Servizio sanitario nazionale e qual è la quota a carico dei servizi sociali rispetto alla quale siamo obbligati al recepimento. Fa parte infatti di quegli adempimenti che, se non osservati, consentirebbero al Governo centrale di togliere il finanziamento integrativo del cinque per cento alla Regione. Quindi modificare quella quota di distribuzione è estremamente pericoloso.
Il problema invece di sostenere le famiglie, che eventualmente nei singoli comuni non hanno la possibilità di pagare la retta, cercheremo di risolverlo insieme all'ANCI, abbiamo già provveduto a stanziare una piccola quota integrativa, ma facendo una valutazione puntuale di quello che è il fabbisogno nelle singole realtà, stiamo anche lavorando alla revisione del piano complessivo sulle RSA. Quindi mi auguro di poter dare una risposta in tempi rapidi.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento 349. ha domandato di parlare il consigliere Contu.
CONTU (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri LA SPISA, SANJUST, PETRINI, LICANDRO, CAPPAI, ARTIZZU, LIORI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 349.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - OPPI - PETRINI - SANJUST.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - DEDONI - SCARPA - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 49
Astenuti 5
Maggioranza 25
Favorevoli 11
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Colleghi, dobbiamo votare le tabelle. Le tabelle non hanno emendamenti perché li abbiamo votati all'articolo 1. Si dia lettura della tabella 0A.
(Segue lettura)
(È approvata)
Si dia lettura della tabella 0B.
(Segue lettura)
(È approvata)
Si dia lettura della tabella A.
(Segue lettura)
(È approvata)
Si dia lettura della tabella B.
(Segue lettura)
(È approvata)
Si dia lettura della tabella C.
(Segue lettura)
(È approvata)
Si dia lettura della tabella D.
(Segue lettura)
(È approvata)
Abbiamo concluso la discussione sull'articolato della finanziaria. Si procederà alla votazione conclusiva sul disegno di legge la prossima settimana. Devo precisare, per evitare che ci siano discussioni sul testo approvato, che nell'emendamento numero 353 per un errore materiale non è stata cassata la parola "siccitosi" dopo la parola "calamitosi".
È stato presentato un ordine del giorno a firma Pisu e più sulle prospettive finanziarie dell'Unione Europea per il periodo '07 - '13. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO PISU - FADDA Paolo - MARROCU - BIANCU - LA SPISA - PINNA - OPPI - LICHERI - AMADU - CASSANO - CERINA - FRAU - SANNA Simonetta - CUCCU - FLORIS Mario - MASIA - PACIFICO - SCARPA - SERRA sulle prospettive finanziarie dell'Unione Europea per il periodo 2007-2013.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione dei disegni di legge n. 91/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2005)" e n. 92/A "Bilancio di previsione per l'anno 2005 e bilancio pluriennale per gli anni 2005-2007";
CONSIDERATO che il Consiglio dell'Unione europea, nel prossimo mese di giugno, dovrà definire le prospettive finanziarie dell'Unione per il periodo 2007-2013;
CONSIDERATO che, in vista di tale scadenza, la Commissione dell'Unione europea ha formulato delle proposte sulla futura politica regionale, sia nella sostanza che per quanto riguarda i mezzi che dovranno esservi destinati (COM (2004) 101 "Costruire il nostro avvenire comune - Sfide e mezzi finanziari dell'Unione allargata 2007-2013");
RITENUTO che tali proposte costituiscano il minimo indispensabile per la credibilità della politica europea di coesione;
PRESO ATTO che tuttavia la posizione sostenuta dalla Commissione incontra forti resistenze, in particolare da parte di quegli Stati che hanno chiesto di ridurre il tetto massimo degli stanziamenti per il bilancio comunitario all'l per cento del reddito nazionale lordo, rispetto all' l,24 per cento ritenuto necessario dalla Commissione;
RITENUTO che il successo delle strategie di Lisbona e di Göteborg non possa limitarsi alla sola mobilitazione delle amministrazioni statali, ma richieda una stretta collaborazione dell'insieme degli attori pubblici e in particolare una politica di coesione regionale che tenga realisticamente conto delle diversità presenti nel territorio dell'Europa;
AVVERTITO l'impatto molto negativo che, nell'attuale fase di ratifica del progetto di Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, potrebbe derivare dall'affermarsi di orientamenti che mettano in discussione le politiche di coesione economica, sociale e territoriale,
esprime
il proprio convinto consenso alle proposte sulle prospettive finanziarie dell'Unione Europea per periodo 2007-2013 formulate dalla Commissione dell'Unione Europea. (1)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il relatore lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.
(E` approvato)
Il Consiglio si riunirà mercoledì mattina della prossima settimana alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 15 e 10.
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