Seduta n.42 del 25/02/2000
XLII SEDUTA
VENERDI' 25 FEBBRAIO 2000
Presidenza del Vicepresidente SPISSU
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 10 e 18.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 23 febbraio 2000, che è approvato.
Comunicazioni del PresidentePRESIDENTE. Informo l'Assemblea che il Gruppo del Partito Popolare Sardo, con nota del 24 febbraio 2000, ha comunicato di aver modificato, con decorrenza immediata, la propria denominazione in Partito del Popolo Sardo.
E' stato nominato Capogruppo il consigliere Pietro Fois.
Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo per chiedere, a nome del mio Gruppo, una sospensione dei lavori di un'ora e mezza circa, in quanto in seguito ad accordi raggiunti nella nottata di ieri tra maggioranza e opposizione si è convenuto di procedere all'esame in Commissione del disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio, per poterlo approvare entro la mattinata in Aula.
Presidente. Se non ci sono opposizioni la richiesta è accolta.
La seduta è sospesa sino alle ore 12.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 23, viene ripresa alle ore 12 e 16.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.
USAI (A.N.). Presidente, chiedo la proroga della sospensione sino alle ore 13, in quanto è in corso un incontro tra i Gruppi per raggiungere un accordo che ci consenta di portare a termine rapidamente i lavori del Consiglio.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la seduta è aggiornata alle ore 13.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 17, viene ripresa alle ore 13 e 14.)
Presidenza del Presidente Serrenti
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pier Sandro Scano ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data 25 febbraio 2000.
Se non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.
Sull'ordine del giornoPRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 21. Ricordo che la discussione generale è chiusa e che dobbiamo ora procedere all'esame degli articoli.
Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Presidente, se l'Assemblea è d'accordo, chiedo che la discussione della manovra finanziaria sia sospesa e che, ai sensi dell'articolo 56 del Regolamento, sia inserito all'ordine del giorno il disegno di legge numero 51, concernente la proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2000.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta è favorevole alla richiesta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Per quanto riguarda la proposta di inversione dell'ordine del giorno, avanzata dall'onorevole Emilio Floris, credo che a nessuno sfugga la memoria del dibattito infuocato e teso di avant'ieri.
Noi non abbiamo dimenticato le vicende attraverso le quali si è giunti alla discussione di questo argomento in Commissione. Abbiamo detto e ripetiamo che la nostra attività di opposizione non è volta a procrastinare i tempi, ma si qualifica per il tipo di proposte e per i contenuti. Anche quando si verificano scontri aspri - ce ne sono stati e ce ne saranno ancora - l'obiettivo è far prevalere i principi. E la battaglia di avant'ieri era, appunto, una battaglia di principi.
Abbiamo posto, anche in sede informale, all'attenzione della maggioranza il fatto che quando sorgono conflitti sulla interpretazione del Regolamento non si può sempre delegare alla maggioranza la decisione finale, perché questo esautora l'opposizione ed esaspera il clima di scontro. Credo pertanto che sia interesse di tutti preoccuparsi della funzionalità dell'Aula e contribuire a stemperare questo conflitto.
Noi abbiamo discusso, come voi sapete, con la maggioranza e con la Giunta sui contenuti della manovra finanziaria, non per cercare un accordo sulla manovra stessa, ma per capire quali sono i punti qualificanti sui quali si possono trovare delle convergenze - è un termine oggi di moda - e quindi raggiungere un'intesa.
La paternità della manovra naturalmente resta alla maggioranza, la responsabilità è della maggioranza e della Giunta, e questo non toglie nulla alla dialettica che in quest'aula si svilupperà, però abbiamo ancora una volta voluto dimostrare come sia necessario far prevalere gli interessi comuni sugli interessi e sulle logiche che certe volte hanno ispirato l'opposizione. Per una questione di principio, e perché nessuno può manipolare il Regolamento interpretandolo a proprio piacimento, noi ci siamo opposti alla discussione del disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio, ma poi abbiamo acceduto a che venisse esaminato in Commissione, anche se naturalmente noi abbiamo votato contro, perché eravamo e siamo contrari al terzo mese di esercizio provvisorio. Nemmeno ora ci stiamo opponendo all'esame in aula di questo provvedimento, e non perché abbiamo cambiato opinione o valutazione, ma perché vogliamo ancora una volta dimostrare la nostra buona volontà in merito agli impegni che abbiamo preso e che sono ancora da perfezionare, ed anche perché speriamo che questo atto di buona volontà non venga sottovalutato dalla maggioranza e dalla Giunta, visto che c'è l'esigenza di rendere il clima in quest'Aula più vivibile.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, noi in Commissione abbiamo chiesto i termini per la presentazione della relazione di minoranza sul disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio, ma non per fare ostruzionismo, come qualcuno anche ieri ha voluto evidenziare.
Il nostro comportamento è sempre stato improntato al confronto, certamente duro, ma corretto, volto soprattutto a costruire, nel rispetto reciproco, quelle volontà di cui ognuno di noi si fa portatore in quest'Aula. Riteniamo anche che questa Assemblea si debba "riappropriare della politica" e che la politica stessa debba rientrare nel modo più giusto in quest'aula e nelle piazze, cioè fra la gente. Non possiamo accettare, invece, che tutto ciò avvenga nei corridoi di questo palazzo, e che una finanziaria venga discussa più al di fuori di quest'aula, che al suo interno. Noi non siamo disponibili al ribaltamento dei ruoli; la nostra specialità e la nostra identità intendiamo affermarle nella sede più appropriata, cioè quest'Aula, in un confronto diretto su uno strumento fondamentale, come la manovra finanziaria, che ogni anno deve essere predisposto.
Noi non vogliamo fare ostruzionismo, quindi rinunceremo ai dieci giorni consentiti dal Regolamento, ma solo in questa occasione. Se si dovessero cioè ripetere circostanze come quelle che abbiamo vissuto fino ad oggi, noi chiederemo, come precisato anche dall'onorevole Selis, il pieno rispetto del Regolamento e la tutela dei nostri diritti. Se una maggioranza esiste dimostri di essere tale, perché non si può trasformare l'opposizione in maggioranza e viceversa. L'inciucio lo lasciamo ad altri, noi vogliamo il confronto in Aula.
Noi, del resto, non abbiamo presentato mille e nemmeno cento emendamenti. Abbiamo presentato pochi emendamenti che però hanno ragione di esistere - e lo dimostreremo - in quanto tendono a migliorare questo documento contabile. E solo su questo accetteremo il confronto.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ritengo che abbia davvero ragione il collega Giacomo Sanna e, pur prendendo atto che si è determinata una situazione per la quale l'autorizzazione al terzo mese di esercizio provvisorio del bilancio deve avere corso, non può essere sottaciuto il fatto che il ricorso a tale autorizzazione, che consentendo solo l'ordinaria amministrazione determina praticamente il blocco della spesa regionale, non è un fatto meramente tecnico, ma è un fatto politico da cui discendono responsabilità politiche. L'esercizio provvisorio del bilancio non è un fatto fisiologico, ma è una "patologia" che nella fase iniziale della legislatura poteva essere in qualche modo giustificata da vicende note: il risultato delle elezioni, le difficoltà di soluzione della crisi politica, l'inesperienza della una nuova compagine di governo. In altre parole tutto quello che a dicembre si poteva dire, a fine febbraio non ha più alcun valore.
La Giunta regionale e la maggioranza in due mesi non sono riuscite a varare il bilancio della Regione, quello vero, cioè lo strumento attraverso cui si può amministrare davvero la spesa. Questo è un fatto di irresponsabilità politica, di inefficienza, di incapacità che appartiene interamente alla maggioranza e alla Giunta regionale.
Noi vi suggerimmo anche allora, alla fine di dicembre, di ricorrere non a due , ma a tre mesi di esercizio provvisorio. La vostra risposta fu un "no" deciso. Anzi avete considerato l'indicazione che proveniva dall'opposizione come una provocazione: "Pensate forse che in due mesi questa maggioranza così coesa, nuova, attenta ai cambiamenti, anzi alle rivoluzioni, non riesca ad approvare la manovra finanziaria?" Questa maggioranza, cioè, non poteva neppure ipotizzare che in due mesi non sarebbe riuscita ad approvare il bilancio della Regione. Invece due mesi sono passati e siamo alle prime battute di un confronto che si è rivelato fin dall'inizio aspro e duro, ma col quale intendiamo affrontare le questioni nel merito del provvedimento in esame. L'opposizione non ha adottato atteggiamenti ostruzionistici in nessun momento. Noi non abbiamo chiesto a ripetizione la verifica del numero legale, come facevate voi quando eravate all'opposizione; in Commissione, addirittura, abbiamo rinunciato a presentare la gran parte degli emendamenti che avevamo predisposto, per consentire che la manovra finanziaria fosse esitata nel più breve tempo possibile. Abbiamo ritenuto che il confronto vero e serio dovesse avvenire qui, nell'aula del Consiglio regionale, nella sede pubblica e istituzionale, coram populo, perché le diverse posizioni e le diverse impostazioni dei componenti questa Assemblea fossero "visibili". Ecco in che cosa ha fondamentalmente ragione il collega Giacomo Sanna.
E a Cagliari, nella via Roma, attorno a questo palazzo, simbolo di un'autonomia un po' maltrattata e indebolita dalle troppe vicende anomale della politica regionale, si svolgono in questi giorni due riunioni, e tutt'e due civili: una è la riunione dei deputati del popolo che si tiene in quest'aula, dove si confrontano le opinioni politiche, dove si lavora per costruire un bilancio della Regione che sia più rispondente ai bisogni di chi vive fuori di qui, cioè della gente, del popolo della Sardegna; l'altra riunione, di cui abbiamo il dovere di prendere atto, è quella dei giovani disoccupati che da dieci giorni civilmente testimoniano un bisogno, un diritto e una sofferenza. Questi giovani ci richiamano (e fortunatamente, in parte, il loro richiamo è stato ascoltato, o pare che verrà ascoltato) ad una responsabilità, quella cioè che il bilancio della Regione sia il bilancio di tutti i sardi e che in qualche modo preveda una spesa diffusa, distribuita e finalizzata, affinché anche quella parte di società, che è pur essa Regione viva, che non ha mai avuto nulla e alla quale si pretende di non dare mai niente, abbia qualcosa e possibilmente abbia per intero la sua parte.
Vi sono due riunioni dunque, una interna al palazzo - uso questo termine in senso nobile, non dispregiativo, cioè come sede della rappresentanza del popolo sardo - e un'altra forse simbolica però ugualmente vera, ugualmente viva, che si tiene invece all'esterno di questo edificio. Questi due consessi, l'Assemblea elettiva e la pubblica piazza, dove civilmente si rappresentano i bisogni e i diritti legittimi dei cittadini, secondo me possono essere oggi assunti ad emblema per evitare che la Regione subisca un danno dal non avere né un bilancio ordinario, né un bilancio provvisorio, ma anche e soprattutto perché quanto prima si possa realizzare una previsione di spesa delle risorse regionali che sia davvero rispondente ai bisogni sociali e ai diritti dei cittadini, e i diritti sono tali sia per gli imprenditori e gli operatori dei diversi settori dell'economia, ma anche per i lavoratori dipendenti, anch'essi cittadini che hanno il bisogno e il diritto di produrre.
Se il bilancio della Regione sarà un po' più - non pretendo che lo sia interamente - rivolto verso i bisogni e le aspettative di tutti, vorrà dire che noi in quest'aula avremo fatto un significativo passo avanti.
Annuncio in questo mio intervento, che vale anche come dichiarazione di voto, la rinuncia, anche da parte nostra, a chiedere i dieci giorni per la presentazione della relazione di minoranza, al fine di consentire che possa avere corso l'esame del disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.-F.D.). Intervengo molto brevemente per dichiararmi d'accordo con la richiesta di inserimento all'ordine del giorno del disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio, avanzata dal collega Emilio Floris.
Questa richiesta è frutto di un confronto tra le forze politiche sulle due diverse manovre finanziarie che sono state predisposte, durante il quale sono stati individuati significativi punti di convergenza. Questo confronto, che non si è ancora concluso, ha dato origine a una verifica tra la maggioranza e l'opposizione non solo su ciò che è stato trasposto in documenti scritti, ma anche su quello che non è scritto o che è stato solo comunicato dal Presidente della Giunta e che impone, a questo punto della discussione, l'apertura di una linea di credito sul merito del ragionamento che abbiamo sviluppato. Molti impegni sono stati assunti sulla parola, pertanto io rinuncio alla richiesta dei termini che avevo avanzato in Commissione, proprio perché la Coalizione autonomista vuole essere conseguente con i ragionamenti che ha sviluppato nei giorni scorsi, riconducendo le forze politiche al confronto sul merito, che sarà - su questo sono d'accordo con il collega Giacomo Sanna - il momento di maggiore impegno per tutti i consiglieri. Questo confronto sul merito sarà anche l'occasione per contribuire a migliorare il testo, secondo noi carente, del disegno di legge finanziaria che la Giunta aveva a suo tempo presentato.
Desidero, in conclusione del mio intervento, dare una risposta al collega Serrenti in merito alla domanda che egli mi ha rivolto al termine della seduta di ieri, quando ha detto: "Mi dica lei, ha qualcosa da dire sul mio comportamento o sul voto che è stato espresso?" Ora, collega Serrenti, le posso rispondere più serenamente di ieri: io non ho minimamente condiviso la sua conduzione dell'Aula. Non c'era bisogno di un voto sul Regolamento, perché il Regolamento è già stato votato e approvato. Il Regolamento andava applicato in modo chiaro da parte di chi presiedeva l'Assemblea. Per me a quel punto la discussione era chiusa, e ho sperato per un attimo che si stesse introducendo un meccanismo di rispetto delle regole, invece ho dovuto constatare che c'è stata ancora una volta una violazione delle regole.
Collega Contu, questo è il problema. Ieri, lei è intervenuto a lungo su questo argomento e devo dire che ho condiviso buona parte delle sue argomentazioni, ma il problema esiste e non può essere ignorato, anzi dobbiamo impegnarci ad affrontarlo, così come avevamo proposto in diverse occasioni qualche mese fa, se non nei prossimi giorni, in cui staremo ancora discutendo la finanziaria, in un periodo immediatamente successivo. Su questo argomento abbiamo ripetutamente cercato un punto d'incontro; non ci siamo riusciti, sempre perché il Regolamento è stato utilizzato male, lo si è violato, però io sono fiducioso e credo che avremo la possibilità di verificare le posizioni di ognuno di noi, riconducendole a una sintesi unitaria nelle scelte che faremo.
Presidente. Naturalmente, consigliere Cugini, io non condivido le considerazioni che lei ha appena fatto, comunque la ringrazio per i toni pacati con i quali ha posto la questione.
Poiché non vi sono opposizioni, la richiesta del consigliere Emilio Floris è accolta.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 51. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Intervengo brevemente per sottolineare che il disegno di legge numero 51, approvato dalla Commissione a maggioranza, è finalizzato a garantire la continuità dell'attività amministrativa della Regione in regime di esercizio provvisorio del bilancio per un ulteriore mese rispetto a quanto era già stato autorizzato con la precedente legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio.
E' chiaro che tale richiesta è determinata dai tempi necessari per la conclusione dell'esame della manovra finanziaria e per il controllo governativo sui relativi atti legislativi.
Ritengo, quindi, che l'approvazione di questo disegno di legge sia un atto necessario nell'interesse di tutta la Sardegna.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
LODDO, Segretario:
Art. 1
1. L'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2000, già autorizzato con la legge regionale 7 gennaio 2000, n. 1, è prorogato con le stesse modalità, sino al 31 marzo 2000.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
LODDO, Segretario:
Art. 2
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione con effetto dal 1° marzo 2000.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 51.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DORE - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI.
Rispondono no i consiglieri: CAPPAI - COGODI - ORTU - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri BALIA - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco.
(Il consigliere OPPI ha espresso il proprio voto a voce perché sprovvisto della tessera per la votazione con il sistema elettronico.)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 47
Astenuti 29
Maggioranza 24
Favorevoli 43
Contrari 4
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Colleghi, dopo l'approvazione del disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione, occorre approvare anche la proposta di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2000.
Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
(E' approvata)
Convoco la Conferenza dei Capigruppo per stabilire il prosieguo dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 53, viene ripresa alle ore 14 e 35.)
PRESIDENTE. Comunico che, secondo l'accordo raggiunto nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, i lavori del Consiglio riprenderanno martedì prossimo, alle ore 16 e 30, con al primo punto all'ordine del giorno le nomine, effettuate le quali continuerà la discussione della finanziaria.
Comunico inoltre che la Commissione bilancio è convocata per le ore 18 di questo pomeriggio.
La seduta è tolta alle ore 14 e 36.
Allegati seduta
XLII SEDUTA
VENERDI' 25 FEBBRAIO 2000
Presidenza del Vicepresidente SPISSU
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 10 e 18.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 23 febbraio 2000, che è approvato.
Comunicazioni del PresidentePRESIDENTE. Informo l'Assemblea che il Gruppo del Partito Popolare Sardo, con nota del 24 febbraio 2000, ha comunicato di aver modificato, con decorrenza immediata, la propria denominazione in Partito del Popolo Sardo.
E' stato nominato Capogruppo il consigliere Pietro Fois.
Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo per chiedere, a nome del mio Gruppo, una sospensione dei lavori di un'ora e mezza circa, in quanto in seguito ad accordi raggiunti nella nottata di ieri tra maggioranza e opposizione si è convenuto di procedere all'esame in Commissione del disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio, per poterlo approvare entro la mattinata in Aula.
Presidente. Se non ci sono opposizioni la richiesta è accolta.
La seduta è sospesa sino alle ore 12.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 23, viene ripresa alle ore 12 e 16.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.
USAI (A.N.). Presidente, chiedo la proroga della sospensione sino alle ore 13, in quanto è in corso un incontro tra i Gruppi per raggiungere un accordo che ci consenta di portare a termine rapidamente i lavori del Consiglio.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la seduta è aggiornata alle ore 13.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 17, viene ripresa alle ore 13 e 14.)
Presidenza del Presidente Serrenti
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pier Sandro Scano ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data 25 febbraio 2000.
Se non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.
Sull'ordine del giornoPRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 21. Ricordo che la discussione generale è chiusa e che dobbiamo ora procedere all'esame degli articoli.
Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Presidente, se l'Assemblea è d'accordo, chiedo che la discussione della manovra finanziaria sia sospesa e che, ai sensi dell'articolo 56 del Regolamento, sia inserito all'ordine del giorno il disegno di legge numero 51, concernente la proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2000.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta è favorevole alla richiesta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Per quanto riguarda la proposta di inversione dell'ordine del giorno, avanzata dall'onorevole Emilio Floris, credo che a nessuno sfugga la memoria del dibattito infuocato e teso di avant'ieri.
Noi non abbiamo dimenticato le vicende attraverso le quali si è giunti alla discussione di questo argomento in Commissione. Abbiamo detto e ripetiamo che la nostra attività di opposizione non è volta a procrastinare i tempi, ma si qualifica per il tipo di proposte e per i contenuti. Anche quando si verificano scontri aspri - ce ne sono stati e ce ne saranno ancora - l'obiettivo è far prevalere i principi. E la battaglia di avant'ieri era, appunto, una battaglia di principi.
Abbiamo posto, anche in sede informale, all'attenzione della maggioranza il fatto che quando sorgono conflitti sulla interpretazione del Regolamento non si può sempre delegare alla maggioranza la decisione finale, perché questo esautora l'opposizione ed esaspera il clima di scontro. Credo pertanto che sia interesse di tutti preoccuparsi della funzionalità dell'Aula e contribuire a stemperare questo conflitto.
Noi abbiamo discusso, come voi sapete, con la maggioranza e con la Giunta sui contenuti della manovra finanziaria, non per cercare un accordo sulla manovra stessa, ma per capire quali sono i punti qualificanti sui quali si possono trovare delle convergenze - è un termine oggi di moda - e quindi raggiungere un'intesa.
La paternità della manovra naturalmente resta alla maggioranza, la responsabilità è della maggioranza e della Giunta, e questo non toglie nulla alla dialettica che in quest'aula si svilupperà, però abbiamo ancora una volta voluto dimostrare come sia necessario far prevalere gli interessi comuni sugli interessi e sulle logiche che certe volte hanno ispirato l'opposizione. Per una questione di principio, e perché nessuno può manipolare il Regolamento interpretandolo a proprio piacimento, noi ci siamo opposti alla discussione del disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio, ma poi abbiamo acceduto a che venisse esaminato in Commissione, anche se naturalmente noi abbiamo votato contro, perché eravamo e siamo contrari al terzo mese di esercizio provvisorio. Nemmeno ora ci stiamo opponendo all'esame in aula di questo provvedimento, e non perché abbiamo cambiato opinione o valutazione, ma perché vogliamo ancora una volta dimostrare la nostra buona volontà in merito agli impegni che abbiamo preso e che sono ancora da perfezionare, ed anche perché speriamo che questo atto di buona volontà non venga sottovalutato dalla maggioranza e dalla Giunta, visto che c'è l'esigenza di rendere il clima in quest'Aula più vivibile.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, noi in Commissione abbiamo chiesto i termini per la presentazione della relazione di minoranza sul disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio, ma non per fare ostruzionismo, come qualcuno anche ieri ha voluto evidenziare.
Il nostro comportamento è sempre stato improntato al confronto, certamente duro, ma corretto, volto soprattutto a costruire, nel rispetto reciproco, quelle volontà di cui ognuno di noi si fa portatore in quest'Aula. Riteniamo anche che questa Assemblea si debba "riappropriare della politica" e che la politica stessa debba rientrare nel modo più giusto in quest'aula e nelle piazze, cioè fra la gente. Non possiamo accettare, invece, che tutto ciò avvenga nei corridoi di questo palazzo, e che una finanziaria venga discussa più al di fuori di quest'aula, che al suo interno. Noi non siamo disponibili al ribaltamento dei ruoli; la nostra specialità e la nostra identità intendiamo affermarle nella sede più appropriata, cioè quest'Aula, in un confronto diretto su uno strumento fondamentale, come la manovra finanziaria, che ogni anno deve essere predisposto.
Noi non vogliamo fare ostruzionismo, quindi rinunceremo ai dieci giorni consentiti dal Regolamento, ma solo in questa occasione. Se si dovessero cioè ripetere circostanze come quelle che abbiamo vissuto fino ad oggi, noi chiederemo, come precisato anche dall'onorevole Selis, il pieno rispetto del Regolamento e la tutela dei nostri diritti. Se una maggioranza esiste dimostri di essere tale, perché non si può trasformare l'opposizione in maggioranza e viceversa. L'inciucio lo lasciamo ad altri, noi vogliamo il confronto in Aula.
Noi, del resto, non abbiamo presentato mille e nemmeno cento emendamenti. Abbiamo presentato pochi emendamenti che però hanno ragione di esistere - e lo dimostreremo - in quanto tendono a migliorare questo documento contabile. E solo su questo accetteremo il confronto.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ritengo che abbia davvero ragione il collega Giacomo Sanna e, pur prendendo atto che si è determinata una situazione per la quale l'autorizzazione al terzo mese di esercizio provvisorio del bilancio deve avere corso, non può essere sottaciuto il fatto che il ricorso a tale autorizzazione, che consentendo solo l'ordinaria amministrazione determina praticamente il blocco della spesa regionale, non è un fatto meramente tecnico, ma è un fatto politico da cui discendono responsabilità politiche. L'esercizio provvisorio del bilancio non è un fatto fisiologico, ma è una "patologia" che nella fase iniziale della legislatura poteva essere in qualche modo giustificata da vicende note: il risultato delle elezioni, le difficoltà di soluzione della crisi politica, l'inesperienza della una nuova compagine di governo. In altre parole tutto quello che a dicembre si poteva dire, a fine febbraio non ha più alcun valore.
La Giunta regionale e la maggioranza in due mesi non sono riuscite a varare il bilancio della Regione, quello vero, cioè lo strumento attraverso cui si può amministrare davvero la spesa. Questo è un fatto di irresponsabilità politica, di inefficienza, di incapacità che appartiene interamente alla maggioranza e alla Giunta regionale.
Noi vi suggerimmo anche allora, alla fine di dicembre, di ricorrere non a due , ma a tre mesi di esercizio provvisorio. La vostra risposta fu un "no" deciso. Anzi avete considerato l'indicazione che proveniva dall'opposizione come una provocazione: "Pensate forse che in due mesi questa maggioranza così coesa, nuova, attenta ai cambiamenti, anzi alle rivoluzioni, non riesca ad approvare la manovra finanziaria?" Questa maggioranza, cioè, non poteva neppure ipotizzare che in due mesi non sarebbe riuscita ad approvare il bilancio della Regione. Invece due mesi sono passati e siamo alle prime battute di un confronto che si è rivelato fin dall'inizio aspro e duro, ma col quale intendiamo affrontare le questioni nel merito del provvedimento in esame. L'opposizione non ha adottato atteggiamenti ostruzionistici in nessun momento. Noi non abbiamo chiesto a ripetizione la verifica del numero legale, come facevate voi quando eravate all'opposizione; in Commissione, addirittura, abbiamo rinunciato a presentare la gran parte degli emendamenti che avevamo predisposto, per consentire che la manovra finanziaria fosse esitata nel più breve tempo possibile. Abbiamo ritenuto che il confronto vero e serio dovesse avvenire qui, nell'aula del Consiglio regionale, nella sede pubblica e istituzionale, coram populo, perché le diverse posizioni e le diverse impostazioni dei componenti questa Assemblea fossero "visibili". Ecco in che cosa ha fondamentalmente ragione il collega Giacomo Sanna.
E a Cagliari, nella via Roma, attorno a questo palazzo, simbolo di un'autonomia un po' maltrattata e indebolita dalle troppe vicende anomale della politica regionale, si svolgono in questi giorni due riunioni, e tutt'e due civili: una è la riunione dei deputati del popolo che si tiene in quest'aula, dove si confrontano le opinioni politiche, dove si lavora per costruire un bilancio della Regione che sia più rispondente ai bisogni di chi vive fuori di qui, cioè della gente, del popolo della Sardegna; l'altra riunione, di cui abbiamo il dovere di prendere atto, è quella dei giovani disoccupati che da dieci giorni civilmente testimoniano un bisogno, un diritto e una sofferenza. Questi giovani ci richiamano (e fortunatamente, in parte, il loro richiamo è stato ascoltato, o pare che verrà ascoltato) ad una responsabilità, quella cioè che il bilancio della Regione sia il bilancio di tutti i sardi e che in qualche modo preveda una spesa diffusa, distribuita e finalizzata, affinché anche quella parte di società, che è pur essa Regione viva, che non ha mai avuto nulla e alla quale si pretende di non dare mai niente, abbia qualcosa e possibilmente abbia per intero la sua parte.
Vi sono due riunioni dunque, una interna al palazzo - uso questo termine in senso nobile, non dispregiativo, cioè come sede della rappresentanza del popolo sardo - e un'altra forse simbolica però ugualmente vera, ugualmente viva, che si tiene invece all'esterno di questo edificio. Questi due consessi, l'Assemblea elettiva e la pubblica piazza, dove civilmente si rappresentano i bisogni e i diritti legittimi dei cittadini, secondo me possono essere oggi assunti ad emblema per evitare che la Regione subisca un danno dal non avere né un bilancio ordinario, né un bilancio provvisorio, ma anche e soprattutto perché quanto prima si possa realizzare una previsione di spesa delle risorse regionali che sia davvero rispondente ai bisogni sociali e ai diritti dei cittadini, e i diritti sono tali sia per gli imprenditori e gli operatori dei diversi settori dell'economia, ma anche per i lavoratori dipendenti, anch'essi cittadini che hanno il bisogno e il diritto di produrre.
Se il bilancio della Regione sarà un po' più - non pretendo che lo sia interamente - rivolto verso i bisogni e le aspettative di tutti, vorrà dire che noi in quest'aula avremo fatto un significativo passo avanti.
Annuncio in questo mio intervento, che vale anche come dichiarazione di voto, la rinuncia, anche da parte nostra, a chiedere i dieci giorni per la presentazione della relazione di minoranza, al fine di consentire che possa avere corso l'esame del disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.-F.D.). Intervengo molto brevemente per dichiararmi d'accordo con la richiesta di inserimento all'ordine del giorno del disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio, avanzata dal collega Emilio Floris.
Questa richiesta è frutto di un confronto tra le forze politiche sulle due diverse manovre finanziarie che sono state predisposte, durante il quale sono stati individuati significativi punti di convergenza. Questo confronto, che non si è ancora concluso, ha dato origine a una verifica tra la maggioranza e l'opposizione non solo su ciò che è stato trasposto in documenti scritti, ma anche su quello che non è scritto o che è stato solo comunicato dal Presidente della Giunta e che impone, a questo punto della discussione, l'apertura di una linea di credito sul merito del ragionamento che abbiamo sviluppato. Molti impegni sono stati assunti sulla parola, pertanto io rinuncio alla richiesta dei termini che avevo avanzato in Commissione, proprio perché la Coalizione autonomista vuole essere conseguente con i ragionamenti che ha sviluppato nei giorni scorsi, riconducendo le forze politiche al confronto sul merito, che sarà - su questo sono d'accordo con il collega Giacomo Sanna - il momento di maggiore impegno per tutti i consiglieri. Questo confronto sul merito sarà anche l'occasione per contribuire a migliorare il testo, secondo noi carente, del disegno di legge finanziaria che la Giunta aveva a suo tempo presentato.
Desidero, in conclusione del mio intervento, dare una risposta al collega Serrenti in merito alla domanda che egli mi ha rivolto al termine della seduta di ieri, quando ha detto: "Mi dica lei, ha qualcosa da dire sul mio comportamento o sul voto che è stato espresso?" Ora, collega Serrenti, le posso rispondere più serenamente di ieri: io non ho minimamente condiviso la sua conduzione dell'Aula. Non c'era bisogno di un voto sul Regolamento, perché il Regolamento è già stato votato e approvato. Il Regolamento andava applicato in modo chiaro da parte di chi presiedeva l'Assemblea. Per me a quel punto la discussione era chiusa, e ho sperato per un attimo che si stesse introducendo un meccanismo di rispetto delle regole, invece ho dovuto constatare che c'è stata ancora una volta una violazione delle regole.
Collega Contu, questo è il problema. Ieri, lei è intervenuto a lungo su questo argomento e devo dire che ho condiviso buona parte delle sue argomentazioni, ma il problema esiste e non può essere ignorato, anzi dobbiamo impegnarci ad affrontarlo, così come avevamo proposto in diverse occasioni qualche mese fa, se non nei prossimi giorni, in cui staremo ancora discutendo la finanziaria, in un periodo immediatamente successivo. Su questo argomento abbiamo ripetutamente cercato un punto d'incontro; non ci siamo riusciti, sempre perché il Regolamento è stato utilizzato male, lo si è violato, però io sono fiducioso e credo che avremo la possibilità di verificare le posizioni di ognuno di noi, riconducendole a una sintesi unitaria nelle scelte che faremo.
Presidente. Naturalmente, consigliere Cugini, io non condivido le considerazioni che lei ha appena fatto, comunque la ringrazio per i toni pacati con i quali ha posto la questione.
Poiché non vi sono opposizioni, la richiesta del consigliere Emilio Floris è accolta.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 51. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Intervengo brevemente per sottolineare che il disegno di legge numero 51, approvato dalla Commissione a maggioranza, è finalizzato a garantire la continuità dell'attività amministrativa della Regione in regime di esercizio provvisorio del bilancio per un ulteriore mese rispetto a quanto era già stato autorizzato con la precedente legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio.
E' chiaro che tale richiesta è determinata dai tempi necessari per la conclusione dell'esame della manovra finanziaria e per il controllo governativo sui relativi atti legislativi.
Ritengo, quindi, che l'approvazione di questo disegno di legge sia un atto necessario nell'interesse di tutta la Sardegna.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
LODDO, Segretario:
Art. 1
1. L'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2000, già autorizzato con la legge regionale 7 gennaio 2000, n. 1, è prorogato con le stesse modalità, sino al 31 marzo 2000.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
LODDO, Segretario:
Art. 2
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione con effetto dal 1° marzo 2000.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 51.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DORE - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI.
Rispondono no i consiglieri: CAPPAI - COGODI - ORTU - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri BALIA - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco.
(Il consigliere OPPI ha espresso il proprio voto a voce perché sprovvisto della tessera per la votazione con il sistema elettronico.)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 47
Astenuti 29
Maggioranza 24
Favorevoli 43
Contrari 4
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Colleghi, dopo l'approvazione del disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione, occorre approvare anche la proposta di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2000.
Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
(E' approvata)
Convoco la Conferenza dei Capigruppo per stabilire il prosieguo dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 53, viene ripresa alle ore 14 e 35.)
PRESIDENTE. Comunico che, secondo l'accordo raggiunto nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, i lavori del Consiglio riprenderanno martedì prossimo, alle ore 16 e 30, con al primo punto all'ordine del giorno le nomine, effettuate le quali continuerà la discussione della finanziaria.
Comunico inoltre che la Commissione bilancio è convocata per le ore 18 di questo pomeriggio.
La seduta è tolta alle ore 14 e 36.
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