Seduta n.51 del 01/12/2004 

LI SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 1 dicembre 2004

Presidenza del Vicepresidente PAOLO FADDA

indi

del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 05.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 23 novembre 2004, che è approvato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Onida. Ne ha facoltà.

ONIDA (Fortza Paris). Signor Presidente, chiedo una sospensione della seduta fino alle ore 10 e 30, per venti, venticinque minuti, per permettere ai colleghi di arrivare in Aula.

PRESIDENTE. Poiché non ci sono opposizioni sospendo la seduta sino alle ore 10 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 05, viene ripresa alle ore 10 e 35.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 11 maggio 2004, n. 6 (Legge finanziaria 2004), variazioni di bilancio e disposizioni varie" (31/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 31. L'emendamento numero 60 all'articolo 1 manca della copertura finanziaria e pertanto non è ammissibile. Passiamo all'emendamento numero 96, che presenta lo stesso contenuto del numero 117, con una copertura diversa. Naturalmente se l'emendamento numero 96 non dovesse essere approvato si intenderebbe non approvato anche il numero 117.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 96.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, CAPELLI, AMADU, ONIDA, LADU, CONTU, BIANCAREDDU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 96.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - LA SPISA - LADU - ONIDA - PISANO - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SECCI - SERRA.

Si sono astenuti i consiglieri: CHERCHI Oscar - FLORIS Mario - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 49

Astenuti 3

Maggioranza 25

Favorevoli 11

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 117 è pertanto decaduto. Passiamo ora agli emendamenti numero 97 e 116. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, signori della Giunta, intervengo per esprimere il mio voto favorevole su questo emendamento, e per richiamare l'attenzione della Giunta sulla particolarità di questo problema che riguarda il fermo biologico, una misura che da alcuni anni viene applicata nella nostra regione che è la prima in Italia prima per quanto riguarda le colture biologiche.

Tutta l'impostazione della nostra politica, anche della politica ambientale e di una certa politica sull'agroalimentare (a partire dall'entroterra sino ad arrivare allo sfruttamento delle risorse marine) è indirizzata sul biologico. Quindi se si va a intaccare risorse che riguardano questo particolare aspetto della nostra economia e del nostro ambiente, e riflettendosi sulla salubrità e sulla qualità dei nostri prodotti, credo che occorra stare attenti, altrimenti si finisce per intaccare una delle poche voci che consentono alla nostra economia di poter esportare nel mercato internazionale. I nostri prodotti vengono richiesti, infatti, proprio per la loro qualità e la genuinità.

Per queste ragioni io ritengo che la Giunta debba prestare un po' più di attenzione e tentare, almeno in questo caso, di non intaccare il plafond, perché andrebbe a nocumento della stessa economia isolana.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 97. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 116 pertanto decade. L'emendamento numero 38 non è ammissibile poiché manca la copertura finanziaria. Passiamo agli emendamenti numero 14, 94 e 115, con le stesse motivazioni che ho detto prima.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, l'emendamento numero 14, è stato già detto in Commissione, l'Assessore lo sa, è stato ripetuto anche in Aula, prevede un finanziamento a favore dei consorzi di bonifica per far fronte ai costi aggiuntivi derivanti dal sollevamento dell'acqua. Quello relativo ai costi energetici è un discorso vecchio; ormai in Sardegna l'energia costa più che in qualsiasi altra regione d'Italia e d'Europa. E' chiaro che questo fa sì che i settori produttivi in Sardegna si trovino in grossissima difficoltà. Difficilmente, in una situazione come questa, con gli alti costi dei trasporti e dell'energia, il sistema produttivo sardo può non risentirne, ed è difficile che un'impresa oggi riesca a competere con quello delle altre regioni d'Italia e d'Europa quando deve sopportare costi così alti.

Questo intervento, pur non essendo certo capace da solo di risolvere i problemi del mondo agropastorale, che comunque serve a far sì che le aziende agricole godano di un minimo di ristoro, permettendo una diminuzione del delle bollette per l'irrigazione. Senza questo tipo di intervento le aziende agricole dovranno pagare di più per quanto riguarda i costi irrigui, aggiungendo crisi alla crisi.

Pertanto rivolgo un ultimo appello affinché questo intervento venga preso in considerazione sia dalla maggioranza, sia da tutto il Consiglio regionale, perché è un modo per offrire un contributo, anche se minimo, alla ripresa del mondo agricolo sardo. E' vero anche che va rivista tutta la questione dei consorzi di bonifica, alla luce soprattutto del decollo dell'Autorità d'ambito, che farà venir meno molte delle competenze di questi ultimi. Ci sono infatti molti consorzi di bonifica che attualmente stanno gestendo l'acqua potabile, i depuratori e stanno esercitando tante competenze che dal primo gennaio del 2005 praticamente non saranno più a carico loro.

Quindi va operata una rivisitazione dei consorzi, del loro numero; probabilmente sono ancora troppi, va rivisto anche il loro sistema di spesa . Però noi non dobbiamo perdere di vista la circostanza che questo tipo di intervento, se non dovessimo assumere delle determinazioni giuste, andrebbe a gravare sul mondo agricolo che oggi, come tutti sappiamo, sta attraversando una delle peggiori (se non la peggiore) crisi dal dopoguerra ad oggi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione gli emendamenti numero 14 e 94. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 95. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 73. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

A seguito della non approvazione degli emendamenti numero 14 e 94, l'emendamento numero 115 decade. Sull'emendamento numero 114 è stata avanzata una proposta. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Signor Presidente, quando la Commissione ha espresso il suo parere ha avanzato una proposta di modifica dell'emendamento, che se accettata potrebbe far sì che l'emendamento venga accolto.

PRESIDENTE. Potrebbe formalizzare la proposta, onorevole Secci?

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. La proposta è questa, modificare la riduzione della UPB 10027 per riportare lo stanziamento al valore del 2003, cioè una riduzione di 340.000 euro anziché di 500.000, con un recupero di 160.000 euro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Se c'è questa disponibilità l'emendamento può essere modificato in questo senso.

PRESIDENTE. Poiché non ci sono osservazioni, l'emendamento orale presentato dal collega Secci si intende accettato e accolto.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento è già stato illustrato, quindi non mi attardo su questo. Credo che sia utile comunque accettare, in queste condizioni, anche la modifica dell'emendamento, e quindi voterò a favore. La dichiarazione è giustificata proprio dal fatto che si tratta di una spesa che va a cogliere un'esigenza molto diffusa nei giovani laureati che, attraverso le borse di studio, possono qualificare il proprio percorso formativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta su questo emendamento è favorevole in quanto stiamo cercando di fare tutto il possibile per ridurre al minimo l'impatto dei tagli, soprattutto su temi come quello dell'istruzione e del rapporto tra istruzione e lavoro. La copertura per questo emendamento è l'UPB S03015.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 114, lo metto in votazione con le modifiche proposte dall'emendamento orale. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamenti numero 11 e 113. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, gli emendamenti in esame concernono un problema che noi abbiamo posto all'attenzione dell'Aula a più riprese presentando anche un emendamento all'articolo 3 per il mantenimento degli stanziamenti nei capitoli relativi alla formazione professionale. Noi riteniamo, infatti, che i capitoli relativi a quel settore patiscano sicuramente di una carenza di scorta economica, registrata in maniera credo eclatante anche nella lunga sequela di contatti che la Giunta ha attivato con gli enti di formazione professionale in materia di obbligo formativo.

Noi riteniamo che il settore della formazione professionale, che comprende anche l'obbligo formativo, oggi subisca in Sardegna delle sofferenze particolari, ed è un settore la cui strategicità peraltro rimane intonsa. Per cui noi pensiamo che sia compito della Giunta - e anzi, che la Giunta sicuramente instaurerebbe un meccanismo virtuoso se si muovesse in questa direzione - andare verso un utilizzo il più razionale possibile delle risorse disponibili affinché tutte le somme stanziate all'interno di questi capitoli possano fornire il massimo ritorno dal punto di vista della professionalizzazione dei giovani in Sardegna. Però ci sembra particolarmente grave che in questa fase di assestamento economico, tra le poste su cui la Giunta intende tagliare ci sia proprio quella relativa a un settore che versa in sofferenza economica e al quale semmai sarebbe opportuno orientare nuove risorse.

Quindi ci sembra che su questo argomento specifico sia forse utile una riflessione particolare per verificare se le risorse, che comunque sono in questo momento a disposizione, dell'Amministrazione regionale per quanto riguarda la formazione professionale e l'obbligo formativo, siano sufficienti rispetto alle esigenze e anche ai percorsi concordati con gli enti di formazione. Nel caso non lo fossero sarebbe inconcepibile aggravare ulteriormente la situazione col taglio di bilancio che viene proposto dalla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, le osservazioni del collega Vargiu richiedono qualche precisazione, perché se il discorso riguarda il complesso delle risorse destinate al settore della formazione professionale, che gode in questo momento di una particolare attenzione da parte nostra, da parte dei nostri cittadini e di quanti altri hanno interesse al corretto svolgersi di questa attività importantissima per la nostra comunità, potrebbe essere anche un discorso condivisibile.

Però l'oggetto in discussione in questo momento con l'emendamento numero 11 - e l'Assessore ha avuto modo di illustrarlo in Commissione in maniera abbastanza chiara e specifica, il collega Vargiu che è sempre stato presente ai lavori della Commissione dovrebbe ricordarlo e sono convinto che lo ricorda - non riguarda i tagli all'attività formativa ma riguarda le economie conseguite attraverso la mancata realizzazione per quest'anno di attività formative previste dai POR, e pertanto viene meno la necessità della quota di cofinanziamento che la Regione mette a disposizione. Quindi non si sta togliendo nulla al sistema formativo per l'esercizio 2004, si stanno probabilmente trasferendo risorse di cofinanziamento all'esercizio finanziario successivo. Per questa ragione il nostro voto su questi emendamenti sarà un voto negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, con questo emendamento praticamente si vuole entrare nel merito del problema della formazione professionale e dell'obbligo formativo. Noi sappiamo quanto sta cambiando quest'anno sia la formazione professionale che l'obbligo formativo, ma è anche vero che, sulla base degli accordi assunti a suo tempo, entro il 15 novembre sarebbero dovute partite le scuole di formazione professionale e quelle dell'obbligo formativo; invece così non è stato.

Ci sono grossissime difficoltà, molti studenti non sono stati accettati, non sappiamo ancora quanti studenti hanno avuto la possibilità di iscriversi alla scuola d'obbligo; anche questo è un dato che non conosciamo., Il Presidente della Commissione afferma che non si tratta di tagli all'attività formativa, noi invece diciamo che comunque i tagli all'attività formativa ci sono; ci sono perché oggi molte scuole sono impossibilitate ad iniziare le lezioni, fino a due giorni fa non avevano nemmeno la disponibilità dei registri. Ma quello che ci preoccupa è che effettivamente noi abbiamo la sensazione che la linea della Giunta regionale sia quella di liberarsi progressivamente delle scuole dell'obbligo formativo e della formazione professionale portandole a un'autoestinzione.

Noi vogliamo capire se la nostra preoccupazione è fondata; indicativa sarà la posizione che assumerà la maggioranza perché, a seconda del tipo di intervento che porrà in essere per quanto riguarda le scuole di formazione, si capirà quale sarà la sua esatta volontà. Secondo noi c'è una tendenza precisa che è quella di fare a meno delle scuole di formazione; e questo è un grave danno per la Sardegna perché le scuole di formazione hanno fatto crescere in questi anni tante professionalità. Alcune scuole di formazione mi hanno anche consegnato degli elenchi, dai quali risulta che la percentuale dei loro studenti che trova subito occupazione è del 60 per cento superiore rispetto a quella delle altre scuole. Questo significa che, a differenza anche di laureati che in Sardegna non riescono a trovare un posto di lavoro anche dopo anni dalla laurea, coloro che hanno conseguito questo tipo di titolo riescono a trovare un lavoro in tempi rapidi.

Invito ad una riflessione questo Consiglio regionale perché mi pare che in Sardegna manchino proprio queste professionalità, perché è giusto che ci siano i laureati, i diplomati, anzi, io credo che ce ne debbano essere molti di più, però non tutti hanno la possibilità di conseguire la laurea o il diploma, sia per ragioni economiche e sociali, sia per motivi inerenti le inclinazioni personali; nessuno può essere obbligato a fare una cosa che non vuole fare.

Pertanto io credo che questo emendamento debba essere accolto; noi voteremo a favore e se la maggioranza non farà altrettanto sicuramente provocherà un danno a quella formazione professionale che in questi anni ha conseguito risultati importanti per la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io utilizzo questa dichiarazione di voto per esprimere parere favorevole sul gruppo degli emendamenti in esame e per verificare insieme alla Giunta e insieme ai colleghi se sia possibile a stabilire un principio. Le motivazioni addotte nella dichiarazione di voto e nella illustrazione dell'emendamento dall'onorevole Ladu ci portano a ragionare sul fine che intende perseguire questo assestamento di bilancio.

Alcuni tagli su alcuni capitoli del bilancio 2003 - è evidente - sono tagli necessari. Indubbiamente quando si deve recuperare una somma per coprire, come in questo caso, il disavanzo della sanità, abbiamo necessità di tagliare da altre parti. Quindi c'è una scelta di principio ed una scelta di indirizzo; qualsiasi taglio si operi è sicuramente doloroso, è sicuramente un sacrificio che si deve affrontare per recuperare risorse destinate a tamponare le falle della spesa regionale.

Detto questo mi chiedo: se la Giunta sostiene che non si è nelle condizioni di anticipare risorse - cioè le risorse finanziarie che lo Stato deve trasferire alla Regione per garantire, come in questo caso, la formazione professionale - perché in altri emendamenti (uno per tutti il numero 147) la Giunta e il relatore si sono espressi a favore dell'anticipazione di somme che lo Stato deve trasferire alla Regione?

Io sono d'accordo per stabilire un principio, quello della necessità di operare tagli alle spese, ma poi non si possono accettare emendamenti che vanno in contraddizione con questo principio. Non è possibile che si accettino emendamenti presentati solo (mi si passi un termine usato spesso in quest'Aula) per fare "marchette" che propongono spese aggiuntive sotto forma di anticipazioni di fondi provenienti dallo Stato. Se si segue un principio probabilmente possiamo metterci d'accordo, magari divergendo sul fatto che i tagli vengano operati sul sociale invece che sugli investimenti, sull'industria o quant'altro. Noi oggi ci troviamo in questa situazione, il 147 è un esempio ma credo che purtroppo ne potremo fare degli altri.

Se invece passasse il principio del taglio alle spese potremmo stabilire una linea guida sull'assestamento di bilancio che ci consenta, a malincuore, di dire no a tanti altri emendamenti. In questo caso io voto a favore di questo gruppo di emendamenti perché ritengo che se tagliamo alla formazione o scegliamo di finanziare la programmazione negoziata o gli enti strumentali della Regione (come vedremo in seguito),, allora questo principio deve valere per tutto il cursus dell'assestamento di bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi). Signor Presidente, col mio intervento annuncio che voterò a favore dell'emendamento numero 113 nella esclusiva finalità di portare l'attenzione dell'intero Consiglio regionale sulla gravità del momento che sta vivendo oggi la formazione professionale in Sardegna e quindi sulla opportunità di cogliere questa vera occasione per restituire al sistema formativo sardo quello che è nel proprio diritto avere.

Credo che - così come ha detto anche l'Assessore nell'illustrare la finalità generale di questo disegno di legge, quella cioè di coprire il disavanzo, di colmare un buco causato principalmente dal settore sanitario - non sia possibile restituire funzionalità ad un intero sistema, che è il sistema sardo, coprendo soltanto parte dei buchi che questo sistema stesso potrebbe presentare, è assolutamente opportuno coprire uno dei disavanzi maggiori che oggi registriamo, che è quello della formazione professionale.

Se noi oggi presentassimo questo disegno di legge al più conosciuto, probabilmente, degli stagnini sardi, che è uno stagnino di Isili che io conosco, e gli dicessimo che abbiamo necessità di coprire i buchi, mi perdoni, di questo recipiente che si chiama recipiente Sardegna, lui ci direbbe: "Sì, però bisogna coprirli tutti perché altrimenti davvero non otteniamo il risultato sperato." Oggi noi osserviamo una totale negligenza da parte della Giunta in relazione alla decisione unanime che questo Consiglio ha assunto il 20 ottobre del 2004 di impegnare la Giunta perché immediatamente avviasse i corsi di formazione professionale dell'obbligo formativo.

Questo impegno, che la Giunta ha ricevuto da parte del Consiglio, non è stato ancora attuato. Oggi vige una confusione totale perché non è stata nemmeno avviata per intero la seconda annualità - che avrebbero dovuto seguire immediatamente la prima annualità dei corsi sperimentali, dell'obbligo formativo introdotti dalla legge Moratti, e siamo riusciti così ad espellere 600 ragazzi dal sistema scolastico senza riuscire nemmeno. a capire dove possano essere andati a finire. Voglio capire chi si assumerà la responsabilità di dire che questi ragazzi oggi non hanno più nessuna tutela, nessuna garanzia che, a loro non è stato dato ciò che qui era stato invece detto che avremmo potuto dare.

Ma l'aspetto ancora più paradossale è che non sono state avviate nemmeno le prime annualità e che si parla di una riduzione del 50 per cento del numero degli iscritti. Questo favorirà ed amplificherà ulteriormente il dramma nel quale versano non solo i ragazzi ma le famiglie di questi ragazzi. Ora credo che davvero dobbiamo fare uno sforzo; così come è assolutamente indispensabile che al settore sanità vada restituita la funzionalità attraverso la copertura di questo disavanzo, allo stesso modo io credo che sia assolutamente necessario (troveremo i metodi e i meccanismi per dare copertura finanziaria) restituire funzionalità ad un sistema formativo che costituisce uno dei principali obiettivi dell'azione di questa Giunta e dell'intero Consiglio, e che risponde anche al preciso dettato di un apposito ordine del giorno approvato unanimemente dal Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 11, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 113 è decaduto. Metto in votazione gli emendamenti numero 10 e 119. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, per esprimere il mio voto favorevole sull'emendamento numero 10, sia sull'emendamento numero 119, che vengono votati insieme perché collegati, in quanto costituiscono la reintegrazione di quanto l'assestamento di bilancio prevede di sottrarre alle scuole materne.

Devo dire che sul ragionamento delle scuole materne giova ancora una volta intervenire, giova perché sono state pronunciate delle precisazioni da parte di alcuni consiglieri dell'opposizione e perché l'Assessore ieri, durante la sua replica, ne ha ripreso in esame il problema. Noi abbiamo chiarito che, rispetto allo stanziamento del 2003, si registra un incremento che, se non sbaglio, è superiore al 10 per cento, con una riduzione, però, rispetto a quanto era stato stanziato per il 2004.

Dall'anno in cui fu istituita la legge, sino al 2003, purtroppo il contributo percentuale che è stato assegnato alle scuole materne è andato progressivamente diminuendo, pertanto nel 2004 si decise di invertire in maniera significativa questa tendenza, non soltanto per recuperare una parte di ciò che si era perso negli anni precedenti, ma anche per inviare un segnale dell'attenzione che la Giunta regionale voleva avere nei confronti delle politiche a sostegno della famiglia e a sostegno dell'infanzia.

Il problema delle scuole materne riguarda, infatti, soprattutto quelle di dimensioni più piccole, quindi quelle più sensibili al sostegno che da parte della Regione può essere erogato; scuole materne che in alcune situazioni, soprattutto nei comuni più piccoli della Sardegna, rappresentano un punto di riferimento per le famiglie, l'anello fondamentale di quella catena virtuosa che in qualche maniera si contrappone alle politiche di decremento demografico che la Sardegna subisce esattamente come altre regioni italiane, forse oggi con analoga drammaticità rispetto a quella delle altre regioni italiane.

Quindi sostanzialmente il segnale di attenzione verso le scuole materne, rappresentato con un incremento significativo dei contributi assegnati rispetto al 2003, altro non era se non il parziale ristoro dei decrementi che si erano registrati negli anni precedenti su questi capitoli. L'incremento del 2004 era comuque sicuramente un segnale importante; il segnale che l'Amministrazione regionale intendeva valorizzare l'apporto che le scuole materne, che le più piccole tra le scuole materne, quindi le più bisognose di interventi specifici mirati, offrivano, ed era un segnale rivolto alle famiglie, per manifestare la volontà della Regione di sostenere le politiche di servizi alle famiglie, che sono le politiche fondamentali perché le famiglie con serenità possano prevedere l'incremento numerico del loro nucleo.

Noi crediamo che questo argomento sia stato liquidato con eccessiva fretta. Abbiamo presentato come Riformatori un emendamento successivo, che verrà discusso in sede di esame dei successivi articoli della legge. Chiediamo che su questo argomento ci sia una riflessione dell'intero Consiglio regionale perché riteniamo che il segnale che verrebbe inviato alle scuole materne e alle famiglie sarebbe importante e andrebbe senz'altro in direzione di quelle politiche che, come questa Giunta ha dichiarato a più riprese, costituiscono la stella polare dell'Esecutivo. Quindi noi chiediamo all'intero Consiglio, su un argomento di questa importanza, di attivare ancora un istante di riflessione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, intervengo su questo argomento perché non voglio che rimanga una sensazione sbagliata circa gli atteggiamenti ed i comportamenti della maggioranza rispetto a questo problema. Il problema delle scuole materne private è un problema che chi è presente in Consiglio da più tempo e chi ha fatto parte della Commissione bilancio nelle ultime due legislature sa che è sempre stato all'attenzione di molti componenti della maggioranza di oggi, e sa che in più di una circostanza abbiamo difeso e sostenuto la necessità di mantenere i finanziamenti adeguati per la scuola materna privata.

Oggi però ci troviamo in una situazione differente, che è determinata da una serie di fattori. Il primo dato è che c'è stato nel 2004 un eccesso di attenzione, perché è stato documentato lo stanziamento di oltre il 20 per cento in presenza di una situazione finanziaria drammatica che rende impossibile procedere ad aumenti di questa dimensione.

La Giunta regionale e la maggioranza, anziché decidere di riportare lo stanziamento alla previsione 2003, che sarebbe stato già un comportamento abbastanza corretto, e quindi riportarlo a 20 milioni di euro,. hanno scelto invece di aumentarlo del 12 per cento rispetto all'anno precedente. Tutto ciò in uno scenario che ha registrato tagli diffusi in numerosi settori.

Io penso che vada sottolineato questo sforzo, questa attenzione, non la riduzione, perché in questo caso proprio non si tratta di riduzione; 22 milioni e 500 mila euro sono lo stanziamento più elevato per le scuole materne private degli ultimi dieci anni. Quindi ci troviamo veramente in una condizione di condivisione totale delle osservazioni che il collega Vargiu esprimeva; dissentiamo soltanto sulla quantità delle risorse da destinare indicate dal collega. Non perché non ci sia un bisogno di disponibilità aggiuntive per le scuole materne; quel bisogno c'è, abbiamo visto che c'è per la formazione professionale, abbiamo visto e vedremo che c'è per il sistema di distribuzione alle imprese, ai settori produttivi e a quanto altro, solo che i bilanci delle famiglie e della Regione si predispongono sulla base delle risorse che si hanno e sulle risorse che si hanno bisogna stabilire priorità e compatibilità.

Io penso che per le scuole materne l'attenzione di questa maggioranza e di questa Giunta debba essere considerata in modo positivo. Per questa ragione, Presidente, il mio voto sarà contrario a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento e richiamandomi alle motivazioni esposte anche dal collega Vargiu, vorrei puntualizzare alcuni aspetti. Per quanto riguarda le osservazioni che ha fatto il Presidente della Commissione, Secci, è comprensibile certamente il richiamo alle difficoltà finanziarie che la Regione attraversa attualmente e che effettivamente portano alla necessità di politiche di rigore, di contenimento della spesa.

Quindi, senza volere demonizzare la posizione di chi, dovendo far quadrare i conti, ha la necessità di operare delle scelte che possono essere difficili, io continuo ad insistere sul fatto che si dica davvero la verità su questi temi. Non si può affermare semplicemente che lo stanziamento di cui si parla negli anni è stato incrementato e che una diminuzione dell'incremento è pertanto necessaria, perché il problema è la realtà dei fatti. Io sono testardamente convinto - e su questo credo che anche tanti altri rappresentanti di altre forze politiche possano essere d'accordo - che questo Consiglio debba arrivare, prima o poi, ad avere una approccio diverso riguardo a questo problema. Troppa ideologia inquina le posizioni politiche delle diverse parti presenti in questo Consiglio, così come di quelle presenti nel Parlamento, o nelle relazioni sindacali.

Io insisto sul fatto che, riguardo al rapporto con la scuola paritaria, occorra davvero procedere gradualmente; mi rendo conto che ci vorrà tempo, ma ci vuole tempo e ci vuole anche testardaggine. Chi continua a insistere su questo problema corre il rischio di risultare anche noioso, ma alla fine credo che occorra che si faccia un salto di qualità nella concezione politica riguardo all'istruzione, alla scuola in particolare, nel rapporto tra scuola statale e scuola non statale.

Fino alla noia dobbiamo ribadire - e so che anche molti colleghi di altre parti politiche lo fanno - che non stiamo parlando di tutela della scuola privata, non stiamo parlando di tutela della scuola per i ricchi, stiamo parlando di scuole che svolgono una funzione oggettivamente pubblica, molto spesso in assenza, in carenza di una struttura statale. Certamente per le elementari, medie e superiori non è così, ma di scuole materne esiste una effettiva carenza; è per questo che la Regione, fin dagli anni '80, è intervenuta prevedendo e mantenendo nel tempo un sacrificio finanziario a suo carico.

Si può dire che non è un sacrificio giusto, si può dire che dovrebbe provvedere lo Stato, ma rendiamoci conto che la spesa per tenere in piedi questo livello di istruzione della prima infanzia, che può sembrare altissimo, in realtà è molto bassa rispetto al servizio che quantitativamente viene erogato; perché sicuramente c'è il livello di spesa in queste scuole inferiore è rispetto a quello delle scuole statali, e se ne avvantaggia una fascia di utenza che è assolutamente popolare; famiglie che nei piccoli paesi hanno redditi molto bassi. quindi la funzione sociale che svolgono queste scuole è altissima.

Io credo che una maggiore sensibilità debba essere dimostrata ora e nella prossima manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, so già che quanto dirò non servirà a fare cambiare idea alla maggioranza, però una riflessione la voglio svolgere. Noi, infatti, probabilmente stiamo sottovalutando l'importanza che rivestono le scuole materne statali in Sardegna, soprattutto in alcune zone disagiate dell'Isola dove spesso sono le uniche a garantire il servizio. Io veramente non riesco a comprendere perché una maggioranza che nel manifesto programmatico dichiarava che si sarebbe schierata a favore dei deboli, a favore delle classi meno abbienti, oggi porta avanti una politica che proprio sulla famiglia e sull'infanzia mi pare si stia muovendo in direzione opposta.

Io ho sentito quanto ha detto il Presidente della Commissione, l'onorevole Secci, quando ha affermato che effettivamente la cifra che è stata stabilita quest'anno non è inferiore a quella dell'anno passato, e su questo siamo d'accordo; ma dobbiamo anche procedere ad una valutazione e vedere in questi ultimi dieci anni, quanto abbiamo speso per le scuole materne.

Dico ancora di più: non è neanche corretto affermare che spendiamo lo stesso tanto - forse qualcosa in più dell'anno scorso o degli anni passati - quando sappiamo che le spese per la gestione di queste scuole, sono cresciute a dismisura in questi anni, tanto è che molte stanno per chiudere. Il rischio è che, tra un paio di anni le scuole materne non statali non ci siano più, e non credo che noi avremoreso un buon servizio alla Sardegna.

Probabilmente passerà una linea ideologica che non vede di buon occhio anche le scuole materne non statali; probabilmente si vuole fare altro, si vuole che il settore pubblico si assuma l'onere di garantire anche le scuole materne, e questo può essere anche giusto. Però mentre in tutta Italia, in tutto il mondo si va in una direzione che è diametralmente opposta, quella tendente alla parificazione delle scuole pubbliche e private, in Sardegna succede l'esatto contrario.

Prendiamo atto che all'interno della Giunta prevale una linea ben precisa, di sinistra. Noi non condividiamo questa posizione, perché, anche se l'Assessore dei lavori pubblici se la ride ..., mi meraviglia che proprio lui che dovrebbe avere una cultura diversa dagli altri oggi ... probabilmente questi temi non lo interessano più, però, secondo me, anche lui insieme ai suoi amici di cordata sta commettendo un gravissimo errore, perché credo che..

SECCI (La Margherita-D.L.). Silvestro, però l'Assessore non può parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Secci...

LADU (Fortza Paris). L'Assessore può sempre parlare, ogni tanto può essere autorizzato a parlare anche lui, non è un problema. Il nostro voto comunque sarà a favore di questo emendamento; ritengo davvero che in questo modo si riuscirà a offrire un contributo importante a tutte le scuole materne non solo a quelle statali, ma soprattutto a quelle private che oggi svolgono un ruolo di supplenza indispensabile per la crescita e lo sviluppo dei ragazzi, dell'infanzia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 10.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, CASSANO, RASSU, LOMBARDO, OPPI, CAPELLI, LADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10. Prendo atto che il consigliere Dedoni ha inteso votare a favore e che il consigliere Corda ha inteso votare contro.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - ONIDA - OPPI - PETRINI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Si è astenuto il consigliere: ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 21

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 119 è pertanto decaduto.

Emendamento numero 120.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento e contemporaneamente intendo dare atto alla Giunta e alla Commissione dell'attenzione già in fase istruttoria, prestata per ridurre i taglia alla spesa proposti inizialmente nel disegno di legge. Evidentemente su questo tema c'è una sensibilità comune è rivolta, per quanto riguarda questo assestamento, non a proposte politiche che obbediscono a questioni logiche campanilistiche ma, incidendo sul fondo unico per l'università, a incrementare una capacità di spesa che obiettivamente, andrà va a vantaggio del sistema universitario della Sardegna.

Noi insistiamo ancora sull'emendamento, forse più a titolo di testimonianza che per fiducia sul fatto che il taglio possa essere ancora ulteriormente ridotto, ma a futura memoria poniamo il problema anche rispondendo alle osservazioni fatte dall'Assessore nell'intervento pronunciato ieri sull'articolo e sugli emendamenti. L'Assessore ha sottolineato che tutti gli sforzi finanziari profusi a favore dell'università in questi anni; c'è stato - è vero - un incremento dei trasferimenti della Regione (l'Assessore dice del 120 per cento, io non ho i dati sottomano quindi mi fido della valutazione operata dall'Assessorato) però non dimentichiamo che in questi anni l'università, in particolare le università della Sardegna, versano in una situazione finanziaria difficilissima rispetto a tutti gli altri atenei.

Il livello delle tasse delle università sarde, e quindi di contribuzione delle famiglie e degli studenti universitari, è tra i più bassi d'Italia. Questo evidentemente non è un caso, è determinato da un sistema sociale ed economico che si attesta su livelli molto bassi e che per risollevarsi ha pertanto proprio necessità di puntare sull'alta specializzazione. Io credo che ogni euro assegnato all'università sia ben speso se la spesa viene monitorata, concordata tra Regione e Università, così come deve essere (d'altra parte la legge ha istituto anche un sistema di corresponsabilità attraverso il comitato paritetico a cui partecipano sia gli assessori regionali competenti per materia, sia i due Rettori) se la spesa viene indirizzata verso investimenti sulla conoscenza, di alta qualità; io credo che qualunque sacrificio in questo caso sia veramente giustificato.

Tutti noi, credo, siamo a conoscenza di nostri laureati che presentano un livello di competenza, di intelligenza, quindi una dotazione di base altissima, acquisita con i soldi propri, con i sacrifici delle famiglie, con i sacrifici del sistema universitario sardo, degli enti locali, della stessa Regione, che vanno poi a consumare questo credito altrove, magari all'estero in corsi di specializzazione, dottorati di ricerca, i cui frutti verranno utilizzati da altri sistemi sociali ed economici. Per queste ragioni io credo che in questo settore valga la pena di incrementare non del 120 ma nel 200 per cento la spesa. Se non adesso, almeno in sede di approvazione della manovra finanziaria annuale, bisogna far sì che l'attenzione per il mondo universitario torni ad essere veramente altissima.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 120. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione gli emendamenti numero 7 e numero 29. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, mi collego all'intervento dell'onorevole La Spisa, perché sono convinto che investire in cultura voglia dire anche investire in economia, perché maggiore è la cultura di un popolo, di una nazione, maggiore è la sua capacità di progredire. Per quanto riguarda l'emendamento numero 7 voglio dire qualcosa, e provocatoriamente Presidente mi esprimerò per due minuti in limba. Cando dos anno faghe.

PRESIDENTE. No, onorevole Rassu, rispetti il Regolamento! Se vuole intervenire in lingua sarda deve prima consegnare la traduzione.

RASSU (F.I.). Questa, signor Presidente, è una gravissima lacuna del nostro Regolamento, perché noi dovremmo essere i primi a tutelare la nostra lingua. Avantieri ho letto in un quotidiano che addirittura si insegna all'università di Stoccarda, invece in Sardegna non si riesce neanche a sopperire alle esigenze finanziarie delle cattedre di lingua sarda dell'università di Cagliari e di Sassari, inerenti l'insegnamento della lingua. Questo è un duro colpo per la nostra cultura perché un popolo che rinuncia alla propria lingua, rinuncia alla propria identità. Una lingua riconosciuta a livello internazionale è una lingua che può dare alla Sardegna una forza non solo culturale, ma anche economica permettendole di assurgere a dignità di nazione, cioè di entità distinta (anche se non scorporata) dallo Stato per genealogia, popolazione e cultura.

Anche se posso capire le motivazioni che hanno imposto questo taglio, io mi auguro che in finanziaria questi fondi possano essere ripristinati, perché non si può parlare nei programmi elettorali di difesa della nostra identità, di difesa della nostra cultura, di difesa della nostra lingua e poi, alla prima occasione, limitare quei pochi fondi che sono destinati all'insegnamento di quella lingua sarda che ormai i nostri figli non conoscono più, quella lingua sarda che ha dato una storia, una cultura al nostro popolo e che ci consente ancora di definirci "sa zente sarda".

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Naturalmente l'emendamento numero 29 è decaduto. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Rif. Sardi). Io intendo intervenire esclusivamente sull'emendamento precedente, per confermare il fatto che nel Parlamento Sardo, ancora oggi, per Regolamento o no, non si può parlare in limba sarda. Credo che sia un atto veramente, come dire...

CUGINI (D.S.). Chi l'ha detto?

PIRISI (D.S.). Leggi il Regolamento.

DEDONI (Rif. Sardi). Sì, ma previo deposito della traduzione in lingua italiana... E' stato infatti testè ricordato dal Presidente all'onorevole Rassu, che di conseguenza non ha potuto continuare nel suo ragionamento in limba. Io credo che sia un principio universale, riconosciuto da tutti, che un Parlamento autonomistico debba quanto meno offrire l'opportunità ai suoi componenti di esprimersi nella lingua in cui si esprime la maggioranza dei loro concittadini. Comunque sia, non condivido il fatto che ci sia stata una riduzione dei finanziamenti per l'università e per la lingua sarda, questo intendevo ribadirlo, come sono mancati, da parte dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, altri interventi che potevano essere altrettanto importanti, per esempio per valorizzare le bellezze naturalistiche, le nostre coste, le nostre bellezze architettoniche.

Spesso si utilizzano questi beni per effettuare dei filmati, per promuovere delle sponsorizzazioni, per creare delle opportunità. Colgo l'occasione per dire che presenterò anche una proposta di legge riguardante la film commission e la cinematografia, perché in Sardegna hanno bisogno di essere veramente, non solo a parole, tutelate le bellezze architettoniche e tutto ciò che può permettere un utilizzo proficuo per il turismo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 121. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato).

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 122. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato).

Metto in votazione l'emendamento numero 123. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato).

Emendamento numero 124. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LICANDRO, LIORI, DIANA, MILIA, LOMBARDO, ARTIZZU, CASSANO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 124.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 46

Maggioranza 24

Favorevoli 12

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 71. Ricordo ai colleghi che il relatore ha espresso parere favorevole.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, per dichiarare il voto favorevole e sottolineare che anche la Giunta, oltre al relatore, ha espresso parere favorevole sull'emendamento numero 71, che propone il ripristino delle somme previste per il capitolo 12025, cioè il contributo per il coordinamento regionale della Lega Italiana della lotta contro i tumori.

Ne approfitto anche per effettuare una rettifica: nel precedente intervento ho citato l'emendamento numero 147; si tratta, invece, dell'emendamento numero 143. Volevo inoltre sottolineare che i lavori su questo assestamento di bilancio hanno consentito di dialogare con la Giunta, diversamente da quanto è avvenuto col precedente disegno di legge che l'Aula ha esaminato. Fa piacere che ci sia attenzione anche per gli emendamenti proposti, ma avremmo gradito maggiore attenzione sugli emendamenti precedentemente bocciati, quali quelli che interessavano il ripristino delle somme per l'università e per le scuole materne private. Noto però che è assente l'Assessore della Programmazione; a mio avviso, e lo propongo all'Aula, dovrebbe essere consentito all'Assessore di prendere la parola quando ciò viene richiesto. So che il Regolamento non lo prevede, ma nel caso specifico, nella discussione di un disegno di legge in cui l'Assessore e la Giunta più volte vengono chiamati a fornire delle risposte, io non avrei nessuna difficoltà a consentire che, al di là del Regolamento, l'Assessore quando necessita, o quando lo richiede, possa prendere la parola. Sarebbe utile per arricchire il dibattito e per ottenere un corretto confronto. Pertanto proporrei all'Aula, quando è possibile, che l'Assessore possa in qualche modo dialogare con l'Aula.

A me serve continuare a chiarire il metodo seguito sull'assestamento di bilancio, perché siamo all'inizio dell'esame di alcuni emendamenti e il percorso potrebbe essere segnato. Un dialogo con la Giunta ci aiuterebbe a comprenderci sulle iniziative, sul metodo che vorremmo portare avanti per effettuare, come spesso avviene negli assestamenti di bilancio, dei tagli o degli storni che siano il più possibile produttivi e il meno possibile dannosi. L'emendamento numero 71, in cui si richiama la Giunta a cambiare orientamento per recuperare le somme, ne costituisce un esempio. Precedentemente abbiamo fatto altre segnalazioni. Alcuni emendamenti ci portano ad anticipare fino ad un massimo di 8 milioni di euro, e questo non va d'accordo con la coerenza e linearità proposta in Aula per recuperare le somme utili per il disavanzo sanitario.

Noi comprendiamo anche il giudizio negativo espresso dal relatore e dalla Giunta su alcuni emendamenti che abbiamo presentato perché costituivano delle spese aggiuntive, ma questo come principio deve valere per tutti. Non si può finanziare ulteriormente un ente strumentale della Regione con 7 milioni di euro o anticipare cifre dello Stato fino ad un massimo di 8 milioni di euro e contestualmente rispondere che alcuni tagli sono dolorosi ma necessitati. Il sistema sociale, in modo particolare, non ha bisogno di tagli. E non è una giustificazione valida affermare che si stanno solo ripristinando le somme assegnate nel bilancio del 2003, perché quando quelle somme sono state stanziate la necessità di copertura finanziaria per quel settore era ben altra.

PRESIDENTE. Ricordo che la Giunta regionale aveva già comunicato che per quanto riguarda la UPB non è la S 03008, ma la S 03015. In merito alla sua osservazione, onorevole Capelli, credo che sia conveniente per l'Aula rispettare il Regolamento; ci sono altri strumenti e altri momenti per poter dialogare con la Giunta regionale. In fase di dichiarazione di voto credo che sia opportuno per tutti noi rispettare la regola che la Giunta non intervenga almeno in questa fase.

Ricordo che l'emendamento ha ricevuto il parere favorevole della Giunta e del relatore. Metto in votazione l'emendamento numero 71. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione, ricordando sempre che la Giunta e il relatore hanno espresso parere favorevole, l'emendamento numero 56. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per chiarire i termini della mia proposta. E' ovvio che se la Giunta fosse composta da Assessori consiglieri non ci sarebbero stati problemi; l'Assessore, in qualità di consigliere, avrebbe potuto esprimere il proprio parere. Comunque, io intendevo, siccome il Regolamento, quando è stato steso, non prevedeva questa situazione, superarla con il buon senso riconoscendo pari diritti ai componenti della Giunta, pur non essendo consiglieri regionali. Credo che questo, continuo a dire, potrebbe essere un arricchimento per il dibattito.

Stesso ragionamento vale per l'emendamento numero 56, sul quale è stato espresso parere favorevole anche da parte della Giunta e del relatore. Ribadisco ancora, per concludere, quanto sostenuto in sede di dichiarazione di voto sul precedente emendamento: che affermare che non si accolgono alcuni emendamenti perché l'aumento è volto solo a ripristinare lo stanziamento dell'annualità precedente, credo non sia una buona motivazione, perché quando quelle cifre erano state stanziate erano, ovviamente, sostenute dalla necessità di aumentare l'apporto verso quel settore.

Noi possiamo accedere a questo ragionamento, possiamo ragionare insieme su questo, che si operino scelte coerenti, che seguano un filo logico, che siano eque per tutti i capitoli di bilancio, per tutti i settori e che non ci siano invece nell'approvare o nel respingere alcuni emendamenti o scelte in contraddizione con quanto il relatore e la Giunta anche in Commissione hanno ribadito. Lo vedremo nel seguito, nell'esame degli altri emendamenti, ma ritengo che sarebbe importante capire se possiamo accedere a una scelta comune almeno di principio.

PRESIDENTE. Anche per quanto concerne l'emendamento numero 56, la copertura finanziaria è sulla UPB S 03015. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 72. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 70. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo brevemente per fare comprendere all'Aula e a chi ascolta che questi emendamenti, il numero 70 e il seguente 52, incidono sull'attività dell'Istituto zooprofilattico, cui abbiamo attribuito importanza notevole in questi anni per il ruolo che ha svolto, che svolge e che dovrà svolgere nell'espletamento delle sue funzioni, e in modo particolare per le note vicende contro le epidemie, che non sto qui a elencare perché andrei ben oltre i cinque minuti messi a disposizione.

Noi abbiamo proposto questi emendamenti, anche se non consistenti nelle cifre, ma importanti per l'Istituto Zooprofilattico, per inviare un segnale di attenzione verso un primario istituto che rappresenta con onore e con grande professionalità la Sardegna non solo in Italia, ma anche in Europa nella lotta alle epidemie in modo particolare.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 70. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Adesso riprendiamo gli emendamenti numero 87, 145 e 86, precedentemente sospesi. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, sull'emendamento numero 87 sono già intervenuto, perciò intervengo sui seguenti, 145 e 86, che comunque nel merito perseguono un obiettivo comune. Io continuo a sostenere, Presidente e Assessore, che gli emendamenti proposti fanno giustizia e soprattutto danno ragione al Consiglio regionale nel momento in cui ha scelto di impostare, al comma 6 dell'articolo 1 della legge numero 12 del 2003, un vincolo ben preciso che va a favore dei soggetti invalidi che si rivolgono all'istituzione convenzionata o all'ente convenzionato per ottenere giustizia in un qualche senso.

Per la prima volta nella storia dell'autonomia, ma anche in Italia, è stato messo direttamente a confronto il soggetto cittadino con l'ente convenzionato che è responsabile dell'istruttoria e dell'erogazione della pratica di invalidità. Ho già ricordato che diverse Regioni d'Italia (14 su 20) hanno scelto di non affidare all'INPS, nel caso specifico, la convenzione, mentre noi abbiamo portato su un tavolo di confronto l'INPS stesso, che non ha voluto sottoscrivere la convenzione. Tutto questo discorso era già stato fatto in sede di esame in quest'Aula della legge stessa e costituì proprio una scelta di principio del Consiglio regionale.

Non fu pertanto una scelta della maggioranza, tra l'altro inesistente in quel momento, ma una scelta unanime del Consiglio regionale che voleva, così, valorizzare e legittimare il ruolo del cittadino nei confronti dell'istituto convenzionato. Io ho proposto all'Assessore anche formule alternative che potessero comunque salvaguardare il principio; ho proposto delle formule all'Assessore, non so se l'Assessore abbia nel merito valutato le proposte avanzate, non so se ci sia la possibilità di verificare e salvaguardare le professionalità non solo regionali, come già ho precisato, ma tutte le professionalità che operano nel servizio istituito. So per certo che i patronati e le associazioni si sono espresse contro questa scelta della Giunta che potrebbe vedere l'INPS tra i soggetti convenzionati. Non si tratta di una posizione contro un istituto, l'INPS, che esprime anche esso ottime professionalità, ma gli esiti dei rapporti a livello nazionale e a livello regionale non danno ragione di questa scelta.

Ho sottolineato anche la maggior spesa alla quale andremo incontro, per cui forse basterebbe una dichiarazione della Giunta che si assumesse l'impegno di salvaguardare le professionalità mettendo in concorrenza, magari, il sistema del servizio regionale con l'INPS stesso, o ponendo in essere una sorta di controllo da parte del sistema regionale del servizio sullo stesso soggetto convenzionato, che poi non deve essere necessariamente l'INPS. Pertanto ci sono una serie di proposte che potrebbero evitare, a mio avviso, un voto scontato ma poco ragionato, un voto scontato, ma non, a mio avviso, responsabile. Sarebbe importante conoscere il parere della Giunta e comprendere se sia possibile un dialogo per individuare un obiettivo comune a favore solo ed esclusivamente dei cittadini che sicuramente in questo caso hanno bisogno di chiarezza e di trasparenza.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola al collega Vargiu, direi che è necessario, essendo stato sospeso l'esame di questi emendamenti, sentire il parere della Giunta. Pertanto, per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, la ringrazio. Solo per chiarire il senso delle norme che con questi emendamenti si intende cassare. Lo scopo di questa norma è acquisire una sorta di diritto di opzione, senza, quindi, che ciò implichi necessariamente una scelta in una certa direzione. Ha detto bene l'onorevole Capelli quando ha riferito che si potrebbe stipulare una convenzione con l'INPS. Il punto è che in assenza di questa norma non si potrebbero siglare, allo stato attuale delle conoscenze, altre convenzioni con l'INPS. Quindi questa norma sta soltanto aprendo una possibilità, che successivamente verrà valutata.

Quello che posso dire, a nome della Giunta, è che la convenienza relativa di una possibile convenzione con l'INPS relativamente a scelte diverse, come quelle citate dall'onorevole Capelli, verrà valutata con grande cura dalla Giunta, indipendentemente da questa norma. Quindi questo è l'impegno. L'onorevole Capelli ha portato dei dati: quei dati saranno analizzati con attenzione dalla Giunta e, una volta approvata questa norma, le diverse alternative saranno tutte sul tavolo e verranno valutate con cura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io esprimo il mio voto a favore degli emendamenti numero 87 e 145, peraltro identici. E nel dichiarare il voto a favore debbo ribadire alcune considerazioni che ho espresso più volte durante i miei interventi sulla legge di assestamento di bilancio e che hanno ricevuto, devo dire, soltanto risposta parziale, sia dal Presidente della Commissione che dall'Assessore. Pertanto, se fosse possibile, prima della votazione del successivo emendamento numero 86, sul quale mi riservo di pronunciare un'altra dichiarazione di voto, sarebbe utile ottenere una risposta più chiara, perché questa norma appare sostanzialmente intrusa rispetto all'assestamento di bilancio. Per cinque anni, ci è stato fatto giustamente osservare da parte del centrosinistra che le leggi finanziarie che venivano approvate da questo Consiglio recavano delle norme intruse che dal punto di vista giuridico costituivano senz'altro un controsenso. Allora noi vorremmo sapere se i colleghi, cambiato il ruolo che rivestono all'interno dell'Aula, hanno anche cambiato opinione su questo argomento.

La seconda considerazione riguarda il merito dell'emendamento introdotto dalla Commissione e quindi ora facente parte integrante del testo dell'assestamento di bilancio. Si è detto che bisognava rimuovere il problema costituito dalla circostanza che l'INPS non poteva direttamente erogare le provvidenze in caso di danno nei confronti del cittadino, cioè nel caso che avesse utilizzato più tempo rispetto a quello stabilito in convenzione. Il collega Capelli ha fatto osservare come la legge, in un altro articolo, fa riferimento alla legittimazione passiva dell'INPS, e quindi ciò è difficilmente comprensibile, ma io accedo alla interpretazione che si è data. Però voglio far notare che la stesura della legge numero 12 del 2003 che si sta andando a modificare prevedeva anche un altro elemento fondamentale, che è un elemento sostanziale, collega Secci e assessore Pigliaru, della convenzione, cioè stabiliva per le due fasi (accertamento dei requisiti ed erogazione delle provvidenze) il termine cogente di sei mesi. Tale termine costituirà quindi una garanzia per il cittadino, il quale sapeva che entro sei mesi doveva esaurire la fase burocratico-amministrativa, mentre per quanto riguarda la fase sanitaria esistevano già delle leggi specifiche che stabilivano la durata, per cui si sapeva quale sarebbe stata la lunghezza dell'intero percorso del provvedimento di accertamento delle condizioni e di erogazione delle relative provvidenze.

Adesso noi stiamo abolendo anche il limite temporale dei sei mesi, che era stato stabilito in quanto avevano individuato nell'INPS l'ente preposto sia all'accertamento che all'erogazione. Noi infatti avevamo detto: siccome l'INPS fa già l'ultima parte, e cioè quella relativa all'erogazione, allora è ragionevole pensare che possa essere un interlocutore anche per quanto riguarda la parte dell'accertamento dei requisiti, così accorpiamo su un unico ente due competenze. Questo era il motivo per cui avevamo individuato l'INPS come interlocutore privilegiato dalla Regione, ma lo avevamo individuato fissando il limite dei sei mesi per la durata dell'iter. Una volta che viene meno il limite dei sei mesi ci troviamo nuovamente nella giungla, nel senso che non esiste una certezza garantita da legge sulla durata dell'iter, che a quel punto potrebbe essere garantita soltanto da una convenzione. E tutto ciò è di una gravità inaudita.

Siamo peraltro perfettamente d'accordo con l'Assessore quando afferma che la legge non obbliga la Regione a stipulare una convenzione con l'INPS; la Regione può tranquillamente decidere di non stipulare la convenzione con l'INPS, ma se la stipula è fondamentale che rimanga in legge quel limite dei sei mesi che opportunamente il legislatore regionale aveva inserito all'interno della legge numero 12 per indicare la durata complessiva delle due fasi: quella attribuita oggi alla Regione e quella che comunque già da oggi è attribuita all'INPS. Quindi almeno su questo limite dei sei mesi sarebbe utile ricevere una risposta e avere la garanzia che rimanga all'interno della legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Signor Presidente, preliminarmente vorrei capire di cosa stiamo parlando esattamente, perché se leggo il testo dell'emendamento, sul quale abbiamo espresso parere negativo, stiamo ragionando su un aspetto; se sento invece la dichiarazione di voto di alcuni colleghi, sembra che stiamo parlando di un'altra fattispecie. Allora, se stiamo parlando di un'altra fattispecie, siccome non credo che la tecnica legislativa sia sconosciuta per intero ai colleghi presentatori degli emendamenti, l'emendamento sarebbe dovuto essere diverso: avrebbe dovuto contenere la modifica del comma 6 e probabilmente contenere anche quella del comma 4 dell'articolo 1 della legge numero 12, laddove prevede la facoltà della Regione di avvalersi dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale con una convenzione.

Nessuno ha messo quindi in discussione che la Giunta regionale possa avvalersi dell'apporto dell'Istituto di Previdenza Sociale. Si sta dicendo solo che deve essere mantenuto - perché questo è l'oggetto dell'emendamento - l'impegno, da parte del soggetto convenzionato, di a versare direttamente al cittadino richiedente il trattamento. Questo è per me l'oggetto del contendere.

Allora, rispetto a questo punto, la Regione - presumo quando l'Assessore della sanità era l'onorevole Capelli - ha dichiarato che l'INPS non era disposta a firmare una convenzione con questa clausola. E ciò tutto sommato è anche comprensibile, perché il soggetto convenzionato ha rapporti con chi stipula con lui la convenzione non con soggetti terzi seppure beneficiari. A mio avviso, deve rimanere la possibilità di avvalersi dell'apporto dell'Istituto di Previdenza Sociale; l'Assessore si è dichiarato disposto ad approfondire l'indagine per verificare la convenienza, sia in termini di funzionalità e di efficienza sia in termini di costi, perché non ci sono dubbi che debba essere seguita la strada che porti più velocemente a soddisfare i bisogni dei cittadini e che comporti il minor onere per l'Amministrazione regionale.

Fatto salvo tutto ciò la convenzione dovrà fissare i termini per la conclusione di ciascuna fase di attività istruttoria; e la legge ne prevedeva sei mesi, io penso che vada chiesto alla Giunta regionale (e credo che non ci siano dubbi su questo) l'impegno al mantenimento di questa scadenza temporale. Dopodiché il problema sta soltanto nell'esame di merito e, ripeto, l'esame di merito lo farà sicuramente la Giunta scegliendo la strada migliore.

Per questa ragione, pur con tutta la comprensione sulle problematiche poste, continuo a non capire come possa il proponente, dopo dieci mesi, dire che ciò che si sta facendo non va bene; la legge numero 12 l'ha proposta l'assessore Capelli a quest'Aula e quest'Aula gliel'ha approvata perché era convinta di fare una cosa ben fatta.

CAPELLI (U.D.C.). Per correttezza: su proposta dei Riformatori.

SECCI (La Margherita-D.L.). Su proposta dei Riformatori, ma siccome è diventata legge, sicuramente l'ha sostenuta l'assessore Capelli, l'ha sostenuta la maggioranza. Ecco, allora, se non ci sono motivazioni che non riesco a cogliere mi sembra che sia giusto mantenere la strada intrapresa, pur con le correzioni opportune per renderla possibile e praticabile. Per questa ragione, su questi emendamenti, il nostro voto rimane negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, ieri sera avevo chiesto all'Assessore lo stato della spesa aggiornata, spero di poterlo avere; voglio scimmiottare l'onorevole Selis che aveva ripetuto la richiesta duecento volte, io voglio riportarla poche volte. Ma credo che su questo problema, mi basti ...

CUGINI (D.S.). Non c'era Pigliaru allora. Era l'Assessore che sbagliava!

OPPI (U.D.C.). No, è irrilevante. Dico che praticamente ....

(Interruzioni)

Ma noi avremmo voluto averlo prima, così come avremmo voluto avere prima altri documenti: li abbiamo dovuti chiedere con forza, lo sa bene il Presidente della Commissione. Io leggo i giornali ogni tanto, quando ho tempo, oggi non li ho ancora letti, e leggendo i giornali sono venuto a sapere che entro dicembre, fra i tanti regali di Gesù Bambino, ci sarebbe dovuto essere anche quello di poter vedere le pratiche degli invalidi civili esitate. Così non è stato, è questo è uno dei tanti errori, ne ho citato un altro ieri che sarà domani sul giornale con dovizia di particolari. E anche questo è uno dei tanti regali che non arriveranno per Natale.

Va detto subito, che sulla vicenda in questione si possono dare tutte le interpretazioni, a seconda dei ruoli. Il comma quattro dell'articolo 1 della legge numero 12 prevede che la Regione possa avvalersi dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale o degli Enti Locali. "Possa" avvalersi, non "debba" avvalersi.. Il comma 6 prevede delle sanzioni pecuniarie a carico del soggetto convenzionato. Ma allorquando l'INPS venne convocata per siglare la convenzione ritenne tali condizioni non convenienti e quindi decise di "scappare per la tangente" e non firmare la convenzione. Questa è l'unica cosa certa; tutto il resto è chiacchiera.

Si è istituito un servizio. Per istituire un servizio ci vuole tanto tempo, troppo tempo; per istituire un servizio per effettuare i controlli presso le A.S.L., c'è voluto tanto tempo, nove mesi. Per quanto riguarda le pratiche io so che a Cagliari hanno eliminato l'arretrato e l'INPS sta pagando le spettanze sino al mese di marzo; a Nuoro sono arrivati a pagare addirittura quelle di agosto; a Sassari e ad Oristano manca il personale. Per quale motivo per il quale non è stato inviato questo personale, o non si è permesso allo stesso personale che ha offerto la disponibilità, effettuando un minimo di lavoro straordinario, di esitare le pratiche e tener fede a quell'impegno? Qual è il gioco che c'è sotto? Cominciamo a parlarci chiaro.

Si voleva fare un favore ad un signore il cui cognome comincia con S, che ha interesse? Ad un consigliere dell'amministrazione dell'INPS? Io peraltro gli ho fatto tante cortesie, quindi posso anche dirlo. Qual è il motivo vero? Vorremmo capirlo, perché se si vogliono creare le condizioni per arrivare a quello allora è un altro discorso. Considerato che in Italia le Regioni cui noi facciamo riferimento, l'Emilia Romagna e la Toscana, si sono avvalse dell'opportunità di affidare le pratiche ai comuni ... Io non posso continuare con quattro persone dietro di me ...

(Interruzioni)

A tua mamma lo dici o a tua zia!

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, non ho...

(Interruzioni)

Onorevole Oppi, io non ho notato, altrimenti mi sarei... onorevole Giagu, si vuole accomodare, per gentilezza?

Metto in votazione l'emendamento numero 87. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 87.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CASSANO, DEDONI, CAPELLI, CUCCU Franco Ignazio, OPPI, RASSU, PETRINI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 87.

Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - OPPI - PETRINI - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - AMADU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 39

Votanti 39

Maggioranza 20

Favorevoli 8

Contrari 31

Constatata l'assenza del numero legale, sospendo la seduta sino alle ore 12 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 20, viene ripresa alle ore 12 e 50.)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 87. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha la facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MURGIONI, AMADU, PISANO, CASSANO, OPPI, SANCIU, RANDAZZO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 87.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - MURGIONI - OPPI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 51

Votanti 51

Maggioranza 26

Favorevoli 12

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 86.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, dopo aver attivato un'interlocuzione col Presidente della Commissione e con l'Assessore, volevo proporre, se il proponente onorevole Capelli è d'accordo, un emendamento verbale a quest'emendamento in discussione per reintrodurre all'interno del testo l'ultimo capoverso del comma 6 della legge regionale numero 12, che recita: "L'istruttoria non potrà superare nel suo complesso un periodo temporale di sei mesi non includendo nello stesso il periodo temporale necessario per gli accertamenti di cui agli articoli 2 e articolo 3".

PRESIDENTE. Prima di chiedere il parere sia al relatore e sia alla Giunta, chiedo ai colleghi se condividono tutti questo emendamento orale. Non ci sono osservazioni. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Concordiamo nella sostanza anche se sarebbe opportuno scrivere il testo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. L'emendamento orale proposto dall'onorevole Vargiu, quindi recita: "L'istruttoria non potrà superare nel suo complesso un periodo temporale di sei mesi, non includendo nello stesso il periodo temporale necessario per gli accertamenti di cui agli articoli 2 e 3".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Dal punto di vista formale si tratta di un emendamento aggiuntivo, per cui è probabile che sia necessario andarlo a votare tra gli emendamenti aggiuntivi. Si tratta semplicemente in questo momento di accertare se l'Aula è d'accordo sull'emendamento e quindi se lo possiamo prendere in carico.

PRESIDENTE. Mi sembra che la proposta del collega Vargiu possa essere condivisa, così diamo tempo anche agli uffici di scrivere l'emendamento e lo inseriamo nell'esame degli emendamenti successivi. Metto in votazione l'emendamento numero 86. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, VARGIU, PISANO, CASSANO, DEDONI, SANCIU, LICANDRO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 86. Prendo atto che i consiglieri Cerina e Salis hanno inteso votare contro.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CASSANO - DEDONI - LIORI - MANCA - MORO - PISANO - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 48

Maggioranza 25

Favorevoli 9

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 147, che modifica l'emendamento 139. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente preannuncio che chiederò la votazione per parti dell'emendamento numero 139, in quanto sulla prima parte, quella riguardante i mutui e i prestiti obbligazionari, siamo favorevoli a portare l'ammortamento dei mutui a trenta anni rispetto ai canonici quindici. Su questo punto, per quanto ci riguarda, non ci sono particolari problemi; anzi, riteniamo che sia un'operazione utile in linea di massima.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue CAPELLI.) Sulla seconda parte dell'emendamento che, di fatto, pone in capo alla Giunta il potere di stabilire "i criteri di contrazione e di emissione, anche con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e variabile, nonché il tasso massimo da corrispondere che comunque deve garantire l'economicità dell'operazione rispetto a quella eventualmente realizzabile con la Cassa Depositi e Prestiti", mi pare chiaro il riferimento anche all'operazione che la Giunta ha progettato e che sta portando avanti. Anche su questo punto credo che si aprirà un dibattito utile in Aula.

Mi permetto però di sottolineare che, fosse anche solo per questioni di opportunità, occorrerà inserire in qualche modo la garanzia della gara internazionale, perché anche il meccanismo di emissione può costituire una garanzia per i cittadini sardi. Dobbiamo superare il concetto che ciò che pensa singolarmente ognuno di noi sia la cosa più giusta, a volte invece confrontarsi con il prossimo serve anche a salvaguardare l'interesse generale.

Si legge oggi sulle pagine dei giornali che il rating della Sardegna è passato da A1 ad A2; e questo costituisce un cartellino giallo. Ciò significa che siamo esposti al pagamento di tassi d'interesse più alti. E' simile a ciò che succede nel settore privato, dove i tassi d'interesse che s pagano in Sardegna o nel Mezzogiorno sono superiori a quelli del nord, perché il rischio di credito sarebbe maggiore.

Allora, credo che quando si utilizzano strumenti di finanza innovativa bisogna essere i più chiari possibile nei confronti dei cittadini ed esporsi il meno possibile a scelte unilaterali e non confrontate. Il rischio - è vero - fa parte dell'impresa, ma se l'impresa rischia paga l'impresa, pagano gli imprenditori che hanno operato quelle scelte, in questo caso. invece, sono i cittadini che pagano. Ecco perché riterrei opportuno che le operazioni di emissione o quant'altro, o chiamiamole come le vogliamo chiamare, siano garantite da una gara internazionale tra istituti primari e tra aziende primarie a livello europeo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Onorevole Presidente, Assessori, onorevoli colleghi. In merito all'emendamento presentato da me e dall'onorevole Diana voglio sottolineare soprattutto all'Assessore competente, ma anche all'Aula che deve essere più attenta su questo argomento, che qui non si tratta di spostare capitoli di bilancio, che non si tratta di spostare milioni di euro da una voce ad un'altra, si tratta soltanto di difendere un principio che è quello che l'Aula, in occasione di scelte che riguardano la programmazione della vita della Regione, e quindi anche spese così importanti, ha la potestà di decidere, di avere una voce in capitolo.

Noi non possiamo rinunciare a questa potestà, non possiamo delegare alla Giunta la decisione su atti così importanti per la programmazione della vita regionale. Ecco perché chiediamo che venga investita se non l'Aula almeno la Commissione competente per rendere un parere di merito sulla necessità o meno di accendere mutui, obbligazioni e quant'altro. Questo principio l'ho già ribadito altre volte; se la maggioranza intende delegare questo potere alla Giunta che la rappresenta è libera di farlo, ma è giusto che l'opposizione rivendichi un ruolo di controllo, un ruolo di indirizzo che non può essere negato.

Ecco perché noi chiediamo la solidarietà della maggioranza e il rispetto, alla Giunta, del ruolo delle parti. Solo così potremo entrare nel merito e di volta in volta giudicare l'utilità, la necessità e anche le finalità per le quali queste operazioni di emissione di prestiti vengono richieste all'Aula. Non è concepibile che ci facciamo spodestare di un potere e di una potestà che assolutamente deve essere difesa e, per salvaguardare la dignità di ognuno di noi, rispettata e fatta rispettare. Ecco perché abbiamo presentato questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, ritorno sull'emendamento numero 139 perché, nonostante ieri l'Assessore abbia fornito delle motivazioni, non riesco a coglierne il senso. I poteri della Giunta regionale, infatti, sono già stabiliti con una norma, il comma 9 dell'articolo 1della legge finanziaria del 2004, che recita: "La Giunta regionale al fine di cogliere le migliori opportunità sul mercato è autorizzata ad adottare tutte le iniziative ...". Quindi tutto ciò è già previsto al comma 9 dell'articolo 1 della legge numero 6 del 2004. Cosa c'è in più in questo emendamento? C'è un qualcosa che non ci convince, perché la norma di autorizzazione del mutuo è una norma che comunque deve approvare il Consiglio regionale., Per contrarre i mutui, che siano mutui con la Cassa Depositi e Prestiti o che si tratti di prestiti obbligazionari, è sempre necessaria l'autorizzazione del Consiglio regionale.

La mia perplessità - che non è solo mia, ma credo che sia abbastanza diffusa in tutto il Consiglio regionale, maggioranza e opposizione, e anche all'esterno di quest'Aula, in mezzo alla cosiddetta società civile -è dovuta alla circostanza che si voglia ribadire che i prestiti obbligazionari possono essere stipulati per una durata massima di ammortamento di trent'anni. Nell'articolo 37 della legge di contabilità regionale è già disciplinato questo aspetto, ma non è previsto un termine massimo, è previsto un termine minimo, quasi a significare, se non ci sono altre leggi che sfuggono alla mia conoscenza, che comunque la Giunta possa andare oltre i quindici anni, oltre i vent'anni o quelli che sono.

Io non riesco a capire quale sia la necessità di questo emendamento. Lei penserà che ho qualche problema a comprendere questa materia, ma ritengo che qualora si volesse approvare questo emendamento sarebbe necessario ed opportuno che almeno la Commissione bilancio venisse informata ogni volta che la Giunta regionale intendesse accendere mutui o, ahimè, emettere delle obbligazioni. Ecco, solo questo, perché sono del parere che la normativa esista già, credo che non sia necessario questo emendamento, perché i poteri la Giunta li ha.

Del resto non è chiesto da nessuna parte un termine massimo, è chiesto un termine minimo, non un termine massimo, come a significare che sarà la Giunta a stabilire se il termine deve essere di quindici anni, vent'anni, trent'anni, a seconda di quelle che saranno le capacità d'indebitamento della Regione Sardegna. Perché allora stabilire un termine massimo adesso? Io credo che anche questo sia un aspetto da valutare. Questo era quanto volevo rappresentare; spero che su questo punto sia fatta ulteriore chiarezza e se chiarezza sarà fatta, sarò io il primo a ritirare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 139 che discuteremo dopo, su cui pronunceremo la dichiarazione di voto dopo, mentre voterò a favore dell'emendamento numero 147. E' un tema che non credo possa essere introdotto in maniera così impropria in sede di assestamento di bilancio; state cercando di utilizzare questo strumento, oggi all'attenzione del Consiglio, per coprire tutto ciò che in questi giorni avete pubblicamente detto, cheha detto il Presidente della Regione, dimostrando scarsa conoscenza della differenza che intercorre tra autorizzazione al mutuo o al prestito obbligazionario o all'emissione obbligazionaria e l'accensione di mutui o l'emissione di obbligazioni. Non avete ancora detto a cosa servirebbe questo emendamento che è stato presentato, il 139, non avete specificato se si tratta di nuovi investimenti o di ristrutturazione finanziaria di investimenti precedentemente autorizzati dal Consiglio.

E' questo il nodo centrale della discussione che stiamo affrontando da qualche giorno, perché è evidente che se si tratta di accendere mutui o di emettere obbligazioni funzionali alla copertura di debiti precedentemente autorizzati dal Consiglio, vuol dire, non solo che non sono stati contratti i mutui autorizzati, ma anche che voi adesso li state politicamente avvallando. Allora è inutile che continuiate a parlare di debiti e di indebitamento perché tutte le scelte che politicamente sono state operate negli ultimi anni in termini di indebitamente hanno avuto "la complicità" politica del centrosinistra e del centrodestra, della quale, assessore Pigliaru, io vado fiero ed orgoglioso.

Del resto, io sfido lei e il suo Presidente a trovare solo una delle autorizzazioni di mutuo del quinquennio del governo del centrodestra che possa essere definita inopportuna. Volete dire che era inopportuna l'autorizzazione ai mutui per il finanziamento della legge numero 1 del 2002 per l'imprenditorialità giovanile? Volete dire che i quattrocento miliardi per l'edilizia scolastica erano inopportuni? Volete dire che i fondi messi a disposizione dell'agricoltura erano inopportuni? Volete dire che il cofinanziamento dei fondi europei era inopportuno? Ditelo, ma se lo dite dovete essere conseguenti e sopprimere quei fondi.

Caro Assessore, sento anche lei parlare molto spesso, senza cognizione di causa, di mutui che hanno indebitato la Regione. Lei ha la possibilità di presentare un emendamento all'articolo 3 per cancellare tutto ciò che il Consiglio regionale ha autorizzato. Perché le autorizzazioni ci sono state ma, come ben lei saprà, i fondi non sono stati ancora utilizzati e non c'è stata l'accensione dei mutui. E' assolutamente inopportuno parlare di ammortamento della durata di trent'anni senza prima far sapere a quest'Aula che cosa realmente si vuole fare con i proventi di queste emissioni obbligazionarie, emissioni che certamente, per le modalità che sono state indicate nella delibera che la Giunta ha adottato, sono vergognose. E' una vergogna che sia stata consentita una trattativa diretta con banche a scapito di una negoziazione pubblica, trasparente. E dimostreremo che in altre regioni italiane rosse si è provveduto alle emissioni prescindendo dalle logiche della trattativa diretta. Il mio voto è a favore dell'emendamento numero 147.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, anche il mio voto è favorevole all'emendamento numero 147. E' favorevole a quest'emendamento con un ragionamento lungo il solco tracciato dal collega Liori e dal collega Diana, che nella loro dichiarazione di voto hanno, entrambi per una parte diversa, esplicitato le motivazioni per cui anche noi voteremo a favore di detto emendamento, con qualche riflessione aggiuntiva che sostanzialmente va però nella medesima direzione.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 139, a cui comunque è collegato il numero 147, e questo mi risparmia anche la successiva dichiarazione di voto sul 139, non abbiamo niente in contrario all'estensione trentennale della durata massima di ammortamento dei mutui o dei prestiti, nel senso che comprendiamo che ci possano essere delle necessità determinate da mutate condizioni di bilancio. Quindi non è su questo punto che s'incentra la nostra attenzione critica; la nostra attenzione critica s'incentra invece sui meccanismi di controllo e quindi sul fatto che l'emendamento numero 147 opportunamente entri nel merito di un meccanismo che, nelle discussioni che si sono svolte negli anni in Commissione bilancio, è sempre venuto a galla: quella sorta di schizofrenia tra l'autorizzazione dei mutui e la loro effettiva stipula.

Anche per chi non ha una piena competenza in materia di bilanci o in materie finanziarie, gli assessori che si sono succeduti hanno spiegato come i due momenti fossero nettamente differenti tra loro e come molto spesso il bilancio della Regione presentasse difficoltà di leggibilità, proprio perché non era immediatamente comprensibile se tutto ciò che era stato autorizzato con legge - e quindi da parte del Consiglio regionale che ne aveva preso atto e visione - era poi diventato effettiva manovra finanziaria da parte della Regione. Tutto ciò si traduceva in uno scompenso dei conti non soltanto formale ma anche sostanziale.

L'emendamento numero 147 sostanzialmente riporta (potremo inserire all'interno dell'emendamento un termine molto stringente per evitare che ci siano delle dilazioni temporali assolutamente inopportune) sotto il controllo dell'istituzione consiliare tutta l'attività collegata con ciò che la Giunta deciderà in merito all'attuazione del deliberato di legge del Consiglio che autorizza all'accensione dei mutui.

Io credo che questo sia importante anche per dare alla Commissione consiliare, e quindi al Consiglio (perché la Commissione resta comunque l'espressione del Consiglio) la possibilità di conoscere, non solo di vigilare (perché ogni iniziativa di vigilanza è impossibile in assenza della conoscenza) di conoscere delibere attuative e quindi le indicazioni che la Giunta sta fornendo per l'accensione dei mutui. Io credo che si tratti di un'esigenza che potrebbe essere condivisa da tutti i consiglieri regionali, indipendentemente dalla loro collocazione. E se fosse un'esigenza che abbiamo capito male e stiamo distorcendo, beh, insomma, sarebbe utile se l'onorevole Cugini, che sta sollevando la mano per iscriversi, durante il suo intervento spiegasse meglio di che cosa si tratta, in maniera da consentirci eventualmente di tornare indietro sulle posizioni che abbiamo espresso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, l'emendamento numero 139 della Giunta si compone praticamente di due parti importanti e distinte. La prima, che ritengo essere condivisibile, prevede che possano essere stipulati mutui della durata massima di ammortamento di trent'anni. Io condivide quest'ipotesi perché effettivamente offre la possibilità alla Regione di allungare la durata media del debito. Quella che invece non è chiara è la seconda parte dell'emendamento, che introduce un concetto per certi aspetti preoccupante. Per questa ragione condivido l'emendamento all'emendamento numero 147, che attribuisce una giusta competenza al Consiglio regionale e toglie, invece, alla Giunta questa discrezionalità che ke si vuole concedere su una questione che va comunque chiarita in tutti i suoi aspetti.

Tutti siamo consapevoli che l'autorizzazione alla contrazione di nuovi mutui, considerato l'indebitamento della Regione di questi ultimi anni, è una questione abbastanza delicata e difficile; anche se si tratta di un indebitamento, bisogna dirlo, giustificato da una serie di interventi che la Giunta regionale ha effettuato per fronteggiare una molteplicità di emergenze quali la siccità, la lingua blu, gli interventi sulla scuola etc., che non costituivano certo competenze della Regione ma dello Stato. Si tratta di spese non previste che la Regione ha dovuto sostenere e che hanno accresciuto l'indebitamento.

La difficile situazione debitoria in cui versa la Sardegna richiede pertanto che il discorso dei mutui vada visto con una doppia lente di ingrandimento. Quando diciamo che vogliamo emettere delle obbligazioni, dei bond, non facciamo altro che dire che vogliamo accendere dei nuovi mutui. Non accendiamo nuovi mutui ordinari, però ne accendiamo altri che vedranno come creditori anziché le banche i privati. Comunque li vogliano chiamare sempre mutui sono! Noi ne possiamo rinviare il pagamento non so fino a quando, però un giorno alla fine la Regione dovrà pagare questo debito. Allora io credo che non ci dobbiamo prendere in giro: o i mutui li possiamo accendere o non li possiamo accendere. Quindi io ritengo che l'emissione di obbligazioni sia solo un modo per giocare con i termini e indebitarsi ulteriormente. Questo è un aspetto.

L'altro aspetto riguarda la mancanza assoluta di un bando pubblico. La Regione, in assoluta libertà, si è guardata bene dal pubblicizzare questo fatto e ha individuato due banche, anche autorevoli, importanti, però ci possono essere anche altri istituti di credito importanti come le banche che sono state contattate in modo diretto dalla Regione, che possono offrire le stesse garanzie. Ecco, io credo che la Giunta regionale, anche in merito alla scelta di queste banche, dovrebbe assumere una posizione più trasparente, perché credo che in questo modo, volente o nolente, si stiano favorendo certi gruppi a discapito degli altri. Pertanto io credo che l'avviso che è stato dato alla Regione - questa sorta di cartellino giallo - sia proprio imputabile all'atteggiamento un po' stravagante assunto dalla Regione nei confronti di questa iniziativa che credo vada valutata con la dovuta attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (LA MARGHERITA - D.L.). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento numero 147, degli onorevoli Diana e Liori, per esprimere la mia opinione contraria. Introdurre, infatti, in maniera non surrettizia una competenza del Consiglio regionale nell'ambito della gestione del debito pubblico della Regione, comporta, a mio avviso, un sovvertimento del sistema che non è tollerabile, anche alla luce, sin quando non lo cambiamo, dell'articolo 27 dello Statuto regionale della Sardegna, che prevede che il Consiglio regionale eserciti le funzioni legislative e regolamentari attribuite alla Regione, senza intromettersi nelle attività dell'Esecutivo. Parlo di gestione ovviamente del debito, non di quella fondamentale componente delle attribuzioni di questo Consiglio regionale che è la materia di bilancio, e che, come sappiamo, da quando le province dell'America si ribellarono all'Inghilterra, costituisce il fondamento della rappresentanza politica; senza il controllo dei conti, non vi è, infatti, democrazia.

Però da noi il controllo dei conti e l'attribuzione di potere di delega all'Esecutivo si realizzano quando autorizziamo l'Esecutivo alla contrazione del mutuo e quindi alla gestione degli oneri finanziari derivanti dall'operatività concreta e quotidiana della Regione, compresa l'attuazione delle leggi che votiamo qui dentro. Non c'entra nulla, pertanto, la vigilanza preventiva sulla contrazione della singola tranche di mutuo o sull'autorizzazione all'emissione della singola tranche di bond, di obbligazioni, o secondo il nome che viene dato da una mutevole scienza della finanza pubblica che utilizza questi strumenti.

Ecco perché il voto è contrario: sarebbe come se, nell'ambito nazionale, il Governo dovesse essere autorizzato ad emettere una tranche di BOT o una tranche di CCT ogni qualvolta le necessità del debito pubblico lo richiedessero, anche in fase di rinnovo.Queste sono le ragioni di un voto contrario, un voto basato sulla razionalità e sulla pulizia e la corretta attribuzione delle competenze tra quello che facciamo noi e quello che deve fare l'Esecutivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). In sede di discussione generale sul provvedimento, si è già evidenziata la grave situazione finanziaria della Sardegna, sia per il disavanzo, sia per l'indebitamento. Quello che l'emendamento propone, è ciò che anche altre regioni, che magari si trovano in situazioni anche meno gravi della nostra dal punto di vista finanziario hanno avviato, cioè si propone di fatto di allungare, portandola a trent'anni, la durata media dell'indebitamento, in modo che i prossimi anni - che saranno già di per sé severi e di poche risorse in una Sardegna sulla quale pesa una grave situazione sociale e economica - la rata annua possa incidere di meno consentendoci di poter spendere maggiori risorse. Tra l'altro l'emendamento della Giunta fa solo riferimento al comma 4 dell'articolo 1 della finanziaria '97, che limita a quindici anni la durata dell'ammortamento, mentre nel secondo punto si fa riferimento al tasso del credito agrario. Quindi sinceramente mi paiono eccessive e fuori luogo le considerazioni espresse da alcuni colleghi e pertanto, ovviamente, dichiaro il mio voto a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 147, precisando che il motivo della non accoglibilità da parte della maggioranza risiede nella considerazione che attraverso questo emendamento si introdurrebbe e si affiderebbe alla Commissione consiliare un potere di intervenire su singoli atti amministrativi. Credo che sia importante per tutti, utile per questo Consiglio regionale, riflettere sul contenuto dei poteri che la Giunta regionale, attraverso l'emendamento numero 139, vuole assumere su di sé.

"La Giunta Regionale" - recita l'emendamento numero 139 - "con propria delibera stabilisce i criteri di contrazione e di emissione, anche con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e variabile, nonchè il tasso massimo da corrispondere, che comunque deve essere tale da garantire l'economicità dell'operazione rispetto a quella eventualmente realizzabile con la Cassa Depositi e Prestiti". Si tratta di un'attribuzione alla Giunta regionale di un potere che io credo che, invece, sia più propriamente di tipo legislativo; credo insomma che nello stesso emendamento numero 139 la Giunta avrebbe dovuto chiedere al Consiglio di individuare, di dettare criteri di condotta, procedure, accorgimenti, limiti prudenziali da tener presenti in operazioni finanziarie così importanti come quelle che vengono descritte: la contrazione di mutuo e l'emissione di prestiti obbligazionari.

Non è da sottovalutare cioè il fatto che oggi la Giunta dice di voler fare ricorso a questo strumento di approvvigionamento finanziario attraverso una metodologia che è quello della trattativa privata, dell'affidamento diretto, che non si utilizza più neanche per acquisti di forniture di 50 mila euro. Ma è possibile che si debba procedere a una trattativa con offerte plurime per acquistare il materiale della cancelleria mentre per l'emissione di prestiti obbligazionari, che comportano evidentemente un trasferimento di risorse, comportano un vantaggio economico per coloro che si rapportano contrattualmente con la Regione, che dovrebbero portare vantaggi economici a favore, a benefici della Pubblica Amministrazione in termini di tasso di interesse il più basso possibile, o di condizioni contrattuali migliori, si ricorre ad una sorta di trattativa privata?

E' così difficile indire una normale procedura concorsuale? Trovate voi il modo, ma almeno questo! Come si può accettare che per contratti di minima importanza si ricorra alla gara e non la si faccia in casi come questi? Questo è il punto centrale. Poi si può passare in Commissione o noi chiediamo - e credo che anche l'emendamento potrebbe essere corretto - l'autorizzazione alla stipula di predetti mutui o prestiti obbligazionari, ma almeno l'individuazione di precisi criteri.

Forse vi è ancora il tempo per riflettere sull'esigenza di una maggiore trasparenza nell'attività amministrativa, che è interesse dell'opposizione ma anche della maggioranza. E' possibile che ve la caviate soltanto con alcune osservazioni formali sull'elaborazione dell'emendamento? Quindi formalmente io chiederei che, se non in sede di votazione di questo emendamento, magari in sede riformulazione, con un emendamento orale, del numero 139, si accogliesse l'esigenza sostanziale che l'opposizione sta sollevando in quest'Aula in questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 147.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri AMADU, LOMBARDO, PETRINI, Paolo Terzo SANNA, LA SPISA, SANCIU, LICANDRO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 147.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CHERCHI Oscar - FLORIS Mario.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 58

Astenuti 4

Maggioranza 30

Favorevoli 19

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 139 della Giunta regionale. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, il mio è un voto contrario senza "se" e senza "ma". L'emendamento numero 139 è un emendamento fuori luogo, un emendamento inopportuno, anche alla luce della delibera della Giunta regionale, con la quale è stata autorizzata l'emissione di bond per oltre o per quasi 5.000 miliardi di vecchie lire. Nello stesso testo della bozza di capitolato a grandi linee tracciata nella delibera si auspicava infatti che fosse il Consiglio regionale a concedere questo termine di trent'anni.

Il tema - lo ha detto poc'anzi l'onorevole La Spisa - è un altro: è quello della trasparenza, dell'etica, della politica e della buona amministrazione, colleghi del Consiglio. Quando si affida a una banca amica - a una banca amica - conosciuta e riconosciuta nella emissione di bond privati, l'emissione di bond pubblici, vuol dire che non siamo più sul terreno della trasparenza. Basterebbe vedere quello che hanno fatto due Regioni, una di quelle dove il presidente Soru va anche a cena (mi riferisco al Friuli Venezia Giulia) e la Regione Toscana.

Il Friuli Venezia Giulia - leggo il comunicato della Giunta regionale - al termine di una selezione alla quale hanno partecipato prestigiose banche d'affari italiane e internazionali, ha affidato alla Dexia Capital, alla Banca IMI e alla City Group l'emissione delle sue obbligazioni. Tre società, tre banche selezionate in base alle condizioni particolarmente competitive dell'offerta.

Nella Regione Toscana, poi, gli arranger sono stati individuati a seguito di apposita trattativa privata preceduta da bando pubblico. Altro che poter fare la selezione in base al 157! Il 157 vi permette di fare sui servizi finanziari quello che volete, ma in tutte le Regioni di sinistra e di centrodestra è stato indetto un bando pubblico e non scelta una banca che emette bond privati e che poi dovrebbe anche emettere anche bond pubblici. E' una questione di presidenti che si alternano nella veste pubblica e in quella privata; e questo in una Regione come la nostra non è assolutamente accettabile.

E la Regione Toscana, dopo che ha selezionato una banca svizzera, una banca tedesca e una banca americana (guarda caso non c'è questa famigerata RBS, che avete tolto dal cilindro delle banche di Tiscali, dimenticando di coinvolgere le banche sarde), sapete cosa ha fatto? Ha ritagliato un ruolo significativo alle banche facenti parte del pool di tesoreria, e ha indicato il Monte dei Paschi di Siena e la Banca Nazionale del Lavoro per affiancarle alle tre selezionate col bando pubblico.

Colleghi, è una vergogna! Se passerà questo emendamento, come passerà, costituirà la dimostrazione che la Giunta avrà un complice in un ognuno dei consiglieri che avrà votato quella operazione. E' una operazione che porterà la Sardegna davvero a conquistare il primato della scarsa trasparenza, quello di una Giunta regionale che non dice per che cosa le servono i soldi. I bond si emettono dichiarando al mercato l'utilizzo che si intende fare delle risorse acquisite: se è quella di ristrutturare dovete dirlo in quest'Aula e dovete dire quali settori state ristrutturando per permetterci di capire se state avallando le scelte degli ultimi cinque anni di governo del centrodestra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, forse le chiederò qualche secondo in più del tempo che ho a disposizione. E' sempre difficile, quando si passa da strumenti finanziari ordinari, come la contrazione di un mutuo, ragionare su sistemi innovativi, di finanza innovativa. Io ho già annunciato precedentemente che non sono pregiudizialmente contro l'emendamento numero 139 della Giunta. Credo che però alcune precisazioni vadano fatte per arrivare poi alla proposta.

Da un'operazione di 2 miliardi 500 milioni di euro le commissioni nette implicite che una banca di investimento si porta a casa ammontano tra i 40 e i 50 milioni di euro. E' chiaro che questo legittima anche il fatto che poi le spese legali siano a carico delle banche:e ci mancherebbe! Le Commissioni, però, vengono pagate però in termini di spread sull'Euribor, ossia in termini di maggiorazione del tasso di interesse rispetto a quello normale di collocamento. L'unico modo per limitare lo spread è metterlo in concorrenza, ed è l'unico modo possibile. La cosa migliore sicuramente, che sarebbe andata a vantaggio dei sardi, sarebbe perciò state -insisto -una gara internazionale.

Io concordo, e cerco anche coerenza con quanto abbiamo proposto nella passata legislatura, che occorre velocizzare gli strumenti di gestione, sicuramente, e in questo la Giunta deve essere anche autonoma nelle decisioni. L'abbiamo proposto nella passata legislatura e pertanto siamo totalmente d'accordo che su continui sul filo logico della velocità di decisione nella gestione. La gara internazionale però è una garanzia di economicità della stessa azione che si sta portando avanti. Perciò ritengo che sia opportuno, per certi versi - e le questioni di opportunità sono state spiegate - ma anche utile far partecipare le banche più grosse del mondo, che non sono rappresentate solo dalla JP Morgan. Credo che, per citarne qualcuna, Merryl Linch, Goldman Sachs, l'UBS, Lehman Brothers, ma anche Banca Intesa siano tutte banche che hanno i titoli per partecipare. Non credo esistano invece banche sarde che possano partecipare, già non sono all'altezza della gestione del credito normale! Io sono addirittura totalmente refrattario a un dialogo con le banche sarde, perché costituiscono il socio occulto degli imprenditori sardi. Socio occulto degli imprenditori sardi!

Per fare un esempio e per essere pratici, voglio riportare quanto fatto dalla provincia di Nuoro, dall'amministrazione provinciale di Nuoro, che notoriamente appartiene ad area politica diversa. Tra la prima e la seconda banca che hanno partecipato all'asta di un'operazione ancora più complessa di quella dell'emissione dei bond c'era una differenza di 350.000 euro su 35 milioni di emissione; 350.000 euro! Potete fare i conti del risparmio che i sardi potrebbero realizzare su un'emissione di 2 miliardi e 500 milioni. JP Morgan che è tra le prime emittenti dei Bond Parmalat e che, a sostegno di Tiscali, ha portato avanti, giustamente, ripetute nel tempo, le operazioni facilmente documentabili, è una di queste banche. Ma se noi non le mettiamo in concorrenza il risultato non sarà certo quello ottimale.

Non si spiega, inoltre, un'altra cosa: non si spiega come mai due banche prescelte rivestono il triplo ruolo di lead manager, bookrunner e syndication, ruoli che di solito vengono affidati a banche diverse e si capisce anche bene perché. E poi c'è un altro aspetto, chi controlla il prezzo?

Concludo: io non voglio che venga limitata l'azione di gestione, la velocità di azione, io voglio che i bond possano essere emessi, è un'azione finanziaria che ormai entra nella ritualità. Però continuo a richiamare l'attenzione della Giunta: la gara internazionale si impone oltre che per questioni intuibili di opportunità (anzi, al posto di qualcun altro, a maggior garanzia avrei richiesto la trasparenza) anche per questioni di convenienza. Sarebbe opportuno che sia la Giunta a richiedere lei come costituire la riserva finanziaria, se ci danno credito è evidente che non siamo messi così tanto male, ma questo lo spiegheremo in altra occasione.

Ritengo che nell'emendamento numero 139 si possa inserire la frase "previo espletamento di gara internazionale", la possiamo inserire, a garanzia dei sardi e della Giunta, a garanzia della velocità di iniziativa gestionale della Giunta, senza compromettere la via finanziaria o di autofinanziamento che la Giunta vuole scegliere liberamente e velocemente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, non pare vero come ventitre parole possano impegnare il Consiglio regionale con interventi che, tutto sommato, credo siano stati giusti e opportuni, se non altro perché, dalle considerazioni che sono state pronunciate dai colleghi sono emerse altre considerazioni che personalmente non avevo fatto. E non le avevo fatte non perché non avessi la capacità di farle, ma perché a me interessava solo sollevare un problema e continuo a sollevarlo, perché ancora non ho avuto risposte.

A me non interessa se la Giunta regionale deve andare a contrattare obbligazioni, bond, titoli azionari. E' un problema che non mi riguarda in questo momento. Il problema sorge nel momento in cui la Giunta regionale pone all'attenzione del Consiglio, in una manovra finanziaria, questo emendamento, del quale io ritengo non ci sia necessità, perché tutte le operazioni che sono contenute qui dentro possono essere compiute dalla Giunta regionale. Se così non è qualcuno me lo deve dimostrare, ma se invece così è e si vuole infilare questo emendamento allora io rivendico, come consigliere, il ruolo di controllo. E questo controllo non lo pretendo neanche come Consiglio regionale, ma lo affido alla Commissione competente.

Non sto chiedendo niente, non sto parlando né di banche, né di crediti obbligazionari, non sto parlando di niente. Sto solo dicendo che stiamo inserendo una modifica alla legge numero 6 e all'articolo 37 senza che, a mio parere, ci sia necessità di farlo, perché, per aumentare il termine a trent'anni non c'è bisogno di approvare questo emendamento! Non era assolutamente necessario presentare questo emendamento per portare il termine a trent'anni. Ma non è solo questo, Assessore, non è solo questo, perché lei nell'emendamento afferma che la Giunta stabilisce i criteri di emissione anche con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e tasso variabile. E qui sono d'accordo con quanto che diceva l'onorevole Sanna che sosteneva che un atto di gestione proprio della Giunta. Sono perfettamente d'accordo; tutti questi atti, Assessore, sono nella vostra potestà, li potete tranquillamente emanare. Non ho capito perché avete presentato questo emendamento. . Rimango pertanto ancora del mio parere e annuncio il voto contrario all'emendamento numero 139.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Purtroppo è davvero necessario intervenire, perché questa questione non passi in un batter di ciglio in questo Consiglio regionale, ed è una questione importante che riguarda una procedura importante. Io continuo a sottolineare - e quindi motivo il mio voto negativo su questo emendamento - che il Consiglio regionale, questo Consiglio regionale non può sistematicamente trasferire proprie competenze o autorizzare in bianco, con una delega eccessivamente ampia, la Giunta regionale ad esercitare i propri poteri Questa è una norma, una disposizione che in qualche modo entra nel sistema legislativo della regione Sardegna, non solo creando un precedente, ma anche autorizzando una procedura.

Io voglio motivare la negatività del nostro voto proprio col fatto che sia la Giunta a stabilire criteri di contrazione e di emissione. Il cuore di questo emendamento è qui. La Giunta regionale non ha, diciamo, l'autorevolezza, non ha la libertà, non ha il potere di emanare criteri neanche su materie ben più irrilevanti dell'azione amministrativa.

Se è necessario approvare leggi, regolamenti e per concedere anche i contributi alle associazioni sportive come può la Giunta regionale, da sola, determinare criteri che sono a monte di decisioni così importanti che, come lucidamente è stato descritto, portano alla scelta di contraenti che godranno di un beneficio d'impresa di altissimo livello che verrà immediatamente scaricato sul tasso di interesse applicato? La descrizione fatta poco fa dall'onorevole Capelli, se è vera, indica molto chiaramente che il vantaggio dell'azienda viene immediatamente scaricato sul pprezzo. E' possibile? E' possibile che questo venga fatto non ricorrendo a quello che è il meccanismo ordinario che ha a disposizione la pubblica amministrazione per migliorare il proprio potere contrattuale, che prevede una pluralità di rapporti, una pluralità di trattative?

C'è un solo modo per migliorare i conti pubblici: quello di applicare nei rapporti tra pubblica amministrazione e sistema privato un metodo che garantisca la diversificazione delle offerte come sistema naturale che il mercato, nel rapporto tra pubblico e privato, impone. E' possibile che noi continuiamo, in questa come nelle prossime occasioni, a insistere nel voler non indicare una strada maestra?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole sull'emendamento devo ammettere che mi sfugge il senso del dibattito che si è sviluppato attorno allo stesso. L'emendamento infatti prevede che la Giunta intervenga per stabilire modalità o meglio criteri di contrazione di emissione e il tasso massimo da corrispondere. Stabilisce i criteri. Da ciò si evince, ma non lo si evince dall'articolo, l'assegnazione dell'operazione finanziaria a una banca piuttosto che un'altra? Cioè noi traiamo la conclusione che siccome la Giunta regionale stabilisce criteri di contrazione ed emissione nonchè il tasso massimo da corrispondere abbia già deciso chi è il soggetto che sarà coinvolto nell'operazione finanziaria? Perché questo è il ragionamento che è stato svolto dall'onorevole Pili, che ha concluso "Siccome approviamo un emendamento che ha questo contenuto e questa natura stiamo dando l'operazione finanziaria di copertura del disavanzo in mano alla banca di Tiscali, in un'operazione" - quindi noi saremmo complici di questa attribuzione- "che un po' confonde il ruolo privato del Presidente con quello pubblico".

A parte il fatto che mi verrebbe da dire: meno male che abbiamo l'onorevole Pili che è esperto in questo genere di confusioni ed ogni tanto ci avvisa come meglio procedere per garantire la trasparenza dell'azione amministrava della Regione. Ma trarre conclusioni così precise, così definite, mi sembra che sia possibile solo in ragione di altre notizie, di altre considerazioni, che sono precedenti l'approvazione di questo emendamento, cioè precedenti anche alla legge che stabilisce quale procedura debba definire, utilizzare la Giunta regionale nel compiere un'operazione di copertura del disavanzo come quella prevista nell'emendamento. Cioè non è un fatto futuro quello che si deve realizzare una volta approvata la legge, ma è un fatto già realizzato.

Allora, delle due l'una: o questo emendamento serve per regolare un comportamento all'indomani dell'approvazione della legge di assestamento di bilancio che la Giunta regionale deve adottare per gestire questo tipo di operazione, allora si dica: noi siamo perché la Giunta non lo faccia, siamo perché la Giunta non lo debba fare né oggi né mai. Siamo per ridurre, depotenziare i poteri della Giunta nei confronti dell'Amministrazione...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Uras.

URAS (R.C.). E questo deve valere per sempre; oppure si dica che noi siamo per depotenziare, ridurre, ingessare l'azione amministrativa di questa Giunta che è pure chiamata a coprire disavanzi che grazie al cielo sonofrutto dell'attività anche di altri.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 139.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, LOMBARDO, LA SPISA, SANCIU, MURGIONI, LICANDRO.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha la facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Avevo chiesto precedentemente la votazione per parti, per cui chiederei la votazione della prima parte fino alla parola "trent'anni".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento numero 139.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - AMADU - ARTIZZU - BALIA - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LADU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISANO - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: CASSANO - CERINA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - PETRINI - PILI - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione della prima parte:

Presenti 62

Votanti 60

Astenuti 2

Maggioranza 31

Favorevoli 50

Contrari 10

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 139.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI CASSANO - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 60

Astenuti 2

Maggioranza 31

Favorevoli 39

Contrari 21

(Il Consiglio approva).

I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 05.



Allegati seduta

LI SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 1 dicembre 2004

Presidenza del Vicepresidente PAOLO FADDA

indi

del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 05.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 23 novembre 2004, che è approvato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Onida. Ne ha facoltà.

ONIDA (Fortza Paris). Signor Presidente, chiedo una sospensione della seduta fino alle ore 10 e 30, per venti, venticinque minuti, per permettere ai colleghi di arrivare in Aula.

PRESIDENTE. Poiché non ci sono opposizioni sospendo la seduta sino alle ore 10 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 05, viene ripresa alle ore 10 e 35.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 11 maggio 2004, n. 6 (Legge finanziaria 2004), variazioni di bilancio e disposizioni varie" (31/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 31. L'emendamento numero 60 all'articolo 1 manca della copertura finanziaria e pertanto non è ammissibile. Passiamo all'emendamento numero 96, che presenta lo stesso contenuto del numero 117, con una copertura diversa. Naturalmente se l'emendamento numero 96 non dovesse essere approvato si intenderebbe non approvato anche il numero 117.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 96.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, CAPELLI, AMADU, ONIDA, LADU, CONTU, BIANCAREDDU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 96.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - LA SPISA - LADU - ONIDA - PISANO - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SECCI - SERRA.

Si sono astenuti i consiglieri: CHERCHI Oscar - FLORIS Mario - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 49

Astenuti 3

Maggioranza 25

Favorevoli 11

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 117 è pertanto decaduto. Passiamo ora agli emendamenti numero 97 e 116. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, signori della Giunta, intervengo per esprimere il mio voto favorevole su questo emendamento, e per richiamare l'attenzione della Giunta sulla particolarità di questo problema che riguarda il fermo biologico, una misura che da alcuni anni viene applicata nella nostra regione che è la prima in Italia prima per quanto riguarda le colture biologiche.

Tutta l'impostazione della nostra politica, anche della politica ambientale e di una certa politica sull'agroalimentare (a partire dall'entroterra sino ad arrivare allo sfruttamento delle risorse marine) è indirizzata sul biologico. Quindi se si va a intaccare risorse che riguardano questo particolare aspetto della nostra economia e del nostro ambiente, e riflettendosi sulla salubrità e sulla qualità dei nostri prodotti, credo che occorra stare attenti, altrimenti si finisce per intaccare una delle poche voci che consentono alla nostra economia di poter esportare nel mercato internazionale. I nostri prodotti vengono richiesti, infatti, proprio per la loro qualità e la genuinità.

Per queste ragioni io ritengo che la Giunta debba prestare un po' più di attenzione e tentare, almeno in questo caso, di non intaccare il plafond, perché andrebbe a nocumento della stessa economia isolana.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 97. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 116 pertanto decade. L'emendamento numero 38 non è ammissibile poiché manca la copertura finanziaria. Passiamo agli emendamenti numero 14, 94 e 115, con le stesse motivazioni che ho detto prima.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, l'emendamento numero 14, è stato già detto in Commissione, l'Assessore lo sa, è stato ripetuto anche in Aula, prevede un finanziamento a favore dei consorzi di bonifica per far fronte ai costi aggiuntivi derivanti dal sollevamento dell'acqua. Quello relativo ai costi energetici è un discorso vecchio; ormai in Sardegna l'energia costa più che in qualsiasi altra regione d'Italia e d'Europa. E' chiaro che questo fa sì che i settori produttivi in Sardegna si trovino in grossissima difficoltà. Difficilmente, in una situazione come questa, con gli alti costi dei trasporti e dell'energia, il sistema produttivo sardo può non risentirne, ed è difficile che un'impresa oggi riesca a competere con quello delle altre regioni d'Italia e d'Europa quando deve sopportare costi così alti.

Questo intervento, pur non essendo certo capace da solo di risolvere i problemi del mondo agropastorale, che comunque serve a far sì che le aziende agricole godano di un minimo di ristoro, permettendo una diminuzione del delle bollette per l'irrigazione. Senza questo tipo di intervento le aziende agricole dovranno pagare di più per quanto riguarda i costi irrigui, aggiungendo crisi alla crisi.

Pertanto rivolgo un ultimo appello affinché questo intervento venga preso in considerazione sia dalla maggioranza, sia da tutto il Consiglio regionale, perché è un modo per offrire un contributo, anche se minimo, alla ripresa del mondo agricolo sardo. E' vero anche che va rivista tutta la questione dei consorzi di bonifica, alla luce soprattutto del decollo dell'Autorità d'ambito, che farà venir meno molte delle competenze di questi ultimi. Ci sono infatti molti consorzi di bonifica che attualmente stanno gestendo l'acqua potabile, i depuratori e stanno esercitando tante competenze che dal primo gennaio del 2005 praticamente non saranno più a carico loro.

Quindi va operata una rivisitazione dei consorzi, del loro numero; probabilmente sono ancora troppi, va rivisto anche il loro sistema di spesa . Però noi non dobbiamo perdere di vista la circostanza che questo tipo di intervento, se non dovessimo assumere delle determinazioni giuste, andrebbe a gravare sul mondo agricolo che oggi, come tutti sappiamo, sta attraversando una delle peggiori (se non la peggiore) crisi dal dopoguerra ad oggi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione gli emendamenti numero 14 e 94. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 95. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 73. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

A seguito della non approvazione degli emendamenti numero 14 e 94, l'emendamento numero 115 decade. Sull'emendamento numero 114 è stata avanzata una proposta. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Signor Presidente, quando la Commissione ha espresso il suo parere ha avanzato una proposta di modifica dell'emendamento, che se accettata potrebbe far sì che l'emendamento venga accolto.

PRESIDENTE. Potrebbe formalizzare la proposta, onorevole Secci?

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. La proposta è questa, modificare la riduzione della UPB 10027 per riportare lo stanziamento al valore del 2003, cioè una riduzione di 340.000 euro anziché di 500.000, con un recupero di 160.000 euro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Se c'è questa disponibilità l'emendamento può essere modificato in questo senso.

PRESIDENTE. Poiché non ci sono osservazioni, l'emendamento orale presentato dal collega Secci si intende accettato e accolto.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento è già stato illustrato, quindi non mi attardo su questo. Credo che sia utile comunque accettare, in queste condizioni, anche la modifica dell'emendamento, e quindi voterò a favore. La dichiarazione è giustificata proprio dal fatto che si tratta di una spesa che va a cogliere un'esigenza molto diffusa nei giovani laureati che, attraverso le borse di studio, possono qualificare il proprio percorso formativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta su questo emendamento è favorevole in quanto stiamo cercando di fare tutto il possibile per ridurre al minimo l'impatto dei tagli, soprattutto su temi come quello dell'istruzione e del rapporto tra istruzione e lavoro. La copertura per questo emendamento è l'UPB S03015.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 114, lo metto in votazione con le modifiche proposte dall'emendamento orale. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamenti numero 11 e 113. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, gli emendamenti in esame concernono un problema che noi abbiamo posto all'attenzione dell'Aula a più riprese presentando anche un emendamento all'articolo 3 per il mantenimento degli stanziamenti nei capitoli relativi alla formazione professionale. Noi riteniamo, infatti, che i capitoli relativi a quel settore patiscano sicuramente di una carenza di scorta economica, registrata in maniera credo eclatante anche nella lunga sequela di contatti che la Giunta ha attivato con gli enti di formazione professionale in materia di obbligo formativo.

Noi riteniamo che il settore della formazione professionale, che comprende anche l'obbligo formativo, oggi subisca in Sardegna delle sofferenze particolari, ed è un settore la cui strategicità peraltro rimane intonsa. Per cui noi pensiamo che sia compito della Giunta - e anzi, che la Giunta sicuramente instaurerebbe un meccanismo virtuoso se si muovesse in questa direzione - andare verso un utilizzo il più razionale possibile delle risorse disponibili affinché tutte le somme stanziate all'interno di questi capitoli possano fornire il massimo ritorno dal punto di vista della professionalizzazione dei giovani in Sardegna. Però ci sembra particolarmente grave che in questa fase di assestamento economico, tra le poste su cui la Giunta intende tagliare ci sia proprio quella relativa a un settore che versa in sofferenza economica e al quale semmai sarebbe opportuno orientare nuove risorse.

Quindi ci sembra che su questo argomento specifico sia forse utile una riflessione particolare per verificare se le risorse, che comunque sono in questo momento a disposizione, dell'Amministrazione regionale per quanto riguarda la formazione professionale e l'obbligo formativo, siano sufficienti rispetto alle esigenze e anche ai percorsi concordati con gli enti di formazione. Nel caso non lo fossero sarebbe inconcepibile aggravare ulteriormente la situazione col taglio di bilancio che viene proposto dalla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, le osservazioni del collega Vargiu richiedono qualche precisazione, perché se il discorso riguarda il complesso delle risorse destinate al settore della formazione professionale, che gode in questo momento di una particolare attenzione da parte nostra, da parte dei nostri cittadini e di quanti altri hanno interesse al corretto svolgersi di questa attività importantissima per la nostra comunità, potrebbe essere anche un discorso condivisibile.

Però l'oggetto in discussione in questo momento con l'emendamento numero 11 - e l'Assessore ha avuto modo di illustrarlo in Commissione in maniera abbastanza chiara e specifica, il collega Vargiu che è sempre stato presente ai lavori della Commissione dovrebbe ricordarlo e sono convinto che lo ricorda - non riguarda i tagli all'attività formativa ma riguarda le economie conseguite attraverso la mancata realizzazione per quest'anno di attività formative previste dai POR, e pertanto viene meno la necessità della quota di cofinanziamento che la Regione mette a disposizione. Quindi non si sta togliendo nulla al sistema formativo per l'esercizio 2004, si stanno probabilmente trasferendo risorse di cofinanziamento all'esercizio finanziario successivo. Per questa ragione il nostro voto su questi emendamenti sarà un voto negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, con questo emendamento praticamente si vuole entrare nel merito del problema della formazione professionale e dell'obbligo formativo. Noi sappiamo quanto sta cambiando quest'anno sia la formazione professionale che l'obbligo formativo, ma è anche vero che, sulla base degli accordi assunti a suo tempo, entro il 15 novembre sarebbero dovute partite le scuole di formazione professionale e quelle dell'obbligo formativo; invece così non è stato.

Ci sono grossissime difficoltà, molti studenti non sono stati accettati, non sappiamo ancora quanti studenti hanno avuto la possibilità di iscriversi alla scuola d'obbligo; anche questo è un dato che non conosciamo., Il Presidente della Commissione afferma che non si tratta di tagli all'attività formativa, noi invece diciamo che comunque i tagli all'attività formativa ci sono; ci sono perché oggi molte scuole sono impossibilitate ad iniziare le lezioni, fino a due giorni fa non avevano nemmeno la disponibilità dei registri. Ma quello che ci preoccupa è che effettivamente noi abbiamo la sensazione che la linea della Giunta regionale sia quella di liberarsi progressivamente delle scuole dell'obbligo formativo e della formazione professionale portandole a un'autoestinzione.

Noi vogliamo capire se la nostra preoccupazione è fondata; indicativa sarà la posizione che assumerà la maggioranza perché, a seconda del tipo di intervento che porrà in essere per quanto riguarda le scuole di formazione, si capirà quale sarà la sua esatta volontà. Secondo noi c'è una tendenza precisa che è quella di fare a meno delle scuole di formazione; e questo è un grave danno per la Sardegna perché le scuole di formazione hanno fatto crescere in questi anni tante professionalità. Alcune scuole di formazione mi hanno anche consegnato degli elenchi, dai quali risulta che la percentuale dei loro studenti che trova subito occupazione è del 60 per cento superiore rispetto a quella delle altre scuole. Questo significa che, a differenza anche di laureati che in Sardegna non riescono a trovare un posto di lavoro anche dopo anni dalla laurea, coloro che hanno conseguito questo tipo di titolo riescono a trovare un lavoro in tempi rapidi.

Invito ad una riflessione questo Consiglio regionale perché mi pare che in Sardegna manchino proprio queste professionalità, perché è giusto che ci siano i laureati, i diplomati, anzi, io credo che ce ne debbano essere molti di più, però non tutti hanno la possibilità di conseguire la laurea o il diploma, sia per ragioni economiche e sociali, sia per motivi inerenti le inclinazioni personali; nessuno può essere obbligato a fare una cosa che non vuole fare.

Pertanto io credo che questo emendamento debba essere accolto; noi voteremo a favore e se la maggioranza non farà altrettanto sicuramente provocherà un danno a quella formazione professionale che in questi anni ha conseguito risultati importanti per la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io utilizzo questa dichiarazione di voto per esprimere parere favorevole sul gruppo degli emendamenti in esame e per verificare insieme alla Giunta e insieme ai colleghi se sia possibile a stabilire un principio. Le motivazioni addotte nella dichiarazione di voto e nella illustrazione dell'emendamento dall'onorevole Ladu ci portano a ragionare sul fine che intende perseguire questo assestamento di bilancio.

Alcuni tagli su alcuni capitoli del bilancio 2003 - è evidente - sono tagli necessari. Indubbiamente quando si deve recuperare una somma per coprire, come in questo caso, il disavanzo della sanità, abbiamo necessità di tagliare da altre parti. Quindi c'è una scelta di principio ed una scelta di indirizzo; qualsiasi taglio si operi è sicuramente doloroso, è sicuramente un sacrificio che si deve affrontare per recuperare risorse destinate a tamponare le falle della spesa regionale.

Detto questo mi chiedo: se la Giunta sostiene che non si è nelle condizioni di anticipare risorse - cioè le risorse finanziarie che lo Stato deve trasferire alla Regione per garantire, come in questo caso, la formazione professionale - perché in altri emendamenti (uno per tutti il numero 147) la Giunta e il relatore si sono espressi a favore dell'anticipazione di somme che lo Stato deve trasferire alla Regione?

Io sono d'accordo per stabilire un principio, quello della necessità di operare tagli alle spese, ma poi non si possono accettare emendamenti che vanno in contraddizione con questo principio. Non è possibile che si accettino emendamenti presentati solo (mi si passi un termine usato spesso in quest'Aula) per fare "marchette" che propongono spese aggiuntive sotto forma di anticipazioni di fondi provenienti dallo Stato. Se si segue un principio probabilmente possiamo metterci d'accordo, magari divergendo sul fatto che i tagli vengano operati sul sociale invece che sugli investimenti, sull'industria o quant'altro. Noi oggi ci troviamo in questa situazione, il 147 è un esempio ma credo che purtroppo ne potremo fare degli altri.

Se invece passasse il principio del taglio alle spese potremmo stabilire una linea guida sull'assestamento di bilancio che ci consenta, a malincuore, di dire no a tanti altri emendamenti. In questo caso io voto a favore di questo gruppo di emendamenti perché ritengo che se tagliamo alla formazione o scegliamo di finanziare la programmazione negoziata o gli enti strumentali della Regione (come vedremo in seguito),, allora questo principio deve valere per tutto il cursus dell'assestamento di bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi). Signor Presidente, col mio intervento annuncio che voterò a favore dell'emendamento numero 113 nella esclusiva finalità di portare l'attenzione dell'intero Consiglio regionale sulla gravità del momento che sta vivendo oggi la formazione professionale in Sardegna e quindi sulla opportunità di cogliere questa vera occasione per restituire al sistema formativo sardo quello che è nel proprio diritto avere.

Credo che - così come ha detto anche l'Assessore nell'illustrare la finalità generale di questo disegno di legge, quella cioè di coprire il disavanzo, di colmare un buco causato principalmente dal settore sanitario - non sia possibile restituire funzionalità ad un intero sistema, che è il sistema sardo, coprendo soltanto parte dei buchi che questo sistema stesso potrebbe presentare, è assolutamente opportuno coprire uno dei disavanzi maggiori che oggi registriamo, che è quello della formazione professionale.

Se noi oggi presentassimo questo disegno di legge al più conosciuto, probabilmente, degli stagnini sardi, che è uno stagnino di Isili che io conosco, e gli dicessimo che abbiamo necessità di coprire i buchi, mi perdoni, di questo recipiente che si chiama recipiente Sardegna, lui ci direbbe: "Sì, però bisogna coprirli tutti perché altrimenti davvero non otteniamo il risultato sperato." Oggi noi osserviamo una totale negligenza da parte della Giunta in relazione alla decisione unanime che questo Consiglio ha assunto il 20 ottobre del 2004 di impegnare la Giunta perché immediatamente avviasse i corsi di formazione professionale dell'obbligo formativo.

Questo impegno, che la Giunta ha ricevuto da parte del Consiglio, non è stato ancora attuato. Oggi vige una confusione totale perché non è stata nemmeno avviata per intero la seconda annualità - che avrebbero dovuto seguire immediatamente la prima annualità dei corsi sperimentali, dell'obbligo formativo introdotti dalla legge Moratti, e siamo riusciti così ad espellere 600 ragazzi dal sistema scolastico senza riuscire nemmeno. a capire dove possano essere andati a finire. Voglio capire chi si assumerà la responsabilità di dire che questi ragazzi oggi non hanno più nessuna tutela, nessuna garanzia che, a loro non è stato dato ciò che qui era stato invece detto che avremmo potuto dare.

Ma l'aspetto ancora più paradossale è che non sono state avviate nemmeno le prime annualità e che si parla di una riduzione del 50 per cento del numero degli iscritti. Questo favorirà ed amplificherà ulteriormente il dramma nel quale versano non solo i ragazzi ma le famiglie di questi ragazzi. Ora credo che davvero dobbiamo fare uno sforzo; così come è assolutamente indispensabile che al settore sanità vada restituita la funzionalità attraverso la copertura di questo disavanzo, allo stesso modo io credo che sia assolutamente necessario (troveremo i metodi e i meccanismi per dare copertura finanziaria) restituire funzionalità ad un sistema formativo che costituisce uno dei principali obiettivi dell'azione di questa Giunta e dell'intero Consiglio, e che risponde anche al preciso dettato di un apposito ordine del giorno approvato unanimemente dal Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 11, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 113 è decaduto. Metto in votazione gli emendamenti numero 10 e 119. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, per esprimere il mio voto favorevole sull'emendamento numero 10, sia sull'emendamento numero 119, che vengono votati insieme perché collegati, in quanto costituiscono la reintegrazione di quanto l'assestamento di bilancio prevede di sottrarre alle scuole materne.

Devo dire che sul ragionamento delle scuole materne giova ancora una volta intervenire, giova perché sono state pronunciate delle precisazioni da parte di alcuni consiglieri dell'opposizione e perché l'Assessore ieri, durante la sua replica, ne ha ripreso in esame il problema. Noi abbiamo chiarito che, rispetto allo stanziamento del 2003, si registra un incremento che, se non sbaglio, è superiore al 10 per cento, con una riduzione, però, rispetto a quanto era stato stanziato per il 2004.

Dall'anno in cui fu istituita la legge, sino al 2003, purtroppo il contributo percentuale che è stato assegnato alle scuole materne è andato progressivamente diminuendo, pertanto nel 2004 si decise di invertire in maniera significativa questa tendenza, non soltanto per recuperare una parte di ciò che si era perso negli anni precedenti, ma anche per inviare un segnale dell'attenzione che la Giunta regionale voleva avere nei confronti delle politiche a sostegno della famiglia e a sostegno dell'infanzia.

Il problema delle scuole materne riguarda, infatti, soprattutto quelle di dimensioni più piccole, quindi quelle più sensibili al sostegno che da parte della Regione può essere erogato; scuole materne che in alcune situazioni, soprattutto nei comuni più piccoli della Sardegna, rappresentano un punto di riferimento per le famiglie, l'anello fondamentale di quella catena virtuosa che in qualche maniera si contrappone alle politiche di decremento demografico che la Sardegna subisce esattamente come altre regioni italiane, forse oggi con analoga drammaticità rispetto a quella delle altre regioni italiane.

Quindi sostanzialmente il segnale di attenzione verso le scuole materne, rappresentato con un incremento significativo dei contributi assegnati rispetto al 2003, altro non era se non il parziale ristoro dei decrementi che si erano registrati negli anni precedenti su questi capitoli. L'incremento del 2004 era comuque sicuramente un segnale importante; il segnale che l'Amministrazione regionale intendeva valorizzare l'apporto che le scuole materne, che le più piccole tra le scuole materne, quindi le più bisognose di interventi specifici mirati, offrivano, ed era un segnale rivolto alle famiglie, per manifestare la volontà della Regione di sostenere le politiche di servizi alle famiglie, che sono le politiche fondamentali perché le famiglie con serenità possano prevedere l'incremento numerico del loro nucleo.

Noi crediamo che questo argomento sia stato liquidato con eccessiva fretta. Abbiamo presentato come Riformatori un emendamento successivo, che verrà discusso in sede di esame dei successivi articoli della legge. Chiediamo che su questo argomento ci sia una riflessione dell'intero Consiglio regionale perché riteniamo che il segnale che verrebbe inviato alle scuole materne e alle famiglie sarebbe importante e andrebbe senz'altro in direzione di quelle politiche che, come questa Giunta ha dichiarato a più riprese, costituiscono la stella polare dell'Esecutivo. Quindi noi chiediamo all'intero Consiglio, su un argomento di questa importanza, di attivare ancora un istante di riflessione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, intervengo su questo argomento perché non voglio che rimanga una sensazione sbagliata circa gli atteggiamenti ed i comportamenti della maggioranza rispetto a questo problema. Il problema delle scuole materne private è un problema che chi è presente in Consiglio da più tempo e chi ha fatto parte della Commissione bilancio nelle ultime due legislature sa che è sempre stato all'attenzione di molti componenti della maggioranza di oggi, e sa che in più di una circostanza abbiamo difeso e sostenuto la necessità di mantenere i finanziamenti adeguati per la scuola materna privata.

Oggi però ci troviamo in una situazione differente, che è determinata da una serie di fattori. Il primo dato è che c'è stato nel 2004 un eccesso di attenzione, perché è stato documentato lo stanziamento di oltre il 20 per cento in presenza di una situazione finanziaria drammatica che rende impossibile procedere ad aumenti di questa dimensione.

La Giunta regionale e la maggioranza, anziché decidere di riportare lo stanziamento alla previsione 2003, che sarebbe stato già un comportamento abbastanza corretto, e quindi riportarlo a 20 milioni di euro,. hanno scelto invece di aumentarlo del 12 per cento rispetto all'anno precedente. Tutto ciò in uno scenario che ha registrato tagli diffusi in numerosi settori.

Io penso che vada sottolineato questo sforzo, questa attenzione, non la riduzione, perché in questo caso proprio non si tratta di riduzione; 22 milioni e 500 mila euro sono lo stanziamento più elevato per le scuole materne private degli ultimi dieci anni. Quindi ci troviamo veramente in una condizione di condivisione totale delle osservazioni che il collega Vargiu esprimeva; dissentiamo soltanto sulla quantità delle risorse da destinare indicate dal collega. Non perché non ci sia un bisogno di disponibilità aggiuntive per le scuole materne; quel bisogno c'è, abbiamo visto che c'è per la formazione professionale, abbiamo visto e vedremo che c'è per il sistema di distribuzione alle imprese, ai settori produttivi e a quanto altro, solo che i bilanci delle famiglie e della Regione si predispongono sulla base delle risorse che si hanno e sulle risorse che si hanno bisogna stabilire priorità e compatibilità.

Io penso che per le scuole materne l'attenzione di questa maggioranza e di questa Giunta debba essere considerata in modo positivo. Per questa ragione, Presidente, il mio voto sarà contrario a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento e richiamandomi alle motivazioni esposte anche dal collega Vargiu, vorrei puntualizzare alcuni aspetti. Per quanto riguarda le osservazioni che ha fatto il Presidente della Commissione, Secci, è comprensibile certamente il richiamo alle difficoltà finanziarie che la Regione attraversa attualmente e che effettivamente portano alla necessità di politiche di rigore, di contenimento della spesa.

Quindi, senza volere demonizzare la posizione di chi, dovendo far quadrare i conti, ha la necessità di operare delle scelte che possono essere difficili, io continuo ad insistere sul fatto che si dica davvero la verità su questi temi. Non si può affermare semplicemente che lo stanziamento di cui si parla negli anni è stato incrementato e che una diminuzione dell'incremento è pertanto necessaria, perché il problema è la realtà dei fatti. Io sono testardamente convinto - e su questo credo che anche tanti altri rappresentanti di altre forze politiche possano essere d'accordo - che questo Consiglio debba arrivare, prima o poi, ad avere una approccio diverso riguardo a questo problema. Troppa ideologia inquina le posizioni politiche delle diverse parti presenti in questo Consiglio, così come di quelle presenti nel Parlamento, o nelle relazioni sindacali.

Io insisto sul fatto che, riguardo al rapporto con la scuola paritaria, occorra davvero procedere gradualmente; mi rendo conto che ci vorrà tempo, ma ci vuole tempo e ci vuole anche testardaggine. Chi continua a insistere su questo problema corre il rischio di risultare anche noioso, ma alla fine credo che occorra che si faccia un salto di qualità nella concezione politica riguardo all'istruzione, alla scuola in particolare, nel rapporto tra scuola statale e scuola non statale.

Fino alla noia dobbiamo ribadire - e so che anche molti colleghi di altre parti politiche lo fanno - che non stiamo parlando di tutela della scuola privata, non stiamo parlando di tutela della scuola per i ricchi, stiamo parlando di scuole che svolgono una funzione oggettivamente pubblica, molto spesso in assenza, in carenza di una struttura statale. Certamente per le elementari, medie e superiori non è così, ma di scuole materne esiste una effettiva carenza; è per questo che la Regione, fin dagli anni '80, è intervenuta prevedendo e mantenendo nel tempo un sacrificio finanziario a suo carico.

Si può dire che non è un sacrificio giusto, si può dire che dovrebbe provvedere lo Stato, ma rendiamoci conto che la spesa per tenere in piedi questo livello di istruzione della prima infanzia, che può sembrare altissimo, in realtà è molto bassa rispetto al servizio che quantitativamente viene erogato; perché sicuramente c'è il livello di spesa in queste scuole inferiore è rispetto a quello delle scuole statali, e se ne avvantaggia una fascia di utenza che è assolutamente popolare; famiglie che nei piccoli paesi hanno redditi molto bassi. quindi la funzione sociale che svolgono queste scuole è altissima.

Io credo che una maggiore sensibilità debba essere dimostrata ora e nella prossima manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, so già che quanto dirò non servirà a fare cambiare idea alla maggioranza, però una riflessione la voglio svolgere. Noi, infatti, probabilmente stiamo sottovalutando l'importanza che rivestono le scuole materne statali in Sardegna, soprattutto in alcune zone disagiate dell'Isola dove spesso sono le uniche a garantire il servizio. Io veramente non riesco a comprendere perché una maggioranza che nel manifesto programmatico dichiarava che si sarebbe schierata a favore dei deboli, a favore delle classi meno abbienti, oggi porta avanti una politica che proprio sulla famiglia e sull'infanzia mi pare si stia muovendo in direzione opposta.

Io ho sentito quanto ha detto il Presidente della Commissione, l'onorevole Secci, quando ha affermato che effettivamente la cifra che è stata stabilita quest'anno non è inferiore a quella dell'anno passato, e su questo siamo d'accordo; ma dobbiamo anche procedere ad una valutazione e vedere in questi ultimi dieci anni, quanto abbiamo speso per le scuole materne.

Dico ancora di più: non è neanche corretto affermare che spendiamo lo stesso tanto - forse qualcosa in più dell'anno scorso o degli anni passati - quando sappiamo che le spese per la gestione di queste scuole, sono cresciute a dismisura in questi anni, tanto è che molte stanno per chiudere. Il rischio è che, tra un paio di anni le scuole materne non statali non ci siano più, e non credo che noi avremoreso un buon servizio alla Sardegna.

Probabilmente passerà una linea ideologica che non vede di buon occhio anche le scuole materne non statali; probabilmente si vuole fare altro, si vuole che il settore pubblico si assuma l'onere di garantire anche le scuole materne, e questo può essere anche giusto. Però mentre in tutta Italia, in tutto il mondo si va in una direzione che è diametralmente opposta, quella tendente alla parificazione delle scuole pubbliche e private, in Sardegna succede l'esatto contrario.

Prendiamo atto che all'interno della Giunta prevale una linea ben precisa, di sinistra. Noi non condividiamo questa posizione, perché, anche se l'Assessore dei lavori pubblici se la ride ..., mi meraviglia che proprio lui che dovrebbe avere una cultura diversa dagli altri oggi ... probabilmente questi temi non lo interessano più, però, secondo me, anche lui insieme ai suoi amici di cordata sta commettendo un gravissimo errore, perché credo che..

SECCI (La Margherita-D.L.). Silvestro, però l'Assessore non può parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Secci...

LADU (Fortza Paris). L'Assessore può sempre parlare, ogni tanto può essere autorizzato a parlare anche lui, non è un problema. Il nostro voto comunque sarà a favore di questo emendamento; ritengo davvero che in questo modo si riuscirà a offrire un contributo importante a tutte le scuole materne non solo a quelle statali, ma soprattutto a quelle private che oggi svolgono un ruolo di supplenza indispensabile per la crescita e lo sviluppo dei ragazzi, dell'infanzia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 10.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, CASSANO, RASSU, LOMBARDO, OPPI, CAPELLI, LADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10. Prendo atto che il consigliere Dedoni ha inteso votare a favore e che il consigliere Corda ha inteso votare contro.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - ONIDA - OPPI - PETRINI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Si è astenuto il consigliere: ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 21

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 119 è pertanto decaduto.

Emendamento numero 120.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento e contemporaneamente intendo dare atto alla Giunta e alla Commissione dell'attenzione già in fase istruttoria, prestata per ridurre i taglia alla spesa proposti inizialmente nel disegno di legge. Evidentemente su questo tema c'è una sensibilità comune è rivolta, per quanto riguarda questo assestamento, non a proposte politiche che obbediscono a questioni logiche campanilistiche ma, incidendo sul fondo unico per l'università, a incrementare una capacità di spesa che obiettivamente, andrà va a vantaggio del sistema universitario della Sardegna.

Noi insistiamo ancora sull'emendamento, forse più a titolo di testimonianza che per fiducia sul fatto che il taglio possa essere ancora ulteriormente ridotto, ma a futura memoria poniamo il problema anche rispondendo alle osservazioni fatte dall'Assessore nell'intervento pronunciato ieri sull'articolo e sugli emendamenti. L'Assessore ha sottolineato che tutti gli sforzi finanziari profusi a favore dell'università in questi anni; c'è stato - è vero - un incremento dei trasferimenti della Regione (l'Assessore dice del 120 per cento, io non ho i dati sottomano quindi mi fido della valutazione operata dall'Assessorato) però non dimentichiamo che in questi anni l'università, in particolare le università della Sardegna, versano in una situazione finanziaria difficilissima rispetto a tutti gli altri atenei.

Il livello delle tasse delle università sarde, e quindi di contribuzione delle famiglie e degli studenti universitari, è tra i più bassi d'Italia. Questo evidentemente non è un caso, è determinato da un sistema sociale ed economico che si attesta su livelli molto bassi e che per risollevarsi ha pertanto proprio necessità di puntare sull'alta specializzazione. Io credo che ogni euro assegnato all'università sia ben speso se la spesa viene monitorata, concordata tra Regione e Università, così come deve essere (d'altra parte la legge ha istituto anche un sistema di corresponsabilità attraverso il comitato paritetico a cui partecipano sia gli assessori regionali competenti per materia, sia i due Rettori) se la spesa viene indirizzata verso investimenti sulla conoscenza, di alta qualità; io credo che qualunque sacrificio in questo caso sia veramente giustificato.

Tutti noi, credo, siamo a conoscenza di nostri laureati che presentano un livello di competenza, di intelligenza, quindi una dotazione di base altissima, acquisita con i soldi propri, con i sacrifici delle famiglie, con i sacrifici del sistema universitario sardo, degli enti locali, della stessa Regione, che vanno poi a consumare questo credito altrove, magari all'estero in corsi di specializzazione, dottorati di ricerca, i cui frutti verranno utilizzati da altri sistemi sociali ed economici. Per queste ragioni io credo che in questo settore valga la pena di incrementare non del 120 ma nel 200 per cento la spesa. Se non adesso, almeno in sede di approvazione della manovra finanziaria annuale, bisogna far sì che l'attenzione per il mondo universitario torni ad essere veramente altissima.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 120. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione gli emendamenti numero 7 e numero 29. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, mi collego all'intervento dell'onorevole La Spisa, perché sono convinto che investire in cultura voglia dire anche investire in economia, perché maggiore è la cultura di un popolo, di una nazione, maggiore è la sua capacità di progredire. Per quanto riguarda l'emendamento numero 7 voglio dire qualcosa, e provocatoriamente Presidente mi esprimerò per due minuti in limba. Cando dos anno faghe.

PRESIDENTE. No, onorevole Rassu, rispetti il Regolamento! Se vuole intervenire in lingua sarda deve prima consegnare la traduzione.

RASSU (F.I.). Questa, signor Presidente, è una gravissima lacuna del nostro Regolamento, perché noi dovremmo essere i primi a tutelare la nostra lingua. Avantieri ho letto in un quotidiano che addirittura si insegna all'università di Stoccarda, invece in Sardegna non si riesce neanche a sopperire alle esigenze finanziarie delle cattedre di lingua sarda dell'università di Cagliari e di Sassari, inerenti l'insegnamento della lingua. Questo è un duro colpo per la nostra cultura perché un popolo che rinuncia alla propria lingua, rinuncia alla propria identità. Una lingua riconosciuta a livello internazionale è una lingua che può dare alla Sardegna una forza non solo culturale, ma anche economica permettendole di assurgere a dignità di nazione, cioè di entità distinta (anche se non scorporata) dallo Stato per genealogia, popolazione e cultura.

Anche se posso capire le motivazioni che hanno imposto questo taglio, io mi auguro che in finanziaria questi fondi possano essere ripristinati, perché non si può parlare nei programmi elettorali di difesa della nostra identità, di difesa della nostra cultura, di difesa della nostra lingua e poi, alla prima occasione, limitare quei pochi fondi che sono destinati all'insegnamento di quella lingua sarda che ormai i nostri figli non conoscono più, quella lingua sarda che ha dato una storia, una cultura al nostro popolo e che ci consente ancora di definirci "sa zente sarda".

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Naturalmente l'emendamento numero 29 è decaduto. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Rif. Sardi). Io intendo intervenire esclusivamente sull'emendamento precedente, per confermare il fatto che nel Parlamento Sardo, ancora oggi, per Regolamento o no, non si può parlare in limba sarda. Credo che sia un atto veramente, come dire...

CUGINI (D.S.). Chi l'ha detto?

PIRISI (D.S.). Leggi il Regolamento.

DEDONI (Rif. Sardi). Sì, ma previo deposito della traduzione in lingua italiana... E' stato infatti testè ricordato dal Presidente all'onorevole Rassu, che di conseguenza non ha potuto continuare nel suo ragionamento in limba. Io credo che sia un principio universale, riconosciuto da tutti, che un Parlamento autonomistico debba quanto meno offrire l'opportunità ai suoi componenti di esprimersi nella lingua in cui si esprime la maggioranza dei loro concittadini. Comunque sia, non condivido il fatto che ci sia stata una riduzione dei finanziamenti per l'università e per la lingua sarda, questo intendevo ribadirlo, come sono mancati, da parte dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, altri interventi che potevano essere altrettanto importanti, per esempio per valorizzare le bellezze naturalistiche, le nostre coste, le nostre bellezze architettoniche.

Spesso si utilizzano questi beni per effettuare dei filmati, per promuovere delle sponsorizzazioni, per creare delle opportunità. Colgo l'occasione per dire che presenterò anche una proposta di legge riguardante la film commission e la cinematografia, perché in Sardegna hanno bisogno di essere veramente, non solo a parole, tutelate le bellezze architettoniche e tutto ciò che può permettere un utilizzo proficuo per il turismo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 121. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato).

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 122. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato).

Metto in votazione l'emendamento numero 123. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato).

Emendamento numero 124. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LICANDRO, LIORI, DIANA, MILIA, LOMBARDO, ARTIZZU, CASSANO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 124.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 46

Maggioranza 24

Favorevoli 12

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 71. Ricordo ai colleghi che il relatore ha espresso parere favorevole.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, per dichiarare il voto favorevole e sottolineare che anche la Giunta, oltre al relatore, ha espresso parere favorevole sull'emendamento numero 71, che propone il ripristino delle somme previste per il capitolo 12025, cioè il contributo per il coordinamento regionale della Lega Italiana della lotta contro i tumori.

Ne approfitto anche per effettuare una rettifica: nel precedente intervento ho citato l'emendamento numero 147; si tratta, invece, dell'emendamento numero 143. Volevo inoltre sottolineare che i lavori su questo assestamento di bilancio hanno consentito di dialogare con la Giunta, diversamente da quanto è avvenuto col precedente disegno di legge che l'Aula ha esaminato. Fa piacere che ci sia attenzione anche per gli emendamenti proposti, ma avremmo gradito maggiore attenzione sugli emendamenti precedentemente bocciati, quali quelli che interessavano il ripristino delle somme per l'università e per le scuole materne private. Noto però che è assente l'Assessore della Programmazione; a mio avviso, e lo propongo all'Aula, dovrebbe essere consentito all'Assessore di prendere la parola quando ciò viene richiesto. So che il Regolamento non lo prevede, ma nel caso specifico, nella discussione di un disegno di legge in cui l'Assessore e la Giunta più volte vengono chiamati a fornire delle risposte, io non avrei nessuna difficoltà a consentire che, al di là del Regolamento, l'Assessore quando necessita, o quando lo richiede, possa prendere la parola. Sarebbe utile per arricchire il dibattito e per ottenere un corretto confronto. Pertanto proporrei all'Aula, quando è possibile, che l'Assessore possa in qualche modo dialogare con l'Aula.

A me serve continuare a chiarire il metodo seguito sull'assestamento di bilancio, perché siamo all'inizio dell'esame di alcuni emendamenti e il percorso potrebbe essere segnato. Un dialogo con la Giunta ci aiuterebbe a comprenderci sulle iniziative, sul metodo che vorremmo portare avanti per effettuare, come spesso avviene negli assestamenti di bilancio, dei tagli o degli storni che siano il più possibile produttivi e il meno possibile dannosi. L'emendamento numero 71, in cui si richiama la Giunta a cambiare orientamento per recuperare le somme, ne costituisce un esempio. Precedentemente abbiamo fatto altre segnalazioni. Alcuni emendamenti ci portano ad anticipare fino ad un massimo di 8 milioni di euro, e questo non va d'accordo con la coerenza e linearità proposta in Aula per recuperare le somme utili per il disavanzo sanitario.

Noi comprendiamo anche il giudizio negativo espresso dal relatore e dalla Giunta su alcuni emendamenti che abbiamo presentato perché costituivano delle spese aggiuntive, ma questo come principio deve valere per tutti. Non si può finanziare ulteriormente un ente strumentale della Regione con 7 milioni di euro o anticipare cifre dello Stato fino ad un massimo di 8 milioni di euro e contestualmente rispondere che alcuni tagli sono dolorosi ma necessitati. Il sistema sociale, in modo particolare, non ha bisogno di tagli. E non è una giustificazione valida affermare che si stanno solo ripristinando le somme assegnate nel bilancio del 2003, perché quando quelle somme sono state stanziate la necessità di copertura finanziaria per quel settore era ben altra.

PRESIDENTE. Ricordo che la Giunta regionale aveva già comunicato che per quanto riguarda la UPB non è la S 03008, ma la S 03015. In merito alla sua osservazione, onorevole Capelli, credo che sia conveniente per l'Aula rispettare il Regolamento; ci sono altri strumenti e altri momenti per poter dialogare con la Giunta regionale. In fase di dichiarazione di voto credo che sia opportuno per tutti noi rispettare la regola che la Giunta non intervenga almeno in questa fase.

Ricordo che l'emendamento ha ricevuto il parere favorevole della Giunta e del relatore. Metto in votazione l'emendamento numero 71. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione, ricordando sempre che la Giunta e il relatore hanno espresso parere favorevole, l'emendamento numero 56. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per chiarire i termini della mia proposta. E' ovvio che se la Giunta fosse composta da Assessori consiglieri non ci sarebbero stati problemi; l'Assessore, in qualità di consigliere, avrebbe potuto esprimere il proprio parere. Comunque, io intendevo, siccome il Regolamento, quando è stato steso, non prevedeva questa situazione, superarla con il buon senso riconoscendo pari diritti ai componenti della Giunta, pur non essendo consiglieri regionali. Credo che questo, continuo a dire, potrebbe essere un arricchimento per il dibattito.

Stesso ragionamento vale per l'emendamento numero 56, sul quale è stato espresso parere favorevole anche da parte della Giunta e del relatore. Ribadisco ancora, per concludere, quanto sostenuto in sede di dichiarazione di voto sul precedente emendamento: che affermare che non si accolgono alcuni emendamenti perché l'aumento è volto solo a ripristinare lo stanziamento dell'annualità precedente, credo non sia una buona motivazione, perché quando quelle cifre erano state stanziate erano, ovviamente, sostenute dalla necessità di aumentare l'apporto verso quel settore.

Noi possiamo accedere a questo ragionamento, possiamo ragionare insieme su questo, che si operino scelte coerenti, che seguano un filo logico, che siano eque per tutti i capitoli di bilancio, per tutti i settori e che non ci siano invece nell'approvare o nel respingere alcuni emendamenti o scelte in contraddizione con quanto il relatore e la Giunta anche in Commissione hanno ribadito. Lo vedremo nel seguito, nell'esame degli altri emendamenti, ma ritengo che sarebbe importante capire se possiamo accedere a una scelta comune almeno di principio.

PRESIDENTE. Anche per quanto concerne l'emendamento numero 56, la copertura finanziaria è sulla UPB S 03015. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 72. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 70. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo brevemente per fare comprendere all'Aula e a chi ascolta che questi emendamenti, il numero 70 e il seguente 52, incidono sull'attività dell'Istituto zooprofilattico, cui abbiamo attribuito importanza notevole in questi anni per il ruolo che ha svolto, che svolge e che dovrà svolgere nell'espletamento delle sue funzioni, e in modo particolare per le note vicende contro le epidemie, che non sto qui a elencare perché andrei ben oltre i cinque minuti messi a disposizione.

Noi abbiamo proposto questi emendamenti, anche se non consistenti nelle cifre, ma importanti per l'Istituto Zooprofilattico, per inviare un segnale di attenzione verso un primario istituto che rappresenta con onore e con grande professionalità la Sardegna non solo in Italia, ma anche in Europa nella lotta alle epidemie in modo particolare.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 70. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Adesso riprendiamo gli emendamenti numero 87, 145 e 86, precedentemente sospesi. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, sull'emendamento numero 87 sono già intervenuto, perciò intervengo sui seguenti, 145 e 86, che comunque nel merito perseguono un obiettivo comune. Io continuo a sostenere, Presidente e Assessore, che gli emendamenti proposti fanno giustizia e soprattutto danno ragione al Consiglio regionale nel momento in cui ha scelto di impostare, al comma 6 dell'articolo 1 della legge numero 12 del 2003, un vincolo ben preciso che va a favore dei soggetti invalidi che si rivolgono all'istituzione convenzionata o all'ente convenzionato per ottenere giustizia in un qualche senso.

Per la prima volta nella storia dell'autonomia, ma anche in Italia, è stato messo direttamente a confronto il soggetto cittadino con l'ente convenzionato che è responsabile dell'istruttoria e dell'erogazione della pratica di invalidità. Ho già ricordato che diverse Regioni d'Italia (14 su 20) hanno scelto di non affidare all'INPS, nel caso specifico, la convenzione, mentre noi abbiamo portato su un tavolo di confronto l'INPS stesso, che non ha voluto sottoscrivere la convenzione. Tutto questo discorso era già stato fatto in sede di esame in quest'Aula della legge stessa e costituì proprio una scelta di principio del Consiglio regionale.

Non fu pertanto una scelta della maggioranza, tra l'altro inesistente in quel momento, ma una scelta unanime del Consiglio regionale che voleva, così, valorizzare e legittimare il ruolo del cittadino nei confronti dell'istituto convenzionato. Io ho proposto all'Assessore anche formule alternative che potessero comunque salvaguardare il principio; ho proposto delle formule all'Assessore, non so se l'Assessore abbia nel merito valutato le proposte avanzate, non so se ci sia la possibilità di verificare e salvaguardare le professionalità non solo regionali, come già ho precisato, ma tutte le professionalità che operano nel servizio istituito. So per certo che i patronati e le associazioni si sono espresse contro questa scelta della Giunta che potrebbe vedere l'INPS tra i soggetti convenzionati. Non si tratta di una posizione contro un istituto, l'INPS, che esprime anche esso ottime professionalità, ma gli esiti dei rapporti a livello nazionale e a livello regionale non danno ragione di questa scelta.

Ho sottolineato anche la maggior spesa alla quale andremo incontro, per cui forse basterebbe una dichiarazione della Giunta che si assumesse l'impegno di salvaguardare le professionalità mettendo in concorrenza, magari, il sistema del servizio regionale con l'INPS stesso, o ponendo in essere una sorta di controllo da parte del sistema regionale del servizio sullo stesso soggetto convenzionato, che poi non deve essere necessariamente l'INPS. Pertanto ci sono una serie di proposte che potrebbero evitare, a mio avviso, un voto scontato ma poco ragionato, un voto scontato, ma non, a mio avviso, responsabile. Sarebbe importante conoscere il parere della Giunta e comprendere se sia possibile un dialogo per individuare un obiettivo comune a favore solo ed esclusivamente dei cittadini che sicuramente in questo caso hanno bisogno di chiarezza e di trasparenza.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola al collega Vargiu, direi che è necessario, essendo stato sospeso l'esame di questi emendamenti, sentire il parere della Giunta. Pertanto, per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, la ringrazio. Solo per chiarire il senso delle norme che con questi emendamenti si intende cassare. Lo scopo di questa norma è acquisire una sorta di diritto di opzione, senza, quindi, che ciò implichi necessariamente una scelta in una certa direzione. Ha detto bene l'onorevole Capelli quando ha riferito che si potrebbe stipulare una convenzione con l'INPS. Il punto è che in assenza di questa norma non si potrebbero siglare, allo stato attuale delle conoscenze, altre convenzioni con l'INPS. Quindi questa norma sta soltanto aprendo una possibilità, che successivamente verrà valutata.

Quello che posso dire, a nome della Giunta, è che la convenienza relativa di una possibile convenzione con l'INPS relativamente a scelte diverse, come quelle citate dall'onorevole Capelli, verrà valutata con grande cura dalla Giunta, indipendentemente da questa norma. Quindi questo è l'impegno. L'onorevole Capelli ha portato dei dati: quei dati saranno analizzati con attenzione dalla Giunta e, una volta approvata questa norma, le diverse alternative saranno tutte sul tavolo e verranno valutate con cura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io esprimo il mio voto a favore degli emendamenti numero 87 e 145, peraltro identici. E nel dichiarare il voto a favore debbo ribadire alcune considerazioni che ho espresso più volte durante i miei interventi sulla legge di assestamento di bilancio e che hanno ricevuto, devo dire, soltanto risposta parziale, sia dal Presidente della Commissione che dall'Assessore. Pertanto, se fosse possibile, prima della votazione del successivo emendamento numero 86, sul quale mi riservo di pronunciare un'altra dichiarazione di voto, sarebbe utile ottenere una risposta più chiara, perché questa norma appare sostanzialmente intrusa rispetto all'assestamento di bilancio. Per cinque anni, ci è stato fatto giustamente osservare da parte del centrosinistra che le leggi finanziarie che venivano approvate da questo Consiglio recavano delle norme intruse che dal punto di vista giuridico costituivano senz'altro un controsenso. Allora noi vorremmo sapere se i colleghi, cambiato il ruolo che rivestono all'interno dell'Aula, hanno anche cambiato opinione su questo argomento.

La seconda considerazione riguarda il merito dell'emendamento introdotto dalla Commissione e quindi ora facente parte integrante del testo dell'assestamento di bilancio. Si è detto che bisognava rimuovere il problema costituito dalla circostanza che l'INPS non poteva direttamente erogare le provvidenze in caso di danno nei confronti del cittadino, cioè nel caso che avesse utilizzato più tempo rispetto a quello stabilito in convenzione. Il collega Capelli ha fatto osservare come la legge, in un altro articolo, fa riferimento alla legittimazione passiva dell'INPS, e quindi ciò è difficilmente comprensibile, ma io accedo alla interpretazione che si è data. Però voglio far notare che la stesura della legge numero 12 del 2003 che si sta andando a modificare prevedeva anche un altro elemento fondamentale, che è un elemento sostanziale, collega Secci e assessore Pigliaru, della convenzione, cioè stabiliva per le due fasi (accertamento dei requisiti ed erogazione delle provvidenze) il termine cogente di sei mesi. Tale termine costituirà quindi una garanzia per il cittadino, il quale sapeva che entro sei mesi doveva esaurire la fase burocratico-amministrativa, mentre per quanto riguarda la fase sanitaria esistevano già delle leggi specifiche che stabilivano la durata, per cui si sapeva quale sarebbe stata la lunghezza dell'intero percorso del provvedimento di accertamento delle condizioni e di erogazione delle relative provvidenze.

Adesso noi stiamo abolendo anche il limite temporale dei sei mesi, che era stato stabilito in quanto avevano individuato nell'INPS l'ente preposto sia all'accertamento che all'erogazione. Noi infatti avevamo detto: siccome l'INPS fa già l'ultima parte, e cioè quella relativa all'erogazione, allora è ragionevole pensare che possa essere un interlocutore anche per quanto riguarda la parte dell'accertamento dei requisiti, così accorpiamo su un unico ente due competenze. Questo era il motivo per cui avevamo individuato l'INPS come interlocutore privilegiato dalla Regione, ma lo avevamo individuato fissando il limite dei sei mesi per la durata dell'iter. Una volta che viene meno il limite dei sei mesi ci troviamo nuovamente nella giungla, nel senso che non esiste una certezza garantita da legge sulla durata dell'iter, che a quel punto potrebbe essere garantita soltanto da una convenzione. E tutto ciò è di una gravità inaudita.

Siamo peraltro perfettamente d'accordo con l'Assessore quando afferma che la legge non obbliga la Regione a stipulare una convenzione con l'INPS; la Regione può tranquillamente decidere di non stipulare la convenzione con l'INPS, ma se la stipula è fondamentale che rimanga in legge quel limite dei sei mesi che opportunamente il legislatore regionale aveva inserito all'interno della legge numero 12 per indicare la durata complessiva delle due fasi: quella attribuita oggi alla Regione e quella che comunque già da oggi è attribuita all'INPS. Quindi almeno su questo limite dei sei mesi sarebbe utile ricevere una risposta e avere la garanzia che rimanga all'interno della legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Signor Presidente, preliminarmente vorrei capire di cosa stiamo parlando esattamente, perché se leggo il testo dell'emendamento, sul quale abbiamo espresso parere negativo, stiamo ragionando su un aspetto; se sento invece la dichiarazione di voto di alcuni colleghi, sembra che stiamo parlando di un'altra fattispecie. Allora, se stiamo parlando di un'altra fattispecie, siccome non credo che la tecnica legislativa sia sconosciuta per intero ai colleghi presentatori degli emendamenti, l'emendamento sarebbe dovuto essere diverso: avrebbe dovuto contenere la modifica del comma 6 e probabilmente contenere anche quella del comma 4 dell'articolo 1 della legge numero 12, laddove prevede la facoltà della Regione di avvalersi dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale con una convenzione.

Nessuno ha messo quindi in discussione che la Giunta regionale possa avvalersi dell'apporto dell'Istituto di Previdenza Sociale. Si sta dicendo solo che deve essere mantenuto - perché questo è l'oggetto dell'emendamento - l'impegno, da parte del soggetto convenzionato, di a versare direttamente al cittadino richiedente il trattamento. Questo è per me l'oggetto del contendere.

Allora, rispetto a questo punto, la Regione - presumo quando l'Assessore della sanità era l'onorevole Capelli - ha dichiarato che l'INPS non era disposta a firmare una convenzione con questa clausola. E ciò tutto sommato è anche comprensibile, perché il soggetto convenzionato ha rapporti con chi stipula con lui la convenzione non con soggetti terzi seppure beneficiari. A mio avviso, deve rimanere la possibilità di avvalersi dell'apporto dell'Istituto di Previdenza Sociale; l'Assessore si è dichiarato disposto ad approfondire l'indagine per verificare la convenienza, sia in termini di funzionalità e di efficienza sia in termini di costi, perché non ci sono dubbi che debba essere seguita la strada che porti più velocemente a soddisfare i bisogni dei cittadini e che comporti il minor onere per l'Amministrazione regionale.

Fatto salvo tutto ciò la convenzione dovrà fissare i termini per la conclusione di ciascuna fase di attività istruttoria; e la legge ne prevedeva sei mesi, io penso che vada chiesto alla Giunta regionale (e credo che non ci siano dubbi su questo) l'impegno al mantenimento di questa scadenza temporale. Dopodiché il problema sta soltanto nell'esame di merito e, ripeto, l'esame di merito lo farà sicuramente la Giunta scegliendo la strada migliore.

Per questa ragione, pur con tutta la comprensione sulle problematiche poste, continuo a non capire come possa il proponente, dopo dieci mesi, dire che ciò che si sta facendo non va bene; la legge numero 12 l'ha proposta l'assessore Capelli a quest'Aula e quest'Aula gliel'ha approvata perché era convinta di fare una cosa ben fatta.

CAPELLI (U.D.C.). Per correttezza: su proposta dei Riformatori.

SECCI (La Margherita-D.L.). Su proposta dei Riformatori, ma siccome è diventata legge, sicuramente l'ha sostenuta l'assessore Capelli, l'ha sostenuta la maggioranza. Ecco, allora, se non ci sono motivazioni che non riesco a cogliere mi sembra che sia giusto mantenere la strada intrapresa, pur con le correzioni opportune per renderla possibile e praticabile. Per questa ragione, su questi emendamenti, il nostro voto rimane negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, ieri sera avevo chiesto all'Assessore lo stato della spesa aggiornata, spero di poterlo avere; voglio scimmiottare l'onorevole Selis che aveva ripetuto la richiesta duecento volte, io voglio riportarla poche volte. Ma credo che su questo problema, mi basti ...

CUGINI (D.S.). Non c'era Pigliaru allora. Era l'Assessore che sbagliava!

OPPI (U.D.C.). No, è irrilevante. Dico che praticamente ....

(Interruzioni)

Ma noi avremmo voluto averlo prima, così come avremmo voluto avere prima altri documenti: li abbiamo dovuti chiedere con forza, lo sa bene il Presidente della Commissione. Io leggo i giornali ogni tanto, quando ho tempo, oggi non li ho ancora letti, e leggendo i giornali sono venuto a sapere che entro dicembre, fra i tanti regali di Gesù Bambino, ci sarebbe dovuto essere anche quello di poter vedere le pratiche degli invalidi civili esitate. Così non è stato, è questo è uno dei tanti errori, ne ho citato un altro ieri che sarà domani sul giornale con dovizia di particolari. E anche questo è uno dei tanti regali che non arriveranno per Natale.

Va detto subito, che sulla vicenda in questione si possono dare tutte le interpretazioni, a seconda dei ruoli. Il comma quattro dell'articolo 1 della legge numero 12 prevede che la Regione possa avvalersi dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale o degli Enti Locali. "Possa" avvalersi, non "debba" avvalersi.. Il comma 6 prevede delle sanzioni pecuniarie a carico del soggetto convenzionato. Ma allorquando l'INPS venne convocata per siglare la convenzione ritenne tali condizioni non convenienti e quindi decise di "scappare per la tangente" e non firmare la convenzione. Questa è l'unica cosa certa; tutto il resto è chiacchiera.

Si è istituito un servizio. Per istituire un servizio ci vuole tanto tempo, troppo tempo; per istituire un servizio per effettuare i controlli presso le A.S.L., c'è voluto tanto tempo, nove mesi. Per quanto riguarda le pratiche io so che a Cagliari hanno eliminato l'arretrato e l'INPS sta pagando le spettanze sino al mese di marzo; a Nuoro sono arrivati a pagare addirittura quelle di agosto; a Sassari e ad Oristano manca il personale. Per quale motivo per il quale non è stato inviato questo personale, o non si è permesso allo stesso personale che ha offerto la disponibilità, effettuando un minimo di lavoro straordinario, di esitare le pratiche e tener fede a quell'impegno? Qual è il gioco che c'è sotto? Cominciamo a parlarci chiaro.

Si voleva fare un favore ad un signore il cui cognome comincia con S, che ha interesse? Ad un consigliere dell'amministrazione dell'INPS? Io peraltro gli ho fatto tante cortesie, quindi posso anche dirlo. Qual è il motivo vero? Vorremmo capirlo, perché se si vogliono creare le condizioni per arrivare a quello allora è un altro discorso. Considerato che in Italia le Regioni cui noi facciamo riferimento, l'Emilia Romagna e la Toscana, si sono avvalse dell'opportunità di affidare le pratiche ai comuni ... Io non posso continuare con quattro persone dietro di me ...

(Interruzioni)

A tua mamma lo dici o a tua zia!

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, non ho...

(Interruzioni)

Onorevole Oppi, io non ho notato, altrimenti mi sarei... onorevole Giagu, si vuole accomodare, per gentilezza?

Metto in votazione l'emendamento numero 87. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 87.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CASSANO, DEDONI, CAPELLI, CUCCU Franco Ignazio, OPPI, RASSU, PETRINI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 87.

Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - OPPI - PETRINI - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - AMADU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 39

Votanti 39

Maggioranza 20

Favorevoli 8

Contrari 31

Constatata l'assenza del numero legale, sospendo la seduta sino alle ore 12 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 20, viene ripresa alle ore 12 e 50.)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 87. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha la facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MURGIONI, AMADU, PISANO, CASSANO, OPPI, SANCIU, RANDAZZO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 87.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - MURGIONI - OPPI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 51

Votanti 51

Maggioranza 26

Favorevoli 12

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 86.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, dopo aver attivato un'interlocuzione col Presidente della Commissione e con l'Assessore, volevo proporre, se il proponente onorevole Capelli è d'accordo, un emendamento verbale a quest'emendamento in discussione per reintrodurre all'interno del testo l'ultimo capoverso del comma 6 della legge regionale numero 12, che recita: "L'istruttoria non potrà superare nel suo complesso un periodo temporale di sei mesi non includendo nello stesso il periodo temporale necessario per gli accertamenti di cui agli articoli 2 e articolo 3".

PRESIDENTE. Prima di chiedere il parere sia al relatore e sia alla Giunta, chiedo ai colleghi se condividono tutti questo emendamento orale. Non ci sono osservazioni. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Concordiamo nella sostanza anche se sarebbe opportuno scrivere il testo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. L'emendamento orale proposto dall'onorevole Vargiu, quindi recita: "L'istruttoria non potrà superare nel suo complesso un periodo temporale di sei mesi, non includendo nello stesso il periodo temporale necessario per gli accertamenti di cui agli articoli 2 e 3".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Dal punto di vista formale si tratta di un emendamento aggiuntivo, per cui è probabile che sia necessario andarlo a votare tra gli emendamenti aggiuntivi. Si tratta semplicemente in questo momento di accertare se l'Aula è d'accordo sull'emendamento e quindi se lo possiamo prendere in carico.

PRESIDENTE. Mi sembra che la proposta del collega Vargiu possa essere condivisa, così diamo tempo anche agli uffici di scrivere l'emendamento e lo inseriamo nell'esame degli emendamenti successivi. Metto in votazione l'emendamento numero 86. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, VARGIU, PISANO, CASSANO, DEDONI, SANCIU, LICANDRO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 86. Prendo atto che i consiglieri Cerina e Salis hanno inteso votare contro.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CASSANO - DEDONI - LIORI - MANCA - MORO - PISANO - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 48

Maggioranza 25

Favorevoli 9

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 147, che modifica l'emendamento 139. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente preannuncio che chiederò la votazione per parti dell'emendamento numero 139, in quanto sulla prima parte, quella riguardante i mutui e i prestiti obbligazionari, siamo favorevoli a portare l'ammortamento dei mutui a trenta anni rispetto ai canonici quindici. Su questo punto, per quanto ci riguarda, non ci sono particolari problemi; anzi, riteniamo che sia un'operazione utile in linea di massima.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue CAPELLI.) Sulla seconda parte dell'emendamento che, di fatto, pone in capo alla Giunta il potere di stabilire "i criteri di contrazione e di emissione, anche con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e variabile, nonché il tasso massimo da corrispondere che comunque deve garantire l'economicità dell'operazione rispetto a quella eventualmente realizzabile con la Cassa Depositi e Prestiti", mi pare chiaro il riferimento anche all'operazione che la Giunta ha progettato e che sta portando avanti. Anche su questo punto credo che si aprirà un dibattito utile in Aula.

Mi permetto però di sottolineare che, fosse anche solo per questioni di opportunità, occorrerà inserire in qualche modo la garanzia della gara internazionale, perché anche il meccanismo di emissione può costituire una garanzia per i cittadini sardi. Dobbiamo superare il concetto che ciò che pensa singolarmente ognuno di noi sia la cosa più giusta, a volte invece confrontarsi con il prossimo serve anche a salvaguardare l'interesse generale.

Si legge oggi sulle pagine dei giornali che il rating della Sardegna è passato da A1 ad A2; e questo costituisce un cartellino giallo. Ciò significa che siamo esposti al pagamento di tassi d'interesse più alti. E' simile a ciò che succede nel settore privato, dove i tassi d'interesse che s pagano in Sardegna o nel Mezzogiorno sono superiori a quelli del nord, perché il rischio di credito sarebbe maggiore.

Allora, credo che quando si utilizzano strumenti di finanza innovativa bisogna essere i più chiari possibile nei confronti dei cittadini ed esporsi il meno possibile a scelte unilaterali e non confrontate. Il rischio - è vero - fa parte dell'impresa, ma se l'impresa rischia paga l'impresa, pagano gli imprenditori che hanno operato quelle scelte, in questo caso. invece, sono i cittadini che pagano. Ecco perché riterrei opportuno che le operazioni di emissione o quant'altro, o chiamiamole come le vogliamo chiamare, siano garantite da una gara internazionale tra istituti primari e tra aziende primarie a livello europeo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Onorevole Presidente, Assessori, onorevoli colleghi. In merito all'emendamento presentato da me e dall'onorevole Diana voglio sottolineare soprattutto all'Assessore competente, ma anche all'Aula che deve essere più attenta su questo argomento, che qui non si tratta di spostare capitoli di bilancio, che non si tratta di spostare milioni di euro da una voce ad un'altra, si tratta soltanto di difendere un principio che è quello che l'Aula, in occasione di scelte che riguardano la programmazione della vita della Regione, e quindi anche spese così importanti, ha la potestà di decidere, di avere una voce in capitolo.

Noi non possiamo rinunciare a questa potestà, non possiamo delegare alla Giunta la decisione su atti così importanti per la programmazione della vita regionale. Ecco perché chiediamo che venga investita se non l'Aula almeno la Commissione competente per rendere un parere di merito sulla necessità o meno di accendere mutui, obbligazioni e quant'altro. Questo principio l'ho già ribadito altre volte; se la maggioranza intende delegare questo potere alla Giunta che la rappresenta è libera di farlo, ma è giusto che l'opposizione rivendichi un ruolo di controllo, un ruolo di indirizzo che non può essere negato.

Ecco perché noi chiediamo la solidarietà della maggioranza e il rispetto, alla Giunta, del ruolo delle parti. Solo così potremo entrare nel merito e di volta in volta giudicare l'utilità, la necessità e anche le finalità per le quali queste operazioni di emissione di prestiti vengono richieste all'Aula. Non è concepibile che ci facciamo spodestare di un potere e di una potestà che assolutamente deve essere difesa e, per salvaguardare la dignità di ognuno di noi, rispettata e fatta rispettare. Ecco perché abbiamo presentato questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, ritorno sull'emendamento numero 139 perché, nonostante ieri l'Assessore abbia fornito delle motivazioni, non riesco a coglierne il senso. I poteri della Giunta regionale, infatti, sono già stabiliti con una norma, il comma 9 dell'articolo 1della legge finanziaria del 2004, che recita: "La Giunta regionale al fine di cogliere le migliori opportunità sul mercato è autorizzata ad adottare tutte le iniziative ...". Quindi tutto ciò è già previsto al comma 9 dell'articolo 1 della legge numero 6 del 2004. Cosa c'è in più in questo emendamento? C'è un qualcosa che non ci convince, perché la norma di autorizzazione del mutuo è una norma che comunque deve approvare il Consiglio regionale., Per contrarre i mutui, che siano mutui con la Cassa Depositi e Prestiti o che si tratti di prestiti obbligazionari, è sempre necessaria l'autorizzazione del Consiglio regionale.

La mia perplessità - che non è solo mia, ma credo che sia abbastanza diffusa in tutto il Consiglio regionale, maggioranza e opposizione, e anche all'esterno di quest'Aula, in mezzo alla cosiddetta società civile -è dovuta alla circostanza che si voglia ribadire che i prestiti obbligazionari possono essere stipulati per una durata massima di ammortamento di trent'anni. Nell'articolo 37 della legge di contabilità regionale è già disciplinato questo aspetto, ma non è previsto un termine massimo, è previsto un termine minimo, quasi a significare, se non ci sono altre leggi che sfuggono alla mia conoscenza, che comunque la Giunta possa andare oltre i quindici anni, oltre i vent'anni o quelli che sono.

Io non riesco a capire quale sia la necessità di questo emendamento. Lei penserà che ho qualche problema a comprendere questa materia, ma ritengo che qualora si volesse approvare questo emendamento sarebbe necessario ed opportuno che almeno la Commissione bilancio venisse informata ogni volta che la Giunta regionale intendesse accendere mutui o, ahimè, emettere delle obbligazioni. Ecco, solo questo, perché sono del parere che la normativa esista già, credo che non sia necessario questo emendamento, perché i poteri la Giunta li ha.

Del resto non è chiesto da nessuna parte un termine massimo, è chiesto un termine minimo, non un termine massimo, come a significare che sarà la Giunta a stabilire se il termine deve essere di quindici anni, vent'anni, trent'anni, a seconda di quelle che saranno le capacità d'indebitamento della Regione Sardegna. Perché allora stabilire un termine massimo adesso? Io credo che anche questo sia un aspetto da valutare. Questo era quanto volevo rappresentare; spero che su questo punto sia fatta ulteriore chiarezza e se chiarezza sarà fatta, sarò io il primo a ritirare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 139 che discuteremo dopo, su cui pronunceremo la dichiarazione di voto dopo, mentre voterò a favore dell'emendamento numero 147. E' un tema che non credo possa essere introdotto in maniera così impropria in sede di assestamento di bilancio; state cercando di utilizzare questo strumento, oggi all'attenzione del Consiglio, per coprire tutto ciò che in questi giorni avete pubblicamente detto, cheha detto il Presidente della Regione, dimostrando scarsa conoscenza della differenza che intercorre tra autorizzazione al mutuo o al prestito obbligazionario o all'emissione obbligazionaria e l'accensione di mutui o l'emissione di obbligazioni. Non avete ancora detto a cosa servirebbe questo emendamento che è stato presentato, il 139, non avete specificato se si tratta di nuovi investimenti o di ristrutturazione finanziaria di investimenti precedentemente autorizzati dal Consiglio.

E' questo il nodo centrale della discussione che stiamo affrontando da qualche giorno, perché è evidente che se si tratta di accendere mutui o di emettere obbligazioni funzionali alla copertura di debiti precedentemente autorizzati dal Consiglio, vuol dire, non solo che non sono stati contratti i mutui autorizzati, ma anche che voi adesso li state politicamente avvallando. Allora è inutile che continuiate a parlare di debiti e di indebitamento perché tutte le scelte che politicamente sono state operate negli ultimi anni in termini di indebitamente hanno avuto "la complicità" politica del centrosinistra e del centrodestra, della quale, assessore Pigliaru, io vado fiero ed orgoglioso.

Del resto, io sfido lei e il suo Presidente a trovare solo una delle autorizzazioni di mutuo del quinquennio del governo del centrodestra che possa essere definita inopportuna. Volete dire che era inopportuna l'autorizzazione ai mutui per il finanziamento della legge numero 1 del 2002 per l'imprenditorialità giovanile? Volete dire che i quattrocento miliardi per l'edilizia scolastica erano inopportuni? Volete dire che i fondi messi a disposizione dell'agricoltura erano inopportuni? Volete dire che il cofinanziamento dei fondi europei era inopportuno? Ditelo, ma se lo dite dovete essere conseguenti e sopprimere quei fondi.

Caro Assessore, sento anche lei parlare molto spesso, senza cognizione di causa, di mutui che hanno indebitato la Regione. Lei ha la possibilità di presentare un emendamento all'articolo 3 per cancellare tutto ciò che il Consiglio regionale ha autorizzato. Perché le autorizzazioni ci sono state ma, come ben lei saprà, i fondi non sono stati ancora utilizzati e non c'è stata l'accensione dei mutui. E' assolutamente inopportuno parlare di ammortamento della durata di trent'anni senza prima far sapere a quest'Aula che cosa realmente si vuole fare con i proventi di queste emissioni obbligazionarie, emissioni che certamente, per le modalità che sono state indicate nella delibera che la Giunta ha adottato, sono vergognose. E' una vergogna che sia stata consentita una trattativa diretta con banche a scapito di una negoziazione pubblica, trasparente. E dimostreremo che in altre regioni italiane rosse si è provveduto alle emissioni prescindendo dalle logiche della trattativa diretta. Il mio voto è a favore dell'emendamento numero 147.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, anche il mio voto è favorevole all'emendamento numero 147. E' favorevole a quest'emendamento con un ragionamento lungo il solco tracciato dal collega Liori e dal collega Diana, che nella loro dichiarazione di voto hanno, entrambi per una parte diversa, esplicitato le motivazioni per cui anche noi voteremo a favore di detto emendamento, con qualche riflessione aggiuntiva che sostanzialmente va però nella medesima direzione.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 139, a cui comunque è collegato il numero 147, e questo mi risparmia anche la successiva dichiarazione di voto sul 139, non abbiamo niente in contrario all'estensione trentennale della durata massima di ammortamento dei mutui o dei prestiti, nel senso che comprendiamo che ci possano essere delle necessità determinate da mutate condizioni di bilancio. Quindi non è su questo punto che s'incentra la nostra attenzione critica; la nostra attenzione critica s'incentra invece sui meccanismi di controllo e quindi sul fatto che l'emendamento numero 147 opportunamente entri nel merito di un meccanismo che, nelle discussioni che si sono svolte negli anni in Commissione bilancio, è sempre venuto a galla: quella sorta di schizofrenia tra l'autorizzazione dei mutui e la loro effettiva stipula.

Anche per chi non ha una piena competenza in materia di bilanci o in materie finanziarie, gli assessori che si sono succeduti hanno spiegato come i due momenti fossero nettamente differenti tra loro e come molto spesso il bilancio della Regione presentasse difficoltà di leggibilità, proprio perché non era immediatamente comprensibile se tutto ciò che era stato autorizzato con legge - e quindi da parte del Consiglio regionale che ne aveva preso atto e visione - era poi diventato effettiva manovra finanziaria da parte della Regione. Tutto ciò si traduceva in uno scompenso dei conti non soltanto formale ma anche sostanziale.

L'emendamento numero 147 sostanzialmente riporta (potremo inserire all'interno dell'emendamento un termine molto stringente per evitare che ci siano delle dilazioni temporali assolutamente inopportune) sotto il controllo dell'istituzione consiliare tutta l'attività collegata con ciò che la Giunta deciderà in merito all'attuazione del deliberato di legge del Consiglio che autorizza all'accensione dei mutui.

Io credo che questo sia importante anche per dare alla Commissione consiliare, e quindi al Consiglio (perché la Commissione resta comunque l'espressione del Consiglio) la possibilità di conoscere, non solo di vigilare (perché ogni iniziativa di vigilanza è impossibile in assenza della conoscenza) di conoscere delibere attuative e quindi le indicazioni che la Giunta sta fornendo per l'accensione dei mutui. Io credo che si tratti di un'esigenza che potrebbe essere condivisa da tutti i consiglieri regionali, indipendentemente dalla loro collocazione. E se fosse un'esigenza che abbiamo capito male e stiamo distorcendo, beh, insomma, sarebbe utile se l'onorevole Cugini, che sta sollevando la mano per iscriversi, durante il suo intervento spiegasse meglio di che cosa si tratta, in maniera da consentirci eventualmente di tornare indietro sulle posizioni che abbiamo espresso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, l'emendamento numero 139 della Giunta si compone praticamente di due parti importanti e distinte. La prima, che ritengo essere condivisibile, prevede che possano essere stipulati mutui della durata massima di ammortamento di trent'anni. Io condivide quest'ipotesi perché effettivamente offre la possibilità alla Regione di allungare la durata media del debito. Quella che invece non è chiara è la seconda parte dell'emendamento, che introduce un concetto per certi aspetti preoccupante. Per questa ragione condivido l'emendamento all'emendamento numero 147, che attribuisce una giusta competenza al Consiglio regionale e toglie, invece, alla Giunta questa discrezionalità che ke si vuole concedere su una questione che va comunque chiarita in tutti i suoi aspetti.

Tutti siamo consapevoli che l'autorizzazione alla contrazione di nuovi mutui, considerato l'indebitamento della Regione di questi ultimi anni, è una questione abbastanza delicata e difficile; anche se si tratta di un indebitamento, bisogna dirlo, giustificato da una serie di interventi che la Giunta regionale ha effettuato per fronteggiare una molteplicità di emergenze quali la siccità, la lingua blu, gli interventi sulla scuola etc., che non costituivano certo competenze della Regione ma dello Stato. Si tratta di spese non previste che la Regione ha dovuto sostenere e che hanno accresciuto l'indebitamento.

La difficile situazione debitoria in cui versa la Sardegna richiede pertanto che il discorso dei mutui vada visto con una doppia lente di ingrandimento. Quando diciamo che vogliamo emettere delle obbligazioni, dei bond, non facciamo altro che dire che vogliamo accendere dei nuovi mutui. Non accendiamo nuovi mutui ordinari, però ne accendiamo altri che vedranno come creditori anziché le banche i privati. Comunque li vogliano chiamare sempre mutui sono! Noi ne possiamo rinviare il pagamento non so fino a quando, però un giorno alla fine la Regione dovrà pagare questo debito. Allora io credo che non ci dobbiamo prendere in giro: o i mutui li possiamo accendere o non li possiamo accendere. Quindi io ritengo che l'emissione di obbligazioni sia solo un modo per giocare con i termini e indebitarsi ulteriormente. Questo è un aspetto.

L'altro aspetto riguarda la mancanza assoluta di un bando pubblico. La Regione, in assoluta libertà, si è guardata bene dal pubblicizzare questo fatto e ha individuato due banche, anche autorevoli, importanti, però ci possono essere anche altri istituti di credito importanti come le banche che sono state contattate in modo diretto dalla Regione, che possono offrire le stesse garanzie. Ecco, io credo che la Giunta regionale, anche in merito alla scelta di queste banche, dovrebbe assumere una posizione più trasparente, perché credo che in questo modo, volente o nolente, si stiano favorendo certi gruppi a discapito degli altri. Pertanto io credo che l'avviso che è stato dato alla Regione - questa sorta di cartellino giallo - sia proprio imputabile all'atteggiamento un po' stravagante assunto dalla Regione nei confronti di questa iniziativa che credo vada valutata con la dovuta attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (LA MARGHERITA - D.L.). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento numero 147, degli onorevoli Diana e Liori, per esprimere la mia opinione contraria. Introdurre, infatti, in maniera non surrettizia una competenza del Consiglio regionale nell'ambito della gestione del debito pubblico della Regione, comporta, a mio avviso, un sovvertimento del sistema che non è tollerabile, anche alla luce, sin quando non lo cambiamo, dell'articolo 27 dello Statuto regionale della Sardegna, che prevede che il Consiglio regionale eserciti le funzioni legislative e regolamentari attribuite alla Regione, senza intromettersi nelle attività dell'Esecutivo. Parlo di gestione ovviamente del debito, non di quella fondamentale componente delle attribuzioni di questo Consiglio regionale che è la materia di bilancio, e che, come sappiamo, da quando le province dell'America si ribellarono all'Inghilterra, costituisce il fondamento della rappresentanza politica; senza il controllo dei conti, non vi è, infatti, democrazia.

Però da noi il controllo dei conti e l'attribuzione di potere di delega all'Esecutivo si realizzano quando autorizziamo l'Esecutivo alla contrazione del mutuo e quindi alla gestione degli oneri finanziari derivanti dall'operatività concreta e quotidiana della Regione, compresa l'attuazione delle leggi che votiamo qui dentro. Non c'entra nulla, pertanto, la vigilanza preventiva sulla contrazione della singola tranche di mutuo o sull'autorizzazione all'emissione della singola tranche di bond, di obbligazioni, o secondo il nome che viene dato da una mutevole scienza della finanza pubblica che utilizza questi strumenti.

Ecco perché il voto è contrario: sarebbe come se, nell'ambito nazionale, il Governo dovesse essere autorizzato ad emettere una tranche di BOT o una tranche di CCT ogni qualvolta le necessità del debito pubblico lo richiedessero, anche in fase di rinnovo.Queste sono le ragioni di un voto contrario, un voto basato sulla razionalità e sulla pulizia e la corretta attribuzione delle competenze tra quello che facciamo noi e quello che deve fare l'Esecutivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). In sede di discussione generale sul provvedimento, si è già evidenziata la grave situazione finanziaria della Sardegna, sia per il disavanzo, sia per l'indebitamento. Quello che l'emendamento propone, è ciò che anche altre regioni, che magari si trovano in situazioni anche meno gravi della nostra dal punto di vista finanziario hanno avviato, cioè si propone di fatto di allungare, portandola a trent'anni, la durata media dell'indebitamento, in modo che i prossimi anni - che saranno già di per sé severi e di poche risorse in una Sardegna sulla quale pesa una grave situazione sociale e economica - la rata annua possa incidere di meno consentendoci di poter spendere maggiori risorse. Tra l'altro l'emendamento della Giunta fa solo riferimento al comma 4 dell'articolo 1 della finanziaria '97, che limita a quindici anni la durata dell'ammortamento, mentre nel secondo punto si fa riferimento al tasso del credito agrario. Quindi sinceramente mi paiono eccessive e fuori luogo le considerazioni espresse da alcuni colleghi e pertanto, ovviamente, dichiaro il mio voto a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 147, precisando che il motivo della non accoglibilità da parte della maggioranza risiede nella considerazione che attraverso questo emendamento si introdurrebbe e si affiderebbe alla Commissione consiliare un potere di intervenire su singoli atti amministrativi. Credo che sia importante per tutti, utile per questo Consiglio regionale, riflettere sul contenuto dei poteri che la Giunta regionale, attraverso l'emendamento numero 139, vuole assumere su di sé.

"La Giunta Regionale" - recita l'emendamento numero 139 - "con propria delibera stabilisce i criteri di contrazione e di emissione, anche con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e variabile, nonchè il tasso massimo da corrispondere, che comunque deve essere tale da garantire l'economicità dell'operazione rispetto a quella eventualmente realizzabile con la Cassa Depositi e Prestiti". Si tratta di un'attribuzione alla Giunta regionale di un potere che io credo che, invece, sia più propriamente di tipo legislativo; credo insomma che nello stesso emendamento numero 139 la Giunta avrebbe dovuto chiedere al Consiglio di individuare, di dettare criteri di condotta, procedure, accorgimenti, limiti prudenziali da tener presenti in operazioni finanziarie così importanti come quelle che vengono descritte: la contrazione di mutuo e l'emissione di prestiti obbligazionari.

Non è da sottovalutare cioè il fatto che oggi la Giunta dice di voler fare ricorso a questo strumento di approvvigionamento finanziario attraverso una metodologia che è quello della trattativa privata, dell'affidamento diretto, che non si utilizza più neanche per acquisti di forniture di 50 mila euro. Ma è possibile che si debba procedere a una trattativa con offerte plurime per acquistare il materiale della cancelleria mentre per l'emissione di prestiti obbligazionari, che comportano evidentemente un trasferimento di risorse, comportano un vantaggio economico per coloro che si rapportano contrattualmente con la Regione, che dovrebbero portare vantaggi economici a favore, a benefici della Pubblica Amministrazione in termini di tasso di interesse il più basso possibile, o di condizioni contrattuali migliori, si ricorre ad una sorta di trattativa privata?

E' così difficile indire una normale procedura concorsuale? Trovate voi il modo, ma almeno questo! Come si può accettare che per contratti di minima importanza si ricorra alla gara e non la si faccia in casi come questi? Questo è il punto centrale. Poi si può passare in Commissione o noi chiediamo - e credo che anche l'emendamento potrebbe essere corretto - l'autorizzazione alla stipula di predetti mutui o prestiti obbligazionari, ma almeno l'individuazione di precisi criteri.

Forse vi è ancora il tempo per riflettere sull'esigenza di una maggiore trasparenza nell'attività amministrativa, che è interesse dell'opposizione ma anche della maggioranza. E' possibile che ve la caviate soltanto con alcune osservazioni formali sull'elaborazione dell'emendamento? Quindi formalmente io chiederei che, se non in sede di votazione di questo emendamento, magari in sede riformulazione, con un emendamento orale, del numero 139, si accogliesse l'esigenza sostanziale che l'opposizione sta sollevando in quest'Aula in questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 147.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri AMADU, LOMBARDO, PETRINI, Paolo Terzo SANNA, LA SPISA, SANCIU, LICANDRO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 147.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CHERCHI Oscar - FLORIS Mario.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 58

Astenuti 4

Maggioranza 30

Favorevoli 19

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 139 della Giunta regionale. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, il mio è un voto contrario senza "se" e senza "ma". L'emendamento numero 139 è un emendamento fuori luogo, un emendamento inopportuno, anche alla luce della delibera della Giunta regionale, con la quale è stata autorizzata l'emissione di bond per oltre o per quasi 5.000 miliardi di vecchie lire. Nello stesso testo della bozza di capitolato a grandi linee tracciata nella delibera si auspicava infatti che fosse il Consiglio regionale a concedere questo termine di trent'anni.

Il tema - lo ha detto poc'anzi l'onorevole La Spisa - è un altro: è quello della trasparenza, dell'etica, della politica e della buona amministrazione, colleghi del Consiglio. Quando si affida a una banca amica - a una banca amica - conosciuta e riconosciuta nella emissione di bond privati, l'emissione di bond pubblici, vuol dire che non siamo più sul terreno della trasparenza. Basterebbe vedere quello che hanno fatto due Regioni, una di quelle dove il presidente Soru va anche a cena (mi riferisco al Friuli Venezia Giulia) e la Regione Toscana.

Il Friuli Venezia Giulia - leggo il comunicato della Giunta regionale - al termine di una selezione alla quale hanno partecipato prestigiose banche d'affari italiane e internazionali, ha affidato alla Dexia Capital, alla Banca IMI e alla City Group l'emissione delle sue obbligazioni. Tre società, tre banche selezionate in base alle condizioni particolarmente competitive dell'offerta.

Nella Regione Toscana, poi, gli arranger sono stati individuati a seguito di apposita trattativa privata preceduta da bando pubblico. Altro che poter fare la selezione in base al 157! Il 157 vi permette di fare sui servizi finanziari quello che volete, ma in tutte le Regioni di sinistra e di centrodestra è stato indetto un bando pubblico e non scelta una banca che emette bond privati e che poi dovrebbe anche emettere anche bond pubblici. E' una questione di presidenti che si alternano nella veste pubblica e in quella privata; e questo in una Regione come la nostra non è assolutamente accettabile.

E la Regione Toscana, dopo che ha selezionato una banca svizzera, una banca tedesca e una banca americana (guarda caso non c'è questa famigerata RBS, che avete tolto dal cilindro delle banche di Tiscali, dimenticando di coinvolgere le banche sarde), sapete cosa ha fatto? Ha ritagliato un ruolo significativo alle banche facenti parte del pool di tesoreria, e ha indicato il Monte dei Paschi di Siena e la Banca Nazionale del Lavoro per affiancarle alle tre selezionate col bando pubblico.

Colleghi, è una vergogna! Se passerà questo emendamento, come passerà, costituirà la dimostrazione che la Giunta avrà un complice in un ognuno dei consiglieri che avrà votato quella operazione. E' una operazione che porterà la Sardegna davvero a conquistare il primato della scarsa trasparenza, quello di una Giunta regionale che non dice per che cosa le servono i soldi. I bond si emettono dichiarando al mercato l'utilizzo che si intende fare delle risorse acquisite: se è quella di ristrutturare dovete dirlo in quest'Aula e dovete dire quali settori state ristrutturando per permetterci di capire se state avallando le scelte degli ultimi cinque anni di governo del centrodestra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, forse le chiederò qualche secondo in più del tempo che ho a disposizione. E' sempre difficile, quando si passa da strumenti finanziari ordinari, come la contrazione di un mutuo, ragionare su sistemi innovativi, di finanza innovativa. Io ho già annunciato precedentemente che non sono pregiudizialmente contro l'emendamento numero 139 della Giunta. Credo che però alcune precisazioni vadano fatte per arrivare poi alla proposta.

Da un'operazione di 2 miliardi 500 milioni di euro le commissioni nette implicite che una banca di investimento si porta a casa ammontano tra i 40 e i 50 milioni di euro. E' chiaro che questo legittima anche il fatto che poi le spese legali siano a carico delle banche:e ci mancherebbe! Le Commissioni, però, vengono pagate però in termini di spread sull'Euribor, ossia in termini di maggiorazione del tasso di interesse rispetto a quello normale di collocamento. L'unico modo per limitare lo spread è metterlo in concorrenza, ed è l'unico modo possibile. La cosa migliore sicuramente, che sarebbe andata a vantaggio dei sardi, sarebbe perciò state -insisto -una gara internazionale.

Io concordo, e cerco anche coerenza con quanto abbiamo proposto nella passata legislatura, che occorre velocizzare gli strumenti di gestione, sicuramente, e in questo la Giunta deve essere anche autonoma nelle decisioni. L'abbiamo proposto nella passata legislatura e pertanto siamo totalmente d'accordo che su continui sul filo logico della velocità di decisione nella gestione. La gara internazionale però è una garanzia di economicità della stessa azione che si sta portando avanti. Perciò ritengo che sia opportuno, per certi versi - e le questioni di opportunità sono state spiegate - ma anche utile far partecipare le banche più grosse del mondo, che non sono rappresentate solo dalla JP Morgan. Credo che, per citarne qualcuna, Merryl Linch, Goldman Sachs, l'UBS, Lehman Brothers, ma anche Banca Intesa siano tutte banche che hanno i titoli per partecipare. Non credo esistano invece banche sarde che possano partecipare, già non sono all'altezza della gestione del credito normale! Io sono addirittura totalmente refrattario a un dialogo con le banche sarde, perché costituiscono il socio occulto degli imprenditori sardi. Socio occulto degli imprenditori sardi!

Per fare un esempio e per essere pratici, voglio riportare quanto fatto dalla provincia di Nuoro, dall'amministrazione provinciale di Nuoro, che notoriamente appartiene ad area politica diversa. Tra la prima e la seconda banca che hanno partecipato all'asta di un'operazione ancora più complessa di quella dell'emissione dei bond c'era una differenza di 350.000 euro su 35 milioni di emissione; 350.000 euro! Potete fare i conti del risparmio che i sardi potrebbero realizzare su un'emissione di 2 miliardi e 500 milioni. JP Morgan che è tra le prime emittenti dei Bond Parmalat e che, a sostegno di Tiscali, ha portato avanti, giustamente, ripetute nel tempo, le operazioni facilmente documentabili, è una di queste banche. Ma se noi non le mettiamo in concorrenza il risultato non sarà certo quello ottimale.

Non si spiega, inoltre, un'altra cosa: non si spiega come mai due banche prescelte rivestono il triplo ruolo di lead manager, bookrunner e syndication, ruoli che di solito vengono affidati a banche diverse e si capisce anche bene perché. E poi c'è un altro aspetto, chi controlla il prezzo?

Concludo: io non voglio che venga limitata l'azione di gestione, la velocità di azione, io voglio che i bond possano essere emessi, è un'azione finanziaria che ormai entra nella ritualità. Però continuo a richiamare l'attenzione della Giunta: la gara internazionale si impone oltre che per questioni intuibili di opportunità (anzi, al posto di qualcun altro, a maggior garanzia avrei richiesto la trasparenza) anche per questioni di convenienza. Sarebbe opportuno che sia la Giunta a richiedere lei come costituire la riserva finanziaria, se ci danno credito è evidente che non siamo messi così tanto male, ma questo lo spiegheremo in altra occasione.

Ritengo che nell'emendamento numero 139 si possa inserire la frase "previo espletamento di gara internazionale", la possiamo inserire, a garanzia dei sardi e della Giunta, a garanzia della velocità di iniziativa gestionale della Giunta, senza compromettere la via finanziaria o di autofinanziamento che la Giunta vuole scegliere liberamente e velocemente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, non pare vero come ventitre parole possano impegnare il Consiglio regionale con interventi che, tutto sommato, credo siano stati giusti e opportuni, se non altro perché, dalle considerazioni che sono state pronunciate dai colleghi sono emerse altre considerazioni che personalmente non avevo fatto. E non le avevo fatte non perché non avessi la capacità di farle, ma perché a me interessava solo sollevare un problema e continuo a sollevarlo, perché ancora non ho avuto risposte.

A me non interessa se la Giunta regionale deve andare a contrattare obbligazioni, bond, titoli azionari. E' un problema che non mi riguarda in questo momento. Il problema sorge nel momento in cui la Giunta regionale pone all'attenzione del Consiglio, in una manovra finanziaria, questo emendamento, del quale io ritengo non ci sia necessità, perché tutte le operazioni che sono contenute qui dentro possono essere compiute dalla Giunta regionale. Se così non è qualcuno me lo deve dimostrare, ma se invece così è e si vuole infilare questo emendamento allora io rivendico, come consigliere, il ruolo di controllo. E questo controllo non lo pretendo neanche come Consiglio regionale, ma lo affido alla Commissione competente.

Non sto chiedendo niente, non sto parlando né di banche, né di crediti obbligazionari, non sto parlando di niente. Sto solo dicendo che stiamo inserendo una modifica alla legge numero 6 e all'articolo 37 senza che, a mio parere, ci sia necessità di farlo, perché, per aumentare il termine a trent'anni non c'è bisogno di approvare questo emendamento! Non era assolutamente necessario presentare questo emendamento per portare il termine a trent'anni. Ma non è solo questo, Assessore, non è solo questo, perché lei nell'emendamento afferma che la Giunta stabilisce i criteri di emissione anche con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e tasso variabile. E qui sono d'accordo con quanto che diceva l'onorevole Sanna che sosteneva che un atto di gestione proprio della Giunta. Sono perfettamente d'accordo; tutti questi atti, Assessore, sono nella vostra potestà, li potete tranquillamente emanare. Non ho capito perché avete presentato questo emendamento. . Rimango pertanto ancora del mio parere e annuncio il voto contrario all'emendamento numero 139.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Purtroppo è davvero necessario intervenire, perché questa questione non passi in un batter di ciglio in questo Consiglio regionale, ed è una questione importante che riguarda una procedura importante. Io continuo a sottolineare - e quindi motivo il mio voto negativo su questo emendamento - che il Consiglio regionale, questo Consiglio regionale non può sistematicamente trasferire proprie competenze o autorizzare in bianco, con una delega eccessivamente ampia, la Giunta regionale ad esercitare i propri poteri Questa è una norma, una disposizione che in qualche modo entra nel sistema legislativo della regione Sardegna, non solo creando un precedente, ma anche autorizzando una procedura.

Io voglio motivare la negatività del nostro voto proprio col fatto che sia la Giunta a stabilire criteri di contrazione e di emissione. Il cuore di questo emendamento è qui. La Giunta regionale non ha, diciamo, l'autorevolezza, non ha la libertà, non ha il potere di emanare criteri neanche su materie ben più irrilevanti dell'azione amministrativa.

Se è necessario approvare leggi, regolamenti e per concedere anche i contributi alle associazioni sportive come può la Giunta regionale, da sola, determinare criteri che sono a monte di decisioni così importanti che, come lucidamente è stato descritto, portano alla scelta di contraenti che godranno di un beneficio d'impresa di altissimo livello che verrà immediatamente scaricato sul tasso di interesse applicato? La descrizione fatta poco fa dall'onorevole Capelli, se è vera, indica molto chiaramente che il vantaggio dell'azienda viene immediatamente scaricato sul pprezzo. E' possibile? E' possibile che questo venga fatto non ricorrendo a quello che è il meccanismo ordinario che ha a disposizione la pubblica amministrazione per migliorare il proprio potere contrattuale, che prevede una pluralità di rapporti, una pluralità di trattative?

C'è un solo modo per migliorare i conti pubblici: quello di applicare nei rapporti tra pubblica amministrazione e sistema privato un metodo che garantisca la diversificazione delle offerte come sistema naturale che il mercato, nel rapporto tra pubblico e privato, impone. E' possibile che noi continuiamo, in questa come nelle prossime occasioni, a insistere nel voler non indicare una strada maestra?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole sull'emendamento devo ammettere che mi sfugge il senso del dibattito che si è sviluppato attorno allo stesso. L'emendamento infatti prevede che la Giunta intervenga per stabilire modalità o meglio criteri di contrazione di emissione e il tasso massimo da corrispondere. Stabilisce i criteri. Da ciò si evince, ma non lo si evince dall'articolo, l'assegnazione dell'operazione finanziaria a una banca piuttosto che un'altra? Cioè noi traiamo la conclusione che siccome la Giunta regionale stabilisce criteri di contrazione ed emissione nonchè il tasso massimo da corrispondere abbia già deciso chi è il soggetto che sarà coinvolto nell'operazione finanziaria? Perché questo è il ragionamento che è stato svolto dall'onorevole Pili, che ha concluso "Siccome approviamo un emendamento che ha questo contenuto e questa natura stiamo dando l'operazione finanziaria di copertura del disavanzo in mano alla banca di Tiscali, in un'operazione" - quindi noi saremmo complici di questa attribuzione- "che un po' confonde il ruolo privato del Presidente con quello pubblico".

A parte il fatto che mi verrebbe da dire: meno male che abbiamo l'onorevole Pili che è esperto in questo genere di confusioni ed ogni tanto ci avvisa come meglio procedere per garantire la trasparenza dell'azione amministrava della Regione. Ma trarre conclusioni così precise, così definite, mi sembra che sia possibile solo in ragione di altre notizie, di altre considerazioni, che sono precedenti l'approvazione di questo emendamento, cioè precedenti anche alla legge che stabilisce quale procedura debba definire, utilizzare la Giunta regionale nel compiere un'operazione di copertura del disavanzo come quella prevista nell'emendamento. Cioè non è un fatto futuro quello che si deve realizzare una volta approvata la legge, ma è un fatto già realizzato.

Allora, delle due l'una: o questo emendamento serve per regolare un comportamento all'indomani dell'approvazione della legge di assestamento di bilancio che la Giunta regionale deve adottare per gestire questo tipo di operazione, allora si dica: noi siamo perché la Giunta non lo faccia, siamo perché la Giunta non lo debba fare né oggi né mai. Siamo per ridurre, depotenziare i poteri della Giunta nei confronti dell'Amministrazione...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Uras.

URAS (R.C.). E questo deve valere per sempre; oppure si dica che noi siamo per depotenziare, ridurre, ingessare l'azione amministrativa di questa Giunta che è pure chiamata a coprire disavanzi che grazie al cielo sonofrutto dell'attività anche di altri.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 139.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, LOMBARDO, LA SPISA, SANCIU, MURGIONI, LICANDRO.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha la facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Avevo chiesto precedentemente la votazione per parti, per cui chiederei la votazione della prima parte fino alla parola "trent'anni".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento numero 139.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - AMADU - ARTIZZU - BALIA - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LADU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISANO - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: CASSANO - CERINA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - PETRINI - PILI - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione della prima parte:

Presenti 62

Votanti 60

Astenuti 2

Maggioranza 31

Favorevoli 50

Contrari 10

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 139.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI CASSANO - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 60

Astenuti 2

Maggioranza 31

Favorevoli 39

Contrari 21

(Il Consiglio approva).

I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 05.