Seduta n.329 del 15/05/2007 

CCCXXIX Seduta

Martedì 15 maggio 2007

(Antimeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 10 e 34.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 8 maggio 2007 (322), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Atzeri, Barracciu, Calledda, Cerchi Silvio, Lai Silvio e Uggias hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 15 maggio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE L'ordine del giorno reca il disegno di legge n. 274/S/A, siamo all'esame dell'articolo 11, sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali numero 604, 605, 606, 607 e 121, modificativo numero 41, sostitutivo parziale numero 120, aggiuntivi numero 840, 874, 609, 608, 875, 7, 122, 8, 406, 870, 956 sostitutivo totale dell'888.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e dei relativi emendamenti:

Art. 11

Norme varie per gli enti locali

1. Nella legge regionale 22 dicembre 2003, n. 13 (Modifiche alla legge finanziaria 2003), sono introdotte le seguenti modifiche:

a) il comma 4 dell'articolo 3 è abrogato;

b) nel comma 5 dell'articolo 3 le parole "di cui al succitato articolo 19" sono sostituite dalle seguenti "di cui all'articolo 19".

2. Le disposizioni di cui all'articolo 3 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 (Modifiche alla legge finanziaria 2002, alla legge di bilancio 2002 e alla legge finanziaria 2001), non si applicano ai finanziamenti di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 37 del 1998, e successive modifiche e integrazioni; la presentazione dei programmi di spesa di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 37 del 1998, e successive modifiche e integrazioni, è prorogata al 31 dicembre 2007.

3. Alla legge regionale n. 9 del 2006 sono apportate le seguenti modifiche e integrazioni:

a) al comma 1 dell'articolo 1, dopo le parole "(Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Sardegna per il conferimento…" è eliminato il refuso "150";

b) dopo la lettera c) del comma 2 dell'articolo 27 è inserita la seguente:
"c bis) rilascio delle licenze concernenti le agenzie d'affari, di cui all'articolo 115 del richiamato testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ad esclusione di quelle relative all'attività di recupero crediti, pubblici incanti, agenzie matrimoniali e pubbliche relazioni.";

c) dopo la lettera c) del comma 3 dell'articolo 73 è aggiunta la seguente:
"c bis) l'erogazione dei contributi a favore delle scuole non statali.".

4. In deroga alle disposizioni di cui alla legge regionale n. 9 del 2006 e aggiuntivamente a quanto stanziato dalla medesima legge, le risorse stanziate nel bilancio per gli anni 2006-2008, a favore di programmi di opere pubbliche di interesse degli enti locali, continuano ad essere gestite dall'Assessorato regionale competente in materia di lavori pubblici per la prosecuzione ed il completamento degli interventi in programmazione.

5. È autorizzata per ciascuno degli anni 2007 e 2008 la spesa di euro 5.000.000 per l'attivazione di un programma finalizzato all'informatizzazione, aggiornamento e verifica dei catasti attraverso progetti da attuarsi, su tutto il territorio regionale, con il coinvolgimento di neo diplomati, geometri e/o periti tecnici. Il programma è da realizzarsi mediante la concessione di contributi a favore dei comuni finalizzati all'informatizzazione dei catasti. Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di urbanistica, ai sensi dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive integrazioni (UPB S04.10.004 - cap. SC04.2696).

6. Al fine di garantire la trasparenza dell'azione amministrativa e migliorare l'economicità della gestione dei fondi regionali, anche di provenienza nazionale e comunitaria, l'Amministrazione regionale istituisce nel sito internet della Regione autonoma della Sardegna, una sezione riservata ai bandi di interesse locale. Nella sezione gli enti locali, ferme restando le forme di pubblicità previste dalla legge, sono tenuti a pubblicare l'avviso delle gare e procedure di spesa attivate di importo pari o superiore a 10.000 euro. La Presidenza della Regione definisce le modalità per la trasmissione e pubblicazione degli avvisi. La pubblicazione sul sito internet è condizione per la rendicontazione delle risorse.

7. In deroga alle disposizioni di cui alla legge regionale 13 ottobre 1998, n. 29 (Tutela e valorizzazione dei centri storici della Sardegna), lo stanziamento iscritto in conto dell'UPB S04.10.001 - cap. SC04.2614, per gli anni 2007, 2008, 2009 e 2010, è esclusivamente destinato al recupero primario dei centri storici.

8. Alle assunzioni di personale a tempo determinato e agli incarichi di collaborazione coordinata, nonché alle assunzioni di personale a tempo indeterminato derivanti dai processi di decentramento di funzioni e competenze stabilite con legge regionale, il cui onere è finanziato con risorse regionali, effettuate dai comuni non si applicano le disposizioni di cui ai commi 557, 561 e 562 della legge n. 296 del 2006.

9. Alla legge regionale n. 12 del 2005 sono introdotte le seguenti modifiche:

a) i commi 3, 4 e 5 dell'articolo 3 sono sostituiti dai seguenti:
"3. Costituiscono organo della forma associata dei comuni l'assemblea ed il consiglio di amministrazione.
4. L'assemblea è formata da un rappresentante per ogni comune associato, designato fra i sindaci e gli assessori pro tempore degli stessi.
5. Al suo interno l'assemblea elegge il consiglio di amministrazione, formato da non più di quattro elementi oltre al presidente. Le indennità del presidente e dei componenti il consiglio di amministrazione, non possono superare rispettivamente, quelle del sindaco e degli assessori del comune più popoloso facente parte dell'associazione.";

b) alla fine del comma 4 dell'articolo 9 è aggiunto il seguente periodo: "Per l'organo assembleare lo statuto può derogare a tali limiti per consentire la presenza di un rappresentante per comune associato.".

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 11

Il comma 1 è soppresso. (604)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 11

Il comma 2 è soppresso. (605)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 11

Il comma 6 è soppresso. (606)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 11

Nel comma 7 la parola "esclusivamente" è soppressa. (607)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 11

Il comma 9 è soppresso. (121)

Emendamento modificativo Lai Renato - Cocco - Marracini - Pittalis - Sabatini - Cuccu Giuseppe - Biancu - Maninchedda - Atzeri.

Articolo 11

Nell'articolo 11, nel comma 3, dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:

b bis) al comma 1 dell'articolo 72 dopo la lettera g) è aggiunta la seguente lettera: "g bis) la programmazione, sulla base delle risorse finanziarie disponibili, dei contributi da assegnare alle province e destinati alle scuole non statali.";

Nello stesso comma 3, la lettera e) è così sostituita:

c) al comma 3 dell'articolo 73 dopo la lettera c) è aggiunta la seguente lettera "c) bis:l'erogazione, sulla base della programmazione regionale di cui all'articolo 72, comma 1, lett. g bis), dei contributi delle scuole non statali.". (41)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 11

Il comma 6 è così sostituito:

"6. Ai fini di garantire la trasparenza dell'azione amministrativa e di migliorare l'economicità della gestione dei fondi regionali, anche di provenienza nazionale e comunitaria, 1'Amministrazione regionale istituisce nel sito Internet della Regione una sezione riservata ai bandi di interesse locale. Ferme restando le forme di pubblicità previste dalla legge, gli enti locali possono avvalersi dì tale strumento per dare pubblicità agli avvisi delle gare e delle procedure di spesa attivate di importo pari o superiore a 10.000 Euro.". (120)

Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.

Articolo 11

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

"2 bis. Le somme attribuite ai comuni ai sensi dell'articolo 19 della legge regionale n. 37 del 1998 e non ancora impegnate, possono essere riprogrammate anche attraverso progetti unici sui quali affluiscono le diverse annualità non ancora utilizzate nonché attraverso programmi intercomunali o territoriali comprendenti piùctìrnuni o forme associate degli stessi.

La riprogrammazione e l'utilizzo dei fondi deve avvenire rigorosamente per iniziative finalizzate allo sviluppo e all'occupazione nonché alla promozione di attività produttive per la valorizzazione delle risorse locali e dei servizi funzionali allo sviluppo nei settori ambientali, culturali, storici, archeologici, artistici e naturalistici, secondo gli obiettivi e le prescrizioni stabilite dalla legge. Non possono essere oggetto di rimodulazione le somme residue di programmi già avviati. I finanziamenti non programmati ed impegnati entro il 30 giugno 2008 sono revocati e riassegnati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, ai comuni per le stesse finalità avendo riguardo all'equilibrio territoriale. Al fine di realizzare la migliore utilizzazione delle risorse stanziate sulla misura 5.1 del POR Sardegna 2000-2006 - Bando Civis, l'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica è autorizzato ad attivare con i comuni interessati le opportune intese volte all'utilizzo, in sede di riprogrammazione, delle somme di cui all'articolo 19, comma 1, lettera a), della legge regionale n. 37 del 1998.". (840)

Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 11

Dopo il comma 3 dell'articolo 11 è aggiunto il seguente comma:

3 bis) Alla fine del comma 4° dell'art. 12 della legge 12 del 02.08.2005 è inserito il seguente periodo:

I Consorzi Turistici costituiti tra Comuni, considerate le peculiari finalità istitutive, in deroga alle disposizioni di cui sopra, sono destinatari dei trasferimenti per l'esercizio integrato di funzioni anche esercitando in forma associata il solo servizio Turistico- Culturale. (874)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Rassu - Murgioni - Sanna Matteo - Liori - Moro - Licandro - Petrini - Contu.

Articolo 11

Nell'art 11, comma 7 dopo le parole esclusivamente destinata al recupero primario dei centri storici" sono aggiunte le seguenti parole " salvo diversa destinazione, prevista dalla L.R. n° 29 , se richiesta dagli Enti Locali. (609)

Emendamento aggiuntivo Pileri - La Spisa - Amadu - Sanna Matteo - Liori - Moro - Licandro - Petrini - Contu

Articolo 11

Nell'art 11, è aggiunto il seguente comma 8 bis: "il conteggio dell'avanzo di amministrazione applicato al Bilancio 2007 da parte degli Enti Locali della Regione Sardegna, rientra tra le entrate finali onde neutralizzare l'effetto sui saldi obiettivo di competenza e di cassa relativo al patto di stabilità interno". (608)

Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 11

Dopo il comma 8 dell'articolo 11 è aggiunto il seguente comma:

8 bis) sono, altresì, escluse dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma precedente e, pertanto, non soggiacciono ai limiti in esse previsti, le assunzioni di personale a tempo determinato, gli incarichi di collaborazione coordinata, nonché le assunzioni di personale a tempo indeterminato derivanti dai processi di riorganizzazione, trasformazione o soppressione di Comunità montane, Consorzi e Unioni di Comuni, il cui onere grava sulle risorse già computate nei relativi bilanci, effettuate da Comuni, Comunità montane, Consorzi e Unioni di Comuni. (875)

Emendamento aggiuntivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 11

dopo la lettera b) del comma 9 dell'articolo 11 è aggiunta la seguente lettera:

c) dopo il primo comma dell'articolo 4 sono aggiunti i seguenti commi :

1 bis. Due o più unioni dei comuni ricadenti negli stessi ambiti ottimali, di cui al precedente articolo 2, al fine anche di assicurare la contiguità territoriale fra tutti i comuni e l'effettivo esercizio uniforme delle funzioni associate, per poter continuare a beneficiare degli interventi di cui alla presente legge dovranno procedere entro novanta giorni alla costituzione di una unica unione dei comuni.

1 ter. I comuni i cui territori ricadenti in un bacino ottimale, per i quali sussistano condizioni di contiguità territoriale con una unione di comuni ricadente ne medesimo bacino , su propria richiesta potranno obbligatoriamente entrare a far parte di detta unione dei comuni nell'ipotesi che non sussistano altre possibili opzioni di aggregazione territoriale. (7)

Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 11

Al termine del comma 9 sono aggiunte le seguenti lettere:

b bis) il comma 1 dell'articolo 11 è cosi sostituito: "1. Le comunità montane istituite con le leggi regionali elencate nell'allegata tabella A operano fino all'adozione del decreto di cui al comma 4. Al fine di garantire la continuità dei rapporti contrattuali del personale e dei procedimenti in corso, con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della Giunta regionale su proposta dell'Assessore agli Enti locali, si provvede alla nomina dei commissari straordinari liquidatori con la conseguente decadenza degli organi di governo (presidente, consiglio e giunta). Entro trenta giorni dalla nomina, il commissario straordinario liquidatore presenta alla Giunta regionale, per il tramite dell'Assessore competente, un programma éi liquidazione ai fini dell'adozione del decreto del Presidente della Regione di cui al comma 4. Per la gestione liquidatoria trovano applicazione, per quanto compatibili, le disposizioni previste nell'articolo 5 della L.R. 4 dicembre 1998, n. 33. Ulteriori modalità e criteri sono stabiliti eoa direttive della Giunta regionale. A decorrere dalla data di adozione del decreto di cui al comma 4, si intendono abrogate le leggi e le disposizioni regionali elencate nell'allegata tabella A e le medesime comunità montane sono soppresse.'";

b ter. al comma 4 dell'articolo 11, la parola 'successivi' è sostituita con 'antecedenti'.". (122)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Articolo 11

Dopo il comma 9 dell'articolo 11 è aggiunto il seguente:

9 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare gli enti locali che abbiano sofferenze finanziarie in conseguenza di sentenze, arbitrati o di transazioni relativi ad avvenuti investimenti ed espropriazioni i cui oneri non siano sostenibili con le ordinarie disponibilità finanziarie dell'ente; a tal fine è autorizzato l'impegno per ciascuno degli anni del triennio 2007-2009 di euro 10.000.000 le cui annualità sono iscritte nel bilancio annuale di previsione della Regione. Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale a termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive integrazioni.

Copertura finanziaria

In Aumento :

UPB S01.06.001 - trasferimento agli Enti Locali-parte corrente

Anno 2007 euro 10.000.000

Anno 2008 euro 10.000.000

Anno 2009 euro 10.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria

ANNO 2007 euro 10.000.000

ANNO 2008 euro 10.000.000

Anno 2009 euro 10.000.000 (8)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu.

Articolo 11

Dopo il comma 9, è aggiunto il seguente:

9 bis. "E' autorizzata la spesa di euro 2.000.000 (UPB…...), secondo i criteri previsti dal DM del 06.12.2005, da utilizzarsi per l'implementazione dei servizi di T-Government, specificamente destinandoli ai progetti di comunicazione tra gli EE.LL. e i cittadini, attraverso il sistema televisivo digitale terrestre". (406)

Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 11

Dopo il comma 9 dell'articolo 11 è aggiunto il seguente comma:

9 bis) Le disponibilità finanziarie invenenti dai recuperi delle somme non utilizzate sul programma L.E.A.D.E.R. II sono iscritte con provvedimento dell'Assessore competente in materia di bilancio in appositi capitoli, rispettivamente dello stato di previsione dell'entrata e della spesa del bilancio della regione per l'anno 2007. Tali somme sono utilizzate per il rimborso delle spese di funzionamento non rendicontate e sostenute sino al 31/12/2002 dai Gruppi di Azione Locale (GAL) e degli operatori collettivi per le operazioni di chiusura dei P.A.L.. Ai relativi adempimenti si provvede sulla base dei rendiconti sintetici presentati dai suddetti organismi. (870)

Emendamento aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto.

Articolo 11

Dopo l'art. 11 è aggiunto il seguente art. 11 bis:

La previsione di cui all'art. 1 della legge regionale n°4 del 26 febbraio 2004 è estesa alle costruzioni abusive realizzate entro il 31 dicembre 2005 senza licenza o concessione edilizia o autorizzazione a costruire anche in assenza di piano attuativo.

L'art. 2, comma 1°, lett. e) della legge regionale n°4 del 26 febbraio 2004 è così sostituito: "le nuove costruzioni abusive, realizzate nelle zone "H" ed "E" che hanno una volumetria superiore a 600 me";

L'art. 2, comma 1°, lett. d) della legge regionale n°4 del 26 febbraio 2004 è così sostituito: "i complessi immobiliari abusivi, realizzati nelle zone "H" ed "E", che, fermo il limite di 600 me per singola unità immobiliare in sanatoria, superino i 250.000 me complessivi".

Dopo l'art.2 è aggiunto il seguente art. 2bis

I termini perentori, di cui all'art. 32 del D.L. del 2 ottobre 2003, n. 269 convertito in legge 24 novembre 2003, n, 326 recante "Norme in materia di sviluppo dell'economia e di correzione dei conti pubblici" (come modificato dal D.L. 31 marzo 2004, n. 82 (convertito in L. 141/2004), dall'art. 5 del D.L. 168/2004 (convertito in L. 191/2004) e dall'art. 10 del D.L. 282/2004, sono recepiti con la seguente modifica: "La domanda relativa alla definizione dell'illecito edilizio, con l'attestazione del pagamento dell'oblazione e dell'anticipazione degli oneri concessori, è presentata al comune competente, a pena di decadenza, entro il 31/12/2007 unitamente alla dichiarazione di cui al modello allegato e alla documentazione di cui al comma 4". (888).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. E' iscritto a parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente per chiedere dieci minuti di sospensione se è possibile per riordinare un po' con i gruppi i lavori del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Sono stati richiesti 10 minuti di sospensione. Se non ci sono osservazioni sospendiamo i lavori, riprendono alle 10 e 45.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 35, viene ripresa alle ore 10 e 48.)

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto riprendiamo i lavori.

Onorevoli colleghi vi prego di riprendere posto.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu, su che cosa?

ARTIZZU (A.N.). Per chiedere la verifica del numero legale Presidente.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, sono le 10 e 49 si vota alle 10 e 59.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 49, viene ripresa alle ore 10 e 59.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, prego due Segretari di accomodarsi alla Presidenza.

E' stata richiesta la verifica del numero legale, io però erroneamente non ho chiesto chi era l'altro Capogruppo che si associava, lo faccio adesso. Chi appoggia la richiesta?

DIANA (A.N.). La appoggiamo tutti.

PRESIDENTE. Il numero legale può essere richiesto soltanto da due Capigruppo e da 5 consiglieri se il Consiglio sta per procedere ad una votazione.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Si dà atto che il consigliere Porcu è presente.

Risultato della verifica

Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Biancu - Cachia - Caligaris - Cerina - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras - Vargiu.)

PRESIDENTE. Sono presenti 34 consiglieri, non siamo in numero legale, la seduta è aggiornata alle ore 11 e 32.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 02, viene ripresa alle ore 11 e 35.)

PRESIDENTE. Era stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chiedo ai proponenti se viene mantenuta, chiedo ad un Segretario della minoranza di accomodarsi alla Presidenza, onorevole Artizzu conferma la richiesta?

ARTIZZU (A.N.). Sì.

PRESIDENTE. L'onorevole Vargiu non c'è più, chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa,)

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Si dà atto che i consiglieri Pacifico, Marrocu e Uras sono presenti.

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cassano - Cerina - Cocco - Corda - Cucca - Cugini - Fadda - Frau - Gessa - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.)

PRESIDENTE. Sono presenti 36 consiglieri, non siamo in numero legale, la seduta è aggiornata.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 37 viene ripresa alle ore 12 e 12.)

PRESIDENTE. Prego due colleghi Segretari di prendere posto. E' stata richiesta la verifica del numero legale, chiedo ai proponenti se confermano la richiesta di verifica del numero legale. Onorevole La Spisa?

LA SPISA (F.I.). Sì.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere Alberto Randazzo)

Terza verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Si dà atto che i consiglieri Licheri e Lanzi, sono presenti.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Sanjust la prego, erano in aula, le assicuro, l'unico che non era in aula era l'onorevole Masia.

Chiedo scusa, non c'è bisogno di discutere.

I Segretari confermano?

(I segretari confermano)

Risultato della verifica

(Risultano Presenti I Consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cassano - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.)

PRESIDENTE. Sono presenti 41 consiglieri, siamo in numero legale, possiamo continuare con i nostri lavori.

E' aperta la discussione sull'articolo numero 11 e sugli emendamenti ad esso collegati.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, intervengo in questa discussione generale relativa all'articolo 11 per evidenziare alcune cose che noi riteniamo anche essere positive e che però andrebbero meglio rapportate a quella che è l'esigenza reale oggi dei territori della Sardegna. Mi riferisco in particolare al comma 9 dell'articolo 11 che introduce una semplificazione che nella intuizione originale della proposta della Giunta regionale, a mio giudizio, rappresentava meglio quello che poteva essere l'intendimento di risparmio, di razionalizzazione, di utilizzo di quelle che sono le risorse oggi assegnabili ai territori perché i territori si organizzino e in funzione della legge numero 12 organizzino l'esercizio delle funzioni associate.

Il passaggio in Commissione che cosa ha determinato? Ha determinato una cosa abbastanza insolita, che questo processo annunciato di razionalizzazione di fatto quasi non esiste più, nel senso che l'organismo unico che si era pensato di introdurre all'interno delle unioni dei comuni e delle comunità montane, ai sensi della legge numero 12, che sarebbe dovuta essere un organismo unico esecutivo, si è duplicato e quindi è ridiventato un doppio organismo e quindi è stata introdotta una assemblea che convive ovviamente con un Consiglio di amministrazione, quindi un organismo più ristretto, al quale affidare evidentemente compiti esecutivi. Quando io ricordo anche in Commissione riforme fu presentato questo disegno di legge l'Assessore, condividendone anche noi lo spirito, aveva proprio presentato e giustificato questo comma nono in quel momento dicendo esattamente: "Guarda che la funzione assegnata alla unione dei Comuni, e ovviamente alle Comunità montane, sono funzioni prettamente esecutive perché di fatto vanno a rappresentare nel loro esercizio quello che è la funzione che ha una Giunta comunale all'interno dei Comuni.

Come fare a non condividere davvero una impostazione di questo genere?

Mentre evidentemente i passaggi successivi, sarà anche in funzione di pressioni che mi immagino siano pervenute dai territori hanno determinato uno spostamento di questa impostazione, e quindi hanno fatto sì che venissero reintrodotte le due fattispecie di organismi che andrebbero a governare, appunto, le unioni dei comuni e le comunità montane; cioè un'assemblea rappresentata, è vero, da un numero molto più limitato di amministratori comunali, anzi viene specificatamente indicato che l'Assemblea sia costituita esclusivamente da Sindaci o da Assessori dei rispettivi comuni, in un numero fisso che è una unità, cioè uno per comune. E insieme, naturalmente, a questa Assemblea, un Consiglio di Amministrazione costituito al massimo da quattro componenti più il Presidente, e quindi al massimo da cinque componenti. Ecco, io credo che probabilmente avremmo apprezzato meglio questa introduzione semplificativa all'esercizio della legge numero 12, se fosse rimasto il testo originario che era appunto il comma 9. Però, vanno valutate all'interno, appunto, di questo meccanismo che si è voluto creare, e che non rispecchia quindi quello che era l'intendimento iniziale della Giunta, un qualcosa che a mio giudizio non consentirà un funzionamento reale di questa organizzazione amministrativa di secondo livello. Perché? Perché ormai la Giunta ha la possibilità immediata di percepire cosa stia accadendo realmente, in applicazione, in attuazione della legge 12. E una delle cose di maggior rilievo è determinata dal fatto che ormai i territori si stanno aggregando, non già in funzione davvero dell'esercizio comune delle funzioni individuate all'interno dei cosiddetti bacini ottimali, che sono stati ormai abbastanza a significativamente rilevati all'interno dell'intero territorio regionale, ma è esattamente in funzione di altri fattori, quali ad esempio la coesione politica, partitica di alcuni comuni, alcune maggioranze, che si aggregano in funzione di precostituire delle maggioranze all'interno di queste unioni dei comuni o di queste comunità montane; questo sicuramente noi non possiamo permettere che accada. Cioè, non è assolutamente pensabile che nascendo un'unione dei comuni, facciamo un esempio ben reale, all'interno di un bacino ottimale, possa essere confinato all'esterno di quest'esercizio di funzioni associate un altro comune pur contiguo, e quindi magari con la caratteristica della contiguità territoriale, solo perché condizioni di precostituzione di maggioranze politiche pensano sia conveniente tener fuori questa parte del territorio, pur ricadente appunto dentro il bacino ottimale. Noi per questo abbiamo presentato degli emendamenti che vogliono essere costruttivi e vogliono davvero dare risposte a questi problemi che sono reali e che, a mio giudizio, aiuterebbero meglio a focalizzare quel che sta avvenendo nel processo attuativo della legge 12. Un'altra delle cose che vorremo introdurre, sempre all'interno di questo articolo 11, e per il quale mi dispiace non c'è adesso il Capogruppo dei DS, Siro Marrocu, ma ricordo che ci fu una sorta di impegno basato sull'onore, ovviamente, delle persone, si diceva: "Ne parleremo più in là, quando si farà la finanziaria". Ed era un problema che è noto a tutti, quello delle cosiddette "sofferenze finanziarie" dei comuni. Lo stesso Assessore era rimasto abbastanza sensibile a questo problema, e aveva detto: "Sì, lo affrontiamo". Probabilmente, l'intendimento era quello di affrontare questo tema molto delicato dentro una partita diversa, non all'interno della finanziaria. Io credo che si errato voler dare risposte a questo problema fuori dall'articolo 11, perché l'articolo 11 parla di enti locali, e il problema, per il quale credo vi sia più condivisione unanime in quest'Aula, potrebbe, tranquillamente, essere recepito attraverso un ulteriore emendamento che noi abbiamo presentato. Ecco, noi quindi vorremmo essere osservatori attenti di questo articolo 11, dicendo che può essere migliorato, e chiediamo se davvero esiste un margine di dialogo, di confronto, all'interno di questa Aula, che questo finalmente avvenga. D'altro canto mi pare che siano veramente pochi gli emendamenti presentati a questo articolo, quindi se vi è un po' di buona volontà e, soprattutto, se l'intendimento e la finalità è quella che riteniamo essere comune, allora noi ci attendiamo risposte concrete, attraverso un accoglimento dei nostri emendamenti e della nostra proposta complessiva.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale!

PRESIDENTE. Chi si associa?

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)

Quarta verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Vargiu.)

PRESIDENTE. Sono presenti 57 consiglieri, siamo in numero legale.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. In apertura, vorrei per l'ennesima volta sollecitare la Presidenza, il Consiglio, e l'Ufficio di Presidenza sull'opportunità che i lavori dell'Aula possano avere immediata valutazione da parte dell'opinione pubblica e che quindi che vengono trasmessi in diretta all'opinione pubblica, attraverso i mezzi già in dotazione del Consiglio. Io credo che sia una buona operazione di trasparenza, affinché ci si attivi, nell'immediato, perché sia possibile a tutti i Sardi, prendere coscienza, contezza, avere contezza di quello che avviene nell'Aula, di quello che si dice, di come lo si dice, e di qual è il tipo di ambiente che si vive nell'Aula e di che tipo di conduzione viene proposta, effettuata, perché è sempre più difficile avere riscontro sulla imparzialità della guida dell'Assemblea, sempre più al servizio, a mio avviso, della Giunta, della maggioranza, e perché no, in maniera particolare, al servizio di parte della maggioranza. Così come è sempre più difficile continuare ad essere garantiti, ma noi teniamo duro, ci teniamo a salvaguardare i nostri principi e continueremo ad essere garantisti e a difendere questo sano principio. Venendo all'articolo 11. Avendo un tempo abbastanza ristretto per poter analiticamente esaminare l'articolo 11 e gli emendamenti, concentrerò il mio intervento sull'emendamento 888, da noi proposto, più noto come emendamento in sanatoria, la cui punta è rappresentata in Sardegna dalla zona di Testimonzos di Nuoro, e sull'emendamento numero 956 che è la soluzione proposta dalla Giunta. Noi proponiamo nell'emendamento numero 888 un intervento immediato non un intervento ad personam, così come viene proposto dall'emendamento della Giunta, non è un emendamento solo per il caso Testimonzos, ma è un allargamento del provvedimento della legge regionale numero 4 del 2004, più nota come sanatoria. Perché l'esigenza di intervenire nell'immediatezza? Come è noto ormai a tutti i sardi, in quella zona, della città di Nuoro, c'è una situazione che ormai rischia altri risvolti di tipo penale, e non mi riferisco solo ed esclusivamente al fatto amministrativo dell'abuso, è già stata data disposizione perché il genio militare si attivi per rispondere ai decreti di demolizione del giudice penale. Bene, noi sappiamo che quella è formata in gran parte da un abuso di necessità, dovuto alla mancanza di regole urbanistiche nella città di Nuoro da ormai due lustri. Un tempo innamorabile che ha determinato, appunto, abusi di necessità, ma tra questi, ovviamente, hanno trovato anche terreno fertile abusi speculativi, di tipo speculativo, e non è un caso solo della città di Nuoro, possiamo andare in quel di Sassari, in quel di Cagliari, in quel di Oristano e quant'altro, è un caso abbastanza diffuso al quale bisogna porre rimedio. Affinché i casi più problematici non sfocino in reazioni che noi abbiamo il dovere, invece, di prevenire. Di prevenire affinché un domani, e questo gradisco rimanga agli atti del Consiglio, non si dica, o non si abbia modo di dire, che chi ha il potere legislativo, il potere di intervenire e frenare delle pur deprecabili azioni conseguenti alla difesa, comunque, di un'abitazione, abusivismo di necessità, il Consiglio se ne sia lavato le mani e non sia intervenuto. Premetto anche che, come principio, sono contrario allo strumento della sanatoria. Però, abbiamo l'obbligo di intervenire, da troppi anni in questo Consiglio vengono proposti emendamenti che propongono soluzioni tombali e definitive e regolarmente se ne esce, da parte della Giunta sia quella di centrodestra che oggi quella di centrosinistra, dicendo: deleghiamo la Giunta o invitiamo la Giunta a presentare un disegno di legge. Primo aspetto, io non delego nessuno a presentare disegni di legge, è compito istituzionale del Consiglio, che ha il potere legislativo, provvedere e proporre soluzioni di legge. Quindi, non delego e non invito nessuno a farle, chi vuole farle le proponga. Il tempo che intercorrà tra l'approvazione di un disegno o di una proposta di legge o dalla unificazione di entrambe, sarà tempo troppo lungo, perché alcuni fatti non si verifichino o si pongano in essere azioni affinché alcuni fatti deprecabili non si verifichino. Ecco perché presentiamo l'emendamento di sanatoria, emendamento possibile perché la Regione Sardegna ha competenza legislativa primaria in materia urbanistico-edilizia. Questo in forza dell'articolo 3 della lettera f) dello Statuto speciale della Sardegna, in forza dell'articolo 117 della Costituzione italiana, e così modificato dall'articolo dal Titolo V della Costituzione. Tutto questo, significa che si può intervenire, in sede amministrativa, ma non si possono modificare le norme nazionali che incidono, invece, sulla rilevanza penale dei fatti. Perciò, l'emendamento proposto, totalmente legittimo, e ho a disposizione dei colleghi che invece possono manifestare qualche dubbio, per il momento, soltanto 12, 13, 14 sentenze del Consiglio di Stato e della Cassazione che dicono che quanto sto affermando e che questo emendamento è pienamente legittimo, e perciò ci possono essere soltanto motivi di tipo politico o di opportunità politica che possano consentire di rigettarlo. E' chiaro che prima di proporlo sono stati fatti i dovuti approfondimenti, è chiaro che qualsiasi altra soluzione ci trova pronti all'esame della stessa, tant'è che io non giudico incompatibili i due emendamenti. Nel senso che nel nostro emendamento si propone un immediato intervento che, badate bene, è limitato e 600 metri cubi per singola unità abitativa, quindi un massimo di 200 metri quadri, e che non va a sanare, invece, quelle speculazioni che vanno ben oltre i 200 metri quadri e che saranno comunque soggette a demolizione. Per un intervento del corpo totale, del complesso totale di 250 mila metri cubi, che è quanto è portato ad esempio, i dati sono del comune di Nuoro, non sono personali, non sono miei. Con questo massimale si può intervenire anche nelle altre zone, nelle altre città, negli altri territori, dove i casi di abusivismo si sono presentati ed è necessario e opportuno una sanatoria, un intervento.

Allora, c'è anche la riapertura dei termini, ovviamente. Tutto questo è stato proposto e viene proposto all'aula, non ci sarà sicuramente il tempo di esaminare nel dettaglio tutte le osservazioni che verranno proposte, ma mi permetto di anticiparne diverse, alcune. Fondamentalmente due: uno, competenza di questo Consiglio regionale. La competenza è dimostrata anche dal fatto che, a suo tempo, non è stata sufficiente per la Regione Sardegna la legge nazionale numero 326 del 2003, tant'è che la Regione Sardegna non avrebbe emanato la legge regionale numero 404, se fosse stata sufficiente solo la legge nazionale. Invece lo ha fatto proprio perché avendo competenza in materia edilizio-urbanistica ha disciplinato essa stessa la materia. Anzi, all'articolo 2 ha anche disciplinato ciò che non era consentito condonare. Tutto questo è stato fatto con molta attenzione, con altrettanta attenzione è riproposto all'attenzione dell'aula perché casi ben più gravi possano essere sanati e, come dire, anticipati propedeuticamente e che non faccia ricadere nella responsabilità di questo Consiglio, che ne avrebbe totalmente, appunto…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). …appunto, la responsabilità per mancato intervento, delegato all'emendamento numero 956, che dilaziona ulteriormente i termini e che non può fermare ormai la demolizione proposta dal giudice penale.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.

E' iscritto a parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente la ringrazio. Io intervengo esattamente per la medesima materia per la quale è testé intervenuto il collega Capelli, sicuramente la materia trattata dall'emendamento è materia ormai che rischia di assumere anche gravi implicazioni di ordine pubblico, leggiamo spesso sui giornali della situazione di tensione che si sta creando, che sta montando a Nuoro, anche in considerazione del fatto che si è deciso di dare corso alle demolizioni, la Procura della Repubblica, ormai ha deciso di dare corso alle demolizioni e quindi evidentemente considerato anche l'elevato numero di persone che sono interessate direttamente, avendo edificato nella zona di Testimonzos le loro case di abitazione, ci sono numerose famiglie che si vedrebbero private, come dicevo, della casa di abitazione e verosimilmente andrebbero a crearsi delle tensioni che già iniziano a venir fuori. Nondimeno, però è doveroso osservare che l'emendamento che è presentato dall'onorevole Capelli, non risponde alle esigenze che sono proprie di quella, o meglio, non risponde soltanto a quelle esigenze. Le perplessità che nascono sono di due ordini: la prima, è di ordine strettamente giuridico, perché le sentenze che ha citato l'onorevole Capelli, le 13 sentenze che sono state richiamate dall'onorevole Capelli, sono sentenze che sicuramente riguardano la materia, che stabiliscono dei principi che sono noti, cioè il fatto che l'ordinanza di demolizione che è conseguente alla sentenza di condanna penale, sia, di fatto, una sanzione che ha natura amministrativa e non penale, e pertanto la sanatoria ben può incidere, non potrebbe incidere e quindi facendo venir meno l'obbligo di demolizione da parte della Procura della Repubblica. Ma la perplessità che rimane, che mi rimane - e in questo senso non ho ancora sciolto la riserva, e in questo senso debbo esternare questo dubbio - è se effettivamente, pur in presenza della potestà legislativa primaria della Regione Sardegna in materia urbanistico-edilizia, una eventuale sanatoria che ampli la portata di una sanatoria precedente possa poi di incidere - permanendo il fatto reato e non avendo nessuna potestà di incidere la sanatoria, e quindi il provvedimento amministrativo di sanatoria e la concessione in sanatoria, sul fatto reato - se possa effettivamente incidere sulla sanzione accessoria che si riferisca a quel fatto reato che comunque anche la normativa nazionale prevedeva come reato. Quindi, in questo senso rimane il dubbio, che eventualmente potrebbe essere sciolto affidando eventualmente anche lo studio a persone più competenti di quanto lo sia io. Ma il dubbio più grosso però su questo emendamento mi permane dal fatto che, in questa maniera, si amplia la portata della sanatoria e non la si circoscrive esclusivamente alla zona di Testimonzos a Nuoro ma, in questo modo, si andrebbero a sanare - aprendo evidentemente un fronte larghissimo - tutte le costruzioni in zona H, cioè in zona che dal nostro sistema è considerata assolutamente inedificabile: si andrebbero a legittimare le costruzioni abusive in tutta la Sardegna nella zona H.

Francamente, la portata di questo emendamento mi pare che sia assolutamente contraria a quello che è l'indirizzo di questa Amministrazione regionale che vuole tutelare il proprio territorio e non certamente consentire e legittimare delle situazioni di abusivismo che si sono realizzate in zone che sono considerate di assoluta inedificabilità o, come in zona E, con indici che sono di zona agricola, indici che sono bassissimi.

E' questo il motivo che ha indotto i membri della Commissione a manifestare tutte le perplessità, pur - ripeto - condividendo lo spirito ma reputando però che un emendamento di questa portata non possa essere assolutamente approvato da quest'Aula per le conseguenze che si andrebbero a causare in tutta la Sardegna.

E' evidente che è necessario mettere mano nell'immediatezza perché, come dicevo, il problema di Testimonzos a Nuoro è un problema urgente e ormai indifferibile, perché, come dicevo, la Procura della Repubblica ha attivato l'Esercito per dar corso alle demolizioni. Credo però che, poiché su questa materia c'è da tempo una interlocuzione anche con l'Assessorato, credo che l'Assessore ci possa dare, lungi dalla volontà di quest'Aula di rinunziare alla propria potestà legislativa, ma credo però che, in considerazione appunto delle interlocuzioni che ci sono state negli ultimi mesi con l'Assessorato, se, come noi crediamo, l'Assessore potrà darci assicurazioni in questo senso, se l'Assessore sarà in condizioni di dare assicurazioni a quest'Aula che il disegno di legge del quale si parla nell'emendamento 956 sarà presentato all'Aula in tempi brevi e sarà in condizione di risolvere questo problema - ripeto, circoscrivendo all'ambito di Testimonzos a Nuoro -, reputiamo che questa sia la soluzione ottimale da seguire in quanto non si verificherebbero quelle conseguenze assolutamente pregiudizievoli e, come dicevo, contrarie all'indirizzo di questa Amministrazione, all'indirizzo che stiamo seguendo ormai e che condividiamo, credo, la maggioranza di questa Aula condivide, che ha assunto questa amministrazione. Crediamo quindi che l'emendamento che è stato presentato all'emendamento dell'onorevole Capelli sia quello che consentirà di dare in tempi brevissimi soluzione e risposta a questo problema che ormai va avanti da circa vent'anni.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca.

E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Grazie, Presidente. Sull'articolo 11 volevo fare alcune brevi riflessioni, anche per quanto ho sentito negli interventi precedenti.

La prima riguarda il comma che riguarda l'applicazione della ex legge numero 37, per quanto riguarda la possibilità di proroga dei termini per l'impegno dei fondi fino al 31 dicembre 2007. Sicuramente questa deriva da una necessità poiché molte delle amministrazioni che hanno usufruito di questi fondi si trovano oggi in un grave ritardo per poter vedere realizzate le opere finanziate; però c'è da dire che spesso i procedimenti amministrativi di approvazione dei progetti non dipendono dalle istruttorie effettuate nell'ambito degli enti locali e quindi degli Uffici comunali, molto spesso i ritardi vengono accumulati perché, per alcuni tipi di progettazione, sono necessari tutta una serie di pareri, i più disparati possibile, e manca un coordinamento che potrebbe portare magari - e questo è quello che io chiederei - al procedimento unico, per fare in modo che questi finanziamenti e questi contributi che arrivano con la legge numero 37 possono portare a vedere le opere compiute in tempi strettissimi. Invece, sempre più spesso - come dicevo - il cammino della istruttoria delle pratiche si divide in più rivoli e, anche nell'ambito degli Uffici regionali, nei vari settori, manca l'assoluto coordinamento, e quindi molto spesso succede che ad un parere favorevole di un Assessorato ne nasce uno in contrasto e difficilmente si riesce a metterli d'accordo. Quindi, è importante sicuramente questa proroga ma sarebbe ancora più importante riuscire ad attivare, per questo tipo di finanziamenti, dei procedimenti unici.

Per quanto riguarda, invece… io non ho avuto modo e tempo di approfondire gli aspetti su questi emendamenti presentati per gli abusivismi edilizi, beh, certo che in un momento di dibattito molto serrato e importante che riguarda la normativa urbanistica, io sollecito che, dopo un Piano paesaggistico che comunque ho contestato diverse volte per alcuni aspetti, ritengo che sia giunta l'ora di fare un disegno di legge e quindi di proporre una nuova legge urbanistica; e questa legge urbanistica dovrebbe trattare anche, in maniera univoca, tutti questi tipi di problematiche.

E' ovvio che la disperazione che in questi giorni stanno vivendo le persone che hanno fatto degli abusi... io non li conosco questi tipi di abusi ma, per quello che ho potuto capire, sono abusi che possono essere classificati di necessità, non sono certo delle ville, non sono certo le speculazioni edilizie, e quindi io condivido molto il fatto che questo aspetto, ma anche altre situazioni nell'ambito dell'intera Sardegna, debbano essere valutate con molta attenzione. Questo è un problema che noi dobbiamo metterci e quindi ci vuole un impegno forte della Giunta, ma io credo anche del Consiglio, per normare in maniera seria e decisiva questo tipo di problematiche.

Un altro aspetto che vorrei affrontare è quello che riguarda... io ho presentato con altri colleghi degli emendamenti, in particolare uno riguarda la destinazione dei fondi per il recupero primario dei centri storici. Noi avevamo già dato un parere in Commissione per quanto riguarda questo aspetto, ritenendo che i fondi destinati per la legge numero 29 fossero assolutamente insufficienti per dare una risposta seria a quelli che possono essere i progetti di riqualificazione di tutti i centri storici della Sardegna. Perché i 15 milioni di euro che erano previsti nel bilancio secondo me dovrebbero essere almeno triplicati, perché diversamente non si riuscirebbe a fare dei programmi organici, si farebbero dei lavori a macchia di leopardo. Quando si pensa ai centri storici, bisognerebbe intervenire in maniera organica e massiccia su ogni centro storico, perché non ha senso vedere una casa sistemata e dieci no, quindi questi fondi sono sicuramente insufficienti.

Un'altra cosa che è inserita nell'emendamento è la limitazione, che viene inserita dove si dice che in deroga alla legge 29, i fondi sono destinati solo per il recupero primario. Ma io credo che su questo debba essere fatta una riflessione, anche perché ci potrebbero essere delle situazioni particolari, e cioè dei Comuni dove sarebbe invece opportuno dare la possibilità agli enti locali di destinare diversamente i fondi.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue PILERI.) E quindi non solo al recupero primario, ma anche al recupero e quindi realizzazione di opere pubbliche da parte degli enti pubblici.

Un altro emendamento che è stato presentato, che, secondo me, dovrebbe e merita, meriterebbe una particolare attenzione, è quello che riguarda la possibilità per gli enti locali, visto che stiamo parlando di un articolo che riguarda gli enti locali, di poter attivare una sorta di concertazione con lo Stato, con il Ministero delle finanze, come è stato attivato per altre cose, forse meno importanti, per fare in modo che gli enti locali, soprattutto quei Comuni che oggi sono tra virgolette chiamati Comuni virtuosi, perché rispettano il patto di stabilità, possano avere, visto che la nostra Regione su questo dovrebbe far valere la propria autonomia, possano avere la possibilità di utilizzare i fondi dell'avanzo di amministrazione. Ci sono molti Comuni in Sardegna, e questo è stato segnalato anche dall'ANCI, che hanno notevoli fondi, diversi milioni di euro nelle casse comunali, ma che, purtroppo, non possono impegnare, quindi non possono impegnare questi avanzi di amministrazione in opere pubbliche, perché devono sottostare ad un assurdo patto di stabilità. Io credo che se si riuscisse ad inserire in finanziaria questo emendamento, e quindi la possibilità di un utilizzo dei Comuni, e molti di questi Comuni sono Comuni costieri, probabilmente la Regione potrebbe destinare maggiori risorse per altre comunità che non sono virtuose, ma che hanno problemi economici.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Molto brevemente, per riprendere il ragionamento che faceva il collega Pisano in merito al comma nove dell'articolo 11, in quanto lui faceva riferimento alla formulazione del comma nove, a presunte pressioni degli amministratori, e a non so cos'altro. Io devo dire, collega Pisano, che noi qui come legislatori dobbiamo approvare le leggi e prendere atto anche quando queste leggi si giudicano, vengono giudicate e si dimostrano essere inadeguate rispetto a quelle che sono le aspettative, che noi stessi ci siamo dati. Io credo che noi qui dobbiamo prendere atto delle difficoltà che si sono create nell'attivazione delle unioni dei Comuni, difficoltà che sono dovute al ritardo nelle procedure, difficoltà anche che sono determinate dal fatto che l'unione di Comuni di dimensione ampie in termini, soprattutto di numero di Comuni, il fatto di non aver garantito la presenza a tutti i Comuni all'interno dell'assemblea, veniva giudicato un elemento ostativo, un elemento che ha ritardato, che ha frenato la costituzione delle unioni di Comuni. E il fatto del consiglio di amministrazione, io credo che lei essendo un amministratore locale, tra l'altro di lunga data, quindi certamente ha presente quelle che sono le difficoltà anche che si creano, che si manifestano nella gestione quotidiana. E pensare che un'assemblea, che è un organismo formato da 25-27-28 componenti, i quali potrebbero essere le unioni di Comuni, soprattutto nelle zone interne dove la dimensione demografica dei Comuni è limitata, pensare che si possa realizzare quella fase di amministrazione diretta, all'interno di un organismo di 25-27 persone, ancorché sindaci, e quindi, di fatto, la fase esecutiva verrebbe certamente resa complicata, difficile, e quindi la creazione di un organismo snello per la parte relativa alla gestione ordinaria, io credo che sia anche questo prendere atto, usare il buon senso e garantire il funzionamento di questi organismi. Quindi tende proprio, collega Pisano, a garantire il funzionamento reale di questi organismi e non ad innamorarci di soluzioni, a volte, che all'atto dei fatti si manifestano inadeguate, non compatibili con quella che è una buona amministrazione. Io credo che all'interno del comma nove, peraltro, io credo che c'è un altro aspetto che, secondo, me va messo in evidenza, ed è quello relativo alle indennità degli amministratori. Io credo che qui nel momento in cui abbiamo garantito la presenza in assemblea a tutti i Comuni, nel momento in cui abbiamo garantito la previsione di uno strumento agile, come il consiglio di amministrazione, formato da un numero limitato, quindi non più di cinque componenti, prevede anche una diminuzione delle indennità degli amministratori. Quindi il rispetto alla legge 12 del 2005, qui diciamo che gli amministratori, sia nell'assemblea, sia nel consiglio di amministrazione non possono avere un'indennità superiore, non alla somma della popolazione di quella unione, ma non superiore alla dimensione del Comune più grande all'interno di quella unione medesima. Quindi è evidente la diminuzione chiara che abbiamo per quanto riguarda le indennità di amministratori.

Io voglio citare, molto brevemente un altro elemento, che non è contenuto all'interno dell'articolo esitato dalla Commissione, ma è presente nell'emendamento numero 875, da noi presentato da La Margherita, che tende ad affrontare un altro problema, che è quello della ricollocazione del personale che viene dalle comunità montane, dei consorzi di Comuni, che si devono ritrovare, devono essere risistemati all'interno dei nuovi organismi, verosimilmente all'interno delle unioni, in qualche caso di qualche comunità montana, che potrà continuare a esistere, e che la ricollocazione di questo personale, quindi la nuova sistemazione di questo personale, non va ad incidere in quello che è il patto di stabilità ed era un elemento che non era presente all'interno della legge, e che quindi abbiamo ritenuto opportuno presentare l'emendamento numero 875 per garantire, anche, la risistemazione del personale senza che questo possa creare dei problemi relativi al patto di stabilità. Grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Grazie. Emendamento numero 604 il parere è negativo, l'emendamento numero 605 è negativo, 606 è negativo, l'emendamento numero 607 è negativo, 121 è contrario, il 41 a pagina 301 è contrario e si invita al ritiro, il 120 è contrario, l'840 è favorevole, ma deve essere integrato con l'indicazione dei criteri di riassegnazione delle somme, l'874 viene ritirato, il 609, l'874 a pagina 304 viene ritirato, il 609 è contrario, il 608 è sospeso, è rimesso all'Aula, l'875 è favorevole, il 7 è contrario, il 122 è contrario, l'8 è contrario, il 406 era rimasto sospeso in Commissione ed era in attesa della copertura finanziaria, che non so se sia stata reperita, l'870 è favorevole, l'888 la Commissione, il parere è stato sospeso ed è rimesso all'Aula. Il 956 segue quindi le sorti anche dell'888 viene rimesso all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprime il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. Sì grazie Presidente. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione. Per quanto riguarda invece il numero 608, su cui il parere della Commissione è quello di rimettersi all'Aula, l'invito della Giunta è all'eventuale ritiro, perché viola le norme di contabilità a livello della legge nazionale, e, in mancanza del ritiro, il parere della Giunta è negativo.

PRESIDENTE. Poiché nessuno ha domandato di parlare sull'emendamento numero 604, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 605.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo lo scrutinio elettronico palese. Grazie.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 605.

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(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Licandro - Liori - Murgioni - Pisano - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uras.

Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 54

astenuti 2

maggioranza 28

favorevoli 15

contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 606, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 607. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 121.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo lo scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. Votazione elettronica. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 121.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cassano - Dedoni - Farigu - Milia - Murgioni - Pisano - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cappai - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uras.

Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 51

astenuti 2

maggioranza 26

favorevoli 8

contrari 43

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 41, c'è un invito al ritiro. Lai, Cocco, Marracini, Pittalis e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Noi confermiamo e sosteniamo questo emendamento, e desta qualche perplessità che, rispetto al testo originario della Giunta, nel testo licenziato dalla Commissione, sia stata così tolta la programmazione regionale nell'ambito dei contributi a favore delle scuole dell'infanzia paritaria non statali. Riteniamo che su una materia così delicata, quale l'istruzione e l'educazione infantile, sia indispensabile che la Regione definisca delle regole precise sulla distribuzione dei contributi in questa materia, affinché venga garantita a tutti gli utenti - questa è in fondo la finalità dei contributi attraverso l'abbassamento dei livelli delle rette - parità di trattamento che si traduca nella possibilità di accedere al servizio a tutte le famiglie, senza discriminazioni di natura economica; e ciò anche in ottemperanza all'articolo 117 del Titolo V della Costituzione, che attribuisce, in questo senso, essendo l'istruzione materia di legislazione concorrente e non esclusiva, compiti che ci sarebbe aspettati venissero prospettati e confermati, perché spetta alla Regione, in questa materia, regolamentare in materia di contributi alle scuole non statali, e quindi possiamo così definire i profili e i principi che dovrebbero attribuire alla Regione il compito di una programmazione generale e annuale e la quantificazione dei contributi, la definizione su base percentuale rispetto alle spese previste, documentabili, dei criteri e delle modalità, tempi e quantificazione dei contributi spettanti alle scuole, e l'eventuale ammissione di contributi di nuove scuole, previa autorizzazione alla parità. Dovrebbe spettare invece alle province l'accettazione e la valutazione delle domande dei contributi, la determinazione del tetto massimo, l'erogazione degli acconti, la verifica dei consuntivi e l'erogazione dei saldi.

Nel confermare, quindi, ritenere che sia indispensabile - in considerazione dell'esistenza di realtà fortemente diversificate su tutto il territorio regionale - che la Regione dia un indirizzo politico e programmatico uniforme sull'assegnazione dei contributi alle scuole non statali, noi riteniamo che più valida, razionale e più giusta sotto il profilo della garanzia sia la formulazione espressa nel testo originario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, io chiedo intanto la votazione a scrutinio elettronico palese sull'emendamento, poi vorrei comprendere meglio, nel senso che, in realtà, l'obiettivo che ha l'emendamento che ha come primo firmatario il collega Renato Lai è lo stesso obiettivo che poi ha informato la Commissione nella modifica del testo rispetto alla stesura originaria. Perché? Perché la stesura originaria, sostanzialmente, sembrava assegnare alle Province la programmazione della gestione dei fondi per le scuole pubbliche, non statali, in questo, creando il rischio che ci potesse essere un doppione di programmazione, che ci fosse, cioè, una programmazione regionale che, tutto sommato, noi consideriamo più garantista se è espressione di un'indicazione che vada comunque verso la tutela della scuola pubblica nel suo complesso, sia essa statale o privata, rispetto a quella che può essere fatta invece direttamente dalle province. Per cui, mentre la sostituzione della lettera c) mi sembra un'ulteriore specificazione, cioè laddove viene detto che l'erogazione avviene sulla base della programmazione regionale, di cui l'articolo 72, comma 1, lettera g) bis, quindi sarei assolutamente d'accordo su questa specificazione, non comprendo perché il collega Lai dica che può essere meglio la stesura originaria, e quindi che potrebbe essere meglio ritornare a quella che era l'originale configurazione dell'articolo nella sua presentazione alla Commissione. Cioè, questo, collega Lai, significherebbe che l'attività di programmazione nella concessione dei contributi avviene in sede provinciale, o rischia di avvenire in sede provinciale, che rischia di essere non garantista nei confronti di quel principio di complessiva unitarietà nella gestione della contribuzione alle scuole che la Regione garantisce, e che forse a livello provinciale si rischia di non garantire. Quindi, se la preoccupazione sua è identità alla nostra, forse sarebbe più opportuno mantenere la formulazione dell'attuale comma b) bis. Quindi, chiederei anche all'estensore di comprendere meglio le ragioni che hanno mosso il ragionamento, se possibile.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, giusto una breve dichiarazione di voto per dire che sono favorevole, ancorché sarebbe opportuno un chiarimento, come ha richiesto l'onorevole Vargiu, perché, effettivamente, avere la garanzia che queste scuole non statali, che sono una grandissima risorsa per tutti i nostri territori, devono avere anche una certezza sul fatto che arrivino risorse certe e concrete. Il rischio della Provincia potrebbe invece portare a una distribuzione non equa in tutto il territorio regionale. Quindi il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, vorrei intervenire sull'emendamento numero 41 di cui sono ugualmente firmatario, riprendendo dei chiarimenti che chiedeva anche l'onorevole Vargiu. Il problema nasce dal fatto che l'articolazione del dettato della Giunta in precedenza, sull'articolo 73, era strutturato sulle lettere c) e d), e lo stesso dettato della Giunta diceva che "l'erogazione avveniva sulla base della programmazione regionale". Attualmente solo le due lettere c) e d) sono state sostituite dalla lettera c) che dice esclusivamente: "L'erogazione dei contributi da assegnare alle province", ma non disciplina ciò che comunque la legge numero 9 trasferisce, mentre l'integrazione del dettato della Giunta iscriveva l'erogazione sulla base di una programmazione regionale, e la precisava perché la legge numero 9, cioè il testo originario, questa precisazione non la contiene. Quindi, onorevole Vargiu, il testo che si emenda … ciò che viene sintetizzato sono le lettere c) e d), le lettere c) e d) del testo della Giunta vengono riportate alla sola lettera c) con "erogazione", senza "secondo la programmazione regionale", ma senza quell'inciso, alla luce di come è strutturata la legge numero 9, non è scontata la presenza della disciplina della programmazione regionale che è necessaria per l'equità della distribuzione. Quindi io chiederei, almeno alla Giunta, di verificare le ragioni dei presentatori, se si può fare una sospensione di due minuti, e si verifichi se la preoccupazione dei presentatori è fondata oppure no. A me pare fondata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Presidente, per chiarire questo; quando con la legge numero 9 trasferimmo la funzione di cui stiamo discutendo alle province, abbiamo trasferito tutta la funzione, perché la legge "Lorettu" che istituisce questo tipo di intervento della Regione sarda a favore delle scuole d'infanzia, parla di "erogazione". Quindi gli abbiamo trasferito tutto; programmazione, erogazione eccetera. Cosa mi lascia perplesso dell'emendamento? Il fatto che noi rendiamo con questa modifica la funzione divisa in questo modo: la testa sta nella Regione e la mera attività di erogazione sta nelle mani delle province, perché questo verrebbe fuori. Allora io dico, abbiamo una preoccupazione di tipo giustizia geografica? distribuzione? Allora rimanga una funzione regionale, vuol dire che il Consiglio regionale si sta pentendo e rimette tutto nelle mani della Regione, ma non facciamo pasticci dicendo che la Regione decide e poi ha i suoi ufficiali pagatori nel territorio. Se invece riteniamo che ci sia una funzione di programmazione regionale da mettere insieme all'attività di distribuzione della risorsa, usiamo quanto è scritto nell'articolo 3 della legge numero 9, cioè che quando la regione vuole fare la programmazione delle risorse su funzioni che riguardano le autonomie locali, c'è un luogo in cui questo avviene, ed è l'accordo in sede di conferenza regione-enti locali. Allora si capisce bene quale è la ratio della ricostruzione complessiva della competenza, dove vogliamo arrivare come obiettivo politico, ma non stiamo praticamente presentando un quadro in cui la Regione si ingerisce in una funzione delle autonomie locali, o viceversa le autonomie locali fanno semplicemente lo strumento pagatore della Regione, perché questo non è quello che abbiamo voluto fare con la legge numero 9. Quindi aderisco all'idea di una sospensiva per concordare magari un emendamento di sintesi che possa in qualche modo soddisfare sia i presentatori sia l'esigenza di razionalità della legislazione regionale.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Molto brevemente per dire che concordo con l'emendamento presentato da Lai. Prendo atto della sospensiva che si vuole dare per trovare una linea, ma vorrei ricordare all'onorevole Sanna che ha testè citato quello che è lo spogliarsi totale della Regione, che alla Regione comunque sia deve restare, come principio, la programmazione, l'indirizzo e il controllo, poi per ciascun settore eventualmente si va a calibrare quelli che sono gli atti di spendita o meno, o la programmazione demandata gli enti locali, altrimenti veramente non ho capito che cosa si vuole intendere in questa riforma di cui spesso si sente parlare, anche qualche giorno fa per bocca del Presidente, per bocca di qualche autorevole esponente della Giunta e della maggioranza, vogliamo lasciare soltanto in capo alla Regione programmazione, indirizzo e controllo, poi ci si pente anche di questo e si vorrebbe anche delegare la programmazione. Se è questo che si vuol fare, diteci che Regione volete fare, se è una scatoletta chiusa di agenzia in mano a un Presidente o una Giunta e allora abbiamo capito, ma mi pare che sia più intelligente, più importante quello che è venuto fuori dall'ultimo dibattito, quello cioè di trovare un momento di sintesi e ricercare quelle che sono le ragioni vere per garantire la splendida del finanziamento a livello regionale, quantomeno omologa.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sì, certamente se è necessario fare un approfondimento… a me pare si ponga un problema inesistente, sostanzialmente, problema già ampiamente salvaguardato dalla legge numero 9. A parte il fatto che sull'articolo 73, comma 3, prima di dire quali sono le azioni che devono svolgere le province, si premette che: "le province operano sulla base degli atti di programmazione regionale adottate ai sensi del comma 2 articolo3". Ora, il comma 2, articolo 3 è un articolo molto importante che chiaramente governa tutto il processo di decentramento delle funzioni secondo una regola di gradualità che tiene conto anche, da un lato della presenza delle leggi di settore alle quali ovviamente bisogna riferirsi sulla base dei criteri, ma va oltre e dice: laddove non dovessero essere previste dalle leggi di settore, la Giunta regionale indica, attraverso delle specifiche direttive, quali devono essere i criteri. Ovviamente noi non abbiamo nessun interesse di depotenziare la qualità dei servizi nell'opera di decentramento, è lo vogliamo fare anche alla luce del sole, tant'è che l'articolo 3 dice che: "Ai fini di un'efficace e coordinato esercizio delle funzioni, la Regione promuove attività di concertazione, di scambio informativo, di valutazione dell'adeguatezza del processo, per poter informare quelle direttive che garantiscano qualità e funzionalità nel processo di decentramento". Quindi la Regione c'è e vuole evidentemente esercitare questa funzione per raggiungere un maggiore livello di efficienza del trasferimento dei servizi. A maggior valore di quello che sto dicendo l'articolo 32, quando arriveremo, dimostrerà che anche ai fini della dotazione finanziaria, una riflessione ci ha portato a integrare, non incidendo nel fondo unico per non modificarne la sua funzionalità, proprio per questa partita delle scuole materne non statali, ci ha portato a adeguare le risorse finanziarie in attesa di portarlo a regime nella legge quadro, proprio per far fronte al principio di adeguatezza nel trasferimento dei servizi. Mi pare che l'articolo 3 dica questo sostanzialmente, e non pregiudichi la funzione di destinare ai reali fabbisogni le risorse che si rendono necessarie, e a questo fine il combinato disposto dell'articolo 3, ma anche di quello che noi intendiamo introdurre nell'articolo 32, garantisce su questa materia ampio soddisfacimento dei bisogni e della funzionalità di questi servizi. Per cui invito al ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Per chiedere due minuti di sospensione in aula, Presidente. Grazie.

PRESIDENTE. Ma, possiamo sospendere… No, non possiamo sospendere l'emendamento perché non possiamo andare avanti senza…

Sospendiamo due minuti in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 19, viene ripresa alle ore 13 e 28.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi. Due minuti sono trascorsi, infruttuosamente. Bene. Se l'onorevole Lai non ci deve comunicare fatti nuovi, mettiamo in votazione col sistema elettronico l'emendamento numero 41. Prego i colleghi di prendere posto. Si vota col sistema elettronico.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Brevissima dichiarazione di voto, Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 41 perché è il ritorno e la ripresentazione di un emendamento che costantemente si ripresenta in finanziaria a salvaguardia delle scuole non statali, che rivestono un ruolo importante nell'organizzazione scolastica, soprattutto infantile. Ma vorrei rimarcare una cosa, e colgo l'occasione per rimarcarla, soprattutto perché ci sono dei momenti - e il dibattito nazionale è questo - in cui si dà addosso alla Chiesa in modo particolare quando si permette, a dire di alcuni, di interferire con lo Stato laico, cioè si dice che si deve esimere la Chiesa dal dare giudizi, dare opinioni o indicare la via ai cattolici. Ora, io ovviamente non concordo con questa lettura, però mi stupisce il fatto che immediatamente quando si discute un provvedimento che cerca di carpire i favori del mondo ecclesiastico si scateni subito una discussione dove ognuno vuole mettere la propria bandierina, per intenderci. Allora, è noto che l'atteggiamento del presidente Soru è contro le scuole non statali. E' notorio. L'ha ribadito anche ultimamente in sede di un convegno che si è tenuto la scorsa settimana al T Hotel di Cagliari…

(Interruzione del consigliere Marrocu)

... e probabilmente è stato segnato, appunto, dalle sue esperienze.

Probabilmente è stato segnato contrariamente in maniera negativa dalle sue esperienze.

(Interruzioni)

E nel mentre che combatte le scuole non statali appunto mi ricordano che manda invece i figli alle scuole private. Allora, questo si ripete in ogni finanziaria. Sempre, costantemente si ripete quest'atteggiamento e si cerca in qualche modo di ostare con la bandiera della scuola pubblica contro le scuole non statali che, infatti, sono dette non statali perché scuole non decisamente private. Ecco, volevo rimarcare questo e ovviamente la lettura del voto sarà molto, molto interessante.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Sì, grazie, Presidente. Per manifestare la soddisfazione rispetto ai chiarimenti che sono stati dati dall'Assessore che vanno nella direzione e nel senso che noi avevamo dato alla firma di questo emendamento, per il ritiro della firma mia e dei colleghi de La Margherita, Biancu, Cocco e Sabatini da questo emendamento e per esprimere il voto contrario all'emendamento numero 41.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie, per una breve dichiarazione di voto. Presidente, colleghi, annuncio il mio voto favorevole all'emendamento e faccio presente una perplessità di fondo sul ragionamento che è stato fatto in quest'Aula.

Le scuole private, le scuole materne non statali sono scuole parificate e sono autonomie scolastiche; come autonomie scolastiche hanno il riconoscimento del rango costituzionale dell'equiordinazione con tutte le altre istituzioni pubbliche. Nel bilancio della Regione la Giunta a ragione ha inserito dei fondi che la Regione erogherà direttamente alle autonomie scolastiche, proprio per un'immediata politica… per finanziamenti a politiche immediate da parte…

Scusate un attimo, ragazzi, scusate, eh! Per favore!

… perché vengano finanziate immediatamente delle politiche da parte delle autonomie scolastiche. Ora, la linea di finanziamento che la Regione effettuava, importantissima, oltre 20 milioni di euro, verso queste istituzioni scolastiche era una linea diretta Regione-autonomia scolastica. Un approccio proprio, come dire, precursore rispetto a quello che sta accadendo oggi. Questo è una specie di passo indietro, dal mio punto di vista, perché si sta creando un filtro Regione, enti locali, autonomie scolastiche, che, secondo me, rallenterà e complicherà le modalità della spesa.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Per esprimere un parere favorevole a questo emendamento, Presidente, anche perché questo tipo di intervento è stato difeso dal sottoscritto e da altri colleghi nella scorsa finanziaria e anche nell'altra, e di apporre la mia firma all'emendamento stesso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Per dire che a fronte del ritiro delle firme de La Margherita, noi vorremmo apporre le nostre firme...

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Occorrono molte firme!

LADU (Fortza Paris). Non lo so quante servono, questo lo vedremo dopo che sarà votato l'emendamento e poi stabiliremo quante firme servono. Per dire che noi condividiamo la ratio dell'emendamento e soprattutto condividiamo il fatto che su queste scuole pubbliche non statali c'è stato, durante questa legislatura, un dibattito continuo che ha visto alternarsi posizioni, anche all'interno della stessa maggioranza, non molto chiare. Pertanto, noi anche se avremmo voluto che ci fosse un rapporto diretto tra Regione e autonomia scolastica, però almeno questo può essere un passo avanti, nel senso che garantisce comunque la sopravvivenza delle scuole materne pubbliche non statali in un momento in cui ciò non è molto chiaro per quanto riguarda certe amministrazioni. Quindi, noi voteremo a favore di questo emendamento che riteniamo più garantista per quanto riguarda le scuole materne non statali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Solo per affermare che non si tratta di bandierine da apporre o che ognuno vuole esprimere attenzioni per segnalare un'attenzione che abbiamo sempre avuto e che non abbiamo bisogno di dimostrare ulteriormente. La nostra attenzione alle scuole private - in modo particolare alla funzione che nella nostra Regione svolgono le scuole materne private - c'è tutta e c'è sempre stata e questo fatto è confermato dal finanziamento confermato negli anni successivi. Le scuole materne, negli anni amministrati da questo Governo regionale del centrosinistra, non hanno mai perso una lira e non hanno mai avuto una lira in meno di quello che hanno avuto nel tempo passato. Abbiamo ritirato la firma da quel emendamento una volta appurato che vi è stato un trasferimento delle competenze alle Province, per le Province sono state stanziate sufficienti risorse da destinare alle scuole materne private, quindi non vediamo quale sia il motivo della polemica. Quindi, voteremo contro l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Anche noi per dichiarare il voto favorevole a questo emendamento e per apporre la firma dei componenti del Gruppo U.D.C. a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Per dichiarare il voto favorevole e per chiedere di apporre le firme di tutti consiglieri di Forza Italia all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (F.I.). Grazie, Presidente. Brevemente, perché credo che sia doveroso, quando le iniziative hanno una valenza e una condivisione, dichiararne la condivisione, appunto, e dato che proprio in questo modo si crea una azione costruttiva fra i diversi Gruppi, anch'io personalmente condivido l'emendamento e dichiaro la mia disponibilità a sottoscriverne il testo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Colleghi, c'è molto chiasso! Evitiamo di stare al telefono in modo esagerato, colleghi!

CACHIA (La Margherita-D.L.). Presidente, volevo dire che finalmente domani i giornali di tutto il mondo non parleranno più della tassa sul lusso che il presidente Soru - come si sostiene - ha istituito, ma domani parleranno in Sardegna della nuova guerra di religione, perché qua stiamo facendo la guerra di religione. C'era qualcuno che parlava di bandierine, secondo me l'opposizione ora sta mettendo delle bandierine e domani pubblicamente uscirà dai giornali che La Margherita, i D.S. e tutti gli altri, che il Governo regionale e la Giunta, sono contro le scuole private religiose. Noi non siamo assolutamente contro le scuole private, l'ha detto chiaramente l'Assessore, che i fondi che sono stati destinati negli anni passati alle scuole non statali saranno rifinanziati, abbiamo votato una legge, la legge 9, che dava autonomia, tutti gridavano qua dentro: "Autonomia ai Comuni e alle Province!". Beh, abbiamo fatto una legge per dare maggior autonomia alle Province, ora credo che dovremo essere semplicemente conseguenti e, per una volta tanto, porre fine alle demagogie. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Io mi auguro che da domani davvero non si parli più di tasse perché ci sia una resipiscenza del Consiglio regionale che elimini soprattutto quegli aspetti che abbiamo denunciato, che vanno contro l'interesse soprattutto dei sardi fuori dell'Isola. Che domani si parli sulla stampa delle scuole non statali, intanto è già un grosso risultato che del problema si parli in quest'Aula, e allora se lo vogliamo affrontare seriamente e serenamente il problema, senza assolutamente pregiudiziali ideologiche. Ecco, io intervengo per confermare il mantenimento delle firme, mia, di Marracini e di Lai, ma soprattutto per ribadire un aspetto, non si comprende perché non si voglia accedere alla ipotesi che la Regione dia un indirizzo politico programmatico uniforme sull'assegnazione dei contributi alle scuole non statali. Non riusciamo a comprendere qual è, visto che questa Regione si connota per un eccesso di centralismo su materie che ben possono essere non delegate, ma trasferite al sistema delle autonomie locali, su un tema sensibile come questo, certo la dice lunga, noi - scusateci - non ci fidiamo, continuiamo a sostenere in buona fede, come voi sosterrete le vostre ragioni, continuiamo a mantenere la firma e sosterremo questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, Presidente. Per dichiarare che facciamo nostro questo emendamento, lo voteremo convintamente, anche se non riusciamo a capire il perché di alcuni mutamenti di rotta all'interno della maggioranza, ma crediamo e apprezziamo il valore di questo emendamento. Io non so se da domani si continuerà a parlare di tasse sul lusso e credo di sì, credo che questo che sta succedendo ora, certamente non potrà cancellare tutto il danno di immagine che la Sardegna sta subendo dalle vostre tasse sul lusso, che il vostro Presidente ha gentilmente imposto e aggravato anche quest'anno, e certamente questo è un argomento che ci pone all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale e internazionale in modo più evidente anche rispetto a questo emendamento e all'argomento che in esso si tratta, ma certamente votare questo emendamento come il Gruppo di Alleanza Nazionale farà, significa utilizzare anche questa occasione, che pure potrebbe apparire marginale, per affermare il nostro rispetto verso la scuola privata e per affermare la vostra concreta azione di opposizione verso la scuola privata e anche di limitazione verso quello che essa rappresenta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io voto a favore, così come i miei colleghi, dell'emendamento. Voto a favore per lo stesso motivo spiegato sinteticamente adesso da Pittalis, perché non mi fido di questa Giunta su questa materia, perché c'è ben poco da fidarsi, nel senso che il vero problema non è tanto... purtroppo quest'emendamento, Presidente, posso recuperare questi pochi secondi che...

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, prego parli.

LA SPISA (F.I.). Non volevo essere provocatorio, sto dicendo una cosa di cui sono profondamente convinto e cioè che questo emendamento in realtà non risolve il problema, perché l'origine anti paritarie, l'avversione ideologica almeno di una parte di questa maggioranza nei confronti delle paritarie non sta nel fatto che siano le Province o la Regione a programmare, ma nei criteri che vengono messi nella programmazione, i criteri approvati dalla Giunta regionale sono contro le scuole paritarie, questo è il vero problema, quindi siccome speriamo che non siate sempre voi a dettare questi criteri, è comunque meglio che sia la Regione a stabilire i programmi, i criteri, in modo tale che l'erogazione avvenga sulla base non di una ripartizione territoriale ma del numero effettivo delle scuole perché il problema non è dividere per territori, le scuole sono dove sono, per cui non si tratta di stabilire piani di ripartizione delle risorse per le diverse Province sulla base della popolazione, ma semplicemente sulla base delle scuole effettive che erano servizio pubblico e che nell'individuazione dei criteri di questa Giunta regionale sono fortemente penalizzati, anzi, sono intimidite da un atteggiamento ideologicamente contrario alla parità riconosciuta da una legge approvata da un vostro Ministro tanti anni fa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Per esprimere il voto contrario all'emendamento, sostanzialmente inutile arrivati a questo punto, e per capire se l'emendamento nasce da una giusta preoccupazione responsabile o se invece nel momento in cui è stato anche raccolto da altri ha una funzione strumentale, perché, perché non c'è affatto una diminuzione di risorse. Basta vedere poi l'emendamento che è stato presentato, l'841 all'articolo 32. La legge, approvata l'anno scorso, distingue nell'articolo 3 il mantenimento della funzione regionale di programmazione in capo alla Regione e poi successivamente invece pone alla Provincia la funzione di erogazione. Il problema è quello che ha un po' in parte sollevato anche in questo momento l'onorevole La Spisa, cioè, siccome non siamo in presenza di una funzione nuova, ma di una funzione storica, credo che nella responsabilità programmatoria della Regione, non si potrà non tener conto del fatto che i destinatari ultimi delle scuole materne non statali delle diverse realtà provinciali, rispondono ad un principio di distribuzione che non nasce dal mero principio di carattere territoriale. Per cui io chiederei ancora anche ai nostri amici dell'Udeur di ritirare l'emendamento per un fatto molto semplice, perché se la sollecitazione che loro hanno sollevato, che hanno raccolto, sapete perfettamente che tanti delle scuole materne non statali hanno giustamente in base alla preoccupazione, hanno investito molti di noi, allora la preoccupazione riguarda in modo particolare l'interpretazione del concetto di programmazione che va dato nel rispetto della "9" e nel rispetto anche della legge finanziaria, per cui credo che se questa preoccupazione è stata accolta, per cui siamo in presenza di risorse in buona sostanziale vincolate, io credo che l'effetto dell'emendamento, della proposta, della sollecitazione che è nata dal centrosinistra, ha già ottenuto il proprio risultato.

Andare oltre mi sembra inutile, risollevare voci di clericalismi, di anticlericalismi che dal nostro punto di vista appartengono, non al secolo scorso ma all'800.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Grazie Presidente. Io esprimo il voto contrario a quest'emendamento, però vorrei anche richiamare l'attenzione dell'aula su atteggiamenti che non appartengono ad un'era passata, ma a qualche anno fa quando a governare c'era il centrodestra e a qualche emendamento che era stato presentato allora, perché la Giunta e alcuni colleghi che oggi stanno facendo i paladini delle scuole private e così via, li stavano lasciando in una condizione quasi di indigenza.

Collega Scarpa, ricordi, vorrei richiamare l'onorevole Scarpa quand'era Assessore della pubblica istruzione, io presentai un emendamento a favore delle scuole private perché la Giunta non la teneva nella giusta considerazione. Oggi, e lo dico anche al collega Pittalis, non è che possiamo dimenticarci di tutto, arriviamo qua e ci cancelliamo la mente, facciamo finta, oggi ci sono risorse adeguate, ci sono risorse adeguate, ci sono risorse che arriveranno alle scuole pubbliche, alle scuole private non statali, però, ma non è che noi dobbiamo davvero qui sollevare sempre l'asticella in modo tale da andare a captare benevolenza da tutti in modo veramente qualche volta un po', scusate tanto cari colleghi, stucchevole, e aprendo delle guerre di religione che non ha ragion d'essere, non hanno ragion d'essere. Quasi ci fossero qui gli agnostici, gli atei che fanno delle guerre di religione contro chi invece ha una fede, non è così, è una rappresentazione grottesca. Qua dobbiamo giudicare le azioni di governo, e non dire: "non mi fido o mi fido", i soldi ci sono o non si sono. Le risorse sono presenti oppure no. Insomma, io credo che un legislatore non possa continuare davvero con atteggiamenti come quelli che si stanno vedendo anche nel merito di quest'argomento. Allora, le risorse ci sono, però vanno distribuite maniera equa, abbiamo ottenuto il decentramento verso le Province e quindi è un emendamento che non ha ragion d'essere. Quindi, cari colleghi, quelli che sono nel centrosinistra lo ritirino, gli altri facciano quello che vogliono. E' il gioco delle parti, noi non andiamo a mistificare, quindi il mio voto è assolutamente contrario e invito però anche a fare un piccolo esercizio mnemonico a molti di noi che c'erano anche nella passata legislatura. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento. La votazione è quella elettronica. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 41.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LOMBARDO - MARRACINI - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 63

Votanti 62

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 26

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 120. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 11.

SCARPA (Gruppo Misto). Ho chiesto di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Chiedo scusa onorevole Scarpa, ha ragione.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Sì, grazie. Per annunciare il voto di astensione e dire al collega Pirisi che il livello degli stanziamenti sulle scuole materne non è mai sceso negli ultimi 10 anni, è sempre salito, né per merito mio, né per merito suo.

Quando io mi sono occupato di questo tema non c'è stata mai nessuna lamentela e volevo dire anche che però non mi è sembrato di sentire dalla Giunta una rassicurazione formale sul fatto che questi fondi non saranno ridotti, che le scuole non soffriranno, se possono rassicurare formalmente sul fatto che la Giunta è in grado di destinare questi fondi e di canalizzarli. Questa cosa non è stata detta in aula e personalmente mi sembra di aver fatto un intervento, collega, nel merito della questione e di non aver fatto nessuna demagogia, chi ha parlato di chiesa, bandierine, non mi riguardano! Quindi vorrei pregare, se possibile, e se si può in quest'aula discutere di questioni nel merito e se si può esprimere un'opinione senza che ogni volta si riduca tutto quanto a questioni spicciole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnicodei lavori pubblici. Onorevole Scarpa, prendo la parola...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi... andiamo avanti.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Prendo la parola per rispondere all'onorevole Scarpa e un po' a tutti, per chiarire un po' il dibattito, ma molto brevemente. La Giunta è attentissima al problema dell'istruzione delle scuole materne parificate. E' tanto attenta che l'Assessore che vi parla ha proprio formalmente comunicato nella predisposizione del bilancio e della finanziaria, recentemente, con un emendamento integrativo, proprio la quota di risorse che, l'anno scorso o storicamente, sono state destinate a questo importante settore di intervento. Quindi, la stessa Giunta, lo stesso Assessore alla pubblica istruzione se n'è fatto carico, ha indicato l'entità finanziaria del comparto, che viene messa nel Fondo unico. Devo dire ancora di più, che io ho incontrato le federazioni rappresentative delle scuole materne, ce n'è anche una recentemente formatasi, con la quale abbiamo concordato, a brevissimo termine, un incontro perché la Giunta possa, subito dopo l'approvazione della finanziaria, fissare quelle linee generali di programmazione che legge 9 le riserva, a garanzia delle funzioni trasferite. Funzioni trasferite non vuol dire, specialmente per le funzioni essenziali, qual è proprio la pubblica istruzione, che le Province siano, come dire, titolari di un potere assoluto, ma devono sottostare ad un criterio, specialmente per i servizi essenziali, di pianificazione regionale a tutela proprio dell'utenza e dei nostri bambini. Quindi, la rassicurò personalmente dell'interesse dell'Amministrazione e dell'Assessorato e della Giunta intera. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie Assessore.

Metto in votazione il testo dell'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento numero 840, c'è il parere favorevole.

Mancano i criteri di assegnazione, dovrebbero essere integrati.

Articolo 11, stiamo parlando dell'emendamento 840, il relatore ha espresso parere favorevole con un'esigenza di integrazione relativamente ai criteri.

Ha domandato di parlare l'assessore Dadea. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Due minuti di sospensione, grazie.

PRESIDENTE. Se facciamo due minuti, due minuti, concludiamo l'articolo 11. Insomma, stamani si è lavorato poco!

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 57, viene ripresa alle ore 14 e 02.)

PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo.

Ha domandato di parlare l'assessore Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Allora, sulla base delle indicazioni del Presidente della Commissione, nel penultimo comma, le parole "avendo riguardo all'equilibrio territoriale" sono sostituite dalle parole "con gli stessi criteri previsti in legge".

L'ultimo comma, che riguarda la misura 5.1, si propone di stralciarlo. Quindi si finisce con "legge".

URAS (R.C.). Non siamo d'accordo. Ho detto che va discusso!

PRESIDENTE. Va bene colleghi, non siamo in condizione di concludere l'articolo, riprendiamo questo pomeriggio alle ore 16, invitando i colleghi ad essere puntuali e presenti. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 03.