Seduta n.359 del 17/12/1998
CCCLIX SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 17 Dicembre 1998
Presidenza del Vicepresidente Milia
indi
del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 16 e 41.
LA ROSA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 15 dicembre 1998 (355), che è approvato.
Elezione di due rappresentantinel Consiglio di amministrazione dell'Ente regionale per il diritto allo studio universitario di Cagliari (v.p.v.)
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'art. 91 del Regolamento, in questa seduta si procederà a votazione mediante il procedimento elettronico. Se non vi sono opposizioni, invertendo un attimo l'ordine dei lavori, potremmo procedere, ai sensi dell'articolo 21 comma 1 della legge regionale del 23 agosto 1995, all'elezione di due rappresentanti della Regione nel Consiglio di amministrazione dell'Ente Regionale per il diritto allo studio universitario di Cagliari. Ogni consigliere potrà indicare un nome e risulteranno eletti i due nomi che avranno ottenuto il maggior numero di voti.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione segreta, per l'elezione di due rappresentanti nel Consiglio di amministrazione dell'Ente regionale per il diritto allo studio universitario di Cagliari.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 62
Astenuti 3
Schede bianche 3
Hanno ottenuto voti: Alessandro Costa 28 e Fabio Zirone 25.
Vengono proclamati eletti: Alessandro Costa e Fabio Zirone.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BALLERO - MANCHINU.)
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1999)" (459)
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'articolo 14 e dei suoi emendamenti. Metto in votazione l'emendamento numero 127. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 142. Chi lo approva alzi la mano.(?)
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo numero 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Ha facoltà di parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 36.
DIANA (Progr. Fed.). Solamente per proporre che, aderendo a quanto proponeva l'Assessore dell'ambiente, stamattina, se c'è l'accordo, si possa modificare lo stanziamento riguardante il primo anno, stabilendo una cifra simbolica che consenta di mantenere la norma pur con uno stanziamento limitato che chiedo sia quantificato.
SECCI (Popolari) La Commissione ha detto no. Il parere della Commissione rimane no.
PRESIDENTE. Ha domandato da parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, per chiedere la votazione per parti, comma per comma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Ho preso atto e ho invitato la Commissione a distinguere, nella rivisitazione del giudizio, i primi due commi che non comportano problemi, e di rimandare invece il terzo comma ad una definizione all'interno del bilancio, a carico del sistema complessivo dell'Assessorato dell'ambiente. Quindi, io direi che possono essere approvati i primi due commi, ed è normativa; sull'altro, inviterei, come ho fatto stamattina, vista anche la valutazione che è emersa da tutte le parti del Consiglio sulla positività di una iniziativa come questa, sulla simbolicità, che credo non potrà che essere una cosa simbolica; possono essere cento milioni, possono essere duecento milioni da rivedere all'interno del bilancio e non invece all'interno della finanziaria.
PRESIDENTE. E` stata chiesta la votazione per parti.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, mi sembra che il comma uno sia autonomo; il secondo presuppone finanziamenti, e quindi, semmai, ha un nesso con il terzo perciò non capisco la proposta dell'Assessore. Mi sembra che l'uno non comporti spese, mentre il due ed il tre sono legati, perché se si approva il programma è chiaro che occorre prevedere delle spese.
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 1 dell'emendamento numero 36. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione il comma 2 e 3 dell'emendamento numero 36.
SECCI (Popolari). Io ho chiesto la controprova sia che si voti per parti, sia che si voti per intero.
PRESIDENTE. Non si può procedere nei lavori senza che nessun Segretario venga al banco della Presidenza ad aiutare.
SECCI (Popolari). Ne prendiamo atto del rispetto del lavoro della Commissione da parte del Presidente della Giunta. Prendiamo atto e ci comporteremo di conseguenza. Questo è il rispetto per il lavoro della gente che lavora ogni ora del giorno, facendo l'imbecille.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Secci.
SECCI (Popolari). Chiedo scusa. Mi sono lasciato trascinare da uno sfogo e chiedo scusa a lei e a tutto il Consiglio.
PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare su questo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
Non sono approvati il comma 2 e 3, è approvato il comma 1.
Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 104. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Mi scuso per non essere stato presente in Aula all'inizio delle votazioni su questo articolo, ma per coerenza e dare comunicazioni all'Aula anche in ordine al ragionamento che è stato fatto qui questa mattina, che la Giunta ha approvato il disegno di legge sulla valutazione di impatto ambientale.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 109. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
Bonesu (P.S.d'Az.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 109.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 29
Contrari 33
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 110.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, vorrei sentire l'Assessore dell'ambiente, se dà assicurazioni lo ritiro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Ripeto quanto detto questa mattina, credo che nel pomeriggio potrò anche formalmente passare all'onorevole Bonesu e all'Aula che ne faccia eventualmente richiesta il programma della Giunta che riguarda l'aspetto dello SFOP(?) in ordine al mercato di Cabras. Continuo a dire che condivido la proposta però che, all'interno dell'articolato che verremo ad approvare in Giunta sul quadro comunitario di sostegno nel mese di gennaio e febbraio, un piano sui mercati ittici in Sardegna vada comunque fatta perché il problema non riguarda soltanto il mercato ittico di Cabras.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Sentite le assicurazioni dell'Assessore l'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. E` stato ritirato l'emendamento numero 110.
Ha domandato di parlare l'assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
BALLERO (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Chiedo dieci minuti di pausa.
PRESIDENTE. Poiché non ci sono opposizioni sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 16, viene ripresa alle ore 18.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dall'emendamento numero 125 all'articolo 14 .
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.D.S.-Progr.Sard.). Signor Presidente, alla luce di alcuni chiarimenti, ma soprattutto di alcuni impegni che sono stati assunti nella replica, relativamente a questo emendamento dall'assessore Scano, che riconosce la sussistenza del problema e che assume, in ogni caso, l'impegno a trovare copertura finanziaria all'interno dei programmi che l'assessorato sta mandando avanti nel merito, ritengo opportuno ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 139. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 15.
SERRENTI, Segretario:
Art. 15
Ricomposizione fondiaria
1. La Regione promuove la ricomposizione fondiaria e ne dichiara la assoluta priorità nella propria politica agricola. Nelle more di una organica disciplina legislativa, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale propone alla Giunta regionale - a' termini dell'articolo 4, lettera i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modificazioni ed integrazioni - in un contesto coordinato, il programma annuale degli interventi tendenti al riordino fondiario, alla creazione di aziende di congrue dimensioni, alla realizzazione delle relative infrastrutture rurali da finanziarsi a' termini della legislazione regionale vigente nel rispetto di quella statale e comunitaria.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di lire 20.000.000.000 per l'anno 1999 e di lire 50.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000 e 2001 (cap. 06081).
PRESIDENTE. All'articolo 15 è pervenuto un emendamento. Se ne dia lettura
SERRENTI, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 105.
BALLETTO (F.I.). L'articolo 15 riguarda la ricomposizione fondiaria. Il problema è attualissimo e l'esigenza di darvi soluzione è indubbiamente pressante. Tuttavia, con la disposizione in argomento che stanzia 20 miliardi per il 1999 e 50 miliardi per gli anni 2000 e 2001 ciascuno, non da risposta adeguata, perché nel 1 comma dello stesso articolo si dice: "La Regione promuove la ricomposizione fondiaria e ne dichiara l'assoluta priorità nella propria politica agricola nelle more di una organica disciplina". Questo è il solito ritornello che rimanda la soluzione di problemi che non vengono affrontati in radice, che non si vogliono affrontare ma per i quali si pongono sempre stampelle o dei tamponi.
Va ricordato che recentemente, sul problema del riordino fondiario, Forza Italia ha presentato una proposta di legge di cui il primo firmatario è il collega Bertolotti. Quest'Aula l'ha rimandata indietro. Ecco perché abbiamo proposto un emendamento soppressivo, perché vogliamo che il problema si affronti nelle sue dimensioni reali, che si affronti per darvi una soluzione e non vi siano, come è sempre avvenuto in passato, soluzioni arrangiate e che, di fatto, non risolvono proprio niente ma procrastinano nel tempo la soluzione del problema.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Naturalmente il parere del relatore è contrario all'emendamento 105, anche perché ritiene che questo articolo 15 sia un articolo fondamentale di questa manovra finanziaria, che assegna alla ricomposizione fondiaria una assoluta priorità nella propria politica agricola, queste sono le parole testuali dell'articolo stesso. Quindi, noi riteniamo che l'articolo debba restare in piedi, tra l'altro destina risorse importanti a questo settore, nel triennio sono 120 miliardi, e io credo che l'emendamento 105 sia anche da ritirare in virtù proprio della finalità che l'articolo si propone, in qualche modo è in sintonia anche con la proposta di legge a cui faceva riferimento il collega Balletto. Per cui riteniamo che l'emendamento 105 debba essere respinto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Telegraficamente, si tratta di un articolo molto importante, la Giunta esprimere parere contrario sull'emendamento 105, non è una voce vuota perché la disponibilità di questo stanziamento, per quanto riguarda il riordino fondiario, mette anche il Consiglio, la Commissione credo abbia già in mente di fare questo, di lavorare immediatamente per una normativa che può essere fatta anche in poche settimane che renda immediatamente spendibili nel modo più efficace gli stanziamenti per il riordino fondiario, che è il presupposto chiave del rilancio dell'agricoltura in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, continuano a pervenire in quest'Aula disposizioni inutili dietro vantate dichiarazioni che danno ai problemi grande rilievo e grande importanza, ma con la proposta di soluzione che sono del tutto inadeguate. Sono inadeguate perché qua niente altro si sta facendo che ribadendo ciò che già esiste. Una normativa per la ricomposizione fondiaria in Italia esiste dalla bellezza di circa 38 anni. Non ha prodotto nessun piano di riordino fondiario, un motivo ci sarà, o meglio più di un motivo ci sarà.
Uno dei motivi è che la gente, l'agricoltore, così come qualsiasi altro imprenditore, se non ha degli incentivi che lo portino a far parte di un piano complessivo di riordino ben difficilmente si distacca dalla propria creatura. Noi potevamo mettere in atto un meccanismo molto semplice che avrebbe in un atto solo, in un meccanismo solo risolto i problemi di carattere finanziario di tanti operatori del mondo agricolo, dando al settore agricolo una immagine diversa e potenzialità diverse.
Il dramma di carattere finanziario in cui le aziende si dibattono poteva essere risolto in parte, almeno per una parte della categoria, senza troppi danni per la Regione, sfruttando meccanismi di fondi di rotazione legati alla funzione di mediazione da parte della Regione che avrebbe potuto acquisire le aziende a prezzi di mercato, farle rientrare nei piani di riordino e di ricomposizione consentendo ai comuni di incidere sull'economia del proprio territorio, consentendo la realizzazione di quelle necessarie opere infrastrutturali che sono indispensabili per rilanciare il settore agricolo consentendo la creazione di aziende più grandi e rimettendole poi sul mercato facendo sì che gli operatori potessero riutilizzare i fondi che sono a disposizione da parte dello Stato con i mutui trentennali per la cosiddetta proprietà contadina. Questo sì avrebbe richiesto i fondi che qui sono stati stanziati che per altro sarebbero stati insufficienti ma che con una dotazione leggermente superiore per un certo numero di anni avrebbero consentito di agevolare il settore e di far tirare fuori dai guai tante imprese agricole. Questo meccanismo avrebbe fatto sì che potessero essere in Sardegna immediatamente operativi i regolamenti comunitari sul prepensionamento per gli agricoltori, sugli incentivi ai giovani che volevano entrare nell'ambito dell'agricoltura, perché gli incentivi sono previsti solo in virtù di una aumentata disponibilità di superficie delle aziende agrarie perché questa è la politica agricola comunitaria che è volta ad un ampliamento delle superfici. Oggi qui si dice che l'Assessore fa il piano, su quali basi? Facendo gli espropri, costringendo la gente ad andarsene via dalla terra, su quali basi? Con quali fondi e disponibilità, con l'Esercito? Per fare che cosa, quali infrastrutture, quali tipi di coltivazioni, quali programmazioni? Niente, assolutamente niente. Questo Consiglio ha perso una grande occasione, e non mi stancherò mai di dirlo, di affrontare il problema quando all'ordine del giorno di quest'Aula era stato portato un impianto organico di legge che andava verso questa direzione, ma con serietà e con metodo. Oggi non si fa altro che semplicemente propagandare il fatto che c'è una sensibilità, una attenzione, si fanno i convegni in giro per l'isola, si illude la gente come sempre, nella solita ottica e logica di carattere elettoralistico, ma intanto i problemi rimangono, la gente continua a soffrire, le banche continuano ad andare avanti sui pignoramenti, le attività agricole continuano a rimanere in crisi, i tempi delle aperture dei mercati al nord Africa e nei paesi nell'est Europa si avvicinano sempre di più, si assottigliano e sempre meno è la possibilità della gente di adeguare le proprie aziende a reggere il confronto che presto dovranno affrontare nei confronti delle concorrenze a basso costo sulle produzioni che saranno sicuramente importate da questi paesi nel nostro Stato e quindi anche nella nostra Regione. Su questo tema si evidenzia in tutta la sua gravità l'insufficienza dell'azione politica di questo Governo regionale. Non ci sono giustificazioni, non ci sono motivazioni che possano far sì che su questo tema si possa continuare ad andare avanti in questo modo. Noi riteniamo che non sia il modo giusto, il metodo giusto per andare avanti, che queste disponibilità di fondi rimarranno ferme nelle casse della Regione per non essere utilizzate, fino a quando non si utilizzerà un meccanismo che consenta la libera negoziazione delle aziende, la libera scelta degli operatori se permanere, se andare in pensione, se cedere le proprie attività ad altri, se consentire di poter fare questo riordino fondiario. Si pubblicizza tanto un disegno di legge che sta passando in Senato, altro non fa che questo disegno di legge che aumentare la quota di espropri possibili nell'ambito del riordino fondiario, portando dal 10 al 30 per cento la quantità dei terreni che nell'ambito di un piano di riordino possono essere espropriati. Questo è il meccanismo proposto dall'Ulivo, quello di andare con la forza e non nel rispetto della libertà e della volontà degli operatori economici a incidere sull'economia. Questo è un meccanismo che la storia ha dimostrato non porta da nessuna parte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Onorevole Presidente del Consiglio, alla lettura dell'articolo 15, 1° comma, ho immaginato che si potesse arrivare ad un punto di incontro con la maggioranza di governo, perché per me leggere che la Regione promuove la ricomposizione fondiaria e ne dichiara l'assoluta priorità nella propria politica agricola nelle more di una organica disciplina legislativa l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale propone alla Giunta eccetera eccetera. Mi dispiace che l'Assessore all'agricoltura non lo veda, avrei voluto la sua presenza nell'esame dell'articolo 15 perché chiaramente a livello di governo è la persona maggiormente interessata a questo problema.
Dicevo che qui si può trovare un punto di incontro perché si tratta di un problema talmente importante che potremmo accettare nelle more di una organica disciplina legislativa che si incominci ad affrontare il problema, perché avere una agricoltura fiorente è una cosa troppo importante per lo sviluppo economico in generale dell'isola. Ma per avere una agricoltura fiorente è necessaria la ricomposizione fondiaria, non possiamo noi avere delle imprese competitive se non si da all'azienda agricola una dimensione non dico ottimale, perché l'ottimo non lo raggiungeremo mai, ma una dimensione tale da consentire a chi lavora in agricoltura che l'azienda dia la possibilità di lavoro al titolare, alla propria famiglia perché questa è ancora la conduzione dell'azienda agricola in Sardegna.
Alcuni giorni fa ho fatto una visita in una zona dell'oristanese dove ci sono delle aziende agricole che potrebbero produrre perché hanno dei terreni abbastanza fertili, ma alla mia domanda qual è la dimensione dell'azienda mi hanno risposto che le dimensioni dell'azienda è di 5, 6 ettari. Noi abbiamo la possibilità, ho detto altre volte in questo Consiglio, di coltivare il riso. E` una coltura che rende anche 100 quintali per ettaro. Ma coltivare il riso in appezzamenti da due ettari non è più conveniente. Ecco perché il riordino fondiario deve assumere una importanza preminente nella politica agricola del governo e che io credevo a quanto affermato nel 1° comma dell'articolo 15. Ma quando passo ad esaminare il 2° comma e vedo le risorse dico che le risorse sono assolutamente insignificanti. Questa finanziaria prevede stanziamenti di fondi di notevole rilievo per altre voci di spesa. Quando esamino la destinazione di fondi mi accorgo che il provvedimento sotto il profilo sostanziale diventa insufficiente. E` vero, come idea la accolgo volentieri.
Posso anche comprendere che i fondi sono limitati ed allora bisogna dividere, però ci avrei visto bene, caro Assessore al bilancio, che almeno si fosse destinata la somma di 50 miliardi anche per il 1999. Cominciamo 1999: 20 miliardi; 2000 e 2001: 50 miliardi se non vado errato. Ecco, perché non fare un piccolo sforzo e destinare anche per l'anno 1999 50 miliardi? Io credo che questo sia uno sforzo che potete fare, credo che anche adesso in sede di discussione l'Assessore sia in grado di modificare lo stanziamento per l'anno 1999 portandolo da 20 miliardi a 50 miliardi. Ritengo che farebbe una cosa saggia perché si tratta di dare un impulso all'agricoltura cosa che dovremmo fare oggi o domani. I fondi rimangono ugualmente insufficienti, ma almeno è un segno più tangibile dell'importanza che questo Consiglio attribuisce all'agricoltura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, io credo che questo articolo non possa essere utile per i fini che il legislatore, i proponenti si sono dati, per la realizzazione di quegli obiettivi che si sono dati. Si riferisce alla legislazione vigente, al rispetto di quella statale e comunitaria vigenti e si richiama ad una organica disciplina legislativa da attendere, che deve venire.
L'emendamento non tende a sopprimere l'argomento evidentemente ma tende, l'avrei presentato io se non avessi visto quello presentato dagli amici di Forza Italia, soltanto a fare riflettere e a produrre un progetto organico sulla materia che vede il Consiglio unito. Il Consiglio è d'accordo, siamo tutti d'accordo che occorre mettere mano a questo problema che è sentito da tutti. Ma è il modo, si va a pezzi, anche qui qualcosa è stata messa nel "447", poi si ritorna in finanziaria con lo stesso argomento e non si vede mai la fine di questi argomenti. Così non si porta a soluzione il problema. Non mi soffermo su altri aspetti che altri colleghi hanno già esternato e già citato, ma un'osservazione di carattere generale va fatta. Sembra che in Sardegna il più delle persone vengono dal mondo agricolo, provengono da famiglie che hanno avuto uno stretto rapporto, addirittura molti credo sussistenza dall'agricoltura e sembra che poi improvvisamente ci siamo dimenticati da che mondo veniamo e in che mondo viviamo. Non è pensabile che si possa continuare. La legislatura sul riordino, sulla ricomposizione fondiaria l'abbiamo da tanti anni e non ha prodotto niente, ma vogliamo continuare? Io faccio una proposta di mediazione, sospendiamo l'articolo. Sospendiamo l'articolo e lavoriamo a una disciplina legislativa più completa. Io credo che tutto il Consiglio, come in altre circostanze, vedremo il tabellone tutto verde! Ma questo signori non è un modo per approdare e per portare a buon fine, come si dice in altri ambienti, una opera di ricomposizione fondiaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, le leggi dovrebbero essere leggi e non manifesti elettorali perché quando si dice che si da assoluta priorità nella propria politica agricola alla ricomposizione fondiaria si fanno slogan non si fanno leggi perché occorrerebbe spiegare qual è l'effetto giuridico di questa assoluta priorità. L'articolo 15 lascia stupefatti perché per la prima volta si stanziano dei fondi che sono ingenti e possono contribuire a risolvere il problema. Ma siccome non si adottano strumenti legislativi che consentano di affrontare il problema con strumenti che obblighino i privati, che portino i privati a comporre i propri interessi, che portino a fare dei piani realistici di ricomposizione fondiaria, che portino a revisionare i catasti in modo da risolvere quei problemi che ormai sono in gran parte esclusivamente catastali, eccetera, questo articolo resterà assolutamente inapplicato salvo qualche marginale applicazione con arrotondamento di qualche proprietà contadina, per cui i 70 miliardi andranno in gran parte in economia. Se la Giunta vuole essere operativa dovrebbe accantonare i 70 miliardi nel fondo "nuovi oneri legislativi" e consentire quindi al Consiglio di dotarsi di una legge organica che consenta la spendita dei 70 miliardi, perché stanziarla in questo modo significa semplicemente in sede di consuntivo verificare che quasi interamente non sono spesi.
Io credo che le leggi vadano fatte tenendo i piedi per terra. Qua è stata presentata una proposta, tra l'altro anche a mia firma, il Consiglio ha ritenuto di respingerla, ma non sono venute altre proposte operative. Io vedo la volontà di voler risolvere mettendo i soldi, ma i soldi non bastano senza le idee e senza le norme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Ha ragione il collega Bonesu che non è sufficiente prevedere delle somme piuttosto anche cospicue se poi il problema non lo si affronta in maniera razionale ed organica. Per la ricomposizione fondiaria vengono infatti stanziati 20 miliardi per il 1999 ed altri 50 miliardi in ciascuno degli anni 2000 e 2001 per un totale nel triennio di 120 miliardi di lire.
Per la spesa di tali fondi si fa riferimento alla legge regionale numero 1 del 1977, cioè una legge che in venti anni, come è riconosciuto da tutti, non sembra abbia funzionato. Non solo non ha funzionato bene ma non ha funzionato per niente, proprio per l'accorpamento dei poderi e la ricomposizione fondiaria. Allora ci chiediamo perché dovrebbe funzionare oggi e perché dovrebbe funzionare con una norma che non affronta e rivisita il problema ma che si preoccupa soltanto dell'aspetto finanziario.
Non sembra per noi che la ricomposizione fondiaria sia un problema che debba essere risolto dalla Regione, né dalla Regione né da altro ente pubblico. Lo diciamo con chiarezza. Noi riteniamo che il problema della ricomposizione fondiaria debba essere risolto innanzitutto dai proprietari dei terreni e a seconda delle convenienze di mercato.
Ogni ingerenza della Regione nella gestione degli interessi di questa natura, da un lato è destinata all'insuccesso, questo lo dimostra ogni qual volta la Regione si è preoccupata non di programmare ma di gestire direttamente. E dall'altro crea, a nostro avviso, favoritismi e distorsioni di mercato, quando non di peggio.
In ogni caso crea, come in questo caso, spreco di risorse pubbliche, perché non sono correttamente programmate, e in una situazione in cui si vorrebbero fare nuovi debiti per finanziare questo tipo di spesa la scelta non può che essere considerata sbagliata. Dunque, noi invitiamo la maggioranza, sono d'accordo con il collega Biggio che ha proposto una sospensione, per valutare se il problema non debba essere affrontato nella Commissione di merito, c'è già una proposta di legge del collega Bertolotti, ma mi risulta che ce ne siano anche delle altre, anche del PDS e della Giunta. Quindi, il problema può essere riconsiderato nella sua completezza e sistematicità nella Commissione competente. Per cui noi, in questa situazione, preannunciamo il nostro voto contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Sono estremamente sorpreso dall'andamento di questa discussione, sorpreso perché mi da la sensazione che il fastidio ricevuto, forse anche comprensibile, per una proposta di legge non andata in porto in Aula, stia portando i gruppi di opposizione a vanificare una iniziativa che invece mi sembra la Giunta abbia preso con grande attenzione verso il mondo dell'agricoltura. L'avere messo a disposizione questa somma per la ricomposizione fondiaria, lo giudico un fatto qualificante di questa manovra finanziaria. É una scelta pervenuta dopo che c'erano state sollecitazioni in Aula nel corso degli anni. Io dico finalmente siamo arrivati a questo tipo di scelta. Io non metto in dubbio che siano necessari dei progetti di legge, delle disposizioni, delle direttive che servono a migliorare il tipo di intervento, ma non si può assolutamente contestare la disponibilità economica.
Su questa disponibilità si possono articolare qualunque tipo di soluzione in migliorativo, ma non assolutamente andare a privare l'agricoltura di questa importantissima struttura.
Intanto faccio notare che esistono già delle norme sulla ricomposizione fondiaria e che sono in essere. Ci sono le norme previste per la formazione della proprietà coltivatrice, quindi tutto quello che può venire può essere sicuramente migliorativo, ma guai a noi se dovessimo rinunciare a questa scelta che mi sembra assolutamente condivisibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Brevemente, intanto per dire che non interviene in questa discussione l'assessore Ferrari che si trova oggi a Bruxelles proprio per questioni relative al mondo agricolo, in particolare la questione dell'indebitamento delle aziende.
Io, con un intervento molto rapido, desidero dire che con questo articolo si da un segnale importante, ci rendiamo conto non sufficiente, ma importante.
Desidero dire anche che ho ascoltato con piacere le parole dette da sponde diverse, da Desiderio Casu e da Giuseppe Lorenzoni, posizione maggioranza su questa materia, perché si tratta di uomini che sanno interpretare lo spirito delle campagne. E` un segnale importante. Dobbiamo tradurre questa, al di là delle divergenze sulla cifra ed anche le legittime differenti valutazioni politiche, come quelle fatte per esempio da Bertolotti, che è firmatario di un progetto di legge importante sull'argomento, credo che possiamo tradurre questi elementi di convergenza nella volontà di andare immediatamente, con il lavoro della Commissione, in capo alla quale sono già una serie di progetti di legge della Giunta per tradurre tutto ciò rapidissimamente in una legge compiuta.
Non serve, colleghi, la sospensione dell'articolo, non serve perché la Commissione, utilizzando questa dotazione finanziaria, può fare la legge ben prima che l'Assessore competente possa predisporre il programma annuale, nelle more della legge.
Quindi, facciamo la legge, c'è la dotazione finanziaria, c'è una volontà unitaria importante del Consiglio. Io sarei felice se, e credo anche lei Desiderio Casu, che i 20 miliardi del 1999 venissero utilizzati tutti. Credo che questa sia la sfida, non tanto metterne 21.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). L'emendamento 105 è ritirato. Chiediamo la votazione segreta sull'articolo.
Votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 15.
Risultato della votazione.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 34
Contrari 23
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Si dia lettura dell'articolo 15 bis.
SERRENTI, Segretario:
Art. 15 bis
Finanziamento alle Province per funzioni
ex CRAAI
1. Nelle more dell'approvazione della legge di riordino e di trasferimento delle funzioni di cui alla legge regionale 21 gennaio 1986, n. 13, è autorizzato, nell'anno 1999, lo stanziamento di lire 2.000.000.000 a favore delle Province destinato alla copertura degli oneri derivanti dall'assunzione di personale precario per l'esercizio delle funzioni in materia di tutela e difesa dell'ambiente (cap. 04021/01).
2. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di enti locali, finanze e urbanistica, a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche e integrazioni.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SERRENTI, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente per illustrare l'emendamento numero 56.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore di maggioranza.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Si accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo 15 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(É approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano.
(É approvato)
Si dia lettura dell'articolo 16.
SERRENTI, Segretario:
Art. 16
Interventi vari in agricoltura
1. È autorizzato lo stanziamento annuo di lire 350.000.000 quale contributo a favore del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale per il rimborso delle spese dallo stesso sostenute per il personale distaccato presso l'ufficio speciale dell'Assessorato regionale dell'agricoltura, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 29 (cap. 06011/03).
2. I benefici previsti dall'articolo 49 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, sono estesi agli investimenti effettuati da società miste costituite da cooperative ed enti pubblici (cap. 06234).
3. I finanziamenti concessi a favore del Consorzio S.A.R. (Servizio Agrometereologico Regionale) vengono accreditati in un'unica soluzione, in forma anticipata e con le modalità di cui all'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, fermo restando che la concessione dei finanziamenti è subordinata all'approvazione del programma tecnico finanziario di spesa ed è soggetta alla rendicontazione semestrale prevista dalla legge regionale n. 1 del 1975 (cap. 06339/01).
4. L'intervento di cui all'articolo 4 della legge regionale 29 aprile 1994, n. 18, è esteso alle produzioni ottenute nell'anno 1998; il relativo onere, valutato in lire 300.000.000, grava sulle disponibilità del fondo regionale di solidarietà in agricoltura di cui alla legge regionale 10 giugno 1974, n. 12.
PRESIDENTE. Si dia lettura degli emendamenti 106, 107 soppressivi parziali, 3, 4, 5, 24, 25, 30, 45, 46, 86, 114, 115, 133, 134, 145, 148, 158 aggiuntivi presentati all'articolo 16.
SERRENTI, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare gli emendamenti numero 107.
BALLETTO (F.I.). Con l'emendamento 107 si propone la soppressione del 1° comma dell'articolo 16 che prevede uno stanziamento di 350 milioni a favore del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale. Va detto che l'unico aspetto positivo di questo comma è rappresentato dal fatto che lo scorso anno erano stati stanziati 460 milioni e che quindi sta dando i suoi frutti la politica del risparmio, del contenimento della spesa e della bonifica del bilancio: 110 milioni risparmiati. Il guaio è che si tratta di 350 milioni che sono destinati ad una struttura che non dovrebbe più esistere dal 1984.
L'emendamento numero 106 propone invece la soppressione del 2° comma dell'articolo 16 perché con questa modificazione o con questa innovazione si vorrebbero estendere i benefici previsti dall'articolo 49 della legge 4 giugno 1988 numero 11 anche agli investimenti effettuati da società miste costituite da cooperative.
Riteniamo che non sia questa la forma migliore per utilizzare le risorse nel campo dell'agricoltura per consentire il suo rilancio.
PRESIDENTE. Ha facoltà parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare l'emendamento numero 3.
LORENZONI (Popolari). Gli emendamenti numero 3, 4 e 5 che sono stati da me presentati e sono abbondantemente conosciuti sia dalla Giunta che dall'Aula, li ho presentati e discussi in sede di disegno di legge numero 447 si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Boero per illustrare l'emendamento numero 114.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, l'emendamento va in reale direzione d'aiuto, nell'immediato, concreto al mondo dell'agricoltura.
Gli stanziamenti per opere di miglioramento fondiario sono dovuti al mondo che opera nell'agricoltura ed anche la cifra indicata è minimale per quelle che sono le reali esigenze ma nella speranza che nelle pieghe di questo bilancio si riesca a trovare questa cifra nella volontà del maggioranza e per incominciare a dare un segnale valido nel settore.
Lo stesso concetto va per il 115 perché parlare di agricoltura senza che questa abbia un adeguato supporto per i macchinari, l'acquisto, gli attrezzi macchinari agricoli, posto che per motivi arciconosciuti le aziende hanno avuto notevoli danni nel recente passato proprio per l'acquisto dei macchinari agricoli è un segnale fondamentale in questo senso qua. Quindi, è auspicio che l'emendamento venga approvato. Lo stesso ragionamento vale per l'emendamento 116 e così via anche per il 117.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento 24.
MASALA (A.N.). L'emendamento 24 è volto a consentire alle imprese artigiane di poter ridefinire i contratti di mutuo a tassi più agevolati rispetto a quelli che sono stati applicati al momento in cui fu contratto il mutuo in base alla legge 40 e alla legge 51 del 93.
L'emendamento 25 in verità avrebbe dovuto trovare uno spazio nel progetto di legge del piano del lavoro, ma intanto anche questo è finalizzato all'incremento dell'occupazione al settore artigiano mediante una incentivazione alle imprese artigiane per i contratti di apprendistato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Granara per illustrare l'emendamento numero 30.
GRANARA (F.I.). Signor Presidente, con la legge numero 19 sono state avviate in quest'Aula, anche se in modo un po' disordinato, una serie di provvedimenti a favore della pesca e visto che in Aula erano presenti i beneficiari indubbiamente il provvedimento è stato sostenuto in termini un po' veloci e indubbiamente sono state dimenticate alcune cose importanti.
E` stata riconosciuta una indennità di dismissione a certi pescatori e non è stata per equità conservata la stessa indennità a favore di altri tipi di pesca.
Con questo emendamento vorremmo porre un limite e regolamentare in termini giusti, in modo tale che anche gli altri pescatori abbiano le stesse indennità, e poter in questo modo liberalizzare una serie di tonnellaggi delle piccole imbarcazioni in modo tale che sia avviato un modo di pesca d'altura diverso da quello che attualmente abbiamo.
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 45 e numero 46 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Amadu per illustrare l'emendamento 86.
AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, si tratta di un emendamento che reca la firma dei componenti la Commissione Agricoltura che attiene ad un tema che è stato esaminato nella stessa Commissione e che riguarda la necessità di integrare la disponibilità finanziaria per accogliere le istanze dei pastori, degli imprenditori agricoli che hanno aziende pastorali che nel periodo 1995 - 1997 sono stati colpiti da agalassia contagiosa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 134.
MASALA (A.N.). Il 134 è sostanzialmente analogo a quello testé illustrato dall'onorevole Amadu, solo che viene soppressa la parola "infetto" perché evidentemente la previsione di questo aggettivo modifica completamente il quadro legislativo e quindi penso che verrà illustrato meglio nel corso della discussione.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 133 ha facoltà di parlare il consigliere Biggio.
BIGGIO (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 145 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' un emendamento tecnico, pertanto si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 148 è ritirato dal consigliere Cugini.
Ha facoltà di parlare il consigliere Amadu per illustrare l'emendamento 158.
AMADU (Gruppo Misto). Si tratta di un emendamento che tende a consentire la corresponsione di un indennizzo per mancate coltivazioni nella Nurra.
Come è noto, a causa della mancanza di acqua, molte aziende agricole, a seguito di richiesta formale inoltrata al Consorzio di Bonifica della Nurra, hanno avuto il diniego o una riduzione della quantità di acqua necessaria per irrigare i propri raccolti, per cui essendo venuta meno una parte considerevole della produzione lorda vendibile si rende necessario, per ragioni di equità, integrare il reddito agricolo con un intervento finalizzato all'adeguazione di un indennizzo per gli agricoltori che operano nella Nurra.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sul 106 e il 107; per il 3 e il 4 si chiede il ritiro; per il 114 il parere è contrario; per il 5 si accoglie ma con risorse da destinare negli anni 2000 e 2001. Parere contrario per il 24; per il 25 se ne chiede il ritiro perché in qualche modo è recepito da un intervento nazionale ed anche in un intervento nostro nella tabella A. Parere contrario per l'emendamento 30, la previsione di spesa è puramente indicativa, si parla di 500 milioni ma si sa anche, attraverso una istruttoria, da parte degli uffici, che aprirebbe una voragine per l'impiego delle risorse regionali, e quindi il parere è contrario. Parere favorevole per quanto riguarda l'emendamento 45, favorevole per l'emendamento 46; per l'emendamento 86 il parere è contrario, evidentemente anche per l'emendamento 134, sono analoghi. Parere contrario per l'emendamento 133. Si accoglie il 145; il 148 è ritirato; parere contrario per il 158, perché manca la compatibilità finanziaria, non tanto sul contenuto.
Presidente. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO. Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme al parere della Commissione. Mi limito ad aggiungere che, per una serie di emendamenti, il 3, il 4, ma anche gli altri emendamenti che affrontano la questione del miglioramento fondiario, come il 114 e la meccanizzazione agricola, come il 115, abbiamo già avuto modo, nel corso dell'esame del 447 di argomentare sul fatto che dopo anni di stasi c'è una ripresa di attenzione e un impegno forte nell'insieme della manovra sullo strumento, disegno di legge, di riutilizzo delle risorse provenienti dalle leggi di rinascita, che è all'ordine del giorno del Consiglio, poi vedremo quando discuterlo, se riuscissimo a discuterlo, approvarlo prima di Natale non sarebbe male, perché su quella legge ci sono.. Può essere una cosa molto rapida perché non fa che prendere 100 miliardi fermi da anni destinarne 60 al miglioramento fondiario, questa è la voce più grossa, e alcune altre misure importanti. Quindi per questi emendamenti: miglioramento fondiario e macchine agricole, per questa seconda misura ci sono 15 miliardi, crediamo di poter porre alla considerazione dei presentatori la possibilità di ritirare gli emendamenti, proprio perché nel complesso della manovra c'è l'impegno in quella direzione.
Presidenza del Presidente Selis
(Segue SCANO) Per quanto riguarda il 5, raccogliendo anche la sottolineatura del relatore, che se il presentatore o i presentatori sono d'accordo si può accoglierlo limitatamente ai due anni del triennio del bilancio successivi all'esercizio 1999, per i motivi detti. La copertura la indichiamo immediatamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Solo un breve accenno sul primo comma rilevando come questa materia dei distacchi sia dalla Regione utilizzata in maniera differente per diversi enti.
A parte il fatto che forse sarebbe meglio che questi interventi venissero effettuati per comando e non per distacco, perché la quantificazione del rimborso, in particolare nei confronti dei Consorzi di Bonifica non credo che sia così semplice nel dover essere identificata, ma qui utilizziamo un criterio, nell'ambito dei Consorzi di Bonifica con cui il personale, che è stato distaccato, viene ripagato, l'ente per gli oneri che sono a carico dello stesso ente, dalla Regione.
Tutti gli altri enti, per esempio l'Ersat, non hanno questo analogo trattamento, e di fatto stiamo commettendo, anche se si tratta di nostri enti, una distorsione sui bilanci. Vorrei che ci fosse un briciolo di attenzione, perché quando si tratta di bilanci si corre il rischio di fare dei falsi in bilancio, e quando ci sono amministratori che firmano bilanci di enti e certificano dei costi che poi in realtà non devono essere caricati su quegli enti, probabilmente stiamo mettendo a repentaglio la stessa incolumità di tali amministratori.
Io questo intervento lo sto facendo soltanto per sollevare il problema in quest'Aula, in particolare nei confronti del Governo regionale, perché venga affrontato in maniera definitiva e diversamente da come viene affrontato oggi, e l'occasione è data soltanto da dal solito articolo che tutti gli anni ci ritroviamo sui rimborsi del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, per un istituto che inizialmente era corretto fare perché in realtà faceva sì che quei dipendenti dovessero svolgere delle funzioni che erano comuni tra quelli che erano i compiti regionali e dello stesso Consorzio di Bonifica, ma che oggi vengono utilizzati né più né meno per fare lavoro d'ufficio che è di competenza della Regione in sè e per sè.
L'invito è che non ci sia per l'anno venturo analogo provvedimento e questo non è rivolto a quelli che verranno, ma a quelli che adesso ci sono o facciano sì che non si crei più questa opportunità, ma l'invito è anche eventualmente ad affrontare diversamente la situazione giuridica di questo personale nel momento in cui si rende necessario lo spostamento da un istituto ad un altro. C'è comunque la preoccupazione legata ai discorsi dei bilanci degli enti regionali perché per il personale che dagli enti regionali è distaccato presso l'amministrazione regionale in prima persona per questa situazione si creano dei problemi legati a questioni contabili e di bilancio che devono essere risolti in maniera diversa.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
Liori (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa per la mia momentanea assenza, non ho potuto illustrare gli emendamenti numero 133 e 134 ed approfitto della discussione generale per rappresentarvi il motivo di questi due emendamenti.
Intanto vorrei tornare un po' indietro nel tempo quando, parlo dell'aprile '97, sono venuto a conoscenza del fatto che gli ispettorati agrari non intendevano erogare in modo, secondo me, equo le provvidenze previste nella legge numero 33 del 1995 per quanto riguarda i casi di agalassia contagiosa che si erano verificati in Sardegna dal 1993 al 1994. In questa legge ad un certo punto si parla, nel capitolo primo, di una possibilità di indennizzare con un contributo di 40 mila lire per capo adulto in produzione infetto presente in allevamento al momento dell'accertamento della malattia.
Adesso in Sardegna cosa è successo? Che gli ispettorati non vogliono erogare queste provvidenze perché hanno interpretato la frase come diritto all'indennizzo soltanto per quei capi infetti presenti nell'allevamento al momento della prima venuta del veterinario nell'azienda zootecnica.
Allora, per capirci, la agalassia contagiosa è una malattia trasmessa da un plasmodio che colpisce soprattutto le mammelle delle pecore e delle capre, però dà anche tante altre manifestazioni soprattutto congiuntivali, articolari e danneggia gravemente i capi. Ma non è tanto questo l'importante, quanto il fatto che è una malattia altamente contagiosa e diffusiva, cioè qualora un allevatore si accorga precocemente della presenza di qualche capo malato nel gregge che dal punto di vista biologico in questo caso deve considerarsi come una unica entità biologica e provveda tempestivamente a chiamare il veterinario, questo si presenta nell'allevamento e trova in un allevamento di 500 pecore, 5 o 10 capi infetti e dà la denuncia, perché è obbligato a dare la denuncia, fa dei prelievi sierologici dai quali dopo uno, due giorni risulta la presenza della malattia nel gregge.
In questo caso è tenuto a darne comunicazione al sindaco che provvede all'isolamento del gregge, impedisce lo spostamento del bestiame, impedisce anche con provvedimenti veterinari l'arrivo di altro bestiame sano dentro quel gregge, crea delle gravissime difficoltà all'allevamento stesso e soprattutto non può impedire che nel giro di pochi giorni l'intero gregge venga contagiato da questa stessa malattia.
Ricordo bene che al momento della discussione di questa legge avevo chiesto all'allora assessore Paba il razionale di questa parola e soprattutto della presenza in allevamento al momento dell'accertamento del malattia, e lui mi aveva risposto che il senso di questa frase era dovuto al fatto che bisognava impedire a qualche furbo di portare del bestiame in un altro allevamento per evitare casi di speculazione. Io ricordo bene che gli avevo detto: "Guardi, Assessore, che esiste un registro allevamento per allevamento perché gli uffici veterinari provvedono a fare delle vaccinazioni per cui la consistenza del bestiame di ogni singola azienda è conosciuta momento per momento nelle aziende per cui non sarà possibile effettuare truffe di questo genere". Di questa frase se ne sono fatti forti negli ispettorati della Sardegna, impedendo praticamente l'indennizzo a chi ha avuto questa disgrazia e quindi impedendo di poter usufruire effettivamente di questa legge, cioè sono capitati i casi di allevatori che avevano 500 capi di bestiame, la prima venuta del veterinario hanno trovato 20 capi infetti e gli ispettorati intendono erogare le provvidenze solo per quei venti capi infetti senza considerare che nel giro di pochi giorni tutto il bestiame si è ammalato e ha subìto una sorte molte volte non proprio invidiabile. Il senso di questo intervento non è soltanto perché gli allevatori abbiano quanto gli compete perché la legge è stata fatta perché gli allevatori che hanno subìto il danno siano effettivamente indennizzati ma anche perché non venga in testa agli allevatori di non fare la denuncia tempestiva della presenza della malattia nell'allevamento perché se non si fa in tempo un isolamento del gregge stesso questa malattia che è altamente contagiosa a diffusiva rischia di estendersi in poco tempo con comportamenti non molto corretti da parte dell'allevatore che a questo vengono indotti dal mancato accoglimento delle loro istanze con il rischio che effettivamente queste malattie contagiose assumano un carattere epidemico che se venisse favorito dai comportamenti scorretti degli allevatori indotti a ciò dalle mancate provvidenze porterebbe un grave danno al patrimonio zootecnico della Sardegna. Quindi, credo che, in questo senso, l'emendamento vada accolto e per questo avevo fatto un'apposita proposta di legge.
In seguito all'interrogazione, avevo trovato un parere favorevole dell'ufficio veterinario dell'Assessorato della sanità, mentre invece, forse perché non avevano capito il senso del legge, mi aveva dato una risposta non positiva l'Assessore dell'agricoltura.
Credo di essere nel giusto, tanto più perché ho visto che anche la Commissione all'agricoltura ha riproposto la stessa legge numero 33 del '95 con lo stesso errore per gli anni futuri, cioè per i casi di agalassia che si sono verificati dal '95, '96 e '97. Non vorrei che continuasse la stessa beffa ai danni degli agricoltori e per questo mi sono permesso di presentare un emendamento simile a quello presentato dalla Commissione agricoltura per i prossimi anni, per i casi presentati dal '95 al '98, sempre senza questa possibilità di errore e di interpretazione. Avevo chiesto agli uffici legislativi della Regione un'interpretazione autentica ma, non avendo avuto nessuna risposta perché forse disattenti, chiedo all'Aula, cortesemente, di voler dare giustizia a chi ha avuto questo danno, e soprattutto di evitare che, com'è accaduto che ci sono stati, ci sia diversità di trattamento, perché ispettorati di provincia diversi hanno dato risposte diverse nella stessa Regione, e credo di poter togliere ogni dubbio agli stessi ispettorati - perché non continuino a perseverare nell'errore - modificando sia la legge pregressa, quindi riaprendo i termini della presentazione della domanda, per 90 giorni, per i casi di agalassia verificatisi negli anni precedenti (con la legge presentata dall'allora assessore Paba) sia, qualora venga accolta questa estensione negli anni futuri, che ci sia univocità di comportamenti tra gli ispettorati di tutta la Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Presidente, colleghe e colleghi brevemente per osservare che le parole dell'Assessore vanno accolte nel senso che ha espresso.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 114 per il miglioramento fondiario, l'auspicio è che gli impegni vengano realmente mantenuti.
Per tale motivo, l'emendamento numero 114 viene ritirato.
Altro è l'emendamento numero 115 per quanto concerne i contributi per l'acquisto degli attrezzi dei macchinari agricoli perché a mio parere non possono far parte di quegli impegni presi dall'Assessore, in quanto fanno parte di un'effettiva urgenza e non possono stare come una "Spada di Damocle" dello stato delle buone intenzioni.
Qui si vedrà la volontà vera e reale, tramite la finanziaria, di rivolgersi in senso serio e concreto nei confronti del mondo agricolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Parlo sull'emendamento 86 e sull'emendamento 30. Sull'emendamento numero 86 chiederei alla Commissione e alla Giunta di rivalutare, di rivedere il parere negativo espresso.
E` un emendamento a firma di tutti i componenti della quinta Commissione ed è stato discusso in sede di valutazione della manovra finanziaria; la Commissione si riunì in ritardo rispetto ai tempi, quindi non poté portare in terza Commissione il suo parere; però in quell'occasione fu decisa unanimemente l'esigenza di questo intervento.
Non è un emendamento che modifica in corso d'opera e a posteriori una norma preesistente, semplicemente che gli stanziamenti hanno consentito di intervenire per l'agalassia fino al 1994, lasciando tutti gli allevamenti che hanno avuto il dramma di vivere questa malattia nel 1995, 1996 e 1997 senza alcuna indennità.
Il mondo agro-pastorale già vive una situazione di difficoltà ed è chiaro che la mancata produzione dovuta alla agalassia ha creato ulteriori momenti di difficoltà.
Vorrei ricordare che mentre per altre malattie (come per esempio per la peste suina e per la tubercolosi bovina) rimane la norma, per l'agalassia si deve intervenire di anno in anno per cui, tutto sommato, abbiamo creato una sorta di disparità e disuguaglianza tra un allevatore di ovini che si trova con una malattia come l'agalassia e che non riceve nessuna indennità per la mancata produzione, invece l'allevatore di vaccini da latte che incorre nella tubercolosi bovina o per la peste suina, per le quale c'è l'intervento regionale statale o pubblico.
Chiederei, se è possibile, di rivalutare la decisione assunta dalla Commissione e dalla Giunta sull'emendamento numero 86, accogliendo il suggerimento del collega Liori, però togliendo dall'emendamento numero 86 la parola "infetto", che può essere tolta dal primo comma, perché una volta che si riscontra la malattia, è tutto il gregge che viene messo in quarantena senza possibilità di produrre o di commercializzare il latte prodotto.
Chiederei di rivalutarlo o di trovare una soluzione; comunque, è un problema che pone l'intera Commissione, al di là del fatto che il primo firmatario non sia il Presidente, nel rispetto di un problema che pose il collega Amadu in Commissione.
Rispetto all'emendamento numero 30, per quanto riguarda l'estensione dei benefici previsti, per le imbarcazioni sotto le dieci tonnellate, per la sciabica e per lo strascico.
Il motivo per cui per la sciabica e per lo strascico la legge 19 abbia previsto l'indennità per chi cessa l'indennità o per chi riconverte l'attività è dovuto al fatto che la legge pone divieto alla possibilità che si possa continuare ad esercitare quel tipo di attività di pesca con quel tipo di sistema di pesca.
Ovviamente, poiché la legge 19, recependo la normativa comunitaria e nazionale, impedisce di esercitare la pesca a sciabica o a strascico perché crea danni, c'è la norma di accompagnamento sociale e si dà al pescatore al quale viene impedito di poter esercitare la sua attività, un'indennità di buona uscita e poi gli si consente di riconvertire nella piccola pesca.
Per il tipo di pesca proposta dal collega Granara, non vi è nessuna norma che di fatto impedisca l'esercizio, anzi viene incentivato dalla legge 2, dalla normativa, per cui non c'è alcuna giustificazione perché uno che cessa abbia diritto ad avere un'indennità di buona uscita.
Devo dire che mi preoccupa anche perché i costi sarebbero enormi e mi preoccupa proprio in questa fase perché abbiamo approvato una norma modificativa della legge 25 sul fermo biologico che, recependo una normativa comunitaria, ha stabilito che il diritto all'indennità del fermo biologico non compete più all'azienda, all'impresa, cioè all'imbarcazione, ma compete ai marittimi.
Questo farà sì che le aziende che in questi anni avevano mantenuto la licenza e l'iscrizione solo in funzione del fermo biologico, siano portati, in questo momento, (visto che non c'è più questa indennità) a cedere le licenze. Non mi pare giusto che noi incentiviamo questo tipo di prassi attraverso l'indennità.
Quindi, la differenza sostanziale fra quanto previsto dalla legge 19 e quanto proposto dal collega Granara è che la legge 19 impedisce, cioè non è una scelta del pescatore, di continuare a fare la sciabica o lo strascico perché c'è una normativa comunitaria, in quanto danneggia il mare e il fondo marino.
Invece, l'altro tipo di pesca, può essere continuato ed anzi è incentivato da leggi regionali, per cui non mi pare il caso di prevedere alcun indennizzo.
Il 90 per cento della pesca sarda verrebbe interessata da questo provvedimento e quindi avrebbe dei costi sicuramente non previsti da quella norma finanziaria proposta dall'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.
GRANARA (F.I.). Intervengo solo per alcune precisazioni. Capisco quanto voluto rappresentare dal collega Marrocu, ma forse lui dimentica che il presupposto della legge 19 è quello di limitare il danno e l'impatto nell'ecosistema costiero.
Mentre la sciabica, per legge, dovrebbe essere esercitata in alti fondali, nell'ecosistema costiero si lavora con sciabica oppure con rete da posta, con un piccolo particolare: le reti da posta lavorano anche quando il tempo è cattivo ed anche quando sono abbandonate, mentre la sciabica lavora solo quando viene trainata.
Il presupposto dell'indennità, riconosciuto con la legge numero 19, era, per esempio, lire 100.000 per l'abbandono della pesca, e veniva regalato invece il 75 per cento per la riconversione.
Quindi, con quel provvedimento in quest'Aula si è voluto fare un regalo enorme ai pescatori di sciabica e di strascico, perché abbiamo dato un'indennità di riconversione di gran lunga più elevata di quella che andava data. Non si può dare un contributo di riconversione quasi simile a quello di dismissione.
L'emendamento che ho presentato lo prevede solamente per le imbarcazioni sino a 10 tonnellate di stanza lorda, il che significa che sono gozzi sino a 7, 8 metri; è limitato ad una volta sola nella vita per quando esiste la dismissione all'attività di pesca, non solo, ma è limitato a quell'attività di pesca che è la più dannosa, perché le reti che vengono abbandonate e lasciate anche in tempi cattivi, continuano a pescare e continuano a pescare anche quando sono abbandonate e non vengono più recuperate. E` di gran lunga più notevole il danno che viene causato dalla rete da posta o tramaglione (l'assessore Scano è un appassionato e nei tempi liberi adora questo tipo di pesca).
Queste cose sono risapute nel mondo della pesca, ma in quest'Aula sembrerebbe che qualsiasi provvedimento portato dalla minoranza, siano provvedimenti ingiusti, non razionali e non dovuti, mentre necessariamente i provvedimenti portati dalla maggioranza sono tutti bagnati e baciati dal Signore.
Insisto su questo provvedimento. Mi dispiace che non in ci sia l'assessore Onida; su questo fatto l'anno scorso avevamo già discusso più di una volta, era stato fatto un ordine del giorno ed erano state fatte delle promesse. Pensavo che l'assessore Onida potesse sentire e partecipare alla discussione ma si vede che è interessato in problemi diversi e quindi avrà le sue giustificazioni.
Insisto sul mio emendamento e ne chiederò la votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Intervengo sugli emendamenti numeri 106 e 107 riservandomi, se lei lo concede, di intervenire anche su qualche altro emendamento.
Per ciò che riguarda l'emendamento numero 107, che prevede la soppressione del primo comma, ho già detto, durante l'illustrazione dell'emendamento, che con questo articolo, per il 1999, si stanzia una somma di 350 milioni a favore del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale.
Questo stanziamento avviene per il rimborso delle spese che questo Consorzio ha sostenuto per il personale distaccato presso l'ufficio speciale dell'assessorato regionale all'agricoltura, costituito per effetto dell'articolo 2 della legge regionale 7 giugno 1984.
Per capire di cosa si tratta, si è dovuto andare a guardare la legge numero 29 di quell'anno, e si è potuto apprendere che, nel lontano 1984, presso l'assessorato dell'agricoltura, fu istituito un ufficio speciale che aveva il compito, tra i compiti, quello di istruttoria, alta sorveglianza e il collaudo delle opere necessarie al ripristino delle strutture ed infrastrutture agrarie che risultavano danneggiate dall'alluvione del 7 novembre 1983.
Da quella data sono passati la bellezza di 15 anni. La domanda che ci si pone è obbligatoria: è mai possibile che a distanza di 15 anni da quell'evento dannoso, questo ufficio speciale non abbia ancora esaurito i compiti e le funzioni che la legge istitutiva gli aveva assegnato?
Sono passati 15 anni, e tra i compiti di questo ufficio vi erano quello di istruttoria delle domande per interventi a rimborso dei danni subiti e il controllo sul collaudo delle opere che, nel frattempo, erano state poste in essere per la messa in pristino delle strutture e delle infrastrutture agrarie danneggiate dall'alluvione.
Viene da domandarsi, quale seconda domanda: è mai possibile che la Regione consenta situazioni di inefficienze di questo genere e che consenta, se inefficienza non è, che si continui a sprecare denaro in questo modo? 350 milioni (la somma che si richiede e che si prevede di stanziare) coprono, grosso modo, l'operato di 8 o 9 persone, che hanno un costo di 40 - 45 milioni annuo ciascuno. Mi chiedo: cosa fanno 8 persone da 15 anni in quel particolare ufficio?
E` certo che di queste situazioni di inefficienza o di mancato controllo o di trascuratezza nell'amministrazione regionale e negli enti pubblici che ad essa fanno riferimento ce ne siano tante, ed ancora una volta viene da domandarsi se questo non faccia parte di un disegno attraverso il quale si tutelano e si privilegiano determinate situazioni, dalle quali poi si può avere un qualche ritorno nelle diverse forme, non ultime anche quelle di asservimento di persone alle quali il legame del bisogno impedisce di esprimere, in concomitanza delle manifestazione elettorali, voti in piena e totale libertà.
Ecco per quale motivo si chiede la soppressione.
Ricordo ai colleghi che questa discussione è stata fatta anche l'anno scorso, non è una cosa nuova, e certamente in quell'occasione sarà stato detto (non ricordo se questo avvenne) che si sarebbe controllato per cercare di porre rimedio ad una situazione che, effettivamente, appariva paradossale, se non eclatante.
Per ciò che riguarda l'emendamento numero 107 o 106, con il quale si richiede la soppressione del secondo comma, vanno fatte alcune considerazioni. Leggiamo il comma per capire esattamente di cosa si tratta: "I benefici previsti dall'articolo 49 della legge regionale 4 giugno 1988, numero 11, sono estesi agli investimenti effettuati da società miste costituite da cooperative ed enti pubblici".
Non bastano le provvidenze che ormai in maniera diffusa sono concesse a "non imprese". Secondo il convincimento dell'Esecutivo regionale, ma anche della maggioranza che la sostiene, le cooperative, proprio per il sistema di incentivi e di sussidi che sono stati istituiti e che vengono concessi, non sono più da considerarsi imprese, perché per poter considerare un'iniziativa imprenditoriale e il soggetto che le dirige imprenditore, deve esserci alla base il cosiddetto "rischio di impresa". Chi opera nel mercato, deve rischiare il proprio, perché se non si rischia il proprio, mancano le valutazioni a preventivo della produttività dell'iniziativa stessa, cioè la valutazione se quell'iniziativa può reggersi con proprie gambe sul mercato e, se così è, di consentire la sopravvivenza all'imprenditore, all'impresa medesima e garantire i posti di lavoro. Quindi, il sistema dei sussidi (perché non sono più incentivi) che vengono concessi alle cooperative sono proprio tali da aver reso questa categoria di soggetti economici non più imprese.
Con questo articolo, con questo comma, si vogliono estendere le provvidenze, che sono già eccessive e non sono più giustificate per i motivi ai quali facevo poc'anzi riferimento, anche alle società miste costituite fra enti pubblici e cooperative, quindi il concetto della non impresa ancora si rafforza perché ad affiancare questi particolari soggetti economici intervenne come partner, come socio, l'ente pubblico.
Signori, dove andiamo a finire, dove andiamo a chiudere la porta, se da una parte si predica in un determinato modo poi, in un altro momento, quando nessuno ci sente, si va in una direzione completamente opposta? Dove sta il rischio di impresa che giustifica qualsiasi iniziativa in una società mista costituita da una cooperativa e da un ente pubblico?
La verità, cari colleghi, è che, con questo comma, si completa il disegno, a questo punto lasciatemelo dire, perverso contemplato dal disegno di legge numero 447 appena approvato, la famigerata, la famosa legge sul piano straordinario per il lavoro e lo sviluppo, che ha previsto l'istituzione e il foraggiamento con denaro pubblico delle società miste. Il collega Sassu, relatore di maggioranza, mi potrà ricordare che forse era l'articolo 5 di quel provvedimento. Questo è il completamento di quel disegno perverso, da un punto di vista economico, posto che le posizioni che ci separano sotto questo punto di vista sono galattiche, quanto a distanze, dicevo è il compleramento che proprio non condividiamo per niente.
Ecco i motivi della proposizione dell'emendamento soppressivo del secondo comma dell'articolo 16.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Intervengo per chiedere una spiegazione al relatore in Aula della finanziaria, in quanto una Commissione per intero, esattamente la Commissione agricoltura chiede un provvedimento sulla agalassia contagiosa.
Avrei dato maggiore attenzione a questa richiesta perché il problema esiste; e nel dare il suo diniego all'accettazione dell'emendamento, che poi è confermato dalla Giunta, mi verrebbe quasi da chiedere la motivazione di questo diniego. Perchè se una Commissione per intero chiede un provvedimento, mi sembra strano che la Commissione bilancio e programmazione, neghi questa richiesta. C'è quasi, a mio avviso, in questo diniego un conflitto di competenze nel senso che la responsabilità di tutti i commissari componenti la Commissione agricoltura ha formulato un emendamento riguardante il rimborso per gli anni '95 e '97; sullo stesso tema è l'emendamento Liori numero 134, che proroga sino al '98 il rimborso sull'agalassia contagiosa.
Il fatto ancora più strano è che ho visto in questa serie di emendamenti all'articolo in esame, che sono oltre una decina, il comportamento del relatore e della Giunta. Il relatore approva gli emendamenti della Giunta, senza colpo ferire, mi permetta collega Sassu, e la Giunta ugualmente dice: "I miei emendamenti li accetto" e non accetta tutti gli altri emendamenti.
A questo punto mi viene da pormi la questione: allora, la Commissione a cosa serve se la Giunta propone un emendamento e la Commissione approva solo gli emendamenti della Giunta, c'è qualcosa che non va bene?.
Comunqua di questo avremo modo di parlare nel proseguo. Quello che mi interessa è conoscere il parere motivato del diniego sulla concessione dei provvedimenti sulla agalassia contagiosa contenuti dell'emendamento numero 86 e nel successivo numero 134. Si tratta di un emendamento che non ho firmato, ma hanno firmato i due componenti di Forza Italia nella Commissione agricoltura, Marco Tunis e Pinotto Giordo. Per la parte che ci riguarda, ritengo che questo emendamento sia veramente sostenibile in quanto il danno prodotto al settore della pastorizia non è indifferente.
Tra l'altro, non dando questi provvedimenti che ritengo giusti e anche a maglia molto stretta per questo tipo di patologia e per la modalità del rimborso, si faccia sì che, probabilmente, qualche pastore non denunci più i casi di agalassia e questo sarebbe veramente un dramma per il settore intero.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Semplicemente per ritirare l'emendamento numero 3 alla luce di quanto affermato dall'Assessore del bilancio, l'emendamento numero 4 e il numero 5; e per rivolgere un appello al relatore e alla Giunta relativamente all'emendamento della agalassia contagiosa, cui faceva cenno l'onorevole Floris.
Invito a rimettersi all'Aula trattandosi di un problema estremamente serio, sostenuto dall'intera Commissione, ma facendo un'annotazione: non mi trova molto d'accordo l'estensione al 1998 in quanto sembra quasi un incentivo a favorire la malattia. L'intervento sulla agalassia contagiosa, lo voglio ricordare a tutti i componenti dell'Aula, è un intervento straordinario nel momento in cui si prende atto che vi è veramente questa calamità. Stabilire a priori che nel 1998 vi saranno queste condizioni, mi sembra effettivamente una forzatura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, brevemente sull'emendamento numero 158: "Indennizzo per le mancate coltivazioni de la Nurra". Io direi che, al di là dell'emendamento, è opportuno ricordare la situazione per quanto riguarda l'emergenza idrica de la Nurra e la non coltivazione delle aree destinate a programmi culturali.
Questa situazione sta mettendo e ha messo in grave difficoltà tutto un territorio. Ricordo che nel luglio scorso in quella zona erano disponibili solo 10 milioni di metri cubi d'acqua, contro un fabbisogno minimo di almeno 50 o 60 milioni di metri cubi, per dare certezza e per poter coltivare dai 5.000 ai 6.000 ettari di terreno degli oltre 20.000 attrezzati con gli impianti di irrigazione.
Ricordo all'Aula che in data 17 ottobre 1996 fu firmato un protocollo d'intesa fra le associazioni di categoria e la Regione sarda. Gli impegni assunti in quell'occasione e l'incontro tenuto nel giugno scorso tra le associazioni di categoria, gli imprenditori agricoli e la Commissione agricoltura del Consiglio regionale della Sardegna con gli Assessori competenti, niente è stato fatto.
Direi che è una situazione drammatica che rischia di portare 7.000 imprese agricole sull'orlo del fallimento per la mancata fornitura dell'acqua da parte del consorzio di bonifica, con un danno di oltre 30 miliardi di lire.
Pertanto, credo sia opportuno l'indennizzo chiesto nell'emendamento, che io già chiesi con una interrogazione in data 23 luglio 1998.
Ricordo anche che in data 13 novembre 1998 mi fu data risposta all'interrogazione, mi fu detto quello che fu fatto per le risorse idriche e mi fu detto quello che era in programma. Credo che questo sia importante ma non sia sufficiente; credo che bisogna intervenire direttamente per indennizzare tutti questi imprenditori agricoli di tutti i danni che hanno subito, non per causa loro ma per mancanza di acqua in quanto il consorzio non l'aveva fornita a sufficienza.
Credo che l'Aula debba accogliere l'emendamento numero 158 proprio per dare risposta a questi imprenditori agricoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Volevo riprendere le sollecitazioni del collega Floris; nei lavori del Consiglio ha potuto sicuramente verificare che la discussione in Aula ha consentito al relatore di maggioranza e alla Giunta di accogliere alcuni emendamenti che non erano solo della maggioranza ma erano anche dell'opposizione, proprio sulla base della discussione in Aula.
Per altri emendamenti si è fatto un lavoro di ricucitura e di unificazione con l'accordo sia della maggioranza che dell'opposizione. Per dire inoltre che anche sull'argomento dell'agalassia contagiosa, la discussione in aula relativa agli emendamenti numeri 86, 134 e 133 richiede un approfondimento da parte degli uffici, ma anche della Giunta regionale, per cui non ho nessuna difficoltà a richiedere che ci possa essere una sospensione su questi articoli per consentire l'approfondimento.
Voglio ricordare al collega Floris che è legittimo e comprensibile che il parere del relatore di maggioranza sia naturalmente ed ovviamente favorevole alle proposte della Giunta regionale e alle proposte della maggioranza e poi, con oggettività, quando il dibattito in Aula lo consente, anche alle proposte che vengono dall'opposizione. Ciò non toglie che il consigliere Floris possa verificare, in varie occasioni, su questioni su cui c'è stata una valutazione complessiva da parte del Consiglio, che ci sia stata una maggioranza che non si è arroccata nelle posizioni, ma abbia espresso (lo voglio ribadire) una capacità di ascolto ed una disponibilità ad accogliere quei contenuti e quegli argomenti che possono apparire accoglibili sul piano dei contenuti e dell'oggettività, così come stiamo facendo in questo momento per quanto riguarda gli emendamenti numeri 86, 134 e 133 che attengono all'agalassia contagiosa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO. Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per quanto riguarda l'emendamento relativo al primo comma dell'articolo, ha ragione il consigliere Giorgio Balletto; noi siamo contrari all'emendamento perché siamo tenuti a rimborsare quelle spese, però non c'è dubbio che la cosa non va bene.
Spero sia l'ultima volta che diciamo che è l'ultima volta!
Non c'è l'Assessore del personale, ma l'Assessore del personale e l'Assessore della programmazione si impegnano a risolvere questa questione.
Due battute sulle altre due questioni principali di questa discussione, dovendo io supplire con qualche disagio l'Assessore dell'ambiente sul Tramaglione e l'Assessore dell'agricoltura sull'agalassia.
Per quanto riguarda la questione del Tramaglione, voglio dire al collega Granara che la nostra valutazione non è che si tratti di 500 milioni, al di là del merito, poi sul merito si può discutere, ma non è un problema da 500 milioni; è un intervento consistente che si può decidere di fare o di non fare. La sede per discutere se l'intervento si fa o non si fa, non è questa; è la discussione che il Consiglio farà sulle misure "pesca" del quadro comunitario di sostegno. Sul merito non dico perché non ho la competenza per farlo.
Per quanto riguarda la questione dell'agalassia, apprezzo molto e raccolgo la risposta data dal relatore di maggioranza; faccio mia la proposta (se siamo d'accordo) di accantonare questo emendamento aggiuntivo, per fare una riflessione e per vedere se e in quale misura poter dare una risposta ad un problema che viene posto all'attenzione del Consiglio dall'intera Commissione agricoltura.
La Giunta ha la sensibilità per non dare una risposta negativa su due piedi; prendiamoci un attimo di riflessione, accantoniamo questo emendamento e ci torneremo su nelle prossime ore, stasera o domani.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione; se siamo d'accordo, sospendiamo gli emendamenti numeri 86, 133 e 134 che riguardano l'agalassia.
Iniziamo dall'emendamento numero 107.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Sugli emendamenti numero 106 e 107 chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 107.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 63
Votanti 62
Astenuti 1
Maggioranza 32
Favorevoli 29
Contrari 33
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 106.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 63
Votanti 62
Astenuti 1
Maggioranza 32
Favorevoli 28
Contrari 33
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Sono stati ritirati gli emendamenti numeri 3, 4, 5, 114 e 115.
Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 25 è ritirato dall'onorevole Masala.
Metto in votazione l'emendamento numero 30.
GRANARA (F.I.). Chiedo il voto segreto a nome del Gruppo di Forza Italia.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 30.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 63
Astenuti 1
Maggioranza 32
Favorevoli 28
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione l'emendamento numero 45. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 46. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento numero 86 è sospeso, l'emendamento numero 114 è ritirato, il 115 è ritirato, il 133 e 134 sono sospesi.
Metto in votazione l'emendamento numero 145. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento numero 148 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 158. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Sono stati sospesi gli emendamenti relativi all'agalassia. Si dia lettura dell'articolo 17.
LA ROSA, Segretario,
Art. 17
Modifiche alla L.R. n. 13 del 1988
- Albo regionale dei direttori tecnici di agenzia di viaggio e
turismo
1. Il comma 5 dell'articolo 7 della legge regionale 13 luglio 1988, n. 13, é sostituito dal seguente:
"5. La direzione tecnica dell'agenzia di viaggio e turismo o di una sua filiale o succursale può essere assunta dallo stesso titolare qualora sia iscritto all'Albo regionale dei direttori tecnici di agenzia di viaggio e turismo secondo le modalità prescritte dall'articolo 8.".
2. L'articolo 8 della medesima legge regionale é sostituito dal seguente:
"Art. 8
1. L'Albo regionale dei direttori tecnici di agenzia di viaggio e turismo é tenuto ed aggiornato dall'Assessorato regionale del turismo. Possono esservi iscritti, su domanda:
I. coloro che abbiano conseguito l'attestato di idoneità all'attività di direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo, previo superamento dell'esame previsto dagli articoli 13 e 14 della legge regionale 13 luglio 1988, n. 13, e purché abbiano maturato un'esperienza lavorativa biennale nelle mansioni previste dal quarto livello, o superiori del CCNL turismo e documentata dall'Ufficio Provinciale del Lavoro;
II. coloro che siano in possesso dell'attestato di idoneità predetta rilasciato da altra Regione o Provincia autonoma, o siano iscritti nei relativi registri;
III. i cittadini di tutti gli stati membri della Unione Europea che, in possesso di conoscenze ed attitudini generali, commerciali o professionali richieste per l'accesso all'attività di agenzia di viaggio e turismo, abbiano i requisiti previsti dal decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392;
IV. i cittadini di stati extra comunitari, in possesso di titolo abilitante equiparato, in base al principio di reciprocità, a quello previsto dalla presente legge.
2. Le istanze di iscrizione all'Albo regionale dei direttori tecnici di agenzia di viaggio e turismo, redatte in carta legale e debitamente sottoscritte, dovranno essere indirizzate all'Assessorato regionale del turismo, allegando:
I. l'attestato di idoneità comprovante il possesso dei requisiti tecnico-professionali;
II. la certificazione comprovante il possesso dei requisiti professionali del direttore tecnico rilasciata ai sensi del decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392;
III. l'estratto del casellario giudiziale ed il certificato dei carichi pendenti.
3. L'Albo dei direttori tecnici di agenzia di viaggio e turismo é pubblicato annualmente dal competente Assessorato sul Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna.
4. Sono abrogate le disposizioni contenute nell'articolo 7, comma 3, negli articoli 8 e 9, comma 3, e nell'articolo 14, comma 4, della legge regionale n. 13 del 1988.".
PRESIDENTE. All'articolo 17 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 171 e 157, soppressivi totali; 65, sostituivo parziale; 147 e 156 aggiuntivi.
Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 171 ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu.
MARTEDDU (Popolari). L'emendamento numero 171 si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 157 ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti.
BERTOLOTTI (F.I.). Soltanto per ribadire il concetto che quando si parla di norme di settore, soprattutto in questo caso siamo che in presenza di una norma già all'attenzione della Commissione di merito in una proposta di legge più complessiva e più completa, questo deve essere il criterio da seguire.
Si chiede la soppressione proprio per consentire alla Commissione di fare il suo lavoro.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 65. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 65. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az). Presidente, sono firmatario anche dell'emendamento soppressivo. L'emendamento numero 65 ha un senso solo se non viene soppresso; mi sembra che comunque l'articolo sia sbagliato perché vorrebbe allargare la possibilità di fare i direttori tecnici, in effetti restringe perché chiede sia l'esame di abilitazione che l'esperienza. Credo sia contrario alle stesse finalità che si proponevano coloro che hanno scritto il testo per cui l'emendamento tende a risolvere un errore che vi è nel testo. Se lo si approva, non lo si può approvare nel testo pervenuto alla Commissione perché porrebbe praticamente un'impossibilità al 90 per cento per i possibili soggetti a fare il direttore tecnico di agenzia.
PRESIDENTE. La Giunta ritira l'emendamento numero 147.
Per illustrare l'emendamento numero 156 ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, si tratta di un emendamento in subordine rispetto all'ipotesi di soppressione totale, a significare il fatto che è meglio che la materia abbia un momento di riflessione; si tratta di prendere atto di una situazione di fatto che esiste in Sardegna.
Così com'è stato impostato l'articolo 17, ma spero ci sarà l'opportunità di affrontarlo più compiutamente in Commissione, finirebbe per far chiudere non meno di 120 agenzie di viaggio attualmente presenti in Sardegna. Si tratta di prendere cognizione di una situazione che esiste e di affrontarla con i dovuti modi per evitare che l'impatto di questa materia possa creare eccessivi problemi alle aziende.
PRESIDENTE. Naturalmente i primi due sono identici, sono soppressivi gli altri si reggono e rimangono, è stato precisato, solo se questi non dovessero essere approvati. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore di maggioranza.
SASSU (Progr. Fed), relatore di maggioranza. Il parere del relatore è che si accolgono gli emendamenti analoghi, uguali nella sostanza, numeri 171 e 157, in sintonia con il dibattito avvenuto in Aula in relazione alla finanziaria che, a temi specifici di una certa rilevanza, vanno assegnati alla Commissione di merito.
Per cui, l'emendamento della Giunta numero 147 è ritirato, gli altri che tendono a modificare il testo, il parere è contrario da parte della Commissione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO. Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La Giunta accoglie gli emendamenti soppressivi dell'articolo.
PRESIDENTE. Se non ci sono interventi, metto in votazione gli emendamenti soppressivi, unificandoli naturalmente. Chi li approva alzi la mano.
(E` approvato)
Per cui decadono gli altri emendamenti e decade l'articolo.
Si dia lettura dell'articolo 17 bis.
LA ROSA, Segretario:
Art. 17 bis
Interventi a favore dell'industria alberghiera
1. L'agevolazione del concorso sugli interessi accordati ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 11 marzo 1998, n. 9, è concessa con le modalità stabilite dalla legge regionale 14 settembre 1993, n. 40, ed è a carico del fondo istituito dalla medesima legge (cap. 07021).
2. Per gli interventi previsti dall'articolo 3 della legge regionale n. 9 del 1998, realizzati successivamente all'entrata in vigore della predetta legge, le imprese turistico - alberghiere che abbiano richiesto le agevolazioni previste ai sensi della legge regionale n. 40 del 1993, possono chiedere, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, di optare per le agevolazioni previste dall'articolo 2 della stessa legge regionale n. 9 del 1998.
3. Nell'articolo 41, comma 1, della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, è abrogata l'espressione ", aventi ricettività non superiore a 100 posti letto,".
PRESIDENTE. All'articolo 17 bis sono stati presentati i seguenti emendamenti: numero 7, sostituivo parziale; gli altri, tutti aggiuntivi, sono: 6, 8, 9, 13, 39, 40, 63, 82, 116 117, 149. (V.P.V.)
Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 7 sostitutivo parziale, ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni.
LORENZONI (Popolari). Mi pare più opportuno titolare il capitolo "Interventi a favore del turismo e dell'industria alberghiera", mi pareva più completo anche in considerazione degli emendamenti presentati all'articolo 17 bis.
Volevo mettere in evidenza anche gli emendamenti numero 8 e 9, che sicuramente conosciuti dal relatore, dalla Giunta e dall'aula, li do per illustrati.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 7 si dà per illustrato. L'emendamento numero 6, a firma Lorenzoni, si dà per illustrato.
Gli emendamenti numero 8 e 9 a firma Lorenzoni, si danno per illustrati.
L'emendamento numero 117, a firma Boero, Masala, Frau e più, può essere illustrato.
Ha facoltà di parlare il consigliere Boero.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, colleghe e colleghi; prevenire l'erosione delle nostre coste, dei nostri litorali, dei più belli, dei siti importanti con sabbie uniche al mondo, con aspetti veramente pregevoli, è una necessità così evidente che non ha bisogno di particolari commenti.
L'opera di prevenzione (così come dice la parola) dovrebbe prevenire ciò che ancora deve accadere; l'emendamento che ho proposto non si ferma all'opera di prevenzione, ma abbiamo tutta una serie di siti che hanno bisogno di essere ricostituiti. Le cifre indicate sono da considerarsi solamente un indirizzo, perché ci vuole ben altra sostanza per ricostituire ciò che deve essere ricostituito e per mettere in funzione delle autentiche opere di prevenzione.
E` importante che questo emendamento trovi accoglimento per un segnale deciso e chiaro in questo settore ambientale, strettamente collegato al nostro turismo e alla nostra economia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento numero 39.
BERTOLOTTI (F.I.). Si tratta di incrementare lo stanziamento a favore delle imprese turistico-alberghiere per gli anni 1999 - 2000 - 2001, necessitato dalle esigenze manifestate dal settore, per cui si ritiene che le cifre attualmente in bilancio non siano sufficienti a soddisfare per intero le esigenze delle imprese turistiche.
Del resto, le scadenze alle porte sugli adeguamenti delle strutture per gli obblighi della normativa comunitaria stanno facendo sì che più di un'impresa stia richiedendo questo intervento, e conseguentemente ci sia necessità di una maggiore dotazione finanziaria.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare gli emendamenti numero 63 e 82.
FALCONI (Progr. Fed.). Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Boero per illustrare l'emendamento numero 116.
BOERO (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau per illustrare l'emendamento numero 149.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, si tratta della concessione all'amministrazione comunale di un contributo di 50 milioni per i candelieri di Nulvi che hanno necessità di interventi di manutenzione. Questi interventi, annualmente, vengono fatti dai cittadini del paese; credo che con la grave situazione economica questo possa non avvenire. Ritengo inoltre che sia una cifra minima.
Ricordo che questa manifestazione, che ha oltre 500 anni, non ha mai avuto un centesimo dall'amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Per quanto riguarda l'emendamento numero 7 che tende a modificare il titolo dell'articolo, si esprime parere negativo, comunque si chiede di ritirarlo anche perché legato ai successivi emendamenti.
L'emendamento numero 6 fa proposte integrative di natura finanziaria, per quanto riguarda la legge 28, che ha trovato ampio riconoscimento nel piano del lavoro e dello sviluppo, per cui si chiede il ritiro.
L'emendamento numero 8 pone un tema specifico che credo debba trovare una giusta risposta (poi sarà la Giunta eventualmente a dire meglio), ma questa giusta risposta non può essere collocata all'interno della legge finanziaria, per cui credo che il proponente possa ritirare l'emendamento.
Gli emendamenti numeri 9 e 117 trattano lo stesso argomento, cioè la salvaguardia dall'erosione dei litorali, che trova già soluzione in precedenti interventi, quindi si richiede il ritiro, diversamente il parere sarebbe contrario per entrambi gli emendamenti.
L'emendamento numero 13 è stato ritirato; gli emendamenti numeri 39 e 63 affrontano la stessa tematica, cioè gli incentivi finanziari per quanto riguarda le imprese turistiche alberghiere, riferite alla legge regionale numero 9 del 1998.
Si tratta di indicare una risorsa che l'emendamento numero 39 indica in 40 miliardi; l'emendamento numero 63 in 50 miliardi. Nella discussione in Commissione si è verificato che la dimensione dell'indicazione dei due emendamenti è sovradimensionata rispetto alla disponibilità possibile da parte delle risorse regionali, per cui sarà la Giunta regionale, sulla base delle disponibilità finanziarie, a dare una risposta positiva all'indicazione che proviene dai due emendamenti. Direi che nella sostanza, la proposta dei due emendamenti è accolta.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 82, se ne chiede il ritiro da parte dei proponenti, diversamente il parere è contrario.
Per l'emendamento numero 116, parere contrario; per l'emendamento numero 149, parere contrario della Commissione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento numero 7, conforme alla Commissione: anche noi chiediamo il ritiro.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 6, credo che nella manovra ci siano complessivamente delle risposte efficaci: sulla 28 abbiamo fatto uno sforzo notevole, anche se forse non adeguato, ma nelle condizioni date si è fatto un grande sforzo che va nella direzione proposta dai presentatori.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 8, si tratta di una cosa minuta, però è bene spiegarne il motivo, posso dire che il Comune di Valledoria ha sostenuto una spesa, sulla base di un impegno non mantenuto dalla Regione. Questa è la verità.
Non mettiamo nulla in finanziaria, ne chiedo il ritiro, perché la finanziaria mantenga il carattere di una legge che ha norme astratte e generali. Penso però che, visto che la Regione e in difetto, si troverà nei modi ordinari dell'attività amministrativa, un modo per riparare, in quanto le istituzioni devono essere serie e mantenere gli impegni che assumono.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 9, nel complesso della manovra, ci sono gli strumenti che consentono interventi in questa direzione (penso all'articolo 19, ai progetti speciali), ci sono le condizione per ritirarlo.
Una parola sugli emendamenti numero 69 e 63 che affrontano la stessa questione; una questione importante è quella degli incentivi a favore delle imprese turistico- alberghiere di cui alla legge 9, articolo 2.
In particolare, sull'emendamento numero 39, presentato dalle opposizioni del Polo, voglio sottolineare che è un emendamento che sicuramente si mette in linea di continuità con una discussione che venne fatta in sede di finanziaria 1998 sul sostegno alle attività produttive (mi riferisco anche all'articolo 19).
La Giunta, per il merito degli emendamenti numero 39 e 63, ed anche per questa valenza politica, pur non potendolo accogliere nella dimensione finanziaria per motivi di compatibilità, desidera dare un segnale che speriamo sia accolto positivamente dai presentatori, per venire incontro ad un'esigenza assolutamente fondata: abbiamo compiuto una scelta destinando 15 miliardi, per quanto riguarda il 1999; completiamo questo impegno con stanziamenti aggiuntivi sul 2000 e sul 2001, 15 miliardi per anno, con emendamento al bilancio che è già stato depositato qualche attimo fa dalla Giunta regionale.
Sugli altri emendamenti, il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Petrini. Ne ha facoltà.
PETRINI (G.D.R.I. e Ind.). Signor Presidente, vorrei parlarvi dell'emendamento numero 149 che ha presentato il collega Frau.
PRESIDENTE. Diamo la precedenza agli interventi sull'ordine dei lavori e poi le do la parola.
Sull'ordine dei lavori
PREDIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, volevo solo ricordare all'Aula che per accordi intervenuti fra i Capigruppo, i lavori dovrebbero terminare alle ore 20 e trenta.
Quindi, se non ci sono contrarietà, riterrei che lei potesse dichiarare chiusi i lavori per riprendere domani, altrimenti rischiamo di sforare sull'orario convenuto non di dieci minuti, di un quarto d'ora o di venti minuti.
PRESIDENTE. L'onorevole Balletto fa riferimento, nel richiamare questo intervento sull'ordine dei lavori, ad un accordo dei Capigruppo.
Chiedo solo se sia possibile votare questo articolo.
BALLETTO (F.I.). Questo articolo è complesso; ci sono numerosi emendamenti e la discussione può comportare un tempo che sarà quello necessario per svolgere un esame approfondito. Allora se può durare più di un quarto d'ora stiamo sforando l'orario convenuto. Solo per questo motivo.
PRESIDENTE. C'è una proposta di interruzione dei lavori; c'è stata una intesa tra i Capigruppo....Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu sull'ordine dei lavori.
MARTEDDU (Popolari). L'intesa era tra le ore 20 e 30 e le 21. I colleghi sostengono che la ripresa del dibattito sugli emendamenti può trascinarsi più avanti perché non possiamo né contingentare gli interventi, né tanto meno prevedere il tempo.
Quello che chiedo è che rispettiamo e concordiamo anche per domani, perché per domani l'ipotesi è di andare dal mattino, solita ora 9 e 30, interrompere mezz'ora o un'ora per un panino e poi andare avanti tutto il giorno.
Anche su questo c'era l'accordo, per cui si può tranquillamente interrompere.
PRESIDENTE. Mi pare che è un'opzione che viene accolta; potremmo fare un appello ai colleghi che sono in Aula, e che intendono intervenire, di essere presenti domani alle ore 9 e 30.
Per un fatto di cortesia, chiedo ai colleghi che hanno chiesto l'interruzione se vogliono far intervenire adesso l'onorevole Petrini, e poi chiudiamo. Domani riprendiamo alle ore 9 e 30, ma io vi pregherei di essere puntuali in modo che il dibattito, siccome siamo già in sede di dibattito, se non ci fossero interventi dovremmo procedere. Onorevole Petrini, vuole intervenire adesso o domani mattina?
PETRINI (G.D.R.I. e ind.). Va bene adesso. Se i colleghi hanno un attimo di pazienza anche adesso, pochi minuti.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1999)" (459)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Petrini. Ne ha facoltà. Vi chiedo, visto che siete così cortesi, di essere cortesi fino in fondo e di ascoltare.
PETRINI (G.D.R.I. e Ind.). Presidente, posso parlare? Io vorrei chiedere al collega Sassu una particolare attenzione per l'emendamento chiesto dal collega Frau che, come ben sappiamo perché abbiamo lavorato da due anni, è il vice Presidente della Commissione cultura. Abbiamo lavorato insieme molto bene, portando avanti numerose ed importanti leggi, faticose certe volte, colleghi sui quali abbiamo potuto sempre contare, perché sempre presenti e abbiamo potuto fare Commissione grazie a loro.
Vorrei, ricordandovi che siamo la Commissione cultura, che certe usanze non vadano perdute; perchè ci dispiace che per pochi milioni vadano sprecate, come possiamo chiamare, siamo un pochino stanchi tutti, ma sono abitudini, usanze centenarie che andrebbero perdute solo perché il paese è piccolo e non può permetterselo. Quindi vediamo di trovare questa manciata di soldi; in fin dei conti, siamo la Regione Sardegna e 50 milioni non ci impoveriranno né ci arricchiranno. Grazie per l'attenzione e scusate per l'orario.
PRESIDENTE. I lavori riprendono domani mattina alle ore 9 e 30. Vi pregherei di essere puntuali.
La seduta è tolta alle ore 20 e 43.
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