Seduta n.24 del 03/12/1999 

XXIV SEDUTA

VENERDÌ 3 DICEMBRE 1999

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

INDI

DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

La seduta è aperta alle ore 10 e 13.

FLORIS EMILIO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di sabato 27 novembre 1999, che è approvato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 30 novembre 1999 l'onorevole Edoardo Usai è stato nominato Presidente del Gruppo di Alleanza Nazionale. Comunico inoltre che in data 2 dicembre 1999 l'onorevole Sanna Giacomo è stato nominato Presidente del Gruppo Misto.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pasqualino Federici ha chiesto un giorno di congedo, a far data al 3 dicembre 1999. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge:

dai consiglieri Loddo - Dettori Bruno - Deiana - Dore:

"Sulla istituzione di una Commissione consiliare speciale per la riforma della legge elettorale" (9).

(Pervenuta il 25 novembre 1999 ed assegnata alla prima Commissione.)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Signor presidente, colleghi consiglieri, anche se la giornata odierna interamente deve essere dedicata ad un aspetto che attiene alla situazione grave determinatasi in relazione all'alluvione del 12 e 13 novembre, credo che possa meritare ugualmente una rapidissima attenzione ciò che è successo e sta succedendo in relazione alla richiesta di convocazione urgente del Consiglio negata dall'attuale Presidenza. Credo che tutti i colleghi dovrebbero riflettere su questo aspetto in quanto è una puntuale violazione di un diritto...

PRESIDENTE. Onorevole Dettori, mi scusi, siccome non avevamo ancora finito le comunicazioni la prego di avere un po' di pazienza, qualche minuto e poi le darò senz'altro la parola.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:

FLORIS EMILIO, Segretario:

"Interpellanza CONTU - CAPPAI - OPPI - PIANA sul mancato pagamento delle nuove domande di adesione al Programma agroambientale per l'anno 1998/99"; (16)

"Interpellanza OPPI - PILI - TUNIS Gianfranco sulla nomina del Presidente dell'IGEA". (17)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza:

FLORIS EMILIO, Segretario:

"Mozione SELIS - BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI Ivana - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - LODDO - GIAGU - PINNA - PACIFICO - ORRU' - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - TUNIS Gianfranco - VASSALLO sulla grave situazione dei comuni colpiti dall'alluvione e sulle misure urgenti da adottare a sostegno delle famiglie, delle imprese, delle amministrazioni locali, nonché sui provvedimenti urgenti e necessari per il monitoraggio e il controllo del territorio"; (4)

"Mozione PILI - BIGGIO - COSSA - CONTU - CAPELLI - FOIS sugli interventi da adottare con assoluta urgenza a favore delle amministrazioni, delle imprese e delle famiglie dei comuni del Campidano e del Sarrabus gravemente colpiti dall'alluvione" (5).

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che qualche giorno fa il Presidente ha ricevuto una richiesta di discussione in Aula su una mozione di censura dello stesso Presidente.

Io ho convocato la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi i quali a maggioranza hanno stabilito che quella mozione non è ricevibile. Non ho espresso valutazioni nel merito, tuttavia ho un'opinione che voglio proporre all'Aula. Credo che, badate, che una mozione di sfiducia a prescindere dalle persone - io sono Presidente in questo momento domani può essere chiunque di voi e poi, chiunque altro insomma - una mozione di censura al Presidente significa depotenziare moltissimo il ruolo dello stesso Presidente, e questo avrebbe una ripercussione in Aula e per i lavori, e quindi per il prestigio della stessa Assemblea notevole per il futuro. Quindi, credo davvero che non sia ricevibile. Tuttavia comprendo i diritti di tutte le minoranze essendo stato io stesso da sempre minoranza e credo che sia giusto comunque soddisfare ogni esigenza che diventa anche un'esigenza personale del Presidente, che è quella di dibattere sulle questioni che fin qui hanno creato tensioni, difficoltà, resa la vita agitata e difficile in quest'Aula, sicuramente stiamo attraversando un momento straordinario in negativo, nel senso che queste cose forse non sono mai successe, almeno non in questi termini, e allora informo l'Aula che è mia intenzione, martedì, dopo l'insediamento delle Commissioni permanenti, convocare una Conferenza dei Capigruppo e decidere assieme, perché io provoco in aula la discussione su tutti gli argomenti che sono stati toccati sperando che, con serenità, con il necessario equilibrio e nell'interesse supremo di quest'Aula, del significato che ha quest'Aula per la nostra comunità, riusciamo a trovare una via d'uscita. Non ho nessun problema a sottopormi a questo tipo di discussione, anzi credo che sia assolutamente necessario. Per cui mi impegno fin d'ora, martedì, come dicevo, alla fine, quando avremo insediato le Commissioni, che è una cosa piuttosto urgente, a convocare la Conferenza dei Capogruppo e decidere in quella sede quando convocare il Consiglio per discutere di queste cose.

Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Credo che abbiamo tutti a cuore questo problema e credo che proprio questo problema travalichi i fatti personali. E, così come ritengo possa essere difficile interpretare nei contenuti le ragioni di una richiesta di convocazione straordinaria dell'Aula, ritengo altrettanto complicato e delicato assumere atteggiamenti secondo i quali, poi, si creerebbero dei precedenti gravissimi per cui una maggioranza, qualsiasi essa sia, entrando nel merito decida sull'opportunità o meno che una richiesta di convocazione straordinaria possa essere accettata. Solo questo, signor Presidente.

Credo che proprio questo momento difficile, attraverso la figura prestigiosa di colui che rappresenta questa istituzione, possa veramente rappresentare per tutti noi quella garanzia di una prospettiva futura di lavoro sereno, che la Sardegna e i sardi sicuramente meritano.

Discussione abbinata del disegno di legge: "Interventi urgenti conseguenti all'alluvione del novembre 1999" (7), nel testo del proponente e delle mozioni Cogodi - Ortu - Vassallo: "Sugli interventi urgenti e straordinari della Regione in soccorso delle popolazioni colpite dall'alluvione e per un progetto di generale riassetto idrogeologico del territorio della Sardegna per la sicurezza dei cittadini e per la qualità dello sviluppo; raddoppio del Piano straordinario per il lavoro in favore degli enti locali e caratterizzazione del Piano di rinascita della Sardegna in funzione della riqualificazione territoriale ed ambientale" (3), Selis - Balia - Calledda - Cogodi - Cugini - Demuru - Dettori Ivana - Dettori Bruno - Dore - Fadda - Loddo - Giagu - Pinna - Pacifico - Orru' - Pusceddu - Randazzo - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Tunis Gianfranco - Vassallo: "Sulla grave situazione dei comuni colpiti dall'alluvione e sulle misure urgenti da adottare a sostegno delle famiglie, delle imprese, delle amministrazioni locali, nonché sui provvedimenti urgenti e necessari per il monitoraggio e il controllo del territorio" (4), Pili - Biggio - Cossa - Contu - Capelli - Fois: "Sugli interventi da adottare con assoluta urgenza a favore delle amministrazioni, delle imprese e delle famiglie dei comuni del Campidano e del Sarrabus gravemente colpiti dall'alluvione" (5)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 7, nel testo del proponente, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento. Oltre a questo ricordo che ci sono tre mozioni da discutere. Io proporrei all'Aula, se siamo d'accordo, di discutere prima e definire il disegno di legge, dopodiché passiamo alla discussione delle mozioni.

Informo anche che dovremo votare col sistema elettronico. Poiché non sono state ancora consegnate le tessere per la votazione elettronica, a ciascun consigliere verrà consegnata una tessera provvisoria, che dovrà essere restituita dopo la votazione, in attesa che nel futuro vengano consegnate le tessere definitive.

Dichiaro aperta la discussione generale del disegno di legge numero 7.

Ha facoltà di illustrare il disegno di legge il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (U.D.R.), Presidente della Giunta. Desidero rivolgermi singolarmente ai consiglieri regionali, perché loro sanno quanto sia difficile varare una legge in condizioni normali, attraverso un'istruttoria seria che viene fatta dalle Commissioni permanenti del Consiglio e immagino si comprenda quanto sia difficoltoso portare avanti una legge, stabilire gli emendamenti e discutere nei minimi particolari un provvedimento tanto atteso.

Chiederei, se è possibile, almeno per questo frangente e per questo motivo di abbandonare tutti i momenti e tutte le difficoltà che esistono nel rapporto tra i partiti politici per trovare insieme un momento di unità su questo specifico argomento, possibilmente facendo in modo che il Consiglio regionale sappia approvare questo provvedimento all'unanimità, senza che ci siano differenziazioni e senza che qualcuno si carichi di maggiori responsabilità o di maggiori sensibilità nei confronti delle disgrazie che sono avvenute durante le alluvioni del 12 e del 13 novembre.

Come i colleghi sanno, io sono stato nominato Commissario delegato per il coordinamento di tutti gli interventi riguardanti la protezione civile, provvederò ovviamente alla nomina di un vicecommissario che mi aiuti in questo incarico, e devo dire che le cose che stiamo proponendo al Consiglio mi pare vadano perfettamente in linea con quelle che sono le attese delle popolazioni. Noi abbiamo avuto, il 12 e il 13 novembre di quest'anno, una caduta di quantità d'acqua (distribuiremo poi al Consiglio le varie relazioni dei vari uffici) che è stata imponente: è caduta, in Sardegna, in pochi giorni, una quantità d'acqua quanto non ne cade nelle stagioni più piovose, anche 600-700 millimetri d'acqua in alcuni comuni della Sardegna. E' chiaro che di fronte a una violenza così grande non c'è territorio che possa assolutamente sopportare il peso di una quantità d'acqua che molti hanno ritenuto di assomigliare al diluvio universale, e non è un caricare il peso di quanto è avvenuto in Sardegna.

Sarebbe stato comunque devastante anche in condizioni normali, tenendo conto, però, che queste condizioni normali in Sardegna non esistono, non perché manchi un piano straordinario, come mi è sembrato di capire, anche in alcuni interventi pubblici di difesa del suolo, che pure va fatto, non perché manchino alcuni interventi mirati che pure sono stati negli anni anche cinque, sei, sette o otto anni fa, portati avanti e rimangono fermi perché questi enti che sono preposti alla difesa del suolo e quindi, ad assecondare la morfologia del nostro territorio, a seguirla e a rispettarla, molte volte non avvengono. Voi dalle relazioni vi potete rendere conto che c'è stato un distorto modo di far costruire le case laddove non devono essere costruite e molti comuni non seguono quella che è la situazione morfologica del loro territorio, l'antropizzazione del territorio, come viene definita, per cui la costruzione viene fatta non seguendo neanche i corsi d'acqua che devono essere seguiti, e quindi non rispettando il territorio stesso.

Ecco perché in qualità di Commissario, ma anche in qualità di Presidente della Regione, quanto affermato durante le dichiarazioni programmatiche verrà messo in essere, e verrà messo in essere con forza e determinazione nei confronti di questi enti che non fanno il loro dovere. Immaginate che noi, fin dal 1998, abbiamo 50 miliardi per il Flumendosa che ancora non vengono spesi; abbiamo centinaia di miliardi nei Consorzi di bonifica, nel Consorzio dell'Ogliastra, tutti interventi che vanno verso la tutela del suolo e del territorio che non vengono messi in essere. Ed è chiaro che noi dobbiamo per forza cercare di valutare quali sono le motivazioni, vederne le responsabilità ed intervenire perché questo credo che sia il dovere del Consiglio regionale e il dovere della Giunta regionale.

Rimuovere tutti gli ostacoli che ancora si frappongono perché gli enti che sono preposti e la stessa Regione faccia fino in fondo il proprio dovere; gli interventi per le zone alluvionati del 12 e del 13, i danni e le stime finora fatte dagli uffici nei vari settori ammontano per quanto riguarda i lavori pubblici a 70 miliardi danni infrastrutture comunali, a 35 miliardi del reticolo idraulico. Gli accertamenti fatti dai comuni in corrispettiva agli accertamenti fatti dalla Regione hanno delle cifre che sono leggermente differenti, per le infrastrutture pubbliche i comuni denunciano danni per 101 miliardi mentre per quanto riguarda le opere pubbliche extraurbane denunciano danni per 194 miliardi.

La stima attuale per i danni in agricoltura è di 150 miliardi: danni alle colture, carciofi, agli agrumi, alle barbabietole, alle colture ortive in pieno campo, alle colture in serra, ortive e floricole. Noi crediamo di aver fatto uno sforzo immane e bisogna anche pensare che questo nostro sforzo deve essere accompagnato da un analogo sforzo che deve essere fatto da parte dello Stato italiano e del Governo Nazionale. L'atto di presenza in questa vicenda sarda è un atto di presenza di pura e mera testimonianza politica, forse perché non ne potevano fare a meno, forse perché le televisioni e i canali di informazione hanno dato un grande risalto alle alluvioni della Sardegna, forse perché c'è scappato anche purtroppo il morto e forse per tante ragioni, ma l'intervento dello Stato è, e rimane, solo una testimonianza politica che abbiamo contestato anche nella Conferenza Stato-Regione e ci aspettiamo molto di più; noi riteniamo che nel giro di 5 o 6 giorni possano essere accertati realmente tutti i danni avuti alle colture, alle società produttive, ai privati, agli artigiani, all'agricoltura, quindi siamo in condizioni di cambiare lo stato di emergenza in stato di calamità naturale e pretendiamo ovviamente che il Governo faccia la sua parte, che nella legge finanziaria ci sia uno stanziamento ad hoc, perché poi i soldi non si ritrovano più, nella predisposizione del bilancio dello Stato devono essere indicati i danni, deve essere indicato il contributo dello Stato nei confronti di questa nostra calamità naturale.

Noi abbiamo sollecitato il Governo ed abbiamo detto che c'è veramente uno stato di gravità, si è abbattuta sulla Sardegna una catastrofe reale non inventata e di fronte ad una Sardegna già disagiata, già presa dalla disoccupazione, che cosa dobbiamo fare? Fare lo sforzo come Regione ma pretendere da parte dello Stato che faccia altrettanto. Io premetto che l'iniziativa della Giunta Selis e dell'Assessore della Programmazione Scano, che ringrazio per la loro immediata sensibilità, ha fatto uno sforzo immediato e ha dato molto più della testimonianza dello Stato, dieci volte in più della testimonianza dello Stato, raccogliendo tutte le risorse che erano a disposizione in quel momento, ed oggi a quello sforzo si è aggiunto, perché i giorni sono passati, perché la gravità del danno veniva fuori con maggiore certezza, perché c'era bisogno di andare a verificare con più puntualità nelle pieghe del bilancio dei vari Assessorati la possibilità di estrapolare somme da mettere a disposizione per questi fatti alluvionali, credo che la Giunta, dopo un ulteriore approfondimento dei danni, che sono, ripeto, apparsi più gravi di quelli che venivano delineati nei primi giorni, ha portato in avanti, come vedremo, una coraggiosa opera di pulizia del bilancio cercando di andare a scavare dappertutto ed avere le risorse finanziarie congrue allo stato che si è manifestato. Il massimo possibile, drenando tutte le risorse disponibili, perché purtroppo, ripeto, lo Stato non ha fatto interamente la sua parte. Noi entro questi giorni saremo in condizioni di tramutare la richiesta di stato di emergenza in stato di calamità naturale. Quindi, avremo la possibilità di quantificare totalmente i danni presenti e di chiedere allo Stato una forte solidarietà, i danni sono tanti, non possiamo rispondere da soli, il popolo sardo ha sempre manifestato la propria solidarietà nei confronti di tutte le altre Regioni e degli altri popoli, pretende, e io credo che il Consiglio regionale questo debba pretendere che lo Stato faccia interamente la sua parte, lo faccia come lo ha fatto in altri comuni e in altre regioni quando si sono verificati questi eventi.

Quindi noi pretendiamo la solidarietà dello Stato cercando di rispondere in termini puntuali e rapidi, di dare ai comuni la possibilità di intervenire per quanto possibile direttamente, mettendo a loro le disponibilità delle risorse; cercando di affrettare i tempi nostri e di accelerare tutte le procedure per le risposte più immediate e soprattutto a quelle famiglie, anche se devo dire che nonostante i solleciti fatti soltanto quattro comuni hanno risposto in ordine a queste emergenze immediate, abbiamo rimandato una lettera e hanno ancora 48 ore di tempo oltre i quali noi non possiamo attendere e daremo risposte a quei comuni che hanno fatto istanza.

Bisognerà stare attenti perché come avviene in certe circostanze è chiaro che le domande e le istanze devono essere viste, devono essere controllate e i nostri uffici devono essere in condizioni di accertare i danni laddove ci sono, laddove le alluvioni sono avvenute, perché le aggiunte di certi comuni anche in quest'ultimo periodo lasciano immaginare e pensare che effettivamente questi nostri poveri comuni cerchino anche forse di approfittare di una circostanza come questa per trovare risorse che normalmente non hanno. Io credo che faremo un danno a quei comuni e a quelle popolazioni che veramente hanno subito il danno se dovessimo dividere queste risorse tra quelle comunità che invece il danno non hanno subito.

Credo che forse, se il Presidente me lo consente e i colleghi sono d'accordo, nel fare questa apertura al discorso di questa legge che era stata presentata dalla precedente Giunta e che noi abbiamo rivisto attraverso gli emendamenti, si possa fare una discussione di carattere generale e poi si possa invece avere un momento di pausa per coordinare gli emendamenti che sicuramente saranno presentati al testo della Giunta.

PRESIDENTE. Come avevo preannunciato ci sono tre mozioni, noi potremmo far illustrare adesso le mozioni dai presentatori, uno per mozione, poi fare una discussione generale unificata, se siamo d'accordo, poi interviene ancora la Giunta regionale e passiamo all'esame degli articoli e così via.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S-F.D.). Semplicemente sull'ordine dei lavori, Presidente, per chiedere se fosse possibile di poter disporre già degli emendamenti della Giunta perché questo aiuterebbe anche la discussione, se fossero pronti.

PRESIDENTE. Lei ritiene comunque che si possa procedere ad unificare le discussioni?

SCANO (D.S-F.D.). Sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). In realtà io avevo chiesto la parola prima, in ragione delle sue irrituali comunicazioni al Consiglio, ma su quello torneremo in un altro momento perché il collega Dettori aveva - a nome suo personale e del suo Gruppo ed anche della coalizione del centro sinistra - annunciato in apertura che andremo oggi a discutere il merito delle questioni più importanti, cioè i provvedimenti da assumere in ragione dei danni derivati dall'alluvione, mentre l'altra alluvione, quella politico-istituzionale, la tratteremo subito dopo.

Intervengo invece in questo momento per dire che per una questione di economia, di tempo ed anche di funzionalità e di ordine del ragionamento, può essere che le diverse mozioni, lo dico perché la prima delle mozioni è quella presentata dal Gruppo di Rifondazione Comunista, possano essere anche, non dico trasfuse o incorporate, ma tenute in debito conto nel corso della discussione generale sul disegno di legge. Cioè, trattandosi non solo di materia connessa , ma ampliando il campo degli interventi, che non tutti potranno essere affrontati dal disegno di legge in discussione, credo che nel corso del dibattito generale sul disegno di legge, possa essere ricompresa, per quanto ci riguarda, anche l'illustrazione delle ragioni contenute nella nostra mozione, se anche gli altri concordassero su questo metodo potremo quindi abbinare, o più che abbinare mettere insieme, anche l'illustrazione delle mozioni comprendendola nella discussione generale della legge. Quindi, adesso poter avere conoscenza degli emendamenti della Giunta e pertanto procedere ad un'unica discussione generale.

PRESIDENTE. Pertanto lei è d'accordo con la proposta del Presidente. Ci sono tre mozioni, lo ricordo, una a firma Cogodi, Ortu e Vassallo; una mozione presentata dai consiglieri Selis, Balia, Calledda e più, ed una terza mozione presentata da Pili, Bigio, Cossa, Contu eccetera.

Se lei ritiene, onorevole Cogodi, può essere lei il primo ad illustrare la mozione a sua firma.

COGODI (R.C.). Avevo detto poc'anzi che una volta tanto il Presidente aveva capito e mi correggo, una volta tanto non ha capito. Ho proposto l'esatto contrario, cioè che l'illustrazione delle mozioni sia contenuta nella discussione generale della legge, perché se noi dovessimo procedere adesso a tre o a quattro, non so quante sono, illustrazione delle mozioni, impegneremo un certo lasso di tempo dei lavori del Consiglio; siccome sono sullo stesso argomento, sulla stesa questione, l'illustrazione delle mozioni, ho detto, per un'economia di tempo e per un migliore ordine concettuale anche nella discussione può essere fatto insieme alla discussione generale della legge, ho detto l'esatto contrario. Per cui la mia proposta, per essere ancora più chiaro, è questa: che si dia lettura integrale del testo della mozioni e che la discussione generale sia unica, ivi compresa l'illustrazione.

PRESIDENTE. Se siamo d'accordo per seguire questa strada il primo iscritto a parlare alla discussione generale è l'onorevole Tunis, ne ha facoltà.

Ricordo che nel tempo impiegato dall'onorevole Tunis nel fare il suo intervento si devono iscrivere tutti gli altri.

COGODI (R.C.). Deve prima dare lettura integrale delle mozioni e poi abbinare la discussione.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, sono state illustrate stamattina le mozioni, forse lei non era ancora presente.

COGODI (R.C.). Ero presente un attimo prima di lei. Le mozioni sono state solo annunciate, non lette.

PRESIDENTE. Si dia lettura delle mozioni numeri 3, 4 e 5..

Emilio Floris, Segretario:

(Inserire testo delle mozioni 3, 4 e 5)

PRESIDENTE. I primi iscritti a parlare sono i consiglieri Marco Tunis e Pili, i quali hanno raggiunto un accordo, per cui il primo a parlare sarà il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che la prima occasione che abbiamo oggi per impegnarci su un provvedimento legislativo ci ponga assolutamente davanti a due fondamentali questioni: da una parte l'urgenza e l'emergenza, e dall'altra quella di far rientrare questi due momenti contingenti in una progettualità che in qualche modo riesca a mettere in chiaro situazioni infrastrutturali che devono essere assolutamente affrontate, anche perché gli stanziamenti che si stanno proponendo raggiungono un'entità finanziaria per la quale è indispensabile assolutamente porre come elemento centrale un intervento infrastrutturale capace di raccordare l'intervento urgente con quello infrastrutturale.

E in questa direzione credo che la Regione e la proposta che la Giunta ha già presentato, ma che nel corso della giornata avremo anche modo di conoscere gli interventi successivi che verranno proposti, ha saputo raccogliere tutta questa l'emergenza che a causa di queste alluvioni si è verificata nella provincia di Cagliari e non solo.

Credo che sia assolutamente indispensabile, però, sottolineare, ancora una volta, come lo Stato in questa partita si sia mostrato assolutamente latitante, basta verificare lo stanziamento assegnato alla prefettura di Cagliari di appena un miliardo che, certamente, non riesce minimamente a soddisfare le richieste dei Comuni da una parte, ma anche quelle già sostenute dalla stessa Prefettura; per non parlare dei 15 miliardi che sono stati stanziati dallo stesso Governo per far fronte a un primo intervento. Credo che siano assolutamente interventi aleatori, che certamente non ricevono la totale complessità della situazione. Quindi è evidente che una delle prime partite che il Consiglio regionale unanimemente deve assolutamente sostenere è appunto quella di dire che lo Stato deve assolutamente corrispondere cifra pari rispetto a quella che la Regione dovrà stanziare. Dico questo perché mi pare indispensabile che su una partita della gravità legata all'alluvione che ha colpito questi centri debba assolutamente trovare la possibilità di una sinergia tra lo Stato e la Regione capace di dare questa indicazione in tempi assolutamente certi.

E' indispensabile, però, aggiungere a questo la capacità progettuale della Regione, e qui mi permetto di sottolineare l'attenzione che deve essere posta alla solidarietà alle popolazioni, ai comuni e agli amministratori locali, che in questi giorni e in queste settimane sono stati in prima linea, in trincea, per affrontare questi temi, ma certamente è assolutamente indispensabile porsi il tema del governo del suolo come elemento cardine degli interventi. Non possono essere 200-300 miliardi che arrivano nel territorio che poi non vanno ad incidere su quegli elementi infrastrutturali assolutamente indispensabili per evitare il ripetersi di queste situazioni. Non credo che niente possa addebitato ai comuni; è certamente la mancanza di quella pianificazione territoriale; gli stessi piani territoriali paesaggistici in molti casi hanno dimenticato di tener conto di leggi di settore e di tutela ambientale e di fatto gli stessi comuni hanno dovuto operare con strumenti legislativi assolutamente inadeguati. E' evidente che di fronte a questo occorre mettere con grande determinazione mano a una panificazione territoriale che sappia tenere come elemento centrale quello del governo del territorio, il governo del suolo. E, quindi, in questa direzione, tutti gli stanziamenti che dovranno essere messi in campo, in termini infrastrutturali, oltre che quelli di contributi per ripianare le perdite sia delle imprese, che degli agricoltori e degli stessi cittadini, dovranno avere come elemento centrale il monitoraggio dell'intervento, cioè dobbiamo sapere che tipo di utilizzo si farà di quei soldi che oggi noi stanziamo, e che tipo di intervento andremo a fare verso il governo del territorio e verso il governo del suolo.

Credo che ci siano in Sardegna, anche attraverso gli enti regionali, strumentazioni di pianificazioni già esistenti; occorre assolutamente recuperarle e farle proprie per farle diventare uno strumento comunque anche di prima analisi e di primo intervento in questa direzione. Credo che la sinergia che deve essere attivata tra l'emergenza e l'intervento infrastrutturale debba assolutamente, in qualche modo, guidare una legge di emergenza. Non possiamo permetterci di buttare 200-300 miliardi senza riuscire a finalizzare - è questo il rischio che oggi corriamo - un intervento che gli stessi sindaci sollecitano a gran voce, cioè un intervento che sappia in qualche modo prevenire questo tipo di situazioni. A questo credo che sia assolutamente indispensabile legare anche un problema di gestione del territorio, cosa che purtroppo non è assolutamente concertata: i Consorzi di bonifica non dialogano con gli enti regionali delle acque, questi soggetti non dialogano con le amministrazioni comunali, non dialogano con la Provincia, non dialogano con la stessa Regione. E' indispensabile un collegamento degli enti e dei soggetti che sul territorio hanno una specifica competenza che purtroppo è frammentata e che deve essere in qualche modo univoca. Un coordinamento della tutela del suolo che non può essere in capo a troppi soggetti, ma che deve essere assolutamente, per tutte le conseguenze, coordinata nell'ambito territoriale di competenza.

A questo fine credo che sia assolutamente necessario differenziare il tipo di interventi e il tipo di soggetti che, in qualche modo, devono farsi carico di questo problema: da una parte i comuni per quanto la competenza sarà territoriale e comunale, dall'altra è evidente che ci sono opere infrastrutturali la cui competenza non è soltanto limitata al territorio comunale, ma va oltre, e in questa materia, come sapete, anche la situazione di gestione dei corsi d'acqua è(?) una competenza superiore, quindi anche in questa direzione è indispensabile individuale puntualmente, rispetto al tipo di intervento necessario, il soggetto gestore. Il rischio che si corre oggi è appunto quello di stanziare delle somme, di attribuirle a un soggetto che poi non è in grado, per la stessa competenza territoriale, di spenderli e di renderli immediatamente utilizzabili. Quindi è indispensabile anche in questo consentire nelle norme che saranno da queste Consiglio adottate creare le condizioni perché tutti i soggetti che saranno destinatari delle risorse possano assolutamente gestirle compiutamente. In questa direzione credo che il Consiglio potrà fare nel migliore dei modi il proprio lavoro.

E' indispensabile dare certezza, immediatezza nell'erogazione dei fondi ai cittadini colpiti dell'alluvione. Credo che questa sia un'emergenza e che il Consiglio dovrà trovare le formule migliori, le formule di celerità, di controllo e di gestione delle somme, una rendicontazione che sia in capo agli uffici comunali che possono garantire una celerità, e laddove questo sarà necessario, con un rafforzamento anche delle risorse finanziarie per far fronte a un carico di lavoro assolutamente superiore alla norma per gli stessi uffici comunali. In questa direzione i cittadini rappresentano oggi la prima vera emergenza, poi vi sono gli aspetti produttivi. Noi non possiamo pensare di saldare soltanto una tantum chi ha perso tutto, ma è necessario mettere in condizione di ripristinare totalmente le imprese sia agricole che artigiane che sono rimaste vittime di questo drammatico episodio, di questa calamità naturale, io credo che dobbiamo assolutamente fare di tutto perché anche in questa direzione i tempi di erogazione, attraverso i soggetti che saranno individuati potranno certamente dare le risposte necessarie.

Ci sono due stadi di intervento, credo che una parte debba essere allocata negli enti regionali e una parte assolutamente nei comuni, i comuni che devono svolgere, ovviamente, un ruolo importante e che devono anche trovare le formule legislative più celeri per poter dare risposte più compiute.

Il tema che mi pare però sulla discussione generale assolutamente da sollecitare è certamente quello del Governo nazionale. Noi non possiamo permettere che il Governo nazionale si dimentichi, che non senta la voce della Sardegna, di queste comunità locali, di queste nostre popolazioni che arriva forte e chiaro e che invece si tramuta in stanziamenti irrisori, assolutamente limitanti che non danno giustizia rispetto al danno realmente subito, parlo appunto del miliardo assegnato alla Prefettura e dei 15 miliardi assegnati nel primo decreto.

Credo che sia assolutamente necessario, e qui mi rivolgo alla Giunta e al Presidente dello stesso Esecutivo, perché si faccia carico, attraverso il Governo nazionale, di un pronto intervento e di una verifica compiuta, e laddove i comuni non sono in grado per ovvie ragioni, in questi giorni vedere i sindaci in trincea e dall'altra pensare a loro con la capacità di rendicontare, gli uffici stessi, interventi quotidiani, di rendicontare i danni mi pare assolutamente difficile, e quindi è indispensabile supportare con la macchina regionale laddove questa è disponibile per arrivare e presentare immediatamente un prospetto compiuto dei danni che si sono verificati e, in questa direzione, dare immediato dato oggettivo al Governo perché possa e si faccia carico, come è giusto che sia, delle conseguenti determinazioni anche finanziarie. Noi non possiamo pensare di avere una Regione che stanzia 200-300 miliardi e il Governo nemmeno un decimo di queste risorse. Credo che sia assolutamente indispensabile che lo Stato faccia la sua parte, la faccia in maniera equiparata a quella della Regione.

A questo va assolutamente affiancato un intervento di carattere progettuale che sappia, in qualche modo, proporre questo episodio, questa calamità nazionale, come un elemento che ci consente di proporre alla stessa Unione Europea un concorso aggiuntivo, attenzione, rispetto a quello che gli stessi fondi strutturali ci danno nel piano nell'Agenda 2000-2006; dobbiamo assolutamente metterci nelle condizioni di chiedere, di poter ottenere di più rispetto a quello già stanziato, perché siamo di fonte ad un episodio di calamità naturale che certamente non possiamo sottacere di fronte alla stessa Unione Europea, e credo che in questa direzione l'intervento finanziario dell'Unione Europea debba essere anch'esso, in qualche modo, legato a quello che la Regione e lo Stato faranno.

In questa direzione credo che sia assolutamente indispensabile che il Consiglio regionale - qui mi pare di dover accogliere l'invito che faceva il Presidente Floris - possa mettere da parte in questo frangente tutte le difficoltà di rapporti perché credo che le popolazioni di questi territori devono assolutamente avere questo messaggio di immediatezza, di capacità di superare in questa fase le difficoltà per metterci a lavorare sulla prima proposta di legge che è - ripeto - una legge di emergenza, ma che deve diventare anche una legge di prospettiva per creare le condizioni oggettive perché questi fatti non si verifichino, e che possano vedere il monitoraggio e la gestione del territorio come elemento cardine di una legge di emergenza, ma che certamente merita tutta la nostra attenzione anche per il futuro della nostra Isola.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS GIANFRANCO (Popolari-P.S.). Signor Presidente della Giunta, colleghi consiglieri, farò alcune brevi considerazioni per sottolineare l'importanza del provvedimento in discussione e per dare un contributo a questo dibattito in riferimento al grave problema costituito dai recenti danni alluvionali che hanno posto popolazioni e comuni della Sardegna di fronte ad un grave fenomeno di calamità naturale.

L'eccezionalità degli eventi meteorologici, nonostante la pronta attivazione delle unità di crisi delle amministrazioni comunali interessate, della Prefettura, e nonostante l'immediata disponibilità di importanti strutture dello Stato, della Regione e strutture militari, è stata causa di allagamenti e gravi danni a diverse zone agricole, urbane e produttive, ed è stata causa anche della perdita di vite umane. E questo evento ha imposto che prontamente, su proposta del Presidente Selis, la Giunta varasse l'adozione di norme finalizzate ad attuare degli interventi di carattere straordinario che vogliono essere soltanto un semplice ristoro per i danni arrecati alle infrastrutture, ai servizi, ai beni delle famiglie, anche a quelli mobili e ai suppellettili, ed anche i danni arrecati alle imprese. E` un provvedimento che reca delle risorse finanziarie consistenti, ma assolutamente insufficienti ad affrontare la drammaticità della situazione, data l'entità finanziaria delle richieste, per cui la risposta che oggi viene data è una risposta abbastanza limitata, e quindi è assolutamente necessario che questa Giunta si attivi con urgenza per reperire ulteriori risorse finanziarie che possano essere utilizzate con procedure semplificate ed accelerate.

La gravità e l'ampiezza del problema che abbiamo davanti condiziona pesantemente ogni possibilità di sviluppo produttivo, l'organizzazione dei servizi e la qualità della vita, di conseguenza occorre definire ed attuare i necessari programmi di intervento, ma anche richiamare l'attenzione del Governo e della Comunità Europea sulla gravità della situazione che solo con un ampio e concreto impegno della collettività regionale e nazionale può essere affrontato.

Questo progetto di legge non è un Vangelo, è però un punto di partenza, è un quadro di riferimento per decisioni che dovremmo assumere in ordine a problemi complessi, gravi e difficili da risolvere. Sono problemi su cui bisogna lavorare insieme, e molte delle proposte avanzate rappresentano momenti alti di confronto che il dibattito di oggi saprà arricchire ed anche integrare, per giungere ad una conclusione su cui concordare. Occorre dare un segnale forte che mostri che il problema così drammatico che abbiamo tutti presente, è un problema che affrontiamo con decisione, con determinazione, facendoci carico della preoccupazione e delle tensioni ancora esistenti fra le popolazioni interessate dalla calamità. La gente è preoccupata, inquieta, i cittadini, le imprese e gli enti locali guardano a noi per chiederci cosa sapremo fare; guardano tutta la classe politica che sarà valutata nel suo insieme, pur con la differenziazione dei ruoli. Siamo convinti che quanto accaduto non è soltanto un fatto congiunturale, ma anche un fatto strutturale. Siamo convinti che su questi accadimenti ha inciso anche, oltre all'eccezionalità dell'evento calamitoso, la degenerazione dell'ambiente, gli incendi, il deterioramento idrogeologico, l'uso dissennato delle risorse e l'inquinamento. E si è profilata così, in modo drammatico, l'emergenza, per la quale è mancata una politica, la stessa che oggi tutti quanti proponiamo. La nostra politica deve quindi trovare il suo momento centrale nell'attuazione dei provvedimenti proposti; deve trovare un supporto istituzionale nel disegno di legge che la Giunta, su proposta del Presidente Selis, ha varato e che noi ci apprestiamo ad esaminare.

Credo che l'unità sugli obiettivi esista in quest'Aula; il Consiglio trovi allora la capacità, l'equilibrio e la forza di concludere unitariamente questo dibattito. Questo atto non è certamente risolutivo dei problemi, ma per lo meno costituisce uno strumento per avvicinarsi, con possibilità di successo, a soluzioni giuste.

E in questa prospettiva io credo che le risorse che dovremo mobilitare per realizzare questa manovra debbano essere gestite con il massimo di rigore, di efficienza e di trasparenza; solo così sapremo dare un esempio alto di come le istituzioni si fanno carico dei bisogni dei cittadini.

Onorevole presidente Floris, su questo problema, ma anche per l'ampiezza e la profondità della crisi che in questo momento sta attanagliando la Sardegna, mi pare di poter dire che occorra rientrare in quell'ordine di superamento degli schieramenti. Noi siamo anche disponibili ad unificare le mozioni che sono state presentate se ve ne siano le condizioni, e per questo chiediamo alla Giunta che questo dibattito non rimanga vuota parola, ma trovi immediata corrispondenza nei provvedimenti di governo che andremo ad assumere.

Per concludere il mio auspicio è che alle volontà espresse in quest'Aula corrispondano comportamenti ed atti commisurati; la nostra disponibilità per questo è totale. Quanto noi porremo in essere non investe solo la responsabilità di una parte politica, ma investe la responsabilità e il ruolo dell'Istituzione autonomistica nel suo complesso. Con questo spirito, quindi, oggi rivolgo un invito a ricercare un'espressione unitaria che attesti lo stato delle nostre riflessioni.

PRESIDENTE. Informo i colleghi che ho iscritti quattordici oratori a parlare, nell'ordine - cercando di alternare - sono l'onorevole Rassu, l'onorevole Dettori Bruno, l'onorevole Pilo, l'onorevole Orrù, l'onorevole La Spisa, l'onorevole Cossa, l'onorevole Cogodi, l'onorevole Floris Emilio, l'onorevole Dore, l'onorevole Tunis Marco, l'onorevole Marrocu, l'onorevole Biancareddu, l'onorevole Balletto, e chiude un oratore dell'opposizione, l'onorevole Scano.

E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente della Giunta ed onorevoli Colleghi, la nostra Isola è abituata alle disgrazie, ai disastri ecologici ed ai disastri economici, e questo ennesimo episodio di calamità naturale probabilmente è una continuità di tutte le disgrazie che caratterizzano il nostro popolo. Io credo che all'interno di questo Consesso e di quest'Aula ci sarà senz'altro l'unità obiettiva che consenta al Consiglio regionale di adottare quei provvedimenti immediati ed urgenti che siano capaci, se non di risolvere, di sollevare quelle che sono le difficoltà che in questo momento colpiscono e hanno colpito le popolazioni affette da questo disastro naturale. L'onorevole Pili ha esaurientemente tracciato quale sia stato sino a questo momento l'atteggiamento dello Stato e io prego la Giunta, lunedì credo che abbiamo in Sardegna la visita di un rappresentante del Governo, spero che la Giunta possa presentare esaurientemente quelle che sono le nostre esigenze e richiami, una volta tanto, lo Stato a quelli che sono i suoi doveri primari verso la nostra Isola. Credo che in questo caso non sia esagerato chiedere una norma speciale, così com'è stata chiesta per le zone terremotate. Perché seppur in questo caso non si tratti di sisma terreno, è chiaro che un evento di eccezionale gravità, come quello che si è abbattuto nelle zone del Sarrabus e del Sulcis, sia un evento da tenere in considerazione massima, dato i danni e data la compromissione dell'economia che ha causato a quelle zone.

Quindi, è necessario che lo Stato, nel suo intervento immediato, dia quello che è il suo supporto indispensabile, e a questo punto improcrastinabile, affinché le infrastrutture di quelle zone possano essere ristrutturate e possano essere risanate, possano essere messe in condizioni di poter sopperire ormai a questi eventi che in Sardegna non sono più un'eccezione, stanno diventando man mano degli eventi naturali, in quanto la tropicalizzazione del nostro clima sta portando sempre più frequentemente la nostra Isola a subire questi eventi eccezionali climatici. Quindi, è indispensabile, come chi mi ha preceduto ha detto, monitorare pur sempre delle zone ad alto rischio, per quanto riguarda questo tipo di calamità, e predisporre in contempo quelle che sono le opere necessarie a prevenire o se non altro a limitare eventuali danni. Ho fatto una breve visita nei posti danneggiati una decina di giorni fa, sono stato a Capoterra e sono passato nelle vicinanze di Assemini; mi sono reso conto che Assemini è un paese racchiuso tra due dighe artificiali, che sono costituite da due reti viarie in sopraelevazione, per cui questo centro, ogni quel volta non funzionasse quello che è il drenaggio costituito dai canaloni che sono l'opera di ingegneria idraulica che è presente in quel territorio, è chiaro che è sempre soggetto ad un evento del genere, un evento peraltro pericoloso non solo per le infrastrutture ma, per quanto abbiamo visto, anche per l'incolumità fisica degli abitanti di quel centro. Quindi, è necessario ed è indispensabile creare opere adatte affinché, non potendo rimuovere quelli che sono gli ostacoli di dighe naturali rappresentate da queste grosse arterie viarie che sono, ripeto, in sopraelevazione e racchiudono dentro un avvallamento in centro stesso, creare le opere necessarie affinché in un caso del genere si abbia il normale scolo e defluvio delle acque, così per Capoterra che è stata interessata da uno slavinamento rinvenuto dal monte.

Questo è un centro caratterizzato, ho visto, dal passaggio dall'interramento di un paio di torrenti che scendono dalla montagna; è evidente che se si ripete un caso del genere avremo le stesse problematiche. Ma, queste sono opere che la Giunta intanto con i sui tecnici credo sopperirà a monitorare, sopperirà ad evidenziare e quindi a proporre i progetti necessari affinché non avvenga più questo. Mi voglio soffermare su alcuni aspetti abbastanza soggettivi, che riguardano prettamente le famiglie e le attività produttive. Oltre alle attività agricole, è chiaro che hanno subito danni ingenti le altre attività, che sono caratterizzate dalle attività artigianali, dalle attività commerciali, dalla piccola e media industria, quindi è indispensabile e necessario che l'attenzione di una norma legislativa speciale si soffermi anche su queste categorie di cittadini che, parimenti dell'agricoltura e ai danni personali, hanno subito danni gravissimi nelle loro aziende. Credo che oltre all'intervento immediato della sovvenzione economica sia necessario includere nel dispositivo di legge il congelamento dei mutui contratti dalle famiglie, per quanto attiene alle abitazioni, per quanto riguarda le imprese artigianali, commerciali e piccole industrie, con le banche affinché almeno per due anni questi mutui vengano congelati, quindi posticipando l'ammortamento di 48 mesi, dando chiaramente in questi due anni alle imprese e alle famiglie stesse, che possono aver contratto mutui per la prima casa o mutui con le banche per la costruzione della casa, possa esser data la possibilità di ripristinare al minimo quelle che sono le finanze o dell'azienda o familiari, che consentano loro più serenamente in un prossimo futuro di affrontare questi disagi.

Si parla di contributi in conto capitale del 70 per cento, laddove venga emanata l'ordinanza di inagibilità e, quindi, nel caso di sgombero e demolizione. Quindi pare si faccia riferimento solamente a quei fabbricati civili o a quelle immobilizzazioni aziendali e, io ripeto ancora, è necessario includere tutte quelle immobilizzazioni aziendali e non solo agricole, ma anche per la piccola e media impresa artigiana e commerciale e della piccola e media industria, laddove pare ci sia pericolo di crollo.

Io ritengo che sia necessario intervenire anche in quei fabbricati aziendali, in quei fabbricati civili dove pur c'è stato un danneggiamento che non abbia magari compromesso la stabilità strutturale del fabbricato, ma che di fatto comporti alla azienda o alle famiglie degli interventi finanziari onerosi, perché anche questo è un danno, e l'economia dell'Isola sappiamo in che difficoltà si dibatte, per cui anche quegli interventi che sono indispensabili per rendere salubre ed abitabile o l'abitazione o agibile il fabbricato strumentale possano essere agevolati con intervento della Regione. Sono d'accordo quando si parla di contributi conto capitale al 70 per cento, ma il danno che si è subito riguarda il 100 per cento del della quota di intervento. Quindi, questa differenza del 30 per cento per raggiungere il 100 per cento ben sarebbe se potesse essere contemplata in un finanziamento a lungo termine a tasso agevolato, come avviene, per esempio, per altri tipi di intervento anche nei centri storici. Quindi, abbinando questo tipo di provvedimenti in conto capitale al provvedimento di mutuo agevolato a lungo termine.

Ripeto ancora, ritengo indispensabile, oltre all'intervento immediato per le opere strutturali e oltre all'intervento immediato di contribuzione alle famiglie particolarmente colpite, il congelamento immediato dei mutui che possono aver contratto le aziende agricole, che possono aver contratto le aziende artigiane, commerciali e piccola e media industria, e ancor più le famiglie per potersi costruire o ammodernare la casa, affinché almeno per due anni, posticipando quindi di 48 mesi il piano di ammortamento contratto con le banche, magari la Regione intervenendo in questi due anni con le banche per sopperire alle esigenze del tasso e alle esigenze degli interessi, affinché queste popolazioni possano più serenamente guardare al futuro e possano veramente nell'immediato avere un segno tangibile dell'intervento regionale. Interventi che debbono - come giustamente hanno detto i due colleghi che mi hanno preceduto - essere monitorati e severamente controllati da parte degli uffici tecnici comunali, da parte degli uffici regionali e degli enti locali. Ai lavori pubblici tecnici non ne mancano, sia negli enti locali che nella Regione, tecnici non ne mancano, anche senza lavoro, possono essere convenzionati dei tecnici ad hoc dai comuni per fare delle perizie giurate sui danni effettivamente subiti dai fabbricati e sui danni effettivamente subiti dalle aziende agropastorali e dalle aziende industriali, artigiane e commerciali, per poi intervenire con un controllo severo della Regione sulla elargizione dei provvedimenti finanziari.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Signor Presidente, le serie idrologiche regolarmente registrate dal servizio apposito del Genio civile sin dall'inizio del secolo, in numerose località dell'Isola, hanno evidenziato la tipologia delle precipitazioni in Sardegna sia dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo. L'esame di queste serie, per la registrazione delle quali dagli inizi degli anni ottanta si sono utilizzati strumenti via via sempre più sofisticati e automatizzati, ha messo in evidenza che in questa Regione periodicamente si verificano dati anomali di precipitazioni di massima intensità, variabili da stazione a stazione, senza tuttavia precise regole che possano consentire previsione alcuna.

La risposta del suolo alle precipitazioni di questi straordinari eventi è totalmente a carico del sistema dei drenaggi naturali e artificiali, corsi d'acqua e canali che provvedono a far defluire l'acqua verso valle. Sistema di dreni che, qualora inadeguati per cause naturali o per responsabilità di una cattiva gestione del territorio, determinano il verificarsi di una serie di condizioni incontrollabili con ferite profonde al territorio e alla sua popolazione difficilmente rimarginabili.

Negli anni settanta campeggiava una scritta nell'aula magna della Facoltà di geologia di Roma: "Nell'indifferenza di tutti l'Italia scivola tristemente verso il mare". Era una severa denuncia degli studenti di geologia all'autorità costituita. Quella stessa denuncia, affinché si ponga fine alle devastazioni del nostro territorio, dobbiamo sentirla sulla nostra pelle quando approviamo i progetti di strade, quando approviamo i piani urbanistici comunali, ogni volta che interveniamo nel nostro territorio con infrastrutture, con pratiche agricole o di urbanizzazione non corrette o, peggio, quando disperdiamo rifiuti in maniera incivile.

Queste leggerezze sono la prima causa di certe mutilazioni; è una denuncia che non dobbiamo dimenticare quando vediamo il fuoco percorrere centinaia di ettari, fuoco che denuda interi territori, esponendo quei suoli e relativi versanti collinari a una accelerazione del fenomeno erosivo che modifica la morfologia originaria di quel paesaggio, sottoponendola successivamente a maggiori rischi di eventi calamitosi. Non si può essere banali: il rispetto dell'ambiente e la sua tutela non può essere più per nessuno un fatto secondario. Ciò a cui abbiamo assistito, il terrore e la disperazione nei volti degli abitanti di quella realtà, non può essere superata unicamente con la manifestazione della nostra solidarietà, né rivendicando allo Stato provvidenze, per quanto giustificate, che possano lenire queste tristi vicende. Abbiamo responsabilità maggiori; abbiamo la responsabilità di garantire ai nostri concittadini di poter vivere con prospettive che non li portino a subire questo tipo di realtà che non credo possano essere dimenticate.

Si costituisca una volta per tutte, così come hanno tutte le Regioni civili, un servizio geologico regionale, che possa mappare le aree a rischio di dissesto idrogeologico, affinché si possano prevenire calamità di questo tipo. Si legiferi affinché tutti i comuni si giovino, nelle commissioni urbanistiche, anche della professionalità del geologo, perché la lettura e l'interpretazione di certi fenomeni è fondamentale nella corretta gestione del territorio.

Cari colleghi, il provvedimento in esame dobbiamo renderci conto che non potrà mai né restituire né far dimenticare ciò che è accaduto; sta a noi la responsabilità per rispetto di chi ha perso tutto, persino la vita, evitare che nell'indifferenza possa essere dimenticato che anche la nostra Sardegna tristemente scivola verso il mare.

PRESIDENTE. E` iscritta a parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Voglio fare un intervento molto breve perché credo che l'urgenza vera sia quella di approvare questa legge per poter dare immediatamente gambe alla soluzione dei problemi. Voglio però porre l'accento su un aspetto che mi sta molto a cuore, mi raccontava mio figlio l'altro giorno (seconda elementare) con grande tristezza che un suo compagnetto non può più ascoltare gli "883" né leggere la sua collezione di Topolino perché è tutto bagnato, e ha difficoltà a studiare perché sono tutti obbligati a vivere nell'unica stanza della casa, non che è rimasta in piedi, ma che è rimasta quasi asciutta perché il problema non è solo delle case che sono inagibili perché rischiano di crollare, il problema è consentire un'agibilità comunque alle famiglie, qualora si tratti di privati, perché anche laddove le case sono in piedi non possono essere abitate, non possono essere vissute, i bambini non possono ascoltare gli "883" per quanto sembri una cosa banale.

Così come abbiamo visto imprenditori piangere perché il sacrificio di una vita si è vanificato in un attimo, ma questa immediatezza, questa urgenza è un'urgenza che non può trascurare in alcun modo il fatto che è veramente necessario sposare una politica ambientale che sia una politica che garantisca la qualità della vita, questo Consiglio regionale ha, secondo me, il dovere preciso di garantire una migliore qualità della vita alle generazioni che arriveranno, a partire dai nostri figli.

Quello che è successo nel passato, questa non è la prima calamità che c'è in Sardegna perché l'Ogliastra è piena di calamità naturali; l'aspetto tragico di questa vicenda è che in fondo la calamità naturale diventa poi un beneficio del quale le popolazioni usufruiscono a vita senza che ci siano interventi radicali per la soluzione del problema, ci sono per esempio interi paesi nell'Ogliastra che vivono ancora dalle provvidenze che gli arrivano in quanto paese, centro di calamità naturale e che quindi godono ancora di benefici economici che intervengono sulla situazione del momento o ancora in nome di una calamità che c'è stata venti o trenta anni fa ma niente si fa per il miglioramento dell'ambiente naturale nel quale si vive. Non vorrei che ci trovassimo in una situazione analoga, cioè si aggiunge o si aggiungono un certo numero di paesi a questo vivere di rendita grazie alle calamità naturale. Allora, credo che su questo sia importante che i comuni vengano totalmente responsabilizzati e diventino i soggetti protagonisti delle scelte del territorio, perché sono gli unici che sono in grado di conoscere le esigenze reali ma possono avere anche un'attività di coordinamento, perché la miriade di enti che concorrono alla gestione del territorio poi, di fatto, fa sì che l'importante è che l'ente 1 non sappia quello che sta facendo l'ente 2.

Un ente di coordinamento deve esserci, certamente i comuni sono quelli in grado di gestire meglio le problematiche del proprio territorio, se naturalmente questo non significa che sono gravati da una serie di procedure burocratiche ed amministrative che diventano prevalenti rispetto alla scelta delle soluzioni che devono essere adottate. Sono sicura che i problemi che in questo momento affronta la nostra Isola e che vanno - come dicevano i colleghi - dagli incendi, al problema della gestione delle acque, al fatto che non arriva l'acqua potabile nei rubinetti, al fatto che le colture sono sempre in una situazione precaria per cui noi siamo sempre alla ricerca di un provvedimento ad hoc perché se non piove c'è la siccità, se piove troppo ci sono le alluvioni, ed inseguiamo non le soluzioni dei problemi ma inseguiamo sempre la ricerca dei finanziamenti che mettono una pezzetta di volta in volta. Io sono sicura che questa situazione è determinata da una scelta politica, da un fatto politico che ha ignorato l'importanza invece della gestione globale, del rispetto globale del nostro territorio; purtroppo spesso questo fatto è stato tenuto nella situazione attuale anche consapevolmente ed anche volontariamente perché ha generato situazioni di clientelismo che hanno favorito poi, il predominio dei partiti sulla soluzione dei problemi.

Per chiudere, questo problema dell'emergenza paesi alluvionati oggi, da una parte deve... Assessore Pani posso continuare? Un po' la riguarda perché il problema delle alluvioni a mio parere è un problema di ambiente, è un problema di scelte generali come stavo cercando di dire.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Vi chiedo scusa, ma siccome ho una convocazione presso il Ministero, presso il ministro Ronchi, per il parco del Gennargentu, sostituendo il Presidente, che mi ha dato l'onore di questa delega, io devo presentarmi al Ministro per presentargli tutte le nostre sacrosante obiezioni su questo punto.

PRESIDENTE. Assessore Pani, la prego, in genere prima di intervenire in Aula ci si scrive a parlare, grazie.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Certo.

PRESIDENTE. Prego onorevole Pilo.

PILO (F.I.-Sardegna). Allora, dicevo che questo fatto straordinario, questo tragico fatto straordinario dell'alluvione che ha toccato molti paesi della nostra provincia non può, non deve e non dobbiamo permettere che rimanga un fatto staccato dalla gestione globale del territorio della Sardegna; da questo punto di vista mi permettevo di dire all'assessore Pani che il problema alluvione lo tocca in quanto credo che dobbiamo andare davvero ad una riprogettazione globale della gestione dell'ambiente in tutti i suoi aspetti, perché veramente credo che ci dobbiamo impegnare a garantire alle generazioni che vengono una qualità della vita decisamente migliore e l'ambiente forse è il primo passo per una qualità della vita migliore.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.-F.D.). Signor Presidente, colleghi e colleghe del Consiglio, gli eventi del 12 e del 13 novembre scorso hanno avuto certamente un carattere eccezionale, lo ricordava il Presidente nell'illustrare il disegno di legge della Giunta, cioè 500-600 millimetri d'acqua in pochi giorni e in un territorio limitato, per giunta, sono il doppio della quantità annuale in alcuni casi. Non c'è prevenzione che tenga per quanto riguarda queste situazioni; credo che il prezzo pagato dalle popolazioni, anche in termini di vite umane, in termini di attività produttive, in modo particolare l'attività agricola in cui le aziende già in difficoltà sono state schiantate da questo ulteriore problema che si è abbattuto su di loro, impongono a noi una riflessione certamente attenta sugli interventi urgenti ma, com'è stato anche sollecitato dagli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, anche un intervento che guarda al futuro e che quindi, tende a mettere in essere tutte quelle azioni che possono prevenire o limitare interventi futuri.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

(Segue ORRU'). Si tratta di avvenimenti eccezionali soprattutto per il basso Campidano, secondo me, ma non per il Sarrabus e il basso Flumendosa, dove si ripetono con una frequenza ormai periodica, ogni due anni, ogni tre anni. Quindi, lì più che altrove tra l'altro si pone l'urgenza di un intervento di riassetto, di assetto del territorio e di un intervento organico, non rincorrendo le emergenze e i disastri. L'esempio che lei ha ricordato dei centoventi miliardi di tredici anni fa, dirottati verso altri usi anch'essi utili se vogliamo, o in parte non utilizzati, e io la solleciterei, ad esempio, a veder bene i 50 miliardi ancora disponibili ed affidati, se non ricordo male, ad enti strumentali della Regione, se non sia possibile, anche per questa via, se non tutto in parte affidarli direttamente ai comuni per una parte degli interventi urgenti. Ora, indipendentemente dall'intervento urgente che deve riguardare lo Stato, deve riguardare la Regione, noi dobbiamo guardare quindi a come sia possibile affrontare, in termini organici, il problema dell'assetto idrogeologico del territorio regionale. Vi sono aspetti diversi, vi è l'aspetto che riguarda le risorse finanziarie, e vi sono aspetti che riguardano gli strumenti normativi ed amministrativi con cui intervenire, né possiamo far carico in questa materia ai singoli comuni. Penso che sulle risorse finanziarie sia necessario vedere attentamente la possibilità di accedere a fondi strutturali supplementari, ma credo si debba far leva anche su strumenti ordinari dello Stato nei vari settori.

Per quanto riguarda gli strumenti amministrativi, come Regione siamo in ritardo anche rispetto alle altre regioni del nostro Paese; noi dobbiamo insediare le autorità di bacino perché oggi riguarda il basso Flumendosa e il Cixerri in modo particolare, domani può riguardare altri bacini della nostra Isola. Ora tutto questo è in capo alla Giunta regionale; io credo che non sia un modo snello, efficiente, tempestivo e corretto di intervenire; credo che debba essere insediata un'autorità terza, appunto l'autorità di bacino, che coordina gli interventi e che esercita l'attività di controllo sia verso gli enti regionali, sia verso gli enti locali, sia verso i cittadini, sia verso le aziende. Quindi credo che dobbiamo ragionare non con flash, con dichiarazioni estemporanee oppure abborracciate, dobbiamo riflettere attentamente su questo e proporre, non in tempi biblici, anche delle risposte che siano però realistiche e, soprattutto, che siano anch'esse armonizzate con quanto lo Stato sta facendo nel resto del Paese.

Per quanto attiene agli interventi urgenti il Governo con l'ordinanza si è limitato ai 15 miliardi, certamente risorse largamente insufficienti, però va anche detto che queste risorse vanno a fronteggiare le emergenze, cioè il rimborso dei pasti, le spese sostenute dai comuni per far fronte agli interventi più immediati. Mi sembra che la scelta che ha fatto il Governo, ma condivisa mi pare anche dall'insieme delle forze politiche, sia quella di intervenire attraverso la legge finanziaria, cioè di inserire, anche avendo una prima quantificazione dei danni, soprattutto per quanto per riguarda le attività produttive, quelle agricole in modo particolare, mi risulta che l'ersat, ad esempio, stia provvedendo a chiudere questa partita, e scegliendo appunto lo strumento legge finanziaria attualmente in discussione alle Camere perché è l'intervento più efficace, più rapido e più tempestivo. Per altro mi pare che la stessa strada sia stata seguita l'anno scorso per quanto accaduto in Campania, quindi per Sarno eccetera, e credo che sia stata una scelta giusta. E` evidente che la Giunta regionale e l'insieme delle forze politiche, quindi noi tutti, dobbiamo essere vigili ed intervenire affinché vi sia uno stanziamento adeguato, per lo meno per far fronte ai drammi che hanno subito i cittadini e le imprese di questi territori.

Rapidità e tempestività, perché anche in altri momenti sono accaduti fatti incresciosi di questo genere e, in alcuni casi, i fondi a suo tempo stanziati non sono stati completamente utilizzati. Rapidità e tempestività sia per quanto riguarda il ripristino delle infrastrutture gravemente danneggiate, che riguarda in modo particolare i comuni, le famiglie, il patrimonio immobiliare, quindi l'intervento sulle unità immobiliari, penso che la Giunta debba vedere attentamente la possibilità di responsabilizzare i comuni. Non credo che tutto possa essere affidato ai comuni, ma gli interventi relativi allo sostegno delle famiglie possono essere canalizzati attraverso il trasferimento e la responsabilizzazione diretta dei comuni. Così come penso che per il sostegno delle attività produttive, a tutte le attività produttive, non solo le attività agricole per le quali, per altro, è necessario in molti casi un intervento con caratteristiche di estrema urgenza, penso soprattutto agli allevamenti, credo che bisogna tener conto del fatto che anche questa legge sarà soggetta, negli interventi a sostegno, al parere favorevole dell'Unione europea. Quindi, mi permetto di sottolineare questo aspetto, perché se non accompagnato da direttive di attuazione che siano conformi con quanto previsto, noi corriamo il rischio che anche questo intervento poi si tramuti in una beffa, cioè che i 40-50 miliardi a favore delle attività produttive poi, dal lato operativo, non vengano mai utilizzati, o vengano utilizzati in tempi molto lontani. Credo che questo debba essere visto con molta attenzione, perché diversamente si tratta di un intervento di facciata e non di un intervento che invece merita di trovare attuazione con immediatezza. Penso, come altri, che oggi sia necessario trovare una sintesi unitaria, unificando le diverse proposte, perché questa, a mio avviso, è la risposta che si attendono i cittadini colpiti duramente da questa calamità.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni - Rif. Sardi). Signor Presidente, onorevoli colleghi, giustamente durante la discussione su questo delicato problema è stato posto l'accento sulla prevenzione. Questa sciagura ha evidenziato come ci siano opere pubbliche che hanno compromesso il drenaggio delle acque, interventi urbanistici fatti senza osservare le regole minime di salvaguardia del territorio, interventi di abusivismo edilizio, mancanza di studi idrogeologici, soprattutto da parte di comuni, ricordo però come questi studi siano costosissimi e richiedano un intervento della Regione, questa è una sollecitazione che rivolgo alla Giunta regionale perché intervenga non soltanto a sostegno degli studi urbanistici, ma anche degli studi idrogeologici che sono a supporto dei piani urbanistici.

Però, a proposito di prevenzione, ho ascoltato con preoccupazione quanto ha detto il presidente Floris nella sua relazione, parlando di centinaia di miliardi giacenti nelle casse dei Consorzi di bonifica, Consorzi di bonifica che, regolarmente, quando c'è da intervenire nella pulizia dei canali si trincerano o dietro problemi di competenza, oppure dietro problemi di mancanza di mezzi. Credo che ci siano precise responsabilità da parte dei soggetti che sono preposti alla manutenzione dei canali, e ritengo che questa sottolineatura che è stata fatta stamattina vada urgentemente verificata. I cittadini in queste circostanze saltano alla gola dei sindaci, senza però pensare che, a volte, i canali sono pieni di lavatrici, di frigoriferi, di canneti, di ogni sorta di spazzatura che impedisce il regolare scorrimento delle acque, ed è assolutamente normale che se non si fa una adeguata e puntuale manutenzione si verifichino accadimenti di questo tipo. E come si intervenire davanti a una sciagura che ha portato anche alla perdita di due vite umane? Il presidente Floris ha parlato, con espressione elegante, di "pura testimonianza" da parte dello Stato, dove invece, noi possiamo dirlo da questi banchi, potremmo parlare tranquillamente di beffa, perché è apprezzabile lo sforzo posto in essere dalla Giunta regionale, sforzo particolarmente rilevante per quanto riguarda l'agricoltura, però è necessario aprire una vertenza nei confronti dello Stato perché intervenga per lo meno con un quantitativo di risorse equiparabile a quello che sarà in grado attivare la Regione sarda, perché è notevole lo sforzo che è stato fatto, ma i fondi sono ancora largamente insufficienti. E c'è anche necessità, la Giunta regionale ci ha già pensato, di venire incontro alle imprese, perché sono gravissimi i danni che sono stati apportati al tessuto produttivo. Soprattutto le imprese artigiane hanno subito danni che hanno interessato non soltanto i fabbricati, i macchinari e le merci, ma hanno inciso anche sui regolari processi produttivi, rallentando quando non arrestando la produzione, la commercializzazione e, più in generale, la gestione delle aziende.

Onorevoli colleghi, stiamo intervenendo in modo estremamente tempestivo; l'hanno fatto il presidente Selis e l'onorevole Scano, e lo stesso Consiglio regionale oggi, con la nuova Giunta, si trova ad agire con inconsueta rapidità. Stiamo ancora lavorando sull'onda dell'emozione, però; tutto sommato sono passate appena tre settimane dai fatti alluvionali. Ora, però, ci sono altri pericoli che incombono: che dopo la tempesta ci sia il rilassamento, la disattenzione, la distrazione. E siccome noi siamo il Paese dove, a distanza di oltre due anni dal terremoto, le popolazioni dell'Umbria e delle Marche continuano a vivere nei container, c'è un gravissimo problema di accelerazione dei meccanismi di spesa. Molti dei colleghi che mi hanno preceduto hanno sottolineato e rimarcato questo concetto di rigore nel controllo della spesa, di trasparenza e quant'altro. E' senz'altro vero, credo che rigore e trasparenza vadano sempre salvaguardati al massimo grado, ma credo che rigore ci voglia innanzitutto nell'individuazione dei comuni che hanno diritto alle provvigioni, perché dobbiamo riflettere sul fatto che i comuni nel giro di poche settimane da 9 sono passati a 30, e ritengo anche che noi non possiamo sin d'ora caricare i sindaci, che hanno dovuto affrontare da soli, o quasi da soli, una situazione gravissima, del rischio di doversi domani presentare a rispondere magari per qualche inadempienza formale nella gestione dei fondi, perché se i soldi non vengono spesi spesso è soprattutto per il fatto che i meccanismi sono così farraginosi e i rischi successivi sono così tangibili che per aver dovuto intervenire tempestivamente, con la massima urgenza oggi, un sindaco si trova domani a doversi presentare davanti al magistrato.

Ecco perché ritengo che la Regione dovrebbe fornire ai Comuni il massimo supporto tecnico per spendere tutte le risorse e spenderle nel modo più tempestivo, perché la gente non può aspettare. C'è gente che ha perso tutto: la casa, i mobili, l'automobile; si sta verificando un'emergenza sanitaria, perché vengono segnalati numerosi casi di salmonellosi a seguito dell'inquinamento delle condotte idriche una volta che sono scoppiate le fogne un po' in tutti i comuni colpiti; c'è il problema del bestiame morto che è rimasto per giorni a marcire nell'acqua che stagnava e, soprattutto, la gente ha perso la serenità. Questa alluvione ha provocato, su un bacino di circa 100 mila abitanti, un danno psicologico gravissimo che porta il terrore anziché la gioia in una regione colpita dalla siccità come la nostra, che porta il terrore tutte le volte che il cielo si annuvola e comincia a cadere qualche goccia d'acqua.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, il provvedimento che il Consiglio ha in discussione è datato 15 novembre del corrente anno. Il 12, 13 e 14 novembre, cioè nei giorni immediatamente precedenti, si è verificato l'evento calamitoso che ha dato adito ai disastri e ai danni di cui ci occupiamo. Il Presidente della Regione, onorevole Gian Mario Selis, una Giunta allora in ordinaria amministrazione, in tempi reali (il 12, 13 e 14 il fatto, il 15 il provvedimento) si riunisce e dà fondo a tutte le disponibilità che nell'immediato la Regione poteva recuperare, e trova soluzione parziale in una ipotesi di stanziamento di 51 miliardi da utilizzare per gli interventi che non potevano che essere quelli di emergenza, quindi per alleviare il disagio materiale e morale delle popolazioni, per sopperire ai danni più gravi alle strutture e agli assetti civili, di servizio, di comunicazione, per affrontare i danni immediati più rilevanti e allora persistenti dell'alluvione delle campagne, quindi per intervenire immediatamente nella condizione di emergenza su quello che potremmo definire le condizioni di vita, l'habitat, i centri abitati e le campagne allagate.

Dal 15 novembre sono decorse alcune settimane e in Consiglio regionale arriviamo oggi a discutere oggi quel provvedimento, quello del 15 novembre, senza che la Giunta regionale in carica abbia elaborato, sistemato, ordinato, migliorato alcunché. Zero! Nel frattempo, dopo il 15 novembre, la Giunta in ordinaria amministrazione dava incarico - e l'Assessorato al bilancio adempiva - di reperire ulteriori provviste finanziarie, cosa che pare sia avvenuto per un'entità che consente il raddoppio della cifra inizialmente prevista di 51 miliardi per portarla oltre i 100. La Giunta attuale porta in Consiglio esattamente quello che allora, nell'immediatezza del fatto, anche nella concitazione del momento, si riuscì a fare. Di meglio, di precisato, di migliorato: zero.

Il primo impegno della nuova Giunta è questo, zero.

Ora non c'è chi non veda che, tra un intervento previsto nell'immediatezza del fatto ed anche nella concitazione, nell'emergenza, nel disagio e nella sofferenza che era nell'animo e nella carne di quelle popolazioni, non vi era la possibilità di ipotizzare un intervento selettivo, ordinato in tutti i suoi aspetti sia procedimentali che di obiettivo, nel frattempo però dovere istituzionale politico e minima capacità di governo suggeriva, imponeva e impone che questo provvedimento venga migliorato e venga rapportato ai bisogni che oggi è possibile meglio definire in ragione anche del tempo decorso, delle stime che già possono cominciarsi a fare, per cui appare del tutto fondata per esempio la protesta delle associazioni artigiane che allora nella necessità di intervenire sui fatti e sugli accadimenti più immediati, non si prendeva in considerazione la condizione dei diversi comparti produttivi, ma oggi sì, deve essere presa in considerazione la condizione e le conseguenze che derivano nei modi e nelle entità che derivano ai diversi comparti produttivi non solo dell'agricoltura ma anche dell'artigianato, della piccola e media impresa e dei servizi. Adesso non corriamo il rischio di dire che siccome tutti hanno avuto conseguenze dannose facciamo un provvedimento omnibus, generalizzato, per cui tutti e tutto vi può rientrare, perché se si facesse un provvedimento del genere a quel punto sarebbero le due, tre grandi industrie, le quali magari in modo improvvido hanno sistemato le loro cose per accedere a questi fondi e pigliarseli tutti, per cui l'intervento deve essere articolato, esteso, ma riteniamo noi che deve essere anche mirato e selettivo. Se quel centro servizi di quella grande industria anziché mettere i computer come tutti mettono in modo protetto magari al primo piano di una palazzina, mette invece i computer e i giovani che lavorano al computer in cantina e tiene al secondo e terzo piano gli uffici dei dirigenti accade che i computer siano stati travolti dall'alluvione e i dirigenti no, non è quel tipo di improntitudine debba essere.. quella è una grande industria, riprenda i computer e riorganizzi la sua attività di servizio, sono fatti notori di cui l'informazione ci ha reso edotti a cui possiamo tranquillamente fare riferimento. Intendo dire che prima di saras, di enichem, e prima della grande industria dovrà venire il tessuto produttivo della nostra piccola e media impresa ed attività economiche, agricole, artigianali e di servizio, però un intervento equilibrato mirato oggi si impone, perché è lodevole l'iniziativa della Giunta e del Presidente di allora Selis, però non più sufficiente questa mera operazione da postini che fa l'attuale Giunta che non aggiunge nulla, non pensa a niente, non articola, non migliora, non si pone neppure il problema. Annuncia emendamenti all'inizio di questa seduta, io ho avuto modo di avere adesso una serie di fogli dove sarebbero trascritti gli emendamenti perché adesso stanno pervenendo in Aula quelli che sarebbero gli emendamenti della Giunta, neppure all'inizio di questa seduta; cioè il Presidente della Giunta si è presentato dicendo alcune parole senza neppure avanzare le proposte, per cui questi emendamenti stanno pervenendo adesso nel corso della discussione.

Tuttavia il Consiglio regionale, riunito oggi in seduta straordinaria, da tutti convenuto e concordato che debba occuparsi solo di questa vicenda, procede, e noi riteniamo che debba procedere in modo anche serio e produttivo, che debba darsi il tempo che è necessario perché vari non solo un qualsiasi provvedimento ma un buon provvedimento che risponda ad alcune finalità.

Sicuramente l'intervento della Regione, è stato detto, è un intervento anche per l'entità delle risorse che in attesa del prossimo bilancio di previsione, quindi con il bilancio precedente, interviene in modo consistente, perché è vero che i danni censiti sono ingenti, chi parla di mille, chi più di mille miliardi di danni alle strutture e non solo alle attività produttive, però se la Regione può intervenire nell'immediato con oltre 100 miliardi non è cosa da poco, quindi la Regione è presente, assolve la sua funzione, è utile alle popolazioni, la Regione è soggetto che immediatamente è capace di intervenire, se non in modo del tutto sufficiente, certamente in modo consistente. Non basta però, signori della Giunta, signor Presidente della Regione, che nel frattempo da quei banchi oggi si dica l'esatto contrario di quello che si è detto ieri e si prenda atto passivamente di una inerzia o di una insufficienza dell'iniziativa dello Stato, parlo dello Stato italiano, non dello Stato della Catalogna, al quale Stato italiano voi dicevate qualche giorno fa che non bisogna più rivolgersi in modo lacrimevole, supplicante e neppure solo vociante, bisogna essere capaci di progettualità e di forza, irrompere nella scena, ed allora, irrompendo nella scena, Floris e la sua compagine, quella del centro-destra, più i transgenici del gruppo aggiunto, avrebbe risolto immediatamente i problemi della Sardegna.

Lo Stato ha compiuto un intervento insufficiente e non basta dirlo, bisogna esercitare per davvero la propria capacità di governo e di contestazione; lo Stato non in astratto, lo Stato il suo Governo, il Governo D'Alema e soci. Quel Governo dello Stato italiano ancora una volta è inadempiente, è insensibile, è insufficiente rispetto ai bisogni del meridione, in particolare della Sardegna, e delle parti di popolazione più sofferente in ragione di un disastro che ne è derivato da un evento naturale. Questa deve essere una protesta politica ferma, però anche una capacità del Governo della Regione autonoma di ottenere risultati. Qualche giornale ha titolato: "Piovono coriandoli dal Governo", per via di quei 15 o 20 miliardini - che poi però non sono coriandoli ma sono miliardi - che nell'immediatezza pure il Governo nazionale ha stanziato. E` ovvio che è del tutto insufficiente quello stanziamento che reputiamo sia riferito alla prima emergenza, che non sia la soluzione che deve dare o pensa di dare, nel frattempo raccogliamo e coordiniamo tutti gli interventi, rivendichiamo ed otteniamo dallo Stato italiano e non della Catalogna il suo doveroso e necessario intervento, coordiniamo quei interventi e quelle risorse con quelle della Regione e troviamo modo di sopperire ai bisogni sociali e dell'economia che ne derivano.

MI permetto di aggiungere ancora una cosa, che nel coordinamento e nell'individuazione dei soggetti istituzionali che devono intervenire non solo come attenzione ma anche come risorse, ed anche come risorse proprie, io mi sento di dire che non vanno esclusi gli enti locali, quindi lo Stato, la Regione e tutto il sistema istituzionale, anche gli enti locali. Qualcuno dirà: ma che cosa possono fare gli enti locali? Gli enti locali possono fare qualcosa, facciano quello che possono fare. Dove hanno una lira, se hanno una lira, mettano anche una lira, perché io sento, vedo e leggo come tutti voi che ci sono dei comuni che dicono di non avere una lira per creare un posto di lavoro, per creare un servizio sociale, per dare un piatto di minestra ad un disperato sotto i portici, però sono gli stessi comuni che stanno progettando e diramando notizia che il 2000 verrà festeggiato a suon di miliardi. Mi pare di aver letto nel giornale di ieri, che il comune capoluogo di regione, che pure non dista molto dalle zone alluvionate di Assemini, di Elmas, di Decimo, intende festeggiare il nuovo millennio sistemando un palco di venticinque metri lungo la via Roma, da dare a quell'animatore delle notti folli che si chiamerebbe Smaila, e che con due miliardi (ripeto: due miliardi) intenderebbero così festeggiare l'avvento del nuovo anno, e leggiamo che il comune di Alghero si appresta a fare altrettanto, e che il Capodanno per Alghero non durerà un giorno ed una notte, ma durerà sedici giorni, e quindi farà tutt'uno col Carnevale, e così, siccome queste cose sono poi contagiose, tutti i comuni prevederanno palchi e palchetti e "Smaili" ed ogni altra cosa, e saranno decine e decine di miliardi per un augurio. Ma noi non dobbiamo pensare che di fronte a queste cose il sistema istituzionale debba essere attento e vigile e debba recuperare non solo risorse ma anche serietà, e debba recuperare anche una funzione educativa, se possibile, nei confronti di tutti noi, delle popolazioni, quella che un tempo si chiamava "educazione civica", e dire che laddove abbiamo problemi e bisogni sociali fondamentali irrisolti, laddove vi è la sofferenza umana, forse varrebbe di festeggiare il nuovo millennio con azioni più propizie, mirate a risolvere, non tutti, ma qualche disagio umano, invece che pensare, per i prossimi giorni, per le prossime settimane, a queste forme di follia, perché poi saremo ricordati come quelli che hanno vissuto nel tempo dove il passaggio di questo millennio è stato festeggiato non dalle persone laboriose, attente, non dalle api, ma dalle cicale. Ed allora coordinamento di tutte le iniziative, ed allora attenzione, ed allora partecipazione di tutti i soggetti istituzionali, io dico perciò anche gli enti locali, e smettiamola! Lo dico a te Cossa, io rispetto profondamente le funzioni istituzionali, a partire da quelli dei sindaci, ma smettiamola con questa demagogia, che non fa onore e non fa bene alle funzioni dei sindaci. I sindaci hanno sopportato e sopportano degnamente, insieme alle loro popolazioni, insieme ai volontari, insieme a tutti quelli che vi sono, insieme al pezzo delle istituzioni che sono sensibili ai disagi di questi giorni, e i veri sindaci sono quelli che accettano quel livello di partecipazione, non quelli che si ergono alla democrazia dei sindaci, alla democrazia dei vertici, alla democrazia degli illuminati come fatte voi da qualche tempo a questa parte, immaginando una democrazia che non è tale, che diventa sempre più ristretta e restrittiva e autoritaria. Ed allora i sindaci veri sono quelli che fanno sempre e comunque il loro dovere, sono quelli che hanno pensato di fare i nuovi piani regolatori, sono quelli che hanno applicato le leggi di riordino del territorio, sono quelli che hanno fatto i nuovi piani urbanistici comunali, quelli che hanno dato e hanno pensato di dare assetto al territorio non pensando ai volumi da edificare, ma pensando invece all'assetto del territorio che fosse fonte di sicurezza per le popolazioni, di migliore qualità della vita ed anche di migliore qualità delle produzioni. Quando non si sono volute applicare le leggi, quando in nome dell'ingordigia di una minoranza delle popolazioni e delle forze economiche si è pensato che i nuovi piani regolatori dovevano trattare solo i volumi aggiuntivi e le volumetrie, e che i paesi dovevano estendersi sempre a macchia d'olio, e dove c'era un fiume e un torrente che magari era secco per molti anni, perché non c'era la pioggia abbondante, anche lì si è lottizzato, anche lì si è costruito, o si è lasciato costruire, ecco allora che vengono fuori, emergono responsabilità di ordine generale che non sono personali ma sono certamente politiche. E non abbiamo discusso invano, e non abbiamo neppure bisticciato invano in questi anni, quando da una parte si è proposta legalità e regola, quando si è proposta programmazione e vincolo, che non era sempre limitante all'economia, ma che era funzione d'ordine per una economia equilibrata e ordinata. E quante opere pubbliche inutili, e quanti monumenti alle insipienze ed allo spreco anche nei nostri comuni, perché pulire un canale si vede meno, pulire i tombini dello scolo dell'acqua bianca si vede ancora meno, meglio piantare gli alberi già grandi, d'alto fusto, meglio le palme trasportate direttamente dal deserto del Sahara nei nostri comuni, anche se costano ottanta milioni l'uno, perché si vede, ed allora il Sindaco magari, o quell'amministratore pensa di essere domani ricordato perché ha piantato l'albero grande; l'alberello può essere piantato piccolo e cresce, perché la natura questo consente, e se ne piantono mille di alberi piccoli, che faranno mille alberi grandi, anziché quello trasportato con tanto spreco. Però pulire i canali no! Però attendere ai servizi sociali no! Perché questo si vede meno. Ecco allora un problema anche di cultura, ecco un problema di capacità di amministrazione ed una responsabilità più generale che dobbiamo, anche in questa circostanza abbastanza triste, ricordare. Conclusivamente la nostra opinione, quella del nostro Gruppo, di Rifondazione Comunista, è quella di compiere oggi in questo Consiglio regionale un atto, un adempimento che contenga i due elementi. Uno: la risposta all'emergenza, due: legare l'emergenza alla prospettiva, e quindi delineare un itinerario, un cammino di intervento nel territorio e sul territorio, per il territorio, in funzione della produzione e soprattutto della sicurezza e della qualità della vita delle popolazioni, perché non dobbiamo ripetere questo nostro dire e questa nostra riflessione ogni volta che piove in modo abbondante. Fare, fare subito e fare bene, ricostruire, ma non ricostruire necessariamente dappertutto come prima. Dove l'opera travolta era ben fatta, si rifà come prima, dove era mal fatta si rifà nuova ed anche diversa. Dove c'è da spostare insediamenti si sposti ora l'insediamento...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le ricordo che il tempo è andato.

COGODI. R..).e si facciano per davvero le cose nuove, e nel contempo pensiamo anche a come, nella prospettiva, dare soluzione, non dico totalmente definitiva, ma consistente, a queste emergenze, cioè attrezzando il territorio, pensando ad un grande organico piano, progetto di intervento su tutto il territorio regionale, di cui siano partecipi gli enti locali certamente, di cui sia partecipe il sistema delle imprese, e questo grande progetto può essere quello che promuove la Regione, che dovrà impostare col suo prossimo bilancio di previsione, noi diciamo anche raddoppiando le poste dell'intervento per il lavoro, perché la prima emergenza di questa Regione, il primo dramma è la disoccupazione; il più grande problema che non deve essere più un problema, ma deve restare una grande ricchezza, è il suo territorio, la quantità e la qualità del suo territorio. Mettendo insieme questi due elementi, un problema, (la disoccupazione) ed una risorsa e una ricchezza, e il territorio grande per entità e per qualità, io credo che noi possiamo avviare a soluzione non solo l'emergenza oggi, ma la prospettiva di una rinascita vera della Regione. Ecco perché richiamo, anche nella mozione, abbiamo economizzato il tempo perché abbiamo unificato anche la discussione sul disegno legge, sulle mozioni, ecco perché il Gruppo di Rifondazione Comunista propone che una delle grandi direttrici, io non dico l'unica...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le ricordo che il tempo è già passato da due minuti.

COGODI (R.C.)...non diciamo l'unica, ma sicuramente la prima, grande, nuova direttrice del nuovo piano di rinascita che scade quest'anno debba essere il grande progetto di assetto idrogeologico del territorio della Regione, e un grande progetto di sviluppo che consenta possibilità di occupazione stabile e duratura, di lavoro buono e pulito per decine di migliaia di sardi che così potranno vivere più sereni in un territorio più sano e in una condizione anche delle produzioni che siano produzioni di qualità, qualità nei prodotti e qualità nei processi.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Come al solito c'è qualcuno che occupa il tempo assegnatogli e va anche oltre il tempo assegnatogli per poi non fare nessuna azione propositiva, nessuna proposizione che possa far...

COGODI (R.C.).Non ho superato niente: devo illustrare la mozione; se tu fossi in Consiglio...

PRESIDENTE. La prego di non dialogare, ognuno rispetti il suo intervento e possibilmente i tempi di intervento.

Onorevole Cogodi allunghiamo oltreché i suoi anche quelli dell'onorevole Floris, la prego.

FLORIS EMILIO. (F.I.-Sardegna). La prego, Presidente, di non togliermi la parola anche se interviene l'onorevole Cogodi perché non mi disturba quando parla. Ho le idee chiare.

PRESIDENTE. Onorevole Floris, ma anche gli altri colleghi stanno in aula per sentire gli interventi ordinati, quindi continui, recupererà in tempo.

FLORIS EMILIO. (F.I.-Sardegna). Ho le idee chiare su quello che devo dire, per cui non mi dà nessun fastidio se interrompe, proprio nessuno, anche perché ritengo che il microfono attivato sia il mio, lui sta parlando probabilmente a sé stesso, non credo che stia sparlando a nessun altro. E allora quello che dispiace a me degli interventi che si succedono talvolta in aula, soprattutto da parte di certi elementi, è che dicono tutto e niente, e che mentre si parla di una emergenza, quale quella che è avvenuta nelle zone limitrofe a Cagliari e nel Sarrabus, si parla poi nella stessa emergenza del piano per il lavoro. Cosa c'entri in questo momento, con questa legge, con questa discussione in aula dell'emergenza, il piano generale del lavoro io non lo so, però ogni consigliere chiaramente può dire tutto ciò che vuole. Fermo resta che chi ascolta sa giudicare quello che dice e il mantenimento nell'oggetto della discussione, nell'oggetto all'ordine del giorno.

Il rispetto dell'oggetto all'ordine del giorno sarà lo scopo del mio intervento, e si baserà solo su un aspetto: riconoscere alla Giunta uscente la tempestività, anche se tempestività con solo 51 miliardi, però l'attivazione per reperire altri fondi nell'immediatezza di quanto doveva fare la Giunta, e in effetti la Giunta attuale, in prosecuzione logica con l'emergenza, ha reperito ulteriori fondi. Però, limito l'intervento a questo: Presidente, lei è il commissario, in questo momento drammatico, per alcune popolazioni, per alcuni comuni limitrofi alla città di Cagliari e al Sarrabus. Questi cittadini presenteranno la loro richiesta al sindaco e a lei la loro richiesta di indennizzo sulla base, a mio avviso, di quello che è un principio raggiunto oramai nella nostra società civile, e cioè la autocertificazione. Io la invito a tenere fede, Presidente, a quella che è la buona fede del cittadino e a basarsi sull'autocertificazione. Primo invito. Secondo invito: lo Stato prevede nei suoi interventi una franchigia di 5 milioni di danni, oltre i quali riconosce il danno stesso. A me pare che, al di là dello stanziamento veramente ridotto, perché la Regione sarda con le sue difficoltà riesce a reperire oltre 200 miliardi, e lo Stato per l'emergenza mette solo 20 miliardi, sia già un atteggiamento risibile, ma a me pare offensivo, nella realtà economica dei territori colpiti, che lo Stato ponga la franchigia dei 5 milioni. Io pertanto la invito, Presidente, ed ho terminato, a far sì che negli interventi che attuerà la Regione Sarda questa franchigia, questa ulteriore onta, non vada a pesare sulle popolazioni colpite che molte volte 5 milioni non li vedono nel corso di un anno intero.

Pertanto, attenzione particolare a quella che è l'autocertificazione, e ulteriore attenzione, quando andate ad attuare dei provvedimenti, a non mettere nessuna franchigia. La ringrazio Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Chiedo scusa, signor Presidente, ai colleghi consiglieri, non ho portato con me la cartellina riguardante l'argomento, l'ho lasciata nel mio ufficio. Se è possibile chiedo di poter parlare immediatamente dopo l'oratore che mi segue, altrimenti ritenga il mio intervento da non doversi svolgere. Oppure parlo a braccio.

PRESIDENTE. Accettiamo l'intervento a braccio dell'onorevole Tunis.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghi e colleghe del Consiglio, l'argomento che discutiamo probabilmente pensavamo che non sarebbe mai avvenuto qui in Sardegna, eppure probabilmente anche l'uomo ci ha messo una mano, non è che sia un evento calamitoso da dover fare riferimento alle forze onnipotenti. La verità è che un po' l'incuria, gli organi e gli organismi competenti che non hanno e non si sono dedicati alle pulizie dei canali e delle opere site nei territori, specialmente laddove si è consentito di costruire nonostante fossero letti di fiume, quindi diciamo che certi fatti gravissimi che sono avvenuti probabilmente sono da collegare anche a un atto dell'uomo che non è stato previdente. Fra questi il principale guarda caso riguarda la Regione: non è stato istituito mai il servizio geologico regionale; quel servizio geologico che aveva la natura di esami preventivi del territorio, di valutarne la sistemazione, di eventualmente individuare i pericoli e quindi dare gli opportuni suggerimenti. Io, come forza politica, debbo dire che il problema è stato citato con interpellanze nella precedente legislatura, con mozioni e con progetti di legge, però, probabilmente perché non sono venuti dalla maggioranza, sono stati disattesi. Probabilmente se quei temi li avessimo affrontati per tempo, anche senza il varo di una legge, penso che questi eventi che si sono verificati si sarebbero certamente verificati, ma con meno intensità, perché avremmo fatto opera di sensibilizzazione a tutte quelle amministrazioni, a tutti quegli organismi che avevano il compito, quanto meno, di evitare di mettere in pericolo l'incolumità degli abitanti della Sardegna.

Adesso mi accorgo, improvvisamente, che quella maggioranza che oggi è diventata opposizione ha presentato una mozione che prevede l'istituzione del servizio geologico regionale. Io di questo mi compiaccio, e non è mai troppo tardi per accorgersi che probabilmente avevamo ragione a richiedere, per cinque anni, questo servizio, a richiedere questo tipo di interventi. Io con questo non voglio fare una polemica, io penso che in una situazione come questa, ma in qualsiasi situazione, quando anche ci si accorge degli errori, è sempre meglio che tutti assieme collaboriamo alla soluzione dei problemi. E io voglio vedere appunto questo vostro indirizzo come un atto di unitarietà rivolto finalmente a risolvere il problema.

Quindi già in questa legislatura ho presentato una mozione al riguardo e preannuncio che la settimana ventura un progetto di legge sull'istituzione di questo servizio sarà presentato a mia cura e della mia forza politica in Consiglio Regionale.

Così faccio un invito a tutte le forze, anche a quelle che hanno condiviso questo tipo di osservazioni, perché mettiamo da parte le contrapposizioni, maggioranza e opposizione quando possiamo contribuire ad arrecare una salvezza e poter portare un contributo ai nostri abitanti è sempre più giusto. Una osservazione di carattere generale, e chiudo, è che i provvedimenti, così come sono concepiti rispetto al progetto di legge, che sono cinquantuno miliardi, certamente sono somme molto ridotte. So per certo che sono stati ritrovati degli altri miliardi, e addirittura si accenna complessivamente a circa duecentocinquanta. Fossero anche cento, fossero anche centocinquanta o duecento, questo è un fatto nettamente positivo; però, secondo me, occorre articolarli meglio per la loro destinazione, perché ho visto che hanno destinato i cinquantuno di base divisi in venti, venti ed uno, curando soltanto i danni arrecati ai beni agricoli, perché giustamente le acque hanno travolto tutto dove addirittura non c'è più traccia di proprietà, è una proprietà continua, per cui occorre riferirsi - mi dicono - nuovamente all'attività del catasto per dover indicare quali sono le proprietà dell'uno e quali sono le proprietà degli altri. Ora, è indubbio che i danni maggiori sono stati arrecati alle colture agricole ed ai terreni agricoli, però non bisogna dimenticare altre categorie che avevano i loro laboratori nei territori e sono stati spazzati via, sono gli artigiani, sono le categorie artigianali. Io dico che nel momento in cui questa cifra se è ridotta certamente può andare a indirizzo unico nei confronti dell'agricoltura, ma siccome adesso viene riportata in una cifra più congrua, noi nell'articolato magari mediante una sospensione del Consiglio per fare in modo di poter provvedere per tempo, magari la Giunta stessa fare delle modifiche all'articolato, prevedere un rimborso dei danni non solo all'agricoltura, ma anche a tutte quelle aziende che operano nell'artigianato e nel piccolo commercio, e siano state completamente danneggiate, rase al suolo, e le loro attività commerciali ed artigianali siano andate distrutte.

Io invito, mediante queste tematiche di tipo generale, ad una riflessione, che è una riflessione non di parte, ma deve essere una riflessione di tutto il Consiglio.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Mi dispiace che non siano presenti i Presidenti, evidentemente l'argomento non interessa granché. Prendo atto che sta rientrando l'onorevole Floris e lo ringrazio per la sua presenza, perché ritengo che questa discussione, per quanto un po' scoordinata - e poi spiegherò perché - comunque deve essere seguita da chi deve in particolare svolgere gli interventi e deve farsi carico soprattutto di amministrare.

Signori, io credo che l'entità di questa tragedia non sia stata sufficientemente avvertita; forse è dipeso dal fatto che noi nelle settimane scorse siamo stati impegnati e travolti da altre cose, però certamente ho l'impressione che il Consiglio nella sua interezza si sia accorto un po' in ritardo della gravità della situazione, perché al di là di quel primo intervento responsabile, importante e tempestivo che è stato svolto nell'immediatezza dei fatti dal Presidente del momento, Gian Mario Selis, e dalla Coalizione del centro-sinistra, in assenza di una Giunta, poi ci sono stati dei giorni in cui il problema è stato notevolmente trascurato o sottovalutato. Si può sempre dire meglio tardi che mai, però, di fronte a queste situazioni quello che conta è anche la rapidità e l'efficienza dei primi interventi, e invece ho l'impressione che i responsabili locali, questi sindaci ai quali va comunque l'apprezzamento per l'impegno, per la generosità e per il senso di responsabilità dimostrati, siano stati lasciati soli, siano stati un po' abbandonati a se stessi. Ripeto: naturalmente escludendo l'intervento che è stato fatto dal Presidente Selis, dagli Assessori uscenti, dall'assessore Scano ed anche da altri, dalla Coalizione Autonomista e dalle forze del centro-sinistra. Ritengo importante perché ci si sia resi conto della situazione, almeno da una parte di questo Consiglio, quella riunione che è stata fatta due settimane fa, di sabato, al Comune di Decimomannu, durante la quale è stata sentita la maggior parte dei sindaci delle zone, erano circa una decina, ognuno dei quali ha portato dal vivo i suoi problemi, i problemi del suo comune, del suo territorio, consentendo quindi che ci si rendesse conto della situazione e che si capisse, al di là del dato visivo che ognuno di noi aveva avuto, quali potevano essere i problemi. Però tutto il resto è stato un po' lasciato alla televisione, alle immagini, per altro drammatiche, che sono venute.

Insomma, è successa certamente una tragedia. Queste popolazioni sono state, al di là di quello che ho detto, un tantino abbandonate, soprattutto da quello che si stava preparando in Consiglio, da queste perdite di tempo, da questo dibattito che di tutto si è occupato fuorché di questo, comunque adesso ci troviamo in questa situazione, e quindi si deve cercare di rimediare e di recuperare il tempo perduto. Anch'io vorrei invitare alla concordia, perché ritengo che di fronte alle tragedie anche le piccole o grandi beghe di gruppo, di fazione, di partito eccetera debbano essere lasciate da parte e si debba concorrere tutti per cercare di migliorare questa situazione, per far sentire alle popolazioni che il Consiglio si sta finalmente occupando di loro, che chi amministra la Regione si sta finalmente rioccupando di loro, e che veramente c'è questa intenzione di fare qualcosa di serio e di concreto. Allora rapidità degli interventi perché c'è l'emergenza, rapidità, efficienza, severità, severità nei controlli, perché si deve evitare che ancora una volta saltino fuori i soliti furbi e che magari chi è corretto resti pregiudicato. Quindi chi dovrà curare e gestire questi interventi deve farlo con efficienza e senso di responsabilità. E` giusto ma non si scopre niente, è indispensabile che ci sia un coordinamento. Io credo che gli amministratori locali, come è già stato detto, debbano avere un ruolo da protagonisti in questa questione, protagonisti non perché si possano mettere in vista, ma protagonisti perché, essendo nella realtà locale coinvolti fino al collo, siano le persone o le istituzioni più adatte per controllare, per verificare, per capire e per spiegare come stanno le cose. Quindi soprattutto i sindaci devono essere responsabilizzati; sono persone responsabili, ma devono essere responsabilizzati, aiutati, e ci deve essere questo coordinamento perché non si sprechino le risorse, perché non si sprechi tempo, perché si faccia subito effettivamente qualcosa di concreto. Le critiche allo Stato possono anche essere giustificate, però bisogna agire in senso costruttivo, cioè diciamo che chiediamo l'autonomia, chiediamo il rispetto dell'autonomia, vogliamo l'autonomia, siamo orgogliosi dell'autonomia, quindi siamo noi che dobbiamo soprattutto dimostrarci capaci, efficienti, costruttivi, rapidi, corretti e via dicendo; poi naturalmente lo Stato deve fare la sua parte, la deve fare, dobbiamo chiedere allo Stato il suo concorso con molta decisione, con molta determinazione, ed altrettanto potrà valere per gli interventi di competenza, il comportamento, l'impegno nei confronti delle autorità e degli organismi comunitari, ripeto, per gli interventi di competenza. Anch'io ritengo che si debba essere un po' più elastici negli interventi, e cioè che ci si debba render conto che non vanno limitati soltanto alle costruzioni soggette a sgombero, ma che anche chi ha subito dei gravi danni, chi in questo momento non ha mezzi di sussistenza, o addirittura un tetto dove abitare, debba essere, o comunque si trova in costruzioni che sono gravemente danneggiate o rese malsane eccetera, debba essere sostenuto ed aiutato convenientemente. Naturalmente bisogna andare sul concreto e non esprimersi genericamente, perché su questo non ci sono grandi problemi; i problemi sussistono nello studiare delle concrete soluzioni anche su questi aspetti. Così, tanto per completare un po' il quadro, anche io ritengo che, sì, va bene, la natura questa volta è stata matrigna, particolarmente nei confronti della Regione e della Provincia, però, è anche vero, e non si scopre niente, che la natura spesso si ribella perché è stata maltrattata dall'uomo. Ed allora, veramente qui io credo che molta gente dovrebbe fare un esame di coscienza per quello che è successo, per come ha gestito il territorio, per come ha trascurato l'ambiente ritenendolo un optional e non una cosa fondamentale, per il dissesto idrogeologico che si è creato con la cementificazione, col disboscamento, con il non intervenire tempestivamente in occasione degli incendi e degli altri fenomeni dissennati posti in essere dall'uomo, con la speculazione o col consentirla, o col tombare(?) i canali, col costruire sul letto del fiume; proprio l'altro giorno si è avuta notizia di un provvedimento, una concessione edilizia che è stata, grazie al cielo, bloccata nella zona di Capoterra, da dove si stava per realizzare una costruzione sul gretto di un torrente e via discutendo. Di questi casi ce ne sono mille, e dico mille per dire che ce ne sono un numero indeterminato ma molto alto, molto rilevante, e questo naturalmente è ciò che ha determinato o che ha concorso alla determinazione di questo disastro. E poi è vero quello che è stato detto, che mentre in una certa zona non è stato molto frequente che si siano verificati casi del genere, in altre zone tipo Sarrabus, ecc., sono eventi ciclici periodici che si ripetono a distanza di pochi anni e che, quindi, richiedevano degli interventi che evidentemente fino a questo momento non sono stati sufficienti, se non addirittura, sono stati sostituiti da ulteriori interventi dissennati da parte, spesso anche, di qualche amministratore locale.

Vorrei sottolineare anche io l'esigenza, questo per il futuro, che si intervenga con dei provvedimenti seri, costruttivi, responsabili; lo studio del territorio, gli interventi strutturali, un piano per l'assetto idrogeologico, lamento anche io che non si sia dato spazio sufficiente e importanza sufficiente agli esperti della materia, ai geologi, non per tutelare una categoria, ma per l'utilità che il coinvolgimento di questa categoria avrebbe potuto determinare anche ai fini preventivi; il fatto che debba essere istituito questo servizio geologico regionale, il fatto, sottolineato dal collega Dettori, sul fatto che i geologi devono essere presenti nelle commissioni urbaniste, e via discutendo, qui in buona sostanza bisogna cambiare cultura. Tutti dobbiamo cambiare cultura, tutti dobbiamo renderci conto che la difesa dell'ambiente, del territorio e di tutto quello che si collega al paesaggio, qualità della vita in sostanza, per esempio l'inquinamento, la difesa dall'inquinamento, non deve essere considerato un optional, è un qualcosa di fondamentale, è un qualcosa di decisivo, è un qualcosa di importante del quali tutti, dal primo all'ultimo, ci dobbiamo fare carico. Sono d'accordo con quello che diceva la collega Pilo, bisogna entrare in quest'ordine di idee, deve essere una cultura, un qualcosa che ci accompagna durante questi anni che speriamo si svolgano in maniera più costruttiva e serena di quelli che non sono stati fino ad adesso perché abbiamo delle grosse responsabilità, ed anche io vorrei dire che in effetti momenti come questi, anche i comuni, soprattutto quelli guida della Regione, dovrebbero mostrare maggior senso di responsabilità e maggiore sensibilità da questo punto di vista, evitando gli sperperi per cose futili, per cose tutto sommato inutili, come quelle che sono state evidenziate poco fa e magari, per esempio, intervenire per risolvere i problemi dell'inquinamento atmosferico, e ricordo che quattro anni fa, al comune di Cagliari dei consiglieri, tra i quali il sottoscritto, presentarono una mozione perché la città venisse dotata delle centraline per il rilevamento dello smog e, quindi, verificare la qualità dell'aria etc.; si sta ancora aspettando e qui, in questa Giunta, c'è un assessore uscente della Giunta Delogu, che magari non era quello deputato a questo specifico settore, ma che comunque in qualità di componente della Giunta certamente ne sa qualcosa. Quella è stata una grave missione; recentemente abbiamo saputo che la qualità della vita a Cagliari e l'inquinamento atmosferico raggiunge dei picchi che sono addirittura impressionanti ed addirittura preoccupanti e quasi ingiustificati, tenuto conto della situazione naturale o naturalistica della città e quindi, evidentemente, segno di un degrado.

Comunque, non è questo il problema; il problema è l'altro: interventi immediati, interventi urgenti, interventi responsabili e soprattutto poi un piano costruttivo per il futuro, onde far in modo che guai e disgrazie di questo genere, che non potranno mai essere del tutto evitate, quanto meno vengano limitate, soprattutto per ciò che dipende da noi.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Presidente, colleghi, sono sbalordito per le difese d'ufficio che ho sentito nei confronti dello Stato, o meglio dell'assenza dello Stato in quest'Aula. Lo Stato si comporta come un signorotto che vede un mendicante e, per purificarsi la coscienza, mette cento lire nella scatoletta dell'elemosina. Sono altresì sbalordito per il concetto di autonomia che alcuni colleghi hanno. Lo Stato considera la nostra autonomia come il sillogismo: "Hai avuto un danno, arrangiati perché sei autonomo", dimenticando che autonomia significa potestà legislativa indipendente, cosa che lo Stato non più di venti giorni fa ha violato quando la Camera ha approvato in prima lettura una norma che prevede il scioglimento del Consiglio regionale della Sardegna, quando ricorrono determinati argomenti e circostanze; tra l'altro solo il Consiglio regionale della Sardegna e non gli altri Consigli regionali del resto di Italia, perché noi siamo autonomi ma siamo speciali anche per questo, perché lo Stato ha ben pensato di ben punire esclusivamente il Consiglio regionale sardo, qualora ricorrano determinate circostanze. Non ha pensato di legiferare in maniera analoga, per esempio per la Camera, perché per la Camera non è previsto lo scioglimento quando ricorrono determinate circostanze, non è previsto lo scioglimento automatico, e così pure non è previsto per la regione Sicilia, forse non ha avuto il coraggio lo Stato di legiferare in tal senso, né per la Valle d'Aosta, né per il Trentino Alto Adige, né per il Friuli. Quindi, siamo stati originali anche in questo; o meglio, il nostro Governo, il nostro Parlamento ci ha voluto riconoscere l'originalità anche per questo.

Sono d'accordo naturalmente, nel merito, del disegno di legge, chi non lo è e chi non potrebbe essere? Però da gallurese ho un rammarico poiché circa un anno, un anno e mezzo fa è successa una disgrazia, non di questa entità, un'alluvione che ha colpito la città di Tempio, di Bortigiadas, di Calangianus e dintorni, con danni non solo alle strutture pubbliche, ma anche a privati, alle aziende sugheriere e alla zona industriale intera di Tempio e di Calangianus. Noi avevamo promesso un anno e mezzo fa che saremmo intervenuti per dare un segnale anche a questi genti; invece non è successo niente. L'assessore Scano, che era Assessore del bilancio allora, ha negato alla Gallura i finanziamenti per risarcire i privati, mentre li riconosce alle popolazioni del Basso Campidano e del Sulcis, giustamente, ripeto, però siamo tutti cittadini sardi: aziende rovinate in Gallura non vengono risarcite, aziende rovinate in altri posti vengono risarcite.

Quindi, evidentemente la conventio ad excludendum per la Gallura continua ancora. Io ora non sono qui per oppormi al provvedimento, però chiedo alla Giunta e all'Assessore della programmazione, in particolare, che in sede di bilancio si ricordino del debito che noi abbiamo verso la gente della Gallura, debito che non può essere prescritto dal decorso del tempo, perché la prescrizione, come sa l'avvocato Pittalis, è un impium remedium, quindi, non è applicabile in un'assemblea legislativa. Quindi, io sarò presente e puntuale in sede di finanziaria nel ricordarvi che il debito nei confronti della Gallura deve essere pagato. Stabiliremo in quale percentuale, ma anche per i galluresi ci vuole un segnale di aiuto per quelle imprese artigiane, per tutti gli opifici della zona industriale, per tutti gli imprenditori del sughero che hanno avuto grossi danni, manco a farlo apposta da un'altra alluvione che è successa due anni fa, per cui ben venga la tempestività dell'intervento regionale per questa circostanza, ma non dimentichiamo quello che dobbiamo dare alla gente sarda e gallurese perché frutto di una promessa solenne dell'assessore Scano in quest'Aula.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghe e colleghi onorevoli, l'abbinamento della discussione generale tra le mozioni e il disegno di legge mi dà l'opportunità di fare un intervento un po' più ampio rispetto a quello che avevo immaginato di fare, solamente con riferimento al disegno di legge. E allora mi viene subito da dire che, in questa triste evenienza, la classe politica che ha finora governato la Sardegna è due volte colpevole nei confronti dei nostri concittadini.

La prima quando, per mesi e mesi, se non per anni, li ha sottoposti a restrizioni idriche, danneggiando i raccolti, facendo spendere ai cittadini denaro per impiantare pozzi, serbatoi per la raccolta dell'acqua; la seconda volta quando non è riuscita a proteggerli da eventi naturali che, per quanto violenti e inusitati, sono o sarebbero stati in una certa misura contenibili solo che l'azione politica e l'azione di governo fosse stata più accorta e più indirizzata verso la salvaguardia del territorio.

Non è possibile che per nostra incuria - il problema è squisitamente pubblico e non privato, spetta a noi politici decidere sulle risorse idriche, spetta a noi l'assetto idrologico del territorio, spetta a noi far sì che i finanziamenti pubblici siano indirizzati verso questa direzione, e quando dico noi, intendo dire noi classe politica eletta, sia di destra, sia di centro o di sinistra - i cittadini abbiano a sopportare simili sfaceli. La nostra casa, colleghi, è il paese in cui viviamo; nessun cittadino di Cagliari, Sassari, Carbonia, Sorso o Tempio, e di tanti altri comuni, deve sentirsi tranquillo se ad Assemini, Capoterra, Uta, San Vito, i paesi del Sarrabus, le acque invadono i campi, uccidono persone e animali, distruggono le case e le aziende. Il territorio, colleghi, tutto il territorio, deve essere sottoposto ad attento esame idrogeologico; i torrenti e i fiumi devono scorrere nel loro alveo naturale, non lacerato, non ingombro di rifiuti, spogliato o, peggio, invaso da strade, edifici o campi sportivi. E' vero, l'ambiente è un bene irrinunciabile e la difesa della natura ha un costo, ma noi non possiamo permetterci di pagare un costo così elevato quale quello necessario a riparare gli scempi dell'incapacità umana, con la conseguente impossibilità a vivere in equilibrio con il territorio. Un'accorta politica urbanistica, e chi ha diretto quegli assessorati in passato si assuma la responsabilità, e la classe politica che ha sostenuto quegli esecutivi si assuma la responsabilità, un'accorta politica urbanista e dell'ambiente, scevra da interessi partigiani, unita al buon senso, consentirà, in un periodo non troppo lungo, di ricostruire quanto la furia delle acque ha demolito.

Abbiamo bisogno, presidente Floris, e subito, di un piano delle acque e che finalmente decolli; un assetto territoriale equo che contemperi il giusto sfruttamento del territorio con le esigenze di salute dei cittadini e di vivibilità dell'ambiente. Un riordino dell'inestricabile selva delle leggi e regolamenti che fanno soccombere anche i più capaci nella ricerca della norma applicabile. Questo, presidente Floris, deve essere l'impegno della classe politica, e segnatamente l'impegno della classe politica che oggi ha nelle proprie mani il destino della Sardegna. E se una parte politica riterrà, per interessi o calcolo, di non partecipare alla ricostruzione materiale e morale del territorio - e qui, evidentemente, l'invito è rivolto alla sinistra - allora noi dell'attuale maggioranza faremo da soli, e questo a tutela del supremo interesse delle popolazioni colpite, che attendono da quest'Aula, da questo consesso, un segnale e l'aiuto concreto, pieno finalmente di fatti e con pochissime parole.

Il cittadino che non ha casa, non ha lavoro, non ha più gli armenti, vuole fatti concreti subito, e non parole. Cosa dire dell'aiuto governativo? L'aiuto governativo alle popolazioni colpite pare, così come concepito, pura demagogia, un intervento fatto perché non se ne poteva fare a meno. Oggi la stampa ci dice: 21 miliardi da ripartire in ventotto comuni. Siamo alla vergogna!

Dovrebbero i nostri concittadini ringraziare per quanto sta facendo lo Stato patrigno? Devono ringraziare il Ministro delle finanze perché, bontà sua, ha disposto che per un anno non pagheranno le tasse? Questo, amici della Sinistra, non è aiuto, è elemosina elargita a gente fiera, che non vuole sussidi ma aiuti veri fatti di mattoni, di denaro e di lavoro; non si danno, colleghi, facilitazioni a chi non ha più nulla o ha perso quasi tutto, lo si ripaga di ciò che ha perso, se siamo gente responsabile e c'è uno Stato che fa delle Regioni figli uguali e non figli e figliastri. Ma già, cosa attendersi da una classe politica, quella locale e quella nazionale, che da oltre tre anni fa ancora dormire migliaia di cittadini nei containers dopo un disastroso terremoto. Per questi motivi, dobbiamo sperare solo nelle nostre forze; ben venga l'aiuto esterno, lo accetteremo purché tutto ciò sia dignitoso, rispettoso delle nostre scelte politiche e utile alla causa dei nostri concittadini più sfortunati. Questo però, e mi rivolgo al collega Cogodi, eccolo là, non lo vedevo più, caro collega Cogodi, non dovrà avvenire con i piagnistei come ha sempre fatto la classe politica al governo negli ultimi venti anni in Sardegna rivolgendosi al Governo che è sempre stato vostro amico, ma avverrà con la forza della ragione e della convinzione della giustezza delle nostre idee che l'attuale Esecutivo avrà la capacità e la forza di sostenere nel confronto o, se vogliamo, nella contrapposizione perché tale dovrà anche essere, Presidente Floris, se lo Stato non ascolterà le nostre giuste ragioni, senza piagnistei, ragioni. Entrando nel merito del provvedimento, plauso all'onorevole Selis, pur nella precarietà della situazione del suo mandato, per aver predisposto un disegno di legge che con tempestività affronta l'emergenza derivante dall'evento calamitoso. Ma è anche vero, forse anche per la precarietà del momento, che il disegno di legge, così come era articolato, si presenta come - e scusatemi il paragone - una goccia in un mare di pianto, e parlare di gocce e di pianto per una regione che è alluvionata suona un po' male, ma purtroppo è così. Io prendo atto, perché ho visto gli emendamenti che sono stati presentati dalla Giunta Floris, che mette e tampona proprio a quelle difficoltà, a quei limiti che il disegno di legge originario presentava ma per quei motivi a cui ho fatto riferimento prima, e di questo ne do, con convinzione, atto al collega onorevole Selis; dicevo che gli emendamenti pongono rimedio alla modestia finanziaria dell'intervento, perché nelle pieghe del bilancio sono stati reperiti altri centocinquanta miliardi che pongono la manovra complessiva e fanno arrivare l'intervento complessivo della Regione al consistente importo di duecentocinquanta...

FADDA (Popolari-P.S.). Trecentocinquanta, perchè ci sono anche gli emendamenti nostri.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io sto parlando della Giunta, gli emendamenti vostri poi li vedremo e li valuteremo.

FADDA (Popolari-P.S.). Stai parlando del provvedimento?

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sto parlando del provvedimento così come è stato emendato dalla Giunta.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di non colloquiare.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Così come è stato emendato dall'attuale Esecutivo che ha dimostrato di intervenire con qualità e con capacità non solo per l'entità delle somme che sono state rintracciate nelle pieghe del bilancio, ma anche per l'articolazione dell'intero provvedimento e qui sta proprio la innovazione tra una maggioranza ispirata ai principi della cultura liberaldemocratica, e la vecchia maggioranza ispirata invece alla cultura di sinistra...

FADDA (Popolari-P.S.). Di chi parli? Degli attuali Assessori?

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Lasciami finire, caro collega Fadda, sta qui l'innovazione perché noi, la Giunta vuole effettivamente incidere con tempestività ed efficacia nell'emergenza, disponendo che le somme vengano messe a disposizione dei sindaci, i quali saranno essi stessi gli artefici della ripresa e della ricostruzione dei loro territori devastati da questa calamità, prevedendo anche la possibilità che, ove le attività dei sindaci non fossero tempestive, ci sia il commissariamento per questa emergenza da parte della Regione per intervenire nella direzione auspicata. Quindi, complimenti alla Giunta che ha dimostrato qualità, capacità e competenza in questo tragico momento, con un intervento che è all'altezza, che la caratterizza per impegno e per serietà.

Volevo dire un'ultima cosa, lo stesso provvedimento ed emendamento della Giunta estende a tutte quelle categorie produttive che, in una prima stesura del provvedimento, erano state escluse dai benefici ed anche questa è una sensibilità che la Giunta ha dimostrato.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Signor Presidente, io farò alcune brevi considerazioni e alcune, tre per l'esattezza, domande alla Giunta. Dico subito, non sono abituato a fare queste parti, ma caro Giorgio la faccio, che prescinderò dall'intervento dell'onorevole Balletto, sia per le evidenti imprecisioni per quanto riguarda la provvista finanziaria, il Presidente Floris ha detto cose precise e molto diverse da quelle dette da Balletto, e sia per il tono francamente fuori luogo in una materia di questo genere.

Venendo alle cose serie, io credo che il Consiglio regionale stia dando oggi un segnale positivo, finalmente da quest'Aula un segnale positivo, per la sufficiente tempestività, date anche le traversie politico-istituzionali attraversate, e sia per il clima, che mi pare sia un clima produttivo. Ci sono motivi fondati di polemica ed anche di scontro, motivi non superati, ma tuttavia saggiamente sospesi, per dar luogo ad un confronto fecondo sul merito delle cose. Io quindi non farò nemmeno considerazioni di carattere politico, nemmeno, se mi si passa una battuta, per difendere gli Assessori, l'assessore Onida, e l'allora assessore Fois, dal duro attacco che è stato loro poc'anzi rivolto; non ho capito a chi altri fossero rivolte, naturalmente, le polemiche, per quanto riguarda le materie relative alla tutela del territorio ed agli interventi in materia di bacini idrogeologici. Si difenderanno da sé, se hanno gli argomenti per difendersi.

Detto questo, detto che si sta dando un segnale positivo, a me sembra - lo dico proprio guardando al merito - che ci sia ancora da lavorare su questo disegno di legge, nel senso che, come è chiaro a tutti noi, è importante stanziare risorse, e si sta facendo uno sforzo significativo per le finanze della Regione, però dobbiamo approfondire un attimo il come, il meccanismo di gestione dell'insieme degli interventi e delle risorse finanziarie ed anche le finalità.

Un primo punto riguarda l'entità dei danni. Tutti siamo d'accordo nel sottolineare la gravità straordinaria di quanto è avvenuto, questi eventi calamitosi, però su materie del genere non possiamo andare ad occhio, lo dico con rispetto e con serietà, perché so bene quali problemi abbia l'Esecutivo. Non sarebbe cambiato se lì ci fossero state sedute delle altre persone, sotto questo profilo, per quanto riguarda l'accertamento dei danni, perché abbiamo un sistema assai difettoso di accertamento dei danni. Io ho sentito le affermazioni fatte dal presidente Floris, la necessità di completare l'acquisizione. Io credo però che dobbiamo avere, su questo, elementi, oggi o appena sarà possibile, di maggiore certezza. Quali sono esattamente i danni, qual è la dimensione effettiva, in quali settori, attività produttive, infrastrutture, strutture pubbliche e private, rete viaria, rete idraulica, rete fognaria, questi problemi qui. Credo, e questa é la prima domanda, che il presidente Floris nella replica possa dire qualcosa di più per quanto riguarda l'accertamento dei danni, sia su ciò che è già accertato, ma in particolare su come si procederà nei prossimi giorni. E` chiaro che il problema che abbiamo oggi, che discutiamo oggi, ha due direttrici fondamentali: il primo ambito di problemi concerne i provvedimenti e le relative risorse per far fronte ai danni, e va bene, e questa è una prima partita. La seconda partita è quella riguardante la politica di prevenzione: difesa del suolo, assetto idrogeologico in generale, perché comunque un evento come questo costituisce uno stimolo per il Consiglio anche per affrontare problemi di carattere generale, ma poi, con particolare riferimento alle zone a rischio, penso in particolare al Sarrabus che, come è stato ricordato da diversi colleghi intervenuti nel dibattito, si trova in questa situazione in modo frequente e ricorrente. Ed allora, per quanto riguarda la prima partita, quindi risorse e provvedimenti, la risposta sui danni, io credo che dobbiamo sottolineare di più, non che non fosse presente nelle cose dette dal Presidente della Giunta, ma sottolineare di più che di fronte ad eventi di questo genere occorre un concorso Stato-Regione. La Regione, dal lato della provvista delle risorse mi pare che sta iniziando a fare la sua parte, lo Stato no. E qui viene la seconda domanda. Io dico lo Stato no con le informazioni presumibilmente parziali di cui noi disponiamo. La seconda domanda al presidente Floris è questa: a che punto è l'interlocuzione con lo Stato? E` preannunciata una presenza del sottosegretario Barberi che, tra l'altro, è anche uno che sa di che si parla, perché in queste materie si tratta non solo del sottosegretario competente, ma anche di una persona che ha un'esperienza professionale e istituzionale notevole, con quali premesse, con quali impegni il Governo si presenta, come sta interloquendo con la Regione. Io voglio sperare, sono certo, che quella modestissima, quasi risibile, provvista finanziaria, che è stata finora stanziata dal Governo, sia solo un primissimo intervento, ma attendiamo naturalmente, e la Regione, Giunta e Consiglio, deve essere molto ferma su questo, attendiamo un piano straordinario di intervento, come per altre calamità, con una provvista adeguata di risorse.

Per quanto riguarda la Regione, tornerò fra un attimo, al di là del grande sforzo finanziario che viene fatto, sulla gestione, sul modello di gestione, è su questo che a me pare che ci siano limiti, problemi, che nella giornata di oggi dobbiamo affrontare.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, cioè quello relativo alla politica di prevenzione, alla difesa del suolo, all'assetto idrogeologico e così via, c'è nel disegno di legge un piccolo stanziamento, ma al di là dello stanziamento questa è una materia sulla quale dobbiamo riflettere meglio. Io sono molto d'accordo con un punto che sottolineava con forza Pili nel suo intervento, e cioè che, per quanto riguarda questo aspetto, al di là dei danni, dobbiamo legare con forza l'intervento sull'emergenza e la prevenzione. Come? Non c'era questo aspetto nel primo disegno di legge, né poteva esserci per ovvi motivi, perché è stato fatto in poche ore il giorno successivo al disastro, però, mi si consenta, non c'è nemmeno negli emendamenti della Giunta, e quindi su questo punto occorre un po' ragionare. Non si tratta solo di distribuire contributi a pioggia, si tratta di identificare bene i danni, sia quelli alla rete pubblica, sia quelli al patrimonio privato, e poi di vedere, sul piano degli interventi di prevenzione, che cosa esattamente mettere in essere.

Perché ho preannunciato una breve riflessione sul problema del modello di approccio, del modello di gestione dell'intervento? Perché spesso nell'esperienza nazionale, ma se volete anche in quella regionale, basti ricordare i famosi centoventi miliardi per il Sarrabus, ove fossero stati spesi, chiunque ci fosse, adesso non mi interessa, ove fossero stati spesi tempestivamente e bene, probabilmente avrebbero, non so se eliminato, ma sicuramente consentito di contenere e di ridurre i danni che anche stavolta si sono in quell'area critica e fragile determinati. Quindi dicevo che gli interventi relativi alle calamità naturali, sia nell'esperienza nazionale che in quella regionale, rappresentano spesso un'occasione in cui l'amministrazione pubblica non dà il meglio di sé stessa, spesso, qualche volta dà anche il peggio di sé stessa, e questo determina nei cittadini, proprio per la natura dell'argomento di cui stiamo parlando, una reazione particolarmente forte, intensa, di critica, di disaffezione, di rigetto. Ci sono spesso lentezze, ci sono intoppi, distorsioni, qualche volta perfino scandali, non è il caso naturalmente di cui stiamo parlando, insomma, ne succedono un po' di tutti i colori.

Il problema che pongo, e questa è la terza domanda dopo le due che ho già posto, quella relativa all'accertamento dei danni e quella relativa allo stato reale dell'interlocuzione col Governo, la terza domanda riguarda il modello di intervento che, ripeto, non c'era naturalmente nella prima versione; nel disegno di legge non poteva esserci, ma non c'è nemmeno negli emendamenti della Giunta, e comunque non ho sentito un ragionamento, e chiedo che sviluppi questo punto anche problematicamente, anche se ci sono delle cose ancora aperte, che sviluppi questo punto il Presidente nella sua replica, cioè come intendiamo procedere. Ci sono due modelli, grosso modo, a cui si può ricorrere in questi frangenti: o quello di utilizzare i canali ordinari con i vantaggi e gli svantaggi; il vantaggio di meccanismi già collaudati, operanti, gli svantaggi del non poter avere livelli adeguati di coordinamento e di integrazione degli interventi. L'altro modello è quello (per semplificare) commissariale, quello che abbiamo sperimentato, che stiamo sperimentando anche mi pare con risultati positivi per quanto riguarda l'emergenza idrica. Come intendiamo procedere, e come realizzare, una volta che lo Stato abbia disposto stanziamenti più corposi, come è doveroso che faccia, non è che li accetteremo, noi esigiamo che ci siano, non accetteremo il concorso esterno; esigiamo, come Consiglio regionale e come comunità sarda, che lo Stato intervenga adeguatamente e seriamente. Quando ci sarà questo intervento come si coordinano?

Il Presidente della Giunta è stato nominato, giustamente, Commissario per quanto riguarda gli interventi di pertinenza dello Stato, si tratta ora di realizzare un'interazione, un'integrazione, un'armonizzazione fra le due sfere di competenze, di risorse e di attività. Qual è il modello di intervento? Ragioniamo un attimo su questo punto, perché nella legge ci deve essere, altrimenti saremo costretti tra qualche settimana o tra qualche mese a tornare qui per rivedere la legge. E' meglio impiegare qualche ora oggi in più perché la legge che sarà varata dal Consiglio sia già perfettamente operante, sia per quanto riguarda il ristoro ai privati, sia per quanto riguarda i finanziamenti ai comuni danneggiati profondamente per quanto riguarda le infrastrutture e quant'altro, sia per quanto riguarda le attività produttive.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intanto ringrazio, a nome della Giunta, tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale per aver reso possibile, con una corsia preferenziale, di affrontare questo urgentissimo provvedimento. Dal dibattito odierno sono sicuramente venuti notevoli spunti, di cui la Giunta regionale terrà senz'altro in debito conto.

Voglio rispondere a qualche rilievo che è stato mosso dai banchi della opposizione e a qualche riflessione che è venuta, a qualche apporto o suggerimento dai banchi della maggioranza. Intanto noi non abbiamo ritenuto di presentare un nuovo disegno di legge perché abbiamo ritenuto che non ha bisogno, un Governo che deve affrontare l'emergenza e un provvedimento, di avere le etichette, e mi pare che oggi il clima che si è instaurato in questo Consiglio, all'insegna proprio della consapevolezza, dell'emergenza, sia un buon segno per riportare il dialogo sulle questioni politiche importanti, quelle che riguardano il territorio e i cittadini, quindi mi pare utile questa ripresa di dialogo. Non abbiamo ritenuto di ripresentare un disegno di legge, anche più articolato e più completo, proprio perché l'urgenza ha impedito di fare questo. Ci impediva la circostanza che altrimenti si sarebbero dilatati oltre misura i tempi. Allora, se oggi vogliamo possiamo disporre di una breve interruzione per gli approfondimenti che saranno necessari, però noi vorremmo senz'altro esitare questo provvedimento oggi, perché sono state ricordate le emergenze, tutti i settori produttivi, agricoli e non, quelli artigianali, commerciali, i settori della pesca, dell'acquacoltura, insomma tutti i settori, nonché i privati cittadini, che attendono una risposta dal Consiglio e da questa Giunta. E allora la Giunta aveva due strade: una è quella di attendere l'intervento dello Stato che, come è stato da molti ricordato, è un intervento davvero, consentitemelo, miserevole, perché una emergenza, una catastrofe come quella che si è verificata in alcune zone della nostra Isola avrebbe sicuramente determinato una maggiore sensibilità ed una maggiore solidarietà dello Stato verso la nostra regione. Quindici miliardi sono davvero cosa ben irrilevante rispetto all'entità dei danni che gli Uffici della Regione hanno già, in una prima valutazione, portato alla nostra attenzione.

E, dunque, noi abbiamo ritenuto che in questa occasione l'intervento della Regione fosse significativo. Non possiamo attendere lo Stato, non possiamo assolutamente creare situazioni di paralisi. Pertanto noi non abbasseremo sicuramente la guardia nei confronti dello Stato; noi stimoleremo, inviteremo, se del caso faremo azioni forti come Giunta, e mi auguro tutta l'Assemblea, verso lo Stato, proprio perché noi pretendiamo la solidarietà vera, quella reale da parte dello Stato. E questo il presidente Floris lo ha già assicurato, l'intera Giunta vigilerà appunto su questo sin dai prossimi giorni, nel corso degli incontri che ci saranno tra Governo regionale e rappresentanze del Governo nazionale.

E, dunque, abbiamo apportato al disegno di legge originario, quello che abbiamo ritenuto di dover rispettare nelle sue linee essenziali, perché si poneva seriamente il problema dell'emergenza, alcuni emendamenti. Emendamenti che modificano sia la qualità degli interventi che la quantità degli stanziamenti, portando dagli originari 51 miliardi a 265 miliardi. Voglio subito dire che non sono risorse da reperire col bilancio del 2000, non sono risorse che i cittadini e i produttori dovranno attendere chissà fra quanti mesi; sono risorse che, grazie alla collaborazione degli Assessori interessati, degli Uffici della nostra amministrazione regionale, in questi giorni si sono potute reperire e di cui si è resa anche possibile l'immediata spendita. Gli interventi emendativi, che la Giunta regionale intende sottoporre all'esame e all'approvazione del Consiglio, sono appunto relativi ad un aumento dei fondi destinati ai primi sostegni ai comuni alluvionati, e dunque noi ci auguriamo l'intervento nazionale, un forte intervento, ma intanto la Regione deve fare uno sforzo in più per rispetto proprio verso quei comuni maggiormente colpiti.

Abbiamo ritenuto di ridistribuire le risorse per gli interventi, così come previsto dall'articolo 2 del disegno di legge, portando da 10 miliardi a 130 miliardi gli stanziamenti per la concessione di contributi a favore delle aziende agricole danneggiate. Così come abbiamo ritenuto di portare da 20 a 40 i miliardi per i finanziamenti ai comuni per il ripristino della infrastrutturazione viaria ed i contributi ai privati per gli immobili danneggiati. Così come abbiamo portato da 20 a 40 i miliardi per eliminare le cause del dissesto idrogeologico e favorire il riassetto idraulico; così come abbiamo ritenuto, per la concessione di finanziamenti per le operazioni di emergenza, di portare da 1 a 5 miliardi lo stanziamento per detta misura. E ci siamo anche posti un problema, proprio recependo le proteste delle associazioni di imprese artigiane, considerando che i danni delle alluvioni non sono stati solamente relativi alle imprese agricole, ma hanno riguardato anche altre attività produttive ricordavo appunto gli esercizi commerciali, le attività artigianali, le imprese di pesca e di acquacoltura, tanto per esemplificare, e abbiamo inteso stanziare - perché non era previsto nell'originario disegno di legge - la somma di cinquanta miliardi per favorire la ripresa di tutte le attività produttive non agricole. Pensiamo, in questo modo, appunto di poter dare una pronta risposta all'emergenza. E abbiamo voluto anche inserire nel dettato normativo, proprio delle disposizioni relative alle modalità di erogazione dei finanziamenti. Quindi, onorevole Scano, il problema che lei ha posto trova certa risposta negli emendamenti predisposti dalla Giunta perché si tratta, tra l'altro, di una notevole innovazione; anzi, è uno dei primi accorgimenti che la Giunta intende assumere per il decentramento delle funzioni e dei poteri ai comuni, che consideriamo vera e propria cellula di collegamento tra i cittadini e le istituzioni di programmazione. Il Presidente Floris ha i poteri commissariali, sono stati conferiti dal Governo nazionale, ma saranno i comuni i soggetti principali, coloro che dovranno provvedere alla gestione; qui la Regione si spoglia di queste competenze, le attribuisce direttamente ai comuni interessati, saranno i comuni a gestire i finanziamenti, esperire l'istruttoria volta alla certificazione dell'esistenza dei presupposti per il contributo. Sarà una procedura celerissima, perché si farà il ricorso all'autocertificazione senza la necessità di quintali di documenti o di snervanti attese che poi impediscono l'attuazione pratica dell'intervento. L'Amministrazione regionale sarà interessata alla erogazione solo sostitutivamente, in caso di ritardi o inadempimenti delle amministrazioni comunali.

Desidero concludere questo brevissimo mio intervento a chiusura del dibattito, rivolgendomi a tutte le forze presenti in Consiglio regionale perché ribadiamo che emergenze come queste non hanno assolutamente colore politico; si può dissentire sulla qualità, sui tempi dell'intervento, su questo potremmo discutere ma non possiamo certo aprire polemiche di carattere politico. Pari al Governo regionale non dubito che le stesse opposizioni in questa occasione non possano che essere d'accordo su questo, che si tratti di un intervento d'urgenza che possa essere considerato adeguato a gestire le emergenze che le potenti alluvioni hanno creato, e ciò non di meno la Giunta si impegna ad eseguire un monitoraggio, in tempi assai brevi, delle ricadute delle spendite di questi denari ed una verifica della loro capacità di ridurre in pristino la funzionalità delle attività produttive e delle abitazioni danneggiate. Non va scordato che questo Consiglio e questa Giunta dovranno anche interrogarsi, usciti dall'emergenza, del perché le condizioni meteorologiche debbano comunque rappresentare un pericolo per l'assetto idrogeologico regionale, talché le condizioni nostre oscillino tra la desertificazione siccitosa e le alluvioni. E` evidente che sarà opportuno comprendere compiutamente quali siano le cause dell'alluvione, oltre alle piogge, evidentemente, e mirare ad interventi strutturali.

Concludo con un impegno della Giunta regionale per recuperare anche quanto purtroppo non è stato possibile nel passato fare per altre zone colpite da eventi calamitosi come quello di cui oggi ci occupiamo; in particolare voglio ricordare alcune zone dell'Ogliastra, o alcune zone della Gallura come richiamava nel suo intervento l'onorevole Biancareddu. Sarà questione di cui ci occuperemo nel quadro più generale complessivo degli interventi da approntare su questa delicata ed importante materia.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Mi pare lo accennasse prima anche il Presidente della Giunta, cioè prima del passaggio agli articoli credo sia opportuna una breve sospensione per un coordinamento generale degli emendamenti, perché fra emendamenti d'aula ed emendamenti della Giunta siamo ormai mi pare intorno ai quindici, venti emendamenti, dei quali alcuni vanno sicuramente coordinati.

PRESIDENTE. Certo onorevole Cogodi, non c'è dubbio; io pensavo di farlo successivamente, ma non ci sono problemi.

COGODI (R.C.). Se c'è il passaggio agli articoli poi non ci può più concedere...

PRESIDENTE. Basta, siamo d'accordo, allora io se siete d'accordo io direi di sospendere la seduta per un'ora proprio per consentire questo coordinamento di emendamenti, dei quali l'ultimo è pervenuto proprio in questo istante. Quindi la seduta è sospesa per un'ora e riprenderà alle ore 14 e 40.

FADDA (Popolari.-P.S.). Presidente, adesso ha sciolto, ma avevo chiesto anch'io di parlare, era per la stessa cosa, avrei gradito parlare.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, non l'avevo vista. Ha facoltà di parlare.

FADDA (Popolari-P.S.). Condivido che non ci debbano essere delle strumentalizzazioni su una materia così delicata, anche se prendiamo atto che le strumentalizzazioni arrivano da parte della maggioranza, insomma, con alcuni interventi che sono stati fatti in Aula. Vorrei capire comunque come intendiamo procedere. Cioè c'è una sospensiva di un'ora e poi si riprende subito col passaggio agli articoli?

PRESIDENTE. Sì, col passaggio agli articoli. Si procederà fino all'approvazione della legge.

FADDA (Popolari-P.S.). Quindi Presidente, è una valutazione che lei ha fatto dicendo che un'ora è sufficiente per esaminare.

PRESIDENTE. Allo stato sì, riprenderemo fra un'ora e decidiamo, vediamo.

FADDA (Popolari-P.S.). Va bene, prendiamo atto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.

FLORIS (U.D.R.), Presidente della Giunta. Io avevo chiesto, una volta fatta la discussione di carattere generale, una breve sospensione per passare alla verifica degli emendamenti presentati dalla Giunta ed anche dalle altre parti. Vorrei che però fosse chiaro un problema che a me sembrava chiaro per tutti, ma che, evidentemente adesso si sta in qualche modo, complicando. Noi desideriamo portare avanti, come mi pare ha fatto anche il mio predecessore e la Giunta che in quel momento ha deliberato, un provvedimento per l'emergenza, un provvedimento che ha bisogno di essere esitato immediatamente, ci rendiamo perfettamente conto delle cose che sono state sottolineate in particolare dall'onorevole Scano, dal fatto che bisogna vedere l'entità dei danni, il fatto che l'accertamento dei danni è complicato e non è una cosa assolutamente semplice, del fatto che bisogna cercare un concorso di interventi Stato-Regione-Comunità Economica Europea, che bisogna in qualche modo collegare l'emergenza con la prevenzione, ma non siamo in condizioni di inserire in questo disegno di legge, sia chiaro, una legge specifica sulla tutela del suolo, per altro ce l'abbiamo già, è la "183", come alcuni colleghi autorevolmente hanno sostenuto in quest'Aula, si tratta di mettere in atto tutte le autorità di bacino, casomai, noi possiamo fare un progetto triennale di manutenzione di tutte le strutture esistenti in Sardegna che sono quelle che hanno provocato i maggiori danni all'interno dei Comuni.

Quindi, noi sospendiamo pure la seduta, vediamo quali sono gli emendamenti ma poi noi riteniamo andare avanti, cioè vediamo come è possibile raccordare. Adesso noi abbiamo presentato un altro emendamento proprio per venire incontro a quelle esigenze che Scano diceva, emendamento che dà la potestà al Presidente della Regione di variare i capitoli compensandoli tra di loro oppure riutilizzandoli o non utilizzandoli secondo il concorso dello Stato; quindi una cosa che allo stato attuale non può essere in maniera rigidamente definita e che verrà e vedrà probabilmente il Consiglio, durante le varie fasi, durante l'informazione che la Giunta intende produrre nei confronti del Consiglio in maniera continuativa, come eventualmente correggere il tiro di questi primi interventi.

Quindi, in pratica noi chiediamo la sospensiva di un'ora per verificare gli emendamenti, per armonizzarli tra di loro e per vedere quali sono i correttivi da apportare, con l'intento poi di ritornare in Aula e di passare al passaggio degli articoli e quindi, all'approvazione della legge.

PRESIDENTE. Questo è il senso e l'accordo di tutti, quindi la seduta è sospesa, riprende alle ore 13 e 40.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi .Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Cogodi? E` stata accolta la sua richiesta.

COGODI (R.C.). Ma no che non è accolta la mia richiesta; cioè, qui pare ogni volta che si solleva una questione che ci sia chi è più premuroso e vuole le leggi...; tutti abbiamo detto qui e dobbiamo darci atto reciprocamente, che vogliamo la legge approvata quanto prima e, per quanto possibile, la migliore delle leggi nelle condizioni date.

Allora, oggi è venerdì, è una giornata lavorativa, noi stiamo lavorando, ed allora, siccome sono praticamente quasi le 14, la proposta è che ci sia la sospensione, ovviamente, perché si possiamo coordinare gli emendamenti, valutare quindici o venti emendamenti di cui uno ultimo, si dice aggiunto adesso che neppure è pervenuto e procedere regolarmente nei lavori d'Aula. Per cui, perché sospendere? Chi ha deciso che si deve andare ad oltranza?

Io chiedo che ci sia la sospensione ordinaria, normale dei lavori del Consiglio e che normalmente si riprenda all'ora in cui normalmente si riprendono i lavori del Consiglio e si vada avanti. Nessuno ha deciso che si doveva andare ad oltranza e che si doveva sospendere mezz'ora perché non è roba di mezz'ora quella che segue dopo, perché di fronte a venti emendamenti c'è da discutere, se non c'è accordo preventivo, da discutere abbastanza. Senta i Presidenti di Gruppo, non li senta, però siccome sono le 13 e 45, io chiedo la sospensione ordinaria.

Si vada regolarmente al pomeriggio e si continui a lavorare con tutta la premura e l'urgenza che il Consiglio unanimemente ha riconosciuto. Non c'è una Giunta premurosa e un Consiglio distratto; fino concludere, senza forzature che poi non servono a nulla, non giovano, perché su venti emendamenti si può benissimo aprire la discussione su ogni emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà

FLORIS MARIO (U.D.R.), Presidente della Giunta. Io voglio ricordare all'onorevole Cogodi che noi, in Conferenza di Capigruppo abbiamo deciso di fare una seduta straordinaria del Consiglio per l'emergenza alluvioni, con la decisione che avremmo approvato oggi la legge. L'avremmo potuta approvare, onorevoli colleghi, anche molto tempo prima, perché qui le passerelle sono tanto belle; ognuno è libero di dire quello che vuole, ma adesso non intestardiamoci su questo; noi siamo qui per approvare la legge, non per andare a fare lavori normali. Io ho anche pregato, onorevole Cogodi, di saltare questi lavori, come si dice alle quattro o alle cinque, il Consiglio regionale può lavorare ininterrottamente da adesso fino a Natale, Capodanno, non abbiamo orari; quindi non poniamo questo problema. Se ci sono riserve, si dicano quali sono le riserve e si discutono qui, non c'è bisogno neanche di interrompere.

Abbiate pazienza. Onorevole Selis, stamattina abbiamo detto: "Ma che cosa stiamo facendo; di che cosa stiamo discutendo?" Stiamo discutendo di una cosa per cui la Conferenza ha ritenuto di dare priorità su tutto; tanto è vero che abbiamo discusso e abbiamo detto: "Non ci sono le commissioni, la discutiamo in Aula", e da qui a dire: "Andiamo, vediamoci alle cinque, se non ci accordiamo andiamo a martedì, come ho sentito dire, a mercoledì", non mi pare una cosa...

PRESIDENTE. C'è la proposta di una sospensione per un'ora da parte della Presidenza della Giunta e quindi, chiedo all'Aula che si pronunci sulla richiesta della Presidenza. Metto in votazione la proposta di sospensione. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

PRESIDENTE. La seduta è sospesa sino alle ore 14 e 45.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 45, viene ripresa alle ore 15.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, noi abbiamo accolto la proposta che lei ha fatto di riprendere i lavori circa un quarto d'ora fa, per l'esattezza. Quindi, siccome le proposte ormai le fa solo la Presidenza, perché non si concorda l'andamento dei lavori, le chiedo se ha qualche proposta da fare, sospendere o non so che altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Diversamente dal collega Fadda, io non ho concordato quando lei, di sua iniziativa, un'ora e un quarto fa, ha ritenuto di comunicare all'Aula che si sarebbe sospeso per sessanta minuti, per un'ora, e d'accordo con il Presidente della Giunta, onorevole Floris, che ha svolto un accalorato intervento, avete ritenuto che l'ora della sospensione dovesse contenersi in sessanta minuti, che sono decorsi venti minuti fa.

Io mi sono permesso di dire, un'ora e mezzo fa circa, che onestà d'intenti e serietà elementare avrebbero suggerito di prendere in considerazione il fatto che oltre al disegno di legge, del quale si era esaurita la discussione generale, risultavano depositati venti, in realtà ventuno emendamenti, e che, forse, prudenza avrebbe suggerito di darsi un lasso di tempo congruo per esaminare questi emendamenti.

Lei, signor Presidente, di sua iniziativa, ha ritenuto di istituire questa sorta di seduta ad oltranza, dando un'ora di intervallo. Abbiamo avuto l'ora di intervallo, abbiamo visto gli emendamenti nei termini e nei modi nei quali in un'ora è possibile vederli ed assistiamo a questo spettacolo indecoroso: un Consiglio vuoto, i banchi della Giunta sguarniti - è arrivato un Assessore adesso, ma c'era già da prima, perché Onida c'era anche nell'altra legislatura -, dei nuovi Assessori neanche uno, il Presidente, così accalorato e caloroso, perché i fiumi stanno tracimando, i bambini piangendo e gli asini ragliando, ha detto che bisognava proseguire, assolutamente, se no saremmo stati irresponsabili. Per aver dato un suggerimento appena appena serio, caro Presidente, siamo apparsi o volevano farci apparire come degli irresponsabili; tutti quelli che avevano fretta non ci sono, e questa non è una cosa seria.

Io l'ho detto stamattina: questa Giunta inizia davvero male, questa maggioranza inizia pessimamente, per cui, prendendo atto di questa situazione che è ai limiti dello squallore, e accettando le scuse se qualcuno, quelli che sono presenti, vorrà scusarsi con noi, chiedo immediatamente la verifica del numero legale per vedere se ci sono le condizioni di proseguire la riunione del Consiglio.

PRESIDENTE. Non siamo ancora in fase di votazione di alcunché, siamo in una fase preliminare.

FADDA (Popolari-P.S.). Stiamo per procedere alla votazione del passaggio all'esame degli articoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Io ho sentito l'intervento dell'onorevole Cogodi e prima ancora quello dell'onorevole Fadda, che siedono in questo Consiglio da molti più anni di me, che sono qui da pochi mesi. Certamente loro sanno che in questo Consiglio, se si dovesse fare un elenco dei casi nei quali la puntualità non è stata rispettata, si potrebbe arrivare ad elencare un qualche migliaio di casi. Se poi guardiamo alla efficienza che questo Consiglio ha dimostrato nell'arco dei quarant'anni di funzionamento e ai ritardi che ha avuto rispetto a tanti provvedimenti disattesi e mai approvati, io credo che sarebbe veramente sufficiente questo per far capire che non è possibile strumentalizzare un ritardo di un quarto d'ora o di mezz'ora in una situazione di emergenza e discutendo una legge così importante come quella che stiamo andando a discutere.

Io credevo che il clima di serenità che questa mattina si era creato fosse una dimostrazione di grande senso di responsabilità da parte di questo Consiglio e soprattutto da parte dell'opposizione. Io penso che sarebbe sufficiente fare macchina indietro di un'ora e tornare a quel clima di serenità, perché che i lavori inizino con un quarto d'ora o mezz'ora di ritardo, onorevole Cogodi, credo che non cambi poi la sostanza. L'importante è fare, come diceva lei stamattina, una legge fatta bene e soddisfacente per i bisogni della gente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo per dire che, in base all'articolo 58, la verifica del numero legale non può essere chiesta quando non si sta per procedere a delle votazioni, ed inoltre non può essere chiesta dal singolo consigliere. Quindi la proposta dell'onorevole Cogodi è irrituale, non è regolamentare e deve essere rigettata.

COGODI (R.C.). Cosa stai dicendo? La può chiedere un Capogruppo. Io sono Presidente di Gruppo. Il Regolamento non lo leggi?

ORTU (R.C.). Non fare il buffone, fai la persona seria almeno!

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Alzati in piedi quando parli, se no non ti vedo.

COGODI (R.C.). Leggiti il Regolamento!

PRESIDENTE. Lasciateglielo leggere. Prego, onorevole Biancareddu.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Siccome, evidentemente, qualcuno ha difficoltà a capire l'italiano, leggo testualmente il Regolamento: "La Presidenza non è tenuta a verificare se il Consiglio sia oppure no in numero legale per deliberare, se non quando sia richiesto da cinque consiglieri e il Consiglio stia per procedere a qualche votazione".

Ora, il collega Cogodi forse fa chiasso quanto cinquanta consiglieri, però è sempre uno, il Consiglio non sta per procedere a votazioni e credo che la proposta debba essere rigettata.

PRESIDENTE. Comunico all'Aula, prima di procedere al passaggio agli articoli della legge di cui ci stiamo occupando, che vi sono ancora due Gruppi che non hanno provveduto, secondo gli accordi che erano stati stabiliti stamattina, a comunicare entro le ore 14 i consiglieri da indicare nelle rispettive commissioni e sono: Federazione dei Socialisti e dei Democratici e Rifondazione Comunista. Quindi, invito, non essendo ancora scaduto il termine...

COGODI (R.C.). Già fatto nel frattempo.

PRESIDENTE. Avrei concesso una proroga, ma se si è già adempiuto l'argomento è chiuso.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

SELIS (Popolari-P.S.). E' stata chiesta la verifica del numero legale.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Se si insiste, chiedo che venga verificata la presenza del numero legale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere

Selis. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Scusi, Presidente, lei ha già aperto la votazione, non si può intervenire sull'ordine dei lavori quanto lei ha già dichiarato aperta la votazione.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, la prego, stanno intervenendo sull'ordine dei lavori. Prego, onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Sull'ordine dei lavori. Scusa, se facciamo un momento di calma, va a finire che rischiamo di trovarci d'accordo. Allora, premesso che questa legge, e su questa legge siamo tutti d'accordo per concluderla oggi, ricordato che questa legge è stata proposta, l'ha fatto correttamente il presidente Floris, ma l'hanno fatto anche gli altri, da una Giunta transitoria, dalla precedente Giunta, è stata proposta in fatto di emergenza; ricordato ancora che i Gruppi, compreso il centrosinistra hanno presentato una mozione, che abbiamo ribadito in quest'Aula che vogliamo chiuderla al più presto, entro oggi, e che abbiamo ribadito anzi che siamo in ritardo; non c'è nessuna intenzione di perdere un attimo. C'era l'esigenza di vedere un momento gli emendamenti, perché non ci siano errori che poi nella fretta il Governo ci possa rinviare gli emendamenti e quindi per aspettare un'ora rischiamo di perdere un mese, c'era l'esigenza di vedere un momento con calma, calma vuole dire un'ora, un'ora e mezzo, quando è stato proposto di interrompere un'ora, noi pensavamo che un'ora, tra una minima di pausa pranzo e l'esame degli emendamenti e un minimo di coordinamento, fosse poco. Avete insistito, siamo tornati qua correttamente, abbiamo chiesto il numero legale, ma non per perdere tempo, per eventualmente recuperare la mezz'ora che ci consentisse di vedere gli emendamenti, un quarto d'ora se concordiamo, per vedere gli emendamenti, non ho capito perché si vuole esasperare un clima che non deve essere esasperato su un problema che non può essere...

BALLETTO (F.I.-Sardegna). La verifica del numero legale l'avete chiesta voi!

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, lasci intervenire il collega, per cortesia!

SELIS (Popolari-P.S.). Abbiamo chiesto la verifica del numero legale, onorevole Balletto, proprio per consentire di recuperare la mezz'ora che consentisse ai ritardatari, in gran parte voi, di arrivare.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Chiedete una sospensione, allora.

SELIS (Popolari-P.S.). Solo per questo perché noi c'eravamo, anzi per essere chiaro, prima della verifica del numero legale, l'onorevole Fadda ha detto al Presidente: "Decida lei un minimo di sospensione di qualche minuto per consentire ai colleghi di arrivare". In quel momento, non c'era né la Giunta, né gran parte di voi.

Allora, perché vogliamo su queste cose di nuovo esasperare il clima. Noi siamo stati puntuali, abbiamo accettato un'ora, non c'era la Giunta, non c'era gran parte di voi ed abbiamo detto: "Aspettiamo qualche minuto", e se per aspettare qualche minuto occorre chiedere la verifica del numero legale per avere la mezz'ora, non ho capito perché questo crei tante tensioni. La mezz'ora, vi ribadiamo che noi vogliamo chiudere stasera ed anche al più presto, questa legge, possibilmente d'accordo, siamo i proponenti, siamo proponenti di emendamenti; ritenevamo che gli emendamenti in gran parte potessero essere confrontati ed unificati, non ho capito perché si crei un clima di tensione su una banalità e su un problema così urgente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.

FLORIS (U.D.R.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, noi abbiamo chiesto un'ora fa di sospendere i lavori del Consiglio per verificare la concreta possibilità di mettere a punto gli emendamenti e quindi di concordare gli emendamenti; non intendiamo assolutamente fare colpi di mano, andare a colpi di maggioranza, riteniamo che sia essenziale la sospensiva del Consiglio per almeno una mezz'ora per concordare gli emendamenti e quindi, chiedo formalmente al Consiglio di sospendere per mezz'ora i lavori e darci la possibilità di verificare se è possibile metterci d'accordo sugli emendamenti.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni da fare, concordiamo sulla sospensione e i lavori riprendono alle ore 16.

(La seduta, sospesa alle ore 15 e 14, viene ripresa alle ore 16 e 11.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1.

FLORIS EMILIO, Segretario:

(Inserire articolo 1)

PRESIDENTE. A questi articoli sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

FLORIS EMILIO, Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 2, 6, 1)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda per illustrare gli emendamenti numeri 1 e 2.

FADDA (Popolari-P.S.). Per quanto riguarda l'emendamento numero 1, aggiungere le parole "da settembre 1999 per i quali i comuni abbiano già dichiarato lo stato di calamità naturale". Credo che tutti voi sappiate che nel mese di settembre c'è stato un nubifragio veramente grande nel territorio di Gonnesa, quindi questo emendamento ha questa finalità, tra l'altro il Comune ha anche dichiarato lo stato di calamità naturale, quindi inserire anche questo comune che ha avuto danni molto più rilevanti di alcuni comuni che sono stati compresi in questo ultimo decreto del Ministero.

Per quanto concerne l'emendamento numero 2 noi prendiamo atto con soddisfazione che la Giunta regionale oltre ai 102 miliari - questo per riportare un po' di verità in quest'Aula - che erano già stati previsti dalla precedente Giunta, l'attuale Giunta, presieduta dal presidente Floris, ha individuato altri 102 miliardi circa. Noi riteniamo che l'emendamento presentato da noi debba essere mantenuto anche per quanto concerne il 2000, cioè altri 100 miliardi, quindi qui, molto probabilmente, sarà necessario votare per parti. Questo perché dal dibattito è emerso con chiarezza, credo che tutti noi fossimo sinceri quando si diceva che i danni erano davvero ingenti, qualcuno ha parlato di 1500 miliardi, quindi se noi prevediamo già un finanziamento di circa 360 miliardi credo che la Regione stia già dando il proprio contributo.

Vorrei aggiungere che c'è la disponibilità, su questo argomento, e mi dispiace che stamattina ci siano state delle speculazioni da parte della coalizione autonomista, perché si provveda immediatamente, assieme possiamo su questa materia condurre una battaglia verso il Parlamento nazionale, perché non basta un atto del Governo, ma ci vuole una legge, così come è avvenuto per altre regioni di Italia, quindi anche la coalizione autonomista si dichiara favorevole, senza strumentalizzazioni, come qualcuno ha cercato di fare in Aula, perché i nostri parlamentari e i parlamentari anche del Polo possano, insieme al Governo, provvedere a dare somme ben più ingenti di quei 21 miliardi che sono stati fino ad oggi assegnati.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 6.

pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La Giunta interviene per illustrare l'emendamento numero 6 che prevede lo stanziamento originario di 51 miliardi e che viene portato a 265 miliardi. E` un impegno davvero straordinario, anche in un periodo in cui si è costretti a fare i conti con il grave indebitamento della nostra finanza regionale, ma tuttavia, tenuto conto dell'emergenza, come ora ricordava anche il collega Fadda, abbiamo ritenuto di poter affrontare l'emergenza con una risposta adeguata. E' un invito che io formulo sin da ora, preso atto di questo contributo che viene oltre che dai banchi della maggioranza anche dai banchi dell'opposizione, a ritirare entrambi gli emendamenti, in particolare l'emendamento numero 2, perché contiene all'evidenza uno sforzo che va nella direzione giusta di prevedere risorse adeguate, ma queste risorse sono ripartite nel bilancio di previsione anche perl'anno 2000, il che significa che queste somme potranno essere rese disponibili con i tempi attuali della manovra e slitteranno di qualche mese per l'entrata in vigore, nel giugno-luglio 2000. Invece, con questa previsione della Giunta, noi rendiamo possibile immediatamente la spendita delle risorse, perché sono a valere sul bilancio del 1999. Anche lo Stato deve fare la propria parte su questo, la Giunta regionale e tutto il Consiglio devono ad una sola voce rivendicare l'intervento presso il Governo nazionale, un intervento adeguato, io riterrei, a nome della Giunta, di invitare i presentatori dell'emendamento 2 al ritiro, con l'impegno di riprogrammare eventualmente nel corso della predisposizione della manovra finanziaria e di bilancio per l'anno 2000, laddove fossero ancora necessarie, e sicuramente saranno necessarie, anche ulteriori risorse, di valutare e prevedere gli stanziamenti che saranno necessari.

Per quel che riguarda l'emendamento numero 1, mi pare che trattandosi, questo in esame, di un provvedimento che, come recita la relazione dei proponenti, e quindi anche della precedente Giunta, si riferisce agli eventi alluvionali del 12, 13, 14 novembre, inserire anche calamità che si riferiscono al passato mi pare dilatare i termini. Su questo c'è un impegno da parte della Giunta di rivedere tutta la materia e di riconsiderare, con apposito provvedimento tutte le situazioni che ad oggi non hanno ancora avuto adeguata risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Nel merito degli emendamenti e soprattutto dell'impalcatura complessiva che ha l'emendamento della Giunta, voglio fare alcune considerazioni ed esprimere anche alcune preoccupazioni, previa una premessa che ritengo sia dovuta. L'osservazione che noi abbiamo fatto stamattina, a conclusione dei lavori, aveva la finalità sola ed esclusiva di rendere comprensibile quello che in Aula avremmo dovuto poi fare, i provvedimenti che avremmo dovuto adottare, e quindi, per quanto ci riguarda, non vi era nessuna volontà di ostacolare l'approvazione più rapida possibile del provvedimento in oggetto.

Si tratta di un intervento che tutti riteniamo indispensabile e urgente, lungi da noi l'idea di volerne ritardare i tempi di attuazione. Ma la stessa esigenza riproposta dalla Giunta subito dopo l'apertura dei lavori conferma che noi avevamo ragione, e quindi, da questo punto di vista, un po' più di attenzione non sarebbe male se vogliamo che un po' tutti possano dare il loro apportare per tentare di rendere gli atti che compie il Consiglio, nell'interesse di tutti, non solo comprensibili, ma anche i migliori possibili. Ed è in questa direzione che voglio presentare alcune osservazioni. Lungi da noi l'idea che si debba in qualche modo ostacolare l'aumento degli stanziamenti; concordo con le osservazioni che sono state fatte, chiaro è che nell'immediato dell'evento si è quantificato in una situazione di emergenza, pensando a una risposta in tempi rapidissimi. Oggi si ha cognizione di causa maggiore e quindi si ha anche consapevolezza, o per lo meno mi auguro si abbia consapevolezza anche dell'entità del danno, e quindi gli emendamenti proposti dalla Giunta dovrebbero, da questo punto di vista, essere più calibrati e, quindi, in grado di rispondere ai problemi che si sono aperti con la calamità naturale e di cui si è avuta consapevolezza nel corso di questi giorni. Tuttavia ho una preoccupazione, e cioè che dall'insieme degli emendamenti della Giunta, e soprattutto nella parte che riguarda il dispositivo finanziario, vi sia qualche perplessità che è necessario chiarire, perché altrimenti ho l'impressione che con una mano si dà e con l'altra si toglie.

D'altronde stamattina qualcuno, giustamente, diceva che ognuno deve essere risarcito di ciò che ha perso, allora per fare questo non solo occorre calibrare bene gli interventi, ma occorre anche evitare di contrapporre all'interno stesso di alcuni settori, mi riferisco soprattutto al comparto agricolo, esigenze ad esigenze, e mi auguro che tra l'altro l'Assessore dell'agricoltura abbia preso visione del provvedimento, di ciò che la Giunta sta proponendo e abbia piena consapevolezza, perché io ritengo che si debba intervenire in modo congruo per far fronte ai danni che si sono verificati, ma nello stesso tempo non si debba togliere da altre parti, e quindi non si debba danneggiare altri operatori e soprattutto non si debbano danneggiare quegli operatori che spesso attendono da anni di vedersi riconosciuti i provvedimenti che pure hanno richiesto a suo tempo. La perplessità da che cosa deriva? Deriva dal fatto che nella parte finanziaria, esattamente dall'emendamento numero 11 - io voglio parlare sull'insieme sull'impalcatura del provvedimento - da un calcolo anche rapido con i tempi di cui abbiamo potuto disporre, emerge che in sostanza, vi è anche l'esigenza di chiarire meglio il testo dell'emendamento, ma mi sembra di poterlo interpretare in questo modo, che si arriva alla definizione della somma che è pari a 235 miliardi, sottraendo dagli attuali stanziamenti dell'agricoltura 27 miliari e 780 milioni. Allora io ritengo che questa sia un'operazione che ha dell'incredibile e che nessuno ha interesse di compiere. E' vero che c'è un'emergenza che va fronteggiata, le risorse possono essere reperite, tra l'altro i nostri emendamenti, tenendo presente che siamo a fine anno, proponevano anche una articolazione delle risorse in relazione anche ai tempi di spesa, ritengo utile aumentare la dotazione finanziaria che pure è prevista dell'emendamento della Giunta, ma ritengo che ciò non possa essere fatto a discapito di altri provvedimenti ed interventi che erano già previsti nella finanziaria. Allora perché si tolgono 27 miliardi e 780 milioni? E perché li si vuole togliere, per esempio, dai contributi per il riattamento delle strade interpoderali, per 8 miliardi e 150 milioni? Noi non eravamo né per aggiungere, ma nemmeno per togliere, perché chiaramente con questa operazione non doveva essere compiuta un'operazione di assestamento del bilancio, si farà nelle sedi proprie e nei tempi propri, però non riteniamo nemmeno che si debba sottrarre. Tra l'altro il giornale di oggi, nella pagina dedicata al quadro politico regionale, tra le cose positive che annuncia, annuncia un intervento per le strade interpoderali per oltre 9 miliardi descrivendolo come un intervento positivo, giustamente, di cui hanno bisogno le nostre campagne. Allora non vedo, tra l'altro sono poche risorse, da sempre il mondo agricolo e le organizzazioni che lo rappresentato hanno sostenuto che era necessario in questa direzione aumentare i finanziamenti, non capisco perché invece si faccia un'operazione di sottrazione e si voglia togliere otto miliardi alle strade interpoderali quando l'operazione può essere compiuta in termini e in modi diversi.

Non capisco perché per esempio si voglia togliere tre miliardi al fondo di rotazione per le cooperative agricole. L'agricoltura attraversa una situazione di difficoltà che non deriva solo dalla calamità naturale che si aggiunge alle tante calamità, compresa quella della siccità e della mancata produzione nel corso dell'annata agraria 1998-1999 ma, a maggior ragione, per le difficoltà preesistenti il mondo agricolo ha bisogno che i sostegni e i finanziamenti che gli erano stati destinati in finanziaria vengano mantenuti. Allora perché si vogliono togliere tre miliardi alle cooperative in un momento in cui tra l'altro si sta discutendo nuovamente di apertura ulteriore dei mercati, a Seattle si sta nuovamente discutendo anche di quale destino avrà l'agricoltura europea, è un destino tra l'altro per molti versi discutibile, perché per esempio una delle richieste avanzate dagli Stati Uniti d'America è quella di costringere la Comunità Economica Europea a togliere gli incentivi alle esportazioni, i contributi alle esportazioni, quindi questo si ripercuoterà sui prezzi creando ulteriore difficoltà per il mondo agricolo. Allora perché si vogliono togliere gli unici strumenti di cui disponiamo che sono consentiti anche dalla Comunità Economica Europea sui quali per ora non c'è stata eccezione alcuna. Non capisco perché per esempio si vogliono togliere i contributi che i contadini e le cooperative attendono ormai da anni, e questa è una cosa risaputa, lo stesso Presidente della Giunta ha posto in senso generale il problema di rivedere la situazione finanziaria delle aziende agricole o dell'imprenditoria in senso generale, il problema dell'indebitamento. Ci sono aziende che attendono da cinque, sei, sette, otto anni il contributo per le macchine agricole pagate in contanti, il contributo doveva essere un'agevolazione per abbattere il costo, costi ormai abbondantemente superati dall'inflazione e dagli interessi, e non si capisce perché si voglia togliere cinque miliardi e quindi sottrarre la possibilità di mantenere gli interventi nell'ambito di questa direzione.

Signor Presidente, io chiederei di poter parlare con un minimo di attenzione, chi vuole parlare può andare fuori.

PRESIDENTE. I colleghi che non sono interessati alla discussione in Aula sono pregati o di allontanarsi dall'Aula oppure di osservare il silenzio.

ORTU (R.C.). Ho concluso dicendo anche che l'identica manovra viene destinata ad altri settori.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, le ricordo che il tempo è scaduto.

ORTU (R.C.). Sto concludendo. Identica operazione viene compiuta con il settore serricolo che, guarda a caso, è colpito dall'alluvione, quindi non avranno i sostegni per quanto riguarda gli interventi ordinari e gli arriva il sostegno straordinario per far fronte ai danni, però non possono fronteggiare la situazione ordinaria, per un'operazione di 27 miliardi. Che senso ha? Ma che senso ha sottrarre, tra l'altro i contributi io mi auguro che si sia già messo mano all'emanazione dei decreti che verranno ulteriormente fermati e bloccati e quindi si creerà una situazione nella quale si contrapporrà agricoltori colpiti dalla calamità naturale ad altri.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, il tempo!

ORTU (R.C.). Concludo dicendo che una perplessità complessiva sull'impostazione deriva anche dal fatto, è passata come una cosa inosservata, ma nel tentativo di reperire le risorse si va inserendo l'articolo tra i tanti richiami di legge, vi è anche un tentativo di cominciare a smantellare il piano straordinario per il lavoro, cosa che non era presente negli emendamenti che noi abbiamo presentato come Coalizione. Qui c'è il primo passo verso quella direzione.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, la invito a concludere perché sono costretto a toglierle la parola.

ORTU (R.C.). Ho finito, concludo solo il concetto, si attacca l'articolo 34 e in questo modo si tenta di compiere un'operazione che non può essere da noi accettata, né tanto meno condivisa, perché non si possono contrapporre i disoccupati a chi ha subito danni e drammi quali quelli dell'alluvione.

PRESIDENTE. Prima di iniziare gli interventi degli altri colleghi che sono iscritti, comunico che la sollecitazione fatta in precedenza di indicare i propri consiglieri nelle Commissioni non è stata ancora adempiuto dalla Federazione dei Socialisti, quindi li invito ancora a farlo.

BALIA (D.S.-F.D.). E' stato portato adesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

cugini (D.S.-F.D.). Siamo alla fase conclusiva dell'esame del provvedimento e delle mozioni, questo primo pomeriggio è stato fatto un buon lavoro sugli emendamenti mi pare che, come è stato detto, l'impalcatura del provvedimento, primo e secondo, provvedimento Selis, provvedimento Floris, Selis e Scano, Floris e Pittalis, colga al momento almeno il grosso dell'emergenza che c'è oggi in discussione, poi sappiamo che dobbiamo affinare le iniziative per rispondere alle domande dei cittadini, quindi si può dire che c'è una convergenza sull'emergenza e questo è importante. Una convergenza sull'emergenza da parte del Consiglio, o come penso io, una convergenza da parte della stragrande maggioranza dei colleghi che hanno trattato l'argomento. Però abbiamo detto, l'ha detto il Presidente Floris nel suo intervento iniziale, che occorreva fare uno sforzo per determinare la più ampia convergenza possibile di fronte ad un dramma che ha colpito un territorio. Io per questo intervengo, perché sento l'esigenza di richiamare il problema richiamando l'emendamento numero 2 che il collega Fadda giustamente ha riproposto per l'opposizione perché è parte importante di quella indicazione che è stata data già dall'introduzione di questa mattina e che noi abbiamo ritenuto essere positiva, per dire che noi manteniamo giustamente, per quanto riguarda il 2000, la provvista finanziaria che abbiamo indicato di altri 100 miliardi...

Presidente Carloni, le chiedo scusa, fosse stato Serrenti non l'avrei fatto, però ci sono quei colleghi in fondo che...

PRESIDENTE. Avevo già avvisato in precedenza, prego chi non è interessato all'attenzione della discussione è pregato di lasciare l'Aula.

CUGINI (D.S.-F.D.). Escluso il collega Oppi, gli altri vanno richiamati tutti, insomma.

PRESIDENTE. Va richiamato anche il collega. Prego onorevole Cugini, continui.

CUGINI (D.S.-F.D.). Ma io non perdo il filo, se c'è bisogno di un attimo di dialogo sono disponibile.

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi, le dispute fuori.

CUGINI (D.S.-F.D.). Dicevo che il contenuto dell'emendamento numero 2, quello riferito ai 100 miliardi per l'anno 2000, noi abbiamo chiesto che venga valutato dalla Giunta ed aggiungo che venga valutato dai colleghi della maggioranza, perché questa mattina l'indicazione di costruire una convergenza proposta dal Presidente Floris come sappiamo non è stata accolta da tutti, è stata accolta da questa parte meno dai colleghi della, direbbe Cogodi, cosiddetta maggioranza che sono intervenuti nel dibattito. Quindi pongo un problema che è questo, il collega Balletto stamattina è intervenuto con una posizione che non era conseguente alla relazione del Presidente Floris, per chiedere: la posizione della maggioranza è quella che abbiamo potuto verificare nel lavoro fuori sacco che abbiamo fatto nel pomeriggio, o è quella che è stata espressa dal collega Balletto?

Perché se dovesse essere quella espressa dal collega Balletto, sinceramente noi abbiamo difficoltà a seguire il lavoro unitario che è stato proposto; però, siccome siamo anche persone che comprendono che è difficile capire quando la guerra è finita, se però il collega Balletto dovesse valutare, alla luce del lavoro che abbiamo fatto, che la posizione che ha espresso questa mattina era una posizione riferita al mese precedente, allora noi confermiamo il lavoro che abbiamo fatto. Ma se da parte del collega Balletto, che non ha parlato a titolo personale, ha parlato anche ha nome di altri, dovesse essere confermata, è chiaro che si pone un problema di distinzione nella trattazione di argomenti, e io non voglio arrivare anche nel voto, noi siamo perché il provvedimento venga, come ha detto lei presidente Floris, votato con larga partecipazione. Se dovesse votare contro solo il collega Balletto per me è come se fossimo di fronte all'unanimità del voto espresso in Aula. Quindi, su questo punto, chiedo che ci sia una precisazione, non da parte sua, presidente Floris, perché abbiamo già ottenuto soddisfazione positiva nella trattazione degli argomenti, lo dico in riferimento ai colleghi della parte del Polo che fa capo all'intervento del collega Balletto, pronti a prendere atto che c'è un mutamento di posizione sull'argomento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, questi emendamenti in realtà costituiscono, comunque richiamano, configurano, come dire, il cuore di questo provvedimento, perché trattano della provvista finanziaria, cioè dei mezzi che sorreggono l'intera impalcatura del provvedimento che si vuole mettere in campo. Non si parla di poca cosa, c'è una diversità di valutazioni attorno ad un impegno che diversi Consiglieri del centrosinistra ritengono di dover mantenere, quello di uno stanziamento aggiuntivo di cento miliardi da prevedere per l'anno 2000 - sto intervenendo su tutti gli emendamenti nel loro insieme, così come sono correlati - rispetto invece ad una posizione della Giunta e della maggioranza che riterrebbe, sì meritevole di attenzione questa proposta, però la riterrebbe già esaurita, o esaudita per meglio dire, nel senso che, rispetto alla proposta iniziale, poi siamo di fronte ad uno stanziamento che è di oltre duecento miliardi. Quindi si adduce: voi proponete quell'impegno di altri cento miliardi per il 2000, cioè per dopodomani, visto che il 1999 sta finendo, e posto che nei prossimi venti giorni questa è una legge che oggi si deve approvare, poi va a Roma, poi torna, non è che nei prossimi venti giorni si spenderanno i duecento miliardi, quindi non è che stiamo posticipando di molto. Voi dite: "Ma è già accaduto che noi abbiamo implementato le somme previste, gli stanziamenti inizialmente ipotizzati". In realtà non è così, perché ben si è detto già nel corso della discussione generale da parte di diversi consiglieri, debbo dire sia di opposizione e qualcuno anche di maggioranza, che noi abbiamo iniziato a discutere il provvedimento varato nell'immediatezza del fatto doloroso dell'alluvione e quindi non poteva essere che un provvedimento di primo impatto, di primo impegno, di emergenza assoluta. Poi è chiaro che, nel frattempo, il provvedimento si è, come dire, irrobustito come possibilità di intervento anche finanziario. Quello che io voglio aggiungere, rispetto a quanto già detto anche dal collega Fadda e da ultimo dal collega e compagno Velio Ortu, proposte e considerazioni che io interamente condivido, quello che voglio aggiungere è questa ulteriore riflessione: i provvedimenti che si profilano, che si prospettano, che si propongono, contengono non solo una quantità, duecento o trecento miliardi, contengono anche una qualità, cioè dei destinatari. I destinatari di questi provvedimenti sono quelli che erano originariamente nel disegno di legge, che è il primo disegno di legge che era stato adottato, cioè sono le aziende agricole, i comuni per la riparazione dei danni subiti dalle infrastrutture viarie ed altro; ancora il consolidamento dei dissesti idrogeologici, cioè i fatti considerati e i destinatari di questi provvedimenti sono le aziende o le imprese o gli enti pubblici che debbono ripristinare, rimettere in sesto, rendere utilizzabili le infrastrutture essenziali, a partire dalle strade e poi dagli altri servizi. Sfugge interamente al provvedimento la categoria principale, essenziale, che in parte è contenuta nella nozione e nel concetto di impresa e di azienda, in parte può non essere contenuta, anzi, sicuramente non è contenuta, che sono i lavoratori. Cioè non basta quando avviene un danno di questa natura, il dissesto complessivo di un'area vasta, dove oltre alla sofferenza delle persone vi è il danno alle case, alle strade, alle imprese, alle aziende; non basta prendere in considerazione un aspetto, come dire, del sistema delle relazioni umane e della economia, che è l'azienda e l'impresa e le infrastrutture, e neppure i beni personali, anche questo devo dire, dobbiamo dire insieme innanzitutto questo, quindi innanzitutto la casa, innanzitutto gli arredi, innanzitutto i luoghi dove passare, innanzitutto le strutture di servizio di carattere generale, ci mancherebbe, innanzitutto questo, e insieme le aziende e le imprese. Ma i lavoratori, le persone che campano, che vivono con un reddito e perdono il lavoro dove sono prese in considerazione in questo provvedimento? Si dirà: ma sono compresi nel finanziamento dato all'azienda o all'impresa che si può ricostituire. Questo in parte può soddisfare questo bisogno. Per esempio, io ritengo che nel settore agricolo in gran parte ciò accada perché la gran parte delle aziende, delle imprese agricole sono di carattere familiare, nel Campidano, ma non tutte sono di carattere familiare, ci sono anche quelle che hanno i dipendenti. Ma la piccola e media impresa, l'impresa che avesse dieci dipendenti e nel contempo si risana o si ricostituisce, il titolare dell'impresa ha il finanziamento, può ricostruire l'impresa, e non si sa se la ricostruirà così o cosà; non è contenuto in questo provvedimento neppure... Però qui chiedo alla Giunta la cortesia di un chiarimento, che almeno rimanga negli atti del Consiglio, che anche se non è così esplicitato in legge, nella norma, almeno come interpretazione autentica si intenda che la condizione per l'impresa, per l'azienda, di ottenere il finanziamento pubblico per la sua ricostruzione o ricostituzione, abbia come condizione il mantenimento, almeno il mantenimento dei livelli occupativi, cioè che si ricostituisca l'azienda e l'impresa mantenendo il livello di occupazione, perché se no questa sarebbe una colossale operazione alla quale è consentito, in virtù..., in virtù no, perché non è una virtù, neanche lessicalmente si può affermare questo, ma in occasione di una calamità naturale accadono altre calamità umane; oltre al disastro naturale avrebbero un disastro sociale. Quindi in ogni caso io chiedo due cose: 1) che sia chiarito e che sia la Giunta a proporre al Consiglio questa forma di interpretazione autentica, cioè che si ritenga implicito nel provvedimento che l'erogazione del contributo pubblico è condizionata al piano di impresa, cioè alla domanda che si avanza, che contenga, in ragione del ritorno dei danni e della costituzione della azienda, anche il mantenimento dei livelli di occupazione; secondo, che quel fondo che è contenuto nell'emendamento che ha illustrato prima il collega Fadda, quel fondo, quella riserva, chiamiamola così, di 100 miliardi, che dovrebbe essere sistemata formalmente nel bilancio del 2000, sia presa in considerazione sin d'ora per sopperire a quelle altre esigenze che sicuramente ci saranno, soprattutto di quei lavoratori che nel frattempo non potranno lavorare, perché il titolare dell'impresa potrà avere ristoro dei suoi danni con questa legge, e nel frattempo, pur essendo colpito, è lì a ricostruire l'azienda, ma i dipendenti che perderanno il lavoro sicuramente dovranno essere presi in considerazione dall'istituzione autonomistica che vuole, in questo caso, soccorrere non solo economia, ma innanzitutto i bisogni delle persone. E chi perderà il lavoro, e questo era il suo unico reddito, e sarà privato di tutto, non aveva azienda, non aveva impresa, non aveva campi, non aveva serre, non aveva officina che fosse sua, aveva il suo lavoro, e se l'ha perso? Muore? Sicuramente ci saranno queste situazioni per le quali bisognerà pensare ad un censimento puntuale, a una condizione di riattivazione di attività, quelle o altre, per cui quella riserva dei 100 miliardi dovrebbe essere mantenuta anche - come dire ? - come atteggiamento prudenziale che consenta poi al Governo della regione di poter sopperire, io ho citato questa del lavoro dipendente, ma potrebbero essere anche altre situazioni che non sono prese in considerazione in un provvedimento di emergenza, che dovrebbero essere comunque trattate alla pari, cioè avere pari considerazione da parte dell'intervento pubblico.

Con queste sollecitazioni e richiesta di precisazioni, io ritengo che si possa trovare un modo, anche concordato, attraverso cui l'emendamento illustrato dal collega Fadda possa permanere, intendendosi che sarà una riserva da contenere nel bilancio previsionale della Regione per il 2000, soprattutto pensando a ulteriori evenienze, non a implementare (?) solo questi interventi, ad ulteriori evenienze di carattere sociale, umano e produttivo che sicuramente ci saranno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, il mio vuole essere un intervento di chiarimento, e quindi una domanda che rivolgo al Presidente della Giunta, o meglio all'Assessore del bilancio, se è possibile avere una risposta, ma se loro ritengono possono rispondere anche gli Assessori di competenza. Io ho cercato di leggere soprattutto gli articoli che riguardano l'aspetto finanziario negli emendamenti che vengono proposti all'Aula. Mi trovo un riferimento di capitoli interdisciplinare, cioè che riguarda più Assessorati, e quindi che riguarda delle leggi e dei programmi, delle delibere, e quindi anche dei decreti, e l'emissione di decreti, e che magari gli stessi decreti sono stati notificati a chi, avente diritto, ha ricevuto la notizia. Chiedo se nelle risorse recuperate si è avuta la possibilità, il tempo materiale anche, di controllare se ci sia già l'emissione, a proposito di tali somme, di decreti e di provvedimenti, perché questo comporterebbe anche una revoca verso chi ha ricevuto il provvedimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento è destinato a ottenere un chiarimento sull'emendamento presentato dal collega Fadda, dove si dice di aggiungere dopo la parola "aziende agricole" "e degli altri settori produttivi". Se lo stanziamento fosse rimasto solo quello dei 10 miliardi io mi sarei dichiarato contrario, ma ho visto che lo stanziamento ormai è piuttosto notevole, quindi può andar bene anche questo dei cosiddetti settori per l'estensione...

FLORIS MARIO (U.D.R.), Presidente della Giunta. Siamo all'articolo 1.

CONTU (C.C.D.). Chiedo scusa, pensavo che ci fosse una discussione generale su tutti gli emendamenti per economia di spazio, invece si preferisce fare solo gli emendamenti. Io avrei preferito una discussione su tutti gli emendamenti perché poi sono collegati tra di loro. Normalmente nelle assemblee si può anche utilizzare il sistema di una discussione generale sugli emendamenti, salvo poi la votazione sui singoli emendamenti, perché probabilmente gli emendamenti sono interconnessi tra loro. Comunque d'accordo, mi riservo di parlare sull'articolo 2.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Ho chiesto di intervenire, Presidente.

PRESIDENTE. Non si nega a nessuno, basta che ci si iscriva prima degli interventi.

Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta regionale.

FLORIS MARIO (U.D.R.), Presidente della Giunta. Credo che il Presidente sia un consigliere come gli altri e che quindi quando chiede di intervenire possa intervenire.

PRESIDENTE. Onorevole Biggio il Presidente sta rispondendo al chiarimento chiesto dal collega, poi interverrà lei.

FLORIS MARIO (U.D.R.), Presidente della Giunta. Io volevo invitare il collega Fadda e gli altri colleghi che hanno firmato gli emendamenti numero 1 e numero 2 a ritirarli. Lo faccio riprendendo quanto ho affermato stamattina. Noi lunedì ci incontreremo col sottosegretario Macciotta in Prefettura, stiamo lavorando alle strutture dello Stato, Governo, Giunta e Consiglio regionali, ci sono stati i primi interventi, come diceva l'onorevole Cogodi, nel primo impatto, nella prima fase da parte della Giunta, il cui Presidente era l'onorevole Selis, quando io sono andato a Villa Devoto Selis mi ha posto il problema di questa legge e mi ha detto: "Abbiamo voluto dare un segnale tangibile, una risposta immediata. Comprendiamo che quanto abbiamo scritto è insufficiente. Certamente il Consiglio saprà fare meglio e di più". Poi ci sono stati gli altri 51 miliardi che l'Assessore della programmazione Scano ha reperito nelle pieghe del bilancio ed è stato portato a 102 miliardi, è chiaro che questa Giunta ha cercato di recuperare tutte le somme che potevano essere recuperate. Qualunque Giunta avrebbe fatto le cose che noi stiamo facendo. Qui non ci sono meriti di andare a cercare 100 miliardi in più, 100 miliardi in meno. Si sono trovati questi 265 miliardi che gravano sul bilancio del 1999, si intende questo come un intervento straordinario, ma non straordinario perché straordinario è l'evento, perché si tratta di una cifra grandissima, forse mai stanziata neanche per alluvioni diverse rispetto a quelle che sono state in Sardegna per un periodo così limitato e per un territorio così limitato.

Allora a me non pare che noi dobbiamo fare questa gara. Noi dobbiamo cercare di vedere insieme, di seguire passo per passo le vicende di queste alluvioni. Se serviranno altri 100 miliardi oltre i 265 siamo in fase di predisposizione di bilancio, abbiamo bisogno di dati perché più soldi noi mettiamo come risorse del bilancio ordinario della Regione meno soldi metterà lo Stato e la comunità economica europea. Noi non è che possiamo salvare, sanare tutto il suolo della Sardegna con i fondi della Regione. Non faremmo una politica giusta. Noi dobbiamo chiedere la forte solidarietà dello Stato e del Governo nazionale, quindi adesso tra di noi non facciamo questa gara. Per quanto riguarda l'emendamento numero 1 c'è l'impegno da parte della Giunta di accoglierlo anche, se vogliamo, onorevole Fadda, come raccomandazione, e di rimetterlo poi nella finanziaria se ci sono queste esigenze.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 2 abbiamo già detto che qui ci sono 202, non saprei neanche come definirlo, adesso da 202 vogliamo passare a 365. E' una cosa che, secondo me, non va bene. Se poi nella predisposizione del bilancio riteniamo di mettere altri cento o duecento lo vedremo, però ho detto che la certificazione dei danni è veramente difficile perché appartiene a molti settori, perché non siamo in grado di accelerare così, impegnare somme così senza una destinazione mi sembrerebbe una cosa che non va bene. Diverse invece sono le osservazioni che sono state fatte dall'onorevole Cogodi quando dice che noi dobbiamo vincolare i provvedimenti che facciamo nei confronti delle imprese private perché assicurino la conservazione dei livelli occupativi, per cui quello farà parte delle direttive - che come abbiamo scritto in legge - e dei criteri di ripartizione delle risorse che dovranno essere approvate dalla Giunta regionale e dovranno avere il parere della competente commissione del Consiglio regionale, ovverosia della Commissione programmazione. Quindi io veramente invito i colleghi a ritirare l'emendamento numero 2 perché ritengo che i passi che abbiamo fatto tutti insieme siano passi notevoli e insieme vedremo nel bilancio del 2000 che cos'altro potremo fare se ci sono esigenze che nel frattempo avremo accertato in maniera certa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Onorevoli colleghi, aver potuto parlare in ritardo mi esime da un intervento più articolato in quanto il Presidente Floris ha anticipato alcune delle mie riflessioni che io volevo porre. Il dato all'inizio della ripresa dei lavori è che, interrogati i colleghi, io uscivo dalla riunione per comporre questo problema che stiamo affrontando e comporre gli emendamenti, mi è stato detto che si era raggiunto un accordo, poi iniziamo discussioni e vengono fuori un sacco di... un elenco di osservazioni e di posizioni diverse da quelle che potevano far immaginare un eventuale accordo. Volevo proprio porre un invito, invitare anch'io l'onorevole Fadda a soprassedere dalla sua richiesta che ha posto con una certa forza, anche perché presto affrontiamo il bilancio, e quindi, in quella sede, l'Assessore che ha preso un impegno, in quella sede avremmo potuto valutare tutti insieme, tutti i Gruppi, l'opportunità o meno di intervenire ulteriormente per il prossimo anno.

Non mi soffermo più di tanto sulle osservazioni puntuali e precise del collega Ortu, che penso che la Giunta risponderà, ma se pensiamo che siamo a fine esercizio evidentemente le cifre che sono state poste in diminuzione saranno risultate da qualche indagine attenta presso l'Assessorato competente, Assessorato presso il quale mi risulta siano state destinate cifre esorbitanti anche per iniziative che tutto hanno a che fare fuorché essere utilizzate per seri problemi afferenti l'agricoltura e le categorie che a tutti noi stanno a cuore, di cui tutti noi ci preoccupiamo. Allora, onorevole Ortu, traiamo le conclusioni, siamo ormai a dicembre, è chiaro che questi risultati, queste cifre sono state estrapolate dopo aver visto quali sono gli impegni e quali sono le possibilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Per quanto riguarda l'emendamento numero 6 della Giunta, va detto che l'impegno che l'Esecutivo ha preso è notevolissimo quanto a sforzo finanziario che viene fatto. Ricordiamo, colleghi, che qui non si tratta di investimenti che devono favorire lo sviluppo e la ripresa economica e via dicendo. Qui stiamo facendo interventi di ricostruzione, cioè un evento calamitoso ha distrutto ciò che esisteva, e quindi per ripristinare ciò che vi era dovranno essere utilizzati fondi della Regione che altrimenti potevano andare verso altre direzioni, e cioè a sostegno dello sviluppo, a sostegno dell'occupazione che tutti diciamo ed affermiamo di volere. Duecentosessantacinque miliardi costituiscono più del dieci o quindici per cento delle risorse che comunque saranno disponibili e che saranno sottratte a investimenti produttivi. Oggi insistere e ritenere a scatola chiusa di dover investire, impiegare, stanziare ulteriori cento miliardi a fronte di possibili evenienze e di possibili esigenze che pure potrebbero esistere è, evidentemente, insistere su un qualche cosa che non si vuole o negare, nei confronti della quale non si vuole intervenire, ma si vuole intervenire solamente a ragion veduta. Siccome è stato detto, è stato affermato e non può sfuggire a nessuno, che la legge finanziaria è in fase di approntamento, in tempi rapidi queste ulteriori emergenze, evenienze ed esigenze possono essere accertate, e nella misura in cui vi fosse necessità di intervenire, bene ha detto la Giunta che se ne terrà conto in legge finanziaria.

Per quanto riguarda l'articolo 1 credo che gli Uffici avrebbero già provveduto in fase di coordinamento, è possibile, ritengo che sia opportuno, inserire nella quart'ultima riga, dove è detto "entro trenta giorni dalla data in vigore" aggiungere la parola "di entrata in vigore", solo per una questione di forma.

Infine, per quanto riguarda le supposizioni, le illazioni del collega Cugini, io la ritengo persona troppo intelligente per credere alle sciocchezze, tra virgolette, che ha detto. Io nel mio intervento di stamani, caro collega Cugini, ho solamente detto una cosa, sto rispondendo al collega Cugini.

(Interruzione del consigliere Cugini)

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sto rispondendo una cosa, prego collega Cugini, lei è arrogante ed intollerante come ha dimostrato di essere sino adesso.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, la prego di moderare gli aggettivi nella discussione col collega, e inoltre discute per l'Aula e non per il collega. La prego, continui.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sto comunque dando una risposta, sto cercando di dare una risposta se non fossi intervenuto, e quando ho parlato di sciocchezze ho virgolettato perché non sono riuscito a trovare un termine che al momento rappresentasse meglio il mio stato d'animo, comunque è virgolettato per dire che non condivido assolutamente ciò che ha detto.

Allora stamani io ho tenuto a precisare che vi sono responsabilità precise da parte di una classe politica che da trent'anni sta governando la Sardegna e che ha con il proprio comportamento evidentemente trascurato di agire in determinate direzioni. I tempi del consociativismo, caro collega Cugini, sono finiti, e sono finiti dall'inizio della precedente legislatura.

CUGINI (D.S.-F.D.). E lo dici a me?

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non puoi cercare complici alle vostre, dico alle vostre incapacità di governo, non puoi cercare complici da questa parte. In questo senso è il mio intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, io non riesco a comprendere perché in quest'Aula la sua maggioranza continua ad avercela con lei, perché da trent'anni c'è solo lei insieme all'onorevole Contu, quindi prego l'onorevole Balletto, quando fa gli interventi, perché davvero non possiamo difenderla noi, Presidente. Da trent'anni...

FLORIS MARIO (U.D.R.), Presidente della Giunta. Ci siamo insieme.

FADDA (Popolari-P.S.). No, c'è prima lei, e lo sa tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, l'intervento è sugli emendamenti, sull'articolo o sul Presidente?

FADDA (Popolari-P.S.). Presidente Carloni, io la invito che quando anche altri colleghi, come ha fatto l'onorevole Balletto, vanno a ricercare la storia di ciascuno di noi, lei interrompa come ha interrotto me; non può farlo solo con me. Detto questo, davvero mi sembra strano che in tutti gli interventi che fa l'onorevole Balletto, debba cercare la storia della Sardegna.

Io sono anche disponibile. Un giorno, presidente Floris, lei, per difendere il suo operato, organizzi un dibattito qui, staremo al suo fianco, lo faccia. Onorevole Contu, per favore, qui dobbiamo cercare.... Onorevole Oppi, tutti i colleghi qui, poi difenderemo l'operato; ci sarà chi sarà d'accordo chi non sarà d'accordo; non cito alcuni colleghi della Giunta, che altri colleghi della Giunta, ma, voglio dire, dobbiamo stare molto attenti nel cercare di ricordare il passato con un po' più di rispetto. Detto questo noi siamo...

SANNA EMANUELE (D.S.-F.D.). Quello degli ex democristiani e anche dei non democristiani.

FADDA (Popolari-P.S.). Certo, faremo un dibattito, condivido la proposta che ha fatto il collega Sanna. Io accetto la richiesta che è stata fatta dalla Giunta regionale con questo impegno, se non ho capito male, per quanto riguarda l'emendamento numero 1, che la Giunta si impegna a verificare le condizioni che ci sono. Noi sappiamo già oggi che ci sono tutte le condizioni perché anche questo comune, il comune di Gonnesa, venga inserito tra i comuni che possono usufruire di questi benefici. Credo che l'incontro che avete col Governo servirà anche a chiarire questo, perché può essere tranquillamente inserito anche a livello governativo. Se questo non dovesse avvenire noi sappiamo che tutte le pratiche, anche da parte del Comune e della Prefettura sono state eseguite; vi impegnate poi, insieme, perché nella finanziaria venga comunque inserito anche il comune di Gonnesa, e quindi date queste assicurazioni da parte della Giunta, l'emendamento numero 1 si intende ritirato.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 2, io insisto e noi insistiamo perché questi altri cento miliardi... Mi ha convinto a insistere proprio l'onorevole Balletto con l'intervento e lo invito davvero a riascoltarsi l'intervento che ha fatto stamattina. Mi ha convinto, c'è una drammaticità in questi comuni che non può essere soddisfatta soltanto con questi fondi. Allora non si può fare soltanto demagogia dicendo che le esigenze e le aspettative sono tantissime e poi impedire invece che i fondi vengano stanziati. Non solo, ma se queste calamità naturali si sono verificate, credo che siano necessari degli interventi, per esempio di sistemazione idrogeologica del territorio, quindi questi 100 miliardi. Io ho fatto una proposta nella riunione che abbiamo fatto prima di riprendere i lavori, che venisse istituito un solo capitolo, così come è avvenuto per l'emergenza idrica, in modo tale che questi fondi eventualmente, una volta eliminate le emergenze, servissero anche per la prevenzione. Bene, se la Giunta riterrà, nella predisposizione del bilancio, una volta che ha accertato i danni, che non sono necessari credo, che nella proposta del bilancio possa anche proporre al Consiglio di ridurre i 100 miliardi che noi abbiamo inserito, però per il momento noi riteniamo, per quanto è stato detto in quest'Aula, che questi 100 miliardi siano utili.

Mi vorrei rivolgere un attimo al presidente Floris, e prego il collega Pittalis di riferirgli quanto sto per dire. Credo che la motivazione che lui ha portato per convincerci a togliere questi miliardi, perché altrimenti il Governo non ci dà nulla, io credo invece il contrario. Se noi dimostriamo che tutti gli sforzi possibile per superare un'emergenza e dare una risposta ai drammi che queste popolazioni hanno vissuto sia una carta in più che vi potete giocare voi Esecutivo, dicendo: "Noi tutto quello che potevamo fare l'abbiamo fatto". Quindi, non credo che questa motivazione possa portarci a farci ritirare questo emendamento; da parte nostra questo emendamento rimane e consiglio anche alla Giunta di accettarlo perché davvero mi avete convinto, se ne avessi avuto bisogno, che i drammi che queste popolazioni stanno attraversando sono così gravi e davvero così tanti che forse questi soldi non bastano neanche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.-F.D.). In merito all'articolo 1 non vorrei che passasse la teoria secondo la quale un evento che accade qualche mese prima può essere recuperato poi nell'ambito della legge finanziaria e quindi del bilancio.

Faccio questa considerazione perché io non voglio appartenere a coloro i quali non capiscono ma si adeguano. Credo che sia un evento, quello che è accaduto nel Sulcis, sul quale il Presidente e l'assessore della programmazione che ci ha chiesto di ritirare questo emendamento, rispetto al quale assume l'impegno di inserirlo in finanziaria, francamente non si può fare questa considerazione, perché se oggi in quest'Aula, nei corridoi molti dicono ed affermano che tante altre situazioni non sono ancora state sanate, stiamo rinunciando a sanare una situazione che in qualche modo è avvenuta qualche mese fa. E dico di più, che il comune di Gonnesa non solo ha la dichiarazione di calamità naturale, ma c'è l'intervento da parte della protezione civile e da parte della Prefettura. Quindi, francamente, chi sostiene che c'è un tentativo di allargare oltre l'alluvione che è avvenuta in questo mese, credo che stiamo commettendo un errore. Se stiamo facendo una legge speciale, e io ovviamente voterò a favore, a prescindere dalle considerazioni che poi farà l'Aula e la Giunta, che questo è un aspetto che deve essere recuperato in questo contesto. Perché aspettare al bilancio, perché aspettare alcuni mesi? Io credo che vada data una risposta immediata nell'ambito di questa legge, per cui io sarei contrario a ritirare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Devo dare atto all'onorevole Pier Sandro Scano che quando ha deciso di destinare, trovando tra le vie del bilancio di quest'anno 51 miliardi a due giorni dall'evento calamitoso, ha dimostrato grande sensibilità, e bisogna dargli atto che ha dimostrato ancora sensibilità quando, incontrandolo in corridoio, io gli dissi: "Io sono stato nelle zone dell'alluvione, ho visto che i danni sono davvero ingentissimi", e mi disse: "Certo, ho saputo anch'io, sto cercando di trovare altri soldi", e trovò, con grande impegno, altri 50 miliardi. Datogli atto di questo, diamo atto anche alla Giunta che c'è in carica di aver trovato altri denari e di aver portato questi miliardi, al momento attuale, a 265. Io, dicendo un'eresia certamente, quando guardando un quadro dicevo: "Sarebbe bello che nei quadri anche d'autore non ci fosse la firma, perché se un quadro è bello uno deve vederlo e la firma magari può essere messa dietro". Per quanto riguarda gli emendamenti e le mozioni non è importante che vangano dall'uno o dall'altro, che abbiano la firma di qualcuno o di qualcun altro, importante è che siano buone cose, cose utili per la gente, allora l'importante è che questa legge venga fuori da questo Consiglio. la firma più autorevole questa legge l'avrà da questo e sarà una legge utile per la gente. A me piace questo clima di grande collaborazione, di grande serenità, di grande senso di responsabilità che in particolare l'opposizione, oltre che la maggioranza, sta dimostrando in quest'Aula. Se noi continueremo a lavorare in questa direzione vedremo che sì, sono importanti i denari che la Regione può trovare per cercare di intervenire in questo dramma che ha colpito le popolazioni di molti paesi della Sardegna, però se andiamo a vedere, per esempio, quello che è successo in altri eventi calamitosi, quello che lo Stato italiano ha fatto nei confronti di altre regioni, per esempio io ho ricevuto attraverso il nostro capogruppo del Consiglio comunale di Assemini un vademecum dell'alluvione inviato dal Comune di Alessandria. Ebbene, questo è un documento veramente molto completo che, oltre a contenere tutta la modulistica relativa alle perizie giurate e ad altre dichiarazioni di ogni genere, fa puntuale riferimento ai provvedimenti di legge che sono stati presi a favore delle popolazioni che hanno subito queste calamità. Per esempio, il 16 febbraio 1995 è stata approvata la legge numero 35, a tre mesi dall'evento calamitoso del Piemonte del 1994. Questa legge prevede che venga pagato, a tutti coloro che hanno perso la casa e che dimostrino di averla perla, un milione e 700 mila lire a metro quadro per il ripristino dell'abitazione, naturalmente delle superfici che si dimostri, con perizia giurata, di avere costruito prima dell'evento calamitoso. E' evidente che questo tipo di provvedimento riguarda anche altri settori, non solo quello delle abitazioni. Altro provvedimento di legge, ma ce n'è una quantità enorme elencata in questo volume, perché dopo ogni evento, ogni terremoto, ogni alluvione, voi sapete che dopo qualche mese c'è una legge dello Stato. Sono riferimenti precisi e importanti che credo potrebbero servire come traccia per andare a trattare con il Governo, perché se è vero che il Governo ha stabilito per popolazioni di altre regioni somme così ingenti, per esempio 250 miliardi per il ripristino idrogeologico della Sicilia nel 1995, credo che la stessa attenzione debba essere dedicata ai sardi e alla Sardegna che ancora una volta vengono, e devo dirlo senza che si offenda l'opposizione, che è veramente offensiva e vergognosa la proposta di pagare con 21 miliardi da attingere dal fondo di solidarietà nazionale, e mi domando cosa ha fatto, per esempio - chiedo scuso se lo cito, ma c'è una persona autorevole non solo in Italia ma anche in Sardegna - il presidente Cossiga che intervenire puntualmente su tante nostre vicende. Perché non ha tuonato contro il Governo nazionale quando i sardi avevano bisogno che lui li difendesse in questa occasione?

Mi auguro che questo Consiglio recepisca l'esigenza di fare una legge da proporre al Parlamento, fatta da noi, perché se aspettiamo che la facciano in Parlamento passano gli anni, per cercare di ottenere gli stessi provvedimenti e gli stessi denari che hanno ottenuto altre regioni che hanno subito gli stessi eventi calamitosi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Io parlerò molto brevemente a favore dell'emendamento numero 1, che ho sottoscritto, per dire che l'estensione delle provvidenze alle alluvioni è avvenuta nel mese di settembre e non significa una generalizzazione degli interventi ma l'estensione, come ricordava il collega Calledda, a un caso ben specifico di particolare gravità, vale a dire all'alluvione che è avvenuta nel comune di Gonnesa. Però l'emendamento contiene anche un altro aspetto, nel senso che chiarisce che gli interventi sono finalizzati ai comuni che abbiano avuto la dichiarazione dello stato di calamità naturale, e questo proprio in contrapposizione alla formulazione dell'articolo 1 che, invece, prevede un ulteriore elemento di individuazione successiva nel momento in cui dice che "la Giunta regionale dovrà individuare i comuni entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge". Siccome siamo in una legislazione che è di emergenza, stiamo facendo un'operazione finanziaria che è integrativa di finanziamenti statali, per cui l'elenco dei comuni già si sa, questo adempimento di attendere ulteriori trenta giorni mi sembra che sia un provvedimento che rischia solo o di far perdere tempo, oppure di avere un ulteriore momento per eventualmente allargare le maglie degli interventi. Mentre la proposta formulata dall'Assessore del bilancio ritengo che sia opportuno non perseguirla, perché se noi andiamo a riempire la finanziaria che per considerazione pressoché collettiva abbiamo preso l'impegno di tenere snella, che sia non una finanziaria omnibus dove trovino accoglimento anche provvedimenti singoli, questo fatto di rinviare alla finanziaria ritengo che significhi vanificare anche la recente legislazione che il precedente Consiglio ha adottato sulla snellezza del bilancio e delle operazioni di legge finanziaria.

Per cui ritengo che sia più opportuno inserire le provvidenze anche per il comune di Gonnesa, per le alluvioni del mese di settembre, nel contesto di questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Intervengo solo per aggiungere alle considerazioni molto giuste e fondate che faceva ora collega Pusceddu una riflessione di cui credo che la Giunta dovrebbe tener conto. Cioè il profilo e il carattere della legge finanziaria è stato modificato di recente con la riforma della contabilità e del bilancio, per cui - io questo dimenticavo di dirlo anche prima, nella chiacchierata proficua che abbiamo avuto - gran parte degli interventi di questo genere non solo non è opportuno che stiano più in finanziaria, ma sull'opportunità si può sempre discutere, ma soprattutto non è più possibile che stiano nella finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO(U.D.R.), Presidente della Giunta. Io voglio insistere per richiamare il Consiglio regionale alle...

CUGINI (D.S.-F.D.). Mi permetta, posso?

FLORIS MARIO(U.D.R.), Presidente della Giunta. Prego.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, è veramente irrituale il suo intervento perché lei ha già parlato. Su che cosa deve intervenire?

CUGINI (D.S.-F.D.). Sull'emendamento numero 1, presidente Carloni, solo un secondo. Poco fa il collega Scano ha trattato un argomento che era sfuggito anche quando abbiamo lavorato alla composizione degli emendamenti, però se abbiamo, come abbiamo, adesso lo ricordo, un vincolo che può creare problemi su un tema che abbiamo trattato e ci ha trovato tutti d'accordo, che è quello di intervenire nei confronti del Comune di Gonnesa, se quel vincolo che il collega Scano in modo collaborativo ha richiamato per tutti noi c'è, è bene che recuperiamo, collega Fadda, il concetto su Gonnesa, che ci ha trovati nel merito tutti d'accordo, e che aveva trovato d'accordo anche il collega Pittalis per recuperare il concetto nella finanziaria, siccome a questo punto penso che non sia possibile, forse è bene, in modo straordinario, riproporlo, lasciarlo in discussione, valutarlo e approvarlo, perché diversamente assumiamo un impegno che poi nessuno di noi, al di là della nostra collocazione, è in grado di mantenere successivamente. Chiedo scusa per avere preso la parola.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta regionale.

FLORIS Mario (U.D.R.), Presidente della Giunta. Presidente, ho l'impressione che qui le cose si stiano confondendo sempre di più. Se il caso Gonnesa esiste noi presenteremo una legge apposita per Gonnesa. Qui stiamo facendo una cosa diversa. Noi abbiamo cercato risorse immediatamente spendibili e disponibili per venire incontro alle comunità e alla gente che ha avuto l'alluvione. Dire che mettiamo 100 miliardi nei nuovi oneri legislativi bloccando 100 miliardi senza avere accertato niente, con un bilancio e con l'esercizio provvisorio per avere 9 miliardi al mese, stiamo facendo una cosa che sinceramente, guardate, io non riesco più a comprendere. Se vogliamo dire che la Coalizione Autonomista sta chiedendo 100 miliardi in più per le alluvioni, allora diciamolo perché dall'altra parte chiederanno 300 miliardi nei Nuovi oneri legislativi. Abbiate pazienza. io sono stato tutto il giorno ad ascoltare, c'è una proposta di 202 miliardi, 101 miliardi, 101 miliardi 2000, quindi il totale richiesto è di 202 miliardi in due anni, 1999 e 2000. La Giunta propone 265 miliardi immediatamente. Di che cosa stiamo discutendo, onorevole Fadda, non lo capisco più. Cosa significa andare a mettere 100 miliardi oltre i 265 quando l'emendamento è di 202. Che tipo di emendamento possiamo ricevere noi, lo dovremmo modificare tutto! Dovremmo cambiare il "202" in "265" e così via, ecco perché questo emendamento non è neanche possibile metterlo in votazione perché noi abbiamo superato abbondantemente la cifra di 202 miliardi. Non capisco dove è che vogliamo arrivare. Noi abbiamo, spero, la possibilità di spendere questi miliardi nel mese di dicembre, di gennaio e di febbraio, non stiamo andando a reperire altre somme nel mese di giugno o nel mese di luglio, e poi dobbiamo verificare attentamente se lo Stato ci dà o non ci dà, come ci deve dare, le risorse. Ma perché noi dobbiamo impegnare 100 miliardi in un fondo indistinto che per altro non è per l'alluvione, perché potrebbe essere per qualunque altra cosa, perché dobbiamo accantonare 100 miliardi? Se ci saranno necessità il Consiglio regionale e la Giunta sarà chiamata a rispondere di queste necessità; se lo Stato non ci darà i fondi che ha dato alle altre Regioni e c'è necessità di fare un ulteriore sforzo lo verificheremo allora. Per me risulta incomprensibile e comunque noi esprimiamo un parere contrario all'emendamento numero 2.

CUGINI (D.S.-F.D.). Onorevole Floris, un concetto sull'emendamento numero 1.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 1, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

Pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Noi abbiamo messo in evidenza come il disegno di legge, proprio perché ci siamo voluti attenere a quel disegno di legge recante le firme di Selis e di Scano, era finalizzato, ed è finalizzato, ai nubifragi verificatisi in diverse zone della Sardegna meridionali nei giorni 12, 13 e 14 novembre. Allora estendere, in questo momento, questo provvedimento ad altre situazioni pregresse capite che dilaterebbe oltremodo l'intervento, allora ci siamo riproposti, e qui la Giunta riconferma l'impegno ad affrontare il problema del Comune di Gonnesa, ed affrontare anche le emergenze o i problemi di altri comuni, ho già riferito nel corso di altro intervento che riguardano altri comuni della Sardegna, in apposito provvedimento che potrà essere collegato alla finanziaria che andremo di qui a qualche giorno o settimana a discutere in Aula. Quindi c'è l'impegno e l'assicurazione che, anche per il Comune di Gonnesa, così come per gli altri comuni che, per eventi di calamità naturale pregressi, attendono risposte, l'impegno della Giunta regionale ad affrontarli. Quindi, nessun problema a rivedere il problema in altro contesto.

Questo disegno è finalizzato per questa emergenza e quindi per essere coerenti a quella originaria impostazione dei colleghi di cui ho riferito e che mi pare fosse proprio in linea, e noi abbiamo ripreso l'impostazione dei colleghi Selis e Scano, ecco perché non abbiamo ritenuto di dilatare oltre misura. Quindi, spero che i colleghi presentatori dell'emendamento possano ritenersi soddisfatti di questo impegno che la Giunta assume in Aula e quindi li invito al ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

calledda (D.S-F.D.). Faccio proprio questo emendamento e sono contrario a ritirarlo, quindi sono per metterlo ai voti.

Presidente. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E'approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E'approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

FLORIS EMILIO, Segretario:

(Inserire articolo 2)

PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati 5 emendamenti. Se ne dia lettura.

FLORIS EMILIO, Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 3, 13, 7, 4, 15)

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numeri 3, 4 e 5 ha facoltà di parlare il Consigliere Fadda.

FADDA (Popolari-P.S.). Molto velocemente per dire che l'emendamento numero 3 è decaduto.

Per quanto concerne l'emendamento numero 4, può essere accorpato ad altri emendamenti che hanno le stesse finalità, e quindi in sede di coordinamento possono essere accorpati. Per quanto concerne invece l'emendamento numero 15 credo che sia abbastanza chiara la finalità, che è quella di permettere a tantissime famiglie che sono state danneggiate da questa alluvione, pensiamo ai beni mobili che si hanno nelle abitazioni, che sono danni davvero ingenti, di poter ottenere dei contributi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta..

FLORIS MARIO (U.D.R.), Presidente della Giunta. La Giunta accoglie l'emendamento numero 15.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 7 ha facoltà di parlare l' Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento numero 7, è chiaro, si da per illustrato. Non senza aggiungere che rispetto all'originaria previsione sono state anche inserite le province come soggetti destinatari dell'intervento, oltre ai comuni. Inoltre è stata anche fatta la previsione di una ulteriore categoria di attività produttive non agricole. Qui io proporrei all'Aula un emendamento orale perché ci si vuole, con particolare riferimento, riferire alle attività produttive delle piccole e medie imprese. Quindi, se l'Aula è d'accordo, la Giunta propone questo emendamento orale, per altro una sollecitazione che è venuta anche da diverse forze politiche di maggioranza e di opposizione in Aula.

L'emendamento 4, che sicuramente aveva la stessa finalità, pare che possa essere anche contenuto nella previsione dell'emendamento della Giunta, e quindi mi pare che possa essere ritirato proprio per queste ragioni, avendo previsto proprio l'estensione anche alle attività commerciali, artigianali, pesca, acquacoltura e tutte le attività comunque non definite agricole.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Condivido quanto ha dichiarato adesso l'Assessore, con una raccomandazione: che nel coordinamento poi molto probabilmente è necessario inserire anche queste voci che abbiamo detto, perché altrimenti diventa difficile l'interpretazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Semplicemente per rappresentare un inconveniente che può derivare, perché quando probabilmente nascono con una certa configurazione e poi si vuole ampliare lo spettro degli interventi fino a comprendervi anche ulteriori cose, il rischio è che si comprendano ulteriori cose ma si introduca una qualche complicazione. Questo era un provvedimento di primo intervento per le cose più essenziali, necessarie. Ora l'impressione che si ha è che si traduca in un intervento per ogni e qualsiasi tipo di danno. La preoccupazione in me nasce da questa dizione che viene introdotta di estensione in questo intervento, non in altri, oltre che sulle unità immobiliari danneggiate, insieme alle infrastrutture viarie, perché le unità immobiliari sono prese in considerazione insieme a una categoria di interventi, che sono le grandi categorie, cioè le infrastrutture viarie, idriche, idrauliche, fognarie, igienico-sanitarie o comunque destinati a pubblici servizi e in questo novero di categorie generali e fondamentali, degli assetti fondamentali della vita civile e produttiva, oltre alla categoria grande di riferimento pubblico, è contenuta anche la categoria di riferimento privato, cioè le unità immobiliari. Aggiungere anche "mobiliare" crea una piccola complicazione. Intanto perché non si comprende perché i danni agli oggetti, ai beni mobili debbano essere presi in considerazione solo in capo ai privati o non al settore pubblico, cioè tutte le suppellettili delle scuole, dei comuni, perché no... Perché i beni mobili di parte pubblica non devono essere risarciti.

I beni mobili di parte pubblica sono quelli di più diretta fruizione di tutti i cittadini, delle comunità, sono di tutti! Non si comprende perché. Essendo, per altro, la classificazione dei beni, come ben conosciamo tutti, quella di beni immobili, mobili e mobili registrati, comprenderei se l'estensione fosse riferibile ai beni mobili registrati come grande categoria, ripeto, che sarebbero le barche o le autovetture, perché per molti le autovetture sono lo strumento per il proprio lavoro. Mica per tutti l'autovettura è uno strumento per andare spasso; per molti l'autovettura è lo strumento indispensabile e quindi comprenderei se questa estensione significasse, in questo primo intervento sulle categorie essenziali, che di questo si stava trattando, si vogliono comprendere i beni mobili registrati: la barca per il pescatore, l'automobile per il lavoratore.

La dizione beni mobili in generale riferita al comparto privato, faccia il Consiglio, però non dovrebbe essere compresa in questa classificazione, cioè dei grandi interventi; dovrebbe essere compresa in una categoria a parte che è quella del sopperire ad altri danni che possono avere sopportato le famiglie. Se no chi è che potrà mai controllare quali e quanti beni mobili, dalle suppellettili di casa, al televisore, al frigorifero che si è guastato per l'alluvione, non per l'alluvione, per di più con autocertificazione? Qui diamo adito a una fabbrica di quelle che non so...

Io rappresento questa obiettiva distonia che può creare anche una grande complicazione e può ritardare anche l'esecuzione della legge, e soprattutto può vanificare la parte migliore della legge, che infatti vuole intervenire sulle grandi categorie, cioè le strutture di servizio, le imprese, le aziende, per riattivare un sistema. Poi tutto il resto deve essere preso in considerazione a parte, in un altro modo, servirà un altro articolo per prendere in considerazione i danni alle famiglie. Infatti nell'emergenza credo che siano considerate queste cose, o in un fondo specifico dove queste cose possono essere diversamente censite, altrimenti noi andremo a comprare televisori e frigoriferi, e non è che ci voglia molto per arrivare a 10-20 miliardi per migliaia di suppellettili. In ogni caso io sarei d'accordo e propongo che così si intenda, se oralmente la cosa può valere, che l'estensione verso la categoria dei beni mobili si intenda mobili registrati, per intanto, tenendo presente che l'altra categoria di danno materiale... e perché no il danno morale? Se si prendesse in considerazione tutto, immaginate quanto è l'incidenza del danno morale in eventi di questa natura. Non si può sopperire a tutto: se si vuole fare tutto alla fine non si farà niente e alla fine passerà il furbo, come sempre, perché non dico 100-200-300 miliardi, ma fossero anche 3 mila miliardi non basterebbero rispetto ai bisogni che si possono in qualunque modo rappresentare, per questa e per altre situazioni. Ecco perché è necessaria una scelta rigorosa, una selezione, un'assunzione di responsabilità, per cui qualche volta sembrando di volere fare di più si rischia di fare di meno, cioè di rendere vano l'intervento anche in relazione all'emergenza, perché poi in relazione agli interventi di prevenzione qui non c'è nulla e bisognerà pure che ne parliamo dopo e le mozioni che sono state presentate, infatti, trattano il secondo aspetto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io mi rendo perfettamente conto della ratio che può aver spinto il presentatore dell'emendamento numero 15 ad estendere il nostro sostegno anche ai beni mobili. Mi rendo conto perché capisco che attraverso questo emendamento è possibile venire incontro non a migliaia, forse a decine di migliaia di cittadini, per cui la platea sarà tale che il provvedimento a mio giudizio rischia di essere demagogico. Capisco un po' meno la Giunta, non se la prenda, quando ha accettato questo emendamento.

Però le parole che pochi minuti fa ha detto l'onorevole Cogodi, e che io condivido, mi lasciano un po' attonito per il coraggio che l'onorevole Cogodi ha avuto, perché non è facile in quest'Aula pronunciare parole o valutazioni che sono senz'altro impopolari. Io capisco benissimo che il consigliere regionale che dicesse che è contro questo emendamento che estende a migliaia di persone l'aiuto regionale, certamente diventerebbe impopolare. Ma non è improbabile che sia io che Cogodi, ormai anziani, probabilmente, forse anche persone che possono permettersi il lusso anche di essere impopolari, è bene che difendano alcuni principi di sana amministrazione.

Signori miei, le parole "beni mobili" significano tutto, significano persino che io posso dire che, avendo cento milioni sotto la mattonella ed essendosi questi cento milioni volatilizzati a causa dell'alluvione, io debba essere risarcito anche dei cento milioni, perché anche i biglietti da mille e da cento mila sono beni mobili per il Codice civile italiano. Allora, io ma mi domando, con quale criterio? Mi si potrà dire: "Faccia la Giunta il regolamento", ma io non me la sento di scaricare sulla Giunta una responsabilità così grossa. Come dire: "La Giunta faccia il regolamento e si arrangi, poi se deve diventare impopolare lo diventi la Giunta". Non sono assolutamente d'accordo, sono anch'io un amministratore anche se non sono in Giunta.

Allora io dico che è vero che ci sono dei casi in cui, quando una famiglia per esempio ha perduto la casa, io sono anche d'accordo che la valutazione riguardi anche l'arredamento di quella casa, lo capisco. Ha perduto tutto è bene che noi interveniamo, ma che noi interveniamo su tutto perché ho perso il mio libro, perché poi non si sa bene come valutarlo: è un libro che vale dieci mila lire, un libro vecchio nuovo, un letto antico, un letto moderno? Non saprei. Bisogna che noi stiamo molto attenti quando scriviamo in legge alcune dizioni. Perché i romani dicevano dura lex, sed lex, e quando la legge dice va osservata anche se non ci piace. Allora, prima che alcune dizioni vengano inserite in una legge, è bene che noi meditiamo sulla dizione per non pentircene dopo.

Io faccio una raccomandazione al collega che ha presentato l'emendamento. Se si intendono "beni mobili registrati", perfetto: automobili, trattori, barche che servono per lavorare, strumenti di lavoro, siamo d'accordo. Se si intendono gli arredamenti di una casa che è stata distrutta, siamo perfettamente d'accordo, ma insomma limitiamoci a questi casi, non usiamo assolutamente l'espressione che è stata usata. Io vorrei pregare il collega che ha presentato l'emendamento a una piccola rimeditazione sull'emendamento stesso, oppure se proprio proprio non si vuole rimeditare l'emendamento, che tra l'altro è stato accettato dalla Giunta, io dico che allora deve evincersi che dai lavori preparatori di quest'Aula c'è stato un certo tipo di orientamento, in modo tale che quando la Giunta dovesse fare il regolamento, voi sapete che i lavori preparatori costituiscono un indirizzo anche per quanto concerne il regolamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Davvero mi dispiace, onorevoli colleghi, intervenire su questo argomento e non lo sto facendo perché diventi più o meno popolare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Lo sei già!

FADDA (Popolari-P.S.). Lo sono autentico, poi ce ne sono altri che... l'unico autentico popolare sardo è l'onorevole Emilio Floris, che parla sempre per Forza Italia, ma a parte queste battute siccome stiamo trattando, permettetemi davvero, un argomento che, chi ha visitato le famiglie che sono state colpite da questi naufragi, credo che mi comprenda.

Noi abbiamo avuto fiumi che sono passati nelle vie principali dei paesi, distruggendo la cucina a gas, distruggendo il letto, i materassi, distruggendo quei mobili che sono indispensabili per poter vivere. Credo che quando un sindaco, è stato detto dall'assessore Pittalis, deve verificare quali sono i danni davvero che sono... e guardate, guarda caso piove sempre sul bagnato e non è una battuta, perché le famiglie che sono state maggiormente colpite sono le famiglie più povere che non sono in grado di ricomprarsi questi beni. Quindi io sono contrarissimo che si riservi questo emendamento che abbiamo presentato soltanto per i beni mobili registrati. I comuni valutino qual è l'importo che queste famiglie possono avere subìto, stiamo responsabilizzando i sindaci, ci dobbiamo fidare degli amministratori locali, quindi permettiamo a queste famiglie di avere la possibilità di riacquistare il proprio letto, di riacquistare un frigorifero, lasciamo perdere anche il televisore, ma la cucina a gas, tutti gli altri beni che servono per poter vivere, io credo che sia indispensabile e giusto perché è preferibile di fronte a questi drammi lasciare qualche opera pubblica che deve essere riparata però dare una risposta ai drammi che queste famiglie stanno vivendo. Io mi fido totalmente di quello che i sindaci stanno facendo, ringrazio la Giunta per avere accolto questo emendamento perché così avevo spiegato lo spirito con il quale l'abbiamo presentato. Davvero grazie al Presidente della Giunta e alla Giunta per avere accolto questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Sarò brevissimo. Io voglio dare un contributo a ciò che ha appena detto l'onorevole Fadda. Nei beni mobili non esistono solo i beni mobili registrati, come dice l'onorevole Cogodi, ma ad integrazione esistono dei beni mobili che possono essere le scorte di materie prime per esempio esistenti in una azienda. Facciamo il conto che nell'alluvione sia stata interessata una falegnameria, un sugherificio.

(Interruzione del consigliere Ortu)

Aspetta, qui si parla di aggiungere beni mobili a beni mobili, cioè se interveniamo, questo è quanto si intende capire dal dettato di legge, sul ripristino degli immobili è indispensabile, è necessario intervenire in una azienda... L'altro ieri è apparso in televisione un allevatore che ha perso 400 pecore. Quelli sono beni mobili che non sono registrati nei pubblici registri. Allora, se quello ha perso 100 quintali di fieno, sono beni mobili. Bisogna essere chiari, perché io sto intendendo ciò che ha detto Fadda anche in questo senso. E` necessario che la legge preveda anche beni mobili oltre che immobili dove nei beni mobili possono essere benissimo registrati se una famiglia poco abbiente ha avuto distrutto o non è stata demolita la casa dall'alluvione, ma è stata danneggiata e ha avuto la casa allagata, è chiaro che debbono sopperire a comprarsi mobili, è giusto quello che ha detto Contu che è necessario in questi casi intervenire. Ma se non viene posto nel dettato di legge non si può intervenire. E` chiaro che ci deve essere controllo, che ci deve essere una regola, che ci deve essere attenzione, per quanto riguarda le aziende, per esempio, le scorse sono registrate nei bilanci, o comunque sia sono facilmente appurabili. Quelli sono beni mobili, immobilizzazioni tecniche, così come dicasi per i macchinari. Se non viene specificato in legge non possiamo intervenire. Quindi, concordo con quello che ha detto Fadda.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta regionale.

floris (U.D.R.), Presidente della Giunta. Io comprendo benissimo le osservazioni che sono state fatte dall'onorevole Cogodi e dall'onorevole Contu. Effettivamente questo pericolo è un pericolo che esiste. Però nel dire sì all'emendamento noi abbiamo legato il danneggiamento dei beni mobili a quello dei beni immobili. Quindi, se uno ha avuto danneggiata una unità immobile, è chiaro che noi dobbiamo intervenire anche per quello che c'era dentro, perché questo è quello che noi abbiamo inteso. Mi pare che su questo non ci sia niente da dire. D'altra parte intendevo, onorevole Contu, anche applicare con rigorosità, ai sensi dell'articolo 5 del decreto dell'Ordinanza ministeriale, applicando comunque la franchigia di 5 milioni anche sui beni mobili, per cui c'è un rigore che mi sembra possa essere... Ecco in questo senso credo che l'emendamento possa essere accettato.

PRESIDENTE. Mi scusi Presidente, quindi c'è una interpretazione: accettata in che senso? Cioè che i beni mobili danneggiati si riferiscono a quelli accessori alle unità immobiliari? Leggendolo così in realtà è abbastanza equivoco. Cioè abbiamo chiarito che il risarcimento di cui si parla è quello dei mobili che accedono le unità immobiliari danneggiate. E' in questo senso?

TUNIS GIANFRANCO (Popolari-P.S.). Però un attimino, se non ho capito male, il Presidente ha parlato di franchigia di 5 milioni per i beni mobili che mi pare sia un po' troppo eccessivo, perché 5 milioni sono troppo elevati. Anche allo Stato va fatto capire che la franchigia di 5 milioni è un po' troppo elevata.

PRESIDENTE. Dopo questi chiarimenti, se non ci sono altri interventi mi sembra che si possa passare alla votazione degli emendamenti.

Metto in votazione l'emendamento numero 13 che è il sostitutivo dell'emendamento numero 7, che a sua volta è un emendamento alla legge. Il numero 13 è quello che porta lo stanziamento previsto dall'emendamento numero 7 da venti miliardi a cinquanta miliardi. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7 che è quello il quale prevedeva al primo comma l'aggiunta della lettera "E" per la quale era previsto lo stanziamento di venti miliardi che adesso abbiamo portato a cinquanta miliardi con l'osservazione, con l'integrazione che questi cinquanta miliardi devono essere destinati a favorire la ripresa delle attività produttive delle piccole e medie imprese non agricole. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 15. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io intendo dichiarare il voto su questo emendamento per dire che voto a favore. Voto io a favore, vota il Gruppo di Rifondazione Comunista. Con il rammarico di non riuscire mai, è difficile, mai no sarebbe esagerato dire questo, non poter introdurre un elemento di riflessione detto da me, come dire dovrebbe valere di più detto da noi, anche di moderazione in relazione alle leggi che noi facciamo perché tutto pare che debba valere in ragione di quello che appare, non di quello che è.

Tutti quelli che avete parlato della cucina a gas, delle lenzuola, delle stoviglie di tutta questa cosa, va bene che se ne parli, ma sapete bene che non è così. Tutte le leggi, anche questa, hanno un tetto finanziario. Ma non stiamo facendo una legge che dice: "Chiunque ha perso una cosa, la legge consente che venga risarcito dalla Regione". Allora lo capirei. No, noi stiamo facendo una legge in cui c'è scritto: "Articolo 2. Punto B. 40 miliardi". 40 miliardi per tutti e per tutto!

E se sono venti, trenta comuni saranno un miliardo, un miliardo e mezzo, due miliardi dove i sindaci dovranno fare i conti e le popolazioni devono fare i conti e i danneggiati devono fare i conti, con tutto quello che c'è scritto al punto (b. Cioè con quello dovranno pensare ai danni subiti dalle infrastrutture viarie, idriche, idrauliche, fognarie, igieniche, sanitarie o comunque destinate a pubblici servizi e inoltre, per quanto attiene ai privati, i danni ai beni immobili dei privati, sempre dentro i 40 miliardi. Ai beni immobili dei privati e si aggiunge anche mobili. Si esclude dalla categoria quelli dei beni mobili registrati, che non so se ci sono o non ci sono: sia chiarito che ci sono, perché credo che una barca o una autovettura ci debba essere più di una altra suppellettile. La verità è che a furia di volere dire che si vuole fare tutto non si farà niente. E passeranno i furbi. Noi votiamo a favore perché non vogliamo essere fraintesi. Noi dicevamo: "Si faccia un altro articolo, un altro comma, si stabilisca una riserva". Si dica: "5 miliardi vadano per i meni mobili" finiti quelli si faccia una graduatoria non ce né. Perché così accadrà che sarà più facile risarcire cianfrusaglie, cosette, e non si interverrà sulle infrastrutture e sulle strutture. Meno che mai su quelle pubbliche, perché sarà più facile o più difficile, mettiamola così, per i sindaci non rispondere al cittadino che chiederà che venga compensato di quello che ha perso nell'immediato, le infrastrutture pubbliche non ci saranno e sono i servizi, sono quelli che sono destinati alle generalità. Allora mettete un capitolo aperto, chiunque ha diritto e ha perso qualcosa di tutto deve essere ripagato, allora quel ragionamento varrebbe. Però siccome non è così, sono quaranta miliardi per tutto, saranno quaranta miliardi che a quel punto andranno alle cose meno indispensabili alla ripresa della vita civile, oltre che dell'attività per lo sviluppo e di più ad altro.

Questa era la riflessione che abbiamo cercato di introdurre; non fa, perché allora si scatena l'ira di Dio, vogliamo togliere la cucina a gas ai poveri? Ma per carità di Dio, ai poveri diamo la cucina a gas, il gas, diamogli il lavoro a quelli che sono disoccupati, a quelli che l'hanno perso per l'alluvione e a quelli che l'avevano già perso prima dell'alluvione, diamogli tutto a quelli che bisogno e diritto di avere le cose.

Quanto poi quello che ha detto il collega, di cui non ricordo il nome, della destra, le pecore, le macchine delle officine, tutte quelle cose non c'entrano bellamente nulla in questo articolo, perché sono tutti presi in considerazione in un articolo precedente quindi, è proprio fuori, non solo fuori tempo, ma è fuori campo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, volevo dichiarare il mio voto favorevole, persuaso che dai lavori preparatori si evincerà chiaramente i limiti dell'intervento regionale. Io non voglio mettere in imbarazzo i sindaci, se io facessi un po' di demagogia, per la maggior parte dei sindaci dei paesi colpiti, sono neanche dalla mia parte, però io capisco che cosa significherà per i sindaci resistere alla valanga di domande che verranno fuori, e quindi mi voglio anche rendere conto, cioè io cerco anche di non dare ad altri responsabilità che difficilmente potrei assumermi anch'io. Quindi il mio voto è favorevole ma nei limiti e dell'interpretazione che è stata data dal Presidente della Giunta e dei limiti che sono venuti fuori dal dibattito in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo nel merito della precisazione fatta dalla Presidenza, e precisamente dal Presidente, rispetto al concetto che si lega il rimborso dei beni mobili ai beni immobili danneggiati, per cui da coloro che hanno avuto il danneggiamento nel bene immobile. Questa fattispecie, chiaramente, non considera un fatto: che non tutti coloro che hanno avuto danneggiamenti dai beni immobili sono anche i proprietari dei beni immobili. Per cui che cosa significa questo? Io sto dichiarando il mio voto, per cui, pur esprimendo il mio voto favorevole, così come preannunciato dal mio Capogruppo, onorevole Cogodi, esprimo tutte le perplessità di questa interpretazione, perché così facendo noi danneggeremo o comunque operiamo una sperequazione tra chi ha avuto anche grossi danneggiamenti dei beni mobili e piccoli dei beni immobili.

Per cui è chiaro che questo articolo, questa fattispecie dovrà essere, a mio avviso, studiata e approfondita in modo che nell'esecuzione pratica, per cui nella deliberazione della Giunta, nelle direttive di attuazione, non si vada incontro a grosse sperequazioni tra gente di sicuro che ha molto bisogno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Questo emendamento è stato presentato su sollecitazione degli amministratori locali, quindi noi stiamo togliendo dall'imbarazzo gli amministratori locali che si trovano di fronte a delle richieste che non possono avere una risposta se non con un provvedimento legislativo. Quindi l'emendamento aveva questa finalità e naturalmente il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per chiarire che l'emendamento è sottoposto al voto con le integrazioni e correzioni cui ha riferito il Presidente.

FADDA (Popolari-P.S.). La Giunta farà un emendamento ma non ci sono emendamenti orali.

pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Cioè che i beni immobili danneggiati si riferiscano alle unità immobiliari danneggiate.

TUNIS GIANFRANCO (Popolari-P.S.).Possono essere anche in case in affitto. Però queste saranno disposizioni....Sarà la presidenza (?) che farà una circolare

PRESIDENTE. Mi sembra che questo punto l'avessimo chiarito; stiamo votando su quel chiarimento approvato. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Credo che in sede di regolamento, così come previsto, poi la Giunta si assumerà la responsabilità di verificare i danni, chi li ha realmente ricevuti e dare disposizioni ai sindaci, in sede di regolamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu .Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Sempre per dichiarazione di voto, anche perché nella dichiarazione di voto si sta precisando l'articolo, l'emendamento in sostanza, per sottolineare che l'intervento può essere legato anche al fabbricato in quanto tale, però non deve essere legato alla proprietà, cioè il risarcimento deve poter andare sia al proprietario dell'immobile che lo utilizza direttamente, ma sia anche eventualmente a chi lo utilizza in affitto, altrimenti quel poveraccio oltre a non essere proprietario di casa, si troverebbe anche danneggiato rispetto agli altri.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

FLORIS EMILIO. Segretario:

(Inserire articolo 3)

PRESIDENTE. All'articolo 3 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

FLORIS EMILIO. Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 8 e 9)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, l'emendamento che si presenta al disegno di legge consente all'Amministrazione regionale di disporre specificatamente, per quanto attiene agli interventi relativi al comparto agricolo, la somma complessiva di 130 miliardi, di cui 92 miliardi e120 milioni reperiti attraverso il fondo di solidarietà e 27 miliardi e 880 milioni reperiti anch'essi dall'Assessorato dell'Agricoltura, attraverso assestamento di bilancio e lire 10 miliardi, provenienti dall'articolo 2, comma 1, lettera a) del disegno di legge.

Con l'emendamento disposto si mira a decentrare e ad accelerare l'iter della spesa pubblica, per quanto riguarda i danni riportati dalle colture agrarie in atto presso le aziende danneggiate. Infatti, è previsto che siano direttamente i sindaci dei comuni interessati ad erogare agli aventi diritto gli indennizzi nella misura che sarà espressamente stabilita dalla Giunta regionale, e che comunque non potrà superare l'importo complessivo del danno subito. Resta all'Assessorato dell'agricoltura il compito del controllo e la possibilità di revocare al sindaco inadempiente le disponibilità assegnate, se queste non sono state erogate in un arco di tempo definito.

Gli interventi relativi ai danni delle strutture agricole, che prevedono la predisposizione di progetti tecnici di ripristino, dovranno necessariamente essere effettuati attraverso la struttura tecnica dell'Assessorato per cui non è necessario predisporre nuova normativa. Anche in questo caso, però, saranno date tutte le disposizioni necessarie a far sì che le pratiche siano esaminate e definite in tempi molto brevi. Sono previsti i rimborsi delle spese sostenute per il ripristino delle strutture agricole danneggiate o distrutte.

Di fatto l'emendamento proposto tiene conto di tre principi: il principio della solidarietà, perché riesce a reperire fondi in misura maggiore rispetto a quelli preventivati; il principio del decentramento, perché attribuisce ai comuni, presso i sindaci, la possibilità della spendita dei fondi per questo scopo destinati e da ultimo il principio dell'autocontrollo, come può essere definito, perché tutto avviene sulla base di autocertificazione, che vuol dire non un controllo illimitato, ma un controllo mirato.

Per quanto riguarda poi l'utilizzo di fondi provenienti dal bilancio, che in un precedente intervento, mi pare dell'onorevole Ortu, sono stati messi in dubbio sia per quanto riguarda la possibilità che è stata paventata, che i fondi ritrovati presso alcuni capitoli di bilancio fossero di fatto portati via ad altri interventi nel settore agricolo, mi piace rimarcare che questo non è avvenuto. Posso dire che i fondi che noi abbiamo reperito per quei 27 miliardi, perché i 92 miliardi e oltre facevano parte del fondo di solidarietà, i fondi pari a 27 miliardi li abbiamo reperiti in capitoli che prevedevano interventi nei confronti degli agricoltori, sulla base di normative non notificate in sede comunitaria e che pertanto, sulla base dei rilievi formulati quest'anno dall'Unione Europea su quelle normative, non possono essere più utilizzati. Ragion per cui, perché questi fondi non vadano in economia, abbiamo preferito inserirli in questo dispositivo perché possano essere utilizzati nell'arco dell'anno.

Altri fondi, per precedenti impegni assunti dalla Giunta precedente, non potevano essere utilizzati per i fini previsti. Ricordo all'onorevole Ortu, ma a tutti, che il tempo esiguo che residua per la predisposizione degli atti di impegno e di pagamento, ma soprattutto per gli atti programmatori, per cui è difficilissimo impegnare e spendere le somme se non ci sono a monte atti programmatori, non avrebbe consentito la spendita di tutti quegli interventi previsti nei capitoli che sono stati invece recuperati, razionalizzati e messi a disposizione per l'occasione nei confronti degli agricoltori che hanno subito i danni nell'alluvione del novembre di quest'anno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Intervengo per dire che senz'altro l'Assessore è stato informato male, e già questo è un guaio. Se poi, Assessore, incomincia a farsi scippare le cose sin dal primo giorno apriti cielo! In agricoltura piove sempre, ancora una volta siamo al diluvio. Come fa lei a dire che la Comunità Economica Europea non consente di utilizzare questi 27 miliardi? Scusi, la Comunità Economica Europea vi ha detto che non possono essere fatte le strade interpoderali? A me non risulta, se gliel'hanno detto le hanno detto una balla, perché si tratta di opere infrastrutturali, quindi tutt'al più la Comunità Economica Europea può intervenire sugli incentivi alla gestione, non alle infrastrutture.

Per quanto riguarda le strade interpoderali dai 27 miliardi lei sottrae 8 miliardi e 150 milioni. Poi potremmo continuare con gli altri interventi che sono qui previsti. Come ha fatto qualcuno - ma penso che nessuno tra l'altro abbia potuto fare una cosa simile - a dirle che vi sono disponibili 5 miliardi dei contributi che sono destinati per l'acquisto di macchine e attrezzi agricoli, quando lei sa, penso che lo sappia, d'altronde anche lei opera nel settore, che in arretrato rispetto a questa materia i contributi regionali sono all'incirca di 6-7 anni? La Regione, infatti, deve ancora pagare i contributi dovuti per pratiche che hanno seguito tutto l'iter istruttorio e che sono lì in attesa di essere decretate, anzi, di solito succede che l'Ispettorato agrario, quando vengono stanziate le risorse, con la finanziaria, anche in attesa dell'approvazione delle direttive che seguono all'approvazione e alla pubblicazione della legge, di solito l'Ispettorato agrario predispone i decreti perché sa che poi automaticamente avrà l'assalto di quegli agricoltori e di quelle cooperative che da 5-6-7 anni attendono i rimborsi.

Quindi, Assessore, non riprendo tutti gli altri articoli, perché potremmo elencarli uno per uno, compreso l'ultimo, per esempio, in questi giorni, io ho fatto alcuni incontri nelle zone che hanno subito l'alluvione, e guarda caso loro mi dicevano che oltre ai danni, e così via, stanno attendendo, cosa che di solito accadeva in questo periodo, i contributi per esempio per l'abbattimento del costo per il combustibile che è destinato al riscaldamento delle serre, cioè l'incentivo alla riduzione del costo del gasolio.

Allora sinceramente si dica la verità, si vuole togliere, e lei, Assessore, sta consentendo di compiere la prima operazione delle tante che subirà nel corso dei prossimi mesi e dei prossimi anni, dove le toglieranno la possibilità di realizzare qualsiasi intervento. Si faccia dire quanto è la dotazione complessiva e scoprirà tra l'altro che spesso in questi capitoli vi sono quattro soldi, ecco perché ci sono 5-6-7 anni.

Allora, Assessore, controlli bene le cose, e non solo, abbia uno scatto d'orgoglio e tenti di invertire la tendenza. D'altronde, badi, nell'impostazione degli emendamenti che inizialmente sono stati presentati dalla Coalizione autonomista, vi era la possibilità di trovare una soluzione con le risorse finanziarie senza togliere nulla, anzi, quella impostazione aveva un'articolazione che è anche maggiormente equilibrata, cioè non è che si voleva aprire la strada a dilapidare le risorse, assolutamente. In quella impostazione vi era un'impostazione articolata in due anni che aveva un suo equilibrio e anche una sua ragion d'essere, perché è comprensibile che anche per le risorse di cui si disporrà ci vorranno dei tempi per poterle poi concretamente spendere; tempi che avrebbero aiutato anche eventualmente sia a quantificare, sia a trovare la strada migliore per adattare anche la tipologia di intervento.

Quindi queste sono le cose, Assessore, ho l'impressione... noi voteremo contro quando si passerà all'articolo 11, chiederemo che quell'emendamento venga diviso per parti, per quanto riguarda lo storno dei 27 miliardi noi voteremo contro perché non accetteremo che vengano sottratte risorse ad un settore che ha i problemi che tutti abbiamo detto anche durante le dichiarazioni programmatiche.

Un'ultima considerazione è questa: a me sembra che gli agricoltori dei comuni che hanno dovuto subire l'alluvione si sono dovuti guardare dalla calamità naturale, gli altri agricoltori si dovranno guardare dalla calamità di questa Giunta, questa è la mia sensazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.-F.D.). Vorrei fare due osservazioni per quanto riguarda tutta la materia; è chiaro che anche a me la giustificazione rispetto alle poste in diminuzione mi pare non completamente accoglibile, perché se noi avessimo dovuto ridurre tutte le poste messe nel bilancio non solo per l'agricoltura ma anche per gli altri settori, previste da leggi non notificate nell'Unione Europea, le risorse a disposizione sarebbero state notevolmente superiori perché altre leggi e altre norme non sono state notificate alla stessa Unione Europea.

Partendo da questo vorrei chiedere, visto che non è prevista né nella legge, né nessun emendamento da parte della Giunta, la norma di salvaguardia che abbiamo messo in altre leggi rispetto all'attuazione della legge prima di inviare l'approvazione al Governo, cioè quella che non si dà attuazione agli aiuti sino a che non c'è o un accoglimento, o sino a che non sono trascorsi i 60 giorni, la mia domanda è se comunque è previsto che anche questa legge che comunque reca aiuti, anche se sono finalizzati al risarcimento dei danni subiti, verrà comunque trasmessa all'Unione Europea.

Allora se è così, credo che l'emendamento numero 9 lo vorrei interpretare, e chiedo all'Assessore se la mia interpretazione è corretta, altrimenti possono esserci motivi, anche questo, di una legge che dà risposte in termini anche straordinarie ed eccezionali e forse eccessivi, come disponibilità finanziaria che poi però non trova la sua attuazione, un po' come è avvenuto nel passato per altre leggi importanti del settore agricolo.

Se è così, vorrei capire se l'emendamento numero 9 fa riferimento esclusivamente alle modalità di erogazione degli indennizzi al mondo agricolo, oppure intenda andare oltre quelle che sono le disposizioni previste proprio dal D.L. numero 560 che viene citato nell'emendamento numero 8. In pratica nell'emendamento numero 8 si fa riferimento all'utilizzo delle modalità previste dal disegno di legge, poi convertito in legge, 560, che fu trasmesso all'Unione Europea e che ha l'okay. Quel disegno di legge, quella legge, quell'articolo rimanda alla legge 185 del '92, tra l'altro legge che è comunque sotto l'attenzione da parte dell'Unione Europea, la legge numero 185 stabilisce quali sono le modalità di intervento in agricoltura per casi di calamità naturale, cioè per non fare e non per dare eccessive illusioni al mondo agricolo stabilisce che c'è un massimale di tre milioni per azienda come conto capitale per i danni subiti, che diventano dieci per le aziende serricole, quindi a colture protette, che si può aumentare di un 10 per cento soltanto il conto capitale per le aziende quando il danno è superiore al 70 per cento, stabilisce che ci deve essere accertato un 35 per cento di danno sul PLV, escluso quello zootecnico, poi stabilisce che tipo di interventi si può fare, cioè il conto capitale è sino a 3 milioni per ogni singola azienda, il mutuo quinquennale per ricostituire il capitale delle aziende, con un abbuono di questo mutuo del 40 per cento a carico dell'ente pubblico, stabilisce il prestito quinquennale e così via.

Se l'emendamento numero 9 è riferito solo alle modalità di erogazione e non introduce una diversa procedura sia nell'accertare il danno e il requisito, quindi previsto dalla 185, allora può essere accolto anche l'emendamento numero 9, che pure introduce l'autocertificazione perché era già previsto da precedenti leggi approvate da quest'Aula, di cui tra l'altro ero anche proponente, penso alla 12, alla 16, che individuava soggetti diversi dall'amministrazione regionale, tra cui anche i comuni, le province, gli enti, o addirittura società controllate dalla Regione, penso alla SIPAS che è stata incaricata di gestire la partita dei trasporti per l'approvvigionamento dei foraggi e così via.

Allora se è inteso solo come un fatto di soggetto che viene individuato più vicino alla gente per l'erogazione, quindi non travalica la "185" per quanto riguarda l'individuazione del danno e le modalità di erogazione degli aiuti, allora i due emendamenti ritengo possano essere accolti, se sono intesi in questo modo e quindi se poi il provvedimento viene trasmesso all'Unione Europea. Ma se è così aggiungo la disponibilità di risorse, avrei dovuto farlo per l'articolo 2, mi sembra eccessivo, perché il PLV regionale, compreso quello zootecnico, è di circa 2 mila miliardi, il zootecnico incide notevolmente nel PLV del settore agricolo in Sardegna. Il danno risarcibile, perché qui non ci sono i danni alle strutture, perché quella normativa che noi approvammo, quella 16, era riferita solo al '94-'95, abbiamo da rifare una norma che fu bloccata alla fine della legislatura precedente, il danno del PLV non può essere di 130 miliardi, perché il PLV detratto ed escluso quello del settore zootecnico, come prevede la 185, di quei comuni non può raggiungere 130 miliardi perché altrimenti non saremmo veritieri, siccome il danno risarcibile non può essere superiore a quello avuto, perché è un altro dei motivi per cui abbiamo avuto la condanna dopo le procedure di infrazione della 44, è chiaro che mi pare che la disponibilità messa nel settore agricolo è un po' eccessiva, però poi ci sono gli emendamenti successivi presentati che consentono un'altra delle osservazioni.

Un'ultima cosa, anche a me pare che almeno due poste in diminuzione le avrei valutate meglio: quelle delle macchine agricole e quelle del gasolio, mentre sulle strade interpoderali invece non concordo col collega Ortu perché da tre anni non si spende sulle strade interpoderali, e non si spende perché decine di miliardi si sono spesi negli anni passati a vantaggio di 5 aziende, anzi di 5 progettisti, al massimo 4 o 5, che erano contemporaneamente progettisti e realizzatori delle strade interpoderali, e spesso mancava l'azienda per la quale quella strada si faceva. Per cui, come sappiamo, ci fu anche qualche inchiesta in corso in materia di strade interpoderali, avevamo detto che forse era meglio investire più nelle strade rurali, individuando il comune come soggetto attuatore di quegli interventi, che le strade interpoderali tra privati che hanno consentito un po' un eccesso, o almeno, qualche abuso che è stato nel passato anche denunciato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, pare destino stasera che io mi debba trovare spesso concorde con gli interventi del Partito della Rifondazione Comunista, però sono dell'opinione che quando colleghi di qualunque parte dicono cose che a me sembrano giuste, mi pare giusto che io debba concordare.

Allora, onorevoli colleghi, sono perplesso anch'io sul fatto che quei famosi 27 miliardi possano essere destinati tranquillamente alla spendita per gli aiuti all'alluvione, non perché gli alluvionati non abbiano bisogno di quei 27 miliardi, forse ce ne vorrebbero anche di più, ma perché mi rendo conto che stiamo toccando alcuni settori che sono delicatissimi per l'agricoltura, cioè il settore della meccanizzazione agricola, il settore strade vicinali, anche il settore del carburante agevolato sono settori fino ad ora trascurati.

Vorrei qui, sempre per obiettività, mi sarebbe piaciuto che il collega Ortu avesse però anche usato una piccola reprimenda nei confronti della gestione passata. A me meraviglia veramente oggi conoscere, sapere che quindi c'erano fondi ancora da spendere per la meccanizzazione agricola, che c'erano quindi fondi ancora da spendere per quanto riguarda le strade vicinali, quindi mi meraviglia che queste voci non siano state utilizzate nel momento più opportuno, mi meraviglia quindi che molti nostri agricoltori siano rimasti senza accoglimento delle loro domande.

Non conosco, perché è la prima volta che partecipo a questi lavori, tutti i segreti del bilancio, può darsi che abbia detto qualche inesattezza, probabilmente l'onorevole Scano, che è un esperto, potrebbe se nel caso correggermi, io ne sarei ben felice e ben lieto perché chiaramente se fosse vero che si tratta di soldi, che se non vengono spesi subito c'è il pericolo che li perdiamo, non avrei più nulla da dire sull'argomento e mi andrebbe probabilmente molto bene.

Però questo esame, questa piccola riserva va fatta, come sono d'accordo anche con l'intervento dell'onorevole Marrocu, che probabilmente non sarebbe male, per prudenza, inserire nella legge quella riserva che potrebbe esserci utile agli effetti dell'esame della Comunità economica europea.

Vorrei raccomandare all'assessore che quando darà disposizioni ai sindaci per le erogazioni, chieda ai sindaci la cortesia (la cortesia per modo di dire) dica che i sindaci possono erogare questi fondi, sentiti i comitati comunali dell'agricoltura, perché nei comitati comunali dell'agricoltura vi sono i rappresentanti delle organizzazioni professionali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). E` importante perché le affermazioni dell'onorevole Contu non tengono conto che da sei mesi circa la Giunta non ha approvato dei programmi per rispetto di questa Giunta o di altre Giunte che potevano essere fatte. Capisco che l'onorevole Contu...

CONTU (C.C.D.). Con otto anni di ritardo...

FADDA (Popolari-P.S.). Perché non c'erano i fondi. Gli 8 anni di ritardo sono per le domande, perché ogni anno non venivano inseriti i bilanci necessari per poter soddisfare queste richieste. Per quanto riguarda l'emendamento che l'assessore Usai ha presentato, i fondi sono riferiti al 1999.

Con un atto credo di coraggio la Giunta precedente non ha voluto approvare i programmi, perché prima eravamo in campagna elettorale, successivamente doveva insediarsi la nuova Giunta. Se questa Giunta ritiene che questi fondi debbano essere utilizzati diversamente è una responsabilità totale di questa Giunta.

Io sono del parere che gran parte di questi fondi, così come sono stati utilizzati in altri settori, parlo soltanto della 28, potevano essere utilizzati anche nel settore agricolo; poi non parliamo delle altre infrastrutture che devono essere realizzate.

Quindi, inviterei l'onorevole Contu a riconoscere che la Giunta precedente ha agito con correttezza, sapendo che molto probabilmente altre Giunte avrebbero potuto fare i programmi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Solo due parole perché davvero non mi sembra che il problema possa essere il ritardo di qualche mese o di una Giunta. Caro Felicetto Contu, che con una passione in cui si intrecciano la nobile esperienza politica e le radici contadine, hai posto questi problemi, io credo che vada estesa la tua indignazione, perché forse non sai, perché è un problema sul quale abbiamo messo a fuoco le questioni negli ultimi mesi e nell'ultimo periodo, che ci sono per l'agricoltura e per altri settori fondi non spesi, parlo delle leggi di Rinascita che tu sai bene cosa siano, fondi non spesi del 1962. Cosa c'entra l'ultimo assessore e cosa c'entra la Giunta Palomba! E` del 1974. Non avevo neanche iniziato a fare politica ancora, credo. O forse qualcosa sì.

Lo dico perché qualunque Giunta giustamente dovrebbe fare cose del genere:noi abbiamo fatto una legge che riutilizza 150 miliardi delle leggi di Rinascita; 13 miliardi, ho ricordato molte volte questa cosa in quest'Aula, ma giustamente ci sono persone che non facevano parte del Consiglio precedente, 13 miliardi del 1962, e passi perché qualcuno può dire: "va bene, 13 miliardi residui ..."; 130 miliardi del secondo piano di Rinascita, che se ricordo bene aveva una dimensione complessiva di 600 miliardi. Quindi, altro che il problema di quel capitoletto di bilancio di cui stiamo parlando. C'è un problema molto più generale con il quale abbiamo appena iniziato a fare i conti, ottenendo anche dei successi, ma è una strada sulla quale bisognerà, con molta determinazione, andare avanti. Aggiungo che quando parleremo dei fondi strutturali, e non mi sto riferendo ora alla programmazione 2000-2006, mi riferisco alla programmazione 1994-1999 per la quale esprimo, da consigliere dell'opposizione, le stesse preoccupazioni che ho espresso da assessore della programmazione, vedremo che il punto di crisi maggiore nei meccanismi, nella spesa, nelle performance di impegno ed erogazione dei pagamenti, è proprio il Feoga, che è il Fondo strutturale specifico per quanto riguarda l'agricoltura.

Quindi abbiamo dei problemi molto forti su questa materia, e non è un problema che riguarda questa o quella Giunta, questa o quella maggioranza, ma riguarda la Regione sarda di oggi, di ieri, spero non di domani.

Sulla questione specifica volevo dire soltanto questo. Io ho perplessità, condivido i ragionamenti che sono stati fatti da Velio Ortu e da Siro Marroccu, confermo che su due capitoli, sui quali viene effettuato il prelievo anche io consiglierei prudenza. Sono il capitolo 06181, macchine agricole e il capitolo 06202, contributi per la riduzione dei costi differenziali tra il gasolio agricolo, il gas propano etc.

Io adesso non so, naturalmente non ho fatto controlli su quale sia lo stato della spesa, però in particolare, assessore dell'agricoltura, per quanto riguarda le macchine agricole c'è una storia complessa. C'è un pregresso, che è quello di cui i colleghi hanno detto, sia per quanto riguarda la durata temporale, la consistenza temporale, sia per quanto riguarda la rilevanza e la dimensione finanziaria. C'è stata in quest'Aula negli ultimi anni su quel problema una grossa attenzione e una discussione alla quale hanno contribuito maggioranza ed opposizione. Al termine di una lunga discussione si era deciso anche uno sforzo straordinario in quella direzione, parlo delle macchine agricole, sforzo straordinario che è stato fatto, tra l'altro, anche riutilizzando fondi non spesi, quelli a cui prima facevo riferimento delle leggi di Rinascita, ed ora non mi sembrerebbe una scelta giusta, né motivata, contraddire per 5 miliardi quella scelta politica che è stata fatta, anche se so bene che la spesa non è stata pienamente riattivata, ma esistono i meccanismi per poter (in particolare per i fondi provenienti dalle contabilità speciali) portarli nel 2000. Anche gli altri naturalmente.

Allora, io vorrei dire, se abbiamo possibilità di sostituirli con altri fondi, bene; se non avessimo la possibilità di farlo oggi o domani, ma meglio oggi che domani, è preferibile disporre, come provvista finanziaria per quella finalità, di 122 miliardi, piuttosto che 130, ma utilizzando quei due capitoli a cui ho fatto riferimento, che invece rappresentano e dal punto di vista dell'impegno assunto non da una Giunta, anche da una Giunta, ma dal Consiglio regionale, e dal punto di vista della sensibilità particolare che le categorie interessate hanno dimostrato e dimostrano su questo versante, mi sembrerebbe preferibile un leggero ridimensionamento dello stanziamento salvaguardando quelle finalità.

Presidente. Poiché nessuno altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

LODDO, Segretario:

(Inserire articolo 4)

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 14. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

(Inserire emendamento numero 14)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 14 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C.). Brevissimamente, si tratta soltanto di una precisazione a nostro avviso doverosa, in quanto nel comma 2, però forse è bene precisare anche nel comma 3, vi è questa dizione: "...purché legalmente edificate, ovvero legalizzate ai sensi di legge". In virtù del fatto che siamo a conoscenza che vi è tutta una serie di situazioni che sono in corso di legalizzazione, possiamo fare l'esempio di una abitazione o di un complesso su cui sia stata attivata pratica di condono edilizio, essendo a conoscenza che i comuni sono in grave ritardo rispetto all'espletamento di queste pratiche, per cui non le hanno ancora definite, con il termine "legalizzabili" intendiamo ricomprendere anche quei manufatti che sono potenzialmente legalizzabili. Se non si prevedesse questa fattispecie commetteremmo un'ingiustizia.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Accogliamo lo spirito dell'emendamento, però invito i proponenti, eventualmente, a convenire su una diversa formulazione che la Giunta propone. La parola "legalizzabili" potrebbe essere sostituita, se questo è il senso che mi pare di aver colto anche dall'intervento dell'onorevole Vassallo, da "o per le quali sia stata già presentata istanza di sanatoria ai sensi delle vigenti leggi".

Se questo può soddisfare, sia con riferimento al comma 2 che con riferimento al comma 3.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Quando di un emendamento o di una proposta si accoglie lo spirito, bisogna accogliere lo spirito, non il fantasma. Lei della proposta presentata dal collega Vassallo accoglie invece la parvenza, e utilizza il fantasma che intende perseguire, o al quale intende accompagnarsi, per introdurre un'altra cosa.

Si può anche dire meglio quello che è stato proposto, però l'intervento ammissibile di un risarcimento e di una riconduzione in pristino è ovvio che sia riferisce alle situazioni di legalità o a condizioni che, secondo l'espressione che ha usato il collega Vassallo, se non attualmente formalmente legali siano potenzialmente legali, cioè abbiano in corso una procedura che porti al riconoscimento di legalità. Altra cosa, lo comprende ognuno, ma sarà il suo collega Assessore degli enti locali ed urbanistica a renderla poco poco più edotto (ce l'ha a distanza di 120 centimetri), altra cosa è la domanda inoltrata di sanatoria. Infatti, non tutte le domande di sanatoria che sono state inoltrate hanno come sbocco la legalizzazione. La domanda di sanatoria è l'inizio di un procedimento in base al quale poi interviene una valutazione pubblica di ammissibilità o meno, cioè di sanabilità o meno.

Chi impedisce a chi ha costruito in zona vincolata, in zona cioè non sanabile, a chi ha costruito sulle spiagge di introdurre, di inoltrare una domanda, un procedimento di sanatoria? Nessuno glielo impedisce, ha inoltrato un procedimento di sanatoria, però di un'opera che sicuramente, in base alle leggi, non è sanabile.

Quindi non basta il procedimento avviato di sanatoria; quello che si intende dire è di riconoscere quello che può essere legalmente riconosciuto. Quello che è giusto tra l'opera legittima o legittimabile, mentre altre opere non sono legittimabili ancorché sia stata avanzata la domanda di sanatoria, perché è una domanda che non potrà avere, allo stato delle cose, esito positivo. Nessun sindaco e nessun Comune potrà mai, in esito al procedimento, riconoscere una cosa che non è riconoscibile in base alle leggi.

E' una cosa diversa quella che lei propone, quindi io insisto perché venga dal Consiglio, invece, accolto l'emendamento Vassallo nel suo spirito, cioè nella sua sostanza, nella sua realtà, non un'altra cosa. Se lei vuol proporre un altro emendamento, proponga un altro emendamento perché siano risarcite anche le opere illegali, insanabili e quindi fuori dalle norme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Intervengo per dare un contributo professionale. Effettivamente le "domande in sanatoria" non sempre hanno un esito felice, possono anche essere respinte, ha ragione l'onorevole Cogodi, però si potrebbe usare invece l'espressione "condonabili", che è l'espressione che usiamo noi normalmente nei contratti. "Condonabile" significa che ha tutti i requisiti per essere condonato.

La parola "legalizzabile" non si usa, è inesatta, mentre usiamo sempre la parola "condonabile". E' un apporto professionale, se serve ovviamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Credo che ciascuno di noi si debba assumere sempre le proprie responsabilità, la proposta che ha fatto l'Assessore Pittalis non era una proposta soltanto della Giunta, ma era anche una proposta che era stata concordata con noi, quindi credo che lo spirito comunque sia quello che i colleghi Cogodi e Vassallo hanno detto. Fermarci qui non so se sia opportuno, però in sede di coordinamento si può trovare la formula che possa essere più rispondente allo spirito della legge. Però, vorrei precisare che era una proposta che avevamo concordato.

PRESIDENTE. Mi permetto di intervenire perché capisco che cosa voleva dire l'onorevole Fadda, però mi sembra che da un punto di vista giuridico sia stato più preciso e chiaro, se quello era lo spirito dei proponenti, l'interpretazione data dall'onorevole Contu, che raccoglie in sé proprio lo spirito dell'emendamento.

Io non voglio farmi parte in luogo di altri, però mi sembra che se un'interpretazione si deve dare è quella proposta dall'onorevole Contu.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Noi siamo d'accordo con l'onorevole Contu, e anche sulla proposta. Comunque sono anche d'accordo che in sede di coordinamento il termine "legalizzabili", che probabilmente non è il termine più appropriato, venga cambiato con un altro termine più appropriato che però mantenga lo stesso senso, la stessa valenza giuridica. Per cui il fatto che condonabili mantiene la stessa valenza giuridica, noi siamo d'accordo anche su questo termine.

Un'altra cosa, però, dato che questa fattispecie si evidenzia anche nel terzo comma, dell'articolo 4, sarebbe opportuno che la Giunta si esprimesse anche sulla possibilità di estendere lo stesso concetto al terzo comma dell'articolo 4.

PRESIDENTE. Lei condivide l'interpretazione data dall'onorevole Contu? E cioè che in luogo di "legalizzabili" si proponga "condonabili". E' questo il senso?

COGODI (R.C.). Che abbia i requisiti giuridici per il condono.

PRESIDENTE. Allora stiamo facendo un Regolamento. Il termine legislativo è questo: condonabili. Cioè sostituiamo nell'emendamento la parola "legalizzabili" in "condonabili", è così?

COGODI (R.C.). Faccia lei!

PRESIDENTE. Non faccio io, è il Consiglio che deve decidere.

Vogliamo una superfettazione ancora? Il "condonabili" raggiunge già tutto, se volete fare "condonabili e sanabili".

Se è d'accordo l'Aula facciamo che nell'emendamento in luogo della parola "legalizzabili" si dirà "condonabili e sanabili". Allora, se è questo lo spirito dell'emendamento si apre la discussione sull'articolo e sull'emendamento. Se si vuol mettere tutto "condonabili e/o sanabili".

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, per quanto concerne gli emendamenti numero 18 e 19?

PRESIDENTE. Sono stati tutti ritirati, l'unico rimasto in piedi è quello di cui abbiamo parlato, il "14".

FADDA (Popolari-P.S.). Su questo, un attimo, Presidente, molto brevemente, potremmo fare della demagogia e fare in modo che questi emendamenti poi li ripresentassimo noi e li facessimo propri. Però vorrei ricordare ai colleghi Onnis e Frau che sono in maggioranza, quindi noi oggi non lo facciamo per senso di responsabilità.

Quindi, prendiamo atto che hanno accolto l'invito a ritirare questi emendamenti, e quindi per senso di responsabilità non li facciamo propri, però sono in maggioranza, non sono all'opposizione.

PRESIDENTE. Onorevole, so solo che sono stati ritirati.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 14, con la modifica "condonabili e sanabili". Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

LODDO, Segretario:

(Inserire articolo 5)

PRESIDENTE. All'articolo 5 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 10 e 21)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare i suoi emendamenti.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Con riferimento all'emendamento numero 10, prevede la determinazione dei criteri e delle modalità di erogazione, con deliberazione della Giunta regionale che sarà adottata su proposta degli Assessori degli enti locali, di concerto con gli Assessori competenti. Ma al fine di rendere anche partecipe l'Aula in questa fase di determinazione di criteri e modalità si ritiene, se l'Aula acconsente, che possa aggiungersi oralmente, sotto forma di emendamento, "sentito il parere della Commissione Programmazione e Bilancio". Quindi, proprio al fine di consentire la partecipazione anche dell'Aula, del Consiglio, in questa fase, per la verità è un emendamento anche questo che nasce proprio dall'incontro con i banchi della opposizione. L'emendamento numero 21 si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Molto brevemente, colleghi, credo che questo emendamento, il "21", vada nelle finalità che anche noi abbiamo suggerito. Abbiamo qualche perplessità di legittimità, molto probabilmente il suggerimento che noi abbiamo dato, che era quello di istituire un capitolo unico presso la Presidenza della Giunta, avrebbe semplificato e reso più efficace anche l'intervento. Qui ci sono dei rischi effettivamente che il Presidente della Giunta, noi ci auguriamo che non vi sia nessun rinvio da parte del Governo, trattandosi anche di emergenza, quindi ci auguriamo che venga approvato, però l'istituzione di un capitolo unico, così come è avvenuto per altre calamità, forse sarebbe stato più rispondente a quelle che sono le aspettative che la Giunta, ma credo tutto il Consiglio, ha. La Giunta ha insistito su questo emendamento, speriamo che il Governo non faccia osservazioni proprio sull'articolo 5 e su questo emendamento.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10, con la modifica verbale apportata dall'assessore Pittalis. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

LODDO, Segretario:

(Inserire articolo 6)

PRESIDENTE. All'articolo 6 sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

FLORIS EMILIO, Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 11, 22 e 12)

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numeri 11 e 12 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Si danno per illustrati

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Volevo prima un chiarimento perché, così come è formulato l'emendamento si presta ad un equivoco. Però, secondo me, non è da intendere in aumento, così come d'altronde è anche stata data lettura, relativamente ai capitoli 6011 e 6027 sono in diminuzione, non sono in aumento, altrimenti poi tutta la manovra non chiude. E` in aumento solo l'entrata relativa al capitolo 36103, gli altri sono in diminuzione, per sommare complessivamente ai 135 miliardi più gli altri 30. Dovrebbe essere così.O mi sbaglio? E` possibile avere una risposta, altrimenti il ragionamento cambia.

MASALA (A.N.). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Può ripetere?

ORTU (R.C.). Nell'emendamento numero 11 lei ha in diminuzione i capitoli 3146 e 3147, poi ha come entrate aggiuntive al capitolo 36103, quindi in aumento, altri 92 miliardi poi, sempre nella manovra di impinguare le entrate, ha in diminuzione dai capitoli del bilancio i successivi, però sono in diminuzione e non in aumento, e se questo non viene detto poi la formulazione è quella che ha letto, quindi sono da intendere in diminuzione.

Nel merito, due considerazioni rapide. Noi abbiamo già avuto modo di dire che con la normativa finanziaria, con il capitolo 3146, si introduce una sottrazione di risorse all'articolo 34 della legge numero 37 del 98, legge che prevede gli interventi per il piano straordinario del lavoro, volutamente, oltre che giustamente, questa scelta non è contenuta negli emendamenti che abbiamo presentato come coalizione. Allora si dica chiaro che si intende, a partire da questo provvedimento, cominciare quell'opera di demolizione, ed anche qui non si tiene conto che giustamente si deve intervenire per dare ristoro alle esigenze che provengono dalle popolazioni che hanno subito l'alluvione, ma penso che di eguale dramma, se non anche maggiore, abbiamo parlato nel corso di questi anni e si è detto anche nelle lunghissime discussioni che ci sono state in quest'Aula in relazione alla diverse e successive dichiarazioni programmatiche.

Non si può dire che si fa la guerra alla disoccupazione, non si può dire che si considera la disoccupazione il male biblico per quanto riguarda quest'Isola, non si può dire che i 352 mila disoccupati sono un problema che deve non solo affrontato ma deve essere inserito tra le priorità assolute e poi, dopodiché, la prima operazione concreta che la Giunta compie come azione di governo è proprio di andare in direzione opposta. Quindi per quanto ci riguarda noi chiediamo la votazione separata, in questo caso penso capitolo per capitolo, noi voteremo contro perché non condividiamo questo intervento, questo modo di intervenire che, tra l'altro, è chiarificatore dell'atteggiamento e della reale volontà di questa Giunta e di questo Esecutivo.

Io prima ho detto come battuta, ma non è solo una battuta, che i comuni che hanno subito l'alluvione si dovevano guardare dalla calamità naturale, in questo caso anche i disoccupati devono invece guardarsi dalla calamità che proviene dagli atti compiuti da questa Giunta.

E` un inizio che dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che le perplessità e le critiche da noi avanzate in sede di dichiarazioni programmatiche avevano un fondamento reale, che questo Esecutivo e questa Giunta non è credibile, tant'è che al primo atto che la vede confrontarsi con un'azione di governo smentisce quanto ha preannunciato nell'atto fondamentale che è costituito dalle dichiarazioni programmatiche. Tra l'altro l'articolo 34 richiama la legge 37 e viene inserito per 61 miliardi in un contesto di altre disposizioni anche con un tentativo di occultare il provvedimento, il tentativo di smantellamento, cosa tra l'altro anche disdicevole dal punto di vista della procedura che si è voluta perseguire. Quindi, per quanto ci riguarda, noi l'abbiamo detto con molta chiarezza, lo ripetiamo, non accetteremo che vi sia su questo terreno un arretramento, d'altronde la stessa mozione che abbiamo presentato addirittura riproponeva l'esigenza di utilizzare anche lo strumento del piano straordinario per il lavoro per intervenire in un'opera più complessiva di riqualificazione ambientale, che pure poteva essere utilizzata e realizzata con politiche straordinarie che avrebbero avuto la doppia finalità di dare le infrastrutture a quei territori per evitare di subire le calamità, ma anche creare e dare risposte anche ai disoccupati che già vi erano, e forse anche a quei disoccupati che conseguentemente deriveranno dalla calamità naturale a cui si richiamava il collega Cogodi nel suo intervento, soprattutto per quelle aziende che non saranno in grado di riprendere la loro attività produttiva, e che quindi automaticamente metteranno sul lastrico non solo i lavoratori dipendenti, ma forse anche gli stessi datori di lavoro. Quindi una strada che non può essere accettata, una strada che noi nella nostra mozione abbiamo indicato, invece, come un'esigenza da riproporre per rafforzare l'intervento a tutela anche di questi territori delle aree colpite dalla calamità naturale.

L'altra questione che ho ampiamente illustrato, ma che voglio riprendere, non per essere pedante, ma perché la trovo assurda, riguarda la sottrazione di risorse che viene fatta per quanto riguarda gli interventi ordinari in agricoltura previsti dalla legge di bilancio. Innanzitutto sottolineo che, per esempio, il problema che ha sollevato il collega Marrocu è un problema non tanto di merito per quanto riguarda l'intervento in sé, ma caso mai di modalità di attuazione dell'intervento, perché, per esempio, basterebbe, così come è riportato nella stampa di oggi, affidare quelle risorse agli enti strumentali come l'ersat o anche ad altri enti, alle Comunità montane, per intervenire nei piani di sviluppo agro-pastorale, che a suo tempo furono redatti e di cui esistono anche i progetti esecutivi, e non si spenderebbe nemmeno per la progettazione, per realizzare opere che sono indispensabili per la viabilità nelle nostre campagne, che non debbono rimanere di proprietà dei proprietari che sono confinanti rispetto alle strade individuate, ma che possono essere, così come fa l'ersat, cedute una volta realizzate ai comuni, perché poi ne curino la gestione e la manutenzione in modo tale che siano opere destinate a durare nel tempo.

Quindi si tratta di evitare quella prassi a cui si richiamava anche il collega Marrocu, che chiaramente non è accettabile, che era quella di individuare magari prima il progettista al quale dare l'incarico e la parcella che poi, a discrezione, doveva utilizzare anche per trovare eventualmente la strada da realizzare. Noi non siamo d'accordo, però pensiamo che altri strumenti possono consentire di utilizzare anche quelle risorse, oppure quelle risorse possono essere comunque destinate alla viabilità rurale di cui abbiamo estremamente bisogno nella nostra Isola.

Quindi, noi siamo per mantenere i 27 miliardi così come sono stati distribuiti nel bilancio. L'Assessore dell'agricoltura è il veterinario regionale, se non mi sbaglio, allora mi chiedo come fa lui a sostenere, con questo provvedimento, che non ha bisogno del miliardo che qui viene destinato per intervenire per l'agalassia contagiosa, di cui lei sa benissimo che tra l'altro in questo periodo di solito...

USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Le dirò il perché.

ORTU (R.C.). Va bene. Qui si sottrae un miliardo, nonostante anche qui ci siano interventi da anni che si sono manifestati anche nel corso di quest'ultimo periodo, e che si ripresenteranno adesso con l'annata di lattazione da parte delle pecore. Quindi, cautela avrebbe voluto e avrebbe suggerito un equilibro maggiore nello stralciare queste risorse.

Come non si può dire, per esempio, che si debbono togliere 2 miliardi anche qui per vessare, e quindi continuare a subire le ingiustizie, di quei produttori che, non trovandosi in zone servite dal Consorzio di bonifica, addirittura per sostenere le loro aziende, per fare in modo che ci siano gli erbai, che ci siano le colture irrigue si devono pompare l'acqua pagando gli oneri dell'energia elettrica in modo intero, cosa che non avviene nemmeno per l'industria, perché sapete che ci sono delle agevolazioni. Allora, non è accettabile per chiunque abbia un minimo di consapevolezza di quello che sta accadendo nella nostra agricoltura, sapendo, ripeto, che nel corso di questi giorni si stanno definendo provvedimenti che si tradurranno in un ulteriore flagello per la nostra agricoltura, perché togliere quel poco che è rimasto di sostegno all'esportazione dei prodotti agricoli (è quanto si sta definendo a Seattle negli Stati Uniti d'America) significa penalizzare le produzioni agropastorali sarde, come voi tutti sapete.

Quest'anno c'è stato un minimo di ripresa del prezzo del latte, e all'inizio della ripresa, quando finalmente abbiamo un segnale... Badate, prezzo del latte che torna ai livelli di sette-otto anni fa, perché l'anno scorso era a 900-950 lire; quest'anno c'è un minimo di ripresa intorno alle 1200 lire, ecco, subito dopo si stanno creando le condizioni perché si scarichi un'ulteriore mazzata, perché si torni ancora indietro e perché ancora la situazione del comparto agricolo si avviti e quindi non si esca da una spirale che ha portato all'indebitamento e al fallimento delle nostre aziende.

Noi su questa strada non saremo mai d'accordo, l'abbiamo detto e lo vogliamo dire con chiarezza ed è per questa ragione che chiediamo la votazione per parti e voteremo no.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.R.). Signor Presidente, intervengo per segnalare anch'io questa diminuzione dei fondi destinati all'agricoltura. In particolare la previsione di spesa relativa al capitolo 06154 per far fronte all'agalassia è stata inserita dopo battaglie in Commissione e in Consiglio. Se la Giunta assume l'impegno di reinserire questa posta, la posta sufficiente a far fronte alle esigenze, che è ben superiore al miliardo, se questo impegno la Giunta lo assume in quest'aula io non vado oltre e prendo atto dell'impegno e lo assumo come responsabilità. Se invece questo non dovesse verificarsi anch'io chiederò una votazione per parti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Ho chiesto la parola solo per porre una domanda: il Presidente ha fatto riferimento, nell'aprire questa fase della discussione, all'emendamento numero 22, allora la mia domanda riguarda la ricevibilità dell'emendamento 22, ai sensi naturalmente dell'articolo 84 del Regolamento, con particolare riferimento al comma 9. Quindi su questo pongo una domanda sulla quale chiedo di avere una risposta.

Non intervengo sul merito, mi limito a una osservazione: si parla di interventi per il congelamento dei mutui contratti per la casa, per le imprese artigiane, commerciali, eccetera, nelle zone colpite dall'alluvione. Io posso capire, e posso essere d'accordo, e noi possiamo essere d'accordo, se si parla di soggetti che hanno subito danni; se si fa riferimento generico alle zone colpite dall'alluvione: uno, i tre miliardi mi sembrano davvero pochini, perché a quel punto l'intervento avrebbe ben altra dimensione; due, se io ho contratto un mutuo e poniamo che abito ad Assemini, o a Capoterra, o a San Sperate o a Nuraminis, ho contratto un mutuo per acquistarmi la casa o per avviare un' attività commerciale, ma non ho subito danno, non c'è nessun danno accertato, perché debbo avere un'agevolazione che un abitante di Serrenti, di Villamar, di Pauli Arbarei, di Macomer e di Oristano, etc. non ha. Allora delle due l'una: o lo si dà a tutti, e allora stiamo parlando di tutta la Sardegna ed i proponenti devono modificare l'impianto dell'emendamento, o altrimenti si individuano i soggetti che hanno davvero subito dei danni.

In ogni caso mi pare che il problema non si ponga perché l'emendamento, a mio giudizio, non è ricevibile. In questi casi abbiamo sempre proceduto solo limitatamente ai casi in cui vi sia unanimità, ma l'unanimità, perché ci sia, occorre ricercarla, non con emendamenti dell'ultimo minuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Io non ho nessuna difficoltà anche a ritirarlo perché probabilmente potrebbe essere nel caso una norma che potrebbe essere inserita nella finanziaria, ma mi premeva comunque sia illustrarlo. E` un emendamento presentato all'ultimo momento, è stato presentato chiaramente dopo aver preso visione e lettura del disposto di legge, è chiaro che è riferito, come tutto penso io, alla materia che riguarda questa legge numero 7 sull'alluvione, per chi? Per quei soggetti che abbiano effettivamente subito dei danni, e che quindi oltre che a subire il danno c'è il mancato reddito, penso principalmente alle aziende, il mancato reddito che sarebbe venuto dalla normale attività economica, e in più si vedono chiaramente pressati dalle scadenze dei mutui.

COGODI (R.C.). Sta illustrando un emendamento inammissibile.

PRESIDENTE. Dopo parleremo anche dell'ammissibilità, sta illustrando il suo emendamento. La prego.

RASSU (F.I.-Sardegna). Esattamente, allora...onorevole Cogodi ho fatto...

COGODI (R.C.). E' stata sollevata un'eccezione sull'ammissibilità, si pronunci sull'ammissibilità.

PRESIDENTE. Ha presentato da prima l'emendamento e sta finendo di illustrarlo e dopo decideremo, la prego di concludere onorevole Rassu.

RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie, concludo subito. Ho fatto una premessa che nel caso possa essere abbinato alla finanziaria. Ho solo risposto giustamente per chiarimento chiesto dall'onorevole Scano in quanto l'emendamento è riferito solo ed esclusivamente a quei soggetti e a quelle attività che abbiano effettivamente subito dei danni, come credo che sia riferita tutta la legge a quei soggetti e non a chi ha subito danni. Grazie.

COGODI (R.C.). Chiedo la parola sull'emendamento.

PRESIDENTE. Mi sembra di aver capito che è stato ritirato, onorevole Rassu?

rassu (F.i.-Sardegna). Ho fatto la premessa.

SCANO (D.S.-F.D.). Non è stato ritirato, non c'era!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 22 non c'era, è stato ritirato, e poi volevo dire al collega Rassu che veramente non aveva senso perché per quanto riguarda le aziende agricole abbiamo già stabilito che non si esce dalla 185 che tra l'altro prevede all'articolo 4 proprio la proposta avanzata in quell'emendamento, quindi è già prevista in un articolo che abbiamo già approvato che richiamando la 185 prevede all'articolo 4 quanto proposto.

Io direi tra l'altro che comunque sarebbe grave se si uscisse adesso dalla 185, perché ad aprile la Giunta regionale ha trasmesso all'Unione Europea un disegno di legge per quanto riguarda gli aiuti in caso di calamità naturale, disegno di legge che è ancora al vaglio dell'Unione Europea, per cui fino a quando non abbiamo un accordo raggiunto sulle calamità meglio stare nell'interno del quadro nazionale, altrimenti avviene quello che sta succedendo adesso che aiuti dati con leggi regionali non notificate poi portano e determinano una grave situazione per gli agricoltori, che si vedono a dover restituire o dover pagare interessi pieni come è avvenuto per la 44 per avere avuto mutui con leggi che non notificate e poi sono state messe sotto procedure.

FADDA (Popolari-P.S.). Sembra della maggioranza. Insomma qui stiamo confondendo i ruoli davvero.

MARROCU (D.S.-F.D.). Quindi mi pare che quell'emendamento comunque fosse improponibile. Per quanto riguarda gli altri settori abbiamo già approvato un emendamento all'articolo 5 che dà il mandato alla Giunta di individuare le modalità di erogazione delle agevolazioni, può darsi che quello previsto nell'emendamento numero 22 possa essere recuperato da quanto abbiamo già approvato prima come emendamento all'articolo 5.

Intervengo per dire all'Assessore di valutare attentamente le osservazioni fatte dal collega Amadu e dal collega Ortu in relazione ad alcune poste messe in diminuzione, perché quelle operazioni furono fatte in un determinato periodo quando non avendo altre modalità di intervento in agricoltura, avevamo deciso di intervenire in quei capitoli comunque per dare ristoro al mondo agricolo proprio perché le leggi che avevamo approvate la 4, la 8 e così via, erano tutte state bloccate dall'Unione Europea, quindi non vorrei che anche questa legge facesse questa fine, che noi mettiamo tante risorse, creiamo tante di quelle situazioni che anch'io ho provveduto a creare nel passato con leggi che abbiamo approvato in quest'Aula, chiamiamola così, uso tra virgolette, illusione perché non era certamente la volontà del Consiglio, e poi trovano però ostacolo nella loro attuazione perché appunto vanno a incidere o a modificare normative comunitarie che non possiamo modificare. Noi avevamo fatto un'operazione di intervento su altri capitoli comunque per dare ristoro al mondo agricolo pagando i debiti, e tra i debiti c'erano le macchine agricole, tra i danni subiti c'era l'agalassia; non riuscimmo ad approvare la norma perché arrivò in ritardo in Aula e l'Aula non approvò la norma, ma questo non impedisce che anche nelle prossime settimane, una volta costituita la Commissione, si possa raggiungere un accordo anche unanime nella Commissione, portarlo immediatamente in Aula ed approvare le norme che consentono di rendere spendibili anche quelle risorse. Per cui chiederei che rifletteste un po' sugli interventi fatti sia dal collega Amadu che dal collega Ortu.

PRESIDENTE. Per semplificare ed evitare di ripetere sulla stessa cosa, mi sembra che il collega Rassu per evitare una dichiarazione di ricevibilità, così come mi sembra che si debba arrivare, intenda ritirare l'emendamento. Prego collega.

RASSU (F.I.-Sardegna). Non ho fatto a tempo sinceramente a presentare completamente in base alla norma l'emendamento, ma volevo dire che non è vero che sull'articolo 4 e 5 non sono previsti congelamenti dei mutui in essere, non è assolutamente vero. Prendo atto di questo, che può essere presentato con la finanziaria, mi riserverò con la norma finanziaria di presentare una norma in merito, quindi ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Abbiamo preso atto che l'onorevole Rassu ha ritirato il suo emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

cogodi (R.C.). Abbiamo detto stamattina, ma ci pareva già in esito alle prime battute di avvio di questa nuova, questo sì tra virgolette, maggioranza, cioè l'avvio della maggioranza di "centro-destra più" che si iniziava proprio male, si iniziava male nel modo, si iniziava male nel merito, però Presidente, io la chiamo Presidente perché riconosco la sua funzione, mi rivolgo a lei, mi rivolgo ai colleghi, mi rivolgo al Consiglio e mi rivolgo al Presidente della Regione, io auguro che quello che è accaduto poc'anzi non accada più. E auguro che nessuno abbia pensato che una tale conduzione dell'Assemblea sia stata da qualcuno ideata per farci rimpiangere l'assenza di Serrenti, perché se questa fosse l'idea noi l'assenza di Serrenti proprio non la rimpiangiamo. Però, dobbiamo tuttavia manifestare alcune perplessità, il Regolamento è di una chiarezza, su questo punto, solare, gli emendamenti non si possono presentare dopo la votazione del passaggio agli articoli, e lei lo sa, la questione non passa inosservata perché è stata fatta osservare dal collega Pier Sandro Scano.

PRESIDENTE. Mi scusi se la interrompo onorevole Cogodi, ma gli emendamenti sono stati presentati specificamente prima, l'ho controllato io, del passaggio al voto.

COGODI (R.C.). Ma no, ma no, ma no!

PRESIDENTE. Le assicuro che si è tardato di qualche istante il passaggio al voto per consentire la materiale presentazione dell'ultimo emendamento.

Cogodi (R.C.). Ma le assicuro io, guardi Presidente, le chiedo scusa, noi abbiamo ritirato tutti gli emendamenti e le assicuro che tutti abbiamo ritirato gli emendamenti che c'erano fino a poco tempo fa e non c'era questo emendamento.

In ogni caso è stata sollevata una questione di ricevibilità, innanzitutto ci si pronuncia su questo, lei da questo chiarimento, lo da prima, in attesa che sia dato il parere sulla ricevibilità e si pronunci sull'eccezione sollevata, in ordine alla quale per altro lei poc'anzi ha detto, e i nostri interventi sono registrati, badi Presidente, lei ha ritirato l'emendamento che per altro sarebbe stato dichiarato irricevibile, l'ha detto lei poco fa, però ha consentito che un emendamento rispetto al quale era stata sollevata una eccezione sulla ricevibilità venisse illustrato, e se qui dovesse prendere piede una prassi del genere, o un arbitrio del genere, e ritenere che ognuno può, presentando atti che non possono avere ingresso, propagandare una sua idea, che non c'entra nulla con la legge in questione, o in ogni caso non è formalmente attivabile come procedimento legittimo, io mi domando come possa proseguirsi, come si possa andare oltre.

Sono propenso a ritenere che sia stata una svista, data la stanchezza, data l'ora, dato quello che si vuole, però quando queste cose accadono non possono non essere rimarcate. Il collega Rassu ha illustrato un emendamento improprio, inopportuno...

RASSU (F.I.-Sardegna). E' stato presentato nei termini.

COGODI (R.C.). Vedete, qui si può dire quello che si vuole, uno basta che lo dica e pare che sia così. Poc'anzi il Presidente del Consiglio ha detto che il suo emendamento sarebbe stato dichiarato irricevibile, l'abbiamo sentito tutti, non abituatevi a questo modo di fare, che basta dirlo, che tanto la cosa detta anche se viene contraddetta tanto è detta e rimane; non è così, quindi diamoci una regola e anche una regolata.

Nel merito delle cose che sono in discussione è stata rappresentata abbondantemente dal collega Ortu l'inopportunità di un'operazione che nel voler apparire utile, perché metterebbe a disposizione dei territori e delle popolazioni colpite dall'alluvione, soprattutto in riferimento al settore agricolo, nel voler ampliare la portata, implementare, gonfiare in modo eccessivo il rappresentato intervento da parte della Giunta e della maggioranza, si fa un'operazione di riciclaggio, non da settore a settore ma all'interno del settore, da agricoltura ad agricoltura; si prendono decine di miliardi già destinate al settore agricolo, per altro per obiettivi delicatissimi, rispetto ai quali ci sono state vivaci rimostranze da parte dei destinatari negli anni, mi riferisco per esempio al settore dei contributi per le macchine agricole, all'abbattimento del prezzo del gasolio, cioè ad esigenze fondamentali per il mondo agricolo e per la parte anche più bisognosa di interventi pubblici del mondo agricolo, si fa un'operazione di spostamento di danari e in questo modo si rappresenta un intervento maggiore di quello che in realtà è, cioè si toglie dal tutto e si concentra in una parte. Questa operazione non è solo sbagliata, è un'operazione anche ingiusta e inopportuna, perché in questo modo si fanno ancora e di più operazioni di immagine, di facciata, e davvero la nuova Giunta e la nuova maggioranza inizia male. Perché nel dover fare oggi, questo Consiglio, una legge che preveda interventi di prima emergenza, questi interventi dovevano essere veri e seri, ed altri interventi avrebbero potuto poi seguire, non c'era bisogno di dire "aumento, aumento, aumento, Pittalis ha trovato soldi". Dove li ha trovato i soldi? Li ha trovati nei capitoli di bilancio dove erano destinati per cose utili di questa Regione. Li ha tolti da quelle destinazioni e li ha proposti per altre finalità. Questa legge, che era abbastanza ed è ancora urgente, e doveva rimanere essenziale, voi l'avete talmente pasticciata, che io non so che sorte avrà, se passerà il vaglio della legittimità, del controllo di legittimità, Perché è chiaro a tutti ed è evidente che c'è un eccesso sicuramente di delega, perché questa idea che i sindaci, ai quali tutti personalmente vogliamo bene, dei quali riconosciamo l'autorità e la delicatezza e la rilevanza del loro compito, siano i sostituti del tessuto democratico, il compendio delle istituzioni autonomistiche, tutto questo non è vero.

Io voglio chiedere una condizione nella quale proprio i sindaci debbano affrontare tante difficoltà e fare i conti anche col disagio sociale diffuso, come possa oggi un sindaco disporre in modo così non regolato di fondi di bilancio pubblico, con i quali deve, sulla base di autocertificazioni e basta il più delle volte, erogare finanziamenti per imprese, per macchinari, addirittura come si è voluto qui per rifare il corredo, per le pentole, per distribuire pentole, e come è che con somme limitate, con risorse limitate e senza graduazione, senza regola precisa e senza selezione, non c'è un punto solo in tutto questo provvedimento dove si è indicato un criterio, per esempio di reddito.

Quando c'è una disgrazia, quando c'è un danno, e l'hanno subito tutti, non si può dire "ma si paga il danno, si paga a tutti perché hanno subito il danno"; io sarei di questa opinione: ma allora paghiamo tutti i danni a tutti. La regione si faccia compagnia di assicurazione, assicuri tutti i bisogni sociali come dovrebbe.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi è scaduto il tempo, la prego di concludere.

COGODI (R.C.).. Ho finito, il tempo sta scadendo in questo momento, vedo la punta della freccia sulla sua testa, sono bene attento.

Allora la Regione dovrebbe risarcire tutto a tutti, e questo si sa che non si può fare. E comunque questa legge, in definitiva, doveva essere una legge di emergenza, una legge di immediata applicabilità; è una legge che è stata da voi, per questa ricerca di voler strafare, pasticciata. E` la prima legge che voi portate in Consiglio, l'avete pasticciata perché siete una maggioranza e una Giunta pasticciata e pasticciona. Questa è la mia e la nostra opinione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Noi accettiamo i contributi, quelli seri, quelli concreti che vengono anche dai banchi della opposizione, non accettiamo le chiacchiere, come quelle dell'onorevole Cogodi, che a nulla servono se non a procrastinare ancora i tempi di approvazione di questo importante provvedimento, e ad aggiungere confusione su un testo che è di una chiarezza e che è improntato, quanto alle procedure amministrative, alla celerità e soprattutto al riconoscimento di una funzione ai sindaci, alle province, c'è la dismissione. E` il primo provvedimento in cui questi Giunta si cimenta proprio per dare un esempio.

Io mi permetto anche di dire che deve essere l'esempio per tutta l'azione di governo di questa Giunta, che è un decentramento vero, di funzioni. La Giunta si spoglia di poteri di gestione delle risorse perché riteniamo che possano assolvere a questo compito il sindaco, gli amministratori, gli enti locali, gli enti intermedi.

E allora smettiamola anche con la spicciola demagogia, perché noi non siamo andati a togliere risorse da nessun capitolo che prevedesse interventi nei diversi settori che sono stati richiamati dell'agricoltura, ma abbiamo utilizzato somme che altrimenti sarebbero andate in economia.

COGODI (R.C.).Balle!

pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Noi abbiamo utilizzato risorse che altrimenti sarebbero andate in economia

Noi, su quel chiarimento correttamente sollecitato dall'onorevole Deiana, una legittima preoccupazione, posso assicurarle, onorevole Luca Deiana, che alcuna somma è stata utilizzata nei settori d'intervento, oggetto del presente disegno di legge, che prevedessero impegni. Quindi, non c'è nessuna preoccupazione per gli impegni che le Giunte precedenti hanno assunto, perché sarà data regolare esecuzione. Voglio anche dire che nessuna aggressione è stata posta in essere al Piano del lavoro. Per quanto discutibile possa essere, e noi lo abbiamo detto anche nella precedente legislatura, ci siamo impegnati come Giunta a onorare gli impegni che sono stati assunti. E allora rimane intatto l'impegno in questa direzione, posto che si tratta di risorse relative alle quote di interessi delle rate di ammortamento di mutui che non sono stati contratti, e quindi non dico "stia tranquillo, onorevole Cogodi", dico stiano tranquilli tutti i destinatari della legge 37 che nessuna incidenza sulla capacità di spesa di questa legge ha la previsione di somme per l'intervento che è all'esame.

Chiudo questo breve intervento con la richiesta di due correzioni tecniche. Accolgo il rilievo dell'onorevole Ortu per quanto riguarda un errore, una dimenticanza, dopo "in entrata, in aumento, il capitolo 36103" effettivamente è da inserire "in diminuzione". Così come per quanto riguarda il capitolo 04018/08, in conformità anche all'articolo che è stato già approvato, l'articolo 2, lettera e), pregherei gli Uffici di apportare, in sede di coordinamento, la correzione "attività produttiva per le piccole e medie imprese non agricole". Il riferimento evidentemente è all'articolo 2, lettera e).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. C'è una serie di precisazioni che bisogna fare alla luce delle domande e dei dubbi che sono stati posti da alcuni consiglieri, in particolare dall'onorevole Ortu, che non abbiamo l'ardire di pensare di convincere, perché è già convinto per conto suo.

ORTU (R.C.). Lei si dovrebbe convincere che le stanno togliendo i soldi.

USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Però cerco di convincerlo ora dicendogli, per esempio, che i fondi che derivano dai vari capitoli e che sono andati a finire nei 27 miliardi disponibili sono fondi che, in sede di previsione, avevano dimostrato un surplus rispetto all'effettiva esigenza (capitolo 06011); capitoli che avevano un miliardo di disponibilità, ma che non può essere utilizzato in quanto la normativa non è stata notificata in sede comunitaria, e ciò aprirebbe un ulteriore contenzioso; 3 miliardi sul capitolo 6031, per la concessione di interessi per l'acquisto di scorte, per mancanza assoluta di domande, non ci sono domande, sino a ieri non c'erano domande; contributi per le strade interpoderali. Nella linea di prosecuzione amministrativa, sulla base delle indicazioni della precedente Giunta, che aveva disposto come scelta l'opzione sulle strade vicinali e non contributi alle strade interpoderali, e in attesa di una modifica di questo comparto, alla luce della data odierna, che è molto vicina alla fine dell'esercizio, e che non comporterebbe, in tempi rapidi, l'utilizzazione di queste somme, abbiamo deciso, con una scelta certo coraggiosa, perché bisogna assumersi le responsabilità, di destinare questi 8 miliardi e 159 milioni, anche alla luce di quanto ha detto molto bene l'onorevole Marrocu per le precedenti scelte fatte negli anni passati. Così come l'incremento del fondo di rotazione delle cooperative agricole per un importo pari a 3 miliardi, anche questo non utilizzabile in quanto la normativa non è stata notificata in sede comunitaria, e abbiamo avuto da parte dell'Unione Europea la diffida ad applicare interventi che possano ledere la libera concorrenza nell'attività commerciale e produttiva all'interno dell'Unione Europea stessa. Così come per i prestiti delle calamità naturali, che prevedevano 1 miliardo e che non potevano essere utilizzati.

E veniamo al contributo di 1 miliardo per le spese per l'agalassia. Sono e resto un veterinario e le posso dire, onorevole Ortu, che la mia disponibilità è totale rispetto a un intervento del genere, se ci fosse però una norma che attiva questo miliardo. E' stata stabilita solo la posta in bilancio, e non è stata fatta nessuna norma per fare in modo che questo miliardo potesse arrivare ai beneficiari. E allora è una posta, come si suol dire neutra, non può essere utilizzata, al 30 dicembre di quest'anno va in economia, non può essere utilizzata. Ma figuriamoci se io, e penso la Giunta, non sia disponibile, anche sulla sollecitazione corretta che viene dall'onorevole Amadu, a rivedere questa posta per gli anni successivi, per venire incontro e per aiutare gli imprenditori e gli allevatori che hanno avuto dei danni enormi!

Da ultimo il contributo alle cooperative per le macchine agricole: è essenziale, però anche questa normativa non è stata notificata in sede comunitaria, e la CE proprio su questa specifica materia e azione ha espresso dubbi, anzi ha espresso contrarietà, dichiarando l'intervento non compatibile.

E veniamo ad alcuni altri capitali di bilancio: 2,5 miliardi per contributi riduzione riscaldamento serre. E' un intervento che al 3 dicembre non era programmato, perché la Giunta non ha avuto il tempo di programmarlo, e lo stanziamento è irrisorio. E' pur vero che ci sono 2.500 milioni, ma è anche altrettanto vero che se si andasse a dividere questo intervento per i serricultori ad ognuno spetterebbe una media di 100-150 mila lire.

Quindi non stiamo mettendo sul lastrico nessun serricultore se gli togliamo 100 o 150 mila lire, che invece vanno, come i 2,5 miliardi e mezzo, ad interessare un intervento che forse è molto più importante, alla luce di quella tragedia che abbiamo visto nei giorni scorsi.

Un ulteriore intervento di 500 milioni riguarda il contributo per la direzione tecnica e amministrativa delle cooperative. Fondamentale, onorevole Ortu, sono d'accordo con lei, sono d'accordissimo con lei, ma sa perché? Perché è proprio lo strumento che potrebbe legare il settore della produzione con il settore del commercio, però se noi non notifichiamo le normative in sede comunitaria diventano questi atti che poi non possono essere realizzati perché vanno contro la libera concorrenza nel settore commerciale e produttivo comunitario. Il tutto ammonta a 27 miliardi e rotti.

Come avete visto questi soldi potevano essere utilizzati per un intervento nei confronti degli agricoltori che hanno subito danni per l'alluvione del novembre '99, o dovevano per la maggior parte andare non spesi o addirittura in economia. La Giunta ha scelto coraggiosamente, ma ha scelto anche obbligatoriamente, ed è per questo che noi non vogliamo che ci siano sperequazioni e diamo le assicurazioni che sono necessarie, perché certamente quelle azioni previste in quei capitoli di bilancio nell'anno venturo andranno riprodotte, andranno anche aumentate, ma andranno anche spese. Ma devono avere oltre che la copertura finanziaria, la copertura legislativa da parte dell'Unione Europea.

E la proposta che noi abbiamo posto come emendamento sposa in pieno gli indirizzi, le metodiche dell'Unione Europea, la volontà quindi che le leggi che nascono qua dentro possano essere applicate, perché non si abbia a danneggiare l'istituzione quando con una legge, come è successo nel passato, si danno contributi agli allevatori ed agli agricoltori e lo si da per tre, quattro, cinque anni e poi bisogna andare indietro a chiedere la restituzione di quei fondi, quando gli agricoltori e gli allevatori ci dicono "ma perché se ce li avete dati in base ad una legge, oggi ce li richiedete indietro in momento in cui siamo in difficoltà" perché tutte le aziende del settore agro-pastorale sono in difficoltà. Ed allora aumentare il disagio con facili promesse, con facili demagogie, mi pare che alla lunga porti alla distruzione di un comparto che deve essere vivo e vitale se vogliamo che la Sardegna possa progredire.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 11.

ORTU (R.C.). Avevo chiesto di votarlo per parti.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, mi ero sfuggito il fatto che un collega avesse chiesto la votazione per parti, in che modo?

ORTU (R.C.). Per capitolo o anche per gruppi di capitoli.

PRESIDENTE. La domanda che le ho fatto è proprio per quello, ma se vogliamo farlo capitolo per capitolo.

ORTU (R.C.). Vediamo di trovare la modalità tecnica.

PRESIDENTE. E` un suo diritto, dica come la vuol formulare.

ORTU (R.C.). Chiediamo di suddividere la votazione, la prima parte che va dal capitolo 03146 al capitolo 36103; la seconda parte che riguarda l'agricoltura che va dal 06011 al 06262 e poi l'altra parte restante. Quindi in tre parti in sostanza.

PRESIDENTE. Abbiamo capito, allora votazione per parti in tre parti.

Metto in votazione l'emendamento numero 11 per parti: la prima parte va dal numero 1 del primo comma, ovvero l'intestazione programmazione, capitolo 3146 fino ai successivi tre, compreso il capitolo 36103. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Metto in votazione la seconda parte dell'emendamento numero 11 che va dal capitolo 06011/03 dell'agricoltura fino al capitolo 06262/02.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Brevissimo, per dire che noi voteremo contro, come abbiamo già preannunciato, anche perché la motivazione non può essere quella addotta dall'Assessore. Se ci sono delle difficoltà si rimuovano le difficoltà, ma non si può dire che non si interviene su situazioni che si ritiene tra l'altro giustifichino la necessità dello stanziamento e di un intervento addirittura più rilevante, e poi si dice che non si può fare o che non si vuole fare. Allora noi diciamo che se l'ipotesi, sulla quale tra l'altro non concordo, per le strade interpoderali non fosse praticabile, o ci fosse una scelta, un'opzione, allora siccome comunque le nostre campagne hanno bisogno di interventi sulla viabilità rurale si prendano quegli otto miliardi e mezzo e si destinino alle strade vicinali, ma non si può dire "togliamo", quindi sottraiamo. Perché stiamo sottraendo dall'agricoltura, lo si voglia o non lo si voglia ammettere.

Lo stesso dicasi per l'agalassia, si faccia la norma. Ma cosa si aspetta a fare la norma, facciamo la norma, portiamo la norma e tentiamo di utilizzare, badate, un miliardo.

(Interruzione dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.)

Lo so, Assessore, ma lei non lo può dire nemmeno a me, io sto dicendo: facciamo la norma se giustamente lei ritiene, come penso che ritenga, che sia una esigenza che addirittura non può essere soddisfatta con un miliardo. Allora io dico: si faccia la norma, lei si faccia carico, lei si sarebbe potuto far carico già di presentarla e quindi l'avremo così come è urgente. Badate anche questa è una calamità naturale, o peggio, ed allora non è che anche qui per alcuni facciamo interventi urgenti, e altri aspettano da decenni. Badate gli interventi urgenti è necessario che vengano approvati, però qui c'è gente che sta aspettando interventi urgenti da anni, allora facciamo la norma, facciamola quanto prima ed utilizziamo ed adottiamo anche le procedura d'urgenza, come si è fatto qui, se lo si ritiene opportuno. L'altra considerazione è che non si può dire per il finanziamento: non diamo nulla a nessuno per quanto riguarda i costi per riscaldamento per le serre perché il finanziamento è irrisorio. Ma stiamo scherzando, incominciamo a dare i due miliardi e mezzo e poi eventualmente mettiamo una dotazione che sia in grado davvero di consentire un intervento e di mettere le aziende serricole, che lei sa quanto me che oggi sono in una difficoltà incredibile, in condizione di poter anche ottenere, per poter competere. D'altronde tutto l'intervento del Presidente in agricoltura, sia quando in qualche misura riprendeva le dichiarazioni programmatiche del Presidente Selis, sia anche nelle sue dichiarazioni programmatiche era tutto preoccupato, era tutto piegato su una preoccupazione che pure è reale, e che condivido e condividiamo, su una situazione drammatica nell'ambito di questo comparto. Ecco perché noi diciamo che non siamo assolutamente disponibili a togliere manco una lira dagli interventi in agricoltura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, onorevoli colleghi, due riflessioni. Una è che evidentemente non si vuol sentire, non si vuol capire. Io ho parlato prima che si tratta di risorse a fine esercizio, siamo a dicembre. Evidentemente non si vuol capire. Per questa ragione io voterò a favore.

Poi un solo pensiero: l'agalassia, smettiamola, togliamo i contributi e forse l'agalassia, questo male endemico, cesserà di divulgarsi in Sardegna.

Io proporrò che venga abolito il contributo per l'agalassia, il premio, perché qui si tratta di premio "agalassia" e l'epidemia continua, imperversa sempre più. Grazie.

ORTU (R.C.). Bisognerebbe togliere lo stipendio ai veterinai!

PRESIDENTE. Prego onorevole Ortu, ha già fatto la sua dichiarazione contraria.

Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la seconda parte dell'emendamento numero 11 che va dal capitolo 06011/03 dell'agricoltura fino al capitolo 06262/02. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

La seconda parte è stata approvata, metto in votazione la terza parte.

ORTU (R.C.). Ho chiesto la controprova sulla seconda parte dell'emendamento.

PRESIDENTE. Siate seri, la dovevate chiedere prima la controprova, non dopo, stiamo votando la terza parte.

COGODI (R.C.). Non farai molta carriera!

PRESIDENTE. Non me la darai tu!

Metto in votazione la terza parte dell'emendamento numero 11. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

LODDO, Segretario:

(Inserire articolo 7)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sul disegno di legge sono stati presentati due ordini del giorno, il numero 1, che è stato ritirato e il numero 2. Si dia lettura di quest'ultimo.

FLORIS EMILIO, Segretario:

(Inserire ordine del giorno numero 2)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'ordine del giorno numero 2 ha facoltà di illustrarlo.

CUGINI (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Mi dicono che l'ordine del giorno numero 1 non è stato ritirato. Se ne dia lettura.

FLORIS EMILIO, Segretario:

(Inserire ordine del giorno numero 1)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di illustrarlo.

CUGINI (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero uno. Chi lo approva alzi la mano.

(E'approvato)

COGODI (R.C.). C'è una mozione che non è stata ritirata.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

ORTU (R.C.).La mozione non può essere cancellata, scusatemi un attimo, si può essere in votazione ma se lui non è capace di presiedere non lo so. Se c'è una mozione la mozione viene prima perché non è stata ritirata. Non lo so!

PRESIDENTE. Allora per chiarire tutte le idee, non mi sembra che ci sia questo grandissimo problema. Dopo l'approvazione degli articoli di legge è stato detto che c'erano tre mozioni, delle quali una era stata ritirata. Mi si dice ora che non era stata ritirata.

COGODI (R.C.). Ma se le abbiamo illustrate stamattina!

PRESIDENTE. Secondo quello che mi riferiscono gli uffici dopo la discussione e dopo l'approvazione della legge si era detto che si sarebbero votate le due mozioni che erano state presentate, nel frattempo erano stati presentati due ordini del giorno, dei quali uno si riteneva ritirato e quindi, essendosi ritenuto ritirato il primo dei due ordini del giorno era stata data lettura del secondo ordine del giorno; poi, mi si dice che l'onorevole Cugini e più non avevano ritirato quello che si riteneva ritirato; lo si è letto, lo si è messo in discussione e si è approvato; in questo istante siamo in fase di votazione dell'ordine del giorno numero 2.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero due. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione finale della legge, che avverrà col sistema elettronico.

COGODI (R.C.). E la mozione?

PRESIDENTE. Dopo la votazione della legge verranno discusse le mozioni e verranno messe in votazione anche le mozioni.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 7.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MEREU - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 71

maggioranza 36

favorevoli 71

(Il Consiglio approva)

C'è una piccola discrasia tra i numeri e il risultato perché c'è un voto nullo che non è stato espresso, evidentemente per motivi tecnici, nel modo corretto e in questo caso il voto si ritiene come astenuto, come non espresso, ed è riferibile al consigliere Manca Pasqualino.

MANCA (Gruppo Misto). No, a favore.

PRESIDENTE. Questo è quello che risulta dal tabulato. Non è una votazione segreta quindi può essere considerato a favore.

A questo punto rimangono da votare le tre mozioni, che sono state illustrate e discusse stamattina. Il relatore o i relatori delle singole mozioni se vogliono possono replicare alla discussione di stamattina, dopodiché si procederà al voto. Quindi chiedo ai presentatori della mozione numero 3 se hanno intenzione di replicare alla discussione di stamattina. No.

I presentatori della mozione numero 4 hanno intenzione a replicare alla discussione di stamattina? No. I presentatori della mozione numero 5 la stessa domanda.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la mozione numero 3. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

La mozione numero 4 è superata in quanto incorporata nell'ordine del giorno numero 2, che è stato già votato e approvato. Rimane da mettere in votazione la mozione numero 5. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(E'approvata)

Convoco una breve Conferenza dei Capigruppo per il proseguimento dei lavori.

La seduta è tolta alle ore 20 e 30.



Allegati seduta

Testo delle interpellanze e mozioni annunziate in apertura di seduta

(Inserire testo interpellanze numeri 16, 17 e testo mozioni numeri 4 e 5)