Seduta n.265 del 08/01/2007
CCLXV Seduta
Lunedì 8 gennaio 2007
Presidenza del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Secci
La seduta è aperta alle ore 17 e 03.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 21 dicembre 2006 (259), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angela Corrias, Paola Lanzi, Paolo Maninchedda e Alberto Sanna, hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di lunedì 8 gennaio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Sanna Matteo sui requisiti per le assunzioni in Abbanoa Spa". (557)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Uras - Davoli - Pisu relativamente al contributo finanziario che sarebbe erogato dalle ASL competenti per territorio ai celiaci conclamati a cui sia stata certificata l'intolleranza, finalizzato all'acquisto di prodotti alimentari privi di glutine". (623)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Caligaris sulla grave situazione delle lavoratrici addette alle pulizie operanti nel presidio ospedaliero San Giovanni di Dio". (654)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Dedoni sul paventato ridimensionamento e accentramento del servizio di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro presso l'Azienda sanitaria ospedaliera n. 5 di Oristano e, per estensione, anche nelle altre aziende sanitarie". (656)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Biancareddu - Randazzo Alberto - Amadu - Cappai - Milia - Randazzo Vittorio sull'organigramma e le competenze dell'ufficio stampa dell'Azienda sanitaria locale n. 8 di Cagliari". (685)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Diana - Liori sul master in tecnologie bioinformatiche in corso di svolgimento presso il parco scientifico-tecnologico Polaris e sul nuovo laboratorio di bioinformatica che sarà inaugurato all'interno del parco". (686)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Cassano sulla mancata istituzione del servizio fisso e continuativo di pronto intervento del 118 in località Li Punti, Baddelonga, Marchetto, San Giovanni, Truncu Reale, Villa Gorizia, Viziliu e più". (689)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione VARGIU sui metodi di monitoraggio del traffico telefonico alla ASL n. 8 di Cagliari". (691)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
SERRA, Segretario:
"Interrogazione Mattana - Marrocu - Calledda - Pacifico - Barracciu - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai- Orrù - Pirisi -Sanna Alberto - Sanna Franco, con richiesta di risposta scritta, sullo stato delle procedure riguardanti la realizzazione della nuova SS n. 195 "Sulcitana" e in ordine all'avvio dei lavori di costruzione del nuovo tracciato stradale e alla prosecuzione dei lavori di messa in sicurezza dell'attuale tracciato della SS n. 195". (716/A)
"Interrogazione Atzeri, con richiesta di risposta scritta, sulla campagna di vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini e caprini per l'anno 2007". (717/A)
"Interrogazione Maninchedda - Balia - Masia - Salis - Serra, con richiesta di risposta scritta, sulla costruzione ed ampliamento del campo da golf e a Villasimius in località Campulongu". (718/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato dei documenti numero 11/A e 11 bis/A.
Colleghi, riprendiamo il lavoro sulla discussione del Piano sanitario dal punto in cui lo abbiamo interrotto. Abbiamo discusso e votato la premessa, siamo alla parte prima, "Obiettivi di salute. Malattie ad alta specificità per la Sardegna", che abbiamo convenuto di dividere in due parti: diabete mellito e malattie rare un primo blocco, poi sclerosi multipla, talassemie e piano del sangue un secondo blocco. Discutiamo in queste due parti, appunto, il capitolo uno e i relativi emendamenti.
Passiamo all'esame della parte I, capitolo 1, paragrafi 1.1 e 1.2.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo 1, prima parte e dei relativi emendamenti:
PARTE PRIMA
OBIETTIVI DI SALUTE
Il Piano 2006-2008 si propone di contrastare alcune patologie che colpiscono con particolare rilevanza la popolazione sarda e rispetto alle quali il sistema dei servizi deve consolidare le proprie capacità di intervento, in termini di prevenzione (primaria e/o secondaria), di diagnosi e di cura.
Sono prese in considerazione le patologie che per frequenza e/o situazione attuale dei servizi appaiono cruciali per una più adeguata tutela della salute della popolazione sarda.
Esse sono: il diabete mellito, le malattie rare, la sclerosi multipla, le talassemie.
Diabete mellito
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a) definizione e adozione di adeguati standard diagnostici e terapeutici;
b) predisposizione e attuazione di programmi di screening, volti a favorire la diagnosi precoce del diabete mellito e delle malattie metaboliche correlate e la diagnosi precoce del diabete gestazionale;
c) potenziamento dell'attività sul territorio ed in regime ambulatoriale, garantendo sia l'integrazione con l'attività ospedaliera sia l'approccio multidisciplinare;
d) predisposizione ed attuazione di programmi specifici di educazione sanitaria, rivolti a tutta la popolazione sarda, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado.
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1) assistenza ambulatoriale o in day service sul territorio, tramite l'istituzione di Unità Semplici di Diabetologia e Malattie Metaboliche, di norma coincidenti con i distretti delle ASL, che garantiscano la copertura effettiva dell'intero territorio regionale, per consentire la ottimale erogazione di prestazioni a carattere sia preventivo che terapeutico. Con riferimento all'effettivo numero di persone con diabete da seguire, alla loro presenza sul territorio, alla conformazione geografica dello stesso ed alle vie di collegamento, entro 120 giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, la Regione individua un adeguato numero di strutture ambulatoriali (Unità Semplici di Diabetologia e Malattie Metaboliche).
2) assistenza in regime di day hospital che dovrà, in particolare:
- consentire l'attuazione di procedure diagnostiche non eseguibili ambulatoriamente e che comportano potenziali rischi di complicanze;
- iniziare la terapia insulinica in ambiente protetto;
- attuare, in casi particolari, un monitoraggio dello stato degli organi bersaglio delle complicanze del diabete mellito e delle malattie metaboliche correlate.
3) assistenza ospedaliera garantita da un ospedale di riferimento, individuato in ogni ASL, in cui sarà assicurato il lavoro integrato di diversi specialisti, anche non ospedalieri (cardiologo, oculista, neurologo, ginecologo, neurologo, ortopedico-fisiatra, dermatologo).
La rete integrata prevede la concentrazione della casistica più complessa in un limitato numero di centri (HUB), rappresentati dal livello ospedaliero delle otto ASL, dalle due Aziende ospedaliero-universitarie e dall'Azienda "Brotzu", la quale ha il compito precipuo di sovrintendere alla diagnosi e cura delle complicanze di alto grado ed alla programmazione dei trapianti di pancreas e di insulae pancreatiche, e la trattazione della restante casistica, con un rilevante impegno per la prevenzione delle complicanze, nell'ambito delle Unità semplici (SPOKE), fortemente e sinergicamente collegate con i centri.
Tale sistema deve altresì prevedere l'integrazione professionale tra le strutture di assistenza diabetologica, i medici di medicina generale ed i Distretti territoriali delle ASL, con una partecipazione congiunta del Team diabetologico-metabolico e del medico di medicina generale (MMG) ad un programma condiviso di assistenza, con il consenso informato del paziente.
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In considerazione dei dati epidemiologici in età pediatrica, il Piano prevede lo sviluppo di una rete assistenziale che garantisca continuità delle cure e sostegno al bambino ed alla famiglia, compreso l'addestramento all'autogestione della cura. La rete assistenziale si sviluppa attraverso servizi diagnostico terapeutici che garantiscano continuità assistenziale e integrazione sociosanitaria, anche con il coinvolgimento del pediatra di libera scelta, e dovrà trovare riferimento operativo presso i servizi di diabetologia in età evolutiva (pediatria) di Sassari e Cagliari, secondo le indicazioni previste dalla Legge 16 marzo 1987, n. 115.
Malattie rareLe Malattie Rare (MR) sono condizioni morbose la cui prevalenza è inferiore a 5 casi per 10.000 abitanti, poco conosciute, talvolta prive di una terapia adeguata, spesso causa di condizioni cliniche gravi e talvolta mortali. Pur essendo singolarmente rare, l'elevato numero delle forme possibili determina una incidenza rilevante: si stima, infatti, che circa il 4-5 per mille dei neonati sia affetto da queste patologie. Alcune di queste malattie appaiono particolarmente frequenti in Sardegna (talassemia, malattia di Wilson, poliendocrinopatia autoimmune tipo 1 e malattia celiaca), altre meno frequenti (malattie neuromuscolari tipo distrofie muscolari e Sclerosi Laterale Amiotrofica), necessitano di una particolare assistenza per la loro progressività e gravità.
Se si eccettua la fenilchetonuria, soggetta a screening neonatale, la diagnosi delle malattie rare è piuttosto complessa e spesso tardiva. Manca inoltre un registro epidemiologico regionale sulla base del quale predisporre gli interventi e le risorse necessarie.
Per migliorare la prognosi delle malattie rare e la qualità della vita dei pazienti, anche al fine di evitare gli alti costi sociali conseguenti ad una mancata o ritardata diagnosi, è necessario il riconoscimento precoce delle patologie per le quali è disponibile una terapia appropriata ed efficace. Per una prevenzione primaria nell'ambito familiare, data la possibile ricorrenza della stessa malattia in più soggetti dello stesso nucleo familiare, è altrettanto importante una diagnosi precoce.
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· riorganizzazione della rete dei presidi sulla base della dotazione di attrezzature e di risorse professionali, nonché dell'attività clinica e scientifica svolta dagli stessi, al fine di garantire una continuità assistenziale, una risposta multidisciplinare integrata di diagnosi, cura, riabilitazione e supporto alla persona ed alla famiglia;
· istituzione ed aggiornamento di un registro regionale epidemiologico delle malattie rare;
· predisposizione di programmi di screening neonatali finalizzati alla diagnosi precoce di alcune malattie la cui prognosi sia modificabile da un tempestivo intervento terapeutico;
· predisposizione di linee guida su percorsi assistenziali omogenei e protocolli diagnostici per malattia o per gruppi di malattie;
· promozione di attività di supporto e formazione per il personale sanitario e per il volontariato;
· promozione di iniziative di educazione sanitaria e di informazione scientifica anche in collaborazione con le associazioni dei familiari dei malati;
· identificazione di centri territoriali di coordinamento ed integrazione degli interventi sanitari e sociosanitari in grado di operare a fianco delle famiglie, al fine di facilitare le risposte necessarie a gestire la malattia, preservare le autonomie residue, integrare i soggetti fragili nelle attività sociali, nell'ambito della scuola, del lavoro e delle attività ricreative.
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· attuazione di programmi di miglioramento della diagnosi (clinica e di laboratorio), della cura e della riabilitazione di tutti i pazienti pediatrici e adulti affetti da errori congeniti, garantendo un trattamento specifico, preventivo e sintomatico, attraverso interventi integrati in ambito ospedaliero, ambulatoriale e, ove possibile, domiciliare;
· realizzazione degli screening neonatali e diffusione della consulenza genetica per specifiche patologie;
· predisposizione e realizzazione di programmi di follow-up dei pazienti, in età pediatrica e adulta, anche attraverso accordi fra strutture pediatriche e internistiche regionali e, ove necessario, nazionali;
· sviluppo di forme di collaborazione attiva con il medico curante di ogni singolo paziente;
· sostegno all'aggiornamento professionale sulla diagnosi e cura delle malattie rare, anche attraverso la creazione di una rete tra i centri regionali e nazionali specializzati nelle diverse patologie;
· promozione di un'adeguata assistenza farmacologica e dietetica;
· promozione di un programma di cure domiciliari con presa in carico dei pazienti e fornitura di assistenza sanitaria e dei presidi sanitari necessari alla cura e all'autonomia;
· organizzazione del servizio di assistenza domiciliare per i pazienti in ventilazione assistita, anche ultrasessantacinquenni.
L'Ospedale Microcitemico di Cagliari è individuato come Centro di riferimento regionale per le malattie rare.
Al fine di favorire il coordinamento delle attività svolte nel campo della genetica e garantire il rispetto delle linee guida nazionali, è istituito, con decreto dell'Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale, un apposito organismo di coordinamento regionale.)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, soltanto inizialmente per un chiarimento: quando parliamo di parte prima ci riferiamo a tutti e tre i capitoli della prima parte, Presidente?
PRESIDENTE. Dunque, ci riferiamo a tutti e cinque i capitoli della parte prima che trattiamo come singoli capitoli. Il paragrafo 1 lo trattiamo però in due parti, come se fossero due articoli anziché uno soltanto.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ho capito. Bene, allora si parla della parte prima, capitolo secondo? Posso, Presidente, o no? O devo aspettare…
PRESIDENTE. No, della parte prima, "malattie ad alta specialità", che è come se fosse un articolo diviso in due sub articoli, l'1.1 e l'1.2, che sono il diabete mellito e le malattie rare. Quindi adesso la parte in discussione è questa che ho chiamato, diabete mellito e malattie rare. Prego, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, Presidente, io le ripeto, volevo avere un chiarimento e mi riservo di intervenire nel secondo capitolo della prima parte. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie al lei, onorevole Caligaris.
E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Presidente…
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa… Sì, adesso ho di nuovo la sua iscrizione.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo scusa, però vorrei che si facesse la verifica del numero legale, Presidente, in modo tale da iniziare con una buona presenza in aula.
PRESIDENTE. Vorrebbe che cosa? Vorrebbe…
LA SPISA (F.I.). La verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Se abbiamo superato i dieci minuti possiamo fare una votazione. Forse non sono trascorsi i dieci minuti, quindi aspettiamo qualche minuto perché… tocchiamo i "10"…
Mi dicono che abbiamo iniziato a "03", quindi dobbiamo aspettare a "13". Alle 17 e 13 facciamo la verifica del numero legale. La seduta è intanto sospesa, a meno che l'onorevole Licandro non voglia cominciare il suo intervento.
LICANDRO (F.I.). Sospenda, sospenda.
PRESIDENTE. Sospendiamo per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 09, viene ripresa alle ore 17 e 18.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. C'è una richiesta di verifica del numero legale avanzata dall'onorevole La Spisa.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Si dà atto che il consigliere Porcu è presente.
(Risultano presenti i consiglieri: Atzeri - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - La Spisa - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 44 consiglieri. Siamo in numero legale.
Procediamo con la discussione della parte I, capitolo I paragrafi 1.1 e 1.2 ai quali sono stati presentati sedici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 1
Dopo il 3° capoverso (riga 12), è aggiunto il seguente:
"Gli obiettivi di salute articolati nel Piano Sanitario Regionale nei capitoli 1-5, da conseguirsi nel triennio, in un sistema di rete. dopo un anno dall'emanazione sono oggetto di esame della commissione regionale competente per le valutazioni dell'appropriatezza, dell'efficacia e dell'efficienza della qualità assistenziale. Gli eventuali correttivi sono sottoposti all'esame e all'approvazione del Consiglio regionale." (116)
Emendamento soppressivo parziale CONTU - LICANDRO -. VARGIU - RANDAZZO VITTORIO - PETRINI - RANDAZZO ALBERTO - LA SPISA - LIORI - AMADU - CAPPAI - MILIA
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
Sopprimere dal testo le parole "... anche non ..." alla riga 1.
Sopprimere la parola "... neurologo ..." alla riga 2. (74)
in e a
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - CAPPAI - RANDAZZO Alberto - DIANA - GALLUS - AMADU - CHERCHI Oscar - RASSU - LIORI - MURGIONI - LADU - FARIGU - LA SPISA
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
All'ottavo capoverso (Consulta regionale), l'ultimo periodo (dalle parole "è altresì ..."), è sostituito dal seguente:
"Nel contesto dell'Osservatorio Epidemiologico, è altresì istituito il Registro Regionale del Diabete di tipo 1". (226)
Emendamento aggiuntivo Contu - Vargiu - Randazzo Vittorio - Petrini - Licandro - La Spisa - Randazzo Alberto - Liori - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
- Alla lettera b) dopo le parole: "di screening", sono aggiunte le seguenti: "da effettuare soprattutto nelle scuole di ogni ordine e grado, con l'introduzione del medico scolastico";
- Alla lettera d) dopo le parole "ordine e grado", sono aggiunte le seguenti: "tramite il medico scolastico, così come alla lettera b)." (73)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Amadu - Cherchi Oscar - Liori - Rassu - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
Al quarto capoverso (Obiettivi), dopo il punto d), è aggiunto il seguente:
"A tali programmi dovrà essere dedicata particolare attenzione in quanto l'adeguata informazione sul rischio potenziale e sulla diagnosi precoce rappresenta in realtà la più efficace tra le attività di screening." (225)
Emendamento Aggiuntivo Licandro - La Spisa - Contu - Petrini - Rassu - Sanjust - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
All'inizio di pag. 7, aggiungere dopo il punto 3) il punto:
"3 bis. In ogni reparto di pediatria viene inserito un servizio di diabetologia pediatrica." (105)
Emendamento Aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
All'ottavo capoverso (Consulta regionale), dopo la parola "interaziendale" è aggiunto il seguente:
", che rappresenta l'organismo tecnico-scientifico," (227)
Emendamento Aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
All'ottavo capoverso (Consulta regionale), dopo la parola "metaboliche" è aggiunto il seguente:
", che rappresenta l'organismo di raccordo tra tutti gli attori del sistema," (228)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Il secondo periodo dell'ottavo capoverso, dalle parole "Al fine ..." alla parola "regionale." è soppresso. (232)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Il secondo capoverso è sostituito dal seguente:
"La diagnosi delle malattie rare è talora complessa, spesso tardiva. Soltanto la fenilchetonuria è oggi oggetto di un programma di screening neonatale che va assolutamente salvaguardato, anche attraverso la stabilizzazione delle professionalità dedicate. Manca inoltre un registro epidemiologico regionale che consenta di porsi gli obiettivi specifici, orientando il corretto uso delle risorse." (229)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - Licandro - La Spisa - Randazzo Alberto - Petrini - Vargiu - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Nel secondo capoverso dopo il punto, sostituire le parole da "Manca inoltre" con le seguenti:
"Sarebbe opportuno istituire prima il registro epidemiologico regionale ...". (68)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Al quinto capoverso (obiettivi), il secondo obiettivo è sostituito dal seguente:
"Istituzione ed aggiornamento, presso l'Osservatorio Epidemiologico Regionale, di un Registro delle Malattie Rare". (230)
Emendamento aggiuntivo Contu - Petrini - Randazzo Alberto - La Spisa - Liori - Randazzo Vittorio - Licandro - Cappai - Amadu - Milia
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Inserire prima del primo punto degli obiettivi strategici il seguente punto:
"Istituzione ed aggiornamento di un registro regionale epidemiologico delle malattie rare;" (72)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Al termine del sesto capoverso (Comitato tecnico-scientifico), è aggiunto il seguente:
"Il Comitato è presieduto dal Responsabile del Centro di Riferimento Regionale, individuato ai sensi della Delibera della Giunta Regionale del 26.08.2003, n. 30/11," (231)
Emendamento aggiuntivo Liori - Diana - Artizzu - Sanna Matteo - Cappai - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Rassu - Lombardo - Pisano - Cassano - La Spisa - Ladu
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Nel primo capoverso, dopo le parole: "centro di riferimento regionale per le malattie rare" è aggiunto:
"in età pediatrica"
Dopo le parole "di coordinamento regionale" è aggiunta la seguente frase:
"L'ospedale microcitemico di Cagliari non può essere l'unico "centro di riferimento regionale per le malattie rare" in quanto struttura pediatrica. Serve individuare un altro centro che sia adeguato per le malattie rare dell'adulto e si occupi della gestione di questi pazienti (SCA - distrofie - vasculiti - ecc.).". (33)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Licheri - Davoli - Fadda - Pisu - Uras
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
A pag. 10, alla fine del parag. 1.2, è aggiunto il seguente capoverso:
"Al fine di intervenire adeguatamente nei confronti dei cittadini colpiti da retinite pigmentosa, malattia a carattere ereditario di cui ancora non si conoscono le cause, e che pertanto risulta allo stato incurabile è prevista l'istituzione del registro regionale dei soggetti affetti dalla retinite pigmentosa, articolato nei territori mediante la rete dei presidi ospedalieri e la redazione della mappa regionale sulle malattie retiniche. È, inoltre, costituito, con funzioni di consulenza scientifica e coordinamento operativo, un "comitato regionale medico" composto dagli oculisti responsabili nei presidi territoriali, che preveda, quando ritenuto utile, la partecipazione di esperti di genetica e di otorinolaringoiatra (verifiche audiometriche) e rappresentanti delle specifiche associazioni di volontariato, per assicurarne la natura interdisciplinare anche in relazione al verificarsi, in molti soggetti, di co-presenza del morbo di Husher, tale da generare situazioni di ipoacusia progressiva.
È, altresì, istituito con specifico provvedimento amministrativo l'Osservatorio regionale per le malattie oculari (O.R.M.O.)" (96) .)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
L'onorevole Licandro non è più iscritto, è saltata l'iscrizione. Va bene onorevole Licandro, prego, sì, sì, è un fatto tecnico di computer, non è un suo problema, va bene. Onorevole Gallus, diamo la parola all'onorevole Licandro.
E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, grazie. Colleghi, il diabete probabilmente è il problema sanitario più importante per la nostra Isola. L'incidenza dei nuovi casi, in Sardegna, di diabete di tipo 1 - cioè il diabete mellito-infanto-giovanile - nella fascia da zero a quattordici anni è veramente un... porta a dei risultati veramente impressionanti. Le cifre che sono indicate, del resto, in questo Piano sanitario parlano di 65 nuovi casi di diabete tipo 1 ogni 100 mila abitanti nella fascia di età fra zero e ventinove anni. Ma io sono convinto che quello che dovrebbe veramente far riflettere è l'alta, l'altissima incidenza del diabete nel bambino. Ora, non è che un adolescente o un giovane diabetico siano meno importanti, ma certamente un bambino è certamente più indifeso più è piccolo di età, perché più è piccolo più tempo ha la malattia di aggravarsi e anche di complicarsi. Il Piano dice che in considerazione dei dati epidemiologici in età pediatrica si prevede lo sviluppo di una rete assistenziale che garantisca certamente continuità delle cure e sostegno al bambino e alla famiglia, compreso l'addestramento e all'autogestione della cura che in questa malattia è molto importante. Io invece credo che proprio in considerazione del fatto che noi abbiamo, appunto, questa altissima incidenza di diabete nel bambino, sarebbe opportuno un servizio di diabetologia pediatrica in ogni ospedale o, quanto meno, in ogni ospedale che abbia un reparto di pediatria. E quando dico ogni ospedale dico tutti gli ospedali, non uno per provincia, perché se noi ne facciamo uno per provincia servirebbero dei reparti di pediatria con venti medici e noi sappiamo che questo non è possibile. Noi, cioè, dobbiamo fare in modo che ogni piccolo paziente e i suoi familiari abbiano realmente un punto di riferimento a rete, ma non a rete nel senso funzionale, a rete proprio nel senso fisico. La diabetologia pediatrica, pertanto, deve esserci a Cagliari come a Oristano, a Olbia, a Nuoro, perché quando si parla di diabete in Sardegna noi non possiamo far valere i riferimenti e i costi nazionali o di altre patologie nella nostra Isola, perché la cosa più importante, vedete, è che una volta che è diagnosticato il diabete ad un bambino, quel bambino si aggiunge a tutti gli altri che stai curando, non è una broncopolmonite in un bambino che lo curi e poi lo mandi a casa. E' un bambino che spesso viene da te con una chetoacedosi diabetica, la curi, la tratti, lo rimetti a posto, ma dopo di che il diabete devi continuare a curarglielo, e quel bambino lo devi curare, giustamente, il più vicino possibile a casa sua, cioè una struttura che sia in grado di gestire le problematiche ricorrenti, le emergenze e quant'altro, e allora, l'ospedale di Oristano, così come tutti gli altri, devono avere la diabetologia pediatrica.
Per quanto riguarda le malattie rare, questo è un paragrafo che secondo me meglio di altri rappresenta la vera contraddizione di questo Piano sanitario regionale perché è pieno, è stracolmo di tanti e tali buoni propositi senza peraltro alcuna indicazione su come reperire i fondi per realizzarli, senza indicare uno straccio di copertura finanziaria. E così per le malattie rare proponete attività di supporto, formazione per il personale sanitario, promozioni, sostegno, coordinamenti, supporti, sviluppi e perfino una organizzazione del servizio domiciliare per i pazienti in ventilazione assistita, perfino se hai superato i sessantacinque anni e sei già pronto per la rottamazione. Pensate se lo vengono a sapere Oristano dove sono state tagliate le ore di assistenza per i pazienti in ventilazione assistita. Certo, è importante riorganizzare la rete dei presidi sulla base di attrezzature e di quelle risorse professionali anche perché è quello che chiedono i malati, i familiari e le associazioni di patologia, associazioni che per quanto riguarda queste malattie sono molto frequenti e per queste anche molto attive e purtroppo anche molto sole e soprattutto chiedono di arrivare ad una diagnosi, di arrivare a una diagnosi che sia la più precoce possibile perché da questo, spesso dipende la qualità della vita futura di questi pazienti, perché chi ha la sfortuna di incontrare una di queste malattie si rende conto anche di quanto scarso sia a volte l'interesse anche da parte dell'opinione pubblica, chi non è coinvolto, chi non è coinvolto direttamente tende a vedere queste malattie che non sono molto vicine come se fossero dei problemi che riguardano altri, come se fossero problemi lontanissimi dalla loro vita, perché vedete, un cardiopatico paradossalmente un paziente affetto da tumore, suscita più spesso una maggiore considerazione da parte degli altri perché si tende a vedere proprio queste malattie più vicine, più possibili, più probabili, a chi volete in fondo che interessino le malattie rare di cui spesso non si conosce neanche il nome? E la stessa ricerca ne risente, le stesse case farmaceutiche alle quali bisogna riconoscere spesso gran parte della ricerca, spero con questa affermazione di non risvegliare nell'Assessore la convinzione che noi medici di base vogliamo difenderne gli interessi, spesso anche le case farmaceutiche non trovano conveniente investire risorse umane ed economiche per fare la ricerca su queste malattie che proprio perché si tratta di malattie rare non hanno poi un ritorno in termini di mercato. Ecco perché più che per altre malattie è assolutamente fondamentale supportare e promuovere progetti di ricerca, progetti di ricerca che siano finalizzati allo studio della patogenesi della malattia, cercare di capire perché in quale maniera può essere influenzata in un modo o nell'altro, per quali cause o concause spesso si sviluppa, ecco perché più di altre patologie, per le malattie rare è assolutamente fondamentale migliorare il percorso assistenziale. Ecco perché è importante garantire la formazione, una formazione di qualità per gli operatori del settore secondo quelli che devono essere dei programmi specifici. Ecco perché naturalmente servono anche i soldi, è vero, voi dite che questo Piano sanitario rappresenta una guida, uno strumento di programmazione e che quindi non si può occupare di coperture finanziarie, non si può occupare di soldi. Ecco, questo è il vostro Piano, voi individuate certamente tutte le cose che sono da fare comprese le Commissioni, gli Osservatori, le Consulte, gli organismi di coordinamento regionale ma se poi i soldi non ci sono, pazienza! Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro.
E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris).Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi...
PRESIDENTE. Prego onorevole Gallus...
GALLUS (Fortza Paris). Voglio recuperare il tempo che mi stanno facendo perdere...
Nell'affrontare la discussione della parte prima del Piano sanitario regionale, quella che comprende i cosiddetti obiettivi di salute, va posto in rilievo che si tratta della parte del testo che senza dubbio ha soddisfatto le forze d'opposizione non fosse altro per la metodologia che si è adottata durante la discussione nella settima Commissione sanità, metodologia che ha portato ad un sano e fruttuoso confronto che senza limiti né di tempi né di interventi ha prodotto uno svolgimento dei lavori in relativa serenità. Affermazione confermata, questa mia, anche dagli interventi dei colleghi in sede di discussione generale che hanno voluto sottolineare che in pratica la parte del testo in discussione seppure con le normali divergenze che sono emerse, soprattutto su alcuni temi e parti quali ad esempio quelli riguardanti la salute mentale era comunque in gran parte condivisibile e non può e non poteva essere altrimenti visto che l'elenco delle varie patologie che contiene, le conseguenze che le stesse hanno anche dal punto di vista sociale, con coinvolgimento delle famiglie, delle comunità a cui i malati appartengono, sono in maniera quasi ovvia quelle che maggiormente affliggono la comunità sarda. Patologie come il diabete, la sclerosi multipla, la talassemia, i tumori e così discorrendo non possono che trovare la condivisione nella ricerca delle risposte ai vari problemi da parte di tutto lo schieramento politico, malattie che purtroppo nella loro trasversalità interessano gran parte delle famiglie sarde e non sono collocabili in una visione ristretta di tipo manicheo, non sono cioè né di destra né di sinistra, né bianche e né rosse, quindi le soluzioni che il Piano prevede di adottare, se migliorano la situazione attuale vengono conseguentemente viste da tutti in maniera positiva, ciò detto si potrebbe tranquillamente desumere che la parte prima in discussione sia non solo condivisibile ma addirittura fatta propria e riconosciuta anche dalle forze di opposizione, invece cari colleghi nella realtà non è esattamente così, infatti se sicuramente resta la condivisione per l'elenco e la priorità delle patologie citate, ed è chiaro che mi sto riferendo a questa prima parte perché è altrettanto chiaro che quando arriveremo ad altre parti cambierà anche il giudizio sui contenuti, sicuramente, dicevo, non vi è la stessa collegialità e unitarietà per le soluzioni che si vogliono adottare e soprattutto vi è il dubbio che diventa sempre più certezza che manchino le risorse per centrare i così tanto propagandati obiettivi che si vogliono cogliere nel Piano. Vedete, colleghi, il problema è sempre lo stesso e vale a dire che noi non crediamo al fatto che ci siano disponibilità economiche per ciò che si intende realizzare e non ci crediamo in virtù del fatto che le cosiddette priorità contenute negli obiettivi di salute sono talmente numerose che purtroppo nonostante tutte necessitino di ausilio, questo non si potrà darlo completamente, quindi a nostro avviso per non illudere nessuno sarebbe stato meglio se mai concentrarsi su alcuni obiettivi con la certezza di poter dare veramente risposte sicure e non pie illusioni per tutti. E' chiaro, e questo lo dico da profondo del cuore, che spero di essere smentito dai fatti per le mie affermazioni, ma credo altresì che purtroppo queste mie considerazioni verranno confermate in futuro. Il problema è che volendo cambiare tutto e tutto insieme alla fine si faccia solo confusione rovinando anche ciò che di positivo già c'è. Noi comunque con l'intento di fornire proposte di miglioramento del testo abbiamo presentato degli emendamenti, alcuni dei quali sicuramente meritano attenzione da parte dell'aula e li discuteremo quando sarà il momento. Riguardo agli argomenti in esame, ritengo sia doveroso esprimere da parte mia qualche ulteriore considerazione, nel primo argomento in ordine di inserimento nel testo che è appunto il diabete mellito si possono cogliere degli spunti certamente positivi, ad esempio, l'istituzione delle unità semplici di diabetologia e malattie metaboliche coincidenti con i distretti delle AA.SS.LL. e con conseguente copertura di tutto il territorio regionale, ancora, il cosiddetto accesso diretto a strutture specifiche per la prevenzione, diagnosi, cura di patologie con approccio multispecialistico alla malattia stessa, senza in tal modo procurare inutili e dannose lungaggini e ritardare i tempi della diagnosi oltre che creare disagi anche economici ai nostri concittadini già provati da questacomplessa patologia. Certo, facendo una piccola divagazione, questi miei giudizi positivi su alcuni aspetti del Piano riferiti a questa patologia stridono con l'eco dell'ennesima protesta mossa questa volta proprio dall'associazione dei diabetici nei confronti dell'Assessorato alla Sanità, infatti si denuncia da parte delle associazioni FAM e ADMS la limitazione in termini quantitativi dei cosiddetti presidi per i diabetici e cioè la riduzione in capo ai pazienti del materiale, (siringe, aghi pungidito ect.) necessari alla verifica dei tassi glucidici nel sangue.
Siamo alle solite, in nome e per conto della diminuzione della spesa sanitaria, e quindi di un presunto taglio agli sprechi, si creano situazioni di disagio e di allarmismo ai pazienti i quali, a mio avviso, forse drammatizzano più del necessario la situazione ma lo fanno a ragion veduta avendo capito qual è lo spirito che guida la Giunta regionale caratterizzata appunto da tagli e dalla ricerca ossessiva di risparmio e di risorse anche se, all'onor del vero, le rassicurazioni avute proprio nella giornata odierna dall'assessore Dirindin tendono a chiudere una polemica inutile quanto dannosa. Tuttavia, ritornando al Piano e alla parte che riguarda il diabete rimarchiamo che occorre una maggiore attenzione verso la fascia di età tra 0 e 14 anni, cioè quella fascia cosiddetta pediatrica, che vista l'incidenza come giustamente sottolineava l'onorevole Licandro, vista l'incidenza regionale della patologia, 42 casi su 100 mila abitanti, contro i sei sui 100 mila in scala nazionale, necessita a nostro parere sia l'istituzione della figura del medico scolastico e sia dell'opportunità di avere un servizio di diabetologia pediatrica nei reparti di pediatria di tutti gli ospedali sardi. Entrambi i presidi si rendono oltremodo utili per una quanto più celere diagnosi precoce da cui poi possa derivare una, altrettanto celere, terapia capace di bloccare immediatamente quelle che sono le conseguenze e le complicanze che questa patologia purtroppo causa, minando tanti organi anche cosiddetti nobili del nostro organismo. Quindi maggiore sensibilità e concentrazione anche e soprattutto di risorse umane, strumentali e quindi anche finanziarie verso la diagnosi precoce che mi sembra quasi inutile sottolinearlo è valida e si applica non solo per il diabete ma anche per le tante altre patologie se non per la generalità di esse. Concludendo, pur nella ristrettezza dei tempi concessi, voglio ricordare sulla falsariga di quello già espresso in merito al diabete, e quindi con una alcuni aspetti positivi che si possono togliere, anche per gli ausili delle malattie rare, però manifestando nel contempo le stesse riserve e le stesse preoccupazioni e criticità già espresse precedentemente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Gallus.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente, l'inizio della discussione sugli obiettivi di salute che il Piano pone come elementi caratterizzanti, il piano di interventi che la Regione intende dotarsi per la gestione della Sanità, inizia proprio con quei temi che per un'alta specificità per la Regione Sardegna hanno avuto da parte nostra tutta l'attenzione necessaria in sede di Commissione perché venisse redatta una proposta che andando a cogliere quelli che sono i bisogni per queste malattie, rappresentate da queste malattie, ma soprattutto si avesse la piena conoscenza di quanto nella specificità che rappresentano trovassero, si potesse trovare, fra le righe, nel provvedimento, quelle risposte che possano davvero lenire tutte le difficoltà che queste patologie rappresentano per l'utenza. Le difficoltà più grosse sono rappresentate da una non disponibilità rispetto alla risposta di salute di centri specializzati ma soprattutto quindi dei riferimenti specializzati nei territori che siano appunto un riferimento per l'utenza dove poter trovare le risposte alle proprie necessità. I numeri che nel Piano vengono annunciati rispetto all'incidenza di queste patologia, a cominciare dal diabete, sono numeri impressionanti, sono un'emergenza per la popolazione sarda, quella del diabete mellito, che con una frequenza che è circa otto volte superiore a quanto si manifesta nel resto d'Italia, soprattutto per il diabete di tipo uno. Devo dire l'incidenza è altissima anche per il diabete di tipo due e nel complesso il Piano prende in considerazione l'incidenza complessiva del diabete 1 e 2 nella fascia di popolazione dai 0 ai 29 anni, con una stima di 65 nuovi casi all'anno di questa patologia. Per andare poi a rappresentare complessivamente il dato dell'incidenza che per stima interessa all'incirca 80 mila persone che sono approssimate per difetto per il non arrivo all'esame di molti pazienti che ancora inconsciamente possono presentare tale intolleranza al glucosio e che non è purtroppo manifesta ancora la patologia in tutti i propri effetti per cui la malattia è ancora sconosciuta per andare poi alla fine a poter dire che complessivamente la patologia coinvolge all'incirca 250, questa è la stima, 300 mila persone, su una popolazione sarda di un milione e 650 mila abitanti e quindi diciamo che sono interessati da questa patologia direttamente o indirettamente circa 1/5 della popolazione sarda.
Questi sono dati da emergenza per i quali nel tempo nonostante sia avesse piena conoscenza, anche due anni fa Assessore, anche due anni e mezzo fa, non sono dati che vengono censiti oggi perché il fatto viene rappresentato da un'emergenza che è insorta nel corso degli ultimi giorni. E' un'emergenza che è conosciuta, io le posso riferire Assessore che purtroppo nonostante questa emergenza sia conosciuta solo oggi si intende venire incontro con una rete integrata di servizi alla realizzazione della rete integrata di servizi e a pensare che la rete integrata di servizi ha bisogno di risorse, che sono risorse economiche, mentre invece lei risponde con i tagli alla disponibilità di tutto quel materiale necessario perché questi pazienti possano diagnosticare e controllare giorno per giorno il loro tasso di glicemia e possano allo stesso tempo assumere regolarmente e rigorosamente, rispetto alle prescrizioni, la loro dose di antiglicemico, di insulina o di altro che venga proposto come terapia.
Questo delle risorse è forse il tema sul quale noi dovremmo approfondire meglio e di più il tema perché se davvero si vuol realizzare una rete le risorse cominciano ad essere le risorse da destinare alla realizzazione di quella rete di ambulatori, con la presenza degli specialisti, con la presenza del personale dedicato che oggi non abbiamo nelle piante organiche delle nostre aziende sanitarie. Ma, soprattutto, non abbiamo la disponibilità di quegli specialisti che dovrebbero garantire, in ogni ASL, l'assistenza soprattutto quando insorgono le complicanze di questa malattia, che sono complicanze non sempre facili né da diagnosticare né tanto meno da gestire. E allora questo è il secondo punto. Ma se poi andiamo a verificare che in un emendamento proponiamo anche la presenza del diabetologo in ogni ambito ospedaliero dove sia… un'unità di diabetologia dove sia presente la pediatria, allora, è chiaro che, molto probabilmente, noi potremo arrivare anche a condividere l'iniziativa della rete integrata, quand'anche davvero avessimo a disposizione le strutture e il personale per la realizzazione di questa rete. Devo dire che manca, purtroppo, proprio quell'aspetto che avrebbe dovuto, in un certo senso, gratificare gli utenti e gratificare anche questo Consiglio regionale, nel momento in cui ai buoni concetti condivisibili, alle buone iniziative, anche al progetto, non segue, comunque sia, operativamente una volontà politica di dare sostanza e gambe alle iniziative. Ma quand'anche noi andassimo a verificare quali sono le ulteriori carenze, che già si rilevano in questo primo paragrafo, eh, noi andiamo a verificare che dovrebbero essere fatti degli screening per la diagnosi precoce. Ma chi è che li fa gli screening? A chi viene demandato il compito di realizzare gli screening? Diceva il collega Licandro precedentemente: "Ma il medico scolastico, che per realizzare gli screening nella prima infanzia…" - non solo per il diabete, ma per tutta un altra serie di patologie che poi vedremo - "…il medico scolastico lo vogliamo istituzionalizzare, oppure è un qualcosa di cui possiamo fare a meno, oppure in capo a chi viene scaricata la responsabilità di portare avanti la prevenzione primaria e l'attività degli screening?" Ma vogliamo dire anche, sulle linee guida, Assessore, perché la rete integrata possa davvero funzionare. Ma le linee guida, poi, a chi vengono inviate, al medico di base o ai medici di medicina generale, che alla fine devono gestire i pazienti, perché indipendentemente dal funzionamento… Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, colleghi consiglieri. Ma credo che la discussione che cominciamo a fare, su argomenti che diventano più specifici, e cioè i primi due, che rappresentano le malattie ad alta specificità per la Sardegna, il diabete mellito e le malattie rare, ci possano aiutare ad iniziare un ragionamento di metodo, che può aiutare questo Consiglio sia a riflettere su ciò che è successo fino adesso, nella discussione del Piano sanitario, e sia a ragionare su quale può essere il modo migliore per continuare questa discussione. Nel senso che, come hanno ricordato alcuni colleghi che sono intervenuti prima di me, sia sul diabete mellito, sul quale addirittura la Commissione sanità, durante il suo lavoro, ha attivato una sottocommissione che si è, almeno in parte, specificatamente dedicata allo studio dell'argomento e quindi ha cercato, riformandolo in maniera significativa rispetto a quello che era la stesura originaria, ha cercato di trovare quella conformazione generale del capitolo, che fosse la migliore per poter garantire risposte su un argomento che universalmente, in quest'Aula e anche fuori di quest'Aula, si ritiene essere argomento di primaria importanza in Sardegna. Ma anche per quanto riguarda le malattie rare ci sono state, anche durante la fase della discussione avvenuta in Commissione, delle disponibilità al ragionamento. Basta pensare, ad esempio, che una delle considerazioni che sono contenute all'interno del capitolo delle malattie rare, e cioè quella che concerne l'organizzazione del servizio di assistenza domiciliare per i pazienti in ventilazione assistita, anche ultrasessantacinquenni, e pensiamo soprattutto ai pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica, a quei pazienti che il drammatico caso Welby ha portato all'attenzione, in maniera forte, nel momento in cui la distrofia muscolare comporta un'assoluta mancanza di possibilità di sopravvivenza, in assenza di supporti di ventilazione meccanica che vengono dall'esterno. Pazienti che, purtroppo, oggi hanno anche più di sessantacinque anni, e quelli sotto i sessantacinque anni godono dell'assistenza da parte del sistema sanitario efficiente, quando compiono sessantacinque anni sembra che, sembrava, oggi c'è un'indicazione del Piano presente in questo senso, sembrava che potessero essere dei pazienti dimenticati. Quindi, la collaborazione, il rapporto di ragionamento, che su alcune parti di questo Piano è stato comunque sviluppato, ha consentito di arrivare a parti che, pur avendo ancora qualche proposta da parte della minoranza, ma ho visto anche da parte della maggioranza, di correzione, sono comunque nel solco di uno spirito che è abbastanza condiviso. Abbastanza cosa vuol dire? Abbastanza significa che chi deve scrivere il Piano sanitario non siamo noi della minoranza, chi deve scrivere il Piano sanitario siete voi della maggioranza, quindi voi vi assumete, voi vi siete assunti, la responsabilità delle cose che ci sono scritte e, per la parte in cui voi avete chiesto, deciso, voluto interagire con noi, noi non ci siamo sottratti né al confronto e né all'assunzione della responsabilità che deriva dal confronto, perché è ovvio che se il confronto c'è ed è un confronto proficuo, quando poi si fanno delle scelte, la minoranza non ha le stesse responsabilità della maggioranza, perché non è la minoranza che ha proposto né le linee guida né le soluzioni del problema ma, sicuramente, la minoranza, coinvolta nel ragionamento, è una minoranza che ha una quota parte di responsabilità, di cui non si vergogna e alla quale non si sottrae. Quindi, il ragionamento calza sin tanto che esiste il confronto. E voi sapete meglio di me che, mentre sulle parti iniziali del Piano il confronto c'è stato, ci sono state poi parte del Piano su cui nessun confronto c'è stato. E noi le abbiamo puntualmente ricordate nei cinquecentocinquanta emendamenti, forse non tutti i nostri, quindi nei cinquecento emendamenti che abbiamo presentato. E abbiamo ricordato che non si trattava, e sottolineato, che non si trattava di emendamenti rivolti a limare un singolo posto letto o ad andare incontro all'esigenza di un gruppo di malati, o peggio ancora, di una primario ospedaliero. Abbiamo sottolineato che gli emendamenti più importanti, che sul Piano noi abbiamo presentato, soprattutto sulla parte non discussa, riguardano scelte di carattere politico. Cioè riguardano scelte di carattere politico, sulle quali noi desidereremmo che l'Aula, cioè la politica, rimanesse centrale. Perché sono scelte di carattere politico che, comunque, comportano importanti condizionamenti della sanità pubblica e privata della Sardegna nei prossimi anni. Sono quei condizionamenti, che discendono dal Piano, che agiscono in maniera vera sulla qualità della salute percepita da parte dei sardi. Cioè, non stiamo parlando di questioni che riguardano il palazzo, ma stiamo parlando di questioni che si riverberano necessariamente tra i cittadini sardi. Beh, su queste, noi vorremmo che non ci fosse la centralità tecnico-manageriale, vorremmo che ci fosse la centralità della politica. Perché quando noi parliamo degli ospedali della Sardegna, e voi ci dite che c'è un Piano di modifica degli ospedali della Sardegna, beh, insomma, il Piano è un piano in cui la politica deve avere una sua centralità, perché vorremmo capire quando vengono chiusi, cosa se ne fa una volta chiusi, dove nascono i nuovi, che risposte danni i nuovi, quali sono le risposte dei vecchi che vengono cancellate. E non sono questione di poco conto, sono le questioni centrali della politica. Non è che noi contestiamo il vostro diritto di fare, semplicemente contestiamo il diritto che si possa fare senza discutere. Quindi, contestiamo che sia una sede tecnico-manageriale dove vengano prese delle scelte differenti da quelle che farebbe la politica, o magari anche uguali rispetto a quelle che farebbe la politica, ma senza che la politica ne sappia niente. Quando voi ci presentate una tabella, in cui ci dite quali sono i posti letto in Sardegna e dite, sapete oggi sono questi i posti letto in Sardegna per specialità" noi decidiamo di cambiarli, noi vi chiediamo e come li cambiate e voi ci rispondete sulla base dei parametri nazionali. Benissimo, allora noi prendiamo i parametri nazionali,che voi avete scritto e quindi, che noi pensiamo che siano scritti bene, ricalcoliamo i posti letto per specialità sulla base dei parametri nazionali, poi scopriamo che voi li avete tutti cambiati, avete senz'altro fatto bene a cambiarli, ma vorremmo capire su quale base, perché se il punto di riferimento sono i parametri nazionali vorremmo i numeri scritti secondo i parametri nazionali, se invece il punto di riferimento è altro vorremmo che ci spiegate, specialità per specialità, come mai siamo arrivati a numeri diversi, e quindi vorremmo che anche lì la politica fosse centrale nel comprendere la spiegazione, e nel decidere che la spiegazione va bene. Perché, colleghi, la preoccupazione che noi abbiamo, ma ve la rimandiamo affinché diventi una preoccupazione anche vostra, è che, come voi mille volte avete sostenuto, la sanità non è un compito computò ragionieristico, non è una fabbrica di scarpe e la qualità dell'efficienza del servizio sanitario non si misura soltanto in base al contenimento della spesa. Il contenimento della spesa, se è una riqualificazione, è senz'altro un elemento virtuoso, ma non è l'unico elemento virtuoso. L'elemento più virtuoso di tutti è il grado di soddisfazione dell'esigenza del paziente, perché il sistema sanitario nasce per soddisfare esigenze di persone che si rivolgono al sistema sanitario per eliminare, risolvere, attenuare, lenire un problema proprio o dei propri familiari. Quindi questo è la riflessione più forte, che noi stiamo proponendo in questo momento all'Aula, cioè anche quando noi parliamo del diabete, beh l'organizzazione che noi stiamo proponendo sul diabete, quella sulle malattie rare meriterebbe qualche ragionamento aggiuntivo, ma quella sul diabete, insomma, è un'organizzazione, perfettibile, direbbe la professoressa Dirindin, ma è sicuramente un'organizzazione migliore di quella che esiste oggi in Sardegna, però quando noi leggiamo sui giornali le proteste delle associazioni dei diabetici, ci rendiamo conto della differenza che esiste tra la sanità pensata e la sanità percepita, la sanità reale, la sanità data, e dove è, colleghi, che nasce la differenza, che nasce la discrasia, nei soldi, nel senso che, quando viene delineato, disegnato un sistema per la fornitura di assistenza ai pazienti del diabete, che è un buon sistema, non siamo ancora arrivati a fornire ai diabetici una buona assistenza. Per arrivare alla buona assistenza ai diabetici bisogna avere i soldi in tasca, levarseli dalla tasca metterli sul tavolo e farli correre per realizzare quella organizzazione che è prevista. Allora anche su questo ritorniamo sempre al punto di partenza, noi vi chiediamo, ma non ve lo chiediamo noi, ve le chiedono i sardi, garanzie che quello c'è scritto sul piano, soprattutto quello che è migliorativo non quello che è peggiorativo, possa essere sostenuto da risorse economiche adeguate, che oggi ci sembrano un po' in ombra rispetto ai problemi più volte citati del pareggio di bilancio, che non è l'indicatore della qualità dell'assistenza in Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Onorevole Presidente, Assessori e colleghi. Anche io brevemente su questa prima parte degli obiettivi di salute riguardante queste malattie, che per la loro importanza in Sardegna rivestono un'attenzione particolare da parte di questo organismo, da parte dell'organismo politico della Commissione sanità prima e poi da parte del Consiglio. Diciamo che, per quanto riguarda l'attuazione di questi interventi, perché nella stesura, l'ha già ricordato il collega Vargiu, per quanto ha potuto l'opposizione ha dato già il proprio contributo in Commissione, su questa parte del piano, vorrei ricordare soltanto che, appunto come già diceva il collega Vargiu, una cosa sono i piani una cosa sono le realtà, che poi ci troviamo ad affrontare. E' facile fare dei piani, a proposito, sottolineo anche qui, dopo averlo sottolineato in Commissione, che non si è persa neanche in questo caso la brutta abitudine di fare una Commissione specifica sul diabete, vorrei capire a che cosa serve, dato che tutti i compiti che si propone questa Commissione, tutte le finalità sono facilmente rintracciabili in una qualunque linea guida, da qualunque operatore del settore che si metta al computer è in grado di trovare i protocolli diagnostico-terapeutici, i programmi di indagini pneumologica più moderni, l'aggiornamento e tutto quanto possa servire a parte l'attuazione, che so, sui programmi di educazione sanitaria la parte attuativa attuattiva poi spetta a noi, spetta farla bene, ma per quello lo diceva bene sempre il collega Vargiu, c'è necessità di investimenti e di fondi oltre che dell'attenzione che la politica deve dare. Quindi io suggerirei assolutamente che questa parte riguardante la solita Commissione, se già non esiste una Commissione, e credo che ogni Assessore si nomina la Commissione di competenza, quando ha bisogno di un supporto ha diritto ai propri consulenti, che spesso sono amici e lo fanno a titolo gratuito, ma io non istituzionerei nessuna Commissione regionale a tal fine. Non ce n'è assolutamente bisogno. Diciamo invece che certamente la politica ha bisogno di attenzione per queste patologie rare, da poco sui giornali Sardi è venuta alla ribalta una patologia, quella della cistite interstiziale, voglio ricordarlo che qui non è neanche elencata, siamo venuti alla ribalta, perché noi gli affetti di questa patologia siamo una delle Regioni d'Italia, una delle poche Regioni d'Italia, che non dà neanche i farmaci specifici. I pazienti sono costretti, per essere curati bene, in modo adeguato, ai soliti viaggi oltre Tirreno, beh, ma con quale credibilità noi andiamo a dire poi ai sardi che noi faremo un libro dei sogni se non destiniamo per la realizzazione di questi obiettivi, neanche dei fondi adeguati, che qui non vengano peraltro indicati, soprattutto faccio il mea culpa in questa parte del piano, perché ho portato una critica negli interventi precedenti prima delle vacanze, riguardo alle finalità, riguardo scusate, ai tempi con i quali noi ci proponiamo di raggiungere questi obiettivi. Per quanto riguarda il diabete e altre malattie rare, abbiamo dato dei tempi, dei tempi che sono anche, secondo me, troppo stretti entro 60 giorni, per esempio, questa Commissione regionale sul diabete, abbiamo una fretta incredibile di costituire la Commissione, ripeto io propongo di toglierla, però sono convinto che se anche la lascerete, sono convinto che la lascerete, mi rivolgo ai colleghi della maggioranza, che fra 60 giorni io sarò qui a chiedervi se siete riusciti ad istituirla, non solo noi non riusciremo a portare avanti questo programma, ma non avremmo istituito neanche questa Commissione, perché fino ad oggi i tempi che l'Assessore ci ha dato da quando è stata insediata, per la realizzazione di qualunque obiettivo sanitario in Sardegna, non sono stati rispettati, ad iniziare da quelli per la per il piano sanitario regionale, per l'istituzione delle aziende miste e così via. Quindi è chiaro che non c'è credibilità, non c'è credibilità in questo piano, perché di obiettivi seri, strategici a cui dare priorità e tempi, non dico certi, ma abbastanza attendibili, non se ne sono andati, si danno dei tempi certi in questi casi e noi siamo certi che non verranno rispettati.
Per quanto riguarda le altre patologie rare, diciamo anche che l'organizzazione mi sembra abbastanza adeguata, cioè il sistema a rete, a raggiera non uso termini inglesi, sia perché non li so pronunciare, e sia perché sono difficilmente comprensibili, e comunque mi sembra abbastanza adeguato moderno, però, ripeto, c'è poca credibilità anche sul resto delle altre patologie rare, sia per quanto riguarda la SLA, per quanto riguarda la sclerosi multipla, da parte mia c'è una certa incredulità, comunque non vogliono fare un intervento assolutamente ostruzionistico, e ritengo di avere svolto il mio compito ricordando questi precisi elementi. Grazie
PRESIDENTE. Grazie onorevole Liori.
E' iscritto a parlare il consigliere Vittorio Randazzo. Ne ha facoltà. Non è in Aula decade.
Onorevole La Spisa, ma lei era iscritto? Perché non ho più la sua iscrizione.
LA SPISA (F.I.). Era una vecchia iscrizione.
PRESIDENTE. Va bene. Va bene colleghi, passiamo alla votazione degli emendamenti. Prima il parere del relatore.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. Grazie Presidente, allora, sull'emendamento numero 116 il parere è negativo così come anche per il numero 74. Per quanto riguarda l'emendamento numero 226 chiederei di sospendere la votazione così come per tutti gli emendamenti che riguardano i registri delle singole patologie, per quanto riguarda il diabete ma anche le malattie rare, ne vedremo altre successivamente, per la predisposizione di un unico emendamento che comprenda tutti i registri regionali presso l'osservatorio epidemiologico da approntare quando arriveremo nella parte terza del Piano all'osservatorio epidemiologico. Per l'emendamento numero 73 il parere è negativo così come per l'emendamento numero 225, per il numero 105, per il numero 227, parere positivo per il numero 228, parere negativo per il numero 232, per il numero 229, per il numero 268. Il numero 230 è sospeso così come per tutti gli altri, come ho detto prima per quanto riguarda i registri e anche per il numero 72 si chiede la sospensione. Il parere è negativo per il numero 231, per il numero 33 e per l'emendamento numero 96, primo firmatario la collega Lanzi, se ne chiede il ritiro, laddove fosse possibile, perché anche in questo caso trattandosi di malattia rara, per quanto riguarda la retinite pigmentosa vi è l'impegno assunto dalla Giunta regionale e dall'Assessore nella discussione avuta in Commissione, quindi credo che in Aula l'Assessore potrebbe ribadire la stessa volontà di predisporre un apposito registro regionale sempre presso l'osservatorio epidemiologico. Il parere è negativo per il numero 235…
PRESIDENTE. No, ci fermiamo così, il primo blocco è fino al numero 96.
PACIFICO (D.S.), relatore. Sì, fino al numero 96, mi scuso.
PRESIDENTE. Grazie. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Il parere è conforme.
PRESIDENTE. Grazie. Emendamento aggiuntivo numero 116, è in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha chiesto il voto elettronico palese, poi vediamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. L'emendamento numero 116 è un emendamento aggiuntivo, dopo il terzo capoverso del preambolo, chiamiamolo della premessa, dove si chiede di aggiungere, appunto, tale emendamento: "Gli obiettivi di salute articolati nel Piano sanitario regionale nei capitoli 1.5 da conseguirsi nel triennio in un sistema di rete, dopo un anno dall'emanazione sono oggetto di esame da parte della Commissione regionale competente per la valutazione dell'appropriatezza, dell'efficacia e dell'efficienza della qualità assistenziale. Gli eventuali correttivi sono sottoposti all'esame e all'approvazione del Consiglio regionale. Perché questo emendamento? Quest'emendamento va a accogliere quelli che sono i significati del contenuto dei paragrafi 1.5 dove si tenta, appunto, con le azioni che il Piano propone di venire incontro a tutte le problematiche che sono state evidenziate in questi paragrafi, … è ovvio che nel mentre, ai 60 giorni c'è da parte dell'Assessore dell'igiene e sanità la responsabilità di tracciare linee guida del diabete, e così via tutta una serie di azioni che devono essere messe in campo e diciamo che un anno sia più che sufficiente perché i provvedimenti assessoriali siano tali da poter dare gambe ai contenuti del Piano stesso. Per cui, per una valutazione sulla rispondenza delle iniziative assunte con il Piano è necessario che siano sottoposte all'esame della Commissione e del Consiglio perché davvero possano essere eventualmente predisposti o quanto meno valutate le azioni messe in campo e sia possibile fare delle valutazioni anche politiche sull'appropriatezza, sull'efficacia, sull'efficienza e sulla qualità assistenziale che nel corso di un anno si è riusciti a mettere in campo. Io credo, dopo le notizie anche di oggi, rispetto ad un incontro che l'Assessore alla sanità doveva avere con le associazioni che rappresentano i pazienti diabetici, credo che sia responsabilità di noi consiglieri regionali quella di verificare se le azioni che mette in campo l'apparato, l'Assessorato ma, soprattutto, le Aziende sanitarie siano rispondenti a quelli che sono i contenuti che il Piano stesso e alle linee che il Piano stesso traccia rispetto alla gestione della sanità. Io con questo emendamento ho voluto soltanto richiamare l'attenzione politica del Consiglio regionale e davvero c'è la necessità di una presa di coscienza sul fatto che se la sanità, come usa dire anche oggi l'Assessore in un'intervista comparsa sulla stampa che praticamente le soluzioni per il San Giovanni di Dio ma per tutta l'ospedalità sarda derivano solo dai nuovi ospedali. Io credo che invece le risposte alla sanità sarda possano arrivare da tutta quella rete di servizi che vengono attivati, tutta quella rete di servizi che raggiungono un'efficienza, che devono essere resi efficienti ma soprattutto tutte quelle iniziative che devono portare una qualità assistenziale che sia davvero rispondente a un paese civile, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu. Io ho detto che stavamo e stiamo votando l'emendamento aggiuntivo numero 116, in realtà dobbiamo votare prima il testo, insomma, chiedo scusa ai colleghi ma è difficile collocare tutti gli emendamenti e quindi dovremmo votare la premessa al testo, quello che reca "malattie ad alta specificità per la Sardegna", quelle poche righe le dovremmo votare ovviamente prima dell'emendamento aggiuntivo, quindi vi chiedo scusa per questo.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Rinuncio all'intervento, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Si, grazie Presidente, molto brevemente anche perché ero iscritto prima ma credo mi sia iscritto in ritardo, quindi cercherò chiaramente di stare nei tempi. La nostra volontà è naturalmente quella di partecipare nella maniera più ampia possibile al dibattito per la costruzione di un Piano sanitario per la nostra Regione, però io mi chiedo veramente a che cosa dobbiamo dare risposte, cioè quali sono state le domande che in tutta questa serie di interventi con cui si è esordito oggi pomeriggio, quali risposte si aspettano da noi perché, gran parte delle domande che sono state poste, dei problemi, io credo trovino già ampia risposta in quello che c'è scritto nel Piano sanitario che abbiamo in discussione. Se poi facciamo riferimento, come ebbi già modo di dire in fase di discussione generale, a quanto compare sulla stampa e non invece a quanto c'è scritto sul Piano o quelle che sono delibere ufficiali della Giunta, beh, io credo che a questo punto non ci ritroviamo più, perché facendo riferimento a quanto è scritto sulla stampa è ovvio che ognuno poi può scrivere quello che vuole e riferire quello che vuole.
Io credo che per queste malattie ad altissima specificità della nostra regione il Piano faccia uno sforzo eccezionale. Ci sono delle novità, in questo in particolare, che nasce proprio dalla condivisione piena con gli operatori diabetologi e con le associazioni dei malati. E allora dire "lavorare in rete". Lavorare in rete significa farlo questa volta per la prima volta, perché il coordinamento a cui faceva riferimento l'onorevole Liori, che lui giudica assolutamente inutile, altro non è che il coordinamento nella nostra regione di tutti i responsabili della diabetologia. E allora immaginare un tipo di lavoro in rete fra strutture territoriali e strutture ospedaliere io credo che sia una grande novità nella nostra regione, perché in questo momento il diabete era curato praticamente esclusivamente a livello ospedaliero e le carenze maggiori noi le abbiamo a livello territoriale e tutti i centri che si occupano di diabetologia fanno la stessa cosa. Noi abbiamo voluto immaginare, invece, vari livelli di specializzazione per la terapia del diabete nella nostra regione. Sul diabete in età infantile: anche qui l'onorevole Licandro ha fatto una lunga e approfondita meditazione, riflessione. Io credo che l'onorevole Licandro non abbia letto molto attentamente il Piano, cioè per quanto riguarda il diabete in età infantile il Piano fa riferimento ad una legge nazionale che…
PRESIDENTE. Onorevole Frau, il tempo è esaurito. Grazie.
Onorevole Marrocu?
MARROCU (D.S.). No.
PRESIDENTE. Va bene. Quindi votiamo, colleghi, prima il testo: "Malattie ad alta specificità". E' stato chiesto il voto elettronico dall'onorevole Amadu. Chi lo sostiene?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Rassu, Contu, Petrini, Vittorio Randazzo, Alberto Randazzo, Sanjust, Biancareddu.)
Bene. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della parte introduttiva del primo capitolo, parte prima: "Malattie ad alta specificità per la Sardegna".
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Cocco e Pisu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Capelli - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 59
astenuti 3
maggioranza 30
favorevoli 35
contrari 24
(Il Consiglio approva).
Emendamento numero 116, su cui abbiamo fatto le dichiarazioni di voto. Chi lo approva alzi la mano.
Chiedo scusa, non è stato richiesto il voto elettronico, quindi per alzata di mano. Chi approva l'emendamento numero 116 alzi la mano.
CAPELLI (U.D.C.). Lo ha chiesto prima Amadu…
LA SPISA (F.I.). Ma poi ci sono richieste di dichiarazione di voto…
PRESIDENTE. Beh, per tutto l'onorevole Amadu?!
(Interruzioni)
No, io non… è arrivata adesso quella dell'onorevole Vargiu. E' arrivata in questo momento.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi scusi, però non è arrivata in questo momento. Io ero prenotato perché lei aveva messo in votazione l'emendamento numero 116. Ho rinunciato quando lei ha spiegato che non era in votazione l'emendamento numero 116; adesso che lo ha richiamato mi sono riprenotato.
L'emendamento numero 116 è un emendamento metodologico, quindi il modo in cui è stato illustrato dal collega Contu ed è stato non adeguatamente apprezzato dai colleghi della maggioranza non fa ben pensare per intenzioni che siano aperturistiche rispetto ai ragionamenti che vengono proposti. Nel senso che sostanzialmente l'emendamento numero 116 dice che voi avete individuato una serie di priorità nelle strategie con cui devono essere affrontate le malattie ad alta specificità per la Sardegna. Noi non contestiamo le priorità che voi avete individuato, anzi le contestiamo ma non fa parte del ragionamento, semplicemente diciamo, beh, che ci sia un momento in cui la Commissione consiliare, a distanza di un anno di tempo rispetto all'inizio di quest'attività che si dispiega sulle patologie ad alta specificità in Sardegna, prende in esame ciò che si sta facendo e verifica e valuta se sta andando bene l'indicazione contenuta nel Piano. Certo, voi potrete dire: "Ma il Piano è un'indicazione di indirizzo, vale per tre anni, questo lavoro lo facciamo al terzo anno e non lo facciamo adesso". Benissimo. Se questa fosse la risposta e se questo fosse l'intendimento ci sarebbe già qualcosa all'attenzione dell'Aula di diverso rispetto al silenzio che sull'emendamento illustrato dal collega Contu sino a questo momento c'è stato, nel senso che non mi sembra che dire su un elemento importante qual è quello delle malattie ad alta specificità che secondo voi, giustamente secondo noi, ha reso necessario introdurre un capitolo specifico in cui venissero dettagliate specificamente le malattie, non mi sembra affatto né un'attività ostruzionistica di minoranza e neanche una mancanza di riguardo nei confronti della maggioranza chiedere che ci sia un momento, durante la vigenza del Piano, in cui queste azioni che vengono dispiegate siano valutate dalla politica, quindi che non siano valutate soltanto dai manager e che ci sia un momento in cui la politica dica che sia le finalità degli obiettivi, sia i metodi messi in campo, sia le risorse che si stanno utilizzando stanno effettivamente raggiungendo quei risultati virtuosi secondo i ragionamenti della maggioranza. Quindi mi sembra che la proposta che veniva fatta era una proposta di buon senso e come tutte le proposte di buon senso avrebbe quantomeno meritato una riflessione per capire se…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sì, io vorrei cogliere l'occasione della dichiarazione di voto per un velocissimo ragionamento che è questo: 600 emendamenti circa a un Piano sanitario significa la non volontà di emendare il Piano sanitario perché comunque avviene un processo di muro contro muro che non favorisce la possibilità di emendare il Piano e quindi ci porterà a una discussione, come quelle che stiamo affrontando sino a questi giorni, molto lunga e senza risultati concreti, se non quello di allungare il tempo di approvazione del Piano. E del resto, devo dire, 600 emendamenti non consentono neppure di valutare quali sono realmente gli obiettivi che una minoranza consiliare intende idealmente portare per non stravolgere un Piano, che ovviamente la maggioranza non può accettare, ma modificarlo in positivo e migliorare e accogliere eventualmente quelli che possono essere alcuni suggerimenti che dalle minoranze vengono. Io invece ritengo che fosse possibile individuare alla luce del sole - quindi anche se adesso, qui non c'è mai la luce neanche quando si è di giorno, siamo già di notte - quali sono i veri obiettivi che la minoranza si pone essere obiettivi irrinunciabili di modifica a questo Piano per consentire anche alla maggioranza di valutarla e ottenere magari che su quei punti si ragioni e su quei punti si trovi una sintesi. Consentire quindi alla minoranza non di raggiungere l'obiettivo di mantenerci qui venti giorni e comunque poi di non modificare il Piano e di farne solo una battaglia politica, ma realmente di conseguire un risultato e dire: "La nostra battaglia è servita comunque a introdurre delle modifiche del Piano su questi punti sostanziali"; consentire alla maggioranza di riflettere su questo ed eventualmente trovare sintesi e andare all'approvazione del Piano, che è quello che è l'obiettivo nostro, e soprattutto consentire ai sardi di avere rapidamente un Piano sanitario dopo che da vent'anni si attende che il Piano sanitario venga approvato da questo Consiglio. Io credo che con questo spirito si potrebbe valutare anche l'ipotesi di chiudere anticipatamente stasera, consentire una riflessione nella maggioranza e anche nella minoranza e trovare un momento di incontro, ripeto, senza nessuna... in una discussione vera, concreta tra di noi che arrivi ad una sintesi del lavoro di approvazione di questo Piano sanitario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, io voterò a favore dell'emendamento 116, ma approfitto anch'io per dire che, a mio avviso, il Piano sanitario merita un'approfondita discussione alla luce del sole e non essere relegato ad una mera trattativa fra le parti. Credo che anche il parere dato dal relatore di maggioranza, di sospensione, di giudizio sospeso su diversi emendamenti presentati dalla minoranza, credo che sia frutto, appunto, di questo confronto che deve avvenire in Aula. D'altronde, la nostra proposta - onorevole Marrocu e colleghi tutti - è presente nella riscrittura del Piano che noi proponiamo attraverso gli emendamenti. Comprendiamo benissimo che non si può recedere da una proposta per sposarne totalmente un'altra, questo mi sembra ovvio, però stiamo cercando di recuperare quello che non è avvenuto in Commissione, soprattutto nell'ultima fase della Commissione, e bene è stato esplicitato prima dai colleghi che mi hanno preceduto. Per cui c'è, a mio avviso, la chiara dimostrazione da parte della minoranza che non si vogliono passare inutilmente venti giorni qua per mero e puro ostruzionismo, ma proprio per sollecitare soprattutto i colleghi più competenti della maggioranza ad affrontare in Aula, nel posto delegato a discutere le leggi, nei tempi necessari, non necessariamente col calendario. Noi ripetiamo, vogliamo e siamo d'accordo che il Piano sanitario debba essere approvato finalmente in Sardegna, ma vorremmo un confronto pubblico non solo interventi... lei ha detto onorevole Marrocu "con gli interventi che ci sono stati finora in quest'Aula", ci sono stati interventi molto opportuni, molto ben chiare le spiegazioni sugli emendamenti di altissima qualità e competenza che credo avrebbero meritato una risposta e non un semplice sì o no sull'accettazione dell'emendamento, e sarebbe stato sicuramente un segno di gratificazione per l'Aula e dello stesso Piano sanitario se anche i colleghi della maggioranza avessero espresso le proprie opinioni sugli emendamenti proposti. Dopodiché nella discussione si possono sempre formare insieme quelle tesi e quelle posizioni alternative o sostitutive o migliorative del testo che non per forza di cose devono avere una targa. Perciò, fare il Piano sanitario è una collaborazione fra le parti, fra le parti che pensano di intervenire per migliorare un testo, per finire e consegnare un prodotto che sia efficace ed efficiente per migliorare la struttura sanitaria sarda. Questa è la nostra proposta, se poi ritenete che voi proponete che si possa ripetere un veloce approfondito passaggio in Commissione tra i colleghi che più di altri hanno seguito con competenza questo Piano...
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, concluda.
CAPELLI (U.D.C.). Noi siamo disponibili, fin da stasera, a dare un'accelerata di confronto nella Commissione competente.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto favorevole al nostro emendamento e nello stesso tempo vorrei che fosse chiaro che questo Piano è stato caratterizzato sul piano, diciamo, del metodo con cui è stato discusso prima in Commissione e poi in Consiglio regionale, da un appesantimento di rapporti determinato da un'accelerazione nelle fasi finali dell'esame in Commissione e questo ha determinato, quindi, nel momento dell'esame dell'Aula, la necessità di recuperare il tempo perso - così com'è stato detto - con un'analisi puntuale da cui sono scaturiti i numerosissimi emendamenti che abbiamo proposto...
CUGINI (D.S.). Giorgio, ma gli emendamenti sono la parte iniziale!
LA SPISA (F.I.). Gli emendamenti presentati non sono stati un'esercitazione finalizzata semplicemente ad allungare i tempi, erano indicazioni e sono indicazioni di contenuto. Noi certamente tra tutti questi emendamenti o nella sintesi di questi emendamenti, noi e credo anche come emerso anche dal dibattito pubblico anche di questi giorni sulla stampa, vi sono anche delle grandi problematiche di carattere generale, non riguardanti interessi specifici, questioni di carattere generale che evidentemente il sistema politico sardo vuole affrontare debitamente. Allora, adesso in Aula, in questi giorni, noi dobbiamo fare in modo che emergano queste questioni di fondo, discutendo nel merito delle questioni e, quindi, non perdendo tempo, ma approfondendo i diversi aspetti nel tempo debito, come dimostra anche il fatto che certamente oggi stiamo dedicando il tempo debito a queste questioni, ma sottraendo qualunque ipotesi di ulteriore frettolosità o finale frettolosità nell'approvazione di questo testo in Aula, che darebbe... certamente non renderebbe merito all'azione di approfondimento che l'opposizione ha fatto, e che ancora può essere fatta in quest'Aula alla luce del sole, com'è stato detto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 116.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Sanciu e Gallus hanno votato a favore e i consiglieri Silvio Cherchi e Meloni hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Biancareddu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Lombardo - Moro - Petrini - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanciu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 57
astenuto 1
maggioranza 29
favorevoli 20
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento soppressivo parziale numero 74.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. L'emendamento soppressivo intende correggere a pagina 7, alla riga 1 e 2, correggere secondo il nostro parere, il contenuto del punto 3, ovvero sopprimendo le due parole alla riga 1 "anche non", praticamente noi diamo luogo ad assicurare la disponibilità di specialisti che sono all'atto pratico quelle figure che nell'ambito delle strutture ospedaliere che sono in grado di assicurare e seguire razionalmente dei pazienti nell'ambito appunto di quei centri ospedalieri dove oggi per la maggior parte vengono seguiti pazienti diabetici e in questo modo noi diamo una continuità anche di funzione a queste figure. Perché se davvero noi dovessimo attivare tutti i percorsi, ovvero distrettualizzare quella che è la rete, la rete per i servizi di diabetologia, noi molto probabilmente dovremmo andare a farci carico di tutta una serie di figure che oggi non sono presenti, non sono presenti e comunque sia, non fanno parte né della convenzionata, non fanno parte della rete delle figure specialistiche oggi presenti nel territorio per cui molto probabilmente in un primo tempo dovremo servirci proprio di quelle figure che sono già strutturate negli ambiti ospedalieri. Mentre invece la soppressione della parola "neurologo" sta a cancellare un errore materiale che è nel contenuto degli specialisti che dovrebbero partecipare alla realizzazione della rete specialistica di servizio ai pazienti diabetici. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Dirindin per una precisazione sul testo e soprattutto su un errore materiale che probabilmente sta alla base della ripetizione della parola "neurologo".
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, chiedo scusa, c'è un errore materiale a pagina sette, nella seconda riga c'è scritto due volte "neurologo", uno dei due è nefrologo, quindi si tratta di fare una correzione, grazie.
PRESIDENTE. Quindi si corregge materialmente questo errore, per cui il primo "neurologo" è "nefrologo", resta in piedi dell'emendamento la prima parte.
(Non è approvato)
Emendamento sostitutivo parziale numero 226. C'è la richiesta da parte del relatore di sospendere l'emendamento numero 226.
(E' approvato)
Emendamenti aggiuntivi numero 73 e numero 225. Il 73...
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Vede, Presidente quest'emendamento fa parte, come già detto nel precedente intervento, di quelle proposte di cui il collega Frau e il Capogruppo dei DS parlavano nei loro interventi, ma molto probabilmente la lettura è stata così superficiale o se approfondita non è stata capita la proposta, quando si dice, collega Frau, che nel testo dell'emendamento si propone screening da effettuare soprattutto nelle scuole di ogni ordine e grado con l'introduzione del medico scolastico penso che nella sua cultura di medico, collega Frau, ci fosse anche la conoscenza della figura del medico scolastico, una figura che è stata cancellata nel tempo e che oggi in questo Piano invece nonostante si proponga di esercitare formazione ma di esercitare soprattutto quella prevenzione nella cultura nel caso specifico del diabete, io lo dicevo a proposito del diabete, la conoscenza da parte dei bambini fin dalla più tenera età di un'alimentazione corretta, ma soprattutto da parte dei genitori di tutta quella serie di precauzioni, la somministrazione dell'insulina in luogo protetto e così tutta una serie di attività che all'atto pratico hanno il bisogno di un sostegno di tipo culturale che deve essere riattivato nelle nostre scuole di ogni ordine e grado. Io credo che alcune iniziative promosse in ambito di altre Regioni, Lombardia, Toscana, Veneto dove l'istituto del medico scolastico è stato inserito prepotentemente ma per i diabetici, ma per tante altre attività che devono essere fatte in ambito scolastico, di prevenzione devono essere fatte in ambito scolastico, caro Assessore, questa è una grossa carenza che credo che quest'emendamento aggiuntivo cerchi di superare. A lei poi o alla responsabilità della maggioranza il riconoscimento che questa figura può essere un ausilio importante della prevenzione di alcune grosse patologie, ma della prevenzione in totale e in assoluto nell'ambito scolastico. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, io esprimo il voto a favore rispetto all'emendamento numero 73 e anche in questo senso io credo che sia un emendamento che starebbe bene all'interno del Piano nel senso che noi stiamo parlando dell'attività di lavoro sul diabete e stiamo dicendo che l'attività di prevenzione che é anche quella di screening e di diagnosi precoce viene svolta direttamente da professionisti che si rivolgono alla fascia anagrafica più esposta e cioè a quella scolastica. Il collega Contu che ha esperienza di attività di lavoro all'interno dei servizi di igiene pubblica, sa quanto il presidio di medicina scolastica sia utile per poter consentire l'intercettazione di queste patologie, poi qualche collega della maggioranza, magari il collega Frau, il collega Marrocu, il collega Cugini, le persone che più attentamente stanno seguendo il Piano potrebbe dire, ma, quest'emendamento è sostanziale per la radicale modifica del Piano? Ma insomma colleghi, non è sostanziale! E' un buon emendamento ma non è sostanziale ma altri sono sostanziali, quelli che riguardano la centralità della politica nelle scelte, c'è chi deve fare il Piano per gli ospedali, chi deve decidere la riduzione del numero dei posti letto e come devono essere decisi, questi sono emendamenti sostanziali, è evidente che non sarebbe buono, collega Cugini, giusto perché ti ho davanti, se noi ci concentrassimo su tutti i 550 emendamenti con lo stesso grado di attenzione, è evidente che sarebbe buono se ne individuassimo alcuni che sono fondamentali per una correzione delle ottiche sbilenche del Piano, quindi non per la correzione dei contenuti ma del metodo del Piano perché noi riteniamo che il metodo debba essere nel Piano quello che sulle scelte di politica scelga la politica, non i ragionieri non i manager non i consulenti delle AA.SS.LL., quindi se questo principio venisse accettato, a ricaduta ci sono emendamenti e ci sono parti del Piano sulle quale si può ragionare non per cambiare quello che c'è scritto ma per cambiare il metodo attraverso cui si deve arrivare a ciò che scritto non c'è.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io voterò contro in quest'emendamento perché ritengo la specificazione indicata non compatibile con questo documento e peraltro in questo emendamento e in questo che si sta discutendo intravedo proprio la volontà ostruzionistica al Piano cioè il tentativo di prolungare, come succede molte volte in altre circostanze, la discussione per svilire il traguardo politico, il risultato politico perché il peso di una maggioranza non è inteso come un prodotto del lavoro del Consiglio, è venuta dai banchi della maggioranza la proposta di vedere in modo chiaro quali sono le questioni che ciascuna parte politica qua rappresentata intende come questioni significative. Per quanto ci riguarda noi abbiamo presentato alcuni emendamenti fotocopia, tre, uno dei quali il relatore ha chiesto il ritiro, riguarda l'emendamento numero 96 quello relativo a patologie della vista relativo alla retinopatia pigmnetosa, che è un'affezione che ormai interessa centinaia e migliaia di sardi, noi intendiamo questa richiesta nella direzione che questo obiettivo è raccolto e ha pari dignità di altri e quindi bisogna verificare la formulazione ma certo ci sarebbe piaciuto una sede nella quale ragionare su questo e sugli altri emendamenti, per esempio quello sul precariato, per esempio quello sui servizi esternalizzati che sono di altra sostanza, per il funzionamento dell'amministrazione sanitaria e sui quali non è pensabile il ritiro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, probabilmente se non fosse intervenuto l'onorevole Uras non sarei intervenuto, ma vorrei far presente che c'è la piena disponibilità della minoranza, non a porre ostruzionismo in quest'aula, ma migliorare questo Piano soprattutto come ricordava il collega Vargiu, nel metodo e nella gestione complessiva che deve essere affidata alla politica.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
(Segue DEDONI.) Vede onorevole Uras, lei ha cercato di parlare di esternalizzazioni e così via le approvazioni della finanziaria nazionale hanno portato ad una drastica riduzione di quella che è la Sanità carceraria, l'onorevole non Pisu, presidente della Seconda commissione, autorevole rappresentante di Rifondazione comunista, l'onorevole Caligaris ed altri autorevoli esponenti di quella Commissione spesso e volentieri hanno visitato le carceri e hanno cercato di portare solidarietà, come mai in questo caso nessuno si è levato a difendere i reali interessi, quelli dei carcerati che non hanno la giusta assistenza sanitaria perché l'avevano già ridotta notevolmente, come è avvenuto per esempio per mia conoscenza del carcere di Oristano che ha già drasticamente ridotto i manager delle AA.SS.LL. gli orari di presenza del medico in quella condizione. Non sono forse dei cittadini anche loro? E voi che tanto vi attribuite la bontà di seguire i diritti civili con estrema attenzione forse non sarebbe uno dei casi questo da poter verificare con maggior attenzione e maggiore puntualità politica in difesa di cittadini che non hanno altro tipo di difesa come dite spesso e volentieri voi in tutte le sedi e in questa circostanza non s'è levato nessuno a protestare e nessuno è andato a fare qualche visita di circostanza nelle sale carcerarie.
Io credo che prima di parlare bisognerebbe prestare molta attenzione a tutto quello che si svolge in termini politici, noi ce la mettiamo e stiamo cercando non di creare ostruzionismo ma di portare una Sanità più adeguata, più efficace, più efficiente e meno legata a ragionierismi della Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni.
Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Vittorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Grazie Presidente, anch'io probabilmente come l'onorevole Dedoni, se non fosse intervenuto l'onorevole Uras non sarei intervenuto per questo emendamento. Però, siccome ho partecipato alla stesura dell'emendamento numero 73 mi sento in dovere di dire qualcosa, questo credo che sia un emendamento che potrebbe essere benissimo accettato anche perché durante la lettura del Piano, cari colleghi della maggioranza vi accorgerete che fra consulte, commissioni, comitati, osservatori, registri e tante altre istituzioni che il Piano istituisce, magari con il medico scolastico dove si potrebbe avere un vero screening di molte delle malattie o comunque di molte patologie che colpiscono i sardi, veritiero e anche, non posso dire primitive, non mi viene in termine, ecco: prese in tempo! Magari si potrebbe evitare che un bambino dislessico diventi autistico, magari si potrebbe accertare una sclerosi multipla abbastanza in tempo o comunque iniziare una cura degna di tale nome nel tempo migliore per il paziente, credo che questo emendamento sia un'apertura grossa che la minoranza fa alla maggioranza, non è il contrario. Il medico scolastico può essere l'inizio di un collaborare per fare meglio questo Piano sicuramente. Io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento grazie.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 225.
ARTIZZU (A.N.). Presidente chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. L'onorevole Artizzu ha chiesto il voto elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 225
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Francesco Sanna, Uras e Pisu hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Contu - Dedoni - Gallus - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Licheri - Masia - Meloni - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Secci.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 49
votanti 48
astenuto 1
maggioranza 25
favorevoli 15
contrari 33
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 105.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io esprimo il mio voto positivo sull'emendamento 105, di cui sono convinto assertore. E devo considerare, nel novero delle aperture, il fatto che l'emendamento numero 225, testé votato, avesse incassato il parere favorevole della Commissione. Quindi, non solo non si riesce ad avere le aperture su ciò su cui non siete aperti, ma ci sono anche chiusure su ciò su cui eravate aperti. Nel senso che io non ho fatto dichiarazione di voto e gli altri colleghi della minoranza non ne hanno fatto, perché l'emendamento numero 225 era stato approvato dalla Commissione. Mi rendo conto che, avendo lavorato la Commissione alle due del mattino, in un contesto non adatto - lo abbiamo detto mille volte - all'approfondimento, al ragionamento e alla discussione, si arrivi in Aula con infortuni di questo genere. Infortuni che, però, sono indicativi che il metodo di lavoro che voi avete cercato di imporre e che state, ancora adesso, imponendo, caro collega Uras, non sono metodi di lavoro che giovano a scrivere bene le cose che sono contenute nel Piano. Perché, voi stessi, non vi siete accorti che avevate dato parere favorevole all'emendamento e poi avete votato contro. Quindi, questo indica, collega Uras, che il metodo della corsa tende a fare quelli che l'onorevole Contu definisce "gattini ciechi". E io concordo con l'onorevole Contu, sulla cecità dei gattini, che sono partoriti da quest'Aula. L'emendamento numero 105, sul quale non so sino al momento del voto quale sarà il vostro parere, quindi lo esprimo con libertà e liberalità, l'emendamento numero 105 è sicuramente un emendamento che rafforza la qualità della risposta. Perché? Perché ipotizza che all'interno dei servizi di pediatria ci sia, funzionante, ciò che noi sappiamo che, laddove possibile, già è funzionante. Cioè il servizio di diabetologia pediatrica, un ambulatorio di diabetologia pediatrica, una risposta di diabetologia pediatrica che sia differenziata rispetto al resto della risposta. Oggi, noi sappiamo che i centri di riferimento dovrebbero essere uno solo, ma voi avete pensato: "Meglio due, così anche Sassari ce l'ha" e siamo d'accordo. Noi pensiamo che, meglio che Cagliari e Sassari, sarebbe che la risposta di diabetologia pediatrica, con un minimo di qualificazione, che è quella rivolta a dare quindi una risposta più peculiare a quei problemi della pediatria diabetologica, che sappiamo avere una propria peculiarità, anche perché è importantissimo l'approccio psicologico e terapeutico che deve essere realizzato in questa fascia anagrafica, beh, noi stiamo chiedendo che questo abbia una dignità all'interno del Piano. Sempre una cosa migliorativa, per la quale voi ci potreste anche rispondere…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). …grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente. Anche perché si continua a parlare di ostruzionismo da una parte, mentre si cerca la collaborazione. Ma, a parte quello che ha detto il collega Vargiu, che già c'è un ulteriore chiusura rispetto ad accordi precedenti, mentre vedo che le uniche cose che accettate sono, al limite, qualche concessione su ulteriori osservatori, io vorrei rispondere al collega Frau, chiaramente il tempo si è esaurito prima che io capissi quello che voleva dire, quindi considerando che da parte della maggioranza gli interventi sono col contagocce, probabilmente, non lo saprò mai. Ma ho fatto in tempo a sentire che lui ha detto che io non ho letto con attenzione il Piano. Beh, io devo dire una cosa: "Il piano l'ho letto con molta attenzione, probabilmente, siccome sono soltanto un semplice medico di campagna, forse, non l'ho capito. E quindi, chiedo ulteriori spiegazioni. Perché quando io, con questo emendamento, chiedo un reparto di diabetologia, un servizio di diabetologia pediatrica in ogni reparto di pediatria, in effetti, lo faccio perché, siccome sono fortemente preoccupato dai numeri, si parla di 50 mila diabetici in Sardegna diagnosticati, mentre ci sarebbe un sommerso di un numero di circa 30 mila, per difetto, di persone per le quali non è stata ancora fatta la diagnosi. E allora io, visto che negli obiettivi si parla di definizione, di adozione di standard diagnostici e terapeutici adeguati, di programmi di screening, di potenziamento dell'attività sul territorio, io resto fermamente convinto che, per quanto riguarda tutti questi obiettivi, non sia assolutamente sufficiente l'istituzione di unità semplici di diabetologia e malattie metaboliche nel territorio, che coincidano con i distretti delle AA.SS.LL. Io credo che siccome forse in Sardegna non ci sono malattie che colpiscono i bambini in modo così duro e con una diffusione così alta, credo che soltanto attraverso l'istituzione di un servizio di diabetologia pediatrica in ogni reparto di pediatria si possono portare avanti tutti quegli obiettivi, che si vogliono effettivamente raggiungere. Ora io chiederei una risposta, vorrei che qualcuno della maggioranza facesse una dichiarazione di voto su questo emendamento. Non è certamente un emendamento di ostruzione, è un emendamento che tende a migliorare realmente quella che è una situazione drammatica, che colpisce duramente soprattutto le fasce più deboli, mi riferisco ai bambini piccoli. E vorrei sapere quali sono i motivi che appunto possono portare alla…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Credo che la risposta che l'Aula ha dato, la maggioranza ha dato, all'emendamento 225, sia palese di una volontà, così, cieca direi, di rigettare qualsiasi proposta. E ai colleghi della maggioranza della Commissione sanità vorrei ricordare che quell'emendamento, proposto in sede di discussione in Commissione, venne condiviso ed era presente anche l'Assessore in quell'occasione. L'emendamento numero 72… numero 73 per la precisione, stavo sbagliando riferimento numerico dell'emendamento! Questo per dire ai colleghi, al collega relatore, ma dire ai colleghi della Commissione che, molto probabilmente, non hanno saputo saggiamente, così, riferire ai colleghi in Aula qual era la posizione assunta, qual era la posizione che era stata condivisa ma, soprattutto, volevo ricordare al collega Uras, che in questo momento sta seguendo altri discorsi: "Caro collega Uras, tu hai un'età che ti ha portato a conoscere quale era l'opera, l'azione e soprattutto la motivazione che aveva il medico scolastico, quando tu frequentavi la scuola dell'obbligo, e così tanti altri qui dentro". Bene, non esiste più quell'istituzione, da diversi anni, è stata cancellata. Ma non sono stati cancellati neanche i pidocchi dalle scuole, caro collega Uras. Perché noi abbiamo i bambini infestati di pidocchi, di nuovo, nelle scuole. E queste cose bisogna… bisogna farsene carico di questi problemi, come pure tutti gli altri problemi che si danno in carico ai nuovi servizi, che si vogliono istituire senza sapere chi però deve andare a gestire questa formazione a livello scolastico, che riguarda il diabete ma che riguarda la prevenzione di tante altre patologie, compresa l'obesità, compresa tutta un'altra serie di iniziative, che questo Piano intende portare avanti. Ed è chiaro che il mio voto è a favore dell'emendamento numero 105, per l'istituzione in ogni reparto di pediatria del servizio di diabetologia pediatrica. Credo che anche su questo emendamento si intenda promuovere, con questo emendamento, la vostra sensibilità…
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Contu.
Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Grazie Presidente, io vorrei ricordare ai colleghi, per ristabilire un minimo di rapporto di, anche di correttezza sulle cose che sono state fatte in Commissione, che per quanto riguarda alcuni emendamenti, di cui si era sospeso il giudizio, questo non voleva dire che dovevano essere poi tutti quanti accolti in Aula, noi abbiamo un po' affinato le argomentazioni, alcuni degli emendamenti, che sono stati sospesi in Commissione nel giudizio, avranno un giudizio positivo da parte del relatore e alcuni altri non l'avranno perché non calati in maniera congrua all'interno del testo. Ricordo a proposito di strumentalità, al collega Licandro e anche al collega Contu, perché mi dispiace quanto da loro affermato in merito all'attenzione sui problemi della diabetologia pediatrica, che all'interno del piano, ed è avvenuto questo dopo discussione, quindi dopo che era stata votata anche dalla, questa parte anche dalla minoranza, dopo approfondita discussione sul diabete, in Commissione sono stati inseriti due servizi di diabetologia pediatrica, uno a Sassari e uno a Cagliari, secondo, andando benoltre l'indicazione della legge nazionale del 16 marzo del 1987 numero 115 che prevede in ogni Regione un singolo servizio di pediatria, almeno uno, noi ne abbiamo inserito 2, uno Sassari e uno a Cagliari di servizi di diabetologia pediatrica, e andando oltre le indicazioni di legge proprio in considerazione del particolare problema che nella nostra Regione c'è. Lo dico questo, lo dico non per voler polemizzare tenendo conto che l'unico primariato di diabetologia pediatrica che c'era presso l'ospedale Brotzu a Cagliari fu soppresso durante il governo di centro destra, e noi non solo lo stiamo ripristinando, ma semmai stiamo potenziando questi servizi, con un servizio anche nel Nord della Sardegna. Quindi io credo che la discussione vada riportata nelle giuste, nei giusti canoni si potrebbe star qui in Aula a rispondere con accuse reciproche di quanto è stato fatto nel passato e di quanto vorrà essere fatto nel futuro. Io credo che su alcune indicazioni, sono intervenuti alcuni colleghi, il collega Marrocu, ha dato alcune aperture io credo su alcuni temi di larga portata, non si può stravolgere il piano, non si possono inserire emendamenti che possono scardinare, anche quello che è la normale, che è il normale testo, non si può entrare nel merito di ogni singola frase con emendamenti su emendamenti, mentre su alcune questioni di principio io credo che si è detto, si è già largamente dibattuto in quest'Aula e si è detto che vi è una disponibilità anche di accogliere alcune indicazioni di massima. Se questo fosse, io credo, che visto anche la discussione almeno su questa parte del piano in Commissione c'è già stata, perché non si può dire che non vi sia stata in Commissione, almeno su questi primi importanti temi. Io credo che si potrebbe arrivare anche in conclusione a lasciar andare le cose…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pacifico.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). La riflessione che facevo, io voterò contro, ovviamente questo emendamento, sulla volontà ostruzionistica, io, sono 560, quindi uno può prendere qualunque a caso mi sono preso il 573, ho preso un emendamento che dice "al primo capoverso della quinta riga le parole di gran lunga insoddisfacenti sono sostituite con inferiori alle aspettative", questo è la natura delle modifiche che si vuole proporre al piano e in questa confusione, promossa dalla minoranza, strumentalmente, si fa in maniera tale che i temi veri, che riguardano il funzionamento della sanità in Sardegna vengano annacquati, dimenticati anzi addirittura qualche volta sommersi da tentativi più o meno validi di sostegno di situazioni particolari, territoriali, di reparto di azienda sanitaria o di quant'altro, che vengono da diverse parti, anche di questo Consiglio, anche di questo Consiglio. Io mi chiedo, noi che tutti quanti diciamo essere i difensori di questa Aula, che vanno bene le battaglie ostruzionistiche, io per esempio, le condivido qualche volta tento anche di farle, se una categoria in generale, un sistema, il mondo del lavoro, sono colpiti nei loro diritti fondamentali, ma non in ragione di prressare per questo o quel singolo obiettivo non di valenza generale o per non consentire il conseguimento di un traguardo, che fra l'altro siamo 21 anni tutti quanti che diciamo che vogliamo raggiungere, quindi io l'invito lo faccio, continuo a farlo andiamo al sodo vediamo quali sono le cose, noi alcune le abbiamo le difenderemo, le difenderemo con tutta l'energia di cui siamo capaci, dentro questa Aula e anche fuori di questa Aula, così come abbiamo sempre fatto, e così come intendiamo sempre fare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras.
Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Io riprendo ciò che ha scritto nell'emendamento l'onorevole Licandro, per dire che è un modo sicuramente di apertura anche questo, che continuiamo a darvi, se l'istituzione del servizio di diabetologia pediatrica nei reparti di pediatria, sicuramente è meno oneroso di tutte le reti, di tutti gli osservatori e di tutte le consulte di tutti i comitati che stiamo istituendo nel piano, onorevole Uras, credo che magari risparmiando qualche centesimo possiamo fare una sanità migliore investendo magari in altro. Per quanto riguarda il medico scolastico, io credo che, siccome si chiede ai medici di medicina generale di associarsi formando le cosiddette UTAP, basta chiedere alle UTAP di fare il servizio anche all'interno delle scuole, non è, non comporta nessuna spesa in più. Queste sono aperture o comunque basi di dialogo, vedete voi se merita il risparmio della spesa in sanità di avere un dialogo del genere. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Randazzo.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, anche io voterò contro l'emendamento numero 105, però desidero rassicurare l'onorevole Dedoni, per quanto riguarda la sanità penitenziaria, e per quanto riguarda anche la condizione delle detenute e dei detenuti negli istituti penitenziari, volevo tranquillizzarlo perché ho sentito che prima poneva l'accento su questo tema e dirgli che su questo fronte il mio impegno non verrà meno, e ciò nonostante un emendamento presentato da cinque consiglieri di maggioranza, che si propone proprio di migliorare la qualità della sanità penitenziaria. Volevo anche dirgli che non trascuro neppure le condizioni dei precari, come quelli del policlinico universitario, che stanno manifestando oggi qui davanti al Consiglio regionale, e neppure le condizioni in cui operano le donne delle pulizie negli ospedali e in generale le condizioni sanitarie interne ai nostri ospedali. Ma non credo che in questo momento sia questo l'oggetto del dibattito in senso stretto e comunque, per concludere, invito l'onorevole Dedoni a stare più attento, e a fare considerazioni e rilievi nel merito specifico. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Caligaris. Colleghi, prego i colleghi di prendere posto e ascoltare chi parla, per gentilezza.
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Ringrazio Presidente, il mio voto sarà contrario, ma sarà contrario soprattutto e non tanto nel merito in quanto non accompagnato da sufficiente valutazione dell'impatto dell'emendamento, quanto perché, Presidente, manifesto insieme al voto contrario sull'emendamento la grande delusione rispetto all'atteggiamento dell'opposizione. Io ho avuto occasione in passato, nei giorni scorsi, di complimentarmi con i colleghi della minoranza per il fatto che avevano azzeccato la strategia politica nell'impedire alla maggioranza di scollinare la legislatura con l'approvazione del Piano sanitario. Mi aspettavo però che alla ripresa dei lavori ci fosse un atteggiamento più costruttivo, più propositivo, più concreto, ma così come abbiamo visto non tanto in questo emendamento ma quanto nell'emendamento precedente, nell'emendamento numero 73, di volontà vera di contribuire al miglioramento della sanità, della salute e favorire le condizioni di salute dei sardi proprio non se ne è vista, non se ne vede! E immaginare che su 500 emendamenti la gente possa capire che voi volete il miglioramento della sanità e della salute è follia e la mia delusione, state tranquilli colleghi, è la delusione dei sardi che vogliono che venga approvato dopo oltre vent'anni il Piano, che sì, sono interessati anche ai pidocchi, collega Contu, ma sono interessati soprattutto al diabete e al diabete dei bambini dei quali stiamo parlando e allora concentriamoci sulle cose vere, concentriamoci sulle cose reali, andiamo al sodo delle questioni e vediamo cosa c'è di concreto in mezzo a questi 500 emendamenti che state proponendo e su questi chiamate veramente il Consiglio ad una sfida, chiamate la maggioranza ad un confronto ma togliete tutta la spazzatura da questi emendamenti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uggias. Siamo in sede di votazione.
Metto in votazione l'emendamento numero 105.
PACIFICO (D.S.). Controprova.
PRESIDENTE. Pregherei i colleghi che devono chiedere la controprova di farlo con tempestività e con chiarezza perché altrimenti è difficile, per questa presidenza, seguire i lavori. E' stata chiesta la controprova e qualcuno ha detto "voto elettronico", non ho capito chi.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Io.
PRESIDENTE. Che si associa?
VARGIU (Riformatori Sardi). Io.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Se i colleghi prendono posto dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 105.
(Segue la votazione)
Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Randazzo Vittorio - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 36
votanti 36
astenuti 2
maggioranza 19
contrari 34
Non siamo in numero legale. I lavori sono sospesi per mezz'ora, riprendono alle ore 19 e 50. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 19, viene ripresa alle ore 19 e 50.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, riprendiamo i nostri lavori. Siamo in votazione dell'emendamento numero 105.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sull'ordine dei lavori Presidente.
PRESIDENTE. Prego onorevole Marrocu.
MARROCU (D.S.). Chiederei, se è possibile, se i colleghi non sono contrari, l'aggiornamento dei lavori a domani mattina senza passare neppure al voto.
PRESIDENTE. C'è una proposta dell'onorevole Marrocu che segue, mi sembra, un suo intervento di qualche ora fa che proponeva una pausa di riflessione per consentire interlocuzioni. Se non ci sono colleghi che si oppongono i lavori di questa giornata finiscono qui, il Consiglio è convocato per domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 51.
Allegati seduta
CCLXV Seduta
Lunedì 8 gennaio 2007
Presidenza del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Secci
La seduta è aperta alle ore 17 e 03.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 21 dicembre 2006 (259), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angela Corrias, Paola Lanzi, Paolo Maninchedda e Alberto Sanna, hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di lunedì 8 gennaio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Sanna Matteo sui requisiti per le assunzioni in Abbanoa Spa". (557)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Uras - Davoli - Pisu relativamente al contributo finanziario che sarebbe erogato dalle ASL competenti per territorio ai celiaci conclamati a cui sia stata certificata l'intolleranza, finalizzato all'acquisto di prodotti alimentari privi di glutine". (623)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Caligaris sulla grave situazione delle lavoratrici addette alle pulizie operanti nel presidio ospedaliero San Giovanni di Dio". (654)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Dedoni sul paventato ridimensionamento e accentramento del servizio di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro presso l'Azienda sanitaria ospedaliera n. 5 di Oristano e, per estensione, anche nelle altre aziende sanitarie". (656)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Biancareddu - Randazzo Alberto - Amadu - Cappai - Milia - Randazzo Vittorio sull'organigramma e le competenze dell'ufficio stampa dell'Azienda sanitaria locale n. 8 di Cagliari". (685)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Diana - Liori sul master in tecnologie bioinformatiche in corso di svolgimento presso il parco scientifico-tecnologico Polaris e sul nuovo laboratorio di bioinformatica che sarà inaugurato all'interno del parco". (686)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione Cassano sulla mancata istituzione del servizio fisso e continuativo di pronto intervento del 118 in località Li Punti, Baddelonga, Marchetto, San Giovanni, Truncu Reale, Villa Gorizia, Viziliu e più". (689)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
"Interrogazione VARGIU sui metodi di monitoraggio del traffico telefonico alla ASL n. 8 di Cagliari". (691)
(Risposta scritta in data 4 gennaio 2007.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
SERRA, Segretario:
"Interrogazione Mattana - Marrocu - Calledda - Pacifico - Barracciu - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai- Orrù - Pirisi -Sanna Alberto - Sanna Franco, con richiesta di risposta scritta, sullo stato delle procedure riguardanti la realizzazione della nuova SS n. 195 "Sulcitana" e in ordine all'avvio dei lavori di costruzione del nuovo tracciato stradale e alla prosecuzione dei lavori di messa in sicurezza dell'attuale tracciato della SS n. 195". (716/A)
"Interrogazione Atzeri, con richiesta di risposta scritta, sulla campagna di vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini e caprini per l'anno 2007". (717/A)
"Interrogazione Maninchedda - Balia - Masia - Salis - Serra, con richiesta di risposta scritta, sulla costruzione ed ampliamento del campo da golf e a Villasimius in località Campulongu". (718/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato dei documenti numero 11/A e 11 bis/A.
Colleghi, riprendiamo il lavoro sulla discussione del Piano sanitario dal punto in cui lo abbiamo interrotto. Abbiamo discusso e votato la premessa, siamo alla parte prima, "Obiettivi di salute. Malattie ad alta specificità per la Sardegna", che abbiamo convenuto di dividere in due parti: diabete mellito e malattie rare un primo blocco, poi sclerosi multipla, talassemie e piano del sangue un secondo blocco. Discutiamo in queste due parti, appunto, il capitolo uno e i relativi emendamenti.
Passiamo all'esame della parte I, capitolo 1, paragrafi 1.1 e 1.2.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo 1, prima parte e dei relativi emendamenti:
PARTE PRIMA
OBIETTIVI DI SALUTE
Il Piano 2006-2008 si propone di contrastare alcune patologie che colpiscono con particolare rilevanza la popolazione sarda e rispetto alle quali il sistema dei servizi deve consolidare le proprie capacità di intervento, in termini di prevenzione (primaria e/o secondaria), di diagnosi e di cura.
Sono prese in considerazione le patologie che per frequenza e/o situazione attuale dei servizi appaiono cruciali per una più adeguata tutela della salute della popolazione sarda.
Esse sono: il diabete mellito, le malattie rare, la sclerosi multipla, le talassemie.
Diabete mellito
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a) definizione e adozione di adeguati standard diagnostici e terapeutici;
b) predisposizione e attuazione di programmi di screening, volti a favorire la diagnosi precoce del diabete mellito e delle malattie metaboliche correlate e la diagnosi precoce del diabete gestazionale;
c) potenziamento dell'attività sul territorio ed in regime ambulatoriale, garantendo sia l'integrazione con l'attività ospedaliera sia l'approccio multidisciplinare;
d) predisposizione ed attuazione di programmi specifici di educazione sanitaria, rivolti a tutta la popolazione sarda, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado.
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1) assistenza ambulatoriale o in day service sul territorio, tramite l'istituzione di Unità Semplici di Diabetologia e Malattie Metaboliche, di norma coincidenti con i distretti delle ASL, che garantiscano la copertura effettiva dell'intero territorio regionale, per consentire la ottimale erogazione di prestazioni a carattere sia preventivo che terapeutico. Con riferimento all'effettivo numero di persone con diabete da seguire, alla loro presenza sul territorio, alla conformazione geografica dello stesso ed alle vie di collegamento, entro 120 giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, la Regione individua un adeguato numero di strutture ambulatoriali (Unità Semplici di Diabetologia e Malattie Metaboliche).
2) assistenza in regime di day hospital che dovrà, in particolare:
- consentire l'attuazione di procedure diagnostiche non eseguibili ambulatoriamente e che comportano potenziali rischi di complicanze;
- iniziare la terapia insulinica in ambiente protetto;
- attuare, in casi particolari, un monitoraggio dello stato degli organi bersaglio delle complicanze del diabete mellito e delle malattie metaboliche correlate.
3) assistenza ospedaliera garantita da un ospedale di riferimento, individuato in ogni ASL, in cui sarà assicurato il lavoro integrato di diversi specialisti, anche non ospedalieri (cardiologo, oculista, neurologo, ginecologo, neurologo, ortopedico-fisiatra, dermatologo).
La rete integrata prevede la concentrazione della casistica più complessa in un limitato numero di centri (HUB), rappresentati dal livello ospedaliero delle otto ASL, dalle due Aziende ospedaliero-universitarie e dall'Azienda "Brotzu", la quale ha il compito precipuo di sovrintendere alla diagnosi e cura delle complicanze di alto grado ed alla programmazione dei trapianti di pancreas e di insulae pancreatiche, e la trattazione della restante casistica, con un rilevante impegno per la prevenzione delle complicanze, nell'ambito delle Unità semplici (SPOKE), fortemente e sinergicamente collegate con i centri.
Tale sistema deve altresì prevedere l'integrazione professionale tra le strutture di assistenza diabetologica, i medici di medicina generale ed i Distretti territoriali delle ASL, con una partecipazione congiunta del Team diabetologico-metabolico e del medico di medicina generale (MMG) ad un programma condiviso di assistenza, con il consenso informato del paziente.
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In considerazione dei dati epidemiologici in età pediatrica, il Piano prevede lo sviluppo di una rete assistenziale che garantisca continuità delle cure e sostegno al bambino ed alla famiglia, compreso l'addestramento all'autogestione della cura. La rete assistenziale si sviluppa attraverso servizi diagnostico terapeutici che garantiscano continuità assistenziale e integrazione sociosanitaria, anche con il coinvolgimento del pediatra di libera scelta, e dovrà trovare riferimento operativo presso i servizi di diabetologia in età evolutiva (pediatria) di Sassari e Cagliari, secondo le indicazioni previste dalla Legge 16 marzo 1987, n. 115.
Malattie rareLe Malattie Rare (MR) sono condizioni morbose la cui prevalenza è inferiore a 5 casi per 10.000 abitanti, poco conosciute, talvolta prive di una terapia adeguata, spesso causa di condizioni cliniche gravi e talvolta mortali. Pur essendo singolarmente rare, l'elevato numero delle forme possibili determina una incidenza rilevante: si stima, infatti, che circa il 4-5 per mille dei neonati sia affetto da queste patologie. Alcune di queste malattie appaiono particolarmente frequenti in Sardegna (talassemia, malattia di Wilson, poliendocrinopatia autoimmune tipo 1 e malattia celiaca), altre meno frequenti (malattie neuromuscolari tipo distrofie muscolari e Sclerosi Laterale Amiotrofica), necessitano di una particolare assistenza per la loro progressività e gravità.
Se si eccettua la fenilchetonuria, soggetta a screening neonatale, la diagnosi delle malattie rare è piuttosto complessa e spesso tardiva. Manca inoltre un registro epidemiologico regionale sulla base del quale predisporre gli interventi e le risorse necessarie.
Per migliorare la prognosi delle malattie rare e la qualità della vita dei pazienti, anche al fine di evitare gli alti costi sociali conseguenti ad una mancata o ritardata diagnosi, è necessario il riconoscimento precoce delle patologie per le quali è disponibile una terapia appropriata ed efficace. Per una prevenzione primaria nell'ambito familiare, data la possibile ricorrenza della stessa malattia in più soggetti dello stesso nucleo familiare, è altrettanto importante una diagnosi precoce.
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· riorganizzazione della rete dei presidi sulla base della dotazione di attrezzature e di risorse professionali, nonché dell'attività clinica e scientifica svolta dagli stessi, al fine di garantire una continuità assistenziale, una risposta multidisciplinare integrata di diagnosi, cura, riabilitazione e supporto alla persona ed alla famiglia;
· istituzione ed aggiornamento di un registro regionale epidemiologico delle malattie rare;
· predisposizione di programmi di screening neonatali finalizzati alla diagnosi precoce di alcune malattie la cui prognosi sia modificabile da un tempestivo intervento terapeutico;
· predisposizione di linee guida su percorsi assistenziali omogenei e protocolli diagnostici per malattia o per gruppi di malattie;
· promozione di attività di supporto e formazione per il personale sanitario e per il volontariato;
· promozione di iniziative di educazione sanitaria e di informazione scientifica anche in collaborazione con le associazioni dei familiari dei malati;
· identificazione di centri territoriali di coordinamento ed integrazione degli interventi sanitari e sociosanitari in grado di operare a fianco delle famiglie, al fine di facilitare le risposte necessarie a gestire la malattia, preservare le autonomie residue, integrare i soggetti fragili nelle attività sociali, nell'ambito della scuola, del lavoro e delle attività ricreative.
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· attuazione di programmi di miglioramento della diagnosi (clinica e di laboratorio), della cura e della riabilitazione di tutti i pazienti pediatrici e adulti affetti da errori congeniti, garantendo un trattamento specifico, preventivo e sintomatico, attraverso interventi integrati in ambito ospedaliero, ambulatoriale e, ove possibile, domiciliare;
· realizzazione degli screening neonatali e diffusione della consulenza genetica per specifiche patologie;
· predisposizione e realizzazione di programmi di follow-up dei pazienti, in età pediatrica e adulta, anche attraverso accordi fra strutture pediatriche e internistiche regionali e, ove necessario, nazionali;
· sviluppo di forme di collaborazione attiva con il medico curante di ogni singolo paziente;
· sostegno all'aggiornamento professionale sulla diagnosi e cura delle malattie rare, anche attraverso la creazione di una rete tra i centri regionali e nazionali specializzati nelle diverse patologie;
· promozione di un'adeguata assistenza farmacologica e dietetica;
· promozione di un programma di cure domiciliari con presa in carico dei pazienti e fornitura di assistenza sanitaria e dei presidi sanitari necessari alla cura e all'autonomia;
· organizzazione del servizio di assistenza domiciliare per i pazienti in ventilazione assistita, anche ultrasessantacinquenni.
L'Ospedale Microcitemico di Cagliari è individuato come Centro di riferimento regionale per le malattie rare.
Al fine di favorire il coordinamento delle attività svolte nel campo della genetica e garantire il rispetto delle linee guida nazionali, è istituito, con decreto dell'Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale, un apposito organismo di coordinamento regionale.)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, soltanto inizialmente per un chiarimento: quando parliamo di parte prima ci riferiamo a tutti e tre i capitoli della prima parte, Presidente?
PRESIDENTE. Dunque, ci riferiamo a tutti e cinque i capitoli della parte prima che trattiamo come singoli capitoli. Il paragrafo 1 lo trattiamo però in due parti, come se fossero due articoli anziché uno soltanto.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ho capito. Bene, allora si parla della parte prima, capitolo secondo? Posso, Presidente, o no? O devo aspettare…
PRESIDENTE. No, della parte prima, "malattie ad alta specialità", che è come se fosse un articolo diviso in due sub articoli, l'1.1 e l'1.2, che sono il diabete mellito e le malattie rare. Quindi adesso la parte in discussione è questa che ho chiamato, diabete mellito e malattie rare. Prego, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, Presidente, io le ripeto, volevo avere un chiarimento e mi riservo di intervenire nel secondo capitolo della prima parte. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie al lei, onorevole Caligaris.
E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Presidente…
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa… Sì, adesso ho di nuovo la sua iscrizione.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo scusa, però vorrei che si facesse la verifica del numero legale, Presidente, in modo tale da iniziare con una buona presenza in aula.
PRESIDENTE. Vorrebbe che cosa? Vorrebbe…
LA SPISA (F.I.). La verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Se abbiamo superato i dieci minuti possiamo fare una votazione. Forse non sono trascorsi i dieci minuti, quindi aspettiamo qualche minuto perché… tocchiamo i "10"…
Mi dicono che abbiamo iniziato a "03", quindi dobbiamo aspettare a "13". Alle 17 e 13 facciamo la verifica del numero legale. La seduta è intanto sospesa, a meno che l'onorevole Licandro non voglia cominciare il suo intervento.
LICANDRO (F.I.). Sospenda, sospenda.
PRESIDENTE. Sospendiamo per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 09, viene ripresa alle ore 17 e 18.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. C'è una richiesta di verifica del numero legale avanzata dall'onorevole La Spisa.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Si dà atto che il consigliere Porcu è presente.
(Risultano presenti i consiglieri: Atzeri - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - La Spisa - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 44 consiglieri. Siamo in numero legale.
Procediamo con la discussione della parte I, capitolo I paragrafi 1.1 e 1.2 ai quali sono stati presentati sedici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 1
Dopo il 3° capoverso (riga 12), è aggiunto il seguente:
"Gli obiettivi di salute articolati nel Piano Sanitario Regionale nei capitoli 1-5, da conseguirsi nel triennio, in un sistema di rete. dopo un anno dall'emanazione sono oggetto di esame della commissione regionale competente per le valutazioni dell'appropriatezza, dell'efficacia e dell'efficienza della qualità assistenziale. Gli eventuali correttivi sono sottoposti all'esame e all'approvazione del Consiglio regionale." (116)
Emendamento soppressivo parziale CONTU - LICANDRO -. VARGIU - RANDAZZO VITTORIO - PETRINI - RANDAZZO ALBERTO - LA SPISA - LIORI - AMADU - CAPPAI - MILIA
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
Sopprimere dal testo le parole "... anche non ..." alla riga 1.
Sopprimere la parola "... neurologo ..." alla riga 2. (74)
in e a
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - CAPPAI - RANDAZZO Alberto - DIANA - GALLUS - AMADU - CHERCHI Oscar - RASSU - LIORI - MURGIONI - LADU - FARIGU - LA SPISA
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
All'ottavo capoverso (Consulta regionale), l'ultimo periodo (dalle parole "è altresì ..."), è sostituito dal seguente:
"Nel contesto dell'Osservatorio Epidemiologico, è altresì istituito il Registro Regionale del Diabete di tipo 1". (226)
Emendamento aggiuntivo Contu - Vargiu - Randazzo Vittorio - Petrini - Licandro - La Spisa - Randazzo Alberto - Liori - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
- Alla lettera b) dopo le parole: "di screening", sono aggiunte le seguenti: "da effettuare soprattutto nelle scuole di ogni ordine e grado, con l'introduzione del medico scolastico";
- Alla lettera d) dopo le parole "ordine e grado", sono aggiunte le seguenti: "tramite il medico scolastico, così come alla lettera b)." (73)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Amadu - Cherchi Oscar - Liori - Rassu - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
Al quarto capoverso (Obiettivi), dopo il punto d), è aggiunto il seguente:
"A tali programmi dovrà essere dedicata particolare attenzione in quanto l'adeguata informazione sul rischio potenziale e sulla diagnosi precoce rappresenta in realtà la più efficace tra le attività di screening." (225)
Emendamento Aggiuntivo Licandro - La Spisa - Contu - Petrini - Rassu - Sanjust - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
All'inizio di pag. 7, aggiungere dopo il punto 3) il punto:
"3 bis. In ogni reparto di pediatria viene inserito un servizio di diabetologia pediatrica." (105)
Emendamento Aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
All'ottavo capoverso (Consulta regionale), dopo la parola "interaziendale" è aggiunto il seguente:
", che rappresenta l'organismo tecnico-scientifico," (227)
Emendamento Aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.1
All'ottavo capoverso (Consulta regionale), dopo la parola "metaboliche" è aggiunto il seguente:
", che rappresenta l'organismo di raccordo tra tutti gli attori del sistema," (228)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Il secondo periodo dell'ottavo capoverso, dalle parole "Al fine ..." alla parola "regionale." è soppresso. (232)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Il secondo capoverso è sostituito dal seguente:
"La diagnosi delle malattie rare è talora complessa, spesso tardiva. Soltanto la fenilchetonuria è oggi oggetto di un programma di screening neonatale che va assolutamente salvaguardato, anche attraverso la stabilizzazione delle professionalità dedicate. Manca inoltre un registro epidemiologico regionale che consenta di porsi gli obiettivi specifici, orientando il corretto uso delle risorse." (229)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - Licandro - La Spisa - Randazzo Alberto - Petrini - Vargiu - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Cappai - Milia
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Nel secondo capoverso dopo il punto, sostituire le parole da "Manca inoltre" con le seguenti:
"Sarebbe opportuno istituire prima il registro epidemiologico regionale ...". (68)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Al quinto capoverso (obiettivi), il secondo obiettivo è sostituito dal seguente:
"Istituzione ed aggiornamento, presso l'Osservatorio Epidemiologico Regionale, di un Registro delle Malattie Rare". (230)
Emendamento aggiuntivo Contu - Petrini - Randazzo Alberto - La Spisa - Liori - Randazzo Vittorio - Licandro - Cappai - Amadu - Milia
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Inserire prima del primo punto degli obiettivi strategici il seguente punto:
"Istituzione ed aggiornamento di un registro regionale epidemiologico delle malattie rare;" (72)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Diana - Gallus - Cappai - Amadu - Cherchi Oscar - Rassu - Liori - Murgioni - Ladu - Farigu - La Spisa
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Al termine del sesto capoverso (Comitato tecnico-scientifico), è aggiunto il seguente:
"Il Comitato è presieduto dal Responsabile del Centro di Riferimento Regionale, individuato ai sensi della Delibera della Giunta Regionale del 26.08.2003, n. 30/11," (231)
Emendamento aggiuntivo Liori - Diana - Artizzu - Sanna Matteo - Cappai - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Rassu - Lombardo - Pisano - Cassano - La Spisa - Ladu
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
Nel primo capoverso, dopo le parole: "centro di riferimento regionale per le malattie rare" è aggiunto:
"in età pediatrica"
Dopo le parole "di coordinamento regionale" è aggiunta la seguente frase:
"L'ospedale microcitemico di Cagliari non può essere l'unico "centro di riferimento regionale per le malattie rare" in quanto struttura pediatrica. Serve individuare un altro centro che sia adeguato per le malattie rare dell'adulto e si occupi della gestione di questi pazienti (SCA - distrofie - vasculiti - ecc.).". (33)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Licheri - Davoli - Fadda - Pisu - Uras
Parte I - Capitolo 1 - Paragrafo 1.2
A pag. 10, alla fine del parag. 1.2, è aggiunto il seguente capoverso:
"Al fine di intervenire adeguatamente nei confronti dei cittadini colpiti da retinite pigmentosa, malattia a carattere ereditario di cui ancora non si conoscono le cause, e che pertanto risulta allo stato incurabile è prevista l'istituzione del registro regionale dei soggetti affetti dalla retinite pigmentosa, articolato nei territori mediante la rete dei presidi ospedalieri e la redazione della mappa regionale sulle malattie retiniche. È, inoltre, costituito, con funzioni di consulenza scientifica e coordinamento operativo, un "comitato regionale medico" composto dagli oculisti responsabili nei presidi territoriali, che preveda, quando ritenuto utile, la partecipazione di esperti di genetica e di otorinolaringoiatra (verifiche audiometriche) e rappresentanti delle specifiche associazioni di volontariato, per assicurarne la natura interdisciplinare anche in relazione al verificarsi, in molti soggetti, di co-presenza del morbo di Husher, tale da generare situazioni di ipoacusia progressiva.
È, altresì, istituito con specifico provvedimento amministrativo l'Osservatorio regionale per le malattie oculari (O.R.M.O.)" (96) .)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
L'onorevole Licandro non è più iscritto, è saltata l'iscrizione. Va bene onorevole Licandro, prego, sì, sì, è un fatto tecnico di computer, non è un suo problema, va bene. Onorevole Gallus, diamo la parola all'onorevole Licandro.
E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, grazie. Colleghi, il diabete probabilmente è il problema sanitario più importante per la nostra Isola. L'incidenza dei nuovi casi, in Sardegna, di diabete di tipo 1 - cioè il diabete mellito-infanto-giovanile - nella fascia da zero a quattordici anni è veramente un... porta a dei risultati veramente impressionanti. Le cifre che sono indicate, del resto, in questo Piano sanitario parlano di 65 nuovi casi di diabete tipo 1 ogni 100 mila abitanti nella fascia di età fra zero e ventinove anni. Ma io sono convinto che quello che dovrebbe veramente far riflettere è l'alta, l'altissima incidenza del diabete nel bambino. Ora, non è che un adolescente o un giovane diabetico siano meno importanti, ma certamente un bambino è certamente più indifeso più è piccolo di età, perché più è piccolo più tempo ha la malattia di aggravarsi e anche di complicarsi. Il Piano dice che in considerazione dei dati epidemiologici in età pediatrica si prevede lo sviluppo di una rete assistenziale che garantisca certamente continuità delle cure e sostegno al bambino e alla famiglia, compreso l'addestramento e all'autogestione della cura che in questa malattia è molto importante. Io invece credo che proprio in considerazione del fatto che noi abbiamo, appunto, questa altissima incidenza di diabete nel bambino, sarebbe opportuno un servizio di diabetologia pediatrica in ogni ospedale o, quanto meno, in ogni ospedale che abbia un reparto di pediatria. E quando dico ogni ospedale dico tutti gli ospedali, non uno per provincia, perché se noi ne facciamo uno per provincia servirebbero dei reparti di pediatria con venti medici e noi sappiamo che questo non è possibile. Noi, cioè, dobbiamo fare in modo che ogni piccolo paziente e i suoi familiari abbiano realmente un punto di riferimento a rete, ma non a rete nel senso funzionale, a rete proprio nel senso fisico. La diabetologia pediatrica, pertanto, deve esserci a Cagliari come a Oristano, a Olbia, a Nuoro, perché quando si parla di diabete in Sardegna noi non possiamo far valere i riferimenti e i costi nazionali o di altre patologie nella nostra Isola, perché la cosa più importante, vedete, è che una volta che è diagnosticato il diabete ad un bambino, quel bambino si aggiunge a tutti gli altri che stai curando, non è una broncopolmonite in un bambino che lo curi e poi lo mandi a casa. E' un bambino che spesso viene da te con una chetoacedosi diabetica, la curi, la tratti, lo rimetti a posto, ma dopo di che il diabete devi continuare a curarglielo, e quel bambino lo devi curare, giustamente, il più vicino possibile a casa sua, cioè una struttura che sia in grado di gestire le problematiche ricorrenti, le emergenze e quant'altro, e allora, l'ospedale di Oristano, così come tutti gli altri, devono avere la diabetologia pediatrica.
Per quanto riguarda le malattie rare, questo è un paragrafo che secondo me meglio di altri rappresenta la vera contraddizione di questo Piano sanitario regionale perché è pieno, è stracolmo di tanti e tali buoni propositi senza peraltro alcuna indicazione su come reperire i fondi per realizzarli, senza indicare uno straccio di copertura finanziaria. E così per le malattie rare proponete attività di supporto, formazione per il personale sanitario, promozioni, sostegno, coordinamenti, supporti, sviluppi e perfino una organizzazione del servizio domiciliare per i pazienti in ventilazione assistita, perfino se hai superato i sessantacinque anni e sei già pronto per la rottamazione. Pensate se lo vengono a sapere Oristano dove sono state tagliate le ore di assistenza per i pazienti in ventilazione assistita. Certo, è importante riorganizzare la rete dei presidi sulla base di attrezzature e di quelle risorse professionali anche perché è quello che chiedono i malati, i familiari e le associazioni di patologia, associazioni che per quanto riguarda queste malattie sono molto frequenti e per queste anche molto attive e purtroppo anche molto sole e soprattutto chiedono di arrivare ad una diagnosi, di arrivare a una diagnosi che sia la più precoce possibile perché da questo, spesso dipende la qualità della vita futura di questi pazienti, perché chi ha la sfortuna di incontrare una di queste malattie si rende conto anche di quanto scarso sia a volte l'interesse anche da parte dell'opinione pubblica, chi non è coinvolto, chi non è coinvolto direttamente tende a vedere queste malattie che non sono molto vicine come se fossero dei problemi che riguardano altri, come se fossero problemi lontanissimi dalla loro vita, perché vedete, un cardiopatico paradossalmente un paziente affetto da tumore, suscita più spesso una maggiore considerazione da parte degli altri perché si tende a vedere proprio queste malattie più vicine, più possibili, più probabili, a chi volete in fondo che interessino le malattie rare di cui spesso non si conosce neanche il nome? E la stessa ricerca ne risente, le stesse case farmaceutiche alle quali bisogna riconoscere spesso gran parte della ricerca, spero con questa affermazione di non risvegliare nell'Assessore la convinzione che noi medici di base vogliamo difenderne gli interessi, spesso anche le case farmaceutiche non trovano conveniente investire risorse umane ed economiche per fare la ricerca su queste malattie che proprio perché si tratta di malattie rare non hanno poi un ritorno in termini di mercato. Ecco perché più che per altre malattie è assolutamente fondamentale supportare e promuovere progetti di ricerca, progetti di ricerca che siano finalizzati allo studio della patogenesi della malattia, cercare di capire perché in quale maniera può essere influenzata in un modo o nell'altro, per quali cause o concause spesso si sviluppa, ecco perché più di altre patologie, per le malattie rare è assolutamente fondamentale migliorare il percorso assistenziale. Ecco perché è importante garantire la formazione, una formazione di qualità per gli operatori del settore secondo quelli che devono essere dei programmi specifici. Ecco perché naturalmente servono anche i soldi, è vero, voi dite che questo Piano sanitario rappresenta una guida, uno strumento di programmazione e che quindi non si può occupare di coperture finanziarie, non si può occupare di soldi. Ecco, questo è il vostro Piano, voi individuate certamente tutte le cose che sono da fare comprese le Commissioni, gli Osservatori, le Consulte, gli organismi di coordinamento regionale ma se poi i soldi non ci sono, pazienza! Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro.
E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris).Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi...
PRESIDENTE. Prego onorevole Gallus...
GALLUS (Fortza Paris). Voglio recuperare il tempo che mi stanno facendo perdere...
Nell'affrontare la discussione della parte prima del Piano sanitario regionale, quella che comprende i cosiddetti obiettivi di salute, va posto in rilievo che si tratta della parte del testo che senza dubbio ha soddisfatto le forze d'opposizione non fosse altro per la metodologia che si è adottata durante la discussione nella settima Commissione sanità, metodologia che ha portato ad un sano e fruttuoso confronto che senza limiti né di tempi né di interventi ha prodotto uno svolgimento dei lavori in relativa serenità. Affermazione confermata, questa mia, anche dagli interventi dei colleghi in sede di discussione generale che hanno voluto sottolineare che in pratica la parte del testo in discussione seppure con le normali divergenze che sono emerse, soprattutto su alcuni temi e parti quali ad esempio quelli riguardanti la salute mentale era comunque in gran parte condivisibile e non può e non poteva essere altrimenti visto che l'elenco delle varie patologie che contiene, le conseguenze che le stesse hanno anche dal punto di vista sociale, con coinvolgimento delle famiglie, delle comunità a cui i malati appartengono, sono in maniera quasi ovvia quelle che maggiormente affliggono la comunità sarda. Patologie come il diabete, la sclerosi multipla, la talassemia, i tumori e così discorrendo non possono che trovare la condivisione nella ricerca delle risposte ai vari problemi da parte di tutto lo schieramento politico, malattie che purtroppo nella loro trasversalità interessano gran parte delle famiglie sarde e non sono collocabili in una visione ristretta di tipo manicheo, non sono cioè né di destra né di sinistra, né bianche e né rosse, quindi le soluzioni che il Piano prevede di adottare, se migliorano la situazione attuale vengono conseguentemente viste da tutti in maniera positiva, ciò detto si potrebbe tranquillamente desumere che la parte prima in discussione sia non solo condivisibile ma addirittura fatta propria e riconosciuta anche dalle forze di opposizione, invece cari colleghi nella realtà non è esattamente così, infatti se sicuramente resta la condivisione per l'elenco e la priorità delle patologie citate, ed è chiaro che mi sto riferendo a questa prima parte perché è altrettanto chiaro che quando arriveremo ad altre parti cambierà anche il giudizio sui contenuti, sicuramente, dicevo, non vi è la stessa collegialità e unitarietà per le soluzioni che si vogliono adottare e soprattutto vi è il dubbio che diventa sempre più certezza che manchino le risorse per centrare i così tanto propagandati obiettivi che si vogliono cogliere nel Piano. Vedete, colleghi, il problema è sempre lo stesso e vale a dire che noi non crediamo al fatto che ci siano disponibilità economiche per ciò che si intende realizzare e non ci crediamo in virtù del fatto che le cosiddette priorità contenute negli obiettivi di salute sono talmente numerose che purtroppo nonostante tutte necessitino di ausilio, questo non si potrà darlo completamente, quindi a nostro avviso per non illudere nessuno sarebbe stato meglio se mai concentrarsi su alcuni obiettivi con la certezza di poter dare veramente risposte sicure e non pie illusioni per tutti. E' chiaro, e questo lo dico da profondo del cuore, che spero di essere smentito dai fatti per le mie affermazioni, ma credo altresì che purtroppo queste mie considerazioni verranno confermate in futuro. Il problema è che volendo cambiare tutto e tutto insieme alla fine si faccia solo confusione rovinando anche ciò che di positivo già c'è. Noi comunque con l'intento di fornire proposte di miglioramento del testo abbiamo presentato degli emendamenti, alcuni dei quali sicuramente meritano attenzione da parte dell'aula e li discuteremo quando sarà il momento. Riguardo agli argomenti in esame, ritengo sia doveroso esprimere da parte mia qualche ulteriore considerazione, nel primo argomento in ordine di inserimento nel testo che è appunto il diabete mellito si possono cogliere degli spunti certamente positivi, ad esempio, l'istituzione delle unità semplici di diabetologia e malattie metaboliche coincidenti con i distretti delle AA.SS.LL. e con conseguente copertura di tutto il territorio regionale, ancora, il cosiddetto accesso diretto a strutture specifiche per la prevenzione, diagnosi, cura di patologie con approccio multispecialistico alla malattia stessa, senza in tal modo procurare inutili e dannose lungaggini e ritardare i tempi della diagnosi oltre che creare disagi anche economici ai nostri concittadini già provati da questacomplessa patologia. Certo, facendo una piccola divagazione, questi miei giudizi positivi su alcuni aspetti del Piano riferiti a questa patologia stridono con l'eco dell'ennesima protesta mossa questa volta proprio dall'associazione dei diabetici nei confronti dell'Assessorato alla Sanità, infatti si denuncia da parte delle associazioni FAM e ADMS la limitazione in termini quantitativi dei cosiddetti presidi per i diabetici e cioè la riduzione in capo ai pazienti del materiale, (siringe, aghi pungidito ect.) necessari alla verifica dei tassi glucidici nel sangue.
Siamo alle solite, in nome e per conto della diminuzione della spesa sanitaria, e quindi di un presunto taglio agli sprechi, si creano situazioni di disagio e di allarmismo ai pazienti i quali, a mio avviso, forse drammatizzano più del necessario la situazione ma lo fanno a ragion veduta avendo capito qual è lo spirito che guida la Giunta regionale caratterizzata appunto da tagli e dalla ricerca ossessiva di risparmio e di risorse anche se, all'onor del vero, le rassicurazioni avute proprio nella giornata odierna dall'assessore Dirindin tendono a chiudere una polemica inutile quanto dannosa. Tuttavia, ritornando al Piano e alla parte che riguarda il diabete rimarchiamo che occorre una maggiore attenzione verso la fascia di età tra 0 e 14 anni, cioè quella fascia cosiddetta pediatrica, che vista l'incidenza come giustamente sottolineava l'onorevole Licandro, vista l'incidenza regionale della patologia, 42 casi su 100 mila abitanti, contro i sei sui 100 mila in scala nazionale, necessita a nostro parere sia l'istituzione della figura del medico scolastico e sia dell'opportunità di avere un servizio di diabetologia pediatrica nei reparti di pediatria di tutti gli ospedali sardi. Entrambi i presidi si rendono oltremodo utili per una quanto più celere diagnosi precoce da cui poi possa derivare una, altrettanto celere, terapia capace di bloccare immediatamente quelle che sono le conseguenze e le complicanze che questa patologia purtroppo causa, minando tanti organi anche cosiddetti nobili del nostro organismo. Quindi maggiore sensibilità e concentrazione anche e soprattutto di risorse umane, strumentali e quindi anche finanziarie verso la diagnosi precoce che mi sembra quasi inutile sottolinearlo è valida e si applica non solo per il diabete ma anche per le tante altre patologie se non per la generalità di esse. Concludendo, pur nella ristrettezza dei tempi concessi, voglio ricordare sulla falsariga di quello già espresso in merito al diabete, e quindi con una alcuni aspetti positivi che si possono togliere, anche per gli ausili delle malattie rare, però manifestando nel contempo le stesse riserve e le stesse preoccupazioni e criticità già espresse precedentemente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Gallus.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente, l'inizio della discussione sugli obiettivi di salute che il Piano pone come elementi caratterizzanti, il piano di interventi che la Regione intende dotarsi per la gestione della Sanità, inizia proprio con quei temi che per un'alta specificità per la Regione Sardegna hanno avuto da parte nostra tutta l'attenzione necessaria in sede di Commissione perché venisse redatta una proposta che andando a cogliere quelli che sono i bisogni per queste malattie, rappresentate da queste malattie, ma soprattutto si avesse la piena conoscenza di quanto nella specificità che rappresentano trovassero, si potesse trovare, fra le righe, nel provvedimento, quelle risposte che possano davvero lenire tutte le difficoltà che queste patologie rappresentano per l'utenza. Le difficoltà più grosse sono rappresentate da una non disponibilità rispetto alla risposta di salute di centri specializzati ma soprattutto quindi dei riferimenti specializzati nei territori che siano appunto un riferimento per l'utenza dove poter trovare le risposte alle proprie necessità. I numeri che nel Piano vengono annunciati rispetto all'incidenza di queste patologia, a cominciare dal diabete, sono numeri impressionanti, sono un'emergenza per la popolazione sarda, quella del diabete mellito, che con una frequenza che è circa otto volte superiore a quanto si manifesta nel resto d'Italia, soprattutto per il diabete di tipo uno. Devo dire l'incidenza è altissima anche per il diabete di tipo due e nel complesso il Piano prende in considerazione l'incidenza complessiva del diabete 1 e 2 nella fascia di popolazione dai 0 ai 29 anni, con una stima di 65 nuovi casi all'anno di questa patologia. Per andare poi a rappresentare complessivamente il dato dell'incidenza che per stima interessa all'incirca 80 mila persone che sono approssimate per difetto per il non arrivo all'esame di molti pazienti che ancora inconsciamente possono presentare tale intolleranza al glucosio e che non è purtroppo manifesta ancora la patologia in tutti i propri effetti per cui la malattia è ancora sconosciuta per andare poi alla fine a poter dire che complessivamente la patologia coinvolge all'incirca 250, questa è la stima, 300 mila persone, su una popolazione sarda di un milione e 650 mila abitanti e quindi diciamo che sono interessati da questa patologia direttamente o indirettamente circa 1/5 della popolazione sarda.
Questi sono dati da emergenza per i quali nel tempo nonostante sia avesse piena conoscenza, anche due anni fa Assessore, anche due anni e mezzo fa, non sono dati che vengono censiti oggi perché il fatto viene rappresentato da un'emergenza che è insorta nel corso degli ultimi giorni. E' un'emergenza che è conosciuta, io le posso riferire Assessore che purtroppo nonostante questa emergenza sia conosciuta solo oggi si intende venire incontro con una rete integrata di servizi alla realizzazione della rete integrata di servizi e a pensare che la rete integrata di servizi ha bisogno di risorse, che sono risorse economiche, mentre invece lei risponde con i tagli alla disponibilità di tutto quel materiale necessario perché questi pazienti possano diagnosticare e controllare giorno per giorno il loro tasso di glicemia e possano allo stesso tempo assumere regolarmente e rigorosamente, rispetto alle prescrizioni, la loro dose di antiglicemico, di insulina o di altro che venga proposto come terapia.
Questo delle risorse è forse il tema sul quale noi dovremmo approfondire meglio e di più il tema perché se davvero si vuol realizzare una rete le risorse cominciano ad essere le risorse da destinare alla realizzazione di quella rete di ambulatori, con la presenza degli specialisti, con la presenza del personale dedicato che oggi non abbiamo nelle piante organiche delle nostre aziende sanitarie. Ma, soprattutto, non abbiamo la disponibilità di quegli specialisti che dovrebbero garantire, in ogni ASL, l'assistenza soprattutto quando insorgono le complicanze di questa malattia, che sono complicanze non sempre facili né da diagnosticare né tanto meno da gestire. E allora questo è il secondo punto. Ma se poi andiamo a verificare che in un emendamento proponiamo anche la presenza del diabetologo in ogni ambito ospedaliero dove sia… un'unità di diabetologia dove sia presente la pediatria, allora, è chiaro che, molto probabilmente, noi potremo arrivare anche a condividere l'iniziativa della rete integrata, quand'anche davvero avessimo a disposizione le strutture e il personale per la realizzazione di questa rete. Devo dire che manca, purtroppo, proprio quell'aspetto che avrebbe dovuto, in un certo senso, gratificare gli utenti e gratificare anche questo Consiglio regionale, nel momento in cui ai buoni concetti condivisibili, alle buone iniziative, anche al progetto, non segue, comunque sia, operativamente una volontà politica di dare sostanza e gambe alle iniziative. Ma quand'anche noi andassimo a verificare quali sono le ulteriori carenze, che già si rilevano in questo primo paragrafo, eh, noi andiamo a verificare che dovrebbero essere fatti degli screening per la diagnosi precoce. Ma chi è che li fa gli screening? A chi viene demandato il compito di realizzare gli screening? Diceva il collega Licandro precedentemente: "Ma il medico scolastico, che per realizzare gli screening nella prima infanzia…" - non solo per il diabete, ma per tutta un altra serie di patologie che poi vedremo - "…il medico scolastico lo vogliamo istituzionalizzare, oppure è un qualcosa di cui possiamo fare a meno, oppure in capo a chi viene scaricata la responsabilità di portare avanti la prevenzione primaria e l'attività degli screening?" Ma vogliamo dire anche, sulle linee guida, Assessore, perché la rete integrata possa davvero funzionare. Ma le linee guida, poi, a chi vengono inviate, al medico di base o ai medici di medicina generale, che alla fine devono gestire i pazienti, perché indipendentemente dal funzionamento… Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, colleghi consiglieri. Ma credo che la discussione che cominciamo a fare, su argomenti che diventano più specifici, e cioè i primi due, che rappresentano le malattie ad alta specificità per la Sardegna, il diabete mellito e le malattie rare, ci possano aiutare ad iniziare un ragionamento di metodo, che può aiutare questo Consiglio sia a riflettere su ciò che è successo fino adesso, nella discussione del Piano sanitario, e sia a ragionare su quale può essere il modo migliore per continuare questa discussione. Nel senso che, come hanno ricordato alcuni colleghi che sono intervenuti prima di me, sia sul diabete mellito, sul quale addirittura la Commissione sanità, durante il suo lavoro, ha attivato una sottocommissione che si è, almeno in parte, specificatamente dedicata allo studio dell'argomento e quindi ha cercato, riformandolo in maniera significativa rispetto a quello che era la stesura originaria, ha cercato di trovare quella conformazione generale del capitolo, che fosse la migliore per poter garantire risposte su un argomento che universalmente, in quest'Aula e anche fuori di quest'Aula, si ritiene essere argomento di primaria importanza in Sardegna. Ma anche per quanto riguarda le malattie rare ci sono state, anche durante la fase della discussione avvenuta in Commissione, delle disponibilità al ragionamento. Basta pensare, ad esempio, che una delle considerazioni che sono contenute all'interno del capitolo delle malattie rare, e cioè quella che concerne l'organizzazione del servizio di assistenza domiciliare per i pazienti in ventilazione assistita, anche ultrasessantacinquenni, e pensiamo soprattutto ai pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica, a quei pazienti che il drammatico caso Welby ha portato all'attenzione, in maniera forte, nel momento in cui la distrofia muscolare comporta un'assoluta mancanza di possibilità di sopravvivenza, in assenza di supporti di ventilazione meccanica che vengono dall'esterno. Pazienti che, purtroppo, oggi hanno anche più di sessantacinque anni, e quelli sotto i sessantacinque anni godono dell'assistenza da parte del sistema sanitario efficiente, quando compiono sessantacinque anni sembra che, sembrava, oggi c'è un'indicazione del Piano presente in questo senso, sembrava che potessero essere dei pazienti dimenticati. Quindi, la collaborazione, il rapporto di ragionamento, che su alcune parti di questo Piano è stato comunque sviluppato, ha consentito di arrivare a parti che, pur avendo ancora qualche proposta da parte della minoranza, ma ho visto anche da parte della maggioranza, di correzione, sono comunque nel solco di uno spirito che è abbastanza condiviso. Abbastanza cosa vuol dire? Abbastanza significa che chi deve scrivere il Piano sanitario non siamo noi della minoranza, chi deve scrivere il Piano sanitario siete voi della maggioranza, quindi voi vi assumete, voi vi siete assunti, la responsabilità delle cose che ci sono scritte e, per la parte in cui voi avete chiesto, deciso, voluto interagire con noi, noi non ci siamo sottratti né al confronto e né all'assunzione della responsabilità che deriva dal confronto, perché è ovvio che se il confronto c'è ed è un confronto proficuo, quando poi si fanno delle scelte, la minoranza non ha le stesse responsabilità della maggioranza, perché non è la minoranza che ha proposto né le linee guida né le soluzioni del problema ma, sicuramente, la minoranza, coinvolta nel ragionamento, è una minoranza che ha una quota parte di responsabilità, di cui non si vergogna e alla quale non si sottrae. Quindi, il ragionamento calza sin tanto che esiste il confronto. E voi sapete meglio di me che, mentre sulle parti iniziali del Piano il confronto c'è stato, ci sono state poi parte del Piano su cui nessun confronto c'è stato. E noi le abbiamo puntualmente ricordate nei cinquecentocinquanta emendamenti, forse non tutti i nostri, quindi nei cinquecento emendamenti che abbiamo presentato. E abbiamo ricordato che non si trattava, e sottolineato, che non si trattava di emendamenti rivolti a limare un singolo posto letto o ad andare incontro all'esigenza di un gruppo di malati, o peggio ancora, di una primario ospedaliero. Abbiamo sottolineato che gli emendamenti più importanti, che sul Piano noi abbiamo presentato, soprattutto sulla parte non discussa, riguardano scelte di carattere politico. Cioè riguardano scelte di carattere politico, sulle quali noi desidereremmo che l'Aula, cioè la politica, rimanesse centrale. Perché sono scelte di carattere politico che, comunque, comportano importanti condizionamenti della sanità pubblica e privata della Sardegna nei prossimi anni. Sono quei condizionamenti, che discendono dal Piano, che agiscono in maniera vera sulla qualità della salute percepita da parte dei sardi. Cioè, non stiamo parlando di questioni che riguardano il palazzo, ma stiamo parlando di questioni che si riverberano necessariamente tra i cittadini sardi. Beh, su queste, noi vorremmo che non ci fosse la centralità tecnico-manageriale, vorremmo che ci fosse la centralità della politica. Perché quando noi parliamo degli ospedali della Sardegna, e voi ci dite che c'è un Piano di modifica degli ospedali della Sardegna, beh, insomma, il Piano è un piano in cui la politica deve avere una sua centralità, perché vorremmo capire quando vengono chiusi, cosa se ne fa una volta chiusi, dove nascono i nuovi, che risposte danni i nuovi, quali sono le risposte dei vecchi che vengono cancellate. E non sono questione di poco conto, sono le questioni centrali della politica. Non è che noi contestiamo il vostro diritto di fare, semplicemente contestiamo il diritto che si possa fare senza discutere. Quindi, contestiamo che sia una sede tecnico-manageriale dove vengano prese delle scelte differenti da quelle che farebbe la politica, o magari anche uguali rispetto a quelle che farebbe la politica, ma senza che la politica ne sappia niente. Quando voi ci presentate una tabella, in cui ci dite quali sono i posti letto in Sardegna e dite, sapete oggi sono questi i posti letto in Sardegna per specialità" noi decidiamo di cambiarli, noi vi chiediamo e come li cambiate e voi ci rispondete sulla base dei parametri nazionali. Benissimo, allora noi prendiamo i parametri nazionali,che voi avete scritto e quindi, che noi pensiamo che siano scritti bene, ricalcoliamo i posti letto per specialità sulla base dei parametri nazionali, poi scopriamo che voi li avete tutti cambiati, avete senz'altro fatto bene a cambiarli, ma vorremmo capire su quale base, perché se il punto di riferimento sono i parametri nazionali vorremmo i numeri scritti secondo i parametri nazionali, se invece il punto di riferimento è altro vorremmo che ci spiegate, specialità per specialità, come mai siamo arrivati a numeri diversi, e quindi vorremmo che anche lì la politica fosse centrale nel comprendere la spiegazione, e nel decidere che la spiegazione va bene. Perché, colleghi, la preoccupazione che noi abbiamo, ma ve la rimandiamo affinché diventi una preoccupazione anche vostra, è che, come voi mille volte avete sostenuto, la sanità non è un compito computò ragionieristico, non è una fabbrica di scarpe e la qualità dell'efficienza del servizio sanitario non si misura soltanto in base al contenimento della spesa. Il contenimento della spesa, se è una riqualificazione, è senz'altro un elemento virtuoso, ma non è l'unico elemento virtuoso. L'elemento più virtuoso di tutti è il grado di soddisfazione dell'esigenza del paziente, perché il sistema sanitario nasce per soddisfare esigenze di persone che si rivolgono al sistema sanitario per eliminare, risolvere, attenuare, lenire un problema proprio o dei propri familiari. Quindi questo è la riflessione più forte, che noi stiamo proponendo in questo momento all'Aula, cioè anche quando noi parliamo del diabete, beh l'organizzazione che noi stiamo proponendo sul diabete, quella sulle malattie rare meriterebbe qualche ragionamento aggiuntivo, ma quella sul diabete, insomma, è un'organizzazione, perfettibile, direbbe la professoressa Dirindin, ma è sicuramente un'organizzazione migliore di quella che esiste oggi in Sardegna, però quando noi leggiamo sui giornali le proteste delle associazioni dei diabetici, ci rendiamo conto della differenza che esiste tra la sanità pensata e la sanità percepita, la sanità reale, la sanità data, e dove è, colleghi, che nasce la differenza, che nasce la discrasia, nei soldi, nel senso che, quando viene delineato, disegnato un sistema per la fornitura di assistenza ai pazienti del diabete, che è un buon sistema, non siamo ancora arrivati a fornire ai diabetici una buona assistenza. Per arrivare alla buona assistenza ai diabetici bisogna avere i soldi in tasca, levarseli dalla tasca metterli sul tavolo e farli correre per realizzare quella organizzazione che è prevista. Allora anche su questo ritorniamo sempre al punto di partenza, noi vi chiediamo, ma non ve lo chiediamo noi, ve le chiedono i sardi, garanzie che quello c'è scritto sul piano, soprattutto quello che è migliorativo non quello che è peggiorativo, possa essere sostenuto da risorse economiche adeguate, che oggi ci sembrano un po' in ombra rispetto ai problemi più volte citati del pareggio di bilancio, che non è l'indicatore della qualità dell'assistenza in Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Onorevole Presidente, Assessori e colleghi. Anche io brevemente su questa prima parte degli obiettivi di salute riguardante queste malattie, che per la loro importanza in Sardegna rivestono un'attenzione particolare da parte di questo organismo, da parte dell'organismo politico della Commissione sanità prima e poi da parte del Consiglio. Diciamo che, per quanto riguarda l'attuazione di questi interventi, perché nella stesura, l'ha già ricordato il collega Vargiu, per quanto ha potuto l'opposizione ha dato già il proprio contributo in Commissione, su questa parte del piano, vorrei ricordare soltanto che, appunto come già diceva il collega Vargiu, una cosa sono i piani una cosa sono le realtà, che poi ci troviamo ad affrontare. E' facile fare dei piani, a proposito, sottolineo anche qui, dopo averlo sottolineato in Commissione, che non si è persa neanche in questo caso la brutta abitudine di fare una Commissione specifica sul diabete, vorrei capire a che cosa serve, dato che tutti i compiti che si propone questa Commissione, tutte le finalità sono facilmente rintracciabili in una qualunque linea guida, da qualunque operatore del settore che si metta al computer è in grado di trovare i protocolli diagnostico-terapeutici, i programmi di indagini pneumologica più moderni, l'aggiornamento e tutto quanto possa servire a parte l'attuazione, che so, sui programmi di educazione sanitaria la parte attuativa attuattiva poi spetta a noi, spetta farla bene, ma per quello lo diceva bene sempre il collega Vargiu, c'è necessità di investimenti e di fondi oltre che dell'attenzione che la politica deve dare. Quindi io suggerirei assolutamente che questa parte riguardante la solita Commissione, se già non esiste una Commissione, e credo che ogni Assessore si nomina la Commissione di competenza, quando ha bisogno di un supporto ha diritto ai propri consulenti, che spesso sono amici e lo fanno a titolo gratuito, ma io non istituzionerei nessuna Commissione regionale a tal fine. Non ce n'è assolutamente bisogno. Diciamo invece che certamente la politica ha bisogno di attenzione per queste patologie rare, da poco sui giornali Sardi è venuta alla ribalta una patologia, quella della cistite interstiziale, voglio ricordarlo che qui non è neanche elencata, siamo venuti alla ribalta, perché noi gli affetti di questa patologia siamo una delle Regioni d'Italia, una delle poche Regioni d'Italia, che non dà neanche i farmaci specifici. I pazienti sono costretti, per essere curati bene, in modo adeguato, ai soliti viaggi oltre Tirreno, beh, ma con quale credibilità noi andiamo a dire poi ai sardi che noi faremo un libro dei sogni se non destiniamo per la realizzazione di questi obiettivi, neanche dei fondi adeguati, che qui non vengano peraltro indicati, soprattutto faccio il mea culpa in questa parte del piano, perché ho portato una critica negli interventi precedenti prima delle vacanze, riguardo alle finalità, riguardo scusate, ai tempi con i quali noi ci proponiamo di raggiungere questi obiettivi. Per quanto riguarda il diabete e altre malattie rare, abbiamo dato dei tempi, dei tempi che sono anche, secondo me, troppo stretti entro 60 giorni, per esempio, questa Commissione regionale sul diabete, abbiamo una fretta incredibile di costituire la Commissione, ripeto io propongo di toglierla, però sono convinto che se anche la lascerete, sono convinto che la lascerete, mi rivolgo ai colleghi della maggioranza, che fra 60 giorni io sarò qui a chiedervi se siete riusciti ad istituirla, non solo noi non riusciremo a portare avanti questo programma, ma non avremmo istituito neanche questa Commissione, perché fino ad oggi i tempi che l'Assessore ci ha dato da quando è stata insediata, per la realizzazione di qualunque obiettivo sanitario in Sardegna, non sono stati rispettati, ad iniziare da quelli per la per il piano sanitario regionale, per l'istituzione delle aziende miste e così via. Quindi è chiaro che non c'è credibilità, non c'è credibilità in questo piano, perché di obiettivi seri, strategici a cui dare priorità e tempi, non dico certi, ma abbastanza attendibili, non se ne sono andati, si danno dei tempi certi in questi casi e noi siamo certi che non verranno rispettati.
Per quanto riguarda le altre patologie rare, diciamo anche che l'organizzazione mi sembra abbastanza adeguata, cioè il sistema a rete, a raggiera non uso termini inglesi, sia perché non li so pronunciare, e sia perché sono difficilmente comprensibili, e comunque mi sembra abbastanza adeguato moderno, però, ripeto, c'è poca credibilità anche sul resto delle altre patologie rare, sia per quanto riguarda la SLA, per quanto riguarda la sclerosi multipla, da parte mia c'è una certa incredulità, comunque non vogliono fare un intervento assolutamente ostruzionistico, e ritengo di avere svolto il mio compito ricordando questi precisi elementi. Grazie
PRESIDENTE. Grazie onorevole Liori.
E' iscritto a parlare il consigliere Vittorio Randazzo. Ne ha facoltà. Non è in Aula decade.
Onorevole La Spisa, ma lei era iscritto? Perché non ho più la sua iscrizione.
LA SPISA (F.I.). Era una vecchia iscrizione.
PRESIDENTE. Va bene. Va bene colleghi, passiamo alla votazione degli emendamenti. Prima il parere del relatore.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. Grazie Presidente, allora, sull'emendamento numero 116 il parere è negativo così come anche per il numero 74. Per quanto riguarda l'emendamento numero 226 chiederei di sospendere la votazione così come per tutti gli emendamenti che riguardano i registri delle singole patologie, per quanto riguarda il diabete ma anche le malattie rare, ne vedremo altre successivamente, per la predisposizione di un unico emendamento che comprenda tutti i registri regionali presso l'osservatorio epidemiologico da approntare quando arriveremo nella parte terza del Piano all'osservatorio epidemiologico. Per l'emendamento numero 73 il parere è negativo così come per l'emendamento numero 225, per il numero 105, per il numero 227, parere positivo per il numero 228, parere negativo per il numero 232, per il numero 229, per il numero 268. Il numero 230 è sospeso così come per tutti gli altri, come ho detto prima per quanto riguarda i registri e anche per il numero 72 si chiede la sospensione. Il parere è negativo per il numero 231, per il numero 33 e per l'emendamento numero 96, primo firmatario la collega Lanzi, se ne chiede il ritiro, laddove fosse possibile, perché anche in questo caso trattandosi di malattia rara, per quanto riguarda la retinite pigmentosa vi è l'impegno assunto dalla Giunta regionale e dall'Assessore nella discussione avuta in Commissione, quindi credo che in Aula l'Assessore potrebbe ribadire la stessa volontà di predisporre un apposito registro regionale sempre presso l'osservatorio epidemiologico. Il parere è negativo per il numero 235…
PRESIDENTE. No, ci fermiamo così, il primo blocco è fino al numero 96.
PACIFICO (D.S.), relatore. Sì, fino al numero 96, mi scuso.
PRESIDENTE. Grazie. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Il parere è conforme.
PRESIDENTE. Grazie. Emendamento aggiuntivo numero 116, è in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha chiesto il voto elettronico palese, poi vediamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. L'emendamento numero 116 è un emendamento aggiuntivo, dopo il terzo capoverso del preambolo, chiamiamolo della premessa, dove si chiede di aggiungere, appunto, tale emendamento: "Gli obiettivi di salute articolati nel Piano sanitario regionale nei capitoli 1.5 da conseguirsi nel triennio in un sistema di rete, dopo un anno dall'emanazione sono oggetto di esame da parte della Commissione regionale competente per la valutazione dell'appropriatezza, dell'efficacia e dell'efficienza della qualità assistenziale. Gli eventuali correttivi sono sottoposti all'esame e all'approvazione del Consiglio regionale. Perché questo emendamento? Quest'emendamento va a accogliere quelli che sono i significati del contenuto dei paragrafi 1.5 dove si tenta, appunto, con le azioni che il Piano propone di venire incontro a tutte le problematiche che sono state evidenziate in questi paragrafi, … è ovvio che nel mentre, ai 60 giorni c'è da parte dell'Assessore dell'igiene e sanità la responsabilità di tracciare linee guida del diabete, e così via tutta una serie di azioni che devono essere messe in campo e diciamo che un anno sia più che sufficiente perché i provvedimenti assessoriali siano tali da poter dare gambe ai contenuti del Piano stesso. Per cui, per una valutazione sulla rispondenza delle iniziative assunte con il Piano è necessario che siano sottoposte all'esame della Commissione e del Consiglio perché davvero possano essere eventualmente predisposti o quanto meno valutate le azioni messe in campo e sia possibile fare delle valutazioni anche politiche sull'appropriatezza, sull'efficacia, sull'efficienza e sulla qualità assistenziale che nel corso di un anno si è riusciti a mettere in campo. Io credo, dopo le notizie anche di oggi, rispetto ad un incontro che l'Assessore alla sanità doveva avere con le associazioni che rappresentano i pazienti diabetici, credo che sia responsabilità di noi consiglieri regionali quella di verificare se le azioni che mette in campo l'apparato, l'Assessorato ma, soprattutto, le Aziende sanitarie siano rispondenti a quelli che sono i contenuti che il Piano stesso e alle linee che il Piano stesso traccia rispetto alla gestione della sanità. Io con questo emendamento ho voluto soltanto richiamare l'attenzione politica del Consiglio regionale e davvero c'è la necessità di una presa di coscienza sul fatto che se la sanità, come usa dire anche oggi l'Assessore in un'intervista comparsa sulla stampa che praticamente le soluzioni per il San Giovanni di Dio ma per tutta l'ospedalità sarda derivano solo dai nuovi ospedali. Io credo che invece le risposte alla sanità sarda possano arrivare da tutta quella rete di servizi che vengono attivati, tutta quella rete di servizi che raggiungono un'efficienza, che devono essere resi efficienti ma soprattutto tutte quelle iniziative che devono portare una qualità assistenziale che sia davvero rispondente a un paese civile, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu. Io ho detto che stavamo e stiamo votando l'emendamento aggiuntivo numero 116, in realtà dobbiamo votare prima il testo, insomma, chiedo scusa ai colleghi ma è difficile collocare tutti gli emendamenti e quindi dovremmo votare la premessa al testo, quello che reca "malattie ad alta specificità per la Sardegna", quelle poche righe le dovremmo votare ovviamente prima dell'emendamento aggiuntivo, quindi vi chiedo scusa per questo.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Rinuncio all'intervento, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Si, grazie Presidente, molto brevemente anche perché ero iscritto prima ma credo mi sia iscritto in ritardo, quindi cercherò chiaramente di stare nei tempi. La nostra volontà è naturalmente quella di partecipare nella maniera più ampia possibile al dibattito per la costruzione di un Piano sanitario per la nostra Regione, però io mi chiedo veramente a che cosa dobbiamo dare risposte, cioè quali sono state le domande che in tutta questa serie di interventi con cui si è esordito oggi pomeriggio, quali risposte si aspettano da noi perché, gran parte delle domande che sono state poste, dei problemi, io credo trovino già ampia risposta in quello che c'è scritto nel Piano sanitario che abbiamo in discussione. Se poi facciamo riferimento, come ebbi già modo di dire in fase di discussione generale, a quanto compare sulla stampa e non invece a quanto c'è scritto sul Piano o quelle che sono delibere ufficiali della Giunta, beh, io credo che a questo punto non ci ritroviamo più, perché facendo riferimento a quanto è scritto sulla stampa è ovvio che ognuno poi può scrivere quello che vuole e riferire quello che vuole.
Io credo che per queste malattie ad altissima specificità della nostra regione il Piano faccia uno sforzo eccezionale. Ci sono delle novità, in questo in particolare, che nasce proprio dalla condivisione piena con gli operatori diabetologi e con le associazioni dei malati. E allora dire "lavorare in rete". Lavorare in rete significa farlo questa volta per la prima volta, perché il coordinamento a cui faceva riferimento l'onorevole Liori, che lui giudica assolutamente inutile, altro non è che il coordinamento nella nostra regione di tutti i responsabili della diabetologia. E allora immaginare un tipo di lavoro in rete fra strutture territoriali e strutture ospedaliere io credo che sia una grande novità nella nostra regione, perché in questo momento il diabete era curato praticamente esclusivamente a livello ospedaliero e le carenze maggiori noi le abbiamo a livello territoriale e tutti i centri che si occupano di diabetologia fanno la stessa cosa. Noi abbiamo voluto immaginare, invece, vari livelli di specializzazione per la terapia del diabete nella nostra regione. Sul diabete in età infantile: anche qui l'onorevole Licandro ha fatto una lunga e approfondita meditazione, riflessione. Io credo che l'onorevole Licandro non abbia letto molto attentamente il Piano, cioè per quanto riguarda il diabete in età infantile il Piano fa riferimento ad una legge nazionale che…
PRESIDENTE. Onorevole Frau, il tempo è esaurito. Grazie.
Onorevole Marrocu?
MARROCU (D.S.). No.
PRESIDENTE. Va bene. Quindi votiamo, colleghi, prima il testo: "Malattie ad alta specificità". E' stato chiesto il voto elettronico dall'onorevole Amadu. Chi lo sostiene?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Rassu, Contu, Petrini, Vittorio Randazzo, Alberto Randazzo, Sanjust, Biancareddu.)
Bene. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della parte introduttiva del primo capitolo, parte prima: "Malattie ad alta specificità per la Sardegna".
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Cocco e Pisu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Capelli - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 59
astenuti 3
maggioranza 30
favorevoli 35
contrari 24
(Il Consiglio approva).
Emendamento numero 116, su cui abbiamo fatto le dichiarazioni di voto. Chi lo approva alzi la mano.
Chiedo scusa, non è stato richiesto il voto elettronico, quindi per alzata di mano. Chi approva l'emendamento numero 116 alzi la mano.
CAPELLI (U.D.C.). Lo ha chiesto prima Amadu…
LA SPISA (F.I.). Ma poi ci sono richieste di dichiarazione di voto…
PRESIDENTE. Beh, per tutto l'onorevole Amadu?!
(Interruzioni)
No, io non… è arrivata adesso quella dell'onorevole Vargiu. E' arrivata in questo momento.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi scusi, però non è arrivata in questo momento. Io ero prenotato perché lei aveva messo in votazione l'emendamento numero 116. Ho rinunciato quando lei ha spiegato che non era in votazione l'emendamento numero 116; adesso che lo ha richiamato mi sono riprenotato.
L'emendamento numero 116 è un emendamento metodologico, quindi il modo in cui è stato illustrato dal collega Contu ed è stato non adeguatamente apprezzato dai colleghi della maggioranza non fa ben pensare per intenzioni che siano aperturistiche rispetto ai ragionamenti che vengono proposti. Nel senso che sostanzialmente l'emendamento numero 116 dice che voi avete individuato una serie di priorità nelle strategie con cui devono essere affrontate le malattie ad alta specificità per la Sardegna. Noi non contestiamo le priorità che voi avete individuato, anzi le contestiamo ma non fa parte del ragionamento, semplicemente diciamo, beh, che ci sia un momento in cui la Commissione consiliare, a distanza di un anno di tempo rispetto all'inizio di quest'attività che si dispiega sulle patologie ad alta specificità in Sardegna, prende in esame ciò che si sta facendo e verifica e valuta se sta andando bene l'indicazione contenuta nel Piano. Certo, voi potrete dire: "Ma il Piano è un'indicazione di indirizzo, vale per tre anni, questo lavoro lo facciamo al terzo anno e non lo facciamo adesso". Benissimo. Se questa fosse la risposta e se questo fosse l'intendimento ci sarebbe già qualcosa all'attenzione dell'Aula di diverso rispetto al silenzio che sull'emendamento illustrato dal collega Contu sino a questo momento c'è stato, nel senso che non mi sembra che dire su un elemento importante qual è quello delle malattie ad alta specificità che secondo voi, giustamente secondo noi, ha reso necessario introdurre un capitolo specifico in cui venissero dettagliate specificamente le malattie, non mi sembra affatto né un'attività ostruzionistica di minoranza e neanche una mancanza di riguardo nei confronti della maggioranza chiedere che ci sia un momento, durante la vigenza del Piano, in cui queste azioni che vengono dispiegate siano valutate dalla politica, quindi che non siano valutate soltanto dai manager e che ci sia un momento in cui la politica dica che sia le finalità degli obiettivi, sia i metodi messi in campo, sia le risorse che si stanno utilizzando stanno effettivamente raggiungendo quei risultati virtuosi secondo i ragionamenti della maggioranza. Quindi mi sembra che la proposta che veniva fatta era una proposta di buon senso e come tutte le proposte di buon senso avrebbe quantomeno meritato una riflessione per capire se…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sì, io vorrei cogliere l'occasione della dichiarazione di voto per un velocissimo ragionamento che è questo: 600 emendamenti circa a un Piano sanitario significa la non volontà di emendare il Piano sanitario perché comunque avviene un processo di muro contro muro che non favorisce la possibilità di emendare il Piano e quindi ci porterà a una discussione, come quelle che stiamo affrontando sino a questi giorni, molto lunga e senza risultati concreti, se non quello di allungare il tempo di approvazione del Piano. E del resto, devo dire, 600 emendamenti non consentono neppure di valutare quali sono realmente gli obiettivi che una minoranza consiliare intende idealmente portare per non stravolgere un Piano, che ovviamente la maggioranza non può accettare, ma modificarlo in positivo e migliorare e accogliere eventualmente quelli che possono essere alcuni suggerimenti che dalle minoranze vengono. Io invece ritengo che fosse possibile individuare alla luce del sole - quindi anche se adesso, qui non c'è mai la luce neanche quando si è di giorno, siamo già di notte - quali sono i veri obiettivi che la minoranza si pone essere obiettivi irrinunciabili di modifica a questo Piano per consentire anche alla maggioranza di valutarla e ottenere magari che su quei punti si ragioni e su quei punti si trovi una sintesi. Consentire quindi alla minoranza non di raggiungere l'obiettivo di mantenerci qui venti giorni e comunque poi di non modificare il Piano e di farne solo una battaglia politica, ma realmente di conseguire un risultato e dire: "La nostra battaglia è servita comunque a introdurre delle modifiche del Piano su questi punti sostanziali"; consentire alla maggioranza di riflettere su questo ed eventualmente trovare sintesi e andare all'approvazione del Piano, che è quello che è l'obiettivo nostro, e soprattutto consentire ai sardi di avere rapidamente un Piano sanitario dopo che da vent'anni si attende che il Piano sanitario venga approvato da questo Consiglio. Io credo che con questo spirito si potrebbe valutare anche l'ipotesi di chiudere anticipatamente stasera, consentire una riflessione nella maggioranza e anche nella minoranza e trovare un momento di incontro, ripeto, senza nessuna... in una discussione vera, concreta tra di noi che arrivi ad una sintesi del lavoro di approvazione di questo Piano sanitario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, io voterò a favore dell'emendamento 116, ma approfitto anch'io per dire che, a mio avviso, il Piano sanitario merita un'approfondita discussione alla luce del sole e non essere relegato ad una mera trattativa fra le parti. Credo che anche il parere dato dal relatore di maggioranza, di sospensione, di giudizio sospeso su diversi emendamenti presentati dalla minoranza, credo che sia frutto, appunto, di questo confronto che deve avvenire in Aula. D'altronde, la nostra proposta - onorevole Marrocu e colleghi tutti - è presente nella riscrittura del Piano che noi proponiamo attraverso gli emendamenti. Comprendiamo benissimo che non si può recedere da una proposta per sposarne totalmente un'altra, questo mi sembra ovvio, però stiamo cercando di recuperare quello che non è avvenuto in Commissione, soprattutto nell'ultima fase della Commissione, e bene è stato esplicitato prima dai colleghi che mi hanno preceduto. Per cui c'è, a mio avviso, la chiara dimostrazione da parte della minoranza che non si vogliono passare inutilmente venti giorni qua per mero e puro ostruzionismo, ma proprio per sollecitare soprattutto i colleghi più competenti della maggioranza ad affrontare in Aula, nel posto delegato a discutere le leggi, nei tempi necessari, non necessariamente col calendario. Noi ripetiamo, vogliamo e siamo d'accordo che il Piano sanitario debba essere approvato finalmente in Sardegna, ma vorremmo un confronto pubblico non solo interventi... lei ha detto onorevole Marrocu "con gli interventi che ci sono stati finora in quest'Aula", ci sono stati interventi molto opportuni, molto ben chiare le spiegazioni sugli emendamenti di altissima qualità e competenza che credo avrebbero meritato una risposta e non un semplice sì o no sull'accettazione dell'emendamento, e sarebbe stato sicuramente un segno di gratificazione per l'Aula e dello stesso Piano sanitario se anche i colleghi della maggioranza avessero espresso le proprie opinioni sugli emendamenti proposti. Dopodiché nella discussione si possono sempre formare insieme quelle tesi e quelle posizioni alternative o sostitutive o migliorative del testo che non per forza di cose devono avere una targa. Perciò, fare il Piano sanitario è una collaborazione fra le parti, fra le parti che pensano di intervenire per migliorare un testo, per finire e consegnare un prodotto che sia efficace ed efficiente per migliorare la struttura sanitaria sarda. Questa è la nostra proposta, se poi ritenete che voi proponete che si possa ripetere un veloce approfondito passaggio in Commissione tra i colleghi che più di altri hanno seguito con competenza questo Piano...
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, concluda.
CAPELLI (U.D.C.). Noi siamo disponibili, fin da stasera, a dare un'accelerata di confronto nella Commissione competente.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto favorevole al nostro emendamento e nello stesso tempo vorrei che fosse chiaro che questo Piano è stato caratterizzato sul piano, diciamo, del metodo con cui è stato discusso prima in Commissione e poi in Consiglio regionale, da un appesantimento di rapporti determinato da un'accelerazione nelle fasi finali dell'esame in Commissione e questo ha determinato, quindi, nel momento dell'esame dell'Aula, la necessità di recuperare il tempo perso - così com'è stato detto - con un'analisi puntuale da cui sono scaturiti i numerosissimi emendamenti che abbiamo proposto...
CUGINI (D.S.). Giorgio, ma gli emendamenti sono la parte iniziale!
LA SPISA (F.I.). Gli emendamenti presentati non sono stati un'esercitazione finalizzata semplicemente ad allungare i tempi, erano indicazioni e sono indicazioni di contenuto. Noi certamente tra tutti questi emendamenti o nella sintesi di questi emendamenti, noi e credo anche come emerso anche dal dibattito pubblico anche di questi giorni sulla stampa, vi sono anche delle grandi problematiche di carattere generale, non riguardanti interessi specifici, questioni di carattere generale che evidentemente il sistema politico sardo vuole affrontare debitamente. Allora, adesso in Aula, in questi giorni, noi dobbiamo fare in modo che emergano queste questioni di fondo, discutendo nel merito delle questioni e, quindi, non perdendo tempo, ma approfondendo i diversi aspetti nel tempo debito, come dimostra anche il fatto che certamente oggi stiamo dedicando il tempo debito a queste questioni, ma sottraendo qualunque ipotesi di ulteriore frettolosità o finale frettolosità nell'approvazione di questo testo in Aula, che darebbe... certamente non renderebbe merito all'azione di approfondimento che l'opposizione ha fatto, e che ancora può essere fatta in quest'Aula alla luce del sole, com'è stato detto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 116.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Sanciu e Gallus hanno votato a favore e i consiglieri Silvio Cherchi e Meloni hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Biancareddu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Lombardo - Moro - Petrini - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanciu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 57
astenuto 1
maggioranza 29
favorevoli 20
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento soppressivo parziale numero 74.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. L'emendamento soppressivo intende correggere a pagina 7, alla riga 1 e 2, correggere secondo il nostro parere, il contenuto del punto 3, ovvero sopprimendo le due parole alla riga 1 "anche non", praticamente noi diamo luogo ad assicurare la disponibilità di specialisti che sono all'atto pratico quelle figure che nell'ambito delle strutture ospedaliere che sono in grado di assicurare e seguire razionalmente dei pazienti nell'ambito appunto di quei centri ospedalieri dove oggi per la maggior parte vengono seguiti pazienti diabetici e in questo modo noi diamo una continuità anche di funzione a queste figure. Perché se davvero noi dovessimo attivare tutti i percorsi, ovvero distrettualizzare quella che è la rete, la rete per i servizi di diabetologia, noi molto probabilmente dovremmo andare a farci carico di tutta una serie di figure che oggi non sono presenti, non sono presenti e comunque sia, non fanno parte né della convenzionata, non fanno parte della rete delle figure specialistiche oggi presenti nel territorio per cui molto probabilmente in un primo tempo dovremo servirci proprio di quelle figure che sono già strutturate negli ambiti ospedalieri. Mentre invece la soppressione della parola "neurologo" sta a cancellare un errore materiale che è nel contenuto degli specialisti che dovrebbero partecipare alla realizzazione della rete specialistica di servizio ai pazienti diabetici. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Dirindin per una precisazione sul testo e soprattutto su un errore materiale che probabilmente sta alla base della ripetizione della parola "neurologo".
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, chiedo scusa, c'è un errore materiale a pagina sette, nella seconda riga c'è scritto due volte "neurologo", uno dei due è nefrologo, quindi si tratta di fare una correzione, grazie.
PRESIDENTE. Quindi si corregge materialmente questo errore, per cui il primo "neurologo" è "nefrologo", resta in piedi dell'emendamento la prima parte.
(Non è approvato)
Emendamento sostitutivo parziale numero 226. C'è la richiesta da parte del relatore di sospendere l'emendamento numero 226.
(E' approvato)
Emendamenti aggiuntivi numero 73 e numero 225. Il 73...
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Vede, Presidente quest'emendamento fa parte, come già detto nel precedente intervento, di quelle proposte di cui il collega Frau e il Capogruppo dei DS parlavano nei loro interventi, ma molto probabilmente la lettura è stata così superficiale o se approfondita non è stata capita la proposta, quando si dice, collega Frau, che nel testo dell'emendamento si propone screening da effettuare soprattutto nelle scuole di ogni ordine e grado con l'introduzione del medico scolastico penso che nella sua cultura di medico, collega Frau, ci fosse anche la conoscenza della figura del medico scolastico, una figura che è stata cancellata nel tempo e che oggi in questo Piano invece nonostante si proponga di esercitare formazione ma di esercitare soprattutto quella prevenzione nella cultura nel caso specifico del diabete, io lo dicevo a proposito del diabete, la conoscenza da parte dei bambini fin dalla più tenera età di un'alimentazione corretta, ma soprattutto da parte dei genitori di tutta quella serie di precauzioni, la somministrazione dell'insulina in luogo protetto e così tutta una serie di attività che all'atto pratico hanno il bisogno di un sostegno di tipo culturale che deve essere riattivato nelle nostre scuole di ogni ordine e grado. Io credo che alcune iniziative promosse in ambito di altre Regioni, Lombardia, Toscana, Veneto dove l'istituto del medico scolastico è stato inserito prepotentemente ma per i diabetici, ma per tante altre attività che devono essere fatte in ambito scolastico, di prevenzione devono essere fatte in ambito scolastico, caro Assessore, questa è una grossa carenza che credo che quest'emendamento aggiuntivo cerchi di superare. A lei poi o alla responsabilità della maggioranza il riconoscimento che questa figura può essere un ausilio importante della prevenzione di alcune grosse patologie, ma della prevenzione in totale e in assoluto nell'ambito scolastico. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, io esprimo il voto a favore rispetto all'emendamento numero 73 e anche in questo senso io credo che sia un emendamento che starebbe bene all'interno del Piano nel senso che noi stiamo parlando dell'attività di lavoro sul diabete e stiamo dicendo che l'attività di prevenzione che é anche quella di screening e di diagnosi precoce viene svolta direttamente da professionisti che si rivolgono alla fascia anagrafica più esposta e cioè a quella scolastica. Il collega Contu che ha esperienza di attività di lavoro all'interno dei servizi di igiene pubblica, sa quanto il presidio di medicina scolastica sia utile per poter consentire l'intercettazione di queste patologie, poi qualche collega della maggioranza, magari il collega Frau, il collega Marrocu, il collega Cugini, le persone che più attentamente stanno seguendo il Piano potrebbe dire, ma, quest'emendamento è sostanziale per la radicale modifica del Piano? Ma insomma colleghi, non è sostanziale! E' un buon emendamento ma non è sostanziale ma altri sono sostanziali, quelli che riguardano la centralità della politica nelle scelte, c'è chi deve fare il Piano per gli ospedali, chi deve decidere la riduzione del numero dei posti letto e come devono essere decisi, questi sono emendamenti sostanziali, è evidente che non sarebbe buono, collega Cugini, giusto perché ti ho davanti, se noi ci concentrassimo su tutti i 550 emendamenti con lo stesso grado di attenzione, è evidente che sarebbe buono se ne individuassimo alcuni che sono fondamentali per una correzione delle ottiche sbilenche del Piano, quindi non per la correzione dei contenuti ma del metodo del Piano perché noi riteniamo che il metodo debba essere nel Piano quello che sulle scelte di politica scelga la politica, non i ragionieri non i manager non i consulenti delle AA.SS.LL., quindi se questo principio venisse accettato, a ricaduta ci sono emendamenti e ci sono parti del Piano sulle quale si può ragionare non per cambiare quello che c'è scritto ma per cambiare il metodo attraverso cui si deve arrivare a ciò che scritto non c'è.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io voterò contro in quest'emendamento perché ritengo la specificazione indicata non compatibile con questo documento e peraltro in questo emendamento e in questo che si sta discutendo intravedo proprio la volontà ostruzionistica al Piano cioè il tentativo di prolungare, come succede molte volte in altre circostanze, la discussione per svilire il traguardo politico, il risultato politico perché il peso di una maggioranza non è inteso come un prodotto del lavoro del Consiglio, è venuta dai banchi della maggioranza la proposta di vedere in modo chiaro quali sono le questioni che ciascuna parte politica qua rappresentata intende come questioni significative. Per quanto ci riguarda noi abbiamo presentato alcuni emendamenti fotocopia, tre, uno dei quali il relatore ha chiesto il ritiro, riguarda l'emendamento numero 96 quello relativo a patologie della vista relativo alla retinopatia pigmnetosa, che è un'affezione che ormai interessa centinaia e migliaia di sardi, noi intendiamo questa richiesta nella direzione che questo obiettivo è raccolto e ha pari dignità di altri e quindi bisogna verificare la formulazione ma certo ci sarebbe piaciuto una sede nella quale ragionare su questo e sugli altri emendamenti, per esempio quello sul precariato, per esempio quello sui servizi esternalizzati che sono di altra sostanza, per il funzionamento dell'amministrazione sanitaria e sui quali non è pensabile il ritiro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, probabilmente se non fosse intervenuto l'onorevole Uras non sarei intervenuto, ma vorrei far presente che c'è la piena disponibilità della minoranza, non a porre ostruzionismo in quest'aula, ma migliorare questo Piano soprattutto come ricordava il collega Vargiu, nel metodo e nella gestione complessiva che deve essere affidata alla politica.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
(Segue DEDONI.) Vede onorevole Uras, lei ha cercato di parlare di esternalizzazioni e così via le approvazioni della finanziaria nazionale hanno portato ad una drastica riduzione di quella che è la Sanità carceraria, l'onorevole non Pisu, presidente della Seconda commissione, autorevole rappresentante di Rifondazione comunista, l'onorevole Caligaris ed altri autorevoli esponenti di quella Commissione spesso e volentieri hanno visitato le carceri e hanno cercato di portare solidarietà, come mai in questo caso nessuno si è levato a difendere i reali interessi, quelli dei carcerati che non hanno la giusta assistenza sanitaria perché l'avevano già ridotta notevolmente, come è avvenuto per esempio per mia conoscenza del carcere di Oristano che ha già drasticamente ridotto i manager delle AA.SS.LL. gli orari di presenza del medico in quella condizione. Non sono forse dei cittadini anche loro? E voi che tanto vi attribuite la bontà di seguire i diritti civili con estrema attenzione forse non sarebbe uno dei casi questo da poter verificare con maggior attenzione e maggiore puntualità politica in difesa di cittadini che non hanno altro tipo di difesa come dite spesso e volentieri voi in tutte le sedi e in questa circostanza non s'è levato nessuno a protestare e nessuno è andato a fare qualche visita di circostanza nelle sale carcerarie.
Io credo che prima di parlare bisognerebbe prestare molta attenzione a tutto quello che si svolge in termini politici, noi ce la mettiamo e stiamo cercando non di creare ostruzionismo ma di portare una Sanità più adeguata, più efficace, più efficiente e meno legata a ragionierismi della Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni.
Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Vittorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Grazie Presidente, anch'io probabilmente come l'onorevole Dedoni, se non fosse intervenuto l'onorevole Uras non sarei intervenuto per questo emendamento. Però, siccome ho partecipato alla stesura dell'emendamento numero 73 mi sento in dovere di dire qualcosa, questo credo che sia un emendamento che potrebbe essere benissimo accettato anche perché durante la lettura del Piano, cari colleghi della maggioranza vi accorgerete che fra consulte, commissioni, comitati, osservatori, registri e tante altre istituzioni che il Piano istituisce, magari con il medico scolastico dove si potrebbe avere un vero screening di molte delle malattie o comunque di molte patologie che colpiscono i sardi, veritiero e anche, non posso dire primitive, non mi viene in termine, ecco: prese in tempo! Magari si potrebbe evitare che un bambino dislessico diventi autistico, magari si potrebbe accertare una sclerosi multipla abbastanza in tempo o comunque iniziare una cura degna di tale nome nel tempo migliore per il paziente, credo che questo emendamento sia un'apertura grossa che la minoranza fa alla maggioranza, non è il contrario. Il medico scolastico può essere l'inizio di un collaborare per fare meglio questo Piano sicuramente. Io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento grazie.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 225.
ARTIZZU (A.N.). Presidente chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. L'onorevole Artizzu ha chiesto il voto elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 225
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Francesco Sanna, Uras e Pisu hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Contu - Dedoni - Gallus - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Licheri - Masia - Meloni - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Secci.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 49
votanti 48
astenuto 1
maggioranza 25
favorevoli 15
contrari 33
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 105.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io esprimo il mio voto positivo sull'emendamento 105, di cui sono convinto assertore. E devo considerare, nel novero delle aperture, il fatto che l'emendamento numero 225, testé votato, avesse incassato il parere favorevole della Commissione. Quindi, non solo non si riesce ad avere le aperture su ciò su cui non siete aperti, ma ci sono anche chiusure su ciò su cui eravate aperti. Nel senso che io non ho fatto dichiarazione di voto e gli altri colleghi della minoranza non ne hanno fatto, perché l'emendamento numero 225 era stato approvato dalla Commissione. Mi rendo conto che, avendo lavorato la Commissione alle due del mattino, in un contesto non adatto - lo abbiamo detto mille volte - all'approfondimento, al ragionamento e alla discussione, si arrivi in Aula con infortuni di questo genere. Infortuni che, però, sono indicativi che il metodo di lavoro che voi avete cercato di imporre e che state, ancora adesso, imponendo, caro collega Uras, non sono metodi di lavoro che giovano a scrivere bene le cose che sono contenute nel Piano. Perché, voi stessi, non vi siete accorti che avevate dato parere favorevole all'emendamento e poi avete votato contro. Quindi, questo indica, collega Uras, che il metodo della corsa tende a fare quelli che l'onorevole Contu definisce "gattini ciechi". E io concordo con l'onorevole Contu, sulla cecità dei gattini, che sono partoriti da quest'Aula. L'emendamento numero 105, sul quale non so sino al momento del voto quale sarà il vostro parere, quindi lo esprimo con libertà e liberalità, l'emendamento numero 105 è sicuramente un emendamento che rafforza la qualità della risposta. Perché? Perché ipotizza che all'interno dei servizi di pediatria ci sia, funzionante, ciò che noi sappiamo che, laddove possibile, già è funzionante. Cioè il servizio di diabetologia pediatrica, un ambulatorio di diabetologia pediatrica, una risposta di diabetologia pediatrica che sia differenziata rispetto al resto della risposta. Oggi, noi sappiamo che i centri di riferimento dovrebbero essere uno solo, ma voi avete pensato: "Meglio due, così anche Sassari ce l'ha" e siamo d'accordo. Noi pensiamo che, meglio che Cagliari e Sassari, sarebbe che la risposta di diabetologia pediatrica, con un minimo di qualificazione, che è quella rivolta a dare quindi una risposta più peculiare a quei problemi della pediatria diabetologica, che sappiamo avere una propria peculiarità, anche perché è importantissimo l'approccio psicologico e terapeutico che deve essere realizzato in questa fascia anagrafica, beh, noi stiamo chiedendo che questo abbia una dignità all'interno del Piano. Sempre una cosa migliorativa, per la quale voi ci potreste anche rispondere…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). …grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente. Anche perché si continua a parlare di ostruzionismo da una parte, mentre si cerca la collaborazione. Ma, a parte quello che ha detto il collega Vargiu, che già c'è un ulteriore chiusura rispetto ad accordi precedenti, mentre vedo che le uniche cose che accettate sono, al limite, qualche concessione su ulteriori osservatori, io vorrei rispondere al collega Frau, chiaramente il tempo si è esaurito prima che io capissi quello che voleva dire, quindi considerando che da parte della maggioranza gli interventi sono col contagocce, probabilmente, non lo saprò mai. Ma ho fatto in tempo a sentire che lui ha detto che io non ho letto con attenzione il Piano. Beh, io devo dire una cosa: "Il piano l'ho letto con molta attenzione, probabilmente, siccome sono soltanto un semplice medico di campagna, forse, non l'ho capito. E quindi, chiedo ulteriori spiegazioni. Perché quando io, con questo emendamento, chiedo un reparto di diabetologia, un servizio di diabetologia pediatrica in ogni reparto di pediatria, in effetti, lo faccio perché, siccome sono fortemente preoccupato dai numeri, si parla di 50 mila diabetici in Sardegna diagnosticati, mentre ci sarebbe un sommerso di un numero di circa 30 mila, per difetto, di persone per le quali non è stata ancora fatta la diagnosi. E allora io, visto che negli obiettivi si parla di definizione, di adozione di standard diagnostici e terapeutici adeguati, di programmi di screening, di potenziamento dell'attività sul territorio, io resto fermamente convinto che, per quanto riguarda tutti questi obiettivi, non sia assolutamente sufficiente l'istituzione di unità semplici di diabetologia e malattie metaboliche nel territorio, che coincidano con i distretti delle AA.SS.LL. Io credo che siccome forse in Sardegna non ci sono malattie che colpiscono i bambini in modo così duro e con una diffusione così alta, credo che soltanto attraverso l'istituzione di un servizio di diabetologia pediatrica in ogni reparto di pediatria si possono portare avanti tutti quegli obiettivi, che si vogliono effettivamente raggiungere. Ora io chiederei una risposta, vorrei che qualcuno della maggioranza facesse una dichiarazione di voto su questo emendamento. Non è certamente un emendamento di ostruzione, è un emendamento che tende a migliorare realmente quella che è una situazione drammatica, che colpisce duramente soprattutto le fasce più deboli, mi riferisco ai bambini piccoli. E vorrei sapere quali sono i motivi che appunto possono portare alla…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Credo che la risposta che l'Aula ha dato, la maggioranza ha dato, all'emendamento 225, sia palese di una volontà, così, cieca direi, di rigettare qualsiasi proposta. E ai colleghi della maggioranza della Commissione sanità vorrei ricordare che quell'emendamento, proposto in sede di discussione in Commissione, venne condiviso ed era presente anche l'Assessore in quell'occasione. L'emendamento numero 72… numero 73 per la precisione, stavo sbagliando riferimento numerico dell'emendamento! Questo per dire ai colleghi, al collega relatore, ma dire ai colleghi della Commissione che, molto probabilmente, non hanno saputo saggiamente, così, riferire ai colleghi in Aula qual era la posizione assunta, qual era la posizione che era stata condivisa ma, soprattutto, volevo ricordare al collega Uras, che in questo momento sta seguendo altri discorsi: "Caro collega Uras, tu hai un'età che ti ha portato a conoscere quale era l'opera, l'azione e soprattutto la motivazione che aveva il medico scolastico, quando tu frequentavi la scuola dell'obbligo, e così tanti altri qui dentro". Bene, non esiste più quell'istituzione, da diversi anni, è stata cancellata. Ma non sono stati cancellati neanche i pidocchi dalle scuole, caro collega Uras. Perché noi abbiamo i bambini infestati di pidocchi, di nuovo, nelle scuole. E queste cose bisogna… bisogna farsene carico di questi problemi, come pure tutti gli altri problemi che si danno in carico ai nuovi servizi, che si vogliono istituire senza sapere chi però deve andare a gestire questa formazione a livello scolastico, che riguarda il diabete ma che riguarda la prevenzione di tante altre patologie, compresa l'obesità, compresa tutta un'altra serie di iniziative, che questo Piano intende portare avanti. Ed è chiaro che il mio voto è a favore dell'emendamento numero 105, per l'istituzione in ogni reparto di pediatria del servizio di diabetologia pediatrica. Credo che anche su questo emendamento si intenda promuovere, con questo emendamento, la vostra sensibilità…
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Contu.
Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Grazie Presidente, io vorrei ricordare ai colleghi, per ristabilire un minimo di rapporto di, anche di correttezza sulle cose che sono state fatte in Commissione, che per quanto riguarda alcuni emendamenti, di cui si era sospeso il giudizio, questo non voleva dire che dovevano essere poi tutti quanti accolti in Aula, noi abbiamo un po' affinato le argomentazioni, alcuni degli emendamenti, che sono stati sospesi in Commissione nel giudizio, avranno un giudizio positivo da parte del relatore e alcuni altri non l'avranno perché non calati in maniera congrua all'interno del testo. Ricordo a proposito di strumentalità, al collega Licandro e anche al collega Contu, perché mi dispiace quanto da loro affermato in merito all'attenzione sui problemi della diabetologia pediatrica, che all'interno del piano, ed è avvenuto questo dopo discussione, quindi dopo che era stata votata anche dalla, questa parte anche dalla minoranza, dopo approfondita discussione sul diabete, in Commissione sono stati inseriti due servizi di diabetologia pediatrica, uno a Sassari e uno a Cagliari, secondo, andando benoltre l'indicazione della legge nazionale del 16 marzo del 1987 numero 115 che prevede in ogni Regione un singolo servizio di pediatria, almeno uno, noi ne abbiamo inserito 2, uno Sassari e uno a Cagliari di servizi di diabetologia pediatrica, e andando oltre le indicazioni di legge proprio in considerazione del particolare problema che nella nostra Regione c'è. Lo dico questo, lo dico non per voler polemizzare tenendo conto che l'unico primariato di diabetologia pediatrica che c'era presso l'ospedale Brotzu a Cagliari fu soppresso durante il governo di centro destra, e noi non solo lo stiamo ripristinando, ma semmai stiamo potenziando questi servizi, con un servizio anche nel Nord della Sardegna. Quindi io credo che la discussione vada riportata nelle giuste, nei giusti canoni si potrebbe star qui in Aula a rispondere con accuse reciproche di quanto è stato fatto nel passato e di quanto vorrà essere fatto nel futuro. Io credo che su alcune indicazioni, sono intervenuti alcuni colleghi, il collega Marrocu, ha dato alcune aperture io credo su alcuni temi di larga portata, non si può stravolgere il piano, non si possono inserire emendamenti che possono scardinare, anche quello che è la normale, che è il normale testo, non si può entrare nel merito di ogni singola frase con emendamenti su emendamenti, mentre su alcune questioni di principio io credo che si è detto, si è già largamente dibattuto in quest'Aula e si è detto che vi è una disponibilità anche di accogliere alcune indicazioni di massima. Se questo fosse, io credo, che visto anche la discussione almeno su questa parte del piano in Commissione c'è già stata, perché non si può dire che non vi sia stata in Commissione, almeno su questi primi importanti temi. Io credo che si potrebbe arrivare anche in conclusione a lasciar andare le cose…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pacifico.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). La riflessione che facevo, io voterò contro, ovviamente questo emendamento, sulla volontà ostruzionistica, io, sono 560, quindi uno può prendere qualunque a caso mi sono preso il 573, ho preso un emendamento che dice "al primo capoverso della quinta riga le parole di gran lunga insoddisfacenti sono sostituite con inferiori alle aspettative", questo è la natura delle modifiche che si vuole proporre al piano e in questa confusione, promossa dalla minoranza, strumentalmente, si fa in maniera tale che i temi veri, che riguardano il funzionamento della sanità in Sardegna vengano annacquati, dimenticati anzi addirittura qualche volta sommersi da tentativi più o meno validi di sostegno di situazioni particolari, territoriali, di reparto di azienda sanitaria o di quant'altro, che vengono da diverse parti, anche di questo Consiglio, anche di questo Consiglio. Io mi chiedo, noi che tutti quanti diciamo essere i difensori di questa Aula, che vanno bene le battaglie ostruzionistiche, io per esempio, le condivido qualche volta tento anche di farle, se una categoria in generale, un sistema, il mondo del lavoro, sono colpiti nei loro diritti fondamentali, ma non in ragione di prressare per questo o quel singolo obiettivo non di valenza generale o per non consentire il conseguimento di un traguardo, che fra l'altro siamo 21 anni tutti quanti che diciamo che vogliamo raggiungere, quindi io l'invito lo faccio, continuo a farlo andiamo al sodo vediamo quali sono le cose, noi alcune le abbiamo le difenderemo, le difenderemo con tutta l'energia di cui siamo capaci, dentro questa Aula e anche fuori di questa Aula, così come abbiamo sempre fatto, e così come intendiamo sempre fare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras.
Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Io riprendo ciò che ha scritto nell'emendamento l'onorevole Licandro, per dire che è un modo sicuramente di apertura anche questo, che continuiamo a darvi, se l'istituzione del servizio di diabetologia pediatrica nei reparti di pediatria, sicuramente è meno oneroso di tutte le reti, di tutti gli osservatori e di tutte le consulte di tutti i comitati che stiamo istituendo nel piano, onorevole Uras, credo che magari risparmiando qualche centesimo possiamo fare una sanità migliore investendo magari in altro. Per quanto riguarda il medico scolastico, io credo che, siccome si chiede ai medici di medicina generale di associarsi formando le cosiddette UTAP, basta chiedere alle UTAP di fare il servizio anche all'interno delle scuole, non è, non comporta nessuna spesa in più. Queste sono aperture o comunque basi di dialogo, vedete voi se merita il risparmio della spesa in sanità di avere un dialogo del genere. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Randazzo.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, anche io voterò contro l'emendamento numero 105, però desidero rassicurare l'onorevole Dedoni, per quanto riguarda la sanità penitenziaria, e per quanto riguarda anche la condizione delle detenute e dei detenuti negli istituti penitenziari, volevo tranquillizzarlo perché ho sentito che prima poneva l'accento su questo tema e dirgli che su questo fronte il mio impegno non verrà meno, e ciò nonostante un emendamento presentato da cinque consiglieri di maggioranza, che si propone proprio di migliorare la qualità della sanità penitenziaria. Volevo anche dirgli che non trascuro neppure le condizioni dei precari, come quelli del policlinico universitario, che stanno manifestando oggi qui davanti al Consiglio regionale, e neppure le condizioni in cui operano le donne delle pulizie negli ospedali e in generale le condizioni sanitarie interne ai nostri ospedali. Ma non credo che in questo momento sia questo l'oggetto del dibattito in senso stretto e comunque, per concludere, invito l'onorevole Dedoni a stare più attento, e a fare considerazioni e rilievi nel merito specifico. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Caligaris. Colleghi, prego i colleghi di prendere posto e ascoltare chi parla, per gentilezza.
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Ringrazio Presidente, il mio voto sarà contrario, ma sarà contrario soprattutto e non tanto nel merito in quanto non accompagnato da sufficiente valutazione dell'impatto dell'emendamento, quanto perché, Presidente, manifesto insieme al voto contrario sull'emendamento la grande delusione rispetto all'atteggiamento dell'opposizione. Io ho avuto occasione in passato, nei giorni scorsi, di complimentarmi con i colleghi della minoranza per il fatto che avevano azzeccato la strategia politica nell'impedire alla maggioranza di scollinare la legislatura con l'approvazione del Piano sanitario. Mi aspettavo però che alla ripresa dei lavori ci fosse un atteggiamento più costruttivo, più propositivo, più concreto, ma così come abbiamo visto non tanto in questo emendamento ma quanto nell'emendamento precedente, nell'emendamento numero 73, di volontà vera di contribuire al miglioramento della sanità, della salute e favorire le condizioni di salute dei sardi proprio non se ne è vista, non se ne vede! E immaginare che su 500 emendamenti la gente possa capire che voi volete il miglioramento della sanità e della salute è follia e la mia delusione, state tranquilli colleghi, è la delusione dei sardi che vogliono che venga approvato dopo oltre vent'anni il Piano, che sì, sono interessati anche ai pidocchi, collega Contu, ma sono interessati soprattutto al diabete e al diabete dei bambini dei quali stiamo parlando e allora concentriamoci sulle cose vere, concentriamoci sulle cose reali, andiamo al sodo delle questioni e vediamo cosa c'è di concreto in mezzo a questi 500 emendamenti che state proponendo e su questi chiamate veramente il Consiglio ad una sfida, chiamate la maggioranza ad un confronto ma togliete tutta la spazzatura da questi emendamenti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uggias. Siamo in sede di votazione.
Metto in votazione l'emendamento numero 105.
PACIFICO (D.S.). Controprova.
PRESIDENTE. Pregherei i colleghi che devono chiedere la controprova di farlo con tempestività e con chiarezza perché altrimenti è difficile, per questa presidenza, seguire i lavori. E' stata chiesta la controprova e qualcuno ha detto "voto elettronico", non ho capito chi.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Io.
PRESIDENTE. Che si associa?
VARGIU (Riformatori Sardi). Io.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Se i colleghi prendono posto dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 105.
(Segue la votazione)
Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Randazzo Vittorio - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 36
votanti 36
astenuti 2
maggioranza 19
contrari 34
Non siamo in numero legale. I lavori sono sospesi per mezz'ora, riprendono alle ore 19 e 50. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 19, viene ripresa alle ore 19 e 50.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, riprendiamo i nostri lavori. Siamo in votazione dell'emendamento numero 105.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sull'ordine dei lavori Presidente.
PRESIDENTE. Prego onorevole Marrocu.
MARROCU (D.S.). Chiederei, se è possibile, se i colleghi non sono contrari, l'aggiornamento dei lavori a domani mattina senza passare neppure al voto.
PRESIDENTE. C'è una proposta dell'onorevole Marrocu che segue, mi sembra, un suo intervento di qualche ora fa che proponeva una pausa di riflessione per consentire interlocuzioni. Se non ci sono colleghi che si oppongono i lavori di questa giornata finiscono qui, il Consiglio è convocato per domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 51.
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