Seduta n.433 del 29/07/2008
CDXXXIII Seduta
Martedì 29 luglio 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 11 e 20.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 15 luglio 2008 (424), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Barracciu, Cerina, Mario Floris, Maninchedda e Pileri hanno chiesto congedo per la seduta di martedì 29 luglio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:
Pinna - Mattana - Corda - Fadda - Manca - Pirisi - Sabatini - Porcu: "Norme urgenti interpretative del Piano paesaggistico regionale". (331)
(Pervenuta il 25 luglio 2008 e assegnata alla quarta Commissione)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sugli effetti dannosi causati nel Medio Campidano dalla siccità sulle colture cerealicole e dalle piogge primaverili sulle produzioni foraggere". (1303)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione delle commissioni sanitarie operanti presso le ASL della Sardegna". (1304)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla crescente situazione di caos nel reparto di psichiatria (SPDC) dell'Ospedale SS. Trinità di Cagliari". (1305)
"Interrogazione Moro, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi inadempienze del Consorzio di bonifica del nord Sardegna". (1306)
"Interrogazione Pittalis - La Spisa - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Rassu - Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sugli sviluppi del caso Saatchi in relazione all'annullamento della gara d'appalto per la progettazione e realizzazione di una campagna promozionale sulla Sardegna e per la realizzazione di iniziative di comunicazione istituzionale a carattere pubblicitario". (1307)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul mancato pagamento ai soggetti attuatori delle spese per l'attivazione dei corsi gratuiti di lingua inglese". (1308)
"Interrogazione Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle opere pubbliche in via di realizzazione per l'adeguamento dell'Isola di La Maddalena ad ospitare il vertice G8 in programma il prossimo anno". (1309)
"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sullo sgravio e sclassificazione dagli usi civici a Zinnigas (Santa Giusta)". (1310)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla inaugurazione fasulla dell'Hospice di Iglesias". (1311)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenuta alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interpellanza Farigu sui motivi che inducono il Presidente della Regione a ricorrere a studi legali esterni per le vertenze giudiziarie che vedono coinvolta la Regione". (330/C-1)
30 giugno 1993, n. 270" (249)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato numero 117- 249/A.
Dichiaro aperta la discussione generale.
ARTIZZU (A.N.). Presidente!
PRESIDENTE. Procediamo così, onorevole, se si avvicina le spiego perché. Prego. Si accomodi, venga, onorevole Artizzu.
(Il consigliere Artizzu si avvicina al banco della Presidenza.)
Ha facoltà di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore.
DIANA (A.N.). L'onorevole Lai forse aveva un'altra relazione da fare!
LAI SILVIO (P.D.), relatore. Ci vuole il tempo giusto per ogni cosa, collega Diana! Ce lo dice il Qoèlet!
Io cercherò di non occupare tutto quanto il tempo che il Regolamento consente per presentare il provvedimento, Presidente, perché il provvedimento ha due caratteristiche: intanto si inserisce dentro una fase che, ovviamente, non lo vede come elemento di massima attenzione e la seconda cosa è che è un provvedimento comunque esitato dalla Commissione in termini unanimi. Pertanto rappresenta, come è successo già ad altri provvedimenti recenti per la Commissione sanità, un provvedimento che ha visto una uguale, omogenea visione, una omogenea visione da parte dell'intera Commissione sull'indirizzo intrapreso dalla Commissione stessa rispetto all'obiettivo della legge. La legge prevede questo, è la sintesi tra un disegno di legge e una proposta di legge presentati due anni fa dalla Giunta regionale e dal collega Gavino Manca come primo firmatario a nome dell'intero Gruppo de La Margherita, e prevede l'adeguamento attraverso una modalità di riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale che come sapete si occupa di ricerca, in particolare in campo veterinario, ai sensi del decreto legislativo numero 270 che risale al 1993. Il decreto numero 270 anticipa il decreto numero 271 che opera lo stesso riordino a livello nazionale degli IRCS, gli istituti di ricerca e cura a carattere sanitario e sostanzialmente prevede la trasformazione di questi istituti da enti facenti parte unicamente del sistema sanitario nazionale ad enti che entrano a pieno titolo nel sistema sanitario regionale e vengono organizzati esattamente come delle aziende, quindi prevedono la responsabilità legale in capo al direttore generale, la nomina di un direttore amministrativo e di un direttore scientifico sanitario in piena analogia con gli indirizzi previsti a livello nazionale per le aziende sanitarie locali. La riforma non scioglie un nodo di appartenenza alternativa tra sistema sanitario nazionale e sistema sanitario regionale, non lo scioglie perché non lo sciolgono gli indirizzi del "270" che prevedono in capo allo Stato la possibilità di coordinare tutte le politiche di ricerca e di intervento sul tema veterinario da parte del Ministero, lasciando però la totale gestione compresa la nomina degli organismi salvo un rappresentante in consiglio di amministrazione da parte della Regione. I compiti previsti dalla legge sono quelli condivisi a livello nazionale ai quali si è arrivati dopo una lunga serie di audizioni in Commissione che hanno previsto l'ascolto di tutto il sistema veterinario al quale peraltro la Commissione ha anche proposto di fare un passo in avanti sotto il profilo della necessità di governance, cioè di un governo condiviso, cioè di un alto e mutuo coordinamento necessario nel campo veterinario a livello di soggetti che non sono ordinati da livelli identici, tanto è che da una parte abbiamo il sistema universitario, dall'altra i sistemi ordinistici, dall'altra lo Stato che mantiene prerogative, dall'altra il sistema sanitario regionale.
Tuttavia non è stato maturato in qualche modo un convincimento da parte dell'intero sistema veterinario e quindi la Commissione ha deciso di rinunciare ad una parte che poteva essere oggetto di inutile conflitto oppure di maturazione non adeguata sotto il profilo delle soluzioni proposte perché non sufficientemente condivise, e si è limitata ad una legge di riordino assolutamente in linea con quello che è l'indirizzo del "270". Per farla assolutamente sintetica, sono tre gli organismi dell'istituto, un consiglio di amministrazione che ha poteri di indirizzo sostanziali, è un po' simile ai comitati di indirizzo ed è previsto a livello nazionale non come organo di governo, ma quasi come organo di sintesi perché la maggior parte degli istituti zooprofilattici sono gestiti insieme da più Regioni e quindi il consiglio di amministrazione diventa il luogo di sintesi delle volontà di più Regioni. Il direttore generale che ha la responsabilità legale e quindi approva il bilancio, lo predispone e approva il bilancio e il collegio dei revisori che è dovuto, così come dice il sistema, la legge di riordino del sistema sanitario nazionale poi recepita con la legge numero 10 a livello regionale. Il direttore generale è parificato al direttore regionale delle AA.SS.LL. per funzioni e per incarichi, e ciò che nel sistema sanitario viene svolto dalla conferenza provinciale, qui viene svolto di fatto dal consiglio di amministrazione, quindi interagisce con il direttore generale in termini di controllo e verifica, ma senza assumere responsabilità di gestione, il consiglio di amministrazione che è nominato in parte dalla Regione, e come detto per un componente dal governo nazionale, anzi dal Ministero. Le funzioni del direttore sanitario e del direttore amministrativo sono simili a quelle previste nel contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto sanitario, così come il personale che risponde esattamente alle stesse normative. C'è da dire che rispetto alle norme precedentemente presentate, la legge che è stata esitata dalla Commissione prevede i riferimenti adeguati alla legge numero 10 e quindi compara esattamente il modello dell'istituto zooprofilattico al modello attuale delle AA.SS.LL., quindi richiama per esempio lo Statuto solo per la parte, diciamo, istituzionale prevista per legge, e rimanda a un regolamento che corrisponde all'atto costitutivo delle AA.SS.LL. tutta la normativa di funzionamento e la gestione degli organismi interni compresa la rappresentanza interna del personale. Attraverso questa legge, voglio dirlo come esito finale ringraziando i colleghi che hanno contribuito fattivamente alla sintesi proposta in questa legge, attraverso questa legge, si pongono anche le basi perché si possa anche concludere in maniera definitiva tutto l'iter del superamento del precariato presso lo zooprofilattico che ha una storia antica, in qualche caso anche ventennale, e che attraverso questa legge trova le basi per poter applicare in quanto diventa un istituto su cui vige la normativa regionale, si possono applicare le normative previste dalla finanziaria regionale di due anni fa e dello scorso anno e quindi si può completare il piano di superamento del precariato che altrimenti rischierebbe di essere limitato al solo personale che viene finanziato con finanziamenti nazionali e che rientra in programmi nazionali. Quindi la legge è attesa molto anche dalle risorse umane impiegate in maniera provvisoria dentro l'istituto e quindi la Commissione ne ha raccomandato unanimemente anche una rapida approvazione. Direi che sotto l'aspetto delle caratteristiche specifiche della normativa non ci sono delle specificità da far osservare in particolare all'Aula, quindi per il resto mi rimetto alla relazione scritta ringraziando ancora la Commissione per il lavoro svolto.
PRESIDENTE. Colleghi, se ci sono le condizioni possiamo avviare la discussione generale, l'intesa è che stasera non si lavori e che si riprenda domani mattina. Quindi se ci sono colleghi che volessero iniziare la discussione generale lo possiamo fare, insomma, l'Aula è nelle condizioni di farlo. Sicuramente non lavoriamo questo pomeriggio. Verifichiamo se ci sono le condizioni e rinviamo la discussione generale a domani. Onorevole Pittalis, di che cosa intende parlare?
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sì Presidente, evitiamo inutili sceneggiate, si sa che c'è una discussione in corso all'interno del partito di maggioranza, si sa che ci sono turbolenze, evitiamo di portarle in Aula, fatevi la vostra assemblea e diciamo che riprendiamo i lavori nella giornata di domani, e tutto è molto più semplice.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, non ci sono turbolenze da nessuna parte...
PITTALIS (F.I.). Non è serio così, ha convocato il Consiglio solo per fare la relazione!
PRESIDENTE. Le chiedo scusa onorevole Pittalis, le chiedo scusa onorevole Pittalis, questa era l'intesa con molti dei Capigruppo dell'opposizione, ma non è così, non è così, e non è serio che lei affronti un tema in questa maniera va bene? Ascolti onorevole Pittalis, se vuole intervenire in discussione generale le do la parola, così la smettiamo di fare sceneggiate.
PITTALIS (F.I.). Non è serio così, non è serio!
PRESIDENTE. No, ma se lei vuole intervenire in discussione generale, io le sto dando la parola, e avrà l'ascolto e l'udienza che merita.
La seduta è tolta, ci vediamo domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 11 e 36.
Allegati seduta
Testo della interpellanza e delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta.
Interpellanza Farigu sui motivi che inducono il Presidente della Regione a ricorrere a studi legali esterni per le vertenze giudiziarie che vedono coinvolta la Regione.
Il sottoscritto,
premesso che:
- la Regione fa ricorso, sempre più frequentemente, all'assistenza legale esterna nelle vertenze giudiziarie che la vedono coinvolta;
- tale consuetudine ha assunto una rilevanza mai vista in passato, soprattutto in seguito al varo di provvedimenti e iniziative di legge assai discutibili in materia urbanistica, fiscale e contabile;
preso atto che:
- una recente sentenza (n. 798/06) della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Sardegna ha testualmente affermato, riprendendo insegnamenti costanti in dottrina, che "la giurisprudenza contabile da tempo sostiene il principio per cui ogni ente pubblico debba provvedere ai suoi compiti con la propria organizzazione ed il proprio personale; principio che trova il suo fondamento non solo nell'art. 97 Cost., quale garanzia del buon andamento e imparzialità dell'attività amministrativa ma, anche e soprattutto, nella considerazione che, atteso che ogni ente pubblico abbia una sua organizzazione ed un suo organico, è con essi che debba attendere alle sue funzioni" (cfr. Sez. II, 22 aprile 2002, n. 137);
- tale sentenza ritiene "antigiuridico e produttivo di danno erariale il conferimento di incarichi connessi ad attività alle quali si possa far fronte con personale interno dell'ente";
considerato che:
- la Regione sarda dispone di un ufficio legale abilitato anche per le magistrature superiori e costituito da esperti in campo costituzionale-amministrativo;
- è compito e responsabilità della Presidenza della Regione provvedere ad eventuali integrazioni dell'organico in funzione dell'attività d'istituto e delle materie di riferimento;
ritenuto che, sempre nella sentenza citata, "è lecito il ricorso a professionalità esterne in presenza di necessità straordinarie che esulino dalle ordinarie conoscenze dell'ufficio, in caso di manifesta insufficienza delle risorse interne a soddisfare particolari e complesse esigenze",
chiede di interpellare il Presidente della Regione per conoscere:
1) l'importo delle parcelle liquidate ai professionisti esterni chiamati a difesa della Regione nanti il TAR Sardegna, il Consiglio di Stato, la Corte costituzionale ed altre magistrature;
2) il motivo per cui si è fatto ricorso ai professionisti esterni per ogni singolo procedimento (attestando perciò l'assenza di adeguate professionalità interne);
3) quale linea intenda seguire per il futuro, tenuto conto che potrebbe configurarsi, nei provvedimenti adottati, l'ipotesi del danno erariale;
4) da chi sia dipeso il giudizio di inadeguatezza dell'ufficio legale interno. (330)
Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sugli effetti dannosi causati nel Medio Campidano dalla siccità sulle colture cerealicole e dalle piogge primaverili sulle produzioni foraggere.
Il sottoscritto,
premesso che la presente annata agraria è stata caratterizzata da una scarsa piovosità nei mesi dell'autunno-inverno, che ha fatto registrare un persistente periodo siccitoso colpendo e riducendo l'entità delle produzioni agricole, e in particolare cerealicole, anche nel Medio Campidano;
rilevato che il Servizio agrometeorologico regionale per la Sardegna (SAR) ha elaborato un'analisi delle condizioni registrate nel corso dei mesi autunnali e invernali (ottobre 2007 - marzo 2008) valutando, attraverso specifici indicatori, le condizioni di siccità presenti nell'Isola;
considerato che la citata analisi ha evidenziato condizioni piuttosto critiche nelle località occidentali e in particolare nella Provincia del Medio Campidano a causa di un prolungato deficit pluviometrico;
appreso che:
- al suddetto andamento climatico siccitoso ha fatto seguito in tutta la Sardegna un maggio piovoso che ha compromesso definitivamente le colture cerealicole e causato la perdita di quelle foraggere;
- inoltre, tali condizioni climatiche hanno determinato una grave situazione di disagio economico, tale da sollevare in tutto il territorio regionale la richiesta della dichiarazione di stato di calamità naturale;
considerato che il perdurare delle attuali alte temperature rischia di compromettere anche parte delle coltivazioni arboree, quali i vigneti in asciutto,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale agropastorale per conoscere quali provvedimenti:
5) abbia assunto, o intenda assumere, per dare avvio ai sopraluoghi tecnici finalizzati a verificare l'ammontare dei danni causati alle colture cerealicole e foraggere dalle avverse condizioni atmosferiche invernali e dalle piogge primaverili;
6) intenda assumere per dare un sostegno agli agricoltori dei comparti danneggiati, al fine di indennizzarli dai danni subiti. (1303)
Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione delle commissioni sanitarie operanti presso le ASL della Sardegna.
Il sottoscritto,
premesso che l'orientamento generale è quello di contenere la spesa pubblica, nonché di favorire il cittadino con procedure sempre più snelle per il riconoscimento dei suoi diritti;
vista la legge regionale 12 dicembre 2003, n. 12 (Provvidenze a favore degli invalidi civili);
visto che l'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 2003 demanda alle commissioni sanitarie istituite presso le ASL il compito di accertare il grado di invalidità civile;
poiché ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale n. 12 del 2003, le competenze in materia di istruttoria e liquidazione contabile sono attribuite all'INPS, ancorché alla stessa INPS sono demandate, avvalendosi di propri medici, le competenze di verifica delle visite mediche effettuate presso le ASL;
considerato che i pazienti, in prevalenza anziani, non possono essere sballottati da una parte all'altra per avere riconosciuti i loro diritti,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:
7) siano a conoscenza di quanto sta avvenendo in ordine agli accertamenti sanitari dell'invalidità civile in Sardegna;
8) non ritengano, dopo aver verificato quanto sopra, di dover intercedere presso il Governo affinché riveda la legge n. 537 del 1993 con la quale vengono trasferite alle ASL competenti per territorio le funzioni di accertamento dell'invalidità e dia all'INPS non solo le competenze in materia di verifica, istruttoria e liquidazione, ma anche quella di accertamento sanitario, sopprimendo così le commissioni mediche a suo tempo nominate nelle ASL sarde. (1304)
Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla crescente situazione di caos nel reparto di psichiatria (SPDC) dell'Ospedale SS. Trinità di Cagliari.
Il sottoscritto,
considerato che:
- il reparto di psichiatria dell'Ospedale SS. Trinità (SPDC) rappresenta una delle frontiere di maggior rischio sanitario, sia per la delicatezza della patologia che vi viene trattata, sia per la situazione di oggettivo sovraccarico della struttura che ospita un numero di posti letto ben superiore a quanto previsto dalle vigenti normative di legge (27 contro i 16 consentiti dalla legge);
- tale sovradimensionamento della struttura non è supportato da un organico professionale medico e sanitario numericamente adeguato ed è fonte di gravi sofferenze ogni qual volta il reparto è costretto a far fronte a ricoveri che eccedono numericamente persino il numero di 27 posti letto disponibili, come sarebbe più volte successo in questo mese di luglio 2008;
- per effetto di alcune discutibili decisioni del direttore del Dipartimento di salute mentale della ASL n. 8, l'organizzazione interna del reparto è stata sostanzialmente modificata, con significativo peggioramento della qualità dell'assistenza;
- la peculiarità dei pazienti ricoverati, che introduce esigenze di sorveglianza assai particolari e delicate, aveva suggerito in passato l'attivazione di un sistema di telecamere a circuito chiuso che rendeva più facile il controllo dei ricoverati da parte degli infermieri che, pur in numero insufficiente, riuscivano con minor difficoltà a sopperire alle esigenze del reparto;
- tale sistema di videosorveglianza è stata abolito, sembrerebbe su indicazione dell'attuale direzione del Dipartimento di salute mentale della ASL n. 8;
- l'attuale direzione del dipartimento avrebbe anche suggerito l'abolizione della distinzione fisica tra gli ambienti di degenza maschile e femminile, che contribuiva a rendere più facile l'attività di vigilanza sul buon andamento del reparto e ad evitare promiscuità lesive dello stesso interesse dei pazienti;
- negli ultimi quindici giorni, per ben due volte, il personale di assistenza del reparto avrebbe segnalato casi di rapporti sessuali tra pazienti ricoverati;
- tale ricorrenza di episodi appare inquietante per la sicurezza stessa dei ricoverati, in particolare in considerazione delle condizioni in cui si svolgono tali contatti e delle complessive conseguenze potenziali di tali attività,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:
9) siano informati della ricorrenza di episodi relativi a contatti sessuali tra ricoverati, segnalati dal personale operante presso il reparto di psichiatria dell'Ospedale SS. Trinità;
10) siano a conoscenza della commistione fisica di ambienti di degenza tra ricoverati di sesso maschile e femminile che è stata realizzata presso il reparto di psichiatria dell'Ospedale SS. Trinità;
11) siano a conoscenza dei motivi per cui è stato disattivato l'impianto di videosorveglianza operativo presso tale reparto che consentiva al personale di assistenza di sopperire alle carenze di organico, per realizzare una vigilanza più accettabile sull'incolumità complessiva dei pazienti ricoverati;
12) non ritengano di dover immediatamente intervenire presso i responsabili del Dipartimento di salute mentale della ASL n. 8 di Cagliari perché siano immediatamente riattivati tutti presidi precauzionali che aiutino a tutelare l'incolumità fisica e psicologica dei ricoverati presso il reparto di psichiatria dell'Ospedale SS. Trinità;
13) non ritengano che sia doveroso procedere alla immediata rimozione dei responsabili della salute mentale dell'ASL n. 8 che, in modo assolutamente palese, appaiono assolutamente inadeguati a garantire la necessaria qualità dell'assistenza. (1305)
Interrogazione Moro, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi inadempienze del Consorzio di bonifica del nord Sardegna.
Il sottoscritto,
premesso che gli agricoltori dell'Anglona, e segnatamente quelli operanti nell'agro di Perfugas e Valledoria, sono stati costretti a manifestare pubblicamente presso la sede del Consorzio di bonifica del nord Sardegna a Ozieri e in Prefettura a Sassari, per richiamare l'attenzione della Regione sulla gravi inadempienze dello stesso Consorzio;
considerato che tali inadempienze, con particolare riferimento alla rimessa in funzione della stazione di pompaggio di Perfugas, in località "Sa contra", rischiano di compromettere, a causa della mancanza d'acqua, il raccolto di un'intera stagione e di provocare la crisi di numerosissime aziende agricole della zona;
rilevato che tali inadempienze vanno sicuramente addebitate al commissario dell'ente in oggetto, Ettore Meloni, rivelatosi incapace di gestire la grave situazione che gli è stata più volte segnalata, sia dagli imprenditori interessati che dalle associazioni di categoria come la Coldiretti,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere se non ritenga necessario e urgente attivarsi per un'indagine conoscitiva interna allo scopo di accertare e sanzionare le gravissime responsabilità della crisi determinatasi, riferendo quanto prima al Consiglio sull'esito delle verifiche compiute e sui provvedimenti conseguenti adottati, non ultimo quello della rimozione del commissario. (1306)
Interrogazione Pittalis - La Spisa - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Rassu - Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sugli sviluppi del caso Saatchi in relazione all'annullamento della gara d'appalto per la progettazione e realizzazione di una campagna promozionale sulla Sardegna e per la realizzazione di iniziative di comunicazione istituzionale a carattere pubblicitario.
I sottoscritti,
premesso che:
- è stato avviato il procedimento, ad iniziativa della dirigente del Servizio trasparenza e comunicazione della Presidenza della Regione Sardegna, per l'annullamento degli atti di gara sulla pubblicità istituzionale;
- secondo quanto riferito dagli organi di stampa, detta iniziativa sarebbe stata assunta all'esito della definizione del procedimento penale da parte del segretario della commissione di gara, che ha patteggiato una pena per falso ideologico a cinque mesi e dieci giorni di reclusione;
considerato che il Consiglio regionale, sin dal 19 giugno 2007, deliberava all'unanimità su due distinti ordini del giorno con i quali:
§ approvava la relazione della commissione d'inchiesta con la quale si "censurava gravemente l'operato della commissione di gara e del suo presidente, chiedendo alla Giunta regionale, in sede di autotutela, di annullare la gara e di effettuare una nuova valutazione sull'opportunità che il professor Fulvio Dettori mantenesse la funzione di direttore generale della Presidenza della Regione";
§ rimetteva al Presidente della Regione e alla Giunta regionale la precitata relazione per la opportuna valutazione e l'adozione degli atti conseguenti;
ritenuto che:
- non risulta che il Presidente della Regione abbia adottato alcun provvedimento in relazione alla vicenda de qua, rendendosi gravemente corresponsabile delle conseguenze pregiudizievoli per la Regione;
- sussiste il rischio concreto che la Regione venga esposta a richieste di risarcimento dei danni,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
14) quali atti siano stati posti in essere dal Presidente e dalla Giunta regionale per dare attuazione al richiamato deliberato del Consiglio regionale, sia con riferimento agli atti di gara dichiarati illegittimi, sia con riferimento all'attività del Presidente e dei componenti la commissione di gara;
15) quali iniziative siano state assunte per denunciare la vicenda alle competenti magistrature al fine di tutelare il buon nome e gli interessi, anche patrimoniali, della Regione Sardegna. (1307)
Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul mancato pagamento ai soggetti attuatori delle spese per l'attivazione dei corsi gratuiti di lingua inglese.
Il sottoscritto,
premesso che la Regione Sardegna, attraverso l'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, ha finanziato corsi gratuiti di lingua inglese in tutta la Sardegna;
visto che alla scadenza stabilita tutte le scuole di ogni ordine e grado hanno presentato la domanda ed ottenuto dalla Regione esito favorevole ad effettuare i rispettivi corsi;
poiché in alcune scuole sono stati attivati decine di corsi;
preso atto che per l'organizzazione di detti corsi, le rispettive scuole hanno dovuto affrontare ingenti spese per il recupero dei locali, per l'acquisto dei libri e per l'assunzione dei docenti;
a conoscenza che gli uffici preposti pare non abbiano ancora impegnato le necessarie risorse per provvedere alla liquidazione delle spese sostenute dalle scuole;
considerato che non si conosce con esattezza quando detta liquidazione potrà avvenire e se avverrà, tanto da lasciare le scuole nella confusione più totale,
chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere:
16) se siano a conoscenza di quanto sopra esposto;
17) quali provvedimenti intendano assumere affinché le scuole che hanno sostenuto le spese relative all'avvio dei corsi di lingua inglese possano percepire in tempi brevi quanto dovuto, anche perchè non possono pagare colpe che derivano dall'inefficienza della macchina regionale e soprattutto dall'incapacità della classe politica che dovrebbe vigilare e creare le condizioni favorevoli affinché a pagare non sia sempre la povera gente. (1308)
Interrogazione Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle opere pubbliche in via di realizzazione per l'adeguamento dell'Isola di La Maddalena ad ospitare il vertice G8 in programma il prossimo anno.
Il sottoscritto,
premesso che, nel mese di luglio del prossimo anno, l'Isola di La Maddalena ospiterà il vertice G8 e che, al fine di rendere l'isola adeguata ad ospitare l'evento, sono in fase di realizzazione numerose opere pubbliche finanziate dalla Regione e dallo Stato con complessivi euro 800.000.000 circa;
considerato che, tra le imprese aggiudicatrici delle gare di appalto per la realizzazione del palazzo delle conferenze, dell'hotel sede del vertice e del relativo media center, per l'adeguamento della portualità, per la riconversione dell'ospedale militare e per la realizzazione della rete idrica e fognaria, i quali costituiscono il primo stralcio del progetto complessivo di adeguamento dell'Isola di La Maddalena, non ne figura alcuna che abbia sede legale in Sardegna;
sottolineato che, su esplicita richiesta del Presidente della Regione, ciascuna delle imprese aggiudicatrici di cui sopra dovrà destinare il 20 per cento dei lavori oggetto dell'appalto a società con sede legale in Sardegna;
sottolineato altresì che, per la realizzazione delle opere pubbliche di cui sopra, è stimata la necessità di 700 lavoratori tra muratori, carpentieri e tecnici edili;
verificato che diverse imprese edili, parte con sede legale nell'Isola e parte con sede legale nel continente, stanno operando in Sardegna nella realizzazione di opere pubbliche in via di completamento, in particolare nei lavori di adeguamento della strada statale n. 131;
valutato che in tali imprese sono assunte diverse centinaia di lavoratori edili sardi;
rammentato che non è previsto a breve l'avvio in Sardegna di nuove opere pubbliche eccetto quelle relative al G8 e, pertanto, quando avranno terminato le opere attualmente in fase di realizzazione, le imprese edili di cui sopra si vedranno costrette ad abbandonare la Sardegna per mancanza di commesse e a licenziare i loro dipendenti sardi;
dato atto che tale eventualità minaccia di determinare una crisi occupazionale di grandi dimensioni nel comparto dell'edilizia, che è sempre stato tra i settori trainanti dell'economia sarda,
chiede di interrogare il Presidente della Regione affinché riferisca quali misure la Giunta regionale intenda adottare affinché nella realizzazione delle opere pubbliche necessarie per l'adeguamento dell'Isola di La Maddalena ad ospitare il vertice G8 siano coinvolte le imprese che stanno ultimando la realizzazione di opere pubbliche in Sardegna e che occupano personale sardo. (1309)
Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sullo sgravio e sclassificazione dagli usi civici a Zinnigas (Santa Giusta).
Il sottoscritto,
premesso che il consiglio comunale di Santa Giusta, il 7 agosto 2007, con delibera n. 61, deliberava (con il voto favorevole della maggioranza dei due terzi dei suoi componenti) di richiedere all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, per motivazioni di pubblico interesse evidenziate nella delibera stessa, lo sgravio dall'uso civico, con contestuale autorizzazione all'alienazione (e il conseguente reimpiego dei proventi dell'alienazione a beneficio della comunità mediante opere infrastrutturali di urbanizzazione) dei terreni siti in località Zinnigas, distinti in catasto al foglio 11, mappale 28, della superficie di ettari 3.47.85 zona - G - servizi generali, mappale 42 della superficie di ettari 0.07.60 - sottozona D3 - commerciale, e mappale 43 della superficie di ettari 0.02.10 - sottozona D3 - commerciale;
considerato che il Comune di Santa Giusta, il 9 ottobre 2007, rilasciava alla Camera di commercio di Oristano l'autorizzazione edilizia n. 121 per la costruzione della recinzione completa delle aree sopraindicate e, il 10 ottobre 2007, le concessioni edilizie n. 75 e n. 76 per la costruzione di tutte le opere di urbanizzazione delle aree stesse, senza che fosse stata perfezionata alcuna pratica né di sgravio dall'uso civico, né di autorizzazione all'alienazione e senza che fosse stato stipulato alcun atto di compravendita;
rilevato che il rilascio dell'autorizzazione e delle concessioni edilizie suddette è avvenuto in totale violazione delle norme che regolano gli usi civici e senza che la Camera di commercio di Oristano avesse alcun titolo a richiederle e ad esserne concessionario;
constatato che, il 15 ottobre 2007, avevano inizio i lavori di recinzione delle aree e quelli di urbanizzazione, opere per le quali la Camera di commercio di Oristano aveva indetto tre distinte gare d'appalto già nell'agosto 2007;
preso atto che il consiglio comunale di Santa Giusta il 29 ottobre 2007 deliberava di adottare in via definitiva la richiesta di sgravio dall'uso civico con contestuale autorizzazione all'alienazione, senza che venisse raggiunta la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, risultando quindi la stessa delibera nulla e senza alcuna efficacia;
considerato che, il 6 dicembre 2007, con determinazione n. 844/07, nonostante il consiglio comunale di Santa Giusta non avesse efficacemente deliberato per la richiesta di sgravio e la contestuale autorizzazione all'alienazione delle aree, senza i presupposti di legge l'ARGEA autorizzava l'alienazione della particella identificata catastalmente al foglio 11, mappale 220, della superficie di ettari 2.63.00 derivata dal tipo di frazionamento del 22 novembre 2007 disposto dal Comune di Santa Giusta (che aveva diviso la particella originaria n. 28 in due particelle, la 220 e la 201 della superficie di ettari 0.84.85) e non autorizzava invece l'alienazione della particella 201 e delle particelle 43 e 42 "in quanto non interessate all'intervento";
verificato che a quella data, invece, tutte le particelle in argomento risultavano recintate e confinate in un unico lotto, urbanizzate per la maggior estensione avendo inglobato anche una ulteriore ampia area di parcheggio del piano di lottizzazione commerciale, dell'estensione di circa 1.200 metri quadri, che catastalmente costituisce parte del mappale 53 che ricomprende tutta la viabilità ed i parcheggi di piano, anche quest'ultimo tuttora gravato dell'uso civico;
visto che la determinazione dell'ARGEA è rimasta in pubblicazione all'albo pretorio del Comune di Santa Giusta dall'11 dicembre 2007 al 26 dicembre 2007;
considerato che il Comune di Santa Giusta ha stipulato l'atto di compravendita con la Camera di commercio di Oristano il 17 dicembre 2007, quando la determinazione dell'ARGEA risultava in pubblicazione da appena sei giorni (sui quindici previsti per legge) e quando i lavori di recinzione e di urbanizzazione delle aree eseguiti dalla Camera di commercio di Oristano volgevano al termine;
rilevato che l'atto di vendita ed il relativo corrispettivo hanno riguardato esclusivamente il mappale 220 della superficie di ettari 2.63.00;
visto che la determinazione dell'ARGEA, evidentemente non derivata da una efficace richiesta del consiglio comunale di Santa Giusta, appare illegittima e lesiva dei diritti di tutti i cittadini di Santa Giusta, avendo tra l'altro delegittimato il consiglio comunale e la sua volontà;
constatato che l'atto di compravendita, stipulato il 17 dicembre 2007, anche ammessa per momentanea amnesia la legittimità della determinazione dell'ARGEA, risulta certamente nullo perché stipulato quando la determinazione era ancora in pubblicazione all'albo pretorio del comune e ancor prima della pubblicazione nel BURAS, secondo la procedura prescritta dall'articolo 19 della legge regionale n. 12 del 1994, cosa a tutt'oggi non avvenuta;
preso atto che, per tutti i predetti motivi di illegittimità e di nullità degli atti, alcuni consiglieri comunali di Santa Giusta, il 7 gennaio 2008, hanno proposto un ricorso gerarchico chiedendo al direttore generale dell'ARGEA l'annullamento della determinazione n. 844/2007 del 6 dicembre 2007 a firma del direttore del Servizio territoriale dell'ARGEA di Oristano, senza aver avuto a tutt'oggi alcun riscontro, pur rimanendo prescritto per legge un tempo massimo di 90 giorni;
considerato che le particelle di proprietà del Comune di Santa Giusta individuate in catasto al foglio 11 particelle 220, 201, 43, 42 e 53 parte, dell'estensione totale di ettari 3.69.55 circa, tutte ancora gravate da uso civico, sono state confinate in unico lotto con recinzione in c.c.a. a vista ed inferriate metalliche, sono state completamente urbanizzate dalla Camera di commercio di Oristano e tolte alla disponibilità pubblica, annullando, di fatto, il gravame dell'uso civico;
rilevato che la Camera di commercio di Oristano ha confinato e urbanizzato un comparto della estensione totale di ettari 3.69.55 circa, avendone pagato solo ettari 2.63.00;
considerato che la deliberazione del consiglio comunale di Santa Giusta n. 61 del 7 agosto 2007 dichiarava erroneamente le tre particelle originarie in argomento tutte inserite nella lottizzazione commerciale in località Zinnigas, e le classificava in modo contraddittorio: foglio 11, mappale 28 (ex 3/h) di ettari 3.47.85 - zona omogenea G - servizi generali; foglio 11, mappale 42 (ex 3/l) di ettari 0.07.60 - sottozona D3 - commerciale; foglio 11, mappale 43 (ex 3/m) di ettari 0.02.10 - sottozona D3 - commerciale;
preso atto che dal programma di fabbricazione di Santa Giusta (redatto in variante al precedente del 1980) in vigore dal 1985 e dal Piano urbanistico comunale vigente, esecutivo dal 1° settembre 1997, si rileva graficamente, perché non possibile altrimenti, che la particella individuata al mappale 28, della superficie di ettari 3.47.85, ricade per circa ettari 2.29.90 in zona G - servizi generali e per la parte restante, pari a ettari 1.17.95, in zona S3 - verde pubblico; la particella individuata con il mappale 42 ricade per intero in zona S3 - verde pubblico e la particella individuata con il mappale 43 ricade, accorpata alla porzione precedentemente individuata, in zona G - servizi generali. Di queste aree, una estensione di circa 23.200 metri quadri ricade in zona G - servizi generali mentre la parte restante per un'estensione di circa 12.553 metri quadri in zona S3 - verde pubblico, chiaramente di pertinenza del piano di lottizzazione commerciale;
visto che la Camera di commercio di Oristano ha confinato e urbanizzato le tre particelle originarie inglobando anche un'ampia area di parcheggio del piano di lottizzazione commerciale, dell'estensione stimata di circa 1.200 metri quadri che catastalmente costituisce parte del mappale 53 che comprende tutta la viabilità e i parcheggi di piano;
considerato che è evidente l'assoluta illegittimità urbanistica, poiché sono stati sottratti gli standard urbanistici al piano di lottizzazione commerciale, facendo venire a mancare i parametri minimi in termini di parcheggio pubblico, violando qualsiasi regola in termini urbanistici e ledendo i diritti di tutti gli imprenditori proprietari dei lotti e delle attività commerciali che avevano acquistato dal Comune di Santa Giusta ad un prezzo particolare, basato sulla dotazione di standard urbanistici e dei costi di realizzazione delle opere di urbanizzazione, compresa la sistemazione stradale delle aree di parcheggio;
verificato che è stato urbanizzato un intero comparto di zona G anche se qualsiasi intervento di trasformazione urbanistica della zona G - servizi generali doveva essere subordinato alla redazione di un piano attuativo di lottizzazione di iniziativa comunale, con indice territoriale massimo di 1,00 mc/mq, così come prescritto all'articolo 25 delle norme di attuazione del PUC di Santa Giusta vigente; inoltre, il Piano paesaggistico regionale, all'articolo 15, comma 3, anche con riferimento alle zone G recita: "Possono essere realizzati gli interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi purché approvati e con convenzione efficace alla data di adozione del Piano paesaggistico regionale", sospendendo di fatto la possibilità della realizzazione di alcun tipo di intervento nelle aree in argomento;
preso atto che il Comune di Santa Giusta non solo non ha predisposto il piano attuativo di lottizzazione, ma disattendendo il PPR Sardegna ha permesso con il rilascio di un'autorizzazione edilizia e di due concessioni edilizie distinte il confinamento dell'intero comparto, comprendente la zona G e le aree di standard del piano di lottizzazione commerciale (togliendole all'uso pubblico) e l'urbanizzazione completa del comparto stesso, e quindi le opere di sistemazione stradale, marciapiedi, reti fognarie, impianto di illuminazione esterna;
rilevato che il Comune di Santa Giusta, sempre operando in assoluta anarchia urbanistica, ha garantito una possibilità edificatoria di 61.450 metri cubi con riferimento alla sola zona G, dichiarata dell'estensione di 26.300 metri quadri, e quindi con l'adozione di un indice territoriale e anche fondiario di 2,34 mc/mq circa, di gran lunga superiore a quello massimo ammissibile pari a 1,00 mc/mq, applicabile solo con la formazione di un piano attuativo, come prescritto dalle norme di attuazione e dal decreto dell'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica n. 2266/U del 20 dicembre 1983;
considerata la palese illegittimità dell'accorpamento delle aree di verde pubblico e di parcheggio, già costituenti standard urbanistici del limitrofo piano di lottizzazione in zona D3 - commerciale, e il loro trattamento alla stessa stregua di un terreno direttamente edificabile a cui competerebbero 27.750 metri cubi di volumetria edificabile a fronte di una superficie dichiarata in atti di 8.714 metri quadri, risultando quindi un indice territoriale e anche fondiario di 3,18 mc/mq circa. Risulta certamente fuori da ogni regola, urbanistica e non, che un comune venda le aree di standard urbanistici, sottraendoli al piano di lottizzazione commerciale, e alle stesse attribuisca, come in atti, una suscettività edificatoria diretta con un indice fondiario pari a 3,18 mc/mq;
visto che il Comune di Santa Giusta ha venduto un comparto di zona G della superficie dichiarata di 26.300 metri quadri e delle aree di standard urbanistici del piano di lottizzazione commerciale attiguo, della superficie dichiarata di 8.714 metri quadri, garantendo una possibilità edificatoria di 86.200 metri cubi, a fronte di una volumetria ammissibile di 26.300 metri cubi di competenza della sola zona G, che, per altro, poteva essere edificata solo previa predisposizione di un piano attuativo;
constatato che gli stessi consiglieri comunali che hanno proposto il ricorso gerarchico all'ARGEA, con nota del 26 novembre 2007, indirizzata anche alla Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia - Servizio provinciale gestione e controllo del territorio di Oristano e Medio Campidano, Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, via Cagliari n. 238 - 09170 Oristano, hanno segnalato tutte le suddette irregolarità anche sotto l'aspetto urbanistico-edilizio, senza purtroppo avere avuto alcun riscontro e senza che, per quanto in loro conoscenza, gli enti regionali abbiano adottato alcun provvedimento in merito;
preso atto che le aree in argomento, ai sensi dell'articolo 142 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), sono di interesse paesaggistico e tutelate per legge, pertanto, preventivamente alla realizzazione di qualsiasi opera (di recinzione e di urbanizzazione) i relativi progetti andavano corredati con la valutazione della compatibilità paesaggistica; sugli stessi, inoltre, doveva essere richiesta la autorizzazione paesaggistica ed il parere vincolante della Soprintendenza;
considerato che tutte le opere, sia di recinzione (realizzata per tutto il perimetro in c.c.a. a vista e inferriate metalliche) sia di urbanizzazione (compresa l'illuminazione esterna) sono state realizzate senza la preventiva autorizzazione paesaggistica,
chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per:
- sapere se sono a conoscenza di tale situazione che vede realizzate opere edilizie su terreni gravati da uso civico e del pericolo di un forte impatto ambientale e paesaggistico, difficilmente mitigabile, che potrebbe derivare dalla realizzazione di tutta la volumetria dichiarata possibile (e comunque illegittima);
- per chiedere quali provvedimenti l'ARGEA intenda assumere in merito alla situazione e alla palese violazione delle disposizioni impartite dagli uffici regionali competenti;
- per sollecitare maggiore chiarezza e fugare i dubbi e i sospetti su decisioni che sembrano favorire una certa parte politica, ma non gli interessi della collettività di Santa Giusta. (1310)
Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla inaugurazione fasulla dell'Hospice di Iglesias.
Il sottoscritto,
considerato che:
- il 23 luglio 2008, alla presenza delle massime autorità sanitarie locali e dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale è stato inaugurato il nuovo Hospice della ASL n. 7 di Carbonia, localizzato presso il Presidio ospedaliero S. Barbara di Iglesias;
- lo stesso sito della Regione informa che l'Hospice è il luogo di accoglienza e ricovero per malati terminali (soprattutto malati di tumore), in un ambiente il più possibile consono alle condizioni psico-fisiche dei malati in una fase così delicata e difficile della loro esistenza;
- sempre secondo il sito della Regione, la nuova struttura sarebbe dotata di un reparto di medicina riabilitativa con 10 posti di letto e di un servizio di terapia antalgica, riservato a pazienti terminali, sia in regime di ricovero che come pazienti esterni;
- le immagini televisive dell'inaugurazione della struttura riportano un luogo confortevole e ben arredato, idoneo alla migliore accoglienza dei pazienti destinati al ricovero;
- risulterebbe che, nella nottata successiva all'inaugurazione, tutti gli arredi dell'Hospice siano stati portati via dagli addetti della ASL n. 7, incaricati di riportarli nei reparti di provenienza del CTO, dai quali erano stati temporaneamente spostati, al solo scopo di poter realizzare la coreografia dell'inaugurazione stessa;
- se tale notizia rispondesse al vero, si tratterebbe dell'ennesima farsa della sanità sarda, fatta di inaugurazioni finte e di effetti speciali da film hollywoodiano, senza nessun rispetto per le esigenze reali dei pazienti sardi;
- se tale notizia rispondesse al vero, sarebbe inevitabile l'allontanamento dai loro incarichi di coloro che hanno organizzato materialmente l'indecorosa messinscena,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:
1) risponda al vero che gli arredi utilizzati per l'inaugurazione dell'Hospice della ASL n. 7 di Carbonia-Iglesias, presso l'Ospedale S. Barbara, siano stati temporaneamente presi in prestito da altre strutture ospedaliere di Iglesias, alle quali sono stati prontamente restituiti immediatamente dopo l'inaugurazione;
2) risponda al vero che, il giorno dopo l'inaugurazione, le sale dell'Hospice fossero pertanto desolatamente vuote e prive di arredi, ovviamente del tutto non idonee ad accogliere i pazienti che attendono di utilizzare tale struttura;
3) qualora tali notizie rispondessero al vero, ritengano che questo tipo di inaugurazione "finta" possa essere utilizzata come esempio paradigmatico della rivoluzione realizzata da questa amministrazione di centrosinistra nella sanità sarda;
4) qualora tali notizie rispondessero al vero, non ritengano di dover chiedere scusa ai sardi e, in particolare, ai cittadini iglesienti, per la farsa tragicomica posta in scena a beneficio di giornali e televisioni e a danno della dignità dei pazienti;
5) qualora tali notizie rispondessero al vero, non ritengano indispensabile individuare i responsabili materiali della mistificazione, disponendone l'immediata rimozione da eventuali incarichi di responsabilità nella sanità sulcitana. (1311)
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