Seduta n.445 del 08/10/2008
CDXLV SEDUTA
Mercoledì 8 ottobre 2008
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 11 e 07.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 31 luglio 2008 (436), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Caligaris, Cerina, Giorico, Pacifico, Randazzo Alberto, Salis e Uras hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di mercoledì 8 ottobre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interrogazione DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un intervento della Regione per il mantenimento ed il potenziamento del corso di laurea in Archeologia subacquea dell'Università di Sassari, con sede ad Oristano". (1379)
"Interrogazione PINNA, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento del distaccamento nucleo elicotteri e del VII reparto volo della Polizia di Stato di Abbasanta". (1380)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sull'attribuzione dell'incarico di Struttura complessa di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale Businco di Cagliari". (1381)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulle evidenti incongruenze delle attuali attività concorsuali di AREA e sulla necessità della loro revoca da parte della Regione". (1382)
"Interrogazione ATZERI, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi conseguenze per l'economia e lo sviluppo regionale derivanti dalla sospensione dell'attuazione di interventi di interesse regionale già finanziati con i fondi FAS - Aree depresse in favore del G8". (1383)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata movimentazione dei bovini a causa delle misure di prevenzione (blue tongue) e sui danni arrecati all'economia della Sardegna". (1384)
"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di revocare e riproporre le delibere riguardanti i criteri e le modalità di concessione dei contributi all'editoria libraria ed alla stampa periodica". (1385)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 192.
(Si riporta di seguito il testo della mozione:
Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - Lombardo - Petrini - Pileri - Pittalis - Rassu - Sanjust - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Milia - Cassano - Dedoni - Pisano - Gallus - Murgioni - Farigu - Floris Mario - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio, di censura all'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, ai sensi dell'articolo 23, comma 1, della legge regionale statutaria 10 luglio 2008, n. 1.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
- l'agricoltura sarda attraversa la più drammatica crisi nella storia dell'autonomia regionale;
- gli agricoltori si trovano ad affrontare ogni giorno problemi enormi, potendo contare unicamente sulle loro forze;
- il numero delle imprese e degli occupati del comparto è in costante calo;
- la capacità di penetrazione dei prodotti agro-alimentari sardi sui mercati nazionali e internazionali è irrisoria, i costi di produzione sono altissimi, gli investimenti pubblici inesistenti quand'anche non si perdono a causa di una gestione irresponsabile delle risorse;
- essere colpiti da una calamità naturale o da una malattia delle piante o del bestiame significa, per agricoltori e allevatori, dover rinunciare per sempre all'attività;
- le campagne si spopolano, non nascono nuove imprese; il settore che dovrebbe e potrebbe trainare l'intera economia sarda, operando come volano di sviluppo per gli altri comparti economici, è a un passo dalla scomparsa e con esso lo sono le prospettive di sviluppo dell'intera Isola;
- senza l'apporto dell'agricoltura e della pastorizia, la Sardegna non potrà mai uscire dalle secche della stagnazione e della povertà;
CONSIDERATO che:
- le risorse che la Regione investe nell'agricoltura e nella pastorizia sono ampiamente insufficienti e per giunta programmate male, tanto che solo una minima parte riesce ad arrivare a destinazione, mentre il resto si perde, va ad alimentare i residui nel bilancio regionale o, nel caso dei fondi comunitari, viene disimpegnato e riprogrammato dalla Commissione europea a vantaggio di altre regioni;
- 73 milioni di euro sono andati persi nel giugno 2007 a causa del disimpegno dei fondi FEOGA: 36 milioni di euro di fondi comunitari più le quote di cofinanziamento statali e regionali, che la Giunta regionale ha perso per non essere stata in grado di approvare le graduatorie dei bandi relativi alle misure POR 4.9 e 4.20 entro i termini prestabiliti;
- nei giorni scorsi, la Ragioneria generale dello Stato ha recapitato alla Regione Sardegna un promemoria finalizzato a sollecitare la spendita dei fondi POR 2000-2006 entro il 31 dicembre 2008, stante il concreto rischio di riprogrammazione di un'ingente quantità di risorse;
- in tali risorse, che ammontano complessivamente a circa euro 730.000.000, ve ne sarebbe un'ampia parte destinata al comparto agricolo;
VERIFICATO che:
- la spendita dei fondi ordinari iscritti nel bilancio della Regione per il 2008 in capo all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale procede con grave ritardo;
- alla data del 1° settembre 2008, degli euro 217.856.079 stanziati risultavano impegnati euro 128.673.180 e spesi euro 81.234.836, pari al 37,29 per cento degli stanziamenti;
- non lascia spazio all'ottimismo neppure la spendita dei residui: su euro 590.106.174 in carico all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, risultano impegnati euro 475.324.260 e spesi euro 316.709.397, pari al 53,67 per cento del carico complessivo;
VALUTATO che:
- l'ordine del giorno n. 46 del Consiglio regionale, approvato il 25 ottobre 2007, il quale impegnava la Giunta regionale, tra l'altro:
a) a proporre, in tempi brevi, al Consiglio regionale un organico progetto di rilancio complessivo del settore agricolo che, valorizzando le produzioni agricole sarde, renda il settore finalmente competitivo con le altre realtà agricole sia nazionali che estere e assicuri agli agricoltori e agli operatori della filiera agro-alimentare il raggiungimento di redditi equi e adeguati livelli di vita economica e sociale;
b) ad attivare tutte le procedure necessarie al fine di ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale dovuto all'eccezionale siccità verificatasi a partire dalla tarda primavera;
c) a prevedere nell'ambito del disegno di legge finanziaria per il 2008 idonee risorse finanziarie per il pagamento dei danni derivanti alle imprese agricole dalle numerose calamità naturali che hanno colpito la Sardegna negli ultimi anni,
è rimasto inattuato nonostante l'approvazione unanime da parte dell'Assemblea;
- anche per quanto concerne il comparto della pesca e dell'acquacoltura, le attenzioni dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale risultano inadeguate, come dimostra il recente bando relativo alla Misura 4.7, sottomisure B) Acquacoltura, C) Attrezzatura porti da pesca e D) Trasformazione e commercializzazione, per la cui copertura è stata stanziata la somma irrisoria di euro 6.000.000 complessivi;
- tale stanziamento non solo risulta insufficiente a fronte delle necessità del comparto, ma inoltre non contribuisce certo a rendere più raggiungibile l'obiettivo della piena spendita delle risorse comunitarie su cui incombe il rischio del disimpegno automatico;
VISTI:
- la mancata attivazione da parte della Giunta regionale al fine di ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale per la siccità che sta colpendo la Sardegna sin dall'inizio dell'anno;
- la mancata presentazione dell'elenco delle aree vitivinicole non ammissibili al premio per l'estirpazione ai sensi del regolamento (CE) n. 479 del 29 aprile 2008, che espone al rischio di estirpazione i vitigni storici e autoctoni;
- il maldestro tentativo di cedere l'azienda agricola di proprietà della Società bonifiche sarde Spa, sita nel territorio del Comune di Arborea, arenato dall'aprile del 2006 a causa di un procedimento farraginoso e dell'assoluta mancanza di trasparenza nelle procedure di gara;
- l'indicazione di requisiti eccessivamente elevati per il riconoscimento delle organizzazioni dei produttori che, in particolar modo per quanto concerne il settore suinicolo, non tengono in alcun conto le reali dimensioni del comparto agricolo sardo;
- l'eccessiva lentezza, dovuta a iter burocratici eccessivamente complessi, nell'erogazione dei contributi relativi a leggi di incentivazione regionali e nazionali, nonché alla progettazione integrata;
- il ritardo accumulato nell'attuazione della legge regionale 8 agosto 2006, n. 13, che ha riformato gli enti agricoli regionali istituendo le agenzie AGRIS, LAORE e ARGEA, che solo di recente hanno iniziato ad operare e che ancora non hanno raggiunto condizioni di operatività ed efficienza paragonabili a quelle degli enti disciolti;
DEDOTTO che quanto su riportato dimostra l'assoluta inadeguatezza dell'attuale Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale a farsi carico della soluzione dei numerosi e gravi problemi che affliggono i comparti di sua competenza, da quello agro-pastorale a quello della pesca,
ai sensi e per gli effetti dell'articolo 23, comma 1, della legge regionale statutaria 10 luglio 2008, n. 1,
dichiara
la censura all'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. (192) ).
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.
Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
DIANA (A.N.). Presidente, colleghi e colleghi, comincio col dire che questa mozione ha almeno un pregio, quantomeno perché riusciamo a vedere in faccia gran parte della Giunta, quindi questo è già un vantaggio per noi, che non sempre siamo abituati, se non in occasioni straordinarie, a vedere la Giunta al completo, o quasi, spero anche con la presenza del Presidente della Regione.
E' un fatto ovviamente che va letto. C'è molta attenzione, ma c'è oggi tantissima preoccupazione, da parte di un mondo, quello dell'agricoltura, e non solo, che è tanto disilluso da come stanno andando le cose, per cui ecco la presentazione di una mozione di censura; in questo mi ha aiutato e ci ha aiutato, ovviamente, una legge non voluta da noi, la legge statutaria, che prevede la mozione di censura, la legge statutaria che trova la prima applicazione in quest'Aula. Qualcuno potrà pensare che peggio non poteva essere.
Mi dispiace che sia l'assessore Foddis a fare le spese di questa mozione di censura. Mi dispiace come persona, certamente non come rappresentante della Giunta e come rappresentante politico. Se fosse stato solo un problema di rapporto personale tra me e il dottor Francesco Foddis, certamente non avrei presentato questa mozione, avrei trovato, come altre volte ho trovato, strumenti e modi per poter dialogare, differenziarmi, portare ragioni diverse, ma qui è in ballo una parte importante dell'economia della Sardegna. Ovviamente le responsabilità non sono tutte dell'assessore Foddis. Non gli si possono imputare cinque anni di inadempienze, essendo stato nominato Assessore successivamente alla tristissima esperienza dell'assessore Addis, e certamente non può essere neanche responsabile di quante cose non sono state fatte non in questa legislatura, ma nelle legislature precedenti. Quindi non può essere responsabile di tutto.
Così come non possono essere responsabili di tutto questa maggioranza, questa Giunta e il suo Presidente. Quando è che la responsabilità invece assume in toto il proprio valore? Nel momento in cui, in campagna elettorale e nelle dichiarazioni programmatiche, il Presidente della Regione e la sua maggioranza hanno scritto a caratteri cubitali che cosa volevano fare dell'agricoltura in Sardegna! Io vi leggo alcuni obiettivi: presidiare il territorio; salvaguardare le biodiversità; valorizzare le aziende in grado di puntare sulle produzioni territoriali di grande qualità; favorire processi di trasformazione in loco; favorire la crescita professionale e manageriale delle aziende (pensate!); censire le aziende; creare distretti agroalimentari di qualità; elaborare strategie di marketing e internazionalizzazione; sviluppare l'ospitalità rurale; sviluppare una nuova cultura dell'acqua; riformare l'amministrazione regionale; snellire le procedure di finanziamento.
Assessore, inizio dallo snellimento delle procedure: è la cosa più farraginosa che si sia mai vista in tutte le Regioni d'Italia. La prima lamentela e la prima lagnanza che hanno le organizzazioni, le associazioni, gli agricoltori, i pastori, tutti coloro che vivono questo particolare comparto, i quali sono assolutamente esterrefatti, riguarda il fatto che è impossibile presentare e accedere ai bandi che questo Assessorato sta mandando in campo. Quindi, avete fallito già qui, sullo snellimento delle procedure, è un disastro, bandi che vengono cambiati in corso d'opera, punteggi che vengono assegnati alla Misura 4 e non alla Misura 11, e non si capisce per quale motivo si debbano dare 10 punti per una cosa e invece 10 punti per l'altra non vengono dati.
Vede, Assessore, io l'accuso di una responsabilità anche politica, non posso far altro che accusarla di questo, perché lei è diventato, gliel'ho detto già un'altra volta, il più impopolare dei rappresentanti della Regione Sardegna, oggi credo che abbia superato lo stesso presidente Soru, e non merita questo! Non lo merita se io giudico la sua professionalità, che però non è riuscita a sposarsi con quelle che sono le emergenze, le necessità, tutte quelle cose che la gente si aspettava da lei. Non è cambiato assolutamente nulla! Mi dispiace che non sia presente anche, anzi la saluto perché non l'avevo vista, l'assessore Dirindin, che è coinvolta, e non marginalmente, nei problemi che riguardano l'agricoltura della Sardegna. Questa è una delle altre motivazioni che mi porta a pensare e a dire che non può essere una responsabilità solo sua la mancata movimentazione dei bovini, il non aver cambiato i protocolli o non aver trovato le soluzioni per non equiparare i protocolli degli ovini con quelli dei bovini, quindi il trasferimento dei nostri vitelli nelle stalle di ingrasso del continente, visto che in Sardegna (salvo un'unica esperienza che serve solo per una realtà, e per fortuna c'è, che è quella di Arborea) non esiste una stalla di ingrasso di dimensioni notevoli, e quando dico "notevoli", colleghi, lo dico per quei 270 o 280 mila capi bovini che esistono in Sardegna e per quegli 80 o 90 mila vitelli che tutti gli anni dovrebbero essere trasferiti nelle stalle di ingrasso.
La Regione Sardegna si era impegnata molto, a suo tempo, per cercare di favorire gli incroci delle razze autoctone con razze da carne, oggi i nostri allevatori sono nell'impossibilità, sono presi per il collo, le ultime notizie mi dicono che i vitelli di sette o otto mesi vengono prezzati a 1,60 o 1,70 euro! Le vacche sarde vengono spedite in continente per fare mangime per cani e per gatti a 100 euro l'una!
Ora io mi chiedo: è possibile che nessuno debba intervenire nel momento in cui i prodotti principali per questo tipo di allevamento, parlo dei mangimi, sono venduti a dei prezzi straordinariamente alti? E' possibile pensare che la farina di mais l'anno scorso, a luglio, costava 17,50 euro al quintale e oggi è a 27 o 28 euro al quintale (è riscesa qualche giorno fa, perchè era a 32)?
Chi è che mette rimedio a questo? Chi è che se ne deve preoccupare? Il costo del carburante, ne abbiamo parlato tante volte, vale per l'agricoltura, ma siccome l'Assessore è coinvolto anche nel settore della pesca, tutto quello che dirò per l'agricoltura ovviamente vale anche per la pesca.
I mangimi sono saliti, le sementi meglio non parlarne, lo sa, Assessore, che l'ultimo prezzo del biammonico è salito a 110 euro al quintale? Si vuole spiegare per quale motivo? E oggi, senza utilizzare questi prodotti, non è possibile fare agricoltura in Sardegna, non si può fare allevamento, non si può fare foraggio, non si possono fare sementi, non si possono fare granaglie di nessun genere! Nessuno interviene.
Per quanto riguarda i trasporti, è presente l'Assessore dei trasporti, insomma, stendo un velo pietoso in questa sede per quanto riguarda il problema di Golfo Aranci e di Olbia sui trasporti ferroviari. Noi sappiamo quanto costa portare le granaglie sfuse sui carri ferroviari e trasportarle con i mezzi di Nieddu e di tutti gli altri suoi colleghi? Lo sappiamo benissimo! Nessuno interviene.
Si è parlato del benessere animale, e qui entriamo in un argomento più specifico, che doveva essere la panacea di tutti i mali, poi, in un documento, non so se sia ufficiale o meno, io l'ho letto, c'è un nuovo progetto: il progetto qualità latte. Dovevamo risolvere il progetto della qualità del latte con il benessere animale. Si dice in questo documento: "Mancato raggiungimento degli obiettivi della Misura F del Piano di sviluppo rurale ove si prefiggeva di migliorare la qualità delle produzioni attraverso l'implementazione di azioni…" eccetera, si sta dicendo che la Misura F del benessere animale non ha partorito quei risultati che tutti ci aspettavamo; e oggi parliamo di latte di qualità. "Progetto di latte di qualità", sarei curioso di capire, Assessore, quali sono le caratteristiche di questo latte che sono state concordate sia con il mondo cooperativo che con il mondo degli industriali, sarei proprio curioso di sapere se vogliamo mettere in piedi un progetto latte, che dia un latte che poi ai fini della trasformazione non da quei risultati che tutti si aspettano.
Anche questo contraddittorio continuo che lei ha creato tra il mondo della cooperazione e il mondo degli industriali! Devono convivere, Assessore, e lei non può, sfacciatamente, e ripeto "sfacciatamente", schierarsi solo da una parte, debbono vivere tutti e hanno tutti le loro qualità per poter vivere. Le dico di più, se non ci fossero stati gli industriali, qualche milione di litro di latte probabilmente sarebbe stato buttato per le strade, anche quando siamo stati qua investiti dal fatto, da alcune organizzazioni che volevano chiudere i contratti con gli industriali del continente, alla fine guardate non è successo niente, cari colleghi, gli industriali sardi si sono fatti carico di tutto il latte ovino prodotto in Sardegna, lo stanno pagando, non so se le cooperative pagheranno di più o di meno, oggi il prezzo medio è 0,80 euro, non so se sarà un prezzo sufficiente, agli agricoltori mancano sempre quei famosi 14 centesimi, tanto promessi e sbandierati che non sono mai arrivati.
Allora, Assessore, ha parlato di Piano di sviluppo rurale e noi non l'abbiamo visto o, perlomeno, lo abbiamo visto come lo possiamo vedere con i nostri mezzi, non concordato, non condiviso, c'è tutta una serie di incongruenze, si è parlato di "distretti in agricoltura", vediamoli quei distretti in agricoltura, è ancora tutto allo sbando, questa è una agricoltura che - abbiamo sempre detto - ha 5000 anni di storia, ma 5000 anni ormai sono obsoleti, sono troppi, è necessario riscrivere l'agricoltura della Sardegna. Una persona come lei forse, poiché aveva le caratteristiche e la capacità, avrebbe potuto scrivere una nuova agricoltura in Sardegna, siamo rimasti fermi, anzi siamo tornati indietro, le campagne languiscono, e come se languiscono!
Allora, quando noi le abbiamo chiesto, anche nella mozione, di dare seguito a quel famoso ordine del giorno, votato all'unanimità in questo Consiglio regionale, per i danni della siccità, per lo stato di calamità, solo il 28 settembre la Giunta regionale ha assunto una delibera, lo metto tra virgolette, "ha assunto una delibera", sono passati quanti mesi, Assessore? Era il mese di novembre, mi pare fosse il 7 novembre quando, da tutti i banchi di questo Consiglio, la si invitava a prendere coscienza del fatto che era necessario chiedere lo stato di calamità naturale; è stato fatto dopo nove o dieci mesi. Per quale motivo, con i buoi che sono già scappati? Se c'è una caratteristica che deve contraddistinguere chi fa politica rispetto alle persone normali, ai cittadini comuni, è quella di anticipare i problemi, di vedere più in là, di capire quello che succede, invece voi non avete capito che fosse un'annata drammatica, lo sapevamo tutti, lo sapevano i nostri allevatori, i nostri agricoltori, lo abbiamo denunciato in quest'Aula, e non solo per voce mia, ma per voce anche di autorevoli colleghi del centrosinistra, in particolare di Rifondazione Comunista e della Sinistra Democratica, e allora? Siamo arrivati al 28 settembre per partorire una delibera dove si ipotizza di chiedere, tra l'altro, lo stato di calamità naturale!
Questa non è la soluzione dei problemi, questo è aggravarli, stamattina sui telegiornali abbiamo visto il problema della peste suina africana, altro problema irrisolto, sono costretto a parlare sia con l'assessore Dirindin che con l'assessore Foddis perché i problemi coincidono, sono problemi che, tra di loro, hanno molto a che vedere. Allora dico: è possibile che non si sia presa una decisione, una che una, che abbia in qualche maniera risolto i problemi? Non ne avete risolto uno. Ovviamente rimane in piedi sempre, Assessore, questo glielo debbo dire e mi dispiace, il grande conflitto di interessi di cui lei viene investito per il fatto, certo non è una sua colpa, di essere stato per tanti anni artefice, promotore e importante protagonista della realtà di Arborea. Ma anche questo ha creato dei problemi nel mondo agropastorale sardo ed è normale che accada.
Anche sotto un altro punto di vista, per il problema dei nitrati, quali risposte stiamo dando? Ho un fascicolo di multe che stanno arrivando agli allevatori di Arborea, che non sono riusciti a presentare la domanda nei tempi, perché probabilmente l'organizzazione di LAORE non era sufficiente per tenere testa a oltre trecento allevamenti, e quindi le multe. L'Amministrazione provinciale di Oristano si troverà nella condizione di dover irrogare sanzioni da 600 a 6 mila euro. Insomma, li vogliamo aiutare o non li vogliamo aiutare? Io non vorrei mai arrivare a irrogare delle sanzioni.
Abbiamo anche i contributi sul benessere animale, Assessore, spero che non sia vero, ma mi risulta che le pratiche, per oltre il 60 per cento delle risorse che avete già erogate, avranno bisogno di un'istruttoria supplementare, perché sembrerebbero non completamente a posto. Se fosse vero questo, sarebbe ancora più drammatica la situazione. Spero di no!
Allora, Assessore, perché una mozione di censura? Non è una mozione di sfiducia, non esiste più, l'abbiamo detto, esiste la censura. Se uno, come me, la vuole esaminare con tutti i suoi significati,la censura ha un solo significato in questo caso: la non condivisione del suo operato e la non condivisione dell'operato della Giunta, che ovviamente con lei collabora e le darà gli indirizzi. Questo significa per me censura. Non sto censurando, l'ho già detto, la persona "Foddis" che certamente avrebbe potuto fare di più, non l'ha fatto per responsabilità sua probabilmente, per responsabilità della Giunta, della conduzione generale della Giunta.
Io continuo a pensare che questa agricoltura in Sardegna, con lei, Assessore, e con altri Assessori, avrà una vita molto difficile; non a caso stamattina pensavo mentalmente a coloro che sono stati gli ultimi Assessori dell'agricoltura, ma forse qua ci sono colleghi che si ricordano anche i precedenti. Guardate, non ce n'è uno che sia uscito fuori a testa alta, gli Assessori dell'agricoltura hanno avuto sempre una vita politica se l'hanno voluta proseguire e quelli che non l'hanno voluta proseguire, ahimè, sono scomparsi nel nulla. Quindi, non è un bell'Assessorato, è un Assessorato difficile, difficilissimo; ma proprio perché era difficile forse il presidente Soru l'aveva affidato a lei, persona di grande ingegno in una parte dell'agricoltura, ma certamente insufficiente per tutti i problemi che ci sono oggi, che io ho cercato di evidenziare e che non sono tutti qui, perché non voglio certamente portare via il tempo agli altri e a quanti vorranno intervenire.
Io sono sicuro di una cosa, Assessore: lei dovrebbe avere il buon senso di rassegnare le dimissioni dall'Assessorato, non aspettare che una censura venga votata in quest'Aula, perché sappiamo già come andrà a finire, lo sappiamo già, è nelle cose. La presenza del Presidente, di tutta la Giunta, che mai si era vista con questo grande schieramento di forze, le fa onore, per carità, è una difesa strenua, convinta e voi fate bene a farlo. Però, è anche una denuncia quella che io faccio, e la gente lo deve sapere, stamattina il presidente Soru è arrivato qua in pompa magna per una grande difesa dell'assessore Foddis, tutti i problemi che abbiamo denunciato e che denunceremo saranno tutti in piedi, non verranno risolti, fra otto mesi andremo alle elezioni e poi saranno i sardi a dire se le denunce che stiamo facendo, se la censura che noi abbiamo cercato di mandare avanti nei confronti dell'assessore Foddis, e non solo dell'assessore Foddis, siano realtà, oppure se i sardi saranno contenti, sapranno come regolarsi in quella circostanza.
PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi a parlare non oltre la conclusione del primo intervento. La durata degli interventi non può eccedere i venti minuti.
E' iscritto a parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
SORU (P.D.), Presidente della Regione. Signor Presidente…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, signor Presidente, il tempo è di dieci minuti, ho dato io un tempo eccessivo.
SORU (P.D.), Presidente della Regione. Starò nei tempi e cercherò di essere il più breve possibile.
Intanto non siamo venuti, tanto meno io sono venuto, in pompa magna, sono venuto nella maniera più semplice possibile a partecipare a questo dibattito, io e tutta la Giunta, sono venuto puntuale e iniziamo con qualche ritardo. Sono venuto esattamente per i motivi che lei ha citato, e cioè non stiamo parlando dell'operato dell'assessore Foddis, ma stiamo parlando dell'operato della Giunta regionale e della politica della Giunta regionale in agricoltura, che è stata una parte importante di quello che abbiamo cercato di portare avanti in questi anni. Quindi, qualunque mozione di censura, di sfiducia, di disappunto, di disapprovazione, è una mozione che mi vede totalmente coinvolto, perché sono pienamente responsabile di ogni atto che è stato prodotto dall'Assessorato dell'agricoltura, sia io che la nostra Giunta, che è nota per durare parecchie ore perché affrontiamo e dibattiamo ogni argomento che approviamo; nulla è dato per scontato.
Ho chiesto di parlare subito anche perché poi dovrò partire per Roma per motivi che non sono rimandabili. Io difendo con molta convinzione quello che la Giunta regionale ha fatto in agricoltura, certamente il mondo agricolo soffre, soffrono gli allevatori, soffrono gli agricoltori, soffre chi se ne occupa a diverso titolo; non è una novità, è un disagio che nasce da difficoltà di mercato che vengono da molto lontano.
Non credo che i disagi di oggi siano superiori ai disagi di altri periodi, non credo che l'agricoltura della Sardegna soffra più di altre agricolture italiane o del Mezzogiorno, anzi alcuni dati macroeconomici, che poi l'Assessore eventualmente illustrerà, ci dicono esattamente il contrario. Però, noi non siamo dietro ogni azienda agricola, certo abbiamo affrontato il tema dell'agricoltura in materie diverse, abbiamo cercato di risolvere anzitutto quello che è nella nostra diretta responsabilità e, nella nostra diretta responsabilità, è un governo diverso dell'acqua. L'acqua è fondamentale per l'agricoltura. Credo che abbiamo fatto bene a portare a termine la riforma dell'Autorità di bacino, che ha riportato a un'unica proprietà, sollevando la tanta frammentazione dei diversi consorzi di bonifica, il governo dell'acqua in Sardegna per un suo più economico e più efficace e miglior utilizzo. Governo unitario, prezzo unitario dell'acqua e anche un ente che investe sull'energia rinnovabile e fa in modo di scaricare il sistema idrico integrato di tutti i costi energetici legati agli onerosissimi costi di pompaggio. Un prezzo unico, una tariffa unica per l'acqua in agricoltura, in tutta la Sardegna, e una tariffa come mai era stata così bassa.
Era nella nostra responsabilità riformare i consorzi di bonifica, io non voglio ritornarci su ciò che erano i consorzi di bonifica, certo erano anche, in qualche modo, terra di conquista di tanti Assessori che ci sono passati, che li hanno utilizzati per motivi che non sono tutti legati a fare il meglio possibile per l'agricoltura. Bene abbiamo fatto a fare da propositori, da promotori, e bene ha fatto il Consiglio regionale, questa maggioranza, a modificare, in maniera drastica, la natura e gli scopi dei consorzi di bonifica in maniera che i servizi che rendiamo agli agricoltori costino il meno possibile.
Era nella nostra responsabilità riformare gli enti agricoli, come minimo non esistono più nove enti, non esistono nove consigli di amministrazione, non esistono i costi legati a tutto questo, non esistono gli enti agricoli utilizzati come merce di scambio politico o di mediazione politica; esistono tre agenzie che cercano di fare al meglio il loro lavoro. Certamente in maniera più efficiente e in maniera più determinata per quello che devono fare. Possono ancora migliorare? Certamente lo faranno, tutto non accade in un anno o in un anno e mezzo, certamente possono migliorare. Nel frattempo, l'infrastruttura, lo schema è certamente totalmente diverso e migliore rispetto al passato.
Per funzionare bene le agenzie hanno bisogno di un grande supporto tecnologico, di una rete di telecomunicazioni, di dati, in questi ultimi due anni è stato creato il sistema informatico dell'agricoltura regionale e il sistema telematico dei tanti nodi dell'agricoltura, che è considerato un esempio di scuola per il resto d'Italia, altre Regioni si rivolgono a noi per poterlo replicare.
E' stato citato il tema del latte ovino in una maniera un pochino elettoralistica e ho sentito delle parole che credo staranno meglio nei tanti discorsi che si faranno in altre sedi nei prossimi mesi. Io ricordo che, durante il primo anno in cui ho fatto il Presidente della Regione, gli industriali addirittura si rifiutavano, non davano un prezzo per il latte: molta grazia se il latte veniva raccolto, se veniva acquistato, era senza prezzo. Oggi, per cento motivi diversi, il latte ha un prezzo, si cerca di arrivare a 1 euro, oltre il doppio di quello di cui si parlava qualche anno fa, certamente in una struttura di costi cambiata, costi soprattutto per l'energia, ma oggi non viviamo più la situazione di quattro anni fa.
Si è detto che certamente gli agricoltori fra dieci anni non si ricorderanno di questa Giunta regionale come di una Giunta regionale che ha incentivato l'acquisto di nuove attrezzature, senza aver fatto la giusta notifica a Bruxelles e causando successivamente il dramma dell'indebitamento in agricoltura, dovuto a una sbagliata gestione dell'attività amministrativa. Noi, caso mai, abbiamo cercato di risolvere quei problemi che altri hanno lasciato, e non ne abbiamo creato di nuovi.
Ancora, si è detto che probabilmente l'Assessorato non ha speso completamente i soldi europei 2000-2006, in tante occasioni abbiamo dimostrato che, grazie alle premialità che abbiamo avuto, non solo abbiamo speso quelli ma ne abbiamo spesi di più, e l'Assessore tornerà con maggior dettaglio sui numeri.
Il nuovo Piano di sviluppo rurale è un piano che realizza una svolta rispetto alle politiche agricole sino a oggi portate avanti, rispetto alla politica della quantità, dei grandi investimenti infrastrutturali, che hanno causato spesso più problemi che soluzioni per il mondo agricolo, costringendolo all'indebitamento in ogni caso e costringendo anche a sovra produzioni che hanno abbattuto il prezzo del latte nel passato. Li stiamo portando, come sempre, come tutti siamo d'accordo, su progetti di multifunzionalità, pagando certamente la produzione ma riconoscendo il valore della tutela ambientale, il valore della prevenzione dagli incendi e così via. Ancora pochi giorni fa c'è stata la presentazione dei partecipanti al bando dei GAL, che saranno il motore, gli agenti di sviluppo del prossimo Piano di sviluppo rurale: hanno partecipato diciotto e disegnano un progetto di sviluppo locale finalmente coerente in Sardegna, un progetto di sviluppo locale basato certamente sull'agricoltura e sulla multifunzionalità dell'agricoltura, sull'agroalimentare, sull'artigianato e così via.
Quindi, l'agricoltura sarda ha un progetto chiaro che abbiamo cercato di raccontare, ed è un progetto che cerca di fare in modo che la produzione possa rimanere, soprattutto nelle zone dell'interno, e possa essere riconosciuto il lavoro non solamente sulla base del costo di quel prodotto ma possa essere allungata la filiera fino a ricomprendere l'intero settore agroalimentare, e dietro, a sostenerlo, c'è un progetto di sviluppo locale regionale, coerente, e non alcuni GAL sparsi in maniera anche erratica nella Sardegna.
Ancora sugli strumenti della Regione: gli enti, i consorzi di bonifica, l'acqua, la programmazione, il Piano di sviluppo rurale, tutto questo è stato fatto ed è in corso; gli strumenti tecnologici per semplificare la vita agli agricoltori nell'accesso e nell'utilizzo dei fondi europei in questo nuovo 2007-2013.
Abbiamo fatto, così come è sempre stata chiesta, un'opera intensa per mettere assieme questa agricoltura estremamente polverizzata; abbiamo fatto le OP sul latte ovino, le OP su quasi ogni produzione agricola, abbiamo cercato di contribuire affinché le cooperative che esistono si possano ulteriormente concentrare, mettere assieme e abbiamo cercato di sostenere la tutela dei prodotti, in pochi anni credo che siano triplicati i prodotti che sono tutelati in qualche modo, a diverso titolo, DOP, IGT, e così via.
In questi anni, la Giunta regionale, insieme all'Assessore, ha portato avanti esattamente quella che è stata da sempre la richiesta del mondo agricolo: semplificare la pubblica amministrazione, renderla più economica in maniera che le risorse vadano all'agricoltura e non siano spese per il funzionamento dell'Amministrazione regionale, renderla più facile, più vicina, abbattere il costo dell'acqua, tutelare la qualità, cercare di eliminare la frammentazione.
Questo può essere riconosciuto o non riconosciuto, certo è difficile riconoscerlo nel momento in cui ci affacciamo alla campagna elettorale e ognuno ne trarrà le sue convinzioni. Io sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto, certamente l'Assessorato dell'agricoltura non è stato un luogo di clientelismo e di propaganda elettorale, è stato un luogo dove si è lavorato; e non lasciamo alcun danno, non lasceremo debiti che dovranno essere pagati nel futuro, non lasceremo false illusioni agli agricoltori e non lasceremo nemmeno un occupato in più dovuto al clientelismo regionale nei consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà. Onorevole La Spisa, le ricordo che ha dieci minuti di tempo per l'intervento.
LA SPISA (F.I.). Anche noi eravamo certi che il dibattito di oggi concernesse una censura nei confronti di tutta la Giunta regionale, e non soltanto dell'Assessore, è evidente, infatti, anche dalle parole del Presidente, che sono un'ulteriore conferma di questo fatto, che il sostanziale fallimento, la deriva senza freni e senza nessuna possibilità di successo che si intravede nell'orizzonte dell'agricoltura sarda, in questi giorni, è attribuibile alla responsabilità di tutta la Giunta regionale… Presidente, se c'è da aspettare un po' che l'Aula si assesti, non è un problema.
PRESIDENTE. No, sembra assestata, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Non mi sembra! Si può recuperare il tempo?
PRESIDENTE. No, è fermo, prego.
LA SPISA (F.I.). Siamo di fronte a un dibattito, quindi, tra il Consiglio regionale che vuole discutere se sia giusto o no censurare la politica agricola di tutta la Giunta regionale, che è collegata evidentemente a diverse competenze anche di altri Assessorati.
Io ritengo che si debba partire da una constatazione… ho chiesto di intervenire subito anche per poterlo fare davanti al Presidente, non recrimino se c'è effettivamente un impegno istituzionale di altro genere, però avrei preferito dirlo di fronte a lui. La descrizione che ci ha fatto poco fa sembra la descrizione di una realtà che vede soltanto lui, o forse che vedete voi tredici persone lì su quel tavolo. Sembra quasi che, da come il Presidente si è espresso e da come spesso si esprime anche l'Assessore dell'agricoltura, ci crediate davvero di aver fatto tutto quello che potevate fare per l'agricoltura della Sardegna. Se ci credete, se pensate davvero che le vostre parole stiano descrivendo la realtà, siamo di fronte evidentemente a una patologia, oculistica credo. Ma diamo pure atto a una possibile buona fede nelle cose che dite e andiamo a esaminare i punti, mettendo "vero" o "falso" alle cose che state dicendo.
Avete detto, e state dicendo, ha detto anche adesso il Presidente, che si è fatta finalmente una migliore regia del sistema degli enti agricoli, che lo schema è migliore. E' falso! E' assolutamente falso! In ogni angolo della Regione, soprattutto in ogni angolo del territorio della Sardegna, si denuncia l'errata impostazione della riforma del sistema degli enti agricoli, la frammentazione in diverse agenzie che oggi si trovano o mettono in condizione gli uffici di essere totalmente incapaci di dialogare reciprocamente, di intervenire; si è strutturata in maniera errata proprio la divisione di competenze nelle tre agenzie che hanno sostituito l'ERSAT e che hanno accorpato anche competenze di altri enti soppressi.
Oggi abbiamo un Governo che, nell'assistenza tecnica, nell'istruttoria e nella ricerca, è letteralmente allo sbando, uffici smembrati, uffici che non dialogano tra di loro, funzioni che, prima, qualche piccolo ente svolgeva bene, oggi è affidato a dipartimenti che non fanno assolutamente nulla. L'assistenza tecnica in agricoltura non esiste più. La Regione non fa più assistenza tecnica nell'agricoltura. Questo non è ciò che diciamo noi, è ciò che ci dicono centinaia, migliaia di agricoltori in giro per la Sardegna, e dobbiamo registrarlo. La riforma degli enti è stata, è attualmente, una palla al piede per lo sviluppo dell'agricoltura, quindi questa è un'affermazione assolutamente non condivisibile.
Insomma, vantate il fatto, l'ha vantato adesso il Presidente, che si è arrivati a 80 centesimi per il prezzo del latte ovino e che si arriverà a 1 euro, il doppio di quanto avete trovato voi, ma vi rendete conto dell'assurdità? Questo è un gioco di prestigio, l'ennesimo gioco di prestigio. Suona, ha il valore di un'offesa nei confronti di quegli agricoltori che, se anche riuscissero ad avere 1 euro per ogni litro di latte, sanno perfettamente, come voi sapete perfettamente, che i costi sono più che raddoppiati e che oggi è insostenibile un livello del prezzo di questo genere, mentre la Regione non riesce ad attivare e a far funzionare un tavolo di confronto che rispetti tutti, che rispetti soprattutto la produzione primaria.
E' vero, non avete incentivato l'acquisto di attrezzature, perfetto! Ma è anche vero che voi state lasciando per strada una grande quantità di risorse finanziarie, che non potranno essere spese, utilizzando i fondi europei, voi ci dovete dimostrare con i dati alla mano, non con qualche numero buttato giù in qualche conferenza stampa o in distratte discussioni in Consiglio regionale, ci dovete dimostrare con i dati alla mano che veramente i ritardi nelle istruttorie, nell'emanazione dei decreti, nell'attuazione degli investimenti, nella rendicontazione dei fondi, delle Misure sugli investimenti all'agricoltura porteranno a non perdere quei soldi. Anche qui state imbrogliando la gente dicendo che non si perderanno perché comunque anche dopo il 31 dicembre 2008 potranno essere spesi quei fondi. Non è vero! Non potranno essere spesi quei fondi, verranno spesi altri, verranno spesi i fondi che dovranno arrivare da altre direzioni. State semplicemente spostando le risorse verso il futuro, non utilizzando quelle che abbiamo.
Questo è ciò che rimane, avete trovato una situazione, di cui certamente non eravate responsabili voi, di indebitamento delle aziende agricole, ormai alla soglia non più del dramma, ma della tragedia, e non è un'esagerazione. Bene, su questo livello dell'indebitamento non c'è nessun passo avanti; ancora le banche creditrici fanno da padrone, la Regione non riesce a mettersi come soggetto autorevole per riportare a livelli ragionevoli il debito di alcune piccole aziende che hanno iniziato davvero con quattro soldi di indebitamento e che ora si trovano di fronte a vere e proprie situazioni di strozzinaggio, di usura.
Così come non è vero che i disagi (sto per chiudere, perché il tempo credo che sia quasi trascorso ma ci sarebbe molto altro da dire) non sono superiori al passato. Insomma non si può continuare a raccontare favole, questo oggettivamente non è vero, potete solo dire che certamente la congiuntura nazionale e internazionale, che le difficoltà del mondo agricolo incidono in maniera pesante, ma non potete certo dire che la situazione oggi degli agricoltori è come quella che avete trovato, non è vero e non è giusto che si dicano queste cose; ci sono famiglie che, a seguito delle situazioni di indebitamento, si sono trovate letteralmente sul lastrico, hanno perso la casa, l'hanno persa loro e l'hanno persa coloro che hanno incautamente avallato alcune operazioni, che hanno firmato operazioni di fideiussione, di sostegno dei crediti.
Insomma, voi non ci siete nel territorio, voi non girate e questo è vero, ecco l'unica cosa vera che ha detto il Presidente è questa: "Noi non siamo dietro a ogni azienda". E' verissimo! Voi non ci siete nell'azienda, avete pensato di fare una riforma razionalizzando il sistema dell'acqua, il sistema degli enti, il sistema del credito ma non siete con l'azienda, e non solo in agricoltura, non siete con le aziende industriali, non siete con le aziende dei servizi, siete fuori dal contesto storico territoriale. Questo è il vero motivo per cui noi responsabilmente abbiamo chiesto la censura di tutta la Giunta, giustamente, non solo dell'Assessore e questo è il motivo per cui chiunque abbia un po' di buon senso oggi dovrebbe votare "sì" a questa mozione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intanto avrei voluto fare i complimenti al collega Diana perché è riuscito in un'operazione difficilissima, cioè quella di farci avere il piacere, come Consiglio regionale, di avere la Giunta quasi al completo di fronte a noi; anche se devo dire purtroppo il piacere dura poco, collega Diana, nel senso che evidentemente c'era più il gusto della parata che non la reale volontà di partecipare al dibattito consiliare, almeno una volta ogni tanto, e abbiamo visto che i ranghi della Giunta, subito dopo l'intervento del presidente Soru, si sono immediatamente allentati e gli Assessori sono andati ognuno a fare il proprio compito istituzionale, esattamente come il presidente Soru, nel senso che i venti minuti di dialogo tra Consiglio e Giunta evidentemente sono stati considerati esaustivi per risolvere almeno il problema formale del rapporto tra la Giunta e il Consiglio.
Devo anche rilevare che il presidente Soru, che normalmente quando viene in Consiglio ha sempre un filo di irritazione, evidentemente non è una cosa che gli piace fare e la fa un po' controvoglia, ha sempre qualche piccola lamentela nei confronti del Consiglio da rivolgere, in questo caso si è lamentato per un inizio tardivo dei lavori d'aula, un inizio tardivo che evidentemente lo ha infastidito perché, appunto, aveva altri impegni, come ha detto il collega La Spisa, di tipo istituzionale, quindi nei confronti dei quali abbiamo il massimo rispetto e io mi auguro che ci siano le scuse da parte del centrosinistra nei confronti del presidente Soru perché il ritardo d'aula mi consta che sia dovuto a una conferenza stampa, convocata dal centrosinistra per commentare i risultati del referendum, che è finita tardi e quindi ha determinato uno slittamento dell'inizio dei lavori d'aula. Quindi mi aspetto che ci sia da parte di qualche collega del centrosinistra un intervento che sia di scuse nei confronti del presidente Soru per il tempo che gli è stato fatto perdere. Magari potrebbero farlo anche a noi l'intervento di scusa, visto che anche noi tutto sommato eravamo in Aula dalle ore 10, ora in cui era convocato il Consiglio, e il Consiglio è iniziato ben più tardi.
Detto questo, che poco c'entra con l'agricoltura, insomma io penso che il presidente Soru nel suo intervento, che opportunamente è stato il primo di apertura del dibattito, ha detto delle cose che noi condividiamo, cioè ha detto che la mozione di censura per una serie di eventi è rivolta a un singolo Assessore, ma in realtà coinvolge l'intera Giunta, la coinvolge perché, al di là di quello che il presidente Soru ha rilevato sul numero di ore che la Giunta impiega a discutere i provvedimenti che vengono poi licenziati, la Giunta regionale ha oggi una collegialità e un rapporto col Presidente ben diversi rispetto a quelli che erano in passato. Il nuovo sistema istituzionale comporta che ci sia un rapporto fiduciario diretto tra Assessori e Presidente e che ci sia un rapporto fiduciario diretto tra il Presidente e chi lo ha eletto, per cui c'è un collegamento diretto tra la Giunta e il Presidente e il corpo elettorale, cosa che in passato non c'era. Quindi, ha fatto bene il presidente Soru a sottolineare come la presenza di una mozione di censura nei confronti di un Assessore era sicuramente da mettere in capo alla collegialità della Giunta; oltretutto di un Assessore che voi ricorderete come il Presidente ha presentato in quest'Aula, qualcuno commentò ed ebbe occasione di dire "con un sms", nel senso che il Presidente licenziò l'Assessore precedente, evidentemente inadeguato, e indicò quello nuovo, che lui evidentemente riteneva e ritiene ancora oggi più adeguato, con una comunicazione lapidaria, proprio a sottolineare come il rapporto fiduciario fosse forte e fosse indispensabile e necessario tra Presidente e Assessore, e che il Presidente, nell'occasione in cui si verificasse una riduzione del carico di fiducia con l'Assessore, fosse non solo nel diritto, ma addirittura nel dovere di sostituire quell'Assessore.
Ecco, ora io mi domando come lo stesso tipo di atteggiamento non abbia il presidente Soru nei confronti del sostituto dell'assessore Addis, quando il presidente Soru ha detto, sono state le sue parole, una cosa che - secondo me - dovrebbe rimanere come un macigno dentro quest'Aula: "Non credo che l'agricoltura in Sardegna vada peggio che in passato". Sembrerebbe che questa Giunta regionale sia venuta in Sardegna non per migliorare le condizioni della Sardegna, ma per non peggiorarle rispetto a quelle che erano in passato, perché la stessa dichiarazione che oggi ha fatto il presidente Soru sull'agricoltura, io l'ho sentita fare a rotazione da vari Assessori. Quante volte l'assessore Dirindin, a corto di argomentazioni sui temi della sanità, ha detto che quando c'era Oppi era uguale, non era meglio.
Insomma, questa Giunta non è venuta in Sardegna per non peggiorare la situazione che ha trovato, è venuta in Sardegna per cambiare la situazione, per migliorarla! Ha acceso speranze da parte dei sardi non perché i sardi volevano avere la garanzia di non andare a stare peggio, e non l'hanno avuto purtroppo perché si è andati a stare peggio, ma perché volevano da questo Consiglio regionale, da questa maggioranza regionale, la garanzia che si andasse meglio, volevano avere speranza, volevano avere entusiasmo, volevano vedere nuovo sviluppo. Il motivo per cui oggi i sardi sono delusi, non solo i consiglieri regionali del centrodestra, credetemi, da questa Giunta regionale è perché il miracolo, che doveva essere mostrato, non c'è stato e perché le condizioni complessive della Sardegna sono, se avete ragione voi, uguali rispetto a quelle che avete trovato, se abbiamo ragione noi, molto peggio rispetto a quelle che avete trovato.
Sui temi dell'agricoltura varie volte noi abbiamo fatto dibattiti in quest'Aula e varie volte abbiamo chiesto all'assessore Foddis di poter comprendere quale fosse il progetto strategico della Giunta regionale, della maggioranza di centrosinistra, su questi temi. Gli argomenti pesanti sul tappeto sono stati elencati decine di volte: i problemi del credito, i problemi della parcellizzazione dell'impresa agricola, anzi dell'inesistenza dell'impresa agricola in Sardegna e del mancato incoraggiamento all'attività di impresa agricola in Sardegna; i problemi del prezzo dell'energia, i problemi del prezzo dell'acqua, il problema della lavorazione e della verticalizzazione delle produzioni, il problema dell'assenza di massa critica di consumo e dell'insufficienza delle produzioni rispetto allo stesso consumo locale, sottolineati tante volte in quest'Aula.
E' chiaro che quest'Aula non è poi in grado di dare singolarmente soluzioni alla Giunta regionale, ma si aspetta dalla Giunta regionale un progetto di sviluppo complessivo dal quale emerga che esiste una strategia sull'agricoltura, dal quale emerga che la strategia sui problemi agricoli della Sardegna magari è collegata a quella sul turismo e che il consumo di prodotti agricoli può essere, in qualche maniera, insieme con la lavorazione degli stessi prodotti, integrato con lo sviluppo del turismo, e che magari il problema dell'agricoltura è legato al problema dei trasporti, alla continuità territoriale, che magari è legato ai problemi del marketing e della promozione, e che magari ci interesserebbe sapere che fine ha fatto l'Agenzia Sardegna Promozione, una delle infinite agenzie governative create dalla Sardegna, che mai ha avuto la fortuna di vedere la luce oltre la delibera di Giunta che l'ha istituita, e le varie delibere di Giunta che hanno indicato la strada per darle un direttore, le nomine dei direttori revocati; oggi che il direttore dell'Agenzia Sardegna Promozione è un dirigente della Regione, ci chiediamo quale sia l'attività di promozione che, nel settore agricolo, l'Agenzia Sardegna Promozione sta facendo. Ma è una domanda retorica, nel senso che ce lo chiediamo, ma sappiamo qual è la risposta: non sta facendo nessuna attività di promozione. La Giunta continua a stanziare fondi per la promozione mettendoli in capo ai singoli Assessorati e non in capo all'Agenzia per la promozione.
Allora, da tutte queste considerazioni (che ovviamente in dieci minuti sono contenute, giustamente, perché tanto alla fine sarebbe ripetitivo il ragionamento che sentirebbe l'assessore Foddis e la parte della Giunta regionale che ancora resta), l'indicazione qual è? E' l'indicazione che noi ci aspettavamo quattro anni e mezzo fa dalla Giunta regionale: una strategia di sviluppo, un progetto di sviluppo compatibile per il settore agricolo sardo. Dopo quattro anni e mezzo e i due Assessori, questo progetto non c'è, l'agricoltura sarda è nella situazione di tanti altri settori dell'economia sarda, una situazione di disastro, e quello che il presidente Soru riesce a dire è: "Guardate che prima non andava peggio di adesso".
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
Prego i colleghi di evitare questi accorpamenti che ci sono in giro per l'Aula, magari se vi sedete al vostro posto, oppure se uscite, ci fate una cortesia. Anche dal punto di vista estetico rende meglio se non facciamo capannelli durante i lavori d'Aula. Grazie.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo di fronte, l'ha sottolineato anche il Presidente nel suo breve intervento, a una grave crisi in Sardegna del comparto agricolo, una crisi che certamente viene da lontano e che coinvolge tutto il Sud del Paese; ma, nonostante le ingenti risorse a disposizione e gli interventi previsti dalle diverse leggi regionali, la situazione si è ulteriormente aggravata. Si riscontrano, a mio giudizio, da un lato ritardi nella spendita delle risorse destinate direttamente per l'ammodernamento delle aziende e il miglioramento delle produzioni, dall'altro l'inadeguatezza degli strumenti e delle strutture regionali di supporto e assistenza tecnica.
Abbiamo istituito, da tempo, tre agenzie con l'intento di garantire con proprie strutture un adeguato livello di assistenza tecnica alle aziende; penso, per esempio, a LAORE o ad ARGEA, per quanto riguarda le procedure legate all'accesso ai finanziamenti dell'Unione Europea, o all'Agenzia AGRIS, per quanto riguarda la ricerca. Ora, basta un dato semplicissimo, basta pensare all'incertezza che investe il personale dell'Agenzia LAORE, ma anche quello dell'AGRIS Sardegna, per comprendere che siamo di fronte a un'inadeguatezza strutturale che di fatto impedisce a queste strutture di svolgere le funzioni per cui sono state istituite. Rispetto a questo, non è più tollerabile alcun ritardo o esitazione da parte dell'Assessorato e da parte della Giunta.
Io mi scuso con i colleghi se magari esco fuori dal contenuto della mozione presentata dal collega Diana, ma mi vorrei soffermare sulla questione delle agenzie. Più volte ho sottolineato, attraverso lettere al Presidente, all'Assessore, o attraverso interrogazioni, l'inadeguatezza di queste agenzie e il fatto che fossimo di fronte a una gestione non sempre corretta dei dirigenti facenti capo a tali organismi. Io potrei citare le modifiche arbitrarie di parti sostanziali dello Statuto AGRIS, penso alle interpretazioni personali sulla stabilizzazione del personale ARA da parte del direttore dell'Agenzia LAORE, penso all'ultima interrogazione del mio Gruppo sull'attribuzione degli incarichi dirigenziali all'AGRIS, in cui sono evidenti palesi irregolarità e totale discrezionalità nel giudicare i concorrenti da parte del direttore generale; penso ai precari dell'AGRIS, che aspettano risposte concrete e precise dalla Giunta; ai dipendenti dell'ARA che, anche oggi, mi pare attraverso un comunicato stampa, manifesteranno sotto il Palazzo.
Non è pensabile - questo è il tema, il nodo - che i dirigenti di turno, che sono nominati da questa Giunta, sono nominati, non sono eletti, né tantomeno hanno partecipato a alcun concorso, quelli che chiedono agli altri con forte insistenza, sono figli dello Spirito Santo, alcune volte sono anche figli della cattiva politica, non è pensabile, dicevo, che possano, di volta in volta, interpretare le norme, che quest'Aula ha approvato, a proprio piacimento e non è possibile che l'Assessore, rispetto a tutto ciò, non dica nulla, non risponda alle nostre osservazioni; osservazioni, badate, che servono non a giudicare l'Assessore, ma a migliorare il sistema, a renderlo più agevole, rispettoso delle regole che tutti noi abbiamo voluto, scritto e approvato.
In data 2 settembre 2008, i sindaci del basso Sulcis hanno più volte denunciato l'interruzione dell'erogazione dell'acqua da parte del Commissario straordinario del Consorzio di bonifica di quel territorio, anch'egli nominato, non eletto, nominato, anch'egli figlio dello Spirito Santo, che arrogantemente, unilateralmente, arbitrariamente, mette in ginocchio le aziende di quel territorio. Ho personalmente, anche a nome della Commissione che io presiedo, sollecitato un intervento immediato dell'Assessore e del Presidente. Lo stesso invito l'ho ripetuto alcuni giorni fa, ma a oggi non ho ricevuto alcuna risposta che mi rassicuri su una positiva soluzione del problema.
Guardi, Assessore, sarebbe bastato un segnale, un "sms", anche un segnale di fumo, visto che siamo in tema di agricoltura, per - come dire - affrontare il tema, interloquire, cercare di trovare una soluzione insieme anche a chi presiede quella Commissione. Ho sollecitato, a nome della Commissione, il riconoscimento dello stato di calamità naturale per quelle aziende vitivinicole colpite drammaticamente dalla diffusione della peronospora, in particolar modo quelle del Nord Sardegna; a oggi, anche su questo tema, non si comprende quali iniziative intenda intraprendere l'Assessorato.
Da un mese, lo dico perché sono qui e li vedo, i precari del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale sono qui sotto, perché il Commissario non è in grado di interpretare correttamente l'articolato che riguarda questi lavoratori e che prevede semplicemente che, già da quest'anno, si avviino le procedure per la stabilizzazione. C'è stata una risoluzione, votata all'unanimità dalla Commissione, che evidenzia un aspetto semplicissimo, che l'articolo 34, comma 11, della legge regionale numero 6 del 23 maggio 2008, stabilisce che i consorzi di bonifica procedano all'assunzione, nelle proprie dotazioni organiche, per almeno sei mesi l'anno, del personale che ha già prestato attività lavorativa con contratto a tempo determinato a favore dei Consorzi per almeno 453 giornate lavorative negli ultimi cinque anni, comprese le giornate incluse nei contratti già definiti, "contratti già definiti" significa che contemplano tutte le turnazioni previste all'interno del 2008. Poiché il Commissario nominato, lo ripeto ancora una volta, non è in grado di interpretare la norma così com'è stata scritta e approvata da quest'Aula, va sostituito, urgentemente, perché sulla pelle dei lavoratori non si scherza.
Rimane poi il tema più complessivo, e concludo, legato ai fondi POR e al Piano di sviluppo rurale. Io leggo un passo (mi permetto di farlo in quest'Aula) contenuto nel volumetto che è stato consegnato ai sardi a due anni e mezzo di legislatura del Governo regionale: "Il Governo regionale considera un obiettivo strategico la valorizzazione delle zone interne della Sardegna, segnate da forti debolezze, lo spopolamento, l'isolamento, l'abbandono delle campagne e dell'agricoltura, l'inadeguatezza delle infrastrutture, la disoccupazione, l'insicurezza sociale, l'assistenzialismo. Le zone interne sono però anche il luogo dove l'accentramento nei paesi e la pastoralità hanno preservato patrimoni ambientali e modi di produrre che possono diventare centrali nella progettazione dello sviluppo". Quindi mi chiedo, se è vero che le zone interne sono centrali per lo sviluppo in Sardegna, è fondamentale, da subito, da oggi, sperimentare un modello di sviluppo agricolo forte, competitivo, differenziato, che consenta di valorizzare le diversità presenti in Sardegna, cioè, lo dico con chiarezza, il contrario rispetto a ciò che si è fatto fino a oggi, valorizzando e incentivando le aziende e i territori che hanno avviato da tempo una agricoltura industrializzata che non risponde alla realtà del mondo agropastorale che tutti noi conosciamo.
Io penso sia indispensabile, per uscire da questa crisi strutturale, rafforzare il comparto ovi-caprino, accelerare la spesa, le indennità compensative, chiudere il tema legato ai POR, avviare tutte le misure del PSR, chiudere definitivamente la questione legata all'indebitamento delle aziende e, infine, risolvere l'emergenza, le emergenze in generale, a cui bisogna dare risposte in tempi certi per risarcire i nostri agricoltori, per risarcire i nostri allevatori colpiti dalle calamità naturali.
Signor Assessore, mancano alcuni mesi alla chiusura del mandato, penso che alcune risposte si possano dare, penso che l'Assessore possa dare alcune risposte a partire da oggi già nel suo intervento di chiusura, però con l'umiltà e la capacità di ascolto che richiede un momento difficile come questo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, il mio vuole essere un intervento non diretto alla persona dell'Assessore (come giustamente hanno già detto i colleghi che mi hanno preceduto), bensì a una situazione incancrenita che è quella in cui versa l'agricoltura ormai da parecchi anni. Se dovessimo analizzare l'ultima parte dell'intervento del Presidente della Commissione agricoltura, penso che avremmo da dibattere per vari giorni.
E' stato chiesto più volte a questo Consiglio, dal sottoscritto ma anche da altri, di programmare una tornata per discutere dell'agricoltura, la grande malata, ormai agonizzante, in Sardegna. Vedete, poc'anzi, il presidente Soru, prima di andare via, ha detto: "Noi abbiamo un progetto per l'agricoltura"; se un progetto c'è, sinceramente, almeno per quello che abbiamo potuto e stiamo toccando con mano giorno per giorno nei nostri centri, non si vede, e se c'è un progetto, parto sempre dalle parole del Presidente, probabilmente è un progetto che è volto non a migliorare la situazione nel breve e nel medio, bensì a peggiorarla giorno per giorno.
E' stato detto che il prezzo del latte è aumentato; è vero! Però è stato omesso di dire una cosa importantissima, cioè che è diminuita drasticamente la quantità di latte prodotta, siccome in economia se la domanda è costante e l'offerta cala, il prezzo aumenta, quindi è una conseguenza del mercato, è una conseguenza della diminuzione dell'offerta, perché niente e nulla è stato fatto per difendere il prezzo del latte.
Già in vari interventi, in quest'Aula, il sottoscritto ha rimarcato più volte che è insostenibile, non solo per l'agricoltura, ma in tutti i settori produttivi, il costo di produzione che caratterizza l'economia in Sardegna e che riguarda tutti i settori produttivi, ma principalmente in agricoltura il costo di produzione è inaccettabile.
Abbiamo fatto più volte i paragoni tra la nostra economia, chiusa e insulare, e l'economia del continente. Abbiamo più volte detto e rimarcato, il sottoscritto e anche altri colleghi qui in Aula, come la nostra agricoltura non può assolutamente sopravvivere in quanto non riesce a essere concorrenziale con l'agricoltura del continente e delle altre Nazioni europee perché sopporta un costo di produzione pari a oltre il 35 per cento confrontata con le economie delle altre Regioni. Lo ha accennato il relatore della mozione poc'anzi: il salto che ha fatto ultimamente in Sardegna l'aumento del prezzo sui mangimi, sui concimi, sui trasporti e su quant'altro. Se a questo fenomeno noi aggiungiamo attualmente la mancanza, ormai l'interruzione, dei trasporti tra Sardegna e continente, sull'annullamento della continuità su rotaia, bene, ci rendiamo conto in che condizioni noi attualmente siamo e perché non riusciamo a decollare.
E' qui, Assessore, che io voglio richiamare l'attenzione della Giunta, non solo dell'Assessore. Questo è il problema madre. Fermo restando che, alla mancata strutturazione della nostra agricoltura, alla mancata modernizzazione della stessa negli ultimi vent'anni, si sommano fattori negativi che sono dei punti di debolezza quasi insormontabili della nostra agricoltura, in questi cinque anni, qual è il progetto che noi ancora non abbiamo visto? Quali sono le iniziative che questa Giunta ha fatto affinché non scompaiano, come stanno scomparendo dai nostri piccoli centri, le piccole imprese agricole? Cosa ha fatto per ovviare ai danni enormi - Assessore, per questo mi rivolgo a lei - che il PPR ha fatto nelle zone agricole? Perché quando non possiamo elettrificare, quando non possiamo realizzare strade che possano consentire l'arrivo in azienda ai mezzi meccanici (in modo da non dover cambiare un mezzo ogni anno), quando non possiamo intervenire sulle pendenze delle strade rurali se non ricaricando a touvenant e chiaramente ogni inverno bisogna rifare la strada, qual è allora questo progetto che va incontro all'agricoltura? Quando non si interviene razionalmente sul caos e sull'immobilismo che c'è nelle agenzie che sono state create giustamente come iniziativa per annullare gli enti e che hanno non solo non migliorato, ma continuato a ingessare l'operatività principalmente dell'agenzia esecutiva che è LAORE, qual è il progetto di sviluppo?
Quando ancora non si intravede il mantenimento delle promesse o dei programmi fatti per alleviare l'indebitamento, cioè non si vede all'orizzonte uno strumento e si lascia ancora che le banche continuino a dire che loro giustamente non possono rimetterci, perché i soldi sono pubblici, ma quando non si interviene con uno strumento idoneo benché sia stato pubblicizzato con dichiarazioni roboanti (mi ricordo quando è stato fatto l'incontro con il Ministro dell'agricoltura) e non è seguito niente, come si fa a dire che si sta perseguendo un progetto ben preciso? Io concordo sul fatto che, in tre anni, in quattro anni, non possiamo ribaltare la situazione precedente, noi stiamo attraversando una congiuntura economica molto difficile, nell'agricoltura, non da quest'anno, da vari anni, ma se non si gettano le basi affinché se non altro si argini questo deperimento, si argini questa caduta ormai in verticale che ha questo settore, è chiaro che non possiamo dire di aver fatto di tutto. No, si è fatto ma non sufficientemente. Si è fatto ma non sufficientemente, Assessore! Ed è questo il grido che noi, in quest'Aula, già da quattro anni le stiamo rivolgendo.
Allora se non è stata sufficiente l'azione, se non c'è stata sufficiente iniziativa giustamente, come diceva il presidente Licheri, perché non si ascoltano le voci dei consiglieri? Perché non si ascoltano le proposte? Perché non si mandano avanti gli ordini del giorno del Consiglio? Perché non si mandano avanti le risoluzioni della Commissione agricoltura? Cioè questo Consiglio, che ha riportato all'attenzione della Giunta in questi anni il gravissimo problema dell'agricoltura, ancora non vede risposte, non in Consiglio ma purtroppo neanche all'interno di tutta l'isola. Nei nostri centri si tocca con mano la crisi, la disperazione degli allevatori e, se è vero che il prezzo del latte è salito, come ho detto poc'anzi, da 0,60 a 0,80, è pur vero che il costo di un litro di latte è andato da 0,75 a 0,87, qui è il problema che ha accennato il collega Diana.
Allora noi dobbiamo intervenire sui costi di produzione, Assessore, l'ho detto da tanto tempo, sui fattori del prezzo e questo può essere fatto ricontrattando il rapporto con l'Unione Europea. Noi non siamo la Cenerentola d'Europa! Noi siamo un'isola, esistono delle norme che danno priorità assoluta a questa situazione e l'insularità, da punto di debolezza, deve e può diventare punto di forza. E' necessario ricontrattare il rapporto con l'Unione Europea, è necessario che capiscano, se è vero che noi non facciamo concorrenza agli altri, se dobbiamo annullare l'indebitamento. Noi non possiamo fare concorrenza agli altri se interveniamo, ma non possiamo intervenire sul prezzo, è chiaro. Non può la Giunta aumentare il prezzo del latte, non può perché non può farlo, ma è necessario creare i presupposti affinché si possa intervenire sui fattori che concorrono al prezzo, sul costo di produzione, dimostrare che il nostro costo di produzione, che è il 35 per cento in più delle altre Regioni, ci mette in condizione di inginocchiarci, ci mette in condizioni fallimentari, e allora è giusto che noi partiamo dalla stessa linea per arrivare allo stesso traguardo. Questo dobbiamo chiedere all'Unione Europea, però ancora a oggi non si vede niente di concreto che sia stato fatto.
Come un'altra carenza enorme, che io ho sempre sottolineato in quest'Aula, è non aver coinvolto l'Università di Agraria, la prestigiosa Università di Agraria che ha la Sardegna non è stata mai coinvolta nei programmi e nei progetti. Ma, ripeto, non basterebbero non dieci, ma venti minuti e ore per poter parlare ognuno di noi di queste problematiche.
Quindi questo è il grido che le si rivolge, Assessore. Oggi c'è una censura, io dovrò votarla perché faccio parte dell'opposizione, mi dispiace personalmente per lei perché posso anche capire che, dal punto di vista personale, lei possa fare quello che le è possibile fare, però, mi creda, sono mancati alcuni punti essenziali perché non si può parlare di macroeconomia in agricoltura in Sardegna, è indispensabile e necessario salvare la piccola azienda…
PRESIDENTE. Concluda.
RASSU (F.I.). Sto concludendo, Presidente. Salvare la piccola azienda, salvare la specificità, la nostra pastoralità, che è un bene, una risorsa enorme, come anche il presidente Licheri ha detto, per i nostri piccoli centri e non annientarla come sta succedendo invece ora per una politica che vede solo le grandi aziende, che vede solo la macroeconomia e non la piccola, l'economia dei piccoli numeri, Assessore, che è quell'economia che fa grande l'economia, perché, questi giorni lo dimostrano, quando cade un grande numero cade tutto il sistema, quando cade un piccolo numero non succede niente perché ce ne sarà un altro che immediatamente sopperirà a quel piccolo numero. Il nostro segreto è potenziare la piccola e microimpresa agricola, che è impresa familiare, mettere in atto iniziative concrete, ascoltare la voce della gente e lasciare stare i proclami dove debbono stare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, devo dire che ho salutato con piacere stamattina la presenza del Presidente e dell'intera Giunta, anche se, dopo i primi due interventi, già la metà della Giunta, compreso il Presidente, non c'era più. Avrei voluto effettivamente - e lo speravo - che, in una discussione così importante come quella che riguarda la censura dell'Assessore dell'agricoltura, che è sicuramente una censura che riguarda tutta la Giunta, il Presidente della Giunta aspettasse per sentire le cose che vengono dette dal Consiglio regionale e soprattutto le cose che vengono dette dai firmatari della mozione.
Allora, Assessore, io credo che noi dovremmo partire dall'attuale situazione del mondo agro-pastorale e delle campagne perché ritengo che la mozione si giustifichi soprattutto con la situazione che sta vivendo oggi il mondo delle campagne. Credo che non sfugga a nessuno il fatto che questo mondo oggi sta attraversando la crisi peggiore della sua storia e quindi se questo è successo evidentemente qualcosa non ha funzionato, sicuramente non soltanto a causa di questo Governo regionale, ma certamente questo Governo regionale ha accentuato la crisi, se è vero come è vero che, a quattro anni e oltre di governo da parte di questa Giunta regionale, la situazione non è migliorata, ma è peggiorata.
Allora, io provo così a dire perché la situazione è peggiorata e quali sono stati gli errori della Giunta regionale, che non è riuscita a porre rimedio a una situazione di emergenza quale quella che sta vivendo soprattutto il mondo-agropastorale. Ed è grave la situazione perché noi stiamo parlando di un settore che è portante per la nostra economia, perché dal mondo agro-pastorale si alimenta tutta l'economia della Sardegna e se fallisce il mondo agro-pastorale sicuramente fallisce tutta l'economia della Sardegna.
Allora, secondo me, questo Governo regionale non ha risolto il problema perché ha sbagliato l'approccio della soluzione dei problemi in agricoltura; questa Giunta regionale ha ritenuto che, facendo una riforma degli enti, si sarebbero risolti i problemi dell'agricoltura, ma non è così! Un rimescolamento delle carte, come avete fatto voi per quanto riguarda gli enti, non poteva risolvere i problemi dell'agricoltura, questo è il primo errore fondamentale che voi avete fatto. Questo rimescolamento degli enti abbiamo visto che non ha diminuito le spese per quanto riguarda gli enti agricoli e le agenzie sicuramente non costano meno degli enti agricoli e i servizi soprattutto non sono migliorati nel territorio e quindi questo è già un primo fallimento! Ha fatto bene il Presidente della Commissione agricoltura a dire le cose che ha detto per quanto riguarda le agenzie agricole e per quanto riguarda l'agricoltura in genere, anche se mi dispiace che alla fine, come è solita fare, Rifondazione Comunista voterà per salvare l'Assessore e la Giunta. Io vorrei che fosse conseguente alle cose che ha detto e che si esprimesse, diciamo, in modo coerente con le cose che ha detto e con le cose giuste che ha fatto nei confronti del Governo regionale per quanto riguarda la situazione agricola.
Noi dobbiamo partire da una condizione fondamentale e dire perché è fallito oggi il mondo agro-pastorale, perché è fallita un'economia. Abbiamo visto che i prezzi del latte sono rimasti quelli che sono con qualche piccolo aumento attuale, però i costi di produzione sono triplicati, quando non quadruplicati o quintuplicati in base ai costi che erano pochi anni fa. Allora io non posso accettare il discorso che fa il presidente Soru quasi come fosse una conquista che il prezzo del latte probabilmente quest'anno sarà a 80 centesimi al litro; è nulla, stiamo tornando ai prezzi di vent'anni fa ed è soprattutto nulla in base ai costi che oggi deve affrontare l'agricoltura per mandare avanti le aziende perché, è stato già detto, sono aumentati i costi dei mangimi, i costi dei concimi, i costi dell'energia elettrica, i costi dei trasporti, ormai non si può fare più un paragone con le spese del passato. Allora, la domanda che noi ci poniamo è: cosa ha fatto questa Giunta regionale per ridurre i costi di produzione, a fronte di un costo del latte che è quello che è?
Ecco, questa è la vera politica che è mancata da parte della Giunta regionale, perché la Giunta regionale avrebbe dovuto fare in modo che queste aziende agricole rimanessero e diventassero competitive in Sardegna e in Italia, cosa che non è successa. Le aziende agricole sono più in crisi di prima, il mondo delle campagne sta abbandonando la campagna, ci sono tutti i giorni abbandoni da parte del mondo agricolo perché non è più conveniente rimanerci. Anche oggi il prezzo del latte si sta aggirando intorno agli 80 centesimi, è ancora un prezzo assolutamente inadeguato, però non abbiamo preso in considerazione il fatto che quest'anno la produzione è ridotta moltissimo e quindi si sta pagando una mancata produzione, e che probabilmente c'è una maggiore richiesta e non c'è produzione, soprattutto perché la gente ha abbandonato le campagne. Molte aziende agricole hanno abbandonato e quindi non c'è la possibilità oggi di garantire grande produzione.
Allora, io mi chiedo dove sia questo progetto per l'agricoltura che stamattina ha sottolineato il presidente Soru. Non esiste un progetto per l'agricoltura perché l'agricoltura è stata abbandonata al proprio destino in questi anni, qualcuno mi chiederà qual è il nesso che c'è oggi fra produzione e consumi in Sardegna! Ma lei ha chiesto, Assessore, quanto consumano oggi le aziende turistiche, quanto consumano oggi gli alberghi in Sardegna dei prodotti sardi? Nulla, non consumano assolutamente nulla! Oggi praticamente le persone che arrivano in Sardegna per i loro consumi si servono soprattutto delle aziende dell'Emilia-Romagna, della Pianura padana, non certamente delle produzioni locali. Allora, noi vediamo che quei pochi prodotti che vengono garantiti dalla Sardegna non hanno la possibilità di essere smerciati, quindi non c'è un collegamento fra produzione e consumo. Qui è mancata la politica, perché io posso capire che certi interventi possono essere fatti o meno, naturalmente ci vuole la volontà per farli, però sicuramente è compito della politica riuscire ad armonizzare le produzioni e i consumi, cosa che non c'è stata nella maniera più assoluta.
Così come non posso accettare quando dice il Presidente - un'altra grande "balla" - che sono diminuiti i costi dell'acqua! Ma dove sono diminuiti i costi dell'acqua? Non è assolutamente vero perché, se parliamo dell'acqua potabile, i costi dell'acqua sono triplicati in questi anni, non è vero che sono diminuiti i costi dell'acqua, come non sono diminuiti i costi dell'acqua in agricoltura. Anche gli interventi che erano stati previsti per risparmiare, per ridurre i consumi dell'acqua in agricoltura, che erano quelli di far pagare le bollette in base al consumo e non all'etteraggio, non sono stati fatti. Assessore, lei sa che interventi sono stati fatti in questi anni! Assolutamente nulla! Anche per i consumi dell'acqua in agricoltura, che sono sicuramente in certi casi eccessivi, non abbiamo programmato l'utilizzo della risorsa idrica, non abbiamo messo nelle condizioni gli operatori agricoli di poter consumare sicuramente in modo adeguato.
Assessore, io le attribuiscono un'altra grande responsabilità: nel momento in cui questo Governo della Regione ha approvato la legge numero 8 e soprattutto i Piani paesaggistici regionali, noi abbiamo visto che il mondo agricolo è stato quello più penalizzato perché si è visto privare degli interventi fondamentali per le campagne, certo, perché quando noi diciamo che non possono essere asfaltate le strade di penetrazione agraria, quando non si possono fare le recinzioni, quando non si possono fare unità abitative, quando si riduce tutto all'interno del mondo della campagna, noi non stiamo facendo un regalo o non stiamo facendo gli interessi delle campagne, noi stiamo penalizzando la campagna, bene, se in quella fase l'Assessore dell'urbanistica non ha avuto la sensibilità giusta per venire incontro al mondo agricolo, avrebbe dovuto lei, che è l'Assessore competente...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). Ho finito, Presidente. Avrebbe dovuto lei, che è l'Assessore competente, impedire che la situazione si riducesse in questo stato. Ecco, io credo che lei, Assessore, per quel poco che mancherà alla fine della legislatura...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). Ho finito, ho finito, dico soltanto questo concetto e ho finito. Lei potrebbe fare anche qualcosa di positivo, non certamente potrà risolvere i problemi dell'agricoltura, perché se non è stato fatto in questi quattro anni, non si fa neanche adesso, però almeno riveda le norme previste all'interno dei bandi, per la spendita dei bandi POR, per la spendita delle risorse dei fondi comunitari, almeno avvii una politica di semplificazione per riuscire a spendere le risorse importanti che ci ha messo a disposizione l'Unione Europea, se almeno riuscirà a fare questo, io credo che qualcosa riuscirà ad aver salvato del suo fallimentare Assessorato dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Però, se ognuno introduce un concetto quando gli è finito il tempo, ci vogliono almeno altri tre minuti per svilupparlo!
E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, credo che convenga per il dibattito seguire la procedura che ha proposto il collega Diana con una sottolineatura, per la prima volta discutiamo della possibile censura di un Assessore, io penso che, siccome si tratta della prima volta e quindi stabiliamo un percorso per il futuro, ci si debba attenere alla discussione sulla censura possibile per un Assessore, perché se invece in modo surrettizio si passa da questa procedura a un'altra procedura, quella di discutere della Giunta e del centrosinistra, si comprende che si cambia l'ordine del giorno e che noi non possiamo seguirvi. Siete reduci da un errore fatto poche settimane fa e pochi giorni fa, avete promosso un referendum e nel corso della campagna referendaria avete cambiato, o tentato di cambiare, l'ordine del giorno dicendo che era un referendum pro Soru, un'anticipazione, un antipasto, uno sfratto, poi i cittadini invece hanno scelto come hanno ritenuto di dover scegliere. Allora, io penso che sia importante stare alle procedure che sono democrazia, regole, nel caso della destra anche disciplina e coraggio.
Perché dobbiamo fare questa operazione? Perché stiamo discutendo di un segmento, di un segmento importante dell'economia della nostra Regione e quindi dobbiamo tutti richiamarci a uno sforzo per inquadrare le possibili soluzioni all'argomento che è in discussione perché tutti vogliamo il bene della collettività, non ne sento mai uno dire: "No, io voglio il male"; tutti vogliamo il bene della collettività. Allora, siccome è così, io credo che sia il caso di fare molto serenamente una riflessione, sui modelli produttivi, sulla funzione delle imprese e sulla capacità di produrre reddito. Poiché non ci sono più i grandi riferimenti per chi ha creduto e crede nel socialismo, mi pare che ci sia una discussione in atto molto impegnativa. Per chi ha creduto, anche recentemente, nel sistema produttivo americano, penso che ci sia da fare qualche riflessione sui valori, sulla capacità di produrre, sulla funzione degli Stati e sulla funzione dei Governi.
Possiamo fare una riflessione parlando di un segmento e tenendo presente che buona parte della capacità produttiva della nostra Regione nel comparto vitivinicolo viene collocata nel mercato mondiale dei consumi e se la crisi americana si estende, si estende e ci travolge? Altro che discutere di economia di cortile, della campagnetta che confina con noi o dell'economia del proprio paese! Non possiamo escluderci da un confronto di quelle dimensioni e allora io penso che debba essere fatto discutendo di un segmento importante, ma non dicendo che è tutto negativo. Ma quante "balle" vogliamo raccontare da qui alle elezioni? Quante ne vogliamo raccontare? Ma facciamo uno sforzo perché ognuno di noi ne racconti il meno possibile! Sono aumentate le presenze in Sardegna per quanto riguarda il turismo, aumentate, e di molto! Allora io credo che bisogna riflettere in modo tale che evitiamo di commettere degli errori dei quali poi dobbiamo rispondere, e aggiungo: guardate che il comparto produttivo più finanziato negli ultimi trent'anni in Sardegna non è la chimica, è l'agricoltura e la pastorizia. Va bene? E se siamo dentro questa situazione fallimentare, bisogna riflettere per dare un'indicazione ai produttori, alle aziende, che guardi al domani, il finanziamento facile alla "Muledda" o alla "Contu" non c'è più. Va bene?
Allora noi dobbiamo fare un'altra riflessione, l'Assessore mi permetta, tanto ha vicino un medico molto bravo e quindi se gli tocca il polso è per dargli serenità, non succede nulla, Foddis, stiamo discutendo di politica, non c'entra nulla il giudizio sulle persone perché magari poi il giudizio sulle persone è positivo, stiamo parlando di una situazione della quale lei oggi è rappresentante. Io sono convinto che lei non sia soddisfatto di come stanno andando le cose, che lei quando ha assunto l'incarico pensava di poter fare di più, che una cosa è operare dentro un'azienda, altra cosa è farsi carico di tutte le aziende, poi che aziende nel comparto pastorale, e in più, collega Diana, l'agricoltura è un termine molto largo, se dobbiamo parlare della pastorizia bisognerà dare una risposta lì, se dobbiamo parlare del vitivinicolo bisogna dare una risposta lì, se dobbiamo parlare dell'ortofrutta bisogna dare una risposta lì. Quindi, io dico che questo la maggioranza dovrebbe fare e, nella maggioranza, il partito di maggioranza, ci sono pochi mesi, cosa facciamo in agricoltura da qui alla conclusione del mandato per snellire le procedure laddove è possibile, per spendere soldi dov'è possibile?
E anche, Assessore, per dire ai suoi collaboratori (a quelli che il collega e compagno Licheri diceva che non hanno vinto il concorso, che sono figli della logica naturale dell'indicazione di parte, a volte uno diventa bravo perché appartiene a un partito e se non era bravo, bravo non è; non è che la tessera di partito lo fa diventare bravo, non è più così!), siccome lei ha dei collaboratori, che ci sono segnalazioni di responsabili della politica regionale, Presidenti di Commissioni, e Commissioni come quella agricola, che danno un'indicazione e se quello se ne frega altamente, caro Assessore, di quello ne risponde lei, se lei non lo prende per l'orecchio, se ha l'orecchio, perché per avere orecchio bisogna avere la testa e non sempre hanno la testa, e lo sposta da un'altra parte. Chiaro che "lì" non è terreno di nessuno, che quella è una struttura che serve alla collettività sarda e non per inquadrare gli amici e gli amici degli amici, solo perché hanno fatto un corso di laurea assieme, ma di che cosa stiamo parlando, dell'interesse generale o di un'aspettativa di uno? Poi ne risponde lei e assieme a lei guardi che ne rispondiamo noi e io vorrei rispondere sempre bene di quello che facciamo avendo chiare le difficoltà!
Allora, c'è una grande attesa per il PSR. Assessore, c'è una grande attesa! Lei devi dirci qua oggi quando prenderà la parola, pacatamente, non succede nulla, cosa pensa di fare nelle prossime ore, perché c'è una grande attesa dal sistema. Perché se no si può anche dire qui che, per colpa di Soru, non si può fare la recinzione, ma perché raccontiamo "balle" come questa che non si può fare una recinzione? Non si può fare la recinzione a Villa Certosa perché Berlusconi si oppone a che quello si chiude la proprietà, ma nella mia campagna la recinzione io la faccio, purtroppo costa un sacco di soldi, ma non è mica Soru che m'impedisce. Ma chi le dice tutte queste cosa qua? Che impedisce di fare la recinzione? Diciamo che è così, va bene anche così, voglio dire, tanto è festa, siamo ben pagati.
Allora io credo che ci voglia un attimo, Foddis, un attimo di attenzione in più anche per le segnalazioni che le danno i colleghi, anche di quei colleghi dell'opposizione perché non tutti sono persone che fanno solo propaganda, ci sono persone che fanno impresa e che quando trattano un argomento lo fanno dal punto di vista dell'impresa, quindi ascoltare anche quelli è importante, perché il mondo agricolo è figlio di tante gestioni, anche delle loro gestioni.
Siccome, io sto per concludere, tutto vorrei fare, ma non prendere l'esempio da Felicetto Contu (anche perché quel giudizio sull'agricoltura di Felicetto Contu è stato dato quattro anni e mezzo fa e siete stati bocciati. Che volete? Prendetene atto, adesso c'è un'altra valutazione), chiaramente voterò contro la proposta che avete fatto per quanto riguarda lei riferita alla censura, però lei è una persona intelligente e non penserà che sono totalmente d'accordo con le cose che state facendo, chiaro? Siccome non è d'accordo neanche lei con molte cose che stanno succedendo, facciamo in modo che questa occasione, promossa dal collega Diana, sia utile al Consiglio e alla collettività sarda perché di questo c'è bisogno.
PRESIDENTE. Concluda, prego.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Ho concluso, grazie!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, dopo l'onorevole Cugini viene agevole non colpevolizzare i vari Assessori dell'agricoltura perché, in modo bipartisan, ha detto che Muledda andava male e Contu andava altrettanto male. Probabilmente perché si ricorda che questa benedetta Istituzione regionale è stata governata per gran parte e per lungo tempo dal centrosinistra. Ma l'onorevole Cugini bene ha fatto anche a inserire le argomentazioni che ha posto all'interno di un sistema globalizzato. Vero è che il cosiddetto sistema americano non è che valga più di quello che è stato il sistema sovietico. Se uno è stato bocciato ed è fallimentare per quello che ha dato nel tempo, ed è stato ormai certificato, probabilmente qualche assestamento, in un capitalismo spinto, andrebbe adeguatamente posto nelle condizioni dovute.
Il problema della geopolitica, il problema dell'economia globale ci porterebbe lontano e non ci farebbe affrontare i temi più urgenti dell'agricoltura sarda; un settore importante nell'economia, un settore su cui gravano problemi legati alla tradizione e al sistema Sardegna stesso, oltre a quelli come la geografia, l'orografia, il sistema viario, il sistema delle aziende in Sardegna. Credo che su questo dovremmo appuntarci con serenità alcune tematiche.
Ma, restando nel tema politico, la presenza del presidente Soru, con tutta la Giunta, non era la difesa certamente dovuta a un Assessore. A mio giudizio, invece, vi era la volontà di far capire al centrosinistra, ed è un problema tutto interno al centrosinistra, che la Giunta è questa e non si tocca, e che questa è la politica da portare a compimento e che non si può toccare in nessuna misura e maniera. Era un avvertimento chiaro ai banchi della maggioranza, piuttosto che una difesa d'ufficio e scontata, quantunque doverosa, nei confronti dell'Assessore.
Ciò che è importante è che quel che ha detto il presidente Soru (venuto tra l'altro con animo e con misura dimessa, animo e misura dimessa per quelle che sono le politiche riscontrate sino a oggi da questa Giunta, e in particolare dall'Assessorato dell'agricoltura) ha tentato in qualche maniera e misura di confondere le idee, qualche collega prima lo ha evidenziato, come sul prezzo del latte che potrebbe, ripeto "che potrebbe", salire, comunque sia non ripaga i costi che le aziende agricole devono sopportare, con gli aumenti sconsiderati che si sono avuti tra mangimi, concimi e sementi.
Ora, io credo che la politica agricola in Sardegna non viva di cose virtuali, del fatto che gli agricoltori sardi chiedevano semplificazioni, del fatto che gli agricoltori sardi volevano che un sistema istituzionale, così come era organizzato prima, andasse dissolto. Probabilmente lo volevano, ma volevano che fosse fatto in maniera adeguata e appropriata, cosa che non è avvenuta. Si sono create agenzie per poter dirigere in maniera centralistica e in maniera inopportuna, sostengo io, la politica regionale sarda, legata al mondo dell'agricoltura. Basterebbe pensare, Assessore, a quello che è stato finanziato con la linea del POR 4.12 A e B, in una di quelle graduatorie si sono finanziate solo sei domande, in un'altra una quindicina, e tra l'altro non si riesce neanche a far finanziare successive altre domande perché non c'è l'opportunità di utilizzare i denari di chi ha rinunciato. La colpevolezza di non utilizzo di quelle risorse finanziarie, a chi è addebitabile?
In un'altra occasione, in cui ebbi modo di dibattere dei problemi dell'agricoltura, io dissi che quando un direttore generale, o giù di lì, non funziona, si cambia. Le lamentele che oggi ho sentito dal Presidente della Commissione agricoltura, che non è certamente dell'opposizione, le ponevano in campo problemi di raccordo fra la Giunta e il Consiglio regionale, fra le ipotesi di politica che la Giunta regionale vuole porre in agricoltura e gli indirizzi e, eventualmente, il dibattito interno in rappresentanza del Popolo sardo che questo Consiglio vorrebbe portare a compimento e ne è impedito. Allora io mi chiedo qual è la politica che sino a oggi ha sostenuto l'agricoltura sarda. Quella di aver diviso in tre agenzie? Quella di aver detto che si sono sistemati i consorzi di bonifica? Quello di aver detto che l'acqua costa ormai poco, cercando di unificare il sistema? Cercando di salvare e introdurre il problema dei referendum?
Nessuno, colpevolmente, ancorché il centrosinistra abbia fatto un discorso sui referendum, ha detto quanta pubblicità istituzionale, anziché utilizzarla in malo modo, come spesso è stata utilizzata, è stata fatta per i referendum e perché i cittadini fossero posti in grado di conoscere. Mentre, invece, si nasconde ancora una volta la pubblicità istituzionale, portando a compimento i bandi pubblici nel periodo di agosto, quando la gente è distratta, è fuori, non può conoscere quello che avviene nelle segrete stanze della Regione. E' questa la democrazia, la libertà, l'opportunità che si offre al Popolo sardo? E' questo l'utilizzo dei danari nel miglior modo, perché il cittadino sia posto nelle condizioni di conoscere? E quando si parla (mi dispiace che sia andato via il Presidente, perché puntava il dito da questa parte) di legge numero 44, bene ha fatto Cugini poco fa, ci sono delle responsabilità ben precise con nomi e cognomi, e sono del centrosinistra, nelle notifiche non fatte a Bruxelles. E quindi che si guardi bene il Presidente a indicare diversamente.
Ora, io francamente la informatizzazione e la telematizzazione in agricoltura, così tanto vantata a esempio e invidiata da altre Regioni, non l'ho ancora vista. Tanto non l'ho ancora vista che le tre agenzie non si parlano l'una con l'altra, e boicottano e distruggono anche quel poco che un agricoltore, con pochi mezzi, può portare a compimento con la propria domanda all'interno di quel bando che risulta e non risulta. Esulo dal parlare di fatti personali, ma l'Assessore ben sa quanto si sia sbagliato anche nei confronti di tre domande che avevano tutti i requisiti e che potevano essere impugnate con un avvocato, anche perché non rispondenti a quelli che sono bandi europei. Questo non per dire che io, che provengo dal mondo della cooperazione, dico che tutela la cooperazione. Il problema è mettere alla pari cooperazione e sistema imprenditoriale tout court. Il problema è non dire che una filiera inizia e finisce solo con la cooperazione. Il problema è dire che chi versa il latte a un industriale di Thiesi, qualunque nome abbia, o di Macomer, è messo nelle stesse e uguali condizioni di quello che versa il latte alla Cooperativa di Siamanna, piuttosto che alla "3A" di Arborea. Perché altrimenti non c'è una giusta posizione dell'istituzione autonomistica nel garantire quella democraticità e libertà per tutti, per chi vuole intraprendere.
Allora, siccome sta terminando il tempo e ci vorrebbero ben più tempi per poter ragionare intorno al sistema agricolo, io dico che, probabilmente, non è un discorso né di censura, né di dimissionamento di un Assessore, non è questo, io credo che bisognerebbe guardare con attenzione quel sardo, quel povero "Cristo" che lavora dalla mattina alla sera, che è sottoposto alle intemperie del tempo che non si sa come vada, che va, semina e resta in attesa e non sa cosa deve avvenire. Se non si ha in testa che l'uomo è il centro della politica, in particolare in questo caso della politica agricola, credo che non si abbia contezza di quello che vuol dire fare istituzione ed essere nel prosieguo in sviluppo per la nostra Isola.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, dall'andamento del dibattito di questa mattina si possono evincere alcune tendenze. I colleghi del centrodestra mi sembra colgano solo in parte l'opportunità di questo dibattito e, a partire dal primo relatore, l'onorevole Diana, si sono gettati in una critica a tutto campo dell'operato dell'Assessore, ma anche della Giunta, addebitandogli le cose più disparate. L'onorevole Diana non si è limitato ad addebitargli e chiedere che cosa potesse fare sul costo dei mangimi o delle sementi, si è spinto a parlare del costo del carburante, quindi dell'andamento dei mercati petroliferi mondiali, poco ci è mancato che imputasse all'assessore Foddis anche la crisi dei mercati finanziari e le conseguenze a catena che questa crisi mondiale, scatenata da alcune banche americane, possono avere sull'economia sarda.
Ha continuato con questo spirito anche l'onorevole Ladu, che addirittura è arrivato ad appropriarsi di quella che è stata una nostra analisi critica sul modello turistico sardo, un modello turistico che a partire dalla cementificazione delle coste, dai villaggi fantasma, alle seconde case, non offre alcuno sbocco per le nostre produzioni, perché obbedisce alla logica di acquisto delle multinazionali. Oggi i villaggi turistici vengono gestiti da tour operator mondiali che hanno sedi a Milano o altrove nel mondo, che hanno, appunto, logiche di acquisto delle grandi multinazionali. E le grandi multinazionali si servono di canali ai quali, evidentemente, i nostri produttori non possono accedere perché sono logiche diverse, sono logiche di standard e di volumi notevolissimi, sono logiche banalmente di prezzo. Ma questo modello turistico non credo che l'abbia voluto la Giunta Soru, non credo che il modello turistico - che consegna la gestione del turismo, l'estrazione del turismo dalla nostra terra ad altri che obbedisce a logiche di altri e interessi di altri - l'abbia voluto il Governo Soru.
Credo che sia vero il contrario, che per prima, questa maggioranza di centrosinistra ha denunciato un modello turistico che voi avete perpetuato, voluto e con insistenza continuate a sostenere. Un modello dove, estrazione del turismo e produzioni locali, sono due corpi alieni, dove un produttore a pochi chilometri dalla struttura turistica non ha alcuna possibilità di accesso, perché quella struttura e quel modello risponde a logiche altre su cui poco può fare il nostro povero Assessore dell'agricoltura, perché è un modello che si è ritrovato. Non è lui che dice a Valtur, a Franco Rosso, come comprare le merci, non è lui che fa il costo del posto letto, che deve rispondere a quelle logiche delle multinazionali e non è neanche lui che vuole che la sede legale di quelle realtà non sia neanche in Sardegna, ma sia a Milano, per cui c'è anche la beffa che l'unica fonte di ritorno positivo per la nostra economia potrebbe essere almeno la compartecipazione agli utili di quelle strutture ma anche essa finisce nelle casse della Regione Lombardia, o in quelle di altre Regioni in cui quelle società hanno sede legale.
Quindi, siamo passati in questo dibattito da questo tentativo, dei colleghi di centrodestra, di addebitare tutto, e il contrario di tutto, all'Assessore e alla Giunta regionale, a uno sforzo, che invece è apprezzabile, e che viene però soltanto dai banchi del centrosinistra, di cogliere almeno l'opportunità di parlare di alcune cose che non vanno bene, ma specifiche, non generali. Io credo che sia anche importante distinguere, in questa discussione, tra la critica alla validità delle strategie in agricoltura che ha messo in campo questa Giunta - e di cui dobbiamo riconoscere all'assessore Foddis di essersi fatto artefice e protagonista, che mettono perlomeno ordine in un settore dove ordine non si voleva mettere, forse per tenere avvinghiati a clientele, a finanziamenti, i singoli operatori, per non volerli emancipare, per non dar loro la possibilità di organizzare e gestire il proprio futuro - e le difficoltà che ci possono essere e che siamo pronti ad ammettere e a discutere su come queste strategie vengono applicate.
Quindi, ancora una volta, è necessario fare questa distinzione tra un centrodestra - che non entra nel merito e continua in maniera stolta nella strategia della spallata e della critica a tutto campo, che già li ha visti perdenti e sconfitti nel referendum di due giorni fa - e un centrosinistra che invece responsabilmente, come ha fatto anche con parole dure, ma credo anche parole importanti, il Presidente della Commissione Licheri, pone problemi concreti. Infatti io non ho sentito, con l'eccezione dell'onorevole Dedoni che era travolto dalla sua retorica appassionata, fare critiche al modello che stiamo cercando di mettere in campo, io non ho sentito alcuno dire che bisogna ritornare indietro ai sette o otto consorzi di bonifica che diventano grossisti, venditori di acqua e su quell'acqua coprono i buchi delle gestioni in perdita e attraverso quelle gestioni in perdita finanziano e alimentano, non sappiamo bene cosa, l'abbiamo anche richiamato, ma sicuramente non alimentano il benessere e le possibilità di produrre dei nostri agricoltori. Non ho sentito nessuno lamentarsi del fatto che il prezzo dell'acqua sia passato da cinque centesimi al metro cubo a 0,7 centesimi al metro cubo, circa 1/8.
Non ho sentito nessuno lamentarsi che, da nove enti agricoli, con la pletora di organismi che ne consegue, siamo passati a tre agenzie. Magari ho sentito qualcuno dire: "Però queste agenzie vanno fatte funzionare", ma non ho sentito rimpianti per quel modello, da nessuno, neanche dai colleghi del centrodestra. Non ho sentito nessuno dire che, per accedere a quei mercati, la strategia individuata dall'Assessore e dalla Regione, cioè quella di aggregare i vari produttori, e quindi di renderli più competitivi vis à vis con quei canali che rispondono a logiche globali, di distribuzioni più ampie, fosse sbagliata. Perché sappiamo e condividiamo il fatto che il nostro sistema produttivo agricolo è eccessivamente disaggregato e, se è eccessivamente disaggregato, è difficile essere competitivi verso un mondo di pochi acquirenti. Come ricorda Michael Porter. Chi si è occupato di strategia sa bene che in un mercato dove ci sono pochi acquirenti e molti venditori è facile che pochi acquirenti l'abbiano vinta, perché se chi vende è disaggregato e non si organizza è chiaro che gli acquirenti fanno la voce grossa. In un mercato dove non c'è una filiera da produttore a trasformatore industriale è chiaro che l'industriale può farla da padrone. Io non ho sentito nessuno dire che il fatto che la Regione abbia messo in campo 23 organizzazioni dei produttori, OP, sia un fatto negativo. Non ho sentito nessuno fare questa affermazione. Ho sentito magari dire che le OP devono funzionare, devono dare una risposta a quel problema dell'accesso al mercato globale.
L'altra risposta è contenuta nel Piano di sviluppo rurale che parla di multifunzionalità cioè parla di un altro modo per far sì che i prodotti arrivino ai consumatori: cioè che produzione e consumi siano localizzati, cioè che ci sia una occasione per il consumatore di provare, di gustare quei prodotti nel luogo dove vengono appunto prodotti, evitando di accedere a quei canali mondiali e globali dove le nostre produzioni sono perdenti, dove non se ne può cogliere la qualità, dove ci vogliono grandi investimenti, anche per farsi riconoscere sui marchi, sull'innovazione tecnologica, sul packaging.
Anche questa risposta è nelle politiche agricole di questa Regione, ma anche nelle politiche turistiche perché io oggi offro un accesso al mercato alle nostre produzioni agricole anche attraverso il turismo diffuso, che voi non volevate, perché avevate un altro modello di turismo, fatto di speculatori immobiliari. Oggi il turismo diffuso, il turismo delle zone rurali, la multifunzionalità, i servizi, le fattorie didattiche, la possibilità di acquistare i prodotti sfusi, la possibilità di organizzare mercati con prodotti locali in modo che i nostri produttori abbiano accesso diretto ai mercati delle grandi città, sono parte delle politiche agricole della nostra Regione. Voi non le volete considerare, ma non ho sentito una voce dire che non vanno bene queste strategie, non una voce. Avete fatto ancora una volta una critica a tutto campo perché non sapete, non riuscite a entrare nel merito, siete accecati dalla necessità della spallata, non vi siete ancora ripresi dalla sbornia del referendum di domenica 5 ottobre.
Allora io credo che partendo, invece, dall'analisi critica che è stata fatta dal Presidente della Commissione, bisogna riportare la discussione nel merito delle cose. Assessore Foddis, il Presidente della Commissione le ha rivolto un appello che è un appello di dialogo maggiore, le ha chiesto risposte su cose concrete, non si è lanciato in critiche a tutto campo e dobbiamo apprezzarlo. Le ha chiesto di dare una risposta ai precari del consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, perché ancora non sono stati stabilizzati; le ha chiesto di dare una risposta sui tecnici dell'ARA, abbiamo approvato una legge in questo Consiglio regionale e ci chiediamo come e quando potranno essere internalizzati in LAORE; le ha chiesto di capire meglio come intendiamo rafforzare il reparto ovicaprino.
Allora, se siamo d'accordo, dobbiamo apprezzare ancora una volta che il centrosinistra ha scelto di entrare nel merito e di rivolgere anche all'Assessore un appello di un maggior dialogo…
PRESIDENTE. Prego, onorevole.
PORCU (P.D.). …io credo che ci siano tutti gli elementi, da parte della maggioranza, per respingere fermamente, se l'Assessore nella sua risposta saprà rassicurare, le critiche costruttive che sono state fatte, e continuare a sviluppare questa politica agricola che ci vede assolutamente concordi nelle strategie e nelle linee guida generali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Presidente, questa mozione numero 192 ha diversi meriti, prima di tutto il fatto di aver dato lo spunto perché si parli del settore maggiormente in crisi della Sardegna e poi, soprattutto, perché bisogna essere chiari, in essa è data la sfiducia all'Assessore dell'agricoltura, e non alla persona. D'altronde io ricordo che, nell'intervento che feci per il suo insediamento, avendo saputo il calibro della personalità che veniva a ricoprire questo incarico, dissi che era un grande manager per quanto riguardava i problemi della commercializzazione, ma che l'agricoltura era cosa ben diversa. Se siamo arrivati a questo punto, anche con i richiami molto precisi da parte della stessa maggioranza e con il mal riuscito ultimo intervento del collega Porcu, che richiama l'Assessore sul fatto che, provenendo la richiesta da parte della maggioranza, la risposta deve essere data, perché, se l'avesse chiesto in un modo amorfo il Consiglio, non era il caso di dare risposte.
Ho potuto constatare la presenza, questa mattina, dico la presenza, dell'intera Giunta, i cui componenti mai, neanche per il bilancio, erano così presenti in massa, Dedoni mi ha tolto come si dice la palla da sotto i piedi, dicendo che è anche un problema di pressione nei confronti di chi dovrà esprimersi sull'operato dell'Assessore. E non è la sfiducia nell'Assessore, perché la Giunta così fatta, nominata da un Presidente, logicamente risponde solo ed esclusivamente alle spinte del Presidente, ai voleri del Presidente, quindi la sfiducia potrebbe essere, e non stiamo andando fuori tema, caro collega Cugini, data al Presidente. Io sono convinto che l'assessore Foddis, e nessun altro Assessore, non possa fare un qualcosa che non sia legittimato, vidimato dal Presidente stesso. Questa è una stortura del sistema elettorale. Io ero un presidenzialista, ma non di questo tipo di presidente, vi devo dire molto onestamente. Quindi, della pressione, caro onorevole Cugini, lei ne è vittima perché ha parlato lo stesso linguaggio che hanno usato tutti i colleghi dell'opposizione e poi alla fine ha chiuso dicendo: "Io voto contro la mozione". Mettiamoci d'accordo; oddio, non dico di essere tutti cavalieri della coerenza ma almeno sfiorarla, invece lei sinceramente ha fatto un salto con l'asta, ha detto alcune cose ed è passato dall'altra parte della barricata.
La paura, dicevo, è anche di ripetersi quando si tratta un argomento così sentito, perché come diceva il collega Cugini anche nel centrodestra vi sono delle persone che fanno impresa e che conoscono il problema, e che tra l'altro pagano anche in proprio ciò che non funziona in questo settore. Non stiamo parlando dell'industria, perché industriali qui non ce ne sono, quindi si affronta l'argomento dell'industria, tanto per dire, in un certo modo con un certo distacco se pur obiettivamente, o si parla di trasporti. Nell'agricoltura ci inzuppiamo il pane tutti, o per la maggior parte, perché anche qui dentro, ripeto, vi sono degli imprenditori.
Conosco qualche persona che, per le inadempienze della Giunta, dico io, addirittura ha dovuto svendere tutto il patrimonio veterinario, perché? Perché effettivamente non vi erano risposte. Cito un esempio: la mancanza di movimentazione (che il collega Diana ha ricordato fra gli innumerevoli punti di inadempienze da parte dall'Assessore dell'agricoltura) addirittura ha fatto sì che gli allevatori abbiano dovuto mantenere, all'interno delle loro aziende, centinaia di vitelli. Questi vitelli mangiano! Potrei citare il nome, cognome e indirizzo della persona o dell'allevatore a cui mi riferisco, questi vitelli si sono mangiati, nel lasso di quattro, cinque mesi o sei mesi, quaranta milioni di insilato, perché? Perché mancava il vaccino. La Giunta regionale, nella fattispecie l'Assessore della sanità, non si è confrontata con gli altri Assessori di riferimento delle altre Regioni, per cui se per caso capitava che un commerciante poteva acquistare in Toscana e la movimentazione avveniva verso il Lazio, cambiava un vaccino; per cui vi il vaccino doveva essere rifatto, rimandato, e dopo un mese insomma si è arrivati al punto che l'allevatore stremato ha dovuto svendere l'intero patrimonio zootecnico. Questo è un impoverimento, bisogna dirlo, questa è la grande assistenza che l'agricoltura sarda, che la Regione sarda, dà agli allevatori. E' tra le cose che bisognerebbe dire al presidente Soru.
Quindi, dicevo che la nomina dell'assessore Foddis, a capo dell'agricoltura, effettivamente aveva suscitato un certo interesse, non solo in me ma anche in molti, conoscendo le sue capacità soprattutto come imprenditore. Pensavo che, con l'osservatorio con cui era abituato a esaminare, potesse captare la differenza che vi era, qui è stato citato anche se di sfuggita, fra l'allevatore sardo e quello olandese, tanto per dire: l'allevatore sardo è costretto a pagare l'acqua a un certo costo, fra 6 o 7 mila euro, e invece l'allevatore olandese non paga. Però quello può esportare in Italia e noi importiamo dall'Olanda le materie prime che ci mettono in crisi e loro, praticamente, lo possono porre a un certo costo. La Sardegna non ha fatto nulla per ovviare a questo inconveniente.
Il collega La Spisa, nel suo intervento, ha detto che forse questa Giunta si limitava a mantenere lo status quo; ma neanche quello, perché la Giunta non ha mantenuto i presupposti di un'agricoltura a cui l'Assessorato dell'agricoltura fosse attento. Vediamo che nulla ha fatto per cercare di tutelare tutta la produzione sarda e i prodotti sardi nei vari supermercati; ci sono alcuni supermercati che offrono il latte, a proposito del latte, acquistato tutto fuori Sardegna, neanche un litro acquistato in Sardegna! Già noi siamo pochi, siamo 1 milione e 600 mila abitanti, per cui non penso che potremo consumare la stessa quantità di latte. E il presidente Soru, nel suo breve intervento ma illuminante, per chi volesse leggere fra le righe, ha detto che difende tutto quello che la Giunta ha fatto in Sardegna. Egli ha citato alcune questioni come i consorzi di bonifica, le agenzie eccetera, però, ha detto anche che qualcuno gli ha ricordato che il latte è a 14 centesimi e se invece lui ha detto che il latte ha raddoppiato, anche il pecorino romano, bisogna ricordare, ha raddoppiato. Ecco per quale motivo dico che non è stato fatto nulla per tutelare la produttività in Sardegna.
Dice che l'agricoltura sarda - lo ha detto anche qualche collega - ha un progetto; in verità, io dico che gli allevatori e gli agricoltori non se ne sono accorti, perché è sempre lo stesso problema, quando fanno il raccolto dicono: "Speriamo che l'anno prossimo sia migliore"; non è che dicano: "Non siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che la Regione si è posta nel proprio progetto"; no, assolutamente, basta leggere sul problema che ho detto prima, cioè che i supermercati non consumano prodotti sardi, in linea di massima.
Mi è piaciuto molto, mi complimento con lui e mi auguro che ne tragga le debite conseguenze, ma, stando al suo collega di partito, mi dà l'impressione che il Presidente della Commissione agricoltura abbia detto delle cose sacrosante, e io sono testimone, perché sono Vicepresidente, che lui le ha ripetute più volte, a più riprese, allora non capisco come faccia il suo collega di partito nel giustificarle e poi dire: "Caro Assessore, non ti preoccupare che io voto contro questa mozione di sfiducia". Almeno per palesare…
(Interruzione del consigliere Cugini)
MORO (A.N.). Mi dispiace, è un brutto vezzo della sinistra, allora, quello di non essere coerenti! E' un brutto vezzo della sinistra, caro collega Cugini, quello di non essere conseguenti alle parole che si dicono! Le parole hanno un significato: in questo caso l'oggetto è la mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore dell'agricoltura. Se dico che non ha fatto quello che avrebbe dovuto fare, la mozione va votata in termini positivi, questo è il discorso se vogliamo essere coerenti! E quando vi dico che il Presidente ha citato la grande riforma fatta dalla Giunta per il problema delle tre agenzie e poi anche, testualmente, "l'inadeguatezza di questa riforma delle agenzie…", "inadeguatezza" perché le abbiamo viste, ormai sono collaudate, hanno già percorso un certo periodo di tempo e quindi tutta quella precarietà che si poteva pensare avessero, io sono convinto che siamo arrivati già al capolinea. Tra l'altro ha detto che una gestione, vorrei ripetere la parole perché me le sono appuntate, mi sono piaciute e sono coerenti con quanto è avvenuto in Commissione…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Moro, il suo tempo è già terminato.
MORO (A.N.). Come è già finito?
PRESIDENTE. E sì! C'è una freccia che lampeggia, le ho dato la parola…
MORO (A.N.). Non è apparsa, Presidente.
PRESIDENTE. E' apparsa, è sparita ed è oltre il tempo consentito.
MORO (A.N.). Questa è un'imboscata!
PRESIDENTE. Sì, sì, concluda. Sono le forze del male che la perseguitano. Prego, concluda.
MORO (A.N.). Allora non leggo le testuali parole del Presidente della Commissione agricoltura, ma è significativo che un Presidente (non è di opposizione come hanno detto) abbia riferito quelle parole che ha detto e i concetti che ha voluto sviluppare molto bene. Pertanto noi votiamo con convinzione, ma non contro il dottor Foddis, per carità di Dio, se ci fosse stato anche qualche altro Assessore, con questi risultati, avremmo votato contro ugualmente, non ce l'abbiamo contro la persona ma solo ed esclusivamente contro l'istituto, e vi dico la verità vorrei il presidente Soru. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori e colleghi, in premessa voglio dire con chiarezza che il Gruppo del Partito della Rifondazione Comunista voterà contro la censura nei confronti dell'assessore Franco Foddis, perché la riteniamo strumentale e preelettorale. E' evidente che non dobbiamo confondere la persona con la responsabilità politico-istituzionale. Dico questo, anche se dovrebbe essere ovvio, perché l'assessore Foddis a volte, in maniera forcaiola e meno garbata di come oggi si fa in quest'Aula, viene indicato come responsabile della crisi, del malessere economico e sociale e perfino psicologico ed esistenziale, così largamente diffuso nel mondo rurale sardo. Tutti noi sappiamo che questo non è vero, e non può essere vero, ma voi dell'opposizione avete interesse a farlo credere, soprattutto in questa fase politica.
Ai lavoratori delle campagne bisogna dire la verità e cioè quella che ha inciso a monte dei grandi problemi di cui stiamo parlando. Il recente convegno internazionale tenutosi in Sardegna, con la signora Shiva dell'India, collegata alla cultura di Terra madre, ci ha spiegato quali scelte e quali violenze siano state inferte alla terra per imprimervi una cultura che ormai dura da tempo, da troppo tempo, industrialista, produttivista, di mercato selvaggio, tale da forzare le stesse leggi naturali e anche il semplice buonsenso. Questo ha prodotto una sottovalutazione del lavoro e della produzione agricola nella sua qualificazione qualitativa e sullo stesso valore del lavoro nei campi.
Così come devono essere considerate le scelte di fondo fatte dall'Unione Europea da cui discendono le politiche degli Stati e delle Regioni che, di questa Europa, fanno parte, che sono a favore - diciamolo chiaramente - delle aree e delle aziende forti, a discapito delle aree e delle aziende deboli. Cito per tutte la PAC, la politica agricola comunitaria, che vuole cancellare le piccole e piccolissime aziende agricole che, nelle aree interne, da cui io provengo e molti di noi provengono, sono la quasi totalità. A questo è necessario aggiungere l'eredità del passato - qui citato ma non esplicitato - dove il mondo rurale era un serbatoio di voti per i partiti governativi, fonte di vergognose operazioni di voto di scambio, sia per assumere persone che per ottenere contributi, anche quando questi contributi non servivano o erano eccessivi rispetto al bene che si voleva acquistare.
Recentemente ho partecipato a una assemblea di pastori, contadini, eccetera, una tavola rotonda che pubblicheremo nel prossimo inserto di "Liberazione sarda", in cui è stato detto che in dieci piccolissime aziende… L'onorevole Diana ride perché è un giornale, dice, sconosciuto. Esce in 4.000 copie e l'inserto in 10.000 copie, onorevole Diana: certo è più venduto del suo, è più conosciuto del suo giornale che non esiste!
DIANA (A.N.). Non provocarmi però!
PISU (R.C.). Ti provoco sempre! Volevo dire che era necessaria una tavola rotonda in cui imprenditori piccoli e piccolissimi dicevano "noi abbiamo dieci trattori in queste dieci piccolissime aziende, quando in realtà ce ne serve soltanto uno", per cui sono stati invitati a mettersi in cooperativa per ridurre i costi di gestione di quelle aziende. Cito solo questo esempio, ma potrei citare altri dieci esempi di come si è andati avanti nelle politiche agricole del passato.
Si faceva questo, badate, perché serviva al ceto politico per avere i voti di scambio, anziché pensare in quel momento a modernizzare le aziende agricole, a qualificarle per renderle competitive quando si sarebbero aperte le politiche di competitività a livello nazionale, europeo e internazionale. Questa è stata una azione criminale da parte di quel ceto politico, perché ha "impreparato" culturalmente ed economicamente la gente ad affrontare questi momenti difficili che stiamo superando. Se non si capisce quello, o si nasconde quello, non si vuole neanche capire quello che sta accadendo oggi.
Inoltre, ciò che mi meraviglia in questa discussione sono le lacrime di coccodrillo - sicuramente sue, onorevole Diana - di tanti colleghi del centrodestra, non di tutti, quando parlano di aumento dei prezzi dei concimi, delle sementi, dei combustibili e delle attrezzature. Ma, signori, questi sono gli effetti del "dio mercato", selvaggio e liberista, a cui voi vi siete votati come toccasana miracoloso - vi ricordate? - che ci avrebbe guarito da tutti i mali e che avrebbe creato lavoro, benessere e sviluppo per tutti e per sempre! Non è stato così e il fallimento di queste politiche è oggi chiarissimo, anche in questo comparto. L'unica colpa, tra virgolette, dell'onorevole Foddis è di carattere, direi, culturale e politico, nel senso che, sul mercato, la pensa sicuramente quasi come voi.
In questa legislatura si è cercato, con successo, di operare riformando il comparto, perché non riconoscerlo? Sono stati citati i risultati sull'acqua (l'Autorità d'ambito), la riforma degli enti agricoli, che devono adesso funzionare meglio al servizio del mondo rurale e non, Assessore, con atti di arroganza e in modo autoreferenziale che spesso registriamo con fastidio, come detto da altri colleghi del centrosinistra. Noi del P.R.C. ci siamo occupati a lungo del comparto agricolo e della pesca, partecipando a decine di riunioni, di rado abbiamo avuto, dobbiamo dirglielo, Assessore, risposte tempestive e adeguate. E' vero, anzi verissimo, che abbiamo difeso la stabilizzazione dei lavoratori sottraendoli all'incertezza del futuro. I risultati ottenuti, tuttavia, sono chiari, così come sono altrettanto chiari i ritardi e i soldi non spesi e non possono essere sottovalutati o peggio nascosti. Fare questo, del resto, ci precluderebbe la possibilità di migliorare il nostro e il suo lavoro, caro Assessore.
Dobbiamo essere onesti e franchi quando ci parliamo in queste sedi istituzionali che ci onoriamo di rappresentare. Le indicazioni e le richieste che vengono da più parti a lei sono chiare, così come sono chiare le politiche che la Giunta e l'Assessore vogliono portare avanti. Che cosa manca? Noi chiediamo che l'Assessore lavori portando avanti le politiche agricole, però ascoltando e dialogando di più, con la Commissione consiliare, i sindacati, le istituzioni locali e soprattutto con gli operatori agricoli, perché le dico molto onestamente che spesso le direzioni sindacali di questi enti, come uscirà anche da questa inchiesta che stiamo portando avanti, non rappresentano gli interessi degli operatori agricoli veri. E' difficile, lo so, dire questo, mi verranno parecchie critiche, non voglio coinvolgere il Gruppo me ne assumo la responsabilità individuale, però questo scollamento è chiaro, si ascoltino gli operatori agricoli e i rappresentanti anche delle istituzioni locali che vivono più da vicino e drammaticamente queste crisi, soprattutto nelle aree interne.
E' vero quello che dice l'onorevole Porcu sulla nuova politica agricola, ma converrà con me, onorevole Porcu, che è necessario passare, per le cose che ha detto, dalle parole ai fatti. E' su questo che insisto, anche oggi, assessore Foddis. Il confronto dei territori, ripeto, soprattutto sui problemi concreti e sentiti in particolare in queste aree interne dove c'è solo quasi questo mondo, solo quasi questo mondo, che è difficile persino coinvolgere anche nelle riunioni, come lei ben sa e ha sperimentato, se non c'è un tema chiaro e anche un tema concreto. Per questo non è possibile, caro Assessore, elemosinare un incontro territoriale per mesi e mmesi; è evidente che nessuno chiede a lei di occuparsi di ogni singola azienda e di andare in ogni singolo comune, ma la sua disponibilità e il suo metodo di rapportarsi agli altri, secondo me, me lo consenta, deve essere modificato: maggiore disponibilità. Inoltre, Assessore, ascolti le persone anche se non preparate come lei, anziché negli incontri fare delle lezioni, me lo permetta amichevolmente, di tipo cattedratico.
Concludo, caro Assessore, dicendo che noi del P.R.C. voteremo contro la censura, come ho detto all'inizio, invitandola a operare al meglio e subito assicurandole tra l'altro la nostra e la mia vicinanza umana e politica in un momento in cui la censura fa male anche nel profondo del proprio animo.
PRESIDENTE. I lavori della mattina terminano a questo punto, riprenderanno questo pomeriggio alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore 13 e 28.
Allegati seduta
CDXLV SEDUTA
Mercoledì 8 ottobre 2008
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 11 e 07.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 31 luglio 2008 (436), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Caligaris, Cerina, Giorico, Pacifico, Randazzo Alberto, Salis e Uras hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di mercoledì 8 ottobre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interrogazione DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un intervento della Regione per il mantenimento ed il potenziamento del corso di laurea in Archeologia subacquea dell'Università di Sassari, con sede ad Oristano". (1379)
"Interrogazione PINNA, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento del distaccamento nucleo elicotteri e del VII reparto volo della Polizia di Stato di Abbasanta". (1380)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sull'attribuzione dell'incarico di Struttura complessa di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale Businco di Cagliari". (1381)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulle evidenti incongruenze delle attuali attività concorsuali di AREA e sulla necessità della loro revoca da parte della Regione". (1382)
"Interrogazione ATZERI, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi conseguenze per l'economia e lo sviluppo regionale derivanti dalla sospensione dell'attuazione di interventi di interesse regionale già finanziati con i fondi FAS - Aree depresse in favore del G8". (1383)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata movimentazione dei bovini a causa delle misure di prevenzione (blue tongue) e sui danni arrecati all'economia della Sardegna". (1384)
"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di revocare e riproporre le delibere riguardanti i criteri e le modalità di concessione dei contributi all'editoria libraria ed alla stampa periodica". (1385)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 192.
(Si riporta di seguito il testo della mozione:
Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - Lombardo - Petrini - Pileri - Pittalis - Rassu - Sanjust - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Milia - Cassano - Dedoni - Pisano - Gallus - Murgioni - Farigu - Floris Mario - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio, di censura all'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, ai sensi dell'articolo 23, comma 1, della legge regionale statutaria 10 luglio 2008, n. 1.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
- l'agricoltura sarda attraversa la più drammatica crisi nella storia dell'autonomia regionale;
- gli agricoltori si trovano ad affrontare ogni giorno problemi enormi, potendo contare unicamente sulle loro forze;
- il numero delle imprese e degli occupati del comparto è in costante calo;
- la capacità di penetrazione dei prodotti agro-alimentari sardi sui mercati nazionali e internazionali è irrisoria, i costi di produzione sono altissimi, gli investimenti pubblici inesistenti quand'anche non si perdono a causa di una gestione irresponsabile delle risorse;
- essere colpiti da una calamità naturale o da una malattia delle piante o del bestiame significa, per agricoltori e allevatori, dover rinunciare per sempre all'attività;
- le campagne si spopolano, non nascono nuove imprese; il settore che dovrebbe e potrebbe trainare l'intera economia sarda, operando come volano di sviluppo per gli altri comparti economici, è a un passo dalla scomparsa e con esso lo sono le prospettive di sviluppo dell'intera Isola;
- senza l'apporto dell'agricoltura e della pastorizia, la Sardegna non potrà mai uscire dalle secche della stagnazione e della povertà;
CONSIDERATO che:
- le risorse che la Regione investe nell'agricoltura e nella pastorizia sono ampiamente insufficienti e per giunta programmate male, tanto che solo una minima parte riesce ad arrivare a destinazione, mentre il resto si perde, va ad alimentare i residui nel bilancio regionale o, nel caso dei fondi comunitari, viene disimpegnato e riprogrammato dalla Commissione europea a vantaggio di altre regioni;
- 73 milioni di euro sono andati persi nel giugno 2007 a causa del disimpegno dei fondi FEOGA: 36 milioni di euro di fondi comunitari più le quote di cofinanziamento statali e regionali, che la Giunta regionale ha perso per non essere stata in grado di approvare le graduatorie dei bandi relativi alle misure POR 4.9 e 4.20 entro i termini prestabiliti;
- nei giorni scorsi, la Ragioneria generale dello Stato ha recapitato alla Regione Sardegna un promemoria finalizzato a sollecitare la spendita dei fondi POR 2000-2006 entro il 31 dicembre 2008, stante il concreto rischio di riprogrammazione di un'ingente quantità di risorse;
- in tali risorse, che ammontano complessivamente a circa euro 730.000.000, ve ne sarebbe un'ampia parte destinata al comparto agricolo;
VERIFICATO che:
- la spendita dei fondi ordinari iscritti nel bilancio della Regione per il 2008 in capo all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale procede con grave ritardo;
- alla data del 1° settembre 2008, degli euro 217.856.079 stanziati risultavano impegnati euro 128.673.180 e spesi euro 81.234.836, pari al 37,29 per cento degli stanziamenti;
- non lascia spazio all'ottimismo neppure la spendita dei residui: su euro 590.106.174 in carico all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, risultano impegnati euro 475.324.260 e spesi euro 316.709.397, pari al 53,67 per cento del carico complessivo;
VALUTATO che:
- l'ordine del giorno n. 46 del Consiglio regionale, approvato il 25 ottobre 2007, il quale impegnava la Giunta regionale, tra l'altro:
a) a proporre, in tempi brevi, al Consiglio regionale un organico progetto di rilancio complessivo del settore agricolo che, valorizzando le produzioni agricole sarde, renda il settore finalmente competitivo con le altre realtà agricole sia nazionali che estere e assicuri agli agricoltori e agli operatori della filiera agro-alimentare il raggiungimento di redditi equi e adeguati livelli di vita economica e sociale;
b) ad attivare tutte le procedure necessarie al fine di ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale dovuto all'eccezionale siccità verificatasi a partire dalla tarda primavera;
c) a prevedere nell'ambito del disegno di legge finanziaria per il 2008 idonee risorse finanziarie per il pagamento dei danni derivanti alle imprese agricole dalle numerose calamità naturali che hanno colpito la Sardegna negli ultimi anni,
è rimasto inattuato nonostante l'approvazione unanime da parte dell'Assemblea;
- anche per quanto concerne il comparto della pesca e dell'acquacoltura, le attenzioni dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale risultano inadeguate, come dimostra il recente bando relativo alla Misura 4.7, sottomisure B) Acquacoltura, C) Attrezzatura porti da pesca e D) Trasformazione e commercializzazione, per la cui copertura è stata stanziata la somma irrisoria di euro 6.000.000 complessivi;
- tale stanziamento non solo risulta insufficiente a fronte delle necessità del comparto, ma inoltre non contribuisce certo a rendere più raggiungibile l'obiettivo della piena spendita delle risorse comunitarie su cui incombe il rischio del disimpegno automatico;
VISTI:
- la mancata attivazione da parte della Giunta regionale al fine di ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale per la siccità che sta colpendo la Sardegna sin dall'inizio dell'anno;
- la mancata presentazione dell'elenco delle aree vitivinicole non ammissibili al premio per l'estirpazione ai sensi del regolamento (CE) n. 479 del 29 aprile 2008, che espone al rischio di estirpazione i vitigni storici e autoctoni;
- il maldestro tentativo di cedere l'azienda agricola di proprietà della Società bonifiche sarde Spa, sita nel territorio del Comune di Arborea, arenato dall'aprile del 2006 a causa di un procedimento farraginoso e dell'assoluta mancanza di trasparenza nelle procedure di gara;
- l'indicazione di requisiti eccessivamente elevati per il riconoscimento delle organizzazioni dei produttori che, in particolar modo per quanto concerne il settore suinicolo, non tengono in alcun conto le reali dimensioni del comparto agricolo sardo;
- l'eccessiva lentezza, dovuta a iter burocratici eccessivamente complessi, nell'erogazione dei contributi relativi a leggi di incentivazione regionali e nazionali, nonché alla progettazione integrata;
- il ritardo accumulato nell'attuazione della legge regionale 8 agosto 2006, n. 13, che ha riformato gli enti agricoli regionali istituendo le agenzie AGRIS, LAORE e ARGEA, che solo di recente hanno iniziato ad operare e che ancora non hanno raggiunto condizioni di operatività ed efficienza paragonabili a quelle degli enti disciolti;
DEDOTTO che quanto su riportato dimostra l'assoluta inadeguatezza dell'attuale Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale a farsi carico della soluzione dei numerosi e gravi problemi che affliggono i comparti di sua competenza, da quello agro-pastorale a quello della pesca,
ai sensi e per gli effetti dell'articolo 23, comma 1, della legge regionale statutaria 10 luglio 2008, n. 1,
dichiara
la censura all'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. (192) ).
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.
Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
DIANA (A.N.). Presidente, colleghi e colleghi, comincio col dire che questa mozione ha almeno un pregio, quantomeno perché riusciamo a vedere in faccia gran parte della Giunta, quindi questo è già un vantaggio per noi, che non sempre siamo abituati, se non in occasioni straordinarie, a vedere la Giunta al completo, o quasi, spero anche con la presenza del Presidente della Regione.
E' un fatto ovviamente che va letto. C'è molta attenzione, ma c'è oggi tantissima preoccupazione, da parte di un mondo, quello dell'agricoltura, e non solo, che è tanto disilluso da come stanno andando le cose, per cui ecco la presentazione di una mozione di censura; in questo mi ha aiutato e ci ha aiutato, ovviamente, una legge non voluta da noi, la legge statutaria, che prevede la mozione di censura, la legge statutaria che trova la prima applicazione in quest'Aula. Qualcuno potrà pensare che peggio non poteva essere.
Mi dispiace che sia l'assessore Foddis a fare le spese di questa mozione di censura. Mi dispiace come persona, certamente non come rappresentante della Giunta e come rappresentante politico. Se fosse stato solo un problema di rapporto personale tra me e il dottor Francesco Foddis, certamente non avrei presentato questa mozione, avrei trovato, come altre volte ho trovato, strumenti e modi per poter dialogare, differenziarmi, portare ragioni diverse, ma qui è in ballo una parte importante dell'economia della Sardegna. Ovviamente le responsabilità non sono tutte dell'assessore Foddis. Non gli si possono imputare cinque anni di inadempienze, essendo stato nominato Assessore successivamente alla tristissima esperienza dell'assessore Addis, e certamente non può essere neanche responsabile di quante cose non sono state fatte non in questa legislatura, ma nelle legislature precedenti. Quindi non può essere responsabile di tutto.
Così come non possono essere responsabili di tutto questa maggioranza, questa Giunta e il suo Presidente. Quando è che la responsabilità invece assume in toto il proprio valore? Nel momento in cui, in campagna elettorale e nelle dichiarazioni programmatiche, il Presidente della Regione e la sua maggioranza hanno scritto a caratteri cubitali che cosa volevano fare dell'agricoltura in Sardegna! Io vi leggo alcuni obiettivi: presidiare il territorio; salvaguardare le biodiversità; valorizzare le aziende in grado di puntare sulle produzioni territoriali di grande qualità; favorire processi di trasformazione in loco; favorire la crescita professionale e manageriale delle aziende (pensate!); censire le aziende; creare distretti agroalimentari di qualità; elaborare strategie di marketing e internazionalizzazione; sviluppare l'ospitalità rurale; sviluppare una nuova cultura dell'acqua; riformare l'amministrazione regionale; snellire le procedure di finanziamento.
Assessore, inizio dallo snellimento delle procedure: è la cosa più farraginosa che si sia mai vista in tutte le Regioni d'Italia. La prima lamentela e la prima lagnanza che hanno le organizzazioni, le associazioni, gli agricoltori, i pastori, tutti coloro che vivono questo particolare comparto, i quali sono assolutamente esterrefatti, riguarda il fatto che è impossibile presentare e accedere ai bandi che questo Assessorato sta mandando in campo. Quindi, avete fallito già qui, sullo snellimento delle procedure, è un disastro, bandi che vengono cambiati in corso d'opera, punteggi che vengono assegnati alla Misura 4 e non alla Misura 11, e non si capisce per quale motivo si debbano dare 10 punti per una cosa e invece 10 punti per l'altra non vengono dati.
Vede, Assessore, io l'accuso di una responsabilità anche politica, non posso far altro che accusarla di questo, perché lei è diventato, gliel'ho detto già un'altra volta, il più impopolare dei rappresentanti della Regione Sardegna, oggi credo che abbia superato lo stesso presidente Soru, e non merita questo! Non lo merita se io giudico la sua professionalità, che però non è riuscita a sposarsi con quelle che sono le emergenze, le necessità, tutte quelle cose che la gente si aspettava da lei. Non è cambiato assolutamente nulla! Mi dispiace che non sia presente anche, anzi la saluto perché non l'avevo vista, l'assessore Dirindin, che è coinvolta, e non marginalmente, nei problemi che riguardano l'agricoltura della Sardegna. Questa è una delle altre motivazioni che mi porta a pensare e a dire che non può essere una responsabilità solo sua la mancata movimentazione dei bovini, il non aver cambiato i protocolli o non aver trovato le soluzioni per non equiparare i protocolli degli ovini con quelli dei bovini, quindi il trasferimento dei nostri vitelli nelle stalle di ingrasso del continente, visto che in Sardegna (salvo un'unica esperienza che serve solo per una realtà, e per fortuna c'è, che è quella di Arborea) non esiste una stalla di ingrasso di dimensioni notevoli, e quando dico "notevoli", colleghi, lo dico per quei 270 o 280 mila capi bovini che esistono in Sardegna e per quegli 80 o 90 mila vitelli che tutti gli anni dovrebbero essere trasferiti nelle stalle di ingrasso.
La Regione Sardegna si era impegnata molto, a suo tempo, per cercare di favorire gli incroci delle razze autoctone con razze da carne, oggi i nostri allevatori sono nell'impossibilità, sono presi per il collo, le ultime notizie mi dicono che i vitelli di sette o otto mesi vengono prezzati a 1,60 o 1,70 euro! Le vacche sarde vengono spedite in continente per fare mangime per cani e per gatti a 100 euro l'una!
Ora io mi chiedo: è possibile che nessuno debba intervenire nel momento in cui i prodotti principali per questo tipo di allevamento, parlo dei mangimi, sono venduti a dei prezzi straordinariamente alti? E' possibile pensare che la farina di mais l'anno scorso, a luglio, costava 17,50 euro al quintale e oggi è a 27 o 28 euro al quintale (è riscesa qualche giorno fa, perchè era a 32)?
Chi è che mette rimedio a questo? Chi è che se ne deve preoccupare? Il costo del carburante, ne abbiamo parlato tante volte, vale per l'agricoltura, ma siccome l'Assessore è coinvolto anche nel settore della pesca, tutto quello che dirò per l'agricoltura ovviamente vale anche per la pesca.
I mangimi sono saliti, le sementi meglio non parlarne, lo sa, Assessore, che l'ultimo prezzo del biammonico è salito a 110 euro al quintale? Si vuole spiegare per quale motivo? E oggi, senza utilizzare questi prodotti, non è possibile fare agricoltura in Sardegna, non si può fare allevamento, non si può fare foraggio, non si possono fare sementi, non si possono fare granaglie di nessun genere! Nessuno interviene.
Per quanto riguarda i trasporti, è presente l'Assessore dei trasporti, insomma, stendo un velo pietoso in questa sede per quanto riguarda il problema di Golfo Aranci e di Olbia sui trasporti ferroviari. Noi sappiamo quanto costa portare le granaglie sfuse sui carri ferroviari e trasportarle con i mezzi di Nieddu e di tutti gli altri suoi colleghi? Lo sappiamo benissimo! Nessuno interviene.
Si è parlato del benessere animale, e qui entriamo in un argomento più specifico, che doveva essere la panacea di tutti i mali, poi, in un documento, non so se sia ufficiale o meno, io l'ho letto, c'è un nuovo progetto: il progetto qualità latte. Dovevamo risolvere il progetto della qualità del latte con il benessere animale. Si dice in questo documento: "Mancato raggiungimento degli obiettivi della Misura F del Piano di sviluppo rurale ove si prefiggeva di migliorare la qualità delle produzioni attraverso l'implementazione di azioni…" eccetera, si sta dicendo che la Misura F del benessere animale non ha partorito quei risultati che tutti ci aspettavamo; e oggi parliamo di latte di qualità. "Progetto di latte di qualità", sarei curioso di capire, Assessore, quali sono le caratteristiche di questo latte che sono state concordate sia con il mondo cooperativo che con il mondo degli industriali, sarei proprio curioso di sapere se vogliamo mettere in piedi un progetto latte, che dia un latte che poi ai fini della trasformazione non da quei risultati che tutti si aspettano.
Anche questo contraddittorio continuo che lei ha creato tra il mondo della cooperazione e il mondo degli industriali! Devono convivere, Assessore, e lei non può, sfacciatamente, e ripeto "sfacciatamente", schierarsi solo da una parte, debbono vivere tutti e hanno tutti le loro qualità per poter vivere. Le dico di più, se non ci fossero stati gli industriali, qualche milione di litro di latte probabilmente sarebbe stato buttato per le strade, anche quando siamo stati qua investiti dal fatto, da alcune organizzazioni che volevano chiudere i contratti con gli industriali del continente, alla fine guardate non è successo niente, cari colleghi, gli industriali sardi si sono fatti carico di tutto il latte ovino prodotto in Sardegna, lo stanno pagando, non so se le cooperative pagheranno di più o di meno, oggi il prezzo medio è 0,80 euro, non so se sarà un prezzo sufficiente, agli agricoltori mancano sempre quei famosi 14 centesimi, tanto promessi e sbandierati che non sono mai arrivati.
Allora, Assessore, ha parlato di Piano di sviluppo rurale e noi non l'abbiamo visto o, perlomeno, lo abbiamo visto come lo possiamo vedere con i nostri mezzi, non concordato, non condiviso, c'è tutta una serie di incongruenze, si è parlato di "distretti in agricoltura", vediamoli quei distretti in agricoltura, è ancora tutto allo sbando, questa è una agricoltura che - abbiamo sempre detto - ha 5000 anni di storia, ma 5000 anni ormai sono obsoleti, sono troppi, è necessario riscrivere l'agricoltura della Sardegna. Una persona come lei forse, poiché aveva le caratteristiche e la capacità, avrebbe potuto scrivere una nuova agricoltura in Sardegna, siamo rimasti fermi, anzi siamo tornati indietro, le campagne languiscono, e come se languiscono!
Allora, quando noi le abbiamo chiesto, anche nella mozione, di dare seguito a quel famoso ordine del giorno, votato all'unanimità in questo Consiglio regionale, per i danni della siccità, per lo stato di calamità, solo il 28 settembre la Giunta regionale ha assunto una delibera, lo metto tra virgolette, "ha assunto una delibera", sono passati quanti mesi, Assessore? Era il mese di novembre, mi pare fosse il 7 novembre quando, da tutti i banchi di questo Consiglio, la si invitava a prendere coscienza del fatto che era necessario chiedere lo stato di calamità naturale; è stato fatto dopo nove o dieci mesi. Per quale motivo, con i buoi che sono già scappati? Se c'è una caratteristica che deve contraddistinguere chi fa politica rispetto alle persone normali, ai cittadini comuni, è quella di anticipare i problemi, di vedere più in là, di capire quello che succede, invece voi non avete capito che fosse un'annata drammatica, lo sapevamo tutti, lo sapevano i nostri allevatori, i nostri agricoltori, lo abbiamo denunciato in quest'Aula, e non solo per voce mia, ma per voce anche di autorevoli colleghi del centrosinistra, in particolare di Rifondazione Comunista e della Sinistra Democratica, e allora? Siamo arrivati al 28 settembre per partorire una delibera dove si ipotizza di chiedere, tra l'altro, lo stato di calamità naturale!
Questa non è la soluzione dei problemi, questo è aggravarli, stamattina sui telegiornali abbiamo visto il problema della peste suina africana, altro problema irrisolto, sono costretto a parlare sia con l'assessore Dirindin che con l'assessore Foddis perché i problemi coincidono, sono problemi che, tra di loro, hanno molto a che vedere. Allora dico: è possibile che non si sia presa una decisione, una che una, che abbia in qualche maniera risolto i problemi? Non ne avete risolto uno. Ovviamente rimane in piedi sempre, Assessore, questo glielo debbo dire e mi dispiace, il grande conflitto di interessi di cui lei viene investito per il fatto, certo non è una sua colpa, di essere stato per tanti anni artefice, promotore e importante protagonista della realtà di Arborea. Ma anche questo ha creato dei problemi nel mondo agropastorale sardo ed è normale che accada.
Anche sotto un altro punto di vista, per il problema dei nitrati, quali risposte stiamo dando? Ho un fascicolo di multe che stanno arrivando agli allevatori di Arborea, che non sono riusciti a presentare la domanda nei tempi, perché probabilmente l'organizzazione di LAORE non era sufficiente per tenere testa a oltre trecento allevamenti, e quindi le multe. L'Amministrazione provinciale di Oristano si troverà nella condizione di dover irrogare sanzioni da 600 a 6 mila euro. Insomma, li vogliamo aiutare o non li vogliamo aiutare? Io non vorrei mai arrivare a irrogare delle sanzioni.
Abbiamo anche i contributi sul benessere animale, Assessore, spero che non sia vero, ma mi risulta che le pratiche, per oltre il 60 per cento delle risorse che avete già erogate, avranno bisogno di un'istruttoria supplementare, perché sembrerebbero non completamente a posto. Se fosse vero questo, sarebbe ancora più drammatica la situazione. Spero di no!
Allora, Assessore, perché una mozione di censura? Non è una mozione di sfiducia, non esiste più, l'abbiamo detto, esiste la censura. Se uno, come me, la vuole esaminare con tutti i suoi significati,la censura ha un solo significato in questo caso: la non condivisione del suo operato e la non condivisione dell'operato della Giunta, che ovviamente con lei collabora e le darà gli indirizzi. Questo significa per me censura. Non sto censurando, l'ho già detto, la persona "Foddis" che certamente avrebbe potuto fare di più, non l'ha fatto per responsabilità sua probabilmente, per responsabilità della Giunta, della conduzione generale della Giunta.
Io continuo a pensare che questa agricoltura in Sardegna, con lei, Assessore, e con altri Assessori, avrà una vita molto difficile; non a caso stamattina pensavo mentalmente a coloro che sono stati gli ultimi Assessori dell'agricoltura, ma forse qua ci sono colleghi che si ricordano anche i precedenti. Guardate, non ce n'è uno che sia uscito fuori a testa alta, gli Assessori dell'agricoltura hanno avuto sempre una vita politica se l'hanno voluta proseguire e quelli che non l'hanno voluta proseguire, ahimè, sono scomparsi nel nulla. Quindi, non è un bell'Assessorato, è un Assessorato difficile, difficilissimo; ma proprio perché era difficile forse il presidente Soru l'aveva affidato a lei, persona di grande ingegno in una parte dell'agricoltura, ma certamente insufficiente per tutti i problemi che ci sono oggi, che io ho cercato di evidenziare e che non sono tutti qui, perché non voglio certamente portare via il tempo agli altri e a quanti vorranno intervenire.
Io sono sicuro di una cosa, Assessore: lei dovrebbe avere il buon senso di rassegnare le dimissioni dall'Assessorato, non aspettare che una censura venga votata in quest'Aula, perché sappiamo già come andrà a finire, lo sappiamo già, è nelle cose. La presenza del Presidente, di tutta la Giunta, che mai si era vista con questo grande schieramento di forze, le fa onore, per carità, è una difesa strenua, convinta e voi fate bene a farlo. Però, è anche una denuncia quella che io faccio, e la gente lo deve sapere, stamattina il presidente Soru è arrivato qua in pompa magna per una grande difesa dell'assessore Foddis, tutti i problemi che abbiamo denunciato e che denunceremo saranno tutti in piedi, non verranno risolti, fra otto mesi andremo alle elezioni e poi saranno i sardi a dire se le denunce che stiamo facendo, se la censura che noi abbiamo cercato di mandare avanti nei confronti dell'assessore Foddis, e non solo dell'assessore Foddis, siano realtà, oppure se i sardi saranno contenti, sapranno come regolarsi in quella circostanza.
PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi a parlare non oltre la conclusione del primo intervento. La durata degli interventi non può eccedere i venti minuti.
E' iscritto a parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
SORU (P.D.), Presidente della Regione. Signor Presidente…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, signor Presidente, il tempo è di dieci minuti, ho dato io un tempo eccessivo.
SORU (P.D.), Presidente della Regione. Starò nei tempi e cercherò di essere il più breve possibile.
Intanto non siamo venuti, tanto meno io sono venuto, in pompa magna, sono venuto nella maniera più semplice possibile a partecipare a questo dibattito, io e tutta la Giunta, sono venuto puntuale e iniziamo con qualche ritardo. Sono venuto esattamente per i motivi che lei ha citato, e cioè non stiamo parlando dell'operato dell'assessore Foddis, ma stiamo parlando dell'operato della Giunta regionale e della politica della Giunta regionale in agricoltura, che è stata una parte importante di quello che abbiamo cercato di portare avanti in questi anni. Quindi, qualunque mozione di censura, di sfiducia, di disappunto, di disapprovazione, è una mozione che mi vede totalmente coinvolto, perché sono pienamente responsabile di ogni atto che è stato prodotto dall'Assessorato dell'agricoltura, sia io che la nostra Giunta, che è nota per durare parecchie ore perché affrontiamo e dibattiamo ogni argomento che approviamo; nulla è dato per scontato.
Ho chiesto di parlare subito anche perché poi dovrò partire per Roma per motivi che non sono rimandabili. Io difendo con molta convinzione quello che la Giunta regionale ha fatto in agricoltura, certamente il mondo agricolo soffre, soffrono gli allevatori, soffrono gli agricoltori, soffre chi se ne occupa a diverso titolo; non è una novità, è un disagio che nasce da difficoltà di mercato che vengono da molto lontano.
Non credo che i disagi di oggi siano superiori ai disagi di altri periodi, non credo che l'agricoltura della Sardegna soffra più di altre agricolture italiane o del Mezzogiorno, anzi alcuni dati macroeconomici, che poi l'Assessore eventualmente illustrerà, ci dicono esattamente il contrario. Però, noi non siamo dietro ogni azienda agricola, certo abbiamo affrontato il tema dell'agricoltura in materie diverse, abbiamo cercato di risolvere anzitutto quello che è nella nostra diretta responsabilità e, nella nostra diretta responsabilità, è un governo diverso dell'acqua. L'acqua è fondamentale per l'agricoltura. Credo che abbiamo fatto bene a portare a termine la riforma dell'Autorità di bacino, che ha riportato a un'unica proprietà, sollevando la tanta frammentazione dei diversi consorzi di bonifica, il governo dell'acqua in Sardegna per un suo più economico e più efficace e miglior utilizzo. Governo unitario, prezzo unitario dell'acqua e anche un ente che investe sull'energia rinnovabile e fa in modo di scaricare il sistema idrico integrato di tutti i costi energetici legati agli onerosissimi costi di pompaggio. Un prezzo unico, una tariffa unica per l'acqua in agricoltura, in tutta la Sardegna, e una tariffa come mai era stata così bassa.
Era nella nostra responsabilità riformare i consorzi di bonifica, io non voglio ritornarci su ciò che erano i consorzi di bonifica, certo erano anche, in qualche modo, terra di conquista di tanti Assessori che ci sono passati, che li hanno utilizzati per motivi che non sono tutti legati a fare il meglio possibile per l'agricoltura. Bene abbiamo fatto a fare da propositori, da promotori, e bene ha fatto il Consiglio regionale, questa maggioranza, a modificare, in maniera drastica, la natura e gli scopi dei consorzi di bonifica in maniera che i servizi che rendiamo agli agricoltori costino il meno possibile.
Era nella nostra responsabilità riformare gli enti agricoli, come minimo non esistono più nove enti, non esistono nove consigli di amministrazione, non esistono i costi legati a tutto questo, non esistono gli enti agricoli utilizzati come merce di scambio politico o di mediazione politica; esistono tre agenzie che cercano di fare al meglio il loro lavoro. Certamente in maniera più efficiente e in maniera più determinata per quello che devono fare. Possono ancora migliorare? Certamente lo faranno, tutto non accade in un anno o in un anno e mezzo, certamente possono migliorare. Nel frattempo, l'infrastruttura, lo schema è certamente totalmente diverso e migliore rispetto al passato.
Per funzionare bene le agenzie hanno bisogno di un grande supporto tecnologico, di una rete di telecomunicazioni, di dati, in questi ultimi due anni è stato creato il sistema informatico dell'agricoltura regionale e il sistema telematico dei tanti nodi dell'agricoltura, che è considerato un esempio di scuola per il resto d'Italia, altre Regioni si rivolgono a noi per poterlo replicare.
E' stato citato il tema del latte ovino in una maniera un pochino elettoralistica e ho sentito delle parole che credo staranno meglio nei tanti discorsi che si faranno in altre sedi nei prossimi mesi. Io ricordo che, durante il primo anno in cui ho fatto il Presidente della Regione, gli industriali addirittura si rifiutavano, non davano un prezzo per il latte: molta grazia se il latte veniva raccolto, se veniva acquistato, era senza prezzo. Oggi, per cento motivi diversi, il latte ha un prezzo, si cerca di arrivare a 1 euro, oltre il doppio di quello di cui si parlava qualche anno fa, certamente in una struttura di costi cambiata, costi soprattutto per l'energia, ma oggi non viviamo più la situazione di quattro anni fa.
Si è detto che certamente gli agricoltori fra dieci anni non si ricorderanno di questa Giunta regionale come di una Giunta regionale che ha incentivato l'acquisto di nuove attrezzature, senza aver fatto la giusta notifica a Bruxelles e causando successivamente il dramma dell'indebitamento in agricoltura, dovuto a una sbagliata gestione dell'attività amministrativa. Noi, caso mai, abbiamo cercato di risolvere quei problemi che altri hanno lasciato, e non ne abbiamo creato di nuovi.
Ancora, si è detto che probabilmente l'Assessorato non ha speso completamente i soldi europei 2000-2006, in tante occasioni abbiamo dimostrato che, grazie alle premialità che abbiamo avuto, non solo abbiamo speso quelli ma ne abbiamo spesi di più, e l'Assessore tornerà con maggior dettaglio sui numeri.
Il nuovo Piano di sviluppo rurale è un piano che realizza una svolta rispetto alle politiche agricole sino a oggi portate avanti, rispetto alla politica della quantità, dei grandi investimenti infrastrutturali, che hanno causato spesso più problemi che soluzioni per il mondo agricolo, costringendolo all'indebitamento in ogni caso e costringendo anche a sovra produzioni che hanno abbattuto il prezzo del latte nel passato. Li stiamo portando, come sempre, come tutti siamo d'accordo, su progetti di multifunzionalità, pagando certamente la produzione ma riconoscendo il valore della tutela ambientale, il valore della prevenzione dagli incendi e così via. Ancora pochi giorni fa c'è stata la presentazione dei partecipanti al bando dei GAL, che saranno il motore, gli agenti di sviluppo del prossimo Piano di sviluppo rurale: hanno partecipato diciotto e disegnano un progetto di sviluppo locale finalmente coerente in Sardegna, un progetto di sviluppo locale basato certamente sull'agricoltura e sulla multifunzionalità dell'agricoltura, sull'agroalimentare, sull'artigianato e così via.
Quindi, l'agricoltura sarda ha un progetto chiaro che abbiamo cercato di raccontare, ed è un progetto che cerca di fare in modo che la produzione possa rimanere, soprattutto nelle zone dell'interno, e possa essere riconosciuto il lavoro non solamente sulla base del costo di quel prodotto ma possa essere allungata la filiera fino a ricomprendere l'intero settore agroalimentare, e dietro, a sostenerlo, c'è un progetto di sviluppo locale regionale, coerente, e non alcuni GAL sparsi in maniera anche erratica nella Sardegna.
Ancora sugli strumenti della Regione: gli enti, i consorzi di bonifica, l'acqua, la programmazione, il Piano di sviluppo rurale, tutto questo è stato fatto ed è in corso; gli strumenti tecnologici per semplificare la vita agli agricoltori nell'accesso e nell'utilizzo dei fondi europei in questo nuovo 2007-2013.
Abbiamo fatto, così come è sempre stata chiesta, un'opera intensa per mettere assieme questa agricoltura estremamente polverizzata; abbiamo fatto le OP sul latte ovino, le OP su quasi ogni produzione agricola, abbiamo cercato di contribuire affinché le cooperative che esistono si possano ulteriormente concentrare, mettere assieme e abbiamo cercato di sostenere la tutela dei prodotti, in pochi anni credo che siano triplicati i prodotti che sono tutelati in qualche modo, a diverso titolo, DOP, IGT, e così via.
In questi anni, la Giunta regionale, insieme all'Assessore, ha portato avanti esattamente quella che è stata da sempre la richiesta del mondo agricolo: semplificare la pubblica amministrazione, renderla più economica in maniera che le risorse vadano all'agricoltura e non siano spese per il funzionamento dell'Amministrazione regionale, renderla più facile, più vicina, abbattere il costo dell'acqua, tutelare la qualità, cercare di eliminare la frammentazione.
Questo può essere riconosciuto o non riconosciuto, certo è difficile riconoscerlo nel momento in cui ci affacciamo alla campagna elettorale e ognuno ne trarrà le sue convinzioni. Io sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto, certamente l'Assessorato dell'agricoltura non è stato un luogo di clientelismo e di propaganda elettorale, è stato un luogo dove si è lavorato; e non lasciamo alcun danno, non lasceremo debiti che dovranno essere pagati nel futuro, non lasceremo false illusioni agli agricoltori e non lasceremo nemmeno un occupato in più dovuto al clientelismo regionale nei consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà. Onorevole La Spisa, le ricordo che ha dieci minuti di tempo per l'intervento.
LA SPISA (F.I.). Anche noi eravamo certi che il dibattito di oggi concernesse una censura nei confronti di tutta la Giunta regionale, e non soltanto dell'Assessore, è evidente, infatti, anche dalle parole del Presidente, che sono un'ulteriore conferma di questo fatto, che il sostanziale fallimento, la deriva senza freni e senza nessuna possibilità di successo che si intravede nell'orizzonte dell'agricoltura sarda, in questi giorni, è attribuibile alla responsabilità di tutta la Giunta regionale… Presidente, se c'è da aspettare un po' che l'Aula si assesti, non è un problema.
PRESIDENTE. No, sembra assestata, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Non mi sembra! Si può recuperare il tempo?
PRESIDENTE. No, è fermo, prego.
LA SPISA (F.I.). Siamo di fronte a un dibattito, quindi, tra il Consiglio regionale che vuole discutere se sia giusto o no censurare la politica agricola di tutta la Giunta regionale, che è collegata evidentemente a diverse competenze anche di altri Assessorati.
Io ritengo che si debba partire da una constatazione… ho chiesto di intervenire subito anche per poterlo fare davanti al Presidente, non recrimino se c'è effettivamente un impegno istituzionale di altro genere, però avrei preferito dirlo di fronte a lui. La descrizione che ci ha fatto poco fa sembra la descrizione di una realtà che vede soltanto lui, o forse che vedete voi tredici persone lì su quel tavolo. Sembra quasi che, da come il Presidente si è espresso e da come spesso si esprime anche l'Assessore dell'agricoltura, ci crediate davvero di aver fatto tutto quello che potevate fare per l'agricoltura della Sardegna. Se ci credete, se pensate davvero che le vostre parole stiano descrivendo la realtà, siamo di fronte evidentemente a una patologia, oculistica credo. Ma diamo pure atto a una possibile buona fede nelle cose che dite e andiamo a esaminare i punti, mettendo "vero" o "falso" alle cose che state dicendo.
Avete detto, e state dicendo, ha detto anche adesso il Presidente, che si è fatta finalmente una migliore regia del sistema degli enti agricoli, che lo schema è migliore. E' falso! E' assolutamente falso! In ogni angolo della Regione, soprattutto in ogni angolo del territorio della Sardegna, si denuncia l'errata impostazione della riforma del sistema degli enti agricoli, la frammentazione in diverse agenzie che oggi si trovano o mettono in condizione gli uffici di essere totalmente incapaci di dialogare reciprocamente, di intervenire; si è strutturata in maniera errata proprio la divisione di competenze nelle tre agenzie che hanno sostituito l'ERSAT e che hanno accorpato anche competenze di altri enti soppressi.
Oggi abbiamo un Governo che, nell'assistenza tecnica, nell'istruttoria e nella ricerca, è letteralmente allo sbando, uffici smembrati, uffici che non dialogano tra di loro, funzioni che, prima, qualche piccolo ente svolgeva bene, oggi è affidato a dipartimenti che non fanno assolutamente nulla. L'assistenza tecnica in agricoltura non esiste più. La Regione non fa più assistenza tecnica nell'agricoltura. Questo non è ciò che diciamo noi, è ciò che ci dicono centinaia, migliaia di agricoltori in giro per la Sardegna, e dobbiamo registrarlo. La riforma degli enti è stata, è attualmente, una palla al piede per lo sviluppo dell'agricoltura, quindi questa è un'affermazione assolutamente non condivisibile.
Insomma, vantate il fatto, l'ha vantato adesso il Presidente, che si è arrivati a 80 centesimi per il prezzo del latte ovino e che si arriverà a 1 euro, il doppio di quanto avete trovato voi, ma vi rendete conto dell'assurdità? Questo è un gioco di prestigio, l'ennesimo gioco di prestigio. Suona, ha il valore di un'offesa nei confronti di quegli agricoltori che, se anche riuscissero ad avere 1 euro per ogni litro di latte, sanno perfettamente, come voi sapete perfettamente, che i costi sono più che raddoppiati e che oggi è insostenibile un livello del prezzo di questo genere, mentre la Regione non riesce ad attivare e a far funzionare un tavolo di confronto che rispetti tutti, che rispetti soprattutto la produzione primaria.
E' vero, non avete incentivato l'acquisto di attrezzature, perfetto! Ma è anche vero che voi state lasciando per strada una grande quantità di risorse finanziarie, che non potranno essere spese, utilizzando i fondi europei, voi ci dovete dimostrare con i dati alla mano, non con qualche numero buttato giù in qualche conferenza stampa o in distratte discussioni in Consiglio regionale, ci dovete dimostrare con i dati alla mano che veramente i ritardi nelle istruttorie, nell'emanazione dei decreti, nell'attuazione degli investimenti, nella rendicontazione dei fondi, delle Misure sugli investimenti all'agricoltura porteranno a non perdere quei soldi. Anche qui state imbrogliando la gente dicendo che non si perderanno perché comunque anche dopo il 31 dicembre 2008 potranno essere spesi quei fondi. Non è vero! Non potranno essere spesi quei fondi, verranno spesi altri, verranno spesi i fondi che dovranno arrivare da altre direzioni. State semplicemente spostando le risorse verso il futuro, non utilizzando quelle che abbiamo.
Questo è ciò che rimane, avete trovato una situazione, di cui certamente non eravate responsabili voi, di indebitamento delle aziende agricole, ormai alla soglia non più del dramma, ma della tragedia, e non è un'esagerazione. Bene, su questo livello dell'indebitamento non c'è nessun passo avanti; ancora le banche creditrici fanno da padrone, la Regione non riesce a mettersi come soggetto autorevole per riportare a livelli ragionevoli il debito di alcune piccole aziende che hanno iniziato davvero con quattro soldi di indebitamento e che ora si trovano di fronte a vere e proprie situazioni di strozzinaggio, di usura.
Così come non è vero che i disagi (sto per chiudere, perché il tempo credo che sia quasi trascorso ma ci sarebbe molto altro da dire) non sono superiori al passato. Insomma non si può continuare a raccontare favole, questo oggettivamente non è vero, potete solo dire che certamente la congiuntura nazionale e internazionale, che le difficoltà del mondo agricolo incidono in maniera pesante, ma non potete certo dire che la situazione oggi degli agricoltori è come quella che avete trovato, non è vero e non è giusto che si dicano queste cose; ci sono famiglie che, a seguito delle situazioni di indebitamento, si sono trovate letteralmente sul lastrico, hanno perso la casa, l'hanno persa loro e l'hanno persa coloro che hanno incautamente avallato alcune operazioni, che hanno firmato operazioni di fideiussione, di sostegno dei crediti.
Insomma, voi non ci siete nel territorio, voi non girate e questo è vero, ecco l'unica cosa vera che ha detto il Presidente è questa: "Noi non siamo dietro a ogni azienda". E' verissimo! Voi non ci siete nell'azienda, avete pensato di fare una riforma razionalizzando il sistema dell'acqua, il sistema degli enti, il sistema del credito ma non siete con l'azienda, e non solo in agricoltura, non siete con le aziende industriali, non siete con le aziende dei servizi, siete fuori dal contesto storico territoriale. Questo è il vero motivo per cui noi responsabilmente abbiamo chiesto la censura di tutta la Giunta, giustamente, non solo dell'Assessore e questo è il motivo per cui chiunque abbia un po' di buon senso oggi dovrebbe votare "sì" a questa mozione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intanto avrei voluto fare i complimenti al collega Diana perché è riuscito in un'operazione difficilissima, cioè quella di farci avere il piacere, come Consiglio regionale, di avere la Giunta quasi al completo di fronte a noi; anche se devo dire purtroppo il piacere dura poco, collega Diana, nel senso che evidentemente c'era più il gusto della parata che non la reale volontà di partecipare al dibattito consiliare, almeno una volta ogni tanto, e abbiamo visto che i ranghi della Giunta, subito dopo l'intervento del presidente Soru, si sono immediatamente allentati e gli Assessori sono andati ognuno a fare il proprio compito istituzionale, esattamente come il presidente Soru, nel senso che i venti minuti di dialogo tra Consiglio e Giunta evidentemente sono stati considerati esaustivi per risolvere almeno il problema formale del rapporto tra la Giunta e il Consiglio.
Devo anche rilevare che il presidente Soru, che normalmente quando viene in Consiglio ha sempre un filo di irritazione, evidentemente non è una cosa che gli piace fare e la fa un po' controvoglia, ha sempre qualche piccola lamentela nei confronti del Consiglio da rivolgere, in questo caso si è lamentato per un inizio tardivo dei lavori d'aula, un inizio tardivo che evidentemente lo ha infastidito perché, appunto, aveva altri impegni, come ha detto il collega La Spisa, di tipo istituzionale, quindi nei confronti dei quali abbiamo il massimo rispetto e io mi auguro che ci siano le scuse da parte del centrosinistra nei confronti del presidente Soru perché il ritardo d'aula mi consta che sia dovuto a una conferenza stampa, convocata dal centrosinistra per commentare i risultati del referendum, che è finita tardi e quindi ha determinato uno slittamento dell'inizio dei lavori d'aula. Quindi mi aspetto che ci sia da parte di qualche collega del centrosinistra un intervento che sia di scuse nei confronti del presidente Soru per il tempo che gli è stato fatto perdere. Magari potrebbero farlo anche a noi l'intervento di scusa, visto che anche noi tutto sommato eravamo in Aula dalle ore 10, ora in cui era convocato il Consiglio, e il Consiglio è iniziato ben più tardi.
Detto questo, che poco c'entra con l'agricoltura, insomma io penso che il presidente Soru nel suo intervento, che opportunamente è stato il primo di apertura del dibattito, ha detto delle cose che noi condividiamo, cioè ha detto che la mozione di censura per una serie di eventi è rivolta a un singolo Assessore, ma in realtà coinvolge l'intera Giunta, la coinvolge perché, al di là di quello che il presidente Soru ha rilevato sul numero di ore che la Giunta impiega a discutere i provvedimenti che vengono poi licenziati, la Giunta regionale ha oggi una collegialità e un rapporto col Presidente ben diversi rispetto a quelli che erano in passato. Il nuovo sistema istituzionale comporta che ci sia un rapporto fiduciario diretto tra Assessori e Presidente e che ci sia un rapporto fiduciario diretto tra il Presidente e chi lo ha eletto, per cui c'è un collegamento diretto tra la Giunta e il Presidente e il corpo elettorale, cosa che in passato non c'era. Quindi, ha fatto bene il presidente Soru a sottolineare come la presenza di una mozione di censura nei confronti di un Assessore era sicuramente da mettere in capo alla collegialità della Giunta; oltretutto di un Assessore che voi ricorderete come il Presidente ha presentato in quest'Aula, qualcuno commentò ed ebbe occasione di dire "con un sms", nel senso che il Presidente licenziò l'Assessore precedente, evidentemente inadeguato, e indicò quello nuovo, che lui evidentemente riteneva e ritiene ancora oggi più adeguato, con una comunicazione lapidaria, proprio a sottolineare come il rapporto fiduciario fosse forte e fosse indispensabile e necessario tra Presidente e Assessore, e che il Presidente, nell'occasione in cui si verificasse una riduzione del carico di fiducia con l'Assessore, fosse non solo nel diritto, ma addirittura nel dovere di sostituire quell'Assessore.
Ecco, ora io mi domando come lo stesso tipo di atteggiamento non abbia il presidente Soru nei confronti del sostituto dell'assessore Addis, quando il presidente Soru ha detto, sono state le sue parole, una cosa che - secondo me - dovrebbe rimanere come un macigno dentro quest'Aula: "Non credo che l'agricoltura in Sardegna vada peggio che in passato". Sembrerebbe che questa Giunta regionale sia venuta in Sardegna non per migliorare le condizioni della Sardegna, ma per non peggiorarle rispetto a quelle che erano in passato, perché la stessa dichiarazione che oggi ha fatto il presidente Soru sull'agricoltura, io l'ho sentita fare a rotazione da vari Assessori. Quante volte l'assessore Dirindin, a corto di argomentazioni sui temi della sanità, ha detto che quando c'era Oppi era uguale, non era meglio.
Insomma, questa Giunta non è venuta in Sardegna per non peggiorare la situazione che ha trovato, è venuta in Sardegna per cambiare la situazione, per migliorarla! Ha acceso speranze da parte dei sardi non perché i sardi volevano avere la garanzia di non andare a stare peggio, e non l'hanno avuto purtroppo perché si è andati a stare peggio, ma perché volevano da questo Consiglio regionale, da questa maggioranza regionale, la garanzia che si andasse meglio, volevano avere speranza, volevano avere entusiasmo, volevano vedere nuovo sviluppo. Il motivo per cui oggi i sardi sono delusi, non solo i consiglieri regionali del centrodestra, credetemi, da questa Giunta regionale è perché il miracolo, che doveva essere mostrato, non c'è stato e perché le condizioni complessive della Sardegna sono, se avete ragione voi, uguali rispetto a quelle che avete trovato, se abbiamo ragione noi, molto peggio rispetto a quelle che avete trovato.
Sui temi dell'agricoltura varie volte noi abbiamo fatto dibattiti in quest'Aula e varie volte abbiamo chiesto all'assessore Foddis di poter comprendere quale fosse il progetto strategico della Giunta regionale, della maggioranza di centrosinistra, su questi temi. Gli argomenti pesanti sul tappeto sono stati elencati decine di volte: i problemi del credito, i problemi della parcellizzazione dell'impresa agricola, anzi dell'inesistenza dell'impresa agricola in Sardegna e del mancato incoraggiamento all'attività di impresa agricola in Sardegna; i problemi del prezzo dell'energia, i problemi del prezzo dell'acqua, il problema della lavorazione e della verticalizzazione delle produzioni, il problema dell'assenza di massa critica di consumo e dell'insufficienza delle produzioni rispetto allo stesso consumo locale, sottolineati tante volte in quest'Aula.
E' chiaro che quest'Aula non è poi in grado di dare singolarmente soluzioni alla Giunta regionale, ma si aspetta dalla Giunta regionale un progetto di sviluppo complessivo dal quale emerga che esiste una strategia sull'agricoltura, dal quale emerga che la strategia sui problemi agricoli della Sardegna magari è collegata a quella sul turismo e che il consumo di prodotti agricoli può essere, in qualche maniera, insieme con la lavorazione degli stessi prodotti, integrato con lo sviluppo del turismo, e che magari il problema dell'agricoltura è legato al problema dei trasporti, alla continuità territoriale, che magari è legato ai problemi del marketing e della promozione, e che magari ci interesserebbe sapere che fine ha fatto l'Agenzia Sardegna Promozione, una delle infinite agenzie governative create dalla Sardegna, che mai ha avuto la fortuna di vedere la luce oltre la delibera di Giunta che l'ha istituita, e le varie delibere di Giunta che hanno indicato la strada per darle un direttore, le nomine dei direttori revocati; oggi che il direttore dell'Agenzia Sardegna Promozione è un dirigente della Regione, ci chiediamo quale sia l'attività di promozione che, nel settore agricolo, l'Agenzia Sardegna Promozione sta facendo. Ma è una domanda retorica, nel senso che ce lo chiediamo, ma sappiamo qual è la risposta: non sta facendo nessuna attività di promozione. La Giunta continua a stanziare fondi per la promozione mettendoli in capo ai singoli Assessorati e non in capo all'Agenzia per la promozione.
Allora, da tutte queste considerazioni (che ovviamente in dieci minuti sono contenute, giustamente, perché tanto alla fine sarebbe ripetitivo il ragionamento che sentirebbe l'assessore Foddis e la parte della Giunta regionale che ancora resta), l'indicazione qual è? E' l'indicazione che noi ci aspettavamo quattro anni e mezzo fa dalla Giunta regionale: una strategia di sviluppo, un progetto di sviluppo compatibile per il settore agricolo sardo. Dopo quattro anni e mezzo e i due Assessori, questo progetto non c'è, l'agricoltura sarda è nella situazione di tanti altri settori dell'economia sarda, una situazione di disastro, e quello che il presidente Soru riesce a dire è: "Guardate che prima non andava peggio di adesso".
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
Prego i colleghi di evitare questi accorpamenti che ci sono in giro per l'Aula, magari se vi sedete al vostro posto, oppure se uscite, ci fate una cortesia. Anche dal punto di vista estetico rende meglio se non facciamo capannelli durante i lavori d'Aula. Grazie.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo di fronte, l'ha sottolineato anche il Presidente nel suo breve intervento, a una grave crisi in Sardegna del comparto agricolo, una crisi che certamente viene da lontano e che coinvolge tutto il Sud del Paese; ma, nonostante le ingenti risorse a disposizione e gli interventi previsti dalle diverse leggi regionali, la situazione si è ulteriormente aggravata. Si riscontrano, a mio giudizio, da un lato ritardi nella spendita delle risorse destinate direttamente per l'ammodernamento delle aziende e il miglioramento delle produzioni, dall'altro l'inadeguatezza degli strumenti e delle strutture regionali di supporto e assistenza tecnica.
Abbiamo istituito, da tempo, tre agenzie con l'intento di garantire con proprie strutture un adeguato livello di assistenza tecnica alle aziende; penso, per esempio, a LAORE o ad ARGEA, per quanto riguarda le procedure legate all'accesso ai finanziamenti dell'Unione Europea, o all'Agenzia AGRIS, per quanto riguarda la ricerca. Ora, basta un dato semplicissimo, basta pensare all'incertezza che investe il personale dell'Agenzia LAORE, ma anche quello dell'AGRIS Sardegna, per comprendere che siamo di fronte a un'inadeguatezza strutturale che di fatto impedisce a queste strutture di svolgere le funzioni per cui sono state istituite. Rispetto a questo, non è più tollerabile alcun ritardo o esitazione da parte dell'Assessorato e da parte della Giunta.
Io mi scuso con i colleghi se magari esco fuori dal contenuto della mozione presentata dal collega Diana, ma mi vorrei soffermare sulla questione delle agenzie. Più volte ho sottolineato, attraverso lettere al Presidente, all'Assessore, o attraverso interrogazioni, l'inadeguatezza di queste agenzie e il fatto che fossimo di fronte a una gestione non sempre corretta dei dirigenti facenti capo a tali organismi. Io potrei citare le modifiche arbitrarie di parti sostanziali dello Statuto AGRIS, penso alle interpretazioni personali sulla stabilizzazione del personale ARA da parte del direttore dell'Agenzia LAORE, penso all'ultima interrogazione del mio Gruppo sull'attribuzione degli incarichi dirigenziali all'AGRIS, in cui sono evidenti palesi irregolarità e totale discrezionalità nel giudicare i concorrenti da parte del direttore generale; penso ai precari dell'AGRIS, che aspettano risposte concrete e precise dalla Giunta; ai dipendenti dell'ARA che, anche oggi, mi pare attraverso un comunicato stampa, manifesteranno sotto il Palazzo.
Non è pensabile - questo è il tema, il nodo - che i dirigenti di turno, che sono nominati da questa Giunta, sono nominati, non sono eletti, né tantomeno hanno partecipato a alcun concorso, quelli che chiedono agli altri con forte insistenza, sono figli dello Spirito Santo, alcune volte sono anche figli della cattiva politica, non è pensabile, dicevo, che possano, di volta in volta, interpretare le norme, che quest'Aula ha approvato, a proprio piacimento e non è possibile che l'Assessore, rispetto a tutto ciò, non dica nulla, non risponda alle nostre osservazioni; osservazioni, badate, che servono non a giudicare l'Assessore, ma a migliorare il sistema, a renderlo più agevole, rispettoso delle regole che tutti noi abbiamo voluto, scritto e approvato.
In data 2 settembre 2008, i sindaci del basso Sulcis hanno più volte denunciato l'interruzione dell'erogazione dell'acqua da parte del Commissario straordinario del Consorzio di bonifica di quel territorio, anch'egli nominato, non eletto, nominato, anch'egli figlio dello Spirito Santo, che arrogantemente, unilateralmente, arbitrariamente, mette in ginocchio le aziende di quel territorio. Ho personalmente, anche a nome della Commissione che io presiedo, sollecitato un intervento immediato dell'Assessore e del Presidente. Lo stesso invito l'ho ripetuto alcuni giorni fa, ma a oggi non ho ricevuto alcuna risposta che mi rassicuri su una positiva soluzione del problema.
Guardi, Assessore, sarebbe bastato un segnale, un "sms", anche un segnale di fumo, visto che siamo in tema di agricoltura, per - come dire - affrontare il tema, interloquire, cercare di trovare una soluzione insieme anche a chi presiede quella Commissione. Ho sollecitato, a nome della Commissione, il riconoscimento dello stato di calamità naturale per quelle aziende vitivinicole colpite drammaticamente dalla diffusione della peronospora, in particolar modo quelle del Nord Sardegna; a oggi, anche su questo tema, non si comprende quali iniziative intenda intraprendere l'Assessorato.
Da un mese, lo dico perché sono qui e li vedo, i precari del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale sono qui sotto, perché il Commissario non è in grado di interpretare correttamente l'articolato che riguarda questi lavoratori e che prevede semplicemente che, già da quest'anno, si avviino le procedure per la stabilizzazione. C'è stata una risoluzione, votata all'unanimità dalla Commissione, che evidenzia un aspetto semplicissimo, che l'articolo 34, comma 11, della legge regionale numero 6 del 23 maggio 2008, stabilisce che i consorzi di bonifica procedano all'assunzione, nelle proprie dotazioni organiche, per almeno sei mesi l'anno, del personale che ha già prestato attività lavorativa con contratto a tempo determinato a favore dei Consorzi per almeno 453 giornate lavorative negli ultimi cinque anni, comprese le giornate incluse nei contratti già definiti, "contratti già definiti" significa che contemplano tutte le turnazioni previste all'interno del 2008. Poiché il Commissario nominato, lo ripeto ancora una volta, non è in grado di interpretare la norma così com'è stata scritta e approvata da quest'Aula, va sostituito, urgentemente, perché sulla pelle dei lavoratori non si scherza.
Rimane poi il tema più complessivo, e concludo, legato ai fondi POR e al Piano di sviluppo rurale. Io leggo un passo (mi permetto di farlo in quest'Aula) contenuto nel volumetto che è stato consegnato ai sardi a due anni e mezzo di legislatura del Governo regionale: "Il Governo regionale considera un obiettivo strategico la valorizzazione delle zone interne della Sardegna, segnate da forti debolezze, lo spopolamento, l'isolamento, l'abbandono delle campagne e dell'agricoltura, l'inadeguatezza delle infrastrutture, la disoccupazione, l'insicurezza sociale, l'assistenzialismo. Le zone interne sono però anche il luogo dove l'accentramento nei paesi e la pastoralità hanno preservato patrimoni ambientali e modi di produrre che possono diventare centrali nella progettazione dello sviluppo". Quindi mi chiedo, se è vero che le zone interne sono centrali per lo sviluppo in Sardegna, è fondamentale, da subito, da oggi, sperimentare un modello di sviluppo agricolo forte, competitivo, differenziato, che consenta di valorizzare le diversità presenti in Sardegna, cioè, lo dico con chiarezza, il contrario rispetto a ciò che si è fatto fino a oggi, valorizzando e incentivando le aziende e i territori che hanno avviato da tempo una agricoltura industrializzata che non risponde alla realtà del mondo agropastorale che tutti noi conosciamo.
Io penso sia indispensabile, per uscire da questa crisi strutturale, rafforzare il comparto ovi-caprino, accelerare la spesa, le indennità compensative, chiudere il tema legato ai POR, avviare tutte le misure del PSR, chiudere definitivamente la questione legata all'indebitamento delle aziende e, infine, risolvere l'emergenza, le emergenze in generale, a cui bisogna dare risposte in tempi certi per risarcire i nostri agricoltori, per risarcire i nostri allevatori colpiti dalle calamità naturali.
Signor Assessore, mancano alcuni mesi alla chiusura del mandato, penso che alcune risposte si possano dare, penso che l'Assessore possa dare alcune risposte a partire da oggi già nel suo intervento di chiusura, però con l'umiltà e la capacità di ascolto che richiede un momento difficile come questo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, il mio vuole essere un intervento non diretto alla persona dell'Assessore (come giustamente hanno già detto i colleghi che mi hanno preceduto), bensì a una situazione incancrenita che è quella in cui versa l'agricoltura ormai da parecchi anni. Se dovessimo analizzare l'ultima parte dell'intervento del Presidente della Commissione agricoltura, penso che avremmo da dibattere per vari giorni.
E' stato chiesto più volte a questo Consiglio, dal sottoscritto ma anche da altri, di programmare una tornata per discutere dell'agricoltura, la grande malata, ormai agonizzante, in Sardegna. Vedete, poc'anzi, il presidente Soru, prima di andare via, ha detto: "Noi abbiamo un progetto per l'agricoltura"; se un progetto c'è, sinceramente, almeno per quello che abbiamo potuto e stiamo toccando con mano giorno per giorno nei nostri centri, non si vede, e se c'è un progetto, parto sempre dalle parole del Presidente, probabilmente è un progetto che è volto non a migliorare la situazione nel breve e nel medio, bensì a peggiorarla giorno per giorno.
E' stato detto che il prezzo del latte è aumentato; è vero! Però è stato omesso di dire una cosa importantissima, cioè che è diminuita drasticamente la quantità di latte prodotta, siccome in economia se la domanda è costante e l'offerta cala, il prezzo aumenta, quindi è una conseguenza del mercato, è una conseguenza della diminuzione dell'offerta, perché niente e nulla è stato fatto per difendere il prezzo del latte.
Già in vari interventi, in quest'Aula, il sottoscritto ha rimarcato più volte che è insostenibile, non solo per l'agricoltura, ma in tutti i settori produttivi, il costo di produzione che caratterizza l'economia in Sardegna e che riguarda tutti i settori produttivi, ma principalmente in agricoltura il costo di produzione è inaccettabile.
Abbiamo fatto più volte i paragoni tra la nostra economia, chiusa e insulare, e l'economia del continente. Abbiamo più volte detto e rimarcato, il sottoscritto e anche altri colleghi qui in Aula, come la nostra agricoltura non può assolutamente sopravvivere in quanto non riesce a essere concorrenziale con l'agricoltura del continente e delle altre Nazioni europee perché sopporta un costo di produzione pari a oltre il 35 per cento confrontata con le economie delle altre Regioni. Lo ha accennato il relatore della mozione poc'anzi: il salto che ha fatto ultimamente in Sardegna l'aumento del prezzo sui mangimi, sui concimi, sui trasporti e su quant'altro. Se a questo fenomeno noi aggiungiamo attualmente la mancanza, ormai l'interruzione, dei trasporti tra Sardegna e continente, sull'annullamento della continuità su rotaia, bene, ci rendiamo conto in che condizioni noi attualmente siamo e perché non riusciamo a decollare.
E' qui, Assessore, che io voglio richiamare l'attenzione della Giunta, non solo dell'Assessore. Questo è il problema madre. Fermo restando che, alla mancata strutturazione della nostra agricoltura, alla mancata modernizzazione della stessa negli ultimi vent'anni, si sommano fattori negativi che sono dei punti di debolezza quasi insormontabili della nostra agricoltura, in questi cinque anni, qual è il progetto che noi ancora non abbiamo visto? Quali sono le iniziative che questa Giunta ha fatto affinché non scompaiano, come stanno scomparendo dai nostri piccoli centri, le piccole imprese agricole? Cosa ha fatto per ovviare ai danni enormi - Assessore, per questo mi rivolgo a lei - che il PPR ha fatto nelle zone agricole? Perché quando non possiamo elettrificare, quando non possiamo realizzare strade che possano consentire l'arrivo in azienda ai mezzi meccanici (in modo da non dover cambiare un mezzo ogni anno), quando non possiamo intervenire sulle pendenze delle strade rurali se non ricaricando a touvenant e chiaramente ogni inverno bisogna rifare la strada, qual è allora questo progetto che va incontro all'agricoltura? Quando non si interviene razionalmente sul caos e sull'immobilismo che c'è nelle agenzie che sono state create giustamente come iniziativa per annullare gli enti e che hanno non solo non migliorato, ma continuato a ingessare l'operatività principalmente dell'agenzia esecutiva che è LAORE, qual è il progetto di sviluppo?
Quando ancora non si intravede il mantenimento delle promesse o dei programmi fatti per alleviare l'indebitamento, cioè non si vede all'orizzonte uno strumento e si lascia ancora che le banche continuino a dire che loro giustamente non possono rimetterci, perché i soldi sono pubblici, ma quando non si interviene con uno strumento idoneo benché sia stato pubblicizzato con dichiarazioni roboanti (mi ricordo quando è stato fatto l'incontro con il Ministro dell'agricoltura) e non è seguito niente, come si fa a dire che si sta perseguendo un progetto ben preciso? Io concordo sul fatto che, in tre anni, in quattro anni, non possiamo ribaltare la situazione precedente, noi stiamo attraversando una congiuntura economica molto difficile, nell'agricoltura, non da quest'anno, da vari anni, ma se non si gettano le basi affinché se non altro si argini questo deperimento, si argini questa caduta ormai in verticale che ha questo settore, è chiaro che non possiamo dire di aver fatto di tutto. No, si è fatto ma non sufficientemente. Si è fatto ma non sufficientemente, Assessore! Ed è questo il grido che noi, in quest'Aula, già da quattro anni le stiamo rivolgendo.
Allora se non è stata sufficiente l'azione, se non c'è stata sufficiente iniziativa giustamente, come diceva il presidente Licheri, perché non si ascoltano le voci dei consiglieri? Perché non si ascoltano le proposte? Perché non si mandano avanti gli ordini del giorno del Consiglio? Perché non si mandano avanti le risoluzioni della Commissione agricoltura? Cioè questo Consiglio, che ha riportato all'attenzione della Giunta in questi anni il gravissimo problema dell'agricoltura, ancora non vede risposte, non in Consiglio ma purtroppo neanche all'interno di tutta l'isola. Nei nostri centri si tocca con mano la crisi, la disperazione degli allevatori e, se è vero che il prezzo del latte è salito, come ho detto poc'anzi, da 0,60 a 0,80, è pur vero che il costo di un litro di latte è andato da 0,75 a 0,87, qui è il problema che ha accennato il collega Diana.
Allora noi dobbiamo intervenire sui costi di produzione, Assessore, l'ho detto da tanto tempo, sui fattori del prezzo e questo può essere fatto ricontrattando il rapporto con l'Unione Europea. Noi non siamo la Cenerentola d'Europa! Noi siamo un'isola, esistono delle norme che danno priorità assoluta a questa situazione e l'insularità, da punto di debolezza, deve e può diventare punto di forza. E' necessario ricontrattare il rapporto con l'Unione Europea, è necessario che capiscano, se è vero che noi non facciamo concorrenza agli altri, se dobbiamo annullare l'indebitamento. Noi non possiamo fare concorrenza agli altri se interveniamo, ma non possiamo intervenire sul prezzo, è chiaro. Non può la Giunta aumentare il prezzo del latte, non può perché non può farlo, ma è necessario creare i presupposti affinché si possa intervenire sui fattori che concorrono al prezzo, sul costo di produzione, dimostrare che il nostro costo di produzione, che è il 35 per cento in più delle altre Regioni, ci mette in condizione di inginocchiarci, ci mette in condizioni fallimentari, e allora è giusto che noi partiamo dalla stessa linea per arrivare allo stesso traguardo. Questo dobbiamo chiedere all'Unione Europea, però ancora a oggi non si vede niente di concreto che sia stato fatto.
Come un'altra carenza enorme, che io ho sempre sottolineato in quest'Aula, è non aver coinvolto l'Università di Agraria, la prestigiosa Università di Agraria che ha la Sardegna non è stata mai coinvolta nei programmi e nei progetti. Ma, ripeto, non basterebbero non dieci, ma venti minuti e ore per poter parlare ognuno di noi di queste problematiche.
Quindi questo è il grido che le si rivolge, Assessore. Oggi c'è una censura, io dovrò votarla perché faccio parte dell'opposizione, mi dispiace personalmente per lei perché posso anche capire che, dal punto di vista personale, lei possa fare quello che le è possibile fare, però, mi creda, sono mancati alcuni punti essenziali perché non si può parlare di macroeconomia in agricoltura in Sardegna, è indispensabile e necessario salvare la piccola azienda…
PRESIDENTE. Concluda.
RASSU (F.I.). Sto concludendo, Presidente. Salvare la piccola azienda, salvare la specificità, la nostra pastoralità, che è un bene, una risorsa enorme, come anche il presidente Licheri ha detto, per i nostri piccoli centri e non annientarla come sta succedendo invece ora per una politica che vede solo le grandi aziende, che vede solo la macroeconomia e non la piccola, l'economia dei piccoli numeri, Assessore, che è quell'economia che fa grande l'economia, perché, questi giorni lo dimostrano, quando cade un grande numero cade tutto il sistema, quando cade un piccolo numero non succede niente perché ce ne sarà un altro che immediatamente sopperirà a quel piccolo numero. Il nostro segreto è potenziare la piccola e microimpresa agricola, che è impresa familiare, mettere in atto iniziative concrete, ascoltare la voce della gente e lasciare stare i proclami dove debbono stare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, devo dire che ho salutato con piacere stamattina la presenza del Presidente e dell'intera Giunta, anche se, dopo i primi due interventi, già la metà della Giunta, compreso il Presidente, non c'era più. Avrei voluto effettivamente - e lo speravo - che, in una discussione così importante come quella che riguarda la censura dell'Assessore dell'agricoltura, che è sicuramente una censura che riguarda tutta la Giunta, il Presidente della Giunta aspettasse per sentire le cose che vengono dette dal Consiglio regionale e soprattutto le cose che vengono dette dai firmatari della mozione.
Allora, Assessore, io credo che noi dovremmo partire dall'attuale situazione del mondo agro-pastorale e delle campagne perché ritengo che la mozione si giustifichi soprattutto con la situazione che sta vivendo oggi il mondo delle campagne. Credo che non sfugga a nessuno il fatto che questo mondo oggi sta attraversando la crisi peggiore della sua storia e quindi se questo è successo evidentemente qualcosa non ha funzionato, sicuramente non soltanto a causa di questo Governo regionale, ma certamente questo Governo regionale ha accentuato la crisi, se è vero come è vero che, a quattro anni e oltre di governo da parte di questa Giunta regionale, la situazione non è migliorata, ma è peggiorata.
Allora, io provo così a dire perché la situazione è peggiorata e quali sono stati gli errori della Giunta regionale, che non è riuscita a porre rimedio a una situazione di emergenza quale quella che sta vivendo soprattutto il mondo-agropastorale. Ed è grave la situazione perché noi stiamo parlando di un settore che è portante per la nostra economia, perché dal mondo agro-pastorale si alimenta tutta l'economia della Sardegna e se fallisce il mondo agro-pastorale sicuramente fallisce tutta l'economia della Sardegna.
Allora, secondo me, questo Governo regionale non ha risolto il problema perché ha sbagliato l'approccio della soluzione dei problemi in agricoltura; questa Giunta regionale ha ritenuto che, facendo una riforma degli enti, si sarebbero risolti i problemi dell'agricoltura, ma non è così! Un rimescolamento delle carte, come avete fatto voi per quanto riguarda gli enti, non poteva risolvere i problemi dell'agricoltura, questo è il primo errore fondamentale che voi avete fatto. Questo rimescolamento degli enti abbiamo visto che non ha diminuito le spese per quanto riguarda gli enti agricoli e le agenzie sicuramente non costano meno degli enti agricoli e i servizi soprattutto non sono migliorati nel territorio e quindi questo è già un primo fallimento! Ha fatto bene il Presidente della Commissione agricoltura a dire le cose che ha detto per quanto riguarda le agenzie agricole e per quanto riguarda l'agricoltura in genere, anche se mi dispiace che alla fine, come è solita fare, Rifondazione Comunista voterà per salvare l'Assessore e la Giunta. Io vorrei che fosse conseguente alle cose che ha detto e che si esprimesse, diciamo, in modo coerente con le cose che ha detto e con le cose giuste che ha fatto nei confronti del Governo regionale per quanto riguarda la situazione agricola.
Noi dobbiamo partire da una condizione fondamentale e dire perché è fallito oggi il mondo agro-pastorale, perché è fallita un'economia. Abbiamo visto che i prezzi del latte sono rimasti quelli che sono con qualche piccolo aumento attuale, però i costi di produzione sono triplicati, quando non quadruplicati o quintuplicati in base ai costi che erano pochi anni fa. Allora io non posso accettare il discorso che fa il presidente Soru quasi come fosse una conquista che il prezzo del latte probabilmente quest'anno sarà a 80 centesimi al litro; è nulla, stiamo tornando ai prezzi di vent'anni fa ed è soprattutto nulla in base ai costi che oggi deve affrontare l'agricoltura per mandare avanti le aziende perché, è stato già detto, sono aumentati i costi dei mangimi, i costi dei concimi, i costi dell'energia elettrica, i costi dei trasporti, ormai non si può fare più un paragone con le spese del passato. Allora, la domanda che noi ci poniamo è: cosa ha fatto questa Giunta regionale per ridurre i costi di produzione, a fronte di un costo del latte che è quello che è?
Ecco, questa è la vera politica che è mancata da parte della Giunta regionale, perché la Giunta regionale avrebbe dovuto fare in modo che queste aziende agricole rimanessero e diventassero competitive in Sardegna e in Italia, cosa che non è successa. Le aziende agricole sono più in crisi di prima, il mondo delle campagne sta abbandonando la campagna, ci sono tutti i giorni abbandoni da parte del mondo agricolo perché non è più conveniente rimanerci. Anche oggi il prezzo del latte si sta aggirando intorno agli 80 centesimi, è ancora un prezzo assolutamente inadeguato, però non abbiamo preso in considerazione il fatto che quest'anno la produzione è ridotta moltissimo e quindi si sta pagando una mancata produzione, e che probabilmente c'è una maggiore richiesta e non c'è produzione, soprattutto perché la gente ha abbandonato le campagne. Molte aziende agricole hanno abbandonato e quindi non c'è la possibilità oggi di garantire grande produzione.
Allora, io mi chiedo dove sia questo progetto per l'agricoltura che stamattina ha sottolineato il presidente Soru. Non esiste un progetto per l'agricoltura perché l'agricoltura è stata abbandonata al proprio destino in questi anni, qualcuno mi chiederà qual è il nesso che c'è oggi fra produzione e consumi in Sardegna! Ma lei ha chiesto, Assessore, quanto consumano oggi le aziende turistiche, quanto consumano oggi gli alberghi in Sardegna dei prodotti sardi? Nulla, non consumano assolutamente nulla! Oggi praticamente le persone che arrivano in Sardegna per i loro consumi si servono soprattutto delle aziende dell'Emilia-Romagna, della Pianura padana, non certamente delle produzioni locali. Allora, noi vediamo che quei pochi prodotti che vengono garantiti dalla Sardegna non hanno la possibilità di essere smerciati, quindi non c'è un collegamento fra produzione e consumo. Qui è mancata la politica, perché io posso capire che certi interventi possono essere fatti o meno, naturalmente ci vuole la volontà per farli, però sicuramente è compito della politica riuscire ad armonizzare le produzioni e i consumi, cosa che non c'è stata nella maniera più assoluta.
Così come non posso accettare quando dice il Presidente - un'altra grande "balla" - che sono diminuiti i costi dell'acqua! Ma dove sono diminuiti i costi dell'acqua? Non è assolutamente vero perché, se parliamo dell'acqua potabile, i costi dell'acqua sono triplicati in questi anni, non è vero che sono diminuiti i costi dell'acqua, come non sono diminuiti i costi dell'acqua in agricoltura. Anche gli interventi che erano stati previsti per risparmiare, per ridurre i consumi dell'acqua in agricoltura, che erano quelli di far pagare le bollette in base al consumo e non all'etteraggio, non sono stati fatti. Assessore, lei sa che interventi sono stati fatti in questi anni! Assolutamente nulla! Anche per i consumi dell'acqua in agricoltura, che sono sicuramente in certi casi eccessivi, non abbiamo programmato l'utilizzo della risorsa idrica, non abbiamo messo nelle condizioni gli operatori agricoli di poter consumare sicuramente in modo adeguato.
Assessore, io le attribuiscono un'altra grande responsabilità: nel momento in cui questo Governo della Regione ha approvato la legge numero 8 e soprattutto i Piani paesaggistici regionali, noi abbiamo visto che il mondo agricolo è stato quello più penalizzato perché si è visto privare degli interventi fondamentali per le campagne, certo, perché quando noi diciamo che non possono essere asfaltate le strade di penetrazione agraria, quando non si possono fare le recinzioni, quando non si possono fare unità abitative, quando si riduce tutto all'interno del mondo della campagna, noi non stiamo facendo un regalo o non stiamo facendo gli interessi delle campagne, noi stiamo penalizzando la campagna, bene, se in quella fase l'Assessore dell'urbanistica non ha avuto la sensibilità giusta per venire incontro al mondo agricolo, avrebbe dovuto lei, che è l'Assessore competente...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). Ho finito, Presidente. Avrebbe dovuto lei, che è l'Assessore competente, impedire che la situazione si riducesse in questo stato. Ecco, io credo che lei, Assessore, per quel poco che mancherà alla fine della legislatura...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). Ho finito, ho finito, dico soltanto questo concetto e ho finito. Lei potrebbe fare anche qualcosa di positivo, non certamente potrà risolvere i problemi dell'agricoltura, perché se non è stato fatto in questi quattro anni, non si fa neanche adesso, però almeno riveda le norme previste all'interno dei bandi, per la spendita dei bandi POR, per la spendita delle risorse dei fondi comunitari, almeno avvii una politica di semplificazione per riuscire a spendere le risorse importanti che ci ha messo a disposizione l'Unione Europea, se almeno riuscirà a fare questo, io credo che qualcosa riuscirà ad aver salvato del suo fallimentare Assessorato dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Però, se ognuno introduce un concetto quando gli è finito il tempo, ci vogliono almeno altri tre minuti per svilupparlo!
E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, credo che convenga per il dibattito seguire la procedura che ha proposto il collega Diana con una sottolineatura, per la prima volta discutiamo della possibile censura di un Assessore, io penso che, siccome si tratta della prima volta e quindi stabiliamo un percorso per il futuro, ci si debba attenere alla discussione sulla censura possibile per un Assessore, perché se invece in modo surrettizio si passa da questa procedura a un'altra procedura, quella di discutere della Giunta e del centrosinistra, si comprende che si cambia l'ordine del giorno e che noi non possiamo seguirvi. Siete reduci da un errore fatto poche settimane fa e pochi giorni fa, avete promosso un referendum e nel corso della campagna referendaria avete cambiato, o tentato di cambiare, l'ordine del giorno dicendo che era un referendum pro Soru, un'anticipazione, un antipasto, uno sfratto, poi i cittadini invece hanno scelto come hanno ritenuto di dover scegliere. Allora, io penso che sia importante stare alle procedure che sono democrazia, regole, nel caso della destra anche disciplina e coraggio.
Perché dobbiamo fare questa operazione? Perché stiamo discutendo di un segmento, di un segmento importante dell'economia della nostra Regione e quindi dobbiamo tutti richiamarci a uno sforzo per inquadrare le possibili soluzioni all'argomento che è in discussione perché tutti vogliamo il bene della collettività, non ne sento mai uno dire: "No, io voglio il male"; tutti vogliamo il bene della collettività. Allora, siccome è così, io credo che sia il caso di fare molto serenamente una riflessione, sui modelli produttivi, sulla funzione delle imprese e sulla capacità di produrre reddito. Poiché non ci sono più i grandi riferimenti per chi ha creduto e crede nel socialismo, mi pare che ci sia una discussione in atto molto impegnativa. Per chi ha creduto, anche recentemente, nel sistema produttivo americano, penso che ci sia da fare qualche riflessione sui valori, sulla capacità di produrre, sulla funzione degli Stati e sulla funzione dei Governi.
Possiamo fare una riflessione parlando di un segmento e tenendo presente che buona parte della capacità produttiva della nostra Regione nel comparto vitivinicolo viene collocata nel mercato mondiale dei consumi e se la crisi americana si estende, si estende e ci travolge? Altro che discutere di economia di cortile, della campagnetta che confina con noi o dell'economia del proprio paese! Non possiamo escluderci da un confronto di quelle dimensioni e allora io penso che debba essere fatto discutendo di un segmento importante, ma non dicendo che è tutto negativo. Ma quante "balle" vogliamo raccontare da qui alle elezioni? Quante ne vogliamo raccontare? Ma facciamo uno sforzo perché ognuno di noi ne racconti il meno possibile! Sono aumentate le presenze in Sardegna per quanto riguarda il turismo, aumentate, e di molto! Allora io credo che bisogna riflettere in modo tale che evitiamo di commettere degli errori dei quali poi dobbiamo rispondere, e aggiungo: guardate che il comparto produttivo più finanziato negli ultimi trent'anni in Sardegna non è la chimica, è l'agricoltura e la pastorizia. Va bene? E se siamo dentro questa situazione fallimentare, bisogna riflettere per dare un'indicazione ai produttori, alle aziende, che guardi al domani, il finanziamento facile alla "Muledda" o alla "Contu" non c'è più. Va bene?
Allora noi dobbiamo fare un'altra riflessione, l'Assessore mi permetta, tanto ha vicino un medico molto bravo e quindi se gli tocca il polso è per dargli serenità, non succede nulla, Foddis, stiamo discutendo di politica, non c'entra nulla il giudizio sulle persone perché magari poi il giudizio sulle persone è positivo, stiamo parlando di una situazione della quale lei oggi è rappresentante. Io sono convinto che lei non sia soddisfatto di come stanno andando le cose, che lei quando ha assunto l'incarico pensava di poter fare di più, che una cosa è operare dentro un'azienda, altra cosa è farsi carico di tutte le aziende, poi che aziende nel comparto pastorale, e in più, collega Diana, l'agricoltura è un termine molto largo, se dobbiamo parlare della pastorizia bisognerà dare una risposta lì, se dobbiamo parlare del vitivinicolo bisogna dare una risposta lì, se dobbiamo parlare dell'ortofrutta bisogna dare una risposta lì. Quindi, io dico che questo la maggioranza dovrebbe fare e, nella maggioranza, il partito di maggioranza, ci sono pochi mesi, cosa facciamo in agricoltura da qui alla conclusione del mandato per snellire le procedure laddove è possibile, per spendere soldi dov'è possibile?
E anche, Assessore, per dire ai suoi collaboratori (a quelli che il collega e compagno Licheri diceva che non hanno vinto il concorso, che sono figli della logica naturale dell'indicazione di parte, a volte uno diventa bravo perché appartiene a un partito e se non era bravo, bravo non è; non è che la tessera di partito lo fa diventare bravo, non è più così!), siccome lei ha dei collaboratori, che ci sono segnalazioni di responsabili della politica regionale, Presidenti di Commissioni, e Commissioni come quella agricola, che danno un'indicazione e se quello se ne frega altamente, caro Assessore, di quello ne risponde lei, se lei non lo prende per l'orecchio, se ha l'orecchio, perché per avere orecchio bisogna avere la testa e non sempre hanno la testa, e lo sposta da un'altra parte. Chiaro che "lì" non è terreno di nessuno, che quella è una struttura che serve alla collettività sarda e non per inquadrare gli amici e gli amici degli amici, solo perché hanno fatto un corso di laurea assieme, ma di che cosa stiamo parlando, dell'interesse generale o di un'aspettativa di uno? Poi ne risponde lei e assieme a lei guardi che ne rispondiamo noi e io vorrei rispondere sempre bene di quello che facciamo avendo chiare le difficoltà!
Allora, c'è una grande attesa per il PSR. Assessore, c'è una grande attesa! Lei devi dirci qua oggi quando prenderà la parola, pacatamente, non succede nulla, cosa pensa di fare nelle prossime ore, perché c'è una grande attesa dal sistema. Perché se no si può anche dire qui che, per colpa di Soru, non si può fare la recinzione, ma perché raccontiamo "balle" come questa che non si può fare una recinzione? Non si può fare la recinzione a Villa Certosa perché Berlusconi si oppone a che quello si chiude la proprietà, ma nella mia campagna la recinzione io la faccio, purtroppo costa un sacco di soldi, ma non è mica Soru che m'impedisce. Ma chi le dice tutte queste cosa qua? Che impedisce di fare la recinzione? Diciamo che è così, va bene anche così, voglio dire, tanto è festa, siamo ben pagati.
Allora io credo che ci voglia un attimo, Foddis, un attimo di attenzione in più anche per le segnalazioni che le danno i colleghi, anche di quei colleghi dell'opposizione perché non tutti sono persone che fanno solo propaganda, ci sono persone che fanno impresa e che quando trattano un argomento lo fanno dal punto di vista dell'impresa, quindi ascoltare anche quelli è importante, perché il mondo agricolo è figlio di tante gestioni, anche delle loro gestioni.
Siccome, io sto per concludere, tutto vorrei fare, ma non prendere l'esempio da Felicetto Contu (anche perché quel giudizio sull'agricoltura di Felicetto Contu è stato dato quattro anni e mezzo fa e siete stati bocciati. Che volete? Prendetene atto, adesso c'è un'altra valutazione), chiaramente voterò contro la proposta che avete fatto per quanto riguarda lei riferita alla censura, però lei è una persona intelligente e non penserà che sono totalmente d'accordo con le cose che state facendo, chiaro? Siccome non è d'accordo neanche lei con molte cose che stanno succedendo, facciamo in modo che questa occasione, promossa dal collega Diana, sia utile al Consiglio e alla collettività sarda perché di questo c'è bisogno.
PRESIDENTE. Concluda, prego.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Ho concluso, grazie!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, dopo l'onorevole Cugini viene agevole non colpevolizzare i vari Assessori dell'agricoltura perché, in modo bipartisan, ha detto che Muledda andava male e Contu andava altrettanto male. Probabilmente perché si ricorda che questa benedetta Istituzione regionale è stata governata per gran parte e per lungo tempo dal centrosinistra. Ma l'onorevole Cugini bene ha fatto anche a inserire le argomentazioni che ha posto all'interno di un sistema globalizzato. Vero è che il cosiddetto sistema americano non è che valga più di quello che è stato il sistema sovietico. Se uno è stato bocciato ed è fallimentare per quello che ha dato nel tempo, ed è stato ormai certificato, probabilmente qualche assestamento, in un capitalismo spinto, andrebbe adeguatamente posto nelle condizioni dovute.
Il problema della geopolitica, il problema dell'economia globale ci porterebbe lontano e non ci farebbe affrontare i temi più urgenti dell'agricoltura sarda; un settore importante nell'economia, un settore su cui gravano problemi legati alla tradizione e al sistema Sardegna stesso, oltre a quelli come la geografia, l'orografia, il sistema viario, il sistema delle aziende in Sardegna. Credo che su questo dovremmo appuntarci con serenità alcune tematiche.
Ma, restando nel tema politico, la presenza del presidente Soru, con tutta la Giunta, non era la difesa certamente dovuta a un Assessore. A mio giudizio, invece, vi era la volontà di far capire al centrosinistra, ed è un problema tutto interno al centrosinistra, che la Giunta è questa e non si tocca, e che questa è la politica da portare a compimento e che non si può toccare in nessuna misura e maniera. Era un avvertimento chiaro ai banchi della maggioranza, piuttosto che una difesa d'ufficio e scontata, quantunque doverosa, nei confronti dell'Assessore.
Ciò che è importante è che quel che ha detto il presidente Soru (venuto tra l'altro con animo e con misura dimessa, animo e misura dimessa per quelle che sono le politiche riscontrate sino a oggi da questa Giunta, e in particolare dall'Assessorato dell'agricoltura) ha tentato in qualche maniera e misura di confondere le idee, qualche collega prima lo ha evidenziato, come sul prezzo del latte che potrebbe, ripeto "che potrebbe", salire, comunque sia non ripaga i costi che le aziende agricole devono sopportare, con gli aumenti sconsiderati che si sono avuti tra mangimi, concimi e sementi.
Ora, io credo che la politica agricola in Sardegna non viva di cose virtuali, del fatto che gli agricoltori sardi chiedevano semplificazioni, del fatto che gli agricoltori sardi volevano che un sistema istituzionale, così come era organizzato prima, andasse dissolto. Probabilmente lo volevano, ma volevano che fosse fatto in maniera adeguata e appropriata, cosa che non è avvenuta. Si sono create agenzie per poter dirigere in maniera centralistica e in maniera inopportuna, sostengo io, la politica regionale sarda, legata al mondo dell'agricoltura. Basterebbe pensare, Assessore, a quello che è stato finanziato con la linea del POR 4.12 A e B, in una di quelle graduatorie si sono finanziate solo sei domande, in un'altra una quindicina, e tra l'altro non si riesce neanche a far finanziare successive altre domande perché non c'è l'opportunità di utilizzare i denari di chi ha rinunciato. La colpevolezza di non utilizzo di quelle risorse finanziarie, a chi è addebitabile?
In un'altra occasione, in cui ebbi modo di dibattere dei problemi dell'agricoltura, io dissi che quando un direttore generale, o giù di lì, non funziona, si cambia. Le lamentele che oggi ho sentito dal Presidente della Commissione agricoltura, che non è certamente dell'opposizione, le ponevano in campo problemi di raccordo fra la Giunta e il Consiglio regionale, fra le ipotesi di politica che la Giunta regionale vuole porre in agricoltura e gli indirizzi e, eventualmente, il dibattito interno in rappresentanza del Popolo sardo che questo Consiglio vorrebbe portare a compimento e ne è impedito. Allora io mi chiedo qual è la politica che sino a oggi ha sostenuto l'agricoltura sarda. Quella di aver diviso in tre agenzie? Quella di aver detto che si sono sistemati i consorzi di bonifica? Quello di aver detto che l'acqua costa ormai poco, cercando di unificare il sistema? Cercando di salvare e introdurre il problema dei referendum?
Nessuno, colpevolmente, ancorché il centrosinistra abbia fatto un discorso sui referendum, ha detto quanta pubblicità istituzionale, anziché utilizzarla in malo modo, come spesso è stata utilizzata, è stata fatta per i referendum e perché i cittadini fossero posti in grado di conoscere. Mentre, invece, si nasconde ancora una volta la pubblicità istituzionale, portando a compimento i bandi pubblici nel periodo di agosto, quando la gente è distratta, è fuori, non può conoscere quello che avviene nelle segrete stanze della Regione. E' questa la democrazia, la libertà, l'opportunità che si offre al Popolo sardo? E' questo l'utilizzo dei danari nel miglior modo, perché il cittadino sia posto nelle condizioni di conoscere? E quando si parla (mi dispiace che sia andato via il Presidente, perché puntava il dito da questa parte) di legge numero 44, bene ha fatto Cugini poco fa, ci sono delle responsabilità ben precise con nomi e cognomi, e sono del centrosinistra, nelle notifiche non fatte a Bruxelles. E quindi che si guardi bene il Presidente a indicare diversamente.
Ora, io francamente la informatizzazione e la telematizzazione in agricoltura, così tanto vantata a esempio e invidiata da altre Regioni, non l'ho ancora vista. Tanto non l'ho ancora vista che le tre agenzie non si parlano l'una con l'altra, e boicottano e distruggono anche quel poco che un agricoltore, con pochi mezzi, può portare a compimento con la propria domanda all'interno di quel bando che risulta e non risulta. Esulo dal parlare di fatti personali, ma l'Assessore ben sa quanto si sia sbagliato anche nei confronti di tre domande che avevano tutti i requisiti e che potevano essere impugnate con un avvocato, anche perché non rispondenti a quelli che sono bandi europei. Questo non per dire che io, che provengo dal mondo della cooperazione, dico che tutela la cooperazione. Il problema è mettere alla pari cooperazione e sistema imprenditoriale tout court. Il problema è non dire che una filiera inizia e finisce solo con la cooperazione. Il problema è dire che chi versa il latte a un industriale di Thiesi, qualunque nome abbia, o di Macomer, è messo nelle stesse e uguali condizioni di quello che versa il latte alla Cooperativa di Siamanna, piuttosto che alla "3A" di Arborea. Perché altrimenti non c'è una giusta posizione dell'istituzione autonomistica nel garantire quella democraticità e libertà per tutti, per chi vuole intraprendere.
Allora, siccome sta terminando il tempo e ci vorrebbero ben più tempi per poter ragionare intorno al sistema agricolo, io dico che, probabilmente, non è un discorso né di censura, né di dimissionamento di un Assessore, non è questo, io credo che bisognerebbe guardare con attenzione quel sardo, quel povero "Cristo" che lavora dalla mattina alla sera, che è sottoposto alle intemperie del tempo che non si sa come vada, che va, semina e resta in attesa e non sa cosa deve avvenire. Se non si ha in testa che l'uomo è il centro della politica, in particolare in questo caso della politica agricola, credo che non si abbia contezza di quello che vuol dire fare istituzione ed essere nel prosieguo in sviluppo per la nostra Isola.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, dall'andamento del dibattito di questa mattina si possono evincere alcune tendenze. I colleghi del centrodestra mi sembra colgano solo in parte l'opportunità di questo dibattito e, a partire dal primo relatore, l'onorevole Diana, si sono gettati in una critica a tutto campo dell'operato dell'Assessore, ma anche della Giunta, addebitandogli le cose più disparate. L'onorevole Diana non si è limitato ad addebitargli e chiedere che cosa potesse fare sul costo dei mangimi o delle sementi, si è spinto a parlare del costo del carburante, quindi dell'andamento dei mercati petroliferi mondiali, poco ci è mancato che imputasse all'assessore Foddis anche la crisi dei mercati finanziari e le conseguenze a catena che questa crisi mondiale, scatenata da alcune banche americane, possono avere sull'economia sarda.
Ha continuato con questo spirito anche l'onorevole Ladu, che addirittura è arrivato ad appropriarsi di quella che è stata una nostra analisi critica sul modello turistico sardo, un modello turistico che a partire dalla cementificazione delle coste, dai villaggi fantasma, alle seconde case, non offre alcuno sbocco per le nostre produzioni, perché obbedisce alla logica di acquisto delle multinazionali. Oggi i villaggi turistici vengono gestiti da tour operator mondiali che hanno sedi a Milano o altrove nel mondo, che hanno, appunto, logiche di acquisto delle grandi multinazionali. E le grandi multinazionali si servono di canali ai quali, evidentemente, i nostri produttori non possono accedere perché sono logiche diverse, sono logiche di standard e di volumi notevolissimi, sono logiche banalmente di prezzo. Ma questo modello turistico non credo che l'abbia voluto la Giunta Soru, non credo che il modello turistico - che consegna la gestione del turismo, l'estrazione del turismo dalla nostra terra ad altri che obbedisce a logiche di altri e interessi di altri - l'abbia voluto il Governo Soru.
Credo che sia vero il contrario, che per prima, questa maggioranza di centrosinistra ha denunciato un modello turistico che voi avete perpetuato, voluto e con insistenza continuate a sostenere. Un modello dove, estrazione del turismo e produzioni locali, sono due corpi alieni, dove un produttore a pochi chilometri dalla struttura turistica non ha alcuna possibilità di accesso, perché quella struttura e quel modello risponde a logiche altre su cui poco può fare il nostro povero Assessore dell'agricoltura, perché è un modello che si è ritrovato. Non è lui che dice a Valtur, a Franco Rosso, come comprare le merci, non è lui che fa il costo del posto letto, che deve rispondere a quelle logiche delle multinazionali e non è neanche lui che vuole che la sede legale di quelle realtà non sia neanche in Sardegna, ma sia a Milano, per cui c'è anche la beffa che l'unica fonte di ritorno positivo per la nostra economia potrebbe essere almeno la compartecipazione agli utili di quelle strutture ma anche essa finisce nelle casse della Regione Lombardia, o in quelle di altre Regioni in cui quelle società hanno sede legale.
Quindi, siamo passati in questo dibattito da questo tentativo, dei colleghi di centrodestra, di addebitare tutto, e il contrario di tutto, all'Assessore e alla Giunta regionale, a uno sforzo, che invece è apprezzabile, e che viene però soltanto dai banchi del centrosinistra, di cogliere almeno l'opportunità di parlare di alcune cose che non vanno bene, ma specifiche, non generali. Io credo che sia anche importante distinguere, in questa discussione, tra la critica alla validità delle strategie in agricoltura che ha messo in campo questa Giunta - e di cui dobbiamo riconoscere all'assessore Foddis di essersi fatto artefice e protagonista, che mettono perlomeno ordine in un settore dove ordine non si voleva mettere, forse per tenere avvinghiati a clientele, a finanziamenti, i singoli operatori, per non volerli emancipare, per non dar loro la possibilità di organizzare e gestire il proprio futuro - e le difficoltà che ci possono essere e che siamo pronti ad ammettere e a discutere su come queste strategie vengono applicate.
Quindi, ancora una volta, è necessario fare questa distinzione tra un centrodestra - che non entra nel merito e continua in maniera stolta nella strategia della spallata e della critica a tutto campo, che già li ha visti perdenti e sconfitti nel referendum di due giorni fa - e un centrosinistra che invece responsabilmente, come ha fatto anche con parole dure, ma credo anche parole importanti, il Presidente della Commissione Licheri, pone problemi concreti. Infatti io non ho sentito, con l'eccezione dell'onorevole Dedoni che era travolto dalla sua retorica appassionata, fare critiche al modello che stiamo cercando di mettere in campo, io non ho sentito alcuno dire che bisogna ritornare indietro ai sette o otto consorzi di bonifica che diventano grossisti, venditori di acqua e su quell'acqua coprono i buchi delle gestioni in perdita e attraverso quelle gestioni in perdita finanziano e alimentano, non sappiamo bene cosa, l'abbiamo anche richiamato, ma sicuramente non alimentano il benessere e le possibilità di produrre dei nostri agricoltori. Non ho sentito nessuno lamentarsi del fatto che il prezzo dell'acqua sia passato da cinque centesimi al metro cubo a 0,7 centesimi al metro cubo, circa 1/8.
Non ho sentito nessuno lamentarsi che, da nove enti agricoli, con la pletora di organismi che ne consegue, siamo passati a tre agenzie. Magari ho sentito qualcuno dire: "Però queste agenzie vanno fatte funzionare", ma non ho sentito rimpianti per quel modello, da nessuno, neanche dai colleghi del centrodestra. Non ho sentito nessuno dire che, per accedere a quei mercati, la strategia individuata dall'Assessore e dalla Regione, cioè quella di aggregare i vari produttori, e quindi di renderli più competitivi vis à vis con quei canali che rispondono a logiche globali, di distribuzioni più ampie, fosse sbagliata. Perché sappiamo e condividiamo il fatto che il nostro sistema produttivo agricolo è eccessivamente disaggregato e, se è eccessivamente disaggregato, è difficile essere competitivi verso un mondo di pochi acquirenti. Come ricorda Michael Porter. Chi si è occupato di strategia sa bene che in un mercato dove ci sono pochi acquirenti e molti venditori è facile che pochi acquirenti l'abbiano vinta, perché se chi vende è disaggregato e non si organizza è chiaro che gli acquirenti fanno la voce grossa. In un mercato dove non c'è una filiera da produttore a trasformatore industriale è chiaro che l'industriale può farla da padrone. Io non ho sentito nessuno dire che il fatto che la Regione abbia messo in campo 23 organizzazioni dei produttori, OP, sia un fatto negativo. Non ho sentito nessuno fare questa affermazione. Ho sentito magari dire che le OP devono funzionare, devono dare una risposta a quel problema dell'accesso al mercato globale.
L'altra risposta è contenuta nel Piano di sviluppo rurale che parla di multifunzionalità cioè parla di un altro modo per far sì che i prodotti arrivino ai consumatori: cioè che produzione e consumi siano localizzati, cioè che ci sia una occasione per il consumatore di provare, di gustare quei prodotti nel luogo dove vengono appunto prodotti, evitando di accedere a quei canali mondiali e globali dove le nostre produzioni sono perdenti, dove non se ne può cogliere la qualità, dove ci vogliono grandi investimenti, anche per farsi riconoscere sui marchi, sull'innovazione tecnologica, sul packaging.
Anche questa risposta è nelle politiche agricole di questa Regione, ma anche nelle politiche turistiche perché io oggi offro un accesso al mercato alle nostre produzioni agricole anche attraverso il turismo diffuso, che voi non volevate, perché avevate un altro modello di turismo, fatto di speculatori immobiliari. Oggi il turismo diffuso, il turismo delle zone rurali, la multifunzionalità, i servizi, le fattorie didattiche, la possibilità di acquistare i prodotti sfusi, la possibilità di organizzare mercati con prodotti locali in modo che i nostri produttori abbiano accesso diretto ai mercati delle grandi città, sono parte delle politiche agricole della nostra Regione. Voi non le volete considerare, ma non ho sentito una voce dire che non vanno bene queste strategie, non una voce. Avete fatto ancora una volta una critica a tutto campo perché non sapete, non riuscite a entrare nel merito, siete accecati dalla necessità della spallata, non vi siete ancora ripresi dalla sbornia del referendum di domenica 5 ottobre.
Allora io credo che partendo, invece, dall'analisi critica che è stata fatta dal Presidente della Commissione, bisogna riportare la discussione nel merito delle cose. Assessore Foddis, il Presidente della Commissione le ha rivolto un appello che è un appello di dialogo maggiore, le ha chiesto risposte su cose concrete, non si è lanciato in critiche a tutto campo e dobbiamo apprezzarlo. Le ha chiesto di dare una risposta ai precari del consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, perché ancora non sono stati stabilizzati; le ha chiesto di dare una risposta sui tecnici dell'ARA, abbiamo approvato una legge in questo Consiglio regionale e ci chiediamo come e quando potranno essere internalizzati in LAORE; le ha chiesto di capire meglio come intendiamo rafforzare il reparto ovicaprino.
Allora, se siamo d'accordo, dobbiamo apprezzare ancora una volta che il centrosinistra ha scelto di entrare nel merito e di rivolgere anche all'Assessore un appello di un maggior dialogo…
PRESIDENTE. Prego, onorevole.
PORCU (P.D.). …io credo che ci siano tutti gli elementi, da parte della maggioranza, per respingere fermamente, se l'Assessore nella sua risposta saprà rassicurare, le critiche costruttive che sono state fatte, e continuare a sviluppare questa politica agricola che ci vede assolutamente concordi nelle strategie e nelle linee guida generali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Presidente, questa mozione numero 192 ha diversi meriti, prima di tutto il fatto di aver dato lo spunto perché si parli del settore maggiormente in crisi della Sardegna e poi, soprattutto, perché bisogna essere chiari, in essa è data la sfiducia all'Assessore dell'agricoltura, e non alla persona. D'altronde io ricordo che, nell'intervento che feci per il suo insediamento, avendo saputo il calibro della personalità che veniva a ricoprire questo incarico, dissi che era un grande manager per quanto riguardava i problemi della commercializzazione, ma che l'agricoltura era cosa ben diversa. Se siamo arrivati a questo punto, anche con i richiami molto precisi da parte della stessa maggioranza e con il mal riuscito ultimo intervento del collega Porcu, che richiama l'Assessore sul fatto che, provenendo la richiesta da parte della maggioranza, la risposta deve essere data, perché, se l'avesse chiesto in un modo amorfo il Consiglio, non era il caso di dare risposte.
Ho potuto constatare la presenza, questa mattina, dico la presenza, dell'intera Giunta, i cui componenti mai, neanche per il bilancio, erano così presenti in massa, Dedoni mi ha tolto come si dice la palla da sotto i piedi, dicendo che è anche un problema di pressione nei confronti di chi dovrà esprimersi sull'operato dell'Assessore. E non è la sfiducia nell'Assessore, perché la Giunta così fatta, nominata da un Presidente, logicamente risponde solo ed esclusivamente alle spinte del Presidente, ai voleri del Presidente, quindi la sfiducia potrebbe essere, e non stiamo andando fuori tema, caro collega Cugini, data al Presidente. Io sono convinto che l'assessore Foddis, e nessun altro Assessore, non possa fare un qualcosa che non sia legittimato, vidimato dal Presidente stesso. Questa è una stortura del sistema elettorale. Io ero un presidenzialista, ma non di questo tipo di presidente, vi devo dire molto onestamente. Quindi, della pressione, caro onorevole Cugini, lei ne è vittima perché ha parlato lo stesso linguaggio che hanno usato tutti i colleghi dell'opposizione e poi alla fine ha chiuso dicendo: "Io voto contro la mozione". Mettiamoci d'accordo; oddio, non dico di essere tutti cavalieri della coerenza ma almeno sfiorarla, invece lei sinceramente ha fatto un salto con l'asta, ha detto alcune cose ed è passato dall'altra parte della barricata.
La paura, dicevo, è anche di ripetersi quando si tratta un argomento così sentito, perché come diceva il collega Cugini anche nel centrodestra vi sono delle persone che fanno impresa e che conoscono il problema, e che tra l'altro pagano anche in proprio ciò che non funziona in questo settore. Non stiamo parlando dell'industria, perché industriali qui non ce ne sono, quindi si affronta l'argomento dell'industria, tanto per dire, in un certo modo con un certo distacco se pur obiettivamente, o si parla di trasporti. Nell'agricoltura ci inzuppiamo il pane tutti, o per la maggior parte, perché anche qui dentro, ripeto, vi sono degli imprenditori.
Conosco qualche persona che, per le inadempienze della Giunta, dico io, addirittura ha dovuto svendere tutto il patrimonio veterinario, perché? Perché effettivamente non vi erano risposte. Cito un esempio: la mancanza di movimentazione (che il collega Diana ha ricordato fra gli innumerevoli punti di inadempienze da parte dall'Assessore dell'agricoltura) addirittura ha fatto sì che gli allevatori abbiano dovuto mantenere, all'interno delle loro aziende, centinaia di vitelli. Questi vitelli mangiano! Potrei citare il nome, cognome e indirizzo della persona o dell'allevatore a cui mi riferisco, questi vitelli si sono mangiati, nel lasso di quattro, cinque mesi o sei mesi, quaranta milioni di insilato, perché? Perché mancava il vaccino. La Giunta regionale, nella fattispecie l'Assessore della sanità, non si è confrontata con gli altri Assessori di riferimento delle altre Regioni, per cui se per caso capitava che un commerciante poteva acquistare in Toscana e la movimentazione avveniva verso il Lazio, cambiava un vaccino; per cui vi il vaccino doveva essere rifatto, rimandato, e dopo un mese insomma si è arrivati al punto che l'allevatore stremato ha dovuto svendere l'intero patrimonio zootecnico. Questo è un impoverimento, bisogna dirlo, questa è la grande assistenza che l'agricoltura sarda, che la Regione sarda, dà agli allevatori. E' tra le cose che bisognerebbe dire al presidente Soru.
Quindi, dicevo che la nomina dell'assessore Foddis, a capo dell'agricoltura, effettivamente aveva suscitato un certo interesse, non solo in me ma anche in molti, conoscendo le sue capacità soprattutto come imprenditore. Pensavo che, con l'osservatorio con cui era abituato a esaminare, potesse captare la differenza che vi era, qui è stato citato anche se di sfuggita, fra l'allevatore sardo e quello olandese, tanto per dire: l'allevatore sardo è costretto a pagare l'acqua a un certo costo, fra 6 o 7 mila euro, e invece l'allevatore olandese non paga. Però quello può esportare in Italia e noi importiamo dall'Olanda le materie prime che ci mettono in crisi e loro, praticamente, lo possono porre a un certo costo. La Sardegna non ha fatto nulla per ovviare a questo inconveniente.
Il collega La Spisa, nel suo intervento, ha detto che forse questa Giunta si limitava a mantenere lo status quo; ma neanche quello, perché la Giunta non ha mantenuto i presupposti di un'agricoltura a cui l'Assessorato dell'agricoltura fosse attento. Vediamo che nulla ha fatto per cercare di tutelare tutta la produzione sarda e i prodotti sardi nei vari supermercati; ci sono alcuni supermercati che offrono il latte, a proposito del latte, acquistato tutto fuori Sardegna, neanche un litro acquistato in Sardegna! Già noi siamo pochi, siamo 1 milione e 600 mila abitanti, per cui non penso che potremo consumare la stessa quantità di latte. E il presidente Soru, nel suo breve intervento ma illuminante, per chi volesse leggere fra le righe, ha detto che difende tutto quello che la Giunta ha fatto in Sardegna. Egli ha citato alcune questioni come i consorzi di bonifica, le agenzie eccetera, però, ha detto anche che qualcuno gli ha ricordato che il latte è a 14 centesimi e se invece lui ha detto che il latte ha raddoppiato, anche il pecorino romano, bisogna ricordare, ha raddoppiato. Ecco per quale motivo dico che non è stato fatto nulla per tutelare la produttività in Sardegna.
Dice che l'agricoltura sarda - lo ha detto anche qualche collega - ha un progetto; in verità, io dico che gli allevatori e gli agricoltori non se ne sono accorti, perché è sempre lo stesso problema, quando fanno il raccolto dicono: "Speriamo che l'anno prossimo sia migliore"; non è che dicano: "Non siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che la Regione si è posta nel proprio progetto"; no, assolutamente, basta leggere sul problema che ho detto prima, cioè che i supermercati non consumano prodotti sardi, in linea di massima.
Mi è piaciuto molto, mi complimento con lui e mi auguro che ne tragga le debite conseguenze, ma, stando al suo collega di partito, mi dà l'impressione che il Presidente della Commissione agricoltura abbia detto delle cose sacrosante, e io sono testimone, perché sono Vicepresidente, che lui le ha ripetute più volte, a più riprese, allora non capisco come faccia il suo collega di partito nel giustificarle e poi dire: "Caro Assessore, non ti preoccupare che io voto contro questa mozione di sfiducia". Almeno per palesare…
(Interruzione del consigliere Cugini)
MORO (A.N.). Mi dispiace, è un brutto vezzo della sinistra, allora, quello di non essere coerenti! E' un brutto vezzo della sinistra, caro collega Cugini, quello di non essere conseguenti alle parole che si dicono! Le parole hanno un significato: in questo caso l'oggetto è la mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore dell'agricoltura. Se dico che non ha fatto quello che avrebbe dovuto fare, la mozione va votata in termini positivi, questo è il discorso se vogliamo essere coerenti! E quando vi dico che il Presidente ha citato la grande riforma fatta dalla Giunta per il problema delle tre agenzie e poi anche, testualmente, "l'inadeguatezza di questa riforma delle agenzie…", "inadeguatezza" perché le abbiamo viste, ormai sono collaudate, hanno già percorso un certo periodo di tempo e quindi tutta quella precarietà che si poteva pensare avessero, io sono convinto che siamo arrivati già al capolinea. Tra l'altro ha detto che una gestione, vorrei ripetere la parole perché me le sono appuntate, mi sono piaciute e sono coerenti con quanto è avvenuto in Commissione…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Moro, il suo tempo è già terminato.
MORO (A.N.). Come è già finito?
PRESIDENTE. E sì! C'è una freccia che lampeggia, le ho dato la parola…
MORO (A.N.). Non è apparsa, Presidente.
PRESIDENTE. E' apparsa, è sparita ed è oltre il tempo consentito.
MORO (A.N.). Questa è un'imboscata!
PRESIDENTE. Sì, sì, concluda. Sono le forze del male che la perseguitano. Prego, concluda.
MORO (A.N.). Allora non leggo le testuali parole del Presidente della Commissione agricoltura, ma è significativo che un Presidente (non è di opposizione come hanno detto) abbia riferito quelle parole che ha detto e i concetti che ha voluto sviluppare molto bene. Pertanto noi votiamo con convinzione, ma non contro il dottor Foddis, per carità di Dio, se ci fosse stato anche qualche altro Assessore, con questi risultati, avremmo votato contro ugualmente, non ce l'abbiamo contro la persona ma solo ed esclusivamente contro l'istituto, e vi dico la verità vorrei il presidente Soru. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori e colleghi, in premessa voglio dire con chiarezza che il Gruppo del Partito della Rifondazione Comunista voterà contro la censura nei confronti dell'assessore Franco Foddis, perché la riteniamo strumentale e preelettorale. E' evidente che non dobbiamo confondere la persona con la responsabilità politico-istituzionale. Dico questo, anche se dovrebbe essere ovvio, perché l'assessore Foddis a volte, in maniera forcaiola e meno garbata di come oggi si fa in quest'Aula, viene indicato come responsabile della crisi, del malessere economico e sociale e perfino psicologico ed esistenziale, così largamente diffuso nel mondo rurale sardo. Tutti noi sappiamo che questo non è vero, e non può essere vero, ma voi dell'opposizione avete interesse a farlo credere, soprattutto in questa fase politica.
Ai lavoratori delle campagne bisogna dire la verità e cioè quella che ha inciso a monte dei grandi problemi di cui stiamo parlando. Il recente convegno internazionale tenutosi in Sardegna, con la signora Shiva dell'India, collegata alla cultura di Terra madre, ci ha spiegato quali scelte e quali violenze siano state inferte alla terra per imprimervi una cultura che ormai dura da tempo, da troppo tempo, industrialista, produttivista, di mercato selvaggio, tale da forzare le stesse leggi naturali e anche il semplice buonsenso. Questo ha prodotto una sottovalutazione del lavoro e della produzione agricola nella sua qualificazione qualitativa e sullo stesso valore del lavoro nei campi.
Così come devono essere considerate le scelte di fondo fatte dall'Unione Europea da cui discendono le politiche degli Stati e delle Regioni che, di questa Europa, fanno parte, che sono a favore - diciamolo chiaramente - delle aree e delle aziende forti, a discapito delle aree e delle aziende deboli. Cito per tutte la PAC, la politica agricola comunitaria, che vuole cancellare le piccole e piccolissime aziende agricole che, nelle aree interne, da cui io provengo e molti di noi provengono, sono la quasi totalità. A questo è necessario aggiungere l'eredità del passato - qui citato ma non esplicitato - dove il mondo rurale era un serbatoio di voti per i partiti governativi, fonte di vergognose operazioni di voto di scambio, sia per assumere persone che per ottenere contributi, anche quando questi contributi non servivano o erano eccessivi rispetto al bene che si voleva acquistare.
Recentemente ho partecipato a una assemblea di pastori, contadini, eccetera, una tavola rotonda che pubblicheremo nel prossimo inserto di "Liberazione sarda", in cui è stato detto che in dieci piccolissime aziende… L'onorevole Diana ride perché è un giornale, dice, sconosciuto. Esce in 4.000 copie e l'inserto in 10.000 copie, onorevole Diana: certo è più venduto del suo, è più conosciuto del suo giornale che non esiste!
DIANA (A.N.). Non provocarmi però!
PISU (R.C.). Ti provoco sempre! Volevo dire che era necessaria una tavola rotonda in cui imprenditori piccoli e piccolissimi dicevano "noi abbiamo dieci trattori in queste dieci piccolissime aziende, quando in realtà ce ne serve soltanto uno", per cui sono stati invitati a mettersi in cooperativa per ridurre i costi di gestione di quelle aziende. Cito solo questo esempio, ma potrei citare altri dieci esempi di come si è andati avanti nelle politiche agricole del passato.
Si faceva questo, badate, perché serviva al ceto politico per avere i voti di scambio, anziché pensare in quel momento a modernizzare le aziende agricole, a qualificarle per renderle competitive quando si sarebbero aperte le politiche di competitività a livello nazionale, europeo e internazionale. Questa è stata una azione criminale da parte di quel ceto politico, perché ha "impreparato" culturalmente ed economicamente la gente ad affrontare questi momenti difficili che stiamo superando. Se non si capisce quello, o si nasconde quello, non si vuole neanche capire quello che sta accadendo oggi.
Inoltre, ciò che mi meraviglia in questa discussione sono le lacrime di coccodrillo - sicuramente sue, onorevole Diana - di tanti colleghi del centrodestra, non di tutti, quando parlano di aumento dei prezzi dei concimi, delle sementi, dei combustibili e delle attrezzature. Ma, signori, questi sono gli effetti del "dio mercato", selvaggio e liberista, a cui voi vi siete votati come toccasana miracoloso - vi ricordate? - che ci avrebbe guarito da tutti i mali e che avrebbe creato lavoro, benessere e sviluppo per tutti e per sempre! Non è stato così e il fallimento di queste politiche è oggi chiarissimo, anche in questo comparto. L'unica colpa, tra virgolette, dell'onorevole Foddis è di carattere, direi, culturale e politico, nel senso che, sul mercato, la pensa sicuramente quasi come voi.
In questa legislatura si è cercato, con successo, di operare riformando il comparto, perché non riconoscerlo? Sono stati citati i risultati sull'acqua (l'Autorità d'ambito), la riforma degli enti agricoli, che devono adesso funzionare meglio al servizio del mondo rurale e non, Assessore, con atti di arroganza e in modo autoreferenziale che spesso registriamo con fastidio, come detto da altri colleghi del centrosinistra. Noi del P.R.C. ci siamo occupati a lungo del comparto agricolo e della pesca, partecipando a decine di riunioni, di rado abbiamo avuto, dobbiamo dirglielo, Assessore, risposte tempestive e adeguate. E' vero, anzi verissimo, che abbiamo difeso la stabilizzazione dei lavoratori sottraendoli all'incertezza del futuro. I risultati ottenuti, tuttavia, sono chiari, così come sono altrettanto chiari i ritardi e i soldi non spesi e non possono essere sottovalutati o peggio nascosti. Fare questo, del resto, ci precluderebbe la possibilità di migliorare il nostro e il suo lavoro, caro Assessore.
Dobbiamo essere onesti e franchi quando ci parliamo in queste sedi istituzionali che ci onoriamo di rappresentare. Le indicazioni e le richieste che vengono da più parti a lei sono chiare, così come sono chiare le politiche che la Giunta e l'Assessore vogliono portare avanti. Che cosa manca? Noi chiediamo che l'Assessore lavori portando avanti le politiche agricole, però ascoltando e dialogando di più, con la Commissione consiliare, i sindacati, le istituzioni locali e soprattutto con gli operatori agricoli, perché le dico molto onestamente che spesso le direzioni sindacali di questi enti, come uscirà anche da questa inchiesta che stiamo portando avanti, non rappresentano gli interessi degli operatori agricoli veri. E' difficile, lo so, dire questo, mi verranno parecchie critiche, non voglio coinvolgere il Gruppo me ne assumo la responsabilità individuale, però questo scollamento è chiaro, si ascoltino gli operatori agricoli e i rappresentanti anche delle istituzioni locali che vivono più da vicino e drammaticamente queste crisi, soprattutto nelle aree interne.
E' vero quello che dice l'onorevole Porcu sulla nuova politica agricola, ma converrà con me, onorevole Porcu, che è necessario passare, per le cose che ha detto, dalle parole ai fatti. E' su questo che insisto, anche oggi, assessore Foddis. Il confronto dei territori, ripeto, soprattutto sui problemi concreti e sentiti in particolare in queste aree interne dove c'è solo quasi questo mondo, solo quasi questo mondo, che è difficile persino coinvolgere anche nelle riunioni, come lei ben sa e ha sperimentato, se non c'è un tema chiaro e anche un tema concreto. Per questo non è possibile, caro Assessore, elemosinare un incontro territoriale per mesi e mmesi; è evidente che nessuno chiede a lei di occuparsi di ogni singola azienda e di andare in ogni singolo comune, ma la sua disponibilità e il suo metodo di rapportarsi agli altri, secondo me, me lo consenta, deve essere modificato: maggiore disponibilità. Inoltre, Assessore, ascolti le persone anche se non preparate come lei, anziché negli incontri fare delle lezioni, me lo permetta amichevolmente, di tipo cattedratico.
Concludo, caro Assessore, dicendo che noi del P.R.C. voteremo contro la censura, come ho detto all'inizio, invitandola a operare al meglio e subito assicurandole tra l'altro la nostra e la mia vicinanza umana e politica in un momento in cui la censura fa male anche nel profondo del proprio animo.
PRESIDENTE. I lavori della mattina terminano a questo punto, riprenderanno questo pomeriggio alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore 13 e 28.
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