Seduta n.301 del 11/06/1998 

CCCI SEDUTA

(Antimeridiana)

Giovedì 11 Giugno 1998

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

indi

del Presidente Selis

La seduta è aperta alle ore 10 e 10.

CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 26 maggio 1998 (295), che è approvato.

Annunzio di presentazione di petizione

PRESIDENTE. Comunico che in data 1° giugno 1998 è pervenuta a questa Presidenza una petizione con la quale si chiede la discussione in Aula del progetto di legge numero 210 "Sostegno alle famiglie e riorganizzazione dei consultori familiari" (3/XI). Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:

P E T I ZI O N E

presentata dalla signora

Maria Mariano

il 1° giugno 1998

PER LA DISCUSSIONE IN AULA DELLA PROPOSTA DI LEGGE N. 210

(SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE E RIORGANIZZAZIONE DEI

CONSULTORI FAMILIARI)

In attuazione di quanto disposto all'articolo 50 della Costituzione della Repubblica Italiana e all'articolo 1 dello Statuto speciale per la Sardegna in materia di petizioni ed in applicazione dell'articolo 103 del Regolamento interno del Consiglio regionale,

la sottoscritta

- preso atto che in data 1° marzo 1996 è stata presentata all'esame della Commissione regionale per la sanità la proposta di legge n. 210 avente come oggetto "Sostegno alle famiglie e riorganizzazione dei Consultori familiari";

- considerato che tale proposta di legge mira a dare un significativo contributo alle politiche sociali della Regione Sardegna, in virtù del ruolo che la famiglia riveste nella società;

- ritenuto che la mancata discussione della suddetta proposta di legge, ad oltre un anno dalla sua presentazione, sia la conseguenza della risaputa improduttività del Consiglio regionale sardo e di una generale condizione di degrado delle istituzioni, sempre più incapaci di dare risposte adeguate ai reali bisogni dei cittadini,

CHIEDE

che venga discussa in aula la proposta di legge umero 210. (3/XI)

f.to Maria Mariano

PRESIDENTE. Ricordo che a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la sesta Commissione.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che nella seduta del 3 giugno 1998 è stata svolta nella settima Commissione l'interpellanza Cadoni e più sul reparto di rianimazione dell'ospedale di Bosa.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

Dai consiglieri Berria - Marteddu - Diana - Murgia - Dettori Ivana:

"Norme in materia di segretari comunali e provinciali" (422).

(Pervenuta il 1° giugno 1998 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri Marteddu- Giagu - Ladu - Lorenzoni - Piras - Secci - Tunis Gianfranco:

"Intervento partecipativo e finanziario della Regione a favore delle piccole e medie imprese industriali e commerciali" (423).

(Pervenuta il 3 giugno 1998 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dai consiglieri Masala - Biggio - Boero - Cadoni - Carloni - Frau - Liori - Locci - Sanna Nivoli - Usai Edoardo:

"Costituzione dell'Azienda speciale per la lotta contro le Thalassemie" (424).

(Pervenuta l'8 giugno 1998 ed assegnata la settima Commissione.)

dai consiglieri Tunis Gianfranco - Bertolotti - La Rosa:

"Modifiche alla legge regionale 31 ottobre 1991, n. 35, concernente: "Disciplina del settore commerciale" ed alla legge regionale 19 gennaio 1998, n. 5, concernente: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 35/91" (425).

(Pervenuta il 9 giugno 1998 ed assegnata la sesta Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione FRAU sul deposito degli automezzi della società SLIA di Alghero" (917).

(Risposta scritta in data 28 maggio 1998)

"Interrogazione DETTORI Ivana - BUSONERA - CHERCHI - MARROCU sui concorsi pubblici banditi da diverse ASL sarde per la copertura di posti di dirigenti medici di primo livello" (949)

(Risposta scritta in data 28 maggio 1998)

"Interrogazione VASSALLO sulla riduzione delle provvigioni sulla biglietteria nazionale da parte della Compagnia di bandiera ALITALIA e sulle tariffe attualmente in vigore" (971)

(Risposta scritta in data 28 maggio 1998)

"Interrogazione AMADU sui ritardi nella erogazione dei contributi alle aziende del trasporto pubblico locale della Regione" (999).

(Risposta scritta in data 28 maggio 1998)

"Interrogazione FRAU sui due conti "fuori bilancio" dell'ESIT" (1006).

(Risposta scritta in data 28 maggio 1998)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CONCAS, Segretaria:

"Interrogazione TUNIS Marco, con richiesta di risposta scritta, sul "potenziamento" del floro-vivaismo e ristrutturazione del comparto serricolo" (1020).

"Interrogazione FRAU - LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla forzata permanenza in Libia di Marcello Sarritzu" (1021).

"Interrogazione VASSALLO sulla sicurezza negli impianti della società E.V.S. e nello stabilimento Enichem di Porto Torres" (1022).

"Interrogazione LIORI - MASALA, con richiesta di risposta scritta, sul Consorzio di frutticoltura di Cagliari, Nuoro ed Oristano" (1023).

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla revoca delle quote-latte vaccino in Sardegna" (1024).

"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulle palazzine recentemente edificate dallo IACP di Sassari a Porto Torres" (1025).

"Interrogazione SERRENTI - BONESU - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sulle assunzioni stagionali di autobottisti e di vedette per la campagna antincendio" (1026).

"Interrogazione FRAU - MASALA, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione dell'Azienda Foreste Demaniali di Sassari" (1027).

"Interrogazione LOCCI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei dipendenti ALCOA addetti alla contabilità" (1028).

"Interrogazione BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sulla riserva marina della penisola del Sinis - isola Mal di Ventre" (1029).

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di modificare la L.R. 30 dicembre 1985, n. 32, sui mutui per la prima casa al fine di estendere a tutta la durata del mutuo le agevolazioni sugli interessi gravanti sui mutui stessi" (1030).

"Interrogazione TUNIS Marco, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento del Centro Regionale di Formazione Professionale di Is Mirrionis" (1031).

"Interrogazione MARRACINI, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà da parte dei cittadini sardi di usufruire dei servizi medico-chirurgici, con particolare riferimento ai malati cardiopatici" (1032).

"Interrogazione GRANARA - PIRASTU - LOMBARDO - BALLETTO, con richiesta di risposta scritta, sulla vicenda del porto canale" (1033).

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità e urgenza da parte della Regione di stanziare i fondi necessari a coprire il fabbisogno della legge regionale n. 15 del 1992 sulle provvidenze agli infermi di mente, con particolare riferimento al territorio ricadente nelle competenze della ASL n. 1 di Sassari" (1034).

"Interrogazione BONESU, con richiesta di risposta scritta, sulla depurazione delle acque confluenti negli stagni di Cabras e Santa Giusta" (1035).

"Interrogazione USAI Edoardo, con richiesta di risposta scritta, sulla salvaguardia del territorio della Sardegna" (1036).

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sugli esami per il conseguimento delle patenti di guida a Sassari" (1037).

"Interrogazione SANNA Giacomo - BONESU - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sul rapporto privilegiato col Banco di Napoli per il contratto d'area del Sassarese" (1038).

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CONCAS, Segretaria:

"Interpellanza AMADU sulla necessità di riconfermare oltre le imminenti scadenze le provvidenze per i lavori socialmente utili ai sensi della L.R. n. 7 del 1997, al fine di assicurare continuità e sicurezza ai lavoratori interessati" (454).

"Interpellanza FLORIS - LIPPI - BERTOLOTTI - TUNIS Marco - GRANARA sulle manovre di Gioia Tauro per ritardare l'apertura del porto canale di Cagliari" (455).

"Interpellanza BOERO - BIGGIO - CADONI - CARLONI - FRAU - LIORI - LOCCI - MASALA - SANNA NIVOLI - USAI Edoardo sulla legge regionale concernente: 'Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna'" (456).

"Interpellanza TUNIS Marco sul rischio di cessazione attività produttiva dell'AVIR di Elmas" (457).

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CONCAS, Segretaria:

"Mozione GRANARA - PIRASTU - BALLETTO sui dipendenti di enti privati convenzionati della formazione professionale nel quadro unico della formazione professionale regionale e sull'istituzione dell'agenzia della formazione e dello sviluppo delle arti e delle professioni" (152).

Discussione congiunta delle mozioni Degortes - Nizzi - Usai Pietro - Amadu - Balia - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Cadoni - Carloni - Casu - Cherchi - Cucca - Cugini - Demontis - Dettori Bruno - Falconi - Fantola - Federici - Floris - Fois Pietro - Frau - Giagu - Granara - Ladu - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manunza - Marracini - Marras - Marteddu - Masala - Milia - Oppia - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Secci - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Zucca: "Sull'accordo di programma relativo al Master Plan" (106) e Pittalis - Masala - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Casu - Federici - Floris - Giordo - Granara - Lippi - Lombardo - Marras - Milia - Oppia - Pirastu - Tunis Marco - Boero - Biggio - Cadoni - Carloni - Frau - Liori - Locci - Sanna Nivoli - Usai Edoardo: "Sull'esigenza del Consiglio regionale di esaminare le proposte della Giunta regionale sul piano di investimenti turistici in Gallura, noto Master Plan" (153)

PRESIDENTE. E` all'ordine del giorno la mozione numero 106 abbinata alla mozione numero 153. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:

Mozione Degortes - Nizzi - Usai Pietro - Amadu - Balia - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Cadoni - Carloni - Casu - Cherchi - Cucca - Cugini - Demontis - Dettori Bruno - Falconi - Fantola - Federici - Floris - Fois Pietro - Frau - Giagu - Granara - Ladu - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manunza - Marracini - Marras - Marteddu - Masala - Milia - Oppia - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Secci - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Zucca sull'accordo di programma relativo al Master Plan

IL CONSIGLIO REGIONALE

PRESO ATTO CHE:

- dal 1960 il Consorzio della Costa Smeralda propone, rimodula e ripropone alla Regione il piano di investimenti di sviluppo turistico;

- il 31 gennaio 1983 la Regione stipula col Consorzio il protocollo di intesa che prevede un investimento ventennale di 1.000 miliardi;

- il 16 settembre 1986 il Consorzio presenta al Comune i piani di comparto relativi al Master Plan;

- il 22 aprile 1993 questo Consiglio approva la legge regionale n. 23 "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, recante norme per l'uso e la tutela del territorio regionale";

- il 16 settembre 1996 la Ciga Immobiliare Sardegna, a seguito di ulteriori contatti con gli amministratori regionali e comunali, trasmetteva ai Comuni di Arzachena ed Olbia ed al Presidente della Regione la documentazione relativa alla proposta del Piano di sviluppo "Costa Smeralda";

CONSIDERATO CHE:

- la Regione Autonoma della Sardegna ha sulla gestione dell'urbanistica competenze primarie ed esclusive e che pertanto vanno respinti tutti i tentativi che su tale questione esercitano personaggi investiti di altissima responsabilità di governo, che peraltro dimostrano totale ignoranza delle leggi che regolano e disciplinano la materia;

- tali manifestazioni, di marcata impronta centralistica, continueranno a confliggere con la specialità della Sardegna e la dignità delle sue istituzioni;

RILEVATO CHE:

- la qualità dell'imprenditore proponente l'accordo di programma, i meriti acquisiti per aver offerto e promosso su scala mondiale un'immagine della Sardegna rispettosa della natura e dell'ambiente avrebbero meritato migliore e più attenta considerazione;

- le popolazioni della Gallura, attraversate da una crisi economica e sociale lacerante che dovrebbe ricevere dal Governo regionale ben altre attenzioni, attendono di conoscere quale futuro verrà loro riservato;

TUTTO CIO' PREMESSO,

impegna la Giunta regionale

a dichiarare irricevibili le inqualificabili intromissioni del Ministro Ronchi ed a formulare con urgenza una proposta che definisca in termini accettabili l'accordo di Programma, tale da poter essere - per le proprie competenze specifiche - esaminato dal Consiglio regionale. (106)

Mozione Pittalis - Masala - Balletto - Bertolotti - Biancareddu -Casu - Federici - Floris - Giordo - Granara - Lippi - Lombardo - Marras - Milia - Oppia - Pirastu - Tunis Marco Fabrizio - Boero - Biggio - Cadoni - Carloni - Frau - Liori - Locci - Sanna Nivoli - Usai Edoardo sull'esigenza del Consiglio regionale di esaminare le proposte della Giunta regionale sul piano di investimenti turistici in Gallura, noto Master Plan.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO che

- la questione del piano di investimenti immobiliari e alberghieri in Gallura, meglio noto come Master Plan, occupa il dibattito politico sardo dal 1960;

- la Regione Sardegna ha tra le sue competenze primarie ed esclusive la gestione paesaggistica e urbanistica;

- si ha notizia che la Giunta regionale ha elaborato un progetto che deve essere sottoposto all'attenzione del Consiglio regionale e che, invece, giace da tempo misteriosamente bloccato sul tavolo della Giunta regionale;

- i due Comuni interessati, Olbia e Arzachena, hanno da tempo - inequivocabilmente - manifestato il loro favore al piano di investimenti;

- esiste agli atti del Consiglio regionale la mozione n. 106, firmata da ben 54 consiglieri, che chiede alla Giunta di dare impulso alla conclusione dell'accordo di programma;

- la crisi occupazionale della Gallura e dell'intera Sardegna è assai grave;

- in ogni caso e qualunque decisione debba essere assunta, pare opportuno che si ponga un termine ad una questione infinita quale quella del Master Plan e che il Consiglio regionale si esprima definitivamente;

- la Giunta regionale è tenuta ad attuare l'indirizzo politico dettato dal Consiglio regionale,

impegna la Giunta regionale

a presentare immediatamente al Consiglio regionale il piano elaborato dalla Giunta stessa e a favorire, in caso di voti in tal senso dell'Assemblea, un immediato incontro con l'imprenditore e le Amministrazioni locali interessate. (153)

PRESIDENTE. La mozione numero 106, ricorderete, è a firma Degortes, Nizzi, Usai Pietro e più; la mozione 153 è a firma Pittalis, Masala, Balletto e più.

I temi sono coincidenti; la prima riguarda l'accordo di programma relativo al Master Plan, la seconda riguarda l'esigenza del Consiglio regionale di esaminare le proposte della Giunta regionale sul piano di investimenti turistici in Gallura, noto Master Plan.

Le mozioni possono essere illustrate. Chiedo ai presentatori chi intende illustrare la mozione 106 sia la mozione 153, sono discusse in maniera abbinata. Dichiaro aperta la discussione.

Ha facoltà di parlare l'onorevole Pittalis per illustraare le mozoni.

PITTALIS (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghe e colleghi, sul Master Plan riteniamo che sarà bene che questo Consiglio regionale dica oggi una parola definitiva, e in ogni modo crediamo che l'Aula non potrà astenersi dal farlo nella discussione odierna che il Gruppo Forza Italia e le altre forze di opposizione, tutte con eguale convinzione hanno voluto oggi.

Questo è il solo risultato a cui pretendevamo giungesse la nostra mozione, l'unico obiettivo politico ragionevole e fruttuoso per i cittadini, non solo della Gallura, ma per i sardi tutti.

Alcune notizie riportate dalla stampa e quindi diffuse, a nostro avviso, dagli stessi esponenti della maggioranza, riferivano che una vostra riunione di maggioranza aveva trovato l'accordo sul Master Plan: bocciare la mozione di Forza Italia e delle opposizioni.

Va commentato che se questo è il successo politico al quale voi del centro sinistra aspirate, potremmo addirittura concorrere noi stessi a farvi questo regalo, giungendo paradossalmente a respingere la nostra stessa mozione; avrete perlomeno raggiunto uno degli obiettivi politici che vi siete prefissati.

Signori della maggioranza, come si può pensare che su una questione che comporta decine di miliardi di investimento, centinaia di posti di lavoro, nonché la prospettiva di un rilancio turistico della intera Gallura, nonché della Sardegna tutta, come si può pensare che la risposta ad un decennale ritardo sia respingere la mozione presentata dalle opposizioni.

Questo contegno aggiungerebbe ridicolaggine alla impreparazione politica ed alla inadeguatezza culturale della quale avete dato prova sino ad oggi.

La nostra mozione, sia chiaro, non si respinge e non si approva; è irrilevante. E' sul Master Plan che questo Consiglio regionale deve dare una risposta, tant'è che preannuncio sin da ora che secondo accordi già intervenuti tra i leader della opposizione in questo Consiglio, la mozione sarà tradotta in un ordine del giorno che la unifichi al puntiglioso documento dei 54 e si concreti in un unico punto assai chiaro: Master Plan sì, Master Plan no. E sarà bene che si comprenda che il Master Plan è quello presentato agli uffici della Regione Sardegna, non altri progetti che rimangono i desiderata di settori, mi sia consentito dirlo, reazionari, oltre che conservatori, di questa Aula.

La prima considerazione va dunque al metodo che riteniamo necessario seguire; esprimiamoci chiaramente sul merito degli interventi, non rifuggiamo il nominalismo fonte solo di confusione, dando il nome di Master Plan ad altri progetti che, a quanto ci risulta, nessuno vuole realizzare, nessuno ha chiesto di finanziare.

Questa mozione, il suo scopo or dunque l'ha già raggiunto, al di là delle bardane ridicole organizzate da qualche fine pensatore della maggioranza; lo ha raggiunto perché ora uno per uno i consiglieri regionali si alzeranno dai loro banchi e diranno quello che pensano di questo progetto, e il loro parere riteniamo varrà ben più in quest'aula che nelle varie assemblee zonali in cui i consiglieri del centro sinistra della Gallura cercano o di concionare ragioni che non esistono o di imputare la responsabilità della micidiale lentezza al solo Presidente della Regione, onorevole Federico Palomba.

Dopo che voterete sì o no avremo finalmente finito con i pastrocchi, esisterà, e lo speriamo, una volontà del Consiglio regionale e dovrà essere rispettata.

La rispetteremo noi, che al Master Plan siamo favorevoli tale e quale è, chiediamo che siate voi a rispettarle se dovesse essere favorevole al piano di investimenti turistici ed alberghieri in Gallura, anche se ci pare che la realtà delle condizioni della maggioranza, se male non abbiamo interpretato i chiari di luna, è di essere costretta a dibattersi nella palude del ricatto di forze pseudoambientaliste ma fortemente minoritarie che impongono di continuare a stazionare nella melma.

Parlando di palude non posso non ricordare il suo più forte e deciso sponsor, l'onorevole Matteo Marteddu, che a forza di citarla ha finito per sguazzarci dentro insieme ai suoi valorosi combattenti. Ma questo è altro discorso, anche perché egli è assente e logicamente non voglio un confronto senza il collega.

Cerchiamo chiarezza, cerchiamo di comprendere quale sia la univoca posizione della maggioranza sul problema, se la maggioranza una posizione univoca la ha, altrimenti continuo a preferire sul piano del metodo e dello stile il contegno dell'onorevole Ghirra, per fare un nome a caso, che anche quando si discuteva la fiducia alla Giunta o si parlava del parco del Gennargentu, bisogna riconoscerlo, si è coraggiosamente alzato ed ha detto che di Master Plan non se ne deve manco parlare più perché è un progetto speculatore che attenta all'ambiente.

Questa posizione, pur retriva, a nostro avviso, conservatrice ed antieconomica, pericolosa socialmente e politicamente sciagurata, è pregevole almeno per la sua chiarezza, e invito tutti i consiglieri del suo Gruppo, i consiglieri del centro sinistra, a far conoscere, come l'onorevole Ghirra, a noi ed ai cittadini anche la loro posizione.

Vorremmo capire se la posizione dell'onorevole Ghirra e dell'onorevole Diana è la posizione del Partito Democratico della Sinistra, se è la posizione della Giunta regionale, se è la posizione dei gruppi che sostengono il Governo regionale. Lo dicano con coraggio e con chiarezza, al fine di evitare le figuracce che avete fatto in relazione all'altro non meno importante argomento che ha tenuto il dibattito acceso in questi giorni: la questione relativa al parco del Gennargentu.

Penso così che il Consiglio intero avrà reso un servizio alla Sardegna e, dunque, signori del centro sinistra, altro che bocciare mozioni delle opposizioni!

Il problema è altro, e nel merito del problema che affrontiamo abbiamo già espresso da tempo una posizione univoca: noi riteniamo fruttuoso, lo ribadiamo qui, chiaramente, per la Gallura e per l'intera Sardegna, realizzare un piano di investimenti quale quello ora presentato. Ma desidero essere più chiaro su alcuni punti per non correre il rischio di ingenerare equivoci su alcune questioni dirimenti.

Riteniamo che la normativa esistente in Sardegna sulla tutela ambientale sia giustamente severa; abbiamo un territorio tra i più belli al mondo, assolutamente preservato che è un patrimonio inestimabile; non solo, la storia recente e non solo la storia sarda, purtroppo, insegnano che territori simili sono la meta anche di imprenditori senza scrupoli che per il loro profitto sacrificano migliaia di chilometri quadrati di territorio.

Non abbiamo davvero voglia di consentire a nessuno di sciupare anche un solo metro quadrato di terra sarda. Ben venga una normativa severa che ponga nelle mani della Regione il controllo sulle costruzioni.

Forza Italia, e lo dico con molto garbo ma con estrema fermezza, non accetta di farsi superare da nessuna forza politica in materia di tutela dell'ambiente.

Siamo e ci sentiamo ben più ecologisti e più rispettosi del territorio di chi è costretto a tingere di verde sbiadito la sua casacca per poter occupare uno di questi scranni.

Noi seriamente difendiamo l'ambiente, e consentitemi una parentesi, dove erano i verdi quando si sono costruiti gli sconci che deturpano irrimediabilmente le coste della Sardegna? Dove erano i Catoni odierni, anche tu, Diana, dove eri quando si sono distrutti i centri storici dei nostri paesi per far posto a palazzine oscene, a blocchetti a vista, a infissi in latta, a fogne a cielo aperto, quelle fogne che ancora esistono, a programmazioni urbanistiche inesistenti! Mi chiedo: dove erano!

Si vede che l'osservazione ha colto nel segno; una reazione così smodata ad una constatazione oggettiva e reale.

Allora sarà bene che si cominci a ricordare che alcune delle nostre città purtroppo sono posti orribili sotto il profilo urbanistico ed estetico, e che i nostri paesi sono stati spesso devastati senza che nessuno dicesse niente, perché, signori, belle campagne e splendide montagne, ameni luoghi di verde e natura esistono anche oltre i 300 metri dalla costa, invece la Regione Sardegna continua ad essere assente dalla tutela integrale della natura e del paesaggio. Altro che parchi!

Ma torniamo a noi; noi non pensiamo che il piano di cui oggi discutiamo possa essere in qualche maniera un disturbo all'ambiente, ma ci pare, al contrario, che possa tutelarlo e garantirne un uso discreto e, se mi consentite, anche esteticamente bello. L'imprenditore che doveva realizzarlo e che speriamo vivamente sia ancora disposto, e su questo ci hanno fornito ampie assicurazioni i primi cittadini dei comuni di Olbia e di Arzachena, ha curato un intervento con il Consorzio Costa Smeralda, che riteniamo un fiore all'occhiello della Sardegna ed un modello di sviluppo per l'isola ben più delle costruzioni di palazzine della caletta di Siniscola che hanno distrutto una costa splendida senza che nessuno, anche in questi anni, muovesse un dito.

Il timore che l'unico reale motivo di ostacolo all'Aga Khan, ripeto, se ancora c'è, sia un fervore anticapitalistico, una pervicace idea di opporsi all'impresa, al guadagno, al profitto, allo sviluppo. E` come se qualcuno tra voi, il cui nome tutti conosciamo benissimo, porti tatuato nel sangue quel marchio di retrogrado amore per la miseria; l'importante è che significhi sottosviluppo per tutti. E' anche questo un modo per raggiungere l'eguaglianza. Perché, signori cari, la creazione di Master Plan significa anche sviluppo e creazione di posti di lavoro.

Si è gridato che saranno posti di lavoro solo per 15 anni; e poi? Ma rimaniamo interdetti dinanzi a queste corbellerie. Se anche fossero posti di lavoro solo per tre lustri sarebbero sempre 14 anni in più di quella balla umiliante che avete promosso con i lavori socialmente "inutili" in cui tanti poveri disgraziati spalano terra per poi ricoprire le buche che hanno fatto il giorno prima.

Le occasioni di crescita che il Master Plan crea sono ragguardevoli, e lo sarebbero ovunque, non solo in una terra che registra i dati che l'Istat ha fornito negli scorsi giorni.

Presidente Palomba, mi creda, abbiamo evitato di commentarli pubblicamente per questioni di ordine pubblico, per evitare di fomentare nei cittadini quei disordini e quell'abiura della civiltà che è inevitabile quando si vive a forza tenuti nella fame, come purtroppo sta succedendo nelle lande che Lei, Presidente, dovrebbe probabilmente conoscere meglio le realtà della nostra isola.

Rifiutare questo Master Plan significa essere tanto miopi da non comprendere che qui non abbiamo altre risorse che non siano il turismo. Ammazzate anche questa prospettiva ed avrete decretato la fine di questa isola; d'altro canto per la religione cattolica anche la sepoltura dei morti è una virtù.

Ed allora Presidente, in conclusione, e soprattutto mi rivolgo ai colleghi, un invito ai colleghi perché qui quando si parla di lavoro, di sviluppo, di prospettive di benessere per la nostra isola e per aree anche ben circoscritte del territorio come la Gallura, non deve essere l'appartenenza politica a determinare lo sviluppo, il risveglio, il successo per quelle zone, ma penso che occorra uno sforzo di mobilitazione unitaria, quello che i sindaci di Olbia e di Arzachena hanno fatto in questi anni e stanno continuando a fare in questi giorni.

E` dunque un appello perché il Consiglio si riappropri di una funzione di indirizzo, si sostituisca alla assoluta inerzia ed immobilismo della Giunta regionale. Non si può ancora perdere un solo giorno perché se è vero come abbiamo appreso dalle notizie di stampa che entro il corrente mese di giugno la Giunta regionale presenterà una proposta al Consiglio perché venga discussa nella prima decade di luglio, bene, noi attenderemo anche sotto questo aspetto la Giunta regionale alla prova dei fatti. Mancano ancora altri progetti che ugualmente sono stati pomposamente annunciati ai mezzi di informazione dopo la Conferenza sul lavoro e l'occupazione, ancora nulla ha visto questo Consiglio, ancora nulla abbiamo visto in concreto di tante altre sbandierate iniziative, riteniamo che questo sia l'ennesimo fiore all'occhiello propagandistico della Giunta regionale sarda e noi non demorderemo, non ci ritireremo da una battaglia che riteniamo sia una battaglia di democrazia, di civiltà, di sviluppo di lavoro non solo nell'interesse della Gallura, che è completamente abbandonata, ma anche nell'interesse di tutti i sardi.

Ribadisco la volontà del nostro gruppo, di intesa con i gruppi della Opposizione, di modificare questa mozione in un ordine del giorno proprio perché si consenta al Consiglio, anche ai consiglieri del Centro Sinistra, di poter dire chiaramente, di poter esprimere un chiaro sì a questo progetto di sviluppo, a questo progetto che dà speranza di occupazione per un'area degradata.

PRESIDENTE. Ricordo, anche per una più puntuale programmazione dei nostri lavori, a tutti coloro che intendono intervenire di iscriversi durante il tempo del primo intervento dell'onorevole Ghirra.

E` iscritto a parlare l'onorevole Ghirra. Ne ha facoltà.

GHIRRA (Progr. Fed.). La ringrazio Presidente perché mi dà l'occasione per esporre di persona il mio pensiero senza esegeti non richiesti.

Mi pare che sia opportuno poter chiarire definitivamente in Consiglio quali sono le nostre posizioni su quel progetto immobiliare e turistico della Costa Smeralda noto come Master Plan, e mi pare opportuno perché si possano evitare le falsificazioni e si possa abbattere invece una tendenza, che io colgo, a utilizzare questo tema soltanto come strumento di propaganda e talvolta di demagogia. Occorre una discussione libera da pregiudizi che entri nel merito dei problemi.

Devo dire che da questo punto di vista il presentatore della mozione ha detto alcune parole che io trovo sincere, ed ho apprezzato il modo in cui il tema è stato posto. Il nostro Gruppo, non dei singoli, ha detto con chiarezza da parecchi anni, e mi pare che questa sia stata la posizione della Giunta e della maggioranza, che quel progetto noto come Master Plan non era accettabile, se questo è il quesito che, ad esempio, mi è parso che l'onorevole Pittalis ponesse, cioè che quel progetto che aveva un prevalente aspetto immobiliare fatto di ville, di case piuttosto che di investimenti di tipo turistico, non appariva adeguato a promuovere lo sviluppo del turismo. Questa è la valutazione. Non c'era alcun apriorismo, alcuno spirito anticapitalistico o nemico del profitto, lo trovo infondato. Forse è infondato anche il mio sospetto che talvolta ci sia un amore eccessivo per le figure di imprenditori il cui buon operare è riconosciuto da tutti, e il cui buon operare deve essere sancito dal profitto. Persino i vescovi hanno ribadito anni fa il valore etico del profitto, è giusto che un imprenditore faccia profitti e che quando la sua azione si sposa con un complessivo sviluppo e benessere questa sinergia non possa non essere considerata un fatto positivo, non c'è nessun teorico della miseria. I teorici della miseria sono coloro che agitano talvolta finte bandiere, promettono migliaia di posti di lavoro che non vengono realizzati, ingannano i miseri. La miseria si combatte con atti di governo, non si combatte con le falsificazioni propagandistiche.

Noi abbiamo ritenuto quel progetto non utile allo sviluppo economico; sulla base di studi di economisti e non di inventati pensatori, qualcuno addirittura ha sostenuto e sostiene che potesse persino far abbassare la qualità dell'operazione Costa Smeralda, abbassando i prezzi di mercato e inflazionando con un eccesso di costruzioni la qualità del bene. Quindi non c'era alcun fatto ideologico, c'è una divisione nel merito del problema, c'è stata e c'è, da parte nostra, la richiesta di trasformazione di quel progetto in un progetto turistico che sia in grado di dare risposte economiche e di occupazione di lunga durata. Voi tutti conoscete delle teorie che vedono spesso nelle iniziative economiche nella nostra Sardegna una pentola bucata (questo lo diceva Paolo Savona, un economista mi pare non anti-capitalista). Ora, alcune iniziative, dette turistiche, in Sardegna piuttosto che promuovere il benessere, l'occupazione e lo sviluppo, drenano capitali fuori da quest'isola, sono iniziative che si trasformano inconsciamente, forse involontariamente, in iniziative contrarie agli interessi della Sardegna. Allora il turismo esiste se è una delle leve capaci di promuovere uno sviluppo integrato, se intorno al turismo fiorisce l'industria agroalimentare, se il turismo è capace di stimolare e far crescere l'artigianato, se il turismo è capace di utilizzare le grandi opportunità culturali ed ambientali della nostra isola. Io credo che soprattutto i colleghi nuoresi siano molto preoccupati dal tema dello spopolamento delle zone interne, ma è un flatus vocis, è una pura enunciazione astratta denunciare lo spopolamento e non battersi perché lo sviluppo non sia soltanto costiero, non sia soltanto nelle aree urbane dell'isola e non si diffonda verso l'interno. Il nostro "no" a quel progetto di Master Plan non è mai stato un "no" a priori, è stato semmai, dall'inizio ed ancora lo è oggi, la richiesta di correggerlo sulla base, pensate, della stessa volontà del legislatore che varò quel provvedimento assai ambiguo che è noto come articolo 28 bis della legge numero 45. L'articolo 28 bis infatti parla giustamente di un piano integrato di sviluppo economico, cioè lega alcuni sacrifici eventuali di natura non astrattamente ambientalista, a dei vantaggi complessivi di sviluppo economico. In quel progetto a cui è stato detto giustamente non un "no" o un "si" , ma è stato detto che non è ricevibile perché è fuori dai contesti e dalle cornici della legge, non c'erano queste risposte. Allora l'azione della maggioranza, di questo Gruppo e della maggioranza della Giunta non è mai stata un "no" a priori, e nè voler cacciare alcuno, né credo che altri facciano le sirene che vogliano attrarre alcuno, non mi pare che il ruolo dei legislatori sia quello di attrarre o respingere, mi sembra più di attrarre, che sia giusto creare le condizioni per l'impresa. Quei "no" non sono mai stati preconcetti, sono stati "no" accompagnati dalla richiesta di rimodulare il progetto, e la stessa risoluzione approvata dalle Commissioni Turismo ed Urbanistica il 28 ottobre dello scorso anno, mi pare tra l'altro con una maggioranza ancora più vasta della maggioranza che sorregge la Giunta, non erano dei "no", erano dei "rimodula" al progetto sulla base delle esigenze della Regione Sardegna che anch'essa ha una sua dignità.

Io capisco ed apprezzo le preoccupazioni anche dei sindaci della Gallura quando non sono di pura propaganda e viziati da elettoralismo, ma io credo che tutti, a partire da un'opposizione che si candida a essere forza di governo e che forse crede di esserlo già, ma che si deve conquistare anche sul campo la capacità di esserlo, ci deve essere uno sforzo a governare i processi senza violentare i percorsi di legge che già esistono. Ho apprezzato i passaggi in cui il collega Pittalis diceva: "noi non vogliamo assolutamente violare l'ambiente", io credo a queste posizioni, e credo che la si debba smettere con i processi di falsificazione, la norma che ad esempio impone di costruire al di là dei 300 metri non è una norma roberspierriana o marxista-leninista, è una norma di civiltà della convivenza, è una norma che consente a tutti i sardi di poter godere dei propri beni senza essere tagliati fuori, è una norma assolutamente compatibile con uno sviluppo che non sia...io talvolta non capisco i colleghi sardisti...c'è un altro dibattito?... dicevo, anche la questione di costruire al di là dei 300 metri, è una questione di buona educazione in buona sostanza, altrimenti veramente, non capisco, lo chiedo agli amici sardisti, che differenza ci possa essere tra i sardi e certi popoli del terzo mondo a cui vengono costruiti addosso degli immobili che li tagliano fuori dalle loro proprietà. Cerchiamo di far inserire gli interventi nei nostri contesti storici e sociali, cerchiamo di rispettare anche i residenti e di non trasformare le nostre coste in delle enclave che vengono sequestrate ed utilizzate al di là dei diritti del popolo che le possiede in parte e che quindi ha diritto, come dire, a convivere anche con chi poi ha i mezzi e la possibilità di venire qui per il turismo.

Io non capisco dove sia da parte nostra un atteggiamento non aperto e un atteggiamento ostile. Semmai, io ho una preoccupazione e qui la dico, ho la preoccupazione che qualcuno parli di Master Plan e voglia ottenere altro, cioè voglia ottenere lo sfondamento delle leggi in vigore, io mi auguro che così non sia. Però, sfondare le norme che tutelano non in astratto l'ambiente ma le nostre ricchezze, può avere degli effetti devastanti. Io capisco, e sono convinto, che qualcuno tifi perché ad esempio il progetto Costa Turchese di Silvio Berlusconi possa andare avanti, io non faccio il tifo ma lo capisco, però mi auguro almeno che si sia preoccupati del fatto che migliaia di miliardi di capitali mafiosi girano e vengono riciclati anche sulle nostre coste. Mi auguro che questa sia una preoccupazione di tutto il Consiglio regionale, non di singoli, perché la Sardegna è un centro di attrazione del traffico di droga, del traffico delle armi e del riciclaggio di denaro sporco, e gli investimenti cosiddetti turistici, gli investimenti immobiliari, e non sto certo parlando del Master Plan, penso di essere chiarissimo, cercano degli sbocchi sulle nostre coste. Io mi auguro che questo Consiglio abbia la conoscenza delle scelte che va a fare, e comunque so da che parte ci collocheremo su questo piano.

Dunque, occorre dare alla questione dello sviluppo del turismo una risposta politica, una risposta di governo a cui la Gallura ha sicuramente diritto; nessuno ignora in quest'Aula che la Gallura è la punta avanzata del turismo in Sardegna, ha tutte le precondizioni per crescere ulteriormente come grande capitale del turismo. Nessuno può negare il diritto della città di Olbia a diventare sempre più, anche con un vero abbellimento, perché Olbia non è all'altezza del rango di capitale di turismo e ha il diritto di diventare più bella, più funzionale, di avere delle strutture per il turismo, nessuno può negare alla Gallura una crescita nel settore del turismo, ma con un progetto che sia di tipo turistico. Per cui, io trovo abbastanza accettabile la linea che sembra emersa dall'incontro tra la Giunta regionale e le amministrazioni locali che punta a mettere in piedi un progetto turistico senza violentare il quadro legislativo esistente. E` una strada certo più faticosa che dire un no o un sì, ma la fatica è l'arte del governo. Chi si candida a governare ha il dovere di faticare e di inventare soluzioni che rispettino i principi e che siano allo stesso tempo in grado di promuovere quell'occupazione e quello sviluppo che a parole tutti diciamo di volere. Però tutto questo, ripeto, evitando le falsificazioni. Io sono rimasto un po' interdetto ed anche turbato perché ho sentito colleghi di questo Consiglio regionale fare proprie le tesi deliranti di qualche, spero ignorante, ma temo di più, che mette sullo stesso piano l'occupazione del territorio dovuto alle servitù militari e i parchi. Mette sullo stesso piano la desertificazione e lo sviluppo e la crescita armoniosa del nostro territorio, dove sembra che soltanto i terreni dove non c'è l'azione dell'uomo, i terreni del pascolo brado siano lo sviluppo e la civiltà.

Spero che su queste falsificazioni e su queste banalità questo Consiglio sia in grado di essere unito nel respingerlo, mi turba che qualche collega possa pensare soltanto di farle proprie. Io vorrei sottolineare come le città occupino il territorio, come l'agricoltura occupi il territorio, ma per fortuna, io non sono per il territorio lasciato selvaggio, io sono per un uso intelligente e produttivo del territorio, ma un uso di lunga durata, che consenta non la rapina di quel poco che c'è, ma che consenta una programmazione nel tempo, che consenta che il territorio sia tuo ma anche dei tuoi nipoti, perché tu non sei il proprietario unico che ha il diritto di devastare quello che si ritrova. ma purtroppo molti danni sono stati fatti; la Costa Smeralda sicuramente non è il peggio di quello che c'è in quest'isola, in quest'isola ci sono delle devastazioni orrende sulle nostre coste, ma continuiamo a sbagliare, continuiamo a parlare di crescita dello sviluppo e di crescita insediativa senza porci ad esempio il problema dell'acqua. Chiedo ai colleghi della Gallura: ma c'è l'acqua? C'è la possibilità di una crescita ulteriore dell'insediamento umano e della pressione demografica? Chiedo a chi parla di golf, come se il golf fosse la soluzione di tutti i mali. Ci sono dei progetti quando si parla di campi da golf o qua siamo veramente nel mondo della vendita degli specchietti agli indigeni, perché sento dire 10 mila posti di lavoro, 20 mila posti di lavoro a Cagliari, a Cagliari c'erano dei candidati che vendevano 8000 posti di lavoro.

BERTOLOTTI (F.I.). Prodi ne ha promesso seicentomila per il prossimo anno".

GHIRRA (Progr. Fed.). Io non ho promesso niente, il Governo Prodi pensa che sulla base delle politiche economiche che sta mettendo in campo ci saranno seicentomila posti di lavoro in tre anni. Però io sono contrario a dare i numeri, mi sembra molto più serio fare le cose. Ed anche su questa vicenda del Master Plan bisogna uscire dalle opposte tifoserie, io non mi schiero tra i tifosi del no, io sono per il no a quel progetto, ma sono per il sì alla ricerca di una soluzione seria, di un progetto veramente turistico che dia occupazione e sviluppo, il che vuol dire incidere sui ritardi veri del turismo sardo, che è un turismo stagionale, che è un turismo di due mesi all'anno, che è un turismo che si rivolge ad un pubblico prevalentemente italiano, il che vuol dire ampliare l'offerta, ampliare la possibilità e la gamma di servizi e attrarre qui il turismo straniero fondamentalmente che è un turismo che spende, è un turismo che punta a tutto l'arco dell'anno e non soltanto al cuore della stagione estiva. Se ci si vuole cimentare su questo piano io penso che tutto il Consiglio abbia le condizioni per trovare un accordo, che non ci sia un problema di opposte tifoserie, le opposte tifoserie sono soltanto atteggiamenti demagogici e falsificatori che non fanno bene alla Sardegna e non fanno neanche bene a chi si pone su questo piano, comunque, probabilmente non dimostrano la loro capacità di essere forza di governo e magari alcune illusioni di aver già vinto partite ancora aperte potrebbero svanire alle brume dell'autunno.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marteddu sull'ordine dei lavori.

Marteddu (Popolari). Presidente, sull'ordine dei lavori, un po' in distonia rispetto alla normalità della discussione delle mozioni, chiederei al Presidente della Giunta di riferire sulla maturazione di ultime decisione, se ce ne sono state, sulla materia specifica, di riferirne adesso se gli altri colleghi lo consentono per tentare di orientare il dibattito del Consiglio su cose concrete. Vorrei ricordare che la mozione numero 106, di cui anch'io sono firmatario,tra l'altro non vedo in aula i primi tre firmatari della mozione 106, era una sorta di dichiarazione di guerra ad uno stato estero, era una mozione contro Ronchi, è sempre attuale per la verità per mille cose, però mi pare che il nodo centrale era quello di respingere l'ingerenza del Ministro sugli affari interni della Sardegna.

La mozione numero 153 invece richiama il senso concreto dell'argomento che stiamo discutendo. Io, francamente, se il collega Pittalis, primo firmatario della 153 lo consente, chiederei al Presidente della Giunta di riferire al Consiglio delle ultime iniziative che ci sono state, se c'è qualche passo in avanti e se siamo in condizione come Consiglio di orientare il nostro dibattito, perché altrimenti francamente intervenire in una discussione che rischia di diventare tra l'altro "week end con il morto" io non me la sento come tanti altri colleghi.

PRESIDENTE. Mi pare di capire che la proposta sia questa: sono state presentate delle mozioni, sono state illustrate dall'onorevole Pittalis e c'è stato un primo intervento dell'onorevole Ghirra. Si sta sviluppando il dibattito e io avevo chiesto ai colleghi e lo ribadisco di iscriversi nell'ambito degli interventi nel primo intervento, mi pare che la proposta dell'onorevole Marteddu sia, per dare maggiore conoscenza ai colleghi che devono intervenire, la Giunta ci dica se ci sono novità o se non ce ne sono". Sentiamo il parere dell'onorevole Pittalis.

Pittalis (F.I.). Mi dispiace che in questi frangenti venga meno anche lo stile, ma sono nettamente contrario alla proposta del collega Matteo Marteddu e l'argomento molto brevemente.

Il presidente Palomba aveva quattro anni di tempo per riferire al Consiglio. E' stata sollecitata dai banchi dell'opposizione una discussione che si sta svolgendo mi pare in maniera costruttiva, la Giunta ha il suo diritto - dovere di intervenire nell'ambito della discussione, ma sottolineo soprattutto un aspetto politico, che a questo punto, tenuto conto dell'assoluta assenza della Giunta regionale, nell'assoluto immobilismo, sia il consiglio a prendere in mano seriamente la questione e a dettare le linea e le direttrici per la Giunta.

Quindi, io ritengo che il dibattito debba proseguire secondo il criterio stabilito e previsto dal Regolamento, circa l'esito poi della discussione ed anche dell'intervento della Giunta, i Gruppi, ritengo, in assoluta autonomia e responsabilità, si determineranno.

Io più di quanto già abbia appreso, come ormai di consueto, dalla stampa, non so cosa di nuovo ci debba dire il Presidente. Se ha cose nuove le dira' quando per Regolamento le spetta intervenire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori, il consigliere Lorenzoni.

LORENZONI (Popolari). A me sembra che la proposta fatta dal collega Marteddu sia effettivamente utile per il proseguo dei lavori, se noi vogliamo proseguire i lavori in maniera concreta e se non vogliamo limitarci a semplici enunciazioni di principio. Si ha la sensazione che il problema Master Plan sia un problema che nasce oggi e non che sia oramai in gestazione da quasi 25 anni, se proseguiamo un dibattito in questa maniera ad un confronto di posizioni pro o contro questa situazione.

Io vorrei ricordare ai colleghi che il 30 ottobre 1997 le commissioni congiunte quarta e sesta hanno votato a maggioranza una risoluzione che brevemente sintetizzo: "le commissioni dopo ampio e approfondito dibattito sono addivenute alle seguenti conclusioni di merito: il problema presentato contiene i requisiti preliminari di cui all'articolo 28 bis della legge regionale numero 45 dell'89, così come introdotto dalla legge regionale 23 del 93. Esiste tuttavia una problematica di natura urbanistica e giuridica che va preliminarmente approfondita in relazione alla procedura operativa dell'articolo 28 bis e rapportata anche alla pianificazione paesistica vigente e alla pianificazione urbanistica comunale in via di definizione.

E` da considerare, in particolare, che l'articolo 28 bis ha valenza astratta e generale e che la normativa legislativa e regolamentare regionale non hanno indicato reali particolari che a priori dovessero essere assoggettati a specifico accordo di programma, né questo il Consiglio regionale ha demandato a disposizione degli strumenti attuati, riservando anzi solo a se stesso la facoltà di valutare i requisiti alla proposta. Salto alcuni particolari per leggere le conclusioni: Invitano la Giunta regionale ad avviare il confronto e a predisporre una proposta di accordo di programma da sottoporre al Consiglio regionale con le integrazioni di iniziativa pubblica, finalizzate allo sviluppo e alla valorizzazione delle risorse socio - economiche del territorio, e a promuovere tutte le iniziative utili al fine di perseguire, nei tempi brevi e con gli altri soggetti interessati, l'intesa per l'accordo di programma così come è previsto nella normativa vigente". Da questo si deduce che il Consiglio, attraverso le due commissioni di merito, ha esaminato e dato una valutazione della materia, che una eventuale discussione può proseguire solo in presenza di notizie della Giunta sulla risoluzione che è stata approvata dal Consiglio, su quali sono state le evoluzioni da ottobre 1997 ad oggi, perché il Consiglio possa valutarle ed eventualmente determinare su questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Intervengo soltanto per esprimere la mia opinione in merito alla richiesta avanzata dall'onorevole Marteddu. La richiesta stessa non è neppure proponibile, comunque non è ricevibile dalla Presidenza perché, se la Giunta avesse voluto promuovere un dibattito su temi politici rilevanti come quello in discussione, avrebbe dovuto avvalersi dalla facoltà che deriva dall'articolo 118 del Regolamento. Nel caso di specie noi abbiamo un dibattito già iniziato, addirittura è stata già avviata la discussione generale con l'intervento del primo degli iscritti a parlare e con la chiusura della lista dei colleghi che successivamente interverranno.

Pertanto, noi ci troviamo a discutere ai sensi dell'articolo 114 del Regolamento, che richiama il capo 10, che è quello della discussione generale, e la Giunta interverrà a chiusura del dibattito generale come prescrive il Regolamento. Non vedo nessuna ragione né di carattere regolamentare, che comunque non esiste, nè di carattere logico politico perché si debba modificare la prassi e comunque le norme che sono disciplinate così puntualmente nel Regolamento in questa circostanza.

Il Presidente della Giunta, quando ha ricevuto la richiesta da 20 consiglieri regionali di convocare il Consiglio per la discussione di questo argomento, aveva tutto il tempo per chiedere alla stessa Presidenza del Consiglio di far iscrivere all'ordine del giorno le dichiarazioni che magari sullo stesso argomento il Presidente avrebbe potuto rendere. C'era tutto il tempo, comprese le 24 ore di spatium deliberandi, che prevede il Regolamento perché tutto ciò potesse accadere. Questo non è accaduto pertanto il dibattito deve continuare così come è stato iniziato.

PRESIDENTE. E` stata fatta una proposta, c'è stato un intervento a favore ed uno contro, io capisco il senso della proposta del collega Marteddu di avere ulteriori elementi di informazione per orientare il dibattito, però il Regolamento prevede che la procedura sia quella stabilita, d'altronde la Giunta all'inizio non aveva manifestato l'esigenza di dare delle ulteriori informazioni, quindi credo che non ci sia altra strada se non quella di attenersi al Regolamento. Se ci fosse stata un'ampia convergenza sulla proposta del collega Marteddu naturalmente avremmo derogato al Regolamento, siccome vedo che questa non c'è, continuiamo il dibattito secondo il Regolamento, poi la Giunta a sua volta farà il suo intervento, darà ulteriori informazioni e questo servirà comunque ai colleghi per orientare la volontà di voto. Considero chiuso questo aspetto della proposta.

Continuazione della discussione congiunta delle mozioni Degortes - Nizzi - Usai Pietro - Amadu - Balia - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Cadoni - Carloni - Casu - Cherchi - Cucca - Cugini - Demontis - Dettori Bruno - Falconi - Fantola - Federici - Floris - Fois Pietro - Frau - Giagu - Granara - Ladu - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manunza - Marracini - Marras - Marteddu - Masala - Milia - Oppia - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Secci - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Zucca: "Sull'accordo di programma relativo al Master Plan" (106) e Pittalis - Masala - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Casu - Federici - Floris - Giordo - Granara - Lippi - Lombardo - Marras - Milia - Oppia - Pirastu - Tunis Marco - Boero - Biggio - Cadoni - Carloni - Frau - Liori - Locci - Sanna Nivoli - Usai Edoardo: "Sull'esigenza del Consiglio regionale di esaminare le proposte della Giunta regionale sul piano di investimenti turistici in Gallura, noto Master Plan" (153)

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.

BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, ho appena assistito ad un tentativo di svincolarsi da una situazione alquanto imbarazzante, imbarazzante perché i consiglieri del Partito Popolare fanno parte della maggioranza, e si sono accorti di aver fatto una specie di autogol firmando una cosa giusta, una cosa sacrosanta. Poi, stamattina è venuto un po' il panico, dicono: qui siamo in quell'elemento che non si può nominare, proprio perché dai banchi stessi della maggioranza c'è la firma su qualcosa che denuncia la maggioranza stessa, il suo Presidente della Giunta e la Giunta stessa. Si è tentato questo espediente procedurale per cercare di prendere tempo ed uscire fuori dall'ennesima brutta figura che questa maggioranza fa.

Ma veniamo al dibattito. Con stupore ho sentito le parole del collega Ghirra che afferma noi, lui dice noi, fa parte della Maggioranza, è un esponente della Maggioranza, usa il termine noi, noi questo progetto del Master Plan non lo riteniamo utile del punto di vista economico, parole del collega Ghirra, che spero gli organi di informazione riportino tali e quali come sono state espresse, perché l'opinione pubblica sappia che la Sinistra, il P.D.S. o il D.S., per bocca di un suo autorevole esponente dice: "Noi non riteniamo utile il progetto del Master Plan dal punto di vista economico". Dopo questa espressione non è che ci sia molto da dire, ma l'onorevole Ghirra chiaramente, com'è suo dire, si è addentrato su un altro terreno molto spinoso per poter contrastare il Master Plan; ha parlato di capitali mafiosi, sottolineo "capitali mafiosi" anche se chiaramente non in modo diretto, strettamente diretto, collegabile, ma quando si entra in un dibattito si parla di investimenti nel turismo.

Oggi si parla del Master Plan, si parla di capitali mafiosi, di traffico di droga, di riciclaggio, di danaro sporco, quanto meno dovrebbe essere chiamato da qualche giudice come persona informata sulla vicenda, visto che ne parla.

Per combattere questa mozione si scende a parlare addirittura di capitali mafiosi, di traffico di droga, di riciclaggio di danaro sporco, insomma la fantasia è stata superata per poter sostenere una posizione di un certo tipo di ambientalista, Pomodoro Rosso (?).

Caro collega Ghirra, quando in un Piano che non riguarda tutte le coste della Sardegna, grazie a Dio la Sardegna è immensa, ha tante belle coste, e grazie a quel signore lì, a quel ricco beduino che è venuto a levarci il prosciutto dagli occhi, a farci conoscere casa nostra, perché qui siamo nell'assurdo in quanto questo Consiglio regionale, quando ovviamente io non c'ero e molti di voi non c'erano, 30 - 40 - 50 anni fa evidentemente non si conosceva casa propria, si doveva aspettare un ricco beduino per farci conoscere casa nostra. Quel ricco beduino ci ha portato all'attenzione del mondo, ci ha portato tanta economia, con ottimi riflessi dal nord al sud della Sardegna; ma dove eravate voi "ambientalisti" quando per effetto di chi sa progettare, di chi sa inserire in modo opportuno e variegato l'intervento edilizio, turistico - costiero, come è un meraviglioso esempio la Costa Smeralda, dove eravate voi signori della Sinistra che avete sempre comandato con i P.P., allora i D.C. insieme, in modo consociativo e quant'altri nella variegata Maggioranza? Dove eravate quando avete permesso lo scempio, il vero scempio sopratutto nel Meridione, della Sardegna, delle nostre coste?

Lì, solo in questi ultimi tempi si alza qualche timida voce per sostenere una battaglia contro chi sa edificare in una programmazione mondiale, chi sa fare le cose in sinergia perfetta con l'ambiente; per combattere il Master Plan adesso si cerca di parlare di quello che avete permesso voi, avete governato voi, avete sgovernato voi, avete fatto diventare una percentuale delle coste del Meridione della Sardegna una cloaca massima.

La responsabilità è tutta su di voi e vi opponete nei confronti di chi ha fatto un giardino zonale, in quella zona, un giardino, un'oasi, un Eden, ha ampliato lo stesso ambiente, ha insegnato ai sardi a far crescere il mirto e il lentisco a mò di pianta, perché se no rimaneva lì, cespuglio, ci hanno insegnato anche a conoscere e a lavorare la nostra macchia maditerranea, da lì poi chi ha avuto capacità di copiare ha imparato anche ad abbellire la propria villa, se non veniva quel ricco beduino non si sapeva fare neanche quello.

Tutta questa lotta ha un Piano fatto con la stessa capacità progettuale di chi gestisce le correnti turistiche mondiali, ma con quale capacità, con quale faccia tosta si viene a dire che lì non c'è sviluppo economico, non c'è occupazione? Ho sentito queste parole dalla bocca di Ghirra, assurdo! Questi non sono ragionamenti, questo è ecoterrorismo perché voi volete tenere la Sardegna in una miseria, perché nella miseria avete sempre sguazzato elettoralmente, perché cercherete di vincere le elezioni con i lavori socialmente utili, perché quando uno è alla miseria, alla fame, alla disperazione, anche 800.000 lire, un milione al mese per sei mesi senza nessuna prospettiva per il futuro, senza nessuna prospettiva riuscite ancora a ingannare una quota di elettorato disperato, solo con questo meccanismo classicamente democratico-cristiano, marchista di vecchia repubblica che non è finita mai, voi continuate a fregare il popolo.

Ecco perché il collega Ghirra non si sente tanto sicuro di perdere le elezioni, perché con il ricatto, con l'affamare il popolo e dargli una goccettina per assetarlo ed una goccina d'acqua data prima delle elezioni, questo trucco viene fatto funzionare spesso e volentieri, forse questa volta non funzionerà a pieno, forse questa volta dovete dare delle risposte concrete, non più alcuni socialmente utili per vincere sulla disperazione, dovete veramente avere dei programmi, che non avete, e proprio perchè non ne avete, combattete quel poco di buono che c'è e che è fatto non da noi, da noi sardi e noi sardi siamo veramente bravi a distruggere quel poco di buono che ci capita, non per nostra bravura e capacità siamo riusciti a far scappare chi ci ha veramente presi, come si dice in sardo, "a fillu de anima", visto che non eravamo capaci a camminare con i nostri piedi.

Questo, quanto meno per la classe politica finora espressa in questa aula dall'autonomia in poi, questo è il quadro, questa è la verità. Allora, parlare di costruire al di là dei 300 metri dalle nostre coste, dall'onorevole Ghirra e quanti altri hanno avuto opportunità di vedere le isole Canarie, una a caso, di vedere i migliori villaggi mondiali costruiti nel rispetto della natura, inseriti in modo che non si vede neanche che cosa c'è costruito e in certi casi, in un rapporto decisamente minimale, si dà opportunità al turista che arriva, paga, lascia i suoi bei dollari, marchi, sterline e quant'altra moneta pregiata in questi siti, hanno l'opportunità quando si svegliano la mattina di avere quasi i piedi nell'acqua. Stiamo parlando, su una costa di migliaia di chilometri, stiamo parlando neanche di decine di chilometri, di centinaia forse di metri, le deroghe che hanno creato tanto scandalo e che sono studiate da architetti con i "controattributi", va bene?, sono deroghe, non rompere una norma che tale è e che tale deve rimanere, per evitare quegli scempi che avete permesso prima, voi, voi, sempre voi al potere, sempre il centro-sinistra prima, sinistra-centro prima, prima repubblica di sinistra-centro o Ulivo adesso è la stessa cosa, le responsabilità sono sempre vostre non del centro-destra o della destra, per meglio dire.

Quando gente che ha la capacità di levarci la fame che abbiamo, oltre 300 mila disoccupati su un popolo di un milione e seicento mila anime, è fame, è disperazione. Lo stiamo dicendo per tante altre cose, per tanti altri settori, va ripetuto anche adesso: porsi come vi state porgendo contro il Master Plan, in questo modo, con le argomentazioni che per ora ho sentito dall'onorevole Ghirra è veramente assurdo, catastrofico, autolesionistico, in tutto e per tutto, per sostenere che cosa? Un Ministro dell'Ambiente, un ex terrorista...

DIANA (Progr.Fed.). Piano, piano.

BOERO (A.N.). Sissignore, sono affari miei, uno che era un extraparlamentare, questa è storia, uno che quei mezzi, quella violenza ce l'ha dimostrata col parco del Gennargentu e ce lo dimostra in tutto e per tutto, ecco che cosa state sostenendo, queste sono le precise responsabilità che vi devono inchiodare definitivamente nei confronti dell'opinione pubblica, se la stampa libera quella libera ne è capace di inchiodarvi regolarmente, perché basta a dire solo la verità, non inventare politica, questa è la terribile verità che vi deve inchiodare per sempre!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Manchinu. Ne ha facoltà.

MANCHINU (F.D.S. - Progr.Sard.). Io dell'intervento che ha fatto l'onorevole Pittalis ne condivido grande parte; quello che non condivido, però rientra nel suo diritto, è il fatto che non ha consentito alla Giunta di dire qual è lo stato dell'arte per quanto riguarda il tema Master Plan.

Leggendo i giornali di oggi, "La Nuova Sardegna" dice: "Intese sindaci e Regione verso una cornice normativa per il Master Plan"; leggendo "L'Unione Sarda" si dice: "Riunione inutile"; sono due verità. Quindi cercherò, facendo una specie di esercitazione scolastica, di dare risposte per una crisi e per l'altra, se invece il Governo regionale avesse detto qual è lo stato dell'arte è probabile che il dibattito sarebbe stato un altro e si sarebbe arrivati ad una conclusione più produttiva.

Io ritengo che la Sardegna, per quanto riguarda il suo sviluppo, abbia un settore che non è stato mai valorizzato appieno che è quello che riguarda proprio il turismo. Qualcuno ha parlato poc'anzi delle isole Canarie e delle Baleari, bene, io sono solito portare come esempio un edificio, una struttura alberghiera che si trova in Sardegna, lungo le coste della Gallura, vicino a Santa Teresa di Gallura, che è l'Hotel Marmorata, che è un esempio in negativo di una costruzione alberghiera. Andando alle Canarie, credo, che questo possa essere preso come esempio in positivo, perché le costruzioni nelle Canarie sono sul mare e sono grandi alveari poco vivibili, però ritengo che le Canarie, come anche le isole Baleari, abbiano investito tutto sul turismo e vivono dal turismo, non c'è disoccupazione, hanno risolto un problema con il turismo. Oggi stanno rivedendo quel tipo di intervento che era stato fatto nel passato e stanno cercando di rimodellare in meglio ciò che hanno costruito. Voglio fare un semplice esempio: le isole Canarie, che hanno una superficie di 7 mila chilometri quadrati ed una popolazione più o meno uguale a quella della Sardegna non hanno un disoccupato, hanno un clima favorevole, che consente di fare turismo per 12 mesi all'anno, credo che la Sardegna sia nelle condizioni non di fare turismo 12 mesi all'anno, ma certamente almeno 8 mesi all'anno.

Noi non abbiamo però mai voluto affrontare questo tema seriamente; devo dire che pochi ambientalisti ben organizzati però sono riusciti a impedire che la Sardegna avesse uno sviluppo in quel settore, hanno voluto vedere laddove volevano vedere, non hanno visto laddove non volevano vedere, faccio un esempio: ogni giorno rientrando a Sassari vedo le colline di Furtei che vengono letteralmente smantellate dall'intervento dell'uomo per una miniera a cielo aperto che ogni anno forse riesce ad assemblare particelle di oro che vengono trovate in tonnellate, tonnellate, milioni di tonnellate di terreno smosso per fare un lingottino, quando ritengo che se noi con quelle risorse, a fine stagione estiva prendessimo un certo numero di operai, li pagassimo per pulire le spiagge, con l'oro, le catenine, gli anelli che vengono trovati nelle spiagge, oltre a pulire le spiagge potrebbero ricavare quel lingottino d'oro che viene ricavato dallo smantellamento di queste montagne.

Però i Verdi non si accorgono di questo

DIANA (Progr.Fed.). Sei distratto, perché io ne ho parlato in Aula.

MANCHINU (F.D.S. Progr.Sard.). I Verdi quelli che fanno turbolenza, non quelli che parlano in Aula che hanno diritto di parlare, quelli che fanno anche opinione non si accorgono di questo fatto, o forse perché in quelle colline non c'è da fare edificazioni di ville, villette o cose di questo genere, e quindi l'impatto ambientale di tutte queste cose.

La Sardegna è nota nel mondo soprattutto per il mare e quando si fa il turismo, il turismo da richiamo è il mare, quando sento dire: "Ma le zone interne si spopolano", facciamo un progetto, portiamo il mare nelle zone interne e le facciamo popolare, facciamo questo tipo di progetto, il mare è il richiamo della Sardegna; è chiaro che facendo turismo con intelligenza, i milioni di turisti che possono venire in Sardegna possono essere attratti anche dalle zone interne, però si deve fare un certo tipo di politica, sfruttare e utilizzare le risorse che noi abbiamo a disposizione.

Il Master Plan: io faccio l'ipotesi che esista l'imprenditore ancora interessato a questo progetto. Allora se c'è l'imprenditore che ancora è interessato a questo progetto, noi facciamo alcuni rilievi; il progetto così come è stato presentato per dimensione volumetrica è eccessivo. Per la localizzazione diciamo che non sempre è idonea la localizzazione, quindi è da rivedere la localizzazione, il tempo entro il quale viene realizzato è troppo lungo, l'investimento annuale troppo inconsistente, e così via dicendo. Ci sono una serie di rilievi che noi muoviamo, sempre che ci sia l'interlocutore principale, cioè l'imprenditore, non basta che il comune di Arzachena e il comune di Olbia siano d'accordo su questo tipo di investimento, è necessario che il proprietario di quelle aree abbia interesse all'investimento; dai giornali, dalle notizie che noi abbiamo risulta che l'Aga Khan se n'è andato, non è interessato a questo investimento. Vorremmo sapere se la Giunta, il Presidente della Giunta abbia o no intavolato con la nuova proprietà un dialogo, un discorso per vedere se questa nuova proprietà è interessata all'ipotesi di Master Plan. Se non è interessata il problema non c'è, è inutile che discutiamo, non esiste questo problema, se è interessata allora noi dobbiamo fare delle controproposte, ci dobbiamo confrontare, dobbiamo dire le parti nelle quali siamo d'accordo e le parti nelle quali non siamo d'accordo.

Io voglio dire che l'articolo 28 bis, di cui tanto si parla, è nato in quest'Aula da una precisa volontà che era quella di favorire un intervento di grande respiro di migliaia di miliardi che interessava la Sardegna, una parte della Sardegna ma in realtà tutta la Sardegna.

Io ho seguito le vicende della crisi regionale che ha aperto una nuova forza politica, sulla quale noi eravamo d'accordo che entrasse nella nuova maggioranza, uno dei motivi che ha indotto questa forza politica a entrare nella maggioranza è stata la richiesta di mille miliardi per un Piano straordinario del lavoro. Intanto i mille miliardi non ci sono, i mille miliardi di danaro pubblico, però c'era la possibilità, e c'è la possibilità che i mille miliardi si possono trovare avendo una Regione più disponibile e più disposta a incentivare gli investimenti dei privati. Questo era uno di quei casi che vedeva investimenti dei privati per circa 150 - 200 miliardi all'anno, per Is Arenas, che è l'unico caso di investimento nel settore turistico-alberghiero che sta andando avanti, anche se lentamente, sono altri 50 - 60 miliardi all'anno di investimento.

Abbiamo un altro settore, che è il porto canale di Cagliari. Mi risulta che la convenzione con la quale si debbono attivare i corsi di formazione non è stata ancora firmata, si parla che fra uno o due mesi la prima nave verrà portata nel porto canale di Cagliari per movimentare i container, eccetera, però il personale che farà questo tipo di operazione verrà portato da Genova.

Anche quello è un modo per mettere in movimento attività produttive, che mettono in movimento risorse finanziare, mettono in movimento lavoro. I mille miliardi si trovano così, cioè facendo in modo che il privato li metta a correre; i PIA è un altro esempio, la filosofia dei PIA era questa, mettere le risorse pubbliche che invogliassero anche il privato, perché anch'esso mettesse risorse private per creare attività produttive e quindi lavoro.

Facendo questo tipo di operazioni noi avremmo messo in cantiere non i mille miliardi all'anno, ma certamente molti di più. I PIA si stanno dimostrando anch'essi un fallimento per quanto riguarda l'iniziativa privata, è un modo indiretto, o sotterraneo, di fare ancora finanziamenti di opere pubbliche, che non fanno crescere certamente gli imprenditori in Sardegna.

Il turismo è uno di questi settori, che se trova attenzione da parte del pubblico o del governo pubblico è probabile che riesca a mettere in movimento grandi quantità di risorse e quindi cercare di se non risolvere completamente il problema dell'occupazione, dare una grossa risposta a questo problema.

La Regione non è responsabilità solo di questa Giunta, per quanto riguarda questi problemi ha fatto di tutto, salvo dare risposte. Il caso dell'imprenditore Aga Khan è emblematico, lo dobbiamo prendere come esempio scolastico di come una amministrazione pubblica riesce, nell'arco di 20 anni circa, a far fuggire un imprenditore che comunque ha ben operato in Sardegna.

E` un esempio, è da ammirare questo imprenditore che per 20 anni ha comunque continuato a bussare alle porte della Regione; che la Regione abbia maturato una sensibilità ambientale in questi anni è un fatto indubbio. Voglio ricordare che negli anni '80 c'era un'altra proposta di Master Plan, che andava intorno all'ordine dei 5 milioni di metri cubi. Allora mi pare di ricordare che era Assessore all'urbanistica l'onorevole Muledda, l'Assessore alla programmazione era l'onorevole Raggio, da allora ad oggi lo stesso imprenditore che prima aveva fatto una proposta che andava intorno ai 4 milioni di metri cubi e che trovava la disponibilità della Regione per quel tipo di proposta, si sono fatti passi da giganti perché lo stesso imprenditore, a distanza di anni, si è presentato alla Regione non proponendo i 4 milioni, che erano quasi assentiti, di metri cubi, ma proponendone due milioni e mezzo.

Quindi c'è un grande passo, lo stesso imprenditore ha capito che in Sardegna non era possibile edificare in modo violento e distruggere un paesaggio in modo violento. Voglio dire che c'è stata una grande sensibilità, nonostante questo noi non siamo stati in grado di dare risposte checchè se ne dica, c'è responsabilità dell'imprenditore ma io ritengo che ci sia responsabilità anche da parte del governo regionale.

Se non riconosciamo queste cose vuol dire che possiamo scrivere come "La Nuova Sardegna" le due verità; verità una, verità l'altra e continueremo a prenderci in giro e a prendere in giro quelle migliaia di cittadini che sono senza lavoro.

Questa è l'ipotesi che io faccio dell'imprenditore che esiste, se esiste, che vuole fare le cose, se l'imprenditore non c'è, come ritengo che non ci sia, dobbiamo fare un altro ragionamento; intanto l'articolo 28 bis io credo che debba rimanere, perché è una norma di carattere generale ed astratta per cui domani se si dovesse presentare un imprenditore, in altra parte della Sardegna, e che volesse fare un investimento di notevolissima portata, questo imprenditore può presentare un progetto alla Regione; la Regione, se sono d'accordo anche gli enti locali del territorio interessato all'investimento, può dire sì o no, e può fare un ragionamento di deroghe, perché l'articolo 28 bis prevedeva la possibilità di fare deroghe di carattere volumetrico, perché in quella zona (mi riferisco alla zona della Gallura) non c'erano le quantità volumetriche per fare quell'intervento, non c'erano e non ci sono fino ad oggi le quantità volumetriche per fare quell'intervento e quindi si prevedeva implicitamente la deroga per quel tipo di intervento volumetrico ed anche perché i progetti erano stati visti, deroga che poteva sfondare, in certi casi, la fascia dei 300 metri. Questo era e questo se rimane sarà. Perché la Regione, a fronte del consumo di una parte del territorio, valuta quelle che sono le ricadute socio-economiche. Cioè, se io classifico una piccola parte di territorio e ho come ricaduta una occupazione in centinaia o in migliaia di posti di lavoro, la Regione può valutare, tanto è che si porta l'accordo di programma in Aula, e quindi viene approvato con una delibera dell'Aula, se quell'intervento, a fronte delle ricadute positive che ci possono essere, può essere fatto o non essere fatto.

Quindi, io credo che l'articolo 28 bis debba rimanere proprio per questo. Noi non possiamo non ipotizzare che nel futuro ci possa essere un altro Aga Khan o lo stesso Aga Khan, o un altro grande imprenditore che voglia fare investimenti di notevole portata in Sardegna.

Stando così le cose che cosa si verifica? Che non essendoci l'imprenditore interessato a fare l'intervento Master Plan in Costa Smeralda, questa parte di territorio si trova in una situazione di svantaggio rispetto alle altre zone della Sardegna, perché la normativa prevede che per quelle zone che sono ex zone F, asteriscate con il 2D asteriscato, è necessario, per qualsiasi intervento, fare gli accordi di programma ex articolo 28 bis. Questo non va bene, perché in altre zone, in altre situazioni è possibile fare l'intervento ricorrendo all'articolo 28, non 28 bis, cioè un intervento per via amministrativa.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

(Segue MANCHINU.) Allora, l'Aula oggi a mio parere, dovrebbe eliminare questa stortura, cioè le zone asteriscate devono sparire, non devono esistere più le zone asteriscate. Cioè la Sardegna deve avere le zone B(?), le zone C, tutto quello che deve avere, senza particolari rilievi perché in questo caso pone questa zona della Sardegna in una zona di svantaggio, se io volessi fare, o un cittadino qualsiasi volesse fare un albergo in queste zone asteriscate dovrebbe fare l'albergo seguendo l'accordo di programma previsto dall'articolo 28 bis, mentre in altre zone della Sardegna potrebbe fare lo stesso intervento senza dovere però ricorrere all'articolo 28 bis.

Quindi, oggi dobbiamo eliminare questa cosa, ci dobbiamo muovere in questa direzione. Muoverci in questa direzione significa rendere operativa la Legge Regionale 8 aprile 1998, la quale oltre a prorogare i termini di emanazione per la attuazione di piani urbanistici comunali e piani territoriali paesistici, prevedeva la revisione e l'adeguamento delle norme di attuazione dei piani territoriali paesistici entro 60 giorni. Credo che l'Assessore all'Urbanistica dovrebbe muoversi in questa direzione, perché questo significava quell'articolo, cioè rimuovere, rivedere tutti quegli ostacoli che la normativa di attuazione prevede e non riesce a far rendere operativi i piani territoriali paesistici. Questo deve vedere. Cioè approvare le nuove direttive per la predisposizione dei piani urbanistici e nello stesso tempo la revisione degli strumenti attuativi e della normativa attuativa che impedisce di fatto la possibilità di qualsiasi intervento in qualsiasi zona della Sardegna. Io credo che quell'ordine del giorno (per cui ritengo che questa discussione possa essere utile anche per questo) che dovrebbe essere unitario, dovrebbe contenere delle norme, direttive, indicazioni, suggerimenti alla Giunta perché faccia rapidamente questo tipo di operazione. Renda le norme di attuazione più chiare ed elimini questa situazione di sperequazione che oggi si è determinata soprattutto nell'area gallurese.

Un'altra annotazione e concludo. Vorrei che l'Assessore all'Urbanistica seguisse.

Ho letto l'ipotesi che fa l'Assessore all'Urbanistica per quanto riguarda le volumetrie in Sardegna. L'Assessore all'Urbanistica dice: "Noi facciamo i piani urbanistici comunali in adeguamento, dopodiché vediamo se ci sono territori che vogliono fare investimenti per quanto riguarda il turismo, ed allora in quel caso valutiamo e poi diamo le volumetrie che non hanno". Io sono convinto che, conoscendo la correttezza dell'Assessore, che lo stesso si guarderà dal dare le volumetrie al comune X o al comune Y, perché questo potrebbe avvenire; ci potrebbero essere dei comuni che presentano una richiesta di ampliamento di volumetria e quindi di deroghe, si valutano e si dice: "Questo comune ha necessità di nuove volumetrie perché vuole fare questo, questo e quest'altro" e gliele diamo. Un altro comune potrebbe fare la stessa richiesta e potrebbe avere una risposta di segno contrario.

Io credo invece che dovremo prevedere una norma di carattere generale o una direttiva di carattere generale, che preveda un incremento di volumetrie generalizzato, cioè, quando noi abbiamo preso e abbiamo fatto i calcoli per determinare le volumetrie attraverso il decreto Floris abbiamo determinato volumetrie in modo generalizzato per tutto il territorio, non abbiamo fatto conti diversi, abbiamo utilizzato un metro che era uguale dappertutto. Dobbiamo utilizzare lo stesso metro per modificare i criteri attraverso i quali si danno le volumetrie, in modo da dare un incremento che non sia eccessivo di volumetrie. Lo si può vincolare questo incremento di volumetrie, se il decreto Floris diceva che almeno il 20% di volumetrie venisse destinato per il ricettivo alberghiero, noi potremmo dire non il 20% ma almeno il 40% deve essere destinato per il ricettivo alberghiero, l'altro per il residenziale.

Non è pensabile che possiamo capovolgere tutto quanto, ma una direttiva di questo genere la possiamo fare. Così facendo, rivedendo i parametri come è stato indicato nella proposta di direttive che è stata varata dalla Giunta, ed è all'esame nella Commissione Competente, noi vediamo un incremento che va nell'ordine di 12 - 15% complessivo mediamente, complessivo in tutto il territorio, e vediamo anche che questo tipo di incremento è legato al fatto che non il 20%, ma almeno il 40%, o meglio non meno del 40% debba essere destinato al ricettivo alberghiero.

Quindi, credo che noi dobbiamo muoverci in questa direzione, rapidamente, perché consentiremo, non con lo sviluppo zero, ma consentiremo a quei comuni che vogliono investire nel turismo, e soprattutto nel ricettivo alberghiero, di avere delle volumetrie che consentono di fare questo tipo di operazione.

Io credo che l'assemblea di oggi possa essere utile per questo, se noi diamo alcune direttive posto che il piano Master Plan oggi non esiste più, perché non c'è l'imprenditore interessato, lo sgombriamo dal campo, ma questo non significa che noi non dobbiamo fare una politica turistica, verso il turismo, verso gli investimenti nel turismo. Però dobbiamo semplificare le procedure in modo che l'imprenditore che viene in Sardegna sa che può contare su queste volumetrie, sa che in certi tempi, con certi strumenti può iniziare a costruire.

La Regione si deve garantire, deve evitare che vengano pirati che servono esclusivamente a dilapidare e a consumare il territorio, si deve garantire con delle norme contrattuali e particolari, deve fare di tutto, evitando però di fare delle discussioni che durano oltre i venti anni, come quella di cui oggi ci stiamo occupando.

Concludo dicendo che se chi ha presentato il documento, la mozione, sia quella della maggioranza che quella dell'opposizione, io voto contro tutte e due, però, se si fa un ragionamento che serve invece per dare una spinta perché il Governo regionale faccia alcune cose che sono necessarie, che devono essere fatte, rimuova alcuni ostacoli che impediscono di muoversi in questo settore, alcune cose che riguardano la Gallura che mettono in una situazione di estrema marginalizzazione questo territorio, io sono disponibile a firmare un ordine del giorno in questa direzione, che sia unitario e che dica alla Giunta: "Fate queste cose, fatele subito, fatele in fretta perché noi vogliamo operare, vogliamo fare in modo che in questo settore veramente il turismo possa crescere e gli imprenditori turistici possano venire in Sardegna sapendo che trovano un interlocutore che è la Regione, attento e disponibile a facilitare gli interventi nel settore".

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Serrenti. Ne ha facoltà.

SERRENTI (P.S. d'Az.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, intanto mi spiace che non sia presente l'Assessore Ballero che non è il solo, ma è sicuramente l'Assessore più interessato al Master Plan essendo il Master Plan un problema di applicazione ai Piani Territoriali Paesistici, so che l'Assessore Ballero è impegnato per compiti istituzionali fuori, sta facendo il suo lavoro, tuttavia è un peccato che non sia presente.

In dibattiti come questi si corrono essenzialmente due rischi, soprattutto quando si fanno alla fine della legislatura.

Il primo è quello di continuare e portare avanti delle argomentazioni che pare vogliano ridiscutere tutto a 360 gradi, non sono le questioni strettamente legate al Master Plan, e quindi, alla pianificazione dello sviluppo economico di una zona che è già stata destinata, non adesso, allo sviluppo turistico, ma si apre una discussione che tende a rivedere e a riporre in discussione tutto l'Ordinamento della Regione, tutto ciò che si è fatto fino adesso e, sappiamo che questa strada non porta da nessuna parte, se non a quella di fare affermazioni che spesso rimangono sul piano della pura demagogia e non servono a risolvere il problema.

L'altro è che persone, a questo punto della legislatura, colleghi, non voglio parlare di nessuno in particolare, la mia è una considerazione astratta, che non si sono distinti molto in 4 anni di lavoro approfittino di certe occasioni per guadagnare una visibilità che non hanno mai avuto. Quindi, anche questa seconda questione non mira a risolvere i problemi ma soltanto a riaffermare atteggiamenti di tipo propagandistico.

Io non posso che essere d'accordo con affermazioni che sono state fatte in questa aula e che dicono che il turismo non è la panacea di tutti i mali, che il turismo non è l'unica strada attraverso la quale si risolvono i problemi dell'economia. Io ho sempre avuto, in merito a questa questione, una posizione molto chiara, l'ho avuta in questa legislatura, l'ho avuta nella legislatura passata, l'ho avuta facendo l'oppositore, l'ho avuta facendo Governo.

Il turismo è sicuramente uno dei settori più importanti e lo sarà sempre di più nel futuro a patto che noi sappiamo valorizzare al massimo questo strumento economico, ma di per sé non può essere l'unica fonte di sviluppo, l'unica via di sviluppo economico della Regione, perché un'economia sana è una economia integrata che è fatta di turismo, che può in Sardegna essere una delle fonti economiche più importanti perché abbiamo una vocazione naturale, non solo perché abbiamo il mare che abbiamo, il clima, abbiamo la cultura, abbiamo tutte le cose che non voglio ripetere e che abbiamo detto moltissime volte in quest'aula.

Tuttavia, se non vogliamo essere ostaggi di un mercato che non è sempre lineare di nessuno dei settori dell'economia dobbiamo diversificare la nostra economia, il che significa che dobbiamo avere industria compatibile col turismo, non tutti gli insediamenti industriali sono utili e funzionali allo sviluppo economico.

Voglio ricordare che il turismo ha effetti negativi poi, ne citerò alcuni, ma anche le altre branche dello sviluppo economico, gli altri segmenti del settore economico fanno la stessa cosa. Vorrei ricordare ciò che ha prodotto in termini negativi un certo tipo di industrializzazione in questi anni; noi ci troviamo con delle aree, come quella del Sulcis, dove probabilmente sarà necessario investire migliaia di miliardi per risanare il territorio. Tuttavia abbiamo fatto quell'industria e, credo che a nessuno venga neanche in mente oggi di cancellare l'esistente, l'esistente va mantenuto sopportando i costi che sono una conseguenza logica di quelle attività economiche.

Il turismo non può essere una attività di rapina, siamo d'accordo; deve essere una attività economica diffusa ancorché interna ad una scala di tipi di sviluppo economico. L'attività del turismo deve essere diffusa nel territorio, deve essere endogena, deve procurare sviluppo endogeno, non può essere solamente una attività esercitata da chi viene da fuori e la esercita come attività di rapina.

Detto questo, che sono affermazioni che vanno bene in via di principio, dobbiamo prendere atto di una cosa: Intanto di Master Plan se n'è discusso molto nella passata legislatura e nelle altre ancora, perché vorrei ricordare che gli insediamenti della Costa Smeralda risalgono al 1960, cominciano in quegli anni, e che il primo Master Plan fu presentato nel 1972 con un Piano di Investimenti ventennale, dal '85 al '95, e che in questa legislatura, soprattutto ma anche alla fine dell'altra, della nona e della decima legislatura, la nona legislatura ha fatto (voglio ricordarlo) la Legge 45, se non ricordo male era l'Assessore all'Urbanistica l'Assessore Cogodi, quella legge che contiene la norma 28 bis che dice come dobbiamo applicare lo sviluppo di questo territorio, come va applicato il Piano Territoriale Paesistico per la zona della Gallura.

Nella passata legislatura, nella decima legislatura, c'è stato un confronto durato io direi anni in quest'aula; andava a definire con attenzione e con i compromessi, non sempre negativi in questi casi, come doveva essere pianificato lo sviluppo turistico del territorio. Quello strumento è diventato ordinamento della Regione, i Piani Territoriali Paesistici, e dicono come tutta la costa di tutta la Sardegna si deve sviluppare, e pianificato il suo sviluppo, dice quindi che in Gallura lo sviluppo è consentito, l'ampliamento o meglio la definizione di una strada che è già stata intrapresa circa 30 anni fa, per cui non si può più tornare indietro, questo è uno dei drammi che ogni volta che discutiamo una cosa dobbiamo ridiscutere tutto e questo non è possibile, ormai la destinazione di quei territori è fatta, è vincolante, non si può fare altro in quella zona, se non sviluppo turistico, il fatto che non ci sia l'acqua è un problema trovare l'acqua! Noi non troviamo l'acqua e demoliamo tutto quello che abbiamo fatto! Bisogna trovare l'acqua!

I Piani Territoriali Paesistici dicono quale è lo sviluppo per completare gli investimenti in quella zona, come deve essere fatto e quali sono gli strumenti giuridici attraverso i quali deve essere realizzato. Il 28, e il 28 bis della legge numero 45 è fatto essenzialmente per due aree: una è quella di Olbia - Arzachena e l'altra è quella di Palau; sono i due areali(?) che sono contraddistinti con due d) asteriscati, per quelle zone bisogna adottare il 28 bis.

Proprio per nell'applicazione del 28 bis, noi abbiamo incominciato in questa legislatura a lavorare cercando una definizione; io voglio ricordare che sono diventato Assessore, se non ricordo male, due anni e mezzo fa circa, e due anni fa, il 16 maggio, io ho avuto il primo incontro con la Giunta, con gli imprenditori, con i rappresentanti della Ciga Immobiliare per cominciare a lavorare sul Master Plan per trovare una definizione.

Da quel momento in Giunta si è approfondito, si è discusso, si è cercato di trovare una strada concreta alla definizione del Master Plan, io ero convinto che noi avremmo, in questa legislatura, risolto questo problema, che era un problema che doveva essere definito. Ahimè lo devo dire con molta franchezza per dire bene le cose come stanno, sennò continuiamo con infingimenti e non ci capiamo, soprattutto non ci capisce la gente, perché crea anche il dramma in questa situazione, mi sono accorto che nonostante l'impegno sincero di alcuni Assessori, c'era chi invece lavorava a demolire quello che si costruiva. E` un atteggiamento da tela di Penelope, si lavorava di giorno e si disfava di notte. La ragione vera era che dentro la maggioranza non c'era un accordo che pure pareva evidente in Giunta, se non piccoli dettagli, ma dirò di più che all'interno della maggioranza nel Partito maggiore di maggioranza, il P.D.S., c'erano posizioni molto diverse, questa è la verità. E la ragione per la quale il Master Plan non è arrivato a definizione nel suo ambito che era la Giunta, la Giunta doveva preparare un disegno di legge da portare in quest'Aula, che era il risultato di un confronto tra le parti contraenti che erano: la Regione, gli enti locali interessati e l'imprenditore; l'imprenditore ha fatto la sua proposta, lo voglio ricordare, una proposta che la Giunta ha ritenuto esorbitante rispetto agli interessi complessivi della Sardegna, io stesso ho elaborato subito dopo il collega Manchinu per l'aspetto che lo riguardava, quello urbanistico, ho elaborato una proposta di accordo di programma col 28 bis che naturalmente andava a mediare, andava a proporre l'altra parte dell'interesse, che era quello pubblico, quello della Regione. Certo, erano due posizioni abbastanza distanti, ma non inconciliabili, quel documento preparato da me fu consegnato alle amministrazioni di Arzachena, all'amministrazione di Olbia e agli imprenditori, tutti facevano delle osservazioni, però su una cosa erano tutti d'accordo, finalmente la Regione ha assunto una posizione e c'è una posizione chiara tra la posizione dell'impresa e la posizione della Regione c'è un vuoto da colmare che deve essere colmato in un confronto aperto e sereno.

Questo mio documento, pur presentato perseguendo le vie formali in Giunta ed essendo inserito all'ordine del giorno, non è mai arrivato in discussione in Aula. E` vero presidente Palomba? Io le ragioni che posso individuare sono quelle che dicevo: il presidente Palomba non ha mai portato in discussione il Master Plan perché sapeva che in quel momento la maggioranza, soprattutto il Partito Democratico della Sinistra, si sarebbe divisa su questo argomento. Allora le responsabilità non riguardano il fatto che non abbiamo una visione unitaria dello sviluppo economico in Sardegna, non è vero che rimettiamo in discussione cose che sono assodate, discusse e ridiscusse per ciò che riguarda lo sviluppo turistico della Sardegna, non è vero che stiamo rimettendo in discussione l'ordinamento della Regione, cosa che possiamo fare perché non ci sono dogmi in questa materia; dico che se l'articolo 28 bis della 45 non va bene, rivediamo la legge 45; se i Piani Territoriali così come sono non vanno bene, e io sono fra quelli che dicono che queste leggi vanno applicate anche con l'acquisizione di esperienze e di maturazioni culturali che devono essere valutate nel tempo, per essere più chiari voglio che quando abbiamo fatto i Piani Territoriali Paesistici nella passata legislatura avevamo una visione che in quel momento ci obbligava a fare quel tipo di piani, che forse oggi sono superati; ad esempio, io ho potuto vedere concretamente che l'applicazione indiscriminata del vincolo sui 300 metri è una cosa inutile e banale, perché ci sono zone dal punto di vista paesaggistico molto più pregiate, in distanze superiori ai 300 metri e al contrario ci sono delle zone molto meno pregiate in distanze inferiori ai 300 metri. Allora questa applicazione indiscriminata di questo vincolo è anacronistica, inutile, non serve a raggiungere i veri obiettivi.

Quindi io credo che questa legge debba essere rivista; tuttavia rimane sempre il solito problema, una cosa è mettere mano alle leggi che riteniamo non vadano bene, un'altra cosa è non fare la propria parte. Io credo che sul Master Plan noi non abbiamo fatto il nostro dovere, anche se in questa Aula si è firmata, molti mesi fa, una mozione, sottoscritta da 52 Consiglieri, poi l'onorevole Matteo Martelli può ritirarsi indietro però lui aveva sottoscritto quell'ordine del giorno, o mozione, cos'era, con la quale in questa Aula 52 consiglieri su 80, quindi, la stragrande maggioranza, diceva "dobbiamo fare il Master Plan", la Giunta non ha tenuto conto neanche di queste direttive e non si è attivata, perdendo un'occasione importante, io francamente non so, ha ragione (?), non so se davvero esiste ancora questo problema o non esiste più.

Io credo che la Giunta non abbia fatto neanche la cosa minima che avrebbe dovuto fare. Se vi ricordate tempo fa io avevo sollevato un problema mandando una lettera al Presidente e al Presidente della Commissione Urbanistica, perché sapevo che si continuavano a incontrare i rappresentanti dell'Aga Khan che ormai non possedeva più né il compendio, né era più titolare del Master Plan, si continuavano a incontrare queste persone con le quali si discuteva come se fossero interlocutori veri, e io in una occasione pubblica, in un convegno che abbiamo fatto al Banco di Sardegna, chiesi pubblicamente a questi signori che cosa rappresentassero e li ho messi anche piuttosto in imbarazzo perché nessuno, neanche loro hanno saputo spiegare bene che cosa rappresentassero. Ma la cosa più banale che la Giunta avrebbe dovuto fare era quella di prendere contatti col nuovo proprietario di quei territori, con la "Star Wood", per sapere se esiste davvero la volontà di realizzare questo progetto oppure no, è importante che noi lo sappiamo. Perché sennò continuiamo a fare discussioni inutili, continuiamo a perdere del tempo, a far vedere alla gente che noi non siamo capaci di risolvere un problema e soprattutto allontaniamo di molto la definizione dello sviluppo economico di quelle aree, perché fino a quando tutto questo non sarà chiarito non troveremo altri imprenditori che siano interessati a fare investimenti nella zona.

Allora ieri come Gruppo abbiamo fatto una conferenza stampa che ha cercato di porre rimedio in qualche modo a questa questione. Dicendo "benissimo il 28 bis prevede che la Giunta porti in Aula un accordo di programma, che l'incontro delle volontà di cui dicevamo dei contraenti, imprenditore, enti locali e la Regione eccetera... Poiché questo pare che non sia possibile e questo elemento non può tenere bloccato per sempre lo sviluppo di quel territorio, invertiamo le cose, il Consiglio dia alla Giunta i poteri e i limiti entro i quali è possibile fare una proposta al mondo imprenditoriale perché su quella zona si facciano le cose che devono essere fatte; poi, che lo faccia la Star Wood, che la Star Wood si liberi dei territori della Costa Smeralda e li restituisca alla Aga Khan, che torna e rifaccia i suoi investimenti, venga e lo faccia, naturalmente lo dovrà fare tenendo conto delle esigenze di carattere generale, non possiamo consentire, secondo me, che vengano realizzati due milioni e mezzo di metri cubi, perché ci sono tutti i problemi di cui abbiamo discusso. Intanto la Regione se si realizza il Master Plan deve tenere presente che deve fare i suoi investimenti, che sono nel settore viario, nel settore idrico, tutta una serie di questioni per cui non basta dire non c'è acqua e non si può fare niente. Non è vero! Se non c'è acqua si risolve il problema dell'acqua. Se le artiere di deflusso del traffico stradale non sono sufficienti si facciano le strade. Non si può dire che siccome non esistono quelle condizioni non si fa lo sviluppo in Gallura, perché questo è assurdo! Bisogna cercare di risolvere i problemi, ma in modo concreto, basta con la demagogia, non c'è più tempo, la gente non ci crede, la gente ci vede come delle persone incapaci di risolvere il problema, e noi lo dobbiamo risolvere il problema.

Credo che la strada sia quella che abbiamo intrapreso ieri come Gruppo, porteremo una proposta di legge in quest'Aula e la discuteremo; fisseremo i limiti entro quali la Giunta si potrà muovere e la Giunta si muova, se ne è capace, ed affronti in modo definitivo questo problema. Se non é capace dica agli abitanti di quei territori ed ai sardi che questa Giunta e questa maggioranza non sono in condizioni di definire il Master Plan, non sono in condizioni di applicare le leggi che ci siamo dati, non sono in condizioni di fare leggi serie di sviluppo economico per la Sardegna.

Si continua a dire che i problemi economici della Sardegna li risolviamo attraverso interventi straordinari che poi diventano ordinari, come i famosi mille miliardi che dovrebbero essere investiti per dieci anni e non c'è niente neanche per quest'anno, immaginiamo per gli anni futuri, e quindi, non si farà assolutamente nulla e poi andremo a fine anno! A fine anno conteremo quanti occupati ci sono sulla base dei falsi mille miliardi, che sono stati promessi ai cittadini sardi.

So che i cittadini sardi sono maturi e si renderanno conto di chi si devono fidare, di chi si possono fidare e quindi, questa fiducia verrà poi ribadita nel voto, non vi è dubbio, non si può prendere in giro la gente, né col Master Plan né con i mille miliardi. Cerchiamo di essere seri e di fare le cose che possiamo; il Master Plan secondo me ha ancora qualche margine per essere realizzato, ma la prima condizione è che la Giunta regionale senta la Star Wood, si fanno tanti viaggi, io credo che prendere un aereo ed andare a New York, dove mi pare che vi sia la sede sociale della Star Wood, non costi moltissimo; incontrare i dirigenti della Star Wood che è una multinazionale e che ha grossi interessi in tutto il mondo turistico e, tutto sommato, il Master Plan è una piccola cosa rispetto al volume complessivo di interessi che ha questa azienda, sentirli, vedere se c'è questa disponibilità ad andare avanti in un confronto, sennò si cerchino altri imprenditori, se fosse l'Aga Khan, è una persona che noi apprezziamo perché lo conosciamo come imprenditore, sappiamo le cose che ha fatto, e se vorrà continuare ad operare in Sardegna con la stessa serietà con la quale ha operato fino adesso, in un confronto molto chiaro, lui fa i sui interessi e la Regione deve fare gli interessi di carattere generale, credo che ci debbano essere le condizioni per andare avanti. Però, nella chiarezza anche in quest'Aula; basta con la "gassosa", come direbbe qualcuno, basta col "fumo", cerchiamo di muoverci nella assoluta chiarezza, sapendo le cose come stanno, ed essenzialmente il problema del Master Plan non è un problema di fattibilità ma è un problema politico; io ho già detto le ragioni.

Le ragioni sono che affrontare questo problema in modo chiaro, poteva mettere a rischio la stabilità della maggioranza e la stabilità della stessa Giunta. Si è preferito sacrificare il Master Plan ad un interesse più di parte, che era quello di conservare in modo saldo le redini del potere, senza mettere nulla a rischio, il risultato è che il governo della Regione continua ad essere assolutamente instabile, anzi, devo dire da un po' di tempo, e non lo dico perché non sono più in Giunta, perché noi non siamo più in Giunta, ma da un po' di tempo è sicuramente meno stabile di prima, la litigiosità è aumentata, il centrosinistra che era diventata una coalizione di riferimento anche con una prospettiva strategica oggi è, come dire, miseramente destinato a perdere ogni forma di confronto col resto della politica nazionale e con la politica sarda soprattutto; io credo che si sia sbagliato tutto e, se vogliamo continuare su questa strada, prego continuate!

Noi cercheremo di fare seriamente, signor Presidente, come abbiamo fatto i rappresentati della maggioranza quando eravamo dentro, l'abbiamo fatto con serietà, con lealtà ed impegno, lei credo che almeno di questo ci potrà dare atto, allo stesso modo e con la stessa chiarezza, senza che nessuno si offenda per il linguaggio che qualche volta può sembrare tagliente e duro, ma solo per chiarezza e con la stessa chiarezza e la stessa lealtà, e lo stesso impegno, noi facciamo il lavoro di oppositori, con serenità.

Siamo sicuri che in quest'anno i drammi per la Sardegna saranno destinati ad aumentare, non vediamo l'ora che arrivino le nuove elezioni, ma non perché questo ci darà magari un'altra chance per tornare in maggioranza, sarebbe legittimo, tutte le forze politiche lavorano anche per questo, ma perché questa iattura di una maggioranza politica gracile, che non è in grado di governare, che non è in grado di fare le cose, finisce e guardiamo avanti magari con una prospettiva diversa. Con un po' di tristezza devo dire! L'ho detto anche altre volte, perché molte cose nelle quali credevo, molti miti in questi anni, in quest'ultimo scorcio di legislatura sono caduti, ma siamo uomini maturi per capire che le cose di questo mondo vanno anche in questo modo. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Mi dispiace non vedere in quest'Aula, signor Presidente della Giunta e signor Presidente del Consiglio, neanche tutti i consiglieri rappresentanti delle zone maggiormente interessate, ma a questo siamo già abituati, su temi scottanti evidentemente c'è una distrazione, evidentemente si impone una riflessione sulla valenza politica di ciò che stiamo andando a discutere. La maggioranza non c'è, non ci sono molti rappresentanti naturalmente di questa stessa maggioranza.

Il dibattito che oggi stiamo sviluppando sul Master Plan non solo merita che gli dedichiamo le nostre migliori energie per trarne stimoli positivi, ma impone che la nostra riflessione abbia un aspetto più ampio, perché è una questione di valenza generale. E` questione che riguarda la Gallura, ma anche l'intera Sardegna, è questione di carattere economico, ma soprattutto sociale e culturale, vi si specchia, direi, il futuro stesso della nostra Isola.

Nessuno può negare l'importanza che ha avuto per la Sardegna la Costa Smeralda, nessuno può obiettivamente negare che il modello di valorizzazione e di salvaguardia del territorio realizzato in Gallura, non abbia realizzato un valore positivo, non abbia indicato in concreto una strada che poteva essere percorsa, e dalla quale partire per fare della Sardegna una vera Isola turistica assecondandone le vocazioni naturali, creando vere occasioni di sviluppo duraturo e occasioni naturalmente di occupazione stabile. Non si parla certamente in quest'aula di agricoltura, altrimenti il collega Silvio Piras sarebbe sicuramente più attento, che parla direttamente col Presidente, ma deve rispondere anche al telefonino; la prego, Presidente del Consiglio, dal momento che non interviene direttamente il Collega Piras, se può chiedergli, rivolgendomi io al Presidente, di non intralciare i lavori, e non alle spalle del collega Piras...

PIRAS (Popolari). Ti stavo ascoltando molto attentamente. Posso ripetere tutte le tue parole, sono un tuo tifoso!

FLORIS (F. I.). E` meglio che non le ripeta! Sarebbe meglio che le facessi tue, e non che le ripeta.

Dicevo creando vere occasioni di sviluppo duraturo e di occupazione stabile. Era un obiettivo possibile venti anni fa, quando venne presentato il Master Plan; è un obiettivo possibile oggi che di Master Plan parliamo per l'infinitesima volta; ma sarebbe stato possibile soltanto se la Regione avesse avuto, allora, e abbia oggi una vera politica di sviluppo e conseguentemente una politica di uso del territorio, lasciando da parte pregiudizi di varia natura ed assolvendo in prima persona i doveri di scelta e di governo che le competono, non delegandoli ad altri soggetti o facendosi condizionare da chi può rappresentare certamente interessi collettivi, ma talvolta non generali, di fatto impedendo ogni tipo di sviluppo e di crescita, causa non ultima diffusa crisi sociale, economica ed occupativa che pesa come una cappa opprimente sull'intera nostra comunità.

In tale contesto i comuni sardi vivono da anni una condizione di disagio evidente, più volte denunciato anche con manifestazioni di contestazione, sia nei confronti della Giunta, e questo mi riguarda poco, sia nei confronti di questa Assemblea, maggioranza ed opposizione, per ragioni che sono totalmente condivisibili, e che l'iniziativa odierna di dibattito e di confronto promossa da Forza Italia ha voluto mettere in assoluta evidenza. Oggi occorre segnalare anche che siamo forse al limite della rottura nei rapporti Regione - enti locali, rottura che occorre evitare riprendendo un dialogo e un confronto costruttivo diverso per culture e contenuti da quello che l'Assessore agli enti locali e quello della pubblica istruzione hanno recentemente avviato con i sindaci della Sardegna, e che ha messo in evidenza il solco profondo che separa la Regione dagli enti locali, in tema di pianificazione, di tutela e di uso del territorio della Sardegna.

In quella circostanza gli amministratori della Gallura, il Sindaco di Arzachena e di Olbia, ma anche le amministrazioni della Costa sud - orientale, il sindaco di Villasimius, l'onorevole Tore Sanna, il sindaco della Costa sud - occidentale, il sindaco di Sant'Antioco, citandone solo alcuni, così come tutti i comuni a vocazione turistica, hanno levato gli scudi contro una Regione incapace di gestire le proprie leggi, le sue stesse leggi in materia urbanistica, in materia ambientale e in materia di paesaggio.

Una Regione priva di strategie, senza indirizzi di sviluppo, carica di vincoli e di divieti, ma soprattutto essa stessa inadempiente rispetto alle norme che invece vorrebbe che i comuni e gli operatori gli rispettassero in maniera rigida e, spesso, senza proposte alternative. Se è vero ciò che è emerso dalla conferenza sullo stato di attuazione degli strumenti urbanistici, se sono veri i dati forniti dalla Regione sui provvedimenti comunali e su quelli del Comitato Regionale di Controllo intorno ai PUC, mi si deve spiegare perché tanti strumenti urbanistici comunali, anche tecnicamente concordati con gli uffici dell'assessorato Regionale all'urbanistica, vengono sistematicamente bocciati dal CO.RE.CO, sulla base di pareri tecnici di funzionari che comunque fanno capo allo stesso Assessorato. Siamo al classico detto: la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra; o meglio il detto andrebbe aggiornato, perché in effetti la mano destra non sa quello che poi la mano sinistra taglia. Mi domando: E' modo serio questo di fare? E' questo, il modo serio di trattare l'amministrazione comunale?

Così facendo le si considera sotto tutela, dei minus habens, sui quali però scaricare responsabilità di vario genere, cosa che non riteniamo più accettabile. Il Master Plan è da vent'anni che attende una risposta, così come risposta è dovuta a tutti i comuni della Sardegna che attendono da ben otto anni che la Regione, che la Giunta regionale dia finalmente attuazione a quella parte della pianificazione regionale che è di sua competenza, e senza la quale nessun altro strumento urbanistico può essere non tanto conforme alla Legge, quanto adeguato, coerente e funzionale allo sviluppo possibile in Sardegna, avendo come obiettivo primario la salvaguardia e la valorizzazione fruibile del nostro immenso, irripetibile ed unico patrimonio naturale che è la principale ricchezza nella nostra Sardegna.

Abbiamo una caterva di leggi, quelle regionali per l'aspetto che riconduce alla competenza esclusiva delle regioni; leggi nazionali per quelle fattispecie di competenza ancora dello Stato, comprese quelle delle derivazioni comunitarie. Citarle e ricondurre il discorso di attuazione degli strumenti urbanistici alla logica e agli obblighi derivanti da tali norme, è un impresa pressoché impossibile. Ci sono addirittura delle norme abrogate da leggi regionali, e comunque, mantenute in vita per semplici riferimenti di richiamo a norme superate, in attesa che vengano approvate le nuove leggi.

La legge 45, legge 10, legge 23, legge 28, legge 20, decreto Soddu, decreto Floris, legge 31; da ultimo il pannicello caldo della legge di quest'anno sulla delega di competenza dei comuni in materia di paesaggio e così via. Per dire che cosa? Per dire ai comuni e agli operatori che devono fare il loro dovere quando queste leggi rendono impossibile a qualsiasi amministrazione locale adeguarsi ad essa, soprattutto con gli strumenti tecnici ed economici che non hanno. E` veramente disarmante, occorre un cambio di rotta.

La mozione di Forza Italia sul Master Plan vuole dire anche questo. Vuole dare uno scossone a questa Giunta inerte e incapace a costruire un progetto di sviluppo turistico e territoriale della Sardegna; una Regione non in grado di dare agli enti locali e agli operatori, non solo turistici, ma di tutte quelle categorie produttive, un indirizzo chiaro, univoco e condiviso, nel rispetto dei più alti valori naturali di cui la Sardegna è doviziosamente ricca.

Sono passati quattro anni, si sono alternate ben sei Giunte Regionali, sono cambiati più volte gli Assessori competenti, la litigiosità è andata via via crescendo soprattutto sui termini di governo del territorio; la Costa Smeralda, il Master Plan, la Gallura ne pagano le conseguenze più di tutti. La responsabilità è unica, è della Giunta regionale nel suo complesso, è del Presidente che non è stato capace di imprimere un indirizzo e una svolta, di avere il coraggio di risolvere il problema del Master Plan, e una responsabilità della maggioranza di centro - sinistra che sostiene questa Giunta e questo Presidente; una responsabilità che viene denunciata apertamente con forza in questa Assemblea, e che deve essere portata all'attenzione dell'opinione pubblica per le necessarie valutazioni e per le dovute conseguenze. Un'analisi negativa, insomma, che va ben oltre al Master Plan, ma che coinvolge l'intero assetto del territorio sardo per un suo corretto utilizzo.

Turismo e valorizzazione ambientale come occasione di sviluppo economico, sociale e culturale della nostra Isola; turismo come soluzione della grave crisi occupazionale; turismo, non fine a se stesso nello sviluppo verticale della filiera turistica, ma anche della filiera orizzontale, strettamente connesso com'è con l'agricoltura, industria, commercio ed artigianato ed attività produttive.

Ritengo che le conclusioni dell'onorevole Serrenti siano le uniche possibili: aspettare nuove elezioni e vedere di invertire la rotta. Non credo che da qui a giugno dell'anno prossimo ci siamo delle novità da parte di questa Giunta; grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Usai Pietro, ne ha facoltà.

USAI PIETRO (Progr. Fed.). Credo che il collega Pittalis, illustrando la mozione, abbia detto una cosa molto giusta nell'affermare che oggi doveva vedersi in modo chiaro chi sono i consiglieri che sono d'accordo sul Master Plan, e quelli contrari. Perché io, per esempio, le rispondo che sono d'accordo sul Master Plan possibile. Sono per l'accordo possibile. Perché sono gallurese, e non voglio che la miseria vada in Gallura, perché da amministratore comunale io ho lavorato e quasi raggiunto un accordo con quell'imprenditore, ma sono realistico e guardo in faccia la realtà, dobbiamo ragionare sull'oggi, sapendo, e non è la prima volta che molti di noi lo dicono, che vi sono responsabilità e ritardi gravi.

Ma non tanto su questo argomento; i ritardi e le parole date sono cose importanti perché costituiscono credibilità nelle istituzioni. Pertanto, nelle prossime settimane le cose dette in quel comunicato da parte della Giunta Regionale e degli enti locali possono costituire una nuova risorsa, la risorsa della credibilità verso gli imprenditori. In questa fase di crisi, di necessità per la Sardegna di attrarre investimenti, la credibilità, il mantenimento delle parole date è fondamentale.

Quindi, le cose che si faranno, Presidente Palomba e Assessore Loi, nelle prossime settimane, devono farsi dicendo cose che potranno mantenersi, cioè le cose possibili.

Per questo motivo io avrei preferito discutere di questo argomento a luglio dopo che la Giunta e gli Enti Locali, dopo il lavoro dei tecnici con una proposta concreta su un atto di Governo vero;, discuterne oggi rischia di essere propaganda, di essere passerella che purtroppo non serve né alla Gallura né al turismo sardo.

Tra l'altro io penso, e lo penso per tutte le parti politiche, che un progetto non può diventare bandiera politica di una parte; un progetto presentato da un privato non si risolve, non si definisce in Assemblea, si definisce in modo trasparente nei luoghi deputati, non credo che la CONFINDUSTRIA quando è entrata nel Governo lo voglia fare in pubblica Assemblea; sta discutendo in modo serrato delle cose che si possono fare.

Penso anche che le tifoserie (che sono due) messe in campo in questi mesi abbiano fatto dei danni; chi per dirsi migliore amico della Gallura faceva giuramenti sul Master Plan, e chi invece, predicando fondamentalismi e parte dell'ambientalismo sardo, sbagliando, facendo danni anch'esso, ha di fatto salvato in modo pericoloso la povera gente che vedeva nel Master Plan la speranza del lavoro, con chi invece sul Master Plan pensava altro, pensava all'assalto alla 45, che è una buona legge se viene praticata anche nell'articolo 28 e il 28 bis.

La Gallura ed altri territori della Sardegna, quelli ad alta vocazione turistica - la Gallura è senz'altro un territorio a grande vocazione turistica - hanno bisogno di una nuova politica sul turismo. Hanno bisogno di una nuova politica perché i nuovi mercati nel turismo sono cosa difficile, molto più difficile di un tempo, non si conquistano i mercati con la spontaneità oggi, perché questi mercati sono ormai dominati dalle grandi multinazionali; su questo, secondo me, la Regione deve lavorare.

Penso che sia anche il momento, Presidente Palomba, di mettere in piedi, non solo per la Gallura, ma io penso per l'intero nord Sardegna, in quanto ci sono vari servizi e varie vocazioni in tutto il territorio del nord Sardegna, lavorare per un contratto di programma per il comparto turistico, il Governo ne ha già fatto uno e noi possiamo essere i secondi. Un progetto complessivo, sapendo di creare anche dei malumori in Sardegna, che non dappertutto si può fare del turismo in Sardegna, smettendola di distribuire quattrini costruendo attività turistiche laddove i turisti non andranno, ogni territorio ha la sua vocazione, su questo la Gallura ha ragione!

Non si fanno fabbriche, non si fanno investimenti, si campa di turismo, e poi, sul turismo non si danno risposte.

La Costa Smeralda è senz'altro la località Sarda più nota nel mondo! Questo è il grande merito di quell'imprenditore, del costruttore della Costa Smeralda, ha dato prestigio, ha fatto da solo molto più di quanto hanno fatto gli enti turistici spendendo decine di miliardi, per far conoscere il nome della Sardegna nel mondo. Questo è uno dei grandi meriti di quell'investitore.

Questo modello c'è invidiato nel mondo, e noi dobbiamo lavorare per consolidarlo e non distruggerlo; dobbiamo per lavorare per l'accordo possibile, per ciò che si può fare.

Mettere insieme gli interessi diversi, che sono economici, sono culturali e politici, sono di sensibilità diversa nell'ambiente; sapendo anche che il mercato delle seconde case, che non può essere contrabbandato col turismo, è parte non decisiva del turismo, è parte del turismo ma non decisiva! Questo mercato è in forte crisi, per certi aspetti è saturo, ci sono decine e decine di migliaia di seconde case in Sardegna, alcune migliaia sono invendute; questo è lo scenario che noi abbiamo di fronte quando parliamo di turismo oggi.

Lì vi è un rischio vero, un rischio sociale, dobbiamo aiutare la riconversione, perché vi sono migliaia di edili che rischiano il lavoro; questa è la preoccupazione innanzitutto della Gallura, su questo dobbiamo lavorare.

Io penso che si possa già dire, e in parte è stato detto in tante dichiarazioni della Giunta Regionale, ma si deve dire con atti concreti, che, per esempio, sulle attività alberghiere, su ciò che è a supporto dell'industria turistica, e penso alle strutture sportive, alla nautica, alla portualità turistica, penso che noi dobbiamo dire subito sì!

Bisogna ragionare non soltanto in termini urbanistici, ma in termini economici, non si può volere il turismo senza fare i posti letto. Questo Master Plan, lo diceva molto bene il collega Manchinu, e condivido molto le cose dette dal Collega, al di là del merito e delle diversità di vedute tra noi, oggi non c'è più, perché è cambiato lo scenario societario del proponente, e lo scenario che si è creato stando alle dichiarazioni sui giornali dice di non essere interessato a quel progetto; sta alla Giunta, alla credibilità che la Giunta dovrà costruirsi nel rapporto con gli imprenditori, farsì che i nuovi investimenti arrivino in quella parte della Sardegna, e nell'intera Regione, confrontandosi con chi vorrà investire e sondando, se vi sono le possibilità, affinché chi ha inventato la Costa Smeralda sia del gioco, sia della partita; si faccia presto, perché la saldatura tra chi vuole il Master Plan perché spera nel lavoro, e chi lo vuole perché vuole aprire varchi pericolosi per le leggi di salvaguardia, è un fatto che può essere rovinoso. Perché bisogna smetterla di fare il tifo in modo acritico per un progetto di un privato, ma bisogna anche finirla col dare pagelle del buono ambientalista in Sardegna; i galluresi, che sono un popolo complesso come dappertutto in Sardegna, non hanno vocazione al cemento.

Il Comune di Arzachena, quando il sottoscritto era l'Assessore all'Urbanistica, fu il primo comune a proporre la fascia dei 300 metri; l'ha proposta come risorsa, sapendo comunque che i 300 metri non sono un qualche cosa da tenere in piedi in modo ideologico, perché i porti bisogna farli sul mare, perché i cantieri navali vanno fatti sul mare e, perché se si facesse qualche grande albergo in quella fascia non cadrebbe il mondo, ma questa è un'altra cosa! Altra cosa è pensare a fare i condomini vicino al mare, e a fare altre case che non si venderanno e che possono rovinare il territorio.

L'ultima cosa a cui faceva accenno l'ultimo intervento del collega Manchinu, che parlava da conoscitore dei problemi, parlava come uno che ha studiato i problemi, riguarda le cosiddette 2D asteriscate che sono soltanto a Arzachena, ad Olbia e a Palau, che non sono un atto legislativo, ma sono un atto amministrativo e pertanto vanno tolte, liberiamo il campo da quell'atto; liberiamo il campo poiché non serve, lasciamo il 28 bis, su quello ragioniamo, e ridiamo ai comuni la potestà di pianificare ad Arzachena e a Palau, e ad Olbia, sono i comuni che devono fare i piani, senza essere costretti a trattare e a far decidere altri, avendo però le normative degli altri.

Se si presenterà, come io mi auguro, un imprenditore che vuole investire allora utilizzerà il 28 bis; questo penso che sia il ragionamento che noi dobbiamo portare avanti. E poi, dividerci ancora, su un progetto, che se non facciamo parlare ancora la Giunta, non sappiamo se in piedi da parte di chi lo proponeva, come io non penso, e se il nuovo proprietario di quelle aeree non è interessato a quel progetto noi rischiamo di fare fumo.

Allora, la Giunta dica se ha avuto dei contatti, se non ne ha avuto ha fatto male a non averli perché le istituzioni devono avere contatti con l'imprenditoria, e porti al Consiglio qualche cosa di concreto, e soprattutto, ripeto, stia attenta alla credibilità, perché quella quando si perde si rischia di non averla più e, nell'economia e nei mercati di oggi, la credibilità è cosa seria, è una risorsa. Allora, c'è stato l'impegno della Giunta ieri con i comuni, questi impegni vanno mantenuti, si verifichi se le cose si possono fare; verificando ciò che è possibile fare, si venga in Consiglio e si decida, questo io penso che sia il modo più serio per andare avanti.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Usai. E' iscritto a parlare il consigliere Biggio, ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente e colleghi, mi sono domandato se fosse opportuno o meno intervenire in questa ennesima discussione per argomentare su un progetto di investimenti che con caparbia volontà questo governo regionale sin dagli inizi della vicenda, con determinazione che appare premeditata, un progetto, dicevo, che questo governo regionale, adducendo nel merito le più disparate e pretestuose ragioni, oggi ne abbiamo sentite tante e tante storie da parte di competenti e da parte di meno competenti, da parte di sognatori e da parte di amministratori. Non ha voluto e forse, ahimè, non vuole realizzare; ma credo tuttavia che tutti insieme in questo momento difficile per la Sardegna dobbiamo adoperarci per edificare un monumento, incidere una lapide, non so, lasciare un segno incancellabile che trasmetta ai posteri il ricordo dell'opera di questa Giunta regionale e del suo rappresentante che, ormai dal 16 maggio 1996, data in cui la CIS informò della portata strategica insita nel Master Plan evidenziando gli elementi portanti della iniziativa imprenditoriale, ipotizzando, caro collega Usai, le conseguenti ricadute economico-sociali, dicevo da quella data si attende un elaborato che deve essere sottoposto all'attenzione del Consiglio regionale, che è sovrano. E` inutile addurre vincoli o non vincoli, i vincoli quando ci fosse un programma preciso si possono anche cambiare, si modificano. Non si dica tuttavia, comunque, a proposito di questo benedetto o maledetto Master Plan, che valgano le osservazioni presentate per l'audizione alle commissioni Quarta e Sesta, perché queste osservazioni valgano come documento di riferimento per il Master Plan, e sarebbe come sancirne, in questo caso, definitivamente la sua non realizzabilità. Infatti non capisco se oggi siamo a commemorare il funerale di questo progetto o che cosa stiamo discutendo.

Se è pur vero che tale situazione determinò l'esigenza di acquisizione di elementi integrativi (la complessità del Master Plan voglio dire) tali da esplicitare compiutamente la portata dell'intervento proposto, ci pare inimmaginabile che tale acquisizione abbia determinato un ritardo così lungo, visto che sono passati ormai due lunghissimi anni. In ogni caso, qualunque decisione debba essere assunta, pare opportuno che si ponga un termine ad una questione infinita quale quella in oggetto, e che il Consiglio regionale si esprima definitivamente su tale questione con chiarezza com'è stato detto, ma definitivamente con la stessa chiarezza con cui i governi succedutisi si sono espressi, anche per imprenditori che inquinano in Sardegna e investono altrove. Su questo argomento e su tanti altri brilla comunque l'assenza di determinazione del gruppo dirigente, anche del Consiglio Regionale, di questa maggioranza ormai andata in crisi e, a mio avviso, forse in frantumi di fronte a qualunque tipo di svolta e gli interventi di oggi ribadisco ne sono la testimonianza, in un periodo definito da grandi cambiamenti reali o solo annunciati, un elemento ormai su tutti brilla per la sua assenza, la Giunta e le sue scelte, insomma questa maggioranza di centro-sinistra che tutto vuole e nulla riesce a varare.

Se in questo la Giunta e la sua maggioranza sono coerenti nel perpetuare cioè un'assenza, il tutto non deve diventare una gabbia per questo Consiglio che riduce la capacità di movimenti, poiché viviamo, onorevoli colleghi, una fase in cui il vero colpo d'ala è la determinazione tenace di dare ai sardi il rinnovamento che chiedono e il benessere che ad essi è stato promesso, anche quando questo benessere o parte di esso dovesse provenirci per le scelte attente di qualche imprenditore straniero, tra l'altro in contraddizione, certi imprenditori sì e certi altri no (perché stranieri) anche se gli altri favoriti ed aiutati, comunque non lasciano alcunché in Sardegna al di là di qualche migliaio di posti di lavoro. Così quanti ne lascia e ne lascerebbe tanti altri in più il progetto Master Plan.

Signor Presidente, i due comuni interessati, Olbia ed Arzachena, e con essi la Gallura, la Sardegna tutta, qui non si può parlare soltanto di Gallura o non di Gallura, o di Campidano o medio Campidano, la Sardegna tutta, hanno da tempo inequivocabilmente manifestato il loro favore al piano di investimenti che è stato proposto, certo probabilmente con qualche modifica, ma hanno manifestato tutti a favore. Inoltre esiste agli atti del Consiglio regionale la mozione numero 106 firmata da ben 54 consiglieri regionali, se non vado errando, regionali che chiede alla Giunta regionale di dare finalmente impulso alla conclusione dell'accordo, dell'accordo di programma in Gallura noto come Master Plan. In realtà purtroppo tra centro e periferia tutto è stato gestito negativamente perché la politica, la vostra politica, non è stata in condizione di produrre sintesi attorno ad un progetto equilibrato e soddisfacente né di mediare alcunché, questo andava fatto. Questo andava fatto e non è stato fatto perché non è avvenuta mediazione e non si è portato quindi a sintesi. Dicevo, mediare alcunché, né di moderare l'arroganza di tanti che operano pensando a se stessi alla faccia dell'impegno e del ruolo che siamo chiamati a svolgere al servizio della comunità.

Concludo, signor Presidente, noi rivendichiamo un'azione tesa a favorire un immediato incontro con l'imprenditore, posto che vi sia ancora la disponibilità delle parti a creare le condizioni per lo sviluppo di una Sardegna ormai aggredita da una parte dalla grande crisi occupazionale, economica e sociale, e dall'altra da un gruppo dirigente, da una classe di governo che io mi auguro possa dimostrare il contrario di quanto finora ha mostrato e si renda finalmente interprete della società sarda e quindi programmi azioni, indirizzi e risorse per creare sviluppo. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Biggio. E' iscritto a parlare il consigliere Obino, ne ha facoltà.

OBINO (Progr. Fed.). Signor Presidente, colleghi, la Gallura, ma tutto il nord-est della Sardegna, la provincia di Sassari, in questi anni ha discusso del Master Plan; ha esaminato le questioni in campo e ha maturato una posizione. Gli stessi sindaci che incontrano il Presidente della Giunta, la Giunta regionale, i sindaci di Olbia e di Arzachena, al di là delle differenze e dei toni che vengono rappresentati nelle dichiarazioni, le forze sociali e i sindacati e, il mondo dell'impresa oggi, hanno chiaro quali sono i termini delle questioni, e dicono con molta chiarezza che la Gallura ha la necessità di risposte; di risposte al proprio progetto di sviluppo, e ai bisogni di servizio che vi è in quel territorio ! Un territorio che ha vissuto negli ultimi 30 anni o 35 anni, da quando si è iniziata la vicenda importante per lo sviluppo di quelle aeree della provincia di Sassari e di tutta la Sardegna, dello sviluppo turistico in Costa Smeralda, un territorio per il quale non sono state poste in essere dalla Regione e dallo Stato delle politiche sufficienti per l'infrastrutturazione e per la richiesta di servizi pubblici. Oggi, la classe dirigente di quei territori, al di là delle esternazioni di qualcuno, ragiona su queste cose e la stessa presenza sugli spalti di questo Consiglio, dice che probabilmente quello che noi stiamo discutendo questa mattina è un qualche cosa di superato; superato dalle discussioni in quel territorio che ragiona oggi su questo, ma anche su altro.

Nel 1993 quando si discuteva delle leggi urbanistiche era altra la tensione di quel territorio, era altra la richiesta, e forse anche sulla pressione eccessiva il Consiglio regionale allora fece l'errore di differenziare la programmazione su quelle aeree, con le cosiddette zone asteriscate. Cosa chiede oggi la Gallura? Chiede innanzitutto che si dia una risposta alla infrastrutturazione civile, alle strade, alla viabilità e all'acqua, all'energia e alla sanità, pregherei i colleghi quando vengono rappresentate queste situazioni a tenere in considerazione i problemi della Gallura e di qualunque territorio quando le condizioni che vengono rappresentate sono non di sufficienza e di omogeneità rispetto agli altri territori della Sardegna, ma hanno delle lacune gravi; mi riferisco in particolare alla sanità, alla infrastrutturazione dei servizi civili e della scuola.

Oggi la Gallura chiede una risposta al proprio assetto civile e al proprio assetto sociale, chiede anche e ragiona sullo sviluppo possibile, il consigliere Piero Usai diceva: Vogliamo il Master Plan possibile! Credo che abbia ragione.

Io aggiungo che vogliamo un progetto di sviluppo possibile, realistico, utile e duraturo. E che non sia localizzato per poli, ma che sia in grado di riverberarsi su un'area più vasta, su tutti i territori contermini e sulla provincia di Sassari e sulla intera Regione, noi non vogliamo e credo che la Gallura non voglia delle azioni particolari! Vuole che si dia una risposta possibile e duratura.

Duratura perché la crisi della Gallura oggi è dovuta dallo sviluppo effimero che è stato indotto, sviluppo importante che ha aperto una strada, l'ha aperta per tutta la Sardegna e bisogna continuare a percorrerla, però il modello aveva dei limiti, aveva delle difficoltà. Aveva dei limiti e delle difficoltà per l'impatto sull'ambiente, quindi per la qualità dell'offerta turistica che si deve continuare a dare, che si deve prefigurare per i prossimi decenni e per il futuro, aveva dei limiti nella ricaduta che aveva nella stessa società gallurese e sarda; i limiti erano soprattutto quello dell'eccessivo consumo ambientale con le seconde case - io sposo le cose dette dal consigliere Piero Usai - non vi è più mercato per le seconde case, il fatto che l'impresa abbia in qualche modo preso atto di questo, i dati sono quelli che diceva il collega.

Io non sono per bloccare nulla, sono però per una programmazione dello sviluppo e non per l'affidamento allo spontaneismo delle politiche di sviluppo. Aveva dei limiti soprattutto in quel progetto, il progetto presentato dal Consorzio ha dei limiti anche per la ricaduta che ha sull'impresa locale; oggi la Gallura sta ragionando su altro, e sta ragionando su come trasformare la sua impresa, che era impresa che operava ed opera soprattutto in edilizia, per trasformarsi in impresa di servizi, in impresa di servizi turistici e di servizi al turismo, in impresa di economia integrata nei servizi al turismo, questo è il tema che è all'ordine del giorno e questo è ciò che prefigura quella società. Occorre che vi sia un maggior legame tra l'impresa turistica e il territorio, ed occorre che vi sia una maggiore integrazione tra le politiche economiche che si fanno nei territori contermini e in tutta la provincia col turismo.

L'impresa, anche le associazioni industriali che hanno rappresentato le esigenze, in qualche periodo lo fanno tuttora, di dare una risposta positiva al Master Plan, ragionano su questo; perché sanno che non si può vivere solo di impresa delle costruzioni, di impresa che operi soltanto in quel settore, e noi dobbiamo aiutare questo processo. Questa è la sfida vera che la Giunta regionale e il Consiglio regionale hanno di fronte, quella di come rispondere ad un territorio, ad una parte della Sardegna che ha avuto uno sviluppo monoculturale, come aiutarla a trasformarsi e a radicare la propria impresa nel territorio; nello stesso settore turistico io credo che noi dobbiamo dare risposte ad un maggiore radicamento dell'impresa locale.

Io vedo che qualcuno sorride, perché si conoscono le difficoltà rispetto a questo; sono d'accordo per la ricerca di grandi soggetti che operano sul campo internazionale ma credo che dobbiamo essere molto attenti a saper collegare anche l'impresa nostra con questi soggetti.

Sulle questioni più specifiche, io faccio questo appello e aggiungo anche un'altra cosa, che in qualche modo bisogna ragionare anche sul fatto che lo sviluppo turistico non sia limitato e non sia per poli; perché i poli hanno creato del disagio in Sardegna, hanno creato spopolamento e hanno creato perdita di economia nei territori che venivano impoveriti e attratti da queste realtà di sviluppo, e hanno creato poi, alla fine, anche disagio nelle aree cosiddette sviluppate; chi conoscesse a fondo le questioni di Olbia e la sua struttura dei servizi pubblici, credo che non potrebbe non darmi ragione su queste considerazioni. Quindi, che fare rispetto al progetto turistico della Gallura?

Io credo che dobbiamo considerare quel territorio come un territorio importante per lo sviluppo del turismo; dobbiamo rispondere positivamente alle proprie esigenze di sviluppo, aiutarne le potenzialità, però indirizzarne anche alcune azioni. Dobbiamo rispondere innanzitutto alle esigenze di infrastrutturazione, e quindi, sollecito quell'accordo di programma che quel territorio chiede riguardo ad alcuni interventi importanti che sono indispensabili per un assetto civile all'altezza dei tempi. Che fare quindi? Io credo che dobbiamo partire da un problema.

Dobbiamo riconoscere agli enti locali la capacità di programmazione, ma gli enti locali debbono assumersi le loro responsabilità, il comune di Olbia poteva chiudere il PUC perché aveva volumetria a disposizione e non l'ha fatto. Avevano la volumetria a disposizione per il settore turistico e, perché il comune di Olbia non l'ha fatto?

Il Comune di Olbia deve assumersi la propria responsabilità; deve dire quale è lo sviluppo che prefigura per il proprio territorio. Prima di chiedere alla Regione volumetria aggiuntiva, deve programmare il proprio territorio e lo stesso deve fare il comune di Arzachena e, sono d'accordo con le cose che diceva il collega Usai, che il comune di Arzachena va riportato ad una situazione di normalità e quindi, con la eliminazione delle zone 2D asteriscate, che nascevano da una esigenza di specialità e io credo che questa specialità, poi, si sia dimostrata impraticabile e per cui si tolgano le zone 2D asteriscate, e il comune di Arzachena programmi il proprio territorio e faccia le sue scelte in piena autonomia; credo che poi la Regione debba essere in grado di dare le risposte rispetto ai programmi che vengono proposti. Però, credo che vi sia anche una necessità nel dare ulteriori indicazioni e possibilità rispetto alle esigenze di crescita del settore del turismo, credo che ormai sia il tempo per tutta la Sardegna, e per quella zona in particolare, perché hanno una importante capacità di crescita, che si faccia un piano di settore per il turismo ricettivo e per il turismo alberghiero; penso che noi dobbiamo avere la capacità di dare indirizzi e proporre, sapendo che il turismo è una risorsa importante per quei territori, ma per tutta la Sardegna; è una risorsa importante, anche per le zone interne che hanno delle potenzionalità che non hanno le zone marine e, credo che vi debba essere un'integrazione, sapendo che il mare è quello che oggi fa venire le masse, fa venire la gente, ma credo che dobbiamo percorrere anche altre strade, dobbiamo percorrere i vari turismi, vi è spazio!

Può essere una risposta. Però, bisogna programmare e bisogna fare delle scelte.

Non sono d'accordo che si agisca con le cose parziali, con le modifiche delle direttive, per dare a ciascuno il suo; io credo ad una programmazione più generale che dia a tutti la possibilità di espandere le proprie potenzionalità, ma che vi sia una visione di insieme, anche perché poi al piano bisogna rispondere con delle risorse che consentano poi la realizzabilità di questo piano.

Al di là delle polemiche e delle nostre discussioni e della strumentalità, e delle nostre posizioni politiche rappresentate in questo Consiglio o fuori, io credo che resti l'esigenza per questo settore di dare una risposta.

Se oggi riusciremo a dare una indicazione che poi riusciremo a trasformare in atti amministrativi e in politiche importanti, credo che daremo una risposta a tutta la Sardegna e alla Gallura.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.). Signor Presidente della Giunta e colleghi Consiglieri, sarò, come al solito, particolarmente breve, in quanto in questi quattro squallidi anni di legislatura, noi dell'opposizione, chi più chi meno, abbiamo ripetuto le stesse critiche e le stesse considerazioni nei confronti di questo carrozzone del centro - sinistra, più sinistra che centro peraltro, che non ha governato, e laddove ha operato ha creato soltanto danni. Per l'opposizione sparare sulla vostra Giunta e sul vostro non Governo è diventato un rito noioso, in quanto la vostra pochezza e la vostra incapacità è stata in questi quattro anni costante; sparare al nulla è infatti difficile.

In questi giorni ho riletto con grande noia e fatica le linee programmatiche delle sei giunte presiedute dall'onorevole Palomba; in queste dichiarazioni c'è la prova provata del vostro fallimento, e visto che parliamo di Master Plan, e quindi, dello sviluppo turistico della Sardegna, inviterei il Presidente Palomba a rileggersi i capitoli dei sui discorsi riguardante il turismo.

Nelle prime due Giunte da lei presiedute si affrontava il problema in termini generici e demagogici; successivamente, e mi riferisco in modo particolare alle linee programmatiche datate 29 ottobre 1996, c'è stato sicuramente un miglioramento, anche perché sono state recepite alcune precise indicazioni programmatiche date da alcuni esponenti dell'opposizione.

Purtroppo dall'ottobre 1996 sono passati quasi due anni, e quei ripensamenti positivi sono rimasti quasi totalmente lettera morta. Vorrei infatti solo ricordare, Presidente Palomba, che il 29 ottobre 1996 lei testualmente dichiarava, e qua cito le sue frasi: Il turismo deve essere fortemente potenziato, innanzitutto con un forte governo politico nei suoi processi, che valga a sottrarlo dalla sua attuale condizione spontaneistica per farlo diventare una vera industria. Da questa premessa lei Presidente specificava inoltre: 1) programmare il territorio secondo le vocazioni delle località, nel presente occorre transitoriamente verificare ogni possibilità di autorizzare (autorizzare) insediamenti turistici che creino occupazione in quantità e con percentuali che siano rispettose dell'ambiente; 2) incentivare l'industria turistica con la provvidenza prevista per altre attività industriali; 3) associare comunità locali e privati alla promozione; 4) - e qua siamo strettamente collegati al discorso del Master Plan - integrare le diverse forme di turismo. Verrà istituita - parliamo dell' ottobre 1996, esattamente il 29 ottobre 1996 - una commissione che entro due mesi fornisca un elaborato all'interno di una programmazione urbanistico - territoriale che lavori accanto alla relativa commissione per gli aspetti più specificamente inerenti al turismo.

Questi quattro punti, sono in linea generali quattro perle; quattro perle programmatiche buttate in mare, mai ritrovate e mai indossate; sembrano quasi una premessa per affrontare ed anche risolvere la questione del Master Plan.

Quando lei due anni fa, signor Presidente, parlava di una commissione che entro due mesi avrebbe dovuto fornire un elaborato all'interno di una programmazione urbanistica territoriale che lavorasse accanto alla relativa commissione per gli aspetti più specificatamente inerenti al turismo, stava per l'ennesima volta prendendo in giro i sardi, in quanto tale commissione, a quanto mi risulta, non è mai stata insediata, e comunque, anche se fosse stata insediata non ha dato segni di vita, né nei due mesi da lei indicati, né successivamente, e dal 29 ottobre 1996 sono passati circa 21 mesi. Non mi meraviglio, così come non mi meraviglio dell'insensibilità di una parte del Consiglio alle problematiche relative al turismo.

Un anno fa ho infatti presentato una proposta di modifica del Regolamento concernente lo scorporo dalla commissione industria, dei settori turismo, artigianato e commercio; anche in questo caso non ho avuto risposta, e sicuramente, se tale modifica fosse stata recepita, ci sarebbe stata una sede più idonea e più concentrata per discutere del futuro turistico della Sardegna, e quindi, anche del Master Plan. Le mancate risposte ai gruppi CIGA Immobiliare e I.T.T. Sheraton, rappresentano un attentato da parte vostra ai sardi e al futuro della Sardegna.

Qualsiasi amministrazione regionale governante un territorio a vocazione naturale e turistica avrebbe dato una risposta quasi immediata a chi voleva creare una prospettiva di ricchezza per la Gallura e per l'intera Sardegna, e questi imprenditori non sono certo sconosciuti in quanto hanno creato in Costa Smeralda uno degli insediamenti turistici più belli e più famosi del mondo, un turismo dorato, ma che ha dato ricchezza a migliaia di piccoli e medi imprenditori, artigiani e commercianti, oltre

che dare per molti mesi all'anno migliaia di posti di lavoro.

Avete continuato nella tradizione demagogica di chi vi ha preceduto, e di chi ha potuto partorire degli obbrobri normativi quale il divieto assoluto di costruire a 300 metri dal mare.

Dopo questa mia affermazione ci sarà sicuramente qualche stolto che parlerà del partito del mattone e della cementificazione delle coste. Sono disponibile ad accompagnare i nostri amministratori in un tour turistico europeo alla scoperta di decina di località, dove le costruzioni sul mare sono state fatte nel rispetto dell'ambiente e perfettamente inserite nel contesto naturale che le circonda, e la Costa Smeralda è sicuramente una di queste.

Lei, presidente Palomba, ha perso ogni dignità quando si è permesso di scaricare sul Sindaco di Olbia delle responsabilità circa l'impaludamento del Master Plan, Lei e la sua Giunta, siete, insieme a quelli che vi hanno preceduto negli ultimi dieci anni, i responsabili del fallimento del Master Plan. Nelle sue linee programmatiche la parola Master Plan, compare soltanto il 29 ottobre 1996, due anni e mezzo dopo la sua elezione a Presidente. Il problema prima veniva in parte ignorato e in parte schivato, e dopo il 29 ottobre 1996, lei ha capito che qualche cosa doveva dire Presidente. Si doveva dire, non fare, perché per lei il verbo fare non è declinabile e quindi, parla, spesso a sproposito....

Sempre per questa vostra idiosincrasia al verbo fare, interloquire in termini diversi con l'Aga Khan, sarebbe stato un'ottima occasione anche per contrattare un nuovo rapporto con la Meridiana, che in questi ultimi anni ha reso e sta rendendo ai sardi un servizio non di livello .

Credo peraltro che l'Aga Khan sia stato talmente disgustato dall'immobilismo di chi ha governato da convincersi che incominciava ad allontanarsi dalla Sardegna; per questi motivi forse ha trasferito la sede della Meridiana a Firenze, e ha abbandonato la denominazione Barisardo.

Non credo che la sua Giunta riuscirà a recuperare il terreno perduto; i consiglieri regionali della Maggioranza che hanno firmato la mozione a favore del Master Plan, dovrebbero avere la coerenza e la dignità politica di darle 15 giorni di tempo per risolvere il problema, diversamente dovrebbero avere il coraggio di presentare loro una mozione di sfiducia nei suoi confronti, sappia comunque Presidente, che l'anno prossimo quando libereremo i sardi della vostra occupazione, Forza Italia e le altre forze che governeranno, daranno le giuste risposte all'Aga Khan e non solo, a tutti gli imprenditori che vorranno portare ricchezza e benessere in Sardegna.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare l'onorevole Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Un dibattito quello odierno che partendo dall'esigenza del Consiglio di esaminare le proposte della Giunta Regionale sul piano di investimenti turistici in Gallura, non può avere comunque, come obiettivo, la funzione di espropriare il ruolo di Governo alla Giunta medesima; io non credo che possa essere questo l'obiettivo.

Tuttavia l'occasione di questo dibattito non è di poco conto; perché è all'ordine del giorno il Governo del territorio. Governo che la storia ci insegna, ha consentito lo sviluppo di tutte le civiltà, sviluppo naturalmente in relazione alla quantità delle risorse appetibili di cui quelle stesse civiltà disponevano.

Governo del territorio, di cui in Sardegna si parla senza un gran successo da 40 anni, e di cui oggi registriamo la dolorosa carenza; è vero non disponiamo di un piano integrato di sviluppo condiviso e diffuso che possa assicurare certezza ai sardi, ma se da 40 anni si parla di sviluppo senza coglierlo è evidente che la cosa non deve essere tanto semplice, vi è un ritardo complessivo che partendo dalla carenza storica della pianificazione delle precondizioni allo sviluppo, come trasporti, energia e acqua, non consente credibili ragioni di investimento di capitali da parte di nessuno, se non in termini speculativi o con sostegno pubblico. Sempre che questo sostegno pubblico sia molto sostanzioso! Siamo 40 anni che ci interroghiamo in convegni e in assemblee sulle ragioni del mancato sviluppo e del nostro sottosviluppo, al punto di essere ormai sempre più patetici e, credo sempre meno credibili.

Ci interroghiamo su programmi inesistenti e su utopie condite da demagogie; dove è il progetto Sardegna? Dove è la speranza per la nostra gente? Nello sviluppo rurale? Le nostre campagne sono indebitate e, c'è un processo netto di invecchiamento, nello sviluppo industriale, sulle miniere, il polo chimico, le poche aziende industriali a tempo oppure nello sviluppo del nostro artigianato, con la pressione fiscale che ormai è impossibile; oppure ci dobbiamo soffermare nello sviluppo del terziario e della scuola, o infine nello sviluppo turistico con una stagione che dura 45 giorni. Ognuno di questi temi meriterebbe sicuramente un approfondimento, perché le ragioni che tutti noi qui dobbiamo avere, sono quelle di assicurarci la prospettiva di vederci chiaro su tutte le cose, eppure non possiamo rassegnarci e non dobbiamo rassegnarci.

Master Plan sì o Master Plan no! Non può essere semplificato così l'impegno e la responsabilità di quest'aula.

La dignità di ciascun di noi per il valore e il rispetto che dobbiamo all'istituzione che rappresentiamo, ci deve indurre a operare in maniera seria e definitiva e ad una formazione di un progetto che facendo uscire la Sardegna dalla questione meridionale restituisca prospettive e futuro ai sardi.

Abbiamo un dovere, ed è quello di guardare avanti; in questi sei anni di permanenza nell'obiettivo 1), dobbiamo scoprire, questo sì, senza appello questa volta, quale deve essere questo nostro nello sviluppo, in quale direzione possiamo orientare i nostri sforzi, quale coraggio dobbiamo avere nell'investire e far capire anche agli investitori esterni in quale direzione noi vogliamo andare.

Io credo che qui tutti possiamo fare una riflessione, e su questo credo che tutti possiamo essere concordi; io credo che se non avessimo avuto l'Aga Khan, l'avremo dovuto inventare!

Perché io credo che il futuro di qualsiasi iniziativa, senza un promoter di grande rilevanza, credo non possa andare avanti, questo per tutte le iniziative, vogliamo parlare della produzione in agricoltura? Bene senza veicolare il commercio dei nostri prodotti in agricoltura con testimonial, con promoter di certo livello, noi rischiamo di produrre le cose e lasciarle qui in Sardegna, perché non le prende nessuno chiaramente!

Per cui lasciamoci guidare anche da quella che oggi è la via non semplice, ma l'unica e la più percorribile; anche se dovessimo puntare sul turismo, questo lo possiamo realizzare solo se abbiamo delle grosse qualità competitive nel prospettarlo, ma nello stesso tempo in qualcuno che ce lo promuova, in qualcuno che affermi la qualità di questo turismo. Perché il mondo che vuole andare in vacanza non credo stia aspettando i sardi, per vedere come i sardi organizzano il tempo libero. Ci sono tanti altri ambiti territoriali di uguale bellezza. Per cui io credo che dobbiamo stare attenti, se l'interesse di chi pone gli occhi sulla nostra Isola è un interesse reale a vedere quest'Isola a guadagnarsi la prospettiva di sviluppo serio, oppure se non è solamente ed unicamente di tipo speculativo. Questo sì, siamo qui per questo, ma non credo, lo abbiamo sentito anche nella mozione, che ci sia questa poca saggezza nel volere a tutti costi svendere questa nostra Isola. Io ho firmato, sono un firmatario della mozione contro l'ingerenza del Ministro Ronchi, ma è chiaro che quella mozione atteneva anche a voler in qualche misura suscitare nel Governo regionale una presa d'atto, una presa di posizione; io rimango in quella posizione, non ritiro la firma da quella mozione, e credo che la Giunta abbia la capacità in questo momento di poter dare una risposta, per cui sarei proprio per un ordine del giorno, ordine del giorno che impegni tutti noi a fare chiarezza, e a fornire in tempi brevi, quelli possibili, una risposta definitiva. Credo che questo sia un modo anche per poter testimoniare che non si può sempre ed esclusivamente essere guidati dall'esterno, ma possiamo qui all'interno di quest'Aula proporre, in maniera anche lungimirante e non miope, che il governo del territorio di questa Isola possa partire da quest'Aula e in quest'Aula trovare consapevolezza e ragione di futuro accettabile.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balletto che non vedo in Aula. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis, riferisca pure, ma non posso dare la parola adun assente. Prego ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Sull'ordine dei lavori, allora Presidente, il collega Balletto si è purtroppo dovuto assentare per un improvviso lutto, quindi, se in serata ce la fa, chiede cortesemente di essere riammesso nei termini per il suo intervento. E' dovuto assentarsi proprio per ragioni eccezionali.

PRESIDENTE. Non posso che dolermi di questa triste situazione, comunque, vedremo come sarà la situazione successivamente.

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (Progr. Fed.). Grazie Presidente, mi associo anche io, mi dispiace per il collega Balletto che si è dovuto assentare per questa ragione luttuosa; per quanto attiene il dibattito che si sta svolgendo in quest'Aula riguardante il Master Plan, voglio esordire dicendo che al disegno di cementificazione delle coste, anche quando viene pomposamente definito Master Plan, si può rispondere solo con un grande "no". Lo sviluppo del turismo sostenibile e la prospettiva di benessere per la Sardegna non possono essere scambiati con la edificazione di nuove e seconde case, sono cose diverse. Le ragioni per opporsi alla politica delle seconde case risiedono in analisi serie e non addomesticate, sugli effetti di tali scelte e sulle prospettive di sviluppo economico.

Ma che cosa è o che cosa era questo Master Plan che oggi si cerca di riesumare strumentalmente per altri fini? Per chi lo avesse dimenticato, 3900 case di cui 1900 appartamenti, 2000 ville e 11 alberghi; 3900 case, 11 alberghi, 2 milioni e mezzo di metri cubi di cui 2 milioni di metri cubi di seconde case e mezzo milione di metri cubi di alberghi; 77% seconde case e 23% alberghi. In sostanza il tanto decantato Master Plan è stato spacciato per un investimento turistico mentre rappresenta solo un vecchio e inaccettabile modello di speculazione immobiliare, distruttivo del territorio e degli assetti urbanistici, ma soprattutto è un modello inadeguato a promuovere un reale sviluppo economico. Nel futuro del turismo sardo non deve più esserci spazio per speculazioni immobiliari, interventi di questo tipo hanno il solo effetto di ridurre la qualità della risorsa ambientale utilizzata e contrastano con l'esigenza di disegnare strategie di vero sviluppo economico di lungo periodo. Giova ricorda a tal proposito che in Sardegna ci sono già volumi, come vengono definiti, alberghi e soprattutto seconde case che vengono utilizzati solo per pochi giorni ogni anno. C'è un dato sotto gli occhi di tutti, il tasso di utilizzazione delle strutture ricettive della Sardegna è in gran parte, in una maggioranza dei casi, semplicemente ridicolo. La vera sfida, quindi, è quella di creare le premesse per un turismo sempre meno dipendente dalla sola stagione balneare, per poter utilizzare al massimo il potenziale ricettivo esistente, ma anche e soprattutto per valorizzare quelli che vengono definiti gli altri turismi, coniugando natura, cultura ed economia.

L'interesse della Sardegna perciò non può essere quello di barattare il territorio costiero, come una volgarissima merce di scambio, per avere qualche misera contropartita, e per coloro che lo avessero dimenticato nel caso del Master Plan venivano offerte anche delle contropartite, investimenti aggiuntivi per qualche decina di miliardi per costruire un porto turistico a Canniggione, dei parcheggi, una struttura sportiva, per pagare gli studi sugli sbocchi occupazionali di tipo industriale ad Arzachena, una fondazione culturale con l'ente locale, e poi un parco naturale a Monte Moro, salvo poi una costola della Costa Smeralda, il Consorzio, per mano del dottor Carlo Gallia, proporre ricorso al T.A.R. del Lazio contro l'intesa per l'istituzione del Parco Nazionale de La Maddalena ritenuto una sorta di dependance degli immobili di proprietà dei consorziati.

Insomma, questi investimenti aggiuntivi erano semplicemente una appendice ed erano funzionali esclusivamente al progetto di cementificazione. L'imprenditore che ha proposto l'investimento, quindi, non è stato capace di andare oltre una proposta concepita negli anni sessanta, prendere o lasciare. Questa è stata la questione; non mi pare un bel modo per cercare un'intesa per fare, come dice la legge, un accordo di programma finalizzato ad un sviluppo integrato di un territorio più ampio della fascia costiera, ed è sempre la legge che ce lo dice. Dunque è l'imprenditore che non accetta la legge, è l'imprenditore che non ha accettato la legge. Ne avrebbe voluto una tutta sua di legge.

Spero per la Sardegna e per tutti i sardi che quei tempi siano finiti, e finiti per sempre. Le leggi devono essere uguali per tutti, e le leggi attuali non impediscono lo sviluppo turistico; gli imprenditori si misurino con le leggi e le opportunità, abbiano rispetto per le istituzioni e per le leggi, facciano proposte compatibili con le esigenze generali e troveranno porte aperte. Questo Consiglio regionale attraverso la risoluzione numero 58 del 30 ottobre 1997 delle Commissioni Quarta e Sesta si è già ufficialmente e formalmente pronunciato.

La proposta del Master Plan è compatibile con quella risoluzione? L'imprenditore è disponibile a ragionare sulla base di quella risoluzione? Si faccia avanti. Ma se quei progetti non sono compatibili, se l'imprenditore non è interessato a rispettare le leggi di questo Consiglio regionale come possiamo rimpiangerlo? Se il Master Plan a detta dei componenti è un progetto ormai morto, mi chiedo: che senso ha riesumare i morti? A me sembra più utile guardare avanti per disegnare una prospettiva dello sviluppo del turismo in un quadro di sostenibilità; sono convinto della necessità di un piano per il turismo sostenibile, che individui le potenzionalità economiche di questo importante settore all'interno di una tutela delle risorse naturali, paesaggistiche e culturali della Sardegna. In questo quadro la battaglia contro il Parco Nazionale del Gennargentu e contro i parchi naturali in genere, è a mio avviso una battaglia di retroguardia, ci vuole più coraggio e ci vuole più convinzione.

I parchi, in tutto il mondo, sono un formidabile strumento per coniugare tutela e sviluppo economico, tutte le esperienze, non solo italiane, dimostrano che con l'istituzione delle aree protette è possibile costruire un modello di sviluppo sostenibile capace di generare vantaggi durevoli in termini di reddito e di occupazione; vantaggi superiori a quelli derivanti da modelli alternativi di utilizzazione delle risorse naturali, nel lungo periodo questo avviene.

Il nodo fondamentale è rappresentato dalla preliminare individuazione e composizione dei conflitti che inevitabilmente si creano ma che sono superati; quindi, davanti a noi, c'è una sfida, che prima di tutto è culturale ed è rappresentata dalla scelta degli strumenti per governare il territorio e i processi socio - economici. Quando la Quarta e la Sesta Commissione hanno affrontato la discussione sul Master Plan c'è stata una discussione vera, attenta, e a me è sembrata anche molto consapevole.

In quella occasione si è parlato di cose concrete, si sono confrontate posizioni apparentemente inconciliabili; si è arrivati ad una sintesi approvata a larga maggioranza, il mio voto è stato favorevole. Dove è allora lo strapotere di qualche ambientalista sbiadito, come li definisce il collega Pittalis? Che cosa vuole ottenere con queste provocazioni?

Il collega Pittalis si dice ambientalista ma si batte contro i parchi. Si dice ambientalista ma vuole regalare le coste ai cementificatori, caro collega Pittalis, faccia meno demagogia, non convincerà nessuno a parte qualche suo amico! Si attrezzi meglio se vuole essere un vero ambientalista! Chiede chiarezze di posizioni agli altri?

Bene siamo qua! Io sono un ambientalista e sono convinto che quelle proposte a cui lei si riferisce e che lei difende siano indifendibili. Ma la sua posizione e la posizione del suo Gruppo - lo dica perché i sardi capiscano - non ha come obiettivo il Master Plan, il suo obiettivo vero è quello di smantellare le norme di tutela; vedremo poi, se questo malauguratamente dovesse succedere, gli amici di chi ne trarranno vantaggio.

Ma, non si scomodi, non mi serve una sua risposta, ho già una mia idea!

PITTALIS (F.I.). Diffonderemo il suo intervento in Galluta. Ne risponda poi ai galluresi.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Inizio con una parola tanto cara al collega Diana "cementificazione"; dopo il suo intervento però non so se la densità del cemento e la percentuale del cemento sia più alta in Costa Smeralda o in altre parti dell'onorevole Diana, dove dovrebbero risiedere le cellule cerebrali.

PRESIDENTE. La prego onorevole Biancareddu di non usare toni contumeliosi nei confronti degli altri consiglieri.

DIANA (Progr. Fed.). Non è materia sua.

BIANCAREDDU (F.I.). Era una allegoria! E mi fa meraviglia che persone che non sanno neanche dove si trovi la Gallura, che non sono neanche in condizioni di arrivarci da soli se prendessero la macchina e si dirigessero verso Olbia o Porto Cervo, parlino di campi da golf senza distinguere un campo da golf da un biliardino, senza distinguere un nuraghe da un albergo e senza distinguere un cormorano da un aeroplano.

Volevo ricordare a quei signori che siamo nel 2000 ed è finita l'età nuragica, anche se questa Giunta e il suo Presidente ci vogliono far ritornare in quel periodo.

A parte le battute, volevo ricordare che l'articolo numero 1 della Costituzione italiana recita che l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro, in cui la sovranità appartiene al popolo, questo in sintesi; la Giunta regionale invece col suo Presidente non sa che cosa significa lavoro e soprattutto mancanza di lavoro, e non sa cosa significhi sovranità popolare, perché la calpesta ogni giorno.

La popolazione gallurese tramite i loro consiglieri e i loro consigli comunali e i loro sindaci hanno espresso chiaramente la loro volontà; vogliamo il Master Plan perché è una cosa ben fatta, non è demagogia!

La Costa Smeralda è un esempio di sviluppo, di turismo, di architettura in tutto il mondo; è inutile che si parli sempre di seconde case senza sapere neanche come si costruisce in Costa Smeralda, perché c'è qualcuno che confonde le case popolari che si trovano nel Latte Dolce di Sassari con le ville di Porto Cervo; a quel tipo di case siamo contrari anche noi in Costa Smeralda, vanno bene nei quartieri residenziali di edilizia pubblica popolare, ma non è quella la Costa Smeralda, uno deve andare per conoscerla.

Comunque, le popolazioni galluresi chiedono anche altre cose che la Giunta regionale non dà, hanno chiesto la provincia, abbiamo chiesto la provincia. La Giunta è in ritardo di un anno, perché nell'ultima conferenza provinciale, che si era tenuta ad Oristano nel 1997, in aprile, e la Giunta doveva proporre lo schema di provincia entro il 14 luglio 1997, ebbene, siamo quasi a luglio 1998 e niente è stato fatto; quindi, ancora una volta si calpesta la volontà popolare della Gallura.

Non parliamo poi delle strade; la Olbia - Santa Teresa era stata costruita dagli antichi romani ed è stata depolverizzata una ventina di anni fa, ma c'è soltanto quella; in Gallura non esiste una strada a scorrimento veloce e non chiediamo neanche le autostrade; guarda caso le poche che sono state costruite e che sarebbero dovute arrivare in Gallura, si fermano dove inizia la Gallura, sarà un mistero!

Prendiamo la Sassari-Tempio, si ferma all'inizio della località La Fumosa, che è ai piedi della Gallura, però fuori! La Sassari-Santa Teresa arriva fino a Valledoria, quindi, si ferma anche quella dove inizia la Gallura; la Nuoro - Olbia si ferma a San Teodoro, misteriosamente, anche qua dove inizia la Gallura.

Ma è possibile che nessuna strada potesse iniziare dalla Gallura per andare da un'altra parte, invece di farla iniziare dalle altre parti e bloccarle sempre dove inizia la Gallura? Anche questa è una strana coincidenza.

Abbiamo chiesto contributi per l'agricoltura, per le grandinate, eccetera, l'unico contribuito è stato di trecentomila lire a testa a chiunque ne avesse fatto domanda dopo la grandinata; quindi ha preso soldi chi non aveva avuto danni, e chi ha avuto cento milioni di danni ha avuto sempre trecentomila lire.

Non mi voglio dilungare, voglio soltanto dire che oltre a problemi di carattere ambientale, e forse è una mia opinione personale, il Master Plan non decolla e non è decollato perché l'imprenditore non era e non è controllabile, ricattabile da nessun tipo di amministrazione regionale; e quindi non fa comodo!

Probabilmente se fosse stato uno del gruppo Agnelli o qualche bella cooperativa rossa dell'Emilia Romagna il Master Plan sarebbe già decollato.

Ora concludo con una battuta all'onorevole Ghirra che ha detto che noi siamo illusi di vincere le elezioni un altro anno, per carità! Siamo abituati anche noi a perdere, qualche volta vinciamo; l'unico augurio che faccio ai miei colleghi del Polo, non solo di Forza Italia, è quello di sperare che il presidente Palomba sia ricandidato alle regionali e che venga in Gallura a fare propaganda elettorale. Allora, forse, potremo vincere le elezioni, fare il Master Plan, e fare la maggioranza invece di fare sempre l'opposizione.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta regionale. Se lei insiste ci vado davvero. Avevo deciso di no, ma ci sto ripensando.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Popolari). Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, è dagli inizi del 1960 che in pratica è stato costituito il Consorzio Costa Smeralda che ha cambiato i connotati di quella parte della Sardegna della costa nord orientale della Sardegna. Devo dire che quell'intervento allora è stato un intervento rivoluzionario e innovativo per la Sardegna, che ha creato sicuramente benessere in quelle zone e che ha introdotto un concetto nuovo dal punto di vista turistico in tutta la Sardegna.

Devo dire che c'è stata poi un'evoluzione dopo l'istituzione del Consorzio Costa Smeralda. Si è arrivati agli inizi degli anni '80, alla proposta del Master Plan, che non era altro che una stipula di un protocollo d'intesa che è stato fatto tra il Consorzio e la Regione Sardegna, per un programma di interventi pluriennali. Il problema è che dopo quella proposta, che prevedeva alcuni interventi organici dal punto di vista turistico in quella zona, risposte non ce ne sono state, vi sono stati dibattiti, discussioni, però quella richiesta, quel protocollo d'intesa che è stato firmato allora non ha avuto seguito.

Io andrò veloce per quanto riguarda le date e le scadenze per arrivare, credo, alla cosa che più ci interessa oggi, che è quello di vedere cosa fare, non tanto per quanto riguarda il Master Plan, benchè io ne sia convinto e sostenitore, ma per quanto riguarda il da fare per quella importante zona della Sardegna.

Nell'autunno del 1996 in pratica scadeva, da parte dell'Aga Khan, il diritto di opzione sulla CIGA, e in pratica era stato chiesto allora con una certa insistenza che la Regione si esprimesse sul da farsi in quella zona, e mi ricordo che allora in pratica era stato fatto scattare il termine e il tutto era stato rinviato a giugno del 1997, dicendo che in quella data ci sarebbe stata una risposta da parte della Regione Sardegna. Non c'è stata naturalmente alcuna risposta da parte della Sardegna, e soltanto quando la Sheraton ha iniziato a parlare di licenziamenti per quanto riguarda il Consorzio Costa Smeralda, si è riattivato il dibattito sul futuro stesso del Master Plan.

Devo dire che in questo Consiglio regionale se n'è parlato diverse volte, mi pare che ci fosse un interessamento da parte del Consiglio, da parte della Giunta, sulle prospettive di questa richiesta che era stata avanzata dalla CIGA Immobiliare, però noi abbiamo tutta una serie di appuntamenti che sono stati... tutta una serie di situazioni, di impegni che sono stati assunti più che dalla Giunta, dal Consiglio regionale, però di fatto la risposta della Giunta noi la stiamo ancora aspettando.

Dico questo perché anch'io sono uno dei firmatari di quella mozione che è stata presentata il 28 febbraio del '97, la quale mozione partiva da una certa ingerenza che c'è stata da parte del Ministro dell'Ambiente Ronchi per quanto riguarda lo sviluppo turistico della Costa Smeralda, sopratutto la seconda parte di quella mozione che era stata presentata, sollecitava la Giunta Regionale affinchè si dessero risposte e si contatassero gli interlocutori diretti che in quell'occasione erano la Sheraton, oggi Starwood, per vedere quali potevano essere le possibilità eventualmente di una riapertura del dibattito, la discussione per quanto riguarda la proposta di investimenti che era stata fatta allora da questi.

Devo dire che io condividevo e condivido i contenuti di quella mozione, diciamo anche che successivamente, dopo varie discussioni che ci sono state dentro e fuori questo Consiglio regionale, si è arrivati ad una risoluzione che è stata approvata dalla Commissione congiunta quarta e sesta, che condivido ugualmente, la quale risoluzione per la prima volta ha valutato un documento della Giunta Regionale che poteva avere anche dei limiti, che però io condivido, perlomeno era una base di discussione per avviare il dibattito sulla Costa Smeralda.

Io condivido sopratutto alcuni punti che credo siano giusti per quanto riguarda l'impostazione che la Giunta voleva dare per quanto riguarda lo sviluppo turistico di questa zona, in modo particolare quando si dice ad esempio che in pratica i volumi residenziali dovevano essere ridotti, mentre dovevano essere aumentati i volumi relativi alle residenze alberghiere. Condivido molto questo concetto, perché sono convinto che in quella zona più che seconde case, più che cubatura, bisogna fare degli interventi turistici importanti, in quanto noi abbiamo effettivamente bisogno più che di seconde case, più che consumare il territorio, di interventi mirati che creino, che potenzino e che allunghino la stagione turistica andando dai 3 ai 4 mesi l'anno, ai 7 - 8 mesi l'anno che ci possono essere, perché in quel modo si può creare occupazione, si può creare richiesta, si può creare benessere.

Ci sarà un'incidenza vera nel tessuto sociale ed economico del territorio, perché quel tipo di turismo noi sappiamo che è un tipo di turismo che ha ricaduta nel territorio, perchè in questo modo si riesce ad allungare la stagione turistica e sopratutto si riescono a creare posti di lavoro definitivi.

C'erano anche alcune annotazioni che riguardavano, ad esempio, il rispetto dei vincoli dei 300 metri dal mare per quanto riguarda le residenze sparse o le residenze singole, che io condivido lo stesso, dico questo per mettere in evidenza che in questo documento, fatto anche bene, erano contenuti alcuni aspetti che potevano servire davvero per avviare una base di discussione e per vedere un po' di arrivare ad un accordo per quanto riguarda questa proposta di investimenti.

Devo dire che in quell'occasione, quella risoluzione che avevano approvato le Commissioni congiunte, diceva anche che si dava mandato, si invitava la Giunta Regionale ad avviare un confronto con le parti interessate e quindi attivarsi per fare un accordo di programma da sottoporre al Consiglio regionale. Quindi si sollecitava la Giunta stessa ad avviare iniziative che in tempi brevi arrivassero ad una definizione. E` per quello anche che sono perplesso sulle risposte da dare oggi a questo documento. Io non so se ci sono stati passi avanti da parte della Giunta, non so cosa abbia fatto la Giunta in risposta a quella risoluzione che noi abbiamo fatto in Consiglio regionale; allo stato dei fatti non mi pare che da parte della Giunta ci siano stati contatti diretti con gli interessati per sapere perlomeno qual è la volontà, l'ultima volontà da parte dei richiedenti, anche se sappiamo che nel frattempo c'è stata una modifica dell'assetto societario.

In pratica è passato tutto in mano alla Sheraton e poi alla Starwood, che sono multinazionali immobiliari che sicuramente più che un progetto specifico tipo Master Plan, che riguarda un intero territorio, probabilmente sono interessati agli investimenti oppure alla gestione di complessi turistici, e forse non sono molto interessati a realtà tipo quella della Costa Smeralda, che prevedevano sì la gestione di infrastrutture

turistiche, ma soprattutto prevedevano lo sviluppo di una parte del territorio importante che doveva essere programmata, che doveva prevedere anche altre cose, non si trattava soltanto di iniziative turistiche alberghiere, ma si trattava di altra attività portuale, di infrastrutture che servivano comunque per l'attività turistica stessa e per aumentare, come dicevo prima, la stagione turistica.

Devo dire che su questo noi non abbiamo risposte di cosa possa essere successo e di cosa possa aver fatto la Giunta Regionale. In data 14 maggio 1998 c'è stata ancora una riunione congiunta da parte della 4^ e della 6^ Commissione, anche in quell'occasione in pratica si chiedeva alla Giunta Regionale, veramente al presidente Palomba, di verificare l'attuale situazione dei richiedenti e sopratutto di contattare gli attuali proprietari dei terreni dell'ex GIGA per vedere oggi qual è la volontà da parte di questi proprietari, perché anche noi dobbiamo fare una programmazione in quel territorio, anche noi dobbiamo fare delle scelte perché sulla base della volontà di questi proprietari noi dobbiamo fare delle scelte, non è che noi faremo quello che loro diranno, loro ci diranno che cosa hanno in mente di fare in quel territorio e la Regione Sardegna si comporterà di conseguenza.

Sicuramente la Regione Sardegna farà delle scelte che sono funzionali alla sua programmazione, alle sue esigenze di sviluppo territoriale, però c'è davvero questa esigenza di capire in tempi brevi qual è la situazione, anche perché noi stiamo andando incontro a tutta una serie di iniziative anche legislative importanti che riguardano quel territorio, e' che bisogna, onorevole Cogodi, capire qual è lo stato delle cose, anche perché mi pare che noi anche relativamente a quel territorio dovremmo assumere delle determinazioni e dobbiamo assolutamente essere in condizioni di capire oggi qual è la situazione e qual è la volontà di queste persone.

Perché dicevo questo? Perché ci interessa sapere oggi qual è la situazione? Perché noi stiamo andando incontro ad una programmazione regionale, è stato detto anche questa mattina, che riguarda fondamentalmente anche quel territorio.

Noi abbiamo in Commissione urbanistica le direttive dell'ex Assessore Manchinu, le direttive che sono previste dall'articolo 5 della legge numero 45 dell'89, e su quelle ci dovremmo esprimere. Mi risulta che da parte dell'attuale Giunta c'è una volontà diversa. Noi fra l'altro prima del '98 abbiamo approvato un disegno, una leggina che diceva che in pratica entro 60 giorni dava esecutività alla legge e bisognava approvare le direttive di attuazione ai Piani Territoriali Paesistici. Il tempo sta passando, mi pare che ancora non sia arrivata alcuna proposta da parte della Giunta Regionale, però io credo che noi anche su questo dovremmo fare qualcosa, perché anche all'interno della legge regionale numero 45 ci sono alcune cose che probabilmente, già in questa fase di predisposizione delle direttive per quanto riguarda l'articolo 5 della 45 noi dovremmo fare alcune cose.

Io condivido anche ciò che ha detto qualche collega quando si dice che ormai le zone 2D asteriscate non hanno alcun motivo di esistere, perché probabilmente è stata approvata la 45 e c'era in mente da parte della Regione Sardegna di fare un certo tipo di programmazione, un certo tipo di intervento che oggi non c'è più, se è vero come è vero che il Master Plan ormai probabilmente non c'è più, perché non ci sono state risposte da parte della Regione, probabilmente ci sono state altre volontà da parte dei richiedenti, però di fatto oggi c'è una situazione diversa.

Quindi io credo che alcune modifiche alla stessa legge 45 debbano essere fatte in tempi rapidi, se vogliamo davvero dare una risposta a queste popolazioni che da tempo stanno chiedendo un pronunciamento da parte della Regione Sardegna, quindi devo dire insomma che si sta aspettando. Io oggi non saprei veramente cosa rispondere, cosa dire, come esprimere il mio voto, fino a quando non avrò le risposte da parte della Giunta per vedere quali sono i passaggi che sono stati consumati in questi ultimi tempi, qual è la volontà della Regione stessa, fermo restando che io in pratica confermo i contenuti di quella risoluzione che era stata approvata dalle Commissioni congiunte; posso anche essere d'accordo all'approvazione di un ordine del giorno che veda che tipo di iniziativa portare avanti, però sta di fatto che una risposta bisogna darla, perché non è pensabile che dopo 20 anni noi stiamo ancora discutendo e non siamo in grado di dare la benchè minima risposta.

Io capisco che la Giunta Regionale in questo periodo è impegnata in tante altre cose, sicuramente è impegnata in cose anche meno nobili, una lottizzazione spregiudicata per quanto riguarda alcuni enti regionali e di istituti di credito; io non ho mai visto tanta grinta da parte di Assessori come e quando si debba parlare di ripartizione di alcuni enti regionali, sembrano addirittura dei leoni quando si tratta di parlare di enti regionali, però non mi pare che altrettanto zelo sia stato dimostrato e si stia dimostrando quando si devono affrontare determinati problemi.

Io chiudo dicendo che mi limiterò e mi riserverò di esprimere un voto sulla base delle risposte che avrò da parte della Giunta Regionale, perché anch'io voglio capire qual è la volontà che c'è da parte della Giunta Regionale, certo è che non accetterò che ci sia questo immobilismo e che si blocchi lo sviluppo turistico non solo di quella zona, ma credo anche di altre zone importanti che sono interessate a questo problema.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Casu.

CASU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, io non mi addentrerò sul fatto tecnico e giuridico del Master Plan, altri lo hanno fatto, ne cito uno: l'onorevole Manchinu, che ha analizzato il progetto sotto il profilo storico e anche sotto quello giuridico, sull'ampiezza del progetto stesso, egli ha messo in evidenza come per adeguare il progetto stesso alle esigenze ambientali e paesaggistiche; è stata modificata la dimensione, il numero dei metri cubi sono stati ridotti da 4 milioni, quali erano originariamente, a 2 milioni e qualcosa.

Io metterò l'accento sull'inerzia della Giunta. La Giunta governa l'isola e ha quindi il preciso dovere di affrontare il problema, non può e non deve continuare con l'inerzia l'immobilità o l'immobilismo che ha dimostrato fino ad oggi. Più volte è stato affrontato il problema in quest'aula, non si è mai arrivati ad una parola chiara, ad una posizione definitiva.

Caro Marteddu e caro Lorenzoni, voi vedete la trattazione di questi problemi con fastidio, infatti non sempre siete presenti in aula, specialmente l'amico Lorenzoni. Diciamo che la Giunta ha il preciso dovere di affrontare e risolvere il problema, due sono le ipotesi: o la Giunta affronta e risolve i problemi che riguardano lo sviluppo e l'occupazione dell'isola, o la Giunta lascia, se ne va, e con la memoria torna indietro alle linee programmatiche della prima Giunta Palomba, in essa si leggeva che il punto di forza del governo si doveva considerare relativamente all'ambiente e allo sviluppo turistico.

Si enfatizzava il fatto che negli anni 2000 il turismo avrebbe costituito la maggiore industria dei paesi civili. Noi ci credevamo come voi alla suscettibilità dello sviluppo turistico nell'isola; nella pratica applicazione dei programmi avete dimostrato però l'assoluta incapacità di procedere su questa strada, vi soffermate con particolare attenzione sui posti di sottogoverno, lo accennava adesso l'amico Silvestro Ladu, per distribuirli rispettando con precisione le regole del manuale Cencelli. Ecco allora che mi spiego adesso anche la preoccupazione che voi avevate durante l'esame della finanziaria e del bilancio di finanziare gli enti, di dare soldi agli enti, di potenziare la banca CIS e la SFIRS perché possano costituire un ampliamento dei posti disponibili, dei posti di potere, dei posti che possono creare in qualche modo consenso.

Signori Assessori, la Sardegna chiede sviluppo, chiede occupazione, cosa state facendo per dare risposta ai disoccupati? Rispondete in un solo modo all'opinione pubblica, col potenziamento dell'industria; pare che i problemi della Sardegna possano essere risolti solo ed esclusivamente dall'industria, ma quale industria volete potenziare concretamente? Ce lo dovete dire perché vogliamo sapere se potenziate un'industria produttiva in senso economico, cioè capace di creare ricchezza ed occupazione. Fino adesso avete potenziato un'industria passiva, che produce solo perdite, che produce danni enormi al bilancio della Regione che si deve accollare le perdite d'esercizio. Leggete, ve le raccomando, le note della Banca d'Italia relativamente alla Sardegna, allo sviluppo in Sardegna, cosa si dice per quanto riguarda l'industria, sono cose recentissime, pubblicate il 4 giugno del 1998. Nel primo semestre del '97 la produzione industriale ha mostrato una dinamica moderatamente positiva, che è andata esaurendosi nella seconda parte dell'anno; la stabilità dei consumi di energie elettriche e la riduzione del numeri di occupati non sembrano però indicare alcuna ripresa. Per chi non lo sapesse, comunico che risulta in queste note che nell'industria, nell'anno 1997, sono stati persi 5 mila posti di lavoro, in aggiunta ai 3 mila dell'anno 1996, però la Regione Autonoma spende centinaia di miliardi per l'industria, continua come se l'Assessorato dell'Industria fosse intoccabile, dovesse essere privilegiato su qualunque branca di attività e di sviluppo dell'isola, questo ce lo dovrete dire, ne dovrete rendere conto, quello turistico, e vi invito ancora a leggere le note della Banca d'Italia, a pagina 6, secondo capoverso, "i risultati migliori continuano a provenire dal settore turistico, che nel corso del '97 ha consolidato la crescita del triennio precedente", quindi pare che non ci siano ormai dubbi che il settore degno di attenzione per lo sviluppo che può determinare per l'occupazione e che può far crescere sia quello turistico, unito come vedremo subito anche all'agricoltura.

Quello turistico è un settore economico capace di espandersi, capace di creare attività economica non assistita, capace di stimolare l'attività agricola. I turisti mangiano, quindi possono consumare le derrate alimentari prodotte dai nostri agricoltori, sempre che siano in grado di produrle. Io credo che sotto questo profilo la Regione difetti ancora, difetti sempre di programmazione, perché non ha programmato un bel niente, se avesse programmato certamente le colture potrebbero essere eseguite, potrebbero essere operate e non dovrebbero i nostri agricoltori rinunciare, perché anche quest'anno, onorevole Presidente lei lo sa, che in certi territori della Sardegna molte colture non si possono realizzare per mancanza di acqua. E' inutile che noi in quest'Aula ripetiamo queste cose fino alla nausea, perché molte volte con 50 - 70 miliardi si fa una piccola diga che può invasare 10 - 15 milioni di metri cubi d'acqua; no, vogliamo il Piano delle acque di 20 mila miliardi, forse se viene giù il Padre Eterno ce lo può finanziare, io non credo che verrà mai finanziato.

Queste sono le cose che dovreste seguire con attenzione: infrastrutture, strade, dighe, dare l'acqua alla nostra agricoltura, programmare lo sviluppo dell'agricoltura contemporaneamente allo sviluppo turistico, invece siamo sempre all'insegna dell'improvvisazione. Io ho detto, leggetevi la relazione della Banca d'Italia per attingere i dati, le valutazioni necessarie per poter effettuare in modo serio una qualche programmazione. L'agricoltura risulta ancora, dalla relazione della Banca d'Italia, un settore economico in crescita, non solo della produzione lorda vendibile ma anche dell'occupazione; l'agricoltura cresce, nonostante la discesa dei prezzi, perché purtroppo in agricoltura, a causa dell'assistenza che si è avuta fino adesso e che sta venendo a mancare, i prezzi purtroppo calano, ciò nonostante l'agricoltura fa crescere gli addetti del 2,5%, così come sono cresciuti nel settore terziario pure del 2,50%; mentre nell'industria, nonostante il fortissimo appoggio assistenzialistico fornito dalla Regione e anche dallo Stato Italiano, non solo non ha fatto crescere l'occupazione, ma ha espulso, come vi dicevo prima, 5 mila addetti.

Signori della Giunta, dite esplicitamente quali sono i vostri disegni, ne avete? Ce lo dovete dire, il Consiglio credo che abbia il diritto di sapere su che cosa basate lo sviluppo, quali risposte volete dare alla gente che chiede lavoro. Non potete continuare a dirci che l'attività economica deve crescere e che il reddito in Sardegna deve raggiungere il livello del centro-nord, non potete continuare con affermazioni astratte, chi non condivide l'affermazione che il reddito dei sardi deve raggiungere il livello della media nazionale o del nord? Tutti siamo d'accordo che questo debba avvenire, ma il particolare che voi dimenticate è questo: come lo facciamo crescere? Noi dobbiamo dare una risposta al come deve, al come può crescere il reddito dei cittadini dell'isola. Questa risposta non la date, non mi pare che neanche nel documento di programmazione economica e finanziaria si possa in qualche modo intravedere una risposta a questo quesito. La risposta che date è sempre la solita: inerzia, immobilismo, incapacità persino di spendere.

Ieri guardavo la situazione del Piano di Rinascita niente po'po'di meno del '70-'72-'74, mi pare che risalga a quel momento, abbiamo visto che ci sono quattrini da spendere, ci sono quattrini da impegnare per qualche centinaio di milioni, ma noi non impegniamo centinaia di miliardi? Non impegniamo i miliardi, quando spesse volte vediamo le imprese fallire perché non sono riuscite a ricevere i finanziamenti promessi.

Io dico che il progettoMaster Plan può essere condiviso o no dalla Giunta, però la Giunta deve dirlo, deve esprimere una parola di chiarezza in modo tale che il Consiglio sappia, che la gente sarda sappia.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (A.N.). Signor Presidente, cercherò di essere rapidissimo facendo alcune considerazioni, sì, del Master Plan, ma più genericamente anche delle implicazioni politiche che derivano da questa vicenda. Mi pare che se vi fosse stata onestà di intenti fin dall'inizio della vicenda, l'istanza presentata dall'Aga Khan, negli anni che furono, assomiglia un po' al penultimo incarico che venne conferito in questa legislatura al Presidente Palomba, egli stesso lo definì bello, alto ma impossibile.

In effetti questa vicenda la possiamo trattare su due versanti: uno è un versante schiettamente di legittimità, di legislazione esistente rispetto alla proposta Master Plan, l'altra invece è di carattere squisitamente politico.

Cerchiamo di fare una prima analisi. Io credo che in questa vicenda si riassuma la mancanza di un elemento complessivo nell'azione di governo della maggioranza, cioè la mancanza di avere coraggio delle proprie azioni, il coraggio della propria idealità, il coraggio delle proprie convinzioni. La maggioranza non ha mai dato una risposta al progetto, ha quasi di recente contrapposto al progetto un altro progetto, cioèla deliberazione delle Commissioni congiunte quarta e sesta, è sufficiente leggerla per dire che ancora una volta la maggioranza anche in quell'occasione non ha voluto esaminare il Master Plan per quello che era il Master Plan, non ha voluto analizzare la proposta Master Plan, ma ha teso a soppiantare quella proposta con una proposta nuova e diversa che non poteva essere valutata dall'imprenditore.

Si è comportata ancora una volta nascondendosi, piuttosto che avere il coraggio di dire: questa proposta non è coerente, non è omogenea al punto di vista politico della maggioranza. Ha cercato di non rispondere e ha cercato di non rispondere perché la maggioranza in merito a questo problema non è una maggioranza. Ha opinioni diverse, è una maggioranza composita al suo interno; e in materia di urbanistica questa non è una maggioranza.

Quando le maggioranze vengono formate da forze politiche che hanno opinioni diverse, quando hanno davanti da trattare quella materia, ecco che scatta l'immobilismo, una maggioranza non è più tale e non è in grado di fornire risposte alle istanze degli imprenditori, la maggioranza quindi non può produrre altro che una politica di immobilismo.

Questo è il dato grave che ha sovrainteso tutta la storia del Master Plan, e che ha anche sovrainteso, secondo noi, larghe fasce delle materie che si sarebbero dovute trattare nella politica regionale.

Dicevamo che probabilmente questo era in incarico impossibile, cioè ci sarebbe voluta una forte volontà politica, e una forte volontà politica tesa a superare gli ostacoli che vi erano e vi sono per l'approvazione del Master Plan.

Allora cominciamo col dire qual è la filosofia della politica urbanistica che appartiene a questa maggioranza, più che altro alla parte sinistra, che viene poi in qualche modo recepita anche dal centro di questa maggioranza.

L'intervento proposto dall'imprenditore, per una estensione molto apprezzabile che si attesta intorno ai 478 ettari, prevede interventi nella fascia dei 300 metri dal mare. Gli articoli 28 e 28 bis, nel modulare il tipo di intervento, non dicono che si possono approvare accordi di programma in deroga all'articolo 10 bis della legge regionale 45, questo è il quadro normativo insuperabile. Cioè, la Giunta regionale, ma io aggiungo fin dall'inizio i soggetti proponenti, e quindi gli enti territoriali, i comuni, nel deliberare e quindi adottare una eventuale approvazione del Piano, avrebbero emesso, se lo avessero fatto (io non ne ho cognizione precisa) degli atti illegittimi. Questa è un procedura che nasceva viziata fin dall'inizio, perché vi è la norma, che è l'articolo 10 bis della legge numero 45, che dice che vi è un sostanziale vincolo di inedificabilità totale nella fascia dei 300 metri dal mare. Quindi, la procedura da seguire avrebbe dovuto tenere conto di questo elemento.

Stesso discorso potremmo fare sui Piani territoriali paesistici, sulle zone D) asteriscate e sulle altre compatibilità richieste dalla nostra dotazione urbanistica.

Io credo che da qui emerge ancora più forte il fatto che le istituzioni abbiano, per lunghissimi anni e lungo periodo, giocato con un imprenditore serio, perché le istituzioni non hanno avuto il coraggio di dire che la legislazione attuale impediva l'approvazione del Master Plan, ma di più, che la legislazione attuale sarebbe potuta essere anche modificata, ma questo non rientrava e non rientra nelle politiche urbanistiche del centro sinistra, cosa peraltro legittima, ma che deve essere manifestata.

Una democrazia funziona se c'è informazione, una democrazia funziona se c'è chiarezza di posizioni in campo. Il centro sinistra, a differenza del solo Ghirra e forse di Diana, non ha mai detto con chiarezza "il Master Plan è incompatibile con la nostra programmazione di sviluppo urbanistico, economico e turistico della nostra Isola". Quindi se avete peccato, avete peccato per mancanza di coraggio e mancanza di chiarezza.

In merito all'argomento non avete saputo assumere le decisioni perché vi siete comportati un po' tutti come la vecchia Democrazia Cristiana, o meglio come le correnti della vecchia Democrazia Cristiana, una corrente era a favore della pena di morte, una corrente era contraria.

Io posso parlare anche della vecchia destra, non abbiamo mai preso i soldi per gli appalti, non abbiamo mai fatto sotterfugi.

(Interruzione dell'onorevole Ladu)

(Segue LOCCI.) Questa è una precisa convinzione personale, peccato che per indagare in quei campi occorreva governare, e poiché noi non abbiamo governato i signori che hanno i nomi che rispondono a Tangentopoli, alle vicende di questi anni, erano della Democrazia Cristiana. Capisco che è duro accettare un fatto del genere, però storicamente questo è avvenuto ed è stato accertato, quando saranno accertati storicamente altri fatti discuteremo anche questo.

LADU (Popolari). E' il risultato di una democrazia compiuta, perché allora si scoprono i ladri, i ladri che sono al governo.

LOCCI (A.N.). La democrazia compiuta, per esempio, imporrebbe anche ai democristiani e post democristiani che quando sta parlando un persona la si ascolta, poi si chiede la parola e si contraddice. Queste sono le regole elementari dalla democrazia, siccome ancora retaggi di arroganza e di malattia del potere non consentono questo, noi ne prendiamo atto, ma siamo fiduciosi che il cambiamento pian piano possa arrivare anche là, però vogliamo riprendere e chiudere il nostro discorso in materia urbanistica che riguarda anche il Presidente della mia Commissione. Non esclude lui, io capisco che lui urli perché è uno di coloro che si comporta all'interno della maggioranza facendo molte volte ciò in cui non crede. Lui ritiene che questo sia utile per mantenere gli assetti di potere, lo capiamo, non è che non lo capiamo, però non credo che tu possa inveire all'opposizione, se l'opposizione fa il suo lavoro cercando di mettere in luce ciò che è stato.

Mi hai voluto richiamare a parlare di Tangentopoli, cosa che facciamo con antipatia, ma ci stavamo sforzando di dire che questa è una maggioranza disomogenea che assomiglia alla vecchia D.C., dove vi erano le correnti, una pro Master Plan e una contro il Master Plan, dove le posizioni non erano mai chiare, e dove l'obiettivo era acchiappare voti mantenendo però le situazioni inalterate, mantenendo una situazione di non mutamento delle situazioni, mantenendo una situazione di immobilismo.

Questo difetto della D.C. lo avete adesso mutuato e trasferito anche al P.D.S., anche ad altre forze politiche che di fronte a temi dove occorrerebbe chiarezza, dove occorrerebbero posizioni nette e limpide perché vi sia una democrazia che funzioni. Questo centro sinistra ha mutuato i peggiori difetti della D.C..

Questo volevamo dire in chiave politica e questo intendiamo riconfermare. Sulla politica urbanistica torniamo all'articolo 10 bis, perché questo è un monumento alla concessione della politica urbanistica del centro sinistra, che non farà nascere né questo Master Plan, né qualsiasi altro Master Plan. La vostra è una politica dirigista e vincolista che sbaglia perché intende generalizzare i vincoli, e generalizzando i vincoli soffre e deve soffrire di eccezioni, perché se diciamo che tutta la fascia costiera ricompresa nei 300 metri dal mare dalla battigia è sottratta totalmente alla inedificabilità, state facendo e hanno fatto (per la verità Ladu non era qua, se no gli avremmo dato anche questa croce) avete fatto in quel momento un'operazione per la quale avete vietato sempre e comunque la edificabilità in quei territori, non curandovi del fatto che alcuni territori, ricompresi in quella fascia, possono avere grande pregio paesistico ambientale, mentre altri, per esempio, possono non avere affatto alcun tipo di pregio paesistico ambientale. Non avete, cioè, ribaltato questo concetto, come avrebbe potuto fare invece il centro destra, ma credo che anche alcuni settori del centro sinistra stiano iniziando a ragionare in questa maniera, a dire con chiarezza quali sono.... Come dice la Galasso, occorre sì tutelare, ma dobbiamo fare leggi che disciplinino l'uso del territorio, non che inibiscano in via generale l'uso del territorio. L'uso del territorio significa che occorre avere il coraggio delle scelte, occorre dire che una zona è sottratta totalmente all'attività edificatoria, ma che la zona che risulta non sottratta dai vincoli, deve essere messa a disposizione dell'uso, dell'edificazione compatibile con le risorse paesistico ambientali. Non si può continuare a mettere in campo delle normative come queste, che si possono sintetizzare nello slogan: è tutto vietato, salvo ciò che ti autorizzo io.

Queste sono norme, caro presidente Ladu, che sottendono e favoriscono meccanismi di corruzione. Lei lo sa che quando si divieta il tutto, si generano meccanismi di corruzione, si favorisce colui che vuole fare ad andare a chiedere la deroga, a chiedere un accordo di programma. Le sa queste cose? Io credo che le sappia come le sanno tutti coloro che stanno nelle istituzioni. E' questa la politica urbanistica che volete? Quella del tutto vietato, salvo ciò che ti consento io? E dentro quel che ti consento io ci sono le cose più sporche che albergano nella politica e che invece dobbiamo cacciare fuori dalla politica.

Io credo che il Master Plan sia ormai una vicenda morta e sepolta, quella che resta invece è l'assenza di una politica urbanistica, l'assenza di riferimenti chiari, di valori chiari, fatta eccezione per i consiglieri Diana e Ghirra, che ad onor del vero dicono delle cose molto chiare, sulle quali non siamo assolutamente d'accordo, ma almeno hanno il coraggio di dirle. Altri invece subiscono le posizioni di Diana, di Ghirra, di Obinu e di alcuni altri colleghi che, pur essendo minoranza nell'ambito di una maggioranza, ne condizionano l'azione, la rendono immobilistica e impediscono di avere risposte rispetto ad una Regione che invece sta aspettando di avere risposte, che sta aspettando di crescere.

Io non credo che con questa maggioranza si potrà avere una politica urbanistica; credo che le opportunità che venivano offerte da un imprenditore che ha avuto la sola colpa di venire qui a chiederci di poter edificare 11 alberghi, 2000 ville, 1900 appartamenti, di mettere in campo un indotto alberghiero e di residenza che prevedeva un investimento di 2900 miliardi, che prevedeva un aumento di 20.000 posti letto, che avrebbe determinato una spesa turistica aggiuntiva di 782 miliardi all'anno.

Avete fatto anche questo capolavoro. Io credo che con la normativa attuale questo capolavoro non si sarebbe comunque mai potuto fare, restava però il compito di una maggioranza che voleva dare respiro ad una economia ormai asfittica, di cambiare le leggi, di dotarci di strumentazioni valide, chiare e nette, per cui un imprenditore quando arriva in Sardegna possa sapere, prescindendo da chiedere all'assessore di turno o al politico importante del momento, se una cosa possa essere fatta o non possa essere fatta, ma sogniamo un momento nel quale vi sarà una politica urbanistica nella quale un imprenditore possa venire in Sardegna e il suo professionista, verificando le carte, sia in grado già di dirgli da subito e con chiarezza se un intervento si possa fare o non si possa fare.

Prendiamo atto che siamo ancora oggi nel regime del centro sinistra, quello nel quale è tutto vietato e per fare qualcosa occorre chiedere l'autorizzazione ai notabili.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo anche se ho molti dubbi sull'utilità del dibattito di oggi, perché io credo che il dibattito stia restando sugli ambiti puramente ideologici e non stia affrontando invece la realtà del problema.

La realtà del problema è che le norme urbanistiche che questa regione si è data, sono norme che nella fattispecie dei Comuni di Olbia e Arzachena, e probabilmente anche di altri comuni, impediscono lo sviluppo economico e soprattutto lo sviluppo del settore turistico.

E' chiaro che il Consiglio regionale ha avuto, anche in passato, presente il problema e ha cercato di risolverlo con l'articolo 28 bis, però occorre anche trarre la constatazione che per motivi organizzativi, politici etc. lo strumento ideale non ha avuto alcun risultato, ed anche l'articolo 28, che sembrava di attuazione molto più leggera e fattibile, poi è stato applicato soltanto in due casi.

Credo che il dibattito, ma tutta la vicenda, sia viziato da un pregiudizio, quel pregiudizio di cui si è fatto portatore l'onorevole Ghirra con il primo intervento, nel considerare tabù l'edificabilità nei 300 metri dal mare.

Effettivamente io mi chiedo che cosa sarebbe stata la civiltà umana se questa regola fosse stata sempre in vigore: non avremmo avuto tutte le città costiere, Venezia non sarebbe esistita; Cagliari, almeno come la conosciamo, neanche. Credo che effettivamente non sia una regola del comportamento umano apprezzabile, anche perché l'onorevole Ghirra poi fa questo discorso in un palazzo che è costruito a meno di 300 metri dal mare e che è decisamente brutto. Quindi se fosse coerente dovrebbe proporre la demolizione anche di questo palazzo.

Ma sta di fatto che il pregiudizio ideologico nei confronti dell'architettura della Costa Smeralda è un pregiudizio ideologico che risale addirittura alla nascita del movimento verde in Italia, perché forse ci si dimentica che quando l'Aga Khan fece i primi investimenti in Costa Smeralda e edificò tra l'altro Porto Cervo etc., i verdi di allora, che erano molto meno forti e consistenti di quelli di oggi, scatenarono contro L'Aga Khan e contro la Costa Smeralda una campagna di una virulenza che non si era mai vista, accusando l'Aga Khan di aver deturpato il paesaggio della Costa della Gallura. Per far cessare questa campagna l'Aga Khan dovette ricorrere alla magistratura, che condannò alla galera Antonio Cederna, che oggi i verdi venerano.

Quindi risale addirittura al DNA del movimento verde, questa ostilità verso la Costa Smeralda. Chiaramente dopo le pronuncie della magistratura dovettero cessare l'attività diffamatoria, cessare questa denigrazione di ciò che era stato fatto. Oggi che viene in discussione un ampliamento di quel progetto originario della Costa Smeralda chiaramente si ritirano fuori tutti gli argomenti che furono a quel tempo ritenuti diffamatori da parte della magistratura.

Quindi, credo che il discorso in Consiglio regionale, una Amministrazione regionale non possa affrontarlo con questi tabù assolutamente infondati. Abbiamo la proposta di un imprenditore, una proposta che prevede nell'ultima stesura l'edificabilità di 2.550.000 metri cubi, di cui solo il 13,8% in costruzioni alberghiere.

Come ho rilevato in altre occasioni mi sembra che il Master Plan proposto dall'Aga Khan non meriti gli elogi che sono stati fatti, perché è chiaro che la finalità economica di quel piano è essenzialmente di ricapitalizzare il gruppo proprietario dei terreni consentendogli, con l'edificazione di 2.200.000 metri cubi extra alberghieri, di crearsi un massa di liquidità. Chiaramente il Master Plan, come è stato concepito è una operazione speculativa che creando una edificabilità in metri cubi superiori alle ordinarie norme su quella zona, crea un arricchimento del privato non controbilanciato dai benefici che deve avere la comunità sarda, e quella gallurese in particolare.

Quindi, quel Master Plan in quella stesura non può essere accolto, ma il tema va affrontato. Sulle limitazioni urbanistiche, paesistiche e di destinazione ed uso, consentibili in questa zona, considerato che l'obiettivo è di uno sviluppo turistico, per quanto cavalcato dall'imprenditore, è chiaramente un obiettivo anche della Pubblica Amministrazione, e credo che almeno in parte la Giunta, con le relazioni svolte dai consiglieri Manchinu e Serrenti, avesse affrontato nella giusta direzione il problema.

Chiaramente limitare gli aspetti urbanistici e paesistici non esaurisce la problematica di questo Piano, perché questo Piano finisce per aggravare la situazione già attualmente gravemente deficitaria delle infrastrutture in Gallura, una viabilità insufficiente, un sistema sanitario insufficiente, il problema dell'acqua che può trovare soluzione soltanto utilizzando l'acqua del bacino del Coghinas. Tutto questo però non può gravare esclusivamente sulle finanze pubbliche, ma deve gravare anche sulle finanze dell'imprenditore che realizza edificando i propri guadagni. Una parte di questi guadagni chiaramente va riservata sul pubblico, per consentire l'infrastrutturazione e qua il Master Plan parlava di alcune opere secondarie della consistenza di 50 miliardi, che tutto sommato in relazione agli investimenti apparivano insufficienti.

Il discorso che non è stato affrontato è evitare la monoeconomia turistica, cioè un'oasi in cui tutto deve venire dal di fuori, perché il turismo per la comunità sarda vale se si utilizzano prodotti locali e servizi locali, per cui occorre chiaramente che il piano di investimenti mobiliti risorse del territorio. Il Gruppo Costa Smeralda in altri tempi, con varie iniziative, dalla ceramica alla nautica si rese conto del problema, lo affrontò e diede occupazione e sviluppo alla Gallura anche al di là delle costruzioni, quindi quella via è da seguire e potenziare.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SELIS

(Segue BONESU.) Detto questo però mi sembra che al di là degli sforzi di alcuni assessori che non hanno trovato mai risposta in atti ufficiali della Giunta, la Giunta abbia dimostrato di non avere la volontà di concludere. A me non interessa tanto se l'imprenditore c'è o non c'è, perché se non c'è quello, ma il progetto è valido, si inserisce in un quadro di certezze, l'imprenditore può essere quello o può essere meglio un imprenditore che non abbia i problemi finanziari del gruppo FINPAR. Perché riconosciamo all'Aga Khan grandi meriti sulla gestione, sullo sviluppo urbanistico, ma purtroppo la situazione finanziaria di quel gruppo evidente non è la situazione di un gruppo che abbia disponibilità finanziarie tali da poter fare sacrifici, soprattutto immediati, per l'interesse pubblico, che possa orientare il progetto verso gli alberghi, che possa orientare il progetto verso gli investimenti nel settore extra turistico, quanto meno iniziale, e chiaramente anche il fatto che il programma abbia la durata di 25 anni è espressione di queste difficoltà finanziarie di quel gruppo. Sta di fatto che i terreni hanno cambiato di proprietà, occorre vedere se i nuovi proprietari intendono perseguire loro un Piano di sviluppo turistico, o intendono cedere i terreni ad un imprenditore che abbia la volontà, la capacità di realizzare quella che, per quante limitazioni e pesi mettiamo, è sicuramente un'iniziativa valida anche sotto il profilo imprenditoriale.

Dicevo nell'inutilità del dibattito, mi sembra che l'inutilità caro collega Pittalis, risulta dal fatto che la mozione 153 sia conclude con un invito, l'ennesimo, alla Giunta regionale di andare avanti. La Giunta regionale ha dimostrato di non essere in grado per condizionamenti che vengono dalla sua Maggioranza, dove una piccola minoranza ha un orientamento ricattatorio che impedisce una espressione di volontà, che probabilmente se la Maggioranza non fosse condizionata, sarebbe diversa, di andare avanti.

Per cui è necessario che il Consiglio faccia quelle scelte che la Giunta non è stata in grado di fare, che il Consiglio si riappropri già in prima battuta dei propri poteri. Il Gruppo Sardista è andato in questa direzione, ha presentato una proposta di legge che definisce i nodi su cui il Master Plan si è infranto, che sono i limiti urbanistici, il rapporto con la normativa urbanistica ordinaria, le necessità di tutela paesistica con una concezione che chiaramente tenga rispetto delle vere esigenze del paesaggio, le infrastrutture e gli investimenti extra turistici, un sistema di garanzie, quindi i problemi che chiaramente finora la Giunta non è stata in grado di definire, perché il sistema del 28 bis è che la Giunta raggiunge l'accordo di programma e lo porta al Consiglio.

Per la latitanza dell'imprenditore, per le incertezze aggiunte soprattutto dalla Maggioranza, questo non è stato possibile. Per cui lo strumento non può essere il 28 bis, ma una lex specialis che consenta di stipulare l'accordo di programma secondo i principi che il Consiglio si darà, valutando l'importanza dell'investimento, le possibilità di sviluppo, cercando di ricondurre il progetto nell'ambito degli interessi collettivi e non solo degli interessi individuali dell'imprenditore.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Bonesu. Ha facoltà di parlare l'onorevole Masala.

MASALA (A.N). Grazie Presidente. Non ha importanza, anche perché io non dovevo entrare nel merito del problema del Master Plan, perché a differenza dei colleghi che sono intervenuti prima, e che hanno dimostrato di essere perfettamente a conoscenza del merito della questione, io invece non sono altrettanto preparato su questo argomento, ma volevo mettere in evidenza alcune incongruenze che comunque esistono nella gestione di questa lunghissima ed annosa questione. Perché nella mozione numero 106, che è sottroscritta da quasi tutti i consiglieri regionali del nord Sardegna, ma forse anche da qualcuno del sud della Sardegna, veniva fatta un pochino la storia di questa lunghissima vicenda, che risale addirittura al 1960, ma questo mi interessa relativamente. A me preme sottolineare soltanto il fatto che nel settembre del 1966 la CIGA Immobiliare della Sardegna, a seguito di ulteriori contatti assunti con le amministrazioni regionali e comunali, aveva trasmesso alla Presidenza della Giunta la documentazione relativa completa , in ordine alla questione del Master Plan, quindi, per individuare eventuali responsabilità da parte di questa Giunta è chiaro che non posso fare riferimento al 1960, ma soltanto alla data a partire dalla quale questa Giunta poteva concretamente prendere in mano la situazione.

Allora si tratta di vedere se, a partire da questa data, ci sia stata una effettiva assunzione di responsabilità da parte di questa Giunta oppure se, come ricordava stamattina l'onorevole Serrenti, il Presidente della Giunta abbia volutamente omesso di portare in Giunta questa questione proprio perché non esisteva, o quanto meno aveva la certezza che non esistesse, un'adeguata maggioranza o, per essere più precisi, perché riteneva, sapeva o era a conoscenza del fatto che si sarebbe spaccato il Gruppo del P.D.S. che tra l'altro esprime il Presidente della Giunta.

Se questo è vero, e non ho alcun motivo di ritenere che non sia vero perché è stato detto in quest'Aula dal consigliere regionale Serrenti che all'epoca del fatto era Assessore, e quindi compartecipe di tutta questa attività volta ad ottenere un chiarimento e una deliberazione da parte della Giunta, ho motivo di ritenere che abbia detto il vero e, fino a prova contraria, nessuno può dubitare di ciò che egli ha detto in quest'Aula. Allora se questo è vero, e non c'è motivo di dubitare che questo sia vero, rimane un fatto omissivo di grande rilevanza, il fatto che il Presidente della Giunta abbia omesso di portare in Giunta una qualunque proposta che veniva avanzata dagli Assessori competenti. Questa è la prima anomalia che io noto in questa lunghissima vicenda.

E' chiaro che, se la Giunta non assolve i suoi compiti, è logico che il Consiglio rivendica a se stesso una assunzione di responsabilità. Io sono tra coloro i quali credono fermamente nella suddivisione dei ruoli, da un lato esiste il Consiglio che deve dare gli indirizzi, dall'altro c'è il Governo che deve governare ed eseguire nell'attuazione dei principi e degli indirizzi che sono stati dati dal Consiglio. Nel caso di specie il Consiglio ha dato soltanto una legge, non ha potuto esprimere un'opinione, non ha potuto dare degli indirizzi in ordine alla gestione di questa vicenda perché il Consiglio non è mai stato reso edotto di questa questione. Allora è evidente che quando passano gli anni, di fronte all'inadempienza della Giunta regionale, è logico che il Consiglio si adoperi per rivendicare a se stesso questo privilegio, questa prerogativa di poter esercitare compiutamente le sue funzioni.

Questa questione della mancata maggioranza all'interno della Giunta, in ordine all'esame e nel merito di questo progetto, evidentemente, si sposa anche con quell'altra questione che pure è stata denunciata nella mozione numero 106, e cioè la sudditanza della Giunta regionale nei confronti delle interferenze del Ministro Ronchi il quale, evidentemente, ha del concetto di autonomia un concetto molto personale e, sicuramente, non è a conoscenza di quelle che sono le prerogative che le Regioni hanno e segnatamente hanno le Regioni a statuto speciale. Questo investe anche un altro problema, e cioè quella confusione di ruoli che esiste tra Governo Nazionale, Governo Regionale e Consiglio regionale che sicuramente non può essere ulteriormente tollerato.

Noi ci avviamo, forse ci avvieremo, ad approfondire anche temi sulle riforme, sull'esigenza di una riforma della Regione però, rimane il fatto che la Regione non esercita neppure le funzioni che le derivano dallo statuto vigente, cioè prima ancora e contemporaneamente almeno all'esigenza o alle battaglie per rivendicare alla Regione quello che le compete, perché è giusto che i sardi siano artefici del proprio destino, non è assolutamente possibile assistere passivamente ad una Giunta regionale che consente ad un Ministro della Repubblica di interferire così pesantemente su questioni che rientrano esclusivamente o prevalentemente nelle competenze e nelle attribuzioni della Regione sarda.

Tutto questo insieme di problematiche che sono state enunciate in questi ordini del giorno e che oggi sono stati, a mio giudizio, soltanto in parte esaminate da coloro che mi hanno preceduto, avendo giustamente loro preferito intervenire sul merito della questione perché, indubbiamente, l'attuazione di un progetto di questo genere dà una soluzione, una soluzione al problema dello sviluppo e dell'occupazione del nord - Sardegna, segnatamente della Gallura, ma per quegli effetti che sono caratteristici dei fenomeni economici, evidentemente, i vantaggi vanno all'intera collettività regionale quindi, giustamente, hanno parlato di questo tema che è senz'altro importante. Ma forse hanno trascurato quello che invece, a mio giudizio, da questo punto di vista mi sembra un problema di grande rilevanza: non è assolutamente possibile assistere passivamente all'atteggiamento omissivo di questo Governo regionale che consente a chiunque venga da Roma o che si permette di convocare, come fanno i padroni nei confronti degli schiavi, questo Ministro che si permette di fare tutto quello che vuole qui in Sardegna o con riferimento alla Sardegna. Ma non è grave tanto l'atteggiamento o il comportamento del Ministro, quanto invece la succube soggezione da parte dei governanti regionali, i quali, evidentemente, non riescono a trovare al loro interno la forza per poter difendere e tutelare quelle che sono le prerogative della Regione e delle istituzioni sarde.

E' questo, secondo me, il dato fondamentale, principale e politicamente valido che questi ordini del giorno, e questo dibattito hanno messo ancora una volta in luce, così come avevamo fatto con riferimento al dibattito sui parchi. Io spero che d'ora in poi non ci siano altre occasioni per mettere in evidenza queste deficienze istituzionali da parte dei nostri organi rappresentativi e, non vorrei che per tutelare quelle che sono le prerogative delle istituzioni sarde si debba effettivamente, come è stato detto stamattina dall'onorevole Floris, attendere la prossima legislatura, nella quale, sicuramente, queste cose non accadranno perché, come io ritengo, ci sarà un cambiamento del quadro politico e certamente le prerogative e gli interessi della Sardegna saranno fatti valere nei confronti di chiunque.

PRESIDENTE. Dopo vi interpellerò, se è possibile, senza sciogliere l'Assemblea sull'ordine dei lavori e su come vogliamo andare avanti. Per cui, come avevamo previsto in Conferenza di Capigruppo, se nasce tra voi una proposta, la fate.

E` iscritto a parlare il consigliere Marras. Ne ha facoltà.

marras (F.I.) La massiccia presenza in quest'Aula dimostra quanto sia vivo l'interesse a questo problema, ma soprattutto a quanto sia nuovo.

Io sarò molto breve e traggo motivo di una mia piccola riflessione da quanto leggo in una delle mozioni presentate, laddove si dice che il Master Plan aveva costituito oggetto di dibattito politico fin dal 1960. Per fortuna negli anni 60 non vi è stato un dibattito politico sull'iniziativa della Costa Smeralda. Non vi è stata per tutti gli anni sessanti, anni nei quali la Regione Sardegna non aveva manifestato la più pallida, minima idea di che cosa potessero essere i problemi della disciplina del territorio, della disciplina urbanistica e dell'uso del territorio, meno che mai si era preoccupata di toccare e di accennare veramente ai problemi dello sviluppo turistico.

E grazie a questa inerzia, a questo silenzio della classe politica sarda in tutti gli anni sessanta, che in quelli stessi anni è nata quella meravigliosa iniziativa della Costa Smeralda, proprio grazie all'inerzia e inettitudine della Regione. Se la Regione avesse fatto in quegli anni quello che ha fatto dopo, non sarebbe mai nata quella iniziativa, signori, e vediamo un pochino perché.

La classe politica sarda ha dimostrato di aver sempre voluto avversare lo sviluppo turistico in Sardegna, e non l'ha dimostrato con i semplici discorsi delle riunioni politiche, ma l'ha espresso al massimo livello politico istituzionale con le leggi, con i regolamenti, con gli strumenti. Comincia con il diventare - questo è vero nel 1968 - un'idea, scimmiottando il decreto interministeriale sugli standard urbanistici, inventa una cosa che non era contenuta in quell'atto, la zona F turistica e la definisce, è già qui era sintomatica la definizione che diede: "interventi prevalentemente stagionali". Aveva già voluto dare una patente di limitatezza all'intervento: "stagionali", come se quando si introduce in una norma un precetto sia poi possibile questo, quando (?) si deve anche rispettare, per cui, a rigore, se dovessimo interpretare alla lettera quella norma del decreto interassessoriale del 1968, ma poi riaffermatosi sino ai nostri giorni, si debba davvero vietare la possibilità dell'uso degli insediamenti turistici oltre la cosiddetta Regione, ma questo diventa, evidentemente, un discorso ormai ozioso. Vediamo come è che la Regione, che la classe politica sarda ha purtroppo dimostrato una sua netta e continua avversione allo sviluppo turistico. E` vero, nel disciplinare le zone turistiche ha lanciato sicuramente un messaggio, il messaggio era: "le zone turistiche sono queste e sono localizzate". Dove? Non in cima al Gennargentu del quale si è parlato già troppo nella scorsa tornata di questo Consiglio, no, nelle zone costiere, perché quello era l'elemento primario sulla base del quale si doveva concepire, sviluppare ed avviare lo sviluppo del turismo in Sardegna.

Quindi, con tutti i suoi strumenti, con tutte le sue norme, la classe politica sarda ha voluto localizzare gli interventi turistici in prossimità della zona costiera. Poi, è stato rivolto un messaggio evidentemente agli operatori, e il messaggio era: venite, proponete, realizzate, noi controlleremo le vostre proposte, le vaglieremo al meglio possibile, le studieremo, ne controlleremo anche la possibilità di reale di sviluppo occupativo, questo è stato un discorso a parole, sì in parte lo è stato. Ma poi che cosa è avvenuto? E' avvenuto che gli imprenditori sono venuti in Sardegna, hanno acquistato, lo stesso Aga Khan ha ampliato il territorio nell'ambito del suo intervento nella zona della Costa Smeralda; sono stati incoraggiati dalla classe politica sarda, dalla classe politica regionale e da quella dei comuni interessati, sono stati invitati in continuazione, per decenni sono stati invitati gli operatori economici, incoraggiandoli anche quando gli esponenti dell'Aga Khan avevano proposto e richiedevano i sei famosi milioni di metri cubi difficilmente contenibili in termini ragionevoli in quella zona, questo è vero. Eppure il sottoscritto ha sentito i signori politici sardi dire sistematicamente di sì, vi facciamo fare tutto. Ma li hanno tenuti in sospeso per decenni. No, il dialogo non comincia negli anni sessanta, l'inizio del dialogo è avvenuto nei primi anni ottanta, abbiamo sentito i politici incoraggiare, e quando gli imprenditori restavano qualche mese senza farsi vivi venivano continuamente sollecitati, però non si muoveva una foglia. Erano le promesse, era una continua, noiosa, interminabile passerella giornalistico elettorale, questo è stato fatto dalla politica sarda. E poi che cosa è accaduto? Li ha portati fino alla stremo, incoraggiandoli e poi nel 1993, dopo averli illusi, dopo averli martellati con le cosiddette richieste di interventi aggiuntivi che nulla avevano a che vedere con le loro proposte, perché già l'attuazione ragionevole delle loro proposte avrebbe comportato degli oneri economici immensi eppure, al di là di quello che doveva essere l'oggetto esatto delle proposte progettuali, venivano avanzate dalla classe politica regionale e comunale i cosiddetti interventi aggiuntivi che mettevano economicamente in ginocchio l'imprenditore, ma che soprattutto avevano una sfondo certamente illecito, e non voglio precisare qui il ramo dell'ordinamento giuridico sulla base del quale quegli interventi erano assolutamente illeciti.

E questo accade nel 1993, ma sino alla vigilia dell'approvazione di quella ignobile legge numero 23 del 1993 siamo stati tenuti in sospeso con le promesse della classe politica sarda. E che cosa hanno ottenuto gli imprenditori che avevano riposto la loro fiducia nelle promesse della classe politica sarda, hanno ottenuto un sistematico blocco con atto legislativo per cui, laddove loro, sulla base dei messaggi lanciati dalla politica sarda, dalle leggi sarde, dagli strumenti urbanistici sardi, hanno acquistato le aree nelle zone appunto definite turistiche, si trovano improvvisamente paralizzata qualunque ipotesi di loro iniziativa.

Questa nostra povera Regione, o meglio, questa classe politica che negli ultimi decenni si è succeduta al potere pubblico regionale e comunale, e o non è la classe politica più inaffidabile? E che cosa è accaduto in dipendenza di questo comportamento della classe politica? Che gli imprenditori sono fuggiti. Vi sarà la possibilità concreta che possano tornare in Sardegna? Vi sarà questa possibilità? Veramente per come si sviluppa la politica sarda, anche durante questa legislatura, le premesse portano ad escludere che qualunque altro imprenditore possa tornare in Sardegna perché, evidentemente, non possono più riporre alcuna speranza.

E quale è stato il comportamento della classe politica sarda con le loro leggi? Trionfalisticamente, a nome di un desolante, incolto e falso ambientalismo, hanno cavalcato l'onda montante del governo del territorio ad esclusivo discapito non di qualsiasi iniziativa, ma delle iniziative esclusivamente turistiche perché, con tutta la legislazione che è stata prodotta, biasimevole, si è voluto ingannare per sempre il popolo sardo all'insegna della tutela del territorio. Ma nel territorio costiero è stato vietato sostanzialmente soltanto l'intervento turistico, perché con quella che abbiamo citato e definito ignobile legge del 1993, che ha bloccato sistematicamente tutte le zone costiere della Sardegna, non essendo stati capaci di adempiere alla funzione fondamentale della disciplina territoriale paesistica, che sarebbe stata quella di individuare davvero gli spazi che meritavano la massima tutela di conservazione e lasciare le altre zone ad una disciplina più elastica, più ragionevole, che garantisse nel contempo l'uso, l'uso come ha stabilito quella civilissima legge Galasso del 1985, l'uso e la valorizzazione del territorio, perché il territorio è per l'uomo, e la Sardegna e il popolo sardo per l'inerzia di questa decennale inettitudine della classe politica, si avvia al declino del turismo di cui la Sardegna ha bisogno. A meno che, cari politici, cari propugnatori del cosiddetto governo del territorio - sul quale io sono d'accordo, ma in termini ben diversi e più efficaci - si dimostri che del turismo possiamo fare a meno perché abbiamo per altri settori produttivi che siamo capaci di far sviluppare per poter occupare la gente che soffre e che langue, questo è il discorso.

Il turismo lo si vuole o non lo si vuole. Ma una parola chiara a questo riguardo non è mai stata detta, caro Presidente Palomba. Nell'occasione delle riunioni delle due commissioni consiliari competenti hai detto, scusami se ti do del tu, avevi detto addirittura che ormai era tempo di consacrare a livello legislativo il carattere industriale e produttivo del turismo. E che cosa è accaduto? Che ancora c'è la paralisi. Anche il caro assessore Cogodi in televisione con il sottoscritto mi era sembrato che avesse assicurato che ormai avesse recepito anch'egli il carattere veramente produttivo del turismo, mentre in passato, caro assessore Cogodi, avevi stabilito che il turismo non era un'attività e un insediamento produttivo, e l'hai detto anche tu a livello legislativo con la legge del 1985, quando hai detto che in materia di condono di opere edilizie abusive in prossimità del mare, sarebbero stati condonabili soltanto gli insediamenti produttivi esistenti, non anche gli insediamenti turistici.

Era una dimostrazione chiara e netta che per te e per tutta la politica sarda il turismo non è mai stato considerato un settore veramente produttivo. E del resto, con la legge del 1993 cosa si è stabilito? Si è stabilito che nei 300 metri del mare è possibile realizzare tutto: gli interventi delle zone A, gli interventi delle zone B, gli interventi delle zone C di estensione residenziali, dello zone D, di insediamenti produttivi, industriali, commerciali e artigianali che non imbrattano il territorio, gli interventi delle zone G delle opere pubbliche o di interesse pubblico, qualunque sia l'ipotesi di opera pubblica. E voi sapete che un'opera è pubblica soltanto perché appartiene ad un ente pubblico, anche se fa schifo (scusate per l'espressione) come è accaduto e come accade per il depuratore fognario realizzato dal pubblico potere a Perd e'Sali (?) sulla spiaggia - questa è un questione di pochi mesi -, mentre era stato localizzato ad oltre mille metri da tutti gli strumenti urbanistici e benché sia vietato dalle norme di attuazione del piano territoriale paesistico. Eppure nessuno si è alzato, caro assessore della pubblica istruzione allora in carica, o caro assessore della difesa dell'ambiente. Benché il sottoscritto vi avesse anche avvertito di questo, non si è messo nulla, un'opera che costituisce un autentico scempio ambientale in prossimità della spiaggia, in una lottizzazione turistica. Ma non ha importanza, la lottizzazione turistica siccome è turismo la si può anche abbandonare, e con la legge del 1993 si è ingannato il popolo sardo, hanno formulato quella norma di divieto nei 300 metri dal mare facendola apparire come la regola, e invece la regola era il contrario, la regola era, perché tutte quelle zone che vi ho enunciate, tutte quelle zone implicano edificabilità sino al mare, anche le industrie, se ve ne fossero. Invece cosa viene esclusa all'eccezione: l'eccezione alla deroga è appunto l'intervento turistico. Un'altra dimostrazione è che tutti gli altri indici volumetrici sulle base delle norme di attuazione dei piani territoriali paesaggistici addirittura possono essere magnificate quanto a quantità volumetrica, ma i volumi relativi alle zone turistiche, in qualunque punto della zona costiera sarda si trovassero, andavano e dovrebbero essere sistematicamente ridotti a metà, ivi compresi i volumi già realizzati. E nei volumi già realizzati, cari consiglieri, sono da ricomprendere anche quegli interventi sconci che sono stati realizzati questa volta sì, per colpa della politica sarda.

Quando fu varato il nullaosta e la norma transitoria della legge che nel 1976 imponeva il vincolo dei 150 metri dal mare - vincolo per altro civilmente recepito da tutti i sardi e da tutti gli operatori, bene, in quella circostanza, durante la "confezione" - consentitemi il termine - di quella legge, i politici sapevano già che avrebbero introdotto una norma transitoria in virtù della quale, chiunque prima dell'entrata in vigore della legge approvanda, avesse ottenuto un nulla osta dell'Assessore regionale all'urbanistica di allora, anche senza uno straccio di progetto, avrebbe potuto realizzare qualsiasi cosa al mare.

In virtù di questa nulla osta che la classe politica sarda ha distribuito in tutto il territorio regionale, sono stati realizzati degli sconci nelle coste sarde che con il turismo non hanno niente a che vedere.

Signori, come concludere; se si continua così evidentemente dovremmo cancellare la parola turismo, e dovremo sopprimere anche l'Assessorato, altrimenti non si venga qui a continuare a parlare, ad utilizzare il Master Plan, che è ormai un simbolo di ciò che fu, soltanto per avere cibo per la continua passerella politico elettorale.

A questo punto bisognerebbe avere il coraggio di dire basta, a meno che invece qui non ci sia finalmente una seria, profonda presa di coscienza di tutti quanti.

La Sardegna è in agonia signori, il territorio deve essere salvaguardato al massimo possibile, e deve essere dettata la giusta disciplina che lo valorizzi e lo tuteli, ma nel contempo deve essere regolato e disciplinato con cultura l'uso che serve all'uomo, perché se i sardi continuano ancora a declinare, il nostro bellissimo patrimonio non varrà niente, più niente.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Marras. Ha facoltà di parlare l'onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Presidente, si avanza l'ipotesi, che è tutta da definire, di un ordine del giorno il più rappresentativo possibile delle esigenze e istanze dell'aula, quindi se si potessero sospendere al momento i lavori, riprenderli alle ore 16.00, in modo che si possa definire la predisposizione di un ordine del giorno che possa coinvolgere il più possibile le forze politiche interessate alla soluzione del problema che oggi discutiamo.

PRESIDENTE. E` stata fatta una proposta di interrompere e di riprendere alle ore 16.00 per definire questo ordine del giorno, il più possibile unitario, chiedo se la Giunta intende intervenire adesso? Chiedo anzi chi è favorevole e chi è contrario a questa proposta. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ghirra.

GHIRRA (Progr. Fed.). Mi perdoni se intervengo sulle sue opinioni, ma io penso sia più utile una Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. E` stata chiesta una Conferenza dei Capigruppo. La seduta è sospesa, riprenderemo i lavori alle ore 16.00, con l'intervento della Giunta, è in corso un confronto tra le forze politiche per verificare la possibilità di arrivare ad un ordine del giorno unitario.

(La seduta, sospesa alle ore 15 e 27, viene ripresa alle ore 15 e 26.)

PRESIDENTE. La seduta riprende, la parola alla Giunta. Credo che la Giunta voglia fare due interventi coordinati, concordati, con i tempi previsti.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Presidente, intervengo per questione di chiarezza e di assoluta coerenza con le decisioni che mi pare fossero state assunte, perché se interviene l'assessore Cogodi ed interviene il Presidente Palomba pensiamo che il dibattito politico continui.

A questo punto noi riteniamo che i lavori dovrebbero proseguire secondo l'originaria impostazione, lo dico con tutta serenità, quindi a quel punto si voteranno le mozioni, gli ordini del giorno, perché non è questo il senso dell'intesa raggiunta nel tavolo fuori da quest'aula.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis quale è la sua proposta?

PITTALIS (F.I.). La proposta la conoscono benissimo, il presidente Palomba e i Capigruppo della Maggioranza anche.

Per fugare ogni questione, anche ogni mio dubbio, pensando di poter avere capito male mi sono consultato con il collega Bonesu, con il collega Masala, con lo stesso collega Amadu, e si trattava di una dichiarazione asciutta del Presidente che riferiva sulla necessità di prendere del tempo, e su questa dichiarazione noi ad una richiesta di questo genere non ci saremo opposti.

Ma se il dibattito deve proseguire sulle dichiarazioni che riteniamo, quelle anche nell'assessore Cogodi, non possono evidentemente che avere contenuto politico, a questo punto allora prosegua il dibattito e si esaurisca con la votazione. Questo lo dico anche interpretando il pensiero dei colleghi dell'opposizione con i quali mi sono ovviamente consultato prima di prendere la parola.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo sull'ordine dei lavori.

VASSALLO (R.C.- Progr.). Solamente per constatare che probabilmente ci siamo veramente capiti male, nel senso che nella riunione dei Capigruppo si è inteso seguire un percorso che indicava la facoltà della Giunta di informare il Consiglio anche sui recenti avvenimenti intervenuti in Giunta con l'incontro con le diverse autonomie locali della Gallura, per cui fare un punto della situazione ed illustrare esattamente lo stato delle cose, e sulla base di quello procedere ad un aggiornamento a data da destinarsi.

Mi sembra che questo fatto non possa prescindere che l'Assessore interessato e il Presidente del Giunta diano una risposta esauriente al Consiglio, rispetto proprio agli avvenimenti che peraltro se ci fosse stata un po' più di accortezza sarebbe già potuta avvenire in prima mattinata, quando è stato richiesto dall'onorevole Marteddu.

Penso che quel ritardo possa essere recuperato in questo momento, per cui si possa riprendere e chiudere con l' intesa, questa era l'intesa veramente raggiunta, peraltro non penso che i due interventi finali della Giunta possano compromettere o cambiare gli orientamenti politici dei vari Gruppi politici presenti in Consiglio.

PRESIDENTE. Se ho capito bene, mi pare che ci sia stata un'intesa tra diverse componenti in cui si diceva che c'è un confronto in atto tra le forze...non vorrei adesso cercando di riepilogare quello che ho capito io, perché non ero presente alla vostra intesa e complicare la situazione, ma siccome poi deve capire l'Aula, c'è stata, c'è un'intesa, un dialogo all'interno della maggioranza, tra maggioranza ed opposizione, con gli Enti locali, occorre un po' di tempo. Chi è che riepiloga? Se no, io devo... Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, proprio perché non si creino equivoci, perché noi stavamo regolamentando i lavori del Consiglio, non ci sono assolutamente intese di altra natura, né politica, né su altro piano. Ad evitare equivoci che facilmente si ingenerano, rimane ferma la nostra mozione, io chiedo che si discuta e si voti. Mi pare che si sia creata una confusione alla quale noi non ci prestiamo.

PRESIDENTE. Io non voglio parlare di intese politiche. Avete raggiunto un accordo sull'ordine sui lavori? Se c'è un accordo, una proposta sull'ordine dei lavori, me la dite. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, o c'è un equivoco, o le posizioni sono cambiate, perché l'accordo si basava sul fatto che il Presidente avrebbe comunicato gli ultimi sviluppi e detto che una risposta conclusiva era in grado di darla tra un mese ed oltre. Ora l'onorevole Vassallo ha detto che la Giunta deve dare una risposta esauriente, siccome la lingua italiana ha un significato, se è esauriente chiude il dibattito e il Consiglio si pronuncia.

Il presupposto per rinviare è che la risposta non fosse, per motivi oggettivi, esauriente, se invece la risposta è esauriente non vedo perché si debba rinviare.

COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Chiedo scusa, apprendo che è intervenuto un accordo politico in base al quale non è che la Giunta chiede un rinvio, ma sostanzialmente si rimanda ad una fase successiva la conclusione del confronto in atto, anche alla luce della interlocuzione che si è riattivata tra la Giunta regionale e gli Enti locali. Se così è, e se è intervenuto questo accordo, e quindi non è la Giunta che chiede un rinvio, si prende atto di questo. Se no non riesco a capire perché la Giunta non debba replicare ad un dibattito che si ritiene sia svolto del merito, rispetto al quale poi si deve....

Perché se è così io rinuncio al mio intervento e lo rimando a quando si riprenderanno i lavori del Consiglio nel merito. Se è così, se no...

PRESIDENTE. Scusate, io ho necessità un attimo di capire che cosa vi siete detti. Sospendo la seduta per cinque minuti e convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 20, viene ripresa alle ore 16 e 40.)

PRESIDENTE. La seduta è ripresa, comunico all'Assemblea che, nonostante gli sforzi, credo da parte di tutti, per trovare un accordo sull'ordine dei lavori, mi pare che questo accordo non sia affatto possibile, quindi il lavoro riprende a termini di Regolamento, se non ci sono altre novità ed altre proposte, abbiamo tentato da parte di tutti di trovare un'intesa.

Continuazione della discussione congiunta delle mozioni Degortes - Nizzi - Usai Pietro - Amadu - Balia - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Cadoni - Carloni - Casu - Cherchi - Cucca - Cugini - Demontis - Dettori Bruno - Falconi - Fantola - Federici - Floris - Fois Pietro - Frau - Giagu - Granara - Ladu - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manunza - Marracini - Marras - Marteddu - Masala - Milia - Oppia - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Secci - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Zucca: "Sull'accordo di programma relativo al Master Plan" (106) e Pittalis - Masala - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Casu - Federici - Floris - Giordo - Granara - Lippi - Lombardo - Marras - Milia - Oppia - Pirastu - Tunis Marco - Boero - Biggio - Cadoni - Carloni - Frau - Liori - Locci - Sanna Nivoli - Usai Edoardo: "Sull'esigenza del Consiglio regionale di esaminare le proposte della Giunta regionale sul piano di investimenti turistici in Gallura, noto Master Plan" (153)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica..

COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Intanto io mi rendo conto della difficoltà che, sotto il profilo psicologico, io finisco poi involontariamente per rappresentare, perché è inutile non dirlo, tutti siamo o eravamo con l'occhio all'orologio, perché tra i diritti civici rientrava e sicuramente ancora rientra quello di poter assistere alla prova sportiva della Nazionale di calcio. Lo dico subito perché non sono io che chiedo di parlare a quest'ora, ma è l'ora nella quale mi è dato di poter parlare. Perché rimanga agli atti perché poi non vorrei essere accusato anche di questo.

CADONI (A.N.). Non mettiamo in dubbio la tua capacità di allungare i discorsi.

COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Non si tratta di allungare, si tratta semplicemente di dire alcune cose in termini di estrema sintesi per la parte di competenza che è dell'Assessorato dell'Urbanistica, in ragione delle cose che sono state dette nel corso del dibattito che si è svolto nel Consiglio regionale. Per cui mi limito a riferirmi ad alcuni elementi prima ancora che di valutazione politica (cosa che farà il Presidente della Giunta nel suo intervento) in relazione ad alcuni elementi che vorrei definire subito di carattere fattuale. Cioè vi sono alcuni elementi di fatto che è utile, e io dico è utile per tutti che vengano ricollocati nella loro giusta posizione. Attorno a questa vicenda si è detto tanto volte, si è scritto, si è sottolineato e si è ripetuto che serve chiarezza, che serve capacità di decisione, che serve capacità di governo per rispondere ad una utilità grande della Sardegna; parliamo quindi di cose importanti. Io sono convinto, sono d'accordo che attorno alle cose grandi o meno grandi della politica e della vita serve sempre la chiarezza, la capacità di decidere e, per chi ha responsabilità di governo, la capacità e la responsabilità di governo.

Quanto alla chiarezza, ritengo che debba essere precisata una cosa: noi non ci troviamo, la Regione non ci trova - qui uso l'espressione Regione come istituzione autonomistica, la Regione nel suo complesso - non si trova e non è giusto che venga indicata come il soggetto che si trova ad essere inadempiente. In questa vicenda noi non ci troviamo di fronte ad una domanda che richiede che venga soddisfatto un diritto di ordine semplice; noi non siamo nella condizione di un diritto denegato, siamo di fronte ad una questione complessa che deriva da un insieme non solo di norme, quindi la complicazione, la complessità delle norme, i ritardi delle burocrazie! No, siamo di fronte ad una vicenda complessa per la sua natura specifica. Una vicenda che coinvolge grandi interessi di natura economica, di carattere della programmazione territoriale e non solo, della programmazione economica di questa Regione, una domanda che ha diritto di essere avanzata, ma che ha anche la necessità di essere valutata nella sua complessità.

Il Consiglio è avvertito, e tutte le parti politiche sanno, perché questo concetto è ripreso anche nella risoluzione della quarta e sesta Commissione consiliare, che non solo la Giunta, ma il Consiglio regionale nel suo insieme, la Regione, nel suo insieme, si trova di fronte alla necessità di approfondire una problematica di natura urbanistica e giuridica, che precisi la operatività possibile attorno ad una grande questione, quale è quella che è rappresentata della vicenda nota come Master Plan.

Io posso richiamare in termini riflessivi, o se volete anche solo dubitativi, tutta una serie di questioni che attengono alla portata dell'ordinamento regionale, alla portata della legge urbanistica regionale, al sistema delle garanzie e delle certezze dell'ordinamento e del diritto, in relazione al fatto che la legge urbanistica regionale è una legge che a suo tempo il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato a larghissima maggioranza. E` una legge, quindi, largamente condivisa dall'opinione politica regionale, e non solo politica, ma più in generale sociale e culturale di questa Regione; è una legge che contiene indicazioni di valore, prima ancora che fredde norme giuridiche, entro le quali la cultura politica, prima ancora che le parti politiche costituite, hanno sempre ritenuto e ritengono che debba muoversi la politica e anche l'economia di questa regione.

E` vero che dentro quella normativa per molti versi complessa, perchè si è anche un poco modificata ed anche un poco affastellata, e un pochino anche confusa tra norme di legge della 45/89, norme successive modificative, integrative, normative di attuazione introdotte in via amministrativa, ma con parere e voto del Consiglio. Quindi come dire una complessità anche sul piano giuridico normativo che va tutta analizzata anche nella sua portata e nella sua incidenza pratica, però è pur vero che la portata dell'articolo 28 bis non può essere ritenuta definibile in modo molto semplice, perché gli areali nei quali, dopo una norma introdotta in via amministrativa, ha detto che si poteva intervenire solo con un accordo di programma di cui al 28 bis sono stati individuati in epoca successiva alla norma, quindi quando il Consiglio ha dato la norma non aveva la previsione dell'incidenza di quella norma.

Io richiamo questi fatti per dire solo che vi è una complessità che va tenuta presente, per cui non è semplice per alcuno dire che ad una domanda si può dare una semplice risposta, perché la domanda è complessa e non può che essere valutata nella sua complessità la eventuale risposta che si possa dare in modo serio.

Secondo elemento, sempre in via di fatto o di ricostruzione della vicenda alla quale mi vorrei riferire, è quello relativo al tempo. Io credo anche qui che non giovi a nessuno, non giova a questa Giunta regionale, a questo governo, ma non giova a questa Regione e neppure a questo Consiglio, che si possa continuare a ritenere e a dire come cosa vera, o verosimile anche, che ci sia una domanda di un imprenditore, chiunque sia l'imprenditore, rivolta a questa Regione da trent'anni, anzi venticinque anni, un quarto di secolo, e che questa Regione nei suoi Consigli regionali, nelle sue Giunte, nelle sue espressioni di governo, nei suoi uffici non sia stata capace in un quarto di secolo di rispondere ad una domanda.

Onorevoli componenti di questo Consiglio regionale, non è vero che esiste un gruppo imprenditoriale, un consorzio di proprietari di territori a mare che abbiano pensato da un quarto di secolo ed anche di più di valorizzare quegli ambiti territoriali, di investire in quegli ambiti territoriali, di presentare progetti, questo è vero, ma in questo quarto di secolo sono successe tante cose, e principalmente è successo che in quell'ambito molte cose si sono realizzate, perché sono state autorizzate, è successo in particolare che questa Regione gia in un'altra occasione ha acceduto in via eccezionale e derogatoria a consentire in quegli ambiti di territorio interventi turistici e immobiliari della portata di quelli che prevede l'intesa Regione - imprenditori del Consorzio Costa Smeralda del 1983, Presidente della Regione l'onorevole Rojch, Assessore Regionale dell'Urbanistica onorevole Floris; perché in quell'intesa dell'83 veniva consentita l'edificazione in quelle aree di circa 5 milioni di metri cubi, oltre a quanto era già stato realizzato o era stato anche solo convenzionato in deroga agli strumenti urbanistici comunali, dei quali tre milioni mezzo circa nel territorio del comune di Arzachena e cinquecento o seicentomila metri cubi nel territorio del comune di Olbia.

Di quelle autorizzazioni che allora avrebbero potuto procedere solo attraverso strumenti esecutivi ad iniziativa dell'imprenditore, cioè piani di lottizzazione, una parte è stata realizzata, una gran parte no. Evidentemente i tempi e le cadenze e, se volete, la forza e la capacità di quell'imprenditore o di quel consorzio di proprietari era tale, ancorché l'accordo anche allora prevedesse venti anni come ambito temporale, che non consentiva quella realizzazione giusta o sbagliata che fosse. E, badate, la Regione è stata a suo tempo, in quegli anni, rispettosa di quella intesa, e dico la Regione in quanto Istituzione, ed anche di diverso segno e colore. I governi della Regione hanno rispettato quella intesa istituzionale, perché è cambiato il segno del governo nel 1984, è succeduta la Giunta allora di sinistra, la Giunta Melis, Assessore dell'Urbanistica l'avvocato Cogodi, quell'accordo fu rispettato, e addirittura fu addebitato all'assessore comunista di allora (comunista anche oggi, ma assessore di allora) di avere acceduto all'idea, di prevedere o di mantenere le zone C a mare. O sono vicende che sono dimenticate? Perché quella intesa dell'83 prevedeva addirittura i borghi come espansione urbana , e invece quella giunta regionale si attenne al più scrupoloso rispetto dei patti sottoscritti dalla istituzione, da Giunte precedenti, e rimandò le modifiche e le definizioni, non ai decreti degli assessori di turno, perché l'assessore all'urbanistica allora non fece nessun decreto che poteva fare per modificare o revocare, tutto fu rinviato invece alla legge regionale, alla disciplina generale, alla legge regionale che si stava elaborando, che si stava confrontando, che con tanta fatica comunque ed anche con tanti compromessi, il Consiglio regionale della Sardegna è riuscito ad avere, ad approvare e a dare all'ordinamento e all'utilità dei sardi, dei cittadini e degli imprenditori. Poi è accaduto anche che un Tribunale dello Stato, cioè il TAR, ha ritenuto non valido quell'accordo, lo ha ritenuto nullo per una ragione: perché era stata estromessa la presenza pianificatoria del comune di Arzachena, perché c'era un ricorso pendente, e quel ricorso fu deciso mi pare nell'88 e 89 e il TAR diede ragione al comune di Arzachena, che allora ricorse dicendo "In base alla costituzione dello Stato italiano nessun comune può essere espropriato del potere di regolare il suo territorio, neppure per intervento regionale". Il TAR diede ragione al comune e il consorzio e gli imprenditori non ricorsero al Consiglio di Stato, non appellarono. Intervenne nel frattempo la legge e la legge ha cambiato il quadro normativo. Ma questa è una Regione che si è attenuta, nei confronti degli imprenditori, di tutti gli imprenditori ed in particolare di questo gruppo imprenditoriale, al più rigoroso rispetto.

Io mi avvio a concludere perché ho voluto richiamare solo questi elementi in via di fatto, non entro nel merito della vicenda, perché mi è parso di capire che il confronto prosegue non solo tra il Governo, il gruppo imprenditoriale con l'interlocuzione attivata con il sistema degli enti locali, ma che deve anche proseguire il confronto e il dibattito in questo Consiglio regionale. Noi non abbiamo mai acceduto all'idea del ricco beduino, onorevole Boero; il ricco beduino che sarebbe venuto a prenderci a fillus de anima (?). Ognuno di noi ha babbo e mamma onorata, poveri, non beduini e a fillus de anima non ci facciamo prendere da nessuno.

Io credo che debba essere rivendicata, con la stessa forza con la quale questo Consiglio ha rivendicato la sua autonomia, la sua capacità di decisione, sua, dell'istituzione regionale, e degli enti locali e delle popolazioni locali in questa regione, in riferimento ad altri fatti, parchi ed altro ugualmente in questa vicenda, pieno rispetto per l'imprenditore e tutti gli imprenditori, a partire però dall'esplicazione della funzione piena dell'istituzione autonomistica che comprende le Giunte che passano, ma comprende il Consiglio, comprende le leggi, l'ordinamento dentro i quali ognuno deve agire liberamente ed in relazione al quale ordinamento debbono essere fatti tutti i conti di tutte le utilità, che sono utilità economiche e sono anche utilità di altra natura, di valore e di valori che sono ambientali e non solo ambientali, sono anche morali, e che dentro questo ambito generale possa articolarsi, approfondirsi il ragionamento ed io sono convinto, sono sicuro, non c'è pregiudiziale di nessun genere, né politica né ideologica, che in ragione delle utilità complessive di questa regione ogni imprenditore avrà la risposta che deve e che può avere in termini di equità e in termini anche di tempestività, però che non possa essere condotta oltre una campagna che può anche far male per un po' ad una Giunta o ad un Governo, ma che in definitiva rischia di fare male alle istituzioni autonomistiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta.Signor Presidente, colleghe e colleghi, io non ho i decibel dei due colleghi che mi hanno preceduto e ho anche il tasso glicemico un po' basso, perciò sarò assolutamente telegrafico. Dirò soltanto quello che è accaduto ieri, nell'incontro con gli enti locali, perché questo riflette un po' il percorso e l'opinione della Giunta.

Intanto contesto che non ci sia stata una risposta. La Giunta precedente, le Giunte precedenti che io ho presieduto, dopo che è stata presentata la proposta, hanno svolto una intensa attività di istruzione, tra cui numerosi sopralluoghi, e alla fine, in aprile - maggio, la Giunta ha acquisito alcune relazioni importanti di due assessori, l'assessore Manchinu e assessore Serrenti, che soltanto la fine anticipata della Giunta stessa non ha consentito di portare a compimento, ma sono stati tenuti, nella Giunta che era poi nella stessa composizione, abbondantemente presenti nella relazione presentata dal Presidente per la Giunta alle Commissioni riunite IV e VI del Consiglio regionale. Quel documento conteneva un quadro all'interno del quale gli interventi in quel territorio dovevano svolgersi. E` evidente che si confrontavano due ipotesi: una, quella originaria, che consisteva in una proposta di insediamento di 2.550.000 metri cubi edificabili anche nello spazio a 300 metri dal mare, con una percentuale del 18% per alberghiero da realizzare in 25 anni. Questa proposta, come hanno ricordato anche gli ex assessori che sono intervenuti. L'ex assessore Serrenti, ora collega, ha parlato di proposta esorbitante. Questa proposta è stata circoscritta all'interno di un quadro di compatibilità normative ed anche di realizzazione, che è contenuto nella risoluzione quarta e sesta del Consiglio regionale e nel documento presentato dalla Giunta, che è stato recepito come utile base di discussione. Quello prevedeva la riduzione della volumetria, riduzione del periodo di realizzazione, un riequilibrio nel rapporto tra alberghiero e residenziale e conteneva anche il richiamo dei limiti di edificabilità previsti dalle leggi.

Quella è una risposta all'interno della quale l'imprenditore, gli imprenditori o i comuni si devono muovere, si potevano muovere e si potranno ancora muovere. C'è in corso un'attività che la Giunta vuole mandare avanti intensamente per eliminare gli ostacoli, per verificare le possibilità di intervento senza bisogno di interventi normativi, ma soltanto con interventi amministrativi che possano consentire di sgomberare gli ostacoli per superare in avanti e per arrivare presto ad una definizione. Questo comporta due approfondimenti che sono stati richiesti dalla stessa risoluzione delle Commissioni del Consiglio regionale. Uno è un approfondimento di carattere normativo, gli ultimi due interventi ne hanno dato un esempio anche di pregio e di rilievo professionale, di profondità, e l'altro è quello della compatibilità, cioè verificare se in quel quadro di compatibilità ci sia la possibilità di avere una proposta in campo con quell'imprenditore o con l'altro imprenditore che sia proprietario di quel terreno affinchè si possa verificare se una proposta c'è.

Questo, ripeto, da parte della Giunta è un impegno ad accelerare le cose e a risolvere in tempi assolutamente brevi, direi fulminei, perché già lunedì prossimo si parlerà, in modo che, così come avevamo già assunto l'impegno di fronte ai Presidenti delle Commissioni riunite IV e VI nella recente audizione, noi possiamo presentarci e dire "Questo è lo stato dei luoghi". Perciò voglio rassicurare su questo punto il Presidente Ladu che c'è una volontà di procedere con estrema determinazione in questa direzione.

La Giunta vuole realizzare un programma di sviluppo turistico che sia diffuso su tutto il territorio, vuole verificare quali sono le possibilità di procedere in via amministrativa, quindi senza bisogno di leggi, e in maniera diffusa su tutto il territorio regionale, a partire dalla Gallura, ma non limitatamente alla Gallura, su questo la Giunta è impegnata, secondo il mandato avuto dal Consiglio regionale, a seconda anche di un percorso che ha fino ad ora realizzato.

All'esito di questo percorso, che la Giunta vuole esplorare con estrema rapidità, riteniamo di essere in condizioni di presentarci in tempi brevi al Consiglio, alle Commissioni di nuovo, se qui si concluderà con una votazione, ovvero all'aula, per riferire lo stato dell'arte, cioè per dire se si è trovata un'intesa sulla strada normativa o se non si è trovata per chiedere al Consiglio quale possa essere, per verificare quale è la proposta compatibile in campo e con quale imprenditore.

In questo senso io credo che, mentre il Presidente Floris, il collega Floris, diceva "Bisognerà aspettare alla prossima legislatura, lo faremo noi", noi speriamo di farlo noi in questa legislatura.

PRESIDENTE. Con l'intervento della Giunta si conclude la discussione generale. Chiedo al relatore proponente se intende replicare e poi la parola all'onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Chi questa mattina ha parlato di convocazione straordinaria del Consiglio per fini propagandistici e strumentali, io penso che all'esito di questo dibattito sicuramente avrà elementi per ricredersi, perché se vi era una necessità seria, chiara, trasparente, tra l'altro, perché qui, almeno all'interno di quest'aula, propaganda non se ne dovrebbe fare, era rappresentata proprio dall'urgenza di portare qui il dibattito sul Master Plan, il dibattito più in generale su quella che è la prospettiva di sviluppo turistico in un'area ben determinata della Sardegna, quale quella della Gallura, e penso che una risposta sia venuta dai banchi della Maggioranza, sia venuta soprattutto da quanti, proprio dai banchi della Maggioranza, hanno messo in luce l'immobilismo, la debolezza, la non operatività della Giunta regionale su una questione che è ritenuta di rilevante importanza sia per lo sviluppo e sia per il lavoro in quell'area. Non a caso chi ieri sedeva nei banchi della Giunta regionale ha detto a chiare lettere che il Presidente Palomba non ha mai portato in Consiglio il problema del Master Plan perché era ben consapevole di quali e quante lacerazioni il problema presentasse all'interno della coalizione del centro sinistra.

L'ha detto chiaramente l'onorevole Serrenti, l'ha ripreso, mettendo in evidenza le precise responsabilità della Regione, l'allora assessore Manchinu, oggi consigliere regionale non più assessore in carica, il quale ha detto che la Regione non ha dato risposte, anzi ha fatto fuggire un imprenditore serio quale l'Aga Khan. Noi non possiamo ascrivere al caso se questa iniziativa, l'iniziativa di un imprenditore serio non è andata in porto, se il dibattito si è prolungato stancamente nel corso non solo dei decenni, come faceva riferimento questa mattina il collega Ovidio Marras, ma registriamo che in questi quattro anni nulla è stato fatto. L'hanno detto, ripeto, chi ha assunto responsabilità di governo in una di quelle cinque Giunte che hanno preceduto questa e non vi è motivo di dubitare sulla loro lealtà e sulla loro sincerità. E` un dato inquietante quello che è emerso da questo dibattito, cioè la profonda lacerazione che esiste anche su un problema, che è un problema dello sviluppo e della occupazione, su quella che è l'industria o dovrebbe essere l'industria principe della nostra isola, cioè il turismo, che esiste una assoluta diversità di vedute, di contrasti, di contraddizioni all'interno del quadro politico di riferimento della Giunta Palomba, perché da una parte infatti notiamo una chiusura totale; sono del collega Diana le dichiarazioni che questo progetto è un progetto vecchio, inaccettabile, addirittura modello di speculazione immobiliare. Si è addirittura detto dall'onorevole Ghirra che è un progetto inutile e inadeguato, ma si è evocata la mano della mafia e degli investimenti sulle coste, parlando del Master Plan. Allora qui iniziamo a porci un problema con Meridiana, con Tirrenia, con l'Alitalia, blocchiamo le coste, solleviamo delle barricate, onorevole Ghirra, se si ritiene che tutto ciò che è investimenti, tutto ciò che è possibilità di sviluppo serio, reale e concreto debba per lei rappresentare attività mafiosa. Lo dica, lo ripeta, saprà quale incoraggiamento susciterà negli imprenditori e, certi come siamo, che contribuirà ancora una volta con queste affermazioni a far scappare la gente dalla nostra isola. Queste cose le hanno dette esponenti della Maggioranza, esponenti del maggiore partito della Maggioranza, del Partito Democratico della Sinistra e dall'altro abbiamo registrato con favore anche quelle posizioni che invece ritengono sia possibile su un progetto di sviluppo della Gallura, e mi riferisco all'intervento del collega Piero Usai che, pur con i distinguo, ha posto in evidenza la necessità quanto meno di chiarirsi, questa Giunta regionale, le idee su quello che può essere il Master Plan possibile, ed è ciò che ancora oggi neanche nella replica dell'assessore Cogodi a mezzadria, lo dico simpaticamente, con il Presidente Palomba, neanche i due interventi sono riusciti a dare una qualche risposta illuminante sul punto. Anzi, lo stesso onorevole Piero Usai ha messo in evidenza anche lui dai banchi della Maggioranza la responsabilità della Regione, ha parlato di ritardi e di responsabilità gravi, ha messo in evidenza che su questo tema la Giunta regionale ha perso la credibilità. Ha parlato di mantenimento della parola data e ha illustrato, con una serie di riferimenti proprio alla vocazione del territorio della Gallura, quella che è soprattutto la situazione e il grave malessere sociale che ormai pervade anche in quel territorio.

Questo dimostra il fallimento della capacità di governo su un settore strategico quale quello del turismo. Ci preoccupa non poco sapere che la Giunta regionale non ha le idee chiare in materia di assetto del territorio, di assetto urbanistico e ci preoccupa ancora che la Giunta Palomba tutto abbia saputo fare per cercare e forse anche di annacquare questa odierna riunione consiliare, di convocare nella giornata di ieri i sindaci di Olbia e di Arzachena, promettendo loro che di qui ad un mese avrebbe...sì, ma non mi interessa, ormai parliamo ai sardi, loro ci ascoltano, sono loro i nostri interlocutori perché siamo noi i portatori delle loro istanze.

Purtroppo, presidente Palomba, ha dimostrato anche su questo argomento, anche con il dovuto sforzo, di non andare al di là di una ipotesi di lavoro, ma ipotesi che viene formulata a pochi mesi dalla chiusura della legislatura, che preveda un incontro con le autonomie locali, ma le autonomie locali, i comuni di Olbia ed Arzachena, che cosa possono dire ancora di più di quanto già non abbiano detto nel recentissimo passato e cioè la necessità che la Giunta porti una ipotesi, una proposta chiara, ben definita e sulla quale poi poter lavorare.

Allora, presidente Palomba, noi insistiamo perché si voti questa sera la mozione numero 106 che, voglio ricordare, reca la firma ora non ricordo se di 52 o 54 consiglieri regionali, e valuteremo la coerenza anche di quei consiglieri regionali che firmarono allora, valuteremo oggi con il loro voto. Chiederemo anche la votazione della mozione numero 153 che sollecita ancora una volta la Giunta a portare al Consiglio una proposta sulla quale poter discutere, perché riteniamo che il Consiglio debba riappropriarsi del suo ruolo di indirizzo tenuto conto del fallimento dell'azione del governo regionale. Noi ci auguriamo, presidente Palomba, che lei possa, da qui ad un mese, riferire al Consiglio che qualcosa è stata fatta. Noi avremo il piacere di sentire da lei notizie finalmente all'insegna del fare, non più quelle che allo stato riteniamo siano solo ulteriori promesse, ma sappia che sia in Gallura, come nel resto del territorio della Sardegna, ormai i sardi hanno capito, perché poi tutte le cose vengono a galla, Presidente, che non è sulle promesse, non è sulle parole, non è con la tecnica del rinvio che si risolvono e si affrontano i problemi. Io mi rendo conto che una maggioranza così eterogenea è anche per lei sicuramente un fardello pesante, ma ci permettiamo di darvi noi un consiglio, questa volta dai banchi dell'opposizione, almeno unitevi sulle cose che siete capaci di fare, unitevi sulle cose che ritenete di portare a termine, ma smettiamola con le promesse che oramai anche il sardo, del più lontano paese, ha capito che è solo propaganda, solo passerella, solo chiacchiere sulle quali non si costruisce niente di concreto.

PRESIDENTE. Con la replica all'intervento dell'onorevole Pittalis si conclude la discussione delle mozioni e siamo in sede di votazione.

Ricordo ai colleghi che sono state presentate due mozioni, la numero 106 e la numero 153.

La numero 106 risale al febbraio 1997. Ci sono una serie di firme, come voi sapete. Chiedo ai presentatori, l'onorevole Pittalis ha già detto il suo parere, nel senso che chiede che venga messo in votazione, il dispositivo non so se sia ancora attuale, però valutatelo voi. L'onorevole Pittalis si è già espresso e gli altri me lo facciano sapere.

Poi c'è la mozione 153 che è quella più recente.

Poi, devo dare notizia che è stato presentato un ordine del giorno a firma Cugini, Marteddu, Balia, Randaccio, Vassallo, Dettori, La Rosa, che è stato già distribuito, quindi è conosciuto. Questi sono gli argomenti in votazione. Si dia lettura dell'ordine del giorno.

CONCAS, Segretaria:

Ordine Del Giorno Cugini - Marteddu - Balia - Randaccio - Vassallo - Dettori Bruno - La Rosa sulla proposta di accordo di programma relativo allo sviluppo della Costa Smeralda.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione delle mozioni n. 106 e n. 153 concernenti il Master Plan;

VISTA la proposta di investimenti nel settore alberghiero - residenziale presentata dalla Ciga Immobiliare Sardegna, da realizzarsi nei comuni di Arzachena e Olbia;

PRESO ATTO che i rappresentanti della società Ciga Immobiliare Sardegna hanno ribadito il loro interesse a dar corso al programma di investimenti, manifestando la propria volontà di addivenire, con i soggetti interessati - Regione, comuni di Arzachena e Olbia - ad un accordo di programma e che i rappresentanti dei comuni di Arzachena e di Olbia hanno ugualmente manifestato interesse per l'iniziativa nonché affermato il proprio ruolo di contraenti dell'accordo;

CONSIDERATO l'interesse complessivamente espresso, anche al fine di una integrazione intersettoriale dell'accordo di programma orientato allo sviluppo e alla valorizzazione delle risorse socio - economiche di tutto il territorio, seppure in considerazione di alcuni rilievi critici mossi;

CONSIDERATA l'importanza strategica che la Regione riconosce al turismo quale settore portante di grandissimo rilievo nell'ambito delle politiche regionali a sostegno dello sviluppo economico e sociale;

RITENUTO che il programma presentato contiene i requisiti preliminari di cui all'articolo 28 bis della legge regionale n. 45 del 1989, così come introdotto dalla legge regionale n. 23 del 1993;

RILEVATO che esiste, tuttavia, una problematica di natura urbanistica e giuridica che va preliminarmente approfondita in relazione alla procedura operativa dell'articolo 28 bis, rapportata anche alla pianificazione paesistica vigente e alla pianificazione urbanistica comunale in via di definizione. E' da considerare, in particolare, che l'articolo 28 bis ha valenza astratta e generale e che la normativa legislativa e regolamentare regionale non ha indicato areali particolari che, a priori, dovessero essere assoggettati a specifico accordo di programma, né il Consiglio regionale ha demandato a disposizioni e strumenti attuativi, riservando, anzi, solo a se stesso la facoltà di valutare i requisiti della proposta;

CONSIDERATO l'interesse manifestato, non solo dai soggetti direttamente interessati alla sottoscrizione dell'accordo di programma, ma anche da tutti gli altri soggetti pubblici e privati;

VALUTATO il documento della Giunta regionale un utile base per avviare il confronto con il soggetto proponente e con i soggetti pubblici e privati interessati,

impegna la Giunta regionale

I. ad avviare il confronto e a predisporre una proposta di accordo di programma da sottoporre al Consiglio regionale con le integrazioni di iniziativa pubblica finalizzate allo sviluppo e alla valorizzazione delle risorse socio - economiche del territorio;

II. a promuovere tutte le iniziative utili al fine di perseguire nei tempi brevi con gli altri soggetti interessati l'intesa per l'accordo di programma così come previsto dalla normativa vigente. (1)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Progr. Fed.). Intervengo per dichiarazione di voto per tutta la maggioranza che ha presentato l'ordine del giorno questa mattina, che è stato distribuito in Aula, e per dire che votiamo contro le mozioni 106 e 153.

Votiamo chiaramente a favore dell'ordine del giorno che abbiamo presentato perché riassume le posizioni che sono state espresse questa mattina nel dibattito dai colleghi della maggioranza, che hanno confermato, anche con la replica dell'assessore Cogodi e del Presidente Palomba, l'inutilità della mozione numero 153 al punto, come i colleghi sanno, che gli stessi presentatori non volevano portare in votazione per rinviarla ad altra data; però c'è stato, nel corso del confronto, un pentimento, eppure essendo diventato ambientalista il collega Pittalis, questa convinzione non l'ha portato sino a ritirare, come forse era nell'animo, la mozione stessa.

Quindi confermo i contenuti degli interventi dei colleghi della maggioranza di questa mattina, che sono stati puntuali e precisi, che hanno sostenuto il lavoro che è stato svolto dalla Giunta dopo la votazione nelle Commissioni Quarta e Sesta apprezzando il lavoro che ha portato ieri al primo confronto con gli enti locali galluresi e con la provincia di Sassari, auspicando che quell'impostazione, che è stata ieri illustrata e apprezzata dagli enti locali, possa proseguire nei prossimi giorni, accogliendo l'indicazione che è stata data di riprendere a metà del mese di luglio, questo è l'impegno che qui viene proposto in Aula, nelle Commissioni, e con le forze sociali interessate e con gli enti locali interessati, le questioni relative allo sviluppo turistico della Sardegna, tenendo presente che, per quanto riguarda l'oggetto che ha determinato il confronto sulle questioni turistiche, il Master Plan, oggi siamo in presenza di un imprenditore che non sappiamo se ha intenzione di presentare progetti simili che allora erano stati presentati e che, a nostro giudizio, non erano, come sono stati presentati, accoglibili, però possiamo dire che il confronto e le diverse posizioni che sono espresse in quest'Aula danno validità al lavoro che è stato svolto e pertanto noi voteremo a favore del nostro ordine del giorno e contro le mozioni, come ho detto, 153 e 106.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, voterò contro l'ordine del giorno della maggioranza, perchè mi sembra che esso assolva la Giunta della sua inefficienza, anzi, continua a rimettere fiducia nella Giunta. Fiducia, che per la discussione che abbiamo avuto e soprattutto, anche per l'intervento finale dell'onorevole Cogodi, mi sembra decisamente mal risposta, perchè quell'intervento sintetizza che si affronta il problema con bizantinismi e non con un approccio alla realtà, ai problemi che non sono solo giuridici ma anche economici che occorre portare a sintesi.

Conseguentemente, non voterò a favore della mozione 153, perchè questa mozione, pur partendo da premesse diverse, si conclude anche essa invocando l'intervento della Giunta. Credo che i colleghi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale, che l'hanno firmata, siano caduti un po' nella trappola del pensare che da questa Giunta si possa ottenere qualcosa.

Per cui, non ritengo di doverla condividere, quanto meno nella parte dispositiva, anche perchè mozioni e ordini del giorno questo Consiglio ne ha approvati di infiniti, e la Giunta non li ha mai rispettati. Tanto meno, credo, su un argomento come questo dove la Giunta non ha fatto proprie neppure le proposte dei suoi assessori.

D'altra parte, chiedere impegni alla Giunta è inutile, basti pensare come la Giunta non sta rispettando i tempi sulla legge sulle province, e credo che nei prossimi giorni solleveremo anche il mancato rispetto dei termini per altre leggi ugualmente importanti.

Voterò invece a favore della mozione 106, anche sulla base del principio della coerenza; perchè firmai quella mozione quando ero consigliere di maggioranza, la confermo da consigliere di opposizione, perchè quando si firma un documento, lo si firma per le verità che vi sono contenute e non secondo le convenienze politiche di sistemi di potere che si vogliono conservare o consolidare.

Per cui, mi ha colpito molto che l'onorevole Cugini, firmatario di quella mozione, faccia una dichiarazione di voto contrario. Evidentemente, o non ci credeva prima o, chiaramente, il voto di oggi è determinato da cose diverse dal contenuto di quella mozione, che fra l'altro, qualcuno diceva anche che forse non era abbinabile con la 153, perchè essenzialmente la 106 è un mozione di deplorazione al Ministro Ronchi. E credo che le vicende intervenute dal momento in cui è stata presentata quella mozione, abbiano confermato, semmai, la necessità di deplorare il Ministro Ronchi, anzichè cercare di assolverlo con un voto negativo di questo Consiglio.

Ma, evidentemente, gli interessi di maggioranza portano anche, al di là delle dichiarazioni che il Presidente Palomba e l'Assessore Onida fanno ogni "piè sospinto", che Ronchi è anche una persona inaffidabile, portano oggi a chiedere in quest'Aula un voto a favore del Ministro Ronchi. Ne prendiamo atto. E` la dimostrazione che certe dichiarazioni alla stampa, poi non trovano assolutamente corrispondenza con i voti che vengono espressi in Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA Nivoli (A.N.). Come al solito, devo dire che le sinistre, visto che prevalentemente per la maggioranza ha preso voce quella parte di sinistra della maggioranza, l'Assessore Cogodi, il Presidente Palomba e il Capogruppo Cugini, quindi devo dire che le sinistre in quanto in quanto a guerre di parole sono degli artisti, al punto che il "Master Plan", che è un progetto di investimento urbanistico, turistico (o quello che si vuole), di un certo rilievo nel territorio della Gallura, ma, sicuramente nella nostra isola, è stato svuotato di questo significato - caro onorerole Cugini - e invece è stato investito di altri significati simbolici.

Significati fortemente simbolici. Uno di questi è per esempio che il "Master Plan" è una spina nel cuore della maggioranza, che voi lo vogliate o meno. Perchè proprio il partito che esprime il Presidente della Giunta, è lacerato all'interno per quanto concerne il giudizio sul "Master Plan".

Il presidente Palomba (in questo momento lo voglio quasi assolvere) non ha la libertà, perchè purtroppo è sorretto da una maggioranza così caotica, di assumere delle decisioni; mi permetta di fare le sue difese, Presidente Palomba per un breve momento, poi ritorno nel mio ruolo di opposizione. Quindi, prima cosa, c'è una lacerazione all'interno della maggioranza. Primo aspetto simbolico del "Master plan". Perchè, sapete, le cose hanno un aspetto simbolico che diventa, poi, preminente rispetto all'aspetto concreto.

Secondo aspetto simbolico: esiste attraverso il "Master Plan" una sorta di incomunicabilità tra il Consiglio e la Giunta che si chiama, guarda caso, esecutivo; ma non si chiama esecutivo per caso, ma perchè la Giunta è l'esecutivo degli indirizzi politici che il Consiglio dà. E il Consiglio ha dato un indirizzo politico con un ordine del giorno, il 106 se non sbaglio, dove 54 consiglieri, maggioranza e opposizione, hanno chiesto non soltanto di censurare il Ministro Ronchi, ma di dare ali a questo progetto che, sicuramente, avrebbe portato sviluppo, turismo, soldi, ossigeno e avrebbe certamente dato un rilancio dell'economia della nostra Isola.

Quindi, secondo significato simbolico. Ed è grave che l'Ulivo non sia neanche in grado di garantire quelli che sono i prerequisiti di un rapporto istituzionale, perchè l'Ulivo non è in grado di garantire il rapporto tra Consiglio ed Esecutivo, che lavora per i fatti suoi, assolutamente disgiunto dalle indicazioni che dà il Consiglio.

Altro significato simbolico che, secondo me, è molto istruttivo (ed io ve lo dico già, e non ho nessuna paura di dirlo anche in questa sede e sarà, probabilmente, oggetto di argomento che userò molto spesso da qui in poi, fino alle prossime elezione regionali) è la grave - e devo dire veramente grave - scorrettezza, che attraverso il "Master Plan" è stata operata da parte del Presidente Palomba, della Giunta e della maggioranza che lo sostiene.

Scorrettezza che si esprime almeno su due piani. Un primo piano politico, perchè, Presidente Palomba, quando si vuole affossare un progetto di tal fatta, lo si dice agli elettori, lo si dice prima di essere eletto. Si va in televisione, si fanno i dibattiti e si dice: "Io, il "Master plan" così com'è, non ve lo approvo". Questa è onesta politica, Presidente Palomba! Non si cambia idea a metà strada. Quindi, prima, scorrettezza politica.

Seconda scorrettezza politica ed ancora più forte è la scorrettezza economica che viene fatta da questa Giunta e che è particolarmente rivolta agli imprenditori, perchè è un colpo, un basso colpo politico, è un attacco politico alla categoria degli imprenditori e a tutto il volano che ruota intorno. Allora, tutte queste cose si dovranno sapere da ora in poi, perchè il significato simbolico che il Master Plan ha assunto anche in questa sede, deve essere chiaro a tutti, e ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Chiudo, dicendo che, naturalmente, il mio voto sarà a favore delle due mozioni che riguardano il Master Plan, prima di tutto perchè le ho firmate e, in secondo luogo - caro Onorevole Bonesu - non è che siccome la Giunta è inadempiente, noi dobbiamo smettere di ricordarle quali sono i suoi doveri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Grazie signor Presidente, sarò brevissimo, non polemizzerò ulteriormente sul merito della questione, perchè ormai sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Ad ogni modo, per far rimanere negli annali della storia di questo Consiglio a futura memoria, la coerenza di qualche collega consigliere, chiedo che la Mozione 106 venga votata per appello nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, per preannunciare il voto a favore del Gruppo di Forza Italia delle mozioni 153 e della 106. Quando sento parlare il collega Renato Cugini mi ricorda Woody Allen e, soprattutto, una cosa simpatica che dice: "Ho un'idea che non condivido". Questo mi riassume un pò il senso di quest'ultimo intervento che ha fatto oggi.

Io non ti do né dall'ambientalista né' dall'anti-ambientalista, perchè queste etichette che fanno comodo elettoralmente, a noi non servono, saranno i sardi che ci giudicheranno per quello che abbiamo fatto e che facciamo - caro collega Cugini -. E` certo, però, che voglio mettere in evidenza soltanto due aspetti.

Il primo è in relazione alla mozione 106 che, guarda caso, a proposito di coerenza e di spirito verde o ambientalista che dir si voglia, il gruppo dell'onorevole Cugini ed altri esponenti della maggioranza, quella mozione l'avevano sottoscritta; e - come giustamente osservava il collega Bonesu - sono mutate le condizioni di fatto per ritenere oggi quella mozione non più impegnativa per loro, non oggetto di voto positivo.

Cosa si diceva in quella mozione? Si diceva: "Si impegna la Giunta Regionale a dichiarare irricevibili le inqualificabili intromissioni del ministro Ronchi". E' come se questo ministro oggi, addirittura, riceva il plauso della maggioranza di centro-sinistra. Quel plauso che è venuto a mancare nei territori, sia delle zone interne della Sardegna sia della Gallura e, soprattutto, anche sulla base di dichiarazioni chiare che sono venute dai banchi della Giunta, e non ultimo anche dall'iniziativa di boicottare l'incontro a Roma con i sindaci del parco.

Coerenza vuole, però, che oggi chi ha firmato quella mozione ritiri con molta superficialità e noncuranza quella firma. Si diceva altresì in quella mozione: "Di impegnare la Giunta regionale a formulare con urgenza una proposta che definisca in termini accettabili l'accordo di programma, tale da poter essere, per le proprie competenze specifiche, esaminato dal Consiglio Regionale".

Cosa si dice di tanto riprovevole da non poter essere oggi approvato da lor signori? Allora, questo conferma evidentemente che si è avvezzi, dai banchi del centro-sinistra, a fare molta chiacchiera e pochi impegni concreti, molte parole ma pochi fatti; Altrimenti votare per un impegno di questa natura in favore della Giunta Regionale, mi pare che non avrebbe posto nessun altro problema se i colleghi del centro-sinistra non fossero consapevoli che di chiacchiere si tratta.

Allora, noi attenderemo che passi anche il mese di giugno e certo è che non abbasseremo la guardia, perchè a costo di chiedere e di inchiodare questo Consiglio regionale per tutto il mese di luglio e, se è necessario di agosto, noi sulla questione Master Plan vorremo vedere scritta la parola "fine", in un modo o in un altro. Fermo restando che per noi il Master Plan è un progetto serio che deve essere tenuto nella dovuta considerazione, è un progetto che deve trovare la corale approvazione; ma almeno pretendiamo, su questo, chiarezza e che si assuma la responsabilità chi di questo progetto è il nemico e l'affossatore. E' inutile dire che voteremo contro l'ordine del giorno presentato....

(Voce: Ha segnato Vieri!)

PITTALIS (F.I.). Presidente forse non interesserà logicamente i colleghi della maggioranza; per noi è molto più importante parlare del Master Plan che della partita dell'Italia. Lo dico con serietà; mi si consenta di concludere il lavoro, perchè qui penso che ciascuno deve essere chiamato alle proprie responsabilità e non ci si può permettere, e non consento che si possa interrompere un intervento per sapere chi ha segnato e chi è l'autore del goal. Questi sono atti inqualificabili.

Concludo, dicendo che noi voteremo contro l'ordine del giorno della maggioranza, perchè è veramente l'esempio della mistificazione, della strumentalizzazione. E' l'esempio di come si faccia propaganda. E' un ordine del giorno votato nelle Commissioni alle quali la Giunta regionale non ha dato assolutamente alcun seguito. Riproporlo oggi, significa riproporre il problema, iniziare da capo - come ha detto giustamente il sindaco di Arzachena - e, giustamente lo stesso sindaco ha detto: io non ci sto .

Noi siamo con il sindaco di Arzachena e con il sindaco di Olbia.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis, però mi pare che il Consiglio adesso, al di là di un pò di fermento, dimostri, tra tanti limiti, che magari abbiamo avuto e abbiamo, anche questa volta il senso di responsabilità... poi è chiaro che...

Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Intervengo signor Presidente e cari colleghi, per la mia dichiarazione di voto e dichiarerò subito che voterò contro le due Mozioni. Non sono abituato a prendere lezioni di coerenza da nessuno, voglio fare delle osservazioni di sostanza e delle osservazioni di funzionamento di questo Consiglio e delle questioni di correttezza politica: una mozione che porta, anche con la mia firma, la data del 28 febbraio 1997, facendo riferimenti nel suo dispositivo a questioni di attualità per allora (mi riferisco alle interferenze del ministro Ronchi ed a questioni che sono valide tutt'oggi, come il problema del Master Plan) giace per 1 anno e mezzo negli ambulacri di questo Consiglio, senza che venga portato a discussione.

Viene portato in discussione oggi, senza che io firmatario ne venga messo a conoscenza, senza che riceva la comunicazione che è in discussione anche questa mozione (perchè nessun documento, come componente del Gruppo Misto, mi è pervenuto) e questa mozione, nel suo dispositivo (mi riferisco ora alla sostanza) porta una considerazione che mi sembra superata dagli eventi; perchè nel frattempo è stato portato in questo Consiglio alle Commissione IV e VI un documento della Giunta su cui si è discusso e c'è stato un pronunziamento di queste Commissioni. L'Ordine del giorno che voterò, perchè viene oggi proposto, è un Ordine del giorno che è attuale rispetto all'inattualità, per quanto ho detto, della mozione allora presentata.

Quindi, non si tratta di chiacchiere, quando uno motiva e precisa la sua posizione rispetto a quanto ha proposto in passato restando, purtroppo, in quell'epoca inascoltato, e, in quanto a chiacchiere - Onorevole Pittalis- sono settimane o mesi che prendo lezioni da qualche esponente dell'opposizione, in fatto di come si possa chiacchierare a vuoto. Grazie.

PRESIDENTE . E` iscritto a parlare l'Onorevole Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Grazie signor Presidente del Consiglio. Io intervengo non tanto per dichiarare il voto favorevole del Gruppo di Alleanza Nazionale alle mozioni numero 106 e 153, tanto per annunciare il voto contrario all'Ordine del giorno numero 1.

l'onorevole Bonesu poc'anzi ci ha ricordato che è inutile votare l'Ordine del giorno, perchè tanto la Giunta li disattende. Io credo che mai, con riferimento all'Ordine del giorno numero 1, quest'affermazione dell'onorevole Bonesu sia pertinente.

Nello stesso ordine del giorno, infatti, si trovano delle affermazioni che sono state contraddette nella stessa aula di oggi. Nel mentre, cioè, si afferma che i rappresentanti della società CIS avrebbero ribadito il loro interesse al corso dei programmi, l'Onorevole Presidente della Giunta Palomba, ci ha detto che, invece, questo interesse non esiste.

Si parla di aver preso atto, con un'attenta valutazione, di un documento della Giunta Regionale quale utile base per avviare questo dibattito, e non mi risulta che ci sia stato presentato alcun documento della Giunta, in quest'aula.

Quello che maggiormente preoccupa e dimostra la strumentalità di questo ordine del giorno, che era volto esclusivamente a "parare il colpo" per costringere quasi la Maggioranza a votare un proprio documento, si trova scritto nel primo numero del dispositivo, allor quando si afferma che la Giunta viene impegnata ad avviare il confronto.

Se si dice oggi alla Giunta di avviare il confronto, quello che abbiamo sentito poc'anzi dall'Onorevole Palomba, non è avvenuto. Perchè se lui afferma da un lato, che ci sono delle trattative in corso e che questo processo è stato avviato da tempo e che, addirittura, sono stati fissati dei tempi per la prosecuzione di questo incontro, allora non capisco che cosa voglio dire: " Impegnare la Giunta ad avviare". Ed allora viene smentito quello che ha detto il presidente Palomba in quest'aula, viene smentito dai presentatori dell'ordine del giorno. Questo e non solo queste, ovviamente, sono le ragioni che ci portano a votare contro questo documento.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare l'Onorevole Bertolotti. Ne ha facoltà. Dopo l'intervento dell'Onorevole Bertolotti, non essendoci altri iscritti a parlare, si chiudono le dichiarazioni di voto e si passa alla votazione.

BERTOLOTTI (F.I.). Brevissimamente per annunciare il voto favorevole sulle mozioni in discussione. Al contrario del professor Macciotta, di cui ho ampio rispetto, io considero che l'attualità delle questioni che vengono poste alla discussione del Consiglio Regionale non siano determinate dalla data di presentazione o recante in calce da un documento, ma, dal fatto che nel corso del tempo, queste situazioni abbiano in qualche modo subìto delle evoluzioni.

Oggi siamo, rispetto a quanto contenuto in questa mozione, non dico al domani di questa data del 28 febbraio 1997, ma forse siamo addirittura al 27 febbraio - onorevole Macciotta - perchè nessun passo avanti è stato compiuto da questa Amministrazione regionale.

Per cui mi paiono un pò pretestuose le motivazioni, quanto meno pretestuose, le motivazioni temporali per giustificare un tornare indietro a posizioni che erano già state assunte, perchè allora, effettivamente, qualcuno mi dovrebbe spiegare perchè questa mozione a quel momento è stata sottoscritta e firmata, e perchè nonostante non ci sia stato - ripeto - nessun atto da allora ad oggi, che abbia in qualche modo cambiato le condizioni della discussione del dibattito in corso su questi atti, oggi si dica di no.

Prevalgono, come al solito, le logiche degli schieramenti rispetto a quelle dei contenuti e delle esigenze della popolazione sarda. Probabilmente, a poco meno o a poco più ormai, di 1 anno dalle elezioni regionali, gli schieramenti si ricompattano. Prendiamo atto che queste logiche - ripeto - di schieramenti e di carattere partitico prevalgono sugli interessi generali del popolo sardo, e per questo motivo, invece, non possiamo ovviamente condividere questi atteggiamenti. Da qui il mio voto favorevole alla mozione.

PRESIDENTE . Siamo ora in sede di votazione; per un fatto di correttezza, ricordo ai colleghi che sulla mozione 106 è stata chiesta la votazione per appello nominale. La correttezza anche dal punto di vista formale, sta nel fatto che in base all'articolo 96 devono chiederlo almeno 8 consiglieri, l'ha chiesto l'onerovele Biancareddu. Prego otto consiglieri di... Grazie, potete abbassare le mani.

(I consiglieri SANNA NIVOLI, BIGGIO, MASALA, PITTALIS, LOMBARDO, MARRAS, FLORIS, BALLETTO, CASU appoggiano la richiesta.)

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della mozione numero 106.

Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello.

(E' estratto il numero 48, corrispondente al nome del consigliere Manchinu.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Manchinu.

CONCAS, Segretaria procede all'appello:

Rispondono sì i consiglieri: MANUNZA - MARRAS - MASALA - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SECCI - USAI Edoardo - AMADU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - CADONI - CARLONI - CASU - DETTORI Bruno - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI. Rispondono no i consiglieri: MANCHINU - MARROCU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA - BALIA - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - LA ROSA - LODDO - MACCIOTTA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 64

astenuti 1

maggioranza 33

favorevoli 31

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Vi prego di prendere posto; siccome come vedete, onorevoli colleghi, le votazioni avvengono sul filo di uno o due voti, quindi, non è semplicissima la seconda votazione.

Metto in votazione la mozione numero 153 a firma Pittalis, Masala, Balletto, Bertolotti, Biancareddu, Casu, Federici e più.

Poiché nessuno domanda di parlare sulla mozione, la metto in votazione. Chi la approva, alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non la approva alzi la mano.

(Non è approvata)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1, che è stato distribuito ed è quindi conosciuto. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva, alzi la mano.

(E' approvato)

Discussione della proposta di legge BONESU: "Provvedimenti per le società controllate dalla Regione e dagli enti regionali" (171)

PRESIDENTE. Un attimo, noi abbiamo all'ordine del giorno la proposta di legge numero 171; il presentatore è il consigliere Bonesu, chiedo a lui una proposta. Ha facoltà di parlare.

BONESU (P.S. d'Az). Chiedo che venga messa all'inizio del prossimo ordine del giorno.

Presidente. La ringrazio.

La seduta è tolta alle ore 18 e 04.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni



Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta

Interpellanza Amadu sulla necessità di riconfermare oltre le imminenti scadenze le provvidenze per i lavori socialmente utili ai sensi della L.R. n. 7 del 1997, al fine di assicurare continuità e sicurezza ai lavoratori interessati.

Il sottoscritto,

premesso che, sebbene la recente normativa regionale (L.R.7/97) abbia assicurato fino ad oggi lo stanziamento previsto per i lavoratori interessati ai cosiddetti lavori socialmente utili con esito finora positivo, il progetto è in scadenza al 31 di maggio senza la certezza della proroga da parte del Ministro Treu;

considerato che sarebbe opportuno da parte della Regione intervenire urgentemente per ricostituire e aumentare lo stanziamento di cui sopra per garantire continuità e sicurezza nell'occupazione per i molti lavoratori impegnati nei lavori socialmente utili;

rilevato, quindi, che risulta invece a rischio, per la scadenza dei termini, la ricostituzione dei fondi destinati alle provvidenze per i lavori socialmente utili e che questo fatto sta creando grave preoccupazione nella categoria interessata che teme la sospensione del sussidio fondamentale per il sostentamento di molte famiglie;

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale del lavoro affinché assicurino con il loro impegno diretto presso il Ministro Treu, non solo la ricostituzione del finanziamento destinato ai lavoratori interessati ai lavori socialmente utili e la proroga del progetto, ma anche e soprattutto, un aumento dello stanziamento al fine di garantire alla categoria un minimo di sicurezza economica e di continuità occupativa, per evitare una situazione drammatica che coinvolgerebbe duramente anche le famiglie dei lavoratori interessati. (454)

Interpellanza Floris - Lippi - Bertolotti - Tunis- Marco Fabrizio - Granara sulle manovre di Gioia Tauro per ritardare l'apertura del porto canale di Cagliari.

I sottoscritti,

considerato che:

- da oltre vent'anni il capoluogo della Sardegna attende l'apertura del porto canale di Cagliari, struttura determinante per consentire il rilancio economico della provincia e dell'intera regione;

- in questi anni i lavori per la realizzazione del porto canale sono costati alla collettività sarda decine di miliardi con la speranza che questa importante opera, strategica per gli scambi all'interno del Mediterraneo, potesse creare nuova occupazione;

verificato che anche di recente la Regione sarda ha stanziato diversi miliardi per consentire il completamento dell'area attrezzata del porto (gru) e finalizzati alla realizzazione dei corsi di formazione per gruisti, terminalisti e operatori del settore;

appurato che:

- la MCT (Medcenter Container Terminal) di Gioia Tauro, l'equivalente della società di gestione MITH di Cagliari, ha presentato ricorso al TAR sui parametri di concessione e sull'accordo di programma siglato dalla Regione Sardegna con lo Stato in data 8 agosto 1995,

- la MCT ha inoltre presentato un ricorso al TAR contestando lo svolgimento della gara d'appalto per l'acquisto delle gru effettuata dalla MITH di Cagliari;

constatato che:

- in queste azioni legali della CONSCHIP nei confronti della MITH sembrano apparire palesemente azioni tese a ritardare l'apertura del porto canale di Cagliari in maniera da permettere il pieno lancio della struttura di Gioia Tauro;

- immaginare uno scenario di questo tipo vorrebbe significare danneggiare ulteriormente la società sarda e risulterebbe l'ennesimo "schiaffo" del Governo nazionale nei confronti della Sardegna dopo l'ultimo ricevuto in merito al problema del Parco del Gennargentu,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti per conoscere:

I. se sia a conoscenza del ricorso al TAR da parte della società MCT di Gioia Tauro;

II. quali provvedimenti intenda adottare la Giunta regionale in merito al ricorso presentato;

III. quale atteggiamento la Giunta regionale voglia adottare nei confronti del Governo per salvaguardare la struttura del porto canale di Cagliari. (455)

Interpellanza Boero - Biggio - Cadoni - Carloni - Frau - Liori - Locci - Masala - Sanna Noemi - Usai Edoardo sulla legge regionale concernente: "Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna".

I sottoscritti,

premesso che l'inquietante vicenda sul Parco del Gennargentu, dimostra che il Governo Prodi e per esso il Ministro dell'Ambiente Ronchi, oltraggiano la nostra autonomia speciale;

rilevato che in questo quadro assai allarmante, anche per le connivenze di alcuni settori della maggioranza del Governo Regionale con il Ministro Ronchi, e che a tali atti lesivi della nostra autonomia, potrebbero verificarsi ulteriori fatti politici che continuino ad invalidare il nostro Statuto di regione autonoma;

osservato che la nostra legge sulla caccia assurdamente non trova con tempi biblici debita decisione e approvazione da parte della Corte Costituzionale investita di tale problematica, sempre a causa di una concezione antitetica alla nostra potestà di legiferare autonomamente in materia ambientale;

considerato che nell'approssimarsi del periodo in cui occorre formulare il nuovo calendario venatorio, in tale situazione di incertezza legislativa il mondo dei cacciatori dovrà iniziare per l'ennesima volta la stagione di caccia senza nessuna garanzia di calendario, semmai l'unica cosa certa nella confusione legislativa sarà l'immancabile ricorso delle associazioni anti-caccia;

tutto ciò premesso chiedono di interpellare l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere quali passi abbia fatto e intenda fare nei confronti del Governo Nazionale e della Corte Costituzionale affinché venga, nella nostra sacrosanta autonomia speciale, rispettata la nostra produzione legislativa,

chiedono inoltre all'Assessore dell'ambiente, che nel perdurare dell'incertezza decisionale della Corte Costituzionale, venga dichiarata dal Governo nazionale la validità e vigenza della legge regionale n. 32 del 1978 onde poter formulare in modo incontestabile il calendario venatorio per la stagione 1998-1999. (456)

Interpellanza Tunis Marco Fabrizio sul rischio di cessazione attività produttiva dell'AVIR di Elmas.

Il sottoscritto,

premesso che da circa un mese 53 dipendenti dell'AVIR di Elmas (ex Vetro Ceramica Turritana) sono in stato di premobilità e che a fine estate potrebbero perdere definitivamente il posto di lavoro per chiusura dello stabilimento;

evidenziato che i dipendenti hanno formulato alla OWENS ILLINOIS, unico azionista della società, una interessante proposta che consentirebbe da un lato la continuazione dell'attività produttiva economicamente conveniente, dall'altro la conservazione di circa 40 posti di lavoro;

osservato inoltre che la chiusura dell'ex Vetro Ceramica Turritana causerebbe non pochi problemi riguardo all'individuazione di un sito adatto per la raccolta del vetro nel territorio regionale, nonché di utilizzo della sabbia silicea,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e l'Assessore dell'industria per sapere:

I. se non ritengano opportuno attivarsi immediatamente affinché, nell'ambito del proprio ruolo istituzionale, intervengano incisivamente presso il Ministero del lavoro per chiedere un adeguato, ragionevole prolungamento (6 mesi) degli ammortizzatori sociali, così da rendere possibile alla OWENS ILLINOIS un ponderato esame della proposta sindacale che sicuramente avrà una risposta positiva;

II. se non ritengano necessario invitare la proprietà e i sindacati ad un tavolo di trattative per accelerare l'esame della proposta di cui sopra, come chiesto anche dal Consiglio comunale di Elmas il 14 maggio 1998. (457)

Interrogazione Tunis Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sul "potenziamento" del floro-vivaismo e ristrutturazione del comparto serricolo.

Il sottoscritto,

premesso che l'Assessorato regionale dell'agricoltura intende attuare un piano di "potenziamento" del floro-vivaismo e di ristrutturazione del comparto serricolo già definito precedentemente (interventi per il potenziamento e qualificazione del comparto floro-vivaistico), come da atto amministrativo della Giunta regionale relativo alla misura 1.4.1.4. Programma Operativo Plurifondo 1994-99;

rilevato che tale atto sembrerebbe adottato ad esclusivo vantaggio di imprenditori agricoli aderenti ad associazioni e consorzi di produttori e di cooperative che esistono soltanto formalmente, in quanto non realizzano annualmente una lira di fatturato;

denunciato altresì che di conseguenza il piano di "potenziamento" del floro-vivaismo che l'Assessorato regionale dell'agricoltura si appresta a realizzare si risolverebbe invece soltanto nel sicuro affossamento delle due o tre aziende florovivaistiche, reali produttrici agricole, rappresentate dal 30 per cento del mercato sardo dei fiori recisi e che hanno con grande fatica e capacità creato proprie linee di commercializzazione attivate,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere:

1) quali siano le ragioni economico-aziendali che hanno indotto la Giunta regionale ad escludere dai soggetti beneficiari della misura 1.4.1.4. P.O.P. di cui al Buras n. 9 del 21 marzo 1998 gli imprenditori agricoli a titolo principale florovivaisti singoli e conduttori di aziende di adeguata dimensione produttiva con proprie linee di commercializzazione attivate;

2) se intendano porre rimedio ad una errata decisione che invece di potenziare il comparto floro-vivaistico segnerebbe la morte delle poche vere aziende sarde produttrici di fiori recisi;

3) quali siano esattamente le associazioni o consorzi di "produttori" e le associazioni o i consorzi di cooperative, e se abbiano una gestione economica sana e contabile-fiscale regolare in base alla normativa vigente. (1020)

Interrogazione Frau - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulla forzata permanenza in Libia di Marcello Sarritzu.

I sottoscritti, premesso che:

I. l'operaio Marcello Sarritzu è, da oltre otto mesi, bloccato in Libia a causa dei sette miliardi che la fallita società milanese per cui lavorava non ha pagato al Governo di quel Paese;

II. nonostante le proteste, i blitz, le interrogazioni parlamentari e quant'altro, il nostro connazionale continua ad essere "prigioniero incolpevole" in uno Stato estero;

III. dopo le azioni, le conseguenti polemiche e le assicurazioni istituzionali di circa un mese fa, che avevano, di fatto, riportato all'attenzione dell'opinione pubblica l'incresciosa situazione di questo nostro conterraneo, un velo di silenzio e di oblio è calato sulla sorte del Sarritzu;

IV. il Ministero degli esteri, in altre situazioni - in cui vedevano nostri connazionali prigionieri in varie parti del mondo - è intervenuto in modo più energico rispetto al "caso Sarritzu", che ha l'unica colpa di aver cercato lavoro in terra straniera, quel lavoro che i Governi - nazionale e regionale - non sono riusciti ad assicurargli,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

I. cosa stia facendo di concreto - al di là delle roboanti dichiarazioni di circostanza - per far sì che le autorità libiche lascino l'operaio Marcello Sarritzu libero di poter rientrare in Patria;

II. se si abbiano notizie certe delle condizioni fisiche e psicologiche del nostro sfortunato conterraneo;

III. se si sia provveduto ad accertare se i suoi familiari - rimasti a Villaputzu - si trovino in condizioni di bisogno materiale e, in caso affermativo, come il Governo regionale intenda regolarsi;

IV. quali iniziative si intendano assumere, dopo la tanto propagandata "conferenza regionale sul lavoro e lo sviluppo", per evitare che in futuro altri nostri corregionali siano costretti dalla disperazione a cercare lavoro e fortuna incamminandosi nella triste strada della emigrazione. (1021

INTERROGAZIONE VASSALLO sulla sicurezza negli impianti della Società E.V.S. e nello stabilimento Enichem di Porto Torres.

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Il sottoscritto,

considerato che lo stabilimento Enichem di Porto Torres è inserito nei siti ad alto rischio ambientale per l'alta concentrazione di produzioni chimiche;

verificato che negli ultimi anni si è proceduto con vari adeguamenti tecnologici degli impianti;

accertato che tali adeguamenti dovevano garantire l'ottimizzazione delle attività produttive, il miglioramento della qualità del prodotto e una maggiore garanzia nella sicurezza degli impianti;

constatato che il terzo obiettivo "sicurezza degli impianti" rischia di essere vanificato dalle politiche industriali poste in essere da Enichem ed in modo particolare dalla Società E.V.S. nella gestione del personale;

constatato altresì che gli addetti alla conduzione di detti impianti complessi sono stati costretti ad una flessibilità operativa spinta all'eccesso e di converso è diminuita la presenza degli addetti nei vari turni di lavoro;

accertato che a fronte delle innumerevoli espulsioni degli operatori dai vari cicli produttivi, risulta essere adeguato il rinnovo del turn over;

chiede di interrogare l'Assessore dell'industria e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere se non ritengano opportuno sollecitare un'attenta verifica da parte delle autorità competenti al fine di accertare se tali attività produttive, ed in particolare quelle svolte all'E.V.S., si svolgono nel rispetto dei limiti operativi per impianti complessi ad alto rischio. (1022)

Interrogazione Liori - Masala, con richiesta di risposta scritta, sul Consorzio di frutticoltura di Cagliari, Nuoro ed Oristano.

I sottoscritti,

avendo appreso che il Consiglio di amministrazione del Consorzio per la Frutticoltura di Cagliari, Nuoro ed Oristano ha (nonostante la già manifestata volontà contraria del Consiglio regionale), deciso di applicare al personale non di ruolo il contratto dei Consorzi e delle Cooperative agricole;

considerato che il Consiglio di amministrazione del Consorzio per la Frutticoltura, ente pubblico regionale assoggettato al controllo dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro - pastorale, ha adottato la decisione di cui sopra in contrasto con la volontà del Consiglio regionale di non portare avanti iniziative modificanti gli attuali assetti interni degli enti destinatari del disegno di legge n. 101;

valutata l'esplicita richiesta formulata dal gruppo di Alleanza Nazionale e accolta dal Consiglio regionale, di far ritirare l'emendamento proposto dall'on.le Siro Marrocu in data 3 febbraio 1998 in occasione dell'approvazione del disegno di legge n. 334, relativo ad interventi vari in agricoltura, di contenuto identico a quello della decisione assunta dal Consiglio del Consorzio,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori degli affari generali, personale e riforma della Regione e dell'agricoltura e riforma agro - pastorale per sapere:

I. per quale ragione un ente pubblico regionale non economico dovrebbe applicare ad una parte del proprio personale un contratto destinato esclusivamente alle imprese agricole e quindi non confacente alla natura giuridica del Consorzio;

II. per quale ragione si dovrebbe permettere ad un ente pubblico regionale, in cui le assunzioni degli impiegati sono regolate dalla normativa pubblicistica e quindi dal pubblico concorso, di assumere per chiamata diretta dall'Ufficio di collocamento anche impiegati e dirigenti grazie all'applicazione del contratto sopra menzionato;

III. per quale ragione il Consorzio, che ha già un suo regolamento in cui sono previste le norme riferite allo stato giuridico ed al trattamento economico del personale impiegatizio, quello dei dipendenti regionali, dovrebbe discostarsi da quel regolamento (che è stato approvato dall'Assessore dell'agricoltura) e da tutta la normativa sull'impiego pubblico;

IV. se non pare che questa scelta operata Consiglio del Consorzio risponda esclusivamente a logiche clientelari che sarebbe assurdo approvare e sostenere;

V. se non si ritiene che il già richiamato contratto, tuttora in attesa dell'approvazione dell'Assessore regionale dell'agricoltura, debba inevitabilmente essere rigettato, posto che la collocazione dei Consorzi per la Frutticoltura nel disegno di legge n. 101 non può più essere messa in discussione, vista la loro qualificazione come Enti pubblici non economici;

VI. se si è a conoscenza del fatto che i Consorzi per la Frutticoltura sono finanziati quasi interamente dalla Regione e che quindi qualunque nuova assunzione non potrebbe che gravare inevitabilmente sul suo bilancio. (1023)

Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sulla revoca delle quote-latte vaccino in Sardegna.

Il sottoscritto,

premesso che l'A.I.M.A. (Azienda Intervento Mercati Agricoli) ha revocato a ben 630 allevatori sardi (su un totale di 950) le quote - latte vaccino, nonostante gli stessi abbiano presentato nei termini la modulistica con le dichiarazioni previste dalla legge, il tutto sottoscritto dai veterinari delle AA.SS.LL., che controllano quotidianamente la salute delle vacche da latte in produzione;

evidenziato che tutti i produttori (ben 170) facenti capo alla "COAPLA" di Sassari, che da oltre 30 anni opera in modo egregio nel mercato sardo con prodotti apprezzati dal consumatore, sono stati colpiti da queste revoche, con l'accusa pertanto di produrre latte senza avere capi vaccini, cosa assurda e paradossale;

considerato che tutti questi 630 allevatori, lavoratori onesti che rappresentano uno dei pilastri della economia della Sardegna, si vedono costretti - per responsabilità di altri - a dovere presentare ricorso, con perdite di tempo prezioso e denaro, pena - oltre la revoca - il dovere pagare una multa, per gli anni precedenti, pari al valore del latte prodotto, col rischio di mettere sul lastrico centinaia e centinaia di famiglie,

chiede di interrogare l'Assessore dell'agricoltura per sapere:

1) se sia a conoscenza della revoca delle quote-latte vaccino a ben 630 allevatori sardi (compresi tutti i componenti la "COAPLA" di Sassari), nonostante gli stessi abbiano regolarmente documentato il possesso degli animali in produzione;

quali iniziative intenda intraprendere presso il Ministero delle Risorse Agricole per sanare simili macroscopici errori, che rischiano di mettere in crisi l'economia agricola sarda, e per salvaguardare il buon nome degli allevatori della nostra Isola, la cui onestà è un carattere distintivo. (1024)

Interrogazione Vassallo, con richiesta di risposta scritta, sulle palazzine recentemente edificate dallo IACP di Sassari a Porto Torres.

Il sottoscritto,

accertato che a causa della limitatezza dei fondi a disposizione dello IACP di Sassari, le ultime palazzine edificate dall'Istituto Autonomo Case Popolari a Porto Torres sono state costruite senza le caldaie e gli elementi radianti per il riscaldamento;

constatato che:

- ciò determina un grave disagio per le cinquanta famiglie assegnatarie di detti alloggi;

- il periodo estivo è il più idoneo per attuare il completamento impiantistico di tali stabili;

considerato altresì che l'Istituto potrebbe operare attraverso i fondi dei ribassi d'asta ottenuti nell'affidamento dei lavori e che comunque la cifra necessaria risulta essere assai modesta,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:

I. se lo IACP di Sassari ha predisposto e/o stia predisponendo le procedure necessarie per l'affidamento di detti lavori; che tipo di tecnologia impiantistica si intenda adottare e quali tempi siano previsti per la realizzazione dell'opera;

II. quali motivi ostacolino il completamento di impianti ritenuti ormai fondamentali in qualunque civile abitazione. (1025)

Interrogazione Serrenti - Bonesu - Sanna Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sulle assunzioni stagionali di autobottisti e di vedette per la campagna antincendio.

I sottoscritti,

chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente sulle assunzioni stagionali per la campagna antincendi ed in particolare sui seguenti fatti:

- da anni il personale, impiegato dalla Regione nelle campagne antincendio, lamenta diverse disfunzioni che caratterizzano il servizio, restando ad oggi inascoltato;

- per quanto attiene le vedette si registra una incomprensibile assegnazione di luoghi di sorveglianza non adeguatamente riparati pur essendoci le condizioni per provvedere diversamente;

- per gli autobottisti si procede dal 1997 alle chiamate senza tenere in debito conto della qualifica specifica e dell'esperienza maturata in diverse campagne antincendio;

considerato che la difesa dell'inestimabile patrimonio boschivo della nostra Regione non può essere affidata con superficialità ad un principio rotatorio che di anno in anno vede chiamare sempre nuovi autobottisti e i loro aiuto-autobottisti privi della necessaria esperienza in materia di conoscenza del territorio e del modo con cui affrontare gli incendi, nonché della conoscenza dei mezzi loro assegnati;

rilevato che non si può contribuire alla lotta alla disoccupazione inserendo personale privo della necessaria conoscenza ed esperienza personale in settori delicati come la lotta agli incendi che mettono continuamente a repentaglio l'incolumità dei lavoratori e in alcuni casi anche della popolazione civile, e che gli incidenti accaduti negli ultimi tempi sono la testimonianza più efficace di come la mancanza di questi requisiti sia fonte di pericolo;

rilevato peraltro che detti autobottisti privi di specifica esperienza, sono chiamati sin dal primo giorno di lavoro a svolgere il proprio compito in assenza di un corso specifico che li ponga al riparo dal compiere grossolani errori che comportano disagi e ritardi nell'opera di spegnimento degli incendi oltre ai pericoli sopra richiamati;

chiedono se l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente condivida o meno tali preoccupazioni ed in particolare intendono conoscere:

- se non si ritenga utile provvedere all'avviamento degli autobottisti per le campagne antincendio che possiedano un minimo di requisiti quali:

a) possesso della qualifica di autobottista;

b) possesso di un minimo di esperienza in campagna antincendio per il medesimo impiego, maturata in almeno tre anni negli ultimi sei;

- se, inoltre, non si ritenga utile concordare con gli Uffici provinciali del Lavoro il riconoscimento di una specifica qualifica per gli autobottisti come avviene per le vedette, che salvaguardi la professionalità e l'esperienza maturata negli anni precedenti;

- se per la copertura di eventuali futuri posti vacanti non si ritenga utile l'istituzione di appositi corsi di formazione professionale regionali per il rilascio della specifica qualifica;

- se, infine, nell'ambito delle assunzioni per i cantieri forestali non si ritenga di introdurre una riserva di posti da coprire con le specifiche qualifiche di vedetta e di autobottista. In tal modo si introdurrebbe in ruolo permanente del personale motivato e professionalmente qualificato per un compito cosi delicato e insostituibile per il mantenimento e la conservazione del nostro inestimabile patrimonio boschivo;

- se non ritenga di dover intervenire per il miglioramento delle condizioni di lavoro delle vedette. (1026)

Interrogazione Frau - Masala, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione dell'Azienda Foreste Demaniali di Sassari.

I sottoscritti chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'ambiente per sapere:

I. se sia a conoscenza che il Servizio amministrazione dell'Azienda Foreste Demaniali di Sassari risulta essere da qualche anno un ufficio pubblico quasi a conduzione familiare, poiché al suo interno e in posizione dominante vi sono dipendenti strettamente collegati con il vertice da vincoli di parentela;

II. se sia vero che il Direttore dei lavori dei cantieri delle Foreste Demaniali di Fiorentini, Anela, Limbara, Monte Pisano, Monte Lerno, ecc., è uno stretto parente del Coordinatore del servizio f.f., senza che lo stesso sia in possesso del titolo di studio di laurea in Scienze agrarie o forestali, come prescrive il regolamento;

III. se risulti che avvengono avanzamenti di carriera per dipendenti non aventi i requisiti e non in possesso del titolo di studio necessario per svolgere determinate mansioni superiori, a discapito di altro personale perfettamente in regola;

IV. se sia sempre vero che:

A. il personale impiegatizio dei cantieri - non allineato e coperto con la dirigenza - viene invece adibito a mansioni di livello inferiore in deroga allo Statuto dei lavoratori e al contratto di lavoro, se non addirittura privato di qualsiasi incarico e parcheggiato presso gli uffici dei cantieri;

B. ultimamente è stato nominato componente la commissione per la selezione di personale, da avviare al lavoro presso il cantiere forestale nell'isola dell'Asinara, un dipendente in possesso del titolo di studio di scuola media inferiore, il quale deve esaminare l'idoneità di persone con un titolo di studio superiore;

C. questa stessa persona ha avuto l'incarico di seguire i lavori - di competenza di geometri, veterinari, dottori forestali e agronomi - presso i vari cantieri forestali, fra cui quello dell'isola dell'Asinara, con la possibilità pertanto di percepire una retribuzione superiore;

D. le missioni e gli straordinari vengono assegnati ai soliti "fortunati", straordinari molto spesso non necessari, ma che servono solamente per gonfiare le buste paga;

E. in più occasioni l'Azienda Foreste Demaniali di Sassari ha messo a disposizione di privati cittadini automezzi e personale (con tanto di trattamento di missione e straordinario);

F. alcune caserme forestali (vedasi la caserma di Monte Lerno) sono state trasformate quasi in ville e utilizzate per il fine settimana da amici e conoscenti;

V. se non sia opportuno pertanto - al fine di controllare quanto succitato - inviare un ispettore regionale presso gli uffici del servizio amministrazione dell'Azienda Foreste Demaniali di Sassari, al fine di riportare la gestione di un ufficio pubblico nella normalità, colpendo gli eventuali abusi, e ridando a buona parte del personale tranquillità e certezza del diritto. (1027)

Interrogazione Locci, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei dipendenti ALCOA addetti alla contabilità.

Il sottoscritto, premesso che:

1) la società ALLUMIX S.p.A., in seguito alla nota privatizzazione del 1996, passava in proprietà alla società ALCOA;

2) nell'ambito di detta privatizzazione, venivano garantiti i livelli occupativi di quella azienda;

3) a distanza di due anni sembra invece che l'ALCOA S.p.A. ritenga esistenti esuberi strutturali nel comparto degli impiegati amministrativi addetti alla contabilità;

tutto ciò premesso chiede al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore regionale dell'industria di conoscere:

- se risponde a verità che i dipendenti ALCOA amministrativi addetti alla contabilità siano considerati dalla stessa azienda "esuberi strutturali";

- in caso affermativo, se possa spiegare per quale motivo i citati dipendenti amministrativi non vennero ricollocati presso enti pubblici così come sembra che sia avvenuto per i loro colleghi della sede contabile di Roma (D.L. 23 marzo 1994, n. 191);

- se non ritenga di dover intervenire in merito, verificando se la società ALCOA stia rispettando gli accordi a suo tempo stipulati, con particolare riferimento alle promesse garanzie di mantenimento dei livelli occupativi per almeno cinque anni;

- se non ritenga di interessare del problema il Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi ed il Ministro dell'Industria Bersani i quali si dichiarano sempre sensibili al problema del lavoro soprattutto nel sud. (1028)

Interrogazione Bonesu - Sanna Giacomo - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sulla riserva marina della penisola del Sinis - isola Mal di Ventre.

I sottoscritti chiedono di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente sui seguenti fatti relativi alla riserva marina della penisola del Sinis - isola Mal di Ventre.

Con decreto del Ministro dell'ambiente del 12 dicembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 1998, è stata istituita l'area naturale marina protetta "Penisola del Sinis - Isola Mal di Ventre".

Tale decreto recepisce la delimitazione e la normativa proposta dalla Consulta per la difesa del mare, che hanno suscitato e suscitano forti critiche in quanto ingiustificatamente penalizzanti per la navigazione, il turismo e la pesca, tanto da spingere alcune associazioni ad impugnare il decreto davanti al Tribunale Amministrativo Regionale.

Ma qual che è particolarmente rilevante è l'inopinata inclusione nell'area protetta anche dei "relativi territori appartenenti al demanio marittimo". L'inclusione di tali spazi terrestri, ancorché litoranei, travalica la proposta della Consulta, che prevedeva spazi esclusivamente marittimi. Nessun accenno a tale estensione della riserva marina era peraltro contenuta nell'intesa fra la Regione e il Ministero del 22 aprile 1997.

Si fa notare che l'inclusione delle aree demaniali marittime litoranee limita fortemente i poteri regionali, praticamente escludendo su tali aree l'applicabilità del D.P.R. 24 novembre 1965, n. 1627, e dell'articolo 46 del D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348, che attribuiscono alla Regione il potere esclusivo di rilascio di concessioni per fini di pesca e di turismo.

Tale limitazione è particolarmente grave riguardando l'intero litorale del Comune di Cabras, quasi quaranta chilometri, privando la popolazione di possibilità di sviluppo delle attività della pesca e del turismo, particolarmente rilevanti per l'economia locale.

Ma anche sotto il profilo finanziario le prospettive della riserva appaiono oscure. Il decreto istitutivo prevede lo stanziamento una tantum di 590 milioni per le spese di primo impianto e un finanziamento "non inferiore" a 500 milioni annui per ciascuno degli anni 1998, 1999 e 2000. Sennonché la convenzione firmata il 5 febbraio fra il Ministero, la Regione e il Comune di Cabras prevede il trasferimento dal Ministero al Comune della somma di 500 milioni annui per ciascuno dei tre esercizi finanziari, trasformando di fatto il "non inferiore" in "uguale" o "non superiore".

Quanto allo stanziamento iniziale di 590 milioni la convenzione ne prevedeva l'immediato trasferimento al Comune di Cabras, ma tale parte è stata depennata "per volontà delle parti contraenti", ivi compresa ovviamente la Regione. Il Ministero si terrà quindi il malloppo, ma che ne farà? Forse lo darà a qualche associazione "verde" amica.

Tali risorse appaiono comunque largamente insufficienti. Il Comune di Cabras ha varato un piano finanziario che prevede la necessità di sei miliardi, pur non comprendendo nessun indennizzo alle categorie danneggiate, quali i pescatori. Dove verranno trovate le risorse necessarie? Forse dalle magre casse della Regione, come sta avvenendo per il parco "nazionale" dell'Asinara?

I sottoscritti chiedono, inoltre, di conoscere l'opinione dell'Assessore su tali fatti e quali azioni intenda svolgere, auspicabilmente con maggiore attenzione e incisività che in passato, per tutelare l'ambiente e le popolazioni della Sardegna dalle prevaricazioni amministrative e dall'ecologismo parolaio del Ministro Ronchi e di quanti, disinteressati o meno a progetti o cariche, gli danno sostegno. (1029)

Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di modificare la L.R. 30 dicembre 1985, n. 32, sui mutui per la prima casa al fine di estendere a tutta la durata del mutuo le agevolazioni sugli interessi gravanti sui mutui stessi.

Il sottoscritto,

premesso che recentemente il Consiglio regionale ha rideterminato l'ammontare del mutuo assistito da agevolare tenendo conto delle variazioni del costo di costruzione di un fabbricato di edilizia residenziale e di quelle del costo della vita;

considerato che con le nuove norme l'importo massimo di mutuo concedibile è stabilito in lire 125 milioni e il tasso di interesse è ulteriormente calato anche a seguito delle decisioni della Banca d'Italia;

Ritenuto che occorre una ulteriore decisione al fine di consentire ai beneficiari del mutuo di godere del tasso di interesse agevolato per tutta la durata del mutuo, atto che verrebbe incontro alle migliaia di famiglie sarde in un momento particolarmente critico sotto il profilo economico e sociale; famiglie che dopo nove anni si vedono costrette a restituire gli interessi senza agevolazioni;

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici al fine di conoscere i provvedimenti che la Giunta regionale intende assumere e proporre alle commissioni consiliari competenti ed al Consiglio regionale per determinare in favore dei cittadini sardi titolari di mutui per la prima casa l'estensione del "tasso agevolato" all'intera durata del mutuo contratto ai sensi della L.R. n. 32 del 1985. (1030)

Interrogazione Tunis Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento del Centro Regionale di Formazione Professionale di Is Mirrionis.

Il sottoscritto,

premesso che recentemente l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale ha emanato un provvedimento amministrativo in virtù del quale il CRPF (Centro Regionale di Formazione Professionale) di Is Mirrionis viene trasferito nella sede del Centro di Mulinu Becciu;

rilevato che tale estemporanea iniziativa assessoriale sicuramente non favorisce un rilancio di un'attività formativa effettivamente ispirata agli obiettivi di professionalizzazione per giovani e lavoratori disoccupati;

denunciato inoltre che la disposizione dell'Assessore del lavoro probabilmente contrasta anche con gli articoli 15 e 16 della legge regionale n. 47 del 1979 relativi all'obbligo di rispettare la destinazione di uso ad attività formative per gli stabili trasferiti dallo Stato alla Regione per tali finalità,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:

I. quali siano, se esistono, i motivi tecnico - funzionali che stanno alla base della disposizione per il trasferimento del CRFP di Is Mirrionis alla sede di Mulinu Becciu;

II. se intendano rispettare la destinazione d'uso dell'edificio del CRFP di Is Mirrionis così come prevede la normativa regionale in vigore;

III. se non ritengano di fare atto di contrizione pubblica per il solo fatto di cadere troppo facilmente in topiche pubbliche e paradossalmente a meno di un anno dal rinnovo del Consiglio regionale, che potrebbe costringere gli elettori a farsi giustizia da sé (in termini politici). (1031)

Interrogazione Marracini, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà da parte dei cittadini sardi di usufruire dei servizi medico-chirurgici, con particolare riferimento ai malati cardiopatici.

Il sottoscritto,

premesso che i cittadini sardi sono da tempo immemore costretti, a causa della lentezza delle procedure e della scarsità di strutture, a lunghe attese ed estenuanti trasferte nella penisola o all'estero, per i servizi di cardiochirurgia;

premesso che il bacino di utenza della ex USL n. 22, comprendente la città di Quartu S. Elena, Quartucciu ed altre, è di oltre 100.000 abitanti, tutti carenti di molti dei servizi essenziali per la tutela della salute;

constatato che nell'unico centro di cardiochirurgia esistente in Sardegna, l'Ospedale Brotzu, le liste d'attesa superano abbondantemente i 12 mesi, intervallo spesso fatale per il paziente cardiopatico;

visto che a Quartu S. Elena opera la Casa di Cura polispecialistica S. Elena che nel 1995 ha ottenuto l'autorizzazione ad esercitare l'attività di ricovero mediante n. 90 posti-letto cresciuti nel marzo di quest'anno fino a 137 e che tra le specialità per le quali tale struttura è organizzata è presente la cardiochirurgia;

constatato inoltre che per le prestazioni fornite nei centri della penisola la Regione paga quasi il doppio di quanto pagherebbe per gli stessi alla Casa di Cura S.Elena, in quanto si utilizzano tariffari applicati da altre regioni e/o da paesi stranieri, molto più elevati di quello applicato dalla Regione Sardegna;

preso atto che è possibile individuare un enorme danno erariale per la Regione Sardegna, in quanto i maggiori costi affrontati dai pazienti sardi nelle strutture della penisola vengono sopportati non solo dal malato, ma anche dall'Ente regionale,

chiede di interrogare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale per sapere chi deve rispondere dell'esborso finanziario che le famiglie sono costrette a sopportare, nonostante la già precaria situazione economica diffusa nell'Isola, e chi deve rispondere degli ulteriori danni alle casse della Regione sarda derivanti dalla mancata emanazione del provvedimento del medesimo Assessore previsto dal D.P.R. del 14 febbraio 1997. (1032)

Interrogazione Granara - Pirastu - Lombardo - Balletto, con richiesta di risposta scritta, sulla vicenda del porto canale.

I sottoscritti,

premesso che la Sardegna in generale e Cagliari in particolare attendono da trent'anni l'apertura del porto canale, struttura per la quale sono stati impegnate svariate centinaia di miliardi, con corollario vario di inchieste giudiziarie e relative condanne superate sempre dalla opinione pubblica nella speranza di un rilancio, eternamente virtuale, per l'economia regionale;

considerato che gran parte delle risorse utilizzate per la realizzazione di tutta la faraonica opera risultano di provenienza pubblica, al pari degli ultimi stanziamenti per la formazione professionale dei quadri impiegatizi e operativi e di tutta quanta l'attrezzatura portuale; risorse che avrebbero dovuto presupporre maggiori controlli da parte della Regione e degli organismi consortili, evitando strenne a favore di società private, cui il pubblico partecipa solo a titolo "giustificativo" incomprensibilmente con quote minoritarie;

considerato, altresì, che il recentissimo ricambio ai vertici MITH (Mediterranean International Transhipment Hub) e l'altrettanto recente ricorso al TAR della MCT di Gioia Tauro lasciano intravedere uno scenario molto simile ad una "tela di Penelope" per cui durante il giorno si attingerebbe a piene mani dalla finanza pubblica, per poi, sembrerebbe, sciogliere di notte o al buio gli accordi a favore di realtà private, totalmente estranee alle concrete esigenze di sviluppo della Sardegna;

appurato che appare estremamente strumentale anche il ritardo con il quale vengono gestiti i corsi di formazione professionale, finanziati dalla Giunta, ma non attivati dallo IAROS, per cui dopo il ricambio ai vertici della MITH, si potrebbe legittimamente supporre che potrebbero giungere nell'Isola maestranze liguri, in esubero al GIP (Gruppo di Investimento Portuale di Genova), privando la Regione sarda di quell'ultimo "pugno" di posti di lavoro sui quali hanno puntato le ultime speranze i nostri giovani,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei trasporti per conoscere quali determinazioni intendano assumere nei confronti dell'ente di gestione del porto canale di Cagliari affinché:

I. venga assicurata all'evoluzione delle vicende legate al varo definitivo dell'iniziativa quel minimo di trasparenza proprio delle società a partecipazione pubblica;

II. venga informato il Consiglio regionale sui criteri che hanno determinato la concessione alla MITH del porto industriale di Cagliari con una procedura quantomeno singolare visto che potrebbe essere clamorosamente ribaltata dal ricorso della MCT di Gioia Tauro;

III. si proceda alla nomina di una Commissione consiliare di indagine che faccia piena luce sulle mille e mille differenti sfaccettature di una vicenda che ha ormai assunto il sapore della farsa, evitando all'Isola l'ennesima beffa, studiata a tavolino con freddezza e sprezzo dei diritti e delle aspettative della comunità locale, da soggetti estranei alle logiche di sviluppo per le quali sono stati sempre assicurati ingenti finanziamenti pubblici. (1033)

InterrogazioneAmadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità e urgenza da parte della Regione di stanziare i fondi necessari a coprire il fabbisogno della legge regionale n. 15 del 1992 sulle provvidenze agli infermi di mente, con particolare riferimento al territorio ricadente nelle competenze della ASL n. 1 di Sassari.

I1 sottoscritto,

premesso che la legge regionale n. 15 del 1992 è un aiuto fondamentale per le famiglie che vivono il dramma di un infermo di mente e che spesso le provvidenze erogate da tale legge alleggeriscono il peso del sostentamento di tali malati che richiedono cura e attenzioni particolari,

considerato che da parte dell'Assessorato competente sarebbe opportuno studiare un iter per procedere più celermente nell'evasione delle pratiche per le quali sia stato espresso parere positivo per evitare le lunghe attese delle famiglie già colpite da tali drammi, in particolare nel territorio di competenza della ASL n. 1 di Sassari;

considerato, altresì, che una volta espresso parere positivo sulle pratiche, l'Assessorato potrebbe studiare una forma di collaborazione con i Comuni per l'anticipazione delle provvidenze in questione, al fine di accelerare i pagamenti alle famiglie interessate;

chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per conoscere quali iniziative urgenti intenda porre in atto al fine di accelerare l'iter burocratico per il pagamento delle provvidenze agli infermi di mente, ai sensi della legge regionale n. 15 del 1992 e di studiare con i Comuni interessati una collaborazione che permetta a questi ultimi di anticipare i sussidi alle famiglie che spesso si trovano in grande difficoltà proprio a causa dei lunghi tempi di pagamento, in modo da concorrere ad alleviare per le famiglie interessate, pur non risolvendolo, almeno l'aspetto economico del dramma sociale dell'infermità mentale. (1034)

Interrogazione Bonesu, con richiesta di risposta scritta, sulla depurazione delle acque confluenti negli stagni di Cabras e Santa Giusta.

Il sottoscritto, chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente sui seguenti fatti.

Con delibera della Giunta Regionale 53/73 del 30 dicembre 1997 sono stati determinati gli obiettivi di qualità per le acque degli stagni di Cabras e Santa Giusta. Tale delibera presenta più di un lato oscuro. In particolare stupisce che il Ministero dei lavori pubblici richieda "l'impegno a fissare un nuovo regolamento dei servizi di fognatura per l'intero comprensorio afferente al depuratore di Cabras riducendo o escludendo lo scarico di inquinanti in modo di assicurare, tenendo conto dell'effettivo potere depurante degli impianti e delle portate, il rispetto dei carichi massimi ammissibili".

In effetti il depuratore di Cabras, per il quale viene richiesta dal Ministero una regolamentazione penalizzante dell'utenza, dovrebbe cessare l'attività con l'ultimazione dei lavori di convogliamento nel depuratore del Consorzio Industriale di Oristano, delle acque luride dei comuni di Cabras, Santa Giusta e Palmas Arborea. Tali lavori dovevano essere completati nel 1997, ma dalle notizie che circolano il ritardo sarebbe comunque limitato per cui nel giro di qualche mese il depuratore di Cabras dovrebbe andare fuori esercizio.

Stupisce quindi che la Giunta regionale, di fronte all'assurda richiesta del Ministero, frutto di evidente disinformazione, anziché dare l'opportuna risposta negativa, garantisca il proprio impegno per la riforma del regolamento fognario relativo a tale depuratore e dia il proprio consenso ad una riforma, in senso limitativo, dei regolamenti fognari comunali e del Consorzio industriale.

Evidentemente la disinformazione domina anche negli Assessorati regionali, che non conoscono la sussistenza e lo stato di attuazione dei lavori dagli stessi finanziati.

Dalla delibera non appare alcuna preoccupazione per il fatto che negli stagni di Cabras e Santa Giusta scaricano numerosi centri abitati con depuratori inadeguati o senza alcuna depurazione.

Se infatti viene previsto in tale delibera il convogliamento nel depuratore consortile dei reflui dei comuni di Zeddiani, Baratili, Riola, Nurachi, Siamaggiore, Solarussa, Simaxis e Zerfaliu, nessun cenno vi è per la grave situazione del comune di Oristano, in cui l'intero quartiere del Sacro Cuore scarica nello stagno di Santa Giusta senza alcuna depurazione, con evidente danno ecologico di cui le ricorrenti morie di pesci sono il sintomo più evidente e con danno e beffa dei residenti in quel quartiere che vengono sottoposti dal comune al pagamento della tassa di depurazione.

Si chiede inoltre di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente affinché voglia chiarire lo stato dei lavori relativi alla depurazione degli scarichi sugli stagni di Cabras e Santa Giusta, la data prevedibile di dismissione del depuratore di Cabras, ovvero se si intenda, come da delibera, continuarne l'esercizio e se siano stati, o debbano essere, adottati provvedimenti per risolvere il problema degli scarichi dell'abitato di Oristano. (1035)

Interrogazione Usai Edoardo, con richiesta di risposta scritta, sulla salvaguardia del territorio della Sardegna.

I1 sottoscritto,

premesso che:

- nelle scorse settimane il Ministro Ronchi ha firmato il decreto istitutivo del parco del Gennargentu, disattendendo l'indirizzo e la volontà del Consiglio Regionale e delle popolazioni interessate;

- la firma del decreto segue di qualche giorno la firma dell'intesa sottoscritta dal Presidente della Giunta e dall'Assessore competente, i quali hanno in tal modo manifestato disprezzo per le popolazioni e la totale incapacità ed inadeguatezza ad interpretare le legittime aspirazioni di queste ultime;

- la Regione Sarda, in attuazione del Regolamento CEE sulla conservazione degli habitat naturali ha predisposto il "Progetto BioItaly", che prevede la istituzione di vincoli di ogni genere nelle più belle zone della Sardegna;

- pertanto sul territorio della Sardegna si vanno aggiungendo giorno dopo giorno vincoli che ne rendono il territorio indisponibile, senza che venga seriamente predisposto alcun progetto in grado di promuovere lo sviluppo ed il benessere delle popolazioni;

considerato pertanto che:

- appare opportuno soprassedere a questa selvaggia legislazione vincolistica, in attesa di verificare con esattezza la sussistenza delle condizioni necessarie per promuovere proficuamente la politica dei parchi in Sardegna;

- nel massimo rispetto dell'ambiente e del territorio deve comunque essere garantito ai sardi il godimento delle bellezze naturalistiche e la fruibilità del territorio anche finalizzata al benessere e allo sviluppo delle popolazioni;

chiede di interrogare il Presidente della Giunta e l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere:

- a che punto sia l'iter per la costituzione dei parchi previsti in Sardegna;

- se siano a conoscenza del "Progetto BioItaly" e se la delimitazione dei territori inclusi in quest'ultimo sia stata raccordata con quella prevista per i parchi;

- se abbiano previsto la possibilità di istituire nei terreni demaniali, con il personale attualmente a disposizione della Regione, un "parco pilota", al fine sia di effettuare un'analisi costi/benefici, sia di effettuare una approfondita valutazione di carattere economico sulle aree interessate e quindi di verificare le condizioni per la realizzazione dei parchi;

- quali siano, secondo il Presidente, le aree che restano al libero utilizzo dei sardi;

- se non ritenga il Presidente che gli ambientalisti da salotto abbiano per caso in animo di cacciare i sardi dalle loro terre;

- se non ritenga invece opportuno il Presidente intraprendere tutte le iniziative per restituire il godimento della propria terra ai sardi ed altresì non ritenga indispensabile, ammesso che ne sia in grado, liberarsi dalle suggestioni e dai ricatti politici degli ambientalisti da salotto. (1036)

Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sugli esami per il conseguimento delle patenti di guida) a Sassari.

Il sottoscritto, premesso che:

I. da qualche di tempo le autoscuole di Sassari e provincia non riescono a programmare la loro attività, poiché non è mai certo il periodo in cui saranno espletati gli esami di guida;

II. questa situazione comporta gravissimi problemi economici ai titolari delle stesse autoscuole e nel contempo non dà certezza agli utenti, che in pratica si vedono dimezzare i tempi di validità del loro foglio rosa;

III. la situazione si è aggravata in questi ultimi giorni, poiché sono state improvvisamente cancellate "causa la riduzione di personale esaminatore" tutte le sedute straordinarie concesse dalla Direzione dell'Ufficio Provinciale di Sassari della Motorizzazione Civile con nota del 21 maggio 1998, dopo che i gestori delle autoscuole avevano interessato gli allievi e versato, tramite la Banca d'Italia, le indennità erariali dovute;

IV. il tutto comporta l'incertezza per gli allievi che si rivolgono alle autoscuole di sostenere gli esami quando lo ritengono opportuno, col rischio di dover rinnovare - per colpe non a loro imputabili - il foglio rosa con aggravi di spese,

chiede di interrogare gli Assessori regionali dei trasporti e del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:

I. se siano a conoscenza di quanto succitato, che tanto malumore sta creando fra i gestori delle autoscuole e gli allievi che intendo svolgere gli esami di guida;

II. se non sia necessario intervenire presso la Direzione Provinciale della Motorizzazione Civile di Sassari, al fine di trovare un rimedio ad una situazione che alla lunga potrebbe mettere in crisi le stesse autoscuole che, non potendo svolgere regolarmente la propria attività, si vedrebbero costrette o a chiudere o a licenziare parte del personale, aggravando una situazione economica del nostro territorio già disastrosa;

III. se non sia opportuno chiedere al Ministero dei Trasporti che gli uffici di Sassari della Motorizzazione Civile vengano potenziati con altro personale, affinché tutte le attività d'istituto comprese le richieste di sedute d'esame - possano svolgersi regolarmente. (1037)

Interrogazione Sanna Giacomo - Bonesu - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sul rapporto privilegiato col Banco di Napoli per il contratto d'area del Sassarese.

I sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, per conoscere la loro opinione sui seguenti fatti:

u si è tenuto nei giorni scorsi, organizzato dall'Amministrazione provinciale, presso i locali della Camera di Commercio di Sassari un Convegno sullo sviluppo del Mezzogiorno, al quale sono intervenuti, fra gli altri, il Presidente del Consiglio regionale, il Sottosegretario al Tesoro, il Direttore della Confindustria e rappresentanti del Banco di Napoli;

I. in quella occasione è emerso che, formalizzata o in corso di formalizzazione, sarebbe stata adottata dal Presidente dell'Amministrazione provinciale di Sassari la scelta del Banco di Napoli come interlocutore unico e privilegiato per il Contratto d'area del Sassarese;

u il regolamento del contratto attribuisce al responsabile unico, il Presidente della Provincia, la scelta della banca cui affidare, con convenzione esclusiva, le istruttorie per i nuovi investimenti, ma non sono chiari i motivi per i quali il Banco di Napoli era l'unico istituto presente al convegno, nonostante le banche accreditate dal Ministero per i contratti d'area e per i patti territoriali siano ben 25;

u inutile dire che il convegno si è risolto in gran parte nella illustrazione, con chiari fini promozionali, delle attività bancarie ed extra bancarie del Banco dì Napoli, tacendo peraltro che tale istituto è da sempre ai margini dei processi economici della Sardegna e che il suo risanamento, dopo un grave dissesto finanziario derivante da gestioni clientelari, è costato migliaia di miliardi di denaro pubblico, sottratti allo sviluppo del Mezzogiorno e della Sardegna in particolare.

I sottoscritti chiedono inoltre se gli interrogati siano a conoscenza dei motivi della scelta, se li condividano ed, in caso contrario, quali azioni intendano svolgere per evitare che scelte e risorse essenziali per il Sassarese siano gestite da un soggetto con scarsa conoscenza della realtà economica locale e legato ad interessi estranei alla Sardegna. (1038)

Mozione Granara - Pirastu - Balletto sui dipendenti di enti privati convenzionati della formazione professionale nel quadro unico della formazione professionale regionale e sull'istituzione dell'agenzia della formazione e dello sviluppo delle arti e delle professioni.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO CHE:

- la formazione professionale in Sardegna è una funzione pubblica di esclusiva competenza regionale;

- la medesima viene esercitata in parte dai Centri di Formazione Professionali (CFP) Regionali ed in parte dai CFP di enti privati convenzionati o di aziende private;

- la programmazione della formazione professionale è di assoluta competenza degli enti territoriali locali;

- le risorse finanziarie utilizzate dalla formazione professionale in Sardegna sono di esclusiva provenienza comunitaria e regionale;

- la Regione Sardegna ha istituito un Albo del personale docente e non docente degli enti convenzionati, stabilendo un rapporto di pubblico impiego del personale, per il pieno utilizzo del medesimo;

- la Regione Sardegna gestisce direttamente la formazione professionale con le direttive per l'utilizzo del personale, con tutti gli atti di concreta gestione sullo stato giuridico e di trattamento economico dei medesimi, stabilmente inseriti nei programmi regionali, nel rispetto di norme ed indicazioni dell'Ente Regione;

- gli enti convenzionati non hanno nessuna autonomia finanziaria e gestionale sul personale, nei fatti o per scelta propria, dipendendo in tutto dall'Assessorato regionale competente;

- molte delle strutture utilizzate dagli enti privati convenzionati sono di proprietà regionale o di altri enti locali interessati alla programmazione, in ogni caso le restanti strutture utilizzate sono sempre finanziariamente a carico della Regione sarda;

- tutte le spese correnti della formazione professionale degli enti convenzionati in Sardegna sono a carico della Regione sarda, che non ne mantiene nei fatti il controllo gestionale;

- tutti gli aspetti didattici dei corsi di formazione professionale sfuggono al controllo di una esatta programmazione da parte della Regione sarda e finiscono per essere assorbiti dall'attività dei privati;

- non vi è garanzia dell'attività promozionale degli enti convenzionati nei confronti dello sviluppo socio-economico dei territori interessati e della Sardegna;

- poco o nulla si conosce del patrimonio formativo, culturale, tecnico, strutturale, ambientale, di know-how degli enti e delle aziende interessate alla formazione professionale convenzionata;

- sono evidenti i costi aggiuntivi della mancanza di collegamento tra gli enti privati e gli enti territoriali, prima la Regione sarda;

impegna la Giunta regionale

- a creare un ruolo unico della formazione professionale in Sardegna, con l'assorbimento di tutto il personale in attività alla data del 31 dicembre 1988 a carico della Regione sarda - Assessorato del lavoro e formazione professionale;

- ad attuare un trattamento economico e previdenziale dei dipendenti provenienti dagli enti privati convenzionati pari a quello dei dipendenti regionali con uguale qualifica;

- a rendere operante l'Albo regionale per il pieno utilizzo del personale;

- a riconoscere ai lavoratori dipendenti dagli enti privati della formazione professionale il rapporto di pubblico impiego fuori ruolo all'interno della Regione sarda;

- ad istituire un'Agenzia della formazione e dello sviluppo delle arti e delle professioni, che coordini tutta la formazione professionale, in raccordo con gli enti locali programmatori e con le associazioni sindacali, di categoria e degli imprenditori operanti in Sardegna, con competenze programmatorie, gestionali e di controllo di tutta l'attività,

dispone che

sia dato mandato alla Commissione consiliare del lavoro e della formazione professionale affinché venga approntato lo strumento legislativo adatto alla realizzazione degli obiettivi primari succitati. (152)