Seduta n.63 del 20/06/2000
LXIII SEDUTA
Martedì, 20 Giugno 2000
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente SPISSU
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 17 e 12.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 6 giugno 2000 (58) che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Capelli, Alberto Randazzo e Gian Battista Orrù hanno chiesto rispettivamente di poter usufruire di giorni 2, 1 e 1 di congedo, a far data dal 20 giugno 2000. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati. Comunico, inoltre, che il collega Onnis è assente essendo stato incaricato dal Presidente di presenziare alla cerimonia dell'UNESCO col Ministro Melandri.
Annunzio di presentazioni di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:
"Riordino degli interventi a sostegno dello sviluppo industriale". (92)
(Pervenuto il 13 giugno 2000 ed assegnato alla sesta Commissione.)
Annunzio di presentazioni di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dal consigliere NUVOLI: "Semplificazione del procedimento per l'istituzione di nuovi comuni e la modifica delle circoscrizioni comunali". (93)
(Pervenuta il 13 giugno 2000 ed assegnata alla prima Commissione.)
Dai consiglieri SANNA Salvatore - PIRISI - DEMURU - LODDO - SANNA Gian Valerio: "Norme urgenti sulle Comunità montane". (94)
(Pervenuta il 16 giugno 2000 ed assegnata alla prima Commissione.)
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione AMADU sulla grave situazione in cui si trovano le ferrovie della Sardegna in relazione agli effetti negativi del Piano di ristrutturazione". (136)
(Risposta scritta in data 13 giugno 2000.)
"Interrogazione MANCA sulla soppressione degli uffici periferici dell'Ispettorato agrario di Orosei e Macomer". (143)
(Risposta scritta in data 13 giugno 2000.)
"Interrogazione SANNA Salvatore - SANNA Gian Valerio - LODDO - PIRISI - DEMURU sul decreto 546/P dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione". (147)
(Risposta scritta in data 13 giugno 2000.)
"Interrogazione SANNA Giacomo sui danni causati dal fenomeno alluvionale nel nord-ovest della Sardegna". (148)
(Risposta scritta in data 13 giugno 2000.)
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente petizione:
Dal dott. Salvatore MANCA, Sindaco di Nurallao, per la inclusione del Comune di Nurallao nella XIII Comunità montana 'Sarcidano-Barbagia di Seulo'". (1/XII)
Ricordo che, a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la prima Commissione.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi disagi provocati dalla dichiarata inammissibilità da parte della Comunità Europea dei finanziamenti per credito di esercizio previsti dalla legge regionale n. 35 del 1991". (162)
"Interrogazione CUGINI - LAI - SPISSU - MORITTU - GIAGU - DETTORI Bruno - SANNA Giacomo - DEIANA - VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sul progetto per la realizzazione di un impianto di itticoltura a Santa Teresa Gallura". (163)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione finanziaria nella Fondazione 'San Giovanni Battista' di Ploaghe". (164)
"Interrogazione FANTOLA - COSSA, con richiesta di risposta scritta, sull'esclusione degli alloggi ex INCIS/militari dal patrimonio vendibile dello IACP di Cagliari". (165)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla singolare situazione di gravità cui versano circa 300 addetti ai passaggi a livello delle Ferrovie della Sardegna". (166)
"Interrogazione MANCA - SANNA Giacomo - DETTORI Ivana - MASIA - SANNA Salvatore - GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sul mancato proseguimento della campagna di eradicazione del piano peste suina africana (p.s.a.) e peste suina classica (p.s.c.)". (167)
"Interrogazione ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di risolvere i problemi sorti tra l'Ente Acquedotti e Fognature (EAF) ed il Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale relativamente ai costi di gestione delle opere ad uso promiscuo del sistema Campidano-Flumendosa". (168)
"Interrogazione ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sui problemi relativi alla carenza di risorse irrigue". (169)
"Interrogazione SANNA NIVOLI - FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione complessiva della ASL n. 1 di Sassari". (170)
"Interrogazione GIAGU sul mancato pagamento dei premi relativi alle produzioni biologiche della campagna 1998-1999". (171)
"Interrogazione MANCA - SANNA Giacomo - GIAGU - SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sulla ripartizione delle quote latte". (172)
"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sul mancato trasferimento delle somme dovute dall'ESAF alle imprese appaltatrici". (173)
"Interrogazione ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di impegnare il Corpo di vigilanza ambientale al fine di prevenire azioni di bracconaggio nelle campagne della Sardegna". (174)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Mozione VASSALLO - COGODI - ORTU sulle nuove disposizioni in materia di lavori socialmente utili". (16)
"Mozione SELIS - CUGINI - BALIA - COGODI - DETTORI Bruno - GIAGU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - TUNIS Gianfranco - VASSALLO sullo stato di attuazione degli impegni assunti dalla Giunta regionale con la legge finanziaria 2000 e gli ordini del giorno collegati. (17)
"Mozione SELIS - CUGINI - BALIA - COGODI - DETTORI Bruno - GIAGU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - DEIANA - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - LODDO - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - TUNIS Gianfranco - VASSALLO sulla paralisi delle istituzioni regionali. (18)
"Mozione SANNA Alberto - MARROCU - DEMURU - FALCONI - SELIS - SANNA Gian Valerio - DETTORI Bruno - BALIA - MANCA - ORTU sulla crisi dell'agricoltura sarda anche a seguito della grave siccità dell'annata agraria 1999/2000". (19)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 17. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
MOZIONE SELIS - CUGINI - BALIA - COGODI - DETTORI Bruno - GIAGU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - TUNIS Gianfranco - VASSALLO sullo stato di attuazione degli impegni assunti dalla Giunta regionale con la legge finanziaria 2000 e gli ordini del giorno collegati.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIDERATO CHE:
- la legge finanziaria per il 2000, gli ordini del giorno collegati, le dichiarazioni programmatiche della Giunta regionale, l'intesa Stato - Regione e i regolamenti comunitari in materia di programmazione prevedevano un insieme di impegni e di adempimenti che la Giunta avrebbe dovuto realizzare in materia di politiche del lavoro, di sostegno alle imprese, di programmi culturali, di interventi ambientali;
- ad oggi questi risultano quasi totalmente disattesi con gravi ripercussioni sullo sviluppo produttivo e occupazionale della Regione;
- la Giunta regionale è impegnata, più che a sviluppare una seria azione di programmazione e di governo, in una logorante e stucchevole lottizzazione del potere tra partiti, fazioni e clan familiari;
CONSIDERATA l'assoluta ignoranza delle istanze di concertazione avanzate dalle forze sociali, sindacali e produttive,
impegna la Giunta regionale
1) a predisporre un dettagliato rapporto sullo stato di attuazione degli impegni di cui al primo alinea e a definire tempi e modalità per una loro tempestiva realizzazione;
2) a stabilire un costante rapporto con le forze sociali, sindacali e produttive per la definizione degli atti di programmazione e degli interventi attuativi. (17)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente della Giunta, colleghi e colleghe, credo che sia condivisa l'opinione che il compito dell'opposizione in un sistema democratico è quello di verificare l'azione del Governo, se c'è qualcosa che non funziona di contestarla, oppure di stimolarla. Devo dire che i colleghi della maggioranza hanno dato atto all'opposizione di avere svolto, in questa legislatura, non solo una mera azione di contestazione ma anche di proposta e di stimolo; qualche volta può darsi che i nostri toni siano stati accesi, qualche collega mi ha invitato a essere più pacato, ancora adesso ringrazio di questa sollecitazione. Ricordo, però a tutti, che al di là del tono, il nostro atteggiamento è stato estremamente positivo, estremamente costruttivo, estremamente propositivo. Non sfugge a nessuno il contributo che abbiamo dato in sede di discussione del DPEF, e non solo perché era un documento che proveniva dalla Giunta precedente, ma perché in quest'Aula abbiamo affrontato un dibattito franco, costruttivo e mi pare positivo.
Ancora di più, in occasione della discussione del bilancio, ce ne ha dato atto lo stesso Presidente della Commissione, ma gli altri colleghi, abbiamo ispirato la nostra azione ad un esame concreto, ad un esame positivo. Abbiamo contestato la struttura del bilancio ma non fermandoci alla contestazione, siamo andati oltre, proponendo una struttura di bilancio che enfatizzasse le spese produttive, il sostegno alla cultura, all'impresa, alle politiche del lavoro, alle politiche dell'ambiente. Il nostro atteggiamento è stato positivo in quest'Aula nonostante l'atteggiamento talvolta un po' irritante della maggioranza. In occasione della discussione della legge volta a sanare i problemi causati dal ritardato insediamento dei comitati di controllo, abbiamo dato la nostra disponibilità a risolvere il problema, e questa disponibilità l'abbiamo dimostrata partecipando alla votazione della proposta di legge dei colleghi Sanna e Manca, e cercando, insieme a voi, insieme alla Giunta, insieme alla maggioranza, di trovare una soluzione ad un problema che era particolarmente delicato e che, secondo me, la maggioranza rischiava di sottovalutare.
Noi abbiamo scritto lo ricordo, l'articolo 2 della legge finanziaria, e voi avete condiviso la nostra proposta, su cui fra poco torneremo, come base di un lavoro comune di programmazione della nostra azione concordata. Abbiamo preso atto che nelle dichiarazioni programmatiche della Giunta c'era una valutazione positiva dell'intesa istituzionale di programma, e in tutti questi mesi abbiamo posto al centro della nostra azione non la tendenza ad esasperare i conflitti e i toni, al di là di qualche nervosismo che può esserci stato, ma invece il tentativo di portare in quest'Aula, nelle istituzioni, i problemi e i bisogni dei cittadini. La struttura del programma e del bilancio che abbiamo approntato, le tematiche del lavoro, l'informatizzazione, il sostegno alle imprese, all'ambiente e alla cultura, sono state da questo punto di vista eloquenti, ed eloquente è stato il lavoro positivo che abbiamo svolto in quest'Aula.
Ma devo dire che dopo il nostro giudizio negativo sulla proposta di bilancio, non abbiamo esitato ad esprimere un giudizio moderatamente positivo sui risultati conclusivi, avevamo sperato e pensato che ci fosse una intensificazione, passati i primi mesi di azione della Giunta, che desse una spinta positiva e propositiva a questa legislatura; e invece devo dire, anche in questo caso se volete, con molta pacatezza, ma anche con un certo rammarico, che abbiamo assistito ad uno spettacolo abbastanza penoso di spartizione degli enti, di polemiche sulle quali non entriamo in questa fase. Dico "penoso" non solo perché ha gettato, in qualche modo, discredito sulla maggioranza ma anche sull'intera istituzione. Sorvolo su questo aspetto, ma adesso, a poche settimane della pausa estiva, a oltre sette mesi, o quasi sette mesi, dalla presentazione della Giunta da parte del Presidente Floris, riteniamo sia non solo nostro diritto, ma nostro dovere o, se volete, dovere comune, fare il punto della situazione, raffrontare i vostri programmi, le vostre proposte, le indicazioni che avevate dato con quanto è stato fatto. Ed anche a questo proposito, ripeto, non servono i toni accesi, non serve la polemica; serve verificare. Ci siamo chiesti che cosa questa Giunta, al di là delle dichiarazioni un tantino roboanti, un po' esotiche sul modello catalano, abbia fatto se escludiamo il bilancio e il DPEF al cui contenuto abbiamo collaborato anche noi. Ho presente, come fatto di maggiore rilievo comunicativo, l'apertura di Villa Devoto al pubblico, che sarà stata anche una cosa positiva, non lo nego, ma non può esaurire l'azione di governo; così come ho presente la colazione con Principe Aga Khan, ma questo non può esaurire l'azione di governo.
Allora se mi è consentito, sempre mantenendo un atteggiamento costruttivo, volto a fare insieme questo rendiconto positivo, io credo che noi possiamo partire dalle dichiarazioni programmatiche del Presidente, leggendo e riducendo al massimo le mie parole e prendendo al massimo le parole del Presidente Floris. Il primo capitolo: la riforma. "L'azione di governo risulterebbe certamente non adeguata agli obiettivi indicati se non ponessimo in campo, in via prioritaria, la riforma complessiva della Regione e dei suoi enti. Unitamente alla modifica della legge elettorale, è essenziale la modifica della legge numero 1". A questo punto, di queste riforme degli enti, della legge numero 1, di quant'altro e dell'attuazione della Bassanini eccetera eccetera, che cosa è stato fatto? Non basta presentare disegni di legge, qualche volta ne abbiamo discusso con l'onorevole Masala. Il compito della Giunta non è scrivere un disegno di legge e presentarlo al Consiglio; è anche questo, ma poi la Giunta deve essere il motore della maggioranza che viene chiamata ad approvare quel disegno di legge, altrimenti la Giunta diventa una sorta di ufficio studi, ma non è questo che occorre.
Ancora, nelle dichiarazioni programmatiche c'era l'esigenza di riformare l'amministrazione per rispondere al cittadino; c'era l'esigenza di affrontare i temi che vanno dai trasporti all'energia, alla flessibilità salariale, alla zona franca produttiva e telematica; c'era l'esigenza di rilanciare i punti franchi facendo riferimento all'attuazione dell'articolo 12 dello Statuto; c'era l'esigenza di porre in campo una modifica o un'attuazione dello Statuto che desse alla Sardegna, come diceva il Presidente Floris allora, una "soggettività internazionale". Di questi temi che cosa ne è stato?
Risulta a voi, cari colleghi, che qualcosa sia stata fatta? Ed ancora, si indicava come un dato drammatico, come un freno allo sviluppo, la burocrazia. Certo, lo shock burocratico c'è stato: sono stati presi e liquidati tutti i vecchi direttori e sono stati nominati altri nuovi direttori; ma questo ha prodotto un'amministrazione efficiente, una capacità della Regione di governare? E il principio di sussidiarietà che veniva invocato, che fine ha fatto? Ed ancora, continuo a leggere, diceva il Presidente Floris: "Occorre uno sforzo senza precedenti per contenere la spesa ordinaria"; poi abbiamo visto che il bilancio invece di contenere la spesa ordinaria la aumentava.
Veniva annunciato un testo unico sugli incentivi che sappiamo sta circolando; noi l'abbiamo presentato da tempo e stiamo aspettando che la Giunta si decida a presentarlo al Consiglio e a farlo arrivare in Aula. Ricordo a tutti i colleghi l'impressione che aveva fatto la citazione, un po' esotica del modello catalano, ma rammento anche il problema dell'insularità, il problema energetico, il problema dei punti franchi, il problema del sistema bancario sardo: di tutto questo che ne è stato?
Ed ancora, il Presidente Floris dice: "La Giunta è particolarmente impegnata sul piano politico e operativo perché l'intesa di programma che il Governo ha firmato con la Sardegna diventi uno strumento efficace e fecondo. Essa contiene l'accordo di programma in materia di energia, scuola e formazione, trasporti ferroviari. E' ancora da definire l'accordo quadro per il completamente del sistema dei trasporti ferroviari, eccetera, eccetera". Di tutto questo che cosa è stato fatto in concreto? Che cosa c'è in termini di progresso rispetto a sei, sette mesi fa? Allora, continuando di questo passo, ancora, leggo sempre dalle dichiarazioni programmatiche: "La Giunta di programma si impegna ad iniziare una contrattazione con tutti gli istituti di credito per trasformare lo stock del debito a breve di tutto il sistema imprenditoriale isolano in un indebitamento a lungo termine a tassi concordati anche con l'ausilio di più avanzati sistemi di garanzie". E infine per quanto attiene al problema dell'ambiente, veniva enfatizzato criticamente quello che la Giunta precedente aveva fatto, dimenticando che siede affianco a voi l'Assessore dell'ambiente di allora, e veniva condannata la precedente gestione dell'ambiente e tratteggiata una nuova gestione di cui non abbiamo notizie, né per i problemi della forestazione, né per i problemi dei rifiuti.
Mi fermo qui per quanto riguarda le dichiarazioni programmatiche, potrei continuare, ma mi pare che questi accenni siano sufficienti a sottolineare che in questi sette mesi molto poco sia stato fatto.
Ho letto che l'innovazione più significativa che abbiamo e avete realizzato riguarda il bilancio. Su di esso, noi abbiamo sviluppato una nostra proposta, abbiamo sottolineato e lavorato anche assieme, ce ne siamo dati atto reciprocamente, per reinserire il piano del lavoro, per potenziare le politiche a sostegno dell'impresa, per rilanciare l'occupazione giovanile, l'informatizzazione diffusa delle famiglie, la riforma dello Stato sociale, della sanità, della cultura e così via. E insieme abbiamo scritto l'articolo 2 della finanziaria che prevede il seguente programma: "Entro il 30 giugno la Giunta si impegna a presentare un disegno di legge di assestamento del bilancio dell'anno 2000, destinando prioritariamente le risorse alle politiche del lavoro, agli incentivi alle imprese, alle politiche degli enti, all'ambiente, alla pubblica istruzione, formazione, informatizzazione e ricerca".
Abbiamo ricevuto qualche giorno fa un microscopico assestamento; l'Assessore ci ha detto che è transitorio. Ma io mi chiedo, se siamo già a fine giugno, e avevate assunto l'impegno di presentare entro giugno il vero assestamento, quello che, come avete detto voi, sarebbe stato il vero bilancio, preceduto da un nuovo DPEF, perché è arrivata solo una cosa modesta, perché non è stato possibile presentare tutto assieme, sapendo che fare due assestamenti complica ed allunga i tempi? cosa lo ha impedito?
La Giunta si era impegnata prima della presentazione dell'assestamento a fare una verifica delle risorse, quantificando la consistenza dei residui attivi e passivi, noi non ne abbiamo ancora notizia, ci auguriamo che entro qualche giorno questo documento arrivi, ma siamo già a fine giugno e della consistenza dei residui attivi e passivi, con l'assestamento che avete presentato, non c'è traccia.
La Giunta si era impegnata alla definizione degli accordi di programma quadro derivanti dall'intesa istituzionale di programma; lo dicevo prima, ma quasi nulla è stato fatto. Si era impegnata al reperimento di nuove entrate, si era impegnata alla riorganizzazione dell'amministrazione regionale, si era impegnata a reperire nuovi stanziamenti per i piani integrati d'area, per abbattere i tassi d'interesse, per completare i piani di insediamento produttivo (PIP), per rilanciare l'acquacoltura, per la ricomposizione fondiaria, per la formazione professionale, per il riordino degli strumenti di promozione.
Ma ci sono queste cose nell'assestamento di bilancio oppure siamo oggi totalmente lontani da quel disegno? Lontani e senza capire quando si realizzerà, e non lo dico, come affermavo all'inizio del mio intervento, con intenzione provocatoria, e perché è compito dell'opposizione contestare, sì, anche questo rientra, se volete, nel gioco delle parti, ma lo sto dicendo perché i ritardi della Giunta creano sfiducia nei cittadini non solo nei confronti della maggioranza, ma nei confronti delle istituzioni. Quando abbiamo dato la nostra disponibilità, e la ribadiamo, a mantenere un atteggiamento positivo sui grandi temi, non lo facciamo per venire incontro alla maggioranza, lo facciamo per dare spessore, dignità, ruolo a questa istituzione. Sull'intesa di programma noi non abbiamo notizie ma ci sembra totalmente inadeguato quello che è stato fatto.
Ancora, se dovessi riprendere le dichiarazioni del Presidente più volte ribadite in quest'aula per quanto riguarda i programmi comunitari, "La Giunta è impegnata - diceva il Presidente Floris, ma lo ha ripetuto la Giunta, in questi mesi - al rispetto del calendario delle scadenze comunitarie, in particolare all'approvazione del Completamento di programmazione che deve essere approvato dalla Giunta e dal Consiglio regionale entro il 31/12/1999". In che cosa consiste? Che cosa abbiamo approvato entro il 31/12/1999? Questo è l'impegno che avete assunto, ci dite che cosa avete approvato e che cosa stiamo approvando? Ancora, cito dalle dichiarazioni programmatiche:"Quanto ai fondi strutturali '94-'99 sarà il primo urgente impegno perché entro il 31/12/1999 vengano definiti i progetti da proporre al finanziamento per l'utilizzo totale delle risorse finanziarie assegnate, al fine di non perderle".
Potrei continuare, ma questa illustrazione è presto sintetizzata; se noi andiamo a vedere gli impegni assunti dalla Giunta nelle dichiarazioni programmatiche, e ne ho letto testualmente alcuni brani, se andiamo a vedere l'articolo 2 della legge finanziaria, se vediamo gli ordini del giorno che abbiamo approvato assieme alla legge finanziaria, se vediamo gli adempimenti previsti dall'intesa istituzionale di programma, se vediamo gli impegni enunciati ed assunti dalla Giunta in materia di programmazione comunitaria, possiamo constatare che quasi nulla è stato fatto. Ma ciò che è gravissimo, è che questo non nuoce solo alla Giunta, nuocerà anche alla Giunta, ma questo consentitemi di dire che è un problema vostro, ma nuoce alle istituzioni, nuoce allo sviluppo della Sardegna, nuoce alla credibilità di quest'Aula!
Ecco perché vi diciamo: facciamo una verifica, con la maggiore pacatezza, con la maggiore chiarezza e schiettezza, possibili, anche in maniera, se volete, impietosa, perché si tracci una linea in cui ognuno di noi, voi per la parte che vi compete come maggioranza e noi per la parte istituzionale che ci compete, trovi il modo di agire in sinergia. Ma se voi non fate questi passi in che modo l'opposizione può contribuire al rilancio delle politiche di sviluppo, a realizzare l'intesa di programma, a realizzare le programmazioni comunitarie, a fare le riforme? Abbiamo presentato il testo unico sugli incentivi alle imprese, stiamo aspettando quello della Giunta da mesi, perché vogliamo elaborare assieme un testo unificato.
Ecco allora da cosa derivano la nostra perplessità ed anche la nostra amarezza, e anche la nostra critica molto convinta e molto profonda sulla vostra azione, sulla vostra inadeguatezza. A noi non soddisfa il fatto di venire qua, - lo dico perché qualche collega pensa che ci sia una soddisfazione a venire qua e a recitare queste parti di contestazione - noi dovremmo e vorremmo trovare il modo di lavorare, sviluppando il confronto sulla qualità della politica, sui problemi, sui ruoli diversi, e in questa competizione dimostrare la nostra cultura di governo, il nostro ruolo di governo che, ripeto, è stato ribaltato non per volontà degli elettori, ma per un gioco di palazzo abbastanza triste, confuso ed opaco.
PRESIDENTE. Voglio ricordare al Consiglio che l'onorevole Selis aveva venti minuti a disposizione che non ha utilizzato, altrettanti ne ha il Presidente della Giunta alla fine del dibattito, i colleghi possono intervenire per dieci minuti ciascuno e le iscrizioni a parlare devono pervenire entro il primo intervento.
E` iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Nei pochi minuti previsti dalle norme regolamentari, io vorrei riferirmi principalmente alle azioni che le norme legislative prevedono e che in qualche modo vincolano. Le questioni politiche generali le ha poc'anzi tratteggiate il collega onorevole Selis, però vi è da dire, anche dal nostro punto di vista, che la mozione che abbiamo presentato non intende semplicemente marcare un passaggio necessariamente polemico e severo nei confronti dell'azione di governo, quanto piuttosto approdare a un risultato che sia una verifica severa e serena, per quanto è possibile, di atti di governo, di azioni che avrebbero dovuto essere intraprese e che sono mancate, di cose necessarie per la Sardegna.
La mozione che abbiamo presentato e che oggi discutiamo, non vuole essere uno dei tanti elementi di una necessaria e produttiva polemica o dialettica parlamentare. L'opposizione che svolge il proprio mestiere, così come la maggioranza, deve essere posta nella condizione di fare la sua parte. Noi ci troviamo di fronte ad una plateale non disattenzione, ma ad una plateale diserzione della maggioranza e soprattutto del Governo della Regione, rispetto a norme legislative di questa Regione, rispetto a disposizioni di legge approvate da questo Consiglio.
L'articolo 2 della legge finanziaria della Regione, quella dell'anno in corso, non dice che la Giunta si era impegnata a fare alcune cose importanti; l'articolo 2 della legge finanziaria, proprio perché è una norma di una legge della Regione, ha impegnato la Giunta, ha vincolato la Giunta, e di quell'impegno e di quel vincolo la Giunta deve rispondere non in termini di coerenza propria, cioè di cose contenute nelle dichiarazioni programmatiche, in altre dichiarazioni, o in reiterate promesse, che non si capisce se siano promesse o minacce, di ricorrere continuamente alla Corte Costituzionale, ai giudici penali, civili, amministrativi la cui azione dovrebbe supplire la necessaria azione di governo. L'ultima che abbiamo sentito è che se l'Enichem non deciderà di mantenere gli investimenti industriali in Sardegna, sarà citata in giudizio di fronte al giudice civile, penale, amministrativo, e non so quale altro giudice, perché avrebbe danneggiato la Sardegna avvelenando i territori. Ma se l'Enichem ha avvelenato i territori avrebbe dovuto essere chiamato comunque a rispondere! Non è che si possa dire: "O fai così, o ti impegni ancora in un progetto industriale in questa regione o io ti denuncio", utilizzando la possibilità di adire in giudizio in funzione sostitutiva dell'azione politica!
L'azione di governo non può scadere a questo tipo di gestione puramente polemica e personalistica, povera; così come non può seguitare ad aleggiare questa minaccia di invocare continuamente l'intervento di corti costituzionali, in materia ambientale, in materia di parchi, in materia di credito, rispetto a fatti la cui gestione è più propriamente della politica e del governo di questa Regione.
Siamo arrivati a sentire bestialità delle quali, chi comprende qualcosa in questa Regione, chi si occupa di politica o di qualsiasi altra cosa o anche di quasi niente, avrà sicuramente solo riso. Abbiamo sentito dire che il Gruppo di maggioranza relativa, di questa maggioranza "transgenica", avrebbe deliberato al suo interno di chiedere alla Giunta - la quale non ha detto una parola, avrà riso pure la Giunta, immagino - di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la nomina del presidente della Banca CIS, fatta dall'azionista di maggioranza di quella società. Perché simili bestialità sono state pensate, dette, scritte e pure tradotte in atti che vorrebbero apparire politici e di governo? Non c'è la minima serietà nell'azione politica e nell'azione di governo.
E allora, per andare al dunque, l'articolo 2 della legge finanziaria della Regione prescrive cose precise, e io non lo so ma immagino che cosa la maggioranza dirà, o il Presidente della Giunta diranno: "Ci stiamo impegnando, stiamo vedendo, le difficoltà sono ben note, ci sono per tutti, ieri c'erano per voi, oggi per noi, domani ci saranno per altri". Lo sappiamo già, ma per attuare quegli impegni definiti e precisi contenuti nell'articolo 2, che abbiamo peraltro concordato in questo Consiglio regionale e che sono frutto di una larga intesa politica e, quindi, dovrebbero avere più forza, dovrebbero essere oggetto di maggiore attenzione e sostegno da parte della stessa maggioranza e soprattutto della Giunta, che cosa avete fatto? Niente, anzi, l'esatto contrario di quello su cui ci si è accordati e di quello che la legge sancisce.
L'articolo 2 impegnava la Giunta a istruire e a portare in Consiglio, entro il 30 giugno, atti definiti: a prevedere politiche per il lavoro e per incentivare l'imprenditorialità giovanile all'interno di un disegno di legge organico, che veniva individuato nell'assestamento di bilancio, ma non come fatto contabile, ma come completamento della manovra economica e finanziaria, politiche che non si esauriscono nella riserva di miliardi da destinare al pregresso della legge 28, come avete pensato voi. Il pregresso della legge 28 è un problema specifico da trattare e lo tratteremo, verificando anche nel merito le richieste presentate, vagliando quali meritino di essere sostenute, non può essere un'occasione per stanziare una montagna di soldi, come si verifica quando il temporale ogni tanto cade su questo o quel territorio della Sardegna e si impegnano 300, 400 o 500 miliardi e poi non rimane il denaro per una politica seria di sostegno ambientale e di intervento strutturale. Ma che ne è delle politiche del lavoro in questa Regione? Ma che ne è degli 800 miliardi che abbiamo reperito con grande fatica, a seguito di una lunga trattativa che è sfociata in un accordo conclusivo, per salvare l'articolo 19 della legge 37, il piano per il lavoro? Ottocento milioni derivanti dalla somma dei 300 miliardi e più dell'anno scorso, dei 350 miliardi del bilancio in essere e dei 100 miliardi trasferiti dalla cantieristica; 800 miliardi di danaro della Regione e disponibili presso i comuni della Sardegna per attivare politiche del lavoro in tutti i comuni e in tutti i territori; in quell'occasione tutti abbiamo sostenuto che era utile aiutare i comuni, costituire i nuclei di valutazione, ma non solo, anche nuclei di sostegno tecnico-amministrativo e progettuale per i comuni, perché possano mettere in campo, dispiegare questa potenzialità di sviluppo locale, perché possano incentivare la costituzione di tante piccole e medie imprese locali per tante nuove occasioni di lavoro; 800 miliardi di finanziamenti della sola Regione, in relazione a quanto anche il Governo nazionale sta proponendo, oggi, per il lavoro (era ora!) e di quanto le normative comunitarie consentono di mettere insieme.
Quali atti sono stati adottai per le politiche del lavoro? Niente. Non c'è un solo nucleo costituito nel territorio, non c'è un solo ufficio della Regione chiamato a sostenere i comuni; quei danari sono lì, iscritti nel bilancio della Regione, ed è chiaro che tra qualche mese, si dovrà dire, e voi lo direte, che gli interventi previsti dall'articolo 19 sono falliti, ma siete voi ad averli fatti fallire! Le politiche del lavoro non funzionano perché non le avete fatte funzionare, non istruite gli atti che dovete istruire nei modi dovuti e entro i tempi che la legge prescrive, e questo è quello che ne deriva.
Noi vorremo risposte puntuali, su questo, come su altri punti; non c'è tempo di affrontare diverse questioni, ma ad esempio per quanto attiene il reperimento delle risorse, ugualmente, la legge vi vincola ad adempimenti precisi. Che cosa avete attuato del secondo comma dell'articolo 2? Reperire le risorse non vuol dire chiedere conto all'Unione europea di quanto vi passa in denaro, chiedere conto allo Stato di quanto vi passa in denaro. Si era detto: "Inauguriamo una stagione di buona amministrazione, di reperimento anche interno di risorse, di messa a frutto dei patrimoni, dei demani di questa Regione", l'avevamo detto, ed è scritto. E abbiamo, invece, sentito che in luogo di mettere a frutto i demani e i patrimoni, questa Regione e questa Giunta hanno capovolto l'impostazione precedente. Ha ricominciato con la politica delle concessioni facili; ha ricominciato a concedere, con provvedimenti pluriennali, per poche lire a metro quadro, tutte le spiagge, tutti i demani marittimi di questa Regione, a privati, senza criterio, vanificando anche lo sforzo di riordino che era stato impostato. Dov'è la messa a frutto dei patrimoni e dei demani? State facendo l'esatto contrario!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi, io devo insistere, arrivi alle conclusioni, la prego.
COGODI (R.C.). Ho concluso.
Abbiamo chiesto in Commissione di sapere, e non abbiamo ottenuto alcuna risposta, quante concessioni di beni pubblici regionali siano state fatte e per quale corrispettivo, da quando è stato approvato quest'articolo della finanziaria; è un elenco che è presso gli uffici, basta una telefonata per acquisirlo, il Consiglio regionale non riesce neppure ad avere informazioni sulla gestione produttiva dei beni della Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego, concluda.
COGODI (R.C.). Ho concluso.
PRESIDENTE. Ha già parlato per tre minuti oltre il tempo consentito.
COGODI (R.C.). Va bene, ma non è che capiti chissà quale cosa.
PRESIDENTE. Io non voglio impedirle di parlare, onorevole Cogodi, sia rispettoso del Regolamento.
COGODI (R.C.). Sono rispettoso del Regolamento…
PRESIDENTE. Concluda, devo dare la parola ad altri.
COGODI (R.C.). Sono rispettoso del Regolamento e financo del Presidente di questo Consiglio quando svolge le sue funzioni. Certo che concludo, il tempo si può gestire in tanti modi, si può gestire facendo un intervento, facendone quattro, con due minuti meno, non è il secondo, mi comprenda, che decide su queste cose.
Penso che lo strumento della discussione della mozione, al quale siamo dovuti ricorrere, consente l'intervento solo di pochi minuti, ma si deve consentire che questi minuti, siano gestiti con un pochino, non dico di elasticità, ma di comprensione dell'importanza del tema.
Mi sono limitato a richiamare il tema, ho voluto richiamare le inadempienze plateali e se serviranno ulteriori minuti, anziché una, presenteremo dodici mozioni, l'importante è che la Giunta risponda in modo preciso, puntuale e che la discussione non si esaurisca nella sola polemica politica, ma che serva per marcare, almeno, un passo avanti, sotto il profilo delle responsabilità, ma anche sotto il profilo dei risultati.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi. E` iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Onorevoli colleghi, onorevole Presidente della Giunta, se avessimo voluto dare un rilievo politico autorevole a questo dibattito, il centro sinistra avrebbe dovuto inizialmente dichiarare che non vi erano i presupposti temporali per esprimere alcun giudizio sull'azione del Governo regionale e la coalizione di governo avrebbe dovuto rispondere che si riparte da zero, cancellando giudizi di sorta sul recente passato, per intenderci, quel passato dietro l'angolo.
In politica, però, sembra che sia impossibile partire da un'ora X, da un momento nel quale tutti cominciano a guardare avanti, consapevoli che nessuno di noi può invitare l'altro a scagliare la prima pietra; invece, qui ognuno di noi è convinto di poterne avere una più dell'altro. Purtroppo, colleghi, la realtà è questa, e non credo che sia un fatto di rispetto della libertà di espressione del Consiglio aver limitato la mozione a poche righe, non è, per intenderci, una lezione di sintesi, ma è semmai il tentativo di elevare lo scontro, aprire a tutto il campo il conflitto politico, la confusione, da destra e da sinistra, pur di tentare di dimostrare che tutto è uguale al passato ed anche peggio.
Se avessi dovuto accettare questa sfida, probabilmente, sarebbe stato troppo facile ricollegare le difficoltà di oggi, che nessuno, né la Giunta né noi vogliamo nascondere, con le gravi, gravissime responsabilità di ieri. Cercherò, colleghi del Consiglio, collega Selis, colleghi della minoranza e non dell'opposizione, di rappresentare le ragioni legittime di uno schieramento, che da pochi mesi, da pochi mesi, governa la Regione. Non una difesa d'ufficio, non ne ha bisogno né il presidente Floris, né la Giunta che egli autorevolmente guida, ma semmai il tentativo di guardare in faccia i problemi, evitando, credetemi, facili attribuzioni di responsabilità su ognuno di quei temi che voi avete riproposto nella mozione.
Il clima di quest'Aula non può essere quello di aprire l'armadio ogni qualvolta si vuole affrontare un problema per condizionarci l'un l'altro. E` l'essenza della politica - potrebbe dire qualcuno -, uno strumento efficacissimo per paralizzarci reciprocamente, un'arma letale per la politica, per il confronto. Vorrei sfuggire a questo invito per cercare di aprire una riflessione che non può non riguardare ognuno di noi, senza trincerarci nella solita recita di ruoli, quelli che difendono ad oltranza e quelli che ad oltranza attaccano.
Partiamo dall'occupazione: c'è qualcuno, qui in quest'aula, che può negare che i 350 mila disoccupati pesino come macigno sull'attività della Giunta Floris? C'è qualcuno che può sostenere che dopo appena sei mesi potevano essere invertite politiche del lavoro consolidate, di stampo assistenzialistico, questo sì, incardinato in ogni legge della Regione? Sono convinto, colleghi, conoscendo il buon senso di ognuno di voi, che nessuno lo potrà sostenere.
Ecco, è su questi aspetti che il dibattito deve focalizzarsi; voi dite che la Giunta regionale deve rifinanziare i P.I.A., io sono dell'avviso esattamente contrario; voi dite che deve essere rifinanziata tutta la strumentazione delle politiche per l'occupazione, che voi, quando eravate al Governo, avete indicato come soluzione. Io dico che fatte bene a rivendicarlo, ma dimenticate un dettaglio, non di poco conto: la verifica, la necessità di far coincidere le risorse stanziate con un risultato, quello sì, tangibile, verificabile, monitorabile. Tutto ciò in questa Regione, colleghi, non è possibile, perché qualcuno o si è dimenticato della regola aurea del controllo, non solo contabile, ma soprattutto economico, o ha costruito su questa regola del mancato controllo, un impianto politico sotterraneo, che occorre, senza indugi, questo sì, smantellare. Credetemi, questo auspicio non è una partigianeria, ma è semmai un approccio ai problemi che può consentirci un dialogo serio, un confronto aperto, ma fondato su un'analisi seria.
C'è qualcuno, oggi, in Regione o in questo Consiglio, che può affermare che i duemila miliardi stanziati per i piani integrati d'area, hanno prodotto o, con certezza, produrranno nuova economia e nuova occupazione? Questa, colleghi è la nostra grande sfida! Non possiamo andare avanti, ognuno con i propri convincimenti ideali, progettuali, se non ci confrontiamo con la misurazione degli effetti, quel metodo che l'Unione europea sta inculcando nell'agire quotidiano: la valutazione ex ante, in itinere, ex post.
Allora, colleghi, oggi nessuna delle leggi in materia di occupazione, quelle che richiamava poc'anzi il collega Cogodi, è accompagnata da una valutazione ex ante, e cioè preventiva, dell'impatto sull'occupazione e sul sistema macroeconomico. Prendiamo la mira ad "occhiometro", ma non abbiamo punti di riferimento certi e l'assenza di una verifica attenta degli strumenti in essere, sperimentati, non ci aiuta a prendere spunto, né da quelli che potrebbero essere effetti positivi, né tanto meno da quelli negativi.
Oggi, il compito di questa maggioranza, l'obiettivo che questa Giunta sta perseguendo, è quello di riscrivere le regole della politica economica ed occupazionale; non è un compito facile, perché questo dovrà avvenire, non come nel passato, su personali filosofie o convenienze di parte, ma su presupposti di puntuali analisi di costi e di benefici. L'assessore Pittalis nel presentare il provvedimento di assestamento, il primo, all'esame della Commissione, ha voluto rappresentare due ordini di esigenze: la prima, quella di porre in condizioni un provvedimento di legge importante di operare sino al limite temporale consentito (mi riferisco alla legge 28), la seconda è quella di verificare i PIA. La Giunta non ha cancellato le risorse, le ha per il momento allocate nell'esercizio finanziario del 2002, è una scelta ragionata, fondata su quella valutazione che prima richiamavo, e cioè, non ci può essere un'allocazione di risorse finanziarie se non sono verificabili gli effetti, i risultati derivanti dai relativi interventi. Questo ragionamento diventa ancora più realistico, se esiste, come deve esistere, una somma talmente consistente, già impegnata, senza alcun tipo di riscontro.
E` ipotizzabile che un imprenditore, in questo caso la Regione, metta a disposizione duemila miliardi e per quattro anni non si accerti del risultato raggiunto, dello stato dell'arte degli investimenti? Non è possibile che ciò avvenga, eppure questo si verifica. Oggi non si può chiedere a quello stesso imprenditore, cioè sempre la Regione, di continuare a destinare risorse in quella direzione, a meno che qualcuno, in quest'Aula, ci dimostri che l'ipotesi teorica dello sviluppo che si voleva perseguire con i P.I.A. non si sia concretizzata, ma tutti i sindaci che ho sentito, che abbiamo sentito, che non saranno certamente un termometro graduato, segnano alta, altissima, temperatura per uno sviluppo annunciato con tanto di protocolli firmati, quanto rimasti inevasi.
Noi vorremmo pertanto confrontarci sul tema della verifica, come fondamento della nuova politica economica ed occupazionale della Regione. Per fare questo, occorre un passo indietro, collega Selis, un passo indietro che ci consenta di superare l'oltranzismo, ma che ci faccia operare un po' tutti con più concretezza e meno partigianeria. Noi, certo, non possiamo approvare questa vostra mozione perché, come direbbe il mio collega Pasqualino Federici, è destituita di ogni fondamento ed è priva di presupposti di fatto e di diritto. Siamo, pronti invece, ad aprire una sessione di confronto sulla riscrittura delle regole fondamentali dello sviluppo a partire dall'impostazione del programma operativo regionale 2000-2006; anche in questo versante operiamo per responsabilità, non certo di questa Giunta, quasi all'oscuro, e non vorrei che tra qualche tempo fosse presentata anche su questo un'altra mozione. Io preferisco dirlo oggi per evitare facili, futuri fraintendimenti su ruoli e responsabilità di questa maggioranza. C'è qualcuno che conosca per esempio i risultati del piano operativo plurifondo 1994-1999? Mi riferisco non alla quantità di spesa, si spera che almeno quella sia in fase di rendicontazione, ma alla ricaduta economica ed occupazionale sulla nostra terra, quelle risorse sono state spese bene o sono state spese male? C'è qualche intervento che meriti di essere continuato o che invece debba essere concluso? Vi risulta che ci sia più acqua, che ci sia più energia, che dopo quegli investimenti i trasporti interni ed esterni si siano ridotti qualificando i servizi?
Queste sono le domande che dobbiamo porci colleghi, ben sapendo che la Giunta sta facendo tutto il possibile da una parte per fronteggiare l'emergenza quotidiana, e dall'altra per impostare politiche di strategia. Le risorse comunitarie sono la cartina di tornasole e la grande opportunità, la grande occasione, la più grande che la Sardegna ha a sua disposizione.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU
(Segue PILI.) Nei giorni scorsi ho avuto occasione di rappresentare al Presidente della Giunta regionale e all'assessore Pittalis, che sta svolgendo una meritoria azione di negoziazione con l'Unione Europea, proprio sui fondi europei, le mie preoccupazioni. Ad oggi non abbiamo il POR approvato, e le notizie che arrivano dalla Commissione Europea non ci consentono di sostenere che la sua definizione sarà imminente; è quasi scontato lo slittamento a settembre della ripresa del negoziato. Il POR, sia ben chiaro, non sarà mai bocciato, ma è altrettanto vero che pesa come un macigno su quel testo un parere della Commissione, che non riguarda dettagli, ma che riguarda la filosofia stessa del documento proposto dalla precedente Giunta regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Pili, concluda il suo intervento.
PILI (F.I.-Sardegna).Arrivo alle conclusioni. Alcune contestazioni della stessa Commissione appaiono forse eccessive, comunque opponibili, ma pur nella loro importanza le diverse possibili opposizioni non toccano le obiezioni e le critiche di sostanza. La scelta di nuovi metodi, oggi, non riguarda soltanto la maggioranza, ma l'intera classe politica e dirigente della Sardegna. Per fare questo non serve solo un pronunciamento della maggioranza, ma occorre, come si suole dire, il lasciapassare della minoranza, che dovrebbe condividere la strada di un ripensamento, non di una parte o dell'altra di questo Consiglio, ma semmai dell'intera Sardegna, sulle politiche di sviluppo. Su questi temi dobbiamo ricostruire un clima di agibilità del confronto, mettendo da parte posizioni di difesa e di attacco a oltranza. Dobbiamo tutti evitare, me per primo, a non cadere nella tentazione di ricordare le gravi responsabilità che su questo, come su altri temi, pesano sull'operato delle passate giunte, a questo hanno già pensato gli elettori quando ne hanno avuto l'opportunità.
Oggi il nostro è un problema di governo, e come tale, comunque, dobbiamo affrontarlo; per questa ragione non ci potrà essere condivisione di alcun genere su mozioni strumentali e fini a se stesse, abbiamo tutti un compito superiore a quello della polemica a tutti i costi e spero che ognuno faccia prevalere le ragioni superiori della politica e del governo. Oggi più che mai la Sardegna ce lo chiede, non solo quella della concertazione sindacale, ma la Regione dei cittadini, di coloro che invocano scelte coraggiose, innovative, chiare, scelte di governo, quelle che questa coalizione, questa Giunta, che lei onorevole Floris rappresenta, stanno portando avanti, pure con tante difficoltà ambientali e storiche, nell'interesse esclusivo della nostra Regione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pili.
E` iscritto a parlare il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.
NUVOLI (F.I.-Sardegna). Debbo, intanto, subito dire, che mi lascia non poco sorpreso il contenuto di questa mozione, perché talmente stringato che mi pare anche assai poco dignitoso ed assai poco rispettoso del Consiglio regionale che, probabilmente, avrebbe voluto avere una materia più compiuta di dibattito, che non queste pochissime righe che intendono riferirsi a tutto lo scibile delle problematiche che attanagliano, purtroppo, non da ora, ma da decenni la Sardegna ed impegnano, sempre queste pochissime righe, la Giunta regionale a predisporre: " un dettagliato rapporto sullo stato di attuazione degli impegni" (di cui al primo punto, probabilmente, questo non si capisce molto bene) "i tempi e le modalità per una loro tempestiva realizzazione", e poi ancora "a stabilire un costante rapporto con le forze sociali, sindacali e produttive per la definizione degli atti di programmazione e degli interventi attuativi".
Cari colleghi, veramente siamo in presenza di qualcosa di straordinariamente grottesco, dal momento che questa mozione è firmata dagli onorevoli Selis, Cugini, Balia, Cogodi, Dettori Bruno, Giagu ed è già sufficiente questo per dire che ci ritroviamo, esattamente, di fronte alla stessa classe politica che ha affossato la Sardegna in questi ultimi anni. E` veramente straordinario, carissimi colleghi, che questo predicozzo, perché non di mozione si tratta, ma di un predicozzo politico, arrivi da questa classe politica che, come ha già detto e ricordato il collega Mauro Pili, ha prodotto 350.000 disoccupati; una classe politica che in tutti questi lustri non è riuscita a risolvere il problema dei trasporti, né interni né esterni; una classe politica che ha consolidato in Sardegna un sistema assistenziale assolutamente inadeguato rispetto ai tempi moderni e rispetto a un paese che voglia veramente essere al passo coi tempi e con il processo di globalizzazione dell'economia.
Nella sua illustrazione l'onorevole Selis ha messo in cima alla lista dei problemi da affrontare le riforme. Per carità le riforme debbono essere fatte, collega Selis, però io la inviterei a riflettere su quanto è stato pubblicato ieri sul Corriere della Sera nella rubrica di Mannheimer, dal quale risulta che al primo posto gli italiani pongono il problema dell'occupazione, subito dopo, nell'ordine, i problemi della criminalità, della sanità, delle pensioni, del fisco, del debito pubblico, della giustizia, della riforma elettorale e quindi quello delle riforme istituzionali. Ebbene, evidentemente, i colleghi Selis e tutti gli altri che hanno firmato la mozione non sono neanche in sintonia con l'opinione pubblica italiana e quindi con quella sarda, che ritengono che ai primissimi posti ci siano questi problemi e poi ci siano anche le riforme, giustamente, certamente, anche le riforme. E su questo punto credo che la Giunta e la maggioranza abbiano fatto il possibile, così come hanno fatto il possibile su tutti gli altri problemi.
Però, non bisogna dimenticare che certi interventi e certe questioni sono di esclusiva pertinenza del patrigno Governo della Repubblica, di un Governo che nei confronti della Sardegna è sempre stato nemico, di un Governo che nei confronti della Sardegna non ha mai avuto le debite attenzioni, e poco importano queste vergognose passerelle dei Ministri della Repubblica che vengono in Sardegna a promettere miliardi, centinaia di miliardi attraverso intese di programma che sappiamo non saranno mai finanziate, perché questo ci insegnano la storia e il comportamento di questi Ministri della Repubblica! E' un fatto assolutamente vergognoso che i ministri Melandri, Bersani e quanti altri, prima del governo Prodi, poi del governo D'Alema e adesso del governo Amato, vengano qui in Sardegna a prendere in giro ancora una volta e solennemente i sardi! Queste sono le vergogne che noi dobbiamo rigettare, altro che imputare a questa Giunta che, come ha già ricordato il collega Pili, è in carica soltanto da sei mesi e sta cercando, sia pure tra mille difficoltà, di governare, altro che imputare a questa Giunta tutti i problemi possibili e immaginabili dello scibile umano, ex tunc ed ex nunc potremmo dire, problemi di cui sono invece responsabili, ripeto, anche i colleghi che hanno firmato questa mozione.
Che altro dire, rispetto alle accuse che ci vengono rivolte di rissosità, se non ricordare il roseo e bel quadretto familiare che la vecchia maggioranza ha mostrato quando ha affrontato i problemi delle nomine nei diversi consigli di amministrazione degli enti. E' bene ricordarlo quel roseo quadretto familiare, è bene ricordare che attraverso quel roseo quadretto familiare sono state provocate ben sei crisi di giunta. E' bene ricordare che Palomba è caduto per ben cinque volte su quel quadretto familiare fatto di risse, certamente quelle lo erano, non quelle attribuite all'attuale maggioranza, nella quale c'è stata una dialettica accesa, certamente, ma che ha portato a decisioni che hanno compattato la maggioranza che ora più che mai è unita, non soltanto per l'oggi ma anche per il domani. Ed allora rispetto al domani dico anche che le prospettive, "ahimè! ahinoi!", per l'opposizione, quindi potrei dire "ahilei!" sono quelle di un suo rafforzamento perché l'invito che io faccio, per quanto riguarda la mia forza politica, è quello di rafforzare questa maggioranza, attraverso un suo consolidamento ed attraverso un suo allargamento alle forze che più di altre si ritrovano a perseguire gli stessi ideali e gli stessi obiettivi programmatici.
Credo che dovremmo confrontarci sui problemi veri, e che non sia neanche il caso di essere professionisti dell'ottimismo per forza. Io non lo voglio essere; io voglio essere uno che ragiona e che è consapevole anche dei problemi che si vanno ad affrontare. Purtroppo nella scorsa legislatura ci sono stati troppi ottimisti per professione, e questi ottimisti per professione si ritrovano tutti quanti, o una parte certamente significativa, tra coloro che hanno firmato questa mozione.
Questi ottimisti per professione hanno cercato di infiacchire i cervelli dei sardi per evitare che ragionassero, e potessero quindi decidere le loro sorti. I sardi hanno iniziato a ragionare, hanno iniziato a rispondere con le scorse elezioni regionali, le stesse risposte sono state poi confermate nelle elezioni europee e ribadite nelle recenti elezioni amministrative. E credetemi non può essere certamente il risultato dell'Ogliastra - in riferimento al quale dobbiamo registrare un fenomeno preoccupantissimo per tutti quale l'elevato astensionismo, che può assolutamente inficiare l'ottimismo che regna in questa maggioranza che si è presa carico di governare i problemi della Sardegna.
Io credo che l'astensionismo dell'Ogliastra debba essere certamente un campanello d'allarme, anzi una campana perché siamo oltre il campanello d'allarme, ma una campana soprattutto per chi ha vinto, perché credetemi se l'astensionismo fosse stato a livelli fisiologici anche in Ogliastra oggi accusereste una ennesima sconfitta. Questo credo sia l'insegnamento che proviene da questo risultato elettorale.
Chiudo subito, presidente Spissu, ribadendo la piena fiducia nei confronti di questa maggioranza, ribadendo il massimo ottimismo sulla sua capacità di poter continuare ad affrontare e risolvere i problemi della Sardegna, perché in questo noi crediamo, perché per questo noi ci battiamo e per questo ci adoperiamo.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Sono passati sette mesi da quando la Giunta Floris è entrata in carica, cosa è stato fatto in questi sette mesi? Abbiamo sentito i proclami dei colleghi Pili e Nuvoli, io li apprezzo perché ho visto uno sforzo disperato, direi patetico, di trovare qualche argomento che giustifichi quello che si è verificato.
In realtà, qualunque cosa ne dicano gli oratori del Polo, anzi adesso si chiama "Casa della libertà" o "delle libertà", la verità è che c'è stato un vuoto, un vuoto totale da parte di questa Giunta, un vuoto da parte delle commissioni, che non riescono a stare riunite col numero legale per oltre cinque minuti, e che sono governate dalla stessa maggioranza che governa la Regione. E` una vergogna, l'abbiamo detto, ridetto e per fortuna non siamo solo noi ad averlo detto; c'è una persona, un esponente del Polo - una donna - che ha detto chiaro e tondo com'è la situazione, dimostrando, se non altro, notevole dignità. Questa denunzia non proviene dal centrosinistra, che pure l'ha fatta, per sei mesi, in continuazione; finalmente anche qualcuno della "Casa delle libertà" se ne è accorto e questa collega ha finito per doversi dimettere perché evidentemente nessuno era disposto a riconoscere il problema, a sostenerla e a cambiare registro.
Il vuoto del Consiglio: quante volte in questi mesi è stata sospesa la seduta per mancanza del numero legale? Cosa si è fatto, cosa si è costruito in questi mesi? Assolutamente niente! Nel frattempo però, ci sono state le nomine. Caro Pili, altro che ripensamento della politica economica, altro che verifiche! In quell'occasione si è trattato di verificare quali fossero gli amici, i parenti, i conoscenti, i nonni, gli zii, le nonne, i cognati, i fidanzati, i padri e via dicendo. Questi sono gli sforzi per comprendere, per studiare, per capire, per verificare? Ma dove stavi, Pili? Per caso eri anche tu a Cuba, o in qualche altro sito ameno a riprenderti per quello che in fondo ti hanno fatto? Perché non ti hanno trattato molto bene, caro Pili. Tu sei generoso a sostenere i tuoi amici, a sostenere la Giunta del ribaltone, la Giunta della compravendita dei voti. Naturalmente questo non si riferisce alle persone per bene, che non mancano in Giunta, ma si riferisce a chi non ha rispettato le regole della decenza, a chi ha ritenuto che la Regione potesse essere un mercato.
Questo è ciò che doveva verificarsi, era inevitabile, lo avevamo detto in novembre, all'atto dell'insediamento della Giunta: una Giunta che nasce dall'intrigo, dal ribaltone, dalla compravendita dei voti, dalla corruzione non può andare lontano.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ma si vergogni!
DORE (I DEMOCRATICI). Dalla corruzione quantomeno politica, ma probabilmente non solo politica, questa è la verità.
Dicevo, una giunta come questa non può andare lontano, e infatti lontano non è andata, è dovuto perfino intervenire il famoso signor Pisanu. Chi è il signor Pisanu? Evidentemente un sardo. Sono intervenuti il signor Pisanu e anche il Cavaliere. Beh, qualcosa evidentemente non funzionava se siamo arrivati fino a questo punto. E allora che cosa c'è oltre il vuoto? C'è il vuoto; ci sono voluti cinque mesi per approvare la legge finanziaria, che è andata in porto grazie allo sforzo encomiabile e al senso di responsabilità dell'opposizione . Caro Nuvoli, anche tu che hai lavorato con impegno, e te ne va dato atto, adesso non dovresti difendere troppo chi ti ha lasciato solo mentre lavoravi. Ripeto, il tuo sforzo è stato encomiabile, il tuo impegno va riconosciuto, però non bastano poche persone per fare una classe di governo, ci vuole qualche altra cosa. La Sardegna ha bisogno d'altro, cari colleghi.
E' inutile continuare a ripetere queste cose, sono talmente evidenti, le sanno tutti. Le sanno tutti, e forse non era neanche il caso che ne parlassi, perché c'era un nostro esponente candidato, però io credo che anche la vicenda dell'Ogliastra porti a una morale. La morale è quella che la gente può essere anche delusa, può essere anche disposta a piegare il capo, può essere disposta a farsi trascinare dalla moda del momento, dalla voglia di cambiare, ma quando si rende conto che non si sta cambiando proprio niente, che anzi si sta peggiorando la situazione, che si stanno facendo, accanto a degli errori che ci sono stati - non è che non ci siano stati egli errori in passato, ma ci sono state anche cose estremamente positive - delle cose oscene, beh, allora, evidentemente, si raccoglie quello che si è seminato. E' chiaro che quando si contrappone a una persona normale, a una persona corretta, pulita, che non ha scheletri negli armadi, qualcuno che invece si trova in una grave situazione di difficoltà, dal punto di vista anche penale, beh, allora, evidentemente, si stanno sfidando gli elettori, e chiaramente si raccoglie quello che si è seminato. Si raccoglie quello che si è seminato come è avvenuto in questo caso.
Allora, la conclusione è questa: si è detto che la mozione è sintetica, certo che è sintetica, perché non si possono elencare i singoli punti; non ha funzionato assolutamente niente, non si è attuato nessuno degli impegni assunti con la finanziaria. Questa manovra di assestamento, abbiamo visto che è una cosa - non voglio usare una parola pesante - ridicola se non viene modificata.
Allora, cari colleghi, o si cambia registro oppure andremo veramente incontro allo sfacelo. Io spero che finalmente, terminata questa rissa sulle nomine, ci si rimetta tutti a lavorare, e naturalmente questo vale soprattutto per chi in questo periodo non ha lavorato o è stato talmente distratto da altre cose da essersi dimenticato il motivo per il quale è venuto a sedersi su questi banchi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirastu, in qualità di consigliere regionale. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, credo che la mozione presentata dai consiglieri dell'opposizione possa considerarsi perlomeno affrettata.
La Giunta regionale è stata, infatti, varata il 27 novembre 1999, dopo sei mesi di una lunga crisi che, sommati al fisiologico rallentamento dell'attività di governo che caratterizza tutti i fine legislatura, portano ad una conclusione: la nostra Regione dal marzo '99 fino al 27 novembre '99 praticamente non è stata governata, ed è stata gestita esclusivamente l'ordinaria amministrazione.
La Giunta, in questi primi sette mesi, è stata particolarmente attiva; dal momento che rifuggo dalle chiacchiere e credo nella politica del fare e conseguentemente nel governo che si esplicita in atti concreti e non in slogan, ritengo utile ricapitolare schematicamente quanto ha fatto l'Assessore all'industria nell'attuare il programma della Giunta in tema di sostegno alle imprese e, più in generale, quanto si sta facendo per la futura politica industriale.
SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Parla da consigliere o da assessore, perché nel secondo caso deve parlare dai banchi della Giunta.
PIRASTU (F.I.- Sardegna). Io sto parlando in qualità di consigliere, e chiederei al Presidente che allontani chi disturba.
PRESIDENTE. Prosegua, onorevole Pirastu. Prego i colleghi di non interrompere l'oratore.
PIRASTU (F.I.- Sardegna). Il 31 dicembre è stato pubblicato il bando 1999 della legge numero 73, per la concessione, per un importo di 25 miliardi, di credito d'imposta alle imprese che per attività produttive in Sardegna sostengono maggiori costi di produzione come diretta conseguenza della mancata attuazione del programma di metanizzazione; il 13 gennaio 2000 è stata pubblicata la graduatoria della legge regionale numero 15 del 1994 in sole quarantott'ore. In settantadue ore sono stati emessi decreti di concessione di contributo alle centododici aziende ammesse. La dotazione per il bando '99 con la precedente manovra di bilancio era stata portata a 110 miliardi grazie a un emendamento presentato dall'allora opposizione, oggi maggioranza. E' superfluo sottolineare come sia stato importante per il mondo dell'impresa vedere licenziata in tempi record la graduatoria.
In data 9 maggio 2000 è stato pubblicato il bando 2000 della legge 402 del 1994 sui contributi in conto capitale per progetti d'investimento nel comparto agroindustriale della provincia di Oristano, dotazione 16 miliardi. Nello stesso giorno è stato pubblicato il secondo bando per il metano, per la concessione di altri 25 miliardi di credito d'imposta sempre alle imprese che sostengono i maggiori costi della mancata metanizzazione in Sardegna.
Il 21 maggio 2000, prima data utile dopo l'approvazione della manovra finanziaria, è stato pubblicato il bando 2000 della legge 15; la dotazione, anche quest'anno, è di centodieci miliardi.
Per quanto riguarda l'approvazione da parte della Giunta regionale degli indicatori regionali per la formazione delle graduatorie ordinarie e speciali per le domande di agevolazione ex legge 488/92, la delibera è stata adottata in data odierna in quanto solo nei giorni scorsi il Ministero dell'Industria ha comunicato che la dotazione per la Sardegna ammonterà a 618 miliardi. Si è ritenuto di dover individuare una graduatoria speciale, limitatamente al 20 per cento della dotazione, per l'area industriale di Villacidro e per i comuni dell'Ogliastra. Si tratta infatti di territori svantaggiati rispetto all'intera Isola, in quanto non rientrano in alcun contratto d'area né in accordi di programma.
Con delibera del 25 maggio 2000 la Giunta ha deliberato l'attivazione delle procedure preliminari per la richiesta di quotazione della SFIRS nella borsa italiana. All'assemblea della SFIRS la Regione ha approvato il bilancio, che ha evidenziato un utile netto di un miliardo e 172 milioni. Tale dato è da considerarsi particolarmente positivo per due ordini di motivi: l'analisi della composizione dell'utile ha evidenziato, per la prima volta, una componente, il 62 per cento dei ricavi, collegata prevalentemente all'attività caratteristica (crediti, partecipazione e servizi) e non all'intermediazione finanziaria (interessi su titoli e capital gain). Anche in questo esercizio si è arrivati ad un utile netto, dopo aver destinato a riserve facoltative, fondo rischi finanziari generali, l'importo di quattro miliardi e 800 milioni. Quest'ultimo importo incrementa notevolmente i precedenti fondi rischi ed oneri che al 31/12/99 ammontano complessivamente a cinquantadue miliardi di lire.
Sulla base di questi due significativi dati, considerato inoltre che la SFIRS è azionista di settantadue società, dieci delle quali fortemente capitalizzate ed aventi in linea teorica i requisiti formali per accedere alla quotazione in borsa, la Giunta ha ritenuto di dover attivare le procedure detenendo la Regione, come è noto, il 92 per cento del capitale SFIRS. Attualmente l'unica società con sede legale in Sardegna quotata in borsa, ormai internazionalmente conosciuta, è Tiscali.
Si ritiene che l'operazione di quotazione in borsa della SFIRS, se attuata oculatamente, utilizzando i migliori supporti della consulenza finanziaria, possa rivelarsi, sotto un profilo strategico, di fondamentale importanza per il futuro sviluppo economico della Sardegna, nonché una possibile fonte di ricavi per la Regione medesima. Tale convinzione è stata ulteriormente confortata dall'analisi di mercato finanziario che in questi ultimi dieci anni ha visto migliaia di miliardi di risparmi di piccoli e medi investitori spostarsi dagli strumenti tradizionali di investimento al mercato azionario.
Il collega Selis prima parlava di una mancata attuazione da parte della Giunta del disegno di legge concernente il riordino e la razionalizzazione degli incentivi a sostegno dello sviluppo industriale, esso è stato approvato con deliberazione della Giunta regionale del 18 maggio 2000. Nel pacchetto di azioni messe in campo dalla Regione con l'obiettivo della promozione delle opportunità economiche offerte alla Sardegna, non può prescindersi infatti dall'inserire preliminarmente un intervento di riordino dell'organizzazione amministrativa e della burocrazia regionale e, parallelamente, della legislazione. E' un compito reso arduo fino ad oggi dalla stratificazione di norme che si sono susseguite in modo caotico e talvolta contraddittorio, senza abrogazioni espresse, con tutti i problemi interpretativi che ne conseguono e che non giovano ai fini della certezza del diritto.
Il processo è stato avviato con la presentazione alla Giunta di un disegno di legge che opera tale riordino con riferimento agli interventi della Regione a sostegno dell'industria, il cosiddetto testo unico; un primo esempio di codificazione delle norme di incentivazione industriale che dovrebbe, nelle nostre intenzioni, estendersi poi a ragnatela, ricoprendo l'intero sistema normativo regionale. L'ambizione è quella di trasformare l'azione della pubblica amministrazione da onere e vincolo per le intraprese economiche in fattore che contribuisce all'attivazione ed allo svolgimento di processi produttivi aziendali.
All'interno del testo unico sugli incentivi industriali, che sarà esaminato dalla Commissione e dal Consiglio, sono state inserite nuove norme di incentivazione, come le agevolazioni per le esportazioni verso i paesi extra comunitari, per l'internazionalizzazione e l'associazionismo delle imprese, per le reti di servizio nei distretti industriali, che costituiscono e costituiranno ulteriori strumenti per la promozione dell'economia sarda.
Con deliberazione del 30 marzo 2000, sono state adottate le direttive per l'attuazione del programma di liquidazione, i criteri e le modalità per la cessione gratuita ai comuni e ad altri enti pubblici di beni immobili connessi a attività minerarie dismesse. Nei prossimi giorni saranno stipulati i primi atti pubblici a favore dei comuni.
Privatizzazione delle società del gruppo EMSA e liquidazione dell'ente e altre privatizzazioni: con la nomina del nuovo commissario liquidatore dell'EMSA, effettuata con deliberazione della Giunta regionale del 3 febbraio 2000, si è dato nuovo impulso al processo di privatizzazione delle società dell'ente. Per quanto riguarda le società SALSARDA e RIMISA, si è ormai pervenuti al termine dell'iter di privatizzazione, con l'avvenuta scelta dei rispettivi acquirenti. Con riferimento alla società ISGRA, è attualmente in corso la trattativa con le due migliori offerte selezionate, a seguito dell'invito pubblicato. Entro il mese di giugno verrà pertanto individuato il soggetto privato acquirente. Per la ex F.GOLD SARDINIA è stata presentata una sola offerta ed è stato già siglato il contratto preliminare per la stipula dell'atto definitivo. Occorre attendere ovviamente la scadenza dei termini per l'esercizio da parte dei soci di minoranza del diritto di prelazione sulle azioni. Per la SARDINIA CRYSTAL è stata presentata una sola offerta, attualmente in corso di valutazione da parte dell'advisor e del competente gruppo di lavoro.
Infine, in data 18 giugno 2000 è stato pubblicato l'invito pubblico a manifestare interesse per l'acquisto delle azioni della Nuova Mineraria Silius . Un altro processo di privatizzazione, avviato in questi mesi, riguarda la FLUORSITE (?) S.p.A., per la quale si sta procedendo alla cessione o s'intende cedere il pacchetto di azioni detenuto dalla Regione, pari al 40 per cento delle capitale sociale.
Privatizzazione di società controllate dalla SIPAS e messa in liquidazione della società finanziaria: si è provveduto alla cessione, ereditando una privatizzazione che era stata iniziata dal mio predecessore, del ramo d'azienda La Nuova Valriso, alla società Valorizzazioni Carni Sarde S.r.l. e a breve verrà proposta la delibera per la messa in liquidazione della Sipas.
PRESIDENTE. Onorevole Pirastu, la invito a concludere.
PIRASTU (F.I.- Sardegna). Sì, devo recuperare solo due minuti.
Nell'ottica, dicevo, della progressiva eliminazione dell'intervento pubblico diretto nell'economia e degli enti inutili.
Accordo di programma quadro per la metanizzazione: nel mese di marzo si è provveduto a riattivare il confronto sull'intesa istituzionale di programma stipulata il 21 aprile 1999 tra Governo e Regione. Tutte le date indicate nell'accordo di programma per la metanizzazione sono ovviamente saltate per i soliti noti motivi. Quando nell'aprile '99 si è firmato l'accordo di programma si sapeva benissimo che sarebbe stato impossibile rispettare le date indicate, la prima era il 30 giugno, tre giorni dopo le elezioni, e sicuramente aveva ragione l'opposizione quando vedeva quell'accelerazione esclusivamente determinata da motivi elettorali. In base a quanto previsto negli articoli 3, 4 e 5, dell'accordo stesso si è provveduto ad avviare le procedure preliminari per la preparazione della gara internazionale. Il Ministero del Tesoro ha presentato una interessante relazione tecnica che è attualmente al vaglio delle commissioni previste dalla intesa.
Nei giorni scorsi la Giunta ha deliberato di attivare un immediato confronto al fine di chiedere l'applicazione delle agevolazioni di cui alla legge numero 73 del 1998 e la rimozione della limitazione al de minimis alla misura delle stesse.
PRESIDENTE. Onorevole Pirastu, le devo toglierle la parola.
E` iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Grazie Presidente. C'è da un lato una mozione presentata dai consiglieri di opposizione, dall'altra parte abbiamo assistito sino all'ultimo intervento dell'assessore Pirastu, a due interventi di consiglieri di maggioranza che hanno fatto una difesa d'ufficio della Giunta, con toni enfatici e con sguardi tutti e solo esclusivamente rivolti al passato.
COGODI (R.C.). Un passato in cui Nuvoli non c'era.
BALIA (F.S.D.). Si risponde ai problemi posti con la mozione, problemi e interrogazioni su cui si attendeva una spiegazione, con pregiudizi di parte e accusando l'opposizione di aver presentato una mozione eccessivamente stringata che, chissà perché, in virtù di tale qualità è stata definita strumentale. C'è un richiamo alle responsabilità del passato e ai risultati elettorali; l'ultimo dei quali, al di là del numero dei votanti, mi pare che non possa certamente andare a vanto di questa maggioranza.
Nella sostanza l'onorevole Pili in modo particolare, ha parlato di programma operativo plurifondo e di P.i.a., dell'uno in relazione ai rilievi che sono stati mossi, (gli stessi rilievi, peraltro sono stati mossi in generale a tutti i piani operativi plurifondo) dei secondi ha parlato in relazione alle possibilità di occupazione, ma disconoscendo che i P.i.a. potessero avere ricadute in termini occupazionali ed incentrando tutto l'intervento sul controllo dei risultati. Evidentemente questa impostazione, ahinoi, ha costretto l'assessore Pirastu, non sentendosi difeso dai propri consiglieri, ad abbandonare i banchi della Giunta, a occupare un banco di consigliere e a provare ad entrare nel merito facendo un'elencazione delle cose fatte in questi mesi da quell'Assessorato.
Onorevole Pili, in relazione ai P.I.A., i risultati di una verifica possono essere positivi o negativi, senza enfatizzare quelli positivi, vorrei comprendere nel caso invece fossero negativi, quali correttivi questa maggioranza intende apportare a quella forma di progettualità, sia in termini, eventualmente, legislativi, se fosse necessario modificare la normativa, sia per quanto riguarda le procedure, ove la normativa, nella sostanza, andasse bene e alcune procedure andassero corrette. Mi pare che non si suggerisca alcuna modifica, né in una direzione, né nell'altra direzione; si dice solo che occorre tempo per riscrivere le regole, ma quanto tempo occorre?
Perché, l'onorevole Pili ha fatto un'ammissione affermando che la Giunta non ha allocato quelle risorse, non le ha destinate ad altri scopi, le ha semplicemente accantonate, non mi pare che una pura operazione di accantonamento, che è un'operazione di conservazione, statica, sia produttiva; dopo gli opportuni accertamenti, dovrebbe tradursi in proposte e atti e vorrei sapere qual è il tempo di cui si ha bisogno perché le risorse accantonate trovino corretta destinazione, se le destinazioni precedenti non hanno prodotto i risultati che, evidentemente, si speravano, il che è tutto da dimostrare, perché vorremmo conoscere questi risultati.
Si dice che non si hanno i dati che pure dovrebbero essere a conoscenza dell'attuale maggioranza, non possono essere certo a conoscenza dell'opposizione che non governa e quindi non può avere al riguardo le conoscenze necessarie. E comunque, qual è il tempo di cui la maggioranza ha bisogno per allocare quelle risorse? Qual è il tempo, visto che i disoccupati a cui si fa riferimento, c'erano ieri, ma continuano ad esservi oggi e continueranno ad esservi domani se si continuerà in questa forma di attendismo, di immobilismo, di ragionamenti da farsi.
Onorevole Pittalis, non l'ho detto io, l'hanno detto i suoi colleghi, l'ha detto l'onorevole Nuvoli, che adesso che sono fatte le nomine, questa maggioranza è finalmente più coesa. Mancavano le nomine perché la maggioranza trovasse la coesione, ne prendiamo atto, però onorevole Pittalis, su alcuni degli enti strumentali della Regione è assolutamente necessario iniziare ad esercitare una forte vigilanza, e le preannuncio che al riguardo presenterò domani una interpellanza. Com'è che alcuni enti, per esempio l'ESAF, ha da mesi bloccato tutti i pagamenti verso le imprese esterne, bloccando centinaia e centinaia di buste paga, portando la situazione a tal punto che credo che i lavoratori del settore stiano per indire uno sciopero? Vorrei conoscere quali azioni ha intrapreso o intenda intraprendere al riguardo la Giunta regionale.
Com'è, onorevole Pittalis, tornando al bilancio, che lei ha stornato da quel bilancio delle somme che avevano una specifica destinazione e del cui accreditamento gli enti interessati avevano già avuto comunicazione, e quindi avevano tutte le condizioni per bandire le gare d'appalto, che invece hanno dovuto bloccare? Ciò si è verificato perché il primo accreditamento era riferito ad anni pregressi ed il secondo, che sarebbe dovuto essere effettuato durante la sua gestione, non lo è stato perché i fondi sono stati stornati da quel capitolo di bilancio verso altri capitoli, con una decisione che ritengo non solo disdicevole per il buon funzionamento delle istituzioni e perché si crei quel giusto rapporto di fiducia tra enti locali e Regione sarda, ma che presumo possa rasentare l'illegittimità proprio perché vi era una comunicazione in un atto formale, che poteva considerarsi perfezionato, un atto perfetto. Lei, distogliendo quei fondi, ha invece impedito l'attività di appalto da parte dell'ente locale, e quindi ne ha bloccato l'operatività, anche in questo caso immobilizzando ulteriori risorse.
Credo quindi che vi siano più motivi che giustifichino la presentazione della mozione; credo che vi siano più motivi perché in Aula, sul contenuto della mozione, si apra un dibattito serio; può essere che al termine del dibattito la mozione venga rigettata perché avete elementi per dimostrare che era inutile, superata, ma non ci può essere, invece, un dibattito che, per parte dei consiglieri di maggioranza, guarda solo verso il passato con atteggiamento critico e quindi non rivolto assolutamente a niente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. E' iscritta a parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.
PILO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Io credo che questo dibattito, che si sviluppa a seguito della presentazione della mozione dell'opposizione sia, in realtà, un momento abbastanza importante della vita di questo Consiglio, e credo che sia un'occasione da cogliere per tutto il Consiglio. Per cui, personalmente, non dirò delle cose di facciata o delle cose legate all'onore della bandiera.
Io sono convinta che fra l'altro questo momento di riflessione rappresenti un'occasione importante per il Consiglio più ancora che per la Giunta. Perché per quello che io ho potuto vedere, sia all'interno della commissione, ma anche nei rapporti all'interno della maggioranza, debbo onestamente ammettere che la Giunta ha lavorato, ha prodotto dei risultati, condivisibili o meno, questo è un altro ragionamento, però ha portato a casa alcuni provvedimenti, che a mio parere sono importanti, e ha avviato alcuni processi di riforma, che la gente, fuori da questo palazzo, comunque, attendeva.
Il tema sul quale, secondo me, c'è da soffermarsi un po' di più, è quello del ruolo del Consiglio regionale nella sua interezza, mi riferisco principalmente alla maggioranza, però, francamente, anche all'opposizione, perché se da un lato è vero che le consuetudini, ma anche lo stesso Regolamento consiliare imbrigliano il funzionamento di questa Assemblea, è anche vero che nulla questo Consiglio regionale fa per riappropriarsi di alcuni dei compiti che sono suoi propri. Tanto è vero che i mezzi a disposizione del Consiglio regionale, anche in termini di risorse umane, sono assolutamente ridicoli rispetto a quelli che sono a disposizione degli assessorati. Pensate soltanto che ciascuna commissione ha a disposizione un solo funzionario che dovrebbe conoscere e sapere tutto e essere disponibile un numero indefinito di ore al giorno, per lavorare quanto il Consiglio regionale avrebbe necessità.
E, purtroppo, questo processo di esproprio nei confronti del Consiglio regionale, secondo me, è datato certamente non dall'insediamento di questa Giunta o dalla costituzione di questa nuova maggioranza, ma si è costruito negli anni, per cui, credo, cari colleghi dell'opposizione, che non siate esenti neanche voi dalla responsabilità di aver consentito questa espropriazione del Consiglio a vantaggio dell'esecutivo. Quindi alcuni dei ritardi che ci sono, indubbiamente derivano proprio dal fatto che esiste, indiscutibilmente, uno spostamento, secondo me, a favore della Giunta.
Poiché capita purtroppo che, a volte, quando si assumono le decisioni e si prendono dei provvedimenti non si pensi al futuro, alcune di queste cose, fra l'altro contenute nel Regolamento del Consiglio, sono probabilmente state studiate perché l'opposizione venisse messa nelle condizioni di lavorare meno. Se il proverbio che dice: "Chi la fa l'aspetti" è vero, penso che oggi, alcune delle lamentele dell'opposizione derivino, semplicemente, da alcune delle scelte che la maggioranza di allora, attuale opposizione, ha fatto negli ultimi anni.
Tornando all'aspetto positivo di questa mozione, cioè alla possibilità di discutere in aula con un tono e con un fare pacato alcuni dei problemi che ci sono, credo che abbia ragione Mauro Pili quando dice che è necessario riscrivere la politica, e per quanto riguarda questa maggioranza una delle condizioni fondamentali per riscrivere la politica, è cercare davvero di limitare una serie di danni che sono stati prodotti negli ultimi anni in questa Regione. E si cerca di farlo senza causare ulteriori danni ai cittadini che sono interessati a questo processo.
Noi non abbiamo condiviso niente e non condividiamo niente delle scelte strategiche che l'attuale opposizione ha fatto quando era al governo della Sardegna, perché erano delle scelte che sostanzialmente penalizzavano la possibilità di sviluppo economico di quest'Isola e sostanzialmente bloccavano, impedivano il processo di riforma che è indispensabile, necessario perché si possa andare avanti.
Dico questo perché credo che le scelte economiche che hanno sostanzialmente agevolato la presenza del settore pubblico nell'economia creando grossi problemi alle imprese private, senza rendersi conto che qualche lavoro socialmente utile in più poi faceva mancare sostanzialmente, invece, posti di lavoro stabili nell'impresa privata, oggettivamente abbiano provocato danni considerevoli.
Allora, noi siamo del parere che la politica non possa prevaricare l'economia, siamo anche consapevoli, però, e da ciò forse derivano alcune delle lentezze che si verificano, che non possiamo con un colpo di spugna, oggi, modificare radicalmente, come per la verità un po' ci piacerebbe, le situazioni che si sono consolidate in questi anni.
Il nostro è anche un problema di riproporre gradatamente un progetto politico che è molto diverso dal vostro; noi crediamo che le imprese private debbano avere una vita autonoma fuori dal ricatto della politica - perché anche questo c'è stato - crediamo di doverlo fare per un futuro della Sardegna, i cui risultati non si vedranno dall'oggi al domani e non si vedranno in questi sei mesi di governo, si vedranno, certamente, alla fine del nostro mandato.
Non scambiate la nostra litigiosità col fatto che siamo assolutamente "sparpagliati" anziché "vincoli"; noi appariamo più litigiosi, semplicemente perché siamo abituati a parlare più di quanto forse non fosse nelle tradizioni dei partiti della Prima Repubblica; è un modo diverso di approcciare la politica, non lasciatevi trarre in inganno.
Credo, invece, che un serio problema si ponga in ordine alle riforme. Sono convinta che le riforme debbano vedere la partecipazione di tutto questo Consiglio regionale, e credo che debba essere aperto, tra maggioranza e opposizione, un dialogo per una seria analisi delle riforme che sono da fare, per stabilire insieme i tempi di queste riforme, perché credo che la Sardegna, sostanzialmente aspetti un pronunciamento del Consiglio regionale su questa materia, e a quel punto, ciascuno con la sua posizione, farà conoscere pubblicamente le sue proposte, i punti di incontro e quelli sui quali vi è divergenza.
Credo di dovere a questo Consiglio regionale una spiegazione sulla mia decisione di dimettermi, irrevocabilmente, da Presidente della Commissione industria, perché ho chiamato tutto il Consiglio regionale in ballo su questa questione. Io non vengo dal mondo della politica, vengo dal mondo del lavoro, sono abituata ad andare a lavorare alle 8,30 del mattino, smettere alle 13,30, ricominciare nel pomeriggio e lavorare finché è necessario. Non ho trovato questi ritmi di lavoro all'interno della Commissione; i tempi della politica sono probabilmente diversi dai miei; ho provato un forte imbarazzo in questa situazione, e debbo dire, onestamente, che una maggiore responsabilità va attribuita alla maggioranza da questo punto di vista. E quindi ho scelto di dimettermi, ci sarà qualcuno forse più capace di me a rendere compatibile la sua concezione del tempo con quella della politica.
Mi dispiace per il collega Dore, ma non c'è da parte mia la stessa impostazione o il desiderio che il collega cercava individuare nelle mie azioni. Io ho solo necessità di essere coerente con me stessa e con l'elettorato che mi ha votato.
Chiudo questo intervento con l'invito alla Giunta di fornire a questo Consiglio regionale più informazioni circa l'operato e le azioni svolte. Io so che sono state tante, esiste effettivamente il problema di comunicare l'attività svolta da questa Giunta non soltanto al Consiglio regionale ma anche all'esterno e penso che questa sia davvero l'occasione da cogliere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). Innanzitutto credo che sia utile rispondere alla sfida che l'opposizione, in termini non particolarmente aggressivi, questo è vero, ha voluto portare in quest'aula. Inizialmente, riflettendo sul contenuto delle due mozioni e anche sulla coincidenza cronologica di questi atti con un momento molto particolare dell'attività della Giunta e del Consiglio regionale, ho pensato immediatamente, e sono convinto che sia così, che certamente occorre riconoscere che, a sette mesi dall'insediamento di questa Giunta, fosse del tutto legittimo che le opposizioni ponessero all'attenzione di questo Consiglio l'opportunità e la necessità di riflettere su quanto si è, fino adesso, costruito. E' certamente legittimo e perfettamente coerente con il compito, il ruolo di un'opposizione che voglia incalzare il Governo in carica sugli atti, sugli adempimenti per i quali si sono presi impegni, tuttavia ritengo che invece sulla tempestività si possa discutere. L'hanno fatto già alcuni colleghi della maggioranza, in maniera, io credo, impegnata - dovete dare atto che si è partecipato a questo dibattito, e già questo è un dato importante, non si sono snobbate queste mozioni- e hanno anche fornito delle motivazioni valide. Una delle motivazioni che è abbastanza evidente, è che in sette mesi di governo non si può certo pretendere un'azione incisiva, sia nella proposizione di atti, sia nell'efficacia dei risultati. Non si può prescindere dal fatto che questa Giunta e questa maggioranza si sono trovate subito ad affrontare un'emergenza.....
CUGINI (D.S.-F.D.). Vi stiamo chiedendo di fare quello che voi vi siete impegnati a fare. Abbiamo ripetuto quanto detto nelle dichiarazioni programmatiche.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, se vuole intervenire la iscrivo a parlare per dichiarazione di voto. Prego, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.- Sardegna). Io ringrazio il collega Cugini, la sua interruzione non è un disturbo, per carità, però se lo scopo della mozione è quello di invitarci a illustrare a questo Consiglio l'azione di governo che realmente è stata svolta e il livello di rispondenza agli impegni assunti, io credo che sia preliminarmente opportuno precisare quali sono i dati di partenza da cui tutti abbiamo preso avvio.
La doppia emergenza di cui stavo parlando è stata, innanzitutto, quella della manovra finanziaria, che è stata affrontata da questa Giunta fuori tempo massimo, nel senso che già erano ampiamente scaduti i termini stabiliti dalla legge di contabilità e si è riusciti ad approvare una manovra finanziaria in tempi relativamente rapidi. Questa manovra finanziaria ha sicuramente, dal punto di vista politico, evidenziato due dati importanti: il primo è quello di una maggioranza che è stata presente, e di questo credo che si debba prendere atto; l'altro dato politico, importantissimo, è stato quello di una opposizione che è stata presente, determinata, ma che sia in Commissione, sia in Aula, non ha utilizzato tutti gli appigli che, purtroppo, il Regolamento del Consiglio offre a chiunque voglia utilizzarli, per ritardare l'approvazione della manovra finanziaria.
Credo che, nel metodo dell'azione politica, il rapporto tra maggioranza e opposizione che si è instaurato al momento della discussione della manovra finanziaria sia validissimo, vi è stato, cioè, in quest'aula e fuori di quest'aula, in confronto reale con le organizzazioni dei lavoratori, degli imprenditori e della società civile. Purtroppo però, questo metodo non è stato utilizzato in ogni situazione. Credo che ci sia ancora un modo di usare il Regolamento del Consiglio che tenda spesso a paralizzare l'attività dell'Aula e anche delle Commissioni in certe circostanze. Ho riconosciuto più volte che il ruolo dell'opposizione può essere importantissimo, e lo è stato, se viene svolto in termini costruttivi, in termini propositivi. In questo modo ha la possibilità di incidere, così come è avvenuto in quella occasione; quando, invece, ci si limita a far rispettare alla lettera il Regolamento e a bloccare in questo modo i lavori, evidentemente credo che ci sia un danno per tutti, per la maggioranza ma anche per l'opposizione.
Inviterei, cioè, a ritornare a un metodo veramente diverso da quello attuale, a un metodo che è stato sperimentato anche tra di noi, produttivo di risultati. Vorrei ricordare che tutti abbiamo concordato sulla nuova formulazione data all'articolo programmatico della legge finanziaria; ricordo che la proposta di legge di assestamento di bilancio, è una prima proposta di legge di assestamento, così come è stato sin dal principio dichiarato dalla stessa Giunta, concernente alcuni dei punti importanti, inseriti in quell'articolo programmatico della legge finanziaria. Uno di quei punti riguarda infatti l'aumento dei capitoli di bilancio relativi agli incentivi per le imprese giovanili. Noi abbiamo in assestamento, e speriamo di poter rapidamente portare ai sardi queste risorse finanziarie, circa 250 miliardi per rispettare gli impegni che la Regione ha assunto nei confronti delle imprese giovanili, con la legge 28. Sono previsti: uno stanziamento di circa 35 miliardi per i consorzi fidi, per affrontare un problema che tutti quanti conosciamo e sappiamo che questa previsione, come le categorie degli imprenditori hanno più volte sottolineato, è ossigeno per molte imprese; interventi nel campo della ricerca, della imprenditoria femminile, a sostegno della famiglia, per opere idriche, ecc.
E', evidentemente, una manovra che non sposta tantissime risorse, siamo intorno ai 300 miliardi complessivamente, ma non è poco, non è uguale a zero. E' già, appena a un mese dalla pubblicazione del bilancio, una prima risposta che la Giunta ha dato. Avrebbe potuto attendere qualche settimana, o qualche mese, avrebbe potuto, cioè, presentare un assestamento nei prossimi mesi, probabilmente nessuno avrebbe protestato, ma non avremmo avuto la possibilità di mettere in circolo nel sistema economico sardo altri 300 miliardi, come, invece, stiamo cercando di fare.
Questo è un impegno a cui la Giunta e la maggioranza hanno dato risposte concrete; ci sono, evidentemente, dei problemi da risolvere, per esempio quello dei disegni di legge collegati alla manovra finanziaria che devono essere approvati dalla Commissione, io credo che se anche in questo caso ci fosse uno sforzo da parte dell'opposizione di avere un atteggiamento più collaborativo dal punto di vista procedurale, intendiamoci, probabilmente, riusciremmo, in tempi rapidi, ad approvare una nuova legge sugli incentivi economici, la legge sul Consiglio regionale dell'economia e del lavoro (CREL), e tutti i disegni di legge collegati, che potrebbero essere approvati dando così risposte concrete ai lavoratori e agli imprenditori sardi.
Questa maggioranza e questo Consiglio si trovano evidentemente di fronte ad alcuni problemi di enorme portata; questi mesi hanno posto in evidenza nella loro dimensione, due problemi fondamentali: quello del credito e quello delle riforme. Sono entrambi problemi che noi non possiamo assolutamente eludere. Il problema del credito molto spesso è rimasto confinato, in ogni dibattito politico, alle scaramucce, alle dichiarazioni più o meno polemiche, ma quella a cui stiamo assistendo è una vera e propria ridefinizione, direi, in termini brutali, dell'assetto proprietario delle banche cosiddette sarde, in particolare del Banco di Sardegna e della Banca popolare di Sassari, con un processo di privatizzazione del Banco di Sardegna che sta andando, nelle mani di una banca, il cui elevato standing è di obiettiva discutibilità, e un processo di incorporazione nella Banca di Sassari da parte del Banco di Sardegna, che desta altrettante perplessità, sia per i tempi, sia per le circostanze, sia per le modalità in cui si sta realizzando.
L'altro problema, su cui non possiamo tacere, e sul quale credo che la maggioranza debba confrontarsi e prendere impegni fin d'ora, è quello delle riforme. Abbiamo, sicuramente, l'obbligo, preso davanti ai cittadini, di arrivare a una riforma del sistema elettorale, del sistema degli enti e dell'amministrazione regionale. Abbiamo, ultimamente, lo dico per concludere, un grande impegno da onorare: quello di riformare, non solo gli enti e l'amministrazione regionale, ma anche il sistema normativo che sta a monte del nostro sistema di programmazione. Le lentezze nell'applicazione della legge finanziaria sono determinate anche da questo; la polemica sui PIA io credo che vada fatta su un altro livello e cioè chiedendosi se una legge come la "14" sia, ad oggi, adeguata al sistema della programmazione.
Credo che tutti concordiamo sul fatto che la legge vada rivista, ma ciò non può essere fatto con un metodo di lavoro che vede maggioranza ed opposizione scontrarsi continuamente sulle procedure. Credo che la maggioranza si possa, correttamente, invitare ad avere su un problema come questo, un confronto serio e determinato, per avere un sistema legislativo molto più adeguato alle urgenze che, tutti, abbiamo di fronte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (Popolari-P.S.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, devo preliminarmente ringraziare l'onorevole Pirastu per l'elencazione dell'ordinaria amministrazione che ha fatto, ma evidentemente la mozione che stiamo discutendo, se pur stringata e contenuta, non è stata sufficientemente compresa. Questo documento parla di interventi straordinari promessi da questa Giunta, onorevole Pirastu, la Giunta di cui lei fa parte.
E poi volevo sapere, Presidente, se l'onorevole Nuvoli - che non vedo ora - è lo stesso che conoscevo dieci anni fa quando faceva parte dei comitati di gestione delle Aziende Sanitarie.
CUGINI (D.S.-F.D.). No, non è lui.
GIAGU (Popolari - P.S.). Quando era vice presidente della Comunità montana, già Sindaco di un comune, in maggioranza in Comune, in Provincia e in Regione, non so, forse non è lo stesso ma, avremo modo...
CUGINI (D.S.-F.D.). Non è lui.
GIAGU (Popolari - P.S.). Avremo modo di chiarirlo, la legislatura è lunga, vedremo.
Comunque, onorevoli colleghi, la mozione in discussione è un atto dovuto; è il risultato di una riflessione del centrosinistra che non poteva non prendere una decisione netta di fronte alle reiterate inadempienze di questa Giunta e alla sua disattenzione verso le problematiche della nostra società e verso la sofferenza dei nostri conterranei. Non potevamo essere indifferenti a quanto di poco edificante è successo, e succede a questa Giunta, e a questa maggioranza che la sostiene.
Abbiamo voluto, quindi, ricondurre il dibattito su questi temi all'interno dell'Istituzione, dando contenuti sostanziali ad un processo politico che rischia, insieme ai suoi artefici, la denigrazione generale. La disaffezione dei cittadini rispetto alle istituzioni, che constatiamo, in qualsiasi istante, e che viene espressa con chiarezza in occasione di tornate elettorali, con un astensionismo che deve preoccupare e fare riflettere, è un processo che viene alimentato da atteggiamenti sterili, e che viene perseguito scientemente e, direi, che non si perde nessuna occasione per consolidarlo.
Il ridicolo nella nostra vita parlamentare sta diventando ormai un elemento di caratterizzazione: l'ultimo fatto che riguarda i locali del nostro Gruppo ne è un ulteriore riprova. Un fatto grave, le cui conseguenze si stanno valutando con estrema severità, per il danno di immagine, per gli impedimenti reali ad un'attività. Anche ciò si è trasformato in un ulteriore messaggio negativo. Signor Presidente, le posso assicurare che è stato violato il Regolamento del Consiglio nel dispositivo che prevede il diritto del consigliere a svolgere il suo mandato, ed evito di andare oltre per non coinvolgere quest'Aula in bassezze proprie della mente di alcuni ben individuabili personaggi.
Signor Presidente della Giunta, la mozione oggetto della seduta odierna, si illustra da sé nel dispositivo di premessa. Gli impegni che in diverse occasioni avete assunto in quest'Aula - luogo dove è rappresentata la Sardegna e dove sono rappresentati gli interessi dei sardi - sono stati disattesi. Rileggendo gli ordini del giorno approvati nel marzo scorso, durante la discussione della manovra finanziaria, e soprattutto, riascoltando i vostri interventi ed analizzando oggi il contesto socio - economico, non c'è dubbio sulla vostra incapacità di governare l'Isola. La crisi del polo chimico di Macchiareddu, lo stato del comparto dell'agricoltura, le leggi di incentivazione bloccate, un'emergenza idrica di portata inimmaginabile, un allarme ambientale che richiede interventi immediati, non possono passare in secondo ordine perché la vostra attenzione era rivolta all'occupazione degli enti, il vostro interesse era se Banca Intensa poteva acquisire, o no, il 52 per cento del CIS Sono leggerezze imperdonabili, che costano alla nostra società.
Presidente Floris, le sue dichiarazioni programmatiche contenevano messaggi importanti, forse si è accesa qualche speranza e anche la nostra curiosità, quando lei ha parlato di riforme indispensabili, shock amministrativo, task force da impegnare sul fronte del lavoro e dell'occupazione. L'impegno di discutere il documento di programmazione economica finanziaria, il quadro comunitario di sostegno, l'assestamento di bilancio entro maggio, è naufragato miseramente sotto i colpi di una incosciente incapacità di governo e di un cosciente terrorismo nell'apparato burocratico regionale. Minacce, più o meno velate a persone non allineate, stanno caratterizzando questo malaugurato scorcio di legislatura, con buona pace dell'onorevole Pili.
Se fosse vero ciò che hanno sostenuto nei loro interventi gli onorevoli Pili e La Spisa -per il quale ultimo il futuro non arriverà mai, perché sempre troppo presto- temo che la nostra funzione, in questo Consiglio regionale, sia in discussione per tutti. Il nostro scetticismo è documentato nei resoconti di ieri, la nostra denuncia della vostra incapacità verrà registrata nei resoconti di oggi. Infatti, non possiamo limitarci a fare un elenco di promesse non mantenute, dobbiamo trarne conseguenze politiche. Anche le elezioni suppletive dell'Ogliastra, dimostrano e sostengono le nostre tesi dell'inconcludenza totale di questa Giunta.
Stiamo utilizzando lo strumento della mozione, perché abbiamo voluto riportare all'interno di questo Consiglio il senso di un dovere sacrosanto che abbiamo nei confronti dei sardi; questo dovere ci impone innanzitutto la lealtà: essere conseguenti e alle parole far seguire atti concreti.
La nostra fragile economia è resa ancora più debole dall'inattività del Governo regionale, occupato a salvaguardare alcune nicchie del potere e incapace di progettare lo sviluppo possibile del domani della nostra società. Tutti i comparti economici soffrono di questo immobilismo, che è anche dovuto alla scarsa produzione legislativa che sta rendendo asfittica l'attività del Consiglio regionale. L'insofferenza è viva, anche al vostro interno, e ne è testimone il distacco tra voi e la società.
L'opposizione attende, signor Presidente, atti concreti, su cui confrontarsi, ma se la sua Giunta e la sua maggioranza non sono capaci di produrre questi atti, ne traggano le conseguenze, per il bene della nostra Regione, per il diritto che hanno i nostri concittadini di pretendere lealtà.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Usai Edoardo. Ne ha facoltà.
USAI (A.N.). Signor Presidente e colleghi, ho sentito il primo intervento, quello teso a illustrare la mozione, quello garbato, come al solito, del collega Gian Mario Selis, e per un attimo ho avuto la tentazione di interromperlo, quando ha affermato che l'opposizione ha avuto un ruolo importante e di stimolo, cosa vera per altro, nella discussione della manovra finanziaria, quando l'opposizione ha, cito quello che dice il collega Selis, svolto un ruolo positivo, quando l'ho sentito parlare della disponibilità dell'opposizione sul problema del mancato insediamento dei CO.CI.CO., del fatto che l'opposizione abbia votato l'articolo 2 della legge finanziaria, e stavo per dire all'amico e collega Selis: arrivati a questo punto, se c'è tutta questa disponibilità, allora non capisco la ragione per la quale l'onorevole Selis stia all'opposizione.
Però, subito dopo ho capito che la strategia era cambiata. La strategia era cambiata perché l'opposizione di centrosinistra, e lo dico in termini affettuosamente critici, che ha un vuoto progettuale, sta utilizzando un altro sistema, quello della convocazione straordinaria del Consiglio, ai sensi dell'articolo 54 del Regolamento. Una convocazione straordinaria del Consiglio, signor Presidente e colleghi, che dev'essere chiesta, lo dice la parola stessa, davanti a fatti rilevanti e straordinari. Ma poiché l'opposizione di centrosinistra, anche quando non si è in presenza di fatti straordinari, invoca la convocazione del Consiglio in seduta straordinaria, io mi chiedo se il Regolamento venga applicato testualmente e puntualmente anche in considerazione del fatto che l'articolo 54 dice che il Consiglio può essere convocato, non che deve essere convocato. Quindi, può essere convocato soltanto in presenza di fatti rilevanti e straordinari.
Allora, a me pare di capire che fatti che possono essere oggetto di un'interpellanza, di un'interrogazione, di una nota stampa, vengono in maniera surrettizia, attraverso la richiesta di convocazione straordinaria, utilizzati dall'opposizione di centrosinistra, come strumento per bloccare l'attività del Consiglio regionale. E` la terza o la quarta volta, che il Consiglio regionale viene bloccato per discutere in seduta straordinaria fatti che non hanno quella rilevanza richiesta per la convocazione straordinaria. L'appello che rivolgo alla Presidenza allora, è di verificare sempre e comunque l'ammissibilità delle mozioni che vengono presentate, dicendo già da adesso che il Gruppo di Alleanza Nazionale in Conferenza dei Capigruppo si pronuncerà contro - per quello che servirà - l'ammissibilità di queste mozioni.
Per quanto riguarda il merito, la mozione contiene una premessa vaga e nel contempo contraddittoria, affermando, in buona sostanza: voi non avete combinato niente nel corso di questi sette mesi; siccome, non avete combinato niente nel corso di questi sette mesi, fateci una relazione sul niente che avete combinato. Che senso ha? Se già si parte dalla premessa che non si è fatto nulla, sul nulla non c'è assolutamente necessità di riferire. Perché sul nulla non si può riferire. La realtà è un'altra: si vede spesso la pagliuzza conficcata nell'occhio degli altri e non si vede la trave che è conficcata nel proprio occhio. Nessuno infatti ha ricordato, ma è opportuno ricordarlo ogni tanto, che in sette mesi non si possono fare tutte le cose che sono state fatte o che non sono state fatte nel corso di cinque anni, perché nei primi sette mesi si devono anche apprendere i rudimenti della politica, dello stare in Aula e anche imparare a usare un frasario parlamentare o protocollare, a centrare il discorso, ma queste sono altre considerazioni che non hanno niente a che fare col dibattito odierno.
CUGINI (D.S.-F.D.). Questo non vale per Onida e per gli altri che erano già al governo.
BIGGIO (A.N.). Lasci parlare l'oratore, per cortesia.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
USAI (A.N.). Lei, onorevole Cugini, mi ha interrotto, io dicevo che una Giunta che si è formata solo sette mesi fa, non ha la possibilità di risolvere tutti quei problemi che sono stati citati, gli oltre trecentomila disoccupati, i problemi dell'acqua, i problemi dell'energia, i problemi che esistono e che conoscete tutti quanti; dicevo anche che, così come in sette mesi non è possibile fare tutto quello che non è stato fatto negli anni precedenti, non si può apprendere con la dovuta dovizia, il modo di stare in quest'aula. Dicevo che si guardano le pagliuzze e non si vedono le travi, e a proposito di cose che ho sentito qua, e che sono scritte nella mozione quali "la lottizzazione stucchevole del potere fra partiti, fazioni, e clan familiari", vedete, anche queste sono etichette verbali, perché quando le stesse cose venivano fatte dal centrosinistra, voi dicevate che si trattava degli "assetti del governo degli enti", noi dicevamo che si trattava di "lottizzazione". E` cambiato il Governo, è cambiato il ruolo, voi oggi, per dovere d'ufficio, dovete parlare di "lottizzazione", noi mutuando il linguaggio che avete utilizzato nel corso di tutti questi anni, diciamo che si tratta di "assetti di governo".
COGODI (R.C.). Devi convincere Anedda, però!
BIGGIO (A.N.). Stai zitto, avete occupato anche gli sgabuzzini.
COGODI (R.C.). Lascia perdere.
CUGINI (D.S.-F.D.). Ad Anedda ci pensiamo noi.
USAI (A.N.). Cogodi, tu pensa agli affari di Cappelloni, agli affari di Valentini, eccetera eccetera, d'onnia d'unu est mèri in domu sua, tu pensa agli affari di casa tua e io penso agli affari di casa mia.
PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi, non interrompete l'oratore.
USAI (A.N.). Ed allora in sei mesi, in sette mesi, che cosa si poteva fare? Quello che è stato fatto. Risponderà adeguatamente la Giunta sulle cose che sono state fatte, una prima risposta è stata data dall'onorevole Pirastu, io mi limito a dire soltanto due o tre cose: è stato avviato il processo delle riforme, in materia di politica ambientale e in materia di parchi si dicono cose diverse rispetto a quelle che si dicevano prima; non solo sono stati stanziati ma anche erogati nell'arco di cinque, sei mesi, i fondi per coloro che hanno subito danni a causa dell'alluvione. Se pensiamo che ci sono persone che hanno subito danni per le alluvioni di dieci anni fa, come gli abitanti del Sarrabus, ai quali non è pervenuta neppure una lira - sono sciocchezze, sono dettagli - ma certo, davanti a questo fatto straordinario, da parte della Giunta regionale vi è stato un comportamento straordinario e non di ordinaria amministrazione.
Termino il mio intervento, anche se avrei da parlare di qualche altra cosettina, ma mi riservo di intervenire nei dibattiti sulle prossime mozioni, sentendo anche l'illuminata opinione dell'onorevole Cogodi che mi serve sempre da carburante in queste occasioni, dicendo all'onorevole Floris, e a questa Giunta e a questa maggioranza, che Alleanza Nazionale non ha nessun tipo di perplessità sull'attività della Giunta, non ha nessun tipo di perplessità sulla compattezza di questa maggioranza. Andate avanti, andiamo avanti, perché noi vi sosterremo se continuerete ad operare per il buon governo, così come state facendo.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Io esigo che si faccia quanto è prescritto dal Regolamento. O si smette di disturbare o in caso contrario suggerirei, quanto meno ai colleghi del Polo, di smettere di intervenire. E' una indecenza! Hanno chiesto un dibattito serio, allora si prendano le risposte! Hanno fatto una conferenza, hanno fatto di tutto, allora che ascoltino!
PRESIDENTE. Onorevole Biggio lei non sta intervenendo sul Regolamento.
BIGGIO (A.N.). Io chiedo che venga applicato il Regolamento.
PRESIDENTE. Avevo già dato la parola all'onorevole Floris. Onorevole Floris, ha la parola, prego.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Onorevole Presidente, colleghi e colleghi, presentatori della mozione, è una politica di ampio respiro quella di cui abbiamo bisogno in Sardegna, per superare le difficoltà di una Regione che poggia su un'organizzazione, su una burocrazia e persino su una mentalità arretrate, certamente, rispetto ai tempi.
Una politica che consenta alla maggioranza e alle opposizioni di confrontarsi sui problemi della nostra Isola che non può continuare a rincorrere le iniziative degli altri, lampante è l'esempio di quanto sta accadendo tra le regioni del nord, per tornare ad essere propositiva e originale nell'interpretazione e nell'accettazione della sua insularità, e nella compiuta realizzazione della autonomia e della specialità. Condizioni che spesso hanno rappresentato un limite e invece devono divenire il punto di forza di uno sviluppo autogeno, compatibile con la tutela dell'ambiente, capace di valorizzare il nostro capitale umano e le nostre risorse peculiari. I veri pericoli per la nostra autonomia - lo dico rivolto in particolare ai colleghi dell'opposizione, che hanno voluto stimolare questo dibattito - non vengono dal nostro interno o dalle forze di governo della Regione, ma dall'agone nazionale ed internazionale nel quale la Sardegna è chiamata a misurarsi sul piano politico e economico. Un agone dal quale provengono le difficoltà di un mercato con regole spietate, proiettato in termini di competizione su scala planetaria, dal quale tuttavia possono provenire aiuti e sostegni preziosi.
Ecco perché sono particolarmente encomiabili iniziative internazionali, come il progetto IMEDOC, che riguarda le isole del Mediterraneo occidentale, coltivato con convinzione dalla Giunta, per trovare in ambito europeo collaborazioni e sinergie che ci aiutino ad emergere assieme a chi si trova in situazioni molti simili alle nostre.
Politica ed economia giocano un ruolo decisivo per il nostro futuro e dipenderà da noi e dalla nostra capacità di ridisegnare le regole ed attuare le riforme, se sarà possibile raggiungere condizioni di competitività e di credibilità.
L'iniziativa di governo è oggi in capo a una forza di centrodestra, sostenuta da forze autonomiste e riformiste, che hanno cominciato ad operare da non più di sei mesi, col gravame di una eredità lasciata dal centrosinistra che non avrebbe potuto essere più disastrosa. I dati sull'occupazione (350.000 disoccupati) e sullo stato delle nostre imprese ne sono evidente dimostrazione. La mozione proposta alla discussione in quest'aula dalle opposizioni desta per questa ragione più di una perplessità; nessuno infatti mette in discussione l'importante ruolo di controllo e di stimolo che la minoranza deve legittimamente esercitare, ma da qui a cancellare con un colpo di spugna responsabilità, omissioni e colpevoli ritardi del recente passato, ce ne passa molto.
Sul problema dei tempi voglio dire ancora qualcosa. Ho già rilevato che evidentemente si dimenticano i decenni di creazione di una impalcatura inefficiente, per richiederne l'impossibile riordino nei pochi mesi trascorsi dall'inizio del governo di centrodestra. Mi chiedo come si possa pretendere, onorevole Selis, che in un tempo così esiguo si possano sovvertire prassi consolidate, radicate e ripetute continuativamente senza pudore alcuno, e com'è possibile che tale richiesta venga proprio dai responsabili di tali prassi, i quali ora fanno finta di apparire scandalizzati.
La mozione che avete proposto per le risposte preconcette che anticipa e per il vuoto assoluto delle sue motivazioni, si presta più ad un esercizio retorico che ad un'analisi serena. Forse c'è qualcuno che ritiene di essere diventato santo solo dopo poche settimane o mesi di purgatorio, ma questo non lo abilita a pretendere miracoli dagli altri. Ma non voglio cadere nella tentazione del detto che riportava precedentemente il collega Usai, di indicare le travi a chi segnala pagliuzze, perché è il momento di volare alto in questo Consiglio, volare alto nella politica, e di restituire agibilità al confronto, piuttosto che accentuare le asprezze dovute a giudizi strumentali e fini a se stessi.
Dobbiamo impegnarci per far prevalere le ragioni superiori della politica e del buon governo con scelte coraggiose, chiare, che la Giunta sta già dimostrando di potere e di volere fare, con un impegno che è al massimo per le condizioni date. Le generiche accuse di ritardo, non restano in piedi davanti allo sforzo che la Giunta sta facendo, soprattutto a favore del decentramento amministrativo e della conseguente delega di funzioni agli enti locali, come già ricordava precedentemente Usai e come è già accaduto, per altro, per l'emergenza alluvione di fine anno. Oggi, più che mai, sono presenti alla nostra attenzione una serie di proposte di riforma della Regione e dei suoi enti, per i quali c'è un futuro di fusioni ed accorpamenti senza sprecare, anzi valorizzando le professionalità e le competenze acquisite. Uno sforzo riformatore, cari colleghi dell'opposizione, che se vorrete chiamerà in causa anche voi, per la stesura del nuovo Statuto autonomistico, e delle nuove regole, a cominciare da quelle elettorali, in nome di un comune sentire che ha l'obbligo di mettere al primo posto il bene generale.
L'imperativo categorico dev'essere quello di incentivare l'occupazione e la produttività, liberando le energie e le intelligenze migliori che chiedono una cosa soltanto: lavorare, produrre ricchezza, superare il circolo vizioso dell'assistenzialismo, con lo sviluppo di una economia capace di autosostenersi. Un obiettivo raggiungibile se sapremo sostenere con forza le nostre ragioni per realizzare le infrastrutture di cui siamo carenti e che costituiscono la precondizione unica e necessaria per lo sviluppo.
In questa direzione uno dei cardini dell'azione che vogliamo impostare è costituito dall'intesa istituzionale di programma per le parti già avviate, per le parti già contrattate e finanziate e per quelle importantissime ancora oggetto di trattativa. Mi riferisco in particolare alla riforma al titolo terzo dello Statuto e al trasferimento dei beni demaniali. Ritengo che sarà necessario aprire una vera propria vertenza con lo Stato per vedere riconosciuti i diritti della nostra autonomia che finora sono stati calpestati. Anche sul capitolo delle entrate io ritengo che ci sarà molto da fare da parte di questa Giunta.
Naturalmente, per imprimere efficacia alle rivendicazioni del Governo regionale sarà necessario fare quadrato, tralasciando il gioco delle parti. Su questo vogliamo essere impegnati e vorremmo il vostro impegno, onorevole Selis. Mi auguro che il "tanto peggio, tanto meglio" non diventi, per puro spirito di contraddizione e per consonanza politica con l'attuale Governo centrale, il motto delle opposizioni. Sarebbe una iattura, non solo per il tempo presente, ma anche per quello a venire.
Abbandoniamo, quindi, gli attacchi strumentali di sapore retorico, ed entriamo nella sostanza dei problemi. La Regione è tutt'altro che affetta da paralisi istituzionale, come qualcuno vorrebbe far credere, e la compagine di maggioranza gode di buona salute, con una omogeneità di obiettivi e di programmi in continua crescita. Questa è la verità, e probabilmente questo è quello che dà fastidio all'opposizione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S. - F.D.). Grazie Presidente. Nella discussione che abbiamo fatto in occasione della legge finanziaria, sia il presidente della Giunta Floris che l'assessore Pittalis, hanno ripetuto più volte, in modo quasi ossessivo, un ritornello che in fondo, fra l'altro, aveva una base consistente di verità, essendo la Giunta insediata da poco. Ci dicevano: "Questa non è la nostra manovra finanziaria, non c'è stato materialmente il tempo di trasferire le nostre linee programmatiche in questo bilancio, non potete quindi chiederci una coerenza tra le dichiarazioni programmatiche del presidente Floris e questo bilancio, perché, appunto, è un bilancio che noi portiamo in aula quasi in via tecnica, più che politica, tuttavia assicuriamo all'Aula, alla minoranza e ai sardi (che ci guardavano in quella fase) che l'assestamento costituirà il vero banco di prova e insieme al Documento di programmazione economica e finanziaria conterrà gli indirizzi politici, le linee di programmazione e di bilancio del il centrodestra al governo".
Dobbiamo invece constatare, nostro malgrado, e senza alcuna volontà polemica pretestuosa o preconcetta - come riteneva prima il collega Usai, quando paventava il pericolo di un eccessivo ricorso e di un abuso dell'articolo 54 del nostro Regolamento, per tenere l'Aula inchiodata su problemi pretestuosi e in fondo poco interessanti per la Sardegna, quasi un'azione di disturbo nei confronti del manovratore, cosa che invece credo non sia - che siamo di fronte a un assestamento di bilancio che è povero nella sua struttura, così come riconosceva lo stesso Presidente della Commissione bilancio, il collega La Spisa, un assestamento di bilancio che contiene una sanatoria totale per i progetti sulla legge 28 presentati fino al 31 dicembre, senza alcuna verifica preliminare di alcun genere, e, viceversa, un'esigenza di verifica sui PIA. Ciò significa che mentre si vuole procedere ad una verifica sui PIA, si stanziano a scatola chiusa 150 miliardi per interventi sulla legge 28, senza verificare se ci sia una corrispondenza o meno con le linee di indirizzo programmatico ed economico che questa Giunta si vuole dare. DDi fronte a questa situazione, si è ritenuto utile discutere in aula della qualità dell'assestamento che ci viene proposto.
Io sono abbastanza d'accordo con l'onorevole Pili quando invita tutti a fare uno sforzo per costruire, superando il gioco delle parti, spesso strumentale, e che non ci fa fare un passo avanti, un insieme di strumenti, di indirizzi e di politiche che affrontino e portino a soluzione, se non tutti, almeno buona parte dei problemi della Sardegna. Sono, dicevo, totalmente d'accordo, però l'onorevole Pili, dopo questa accattivante premessa, e poi anche Nuvoli, nel suo caloroso comizio, per salvarsi l'anima parlano d'altro, facendo un salto logico di livello e facendo ovviamente anche un salto di livello dal punto di vista politico, parlando appunto d'altro, addebitando alla Giunta precedente tutti i mali del mondo: i 350 mila disoccupati, l'arretratezza del nostro sistema di comunicazione interna ed esterna, inteso come trasporti, i problemi endemici delle risorse idriche, e così via. Se accettassimo questo piano, ripeto, che è altro rispetto a quello che si proponeva oggi nella discussione, che ci viene proposto dall'onorevole Pili e dall'onorevole Nuvoli, sarebbe facile chiedere di che cosa stiano parlando, a quale classe politica essi facciano riferimento, se non a quella da cui discendono - e sottolineo discendono - direttamente e di cui questa maggioranza è in larga misura composta.
Sarebbe però fin troppo facile e semplice accettare questo piano di discussione, il punto è un altro, invece, ed è su questo che si tiene oggi la riunione del Consiglio. Il problema è se le nostre leggi, quelle che questo Consiglio regionale liberamente approva con il decisivo contributo della maggioranza che ha anche l'onere del governo, abbiano un valore, se esse costituiscano un vincolo o se invece siano da considerare alla stregua di quelle tante dichiarazioni politiche che non si negano a nessuno.
Io credo che abbiano un valore, e che abbiano un valore cogente. E se è vero questo, l'articolo 2 della legge finanziaria prevede l'impegno preciso di presentare, entro il 30 di giugno, il disegno di legge di assestamento di bilancio dell'anno 2000, destinando prioritariamente le risorse finanziarie disponibili alle finalità che sono elencate puntualmente e che certamente possono essere anche diverse da quelle perseguite dalle Giunte precedenti, però andavano tradotte in proposte e presentate a questo Consiglio.
Quindi oggi non è in discussione l'operato della Giunta, oggi è in discussione se il documento di assestamento di bilancio proposto corrisponda alle finalità che ci eravamo impegnati a perseguire con l'approvazione della legge finanziaria. Quindi, io credo che oggi non sia in questione l'operato della Giunta, ed è ammirevole l'onorevole Pirastu quando elenca tutto quanto è stato fatto; è una sorta di excusatio non petita che è fuori tema.
Io chiedo se sia troppo spiegare a noi, e farci capire qui, attraverso gli atti fondamentali della programmazione (il bilancio e la manovra di assestamento), in quale modo si intendano affrontare i problemi che vengono puntualmente elencati, ma dei quali poco si sa. Ognuno di noi, e i sardi in modo particolare, cercano di comprendere da quello che vedono, e ciò che si vede è che: primo, l'assestamento di bilancio non risponde a nessuno dei requisiti previsti dall'articolo 2 e nessuno degli atti la cui presentazione era prevista entro il 30 di giugno dalla legge finanziaria verrà proposto al Consiglio da questa Giunta; secondo che nessun disegno di riforma si intravede da ciò che è recentemente accaduto in relazione agli enti strumentali per i quali è stata fatta una spartizione tal quale, nonostante l'onorevole Pilo ritenga che la politica debba stare fuori dall'economia. Se uno guarda ciò che è avvenuto in ordine alle nomine negli enti, mi pare che questo non emerga, perché per la prima volta nella storia di questa Regione è stato applicato il metodo dello spoil system ad personam: ogni consigliere designa il proprio rappresentante all'interno degli enti, e si arriva persino a lottizzare e ad individuare gli assetti degli enti operativi, anche qui innovando rispetto alla tradizione, persino negli enti in liquidazione che la sorte affida all'onorevole Fantola, che spiegherà ai sardi com'è che si riformano gli enti, nominando i propri rappresentanti persino - ripeto - nei consigli di amministrazione degli enti in liquidazione, quindi sciolti di fatto.
Il terzo dato evidente è che questa Giunta intende avviare una stagione di contenziosi legali, che vengono minacciati, manifestando con ciò una difficoltà politica a governare i processi. Apprendiamo così che si intende ricorrere alla Corte costituzionale per la questione del Banco di Sardegna, che un altro ricorso si intende fare per la vicenda CIS, apprendiamo inoltre che anche per il disimpegno dell'Enichem si minaccia il ricorso in giudizio per inquinamento ambientale.
Tutto questo si vede, né il dibattito di oggi è servito a fugare questi dubbi e a stendere, su queste questioni, un velo, facendo emergere una politica migliore. Quindi, su questo è stata presentata la mozione e le risposte fin qui date, sono al di sotto e al di fuori del livello di discussione che sarebbe stato necessario.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il Presidente della Giunta regionale.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghe e colleghi del Consiglio, la mozione che è oggi all'attenzione di questa Assemblea regionale, al di la degli aspetti strumentali, ha avuto il merito di avviare un confronto sulle cose da fare e di riportare la politica al centro del dibattito consiliare. Intendo la politica con la con la "P" maiuscola, spesso latitante in questa difficile e tormentata fase di transizione della nostra autonomia. Una latitanza che dura da anni, non soltanto a Cagliari ma anche a Roma.
L'implosione conseguente ai grandi avvenimenti storici che si sono verificati in questo scorcio di secolo, mentre ha posto in essere un processo per creare nuovi spazi di libertà e di democrazia in tutto il mondo, ha cambiato nel profondo le strutture economiche, i sistemi di gestione del potere pubblico, per potere affrontare quella che definiamo la globalizzazione dei mercati.
In Italia, tale processo, intrecciandosi con gli avvenimenti che hanno travagliato il paese dal 1992 in poi, ha fatto esplodere il sistema dei partiti, facendo scomparire le forze politiche che avevano governato il Paese dal 1948. E` avvenuta, così, una delle più grandi rivoluzioni della nostra storia recente; il sistema politico attuale, il Parlamento italiano come questo Consiglio regionale sono figli di questa implosione. I partiti nati ex novo sulle ceneri dei precedenti, anche quelli che sono riusciti a conservare una qualche eredità e continuità storica, vivono una fase travagliata per la presenza di antiche e nuove contraddizioni. Passata la fase iniziale dell'entusiasmo, messi di fronte alle necessità di governare paesi, province e comuni, si sono trovati di fronte a difficoltà enormi ed hanno rivelato tutta la loro inadeguatezza a rispondere alla sfida della nuova società. Queste difficoltà, queste inadeguatezze e contraddizioni sono presenti nei due schieramenti, compresi quelli di già sperimentata e antica tradizione.
Come spiegare altrimenti l'esaurimento del Governo D'Alema, il primo Presidente del Consiglio dei ministri di sinistra dell'Italia repubblicana, non determinato certamente dall'inadeguatezza di un leader politico, senza dubbio intelligente ed avveduto, ma dalla inadeguatezza politica e culturale dei partiti di centro sinistra di fronte al nuovo scenario politico e sociale della nostra società. Inadeguatezza dei partiti, dei Gruppi, della nuova politica. Chi avrebbe mai immaginato il ritorno di Giuliano Amato alla guida del governo? Un governo appena nato e già in fibrillazione. Come interpretare e giudicare le sei crisi della Giunta Palomba, non dovute forse, come si è voluto far credere, all'inadeguatezza della persona, ma alla stessa crisi dei partiti che si vive in Sardegna per il prevalere, talvolta, di particolarismi, individualismi, sulle idee generali, sui valori, ma anche a causa di una specie di neocentralità del gruppo sul partito, dei singoli sul gruppo.
Anche i partiti che formano questa maggioranza, moderata e nazionalitaria, costituita da formazioni nate ex novo, con l'obiettivo di operare un forte cambiamento riformatore e di rigenerazione morale della politica, vivono la crisi e le difficoltà del tempo presente. Una crisi figlia del tempo, con le sue contraddizioni, che potrei definire crisi di crescenza, in quanto le forze politiche della maggioranza sono vincenti, come è stato sottolineato da più parti, in Sardegna, come nel resto d'Italia. Questa maggioranza che ha potuto vincere senza il potere, senza il sottogoverno, senza assessori o ministri, quando prenderà totale coscienza - e mi pare che in molti questa coscienza già ci sia - che i valori, le idee, i programmi, sono il vero potere, supererà la crisi di crescenza, e entrerà nell'età adulta. Voglio dire che la maggioranza attraverso un confronto serrato, fecondo, intenso, si sta avviando a superare, in modo positivo, la fase critica iniziale.
La maggioranza - è questo che conta - ha la forza ideale, politica e morale per affrontare la sfida di oggi che è una sfida epocale, è la sfida dei giovani, è la sfida dello sviluppo, dell'occupazione che turba ed angoscia soprattutto le nuove generazioni.
Ma in questa fase di transizione dell'autonomia la maggioranza da sola non basta; le sfide non sono della maggioranza o della minoranza, sono sfide della Sardegna, del popolo sardo, di questa nazione mancata, che deve ritrovare un suo ruolo, insieme con l'area meridionale del Paese, di fronte alle stesse iniziative che già si intravedono, dei così detti governatori del nord. Il Consiglio regionale, nel suo insieme, maggioranza ed opposizione, sulle grandi questioni dell'autonomia e dello sviluppo, deve ritrovare le ragioni ideali per costruire una nuova stagione politica forte.
La Giunta ha impostato il programma di lavoro della legislatura, ha posto le basi per portare a soluzione le questioni più significative contenute nelle dichiarazioni programmatiche, arricchite anche dal dibattito in Aula ed approvate dal Consiglio, soprattutto per quanto riguarda il disegno riformatore per rafforzare l'autonomia speciale, nel quadro federalista, attraverso uno slancio generoso volto a ritrovare lo spirito di una grande mobilitazione generale della Sardegna.
Nella mozione che stiamo discutendo, ho voluto cogliere questa disponibilità, che supera la strumentalizzazione e l'incoerenza delle varie anime dell'opposizione, che dalla fase di denuncia dovrebbero poter passare a quella di proposizione di soluzioni dei problemi sulle quali trovare anche possibili convergenze.Un dato oggettivo è quello riferito ai tempi: la legge finanziaria e il bilancio 2000 della Regione, sono stati approvati in quest'Aula il 15 marzo del 2000 e sono stati promulgati il 20 aprile, 45 giorni sono certamente insufficienti per poter giudicare uomini, azioni, risultati, soprattutto dopo il freno dovuto alla lunga crisi politica. I documenti e i temi richiamati dalla mozione, dichiarazioni programmatiche, legge finanziaria, intesa Stato-Regione, Quadro comunitario di sostegno, rapporti con l'Unione Europea, sono di ampio respiro e sottendono un'azione di governo che si deve dispiegare nel tempo per la complessità degli interventi e degli obiettivi da raggiungere. E` stato avviato un rapporto nuovo e diverso con l'Unione Europea, incontrando direttamente il Commissario Monti. Abbiamo chiesto con forza in sede nazionale ed europea che la Regione sarda venga ammessa a partecipare ai negoziati con i paesi esteri quando riguardino interessi diretti per l'economia della Sardegna, nel rispetto del decreto legislativo che attua uno specifico dettato statutario vigente da oltre cinquant'anni. Abbiamo avviato la costituzione di un fronte unitario di tutte le isole del Mediterraneo che, completando ed allargando l'accordo Imedoc, deve rappresentare il punto di forza per una richiesta specifica nei confronti dell'Unione Europea sui temi comuni a tutte le isole, dai trasporti all'energia, all'acqua. E` stato portato avanti il processo di attuazione della legge numero 31, per dare alla Regione una nuova e più adeguata dirigenza e per separare in maniera definitiva la responsabilità politica da quella di gestione. Questo processo riformatore è ancora in corso, entro l'anno dovrebbe essere completato, una volta portati a compimento tutti gli adempimenti previsti.
Ritengo necessari ed opportuni anche alcuni riferimenti ad impegni specifici richiamati nella mozione. Sull'intesa istituzionale di programma è stato ripreso e rilanciato il confronto con il Governo nazionale tenendo conto che c'è stata la crisi politica nazionale con il cambio al vertice dell'Esecutivo e dei Ministri diretti interlocutori. Non solo sono stati confermati gli obiettivi dell'intesa a suo tempo sottoscritta, ma abbiamo anche portato al tavolo delle trattative ulteriori elementi, come la questione dell'acqua e quella della pesca per la definizione di un'intesa più ampia. Sui trasporti stiamo definendo le procedure per dare immediato seguito alla gara internazionale. L'obiettivo della Giunta è quello di realizzare una vera continuità territoriale, tendendo ad azzerare il costo del trasporto da e per la Sardegna per persone e merci, al punto più vicino della terraferma. Non si può dire, come è stato scritto nella mozione, che da parte di questa Giunta c'è stata l'assoluto disinteresse per le istanze di concertazione avanzate dalle forze sociali, sindacali e produttive. E` vero invece il contrario, la concertazione è stata infatti lo strumento con il quale la Giunta regionale ha inteso ed intende portare avanti il suo progetto di sviluppo per la Sardegna, aprendosi al confronto e al dialogo con le organizzazioni sindacali, le associazioni degli imprenditori, gli enti locali, il volontariato, e tutte le organizzazioni portatrici di interessi legittimi e diffusi, come il movimento dei sindaci dei parchi dell'Asinara, di La Maddalena e del Gennargentu.
La legge finanziaria 2000 prevede all'articolo 2 interventi prioritari in materia economica e finanziaria. A parte che si fa riferimento ad una data, il 30 di giugno, che non mi risulta sia già trascorsa, essendo oggi il 20 di giugno, la Giunta ha attivato con immediatezza, anticipando la scadenza del 30 di giugno, l'iniziativa di predisporre un primo disegno di legge di modifica e di integrazione della legge finanziaria e di variazione del bilancio, che è già stato presentato al Consiglio dal 1° di giugno, al fine di dare risposta alle urgenti esigenze di adeguamento delle previsioni di bilancio annuale e triennale interessanti settori individuati come primari. Trattasi degli interventi finalizzati al potenziamento delle politiche del lavoro e dell'imprenditoria giovanile, dell'incentivazione alle imprese, delle politiche a favore degli enti locali, dell'ambiente, della pubblica istruzione, della formazione, della informatizzazione e della ricerca, per una spesa complessiva di 550 miliardi e 265 milioni. In ordine alla spesa complessiva del bilancio 2000, al 15 giugno risulta già programmata una spesa pari a 1639 miliardi e 791 milioni, il 31,1 per cento del totale delle risorse programmabili ammontanti a 5.266 miliardi. E` importante ricordare che, a partire dal bilancio 2000, in attuazione dell'articolo 9 della legge numero 31, la Giunta regionale deve definire gli obiettivi e i programmi da attuare e determinare le risorse finanziarie da destinare alle diverse finalità. I direttori generali dovranno determinare i programmi operativi la cui gestione sarà di competenza dei direttori dei servizi, che sono stati finalmente nominati.
Circa altre situazioni specifiche possiamo dire che in base agli impegni previsti nell'articolo 34 della legge finanziaria, la Giunta regionale ha già deliberato e definito, proprio nella seduta di stamattina, i criteri per la spendita di 25 miliardi nel 2000 destinati all'informatizzazione diffusa e di 10 miliardi per l'alfabetizzazione informatica e linguistica. Quanto agli aspetti particolari e di dettaglio, compresi gli ordini del giorno collegati alla finanziaria, la Giunta e gli Assessori rinnovano la loro disponibilità a riferire nelle Commissioni consiliari competenti.
In conclusione, onorevoli colleghi, questa nostra Regione che ha ancora tante debolezze ma notevoli potenzialità, ha urgente bisogno, come è stato sottolineato, di grandi cambiamenti e riforme profonde per la sua modernizzazione e per affrontare le sfide del terzo millennio. Non sono rinviabili la modifica della legge elettorale con la previsione dell'elezione diretta del Presidente della Regione, l'attuazione del federalismo interno con il trasferimento di competenze alle province, ai comuni e alle realtà territoriali locali. Il neocentralismo regionale infatti non paga. La gestione della legge sulle alluvioni realizzata dalla Giunta, ha portato in pochi mesi a spendere le somme stanziate; un fatto insolito, quasi rivoluzionario, a dimostrazione che una gestione decentrata può ridare prestigio alla politica. La Giunta intende chiedere sulle grandi questioni dell'autonomia, come il piano di rinascita, l'intesa di programma, i trasporti, il credito, l'energia, l'acqua, la zona franca, come è avvenuto nei momenti più alti della nostra storia, uno sforzo comune alla maggioranza e all'opposizione, nell'interesse della Sardegna, per ridisegnare il futuro della nostra Isola. In sintesi, il dibattito, l'intervento dei colleghi hanno confermato il momento difficile che attraversa la nostra autonomia, turbata dai rumori di fondo del Nord Italia che cerca un nuovo spazio istituzionale e che potrebbe creare non poche preoccupazioni al Mezzogiorno e alla nostra Isola.
Altresì il confronto ha confermato la necessità non eludibile di una comune responsabilità, questo noi chiediamo e pretendiamo dai nuovi direttori, da tutti i dipendenti. Lo stesso senso di responsabilità chiediamo ai nuovi responsabili degli enti. Lo dico con franchezza: non tollereremo inerzie; chi ha responsabilità, perché lo dobbiamo nascondere, colleghi del Consiglio, deve comprendere che il rilancio della Regione dipende anche dal suo operato, non solo dalla Giunta, non solo dal Consiglio e dai consiglieri regionali. La crisi della Regione è da attribuire anche a una gestione sonnolenta; la classe politica dirigente ha saputo indicare ieri e oggi importanti obiettivi, ma tra il momento della elaborazione dei programmi e quello dell'attuazione, la differenza è stata ed è, spesso abissale. Spesso i programmi si arenano nelle sabbie mobili della dimenticanza, della non assunzione di responsabilità. Con questo spirito la Giunta si appresta affrontare le grandi sfide che richiedono un nuovo senso del dovere per prima alla maggioranza ma anche all'opposizione. Io credo che questo ci chieda la gente, questo vogliamo fare nell'interesse dell'Isola, per recuperare la fiducia della gente nelle istituzioni e far sentire a tutti una Regione amica che rispetti i diritti di tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per la replica. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Intendo fare una breve considerazione, poi una nostra determinazione che alla luce di questo dibattito è venuta emergendo dalla riflessione comune tra di noi. La breve considerazione riguarda questo: la struttura della mozione è elementare, comunque di essa fa parte l'illustrazione che ne abbiamo fatto, perché se avessimo dovuto richiamare le cose che abbiamo elencato e spiegato a voce, gli impegni contenuti nelle dichiarazioni programmatiche, ed allegare l'articolo 2, gli ordini del giorno, che sono atti conosciuti, avremmo dovuto presentare un trattato. Noi abbiamo fatto questo elenco di atti che non abbiamo allegato, se volete li alleghiamo, e poi abbiamo detto alla Giunta che rispetto agli impegni assunti con questi atti a noi risultano profonde inadempienze, però diamo la possibilità alla Giunta, questo afferma il dispositivo della mozione, di presentare in aula un rapporto. Il secondo punto riguarda l'invito alla concertazione, avanzato dal Polo. E` inutile che ogni volta che c'è una mozione si venga qua, si faccia un discorso su cui non abbiamo mai documenti, e poi si frappongano ostacoli a trasmettere le informazioni che richiediamo. Il collega Pili diceva che site disponibili ad un dibattito sui documenti, noi che cosa stiamo chiedendo? Noi stiamo dicendo che la Giunta, nelle dichiarazioni programmatiche, ha assunto una serie di impegni, non di sconvolgere il sistema, ma, ad esempio, di presentare entro il 31 dicembre 1999 gli atti di programmazione comunitaria, di presentare un urgente provvedimento di salvaguardia perché l'annullamento di sette piani territoriali paesistici su quattordici ha determinato un vuoto normativo. Noi sappiamo benissimo che in sette mesi non si può cambiare né nel bene e né nel male la struttura della Regione, stiamo semplicemente dicendo che la Giunta ha preso impegni con le dichiarazioni programmatiche, con l'articolo 2 della legge finanziaria, con gli ordini del giorno eccetera, e che vogliamo sapere a che punto sono. Se le nostre informazioni dalle quali risulta che poco è stato fatto sono informazioni sbagliate, forniteci un rapporto sull'attività svolta, questo stiamo chiedendo, di questo vogliamo discutere.
A noi sembra che l'assestamento di bilancio presentato non dia seguito agli impegni previsti dall'articolo 2, a noi sembra che gli ordini del giorno siano disattesi, a noi sembra che le dichiarazioni programmatiche del Presidente siano in gran parte, anche nelle scadenze a breve termine, non attuate, a noi sembra che l'intesa Stato-Regione sia ancora in alto mare. Il Presidente della Giunta afferma che non è vero che molti impegni stanno trovando attuazione. Benissimo, forniteci un rapporto, questo stiamo chiedendo. La mozione dice questo.
Terza considerazione: se volete ogni volta che c'è un problema aprire un discorso sul passato, presentate un documento e facciamo una discussione sul passato, ma voi mi insegnate che la politica è l'arte del futuro. Noi siamo qua per discutere sull'attuazione degli impegni che voi stessi avete assunto. Se vogliamo fare un dibattito storico noi siamo disponibili, presentate voi un documento e noi ne presenteremo un nostro e su di essi si aprirà un dibattito. Noi non ci sottraiamo a questo confronto, però fate attenzione a non confondere i due piani del dibattito, perché se no non si esce da questa situazione.
Quarto punto brevissimo: non vorrei che questa nostra esigenza, l'ho detto esponendola, venisse davvero fraintesa. Certamente noi abbiamo il dovere di essere critici, il diritto di essere critici, ma abbiamo dato concreta disponibilità non solo in occasione dell'esame del bilancio, del DPF., della legge sui CO.CI.CO. ma anche presentando la proposta di legge sull'istituzione del CREL ed aspettando che arrivasse la vostra per procedere ad un esame congiunto, lavorando insieme sul disegno di legge sulle province, lavorando sui testi unici, eccetera. Perché parlate di vuoto progettuale? Queste sono proposte concrete. Su questo noi vogliamo lavorare. Non ci soddisfa l'ipotesi di venire qua e polemizzare con l'assessore X o con il Presidente della Giunta. Che senso ha? Noi certamente abbiamo il diritto e il dovere di fare i conti sui vostri adempimenti, di dirlo, ma poi abbiamo anche l'esigenza di sviluppare un'azione positiva ed è questo che vi stiamo invitando a fare. Allora, quando diciamo che l'assestamento è inadeguato, è inadeguato non rispetto a quello che avete pensato, che abbiamo pensato, ma rispetto alle cose che abbiamo scritto insieme. Voi dite che ne farete un altro, ma che senso ha! Facciamo tutto assieme e andiamo avanti.
Abbiamo il diritto e il dovere di essere critici, certo se poi le affermazioni fatte dal Presidente della Giunta fossero documentate esprimo apprezzamento per le iniziative assunte in sede comunitaria sulle isole minori eccetera, ma i programmi comunitari, quelli per i quali lo stesso onorevole Pili nei giorni scorsi ha espresso delle preoccupazioni, sono stati predisposti? Esprimere preoccupazioni può essere considerato un atto di lesa maestà? Si tratta invece di un interesse comune, o voi credete che se la Regione perdesse o rischiasse di perdere un po' di soldi noi saremmo soddisfatti nel venire qua a dire che la Giunta ha sbagliato? Ma che razza di soddisfazione è? noi potremmo anche dirlo, ma saremmo anche noi preoccupati ed angosciati a causa di questo. Perciò prima che ciò avvenga esaminiamo assieme i programmi. E` questo un atteggiamento negativo, è questo un atteggiamento che tende ad esasperare le polemiche, o non piuttosto un atteggiamento positivo? Noi sfidiamo la maggioranza e la Giunta sul piano della qualità, delle proposte, della efficienza e su queste cose chiediamo le informazioni.
Alla luce di queste cose, proprio per dimostrare che c'è questo atteggiamento che vuole essere positivo se positivi sarete, positivo se le informazioni che vi stiamo chiedendo e su cui c'è la volontà di fare un dibattito comune, ci verranno fornite, noi ritiriamo la mozione, ci riserviamo di trasformarla in un ordine del giorno alla luce delle informazioni che la Giunta ci ha in qualche modo preannunciato, unifichiamo al limite la parte terminale della discussione di questa mozione con quella dell'altra sugli enti facendo un dibattito comune, che sarà di qualità più o meno conflittuale alla luce delle informazioni che voi ci darete. Vi sembra questo indice di un atteggiamento negativo? La proposta che avanzo è quindi di sospendere l'esame della mozione in attesa delle informazioni richieste, preannunciando che la trasformeremo in ordine del giorno, unificando la discussione a quella della mozione sugli enti e sulla situazione istituzionale; il taglio della nostra mozione o del nostro ordine del giorno terrà conto delle informazioni che ci darete, che dovranno essere più dettagliate, senza scandalizzarci se c'è un ritardo, se c'è un intoppo, tutti coloro che hanno governato conoscono queste difficoltà, ma almeno mettiamo sul tappeto, in maniera chiara, non episodica le informazioni e su di esse facciamo un dibattito serio.
Mi pare che questo sia un atteggiamento che nessuno può considerare strumentale e che ci consente di sviluppare in aula, un confronto serio sui problemi, sulle cose fatte, sui ritardi che ci sono e sulle cose che si possono fare. Ognuno entro il proprio ruolo e con un diverso taglio sui problemi che saranno oggetto del dibattito.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, intende ritirare la mozione?
SELIS (Popolari-P.S.). Forse non sono stato chiaro. Il senso della mozione era quello di evidenziare gli impegni che a noi sembrano disattesi, abbiamo sentito la Giunta, abbiamo sentito i colleghi dire che non è vero, che tante cose sono state fatte. Benissimo, la mozione è finalizzata proprio a questo, ad avere conoscenza delle cose che sono state fatte. Ritiriamo la mozione aspettando che ci venga presentato un rapporto sulle cose fatte, e naturalmente se questo rapporto fosse insoddisfacente ci riserviamo di trasformare la mozione in ordine del giorno abbinando la sua discussione con quella della mozione numero 18. In questo senso intendo ritirare la mozione e chiedere alla Giunta di fornirci le informazioni, riservandoci la possibilità di trasformarla in 'ordine del giorno.
PRESIDENTE. E` chiaro onorevole Selis. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Credo di avere colto il senso vero delle cose che testé ha affermato il collega, onorevole Selis, che è il primo firmatario della mozione, e condivido la sua proposta. Si Intende che la mozione non è ritirata, ma sospesa, perché se deve esserne ripreso il senso e il contenuto in un unico ordine del giorno, anche sulla scorta del confronto politico che è avvenuto in aula, è chiaro che ciò è possibile, anche sul piano tecnico, se vi è una sospensione, un rinvio diciamo, e un trasferimento delle conclusioni in un ordine del giorno comprensivo anche della mozione che segue. Pertanto noi non condividiamo la proposta di ritirare la mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.-F.D). E` chiaro che si è introdotto un elemento nuovo, perché Selis ha parlato di ritiro e, attraverso l'intervento del collega Cogodi, si è chiarito che invece è necessario sospendere l'esame della mozione. Volevo sapere dalla Presidenza e dagli uffici se ciò è possibile.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini o si ritira la mozione, e pertanto non c'è più ragione del contendere, o la si pone in votazione, non si può sospendere il suo esame.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Insomma, si arrivi al voto, credo che si arriverà al voto, però per quella chiarezza anche elementare che qui si invoca sempre, non è che ci dobbiamo nascondere né a fianco, né dietro nessun ufficio per comprendere che sempre e comunque un atto del quale si discute può essere benissimo sospeso, come sempre si è fatto quando lo si è voluto, e può essere rinviata la conclusione del suo esame a un momento successivo. Non ho capito in quale articolo, comma o piega di Regolamento sia previsto che non si può sospendere un procedimento che è in corso.
PRESIDENTE. Lei mi dica in quale articolo del Regolamento è prevista la sospensione.
COGODI (R.C.). Appunto, perché non è vietata è chiaro che è possibile: quello che non è vietato é lecito. I regolamenti regolano quello che intendono regolare, non ogni e qualsiasi altra cosa che si ritenga utile e funzionale. Ora è chiaro che una sospensione dell'esame è utile e funzionale, anche raccogliendo l'invito che è pervenuto. Se la riflessione che si è richiesta un po' a tutti e da tutte le parti è utile, è chiaro che l'ipotesi di un ordine del giorno più ampio, articolato, possibilmente unitario, per temi e anche per concorso politico, è quello che consente al Consiglio di produrre un atto rilevante di indirizzo positivo per la Giunta regionale. Quindi io insisto sulla proposta di una sospensione della parte conclusiva di questa discussione, per abbinarla alla discussione che ci sarà e che sarà ridotta ai minimi termini sull'altra mozione connessa, e quindi di una conclusione complessiva che sia utile al Consiglio, per avere un risultato utile, che sia di indirizzo per la Giunta. Se no si voti questa e poi se ne presenteranno altre. Ma non è ciò che qui tutti hanno detto di voler fare, cioè rendere la discussione un confronto serrato, ma serio, utile e anche produttivo di un qualche effetto.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi c'è, è chiaro, un problema procedurale. Si è aperta una discussione su una mozione, e nell'applicare il Regolamento devo per forza chiudere questi lavori con un pronunciamento dell'Aula sulla mozione stessa. Tuttavia, credo che, se la maggioranza è d'accordo, possano non esserci problemi, nel senso che la mozione può essere ritirata e quando si discuterà dell'altra la discussione sarà ampliata anche a questo argomento. Forse è opportuno a questo punto, convocare una breve Conferenza dei Capigruppo per decidere come procedere
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 23, viene ripresa alle ore 20 e 43.)
PRESIDENTE. Comunico ai colleghi che la mozione è stata ritirata, pertanto la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che stasera possiamo concludere così i lavori del Consiglio, che riprenderanno domani mattina alle ore 10 e proseguiranno fino alle ore 12, per poi riprendere alle ore 16 del pomeriggio. La seduta è tolta.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la seduta è tolta, se lei vuole intervenire potrà farlo domani mattina.
COGODI (R.C.). Lei ha affermato che è stata ritirata una mozione senza aver interpellato tutti i firmatari.
PRESIDENTE. La mozione è' stata ritirata.
COGODI (R.C.). Solo i firmatari hanno il potere di ritirarla.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io allora ho capito male ancora una volta.
COGODI (R.C.). Lei ha capito benissimo che parte dei firmatari hanno annunziato il ritiro della mozione e parte dei firmatari non lo hanno fatto.
PRESIDENTE. Va bene, scusate, i lavori del Consiglio continuano.
Il Presidente della Giunta chiede che venga votata la mozione. Ha domandato di parlare in consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Intende intervenire per dichiarazione di voto?
COGODI (R.C.). No!
PRESIDENTE. Può intervenire soltanto per dichiarazione di voto.
COGODI (R.C.). Intervengo sull'ordine dei lavori, perché ho appreso, in Consiglio regionale, che parte dei firmatari della mozione intendono ritirarla e quindi deve essere richiesto anche agli altri firmatari se intendano fare altrettanto. Questo finché esistono regole nelle assemblee.
Preso atto della dichiarazione di una parte dei firmatari della mozione che intendono ritirare la mozione, devo esprimere la mia opinione sull'eventuale adesione a questa proposta, cosa che mi pare sia normale.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei era presente alla Conferenza dei Capigruppo, a me era sembrato che lei concordasse con questa linea. Se non è così le do la parola, esprima il suo pensiero.
COGODI (R.C.). A le non può sembrare, lei si regoli come si regolano tutte le persone normali: per sapere cosa penso io deve sentirlo da me; quando io non esprimo un'opinione lei non può farsi interprete del mio pensiero. Rispetto al fatto che la gran parte dei colleghi firmatari della mozione hanno annunciato il ritiro della mozione noi prendiamo atto, come cofirmatari della mozione, di questa annunciata volontà e quindi non possiamo che aderire anche noi alla ipotesi di ritiro della mozione.
Noi prendiamo atto di questa annunciata volontà, perché essendo una minoranza, essendo tre consiglieri regionali, e ben rendendoci conto che la discussione di questa mozione non avrebbe avuto ingresso in Aula con la convocazione straordinaria del Consiglio regionale, se non attraverso la richiesta formulata da più di venti consiglieri regionali, senza la cui iniziativa non avremmo potuto oggi esprimere una nostra volontà. Quindi prendiamo atto, ma con rammarico, del fatto che una mozione discussa nel merito, rispetto alla quale la Giunta e la maggioranza hanno dimostrato una totale chiusura, rispetto alla quale c'è stata una contestazione frontale di ogni e qualsiasi motivazione addotta, anche la più ragionevole, si ritira perché siamo in minoranza. Che l'opposizione sia in minoranza lo sappiamo, anche quando presentiamo le mozioni; la minoranza presenta le mozioni perché venga trattata nel merito una questione e perché eventualmente, dopo un confronto politico, maturino condizioni per compiere un passo avanti. Le mozioni possono essere anche tradotte in ordini del giorno perché si allarghi l'ambito delle questioni trattate, possono essere messe in votazione, approvate o respinte, però questa à la regola dei parlamenti. Noi a questa regola aurea intendevano e intendiamo ancora attenerci, e per questo motivo prendiamo solo atto del fatto che la maggioranza dei colleghi intende ritirare la mozione ed aderiamo a quella proposta, e quindi, ovviamente, la mozione si riterrà ritirata, ma i temi e le questioni che malamente la Giunta e la maggioranza hanno contestato, saranno oggetto di altre iniziative, anche autonome, da parte del Gruppo della Rifondazione Comunista, da sottoporre all'Aula consiliare.
PRESIDENTE. La mozione è ritirata, i tempi di convocazione del Consiglio rimangono quelli già comunicati; dichiaro chiusa la seduta.
La seduta è tolta alle ore 20 e 51.
Allegati seduta
Risposta scritta ad interrogazioni
(INSERIRE RISPOSTE SCRITTE)
Testo delle interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta
INTERROGAZIONE PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi disagi provocati dalla dichiarata inammissibilità da parte della Comunità Europea dei finanziamenti per credito di esercizio previsti dalla legge regionale n. 35 del 1991.
Il sottoscritto,
premesso che fino alla fine dell'anno 1999 la Regione ha erogato, ai sensi della legge regionale n. 35 del 1991, finanziamenti per credito di esercizio a numerosi commercianti con la possibilità di restituzione a tassi di interesse creditori minimi;
considerato che, all'inizio dell'anno 2000, detti finanziamenti sono stati dichiarati inammissibili dalla Comunità Europea in quanto non in armonia con le disposizioni comunitarie;
evidenziato che la Regione ha, di conseguenza, provveduto a revocare l'autorizzazione agli istituti di credito a erogare le somme previste per i commercianti a seguito delle richieste inoltrate ai sensi della sopra richiamata legge regionale;
rilevato che gli istituti hanno esaurito le somme che la Regione aveva messo a disposizione per detti finanziamenti in quanto la Regione stessa non ha provveduto a rimpinguarle, per cui le banche ora si rivalgono su quei commercianti che hanno chiesto il finanziamento e che ora si trovano a dover restituire il debito con un tasso d'interesse che è circa di 10 volte più alto di quello a suo tempo stabilito con le banche;
constatato, per motivi analoghi, la Comunità Europea ha dichiarato illegittime altre leggi regionali sarde;
constatato altresì che, di recente, è stato presentato un disegno di legge, che si pone come obiettivo l'adeguamento al "de minimis" e che risulta ora in carico alla Commissione consiliare competente,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per sapere se intendano intraprendere alcuna risoluzione per risolvere la suddetta situazione e se intendano intercedere presso gli uffici competenti affinché il disegno di legge di modifica della legge regionale n. 35 del 1991, in carico alla Commissione consiliare competente, venga approvato tempestivamente nei termini e in armonia con le disposizioni comunitarie. (162)
INTERROGAZIONE CUGINI - LAI - SPISSU - MORITTU - GIAGU - DETTORI Bruno - SANNA Giacomo - DEIANA - VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sul progetto per la realizzazione di un impianto di itticoltura a Santa Teresa Gallura.
I sottoscritti,
appreso che l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente ha recentemente approvato, senza consultare l'Amministrazione comunale e senza tenere conto della disciplina pianificatoria del Comune nell'area in questione, un progetto privato per la realizzazione di un impianto di allevamento ittico intensivo a "gabbie galleggianti" in località Porto Liscia nel territorio di Santa Teresa Gallura, i cui lavori sono in corso di esecuzione,
rilevato che il progetto appare in contraddizione con i criteri e gli indirizzi emanati dalla stessa Amministrazione regionale per la realizzazione di questo tipo di impianti: distanza adeguata da emergenze ambientali, sufficiente idrodinamismo, zone non a vocazione balneare e turistica e non interessate da traffico marittimo;
sottolineato, inoltre, che:
- il PUC del Comune di Santa Teresa Gallura individua la penisola di Coluccia come Zona G8.6 a Parco di iniziativa pubblica ricadente in ambito "1" del vigente PTP dove sono consentiti esclusivamente interventi volti al recupero e potenziamento delle specificità naturalistiche presenti, con particolare riferimento agli aspetti vegetazionali;
- nel territorio prospiciente l'area interessata dal progetto l'Amministrazione comunale di Santa Teresa Gallura e quella di Palau, di concerto con la Comunità Montana n. 4, hanno programmato un progetto LIFE di riqualificazione ambientale che inibisce qualunque intervento edificatorio privato;
- l'area interessata è da sempre indicata nelle carte nautiche come punto d'ancoraggio dove, in condizioni meteorologiche avverse, si rifugiano imbarcazioni di vario tonnellaggio;
evidenziato come il tipo di impianto previsto, in evidente contrasto con gli interessi della popolazione di Santa Teresa Gallura, sia destinato a danneggiare in modo irreparabile la zona attraverso l'inquinamento del mare, la morte della poseidonia con la conseguente mancanza di ossigeno per flora e fauna, la fine dalla vocazione turistico-balneare,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere quali atti intendano porre in essere per recedere dalla decisione di approvazione del progetto e per scongiurare la realizzazione dell'intervento. (163)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione finanziaria nella Fondazione "San Giovanni Battista" di Ploaghe.
Il sottoscritto, premesso che:
a) nonostante le numerose segnalazioni - e le troppe assicurazioni - la situazione economica della Fondazione "San Giovanni Battista" di Ploaghe continua ad essere molte grave, tant'è che si paventa la chiusura della struttura entro giugno se la ASL n. 1 di Sassari non dovesse corrispondere le spettanze arretrate, che corrispondono ad oltre quattro miliardi;
b) a causa di questa situazione, che purtroppo si ripete ciclicamente, non si riesce a dare risposte agli oltre 200 operatori che vantano ben 4 mensilità arretrate, i quali potrebbero iniziare una sacrosanta azione sindacale e legale per il recupero dei loro crediti;
c) si rischia che i fornitori dei servizi (mensa, lavanderia, trasporto ed altro) interrompano l'erogazione degli stessi, oramai stufi di dover attendere lungamente per la riscossione dei crediti maturati;
d) il paventato blocco della erogazione dei servizi creerebbe un gravo nocumento alla sussistenza nei riguardi degli oltre 400 pazienti ospitati nella struttura,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:
1) quali azioni intenda intraprendere nei riguardi della dirigenza della ASL n. 1, affinché vengano rispettati i tempi e le norme sul pagamento delle competenze maturate, prima che la struttura chiuda i battenti, con gravi ripercussioni sulla assistenza sanitaria e sulla occupazione;
2) se non sia opportuno una volta per tutte che vengano stabilite definitive garanzie sul futuro di questa struttura - un vero gioiello sanitario nel territorio del sassarese - la quale non può continuare a vivere sulla incertezza del domani per responsabilità della dirigenza ASL (di ieri e di oggi), nonostante il Consiglio di amministrazione della Fondazione si stia prodigando per il risanamento del bilancio ed abbia in programma due nuove residenze sanitarie assistite ed un nuovo albergo per disabili. (164)
INTERROGAZIONE FANTOLA - COSSA, con richiesta di risposta scritta, sull'esclusione degli alloggi ex INCIS/militari dal patrimonio vendibile dello IACP di Cagliari.
I sottoscritti, premesso che:
- l'Istituto Nazionale per le Case degli Impiegati dello Stato (INCIS), previsto dal Regio Decreto 28 aprile 1938, n. 1165, con la funzione di fornire agli impiegati civili e militari dello Stato, alloggi di edilizia residenziale pubblica a condizioni favorevoli, è stato soppresso ed il relativo patrimonio abitativo è confluito nel patrimonio dell'Istituto Autonomo Case Popolari;
- la Legge 24 dicembre 1993, n. 560, contempla norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con piani di vendita nella misura massima del 75% e comunque non inferiore al 50% del patrimonio abitativo vendibile, escludendo dalle norme gli alloggi di servizio, oggetto di concessione amministrativa in connessione con particolari funzioni attribuite a pubblici dipendenti;
- la Regione Autonoma della Sardegna, con delibera della Giunta regionale n. 11/41 del 12 aprile 1994, approvava le proposte dei piani di vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica approntati dai vari enti pubblici della Regione ed in particolare quello dello IACP di Cagliari che escludeva dal patrimonio vendibile gli alloggi ex INCIS/militari in quanto ritenuti alloggi di servizio;
- le norme citate a sostegno dell'esclusione (il comma 2 dell'articolo 5 della Legge 18 agosto 1978, n. 497 e il R.D. n. 1165 del 28 aprile 1938) recitano in modo inequivocabile l'esatto contrario di quanto sostenuto dallo IACP di Cagliari, gli inquilini degli appartamenti ex INCIS/militari della provincia di Cagliari inoltravano ricorso al TAR che, con sentenza recentissima, ha dato loro ragione, ritenendo indebita l'esclusione e condannando in solido lo IACP di Cagliari e la Regione Autonoma della Sardegna alle spese e agli onorari di giudizio;
- il TAR non ha potuto entrare nel merito dell'inclusione o meno di detti alloggi nel piano di vendita in quanto lo IACP di Cagliari e la Regione avendo considerato gli alloggi ex INCIS/militari patrimonio non alienabile non hanno mai espresso alcun giudizio in merito ad una loro inclusione;
considerato che gli alloggi di cui trattasi possiedono nella misura possibile i requisiti dei prioritari criteri di inclusione previsti dall'Assessorato dei lavori pubblici della Regione (B.U.R.A.S. del 18 febbraio 1994):
- maggiore vetustà e conseguente alto costo di manutenzione: gli alloggi in questione sono stati costruiti circa 60 anni fa, mentre la quasi totalità degli altri alloggi vendibili hanno date di costruzione recenti o recentissime; nonostante ciò la manutenzione viene per alcuni edifici trascurata ed anche recentemente gli inquilini di via Dante n. 131 Cagliari hanno segnalato l'estrema pericolosità di cornicioni e balconi gravemente lesionati o pericolanti, anche per cautelarsi da possibili responsabilità civili e penali;
- accertata propensione all'acquisto: è assiomatico che chi da anni lotta anche per vie legali contro l'indebita esclusione dal riscatto dell'alloggio, dimostri la massima propensione all'acquisto dell'immobile stesso;
rilevato che il legislatore, come espressamente previsto dall'articolo 5 della Legge n. 560 del 1993, si propone di "realizzare programmi finalizzati allo sviluppo del settore edilizio", vale a dire con l'intento di reinvestire le entrate nel medesimo settore edilizio, avviando un meccanismo di investimenti e di occupazione con ricadute benefiche anche nei settori collegati al settore edilizio,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per conoscere:
1) il parere sull'inclusione degli alloggi ex INCIS/militari della provincia di Cagliari nell'adeguamento dei piani di vendita previsti obbligatoriamente alla scadenza del sesto mese successivo all'esecutività dei piani stessi;
2) quale sia l'aliquota degli appartamenti effettivamente sinora venduti e non quella degli appartamenti inseriti nei piani di vendita (dopo circa sei anni e mezzo dall'entrata in vigore della Legge n. 560 del 1993) del patrimonio abitativo vendibile dello IACP di Cagliari. (165)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla singolare situazione di gravità cui versano circa 300 addetti ai passaggi a livello delle Ferrovie della Sardegna.
Il sottoscritto,
premesso che da decenni le Ferrovie della Sardegna, per garantire il servizio del transito dei treni utilizzano il personale senza attribuire un inquadramento e un adeguato riconoscimento giuridico ed economico;
considerato che gli addetti ai passaggi a livello operano in alcuni casi in condizioni di totale degrado in rifugi privi di luce, acqua, e in alcuni casi infestati da insetti e parassiti;
rilevato che in caso di crisi aziendale o ristrutturazione i suddetti non hanno garanzie sulla mobilità, né cassa integrazione e, nonostante la flessibilità non viene offerta a loro la minima possibilità di formazione e qualificazione professionale;
constatato che in questi giorni è in corso di definizione conclusiva il nuovo contratto nazionale autoferrotranvieri, che prevede tra l'altro una riforma integrale dell'inquadramento con benefici economici per tutte le qualifiche;
preso atto che, a causa dei tagli imposti dal Ministero dei Trasporti e dalla ristrutturazione nell'ambito del suddetto rinnovo contrattuale non possono essere ricompresi gli addetti ai passaggi a livello in quanto non esiste per questi ultimi la copertura finanziaria,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere con quali iniziative intendano intervenire, di concerto con i vertici delle Ferrovie della Sardegna, per verificare la situazione contrattuale e le condizioni di lavoro degli agenti di passaggio a livello affinché si ponga rimedio a questa incresciosa vicenda. (166)
INTERROGAZIONE MANCA - SANNA Giacomo - DETTORI Ivana - MASIA - SANNA Salvatore - GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sul mancato proseguimento della campagna di eradicazione del piano peste suina africana (p.s.a.) e peste suina classica (p.s.c.).
I sottoscritti, considerato che:
- la persistenza in Sardegna della p.s.a. e della p.s.c. costituisce grave ostacolo allo sviluppo del settore suinicolo isolano e industrie collegate per via delle misure restrittive imposte alla circolazione dei suini vivi, carni suine e suoi derivati;
- il piano durato sei anni non ha raggiunto gli obiettivi stabiliti entro i termini previsti (marzo 2000) del quale è bene ricordare i risultati conseguiti con notevole miglioramento della situazione sanitaria rispetto a quella antecedente il piano;
- il risultato sanitario conseguito, frutto della più stretta collaborazione fra équipe costituita da veterinari liberi professionisti, agenti tecnici e servizi veterinari pubblici, pur fra svariate difficoltà non sempre adeguatamente descritte, è stato più che soddisfacente;
ritenuta indispensabile una continuazione dell'attività fin qui svolta comprendente attività di monitoraggio sierologico, sorveglianza, sensibilizzazione e educazione sanitaria costante;
considerata l'alta professionalità in materia sanitaria dell'équipe, nonché l'approfondita conoscenza del territorio e della realtà socioeconomica, vista l'esperienza pluriennale acquisita nel tempo,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere come mai per il mese di maggio 2000 siano stati rinnovati i contratti dei soli agenti tecnici, con esclusione dei medici veterinari e se questo non sia un grave atto che sta portando ad un inficiamento del piano con ripercussioni gravi dal punto di vista sanitario, tenendo conto che negli ultimi giorni si sono già verificati diversi focolai di peste suina. (167)
INTERROGAZIONE ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di risolvere i problemi sorti tra l'Ente Acquedotti e Fognature (EAF) ed il Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale relativamente ai costi di gestione delle opere ad uso promiscuo del sistema Campidano-Flumendosa.
Il sottoscritto, premesso che:
1) il sistema di opere pubbliche realizzato con la costruzione degli invasi per la captazione delle acque del fiume Flumendosa e dei grandi canali per l'adduzione ed il trasporto della risorsa nel Campidano di Cagliari ha da tempo manifestato problemi di ordine tecnico e problemi di gestione che hanno determinato il sorgere di un contenzioso tra l'Ente Autonomo del Flumendosa e il Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale;
2) il problema di distribuzione dei costi inerenti la gestione ha fortemente impegnato le due amministrazioni per anni - come dimostrano i ripetuti interventi della Regione per ridurre il carico economico gravante sull'utenza agricola - ed ha trovato una temporanea soluzione relativamente a tutte le pendenze fino al 31 dicembre 1993 con la disposizione di cui all'articolo 9 della legge regionale 29 aprile 1994, n. 18;
3) peraltro, a tutt'oggi, le risultanze del bilancio del Consorzio di Bonifica evidenziano - per gli anni 1994-1999 - una iscrizione complessiva, per capitale ed interessi, a carico dell'utenza irrigua di svariati miliardi; la situazione debitoria del Consorzio derivante dalle richieste dell'EAF per la gestione delle opere promiscue ammonta, infatti a lire 24.913.526.667;
rilevato che:
1) i costi inerenti gli oneri di gestione che l'EAF ha posto a carico dell'utenza irrigua sono da considerare assolutamente insostenibili e che gli importi che l'EAF pretende di addebitare unilateralmente all'utenza agricola hanno subito un aumento continuo e verticale da risultare totalmente esorbitante, di gran lunga superiore all'aumento dei costi e alla svalutazione monetaria;
2) il sistema di captazione e adduzione delle acque del Flumendosa nel Campidano di Cagliari soddisfa a tutt'oggi, oltre che l'utenza agricola, soprattutto quella civile e quella industriale;
3) il Consorzio non è titolare della concessione di derivazione delle acque distribuite e non può usufruire di quegli introiti che deriverebbero dalla vendita della risorsa alla utenza civile ed industriale;
considerato che:
1) gli operatori economici hanno subìto, persistendo una situazione di grave siccità, delle notevoli riduzioni nella erogazione idrica che hanno determinato una sensibile riduzione della produzione e un conseguente danno economico e che il 6 marzo del 2000 è stata resa nota la quantità di risorsa disponibile per l'uso irriguo, che impone gravissimi sacrifici alle aziende consorziate, che vanno a sommarsi ai disagi derivanti dalla impossibilità di programmazione aziendale e consortile che riguarda l'intero anno idrologico;
2) le conseguenze di tale situazione investono in modo diretto il problema dei rapporti tra Consorzio ed EAF relativamente agli oneri di gestione delle opere ad uso promiscuo del sistema Campidano-Flumendosa;
3) la gravissima situazione descritta suscita preoccupanti tensioni in seno agli agricoltori, in quanto sono avvertite come incomprensibili ed ingiuste le richieste di pagamento delle bollette che il Consorzio dovrebbe emanare, pena la frustrazione di ogni prospettiva di sviluppo;
valutato che:
1) si impone un intervento urgente dell'Amministrazione regionale per la soluzione dei problemi legati ai rapporti tra i due enti, sia sotto l'aspetto di bilancio e finanziario, sia per quanto attiene alle nuove regole per la gestione delle opere ad uso promiscuo del sistema Campidano-Flumendosa e che tale intervento solleverebbe il Consorzio dall'obbligo di richiedere agli agricoltori i pagamenti;
2) il ritardo nell'intervento, comporterebbe a carico dell'utenza consortile, e quindi di migliaia di agricoltori, gravosissimi oneri conseguenti all'emissione dei ruoli, come è d'obbligo per l'amministrazione consortile, oneri insopportabili dalle aziende agricole del comprensorio irriguo;
tanto premesso, rilevato, considerato e valutato chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dei lavori pubblici, l'Assessore dell'agricoltura e l'Assessore della programmazione per sapere se non ritengano:
- di attivare senza indugio le iniziative più congrue ed efficaci, sia sul piano normativo che su quello economico, al fine di consentire di sollevare il Consorzio e gli agricoltori dai gravosi oneri economici;
- di prevedere un essenziale concorso economico-finanziario della Regione per la copertura della quota di spese generali di funzionamento dell'ente, che finora ha gravato sull'utenza agricola, e che non potranno più essere addebitate al consorzio di Bonifica;
- di predisporre una erogazione a favore dell'EAF di un contributo straordinario tale da poter costituire un intervento idoneo per la completata tacitazione di ogni pretesa da parte dell'EAF, per capitale ed interessi nei confronti del consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale, o predisporre un piano di dilazionamento o di risanamento, al fine di non caricare ulteriormente gli agricoltori di oneri insostenibili e che vengono ritenuti ingiustificati. (168)
INTERROGAZIONE ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sui problemi relativi alla carenza di risorse irrigue.
Il sottoscritto, premesso che:
- il perdurare delle situazioni siccitose ha determinato la contrazione dei volumi idrici previsti per l'agricoltura rispetto alla programmazione triennale formulata dal Commissario governativo per l'emergenza idrica;
- la scarsa erogazione dei volumi idrici assegnati ha determinato una notevole riduzione delle superfici servite e provocato un notevole danno all'utenza agricola;
- l'analisi della situazione delle superfici irrigate, negli ultimi tre anni, in alcuni Consorzi della Sardegna evidenzia una progressiva e costante diminuzione dell'assistenza irrigua.
Nel 1997 soltanto il 38,7% delle superfici attrezzate del Consorzio della Sardegna Meridionale è stata effettivamente irrigata; percentuale che si è ridotta al 36,5% nell'anno 1998, e addirittura al 20,3% nell'anno 1999. La superficie percentuale irrigata del Consorzio della Nurra è stata del 28,8% nel 1997, del 10% nel 1998 e del 12% nel 1999. Così come, sempre negli ultimi tre anni, solo il 7,2% della superficie attrezzata del Consorzio del Cixerri è stata effettivamente irrigata.
Rilevato che:
- la situazione di emergenza nella quale versano i contadini sardi è diventata drammaticamente attuale, evidente solo se si effettui un sopralluogo nelle campagne;
- la carenza delle risorse irrigue è diventata oramai strutturale;
- a causa del progressivo esaurimento delle scorte idriche nei bacini EAF, è stata emanata l'ordinanza commissariale n. 158 del 12 agosto 1999 che ha disposto che "a partire dal 1° gennaio 2000 l'erogazione irrigua sarà sospesa e ripresa solo quando le scorte negli invasi del sistema del Campidano consentiranno di garantire la tutela dei servizi essenziali del settore civile;
- il 6 marzo 2000 è stata resa nota la quantità di risorsa disponibile per l'uso irriguo, che impone ulteriori e gravissimi sacrifici alle aziende consorziate, che vanno a sommarsi ai disagi derivati dalla impossibilità di programmazione aziendale e consortile;
- si presenta quanto mai pressante la necessità di venire incontro alle aziende che non hanno potuto produrre; tanto più che le spese di manutenzione degli impianti irrigui gravano sempre sugli stessi operatori, a cui viene per giunta impedita la messa in valore dell'investimento e la stessa possibilità di produrre,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e l'Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio per sapere se abbiano adottato i provvedimenti più idonei, sia sul piano normativo che sul piano economico, al fine di contenere i disagi sopportati dalle comunità agricole e, nella denegata ipotesi, se non ritengano di predisporre un adeguato strumento finanziario di compensazione tra la superficie irrigata minima economicamente sostenibile e quella ridotta a causa delle riduzioni idriche. (169)
INTERROGAZIONE SANNA Noemi - FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione complessiva della ASL n. 1 di Sassari.
I sottoscritti chiedono di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:
1) per quali motivi l'ASL n. 1 di Sassari spenda cifre astronomiche per affitto locali, quando la stessa Azienda è proprietaria di moltissime strutture che possono essere utilizzate;
2) se sia vero che la ASL abbia contratto convenzioni assai dispendiose (delibera n. 708 del 10 marzo 1999; n. 3558 del 24 novembre 1999; n. 1242 del 17 aprile 2000), per attivare servizi non direttamente finalizzati alla salute degli utenti;
3) quali procedure siano state applicate nell'appalto dei servizi di lavanderia, delle centrali termiche e delle cucine;
4) che fine abbiano fatto le somme per centinaia di milioni destinate alla attivazione dell'ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) per il 1999, non essendo funzionante il predetto servizio sul territorio;
5) se non sia censurabile che i distretti sanitari di Alghero e Ozieri non vengano messi nelle condizioni di operare regolarmente per le reiterate carenze di personale, di attrezzature ed in ragione della inagibilità di buona parte delle strutture ospedaliere (camere operatorie, strutture portanti, ascensori, camere di residenza dei pazienti, servizi igienici, ecc.);
6) se a suo parere alcuni dei punti succitati non siano stati fra le cause determinanti lo sfondamento di bilancio e quali indagini e provvedimenti abbia assunto nel merito. (170)
INTERROGAZIONE GIAGU sul mancato pagamento dei premi relativi alle produzioni biologiche della campagna 1998-1999.
Il sottoscritto,
venuto a conoscenza dei gravi disagi che sta determinando nel mondo agricolo il mancato pagamento dei premi relativi alle produzioni biologiche della campagna 1998-1999,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale:
1) per conoscere quali siano i motivi di tale ritardo e quali iniziative intenda adottare la Giunta regionale per far sì che rientri immediatamente la preoccupazione che si sta diffondendo tra gli operatori agricoli;
2) per sapere quali cause stiano ritardando le liquidazioni relative alle indennità compensative per l'anno 2000. (171)
INTERROGAZIONE MANCA - SANNA Giacomo - GIAGU - SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sulla ripartizione delle quote latte.
I sottoscritti,
visto l'articolo 1, comma 21, della Legge 27 aprile 1999, n. 118;
visto il decreto legge 4 febbraio 2000 convertito in Legge 7 aprile 2000, n. 79;
considerato che tali norme prevedono che la Regione stabilisca i criteri di ripartizione della riserva regionale delle quote latte che sono rese disponibili, a seguito del decreto legge n. 411 del 1997, tra le Regione e Province autonome;
considerato che ai sensi dell'articolo 1 del citato decreto legge n. 4 del 2000 devono provvedere ad assegnare ai produttori titolari di quote il quantitativo ripartito secondo criteri oggettivi di priorità e modalità preventivamente determinati;
vista la delibera della Giunta regionale adottata il 18 maggio 2000 con la quale sono stati adottati i predetti criteri;
ritenuto che tale atto abbia una valenza di carattere regolamentare;
considerato che, ai sensi dell'articolo 27 dello Statuto regionale, la potestà regolamentare è attribuita al Consiglio regionale e che quindi, tale atto risulta illegittimamente adottato dalla Giunta regionale;
considerato pertanto che tale atto può essere annullato a seguito di ricorso giurisdizionale da parte di soggetti esclusi con le negative conseguenti ripercussioni,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere se intendano proporre alla medesima Giunta la revoca di tale delibera e la contestuale adozione di una proposta di regolamento da sottoporre al Consiglio regionale per la sua approvazione. (172)
INTERROGAZIONE SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sul mancato trasferimento delle somme dovute dall'ESAF alle imprese appaltatrici.
I sottoscritti,
appreso che la Regione, da alcuni mesi, non provvede al trasferimento delle somme dovute alle imprese appaltatrici dei lavori di potabilizzazione e depurazione dell'acqua per conto dell'ESAF;
considerato che tale situazione determina di conseguenza il mancato pagamento degli stipendi al personale impegnato in tali lavori e dunque genera tensioni all'interno di un comparto già così delicato,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per conoscere:
a) quali iniziative intendano assumere così da poter tutelare questi lavoratori;
b) se corrisponda al vero che questi lavoratori, che hanno conseguito negli anni una notevole professionalità in tale settore, rischino il proprio posto di lavoro ogni qualvolta vi siano bandi di nuove gare d'appalto, andando così in contraddizione a quanto previsto dal contratto nazionale del 26 ottobre 1991;
c) se non ritengano di dover impegnare l'ESAF ad obbligare le ditte appaltatrici al rispetto di quanto sancito nel contratto suindicato. (173)
INTERROGAZIONE ONNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di impegnare il Corpo di vigilanza ambientale al fine di prevenire azioni di bracconaggio nelle campagne della Sardegna.
Il sottoscritto, premesso che:
- il buon andamento atmosferico e climatico ha favorito e sta favorendo la riproduzione nel territorio della Sardegna della selvaggina nobile stanziale e stanziale (pernici, lepri, conigli);
- peraltro, cessata la raccolta del foraggio (che comporta l'uccisione di intere covate di pernici nonché di numerose lepri) ha inizio nelle campagne della Sardegna la sconsiderata e spesso incontrollata attività di bracconieri che, come è notorio, impoverisce e, talvolta, cancella la presenza della fauna selvatica stanziale, con grave e irreversibile danno ambientale;
- in attuazione degli articoli 23 e 24 della legge regionale n. 23 del 1995 vaste estensioni del territorio agro-silvo-pastorale sono attualmente costituite in oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura e in zone di ripopolamento e cattura;
- la funzione di tali zone è sia quella di conservare e proteggere le specie selvatiche, ripristinandone e aumentandone la densità, sia quella di consentire il prelievo di contingenti di fauna, in termini e nei limiti compatibili da liberare ed immettere nel restante territorio della Sardegna e segnatamente nei territori liberi;
peraltro il mancato prelievo dalle zone interdette alla caccia della fauna in esubero pregiudica la sopravvivenza dei selvatici e le loro potenzialità riproduttive e frustra l'obiettivo che il legislatore si è prefisso, e cioè quello di conseguire un'ottimale densità faunistica su tutto il territorio agro-silvo-pastorale della Sardegna;
tanto premesso chiede di interrogare Il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere se non ritengano:
a) di adottare senza indugio, entro il corrente mese di giugno, ogni più efficace iniziativa, attraverso l'impegno sistematico e programmato del Corpo di vigilanza ambientale, al fine di prevenire e reprimere le condotte di bracconaggio che si moltiplicano in questo periodo con grave pregiudizio per il patrimonio faunistico della Sardegna e che colpiscono soprattutto la nobile stanziale;
b) di attuare, avvalendosi se necessario anche della collaborazione delle associazioni venatorie o delle sezioni comunali di tali associazioni, un piano immediato e diffuso di prelievo dalle oasi di protezione faunistica e cattura e dalle zone temporanee di ripopolamento e cattura della fauna selvatica in esubero con contestuale immissione nei territori "liberi" nei quali sia necessaria ed opportuna una densità faunistica che garantendo il ripopolamento, consenta il prelievo venatorio. (174)
MOZIONEVASSALLO - COGODI - ORTU sulle nuove disposizioni in materia di lavori socialmente utili.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIDERATOche in sede di approvazione della Legge finanziaria regionale 2000 una serie di emendamenti presentati dal Gruppo della Rifondazione Comunista sono stati ritirati, su richiesta della Giunta regionale, in considerazione del fatto che il Governo nazionale non aveva ancora emanato il decreto legislativo in materia di lavori socialmente utili, a norma dell'articolo 45, comma 2, della Legge 17 maggio 1999, n. 144;
VERIFICATOche in data 7 aprile 2000 è stato pubblicato il decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, recante norme di integrazione e di modifica della disciplina dei lavori socialmente utili, a norma dell'articolo succitato;
CONSIDERATOche:
- il D.Lgs. 81 modifica profondamente la disciplina dei lavori socialmente utili consentendo alla Regione di individuare attività aggiuntive a quelle previste al comma 1, articolo 3, funzionali allo sblocco occupazionale territoriale dei soggetti di cui all'articolo 2, comma 1;
- tale decreto pone a carico degli enti utilizzatori, dal 1° novembre del 2000, il 50% dell'ammontare dell'assegno previsto dall'articolo 4, comma 1 (lire 850.000 mensili), nel caso in cui le Amministrazioni intendano rinnovare tali progetti per non più di un semestre;
ACCERTATOche:
- in numerosi Comuni, prevalentemente in quelli limitrofi alle grandi zone industriali, sono impegnati nei lavori socialmente utili diverse centinaia di unità;
- le Amministrazioni Comunali non sono in grado di garantire il minimo vitale per centinaia di famiglie e i servizi necessari per l'intera comunità;
- l'attuale normativa regionale in materia di lavori socialmente utili appare superata ed inadeguata per rispondere compiutamente al superamento delle condizioni di estremo disagio cui sono costretti a vivere alcune migliaia di lavoratori;
RILEVATO che attualmente la Giunta regionale non ha posto in essere nessun intervento concreto per l'applicazione della norma prevista dall'articolo 17 della L.R. 24 dicembre 1998, n. 37;
RILEVATO ALTRESI' che appare incomprensibile come sia potuto accadere che l'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale abbia dato un'interpretazione arbitraria di quanto previsto dall'articolo 25 della Legge finanziaria regionale 2000 penalizzando ulteriormente, senza una motivazione logica, i lavoratori socialmente utili (Circolare del 05.04.200 Prot. n. 10810);
impegna la Giunta Regionale
1) a presentare entro trenta giorni un apposito disegno di legge ai fini dell'adeguamento della normativa regionale in materia, con le nuove disposizioni previste dalla legislazione nazionale, per garantire opportunità occupazionali stabili;
2) a dare urgente attuazione alla contribuzione volontaria così come previsto all'articolo 17 della L.R. 37/98;
3) ad emanare una nuova circolare che rispetti l'interpretazione autentica dell'articolo 25 della L.R. finanziaria 2000,
impegna altresì la Sesta Commissione
a licenziare entro i successivi 15 giorni il provvedimento proposto che deve avere contenuti di organicità e specifiche indicazioni delle priorità, degli interventi concreti e della opportuna copertura finanziaria. (16)
MOZIONE SELIS - CUGINI - BALIA - COGODI - DETTORI Bruno - GIAGU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - TUNIS Gianfranco - VASSALLO sullo stato di attuazione degli impegni assunti dalla Giunta regionale con la legge finanziaria 2000 e gli ordini del giorno collegati.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIDERATO CHE:
- la legge finanziaria per il 2000, gli ordini del giorno collegati, le dichiarazioni programmatiche della Giunta regionale, l'intesa Stato - Regione e i regolamenti comunitari in materia di programmazione prevedevano un insieme di impegni e di adempimenti che la Giunta avrebbe dovuto realizzare in materia di politiche del lavoro, di sostegno alle imprese, di programmi culturali, di interventi ambientali;
- ad oggi questi risultano quasi totalmente disattesi con gravi ripercussioni sullo sviluppo produttivo e occupazionale della Regione;
- la Giunta regionale è impegnata, più che a sviluppare una seria azione di programmazione e di governo, in una logorante e stucchevole lottizzazione del potere tra partiti, fazioni e clan familiari;
CONSIDERATA l'assoluta ignoranza delle istanze di concertazione avanzate dalle forze sociali, sindacali e produttive,
impegna la Giunta regionale
1) a predisporre un dettagliato rapporto sullo stato di attuazione degli impegni di cui al primo alinea e a definire tempi e modalità per una loro tempestiva realizzazione;
2) a stabilire un costante rapporto con le forze sociali, sindacali e produttive per la definizione degli atti di programmazione e degli interventi attuativi. (17)
MOZIONE SELIS - CUGINI - BALIA - COGODI - DETTORI Bruno - GIAGU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - DEIANA - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - LODDO - MARROCCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - TUNIS Gian Franco - VASSALLO sulla paralisi delle istituzioni regionali.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIDERATO che:
- la lottizzazione pare prevalere su ogni norma e su ogni impegno dal momento che nonostante il Presidente della Giunta regionale abbia dichiarato in aula che "si rende necessaria una obbligata ripresa del processo riformatore", oggi, al contrario si accinge a procedere alle nomine dei consigli di amministrazione degli enti senza una credibile giustificazione;
- da mesi persone e gruppi del centrodestra sono impegnati in una rissa per la spartizione del potere e del sottogoverno tra partiti, clan, amici, nonché familiari;
- questa indecorosa vicenda sta da tempo paralizzando l'attività delle istituzioni regionali, sia di governo che legislativa, dal momento che la maggioranza non riesce più a garantire il numero legale in Consiglio;
- l'attività di governo appare perciò inesistente e gli impegni assunti dalla Giunta regionale con la legge finanziaria, con le dichiarazioni programmatiche, risultano totalmente disattesi;
- questo spettacolo getta discredito non solo sui diretti protagonisti ma su tutte le istituzioni regionali e sulla dignità stessa della politica;
- emerge con grande evidenza la contraddizione fra i suddetti comportamenti e la annunciata volontà di cambiamento e di novità che doveva accompagnare questo primo anno di governo di centrodestra;
CONSIDERATO che due mesi di commissariamento sarebbero dunque serviti solo per perfezionare una trattativa per la lottizzazione degli enti e delle poltrone,
impegna la Giunta regionale
- a chiarire la coerenza tra le dichiarazioni del Presidente Floris e l'operato della giunta regionale e il rispetto delle leggi regionali;
- a definire le linee di riforma del sistema degli enti;
- a rendere pubblici i criteri che ispirano le scelte degli amministratori e il curriculum degli stessi. (18)
MOZIONE SANNA Alberto - MARROCU - DEMURU - FALCONI - SELIS - SANNA Gian Valerio - DETTORI Bruno - BALIA - MANCA - ORTU sulla crisi dell'agricoltura sarda anche a seguito della grave siccità dell'annata agraria 1999/2000.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIDERATO che l'annata agraria 1999/2000 è stata caratterizzata da un'eccezionale siccità che ha comportato gravissimi danni alle aziende agricole della Sardegna;
PRESO ATTO che i danni si sono verificati in tutto il territorio regionale, sia nelle aree servite da impianti di irrigazione nelle quali molti agricoltori non hanno potuto procedere alla coltivazione a causa dell'indisponibilità dell'acqua, sia nei territori non serviti da impianti di irrigazione caratterizzati da un'agricoltura povera;
VALUTATA la grave situazione delle aziende zootecniche, che in alcuni casi non dispongono neanche delle risorse idriche necessarie per il sostentamento degli animali, anche a causa dell'inaridimento delle falde freatiche;
RITENUTO che i danni subiti dall'agricoltura sarda superino di gran lunga le percentuali richieste dalla Commissione europea (30% della media del triennio precedente per le zone non svantaggiate e 20% per quelle svantaggiate) per autorizzare la concessione di indennizzi agli agricoltori danneggiati dalle calamità naturali;
CONSIDERATO che l'attuale siccità s'inserisce in un contesto di anni particolarmente siccitosi;
PRESO ATTO che i danni derivanti dall'attuale siccità hanno colpito un'agricoltura in pesante difficoltà a causa dei notevoli handicap (insufficiente infrastrutturazione del territorio e delle singole aziende, limitata estensione e polverizzazione delle aziende, ricorrenza ciclica di calamità naturali, insopportabile indebitamento del settore, problema dei trasporti, ecc.);
CONSIDERATO che la Giunta regionale non ha previsto risorse finanziarie per la siccità nel disegno di legge di assestamento della manovra finanziaria per il 2000;
VISTO che l'articolo 23 della legge regionale n. 8 del 1998 è stato regolarmente notificato alla Commissione Europea e che questa non ha rilevato un contrasto tra la stessa norma e la disciplina comunitaria;
RITENUTO che le ingenti risorse che dovranno essere utilizzate per concedere almeno un parziale ristoro alle aziende agricole danneggiate dalla siccità non possano essere reperite solo all'interno del bilancio della Regione, già insufficiente per le reali esigenze dei bisogni economici e sociali della popolazione sarda;
CONSIDERATO che la manovra finanziaria approvata dalla Giunta di centrodestra ha drasticamente ridotto le disponibilità dell'Assessorato dell'Agricoltura e riforma agro-pastorale portando i fondi regionali disponibili per il settore da 534 miliardi a 403 miliardi, con un taglio che ha colpito particolarmente le spese per gli investimenti;
PRESO ATTO che la Giunta Regionale intende far ricorso alla solidarietà dell'intera Nazione richiedendo al Governo la dichiarazione di calamità naturale in agricoltura;
CONSIDERATO, inoltre, che a tutt'oggi la Giunta regionale, al di là delle dichiarazioni d'intenti, non ha adottato alcun atto in questa direzione, né ha avviato la procedura di accertamento dei danni,
impegna la Giunta regionale
a) a definire le procedure per la verifica formale dei danni da parte dei competenti uffici dell'Amministrazione regionale;
b) a richiedere al Governo unitamente alla dichiarazione di calamità naturale, lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie per la concessione degli indennizzi a favore delle aziende agricole danneggiate;
c) ad integrare il disegno di legge di assestamento del bilancio della Regione per l'anno 2000 con idonee risorse da destinare, in concorrenza con quelle stanziate dallo Stato, al risarcimento dei diversi comparti agricoli danneggiati dalla siccità;
d) a predisporre idoneo provvedimento che permetta la concessione di un contributo a favore dei Consorzi di Bonifica per evitare che gli oneri di gestione degli stessi gravino sugli agricoltori che non hanno potuto coltivare i propri fondi a causa della mancanza d'acqua;
e) a predisporre e notificare nel minor tempo possibile alla Commissione europea le direttive di attuazione dell'articolo 23 della legge regionale n. 8 del 1998;
f) ad accelerare la predisposizione e l'attuazione dei Programmi di attuazione della normativa comunitaria (POR e PSR) che, rispettando la loro caratteristica di aggiuntività rispetto all'ordinario intervento regionale, possono permettere un miglioramento delle condizioni strutturali dell'agricoltura sarda. (19)
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