Seduta n.86 del 05/04/2005 

LXXXVI Seduta

(Antimeridiana)

Martedì 5 Aprile 2005

Presidenza del Presidente Spissu

indi

della Vicepresidente Lombardo

La seduta è aperta alle ore 10 e 58.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 30 Marzo 2005 (81), che è approvato.

Commemorazione del Papa

PRESIDENTE. Signor Presidente, colleghi consiglieri, con grande emozione ho espresso, subito dopo averne avuto notizia, il dolore mio personale e dell'intera Assemblea per la scomparsa di Giovanni Paolo II; un grande Papa, un grandissimo uomo che ha segnato indelebilmente la storia mondiale di questi ultimi ventisei anni. Un Papa che ha sempre guardato alla nostra Isola con grande affetto ed attenzione, comprendendone i problemi, condividendone in molte occasioni i drammi. Vent'anni fa, nel suo breve ma intenso pellegrinaggio in terra sarda, il Papa polacco scese in miniera per ricordare le sue esperienze operaie, e ricordò come il perdono per i torti subiti è l'unica via per superare contrasti ed odi; sottolineò come l'impegno e lo studio sono i mezzi che gli uomini di buona volontà hanno a disposizione per crescere culturalmente e disegnare un futuro più giusto e migliore. Un grandissimo uomo, strenuo difensore della libertà, della pace, deciso nel ricordare i diritti inalienabili degli uomini, di tutti gli uomini; pronto a denunciare i torti subiti dai più deboli, dai fratelli meno favoriti, dai popoli oppressi ai quali devono essere garantite libertà e condizioni di vita dignitose.

Un umanissimo Padre che si è rivolto ai credenti ma anche ai non credenti, ricordando come la società moderna debba sempre tutelare la dignità del lavoro e i diritti della persona umana. Un appello che ha rivolto vent'anni fa anche a chi come me, allora responsabile di una organizzazione sindacale, era impegnato proprio in difficili battaglie per difendere il tessuto produttivo della nostra Isola.

Un richiamo che ha ripetuto sino agli ultimi giorni della sua vita chiedendo a tutti un maggiore impegno per realizzare un mondo più giusto, più equo, dove le differenze siano ridotte se non annullate. Un richiamo rivolto spesso ai potenti della Terra, ai politici ai quali il voto popolare ha assegnato il difficile compito di fare le scelte più opportune, di elaborare programmi e progetti di sviluppo in grado di dare risposte concrete alle esigenze delle società che li hanno espressi.

Non è questo il momento né la sede per tracciare un bilancio di una intensissima attività e di una presenza tanto importante non solo per il cattolicesimo mondiale ma per le relazioni tra popoli, religioni e Stati. Questi sono i giorni dei sentimenti, del ricordo, del dolore per una perdita grave alla quale questa Assemblea partecipa interpretando l'opinione di tutti i sardi. L'insegnamento di Giovanni Paolo II sarà costante stimolo anche per noi. Colleghe e colleghi, quell'Alto Magistero che ha profondamente colpito cattolici e non, ci porterà ad impegnarci - ne sono convinto - per cercare di affrontare forse con maggiore forza e determinazione i problemi che ancora penalizzano la nostra società, che sono poi quelli della tutela dei diritti umani, ancora una volta, e della ricerca di un dignitoso lavoro per il maggior numero possibile dei nostri fratelli e dei nostri conterranei.

Il monito che Giovanni Paolo II ci ha rivolto vent'anni fa, ancora drammaticamente attuale, quello di essere noi i protagonisti del nostro destino, è la sfida che questo Consiglio deve affrontare e vincere. In questo momento di particolare dolore per la scomparsa di una così alta autorità morale è un invito al quale non possiamo sottrarci.

Facciamo due minuti di raccoglimento.

Il Consiglio osserva due minuti di raccoglimento

PRESIDENTE. Bene, colleghi, io penso, dopo aver sentito anche i Presidenti dei Gruppi, che sia giusto, in segno di omaggio per Giovanni Paolo II, sospendere la seduta per trenta minuti e quindi iniziare il nostro lavoro ordinario alle 11 e 35. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 05, è ripresa alle ore 11 e 37.)

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giorico e Pasquale Onida hanno chiesto congedo per le sedute del 5, 6 e 7 aprile. Il consigliere regionale Nicola Rassu ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 5 aprile e i consiglieri Ladu, Mattana, Milia e Sanciu hanno chiesto congedo per la seduta del 5 aprile. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:

MANCA, Segretario:

"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla vendita e produzione di biodiesel in Sardegna". (192)

"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sugli stanziamenti relativi alle missioni dei funzionari e dei dirigenti regionali". (193)

"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla discarica di servizio del Casic, in località Bega Deretta". (194)

"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla vicenda delle quote azionarie della ex Banca Popolare di Sassari". (195)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza:

MANCA, Segretario:

"Interpellanza FLORIS Vincenzo sul personale operante nei presidi sanitari per i detenuti tossicodipendenti e/o affetti da HIV". (78)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Caligaris sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, mi spiace ma la ritengo una cosa importante e quindi mi permetto di sottolinearla. Ho avuto notizia che la Consulta dell'emigrazione non può essere insediata perché mancano i nominativi degli esperti di competenza del Consiglio. Volevo domandarle, Presidente, se ha già provveduto lei nell'esercizio del potere sostitutivo o se la loro elezione verrà messa all'ordine del giorno perché, appunto, per il mondo dell'emigrazione è un atto molto importante e quindi fanno pressioni perché si dia chiarezza su questo punto. Grazie.

PRESIDENTE. Collega Caligaris, io non so dirle in questo momento quale sia la scadenza delle nomine da lei richiamate. Stiamo prendendo l'abitudine di intervenire sull'ordine dei lavori per introdurre questioni che in realtà si discostano da tale argomento o per segnalare problemi che potrebbero essere segnalati alla sola Presidenza del Consiglio in altro modo e non necessariamente in Aula.

Comunque accerterò la situazione relativa alla nomina dei componenti della Consulta per l'emigrazione e le comunicherò quali sono le scadenze alle quali siamo obbligati come Consiglio; se i termini per le nomina alle quali il Consiglio deve provvedere sono scaduti, naturalmente le inseriremo all'ordine del giorno, perché il Presidente non esercita poteri sostitutivi se non quando il Consiglio non adempia.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2005)" (91/A)

PRESIDENTE. Ricordo che è all'ordine del giorno il disegno di legge 91/A e che dobbiamo iniziare l'esame dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti)L

Art. 1

Disposizioni nel settore dell'istruzione, cultura, spettacolo e sport

1. A favore della formazione universitaria sono autorizzati, nell'anno 2005, i seguenti interventi:

a) a decorrere dall'anno 2005 è istituito nel bilancio regionale - UPB S11.070 - un fondo destinato a finanziare le università diffuse nel territorio con una dotazione per lo stesso anno di euro 6.520.000; alle dotazioni per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria; con delibera della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, previa concertazione con i Rettori delle università sarde ed i rappresentanti delle università nel territorio, sono definiti i criteri di riparto ed i programmi di spesa;

b) la spesa di euro 65.000 a favore della Facoltà teologica della Sardegna, quale contributo per le spese di funzionamento (UPB S11.070);

c) la spesa di euro 78.000 a favore delle Scuole superiori per traduttori e interpreti per le finalità previste dall'articolo 24 della legge regionale 6 dicembre 1997, n. 32 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997) e disposizioni varie) (UPB S11.070);

d) la spesa di euro 400.000, a valere sullo stanziamento iscritto in conto dell'UPB S11.072 (Cap. 11160-00), per la concessione di finanziamenti agli E.R.S.U. di Cagliari e Sassari, per le spese sostenute, nell'anno 2005, per l'erogazione di servizi e/o contributi mensa e alloggi, a favore degli studenti frequentanti i corsi attivati dalle Università di Cagliari e Sassari nelle sedi universitarie decentrate nel territorio (UPB S11.072).

2. È autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 150.000 per l'erogazione di contributi "fitto casa" da assegnare a giovani sardi che percorrono il loro "iter" universitario in facoltà non presenti in Sardegna; per l'assegnazione dei contributi si applicano i criteri utilizzati dall'ERSU. L'Assessore della pubblica istruzione emana, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge le direttive per la concessione dei predetti contributi (UPB S11.070).

3. L'importo di euro 100.000 recato dal capitolo 11029 UPB S11.020 è destinato integralmente al conferimento di borse di studio previste dall'articolo 25, comma 2, lett. c) della legge regionale 15 ottobre 1997, n. 26.

4. L'importo di euro 50.000 recato dal capitolo 11028 UPB S11.020 è destinato integralmente alla organizzazione della conferenza annuale sulla cultura e sulla lingua sarda prevista dalla legge regionale n. 26 del 1997 che deve svolgersi entro l'anno 2005.

5. A favore delle attività di spettacolo e cultura sono autorizzati i seguenti interventi:

a) nell'anno 2005, la spesa di euro 200.000 per la costituzione ed il funzionamento dello Sportello Sardegna Film Commission finalizzato a consentire la produzione in loco di opere cinematografiche e televisive e per la concessione di contributi a ciò destinati dalla normativa regionale (UPB S11.041);

b) nell'anno 2005, la concessione di un contributo di euro 35.000 per il funzionamento del Consorzio del Parco Grazia Deledda (UPB S11.041);

c) nell'anno 2005, la spesa di euro 35.000 a favore della Fondazione Maria Carta, per le spese di funzionamento e per l'attività istituzionale (UPB S11.020);

d) nell'anno 2005, la spesa complessiva di euro 50.000 in ragione di euro 32.000 a favore dell'Associazione sarda Intercultura per la concessione di borse di studio finalizzate a scambi di istruzione per i giovani sardi di famiglie disagiate delle scuole medie superiori e di euro 18.000 a favore dell'associazione AEGEE per la concessione di borse di studio finalizzate a scambi di istruzione per i giovani iscritti nelle Università della Sardegna (UPB S11.075);

e) nell'anno 2005 la spesa di euro 220.000 per la realizzazione degli interventi previsti dall'articolo 5, comma 6, della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, relativi alla concessione di borse di studio per la frequenza della scuola di specializzazione per la formazione iniziale degli insegnanti della scuola secondaria (SSIS) (UPB S11.075);

f) nell'anno 2005, la concessione di un contributo di euro 134.000 a favore del Centro studi filologici sardi per il funzionamento (UPB S11.041);

g) il contributo annuo alla Fondazione Teatro Lirico di Cagliari è commisurato allo stanziamento a carico del Ministero per i beni e le attività culturali previsto dal Fondo unico per lo spettacolo, nei limiti delle disponibilità annuali di bilancio (UPB S11.041);

6. Il comma 3 dell'articolo 32 della legge regionale 17 maggio 1999, n. 17 (Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna), è sostituito dal seguente:

"3. La liquidazione del saldo è autorizzata con apposito provvedimento di spesa, che deve essere assunto in conformità delle effettive spese sostenute, della proficuità dell'attività svolta e di quant'altro previsto nelle convenzioni di cui all'articolo 31".

7. Nel comma 1 dell'articolo 111 della legge regionale 4 giugno 1988 , n. 11 (legge finanziaria 1988) le parole "nella misura del 75 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "fino al 75 per cento".

8. Sono abrogati:

a) il comma 14 dell'articolo 26 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002);

b) il comma 7 dell'articolo 12 della legge regionale 11 maggio 2004, n. 6 (legge finanziaria 2004).

9. È autorizzata, nell'anno 2005, la concessione di un contributo straordinario di euro 90.000 alla Commissione organizzatrice regionale (COR) dei Giochi sportivi studenteschi 2005, per l'organizzazione in Sardegna delle fasi regionali e nazionali degli stessi giochi e per la partecipazione delle compagini sarde alla fase nazionale (UPB S11.036).

10. Al fine di garantire continuità agli interventi previsti dagli articoli 4, 5 e 10 della legge regionale 3 luglio 1998, n. 22 (Interventi della Regione a sostegno dell'editoria locale, dell'informazione e disciplina della pubblicità istituzionale), dall'articolo 14 della legge regionale n. 26 del 1997, e dall'articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 19 giugno 1979, n. 348, una quota pari al 60 per cento degli stanziamenti iscritti in bilancio 2005 è destinata ai programmi di spesa relativi all'anno 2004.

11. Le lettere c) ed f) del comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale n. 22 del 1998 sono sostituite dalle seguenti:

- "c) 12 centesimi di euro a copia fino ad un massimo di 3.000 copie; 6 centesimi di euro a copia per quelle successive, fino a un massimo di 5.000 copie";

- "f) 8 centesimi di euro a copia fino ad un massimo di 3.000 copie, e, comunque, per un importo non superiore alla spesa effettivamente sostenuta.".

PRESIDENTE. All'articolo 9 sono stati presentati numerosi emendamenti soppressivi, sostitutivi ed aggiuntivi. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - MURGIONI - LIORI

Art. 9

La lettera f) del comma 5 dell'art. 9 è soppressa. (31)

EMENDAMENTO soppressivo parziale SCARPA - ATZERI

Art. 9

La lettera g) del comma 5 dell'art. 9 è soppressa. (33)

EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - PETRINI

Art. 9

Il comma 7 dell'art. 9 è soppresso. (3)

EMENDAMENTO sostitutivo totale SECCI - MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - CACHIA

Art. 9

Il comma 7 è così sostituito:

Nel comma 1 dell'art. 11 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 111 (legge finanziaria 1988), dopo le parole "nella misura del 75 per cento" è aggiunto: "nei limiti della disponibilità di bilancio". (376)

EMENDAMENTO soppressivo parziale SCARPA - ATZERI

Art. 9

Il comma 7 dell'art. 9 è soppresso. (32)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU - PISANO - CASSANO - DEDONI

Art. 9

Il comma 7 dell'art. 9 è soppresso. (55)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - DIANA - LA SPISA - SANCIU - VARGIU - ARTIZZU

Art. 9

Il comma 7 dell'art. 9 è soppresso. (243)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - DIANA - OPPI - LA SPISA - SANCIU - VARGIU - PILI - ARTIZZU

Art. 9

La lettera a) del comma 8 è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S11.048 (Cap. 11246-00)

Anno 2005 euro 207.000

Anno 2006 euro 207.000

Anno 2007 euro 207.000

In diminuzione

UPB S03.015

Anno 2005 euro 207.000

Anno 2006 euro 207.000

Anno 2007 euro 207.000 (250)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SECCI - MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - CACHIA - BALIA

Art. 9

Emendamento all'emendamento numero 302

Il testo dell'emendamento n. 302 è sostituito dal seguente:

Nell'art. 9, la lett. a) del comma 8 è sostituita dalla seguente:

"a) Il comma 14 dell'articolo 26 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, il relativo intervento, nella misura di euro 190.000, è incluso in quelli di cui alla legge regionale 24 novembre 1950, n. 64 (U.P.B. S11.048 - Cap. 11243);". (352)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SECCI - MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - CACHIA - BALIA

Art. 9

Emendamento all'emendamento numero 352

All'emendamento numero 352 le parole "nella misura di euro 190.000" sono sostituite dalle seguenti: "nella misura di euro 207.000". (377)

EMENDAMENTO soppressivo parziale SECCI - MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - CACHIA - BALIA

Art. 9

Nell'articolo 9 è soppressa la lettera a) del comma 8. (302)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - LA SPISA - DIANA - OPPI - SANCIU - VARGIU - PILI - ARTIZZU

Art. 9

La lettera b) del comma 8 è soppressa. (251)

EMENDAMENTO modificativo GIUNTA REGIONALE

Art. 9

Disposizioni nel settore dell'istruzione, cultura, spettacolo e sport

All'art 9, comma 1, lett. a), l'importo di euro 6.520.000 è sostituito con quello di euro 7.520.000 e dopo il "punto e virgola" è inserita la seguente espressione:

"in sede di prima applicazione della presente disposizione e nelle more di un complessivo riordino delle sedi universitarie decentrate, nonché della valutazione dei risultati dalle stesse conseguiti relativamente alle attività svolte, la dotazione del fondo di cui alla presente lettera a), per l'anno 2005, è ripartita come segue:

- corsi universitari ad Olbia euro 129.000

- corsi universitari ad Alghero euro 1.350.000

- corsi universitari a Tempio Pausania euro 319.000

- Consorzio per la promozione degli studi

universitari nella Sardegna Centrale euro 3.000.000

- Consorzio UNO di Oristano euro 2.220.000

- Consorzio Forgea International euro 170.000

- Associazione universitaria

Sulcis-Iglesiente (AUSI) euro 445.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S11.070

Anno 2005 euro 1.113.000

In diminuzione

UPB S03.050 (Cap. 03184)

Anno 2005 euro 1.113.000 (307)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LICANDRO - DIANA - LA SPISA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - ARTIZZU

Art. 9

Nel comma 2 lo stanziamento di 150.000 euro è sostituito da 300.000 euro.

In aumento

UPB S11.060 euro 150.000

In diminuzione

UPB S03.014 euro 150.000 (241)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale RASSU - PETRINI - SANNA Paolo Terzo - LIORI

Art. 9

Al comma 5 alle lettere b) e c) l'importo "euro 35.000" è sostituito da "euro 70.000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

UPB S11.020

2005 euro 35.000

UPB S11.044

2005 euro 35.000

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.015

2005 euro 70.000 (25)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU

Art. 9

Il comma 7 dell'art. 9 è così modificato:

Le parole "nella misura del 75 per cento ", sono sostituite dalle seguenti: "fino al 75 per cento" sono così modificate:

le parole "nella misura del 75 per cento", sono sostituite dalle seguenti : "nella misura del 90 per cento". (56)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CALIGARIS

Art. 9

Al comma 11 lettera c) dell'articolo 9, le parole "12 centesimi di euro a copia" sono sostituite dalle seguenti: "16 centesimi di euro a copia". (21)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CALIGARIS

Art. 9

Al comma 11 lettera f) dell'articolo 9, le parole "8 centesimi di euro a copia" sono sostituite dalle seguenti: "10 centesimi di euro a copia". (20)

EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - MURGIONI - LIORI

Art. 9

Al comma 1 dell'art. 9 è aggiunto il seguente comma 1 bis:

"nell'anno 2005 la concessione di un contributo di euro 3.250.000 a favore del Consorzio per la promozione degli Studi Universitari nella Sardegna Centrale (UPB S 11070 Cap. 11125-00)".

La relativa spesa è imputata in aumento all'UPB S11.170 cap. 11125-00 e in diminuzione all'UPB S03.006 cap. 03030-00. (29)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - DIANA - LA SPISA - SANCIU - VARGIU - ARTIZZU

Art. 9

Al comma 1 dell'art. 9 è aggiunta la seguente lettera d bis):

"Un contributo a favore del Consorzio per la promozione degli Studi Universitari nella Sardegna Centrale per le attività istituzionali nonché per il funzionamento dei corsi universitari presso la sede di Nuoro di euro 3.250.000".

In aumento

UPB S11.170 Cap. 11125-00

Anno 2005 euro 3.250.000

In diminuzione

UPB S12.028 Cap. 12111-00

Anno 2005 euro 3.250.000 (244)

EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - MURGIONI - LIORI

Art. 9

Al comma 1 dell'art. 9 è aggiunta la seguente lettera d ter):

"nell'anno 2005 la concessione di un contributo di euro 1.033.000 a favore della Libera Università Nuorese A.I.L.U.N. (UPB S11.070 Cap. 11124-00)".

La relativa spesa è imputata in aumento all'UPB S11.170 cap. 11124-00 e in diminuzione all'UPB S03.006 cap. 03030-00. (30)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - DIANA - OPPI - LA SPISA - SANCIU - PILI - VARGIU - ARTIZZU

Art. 9

Al comma 1 dell'art. 9 è aggiunta la seguente lettera d bis):

"Un contributo di euro 1.033.000 a favore della Libera Università Nuorese A.I.L.U.N. (UPB S11.070 Cap. 11124-00)".

In aumento

UPB S11.170 Cap. 11124-00

Anno 2005 euro 423.000

In diminuzione

UPB S03.006 Cap. 03030-00

Anno 2005 euro 423.000 (248)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - SANCIU - PILI - VARGIU - ARTIZZU

Art. 9

Al comma 1 dell'art. 9 è aggiunta la seguente lettera d bis):

"Un contributo a favore del "Consorzio Uno" di Oristano, per spese di gestione, nonché per il funzionamento dei corsi universitari istituiti presso la sede di Oristano, di euro 2.460.000".

In aumento

UPB S11.170 Cap. 11126-00

Anno 2005 euro 2.460.000

In diminuzione

UPB S12.028 Cap. 012111-00

Anno 2005 euro 2.460.000 (249)

EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - DIANA - CAPELLI - LA SPISA - SANCIU - VARGIU - PILI - ARTIZZU

Art. 9

Al comma 1 dell'art. 9 è aggiunta la seguente lettera d bis):

"Un contributo a favore dell'associazione per l'Università del Sulcis-Iglesiente (AUSI) di euro 707.000".

In aumento

UPB S11.170 Cap. 11127-00

Anno 2005 euro 707.000

In diminuzione

UPB S12.028 Cap. 12111-00

Anno 2005 euro 707.000 (245)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - DIANA - OPPI - CAPELLI - VARGIU - LA SPISA - SANCIU -ARTIZZU

Art. 9

Al comma 1 dell'art. 9 è aggiunta la seguente lettera d bis):

"Un contributo a favore del Comune di Tempio Pausania per spese di gestione e funzionamento dei corsi universitari di euro 725.000".

In aumento

UPB S11.170 Cap. 11123-00

Anno 2005 euro 750.000

In diminuzione

UPB S12.028 Cap. 12111-00

Anno 2005 euro 750.000 (246)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - DIANA - CAPELLI - OPPI - VARGIU - LA SPISA - SANCIU -ARTIZZU

Art. 9

Al comma 1 dell'art. 9 è aggiunta la seguente lettera d bis):

"Un contributo di euro 2.174.000 a favore dell'Università di Sassari, in ragione di euro 1.874.000 per il funzionamento dei corsi universitari di Alghero e in ragione di euro 300.000 per il funzionamento del corso di laurea in economia e impresa del turismo di Olbia."

In aumento

UPB S11.170 Cap. 11150-00

Anno 2005 euro 2.174.000

In diminuzione

UPB S12.028 Cap. 12111-00

Anno 2005 euro 2.174.000 (247)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO

Art. 9

All'art. 9 dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

"1bis. E' autorizzata la spesa annua di euro 150.000 per l'erogazione dì un contributo "fitto-casa" da assegnare ai giovani sardi che decidano di seguire corsi universitari presso facoltà non presenti in Sardegna. I criteri di assegnazione delle provvidenze ricalcheranno quelli già utilizzati dall'ERSU. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge l'Assessore della Pubblica Istruzione emanerà le direttive per la concessione dei contributi (UPB S11.070)".

Copertura Finanziaria

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB S11.070 - Formazione universitaria

Anno 2005 150.000 euro

Anno 2006 150.000 euro

Anno 2007 150.000 euro

In diminuzione

03 - Programmazione e Bilancio

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

Anno 2005 150.000 euro

Anno 2006 150.000 euro

Anno 2007 150.000 euro (344)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 9

Disposizioni nel settore dell'istruzione, cultura, spettacolo e sport

All'art. 9, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

2. bis Una quota dello stanziamento annuale di cui alla U.P.B. S11.021 (Cap. 11030), nella misura del 20 per cento, è destinata al sostenimento delle spese relative all'organizzazione e primo avvio delle attività connesse alla celebrazione della Giornata del popolo sardo "Sa Die de sa Sardinia", da realizzarsi nell'anno successivo. (318)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 9

Disposizioni nel settore dell'istruzione, cultura, spettacolo e sport

Dopo il comma 2 sono istituiti i seguenti:

2 bis. Fino all'approvazione della normativa regionale di trasferimento agli enti locali pubblici territoriali della Sardegna delle competenze in materia di gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica in ambito culturale e del tempo libero, la Regione è autorizzata ad erogare contributi agli enti interessati, per concorrere agli ineri d'esercizio dei medesimi servizi. La Giunta Regionale, con apposite deliberazioni, adottate ai termini dell'art. 19 della L.R. 22 agosto 1990, n. 40, detta le linee di indirizzo volte all'attuazione della presente disposizione.

2 ter. Gli oneri derivanti dall'applicazione del precedente comma sono valutati per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007 nei seguenti importi:

U.PB. S11.030 (Cap. 11212) euro 7.070.000,00

U.P.B. S11.036 (Cap. 11284) euro 900.000,00

U.P.B. S11.041 (Cap. 11334) euro 1.033.000,00

U.P.B. S11.048 (Cap. 11247) euro 7.000.000,00

2 quater. Il termine perentorio di trenta giorni di cui all'art. 50 della L.R. 7 aprile 1995, n. 6, è prorogato, per l'anno 2005, a centoventi giorni. Lo stanziamento individuato dallo stesso articolo è ripartito tra i capoluoghi di Provincia determinati ai sensi dell'articolo 4 della L.R. 1 luglio 2002, n. 10 entro lo stesso termine.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

U.P.B. S11.030

2006 € 7.070.000,00

2007 € 7.070.000,00

U.P.B. S11.036

2006 € 500.000,00

2007 € 700.000,00

In diminuzione

U.P.B. S12.028

2006 € 7.570.000,00

2007 € 7.770.000,00 (319)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar

Art. 9

Nell'art. 9 comma 5, dopo la lettera g è aggiunta la lettera g bis) : "Nell'anno 2005 è autorizzata la spesa di Euro 200.000 da destinare al finanziamento di progetti di ricerca scientifica aventi prevalentemente riferimento alla realtà sarda; in particolare possono essere oggetto di finanziamento studi e ricerche riguardanti qualunque ambito scientifico con esclusione della ricerca a fini industriali, storico-letterari; destinatari degli interventi possono essere oltre ai soggetti privati, gli istituti di ricerca ad esclusione delle università. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale ai sensi dell'art 4 lett. i) della L.R. 7 gennaio 1977 n. l " (UPB S11.075).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB S11.075 Cap 11189-00

Anno 2005 Euro 200.000

In diminuzione

UPB S03.007 FNOL investimenti

Euro 200.000

Mediante riduzione della riserva dì cui alla voce 1 della tabella 0B allegata alla legge finanziaria (16)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - SANCIU - MURGIONI - SANNA Matteo - SANJUST - VARGIU - ARTIZZU

Art. 9

Al comma 5 lettera g) dell'art. 9, è aggiunta la seguente lettera g bis):

Nell' anno 2005 la spesa di Euro 100.000, per l'istituzione del contributo annuale al Comune di Selargius per l'organizzazione della manifestazione "Antico Sposalizio Selargino" (UPB S 07.020).

In aumento

UPB S 07020 (Cap. 07051- contributi per promuovere manifestazioni di interesse artistico)

2005 Euro 100.000

In diminuzione

UPB S 11041 (Cap. 11337 Contributi per la produzione di opere cinematografiche)

2005 Euro 100.000

(242)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPPAI - MURGIONI - DIANA - OPPI - CAPELLI - PILI - LA SPISA - SANCIU - VARGIU - LADU - ARTIZZU

Art. 9

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

"5 bis. È autorizzata nell'anno 2005 la spesa di euro 1.300.000 per la concessione di contributi a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), operanti in Sardegna da almeno tre anni nell'ambito della valorizzazione dei diplomati degli istituti di alta cultura musicale di Sassari e di Cagliari (già conservatori di musica), con il fine della valorizzazione professionale, della creazione di posti di lavoro stabili e per lo sviluppo di attività culturali nel territorio dell'Isola; il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta a' termini dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale n. 1 del 1977 (UPB S11.041)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S11.041

anno 2005 euro 1.300.000

In diminuzione

UPB S03.007

anno 2005 euro 1.300.000 (235)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - PILI - SANCIU - DIANA - VARGIU - BIANCAREDDU - SANNA Matteo - ARTIZZU

Art. 9

Dopo il comma 5 e aggiunto il seguente:

5 bis. E' autorizzata per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, la concessione di un contributo di euro 300.000,00 in favore dell'Istituto Euromediterraneo I.S.R. di Tempio - Ampurias per l'attuazione del protocollo d'intesa sottoscritto in data 21 luglio 2003 tra la Regione Autonoma della Sardegna e l'Istituto Euromediterraneo I.S.R..

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPBS11.070

2005 Euro 300.000,00

2006 Euro 300.000,00

2007 Euro 300.000,00

In diminuzione

UPB S03.008

2005 Euro 300.000,00

2006 Euro 300.000,00

2007 Euro 300.000,00 (240)

EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - CACHIA - BALIA

Art. 9

Nell'articolo 9, dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

"8 bis. E' autorizzata, nell'anno 2005, la concessione di un contributo di Euro 30.000 all'Amministrazione provinciale di Nuoro per l'organizzazione del Premio Grazia Deledda (UPB SII. 041)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S11.041

Anno 2005 Euro 30.000

In diminuzione

UPB S03.006

Anno 2005 Euro 30.000 (300)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - OPPI - CAPELLI - SANCIU - PILI - CAPPAI - VARGIU - LADU - ARTIZZU

Art. 9

Dopo il comma 9, è aggiunto il seguente:

9 bis. A valere sulla UPB S 11.020, è autorizzata la spesa annua di € 120.000 per la corresponsione attraverso le Società sportive e/o gli organismi organizzativi, di premi non aventi contenuto economico a favore di atleti, in occasione di manifestazioni sportive dilettantistiche che si svolgono nel territorio regionale (capitolo 11.148). (236)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar

Art. 9

Nell'art. 9 dopo il comma 11 è aggiunto il comma 11 bis :

"È autorizzata per l'anno 2005 la concessione di un contributo straordinario di Euro 250.000 a favore delle sole società sportive femminili che militano nei campionati nazionali di massima serie. Tale contributo non preclude l'accesso delle suddette società sportive ai contributi già previsti per le finalità di cui alla L R. 17/99. Il contributo deve essere erogato in base ai criteri previsti dall' art. 39 della stessa L.R. 17/99".

COPERTURA FINANZIARIA:

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB S11.036

Anno 2005 Cap. 11286-00 (nuova istituzione) Euro 250.000

In diminuzione

UPB S03.007 FNOL investimenti

Euro 250.000

Mediante riduzione della riserva di cui alla voce 1 della tabella 0B allegata alla legge finanziaria (14)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar

Art. 9

Nell'art. 9 dopo il comma 11 è aggiunto il comma 11 bis ( interventi per la valorizzazione della cultura sarda):

"È autorizzato per l'anno 2005 un contributo straordinario di Euro 100.000 al Comune di Oristano, per la realizzazione del "Museo della Sartiglia", per la sua gestione, e per la valorizzazione culturale e la promozione della giostra equestre del carnevale oristanese".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB S11.041

Anno 2005 Cap 11341-00 (nuova istituzione) Euro 100.000

In diminuzione

UPB S03.007 FNOL investimenti

Euro 100.000

Mediante riduzione della riserva di cui alla voce 1 della tabella OB allegata alla l.f. (15)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar

Art. 9

Nell' art. 9 dopo il comma 11 è aggiunto il comma 11 bis:

"E' autorizzata per l'anno 2005 la concessione di un contributo straordinario di Euro 250.000 a favore del Comune di Terralba per la ristrutturazione e la messa a norma degli impianti sportivi"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB S11.038

Anno 2005 Cap. 11299-00 (nuova istituzione) Euro 250.000

In diminuzione

11- Presidenza della Giunta

UPB S01.043

Anno 2005 Cap. 01110-00 Euro 250.000

(17)

EMENDAMENTO aggiuntivo LICANDRO - LA SPISA

Art. 9

Dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"11 bis. Per l'anno 2005 è prevista la spesa di euro 200.000, oltre alla legge regionale n. 17 del 1999, destinata allo sviluppo dello sport nella provincia di Oristano, attraverso la realizzazione di un bando che preveda contributi alle società sportive operanti nell'oristanese (S11.038)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

S11.038

euro 200.000

In diminuzione

S03.007

euro 200.000 (75)

EMENDAMENTO aggiuntivo LICANDRO - LA SPISA

Art. 9

Dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"11 bis. È istituito un fondo di euro 100.000 destinato alla ristrutturazione e al completamento delle strutture sportive nella provincia di Oristano. Gli stessi saranno distribuiti tramite bando (S11.038)."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

S11.038

euro 100.000

In diminuzione

S03.007

euro 100.000 (76)

EMENDAMENTO aggiuntivo LICANDRO - LA SPISA

Art. 9

Dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"11 bis. È autorizzata per l'anno 2005 la spesa di euro 150.000 destinata alla costituzione e al funzionamento di una scuola di canto per ragazzi nella provincia di Oristano; tale somma sarà così ripartita: euro 70.000 per la costituzione ed il funzionamento della scuola, euro 80.000 per la concessione di borse di studio per i ragazzi della provincia di famiglie disagiate. Non escludendo che comunque tutti possono accedere alla scuola, ma solo chi proviene da famiglie disagiate può accedere alla borsa di studio."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

S11.042

euro 150.000

In diminuzione

S03.007

euro 150.000 (77)

EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - CACHIA - BALIA

Art. 9

Dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

''11 bis. I finanziamenti destinati ai Comuni singoli, ai sensi della legge regionale 15 ottobre 1997 n. 28 e finalizzati all'attivazione e al finanziamento delle scuole civiche di musica, per l'anno scolastico 2004/2005 e seguenti sono concessi, per effetto della presente norma, ai Comuni che hanno inoltrato regolare istanza ai sensi del comma 1, dell'articolo 4 della legge regionale 28/1997 e che hanno avviato la regolare attività corsuale entro il 31 dicembre del 2004.'' (304)

EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI

Art. 9

Dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

''11 bis. Alla legge regionale 15.10.1997 n. 28 - criteri e modalità per la concessione di contributi ai comuni per l'istituzione e il funzionamento delle scuole civiche di musica -è aggiunto il seguente articolo.

Articolo 5 - bis

" La scelta dei docenti deve avvenire mediante apposita selezione preceduta da pubblici avvisi.

Una quota pari al 90% dei posti disponibili viene riservata a favore dei diplomati del conservatorio, o aventi titolo equiparato, che non ricoprano altri incarichi di insegnamento nelle scuole statali o parificate, o in altre scuole civiche di musica, o che non svolgano altra attività retribuita a tempo indeterminato. Al precedente principio potrà derogarsi solo ed esclusivamente in caso di esaurimento delle graduatorie, in assenza di aspiranti in possesso dei titoli previsti, ed in ogni caso solo per l'anno scolastico in corso e con l'inserimento, da parte del direttore, di specifica dichiarazione da rimettere al competente Assessorato. Per i docenti nelle discipline di espressioni musicali tradizionali e popolari della Sardegna sarà considerato titolo idoneo un curriculum attestante lunga, qualificata e riconosciuta esperienza nel settore.

Chi ricopre la carica di direttore in una scuola civica non può ricoprire la carica di direttore o di insegnante in altre scuole civiche di musica.

E' vietato corrispondere rimborsi, indennità o compensi di qualsiasi natura a vice direttori, direttori artistici, consulenti di qualsiasi genere." (36)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO

Art. 9

All'art. 9 dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"11 bis. Alla legge regionale 15.10.1997, n. 28 (criteri e modalità per la concessione di contributi ai comuni per l'istituzione e il funzionamento delle scuole civiche di musica) è aggiunto il seguente articolo.

Art. 5bis. La scelta dei docenti deve avvenire mediante apposita selezione preceduta da pubblici avvisi. Una quota pari al 90% dei posti disponibili viene riservata a favore dei diplomati del conservatorio, o aventi titolo equiparato, che non ricoprano altri incarichi di insegnamento nelle scuole statali parificate, o in altre scuole civiche di musica, o che non svolgano altra attività retribuita a tempo indeterminato. Al precedente principio potrà derogarsi solo ed esclusivamente in caso di esaurimento delle graduatorie, in assenza di aspiranti in possesso dei titoli previsti, ed in ogni caso solo per l'anno scolastico in corso e con l'inserimento, da parte del direttore, di specifica dichiarazione da rimettere al competente Assessorato.

Per i docenti nelle discipline di espressioni musicali tradizionali e popolari della Sardegna sarà considerato titolo idoneo un curriculum attestante lunga, qualificata e riconosciuta esperienza nel settore.

Chi ricopre la carica di direttore in una scuola civica non può ricoprire la carica di direttore o di insegnante in altre scuole civiche di musica.

E' vietato corrispondere rimborsi, indennità o compensi di qualsiasi natura a vice direttori, direttori artistici, consulenti di qualsiasi genere". (340)

EMENDAMENTO aggiuntivo SANJUST - LA SPISA - RASSU - LADU - OPPI - DIANA - DEDONI - CAPELLI - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - ARTIZZU

Art. 9

Dopo l'art. 9 è inserito il seguente articolo:

Art. 9 bis

Istituzione dei Centri Giovani

E' autorizzata per l'anno 2005 la spesa di euro 800.000 e di euro 400.000 per gli anni 2006/2007 come contributo agli Enti Locali per favorire la realizzazione e la conduzione di "centri giovani" nei quali poter attrezzare sportelli di informazione e medianiche, sale di aggregazione. (UPB S01.018- Cap. 01048-00)

La Giunta regionale entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge emanerà le direttive per la concessione dei contributi.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S01.018

Cap (0104800 NI) contributo agli Enti Locali per favorire la realizzazione e la conduzione di "Centri Giovani" (art. 9 bis della presente legge)

2005 euro 800.000

2006 euro 400.000

2007 euro 400.000

UPB S03.008

Cap (03040)

2005 euro 800.000

2006 euro 400.000

2007 euro 400.000

(238)

EMENDAMENTO aggiuntivo SANJUST - LA SPISA - RASSU - LADU - OPPI - DIANA - DEDONI - CAPELLI - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LADU - ARTIZZU

Art. 9

Dopo l'art. 9 è inserito il seguente articolo:

Art. 9 ter

Carta Giovani Sardegna

E' autorizzata per l'anno 2005 la spesa di euro 50.000 per la realizzazione e la distribuzione attraverso gli enti locali della "Carta Giovani Sardegna", concernente convenzioni che verranno stipulate dall'Assessorato competente per materia per particolari forme di agevolazioni riguardanti l'ingresso nei teatri, nei cinema, nei musei e siti archeologici, negli impianti sportivi pubblici e privati, per la ricettività turistica e per l'acquisto di materiali informatici, multimediali, sportivi e culturali e del tempo libero. (UPB S01.018) - Cap. 01048-01.

COPERTURA FINANZIARIA

UPB S01.018 (Cap. 01048-01 NI) spese per la realizzazione e distribuzione della "Carta Giovani Sardegna" (art.9 ter della presente legge)

2005 euro 50.000

2006 euro 15.000

2007 euro 15.000

UPB S03.008

Cap (03040)

2005 euro 50.000

2006 euro 15.000

2007 euro 15.000

(237)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - RASSU - DIANA - LADU - DEDONI - OPPI -CAPELLI - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - ARTIZZU

Art. 9

Dopo l'art. 9 è inserito il seguente:

9 bis

1. E' prorogata al 31.12.2005 l'attuazione degli interventi relativi al POR Sardegna 2000 - 2006 Asse IV misura 4.5 linea b) finanziati nell'anno 2003 in esecuzione del D.D.S. n. 145 del 5.3.2004.

2. Gli interventi di cui al precedente comma sono cumulabili con i contributi concessi in esecuzione delle LL.RR. 1/90 art. 56, 17/50, 28/95 art. 30. (239)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 31, Ladu, Murgioni, Liori, è un emendamento soppressivo; se nessuno chiede di intervenire per illustrarlo si dà per illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa per illustrare l'emendamento numero 33.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, Assessori, colleghe e colleghi. Si tratta della proposta di sopprimere la lettera g) dell'articolo 9 con la quale si propone l'inserimento nell'ordinamento giuridico della Regione di una norma dal contenuto dubbio, ambiguo, del quale non si comprende quali siano le finalità; si tratta di una norma con la quale si voleva correggere una precedente previsione normativa con la quale si commisurava rigorosamente il contributo regionale al Teatro lirico di Cagliari allo stanziamento statale, mentre con questa norma si vuole introdurre il limite delle disponibilità annuali del bilancio.

Tuttavia personalmente ritengo questa norma del tutto inutile intanto perché usa il termine "commisurato" in riferimento al contributo regionale, e non si capisce se questo significhi che deve essere esattamente dello stesso importo di quello statale oppure una sua percentuale, ed inoltre perché ritengo che in un momento come questo, di grande contrazione dei finanziamenti a favore della cultura e dello spettacolo, debba essere fatta chiarezza sulla posizione della Regione nei confronti del Teatro lirico di Cagliari, ma soprattutto più in generale nei confronti di tutti gli organismi che operano nel settore culturale e dello spettacolo.

Personalmente ritengo che sarebbe molto meglio evitare qualunque tipo di disposizione sull'argomento e che la Regione di anno in anno provvedesse allo stanziamento in relazione alle disponibilità che vi sono, considerato anche che in altre realtà gli stanziamenti regionali sono in percentuale molto minore rispetto alla nostra, ferma restando la valutazione positiva dell'operato del teatro lirico che personalmente mi sento di esprimere. La contrazione degli stanziamenti dal cinquanta al settanta per cento per tutto l'associazionismo culturale, nel settore della lingua sarda ed in altri settori, mi induce a ritenere che non sia opportuno che la Regione oggi adotti una norma di questo genere anche perché si tratta di una norma ambigua, della quale non si comprende esattamente la portata.

Quindi, la proposta è quella di sopprimerla anche perché nel corso dei lavori della Commissione è risultato, ed è stato proposto anche un altro emendamento al riguardo, che anche la precedente disposizione, quella che commisurava lo stanziamento regionale in maniera stretta allo stanziamenti statale, comunque è stata soppressa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento numero 3. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Volevo sottolineare che gli emendamenti numero 3, 32 e 243 hanno lo stesso oggetto.

PRESIDENTE. Quindi onorevole La Spisa, lo diamo per illustrato?

LA SPISA (FI). No. Vorrei illustrarli insieme perché hanno lo stesso oggetto.

CAPELLI (U.D.C.). Anche il numero 55.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare gli emendamenti numero 3, 32, 55 e 243.

LA SPISA (F.I.). Questi emendamenti hanno una finalità ben precisa su cui sia in Commissione sia in Aula si è discusso già; in Commissione molto diffusamente ma in Aula in qualche modo è già stata sollevata la questione come una di quelle che qualificano in un modo o nell'altro questo disegno di legge finanziaria.

La questione sostanziale è quella dell'applicazione dell'articolo della legge numero 31 che prevede contributi in conto gestione per le scuole materne non statali; scuole materne che nel momento in cui la legge sul diritto allo studio venne fatta, vennero definite non statali ma che successivamente sono più propriamente da definirsi come scuole paritarie, sulla base della evoluzione della legislazione italiana che ha riconosciuto alle scuole non statali di ogni livello la stessa dignità delle scuole statali.

Questo è il problema di fondo di fronte a cui ci troviamo che ha delle implicazioni evidentemente di carattere finanziario. La scuola paritaria, che ha quindi la stessa dignità e svolge una funzione oggettivamente pubblica quanto quella che svolge la scuola statale, ha necessità, evidentemente, per svolgere le proprie funzioni, di un apporto finanziario che sia commisurato alle reali esigenze gestionali di strutture così difficili e complesse.

Gli oneri gestionali, finanziari di queste scuole crescono con il tempo e crescono sempre di più proprio a seguito del riconoscimento della parità, che evidentemente pone anche delle esigenze di standard qualitativi e quantitativi da raggiungere sia sul piano del servizio in quanto tale, sia sul piano della pianta organica, delle figure professionali da prevedere, e di alcuni parametri oggettivi, per esempio quelli riguardanti gli edifici, che devono essere presi in considerazione.

Il sistema della scuola dell'infanzia, in particolare, ha delle proprie peculiarità, primo perché oggettivamente colma un vuoto che la scuola statale in Sardegna non ha mai colmato, ma in secondo luogo perché si tratta di un insieme di scuole che, col passare del tempo, proprio anche per i parametri di legge che devono rispettare, hanno avuto delle necessità e manifestano delle necessità sempre crescenti di spesa.

E' per questo motivo che il parametro del 75 per cento individuato nella legge 31 è un parametro oggettivamente invalicabile, nel senso che non si vuole chiedere, diciamo, di salvaguardare un privilegio, ma di rispettare una funzione pubblica che altrimenti piano piano verrebbe meno. Ed è questo anche il motivo per cui noi abbiamo sollevato il problema non solo sul piano eminentemente normativo e gestionale, ma anche su quello politico.

Rendiamoci conto che gli stanziamenti di bilancio obiettivamente sono stati in tutti questi anni sempre inferiori al 75 per cento per limiti, per problemi, a seconda degli anni anche per responsabilità politiche e per scelte precise di governi che nel passato sicuramente non hanno, almeno alcuni, spinto per un finanziamento adeguato e congruo a favore di questo livello di istruzione. Io credo che ridefinire il parametro secondo la formulazione proposta nella legge finanziaria che dice "fino al 75 per cento", in nome di una maggiore chiarezza lessicale delle norme, sia in questo momento inopportuno e ingiusto per il fatto proprio che quel limite del 75 per cento, almeno tendenzialmente, deve essere visto ancora dalla Regione, non come un privilegio che si dà, non come la concessione di un contributo ad un soggetto privato, ma come il corrispettivo per chi svolge una funzione pubblica e che, in alcune realtà, ne ha necessità per sopravvivere, perché diverse sono le realtà nelle città o nei piccoli centri; anche soltanto per sopravvivere in alcune realtà è necessario che questo parametro venga rispettato, almeno tendenzialmente.

Per questo, dal punto di vista sia legislativo sia politico, è incomprensibile che si voglia oggi riportare la formulazione della legge ad una indicazione solo di limite con quell'espressione "fino a", che tra l'altro fa intravedere una prospettiva in cui questa percentuale verrà sempre più disattesa e probabilmente resterà come percentuale massima inapplicata e poi forse anche cancellata.

A inizio legislatura, come primo segnale, io non credo che nessuno in quest'Aula possa e voglia dare un'indicazione politica in questa direzione, sia per quanto riguarda la formulazione della legge sia per gli stanziamenti. Si è detto che lo stanziamento di quest'anno è il più alto in assoluto. Io vorrei ricordare, ancora una volta, che lo stanziamento dell'esercizio precedente è stato veramente quello più alto previsto dal Consiglio regionale e soltanto la legge di assestamento di bilancio ha poi riportato quello stanziamento ad un limite inferiore.

Preciso ancora che nella legge finanziaria del 2004 l'indicazione di uno stanziamento più ampio ha avuto esattamente il significato reale, non propagandistico, di riconoscere che il livello della spesa sta crescendo, sta crescendo per tutti. Cresce per la scuola statale, gli stipendi vanno adeguati alle norme contrattuali, non si capisce come non si possa riconoscere anche a queste scuole che devono attribuire al loro personale gli stessi avanzamenti previsti dai contratti. I contratti collettivi di lavoro valgono per tutti, anche per loro; c'è tutta una serie di spese e di adeguamenti che queste scuole devono fare che richiedono oggi un adeguamento finanziario. Noi attraverso questo emendamento e quelli di tutti gli altri colleghi, vorremmo appellarci, non polemicamente, al senso di responsabilità di tutta l'Aula perché venga presa una decisione più congrua rispetto alla realtà.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, quindi mi pare di capire che con questo intervento lei abbia illustrato gli emendamenti numero 3, 32, 55 e 243 che sono sullo stesso argomento.

C'è un emendamento all'emendamento numero 32 che è il 376. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci per illustrare l'emendamento numero 376.

SECCI (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento numero 250.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, la lettera a) del comma 8 dispone freddamente che il comma 14 dell'articolo 26 della legge numero 7 del 2002 è abrogato; se analizziamo l'effetto che provoca questa abrogazione, dobbiamo ritornare alla biblioteca Satta di Nuoro, forse la più apprezzata struttura bibliotecaria pubblica della Sardegna. Dopo diversi anni nel 2002 si è arrivati a stabilizzare il contributo annuo per le spese di funzionamento, in 207 mila euro. Per fare economie, per ridurre le spese, per non ricorrere a ulteriori indebitamenti la Giunta regionale propone un taglio di 207 mila euro che sono fondamentali per la sopravvivenza della biblioteca Satta di Nuoro, in linea con le dichiarazioni programmatiche della Giunta stessa che dice di voler favorire la cultura, l'istruzione e soprattutto non riconosce i centri di eccellenza, quali la biblioteca Satta. Io credo che 207 mila euro in meno effettivamente siano fondamentali per ridurre l'indebitamento della Regione.

Al di là dell'ironia vorrei dire che la Giunta, che sa già tutto in merito, soprattutto l'Assessore che provenendo da quel settore sicuramente conoscerà a pieno il sistema bibliotecario, ovviamente sarà preparatissimo in materia, avrà le sue buone ragioni per dire che deve chiudere la biblioteca Satta di Nuoro, posto che il Consiglio dopo tanti anni ha approvato all'unanimità la stabilizzazione del contributo per il suo funzionamento. In questo modo una delle strutture di eccellenza del centro Sardegna è chiamata a contribuire al risanamento del bilancio regionale con una mossa di alta strategia finanziaria.

Credo che prima di votare questo emendamento, che propone un atto di giustizia, che è costato molto a quest'Aula, si debba valutare l'effetto che la norma di cui proponiamo la soppressione produrrà in quel territorio, in quella città. Si tratta di finanziare una biblioteca di riferimento intercomunale e credo che dovreste veramente pensarci, prima di porre il vostro dito sul tasto verde o sul tasto rosso del dispositivo per la votazione elettronica.

Credo che ci siano tutte le condizioni, comprese quelle di non stravolgere appunto il bilancio regionale, per cancellare questa norma, soprattutto avendo visto anche gli emendamenti successivi. Invito alcuni colleghi firmatari di quell'emendamento, se ne conoscono l'effetto, di valutare l'opportunità di mantenere la loro firma su un emendamento che ha il valore di un'elemosina, che propone all'Aula di ridurre lo stanziamento di 207 mila euro portandolo a 190 mila euro con un risparmio di ben 17 mila euro; credo che la misura stessa dell'intervento dia la dimensione della proposta, ma soprattutto la norma che voi state proponendo cancella la stabilizzazione del contributo, perché in ogni caso propone uno stanziamento solo per l'anno 2005 e cancella quella norma, che è costata, che prevede la stabilizzazione di un contributo già non sufficiente, già ridicolo per la sua entità; sicuramente il taglio di quel finanziamento non può essere considerato equo e giusto ai fini di una politica di risanamento del bilancio. Io la definirei una norma vergognosa e mi auguro che l'Aula possa prenderne coscienza e rigettare la lettera a) del comma 8. Diversamente avremo modo di discuterne anche successivamente.

PRESIDENTE. Passiamo ora all'emendamento numero 302, al quale è stato presentato un emendamento sostitutivo totale, il numero 352, al quale è stato presentato un altro emendamento sostitutivo, il numero 377. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci per illustrare gli emendamenti numero 302, 352 e 377.

SECCI (La Margherita - D.L.). Presidente, intervengo brevissimamente soltanto per confutare alcune considerazioni che il collega Capelli faceva nel corso della illustrazione dell'emendamento numero 243.

Intanto nessuno ha pensato di sopprimere la norma sulla stabilizzazione delle risorse che erano state assegnate negli anni passati alla Biblioteca Satta, tant'è vero che nell'UPB S 11.048, esattamente al capitolo 11243, lo stanziamento è stato di proposito aumentato di duecentomila euro circa. Quindi nessuno ha pensato di sopprimere uno stanziamento vitale per una attività così importante. Siccome però, come il collega Capelli ha avuto modo di affermare, non ci si è capiti bene, la maggioranza ha presentato, a firma mia e di altri colleghi, l'emendamento numero 302, soppressivo della lettera a) del comma 8, per riportare il tutto ad ordine, e successivamente, poiché per ragioni tecniche quell'emendamento non era sufficiente, il numero 352, ed infine anche il numero 377.

Con questi due ultimi emendamenti non si fa altro che riproporre esattamente il finanziamento di 207 mila euro per la Biblioteca Satta lasciando al futuro la definizione di una soluzione che dia certezza del finanziamento attraverso l'inserimento di questa struttura, che certamente è validissima, in un sistema di interventi sulle biblioteche che riguardano anche altre istituzioni presenti nella nostra Regione. Siccome evidentemente i tempi non sono maturi per capirsi, riportiamo lo stanziamento esattamente a quello previsto in precedenza, con una copertura finanziaria che indicherò nel momento in cui esprimerò il parere.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento numero 251.

CAPELLI (U.D.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per illustrare l'emendamento numero 307.

PILIA, Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Questo emendamento è stato proposto dalla Giunta per tentare di dare certezza di finanziamento a tutta una serie di università diffuse sul territorio. Su questo emendamento c'è stato un notevole dibattito all'interno dei due atenei e anche delle università diffuse perché la Giunta ha ritenuto che fosse opportuno sollecitare i rettori ad avere una maggiore attenzione nei confronti delle sedi diffuse, che da una parte sicuramente vanno incontro ad alcuni bisogni importanti di territori che a volte sono molto decentrati o posti in zone periferiche, quindi lontane da Sassari o da Cagliari, dall'altra però spesso non riescono a garantire alcuni servizi essenziali di supporto alla didattica e alla ricerca. Quindi di fatto rischiano di penalizzare la qualità dell'apprendimento degli studenti. In questo tentativo di costituire un tavolo di confronto è stata tuttavia ribadita da alcune sedi, in particolare quelle di più lunga tradizione, come Nuoro e Oristano, la necessità, pur condividendo la strada intrapresa dalla Giunta, di stabilire una dotazione prefissata da parte del Consiglio. Quindi la Giunta ha accolto questa richiesta e ha proposto questo emendamento che stabilisce che alle diverse sedi diffuse nel territorio vengano assegnate le cifre che qui vedete. In sede di esame da parte della Commissione c'è stato, rispetto all'assegnazione iniziale, anche un aumento complessivo dello stanziamento per le università diffuse.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Licandro per illustrare l'emendamento numero 241.

LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente. Molto brevemente con questo emendamento noi vorremmo rappresentare la necessità di aumentare sensibilmente il contributo a favore degli studenti universitari sardi che scelgono le facoltà che non sono presenti nella nostra Isola; niente da dire sull'applicazione dei criteri utilizzati dall'ERSU per l'assegnazione del contributo, il criterio astrattamente più sicuro e corretto ci pare effettivamente quello già in vigore per gli studenti sardi in Sardegna. Il fatto da considerare invece, e sul quale si fonda, appunto, la richiesta di incremento della dotazione contenuta in questo emendamento, è l'aumento del costo della vita, soprattutto nelle città universitarie del continente, sedi di facoltà che non sono presenti in Sardegna. Si tratta prevalentemente di Roma, Milano e Bologna dove trovano sede le facoltà che sono maggiormente appetibili per i corsi di laurea che ancora non sono istituiti nella nostra Regione. Senza contare che la norma può essere anche interpretata nel senso che il contributo può essere erogato anche a favore di studenti sardi che dovessero eventualmente scegliere università diverse da quelle italiane. In questo caso il sostegno finanziario risulta essere ancora più utile. L'aumento della posta che noi chiediamo è destinato ad offrire ad un maggior numero di studenti sardi la medesima possibilità di conseguire un titolo di studio che non è altrimenti conseguibile in Sardegna, ma non per questo poco rilevante sotto il profilo culturale, economico e professionale. Per questo chiediamo all'Aula che recepisca, appunto, la nostra istanza offrendo a molti giovani sardi una possibilità in più di studiare, anche oltre il mare che ci circonda. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per illustrare l'emendamento numero 25. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pisano per illustrare l'emendamento numero 56.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, illustro brevemente questo emendamento col quale noi poniamo all'attenzione di quest'Aula un problema che qui è anche già stato rappresentato in parte, con l'illustrazione degli emendamenti soppressivi, cioè l'esigenza di stabilire in maniera precisa, in maniera ordinata, un principio al quale l'ordinamento regionale della Sardegna deve ispirarsi e che deve rispettare che è quello, appunto, di pari opportunità per tutti gli utenti del servizio scolastico e, allo stesso tempo, per gli enti stessi che operano e che suppliscono a quello che molto spesso è un compito che lo Stato non riesce assolutamente a svolgere, soprattutto nei territori più periferici.

Io porto l'esempio di cosa accade nei comuni più piccoli dove la gestione dei servizi di scuola materna è completamente affidata a scuole materne private, soprattutto di tipo religioso. Noi vogliamo qui ribadire questo concetto: di fatto i costi che oggi sostiene una scuola materna privata, soprattutto di tipo religioso, dove è prevalente il servizio anche di tipo volontario e quindi, evidentemente, reso con uno spirito ben diverso da quello che assai spesso caratterizza la scuola pubblica, sono mediamente dell'ordine del 45 o 50 per cento rispetto a quelli della scuola pubblica.

Quindi, con la misura del 75 per cento per i contributi che debbono essere riconosciuti alle scuole materne private, noi stiamo andando a coprire un costo che comunque è pari al 35 per cento di quello che verrebbe sostenuto in una scuola pubblica, proprio per effetto della diversa parametrazione dei costi e soprattutto dei valori assoluti che questi costi hanno per i bilanci delle scuole pubbliche e private.

Allora portare oggi al 90 per cento il contributo che dovrebbero percepire le scuole materne private, credo che non debba essere assolutamente percepito come una sorta di provocazione che si vuole proporre in quest'Aula, ma come gesto di grande lealtà nei confronti di chi oggi rende questo servizio, lo rende con qualità uguale, se non superiore molto spesso, a quello reso dallo Stato attraverso i suoi plessi scolastici pubblici, cosa che invece non viene assolutamente riconosciuta.

Noi partiamo dalla constatazione che deve essere assicurato il rispetto oltre che del principio di pari opportunità, anche di quello di certezza, quindi il cittadino utente, ma anche l'ente che opera e che quindi assolve a questa funzione, deve avere assoluta certezza dei contributi che verranno erogati, ed in via preventiva rispetto all'ordinaria programmazione dell'attività scolastica che intende svolgere nell'anno scolastico successivo. E quindi i costi, così come naturalmente le entrate, il proprio bilancio, non possono non essere conosciuti e non possono essere soprattutto riferiti ad una ipotesi di contributo non commisurata alle esigenze reali - cosa che questo servizio meriterebbe - e non sproporzionata rispetto ad esse.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Caligaris per illustrare l'emendamento 21.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, brevemente illustrerò anche l'emendamento successivo. I due emendamenti sono inseriti in un più ampio contesto che, sinteticamente, è riconducibile alle scelte di una cultura pluralistica della cui crescita e salvaguardia sono profondamente convinta. Ho avuto modo di sostenerlo in diverse circostanze, in Commissione Informazione durante l'audizione degli assessori Francesco Pigliaru e Elisabetta Pilia, ma anche in una riunione di maggioranza svoltasi l'8 febbraio scorso, presenti l'Assessore e il Presidente della Commissione Bilancio. In quelle occasioni ho anche presentato un promemoria nel quale avevo chiesto, tra l'altro, il ripristino del finanziamento per la produzione dei notiziari regionali e locali col sistema mimico gestuale dei sordi. Capisco che le complesse problematiche relative alla gestione e alla cura della manovra finanziaria, considerate anche le condizioni di emergenza in cui si è costretti a lavorare, possono aver fatto trascurare quel dettaglio. Si è poi rimediato in Aula grazie ad un emendamento dei colleghi sardisti, accolto dalla Commissione e quindi approvato.

Quello dell'informazione, colleghi, è un settore molto delicato, soprattutto nel campo della piccola editoria e della emittenza radio televisiva. Privare una piccola radio della possibilità di sottoscrivere un abbonamento ad un'agenzia di stampa o ad una banca dati significa spesso condannarla a chiudere i battenti. In Sardegna, purtroppo, si registra un vero e proprio mercato delle frequenze, c'è quindi il concreto pericolo che in breve tempo venga depauperato il patrimonio locale e ciò porterebbe alla perdita delle quote sarde dell'emittenza radio televisiva a vantaggio dei networks nazionali. La vendita delle frequenze di Radio Manila a Radio Margherita, di Sardegna Due a Mediaset, la drastica riduzione del TG di TCS con 31 professionalità sospese dalla produzione, la chiusura del quotidiano Il Corsivo di Cagliari, sono punte di un iceberg che pericolosamente sta andando alla deriva. Occorre, inoltre, tenere presenti le nuove realtà on line e sostenere le iniziative tendenti ad attivare consorzi di emittenti locali e progetti integrati e multi mediali.

All'orizzonte si affaccia il digitale terrestre con una Sardegna regione sperimentale, senza tuttavia quei supporti di carattere finanziario e legislativo in grado di far reggere al sistema radiotelevisivo locale la concorrenza con i networks nazionali. La realtà isolana delle radio telecomunicazioni e della stampa non è fatta solo dai grandi e più noti gruppi editoriali, anche questi peraltro vivono non solo grazie al favore del pubblico, dei lettori e degli ascoltatori e dei proventi pubblicitari, ma perché godono dei sostegni derivanti dalle leggi nazionali di settore che interessano l'editoria, quindi la stampa e le telecomunicazioni. La situazione dell'editoria locale delle piccole imprese dell'informazione è ancora più delicata perché il mercato pubblicitario è quasi del tutto assorbito dalle testate più accreditate, dai grandi gruppi che possono proporre pacchetti decisamente più appetibili e vantaggiosi.

L'assessore Pilia, con determinazione e lungimiranza, in Commissione ha affermato che sostenere l'informazione non è fare assistenza, che il pluralismo è un valore irrinunciabile. Ha anche condiviso con entusiasmo la necessità di promuovere la conferenza regionale dell'informazione e di attualizzare la legge di settore vigente, introducendo nell'articolato le necessarie modifiche. Ho visto con piacere che nel testo della finanziaria proposto dalla Giunta, laddove viene adeguato il contributo destinato alla stampa periodica dalle lire all'euro correttamente, secondo il mio modesto parere, sono state indicati 16 centesimi di euro a copia, anziché 150 lire, fino a un massimo di tremila copie per la prestampa e 12 centesimi, invece di cento lire, fino ad un massimo di tre mila copie per la distribuzione. Sono quindi rimasta interdetta quando ho rilevato che la Commissione ha sottratto 4 centesimi di euro dalla voce relativa alla prestampa e 2 centesimi per la distribuzione. Ho ritenuto che si sia trattato di un errore materiale e con questo spirito ho presentato gli emendamenti. Spero che si possa fare un ragionamento anche per altre questioni relative a questo articolo e ribadisco il concetto che 4 centesimi e 2 centesimi mi sembrano veramente una cosa ridicola.

Mi scuso poi in Aula nei confronti della Presidenza per le mie gaffes, che non sono assolutamente volute, sono dovute all'inesperienza ma anche al grande rispetto che ho per l'Istituzione, per l'Aula, per i colleghi e per tutto ciò che rappresentiamo per la nostra Isola. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris, ha illustrato gli emendamenti numero 21 e 20. Siamo agli emendamenti aggiuntivi.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento numero 29 ma non ne è firmatario.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, gli emendamenti numero 29 e 244 praticamente sono simili e raggiungono le stesso obiettivo. Io credo che anche in questo caso vi sia stata la medesima mancanza di comprensione richiamata dall'onorevole Secci in ordine all'emendamento precedente sulla Biblioteca Satta, quando ha detto che dopo un mese e mezzo di discussione e soprattutto una lunga discussione in Commissione, non ci siamo capiti, o meglio che non avevamo capito. Avevamo visto tutti il programma lungimirante della Giunta, che aveva considerato solo il capitolo 12048, contributi per la costituzione, riordino e incremento delle biblioteche dipendenti da enti locali, che nulla ha a che vedere con il capitolo 12246 inerente il consorzio della Biblioteca Satta. E quell'emendamento, comunque, in ogni caso cancella la stabilizzazione del contributo. Io credo, onorevole Secci, che al di là delle difficoltà di comprensione che ho avuto io, che vedo un importo pari a zero in quel capitolo che voi state ripianando, forse perché dopo un mese e mezzo di discussione si è prestato orecchio a qualche sollecitazione - poi ci si chiede perché si rimane fermi due mesi a discutere delle cose, - l'importante è che nei fatti però si arrivi al risultato.

Lo stesso discorso vale per gli emendamenti numero 29 il 244; la Giunta ha avuto la stupenda idea, col comma 9 dell'articolo 9, di stanziare 6 milioni e 520 mila euro per le università diffuse. Anche in questo caso non abbiamo capito bene noi probabilmente, intendendo che con questa norma la Giunta propone di avocare a sé la facoltà, insieme ai rettori, di ridistribuire queste somme tra le università diffuse, dimenticando e - perdonatemi - errando per l'ennesima volta, che le università diffusa sono una cosa diversa dai consorzi università -Università diffusa è, per esempio, quella di Sorgono che è università telematica diffusa nel territorio, partecipata dalla Regione, da Tiscali e dall'Università di Cagliari - e che si propone di finanziarle con 6 milioni e 520 mila euro togliendo il contributo ai consorzi universitari.

Mi limito ai due emendamenti proposti e parlo del consorzio universitario della Sardegna centrale. Anche in questo caso dopo un mese e mezzo - poi vediamo chi è che non ha capito o dobbiamo constatare che ci vuole un mese e mezzo per comprendersi - si propone con un emendamento della Giunta una corretta ridistribuzione dei fondi a destinazione specifica, come ha detto l'Assessore, garantendo - ha detto - la fonte finanziaria per il sostegno di quelle università. E' evidente che allora la lettera a) del comma 1 dell'articolo 9 non garantiva tutto questo, è evidente che sui consorzi universitari ormai troppo diffusi bisognerà fare chiarezza, bisognerà comprendere quali consorzi universitari devono essere portati all'attenzione dell'intervento regionale e non capillarizzare troppo nel territorio la diffusione di piccole università, che alla fine sono fini a se stesse e non danno sicuramente un grosso contributo alla promozione dell'istruzione e della cultura in Sardegna. Forse si è esagerato, ce ne sono troppe, forse bisogna fare chiarezza e su questo siamo disponibili a riorganizzare un programma di intervento e a ridiscutere anche l'impostazione degli stessi consorzi, siamo completamente disponibili, ma per cortesia smettiamola di tagliare i finanziamenti prima di discuterne. Discutiamo, su questa impostazione e non chiamiamole università diffuse, che sono un'altra cosa, Assessore. Sono un'altra cosa, così come sono due cose diverse il capitolo sul finanziamento delle biblioteche e il capitolo sul finanziamento della Biblioteca Satta e questo dovrebbe saperlo.

Ecco perché proponiamo questo emendamento, ecco perché discutiamo l'emendamento proposto dalla Giunta, che dopo un mese e mezzo accede al principio rivedendo anche le sue posizioni iniziali, perché non stanzia più 6 milioni e 520 euro ma arriva fino a 7 milioni circa, ma comunque taglia. Ora, noi vorremmo, così come dice la vostra Commissione ottava presieduta dal Presidente Gessa nel parere espresso per la parte di sua competenza, credo anche spinto e convinto dai colleghi della Commissione, che "il finanziamento destinato a tale polo (stiamo parlando del Consorzio della Sardegna centrale) venga ripristinato nella misura degli anni precedenti e con specifica destinazione".

Presidente Gessa, poiché questo non sta avvenendo, lei come voterà sull'emendamento presentato dalla Giunta? Come voterà? Voterà a favore o contro tenendo fede all'impegno che ha preso in Commissione con i commissari? Lei è Presidente di una Commissione e certo rispetterà quello che ha firmato e sottoscritto. Quei consorzi universitari devono sì essere riformati, sono il primo a sostenerlo, devono essere realmente portati a reali università, forse devono anche essere guidati meglio, forse devono essere impostati meglio i programmi della stessa università, che è stata un po' troppo a guardare e a gestire e meno a programmare, siamo totalmente d'accordo, ma vogliamo farli vivere perché nel momento in cui la programmazione sarà attuata siano lì e possano recepire le indicazioni che voi vorrete dare e che fin da oggi posso impegnarmi a discutere per trovare una soluzione comune, ma non stacchiamo la spina prima.

Voi rimediate col vostro emendamento, ma non comprendo perché non vi adeguiate a quello che la Commissione vi suggerisce, ripristinate il finanziamento dell'anno precedente. È inutile tagliare poche lire anche perché nel caso in cui riscontriate delle anomalie di gestione o delle gestioni approssimative o una sufficienza dei fondi, sono d'accordo con voi che in sede di assestamento di bilancio si possono revocare i finanziamenti stanziati.

Se questa sarà una delle spese improduttive io voterò con voi in fase di assestamento di bilancio a favore di una riduzione del finanziamento. Oggi chiedo che il finanziamento venga ripristinato in toto perché sono totalmente d'accordo con il Presidente della Commissione ottava.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento numero 30.

CAPELLI (U.D.C.). Anche su questo, Presidente, dirò due parole velocissime, anche se mi risulta che all'emendamento numero 30 sia collegato un emendamento della Giunta, o sia successivo, al bilancio, alla tabella è stata già votato un emendamento che aumenta il finanziamento a 850 mila euro, per cui comprendo che in ogni caso la Giunta ha dato una risposta - torno sempre a quel mese e mezzo di discussione, perdonatemi - e questa risposta, sicuramente non soddisfacente per l'importo, costituisce comunque un segnale. In questo caso rovescio il ragionamento che ho fatto prima, se quella somma non sarà sufficiente c'è sempre l'opportunità di reintervenire in sede di assestamento del bilancio. Quindi ritiro gli emendamenti numero 30 e 248; mi scusi io non posso ritirare il 30, perciò ritiro il numero 248 che ha la medesima finalità perché comprendo che c'è già stata un'espressione del Consiglio, insufficiente, ma comunque un segnale positivo.

PRESIDENTE. Il numero 30 si dà per illustrato con il numero 248 che è stato ritirato. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 249.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Questo emendamento anticipava l'emendamento della Giunta che è frutto di tutte le discussioni che abbiamo affrontato in Commissione bilancio, relativamente al sostegno che la Regione Sardegna deve garantire alle università diffuse. Bisogna che ci intendiamo una volta per tutte sul termine di università, perché quando si parla di università diffusa si finisce per fare riferimento ad un calderone che non è ben definito.

Io credo che ci sia necessità, lo abbiamo detto tante volte, di rivedere la presenza universitaria nelle sedi diverse da Cagliari e Sassari. Oggi noi, nel nostro territorio, abbiamo presenze significative nella provincia di Nuoro, anzi nella città di Nuoro, e presenze significative nella provincia di Oristano e quindi nella città di Oristano. Queste presenze significative sono frutto di un lavoro lungo e faticoso al quale il territorio, gli enti locali, le amministrazioni hanno concorso. Poi c'è tutta un'altra serie di corsi che spesso e volentieri sono sollecitati dalle università in maniera, secondo me, non corretta e una serie di altri corsi universitari che trovano la loro ubicazione vuoi nella città di Olbia, vuoi nella città di Alghero, vuoi nella città di Ozieri e che sono diretta emanazione delle sedi universitarie di Cagliari e di Sassari.

Il discorso di Nuoro e di Oristano nasce in maniera diversa, c'è una volontà forte del territorio non di costituire in nuovo polo universitario ma probabilmente se l'attenzione verso queste due realtà non ci fosse l'iniziativa delle amministrazioni locali potrebbe anche sfociare in questo, credo tuttavia che per il momento non ci sia la volontà né da parte del territorio di Oristano né di quello di Nuoro di proporsi come sede della terza università della Sardegna. Se lo volessero il gioco sarebbe anche troppo facile in questo momento, alla luce anche di certi sconquassi dei giorni scorsi probabilmente ci sarebbe fin troppo facile creare una situazione favorevole in questa direzione, non vogliamo andare in questa direzione; però certo è che il polo universitario di Oristano e il polo universitario di Nuoro credo che meritino un'attenzione particolare, al di là dell'attenzione che i rettori, magnifici per quanto si vuole, prestano nei confronti di loro particolarissimi interessi e dell'esigenza di dover garantire comunque continuità ai loro docenti, per cui quando questi pressano più di tanto sorgono i corsi di laurea diffusi e interviene, guarda caso, lo Stato per incardinare docenti.

Né noi e né Nuoro abbiamo docenti incardinati; e quindi questo già dovrebbe essere oggetto di vertenza e oggetto di contrattazione tra la Regione Sardegna e il Ministero. Perché non è assolutamente pensabile che nasca un corso di laurea a Olbia, ed io sono ben lieto che sia nato, o che nasca la facoltà di architettura ad Alghero, e non ho niente in contrario, e, guarda caso, non appena nasce il corso ci sono subito i docenti incardinati. Evidentemente c'è qualcosa che comincia a scricchiolare, per quale motivo i docenti, o meglio i rettori non fanno pressioni sulla Regione e perché la Regione non fa pressioni sullo Stato perché vengano incardinati dei docenti non solo nei corsi di laurea che sono esclusivo appannaggio di quei due poli universitari? Perché non siamo parlando di un corso di laurea in giurisprudenza ad Oristano o a Nuoro e stiamo parlando di corsi di laurea che trovano loro ubicazione solo ed esclusivamente in quei due poli universitari, per certi versi unici in Italia?

Faccio l'esempio del corso di laurea in archeologia subacquea che è unico in Italia. C'era alla Tuscia di Viterbo, non lo hanno tenuto più, quindi l'unico corso di laurea in archeologia subacquea che si svolge oggi in Italia, a numero chiuso, tutto ciò che si vuole, è a Oristano ed è gestito dalla Facoltà di Scienze dell'Università di Sassari. Come si può pensare di non incardinare docenti in questo corso universitario che produce altissime specializzazioni? Perché l'archeologia subacquea è un nuovo indirizzo al quale oggi numerosissimi alunni sono interessati, ma quello che è più importante è che lo studio dell'archeologia subacquea nel nostro territorio, ma credo lo sia in tutto il territorio della nostra regione, è di grande utilità.

Bene al dì là del riconoscimento che oggi trovo nell'emendamento nella Giunta che stanzia 2 milioni e 260 mila euro, a fronte dell'emendamento numero 249 col quale noi abbiamo proposto uno stanziamento di 2 milioni e 460 mila euro, ma non stiamo qui a parlare dei 200 mila euro in più o in meno, quello che è importante è che deve passare il principio che Oristano e Nuoro a pieno titolo hanno il diritto di veder consolidato un patrimonio universitario fatto per 800 iscritti ad Oristano per 1200 - 1300 a Nuoro e che certamente offre un ventaglio di corsi di laurea che sono integrativi di quelli garantiti dalle due università di Cagliari e Sassari, ma che allo stesso tempo garantiscono, e questo lo posso dire per esperienza diretta, una laurea in un tempo che è certamente più breve di quello che possono garantire le sedi principali di Sassari e di Cagliari. Bene, in considerazione del fatto che diamo un servizio al territorio, offriamo un ventaglio di opzioni di grande rilevanza agli studenti, garantiamo anche che gli studenti si laureino in un periodo molto più breve di quello che avrebbero impiegato nelle università di Cagliari e di Sassari, deve essere dimostrata la massima attenzione.

Ravviso che questa attenzione, per qualche verso, c'è stata da parte della Giunta, forse non c'è stata da parte della Commissione, come l'onorevole Capelli ha giustamente rilevato, perché quando si inizia una battaglia, caro professor Gessa, va portata avanti sino al raggiungimento del risultato che ci si era prefissi; così come in altri tempi abbiamo fatto noi a favore dell'Università e dei centri di ricerca di Cagliari, avrebbe dovuto fare il Presidente della Commissione a favore di questi due centri che se non sono l'eccellenza ma certamente stanno dimostrando di saper fare bene.

Per cui il problema non è di cifra, non è di centomila o duecentomila euro in più, ma è di tenere nella massima considerazione queste due realtà universitarie prima che queste due realtà, come ho già anticipato, possano pensare di fare altre cose e quindi di crearsi una loro visibilità, di crearsi un loro polo universitario che sia slegato dalle logiche dell'Università di Cagliari e dell'Università di Sassari perché, vivaddio, esistono anche altre università in Italia e di grande livello, senza levare niente alle due nostre, però dobbiamo chiarire una volta per tutte cosa intendiamo fare, perché una sollevazione potrebbe essere quanto meno inopportuna se non pericolosa.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 245, 246, 247 che sono sullo stesso tema ha facoltà di illustrarli.

CAPELLI (U.D.C.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 344 ha facoltà di illustrarlo.

DEDONI (Rif. Sardi). E'ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per illustrare l'emendamento numero 318.

PILIA, Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. L'emendamento trova fondamento nell'esigenza di programmare con un congruo e necessario anticipo le manifestazioni per la giornata di Sa die de sa Sardinia. L'approvazione della manovra finanziaria avviene normalmente, nella migliore delle ipotesi, in primavera e visto che questa ricorrenza cade nella giornata del 28 aprile sarebbe estremamente importante programmare in tempo almeno le manifestazioni che ruotano intorno alla settimana del 28 aprile.

Quindi, l'esigenza è quella di destinare il 20 per cento della cifra stanziata per le manifestazioni di Sa Die alla programmazione della stessa giornata per l'anno successivo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per illustrare l'emendamento 319.

PILIA, Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Questo emendamento presentato dalla Giunta tiene conto da una parte di un vuoto normativo, dall'altra dell'esigenza di dare certezza di comportamento agli enti locali nell'affidamento della gestione di tutta una serie di servizi privi di rilevanza economica che toccano diversi settori.

Il vuoto normativo deriva dal fatto che è stato abrogato l'articolo 113 bis del Testo Unico degli enti locali, e successivamente una sentenza della Corte Costituzionale ha confermato che debbano essere le regioni a dare indicazioni di comportamento agli enti locali. L'articolo 113 bis, che è caduto, disciplinava infatti le forme attraverso le quali gli enti locali potevano affidare servizi pubblici locali privi di rilevanza economica.

Le forme previste erano sostanzialmente tre: la gestione in economia tramite la struttura dell'ente medesimo, l'affidamento diretto ad istituzioni, aziende speciali o società di capitali prevalentemente partecipate da parte dell'ente locale, la gestione indiretta tramite affidamento a terzi in base a procedure ad evidenza pubblica. Ora, oltre alla caducazione di questo 113 bis, si è aggiunta un'ulteriore complicazione da un punto di vista normativo perché il Codice Urbani, all'articolo 115, non prevede modalità di assegnazione di questo tipo di servizi, se non per le regioni. Quindi, a parte l'esigenza di colmare un vuoto normativo, con questo emendamento si dà la possibilità ai comuni di continuare nella loro attività di affidamento a diverse tipologie di associazioni, di cooperative, eccetera, di una serie di servizi che, pur non avendo rilevanza economica, si rivelano in molti ambiti fondamentali per i vari territori.

Pensiamo per esempio ai servizi pubblici alla persona: centri di aggregazione, centri per anziani, servizi per l'infanzia, ludoteche, informagiovani e tutto ciò che è previsto dalla legge numero 4 dell'88. Pensiamo al settore del tempo libero e quindi alla possibilità di gestire da parte degli enti locali gli impianti sportivi, i teatri, i centri culturali; al settore della cultura e quindi in particolare alla gestione dei musei, dei siti archeologici, dei monumenti, degli archivi, delle biblioteche, delle mediateche. Sostanzialmente, quindi, la norma proposta risponde alla necessità di dare una certezza normativa circa le modalità di affidamento della gestione di questi servizi agli enti locali, e di garantire anche la continuità dei servizi in tutti questi ambiti che io ritengo siano di fondamentale importanza.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cherchi per illustrare l'emendamento numero 16.

CHERCHI Oscar (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Questo emendamento nasce dalla necessità di reinserire il finanziamento di progetti di ricerca che già era contenuto nel disegno d legge finanziaria della Giunta, ma che la Commissione ha completamente stralciato. Perciò mi sono permesso di presentare questo emendamento con un importo di 200 mila euro, mentre quello proposto dalla Giunta prevedeva, sempre per progetti di ricerca scientifica aventi prevalentemente riferimento alla realtà sarda, era di 180 mila euro. Io sono convinto che la ricerca scientifica abbia necessità di essere sostenuta finanziariamente e questi 200 mila euro sono sicuramente una goccia nell'oceano in rapporto alle sue necessità, ma credo che questo piccolo finanziamento possa in qualche modo contribuire a sviluppare e dare certezze ad un settore privato, differente quindi dalle università, parendo ad esso un grosso contributo.

Infatti, questo emendamento è indirizzato solo ed esclusivamente a soggetti privati o a istituti di ricerca privata, quindi non riguarda i finanziamenti per la ricerca scientifica delle università e, tra l'altro, per campi di ricerca diversi da quello storico letterario e da quello industriale, che da soli assorbirebbero l'intero finanziamento, per i quali comunque sappiamo che sono previsti altri finanziamenti anche nella finanziaria. Per questo credo che sia un emendamento che la stessa Giunta possa ancora fare proprio, ritengo che poi attraverso un successivo intervento della stessa Giunta regionale si possano individuare i criteri e i sistemi per erogare questi finanziamenti.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 242, 235, 240, 300, 236 si danno per illustrati.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cherchi per illustrare l'emendamento numero 14.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Se posso, così recuperiamo anche tempo, illustrerò contemporaneamente anche il numero 15 e il numero 17 perché sono degli emendamenti aggiuntivi che hanno tre finalità comunque differenti, ma sempre tutte legate all'iniziativa sportiva e culturale. L'emendamento numero 14 prevede un contributo di 250 mila euro a favore delle società sportive che militano nella massima serie dei campionati sardi. È un emendamento che avevo già proposto in precedenza, in fase di assestamento, credo che ora si possa accogliere, proprio perché, come noi sappiamo, le società sportive hanno delle grosse difficoltà, soprattutto in Sardegna, delle grandissime difficoltà, e hanno necessità di essere, in qualche modo, sostenute anche con contributi della stessa Regione Autonoma della Sardegna.

L'emendamento numero 15 riguarda la Sartiglia, e quindi prevede un contributo di centomila euro al comune di Oristano perché si crei il museo della Sartiglia. Sappiamo tutti cosa è la Sartiglia, e quanto è importante e fondamentale per il nostro territorio e per la crescita culturale dell'intera Isola.

L'altro emendamento, il numero 17, propone invece un finanziamento di 250 mila euro per il comune di Terralba, per la sistemazione degli impianti sportivi, considerato che la squadra di calcio che milita nel campionato di eccellenza di Terralba deve andare a giocare in un paese vicino perché è completamente priva dell'impianto sportivo a norma.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Licandro per illustrare l'emendamento numero 75.

LICANDRO (F.I.). Presidente, vorrei illustrare brevemente sia il numero 75 che il numero 76, che sono simili. Col numero 75 si vuole proporre il reperimento, nella finanziaria regionale 2005, di somme che sono destinate allo sviluppo dello sport nella provincia di Oristano, attraverso la concessione di contributi alle società sportive che operano nell'oristanese. Le società sportive sono tante in provincia di Oristano, così come sono tanti gli sport praticati. La forza di volontà dei dirigenti, dei genitori, di tutti coloro che amano lo sport, purtroppo non basta, non è sufficiente e tante volte le società arrivano al tracollo finanziario e si vedono costrette a chiudere, quindi a lasciare tanti bambini e ragazzi senza sport nel proprio paese. Questa è una situazione che lo sport vive da troppo tempo nella provincia di Oristano, una crisi che riguarda non certamente la voglia di fare sport da parte di tanti giovani, ma riguarda esclusivamente le disponibilità finanziarie con conseguenti gravissime difficoltà persino per l'iscrizione ad un semplice campionato per qualsiasi sport. Lo sviluppo dello sport quale finalità da perseguire, lo sappiamo, è riconosciuto dalla Regione nell'articolo 1 della legge regionale numero 17 che disciplina questa materia. La stessa Regione, quindi, deve farsi carico di questo problema che riguarda l'intera società civile.

Il numero 76 si riallaccia al precedente e propone un piccolo contributo finanziario per la realizzazione, il completamento, la ristrutturazione e l'ampliamento di impianti sportivi di base, questo anche per permettere un'azione di riequilibrio territoriale. Senza le strutture adeguate o senza che queste strutture siano rese sicure, le attività sportive certamente non possono essere praticate. Vi assicuro che se non ce ne fosse stata realmente la necessità non avrei presentato questo emendamento. Un piccolo finanziamento è necessario per risolvere questi problemi che nel complesso creano una situazione di disagio a migliaia di atleti e anche alle società.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 77 e 304 vengono dati per illustrati dai presentatori. Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa per illustrare l'emendamento numero 36.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, Assessori, colleghe, colleghi con questo emendamento si propone di adottare, tramite l'integrazione della normativa che disciplinò l'istituzione e il funzionamento delle scuole civiche di musica, le modalità di reclutamento dei docenti in maniera da evitare un fenomeno largamente diffuso e deprecabile, quale quello dell'assegnazione di queste docenze a docenti delle scuole pubbliche. Si tratta di un settore particolarmente delicato in quanto i diplomati di conservatorio hanno molta difficoltà a trovare lavoro, soprattutto i giovani, quelli che non sono titolari di cattedra nella scuola pubblica, e vorrei ricordare che con queste risorse regionali, che ricordo ammontano ad un milione e 150 mila euro - finanziamento che purtroppo non si è voluto integrare riportandolo al livello dello scorso anno, aggiungendo altri 150 mila euro in quest'Aula qualche giorno fa - vengono istituite alcune centinaia di posti di lavoro e risulta che in svariate situazioni vi siano docenti che insegnano in quattro, cinque scuole civiche di musica, che vi siano professionisti che assumono incarichi di direzione di svariate scuole civiche di musica; noi riteniamo che ciò sia deprecabile e che sia importante invece consentire l'accesso al lavoro in questo delicato settore al numero più alto possibile di giovani. Per questa ragione proponiamo una norma che, pur riservando una piccola quota del dieci per cento alla valutazione dei dirigenti dell'organismo, tuttavia imponga una pubblica selezione per il reclutamento di questi docenti e imponga anche che non si possano ricoprire contemporaneamente più incarichi di direzione o di insegnamento in diverse scuole civiche di musica.

Purtroppo questa norma non è stata approvata neppure dalla Commissione bilancio, nonostante una lunga e appassionata discussione, noi confidiamo nel fatto che l'Aula si possa fare carico di questo problema, di cui purtroppo non risulta si sia fatta carico la Giunta, nonostante una sentenza del Consiglio di Stato abbia sancito che i docenti degli istituti pubblici non possono insegnare anche in scuole civiche o private. Ora, secondo noi, siccome le scuole civiche, nonostante siano istituite presso i comuni, sono organismi della Regione, perché sono finanziate in gran parte con risorse regionali, è necessario che la Regione dia un senso preciso alla spesa di queste risorse regionali, e dia un'indicazione certa alle scuole civiche per consentire ad un elevato numero di giovani di trovare lavoro, spesso prima occupazione, in un settore nel quale si sono formati e nel quale incontrano difficoltà a trovare, appunto, impiego.

Per questa ragione, colleghi, chiedo una valutazione attenta di questa proposta e chiedo, appunto, che si tenga preliminarmente e principalmente conto di questa esigenza occupazionale che per i giovani diplomati di conservatorio e per i giovani che hanno titolo ad insegnare nelle scuole civiche di musica, è molto sentita.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 340 viene dato per illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanjust per illustrare l'emendamento numero 238.

SANJUST (F.I.). Signor Presidente, io spero che l'Aula presti un minimo di attenzione a questi emendamenti che mi accingerò ad illustrare perché spero che per la prima volta si preso in una certa considerazione quel mondo giovanile, che nelle passate legislature non ha ottenuto una grandissima attenzione da parte del Consiglio regionale. Spesso e volentieri nelle campagne elettorali si mette al centro dei programmi delle varie coalizioni il mondo giovanile e lo si fa toccando solo ed esclusivamente alcuni punti, onorevole Cugini, che sono quelli del lavoro - per carità assolutamente importante, forse il primo nodo da sciogliere per alleviare il problema della disoccupazione giovanile - e poi, spesso e volentieri, della devianza. Non si parla però di nient'altro, non capendo, a mio modesto modo di intendere e di vedere la cosa, che ci sono tutta un'altra serie di problematiche che riguardano i giovani e che invece vengono quasi sempre sottaciute.

L'emendamento numero 238 e, a seguire, l'emendamento numero 237, sono frutto di un'attenta analisi e, nello stesso tempo, di un attento lavoro che non solo ed esclusivamente l'Amministrazione comunale di Cagliari ha portato avanti da tre anni a questa parte, ma che diverse amministrazioni, e lo dico senza alcun timore, amministrazioni del centrosinistra, faccio l'esempio dell'Emilia Romagna e di Bologna prima di tutte, hanno posto in essere oramai da tantissimi anni, e che ha portato dei notevolissimi risultati. Mi piace ricordare però l'esempio del comune di Cagliari.

Presidenza Della Vicepresidente Lombardo

(Segue SANJUST.) Il comune di Cagliari, per la prima volta dalla sua storia, quasi quattro anni fa ha istituito l'Assessorato delle politiche giovanili, incentrando tutto il suo lavoro su un'analisi complessiva dei problemi e non solo relativa a quelli della disoccupazione o della devianza giovanile, che ha portato all'istituzione, per esempio, del primo Centro giovani della Sardegna. Più volte ho invitato la Commissione consiliare a fare una visita ufficiale al Centro giovani e speravo che avvenisse proprio prima che in finanziaria si discutesse dell'argomento, perché resto convinto del fatto che vedere, toccare con mano ciò che è stato realizzato è senza alcun dubbio più importante che sentirne parlare da colui il quale ha lavorato per anni su questo argomento e che, per ovvi motivi, vuoi per affetto, vuoi per convinzione di ciò che si è fatto, ovviamente non può che parlare in termini positivi di un'esperienza che sicuramente positiva è stata.

Ho anche invitato più di una volta l'Assessore a fare una visita, anche informale, alla struttura, non so se l'abbia fatta, mi auguro di sì, c'è comunque sempre tempo, però ripeto, sarebbe stato a mio parere importante che questo fosse avvenuto prima che oggi si discutesse in Aula di questo argomento, proprio per non far sembrare che ciò che io sto dicendo sia frutto di mie semplici convinzioni. Però i numeri, caro Assessore e cari colleghi, parlano chiaro, e se è vero che i numeri spesso servono a convalidare le tesi che vengono sostenute, penso di poter dire che l'aver superato le oltre 250 mila presenze in poco più di due anni dalla data di apertura all'interno del Centro giovani del comune di Cagliari, sia un dato assolutamente importante.

Come assolutamente importante è ciò che nel Centro giovani è stato realizzato, non solo ed esclusivamente degli sportelli informagiovani che sono presenti in altre realtà del territorio e che sono assolutamente fondamentali per dare ai ragazzi un orientamento a 360 gradi, che spazia dal mondo del lavoro alla scelta dell'obbligo scolastico, alla scelta della facoltà universitaria da seguire, a tante altre notizie assolutamente fondamentali che vengono fornite all'interno di questi spazi. Però ciò che ha caratterizzato l'apertura del Centro giovani del comune di Cagliari, che ha preso - anche qui non ho assolutamente difficoltà ad ammetterlo - spunto da ciò che in altre parti d'Italia, ripeto soprattutto a Bologna e un po' in tutta l'Emilia questa struttura esiste da diversi anni, ciò che ha caratterizzato, che caratterizza il Centro giovani e che, a mio parere, sarebbe assolutamente fondamentale che caratterizzasse un po' i centri giovani che mi auguro nascano in tutte le realtà della nostra Isola, è, per esempio, la presenza di un internet point di notevoli dimensioni, che ospita i nostri ragazzi, non solo quelli cagliaritani, ma di tutta la Sardegna e quelli che arrivano a Cagliari, che arrivano in Sardegna dagli altri paesi dell'Europa e non solo, e che continuamente, anche per iscritto, fanno apprezzamenti per ciò che è stato realizzato. Si tratta di un internet point che tutti i ragazzi, ininterrottamente, dalle nove del mattino fino alle 22 della sera, hanno la possibilità di utilizzare senza dover spendere neanche un euro.

Altra novità assoluta e che i numeri dicono essere assolutamente importante come valvola di sfogo per i nostri giovani, è stata la creazione di una sala completamente insonorizzata utilizzabile gratuitamente da tutti i gruppi musicali, da tutti i D.J., da tutti coloro che amano comunque fare musica, per avere non solo la possibilità di suonare in un posto con tutti i comfort che richiedono i complessi musicali, le band, i gruppi folk - sono tantissimi i gruppi folk che vengono al centro giovani di via Dante - ma soprattutto, Assessore, questa è la cosa importante, per poter registrare gratuitamente i loro CD. Potrei citare altri esempi, e sono tantissimi, mi creda, quelli che potrei citare, sulle possibilità che vengono date in via Dante, mi limito semplicemente a queste cercando di far capire a lei e all'intera Assemblea, l'importanza che può avere creare analoghi spazi non solo nel comune di Cagliari, non solo nei capoluoghi di provincia, ma in tutti i centri isolani. Mi creda, non ci vogliono grandi risorse, ne bastano poche, però sufficienti a dare la possibilità a tutta la Sardegna, e non solo ad alcuni centri, di istituire questi centri.

A questo proposito vorrei ricordare che purtroppo la legge numero 25 e la legge numero 31 danno poche risorse e forse abbisognano, Assessore, di una rimodulazione in quanto, tra l'altro, non prevedono finanziamenti specificamente rivolti alle politiche giovanili. Si parla sempre di assistenza sociale, di servizi sociali, di servizi alla persona ma le politiche giovanili sono ben altra cosa e devono essere affrontate in maniera completamente diversa.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanjust. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanjust per illustrare l'emendamento numero 236.

SANJUST (F.I.). Finisco il ragionamento che stavo facendo prima: sicuramente le politiche giovanili abbisognano di una legge ad hoc, però io sapendo quanto tempo richiede l'iter di approvazione di una legge regionale, che comunque non si fa in quattro e quattr'otto, e probabilmente neanche per l'anno prossimo si riuscirebbe a vederla attuata, perché bisogna essere realisti, le chiedo, e spero in questo di avere il conforto dei colleghi della Commissione ottava, di assumere veramente l'impegno di procedere ad una rimodulazione delle leggi numero 25 e 31 in modo tale da assicurare un'attenzione particolare e reale alla tematica delle politiche giovanili.

Per arrivare all'emendamento 237, e su questo, mi rivolgo in particolar modo all'onorevole Marrocu, non foss'altro perché ho avuto già modo la settimana scorsa di ricordare ciò che l'onorevole Marrocu ha dichiarato durante un'intervista fatta al TG di Videolina e anche di Sardegna Uno, devo dare atto anche alla maggioranza di aver già dimostrato, soprattutto alla fine della settimana scorsa, una apertura esprimendo parere positivo su alcuni emendamenti che io reputo assolutamente migliorativi e non presentati per perdere tempo o per fare opposizione in modo becero. Questi sono emendamenti che hanno lo scopo di sollecitare tutti noi ad un'attenta riflessione, soprattutto laddove si parla, come nell'emendamento precedente, di materie che purtroppo fino ad oggi hanno avuto scarsa considerazione, è inutile negarlo, devono fare il mea culpa il centrodestra, il centrosinistra, tutti coloro che hanno amministrato negli anni passati la Regione. Questi emendamenti affrontano una tematica assolutamente nuova perché di politiche rivolte ai giovani, a meno che non si parli ripeto di lavoro, a meno che non si parli di devianze, io sinceramente - lo dico con estrema onestà - difficilmente, se non mai, ho avuto modo di sentire parlare in una discussione attenta, riflessiva all'interno di quest'Aula.

Con la Carta giovani che cosa si vuole proporre? Innanzitutto devo dire che chi ha avuto modo di discutere con me in Commissione bilancio di questo emendamento si renderà conto, mi rivolgo soprattutto all'assessore Pigliaru, oltre che all'assessore Pilia, che rispetto all'ammontare del finanziamento richiesto in Commissione c'è una notevole decurtazione. In Commissione si chiedevano 300 mila euro, l'emendamento poi in Commissione è stato ritirato, tra l'altro mi piace ricordare che la Giunta aveva espresso parere favorevole rimettendosi però alla Commissione - questo lo dico per far capire all'Aula, ma anche agli Assessori di competenza, che si tratta di un emendamento presentato non per speculare o fare mera opposizione, ma che veramente tende a migliorare la finanziaria e ad incentrare il dibattito su un argomento del quale poco si è parlato - dicevo che voglio far rilevare che da 300 mila euro si è passati a 50 mila euro, non perché prima si stesse chiedendo una cifra esagerata per chissà quali motivi, ma perché noi capiamo le esigenze del bilancio e perché effettivamente l'esperienza del Comune di Cagliari relativa alla Carta giovani in questi due anni ha evidenziato il fatto che della banda magnetica che era presente nella carta effettivamente non se n'è mai fatto uso, e che l'ammontare della somma saliva tantissimo proprio per la presenza della banda magnetica, per cui è stato fatto un nuovo calcolo per l'acquisto di tot numero di carte senza la banda magnetica.

Quindi, ecco la ragione per la quale il finanziamento richiesto ha una decurtazione notevole di 250 mila euro. Quello che si chiede, Assessore, è innanzitutto, ovviamente, che venga accordato questo esiguo finanziamento, ma soprattutto che l'Assessorato creda in questo progetto, perché senza una precisa volontà di realizzarlo da parte dell'Assessorato, come ha fatto l'Amministrazione comunale di Cagliari, che ha creduto fortemente a questo progetto, penso che il finanziamento sia assolutamente inutile.

Io sono assolutamente convinto del fatto che la motivazione sua e degli uffici sia altissima, anche in virtù di quello che ha prodotto in questo anno e mezzo la Carta giovani, non solo per i giovani tra i 15 e i 29 anni cagliaritani, ma per i ragazzi provenienti da tutta la Sardegna che si sono iscritti in una delle facoltà dell'Università degli studi di Cagliari.

Anche a proposito di questo mi preme che i colleghi siano posti a conoscenza di alcuni dati: sono state distribuite quasi centomila carte giovani, sempre gratuitamente a differenza di quello che è stato fatto in alcuni comuni come Roma, Bologna e Milano dove invece la carta giovani viene pagata; l'importanza e l'impatto sociale che questa carta ha avuto sono stati altissimi, in quanto con la carta i nostri ragazzi hanno la possibilità di accedere, con il 50 per cento di sconto nella stragrande maggioranza dei casi, a tutta una serie di strutture; sui biglietti di tutti i concerti che, per esempio, sono stati fatti a Cagliari hanno avuto lo sconto del 30 per cento, per l'ingresso al cinema a Cagliari hanno uno sconto del 50 per cento; per vedere tantissime partite dei campionati nazionali di calcio, di pallacanestro, di pallavolo c'è uno sconto considerevole, sconti che non sono mai stati fatti precedentemente, quindi è veramente fasullo ciò che io ho letto in alcune riviste, anche da poco, nelle quali si dice che la carta giovani è un bluff; non è sicuramente così.

Ricordo a tutti che l'ingresso scontato al cinema è sempre stato previsto solo ed esclusivamente per il lunedì, penso che nessuno qua possa confutare questo dato, la carta giovani consente tutti i giorni della settimana di avere uno sconto del 40 per cento. Mi rivolgo in modo particolare ai tantissimi colleghi che hanno presentato negli ultimi mesi diverse proposte di legge sul cinema. Io vi chiedo: non è forse un'incentivazione ulteriore, dare la possibilità ai nostri giovani di frequentare le sale cinematografiche facendo pagare l'ingresso il 50 per cento in meno? Penso che alla base di tutto ci debba essere questo, perché noi possiamo produrre tanti bei film, possiamo spendere tantissimi migliaia e milioni di euro per questo, se però poi al cinema non ci va nessuno perché il costo del biglietto è esoso, penso che sia assolutamente inutile la spendita di questi denari.

Io non mi voglio dilungare oltre, perché non voglio impiegare tutti i dieci minuti che mi sono stati concessi per illustrare ciascun emendamento, spero di aver fatto intendere ai colleghi, ma soprattutto agli Assessori, la finalità sia dell'uno che dell'altro emendamento che ho presentato.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanjust. L'emendamento numero 239 si dà per illustrato pertanto è terminata l'illustrazione degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 31 il parere è contrario, così come sull'emendamento numero 33, la materia è stata abbondantemente affrontata durante la discussione in Commissione e i presentatori sanno qual è la posizione della Commissione. Il parere è contrario anche sugli emendamenti numero 3 e 32; a quest'ultimo è stato presentato l'emendamento numero 376 a firma mia e di altri colleghi sul quale il parere è naturalmente positivo. Sul numero 55 il parere di conseguenza è negativo, così come sul numero 243 che riguarda la stessa materia. Invito i presentatori dell'emendamento numero 250 a ritirarlo perché l'emendamento numero 302, a sua volta emendato con gli emendamenti numero 352 e 377, dà una risposta positiva alle esigenze poste dall'emendamento stesso. Gli emendamenti numero 377, 352 e 302 hanno come primo firmatario il sottoscritto e quindi il parere è positivo, gli emendamenti numero 377 e 352 trattandosi di emendamenti all'emendamento 302 evidentemente, se verranno approvati, lo faranno decadere. Sul numero 251 il parere è negativo, sul numero 307 della Giunta il parere è positivo; sul numero 241 il parere è negativo, ricordo ai colleghi presentatori che lo stanziamento di 150 mila euro è stato introdotto dalla Commissione, quindi la Commissione ne ha discusso e ha ritenuto che la somma stanziata sia sufficientemente per lo scopo. Sul numero 25 il parere è negativo, anche questo è stato oggetto di abbondante discussione in Commissione. Per quanto riguarda il numero 56, visto il carattere provocatorio e tenuto conto di quello che ho appena detto, rivolgo ai colleghi presentatori un invito a ritirarlo, se non lo ritirassero il parere sarebbe negativo. Sugli emendamenti numero 21 e 20 che sono emendamenti sui quali vi è stata una lunga discussione in Commissione, e che la Commissione ha modificato per mantenere invariati gli interventi di cui sopra rispetto agli stanziamenti precedenti, il parere è negativo. Sul numero 29 e sul numero 244 il parere è negativo perché c'è poi l'emendamento numero 307 della Giunta che dà risposta ai problemi posti da questi due emendamenti. Dell'emendamento numero 30 era stato annunciato il ritiro perché la materia è stata oggetto di trattazione ed ha determinato correzioni nella tabella e quindi rivolgo ai presentatori l'invito a ritirarlo, se non si ritirasse il parere sarebbe negativo. Il numero 248 è stato ritirato per le stesse ragioni. Il numero 249 sulle università diffuse è materia trattata dall'emendamento della Giunta di cui abbiamo parlato prima, quindi invito i proponenti degli emendamenti numero 249, 245, 246, 247 a ritirarli per le ragioni che dicevo, se venissero mantenuti il parere sarebbe negativo. Il numero 344, se non ho capito male, è stato ritirato. Il numero 318 è della Giunta regionale, per cui si esprime parere favorevole così come sul numero 319.

Sull'emendamento numero 16 la Commissione si rimette all'Aula se l'importo non supera i centomila euro, poi in fase di votazione vedremo come farvi fronte. Sugli emendamenti numero 242, 235 e 240 il parere è contrario; sul numero 300 il parere è positivo: premio Grazia Deledda di Nuoro, 30 mila euro. Sul numero 236 il parere è negativo; anche sul numero 14 il parere è negativo, la materia è trattata ampiamente nella legge regionale numero 17 che prevede le modalità di finanziamento dei partecipanti di tutti i sessi alle attività sportive nazionali. Sugli emendamenti numero 15 e 17 il parere è negativo, trattandosi di interventi specifici a favore di manifestazioni o di comuni che possono essere finanziati all'interno di specifici programmi previsti da leggi di riferimento specifiche. Sul numero 75, per le stesse ragioni, il parere è negativo, così come sul numero 100 e sul numero 77 mentre sul numero 304 il parere è positivo. Sul numero 36 il parere è negativo, l'argomento è stato abbondantemente trattato in Commissione e i colleghi Scarpa e Atzeri presentatori conoscono il giudizio che la Commissione stessa ha dato sul problema. Così pure si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 340 che ha lo stesso oggetto, 238 237 e 239.

PRESIDENTE. Grazie Presidente Secci.. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme al parere espresso dal Presidente della Commissione bilancio con l'eccezione dell'emendamento numero 376 sul quale la Giunta si rimette alla valutazione dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, io intervengo per denunciare un grave atto di mala amministrazione e per chiedere a questo Consiglio se ha ancora valore il fatto che noi stiamo qui a legiferare, a darci delle norme che poi vengono disattese dall'amministrazione della Regione attraverso gli Assessori e i funzionari. Voglio ricordare ai colleghi che nel 2002 fu approvato dal Consiglio all'unanimità, dalla maggioranza e dall'opposizione, un emendamento all'articolo 20 della finanziaria del 2002, il numero 5, che riguardava l'impiego dei materiali di risulta dell'attività estrattiva industriale della Sardegna nel settore dell'ingegneria civile e delle costruzioni stradali. Ovverossia finanziava una ricerca che riguardava la valutazione economica delle possibili procedure di inertizzazione dei fanghi rossi, che tutti conosciamo in Sardegna, ai fini del loro reimpiego nelle opere di ingegneria civile. Questo emendamento fu approvato all'unanimità, fu inviato all'università, l'università non ne fece nulla e l'anno successivo, sempre su proposta di chi vi parla, fu presentato un emendamento nuovo che destinò quelle risorse all'Amministrazione provinciale, mantenendo ferma la destinazione vincolata delle somme. Ci furono ricorsi al TAR, ricorsi che sono stati respinti, e finalmente attraverso gli uffici dell'Amministrazione provinciale, anche su mia iniziativa - non so perché l'Assessore stia andando via perché quanto vado dicendo lo interessa direttamente - si stava procedendo a destinare queste somme secondo la volontà espressa dal Consiglio regionale. Tant'è vero che un funzionario della Regione, il dirigente del servizio, il dottor Sanna, scrisse una lettera all'Amministrazione provinciale con la quale, facendo riferimento alla delibera della Giunta provinciale, faceva chiaramente capire che quei soldi dovevano essere destinati alla ricerca sui fanghi rossi.

A distanza di 20 giorni l'ufficio di gabinetto dell'Assessore della pubblica istruzione scrive una lettera all'Amministrazione provinciale che dice: "Con riferimento al contributo concesso con legge regionale 22 dicembre 2003, variazioni eccetera, a favore dell'Amministrazione provinciale di Cagliari per lo studio relativo all'impiego di materiali di risulta all'attività estrattiva industriale della Sardegna nel settore dell'ingegneria civile e delle costruzioni stradali, UPB eccetera, si sollecita l'Amministrazione provinciale di Cagliari a procedere con le attività secondo i tempi e le modalità previsti nel progetto trasmesso in data 9.3.2004 approvato dalla Giunta provinciale, responsabile scientifico (e indica pure chi è il responsabile scientifico) professor ingegner Mauro Coni dell'università agli studi di Cagliari, e relativo all'impiego degli sfridi delle cave ornamentali della Sardegna e delle macerie. Si richiede che nell'ambito di tale progetto e in accordo con il responsabile scientifico venga valutata l'opportunità di redigere uno specifico documento relativo all'uso di tali materiali, alle tecniche a minore impatto ambientale e paesaggistico per la manutenzione e adeguamento della viabilità, esteso all'intero territorio regionale".

Che dire, tutti quanti noi sappiamo che il responsabile del procedimento non è l'Assessore, che a distanza di 20 giorni l'Assessore contraddice il suo funzionario, e l'ennesimo elemento sconcertante di tutta la vicenda è la lettera, ultima in ordine di tempo, dello stesso Assessore della pubblica istruzione, onorevole Pilia, che in contrasto con il suo funzionario scrive questa lettera che si commenta da sola. Prima che il sottoscritto invii questi atti ad organi eventualmente estranei alla politica e al Consiglio regionale, io inviterei la Giunta regionale a rendere edotto il Consiglio sulle motivazioni di siffatto comportamento.

PRESIDENTE. I lavori della mattinata si concludono a questo punto. Riprenderanno alle ore 16.00, il primo iscritto a parlare è l'onorevole Vargiu. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 13 e 28.



Allegati seduta

Testo dell'interpellanza e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA FLORIS Vincenzo sul personale operante nei presìdi sanitari per i detenuti tossicodipendenti e/o affetti da HIV.

Il sottoscritto,

premesso che:

- il decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 affidava all'amministrazione penitenziaria il trattamento socio-sanitario, il recupero e il reinserimento dei detenuti tossicodipendenti e/o affetti da HIV e dei detenuti alcolisti;

- con successivo decreto interministeriale 8 giugno 1991 veniva stabilita la costituzione dei presìdi sanitari per i detenuti tossicodipendenti e/o affetti da HIV, prevedendo interventi di prevenzione, di terapia psicologica di sostegno, gruppi terapeutici, ecc;

- il decreto legislativo n. 230 del 22 giugno 1999, recante norme per il "Riordino della medicina penitenziaria", prevedeva il trasferimento delle risorse e del personale operante nei presidi per i detenuti tossicodipendenti dal Ministero della Giustizia alla Sanità, attraverso uno o più decreti che avrebbero dovuto individuare il personale operante nel settore interessato;

- il 10 aprile 2002, sempre con decreto, avveniva la "individuazione del personale operante negli istituti penitenziari, nei settori della prevenzione e dell'assistenza ai detenuti tossicodipendenti" da trasferire al servizio sanitario nazionale, il cui passaggio alle ASL sarebbe avvenuto su base nominativa;

- l'effettivo transito del personale del presìdio tossicodipendenti al Servizio Sanitario Nazionale, che si rivelerà lungo e complicato, viene disposto a partire dal 1° luglio 2003;

- alle Aziende sanitarie locali vengono inviati gli elenchi del personale e il DAP invita i provveditori alla maggiore collaborazione affinché il servizio per i detenuti tossicodipendenti non venga interrotto e l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale, con nota del 29 dicembre 2003, n. 48960, assicura che provvederà ad assegnare a ciascuna ASL il finanziamento degli oneri per il personale operante nei suddetti presìdi, anche per il 2004;

- per diverso tempo (più di un anno) il personale operante nei presìdi non è stato retribuito e, nonostante ciò, il servizio viene comunque garantito dal personale stesso;

- nel maggio 2004 viene sottoscritto, tra il Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria e l'Assessorato regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale, un protocollo d'intesa per la cura e la riabilitazione dei detenuti tossicodipendenti che riguarda l'attuazione dei programmi di collaborazione con le Aziende sanitarie locali attraverso la stipula di convenzioni tra l'istituto penitenziario e l'ASL di riferimento per disciplinare l'organizzazione del servizio;

sottolineato che fino al mese di febbraio 2005 non sono stati realizzati i protocolli operativi previsti nel citato protocollo d'intesa, per cui il personale opera in condizioni precarie, senza alcuna garanzia, non avendo firmato alcun contratto e senza nuovi punti di riferimento di tipo organizzativo attraverso i quali stabilire un effettivo raccordo con i Sert delle ASL;

rilevato che il 9 febbraio 2005 è stato firmato il rinnovo del contratto collettivo nazionale per medici specialisti e psicologi ambulatoriali che si applica anche agli psicologi e ai medici transitati dal Ministero della Giustizia alle Aziende sanitarie locali, sul quale la Corte dei Conti ha espresso un giudizio non positivo e ha indicato, in maniera estremamente chiara, che sarà compito della conferenza dei Presidenti delle Regioni individuare le risorse necessarie per i rinnovi contrattuali e indicarne le modalità;

valutata la necessità di dare risposte immediate agli operatori della prevenzione e assistenza ai detenuti tossicodipendenti e/o affetti da HIV i quali, nonostante i ritardi e le difficoltà, continuano a svolgere il loro servizio,

chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale per sapere quali atti abbiano posto o intendano porre in essere per:

1) porre con urgenza alla conferenza dei Presidenti delle Regioni l'esigenza della individuazione in tempi rapidi delle risorse necessarie per i rinnovi contrattuali per i medici specialisti e psicologi ambulatoriali di cui sopra, indicandone le modalità di copertura;

2) la realizzazione dei protocolli operativi per la cura e la riabilitazione dei detenuti tossicodipendenti, in attuazione del Protocollo d'Intesa del maggio 2004, al fine di garantire un essenziale servizio ad un settore particolarmente delicato per i soggetti e per le patologie interessati;

3) fornire alle Aziende sanitarie locali interessate le necessarie indicazioni sull'inquadramento giuridico ed economico del personale, perché possa avviarsi la stipula dei contratti e l'organizzazione del servizio secondo le nuove esigenze emerse dall'attuale situazione delle strutture penitenziarie. (78)

INTERROGAZIONE SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla vendita e produzione di biodiesel in Sardegna.

Il sottoscritto,

venuto a conoscenza che:

- con il termine biocombustibili si intendono tutte quelle sostanze idonee ad essere utilizzate per i processi di combustione ottenuti da prodotti vegetali;

- tali prodotti sono rinnovabili e conseguentemente sono da considerare a basso impatto ambientale;

- i biocombustibili non aggiungono CO² in atmosfera, poiché la fonte di carbonio è la CO² stessa dell'atmosfera;

- il loro utilizzo garantirebbe una maggiore sicurezza nell'approvvigionamento, la stabilità dei loro prezzi e il sostegno alle zone rurali;

- a differenza dei combustibili di origine fossile, i biocombustibili permettono una notevole riduzione delle emissioni gassose prodotte dai motori e ritenute pericolose per la salute;

- in particolare il biodisel potrebbe essere impiegato, in tempi brevissimi, dalla gran parte dei veicoli circolanti con motore diesel, con poche o nulle modifiche;

- tale carburante potrebbe essere comunque distribuito dalla stessa rete di distributori esistenti, a differenza di altri carburanti come metano e GPL;

- l'Italia, la Germania e la Francia sono i maggiori produttori di olio vegetali (colza e girasole) che possono essere utilizzati per il diesel;

- la sicurezza nello stoccaggio e nella distribuzione è notevolmente maggiore per il biodiesel, considerato che il punto di infiammabilità è di 150-180° C contro i 72°C del gasolio;

- il contenuto di zolfo è pari a 10mg/kg contro i 350mg/kg del gasolio;

- la sua produzione può avvenire sul territorio regionale senza subire ripercussioni da parte di crisi geopolitiche o tensioni internazionali;

- il controllo dei gas di scarico è disciplinata dalla Regione e solo la Regione può intervenire in questo settore;

- tutte le autovetture e i mezzi di trasporto della Regione si dovrebbero dotare di motore a ciclo di combustione diesel per favorire l'utilizzo dei biocombustibili;

- la produzione di tali prodotti potrebbe consentire una ricaduta di notevole importanza per i settori trainanti dell'economia sarda, in primis l'agricoltura, con un aumento anche considerevole degli occupati nel settore stesso,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:

1) quali provvedimenti intenda prendere per ottenere una riduzione notevole delle emissioni di gas inquinanti e di polveri sottili nell'atmosfera;

2) se e come intenda intervenire per favorire la produzione e la distribuzione di biocarburanti;

3) come intenderà tutelare la salute dei cittadini, anche attraverso lo studio di appositi utilizzi nei mezzi di proprietà della Regione e nei mezzi di pubblico utilizzo. (192)

INTERROGAZIONE VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sugli stanziamenti relativi alle missioni dei funzionari e dei dirigenti regionali.

Il sottoscritto,

avendo avuto notizia che il taglio dei finanziamenti destinati alla copertura economica delle missioni di servizio dei funzionari e dei dirigenti della Regione, comunicato agli Assessorati interessati attraverso nota n. 3401 del 24 gennaio 2005, del Direttore generale dell'Organizzazione Metodo, rischierebbe di ridurre notevolmente quella parte dell'attività regionale per la quale è necessario disporre le missioni, con ricadute particolarmente pesanti in tutti gli Assessorati, ma in particolare in quei settori e in quei servizi che sono preposti a compiti di sorveglianza, vigilanza, controllo, accertamento, verifica;

considerato che tale riduzione dell'attività decentrata degli Assessorati, qualora confermata, avrebbe tra l'altro significative ripercussioni negative su tutte quelle azioni in cui l'attività regionale è propedeutica al perfezionamento di pratiche da cui discendono autorizzazioni, accesso a provvidenze economiche, servizi direttamente resi al cittadino;

rilevato che, qualora non appropriatamente affrontato, il problema della inadeguatezza delle risorse economiche necessarie alle missioni potrebbe rischiare di paralizzare completamente l'attività istituzionale di molteplici settori dell'amministrazione regionale,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:

1) se corrisponda al vero la notizia secondo cui sin d'ora ci sarebbe un notevole rallentamento nell'attività istituzionale di alcuni Assessorati regionali, conseguente al sottodimensionamento delle risorse finanziarie necessarie per la copertura delle spese per le missioni fuori sede dei funzionari e dei dirigenti regionali;

2) quali siano le azioni che la Giunta regionale intende intraprendere per evitare che tale sottodimensionamento delle risorse, qualora venisse effettivamente accertato, possa incidere negativamente su servizi indispensabili che la Regione eroga istituzionalmente ai cittadini sardi. (193)

INTERROGAZIONE VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla discarica di servizio del Casic, in località Bega Deretta.

Il sottoscritto,

avendo appreso che:

- in data 10 febbraio 2005, con deliberazione n. 4/10, la Giunta regionale ha espresso parere negativo rispetto alla localizzazione della discarica di servizio del Casic, in località Bega Deretta, nel territorio comunale di Villaspeciosa;

- tale parere negativo discende dalla considerazione che la realizzazione dell'intervento risulta non soddisfare le esigenze prevalenti di tutela dell'ambiente e del paesaggio del territorio interessato;

considerato che:

- tale giudizio contrasta con la valutazione espressa dall'Organo Tecnico Istruttore (OTI) che ha rilasciato, per tale intervento, il proprio parere positivo di compatibilità ambientale;

- il parere negativo della Giunta regionale discende anche dal vincolo di usi civici che grava sulle aree che sarebbero interessate dall'intervento;

considerata l'importanza che l'attivazione di tale sito di smaltimento potrebbe rivestire per la complessiva soluzione degli attuali problemi di smaltimento dei rifiuti nell'area vasta cagliaritana,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:

1) per quale motivo la Giunta regionale non ritenga esaustiva l'istruttoria ed il giudizio positivo sulla compatibilità ambientale della discarica di Bega Deretta espresso dall'OTI, senza nessun voto contrario all'interno dell'organismo stesso e con la sola astensione del rappresentante dell'UTP;

2) se la Giunta regionale abbia eventualmente ritenuto di approfondire i motivi che, all'interno dell'OTI, hanno portato all'astensione del rappresentante dell'UTP, anche per attivare ogni azione finalizzata all'eventuale superamento di qualsivoglia perplessità da parte dell'UTP;

3) se la Giunta regionale non ritenga urgente l'attivazione di tutte le procedure finalizzate al superamento del gravame d'uso civico che, al momento, parrebbe l'unico motivo sostanziale di impedimento alla realizzazione della discarica del Casic in territorio di Villaspeciosa. (194)

INTERROGAZIONE CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla vicenda delle quote azionarie della ex Banca Popolare di Sassari.

Il sottoscritto,

premesso che:

- sedicimila risparmiatori, azionisti dell'ex Banca Popolare di Sassari, dal 1993, anno in cui la società cooperativa divenne Banca di Sassari con l'incorporazione da parte del Banco di Sardegna, attendono giustizia per il grave danno patrimoniale subìto;

- in occasione della fusione avvenuta dodici anni fa, con il consenso della Banca d'Italia, nonostante il parere contrario della Commissione Antitrust, il Banco di Sardegna assicurò un concambio di 17.800 lire per ciascuna quota, una cifra che seppure inferiore a quella dell'acquisto delle azioni (sul mercato da 21.000 a 27.000 lire) avrebbe rappresentato, per gli azionisti, titolari attualmente di oltre l'11% del capitale sociale, un'opportunità per contenere la perdita;

- il Banco di Sardegna non ha a tutt'oggi mantenuto l'impegno di risarcire gli azionisti così come aveva promesso formalmente all'atto dell'operazione di fusione;

rilevato che l'incorporazione generò numerose contestazioni per anomalie e irregolarità, sfociate in diverse vicende giudiziarie con sentenze, condanne e decreti del Tribunale di Sassari;

sottolineato che:

- attualmente le azioni di risparmio dell'ex Popolare non possono essere collocate sul mercato, non danno dividendi e la Banca di Sassari non le accetta neppure a garanzia di affidamenti;

- un migliaio di detentori di titoli hanno intrapreso una causa per danni affidando al legale anche il mandato per una transazione;

ricordato l'impegno della Regione Sardegna che al momento dell'operazione finanziaria diede l'assenso, a condizione del rispetto dei diritti e degli interessi sostanziali dei soci risparmiatori;

ritenuto che sia giunto il momento di cancellare questa ingiustizia con un'uniziativa che restituisca, almeno in parte, fiducia ai risparmiatori,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere se, in considerazione dei rapporti dell'amministrazione con i due istituti di credito, non ritengano opportuno un deciso intervento nei confronti del Banco di Sardegna e della Banca di Sassari, affinché sia stabilito un equo prezzo delle azioni, utile per procedere ad una transazione che possa garantire almeno un congruo recupero del costo originario e al tempo stesso tutelare il ruolo e la presenza nel sistema creditizio della Banca di Sassari. La soluzione positiva di questa annosa "vertenza" sarebbe l'occasione per dare soddisfazione a cittadini che avevano riposto fiducia nell'azionariato creditizio contribuendo in modo concreto a sostenere un istituto di credito interamente sardo. La vicenda dell'ex Banca Popolare di Sassari per l'impatto sociale e il numero di piccoli risparmiatori coinvolti ha assunto i contorni di uno "scempio" paragonabile alle perdite subìte dai risparmiatori in possesso di bond argentini e/o delle obbligazioni Parmalat e Cirio. (195)