Seduta n.441 del 24/09/2008
CDXLI SEDUTA
(POMERIDIANA)
Mercoledì 24 settembre 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 49.
DAVOLI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 24 luglio 2008 (432), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Farigu, Frau, Giorico e Alberto Randazzo hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 24 settembre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:
Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu: "Norme per la tutela e la valorizzazione del 'casu marzu' e di altri prodotti agro-alimentari tradizionali della Sardegna". (338)
(Pervenuta il 23 settembre 2008 e assegnata alla quinta Commissione.)
per l'esercizio della caccia in Sardegna)" (309/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proposta di legge numero 309/A, sulla quale è stata posta la questione sospensiva. Colleghi, dovendosi quindi procedere alla votazione sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 51, viene ripresa alle ore 16 e 57.)
PRESIDENTE. Colleghi, procediamo alla votazione. Vi chiedo di stare nei vostri posti e magari di diminuire il tono della voce, in modo da poterci comprendere.
PRESIDENTE. La votazione è prevista per alzata di mano, Colleghi, se non viene richiesto un altro tipo di votazione, la votazione prevista è per alzata di mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Murgioni. Ne ha facoltà.
MURGIONI (Fortza Paris). Chiedo la votazione elettronica.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Capelli e Artizzu.)
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione nominale...
ARTIZZU (A.N.). Presidente, non s'è capito niente.
PRESIDENTE. Stiamo votando la proposta avanzata questa mattina dall'onorevole Capelli. Voterà "sì" e chi sostiene la proposta dell'onorevole Capelli di rinviare la proposta di legge in Commissione, mentre chi è contrario, e quindi vuole mantenere la legge in Aula perché sia esitata, voterà "no". E' chiaro, onorevole Artizzu?
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del rinvio in Commissione della proposta di legge numero 309/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Diana - Floris Mario - Gallus - Ibba - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Marracini - Masia - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisu - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Pisano - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 68
astenuti 3
maggioranza 35
favorevoli 32
contrari 36
(Il Consiglio non approva)
Proseguiamo quindi con la discussione del provvedimento di legge numero 309/A.
Ricordo che dobbiamo procedere alla votazione del passaggio all'esame degli articoli.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io ero fautore di una proposta di rinvio in Commissione di una legge che scontenta tutti così come è fatta. Mi auguro che, nel corso della discussione e nell'esame degli emendamenti, si possa recuperare; scontenta i cacciatori, li scontenta perché interviene a regolare l'esercizio della caccia senza acquisire… chiedo scusa...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, se facciamo un po' di silenzio, riusciamo anche a sentire. Un attimo, onorevole Uras. Posso chiedere l'attenzione oppure posso chiedere di spostarvi fuori dall'aula per discutere? Prego onorevole Uras.
URAS (R.C.). Scontenta i cacciatori perché arriva in Aula senza avere acquisito la loro opinione, senza che vi sia stato sotto questo profilo un approfondimento doveroso con le loro associazioni; scontenta gli ambientalisti…
(Brusio in Aula)
Presidente, è impossibile!
PRESIDENTE. Colleghi, non è possibile che procediamo in questo modo! Prego, onorevole Uras, riprenda la sua dichiarazione.
URAS (R.C.). Presidente, intanto dichiaro il voto di astensione mio e del mio Gruppo al passaggio all'esame degli articoli; perché se la norma rimanesse esattamente così come è approdata in Consiglio, noi voteremo contro. Quell'articolo unico è un articolo decisamente, assolutamente, improponibile. Noi abbiamo la speranza che ci siano modifiche sostanziali a quel provvedimento, cioè che gli emendamenti proposti, in parte dalla Commissione, in parte dal sottoscritto e da altri colleghi del Consiglio regionale, possano essere accolti, quindi valuteremo emendamento per emendamento la nostra posizione rispetto al voto finale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, io credo che sia possibile ipotizzare che gli emendamenti presentati, che completano e definiscono meglio questa proposta, possano essere accolti. Se ciò avverrà, in questo momento credo di poter esprimere un voto favorevole all'esame del passaggio agli articoli, credo che gli emendamenti presentati inseriscano la proposta in un contesto di programmazione e, se dovessero essere accolti, renderebbero possibile un voto favorevole finale della legge, altrimenti la posizione sarebbe identica a quella espressa dal collega Uras. Quindi, è un atto di fiducia che, nella discussione e nell'approvazione degli emendamenti, possa essere recuperata quella cornice programmatoria che potrebbe essere anche di stimolo affinché dopo dieci anni si passi dal regime di caccia controllata a quello di caccia programmata.
Credo che, se questo avverrà, avremo fatto un buon lavoro; se nel corso del dibattito questo non avverrà, sarà sempre possibile in sede di voto finale valutare se la proposta merita l'approvazione oppure se, in qualche modo, debba essere cassata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, se ancora avessimo dovuto fare chiarezza, credo che la chiarezza sia stata fatta dall'emendamento Porcu-Uras. Questa è una legge che va assolutamente contro il cacciatore, non è una legge…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a mantenere in Aula un atteggiamento consono, altrimenti chi tiene un atteggiamento diverso verrà accompagnato fuori. Non è possibile che impediate di svolgere il lavoro in modo corretto e che i colleghi non possano svolgere il loro intervento.
Prego, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Dicevo, Presidente, che la modifica di una legge importante come la legge numero 23 è stata affrontata con superficialità, e non faccio questo ragionamento perché sono cacciatore, perché avrei dovuto veramente allora prendere una posizione ancora più decisa, la prendo invece alla luce del fatto che le associazioni venatorie non sono state chiamate per le audizioni, quando si chiamano tutte le associazioni per qualsiasi cosa. Il decidere il prolungamento delle giornate di caccia, tre giornate, due giornate, quattro giornate, non ha assolutamente bisogno di una legge; era sufficiente che il calendario venatorio andasse ai primi quindici giorni di febbraio e avremmo certamente soddisfatto molto di più tutti i cacciatori della Sardegna.
La realtà è che adesso ci arrivano l'emendamento numero 5 e l'emendamento numero 6 che ovviamente hanno tutto un altro intendimento. Se avete presentato questa legge, o se a qualcuno è servito presentare questa legge, in attesa di parlare dell'argomento più importante all'attenzione del Consiglio regionale, cioè la legge urbanistica, e quindi state prendendo tempo per i vostri particolari interessi, che certamente non sono gli interessi dei sardi, a questo punto come si può pensare di votare a favore di questa legge? E' una legge che stravolge totalmente le aspettative dei cacciatori. Allora, non volete considerare il mondo venatorio? Se non volete considerare il mondo venatorio, ve ne assumete certamente tutta la responsabilità; io vi posso dire che le associazioni sono assolutamente contrarie, la questione non è andare a caccia due volte in più o tre volte in più nel mese di gennaio, perché nel mese di dicembre, come è facile evincere, non si potrà andare a caccia per le giornate che sono scritte in questa legge, caro collega Cappai, con i giorni che hanno previsto, 120 giorni, non si andrà a caccia neanche a gennaio per tre volte alla settimana.
Per cui, siccome mi è sembrato di capire dal collega Porcu che, o passa questa legge con gli emendamenti presentati, o altrimenti sarà un voto contrario, forse sarebbe stato meglio, presidente Licheri, richiamare in Commissione questa legge e affrontare una volta per tutte, con una legge organica, la materia venatoria, e non in questo modo, facendo tutte quelle cose che i cacciatori aspettano da anni; non si può riportare qui la normativa nazionale o delle altre regioni d'Italia che hanno tre giorni di caccia, in condizioni completamente diverse dalle nostre, perché sono previsti gli ambiti, è prevista la caccia di selezione, è prevista in qualche Regione anche la caccia a febbraio, insomma è prevista tutta una serie di norme che noi non abbiamo. Allora, come si può pensare con un articolo di liquidare questa materia?
Ovviamente sono contrario al passaggio all'esame degli articoli, perché non posso assolutamente accettare che questa legge passi con queste modifiche, non tanto per l'articolato, quanto per gli emendamenti che sono stati presentati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Io sono favorevole al passaggio all'esame degli articoli, anche se mi rendo conto che il tema che stiamo trattando è più un tema da specialisti, non da cacciatori, perché si può avere il porto d'armi e non cacciare, perché magari si è anche incompetenti come sparatori, come cacciatori. Allora penso che sia giusto sentire l'opinione del Consiglio, perché l'argomento non va messo in capo ai cacciatori o a quelli che hanno il porto d'armi, oppure a quelli che vorrebbero vietare la caccia e vengono erroneamente chiamati ambientalisti, perché anche io che sono cacciatore mi considero ambientalista, non solo perché quando sparo non li prendo, quindi li salvo, ma perché penso che questo sia un tema che deve trovare equilibrio.
Allora, collega Diana, prima di riportare la proposta in Commissione, visto che è uscita dalla Commissione, facciamo delle considerazioni, riserviamoci, perché rimandarla in Commissione si può, ma io sarei e sono dell'opinione che è bene sentire le considerazioni che fa il Consiglio. Perché demandare ai colleghi che sono in Commissione, e che magari sono anche cacciatori, una materia che, per molti aspetti, è anche universale? Penso che sia importante, se no, come lei dice "Porcu-Uras!", come una bestemmia, e si comprende che stiamo parlando di una legge nazionale, invece noi stiamo tentando di dare una risposta regionale, avendo in altre occasioni trattato l'argomento dal punto di vista nazionale e avendo avuto delle risposte negative per quanto riguarda l'adeguamento delle nostre possibilità alle possibilità che ci sono nel resto del Paese.
Allora, io non mi agiterei più di tanto, adesso ho visto il collega Artizzu che si stava accapigliando, da cacciatore chiaramente, con il collega Cappai. Io penso che dobbiamo dare noi cacciatori un segnale di moderazione, di equilibrio, di capacità di ascolto, perché l'argomento, ripeto, merita impegno, e lo tratterei proprio con questa disponibilità ad accogliere, come è stato detto, i suggerimenti che l'Aula può dare.
Quindi, passare all'esame degli articoli significa far partecipare il Consiglio ad una discussione che può senz'altro migliorare il testo che la Commissione ha licenziato, la Commissione stessa non pensa di blindare la legge, anzi, questa parte ha votato perché rimanesse in Aula, quest'altra parte, l'altro pezzo della sinistra, ha votato diversamente, ossia il pluralismo in questa occasione è una ricchezza e invito tutti a considerarlo positivamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor, Presidente, come già detto in corso di Conferenza dei Capigruppo, la solita leggina veloce, composta da un solo articolo, in Aula si trasforma in una legge che nasconde ben altri orientamenti. Perciò, per principio, il Gruppo dell'U.D.C. ha chiesto che la legge stessa, a seguito dei nuovi orientamenti, delle nuove indicazioni, senza per niente sminuire il lavoro fatto dalla Commissione istruttrice del provvedimento, potesse essere rivista alla luce degli emendamenti presentati, alla luce delle nuove proposte, e potesse essere riesaminata concertandola, questa volta, concertandola, con tutti gli attori di una proposta di legge di tal fatta e potesse rientrare in Aula per un sereno confronto e discussione. Credo che proprio nella discussione di questi emendamenti verrà riproposto, se fosse possibile, di tornare in Commissione; io vorrei rivedere in Commissione questi emendamenti, con tutto ciò che comporta l'eventuale approvazione degli stessi per un maggior approfondimento, non per ricatti o ricattini. Nell'intento dei proponenti il testo di legge originario prevedeva l'introduzione delle tre giornate di caccia, punto! Come vedete si sta trasformando questa legge, è la solita "leggina" perché non riusciamo a produrre, in un settore così importante, e lo allargherei all'ambiente in generale, alla valorizzazione e tutela dell'ambiente, un testo di legge organico, dove possano essere valutate, sotto tutti i punti di vista, le conseguenze dell'adozione di nuove norme. Ecco qual è la nostra posizione, non una posizione preconcetta a favore o contro qualcuno o qualcosa, una posizione politica, "cacciatori sì", "cacciatori no", o quant'altro, niente di tutto questo.
Ecco perché nel passaggio all'esame degli articoli ci viene difficile accettare di andare sotto il ricatto del voto, perché di fatto è questo, cioè una contrattazione tra chi vuole ottenere 100 e chi si accontenta di poter ottenere 20 o 30 della proposizione iniziale. Usciamo da questo schema. Per cui, se noi vogliamo fare un'azione mirata a favore della caccia, a favore dell'ambiente, e che sia concertata (perché questo termine deve rientrare nell'organizzazione dei lavori del Consiglio regionale), non è possibile che, nonostante il Consiglio si debba sempre riservare l'ultima parola e la decisione finale che gli compete d'autorità, non reintroduciamo la buona legge non scritta di concertare le nostre azioni legislative; questo, per dichiarazione stessa del Presidente della Commissione, non è stato fatto in Commissione, perché? Perché si dovevano introdurre solo tre giorni di caccia. Ma oggi non stiamo parlando di quello, stiamo parlando di ben altro, ed è chiaro che i nostri colleghi, che volevano raggiungere l'obiettivo dei tre giorni, saranno costretti a trattare le richieste aggiuntive per poter ottenere quello che era il loro spirito iniziale; non è corretto! Per cui noi non diciamo che dobbiamo bocciare la legge, ma vorremmo riprenderla nella sede opportuna, che è la Commissione, con una concertazione opportuna, e poter esitare, tutti insieme o a maggioranza, se vorrete, una buona legge. Questo è il nostro intento.
Dunque, nel passaggio all'esame degli articoli, porto una posizione personale, io voterò contro, mentre nel mio Gruppo ci saranno posizioni diverse, come è legittimo che ci siano in questa materia. Però pregherei, qualora fosse possibile, in uno dei passaggi successivi, continuo a chiederlo al Capogruppo di maggioranza e agli esponenti della maggioranza, di esaminare almeno gli emendamenti in Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). La discussione e il confronto, al quale faceva riferimento il collega Cugini, sarebbero dovuti avvenire in Commissione. Nella Commissione, come facevo notare al presidente Licheri nel corso della Conferenza dei Capigruppo, non è stata invitata, non è stata ascoltata nemmeno un'associazione venatoria sarda; ce ne sono riconosciute, cioè facenti parte di diritto del Comitato faunistico regionale, ce ne sono anche, validissime e rispettabilissime, non riconosciute, magari a carattere locale, che non fanno parte del Comitato faunistico regionale. Ebbene, nessuna di queste associazioni venatorie è stata ascoltata, invitata a un seppur breve, essenziale, confronto in Commissione su una legge che giustamente è nata in un modo, diceva Capelli, e sta diventando tutt'altra cosa.
Se l'assessore Morittu, recependo un'indicazione politica, volesse semplicemente aggiungere una giornata di caccia al calendario, basterebbe che convocasse il Comitato regionale faunistico e nel giro di dieci minuti il calendario sarebbe modificato e il problema sarebbe risolto. La verità è che si voleva fare altro, e quell'altro è quello che si legge in questi emendamenti, cioè quello per il quale tutte le associazioni venatorie hanno fatto manifestazioni, comunicati di protesta, a Cagliari e in molti altri centri del paese, quindi contro il Comitato faunistico, contro il Piano faunistico e contro l'istituzione dei famosi diciannove ambiti territoriali di caccia, questo vien fatto passare con un emendamento volante a una "leggina" di un articolo. Le sembra questo il modo di operare, di discutere, di concertare al quale lei stesso faceva riferimento? A me sembra un qualcosa che si avvicina a un trucco, perché, se ci fosse stato effettivamente l'interesse - mi dispiace doverlo dire, perché il presidente Licheri è una persona serissima, degnissima, alla quale va tutto il rispetto possibile e immaginabile - a creare un momento di confronto, non solo con le associazioni dei cacciatori, ma anche con le associazioni ambientaliste in sede istituzionale, quella sede sarebbe dovuta essere necessariamente la Commissione.
Ma come, voi preparate un testo di questo genere e non vi sentite in dovere, non sentite l'esigenza di chiamare un'associazione di cacciatori e una di ambientalisti, dieci di cacciatori e dieci di ambientalisti? Fate tutto così, con un articoletto, e a un articoletto volete legare il cambiamento radicale dell'attività venatoria in Sardegna? Perché l'istituzione degli ambiti territoriali di caccia (possono piacere o non piacere, a me non piacciono, ad altri piaceranno, ma questo è legittimo) modificherà per sempre, in modo irreversibile, il modo di andare a caccia in Sardegna; lo renderà, a mio modesto avviso, più difficile, più costoso, più elitario, mentre io preferirei una caccia popolare, a disposizione di tutti e non solo a disposizione di coloro che possono pagare cifre ingenti per spostarsi di dieci chilometri dal proprio luogo di residenza. Dovevate discuterne; portare in Aula con un emendamento a una legge di un articolo il cambiamento radicale e definitivo della caccia in Sardegna, non solo non è rispettoso di 50 mila cacciatori, cittadini sardi onesti che desiderano essere ascoltati e rispettati, ma non è rispettoso neanche dei colleghi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, sinceramente, sarà che l'esperienza di quattro anni di quest'Aula non mi ha ancora insegnato a capire i meccanismi dell'Aula stessa, ma, io non faccio parte della Commissione, vedo che il relatore di questa legge (presentata dal Presidente della Commissione come una legge voluta da tutta la rappresentanza politica consiliare, da tutti i partiti presenti in Consiglio) è un autorevolissimo esponente della minoranza consiliare; a un certo punto arriviamo in Aula e diciamo (io l'ho detto nel mio intervento a sostegno della legge che consideravo importante) che finalmente, su questo tema, si cercherà di riuscire ad avere un parere condiviso dell'Aula, invece, vedo che l'opposizione, con il consigliere Diana (il quale ha anche il nome della dea della caccia, quindi dovrebbe essere autorevolmente rappresentativo del mondo della caccia stesso) e il consigliere Artizzu, si esprime contro. Una legge che è stata definita una "leggina" ma che sana però un'ingiustizia.
Allora, io che sono stato abituato, da 15 anni di esperienza di sindaco, al pragmatismo, so bene che il meglio, collega Diana, è sempre nemico del bene, nel senso che coloro i quali vogliono bloccare una qualsiasi cosa fatta bene, dicono: "Aspettiamo a farla meglio, rimandiamola in Commissione, la rivediamo in tutta la sua interezza, nell'organicità" eccetera; io, che sono molto più pragmatico, dico: "Bene, in Commissione abbiamo trovato l'adesione per chiudere, dando risposte positive, una richiesta dei cacciatori sardi, diamo questa risposta. C'è poi tutto il tempo per fare il meglio. Adesso facciamo una cosa bene, eliminiamo l'ingiustizia del fatto che i cacciatori sardi siano trattati diversamente dai cacciatori di livello nazionale". Questo è un elemento.
Io sono d'accordo che si passi all'esame dell'articolato, all'esame degli emendamenti. Se gli emendamenti Porcu-Uras sembrano un impedimento al raggiungimento dell'obiettivo minimo che la legge si è prefisso, io posso anche votare contro, possiamo anche chiedere che vengano eliminati, però questa ingiustizia nei confronti dei cacciatori sardi che vanno a caccia due giorni contro i tre dei cacciatori del resto d'Italia la eliminiamo stasera; per cui sono dell'avviso che bisogna passare all'esame dell'articolato e votare la legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MILIA (U.D.C.). Signor Presidente, colleghi, io faccio un appello al Presidente della Commissione, onorevole Licheri: non stiamo discutendo di ingiustizie o non ingiustizie, perché quando si cerca di porre rimedio alle ingiustizie forse si provocano dei danni più grandi, non solo ai cacciatori in Sardegna, ma a tutti i sardi che usufruiscono di un bene primario come quello dell'ambiente. L'analisi doveva essere fatta a monte, in relazione anche alle dinamiche sulla modifica della "157" in Italia, esiste una proposta di legge giacente in Parlamento, a firma dell'onorevole Berlato, che a breve sarà discussa, che riprende alcuni argomenti e alcuni punti cardine della nostra legge numero 23, quella che non è mai stata applicata, primo fra tutti il Comitato regionale scientifico che viene introdotto regione per regione.
La riforma del Titolo V della Costituzione ha aperto dei varchi nei quali alcune Regioni italiane, prima fra tutte la Lombardia, hanno tentato di infilarsi chiedendo allo Stato competenza primaria in alcune materie fra le quali l'ambiente. Questo credo che debba essere l'argomento della riflessione che in quest'Aula dovrà essere fatta più compiutamente. Ma qual è lo stato dell'attività venatoria nel resto d'Italia dove i cacciatori più fortunati vanno a caccia tre giornate? Dopo i lanci programmati dalle varie province e dalle varie regioni, alla seconda giornata di caccia non si trova più un animale in campagna e la gente va con le buste dai venditori e dagli allevatori di selvaggina per lanciare la selvaggina in campagna e andare a caccia. Noi siamo arrivati a mantenere, grazie alle leggi restrittive che questa Regione si è data, un patrimonio faunistico che è in un momento di forte difficoltà. Questo è il ragionamento (lo dico da dirigente venatorio oltre che da cacciatore più bravo di Renato Cugini), questa è la riflessione che dobbiamo fare tutti assieme in quest'Aula. L'altra riflessione riguarda la non gestione di questo patrimonio da parte della Regione Autonoma della Sardegna.
Amici consiglieri, avete mai sentito se si fa qualche cosa in relazione alla lotta ai nocivi, a quelli che adesso vengono chiamati animali antagonisti: gabbiani, piccioni, cornacchie, cinghiali, storni e chi più ne ha più ne metta? Ancora: i cervi, i mufloni, dove essi saranno. I cormorani, eccetera eccetera? Assessore, il patrimonio costruito a Bonassai è svenduto a qualche associazione amica di pernici per fare gare pronto sparo?
Questi sono gli argomenti su cui quest'Aula dovrebbe dibattere, non introducendo la terza giornata ma lottando, così come chiedono i cacciatori sardi, per avere un'autonomia aiutata da responsi scientifici, attraverso il nostro Comitato regionale faunistico collegato con l'INPS nazionale, per dare ai cacciatori sardi la possibilità di cacciare la migratoria a febbraio, così dovrebbe essere e così viene fatto in alcune altre regioni d'Europa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò contro il passaggio all'esame degli articoli. Anche se capisco quanto sta avvenendo all'interno della maggioranza, questo grave momento di difficoltà interna che mi auguro possa essere superato nell'interesse di tutti i sardi e di tutta la Sardegna, respingo l'idea che la maggioranza pensi che, impegnando il Consiglio regionale in questa sterile discussione, tutto questo possa servire a dirimere le controversie esistenti al suo interno, perché questo non avverrà. E mi meraviglia quello che sta avvenendo in questo Consiglio, cioè che noi, di fronte alla catastrofica situazione della Sardegna, perdiamo il tempo e che si introduca surrettiziamente questo argomento senza affrontare quelli veri che sono all'ordine del giorno del Consiglio. Questo mi meraviglia alquanto.
Ecco io voterò contro perché tutto il tempo che stiamo perdendo in questa questione ha il solo significato di pensare che questo breve tempo possa servire a dirimere controversie che vedremo nel prosieguo dei lavori del Consiglio, che esistono e che ci sono. Allora, una maggioranza seria si riunisce e li risolve altrove, non qua dentro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, chiedo scusa per l'attacco al collega Artizzu che stimo e chiedo scusa anche a tutta l'Aula. Vorrei ricordare però al collega Artizzu, che era componente della Commissione quando presentai questa proposta di legge, che egli stesso mi disse: "Però, potevi almeno dirmelo. L'avrei firmata anch'io". Non fa niente, a distanza di tempo ci si dimentica delle cose, ma vorrei riportare in quest'Aula il senso di questa proposta di legge.
Certo, adesso è diversa, con sei emendamenti, che sono stati aggiunti, diventa non più una leggina presentata per rendere giustizia ai cacciatori sardi rispetto a quelli del continente che vanno a caccia tre giorni, noi continueremo ad andare due giorni perché si vota contro il passaggio all'esame degli articoli, però stiamo rendendo un risultato negativo alla Sardegna. Ha ragione Soru quando dice che noi siamo nani. Non ci sappiamo difendere neanche in queste occasioni! La proposta di legge mirava solo ad precedere tre giorni di caccia venendo incontro a coloro i quali fanno i turni di lavoro e un giorno non possono andare, come nel settore della sanità oppure dell'industria. Non aveva alcun altro senso.
Poi è probabile che gli emendamenti siano stati presentati ad arte. Certo è che non era mia intenzione presentare emendamenti, così come non era nel pensiero della Commissione presentare emendamenti. Vorrei ricordare a quest'Aula che tutti i Gruppi politici in Commissione hanno votato all'unanimità questa legge, nessuno escluso, a parte l'Italia dei valori che non ne faceva parte. Tutti gli altri Gruppi hanno votato a favore della legge che, ripeto, aveva il solo obiettivo di consentire ai sardi di andare a caccia tre giorni alla settimana. Per questo rivolgo un invito ai presentatori degli emendamenti, affinché facciano un passo indietro, ritirino gli emendamenti e si voti solo l'articolo. Definitela "leggina", definitela "legge povera", definitela come volete, ma comunque è una legge che viene in aiuto dei cacciatori sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Io penso, e mi rivolgo anche al collega Milia, che l'appello debba essere fatto al Consiglio, il Consiglio è sovrano e decide se approvare o meno la proposta di legge. Credo che tutti in questa Aula possano dare un contributo fattivo capace di migliorare la proposta che è stata esitata dalla Commissione. Vorrei ricordare che, durante la discussione in Commissione, nessuno ha sollecitato il problema di audire le associazioni dei cacciatori, sennò lo avremmo fatto così come è avvenuto per qualsiasi occasione, per qualsiasi proposta di legge che è stata esitata dalla nostra Commissione. Vorrei tranquillizzare i colleghi che non c'è, neanche attraverso gli emendamenti che sono stati presentati, alcun intento di trasformare la proposta di legge, ma esclusivamente quello di chiarire alcuni aspetti, prendo per esempio il primo emendamento in cui noi indichiamo il fatto che le giornate debbano essere previste nel calendario venatorio, non è scritto nella proposta ma nella norma e nella legge numero 49...
ARTIZZU (A.N.). Guarda il numero 5, Licheri!
LICHERI (Sinistra Autonomista). Se mi fa finire, onorevole Artizzu... lei sa meglio di me che, nella legge numero 49, è già previsto che le giornate siano indicate dal calendario, noi lo abbiamo voluto soltanto precisare meglio per indicare che non siano i cacciatori a scegliere liberamente le giornate di caccia, altrimenti potrebbe accadere, come dice lei, che le giornate diventino 3, 5 o 7 perché ognuno sceglierebbe la giornata che vuole, quindi a scaglioni di cacciatori è chiaro che tutta la settimana sarebbe occupata.
Bene, anche in questo caso noi abbiamo voluto fare chiarezza come pure con l'emendamento in cui facciamo riferimento al Piano faunistico regionale, noi non facciamo altro che dire alla Regione, alla Giunta regionale, alle province che sono competenti in materia di ultimare l'iter che è dovuto e siccome a oggi le province non hanno fatto ancora questo lavoro, inizino a farlo, se poi entro i 60 giorni non l'hanno fatto, questa legge entra in vigore.
Quindi non abbiamo fatto altro che chiarire meglio gli aspetti che alla fine sono già compresi sia nell'articolo 1 che nell'articolo 2, perché l'articolo 2 prevede l'entrata in vigore, cioè abbiamo voluto indicare una data certa dell'entrata in vigore della norma e quindi 60 giorni significano che le province, la Regione hanno ancora 60 giorni di tempo; se questo non avviene, a dicembre comunque i cacciatori e a gennaio possono avvalersi della norma che noi abbiamo esitato in Commissione. Mi pare che non ci sia niente di nuovo rispetto alle cose che ci siamo detti sia stamattina, che in Commissione, quando all'unanimità abbiamo esitato la norma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Presidente, stamani ho fatto un intervento e resto in equilibrio con quell'intervento che ho fatto in discussione generale e, comunque sia, in Aula giustamente sono state fatte delle considerazioni che portano a riflettere anche su questa proposta di legge. Signor Presidente della Commissione, che cosa cambia se noi riportiamo il provvedimento, onorevole Cappai, tra otto giorni in Aula? Io non sapevo che non fossero state sentite le associazioni di categoria, fermo restando il fatto che il terzo giorno di caccia credo non arrechi questo grave danno, il danno è arrecato invece da una politica sbagliata sull'esercizio venatorio che abbiamo in Italia e tanto più dal fatto che non vengono fatte, come ho detto stamattina, delle oculate politiche di ripopolamento, cattura e salvaguardia. Detto questo, io credo che non comporti niente se per otto giorni, per una settimana, la legge, ritorna in Commissione, si sentono le associazioni di categoria come vengono sentite per tutte le altre leggi, perché non vorrei che le associazioni di categoria si esprimessero negativamente su questa proposta. E allora perché non possiamo toglierci questo scrupolo? Non credo che vi sia un'urgenza di una settimana prima o di una settimana dopo e, comunque sia, ritengo che la proposta debba essere scevra da tutti gli altri emendamenti, pur andando bene, ha detto il presidente Licheri, il primo emendamento che richiama giustamente il calendario venatorio, e su questo siamo d'accordo, ma deve essere scevra, cioè, se riguardale associazioni di categoria e se sono d'accordo, io ritengo che possa essere magari riportata in Aula a brevissima scadenza senza dare termine al piano faunistico né a nessun altro e, se nel caso le associazioni venatorie siano d'accordo, dare immediata esecutività alla legge stessa. Questo non ce lo impedisce nessuno se il Consiglio è d'accordo, perché se oggi c'è la volontà del Consiglio su questo, ci può essere tra otto giorni o dieci giorni e non succede niente di strano.
Allora, togliamoci lo scrupolo di sentire le associazioni di categoria, scevriamo dalla legge tutti gli emendamenti, lasciamo solo l'articolo originario della legge e riportiamola subito in Aula. Nessuno perde merito, nessuno perde onore, anzi avremo il merito di aver sentito le associazioni e di fare uno strumento di legge, onorevole Cappai, compiuto, riflettuto e nessuno potrà dire agli altri che si sta cavalcando in parole povere una legge elettorale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Signor Presidente, io forse peccherò di ingenuità, sono qua solo da quattro anni però stento a capire il senso di questa discussione perché nel merito delle tre giornate di caccia mi sembra che ci sia condivisione diffusa. Ho capito, forse mi sbaglio, che qui c'è un problema di paternità del provvedimento e allora se il problema è di paternità del provvedimento, firmiamolo tutti. Io chiedo al collega Cappai, primo firmatario di questa legge, di consentire la firma a tutti quelli che si sono resi disponibili alla terza giornata di caccia, diversamente sul merito, se non qualche contraddizione sempre del centrodestra, non ho trovato nessuno contrario. Allora se l'unico problema è non aver invitato le associazioni, se le associazioni sono favorevoli, cosa le invitiamo a fare, se siamo tutti d'accordo?
Quindi, collega Cappai, io la invito a chiedere la sottoscrizione di questa proposta di legge a tutti quelli che si sono dichiarati favorevoli. Poi sono emerse altre problematiche, problematiche legate agli ambiti ottimali di caccia, ne parleremo, alla cattura selettiva, se ne riparlerà, intanto oggi facciamo quello che la gente ci sta chiedendo, quello che i cacciatori ci stanno chiedendo, poi faremo le altre cose in un altro momento, ma almeno facciamo questo.
(Interruzione del consigliere Cappai)
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, di che cosa intende parlare? Le dichiarazioni di voto sono finite, può parlare solo sull'ordine dei lavori.
CAPPAI (U.D.C.). Mi è stata fatta una richiesta.
PRESIDENTE. Scusate colleghi, siamo un Consiglio oramai a chiamata, perché sta funzionando così. Se poi si propongono delle domande e si pensa di rispondere, penso che non usciremo più da questa situazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Stamattina mi sono espresso favorevolmente conoscendo solo il testo senza gli emendamenti. Mi trovo molto vicino ai ragionamenti dell'onorevole Cuccu salvo che sia egli stesso un presentatore di emendamento. Allora, credo che sarebbe opportuno votare la sola proposta esitata dalla Commissione, se così non fosse, e chi ha presentato gli emendamenti ritiene di doverli mantenere, non vi è dubbio che debba tornare all'interno della Commissione per avere un esame più approfondito e organizzato al meglio di quanto possa essere fatto in Aula, per cui io credo che grano salis vorrebbe che la Commissione fosse riattivata.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare per dichiarazione di voto, dobbiamo procedere alla votazione per il passaggio all'esame degli articoli.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Sanna Matteo - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Davoli - Marracini - Pisu - Rassu - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 72
votanti 66
astenuti 6
maggioranza 34
favorevoli 40
contrari 26
(Il Consiglio approva)
Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati quattro emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:
Art. 1
Integrazioni all'articolo 49 della legge regionale n. 23 del 1998
1. Dopo il comma 2 dell'articolo 49 della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna) è aggiunto il seguente:
"2 bis. Nei mesi di dicembre e gennaio l'attività venatoria può essere consentita per un massimo di tre giornate la settimana, compresa la domenica e le altre giornate festive infrasettimanali, con esclusione del martedì e del venerdì.".
Emendamento aggiuntivo Licheri - Cuccu Giuseppe - Calledda - Salis - Masia - Corda - Rassu.
Art.1
All'articolo 1 dopo la parola "venerdì" è aggiunta la seguente frase: "secondo quanto previsto dal calendario venatorio. (1)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Giuseppe - Cappai - Licheri - Corda - Calledda - Rassu.
Art.1
Dopo l'articolo 1, è aggiunto il seguente articolo:
"Art.1 bis
Modifiche all'articolo 41 della legge regionale n.23 del 1998
1. Il comma 1, dell'art. 41 della L.R. 23/98, è sostituito come segue: "l'attività venatoria è consentita con l'uso del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce, oltre a quella in canna, di calibro non superiore al 12, nonché con fucile con canna ad anima rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica di calibro non inferiore a millimetri 5,6 con bossolo avuoto di altezza non inferiore a millimetri 40";
2. Dopo il comma 1 dell'art. 41 della L.R. 23/98 è aggiunto il seguente comma 1 bis: "è consentito altresì l'uso del fucile a due o tre canne (combinato), di cui una o due ad anima liscia di calibro non superiore al 12 ed una o due ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 5,6. Previa approvazione, da parte del Comitato faunistico regionale, di apposito regolamento è consentito anche l'uso dell'arco e del falco". (2)
Emendamento aggiuntivo Licheri - Cuccu Giuseppe - Calledda - Corda - Masia.
Art.1
Dopo l'articolo 1, è aggiunto il seguente articolo:
"Art.1 bis
Modifica dell'articolo 104 della legge regionale n. 23 del 1998
1. Al comma 1 dell'articolo 104 della legge regionale n. 23 del 1998 sono soppresse le seguenti parole: "che viene adottato contestualmente al Piano faunistico venatorio regionale". (4)
Emendamento aggiuntivo Porcu - Uras.
Art.1
Dopo l'art. 1, è aggiunto il seguente articolo:
Art. 1 bis
il comma 3, dell'art. 52 della L.R. n. 23 del 1998, è così sostituito: "Gli Ambiti Territoriali di Caccia hanno carattere subprovinciale e sono individuati secondo le indicazioni dei Piani faunistico-venatori provinciali, fatta eccezione per le isole di Sant'Antioco e di San Pietro che vengono immediatamente istituite in A.T.C. all'entrata in vigore della presente legge." (5) .)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, alcune osservazioni che venivano fatte poc'anzi dai colleghi (dal collega Capelli, dal collega Milia, dal collega Porcu, anche dal collega Cugini, cacciatore non troppo bravo a colpire la preda) ci raccontano una cosa sicura, che questo Consiglio regionale non esamina leggine, perché le leggine, anche quelle che sembrano minute minute, piccole piccole, cioè che hanno poche parole, poi incidono nella vita delle persone. E per chi ha una visione parziale della gente, è questo il termine che si usa con frasi tipo "Ma se la gente è d'accordo!", ma quale? Quante ne hai sentito? Li hai chiamati tutti? Li conosci tutti? Insomma, per chi ha una visione parziale della gente, succede che cade in presunzione. Noi che cosa stiamo facendo? Stiamo aggiungendo una giornata di caccia in più!
E che cosa vuol dire se mi viene l'insegnamento integrale di così profondo attaccamento al territorio da parte dei 150 cacciatori di Lula, che dicono che non c'è selvaggina, che ci sono condizioni di difficoltà? "Io decido il riposo, e lo decido perché ho senso della responsabilità!". E se noi li avessimo sentiti, quei 150 cacciatori di Lula probabilmente ci avrebbero detto: " Ma che cosa stai dicendo, un'altra giornata di caccia? Ma vediamo un po', ma vediamo di più!". Ma questa è una leggina! E' una leggina, talmente leggina, che viene votata anche. Badate, io vi invito a leggere l'emendamento numero 2: "…il comma 1 dell'articolo 41 della legge regionale 23/98 è sostituito come segue: 'l'attività venatoria è consentita con l'uso del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce, oltre a quella in canna…' ", ma questo sarebbe il Consiglio regionale dei non cacciatori che regola questa materia? Ma dov'è? Ma chi ne sa di canne lisce, di canne storte, di canne e basta, chi ne sa?
E noi prendiamo i documenti delle associazioni ambientaliste che, come quelle venatorie, hanno titolo ad intervenire in questa materia, e diciamo: "Ma chi se ne frega! Ma che cosa ci rappresentano? Perché dobbiamo sentirle se siamo d'accordo tutti?". E loro non sono d'accordo, non è d'accordo Italia Nostra, non è d'accordo Lega Ambiente, non è d'accordo la LIPU, non è d'accordo il WWF, non sono d'accordo gli Amici della Terra, cioè non è d'accordo il sistema delle associazioni ambientaliste. E qua noi siamo una maggioranza anche di centrosinistra, che si riferisce a quel mondo. E quando ci riferiamo a quel mondo? Quando ci deve sostenere nelle battaglie di tutela del territorio. Quando ci deve sostenere nelle battaglie di tutela del nostro patrimonio naturale, del nostro patrimonio archeologico e storico. Poi, come li ripaghiamo? Con la canna liscia fino a due colpi a ripetizione semiautomatica? Questo è il dato.
Allora che cosa ritengo che si debba fare? Io ci ho provato prima, anche parlando con i colleghi, per esempio, del partito di maggioranza, perché su questa materia, badate, non c'è, e ce l'ha dimostrato questo dibattito, appena iniziato, una visione di questo o di quel partito, di una sinistra chissà come e di un'altra chissà perché. Qua c'è una realtà molto più articolata e anche molto più profondamente legata ai valori di questo territorio, del territorio regionale.
Noi che cosa proponiamo? L'abbiamo detto. Intanto che si facciano leggi che si rispettino. Per fare leggi che si rispettino, bisogna che si votino leggi che si capiscono. Io, per esempio, invito al ritiro dell'emendamento numero 2, perché è assolutamente incomprensibile anche a chi lo deve votare. Io voterò contro perché non capisco nulla di questa cosa e non credo neppure che debba essere materia di una legge. E devo essere messo nella condizione, di legislatore, di capire quello che succede. Allora insisto e dico: "Prima di tutto facciamo leggi che si votano perché si capiscono e quindi si possono votare consapevolmente, a favore o contro. Poi facciamo leggi che si rispettino. Badate, noi rappresentiamo una minoranza, sappiamo anche perdere; sappiamo anche perdere, però rappresentare una posizione, l'importante è che non ci si mascheri e che qualcuno tenti di rappresentare tutte le posizioni. Qua ci vediamo e ci contiamo. Qua
C'è una norma che ci dice: "…se il Piano faunistico regionale non è approvato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la disposizione di cui all'articolo 1 si applica in assenza del Piano". Il Piano è da dieci anni che si deve fare e non è stato approvato. E' come dire che si applica in assenza del Piano. Ma già l'Assessore, in Conferenza dei Capigruppo, ci ha detto che a lui servono almeno novanta giorni, e che comunque sarà molto difficile. Allora noi proponiamo una moratoria e abbiamo presentato un emendamento, con il collega Porcu, che prevede 120 giorni per preparare il Piano. E si veda, se il Piano esiste, se si fa il calendario venatorio, come viene regolato e, nelle attività di gestione del parere obbligatorio della Commissione, si sentano le associazioni venatorie e anche quelle ambientaliste, si ascoltino gli agricoltori e i pastori, le amministrazioni locali, almeno le province, che hanno competenza in questa materia.
Ma perché facciamo e per chi facciamo le leggi? Ma per raccattare quattro voti dove sono a disposizione del miglior offerente? Ma è così malridotta la politica, ma è così decompressa e compromessa? Ma deve, per forza, necessariamente degenerare la politica? O c'è la possibilità, la speranza, di dire anche nelle leggine, che noi le facciamo nell'interesse dei sardi? Dei sardi! Dei sardi che sono molti e che molti hanno diverse modalità di vita, diverse aspirazioni, diversi comportamenti, diverse attenzioni, diverse sensibilità. Ma coloro che vogliono girare la campagna senza cacciare nessuno, a differenza del collega Cugini, ma possono andare qualche giorno in campagna? E gli agricoltori e i pastori, che ci lavorano, possono rimanerci qualche giorno tranquilli? E le amministrazioni locali, che hanno la potestà di un territorio da gestire, pieno di problemi, possono avere il tempo, la modalità, la consapevolezza, quando operano? Io credo che lo debbano avere!
Quindi queste leggine, così innocenti, ma qualche volta anche così clientelari, queste leggine che richiamano tempi antichi, di politiche antiche, queste leggine possono aspettare qualche giorno di più in Commissione? Questo lo chiedo principalmente ai colleghi della mia maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, in quest'Aula siamo tutti rei confessi, c'è stata in tutti gli interventi una specie di dichiarazione del proprio status rispetto all'attività della caccia. L'onorevole Cappai è arrivato a spiegarci che ha fatto questa proposta perché, da cacciatore, voleva agevolare il personale sanitario, i colleghi della sua vecchia attività, in modo che i suoi colleghi - infermieri e quant'altro - potessero andare a caccia, secondo i turni, nei giorni giusti.
Io personalmente non sono cacciatore, non ho una posizione ideologica, non ho necessariamente una posizione preconcetta rispetto all'estensione delle giornate di caccia, però credo che, se vogliamo tornare pienamente allo spirito di questa legge, dobbiamo ricordarci che questa legge non parla di norme per la tutela dei cacciatori, o dei diritti dei cacciatori, ma parla di norme per la protezione della fauna selvatica all'interno della quale si inserisce l'attività venatoria.
Allora, se è vero questo, mi sembra che con l'emendamento numero 1 si specifica, forse in maniera pleonastica, che le tre giornate sono prefissate all'interno del calendario, e quindi non sono estendibili magicamente a cinque (anche perché sono tanti i fruitori della rete ecologica, e non oso pensare che ci sia spazio soltanto per chi va a caccia e non per chi svolge altre attività) e con l'emendamento numero 3, così come modificato dall'emendamento numero 6, si specifica che l'eventuale possibilità di estendere il numero di giornate va fatta in un quadro di programmazione e quindi è subordinata all'approvazione del Piano faunistico e della Carta faunistica, ed estendere da 60 a 120 giorni implica che… l'Assessorato sappiamo che ha alcune difficoltà, sappiamo che è dieci anni che se ne parla, ma di fatto avremmo la certezza che, nell'arco del prossimo anno, questa norma non varrebbe per questa stagione ma ci sarebbe tutto il tempo di recepire le proposte, i piani provinciali correttamente approvati e quindi fare un Piano faunistico regionale.
Quindi, credo che non si sia fatto nulla con questi emendamenti, in particolare con l'emendamento numero 1, l'emendamento numero 3, così come emendato dal "6", e anche con l'emendamento numero 4, se non reinserire la proposta nella cornice della legge stessa.
Qual è il punto di discussione? Che, probabilmente - l'hanno detto alcuni - c'era spazio per emendare diversamente la legge, c'era spazio per affrontare anche altri temi, lo abbiamo detto anche in discussione generale, una legge che parla di tutela della fauna dedica il 90 per cento delle norme alla regolamentazione della caccia e poco fa, o nulla fa, per esempio per la salvaguardia delle specie in via di estinzione come alcune specie di rettili e di anfibi.
Quindi, come hanno detto anche alcuni colleghi, io credo che --comunque del lavoro è stato fatto dalla Commissione, è stato portato avanti dal Presidente della Commissione, è stata affrontata un'esigenza che può essere un primo passo per una rivisitazione più ampia della legge, per affrontare in maniera più organica il tema della salvaguardia ambientale.
Se dovesse servire per rasserenare gli animi e parallelamente si evitasse di affrontare altri temi, come quello posto dall'emendamento numero 2 (sul quale ho veramente difficoltà ad esprimere un'opinione e che esula completamente dalla proposta iniziale scaturita dalla Commissione), se dovesse esserci la disponibilità a ritirare l'emendamento numero 2 (che ha richiamato molto bene il collega Uras parlando di temi che probabilmente sono oggetto di regolamenti, di attività della Commissione faunistica e forse non certo di una proposta di legge), io dichiaro, da primo firmatario dell'emendamento numero 5, di essere anche disposto a ritirarlo perché il quadro normativo esistente è più che sufficiente per farci fare finalmente questa transizione da caccia controllata a caccia programmata.
Quindi, se non vogliamo far venir meno il lavoro fatto, come diceva anche il collega Salis, e vogliamo comunque completarlo, credo che, se c'è la disponibilità a concentrarci sugli emendamenti che inseriscono correttamente la proposta all'interno del quadro di programmazione, potremmo approvare questa legge e fare comunque un passo avanti nell'interesse, non dei cacciatori, ma di tutta la comunità dei sardi e soprattutto nell'interesse della salvaguardia del nostro ambiente naturale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto).Signor Presidente, molto velocemente io vorrei richiamare all'attenzione dell'Aula le persone di cui stiamo parlando. Vorrei che si capisse bene chi sono i cacciatori in Sardegna, lo dico molto velocemente. Per l'esperienza che ho avuto sono operai, per la gran parte, sono impiegati, lavoratori dipendenti che ragioni storiche, che non stiamo qui a richiamare, hanno portato ad un affetto e predisposizione a questo tipo di attività che ha origini ancestrali. Chiudo qua, però sono, come ragione sociale, per la maggior parte operai e lavoratori dipendenti che hanno nella caccia spesso l'unico ristoro alla loro attività lavorativa.
E' così, è così! Sono persone che non possono andare in palestra, non posso andare in piscina, non possono andare spesso da altre parti e la maggior parte di loro hanno questo hobby che li porta spesso a non interessarsi nemmeno di cosa prendono. Noi confondiamo sovente il cacciatore con il bracconiere: il bracconiere è un nemico acerrimo della maggioranza dei cacciatori, bisogna sfatare alcuni luoghi comuni. I cacciatori che io conosco e le associazioni che lavorano nell'ambito del mio territorio hanno un atteggiamento negativo, quasi di repressione, chiedono di poter collaborare con la Forestale per poter spezzare questa piaga del bracconaggio.
Allora, stiamo parlando di queste persone, ma stiamo parlando anche di difesa dell'ambiente. Noi non vogliamo che ci sia una eliminazione della fauna, autoctona o meno, della nostra Isola, vogliamo tutelarla e, nelle associazioni dei cacciatori, lo dico io che ho vissuto l'esperienza di sindaco, ho trovato spesso i collaboratori più convinti su questa necessità. Allora, ripeto, qui stiamo riparando ad una ingiustizia che i cacciatori della Sardegna stanno patendo rispetto agli altri cacciatori del Continente, e dobbiamo porci rimedio, Abbiamo tutto il tempo di rivedere la legge numero 23, di aggiornarla, di modificarla, ma adesso facciamo una cosa che ci consente di riparare ad un torto.
Aiutiamo i Comuni, aiutiamo le associazioni venatorie a fare una sana campagna di ripopolamento, facciamolo! Utilizziamo questa possibilità, però evitiamo di demonizzare una categoria che, per larga parte, può invece aiutarci nel nostro compito e obiettivo di salvaguardare il territorio, la fauna, la flora, complessivamente l'ambiente della nostra Isola.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, mi meraviglia davvero, lo dico senza polemica, che il collega Salis da un lato mostri di avere a cuore il carattere popolare della caccia, cioè il suo mantenimento in funzione proprio sociale, popolare, disponibile anche all'operaio, anche al piccolo artigiano, insomma uno sport alla portata, anche se pur con qualche sacrificio, di chi deve fare i conti con la terza settimana. E dall'altro sia disponibile qui pronto a schiacciare il bottone per votare l'emendamento numero 5, ad esempio, che è quello…
SALIS (Gruppo Misto). Questo lo dice lei.
ARTIZZU (A.N.). Se mi fa parlare, dimostra di essere una persona corretta, la ringrazio. Dicevo, che è quello che auspica…
(Interruzione del consigliere Salis)
ARTIZZU (A.N.). Ascolti! Guardi lasci parlare come lei è stato messo in condizione di parlare, sia per cortesia corretto ed educato. Presidente, se mi consente di svolgere il mio intervento, signor Presidente, le sono grato e le chiedo di sospendere anche il tempo che mi è stato sottratto dal collega, che ha potuto svolgere serenamente il suo intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, prego. Prosegua il suo intervento.
ARTIZZU (A.N.). Proseguo, la prego di considerare questo tempo non trascorso. Grazie.
Dicevo che dall'altro si dichiara disponibile a votare un qualcosa come l'emendamento numero 5, cioè quello che istituisce il Piano faunistico regionale. Probabilmente il collega Salis ha avuto molti amici cacciatori, ma non si sa di quali associazioni, perché poi tra un po' leggerò un documento sottoscritto dalla maggioranza delle associazioni venatorie sarde, forse lui si riferiva a frequentazioni continentali. Il Piano faunistico regionale prevede la istituzione degli ATC, gli ambiti territoriali di caccia. Ora io vorrei spiegare al collega Salis che suddividere la Sardegna in 19 ambiti territoriali di caccia, così come il precedente Piano faunistico venatorio regionale (che i cacciatori sono riusciti a bloccare con molte manifestazioni di protesta) prevedeva, e temo che quello che l'Assessore sta preparando sia analogo e del tutto simile a quello, significa prevedere che il cacciatore debba cacciare sostanzialmente soltanto nel circondario della propria abitazione e che non sia più consentito questo nomadismo venatorio che voi considerate un male e che noi consideriamo un valore aggiunto della caccia, perché lo spostarsi dalla città di Cagliari, di Sassari, di Oristano verso zone di caccia per praticare l'attività venatoria è un qualcosa che favorisce lo scambio umano, culturale, amicale, economico e comporta uno scambio sociale che è positivo.
Lasciare i cacciatori relegati nel proprio recinto sotto casa, caro collega e cari colleghi, non è una cosa positiva. Tra l'altro, se noi facciamo riferimento ai parametri della legge numero 157, mi pare che noi andremmo a scoprire probabilmente (Assessore, la prego di verificarlo prima di fare qualcosa di sbagliato) il rapporto numerico tra i cacciatori e gli ettari di territorio disponibili (sempre che non li chiudiate all'uso umano con altri parchi regionali perché qui si parla di parchi e anche di caccia, senza considerare che i parchi anche regionali sono assoggettati alla legge numero 394, quella dei parchi nazionali nei quali quindi la caccia è vietata e basta, senza alcuna possibilità di deroga perché nei parchi a caccia non si va). Allora credo che all'Assessore non sfugga il fatto che, istituendo gli aambiti territoriali di caccia, si renda la caccia sempre meno popolare, sempre più elitaria, sempre più riservata a pochi fortunati che possono avere, sempre che la loro richiesta sia accolta, il permesso "pagato" di poter cacciare in un ambito diverso da quello di residenza.
Ora se lei, caro Salis, ha a cuore la caccia come sport popolare dovrebbe votare contro un provvedimento di questo genere, perché un provvedimento di questo genere trasforma la caccia in un qualcosa di diverso da quella bella tradizione che abbiamo conosciuto tramandata dai nostri progenitori (che speriamo, nonostante voi, di poter trasmettere anche ai nostri figli e ai nostri nipoti) e che è stato effettivamente alla portata di tutti. Così non lo sarebbe più e voi avreste la responsabilità di applicare la norma in modo distorto, perché nessuno vi dice che applicare la legge numero 23 significa istituire ambiti territoriali così minuscoli e così restrittivi. Dicevo, Assessore, che probabilmente, leggendo la legge numero 157, lei scoprirà che il rapporto numerico tra cacciatori e territorio in Sardegna giustificherebbe al massimo l'istituzione di un ambito territoriale, cioè tutti i sardi che cacciano su un territorio regionale già fortemente limitato per quanto riguarda l'attività venatoria, che pagano le tasse per cacciare in quel territorio.
Assessore, dividere la pianura padana in tanti quadratini non è un grande problema, più o meno quelle zone del continente, in quelle Regioni dove gli ATC sono stati istituiti, sono zone dal punto di vista geografico molto simili l'una all'altra, ma il Campidano di Cagliari non è simile alle vette del Gennargentu, così come le pianure della Nurra non sono uguali alle lagune dell'oristanese e alle montagne del Sulcis Iglesiente. Non si può dividere la Sardegna sulla cartina perché ricorderete, come diceva Marcello Serra, che la Sardegna è quasi un continente, lo è non solo dal punto di vista linguistico della varietà delle tradizioni di ogni genere ma lo è anche dal punto di vista geografico e quindi chiudere la Sardegna in tanti quadratini, in tanti piccoli recinti significa privare il cacciatore di Settimo San Pietro (che saprà che lei ha contribuito a privarlo, me lo accetti scherzosamente questo) della possibilità di andare a praticare ad esempio la caccia alla migratoria nel nuorese oppure andare a cercare le beccacce in Gallura insieme al collega Cugini.
Tutto questo non sarà più possibile, lo dico anche da cacciatore, seppur dotato di qualità venatorie e anche balistiche sensibilmente inferiori a quelle del collega Cugini, però vado a caccia anch'io e tutto questo sistema di caccia, che ha causato un effetto positivo - ripeto - di scambi culturali e sociali, finirà. La caccia sarà relegata alle riserve dove i ricchi potranno andare a caccia e divertirsi, oppure a coloro che, con un notevole sforzo di denaro, potranno permettersi il lusso di pagare un abbonamento nell'ATC di un'altra provincia, in uno e basta perché poi naturalmente diventa impossibile, perché non si possono spendere 5 mila euro all'anno per andare a caccia. Sarebbe una cosa riservata soltanto ai più ricchi.
Vogliamo tenere la caccia come sport popolare? Non si possono accettare allora questi principi che voi state introducendo e li state introducendo, la cosa che, non dico più grave, ma altrettanto grave, in questo modo veramente scorretto e cioè con un emendamento portato già in Aula all'ultimo momento ad una leggina di un articolo solo, che doveva servire per sparare le tre giornate di caccia che, peraltro, le ripeto, Assessore, lei avrebbe potuto benissimo istituire come già ha fatto l'anno scorso e ha già fatto anche quest'anno in calendario venatorio aggiungendo una giornata di caccia nell'ultima settimana di gennaio, mi corregga se sbaglio. Quindi non c'è bisogno di fare una legge se vuole aggiungere le giornate di caccia infrasettimanali, lo può fare convocando per mezz'ora il Comitato regionale faunistico.
Era chiaro che l'intento era diverso. L'intento era quello di introdurre altro, passando per questo piccolo "cavallo di Troia" andando a distruggere quello che è il sistema dei sardi di cacciare. Aveva proprio ragione quello che disse: timeo Danaos et dona ferentes; ho paura di voi che siete greci proprio nel senso in cui veniva utilizzato in quel tempo, nel senso che usate il trucchetto anche quando apparentemente volete portare un miglioramento, anche quando apparentemente dite di voler aggiungere una giornata di caccia, però state appioppando ai cacciatori una ignominiosa morte delle tradizioni venatorie sarde, caro Assessore.
Io non so se lei pratichi le compagnie di caccia, se vada in campagna, se le piaccia la caccia o non le piaccia, ma le ripeto il nomadismo venatorio non va considerato un male, ma va considerato un bene della società sarda, perché consente di creare amicizia anche laddove tradizionalmente amicizia non c'è, consente di creare uno scambio tra le persone, questo voi non lo potete impedire, soprattutto non potete impedirlo senza aver nemmeno consultato i diretti interessati. "Avendo appreso dai telegiornali che oggi si vogliono discutere le modifiche riguardanti le norme sulla caccia, con la presente si vuole manifestare la nostra contrarietà, tutte le modifiche dovrebbero essere fatte sentendo tutte le rappresentanze dei cacciatori sardi. Pertanto si chiede di essere convocati per esprimere le nostre considerazioni e formulare le nostre proposte.". Questa è una lettera che arriverà anche all'Assessore, probabilmente è già arrivata in serata ed è stata mandata per conoscenza anche a me, ed è stata inviata anche al Presidente della Commissione agricoltura Licheri, firmata da Caccia-Pesca-Ambiente, CPA, Associazione cacciatori sardi, ACP; mi ha raggiunto inoltre poco fa telefonicamente il Presidente di un'altra associazione venatoria, Unione cacciatori di Sardegna, che mi ha detto di sottoscrivere questa lettera, così come per quanto riguarda la Federazione della caccia, che rappresento anche io.
Quindi, quali sono i cacciatori che sono contenti di questa legge, se tutte le associazioni venatorie sono scontente e vi chiedono di soprassedere per un attimo, di chiamarle a ragionare con voi? Chi sono i cacciatori contenti? Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che si stanno continuando a iscrivere che le iscrizioni sono chiuse dal primo intervento, quindi vi invito a tenere conto di questo.
E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io mi ricollego all'intervento del collega Uras, in fase di discussione dell'articolo 1 e degli emendamenti. All'inizio non capivo, avendo citato me e il collega Cugini per quanto da noi sostenuto nella dichiarazione di voto sul passaggio all'esame degli articoli, dal tono quasi si voleva premettere o sembrava premettesse che non era d'accordo con quanto da me sostenuto. Poi invece nel corso dell'illustrazione della sua posizione si è compreso benissimo che le linee sono identiche, sovrapponibili, condivisibili.
In Conferenza dei Capigruppo ho detto che mi stupisce e mi preoccupa il fatto che sempre più spesso mi trovi d'accordo con alcune tesi portate dall'amico Uras di Rifondazione Comunista, questo mi apre però anche al fatto che è proprio a seguito di quanto dichiarato dal collega Uras e da alcuni colleghi, non tutti, di questa maggioranza, ma anche dell'opposizione, quanto sia necessario cambiare il metodo del confronto politico, non partire pregiudizialmente da posizioni di coalizione che limitano poi la libera espressione delle proprie opinioni, ma iniziare a parlare confrontandosi su ciò che riteniamo corretto, giusto, efficace per migliorare la condizione della Sardegna in tutti i suoi aspetti, sociali, economici e culturali. Perciò, sempre di più, si affaccia la necessità di un confronto politico aperto, non condizionato da posizioni preconcette.
Questo apre, a mio avviso, a una proposta politica che io auguro, oggi è utopia, possa essere sintetizzata con una sorta di confronto, alleanza, governo di salute pubblica, di cui ha necessità, a mio avviso, la Sardegna, ma anche più in generale la nostra Nazione, che non sia cioè condizionato da posizioni preconcette assunte a difesa di una posizione di potere contro chi cerca di sostituirsi al potere del momento.
Dopodiché, vorrei aggiungere un commento all'intervento dell'onorevole Porcu. Molto spesso, e non annuncio niente di segreto o di personale, sono stato richiamato anche dall'onorevole Porcu perché mi capita di usare parole molto dirette e a volte anche da alcuni considerate pesanti nel rapporto interpersonale, pur nelle valutazioni politiche. Collega Porcu, io credo, molto serenamente, che lei debba delle scuse al collega Cappai, che non ha presentato questa legge per i suoi colleghi infermieri-cacciatori, con un tono quasi denigratorio da lei usato nel suo intervento, perché sarebbe facile rispondere che è meglio avere quel tipo di amici che non altri, che in privato le riferirò, per non essere diretto e pesante, e anche perché "non ci azzeccava", come dice qualcuno in politica, con il merito della discussione. Io credo che lei sarà sensibile a questo invito e che tutto serva per chiarirci in modo civile in un confronto che deve continuare a essere sereno e democratico.
Per quanto riguarda il merito. Stiamo ancora discutendo su ciò che è stato detto all'inizio, mancata concertazione, estensione dei confini di una leggina che non vuole essere denigratoria, ma semplicemente giudizio sintetico di una legge composta da un articolo, non leggina perché di poco conto, ma anche questo potrebbe essere interpretato, nel senso che, colleghi, la caccia è un aspetto importante, tanta gente pratica questo sport, io non sono né cacciatore né mangio selvaggina, e non sono contro la caccia, anzi, sono per la caccia. Però, voglio dire, noi stiamo occupando una giornata a discutere di una leggina che sembrava facile, senza conseguenze, mentre abbiamo e hanno i sardi ben altri problemi, ben più grossi problemi, che toccano la vita delle famiglie, dei giovani, della scuola, ne abbiamo giusto parlato ieri. Siamo alle porte di una finanziaria che noi auspichiamo presentata nei termini; abbiamo un problema (che la Pastorale del lavoro ha portato all'attenzione di tutti, anche nostra e dei meno attenti) nella situazione sociale delle nostre famiglie; abbiamo da fare interventi urgenti, perché la situazione economica e sociale della Sardegna possa essere riacchiappata e riportata su; abbiamo delle discussioni aperte sullo stato democratico della conduzione del governo regionale; abbiamo tali e tanti problemi che, a volte, alcuni, pur importanti come quello della caccia, sicuramente non toccano le coscienze, l'animo dei sardi e non cambiano la situazione drammatica della nostra Regione.
Perciò questa leggina, che in fretta e furia doveva essere eliminata, è stata usata da alcuni per ampliarne i contenuti e torniamo al problema politico di fondo di questa legislatura, la mancata concertazione, che non è un obbligo a decidere con un orientamento preciso e verso un obiettivo preciso, ma è l'obbligo civile, democratico e politico di ascoltare le ragioni degli attori di quel settore, sia esso la caccia, sia il mondo del lavoro, sia esso il mondo dell'industria, dell'agricoltura e quant'altro. Tutti i richiami all'agricoltura, ai pastori, agli allevatori, che sono stati fatti in quest'Aula nella discussione sulla caccia, pensate che siano il vero problema dell'agricoltura di oggi? Di questo, però, avremo modo di parlare nella discussione della prossima mozione di censura nei confronti dell'assessore Foddis, che approderà presumo in Aula la prossima settimana.
Bene, allora, se questo è, io chiedo anche, come ho già detto, che questa legge possa avere un ulteriore momento di riflessione nelle sedi opportune, prima che si esprimano voti a volte anche condizionati da posizioni necessitate dal momento preelettorale, approdi appunto questa legge nelle sedi opportune prima di essere valutata in Aula, ma chiedo anche alla Giunta di porre fine a questo dibattito. Se possibile, basterebbe, a mio avviso, e chiedo ai colleghi, se ci fosse condivisione per questa proposta, che l'Assessore prenda l'impegno di convocare il comitato faunistico nei prossimi giorni, e stabilisca, definisca, riveda il calendario venatorio, inserendo magari anche la terza giornata, perché no? Questo porrebbe fine alle discussioni, nel senso che non dobbiamo continuare a parlare di quello che è stato, che sarà, o a proporre emendamenti, ci fidiamo tutti dell'assunzione di responsabilità in Aula dell'assessore Morittu, che può porre fine a questa discussione, rimandare la decisione alla sede competente, e noi possiamo così continuare i lavori su altri argomenti posti all'ordine del giorno, forse di maggiore interesse e di maggiore urgenza per la situazione sociale, economica e culturale della nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Il collega Artizzu accusava di fatto Salis di dichiarazione favorevole all'emendamento numero 5. Il collega Salis non ha fatto questa dichiarazione. Allora, non è che stiamo facendo una discussione di merito, stiamo facendo una discussione per partito preso, è come pensare che il collega Artizzu, essendo lui il presidente, credo, di un'associazione, mi pare di sì, tutti quelli che sono iscritti all'associazione andranno a votare lui alle prossime elezioni. Tenga presente, Artizzu, che chi conosce normalmente non vota, molti voti si prendono perché i candidati non sono conosciuti. Allora, io credo che non sia giusto dire che, siccome io sono iscritto alla stessa associazione alla quale è iscritto lei, io politicamente su tutte le cose la penso come lei; perché lei dice queste cose? Perché lei vuole fare un danno alla sua associazione? Perché? Chi la autorizza?
Allora, torniamo a un ragionamento pacato. Io non voto l'emendamento Porcu-Uras, "porcu-cane", non perché lo considero quasi una bestemmia, ma perché introduce degli elementi che non mi convincono e anche perché faccio un ragionamento nel merito che non è un ragionamento preconcetto, di schieramento. Dice giustamente in battuta il collega Gessa: "Se dobbiamo parlare di canne, il maggior esperto sono io", e ha ragione. Collega Artizzu, lei ha giustamente impiegato il suo tempo per sostenere le sue convinzioni, ma non ha detto una parola sull'emendamento numero 2, presentato dal Presidente della Commissione e dagli altri colleghi di maggioranza, che io considero un emendamento da ritirare, non solo perché comprare un fucile con tre canne, una rigata eccetera eccetera, stiamo parlando di costi, ma anche perché, insomma, vogliamo dare un minimo di scampo a questa selvaggina? La canna rigata è più precisa di quella non rigata, insomma, allora leghiamole queste pernici e spariamo loro con il fucile sulla testa.
Guardate, io ho votato per il passaggio all'esame degli articoli, però ho capito che c'è, tra di noi, forse me compreso, molta faziosità nella discussione di questa legge, troppa faziosità, non è vero che vogliamo fare una legge che contribuisca a disciplinare; lo dico per il collega Capelli, qui mi pare che uno tira una parte e uno tira l'altra, ma non stiamo pensando ad una norma che agevoli i cacciatori sardi per sparare ai tordi quando stanno rientrando da dove sono andati a svernare, sapendo che passano in ritardo in Sardegna e che era quella l'unica possibilità vera che si aveva di andare a caccia di tordi; non è di questo che stiamo parlando.
Allora, io sono perché si eviti di introdurre elementi peggiorativi sia dal punto di vista delle possibilità dello spostamento dei cacciatori, sia anche dall'introduzione di armi che sappiamo essere armi complesse dal punto di vista di questo emendamento. Questo emendamento numero 2 non l'ha scritto un cacciatore, può averlo scritto un venditore di armi più che un cacciatore. Allora, prima di muoversi su quel terreno, riflettiamo, e lei, collega Artizzu, non ha detto una parola, lei, da cacciatore, perché io so che tantissimi cacciatori hanno un rispetto ambientale che è superiore a quello che hanno tanti che si chiamano o si vogliano considerare ambientalisti; io conosco tantissimi vecchi cacciatori che hanno una concezione della natura che è di livello alto. Poi, volgarmente, si confonde il cacciatore con quello che ruba un cestino di pere; cioè si dice: "Non ha preso nulla e si è portato via un cestino di pere", "non ha preso nulla ed è entrato a rubare un cestino di uva". Ma, non scendiamo a questo livello, noi.
Allora, qual era l'obiettivo iniziale? A quello dobbiamo tornare. Se gli emendamenti introducono soluzioni diverse dall'obiettivo iniziale, si ritirino, si trovi la soluzione più giusta, e aggiungo, non so se sia possibile, se non si prestasse a strumentalizzazioni; quello che dico, lo dico liberamente, ma se c'è bisogno di sentire le associazioni venatorie, colleghi, potevate proporlo in Commissione, ma chi ve l'ha impedito? Ma chi vi ha impedito di proporre di sentire le associazioni venatorie? Chi lo ha impedito? Io sono convinto che il presidente Licheri avrebbe detto: "Va bene, sentiamole, facciamo il calendario". Nessuno lo ha proposto, perché si riteneva che fosse sufficiente la cultura presente nella Commissione per risolvere il problema che era in discussione, poi ci siamo accorti che non è così. Io sono perché le associazioni vengano sentite.
Ho chiaro il fatto che, se noi votiamo la legge, vengono sentite "a babbo morto", e poco serve; ma se fosse possibile trovare una soluzione che coinvolga tutto il Consiglio, tanto non si vota domani (e poi non è vero che i cacciatori votano tutti lo stesso partito, sono come gli altri cittadini, votano chi ritengono di votare), se fosse possibile fermarci qui (i presentatori degli emendamenti riflettono sulla portata degli emendamenti e i colleghi della Commissione si rendano attivi e responsabili del fatto che abbiamo fatto questa discussione, riassumano politicamente e anche tecnicamente le considerazioni che sono state fatte), sospendiamo qui, ci ritroviamo la prossima settimana avendo fatto quelle verifiche che ci sono da fare, e riprendiamo con maggiore pacatezza la discussione sul tema per votarlo, Amadu, io dico anche fuori orario, per evitare che si presti a strumentalizzazione la mia proposta e si dica che sto facendo il furbo e che voglio utilizzare questo argomento per non discutere dell'urbanistica; ma, siete stati voi che avete detto che l'urbanistica si discute dopo il 5 ottobre.
Quindi, non facciamo di queste cose, sospendiamo un attimo, chiediamo al Presidente se è disponibile, se si può sospendere, facciamo le operazioni che dobbiamo fare, torniamo in Consiglio avendo fatto, presidente Licheri, quei passaggi tecnici e politici che devono essere fatti e ci ritroviamo in Aula con un clima meno acceso e più riflettuto per evitare di accusarci di cose delle quali nessuno di noi è direttamente responsabile, almeno io non mi sento responsabile degli emendamenti che hanno firmato i colleghi della maggioranza, o emendamenti che hanno firmato altri colleghi. Non è possibile fare questo che sto dicendo io? Insomma, troviamo una soluzione, perché l'emendamento numero 2, collega Ignazio, "Gnazio", come La Russa, io non lo voto, come non voto l'emendamento numero 5 perché ritengo che sia eccessivamente orientato in una certa direzione.
Chiudo. Collega Salis, è vero che il mondo venatorio si compone di tante categorie sociali, ma è anche vero che non c'è un cacciatore operaio e pastore in questo Consiglio, perché l'avvocato Milia è avvocato, Diana non è operaio, "Gnazio" è giornalista simpatizzante, io ho diretto organizzazioni dove c'erano gli operai, penso di poterne parlare con equilibrio e con conoscenza dell'argomento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Signor Presidente, solo per dire che (dato che vi è in campo una proposta, quella di andare magari alla prossima settimana, ipotizzando mercoledì o giovedì, su questo argomento) nel frattempo la Commissione può sentire le associazioni ambientaliste, quindi si può aderire alla proposta avanzata. Proporrei che ci si pronunci uno a favore e uno contro e che, se siamo d'accordo, si vada alla prossima settimana su questo tema.
PRESIDENTE. Onorevole Amadu, l'ordine dei lavori è stato stabilito in Conferenza dei Capigruppo, quindi vediamo di ordinare un po' la discussione. Se c'è un'ipotesi di lavoro di questo genere, chiedo ai Presidenti di Gruppo di pronunciarsi. L'Aula stasera ha votato per proseguire l'esame della legge, quindi proviamo a darci, anche fra di noi, qualche regola "piccolina" che valga almeno un paio d'ore, non dico che duri moltissimo, ma almeno un paio d'ore.
caccia in Sardegna)" (309/A)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, diceva l'onorevole Cugini che questa non è una materia che deve essere riservata solo ed esclusivamente a coloro che praticano l'attività venatoria. Probabilmente è vero, onorevole Cugini, fatto sta che io stasera le uniche cose apprezzabili che ho sentito le ho sentite da cacciatori. Ho sentito le sue considerazioni, ho ascoltato le considerazioni dell'onorevole Artizzu, che certamente meriterebbero un esame molto più approfondito di una norma come la "23" o la "157", e quindi un ragionamento molto più ampio sulla moltitudine di problematicità che riguarda l'attività venatoria in Sardegna. La realtà, onorevole Cugini, è che, proprio perché a parlare spesso e volentieri sono anche quelli che tutto sommato non hanno profonda conoscenza di questa materia, io molto umilmente cerco di intervenire quando conosco il problema, quando non lo conosco sto zitto, partecipo da simpatizzante, come lei usa dire spesso, però cerco di farmene una ragione e un'idea.
Perché dico questo? Lei ha detto all'onorevole Artizzu: "Non è entrato nel merito dell'articolo". Non è che non l'ha fatto, ha preferito ragionare per cercare di far capire quale inutilità porti questa legge. Perché quando, invece, coloro che poco conoscono questa materia si fanno stendere un emendamento come l'emendamento numero 2, che non è scritto da un armiere, è pedissequamente riportato dalla legge numero 157, cioè la legge nazionale, che nasce in condizioni completamente diverse da quelle sarde, non a caso a suo tempo nella "23" non si inserì l'utilizzo della canna rigata, io non so quanti dei colleghi che sono presenti in quest'Aula abbiano mai avuto la fortuna di prendere in mano e di sparare con un calibro minimo come una 22, per andare ad un 330 Magnum Winchester o un 275 Remington o a delle armi di grosso calibro che qui sono citate, perché quando si dice in questa norma "non inferiore a 5,6 millimetri" e non si specifica che cosa è scritto nella legge nazionale sulla lunghezza del bossolo, cari colleghi, forse voi non avete idea di che cosa vuol dire sparare con uno di quei fucili e non avete idea di dove vengono usati quei fucili soprattutto.
La caccia con quei fucili è una caccia prevalentemente agli ungulati, anzi esclusivamente agli ungulati o comunque ad animali di grossa taglia, che si sparano non in corsa, se non in rarissime circostanze, che non si sparano con il cacciatore e l'animale in movimento, ma che si sparano quasi sempre da postazioni fisse, proprio perché si sparano a delle distanze importantissime: 240, 250, 300 metri. Vi rendete conto di che cosa stiamo parlando? Cioè, infilare in Sardegna per l'unica specie di ungulato cacciabile, che è il cinghiale, l'utilizzo di armi di questo genere, io dico che può diventare a dir poco pericoloso perché nelle battute di caccia in Sardegna non ci sono le postazioni fisse, non ci sono le alzate, non ci sono margini di sicurezza per poter utilizzare un'arma di questo genere.
Certo che, se l'Assessore non l'ha fatto e non lo farà mai, spero che arriveremo noi a governare un domani per iniziare una seria caccia di selezione in Sardegna, perché forse nessuno di voi sa quanti daini sono stati censiti in Sardegna, non sa quanti cervi sono stati censiti in Sardegna e non sa neanche quanti mufloni sono stati censiti in Sardegna e il censimento non l'ho commissionato io, ma l'ha commissionato la Regione Sardegna, la Giunta regionale! C'è una quantità inverosimile di questi animali che vanno ovviamente abbattuti, ma vanno abbattuti con la caccia di selezione che ha bisogno di quelle armi, avrebbe bisogno di quelle armi.
E allora, onorevole Cugini, vogliamo parlare di caccia, vogliamo parlare di attività venatoria? Ne possiamo parlare e non per essere stati sindaci di Settimo San Pietro, dove c'è la più alta percentuale di bracconieri di tutta la Sardegna. Ma di che cosa stiamo parlando? Il Monte Sette Fratelli è il principale bacino di bracconieri! Ma di che cosa stiamo parlando?
SALIS (Gruppo Misto). Il "Sette Fratelli" non è Settimo. Lei sta sbagliando.
DIANA (A.N.). Onorevole Salis, noi stiamo cercando di trovare una soluzione alle numerosissime esigenze dei cacciatori sardi e le assicuro che oggi l'obiettivo primario dei cacciatori sardi non è andare più di quanto non stiano andando a caccia. Non è questo l'obiettivo primario. L'obiettivo primario è trovare condizioni in campagna, nei territori, dove esiste ancora la selvaggina autoctona, dove esistono le pianificazioni, dove esiste tutto quello che è necessario per andare a caccia. Certo che se poi mi dice che il cacciatore sardo preferisce andare tre volte a gennaio piuttosto che quattro volte a febbraio, è chiaro che le dico che vuole andare a febbraio, perché è a febbraio che c'è il passo dei tordi, perché è a febbraio che a noi ci passa sulla testa una miriade di volatili che sono certamente molto più interessanti della caccia tre giorni alla settimana.
Allora, onorevole Cugini, lei ha fatto una proposta, sarà una proposta che cadrà nel vuoto come tutte le proposte che fate voi nella minoranza della maggioranza e come tutte le proposte che arrivano dalla minoranza che invece domani sarà maggioranza.
Questa è la realtà! Voi non siete pronti a discutere la legge urbanistica. Circola adesso negli androni che addirittura non si farà neanche la discussione generale, Presidente. Abbiamo deciso in Conferenza dei Capigruppo (dico "abbiamo deciso" perché il giorno mi sono trovato nella fortunata situazione di sostituire il Capogruppo) che non si discuterà la legge urbanistica, ormai state andando dopo il "5". Avete inquinato abbondantemente tutta la campagna elettorale, non avete raggiunto un accordo tra di voi e quindi volete continuare la battaglia o, meglio, la discussione su questa legge. E' una legge che, vi assicuro, vi approverete, io voterò certamente contro tutto l'articolato, mi fa piacere che ci sia la disponibilità a ritirare, anzi non l'ho sentita, l'emendamento numero 5 che è in assoluto il più pericoloso perché è stato partorito oggi, nella giornata, dopo pranzo e, attenzione, è scritto bene ma è scritto ad uso e consumo delle associazioni ambientaliste. E' questo il guaio!
Allora mettiamoci d'accordo: io non sono legittimato a parlare della caccia perché sono cacciatore, però devo accettare gli ambientalisti come titolati a parlare dei veti che debbono imporre ai cacciatori sardi? Ma non se ne parli neanche, onorevole Uras! Prima di fare certe cose parliamone, mettiamoci d'accordo, ma non usiamo sotterfugi di questo genere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Io cerco di raccogliere l'invito a svolgere un intervento senza pregiudizi e senza posizioni ideologiche. Non sono neanche cacciatore, ho pochi parenti e pochi amici cacciatori, però sono uno che non è contrario all'esercizio della caccia e voglio tornare all'intento originario della proposta di legge, senza fraintendimenti, che era quello di allineare la normativa regionale alla nazionale. Semplicemente questo è l'intento che è stato segnalato, poi è stato introdotto qualche emendamento, ma insomma c'è anche una disponibilità al ritiro perché si è compreso che qualcuno di questi emendamenti introduce elementi che richiederebbero maggiori approfondimenti. Io ho voluto approfittare di questa proposta di legge per proporre un emendamento, l'emendamento numero 2, che è motivato, anche in questo caso, innanzitutto dalla necessità di adeguare la normativa regionale a quella nazionale, alla "157", e consentire anche ai cacciatori sardi di esercitare l'attività venatoria con mezzi permessi nel resto d'Italia.
L'esclusione di queste categorie di mezzi per l'esercizio della caccia rappresenta una limitazione per i cacciatori sardi che non ha motivazioni fondate né per la tutela della fauna (perché questi mezzi con la canna rigata sono considerati altamente selettivi), né per la sicurezza. Infatti, considerato che, nella caccia al cinghiale, è vietata la munizione spezzata, i cosiddetti pallettoni, l'utilizzo della canna rigata rappresenta un fattore di sicurezza indubbio da questo punto di vista, il che è dimostrato anche con argomentazioni da parte degli appartenenti di settore. Peraltro questo mezzo consentirebbe anche la possibilità di fare quella caccia selettiva e programmata, quel prelievo selettivo e programmato che dai più è stato richiamato.
Nel secondo comma, per il quale io sono disponibile al ritiro, invece si andava incontro ad una esigenza di diversi appassionati per favorire l'attività delle aziende turistiche venatorie, perché c'è una richiesta di utilizzo di questo tipo di canne, di questo tipo di archi o di falchetti. Insomma io sono disponibile al ritiro di questa parte dell'emendamento mentre sicuramente non ritengo l'altro una norma introdotta surrettiziamente a traino della terza giornata di caccia, che mi sembra una richiesta della stragrande maggioranza dei cacciatori, tra l'altro applicata nel resto d'Italia, che aumenta - se vogliamo - la sicurezza; quindi se vogliamo agganciarci all'emendamento numero 2 per dire che si sta utilizzando questa legge per introdurre elementi nuovi, mi sembra che stiamo facendo un ragionamento pregiudizievole non ancorato al merito delle cose di cui stiamo parlando.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.
MILIA (U.D.C.). Presidente, intervengo brevemente per andare nella direzione già proposta all'inizio e recepita e sposata dal collega Cugini e per fare due o tre considerazioni perché, nei particolarismi e negli egoismi anche categoriali, non mi ci ritrovo, non mi ritrovo nelle dichiarazioni dei cacciatori di Lula che non vanno normalmente a pernici, ma evidentemente non vogliono istranzos nei loro territori per cacciare magari con più tranquillità le centinaia di cinghiali che popolano i loro terreni, non mi ritrovo con gli egoismi di alcune associazioni venatorie, pur facendone parte, io credo che la discussione così come mi pare ormai stia andando nel senso giusto, deve essere fatta, dato che siamo dei legislatori, nell'interesse di tutti i sardi anche di quelli che non vanno a caccia.
Allora non bisogna meravigliarsi di emendamenti come quello dell'arma rigata, io sono in contrasto con l'amico Mario Diana, l'arma rigata esiste in tutta Italia. Io ricordo la discussione del 1998 sulla "23", durante la quale l'introduzione dell'arma rigata non passò per un paio di voti perché qualcuno sosteneva che era pericolosa e sarebbe potuta essere usata per fare rapine, sequestri, omicidi; ritengo purtroppo che la storia della Sardegna ci insegna che chi vuole munirsi di kalashnikov o di altre armi del genere per fare gli assalti ai furgoni blindati non ha bisogno dell'introduzione doverosa, io credo, per accontentare una parte di appassionati, una parte di armieri, una parte di quel mondo venatorio che, sparando con quell'arma, magari avrebbe sul terreno meno vedove perché l'arma liscia con la munizione a palla e con i proiettili che si usano purtroppo non è precisa come l'arma rigata a differenza di quanto sostiene qualcuno. Ma lasciamo stare l'emendamento che mi sembra un emendamento che, da molto tempo, un certo tipo di mondo venatorio aspetta.
Per quanto riguarda le associazioni (ambientaliste, venatorie), penso che, se si deve parlare a tutto tondo di un provvedimento come questo, dovessero essere invitate e credo che la sosta di una settimana non comporti nessuna deminutio capitis né della Commissione che ha brillantemente svolto il proprio compito, né di questo Consiglio che chiede una settimana di riflessione. Non sarebbe necessario, e concludo, se in Sardegna e in Italia, la caccia fosse regolata come in tutte le altre parti del mondo, in tutte le altre parti del mondo la caccia è di proprietà dei padroni dei fondi dove non intervengono né le associazioni venatorie né le associazioni ambientaliste né il Governo centrale, se non in alcuni casi, per regolare la "temporale" di caccia, cioè da mese a mese; ognuno gestisce il suo territorio. Qua purtroppo, purtroppo dico, stiamo parlando invece di una materia regolata in esclusiva dallo Stato italiano come quella dell'ambiente, quindi credo che più si riflette, più pareri si sentono, più consigli si raccolgono e meglio si legifera. Perciò credo che la nostra posizione sia quella di accogliere la proposta che mi pare stia passando in questa Aula, cioè una brevissima sospensione per una riflessione più approfondita.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Prima che lei adotti una decisione, siccome mi pare che si stia profilando l'ipotesi di aggiornare i lavori ad altra seduta del Consiglio sul punto almeno, Presidente, conformemente ad una consuetudine, abbiamo ormai alle porte il 5 ottobre la celebrazione di un referendum, le chiedo che la prossima settimana si dia la possibilità ai consiglieri regionali, a quelli che sostengono il referendum come noi da questa parte, o a chi lo contrasta, di avere la possibilità di svolgere la campagna elettorale nel territorio. Quindi, Presidente, le chiedo che tenga presente questo appuntamento del 5 ottobre nella valutazione della programmazione dei lavori del Consiglio per i prossimi giorni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, io credo che le motivazioni e le argomentazioni che hanno sostenuto i colleghi, sia stamattina che questo pomeriggio, in merito al provvedimento che abbiamo in esame, siano state estremamente chiare, cioè il provvedimento relativo alla previsione della terza giornata di caccia non ha altro obiettivo che quello di un allineamento alla normativa nazionale. Credo che il dibattito sviluppatosi sia stato estremamente interessante, ancorché risulti irrituale il discorso di provvedere ad ascoltare il parere delle associazioni; ripeto che questa audizione poteva essere chiesta durante la discussione del provvedimento in Commissione e che, se i componenti la Commissione (peraltro mi risulta che diversi di loro siano anche appartenenti, diciamo, al mondo dei cacciatori) non hanno avuto bisogno di richiederla, significa che l'abbiano fatto perché consci di andare a definire un provvedimento che risultava rispondente alle aspettative del mondo dei cacciatori e, io ritengo, anche compatibile con quelle del mondo ambientalista.
Ciò nonostante, siccome è stata presentata una richiesta appunto in modo irrituale di poter avviare un confronto prima di concludere i lavori relativi all'approvazione di questa legge, credo che sia necessaria una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo in modo che si possa definire il calendario dei lavori alla luce di quello che diceva il collega Pittalis poc'anzi e che peraltro era stato già affrontato, riservando ai lavori dell'Aula la giornata di martedì come seduta obbligatoria e quella di mercoledì per completare i lavori di questa legge.
Però, io credo che questo possa essere definito in un confronto, quindi chiederei, Presidente, la possibilità di convocare una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
PRESIDENTE. C'è una proposta in campo, che poi sintetizza e contiene altre proposte sull' ordine dei lavori, che sono state fatte in precedenza da diversi colleghi intervenuti, e specificamente dagli onorevoli Amadu e Pittalis. Se non ci sono opposizioni, sospendiamo i lavori per il tempo necessario a svolgere una Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
(Interruzione del consigliere Salis)
PRESIDENTE. Onorevole Salis, su che cosa intende parlare?
SALIS (Gruppo Misto). Brevissimamente, vorrei intervenire per fatto personale, signor Presidente, prima della Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, se dobbiamo parlare di fatto personale, come sa, il Regolamento non prevede che il fatto personale interrompa la discussione, ma vada in coda alla discussione. Quindi se stiamo discutendo la legge, potrà intervenire dopo che esitiamo la legge. Va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). La mia richiesta può essere inclusa anche nella fattispecie dell'ordine dei lavori. Se lei mi consente, un minuto, sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Le do la parola sull'ordine dei lavori. Se lei intende parlare di un fatto personale…
SALIS (Gruppo Misto). No, no, sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. … con l'etichetta di ordine dei lavori, io le toglierò la parola, onorevole Salis. Non perché non voglio dargliela.
SALIS (Gruppo Misto). Perfetto, interverrò sull' ordine del lavori, lo so, non ho dubbi su questo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Prego.
SALIS (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, perché stavamo discutendo, se non ricordo male, sull'articolo 1 della legge. Il mio intervento è stato formulato esclusivamente sull'articolo 1 della legge, cioè l'articolo che è stato licenziato dalla Commissione in maniera unitaria, al punto che il Presidente della Commissione l'ha presentato, mentre il relatore della legge è stato il collega Cappai, dell'opposizione. Io mi sono espresso esclusivamente sull'articolo 1 della legge. Faccio presente, sempre relativamente all'ordine dei lavori, che l'onorevole Artizzu, come solitamente gli capita, prendendo lucciole per lanterne, ha utilizzato il mio intervento, senza sentirlo, affibbiandomi la disponibilità all'accoglimento degli emendamenti numero 5 e 6. Prego l'onorevole Artizzu di verificare, nella registrazione degli interventi, che io ho premesso…
PRESIDENTE. Prego, onorevole Salis!
SALIS (Gruppo Misto). Mi scusi. Presidente, un secondo. Io ho premesso che gli emendamenti numero 5 e 6 erano da me considerati assolutamente ritirabili. Così come, sempre sull'ordine dei lavori, pregherei il collega Diana…
PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Salis. Io capisco ciò che lei dice, lo capiamo tutti. Insomma, non è che lei, siccome ripete che è sull'ordine dei lavori, può parlare di altro. Adesso abbiamo ricevuto tutti il messaggio.
SALIS (Gruppo Misto). L'ho fatto solo una volta, in quattro anni, mi consenta, è una deroga… anche al collega Diana, pregherei…
PRESIDENTE. No, gliela abbiamo concessa, ma non esageri.
SALIS (Gruppo Misto). … di stare un po' attento nel dare l'etichetta di bracconaggio a chi, lui, non conosce. Solo questo.
PRESIDENTE. Grazie, grazie onorevole Salis.
Sospendiamo i lavori per il tempo necessario a svolgere una Conferenza dei Presidenti di Gruppo, prego i colleghi di non abbandonare l'Aula, perché in questa Conferenza stabiliremo come si procederà. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 01, viene ripresa alle ore 19 e 50.)
PRESIDENTE. Colleghi, sintetizzo la discussione e comunico le determinazioni assunte in Conferenza dei Capigruppo. Intanto, relativamente al provvedimento in esame, per il quale abbiamo terminato la discussione sull'articolo 1 e sugli emendamenti, la Conferenza dei Capigruppo, accedendo anche alle le proposte pervenute da numerosi colleghi intervenuti nella discussione, ha valutato che sia utile sospenderne la discussione e rinviarne l'approvazione nella riunione del Consiglio già convocata per il 7 ottobre, quindi dopo la tornata referendaria.
Contestualmente, la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di sospendere l'ingresso in Aula della materia urbanistica, relativa al governo del territorio, e di rinviare il suo esame, essendo arrivati molto vicino alla scadenza referendaria, a dopo la data prevista per la consultazione referendaria, che è il 5 ottobre; quindi il 7 ottobre sarà esaminato anche questo argomento.
Il Consiglio regionale termina questa sera i lavori programmati per questa settimana e sarà poi convocato a domicilio, per la seduta obbligatoria del primo ottobre, su argomenti che vi verranno comunicati. Questo è quanto deciso, prego i colleghi di accomodarsi, perché non abbiamo terminato, e di seguire i lavori sino al termine della seduta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, così come ho avuto modo di annunciare in Conferenza dei Capigruppo, chiedo la disponibilità dei colleghi per l'inserimento all'ordine del giorno del provvedimento di legge relativo all'Autorità d'ambito. Vorrei ricordare ai colleghi che gli organi in carica scadono domani, cioè il 25 settembre, e una mancata proroga (vorrei ricordare che è composto da amministratori locali, comuni e province) comporterebbe la nomina dopodomani del commissario, quindi rinunceremmo ad una rappresentanza in questo organismo formata dagli amministratori locali.
Io credo che sia importante che noi approviamo questo provvedimento, che peraltro limita a soli tre mesi l'esercizio delle funzioni, in attesa di poter approvare la legge di riforma del sistema elettivo in particolare. Per cui io chiederei ai colleghi, e al Presidente, di mettere ai voti la richiesta di inserimento della legge relativa alla proroga degli organi dell'Autorità d'ambito.
PRESIDENTE. Colleghi, la richiesta dell'onorevole Biancu si colloca fra le richieste consentite dall'articolo 55, secondo comma, del nostro Regolamento. Si richiede l'inserimento d'urgenza di questo argomento, i consiglieri, uno a favore ed uno contro, possono parlare per cinque minuti e poi si vota. Perché la richiesta venga accolta è necessaria la maggioranza dei quattro quinti dei votanti.
Vi sono richieste di intervento a favore o contro questa proposta di inserimento all'ordine del giorno formulata dall'onorevole Biancu?
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Prima che dicesse chi vuol parlare a favore e chi contro, avevamo la necessità di chiedere qualche minuto di sospensione, anche stando in Aula…
PRESIDENTE. Va bene. Sospendiamo qualche minuto, prego i consiglieri di stare in Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 55, viene ripresa alle ore 20.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Vogliamo chiedere che si voti perché il nostro parere è contrario.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, votiamo con il procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'inserimento all'ordine del giorno del disegno di legge numero 337/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Gessa - Giagu - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Capelli - Cherchi Oscar - Diana - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanna Matteo - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 51
votanti 50
astenuti 1
maggioranza 40
favorevoli 35
contrari 15
(Il Consiglio non approva.)
Poiché non si è raggiunta la necessaria maggioranza dei quattro quinti dei votanti, l'argomento non è inserito all'ordine del giorno.
Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 20 e 02.
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