Seduta n.335 del 25/03/2003
(POMERIDIANA)
Martedì 25 marzo 2003Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 15 e 39.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 19 marzo 2003 (329), che è approvato.
CongedoPRESIDENTE. Comunico che la consigliera Mariella Pilo ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 25 marzo 2003. Se non vi sono osservazioni il congedo si intende accordato.
Ho visto presente, suppongo si debba trattenere, l'onorevole Satta, che stamattina mi ha fatto pervenire una richiesta di congedo, pertanto ne informo l'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Grazie Presidente. La platea, come si dice, è un po' assente, però questo è normale. A proposito della platea assente, Presidente, io vorrei fare una premessa: il lavoro del consigliere regionale deve essere tale per cui deve rendersi utile attraverso anche l'ufficio che in Consiglio viene attribuito ad ogni consigliere, quindi io spesso sono in quell'ufficio a lavorare poiché in Aula in qualche occasione, per non dire quasi sempre, si assiste ad interventi ripetitivi. Allora se si deve sentire per la trentesima volta lo stesso intervento, è preferibile lavorare così come io faccio abitualmente anche nel mio ufficio, quello che il Consiglio regionale mi ha graziosamente e cortesemente attribuito.
Fatta questa premessa ho chiesto di intervenire stamattina per esprimere tutta la mia perplessità rispetto alla confusione che si è creata in quest'Aula, confusione perché da una parte interviene un Assessore che afferma che alcuni emendamenti sono inutili, non degni neanche di essere esaminati o votati, che comunque il voto non cambierebbe nulla. Successivamente interviene un altro Assessore per ergere intorno a questi emendamenti barricate per abbatterli, perché sostiene che invece sono emendamenti assolutamente dannosi. Allora una parte dell'Aula li sostiene a gran voce, un'altra parte dell'Aula addirittura vota con un voto trasversale che rende la confusione ancora più grande.
Vedete, ci sono regole di comportamento legate, per esempio, al voto di coscienza che non viene disconosciuto assolutamente dal mio Partito, che viene ritenuto lecito, e il voto di coscienza è comprensibile in questa occasione, ognuno ha coscienza di votare così come ritiene opportuno. Vi sono però anche regole di appartenenza, regole politiche, regole di rispetto della coalizione ed allora a fronte di queste regole è normale che ci debbano essere delle indicazioni. Ed allora lavorare nella confusione più totale quando ci sono questo tipo di emendamenti credo che sia poco proficuo per tutti. La mia perplessità che ho dichiarato nel mio intervento è una perplessità reale, e non credo che sia solo la mia perplessità, perché io ho letto gli emendamenti di cui si parlava prima, qualcuno secondo me anche inutile, perché quando si parla di attribuire il ruolo che la Giunta ha, di prevedere che ci siano aiuti nei confronti di certi settori, e in questo emendamento non vengono indicati né i tempi, né i modi, né la scadenza, né gli importi non vi è dubbio che sono emendamenti che sono aria fritta, perché fra le altre cose l'emendamento entra a far parte di una legge se è accettato, ed una legge non può essere accettata se non c'è copertura finanziaria. Ma se non viene indicata la spesa globale imputata a quell'emendamento, che tipo di previsione di copertura finanziaria si può fare? Allora se non c'è previsione possibile, se non c'è copertura finanziaria, allora l'emendamento è inutile.
Però io credo che queste cose dovrebbero essere chiarite bene, spiegate anche al cosiddetto popolo dei peones. Ieri ho partecipato alla riunione della Terza Commissione in sostituzione del mio Capogruppo per prendere atto del ritiro, o del voto favorevole o negativo per alcuni emendamenti. Debbo dire a mio avviso un lavoro decisamente inutile, perché fatto a raffica, con voti a volte e giudizi sommari per fasci di emendamenti, per tutti no, per questi 35 sì. Poi nell'Aula si parla - c'è un regolamento? - si parla di tutto e di più. Il Regolamento prevede non si possa più parlare di leggi o di cose già votate, nell'Aula invece se ne parla fin quando si vuole. L'argomento è dichiarazione di voto sull'emendamento 389, dico un numero a caso, e si parla di tutto e di più. Di tutto fuorché di quell'emendamento.
ORTU (R.C.). Sei fuori tempo e fuori tema.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Corda, la prego.
SPISSU (D.S.). Lasciamolo fare!
CORDA (A.N.). Sto concludendo. Allora a me sembra che la confusione in questo modo non faccia che aumentare, e francamente non so quale utilità ci possa essere per tutta l'Assemblea di continuare con questo metodo. Grazie.
PRESIDENTE. Colleghi, ricordo che stiamo votando l'emendamento numero 358.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, non è una vera dichiarazione di voto, ma visto che si parla di tutto e il contrario di tutto e si dicono anche cose non vere, perché bisognerebbe leggere le cose, e visto che il sottoscritto in genere è qui, sta attento e conosce determinate cose, e quindi che è eventualmente libero di votare a scrutinio palese, io non mi nascondo mai dietro i muretti a secco, sarebbe però opportuno che determinati "ciancioni" li lasciamo perdere, non è questo, perché il sottoscritto e non perché ci fosse caos, io ero cosciente di quello che stavo facendo e di quello che ho fatto.
(Interruzione del consigliere Liori)
Eventualmente per due, visto che entrambi facciamo parte, onorevole Liori, della Commissione agricoltura. E visto che di queste cose in Commissione agricoltura ne parliamo, perché non dobbiamo solo parlarne, bisogna poi essere consequenziali, ecco perché il sottoscritto, visto che non c'erano impegni di spesa, non c'era e non si spendeva nulla, quindi non si rovinava quella che era la struttura economica che era stata fatta, ecco il perché del mio voto favorevole e di quello dell'onorevole Liori per quanto concerne gli emendamenti 356 e 357.
Cosa dicono gli emendamenti 356 e 357? Bisogna anche saperli leggere, e voglio sapere esattamente cosa debba esserci scritto, capitolo di spesa, di entrata e di uscite, lo vorrei sapere.
PRESIDENTE. Onorevole Frau, mi perdoni, ma guardi che siamo al 358, quindi la prego, non torni indietro. Andiamo avanti, la prego.
FRAU (A.N.). Presidente, lo so, ha ragione. Io non intervengo mai per altre cose, ma visto che indirettamente io sono uno di quelli responsabili di aver votato in un certo modo, ricordo che l'Assessore, durante la dichiarazione dopo l'illustrazione degli emendamenti aveva detto che lui era favorevole, anzi, invitava eventualmente i proponenti a presentare un ordine del giorno perché era nell'ambito delle cose che l'Assessorato voleva fare. Visto che l'ordine del giorno non si è presentato, visto che si sono messi in votazione, io credo che per quanto mi riguarda a spesa zero l'emendamento 356 e 357 sono stati...
PRESIDENTE. Onorevole Frau, mi dispiace, non posso consentirle, non si possono commentare i voti e lei non può parlare adesso di emendamenti che abbiamo votato stamattina, la prego!
FRAU (A.N.). Va bene, parlerò per dichiarazione di voto sugli altri emendamenti. Benissimo.
PRESIDENTE. Lei capisce, se poi tutti fanno così, noi ricominciamo da zero, anzi, da sotto zero! Intervenga per dichiarazione di voto sul 358, se vuole.
(Interruzione del consigliere Carloni)
PRESIDENTE. No, io non permetto a nessuno di esprimere...
CARLONI (A.N.). Lo fanno tutti!
PRESIDENTE. Se qualcuno lo fa, ho sempre detto che non si può fare.
(Interruzione del consigliere Carloni)
Senta, a me questo non risulta.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Vediamo adesso di che cosa parla!
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. L'ho sempre detto, sono troppo nervosi, c'è troppo nervosismo in quest'Aula, come i cani da ferma che non reggono la ferma. E` un complimento, non vi preoccupate. Chi è cacciatore sa che è un complimento.
Emendamento numero 358. La Giunta ha ben specificato e ha ben detto che i contenuti di questi emendamenti, compresi anche il 357 e il 356 votati in precedenza, ai quali il collega Frau faceva riferimento per dare una giustificazione di quel comportamento per il voto che avrebbe dato adesso, ma non lo si è fatto parlare su intemperanza della opposizione, perché quello era un ragionamento logico; la Giunta ha detto e sostenuto che questi contenuti sono anche degni di attenzione, ma lo strumento per arrivare alle indicazioni, all'affermazione dei principi contenuti non è rappresentato dalla legge ma può benissimo essere ricompresa in un ordine del giorno che impegna la Giunta nella formazione dei bandi a tener conto dei principi e delle indicazioni che sono state rappresentate.
Sicuramente il collega Frau voleva dire questo, non gli è stato consentito di farlo. Io, per quanto mi riguarda, affermo questo principio condividendo la linea della Giunta e quindi esprimo il parere sfavorevole all'emendamento. Poi, Presidente, mi consenta, pur dovendo tornare indietro, ma lo faccio per un dovere di coscienza, io ho votato contro l'emendamento numero 6 della Giunta, ma ho votato contro per un errore che nasceva da una confusione nella quale mi sono trovato, questo lo devo dire per rispetto della Giunta e della maggioranza inducendo in errore anche il collega Satta....
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, avrà modo di spiegarsi con i colleghi, perché nel dibattito in Aula? Abbia pazienza!
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Capisco che sto abusando, Presidente, chiedo venia in anticipo, però mi sembrava doveroso per un fatto personale di coscienza dare questa comunicazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, noi voteremo favorevolmente all'emendamento 358 e ci stupisce alquanto sia l'intervento del collega Corda che dà una definizione stravagante delle vostre defaillances, dicendo che tutto questo è dovuto alla confusione, mentre invece concordo con lui sul giudizio del lavoro e dell'operato della Terza Commissione, non è una cosa nuova che la Commissione nello spirito più integralista possibile sfoglia eliminando, senza considerare neanche di cosa si sta parlando; è sempre avvenuto, grosso modo. Mentre invece l'intervento del collega Frau è indicativo del fatto che avete ancora bisogno di comprendervi tra voi, mentre noi apprezziamo la libertà che alcuni consiglieri si assumono anche a voto palese, di fronte ad una provocazione che è data da questi emendamenti, uguali nello stile e nel senso al 358 che, a nostro giudizio, esplicano una funzione centrale del Consiglio regionale, quella di dare indirizzi alla Giunta in ordine alle politiche che attraverso il POR Sardegna si intende portare avanti in materia di agricoltura.
A mio giudizio è particolarmente grave che in un dibattito come quello che si è sviluppato intorno a questi emendamenti ed anche all'idea che questi emendamenti intendono portare nel dibattito parlamentare si alzi l'Assessore della programmazione ad annunciare comunque, al di là del risultato, l'inutilità dell'opera che sta svolgendo il Consiglio regionale. Voi direte: "Di che cosa vi lamentate?"; è una continua delegittimazione, basta sfogliare la finanziaria, abbiamo visto quasi ad ogni articolo il tentativo di espropriare il Consiglio regionale delle sue funzioni. Ma il fatto che si impedisca al Consiglio di esprimersi con orientamenti e indirizzi in materie che sono state giudicate vergognosamente impresentabili, come la materia dell'agricoltura, a noi sembra ancora più grave, come ancor più grave ci sembra il fatto che si presentino certi emendamenti della Giunta, come quelli che stiamo vedendo, uno dopo l'altro, qualche volta li stiamo vedendo fortunatamente bocciati, che indicano in maniera determinante un'attitudine, assessore Masala, continua in questo senso. Arriveremo poi ad altre materie per capire come anche nello stretto lasso di tempo della dimensione dell'Aula nella finanziaria abbiamo visto salti mortali tripli e quadrupli della Giunta sullo stesso argomento, con cambiamenti di cifre, con esponenziali ulteriori indebitamenti, quando da questa parte siamo da giorni che chiediamo di confrontarci per un riequilibrio reale di questa finanziaria, che è l'unica cosa che, a lavoro compiuto, fino ad oggi può dare senso compiuto al lavoro che stiamo facendo.
E lo dico con riguardo alle affermazioni dell'Assessore. Siccome in quest'Aula non si può dire una cosa per un'altra, lei, Assessore, sa benissimo che noi disponiamo dei testi che ci avete fornito voi; negli stati di previsione degli enti locali mancano 90 miliardi in parte corrente agli enti locali e ne mancano quasi 120 nella parte di investimento. Questi sono i documenti che abbiamo. Se lei deve dire altre cose le dica, ma non le dica a chi è in possesso di altri documenti, perchè il gioco delle tre carte non si può fare fino a quando non siamo messi nelle condizioni di capire qual è la situazione reale.
Ad oggi i documenti parlano in questo modo e quindi le chiedo di rispettare anche il nostro lavoro, perchè fino a quando non abbiamo documenti diversi noi ci atteniamo anche nel giudizio a quelli che abbiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sull'emendamento ovviamente per dichiarare il voto favorevole.
Noi siamo coscienti che l'emendamento dà un indirizzo, perchè neppure noi vogliamo attribuire alla Giunta competenze sui POR, che comunque rimangono alla Giunta e al Consiglio, né pensiamo che vada scritto il POR e le variazioni del POR attraverso la finanziaria.
Però in agricoltura si è posto un problema che ha esaminato la Commissione e che ha giustificato l'intervento del collega Frau. In agricoltura c'è un problema reale, che i POR in agricoltura non hanno speso, non spendono e che per giustificare la spesa in agricoltura si è dovuto ricorrere ad un escamotage di trasferire al POR provvedimenti già attuati con le leggi ordinarie di settore, modificando delibere del 2001 e 2002 e trasferendo al POR, e quindi ai fondi comunitari, atti già deliberati su leggi di settore.
Cominciare a porsi il problema del perchè in agricoltura non abbiano funzionato i POR, e cominciare a dare in questa finanziaria qualche indirizzo, significa prendere atto di questa situazione e dare anche un messaggio al mondo agricolo, di quelle sono le linee che noi vogliamo abbia, anche attraverso la finanziaria, lo sviluppo del settore agricolo. Questo è l'emendamento in discussione. Non crea nessun problema se la Giunta lo accoglie, è un indirizzo che servirà alla Giunta e al Consiglio per dire "Noi vogliamo andare in questa direzione nel settore agricolo, prendiamo atto che la direzione che abbiamo preso nel precedente POR non ha funzionato, perchè il cavallo non beve più, e non si riesce più a spendere neppure le risorse che si mettono a disposizione." Allora dobbiamo cambiare indirizzo, e la finanziaria è uno strumento che si vuole utilizzare per dare questo indirizzo.
Non mi pare ci sia nulla di non comprensibile da parte del collega Corda, non mi pare si debba gridare allo scandalo se un emendamento che dà un indirizzo per i prossimi POR può essere accolto tranquillamente; perchè questo nella Commissione agricoltura si è discusso, si è ritenuto opportuno che poteva essere accolto e mi pare che l'Aula possa accogliere con grande tranquillità, così come ha chiesto il collega Sanna e come ha fatto suo anche il collega Frau.
PRESIDENTE. Non avendo altre dichiarazioni di voto...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. L'Assessore non può prendere la parola in dichiarazione di voto. O fa dichiarazione di voto anche lui, se vuole, altrimenti devo mettere ai voti.
Metto in votazione l'emendamento 358. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico. Otto consiglieri che appoggiano la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Emanuele SANNA, MORITTU, PIRISI, FALCONI, SCANO, MARROCU, CALLEDDA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 358.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 69
Votanti 68
Astenuti 1
Maggioranza 35
Favorevoli 28
Contrari 40(Il Consiglio non approva).
Poichè nessun altro domanda di parlare sull'emendamento 359, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.
(Non è approvato)
Sugli emendamenti 360 e 74 i proponenti stanno presentando un emendamento di sintesi, quindi di due ne fanno uno. Intanto andiamo avanti perchè lo stanno presentando.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Volevo far osservare che sull'emendamento 360 non c'è la copertura finanziaria, perchè nel fondo "nuovi oneri legislativi" quella dotazione non c'è.
PRESIDENTE. Credo sia questa la ragione per la quale stanno presentando un emendamento di sintesi col 74. Quindi valuteremo l'emendamento appena lo vedrò. Intanto possiamo andare avanti.
Metto in votazione l'emendamento 361. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento 546. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiederei ai proponenti il ritiro del 546 perchè è contrario alla legge di contabilità.
PRESIDENTE. Il 546 è ritirato. Il 548 era ritirato. Metto in votazione l'emendamento 554, presentato dai colleghi Capelli, Cappai e Randazzo.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Ho avuto modo anche nel...
CAPELLI (U.D.C.). L'emendamento 544 è ritirato.
PRESIDENTE. Il 554 è ritirato, quindi chiedo ai colleghi che si erano iscritti a parlare su quell'emendamento di avere pazienza, parleranno sul prossimo.
Metto in votazione l'emendamento 566, Sanna Giacomo e Manca. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Siccome l'assessore Contu aveva accolto l'emendamento 566, debbo dire che la copertura viene garantita dalla UPB 10049, ma limitatamente a 130 mila euro, non 150. Quindi deve essere presa nota di questa modifica.
PRESIDENTE. Va bene, prendiamo atto. Quindi il 566, se non ci sono dichiarazioni di voto, è presentato da Sanna Giacomo e Manca. 566, pagina 198.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Su questo emendamento l'Assessore ha dato un parere favorevole perchè è una cosa che abbiamo fatto tutti gli anni, quest'anno purtroppo io non l'ho previsto nel bilancio. Però se ci sono perplessità, la Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. La Giunta si rimette all'Aula. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Se gentilmente l'Assessore riprecisa il capitolo di finanziamento.
PRESIDENTE. UPB 10049.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Posso fare la mia dichiarazione?
PRESIDENTE. Prego.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, io ho molto rispetto per il contenuto dell'emendamento in questione, ma ritengo che i colleghi debbano osservare come il finanziamento di questa attività, manifestazioni relative alla festa del vino, per carità, niente da dire, si ottenga con una diminuzione dello stanziamento per le spese di attuazione di intervento di politica attiva per l'impiego e per spese di corresponsione degli assegni di utilizzo in attività socialmente utili eccetera eccetera.
Insomma, io non so con che filosofia si opera, non so perchè vengono fatti determinati stanziamenti, però so che siamo tutti impegnati a cercare di incrementare e rafforzare le politiche attive del lavoro e il sostegno a coloro che hanno il lavoro precario. Lo faccio osservare non perchè ce l'abbia contro la festa del vino, ma perchè questa rappresenta una delle tante scelte che la Giunta ci propone.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa, onorevole Sanna, però bisogna dire sempre la verità. L'UPB 10049 riguarda l'obbligo formativo, assegnazioni regionali che sono state sostituite integralmente dalle assegnazioni statali pari a 71 milioni di euro. Quindi noi non stiamo togliendo niente, questa cosa era solo una finzione che è stata definita in Commissione, quindi questa è la verità vera. Sono fondi dell'obbligo formativo vecchio, che sono coperti, come lei vedrà nello stato di previsione del lavoro, per 71 milioni di euro, assegnazioni statali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Qualcuno ancora una volta dirà che queste sono questioni minori perchè non trattiamo di decine di miliardi, ma di 300 milioni. Il problema non è tanto e solo sempre l'entità dei danari, è anche la dignità della spesa pubblica, perchè poi anche i miliardi si fanno con le centinaia di milioni ed anche le grosse partite finanziarie si compongono di alcuni miliardi ogni volta, e nel bilancio si è dimostrato e si dimostrerà via via che quei 150 milioni di euro, che sarebbero sufficienti per dare copertura finanziaria intera agli interventi garantiti dalle leggi per il lavoro ed anche per gli enti locali, ed anche per sostenere un pochino meglio alcune normative relative ad attività produttive, in realtà, se andiamo a vedere nel bilancio in finanziaria e poi nelle tabelle del bilancio, a due a due, a cinque a cinque, a sette a sette si sommano alcune centinaia di miliardi.
L'emendamento 566, per come era formulato, aveva una sua dignità, perchè i colleghi che l'hanno presentato propongono al Consiglio una soluzione. Nell'ambito dei finanziamenti riconosciuti alle cantine sociali, e si intende che le cantine sociali si occupano di vino, una somma non rilevante, 300 milioni, nell'ambito di quello che è già delle cantine sociali, può essere riservato questo accadimento che è comunque promozione, attività complessiva intorno all'attività della cantina ed attorno all'attività della cantina vuol dire anche attorno alla coltivazione, produzione e quant'altro.
Se però si cambia la natura della posta finanziaria, e non sono i colleghi proponenti che la cambiano, è la Giunta che propone di cambiarla, nasce un problema, perchè la Giunta dice "Sì, se voi approvate quell'emendamento per la festa del vino noi non siamo contrari", però la festa del vino non la fanno chi la vuole fare con i finanziamenti delle cantine, lo devono fare con i danari dell'obbligo formativo!
Il collega Sanna Gian Valerio ha detto "Non si può incidere su altre partite di spese che hanno la loro dignità e la loro enorme rilevanza". Quindi si vogliono togliere i denari dalla formazione. Quello che dice l'assessore Masala per giustificare la proposta è ancora più grave della proposta stessa, se è consentito, perché? Dice l'Assessore per giustificare la proposta di finanziare le feste del vino con i danari che erano riservati all'obbligo formativo "Badate che quella posta obbligo formativo era una finzione, perchè l'obbligo formativo adesso ce lo paga lo Stato, quindi quella riserva finanziaria in conto obbligo formativo era una finzione". La verità vera, dice, è che quei danari la Regione per quelle finalità non li avrebbe spesi.
Signori della Giunta, signor Assessore del bilancio, a che gioco giochiamo? Come si permette di dire in Consiglio che ci sono delle risorse finanziarie che vengono indicate in conto di una spesa che non si dovrà fare? Che c'è una verità vera. Ma da quando in qua c'è una verità vera ed una verità falsa?! Esiste una verità, che deve essere vera, e un'altra cosa, che non è una verità non vera, è una falsità!
Allora ci vuole dire preliminarmente, e chiedo al Presidente del Consiglio di garantire il Consiglio, io pongo formalmente il quesito, oltre a questa posta finanziaria che l'Assessore adesso dice essere fasulla, ci sono altre poste fasulle?
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi, la prego.
COGODI (R.C.). Ho posto un quesito al quale però voglio risposta. Ho chiesto che venga interpellata la Giunta perchè risponda alla seguente domanda: oltre alla posta finanziaria della quale l'Assessore del bilancio adesso ha riferito, di essere cioè a copertura di niente, cosa che non si può fare, ci sono oltre questa posta anche altre che sono a copertura di niente, cioè, che sono risorse finanziarie a questo punto occultate, delle quali il Consiglio ritiene che vi sia un impegno ed una destinazione, e invece non c'è?
PRESIDENTE. Va bene. Porrò il quesito alla Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Semplicemente per chiedere la votazione col sistema elettronico palese.
PRESIDENTE. Deve essere appoggiata da otto persone.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Emanuele SANNA, MORITTU, PIRISI, FALCONI, SCANO, MARROCU, CALLEDDA.)
Bene. E` stato chiesto il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 566 così come è, ma con la correzione orale fatta dall'onorevole Masala.
COGODI (R.C.). Chiediamo che venga formalizzato.
PRESIDENTE. Le poste di bilancio le decide l'Assessorato, non le decide il Presidente del Consiglio!
PRESIDENTE. Onorevole Giacomo Sanna, mi rivolgo a lei che è il primo firmatario, se non vengono sollevati problemi la correzione proposta dall'Assessore va bene, se no io lo devo porre in votazione così com'è.
COGODI (R.C.). Chiedo che l'emendamento venga presentato formalmente.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 566 così com'è.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LAI - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA- SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - FRAU - LA SPISA - LADU - LIORI - MASALA - PILI.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 70
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 61
Contrari 9
(Il Consiglio approva).
. Emendamento 592. Sull'emendamento 592 ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non chiedo la parola sull'emendamento 592, la chiedo per sottoporre un problema di procedura e cioè di applicazione di una prassi cinquantennale di questo Consiglio: l'Assessore alla programmazione e al bilancio ha sempre avuto il diritto di indicare la copertura, di indicarla lui e nessun altro. E` sempre avvenuto così!
COGODI (R.C.). Ma manco per sogno! Questa facoltà non esiste.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io sto chiedendo in che modo si debba comportare l'Assessore al bilancio in futuro, cioè quando non c'è una copertura, deve dichiararlo e l'Aula ne deve prendere atto. E` solo questo! Voglio sapere in che modo l'Assessore al bilancio si deve comportare quando ha esigenze di indicare una copertura adeguata all'emendamento; voglio avere indicazioni precise su questo, perchè la risposta accoglimento o non accoglimento dell'emendamento dipende da questa facoltà, perchè se questa facoltà non esiste, allora la risposta può essere diversa. Vorrei avere chiarimenti su questo.
PRESIDENTE. Adesso non voglio aprire un dibattito su questo problema; stiamo discutendo l'emendamento 592, però c'è una richiesta di voto, suppongo.
Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I. - S.U.). Chiedo il voto segreto sul 592.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sul regolamento. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, gli emendamenti sono una proposta sia di aumento di alcuni stanziamenti, sia di diminuzione di altri stanziamenti; quello che devo diminuire lo decido io che lo propongo, poi l'Aula può concordare o discordare. Non è che l'Assessore al bilancio dice dove si tolgono i fondi, questo lo dico io proponente.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Se non c'è copertura cosa fai?
SELIS (La Margherita - D.L.). Non è così! L'emendamento è fatto di due componenti, una proposta in aumento e una proposta in diminuzione; chi propone l'emendamento indica il capitolo in aumento e il capitolo in diminuzione ed è votato integralmente. Non è che c'è la Giunta che può dire dove si manipolano i soldi, quello lo può fare una proposta se viene accolta da noi, se non viene accolta, non è valida.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, l'Assessore propone, poi la sovranità del Consiglio non la mette in discussione nessuno, è evidente e la dimostrazione l'abbiamo avuta! Sul 592 è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 592.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 71
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 20
Contrari 51
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DETTORI - DORE - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Colleghi, un po' di attenzione: dicevo prima che gli emendamenti 360 e 74, poichè il 360 peraltro non aveva copertura finanziaria, è stato sintetizzato con l'emendamento 748; l'emendamento va bene, quindi questo è l'ultimo emendamento dell'articolo 10. Se ne dia lettura.
???? , Segretario:
Emendamento aggiuntivo di sintesi degli emendamenti 74 e 360 Ortu - Granella - Sanna Alberto - Demuru - Giagu - Manca - Marrocu - Cogodi - Falconi - Vassallo - Lai - Masia - Balia
Art. 10
Dopo l'articolo 10 è aggiunto il seguente:
Art. 10 bis
Finanziamento straordinario della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 "Adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura".
- L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 (Norme in materia di bilancio e contabilità della Regione) a contrarre, nell'anno 2003, uno o più mutui fino ad un ammontare di euro 100.000.000 da destinare alla concessione degli aiuti per la realizzazione delle opere di carattere permanente previste dalla legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 "adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura."
- L'ammontare delle disponibilità recuperate con la contrazione dei mutui è destinato:
a) per il 40 per cento alla concessione di aiuti per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario previsti dall'art. 3, comma 1, lett. a) della L.R. 21 del 2000;
b) per il 20 per cento alla concessione di aiuti per l'acquisto di macchine e attrezzature agricole previsti dall'art. 3, comma 1, lett. d) della L.R. 21 del 2000;
c) per il 10 per cento alla concessione di aiuti per l'acquisto di terreni e beni immobili previsti dall'art. 3, comma 1, lett. h) della L.R. 21 del 2000;
d) per il 5 per cento alla concessione di aiuti per la ricomposizione fondiaria attraverso permuta di particelle agricole migliorative della redditività delle aziende;
e) per il 25 per cento alla concessione di aiuti per la realizzazione di infrastrutture rurali previste dagli artt. 17 e 18 della L.R. 21 del 2000.
- Alle ripartizioni territoriali degli interventi si provvede con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, sentito il parere della Commissione consiliare competente in materia di agricoltura.
- Per la contrazione dei mutui di cui al precedente comma 1 valgono le condizioni e le modalità previste dall'articolo 1, commi 4, 5 e 6, della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997).
- Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono valutati in euro 4.900.000 dall'anno 2004 all'anno 2018 (UPB S0.038 e UPB S0.039).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
Entrata
UPB E03.032
Ricavo di mutui
Competenza 2003 €50.000.000
Cassa 2003 €50.000.000
Spesa
UPB S06.048
Nuova istituzione
Finanziamento straordinario della L.R. 21 del 2000
Competenza 2003 €50.000.000
Cassa 2003 €50.000.000
UPB S03.038 e UPB S03.039
Competenza 2003 -------------
Competenza 2004 €4.900.000
Competenza 2005 €4.900.000
In diminuzione
Spesa
UPB S03.008
Fondo per la programmazione negoziata
Competenza 2003 ---------------
Competenza 2004 €4.900.000
Competenza 2005 €4.900.000
(748)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non entro nel merito delle prerogative della Presidenza relativamente all'ammissibilità dell'emendamento 748 che è rappresentativo e sarebbe di sintesi rispetto agli emendamenti 74 e 360. Si dà il caso però che l'emendamento 748 comporta una norma di autorizzazione ad un mutuo di 50 milioni di Euro, sia pure destinate per le modalità indicate.
Io ritengo che ci siano dei forti dubbi sulla legittimità di questo emendamento in relazione all'articolo 1 che è stato già votato, che fissa il tetto dell'indebitamento ad un certo livello. Diverso sarebbe stato se noi avessimo approfondito il tema delle economie che nel corso del 2002 si potrebbero realizzare, o anche nel corso dei primi mesi del 2003, con riferimento alle risorse che possono essere liberate dall'Assessorato all'agricoltura. Sarebbe stato un discorso diverso perchè noi avremmo registrato la diminuzione del livello di indebitamento ed entro questi limiti avremmo potuto autorizzare la contrazione del mutuo. Così com'è stato formulato, in realtà, questo mutuo sarebbe aggiuntivo rispetto a quello precedentemente…per cui ho forti dubbi sulla legittimità dell'emendamento medesimo. In ogni caso, il parere della Giunta è contrario, così come formulato, a questo emendamento.
PRESIDENTE. Il problema dell'ammissibilità su questo emendamento non si pone, non fosse altro perchè gli emendamenti che sono stati riuniti in questa sintesi sono stati valutati tutti e due in Commissione, tant'è che non stavo neanche chiedendo il parere della Giunta, perchè il parere della Giunta era già stato espresso. Gli emendamenti 360 e 74 sono stati discussi e valutati in Commissione e su questi emendamenti sia la Giunta che la Commissione hanno già espresso il parere. La sintesi non modifica la sostanza anche rispetto ai problemi posti dall'Assessore che sono rimasti invariati. Naturalmente la Giunta ha ritenuto non esprimere un parere favorevole, ma questo è un dato di altro ordine, di altro tipo.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. Il parere è contrario così come era contrario per gli emendamenti ai quali l'emendamento di sintesi si riferisce, per due ordini di motivi, a supporto di quanto ha testè richiamato l'Assessore alla programmazione: primo perchè l'articolo 1 della legge finanziaria stabilisce qual è il tetto dell'indebitamento massimo che con la legge finanziaria si può conseguire, nell'ottica ovviamente del raggiungimento del pareggio, in quanto le entrate si compensano con gli stati di previsione della spesa che prevedono le uscite.
Quindi, sotto questo aspetto, prevedere una nuova entrata che poi finanzia le uscite, il bilancio rimane pure a pareggio, ma si supera e io ritengo - così come ha fatto correttamente l'Assessore - in maniera non corretta l'ammontare dell'indebitamento che si è già individuato con l'approvazione dell'articolo 1, il che significa che tutti gli emendamenti che venissero presentati agli articoli successivi - e questo è uno di quelli - va bene nella misura in cui le risorse a fronte degli stanziamenti previsti negli emendamenti arrivano da rimodulazione di spese, oppure da fondi comunque esistenti. Questo non avviene con l'emendamento in questione perchè prevede l'ulteriore ricorso all'indebitamento, qui si fa rilevare ancora la contraddizione che esiste nell'impostazione della manovra, perchè nel momento in cui si deve perseguire l'obiettivo del risanamento, le voci di quest'Aula giustamente si sollevano in quella direzione per la tutela di quell'esigenza, ma poi quando in un momento successivo altre esigenze, pur legittime, si appalesano, ecco che immediatamente i buoni propositi e le battaglie a difesa di un principio sacrosanto vengono dimenticati.
Io, sotto questo aspetto, richiamerei tutti i colleghi ad una maggiore coerenza in riferimento a quelle che sono le vere priorità di questa finanziaria. Quindi il parere è negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà. Onorevole Ortu, non stiamo dibattendo, sul 748 non c'è dibattito, il dibattito è già stato fatto.
ORTU (R.C.). Anche per dichiarazione di voto, se lei lo ritiene opportuno, però io ritengo sia necessario avere un chiarimento dall'Assessore e dallo stesso Presidente di Commissione, perchè voglio capire se è lo stesso che ha approvato questa finanziaria il Presidente di Commissione, oppure se è un altro.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, noi dobbiamo tener conto del punto nel quale ci troviamo. Questo è un emendamento di sintesi. La discussione si è conclusa, adesso lei può - mi pare giusto e corretto anche per le cose dette sia dalla Giunta che dalla Commissione - argomentare nella sua dichiarazione di voto anche questo aspetto. Concluda con la dichiarazione di voto.
ORTU (R.C.). Io, Presidente, mi stavo chiedendo se il Presidente, l'onorevole Balletto, è lo stesso che ha approvato questa finanziaria, perchè lo inviterei ad andare a controllare l'articolo 18 della sua finanziaria, quella approvata e presentata da lei, dove propone la contrazione di un mutuo che non rientra nel tetto previsto dall'articolo 1. Allora, mi chiedo a che titolo e sulla base di quale verifica reale e di quale conoscenza della finanziaria vengono espressi in quest'Aula certi pareri, perchè l'articolo 18 prevede la contrazione di un ulteriore mutuo. Quindi se è ammissibile - e lei lo ha ammesso in sede di discussione della finanziaria - l'articolo 18, perchè l'ha già ammesso, perchè l'ha presentato a quest'Aula, allora io ritengo che possa essere ammesso anche il 74 e anche la sintesi che noi abbiamo voluto fare con il 748. Nel merito del 748 è singolare la posizione che viene espressa in Aula dai due Assessori e dalla maggioranza. A più riprese, nel dibattito generale, e anche nell'interlocuzione sugli emendamenti, da parte della Giunta c'è stata dichiarata una sorta di disponibilità, comunque, a raccogliere la nostra preoccupazione che derivava dal fatto che la legge 21 era scarsamente dotata di risorse finanziarie. Tra l'altro, questa preoccupazione l'abbiamo espressa in Aula dopo averla posta - come ho sottolineato in tante occasioni - anche in sede di Commissione. In sede di Commissione lo stesso Assessore Masala aveva suggerito questa strada, mentre adesso dice che non è percorribile.
Allora, se lo dice Masala, voi voterete contro? Benissimo! Noi ne prendiamo atto anche perchè chiederemo su questo emendamento il voto palese, così non ci sono alibi per nessuno, tra l'altro con il sistema elettronico, così una volta per sempre verrà svelato agli occhi degli agricoltori e dell'opinione pubblica qual è l'attenzione che c'è verso questo settore, perchè un po' tutti, dai componenti della Commissione che fanno parte della maggioranza, all'Assessore, alla restante parte dei consiglieri regionali della maggioranza fate a gara, quando andate a parlare con gli agricoltori, vi sperticate nel dire che non c'è stata e non c'è un'attenzione sufficiente sull'agricoltura e quindi sarebbe necessario fare una programmazione che consenta un intervento organico. Noi ve ne abbiamo dato l'occasione, vi abbiamo messo a disposizione lo strumento, non è un emendamento che può essere ricondotto a politiche di campanile, è uno strumento per l'agricoltura a livello regionale, perché la ripartizione può avvenire sulla base delle aree-programma, quindi non può essere attribuito a una sorta di difesa campanilistica di non so bene che cosa. Si tratta di dimostrare coerenza rispetto al dibattito che c'è stato in quest'aula. Se l'emendamento non passerà, noi ne prenderemo atto, così come mi auguro che ne prendano atto gli agricoltori e finalmente riusciremo a capire qual è la politica che lo stesso assessore Contu, come dichiara, ripeto, in ogni occasione, vuole perseguire per l'agricoltura.
La politica sarebbe quella che è prevista nei commi e negli emendamenti che sono stati approvati all'articolo 10. Sinceramente mi sembra un po' pochino, assessore Contu, anche rispetto agli impegni da lei dichiarati e anche alle considerazioni che in quest'aula sono state svolte. Prendo anche atto che prima noi avevamo ipotizzato perfino due strade, quella dell'emendamento 360, che prevedeva l'ipotesi, grosso modo, che adesso richiamava l'assessore Masala, più l'emendamento 74 che aveva un'altra impostazione, avevamo previsto le due ipotesi per tentare di trovare una soluzione. Quando abbiamo parlato del 360 l'assessore Masala ha detto che addirittura non era nemmeno proponibile; quando abbiamo parlato del 74 e poi della sintesi, che prende atto anche di alcune vostre considerazioni in relazione a una sorta di disponibilità che avete dichiarato e che adesso vi rimangiate, puntualmente, così come avviene. Non lamentatevi se poi, con questa finanziaria, ci sarete anche il mese prossimo.
PRESIDENTE. E' stata avanzata una richiesta di votazione nominale con procedimento elettronico che deve essere appoggiata da altri sette consiglieri.
(Sette consiglieri appoggiano la richiesta.)
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Mi pare evidente che il problema sollevato sia dall'assessore Masala che dal collega Balletto non sussiste, nel senso che noi non facciamo riferimento con questo emendamento a un ulteriore indebitamento. Chi ha detto ulteriore? Siamo all'articolo 10, tra l'altro sono stati bocciati tanti altri emendamenti, tante altre spese, alcuni mutui non sono stati contratti, perché abbiamo reperito altre risorse, può darsi che succeda per altri emendamenti, quindi io non credo che ci sia un problema tecnico; è un problema di volontà politica oppure no se all'interno di quella posta messa anche nell'articolo 1 ci sono o non ci sono risorse che vanno all'agricoltura. Questo è il problema. Tra l'altro l'Assessore dell'agricoltura, in Aula, in Commissione agricoltura, in Commissione bilancio, in più occasioni ha dichiarato che l'Assessorato ha delle economie per leggi che non sono più operanti, che avrebbe voluto trasformare queste economie in residui e che avrebbe voluto anche riprogrammarle per la legge 21. E' arrivato al punto di presentare un emendamento da parte del suo Gruppo in questa direzione, noi abbiamo detto non era la strada corretta e giusta, perché quell'emendamento era illegittimo e non avrebbe portato da nessuna parte. Oggi mi pare che un po' tutti facciano presente che non si può, con un emendamento alla finanziaria, trasformare le economie in residui, addirittura riprogrammarle. Quindi stiamo parlando di una cosa di cui abbiamo parlato più volte, sappiamo che le risorse ci sono, sono risorse dell'agricoltura, che vengono dalle economie realizzate in agricoltura, che abbassano il livello di indebitamento e che possono essere riprogrammate per l'agricoltura, impegno assunto dall'assessore Masala in Commissione bilancio, rispetto a un emendamento del sottoscritto e del centrosinistra in quella direzione, impegno assunto anche dall'assessore Contu in quella direzione, che subisce una decisione che è incomprensibile, la non accettazione di questo emendamento, e vengono a mancare risorse all'agricoltura, e sono risorse dell'agricoltura. Quindi non si pone un problema tecnico, questo è già risolto, l'ha risolto il Presidente tranquillamente, perché era stato accolto, cioè non accolto, ma ammesso l'emendamento 74, che tra l'altro era il doppio di questo, in termini di capacità di spesa, rispetto a questo, l'abbiamo contenuto nella sintesi, è stato ridimensionato a 50 milioni di euro proprio perché sappiamo che queste sono le economie realizzate già in agricoltura, quindi sinceramente è incomprensibile che questo emendamento non venga approvato.
Tra l'altro, aggiungo che altre risorse che provenivano per l'agricoltura dallo Stato… Assessore Masala, lei oggi ha fatto riferimento a risorse provenienti dallo Stato per l'obbligo formativo. Come lei sa sono risorse che sono restituzione dello Stato di soldi anticipati in questo triennio dalla Regione per l'obbligo formativo, e le ha allocate correttamente nell'obbligo formativo e da lì, tra l'altro, poi oggi ha ammesso che si possono trovare le risorse per il piano del lavoro e per la legge 25, visto che non ne trovate oggi ci ha detto dove trovarle. Per l'agricoltura, invece, le risorse che lo Stato ci ha mandato per quanto riguarda le calamità non le ha allocate in agricoltura; ha messo solo 9 milioni di euro, gli altri li ha utilizzati per la sanità. Quindi, mentre per l'obbligo formativo i soldi che venivano dallo Stato li ha mantenuti per l'obbligo formativo, per l'agricoltura non solo non ci consente di utilizzare le economie che si sono realizzate in agricoltura rimettendole all'agricoltura, ma anche ciò che lo Stato ci ha restituito per le calamità naturali l'ha sottratto all'agricoltura per andare a pagare i debiti del settore sanità; giusto che si intervenga anche in quella direzione.
Quindi l'agricoltura sta subendo in questa finanziaria due scippi: primo, i fondi dello Stato sottratti, se non per 9 milioni euro lasciati all'agricoltura; secondo, le economie, che tutti sappiamo, non si potrà mai realizzare l'emendamento che l'Aula ha approvato, che potrà essere utilizzato solo nelle modalità da lui indicate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie, Presidente. Io voterò a favore di questo emendamento di sintesi, assessore Masala, perché rappresenta uno dei punti fondamentali delle richieste del mondo agricolo oggi in Sardegna. Assessore Masala e assessore Contu, io credo che il contenuto dall'emendamento 748 sarebbe dovuto essere uno dei commi dell'articolo 10 proposto dalla Giunta, quindi non come emendamento, ma proprio come parte fondamentale della finanziaria. Questo non è stato, non avete neanche provveduto a rimediare presentando un emendamento e stiamo cercando di farlo noi.
Noi ne abbiamo presentato due e poi, tenendo conto anche del fatto che chiedere 200 miliardi era uno sforzo, non dico eccessivo per le esigenze che il mondo agricolo ha attraverso il finanziamento della 21, ma sarebbe stato più difficile reperire in questa manovra di bilancio 200 miliardi, probabilmente. Quindi abbiamo ridotto del 50 per cento le risorse da destinare al finanziamento della 21 che, in più occasioni, molti colleghi, anche della maggioranza, nonché l'assessore Contu, anche in Aula hanno dichiarato l'assoluta necessità di finanziare la legge 21, perché è l'unico strumento vero che abbiamo in Sardegna per finanziare una serie di interventi di ammodernamento delle aziende agricole.
Il riferimento fatto dal collega Balletto e dall'assessore Masala al tetto di indebitamento è un riferimento che, a mio parere, non ha senso, perché questo resterebbe dentro quel tetto. Si tratterà poi, esaminando i residui, le spese sostenute, gli impegni e quant'altro e valutando anche quali saranno effettivamente i mutui da contrarre, di decidere quali saranno le scelte da fare, ma noi pensiamo che questa sia una scelta prioritaria e io chiedo all'onorevole Contu che si esprima su questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, sull'emendamento i pareri sono già stati dati. La Giunta ha già dato il suo parere, non posso riaprire adesso il dibattito chiedendo altri pareri. Se riterrà, per dichiarazione di voto, l'Assessore potrà prendere la parola e dire ciò che pensa.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'alternanza no vale?
PRESIDENTE. Se non c'è nessuno è difficile alternare. Prego, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Onestamente mi pareva strano che non ci fosse nessuno iscritto a parlare da parte della maggioranza, perché su questa vicenda se c'è da avere una perplessità è relativa all'entità delle somme che si prevede di destinare. Perché in diverse occasioni di incontro, anche con delegazioni del mondo produttivo agricolo, io ricordo in particolare un incontro avvenuto qualche settimana fa, tutte le parti politiche, di opposizione e di maggioranza, di fronte alle organizzazioni di impresa, professionali, del mondo agricolo hanno detto: "Sì, avete ragione". E la domanda era minimo 100 milioni di euro. Qui è la metà, se c'è da avere una perplessità è perché è troppo poco. Un atto di responsabilità si è capito che i colleghi che di più seguono la materia hanno ritenuto di esercitare per agevolare forse anche una maggiore e più ampia intesa.
Ma non solo i Gruppi, sia di opposizione che di maggioranza, hanno assunto impegni pubblici, ma l'Assessore dell'agricoltura, il quale ben comprendiamo che adesso sia un po' stretto nella sua seggiola o costretto nella rigidità espressa dall'Assessore del bilancio, però da quella strettoia l'Assessore dell'agricoltura deve uscire, dobbiamo aiutarlo a uscirne. Balletto e Vargiu e quelli che di più e più frequentemente vi riferite all'impresa, all'impresa, all'impresa, ma quale impresa? L'impresa agricola non è impresa? Gli agricoltori, gli allevatori e tutto il mondo produttivo che in una regione come questa, non la Valle d'Aosta, anche lì c'è un comparto agricolo interessante, ma in questa regione voi ritenete che il mondo della produzione agricola e pastorale e della trasformazione dei prodotti agricoli non sia attività di impresa? Dov'è qui l'assistenza, dov'è qui la dispersione? Come fate a dire: "Non sono d'accordo"? E' scritta anche la finalità per cui devono essere utilizzate queste modiche risorse, 100 miliardi, a fronte delle enormi esigenze del comparto agricolo. E viene detto che vengono utilizzate non per sussidi agli agricoltori, ma che devono essere utilizzate per opere di miglioramento fondiario, per la ricomposizione fondiaria, per le infrastrutture rurali, per l'aggiornamento dei mezzi meccanici. Scusate, se non è impresa questa, qual è la vostra impresa? Le vostre sono sempre imprese per cui voi conoscete solo la grande impresa o un'impresa vicina a voi, o un'impresa amica o non so cos'altro, in ogni caso non è sincero il vostro ragionamento, o meglio non sarebbe sincero se non votaste a favore dell'emendamento, cosa che invece farete, io non ho dubbi, quindi fugherete questo dubbio.
Quanto alla legittimità, non si pone neppure il problema. Quale legittimità? Il Consiglio regionale fa le leggi, il Consiglio regionale fa la legittimità, costituisce la legittimità. Nel momento in cui il Consiglio regionale ha votato un articolo in cui dice: "L'indebitamento che io prevedo è questo", e nel momento in cui il Consiglio regionale, con altra norma di pari valore, discutendo la medesima legge, dice: "Ritengo che in un comparto assolutamente utile, funzionale allo sviluppo della Regione, ho bisogno di ulteriore provvista finanziaria", sta integrando e correggendo quella sua impostazione originaria. L'avevamo detto dall'inizio, da quando abbiamo discusso l'articolo 1; semmai quello che cambia adesso rispetto all'articolo 1 è che il missile che ogni tanto lancia - dice lui - dietro i muretti a secco, il Presidente della Giunta, dovrebbe lanciarlo anche adesso quel missile, se fosse coerente, perché ha detto: "Io voglio voto palese". Ecco, noi abbiamo chiesto su questo emendamento il voto palese; la Giunta dice di essere contraria, se il Consiglio fosse d'accordo, come non c'è dubbio che è d'accordo, perché gli impegni pubblicamente assunti io non vedo come, chi, di quale parte politica, di opposizione o di governo si possa rimangiare o possa contraddire gli impegni pubblici che ha assunto. Non c'è contraddizione, non c'è illegittimità perché, ripeto, è il Consiglio che fa la legittimità, perché la legittimità è quella che deriva dalla legge una volta che la legge è fatta. E' lo stesso ragionamento che faremo per l'articolo 18, dove voi giustamente non avete ritenuto illegittima quella Giunta e né dovrete ritenere illegittimo l'aggiustamento e l'assestamento anche di quella posta in ragione di bisogni che il Consiglio regionale ritenesse assolutamente da soddisfare, bisogni di produzione, di sviluppo e di lavoro.
Siamo credo, il Consiglio regionale, all'esatta cognizione e contezza del problema e alla responsabilità, che così come ha esercitato in analoghe situazione stamani, situazioni di entità minore, può esercitare in questa circostanza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Io chiaramente sono a favore dell'emendamento 748, ma intervengo per ribadire che ormai siamo alle solite; siamo alle solite perché sembrerebbe che mentre a parole tutti, indistintamente, siamo d'accordo che questo settore, il settore agricolo ha necessità di un rilancio, ha necessità di maggiori attenzioni, di maggiore tutela, nei fatti, nella realtà poi vediamo cosa sta succedendo.
Nella realtà abbiamo che tutto deve restare come prima, nulla si muove. Questo emendamento di sintesi ha una sola finalità, quella di dare gambe, di dare sostanza a una legge, che è la legge 21, caro Assessore, che a distanza di tre anni non ha avuto un soldo, 9 milioni di euro, 18 miliardi. E' una vergogna! Credo che in una situazione come questa, assessore Contu, la sua presenza in Giunta sia quanto meno superflua. Arrivati a questo punto non so cosa ci faccia lei in questa Giunta!
USAI (A.N.). Non essere così severo!
MANCA (Gruppo Misto). Non sto esagerando, credo che la scarsa attenzione, caro collega Usai, verso una norma che doveva dare a quel settore tutti gli strumenti per risollevarsi, sia la dimostrazione che voi guardate altrove, che avete altri obiettivi. Quindi lo stanziamento limitatissimo di 9 milioni di euro è un'inezia, una somma irrisoria che fa a pugni con la realtà di una situazione che è al limite del tracollo.
Io credo che sia inutile che ci si limiti, come dai giornali in questi giorni siamo informati, ai soliti giri di propaganda, a decantare le potenzialità dell'agricoltura, della zootecnia, che hanno tutto il sapore di propaganda, tutto il sapore elettorale.
Lei, caro Assessore, va a raccontare nei suoi discorsi sulle pene dell'agricoltura, parla in continuazione delle pene dell'agricoltura, della difficoltà del settore agricolo, della necessità che in questo settore la fanno da padrone gli indennizzi con i quali non è più possibile salvaguardare o salvare l'agricoltura. Se questa non è la via, ci dovete indicare qual è la vostra alternativa; ci dovete dire qual è la vostra strategia; ci dovete dire quali sono i vostri orientamenti, se sono quelli finora dimostrati. Se la vostra strategia è racchiusa all'interno dell'articolo 10, io agli agricoltura e agli allevatori e a tutti gli operatori faccio i miei migliori auguri. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, per dichiarare il voto contrario a questo emendamento, però per raccogliere gli stimoli al ragionamento che vengono in quest'Aula, che non possono essere ovviamente raccolti in maniera costante perchè avvengono in maniera troppo frequentemente speciosa, però ogni tanto è giusto che il collega Cogodi, appena finito di fumare la sigaretta, senta anche qualche risposta a quelle che sono le considerazioni che egli pone in Aula, anche perchè sentire parlare il collega Cogodi di attività di impresa è sempre un piacere perchè il ravvedimento e quindi anche la maturazione culturale, cosa che senz'altro in quest'Aula dev'essere apprezzata e dev'essere ovviamente diffusa in tutti i banchi e in tutti i settori, opposizione e maggioranza, però io vorrei ricordare che i Riformatori, con qualche altra lodevole eccezione in quest'Aula, quando ci fu la discussione della legge nella primavera - estate dell'anno scorso, che poneva 250 milioni di euro come provvidenze speciali per il settore dell'agricoltura che stava morendo per il problema della siccità, posero con forza il problema dell'attività di impresa in agricoltura, quindi dell'adeguamento delle normative, anche di quelle di questo Consiglio regionale, a quelle che erano le nuove indicazioni in materia di attività di impresa nel settore agricolo che venivano...
ORTU (R.C.). Da tre anni c'è la "21"!
VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Collega Ortu, io ascolto sempre con attenzione le cose che dite, anche le sciocchezze, lei faccia la stessa cosa quando parlo io.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, non interrompa, per cortesia.
VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Poi interverrà e dirà che sto dicendo delle sciocchezze. La considerazione che io vorrei fare è che quando in quella circostanza noi chiedemmo a gran voce che sull'attività di impresa in agricoltura ci fosse una presa di posizione forte da parte del Consiglio regionale, quello fu l'impegno a cui richiamammo l'assessore Contu, e l'assessore Contu oggi si muove nella direzione di questo impegno. Io non faccio il difensore d'ufficio della Giunta, ma credo che l'attività della Giunta in questa Regione Sardegna nel settore agricolo non possa certo più essere quella di spalmare un po' di zucchero a velo sulle sofferenze del settore agricolo, 40 per cento a tot, 10 per cento a tot, 20 per cento a tot, con un'altra spalmata generale di miliardi su un settore che se non ha una riforma complessiva è destinato a non vivere più. Questa è la sostanza del ragionamento che deve echeggiare in quest'Aula.
Ci vuole nel campo del settore agricolo non più la politica dei pannicelli caldi, neanche quando i pannicelli sono vagonati di pannicelli come lo sono stati i 250 milioni di euro stanziati l'anno scorso, né come sono nella circostanza attuale 50 milioni di euro che vengono distribuiti per tacitare la coscienza nostra e per tacitare le eventuali proteste del settore agricolo. Vengono distribuiti in maniera casuale, vengono distribuiti senza che ci sia una strutturale riforma del sistema, vengono distribuiti esclusivamente per prolungare un'agonia. La politica seria è la politica dell'acqua, la politica seria è una politica che consenta al settore agricolo, complessivamente, di riprendersi, valorizzando quella cultura di impresa che giustamente cita il collega Cogodi, ed è quella cultura di impresa che è stata purtroppo parzialmente mortificata dagli stessi stanziamenti di 250 milioni di euro che sono stati proposti e approvati da questo Consiglio nell'estate scorsa.
Quindi, se il ragionamento dev'essere fatto con serietà, compatibilmente con quella che è la strada tracciata dalla Comunità Europea, l'intero Consiglio discuta su questo, ma non discuta con emendamenti come questo, del tutto speciosi, perchè sono tesi esclusivamente ad aumentare un indebitamento che voi sapete perfettamente ha raggiunto livelli di tipo non più tollerabile e che poi comunque non verrà pagato da noi ma verrà pagato dalle generazioni a venire.
Non ha senso buttare ulteriormente dei soldi in un settore se non si è prima provveduto alla riforma del settore. Se la botte dove noi andiamo a versare l'acqua è una botte sfondata, qualunque quantità di acqua che noi ci versiamo, non è sufficiente a riempirla. Quindi, l'impegno che come intero Consiglio, insieme all'Assessore dobbiamo avere, è quella di aggiustare la botte e non buttarci continuamente acqua sapendo bene che la botte è senza fondo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Anche per la sanità la botte è sfondata!
ORTU (R.C.). Le fanno solo loro le riforme!
PRESIDENTE. Silenzio per cortesia! Prego.
FALCONI (D.S.). Io volevo dire qualcosa brevemente, entrando nel merito dell'emendamento perchè di questo stiamo parlando. Mi scuso subito con i colleghi della maggioranza se entro nel merito dell'emendamento perchè succede veramente qualcosa di strano in queste giornate e in quest'Aula, che ogni tanto interviene qualche collega della maggioranza per non intervenire nel merito, per farci il solito rimbrotto e poi naturalmente dobbiamo reintervenire per spiegare di cosa stiamo parlando, per entrare nel merito degli articoli e degli emendamenti che noi stessi abbiamo presentato ed io faccio questo, dopo aver fatto questa prima considerazione. Io penso che in agricoltura si stia assistendo in questi anni ad una sorta di intervento assolutamente disorganico, dato da emotività e non da razionalità. Non me ne voglia, Assessore, non è riferito al suo operato, o almeno non solo al suo operato, perchè chiaramente lei ne porta responsabilità, anche degli ultimi anni.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE(Segue FALCONI.) Ci facciamo prendere dalle emergenze e interveniamo massicciamente giocando un po' tutti al rialzo, poi quando si tratta di fermarci a ragionare e fare un ragionamento compiuto, organico e razionale sull'agricoltura, questa maggioranza di centrodestra non ci sta. Questo emendamento vuole fare esattamente questo ragionamento organico sull'agricoltura in Sardegna, basandosi sull'unica legge che è considerata, a torto o a ragione, ma questa è, se poi siamo chiamati a migliorarla è sempre dovere nostro, la legge quadro dell'agricoltura che a tre anni di distanza non ha avuto nessun finanziamento, è inoperativa.
Per cui, stiamo cercando di avviare molto lentamente una legge che anche voi avete contribuito a fare, che è servita ad arginare le richieste pressanti dell'agricoltura e in questo emendamento si è talmente concreti che si vogliono indicare le priorità che sono contenute nella legge su citata, ma che si vuole indicare anche la percentuale di intervento.
Allora, la percentuale di intervento, che corregge sbagli del passato, interviene sul miglioramento fondiario, sulle macchine agricole, sull'acquisizione di terreni, sulla ricomposizione fondiaria e sulla infrastrutturazione rurale. Se queste voci le mettiamo insieme, potremo definirle non solo intervento organico in agricoltura, ma la trasformazione dei nostri ovili, dei nostri stazzi, o urriadorgiu, come lo chiamate qui in Campidano, la trasformazione di questi in un tentativo di trasformarle in aziende economiche vere, razionali.
Allora, questo è un intervento complessivo in Sardegna, ha previsto una copertura finanziaria di 50 milioni di euro, dicasi cento miliardi, ma voi dite di no anche a questo. Io penso che spostare nel tempo una cosa del genere, che - è vero - causa un ulteriore indebitamento, ma dall'indebitamento si esce esattamente facendo queste operazioni, non solo in agricoltura; se non si incoraggia la base produttiva, la base produttiva è anche l'agricoltura, se davvero interveniamo nella infrastrutturazione, altra strada non ne conosco. Voi state portando la Sardegna, l'economia della Sardegna in un vicolo cieco assistenziale che porta l'indebitamento, ed aggiuntivo all'indebitamento, altro indebitamento; perchè questo almeno cerca in forma seria di intervenire con la razionalità ad un miglioramento della infrastrutturazione agricola che poi porta naturalmente anche a risorse, sarà in un futuro, ma porta risorse alle casse della Regione, in questo settore, ripeto, ma anche in altri è la strada maestra che voi assolutamente non volete perseguire. Si farà altro, ma a questo punto lo si farà la prossima legislatura e pensiamo di farlo noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che non solo noi, ma forse l'Aula ha l'esigenza, a questo punto dei nostri lavori, di capire come sta andando la situazione contabile. Io so per esperienza, ma perchè è normale che man mano che i lavori della finanziaria vanno avanti, i funzionari, credo sia del Consiglio sia della Giunta, tengono una contabilità di quanto rimane, di quanto si risparmia e di quante sono le risorse disponibili. Chiedo all'Assessore e alla Giunta da un lato e alla Presidenza del Consiglio da un altro lato di voler rendere edotta l'Aula delle disponibilità, perchè questo serve anche per fare le coperture finanziarie, e quindi chiederei all'Assessore di certificare la disponibilità di risorse che ancora rimangono, sia rinvenienti dai tagli alla finanziaria sia da altre giacenze che possono essere disponibili.
La seconda considerazione che vorrei fare, riguarda la legge 21, l'articolo che stiamo discutendo, che è sicuramente un articolo qualificante, si può condividere, non condividere, l'Assessore può non condividere la copertura finanziaria del mutuo, però se ci sono altre risorse che derivano da tagli già effettuati può essere un articolo importante. Questo è uno dei terreni di confronto, quando si parla di investimenti nei settori produttivi, si può discutere, ma allora discutiamo nel merito e dico al collega Vargiu di non litigare col collega Ortu, che... no, no, parlate, parlate, perché questo mi sembra, collega Vargiu, e lo dico agli altri colleghi, un articolo che nella sua struttura è orientato agli investimenti.
Poi naturalmente, se lei intende dire questo, concordo che molte volte gli investimenti sono solo formali, poi vanno a finire a spese di tipo di altra natura, ma questo dipende dalla natura dell'amministrazione che si fa dei fondi, perchè quando l'articolo dice che l'ammontare delle disponibilità recuperate con la concentrazione di mutui è destinato per il 40 per cento alla concessione di aiuti per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario, il miglioramento fondiario è un investimento strutturale; per il 20 per cento per l'acquisto di macchine e attrezzature agricole, le macchine sono un investimento strutturale; per il 10 per cento per l'acquisto di terreni e beni immobili, sono un investimento strutturale; per il 5 per cento per la concessione e per la ricomposizione fondiaria e per il 25 per cento per la concessione di aiuti per le infrastrutture rurali previste; cioè, proprio questo tipo di interventi sono qualificanti.
Quello che bisogna evitare è il trasferimento di risorse da bilancio pubblico a consumo privato, quello che invece bisogna fare è il trasferimento di risorse in sostegno col bilancio pubblico degli interventi strutturali privati, secondo me, aziendali, produttivi, poi si tratta di controllare se questo tipo di interventi viene gestito correttamente o in maniera clientelare; ma questo non dipende da noi, non dipende dal Consiglio, né da me, né da lei, né da quest'Aula.
Noi stiamo cercando di dire, è possibile organizzare un intervento massiccio su una legge che è significativa per l'agricoltura ed evitare la frammentazione e la dispersione? L'ideale sarebbe avere un testo unico, ma siccome il testo unico non riuscite a farlo, siccome giustamente il collega Vargiu dice "Occorrerebbero delle riforme" e sottintende la Giunta non le ha fatte, da quattro anni, anche per conto vostro, allora lavoriamo con le leggi più qualificate che abbiamo; la 21 è sicuramente una delle leggi più qualificate.
Per questo voglio dire, al di là delle forme sulla copertura, io credo che noi possiamo ragionare sui contenuti e credo che l'Assessore ci stia riflettendo, l'Assessore dell'agricoltura immagino, e l'Assessore del bilancio forse è più preoccupato dei risparmi, ma non negherà che noi non lo stiamo aiutando a risparmiare. Ecco, con questi risparmi, credo che interventi qualificanti di questa natura possano essere finanziati e credo che qualifichino la finanziaria, la copertura finanziaria poi concordiamola. Noi avremo nel corso della legge finanziaria e forse anche di bilancio, anzi, senz'altro anche di bilancio, l'occasione di indicare una serie di risparmi; si può risparmiare molto di più sulle consulenze, sulla progettazione, sulla pubblicità istituzionale, ma abbiamo già risparmiato tante opere e credo che dovremo continuare a farlo senza clamori, ma in maniera costruttiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Molto brevemente, Presidente, intanto per annunciare il mio voto a favore dell'emendamento 748. Allora, noi in Commissione agricoltura abbiamo più volte discusso del problema del finanziamento in agricoltura; nella discussione generale io ho avuto modo di ricordare a questo Consiglio, a quest'Aula che siamo in un momento molto particolare, qualcuno lo chiama storico, perchè i prossimi anni, tutti ne siamo convinti, riservano a noi, alla Sardegna, all'Italia, degli appuntamenti molto precisi che riguardano molto l'agricoltura e l'allargamento dell'Europa comunitaria e la liberazione del mercato nel Mediterraneo.
Ora, è evidente che per l'agricoltura sarda, italiana, ma sarda in particolare, se non teniamo presenti questi avvenimenti che stanno lì lì per accadere, e se non teniamo presente della globalizzazione che ormai è inarrestabile e che pone l'agricoltura sarda, le pone l'obbligo di diventare azienda e impresa produttiva competitiva che rimanga sul mercato, noi negli ultimi periodi, negli ultimi anni purtroppo abbiamo avuto delle devastazioni con siccità, alluvioni, epidemie che chiaramente hanno ridotto l'agricoltura sarda in condizioni decisamente precarie.
Io, nella discussione generale, richiamavo questo concetto...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!
DEMURU (D.S.). Noi, e delle cose che abbiamo detto anche in Commissione, crediamo veramente che l'agricoltura in Sardegna possa essere un polo di sviluppo, possa essere un comparto che darà un contributo allo sviluppo della Sardegna, al prodotto interno lordo della Sardegna? Se sì è evidente che dobbiamo mettere nelle condizioni di fare delle imprese che stiano veramente sul mercato, perchè appuntamento con l'allargamento della Comunità Europea vuol dire questo, perchè arriveranno altre nazioni che di agricoltura si interessano e quindi noi dovremo competere, non ci sarà più la possibilità di avere sovvenzioni sufficienti a, come dire, metterci nelle condizioni di competere con queste realtà, e questo è uno dei punti.
Lo stesso libero mercato ci imporrà di competere, quindi questo è il momento non rinviabile di dire "Sì, l'agricoltura per la Sardegna deve rappresentare un polo e un comparto di sviluppo", oppure bisogna prenderne atto ed abbandonarla, perchè questo è il problema.
Allora, perchè sì a questo emendamento? Perchè con questo emendamento ci sono, non dico i presupposti, ma un minimo di presupposto per indirizzare questo comparto nel senso della competizione; quindi bisogna ammodernarlo, questo è il punto. Io ho ascoltato anche il collega Vargiu, ma veramente noi abbiamo già una legge che ci consente, e questo rientra nello spirito di questa legge, questo emendamento. E prima di scadere il tempo, perchè sto vedendo che sta scadendo, voglio dire che è anche un problema di coerenza con le cose che abbiamo fatto in questi tre anni.
Qui anche l'assessore Masala ed anche l'assessore Contu hanno citato le grosse risorse che noi abbiamo in questi ultimi tre anni immesso in agricoltura per finanziare purtroppo le calamità; ma allora, abbiamo sbagliato allora, quando abbiamo messo ottocento miliardi, non so quanti siano, perchè se siamo coerenti è necessario, avendole salvate da un disastro, in questo momento le dobbiamo indirizzare ad una ripresa.
Questo è lo scopo di questo emendamento, ecco perchè il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Granella. Ne ha facoltà.
GRANELLA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, sono spaventato da questo silenzio assordante della maggioranza. Ho visto che ha parlato tutta l'opposizione, tutti i consiglieri della quinta Commissione agricoltura ed ambiente, non ho sentito una voce di un commissario di quella Commissione facente parte della maggioranza. E dire che in Commissione, dentro l'aula della Commissione, nei corridoi, dappertutto si parlava della legge 21, della necessità di rifinanziarla seriamente, della necessità di aiutare gli investimenti in agricoltura. Nessuno ha parlato!
Mi attendo comunque che dopo il mio intervento sia l'Assessore, sia il Presidente della mia Commissione, sia i commissari tutti, Liori, Cappai, Rassu, che hanno sempre parlato in maniera egregia di questa legge 21, che hanno sempre dimostrato la loro dedizione alla causa, il loro interessamento per l'agro, io spero che parlino, che dicano qualcosa anche loro, perchè non credo e non crediamo di essere i soli che abbiano interesse a che la campagna, a che l'agricoltura in Sardegna vada avanti.
Lo stesso consigliere Piana, che è stato valido componente di questa Commissione, mi ricordo che ha sempre detto che la legge 21 va rifinanziata. Ho saputo che ha fatto una nuova campagna di manifesti nella città di Sassari dove dice "Nella città per la città", quindi spero che anche lui non abbia voluto abbandonare l'agro!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento 748, lo farò anche perchè per molti giorni, per molte ore di dibattito, il presidente della terza Commissione ed altri componenti della maggioranza ci hanno accusato palesemente in quest'Aula di non avere proposte.
Questo è uno degli ulteriori esempi che vi presentiamo, forse l'unico nell'ambito della trattazione delle politiche agricole che in qualche modo cerca di dare una risposta; ma, in fondo, noi sappiamo che lo sviluppo quando è casuale è generalmente squilibrato.
Questo avviene quando, come in questi anni, per lunghi anni, la Regione ha cessato di avere la volontà di guidare il settore agricolo, di dare un orientamento, di incidere e di evitare che in materia agricola ci fosse una sorta di cabina dove qualcuno cerca di dirigere all'esterno della Regione le politiche agricole.
In fondo l'assessore Contu ha vissuto un'esperienza importante nel Parlamento europeo, e quindi è a conoscenza di quello che negli anni si è sviluppato, anche in termini competitivi nel settore agricolo, non solo in termini di cesure, di contingentamenti, sapendo che quelle politiche avevano come fondamento quello di ristrutturare dalle base il sistema agricolo e renderlo più competitivo e lanciarlo in una dimensione espansiva rispetto alle aree di produzione, anche intensive. Però, assessore, quando viene meno la politica di investimento si ritorna alla mera cultura dell'assistenza.
Noi in questi quattro anni abbiamo visto sostanzialmente più culture di assistenza che erano quelle che pensavamo con i piani di rinascita di utilizzare per uscire da una fase di stagnazione, di cultura atavica dell'agricoltura, non in termini moderni, e invece quando si è rinunciato a guidare e a investire siamo tornati alla cultura di base.
Questo non potrà che avere delle ripercussioni, le avrà perchè noi non siamo più coloro che possono, nel contesto economico regionale, imporre una regola economica perchè da qui al 2010, e dal 2010 in poi le regole economiche le imporranno altri meccanismi.
Ed allora, questo periodo che ci serviva per preparare il terreno di un'agricoltura che si doveva affacciare alle aree di libero scambio per reggere la competizione, per investire sulla capacità qualitativa, quantitativa e di trasformazione, segna un punto a suo sfavore e credo che questi anni non sono pochi rispetto alla competitività.
Mi spiace dover dirmi in disaccordo con le osservazioni di Vargiu ma, insomma, sostenere che l'alibi per non finanziare investimenti in agricoltura è quello di dire "La priorità in agricoltura è l'acqua", lo si può dire ad un pubblico disattento, ma non lo si può dire ad un Consiglio regionale che ancora non ha visto nessun tipo di connessione logica tra le politiche agricole e le attività e gli atti assunti dal commissario per l'emergenza idrica.
Non mi sembra che l'attività intensiva di incarichi e di consulenze possano in qualche modo incidere sulla politica agricola, per il momento incidono solo su quella lobby di progettazione che non c'era bisogno dell'avvento di Pili per sapere che era presente, stabile, e più che mai viva nella nostra realtà, purtroppo!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, credo doveroso anche l'intervento della maggioranza, di consiglieri che per tanto tempo si sono occupati del settore dell'agricoltura. E poi anche doveroso, vista la citazione del collega Granella, su quanto ha affermato nei miei confronti ed anche nella nuova campagna di manifesti che sto facendo a Sassari.
Devo dire che in un primo momento parlare dell'emendamento 748 poteva sembrare un po' imbarazzante anche da parte della maggioranza, in quanto si è votata all'unanimità nel 2000 la legge regionale 21; doveva e deve essere la legge quadro in agricoltura che sana tutto quello che era stato quel numero di leggi che anche la passata legislatura non era riuscita a risolvere, e a notificare all'Unione Europea.
Però è anche vero che del settore importante dell'agricoltura se n'è parlato, se n'è parlato e lo sta dimostrando, devo dire anche, lo devo riconoscere ai colleghi anche del centrosinistra come quelli del centrodestra, che su questo argomento si sta facendo veramente una buona discussione e devo dire anche trattando in modo approfondito anche le problematiche di un settore produttivo che credo non abbiano né centrodestra, né centrosinistra, né maggioranza né opposizione.
Quindi, devo riconoscere all'Aula, all'intero Consiglio regionale che sta affrontando un argomento, quello dell'agricoltura, che indubbiamente sta a cuore a tutti, e lo sta affrontando anche in un modo pacato, portando tutti nelle rispettive posizioni argomentazioni perchè si migliori interventi anche finanziari a questo settore.
Io devo dire che ero, e lo sono, convinto che la legge regionale 21 di pari passo con le misure dei finanziamenti che giungono dai complementi di programmazione, dai POR, dai bandi, anche questa settimana sull'imprenditoria giovanile si sta pubblicando sul Buras, e quindi ci sono incentivi a questo settore.
Io credo che la legge regionale 21 vada finanziata, io credo che la legge regionale 21 in alcune sue articolazioni doverosamente debba avere copertura finanziaria.
Però capisco anche che l'emendamento 748, così come proposto, nella sostanza lo ritengo giusto, all'interno della copertura finanziaria non possa trovare accoglimento perchè 50 milioni di euro con la copertura di mutuo in questo momento non è possibile.
Allora, siccome il problema agricoltura che può sembrare, da molti interventi che sono giunti da quei banchi, che al centrodestra non se ne sia discusso, io dico che invece nelle riunioni di maggioranza del settore agricoltura se n'è discusso tantissimo; si è discusso tantissimo anche di questa legge, la legge regionale 21 e come trovare la soluzione per finanziarla.
Allora, in molte riunioni di maggioranza, e in molte interlocuzioni con l'assessore di competenza, l'onorevole Contu e l'assessore del bilancio Masala, si è parlato che esistono delle economie in una ricognizione nei settori, e soprattutto negli uffici periferici che sono quelli degli ispettorati agrari, economie per diverse decine di miliardi.
Esiste anche, poi, una situazione che in una ricognizione fatta, sembra che oltre 40 miliardi - ma questo lo chiediamo poi alla Giunta - esistono anche altre economie che sicuramente possono arrivare intorno ai 70-80 miliardi di vecchie lire.
Allora, sicuramente ci vuole qualche mese di tempo perchè venga fatta una ricognizione precisa di queste cifre.
Allora, io quello che chiedo è, assessore Contu e assessore Masala, noi riteniamo e io ritengo, ma ritengo …
PRESIDENTE. Concluda onorevole Piana.
PIANA (U.D.C.). …che la legge 21 debba essere finanziata, allora io vi chiedo di prendere un impegno, un impegno perchè non ci sia centrosinistra, centrodestra, ma come Giunta che fra qualche mese in sede di assestamento di bilancio, in sede di assestamento di ricognizione, ci sia un impegno formale qua in quest'Aula che, a seguito di queste economie che possono andare dai 50 agli 80 miliardi come ci avete sempre detto, possano essere destinate al finanziamento della legge regionale 21.
Assessore Masala e assessore Contu questa è la richiesta e questo è l'impegno che voi dovete prendere formalmente all'interno di questo Consiglio.
Credo poi di poter votare contro l'emendamento perchè ritengo che attraverso altre forme di finanziamento possiamo trovare la copertura finanziaria per quelle cose giuste che sono anche dette nell'emendamento, che sono giuste con la legge regionale 21.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Presidente, io non avevo intenzione di intervenire su questo tema, perchè ci sono compagni e colleghi che hanno competenze molte radicate, approfondite che sono tra l'altro in una relazione con il Governo della Regione, con l'assessore Contu che va sottolineata; nel senso che da una parte l'esperienza dell'assessore Contu ed anche la sua cultura istituzionale, dall'altra la qualità della Commissione agricoltura, ha consentito in questo ambito specifico di instaurare un rapporto che è tra i più corretti, tra i più rispettosi tra Consiglio e Giunta regionale.
Non è nascosto il fatto che sull'agricoltura si siano trovate in molti casi, in casi delicati, in casi importanti, connessioni, condivisioni di vedute, valutazioni comuni, che non nascono per caso. Nascono da una condivisione di cultura istituzionale, da un corretto rapporto e coinvolgimento del Consiglio regionale nelle cose, nei provvedimenti che riguardano l'agricoltura.
Io penso che vada valorizzata perchè siamo in un clima nel quale molto spesso si fanno atti che non sono nell'indirizzo della protezione e della valorizzazione delle istituzioni, e quindi è bene riconoscere questo e riconoscere che nel tempo sia la Commissione nel trovare unità, sia l'Assessore hanno dimostrato di sapere andare oltre le parti per gli interessi del settore.
Adesso questo è uno di quei casi nei quali si può dimostrare che si può andare oltre le parti e per gli interessi del settore; perché, per quello che ho potuto percepire nel merito dell'intervento, nessuno discute sul fatto che in agricoltura ci sono due questioni che vanno affrontate. La prima è che il POR è stato avviato con grande ritardo e ci sono in qualche modo nell'ambito della programmazione del POR delle cose che vanno corrette, perchè non tutti i fondi disponibili sono stati utilizzati, non è stato del tutto utilizzato dal mondo dell'agricoltura ciò che era in qualche modo previsto, e quindi ci sono da fare delle correzioni di rotta.
Il secondo elemento è che l'agricoltura ha bisogno di passare in questa legislatura, se possibile, non aspettare altri due anni, da una fase nella quale si è dentro l'emergenza, si risponde con l'emergenza, ad una fase nella quale si risponde programmando e dando certezze al mondo dell'agricoltura.
Allora, se non ora quando, Assessore? Se non ora, se non in questa finanziaria, quando? Davvero nell'assestamento di bilancio? Davvero nella prossima finanziaria? Se non ora quando? Se davvero, collega Piana, sul mondo dell'agricoltura e sul tema dell'agricoltura avete parlato in maggioranza, se non ora, quando? Se non ora quando passare dall'emergenza alla programmazione? Dall'emergenza che ritarda la spesa, che non dà certezze rispetto allo sviluppo, alla programmazione, che consente alle aziende di scegliere quale sviluppo e di iniziare a organizzare questo settore in vista dei cambiamenti che i programmi europei costringeranno ad attuare e per i quali le nostre aziende non sono pronte, sono indietro, arriveranno tardi, arriveranno tardi al cambiamento delle politiche agricole del 2006, arriveranno tardi e impreparate.
Allora, Assessore, se non ora, quando? E se nel merito centrodestra e centrosinistra manifestano accordo, questo elemento che riguarda la parte economica, insomma, non stiamo parlando di 50 milioni di euro da spendere tutti quanti insieme.
La verità è che stiamo parlando di economie del settore che devono essere rimesse a disposizione del settore per contrarre un mutuo. Se non ora, quando, Assessore?
Adesso serve che le aziende agricole possano contare su elementi di programmazione certa, non in una presupposta modifica di bilancio, assestamento e bilancio che non ci sarà, lo sapete anche voi, o in una finanziaria che sarà soltanto elettorale, più di questa che stiamo correggendo.
Assessore, adesso va fatta la scelta. Se davvero teniamo a questo settore, collega Piana, se davvero teniamo a questo settore, se è una priorità vera anche della vostra maggioranza, non è scommettendo su un ordine del giorno che va bene quando si tratta di parlare di 300 milioni delle cantine del vino, delle cantine sociali, stiamo parlando di un settore strategico di quest'Isola che occupa ancora molte centinaia di persone, migliaia di persone, che occupa un pezzo importante anche simbolicamente della nostra economia.
Allora, se non ora quando? Adesso servono le certezze per programmare, non domani, non è promettendo un ordine del giorno che illuderete o convincerete gli agricoltori; è adesso che bisogna fare la scelta di un mutuo con i soldi dell'agricoltura che ritornino all'agricoltura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, non perchè volessimo stare silenziosi, perchè dei problemi dell'agricoltura abbiamo parlato molto in quest'Aula e in Commissione, non ci rimangiamo assolutamente niente di quello che è stato detto.
E quindi, dell'importanza della legge regionale 21 ne siamo convinti, ne siamo convinti tutti, e siamo convinti tutti, l'abbiamo detto e lo ripetiamo che nove milioni di euro siano sicuramente insufficienti. Su questo credo che non ci siano assolutamente problemi, quindi non ci sono primogeniture, non ci sono fughe in avanti.
La necessità che l'agricoltura sarda venga modernizzata, quindi che si facciano tutti quegli investimenti necessari in vista - come ha detto qualche collega - dell'apertura nei riguardi di molti paesi dell'est, dell'Unione europea, credo che sia importante, se vogliamo essere competitivi.
Allora, cari amici, dobbiamo trovarla una soluzione! Io sono uno di quelli che ha partecipato a molte riunioni con le associazioni imprenditoriali, l'ultima con la CIA, con i componenti la CIA.
Ho detto che io ero disponibile per vedere, ho detto però anche, mi si deve dare atto, quando ci parlavano di cento miliardi che io non potevo mettere in quell'emendamento quella firma perchè non sapevo se era possibile trovare così di colpo cento miliardi, visto - e ce lo siamo detto e ce lo dobbiamo ripetere - che in questi anni sono stati spesi, direi, oltre mille miliardi per quanto riguarda l'agricoltura, per tutte quelle emergenze. E a questo proposito voglio dire ad un collega che stamani intervenendo questo primo pomeriggio, probabilmente stamani, intervenendo, dicendo che stiamo usando, che abbiamo usato anche le calamità per fare clientele.
Be', io non credo che siamo così potenti col padreterno per far sì che faccia venire tutte queste calamità per poter fare clientele. Voi sapete che in quest'occasione clientele e in questo argomento clientele non se ne possono assolutamente fare.
Ed allora, io le dissi, ripeto, queste cose, però io credo che anche in questo momento ancora, onorevole assessore Masala, onorevole assessore Contu, credo che possiamo essere nelle condizioni di poter dare una qualche risposta, che potrebbero non essere assolutamente 50 milioni di euro, perchè io l'ho detto per me erano molti, quando si chiedeva non perchè non ci voglia, perchè ci troviamo indubbiamente in una soluzione; però io credo che ci debba essere in questo momento un atto di buona volontà.
E allora, io non so che cosa ci dirà da questo momento in poi l'assessore Masala, però io credo che se fosse eventualmente opportuno, così soprassedere per un attimo, anche alla votazione di questo emendamento per vedere esattamente se è possibile trovare qualche cosa, perchè credo, ne sono certo, ecco perchè non sono zitto, non sono stato zitto, parlo quando so che bisogna parlare, che nove milioni di euro siano sicuramente insufficienti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Per dire che anch'io esprimo il mio voto favorevole all'emendamento 748, anche perchè questo emendamento va nella direzione giusta delle cose che abbiamo sempre sostenuto sulla necessità di una maggiore attenzione per il comparto agricolo e che debbo dire, anche l'assessore Contu che io ho avuto diverse occasioni di poter assistere a incontri suoi nei territori interni della nostra Regione, dove appunto manifestava la necessità di un'attenzione diversa da parte del Consiglio regionale, ma in particolare da parte della sua maggioranza per quanto concerne l'Assessorato da lui gestito. E lui appunto diceva costantemente che era necessario un'attenzione, un sostegno diverso per garantire anche risorse più adeguate da destinare al suo comparto.
Debbo dire che la finanziaria, l'articolo 8, che altri colleghi hanno avuto modo di evidenziare, praticamente, non va assolutamente nella direzione sostenuta e nell'auspicio dell'assessore competente Contu, ma addirittura io credo che ancora più grave ed ancora più evidente la disattenzione, la scarsa attenzione, lo scarso interesse che questa maggioranza manifesta nei confronti del comparto dell'agricoltura. Se noi andiamo a scorrere le poste contenute nel bilancio relative ai singoli capitali dell'Assessorato all'agricoltura, noi ne vediamo veramente delle belle! Cioè, se noi andiamo a scorrere vediamo che i capitoli sono nella quasi totalità azzerati o fortemente diminuiti; io potrei leggerne qualcuno, così per dire come questi capitoli sono stati concepiti guardando per esempio nel concorso per il pagamento degli interessi sui mutui di miglioramento fondiario da tre milioni 650 mila euro a zero; contributo alle cooperative agricole di garanzia in concorso Fidi da un milione 292 mila euro a 517 mila; il capitolo 06.103 relativo agli indennizzi per i danni subiti dalle aziende agricole per eventi calamitosi da un milione di euro a zero; il capitolo contributi alle associazioni regionali allevatori della Sardegna da 9.038 mila euro a 8 milioni e 586 mila, contributo all'associazione allevatori per la attuazione del programma annuale riguardante la tenuta dei libri genealogici da sette milioni 370 mila euro a zero; spese per la realizzazione di azioni da effettuare al fine del miglioramento qualitativo della produzione di olio di oliva da 261 mila euro a zero; contributi nel comparto poi per quanto riguarda il settore dei contributi ai consorzi di bonifica, che tra l'altro qui non esiste neanche il problema relativo che è stato spesso sollevato degli aiuti di Stato, vediamo che anche qui ci troviamo di fronte ad una drastica riduzione dei trasferimenti ai consorzi di bonifica che incidono direttamente nelle aziende relativamente al costo dell'acqua; il finanziamento delle opere di completamente di interventi infrastrutturali da 10 milioni 83 mila euro a zero. Bene, in ultimo la legge 21 ha la bellezza, questa legge sulla quale tanto ha insistito la Giunta regionale, l'assessore Contu allora non c'era, ma certamente era uno dei maggiori propugnatori per l'approvazione di questa legge, che fosse conforme a quelle che sono appunto le direttive comunitarie - ha la bellezza di un milione 583 mila euro, cioè di tre miliardi.
Assessore, io credo che lei ha ragione a chiedere il nostro sostegno, però qui sarebbe ora anche che alle cose che andiamo a dire che lei via a dire in giro, ci sia anche da parte dell'Aula e da parte della sua maggioranza una risposta coerente a questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Io ho sentito un po' tutti i colleghi e credo che la voce sia univoca. Io non penso che ci siano delle priorità in agricoltura; l'agricoltura è tutta una priorità, lo è sempre stato! E lo sarà anche in futuro.
Nel mio precedente intervento ho detto alcune cose che ritengo siano state poi riportate anche da colleghi della minoranza, dell'opposizione, anzi della maggioranza perchè pare che la maggioranza ormai sia dall'altra parte e e non da questa parte.
E cioè, che ci vuole coraggio, il coraggio delle scelte.
E` vero che a breve noi avremo nel nostro mercato comune europeo giustamente l'ingresso dei paesi dell'est che ci daranno filo da torcere, non fosse per altro per l'importo dei costi di produzione che loro hanno dei loro prodotti che sono senz'altro sensibilmente inferiore ai nostri, per cui la competizione sarà senz'altro a nostro sfavore.
Ma per poter combattere e per poter contrastare questo nuovo mercato a partire da qualche anno, è necessaria una completa programmazione ex novo in agricoltura, quindi fare delle scelte, quindi la Regione Autonoma della Sardegna deve decidere quali sono effettivamente le linee di sviluppo socio-economico sulle quali punta e sulle quali va a mirare, turismo per esempio, l'agricoltura, la piccola media impresa, la industria chimica leggera, compatibile e quant'altro.
Fatto questo, in queste direttrici deve buttare i flussi finanziari necessari affinchè si arrivi a questo contatto in maniera equilibrata e non perdenti in partenza, non fosse per altro per la specificità che la nostra economia agro-pastorale, così come ho detto nel precedente intervento, ha in Sardegna.
Detto questo, è chiaro che si è molto perplessi e ci fanno pensare moltissimo le argomentazioni che sono state ad una ad una riportate su questo emendamento.
Credo che l'assessore in prima persona ne abbia a soffrire più degli altri, perchè in prima persona è lui che dovrebbe e deve dare risposte al mondo agro-pastorale.
Ognuno di noi dà il proprio contributo o tenta di darlo: chi poco, chi meno, chi niente. Io, per quanto mi riguarda, sono coerente con quello che ho sempre affermato e detto e lo sono tutt'ora.
Credo che su questo emendamento dovrò astenermi, poichè giustamente non andrò contro quello che è l'indirizzo della Giunta che senz'altro motiverà e ha motivato la sua scelta del no, non scendo in disquisizioni di natura economica e finanziaria sull'imputazione di spesa che è stata proposta in questo emendamento, in quanto lascio le lezioni di economia agraria o di economia politica ad altri; ritengo che ci sia una carenza legislativa all'origine, parlo della legge finanziaria, poichè puntare tutto sugli interventi dei POR non è assolutamente una giustificazione, l'ho detto dall'inizio, e che quindi questa coerenza, in qualche maniera avrebbe dovuto essere sopperita non solo dall'opposizione ma anche dalla maggioranza, ma anche dalla maggioranza, e principalmente anche con maggiore attenzione da parte della Giunta, se la Giunta non si fosse abbarbicata su determinati dogmi e su determinate scelte che impediscono di fatto anche alla maggioranza in qualche maniera di poter intervenire obiettivamente con equilibrio in maniera costruttiva su determinati argomenti.
Ribadisco quindi quanto detto, mi associo alle perplessità dei colleghi che mi hanno preceduto, mi rammarico di non poter esprimere se non il mio voto di astensione su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La nobiltà dello scopo purtroppo non muta la realtà dei fatti, nel senso che il 748 comporta certamente un nuovo indebitamento che si aggiunge a quello previsto dall'articolo 1.
Il problema non è tanto quello dell'aumento dell'indebitamento, quanto quello di garantire la capacità della Regione di pagare le rate di ammortamento perché, come io ho dimostrato in più occasioni, siamo al limite della sopportabilità e quindi non è possibile contrarre altri mutui, tant'è che anche quando si è parlato dell'articolo 18, noi anche di questo abbiamo tenuto conto nel fare il conteggio.
Relativamente alle anticipazioni che sono state fatte al bilancio di previsione della spesa della sanità, utilizzando rimborsi dell'Assessorato all'agricoltura, occorre tenere presente che i rimborsi sono rimborsi, sono anticipazione regionali, quindi rientrano in gioco, non sono di esclusiva pertinenza di quell'Assessorato, però anche le anticipazione che noi facciamo per l'Assessorato alla sanità in realtà ci consentiranno di avere dallo Stato ulteriori rimborsi per 120 milioni per il 1998 e credo altri 130 milioni per gli anni successivi; per cui noi riceveremo, dopo questa anticipazione che facciamo utilizzando le risorse per la sanità, riceveremo dallo Stato altri 250 milioni che evidentemente verranno utilizzati per le esigenze, comprese quelle dell'agricoltura. Mi pare che sia abbastanza semplice come ragionamento.
Allo Stato, noi abbiamo - e quindi confermo quello che ho detto in Commissione e che ho ripetuto - che esiste la disponibilità della Giunta a contrarre anche mutui per il sostegno delle spese per l'agricoltura e quindi per il rifinanziamento della 21, nei limiti delle economie di bilancio, cioè l'assessore Contu ha già detto stamattina, ha già rastrellato circa 60 miliardi dalle leggi vecchie in conto residui che però non possono essere utilizzati subito, ma devono diventare necessariamente economie di bilancio.
Ora chi conosce queste cose sa che io sto dicendo, sotto il profilo tecnico, la verità.
Le economie di bilancio determinano una diminuzione dell'indebitamento che risulterà soltanto al rendiconto, quindi all'atto della compilazione del rendiconto noi avremmo contezza esatta del livello di diminuzione dell'economia e quindi del tasso di indebitamento e in quella sede si può fare il mutuo integrativo per questa cosa. E` questo che io ho detto, l'ho detto prima, l'ho detto adesso e quindi, siccome noi, anche perchè dovremmo ricevere queste risorse dall'amministrazione centrale, come ho detto prima, quest'anno dovremmo necessariamente fare un assestamento perchè dobbiamo allocare le risorse che provengono dallo Stato in termini di rimborsi, quindi in quella sede possiamo tranquillamente integrare i finanziamenti per la legge 21, i quali ad oggi non sono uguali a zero, come pare di capire da questa cosa, perchè: primo, occorre tener presente che noi abbiamo giustificato sulle risorse POR, 18 milioni di euro che erano previsti per le infrastrutture dell'agricoltura e che amministrativamente si stanno preparando gli atti, vanno destinate a finanziare la legge 21; quindi la legge 21 ha in questo momento 21 milioni di Euro ai quali si aggiungono i 9 milioni di euro che vengono trasferiti con l'emendamento che è già presentato al bilancio, quindi sono 37 milioni di euro che sono in questo momento nella disponibilità della legge 21, il che significa circa 54 miliardi di lire che, come spiegherà successivamente - credo in dichiarazione di voto, anche l'assessore Contu - sono più che sufficienti per fronteggiare in questo momento le esigenze che sono intervenute in questo settore.
Il mio voto all'emendamento è contrario per queste ragioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, dopo gli interventi che si sono succeduti anche da parte della maggioranza, mi sembra di poter affermare che sulla necessità di intervenire nel settore dell'agricoltura ci sia la massima convergenza. Ci si scontra, e il limite all'attuazione è dato proprio dei tempi in cui questo problema si pone e dalle disponibilità di bilancio che in questo momento impediscono di poter dare soluzione al problema. Noi sappiamo che l'agricoltura è un settore travagliato che ha bisogno di un sostegno fortissimo, continuo, e questa non è una situazione che emerge e che si appalesa oggi nella sua triste realtà, è una condizione che ci riportiamo avanti nel tempo, ma per volerlo limitare diciamo che è un problema che l'autonomia regionale, dal '48 ad oggi, ha sempre affrontato, è sempre intervenuta ma con risultati che tutto sommato non hanno dato gli esiti sperati e cioè quello di avere un settore fortemente competitivo, un settore in grado di assicurare all'economia regionale quel sostegno per favorirne la crescita e lo sviluppo. Quali sono le cause? Prima di tutto metterei le condizioni geo-morfologiche della nostra Isola non disgiunte dalle condizioni climatiche ed a queste, fatto estremamente ed esclusivamente naturale sul quale evidentemente l'attività umana poco può, c'è da aggiungere l'attività politica, senza voler tornare indietro nel tempo e senza voler fare polemiche sterili che non servono a niente, perchè il problema si vuole affrontare senza fare polemiche sterili, perchè il problema si vuole affrontare, si vuole risolvere, però se guardiamo la storia ci rendiamo conto che anche con la buona volontà e la buona fede di tutti, che non si mette in discussione, questo problema non è giunto a soluzione.
Mi sembra che l'Assessore della programmazione e l'assessore Contu abbiano individuato un percorso, una strada agevole da seguire che, anche se non nell'immediato, ma in tempi molto prossimi, può dare almeno parziale soluzione al problema, con l'individuazione delle risorse che servono a rifinanziare la legge 21, che si è dimostrata legge abbastanza idonea ad affrontare il problema, anche se, qui va detto, in ordine a questa legge probabilmente un approfondimento in Commissione, ed ecco qua la richiamata, non mai troppo richiamata necessità dei passaggi nella Commissione di merito per il giusto approfondimento dei problemi, cosa che invece in questa fase si tende completamente a superare con una sorta di norma che non voglio definire intrusa, ma che sicuramente scavalca la competenza specifica, perché quando nell'emendamento si dice che si interviene nella ripartizione dei fondi in determinate direzioni, stabilendo percentuali e priorità, probabilmente oggi questo aspetto l'Aula non l'ha approfondito, non l'ha esaminato e ritengo, invece, che ci sarebbe la necessità, proprio nella sede competente, di entrare nel merito di queste ripartizioni perché, viste in un ottica diversa, possono anche dare frutti differenti.
Quindi le risorse ci sono in prospettiva e sono quelle che sono state individuate dall'assessore Contu, reperite da residui di leggi di settore non notificate, che non possono funzionare e che rimangono e continueranno ad essere residui, ma per essere attratti al sistema della spesa, devono necessariamente passare attraverso il rendiconto dell'esercizio 2002. A quella data noi avremo le risorse disponibili, cospicue per quanto sono state indicate dall'Assessore, e non è vero - rivolgendomi al collega Lai - che le risorse che si recuperano devono servire per finanziare i mutui, perché le risorse che si recuperano sono disponibili e sono immediatamente stanziabili e spendibili. La speranza è che di questi residui ce ne siano tanti quanti bastano per dare un'adeguata copertura finanziaria alla legge.
C'è stato anche l'impegno dell'Assessore della programmazione che si è pronunciato dicendo che laddove il recupero di queste risorse non fosse tale, in assestamento, per coprire la dotazione finanziaria della legge nella misura che si riterrà congrua, per la differenza, anche in virtù di quelle altre risorse che arriveranno dallo Stato, si potrà intervenire con l'accensione del mutuo. Ecco perché, pur accogliendo nella sostanza l'emendamento, ritengo che in questo momento il parere non possa che essere sfavorevole.
ORTU (R.C.). L'ha già dato il parere.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Coerente, però, coerente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Presidente, qualche mio collega commenta: "Pure Morittu parla di agricoltura". Ne parlerò brevissimamente intanto per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento, e lo faccio davvero per motivi non di schieramento ma esclusivamente di merito; motivi che sono stati abbondantemente illustrati, direi anche puntualmente illustrati prima dall'onorevole Marrocu e poi anche dall'onorevole Alberto Sanna e da tanti altri dell'opposizione che si sono espressi favorevolmente all'accoglimento di questo emendamento. Ma non di meno si sono espressi favorevolmente all'accoglimento, seppure con sfumature diverse, molti esponenti di questa maggioranza e in primo luogo il Presidente della Commissione agricoltura.
Dicevo, il mio voto è motivato dal merito, ma perché tutti hanno detto, per ultimo anche l'onorevole Balletto, che è necessario un intervento strutturale in agricoltura, non un intervento a pioggia. Io sono d'accordo con l'onorevole Vargiu, gli interventi a pioggia che hanno caratterizzato molto della politica agricola vostra di questi anni sicuramente non hanno inciso favorevolmente a superare quelle cause strutturali che richiama nel suo intervento l'onorevole Balletto, ma anche lo stesso onorevole Vargiu. La questione delle infrastrutture, delle risorse idriche, per esempio, insomma un emendamento precedente, che pure era un emendamento semplicemente di indirizzo, non un emendamento di spesa, richiamava questo tipo di interventi a valere sui fondi del POR. Ma voi avete ritenuto, in primis l'onorevole Assessore, che le norme di indirizzo equivalgono a una sorta di ordine del giorno e quindi sono un po' acqua fresca, sbagliando, secondo me, e poi a niente vale addurre le stesse argomentazioni per dire no, invece, a un emendamento che interviene in maniera strutturale nei confronti dell'agricoltura andando a sostenere alcune azioni che davvero possono costituire certamente non azioni esaustive per lo sviluppo tout court dell'agricoltura, ma certo per dare una maggiore forza.
Secondo me a niente valgono o comunque non mi convincono le argomentazioni addotte dall'assessore Masala, e riprese poi dall'onorevole Balletto, circa il limite di indebitamento e quindi l'impossibilità di addivenire ad approvare questo emendamento, che pure si ritiene giusto nella sostanza, perché vi è un'impossibilità di natura economico-finanziaria. Ma se è vero come è vero che vi sono economie che vanno dai 70 agli 80 miliardi di vecchie lire, accertate a palmi dall'Assessore dell'agricoltura, insomma si tratta, secondo me, non di assumere un vero e proprio mutuo, ma di fare una sorta di prenotazione di debito. Questa sì che è una vera e propria prenotazione di debito, perché a fronte di questa prenotazione vi sono economie non accertate formalmente, ma accertate in maniera ufficiosa. Ma allora il problema non è quello del debito, il problema non è quello delle risorse, il problema è allora che l'emendamento è di una parte politica e seppure si conviene non gli si vuole dare questo titolo. Ma così io credo che davvero non ci possa essere confronto all'interno di questo Consiglio. Vi è stata la disponibilità di tutti ad andare incontro a queste esigenze che si ritengono fondamentali per lo sviluppo di un comparto importante dell'economia isolana, da tutti peraltro conclamata, questa importanza, io davvero non vedo le ragioni capziose addotte dall'assessore Masala in questa occasione.
Un'altra considerazione: il tempo non è una variabile indipendentemente, l'agire oggi può essere utile e può davvero costituire una risorsa importante per lo sviluppo dell'agricoltura; agire da qui a un anno sicuramente gli effetti saranno inferiori. Allora non si tratta di assumere un vero e proprio mutuo, si tratta invece di recuperare oggi le economie che si verranno a concretizzare domani. In ultimo, Assessore, mi consenta, io ho partecipato insieme a lei a un convegno interessantissimo sulla qualità dell'agricoltura, nella fattispecie la qualità dell'olio d'oliva nel Nord Sardegna, e in quella occasione lei ha non solo manifestato interesse per quell'iniziativa, ma ha assunto anche impegni per dare impulso all'economia agricola della Sardegna. Credo che lei davvero non possa disattendere gli impegni che a Sennori, alle 2 della mattina, a Sant'Anna Arresi alle 19 del pomeriggio ha sicuramente assunto anche a Sant'Anna Arresi. Insomma questo emendamento mi pare che sia davvero un atto concreto per mantenere gli impegni assunti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.-S.U.). …anche perché di olio di oliva bisogna intendersene, comunque Sennori è gran produttore, quindi l'onorevole Morittu ne parla di sicuro con cognizione.
Prendo la parola intanto per esprimere il voto favorevole a questo emendamento da parte del Gruppo e naturalmente per utilizzare il tempo che, nell'esprimermi su questo emendamento, è giusto utilizzare ancora per questo settore, di cui poco si è parlato durante questa finanziaria e credo che dopo questo emendamento probabilmente non se ne parlerà e non se ne parlerà per un pezzo.
Stamani, quando ho preso la parola per esprimere la mia astensione ....
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Scusi onorevole Masia, possono prendere posto i colleghi per dare l'opportunità al collega Masia di continuare?
MASIA (S.D.I.-S.U.). Grazie, Presidente. Quando ho preso la parola stamani, per esprimere l'astensione al voto sull'articolo, naturalmente l'abbiamo fatto anche perché ritenevamo e riteniamo che non si possa sparare sulla Croce Rossa, perché questo poi alla fine ci sembra di avere davanti, nonostante i numeri che ci riporta l'assessore Masala. Eravamo anche convinti e coscienti del fatto che con questo emendamento, per il quale poi si è fatto pure uno sforzo per arrivare a sintesi, era probabile che si sarebbe potuta aprire una breccia e una opportunità per fare in modo di dare delle risorse a questo importante settore, attraverso una legge che, così come è stato detto ed è condiviso, è una buona legge che può sicuramente dare risposta a questo settore. Invece che cosa abbiamo visto durante questo dibattito? Abbiamo visto che tutti sono d'accordo, condividono questa grande esigenza, qualcuno dice: "Magari adesso non è possibile farlo, vediamo cosa si può fare dopo, con l'assestamento" (chissà poi quand'è che questo assestamento potrà essere fatto, visto che è da tanto che non se ne fanno), e qualcun altro, e qui è il Presidente della Commissione che ha preso la parola, invita invece la Giunta, invita l'assessore Masala, che fa parte pure del suo partito, e l'assessore Contu a vedere di fare uno sforzo perché davvero uno sforzo dev'essere fatto nei confronti di questa legge e di questo importante settore.
Io ho sperato che ci fosse un'apertura, naturalmente l'emendamento chiede un'entità importante, chiede 50 milioni che probabilmente non sono nemmeno sufficienti per dare una risposta, però è anche vero che la risposta mi pare che sia di totale chiusura, nonostante ci sia la buona volontà, nonostante per questo ci siano delle aperture all'interno di questa maggioranza che ci avrebbero dovuto far sperare. Esprimo ancora un altro concetto, che di sicuro dovrebbe emergere, ed è questo: mi sarei aspettato, e io in conseguenza mi sarei comportato, se da parte dell'assessore Contu o dell'assessore Masala, in questo caso, ci fosse stato un approccio a questo emendamento in maniera diversa, nel senso che avrebbe potuto dire all'opposizione che spinge tanto verso questa opportunità, che poi è un'opportunità che farebbe anche comodo, io credo, all'Assessore dell'agricoltura, che non è possibile prevedere ulteriori importanti risorse in questo momento perché è in itinere un importante progetto che metterebbe la Sardegna probabilmente al passo con quelle che sono importanti realtà che ci è dato pure di conoscere, relativamente a quelle che sono le opportunità, appunto, che l'agricoltura può dare.
Noi abbiamo visto importanti regioni del nostro paese, ma anche dell'Europa che ci dà degli esempi notevoli, dove questo settore si sta dimostrando un settore non strategico, come lo diciamo noi qui in Sardegna soltanto a parole, ma strategico davvero per quelle che sono le risorse, per quelle che sono le opportunità, per quelle che sono le risposte che può dare non solo all'occupazione, ma anche alla ricchezza che un territorio sicuramente ha e che può restituire.
Se fosse questo io direi: aspetto, perché voglio conoscere questo progetto che ci sta promettendo, perché è probabile che ci può far vedere, magari illudendoci, una grande opportunità, e invece non è così. Io ho sentito anche del buon rapporto che c'è da parte dell'opposizione verso l'Assessore dell'agricoltura, che è capace, che ha una grande esperienza, però mi pare di poter dire che lui fa parte di questa maggioranza e con questa maggioranza mi pare si stia comportando, sta cioè esprimendo quelle che sono le solite cose, e cioè nessun progetto, nessuna proposta, l'opportunità di poter pietire attraverso l'opposizione quello che la maggioranza non gli dà, quello che questa maggioranza non ha capito dove vuole indirizzare, per cui continuiamo in una situazione dove solo chi ha più forza spinge e riesce ad ottenere. L'esempio dei 5 miliardi, che sono un terzo di quello che in questo momento è disponibile per la legge 21, sono finiti poco fa verso un Consorzio di bonifica attraverso un emendamento che è passato, se vogliamo, così velocemente che nessuno se n'è accorto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Credo che come consigliere possa fare una dichiarazione di voto. Io vorrei, onorevole Presidente e onorevoli colleghi, cercare di riportare la discussione in termini un po' più chiari. Mi pare che sia apparsa nell'Aula l'evidenza, la necessità, direi, che la famosa legge 21 venga finanziata. Perché dev'essere finanziata la legge 21? Dev'essere finanziata perché è una legge quadro, cioè è una legge che riassume altre dieci o dodici leggi, che, per non essere state notificate o altro, non sono state in condizioni di essere attuate. Tanto è vero che io mi sono trovato in questa situazione: ho molti residui e vengo spesso accusato del fatto che l'Assessorato all'agricoltura ha molti residui, ma ce li ha perché non ha potuto attuare queste leggi, e a fianco di questi residui non ho invece una lira o quasi per la legge 21.
Allora, ben sapendo come avvengono le cose in questo mondo, mi sono perfettamente reso conto che andare a chiedere altri soldi diventava estremamente difficile, poiché tutti qui chiedono soldi, non solo per l'agricoltura, ma per i lavori pubblici, per il turismo, per la pesca, per gli elettrici, per gli operai, per i lavoratori e così via, per cui sono arrivato a questa conclusione: aiutati che il ciel t'aiuta! Allora mi sono preoccupato di recuperare, per quanto era possibile, residui delle leggi passate non attuabili, facendo un'operazione per la quale ad oggi ho già recuperato circa 60 miliardi di lire. Infatti, quando è stato presentato l'emendamento di sintesi Sanna[S1] -Capelli, io ho accettato questo emendamento, perché? Perché attraverso questo emendamento la mia speranza era, poiché qui dice che l'Amministrazione regionale provvede a effettuare una revisione dei residui attivi e passivi del bilancio e che i residui passivi, a seguito della revisione vengono eliminati per insussistenza sono disimpegnanti e quindi non possono essere riutilizzati, si è detto in questo emendamento: "Le disposizioni non si applicano alle economie accertate sullo stato di previsione dell'Assessorato dell'agricoltura, ma queste economie vengono riprogrammate per gli interventi previsti dalla legge numero 21". Devo dire che, se questo emendamento che il Consiglio regionale ha approvato, fosse tecnicamente applicabile, io mi ritengo soddisfatto, perchè? Perchè sono convinto di avere tra le diverse pieghe dei bilanci passati una cifra che certamente assomiglia a 100 miliardi; ne ho già recuperato 60, ma il recupero è ancora in corso, è mia intenzione fare un atto di coraggio e far abolire da questo Consiglio tutte le diverse decine di leggi che ormai sono inutili perchè passate in desuetudine e non si possono più applicare, e quindi utilizzare attraverso questo emendamento, che è passato in Aula, i residui e le economie (?). Poi scopro qua, parlando con i colleghi consiglieri regionali, privatisticamente ed anche in Aula, che questo emendamento, nonostante sia stato approvato dal Consiglio regionale, è di difficile attuazione, qualcuno addirittura mi dice che è illegittimo.
Allora certamente mi preoccupo, perchè - ripeto - io sono in condizioni quasi di autofinanziare senza andare a scocciare nessuno, tanto per parlarci fuori dai denti, ma se questo emendamento è illegittimo, come si dice, è chiaro che l'operazione di recupero non si può fare. Allora è chiaro che bisogna trovare un altro strumento e lo strumento può essere certamente il mutuo. Ripeto, ho già recuperato 60 miliardi ma con l'avanzare dei giorni e dei mesi conto di recuperarne ancora. Quindi, in fondo, i soldi ci sono, ma se da un punto di vista tecnico l'Assessore del bilancio mi dice: "Questa operazione va bene, però non si può fare in questo momento perchè queste economie non sono state ancora accertate formalmente, e questo è vero perchè io le conosco, me le sono fatte perfino dare dalla Ragioneria regionale, però formalmente non sono accertate perché si accertano eventualmente in un assestamento di bilancio; se l'Assessore del bilancio mi dice che questa operazione non si può fare qui, ma si può fare solo in assestamento, certo a me non piace, preferirei che si facesse qui, ma se c'è un impegno formale in quest'Aula che queste somme che sto recuperando non andranno nel calderone generale, ma verranno invece recuperate attraverso l'assestamento di bilancio a favore della legge 21, io mi dichiaro ugualmente soddisfatto.
CUGINI (D.S.). Ti sei arreso Felicetto!
SECCI (La Margherita-D.L.). Bravo!
OPPI (U.D.C.). Lasciali perdere!
PRESIDENTE. Colleghi!
(Interruzione del consigliere Manca)
Onorevole Manca su che cosa vuole intervenire? L'Assessore ha già detto come vota, mi sembra di capire.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ha ragione non l'ho detto, l'onorevole Contu ha una lunga esperienza politica…
PRESIDENTE. No, Assessore Contu, dichiari il suo voto e basta, per cortesia.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. …e se è qua da questa parte, vota come vota questa parte, perchè ha sempre votato secondo quello che fa la sua parte, anche quando non gli piace!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Assessore Contu.
CUGINI (D.S.). E adesso come vota? Gli faccia dire come vota!
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione.
(Interruzione del consigliere Selis)
Onorevole Selis, lei è già intervenuto, stiamo votando, la prego! E` su questo argomento?
SELIS (La Margherita-D.L.). Sull'ordine del giorno. Non è un intervento, solo trenta secondi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Lo posso fare anche dopo, ma lo annuncio qua, quando noi chiediamo una cosa, chiunque di noi, maggioranza o opposizione, alla Giunta o al Consiglio, non è un dialogo tra sordi, sennò non ci comprendiamo, abbiamo chiesto, l'ho chiesto io, l'hanno chiesto altri, di sapere qual è la giacenza delle risorse rinvenienti dai tagli e dagli emendamenti. Mi serve per capire come devo votare, non mi serve per un fatto di curiosità.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Selis. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per la verità è la prima volta, dopo otto anni o nove che sono qua, che sento fare una domanda di questo genere, perchè mai è stata detta una cosa di questo genere. In ogni caso, siccome io ...
SELIS (La Margherita-D.L.). E' legittima o no?
OPPI (U.D.C.). C'è sempre una prima volta.
MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'è sempre una prima volta. Onorevole Selis, le risorse disponibili sono esattamente quelle che sono indicate nell'articolo 3 e nell'articolo 8 della finanziaria medesima che sono gli articoli...., fatta eccezione di due milioni e mezzo che sono già utilizzati con gli emendamenti precedentemente votati. Articolo 3 ed articolo 8.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione. Sull'emendamento di sintesi numero 748, sintesi del 360 e del 74. E` stato chiesto il voto elettronico palese.
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale, avanzata dal consigliere ORTU, i consiglieri SCANO, PINNA, PIRISI, MORITTU, CUGINI, VASSALLO, PUSCEDDU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico palese, dell'emendamento di sintesi numero 748, sintesi del 360 e del 74.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: CAPPAI - RASSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 74
Astenuti 2
Maggioranza 38
Favorevoli 35
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Si dia lettura dell'articolo 11.
(Interruzione del consigliere Spissu)
Onorevole Spissu, prego, su che cosa?
SPISSU (D.S.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Per ricordare a lei che avevamo sospeso l'articolo 9 per esaminare il 10, con l'impegno di riprenderlo alla conclusione della votazione sull'articolo 10.
PRESIDENTE. Va bene, allora riprendiamo dall'articolo 9. Ricordo ai colleghi che, per quanto attiene l'articolo 9, siamo in fase di votazione a partire dall'emendamento 153 soppressivo totale, pagina 155.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Per chiedere la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento soppressivo 153 è stato chiesto il voto segreto. Invito i colleghi a prendere posto.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 153 soppressivo.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 37
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale 154, pagina 156.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Sul 154 è stato chiesto il voto segreto. Invito i colleghi a prendere posto.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 154 soppressivo.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 37
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione… Onorevole Pittalis, su che cosa?
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Pensavo che avesse già richiamato l'emendamento successivo e volevo intervenire.
PRESIDENTE. Per cortesia, stiamo mettendo in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 155.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto sull'emendamento numero 155. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). (?) qua in questa sede, in quanto il comma 2 e il comma 3 di questo articolo la Giunta aveva dichiarato la volontà di ritirarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, siamo in sede di votazione segreta per quanto riguarda il 155, quindi se i colleghi prendono posto. Onorevole Pittalis, per l'astensione? Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Sì, per dichiarare l'astensione del Gruppo di Forza Italia in relazione al secondo comma dell'articolo 2. Questa è l'indicazione che ci viene dai banchi della Giunta e coerentemente il Gruppo di Forza Italia si attiene a questa indicazione.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 155.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 75
Votanti 45
Astenuti 30
Maggioranza 23
Favorevoli 41
Contrari 3
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FLORIS - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Si sono astenuti: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CONTU - CORONA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU.)
Si sono astenuti dal voto: Amadu Salvatore, Biggio Luigi, Corona Giorgio, Frau Antonio Maria, La Spisa Giorgio, Locci Giovanni, Murgia Bruno, Pilo Maria Giuseppina, Rassu Nicolò, Scarpa Luigi Beniamino, Balletto Giorgio, Cappai Antonio, Fantola Massimo, Giovannelli, Licandro, Lombardo, Onida, Pirastu, Sanna, Usai Edoardo, Biancareddu, Contu, Fois, Granara, Liori, Masala, Pili, Pittalis, Satta, Vargiu Pier Paolo.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale 156. Onorevole Fadda, su che cosa vuole intervenire?
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Per dichiarare l'astensione del Gruppo di Alleanza Nazionale e della maggioranza.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 156.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 38
Astenuti 36
Maggioranza 20
Favorevoli 38
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Si sono astenuti: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU.)
Si sono astenuti dal voto: Amadu, Cappai, Contu, Diana, Frau, La Spisa, Liori, Masala, Pili, Pisano, Rassu, Scarpa, Balletto, Carloni, Corda, Fantola, Giovannelli, Ladu, Locci, Murgia, Pilo, Pittalis, Sanna, Usai, Biancareddu, Cassano, Corona, Fois, Granara, Licandro, Lombardo, Onida, Pirastu, Randazzo, Satta, Vargiu.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale 170.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto sull'emendamento soppressivo 170.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento soppressivo parziale numero 170.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 77
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 39
Contrari 38
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Colleghi, vale quello che è stato letto, non ci sono problemi, l'esito della votazione è quello che ho proclamato. quindi tutti tranquilli
CAPELLI (U.D.C.). Lo rilegge, Presidente, per cortesia.
PRESIDENTE. Lo rileggo:
Presenti 77
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 39
Contrari 38
(Il Consiglio approva).
L'esito di questa votazione che vi ho letto è comparso correttamente anche sul display che è a disposizione dei segretari che ne possono prendere atto, quindi è chiaro che è valido quanto comparso sul display. Metto in votazione il testo dell'articolo numero 9. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto sull'articolo 9.
PRESIDENTE E` stato chiesto il voto segreto sull'articolo numero 9.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'articolo 9.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 77
Votanti 76
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 43
Contrari 32
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto il consigliere: SANNA Emanuele.)
Si è astenuto dal voto l'onorevole Sanna Emanuele. Vediamo gli emendamenti aggiuntivi. Il 613 è decaduto in quanto legato al comma 2; il 152 vive quindi dobbiamo metterlo in votazione. Emendamento 152 a pagina 161. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Posso fare una domanda ai proponenti?
PRESIDENTE. Prego onorevole Masala.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Siccome sono spese che attengono ai movimenti all'interno del bilancio, non occorre la norma sostanziale, vorrei chiedere ai proponenti di ritirare questi emendamenti, il 152 e quelli seguenti, perchè attengono tutti, diciamo così, a proposte che sono più correttamente poste al bilancio e non alla finanziaria. Non occorre in legge norma sostanziale perchè già possono essere fatte le eventuali modifiche e variazioni all'interno degli stati di previsione del bilancio.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Mi interessava sapere di più il parere.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'ho già comunicato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Io penso che l'emendamento 152 possa essere rinviato al bilancio, sulla base di quello che ha detto l'Assessore, sono disponibile a...
PRESIDENTE. Scusi onorevole Sanna le chiedo la cortesia di voler ripetere perchè c'è un po' di confusione, quindi non si sente bene.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Sulla base di quello che ha detto l'Assessore intendo trasferire questo emendamento al bilancio e quindi è inteso presentato in capo al bilancio.
PRESIDENTE. Solo il 152 onorevole Sanna?
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Per il momento io ho solo questo poi gli altri si vedranno.
PRESIDENTE. Il 152 si intende presentato come emendamento al bilancio. Andiamo al 157, pagina 162. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Su questa parte, Presidente, io avrei inteso avere dall'Assessore competente una risposta complessiva. Qui si tratta del ripristino dei finanziamenti di alcuni capitoli che sono stati tutti diminuiti. La tabella che ci ha presentato l'Assessore, dove vanta un pareggio di finanziamento, sono tutte inferiori ai finanziamenti del 2002; si tratterebbe di verificare insieme quali sono gli elementi. Anche qua ci sono degli elementi di confronto e di merito? Non abbiamo avuto nessuna risposta; è solo no! Bisogna prenderne atto. Se è così, noi li mettiamo in votazione perchè vogliamo che si attesti la posizione della Giunta in ordine a queste partite.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non ho alcuna difficoltà ad entrare nel dettaglio. Relativamente al 152, che è stato ritirato, l'Assessorato del lavoro ha proposto inizialmente uno stanziamento di 245 mila euro che poi ha richiesto di spostare agli investimenti, che sono passati quindi da 1 milione e 811 mila euro a 2 milioni e 327 mila euro. Questa è la risposta di merito. Però eventuali variazioni a questo possono essere fatte tranquillamente in bilancio come lei ha detto. Sul 157 in bilancio sono già stanziati, a seguito dell'emendamento della Giunta in Commissione, 9 milioni e 225 mila euro, quindi anche superiore a quell'importo. Sul 158 sono stanziati in bilancio 1 milione e 500 mila euro, quindi eventuali variazioni possono essere fatte in bilancio. Il 159, ugualmente, non occorre la norma finanziaria perchè sono già previsti in bilancio 516, che possono essere modificati. Altrettanto per il 160, figurano...
(Interruzioni)
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non sto entrando nel merito, sto dicendo che tutte le proposte possono essere fatte correttamente nella legge del bilancio e degli stanziamenti. Relativamente al merito è un altro discorso perchè, per esempio, per il 160 è stato già dato il parere negativo perchè si tratta di saldo di impegni, ma questo è un altro argomento. Così pure per l'emendamento 161 non occorre una norma sostanziale possono andare al bilancio.
PRESIDENTE. E` decaduto. Dal 160 in poi sono tutti decaduti onorevole Masala.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis sull'emendamento 157. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L). Sul 157, come atto di buona volontà, accettiamo il suggerimento dell'Assessore sottolineando che non fa molta differenza discuterlo qua o discuterlo in bilancio perchè è uno stanziamento, però se fa più comodo a voi, lo trasferiamo in bilancio e lo discutiamo dopo sperando che ci sia maggiore attenzione.
FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ma non portandoli via dalla legge numero 2, però.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, se l'assessore Frongia intende intervenire, chiederà la parola. Si rivolga a me.
SELIS (La Margherita-D.L). Dialoghiamo da tempo con l'Assessore.
PRESIDENTE. L'assessore Masala ha detto quello che intende fare.
SELIS (La Margherita-D.L). Sul 157 accettiamo la proposta di trasferirlo al bilancio, sottolineando che alla fine non fa molta differenza, perchè stiamo chiedendo uno stanziamento qui e lo chiederemo al bilancio. Ma se per la Giunta è formalmente più corretto io ne prendo atto. Colgo l'occasione però per chiedere all'Assessore - perchè poco fa l'ha detto ma non ho capito esattamente - quanto è l'importo delle risorse che abbiamo risparmiato, perchè sicuramente ha detto che c'è l'articolo 3, c'è l'articolo 8 poi probabilmente c'è qualche emendamento e qualche altro comma che è caduto. Si può esprimere in euro o in lire però vorremmo capire quant'è la giacenza rinveniente dalle norme che non sono passate, perchè questo è essenziale. Perchè poco fa quando abbiamo fatto il dibattito sull'agricoltura sembrava che non ci fosse una lira. Abbiamo visto l'assessore Contu stracciarsi le vesti e dire che farà un sacrificio - e noi apprezziamo il sacrificio - però l'assessore Contu dicendo: "Io non voglio disturbare l'assessore Masala", l'assessore Masala aveva magari 300-350 miliardi. Quanto ha? Ce lo dica lei, non lo so quanto ha! Sin quando non abbiamo le cifre esatte siamo... Mi ha detto: "E' caduto l'articolo 3, è caduto l'articolo 8, c'è caduto qualche altro articolo", quanti fondi ci sono rimasti di questi articoli caduti? E` possibile avere una cifra in modo tale da avere un orientamento comune? E` una domanda specifica, l'Assessore ha i suoi bravi funzionari ai quali chiede l'aggiornamento, anche io ho fatto il funzionario e so come funziona - giustamente - momento per momento, se questo specchietto, anche scritto a mano, ce lo fornite, anche noi sappiamo come muoverci.
PRESIDENTE. Allora il 157 è trasferito al bilancio. All'emendamento 158 è stato presentato l'emendamento 720 sostituivo parziale. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Anche qui trasferiamo il combinato 158/720 al bilancio.
PRESIDENTE. Il 159 pagina 164. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Idem come sopra.
PRESIDENTE. Trasferiti al bilancio tutti. Per quanto riguarda l'articolo 9 abbiamo concluso. Tutti gli altri emendamenti dal 160 al 425 decadono, quindi si è concluso l'esame, si sono concluse le votazioni sull'articolo e 9 e sui relativi emendamenti.
COGODI (R.C.). Chiedo di parlare sull'articolo 9.
PRESIDENTE. Sull'articolo 9, su che cosa, onorevole Cogodi? Abbiamo concluso.
COGODI (R.C.). Per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Richiamo al Regolamento. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C). Se si avesse la bontà poco poco di aspettare un attimo, non succede nulla, per la migliore comprensione di quello che il Consiglio sta facendo.
Volevo semplicemente segnalare il fatto che nell'articolo 9, essendo stati cassati i commi 2 e 3 in modo più o meno concordato, con l'astensione della maggioranza, ma essendo stato cassato il comma 4, che è quello che forniva la base delle risorse per realizzare quanto contenuto nel comma 1, che è l'unico comma sopravvissuto, poverino, quel comma 1 dell'articolo 9 assume un diverso significato rispetto al significato originario, cioè il comma 1, unitamente al comma 4, era una norma sostanziata dalle risorse attraverso cui poteva vivere; invece privato del comma 4 che è stato cassato, o rimane un involucro del tutto vuoto, oppure rimane una mera norma programmatica, cioè una cosa del tutto tautologica perchè dice che la Regione può istituire regimi di aiuto cofinanziabili. Non dice né come, né quando, né con che cosa; per cui, in sede di coordinamento potrebbe anche - secondo me - ritenersi espunto perchè inservibile, però se rimanesse nel testo e prevalesse l'interpretazione formale che comunque nel testo finale della legge finanziaria può permanere, dovrebbe essere comunque chiarito e quindi non obiettato il fatto che rimane come una mera norma programmatica, allo stato priva di effetto alcuno.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Cogodi; credo che sia a conoscenza di tutti i colleghi del Consiglio che hanno votato quanto da lei esposto. Il Consiglio si è espresso attraverso una regolarissima votazione, quindi dichiariamo chiusa la questione riguardante l'articolo 9 e passiamo all'articolo 11. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente. Siccome l'onorevole Selis ha fatto una domanda, io ho in precedenza dato una risposta molto generica e quindi voglio metterlo al corrente dei dettagli. Relativamente all'articolo 2 ci sono 2 milioni e 516 mila per il 2003-2004 e per il 2005. Articolo 3, comma 4, 1.550 relativamente al 2003; il comma 6 altri mille. Articolo 3 comma 4, 1.550, che vuol dire 1 milione e 550, i tre zeri non li leggo. Comma 6, mille. Articolo 8, relativamente ai capitoli dei lavori pubblici sono 36.985 per il 2003; 18.000 per il 2004 e 19.082 per il 2005. Per il turismo, invece, sempre sull'articolo 18, sono 4.346. In totale sono 46.397 per il 2003; 20.516 per il 2004; 21.598 per il 2005.
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 11, se un collega Segretario prende posto in Presidenza per cortesia.
Si dia lettura dell'articolo 11.
CAPPAI, Segretario:
Art. 11
Disposizioni nel settore industriale
1. Per l'attuazione dell'Accordo di programma per la chimica tra il Governo nazionale e la Regione sarda, nonché per la riqualificazione del polo metallurgico sardo, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 12.800.000 finalizzata al finanziamento della realizzazione di infrastrutture industriali e della propedeutica attività di ricerca (UPB S09.033 - Cap. 09117).
2. Una quota pari ad euro 20.000.000 dello stanziamento iscritto in conto dell'UPB S03.008 (Cap. 03026) è destinata ad un accordo di programma a favore delle zone interne della Sardegna centrale.
3. Il contributo previsto dall'articolo 28, comma 6, della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11, a favore dell'Osservatorio Industriale della Sardegna è rideterminato, a decorrere dall'anno 2003, in euro 1.100.000 (UPB S09.011 - Cap. 09019).
4. Per gli interventi di razionalizzazione della rete telematica al servizio delle imprese, delle aree industriali, di quelle portuali ed aeroportuali, in coerenza con il Piano della Società dell'informazione in Sardegna, è autorizzata la spesa di euro 2.300.000, nell'anno 2003; tali interventi possono essere attuati anche attraverso la stipula di accordi o contratti di programma, che sono approvati con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore dell'industria, di concerto con l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio (UPB S09.011 - Cap. 09024).
5. Per la capitalizzazione dell'Interagenzia per gli Investimenti Esterni in Sardegna (IES) S.c.r.l., è autorizzato lo stanziamento di euro 200.000, per l'anno 2003 (UPB S09.011 - Cap. 09018).
6. È autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 99.000 per l'erogazione di un contributo a sostegno delle spese di gestione e di funzionamento della Interagenzia per gli Investimenti Esterni in Sardegna (IES) S.c.r.l. (UPB S09.010).
7. É autorizzato lo stanziamento di euro 5.000.000 nell'anno 2003, per la stipula, con le Università di Cagliari e di Sassari, di convenzioni destinate alla formazione universitaria e post-universitaria di laureandi o laureati residenti in Sardegna per l'approfondimento delle conoscenze nel settore "Information Comunication Technology" (UPB S09.010 - Cap. 09014).
8. È autorizzato nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 100.000 per la concessione di un contributo a favore del Centro europeo d'impresa e innovazione - BIC Sardegna per il proprio funzionamento e l'attività istituzionale (UPB S09.010 - Cap. 09015).
PRESIDENTE. All'articolo 11 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 381, soppressivo totale; 176-175-174-380, 171 e 379 uguali; 173, 172 e 389, uguali, soppressivi parziali; inoltre il 44 come sostitutivo parziale, al quale è stato presentato come soppressivo parziale il 745; il 371 uguale al 442; il 443, il 9, il 46, il 57, al quale è stato presentato il 732, come sostituivo parziale; il 376, il 449, il 493 uguale al 532 e il 614.
Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru'
Art. 11
L'articolo 11 è soppresso. (381)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 2 è soppresso. (176)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 3 è soppresso. (175)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 4 è soppresso. (174)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru'
Art. 11
All'articolo 11 il comma 5 è soppresso. (380)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 6 è soppresso. (171)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru' - Lai
Art. 11
Il comma 6 dell'articolo 11 è soppresso. (379)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Giagu - Dore - Biancu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 7 è soppresso. (173)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 8 è soppresso. (172)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 11
Il comma 8 dell'articolo 11 è soppresso. (389)
Emendamento soppressivo parziale GIUNTA REGIONALE
Emendamento n. 44 (art. 11)
Nell'emendamento n. 44 sono soppresse le parole ?delle biotecnologie e dell'energetica?. (745)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 11
Nell'articolo 11, comma 7, le parole ?Information Comunication Technology? sono sostituite dalle seguenti: ?delle Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni, delle biotecnologie e dell'energetica ?. (44)
Emendamento sostitutivo parziale Falconi - Dettori - Pirisi - Demuru - Spissu - Lai
Art. 11
Al comma 2, le parole ?una quota pari ad euro 20.000.000? sono sostituite dalle seguenti: ? una quota pari ad euro 50.000.000?. (371)
Emendamento sostitutivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Lai
Art. 11
Al comma 2, le parole ?una quota pari ad euro 20.000.000,00? sono sostituite dalle seguenti: ? una quota pari ad euro 50.000.000,00?. (442)
Emendamento sostitutivo parziale Falconi - Demuru - Lai - Pirisi
Art. 11
Al comma 3, le parole ?Osservatorio Industriale della Sardegna? sono sostituite dalle seguenti: ? Osservatorio Economico della Sardegna ?. (443)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 11
Disposizioni nel settore industriale
Dopo il comma 8 è inserito il seguente:
8 bis. A valere sugli stanziamenti iscritti in conto dell'U.P.B. S01.046 (Cap. 01116) è autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004, 2005, la spesa di euro 200.000 per l'attuazione del Progetto 9/E - Ricerca per l'attivazione di canali che coinvolgano l'emigrazione sarda nello sviluppo della piccola e media impresa in ambito regionale, così come previsto nel Programma dei Progetti speciali finalizzati all'occupazione di cui agli artt. 92 e 93 della L.R. n. 11 e successive modificazioni e integrazioni.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S10.049
Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo
Anno 2003 €200.000
UPB S12.028
Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente
Anno 2004 €200.000
Anno 2005 €200.000
In aumento
UPB S01.046
Fondo per progetti orientati alla creazione di nuova occupazione e paternariato industriale
Anno 2003 €200.000
Anno 2004 €200.000
Anno 2005 €200.000
(9)
Emendamento aggiuntivo Tunis Marco
Art. 11
Nell'articolo 11 ?Disposizioni nel settore industriale? è inserito il seguente comma:
8 bis. Per lo sviluppo degli interventi nel campo dell'energia eolica è autorizzato lo stanziamento di euro 3.000.000 nell'anno 2003.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
ASSESSORATO DELL'INDUSTRIA
UPB S09.031
Interventi in materia energetica
Anno 2003 €3.000.000
In diminuzione
ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
FNOL
Anno 2003 €3.000.000
(46)
Emendamento sostitutivo parziale Rassu - Corona
Emendamento n. 57 (art. 11)
Le parole ?Le nuove autorizzazioni di cava? sono sostituite dalle parole ?Le autorizzazioni per nuove cave?. (732)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Granara - Frau - Murgia
Art. 11
Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:
8 bis. Il comma 1 dell'art. 8 della L.R. n° 15 del 9 agosto 2002, è sostituito dal seguente:
"In attesa della normativa concernente la disciplina delle attività minerarie e di cava, i nuovi permessi di ricerche, le nuove concessioni, le nuove autorizzazioni di cava, possono essere rilasciate dall'Amministrazione Regionale, previa intesa con il Comune competente per territorio espressa nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti nel comma o, in assenza previa delibera del Consiglio Comunale. L'eventuale diniego deve essere espresso da almeno 2/3 (due terzi) del Consiglio Comunale con regolare votazione. L'intesa o no dei Comuni deve essere comunicata entro 60 giorni dal ricevimento dell'istanza; trascorso tale termine si intende applicata la norma del silenzio assenso."(57)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Pirisi - Orru' - Demuru - Lai
Art. 11
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
1 bis. Al fine di sostenere il comparto lapideo in crisi a seguito della contrazione del mercato internazionale, e di quello statunitense in particolare, l'Amministrazione Regionale è autorizzata a concedere per l'anno 2003 alla SFIRS la somma di euro 7.500.000,00. (UPB S09.022 - Cap. 09072-01 (N.I.))
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S09.022 - Cap. 09072-01 (N.I.)
Contributo alla SFIRS per il sostegno al settore lapideo
Competenza anno 2003 € 7.500.000,00
In diminuzione
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 € 7.500.000,00
(376)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Orru' - Demuru
Art. 11
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
6 bis. L'Amministrazione Regionale è autorizzata a concedere per gli anni 2003, 2004 e 2005 un contributo di 10.000.000,00 di euro a favore del progetto Barbagia Found dell'Api Sarda-GPGI di Nuoro, che prevede l'istituzione di un fondo volto a favorire il sostegno e il finanziamento di nuove idee imprenditoriali del Nuorese. (UPB S09.022 - Cap. 09073-00 (N.I.))
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S09.022 - Cap. 09073-00 (N.I.)
Contributo a favore del Progetto Barbagia Found di Nuoro per il sostegno e il finanziamento di nuove idee imprenditoriali
Competenza anno 2002 € 10.000.000,00
Competenza anno 2003 € 10.000.000,00
Competenza anno 2004 € 10.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03030-00
Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2002 € 10.000.000,00
Competenza anno 2003 € 10.000.000,00
Competenza anno 2004 € 10.000.000,00
(449)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Falconi - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Calledda
Art. 11
Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:
9. Il comma 1 dell'art. 8 della legge regionale n. 15 del 9 agosto 2002 è così sostituito:
"Fino all'emanazione della normativa per la disciplina delle attività minerarie e di cava, i nuovi permessi di ricerca, le nuove concessioni, le nuove autorizzazioni di cava, possono essere rilasciate dall'Amministrazione regionale previa intesa con il Comune territorialmente competente espressa in conformità con la pianificazione urbanistica comunale o, in assenza di questa, previa delibera del Consiglio comunale. L'intesa dei Comuni deve essere espressa entro 60 giorni dal ricevimento dell'istanza; trascorso tale termine si applica la norma del silenzio-assenso."(493)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Falconi - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Calledda
Art. 11
Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:
9. Il comma 1 dell'art. 8 della legge regionale n. 15 del 9 agosto 2002 è così sostituito:
"Fino all'emanazione della normativa per la disciplina delle attività minerarie e di cava, i nuovi permessi di ricerca, le nuove concessioni, le nuove autorizzazioni di cava, possono essere rilasciate dall'Amministrazione regionale previa intesa con il Comune territorialmente competente espressa in conformità con la pianificazione urbanistica comunale o, in assenza di questa, previa delibera del Consiglio comunale. L'intesa dei Comuni deve essere espressa entro 60 giorni dal ricevimento dell'istanza; trascorso tale termine si applica la norma del silenzio-assenso." (532)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 11
Dopo il comma 1 dell'art. 11, è aggiunto il seguente:
1 bis. L'Amministrazione3 regionale è autorizzata ad erogare un contributo di euro 30.000.000,00 alle società, già controllate dall'Ente Minerario Sardo (IGEA, Nuova Mineraria Silius e Progemisa) per la copertura dei fabbisogni per l'esercizio 2003. Una quota pari a euro 17.773.000,00 dello stanziamento previsto dal precedente comma è destinata alle spese di gestione della Nuova Mineraria Silius, nonché per l'avvio della attuazione del Piano industriale previsto per il rilancio dell'attività estrattiva della medesima società.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.006
Tabella A - Voce 1 - E.M.Sa. € 30.000.000,00
In diminuzione
UPB S09.013 - Cap. 09043 € 30.000.000,00
(614)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 381.
FALCONI (D.S). Grazie Presidente, l'emendamento 381, che propone la soppressione dell'intero articolo 11, va davvero interpretato per evitare delle faziose interpretazioni che sono state fatte per altri articoli, perchè qualcuno potrebbe - oggi o domani - dire che questo emendamento vuole sopprimere tutto ciò che si fa per l'industria in Sardegna e tutto ciò che questa Giunta regionale propone nei vari capitoli - e sono diversi - di questo articolo, che riguardano lo sviluppo industriale. Così non è, e non ha questo senso, non vuole averlo e mai nessuno di noi, e tanto meno io che sono un incorreggibile industrialista, vuole darle questo significato.
Noi volevamo e vogliamo sopprimere questo articolo 11 per farlo meglio, per parlare bene dell'industria, per dare concretezza e consequenzialità alle cose che si dicono nei vari commi di questo articolo. Allora, se noi vediamo il primo comma dove si parla in una finanziaria (mi pare poche volte se n'è parlato di infrastrutture industriali finalizzate alla ricerca ed in particolare alla chimica ), si fa riferimento all'accordo di programma quadro che tutte le associazioni datoriali, i sindacati e la Giunta regionale hanno firmato, il Governo non ha dato risposte nonostante gli ultimi incontri fatti con il Ministro Marzano, o meglio la risposta degli ultimi incontri fra Giunta regionale e Governo nazionale sta arrivando; la risposta è venuta alcuni mesi fa con la chiusura del CLORO SODA di Porto Torres, sta arrivando fra qualche mese, fra 30 giorni, con la prevista chiusura dell'acrilico di Macchiareddu e conseguentemente, per un effetto domino disastroso per la Sardegna, chiuderà anche tutto il sistema acrilico di Ottana. Stiamo parlando quindi della Montefibre di Ottana. Su questo torneremo, avremo modo di parlarne un po' più nello specifico, adesso devo semplicemente dare il senso a questo nostro emendamento soppressivo che non vuole sopprimere tutto, vuole rifarlo e farlo bene, proprio perchè altrimenti non si tiene conto delle cose che ci sono nell'industria in Sardegna, delle cose che sono in movimento e sono tutte quante in movimento negativo. Quindi, se non riusciamo a dare risposta concreta a questo effetto domino negativo dell'industria chimica sarda, quando parliamo di industria chimica stiamo parlando di un terzo del PIL dell'industria in Sardegna, stiamo parlando di cifre ancora oggi consistenti. Sul secondo comma, che pure territorialmente mi riguarda nel senso che vuole finanziarie un indefinito APQ (Accordo quadro per la Sardegna centrale), tra l'altro riportato in tabella proprio all'Assessorato all'industria quasi furbescamente...
PRESIDENTE. Onorevole Falconi, lei sta illustrando l'emendamento...
FALCONI (D.S). Sì, sto illustrando l'emendamento soppressivo dell'articolo e sto dicendo il perchè noi lo vogliamo non sopprimere, vorremo rifarlo totalmente, rifarlo bene. Anche qui vengono riportati 20 milioni di Euro per la Sardegna centrale, quasi a parziale recupero dei fondi che dalla Sardegna centrale sono stati tolti e così via via fino ad arrivare agli altri capitoli. Invece di andare ad una razionalizzazione del sistema industriale in Sardegna e del sistema anche di monitoraggio e controllo con la creazione, così come abbiamo sempre proposto, dell'osservatorio non più industriale e non solo industriale, ma dell'osservatorio economico in Sardegna, si ripropone sì un rifinanziamento delle funzioni di osservatorio economico, però lo si lascia solo osservatorio industriale. E` come dire che in economia in Sardegna la mano destra non deve sapere ciò che fa la sinistra.
Badate, in Sardegna l'artigianato, quello che produce ugualmente dal punto di vista industriale dei beni, rappresenta il 60 per cento dell'industria, per cui la produzione vera dei beni in Sardegna, almeno la maggior parte della produzione, avviene proprio nell'artigianato. Ebbene, non abbiamo un osservatorio che metta insieme le cifre, il monitoraggio fra i diversi comparti produttivi. Allora, al terzo comma, bastava recepire la sostanza delle diverse leggi che in questa legislatura, che nella precedente legislatura, sia io che il collega Secci abbiamo presentato per trasformare questo che è uno dei pochi enti che in Sardegna funzionano e funzionano pure bene. Invece voi non solo non fate questo, ma andando anche qui conto corrente volete riproporre un ente degli enti (anche di questo abbiamo già parlato), cioè un ente che ha un suo Consiglio di Amministrazione e il suo Consiglio di Amministrazione è formato dai rispettivi Presidenti o delegati degli altri enti che lo compongono. Si chiama SCRL e dovrebbe - secondo gli intenti dichiarati non in legge, ma dichiarati dall'Assessore Masala in Commissione - diventare l'ente che si occupa di promozione esterna dell'impresa. Gli inglesi questo lo chiamano scauting di impresa, cioè andare a ricercare fuori dalla Sardegna dei soggetti disponibili ad investire in Sardegna. Questo non mi meraviglia, anzi per me è di buon auspicio il fatto che si faccia promozione delle nostre leggi di incentivo, delle nostre zone industriali, di quello che la Sardegna ha di positivo.
Non è questo che io contesto, io contesto il modo di fare. Questo che dite qui, che dite al comma 5 dell'articolo 11, è una misura del POR, prevista nel POR; bastava lasciare le cose com'erano senza bisogno di creare un ente per ogni azione che facciamo, perchè di questo passo dovremmo aggiungere altri 54 enti per operare nelle 54 misure del POR. Non ci sembra un modo di fare corretto e anche di questo ne chiediamo la soppressione, ma non perchè non condividiamo l'azione che si vuole fare con lo scauting o il marketing di impresa, così come tante volte l'abbiamo richiesto. Ma questo ente, o interagenzia come lo chiamate, non ci convince. Mentre non fate e non proponete le cose che dovevate proporre: rifinanziate il BIC Sardegna, secondo noi a dismisura, anche lì senza chiedere per l'ennesima volta conti di come sta operando, di cosa sta facendo, per riverificarne l'uutilità di una serie di enti dal consorzio 21, al BIC Sardegna, all'osservatorio industriale, adesso all'SCRL e potrei continuare in un lungo elenco, di una serie di enti che si occupano dello sviluppo industriale in Sardegna, ma che non abbiamo un controllo, un monitoraggio dello stesso operato. Continuiamo a finanziarli, anzi al comma 7 riproponete un ulteriore finanziamento al BIC Sardegna senza avere un solido argomento per sostenere quell'aumento.
Tutto questo lo fate e lo proponete a questo sistema pubblico di mantenimento. La cosa che non fate invece è rifinanziare bene, in forme necessarie, per esempio, per la 15, per pensare ad un altro bando che dia risposta agli imprenditori sardi, vera. Io sto parlando di risposte vere in questo caso: non fate, non proponete le risorse necessarie e sufficienti per la legge 15.
Mi scade il tempo, volevo parlare della 17 e delle altre leggi di sostegno, avremo occasione di riparlarne quando si farà la discussione generale dei commi e dell'articolo, quindi adesso ringrazio dell'attenzione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Falconi. Chiedo ai colleghi un attimo di attenzione perchè dobbiamo fare inopinatamente un salto indietro all'articolo 9, in particolare all'emendamento numero 152 Sanna Gian Valerio, Sanna Giacomo e più, in quanto a pagina 161, a seguito dell'interlocuzione che vi è stata con l'Assessore Masala che ha detto non esservi necessità di un voto in finanziaria in quanto esiste una norma sostanziale, quindi l'emendamento poteva tranquillamente essere presentato al bilancio, c'è un'inesattezza in quanto la norma sostanziale prevede esplicitamente che alla determinazione delle spese per gli anni successivi si provveda con la legge finanziaria. Questa è la legge sull'imprenditoria femminile che riguarda nello specifico l'oggetto di questo emendamento.
La proposta, quindi, che avanza questa Presidenza è che l'emendamento 152 venga votato alla fine, alla conclusione dell'articolo 11. Quindi, come norma a sé stante, successiva all'articolo 11, alla fine dell'articolo 11 e poi naturalmente, in sede di coordinamento finale, gli uffici decideranno la collocazione più opportuna per questa norma.
Se i colleghi quindi hanno preso atto di queste mie dichiarazioni, continuiamo con l'illustrazione dell'emendamento 176, all'articolo 11 soppressivo parziale.
Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 176.
SANNA GIAN VALERIO. (La Margherita - D.L.). Presidente, l'emendamento 176, al di là del senso di censura che può apparentemente suscitare, ha la funzione di approfondire un argomento che è quello relativo agli interventi nelle zone interne. E` del tutto evidente che in questi anni si è fatta molta confusione non solo con gli strumenti di programmazione negoziata, ma a maggior ragione anche per quanto riguarda la delimitazione degli interventi.
Noi vorremmo approfondire con l'Assessore e con la maggioranza prima di tutto la considerazione se questi 20 milioni di euro rappresentano una sorta di premio di produzione alle zone interne, tale da individuare una nicchia esclusiva per le zone interne, al di là dell'intero capitolo della programmazione negoziata. Il nostro parere è che la programmazione negoziata, per sua natura, crea una condizione di progettualità e di competitività fra territori, fra progetti e per particolari finalità. In questo caso quindi mi pongo il problema se dire di 20 milioni di euro alle zone interne significa espropriare, in qualche misura, quelle zone dalla partecipazione, dal concorso all'intero ammontare dei fondi per la programmazione negoziata, di cui non si sa poi come verranno gestiti, io non sono d'accordo perchè credo che questa sia una limitazione finanziaria ai bisogni e alle potenzialità che le zone interne hanno.
Secondo elemento: che cosa intende la Giunta per zone interne? Indica l'agglomerato di Ottana, indica l'agglomerato di Tossilo e basta, Pratosardo? Vorremo capire, all'interno di un enunciato un po' vago, che sa un po' di contentino e rimanda a definire ambiti, procedure e finalità, oppure vogliamo considerare che questo elemento ha bisogno di individuare insieme alcuni parametri, nella considerazione che zona interna è tutta la Planargia, che zona interna è tutto l'alto Oristanese, che zona interna potrebbe essere la Marmilla? Cioè, vogliamo capire a che cosa si finalizza, se questo significa un esproprio di quei territori dal concorso agli altri fondi sulla programmazione negoziata e in base a quale disciplina questo accordo di programma, che non fa riferimento a nessun tipo di normativa generale, si riferisce alla normativa generale o è un'iniziativa meramente regionale.
A questo proposito credo che bisognerà fare un approfondimento, Assessore, sul fatto che le zone interne - al di là dei grandi nuclei industriali che peraltro stanno già soffrendo in parte di riconversioni, in parte di chiusure - hanno bisogno per reggersi di operare in rete attraverso la considerazione e la funzione che in questi anni hanno svolto, non sempre grazie alla politica regionale, i piani di inserimento produttivi, territoriali e zonali di queste zone interne. Vorremo sapere se avranno ruolo, funzione e modalità di integrazione nell'ambito dell'accordo di programma e come possiamo - in un certo modo - raccordare le finalità dell'accordo di programma con le caratteristiche e con le vocazioni stesse che gli accordi di programma, o l'accordo di programma si propone.
Questo è un elemento fondamentale perchè, secondo gli obiettivi che ci poniamo, probabilmente 20 milioni di Euro sono anche insufficienti; vorremmo capire come si fa ad integrare un accordo di programma nel settore industriale con gli altri strumenti della programmazione negoziata, in un contesto territoriale nel quale i governi locali amministrati da voi nelle province, nella provincia di Oristano soprattutto (nella provincia di Nuoro è diversa) nei diversi comuni sta, dove può, cancellando le concertazioni e la capacità di realizzare quelle sinergie fra enti locali, vocazioni locali, sistema delle imprese e sistema ormai articolato dei piani di insediamenti produttivi, e quindi sulle aree artigianali.
Vorremo sapere se l'accordo di programma si configura sostitutivo rispetto alle altre opportunità che la Regione ha, e come all'interno dell'accordo di programma si rapportano le scelte sulle leggi di settore e le opportunità che hanno gli imprenditori di intervenire in queste aree. Noi siamo molto interessati a questo, l'emendamento soppressivo verrà ritirato, ovviamente, perché non lavoriamo contro lo sviluppo, ma vorremmo anche capire come si lavora per lo sviluppo, perché la politica industriale in Sardegna non vive certo un periodo facile e se noi investiamo delle risorse dobbiamo avere la certezza che queste risorse non rappresentino, in qualche modo, una sorta di calmieramento sociale della condizione destrutturante che ha l'industria, ma una vera attività di reinvestimento e di rilancio, ancorché anche di riconversione rispetto alle numerose condizioni di crisi che ivi sono insediate.
Altro problema: un accordo di programma che si svolge all'interno di queste aree parte certamente in una condizione enormemente svantaggiata rispetto a una serie di questioni di perimetro per quanto riguarda la questione dei trasporti, per quanto riguarda il famigerato sistema di porti franchi e di corridoi che avrebbero in qualche modo potuto svolgere, soprattutto in questo settore e per le iniziative che si raccorderanno, una funzione certamente importante, sul quale non si dice nulla, ma che io credo possano essere oggetto non solo di una riflessione, ma se è possibile anche di un'integrazione a quello che è previsto qua, ivi compreso il riferimento puntuale alla normativa e alle regole che la dovranno regolare e i limiti territoriali che indicano le zone interne. Perché su questa questione delle zone interne bisognerà fare, in questo Consiglio, per i disastri che sono stati combinati in questi anni, un'assoluta chiarezza in quanto ci sono zone interne e zone interne, ci sono zone in ritardo di sviluppo, però ci sono condizioni diverse negli ambiti infrastrutturali e negli ambiti delle vocazioni. E allora noi non possiamo accedere a una logica per cui il 90 per cento nel territorio regionale è considerata zona interna o zona in ritardo di sviluppo e confondere questi due piani in maniera tale che queste risorse abbiano una così grande dispersione e diluizione nelle loro finalità da rendere inutili gli interventi che ci proponiamo.
Questo è il senso dell'emendamento 176, sarà molto importante nella discussione generale saper collocare non solo le finalità di questi 20 milioni di euro, ma rapportare la funzione di questo intervento agli altri che si intenderà sviluppare, e anche questi potrebbero avere anche delle ripercussioni sul terreno industriale, non ho capito perché il fondo generale sulla programmazione negoziata sia qualcosa di estraneo al campo dello sviluppo industriale o dello sviluppo artigianale. Questo non lo abbiamo capito, però lo capiremo certamente nel seguito della discussione, dell'approfondimento. Lo scopo dell'emendamento, ripeto, è quello di delimitare fisicamente e delimitare anche per finalità quello che si intende perseguito.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lei ha preannunciato il ritiro di questo emendamento, lo vuole ritirare adesso o a seguito dell'interlocuzione con l'Assessore?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Ho detto che verrà ritirato, intendiamo conoscere gli elementi e poi vedremo.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 175 ha facoltà di illustrarlo.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L). Presidente, io credo che ci siano dialoghi, discussioni, confronti, mi auguro, ma se c'è necessità di questo i lavori dell'Aula è meglio che non continuino, che si sospenda un quarto d'ora, mezz'ora, perché lavorare in questo modo è davvero umiliante per chi parla, ma credo per l'istituzione. Non mi pare che sia il modo più corretto di lavorare. Se c'è un momento di stanchezza si sospenda qualche minuto e andiamo avanti. Se questo non dovesse essere accolto, chiedo che, anche senza interrompere, o si continua e i colleghi tornano in Aula, o si trova una maniera più decorosa per continuare i lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, la presenza in aula è affidata interamente al senso di responsabilità del singolo consigliere. Io non posso naturalmente entrare in merito a questa questione. Se lei formalmente mi chiede una sospensione di un quarto d'ora, io non ho nulla in contrario ad accogliere questa sua proposta. Formalizza la proposta?
SELIS (La Margherita-D.L). Io non chiedo la sospensione, chiedo semplicemente che sia la Presidenza a dirci se si lavori possono continuare in questa situazione, perché se voi ritenete che si possa continuare a lavorare in questa situazione, noi ne prendiamo atto, però poi non chiedete a noi di essere responsabili, perché mi pare che siamo responsabili, stasera lo abbiamo dimostrato, abbiamo ritirato gli emendamenti, li abbiamo spostati, abbiamo fatto un lavoro positivo di dialogo con la Giunta, se poi questo clima di responsabilità disimpegna e rilassa l'ambiente, allora continuiamo, allora non chiedo di sospendere i lavori e se devo formalizzare una proposta chiedo che la finanziaria torni in Commissione, così si discute e si vota.
PRESIDENTE. Io ho già risposto per quanto riguarda la prima parte, onorevole Selis, la discussione può continuare e io mi affido, ripeto, al senso di responsabilità dei colleghi per garantire la presenza e l'attenzione in aula.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, formalizzo la richiesta. Ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento chiedo che la finanziaria torni in Commissione.
PRESIDENTE. Come l'onorevole Selis sa molto bene, sempre per quanto riguarda l'articolo 86, al comma 4, di fronte a una proposta di questo genere sappiamo che oltre al proponente può parlare un consigliere per Gruppo, ciascun intervento non può superare i cinque minuti e poi a conclusione si vota. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sono d'accordo con l'onorevole Selis, sono a favore.
CUGINI (D.S.). Io parlo contro!
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, non siamo nel caso dell'uno a favore e l'altro contro. Può parlare un consigliere per ogni Gruppo ed esprimersi sulla proposta dell'onorevole Selis. Si è espresso sinora l'onorevole Spissu a nome del Gruppo dei D.S..
Ci sono altri interventi? Vista l'immediata ricomparsa in aula dei consiglieri l'onorevole Selis intende ritirare la sua proposta. Prego, onorevole Selis.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, ritiro la proposta con preghiera che di queste vicende ci sia cenno nei resoconti d'Aula, ma anche dell'Ufficio stampa. Devo rilevare, con grande perplessità e con grande disappunto, che stamattina il resoconto dell'Ufficio stampa era del tutto inattendibile, perché uno dei fatti politici significativi di stamattina era che la votazione a scrutinio segreto, che noi abbiamo chiesto per verificare il numero legale, ha portato a verificare, appunto, l'assenza del numero legale per ben due volte, a bloccare i lavori per mezza mattinata, di questo non c'è un cenno adeguato in sede di nota stampa, per cui le note stampa e gli organi di informazione hanno del tutto sottovalutato l'argomento. Allora l'Ufficio stampa per cortesia faccia per bene il suo dovere, sia oggettivo e io su questo chiedo al Presidente una spiegazione formale. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, io prendo atto del ritiro della sua proposta, quindi naturalmente i lavori possono proseguire con l'illustrazione dell'emendamento 174, presentato dall'onorevole Gian Valerio Sanna come primo firmatario.
Per quanto riguarda le sue osservazioni in merito alla nota stampa redatta dall'Ufficio stampa, naturalmente questa Presidenza in questo momento non può procedere a nessun tipo di accertamento. La prego, comunque, di far pervenire per iscritto le sue osservazioni alla Presidenza del Consiglio e ritengo che la Presidenza del Consiglio interverrà con la dovuta tempestività in relazione a questo caso che lei ha sollevato.
Ha facoltà di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per illustrare l'emendamento numero 175.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Volevo chiederle, Presidente, se l'emendamento numero 175 è stato dichiarato inammissibile, perché credo di doverlo illustrare.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, con questa confusione sono io che ho saltato il 175. Lei stava per iniziare l'illustrazione dell'emendamento 175, la prego di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Io credo che sia emblematico quello che è avvenuto poc'anzi, cioè dobbiamo usare i sistemi della verifica della presenza per costringere la maggioranza a stare nell'aula a discutere con noi.
Io comprendo che qualcuno sia impaziente di finire rapidamente questa finanziaria, voglio solo osservare, ma con molta serenità, Noemi, il fatto che si sta aprendo un caos su questi tempi della finanziaria quando vorrei ricordare che la finanziaria del 2000 è stata approvata il 24 aprile, quella del 2001 è stata approvata il 20 aprile, quella del 2002 è stata approvata il 22 aprile, c'è una costante che non dovrebbe scandalizzare nessuno. Quindi credo che quando una finanziaria si presenta in Aula con le caratteristiche di questa manovra finanziaria, una finanziaria che vi abbiamo detto era eccessivamente chiusa al dialogo e al confronto e tra l'altro priva degli elementi minimi di risposta alla società sarda, è chiaro che poi i tempi si fanno lunghi.
Noi siamo convinti, l'abbiamo detto altre volte al presidente Serrenti, ma lo ripetiamo qua, che questo modo strano di rispondere alle opposizioni e al lavoro delle opposizioni, amplificando l'orario di lavoro, quasi che la minaccia ritorsiva a chi argomenta della finanziaria sia quella di mantenerci in aula, è uno degli elementi - se mi consente il termine, Presidente, lo dico in senso generale - più demenziali che possa caratterizzare una vita parlamentare, perché io credo che nel confronto parlamentare quello che conta è il buon senso, non i ricatti sui tempi. E se ci fosse stata data una giusta apertura sui problemi, la possibilità di confrontarci non tra di noi, perché noi l'abbiamo già fatto il confronto tra di noi, tant'è che se guardate gli emendamenti la stragrande maggioranza sono in linea l'uno con l'altro. Noi abbiamo bisogno di confrontarci con voi che fate le proposte, ma siccome voi siete rassegnati, silenziosi, asserviti a una logica che non comprendiamo, che rispettiamo, perché è l'elemento che avete inventato e scelto per regolare i rapporti tra di voi, ma siccome la finanziaria regola i rapporti con la società sarda, se ci consentite quest'unica eccezione, noi qui dentro non ci siamo per accompagnare il regolamento dei vostri rapporti, ci siamo per rendere conto, a consuntivo di questo lavoro, che la finanziaria è entrata in un modo e ne è uscita in un altro, e che il modo in cui ne è uscita in qualche modo dà una risposta diversa rispetto alla proposta iniziale. Questo è il nostro compito.
Noi abbiamo sempre pensato che si potesse ragionare con buon senso intorno ai problemi, ma quando c'è appena appena di libertà la maggioranza rimane in due in aula, in due, come poco fa, il che dà la misura della volontà del confronto che volete con noi e con i sardi, perché non è un vizio che ha l'opposizione di prorogare i tempi, noi stiamo parlando dei problemi e adesso io, quando presento le motivazioni dell'emendamento 175, mi domando qual è, Assessore, la ragione premiante in un regime di ristrettezze finanziarie, in un momento di gravi tagli, in un momento di crisi industriale, che porta la Giunta, rispetto allo stanziamento dell'anno passato, ad incrementare di 600 milioni il contributo all'Osservatorio industriale della Sardegna, e se questa acutissima osservazione che fa l'Osservatorio è qualcosa di così esclusivo che fino ad oggi non fa nessun altro in questo coacervo di strutture, sovrastrutture e società che dovrebbero governare l'osservazione ed io spero anche un minimo di marketing territoriale. E' anche vero che dopo la stagione, come si potrebbe dire in termini bellici, dopo la prima fase campale della vostra legislatura, nella quale avete sistemato tutti quelli che dovevate sistemare, è logico porsi il problema: qual è il motivo e la funzione dell'Osservatorio industriale? Quali sono i risultati che ha portato? Qual è la ragione di un finanziamento incrementale in una congiuntura così particolare? Non ci è dato saperlo, vorremmo capirlo.
Così come vogliamo capire, Assessore, come l'insieme delle strutture della rappresentanza, diciamo, del sistema industriale in Sardegna, penso alla SFIRS, penso agli istituti di credito, che lei sa benissimo che in questi anni si sono sostituiti all'inefficienza della Regione e delle sue derivate, per fare loro stessi nell'ambito della programmazione negoziata attività di convergenza e di concertazione, per cercare di dare, al di là dei flussi ordinari del credito, opportunità finanziaria alle imprese, sia a quelle che avevano problemi di ricapitalizzazione, sia a quelle che avevano problemi di ampliamento. Vorrei, per esempio, sapere qual è la risposta che mi dà l'Assessore sulla funzione di una certa società, la Sigma Invest, che non ha nessuna funzione, se non quella di rappresentare per il 99 per cento la Regione e per l'altro 0,0 altro la SFIRS, che è una società che viola i principi della libera concorrenza, perché è totalmente sostenuta con fondi regionali, e che viola le regole comunitarie.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue SANNA GIA VALERIO.) Che cosa la tenete a fare, quando utilmente quelle funzioni possono essere svolte o dall'Osservatorio o dalla SFIRS o da chi vi pare, e quando a queste società passano flussi incredibili di risorse e generano spese correnti non indifferenti? Questo è il tema, Assessore, sul quale noi ci vogliamo confrontare a tutto campo, perché ci siamo stati anche noi al governo e se abbiamo sbagliato anche noi questo non giustifica il permanere nell'errore, perché qui, è bene che si dica una volta per tutte, che di quelli che hanno sposato il passato ce ne sarà pure qualcuno, ma che un'opposizione debba essere caricata di una responsabilità complessiva del passato per cose che molte volte non si conoscono e parte delle quali sono in carico anche agli Assessori che vi siete guadagnati alla vostra parte e che quando erano dalla nostra parte hanno fatto e rifatto, mi sembra un po' eccessivo. Quindi vi chiediamo anche su questo punto di accettare la critica che portiamo nel senso e nella direzione che noi, se anche avessimo commesso degli errori di valutazione nel passato, credo che oggi, a distanza di quasi cinque anni dalla fine di quella esperienza, siano mutate molte condizioni, siano maturate diverse opportunità, c'è un'esigenza di razionalizzazione della spesa pubblica, io non comprendo per quale ragione tutte le amministrazioni pubbliche sono chiamate a razionalizzare e nella Regione non si razionalizza assolutamente niente, anzi si dilata, all'Osservatorio regaliamo 600 milioni in più...
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. 150 mila.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Come? 300 mila Euro, 600 milioni, come?
(Interruzioni)
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Un miliardo e otto avevano prima. La legge istitutiva assegnava...
OPPI (U.D.C.).. L'avete inventata voi!
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Ecco questa è la frase tipica che mi aspetto sempre "la Sigma l'avete inventata voi". Io non ho inventato né l'alfa, né la beta e tanto meno la Sigma, io ho fatto altre cose e rispondo per quello che mi compete perchè io qui sono un consigliere regionale che non si carica dell'onere degli altri e neanche dell'onere di chi c'è qui dentro 20 anni e 25 anni, e che passandone opportunità di ogni genere dai piani di rinascita fino alle restrizioni più ampie ha fatto di tutto e il contrario di tutto, ed allora siccome siamo al tempo nuovo, siamo al 2003, siamo nel nuovo millennio, io mi rapporto ai problemi con la mia coscienza e con la mia sensibilità e non voglio che, per attenuare questa funzione, che credo tutti abbiamo, mi si debba dire: "Voi avete inventato". Io non ho inventato nulla e se fosse nelle mie mani inventare e disfare, le assicuro, assessore Oppi, che molte cose avrei disfatto, ma anche tranquillamente, perchè non ho né paura di ritorsioni e non ho nessun scheletro nell'armadio che nessuno mi può evocare in quest'Aula per impedirmi di pensare come penso. E purtroppo, ahimè, so che siamo in una condizione in cui non tutti qui dentro possono avere questa libertà.
Detto questo, Assessore, il problema è capire in che direzione va questo finanziamento, se lei ha mai pensato nella sua gestione che ormai si prolunga da qualche anno, a una razionalizzazione di questi enti, forse andando anche contro tendenza, ma lei che ha una formazione politica che io posso immaginare e conoscere anche meglio di altre, mi meraviglierebbe che non avesse fatto in questo periodo una riflessione di responsabilità e di moralizzazione anche per una semplificazione in questo coacervo di enti che succhia molti soldi e, a conti fatti, non produce molti risultati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 174.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 174 si propone la soppressione del comma 4. Badate, il comma 4 dell'articolo 11 è un articolo, devo dire, di apprezzabile fantasia, ha anche alcuni caratteri di innovazione nell'esposizione, però sostanzialmente mantiene un significato che forse ci sfugge, che meriterebbe essere qui precisato, interventi di razionalizzazione della rete telematica a servizio delle imprese.
Allora si immagina che esista una rete telematica a servizio delle imprese, per cui si provvede alla sua razionalizzazione nelle aree industriali, in quelle portuali, aeroportuali in coerenza col piano della società dell'informazione in Sardegna.
Assessore, sarà una mia carenza, io ho cercato di informarmi un po' su tutta questa finanziaria, devo dire la verità che di questo piano della società dell'informazione in Sardegna ne so poco. Non mi sembra che essendomi così sfuggita la cosa possa essere un qualcosa di così rilevante da poter essere oggetto di un finanziamento di quasi 5 miliardi. Mi rendo conto viceversa che il sistema industriale in Sardegna è talmente disgregato e talmente in crisi, non solo di raccordo, ma di quegli elementi di sopravvivenza elementare che ci fanno denunciare le crisi della chimica, la crisi delle aree metallurgiche, tutto quello che osserviamo e che la vede protagonista di un via vai per le aree industriali dell'Isola a tamponare le condizioni di crisi. Quello che poi nella seconda parte non possiamo condividere, e qui ritorna la solita questione, questi interventi la cui generalità espressa nella prima parte si dovrebbero affidare attraverso degli accordi o contratti di programma, quindi chiaramente siamo fuori dall'evidenza pubblica, io qui leggo, "accordi o contratti", gli accordi o contratti non si fanno con una preselezione degli interlocutori, si fa con chi si individua, con chi si chiama una concertazione, ci sono elementi, non c'è proprio un elemento di evidenza pubblica e sono approvati con decreto del Presidente della Regione previa delibera della Giunta su proposta dell'Assessore dell'industria di concerto con l'Assessore della programmazione, insomma un bel giro di concerti. Ma i concerti vanno bene, badate, però quello che non va bene è capire come noi possiamo finanziare 5 miliardi sulla base di una generica ipotesi di interventi di razionalizzazione demandati ad un piano della società dell'informazione quando sappiamo che il problema dell'integrazione delle imprese e il loro accesso alla burocrazia, al funzionamento delle leggi di incentivazione è cosa assai più complessa che non quella di individuare una sorta di piano della società dell'informazione in Sardegna.
Si aprirebbe qua, e non lo voglio fare, Assessore, un tema un po' polemico, perchè questa società dell'informazione in Sardegna mi solleticherebbe alcune critiche sulla condizione dell'informazione in Sardegna, ma, voglio dire, sarebbe più opportuno che riflettessimo in un altro momento delle condizioni che ha l'informazione, che dovrebbe avere l'informazione in Sardegna con riguardo all'uso che fa anche la politica dell'informazione, alla possibilità che diamo all'informazione di essere uno strumento di trasmissione di verità e non uno strumento di trasmissione di ipocrisia, di suggestioni e di promesse per poi approdare magari ad una logica nella quale l'informazione serve, come servono alcuni giornali molto famosi a livello nazionale, per esaltare le beghe personali, le amicizie del Presidente Pili, le sue vacanze in Costa o altre attività che si fanno, perchè in parte queste cose sono avvenute.
Noi, su questo elemento, manteniamo una contrarietà per la genericità degli obiettivi, per la poca rispondenza ad un disegno di utilità nelle condizioni congiunturali che ha l'industria in Sardegna e per una seconda parte che in qualche modo con una finezza, con questo sistema degli accordi contratti di programma che a loro volta dovrebbero essere invece governati da criteri, condizioni e direttive che finalizzino, che si pongano degli obiettivi, che possano dare poi all'istituzione la possibilità di verificare i risultati, questi elementi sono molto pericolosi perchè una gran parte della spesa regionale viene utilizzata con questa metodica, a discapito di quella che dovrebbe invece essere la metodica generalistica nel sistema di funzionamento regionale, cioè ormai la logica degli obiettivi e del risultato, cosa che, non me ne vorrà l'assessore Oppi, ma non è colpa sua, non avviene nella sanità, perchè se ci fosse una logica ferrea tra obiettivi e risultato, noi avremmo dovuto assistere, ne sono convinto, l'Assessore se avesse avuto la libertà politica e credo che sappiate a che cosa mi riferisco, avrebbe fatto per i managers della U.S.L. un turn over molto più faticoso di quello che fanno l'Inter e il Milan per ritrovare i managers che in qualche modo cogliessero gli obiettivi che le politiche regionali si impongono. Però, a questo punto ci poniamo il problema anche di un eccesso di delega che, secondo noi, dovrebbe rispondere ad obiettivi concreti e dare la possibilità anche a chi oggi programma, perchè noi oggi siamo un ente di programmazione, un'assemblea di programmazione, la possibilità fra un anno di verificare che tipo di risultati rispetto agli obiettivi. Questa deve essere la regola. Ormai è la regola della grande riforma della burocrazia nazionale che, badate, sta portando avanti il vostro leader, non noi, e che segue la grande riforma che ha cominciato il centrosinistra e che, con un po' di ritardo e qualche aggiustamento, sta comunque continuando in questa fase della legislatura nazionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 380.
FALCONI (D.S.). Io reintervengo su questo comma, anche se ne ho già parlato, sulla soppressione dell'emendamento di questo comma 5, non perchè abbiamo una particolare attenzione alla soppressione delle cose dell'industria e quindi prima abbiamo proposto la soppressione dell'intero articolo, adesso, ed io aggiungo in subordine, noi vorremmo la soppressione almeno di questo comma. Perchè? Perchè lo riteniamo assolutamente inutile, lo riteniamo anche dannoso. E dico il perchè assessore La Spisa, lei sa meglio di me che il sistema degli enti in Sardegna, fa acqua da tutte le parti, è un peccato che non sia stata data la possibilità di parlare degli enti del turismo nel precedente articolo 9, sennò ci saremmo un tantino anche divertiti, ma io le considero cose assolutamente serie e non mi divertono, però andare a vedere cosa fa l'Esit, cosa fanno i tredici enti del turismo in Sardegna con lo spreco di 30 mila lire per ogni turista che riusciamo a portare in Sardegna sarebbe stato interessante. Questi calcoli, ahinoi, per l'industria non ce li abbiamo, cioè noi sappiamo e conosciamo la somma della spesa prevista per il Consorzio 21, per il BIC Sardegna, per le associazioni diverse, per i vari enti, l'osservatorio industriale, questa somma la possiamo fare per vedere che incidenza ha sul prodotto lordo vendibile dell'industria sarda e quindi vedere cosa ci costa rispetto alla produzione il sistema pubblico.
Io non credo a questa strada, perchè non credo all'efficacia del sistema degli enti in Sardegna. Noi, come ben sa, siamo come Commissione Sesta, siamo reduci da un interessantissimo viaggio in Irlanda dove siamo andati a studiare il loro sistema che li ha portati negli ultimi vent'anni ad essere uno dei paesi più avanzati dell'Unione Europea da uno dei paesi che era annoverato fra gli arretrati tanto che è ancora nell'Obiettivo 1 e fuoriesce adesso assieme a noi nel 2006. Però ne fuoriesce molto più in là, nel senso che oggi il reddito medio degli irlandesi è superiore addirittura a quello degli inglesi della casa madre, perchè? Perchè quel sistema che loro soprattutto nell'industria hanno saputo attivare ha portato negli ultimi 10 anni ad un aumento medio del loro PIL del 9 per cento. Quest'anno si lamentano perchè questo 9 per cento è ridotto ad un solo misero 4 per cento! Noi abbiamo ben altre percentuali. Allora se quel sistema ha funzionato così bene, non è che può essere pari pari trasportato in Sardegna, però è interessante andare a vederlo.
Sostanzialmente si basa tutto questo su un unico ente governato bene, che governa bene le cose, che ha competenze chiare, competenze in legge che danno ad un unico ente compartecipato dagli enti locali, dai regionali, dai provinciali e dalle associazioni industriali, però questo ente ha in capo tutta una serie di competenze che da noi hanno, per esempio, tutte le ASI, tutti i consorzi industriali - poi torno un attimino su questo, se ce la faccio in questo emendamento, sennò più in là, perchè anche di ASI dobbiamo parlare quando parliamo di industria - questo ente che ha sede a Shannon ha competenze, dicevo, nella formazione professionale, nella formazione universitaria, nella gestione urbanistica della zona industriale, insomma ha di tutto, ma il suo compito maggiore che svolge da anni nel mondo è proprio quello che si vuole attribuire con questo comma 5 all'ente degli enti, cioè lo scouting di impresa, che qui dovrebbe fare questa interagenzia per andare a reperire degli industriali interessati ad investire in Sardegna ad invogliarli, a presentar loro il nostro prodotto, cioè a vendere, ad occuparsi di mercato. Badate, loro non solo sono riusciti a dare tutte queste competenze a quell'unico ente, uno, ma che fanno funzionare bene da loro per quelle competenze già ricordate, ma soprattutto lo fanno funzionare bene in alcuni punti novali del mondo per quel che riguarda le industrie. Tanto lo fanno funzionare bene che oggi sono in grado, cosa che non dobbiamo fare noi, noi stiamo ancora rincorrendo l'industria chimica di base, stiamo ancora difendendo delle industrie assolutamente inquinanti, loro stanno, invece, selezionando questo mercato mondiale e lo selezionano puntando sull'aeronautica, sull'informatica, sull'elettronica, tanto che le maggiori aziende, le prime dieci aziende europee, delle prime dieci aziende europee di informatica nove, dicasi nove, hanno gli stabilimenti industriali lì. Bene, ci resta, faccio questa amara considerazione che noi potevamo essere a quel livello, potevamo anche noi scegliere le industrie aeronautiche o di informatica o di elettronica per portarle qui in Sardegna, noi siamo costretti a prendere ciò che arriva, a prendere ciò che passa il convento e a volte il convento passa anche degli industriali truffaldini che vengono ed utilizzano le nostre leggi di sostegno e tutto fanno tranne che investimenti seri in Sardegna, fanno delle industrie il più delle volte decotte di sistemi ormai superati che non reggono poi all'impatto del mercato perchè si scontrano con una serie di diseconomie che nel frattempo non siamo riusciti ad eliminare. Ecco, continuiamo con questo sistema, continuiamo con le ASI, e quando io critico le ASI non sto criticando l'operato dell'assessore La Spisa, sto criticando l'operato in generale perchè lì abbiamo responsabilità tutti come classe politica regionale, dove succede di tutto e sta succedendo di tutto, vengono rappresentati tutti, tranne gli industriali nei consorzi industriali. Beh, badate è difficile gestire un condominio senza avere la rappresentanza di chi abita in quel condominio, è davvero difficile, sta succedendo di tutto, Assessore, nei consorzi ASI ed è bene davvero porre mano a una nuova legislazione che dia chiarezza, che dia compiti, che dia rappresentanza a chi rappresentanza deve avere, non possono diventare delle caselle per o inoccupati a volte da collocare e questo vale un po' per tutti, non vale solamente per gli ultimi. Ma siccome lei ha responsabilità in quest'ultimo periodo, io chiaramente mi rivolgo a lei affinché si ponga almeno in termini di proposta un rimedio urgente a tutto ciò che sta succedendo.
Noi non ce la facciamo a raggiungere né in un anno né in due anni il sistema così ben congegnato che ha raggiunto l'Irlanda, però viva Dio, quando le cose vanno così male, andare a vedere come fanno gli altri e gli altri fanno meglio di noi, non significa copiare, significa scrollarsi di dosso un sistema che non funziona, un sistema costosissimo che non serve a nulla, ma significa anche andare in direzione inversa rispetto a ciò che oggi voi ci proponete. Non ci serve un'interagenzia che faccia ciò che può fare il BIC Sardegna, ciò che può fare il Consorzio 21 da solo, o che debbono fare se rimessi assieme in un unico ente industriale. Quindi state andando in senso esattamente inverso ed è quello che oggi noi contestiamo e lo contesteremo non solo oggi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento 171.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, l'emendamento 171 è l'emendamento soppressivo del comma 6. Io riprendo le considerazione, ottime, che ha fatto il collega Falconi su questa interagenzia per gli investimenti esterni in Sardegna, un altro ente insomma. Beh, qui il problema vero, Assessore, è che ormai in Sardegna continuiamo a parlare dell'esigenza del marketing industriale, territoriale e perdiamo di vista le condizioni generali. Cioè ci sono in tutti i campi, ancor di più nel settore industriale, le cosiddette precondizioni dell'insediamento, le precondizioni alla stessa opera di marketing che, a loro volta, fanno marketing; e queste non sono sovrastrutture societarie, perchè lei sa bene quanto fanno oggi non solo le finanziarie regionali e non regionali, gli istituti di credito, ma che cosa fanno addirittura le camere di commercio, cosa fanno le associazioni industriali nei loro rapporti, ci sono decine di gemellaggi tra le associazioni industriali della Sardegna e quelle omologhe del Veneto, dell'Emilia Romagna, della Lombardia, gemellaggi nati per interagire, per indicare opportunità, possibilità di insediamento.
Quello che invece non facciamo è quello di studiare una volta per tutte, se è possibile abbinandole alle condizioni storiche che ci sono date, le condizioni di contorno e generali perchè un'azione di investimento, a maggior ragione esterno, in Sardegna abbia un senso.
Vogliamo, per esempio, parlare della condizione culturale? Vi siete posti il problema di quale vantaggio ha oggi un'impresa ad insediarsi in Sardegna, ancorché gli offriamo un'area industriale a bassi costi anche infrastrutturata, quando poi gli operatori di contorno (trasporti, servizi generali, trasmissioni, imballaggi, quello che vi pare) sono prive di un collegamento e di una funzionalità e di una modernizzazione adeguata? Nessun problema!
Vi siete domandati la funzione che ha oggi in quelle aree del nord la formazione culturale universitaria a bocca di impresa, la possibilità di collegare le esperienze universitarie della Sardegna, che ci sono e ci sono anche nelle materie che attengono alle attività industriali, la possibilità che hanno le imprese di prendere i nostri giovani per fare gli stage obbligatori? Non ve ne curate.
Voi sapete che dopo l'introduzione delle lauree brevi in Sardegna, come esperienza iniziale di una nuova dimensione dei corsi universitari, tutti i giovani sono costretti ad andare in Emilia Romagna, in Lombardia, in Veneto a fare gli stage obbligatori perchè non c'è una organizzazione, una istituzione che curi l'inserimento di questi giovani sardi nell'ambito delle industrie e delle esperienze industriali in Sardegna? Non esiste un istituto, non esiste nessuno che svolga questa funzione! E che cosa accade? Accade che se per fortuna il più delle volte i giovani sardi sono intelligenti ed intraprendenti e, grazie a Dio, anche qualche volta desiderosi di lavorare a di impegnarsi, al 60-70 per cento dopo che si prendono il diploma di laurea breve se ne ritornano da quelle aziende; e noi perdiamo l'opportunità di utilizzare queste intelligenze nell'ambito di una riscossa della potenzialità industriale della Sardegna.
Abbiamo parlato mai delle condizioni, al di là delle demagogie che si fanno di volta in volta su Lula, sulla Calia e basta, sulle condizioni generali della sicurezza in Sardegna e dell'influenza che questo elemento ha nell'approccio di un marketing territoriale che abbia funzione.
Che significato ha, rispetto alle ambizioni che abbiamo, consentire silenziosamente che la scuola dell'obbligo in Sardegna chiuda pezzo per pezzo? Lo vedremmo quando arriveremo a quel capitolo. Ma a voi queste non vi sembrano condizioni di contorno meritevoli di una considerazione primaria rispetto a mettere in piedi, a voler capitalizzare, a voler far funzionare interagenzie per gli investimenti esterni? Questo è il punto.
Io ho preso atto di una intenzione della Giunta su questo argomento di fare qualche passo indietro, io spero che lo faccia, ma non mi soddisfa questo; cioè non mi interessa che voi togliate questa parte. Mi interessa che si affronti e si affronti in quest'Aula la complessità delle problematiche che rendano possibile un marketing territoriale guidato da una guida politica che sia rappresentata dalla Regione e il legamento della Regione con l'Università, ma non nei termini che vedremo dopo, che ogni dipartimento, ogni Ministero, ogni Assessorato si programma i suoi corsi universitari, perchè non serve, è una dispersione inutile di risorse.
In Sardegna per qualificare l'Università ci vuole un unico tavolo serio della Regione con le Università, che decida quali sono i corsi sui quali investire e si investa bene anche con laboratori di ricerca e con la capacità di integrare gli studenti alle esperienze lavorative, questo serve.
E quindi l'emendamento si pone questo obiettivo, che non è solo la rinuncia possibile a questo finanziamento quanto la possibilità che c'è data di confrontarci con la Giunta, con la maggioranza, con l'Assessore in particolare sulle prospettive di ricerca e di condizioni generali di un marketing territoriale che sia attrattivo ed equilibrato, Assessore, questo è un altro punto importante. Lo sviluppo industriale in Sardegna non può a continuare a essere polarizzato; la polarizzazione che ci venne imposta dai grandi insediamenti industriali della chimica, e di altre esperienze che furono indotte dall'esperienza delle partecipazioni statali, aveva una funzione di razionalità nell'ambito territoriale.
Noi dobbiamo giocare una scommessa diversa in questa fase, cioè quella di esportare gradualmente e insediare nel territorio una serie di esperienze che siano integrate e che consolidino questo terreno di nuova industrializzazione della Sardegna. Noi siamo molto interessati a questo ragionamento, vorremmo avere delle parole di conforto e di sostegno in questa linea dall'Assessore competente.
Dico un'ultima cosa. Assessore, lei mi deve credere, io sono convinto che nella responsabilità politica non esista solo la concezione della contrapposizione. Io sostengo da tempo che far rinascere la Sardegna significa individuare, su un terreno neutrale, tra i diversi schieramenti, quegli argomenti che devono essere consegnati nella responsabilità politica ad un disegno di continuità nell'alternanza, cioè che debbano essere obiettivi che tutti si devono impegnare nel tempo a coltivare.
Lo sviluppo dell'industria, la nuova industrializzazione della Sardegna, le opportunità di sviluppo legate a questa scommessa passano attraverso questo impegno di reciprocità che richiama una responsabilità politica che, mi rendo conto, non è molto attuale, ma che alcune sensibilità nobili e intelligenti che sono sparse nella dimensione politica devono perseguire e realizzare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Noi abbiamo definito una organizzazione dei lavori che prevede la conclusione del lavoro in Aula per questa sera alle ore 22 ed anche per le prossime serate, e noi confermiamo questa impostazione che è stata assunta in Conferenza di Capigruppo. Tuttavia questa mattina l'assessore Masala, in un intervento che in qualche modo forniva delle risposte ad una discussione in corso tra la maggioranza e l'opposizione su alcuni settori nei quali le opposizioni ritengono che questa finanziaria non definisca partite di bilancio analoghe a quelle degli scorsi anni, e tuttavia insufficienti secondo noi, l'assessore Masala ha dato prima una comunicazione questa mattina per quanto riguarda questi settori, poi questo pomeriggio ci ha fornito delle tabelle a supporto delle affermazioni che ha fatto durante il suo intervento questa mattina in Aula.
Poichè si tratta di materia delicata e complessa, sulla quale naturalmente oltre le opinioni contano soprattutto i numeri e le poste di bilancio, noi vorremmo se fosse possibile, per naturalmente migliorare la qualità del lavoro in Aula, d'intesa con la maggioranza e con la Giunta, utilizzare il tempo da qui alle ore 22 per fare questo lavoro di approfondimento sulle tabelle che l'Assessore ci ha fornito, in maniera tale che domani mattina si possa continuare la discussione partendo naturalmente dalla comune valutazione dei numeri nei settori che sono stati indicati. Quindi non una modifica del piano di lavoro, ma una diversa organizzazione, anziché lavorare in Aula, per capirci, lavoreremo nei Gruppi e con i tecnici per approfondire questi aspetti.
PRESIDENTE. Anche da parte della maggioranza è arrivata una richiesta di questo tipo che credo l'onorevole Balletto vorrà confermare. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, nel convincimento che nulla è perfetto e tutto è perfettibile, quindi con lo scopo di accelerare i tempi per l'approvazione della finanziaria nella reciproca convenienza, e cioè che questa sia la finanziaria migliore possibile, non abbiamo nulla da obiettare alla richiesta perchè crediamo che sia giusto che questa verifica venga fatta. Il tempo concesso non è neanche tanto e quindi va bene così.
PRESIDENTE. In considerazione delle richieste pervenute, i lavori terminano a questo punto, si prosegue domani con l'emendamento 379, alle ore 10.00.
La seduta è tolta alle ore 20 e 09.
[S1]Gian Valerio
Allegati seduta
(POMERIDIANA)
Martedì 25 marzo 2003Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 15 e 39.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 19 marzo 2003 (329), che è approvato.
CongedoPRESIDENTE. Comunico che la consigliera Mariella Pilo ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 25 marzo 2003. Se non vi sono osservazioni il congedo si intende accordato.
Ho visto presente, suppongo si debba trattenere, l'onorevole Satta, che stamattina mi ha fatto pervenire una richiesta di congedo, pertanto ne informo l'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Grazie Presidente. La platea, come si dice, è un po' assente, però questo è normale. A proposito della platea assente, Presidente, io vorrei fare una premessa: il lavoro del consigliere regionale deve essere tale per cui deve rendersi utile attraverso anche l'ufficio che in Consiglio viene attribuito ad ogni consigliere, quindi io spesso sono in quell'ufficio a lavorare poiché in Aula in qualche occasione, per non dire quasi sempre, si assiste ad interventi ripetitivi. Allora se si deve sentire per la trentesima volta lo stesso intervento, è preferibile lavorare così come io faccio abitualmente anche nel mio ufficio, quello che il Consiglio regionale mi ha graziosamente e cortesemente attribuito.
Fatta questa premessa ho chiesto di intervenire stamattina per esprimere tutta la mia perplessità rispetto alla confusione che si è creata in quest'Aula, confusione perché da una parte interviene un Assessore che afferma che alcuni emendamenti sono inutili, non degni neanche di essere esaminati o votati, che comunque il voto non cambierebbe nulla. Successivamente interviene un altro Assessore per ergere intorno a questi emendamenti barricate per abbatterli, perché sostiene che invece sono emendamenti assolutamente dannosi. Allora una parte dell'Aula li sostiene a gran voce, un'altra parte dell'Aula addirittura vota con un voto trasversale che rende la confusione ancora più grande.
Vedete, ci sono regole di comportamento legate, per esempio, al voto di coscienza che non viene disconosciuto assolutamente dal mio Partito, che viene ritenuto lecito, e il voto di coscienza è comprensibile in questa occasione, ognuno ha coscienza di votare così come ritiene opportuno. Vi sono però anche regole di appartenenza, regole politiche, regole di rispetto della coalizione ed allora a fronte di queste regole è normale che ci debbano essere delle indicazioni. Ed allora lavorare nella confusione più totale quando ci sono questo tipo di emendamenti credo che sia poco proficuo per tutti. La mia perplessità che ho dichiarato nel mio intervento è una perplessità reale, e non credo che sia solo la mia perplessità, perché io ho letto gli emendamenti di cui si parlava prima, qualcuno secondo me anche inutile, perché quando si parla di attribuire il ruolo che la Giunta ha, di prevedere che ci siano aiuti nei confronti di certi settori, e in questo emendamento non vengono indicati né i tempi, né i modi, né la scadenza, né gli importi non vi è dubbio che sono emendamenti che sono aria fritta, perché fra le altre cose l'emendamento entra a far parte di una legge se è accettato, ed una legge non può essere accettata se non c'è copertura finanziaria. Ma se non viene indicata la spesa globale imputata a quell'emendamento, che tipo di previsione di copertura finanziaria si può fare? Allora se non c'è previsione possibile, se non c'è copertura finanziaria, allora l'emendamento è inutile.
Però io credo che queste cose dovrebbero essere chiarite bene, spiegate anche al cosiddetto popolo dei peones. Ieri ho partecipato alla riunione della Terza Commissione in sostituzione del mio Capogruppo per prendere atto del ritiro, o del voto favorevole o negativo per alcuni emendamenti. Debbo dire a mio avviso un lavoro decisamente inutile, perché fatto a raffica, con voti a volte e giudizi sommari per fasci di emendamenti, per tutti no, per questi 35 sì. Poi nell'Aula si parla - c'è un regolamento? - si parla di tutto e di più. Il Regolamento prevede non si possa più parlare di leggi o di cose già votate, nell'Aula invece se ne parla fin quando si vuole. L'argomento è dichiarazione di voto sull'emendamento 389, dico un numero a caso, e si parla di tutto e di più. Di tutto fuorché di quell'emendamento.
ORTU (R.C.). Sei fuori tempo e fuori tema.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Corda, la prego.
SPISSU (D.S.). Lasciamolo fare!
CORDA (A.N.). Sto concludendo. Allora a me sembra che la confusione in questo modo non faccia che aumentare, e francamente non so quale utilità ci possa essere per tutta l'Assemblea di continuare con questo metodo. Grazie.
PRESIDENTE. Colleghi, ricordo che stiamo votando l'emendamento numero 358.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, non è una vera dichiarazione di voto, ma visto che si parla di tutto e il contrario di tutto e si dicono anche cose non vere, perché bisognerebbe leggere le cose, e visto che il sottoscritto in genere è qui, sta attento e conosce determinate cose, e quindi che è eventualmente libero di votare a scrutinio palese, io non mi nascondo mai dietro i muretti a secco, sarebbe però opportuno che determinati "ciancioni" li lasciamo perdere, non è questo, perché il sottoscritto e non perché ci fosse caos, io ero cosciente di quello che stavo facendo e di quello che ho fatto.
(Interruzione del consigliere Liori)
Eventualmente per due, visto che entrambi facciamo parte, onorevole Liori, della Commissione agricoltura. E visto che di queste cose in Commissione agricoltura ne parliamo, perché non dobbiamo solo parlarne, bisogna poi essere consequenziali, ecco perché il sottoscritto, visto che non c'erano impegni di spesa, non c'era e non si spendeva nulla, quindi non si rovinava quella che era la struttura economica che era stata fatta, ecco il perché del mio voto favorevole e di quello dell'onorevole Liori per quanto concerne gli emendamenti 356 e 357.
Cosa dicono gli emendamenti 356 e 357? Bisogna anche saperli leggere, e voglio sapere esattamente cosa debba esserci scritto, capitolo di spesa, di entrata e di uscite, lo vorrei sapere.
PRESIDENTE. Onorevole Frau, mi perdoni, ma guardi che siamo al 358, quindi la prego, non torni indietro. Andiamo avanti, la prego.
FRAU (A.N.). Presidente, lo so, ha ragione. Io non intervengo mai per altre cose, ma visto che indirettamente io sono uno di quelli responsabili di aver votato in un certo modo, ricordo che l'Assessore, durante la dichiarazione dopo l'illustrazione degli emendamenti aveva detto che lui era favorevole, anzi, invitava eventualmente i proponenti a presentare un ordine del giorno perché era nell'ambito delle cose che l'Assessorato voleva fare. Visto che l'ordine del giorno non si è presentato, visto che si sono messi in votazione, io credo che per quanto mi riguarda a spesa zero l'emendamento 356 e 357 sono stati...
PRESIDENTE. Onorevole Frau, mi dispiace, non posso consentirle, non si possono commentare i voti e lei non può parlare adesso di emendamenti che abbiamo votato stamattina, la prego!
FRAU (A.N.). Va bene, parlerò per dichiarazione di voto sugli altri emendamenti. Benissimo.
PRESIDENTE. Lei capisce, se poi tutti fanno così, noi ricominciamo da zero, anzi, da sotto zero! Intervenga per dichiarazione di voto sul 358, se vuole.
(Interruzione del consigliere Carloni)
PRESIDENTE. No, io non permetto a nessuno di esprimere...
CARLONI (A.N.). Lo fanno tutti!
PRESIDENTE. Se qualcuno lo fa, ho sempre detto che non si può fare.
(Interruzione del consigliere Carloni)
Senta, a me questo non risulta.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Vediamo adesso di che cosa parla!
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. L'ho sempre detto, sono troppo nervosi, c'è troppo nervosismo in quest'Aula, come i cani da ferma che non reggono la ferma. E` un complimento, non vi preoccupate. Chi è cacciatore sa che è un complimento.
Emendamento numero 358. La Giunta ha ben specificato e ha ben detto che i contenuti di questi emendamenti, compresi anche il 357 e il 356 votati in precedenza, ai quali il collega Frau faceva riferimento per dare una giustificazione di quel comportamento per il voto che avrebbe dato adesso, ma non lo si è fatto parlare su intemperanza della opposizione, perché quello era un ragionamento logico; la Giunta ha detto e sostenuto che questi contenuti sono anche degni di attenzione, ma lo strumento per arrivare alle indicazioni, all'affermazione dei principi contenuti non è rappresentato dalla legge ma può benissimo essere ricompresa in un ordine del giorno che impegna la Giunta nella formazione dei bandi a tener conto dei principi e delle indicazioni che sono state rappresentate.
Sicuramente il collega Frau voleva dire questo, non gli è stato consentito di farlo. Io, per quanto mi riguarda, affermo questo principio condividendo la linea della Giunta e quindi esprimo il parere sfavorevole all'emendamento. Poi, Presidente, mi consenta, pur dovendo tornare indietro, ma lo faccio per un dovere di coscienza, io ho votato contro l'emendamento numero 6 della Giunta, ma ho votato contro per un errore che nasceva da una confusione nella quale mi sono trovato, questo lo devo dire per rispetto della Giunta e della maggioranza inducendo in errore anche il collega Satta....
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, avrà modo di spiegarsi con i colleghi, perché nel dibattito in Aula? Abbia pazienza!
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Capisco che sto abusando, Presidente, chiedo venia in anticipo, però mi sembrava doveroso per un fatto personale di coscienza dare questa comunicazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, noi voteremo favorevolmente all'emendamento 358 e ci stupisce alquanto sia l'intervento del collega Corda che dà una definizione stravagante delle vostre defaillances, dicendo che tutto questo è dovuto alla confusione, mentre invece concordo con lui sul giudizio del lavoro e dell'operato della Terza Commissione, non è una cosa nuova che la Commissione nello spirito più integralista possibile sfoglia eliminando, senza considerare neanche di cosa si sta parlando; è sempre avvenuto, grosso modo. Mentre invece l'intervento del collega Frau è indicativo del fatto che avete ancora bisogno di comprendervi tra voi, mentre noi apprezziamo la libertà che alcuni consiglieri si assumono anche a voto palese, di fronte ad una provocazione che è data da questi emendamenti, uguali nello stile e nel senso al 358 che, a nostro giudizio, esplicano una funzione centrale del Consiglio regionale, quella di dare indirizzi alla Giunta in ordine alle politiche che attraverso il POR Sardegna si intende portare avanti in materia di agricoltura.
A mio giudizio è particolarmente grave che in un dibattito come quello che si è sviluppato intorno a questi emendamenti ed anche all'idea che questi emendamenti intendono portare nel dibattito parlamentare si alzi l'Assessore della programmazione ad annunciare comunque, al di là del risultato, l'inutilità dell'opera che sta svolgendo il Consiglio regionale. Voi direte: "Di che cosa vi lamentate?"; è una continua delegittimazione, basta sfogliare la finanziaria, abbiamo visto quasi ad ogni articolo il tentativo di espropriare il Consiglio regionale delle sue funzioni. Ma il fatto che si impedisca al Consiglio di esprimersi con orientamenti e indirizzi in materie che sono state giudicate vergognosamente impresentabili, come la materia dell'agricoltura, a noi sembra ancora più grave, come ancor più grave ci sembra il fatto che si presentino certi emendamenti della Giunta, come quelli che stiamo vedendo, uno dopo l'altro, qualche volta li stiamo vedendo fortunatamente bocciati, che indicano in maniera determinante un'attitudine, assessore Masala, continua in questo senso. Arriveremo poi ad altre materie per capire come anche nello stretto lasso di tempo della dimensione dell'Aula nella finanziaria abbiamo visto salti mortali tripli e quadrupli della Giunta sullo stesso argomento, con cambiamenti di cifre, con esponenziali ulteriori indebitamenti, quando da questa parte siamo da giorni che chiediamo di confrontarci per un riequilibrio reale di questa finanziaria, che è l'unica cosa che, a lavoro compiuto, fino ad oggi può dare senso compiuto al lavoro che stiamo facendo.
E lo dico con riguardo alle affermazioni dell'Assessore. Siccome in quest'Aula non si può dire una cosa per un'altra, lei, Assessore, sa benissimo che noi disponiamo dei testi che ci avete fornito voi; negli stati di previsione degli enti locali mancano 90 miliardi in parte corrente agli enti locali e ne mancano quasi 120 nella parte di investimento. Questi sono i documenti che abbiamo. Se lei deve dire altre cose le dica, ma non le dica a chi è in possesso di altri documenti, perchè il gioco delle tre carte non si può fare fino a quando non siamo messi nelle condizioni di capire qual è la situazione reale.
Ad oggi i documenti parlano in questo modo e quindi le chiedo di rispettare anche il nostro lavoro, perchè fino a quando non abbiamo documenti diversi noi ci atteniamo anche nel giudizio a quelli che abbiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sull'emendamento ovviamente per dichiarare il voto favorevole.
Noi siamo coscienti che l'emendamento dà un indirizzo, perchè neppure noi vogliamo attribuire alla Giunta competenze sui POR, che comunque rimangono alla Giunta e al Consiglio, né pensiamo che vada scritto il POR e le variazioni del POR attraverso la finanziaria.
Però in agricoltura si è posto un problema che ha esaminato la Commissione e che ha giustificato l'intervento del collega Frau. In agricoltura c'è un problema reale, che i POR in agricoltura non hanno speso, non spendono e che per giustificare la spesa in agricoltura si è dovuto ricorrere ad un escamotage di trasferire al POR provvedimenti già attuati con le leggi ordinarie di settore, modificando delibere del 2001 e 2002 e trasferendo al POR, e quindi ai fondi comunitari, atti già deliberati su leggi di settore.
Cominciare a porsi il problema del perchè in agricoltura non abbiano funzionato i POR, e cominciare a dare in questa finanziaria qualche indirizzo, significa prendere atto di questa situazione e dare anche un messaggio al mondo agricolo, di quelle sono le linee che noi vogliamo abbia, anche attraverso la finanziaria, lo sviluppo del settore agricolo. Questo è l'emendamento in discussione. Non crea nessun problema se la Giunta lo accoglie, è un indirizzo che servirà alla Giunta e al Consiglio per dire "Noi vogliamo andare in questa direzione nel settore agricolo, prendiamo atto che la direzione che abbiamo preso nel precedente POR non ha funzionato, perchè il cavallo non beve più, e non si riesce più a spendere neppure le risorse che si mettono a disposizione." Allora dobbiamo cambiare indirizzo, e la finanziaria è uno strumento che si vuole utilizzare per dare questo indirizzo.
Non mi pare ci sia nulla di non comprensibile da parte del collega Corda, non mi pare si debba gridare allo scandalo se un emendamento che dà un indirizzo per i prossimi POR può essere accolto tranquillamente; perchè questo nella Commissione agricoltura si è discusso, si è ritenuto opportuno che poteva essere accolto e mi pare che l'Aula possa accogliere con grande tranquillità, così come ha chiesto il collega Sanna e come ha fatto suo anche il collega Frau.
PRESIDENTE. Non avendo altre dichiarazioni di voto...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. L'Assessore non può prendere la parola in dichiarazione di voto. O fa dichiarazione di voto anche lui, se vuole, altrimenti devo mettere ai voti.
Metto in votazione l'emendamento 358. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico. Otto consiglieri che appoggiano la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Emanuele SANNA, MORITTU, PIRISI, FALCONI, SCANO, MARROCU, CALLEDDA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 358.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 69
Votanti 68
Astenuti 1
Maggioranza 35
Favorevoli 28
Contrari 40(Il Consiglio non approva).
Poichè nessun altro domanda di parlare sull'emendamento 359, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.
(Non è approvato)
Sugli emendamenti 360 e 74 i proponenti stanno presentando un emendamento di sintesi, quindi di due ne fanno uno. Intanto andiamo avanti perchè lo stanno presentando.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Volevo far osservare che sull'emendamento 360 non c'è la copertura finanziaria, perchè nel fondo "nuovi oneri legislativi" quella dotazione non c'è.
PRESIDENTE. Credo sia questa la ragione per la quale stanno presentando un emendamento di sintesi col 74. Quindi valuteremo l'emendamento appena lo vedrò. Intanto possiamo andare avanti.
Metto in votazione l'emendamento 361. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento 546. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiederei ai proponenti il ritiro del 546 perchè è contrario alla legge di contabilità.
PRESIDENTE. Il 546 è ritirato. Il 548 era ritirato. Metto in votazione l'emendamento 554, presentato dai colleghi Capelli, Cappai e Randazzo.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Ho avuto modo anche nel...
CAPELLI (U.D.C.). L'emendamento 544 è ritirato.
PRESIDENTE. Il 554 è ritirato, quindi chiedo ai colleghi che si erano iscritti a parlare su quell'emendamento di avere pazienza, parleranno sul prossimo.
Metto in votazione l'emendamento 566, Sanna Giacomo e Manca. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Siccome l'assessore Contu aveva accolto l'emendamento 566, debbo dire che la copertura viene garantita dalla UPB 10049, ma limitatamente a 130 mila euro, non 150. Quindi deve essere presa nota di questa modifica.
PRESIDENTE. Va bene, prendiamo atto. Quindi il 566, se non ci sono dichiarazioni di voto, è presentato da Sanna Giacomo e Manca. 566, pagina 198.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Su questo emendamento l'Assessore ha dato un parere favorevole perchè è una cosa che abbiamo fatto tutti gli anni, quest'anno purtroppo io non l'ho previsto nel bilancio. Però se ci sono perplessità, la Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. La Giunta si rimette all'Aula. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Se gentilmente l'Assessore riprecisa il capitolo di finanziamento.
PRESIDENTE. UPB 10049.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Posso fare la mia dichiarazione?
PRESIDENTE. Prego.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, io ho molto rispetto per il contenuto dell'emendamento in questione, ma ritengo che i colleghi debbano osservare come il finanziamento di questa attività, manifestazioni relative alla festa del vino, per carità, niente da dire, si ottenga con una diminuzione dello stanziamento per le spese di attuazione di intervento di politica attiva per l'impiego e per spese di corresponsione degli assegni di utilizzo in attività socialmente utili eccetera eccetera.
Insomma, io non so con che filosofia si opera, non so perchè vengono fatti determinati stanziamenti, però so che siamo tutti impegnati a cercare di incrementare e rafforzare le politiche attive del lavoro e il sostegno a coloro che hanno il lavoro precario. Lo faccio osservare non perchè ce l'abbia contro la festa del vino, ma perchè questa rappresenta una delle tante scelte che la Giunta ci propone.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa, onorevole Sanna, però bisogna dire sempre la verità. L'UPB 10049 riguarda l'obbligo formativo, assegnazioni regionali che sono state sostituite integralmente dalle assegnazioni statali pari a 71 milioni di euro. Quindi noi non stiamo togliendo niente, questa cosa era solo una finzione che è stata definita in Commissione, quindi questa è la verità vera. Sono fondi dell'obbligo formativo vecchio, che sono coperti, come lei vedrà nello stato di previsione del lavoro, per 71 milioni di euro, assegnazioni statali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Qualcuno ancora una volta dirà che queste sono questioni minori perchè non trattiamo di decine di miliardi, ma di 300 milioni. Il problema non è tanto e solo sempre l'entità dei danari, è anche la dignità della spesa pubblica, perchè poi anche i miliardi si fanno con le centinaia di milioni ed anche le grosse partite finanziarie si compongono di alcuni miliardi ogni volta, e nel bilancio si è dimostrato e si dimostrerà via via che quei 150 milioni di euro, che sarebbero sufficienti per dare copertura finanziaria intera agli interventi garantiti dalle leggi per il lavoro ed anche per gli enti locali, ed anche per sostenere un pochino meglio alcune normative relative ad attività produttive, in realtà, se andiamo a vedere nel bilancio in finanziaria e poi nelle tabelle del bilancio, a due a due, a cinque a cinque, a sette a sette si sommano alcune centinaia di miliardi.
L'emendamento 566, per come era formulato, aveva una sua dignità, perchè i colleghi che l'hanno presentato propongono al Consiglio una soluzione. Nell'ambito dei finanziamenti riconosciuti alle cantine sociali, e si intende che le cantine sociali si occupano di vino, una somma non rilevante, 300 milioni, nell'ambito di quello che è già delle cantine sociali, può essere riservato questo accadimento che è comunque promozione, attività complessiva intorno all'attività della cantina ed attorno all'attività della cantina vuol dire anche attorno alla coltivazione, produzione e quant'altro.
Se però si cambia la natura della posta finanziaria, e non sono i colleghi proponenti che la cambiano, è la Giunta che propone di cambiarla, nasce un problema, perchè la Giunta dice "Sì, se voi approvate quell'emendamento per la festa del vino noi non siamo contrari", però la festa del vino non la fanno chi la vuole fare con i finanziamenti delle cantine, lo devono fare con i danari dell'obbligo formativo!
Il collega Sanna Gian Valerio ha detto "Non si può incidere su altre partite di spese che hanno la loro dignità e la loro enorme rilevanza". Quindi si vogliono togliere i denari dalla formazione. Quello che dice l'assessore Masala per giustificare la proposta è ancora più grave della proposta stessa, se è consentito, perché? Dice l'Assessore per giustificare la proposta di finanziare le feste del vino con i danari che erano riservati all'obbligo formativo "Badate che quella posta obbligo formativo era una finzione, perchè l'obbligo formativo adesso ce lo paga lo Stato, quindi quella riserva finanziaria in conto obbligo formativo era una finzione". La verità vera, dice, è che quei danari la Regione per quelle finalità non li avrebbe spesi.
Signori della Giunta, signor Assessore del bilancio, a che gioco giochiamo? Come si permette di dire in Consiglio che ci sono delle risorse finanziarie che vengono indicate in conto di una spesa che non si dovrà fare? Che c'è una verità vera. Ma da quando in qua c'è una verità vera ed una verità falsa?! Esiste una verità, che deve essere vera, e un'altra cosa, che non è una verità non vera, è una falsità!
Allora ci vuole dire preliminarmente, e chiedo al Presidente del Consiglio di garantire il Consiglio, io pongo formalmente il quesito, oltre a questa posta finanziaria che l'Assessore adesso dice essere fasulla, ci sono altre poste fasulle?
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi, la prego.
COGODI (R.C.). Ho posto un quesito al quale però voglio risposta. Ho chiesto che venga interpellata la Giunta perchè risponda alla seguente domanda: oltre alla posta finanziaria della quale l'Assessore del bilancio adesso ha riferito, di essere cioè a copertura di niente, cosa che non si può fare, ci sono oltre questa posta anche altre che sono a copertura di niente, cioè, che sono risorse finanziarie a questo punto occultate, delle quali il Consiglio ritiene che vi sia un impegno ed una destinazione, e invece non c'è?
PRESIDENTE. Va bene. Porrò il quesito alla Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Semplicemente per chiedere la votazione col sistema elettronico palese.
PRESIDENTE. Deve essere appoggiata da otto persone.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Emanuele SANNA, MORITTU, PIRISI, FALCONI, SCANO, MARROCU, CALLEDDA.)
Bene. E` stato chiesto il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 566 così come è, ma con la correzione orale fatta dall'onorevole Masala.
COGODI (R.C.). Chiediamo che venga formalizzato.
PRESIDENTE. Le poste di bilancio le decide l'Assessorato, non le decide il Presidente del Consiglio!
PRESIDENTE. Onorevole Giacomo Sanna, mi rivolgo a lei che è il primo firmatario, se non vengono sollevati problemi la correzione proposta dall'Assessore va bene, se no io lo devo porre in votazione così com'è.
COGODI (R.C.). Chiedo che l'emendamento venga presentato formalmente.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 566 così com'è.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LAI - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA- SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - FRAU - LA SPISA - LADU - LIORI - MASALA - PILI.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 70
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 61
Contrari 9
(Il Consiglio approva).
. Emendamento 592. Sull'emendamento 592 ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non chiedo la parola sull'emendamento 592, la chiedo per sottoporre un problema di procedura e cioè di applicazione di una prassi cinquantennale di questo Consiglio: l'Assessore alla programmazione e al bilancio ha sempre avuto il diritto di indicare la copertura, di indicarla lui e nessun altro. E` sempre avvenuto così!
COGODI (R.C.). Ma manco per sogno! Questa facoltà non esiste.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io sto chiedendo in che modo si debba comportare l'Assessore al bilancio in futuro, cioè quando non c'è una copertura, deve dichiararlo e l'Aula ne deve prendere atto. E` solo questo! Voglio sapere in che modo l'Assessore al bilancio si deve comportare quando ha esigenze di indicare una copertura adeguata all'emendamento; voglio avere indicazioni precise su questo, perchè la risposta accoglimento o non accoglimento dell'emendamento dipende da questa facoltà, perchè se questa facoltà non esiste, allora la risposta può essere diversa. Vorrei avere chiarimenti su questo.
PRESIDENTE. Adesso non voglio aprire un dibattito su questo problema; stiamo discutendo l'emendamento 592, però c'è una richiesta di voto, suppongo.
Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I. - S.U.). Chiedo il voto segreto sul 592.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sul regolamento. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, gli emendamenti sono una proposta sia di aumento di alcuni stanziamenti, sia di diminuzione di altri stanziamenti; quello che devo diminuire lo decido io che lo propongo, poi l'Aula può concordare o discordare. Non è che l'Assessore al bilancio dice dove si tolgono i fondi, questo lo dico io proponente.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Se non c'è copertura cosa fai?
SELIS (La Margherita - D.L.). Non è così! L'emendamento è fatto di due componenti, una proposta in aumento e una proposta in diminuzione; chi propone l'emendamento indica il capitolo in aumento e il capitolo in diminuzione ed è votato integralmente. Non è che c'è la Giunta che può dire dove si manipolano i soldi, quello lo può fare una proposta se viene accolta da noi, se non viene accolta, non è valida.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, l'Assessore propone, poi la sovranità del Consiglio non la mette in discussione nessuno, è evidente e la dimostrazione l'abbiamo avuta! Sul 592 è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 592.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 71
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 20
Contrari 51
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DETTORI - DORE - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Colleghi, un po' di attenzione: dicevo prima che gli emendamenti 360 e 74, poichè il 360 peraltro non aveva copertura finanziaria, è stato sintetizzato con l'emendamento 748; l'emendamento va bene, quindi questo è l'ultimo emendamento dell'articolo 10. Se ne dia lettura.
???? , Segretario:
Emendamento aggiuntivo di sintesi degli emendamenti 74 e 360 Ortu - Granella - Sanna Alberto - Demuru - Giagu - Manca - Marrocu - Cogodi - Falconi - Vassallo - Lai - Masia - Balia
Art. 10
Dopo l'articolo 10 è aggiunto il seguente:
Art. 10 bis
Finanziamento straordinario della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 "Adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura".
- L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 (Norme in materia di bilancio e contabilità della Regione) a contrarre, nell'anno 2003, uno o più mutui fino ad un ammontare di euro 100.000.000 da destinare alla concessione degli aiuti per la realizzazione delle opere di carattere permanente previste dalla legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 "adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura."
- L'ammontare delle disponibilità recuperate con la contrazione dei mutui è destinato:
a) per il 40 per cento alla concessione di aiuti per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario previsti dall'art. 3, comma 1, lett. a) della L.R. 21 del 2000;
b) per il 20 per cento alla concessione di aiuti per l'acquisto di macchine e attrezzature agricole previsti dall'art. 3, comma 1, lett. d) della L.R. 21 del 2000;
c) per il 10 per cento alla concessione di aiuti per l'acquisto di terreni e beni immobili previsti dall'art. 3, comma 1, lett. h) della L.R. 21 del 2000;
d) per il 5 per cento alla concessione di aiuti per la ricomposizione fondiaria attraverso permuta di particelle agricole migliorative della redditività delle aziende;
e) per il 25 per cento alla concessione di aiuti per la realizzazione di infrastrutture rurali previste dagli artt. 17 e 18 della L.R. 21 del 2000.
- Alle ripartizioni territoriali degli interventi si provvede con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, sentito il parere della Commissione consiliare competente in materia di agricoltura.
- Per la contrazione dei mutui di cui al precedente comma 1 valgono le condizioni e le modalità previste dall'articolo 1, commi 4, 5 e 6, della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997).
- Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono valutati in euro 4.900.000 dall'anno 2004 all'anno 2018 (UPB S0.038 e UPB S0.039).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
Entrata
UPB E03.032
Ricavo di mutui
Competenza 2003 €50.000.000
Cassa 2003 €50.000.000
Spesa
UPB S06.048
Nuova istituzione
Finanziamento straordinario della L.R. 21 del 2000
Competenza 2003 €50.000.000
Cassa 2003 €50.000.000
UPB S03.038 e UPB S03.039
Competenza 2003 -------------
Competenza 2004 €4.900.000
Competenza 2005 €4.900.000
In diminuzione
Spesa
UPB S03.008
Fondo per la programmazione negoziata
Competenza 2003 ---------------
Competenza 2004 €4.900.000
Competenza 2005 €4.900.000
(748)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non entro nel merito delle prerogative della Presidenza relativamente all'ammissibilità dell'emendamento 748 che è rappresentativo e sarebbe di sintesi rispetto agli emendamenti 74 e 360. Si dà il caso però che l'emendamento 748 comporta una norma di autorizzazione ad un mutuo di 50 milioni di Euro, sia pure destinate per le modalità indicate.
Io ritengo che ci siano dei forti dubbi sulla legittimità di questo emendamento in relazione all'articolo 1 che è stato già votato, che fissa il tetto dell'indebitamento ad un certo livello. Diverso sarebbe stato se noi avessimo approfondito il tema delle economie che nel corso del 2002 si potrebbero realizzare, o anche nel corso dei primi mesi del 2003, con riferimento alle risorse che possono essere liberate dall'Assessorato all'agricoltura. Sarebbe stato un discorso diverso perchè noi avremmo registrato la diminuzione del livello di indebitamento ed entro questi limiti avremmo potuto autorizzare la contrazione del mutuo. Così com'è stato formulato, in realtà, questo mutuo sarebbe aggiuntivo rispetto a quello precedentemente…per cui ho forti dubbi sulla legittimità dell'emendamento medesimo. In ogni caso, il parere della Giunta è contrario, così come formulato, a questo emendamento.
PRESIDENTE. Il problema dell'ammissibilità su questo emendamento non si pone, non fosse altro perchè gli emendamenti che sono stati riuniti in questa sintesi sono stati valutati tutti e due in Commissione, tant'è che non stavo neanche chiedendo il parere della Giunta, perchè il parere della Giunta era già stato espresso. Gli emendamenti 360 e 74 sono stati discussi e valutati in Commissione e su questi emendamenti sia la Giunta che la Commissione hanno già espresso il parere. La sintesi non modifica la sostanza anche rispetto ai problemi posti dall'Assessore che sono rimasti invariati. Naturalmente la Giunta ha ritenuto non esprimere un parere favorevole, ma questo è un dato di altro ordine, di altro tipo.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. Il parere è contrario così come era contrario per gli emendamenti ai quali l'emendamento di sintesi si riferisce, per due ordini di motivi, a supporto di quanto ha testè richiamato l'Assessore alla programmazione: primo perchè l'articolo 1 della legge finanziaria stabilisce qual è il tetto dell'indebitamento massimo che con la legge finanziaria si può conseguire, nell'ottica ovviamente del raggiungimento del pareggio, in quanto le entrate si compensano con gli stati di previsione della spesa che prevedono le uscite.
Quindi, sotto questo aspetto, prevedere una nuova entrata che poi finanzia le uscite, il bilancio rimane pure a pareggio, ma si supera e io ritengo - così come ha fatto correttamente l'Assessore - in maniera non corretta l'ammontare dell'indebitamento che si è già individuato con l'approvazione dell'articolo 1, il che significa che tutti gli emendamenti che venissero presentati agli articoli successivi - e questo è uno di quelli - va bene nella misura in cui le risorse a fronte degli stanziamenti previsti negli emendamenti arrivano da rimodulazione di spese, oppure da fondi comunque esistenti. Questo non avviene con l'emendamento in questione perchè prevede l'ulteriore ricorso all'indebitamento, qui si fa rilevare ancora la contraddizione che esiste nell'impostazione della manovra, perchè nel momento in cui si deve perseguire l'obiettivo del risanamento, le voci di quest'Aula giustamente si sollevano in quella direzione per la tutela di quell'esigenza, ma poi quando in un momento successivo altre esigenze, pur legittime, si appalesano, ecco che immediatamente i buoni propositi e le battaglie a difesa di un principio sacrosanto vengono dimenticati.
Io, sotto questo aspetto, richiamerei tutti i colleghi ad una maggiore coerenza in riferimento a quelle che sono le vere priorità di questa finanziaria. Quindi il parere è negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà. Onorevole Ortu, non stiamo dibattendo, sul 748 non c'è dibattito, il dibattito è già stato fatto.
ORTU (R.C.). Anche per dichiarazione di voto, se lei lo ritiene opportuno, però io ritengo sia necessario avere un chiarimento dall'Assessore e dallo stesso Presidente di Commissione, perchè voglio capire se è lo stesso che ha approvato questa finanziaria il Presidente di Commissione, oppure se è un altro.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, noi dobbiamo tener conto del punto nel quale ci troviamo. Questo è un emendamento di sintesi. La discussione si è conclusa, adesso lei può - mi pare giusto e corretto anche per le cose dette sia dalla Giunta che dalla Commissione - argomentare nella sua dichiarazione di voto anche questo aspetto. Concluda con la dichiarazione di voto.
ORTU (R.C.). Io, Presidente, mi stavo chiedendo se il Presidente, l'onorevole Balletto, è lo stesso che ha approvato questa finanziaria, perchè lo inviterei ad andare a controllare l'articolo 18 della sua finanziaria, quella approvata e presentata da lei, dove propone la contrazione di un mutuo che non rientra nel tetto previsto dall'articolo 1. Allora, mi chiedo a che titolo e sulla base di quale verifica reale e di quale conoscenza della finanziaria vengono espressi in quest'Aula certi pareri, perchè l'articolo 18 prevede la contrazione di un ulteriore mutuo. Quindi se è ammissibile - e lei lo ha ammesso in sede di discussione della finanziaria - l'articolo 18, perchè l'ha già ammesso, perchè l'ha presentato a quest'Aula, allora io ritengo che possa essere ammesso anche il 74 e anche la sintesi che noi abbiamo voluto fare con il 748. Nel merito del 748 è singolare la posizione che viene espressa in Aula dai due Assessori e dalla maggioranza. A più riprese, nel dibattito generale, e anche nell'interlocuzione sugli emendamenti, da parte della Giunta c'è stata dichiarata una sorta di disponibilità, comunque, a raccogliere la nostra preoccupazione che derivava dal fatto che la legge 21 era scarsamente dotata di risorse finanziarie. Tra l'altro, questa preoccupazione l'abbiamo espressa in Aula dopo averla posta - come ho sottolineato in tante occasioni - anche in sede di Commissione. In sede di Commissione lo stesso Assessore Masala aveva suggerito questa strada, mentre adesso dice che non è percorribile.
Allora, se lo dice Masala, voi voterete contro? Benissimo! Noi ne prendiamo atto anche perchè chiederemo su questo emendamento il voto palese, così non ci sono alibi per nessuno, tra l'altro con il sistema elettronico, così una volta per sempre verrà svelato agli occhi degli agricoltori e dell'opinione pubblica qual è l'attenzione che c'è verso questo settore, perchè un po' tutti, dai componenti della Commissione che fanno parte della maggioranza, all'Assessore, alla restante parte dei consiglieri regionali della maggioranza fate a gara, quando andate a parlare con gli agricoltori, vi sperticate nel dire che non c'è stata e non c'è un'attenzione sufficiente sull'agricoltura e quindi sarebbe necessario fare una programmazione che consenta un intervento organico. Noi ve ne abbiamo dato l'occasione, vi abbiamo messo a disposizione lo strumento, non è un emendamento che può essere ricondotto a politiche di campanile, è uno strumento per l'agricoltura a livello regionale, perché la ripartizione può avvenire sulla base delle aree-programma, quindi non può essere attribuito a una sorta di difesa campanilistica di non so bene che cosa. Si tratta di dimostrare coerenza rispetto al dibattito che c'è stato in quest'aula. Se l'emendamento non passerà, noi ne prenderemo atto, così come mi auguro che ne prendano atto gli agricoltori e finalmente riusciremo a capire qual è la politica che lo stesso assessore Contu, come dichiara, ripeto, in ogni occasione, vuole perseguire per l'agricoltura.
La politica sarebbe quella che è prevista nei commi e negli emendamenti che sono stati approvati all'articolo 10. Sinceramente mi sembra un po' pochino, assessore Contu, anche rispetto agli impegni da lei dichiarati e anche alle considerazioni che in quest'aula sono state svolte. Prendo anche atto che prima noi avevamo ipotizzato perfino due strade, quella dell'emendamento 360, che prevedeva l'ipotesi, grosso modo, che adesso richiamava l'assessore Masala, più l'emendamento 74 che aveva un'altra impostazione, avevamo previsto le due ipotesi per tentare di trovare una soluzione. Quando abbiamo parlato del 360 l'assessore Masala ha detto che addirittura non era nemmeno proponibile; quando abbiamo parlato del 74 e poi della sintesi, che prende atto anche di alcune vostre considerazioni in relazione a una sorta di disponibilità che avete dichiarato e che adesso vi rimangiate, puntualmente, così come avviene. Non lamentatevi se poi, con questa finanziaria, ci sarete anche il mese prossimo.
PRESIDENTE. E' stata avanzata una richiesta di votazione nominale con procedimento elettronico che deve essere appoggiata da altri sette consiglieri.
(Sette consiglieri appoggiano la richiesta.)
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Mi pare evidente che il problema sollevato sia dall'assessore Masala che dal collega Balletto non sussiste, nel senso che noi non facciamo riferimento con questo emendamento a un ulteriore indebitamento. Chi ha detto ulteriore? Siamo all'articolo 10, tra l'altro sono stati bocciati tanti altri emendamenti, tante altre spese, alcuni mutui non sono stati contratti, perché abbiamo reperito altre risorse, può darsi che succeda per altri emendamenti, quindi io non credo che ci sia un problema tecnico; è un problema di volontà politica oppure no se all'interno di quella posta messa anche nell'articolo 1 ci sono o non ci sono risorse che vanno all'agricoltura. Questo è il problema. Tra l'altro l'Assessore dell'agricoltura, in Aula, in Commissione agricoltura, in Commissione bilancio, in più occasioni ha dichiarato che l'Assessorato ha delle economie per leggi che non sono più operanti, che avrebbe voluto trasformare queste economie in residui e che avrebbe voluto anche riprogrammarle per la legge 21. E' arrivato al punto di presentare un emendamento da parte del suo Gruppo in questa direzione, noi abbiamo detto non era la strada corretta e giusta, perché quell'emendamento era illegittimo e non avrebbe portato da nessuna parte. Oggi mi pare che un po' tutti facciano presente che non si può, con un emendamento alla finanziaria, trasformare le economie in residui, addirittura riprogrammarle. Quindi stiamo parlando di una cosa di cui abbiamo parlato più volte, sappiamo che le risorse ci sono, sono risorse dell'agricoltura, che vengono dalle economie realizzate in agricoltura, che abbassano il livello di indebitamento e che possono essere riprogrammate per l'agricoltura, impegno assunto dall'assessore Masala in Commissione bilancio, rispetto a un emendamento del sottoscritto e del centrosinistra in quella direzione, impegno assunto anche dall'assessore Contu in quella direzione, che subisce una decisione che è incomprensibile, la non accettazione di questo emendamento, e vengono a mancare risorse all'agricoltura, e sono risorse dell'agricoltura. Quindi non si pone un problema tecnico, questo è già risolto, l'ha risolto il Presidente tranquillamente, perché era stato accolto, cioè non accolto, ma ammesso l'emendamento 74, che tra l'altro era il doppio di questo, in termini di capacità di spesa, rispetto a questo, l'abbiamo contenuto nella sintesi, è stato ridimensionato a 50 milioni di euro proprio perché sappiamo che queste sono le economie realizzate già in agricoltura, quindi sinceramente è incomprensibile che questo emendamento non venga approvato.
Tra l'altro, aggiungo che altre risorse che provenivano per l'agricoltura dallo Stato… Assessore Masala, lei oggi ha fatto riferimento a risorse provenienti dallo Stato per l'obbligo formativo. Come lei sa sono risorse che sono restituzione dello Stato di soldi anticipati in questo triennio dalla Regione per l'obbligo formativo, e le ha allocate correttamente nell'obbligo formativo e da lì, tra l'altro, poi oggi ha ammesso che si possono trovare le risorse per il piano del lavoro e per la legge 25, visto che non ne trovate oggi ci ha detto dove trovarle. Per l'agricoltura, invece, le risorse che lo Stato ci ha mandato per quanto riguarda le calamità non le ha allocate in agricoltura; ha messo solo 9 milioni di euro, gli altri li ha utilizzati per la sanità. Quindi, mentre per l'obbligo formativo i soldi che venivano dallo Stato li ha mantenuti per l'obbligo formativo, per l'agricoltura non solo non ci consente di utilizzare le economie che si sono realizzate in agricoltura rimettendole all'agricoltura, ma anche ciò che lo Stato ci ha restituito per le calamità naturali l'ha sottratto all'agricoltura per andare a pagare i debiti del settore sanità; giusto che si intervenga anche in quella direzione.
Quindi l'agricoltura sta subendo in questa finanziaria due scippi: primo, i fondi dello Stato sottratti, se non per 9 milioni euro lasciati all'agricoltura; secondo, le economie, che tutti sappiamo, non si potrà mai realizzare l'emendamento che l'Aula ha approvato, che potrà essere utilizzato solo nelle modalità da lui indicate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie, Presidente. Io voterò a favore di questo emendamento di sintesi, assessore Masala, perché rappresenta uno dei punti fondamentali delle richieste del mondo agricolo oggi in Sardegna. Assessore Masala e assessore Contu, io credo che il contenuto dall'emendamento 748 sarebbe dovuto essere uno dei commi dell'articolo 10 proposto dalla Giunta, quindi non come emendamento, ma proprio come parte fondamentale della finanziaria. Questo non è stato, non avete neanche provveduto a rimediare presentando un emendamento e stiamo cercando di farlo noi.
Noi ne abbiamo presentato due e poi, tenendo conto anche del fatto che chiedere 200 miliardi era uno sforzo, non dico eccessivo per le esigenze che il mondo agricolo ha attraverso il finanziamento della 21, ma sarebbe stato più difficile reperire in questa manovra di bilancio 200 miliardi, probabilmente. Quindi abbiamo ridotto del 50 per cento le risorse da destinare al finanziamento della 21 che, in più occasioni, molti colleghi, anche della maggioranza, nonché l'assessore Contu, anche in Aula hanno dichiarato l'assoluta necessità di finanziare la legge 21, perché è l'unico strumento vero che abbiamo in Sardegna per finanziare una serie di interventi di ammodernamento delle aziende agricole.
Il riferimento fatto dal collega Balletto e dall'assessore Masala al tetto di indebitamento è un riferimento che, a mio parere, non ha senso, perché questo resterebbe dentro quel tetto. Si tratterà poi, esaminando i residui, le spese sostenute, gli impegni e quant'altro e valutando anche quali saranno effettivamente i mutui da contrarre, di decidere quali saranno le scelte da fare, ma noi pensiamo che questa sia una scelta prioritaria e io chiedo all'onorevole Contu che si esprima su questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, sull'emendamento i pareri sono già stati dati. La Giunta ha già dato il suo parere, non posso riaprire adesso il dibattito chiedendo altri pareri. Se riterrà, per dichiarazione di voto, l'Assessore potrà prendere la parola e dire ciò che pensa.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'alternanza no vale?
PRESIDENTE. Se non c'è nessuno è difficile alternare. Prego, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Onestamente mi pareva strano che non ci fosse nessuno iscritto a parlare da parte della maggioranza, perché su questa vicenda se c'è da avere una perplessità è relativa all'entità delle somme che si prevede di destinare. Perché in diverse occasioni di incontro, anche con delegazioni del mondo produttivo agricolo, io ricordo in particolare un incontro avvenuto qualche settimana fa, tutte le parti politiche, di opposizione e di maggioranza, di fronte alle organizzazioni di impresa, professionali, del mondo agricolo hanno detto: "Sì, avete ragione". E la domanda era minimo 100 milioni di euro. Qui è la metà, se c'è da avere una perplessità è perché è troppo poco. Un atto di responsabilità si è capito che i colleghi che di più seguono la materia hanno ritenuto di esercitare per agevolare forse anche una maggiore e più ampia intesa.
Ma non solo i Gruppi, sia di opposizione che di maggioranza, hanno assunto impegni pubblici, ma l'Assessore dell'agricoltura, il quale ben comprendiamo che adesso sia un po' stretto nella sua seggiola o costretto nella rigidità espressa dall'Assessore del bilancio, però da quella strettoia l'Assessore dell'agricoltura deve uscire, dobbiamo aiutarlo a uscirne. Balletto e Vargiu e quelli che di più e più frequentemente vi riferite all'impresa, all'impresa, all'impresa, ma quale impresa? L'impresa agricola non è impresa? Gli agricoltori, gli allevatori e tutto il mondo produttivo che in una regione come questa, non la Valle d'Aosta, anche lì c'è un comparto agricolo interessante, ma in questa regione voi ritenete che il mondo della produzione agricola e pastorale e della trasformazione dei prodotti agricoli non sia attività di impresa? Dov'è qui l'assistenza, dov'è qui la dispersione? Come fate a dire: "Non sono d'accordo"? E' scritta anche la finalità per cui devono essere utilizzate queste modiche risorse, 100 miliardi, a fronte delle enormi esigenze del comparto agricolo. E viene detto che vengono utilizzate non per sussidi agli agricoltori, ma che devono essere utilizzate per opere di miglioramento fondiario, per la ricomposizione fondiaria, per le infrastrutture rurali, per l'aggiornamento dei mezzi meccanici. Scusate, se non è impresa questa, qual è la vostra impresa? Le vostre sono sempre imprese per cui voi conoscete solo la grande impresa o un'impresa vicina a voi, o un'impresa amica o non so cos'altro, in ogni caso non è sincero il vostro ragionamento, o meglio non sarebbe sincero se non votaste a favore dell'emendamento, cosa che invece farete, io non ho dubbi, quindi fugherete questo dubbio.
Quanto alla legittimità, non si pone neppure il problema. Quale legittimità? Il Consiglio regionale fa le leggi, il Consiglio regionale fa la legittimità, costituisce la legittimità. Nel momento in cui il Consiglio regionale ha votato un articolo in cui dice: "L'indebitamento che io prevedo è questo", e nel momento in cui il Consiglio regionale, con altra norma di pari valore, discutendo la medesima legge, dice: "Ritengo che in un comparto assolutamente utile, funzionale allo sviluppo della Regione, ho bisogno di ulteriore provvista finanziaria", sta integrando e correggendo quella sua impostazione originaria. L'avevamo detto dall'inizio, da quando abbiamo discusso l'articolo 1; semmai quello che cambia adesso rispetto all'articolo 1 è che il missile che ogni tanto lancia - dice lui - dietro i muretti a secco, il Presidente della Giunta, dovrebbe lanciarlo anche adesso quel missile, se fosse coerente, perché ha detto: "Io voglio voto palese". Ecco, noi abbiamo chiesto su questo emendamento il voto palese; la Giunta dice di essere contraria, se il Consiglio fosse d'accordo, come non c'è dubbio che è d'accordo, perché gli impegni pubblicamente assunti io non vedo come, chi, di quale parte politica, di opposizione o di governo si possa rimangiare o possa contraddire gli impegni pubblici che ha assunto. Non c'è contraddizione, non c'è illegittimità perché, ripeto, è il Consiglio che fa la legittimità, perché la legittimità è quella che deriva dalla legge una volta che la legge è fatta. E' lo stesso ragionamento che faremo per l'articolo 18, dove voi giustamente non avete ritenuto illegittima quella Giunta e né dovrete ritenere illegittimo l'aggiustamento e l'assestamento anche di quella posta in ragione di bisogni che il Consiglio regionale ritenesse assolutamente da soddisfare, bisogni di produzione, di sviluppo e di lavoro.
Siamo credo, il Consiglio regionale, all'esatta cognizione e contezza del problema e alla responsabilità, che così come ha esercitato in analoghe situazione stamani, situazioni di entità minore, può esercitare in questa circostanza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Io chiaramente sono a favore dell'emendamento 748, ma intervengo per ribadire che ormai siamo alle solite; siamo alle solite perché sembrerebbe che mentre a parole tutti, indistintamente, siamo d'accordo che questo settore, il settore agricolo ha necessità di un rilancio, ha necessità di maggiori attenzioni, di maggiore tutela, nei fatti, nella realtà poi vediamo cosa sta succedendo.
Nella realtà abbiamo che tutto deve restare come prima, nulla si muove. Questo emendamento di sintesi ha una sola finalità, quella di dare gambe, di dare sostanza a una legge, che è la legge 21, caro Assessore, che a distanza di tre anni non ha avuto un soldo, 9 milioni di euro, 18 miliardi. E' una vergogna! Credo che in una situazione come questa, assessore Contu, la sua presenza in Giunta sia quanto meno superflua. Arrivati a questo punto non so cosa ci faccia lei in questa Giunta!
USAI (A.N.). Non essere così severo!
MANCA (Gruppo Misto). Non sto esagerando, credo che la scarsa attenzione, caro collega Usai, verso una norma che doveva dare a quel settore tutti gli strumenti per risollevarsi, sia la dimostrazione che voi guardate altrove, che avete altri obiettivi. Quindi lo stanziamento limitatissimo di 9 milioni di euro è un'inezia, una somma irrisoria che fa a pugni con la realtà di una situazione che è al limite del tracollo.
Io credo che sia inutile che ci si limiti, come dai giornali in questi giorni siamo informati, ai soliti giri di propaganda, a decantare le potenzialità dell'agricoltura, della zootecnia, che hanno tutto il sapore di propaganda, tutto il sapore elettorale.
Lei, caro Assessore, va a raccontare nei suoi discorsi sulle pene dell'agricoltura, parla in continuazione delle pene dell'agricoltura, della difficoltà del settore agricolo, della necessità che in questo settore la fanno da padrone gli indennizzi con i quali non è più possibile salvaguardare o salvare l'agricoltura. Se questa non è la via, ci dovete indicare qual è la vostra alternativa; ci dovete dire qual è la vostra strategia; ci dovete dire quali sono i vostri orientamenti, se sono quelli finora dimostrati. Se la vostra strategia è racchiusa all'interno dell'articolo 10, io agli agricoltura e agli allevatori e a tutti gli operatori faccio i miei migliori auguri. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, per dichiarare il voto contrario a questo emendamento, però per raccogliere gli stimoli al ragionamento che vengono in quest'Aula, che non possono essere ovviamente raccolti in maniera costante perchè avvengono in maniera troppo frequentemente speciosa, però ogni tanto è giusto che il collega Cogodi, appena finito di fumare la sigaretta, senta anche qualche risposta a quelle che sono le considerazioni che egli pone in Aula, anche perchè sentire parlare il collega Cogodi di attività di impresa è sempre un piacere perchè il ravvedimento e quindi anche la maturazione culturale, cosa che senz'altro in quest'Aula dev'essere apprezzata e dev'essere ovviamente diffusa in tutti i banchi e in tutti i settori, opposizione e maggioranza, però io vorrei ricordare che i Riformatori, con qualche altra lodevole eccezione in quest'Aula, quando ci fu la discussione della legge nella primavera - estate dell'anno scorso, che poneva 250 milioni di euro come provvidenze speciali per il settore dell'agricoltura che stava morendo per il problema della siccità, posero con forza il problema dell'attività di impresa in agricoltura, quindi dell'adeguamento delle normative, anche di quelle di questo Consiglio regionale, a quelle che erano le nuove indicazioni in materia di attività di impresa nel settore agricolo che venivano...
ORTU (R.C.). Da tre anni c'è la "21"!
VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Collega Ortu, io ascolto sempre con attenzione le cose che dite, anche le sciocchezze, lei faccia la stessa cosa quando parlo io.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, non interrompa, per cortesia.
VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Poi interverrà e dirà che sto dicendo delle sciocchezze. La considerazione che io vorrei fare è che quando in quella circostanza noi chiedemmo a gran voce che sull'attività di impresa in agricoltura ci fosse una presa di posizione forte da parte del Consiglio regionale, quello fu l'impegno a cui richiamammo l'assessore Contu, e l'assessore Contu oggi si muove nella direzione di questo impegno. Io non faccio il difensore d'ufficio della Giunta, ma credo che l'attività della Giunta in questa Regione Sardegna nel settore agricolo non possa certo più essere quella di spalmare un po' di zucchero a velo sulle sofferenze del settore agricolo, 40 per cento a tot, 10 per cento a tot, 20 per cento a tot, con un'altra spalmata generale di miliardi su un settore che se non ha una riforma complessiva è destinato a non vivere più. Questa è la sostanza del ragionamento che deve echeggiare in quest'Aula.
Ci vuole nel campo del settore agricolo non più la politica dei pannicelli caldi, neanche quando i pannicelli sono vagonati di pannicelli come lo sono stati i 250 milioni di euro stanziati l'anno scorso, né come sono nella circostanza attuale 50 milioni di euro che vengono distribuiti per tacitare la coscienza nostra e per tacitare le eventuali proteste del settore agricolo. Vengono distribuiti in maniera casuale, vengono distribuiti senza che ci sia una strutturale riforma del sistema, vengono distribuiti esclusivamente per prolungare un'agonia. La politica seria è la politica dell'acqua, la politica seria è una politica che consenta al settore agricolo, complessivamente, di riprendersi, valorizzando quella cultura di impresa che giustamente cita il collega Cogodi, ed è quella cultura di impresa che è stata purtroppo parzialmente mortificata dagli stessi stanziamenti di 250 milioni di euro che sono stati proposti e approvati da questo Consiglio nell'estate scorsa.
Quindi, se il ragionamento dev'essere fatto con serietà, compatibilmente con quella che è la strada tracciata dalla Comunità Europea, l'intero Consiglio discuta su questo, ma non discuta con emendamenti come questo, del tutto speciosi, perchè sono tesi esclusivamente ad aumentare un indebitamento che voi sapete perfettamente ha raggiunto livelli di tipo non più tollerabile e che poi comunque non verrà pagato da noi ma verrà pagato dalle generazioni a venire.
Non ha senso buttare ulteriormente dei soldi in un settore se non si è prima provveduto alla riforma del settore. Se la botte dove noi andiamo a versare l'acqua è una botte sfondata, qualunque quantità di acqua che noi ci versiamo, non è sufficiente a riempirla. Quindi, l'impegno che come intero Consiglio, insieme all'Assessore dobbiamo avere, è quella di aggiustare la botte e non buttarci continuamente acqua sapendo bene che la botte è senza fondo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Anche per la sanità la botte è sfondata!
ORTU (R.C.). Le fanno solo loro le riforme!
PRESIDENTE. Silenzio per cortesia! Prego.
FALCONI (D.S.). Io volevo dire qualcosa brevemente, entrando nel merito dell'emendamento perchè di questo stiamo parlando. Mi scuso subito con i colleghi della maggioranza se entro nel merito dell'emendamento perchè succede veramente qualcosa di strano in queste giornate e in quest'Aula, che ogni tanto interviene qualche collega della maggioranza per non intervenire nel merito, per farci il solito rimbrotto e poi naturalmente dobbiamo reintervenire per spiegare di cosa stiamo parlando, per entrare nel merito degli articoli e degli emendamenti che noi stessi abbiamo presentato ed io faccio questo, dopo aver fatto questa prima considerazione. Io penso che in agricoltura si stia assistendo in questi anni ad una sorta di intervento assolutamente disorganico, dato da emotività e non da razionalità. Non me ne voglia, Assessore, non è riferito al suo operato, o almeno non solo al suo operato, perchè chiaramente lei ne porta responsabilità, anche degli ultimi anni.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE(Segue FALCONI.) Ci facciamo prendere dalle emergenze e interveniamo massicciamente giocando un po' tutti al rialzo, poi quando si tratta di fermarci a ragionare e fare un ragionamento compiuto, organico e razionale sull'agricoltura, questa maggioranza di centrodestra non ci sta. Questo emendamento vuole fare esattamente questo ragionamento organico sull'agricoltura in Sardegna, basandosi sull'unica legge che è considerata, a torto o a ragione, ma questa è, se poi siamo chiamati a migliorarla è sempre dovere nostro, la legge quadro dell'agricoltura che a tre anni di distanza non ha avuto nessun finanziamento, è inoperativa.
Per cui, stiamo cercando di avviare molto lentamente una legge che anche voi avete contribuito a fare, che è servita ad arginare le richieste pressanti dell'agricoltura e in questo emendamento si è talmente concreti che si vogliono indicare le priorità che sono contenute nella legge su citata, ma che si vuole indicare anche la percentuale di intervento.
Allora, la percentuale di intervento, che corregge sbagli del passato, interviene sul miglioramento fondiario, sulle macchine agricole, sull'acquisizione di terreni, sulla ricomposizione fondiaria e sulla infrastrutturazione rurale. Se queste voci le mettiamo insieme, potremo definirle non solo intervento organico in agricoltura, ma la trasformazione dei nostri ovili, dei nostri stazzi, o urriadorgiu, come lo chiamate qui in Campidano, la trasformazione di questi in un tentativo di trasformarle in aziende economiche vere, razionali.
Allora, questo è un intervento complessivo in Sardegna, ha previsto una copertura finanziaria di 50 milioni di euro, dicasi cento miliardi, ma voi dite di no anche a questo. Io penso che spostare nel tempo una cosa del genere, che - è vero - causa un ulteriore indebitamento, ma dall'indebitamento si esce esattamente facendo queste operazioni, non solo in agricoltura; se non si incoraggia la base produttiva, la base produttiva è anche l'agricoltura, se davvero interveniamo nella infrastrutturazione, altra strada non ne conosco. Voi state portando la Sardegna, l'economia della Sardegna in un vicolo cieco assistenziale che porta l'indebitamento, ed aggiuntivo all'indebitamento, altro indebitamento; perchè questo almeno cerca in forma seria di intervenire con la razionalità ad un miglioramento della infrastrutturazione agricola che poi porta naturalmente anche a risorse, sarà in un futuro, ma porta risorse alle casse della Regione, in questo settore, ripeto, ma anche in altri è la strada maestra che voi assolutamente non volete perseguire. Si farà altro, ma a questo punto lo si farà la prossima legislatura e pensiamo di farlo noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che non solo noi, ma forse l'Aula ha l'esigenza, a questo punto dei nostri lavori, di capire come sta andando la situazione contabile. Io so per esperienza, ma perchè è normale che man mano che i lavori della finanziaria vanno avanti, i funzionari, credo sia del Consiglio sia della Giunta, tengono una contabilità di quanto rimane, di quanto si risparmia e di quante sono le risorse disponibili. Chiedo all'Assessore e alla Giunta da un lato e alla Presidenza del Consiglio da un altro lato di voler rendere edotta l'Aula delle disponibilità, perchè questo serve anche per fare le coperture finanziarie, e quindi chiederei all'Assessore di certificare la disponibilità di risorse che ancora rimangono, sia rinvenienti dai tagli alla finanziaria sia da altre giacenze che possono essere disponibili.
La seconda considerazione che vorrei fare, riguarda la legge 21, l'articolo che stiamo discutendo, che è sicuramente un articolo qualificante, si può condividere, non condividere, l'Assessore può non condividere la copertura finanziaria del mutuo, però se ci sono altre risorse che derivano da tagli già effettuati può essere un articolo importante. Questo è uno dei terreni di confronto, quando si parla di investimenti nei settori produttivi, si può discutere, ma allora discutiamo nel merito e dico al collega Vargiu di non litigare col collega Ortu, che... no, no, parlate, parlate, perché questo mi sembra, collega Vargiu, e lo dico agli altri colleghi, un articolo che nella sua struttura è orientato agli investimenti.
Poi naturalmente, se lei intende dire questo, concordo che molte volte gli investimenti sono solo formali, poi vanno a finire a spese di tipo di altra natura, ma questo dipende dalla natura dell'amministrazione che si fa dei fondi, perchè quando l'articolo dice che l'ammontare delle disponibilità recuperate con la concentrazione di mutui è destinato per il 40 per cento alla concessione di aiuti per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario, il miglioramento fondiario è un investimento strutturale; per il 20 per cento per l'acquisto di macchine e attrezzature agricole, le macchine sono un investimento strutturale; per il 10 per cento per l'acquisto di terreni e beni immobili, sono un investimento strutturale; per il 5 per cento per la concessione e per la ricomposizione fondiaria e per il 25 per cento per la concessione di aiuti per le infrastrutture rurali previste; cioè, proprio questo tipo di interventi sono qualificanti.
Quello che bisogna evitare è il trasferimento di risorse da bilancio pubblico a consumo privato, quello che invece bisogna fare è il trasferimento di risorse in sostegno col bilancio pubblico degli interventi strutturali privati, secondo me, aziendali, produttivi, poi si tratta di controllare se questo tipo di interventi viene gestito correttamente o in maniera clientelare; ma questo non dipende da noi, non dipende dal Consiglio, né da me, né da lei, né da quest'Aula.
Noi stiamo cercando di dire, è possibile organizzare un intervento massiccio su una legge che è significativa per l'agricoltura ed evitare la frammentazione e la dispersione? L'ideale sarebbe avere un testo unico, ma siccome il testo unico non riuscite a farlo, siccome giustamente il collega Vargiu dice "Occorrerebbero delle riforme" e sottintende la Giunta non le ha fatte, da quattro anni, anche per conto vostro, allora lavoriamo con le leggi più qualificate che abbiamo; la 21 è sicuramente una delle leggi più qualificate.
Per questo voglio dire, al di là delle forme sulla copertura, io credo che noi possiamo ragionare sui contenuti e credo che l'Assessore ci stia riflettendo, l'Assessore dell'agricoltura immagino, e l'Assessore del bilancio forse è più preoccupato dei risparmi, ma non negherà che noi non lo stiamo aiutando a risparmiare. Ecco, con questi risparmi, credo che interventi qualificanti di questa natura possano essere finanziati e credo che qualifichino la finanziaria, la copertura finanziaria poi concordiamola. Noi avremo nel corso della legge finanziaria e forse anche di bilancio, anzi, senz'altro anche di bilancio, l'occasione di indicare una serie di risparmi; si può risparmiare molto di più sulle consulenze, sulla progettazione, sulla pubblicità istituzionale, ma abbiamo già risparmiato tante opere e credo che dovremo continuare a farlo senza clamori, ma in maniera costruttiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Molto brevemente, Presidente, intanto per annunciare il mio voto a favore dell'emendamento 748. Allora, noi in Commissione agricoltura abbiamo più volte discusso del problema del finanziamento in agricoltura; nella discussione generale io ho avuto modo di ricordare a questo Consiglio, a quest'Aula che siamo in un momento molto particolare, qualcuno lo chiama storico, perchè i prossimi anni, tutti ne siamo convinti, riservano a noi, alla Sardegna, all'Italia, degli appuntamenti molto precisi che riguardano molto l'agricoltura e l'allargamento dell'Europa comunitaria e la liberazione del mercato nel Mediterraneo.
Ora, è evidente che per l'agricoltura sarda, italiana, ma sarda in particolare, se non teniamo presenti questi avvenimenti che stanno lì lì per accadere, e se non teniamo presente della globalizzazione che ormai è inarrestabile e che pone l'agricoltura sarda, le pone l'obbligo di diventare azienda e impresa produttiva competitiva che rimanga sul mercato, noi negli ultimi periodi, negli ultimi anni purtroppo abbiamo avuto delle devastazioni con siccità, alluvioni, epidemie che chiaramente hanno ridotto l'agricoltura sarda in condizioni decisamente precarie.
Io, nella discussione generale, richiamavo questo concetto...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!
DEMURU (D.S.). Noi, e delle cose che abbiamo detto anche in Commissione, crediamo veramente che l'agricoltura in Sardegna possa essere un polo di sviluppo, possa essere un comparto che darà un contributo allo sviluppo della Sardegna, al prodotto interno lordo della Sardegna? Se sì è evidente che dobbiamo mettere nelle condizioni di fare delle imprese che stiano veramente sul mercato, perchè appuntamento con l'allargamento della Comunità Europea vuol dire questo, perchè arriveranno altre nazioni che di agricoltura si interessano e quindi noi dovremo competere, non ci sarà più la possibilità di avere sovvenzioni sufficienti a, come dire, metterci nelle condizioni di competere con queste realtà, e questo è uno dei punti.
Lo stesso libero mercato ci imporrà di competere, quindi questo è il momento non rinviabile di dire "Sì, l'agricoltura per la Sardegna deve rappresentare un polo e un comparto di sviluppo", oppure bisogna prenderne atto ed abbandonarla, perchè questo è il problema.
Allora, perchè sì a questo emendamento? Perchè con questo emendamento ci sono, non dico i presupposti, ma un minimo di presupposto per indirizzare questo comparto nel senso della competizione; quindi bisogna ammodernarlo, questo è il punto. Io ho ascoltato anche il collega Vargiu, ma veramente noi abbiamo già una legge che ci consente, e questo rientra nello spirito di questa legge, questo emendamento. E prima di scadere il tempo, perchè sto vedendo che sta scadendo, voglio dire che è anche un problema di coerenza con le cose che abbiamo fatto in questi tre anni.
Qui anche l'assessore Masala ed anche l'assessore Contu hanno citato le grosse risorse che noi abbiamo in questi ultimi tre anni immesso in agricoltura per finanziare purtroppo le calamità; ma allora, abbiamo sbagliato allora, quando abbiamo messo ottocento miliardi, non so quanti siano, perchè se siamo coerenti è necessario, avendole salvate da un disastro, in questo momento le dobbiamo indirizzare ad una ripresa.
Questo è lo scopo di questo emendamento, ecco perchè il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Granella. Ne ha facoltà.
GRANELLA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, sono spaventato da questo silenzio assordante della maggioranza. Ho visto che ha parlato tutta l'opposizione, tutti i consiglieri della quinta Commissione agricoltura ed ambiente, non ho sentito una voce di un commissario di quella Commissione facente parte della maggioranza. E dire che in Commissione, dentro l'aula della Commissione, nei corridoi, dappertutto si parlava della legge 21, della necessità di rifinanziarla seriamente, della necessità di aiutare gli investimenti in agricoltura. Nessuno ha parlato!
Mi attendo comunque che dopo il mio intervento sia l'Assessore, sia il Presidente della mia Commissione, sia i commissari tutti, Liori, Cappai, Rassu, che hanno sempre parlato in maniera egregia di questa legge 21, che hanno sempre dimostrato la loro dedizione alla causa, il loro interessamento per l'agro, io spero che parlino, che dicano qualcosa anche loro, perchè non credo e non crediamo di essere i soli che abbiano interesse a che la campagna, a che l'agricoltura in Sardegna vada avanti.
Lo stesso consigliere Piana, che è stato valido componente di questa Commissione, mi ricordo che ha sempre detto che la legge 21 va rifinanziata. Ho saputo che ha fatto una nuova campagna di manifesti nella città di Sassari dove dice "Nella città per la città", quindi spero che anche lui non abbia voluto abbandonare l'agro!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento 748, lo farò anche perchè per molti giorni, per molte ore di dibattito, il presidente della terza Commissione ed altri componenti della maggioranza ci hanno accusato palesemente in quest'Aula di non avere proposte.
Questo è uno degli ulteriori esempi che vi presentiamo, forse l'unico nell'ambito della trattazione delle politiche agricole che in qualche modo cerca di dare una risposta; ma, in fondo, noi sappiamo che lo sviluppo quando è casuale è generalmente squilibrato.
Questo avviene quando, come in questi anni, per lunghi anni, la Regione ha cessato di avere la volontà di guidare il settore agricolo, di dare un orientamento, di incidere e di evitare che in materia agricola ci fosse una sorta di cabina dove qualcuno cerca di dirigere all'esterno della Regione le politiche agricole.
In fondo l'assessore Contu ha vissuto un'esperienza importante nel Parlamento europeo, e quindi è a conoscenza di quello che negli anni si è sviluppato, anche in termini competitivi nel settore agricolo, non solo in termini di cesure, di contingentamenti, sapendo che quelle politiche avevano come fondamento quello di ristrutturare dalle base il sistema agricolo e renderlo più competitivo e lanciarlo in una dimensione espansiva rispetto alle aree di produzione, anche intensive. Però, assessore, quando viene meno la politica di investimento si ritorna alla mera cultura dell'assistenza.
Noi in questi quattro anni abbiamo visto sostanzialmente più culture di assistenza che erano quelle che pensavamo con i piani di rinascita di utilizzare per uscire da una fase di stagnazione, di cultura atavica dell'agricoltura, non in termini moderni, e invece quando si è rinunciato a guidare e a investire siamo tornati alla cultura di base.
Questo non potrà che avere delle ripercussioni, le avrà perchè noi non siamo più coloro che possono, nel contesto economico regionale, imporre una regola economica perchè da qui al 2010, e dal 2010 in poi le regole economiche le imporranno altri meccanismi.
Ed allora, questo periodo che ci serviva per preparare il terreno di un'agricoltura che si doveva affacciare alle aree di libero scambio per reggere la competizione, per investire sulla capacità qualitativa, quantitativa e di trasformazione, segna un punto a suo sfavore e credo che questi anni non sono pochi rispetto alla competitività.
Mi spiace dover dirmi in disaccordo con le osservazioni di Vargiu ma, insomma, sostenere che l'alibi per non finanziare investimenti in agricoltura è quello di dire "La priorità in agricoltura è l'acqua", lo si può dire ad un pubblico disattento, ma non lo si può dire ad un Consiglio regionale che ancora non ha visto nessun tipo di connessione logica tra le politiche agricole e le attività e gli atti assunti dal commissario per l'emergenza idrica.
Non mi sembra che l'attività intensiva di incarichi e di consulenze possano in qualche modo incidere sulla politica agricola, per il momento incidono solo su quella lobby di progettazione che non c'era bisogno dell'avvento di Pili per sapere che era presente, stabile, e più che mai viva nella nostra realtà, purtroppo!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, credo doveroso anche l'intervento della maggioranza, di consiglieri che per tanto tempo si sono occupati del settore dell'agricoltura. E poi anche doveroso, vista la citazione del collega Granella, su quanto ha affermato nei miei confronti ed anche nella nuova campagna di manifesti che sto facendo a Sassari.
Devo dire che in un primo momento parlare dell'emendamento 748 poteva sembrare un po' imbarazzante anche da parte della maggioranza, in quanto si è votata all'unanimità nel 2000 la legge regionale 21; doveva e deve essere la legge quadro in agricoltura che sana tutto quello che era stato quel numero di leggi che anche la passata legislatura non era riuscita a risolvere, e a notificare all'Unione Europea.
Però è anche vero che del settore importante dell'agricoltura se n'è parlato, se n'è parlato e lo sta dimostrando, devo dire anche, lo devo riconoscere ai colleghi anche del centrosinistra come quelli del centrodestra, che su questo argomento si sta facendo veramente una buona discussione e devo dire anche trattando in modo approfondito anche le problematiche di un settore produttivo che credo non abbiano né centrodestra, né centrosinistra, né maggioranza né opposizione.
Quindi, devo riconoscere all'Aula, all'intero Consiglio regionale che sta affrontando un argomento, quello dell'agricoltura, che indubbiamente sta a cuore a tutti, e lo sta affrontando anche in un modo pacato, portando tutti nelle rispettive posizioni argomentazioni perchè si migliori interventi anche finanziari a questo settore.
Io devo dire che ero, e lo sono, convinto che la legge regionale 21 di pari passo con le misure dei finanziamenti che giungono dai complementi di programmazione, dai POR, dai bandi, anche questa settimana sull'imprenditoria giovanile si sta pubblicando sul Buras, e quindi ci sono incentivi a questo settore.
Io credo che la legge regionale 21 vada finanziata, io credo che la legge regionale 21 in alcune sue articolazioni doverosamente debba avere copertura finanziaria.
Però capisco anche che l'emendamento 748, così come proposto, nella sostanza lo ritengo giusto, all'interno della copertura finanziaria non possa trovare accoglimento perchè 50 milioni di euro con la copertura di mutuo in questo momento non è possibile.
Allora, siccome il problema agricoltura che può sembrare, da molti interventi che sono giunti da quei banchi, che al centrodestra non se ne sia discusso, io dico che invece nelle riunioni di maggioranza del settore agricoltura se n'è discusso tantissimo; si è discusso tantissimo anche di questa legge, la legge regionale 21 e come trovare la soluzione per finanziarla.
Allora, in molte riunioni di maggioranza, e in molte interlocuzioni con l'assessore di competenza, l'onorevole Contu e l'assessore del bilancio Masala, si è parlato che esistono delle economie in una ricognizione nei settori, e soprattutto negli uffici periferici che sono quelli degli ispettorati agrari, economie per diverse decine di miliardi.
Esiste anche, poi, una situazione che in una ricognizione fatta, sembra che oltre 40 miliardi - ma questo lo chiediamo poi alla Giunta - esistono anche altre economie che sicuramente possono arrivare intorno ai 70-80 miliardi di vecchie lire.
Allora, sicuramente ci vuole qualche mese di tempo perchè venga fatta una ricognizione precisa di queste cifre.
Allora, io quello che chiedo è, assessore Contu e assessore Masala, noi riteniamo e io ritengo, ma ritengo …
PRESIDENTE. Concluda onorevole Piana.
PIANA (U.D.C.). …che la legge 21 debba essere finanziata, allora io vi chiedo di prendere un impegno, un impegno perchè non ci sia centrosinistra, centrodestra, ma come Giunta che fra qualche mese in sede di assestamento di bilancio, in sede di assestamento di ricognizione, ci sia un impegno formale qua in quest'Aula che, a seguito di queste economie che possono andare dai 50 agli 80 miliardi come ci avete sempre detto, possano essere destinate al finanziamento della legge regionale 21.
Assessore Masala e assessore Contu questa è la richiesta e questo è l'impegno che voi dovete prendere formalmente all'interno di questo Consiglio.
Credo poi di poter votare contro l'emendamento perchè ritengo che attraverso altre forme di finanziamento possiamo trovare la copertura finanziaria per quelle cose giuste che sono anche dette nell'emendamento, che sono giuste con la legge regionale 21.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Presidente, io non avevo intenzione di intervenire su questo tema, perchè ci sono compagni e colleghi che hanno competenze molte radicate, approfondite che sono tra l'altro in una relazione con il Governo della Regione, con l'assessore Contu che va sottolineata; nel senso che da una parte l'esperienza dell'assessore Contu ed anche la sua cultura istituzionale, dall'altra la qualità della Commissione agricoltura, ha consentito in questo ambito specifico di instaurare un rapporto che è tra i più corretti, tra i più rispettosi tra Consiglio e Giunta regionale.
Non è nascosto il fatto che sull'agricoltura si siano trovate in molti casi, in casi delicati, in casi importanti, connessioni, condivisioni di vedute, valutazioni comuni, che non nascono per caso. Nascono da una condivisione di cultura istituzionale, da un corretto rapporto e coinvolgimento del Consiglio regionale nelle cose, nei provvedimenti che riguardano l'agricoltura.
Io penso che vada valorizzata perchè siamo in un clima nel quale molto spesso si fanno atti che non sono nell'indirizzo della protezione e della valorizzazione delle istituzioni, e quindi è bene riconoscere questo e riconoscere che nel tempo sia la Commissione nel trovare unità, sia l'Assessore hanno dimostrato di sapere andare oltre le parti per gli interessi del settore.
Adesso questo è uno di quei casi nei quali si può dimostrare che si può andare oltre le parti e per gli interessi del settore; perché, per quello che ho potuto percepire nel merito dell'intervento, nessuno discute sul fatto che in agricoltura ci sono due questioni che vanno affrontate. La prima è che il POR è stato avviato con grande ritardo e ci sono in qualche modo nell'ambito della programmazione del POR delle cose che vanno corrette, perchè non tutti i fondi disponibili sono stati utilizzati, non è stato del tutto utilizzato dal mondo dell'agricoltura ciò che era in qualche modo previsto, e quindi ci sono da fare delle correzioni di rotta.
Il secondo elemento è che l'agricoltura ha bisogno di passare in questa legislatura, se possibile, non aspettare altri due anni, da una fase nella quale si è dentro l'emergenza, si risponde con l'emergenza, ad una fase nella quale si risponde programmando e dando certezze al mondo dell'agricoltura.
Allora, se non ora quando, Assessore? Se non ora, se non in questa finanziaria, quando? Davvero nell'assestamento di bilancio? Davvero nella prossima finanziaria? Se non ora quando? Se davvero, collega Piana, sul mondo dell'agricoltura e sul tema dell'agricoltura avete parlato in maggioranza, se non ora, quando? Se non ora quando passare dall'emergenza alla programmazione? Dall'emergenza che ritarda la spesa, che non dà certezze rispetto allo sviluppo, alla programmazione, che consente alle aziende di scegliere quale sviluppo e di iniziare a organizzare questo settore in vista dei cambiamenti che i programmi europei costringeranno ad attuare e per i quali le nostre aziende non sono pronte, sono indietro, arriveranno tardi, arriveranno tardi al cambiamento delle politiche agricole del 2006, arriveranno tardi e impreparate.
Allora, Assessore, se non ora, quando? E se nel merito centrodestra e centrosinistra manifestano accordo, questo elemento che riguarda la parte economica, insomma, non stiamo parlando di 50 milioni di euro da spendere tutti quanti insieme.
La verità è che stiamo parlando di economie del settore che devono essere rimesse a disposizione del settore per contrarre un mutuo. Se non ora, quando, Assessore?
Adesso serve che le aziende agricole possano contare su elementi di programmazione certa, non in una presupposta modifica di bilancio, assestamento e bilancio che non ci sarà, lo sapete anche voi, o in una finanziaria che sarà soltanto elettorale, più di questa che stiamo correggendo.
Assessore, adesso va fatta la scelta. Se davvero teniamo a questo settore, collega Piana, se davvero teniamo a questo settore, se è una priorità vera anche della vostra maggioranza, non è scommettendo su un ordine del giorno che va bene quando si tratta di parlare di 300 milioni delle cantine del vino, delle cantine sociali, stiamo parlando di un settore strategico di quest'Isola che occupa ancora molte centinaia di persone, migliaia di persone, che occupa un pezzo importante anche simbolicamente della nostra economia.
Allora, se non ora quando? Adesso servono le certezze per programmare, non domani, non è promettendo un ordine del giorno che illuderete o convincerete gli agricoltori; è adesso che bisogna fare la scelta di un mutuo con i soldi dell'agricoltura che ritornino all'agricoltura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, non perchè volessimo stare silenziosi, perchè dei problemi dell'agricoltura abbiamo parlato molto in quest'Aula e in Commissione, non ci rimangiamo assolutamente niente di quello che è stato detto.
E quindi, dell'importanza della legge regionale 21 ne siamo convinti, ne siamo convinti tutti, e siamo convinti tutti, l'abbiamo detto e lo ripetiamo che nove milioni di euro siano sicuramente insufficienti. Su questo credo che non ci siano assolutamente problemi, quindi non ci sono primogeniture, non ci sono fughe in avanti.
La necessità che l'agricoltura sarda venga modernizzata, quindi che si facciano tutti quegli investimenti necessari in vista - come ha detto qualche collega - dell'apertura nei riguardi di molti paesi dell'est, dell'Unione europea, credo che sia importante, se vogliamo essere competitivi.
Allora, cari amici, dobbiamo trovarla una soluzione! Io sono uno di quelli che ha partecipato a molte riunioni con le associazioni imprenditoriali, l'ultima con la CIA, con i componenti la CIA.
Ho detto che io ero disponibile per vedere, ho detto però anche, mi si deve dare atto, quando ci parlavano di cento miliardi che io non potevo mettere in quell'emendamento quella firma perchè non sapevo se era possibile trovare così di colpo cento miliardi, visto - e ce lo siamo detto e ce lo dobbiamo ripetere - che in questi anni sono stati spesi, direi, oltre mille miliardi per quanto riguarda l'agricoltura, per tutte quelle emergenze. E a questo proposito voglio dire ad un collega che stamani intervenendo questo primo pomeriggio, probabilmente stamani, intervenendo, dicendo che stiamo usando, che abbiamo usato anche le calamità per fare clientele.
Be', io non credo che siamo così potenti col padreterno per far sì che faccia venire tutte queste calamità per poter fare clientele. Voi sapete che in quest'occasione clientele e in questo argomento clientele non se ne possono assolutamente fare.
Ed allora, io le dissi, ripeto, queste cose, però io credo che anche in questo momento ancora, onorevole assessore Masala, onorevole assessore Contu, credo che possiamo essere nelle condizioni di poter dare una qualche risposta, che potrebbero non essere assolutamente 50 milioni di euro, perchè io l'ho detto per me erano molti, quando si chiedeva non perchè non ci voglia, perchè ci troviamo indubbiamente in una soluzione; però io credo che ci debba essere in questo momento un atto di buona volontà.
E allora, io non so che cosa ci dirà da questo momento in poi l'assessore Masala, però io credo che se fosse eventualmente opportuno, così soprassedere per un attimo, anche alla votazione di questo emendamento per vedere esattamente se è possibile trovare qualche cosa, perchè credo, ne sono certo, ecco perchè non sono zitto, non sono stato zitto, parlo quando so che bisogna parlare, che nove milioni di euro siano sicuramente insufficienti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Per dire che anch'io esprimo il mio voto favorevole all'emendamento 748, anche perchè questo emendamento va nella direzione giusta delle cose che abbiamo sempre sostenuto sulla necessità di una maggiore attenzione per il comparto agricolo e che debbo dire, anche l'assessore Contu che io ho avuto diverse occasioni di poter assistere a incontri suoi nei territori interni della nostra Regione, dove appunto manifestava la necessità di un'attenzione diversa da parte del Consiglio regionale, ma in particolare da parte della sua maggioranza per quanto concerne l'Assessorato da lui gestito. E lui appunto diceva costantemente che era necessario un'attenzione, un sostegno diverso per garantire anche risorse più adeguate da destinare al suo comparto.
Debbo dire che la finanziaria, l'articolo 8, che altri colleghi hanno avuto modo di evidenziare, praticamente, non va assolutamente nella direzione sostenuta e nell'auspicio dell'assessore competente Contu, ma addirittura io credo che ancora più grave ed ancora più evidente la disattenzione, la scarsa attenzione, lo scarso interesse che questa maggioranza manifesta nei confronti del comparto dell'agricoltura. Se noi andiamo a scorrere le poste contenute nel bilancio relative ai singoli capitali dell'Assessorato all'agricoltura, noi ne vediamo veramente delle belle! Cioè, se noi andiamo a scorrere vediamo che i capitoli sono nella quasi totalità azzerati o fortemente diminuiti; io potrei leggerne qualcuno, così per dire come questi capitoli sono stati concepiti guardando per esempio nel concorso per il pagamento degli interessi sui mutui di miglioramento fondiario da tre milioni 650 mila euro a zero; contributo alle cooperative agricole di garanzia in concorso Fidi da un milione 292 mila euro a 517 mila; il capitolo 06.103 relativo agli indennizzi per i danni subiti dalle aziende agricole per eventi calamitosi da un milione di euro a zero; il capitolo contributi alle associazioni regionali allevatori della Sardegna da 9.038 mila euro a 8 milioni e 586 mila, contributo all'associazione allevatori per la attuazione del programma annuale riguardante la tenuta dei libri genealogici da sette milioni 370 mila euro a zero; spese per la realizzazione di azioni da effettuare al fine del miglioramento qualitativo della produzione di olio di oliva da 261 mila euro a zero; contributi nel comparto poi per quanto riguarda il settore dei contributi ai consorzi di bonifica, che tra l'altro qui non esiste neanche il problema relativo che è stato spesso sollevato degli aiuti di Stato, vediamo che anche qui ci troviamo di fronte ad una drastica riduzione dei trasferimenti ai consorzi di bonifica che incidono direttamente nelle aziende relativamente al costo dell'acqua; il finanziamento delle opere di completamente di interventi infrastrutturali da 10 milioni 83 mila euro a zero. Bene, in ultimo la legge 21 ha la bellezza, questa legge sulla quale tanto ha insistito la Giunta regionale, l'assessore Contu allora non c'era, ma certamente era uno dei maggiori propugnatori per l'approvazione di questa legge, che fosse conforme a quelle che sono appunto le direttive comunitarie - ha la bellezza di un milione 583 mila euro, cioè di tre miliardi.
Assessore, io credo che lei ha ragione a chiedere il nostro sostegno, però qui sarebbe ora anche che alle cose che andiamo a dire che lei via a dire in giro, ci sia anche da parte dell'Aula e da parte della sua maggioranza una risposta coerente a questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Io ho sentito un po' tutti i colleghi e credo che la voce sia univoca. Io non penso che ci siano delle priorità in agricoltura; l'agricoltura è tutta una priorità, lo è sempre stato! E lo sarà anche in futuro.
Nel mio precedente intervento ho detto alcune cose che ritengo siano state poi riportate anche da colleghi della minoranza, dell'opposizione, anzi della maggioranza perchè pare che la maggioranza ormai sia dall'altra parte e e non da questa parte.
E cioè, che ci vuole coraggio, il coraggio delle scelte.
E` vero che a breve noi avremo nel nostro mercato comune europeo giustamente l'ingresso dei paesi dell'est che ci daranno filo da torcere, non fosse per altro per l'importo dei costi di produzione che loro hanno dei loro prodotti che sono senz'altro sensibilmente inferiore ai nostri, per cui la competizione sarà senz'altro a nostro sfavore.
Ma per poter combattere e per poter contrastare questo nuovo mercato a partire da qualche anno, è necessaria una completa programmazione ex novo in agricoltura, quindi fare delle scelte, quindi la Regione Autonoma della Sardegna deve decidere quali sono effettivamente le linee di sviluppo socio-economico sulle quali punta e sulle quali va a mirare, turismo per esempio, l'agricoltura, la piccola media impresa, la industria chimica leggera, compatibile e quant'altro.
Fatto questo, in queste direttrici deve buttare i flussi finanziari necessari affinchè si arrivi a questo contatto in maniera equilibrata e non perdenti in partenza, non fosse per altro per la specificità che la nostra economia agro-pastorale, così come ho detto nel precedente intervento, ha in Sardegna.
Detto questo, è chiaro che si è molto perplessi e ci fanno pensare moltissimo le argomentazioni che sono state ad una ad una riportate su questo emendamento.
Credo che l'assessore in prima persona ne abbia a soffrire più degli altri, perchè in prima persona è lui che dovrebbe e deve dare risposte al mondo agro-pastorale.
Ognuno di noi dà il proprio contributo o tenta di darlo: chi poco, chi meno, chi niente. Io, per quanto mi riguarda, sono coerente con quello che ho sempre affermato e detto e lo sono tutt'ora.
Credo che su questo emendamento dovrò astenermi, poichè giustamente non andrò contro quello che è l'indirizzo della Giunta che senz'altro motiverà e ha motivato la sua scelta del no, non scendo in disquisizioni di natura economica e finanziaria sull'imputazione di spesa che è stata proposta in questo emendamento, in quanto lascio le lezioni di economia agraria o di economia politica ad altri; ritengo che ci sia una carenza legislativa all'origine, parlo della legge finanziaria, poichè puntare tutto sugli interventi dei POR non è assolutamente una giustificazione, l'ho detto dall'inizio, e che quindi questa coerenza, in qualche maniera avrebbe dovuto essere sopperita non solo dall'opposizione ma anche dalla maggioranza, ma anche dalla maggioranza, e principalmente anche con maggiore attenzione da parte della Giunta, se la Giunta non si fosse abbarbicata su determinati dogmi e su determinate scelte che impediscono di fatto anche alla maggioranza in qualche maniera di poter intervenire obiettivamente con equilibrio in maniera costruttiva su determinati argomenti.
Ribadisco quindi quanto detto, mi associo alle perplessità dei colleghi che mi hanno preceduto, mi rammarico di non poter esprimere se non il mio voto di astensione su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La nobiltà dello scopo purtroppo non muta la realtà dei fatti, nel senso che il 748 comporta certamente un nuovo indebitamento che si aggiunge a quello previsto dall'articolo 1.
Il problema non è tanto quello dell'aumento dell'indebitamento, quanto quello di garantire la capacità della Regione di pagare le rate di ammortamento perché, come io ho dimostrato in più occasioni, siamo al limite della sopportabilità e quindi non è possibile contrarre altri mutui, tant'è che anche quando si è parlato dell'articolo 18, noi anche di questo abbiamo tenuto conto nel fare il conteggio.
Relativamente alle anticipazioni che sono state fatte al bilancio di previsione della spesa della sanità, utilizzando rimborsi dell'Assessorato all'agricoltura, occorre tenere presente che i rimborsi sono rimborsi, sono anticipazione regionali, quindi rientrano in gioco, non sono di esclusiva pertinenza di quell'Assessorato, però anche le anticipazione che noi facciamo per l'Assessorato alla sanità in realtà ci consentiranno di avere dallo Stato ulteriori rimborsi per 120 milioni per il 1998 e credo altri 130 milioni per gli anni successivi; per cui noi riceveremo, dopo questa anticipazione che facciamo utilizzando le risorse per la sanità, riceveremo dallo Stato altri 250 milioni che evidentemente verranno utilizzati per le esigenze, comprese quelle dell'agricoltura. Mi pare che sia abbastanza semplice come ragionamento.
Allo Stato, noi abbiamo - e quindi confermo quello che ho detto in Commissione e che ho ripetuto - che esiste la disponibilità della Giunta a contrarre anche mutui per il sostegno delle spese per l'agricoltura e quindi per il rifinanziamento della 21, nei limiti delle economie di bilancio, cioè l'assessore Contu ha già detto stamattina, ha già rastrellato circa 60 miliardi dalle leggi vecchie in conto residui che però non possono essere utilizzati subito, ma devono diventare necessariamente economie di bilancio.
Ora chi conosce queste cose sa che io sto dicendo, sotto il profilo tecnico, la verità.
Le economie di bilancio determinano una diminuzione dell'indebitamento che risulterà soltanto al rendiconto, quindi all'atto della compilazione del rendiconto noi avremmo contezza esatta del livello di diminuzione dell'economia e quindi del tasso di indebitamento e in quella sede si può fare il mutuo integrativo per questa cosa. E` questo che io ho detto, l'ho detto prima, l'ho detto adesso e quindi, siccome noi, anche perchè dovremmo ricevere queste risorse dall'amministrazione centrale, come ho detto prima, quest'anno dovremmo necessariamente fare un assestamento perchè dobbiamo allocare le risorse che provengono dallo Stato in termini di rimborsi, quindi in quella sede possiamo tranquillamente integrare i finanziamenti per la legge 21, i quali ad oggi non sono uguali a zero, come pare di capire da questa cosa, perchè: primo, occorre tener presente che noi abbiamo giustificato sulle risorse POR, 18 milioni di euro che erano previsti per le infrastrutture dell'agricoltura e che amministrativamente si stanno preparando gli atti, vanno destinate a finanziare la legge 21; quindi la legge 21 ha in questo momento 21 milioni di Euro ai quali si aggiungono i 9 milioni di euro che vengono trasferiti con l'emendamento che è già presentato al bilancio, quindi sono 37 milioni di euro che sono in questo momento nella disponibilità della legge 21, il che significa circa 54 miliardi di lire che, come spiegherà successivamente - credo in dichiarazione di voto, anche l'assessore Contu - sono più che sufficienti per fronteggiare in questo momento le esigenze che sono intervenute in questo settore.
Il mio voto all'emendamento è contrario per queste ragioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, dopo gli interventi che si sono succeduti anche da parte della maggioranza, mi sembra di poter affermare che sulla necessità di intervenire nel settore dell'agricoltura ci sia la massima convergenza. Ci si scontra, e il limite all'attuazione è dato proprio dei tempi in cui questo problema si pone e dalle disponibilità di bilancio che in questo momento impediscono di poter dare soluzione al problema. Noi sappiamo che l'agricoltura è un settore travagliato che ha bisogno di un sostegno fortissimo, continuo, e questa non è una situazione che emerge e che si appalesa oggi nella sua triste realtà, è una condizione che ci riportiamo avanti nel tempo, ma per volerlo limitare diciamo che è un problema che l'autonomia regionale, dal '48 ad oggi, ha sempre affrontato, è sempre intervenuta ma con risultati che tutto sommato non hanno dato gli esiti sperati e cioè quello di avere un settore fortemente competitivo, un settore in grado di assicurare all'economia regionale quel sostegno per favorirne la crescita e lo sviluppo. Quali sono le cause? Prima di tutto metterei le condizioni geo-morfologiche della nostra Isola non disgiunte dalle condizioni climatiche ed a queste, fatto estremamente ed esclusivamente naturale sul quale evidentemente l'attività umana poco può, c'è da aggiungere l'attività politica, senza voler tornare indietro nel tempo e senza voler fare polemiche sterili che non servono a niente, perchè il problema si vuole affrontare senza fare polemiche sterili, perchè il problema si vuole affrontare, si vuole risolvere, però se guardiamo la storia ci rendiamo conto che anche con la buona volontà e la buona fede di tutti, che non si mette in discussione, questo problema non è giunto a soluzione.
Mi sembra che l'Assessore della programmazione e l'assessore Contu abbiano individuato un percorso, una strada agevole da seguire che, anche se non nell'immediato, ma in tempi molto prossimi, può dare almeno parziale soluzione al problema, con l'individuazione delle risorse che servono a rifinanziare la legge 21, che si è dimostrata legge abbastanza idonea ad affrontare il problema, anche se, qui va detto, in ordine a questa legge probabilmente un approfondimento in Commissione, ed ecco qua la richiamata, non mai troppo richiamata necessità dei passaggi nella Commissione di merito per il giusto approfondimento dei problemi, cosa che invece in questa fase si tende completamente a superare con una sorta di norma che non voglio definire intrusa, ma che sicuramente scavalca la competenza specifica, perché quando nell'emendamento si dice che si interviene nella ripartizione dei fondi in determinate direzioni, stabilendo percentuali e priorità, probabilmente oggi questo aspetto l'Aula non l'ha approfondito, non l'ha esaminato e ritengo, invece, che ci sarebbe la necessità, proprio nella sede competente, di entrare nel merito di queste ripartizioni perché, viste in un ottica diversa, possono anche dare frutti differenti.
Quindi le risorse ci sono in prospettiva e sono quelle che sono state individuate dall'assessore Contu, reperite da residui di leggi di settore non notificate, che non possono funzionare e che rimangono e continueranno ad essere residui, ma per essere attratti al sistema della spesa, devono necessariamente passare attraverso il rendiconto dell'esercizio 2002. A quella data noi avremo le risorse disponibili, cospicue per quanto sono state indicate dall'Assessore, e non è vero - rivolgendomi al collega Lai - che le risorse che si recuperano devono servire per finanziare i mutui, perché le risorse che si recuperano sono disponibili e sono immediatamente stanziabili e spendibili. La speranza è che di questi residui ce ne siano tanti quanti bastano per dare un'adeguata copertura finanziaria alla legge.
C'è stato anche l'impegno dell'Assessore della programmazione che si è pronunciato dicendo che laddove il recupero di queste risorse non fosse tale, in assestamento, per coprire la dotazione finanziaria della legge nella misura che si riterrà congrua, per la differenza, anche in virtù di quelle altre risorse che arriveranno dallo Stato, si potrà intervenire con l'accensione del mutuo. Ecco perché, pur accogliendo nella sostanza l'emendamento, ritengo che in questo momento il parere non possa che essere sfavorevole.
ORTU (R.C.). L'ha già dato il parere.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Coerente, però, coerente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Presidente, qualche mio collega commenta: "Pure Morittu parla di agricoltura". Ne parlerò brevissimamente intanto per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento, e lo faccio davvero per motivi non di schieramento ma esclusivamente di merito; motivi che sono stati abbondantemente illustrati, direi anche puntualmente illustrati prima dall'onorevole Marrocu e poi anche dall'onorevole Alberto Sanna e da tanti altri dell'opposizione che si sono espressi favorevolmente all'accoglimento di questo emendamento. Ma non di meno si sono espressi favorevolmente all'accoglimento, seppure con sfumature diverse, molti esponenti di questa maggioranza e in primo luogo il Presidente della Commissione agricoltura.
Dicevo, il mio voto è motivato dal merito, ma perché tutti hanno detto, per ultimo anche l'onorevole Balletto, che è necessario un intervento strutturale in agricoltura, non un intervento a pioggia. Io sono d'accordo con l'onorevole Vargiu, gli interventi a pioggia che hanno caratterizzato molto della politica agricola vostra di questi anni sicuramente non hanno inciso favorevolmente a superare quelle cause strutturali che richiama nel suo intervento l'onorevole Balletto, ma anche lo stesso onorevole Vargiu. La questione delle infrastrutture, delle risorse idriche, per esempio, insomma un emendamento precedente, che pure era un emendamento semplicemente di indirizzo, non un emendamento di spesa, richiamava questo tipo di interventi a valere sui fondi del POR. Ma voi avete ritenuto, in primis l'onorevole Assessore, che le norme di indirizzo equivalgono a una sorta di ordine del giorno e quindi sono un po' acqua fresca, sbagliando, secondo me, e poi a niente vale addurre le stesse argomentazioni per dire no, invece, a un emendamento che interviene in maniera strutturale nei confronti dell'agricoltura andando a sostenere alcune azioni che davvero possono costituire certamente non azioni esaustive per lo sviluppo tout court dell'agricoltura, ma certo per dare una maggiore forza.
Secondo me a niente valgono o comunque non mi convincono le argomentazioni addotte dall'assessore Masala, e riprese poi dall'onorevole Balletto, circa il limite di indebitamento e quindi l'impossibilità di addivenire ad approvare questo emendamento, che pure si ritiene giusto nella sostanza, perché vi è un'impossibilità di natura economico-finanziaria. Ma se è vero come è vero che vi sono economie che vanno dai 70 agli 80 miliardi di vecchie lire, accertate a palmi dall'Assessore dell'agricoltura, insomma si tratta, secondo me, non di assumere un vero e proprio mutuo, ma di fare una sorta di prenotazione di debito. Questa sì che è una vera e propria prenotazione di debito, perché a fronte di questa prenotazione vi sono economie non accertate formalmente, ma accertate in maniera ufficiosa. Ma allora il problema non è quello del debito, il problema non è quello delle risorse, il problema è allora che l'emendamento è di una parte politica e seppure si conviene non gli si vuole dare questo titolo. Ma così io credo che davvero non ci possa essere confronto all'interno di questo Consiglio. Vi è stata la disponibilità di tutti ad andare incontro a queste esigenze che si ritengono fondamentali per lo sviluppo di un comparto importante dell'economia isolana, da tutti peraltro conclamata, questa importanza, io davvero non vedo le ragioni capziose addotte dall'assessore Masala in questa occasione.
Un'altra considerazione: il tempo non è una variabile indipendentemente, l'agire oggi può essere utile e può davvero costituire una risorsa importante per lo sviluppo dell'agricoltura; agire da qui a un anno sicuramente gli effetti saranno inferiori. Allora non si tratta di assumere un vero e proprio mutuo, si tratta invece di recuperare oggi le economie che si verranno a concretizzare domani. In ultimo, Assessore, mi consenta, io ho partecipato insieme a lei a un convegno interessantissimo sulla qualità dell'agricoltura, nella fattispecie la qualità dell'olio d'oliva nel Nord Sardegna, e in quella occasione lei ha non solo manifestato interesse per quell'iniziativa, ma ha assunto anche impegni per dare impulso all'economia agricola della Sardegna. Credo che lei davvero non possa disattendere gli impegni che a Sennori, alle 2 della mattina, a Sant'Anna Arresi alle 19 del pomeriggio ha sicuramente assunto anche a Sant'Anna Arresi. Insomma questo emendamento mi pare che sia davvero un atto concreto per mantenere gli impegni assunti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.-S.U.). …anche perché di olio di oliva bisogna intendersene, comunque Sennori è gran produttore, quindi l'onorevole Morittu ne parla di sicuro con cognizione.
Prendo la parola intanto per esprimere il voto favorevole a questo emendamento da parte del Gruppo e naturalmente per utilizzare il tempo che, nell'esprimermi su questo emendamento, è giusto utilizzare ancora per questo settore, di cui poco si è parlato durante questa finanziaria e credo che dopo questo emendamento probabilmente non se ne parlerà e non se ne parlerà per un pezzo.
Stamani, quando ho preso la parola per esprimere la mia astensione ....
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Scusi onorevole Masia, possono prendere posto i colleghi per dare l'opportunità al collega Masia di continuare?
MASIA (S.D.I.-S.U.). Grazie, Presidente. Quando ho preso la parola stamani, per esprimere l'astensione al voto sull'articolo, naturalmente l'abbiamo fatto anche perché ritenevamo e riteniamo che non si possa sparare sulla Croce Rossa, perché questo poi alla fine ci sembra di avere davanti, nonostante i numeri che ci riporta l'assessore Masala. Eravamo anche convinti e coscienti del fatto che con questo emendamento, per il quale poi si è fatto pure uno sforzo per arrivare a sintesi, era probabile che si sarebbe potuta aprire una breccia e una opportunità per fare in modo di dare delle risorse a questo importante settore, attraverso una legge che, così come è stato detto ed è condiviso, è una buona legge che può sicuramente dare risposta a questo settore. Invece che cosa abbiamo visto durante questo dibattito? Abbiamo visto che tutti sono d'accordo, condividono questa grande esigenza, qualcuno dice: "Magari adesso non è possibile farlo, vediamo cosa si può fare dopo, con l'assestamento" (chissà poi quand'è che questo assestamento potrà essere fatto, visto che è da tanto che non se ne fanno), e qualcun altro, e qui è il Presidente della Commissione che ha preso la parola, invita invece la Giunta, invita l'assessore Masala, che fa parte pure del suo partito, e l'assessore Contu a vedere di fare uno sforzo perché davvero uno sforzo dev'essere fatto nei confronti di questa legge e di questo importante settore.
Io ho sperato che ci fosse un'apertura, naturalmente l'emendamento chiede un'entità importante, chiede 50 milioni che probabilmente non sono nemmeno sufficienti per dare una risposta, però è anche vero che la risposta mi pare che sia di totale chiusura, nonostante ci sia la buona volontà, nonostante per questo ci siano delle aperture all'interno di questa maggioranza che ci avrebbero dovuto far sperare. Esprimo ancora un altro concetto, che di sicuro dovrebbe emergere, ed è questo: mi sarei aspettato, e io in conseguenza mi sarei comportato, se da parte dell'assessore Contu o dell'assessore Masala, in questo caso, ci fosse stato un approccio a questo emendamento in maniera diversa, nel senso che avrebbe potuto dire all'opposizione che spinge tanto verso questa opportunità, che poi è un'opportunità che farebbe anche comodo, io credo, all'Assessore dell'agricoltura, che non è possibile prevedere ulteriori importanti risorse in questo momento perché è in itinere un importante progetto che metterebbe la Sardegna probabilmente al passo con quelle che sono importanti realtà che ci è dato pure di conoscere, relativamente a quelle che sono le opportunità, appunto, che l'agricoltura può dare.
Noi abbiamo visto importanti regioni del nostro paese, ma anche dell'Europa che ci dà degli esempi notevoli, dove questo settore si sta dimostrando un settore non strategico, come lo diciamo noi qui in Sardegna soltanto a parole, ma strategico davvero per quelle che sono le risorse, per quelle che sono le opportunità, per quelle che sono le risposte che può dare non solo all'occupazione, ma anche alla ricchezza che un territorio sicuramente ha e che può restituire.
Se fosse questo io direi: aspetto, perché voglio conoscere questo progetto che ci sta promettendo, perché è probabile che ci può far vedere, magari illudendoci, una grande opportunità, e invece non è così. Io ho sentito anche del buon rapporto che c'è da parte dell'opposizione verso l'Assessore dell'agricoltura, che è capace, che ha una grande esperienza, però mi pare di poter dire che lui fa parte di questa maggioranza e con questa maggioranza mi pare si stia comportando, sta cioè esprimendo quelle che sono le solite cose, e cioè nessun progetto, nessuna proposta, l'opportunità di poter pietire attraverso l'opposizione quello che la maggioranza non gli dà, quello che questa maggioranza non ha capito dove vuole indirizzare, per cui continuiamo in una situazione dove solo chi ha più forza spinge e riesce ad ottenere. L'esempio dei 5 miliardi, che sono un terzo di quello che in questo momento è disponibile per la legge 21, sono finiti poco fa verso un Consorzio di bonifica attraverso un emendamento che è passato, se vogliamo, così velocemente che nessuno se n'è accorto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Credo che come consigliere possa fare una dichiarazione di voto. Io vorrei, onorevole Presidente e onorevoli colleghi, cercare di riportare la discussione in termini un po' più chiari. Mi pare che sia apparsa nell'Aula l'evidenza, la necessità, direi, che la famosa legge 21 venga finanziata. Perché dev'essere finanziata la legge 21? Dev'essere finanziata perché è una legge quadro, cioè è una legge che riassume altre dieci o dodici leggi, che, per non essere state notificate o altro, non sono state in condizioni di essere attuate. Tanto è vero che io mi sono trovato in questa situazione: ho molti residui e vengo spesso accusato del fatto che l'Assessorato all'agricoltura ha molti residui, ma ce li ha perché non ha potuto attuare queste leggi, e a fianco di questi residui non ho invece una lira o quasi per la legge 21.
Allora, ben sapendo come avvengono le cose in questo mondo, mi sono perfettamente reso conto che andare a chiedere altri soldi diventava estremamente difficile, poiché tutti qui chiedono soldi, non solo per l'agricoltura, ma per i lavori pubblici, per il turismo, per la pesca, per gli elettrici, per gli operai, per i lavoratori e così via, per cui sono arrivato a questa conclusione: aiutati che il ciel t'aiuta! Allora mi sono preoccupato di recuperare, per quanto era possibile, residui delle leggi passate non attuabili, facendo un'operazione per la quale ad oggi ho già recuperato circa 60 miliardi di lire. Infatti, quando è stato presentato l'emendamento di sintesi Sanna[S1] -Capelli, io ho accettato questo emendamento, perché? Perché attraverso questo emendamento la mia speranza era, poiché qui dice che l'Amministrazione regionale provvede a effettuare una revisione dei residui attivi e passivi del bilancio e che i residui passivi, a seguito della revisione vengono eliminati per insussistenza sono disimpegnanti e quindi non possono essere riutilizzati, si è detto in questo emendamento: "Le disposizioni non si applicano alle economie accertate sullo stato di previsione dell'Assessorato dell'agricoltura, ma queste economie vengono riprogrammate per gli interventi previsti dalla legge numero 21". Devo dire che, se questo emendamento che il Consiglio regionale ha approvato, fosse tecnicamente applicabile, io mi ritengo soddisfatto, perchè? Perchè sono convinto di avere tra le diverse pieghe dei bilanci passati una cifra che certamente assomiglia a 100 miliardi; ne ho già recuperato 60, ma il recupero è ancora in corso, è mia intenzione fare un atto di coraggio e far abolire da questo Consiglio tutte le diverse decine di leggi che ormai sono inutili perchè passate in desuetudine e non si possono più applicare, e quindi utilizzare attraverso questo emendamento, che è passato in Aula, i residui e le economie (?). Poi scopro qua, parlando con i colleghi consiglieri regionali, privatisticamente ed anche in Aula, che questo emendamento, nonostante sia stato approvato dal Consiglio regionale, è di difficile attuazione, qualcuno addirittura mi dice che è illegittimo.
Allora certamente mi preoccupo, perchè - ripeto - io sono in condizioni quasi di autofinanziare senza andare a scocciare nessuno, tanto per parlarci fuori dai denti, ma se questo emendamento è illegittimo, come si dice, è chiaro che l'operazione di recupero non si può fare. Allora è chiaro che bisogna trovare un altro strumento e lo strumento può essere certamente il mutuo. Ripeto, ho già recuperato 60 miliardi ma con l'avanzare dei giorni e dei mesi conto di recuperarne ancora. Quindi, in fondo, i soldi ci sono, ma se da un punto di vista tecnico l'Assessore del bilancio mi dice: "Questa operazione va bene, però non si può fare in questo momento perchè queste economie non sono state ancora accertate formalmente, e questo è vero perchè io le conosco, me le sono fatte perfino dare dalla Ragioneria regionale, però formalmente non sono accertate perché si accertano eventualmente in un assestamento di bilancio; se l'Assessore del bilancio mi dice che questa operazione non si può fare qui, ma si può fare solo in assestamento, certo a me non piace, preferirei che si facesse qui, ma se c'è un impegno formale in quest'Aula che queste somme che sto recuperando non andranno nel calderone generale, ma verranno invece recuperate attraverso l'assestamento di bilancio a favore della legge 21, io mi dichiaro ugualmente soddisfatto.
CUGINI (D.S.). Ti sei arreso Felicetto!
SECCI (La Margherita-D.L.). Bravo!
OPPI (U.D.C.). Lasciali perdere!
PRESIDENTE. Colleghi!
(Interruzione del consigliere Manca)
Onorevole Manca su che cosa vuole intervenire? L'Assessore ha già detto come vota, mi sembra di capire.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ha ragione non l'ho detto, l'onorevole Contu ha una lunga esperienza politica…
PRESIDENTE. No, Assessore Contu, dichiari il suo voto e basta, per cortesia.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. …e se è qua da questa parte, vota come vota questa parte, perchè ha sempre votato secondo quello che fa la sua parte, anche quando non gli piace!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Assessore Contu.
CUGINI (D.S.). E adesso come vota? Gli faccia dire come vota!
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione.
(Interruzione del consigliere Selis)
Onorevole Selis, lei è già intervenuto, stiamo votando, la prego! E` su questo argomento?
SELIS (La Margherita-D.L.). Sull'ordine del giorno. Non è un intervento, solo trenta secondi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Lo posso fare anche dopo, ma lo annuncio qua, quando noi chiediamo una cosa, chiunque di noi, maggioranza o opposizione, alla Giunta o al Consiglio, non è un dialogo tra sordi, sennò non ci comprendiamo, abbiamo chiesto, l'ho chiesto io, l'hanno chiesto altri, di sapere qual è la giacenza delle risorse rinvenienti dai tagli e dagli emendamenti. Mi serve per capire come devo votare, non mi serve per un fatto di curiosità.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Selis. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per la verità è la prima volta, dopo otto anni o nove che sono qua, che sento fare una domanda di questo genere, perchè mai è stata detta una cosa di questo genere. In ogni caso, siccome io ...
SELIS (La Margherita-D.L.). E' legittima o no?
OPPI (U.D.C.). C'è sempre una prima volta.
MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'è sempre una prima volta. Onorevole Selis, le risorse disponibili sono esattamente quelle che sono indicate nell'articolo 3 e nell'articolo 8 della finanziaria medesima che sono gli articoli...., fatta eccezione di due milioni e mezzo che sono già utilizzati con gli emendamenti precedentemente votati. Articolo 3 ed articolo 8.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione. Sull'emendamento di sintesi numero 748, sintesi del 360 e del 74. E` stato chiesto il voto elettronico palese.
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale, avanzata dal consigliere ORTU, i consiglieri SCANO, PINNA, PIRISI, MORITTU, CUGINI, VASSALLO, PUSCEDDU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico palese, dell'emendamento di sintesi numero 748, sintesi del 360 e del 74.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: CAPPAI - RASSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 74
Astenuti 2
Maggioranza 38
Favorevoli 35
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Si dia lettura dell'articolo 11.
(Interruzione del consigliere Spissu)
Onorevole Spissu, prego, su che cosa?
SPISSU (D.S.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Per ricordare a lei che avevamo sospeso l'articolo 9 per esaminare il 10, con l'impegno di riprenderlo alla conclusione della votazione sull'articolo 10.
PRESIDENTE. Va bene, allora riprendiamo dall'articolo 9. Ricordo ai colleghi che, per quanto attiene l'articolo 9, siamo in fase di votazione a partire dall'emendamento 153 soppressivo totale, pagina 155.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Per chiedere la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento soppressivo 153 è stato chiesto il voto segreto. Invito i colleghi a prendere posto.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 153 soppressivo.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 37
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale 154, pagina 156.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Sul 154 è stato chiesto il voto segreto. Invito i colleghi a prendere posto.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 154 soppressivo.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 37
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione… Onorevole Pittalis, su che cosa?
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Pensavo che avesse già richiamato l'emendamento successivo e volevo intervenire.
PRESIDENTE. Per cortesia, stiamo mettendo in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 155.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto sull'emendamento numero 155. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). (?) qua in questa sede, in quanto il comma 2 e il comma 3 di questo articolo la Giunta aveva dichiarato la volontà di ritirarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, siamo in sede di votazione segreta per quanto riguarda il 155, quindi se i colleghi prendono posto. Onorevole Pittalis, per l'astensione? Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Sì, per dichiarare l'astensione del Gruppo di Forza Italia in relazione al secondo comma dell'articolo 2. Questa è l'indicazione che ci viene dai banchi della Giunta e coerentemente il Gruppo di Forza Italia si attiene a questa indicazione.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 155.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 75
Votanti 45
Astenuti 30
Maggioranza 23
Favorevoli 41
Contrari 3
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FLORIS - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Si sono astenuti: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CONTU - CORONA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU.)
Si sono astenuti dal voto: Amadu Salvatore, Biggio Luigi, Corona Giorgio, Frau Antonio Maria, La Spisa Giorgio, Locci Giovanni, Murgia Bruno, Pilo Maria Giuseppina, Rassu Nicolò, Scarpa Luigi Beniamino, Balletto Giorgio, Cappai Antonio, Fantola Massimo, Giovannelli, Licandro, Lombardo, Onida, Pirastu, Sanna, Usai Edoardo, Biancareddu, Contu, Fois, Granara, Liori, Masala, Pili, Pittalis, Satta, Vargiu Pier Paolo.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale 156. Onorevole Fadda, su che cosa vuole intervenire?
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Per dichiarare l'astensione del Gruppo di Alleanza Nazionale e della maggioranza.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 156.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 38
Astenuti 36
Maggioranza 20
Favorevoli 38
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Si sono astenuti: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU.)
Si sono astenuti dal voto: Amadu, Cappai, Contu, Diana, Frau, La Spisa, Liori, Masala, Pili, Pisano, Rassu, Scarpa, Balletto, Carloni, Corda, Fantola, Giovannelli, Ladu, Locci, Murgia, Pilo, Pittalis, Sanna, Usai, Biancareddu, Cassano, Corona, Fois, Granara, Licandro, Lombardo, Onida, Pirastu, Randazzo, Satta, Vargiu.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale 170.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto sull'emendamento soppressivo 170.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento soppressivo parziale numero 170.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 77
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 39
Contrari 38
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Colleghi, vale quello che è stato letto, non ci sono problemi, l'esito della votazione è quello che ho proclamato. quindi tutti tranquilli
CAPELLI (U.D.C.). Lo rilegge, Presidente, per cortesia.
PRESIDENTE. Lo rileggo:
Presenti 77
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 39
Contrari 38
(Il Consiglio approva).
L'esito di questa votazione che vi ho letto è comparso correttamente anche sul display che è a disposizione dei segretari che ne possono prendere atto, quindi è chiaro che è valido quanto comparso sul display. Metto in votazione il testo dell'articolo numero 9. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto sull'articolo 9.
PRESIDENTE E` stato chiesto il voto segreto sull'articolo numero 9.
PRESIDENTE Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'articolo 9.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 77
Votanti 76
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 43
Contrari 32
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto il consigliere: SANNA Emanuele.)
Si è astenuto dal voto l'onorevole Sanna Emanuele. Vediamo gli emendamenti aggiuntivi. Il 613 è decaduto in quanto legato al comma 2; il 152 vive quindi dobbiamo metterlo in votazione. Emendamento 152 a pagina 161. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Posso fare una domanda ai proponenti?
PRESIDENTE. Prego onorevole Masala.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Siccome sono spese che attengono ai movimenti all'interno del bilancio, non occorre la norma sostanziale, vorrei chiedere ai proponenti di ritirare questi emendamenti, il 152 e quelli seguenti, perchè attengono tutti, diciamo così, a proposte che sono più correttamente poste al bilancio e non alla finanziaria. Non occorre in legge norma sostanziale perchè già possono essere fatte le eventuali modifiche e variazioni all'interno degli stati di previsione del bilancio.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Mi interessava sapere di più il parere.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'ho già comunicato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Io penso che l'emendamento 152 possa essere rinviato al bilancio, sulla base di quello che ha detto l'Assessore, sono disponibile a...
PRESIDENTE. Scusi onorevole Sanna le chiedo la cortesia di voler ripetere perchè c'è un po' di confusione, quindi non si sente bene.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Sulla base di quello che ha detto l'Assessore intendo trasferire questo emendamento al bilancio e quindi è inteso presentato in capo al bilancio.
PRESIDENTE. Solo il 152 onorevole Sanna?
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Per il momento io ho solo questo poi gli altri si vedranno.
PRESIDENTE. Il 152 si intende presentato come emendamento al bilancio. Andiamo al 157, pagina 162. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Su questa parte, Presidente, io avrei inteso avere dall'Assessore competente una risposta complessiva. Qui si tratta del ripristino dei finanziamenti di alcuni capitoli che sono stati tutti diminuiti. La tabella che ci ha presentato l'Assessore, dove vanta un pareggio di finanziamento, sono tutte inferiori ai finanziamenti del 2002; si tratterebbe di verificare insieme quali sono gli elementi. Anche qua ci sono degli elementi di confronto e di merito? Non abbiamo avuto nessuna risposta; è solo no! Bisogna prenderne atto. Se è così, noi li mettiamo in votazione perchè vogliamo che si attesti la posizione della Giunta in ordine a queste partite.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non ho alcuna difficoltà ad entrare nel dettaglio. Relativamente al 152, che è stato ritirato, l'Assessorato del lavoro ha proposto inizialmente uno stanziamento di 245 mila euro che poi ha richiesto di spostare agli investimenti, che sono passati quindi da 1 milione e 811 mila euro a 2 milioni e 327 mila euro. Questa è la risposta di merito. Però eventuali variazioni a questo possono essere fatte tranquillamente in bilancio come lei ha detto. Sul 157 in bilancio sono già stanziati, a seguito dell'emendamento della Giunta in Commissione, 9 milioni e 225 mila euro, quindi anche superiore a quell'importo. Sul 158 sono stanziati in bilancio 1 milione e 500 mila euro, quindi eventuali variazioni possono essere fatte in bilancio. Il 159, ugualmente, non occorre la norma finanziaria perchè sono già previsti in bilancio 516, che possono essere modificati. Altrettanto per il 160, figurano...
(Interruzioni)
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non sto entrando nel merito, sto dicendo che tutte le proposte possono essere fatte correttamente nella legge del bilancio e degli stanziamenti. Relativamente al merito è un altro discorso perchè, per esempio, per il 160 è stato già dato il parere negativo perchè si tratta di saldo di impegni, ma questo è un altro argomento. Così pure per l'emendamento 161 non occorre una norma sostanziale possono andare al bilancio.
PRESIDENTE. E` decaduto. Dal 160 in poi sono tutti decaduti onorevole Masala.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis sull'emendamento 157. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L). Sul 157, come atto di buona volontà, accettiamo il suggerimento dell'Assessore sottolineando che non fa molta differenza discuterlo qua o discuterlo in bilancio perchè è uno stanziamento, però se fa più comodo a voi, lo trasferiamo in bilancio e lo discutiamo dopo sperando che ci sia maggiore attenzione.
FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ma non portandoli via dalla legge numero 2, però.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, se l'assessore Frongia intende intervenire, chiederà la parola. Si rivolga a me.
SELIS (La Margherita-D.L). Dialoghiamo da tempo con l'Assessore.
PRESIDENTE. L'assessore Masala ha detto quello che intende fare.
SELIS (La Margherita-D.L). Sul 157 accettiamo la proposta di trasferirlo al bilancio, sottolineando che alla fine non fa molta differenza, perchè stiamo chiedendo uno stanziamento qui e lo chiederemo al bilancio. Ma se per la Giunta è formalmente più corretto io ne prendo atto. Colgo l'occasione però per chiedere all'Assessore - perchè poco fa l'ha detto ma non ho capito esattamente - quanto è l'importo delle risorse che abbiamo risparmiato, perchè sicuramente ha detto che c'è l'articolo 3, c'è l'articolo 8 poi probabilmente c'è qualche emendamento e qualche altro comma che è caduto. Si può esprimere in euro o in lire però vorremmo capire quant'è la giacenza rinveniente dalle norme che non sono passate, perchè questo è essenziale. Perchè poco fa quando abbiamo fatto il dibattito sull'agricoltura sembrava che non ci fosse una lira. Abbiamo visto l'assessore Contu stracciarsi le vesti e dire che farà un sacrificio - e noi apprezziamo il sacrificio - però l'assessore Contu dicendo: "Io non voglio disturbare l'assessore Masala", l'assessore Masala aveva magari 300-350 miliardi. Quanto ha? Ce lo dica lei, non lo so quanto ha! Sin quando non abbiamo le cifre esatte siamo... Mi ha detto: "E' caduto l'articolo 3, è caduto l'articolo 8, c'è caduto qualche altro articolo", quanti fondi ci sono rimasti di questi articoli caduti? E` possibile avere una cifra in modo tale da avere un orientamento comune? E` una domanda specifica, l'Assessore ha i suoi bravi funzionari ai quali chiede l'aggiornamento, anche io ho fatto il funzionario e so come funziona - giustamente - momento per momento, se questo specchietto, anche scritto a mano, ce lo fornite, anche noi sappiamo come muoverci.
PRESIDENTE. Allora il 157 è trasferito al bilancio. All'emendamento 158 è stato presentato l'emendamento 720 sostituivo parziale. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Anche qui trasferiamo il combinato 158/720 al bilancio.
PRESIDENTE. Il 159 pagina 164. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Idem come sopra.
PRESIDENTE. Trasferiti al bilancio tutti. Per quanto riguarda l'articolo 9 abbiamo concluso. Tutti gli altri emendamenti dal 160 al 425 decadono, quindi si è concluso l'esame, si sono concluse le votazioni sull'articolo e 9 e sui relativi emendamenti.
COGODI (R.C.). Chiedo di parlare sull'articolo 9.
PRESIDENTE. Sull'articolo 9, su che cosa, onorevole Cogodi? Abbiamo concluso.
COGODI (R.C.). Per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Richiamo al Regolamento. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C). Se si avesse la bontà poco poco di aspettare un attimo, non succede nulla, per la migliore comprensione di quello che il Consiglio sta facendo.
Volevo semplicemente segnalare il fatto che nell'articolo 9, essendo stati cassati i commi 2 e 3 in modo più o meno concordato, con l'astensione della maggioranza, ma essendo stato cassato il comma 4, che è quello che forniva la base delle risorse per realizzare quanto contenuto nel comma 1, che è l'unico comma sopravvissuto, poverino, quel comma 1 dell'articolo 9 assume un diverso significato rispetto al significato originario, cioè il comma 1, unitamente al comma 4, era una norma sostanziata dalle risorse attraverso cui poteva vivere; invece privato del comma 4 che è stato cassato, o rimane un involucro del tutto vuoto, oppure rimane una mera norma programmatica, cioè una cosa del tutto tautologica perchè dice che la Regione può istituire regimi di aiuto cofinanziabili. Non dice né come, né quando, né con che cosa; per cui, in sede di coordinamento potrebbe anche - secondo me - ritenersi espunto perchè inservibile, però se rimanesse nel testo e prevalesse l'interpretazione formale che comunque nel testo finale della legge finanziaria può permanere, dovrebbe essere comunque chiarito e quindi non obiettato il fatto che rimane come una mera norma programmatica, allo stato priva di effetto alcuno.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Cogodi; credo che sia a conoscenza di tutti i colleghi del Consiglio che hanno votato quanto da lei esposto. Il Consiglio si è espresso attraverso una regolarissima votazione, quindi dichiariamo chiusa la questione riguardante l'articolo 9 e passiamo all'articolo 11. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente. Siccome l'onorevole Selis ha fatto una domanda, io ho in precedenza dato una risposta molto generica e quindi voglio metterlo al corrente dei dettagli. Relativamente all'articolo 2 ci sono 2 milioni e 516 mila per il 2003-2004 e per il 2005. Articolo 3, comma 4, 1.550 relativamente al 2003; il comma 6 altri mille. Articolo 3 comma 4, 1.550, che vuol dire 1 milione e 550, i tre zeri non li leggo. Comma 6, mille. Articolo 8, relativamente ai capitoli dei lavori pubblici sono 36.985 per il 2003; 18.000 per il 2004 e 19.082 per il 2005. Per il turismo, invece, sempre sull'articolo 18, sono 4.346. In totale sono 46.397 per il 2003; 20.516 per il 2004; 21.598 per il 2005.
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 11, se un collega Segretario prende posto in Presidenza per cortesia.
Si dia lettura dell'articolo 11.
CAPPAI, Segretario:
Art. 11
Disposizioni nel settore industriale
1. Per l'attuazione dell'Accordo di programma per la chimica tra il Governo nazionale e la Regione sarda, nonché per la riqualificazione del polo metallurgico sardo, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 12.800.000 finalizzata al finanziamento della realizzazione di infrastrutture industriali e della propedeutica attività di ricerca (UPB S09.033 - Cap. 09117).
2. Una quota pari ad euro 20.000.000 dello stanziamento iscritto in conto dell'UPB S03.008 (Cap. 03026) è destinata ad un accordo di programma a favore delle zone interne della Sardegna centrale.
3. Il contributo previsto dall'articolo 28, comma 6, della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11, a favore dell'Osservatorio Industriale della Sardegna è rideterminato, a decorrere dall'anno 2003, in euro 1.100.000 (UPB S09.011 - Cap. 09019).
4. Per gli interventi di razionalizzazione della rete telematica al servizio delle imprese, delle aree industriali, di quelle portuali ed aeroportuali, in coerenza con il Piano della Società dell'informazione in Sardegna, è autorizzata la spesa di euro 2.300.000, nell'anno 2003; tali interventi possono essere attuati anche attraverso la stipula di accordi o contratti di programma, che sono approvati con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore dell'industria, di concerto con l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio (UPB S09.011 - Cap. 09024).
5. Per la capitalizzazione dell'Interagenzia per gli Investimenti Esterni in Sardegna (IES) S.c.r.l., è autorizzato lo stanziamento di euro 200.000, per l'anno 2003 (UPB S09.011 - Cap. 09018).
6. È autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 99.000 per l'erogazione di un contributo a sostegno delle spese di gestione e di funzionamento della Interagenzia per gli Investimenti Esterni in Sardegna (IES) S.c.r.l. (UPB S09.010).
7. É autorizzato lo stanziamento di euro 5.000.000 nell'anno 2003, per la stipula, con le Università di Cagliari e di Sassari, di convenzioni destinate alla formazione universitaria e post-universitaria di laureandi o laureati residenti in Sardegna per l'approfondimento delle conoscenze nel settore "Information Comunication Technology" (UPB S09.010 - Cap. 09014).
8. È autorizzato nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 100.000 per la concessione di un contributo a favore del Centro europeo d'impresa e innovazione - BIC Sardegna per il proprio funzionamento e l'attività istituzionale (UPB S09.010 - Cap. 09015).
PRESIDENTE. All'articolo 11 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 381, soppressivo totale; 176-175-174-380, 171 e 379 uguali; 173, 172 e 389, uguali, soppressivi parziali; inoltre il 44 come sostitutivo parziale, al quale è stato presentato come soppressivo parziale il 745; il 371 uguale al 442; il 443, il 9, il 46, il 57, al quale è stato presentato il 732, come sostituivo parziale; il 376, il 449, il 493 uguale al 532 e il 614.
Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru'
Art. 11
L'articolo 11 è soppresso. (381)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 2 è soppresso. (176)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 3 è soppresso. (175)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 4 è soppresso. (174)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru'
Art. 11
All'articolo 11 il comma 5 è soppresso. (380)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 6 è soppresso. (171)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru' - Lai
Art. 11
Il comma 6 dell'articolo 11 è soppresso. (379)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Giagu - Dore - Biancu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 7 è soppresso. (173)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 11
All'articolo 11 il comma 8 è soppresso. (172)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 11
Il comma 8 dell'articolo 11 è soppresso. (389)
Emendamento soppressivo parziale GIUNTA REGIONALE
Emendamento n. 44 (art. 11)
Nell'emendamento n. 44 sono soppresse le parole ?delle biotecnologie e dell'energetica?. (745)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 11
Nell'articolo 11, comma 7, le parole ?Information Comunication Technology? sono sostituite dalle seguenti: ?delle Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni, delle biotecnologie e dell'energetica ?. (44)
Emendamento sostitutivo parziale Falconi - Dettori - Pirisi - Demuru - Spissu - Lai
Art. 11
Al comma 2, le parole ?una quota pari ad euro 20.000.000? sono sostituite dalle seguenti: ? una quota pari ad euro 50.000.000?. (371)
Emendamento sostitutivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Lai
Art. 11
Al comma 2, le parole ?una quota pari ad euro 20.000.000,00? sono sostituite dalle seguenti: ? una quota pari ad euro 50.000.000,00?. (442)
Emendamento sostitutivo parziale Falconi - Demuru - Lai - Pirisi
Art. 11
Al comma 3, le parole ?Osservatorio Industriale della Sardegna? sono sostituite dalle seguenti: ? Osservatorio Economico della Sardegna ?. (443)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 11
Disposizioni nel settore industriale
Dopo il comma 8 è inserito il seguente:
8 bis. A valere sugli stanziamenti iscritti in conto dell'U.P.B. S01.046 (Cap. 01116) è autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004, 2005, la spesa di euro 200.000 per l'attuazione del Progetto 9/E - Ricerca per l'attivazione di canali che coinvolgano l'emigrazione sarda nello sviluppo della piccola e media impresa in ambito regionale, così come previsto nel Programma dei Progetti speciali finalizzati all'occupazione di cui agli artt. 92 e 93 della L.R. n. 11 e successive modificazioni e integrazioni.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S10.049
Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo
Anno 2003 €200.000
UPB S12.028
Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente
Anno 2004 €200.000
Anno 2005 €200.000
In aumento
UPB S01.046
Fondo per progetti orientati alla creazione di nuova occupazione e paternariato industriale
Anno 2003 €200.000
Anno 2004 €200.000
Anno 2005 €200.000
(9)
Emendamento aggiuntivo Tunis Marco
Art. 11
Nell'articolo 11 ?Disposizioni nel settore industriale? è inserito il seguente comma:
8 bis. Per lo sviluppo degli interventi nel campo dell'energia eolica è autorizzato lo stanziamento di euro 3.000.000 nell'anno 2003.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
ASSESSORATO DELL'INDUSTRIA
UPB S09.031
Interventi in materia energetica
Anno 2003 €3.000.000
In diminuzione
ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
FNOL
Anno 2003 €3.000.000
(46)
Emendamento sostitutivo parziale Rassu - Corona
Emendamento n. 57 (art. 11)
Le parole ?Le nuove autorizzazioni di cava? sono sostituite dalle parole ?Le autorizzazioni per nuove cave?. (732)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Granara - Frau - Murgia
Art. 11
Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:
8 bis. Il comma 1 dell'art. 8 della L.R. n° 15 del 9 agosto 2002, è sostituito dal seguente:
"In attesa della normativa concernente la disciplina delle attività minerarie e di cava, i nuovi permessi di ricerche, le nuove concessioni, le nuove autorizzazioni di cava, possono essere rilasciate dall'Amministrazione Regionale, previa intesa con il Comune competente per territorio espressa nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti nel comma o, in assenza previa delibera del Consiglio Comunale. L'eventuale diniego deve essere espresso da almeno 2/3 (due terzi) del Consiglio Comunale con regolare votazione. L'intesa o no dei Comuni deve essere comunicata entro 60 giorni dal ricevimento dell'istanza; trascorso tale termine si intende applicata la norma del silenzio assenso."(57)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Pirisi - Orru' - Demuru - Lai
Art. 11
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
1 bis. Al fine di sostenere il comparto lapideo in crisi a seguito della contrazione del mercato internazionale, e di quello statunitense in particolare, l'Amministrazione Regionale è autorizzata a concedere per l'anno 2003 alla SFIRS la somma di euro 7.500.000,00. (UPB S09.022 - Cap. 09072-01 (N.I.))
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S09.022 - Cap. 09072-01 (N.I.)
Contributo alla SFIRS per il sostegno al settore lapideo
Competenza anno 2003 € 7.500.000,00
In diminuzione
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 € 7.500.000,00
(376)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Orru' - Demuru
Art. 11
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
6 bis. L'Amministrazione Regionale è autorizzata a concedere per gli anni 2003, 2004 e 2005 un contributo di 10.000.000,00 di euro a favore del progetto Barbagia Found dell'Api Sarda-GPGI di Nuoro, che prevede l'istituzione di un fondo volto a favorire il sostegno e il finanziamento di nuove idee imprenditoriali del Nuorese. (UPB S09.022 - Cap. 09073-00 (N.I.))
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S09.022 - Cap. 09073-00 (N.I.)
Contributo a favore del Progetto Barbagia Found di Nuoro per il sostegno e il finanziamento di nuove idee imprenditoriali
Competenza anno 2002 € 10.000.000,00
Competenza anno 2003 € 10.000.000,00
Competenza anno 2004 € 10.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03030-00
Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2002 € 10.000.000,00
Competenza anno 2003 € 10.000.000,00
Competenza anno 2004 € 10.000.000,00
(449)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Falconi - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Calledda
Art. 11
Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:
9. Il comma 1 dell'art. 8 della legge regionale n. 15 del 9 agosto 2002 è così sostituito:
"Fino all'emanazione della normativa per la disciplina delle attività minerarie e di cava, i nuovi permessi di ricerca, le nuove concessioni, le nuove autorizzazioni di cava, possono essere rilasciate dall'Amministrazione regionale previa intesa con il Comune territorialmente competente espressa in conformità con la pianificazione urbanistica comunale o, in assenza di questa, previa delibera del Consiglio comunale. L'intesa dei Comuni deve essere espressa entro 60 giorni dal ricevimento dell'istanza; trascorso tale termine si applica la norma del silenzio-assenso."(493)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Falconi - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Calledda
Art. 11
Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:
9. Il comma 1 dell'art. 8 della legge regionale n. 15 del 9 agosto 2002 è così sostituito:
"Fino all'emanazione della normativa per la disciplina delle attività minerarie e di cava, i nuovi permessi di ricerca, le nuove concessioni, le nuove autorizzazioni di cava, possono essere rilasciate dall'Amministrazione regionale previa intesa con il Comune territorialmente competente espressa in conformità con la pianificazione urbanistica comunale o, in assenza di questa, previa delibera del Consiglio comunale. L'intesa dei Comuni deve essere espressa entro 60 giorni dal ricevimento dell'istanza; trascorso tale termine si applica la norma del silenzio-assenso." (532)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 11
Dopo il comma 1 dell'art. 11, è aggiunto il seguente:
1 bis. L'Amministrazione3 regionale è autorizzata ad erogare un contributo di euro 30.000.000,00 alle società, già controllate dall'Ente Minerario Sardo (IGEA, Nuova Mineraria Silius e Progemisa) per la copertura dei fabbisogni per l'esercizio 2003. Una quota pari a euro 17.773.000,00 dello stanziamento previsto dal precedente comma è destinata alle spese di gestione della Nuova Mineraria Silius, nonché per l'avvio della attuazione del Piano industriale previsto per il rilancio dell'attività estrattiva della medesima società.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.006
Tabella A - Voce 1 - E.M.Sa. € 30.000.000,00
In diminuzione
UPB S09.013 - Cap. 09043 € 30.000.000,00
(614)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 381.
FALCONI (D.S). Grazie Presidente, l'emendamento 381, che propone la soppressione dell'intero articolo 11, va davvero interpretato per evitare delle faziose interpretazioni che sono state fatte per altri articoli, perchè qualcuno potrebbe - oggi o domani - dire che questo emendamento vuole sopprimere tutto ciò che si fa per l'industria in Sardegna e tutto ciò che questa Giunta regionale propone nei vari capitoli - e sono diversi - di questo articolo, che riguardano lo sviluppo industriale. Così non è, e non ha questo senso, non vuole averlo e mai nessuno di noi, e tanto meno io che sono un incorreggibile industrialista, vuole darle questo significato.
Noi volevamo e vogliamo sopprimere questo articolo 11 per farlo meglio, per parlare bene dell'industria, per dare concretezza e consequenzialità alle cose che si dicono nei vari commi di questo articolo. Allora, se noi vediamo il primo comma dove si parla in una finanziaria (mi pare poche volte se n'è parlato di infrastrutture industriali finalizzate alla ricerca ed in particolare alla chimica ), si fa riferimento all'accordo di programma quadro che tutte le associazioni datoriali, i sindacati e la Giunta regionale hanno firmato, il Governo non ha dato risposte nonostante gli ultimi incontri fatti con il Ministro Marzano, o meglio la risposta degli ultimi incontri fra Giunta regionale e Governo nazionale sta arrivando; la risposta è venuta alcuni mesi fa con la chiusura del CLORO SODA di Porto Torres, sta arrivando fra qualche mese, fra 30 giorni, con la prevista chiusura dell'acrilico di Macchiareddu e conseguentemente, per un effetto domino disastroso per la Sardegna, chiuderà anche tutto il sistema acrilico di Ottana. Stiamo parlando quindi della Montefibre di Ottana. Su questo torneremo, avremo modo di parlarne un po' più nello specifico, adesso devo semplicemente dare il senso a questo nostro emendamento soppressivo che non vuole sopprimere tutto, vuole rifarlo e farlo bene, proprio perchè altrimenti non si tiene conto delle cose che ci sono nell'industria in Sardegna, delle cose che sono in movimento e sono tutte quante in movimento negativo. Quindi, se non riusciamo a dare risposta concreta a questo effetto domino negativo dell'industria chimica sarda, quando parliamo di industria chimica stiamo parlando di un terzo del PIL dell'industria in Sardegna, stiamo parlando di cifre ancora oggi consistenti. Sul secondo comma, che pure territorialmente mi riguarda nel senso che vuole finanziarie un indefinito APQ (Accordo quadro per la Sardegna centrale), tra l'altro riportato in tabella proprio all'Assessorato all'industria quasi furbescamente...
PRESIDENTE. Onorevole Falconi, lei sta illustrando l'emendamento...
FALCONI (D.S). Sì, sto illustrando l'emendamento soppressivo dell'articolo e sto dicendo il perchè noi lo vogliamo non sopprimere, vorremo rifarlo totalmente, rifarlo bene. Anche qui vengono riportati 20 milioni di Euro per la Sardegna centrale, quasi a parziale recupero dei fondi che dalla Sardegna centrale sono stati tolti e così via via fino ad arrivare agli altri capitoli. Invece di andare ad una razionalizzazione del sistema industriale in Sardegna e del sistema anche di monitoraggio e controllo con la creazione, così come abbiamo sempre proposto, dell'osservatorio non più industriale e non solo industriale, ma dell'osservatorio economico in Sardegna, si ripropone sì un rifinanziamento delle funzioni di osservatorio economico, però lo si lascia solo osservatorio industriale. E` come dire che in economia in Sardegna la mano destra non deve sapere ciò che fa la sinistra.
Badate, in Sardegna l'artigianato, quello che produce ugualmente dal punto di vista industriale dei beni, rappresenta il 60 per cento dell'industria, per cui la produzione vera dei beni in Sardegna, almeno la maggior parte della produzione, avviene proprio nell'artigianato. Ebbene, non abbiamo un osservatorio che metta insieme le cifre, il monitoraggio fra i diversi comparti produttivi. Allora, al terzo comma, bastava recepire la sostanza delle diverse leggi che in questa legislatura, che nella precedente legislatura, sia io che il collega Secci abbiamo presentato per trasformare questo che è uno dei pochi enti che in Sardegna funzionano e funzionano pure bene. Invece voi non solo non fate questo, ma andando anche qui conto corrente volete riproporre un ente degli enti (anche di questo abbiamo già parlato), cioè un ente che ha un suo Consiglio di Amministrazione e il suo Consiglio di Amministrazione è formato dai rispettivi Presidenti o delegati degli altri enti che lo compongono. Si chiama SCRL e dovrebbe - secondo gli intenti dichiarati non in legge, ma dichiarati dall'Assessore Masala in Commissione - diventare l'ente che si occupa di promozione esterna dell'impresa. Gli inglesi questo lo chiamano scauting di impresa, cioè andare a ricercare fuori dalla Sardegna dei soggetti disponibili ad investire in Sardegna. Questo non mi meraviglia, anzi per me è di buon auspicio il fatto che si faccia promozione delle nostre leggi di incentivo, delle nostre zone industriali, di quello che la Sardegna ha di positivo.
Non è questo che io contesto, io contesto il modo di fare. Questo che dite qui, che dite al comma 5 dell'articolo 11, è una misura del POR, prevista nel POR; bastava lasciare le cose com'erano senza bisogno di creare un ente per ogni azione che facciamo, perchè di questo passo dovremmo aggiungere altri 54 enti per operare nelle 54 misure del POR. Non ci sembra un modo di fare corretto e anche di questo ne chiediamo la soppressione, ma non perchè non condividiamo l'azione che si vuole fare con lo scauting o il marketing di impresa, così come tante volte l'abbiamo richiesto. Ma questo ente, o interagenzia come lo chiamate, non ci convince. Mentre non fate e non proponete le cose che dovevate proporre: rifinanziate il BIC Sardegna, secondo noi a dismisura, anche lì senza chiedere per l'ennesima volta conti di come sta operando, di cosa sta facendo, per riverificarne l'uutilità di una serie di enti dal consorzio 21, al BIC Sardegna, all'osservatorio industriale, adesso all'SCRL e potrei continuare in un lungo elenco, di una serie di enti che si occupano dello sviluppo industriale in Sardegna, ma che non abbiamo un controllo, un monitoraggio dello stesso operato. Continuiamo a finanziarli, anzi al comma 7 riproponete un ulteriore finanziamento al BIC Sardegna senza avere un solido argomento per sostenere quell'aumento.
Tutto questo lo fate e lo proponete a questo sistema pubblico di mantenimento. La cosa che non fate invece è rifinanziare bene, in forme necessarie, per esempio, per la 15, per pensare ad un altro bando che dia risposta agli imprenditori sardi, vera. Io sto parlando di risposte vere in questo caso: non fate, non proponete le risorse necessarie e sufficienti per la legge 15.
Mi scade il tempo, volevo parlare della 17 e delle altre leggi di sostegno, avremo occasione di riparlarne quando si farà la discussione generale dei commi e dell'articolo, quindi adesso ringrazio dell'attenzione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Falconi. Chiedo ai colleghi un attimo di attenzione perchè dobbiamo fare inopinatamente un salto indietro all'articolo 9, in particolare all'emendamento numero 152 Sanna Gian Valerio, Sanna Giacomo e più, in quanto a pagina 161, a seguito dell'interlocuzione che vi è stata con l'Assessore Masala che ha detto non esservi necessità di un voto in finanziaria in quanto esiste una norma sostanziale, quindi l'emendamento poteva tranquillamente essere presentato al bilancio, c'è un'inesattezza in quanto la norma sostanziale prevede esplicitamente che alla determinazione delle spese per gli anni successivi si provveda con la legge finanziaria. Questa è la legge sull'imprenditoria femminile che riguarda nello specifico l'oggetto di questo emendamento.
La proposta, quindi, che avanza questa Presidenza è che l'emendamento 152 venga votato alla fine, alla conclusione dell'articolo 11. Quindi, come norma a sé stante, successiva all'articolo 11, alla fine dell'articolo 11 e poi naturalmente, in sede di coordinamento finale, gli uffici decideranno la collocazione più opportuna per questa norma.
Se i colleghi quindi hanno preso atto di queste mie dichiarazioni, continuiamo con l'illustrazione dell'emendamento 176, all'articolo 11 soppressivo parziale.
Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 176.
SANNA GIAN VALERIO. (La Margherita - D.L.). Presidente, l'emendamento 176, al di là del senso di censura che può apparentemente suscitare, ha la funzione di approfondire un argomento che è quello relativo agli interventi nelle zone interne. E` del tutto evidente che in questi anni si è fatta molta confusione non solo con gli strumenti di programmazione negoziata, ma a maggior ragione anche per quanto riguarda la delimitazione degli interventi.
Noi vorremmo approfondire con l'Assessore e con la maggioranza prima di tutto la considerazione se questi 20 milioni di euro rappresentano una sorta di premio di produzione alle zone interne, tale da individuare una nicchia esclusiva per le zone interne, al di là dell'intero capitolo della programmazione negoziata. Il nostro parere è che la programmazione negoziata, per sua natura, crea una condizione di progettualità e di competitività fra territori, fra progetti e per particolari finalità. In questo caso quindi mi pongo il problema se dire di 20 milioni di euro alle zone interne significa espropriare, in qualche misura, quelle zone dalla partecipazione, dal concorso all'intero ammontare dei fondi per la programmazione negoziata, di cui non si sa poi come verranno gestiti, io non sono d'accordo perchè credo che questa sia una limitazione finanziaria ai bisogni e alle potenzialità che le zone interne hanno.
Secondo elemento: che cosa intende la Giunta per zone interne? Indica l'agglomerato di Ottana, indica l'agglomerato di Tossilo e basta, Pratosardo? Vorremo capire, all'interno di un enunciato un po' vago, che sa un po' di contentino e rimanda a definire ambiti, procedure e finalità, oppure vogliamo considerare che questo elemento ha bisogno di individuare insieme alcuni parametri, nella considerazione che zona interna è tutta la Planargia, che zona interna è tutto l'alto Oristanese, che zona interna potrebbe essere la Marmilla? Cioè, vogliamo capire a che cosa si finalizza, se questo significa un esproprio di quei territori dal concorso agli altri fondi sulla programmazione negoziata e in base a quale disciplina questo accordo di programma, che non fa riferimento a nessun tipo di normativa generale, si riferisce alla normativa generale o è un'iniziativa meramente regionale.
A questo proposito credo che bisognerà fare un approfondimento, Assessore, sul fatto che le zone interne - al di là dei grandi nuclei industriali che peraltro stanno già soffrendo in parte di riconversioni, in parte di chiusure - hanno bisogno per reggersi di operare in rete attraverso la considerazione e la funzione che in questi anni hanno svolto, non sempre grazie alla politica regionale, i piani di inserimento produttivi, territoriali e zonali di queste zone interne. Vorremo sapere se avranno ruolo, funzione e modalità di integrazione nell'ambito dell'accordo di programma e come possiamo - in un certo modo - raccordare le finalità dell'accordo di programma con le caratteristiche e con le vocazioni stesse che gli accordi di programma, o l'accordo di programma si propone.
Questo è un elemento fondamentale perchè, secondo gli obiettivi che ci poniamo, probabilmente 20 milioni di Euro sono anche insufficienti; vorremmo capire come si fa ad integrare un accordo di programma nel settore industriale con gli altri strumenti della programmazione negoziata, in un contesto territoriale nel quale i governi locali amministrati da voi nelle province, nella provincia di Oristano soprattutto (nella provincia di Nuoro è diversa) nei diversi comuni sta, dove può, cancellando le concertazioni e la capacità di realizzare quelle sinergie fra enti locali, vocazioni locali, sistema delle imprese e sistema ormai articolato dei piani di insediamenti produttivi, e quindi sulle aree artigianali.
Vorremo sapere se l'accordo di programma si configura sostitutivo rispetto alle altre opportunità che la Regione ha, e come all'interno dell'accordo di programma si rapportano le scelte sulle leggi di settore e le opportunità che hanno gli imprenditori di intervenire in queste aree. Noi siamo molto interessati a questo, l'emendamento soppressivo verrà ritirato, ovviamente, perché non lavoriamo contro lo sviluppo, ma vorremmo anche capire come si lavora per lo sviluppo, perché la politica industriale in Sardegna non vive certo un periodo facile e se noi investiamo delle risorse dobbiamo avere la certezza che queste risorse non rappresentino, in qualche modo, una sorta di calmieramento sociale della condizione destrutturante che ha l'industria, ma una vera attività di reinvestimento e di rilancio, ancorché anche di riconversione rispetto alle numerose condizioni di crisi che ivi sono insediate.
Altro problema: un accordo di programma che si svolge all'interno di queste aree parte certamente in una condizione enormemente svantaggiata rispetto a una serie di questioni di perimetro per quanto riguarda la questione dei trasporti, per quanto riguarda il famigerato sistema di porti franchi e di corridoi che avrebbero in qualche modo potuto svolgere, soprattutto in questo settore e per le iniziative che si raccorderanno, una funzione certamente importante, sul quale non si dice nulla, ma che io credo possano essere oggetto non solo di una riflessione, ma se è possibile anche di un'integrazione a quello che è previsto qua, ivi compreso il riferimento puntuale alla normativa e alle regole che la dovranno regolare e i limiti territoriali che indicano le zone interne. Perché su questa questione delle zone interne bisognerà fare, in questo Consiglio, per i disastri che sono stati combinati in questi anni, un'assoluta chiarezza in quanto ci sono zone interne e zone interne, ci sono zone in ritardo di sviluppo, però ci sono condizioni diverse negli ambiti infrastrutturali e negli ambiti delle vocazioni. E allora noi non possiamo accedere a una logica per cui il 90 per cento nel territorio regionale è considerata zona interna o zona in ritardo di sviluppo e confondere questi due piani in maniera tale che queste risorse abbiano una così grande dispersione e diluizione nelle loro finalità da rendere inutili gli interventi che ci proponiamo.
Questo è il senso dell'emendamento 176, sarà molto importante nella discussione generale saper collocare non solo le finalità di questi 20 milioni di euro, ma rapportare la funzione di questo intervento agli altri che si intenderà sviluppare, e anche questi potrebbero avere anche delle ripercussioni sul terreno industriale, non ho capito perché il fondo generale sulla programmazione negoziata sia qualcosa di estraneo al campo dello sviluppo industriale o dello sviluppo artigianale. Questo non lo abbiamo capito, però lo capiremo certamente nel seguito della discussione, dell'approfondimento. Lo scopo dell'emendamento, ripeto, è quello di delimitare fisicamente e delimitare anche per finalità quello che si intende perseguito.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lei ha preannunciato il ritiro di questo emendamento, lo vuole ritirare adesso o a seguito dell'interlocuzione con l'Assessore?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Ho detto che verrà ritirato, intendiamo conoscere gli elementi e poi vedremo.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 175 ha facoltà di illustrarlo.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L). Presidente, io credo che ci siano dialoghi, discussioni, confronti, mi auguro, ma se c'è necessità di questo i lavori dell'Aula è meglio che non continuino, che si sospenda un quarto d'ora, mezz'ora, perché lavorare in questo modo è davvero umiliante per chi parla, ma credo per l'istituzione. Non mi pare che sia il modo più corretto di lavorare. Se c'è un momento di stanchezza si sospenda qualche minuto e andiamo avanti. Se questo non dovesse essere accolto, chiedo che, anche senza interrompere, o si continua e i colleghi tornano in Aula, o si trova una maniera più decorosa per continuare i lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, la presenza in aula è affidata interamente al senso di responsabilità del singolo consigliere. Io non posso naturalmente entrare in merito a questa questione. Se lei formalmente mi chiede una sospensione di un quarto d'ora, io non ho nulla in contrario ad accogliere questa sua proposta. Formalizza la proposta?
SELIS (La Margherita-D.L). Io non chiedo la sospensione, chiedo semplicemente che sia la Presidenza a dirci se si lavori possono continuare in questa situazione, perché se voi ritenete che si possa continuare a lavorare in questa situazione, noi ne prendiamo atto, però poi non chiedete a noi di essere responsabili, perché mi pare che siamo responsabili, stasera lo abbiamo dimostrato, abbiamo ritirato gli emendamenti, li abbiamo spostati, abbiamo fatto un lavoro positivo di dialogo con la Giunta, se poi questo clima di responsabilità disimpegna e rilassa l'ambiente, allora continuiamo, allora non chiedo di sospendere i lavori e se devo formalizzare una proposta chiedo che la finanziaria torni in Commissione, così si discute e si vota.
PRESIDENTE. Io ho già risposto per quanto riguarda la prima parte, onorevole Selis, la discussione può continuare e io mi affido, ripeto, al senso di responsabilità dei colleghi per garantire la presenza e l'attenzione in aula.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, formalizzo la richiesta. Ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento chiedo che la finanziaria torni in Commissione.
PRESIDENTE. Come l'onorevole Selis sa molto bene, sempre per quanto riguarda l'articolo 86, al comma 4, di fronte a una proposta di questo genere sappiamo che oltre al proponente può parlare un consigliere per Gruppo, ciascun intervento non può superare i cinque minuti e poi a conclusione si vota. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sono d'accordo con l'onorevole Selis, sono a favore.
CUGINI (D.S.). Io parlo contro!
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, non siamo nel caso dell'uno a favore e l'altro contro. Può parlare un consigliere per ogni Gruppo ed esprimersi sulla proposta dell'onorevole Selis. Si è espresso sinora l'onorevole Spissu a nome del Gruppo dei D.S..
Ci sono altri interventi? Vista l'immediata ricomparsa in aula dei consiglieri l'onorevole Selis intende ritirare la sua proposta. Prego, onorevole Selis.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, ritiro la proposta con preghiera che di queste vicende ci sia cenno nei resoconti d'Aula, ma anche dell'Ufficio stampa. Devo rilevare, con grande perplessità e con grande disappunto, che stamattina il resoconto dell'Ufficio stampa era del tutto inattendibile, perché uno dei fatti politici significativi di stamattina era che la votazione a scrutinio segreto, che noi abbiamo chiesto per verificare il numero legale, ha portato a verificare, appunto, l'assenza del numero legale per ben due volte, a bloccare i lavori per mezza mattinata, di questo non c'è un cenno adeguato in sede di nota stampa, per cui le note stampa e gli organi di informazione hanno del tutto sottovalutato l'argomento. Allora l'Ufficio stampa per cortesia faccia per bene il suo dovere, sia oggettivo e io su questo chiedo al Presidente una spiegazione formale. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, io prendo atto del ritiro della sua proposta, quindi naturalmente i lavori possono proseguire con l'illustrazione dell'emendamento 174, presentato dall'onorevole Gian Valerio Sanna come primo firmatario.
Per quanto riguarda le sue osservazioni in merito alla nota stampa redatta dall'Ufficio stampa, naturalmente questa Presidenza in questo momento non può procedere a nessun tipo di accertamento. La prego, comunque, di far pervenire per iscritto le sue osservazioni alla Presidenza del Consiglio e ritengo che la Presidenza del Consiglio interverrà con la dovuta tempestività in relazione a questo caso che lei ha sollevato.
Ha facoltà di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per illustrare l'emendamento numero 175.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Volevo chiederle, Presidente, se l'emendamento numero 175 è stato dichiarato inammissibile, perché credo di doverlo illustrare.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, con questa confusione sono io che ho saltato il 175. Lei stava per iniziare l'illustrazione dell'emendamento 175, la prego di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Io credo che sia emblematico quello che è avvenuto poc'anzi, cioè dobbiamo usare i sistemi della verifica della presenza per costringere la maggioranza a stare nell'aula a discutere con noi.
Io comprendo che qualcuno sia impaziente di finire rapidamente questa finanziaria, voglio solo osservare, ma con molta serenità, Noemi, il fatto che si sta aprendo un caos su questi tempi della finanziaria quando vorrei ricordare che la finanziaria del 2000 è stata approvata il 24 aprile, quella del 2001 è stata approvata il 20 aprile, quella del 2002 è stata approvata il 22 aprile, c'è una costante che non dovrebbe scandalizzare nessuno. Quindi credo che quando una finanziaria si presenta in Aula con le caratteristiche di questa manovra finanziaria, una finanziaria che vi abbiamo detto era eccessivamente chiusa al dialogo e al confronto e tra l'altro priva degli elementi minimi di risposta alla società sarda, è chiaro che poi i tempi si fanno lunghi.
Noi siamo convinti, l'abbiamo detto altre volte al presidente Serrenti, ma lo ripetiamo qua, che questo modo strano di rispondere alle opposizioni e al lavoro delle opposizioni, amplificando l'orario di lavoro, quasi che la minaccia ritorsiva a chi argomenta della finanziaria sia quella di mantenerci in aula, è uno degli elementi - se mi consente il termine, Presidente, lo dico in senso generale - più demenziali che possa caratterizzare una vita parlamentare, perché io credo che nel confronto parlamentare quello che conta è il buon senso, non i ricatti sui tempi. E se ci fosse stata data una giusta apertura sui problemi, la possibilità di confrontarci non tra di noi, perché noi l'abbiamo già fatto il confronto tra di noi, tant'è che se guardate gli emendamenti la stragrande maggioranza sono in linea l'uno con l'altro. Noi abbiamo bisogno di confrontarci con voi che fate le proposte, ma siccome voi siete rassegnati, silenziosi, asserviti a una logica che non comprendiamo, che rispettiamo, perché è l'elemento che avete inventato e scelto per regolare i rapporti tra di voi, ma siccome la finanziaria regola i rapporti con la società sarda, se ci consentite quest'unica eccezione, noi qui dentro non ci siamo per accompagnare il regolamento dei vostri rapporti, ci siamo per rendere conto, a consuntivo di questo lavoro, che la finanziaria è entrata in un modo e ne è uscita in un altro, e che il modo in cui ne è uscita in qualche modo dà una risposta diversa rispetto alla proposta iniziale. Questo è il nostro compito.
Noi abbiamo sempre pensato che si potesse ragionare con buon senso intorno ai problemi, ma quando c'è appena appena di libertà la maggioranza rimane in due in aula, in due, come poco fa, il che dà la misura della volontà del confronto che volete con noi e con i sardi, perché non è un vizio che ha l'opposizione di prorogare i tempi, noi stiamo parlando dei problemi e adesso io, quando presento le motivazioni dell'emendamento 175, mi domando qual è, Assessore, la ragione premiante in un regime di ristrettezze finanziarie, in un momento di gravi tagli, in un momento di crisi industriale, che porta la Giunta, rispetto allo stanziamento dell'anno passato, ad incrementare di 600 milioni il contributo all'Osservatorio industriale della Sardegna, e se questa acutissima osservazione che fa l'Osservatorio è qualcosa di così esclusivo che fino ad oggi non fa nessun altro in questo coacervo di strutture, sovrastrutture e società che dovrebbero governare l'osservazione ed io spero anche un minimo di marketing territoriale. E' anche vero che dopo la stagione, come si potrebbe dire in termini bellici, dopo la prima fase campale della vostra legislatura, nella quale avete sistemato tutti quelli che dovevate sistemare, è logico porsi il problema: qual è il motivo e la funzione dell'Osservatorio industriale? Quali sono i risultati che ha portato? Qual è la ragione di un finanziamento incrementale in una congiuntura così particolare? Non ci è dato saperlo, vorremmo capirlo.
Così come vogliamo capire, Assessore, come l'insieme delle strutture della rappresentanza, diciamo, del sistema industriale in Sardegna, penso alla SFIRS, penso agli istituti di credito, che lei sa benissimo che in questi anni si sono sostituiti all'inefficienza della Regione e delle sue derivate, per fare loro stessi nell'ambito della programmazione negoziata attività di convergenza e di concertazione, per cercare di dare, al di là dei flussi ordinari del credito, opportunità finanziaria alle imprese, sia a quelle che avevano problemi di ricapitalizzazione, sia a quelle che avevano problemi di ampliamento. Vorrei, per esempio, sapere qual è la risposta che mi dà l'Assessore sulla funzione di una certa società, la Sigma Invest, che non ha nessuna funzione, se non quella di rappresentare per il 99 per cento la Regione e per l'altro 0,0 altro la SFIRS, che è una società che viola i principi della libera concorrenza, perché è totalmente sostenuta con fondi regionali, e che viola le regole comunitarie.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue SANNA GIA VALERIO.) Che cosa la tenete a fare, quando utilmente quelle funzioni possono essere svolte o dall'Osservatorio o dalla SFIRS o da chi vi pare, e quando a queste società passano flussi incredibili di risorse e generano spese correnti non indifferenti? Questo è il tema, Assessore, sul quale noi ci vogliamo confrontare a tutto campo, perché ci siamo stati anche noi al governo e se abbiamo sbagliato anche noi questo non giustifica il permanere nell'errore, perché qui, è bene che si dica una volta per tutte, che di quelli che hanno sposato il passato ce ne sarà pure qualcuno, ma che un'opposizione debba essere caricata di una responsabilità complessiva del passato per cose che molte volte non si conoscono e parte delle quali sono in carico anche agli Assessori che vi siete guadagnati alla vostra parte e che quando erano dalla nostra parte hanno fatto e rifatto, mi sembra un po' eccessivo. Quindi vi chiediamo anche su questo punto di accettare la critica che portiamo nel senso e nella direzione che noi, se anche avessimo commesso degli errori di valutazione nel passato, credo che oggi, a distanza di quasi cinque anni dalla fine di quella esperienza, siano mutate molte condizioni, siano maturate diverse opportunità, c'è un'esigenza di razionalizzazione della spesa pubblica, io non comprendo per quale ragione tutte le amministrazioni pubbliche sono chiamate a razionalizzare e nella Regione non si razionalizza assolutamente niente, anzi si dilata, all'Osservatorio regaliamo 600 milioni in più...
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. 150 mila.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Come? 300 mila Euro, 600 milioni, come?
(Interruzioni)
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Un miliardo e otto avevano prima. La legge istitutiva assegnava...
OPPI (U.D.C.).. L'avete inventata voi!
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Ecco questa è la frase tipica che mi aspetto sempre "la Sigma l'avete inventata voi". Io non ho inventato né l'alfa, né la beta e tanto meno la Sigma, io ho fatto altre cose e rispondo per quello che mi compete perchè io qui sono un consigliere regionale che non si carica dell'onere degli altri e neanche dell'onere di chi c'è qui dentro 20 anni e 25 anni, e che passandone opportunità di ogni genere dai piani di rinascita fino alle restrizioni più ampie ha fatto di tutto e il contrario di tutto, ed allora siccome siamo al tempo nuovo, siamo al 2003, siamo nel nuovo millennio, io mi rapporto ai problemi con la mia coscienza e con la mia sensibilità e non voglio che, per attenuare questa funzione, che credo tutti abbiamo, mi si debba dire: "Voi avete inventato". Io non ho inventato nulla e se fosse nelle mie mani inventare e disfare, le assicuro, assessore Oppi, che molte cose avrei disfatto, ma anche tranquillamente, perchè non ho né paura di ritorsioni e non ho nessun scheletro nell'armadio che nessuno mi può evocare in quest'Aula per impedirmi di pensare come penso. E purtroppo, ahimè, so che siamo in una condizione in cui non tutti qui dentro possono avere questa libertà.
Detto questo, Assessore, il problema è capire in che direzione va questo finanziamento, se lei ha mai pensato nella sua gestione che ormai si prolunga da qualche anno, a una razionalizzazione di questi enti, forse andando anche contro tendenza, ma lei che ha una formazione politica che io posso immaginare e conoscere anche meglio di altre, mi meraviglierebbe che non avesse fatto in questo periodo una riflessione di responsabilità e di moralizzazione anche per una semplificazione in questo coacervo di enti che succhia molti soldi e, a conti fatti, non produce molti risultati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 174.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 174 si propone la soppressione del comma 4. Badate, il comma 4 dell'articolo 11 è un articolo, devo dire, di apprezzabile fantasia, ha anche alcuni caratteri di innovazione nell'esposizione, però sostanzialmente mantiene un significato che forse ci sfugge, che meriterebbe essere qui precisato, interventi di razionalizzazione della rete telematica a servizio delle imprese.
Allora si immagina che esista una rete telematica a servizio delle imprese, per cui si provvede alla sua razionalizzazione nelle aree industriali, in quelle portuali, aeroportuali in coerenza col piano della società dell'informazione in Sardegna.
Assessore, sarà una mia carenza, io ho cercato di informarmi un po' su tutta questa finanziaria, devo dire la verità che di questo piano della società dell'informazione in Sardegna ne so poco. Non mi sembra che essendomi così sfuggita la cosa possa essere un qualcosa di così rilevante da poter essere oggetto di un finanziamento di quasi 5 miliardi. Mi rendo conto viceversa che il sistema industriale in Sardegna è talmente disgregato e talmente in crisi, non solo di raccordo, ma di quegli elementi di sopravvivenza elementare che ci fanno denunciare le crisi della chimica, la crisi delle aree metallurgiche, tutto quello che osserviamo e che la vede protagonista di un via vai per le aree industriali dell'Isola a tamponare le condizioni di crisi. Quello che poi nella seconda parte non possiamo condividere, e qui ritorna la solita questione, questi interventi la cui generalità espressa nella prima parte si dovrebbero affidare attraverso degli accordi o contratti di programma, quindi chiaramente siamo fuori dall'evidenza pubblica, io qui leggo, "accordi o contratti", gli accordi o contratti non si fanno con una preselezione degli interlocutori, si fa con chi si individua, con chi si chiama una concertazione, ci sono elementi, non c'è proprio un elemento di evidenza pubblica e sono approvati con decreto del Presidente della Regione previa delibera della Giunta su proposta dell'Assessore dell'industria di concerto con l'Assessore della programmazione, insomma un bel giro di concerti. Ma i concerti vanno bene, badate, però quello che non va bene è capire come noi possiamo finanziare 5 miliardi sulla base di una generica ipotesi di interventi di razionalizzazione demandati ad un piano della società dell'informazione quando sappiamo che il problema dell'integrazione delle imprese e il loro accesso alla burocrazia, al funzionamento delle leggi di incentivazione è cosa assai più complessa che non quella di individuare una sorta di piano della società dell'informazione in Sardegna.
Si aprirebbe qua, e non lo voglio fare, Assessore, un tema un po' polemico, perchè questa società dell'informazione in Sardegna mi solleticherebbe alcune critiche sulla condizione dell'informazione in Sardegna, ma, voglio dire, sarebbe più opportuno che riflettessimo in un altro momento delle condizioni che ha l'informazione, che dovrebbe avere l'informazione in Sardegna con riguardo all'uso che fa anche la politica dell'informazione, alla possibilità che diamo all'informazione di essere uno strumento di trasmissione di verità e non uno strumento di trasmissione di ipocrisia, di suggestioni e di promesse per poi approdare magari ad una logica nella quale l'informazione serve, come servono alcuni giornali molto famosi a livello nazionale, per esaltare le beghe personali, le amicizie del Presidente Pili, le sue vacanze in Costa o altre attività che si fanno, perchè in parte queste cose sono avvenute.
Noi, su questo elemento, manteniamo una contrarietà per la genericità degli obiettivi, per la poca rispondenza ad un disegno di utilità nelle condizioni congiunturali che ha l'industria in Sardegna e per una seconda parte che in qualche modo con una finezza, con questo sistema degli accordi contratti di programma che a loro volta dovrebbero essere invece governati da criteri, condizioni e direttive che finalizzino, che si pongano degli obiettivi, che possano dare poi all'istituzione la possibilità di verificare i risultati, questi elementi sono molto pericolosi perchè una gran parte della spesa regionale viene utilizzata con questa metodica, a discapito di quella che dovrebbe invece essere la metodica generalistica nel sistema di funzionamento regionale, cioè ormai la logica degli obiettivi e del risultato, cosa che, non me ne vorrà l'assessore Oppi, ma non è colpa sua, non avviene nella sanità, perchè se ci fosse una logica ferrea tra obiettivi e risultato, noi avremmo dovuto assistere, ne sono convinto, l'Assessore se avesse avuto la libertà politica e credo che sappiate a che cosa mi riferisco, avrebbe fatto per i managers della U.S.L. un turn over molto più faticoso di quello che fanno l'Inter e il Milan per ritrovare i managers che in qualche modo cogliessero gli obiettivi che le politiche regionali si impongono. Però, a questo punto ci poniamo il problema anche di un eccesso di delega che, secondo noi, dovrebbe rispondere ad obiettivi concreti e dare la possibilità anche a chi oggi programma, perchè noi oggi siamo un ente di programmazione, un'assemblea di programmazione, la possibilità fra un anno di verificare che tipo di risultati rispetto agli obiettivi. Questa deve essere la regola. Ormai è la regola della grande riforma della burocrazia nazionale che, badate, sta portando avanti il vostro leader, non noi, e che segue la grande riforma che ha cominciato il centrosinistra e che, con un po' di ritardo e qualche aggiustamento, sta comunque continuando in questa fase della legislatura nazionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 380.
FALCONI (D.S.). Io reintervengo su questo comma, anche se ne ho già parlato, sulla soppressione dell'emendamento di questo comma 5, non perchè abbiamo una particolare attenzione alla soppressione delle cose dell'industria e quindi prima abbiamo proposto la soppressione dell'intero articolo, adesso, ed io aggiungo in subordine, noi vorremmo la soppressione almeno di questo comma. Perchè? Perchè lo riteniamo assolutamente inutile, lo riteniamo anche dannoso. E dico il perchè assessore La Spisa, lei sa meglio di me che il sistema degli enti in Sardegna, fa acqua da tutte le parti, è un peccato che non sia stata data la possibilità di parlare degli enti del turismo nel precedente articolo 9, sennò ci saremmo un tantino anche divertiti, ma io le considero cose assolutamente serie e non mi divertono, però andare a vedere cosa fa l'Esit, cosa fanno i tredici enti del turismo in Sardegna con lo spreco di 30 mila lire per ogni turista che riusciamo a portare in Sardegna sarebbe stato interessante. Questi calcoli, ahinoi, per l'industria non ce li abbiamo, cioè noi sappiamo e conosciamo la somma della spesa prevista per il Consorzio 21, per il BIC Sardegna, per le associazioni diverse, per i vari enti, l'osservatorio industriale, questa somma la possiamo fare per vedere che incidenza ha sul prodotto lordo vendibile dell'industria sarda e quindi vedere cosa ci costa rispetto alla produzione il sistema pubblico.
Io non credo a questa strada, perchè non credo all'efficacia del sistema degli enti in Sardegna. Noi, come ben sa, siamo come Commissione Sesta, siamo reduci da un interessantissimo viaggio in Irlanda dove siamo andati a studiare il loro sistema che li ha portati negli ultimi vent'anni ad essere uno dei paesi più avanzati dell'Unione Europea da uno dei paesi che era annoverato fra gli arretrati tanto che è ancora nell'Obiettivo 1 e fuoriesce adesso assieme a noi nel 2006. Però ne fuoriesce molto più in là, nel senso che oggi il reddito medio degli irlandesi è superiore addirittura a quello degli inglesi della casa madre, perchè? Perchè quel sistema che loro soprattutto nell'industria hanno saputo attivare ha portato negli ultimi 10 anni ad un aumento medio del loro PIL del 9 per cento. Quest'anno si lamentano perchè questo 9 per cento è ridotto ad un solo misero 4 per cento! Noi abbiamo ben altre percentuali. Allora se quel sistema ha funzionato così bene, non è che può essere pari pari trasportato in Sardegna, però è interessante andare a vederlo.
Sostanzialmente si basa tutto questo su un unico ente governato bene, che governa bene le cose, che ha competenze chiare, competenze in legge che danno ad un unico ente compartecipato dagli enti locali, dai regionali, dai provinciali e dalle associazioni industriali, però questo ente ha in capo tutta una serie di competenze che da noi hanno, per esempio, tutte le ASI, tutti i consorzi industriali - poi torno un attimino su questo, se ce la faccio in questo emendamento, sennò più in là, perchè anche di ASI dobbiamo parlare quando parliamo di industria - questo ente che ha sede a Shannon ha competenze, dicevo, nella formazione professionale, nella formazione universitaria, nella gestione urbanistica della zona industriale, insomma ha di tutto, ma il suo compito maggiore che svolge da anni nel mondo è proprio quello che si vuole attribuire con questo comma 5 all'ente degli enti, cioè lo scouting di impresa, che qui dovrebbe fare questa interagenzia per andare a reperire degli industriali interessati ad investire in Sardegna ad invogliarli, a presentar loro il nostro prodotto, cioè a vendere, ad occuparsi di mercato. Badate, loro non solo sono riusciti a dare tutte queste competenze a quell'unico ente, uno, ma che fanno funzionare bene da loro per quelle competenze già ricordate, ma soprattutto lo fanno funzionare bene in alcuni punti novali del mondo per quel che riguarda le industrie. Tanto lo fanno funzionare bene che oggi sono in grado, cosa che non dobbiamo fare noi, noi stiamo ancora rincorrendo l'industria chimica di base, stiamo ancora difendendo delle industrie assolutamente inquinanti, loro stanno, invece, selezionando questo mercato mondiale e lo selezionano puntando sull'aeronautica, sull'informatica, sull'elettronica, tanto che le maggiori aziende, le prime dieci aziende europee, delle prime dieci aziende europee di informatica nove, dicasi nove, hanno gli stabilimenti industriali lì. Bene, ci resta, faccio questa amara considerazione che noi potevamo essere a quel livello, potevamo anche noi scegliere le industrie aeronautiche o di informatica o di elettronica per portarle qui in Sardegna, noi siamo costretti a prendere ciò che arriva, a prendere ciò che passa il convento e a volte il convento passa anche degli industriali truffaldini che vengono ed utilizzano le nostre leggi di sostegno e tutto fanno tranne che investimenti seri in Sardegna, fanno delle industrie il più delle volte decotte di sistemi ormai superati che non reggono poi all'impatto del mercato perchè si scontrano con una serie di diseconomie che nel frattempo non siamo riusciti ad eliminare. Ecco, continuiamo con questo sistema, continuiamo con le ASI, e quando io critico le ASI non sto criticando l'operato dell'assessore La Spisa, sto criticando l'operato in generale perchè lì abbiamo responsabilità tutti come classe politica regionale, dove succede di tutto e sta succedendo di tutto, vengono rappresentati tutti, tranne gli industriali nei consorzi industriali. Beh, badate è difficile gestire un condominio senza avere la rappresentanza di chi abita in quel condominio, è davvero difficile, sta succedendo di tutto, Assessore, nei consorzi ASI ed è bene davvero porre mano a una nuova legislazione che dia chiarezza, che dia compiti, che dia rappresentanza a chi rappresentanza deve avere, non possono diventare delle caselle per o inoccupati a volte da collocare e questo vale un po' per tutti, non vale solamente per gli ultimi. Ma siccome lei ha responsabilità in quest'ultimo periodo, io chiaramente mi rivolgo a lei affinché si ponga almeno in termini di proposta un rimedio urgente a tutto ciò che sta succedendo.
Noi non ce la facciamo a raggiungere né in un anno né in due anni il sistema così ben congegnato che ha raggiunto l'Irlanda, però viva Dio, quando le cose vanno così male, andare a vedere come fanno gli altri e gli altri fanno meglio di noi, non significa copiare, significa scrollarsi di dosso un sistema che non funziona, un sistema costosissimo che non serve a nulla, ma significa anche andare in direzione inversa rispetto a ciò che oggi voi ci proponete. Non ci serve un'interagenzia che faccia ciò che può fare il BIC Sardegna, ciò che può fare il Consorzio 21 da solo, o che debbono fare se rimessi assieme in un unico ente industriale. Quindi state andando in senso esattamente inverso ed è quello che oggi noi contestiamo e lo contesteremo non solo oggi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento 171.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, l'emendamento 171 è l'emendamento soppressivo del comma 6. Io riprendo le considerazione, ottime, che ha fatto il collega Falconi su questa interagenzia per gli investimenti esterni in Sardegna, un altro ente insomma. Beh, qui il problema vero, Assessore, è che ormai in Sardegna continuiamo a parlare dell'esigenza del marketing industriale, territoriale e perdiamo di vista le condizioni generali. Cioè ci sono in tutti i campi, ancor di più nel settore industriale, le cosiddette precondizioni dell'insediamento, le precondizioni alla stessa opera di marketing che, a loro volta, fanno marketing; e queste non sono sovrastrutture societarie, perchè lei sa bene quanto fanno oggi non solo le finanziarie regionali e non regionali, gli istituti di credito, ma che cosa fanno addirittura le camere di commercio, cosa fanno le associazioni industriali nei loro rapporti, ci sono decine di gemellaggi tra le associazioni industriali della Sardegna e quelle omologhe del Veneto, dell'Emilia Romagna, della Lombardia, gemellaggi nati per interagire, per indicare opportunità, possibilità di insediamento.
Quello che invece non facciamo è quello di studiare una volta per tutte, se è possibile abbinandole alle condizioni storiche che ci sono date, le condizioni di contorno e generali perchè un'azione di investimento, a maggior ragione esterno, in Sardegna abbia un senso.
Vogliamo, per esempio, parlare della condizione culturale? Vi siete posti il problema di quale vantaggio ha oggi un'impresa ad insediarsi in Sardegna, ancorché gli offriamo un'area industriale a bassi costi anche infrastrutturata, quando poi gli operatori di contorno (trasporti, servizi generali, trasmissioni, imballaggi, quello che vi pare) sono prive di un collegamento e di una funzionalità e di una modernizzazione adeguata? Nessun problema!
Vi siete domandati la funzione che ha oggi in quelle aree del nord la formazione culturale universitaria a bocca di impresa, la possibilità di collegare le esperienze universitarie della Sardegna, che ci sono e ci sono anche nelle materie che attengono alle attività industriali, la possibilità che hanno le imprese di prendere i nostri giovani per fare gli stage obbligatori? Non ve ne curate.
Voi sapete che dopo l'introduzione delle lauree brevi in Sardegna, come esperienza iniziale di una nuova dimensione dei corsi universitari, tutti i giovani sono costretti ad andare in Emilia Romagna, in Lombardia, in Veneto a fare gli stage obbligatori perchè non c'è una organizzazione, una istituzione che curi l'inserimento di questi giovani sardi nell'ambito delle industrie e delle esperienze industriali in Sardegna? Non esiste un istituto, non esiste nessuno che svolga questa funzione! E che cosa accade? Accade che se per fortuna il più delle volte i giovani sardi sono intelligenti ed intraprendenti e, grazie a Dio, anche qualche volta desiderosi di lavorare a di impegnarsi, al 60-70 per cento dopo che si prendono il diploma di laurea breve se ne ritornano da quelle aziende; e noi perdiamo l'opportunità di utilizzare queste intelligenze nell'ambito di una riscossa della potenzialità industriale della Sardegna.
Abbiamo parlato mai delle condizioni, al di là delle demagogie che si fanno di volta in volta su Lula, sulla Calia e basta, sulle condizioni generali della sicurezza in Sardegna e dell'influenza che questo elemento ha nell'approccio di un marketing territoriale che abbia funzione.
Che significato ha, rispetto alle ambizioni che abbiamo, consentire silenziosamente che la scuola dell'obbligo in Sardegna chiuda pezzo per pezzo? Lo vedremmo quando arriveremo a quel capitolo. Ma a voi queste non vi sembrano condizioni di contorno meritevoli di una considerazione primaria rispetto a mettere in piedi, a voler capitalizzare, a voler far funzionare interagenzie per gli investimenti esterni? Questo è il punto.
Io ho preso atto di una intenzione della Giunta su questo argomento di fare qualche passo indietro, io spero che lo faccia, ma non mi soddisfa questo; cioè non mi interessa che voi togliate questa parte. Mi interessa che si affronti e si affronti in quest'Aula la complessità delle problematiche che rendano possibile un marketing territoriale guidato da una guida politica che sia rappresentata dalla Regione e il legamento della Regione con l'Università, ma non nei termini che vedremo dopo, che ogni dipartimento, ogni Ministero, ogni Assessorato si programma i suoi corsi universitari, perchè non serve, è una dispersione inutile di risorse.
In Sardegna per qualificare l'Università ci vuole un unico tavolo serio della Regione con le Università, che decida quali sono i corsi sui quali investire e si investa bene anche con laboratori di ricerca e con la capacità di integrare gli studenti alle esperienze lavorative, questo serve.
E quindi l'emendamento si pone questo obiettivo, che non è solo la rinuncia possibile a questo finanziamento quanto la possibilità che c'è data di confrontarci con la Giunta, con la maggioranza, con l'Assessore in particolare sulle prospettive di ricerca e di condizioni generali di un marketing territoriale che sia attrattivo ed equilibrato, Assessore, questo è un altro punto importante. Lo sviluppo industriale in Sardegna non può a continuare a essere polarizzato; la polarizzazione che ci venne imposta dai grandi insediamenti industriali della chimica, e di altre esperienze che furono indotte dall'esperienza delle partecipazioni statali, aveva una funzione di razionalità nell'ambito territoriale.
Noi dobbiamo giocare una scommessa diversa in questa fase, cioè quella di esportare gradualmente e insediare nel territorio una serie di esperienze che siano integrate e che consolidino questo terreno di nuova industrializzazione della Sardegna. Noi siamo molto interessati a questo ragionamento, vorremmo avere delle parole di conforto e di sostegno in questa linea dall'Assessore competente.
Dico un'ultima cosa. Assessore, lei mi deve credere, io sono convinto che nella responsabilità politica non esista solo la concezione della contrapposizione. Io sostengo da tempo che far rinascere la Sardegna significa individuare, su un terreno neutrale, tra i diversi schieramenti, quegli argomenti che devono essere consegnati nella responsabilità politica ad un disegno di continuità nell'alternanza, cioè che debbano essere obiettivi che tutti si devono impegnare nel tempo a coltivare.
Lo sviluppo dell'industria, la nuova industrializzazione della Sardegna, le opportunità di sviluppo legate a questa scommessa passano attraverso questo impegno di reciprocità che richiama una responsabilità politica che, mi rendo conto, non è molto attuale, ma che alcune sensibilità nobili e intelligenti che sono sparse nella dimensione politica devono perseguire e realizzare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Noi abbiamo definito una organizzazione dei lavori che prevede la conclusione del lavoro in Aula per questa sera alle ore 22 ed anche per le prossime serate, e noi confermiamo questa impostazione che è stata assunta in Conferenza di Capigruppo. Tuttavia questa mattina l'assessore Masala, in un intervento che in qualche modo forniva delle risposte ad una discussione in corso tra la maggioranza e l'opposizione su alcuni settori nei quali le opposizioni ritengono che questa finanziaria non definisca partite di bilancio analoghe a quelle degli scorsi anni, e tuttavia insufficienti secondo noi, l'assessore Masala ha dato prima una comunicazione questa mattina per quanto riguarda questi settori, poi questo pomeriggio ci ha fornito delle tabelle a supporto delle affermazioni che ha fatto durante il suo intervento questa mattina in Aula.
Poichè si tratta di materia delicata e complessa, sulla quale naturalmente oltre le opinioni contano soprattutto i numeri e le poste di bilancio, noi vorremmo se fosse possibile, per naturalmente migliorare la qualità del lavoro in Aula, d'intesa con la maggioranza e con la Giunta, utilizzare il tempo da qui alle ore 22 per fare questo lavoro di approfondimento sulle tabelle che l'Assessore ci ha fornito, in maniera tale che domani mattina si possa continuare la discussione partendo naturalmente dalla comune valutazione dei numeri nei settori che sono stati indicati. Quindi non una modifica del piano di lavoro, ma una diversa organizzazione, anziché lavorare in Aula, per capirci, lavoreremo nei Gruppi e con i tecnici per approfondire questi aspetti.
PRESIDENTE. Anche da parte della maggioranza è arrivata una richiesta di questo tipo che credo l'onorevole Balletto vorrà confermare. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, nel convincimento che nulla è perfetto e tutto è perfettibile, quindi con lo scopo di accelerare i tempi per l'approvazione della finanziaria nella reciproca convenienza, e cioè che questa sia la finanziaria migliore possibile, non abbiamo nulla da obiettare alla richiesta perchè crediamo che sia giusto che questa verifica venga fatta. Il tempo concesso non è neanche tanto e quindi va bene così.
PRESIDENTE. In considerazione delle richieste pervenute, i lavori terminano a questo punto, si prosegue domani con l'emendamento 379, alle ore 10.00.
La seduta è tolta alle ore 20 e 09.
[S1]Gian Valerio
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