Seduta n.396 del 15/02/2008 

CCCXCVI Seduta

Venerdì 15 febbraio 2008

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Vicepresidente RASSU

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 25.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 8 febbraio 2008 (389), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cerina, Matteo Sanna e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di venerdì 15 febbraio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.

In attesa che arrivi l'Assessore dell'agricoltura, sospendo i lavori per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 26, viene ripresa alle ore 10 e 36.)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Cappai - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Pittalis - Marracini - Lai Renato - Maninchedda - Atzeri sul decreto del Presidente della Regione n. 16 del 4 febbraio 2008, di nomina del dott. David Harris quale direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari". (167)

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Lei ha sospeso l'Aula in attesa che arrivasse l'Assessore all'agricoltura. Siccome l'onorevole Moro è componente della Commissione agricoltura e sicuramente dovrà parlare dei problemi inerenti il settore, sarebbe opportuno che lei aspettasse che arrivi o comunque sospendesse ancora la seduta in attesa che arrivi l'Assessore, in considerazione del fatto che con una parte della maggioranza e della Commissione è in una stanza, qui in Consiglio, a definire le loro cose. Le cose si definiscono in Aula, non si definiscono nelle segrete stanze, meglio farebbe l'Assessore a presentarsi in aula, così ascolta anche le ragioni delle opposizioni.

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, io capisco perfettamente, ma è proprio per rispetto per l'Aula che voglio iniziare i lavori in quanto la Giunta, comunque sia, è presente. Ora, se l'Assessore dell'agricoltura ha altro da fare, noi siamo qui. L'articolo, comunque sia, riguarda, oltre che l'agricoltura, tutte le attività produttive e sia l'Assessore dell'artigianato e commercio, sia l'Assessore dell'industria sono presenti. Possiamo iniziare pregando l'Assessore che abbia la compiacenza di arrivare in aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, la verifica del numero legale, grazie.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la verifica del numero legale. Prego i colleghi di prendere posto.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, è arrivato l'Assessore, ritiro la richiesta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.

E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Assessori, colleghi e colleghe, siamo arrivati a questo articolo 7. Non crediamo possa sfuggire a nessuno la crescente difficoltà con cui il Consiglio regionale sta affrontando l'esame della finanziaria, una difficoltà non certamente dovuta all'ostruzionismo dell'opposizione, ma ai continui colpi di testa e di coda in una maggioranza che ha definitivamente perduto ogni barlume di coesione politica e programmatica, una difficoltà inoltre che nasce anche da scelte profondamente sbagliate come quella delle cosiddette tasse sul lusso, chiederei, Presidente, che possa riportare in aula...

PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Moro. Colleghi, vi prego di prestare attenzione all'intervento e di prendere posto. Onorevole Gessa, si accomodi, prego, onorevole Gessa. Grazie.

MORO (A.N.). Dicevo, una difficoltà inoltre che nasce anche da scelte profondamente sbagliate come quella delle cosiddette tasse sul lusso, operate da un Presidente che ha creduto di potersi muovere a suo piacimento nel nostro Stato di diritto, smontando e rimontando i principi fondamentali del nostro ordinamento a seconda delle sue incontrollate e incontrollabili pulsioni interne. Purtroppo, lo diciamo ovviamente per i sardi, non è finita qui e non finirà qui. Altre parti della finanziaria, come quella delle entrate future, sono sub iudice, il verdetto non tarderà ad arrivare e scopriremo allora che almeno due finanziarie, questa e la precedente, finiranno per essere spazzate via e non per colpa di un complotto del centrodestra o dei cosiddetti poteri forti e nemmeno a causa di un attentato alla nostra autonomia, bensì a causa di un malgoverno diffuso che ha attraversato tutta la legislatura. Nell'articolo che affrontiamo emergono con grande evidenza alcuni fatti di grande importanza che condizionano pesantemente tutti i provvedimenti in esso contenuti, sulle cifre che si vedono all'interno di questa legge incidono negativamente e molto di più quelle che non si vedono. L'intero volume di risorse della finanziaria, in primo luogo, è sostanzialmente pari all'ammontare dei residui che ci trasciniamo dalla finanziaria precedente e ammontano a circa, mi corregga, 8 miliardi di euro. Significa che non si è riusciti minimamente a intaccare la farraginosità dei meccanismi della spesa regionale e che i settori destinatari degli interventi previsti non possano concretamente contare su di essi, non certamente nei tempi e nei modi che pure la finanziaria si prefigge. Dal punto di vista nominale ci muoviamo nell'arco di dodici mesi, ma in termini reali questo dato è solo un'opinione o al massimo un auspicio. Ci sono poi altre risorse che non si vedono, ma ci sono, indispensabili per l'azione di Governo, ma ancora del tutto indeterminate. Nel periodo 2007-2013, l'ultimo nel quale la Sardegna potrà contare di un sostegno enorme dell'Unione Europea, dovremo esserci spesi altri 8 miliardi circa, 7 miliardi dall'Europa e 1 dallo Stato centrale. Rispetto a queste disponibilità, e siamo già al febbraio del 2008, conosciamo le macroaree di intervento, ma non sappiamo nulla sulle strategie che guideranno gli investimenti. L'apposito Comitato di sorveglianza si è insediato da pochissimo e non si riuniva dal giugno del 2006, un buco di un anno e mezzo trascorso anch'esso nel nulla, come se la Sardegna se lo potesse permettere, mentre tutto il sistema produttivo regionale attende di sapere chi prenderà le decisioni, in quale modo sarà coinvolto il parternariato, quali saranno gli obiettivi da raggiungere. Questo è un argomento centrale, anche perché nella fase precedente il Governo regionale ha letteralmente sfinito il sistema delle imprese, in un lungo lavoro di progettazione che alla fine è risultato incoerente e frammentario e senza impatti positivi apprezzabili sul sistema economico. Non vorremo che si ripercorresse la stessa strada e si ripetessero gli stessi errori. Già oggi possiamo dire che si parte con il piede sbagliato e anche in salita con un grave ritardo che bisogna assolutamente recuperare. Tutto ciò inciderà e come sulle misure contenute in questo articolo. Abbiamo già avuto occasione di sottolineare la gravità della crisi che la Sardegna attraversa e di tale crisi non c'è alcuna consapevolezza. L'industria attraversa una ormai lunga fase di difficoltà e presenta una componente tecnologica di livello medio basso che non fa ben sperare. Nel turismo è stata dissipata in poco tempo con l'allarmismo ambientale e le stangate fiscali, un'immagine positiva che dovrà essere ricostruita e ci vorranno poi anni, mentre il mercato diventa sempre più competitivo soprattutto nell'area mediterranea. L'artigianato ed il commercio che da sempre hanno svolto un ruolo di compensazione nelle fasi congiunturali più complesse, sono state le vittime predestinate dei maggiori tagli di questa finanziaria.

Da segnalare sotto questo profilo lo stanziamento simbolico assegnato all'artigianato tipico e artistico che in passato è stato una grande risorsa della Sardegna anche dal punto di vista identitario. In questi anni il settore si è fortemente impoverito anche nella creatività ed è minacciato da una sempre più massiccia contraffazione con prodotti taroccati immessi sul mercato a prezzi insostenibili per qualunque impresa che rispetti le regole. Un fenomeno allarmante che viene completamente ignorato. Per l'agricoltura, e ieri ha molto detto e anche abbastanza compiutamente il collega Diana, a parte la drammatica vicenda delle centinaia, centinaia di aziende indebitate per colpa della Regione e la recente decisione dell'Europa di riprendersi ben 33 milioni di euro non utilizzati. Basterebbe una semplice citazione di quanto è emerso non più tardi di pochi giorni fa a Cagliari in occasione degli stati generali della Coldiretti, in questa legislatura hanno sostenuto: "Non è stato fatto nulla". Il sistema produttivo per la Regione è praticamente diventato un corpo estraneo, non ci sono risposte alla domanda di potenziamento dei consorzi fidi che pure hanno dimostrato in questi anni di poter raffreddare, uso il termine raffreddare, le tensioni provocate dalle difficoltà di accesso al credito soprattutto per le piccole e medie imprese e non ci sono risposte nemmeno rispetto alla richiesta delle categorie di poter diventare sempre più solide ed efficienti offrendo ai loro associati servizi reali e di qualità, investendo in formazione e puntando in particolar modo sui giovani laureati in discipline economiche, scientifiche e tecnologiche, non ci sono risposte ai problemi di sicurezza nei centri urbani che interessano da vicino le attività commerciali e che pure erano stati oggetto di un innovativo programma di investimenti avviato nel 2004 dal governo nazionale di centrodestra e lasciato cadere nel dimenticatoio. Non c'è da stupirsi quindi se il rapporto del governo regionale con le categorie produttive in questa legislatura, sia arrivato al minimo storico, si raccoglie nient'altro che quello che si è seminato seguendo la logica della presunzione assoluta di autosufficienza in base alla quale l'Esecutivo regionale e in molti casi il solo Presidente ritengono di essere i soli rappresentanti legali, non solo delle istituzioni regionali, e già questo non è per niente vero, ma anche dell'intera società sarda. Questo assolutismo di ritorno soprattutto nella prima fase della legislatura, ha provocato gravissimi danni alla Sardegna ed altri ne potranno arrivare in questa fase finale perché l'assolutismo delle origini si è trasformato nel suo contrario, in una sorta di anarchia istituzionale strisciante dove il gioco al massacro delle spinte contrapposte alla fine è a somma zero. Un esempio devastante di come l'assolutismo abbia finito per...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Moro.

MORO (A.N.). ...io dovrei recuperare, per produrre anarchia, grazie comunque Presidente, al termine di una specie di rapporto deviato di tipo incestuoso arriva dalla vicenda dei consorzi industriali. La riforma ci vede noi dell'opposizione, ma il vero problema sta nel fatto che la maggioranza ne vuole almeno due profondamente diverse e diametralmente opposte tra loro, di cui il solito balletto delle spinte contrapposte che ha portato in Aula un testo, per altro con molte lacune a nostro avviso. Per noi la via maestra è quella della legge ordinaria, del resto già tracciata dalla Commissione competente, una scelta chiara e trasparente che deriva dal rispetto delle regole nelle quali noi crediamo a differenza di qualcuno, e non significa affatto che si voglia insabbiare tutto.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro. Le ho fatto recuperare un minuto.

E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente, onorevoli colleghi, l'esame dell'articolo 7 ci porta evidentemente ad una riflessione su quelle che sarebbero dovute essere le linee principali che questa finanziaria avrebbe dovuto segnare, circa le attività produttive. Abbiamo cercato anche in Commissione di rimediare a una carenza strutturale di questo articolo che trovava quasi la sua unica ragione di esistere nella ormai famosa norma intrusa circa i consorzi industriali. Norma che è stata in parte cassata dalla Presidenza del Consiglio e che in parte si è tentato di riportare all'interno dell'articolo con un emendamento della Giunta. Evidentemente l'azione concomitante della Commissione competente ha prodotto una proposta di legge, ha esitato una proposta di legge che evidentemente sarà quella sulla quale il Consiglio sarà chiamato a confrontarsi non appena terminata questa sessione di bilancio. Quindi al di là di questa entrata a gamba tesa della Giunta sul commissariamento dei consorzi, evidentemente non tanto con lo spirito nobile di riformare realmente i consorzi come abbiamo fatto in Commissione, ma evidentemente per occuparne la poltrona di comando come sta accadendo ormai in maniera sistematica su tutti gli organi di potere, evidentemente noi abbiamo voluto e cercato di dare a questo articolo 7 un minimo di contenuto che non fosse solo quello relativo ai consorzi industriali, e abbiamo cercato quindi di inserire qualche emendamento che si rifacesse ai finanziamenti per l'attività degli artigiani, abbiamo tentato di inserire qualche emendamento che facesse riferimento a finanziamenti per attività commerciali, abbiamo tentato di dare qualche segnale per attività produttive e importanti come quelle del sughero, come altre attività di tipo, attività di nicchia che potevano essere un fiore all'occhiello per la Sardegna in questo momento di grande sofferenza. Insomma, abbiamo tentato di dire alla Commissione: "Badate che l'articolo 7 non può essere l'articolo dei consorzi industriali o della 3 A, deve essere un articolo per i sardi, dev'essere un articolo per la Sardegna". Questo evidentemente non è un percorso legislativo che si concluderà per i sardi, è un percorso legislativo che sta andando avanti per l'occupazione delle poltrone che si è riusciti a occupare e che evidentemente tutti quanti ormai auspicano che a breve venga rimesso in discussione. Noi abbiamo chiesto anche oggi, e l'abbiamo ribadito, le dimissioni del Presidente, della Giunta e quindi lo scioglimento del Consiglio regionale frutto oramai di una persistente e inutile attività dispendiosa, costosa, e che sta arrecando soltanto ai sardi dei debiti per i propri figli, per i propri nipoti, per tutti coloro che si vedranno recapitare i danni che sta facendo questa Giunta, con le cartelle esattoriali dovute alle proposte di legge che vengono poi respinte e che vengono rimandate al mittente. Noi non crediamo che sia questa la legislatura che tutti quanti sì erano immaginati e nella quale avevano sperato. In questa finanziaria l'articolo 7 poteva significare veramente l'articolo delle attività produttive, poteva significare un articolo dentro il quale si potessero trovare delle linee guida per quei giovani, per quelle donne, per tutti quei disoccupati che ancora, a gran voce, chiedono dalla politica un segnale che possa dare loro una speranza circa un futuro di lavoro. Chiaramente non sanno che dietro questa legislatura non c'è un segnale di questo tipo, ma c'è un ennesimo fallimento di una dirigenza politica, incapace di vedere oltre il proprio scranno. Quindi, abbiamo da giudicare un articolo inconsistente, un articolo inconcludente, un articolo dentro il quale, ripetiamo, si è cercato di entrare a prepotentemente, a gamba tesa, per occupare le posizioni di potere, relativamente ai consorzi industriali, e che finirà miseramente, come tante altre proposte di legge di questa legislatura, finirà sicuramente per essere ricordato soltanto per il proprio fallimento. Noi crediamo che, se ci potessero essere, in questo dibattito, delle proposte dibattimentali, sulle quali concentrare il consenso del Consiglio, per dare un minimo di luce ad un articolo sicuramente spento, e che ripeto sarebbe dovuto essere uno degli articoli più importanti di questa legge finanziaria, se ci fosse questo sussulto di dignità da parte di una Giunta che sicuramente, ormai, sta andando stancamente verso l'epilogo, e da parte di un Consiglio, che certamente ormai distratto dalle vicende politiche che interessano un po' tutti e che allontanano sempre di più la politica dagli elettori e dai cittadini, se ci fosse questo sussulto di dignità, allora, sì, che in questo articolo si potrebbero ritrovare risposte per i lavoratori della Mineraria Silius, che oggi stanno guardando dentro le proprie case con disperazione e con quella rabbia, che giustamente devono avere, per cercare di lottare con i denti per ottenere il proprio posto di lavoro. Potrebbe trovare spazio ancora qualche riferimento ad un richiamo alle leggi per gli artigiani, che sino ad oggi sono stati il terreno vivo di questa economia regionale. Potrebbe ritrovarsi qualche emendamento circa le attività che riguardano i commercianti. Potrebbe trovare risposta, e sarebbe dovuta esserci stata risposta, per i tanti problemi degli agricoltori che, ovviamente, non possono sapere che tutta l'attività di questa Giunta è concentrata soltanto su aspetti strettamente personali. Allora, noi su questo, chiaramente, siamo totalmente in disaccordo, abbiamo l'esigenza di richiamare il Consiglio a questa mancanza totale di contenuti dell'articolo 7. Noi, se non ci saranno segnali minimi su quest'articolo 7, che arriveranno da quest'aula con gli emendamenti, voteremo contro l'articolo 7, e di conseguenza, essendo uno degli articoli più importanti della finanziaria, non potrà che precedere il voto contro l'intera manovra finanziaria. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Dunque, mi rifaccio all'ultima parte, alla premessa dell'intervento di ieri del collega Cuccu, che ha elencato quanto difficoltoso sia entrare, concretamente, nel merito degli argomenti che sono portati all'attenzione dell'Aula, dell'articolo 7. Sono argomenti che meriterebbero, settori delle attività produttive, agricoltura, turismo, commercio, industria, che meriterebbero sicuramente degli approfondimenti che non possono essere esaustivi in dieci minuti, o in un minuto per argomento. Credo che per il prossimo futuro l'Aula possa prendere l'impegno per una sessione straordinaria, anche, che esamini nel dettaglio le varie posizioni e proposte, in un corretto confronto con l'Esecutivo, e anche in un corretto confronto tra maggioranza e minoranza, per programmare uno sviluppo possibile. Ma, prima dello sviluppo, una rinascita, una rinascita nel settore dell'agricoltura, nei settori produttivi in genere, che onestamente non può essere addebitata soltanto, la situazione attuale, all'azione della Giunta di questo Consiglio, ma ad una situazione contingente, nazionale ed internazionale, che sta rivedendo, ridiscutendo, mettendo in discussione i sistemi produttivi in generale. I mercati di riferimento non sono più gli stessi. E se in questo contesto esaminiamo la situazione della nostra insularità, è chiaro che forse dovremo fare tutti insieme, e non come denigrazione della proposta dell'altro, ma tutti insieme, la ricerca di soluzioni che possano rendere competitive le nostre attività produttive. Tra queste attività produttive, ovviamente, terrei in un contesto diverso, particolare, endogeno più che altro, il settore commerciale, che merita necessariamente una visione diversa di servizio alle nostre popolazioni. È molto difficile, se non impossibile, che dalla nostra Regione possa nascere un sistema commerciale, nel senso proprio del termine, e non internazionalizzazione delle nostre produzioni che è cosa diversa, che possa varcare il Tirreno per intenderci. Una grande distribuzione regionale, che possa pensare di porsi all'attenzione della distribuzione nazionale e internazionale, è impensabile. È invece pensabile che tutti gli altri settori produttivi possano, debbano, in qualche modo, uso un termine abusato, in un sistema di rete, pensare di porsi all'attenzione non solo dei cittadini residenti o del sistema turistico, ma proprio costruendo un sistema di rete, uscire da quella produzione di nicchia, e cercare gloria al di là del Tirreno. È chiaro che questo discorso non può essere relegato pur a tanti commi di questo articolo, non si può pensare di risolvere la situazione industriale drammatica della nostra Regione, con degli interventi spot negli articoli di una finanziaria, idem come sopra vale per l'agricoltura, vale per il turismo, vale per l'artigianato, e allora cosa possiamo fare in una finanziaria?

Possiamo fare quegli interventi che riescano, e possano, risolvere i problemi contingenti dei nostri artigiani, i problemi del credito, sempre con interventi contingenti, del momento, che possano nell'annualità 2008, questi interventi, contribuire a risolvere quei piccoli, grandi problemi del nostro sistema produttivo. Però i 10 minuti ovviamente non ci consentono di entrare nel merito di cosa c'è bisogno per il nostro artigianato. Cosa c'è bisogno per il nostro turismo, cosa c'è bisogno per la nostra industria, e allora ognuno di noi deve cercare di mirare questa parte dell'intervento e demandare poi agli atti seguenti l'approfondimento per ogni singolo settore. Ma anche questo è molto difficile, e qui vengo alla proposta della Giunta. Sorvolo su alcuni settori, necessariamente, in cui altri colleghi prima di me hanno dedicato i loro approfondimenti. E perciò vorrei partire dalla fine, dall'ultimo comma, il 41, che interviene con una ben 200 mila euro quale contributo all'agenzia regionale delle entrate per la realizzazione di un progetto di domiciliazione delle imprese.

Bene, questo mi fa ricordare quanto è successo giusto 48 ore fa, l'Agenzia delle entrate, se ricordate bene, ebbe un impulso particolare nel momento in cui vennero stabilite dalla Giunta, parlo di "impulso"…vocabolario: "impulso".

SECCI Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La ringrazio.

CAPELLI (U.D.C.). Prego Assessore! Impulso dell'Agenzia proprio dall'istituzione delle tasse, semplifico la terminologia, delle tasse sul lusso, quindi le plusvalenze, le seconde case, del sistema di tassazione che è stato imposto da questa Giunta e, riprendendo alcune affermazioni di altri colleghi, è stato oggetto delle attenzioni dei tribunali contabili. Allora, se questa Agenzia ha avuto il suo impulso maggiore su questa legge, impostata dalla Giunta regionale, mi chiedo: quanto ci costerà l'Agenzia, visto che gran parte degli introiti derivanti dalle soprattasse bocciate dalla Consulta, verranno a mancare, e come sopravviverà questa Agenzia. Per intenderci, in quest'aula questa Giunta ha portato all'attenzione dell'agenzia regionale della entrate, che è un istituto, un braccio operativo della Regione sarda che costa più di quello che deve produrre, e lo sappiamo già che costerà più di quanto può produrre. Allora buon senso vorrebbe, nella razionalizzazione della spesa, nell'abbattimento dei costi della Pubblica amministrazione che, e questo era l'intento della richiesta di sospensione e di discussione con il Presidente della Giunta che com, ormai il termine è abusato, è latitante da quest'aula: non si vede, non si sente, lo si richiama, però dedica il suo tempo a ben altre attività, fuori da quest'Aula. Sicuramente attività istituzionali ma sempre di più mi sembra impegnate nella diatriba e confronto con tribunali civili, amministrativi, contabili e con la magistratura ordinaria. Gli unici, come diceva il collega Maninchedda, organi di giudizio che non l'hanno ancora chiamato a rispondere, sono appunto la Sacra rotta e la FGC, mi sembra… no il CONI, il tribunale sportivo. Ma c'è tempo, anzi io spero che non ci sia tempo, perché anche questi si possano interessare a lui. Altro argomento, sulle pagine dei giornali la situazione della Legler, della Montefibre, e io credo che anche in questo, ognuno per suo conto, siamo mancati tutti. Siamo mancati tutti perché non si è mai richiesto un confronto, non c'è mai stata una sessione dedicata perché seriamente si affrontassero queste situazioni e seriamente il Consiglio si potesse prendere la responsabilità di scelta, fossero anche scelte impopolari, ma comunque scelte che questo Consiglio è chiamato a verificare.

Un ultima cosa Presidente, io ho annotato alcuni sorrisini della Giunta ieri…

PRESIDENTE. Concluda prego onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, ancora 30 secondi… il collega Cuccu richiamava l'articolo inerente i consorzi industriali in cui lecitamente pare, la Giunta dà i 90 giorni al Consiglio per poter risolvere la situazione con un testo di legge, la situazione dei Consorzi industriali. Ho notato qualche sorrisino, è una cosa normale che la Giunta dia i 90 giorni al Consiglio regionale. Bene, io credo, spero e auspico che, a seguito di quella provocazione, il Consiglio dia invece, da parte sua, i sette giorni alla Giunta.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente, colleghi, ci pareva che alla fine la maggioranza e la Giunta avessero trovato un accordo su quelle che vengono definite, anche se non in maniera precisa, norme intrusa, nel senso che pareva aveste deciso di toglierle tutte, invece non è così e questo articolo, nella riprova, perchè troviamo qui le norme sui consorzi, quelle che stanno mettendo veramente in fibrillazione da mesi il centrosinistra. E questo nonostante, l'ha ricordato in aula ieri il collega Diana, ci sia un testo in commissione che attende di essere esaminato e approvato per mettere ordine però, con tutti gli strumenti del caso, sul problema dei consorzi industriali. Invece, secondo me, voi continuate ad essere presi da una sorta di furore commissariale per liquidare enti, e tutto quanto è liquidabile, sovvertendo l'organizzazione strutturale, gerarchica e anche funzionale. Ma la casa grave, vedete, è che tutto questo sembra basarsi più su una ferma volontà di un totale controllo politico delle loro attività e di una loro utilizzazione, come strumenti di propaganda, nonché sulla necessità di sistemare, dal punto di vista economico logistico, una ristretta schiera di dirigenti, piuttosto che sulla reale necessità di migliorarne l'efficienza o di diminuire gli sprechi. Signori Assessori, voi parlate sempre tecnicamente in nome dell'esercizio delle vostre funzioni in materia di programmazione, deliberate in perfetta coerenza con la programmazione regionale o per il conseguimento delle finalità previste eccetera… ma, signori della Giunta, per una volta, lasciate da parte delle parole e agite con il coraggio di chi sa che sta facendo la cosa giusta. Ritirate i commi dal 29 al 35, vedrete che nessuno in quest' Aula, protesterà. Sui giornali continuano ad apparire del resto titoli inquietanti: per quanto riguarda le imprese la Sardegna non cresce, gli investimenti sono in calo del 14 per cento, la Confcommercio parla di pesanti effetti del Piano paesaggistico regionale, gli stessi cereagricoli sardi dicono che produrre grano oramai non conviene più. Cosa dire dell'agricoltura, noi prendiamo atto della vostra reale difficoltà e soprattutto dell'assenza di un programma chiaro della Giunta anche per quanto riguarda l'agricoltura. Assessore Foddis, lei sa quanto io personalmente la stimi sia dal punto di vista professionale e anche umano e del resto conosco molto bene le sue capacità perché proveniamo entrambi dalla stessa campagna; riconosco anche che addossare a lei tutte le responsabilità sarebbe un esercizio, come dire, troppo facile e altrettanto ingiusto, però noi non possiamo nascondere che la riforma degli enti è tutt'ora al palo, mentre il mondo agricolo langue. Una riforma che finora ha visto spiccare soltanto le grandi professionalità dei vostri consulenti, mentre non c'è traccia di quei tecnici che un tempo, ai tempi del tanto vituperato ERSAT, stavano sempre in giro e battevano le campagne. Parlavano e stavano con gli agricoltori, li consigliavano, li informavano, invece questa riforma, bisogna riconoscerlo almeno per il momento, non ha riformato un bel niente. Nel migliore dei casi non ha commesso e non ha fatto danni, ma nel peggiore ha contribuito a creare problemi a un settore che era già profondamente compromesso per ragioni di sottosviluppo delle aziende sarde, aggravate naturalmente dai problemi legati all'insularità e dal costo del credito agricolo. Non dimentichiamoci che se la crisi del settore agricolo sardo oggi è in questa situazione, ed è drammatica, noi conosciamo anche quelle che sono le problematiche maggiori cioè le politiche del credito isolano, il costo del denaro che in Sardegna è certamente più alto; e quindi i debiti di capitale e di interessi che gli imprenditori devono le banche. Noi sappiamo altrettanto bene che quando le banche sentono scricchiolare il terreno sotto i piedi cominciano a tirare la catena e richiedono la restituzione dei crediti, dei debiti che gli imprenditori devono alle banche. Cioè chiedono e continuano a chiedere quei capitali, la restituzione del denaro erogato a chi a questo punto non è in grado di restituire più niente.

Questo per avere un'idea delle dimensioni sociali del problema, del resto ormai lo sappiamo è Bruxelles a decidere del futuro dei campi e il mercato delle coltivazioni e degli allevamenti. E così ogni tanto arrivano stangate per decine di milioni di euro da restituire per fondi che non siamo riusciti a spendere, per questo mi sarei aspettato qualcosa di più dei 10 milioni di euro per il fondo rischi, la giusto quello. Ma sul credito voi una cura strutturale non l'avete, così come non avete risposte da dare in campagna a chi teme la visita dell'ufficiale giudiziario alle loro porte. Noi non capiamo una cosa però, perché sulle politiche attive, sulla formazione professionale la sinistra radicale abbia ingaggiato una battaglia con il resto della maggioranza, mentre sull'agricoltura nessuno ha pensato di predisporre un maxiemendamento, lo chiediamo sinceramente ai Capigruppo della sinistra arcobaleno, perché almeno da loro ci saremmo attesi uno sforzo di questo tipo. O forse che l'agricoltura e l'allevamento non vengono considerate forme di lavoro? Ci aspettavamo un maxiemendamento che voleva dire "maxirisorse", non quelle che avete preso in anticipo dallo Stato, sperando fra l'altro che ad aprile la Corte Costituzionale non faccia come ha fatto per la tassa sul lusso. Risorse vere, tolte magari ad altri capitoli dove andate di certo a sprecare o comunque non a investire al meglio il danaro della collettività. Ce ne sarebbe certamente stato bisogno, per come langue oggi l'agricoltura sarda, un tempo settore trainante della nostra economia, soprattutto nelle zone interne. Invece, nulla nel settore zootecnico dove si intersecano, con gran danno per la collettività sarda, le competenza dell'Assessorato alla sanità e quelle dell'Assessorato all'agricoltura. Troppo poco nel settore della ricerca, per l'export, troppo poco per le filiere produttive. Tutto è affidato alla speranza, alle poche industria vere del settore che ancora sono sopravvissute in Sardegna a fronte di grandissimi sforzi.

A proposito vorrei sapere cosa avete da dire sul fatto che le Ferrovie dello Stato abbiano annunciato che ad aprile verranno interrotti i trasporti merci che ora sono garantiti dal traghetto Garibaldi. Sembra che l'assessore Broccia stia tentando di scongiurare questo rischio, ma io credo che non sia cosa di poco conto, quando parliamo del capitolo della produzione, capire se dobbiamo affidarci soltanto al trasporto aereo, con le conseguenze naturali in termini di costi, o se abbiamo la speranza che la nostra condizione di insularità ci porti ogni tanto ad attraversare il mare, oltre che a subirlo.

Allora, che cosa resta di questo articolo diviso in commi, un articolo che accorpa industria, agricoltura, giusto per un fatto estetico, mettiamola così, piuttosto che per una ragione economica comprensibile e soprattutto reale, oltre a costringerci naturalmente a condensare in dieci minuti la discussione di due argomenti così importanti. Beh, non resta gran che se non quella che è l'ordinaria amministrazione, ecco anche su questo la vostra finanziaria della svolta, si rivela una finanziera assolutamente incapace di cogliere tutti i vantaggi…

PRESIDENTE. Concluda, prego onorevole.

LICANDRO (F.I.). …e certamente non sono molti, dalla politica agricola comunitaria. La rivoluzione non l'avete fatta in assoluto e non l'avete fatta nemmeno nel settore agro-pastorale, nonostante le promesse e nonostante i richiami continui all'identità del popolo sardo e un largo uso del velluto. Che non basta certamente a riportare la Sardegna a quello stato di floridità nel quale versava quando l'industria pesante non aveva ancora sfasciato tutto. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

Non è in aula, decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

Non è in aula, decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Brevemente, per dire che io vorrei parlare di consorzi industriali, ma che per farlo devo svolgere un ragionamento prendendo spunto anche da ciò che, qualche giorno fa in occasione del dibattito sulle tasse ebbe a dire sulla sentenza della Corte Costituzionale, ebbe a dire il collega Cugini. Il collega Cugini ha fatto riferimento a una cultura autonomista sulla fiscalità, ed è vero, esiste da tempo. Però intendiamoci la cultura autonomista, democratica ha sempre parlato delle tasse in questa direzione, della fiscalità: non è giusto che la Sardegna che non ha avuto i processi di capitalizzazione, che sono stati registrati nelle altre Regioni d'Italia, venga tassata esattamente come le altre Regioni d'Italia. Tutta la politica sull'autonomia impositiva è sempre stata per ridurre la pressione fiscale, sul lavoro e sull'impresa, e favorire processi di accumulazione. Questo è stato spesso, anzi direi sempre, la rivendicazione di una certa area culturale. Ciò che si è fatto in questi anni di politica fiscale, in Sardegna, non era in questa direzione. La prima manovra di politica fiscale che si mette in atto è quella che noi registriamo in questa finanziaria, all'articolo 2 quando in questa finanziaria si agisce sul punto di IRAP che dipende dalla volontà della Regione, seguendo ciò che noi, in undici, avevamo chiesto alla Regione circa due anni e mezzo fa, e quasi, - come dire - spregiati, perché avevamo osato porre questo problema. Però adesso, e lo dico alla Giunta e lo dico anche ai colleghi della Sinistra Autonomista che dimostrano interesse per questi temi, adesso c'è un quadro completamente diverso che è quello fornito, lo dico anche all'Assessore del bilancio, dalla finanziaria nazionale. La finanziaria nazionale, all'articolo 2 commi 561 e 563 - che la Giunta conosce benissimo -, comincia a ragionare sulle zone franche urbane, le zone franche urbane, per come le ha disciplinate il Governo nazionale che, a distanza di decenni, recepisce ciò che soprattutto dalle Regioni del sud si è detto sul sistema fiscale italiano, le Regioni del sud che dal 1861 sono state depredate dal fisco. Cosa dice la finanziaria nazionale, che cosa prevede? Questa è una politica fiscale: prevede nelle zone franche urbane l'esenzione dall'IRPEF - notiamo bene - per le micro imprese e le piccole imprese per i primi cinque anni, 60 per cento per gli altri cinque anni, 40 per cento per il sesto e settimo anno e 20 per cento per i successivi fino al nono; l'agevolazione si accompagna anche a misure sull'IVA. Il Cipe e il Ministero, anche in queste settimane che sono di crisi di Governo, lavora su questo.

Allora, la domanda che io faccio ai colleghi della Sinistra Autonomista, ma la faccio alla Giunta: ci troviamo a discutere una finanziaria in questo quadro, per la prima volta in Italia, di ragionamento di abbassamento delle imposte per favorire la socialità e il reinserimento, e noi facciamo una finanziaria regionale che non ne tiene conto? Mettete una norma programmatica, di adeguamento, non possiamo perdere il treno di un'esenzione fiscale sulle micro imprese, addirittura il 60 per cento del IRPEF e a scalare fino a nove anni, e noi non diciamo una parola su questo, una parola, non diciamo nulla! Siamo concentrati sul punto di IRAP e non ci siamo accorti che sta passando un altro treno.

Io non sono intervenuto sulla questione della sentenza della Corte Costituzionale perché non mi piace cantare il parce sepulto, però vorrei ragionare in positivo. Allora, come si è ragionato in Commissione industria sulle questioni dei Consorzi industriali? In Commissione industria si è ragionato sulle questioni dei Consorzi industriali - almeno per la mia parte - pensando a queste cose, pensando che c'è uno Statuto autonomo della Regione Sardegna che già aveva individuato nelle zone industriali potenziali zone franche, noi non abbiamo più barriere doganali e quindi quelle aree sono naturalmente vocate a poter essere intese e interpretate come il Governo nazionale interpreta le zone di degrado urbano. Ma ci vuole un Governo regionale che si pianti lì a dire queste cose, a dire che noi abbiamo un milione e mezzo di persone sparse in tutta la Sardegna e che dobbiamo configurare le zone industriali come luoghi delle zone urbane. Così abbiamo partecipato ai Consorzi industriali.

E allora - prendo spunto da un'altra delle felici affermazioni dell'onorevole Cugini della volta scorsa - cioè il problema, sui Consorzi Industriali, è che spesso noi discutiamo di cose di merito preceduti da questioni di puntiglio, cioè: a chi il merito? A proposito delle questioni di puntiglio, Manzoni ci ha insegnato che padre Cristoforo si è rovinato l'esistenza per una questione di puntiglio, per non aver ceduto il passo al Don del tempo.

La verità è che sui Consorzi industriali - io voglio che sia registrata questa cosa - non c'è un Gruppo politico che voglia continuare a distribuire stipendi, perché non c'è stato nessuno in Commissione industria che abbia detto "vogliamo continuare a distribuire prebende", non c'è! Abbiamo preso la finanziaria nazionale, che è per il risparmio, e l'abbiamo riportata all'interno dalla proposta di legge. Non c'è nessuno che non voglia ridurre il numero dei Consorzi industriali, nessuno! Poi ci si divide per il commissario, oppure perché partecipino o non partecipino gli enti locali, ma è questo l'oggetto. Invece c'è stata una campagna di comunicazione che ha configurato la Giunta impegnata in un'azione di moralizzazione e noi spinti nell'angolo della produzione di prebende: non è così, non è così! E la Giunta ha voluto anticipare nell'emendamento un pezzo della legge per una questione di puntiglio, per voler dire "la riforma la facciamo noi", ed è la stessa questione di puntiglio che ha rovinato la legge sulle Comunità montane, che infatti è per aria.

Io penso che le questioni di puntiglio vadano messe da parte e che il Consiglio regionale debba poter tranquillamente votarsi le sue leggi, dopo un confronto quale quello che c'è stato. Non servono le anticipazioni, a che serve dire "lo ha fatto la Giunta"? Ma io, che non mi ritrovo in tante delle cose che fa la Giunta, e ne dirò anche qualcuna in questa circostanza, non ho problemi a dire che si possa fare anche insieme alla Giunta, ma si fa qua, non si fa anticipando le cose per mettere il bollino, perché questa è la cosa che si vuol fare in questa finanziaria, il bollino, ed è stupido, secondo me, è stupido!

Ma c'è di più, c'è un'idea - che sottopongo ancora a chi ha voglia di discutere - che riguarda come la Regione interviene del sistema produttivo. Io faccio un esempio, e lo sottopongo all'attenzione di chi ha interesse per queste cose. La finanziaria nazionale dice: gli enti locali e il Governo non devono istituire società per lo svolgimento delle loro funzioni istituzionali; questo dice la finanziaria nazionale, grazie a Dio, cioè, se io sono l'Assessorato al turismo, per fare le mie politiche non devo farmi l'agenzia per il turismo, non serve, perché poi l'agenzia ne nomina un'altra per fare un'altra cosa e così di seguito. Cosa c'è dietro? C'è finalmente l'idea che, anche in Italia, si realizzano le liberalizzazioni individuando ciò che è compito dello Stato e ciò che viene regolato ma affidato alla società; fino adesso in Italia le liberalizzazioni sono state le privatizzazioni, cioè affidare a privati pezzi della funzione pubblica. Allora vi faccio un esempio che attiene all'agricoltura, non è polemica con l'Assessore dell'agricoltura né con la Giunta perché so come la pensano ma che voglio sottoporre all'attenzione dei colleghi, faccio un esempio perché è chiaro: la questione dell'ARA; l'ARA svolge una funzione che è pubblica, l'assistenza in agricoltura, l'assistenza zootecnica. Allora io penso che una Regione debba dire: bandisco un concorso con cui mi prendo queste persone, le metto nei ruoli, perché svolgono una funzione pubblica. No, no, questi sono dipendenti di una associazione privata alla quale, con tre delibere di Giunta, sono state affidate funzioni pubbliche. C'è qualcosa che non torna, e se volete questo esempio lo moltiplichiamo per dieci in Sardegna. Proviamo a ragionare diversamente: ciò che è tipico del pubblico lo fa il pubblico - per esempio la politica fiscale, per esempio le zone industriali che diventano zone franche urbane, per esempio l'assistenza in agricoltura fatta attraverso l'articolazione dell'Amministrazione regionale -, ciò che invece è affidato al mercato noi lo regoliamo ma poi lo lasciamo andare. Io farei politiche in questi termini e utilizzerei il comma sulle attività produttive… ho finito, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Uggias? Rinuncia.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi. Per quanto riguarda l'articolo 7 anche se è di 41 commi, prendo in considerazione soltanto due settori: quello agricolo e quello industriale, non che non siano importanti, ma tralascia, tuttavia, quasi del tutto, altri comparti che facendo parte del sistema produttivo hanno bisogno di sostegno e di interventi specifici. E mi riferisco in particolare all'artigianato e al commercio. Ma rimanendo al contenuto, sono diversi, a mio giudizio, gli aspetti che destano preoccupazione; in agricoltura l'indebitamento delle aziende agricole e i ritardi accumulati nell'attuazione degli enti con l'istituzione delle nuove agenzie; nell'industria, tra gli altri, il problema dei consorzi industriali, il caso Carbosulcis e il ruolo del IGEA. Ancora, nel credito la funzione dei consorzi fidi. L'indebitamento delle aziende agricole, con particolare riferimento ai gravi danni provocati dalla legge numero 44 e dalla situazione drammatica di molte famiglie di agricoltori, deve essere definitivamente risolto. Non è sufficiente che una sentenza abbia risolto uno dei casi più drammatici, ritengo che l'assessore Foddis debba informarci sull'azione della Giunta regionale nel rispetto degli impegni assunti in Consiglio a conclusione dello specifico ampio dibattito che si è svolto. Ha dichiarato, del resto, alla stampa che l'Assessorato sta lavorando ed è necessario che si ponga fine ad una vicenda le cui responsabilità sono numerose, vengano da lontano, ma che ora bisogna trovare la soluzione per archiviare una pagina, certo non positiva della nostra storia. Per quanto concerne invece l'attività delle agenzie, lo ripeto, non voterò a favore di altre riforme se prima non si avrà cognizione di ciò che è effettivamente accaduto con il processo riformatore e con la soppressione degli enti. I casi della formazione professionale, delle comunità montane, oggi il quotidiano La nuova Sardegna registra la presa di posizione della collega Francesca Barracciu a nome di altre 11 amministrazioni comunali a proposito della decisione del Presidente della Regione di impedire la costituzione della comunità montana Barbagia-Mandrolisai. Sono emblematici casi che evidenziano come restino sul tappeto dei problemi per non avere previsto alternative. Ritengo quindi opportuna un'informazione ai consiglieri sugli aspetti positivi, ma anche sulle criticità esistenti. Ho ricordato all'articolo del personale la vicenda di LAORE i cui dipendenti in tutta fretta sono passati temporaneamente ad un altro agenzia per esaurire le pratica sull'utilizzo dei fondi europei. Le sinergie possono essere positive, in molti casi lo sono, ma non con questa modalità, perché in questo modo suscitano perplessità sull'efficienza del sistema che è stato adottato. Per il settore industriale vi sono due aspetti di particolare rilievo, li accenno molto brevemente, eventualmente mi riservo di approfondirli poi durante la discussione sugli emendamenti. La vicenda della Carbosulcis dopo i pesanti rilievi della Comunità europea, che rischia di compromettere ulteriormente un territorio martoriato prima dalla crisi delle aziende a partecipazione statale poi dai numerosi impegni non mantenuti dal Governo ed ora per l'azione degli euro-burocrati che trovano terreno facile in scelte forse, anche in questo caso, non sufficientemente valutate per le conseguenze che potrebbero determinare. Se non si risolve il problema Carbosulcis rischia di saltare, tra l'altro, l'accordo che i socialisti hanno contestato per il tratto monopolistico tra Regione e Enel e di compromettere le scelte effettuate sul piano energetico, limitando il pluralismo della scelta dell'energie alternative, come è per il caso dell'eolico. L'altro aspetto è quello dei consorzi industriali, sottoposti, come è avvenuto in altri settori, alla fretta di voler cambiare tutto e subito senza prevedere quello che accadrà per tutti, e sottolineo tutti gli attori del sistema esistente. Una preoccupazione forte, almeno per la componente socialista, che io rappresento in questa Aula; per esempio si è discusso molto della forma giuridica che devono assumere, ma quasi nulla si è detto sulle sorti del personale occupato direttamente o anche di quello relativo alle società collegate e addirittura dell'indotto. Su questo punto i socialisti hanno presentato emendamenti perché sono molto d'accordo sulla riduzione degli sprechi, ma non intendono assecondare acriticamente un riformismo selvaggio, viziato da aspetti politico ideologici aprioristici che esulano, quindi, dagli obiettivi che si intendono perseguire con la razionalizzazione. Mi auguro che la Giunta e la maggioranza diano risposte positive e non si limitino, come al solito, all'invito al ritiro degli emendamenti per poi lamentarsi quando in vota in modo contrario. In materia di credito, e mi dispiace che in questo momento l'Assessore non sia qui, sono sempre più convinta della necessità della conferenza regionale, da me del resto ripetutamente richiesta con lettere al Presidente della Commissione bilancio e programmazione sin da quando rivestiva questo prestigioso incarico l'attuale Assessore al bilancio. Occorre esaminare in modo specifico gli enormi che problemi che devono affrontare le imprese e i cittadini nei rapporti con gli istituti di credito per ottenere prestiti a un tasso che non sia necessariamente superiore a quello concesso alle altre Regioni, c'è poi il problema dei consorzi fidi che ancora una volta si innesta sulla questione del pluralismo, è impensabile non favorire la concorrenza con esclusioni che tendono a favorire la concentrazione degli aiuti in un unico soggetto, e questo, francamente, non è condivisibile. Per concludere non posso non sottolineare una posizione cara ai socialisti e nel recente passato anche a numerosi esponenti dell'attuale Partito Democratico, nonché della stessa Giunta. Ricordo, per tutti, l'assessore Broccia quando era segretario della CNA confederazione nazionale dell'artigianato in Sardegna. Il refinanziamento delle leggi di settore, anche esse a sportello, a favore dei settori produttivi, in particolare per l'artigianato e commercio, è un'esigenza sentita da molti. E non sono sufficienti i bandi, e non è, come sostiene qualcuno in questa Aula, un problema dell'assessora Depau. E' ben altro. Sono scelte che vengono fatte e, pur non trovando una condivisione piena, vengono attuate senza un'adeguata riflessione. La ringrazio, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto.). Grazie, Presidente. Anche gli argomenti trattati in questo articolo riguardano aspetti e comparti di particolare sensibilità. Uno di questi comparti, ai quali ha accennato in apertura di intervento la collega Caligaris, è quello dell'agricoltura, dove il problema drammatico, terribile, che in queste ore alcuni titolari di aziende agricole stanno vivendo, col rischio di espropriazione dei propri beni, deve essere all'attenzione di quest'Aula, e tenuto in particolare conto. Noi auspichiamo, naturalmente, iniziative ulteriori e sensibilità da parte dell'Assessore della Giunta regionale, per incidere in maniera determinante e ridare garanzie agli operatori di quel settore. Non abbiamo dubbi sulla volontà, in questa direzione, da parte dell'assessore Foddis. Così come l'altro accenno fatto in altri interventi per gli operatori ex consorzio Lara pone a noi un serio problema, lo pone alla classe politica. Non può la classe politica, nel momento in cui si approntano e si definiscono nuove risorse, affacciare ipotesi di soluzioni garantiste nei confronti di quel personale, e poi, invece, trovare scappatoie, togliere certezze, porre dei limiti. Devono essere invece date, attraverso questa legge finanziaria, garanzie sufficienti di stabilità nel posto di lavoro, stabilità che non può essere sottoposta ad ogni piè sospinto a determinazioni diverse da quelle originariamente concordate, e rispetto alle quali noi, la categoria dei politici, dicevamo, cercando di rassicurare gli operatori di quel settore: "State tranquilli, non saremo insensibili, si troverà una soluzione al di là delle firme che allora abbiamo apposto". Questo è uno dei momenti perché quella soluzione venga ricercata.

Io voglio soffermarmi poi, in modo particolare, sul problema dei consorzi industriali, e voglio che risulti in maniera chiara, precisa, netta quella che è la posizione dei Socialisti. Noi non siamo contro la riforma dei consorzi industriali, siamo per la riforma dei consorzi, partendo dalla consapevolezza che la sussistenza in Sardegna di sedici consorzi industriali rappresenta un'anomalia nel sistema che va in ogni caso sanata. Chiarito questo punto, e quindi quello che è il nostro intendimento e quella che è la nostra filosofia, dobbiamo rivolgerci un'altra domanda: ma per quale motivo, sui consorzi industriali, si vuole intervenire in maniera estemporanea all'interno della finanziaria, trascurando il fatto che la Commissione, bene o male, ha in ogni caso licenziato un disegno di legge che dovrà venire all'attenzione, dovrà essere sottoposto all'attenzione di quest'Aula, subito dopo l'esame della legge finanziaria? Per quale motivo, e questo la dice lunga, in tre finanziarie sono state presentate sempre proposte di riforma dei consorzi e, guarda caso, nessuna uguale all'altra? Tre proposte, l'una differente dall'altra. Significa, come minimo, che c'è da discutere, e che anche da parte dei proponenti non c'è la necessaria chiarezza che invece è assolutamente richiesta nel momento in cui svolgiamo una funzione legislativa. Siccome noi abbiamo preso questa posizione, qualcuno la licenzia con molta facilità e con una battuta, dicendo che noi rappresenteremo il partito a difesa dei consorzi industriali. Ma, guardate un po', noi non esprimiamo nessun Presidente di consorzio industriale, non ho capito che cosa dovremmo difendere. Altri li esprimono e li hanno espressi, e talvolta li hanno espresso in modo anche poco trasparente, e con commistioni fra centrodestra e centrosinistra, non con accordi trasparenti, badate, con commistioni. Quindi, non ho capito perché, invece, verremo noi, da parte di alcuni, indicati come i tutori a salvaguardia di quelle posizioni di potere. Non ci interessano. Siamo per una riforma seria del settore, ma siamo perché questa riforma seria passi attraverso una procedura di garanzia, procedura di garanzia che può essere effettuata soltanto col pieno coinvolgimento dell'Aula, in una disamina completa della problematica, e quindi all'interno di una legge di riforma. Ecco allora perché, attraverso l'emendamento numero 251, chiediamo la soppressione dei commi 29, 30, 31, 32, 33 e 35 dell'articolo 7, ma ci dichiariamo a favore, invece, dell'ipotesi contenuta in un altro punto, cioè al comma 34 dell'articolo 7, che recita: "Qualora l'Aula non dovesse onorare l'impegno politico di approvare la riforma dei consorzi industriali entro tre mesi, allora, siccome si è in mancanza, in assenza di assolvimento ad un impegno politico assunto, allora è legittimo che il Presidente e i commissari dei consorzi industriali, ed è legittimo che i commissari, sia quelli della tabella F, parte seconda, che quelli della tabella F, parte prima". Non si capisce, invece, questa diversità di trattamento che si vuole adottare attraverso la legge finanziaria, e consentire il commissariamento di una parte di questi già ab origine. Per quale motivo dobbiamo anticiparla, se dell'impegno dell'Aula è quello di approvare entro tre mesi, ma non saranno neanche necessari farli trascorrere tutti, per quale motivo dovremmo invece procedere anticipatamente per una parte di essi? Ed infine, io voglio essere chiaro, lo dico alla maggioranza e lo dico all'opposizione, su un punto: è accaduto, in questi giorni, durante l'esame della legge finanziaria, che alcuni provvedimenti proposti dalla Giunta regionale non abbiano ottenuto i voti di fiducia necessari, ed è accaduto soprattutto quando si è fatto ricorso al voto segreto. Noi Socialisti, rispetto al voto segreto, abbiamo una posizione precisa e datata, la nostra è una posizione storica. Abbiamo sempre detto, e continuiamo a ripeterlo questa sede, che non siamo d'accordo per le espressioni di voto segreto, chiediamo che ciascuno si assuma le proprie responsabilità esprimendo voti palesi, chiediamo cioè, a chi riconosce la legittimità, la validità, l'opportunità di votare favorevolmente per l'emendamento numero 251 soppressivo di tutti quei commi che prima o citato, e per la emendamento numero 250 che contiene il rafforzamento di quell'impegno politico ad approvare la legge in Aula entro i tre mesi, a chi è convinto della legittimità, della giustezza, dell'opportunità di questa posizione chiediamo di non trincerarsi attraverso un voto segreto, ma di avere il coraggio delle proprie azioni votando palesemente in aula. Questo lo dico perché noi palesemente esprimiamo le nostre posizioni, palesemente le difendiamo perché riteniamo che abbiano una loro dignità e una loro legittimità. Vorremmo, a scanso di equivoci e perché nessuno cerchi responsabilità dove non ce ne sono, ma vada a cercarle in casa propria, vorremmo che tutta l'Aula si uniformasse, per gli argomenti che rivestono particolare importanza, come in questo caso, a questo criterio, ed esprimessi un voto palese manifestando il coraggio delle proprie scelte e delle proprie azioni.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. L'articolo 7 è un articolo importantissimo della finanziaria, peccato che ci troviamo a discutere in finanziaria di articoli e di commi che non trovano un collegamento stretto e diretto con leggi di settore che mancano e che questa Giunta non riesce a presentare e far approvare. Le riforme, perché questo articolo ha a che fare anche con le riforme, sono estremamente importanti. Le riforme dovrebbero tendere a migliorare i servizi, garantire una maggiore competitività, mantenere i livelli occupativi attuali, ma, possibilmente, la strategia dovrebbe essere quella di aumentare l'occupazione. Le riforme che sta portando avanti questa Giunta negli ultimi anni sono riforme che stanno creando confusione, che non stanno migliorando i servizi ma in qualche caso li stanno peggiorando, che stanno creando una diminuzione di competitività, che stanno mettendo a rischio posti di lavoro. Io ieri ho partecipato a un incontro, per quanto riguarda ad esempio i Consorzi di bonifica, sicuramente è una legge importante, la numero 19, ma se le riforme poi non vengono accompagnate con progetti, con finanziamenti, con dei termini importanti da parte dell'Amministrazione, si rischia che queste riforme diventino un fallimento, come ad esempio nel caso dei Consorzi di bonifica, il rischio è che ci sia un aumento dei costi dell'acqua che vanno ad incidere su un sistema produttivo come quello dell'agricoltura, che ci sia un peggioramento dei servizi offerti per la lontananza e per l'accentramento del potere verso la Capitale, e che ci sia il rischio di occupazione, perché anche di questo si parla. Non vorrei che succedesse la stessa cosa con i Consorzi industriali; anche in questo caso non si può cercare con una finanziaria di mettere a posto le divergenze che ci sono all'interno della maggioranza, perché di questo si tratta, senza pensare che queste incertezze stanno creando gravi danni nel mondo imprenditoriale, di chi opera nei Consorzi industriali, di chi è in attesa di un'area per poter iniziare un'attività di cui rischia di perdere finanziamenti e contributi. E c'è da dire che ci sono altri problemi, sempre con riferimento alla riforma e alle strategie. Ad esempio è stata fatta una segnalazione da Confindustria per quanto riguarda i settori del lapideo, il settore del sughero; anche in questo caso se la Regione non fa delle analisi attente, non va a verificare che la Sardegna, per quanto riguarda i distretti del settore dei lapidei, ha nelle proprie attività il 95 per cento di estrazione e il cinque per cento di lavorazione, a fronte di altri distretti che hanno invece il 5 per cento di estrazione e il 95 per cento di lavorazione, se non si fa una legge organica, in questo settore, si rischia di farlo crollare totalmente. I problemi sono tanti, sono stati accennati: il problema del PPR, il problema della mancanza della certezza del diritto, il problema dei trasporti che incidono profondamente sul sistema imprenditoriale sardo. Voi sapete che non siamo stati capaci ad entrare nelle autostrade del mare, con un Governo che per fortuna non c'è più, ma che ha penalizzato fortemente la Sardegna. Quindi il tema dell'articolo 7 è drammaticamente importante, c'è un sistema in crisi che non vede un impegno strategico della Giunta per dare risposte concrete al mondo dell'imprenditoria. Di contro, alcune scelte quali il sistema impositivo, e anche qua è inutile che ci dilunghiamo, perché mi pare che il pronunciamento della Consulta dica molto, sarebbe stato opportuno che questo Consiglio avesse, prima della Consulta, eliminato questo grave problema che sta creando per la Sardegna non solo danni di immagine, ma anche danni economici. Nell'articolo 7 c'è un articolato che prevede la reindustrializzazione dell'area di Arbatax, presumo che sia anche per il settore della nautica, e questo, purtroppo, se pur sia un'iniziativa importante, va a cozzare sempre con una strategia sbagliata della Giunta che è quella delle tasse sul lusso, che impediranno a questo polo, più debole rispetto ad altri poli della Sardegna, di poter decollare. L'artigianato è un tema molto importante che mi sta a cuore. Il settore dell'artigianato, quindi; settore che non trova un'adeguata attenzione in questa finanziaria, infatti, il comparto dell'artigianato che comprende circa 43.000 imprese attive in Sardegna, che ha un fatturato di 5 miliardi e 95.000 addetti occupati, quindi un comparto produttivo che, comunque, in questo momento di grave crisi della Sardegna continua, in qualche modo, a trainare l'occupazione. Però le piccole Aziende sono fortemente penalizzate nell'approvvigionamento finanziario a causa dei tagli delle banche che hanno continuato a ridurre progressivamente la quota di impieghi assicurati alle imprese. Le Aziende artigiane, quindi, Assessore, lamentano la mancata corresponsione dei contributi previsti dalla legge regionale numero 51, articolo 2, per l'abbattimento del tasso di interesse sui prestiti concessi a diverse imprese per l'annualità 2004, ad esempio. Manca un'adeguata copertura del sistema Consorzi FIDI e integrazione del fondo rischi. Non si tiene conto, in questa finanziaria, del cambiamento delle normative relative al rapporto tra banca e impresa, l'entrata in vigore della Basilea 2 che impone severe norme per l'accesso al credito. Impone, quindi, agli imprenditori la dimostrazione della capacità di far fronte agli impegni sottoscritti. Assumono quindi, Assessore, un ruolo chiave i Consorzi di garanzia per i quali, questa finanziaria, non prevede interventi finanziari adeguati o degni di attenzione. Sono rilevabili poste di bilancio a tempo, ad esempio per il 2008, senza una programmazione che possa consentire un rilancio al settore, anziché certificarne la morte. Ci sono altri aspetti, come tra l'altro proposto dalle associazioni di categoria della confcommercio e dalla confartigianato. Sarebbe stato, ad esempio, opportuno prevedere e concedere dei contributi annuali ad integrazione dei fondi rischio ordinari dei confidi, istituire un fondo speciale di garanzia cofinanziato dai confidi e Regione, concedere a fronte dei finanziamenti assistiti da garanzie a confidi contributi in conto interessi destinati ad abbattere il costo del denaro, notoriamente superiore in Sardegna rispetto alle Regioni del centro e nord Italia.

Cosa dire sulla legge numero 51? Ci vorrebbe quasi una censura. Voi avete fatto un bando che per fortuna, a seguito di interpellanze, è stato rivisto, quantomeno come tempi. Un bando che è stato pubblicato a cavallo delle vacanze di Natale, quindi delle ferie, quindi quasi impossibile presentare progetti per gli artigiani, soprattutto per i piccoli artigiani. Per fortuna questo bando è stato posticipato, la presentazione dei progetti.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue PILERI.) Però anche per la "51" bisognerebbe dire qualcos'altro, e cioè che sarebbe necessario riattivare lo sportello nel caso di investimenti di piccole entità. Infatti gli incentivi concessi a sportello possono rappresentare uno strumento migliore per garantire alle imprese la velocità e l'efficacia dei progetti di investimento. Quindi gli artigiani non chiedono elemosina, ma chiedono sostegni, chiedono fiducia, e quindi se questa fiducia non arriverà con atti che questo Consiglio spero possa approvare con gli emendamenti, io esprimo un giudizio assolutamente negativo su una Giunta che diversamente navigherebbe a vista, senza un progetto strategico a favore del sistema produttivo isolano, che, quindi, mi porta ad esprimere un giudizio assolutamente negativo sull'articolo.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pileri.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente.

Siamo all'articolo 7 che contiene, a mio giudizio, già nella collocazione e nel titolo, due errori abbastanza vistosi. Innanzitutto a mio giudizio non si sarebbe dovuto collocare l'articolo 7, che parla, appunto, di disposizioni a favore del sistema produttivo, successivamente all'articolo 6 che parla di lavoro, ma si sarebbero dovuti scambiare, da un punto di vista logico, le posizioni. Il secondo vistoso errore è nel titolo, perché è evidente che non sfugge a nessuno che nelle "disposizioni a favore del sistema produttivo isolano" di favore se ne legge veramente poco. Quasi niente! Io mi sono sforzato di fare una ricerca per capire come stiamo favorendo noi oggi il sistema produttivo isolano. E qui, dentro questi 41 commi che compongono quest'articolo, mi diventa difficile rintracciare qualche politica seria di incentivazione della produzione. Diceva bene ieri l'onorevole Maninchedda, quando richiamava la legge della giungla, la legge della selezione naturale della specie. Qui siamo effettivamente di fronte ad una situazione simile. Le imprese sono dentro un sistema di giungla! Qui non c'è nessuna possibilità concreta per le imprese deboli di sopravvivere e per le imprese forti di avere interesse a produrre di più e quindi creare, ovviamente, occupazione. E' questa la logica che sfugge! E' vero, voi avete addotto a giustificazione di questa strana situazione il fatto del risanamento del bilancio: "Però abbiamo risanato i conti, abbiamo speso meno, non abbiamo investito in politiche di produzione e quindi di sostegno delle imprese". A parte ovviamente la considerazione che rimane pur sempre appesa ad un punto interrogativo se davvero è risanamento e se quei 1500 milioni di euro davvero poi risulteranno non dover essere restituiti, però, al di là di questa considerazione, assomiglia molto questa politica a quella che faceva la buonanima di Tziu Pistulliori che era una persona che tutti conoscevano; lui aveva un solo giogo di buoi, poverino, che si chiamavano - voi sapete che i gioghi di buoi vengono denominati e hanno un nome che li tipicizza - e si chiamava prandiu cum pagu, prandiu l'uno, cum pagu l'altro, proprio perché Tziu Pistulliori era uno che era abituato a voler risparmiare e quindi aveva inventato il meccanismo di non dare a sufficienza da mangiare all'unico giogo di buoi che aveva e che gli serviva, tra l'altro, per vivere, per lavorare. E' ovvio e logico che questo giogo di buoi era destinato a morire e così accadde, e Tziu Pistulliori cambiò anche mestiere, diventò l'arrotino del paese.

Allora io mi chiedo: noi siamo di fronte ad una situazione simile. Noi siamo di fronte ad una politica assente dentro il sistema delle imprese e vi richiamo alcuni concetti che voi tutti conoscete, approfitto del fatto che ci sia anche l'Assessore all'artigianato in questo momento. Lei, Assessore, ha pubblicato recentemente un bando che è rivolto alle aziende artigiane e che è relativo all'apprendistato. Basta leggere quello! A distanza di cinque anni - diciamo di tre anni perché è riferito al 2005 - stiamo aprendo un bando per dare il contributo a favore delle aziende artigiane che abbiano assunto apprendisti. A distanza di tre anni, per il 2005! Ma che razza di incentivo è? Quelli dovrebbero essere risarciti per la pazienza che hanno avuto! Non è certo una politica incentivante. Incentivante è quando, invece, naturalmente si dà una politica a sportello, quando esiste un interesse immediato, diretto dell'impresa a dover produrre di più. Poveri, questi per tre anni hanno pagato gli stipendi a questi apprendisti sapendo di poter contare su questo contributo e se lo vedono riconosciuto con tre anni di ritardo.

Legge numero 51. Ne hanno parlato tutti e non voglio ripetermi, ma davvero non ci sono assolutamente possibilità concrete di vedere sviluppo attraverso… tra l'altro, ieri, qualche collega mi richiamava: "Ne parliamo all'articolo 7". E allora all'articolo 7, però, non c'è niente che davvero dimostri che c'è questa volontà di sostenere le imprese artigiane.

La legge numero 15, la legge sull'industria. Non c'è assolutamente niente che davvero possa far sperare le industrie isolane in un bando della legge numero 15 e quindi naturalmente la potenzialità di sviluppare nuova occupazione.

Che dire delle altre leggi incentivanti? Ne abbiamo pure parlato ieri. Io credo che questo sistema sia un sistema che non può andare lontano. E' un sistema che va rafforzato. Vorrei soltanto fare cenno ad una negligenza totale che è relativa alle politiche energetiche. Ancora una volta noi stiamo imbrogliando la Sardegna perché, a detta anche di ciò che è avvenuto recentemente, non siamo capaci di modificare il Piano energetico regionale dimostrando che la Sardegna deve investire in produzione energetica da fonti rinnovabili. Noi non siamo capaci perché in maniera assolutamente antiscientifica abbiamo detto che non è possibile produrre più energia elettrica da fonti eoliche perché le nostre infrastrutturazioni e la nostra rete non sopporterebbero un quantitativo superiore. Poi ci siamo, naturalmente, affrettati a difendere quanto aveva dichiarato il Presidente di Nomisma e quanto poi lo stesso Assessore aveva detto in un recente convegno. Di fatto, però, le cose non stanno così, l'autorità sull'energia dice bene che questo limite che noi ci siamo autoimposti, e non è vero che poi abbiamo adottato un sistema di flessibilità, è un limite inesistente, la Spagna lo dimostra. La Spagna oggi produce esattamente il triplo, in soli cinque anni, di quanto produceva prima con l'eolico e si è attestata come seconda nazione europea di produzione di energia elettrica da fonte eolica, che è energia che si produce a basso costo rispetto naturalmente tutte le altre fonti energetiche. Possiamo noi scrivere che fino a 1500 megawatt di potenza nominale possiamo concedere autorizzazioni per la realizzazione di impianti eolici? Impianti eolici che noi stiamo andando a non far realizzare soltanto ed esclusivamente in funzione di una ossessione paesaggistica che non ha assolutamente più senso che debba esistere.

Miniera di Silius, o meglio, fluorite di Silius oggi, noi diciamo, e lo dico all'Assessore che è presente, Assessore, bisogna recuperare, riappropriarci di molta autorevolezza, porre sul piano politico il nostro confronto con la Commissione europea perché il problema si superi. Non è tollerabile che questa infrazione sia stata scritta in funzione soltanto tecnica, come è avvenuto nel passato per altri casi analoghi, occorre un'interlocuzione forte, scomodate chi volete scomodare, però esiste la possibilità, ovviamente, di difendere le nostre tesi. Se oggi il prezzo della galena è il triplo rispetto al prezzo di qualche anno fa, evidentemente le condizioni sul mercato sono cambiate. Credo che di questo noi tutti dovremmo prendere atto e difendere le tesi produttive della Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, grazie. Intervengo su questo articolo, ma non credo di dover occupare tutto lo spazio temporale concesso, anche perché si è detto di tutto e di più di quello che doveva essere detto su tutto quel che è previsto in questo articolato. Ora, a me resta soltanto eventualmente di chiosare su alcuni aspetti particolari e per una volta tanto credo di non dover attaccare né l'amministratore delegato di questa Regione, né i sub delegati che siete voi, Assessori qui presenti, perchè vorrei considerare questa Regione come una intrapresa, un'industria, così come al Presidente piace o piacerebbe che essa fosse nella realizzazione di un piano strategico di sviluppo. Ma quando poi vai a verificare nel concreto e nell'articolato, noti che manca un tessuto omogeneo, che manca un'iniziativa concreta, che mancano una serie di convergenze che possano portare le varie branche delle attività produttive verso quella svolta necessaria e necessitata dalla crisi che attraversa la nostra Isola e che sembra non interessare più nessuno. Ora, noi qui stiamo ragionando come se fosse un'Isola felice, l'Isle de beautè, una cosa che resta lì, messa nel Mediterraneo e può andare, come diceva qualcuno della maggioranza, quale zattera alla deriva sponda di questo mare Mediterraneo. Non considerando che potrebbe essere vista come una piattaforma, non tanto logistica, quanto di importanza a trasnazionale per i commerci, per le attività, per dimostrare quanta produttività nella nostra Isola avviene. Ci si dimentica che siamo una delle regioni più ampie come territorio, che è abitata solo da 1 milione 600 mila abitanti, che purtroppo c'è una rilevante disoccupazione, tale che fa concorrenza alle condizioni più disastrose del meridione d'Italia. Tutto questo dovrebbe farci sorridere, perché sentiamo le dichiarazioni della Giunta, del Presidente: che è incrementata l'occupazione, che c'è lo sviluppo dietro l'angolo, probabilmente io sogno! L'Iglesiente mi pare che abbia qualche difficoltà; le industrie di quella zona, che sono energivore, mi pare che abbiano qualche difficoltà; le condizioni in cui vivono quelli che erano impiegati temporanei del Parco geominerario qualche preoccupazione l'hanno avuto e ce l'hanno; se poi migriamo appena appena verso Villacidro io non so cosa ci sia...

MARROCU (P.D.). Fermati a Gonnos!

DEDONI (Riformatori Sardi). No, mi fermò lì un attimino per pensare alla Keller che dovrà chiudere nel momento in cui non c'è la possibilità di trasportare neanche più i carri merci che si producono in Sardegna per poter esitare quelle condizioni di sviluppo che, dicevamo, qualche anno fa potevano dare un ristoro a una zona martoriata per la disoccupazione dietro la chiusura della Scaini e di altre grandi industrie che erano lì allocate e presenti. Poi continuiamo verso Ottana: un deserto! Lo era prima, lo è diventato dopo. Non faccio analisi sociologiche nel dire che era una cosa giusta o sbagliata, esisteva la possibilità di dare una incentivazione alle zone interne, è stato fatto cadere tutto e ci sono responsabilità oggettive del fatto che alcune industrie hanno detto che prendevano il posto di altre e quelle non sono state messe in condizione di operare, ma su Ottana si potrebbe aprire e su tutto quello che è l'industrializzazione del Nuorese. Non ho saltato a caso la provincia di Oristano, con il consorzio che non ha assolutamente ormai nessuna parvenza di industrializzazione, dovuta al fatto che si pensa piuttosto a chiudere questi consorzi industriali, anziché fare una politica industriale seria! Proseguendo per il Nord Sardegna e arrivando a quello che è Porto Torres e tutto l'indotto, sappiamo in che difficoltà e in che condizioni sono nel sassarese. Questo è il comparto industriale!

Se dovessi arrivare a parlare di artigianato, mi sapete dire cosa avete fatto di concreto? Quando si parlava di incentivare l'artigianato artistico, quando si è presentata una legge si è avuta difficoltà di dibattere anche su quella che era la possibilità di crescita di un settore particolare, si rifiuta, perché tutto quello che viene dall'opposizione è negativo! Per arrivare alle politiche energetiche, per continuare con il commercio che langue e il tutto è legato a un turismo che si vorrebbe fare, in grande misura, commercializzando e presentando i nostri prodotti.

Non lascio l'agricoltura per ultima, non voglio più criticare, al di là del fatto che c'è una condizione di negatività su una innovazione che dovrebbe essere importante, quella del creare tre nuovi organismi, tre nuove agenzie, che dovrebbero operare concretamente. Eppure ci sono gravi ritardi. Comprendiamo tutto, che i ritardi sono dovuti ai passaggi da una situazione all'altra, ma vivaddio, c'è un mondo dell'agricoltura che langue e muore. Ma voi pensate che chi, come famiglia - mi è capitato anche da poco, babbo, mamma e due bambini - si vede sequestrare la casa, non solo i terreni, la casa dove vive! E poi mi si può dire: "Ma c'era un'iniziativa solo per la legge numero 44", altro grave danno della Regione, con tutto quello che è passato alla Regione di destra e di sinistra...

MARROCU (P.D.). E di centro!

DEDONI (Riformatori Sardi). No, ti ricordo che c'era uno dei D.S. che non l'ha notificata e non farmi fare nomi e cognomi Marrocu, non era Felicetto e lo sai bene, lo sai bene...

PRESIDENTE. Non si lasci provocare onorevole Dedoni, vada avanti.

DEDONI (Riformatori Sardi). Allora per riprendere la linea che avevamo, marito moglie e due bambini cacciati fuori da casa perché non possono pagare i debiti che l'agricoltura non consente loro di pagare, perché ci sono ritardi nei pagamenti da parte dell'Assessorato all'agricoltura, ma non è dell'Assessorato all'agricoltura, è dell'impianto di pagamento che questa Regione ha, dell'impianto di spesa che questa Regione ha, che consente poi di farsi prendere i denari dall'Unione europea, quelli che potevano spendere diversamente. Vede Assessore, io non faccio carico a lei, perché sono passati diversi Assessori e quindi non è un discorso personale, né di attacco all'Assessorato, è una registrazione del fatto che c'è carne e sangue, gente e uomini che vivono su questa condizione di negatività assoluta per dirla come lo dice qualche amico o se vuole compagno della maggioranza. Ma non si fanno politiche serie per la gente! Allora, quando si parla e faccio un esempio e concludo, che l'amministrazione regionale eroga dei finanziamenti anche per le imprese, per le piccole e medie imprese per poter realizzare delle presentazioni, dei commerci, delle presentazioni anche all'estero, non è chiaro anche perché poteva essere anche nelle associazioni di impresa che vengono finanziate. Penso al cavallo sardo, all'anglo arabo sardo che ha una grande prospettiva di cui forse pochi ne hanno parlato e che potrebbe avere un raccordo per esempio con gli emigrati (emirati) arabi, per esempio, con altri produttori con altre tipologie di presenze di cavalli che hanno una linea di sangue e così via. Faccio questo perché è breve, non voglio neanche entrare e che poi non vengono analizzate in fondo, si ricrea soltanto la struttura di Tanca Regia, non si pensa a creare un impatto diverso, un fatto di produttività anche di quel settore, dare un'immagine diversa del nostro prodotto anche perché tra l'altro è legato al turismo, legato a grandi manifestazioni, legato a una tradizione del popolo sardo. Ma...

PRESIDENTE. Concluda.

DEDONI (Riformatori Sardi). Volevo dire che il tempo che non mi è stato possibile utilizzare tutto e sino in pieno, può essere recuperato certamente negli interventi che verranno nei vari emendamenti che abbiamo presentato per migliorare questo articolato.

PRESIDENTE. Intervengono adesso i tre Assessori, essendo questo un articolo complesso che riguarda l'Assessorato all'agricoltura, quello all'industria e quello del commercio e turismo. Quindi diamo la parola a tutti e tre gli Assessori per un tempo più limitato di quello previsto, ma tuttavia credo che sia interesse del Consiglio sentire gli Assessori.

Poiché nessun altro iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.Signor Presidente, signori consiglieri, colleghi della Giunta. L'articolo 7, oggi così denso di problematiche e di aspettative, a me l'onere, ma per lo spirito col quale porto avanti questo lavoro, anche l'onore di assumermi la responsabilità di quello che stiamo facendo in una situazione di grande, grande, grande, difficoltà dell'agricoltura non solo quella regionale, oserei dire quella di tutto il Mezzogiorno e di tutte le Regioni d'Europa. Sono particolarmente, come posso dire, sensibile alle parole di soddisfazione che in un certo qual modo ho ricevuto da parte del Presidente della Commissione agricoltura e allo stesso tempo interpreto con grande rispetto e con grande stimolo le osservazioni che dalla Commissione sono pervenute affinché si renda più proficuo questo rapporto, questo confronto e tutta la mia disponibilità, caro Presidente, la riconfermo oggi in Aula così come l'ho riconfermata nelle note che alla Commissione ho fatto pervenire per essere audito, per esempio, sui problemi del programma di sviluppo rurale. Un programma di sviluppo rurale che sta avviando la sua fase operativa con pubblicazione a breve dei bandi, almeno dei bandi con le misure a premio, quelle che quindi daranno le risposte più immediate al mondo dell'agricoltura, soprattutto quello più marginale, quello dove l'indennità compensativa riesce a portare anche, come posso dire, quell'ossigeno di liquidità oggi estremamente importante. Il programma di sviluppo rurale che va visto e va interpretato come l'elemento dove effettivamente vengono attuate e attivate le politiche di sviluppo agricolo e dove sono le risorse, le risorse vere, quelle che impatteranno in maniera significativa sull'agricoltura. Certo, quelle del bilancio regionale possono apparire insufficienti, ma vanno viste con un ordine molto importante che prima dobbiamo cercare di spendere le risorse comunitarie, e nel PSR ce ne sono tante. Ma mi piace ricordare ancora una volta, quando si dice che abbiamo perso delle risorse, io vorrei richiamare come nell'esercizio del 2006 l'Assessorato all'agricoltura avesse speso più di quanto non era dovuto sulla base del budget di spesa, ma il differenziale sul quale abbiamo fatto il ricorso è dovuto al fatto che non ci vennero riconosciuti 45 milioni di euro che erano stati spesi come anticipazioni, non a fronte di collaudi.

Però la spesa ci fu, è soltanto quindi un problema di interpretazione sulla quale abbiamo fatto ricorso, non soltanto noi, ma l'abbiamo fatto assieme al Ministero dell'agricoltura che riconosce le nostre ragioni. Però ci piace anche ricordare oggi che nel 2007, malgrado il percorso di riforma, io vorrei dire grazie a quel percorso di riforma che apparentemente sembra di grande confusione, sembra non portare dei risultati, io ringrazio i collaboratori che nelle agenzie stanno lavorando perché malgrado con grande difficoltà aver differenziato la missione di LAORE rispetto ad ARGEA, ha fatto sì che ARGEA potesse portare a compimento i pagamenti del 2007, e non solo raggiungendo l'obiettivo, ma spendendo certamente di più. E'un momento difficile, ma la spesa va avanti, non ci ricordiamo mai di dire che per esempio i residui passivi che abbiamo ereditato nel 2003 sono stati dimezzati, da un milione e 53.000 euro di residui passivi, oggi registriamo valori intorno ai 550.000 euro, quella è la spesa reale che è stata fatta, signori consiglieri, una riforma difficile certamente, ma una riforma che ci sta impegnando secondo una direttrice molto importante che è quella di individuare le criticità, e tra le criticità qua è stato ripetuto il frazionamento delle aziende, portiamo avanti un percorso di aggregazione, un percorso di aggregazione perché con l'aggregazione abbiamo trovato risultati. L'aggregazione trova sintesi nello strumento cooperativo, noi non abbiamo questioni di schieramento ideologico, ma ricordiamo per esempio quanto ha detto il presidente Napolitano qualche giorno fa all'Università di Trento, quando dice che le cooperative sono poste nella nostra Costituzione come un baluardo che in nessun modo può essere cancellato, ma che anzi devono essere un punto fermo di tutte le forze politiche. "Sono convinto", ha detto Napolitano, "che la cooperativa sia tra le forme più alte di organizzazione economica e sociale e di valorizzazione della persona". Credo quindi che la cooperativa, e non soltanto essa, ma essa forse più di altri possa interpretare meglio quel progetto che noi portiamo avanti. Aggregazione, gli strumenti a servizio quindi dei processi aggregativi...

PRESIDENTE. Prego Assessore, ha ancora un minuto.

FODDIS, Assessore tecnicodell'agricoltura e riforma agro-pastorale. ...gli interventi nella logistica perché se è vero com'è vero che mancano strumenti di aggregazione, mancano anche nel momento della proposizione del prodotto soprattutto ortofrutticolo rispetto ai mercati. Questa è una cosa di grande attenzione, volevo chiudere soltanto con un riferimento ai problemi che sono stati citati della tbc, non è vero che siamo insensibili, ma è anche vera un'altra cosa, che abbiamo investito finanziariamente tanti milioni di euro affinché si facessero le assicurazioni, caro Presidente della Commissione, il costo assicurativo non è di 90 euro, il costo complessivo assicurativo per capo è di 10,38 euro, a cui vanno decurtati 8,38 euro di contributo, tra nazionale e regionale, il costo per allevatore è di 2 euro. E allora perché non ci si è assicurati? Certo dovremo intervenire, siamo d'accordo ad intervenire, con la collega Dirindin stiamo lavorando in questa maniera, però dobbiamo anche prendere atto che sarebbe costato, al singolo allevatore, 2 euro assicurarsi, invece oggi pensiamo di farci carico di tutto. Sono veramente, da questo punto di vista, preoccupato perché l'innovazione vuol dire anche, in questo termine, in cultura della gestione dell'impresa che c'è. Volevo soltanto citare un altro concetto. Io sono d'accordo, caro onorevole Diana, e sono contento che la Coldiretti, col suo strumento organizzativo, l'organizzazione produttori, l'OPROC, possa fare raccolta di latte e poi lo possa andare a vendere agli industriali, ma il prezzo lo fa l'agricoltore, questa è la vittoria. L'organizzazione produttori vuol dire che è lui che detiene il prodotto, è lui che si presenta agli industriali e ne propone modalità e condizioni di vendita. Avrò modo nel prosieguo, non voglio levare tempo ai colleghi Assessori che dovranno dopo di me intervenire, per rispondere, se sarà il caso, in maniera più puntuale su tutti gli argomenti che i signori consiglieri, nei loro interventi, mi hanno posto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà ora di parlare l'Assessore tecnico dell'industria.

RAU, Assessore tecnico dell'industria.Grazie Presidente, onorevoli consiglieri. Sicuramente i temi che sono stati affrontati anche sull'industria sono complessi e necessiterebbero di un tempo molto superiore rispetto a quello che abbiamo, ma certamente potrà essere l'occasione di dare qualche informazione ai consiglieri, che possono contestualizzare anche l'articolo 7 nella logica di una più ampia politica, che è contenuta anche in altre parti della finanziaria. Intanto, una delle considerazioni che in questa discussione c'è stata è la mancanza di sostegno al sistema produttivo attraverso le leggi di incentivazione. Allora, su queste noi dobbiamo prendere atto, perché l'abbiamo ricordato anche più volte, è sempre più necessario monitorare come questi strumenti hanno funzionato, e avere delle valutazioni. Per fortuna, sugli strumenti delle leggi settoriali ne abbiamo numerose. E le varie valutazioni ci riportano come, queste, non hanno inciso sulle politiche di sviluppo, hanno inciso in maniera molto limitata, e non sono state in grado di dare quella competitività che invece al nostro sistema industriale era necessario. Una banca, che fa le istruttorie, ha recentemente calcolato le tipologie di spesa, come erano state utilizzati i finanziamenti, e il 75 percento dei finanziamenti, delle risorse in conto capitale, la Regione Sardegna è una di quelle che ne ha avuto di più in questi anni, sono andate alle opere murarie. Allora noi ci diciamo: "E' la ricerca, è l'innovazione, è l'internazionalizzazione delle imprese che conta", mentre molto spesso sono servite a costruire capannoni, che molto spesso sono anche stati vuoti. Noi li abbiamo i soldi per il sistema produttivo, e l'abbiamo strutturato in maniera molto più efficace, secondo noi, per la competizione. Intanto vorrei ricordare che il POR, le risorse quindi solo del FESR, quindi quelle che agiscono anche sul sistema delle imprese, hanno nel settennio oltre un miliardo e 700 milioni di euro, di cui il 27 percento, cioè poco più di 460 milioni di euro nell'asse competitività, e l'11 percento nell'asse energia; di questi, il 47 percento va speso nel 2007-2008. Quindi, le risorse ci sono, sono sufficienti e noi aspettiamo che il sistema imprenditoriale ci presenti progetti che siano efficaci, anche di iniziative che comunque hanno prospettive nel medio lungo termine. Incidono sulla ricerca, sull'innovazione, sulla qualità delle risorse umane, attraverso leggi che non vanno a finanziare solo l'investimento produttivo, ma che possono consentire alle imprese anche di avviare progetti complessi, che oggi sono sempre più incentrati su altri fattori, non solo su quelli materiali, ma anche degli immateriali. Si parlava anche di altri strumenti che devono essere accompagnati. In più ci sono anche tutte le risorse del FAS, le risorse nazionali, quelle che sono già state attribuite alla Regione, che si possono sempre programmare per un settennio, e anche queste ammontano a delle risorse finanziarie che sono assolutamente abbondanti, e che quindi troveranno riscontro per i progetti industriali seri delle nostre imprese. Anche qui, ricerca, innovazione, competitività e internazionalizzazione, questi sono i fattori dove bisogna puntare, con pochi strumenti, che siano chiari per le imprese, e che riescano ad agire nelle prospettive di sviluppo. Si è parlato anche di altri strumenti innovativi, che sicuramente sono molto utili ed efficaci per il nostro sistema industriale. L'onorevole Maninchedda ha sollevato la fiscalità: zone franche urbane. Non sarà sfuggito all'onorevole Maninchedda che c'è stato anche un cambiamento su questo intervento tra la finanziaria nazionale del 2007 e quella del 2008. Mentre questo era un intervento che era stato pensato, anche attraverso la sollecitazione delle regioni, per le otto regioni del Mezzogiorno, è stato esteso a tutto il Paese, queste è stata un'imposizione della Commissione europea, e può essere ammissibile solo per delle aree in cui c'è un indice di disagio, quindi non sono strumenti che possono essere applicati in maniera generica, o dove la Regione crede, ma sono strumenti che devono essere attivati su alcune aree, che sono particolarmente degradate, e devono essere fatti dal Governo centrale e applicati su alcune aree. Noi su questo ci siamo, stiamo lavorando per l'identificazione delle aree che verranno presentate al Ministero. Sono stati toccati molti altri temi, l'emergenze, è stata toccata la LEGLER, la SILIUS, ognuna ha una peculiarità diversa. Vorrei dirvi solo una cosa, sulla SILIUS, noi non soltanto stiamo cercando di difendere l'attività, ma ci stiamo soprattutto facendo carico di un pregresso che c'è stato lasciato. La Commissione europea ci contesta i 96 milioni di euro che dal '97 in poi sono stati erogati senza nessuna autorizzazione da parte della Commissione europea. Quindi, questa Giunta regionale non soltanto sta difendendo l'attività, ma sta difendendo quest'attività con un pregresso, che è il pregresso che la Commissione europea ci contesta, che certamente non è stato causato da questa Giunta. Consorzi industriali, ultimo tema che riesco ad affrontare, ce ne sarebbero molti altri. Non è una imposizione, una forzatura da parte della Giunta. Noi, questo Consiglio, se lo vorrà, si prenderà carico di una riforma che è indispensabile, e prevede che una parte in cui le funzioni si sono esaurite vadano direttamente agli enti locali, con quella politica di contenimento dei costi e di maggiore efficacia delle strutture, e anche di una semplificazione del sistema, che questo Consiglio auspica in tutti gli interventi, e quindi credo che sia consono anche rispetto alle strategie di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Ha facoltà ora di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

DEPAU, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, signori consiglieri, colleghi. Io vorrei cercare di rispondere, brevemente, a quello che è stato detto riguardo ai miei tre settori, artigianato, commercio e turismo. Credo di dover dire che sicuramente non c'è stata da parte di questa Giunta, di questa maggioranza, il trascurare questi comparti così importanti, anzi. Che poi, rispetto alle cose fatte, questo Consiglio abbia il diritto e il dovere di migliorare eventualmente le manovre apportate è chiaramente cosa ovvia. E vorrei rispondere con i numeri. Partiamo dal comparto dell'artigianato, sulla legge 51, dal 2004 al 2006, sono stati spesi 97 milioni di euro per 3500 aziende, con 250 milioni di investimento. Nel bando del 2006 erano rimasti ancora 18 milioni di euro, che sono stati utilizzati per 270 aziende artigiane. Il bando del 2007, con circa 30 milioni, fra conto interessi e conto capitale, scade il 28 febbraio, perché è stata fatta una richiesta di proroga da parte dell'Artigianato. L'onorevole Pisano, mi ha citato la legge 12 dell'apprendistato, che è stata fatta dall'altra Giunta, nell'anno 2001, e che non è stata… Onorevole Pisano, mi piacerebbe che mi seguisse, perché sto rispondendo ad uno dei suoi… ha citato il ritardo del nostro Assessorato nel fare da poco un bando del 2005. Vorrei segnalare che la legge numero 12 era totalmente bloccata, è stato fatto uno sforzo da parte di questa Amministrazione perché abbiamo fatto un'istruttoria in house, e di questo ringrazio l'Assessorato che ha risposto a questa mia richiesta. Nel dicembre del 2004 abbiamo fatto il primo bando relativo al 2001; è ovvio che le procedure siano in ritardo, perché negli anni precedenti non si era smosso nulla, e credo che fosse relativo al vostro impegno perché voi eravate al Governo regionale. Con questa legge noi abbiamo messo a disposizione, in questi anni, 35 milioni di euro, di cui 23 milioni e 400 già pagati alle Aziende, sono stati assunti 3700 apprendisti; io non credo che sia una legge che non abbia funzionato o che ci siano stati grossi ritardi, io credo che, semplicemente, noi abbiamo corso per superare le difficoltà che c'erano state negli anni precedenti. Quest'anno abbiamo nel bilancio 8 milioni di euro per questa misura. Per quanto riguarda il commercio, era bloccata la legge numero 9 che è stata fatta nella Giunta precedente; perfetto, noi abbiamo sbloccato, ad oggi sono state pagate 1300 Aziende, entro giugno saranno pagate tutte le Aziende, ci saranno in circolazione i 72 milioni di euro predisposti. Nel bando del 2006 sono stati impegnati 4 milioni e 500 mila euro, la graduatoria è stata fatta e sono all'esame della Banca per l'istruzione e per i pagamenti, mentre il nuovo bando del 2006 è in corso e, anche quello, è in proroga al 28 di febbraio perché così è stato richiesto dalle associazioni. Sui centri commerciali naturali sono stati pagati 2 milioni e 180 mila euro nel dicembre di quest'anno. Io non credo che si possa dire che questa Amministrazione non ha avuto attenzione nei confronti di questi comparti. Per quanto riguarda il turismo, vorrei segnalare che i nostri numeri sono costantemente in incremento, così come c'è stata una risposta positiva da parte delle Aziende, perché abbiamo un 5 per cento di crescita dei posti letto della Regione Sardegna in questi ultimi anni. Così come, come Regione Sardegna, abbiamo…

PRESIDENTE. Sì, continui.

DEPAU, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Sì… abbiamo avuto, fra tutte le Regioni italiane, le migliori performance in questi ultimi anni per la crescita di arrivi di stranieri, e siamo al sette per cento, e questo dovuto all'operazione che è stata fatta di cercare di collegare la Sardegna con il maggior numero possibile di città europee, con i collegamenti diretti, che permettono di avere i flussi e di destagionalizzare. Credo, quindi, che non si possa dire che non c'è attenzione verso queste attività produttive, tutt'altro. Vorrei segnalare anche, perché mi è stato citato, l'artigianato artistico. Con il bilancio dell'anno scorso abbiamo impegnato 5 milioni di euro, gli effetti di questi 5 milioni, le cui modalità sono state deliberate con una delibera di Giunta, verranno fuori quest'anno, cioè quest'anno avremo le agende certificate, perché c'è un processo di preparazione per la certificazione con un marchio capello europeo per le Aziende dell'artigianato tradizionale, così come dal 4 al 6 di giugno c'è una fiera di incontro fra gli artigiani dell'artigianato artistico a Nuoro e tutte le Aziende e le imprese del turismo e della ristorazione, proprio per cercare di avere più scambi fra il nostro artigianato tradizionale e le attività produttive del turismo e del commercio che esistono in Sardegna, così come c'è un programma di fiere tutto concertato con le associazioni di categoria, così come è in programma una grossa manifestazione che si terrà a Cagliari dal 21 al 26 ottobre del 2008, che mette 200 competenze dell'artigianato di tutto il bacino del Mediterraneo, e hanno già aderito 15 paesi del Mediterraneo, che incontreranno i buyers stranieri da tutte le parti del mondo. Credo che si sia fatto uno sforzo enorme, i risultati per l'artigianato artistico… cito anche il bando della biennale che è in corso, così come è in corso un bando per scuole civiche di artigianato che scadono tutti il 28 di febbraio. Quindi ci sono misure che sono state messe in atto con i fondi della finanziaria dell'anno scorso i cui risultati si vedranno quest'anno. Per cui c'è un impegno enorme da parte dell'Amministrazione proprio per supportare questo comparto che mi sembra sia stato lasciato abbandonato da tempo precedente. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. Stavo tentando di rimettere un po' in ordine perché ce n'è qualcuno sparso, e vediamo eventualmente…

PRESIDENTE. Se ha necessità di qualche secondo…

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Proviamo ad andare avanti, poi, eventualmente, se troviamo difficoltà… così risparmiamo tempo.

Sull'emendamento numero 120 il parere è negativo, sul numero 123 è negativo, sul numero 511 il parere è sospeso, sul numero 390 il parere è negativo, sul numero 392 è negativo, sul numero 130 è negativo, sul numero 391 è negativo. Sull'emendamento numero 897 il parere era sospeso, ma è stato presentato un emendamento di sintesi. Sull'emendamento di sintesi, che è il numero 990, il parere è positivo. Sull'emendamento numero 393 il parere è negativo, sul numero 394 il parere è negativo, sul numero 899 il parere è positivo, sul numero 395 è contrario, sul numero 805 è contrario, sul numero 195 è contrario.

PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Cucca, possiamo chiedere all'onorevole Salis che ci aiuta e ci accompagna… grazie onorevole Salis, sentiamo tutta la telefonata, mi dispiace. Grazie.

CUCCA (P.D.), relatore. Sull'emendamento numero 251 c'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario, sul numero 396 è contrario, sul numero 134 è contrario, sul numero 397 è contrario, sul numero 196 è contrario, sul numero 197 è contrario, sul numero 198 è contrario, sul numero 199 è contrario, sul numero 253 c'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario. Sull'emendamento numero 122 il parere è contrario, sul numero 385 è contrario, sul numero 125 è contrario, sul numero 386 è contrario. L'emendamento numero 512 era sospeso e rimesso all'Aula, comunque. Sull'emendamento numero 387 il parere è contrario, sul numero 128 il parere è contrario, sul numero 129 è contrario, sul numero 288 c'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario, sul numero 901 il parere è favorevole, sul numero 424 c'è un invito al ritiro altrimenti è contrario. Sull'emendamento numero 838 il parere è contrario, sul numero 903 c'era, da parte della Commissione, un invito verso la Giunta regionale, al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Ci sono sia l'emendamento numero 838 che il numero 903, due emendamenti, uno soppressivo parziale…

CUCCA (P.D.), relatore. Ribadisco che il parere della Commissione era contrario su tutto. Sull'emendamento numero 398 il parere è contrario, sul numero 946 c'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario, sul numero 830 è contrario, sul numero 32 è contrario, sul numero 289 è contrario, sul numero 926 è contrario, sul numero 530 c'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario. Sull'emendamento numero 399 il parere è contrario, sull'emendamento numero 831 è contrario, sul numero 121 è contrario, sul numero 127 è contrario, sul numero 132 è contrario, sul numero 266 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 234, 194, 124, 126, 49, 19, 20, 388, 287, 389, 131, 133, 13, 558, 12, 556, 555, 193, 135, 236, 547, 554, 529, 829 uguale al precedente, 30, 928, 489, 833, 137.

L'emendamento numero 1 aveva necessità di una interlocuzione, avevamo discusso del contenuto e quindi si era sospeso il parere, con l'Assessore si è aggiunto, il parere adesso è favorevole aggiungendo però anche l'annualità 2006. Quindi, dice: "la tubercolosi bovina negli anni 2006, 2007 e 2008". Faccio presente che c'è anche un errore materiale nell'indicazione della legge che è il 1998 numero 8. Per l'emendamento numero 227 il parere era egualmente sospeso.

Per l'emendamento numero 495 c'è un invito al ritiro e il parere comunque era lasciato sospeso, c'era necessità di una interlocuzione con la Giunta.

L'emendamento numero 419 mi pare fosse ricompreso già nell'emendamento numero 239, qui sicuramente il parere era contrario sulla sede però, su indicazione della sede.

Per l'emendamento numero 510 era lasciato sospeso. Per l'emendamento numero 233 c'era un invito al ritiro, evidentemente altrimenti il parere era contrario.

Per l'emendamento numero 861 il parere era egualmente sospeso. Sull'emendamento numero 898 il parere era positivo però è stato segnalato come norma intrusa, così come il numero 826 per il quale però il parere era contrario.

C'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario per gli emendamenti numero: 257, 436, 438, 261, 262, 437, 557, 902, 250.

Sull'emendamento numero 235 il parere è contrario ma perché è un'ipotesi, sostanzialmente è impossibile accontentare il contenuto, poi spiegheremo i motivi.

Sull'emendamento numero 553 il parere era sospeso.

L'emendamento numero 228, che è uguale al numero 488, per entrambi c'è un invito al ritiro o in caso di mantenimento il parere contrario.

Sull'emendamento numero 528 il parere era sospeso, mi pare che sia uguale anche al numero 832, tra l'altro anche privo di copertura, e al numero 834, quindi il parere rimane sospeso per tutti e tre.

C'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario sugli emendamenti numero: 31, 229, 290, 487, 927.

L'emendamento numero 439 di fatto si è già provveduto, quindi c'è un invito al ritiro.

Sull'emendamento numero 848 il parere è favorevole a condizione che venga modificato in questo modo: dopo le parole "finanziaria regionale 2007" si aggiunge la parola "sono". Quindi, risulterebbe: numero 4 del 2007 (finanziaria regionale 2007) sono…

Sull'emendamento numero 136 il parere è contrario con una raccomandazione molto forte alla Giunta, da parte della Commissione, perché il problema venga affrontato in tempi brevi e portato ovviamente a definizione.

Sull'emendamento numero 230 il parere era sospeso, ma viene segnalato anche che si tratta di norma intrusa.

Il parere è favorevole sugli emendamenti numero: 239, 900, 238, 904, 905.

Presidente, adesso sarebbe necessario chiamare gli altri emendamenti, perché qualcuno sicuramente…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cucca, abbiamo due emendamenti soppressivi su cui non ha espresso il parere, il numero 958 che è un emendamento soppressivo parziale all'emendamento numero 838.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, sull'emendamento numero 958 il parere è contrario per i motivi che poi faremo presenti.

PRESIDENTE. Va bene, sull'emendamento numero 964 emendamento all'emendamento numero 903?

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Anche per questo il parere rimane contrario.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 971 all'emendamento numero 126?

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Su questo mi devo rimettere all'Aula perché non abbiamo avuto modo.

PRESIDENTE. E il "973" al "19"?

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Anche questo all'Aula.

PRESIDENTE. Va bene, poi avevamo rinviato dall'articolo 5 gli emendamenti numero: 7, 8, 9, 10 e 533. Gli emendamenti numero 9 e 10 erano norme intruse.

Quindi, per l'emendamento 7?

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Era contrario, Presidente, li sto cercando ma ricordo che erano contrari: i pareri per quegli emendamenti erano tutti contrari.

PRESIDENTE. Per l'emendamento numero 8?

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Contrario.

Per l'emendamento 533 c'era un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Poi abbiamo rinviato, dall'articolo 6, l'emendamento 527.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Per l'emendamento 527 permane l'invito al ritiro, dalla Commissione è arrivato con il parere sospeso ma l'invito comunque è al ritiro: c'era bisogno di una interlocuzione con la Giunta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca.

Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. Il parere della Giunta sugli emendamenti forse in alcune parti si discosta, quindi chiedo scusa ma è meglio che li vediamo uno per uno, molto velocemente.

Sugli emendamenti 220 e 123 il parere è contrario; sull'emendamento 511 il parere è sospeso; sugli emendamenti numero 390, 392, 130 e 391 il parere è contrario.

Sull'emendamento 990, sostitutivo dell'emendamento 897, il parere favorevole, e invece è contrario al precedente sostitutivo 988. Sugli emendamenti 393 e 394 il parere è contrario.

L'emendamento 899 è della Giunta.

Sugli emendamenti 395, 805, 195, 251, 396, 134, 397, 196, 197, 198, 199, 253, 122,385, 125 e 386 il parere è contrario.

L'emendamento numero 512 è sospeso, così come ha detto il Presidente.

Sugli emendamenti 387, 128, 129 e 288 il parere è contrario.

L'emendamento 901 è della Giunta regionale.

Sugli emendamenti 958, 524 e 838 il parere è contrario.

L'emendamento 964 è della Giunta. Sull'emendamento 903, che è della Giunta, dove il Presidente ha espresso l'invito al ritiro con il parere contrario, noi abbiamo presentato l'emendamento 964, che è quello che appunto emenda la seconda parte di questo emendamento, e chiediamo che l'Aula lo voti.

Sull'emendamento 398 il parere contrario; sull'emendamento 946 l'invito è al ritiro.

Sugli emendamenti 830, 32, 289 e 926 il parere è contrario.

Sull'emendamento 530, il Presidente della Commissione ha espresso l'invito al ritiro con il parere contrario, io penso che ci possa essere, su questo emendamento, una discussione e forse una parte rilevante dell'emendamento si può accogliere.

Sugli emendamenti 399, 831, 121, 127, 132, 266 e 234 il parere è contrario.

L'emendamento 1 può essere accolto se si trova una formulazione più adeguata e con un importo forse più contenuto.

Sull'emendamento 227 il parere della Giunta è contrario, e così pure sugli emendamenti 194, 124, 495, 971, 126, 49 e 19 il parere è contrario.

Sull'emendamento 973, che è un emendamento all'emendamento, il parere è contrario.

Sull'emendamento 239 il parere è favorevole; sull'emendamento 419 il parere è favorevole a patto che si cancelli l'ultima frase.

Sugli emendamenti numero 20, 388, 287 e 389 il parere è contrario.

Sull'emendamento 510 la Giunta conferma l'invito al ritiro proposto dal Presidente perché la cifra è già contenuta negli atti già approvati e agli atti della finanziaria.

Sull'emendamento 233 confermo la richiesta di ritiro; sull'emendamento 131 il parere è contrario; sull'emendamento 861 il parere in Commissione, originariamente, e anche quello della Giunta, era un parere contrario, poi l'abbiamo sospeso, penso che ci possano essere, con gli opportuni adeguamenti, elementi per poter accogliere in maniera significativa questo emendamento.

L'emendamento 898 è della Giunta regionale e così pure il numero 900.

Sugli emendamenti numero 826, 133, 13, 257, 436, 438, 261, 262, 437, 557, 558, 12, 556 e 555 il parere è contrario.

Sull'emendamento 902 c'è stato un invito al ritiro da parte della Commissione, chiediamo che la Commissione e l'Aula si esprimano in modo differente, poi l'Assessore avrà modo di spiegare il contenuto di questo emendamento, e comunque in ogni caso non sarà questo che creerà problemi tra la Giunta e il Consiglio.

Sull'emendamento 250 il parere è contrario. Sull'emendamento numero 238 il parere è favorevole.

Sugli emendamenti numero 193, 135, 235 e 236 il parere è contrario.

L'emendamento numero 904 è della Giunta regionale.

Sull'emendamento 547 il parere è contrario. L'emendamento 553 abbiamo bisogno di capirlo: lo non lasciamo in sospeso perché non si capisce il contenuto, lo vedremo quando si discute.

Sull'emendamento 554 il parere è contrario. Sul 228 il parere è contrario, anche perché la normativa, così come vige, consente le cose che sono richieste dall'emendamento.

Sull'emendamento 488 il parere è contrario, e così pure sugli emendamenti 528, 832, 834, 529, 829, 31, 229, 290, 487, 927, 30, 928, 489 e 833.

Sull'emendamento numero 439 confermo l'invito al ritiro fatto dal Presidente della Commissione perché quanto richiesto in questo emendamento è già stato oggetto di approvazione da parte della Commissione ed è contenuto nella finanziaria.

Sull'emendamento 848 il parere è favorevole, con qualche precisazione che vediamo poi quando arriviamo al punto.

L'emendamento 905 è della Giunta.

Sugli emendamenti 136, 137, 230, 7, 8 e 533 il parere è contrario.

Sull'emendamento numero 527 il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione, con l'invito al ritiro e con delle dichiarazioni che l'Assessore dell'agricoltura farà quando discuteremo l'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 120, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 123.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, Presidente, per richiedere la votazione con scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 123.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 73

astenuti 1

maggioranza 37

favorevoli 36

contrari 37

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - ESPA - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI Renato - LAI Silvio - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.)

Passiamo all'emendamento numero 511, c'era un parere di sospensione sull'emendamento numero 511, colleghi che cosa dobbiamo fare?

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, se è possibile sospendere la votazione di questo comma, perché…

PRESIDENTE. Lo possiamo sospendere per un po', poi lo dobbiamo riprendere. Va bene.

Passiamo all'emendamento numero 390. Parere negativo.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 392.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 130.

Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Sulle modalità di voto, per chiedere il voto a scrutinio palese. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). No, vorrei chiederle, era solo per chiederle, Presidente, poiché se la votazione va troppo veloce non riusciamo a fare eventualmente richieste di dichiarazione di voto o anche a capacitarci di qual è esattamente il momento, le chiedo un po' di attenzione e lentezza nel chiamare le votazioni.

PRESIDENTE. Dopo che chiamo l'emendamento aspetto qualche secondo perché i colleghi possano individuare l'emendamento. Siamo sull'emendamento numero 130, sul quale è stata richiesta la votazione elettronica palese dall'onorevole Vittorio Randazzo. Chi sostiene richiesta?

(Appoggiano richiesta i consiglieri Rassu, Moro, Sanjust, Lombardo, Cherchi Oscar, Diana.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 130.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - LAI Renato - MANINCHEDDA - MARRACINI - PITTALIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 68

astenuti 6

maggioranza 35

favorevoli 23

contrari 45

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 391. C'è il parere negativo di Giunta e di Commissione. E' in votazione.

LA SPISA (F.I.). Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 391.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Caligaris e Giorico hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PILERI - PITTALIS - RANDAZZO Vittorio - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - LAI Renato - MANINCHEDDA - MARRACINI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 68

astenuti 5

maggioranza 35

favorevoli 23

contrari 45

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento di sintesi numero 990. Non ha pagina perché è un emendamento di sintesi che vi è stato consegnato. 990, colleghi.

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, c'è un fatto del quale io non mi ero reso conto, per cui chiedo la votazione per parti, perché la Commissione negli emendamenti precedenti, io ho espresso parere favorevole sull'emendamento di sintesi numero 990 senza rendermi conto che in effetti c'era ancora contenuto l'ultima parte "il comma 13 abrogato", su questa parte la Commissione aveva espresso parere negativo e pertanto rimane comunque il parere contrario sull'abrogazione del comma 13. Pertanto le chiedo che venga votato per parti.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, quindi vuole che venga votata…

CUCCA (P.D.). Nel comma 12 le parole fino a "della presente legge", con una votazione, e la seconda parte "il comma 13 è abrogato".

PRESIDENTE. Sulla seconda parte il parere com'è? "Il comma 13 è abrogato" il parere negativo.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Il parere negativo perché era contenuto nell'emendamento numero 897.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. Chiede la sospensione dell'emendamento.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione dell'emendamento da parte della Giunta. L'emendamento è sospeso.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Al di là del fatto che non sono riuscito a comprendere esattamente quale fosse la considerazione che ha fatto il Presidente della Commissione. Stiamo parlando dell'emendamento numero 990, giusto? Non ho capito qual è la parte che si intende…

PRESIDENTE. Glielo posso riassumere io, onorevole Diana, se mi consente. Il Presidente della Commissione ha chiesto che venga posto in votazione per parti c'è un primo comma che finisce con "la presente legge" e un secondo comma nel quale si dice "il comma 13 è abrogato". Quindi il Presidente della Commissione chiede due votazioni separate ed esprime il parere favorevole sulla prima parte e parere negativo sulla seconda. E in ogni caso la Giunta ha chiesto che venga sospeso e che venga votato successivamente. Va bene? Quindi lo sospendiamo e ci torniamo dopo, va bene, onorevole Diana?

DIANA (A.N.). Presidente, però credo che non sia, insomma… è incomprensibile insomma un comportamento di questo genere anche da parte del rappresentante della Giunta.

PRESIDENTE. Un momento onorevole Diana, adesso vediamo perché neanche io capisco il problema…

DIANA (A.N.). Allora metta in votazione l'emendamento come che è stato proposto dal Presidente della Commissione… così risolviamo tutti problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (P.D.). Il riproporre nell'emendamento la soppressione del comma 13 è stato un errore di chi ha presentato l'emendamento. Io personalmente sono contrario a togliere il comma 13. Non ritengo che sia sufficiente una relazione degli Uffici dell'Assessorato per dire che intervenire a favore di una cooperativa di produttori, che sta facendo un buon lavoro in relazione proprio dell'allevamento del suino sardo, sia un aiuto di Stato. Penso che questo, se l'Assessorato, nel fornire questo contributo, lo legasse a delle iniziative specifiche, a delle finalità, a dei servizi che la cooperativa può fornire nel combattere la peste suina africana, la peste suina classica, e nel valorizzare il patrimonio suinicolo, sarebbe una cosa che potrebbe rendere compatibile questo intervento. E ritengo che non sia un funzionario dell'Assessorato, che può essere anche capace, che può stabilire aprioristicamente che una norma è incompatibile oppure no con la normativa comunitaria. Io ritengo che possa essere compatibile se è legata a un corrispettivo di servizi che la cooperativa può fornire, nella tutela della tipicità sarda relativa all'allevamento suinicolo, e nel fornire dei servizi e dei rapporti con gli allevatori in materia di peste suina classica e africana. Quindi, a me, personalmente non convince il parere del funzionario, e sono perché il comma 13 rimanga. Quindi si può anche sospendere.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, va bene la sua opinione, lei è il primo presentatore dell'emendamento.

MARROCU (P.D.). Ritiriamo nell'emendamento la seconda parte. Non è neanche in discussione.

PRESIDENTE. Va bene, le sospendiamo, poi ci dite, dato che è un emendamento di sintesi, come intendete procedere.

DIANA (A.N.). Scusi, Presidente, sono iscritto.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Diana, le do la parola, se che capiamo come funziona. Un secondo, onorevole Diana.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, solo per ritirare la proposta di sospensione dell'emendamento, e confermare che la Giunta è favorevole alla prima parte dell'emendamento, ed è contraria all'eliminazione dell'abrogazione del comma 13, come più volte spiegato.

PRESIDENTE. Va bene. Onorevole Diana, se intende fare una dichiarazione di voto, va bene, l'emendamento lo votiamo, lo votiamo per parti così come è stato richiesto.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sono perfettamente d'accordo, Presidente, però voglio significare che è un emendamento di sintesi, nel quale è stato inserito un soppressivo totale di un comma. Io credo che questo non possa essere neanche considerato un emendamento di sintesi, per cui era già, in origine, da non considerare il comma 13.

PRESIDENTE. C' è un emendamento precedente, onorevole Diana, a pagina 8, il numero 897, che conteneva già l'abrogazione del comma 13. Quindi, l'emendamento di sintesi, essendo un emendamento di sintesi, tiene conto degli emendamenti precedenti. Ad ogni buon conto, si mette in votazione per parti così come è stato richiesto.

Poiché nessun altro ha domandato di parlare su questo emendamento, metto in votazione la prima parte, quella fino alle parole "in vigore della presente legge", su cui esiste il parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione la seconda parte: "il comma 13 è abrogato". Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 393. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 394.

Ha domandato di parlare il consigliere Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io voterò contro questo emendamento, il numero 394, a cui ci stiamo riferendo, però volevo far notare che sono stati presentati altri emendamenti che modificano solo leggermente, non abrogano commi, ma addirittura introducono un principio che mi sembra chiaro nella nostra tradizione parlamentare, quello che i provvedimenti passino attraverso le Commissioni competenti in questo Consiglio. E volevo anche far notare sommessamente che quando il Gruppo del Partito Democratico vota contro una presa di posizione della Giunta, non è considerato all'opposizione, mentre quando lo fanno i socialisti vengono annoverati come coloro i quali non rispettano le norme. E questo lo dico in particolare all'Assessore Secci, perché riflette anche sulle considerazioni che sono state svolte in quest'Aula e in altre occasioni. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Onorevole Caligaris.

Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 899, della Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento numero 395, a pagina 12, che è uguale all'emendamento numero 805, a pagina 13. C'è il parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Su questo emendamento, che va a richiedere la soppressione del comma 25, cioè dell'istituzione di una nuova società per azioni, io credo che, al di là del merito che potrebbe essere discusso, e sicuramente potrebbe anche avere un suo significato, non possa costituire una norma di finanziaria. Io ritengo sommessamente che questo comma sia da considerare intruso. Ecco perché voterò favorevolmente alla soppressione, alla proposta dell'emendamento numero 805, per cui chiedo il voto elettronico palese, e, siccome fa il paio con quanto viene a seguire, chiedo anche il voto elettronico segreto per l'emendamento successivo.

PRESIDENTE. Si votano insieme, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Per gli emendamenti numero 395 e 805, per cui ho espresso già il mio parere esprimendo un voto favorevole, chiedo il palese. E siccome fa il paio con le stesse iniziative che seguono, per gli emendamenti numero 195 e 251 chiedo il voto elettronico segreto. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene. Poi arriviamo sul punto.

Onorevole Masia, sugli emendamenti numero 395 e 805.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sull'ordine del lavori, Presidente, perché ci volevamo, mi volevo prenotare sugli emendamenti successivi, proprio per evitare che venisse chiesto questo. Non mi sembra corretto che venga chiesta in maniera così anticipata una modalità di voto per emendamenti che vengono dopo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io volevo dichiarare il voto a favore per gli emendamenti che si votano adesso insieme, il "395" e l' "805", voto a favore che è legato al fatto che è davvero difficile comprendere quale sia la necessità per cui la Regione debba costituire una nuova società per azioni, invece di utilizzare gli strumenti di cui già oggi dispone. Quindi, se il Consiglio decidesse di approvare i due emendamenti, a mio avviso, farebbe una cosa intelligente, perché eviterebbe comunque la presenza di nuove strutture, che poi abbiamo visto tante volte abbiamo grosse difficoltà a gestire, che si debbono occupare di iniziative. Per cui la Regione si è già dotata di un parco tecnologico di iniziative, di conoscenze e di strutture stesse che è più che adeguato. Oltretutto non si comprende quale possa essere la funzione di una società per azioni che venga capitalizzata con una quota regionale che sia di 250 mila euro. Quindi, è sempre il solito ragionamento di far partire la cosa, di dare la spinta iniziale perché la cosa inizi, senza che poi questa sia, di fatto, più controllabile né da parte della Regione né da parte del Consiglio, a maggior ragione. Quindi stiamo andando a un'iniziativa che, come sempre, moltiplica la presenza del pubblico senza che ci sia alcun motivo per avere una presenza del pubblico specifica, aggiuntiva, rispetto a quelle che già nel settore ci sono.

Volevo poi approfittare un istante, Presidente, giusto perché non ci siano problemi in futuro, per intervenire sul Regolamento, ricorda in futuro per intervenire su un regolamento, ricordando a me stesso e anche al collega Masia che chi dovesse intervenire, collega Masia, per richiedere una modalità di voto segreto ha la precedenza nella richiesta rispetto all'intervento per dichiarazione di voto. Chi deve intervenire per richiedere un voto segreto ha precedenza rispetto a chi invece deve intervenire per fare una dichiarazione di voto. Quindi se c'è una richiesta di voto segreto, comunque, perché questo è il nostro regolamento, questa è la prassi che abbiamo sempre adottato, la richiesta del voto segreto va prima della richiesta dell'intervento. Quindi questo può anche non essere forse corretto ma non è una gara a chi preme prima il pulsante ma è una risposta rispetto all'esigenza che viene prospettata dal consigliere regionale. La richiesta della modalità di voto viene prima rispetto alla richiesta della dichiarazione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI (P.D.). Io esprimo il mio voto contrario rispetto a questo emendamento, francamente vorrei comprendere com'è possibile richiedere modalità di voto relative ad un emendamento successivo, perché se la questione fosse questa è impossibile pronunciarsi con un emendamento successivo, io dichiaro che all'emendamento numero 195, per il quale è stato richiesto il voto segreto, voterò contro.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 395 e 805 che sono uguali.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LAI Renato - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - PITTALIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 76

votanti 71

astenuti 5

maggioranza 36

favorevoli 25

contrari 46

(Il Consiglio non approva).

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 195.

PRESIDENTE. L'aveva già chiesta, onorevole Capelli, anche se con una prassi inusuale.

CAPELLI (U.D.C.). Sto rimediando.

PRESIDENTE. Passiamo agli emendamenti numero 195 e 251.

Ho qualche prenotazione a parlare e non so se intendono prendere la parola. Onorevole Marrocu?

MARROCU (P.D.). Ritiro la prenotazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 195 che è uguale al 251.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 77

votanti 76

astenuti 1

maggioranza 39

favorevoli 35

contrari 41

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - ESPA - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.)

PRESIDENTE. Emendamento numero 396. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Emendamento numero 134.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Intervengo sulle modalità di voto, chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Dunque, stiamo viaggiando un po' velocemente, noi abbiamo votato gli emendamenti numero 195 e 251 più breve e vanno la soppressione dei commi dal 29 al 35, quindi il Consiglio si è espresso. Tutti gli emendamenti successivi prevedono la soppressione dei singoli con mica sono però fra il 29 e il 35. Quindi tutti gli emendamenti e segnatamente il 134, il 397, il 196, il 197 e il 198 decadono perché il Consiglio si è già espresso.

Passiamo all'emendamento numero 199.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Mi permetto, affinché rimanga agli atti, di non condividere, la Presidenza ha chiamato alla votazione l'emendamento numero 134, perciò stiamo andando veloci, gli uffici se hanno da rilevare qualcosa lo facciano prima che vengano chiamati alla votazione gli emendamenti.

Non condivido tra l'altro perché i precedenti emendamenti votati intendevano sopprimere integralmente e insieme tutti quei commi, mentre si potrebbe avere una espressione diversa dall'Aula comma per comma, e non per forza legandoli tutti insieme.

Comunque questo rimarrà all'Aula e ritengo che si possano riscontrare anche dei precedenti che diano ragione alla mia interpretazione, andando a verificarli e così magari si può fare anche subito in modo da non incorrere in ulteriori errori e ritornare su questa decisione, in ogni caso ribadisco la mia richiesta di voto sugli emendamenti che la Presidenza dichiara decaduti e ribadisco la richiesta di voto segreto anche sul comma 36.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 199? Va bene, onorevole Capelli. Noi naturalmente facciamo la verifica che lei richiede, siamo abbastanza convinti di quello che abbiamo detto, se fosse così ci torniamo.

Onorevole Diana, di che cosa intende parlare? E' stata chiesta la votazione segreta, quindi si può parlare solo per dichiarazione di astensione.

DIANA (A.N.). Non per dichiarazione, per un chiarimento. Voglio capire cos'è successo all'emendamento numero 134.

PRESIDENTE. All'emendamento, onorevole Diana ?

DIANA (A.N.). 134.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 134, che prevedeva la soppressione dal comma 30 al comma 35 è decaduto perché abbiamo votato un emendamento che prevedeva la soppressione dal comma 29 al comma 35 e il Consiglio si è già espresso. Andiamo avanti, onorevole Diana, stiamo votando l'emendamento numero 199.

DIANA (A.N.). Io il comma 29 non lo voglio sopprimere! Io volevo sopprimere dal 30 al 35!

PRESIDENTE. Benissimo, e il Consiglio ha dato una sua espressione di voto sulla soppressione dei commi. Va bene? Ha detto che non è d'accordo, quindi, onorevole Diana…

DIANA (A.N.). Non sono d'accordo con l'interpretazione che dà lei!

PRESIDENTE. Ho capito, l'ha già detto l'onorevole Capelli, abbiamo detto che verificheremo questa vostra opinione, noi siamo abbastanza convinti di come stiamo procedendo, però verificheremo la vostra opinione e se è come voi dite torniamo sulle cose che adesso siamo dichiarando, così come ho detto.

Sull'emendamento numero 199 è stata chiesta la votazione a scrutinio elettronico segreto. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 199.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 74

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 32

contrari 41

nulli 1

(Il Consiglio non approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI OSCAR - CHERCHI SILVIO - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU FRANCO IGNAZIO - CUCCU GIUSEPPE - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - ESPA - FADDA - FARIGU - FLORIS VINCENZO - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI RENATO - LAI SILVIO - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO VITTORIO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA ALBERTO - SANNA FRANCESCO - SANNA FRANCO - SANNA SIMONETTA - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.)

Emendamento numero 253, c'è l'invito al ritiro, onorevoli Balia e Masia.

BALIA (Gruppo Misto). E'ritirato.

PRESIDENTE. Il numero 253 è ritirato.

Onorevole Cucca, dobbiamo tornare sull'emendamento numero 511, a pagina numero 3, che era stato sospeso, altrimenti non possiamo procedere.

(Interruzioni)

~DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, ma l'Aula è sospesa?

PRESIDENTE. Era sospeso un emendamento, onorevole Dedoni.

Due minuti di sospensione.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 48, viene ripresa alle ore 13 e 56.)

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, procediamo. Siamo sull'emendamento numero 511, a pagina 3, che era stato sospeso. Prego i colleghi di prendere posto.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sulle modalità di voto: chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Sul numero 511? Va bene.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 511.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclama il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 72

astenuti 2

maggioranza 37

favorevoli 67

contrari 5

(Il Consiglio approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - ESPA - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO Vittorio - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - MANICHEDDA.)

Dunque, colleghi, stiamo continuando a valutare le obiezioni che sono state sollevate sulla sulla decadenza di alcuni emendamenti, a seguito della votazione da parte del Consiglio degli emendamenti numero 195 e 251. Il problema è questo: non c'è solo un fatto, diciamo, di tecnica della votazione, perché il Consiglio si è indubitabilmente pronunciato sui commi numero 29, 30, 31, 32, 33, 34 e 35 che gli emendamenti intendevano sopprimere. Ci sono poi una serie di emendamenti che intenderebbero sopprimerli a uno a uno, separatamente, il che però pone non solo un problema di tecnica della votazione, pone anche un problema di altro genere, che sono commi collegati tra di loro per cui l'eventuale bocciatura di uno di questi commi farebbe perdere coerenza all'insieme dei commi che intervengono nella materia quale quella dei consorzi, producendo l'effetto che voleva produrre l'emendamento numero 195. Quindi, lo stiamo approfondendo, se siete d'accordo chiudiamo la seduta qua, continuiamo ad approfondire la questione, io prego anche i colleghi dell'opposizione di valutare perché poi naturalmente si costituiscono dei precedenti e non sono soltanto fatti meccanici di tecnica legislativa, lo valutiamo e ci confrontiamo alla ripresa dell'Aula che è prevista per le ore 16. Se alle 16 meno 10 con qualche collega dell'opposizione ci vediamo, ragioniamo insieme con pacatezza della questione. Grazie. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 01.



Allegati seduta

CCCXCVI Seduta

Venerdì 15 febbraio 2008

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Vicepresidente RASSU

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 25.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 8 febbraio 2008 (389), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cerina, Matteo Sanna e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di venerdì 15 febbraio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.

In attesa che arrivi l'Assessore dell'agricoltura, sospendo i lavori per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 26, viene ripresa alle ore 10 e 36.)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Cappai - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Pittalis - Marracini - Lai Renato - Maninchedda - Atzeri sul decreto del Presidente della Regione n. 16 del 4 febbraio 2008, di nomina del dott. David Harris quale direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari". (167)

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Lei ha sospeso l'Aula in attesa che arrivasse l'Assessore all'agricoltura. Siccome l'onorevole Moro è componente della Commissione agricoltura e sicuramente dovrà parlare dei problemi inerenti il settore, sarebbe opportuno che lei aspettasse che arrivi o comunque sospendesse ancora la seduta in attesa che arrivi l'Assessore, in considerazione del fatto che con una parte della maggioranza e della Commissione è in una stanza, qui in Consiglio, a definire le loro cose. Le cose si definiscono in Aula, non si definiscono nelle segrete stanze, meglio farebbe l'Assessore a presentarsi in aula, così ascolta anche le ragioni delle opposizioni.

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, io capisco perfettamente, ma è proprio per rispetto per l'Aula che voglio iniziare i lavori in quanto la Giunta, comunque sia, è presente. Ora, se l'Assessore dell'agricoltura ha altro da fare, noi siamo qui. L'articolo, comunque sia, riguarda, oltre che l'agricoltura, tutte le attività produttive e sia l'Assessore dell'artigianato e commercio, sia l'Assessore dell'industria sono presenti. Possiamo iniziare pregando l'Assessore che abbia la compiacenza di arrivare in aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, la verifica del numero legale, grazie.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la verifica del numero legale. Prego i colleghi di prendere posto.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, è arrivato l'Assessore, ritiro la richiesta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.

E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Assessori, colleghi e colleghe, siamo arrivati a questo articolo 7. Non crediamo possa sfuggire a nessuno la crescente difficoltà con cui il Consiglio regionale sta affrontando l'esame della finanziaria, una difficoltà non certamente dovuta all'ostruzionismo dell'opposizione, ma ai continui colpi di testa e di coda in una maggioranza che ha definitivamente perduto ogni barlume di coesione politica e programmatica, una difficoltà inoltre che nasce anche da scelte profondamente sbagliate come quella delle cosiddette tasse sul lusso, chiederei, Presidente, che possa riportare in aula...

PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Moro. Colleghi, vi prego di prestare attenzione all'intervento e di prendere posto. Onorevole Gessa, si accomodi, prego, onorevole Gessa. Grazie.

MORO (A.N.). Dicevo, una difficoltà inoltre che nasce anche da scelte profondamente sbagliate come quella delle cosiddette tasse sul lusso, operate da un Presidente che ha creduto di potersi muovere a suo piacimento nel nostro Stato di diritto, smontando e rimontando i principi fondamentali del nostro ordinamento a seconda delle sue incontrollate e incontrollabili pulsioni interne. Purtroppo, lo diciamo ovviamente per i sardi, non è finita qui e non finirà qui. Altre parti della finanziaria, come quella delle entrate future, sono sub iudice, il verdetto non tarderà ad arrivare e scopriremo allora che almeno due finanziarie, questa e la precedente, finiranno per essere spazzate via e non per colpa di un complotto del centrodestra o dei cosiddetti poteri forti e nemmeno a causa di un attentato alla nostra autonomia, bensì a causa di un malgoverno diffuso che ha attraversato tutta la legislatura. Nell'articolo che affrontiamo emergono con grande evidenza alcuni fatti di grande importanza che condizionano pesantemente tutti i provvedimenti in esso contenuti, sulle cifre che si vedono all'interno di questa legge incidono negativamente e molto di più quelle che non si vedono. L'intero volume di risorse della finanziaria, in primo luogo, è sostanzialmente pari all'ammontare dei residui che ci trasciniamo dalla finanziaria precedente e ammontano a circa, mi corregga, 8 miliardi di euro. Significa che non si è riusciti minimamente a intaccare la farraginosità dei meccanismi della spesa regionale e che i settori destinatari degli interventi previsti non possano concretamente contare su di essi, non certamente nei tempi e nei modi che pure la finanziaria si prefigge. Dal punto di vista nominale ci muoviamo nell'arco di dodici mesi, ma in termini reali questo dato è solo un'opinione o al massimo un auspicio. Ci sono poi altre risorse che non si vedono, ma ci sono, indispensabili per l'azione di Governo, ma ancora del tutto indeterminate. Nel periodo 2007-2013, l'ultimo nel quale la Sardegna potrà contare di un sostegno enorme dell'Unione Europea, dovremo esserci spesi altri 8 miliardi circa, 7 miliardi dall'Europa e 1 dallo Stato centrale. Rispetto a queste disponibilità, e siamo già al febbraio del 2008, conosciamo le macroaree di intervento, ma non sappiamo nulla sulle strategie che guideranno gli investimenti. L'apposito Comitato di sorveglianza si è insediato da pochissimo e non si riuniva dal giugno del 2006, un buco di un anno e mezzo trascorso anch'esso nel nulla, come se la Sardegna se lo potesse permettere, mentre tutto il sistema produttivo regionale attende di sapere chi prenderà le decisioni, in quale modo sarà coinvolto il parternariato, quali saranno gli obiettivi da raggiungere. Questo è un argomento centrale, anche perché nella fase precedente il Governo regionale ha letteralmente sfinito il sistema delle imprese, in un lungo lavoro di progettazione che alla fine è risultato incoerente e frammentario e senza impatti positivi apprezzabili sul sistema economico. Non vorremo che si ripercorresse la stessa strada e si ripetessero gli stessi errori. Già oggi possiamo dire che si parte con il piede sbagliato e anche in salita con un grave ritardo che bisogna assolutamente recuperare. Tutto ciò inciderà e come sulle misure contenute in questo articolo. Abbiamo già avuto occasione di sottolineare la gravità della crisi che la Sardegna attraversa e di tale crisi non c'è alcuna consapevolezza. L'industria attraversa una ormai lunga fase di difficoltà e presenta una componente tecnologica di livello medio basso che non fa ben sperare. Nel turismo è stata dissipata in poco tempo con l'allarmismo ambientale e le stangate fiscali, un'immagine positiva che dovrà essere ricostruita e ci vorranno poi anni, mentre il mercato diventa sempre più competitivo soprattutto nell'area mediterranea. L'artigianato ed il commercio che da sempre hanno svolto un ruolo di compensazione nelle fasi congiunturali più complesse, sono state le vittime predestinate dei maggiori tagli di questa finanziaria.

Da segnalare sotto questo profilo lo stanziamento simbolico assegnato all'artigianato tipico e artistico che in passato è stato una grande risorsa della Sardegna anche dal punto di vista identitario. In questi anni il settore si è fortemente impoverito anche nella creatività ed è minacciato da una sempre più massiccia contraffazione con prodotti taroccati immessi sul mercato a prezzi insostenibili per qualunque impresa che rispetti le regole. Un fenomeno allarmante che viene completamente ignorato. Per l'agricoltura, e ieri ha molto detto e anche abbastanza compiutamente il collega Diana, a parte la drammatica vicenda delle centinaia, centinaia di aziende indebitate per colpa della Regione e la recente decisione dell'Europa di riprendersi ben 33 milioni di euro non utilizzati. Basterebbe una semplice citazione di quanto è emerso non più tardi di pochi giorni fa a Cagliari in occasione degli stati generali della Coldiretti, in questa legislatura hanno sostenuto: "Non è stato fatto nulla". Il sistema produttivo per la Regione è praticamente diventato un corpo estraneo, non ci sono risposte alla domanda di potenziamento dei consorzi fidi che pure hanno dimostrato in questi anni di poter raffreddare, uso il termine raffreddare, le tensioni provocate dalle difficoltà di accesso al credito soprattutto per le piccole e medie imprese e non ci sono risposte nemmeno rispetto alla richiesta delle categorie di poter diventare sempre più solide ed efficienti offrendo ai loro associati servizi reali e di qualità, investendo in formazione e puntando in particolar modo sui giovani laureati in discipline economiche, scientifiche e tecnologiche, non ci sono risposte ai problemi di sicurezza nei centri urbani che interessano da vicino le attività commerciali e che pure erano stati oggetto di un innovativo programma di investimenti avviato nel 2004 dal governo nazionale di centrodestra e lasciato cadere nel dimenticatoio. Non c'è da stupirsi quindi se il rapporto del governo regionale con le categorie produttive in questa legislatura, sia arrivato al minimo storico, si raccoglie nient'altro che quello che si è seminato seguendo la logica della presunzione assoluta di autosufficienza in base alla quale l'Esecutivo regionale e in molti casi il solo Presidente ritengono di essere i soli rappresentanti legali, non solo delle istituzioni regionali, e già questo non è per niente vero, ma anche dell'intera società sarda. Questo assolutismo di ritorno soprattutto nella prima fase della legislatura, ha provocato gravissimi danni alla Sardegna ed altri ne potranno arrivare in questa fase finale perché l'assolutismo delle origini si è trasformato nel suo contrario, in una sorta di anarchia istituzionale strisciante dove il gioco al massacro delle spinte contrapposte alla fine è a somma zero. Un esempio devastante di come l'assolutismo abbia finito per...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Moro.

MORO (A.N.). ...io dovrei recuperare, per produrre anarchia, grazie comunque Presidente, al termine di una specie di rapporto deviato di tipo incestuoso arriva dalla vicenda dei consorzi industriali. La riforma ci vede noi dell'opposizione, ma il vero problema sta nel fatto che la maggioranza ne vuole almeno due profondamente diverse e diametralmente opposte tra loro, di cui il solito balletto delle spinte contrapposte che ha portato in Aula un testo, per altro con molte lacune a nostro avviso. Per noi la via maestra è quella della legge ordinaria, del resto già tracciata dalla Commissione competente, una scelta chiara e trasparente che deriva dal rispetto delle regole nelle quali noi crediamo a differenza di qualcuno, e non significa affatto che si voglia insabbiare tutto.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro. Le ho fatto recuperare un minuto.

E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente, onorevoli colleghi, l'esame dell'articolo 7 ci porta evidentemente ad una riflessione su quelle che sarebbero dovute essere le linee principali che questa finanziaria avrebbe dovuto segnare, circa le attività produttive. Abbiamo cercato anche in Commissione di rimediare a una carenza strutturale di questo articolo che trovava quasi la sua unica ragione di esistere nella ormai famosa norma intrusa circa i consorzi industriali. Norma che è stata in parte cassata dalla Presidenza del Consiglio e che in parte si è tentato di riportare all'interno dell'articolo con un emendamento della Giunta. Evidentemente l'azione concomitante della Commissione competente ha prodotto una proposta di legge, ha esitato una proposta di legge che evidentemente sarà quella sulla quale il Consiglio sarà chiamato a confrontarsi non appena terminata questa sessione di bilancio. Quindi al di là di questa entrata a gamba tesa della Giunta sul commissariamento dei consorzi, evidentemente non tanto con lo spirito nobile di riformare realmente i consorzi come abbiamo fatto in Commissione, ma evidentemente per occuparne la poltrona di comando come sta accadendo ormai in maniera sistematica su tutti gli organi di potere, evidentemente noi abbiamo voluto e cercato di dare a questo articolo 7 un minimo di contenuto che non fosse solo quello relativo ai consorzi industriali, e abbiamo cercato quindi di inserire qualche emendamento che si rifacesse ai finanziamenti per l'attività degli artigiani, abbiamo tentato di inserire qualche emendamento che facesse riferimento a finanziamenti per attività commerciali, abbiamo tentato di dare qualche segnale per attività produttive e importanti come quelle del sughero, come altre attività di tipo, attività di nicchia che potevano essere un fiore all'occhiello per la Sardegna in questo momento di grande sofferenza. Insomma, abbiamo tentato di dire alla Commissione: "Badate che l'articolo 7 non può essere l'articolo dei consorzi industriali o della 3 A, deve essere un articolo per i sardi, dev'essere un articolo per la Sardegna". Questo evidentemente non è un percorso legislativo che si concluderà per i sardi, è un percorso legislativo che sta andando avanti per l'occupazione delle poltrone che si è riusciti a occupare e che evidentemente tutti quanti ormai auspicano che a breve venga rimesso in discussione. Noi abbiamo chiesto anche oggi, e l'abbiamo ribadito, le dimissioni del Presidente, della Giunta e quindi lo scioglimento del Consiglio regionale frutto oramai di una persistente e inutile attività dispendiosa, costosa, e che sta arrecando soltanto ai sardi dei debiti per i propri figli, per i propri nipoti, per tutti coloro che si vedranno recapitare i danni che sta facendo questa Giunta, con le cartelle esattoriali dovute alle proposte di legge che vengono poi respinte e che vengono rimandate al mittente. Noi non crediamo che sia questa la legislatura che tutti quanti sì erano immaginati e nella quale avevano sperato. In questa finanziaria l'articolo 7 poteva significare veramente l'articolo delle attività produttive, poteva significare un articolo dentro il quale si potessero trovare delle linee guida per quei giovani, per quelle donne, per tutti quei disoccupati che ancora, a gran voce, chiedono dalla politica un segnale che possa dare loro una speranza circa un futuro di lavoro. Chiaramente non sanno che dietro questa legislatura non c'è un segnale di questo tipo, ma c'è un ennesimo fallimento di una dirigenza politica, incapace di vedere oltre il proprio scranno. Quindi, abbiamo da giudicare un articolo inconsistente, un articolo inconcludente, un articolo dentro il quale, ripetiamo, si è cercato di entrare a prepotentemente, a gamba tesa, per occupare le posizioni di potere, relativamente ai consorzi industriali, e che finirà miseramente, come tante altre proposte di legge di questa legislatura, finirà sicuramente per essere ricordato soltanto per il proprio fallimento. Noi crediamo che, se ci potessero essere, in questo dibattito, delle proposte dibattimentali, sulle quali concentrare il consenso del Consiglio, per dare un minimo di luce ad un articolo sicuramente spento, e che ripeto sarebbe dovuto essere uno degli articoli più importanti di questa legge finanziaria, se ci fosse questo sussulto di dignità da parte di una Giunta che sicuramente, ormai, sta andando stancamente verso l'epilogo, e da parte di un Consiglio, che certamente ormai distratto dalle vicende politiche che interessano un po' tutti e che allontanano sempre di più la politica dagli elettori e dai cittadini, se ci fosse questo sussulto di dignità, allora, sì, che in questo articolo si potrebbero ritrovare risposte per i lavoratori della Mineraria Silius, che oggi stanno guardando dentro le proprie case con disperazione e con quella rabbia, che giustamente devono avere, per cercare di lottare con i denti per ottenere il proprio posto di lavoro. Potrebbe trovare spazio ancora qualche riferimento ad un richiamo alle leggi per gli artigiani, che sino ad oggi sono stati il terreno vivo di questa economia regionale. Potrebbe ritrovarsi qualche emendamento circa le attività che riguardano i commercianti. Potrebbe trovare risposta, e sarebbe dovuta esserci stata risposta, per i tanti problemi degli agricoltori che, ovviamente, non possono sapere che tutta l'attività di questa Giunta è concentrata soltanto su aspetti strettamente personali. Allora, noi su questo, chiaramente, siamo totalmente in disaccordo, abbiamo l'esigenza di richiamare il Consiglio a questa mancanza totale di contenuti dell'articolo 7. Noi, se non ci saranno segnali minimi su quest'articolo 7, che arriveranno da quest'aula con gli emendamenti, voteremo contro l'articolo 7, e di conseguenza, essendo uno degli articoli più importanti della finanziaria, non potrà che precedere il voto contro l'intera manovra finanziaria. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Dunque, mi rifaccio all'ultima parte, alla premessa dell'intervento di ieri del collega Cuccu, che ha elencato quanto difficoltoso sia entrare, concretamente, nel merito degli argomenti che sono portati all'attenzione dell'Aula, dell'articolo 7. Sono argomenti che meriterebbero, settori delle attività produttive, agricoltura, turismo, commercio, industria, che meriterebbero sicuramente degli approfondimenti che non possono essere esaustivi in dieci minuti, o in un minuto per argomento. Credo che per il prossimo futuro l'Aula possa prendere l'impegno per una sessione straordinaria, anche, che esamini nel dettaglio le varie posizioni e proposte, in un corretto confronto con l'Esecutivo, e anche in un corretto confronto tra maggioranza e minoranza, per programmare uno sviluppo possibile. Ma, prima dello sviluppo, una rinascita, una rinascita nel settore dell'agricoltura, nei settori produttivi in genere, che onestamente non può essere addebitata soltanto, la situazione attuale, all'azione della Giunta di questo Consiglio, ma ad una situazione contingente, nazionale ed internazionale, che sta rivedendo, ridiscutendo, mettendo in discussione i sistemi produttivi in generale. I mercati di riferimento non sono più gli stessi. E se in questo contesto esaminiamo la situazione della nostra insularità, è chiaro che forse dovremo fare tutti insieme, e non come denigrazione della proposta dell'altro, ma tutti insieme, la ricerca di soluzioni che possano rendere competitive le nostre attività produttive. Tra queste attività produttive, ovviamente, terrei in un contesto diverso, particolare, endogeno più che altro, il settore commerciale, che merita necessariamente una visione diversa di servizio alle nostre popolazioni. È molto difficile, se non impossibile, che dalla nostra Regione possa nascere un sistema commerciale, nel senso proprio del termine, e non internazionalizzazione delle nostre produzioni che è cosa diversa, che possa varcare il Tirreno per intenderci. Una grande distribuzione regionale, che possa pensare di porsi all'attenzione della distribuzione nazionale e internazionale, è impensabile. È invece pensabile che tutti gli altri settori produttivi possano, debbano, in qualche modo, uso un termine abusato, in un sistema di rete, pensare di porsi all'attenzione non solo dei cittadini residenti o del sistema turistico, ma proprio costruendo un sistema di rete, uscire da quella produzione di nicchia, e cercare gloria al di là del Tirreno. È chiaro che questo discorso non può essere relegato pur a tanti commi di questo articolo, non si può pensare di risolvere la situazione industriale drammatica della nostra Regione, con degli interventi spot negli articoli di una finanziaria, idem come sopra vale per l'agricoltura, vale per il turismo, vale per l'artigianato, e allora cosa possiamo fare in una finanziaria?

Possiamo fare quegli interventi che riescano, e possano, risolvere i problemi contingenti dei nostri artigiani, i problemi del credito, sempre con interventi contingenti, del momento, che possano nell'annualità 2008, questi interventi, contribuire a risolvere quei piccoli, grandi problemi del nostro sistema produttivo. Però i 10 minuti ovviamente non ci consentono di entrare nel merito di cosa c'è bisogno per il nostro artigianato. Cosa c'è bisogno per il nostro turismo, cosa c'è bisogno per la nostra industria, e allora ognuno di noi deve cercare di mirare questa parte dell'intervento e demandare poi agli atti seguenti l'approfondimento per ogni singolo settore. Ma anche questo è molto difficile, e qui vengo alla proposta della Giunta. Sorvolo su alcuni settori, necessariamente, in cui altri colleghi prima di me hanno dedicato i loro approfondimenti. E perciò vorrei partire dalla fine, dall'ultimo comma, il 41, che interviene con una ben 200 mila euro quale contributo all'agenzia regionale delle entrate per la realizzazione di un progetto di domiciliazione delle imprese.

Bene, questo mi fa ricordare quanto è successo giusto 48 ore fa, l'Agenzia delle entrate, se ricordate bene, ebbe un impulso particolare nel momento in cui vennero stabilite dalla Giunta, parlo di "impulso"…vocabolario: "impulso".

SECCI Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La ringrazio.

CAPELLI (U.D.C.). Prego Assessore! Impulso dell'Agenzia proprio dall'istituzione delle tasse, semplifico la terminologia, delle tasse sul lusso, quindi le plusvalenze, le seconde case, del sistema di tassazione che è stato imposto da questa Giunta e, riprendendo alcune affermazioni di altri colleghi, è stato oggetto delle attenzioni dei tribunali contabili. Allora, se questa Agenzia ha avuto il suo impulso maggiore su questa legge, impostata dalla Giunta regionale, mi chiedo: quanto ci costerà l'Agenzia, visto che gran parte degli introiti derivanti dalle soprattasse bocciate dalla Consulta, verranno a mancare, e come sopravviverà questa Agenzia. Per intenderci, in quest'aula questa Giunta ha portato all'attenzione dell'agenzia regionale della entrate, che è un istituto, un braccio operativo della Regione sarda che costa più di quello che deve produrre, e lo sappiamo già che costerà più di quanto può produrre. Allora buon senso vorrebbe, nella razionalizzazione della spesa, nell'abbattimento dei costi della Pubblica amministrazione che, e questo era l'intento della richiesta di sospensione e di discussione con il Presidente della Giunta che com, ormai il termine è abusato, è latitante da quest'aula: non si vede, non si sente, lo si richiama, però dedica il suo tempo a ben altre attività, fuori da quest'Aula. Sicuramente attività istituzionali ma sempre di più mi sembra impegnate nella diatriba e confronto con tribunali civili, amministrativi, contabili e con la magistratura ordinaria. Gli unici, come diceva il collega Maninchedda, organi di giudizio che non l'hanno ancora chiamato a rispondere, sono appunto la Sacra rotta e la FGC, mi sembra… no il CONI, il tribunale sportivo. Ma c'è tempo, anzi io spero che non ci sia tempo, perché anche questi si possano interessare a lui. Altro argomento, sulle pagine dei giornali la situazione della Legler, della Montefibre, e io credo che anche in questo, ognuno per suo conto, siamo mancati tutti. Siamo mancati tutti perché non si è mai richiesto un confronto, non c'è mai stata una sessione dedicata perché seriamente si affrontassero queste situazioni e seriamente il Consiglio si potesse prendere la responsabilità di scelta, fossero anche scelte impopolari, ma comunque scelte che questo Consiglio è chiamato a verificare.

Un ultima cosa Presidente, io ho annotato alcuni sorrisini della Giunta ieri…

PRESIDENTE. Concluda prego onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, ancora 30 secondi… il collega Cuccu richiamava l'articolo inerente i consorzi industriali in cui lecitamente pare, la Giunta dà i 90 giorni al Consiglio per poter risolvere la situazione con un testo di legge, la situazione dei Consorzi industriali. Ho notato qualche sorrisino, è una cosa normale che la Giunta dia i 90 giorni al Consiglio regionale. Bene, io credo, spero e auspico che, a seguito di quella provocazione, il Consiglio dia invece, da parte sua, i sette giorni alla Giunta.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente, colleghi, ci pareva che alla fine la maggioranza e la Giunta avessero trovato un accordo su quelle che vengono definite, anche se non in maniera precisa, norme intrusa, nel senso che pareva aveste deciso di toglierle tutte, invece non è così e questo articolo, nella riprova, perchè troviamo qui le norme sui consorzi, quelle che stanno mettendo veramente in fibrillazione da mesi il centrosinistra. E questo nonostante, l'ha ricordato in aula ieri il collega Diana, ci sia un testo in commissione che attende di essere esaminato e approvato per mettere ordine però, con tutti gli strumenti del caso, sul problema dei consorzi industriali. Invece, secondo me, voi continuate ad essere presi da una sorta di furore commissariale per liquidare enti, e tutto quanto è liquidabile, sovvertendo l'organizzazione strutturale, gerarchica e anche funzionale. Ma la casa grave, vedete, è che tutto questo sembra basarsi più su una ferma volontà di un totale controllo politico delle loro attività e di una loro utilizzazione, come strumenti di propaganda, nonché sulla necessità di sistemare, dal punto di vista economico logistico, una ristretta schiera di dirigenti, piuttosto che sulla reale necessità di migliorarne l'efficienza o di diminuire gli sprechi. Signori Assessori, voi parlate sempre tecnicamente in nome dell'esercizio delle vostre funzioni in materia di programmazione, deliberate in perfetta coerenza con la programmazione regionale o per il conseguimento delle finalità previste eccetera… ma, signori della Giunta, per una volta, lasciate da parte delle parole e agite con il coraggio di chi sa che sta facendo la cosa giusta. Ritirate i commi dal 29 al 35, vedrete che nessuno in quest' Aula, protesterà. Sui giornali continuano ad apparire del resto titoli inquietanti: per quanto riguarda le imprese la Sardegna non cresce, gli investimenti sono in calo del 14 per cento, la Confcommercio parla di pesanti effetti del Piano paesaggistico regionale, gli stessi cereagricoli sardi dicono che produrre grano oramai non conviene più. Cosa dire dell'agricoltura, noi prendiamo atto della vostra reale difficoltà e soprattutto dell'assenza di un programma chiaro della Giunta anche per quanto riguarda l'agricoltura. Assessore Foddis, lei sa quanto io personalmente la stimi sia dal punto di vista professionale e anche umano e del resto conosco molto bene le sue capacità perché proveniamo entrambi dalla stessa campagna; riconosco anche che addossare a lei tutte le responsabilità sarebbe un esercizio, come dire, troppo facile e altrettanto ingiusto, però noi non possiamo nascondere che la riforma degli enti è tutt'ora al palo, mentre il mondo agricolo langue. Una riforma che finora ha visto spiccare soltanto le grandi professionalità dei vostri consulenti, mentre non c'è traccia di quei tecnici che un tempo, ai tempi del tanto vituperato ERSAT, stavano sempre in giro e battevano le campagne. Parlavano e stavano con gli agricoltori, li consigliavano, li informavano, invece questa riforma, bisogna riconoscerlo almeno per il momento, non ha riformato un bel niente. Nel migliore dei casi non ha commesso e non ha fatto danni, ma nel peggiore ha contribuito a creare problemi a un settore che era già profondamente compromesso per ragioni di sottosviluppo delle aziende sarde, aggravate naturalmente dai problemi legati all'insularità e dal costo del credito agricolo. Non dimentichiamoci che se la crisi del settore agricolo sardo oggi è in questa situazione, ed è drammatica, noi conosciamo anche quelle che sono le problematiche maggiori cioè le politiche del credito isolano, il costo del denaro che in Sardegna è certamente più alto; e quindi i debiti di capitale e di interessi che gli imprenditori devono le banche. Noi sappiamo altrettanto bene che quando le banche sentono scricchiolare il terreno sotto i piedi cominciano a tirare la catena e richiedono la restituzione dei crediti, dei debiti che gli imprenditori devono alle banche. Cioè chiedono e continuano a chiedere quei capitali, la restituzione del denaro erogato a chi a questo punto non è in grado di restituire più niente.

Questo per avere un'idea delle dimensioni sociali del problema, del resto ormai lo sappiamo è Bruxelles a decidere del futuro dei campi e il mercato delle coltivazioni e degli allevamenti. E così ogni tanto arrivano stangate per decine di milioni di euro da restituire per fondi che non siamo riusciti a spendere, per questo mi sarei aspettato qualcosa di più dei 10 milioni di euro per il fondo rischi, la giusto quello. Ma sul credito voi una cura strutturale non l'avete, così come non avete risposte da dare in campagna a chi teme la visita dell'ufficiale giudiziario alle loro porte. Noi non capiamo una cosa però, perché sulle politiche attive, sulla formazione professionale la sinistra radicale abbia ingaggiato una battaglia con il resto della maggioranza, mentre sull'agricoltura nessuno ha pensato di predisporre un maxiemendamento, lo chiediamo sinceramente ai Capigruppo della sinistra arcobaleno, perché almeno da loro ci saremmo attesi uno sforzo di questo tipo. O forse che l'agricoltura e l'allevamento non vengono considerate forme di lavoro? Ci aspettavamo un maxiemendamento che voleva dire "maxirisorse", non quelle che avete preso in anticipo dallo Stato, sperando fra l'altro che ad aprile la Corte Costituzionale non faccia come ha fatto per la tassa sul lusso. Risorse vere, tolte magari ad altri capitoli dove andate di certo a sprecare o comunque non a investire al meglio il danaro della collettività. Ce ne sarebbe certamente stato bisogno, per come langue oggi l'agricoltura sarda, un tempo settore trainante della nostra economia, soprattutto nelle zone interne. Invece, nulla nel settore zootecnico dove si intersecano, con gran danno per la collettività sarda, le competenza dell'Assessorato alla sanità e quelle dell'Assessorato all'agricoltura. Troppo poco nel settore della ricerca, per l'export, troppo poco per le filiere produttive. Tutto è affidato alla speranza, alle poche industria vere del settore che ancora sono sopravvissute in Sardegna a fronte di grandissimi sforzi.

A proposito vorrei sapere cosa avete da dire sul fatto che le Ferrovie dello Stato abbiano annunciato che ad aprile verranno interrotti i trasporti merci che ora sono garantiti dal traghetto Garibaldi. Sembra che l'assessore Broccia stia tentando di scongiurare questo rischio, ma io credo che non sia cosa di poco conto, quando parliamo del capitolo della produzione, capire se dobbiamo affidarci soltanto al trasporto aereo, con le conseguenze naturali in termini di costi, o se abbiamo la speranza che la nostra condizione di insularità ci porti ogni tanto ad attraversare il mare, oltre che a subirlo.

Allora, che cosa resta di questo articolo diviso in commi, un articolo che accorpa industria, agricoltura, giusto per un fatto estetico, mettiamola così, piuttosto che per una ragione economica comprensibile e soprattutto reale, oltre a costringerci naturalmente a condensare in dieci minuti la discussione di due argomenti così importanti. Beh, non resta gran che se non quella che è l'ordinaria amministrazione, ecco anche su questo la vostra finanziaria della svolta, si rivela una finanziera assolutamente incapace di cogliere tutti i vantaggi…

PRESIDENTE. Concluda, prego onorevole.

LICANDRO (F.I.). …e certamente non sono molti, dalla politica agricola comunitaria. La rivoluzione non l'avete fatta in assoluto e non l'avete fatta nemmeno nel settore agro-pastorale, nonostante le promesse e nonostante i richiami continui all'identità del popolo sardo e un largo uso del velluto. Che non basta certamente a riportare la Sardegna a quello stato di floridità nel quale versava quando l'industria pesante non aveva ancora sfasciato tutto. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

Non è in aula, decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

Non è in aula, decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Brevemente, per dire che io vorrei parlare di consorzi industriali, ma che per farlo devo svolgere un ragionamento prendendo spunto anche da ciò che, qualche giorno fa in occasione del dibattito sulle tasse ebbe a dire sulla sentenza della Corte Costituzionale, ebbe a dire il collega Cugini. Il collega Cugini ha fatto riferimento a una cultura autonomista sulla fiscalità, ed è vero, esiste da tempo. Però intendiamoci la cultura autonomista, democratica ha sempre parlato delle tasse in questa direzione, della fiscalità: non è giusto che la Sardegna che non ha avuto i processi di capitalizzazione, che sono stati registrati nelle altre Regioni d'Italia, venga tassata esattamente come le altre Regioni d'Italia. Tutta la politica sull'autonomia impositiva è sempre stata per ridurre la pressione fiscale, sul lavoro e sull'impresa, e favorire processi di accumulazione. Questo è stato spesso, anzi direi sempre, la rivendicazione di una certa area culturale. Ciò che si è fatto in questi anni di politica fiscale, in Sardegna, non era in questa direzione. La prima manovra di politica fiscale che si mette in atto è quella che noi registriamo in questa finanziaria, all'articolo 2 quando in questa finanziaria si agisce sul punto di IRAP che dipende dalla volontà della Regione, seguendo ciò che noi, in undici, avevamo chiesto alla Regione circa due anni e mezzo fa, e quasi, - come dire - spregiati, perché avevamo osato porre questo problema. Però adesso, e lo dico alla Giunta e lo dico anche ai colleghi della Sinistra Autonomista che dimostrano interesse per questi temi, adesso c'è un quadro completamente diverso che è quello fornito, lo dico anche all'Assessore del bilancio, dalla finanziaria nazionale. La finanziaria nazionale, all'articolo 2 commi 561 e 563 - che la Giunta conosce benissimo -, comincia a ragionare sulle zone franche urbane, le zone franche urbane, per come le ha disciplinate il Governo nazionale che, a distanza di decenni, recepisce ciò che soprattutto dalle Regioni del sud si è detto sul sistema fiscale italiano, le Regioni del sud che dal 1861 sono state depredate dal fisco. Cosa dice la finanziaria nazionale, che cosa prevede? Questa è una politica fiscale: prevede nelle zone franche urbane l'esenzione dall'IRPEF - notiamo bene - per le micro imprese e le piccole imprese per i primi cinque anni, 60 per cento per gli altri cinque anni, 40 per cento per il sesto e settimo anno e 20 per cento per i successivi fino al nono; l'agevolazione si accompagna anche a misure sull'IVA. Il Cipe e il Ministero, anche in queste settimane che sono di crisi di Governo, lavora su questo.

Allora, la domanda che io faccio ai colleghi della Sinistra Autonomista, ma la faccio alla Giunta: ci troviamo a discutere una finanziaria in questo quadro, per la prima volta in Italia, di ragionamento di abbassamento delle imposte per favorire la socialità e il reinserimento, e noi facciamo una finanziaria regionale che non ne tiene conto? Mettete una norma programmatica, di adeguamento, non possiamo perdere il treno di un'esenzione fiscale sulle micro imprese, addirittura il 60 per cento del IRPEF e a scalare fino a nove anni, e noi non diciamo una parola su questo, una parola, non diciamo nulla! Siamo concentrati sul punto di IRAP e non ci siamo accorti che sta passando un altro treno.

Io non sono intervenuto sulla questione della sentenza della Corte Costituzionale perché non mi piace cantare il parce sepulto, però vorrei ragionare in positivo. Allora, come si è ragionato in Commissione industria sulle questioni dei Consorzi industriali? In Commissione industria si è ragionato sulle questioni dei Consorzi industriali - almeno per la mia parte - pensando a queste cose, pensando che c'è uno Statuto autonomo della Regione Sardegna che già aveva individuato nelle zone industriali potenziali zone franche, noi non abbiamo più barriere doganali e quindi quelle aree sono naturalmente vocate a poter essere intese e interpretate come il Governo nazionale interpreta le zone di degrado urbano. Ma ci vuole un Governo regionale che si pianti lì a dire queste cose, a dire che noi abbiamo un milione e mezzo di persone sparse in tutta la Sardegna e che dobbiamo configurare le zone industriali come luoghi delle zone urbane. Così abbiamo partecipato ai Consorzi industriali.

E allora - prendo spunto da un'altra delle felici affermazioni dell'onorevole Cugini della volta scorsa - cioè il problema, sui Consorzi Industriali, è che spesso noi discutiamo di cose di merito preceduti da questioni di puntiglio, cioè: a chi il merito? A proposito delle questioni di puntiglio, Manzoni ci ha insegnato che padre Cristoforo si è rovinato l'esistenza per una questione di puntiglio, per non aver ceduto il passo al Don del tempo.

La verità è che sui Consorzi industriali - io voglio che sia registrata questa cosa - non c'è un Gruppo politico che voglia continuare a distribuire stipendi, perché non c'è stato nessuno in Commissione industria che abbia detto "vogliamo continuare a distribuire prebende", non c'è! Abbiamo preso la finanziaria nazionale, che è per il risparmio, e l'abbiamo riportata all'interno dalla proposta di legge. Non c'è nessuno che non voglia ridurre il numero dei Consorzi industriali, nessuno! Poi ci si divide per il commissario, oppure perché partecipino o non partecipino gli enti locali, ma è questo l'oggetto. Invece c'è stata una campagna di comunicazione che ha configurato la Giunta impegnata in un'azione di moralizzazione e noi spinti nell'angolo della produzione di prebende: non è così, non è così! E la Giunta ha voluto anticipare nell'emendamento un pezzo della legge per una questione di puntiglio, per voler dire "la riforma la facciamo noi", ed è la stessa questione di puntiglio che ha rovinato la legge sulle Comunità montane, che infatti è per aria.

Io penso che le questioni di puntiglio vadano messe da parte e che il Consiglio regionale debba poter tranquillamente votarsi le sue leggi, dopo un confronto quale quello che c'è stato. Non servono le anticipazioni, a che serve dire "lo ha fatto la Giunta"? Ma io, che non mi ritrovo in tante delle cose che fa la Giunta, e ne dirò anche qualcuna in questa circostanza, non ho problemi a dire che si possa fare anche insieme alla Giunta, ma si fa qua, non si fa anticipando le cose per mettere il bollino, perché questa è la cosa che si vuol fare in questa finanziaria, il bollino, ed è stupido, secondo me, è stupido!

Ma c'è di più, c'è un'idea - che sottopongo ancora a chi ha voglia di discutere - che riguarda come la Regione interviene del sistema produttivo. Io faccio un esempio, e lo sottopongo all'attenzione di chi ha interesse per queste cose. La finanziaria nazionale dice: gli enti locali e il Governo non devono istituire società per lo svolgimento delle loro funzioni istituzionali; questo dice la finanziaria nazionale, grazie a Dio, cioè, se io sono l'Assessorato al turismo, per fare le mie politiche non devo farmi l'agenzia per il turismo, non serve, perché poi l'agenzia ne nomina un'altra per fare un'altra cosa e così di seguito. Cosa c'è dietro? C'è finalmente l'idea che, anche in Italia, si realizzano le liberalizzazioni individuando ciò che è compito dello Stato e ciò che viene regolato ma affidato alla società; fino adesso in Italia le liberalizzazioni sono state le privatizzazioni, cioè affidare a privati pezzi della funzione pubblica. Allora vi faccio un esempio che attiene all'agricoltura, non è polemica con l'Assessore dell'agricoltura né con la Giunta perché so come la pensano ma che voglio sottoporre all'attenzione dei colleghi, faccio un esempio perché è chiaro: la questione dell'ARA; l'ARA svolge una funzione che è pubblica, l'assistenza in agricoltura, l'assistenza zootecnica. Allora io penso che una Regione debba dire: bandisco un concorso con cui mi prendo queste persone, le metto nei ruoli, perché svolgono una funzione pubblica. No, no, questi sono dipendenti di una associazione privata alla quale, con tre delibere di Giunta, sono state affidate funzioni pubbliche. C'è qualcosa che non torna, e se volete questo esempio lo moltiplichiamo per dieci in Sardegna. Proviamo a ragionare diversamente: ciò che è tipico del pubblico lo fa il pubblico - per esempio la politica fiscale, per esempio le zone industriali che diventano zone franche urbane, per esempio l'assistenza in agricoltura fatta attraverso l'articolazione dell'Amministrazione regionale -, ciò che invece è affidato al mercato noi lo regoliamo ma poi lo lasciamo andare. Io farei politiche in questi termini e utilizzerei il comma sulle attività produttive… ho finito, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Uggias? Rinuncia.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi. Per quanto riguarda l'articolo 7 anche se è di 41 commi, prendo in considerazione soltanto due settori: quello agricolo e quello industriale, non che non siano importanti, ma tralascia, tuttavia, quasi del tutto, altri comparti che facendo parte del sistema produttivo hanno bisogno di sostegno e di interventi specifici. E mi riferisco in particolare all'artigianato e al commercio. Ma rimanendo al contenuto, sono diversi, a mio giudizio, gli aspetti che destano preoccupazione; in agricoltura l'indebitamento delle aziende agricole e i ritardi accumulati nell'attuazione degli enti con l'istituzione delle nuove agenzie; nell'industria, tra gli altri, il problema dei consorzi industriali, il caso Carbosulcis e il ruolo del IGEA. Ancora, nel credito la funzione dei consorzi fidi. L'indebitamento delle aziende agricole, con particolare riferimento ai gravi danni provocati dalla legge numero 44 e dalla situazione drammatica di molte famiglie di agricoltori, deve essere definitivamente risolto. Non è sufficiente che una sentenza abbia risolto uno dei casi più drammatici, ritengo che l'assessore Foddis debba informarci sull'azione della Giunta regionale nel rispetto degli impegni assunti in Consiglio a conclusione dello specifico ampio dibattito che si è svolto. Ha dichiarato, del resto, alla stampa che l'Assessorato sta lavorando ed è necessario che si ponga fine ad una vicenda le cui responsabilità sono numerose, vengano da lontano, ma che ora bisogna trovare la soluzione per archiviare una pagina, certo non positiva della nostra storia. Per quanto concerne invece l'attività delle agenzie, lo ripeto, non voterò a favore di altre riforme se prima non si avrà cognizione di ciò che è effettivamente accaduto con il processo riformatore e con la soppressione degli enti. I casi della formazione professionale, delle comunità montane, oggi il quotidiano La nuova Sardegna registra la presa di posizione della collega Francesca Barracciu a nome di altre 11 amministrazioni comunali a proposito della decisione del Presidente della Regione di impedire la costituzione della comunità montana Barbagia-Mandrolisai. Sono emblematici casi che evidenziano come restino sul tappeto dei problemi per non avere previsto alternative. Ritengo quindi opportuna un'informazione ai consiglieri sugli aspetti positivi, ma anche sulle criticità esistenti. Ho ricordato all'articolo del personale la vicenda di LAORE i cui dipendenti in tutta fretta sono passati temporaneamente ad un altro agenzia per esaurire le pratica sull'utilizzo dei fondi europei. Le sinergie possono essere positive, in molti casi lo sono, ma non con questa modalità, perché in questo modo suscitano perplessità sull'efficienza del sistema che è stato adottato. Per il settore industriale vi sono due aspetti di particolare rilievo, li accenno molto brevemente, eventualmente mi riservo di approfondirli poi durante la discussione sugli emendamenti. La vicenda della Carbosulcis dopo i pesanti rilievi della Comunità europea, che rischia di compromettere ulteriormente un territorio martoriato prima dalla crisi delle aziende a partecipazione statale poi dai numerosi impegni non mantenuti dal Governo ed ora per l'azione degli euro-burocrati che trovano terreno facile in scelte forse, anche in questo caso, non sufficientemente valutate per le conseguenze che potrebbero determinare. Se non si risolve il problema Carbosulcis rischia di saltare, tra l'altro, l'accordo che i socialisti hanno contestato per il tratto monopolistico tra Regione e Enel e di compromettere le scelte effettuate sul piano energetico, limitando il pluralismo della scelta dell'energie alternative, come è per il caso dell'eolico. L'altro aspetto è quello dei consorzi industriali, sottoposti, come è avvenuto in altri settori, alla fretta di voler cambiare tutto e subito senza prevedere quello che accadrà per tutti, e sottolineo tutti gli attori del sistema esistente. Una preoccupazione forte, almeno per la componente socialista, che io rappresento in questa Aula; per esempio si è discusso molto della forma giuridica che devono assumere, ma quasi nulla si è detto sulle sorti del personale occupato direttamente o anche di quello relativo alle società collegate e addirittura dell'indotto. Su questo punto i socialisti hanno presentato emendamenti perché sono molto d'accordo sulla riduzione degli sprechi, ma non intendono assecondare acriticamente un riformismo selvaggio, viziato da aspetti politico ideologici aprioristici che esulano, quindi, dagli obiettivi che si intendono perseguire con la razionalizzazione. Mi auguro che la Giunta e la maggioranza diano risposte positive e non si limitino, come al solito, all'invito al ritiro degli emendamenti per poi lamentarsi quando in vota in modo contrario. In materia di credito, e mi dispiace che in questo momento l'Assessore non sia qui, sono sempre più convinta della necessità della conferenza regionale, da me del resto ripetutamente richiesta con lettere al Presidente della Commissione bilancio e programmazione sin da quando rivestiva questo prestigioso incarico l'attuale Assessore al bilancio. Occorre esaminare in modo specifico gli enormi che problemi che devono affrontare le imprese e i cittadini nei rapporti con gli istituti di credito per ottenere prestiti a un tasso che non sia necessariamente superiore a quello concesso alle altre Regioni, c'è poi il problema dei consorzi fidi che ancora una volta si innesta sulla questione del pluralismo, è impensabile non favorire la concorrenza con esclusioni che tendono a favorire la concentrazione degli aiuti in un unico soggetto, e questo, francamente, non è condivisibile. Per concludere non posso non sottolineare una posizione cara ai socialisti e nel recente passato anche a numerosi esponenti dell'attuale Partito Democratico, nonché della stessa Giunta. Ricordo, per tutti, l'assessore Broccia quando era segretario della CNA confederazione nazionale dell'artigianato in Sardegna. Il refinanziamento delle leggi di settore, anche esse a sportello, a favore dei settori produttivi, in particolare per l'artigianato e commercio, è un'esigenza sentita da molti. E non sono sufficienti i bandi, e non è, come sostiene qualcuno in questa Aula, un problema dell'assessora Depau. E' ben altro. Sono scelte che vengono fatte e, pur non trovando una condivisione piena, vengono attuate senza un'adeguata riflessione. La ringrazio, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto.). Grazie, Presidente. Anche gli argomenti trattati in questo articolo riguardano aspetti e comparti di particolare sensibilità. Uno di questi comparti, ai quali ha accennato in apertura di intervento la collega Caligaris, è quello dell'agricoltura, dove il problema drammatico, terribile, che in queste ore alcuni titolari di aziende agricole stanno vivendo, col rischio di espropriazione dei propri beni, deve essere all'attenzione di quest'Aula, e tenuto in particolare conto. Noi auspichiamo, naturalmente, iniziative ulteriori e sensibilità da parte dell'Assessore della Giunta regionale, per incidere in maniera determinante e ridare garanzie agli operatori di quel settore. Non abbiamo dubbi sulla volontà, in questa direzione, da parte dell'assessore Foddis. Così come l'altro accenno fatto in altri interventi per gli operatori ex consorzio Lara pone a noi un serio problema, lo pone alla classe politica. Non può la classe politica, nel momento in cui si approntano e si definiscono nuove risorse, affacciare ipotesi di soluzioni garantiste nei confronti di quel personale, e poi, invece, trovare scappatoie, togliere certezze, porre dei limiti. Devono essere invece date, attraverso questa legge finanziaria, garanzie sufficienti di stabilità nel posto di lavoro, stabilità che non può essere sottoposta ad ogni piè sospinto a determinazioni diverse da quelle originariamente concordate, e rispetto alle quali noi, la categoria dei politici, dicevamo, cercando di rassicurare gli operatori di quel settore: "State tranquilli, non saremo insensibili, si troverà una soluzione al di là delle firme che allora abbiamo apposto". Questo è uno dei momenti perché quella soluzione venga ricercata.

Io voglio soffermarmi poi, in modo particolare, sul problema dei consorzi industriali, e voglio che risulti in maniera chiara, precisa, netta quella che è la posizione dei Socialisti. Noi non siamo contro la riforma dei consorzi industriali, siamo per la riforma dei consorzi, partendo dalla consapevolezza che la sussistenza in Sardegna di sedici consorzi industriali rappresenta un'anomalia nel sistema che va in ogni caso sanata. Chiarito questo punto, e quindi quello che è il nostro intendimento e quella che è la nostra filosofia, dobbiamo rivolgerci un'altra domanda: ma per quale motivo, sui consorzi industriali, si vuole intervenire in maniera estemporanea all'interno della finanziaria, trascurando il fatto che la Commissione, bene o male, ha in ogni caso licenziato un disegno di legge che dovrà venire all'attenzione, dovrà essere sottoposto all'attenzione di quest'Aula, subito dopo l'esame della legge finanziaria? Per quale motivo, e questo la dice lunga, in tre finanziarie sono state presentate sempre proposte di riforma dei consorzi e, guarda caso, nessuna uguale all'altra? Tre proposte, l'una differente dall'altra. Significa, come minimo, che c'è da discutere, e che anche da parte dei proponenti non c'è la necessaria chiarezza che invece è assolutamente richiesta nel momento in cui svolgiamo una funzione legislativa. Siccome noi abbiamo preso questa posizione, qualcuno la licenzia con molta facilità e con una battuta, dicendo che noi rappresenteremo il partito a difesa dei consorzi industriali. Ma, guardate un po', noi non esprimiamo nessun Presidente di consorzio industriale, non ho capito che cosa dovremmo difendere. Altri li esprimono e li hanno espressi, e talvolta li hanno espresso in modo anche poco trasparente, e con commistioni fra centrodestra e centrosinistra, non con accordi trasparenti, badate, con commistioni. Quindi, non ho capito perché, invece, verremo noi, da parte di alcuni, indicati come i tutori a salvaguardia di quelle posizioni di potere. Non ci interessano. Siamo per una riforma seria del settore, ma siamo perché questa riforma seria passi attraverso una procedura di garanzia, procedura di garanzia che può essere effettuata soltanto col pieno coinvolgimento dell'Aula, in una disamina completa della problematica, e quindi all'interno di una legge di riforma. Ecco allora perché, attraverso l'emendamento numero 251, chiediamo la soppressione dei commi 29, 30, 31, 32, 33 e 35 dell'articolo 7, ma ci dichiariamo a favore, invece, dell'ipotesi contenuta in un altro punto, cioè al comma 34 dell'articolo 7, che recita: "Qualora l'Aula non dovesse onorare l'impegno politico di approvare la riforma dei consorzi industriali entro tre mesi, allora, siccome si è in mancanza, in assenza di assolvimento ad un impegno politico assunto, allora è legittimo che il Presidente e i commissari dei consorzi industriali, ed è legittimo che i commissari, sia quelli della tabella F, parte seconda, che quelli della tabella F, parte prima". Non si capisce, invece, questa diversità di trattamento che si vuole adottare attraverso la legge finanziaria, e consentire il commissariamento di una parte di questi già ab origine. Per quale motivo dobbiamo anticiparla, se dell'impegno dell'Aula è quello di approvare entro tre mesi, ma non saranno neanche necessari farli trascorrere tutti, per quale motivo dovremmo invece procedere anticipatamente per una parte di essi? Ed infine, io voglio essere chiaro, lo dico alla maggioranza e lo dico all'opposizione, su un punto: è accaduto, in questi giorni, durante l'esame della legge finanziaria, che alcuni provvedimenti proposti dalla Giunta regionale non abbiano ottenuto i voti di fiducia necessari, ed è accaduto soprattutto quando si è fatto ricorso al voto segreto. Noi Socialisti, rispetto al voto segreto, abbiamo una posizione precisa e datata, la nostra è una posizione storica. Abbiamo sempre detto, e continuiamo a ripeterlo questa sede, che non siamo d'accordo per le espressioni di voto segreto, chiediamo che ciascuno si assuma le proprie responsabilità esprimendo voti palesi, chiediamo cioè, a chi riconosce la legittimità, la validità, l'opportunità di votare favorevolmente per l'emendamento numero 251 soppressivo di tutti quei commi che prima o citato, e per la emendamento numero 250 che contiene il rafforzamento di quell'impegno politico ad approvare la legge in Aula entro i tre mesi, a chi è convinto della legittimità, della giustezza, dell'opportunità di questa posizione chiediamo di non trincerarsi attraverso un voto segreto, ma di avere il coraggio delle proprie azioni votando palesemente in aula. Questo lo dico perché noi palesemente esprimiamo le nostre posizioni, palesemente le difendiamo perché riteniamo che abbiano una loro dignità e una loro legittimità. Vorremmo, a scanso di equivoci e perché nessuno cerchi responsabilità dove non ce ne sono, ma vada a cercarle in casa propria, vorremmo che tutta l'Aula si uniformasse, per gli argomenti che rivestono particolare importanza, come in questo caso, a questo criterio, ed esprimessi un voto palese manifestando il coraggio delle proprie scelte e delle proprie azioni.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. L'articolo 7 è un articolo importantissimo della finanziaria, peccato che ci troviamo a discutere in finanziaria di articoli e di commi che non trovano un collegamento stretto e diretto con leggi di settore che mancano e che questa Giunta non riesce a presentare e far approvare. Le riforme, perché questo articolo ha a che fare anche con le riforme, sono estremamente importanti. Le riforme dovrebbero tendere a migliorare i servizi, garantire una maggiore competitività, mantenere i livelli occupativi attuali, ma, possibilmente, la strategia dovrebbe essere quella di aumentare l'occupazione. Le riforme che sta portando avanti questa Giunta negli ultimi anni sono riforme che stanno creando confusione, che non stanno migliorando i servizi ma in qualche caso li stanno peggiorando, che stanno creando una diminuzione di competitività, che stanno mettendo a rischio posti di lavoro. Io ieri ho partecipato a un incontro, per quanto riguarda ad esempio i Consorzi di bonifica, sicuramente è una legge importante, la numero 19, ma se le riforme poi non vengono accompagnate con progetti, con finanziamenti, con dei termini importanti da parte dell'Amministrazione, si rischia che queste riforme diventino un fallimento, come ad esempio nel caso dei Consorzi di bonifica, il rischio è che ci sia un aumento dei costi dell'acqua che vanno ad incidere su un sistema produttivo come quello dell'agricoltura, che ci sia un peggioramento dei servizi offerti per la lontananza e per l'accentramento del potere verso la Capitale, e che ci sia il rischio di occupazione, perché anche di questo si parla. Non vorrei che succedesse la stessa cosa con i Consorzi industriali; anche in questo caso non si può cercare con una finanziaria di mettere a posto le divergenze che ci sono all'interno della maggioranza, perché di questo si tratta, senza pensare che queste incertezze stanno creando gravi danni nel mondo imprenditoriale, di chi opera nei Consorzi industriali, di chi è in attesa di un'area per poter iniziare un'attività di cui rischia di perdere finanziamenti e contributi. E c'è da dire che ci sono altri problemi, sempre con riferimento alla riforma e alle strategie. Ad esempio è stata fatta una segnalazione da Confindustria per quanto riguarda i settori del lapideo, il settore del sughero; anche in questo caso se la Regione non fa delle analisi attente, non va a verificare che la Sardegna, per quanto riguarda i distretti del settore dei lapidei, ha nelle proprie attività il 95 per cento di estrazione e il cinque per cento di lavorazione, a fronte di altri distretti che hanno invece il 5 per cento di estrazione e il 95 per cento di lavorazione, se non si fa una legge organica, in questo settore, si rischia di farlo crollare totalmente. I problemi sono tanti, sono stati accennati: il problema del PPR, il problema della mancanza della certezza del diritto, il problema dei trasporti che incidono profondamente sul sistema imprenditoriale sardo. Voi sapete che non siamo stati capaci ad entrare nelle autostrade del mare, con un Governo che per fortuna non c'è più, ma che ha penalizzato fortemente la Sardegna. Quindi il tema dell'articolo 7 è drammaticamente importante, c'è un sistema in crisi che non vede un impegno strategico della Giunta per dare risposte concrete al mondo dell'imprenditoria. Di contro, alcune scelte quali il sistema impositivo, e anche qua è inutile che ci dilunghiamo, perché mi pare che il pronunciamento della Consulta dica molto, sarebbe stato opportuno che questo Consiglio avesse, prima della Consulta, eliminato questo grave problema che sta creando per la Sardegna non solo danni di immagine, ma anche danni economici. Nell'articolo 7 c'è un articolato che prevede la reindustrializzazione dell'area di Arbatax, presumo che sia anche per il settore della nautica, e questo, purtroppo, se pur sia un'iniziativa importante, va a cozzare sempre con una strategia sbagliata della Giunta che è quella delle tasse sul lusso, che impediranno a questo polo, più debole rispetto ad altri poli della Sardegna, di poter decollare. L'artigianato è un tema molto importante che mi sta a cuore. Il settore dell'artigianato, quindi; settore che non trova un'adeguata attenzione in questa finanziaria, infatti, il comparto dell'artigianato che comprende circa 43.000 imprese attive in Sardegna, che ha un fatturato di 5 miliardi e 95.000 addetti occupati, quindi un comparto produttivo che, comunque, in questo momento di grave crisi della Sardegna continua, in qualche modo, a trainare l'occupazione. Però le piccole Aziende sono fortemente penalizzate nell'approvvigionamento finanziario a causa dei tagli delle banche che hanno continuato a ridurre progressivamente la quota di impieghi assicurati alle imprese. Le Aziende artigiane, quindi, Assessore, lamentano la mancata corresponsione dei contributi previsti dalla legge regionale numero 51, articolo 2, per l'abbattimento del tasso di interesse sui prestiti concessi a diverse imprese per l'annualità 2004, ad esempio. Manca un'adeguata copertura del sistema Consorzi FIDI e integrazione del fondo rischi. Non si tiene conto, in questa finanziaria, del cambiamento delle normative relative al rapporto tra banca e impresa, l'entrata in vigore della Basilea 2 che impone severe norme per l'accesso al credito. Impone, quindi, agli imprenditori la dimostrazione della capacità di far fronte agli impegni sottoscritti. Assumono quindi, Assessore, un ruolo chiave i Consorzi di garanzia per i quali, questa finanziaria, non prevede interventi finanziari adeguati o degni di attenzione. Sono rilevabili poste di bilancio a tempo, ad esempio per il 2008, senza una programmazione che possa consentire un rilancio al settore, anziché certificarne la morte. Ci sono altri aspetti, come tra l'altro proposto dalle associazioni di categoria della confcommercio e dalla confartigianato. Sarebbe stato, ad esempio, opportuno prevedere e concedere dei contributi annuali ad integrazione dei fondi rischio ordinari dei confidi, istituire un fondo speciale di garanzia cofinanziato dai confidi e Regione, concedere a fronte dei finanziamenti assistiti da garanzie a confidi contributi in conto interessi destinati ad abbattere il costo del denaro, notoriamente superiore in Sardegna rispetto alle Regioni del centro e nord Italia.

Cosa dire sulla legge numero 51? Ci vorrebbe quasi una censura. Voi avete fatto un bando che per fortuna, a seguito di interpellanze, è stato rivisto, quantomeno come tempi. Un bando che è stato pubblicato a cavallo delle vacanze di Natale, quindi delle ferie, quindi quasi impossibile presentare progetti per gli artigiani, soprattutto per i piccoli artigiani. Per fortuna questo bando è stato posticipato, la presentazione dei progetti.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue PILERI.) Però anche per la "51" bisognerebbe dire qualcos'altro, e cioè che sarebbe necessario riattivare lo sportello nel caso di investimenti di piccole entità. Infatti gli incentivi concessi a sportello possono rappresentare uno strumento migliore per garantire alle imprese la velocità e l'efficacia dei progetti di investimento. Quindi gli artigiani non chiedono elemosina, ma chiedono sostegni, chiedono fiducia, e quindi se questa fiducia non arriverà con atti che questo Consiglio spero possa approvare con gli emendamenti, io esprimo un giudizio assolutamente negativo su una Giunta che diversamente navigherebbe a vista, senza un progetto strategico a favore del sistema produttivo isolano, che, quindi, mi porta ad esprimere un giudizio assolutamente negativo sull'articolo.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pileri.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente.

Siamo all'articolo 7 che contiene, a mio giudizio, già nella collocazione e nel titolo, due errori abbastanza vistosi. Innanzitutto a mio giudizio non si sarebbe dovuto collocare l'articolo 7, che parla, appunto, di disposizioni a favore del sistema produttivo, successivamente all'articolo 6 che parla di lavoro, ma si sarebbero dovuti scambiare, da un punto di vista logico, le posizioni. Il secondo vistoso errore è nel titolo, perché è evidente che non sfugge a nessuno che nelle "disposizioni a favore del sistema produttivo isolano" di favore se ne legge veramente poco. Quasi niente! Io mi sono sforzato di fare una ricerca per capire come stiamo favorendo noi oggi il sistema produttivo isolano. E qui, dentro questi 41 commi che compongono quest'articolo, mi diventa difficile rintracciare qualche politica seria di incentivazione della produzione. Diceva bene ieri l'onorevole Maninchedda, quando richiamava la legge della giungla, la legge della selezione naturale della specie. Qui siamo effettivamente di fronte ad una situazione simile. Le imprese sono dentro un sistema di giungla! Qui non c'è nessuna possibilità concreta per le imprese deboli di sopravvivere e per le imprese forti di avere interesse a produrre di più e quindi creare, ovviamente, occupazione. E' questa la logica che sfugge! E' vero, voi avete addotto a giustificazione di questa strana situazione il fatto del risanamento del bilancio: "Però abbiamo risanato i conti, abbiamo speso meno, non abbiamo investito in politiche di produzione e quindi di sostegno delle imprese". A parte ovviamente la considerazione che rimane pur sempre appesa ad un punto interrogativo se davvero è risanamento e se quei 1500 milioni di euro davvero poi risulteranno non dover essere restituiti, però, al di là di questa considerazione, assomiglia molto questa politica a quella che faceva la buonanima di Tziu Pistulliori che era una persona che tutti conoscevano; lui aveva un solo giogo di buoi, poverino, che si chiamavano - voi sapete che i gioghi di buoi vengono denominati e hanno un nome che li tipicizza - e si chiamava prandiu cum pagu, prandiu l'uno, cum pagu l'altro, proprio perché Tziu Pistulliori era uno che era abituato a voler risparmiare e quindi aveva inventato il meccanismo di non dare a sufficienza da mangiare all'unico giogo di buoi che aveva e che gli serviva, tra l'altro, per vivere, per lavorare. E' ovvio e logico che questo giogo di buoi era destinato a morire e così accadde, e Tziu Pistulliori cambiò anche mestiere, diventò l'arrotino del paese.

Allora io mi chiedo: noi siamo di fronte ad una situazione simile. Noi siamo di fronte ad una politica assente dentro il sistema delle imprese e vi richiamo alcuni concetti che voi tutti conoscete, approfitto del fatto che ci sia anche l'Assessore all'artigianato in questo momento. Lei, Assessore, ha pubblicato recentemente un bando che è rivolto alle aziende artigiane e che è relativo all'apprendistato. Basta leggere quello! A distanza di cinque anni - diciamo di tre anni perché è riferito al 2005 - stiamo aprendo un bando per dare il contributo a favore delle aziende artigiane che abbiano assunto apprendisti. A distanza di tre anni, per il 2005! Ma che razza di incentivo è? Quelli dovrebbero essere risarciti per la pazienza che hanno avuto! Non è certo una politica incentivante. Incentivante è quando, invece, naturalmente si dà una politica a sportello, quando esiste un interesse immediato, diretto dell'impresa a dover produrre di più. Poveri, questi per tre anni hanno pagato gli stipendi a questi apprendisti sapendo di poter contare su questo contributo e se lo vedono riconosciuto con tre anni di ritardo.

Legge numero 51. Ne hanno parlato tutti e non voglio ripetermi, ma davvero non ci sono assolutamente possibilità concrete di vedere sviluppo attraverso… tra l'altro, ieri, qualche collega mi richiamava: "Ne parliamo all'articolo 7". E allora all'articolo 7, però, non c'è niente che davvero dimostri che c'è questa volontà di sostenere le imprese artigiane.

La legge numero 15, la legge sull'industria. Non c'è assolutamente niente che davvero possa far sperare le industrie isolane in un bando della legge numero 15 e quindi naturalmente la potenzialità di sviluppare nuova occupazione.

Che dire delle altre leggi incentivanti? Ne abbiamo pure parlato ieri. Io credo che questo sistema sia un sistema che non può andare lontano. E' un sistema che va rafforzato. Vorrei soltanto fare cenno ad una negligenza totale che è relativa alle politiche energetiche. Ancora una volta noi stiamo imbrogliando la Sardegna perché, a detta anche di ciò che è avvenuto recentemente, non siamo capaci di modificare il Piano energetico regionale dimostrando che la Sardegna deve investire in produzione energetica da fonti rinnovabili. Noi non siamo capaci perché in maniera assolutamente antiscientifica abbiamo detto che non è possibile produrre più energia elettrica da fonti eoliche perché le nostre infrastrutturazioni e la nostra rete non sopporterebbero un quantitativo superiore. Poi ci siamo, naturalmente, affrettati a difendere quanto aveva dichiarato il Presidente di Nomisma e quanto poi lo stesso Assessore aveva detto in un recente convegno. Di fatto, però, le cose non stanno così, l'autorità sull'energia dice bene che questo limite che noi ci siamo autoimposti, e non è vero che poi abbiamo adottato un sistema di flessibilità, è un limite inesistente, la Spagna lo dimostra. La Spagna oggi produce esattamente il triplo, in soli cinque anni, di quanto produceva prima con l'eolico e si è attestata come seconda nazione europea di produzione di energia elettrica da fonte eolica, che è energia che si produce a basso costo rispetto naturalmente tutte le altre fonti energetiche. Possiamo noi scrivere che fino a 1500 megawatt di potenza nominale possiamo concedere autorizzazioni per la realizzazione di impianti eolici? Impianti eolici che noi stiamo andando a non far realizzare soltanto ed esclusivamente in funzione di una ossessione paesaggistica che non ha assolutamente più senso che debba esistere.

Miniera di Silius, o meglio, fluorite di Silius oggi, noi diciamo, e lo dico all'Assessore che è presente, Assessore, bisogna recuperare, riappropriarci di molta autorevolezza, porre sul piano politico il nostro confronto con la Commissione europea perché il problema si superi. Non è tollerabile che questa infrazione sia stata scritta in funzione soltanto tecnica, come è avvenuto nel passato per altri casi analoghi, occorre un'interlocuzione forte, scomodate chi volete scomodare, però esiste la possibilità, ovviamente, di difendere le nostre tesi. Se oggi il prezzo della galena è il triplo rispetto al prezzo di qualche anno fa, evidentemente le condizioni sul mercato sono cambiate. Credo che di questo noi tutti dovremmo prendere atto e difendere le tesi produttive della Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, grazie. Intervengo su questo articolo, ma non credo di dover occupare tutto lo spazio temporale concesso, anche perché si è detto di tutto e di più di quello che doveva essere detto su tutto quel che è previsto in questo articolato. Ora, a me resta soltanto eventualmente di chiosare su alcuni aspetti particolari e per una volta tanto credo di non dover attaccare né l'amministratore delegato di questa Regione, né i sub delegati che siete voi, Assessori qui presenti, perchè vorrei considerare questa Regione come una intrapresa, un'industria, così come al Presidente piace o piacerebbe che essa fosse nella realizzazione di un piano strategico di sviluppo. Ma quando poi vai a verificare nel concreto e nell'articolato, noti che manca un tessuto omogeneo, che manca un'iniziativa concreta, che mancano una serie di convergenze che possano portare le varie branche delle attività produttive verso quella svolta necessaria e necessitata dalla crisi che attraversa la nostra Isola e che sembra non interessare più nessuno. Ora, noi qui stiamo ragionando come se fosse un'Isola felice, l'Isle de beautè, una cosa che resta lì, messa nel Mediterraneo e può andare, come diceva qualcuno della maggioranza, quale zattera alla deriva sponda di questo mare Mediterraneo. Non considerando che potrebbe essere vista come una piattaforma, non tanto logistica, quanto di importanza a trasnazionale per i commerci, per le attività, per dimostrare quanta produttività nella nostra Isola avviene. Ci si dimentica che siamo una delle regioni più ampie come territorio, che è abitata solo da 1 milione 600 mila abitanti, che purtroppo c'è una rilevante disoccupazione, tale che fa concorrenza alle condizioni più disastrose del meridione d'Italia. Tutto questo dovrebbe farci sorridere, perché sentiamo le dichiarazioni della Giunta, del Presidente: che è incrementata l'occupazione, che c'è lo sviluppo dietro l'angolo, probabilmente io sogno! L'Iglesiente mi pare che abbia qualche difficoltà; le industrie di quella zona, che sono energivore, mi pare che abbiano qualche difficoltà; le condizioni in cui vivono quelli che erano impiegati temporanei del Parco geominerario qualche preoccupazione l'hanno avuto e ce l'hanno; se poi migriamo appena appena verso Villacidro io non so cosa ci sia...

MARROCU (P.D.). Fermati a Gonnos!

DEDONI (Riformatori Sardi). No, mi fermò lì un attimino per pensare alla Keller che dovrà chiudere nel momento in cui non c'è la possibilità di trasportare neanche più i carri merci che si producono in Sardegna per poter esitare quelle condizioni di sviluppo che, dicevamo, qualche anno fa potevano dare un ristoro a una zona martoriata per la disoccupazione dietro la chiusura della Scaini e di altre grandi industrie che erano lì allocate e presenti. Poi continuiamo verso Ottana: un deserto! Lo era prima, lo è diventato dopo. Non faccio analisi sociologiche nel dire che era una cosa giusta o sbagliata, esisteva la possibilità di dare una incentivazione alle zone interne, è stato fatto cadere tutto e ci sono responsabilità oggettive del fatto che alcune industrie hanno detto che prendevano il posto di altre e quelle non sono state messe in condizione di operare, ma su Ottana si potrebbe aprire e su tutto quello che è l'industrializzazione del Nuorese. Non ho saltato a caso la provincia di Oristano, con il consorzio che non ha assolutamente ormai nessuna parvenza di industrializzazione, dovuta al fatto che si pensa piuttosto a chiudere questi consorzi industriali, anziché fare una politica industriale seria! Proseguendo per il Nord Sardegna e arrivando a quello che è Porto Torres e tutto l'indotto, sappiamo in che difficoltà e in che condizioni sono nel sassarese. Questo è il comparto industriale!

Se dovessi arrivare a parlare di artigianato, mi sapete dire cosa avete fatto di concreto? Quando si parlava di incentivare l'artigianato artistico, quando si è presentata una legge si è avuta difficoltà di dibattere anche su quella che era la possibilità di crescita di un settore particolare, si rifiuta, perché tutto quello che viene dall'opposizione è negativo! Per arrivare alle politiche energetiche, per continuare con il commercio che langue e il tutto è legato a un turismo che si vorrebbe fare, in grande misura, commercializzando e presentando i nostri prodotti.

Non lascio l'agricoltura per ultima, non voglio più criticare, al di là del fatto che c'è una condizione di negatività su una innovazione che dovrebbe essere importante, quella del creare tre nuovi organismi, tre nuove agenzie, che dovrebbero operare concretamente. Eppure ci sono gravi ritardi. Comprendiamo tutto, che i ritardi sono dovuti ai passaggi da una situazione all'altra, ma vivaddio, c'è un mondo dell'agricoltura che langue e muore. Ma voi pensate che chi, come famiglia - mi è capitato anche da poco, babbo, mamma e due bambini - si vede sequestrare la casa, non solo i terreni, la casa dove vive! E poi mi si può dire: "Ma c'era un'iniziativa solo per la legge numero 44", altro grave danno della Regione, con tutto quello che è passato alla Regione di destra e di sinistra...

MARROCU (P.D.). E di centro!

DEDONI (Riformatori Sardi). No, ti ricordo che c'era uno dei D.S. che non l'ha notificata e non farmi fare nomi e cognomi Marrocu, non era Felicetto e lo sai bene, lo sai bene...

PRESIDENTE. Non si lasci provocare onorevole Dedoni, vada avanti.

DEDONI (Riformatori Sardi). Allora per riprendere la linea che avevamo, marito moglie e due bambini cacciati fuori da casa perché non possono pagare i debiti che l'agricoltura non consente loro di pagare, perché ci sono ritardi nei pagamenti da parte dell'Assessorato all'agricoltura, ma non è dell'Assessorato all'agricoltura, è dell'impianto di pagamento che questa Regione ha, dell'impianto di spesa che questa Regione ha, che consente poi di farsi prendere i denari dall'Unione europea, quelli che potevano spendere diversamente. Vede Assessore, io non faccio carico a lei, perché sono passati diversi Assessori e quindi non è un discorso personale, né di attacco all'Assessorato, è una registrazione del fatto che c'è carne e sangue, gente e uomini che vivono su questa condizione di negatività assoluta per dirla come lo dice qualche amico o se vuole compagno della maggioranza. Ma non si fanno politiche serie per la gente! Allora, quando si parla e faccio un esempio e concludo, che l'amministrazione regionale eroga dei finanziamenti anche per le imprese, per le piccole e medie imprese per poter realizzare delle presentazioni, dei commerci, delle presentazioni anche all'estero, non è chiaro anche perché poteva essere anche nelle associazioni di impresa che vengono finanziate. Penso al cavallo sardo, all'anglo arabo sardo che ha una grande prospettiva di cui forse pochi ne hanno parlato e che potrebbe avere un raccordo per esempio con gli emigrati (emirati) arabi, per esempio, con altri produttori con altre tipologie di presenze di cavalli che hanno una linea di sangue e così via. Faccio questo perché è breve, non voglio neanche entrare e che poi non vengono analizzate in fondo, si ricrea soltanto la struttura di Tanca Regia, non si pensa a creare un impatto diverso, un fatto di produttività anche di quel settore, dare un'immagine diversa del nostro prodotto anche perché tra l'altro è legato al turismo, legato a grandi manifestazioni, legato a una tradizione del popolo sardo. Ma...

PRESIDENTE. Concluda.

DEDONI (Riformatori Sardi). Volevo dire che il tempo che non mi è stato possibile utilizzare tutto e sino in pieno, può essere recuperato certamente negli interventi che verranno nei vari emendamenti che abbiamo presentato per migliorare questo articolato.

PRESIDENTE. Intervengono adesso i tre Assessori, essendo questo un articolo complesso che riguarda l'Assessorato all'agricoltura, quello all'industria e quello del commercio e turismo. Quindi diamo la parola a tutti e tre gli Assessori per un tempo più limitato di quello previsto, ma tuttavia credo che sia interesse del Consiglio sentire gli Assessori.

Poiché nessun altro iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.Signor Presidente, signori consiglieri, colleghi della Giunta. L'articolo 7, oggi così denso di problematiche e di aspettative, a me l'onere, ma per lo spirito col quale porto avanti questo lavoro, anche l'onore di assumermi la responsabilità di quello che stiamo facendo in una situazione di grande, grande, grande, difficoltà dell'agricoltura non solo quella regionale, oserei dire quella di tutto il Mezzogiorno e di tutte le Regioni d'Europa. Sono particolarmente, come posso dire, sensibile alle parole di soddisfazione che in un certo qual modo ho ricevuto da parte del Presidente della Commissione agricoltura e allo stesso tempo interpreto con grande rispetto e con grande stimolo le osservazioni che dalla Commissione sono pervenute affinché si renda più proficuo questo rapporto, questo confronto e tutta la mia disponibilità, caro Presidente, la riconfermo oggi in Aula così come l'ho riconfermata nelle note che alla Commissione ho fatto pervenire per essere audito, per esempio, sui problemi del programma di sviluppo rurale. Un programma di sviluppo rurale che sta avviando la sua fase operativa con pubblicazione a breve dei bandi, almeno dei bandi con le misure a premio, quelle che quindi daranno le risposte più immediate al mondo dell'agricoltura, soprattutto quello più marginale, quello dove l'indennità compensativa riesce a portare anche, come posso dire, quell'ossigeno di liquidità oggi estremamente importante. Il programma di sviluppo rurale che va visto e va interpretato come l'elemento dove effettivamente vengono attuate e attivate le politiche di sviluppo agricolo e dove sono le risorse, le risorse vere, quelle che impatteranno in maniera significativa sull'agricoltura. Certo, quelle del bilancio regionale possono apparire insufficienti, ma vanno viste con un ordine molto importante che prima dobbiamo cercare di spendere le risorse comunitarie, e nel PSR ce ne sono tante. Ma mi piace ricordare ancora una volta, quando si dice che abbiamo perso delle risorse, io vorrei richiamare come nell'esercizio del 2006 l'Assessorato all'agricoltura avesse speso più di quanto non era dovuto sulla base del budget di spesa, ma il differenziale sul quale abbiamo fatto il ricorso è dovuto al fatto che non ci vennero riconosciuti 45 milioni di euro che erano stati spesi come anticipazioni, non a fronte di collaudi.

Però la spesa ci fu, è soltanto quindi un problema di interpretazione sulla quale abbiamo fatto ricorso, non soltanto noi, ma l'abbiamo fatto assieme al Ministero dell'agricoltura che riconosce le nostre ragioni. Però ci piace anche ricordare oggi che nel 2007, malgrado il percorso di riforma, io vorrei dire grazie a quel percorso di riforma che apparentemente sembra di grande confusione, sembra non portare dei risultati, io ringrazio i collaboratori che nelle agenzie stanno lavorando perché malgrado con grande difficoltà aver differenziato la missione di LAORE rispetto ad ARGEA, ha fatto sì che ARGEA potesse portare a compimento i pagamenti del 2007, e non solo raggiungendo l'obiettivo, ma spendendo certamente di più. E'un momento difficile, ma la spesa va avanti, non ci ricordiamo mai di dire che per esempio i residui passivi che abbiamo ereditato nel 2003 sono stati dimezzati, da un milione e 53.000 euro di residui passivi, oggi registriamo valori intorno ai 550.000 euro, quella è la spesa reale che è stata fatta, signori consiglieri, una riforma difficile certamente, ma una riforma che ci sta impegnando secondo una direttrice molto importante che è quella di individuare le criticità, e tra le criticità qua è stato ripetuto il frazionamento delle aziende, portiamo avanti un percorso di aggregazione, un percorso di aggregazione perché con l'aggregazione abbiamo trovato risultati. L'aggregazione trova sintesi nello strumento cooperativo, noi non abbiamo questioni di schieramento ideologico, ma ricordiamo per esempio quanto ha detto il presidente Napolitano qualche giorno fa all'Università di Trento, quando dice che le cooperative sono poste nella nostra Costituzione come un baluardo che in nessun modo può essere cancellato, ma che anzi devono essere un punto fermo di tutte le forze politiche. "Sono convinto", ha detto Napolitano, "che la cooperativa sia tra le forme più alte di organizzazione economica e sociale e di valorizzazione della persona". Credo quindi che la cooperativa, e non soltanto essa, ma essa forse più di altri possa interpretare meglio quel progetto che noi portiamo avanti. Aggregazione, gli strumenti a servizio quindi dei processi aggregativi...

PRESIDENTE. Prego Assessore, ha ancora un minuto.

FODDIS, Assessore tecnicodell'agricoltura e riforma agro-pastorale. ...gli interventi nella logistica perché se è vero com'è vero che mancano strumenti di aggregazione, mancano anche nel momento della proposizione del prodotto soprattutto ortofrutticolo rispetto ai mercati. Questa è una cosa di grande attenzione, volevo chiudere soltanto con un riferimento ai problemi che sono stati citati della tbc, non è vero che siamo insensibili, ma è anche vera un'altra cosa, che abbiamo investito finanziariamente tanti milioni di euro affinché si facessero le assicurazioni, caro Presidente della Commissione, il costo assicurativo non è di 90 euro, il costo complessivo assicurativo per capo è di 10,38 euro, a cui vanno decurtati 8,38 euro di contributo, tra nazionale e regionale, il costo per allevatore è di 2 euro. E allora perché non ci si è assicurati? Certo dovremo intervenire, siamo d'accordo ad intervenire, con la collega Dirindin stiamo lavorando in questa maniera, però dobbiamo anche prendere atto che sarebbe costato, al singolo allevatore, 2 euro assicurarsi, invece oggi pensiamo di farci carico di tutto. Sono veramente, da questo punto di vista, preoccupato perché l'innovazione vuol dire anche, in questo termine, in cultura della gestione dell'impresa che c'è. Volevo soltanto citare un altro concetto. Io sono d'accordo, caro onorevole Diana, e sono contento che la Coldiretti, col suo strumento organizzativo, l'organizzazione produttori, l'OPROC, possa fare raccolta di latte e poi lo possa andare a vendere agli industriali, ma il prezzo lo fa l'agricoltore, questa è la vittoria. L'organizzazione produttori vuol dire che è lui che detiene il prodotto, è lui che si presenta agli industriali e ne propone modalità e condizioni di vendita. Avrò modo nel prosieguo, non voglio levare tempo ai colleghi Assessori che dovranno dopo di me intervenire, per rispondere, se sarà il caso, in maniera più puntuale su tutti gli argomenti che i signori consiglieri, nei loro interventi, mi hanno posto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà ora di parlare l'Assessore tecnico dell'industria.

RAU, Assessore tecnico dell'industria.Grazie Presidente, onorevoli consiglieri. Sicuramente i temi che sono stati affrontati anche sull'industria sono complessi e necessiterebbero di un tempo molto superiore rispetto a quello che abbiamo, ma certamente potrà essere l'occasione di dare qualche informazione ai consiglieri, che possono contestualizzare anche l'articolo 7 nella logica di una più ampia politica, che è contenuta anche in altre parti della finanziaria. Intanto, una delle considerazioni che in questa discussione c'è stata è la mancanza di sostegno al sistema produttivo attraverso le leggi di incentivazione. Allora, su queste noi dobbiamo prendere atto, perché l'abbiamo ricordato anche più volte, è sempre più necessario monitorare come questi strumenti hanno funzionato, e avere delle valutazioni. Per fortuna, sugli strumenti delle leggi settoriali ne abbiamo numerose. E le varie valutazioni ci riportano come, queste, non hanno inciso sulle politiche di sviluppo, hanno inciso in maniera molto limitata, e non sono state in grado di dare quella competitività che invece al nostro sistema industriale era necessario. Una banca, che fa le istruttorie, ha recentemente calcolato le tipologie di spesa, come erano state utilizzati i finanziamenti, e il 75 percento dei finanziamenti, delle risorse in conto capitale, la Regione Sardegna è una di quelle che ne ha avuto di più in questi anni, sono andate alle opere murarie. Allora noi ci diciamo: "E' la ricerca, è l'innovazione, è l'internazionalizzazione delle imprese che conta", mentre molto spesso sono servite a costruire capannoni, che molto spesso sono anche stati vuoti. Noi li abbiamo i soldi per il sistema produttivo, e l'abbiamo strutturato in maniera molto più efficace, secondo noi, per la competizione. Intanto vorrei ricordare che il POR, le risorse quindi solo del FESR, quindi quelle che agiscono anche sul sistema delle imprese, hanno nel settennio oltre un miliardo e 700 milioni di euro, di cui il 27 percento, cioè poco più di 460 milioni di euro nell'asse competitività, e l'11 percento nell'asse energia; di questi, il 47 percento va speso nel 2007-2008. Quindi, le risorse ci sono, sono sufficienti e noi aspettiamo che il sistema imprenditoriale ci presenti progetti che siano efficaci, anche di iniziative che comunque hanno prospettive nel medio lungo termine. Incidono sulla ricerca, sull'innovazione, sulla qualità delle risorse umane, attraverso leggi che non vanno a finanziare solo l'investimento produttivo, ma che possono consentire alle imprese anche di avviare progetti complessi, che oggi sono sempre più incentrati su altri fattori, non solo su quelli materiali, ma anche degli immateriali. Si parlava anche di altri strumenti che devono essere accompagnati. In più ci sono anche tutte le risorse del FAS, le risorse nazionali, quelle che sono già state attribuite alla Regione, che si possono sempre programmare per un settennio, e anche queste ammontano a delle risorse finanziarie che sono assolutamente abbondanti, e che quindi troveranno riscontro per i progetti industriali seri delle nostre imprese. Anche qui, ricerca, innovazione, competitività e internazionalizzazione, questi sono i fattori dove bisogna puntare, con pochi strumenti, che siano chiari per le imprese, e che riescano ad agire nelle prospettive di sviluppo. Si è parlato anche di altri strumenti innovativi, che sicuramente sono molto utili ed efficaci per il nostro sistema industriale. L'onorevole Maninchedda ha sollevato la fiscalità: zone franche urbane. Non sarà sfuggito all'onorevole Maninchedda che c'è stato anche un cambiamento su questo intervento tra la finanziaria nazionale del 2007 e quella del 2008. Mentre questo era un intervento che era stato pensato, anche attraverso la sollecitazione delle regioni, per le otto regioni del Mezzogiorno, è stato esteso a tutto il Paese, queste è stata un'imposizione della Commissione europea, e può essere ammissibile solo per delle aree in cui c'è un indice di disagio, quindi non sono strumenti che possono essere applicati in maniera generica, o dove la Regione crede, ma sono strumenti che devono essere attivati su alcune aree, che sono particolarmente degradate, e devono essere fatti dal Governo centrale e applicati su alcune aree. Noi su questo ci siamo, stiamo lavorando per l'identificazione delle aree che verranno presentate al Ministero. Sono stati toccati molti altri temi, l'emergenze, è stata toccata la LEGLER, la SILIUS, ognuna ha una peculiarità diversa. Vorrei dirvi solo una cosa, sulla SILIUS, noi non soltanto stiamo cercando di difendere l'attività, ma ci stiamo soprattutto facendo carico di un pregresso che c'è stato lasciato. La Commissione europea ci contesta i 96 milioni di euro che dal '97 in poi sono stati erogati senza nessuna autorizzazione da parte della Commissione europea. Quindi, questa Giunta regionale non soltanto sta difendendo l'attività, ma sta difendendo quest'attività con un pregresso, che è il pregresso che la Commissione europea ci contesta, che certamente non è stato causato da questa Giunta. Consorzi industriali, ultimo tema che riesco ad affrontare, ce ne sarebbero molti altri. Non è una imposizione, una forzatura da parte della Giunta. Noi, questo Consiglio, se lo vorrà, si prenderà carico di una riforma che è indispensabile, e prevede che una parte in cui le funzioni si sono esaurite vadano direttamente agli enti locali, con quella politica di contenimento dei costi e di maggiore efficacia delle strutture, e anche di una semplificazione del sistema, che questo Consiglio auspica in tutti gli interventi, e quindi credo che sia consono anche rispetto alle strategie di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Ha facoltà ora di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

DEPAU, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, signori consiglieri, colleghi. Io vorrei cercare di rispondere, brevemente, a quello che è stato detto riguardo ai miei tre settori, artigianato, commercio e turismo. Credo di dover dire che sicuramente non c'è stata da parte di questa Giunta, di questa maggioranza, il trascurare questi comparti così importanti, anzi. Che poi, rispetto alle cose fatte, questo Consiglio abbia il diritto e il dovere di migliorare eventualmente le manovre apportate è chiaramente cosa ovvia. E vorrei rispondere con i numeri. Partiamo dal comparto dell'artigianato, sulla legge 51, dal 2004 al 2006, sono stati spesi 97 milioni di euro per 3500 aziende, con 250 milioni di investimento. Nel bando del 2006 erano rimasti ancora 18 milioni di euro, che sono stati utilizzati per 270 aziende artigiane. Il bando del 2007, con circa 30 milioni, fra conto interessi e conto capitale, scade il 28 febbraio, perché è stata fatta una richiesta di proroga da parte dell'Artigianato. L'onorevole Pisano, mi ha citato la legge 12 dell'apprendistato, che è stata fatta dall'altra Giunta, nell'anno 2001, e che non è stata… Onorevole Pisano, mi piacerebbe che mi seguisse, perché sto rispondendo ad uno dei suoi… ha citato il ritardo del nostro Assessorato nel fare da poco un bando del 2005. Vorrei segnalare che la legge numero 12 era totalmente bloccata, è stato fatto uno sforzo da parte di questa Amministrazione perché abbiamo fatto un'istruttoria in house, e di questo ringrazio l'Assessorato che ha risposto a questa mia richiesta. Nel dicembre del 2004 abbiamo fatto il primo bando relativo al 2001; è ovvio che le procedure siano in ritardo, perché negli anni precedenti non si era smosso nulla, e credo che fosse relativo al vostro impegno perché voi eravate al Governo regionale. Con questa legge noi abbiamo messo a disposizione, in questi anni, 35 milioni di euro, di cui 23 milioni e 400 già pagati alle Aziende, sono stati assunti 3700 apprendisti; io non credo che sia una legge che non abbia funzionato o che ci siano stati grossi ritardi, io credo che, semplicemente, noi abbiamo corso per superare le difficoltà che c'erano state negli anni precedenti. Quest'anno abbiamo nel bilancio 8 milioni di euro per questa misura. Per quanto riguarda il commercio, era bloccata la legge numero 9 che è stata fatta nella Giunta precedente; perfetto, noi abbiamo sbloccato, ad oggi sono state pagate 1300 Aziende, entro giugno saranno pagate tutte le Aziende, ci saranno in circolazione i 72 milioni di euro predisposti. Nel bando del 2006 sono stati impegnati 4 milioni e 500 mila euro, la graduatoria è stata fatta e sono all'esame della Banca per l'istruzione e per i pagamenti, mentre il nuovo bando del 2006 è in corso e, anche quello, è in proroga al 28 di febbraio perché così è stato richiesto dalle associazioni. Sui centri commerciali naturali sono stati pagati 2 milioni e 180 mila euro nel dicembre di quest'anno. Io non credo che si possa dire che questa Amministrazione non ha avuto attenzione nei confronti di questi comparti. Per quanto riguarda il turismo, vorrei segnalare che i nostri numeri sono costantemente in incremento, così come c'è stata una risposta positiva da parte delle Aziende, perché abbiamo un 5 per cento di crescita dei posti letto della Regione Sardegna in questi ultimi anni. Così come, come Regione Sardegna, abbiamo…

PRESIDENTE. Sì, continui.

DEPAU, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Sì… abbiamo avuto, fra tutte le Regioni italiane, le migliori performance in questi ultimi anni per la crescita di arrivi di stranieri, e siamo al sette per cento, e questo dovuto all'operazione che è stata fatta di cercare di collegare la Sardegna con il maggior numero possibile di città europee, con i collegamenti diretti, che permettono di avere i flussi e di destagionalizzare. Credo, quindi, che non si possa dire che non c'è attenzione verso queste attività produttive, tutt'altro. Vorrei segnalare anche, perché mi è stato citato, l'artigianato artistico. Con il bilancio dell'anno scorso abbiamo impegnato 5 milioni di euro, gli effetti di questi 5 milioni, le cui modalità sono state deliberate con una delibera di Giunta, verranno fuori quest'anno, cioè quest'anno avremo le agende certificate, perché c'è un processo di preparazione per la certificazione con un marchio capello europeo per le Aziende dell'artigianato tradizionale, così come dal 4 al 6 di giugno c'è una fiera di incontro fra gli artigiani dell'artigianato artistico a Nuoro e tutte le Aziende e le imprese del turismo e della ristorazione, proprio per cercare di avere più scambi fra il nostro artigianato tradizionale e le attività produttive del turismo e del commercio che esistono in Sardegna, così come c'è un programma di fiere tutto concertato con le associazioni di categoria, così come è in programma una grossa manifestazione che si terrà a Cagliari dal 21 al 26 ottobre del 2008, che mette 200 competenze dell'artigianato di tutto il bacino del Mediterraneo, e hanno già aderito 15 paesi del Mediterraneo, che incontreranno i buyers stranieri da tutte le parti del mondo. Credo che si sia fatto uno sforzo enorme, i risultati per l'artigianato artistico… cito anche il bando della biennale che è in corso, così come è in corso un bando per scuole civiche di artigianato che scadono tutti il 28 di febbraio. Quindi ci sono misure che sono state messe in atto con i fondi della finanziaria dell'anno scorso i cui risultati si vedranno quest'anno. Per cui c'è un impegno enorme da parte dell'Amministrazione proprio per supportare questo comparto che mi sembra sia stato lasciato abbandonato da tempo precedente. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. Stavo tentando di rimettere un po' in ordine perché ce n'è qualcuno sparso, e vediamo eventualmente…

PRESIDENTE. Se ha necessità di qualche secondo…

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Proviamo ad andare avanti, poi, eventualmente, se troviamo difficoltà… così risparmiamo tempo.

Sull'emendamento numero 120 il parere è negativo, sul numero 123 è negativo, sul numero 511 il parere è sospeso, sul numero 390 il parere è negativo, sul numero 392 è negativo, sul numero 130 è negativo, sul numero 391 è negativo. Sull'emendamento numero 897 il parere era sospeso, ma è stato presentato un emendamento di sintesi. Sull'emendamento di sintesi, che è il numero 990, il parere è positivo. Sull'emendamento numero 393 il parere è negativo, sul numero 394 il parere è negativo, sul numero 899 il parere è positivo, sul numero 395 è contrario, sul numero 805 è contrario, sul numero 195 è contrario.

PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Cucca, possiamo chiedere all'onorevole Salis che ci aiuta e ci accompagna… grazie onorevole Salis, sentiamo tutta la telefonata, mi dispiace. Grazie.

CUCCA (P.D.), relatore. Sull'emendamento numero 251 c'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario, sul numero 396 è contrario, sul numero 134 è contrario, sul numero 397 è contrario, sul numero 196 è contrario, sul numero 197 è contrario, sul numero 198 è contrario, sul numero 199 è contrario, sul numero 253 c'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario. Sull'emendamento numero 122 il parere è contrario, sul numero 385 è contrario, sul numero 125 è contrario, sul numero 386 è contrario. L'emendamento numero 512 era sospeso e rimesso all'Aula, comunque. Sull'emendamento numero 387 il parere è contrario, sul numero 128 il parere è contrario, sul numero 129 è contrario, sul numero 288 c'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario, sul numero 901 il parere è favorevole, sul numero 424 c'è un invito al ritiro altrimenti è contrario. Sull'emendamento numero 838 il parere è contrario, sul numero 903 c'era, da parte della Commissione, un invito verso la Giunta regionale, al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Ci sono sia l'emendamento numero 838 che il numero 903, due emendamenti, uno soppressivo parziale…

CUCCA (P.D.), relatore. Ribadisco che il parere della Commissione era contrario su tutto. Sull'emendamento numero 398 il parere è contrario, sul numero 946 c'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario, sul numero 830 è contrario, sul numero 32 è contrario, sul numero 289 è contrario, sul numero 926 è contrario, sul numero 530 c'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario. Sull'emendamento numero 399 il parere è contrario, sull'emendamento numero 831 è contrario, sul numero 121 è contrario, sul numero 127 è contrario, sul numero 132 è contrario, sul numero 266 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 234, 194, 124, 126, 49, 19, 20, 388, 287, 389, 131, 133, 13, 558, 12, 556, 555, 193, 135, 236, 547, 554, 529, 829 uguale al precedente, 30, 928, 489, 833, 137.

L'emendamento numero 1 aveva necessità di una interlocuzione, avevamo discusso del contenuto e quindi si era sospeso il parere, con l'Assessore si è aggiunto, il parere adesso è favorevole aggiungendo però anche l'annualità 2006. Quindi, dice: "la tubercolosi bovina negli anni 2006, 2007 e 2008". Faccio presente che c'è anche un errore materiale nell'indicazione della legge che è il 1998 numero 8. Per l'emendamento numero 227 il parere era egualmente sospeso.

Per l'emendamento numero 495 c'è un invito al ritiro e il parere comunque era lasciato sospeso, c'era necessità di una interlocuzione con la Giunta.

L'emendamento numero 419 mi pare fosse ricompreso già nell'emendamento numero 239, qui sicuramente il parere era contrario sulla sede però, su indicazione della sede.

Per l'emendamento numero 510 era lasciato sospeso. Per l'emendamento numero 233 c'era un invito al ritiro, evidentemente altrimenti il parere era contrario.

Per l'emendamento numero 861 il parere era egualmente sospeso. Sull'emendamento numero 898 il parere era positivo però è stato segnalato come norma intrusa, così come il numero 826 per il quale però il parere era contrario.

C'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario per gli emendamenti numero: 257, 436, 438, 261, 262, 437, 557, 902, 250.

Sull'emendamento numero 235 il parere è contrario ma perché è un'ipotesi, sostanzialmente è impossibile accontentare il contenuto, poi spiegheremo i motivi.

Sull'emendamento numero 553 il parere era sospeso.

L'emendamento numero 228, che è uguale al numero 488, per entrambi c'è un invito al ritiro o in caso di mantenimento il parere contrario.

Sull'emendamento numero 528 il parere era sospeso, mi pare che sia uguale anche al numero 832, tra l'altro anche privo di copertura, e al numero 834, quindi il parere rimane sospeso per tutti e tre.

C'è un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario sugli emendamenti numero: 31, 229, 290, 487, 927.

L'emendamento numero 439 di fatto si è già provveduto, quindi c'è un invito al ritiro.

Sull'emendamento numero 848 il parere è favorevole a condizione che venga modificato in questo modo: dopo le parole "finanziaria regionale 2007" si aggiunge la parola "sono". Quindi, risulterebbe: numero 4 del 2007 (finanziaria regionale 2007) sono…

Sull'emendamento numero 136 il parere è contrario con una raccomandazione molto forte alla Giunta, da parte della Commissione, perché il problema venga affrontato in tempi brevi e portato ovviamente a definizione.

Sull'emendamento numero 230 il parere era sospeso, ma viene segnalato anche che si tratta di norma intrusa.

Il parere è favorevole sugli emendamenti numero: 239, 900, 238, 904, 905.

Presidente, adesso sarebbe necessario chiamare gli altri emendamenti, perché qualcuno sicuramente…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cucca, abbiamo due emendamenti soppressivi su cui non ha espresso il parere, il numero 958 che è un emendamento soppressivo parziale all'emendamento numero 838.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, sull'emendamento numero 958 il parere è contrario per i motivi che poi faremo presenti.

PRESIDENTE. Va bene, sull'emendamento numero 964 emendamento all'emendamento numero 903?

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Anche per questo il parere rimane contrario.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 971 all'emendamento numero 126?

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Su questo mi devo rimettere all'Aula perché non abbiamo avuto modo.

PRESIDENTE. E il "973" al "19"?

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Anche questo all'Aula.

PRESIDENTE. Va bene, poi avevamo rinviato dall'articolo 5 gli emendamenti numero: 7, 8, 9, 10 e 533. Gli emendamenti numero 9 e 10 erano norme intruse.

Quindi, per l'emendamento 7?

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Era contrario, Presidente, li sto cercando ma ricordo che erano contrari: i pareri per quegli emendamenti erano tutti contrari.

PRESIDENTE. Per l'emendamento numero 8?

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Contrario.

Per l'emendamento 533 c'era un invito al ritiro altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Poi abbiamo rinviato, dall'articolo 6, l'emendamento 527.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Per l'emendamento 527 permane l'invito al ritiro, dalla Commissione è arrivato con il parere sospeso ma l'invito comunque è al ritiro: c'era bisogno di una interlocuzione con la Giunta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca.

Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. Il parere della Giunta sugli emendamenti forse in alcune parti si discosta, quindi chiedo scusa ma è meglio che li vediamo uno per uno, molto velocemente.

Sugli emendamenti 220 e 123 il parere è contrario; sull'emendamento 511 il parere è sospeso; sugli emendamenti numero 390, 392, 130 e 391 il parere è contrario.

Sull'emendamento 990, sostitutivo dell'emendamento 897, il parere favorevole, e invece è contrario al precedente sostitutivo 988. Sugli emendamenti 393 e 394 il parere è contrario.

L'emendamento 899 è della Giunta.

Sugli emendamenti 395, 805, 195, 251, 396, 134, 397, 196, 197, 198, 199, 253, 122,385, 125 e 386 il parere è contrario.

L'emendamento numero 512 è sospeso, così come ha detto il Presidente.

Sugli emendamenti 387, 128, 129 e 288 il parere è contrario.

L'emendamento 901 è della Giunta regionale.

Sugli emendamenti 958, 524 e 838 il parere è contrario.

L'emendamento 964 è della Giunta. Sull'emendamento 903, che è della Giunta, dove il Presidente ha espresso l'invito al ritiro con il parere contrario, noi abbiamo presentato l'emendamento 964, che è quello che appunto emenda la seconda parte di questo emendamento, e chiediamo che l'Aula lo voti.

Sull'emendamento 398 il parere contrario; sull'emendamento 946 l'invito è al ritiro.

Sugli emendamenti 830, 32, 289 e 926 il parere è contrario.

Sull'emendamento 530, il Presidente della Commissione ha espresso l'invito al ritiro con il parere contrario, io penso che ci possa essere, su questo emendamento, una discussione e forse una parte rilevante dell'emendamento si può accogliere.

Sugli emendamenti 399, 831, 121, 127, 132, 266 e 234 il parere è contrario.

L'emendamento 1 può essere accolto se si trova una formulazione più adeguata e con un importo forse più contenuto.

Sull'emendamento 227 il parere della Giunta è contrario, e così pure sugli emendamenti 194, 124, 495, 971, 126, 49 e 19 il parere è contrario.

Sull'emendamento 973, che è un emendamento all'emendamento, il parere è contrario.

Sull'emendamento 239 il parere è favorevole; sull'emendamento 419 il parere è favorevole a patto che si cancelli l'ultima frase.

Sugli emendamenti numero 20, 388, 287 e 389 il parere è contrario.

Sull'emendamento 510 la Giunta conferma l'invito al ritiro proposto dal Presidente perché la cifra è già contenuta negli atti già approvati e agli atti della finanziaria.

Sull'emendamento 233 confermo la richiesta di ritiro; sull'emendamento 131 il parere è contrario; sull'emendamento 861 il parere in Commissione, originariamente, e anche quello della Giunta, era un parere contrario, poi l'abbiamo sospeso, penso che ci possano essere, con gli opportuni adeguamenti, elementi per poter accogliere in maniera significativa questo emendamento.

L'emendamento 898 è della Giunta regionale e così pure il numero 900.

Sugli emendamenti numero 826, 133, 13, 257, 436, 438, 261, 262, 437, 557, 558, 12, 556 e 555 il parere è contrario.

Sull'emendamento 902 c'è stato un invito al ritiro da parte della Commissione, chiediamo che la Commissione e l'Aula si esprimano in modo differente, poi l'Assessore avrà modo di spiegare il contenuto di questo emendamento, e comunque in ogni caso non sarà questo che creerà problemi tra la Giunta e il Consiglio.

Sull'emendamento 250 il parere è contrario. Sull'emendamento numero 238 il parere è favorevole.

Sugli emendamenti numero 193, 135, 235 e 236 il parere è contrario.

L'emendamento numero 904 è della Giunta regionale.

Sull'emendamento 547 il parere è contrario. L'emendamento 553 abbiamo bisogno di capirlo: lo non lasciamo in sospeso perché non si capisce il contenuto, lo vedremo quando si discute.

Sull'emendamento 554 il parere è contrario. Sul 228 il parere è contrario, anche perché la normativa, così come vige, consente le cose che sono richieste dall'emendamento.

Sull'emendamento 488 il parere è contrario, e così pure sugli emendamenti 528, 832, 834, 529, 829, 31, 229, 290, 487, 927, 30, 928, 489 e 833.

Sull'emendamento numero 439 confermo l'invito al ritiro fatto dal Presidente della Commissione perché quanto richiesto in questo emendamento è già stato oggetto di approvazione da parte della Commissione ed è contenuto nella finanziaria.

Sull'emendamento 848 il parere è favorevole, con qualche precisazione che vediamo poi quando arriviamo al punto.

L'emendamento 905 è della Giunta.

Sugli emendamenti 136, 137, 230, 7, 8 e 533 il parere è contrario.

Sull'emendamento numero 527 il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione, con l'invito al ritiro e con delle dichiarazioni che l'Assessore dell'agricoltura farà quando discuteremo l'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 120, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 123.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, Presidente, per richiedere la votazione con scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 123.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 73

astenuti 1

maggioranza 37

favorevoli 36

contrari 37

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - ESPA - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI Renato - LAI Silvio - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.)

Passiamo all'emendamento numero 511, c'era un parere di sospensione sull'emendamento numero 511, colleghi che cosa dobbiamo fare?

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, se è possibile sospendere la votazione di questo comma, perché…

PRESIDENTE. Lo possiamo sospendere per un po', poi lo dobbiamo riprendere. Va bene.

Passiamo all'emendamento numero 390. Parere negativo.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 392.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 130.

Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Sulle modalità di voto, per chiedere il voto a scrutinio palese. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). No, vorrei chiederle, era solo per chiederle, Presidente, poiché se la votazione va troppo veloce non riusciamo a fare eventualmente richieste di dichiarazione di voto o anche a capacitarci di qual è esattamente il momento, le chiedo un po' di attenzione e lentezza nel chiamare le votazioni.

PRESIDENTE. Dopo che chiamo l'emendamento aspetto qualche secondo perché i colleghi possano individuare l'emendamento. Siamo sull'emendamento numero 130, sul quale è stata richiesta la votazione elettronica palese dall'onorevole Vittorio Randazzo. Chi sostiene richiesta?

(Appoggiano richiesta i consiglieri Rassu, Moro, Sanjust, Lombardo, Cherchi Oscar, Diana.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 130.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - LAI Renato - MANINCHEDDA - MARRACINI - PITTALIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 68

astenuti 6

maggioranza 35

favorevoli 23

contrari 45

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 391. C'è il parere negativo di Giunta e di Commissione. E' in votazione.

LA SPISA (F.I.). Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 391.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Caligaris e Giorico hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PILERI - PITTALIS - RANDAZZO Vittorio - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - LAI Renato - MANINCHEDDA - MARRACINI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 68

astenuti 5

maggioranza 35

favorevoli 23

contrari 45

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento di sintesi numero 990. Non ha pagina perché è un emendamento di sintesi che vi è stato consegnato. 990, colleghi.

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, c'è un fatto del quale io non mi ero reso conto, per cui chiedo la votazione per parti, perché la Commissione negli emendamenti precedenti, io ho espresso parere favorevole sull'emendamento di sintesi numero 990 senza rendermi conto che in effetti c'era ancora contenuto l'ultima parte "il comma 13 abrogato", su questa parte la Commissione aveva espresso parere negativo e pertanto rimane comunque il parere contrario sull'abrogazione del comma 13. Pertanto le chiedo che venga votato per parti.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, quindi vuole che venga votata…

CUCCA (P.D.). Nel comma 12 le parole fino a "della presente legge", con una votazione, e la seconda parte "il comma 13 è abrogato".

PRESIDENTE. Sulla seconda parte il parere com'è? "Il comma 13 è abrogato" il parere negativo.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Il parere negativo perché era contenuto nell'emendamento numero 897.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. Chiede la sospensione dell'emendamento.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione dell'emendamento da parte della Giunta. L'emendamento è sospeso.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Al di là del fatto che non sono riuscito a comprendere esattamente quale fosse la considerazione che ha fatto il Presidente della Commissione. Stiamo parlando dell'emendamento numero 990, giusto? Non ho capito qual è la parte che si intende…

PRESIDENTE. Glielo posso riassumere io, onorevole Diana, se mi consente. Il Presidente della Commissione ha chiesto che venga posto in votazione per parti c'è un primo comma che finisce con "la presente legge" e un secondo comma nel quale si dice "il comma 13 è abrogato". Quindi il Presidente della Commissione chiede due votazioni separate ed esprime il parere favorevole sulla prima parte e parere negativo sulla seconda. E in ogni caso la Giunta ha chiesto che venga sospeso e che venga votato successivamente. Va bene? Quindi lo sospendiamo e ci torniamo dopo, va bene, onorevole Diana?

DIANA (A.N.). Presidente, però credo che non sia, insomma… è incomprensibile insomma un comportamento di questo genere anche da parte del rappresentante della Giunta.

PRESIDENTE. Un momento onorevole Diana, adesso vediamo perché neanche io capisco il problema…

DIANA (A.N.). Allora metta in votazione l'emendamento come che è stato proposto dal Presidente della Commissione… così risolviamo tutti problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (P.D.). Il riproporre nell'emendamento la soppressione del comma 13 è stato un errore di chi ha presentato l'emendamento. Io personalmente sono contrario a togliere il comma 13. Non ritengo che sia sufficiente una relazione degli Uffici dell'Assessorato per dire che intervenire a favore di una cooperativa di produttori, che sta facendo un buon lavoro in relazione proprio dell'allevamento del suino sardo, sia un aiuto di Stato. Penso che questo, se l'Assessorato, nel fornire questo contributo, lo legasse a delle iniziative specifiche, a delle finalità, a dei servizi che la cooperativa può fornire nel combattere la peste suina africana, la peste suina classica, e nel valorizzare il patrimonio suinicolo, sarebbe una cosa che potrebbe rendere compatibile questo intervento. E ritengo che non sia un funzionario dell'Assessorato, che può essere anche capace, che può stabilire aprioristicamente che una norma è incompatibile oppure no con la normativa comunitaria. Io ritengo che possa essere compatibile se è legata a un corrispettivo di servizi che la cooperativa può fornire, nella tutela della tipicità sarda relativa all'allevamento suinicolo, e nel fornire dei servizi e dei rapporti con gli allevatori in materia di peste suina classica e africana. Quindi, a me, personalmente non convince il parere del funzionario, e sono perché il comma 13 rimanga. Quindi si può anche sospendere.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, va bene la sua opinione, lei è il primo presentatore dell'emendamento.

MARROCU (P.D.). Ritiriamo nell'emendamento la seconda parte. Non è neanche in discussione.

PRESIDENTE. Va bene, le sospendiamo, poi ci dite, dato che è un emendamento di sintesi, come intendete procedere.

DIANA (A.N.). Scusi, Presidente, sono iscritto.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Diana, le do la parola, se che capiamo come funziona. Un secondo, onorevole Diana.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, solo per ritirare la proposta di sospensione dell'emendamento, e confermare che la Giunta è favorevole alla prima parte dell'emendamento, ed è contraria all'eliminazione dell'abrogazione del comma 13, come più volte spiegato.

PRESIDENTE. Va bene. Onorevole Diana, se intende fare una dichiarazione di voto, va bene, l'emendamento lo votiamo, lo votiamo per parti così come è stato richiesto.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sono perfettamente d'accordo, Presidente, però voglio significare che è un emendamento di sintesi, nel quale è stato inserito un soppressivo totale di un comma. Io credo che questo non possa essere neanche considerato un emendamento di sintesi, per cui era già, in origine, da non considerare il comma 13.

PRESIDENTE. C' è un emendamento precedente, onorevole Diana, a pagina 8, il numero 897, che conteneva già l'abrogazione del comma 13. Quindi, l'emendamento di sintesi, essendo un emendamento di sintesi, tiene conto degli emendamenti precedenti. Ad ogni buon conto, si mette in votazione per parti così come è stato richiesto.

Poiché nessun altro ha domandato di parlare su questo emendamento, metto in votazione la prima parte, quella fino alle parole "in vigore della presente legge", su cui esiste il parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione la seconda parte: "il comma 13 è abrogato". Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 393. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 394.

Ha domandato di parlare il consigliere Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io voterò contro questo emendamento, il numero 394, a cui ci stiamo riferendo, però volevo far notare che sono stati presentati altri emendamenti che modificano solo leggermente, non abrogano commi, ma addirittura introducono un principio che mi sembra chiaro nella nostra tradizione parlamentare, quello che i provvedimenti passino attraverso le Commissioni competenti in questo Consiglio. E volevo anche far notare sommessamente che quando il Gruppo del Partito Democratico vota contro una presa di posizione della Giunta, non è considerato all'opposizione, mentre quando lo fanno i socialisti vengono annoverati come coloro i quali non rispettano le norme. E questo lo dico in particolare all'Assessore Secci, perché riflette anche sulle considerazioni che sono state svolte in quest'Aula e in altre occasioni. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Onorevole Caligaris.

Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 899, della Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento numero 395, a pagina 12, che è uguale all'emendamento numero 805, a pagina 13. C'è il parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Su questo emendamento, che va a richiedere la soppressione del comma 25, cioè dell'istituzione di una nuova società per azioni, io credo che, al di là del merito che potrebbe essere discusso, e sicuramente potrebbe anche avere un suo significato, non possa costituire una norma di finanziaria. Io ritengo sommessamente che questo comma sia da considerare intruso. Ecco perché voterò favorevolmente alla soppressione, alla proposta dell'emendamento numero 805, per cui chiedo il voto elettronico palese, e, siccome fa il paio con quanto viene a seguire, chiedo anche il voto elettronico segreto per l'emendamento successivo.

PRESIDENTE. Si votano insieme, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Per gli emendamenti numero 395 e 805, per cui ho espresso già il mio parere esprimendo un voto favorevole, chiedo il palese. E siccome fa il paio con le stesse iniziative che seguono, per gli emendamenti numero 195 e 251 chiedo il voto elettronico segreto. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene. Poi arriviamo sul punto.

Onorevole Masia, sugli emendamenti numero 395 e 805.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sull'ordine del lavori, Presidente, perché ci volevamo, mi volevo prenotare sugli emendamenti successivi, proprio per evitare che venisse chiesto questo. Non mi sembra corretto che venga chiesta in maniera così anticipata una modalità di voto per emendamenti che vengono dopo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io volevo dichiarare il voto a favore per gli emendamenti che si votano adesso insieme, il "395" e l' "805", voto a favore che è legato al fatto che è davvero difficile comprendere quale sia la necessità per cui la Regione debba costituire una nuova società per azioni, invece di utilizzare gli strumenti di cui già oggi dispone. Quindi, se il Consiglio decidesse di approvare i due emendamenti, a mio avviso, farebbe una cosa intelligente, perché eviterebbe comunque la presenza di nuove strutture, che poi abbiamo visto tante volte abbiamo grosse difficoltà a gestire, che si debbono occupare di iniziative. Per cui la Regione si è già dotata di un parco tecnologico di iniziative, di conoscenze e di strutture stesse che è più che adeguato. Oltretutto non si comprende quale possa essere la funzione di una società per azioni che venga capitalizzata con una quota regionale che sia di 250 mila euro. Quindi, è sempre il solito ragionamento di far partire la cosa, di dare la spinta iniziale perché la cosa inizi, senza che poi questa sia, di fatto, più controllabile né da parte della Regione né da parte del Consiglio, a maggior ragione. Quindi stiamo andando a un'iniziativa che, come sempre, moltiplica la presenza del pubblico senza che ci sia alcun motivo per avere una presenza del pubblico specifica, aggiuntiva, rispetto a quelle che già nel settore ci sono.

Volevo poi approfittare un istante, Presidente, giusto perché non ci siano problemi in futuro, per intervenire sul Regolamento, ricorda in futuro per intervenire su un regolamento, ricordando a me stesso e anche al collega Masia che chi dovesse intervenire, collega Masia, per richiedere una modalità di voto segreto ha la precedenza nella richiesta rispetto all'intervento per dichiarazione di voto. Chi deve intervenire per richiedere un voto segreto ha precedenza rispetto a chi invece deve intervenire per fare una dichiarazione di voto. Quindi se c'è una richiesta di voto segreto, comunque, perché questo è il nostro regolamento, questa è la prassi che abbiamo sempre adottato, la richiesta del voto segreto va prima della richiesta dell'intervento. Quindi questo può anche non essere forse corretto ma non è una gara a chi preme prima il pulsante ma è una risposta rispetto all'esigenza che viene prospettata dal consigliere regionale. La richiesta della modalità di voto viene prima rispetto alla richiesta della dichiarazione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI (P.D.). Io esprimo il mio voto contrario rispetto a questo emendamento, francamente vorrei comprendere com'è possibile richiedere modalità di voto relative ad un emendamento successivo, perché se la questione fosse questa è impossibile pronunciarsi con un emendamento successivo, io dichiaro che all'emendamento numero 195, per il quale è stato richiesto il voto segreto, voterò contro.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 395 e 805 che sono uguali.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LAI Renato - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - PITTALIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 76

votanti 71

astenuti 5

maggioranza 36

favorevoli 25

contrari 46

(Il Consiglio non approva).

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 195.

PRESIDENTE. L'aveva già chiesta, onorevole Capelli, anche se con una prassi inusuale.

CAPELLI (U.D.C.). Sto rimediando.

PRESIDENTE. Passiamo agli emendamenti numero 195 e 251.

Ho qualche prenotazione a parlare e non so se intendono prendere la parola. Onorevole Marrocu?

MARROCU (P.D.). Ritiro la prenotazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 195 che è uguale al 251.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 77

votanti 76

astenuti 1

maggioranza 39

favorevoli 35

contrari 41

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - ESPA - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.)

PRESIDENTE. Emendamento numero 396. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Emendamento numero 134.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Intervengo sulle modalità di voto, chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Dunque, stiamo viaggiando un po' velocemente, noi abbiamo votato gli emendamenti numero 195 e 251 più breve e vanno la soppressione dei commi dal 29 al 35, quindi il Consiglio si è espresso. Tutti gli emendamenti successivi prevedono la soppressione dei singoli con mica sono però fra il 29 e il 35. Quindi tutti gli emendamenti e segnatamente il 134, il 397, il 196, il 197 e il 198 decadono perché il Consiglio si è già espresso.

Passiamo all'emendamento numero 199.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Mi permetto, affinché rimanga agli atti, di non condividere, la Presidenza ha chiamato alla votazione l'emendamento numero 134, perciò stiamo andando veloci, gli uffici se hanno da rilevare qualcosa lo facciano prima che vengano chiamati alla votazione gli emendamenti.

Non condivido tra l'altro perché i precedenti emendamenti votati intendevano sopprimere integralmente e insieme tutti quei commi, mentre si potrebbe avere una espressione diversa dall'Aula comma per comma, e non per forza legandoli tutti insieme.

Comunque questo rimarrà all'Aula e ritengo che si possano riscontrare anche dei precedenti che diano ragione alla mia interpretazione, andando a verificarli e così magari si può fare anche subito in modo da non incorrere in ulteriori errori e ritornare su questa decisione, in ogni caso ribadisco la mia richiesta di voto sugli emendamenti che la Presidenza dichiara decaduti e ribadisco la richiesta di voto segreto anche sul comma 36.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 199? Va bene, onorevole Capelli. Noi naturalmente facciamo la verifica che lei richiede, siamo abbastanza convinti di quello che abbiamo detto, se fosse così ci torniamo.

Onorevole Diana, di che cosa intende parlare? E' stata chiesta la votazione segreta, quindi si può parlare solo per dichiarazione di astensione.

DIANA (A.N.). Non per dichiarazione, per un chiarimento. Voglio capire cos'è successo all'emendamento numero 134.

PRESIDENTE. All'emendamento, onorevole Diana ?

DIANA (A.N.). 134.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 134, che prevedeva la soppressione dal comma 30 al comma 35 è decaduto perché abbiamo votato un emendamento che prevedeva la soppressione dal comma 29 al comma 35 e il Consiglio si è già espresso. Andiamo avanti, onorevole Diana, stiamo votando l'emendamento numero 199.

DIANA (A.N.). Io il comma 29 non lo voglio sopprimere! Io volevo sopprimere dal 30 al 35!

PRESIDENTE. Benissimo, e il Consiglio ha dato una sua espressione di voto sulla soppressione dei commi. Va bene? Ha detto che non è d'accordo, quindi, onorevole Diana…

DIANA (A.N.). Non sono d'accordo con l'interpretazione che dà lei!

PRESIDENTE. Ho capito, l'ha già detto l'onorevole Capelli, abbiamo detto che verificheremo questa vostra opinione, noi siamo abbastanza convinti di come stiamo procedendo, però verificheremo la vostra opinione e se è come voi dite torniamo sulle cose che adesso siamo dichiarando, così come ho detto.

Sull'emendamento numero 199 è stata chiesta la votazione a scrutinio elettronico segreto. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 199.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 74

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 32

contrari 41

nulli 1

(Il Consiglio non approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI OSCAR - CHERCHI SILVIO - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU FRANCO IGNAZIO - CUCCU GIUSEPPE - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - ESPA - FADDA - FARIGU - FLORIS VINCENZO - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI RENATO - LAI SILVIO - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO VITTORIO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA ALBERTO - SANNA FRANCESCO - SANNA FRANCO - SANNA SIMONETTA - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.)

Emendamento numero 253, c'è l'invito al ritiro, onorevoli Balia e Masia.

BALIA (Gruppo Misto). E'ritirato.

PRESIDENTE. Il numero 253 è ritirato.

Onorevole Cucca, dobbiamo tornare sull'emendamento numero 511, a pagina numero 3, che era stato sospeso, altrimenti non possiamo procedere.

(Interruzioni)

~DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, ma l'Aula è sospesa?

PRESIDENTE. Era sospeso un emendamento, onorevole Dedoni.

Due minuti di sospensione.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 48, viene ripresa alle ore 13 e 56.)

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, procediamo. Siamo sull'emendamento numero 511, a pagina 3, che era stato sospeso. Prego i colleghi di prendere posto.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sulle modalità di voto: chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Sul numero 511? Va bene.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 511.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclama il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 72

astenuti 2

maggioranza 37

favorevoli 67

contrari 5

(Il Consiglio approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - ESPA - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO Vittorio - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - MANICHEDDA.)

Dunque, colleghi, stiamo continuando a valutare le obiezioni che sono state sollevate sulla sulla decadenza di alcuni emendamenti, a seguito della votazione da parte del Consiglio degli emendamenti numero 195 e 251. Il problema è questo: non c'è solo un fatto, diciamo, di tecnica della votazione, perché il Consiglio si è indubitabilmente pronunciato sui commi numero 29, 30, 31, 32, 33, 34 e 35 che gli emendamenti intendevano sopprimere. Ci sono poi una serie di emendamenti che intenderebbero sopprimerli a uno a uno, separatamente, il che però pone non solo un problema di tecnica della votazione, pone anche un problema di altro genere, che sono commi collegati tra di loro per cui l'eventuale bocciatura di uno di questi commi farebbe perdere coerenza all'insieme dei commi che intervengono nella materia quale quella dei consorzi, producendo l'effetto che voleva produrre l'emendamento numero 195. Quindi, lo stiamo approfondendo, se siete d'accordo chiudiamo la seduta qua, continuiamo ad approfondire la questione, io prego anche i colleghi dell'opposizione di valutare perché poi naturalmente si costituiscono dei precedenti e non sono soltanto fatti meccanici di tecnica legislativa, lo valutiamo e ci confrontiamo alla ripresa dell'Aula che è prevista per le ore 16. Se alle 16 meno 10 con qualche collega dell'opposizione ci vediamo, ragioniamo insieme con pacatezza della questione. Grazie. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 01.