Seduta n.178 del 26/04/2006
CLXXVIII SEDUTA
(Pomeridiana)
Mercoledì 26 aprile 2006
Presidenza del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Paolo Fadda
indi
del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 40.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 18 aprile 2006 (172), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Matteo Sanna e Lanzi hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 26 aprile.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Colleghi, avevamo comunicato stamani che avremmo iniziato i nostri lavori con l'elezione dei delegati della Regione per l'elezione del Presidente della Repubblica. Poiché non possiamo fare la votazione in apertura di seduta, in quanto dobbiamo comunque attendere almeno dieci minuti, se siamo d'accordo, soprattutto i colleghi che sono iscritti a parlare, io farei intervenire gli onorevoli Capelli e Vargiu per concludere la discussione dell'articolo 11, e poi cambiamo argomento. Colleghi, non ci si può più iscrivere a parlare sull'articolo 11.
(Interruzioni)
Onorevole Pili, mi dicono che lei è già intervenuto, in effetti ho sentito anche io nel circuito interno che interveniva sull'articolo 11. Gli ultimi iscritti a parlare, poiché non hanno potuto farlo stamattina, sono gli onorevoli Capelli e Vargiu. Onorevole Uras, la sua iscrizione andava fatta entro il primo intervento. Su che cosa intende parlare?
(Interruzione del consigliere Uras)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Avevo capito. Almeno ho capito che stamattina siamo arrivati in una fase di votazione e siamo andati via proprio su una votazione nella quale è mancato il numero legale.
PRESIDENTE. No, è stato chiesto il numero legale e, nonostante ci fosse, la seduta è stata comunque sospesa. Almeno su questo abbiamo una memoria precisa. Allora, poiché ci sono gli onorevoli Capelli e Vargiu iscritti a parlare sull'articolo 11 e sugli emendamenti, chiedo all'onorevole Capelli se possiamo procedere sull'articolo 11 prima di passare alla votazione dei delegati della Regione per l'elezione del Presidente della Repubblica.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, scusi, io chiederei se possibile una mezz'ora di sospensione, per proseguire poi con la votazione, perché in questo momento non è presente neppure il collega Vargiu che era iscritto anche lui a parlare, se non sbaglio. Chiederei di accedere a questa richiesta per poter iniziare i nostri lavori con una presenza maggiore di consiglieri in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, gli interventi avevano questo scopo, lei ha perfettamente ragione, infatti ho chiesto il suo parere. Sospendo la seduta sino alle ore 17.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 45, viene ripresa alle ore 17 e 08.)
PRESIDENTE. Comunico che il collega Alberto Sanna non è più in congedo, essendo rientrato in Aula.
Elezione dei tre delegati della Regione per l'elezione del Presidente della Repubblica.
PRESIDENTE. Prego i consiglieri di prendere posto, di richiamare i colleghi che sono eventualmente fuori dall'aula e di prestare un po' di attenzione. Onorevole Marroccu, prego.
MARROCU (D.S.). Stavo lavorando per lei.
PRESIDENTE. Certamente, non ho dubbi. Però adesso proviamo a lavorare in Aula.
Il Consiglio deve procedere agli adempimenti previsti dall'articolo 83 della Costituzione del quale do lettura: "Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato. L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della Assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta".
Il Consiglio regionale della Sardegna deve procedere pertanto all'adempimento di quanto è prescritto nel secondo comma dell'articolo poc'anzi letto. Di conseguenza, il Consiglio deve procedere all'elezione dei tre delegati della Regione; ciascun consigliere potrà scrivere sulla propria scheda non più di due nomi in modo che, ai sensi del predetto articolo 83, sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. Risulteranno eletti i tre nominativi che avranno ottenuto il maggior numero di voti.
Votazione a scrutinio segreto per schede
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per l'elezione dei tre delegati della Regione partecipanti all'elezione del Presidente della Repubblica.
Prego i consiglieri Segretari Manca e Murgioni di procedere alla chiama.
(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 68
votanti 68
schede bianche 1
Hanno ottenuto voti: SORU Renato, 38; SPISSU Giacomo, 37; LA SPISA Giorgio, 25; FADDA Paolo, 1; SECCI Eliseo, 1; CAPPAI Antonio, 1; BIANCAREDDU Andrea Mario, 1; ARTIZZU Ignazio, 1; DIANA Mario, 1; FADDA Vincenzo, 1; SERRA Salvatore, 1; LILLIU Giovanni, 1; MANNUZZU Salvatore, 1.
Vengono proclamati eletti: SORU Renato, SPISSU Giacomo, La Spisa Giorgio.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.)
PRESIDENTE. Colleghi, proseguiamo con la discussione dell'articolato del disegno di legge 216/A; siamo giunti all'esame dell'articolo 11 e degli emendamenti numero 47 e 48. Devono intervenire ancora gli onorevoli Vargiu e Capelli.
E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, Assessori e colleghi, vorrei prima di tutto iniziare con un emendamento orale perché, a mio avviso, questo è uno dei più brutti articoli del disegno di legge 216, in questo modo cercherò di giustificare, anche nei confronti della collega Caligaris, l'emendamento numero 48. E' già brutto nel titolo, io aggiungerei oralmente "Sardegna fatti bella che stasera ti porto a cena", in quanto la terminologia usata non rispecchia tra l'altro il fine dello stesso articolo. Qualche collega stamani ha evidenziato il perché, a suo avviso, non fosse un articolo indirizzato alla salvaguardia e alla cura dell'ambiente, così come si è cercato di far credere, ma è semplicemente una di quelle manovre non azzeccate (questo, a mio avviso) anche perché la capacità finanziaria, l'importo che viene impegnato nell'articolo 11, non è sufficiente per raggiungere lo scopo.
Ricordo che, come è stato già detto, abbiamo stanziato circa 300 miliardi, nell'ultima finanziaria della precedente legislatura, per i lavori socialmente utili e per il piano sull'occupazione; è semplicemente una di quelle cose estremamente contraddittorie rispetto alla linea politica che voi avete sempre portato avanti. Io ricordo che, nell'ultima campagna elettorale, è solo un semplice riferimento questo, si sono avute grandi discussioni oltre che punti di vista diversi e non sull'applicazione della legge Biagi e sul precariato. Allora, che cosa c'è di più precario di quello che è previsto in questo articolo 11? Così come è scritto nel testo originario a fronte, da parte della Giunta c'è l'intenzione, riportata al periodo in cui è stato scritto questo articolo, cioè il periodo pre elettorale, di rispolverare il precariato, assumere un po' di persone e costruire dei nuovi operatori ecologici, così si chiamano, i quali per un annetto sbarcheranno il lunario. Che tipo di lunario poi è ben individuato, cioè un'elemosina, oppure saranno pochi quelli che avranno questa opportunità.
Una parte del mio dissenso riguarda il fatto che questo incarico venga dato all'Assessore competente in materia, cioè il lavoro; se è vero, come è vero, come è stato esposto in Commissione, come è stato ripresentato in vari momenti, che è un intervento che tende a ripulire la Sardegna, a togliere di mezzo dalle campagne, dalle spiagge e quant'altro, tutte le brutture create dall'uomo nelle discariche e nelle sporcizie varie, allora l'avrei previsto all'articolo 18 che è, per chi in questo momento non l'avesse presente, l'articolo sull'ambiente. Inoltre: quando si parla di pulizia delle spiagge (evito di ripetere tutto ciò che hanno detto i miei colleghi sul fatto che la Regione propone, decide, coordina, controlla e quant'altro), vorrei aggiungere che, per quanto la riguarda, tutti i comuni costieri già provvedono, anche i comuni più ricchi, notoriamente, più ricchi quanto meno perché hanno un'entrata ICI che consente loro di poter ottemperare alla pulizia del bene che vendono e del bene che propongono a noi e ad altri, cioè in primo luogo le loro spiagge, il nostro mare e quant'altro.
Perciò è quanto meno discriminatorio il fatto che io debba suddividere queste risorse finanziarie con i comuni che più di altri hanno già degli introiti propri da destinare specificatamente, nel caso in questione, alla pulizia delle spiagge. Aggiungo anche che, tra l'altro, è un articolo che rispolvera tutto il precariato che voi normalmente, giustamente per certi versi, ostate e tutte le manovre sul precariato che avete sempre discusso: le state rispolverando e le state utilizzando. Per l'Assessore dico anche che è scritto in maniera pedestre.
Noi ci stiamo abituando a tutto; a mio avviso, ci stiamo abituando a delibere, come è stato dimostrato, illecite e illegittime, specificatamente, ripeto, delibere illegittime e illecite, che sono due termini diversi, e ve l'abbiamo dimostrato in vari momenti. Ci siamo abituati al fatto che lo Stato di diritto è costantemente calpestato, vi abbiamo dimostrato che calpestate anche l'italiano, poi vedremo quanto calpesterete anche il sardo (su questo vi aspettiamo in altri momenti) oltre ad aver già calpestato i sardi. Allora io vorrei leggere il secondo capoverso del comma 3. "Le somme attribuite ai comuni devono essere utilizzate prevalentemente per la copertura del costo della manodopera e dello smaltimento dei rifiuti recuperati in misura non inferiore al 90 per cento dell'intero progetto".
A che cosa è riferito il 90 per cento? Vorrei che qualcuno, in italiano, me lo spiegasse. E' riferito al recupero dei rifiuti o all'impegno della somma? Io sinceramente ho grandi difficoltà a comprendere. Perciò, siccome, come ho detto fin dall'inizio della discussione di questo provvedimento, stiamo scrivendo una legge e non il diario personale di qualcuno, ma una legge alla quale tutti si devono attenere, bisogna anche scriverla in modo che sia comprensibile. Allora, ripeto la domanda a chi mi vorrà rispondere, se qualcuno vorrà rispondere, perché ci stiamo abituando anche al fatto di non avere risposte: a chi è riferito il 90 per cento dell'intero progetto? Probabilmente si può risolvere con qualche virgola o qualche punto e virgola, sempre che se ne faccia buon uso.
Veniamo al comma 4. Un milione di euro del programma di intervento è destinato agli interventi nel comune di La Maddalena. Perché? Perché nel comune di La Maddalena e non a Pompu? Perché nel comune di La Maddalena e non a Orune? A Perdasdefogu, a Teulada? Qual è il motivo del perché io devo in qualche modo agevolare con gli LSU quel territorio, perchè questo è, non lo sto dicendo io, ma lo dice la Giunta, è scritto nel testo a fronte. Perché devo favorire il comune di La Maddalena? Secondo quale principio? Per lo smantellamento delle basi che avverrà tra un anno o due anni? Ovviamente avremo diverso tempo per pensare a quella ulteriore disoccupazione che si sta creando; allora ci sarà una risposta anche per questo.
Perché La Maddalena deve essere privilegiata rispetto agli altri comuni, pochi o tanti, che potranno accedere alla contribuzione prevista dall'UPB S10.300? Io non trovo motivazioni, se non legate a ragionamenti del tutto soggettivi che non giustificano gli LSU, la garanzia di occupazione provvisoria, precaria, annuale, a basso costo, di manodopera di quinto livello, per le mansioni a cui vengono destinati, ma perché a La Maddalena e non da altre parti? Questi sono i motivi, collega Caligaris, del perché l'emendamento numero 48 ha molta più dignità dell'articolo 11.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, credo che l'articolo 11 del maxi collegato sia un esempio, che potrebbe essere considerato paradigmatico, del modo che questa Giunta regionale ha di fare politica, cioè se noi entrassimo nel merito dell'articolo 11, come ci siamo entrati, forse potremmo trovare anche qualche consonanza. Sicuramente non siamo in grado di condividere il titolo dell'articolo 11, perché il titolo "Sardegna fatti bella" evoca un progetto complessivo che si articola sulla nostra Sardegna; per cui, avendo noi individuato dei fini oggettivi allo sviluppo in senso estetico della Sardegna, quindi alla valorizzazione ulteriore del territorio, alla sua possibilità di spendersi nel modo migliore sui mercati, concretizziamo, all'interno di un articolo di finanziaria, di una legge specifica, di un collegato, questa nostra intuizione con una serie di interventi che insieme hanno un'organicità e fanno un progetto.
Dentro l'articolo 11, vi sfido, colleghi, a dirmi che c'è questo. C'è uno slogan, che è il titolo "Sardegna fatti bella", non c'è assolutamente nient'altro. Io avrei dovuto, noi avremmo dovuto chiedere un emendamento sostitutivo totale sul titolo e invece che "Sardegna fatti bella" proporre "Progetto spazzatura" o forse, utilizzando la limba sarda comuna che entra in Aula, "Progetto aliga", nel senso che in realtà qui c'è semplicemente scritto che un certo numero di persone, prese a cottimo, vanno in giro per la Sardegna, puliscono, raccolgono e smaltiscono i rifiuti. Quali rifiuti? Quelli prospicienti alle campagne, alle spiagge, ai centri abitati. Abbiamo 24 mila chilometri quadrati di territorio, stiamo stanziando 1000 euro per la pulizia di ogni chilometro quadrato del territorio della Sardegna. Questo è il progetto "Sardegna fatti bella"! Se voi mi dite che questo è un errore e che io concettualmente mi sto sbagliando nel muovere una critica, che è esagerata, dovete dirmi qual è l'errore concettuale che io sto facendo.
Voi avete utilizzato un bellissimo titolo per una cosa che può anche essere utile, nel senso che raccogliere la spazzatura e smaltirla, se c'è spazzatura in giro, è una cosa utile, ma non ha niente a che vedere con un progetto organico che meriti un titolo così roboante come "Sardegna fatti bella", con una serie di ulteriori considerazioni che sono anche di carattere tecnico. La prima è sul fatto che, oltre che ramazzare i rifiuti, questo progetto ha come obiettivo anche quello di fare educazione ambientale nelle scuole dell'obbligo; impegnando il 90 per cento delle risorse nel pagamento della manodopera, se manodopera può essere chiamato un insegnante di educazione ambientale nelle scuole, significa che state pagando esclusivamente insegnanti, perché i supporti didattici, cioè tutto quello che può servire a rendere un progetto di educazione ambientale degno di tale nome, non vengono pagati perché fuori da questo 90 per cento, a meno che voi non riteniate forse che, con questo 10 per cento (che pensate di dover lasciare riservato a ciò che non è personale o manodopera, come viene chiamata), si dovrebbe finanziare la struttura del progetto di educazione ambientale. Mi sembra una cosa veramente forzata ed è davvero difficile che tutti i consiglieri della maggioranza siano convinti, nel votare questo articolo 11, della bontà del suo contenuto.
Forse un ragionamento particolare meriterebbe, e chiudo, il Gruppo della Rifondazione Comunista il quale svolge un'azione contro il precariato, che per certi versi è benemerita, anche se io non la condivido però è un'azione assolutamente limpida e nitida dal punto di vista delle finalità degli obiettivi. Allora, io vorrei chiedere ai sei colleghi della Rifondazione Comunista (nel senso che immagino che la posizione sia unica e condivisa) che cosa c'è di stabile nel lavoro che viene indotto tramite l'articolo 11 del collegato alla finanziaria, cioè un lavoro che durerà al massimo un anno e che è finalizzato a un progetto nobile ma che sicuramente, anche tecnicamente, se volesse essere preso come progetto di riferimento, ha necessità di essere ripetuto nel tempo. Io immagino che laddove si trova spazzatura una volta e quindi è urgente un intervento di pulizia, come nelle aree prospicienti le spiagge o nei centri abitati, probabilmente la spazzatura si è accumulata perchè coloro i quali normalmente esplicano gli interventi di pulitura e ripulitura ordinaria non riescono a star dietro a quelle sporcizie.
Se questo è, è evidente che, in qualche misura, anche un progetto così a spot, così limitato dal punto di vista strategico e dal punto di vista complessivo, richiede un'articolazione diversa rispetto a uno stanziamento di 20 milioni di euro che vengono buttati come un'elemosina e che costituiscono una sorta di castelletto accumulato per alcuni comuni o per alcune associazioni di comuni, per alcuni soggetti istituzionali che vinceranno i progetti e che potranno dare un'elemosina, forse sostitutiva del reddito di cittadinanza, a un certo numero di persone per un anno.
Se questa è la finalità del progetto, forse è possibile anche condividerla, però che si dica chiaramente che è un progetto dell'Assessorato dei servizi sociali che serve a lenire la povertà che voi state creando in Sardegna, un progetto finalizzato esclusivamente a far avere un po' meno fame alle famiglie che a questo si stanno riducendo in Sardegna. Se così fosse, forse, dalla minoranza arriverebbe un via libera a questo articolo che molto meno dignitosamente è attribuito all'Assessorato del lavoro, mentre più dignitosamente dovrebbe essere attribuito, se valesse il titolo che gli è stato dato, all'Assessorato che si occupa di beni ambientali, all'Assessorato che si occupa di programmazione, a un Assessorato che ha come riferimento una progettualità reale per la Sardegna.
L'articolo 11 non ha alcun tipo di progettualità al suo interno, è un lenimento di una condizione di grande difficoltà che tutti quanti rileviamo in Sardegna e come tale ha un suo diritto di essere; ma, signori, è cosa ben diversa da un progetto strategico, è cosa ben diversa da un'indicazione di fondo che abbia una sua dignità di essere, è cosa ben diversa da quel "Sardegna fatti bella" che voi avete scritto nel titolo e che veramente non ha nessuna ragione di essere, almeno in riferimento a quanto c'è scritto nell'articolo 11.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
SALERNO, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Presidente e signori consiglieri, al di là del legittimo gioco delle parti e delle opinioni che qui sono state espresse sul fatto che questo progetto sarebbe del tutto avulso da qualsiasi strategia, io ricordo che in quest'Aula all'unanimità è stata approvata, qualche mese fa, la legge 20 sui servizi all'impiego e sulle politiche attive del lavoro e che, in quella legge, venivano contemplati anche interventi di carattere del tutto eccezionale per dare risposta alla maggiore emergenza, lo riconosciamo noi tutti, che ha quest'Isola cioè quella dell'occupazione e del lavoro. Si è voluta dare, da parte di alcuni consiglieri, una valenza forse eccessiva rispetto a strategie ambientali o a strategie sociali; voglio ricordare che questo intervento non è l'unico che è stato portato in discussione in quest'Aula e che, mi pare, questa Giunta stia dimostrando impegno e efficacia a fronte della necessità di creare un nuovo sviluppo in quest'Isola, uno sviluppo equilibrato, diffuso, compatibile con l'ambiente e tale da creare nuove e stabili occasioni di lavoro. Accanto a questa necessità, vi è comunque l'urgenza di dare risposta all'immediato e cioè alle esigenze di coloro che oggi vivono nello stato di disoccupazione e in particolare alle fasce più deboli.
In questo Consiglio si è parlato di reddito di cittadinanza e si parla oggi di un progetto che sicuramente non è esaustivo ma che ha il carattere per affrontare l'emergenza di chi oggi maggiormente soffre la condizione e il disagio della disoccupazione. Voglio ricordare che, nella finanziaria, è stato approvato anche un intervento di 30 milioni di euro per l'inclusione sociale, che si accompagnano a questi ulteriori 30 milioni. Qualcuno dice: "I fondi non sono sufficienti, non sono abbastanza, non sono gli stessi dei cantieri comunali"; voglio ricordare che è stato approvato nella finanziaria il rifinanziamento dei cantieri comunali per 45 milioni di euro, cifra invariata ormai da anni. Per cui i 30 milioni, dei quali parliamo oggi, si aggiungono ai 45 milioni dei cantieri comunali.
Nessuna ambizione di risolvere il problema del risanamento ambientale, perché mi pare che altre azioni questa Giunta stia portando avanti in quel senso, semplicemente il fatto di coniugare la necessità di dare risposte all'emergenza occupazionale con una finalità ben precisa, quella di occupare questi lavoratori in un'azione di cui la Sardegna, e penso lo abbiate riconosciuto anche voi, ha grande bisogno. Un'isola bellissima, un'isola che certamente, per le sue bellezze ambientali e naturalistiche, è già bella, ma che è sicuramente da risanare e da ripulire. Conseguentemente è un'azione che coniuga questa necessità con quella di creare nuovi posti di lavoro.
E' stato detto che, oltre al risanamento e alla pulizia ambientale, potevano essere previste altre azioni, l'ha richiamato anche l'onorevole Caligaris, io ricordo che già la normativa sui cantieri comunali, previsti inizialmente dalla legge regionale 11 del 1988, prevedono un'ampia gamma di interventi che consentono di fare anche quelle azioni che l'onorevole Caligaris sollecitava.
Si è parlato del rapporto con gli enti locali. Io voglio informare il Consiglio che quest'azione è stata ampiamente concertata con i sindacati e con gli enti locali, per cui mi chiedo, rispetto alle osservazioni fatte anche dall'onorevole Diana, da dove abbia assunto le informazioni sul disappunto degli enti locali rispetto all'azione "Sardegna fatti bella". Gli enti locali non sono prevaricati dalla Regione; la Regione gioca un ruolo di coordinamento, di indirizzo e sicuramente di controllo così come è stato sempre nei cantieri comunali, ma gli enti locali e i comuni o l'Unione dei comuni possono giocare e giocheranno sicuramente un ruolo di grande protagonismo.
Per quanto riguarda poi il rapporto col fattore economico, voglio dire all'onorevole Capelli che è probabile che il testo non sia sufficientemente chiaro, però mi pare che tutti, il dibattito l'ha rivelato, abbiano compreso che quel 90 per cento riguarda il costo della manodopera e non il salario, come invece mi pare l'onorevole La Spisa abbia detto. Il costo della manodopera evidentemente riguarda il costo complessivo e comprende anche i costi delle diverse assicurazioni (INAIL,INPS).
Onorevole Pili, si è detto anche che il piano per il lavoro viene affossato; mi sorprende che lo dica proprio lei quando, nel periodo in cui lei presiedeva la Giunta in questa Regione, l'opposizione ha dovuto occupare l'Aula per avere rifinanziato il piano regionale per il lavoro. In questo caso non c'è nessun affossamento, né una nuova condivisione della legge Biagi. Si tratta di un intervento eccezionale che comunque prevede lavoro subordinato con contratto collettivo nazionale del lavoro, rispetto alla norma nazionale che ha invece voluto affossare il lavoro subordinato e a tempo indeterminato e, cancellando le forme del lavoro subordinato, ha introdotto il lavoro atipico, il lavoro di una settimana, altro che di un anno! La flessibilità spinta, quella è la precarizzazione del rapporto di lavoro, con la cancellazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro e quindi la cancellazione di qualsiasi tutela.
Il problema di La Maddalena, con l'annuncio degli americani di lasciare l'Isola (anche se, è vero, ancora oggi non si ha certezza della data), ha rappresentato e rappresenta una situazione del tutto eccezionale in quanto questo paese, pur così piccolo, ha già a oggi duemila disoccupati e presenta inoltre, pur essendo all'interno del parco nazionale, delle emergenze ambientali di grande rilievo. Quindi, lo stanziamento ad hoc per La Maddalena non è stato altro prima di tutto che una risposta alle emergenze occupazionali che attualmente ha l'Isola e poi anche a quelle che si prospettano con la chiusura della base, oltre che allo stesso tempo una risposta alle emergenze ambientali che quest'Isola vive. Quindi niente di risolutivo o di strategico dal punto di vista ambientale, semplicemente una prima azione, una prima risposta di carattere eccezionale all'emergenza occupazionale e a quella ambientale che quest'Isola sta vivendo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sugli emendamenti numero 48 e numero 47.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 48. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Intervengo sull'emendamento numero 48, Presidente, per annunciare ovviamente il voto favorevole. Ho ascoltato con attenzione l'Assessore, per quelle poche volte che la sentiamo, e quindi è indispensabile capire anche la ratio che ha spinto questo articolo. Vede, Assessore, il disappunto non è degli enti locali, il disappunto è il mio! Per non essere riuscita lei a farci capire che attinenza ha un titolo così roboante, così è stato definito dal collega Vargiu, come "Sardegna fatti bella". Negli anni che sono intercorsi in questo Paese dal 1923 in poi, per dire la verità, fino al termine del fascismo, venne promulgata una legge in Italia che prevedeva, ed è ancora valida, che il 2 per cento di tutte le somme impegnate nella costruzione di edifici pubblici e di case private dovesse essere destinato al fatto estetico; in un titolo del genere, "Sardegna fatti bella", immaginavo (lo avrei condiviso) che si fosse riesumata quella legge mai defunta, quindi ancora in vigore, e si fosse iniziato un percorso diverso, perché questo titolo mi faceva pensare a un fatto prevalentemente estetico. Forse è quello che ci manca, non certo la pulizia degli arenili.
Non mi si venga a parlare qui di educazione ambientale, ci sono enti locali in Sardegna, non voglio citare sempre la provincia di Oristano ma fatto sta che questa provincia ha avuto finanziati due progetti INFEA di educazione ambientale e ha un laboratorio di educazione ambientale aperto a tutte le scolaresche della provincia e non solo; tutto ciò non è stato fatto con le risorse messe a disposizione dal "Sardegna fatti bella", sono progetti europei finanziati anche dal Ministero dell'ambiente certamente. Quindi ci sono, esistono, ma nel momento in cui voi volete fare la pulizia del territorio, è legittimo, è giusto, è corretto, si deve fare! Facciamo però un'altra cosa. Dobbiamo anche far lavorare i disoccupati, i lavoratori socialmente utili, è possibile che non si sia trovato un altro modo se non quello di illudere la gente? Con "Sardegna fatti bella" stiamo facendo che cosa? Non stiamo facendo assolutamente niente! Bastava istituire l'ARPAS, l'Agenzia Regionale di Protezione dell'Ambiente per esempio, bastava fare un appalto generale in tutta la Sardegna per la pulizia delle spiagge, bastava fare un appalto generale coordinato dalla Regione per ripulire tutti quei siti…
PRESIDENTE. Onorevole Diana, il tempo a sua disposizione è terminato, sono tre minuti per dichiarazione di voto.
DIANA (A.N.). Se sono tre minuti per i consiglieri sono tre minuti per tutti!
PRESIDENTE. Sono tre minuti per tutti.
DIANA (A.N.). Non è assolutamente vero!
PRESIDENTE. Sono tre minuti per tutti, onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intervengo per dichiarare il voto a favore dell'articolo 11 che tratta di politica passiva del lavoro, non di politica attiva, e che è un intervento di pubblica utilità così come i tanti altri che noi riscontriamo nella letteratura in questa materia. Tuttavia è chiaro che il piano straordinario per il lavoro non c'è più. C'era, noi abbiamo tentato di difenderlo prima dall'onorevole Pili, poi anche in questa legislatura ma non ci siamo riusciti. Non c'è più!
Si sarebbe potuto fare di meglio, anche in ragione dell'obiettivo che veniva inizialmente prospettato con "Sardegna fatti bella". C'era un'idea, che è stata anche istruita, in qualche misura valutata, che il professor Bottazzi aveva più volte esposto soprattutto nelle sue lezioni all'Università, che contemplava l'utilizzo di una dotazione finanziaria in combinazione con capitale privato delle famiglie per la realizzazione, nei nostri paesi, della facciata delle case (sono, quasi tutte, soprattutto le ultime degli ultimi dieci o quindici anni, ancora senza intonaco e ferme al grezzo), così che le strade dei nostri paesi possano essere come quelle dell'Inghilterra, della Francia, Belgio, cioè belle. Ripeto, in una combinazione, in un accordo con le imprese edili, con il sistema delle imprese artigiane, per realizzare una grande operazione, quella sì, di abbellimento dei nostri paesi, delle nostre cittadine. Si deve lavorare su queste cose, bisogna approfondire. Io non smetterò mai di dire che è necessario farlo il più presto possibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Mi verrebbe da continuare e concludere l'intervento del collega Uras che ha dimenticato il sistema del credito, alcuni paesi l'hanno già fatto nel nostro interno, convenzionandosi col sistema del credito perché si potesse favorire quello che lei ha detto, ed è stato realizzato. Vede, Assessore, mi sarei aspettato da lei un altro tipo di risposta per alcune osservazioni. Quando si scrive male, si corregge, com'è già avvenuto; bastava invertire il periodo e forse sarebbe stato più chiaro, perché non è che io non avessi capito, così come lei poteva alludere, avevo paura che non lo avesse capito lei, è per questo che stavo cercando di sottolinearlo.
Nel merito, invece, se è questa la vostra risposta all'emergenza occupazionale, è una posizione diversa. Io non ho mai accettato il piano straordinario del lavoro, che è altra cosa, anche più dignitosa di questa per certi versi, non l'ho mai accettato e non lo accetto in linea di principio; io sono perché si creino le condizioni di lavoro, non per dare elemosina. Col Governo Pili allora, ma anche prima con altri, si è riusciti a farlo finanziare perché le condizioni dell'Aula lo consentivano, io votai contro anche in quella condizione di maggioranza, perché non lo accetto come principio,
Veniamo alle risposte che lei mi ha dato. Vede, ci sono anche altri paesi, in emergenza ambientale, in emergenza occupazionale, vuole che le faccia l'esempio di Ottana sulla disoccupazione? Vuole che le faccia l'esempio del fatto che la cassa integrazione della Legler o della Queen o di altri sta causando situazioni difficili quanto quelle di La Maddalena, e sono già presenti mentre queste devono ancora avvenire? E' questa una risposta? Io mi vergognerei di dare risposte di questo tipo, o di pensare che tra le risposte della Regione sarda ci possa essere quella di dividere una quantità di denaro tra chi ha bisogno; creiamo le condizioni perché quelle persone non abbiano bisogno! E' questo il problema, la difficoltà! Un problema a cui non avete ancora saputo dare risposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per esprimere il mio voto contrario all'emendamento numero 48 (primo firmatario il collega Contu), che prevede la soppressione dell'articolo 11, e al numero 47 che sopprime il comma 4 del medesimo articolo. Il tema del lavoro rappresenta per il nostro Gruppo, collega Pili, una delle priorità per cui abbiamo scelto di far parte di questa maggioranza di governo. Non è necessario quindi che lei esprima solidarietà ai compagni del mio Partito, Cogodi e Uras; noi partiamo da un'analisi precisa che evidenzia in Sardegna un malessere diffuso accompagnato da un livello forte di insicurezza e incertezza delle fasce più deboli della società, cioè giovani, donne, uomini e disoccupati.
L'articolo 11, quindi, a mio giudizio, deve essere inteso non come risolutore di tutti i problemi che affliggono queste fasce di popolazione( anche perché la durata, lo ricordava bene il collega Vargiu, è di un solo anno), ma come elemento che si muove nella direzione di un nuovo impulso per gli enti locali che possono finalmente presentare progetti seri che, da una parte, intervengono sul decoro dei nostri comuni e dell'ambiente circostante e, dall'altra, danno sicurezza e risposte concrete a tanti giovani disoccupati e inoccupati.
Per quanto riguarda invece il comma 4 in cui si autorizza la spesa di 1 milione di euro per il comune di La Maddalena, penso sia in coerenza con quanto abbiamo detto fino a questo momento, cioè da una parte proseguire la battaglia contro le servitù militari, dall'altra avviare una nuova fase di sviluppo attraverso la valorizzazione dei territori interessati da questo fenomeno, fenomeno che non è più compatibile né con le nostre popolazioni né tanto meno con l'ambiente circostante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 48. Devo dire che l'intervento dell'assessore Salerno ha contribuito, almeno per quanto mi riguarda, a chiarirmi dei dubbi, nel senso che è apparso evidente che l'articolo 11 non contiene la fascinosa ipotesi Uras-Bottazzi né nessun altro disegno strategico per portare bellezza in Sardegna, ma contiene un progetto sociale di pulizia che personalmente condivido in parte, è una risposta obbligatoria nei confronti della povertà, ma la povertà è "merito" della Giunta che non riesce a creare occasione di lavoro e quindi non riesce a cancellarla dalla Sardegna ed è costretta pertanto a interventi sociali a sostegno di chi non ha da mangiare.
Ciò premesso, vorrei anche far notare all'assessore Salerno che forse c'è un'incoerenza fra il comma 2 e il comma 3 dell'articolo 11, che ho sottolineato anche nell'intervento precedente, cioè il comma 2 prevede che ci siano iniziative di educazione ambientale nella scuola dell'obbligo, il comma 3 prevede che le somme debbano essere utilizzate al 90 per cento per la copertura del costo della manodopera e dello smaltimento dei rifiuti. Se eventuali insegnanti di educazione ambientale sono manodopera, forse è meglio che venga corretta la formulazione tecnico-legislativa del comma 3, perché si corre il rischio di non avere la possibilità di finanziare nessun progetto di educazione ambientale se questo è uno degli obiettivi della Giunta, ma soltanto progetti di ramazzamento e di smaltimento della spazzatura, perché questo è il dettato specifico del comma 3.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Io voterò a favore dell'emendamento non perché non sia d'accordo sugli interventi atti a lenire in qualche maniera la disoccupazione, ma perché avrei preferito che l'articolo 11 fosse intestato diversamente, per esempio "impegni per la soluzione della disoccupazione". Punto e basta. Qui c'è una nostalgia evidente del Piano straordinario del lavoro, solo che è formulato in maniera senz'altro insufficiente e non può assolutamente dare risposte se non a una minima parte di quei disoccupati ed inoccupati che attualmente crescono e dilagano nella nostra Sardegna.
Io concordo con i colleghi che mi hanno preceduto, "Sardegna fatti bella" è una bellissima frase ma scelta sinceramente a occultare il vero senso dell'intervento; cosa cambia dagli interventi che, con la "37", facevano i comuni? Niente! I comuni utilizzavano i fondi della "37" per pulire le strade rurali e la viabilità interna, cioè tutti quei motivi per cui giustamente il comma 1 dell'articolo 11 imputa le cifre che andranno esigue ad accontentare pochissimi, poiché i 75 milioni di euro, come lei ha detto, complessivamente, vanno a rappresentare sui 150 miliardi di lire. Anche la dicitura è un po' vaga, il collega Vargiu mi ha preceduto sull'incongruenza che c'è dal comma 2 al comma 3, quindi non mi ripeto; ma per pulizia delle campagne si intende pulizia delle strade rurali, si intende pulizia dei siti comunali e delle terre demaniali, dei boschi, quali? Non si capisce bene, perché se così fosse, sarebbero pochi i comuni che potrebbero usufruirne e, comunque, data la cifra, saranno senz'altro in parte esigua i comuni che potranno usufruire di questi finanziamenti che non sono altro che una formula atta a coprire in minima parte ormai quel disagio che si sta continuando a creare con una disoccupazione ed inoccupazione che attualmente, qualsiasi cosa si dica, si sta aggravando.
Quindi, d'accordo sull'intervento per la disoccupazione, ma certamente non sul titolo "Sardegna fatti bella". La Sardegna è già bella, spetta a noi rispettarla, in determinate maniere si sta tentando di farlo, forse un po' troppo fondamentalisticamente, ma in determinate altre maniere siamo gli stessi che l'abbiamo conservata. Bastava dire: "interventi momentanei per l'occupazione precaria", in effetti di questo si tratta checché si voglia dire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, così come hanno ripetuto anche questa sera i miei compagni e altri rappresentanti del centrosinistra, io penso che per il lavoro, la precarietà e la povertà non si faccia mai abbastanza. Il Piano per il lavoro era un'ipotesi interessante e, laddove è stato correttamente applicato, ha dato dei risultati. Io ho sempre sostenuto in questa sede di poter citare dati concreti essendo stato per lungo tempo amministratore locale di un piccolo comune della Sardegna centrale, lancio anche una sfida a dimostrare il contrario. Certo, dove questo Piano straordinario per il lavoro non è stato correttamente applicato ed è stato utilizzato per fare marciapiedi non ha creato occupazione tendenzialmente stabile, però, badate, nel mio comune, dodici imprese edili con quaranta posti di lavoro ed altri posti di lavoro stabili non si sarebbero potuti creare senza il Piano straordinario per il lavoro.
E' indubbio che, per poter avere delle politiche attive sul lavoro e per poter pensare di ridurre drasticamente la disoccupazione nella nostra Isola, ci deve essere il Piano regionale di sviluppo che inquadri, in una strategia complessiva, le politiche per creare lavoro e occupazione. Noi, di Rifondazione Comunista, lavoriamo per la stabilità nel lavoro, lavoriamo per trasformare il precariato in posti stabilizzati, lavoriamo perché i disoccupati possano avere possibilità di lavoro, anche se per brevi periodi o per un anno, pensiamo poi di introdurre delle lotte che possano consentire a questi disoccupati di lavorare due anni, poi tre anni dopodiché essere stabilizzati. Noi partiamo sempre dal dato di migliorare le condizioni delle fasce che vogliamo difendere.
"Sardegna fatti bella" non può essere preso come un fatto a sé stante, deve essere inquadrato in una strategia complessiva dove sia un piccolo pezzo del mosaico delle iniziative che questa Giunta e questa maggioranza vogliono portare avanti. Io credo che se lo inquadriamo così, come aspetto particolare di una strategia complessiva, possa raggiungere alcuni scopi: rendere più bella la Sardegna e creare qualche opportunità di lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente la ringrazio. Intervengo anch'io per anticipare il mio voto a favore dell'emendamento e quello contrario all'articolo 11, così com'è stato formulato. Bisogna davvero riconoscere la grande onestà degli interventi che sono stati fatti in Aula questa sera, i quali dimostrano ancora una volta quanto noi ipotizzavamo stamattina. Di fatto è vero, si può dire che l'enunciato dell'articolo 11 è distante anni luce rispetto a quello che si vuole dimostrare. E' distante proprio perché noi abbiamo, anche attraverso l'intervento dell'Assessore, dimostrato che si tratta esattamente di un intervento alla stessa stregua della legge numero 11 del 1988, un finanziamento quindi che non è nemmeno del Piano straordinario del lavoro ma del cantiere straordinario per l'occupazione, onorevole Pisu, e che quindi dovrà essere utilizzato esattamente con una misura del 90 per cento destinato alla manodopera.
Ora voi tutti sicuramente, cari colleghi, ricorderete la vicenda del cantiere straordinario per l'occupazione che era nato con la legge numero 11, con un'indicazione ben precisa di un 70 per cento minimo destinato alla manodopera ed un 30 per cento che doveva essere utilizzato ovviamente per gli acquisti dei materiali occorrenti, poi le vicende successive portarono a una necessaria modifica e ad un aggiustamento di questi parametri nel momento in cui ci fu una variazione.
Io chiedo ancora una volta, e qui abbiamo davvero tante competenze e tanti professionisti, qual è il progettista che riuscirà a chiudere un progetto nel quale il 90 per cento dovrà essere destinato alla manodopera. Il progetto, non l'investimento! Il che significa che tecnicamente nemmeno è possibile concepirlo, nemmeno è approvabile perché, fuori dal progetto, risorse non ce ne possono essere, avremmo dovuto dire "fuori dall'assegnazione del finanziamento della Regione". Solo questo ci avrebbe potuto salvare. D'altro canto, la durata di un anno impone che saranno mille assunzioni straordinarie, Dio vorrà che siano stabilizzate nel tempo, come dice l'onorevole Pisu, ma mille saranno gli operai disoccupati che troveranno occupazione attraverso questi interventi diluiti nei 377 comuni della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Devo dire che sinceramente non comprendo tutte le critiche e le osservazioni mosse a questo articolo. Lo Stato ha ridotto drasticamente le risorse agli enti locali, la Regione in controtendenza mette a disposizione 30 milioni di euro in più per i comuni, che vanno ad aggiungersi ai 45 che storicamente sono stati stanziati per i cantieri di lavoro, quindi si tratta di risorse aggiuntive che vanno a sommarsi a quelle stanziate per i cantieri di lavoro fino al 2005 (i 45 milioni di euro dall'89 a oggi, cioè l'articolo 94 della legge numero 11 per i cantieri di lavoro). La Regione prevede quest'anno 30 milioni di euro in più, 10 stanziati dalla finanziaria e 20 con questo provvedimento, risorse da utilizzare per dare una risposta di lavoro ai giovani con i cantieri lavoro; non ci scandalizziamo, però si chiede di utilizzarli vincolandoli un po' di più al risanamento ambientale.
Sono due operazioni positive: da un lato, si dà un minimo di risposta ai ragazzi che possono fare anche solo due, tre, quattro o cinque mesi, sempre meglio che lavorino nel proprio paese, magari risanando una discarica abusiva, pulendo l'ingresso del paese, falciando l'erba, anziché andare a Rimini a lavorare sotto salariati per quattordici o quindici ore; dall'altro lato, allo stesso tempo, si compie un abbellimento dei paesi, di cui io dico sempre che è una delle operazioni più importanti legata alle grandi risorse future per i centri storici. E' un fatto positivo avere nei nostri paesi, quando si entra in qualsiasi paese, una zona verde, una zona che non è sporca, che non è in stato di abbandono, che non ha le erbacce e aver avuto dei ragazzi che hanno lavorato a quello scopo. E' positivo e ci fa onore il fatto che i nostri paesi possano dedicare risorse (che lo Stato non ha trasferito ma che noi trasferiamo in aggiunta) per arredare i nostri paesi e dar loro una dignità.
Io penso che l'articolo 11 rappresenti una delle cose più belle del collegato, voterò quindi contro l'emendamento numero 48 in difesa dell'articolo 11 e in difesa delle richieste dei Comuni, che si vedono finalmente sostenuti dalla Regione con risorse indirizzate ai disoccupati e alla possibilità di intervenire, comuni che altrimenti non avrebbero nessun'altra possibilità, perché magari non hanno neanche un operaio. Mai si è trasferita ai comuni una risorsa ingente come questa per i cantieri di lavoro! E' la prima volta! Devo dire che non capisco perché i colleghi stamattina dichiaravano che ben altre cifre si stanziavano prima. In Sardegna, non si sono mai stanziati 150 miliardi di vecchie lire per i cantieri di lavoro e per queste finalità!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Signor Presidente, se avessi avuto qualche minima perplessità, dopo l'intervento dell'Assessore e quest'ultimo dell'onorevole Marrocu, le certezze sono sicuramente diventate tali. Intanto per dire semplicemente che voterò a favore dell'emendamento e, ovviamente, contro questo articolo per alcuni ordini di motivi; il primo perché mi pare che l'obiettivo, posto alla base di questo articolo, sia fallimentare, cioè non esiste nessun progetto per fare bella la Sardegna, è una pia illusione di uno spot introdotto in questo collegato, che non ha nessun legame con quello che realmente si sta pensando di fare: mettere in campo - da parte di questo articolo - una semplice e normale azione di pulizia di alcune aree, anche in questo caso non ben definite. L'onorevole Marrocu diceva poc'anzi che è un grande regalo ai comuni. No, è l'ennesimo imbroglio perché non dà ai comuni quell'autonomia che, invece, è necessaria nella gestione di quei fondi in base alla "25"; il criterio che è stato richiamato qui per la ripartizione prevede che nella "25" ci sia l'utilizzo discrezionale da parte dei comuni degli obiettivi prioritari perché può darsi che in qualche comune non ci siano le spiagge. Io mi domando come potranno utilizzare queste risorse finanziarie tutti i comuni delle zone interne che non hanno spiagge e come potranno utilizzare questi fondi i comuni che non hanno zone a disposizione come aree extraurbane, come campagne e quant'altro di propria proprietà; possono certamente richiamarsi ad una norma di gestione delle risorse finanziarie in proprio.
Per quanto riguarda quello che diceva l'Assessore poc'anzi, cioè sulle risorse finanziarie stanziate negli anni precedenti, non avendo ella memoria storica si sarà dimenticata che, nelle precedenti amministrazioni regionali, l'ammontare era di 340 miliardi e che si è cercato di utilizzare le risorse finanziarie sia per la "37" che per la "36". Questa parte politica pensava che l'occupazione potesse avere un incremento maggiore con la "36" piuttosto che con la "37". Credo che fosse quello un indirizzo politico ben chiaro che ha creato molta più occupazione di quanta ne creerete voi con questo articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, mentre ascoltavo questa mattina e stasera gli interventi dei diversi colleghi, vedevo in loro una qualche posizione preconcetta; l'ultimo intervento del collega Pili mi dice che chiaramente non si guarda il contenuto della norma, ma si va soltanto a cercare qualche elemento per poter giustificare una propria posizione preconcetta non a questa formulazione dell'articolo, ma a qualsiasi norma che noi prevediamo in questo articolato.
Io credo che l'intervento previsto all'interno dell'articolo 11 sia un intervento estremamente importante per quanto riguarda il risanamento ambientale dei nostri paesi e delle nostre campagne. Non credo che se un comune non ha la spiaggia non lo utilizzerà anche perché, come ricordava lo stesso consigliere Pili, queste risorse vanno a tutti i comuni, e i comuni, sulla base di quelle che saranno le linee di indirizzo generale dettate dalla Giunta, organizzeranno in tutta autonomia gli interventi. Nella nostra Regione, noi abbiamo esempi notevoli di interventi comunali in questa direzione e le posso garantire, onorevole Pili, che hanno avuto un risultato estremamente importante sia per quanto riguarda l'aspetto occupativo, che credo vada ad aggiungersi agli altri molto opportunamente ricordati dall'Assessore, sia per quanto riguarda l'aspetto del risanamento ambientale.
Credo che questo possa essere, di "Sardegna fatti bella", certamente un tassello molto importante. Inoltre credo che l'idea che riportava qui il collega Uras del progetto Bottazzi possa essere un altro elemento da prendere in considerazione per futuri interventi, perché l'idea della Giunta, nel Piano paesaggistico regionale, di "Sardegna fatti bella", va in quella direzione, cioè presentare una Sardegna sempre più appetibile, sempre più caratteristica e sempre più bella.
Mi dispiace che ci siano qui colleghi, come il collega Pisano, che da amministratore locale pongono alla stessa stregua i progetti comunali e l'occupazione contemplata con questo intervento di "Sardegna fatti bella" per quanto riguarda le risorse destinate alla manodopera. Collega Pisano, lei è un sindaco, so che è anche un bravo sindaco, ma guardi che qui non c'è da comprare il cemento, non ci sono da comprare i blocchetti, non ci sono da comprare le pietre per fare l'acciottolato, qui chiaramente è manodopera prevalentemente e, se lei sta attento, ci sono anche i costi per lo smaltimento dei rifiuti che verranno raccolti. Queste sono i componenti principali: la manodopera e lo smaltimento dei rifiuti. Io credo che questo intervento sia estremamente importante. PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Mah, inviterei i colleghi a non parlare più, per favore, del Piano straordinario per il lavoro, perché è tutta un'altra cosa, è tutta un'altra idea e quindi inviterei i colleghi a non confondere un piano strategico come la "37" con un qualcosa che attualmente è solo occasionale. In questo articolo ci vedo, come diceva poco fa l'onorevole Biancu, un pezzo di un'idea, l'idea, appunto, che può servirci per intervenire nei nostri paesi devastati da una politica che si ispirava ad una falsa modernizzazione degli anni ottanta e novanta e che ci fa vedere oggi case con i blocchetti o con la finestra in ferro, fornendo un'immagine davvero desolante e molto brutta; l'idea appunto di ricostruire, di abbellire, di rendere più visibile anche materialmente le nostre comunità. Questa è un'idea buona che condivido, però la mia preoccupazione è che ciò rimanga semplicemente un'idea iniziale e poi non si abbia più seguito. Se così dovesse accadere, faremmo un grosso errore. E' importante andare avanti in questa direzione per cui sostanzialmente condivido l'articolo 11.
Ho solamente una perplessità, intervengo proprio per questo: riguarda l'educazione ambientale per le scuole dell'obbligo; sinceramente non ho capito cosa voglia dire. Non vorrei che fosse la classica ripetizione della giornata dell'ambiente o della festa degli alberi; ripeto, non capisco l'intervento. Cosa devono fare i ragazzi? Ci sono già i progetti di educazione ambientale, non riesco a capire, precisatelo per renderlo più comprensibile; non vorrei fosse la solita giornata, appunto come accadeva tanti anni fa ma accade ancora, la solita classica giornata della raccolta dei rifiuti in un quartiere del paese; basterebbe collaborare con Lega Ambiente per fare questo, sarebbe molto più utile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Mi pare che aleggi in quest'Aula direi lo stesso clima che probabilmente si riscontrava nell'antica Bisanzio quando interminabili e lunghe discussioni inutili, se mi consentite, portavano i contendenti a litigare se gli angeli avessero o no le ali. Mi pare che, senza sminuire logicamente la qualità di alcuni interventi, si stia perdendo di vista un dato: leggiamo l'articolo 11 per quello che è. Nessuno ha detto che questo è l'intervento risolutivo delle politiche di sviluppo. Nessuno ha detto che, con l'articolo 11, domani la disoccupazione scenderà di due o tre punti, è un intervento che reca nel titolo "Sardegna fatti bella", che ha un suo contenuto limitato, settoriale, di valorizzazione del patrimonio ecologico ambientale della Sardegna, che si rivolge sì alle coste, alle spiagge, a quei comuni, e non sono pochi, che giustamente vedono pregiudicata la possibilità di far usufruire del loro territorio, richiamando anche i turisti, per il problema delle alghe (quante volte hanno fatto ricorso a noi e agli amministratori regionali), ma si rivolge anche ai centri urbani, alle campagne, quindi anche alle zone interne, si rivolge alle iniziative di educazione ambientale delle scuole dell'obbligo; allora, rimaniamo in questi confini, si può criticare quanto si vuole, ma mi pare che sia davvero ultroneo dare a questo articolo 11 significati che non ha
Qualcuno parla di spot; certo, qualcuno può parlare di spot e gli spot si possono risolvere in fallaci se non false e bugiarde promesse, ma questa almeno è una realtà concreta rappresentata anche da 10 milioni di euro che sono immediatamente spendibili, altro che spot! Quindi voterò a favore dell'articolo 11 e il mio voto è contrario per gli emendamenti che ne prevedono la soppressione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, anche nella linea di quello che raccontava il collega Pittalis, io ho qualche perplessità su alcuni interventi che sono stati fatti; vorrei innanzitutto citare uno dei motivi che mi spinge a votare contro l'emendamento e a favore dell'articolo.
Credo che ci sia un aspetto importante che vada sottolineato oltre a quelli di carattere ecologico, ambientale e sociale: l'aspetto culturale. Con questo articolo, noi poniamo una grande attenzione al fatto che, mantenere il nostro territorio intatto, salvaguardarlo, averne cura, non creare discariche all'ingresso della città, ripulire le campagne dopo i picnic, è un valore anche economico; la Regione lo riconosce come valore anche economico e, attraverso un apposito programma di iniziativa, cerca di promuoverne in qualche modo la tutela consapevole. E' chiaro che questo ha valore se riconosciamo che c'è un problema, se c'è un uso a volte improprio del territorio.
Quando sento delle affermazioni come quella dell'onorevole Pili che dice che le nostre campagne non sono sporche, che non ci sono le discariche all'ingresso della città, che non ci sono rifiuti in giro, che le aree vicino alle spiagge spesso non sono luogo di immondezzai, io mi chiedo dove abbia camminato nella sua passeggiata in giro per la Sardegna l'onorevole Pili, o quando arriva a dire che anche i dati dell'ISTAT sono dati di parte, quindi questa è una misura di povertà perché staremmo affamando la Sardegna. Forse la Sardegna non la stiamo facendo ricca, sicuramente non l'abbiamo affamata e, con questo provvedimento, in qualche modo cerchiamo di renderla più bella o comunque di spiegare alle persone che, se la Sardegna rimane bella, forse un giorno diventerà anche più ricca.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dire che voto con convinzione a favore dell'articolo 11, che auspico possa trovare emuli ulteriori nella prossima legislazione.
Sono convinto che non sia assolutamente un imbroglio e che anzi combatta un imbroglio, combatta l'imbroglio di chi dice che la vita è una corsa e che ha più ragione chi corre più veloce, combatta l'imbroglio di chi dice che tutto è competizione e che niente è compagnia, niente è solidarietà. Io credo che sia sempre più evidente ciò che sta avvenendo nel mondo, che anche accettando l'idea della corsa, della gara, questa gara prevede non che ogni tanto sia primo chi è ultimo, ma che i primi siano sempre irraggiungibili e adesso c'è anche un'ideologia dominante per cui le risorse pubbliche devono stare attente ad avere atteggiamenti solidaristici perché, insomma, disturberebbero il mercato. Io so che in Sardegna le diocesi sarde dell'interno si stanno svenando per sostenere anche le famiglie degli impiegati e difendo, anzi incentivo, vorrei parlarne, gli strumenti dell'intervento pubblico per produrre lavoro laddove il mercato non ne produce, non per fare assistenza, ma neanche per fare i liberisti ad oltranza.
L'imbroglio vero è impedire che gli ultimi un giorno possano sorpassare un primo, questi sono strumenti utili ma purtroppo usati poco.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Passando da Bisanzio non citerò la patristica che potrebbe trovare qualche soluzione anche agli argomenti che qui stiamo trattando stasera, però io credo che sia bene ricordare a ciascuno di noi che c'è un peccato originale, che è quello di dover discutere di questo argomento in un articolato di una compromissione perché è un travaso di periodi passati dalla finanziaria a questo momento. Invece nel caso di politiche organiche, credo che "Sardegna fatti bella" verrebbe sposata da tutti perché penso che tutti vedano le sporcizie che purtroppo affliggono la nostra Sardegna all'ingresso dei paesi o nelle spiagge.
Questo non significa che si vogliano fare politiche per il più forte dimenticandosi della solidarietà, anche se ritengo importante tenere a mente che certe situazioni potrebbero richiamare quella carità cosiddetta pelosa. Dobbiamo ricordarci che, nei paesi, ci sono molti disoccupati i quali, in una concorrenza fra poveri, cercheranno di essere all'interno di quel cantiere di pulizia, ma tanti resteranno fuori; allora, ancora una volta, non avremo creato attività per dare occupazione seria, duratura con la certezza per il futuro. Io sposerei in toto "Sardegna fatti bella" se avesse una politica organica. Prendiamola per quella che è, una politica passiva del lavoro e per questo, se mi consente, io proprio non posso votarla.
MARROCU (D.S.). Bravo! Ti sei convinto!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Un secondo per dire che voterò contro l'emendamento e a favore naturalmente con molta convinzione dell'articolo 11.
E' utile chiarire alcune cose che non sono state dette pur con questo dibattito approfonditissimo come raramente capita di vedere per un singolo articolo. E' stato citato il titolo. Come mai abbiamo dato un titolo che sembra quasi uno spot? "Sardegna fatti bella" è la traduzione di una famosa campagna di fine anni ottanta che fece la città di Barcellona quando si preparò per le Olimpiadi e, anche attraverso questa campagna, diede avvio al suo progetto di sviluppo che così tanto successo ha avuto. E' quindi il nome di una politica per risistemare un paese, ripulirlo, renderlo presentabile perché si sa che, dalla pulizia, dalla qualità dell'ambiente e anche dal miglioramento del modo con cui ci si presenta, nascono i presupposti per una possibilità di sviluppo.
Anche noi, nelle nostre azioni di tutti i giorni, quando dobbiamo fare qualcosa di importante, quando dobbiamo sostenere un colloquio di lavoro, se vogliamo presentarci per una cosa che riteniamo di prospettiva, iniziamo sempre ripulendo noi stessi o ripulendo la nostra casa. Che la Sardegna avesse bisogno di essere ripulita, credo che sia sotto gli occhi di tutti, basta vedere le migliaia di auto arrugginite nelle campagne, le lavatrici, i materassi, qualsiasi cosa terribile. E' utile ripulirla? Penso di sì per i motivi che ho detto ed è anche utile perché è un fatto di civiltà, non credo che insegniamo molto ai nostri giovani, ai nostri bambini facendo vedere discariche a cielo aperto, facendo vedere questo stato di trascuratezza e di incuria nostra.
E' anche utile perché è il presupposto di altre politiche di sviluppo, ricordo che questo articolo è stato preparato quando abbiamo predisposto la legge finanziaria e quando un progetto importante di sviluppo locale, di sviluppo dei territori della Sardegna, attraverso la progettazione integrata, iniziava a prendere piede. Viene terminato in questi giorni, con l'uscita di un bando di circa 700 milioni di euro di fondi prevalentemente europei, ma anche nazionali e regionali, che servono proprio per questi progetti di sviluppo locale, per questi progetti di sviluppo dei territori della Sardegna; un presupposto per questi progetti di sviluppo territoriale è risistemare i territori della Sardegna.
Quindi c'è la necessità di civiltà, c'è la necessità concreta della pulizia dei territori, c'è la prospettiva dello sviluppo dei territori attraverso un bando che era stato predisposto, per il quale si è iniziato a lavorare un anno fa e che ora si sta portando a compimento. Circa i progetti successivi, sicuramente non conclude tutto, è una politica che si avvia, è una politica che si vuole sostanziare. E' importante lavorare nelle campagne ma altrettanto importante nei centri abitati; verrà fatto successivamente.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 48.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale, con procedimento elettronico.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 48.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Pittalis e Giorico hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CONTU - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FRAU - GESSA - GIORICO - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - RASSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 54
astenuti 2
maggioranza 28
favorevoli 16
contrari 36
(Il Consiglio non approva)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano…
(Interruzione del consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, la sua prenotazione è arrivata adesso.
CAPELLI (U.D.C.). L'ha guardata adesso…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Non è una dichiarazione di voto, è solo per precisare, non avendo avuto modo di prendere la parola sull'emendamento relativo al comma 4, che non mi hanno convinto le motivazioni del perché 1 milione di euro vengano destinati al comune di La Maddalena. Soprattutto per dire al collega Biancu che è ingiusta la sua affermazione che pregiudizialmente si è contro questo testo e quant'altro, si dimentica l'articolo 1, l'Agenzia sulle entrate, sul quale abbiamo discusso favorevolmente esclusa la lettera b), l'implementazione della pressione fiscale, che concettualmente il nostro Gruppo ha non sostenuto ma condiviso, perciò non c'è nessun pregiudizio, così come non riteniamo - abbiamo cercato di spiegarlo - che queste siano le politiche attive (rubo il termine sulle politiche passive al collega Uras) per innescare il volano dello sviluppo e dell'occupazione.
Noi, nel momento in cui ci sarà chiesto, avremo il piacere di confrontarci su soluzioni altre e avremo piacere quando si accederà al confronto; non riteniamo che questo strumento previsto nell'articolo 11 sia lo strumento idoneo, come non ritenevamo, pur essendo altra cosa, e l'ho detto al collega Davoli, avendo altra dignità, il Piano straordinario sull'occupazione, che non condividevamo perché, a nostro avviso, non crea quelle condizioni di sviluppo e lavoro stabile che servono per far diventare primi gli ultimi.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e del relativo emendamento:
Articolo 12
Sardegna speaks English e
Fabbrica della creatività
1. È autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 20.000.000 per la realizzazione di un programma denominato "Sardegna speaks English", finalizzato alla diffusione della conoscenza della lingua inglese. I relativi criteri e le modalità di attuazione sono approvati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente per materia previo parere della Commissione consiliare competente da esprimersi entro venti giorni, decorsi i quali il parere si intende acquisito (UPB S11.073).
2. È autorizzata la spesa di euro 3.000.000, nell'anno 2006, per la realizzazione di un progetto sperimentale interdisciplinare e interculturale denominato "Fabbrica della creatività", finalizzato alla creazione di un centro di incontro, di lavoro e di formazione delle arti contemporanee; i criteri e le modalità di attuazione del progetto sono definiti con delibera della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore competente per materia previo parere della Commissione consiliare competente da esprimersi entro venti giorni, decorsi i quali il parere si intende acquisito (UPB S11.054).
Emendamento soppressivo totale Diana - La Spisa - Ladu - Gallus -Murgioni - Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli -Contu - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro -Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.
Articolo 12
L'articolo 12 è soppresso.
Copertura finanziaria
in aumento
UPB S03.006
2006 euro 28.000.000
in diminuzione
UPB S11.073
2006 euro 25.000.000
UPB S11.054
2006 euro 3.000.000 (49).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intendo esprimere, sull'articolo 12, una valutazione complessiva del Gruppo dei Riformatori, una valutazione che nasce soprattutto sul primo dei due commi di cui è composto; le chiederò, quando metterà in votazione l'articolo, di metterlo in votazione per parti perché noi intendiamo esprimere un giudizio differenziato sul comma 1 "Sardegna speaks English", rispetto al comma 2 che riguarda la "Fabbrica della creatività". Voglio cercare di spiegare prima di tutto i motivi per cui sul comma 1 intendiamo esprimere un giudizio di ragionevole apertura nei confronti dell'iniziativa che la Giunta ha portato e, in secondo luogo, le motivazioni per cui c'è questa ragionevole apertura.
Come qualcuno in quest'Aula ricorderà, nella passata legislatura, i Riformatori si fecero interpreti di un'iniziativa che aveva lo stesso nome della prima parte dell'articolo 12 e che si intitolava "Sardegna speaks English", un'iniziativa che aveva l'obiettivo di portare all'attenzione dell'intera comunità sarda il ruolo che la diffusione della lingua inglese poteva avere per la Sardegna. Un'iniziativa che non fu facile divulgare, che raccolse quasi diecimila firme di sostegno in giro per l'intera Sardegna, che fu il frutto di diversi anni di lavoro svolti insieme con il British Council e con gli istituti di linguistica, con i centri di linguistica delle università, con un vasto movimento che, almeno per quanto riguarda il settore della lingua inglese, ci supportò tecnicamente senza nessuna condivisione ovviamente di parti politiche nel lavoro che andammo a fare.
Il progetto "Sardegna speaks English" era un progetto che (come ha detto giustamente, io sposo in pieno le sue parole in Commissione, l'assessore Pigliaru) aveva più che valenza culturale una valenza di sviluppo economico e quindi riguardava più gli aspetti dello sviluppo economico della Sardegna che non quelli culturali, peraltro anche quelli culturali erano presenti, ma se avessimo insistito su quelli culturali forse avremmo pensato a un progetto a sostegno di tutte le lingue, forse avremmo pensato a un progetto nel quale il cinese, l'indiano, il giapponese, il russo, avessero una parte importante, oltre le altre lingue che sono già oggi diffuse in Sardegna. Ma quello che noi pensavamo era di dare ai sardi la lingua che consentisse loro di scavalcare il gap presentato dal mare e dai duemila anni di cultura che sul mare si erano formati, o dei duemila anni di separazione culturale che sul mare si erano formati.
Esiste oggi uno strumento che azzera il mare, è lo strumento informatico; anche lo strumento informatico ha come lingua comune, dello scambio, l'inglese. Questo era il ragionamento che noi avevamo ben chiaro in testa quando sostenevamo che l'utilizzo della lingua universale alla comunicazione fosse importantissima per i sardi onde scavalcare mille gap, che ancora la Sardegna ha. E' una cosa reale perché a tutti quelli che sostenevano l'importanza di altre lingue più diffuse o più parlate, noi rispondevamo sempre che però quando un italiano e un portoghese parlano tra di loro usano l'inglese, quando un italiano e un giapponese parlano usano l'inglese, quindi l'inglese non è la lingua degli inglesi, l'inglese è la lingua universale degli scambi del mondo e se noi riusciamo a fare uno sforzo nel velocizzare l'apprendimento da parte della nostra terra della lingua inglese, stiamo facendo un regalo ai sardi perché stiamo mettendoli in grado di competere con le competenze linguistiche che avranno acquisito nel mondo.
Quindi la nostra idea era quella di dare un bilinguismo vero alla Sardegna, il bilinguismo italiano e inglese che potesse consentire una rapidità e un'efficacia negli scambi che oggi in Sardegna non esiste. Partivamo anche da alcune considerazioni, una delle più banali la possiamo lasciare in quest'Aula, una valutazione fatta dalla Confindustria sarda che ha scoperto che l'80 per cento delle aziende sarde non sono in grado di avere un secondo contatto fuori dal mercato italiano. Cosa significa? Significa che con i loro siti "Internet" e con il loro sistema di rapporti sono in grado di avere il primo contatto con il mercato estero, ma se poi dal mercato estero arriva una sollecitazione, un cambiamento del prodotto, semplicemente una modifica di un'etichetta, non hanno al loro interno le competenze linguistiche che siano in grado di mantenere il rapporto commerciale, di farlo crescere e quindi di tradurre la crescita del rapporto in sviluppo economico della Sardegna.
Quando l'iniziativa della Giunta regionale, all'interno della finanziaria e all'interno del collegato, ha dato al progetto di "Sardegna speaks English" uno spazio, noi Riformatori abbiamo accolto questo con grande interesse e devo dire, ma l'ho detto già in Commissione, anche con un senso di gratitudine per coloro i quali avevano voluto utilizzare per il progetto lo stesso identico nome che avevano utilizzato i Riformatori; in questo senso avevano fatto un'operazione che normalmente in politica non si fa mai, quella dell'apprezzamento di un'intuizione avuta da altri. Credo che abbiamo dato atto all'assessore Pigliaru e alla sua Giunta (devo dire che il modo di dare atto che noi abbiamo avuto è stato concreto) che il testo arrivato alla discussione della Commissione e poi del Consiglio è veramente un testo scarno, nel senso che è, come spesso capita a questa Giunta, un'intuizione, o l'accoglimento e la condivisione di un'intuizione avuta anche da altri, nel senso che non c'è il progetto.
Il progetto "Sardegna speaks English", presentato dai Riformatori (che probabilmente aveva tante cose che dovevano essere modificate, cambiate, implementate) era durato tre anni, aveva avuto la supervisione scientifica del British Council (il maggior ente di diffusione della lingua inglese nel mondo), aveva avuto l'avallo di tante strutture universitarie comunque presenti in Sardegna, aveva coinvolto in Sardegna tutti coloro che volevano confrontarsi su un argomento di questo genere e si era basato su alcuni punti cardine, nel senso che aveva individuato le fasce dove andare a raggiungere la maggior capillarità possibile per riuscire a far penetrare la lingua inglese ed aveva individuato il controllore del progetto, cioè colui che avrebbe dovuto spendere economicamente le risorse nel modo in cui le risorse dovevano essere spese oltre che ad aver individuato un sistema di certificazioni che consentisse di non sprecare neanche un euro di questo progetto.
Non era un progetto che aveva come aspirazione-ambizione quella di spargere soldi sul mondo dell'inglese o favorire qualcuna delle entità o delle istituzioni che pure nel mondo dell'anglofonia sarda erano presenti, aveva l'obiettivo di arrivare, in tutti i settori che si volevano raggiungere, ad una competenza linguistica certificata. Quindi era un progetto estremamente articolato e dettagliato che era costato lavoro, sudore e sangue - come normalmente si dice - a tutti coloro che su esso avevano lavorato.
Sarebbe stato facile per noi chiedere che, in Commissione o in Aula, questo comma del maxi collegato fosse unificato con la nostra proposta di legge oppure sarebbe stato facile - sulla base della competenza che comunque, chi dei Riformatori ha lavorato a quel progetto, ha acquisito - andare a dire cosa manca dentro questo comma, quanto questo comma sia povero, quanto sia incerto, quanto lasci un'alea assolutamente indefinita sullo svolgimento successivo del progetto.
Sarebbe stato facile ma noi abbiamo scelto di non farlo; probabilmente se noi l'avessimo fatto, oggi non staremmo discutendo in Aula il comma 1 dell'articolo 12, avremmo esclusivamente ottenuto il risultato di non vedere arrivare in Aula il comma 1 dell'articolo 12 mentre invece vogliamo che il comma 1 dell'articolo 12 arrivi in Aula, vogliamo che sia votato e vogliamo che sia approvato. Saremo poi giudici e critici, collaboranti, assolutamente collaboranti, della Regione Sardegna e della sua Giunta nell'attuazione di "Sardegna speaks English".
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sono già intervenuto stamattina sull'articolo 10. Ora, mi pare che soprattutto il primo comma dell'articolo 12 abbia qualche limite di natura tecnica che potrebbe rendere molto complicata l'applicazione di questa disposizione o meglio, non solo la potrebbe rendere complicata, ma in qualche misura, non oggi, non domani, non dopo, potrebbe introdurre un principio, una prassi, voglio dire, nell'ordinamento, nella costruzione della norma per cui ne potrebbe derivare una serie di problemi da ricondurre tutti quanti in capo a quest'Aula per non aver, in maniera debita, previsto gli elementi, direi, essenziali, di un articolo come questo, cioè di un articolo che promuove un programma.
Mi pare chiaro che il programma ha come obiettivo la diffusione della conoscenza della lingua inglese. Poi un programma ha anche un destinatario. Chi? L'intero popolo sardo? Gli imprenditori giovani? Gli artigiani? I ragazzi dai dieci ai quindici anni o gli studenti universitari? I neolaureati che non hanno fatto studi di questa natura? Sapere a chi destino i soldi pubblici è essenziale; deve essere individuato il destinatario dell'intervento. Stamattina ho fatto qualche riferimento e lo voglio ripetere: mi ricorda i finalizzati aziendali. Per chi non sapesse cosa sono, credo che tutti i colleghi lo sappiano ma abbiamo anche un pubblico, i finalizzati aziendali sono dei percorsi formativi, dei corsi specifici che vengono attribuiti attraverso un apparentamento tra l'impresa che deve assumere personale professionalizzato e l'ente che deve invece formarlo. Essi hanno la finalità della realizzazione di un incremento dell'occupazione a tempo indeterminato. Tutta questa partita è stata gestita in via amministrativa. Qual è il risultato? Non si conosce. Io l'ho chiesto all'Assessore del lavoro in via formale con interrogazioni e anche con qualche interpellanza, però mai si discute (questo è un altro problema, riguarda più il funzionamento del Consiglio, la garanzia per tutti i consiglieri di poter esercitare pienamente la loro funzione).
Allora che cosa succede? Succede che non c'è un monitoraggio, non si sa se l'obiettivo che ci si era prefissi è stato raggiunto, non si ha notizia di quanti di quei finalizzati aziendali hanno determinato occupazione stabile, non si conosce, in ultima analisi, nulla della fine che fanno queste risorse finanziarie. Anzi, si ha il sospetto che siano servite non ai lavoratori disoccupati che dovevano essere inseriti in modo stabile all'interno del sistema produttivo, ma al contrario siano servite alle imprese, qualche volta agli imprenditori che sono andati via con i soldi, che dopo due mesi dalla conclusione dei corsi hanno assunto il personale a tempo indeterminato, lo hanno praticamente mai pagato e infine l'hanno licenziato. Di quegli imprenditori, alcuni sono stati colti dall'autorità giudiziaria e perciò sono in galera.
Io sto ancora aspettando la risposta per capire come si utilizzano quei soldi pubblici. Da interlocuzioni brevissime, anche con la struttura dell'Assessorato competente, sono venuto a conoscenza del fatto che dopo due mesi si verifica se è stata fatta l'assunzione a tempo indeterminato, anche se l'imprenditore poi è scappato, si è portato via la cassa, ha lasciato quei lavoratori per strada, cioè ha utilizzato male milioni di euro, decine di milioni di euro, decine e non due lire, due "Sardegna fatti bella".
Allora noi chiediamo garanzie. Noi poveri e piccoli rappresentanti del popolo chiediamo garanzie! Vorremmo che, nel primo comma, sia scritta la finalità giusta che condividiamo pienamente, cioè che noi dobbiamo imparare a parlare inglese, tutti, dal primo fino all'ultimo. Da chi incominciamo? Priorità. Dai bambini? Dai bambini! Nelle scuole elementari? Nelle scuole elementari! Attraverso strumenti di formazione di tipo telematico? Attraverso quegli strumenti. Secondo: come si fa il monitoraggio dei risultati? Non basta che lo decida la Giunta, eh! Non basta perché quella Giunta, quella che c'era prima, aveva deciso come si utilizzavano le risorse finanziarie dei finalizzati aziendali ma i lavoratori che dovevano essere impegnati a tempo indeterminato sono sulla strada e quegli imprenditori, alcuni, sono in galera.
Quindi vogliamo la certezza che venga fatto un monitoraggio, che si abbiano le risposte quando qualcuno di questo Consiglio, di quest'Aula, chiede: "Dove sono andati a finire quei soldi? Quali sono e quanti sono i ragazzi che sono stati preparati, che sanno parlare la lingua inglese? In che tempo ci sono riusciti? Ci sono intoppi? Quali intoppi ci sono?". E' giusto quindi che questo comma venga rimpolpato con i destinatari, con le priorità, con le ipotesi di strumento da utilizzare, non basta il parere della Commissione perché questi pareri qualche volta sono previsti nella legge ma poi non si acquisiscono in via di fatto perché intervengono percorsi che rendono impossibile che quel parere venga espresso. Quindi non basta, va migliorato.
Io sostengo che questo è nell'interesse della Giunta, della maggioranza, è una richiesta che faccio con l'obiettivo di raggiungere come risultato una migliore scrittura del primo comma che abbia quelle indicazioni essenziali per dare immediatamente al cittadino la cognizione di come funzionerà, di chi saranno i destinatari, di quali vantaggi questa nostra comunità potrà trarre dall'approvazione di questo articolo.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Presidente, sarò velocissimo. Premetto innanzitutto che il fatto stesso che si voglia mandare avanti un progetto finalizzato alla diffusione e alla conoscenza della lingua inglese è senz'altro fatto positivo, non c'è ombra di dubbio.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PAOLO FADDA(Segue RASSU.) L'economia parla inglese, il mondo parla inglese, oggi chi non parla inglese è tagliato fuori da tutto e da tutti, io ho questo handicap perché purtroppo non ho avuto una cultura di tipo anglosassone deo faeddo su sardu e bene puru, ma non basta anche se orgogliosamente e così forte io lo diffonderei su tutto il mondo se potessi, purtroppo siamo limitati nella nostra Isola per questo, ed è già qualcosa di forte e di importante che bisogna difendere e portare avanti a tutti i costi almeno per difendere noi stessi.
Io mi asterrò su questo articolo, mi ha preceduto il collega Uras con le sue riflessioni, perché sinceramente non conosco quali siano le modalità con cui si vuole mandare avanti questo progetto. Sarà un progetto che interesserà le scuole? Sarà un progetto che interesserà le nostre imprese? Sarà un progetto in cui verranno coinvolte le famiglie? Non lo so. Sinceramente vorrei che su questo fatto si dibattesse di più e magari fosse coinvolto anche il Consiglio perché non credo che nessuno di noi, per partito preso, perché uno è in maggioranza e l'altro è all'opposizione, possa dire "no" ad una cosa concreta, ad una cosa evidente, ad una cosa a cui proprio non è possibile dire "no", si può dire "sì" a determinate condizioni. Ecco perché dico che sono perfettamente d'accordo affinché questo progetto venga portato avanti, ma mi astengo dal voto così come ho fatto poc'anzi perché non conosco le modalità di attuazione del progetto.
Apro solo una breve parentesi collegandomi al precedente articolo. Ho detto che il titolo "Sardegna fatti bella" (che il Presidente ha spiegato che veniva da uno slogan mandato dalla città di Barcellona che poi è stato seguito), io l'avrei sostituito sinceramente con "Intervento per l'occupazione per il risanamento ambientale" punto e basta. Ho parlato l'altro ieri con l'assessore Dessì e l'ho pregato di prendere contatto con l'Assessore della sanità per l'emanazione di un decreto, poiché ai sindaci, che sono obbligati ad emanare le ordinanze, purtroppo, stante l'ambiente particolare di ogni paese, io ho fatto il sindaco per vent'anni, molte volte è difficile farle rispettare, perché si va a colpire direttamente l'individuo. Parlo delle proprietà private.
Qualsiasi legge si faccia, non è possibile intervenire sulla proprietà privata anche se uno ha inquinato, ha depositato tre o quattro carcasse di macchine utilizzate come deposito e quant'altro; il sindaco malgrado faccia l'ordinanza, sinceramente non può mandare i Carabinieri a denunciare quei cittadini perché non solo cesserebbe di fare il sindaco, ma probabilmente cesserebbe anche di fare altro.
Ecco allora che è necessario un decreto, Assessore, se è possibile, affinché obblighi tutti i proprietari e gli affittuari di terreni, o chiunque li detenga a qualunque titolo, che hanno in essi depositato carcasse, lavatrici e quant'altro, come diceva il Presidente, la rimozione di questi rifiuti inquinanti entro un dato termine;dando poi chiaramente competenza, tramite l'Assessore dell'ambiente, al Corpo delle guardie forestali per il rispetto di questo decreto, perché i sindaci, malgrado la buona volontà, con le loro ordinanze non riescono a farlo.
Ho voluto dire questo perché è giusto che si intervenga sulle periferie, su quelle discariche abusive, su quegli sconci che vediamo molte volte agli ingressi dei paesi e quant'altro, però non si possono spendere soldi pubblici per intervenire sul sito privato dove il privato contro la legge, dico contro la legge, perché esiste la legge, ha magari messo carcasse di macchine, lavatrici, materassi e altro.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, stiamo parlando dell'articolo 12.
RASSU (F.I.). Sì, lo so, ho aperto una parentesi. Assessore, vorrei che fosse ascoltato questo invito.
Tornando all'inglese, ben venga un'iniziativa del genere, per quanto mi riguarda non ho niente in contrario, quando l'iniziativa è chiara mi trova personalmente d'accordo checché possano pensarne anche gli altri colleghi del Partito. Mi asterrò poiché, ripeto ancora, data l'esiguità del comma, sinceramente non è chiaro come, con che metodo, con quali modalità, questo progetto possa essere realizzato. Nel momento in cui fosse chiaro questo, non avrei nessuna difficoltà a votare a favore.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, come mi sono comportato con lei, così farò con tutti i colleghi.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Prima di dare la parola al collega mi dispiace comunicare che questo è l'ultimo intervento perché gli altri consiglieri si sono iscritti fuori tempo massimo. Potrete fare comunque delle dichiarazioni di voto.
Prego, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, diceva il collega Uras che i sardi devono parlare inglese, devono essere sempre di più a saper parlare l'inglese, sono pienamente d'accordo su questa finalità, non lo dico ironicamente, lo dico con convinzione; così come, con convinzione, penso e dico che i sardi molto più di adesso devono saper fare di conto, conoscere bene la matematica, così come molti sardi, tutti noi compresi credo, dovrebbero parlare meglio l'italiano, apprendere di più la letteratura e le modalità per le quali la tecnologia attuale dà possibilità di comunicare, di trasmettere e quindi di conoscere.
Il problema di una maggiore diffusione della lingua inglese è certamente un problema centrale per la formazione e per accrescere la competitività di tutti noi, sicuramente soprattutto dei più giovani i quali però, rispetto a noi, affrontano una competizione per la ricerca di un'occupazione con un mercato del lavoro molto più agguerrito di quanto non fosse quello che per esempio ha dovuto affrontare tutta la mia e la nostra generazione. Così come dovrebbe essere giusto che tutti i funzionari, almeno i dirigenti dell'Amministrazione regionale, delle amministrazioni locali, degli enti strumentali, sapessero usare la lingua inglese per comunicare con l'esterno, per fare un progetto, per curare una gara d'appalto, per ricevere una delegazione. Non si contesta quindi, rispetto a questo articolo, la finalità.
Credo anche di poter concordare con quanto diceva il collega Vargiu nel suo intervento, se ho ben capito, sul fatto che, rispetto alla formulazione originaria della proposta dell'articolo 12, del primo comma, è stato superato da un lato un forte limite in essa presente, cioè accertato che la finalità è una delle più importanti della Regione, del sistema degli enti locali, del sistema della nostra formazione, l'impostazione originaria era un'impostazione che destava molte perplessità in quanto molto vaga, ma nello stesso tempo su alcune cose, a mio parere, troppo restrittiva. Non sono un esperto, però credo che trovare insegnanti di lingua madre in grado di poter fare questo servizio in Sardegna per spendere 20 milioni di euro fosse veramente difficile e credo che sia difficile. Così come non so, francamente, se potesse essere utile che l'organizzazione di queste forme di promozione della lingua inglese potesse essere affidata agli enti locali che non lo fanno ordinariamente.
Credo quindi che quella formulazione fosse inadeguata a raggiungere lo scopo. Adesso, sulla formulazione attuale, è difficile dire "sì" o "no", perché dire che sia un male che la Sardegna investa 20 milioni di euro per un programma finalizzato a promuovere e a diffondere la conoscenza della lingua inglese in Sardegna, significherebbe dire qualcosa per la quale qualunque persona, uscendo da quest'aula, da questo palazzo, ci contesterebbe. Come si fa a dire che non è utile diffondere la conoscenza della lingua inglese? E' utilissimo! Non è assolutamente sbagliato. Questa è la sintesi della nostra posizione su questo articolo, così come lo era in fondo anche sull'articolo precedente, il quale non era contestabile per il fatto che sia utile fare una maggiore e migliore pulizia dei nostri comuni, delle nostre strade o delle nostre campagne; chi può contestare che le carcasse di auto, di lavatrici o di materassi abbandonati nelle periferie sia una cosa sbagliata? Noi abbiamo contestato, sul precedente articolo, l'inadeguatezza del sistema che voi avete predisposto per ottenere quel risultato.
Per quanto riguarda questo articolo 12, non possiamo neanche contestare l'impianto che adesso è contenuto nel comma 1, ci limitiamo a dire che è soltanto l'ennesima enunciazione di principio, l'ennesima promessa che fate alla Sardegna, quella di diffondere la lingua inglese. Ben venga questo obiettivo, non possiamo sicuramente dire di no. Abbiamo certo perplessità perché abbiamo visto come l'avete confezionato nella prima proposta e non andava assolutamente bene, ci immaginiamo cosa potrà esserci nella direttiva che l'Assessore porterà in Giunta, saremo curiosi di leggerla. Certamente l'Assessore e la Giunta si devono impegnare molto a predisporre un sistema per spendere bene questi 20 milioni di euro perché, effettivamente, credo che si debba tenere conto quanto meno di una esigenza fondamentale, cioè che questo programma, finalizzato alla diffusione della lingua inglese in Sardegna, non sia assolutamente scollegato dalla ipotesi di riforma del sistema dell'istruzione e della formazione che richiede un profondo, radicale, coraggioso intervento di ammodernamento della nostra struttura pubblica, statale o non statale.
E' fondamentale che un'iniziativa del genere non rimanga un'azione promozionale, perché in fondo lo è, lo è questa come è un'azione promozionale quella dell'articolo 11. Fate bene a farlo dal vostro punto di vista, dovete anche evidentemente far vedere e dimostrare che avete qualche bella idea; dopo 20 mesi e più di governo, bisognerebbe avere qualcosa di più di qualche bella idea. Spero per la Sardegna che sappiate dimostrare di esser in grado di realizzare qualcosa di più di quello che avete fatto fino ad ora.
Per adesso possiamo dire che è certamente insufficiente, non possiamo esprimere un giudizio negativo, diciamo però che certamente ci aspettiamo che, nell'applicazione di questo intervento, sia coinvolto tutto il sistema dell'istruzione e della formazione in maniera razionale, utile, non escludendo nessuno, soprattutto facendo in modo che davvero l'intervento possa essere non a pioggia e non generi tra l'altro possibili abusi che sono stati anche affacciati dal collega Uras poco fa, ma che sia da un lato rigoroso nell'applicazione, che abbia dei criteri molto certi, in modo tale che i soggetti che utilizzeranno questo sistema siano capaci di diffondere la lingua inglese e non si tratti di fare soltanto una generica azione promozionale. Crediamo che si debba fare in modo che (così come per altre occasioni perse) non si ripeta in questo caso una ulteriore genericità e lentezza nell'immettere nel tessuto sardo un incentivo all'ammodernamento che obiettivamente però è necessario.
Sospendiamo il giudizio nell'attesa di vedere come riterrete opportuno e necessario attuare questo obiettivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 49 si esprime parere negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Proprio per avvalorare quanto detto prima al collega Biancu, chiederei la votazione per parti dell'articolo, prima il comma 1 e poi il comma 2, perché sul comma 1, "Sardegna speaks English", concettualmente noi siamo d'accordo. E' chiaro che avremmo preferito, come chiesto in Commissione, di confrontare, come sempre si fa, il testo proposto dai colleghi Riformatori con quello della Giunta, cosa in un certo senso non possibile perché attendiamo il programma per poter fare un confronto fra le due proposte, però condividiamo nel merito lo spirito del comma 1 sul quale non abbiamo nessuna difficoltà, collega Biancu.
Semmai porrei l'attenzione sulla cifra stanziata, 20 milioni di euro, che non riusciremo a spendere quest'anno, sicuramente non si riuscirà a impegnare l'intera cifra, perciò se vogliamo davvero pensare agli ultimi, pur tenendo in considerazione la cultura e l'istruzione e quanto detto in quest'Aula, riterrei più opportuno che la cifra venga ridimensionata per quanto può essere utilizzabile nel 2006, forse la metà, il 50 per cento, cioè 10 milioni di euro, e gli altri 10 milioni di euro destinarli appunto agli ultimi, a quanto previsto nell'articolo precedente, se volete, visto che è stato anche approvato, in modo tale che le somme stanziate possano, nell'arco del 2006, effettivamente essere utilizzate per poter consentire, con il reddito di cittadinanza, con le azioni che vorrete mettere in campo, di pensare sia alla cultura, come è giusto che si faccia, che alle prime necessità degli ultimi, così come esposto anche dall'Assessore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzione del consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Prima terminiamo le dichiarazioni di voto, poi si vota per parti. La ringrazio, onorevole Capelli.
Prego, onorevole Cachia.
CACHIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, pensavo di intraprendere un'azione legale contro la Regione Autonoma della Sicilia perché, essendo nato e vissuto in Sicilia fino all'età di diciotto anni, se ai governanti dell'epoca fosse venuto in mente di destinare un capitolo a "Sicilia speaks English", la mia vita sarebbe completamente cambiata. Perché? Perché Tommaso Campanella diceva che "sapere è potenza", l'uomo tanto più sa tanto più può. Probabilmente io avrei potuto molto di più, invece di essere un semplice consigliere regionale probabilmente sarei il Presidente della Regione, senza nulla togliere al nostro Presidente.
Quindi non avendo avuto questa opportunità, signor Presidente, io voterò a favore di questo articolo, per le ragioni che diceva Campanella e per una terzina di Dante in cui si diceva: "Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza." A me interessa solo la finalità di questa legge che è quella di porci a livello degli altri popoli e poter ragionare con loro senza interpreti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Direi che il titolo di questo articolo dovrebbe essere "Sardegnaspeaks broken English"; dico questo perché in realtà noi non vogliamo trasmettere con urgenza un inglese della regina, un inglese colto, perché questa è una ambizione che si porrà magari in seguito, oggi vogliamo che l'inglese sia un mezzo perché per i sardi, possibilmente quelli che l'inglese non lo potranno imparare perché per qualche ragione non sono nel salotto buono, ecco per questi sardi l'inglese costituisca un'arma per poter oggi vivere.
Non è uno sciovinismo alla rovescia, ma oggi si parla e si legge inglese soprattutto in tutti i settori nella nostra esistenza, a questo punto l'inglese oggi è, diremo in inglese, un must, bisogna impararlo, ed è un bene che in Sardegna questa cosa finalmente si sia decisa. Naturalmente è un progetto ambizioso ed anche complesso, pertanto la Commissione cultura non ha ritenuto di dover porre degli emendamenti o dei consigli perché in pratica questo sarà possibile soltanto quando la Giunta ci avrà riportato indietro un progetto sul quale noi potremo esprimere un parere appropriato. In pratica, noi abbiamo dato un'apertura di credito alla Giunta su questo e speriamo che la Giunta, naturalmente, ci porti indietro qualcosa che potremo apprezzare.
Naturalmente questo progetto, come è anche ragionevole capire, non deve essere a termine, un anno, due anni, praticamente è un inizio di qualcosa, non deve essere finalmente alternativo alla scuola e all'insegnamento dell'inglese a scuola., E' un qualcosa di molto più pragmatico che serve, come ho detto, per poter interagire oggi in una Sardegna che naturalmente non è più una Sardegna isolata, non c'è più Lawrence che viene ad imparare l'italiano, praticamente sono gli inglesi e gli americani che vengono qua, oppure tutto il mondo, inclusi i cinesi, gli spagnoli, che parlano broken English.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Quanto detto dal professor Gessa mi convince ancora di più sulle osservazioni che ho fatto. Intanto non penso che un programma di questo genere debba avere un respiro annuale, ma penso che debba avere un respiro pluriennale, cioè debba iniziare quest'anno ma successivamente essere riproposto perché l'emergenza (perchè è una emergenza) viene evidenziata e la finalità merita un respiro più ampio.
La seconda cosa, come anche nelle precisazioni che faceva proprio il professor Gessa, riguarda la ragione della specificazione delle finalità ma anche della metodologia di applicazione e di attuazione di questo articolo e dell'individuazione dei destinatari. Quando io ho cominciato ad occuparmi di informatica, circa 25 anni fa, anno più anno meno, ho frequentato un corso di 90 ore, era necessario, allora si facevano, non c'erano i prodotti che ci sono oggi, i programmi si scrivevano utilizzando un inglese funzionale a quel tipo di attività e bisognava conoscerlo;si fecero corsi di formazione specifica di lingua inglese per l'utilizzo degli elaboratori elettronici e dei linguaggi di programmazione. Altrettanto bisogna fare per l'attività commerciale e per altra attività che richiede la conoscenza di un inglese specifico, funzionale alla professione che si intende esercitare, all'attività che si intende realizzare.
Per cui passi questa volta che c'è questo tipo di emergenza, nessuno vuole impedire che questo programma parta però, in considerazione del respiro che deve avere, anche la norma modifichiamola, se non oggi successivamente, per dare le garanzie necessarie al cittadino perché l'Amministrazione deve essere sempre trasparente, oggi, domani, dopo, tra cinque anni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CERINA (Progetto Sardegna). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole a questo articolo ed è doveroso che lo faccia perché la mia posizione in Commissione cultura era stata estremamente critica. Non che i dubbi si siano risolti, né alcuno ha portato ancora una soluzione credibile ma, come ha detto qualcuno, l'apertura di credito alla Giunta e all'Assessore è doverosa anche perché questo intervento si inserisce in un programma culturale di ampio respiro. E' urgente, era urgente cinque anni fa e anche dieci anni fa, imparare l'inglese che, come tutti riconoscono, è una lingua di mediazione culturale - onorevole Vargiu, sottolineo culturale - internazionalmente riconosciuta, perché anche la mediazione dell'economia, la mediazione dell'informatica è un'operazione culturale.
Voto questo articolo che è stato opportunamente alleggerito da indicazioni che forse, anziché convincere, distoglievano dall'approvarlo, quindi bisogna che, nel piano di attuazione, si usi non solo intelligenza, ma saggezza e delicatezza, perché dal modo con cui questo progetto sarà istruito, sarà impiantato, deriverà forse una svolta culturale. Stiamo attenti a quali sono gli utenti che hanno più urgenza di questo intervento e anche a tener conto di un'operazione culturale ad ampio respiro che riguarda la scuola, laddove soprattutto, per l'apprendimento delle lingue, la legge nazionale è carente perché anziché incrementare le ore di insegnamento delle lingue le diminuisce.
Pone un problema grossissimo degli insegnanti (noi abbiamo numerosi insegnanti di lingue disoccupati), la loro riqualificazione e la certificazione europea delle loro competenze. Noi diamo soldi alle università; allora, perché non apriamo un'interlocuzione con l'università, perché questi nostri insegnanti meritano la nostra attenzione, perché possano acquisire una competenza credibile? E' un problema grosso, non è una questione di un intervento chirurgico o un intervento d'urgenza, è un intervento di più ampio respiro; siccome il tempo a mia disposizione è poco, volevo dire a quanti pensano che l'intervento sulla lingua sia un intervento funzionale all'ottenimento…
PRESIDENTE. Onorevole Cerina, in via del tutto eccezionale, le concedo solo una battuta.
CERINA (Progetto Sardegna). Io dico che una parola (come afferma De Mauro) veicola una cultura, veicola istituzioni culturali. All'onorevole Vargiu e agli altri che dicono che non è un'operazione culturale, basti la parola "giustizia" in sardo che si distingue da su giustu, misura giusta. Sa giustizia per i sardi è sa giustizia ti scoscidi, sa giustizia ti pregonidi, sa giustizia t'abbruxidi. Se qualcuno ancora dubita che la parola non veicola istituzioni e problemi culturali ha da riflettere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Intervengo solamente per dire che voterò a favore dell'intero articolo. Intanto mi fa piacere riscontrare che, come per l'articolo 11, anche per l'articolo 12 quanto meno c'è un'ampia condivisione sulla giustezza della finalità che questi articoli si ripropongono di portare avanti, di perseguire. Qualcuno dice che sono solamente slogan, delle ambizioni che non porteranno risultati, però quanto meno sembra importante che anche in quest'Aula venga riconosciuta l'importanza delle finalità che ci stiamo dando. Capisco che sarebbe stato meglio, anche per quanto riguarda la promozione della lingua inglese, poter operare con un ampio articolato di legge che desse certezza per il futuro, che spiegasse quanto questo proposito non valga solamente per oggi ma anche per il domani; però non ci è possibile portare avanti, con i tempi che occorrerebbero, tutti i provvedimenti di legge che sarebbero necessari. Questo è uno strumento che pone il principio e poi delega alla Giunta la possibilità di portare avanti quanto meno gli interventi urgenti.
A chi è rivolto? Non agli studenti delle scuole, non ai bambini delle scuole materne o agli studenti delle elementari o delle medie, perché ci sono le scuole e questo progetto non intende sostituirsi alle scuole, intende invece rivolgersi a chi a scuola non ci va più, sono progetti di educazione continua, sono progetti volti a chi, come diceva il professor Gessa, ha bisogno in ogni caso di usare in qualche maniera l'inglese, i vigili urbani, gli impiegati del comune, pizzaioli, ristoratori, piccoli imprenditori, giovani che fanno le guide turistiche e accompagnano la gente in jeep a Su Gologone; tutto questo mondo (che, ormai, sempre più è a contatto con la lingua inglese) ha bisogno di interventi urgenti.
Quali modalità? A me è capitato di imparare l'inglese attraverso la civilissima Scuola Civica serale del comune di Milano, niente di straordinario. In molte grandi città, soprattutto nel nord d'Italia, ci sono le scuole serali che insegnano le lingue, la fotografia, la danza, la musica. In Sardegna abbiamo la tradizione delle Scuole civiche di musica che svolgono un grande lavoro ampiamente riconosciuto da tutti. Una modalità potrebbe essere quella delle Scuole civiche di lingua inglese, accompagnate dalla competenza e dalla collaborazione con le scuole, dalla competenza e dalla collaborazione con le università. Un'altra modalità sarà sicuramente quella dei programmi televisivi, molti di noi l'hanno utilizzata per l'apprendimento di un'altra lingua.
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 1 dell'articolo 12.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo per chiedere la votazione nominale del comma 1 dell'articolo 12, per dare a tutti la possibilità di esprimersi.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 1 dell'articolo 12.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI SILVIO - COCCO - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - DEDONI - FADDA GIUSEPPE - FADDA PAOLO - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - MORO.
Si sono astenuti: CONTU - GALLUS - LA SPISA - PILI - RASSU - SANCIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 48
Astenuti 6
Maggioranza 25
Favorevoli 46
Contrari 2
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione il comma 2 dell'articolo 12.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Velocissima! Più che altro, Presidente, mi servirebbe per giustificare il fatto che abbia votato a favore del comma 1. Avrei gradito, dal Presidente, qualche osservazione sulla disponibilità finanziaria del comma 1, così come ho chiesto, se il programma è quello che lei ha esposto. Quanto meno mi sarei astenuto e non avrei votato a favore, perché le devo ricordare che le province si sono già attivate in tal senso, hanno già predisposto dei corsi da anni; pertanto io lo vedrei indirizzato a tutti e non specificatamente a qualcuno.
Lei ha illustrato, a grandi linee, quella che sarà la proposta dell'Assessore competente; se non avessi espresso precedentemente la mia volontà di voto quanto meno mi sarei astenuto, perché avrebbe fatto bene, Presidente, ad accedere alle sollecitazioni e alle precisazioni che qualcuno le ha rivolto in quest'Aula, perciò non prenda per buono solo quello che dice lei. Ci sono state delle osservazioni che avrebbero meritato, a mio avviso, una qualche risposta, per essere più convinti di quello che si fa, per essere convinti che si possono fare delle cose anche condividendole. Lei purtroppo è intervenuto dopo, senza dare risposte, ed io avevo già dichiarato il mio voto.
In questo caso, il mio voto sarà contrario sul comma 2.
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 2 dell'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Volevo proporre all'Aula, e a lei Presidente, l'inversione dell'ordine del giorno per andare direttamente all'esame dell'articolo 14 in quanto l'articolo 13, avendo diversi emendamenti, è abbastanza corposo e credo che un'eventuale discussione su di essi non potrebbe essere esaurita. Pertanto, solo per una questione di metodo, propongo, l'esame del "14" che, avendo una mole di emendamenti decisamente minore, si potrebbe concludere entro la serata di oggi.
Ripeto: ritenendo che l'orario non ci permetterebbe di fare la stessa cosa per quanto riguarda il "13", mi sembrerebbe difficile obiettivamente, propongo di esaminare il "14" e riprendere i lavori domani mattina con la discussione sull'articolo 13 e i suoi emendamenti.
PRESIDENTE. Poiché abbiamo già sospeso tutta una serie di articoli, adesso si va avanti sin quando si può andare avanti, vediamo se riusciamo a terminare l'articolo 13, invitando tutti i colleghi a limitare semmai gli interventi.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Poiché non tutti abbiamo la fortuna delle informazioni di prima mano, qualche volta neppure di seconda, vorrei sapere se è stato prefissato un orario di chiusura dei lavori, se non è stato prefissato, se si va ad oltranza, oppure se si rimane fino alle ore 22.
PRESIDENTE. Credo di poter dare fra qualche minuto delle informazioni all'Aula sull'orario di lavoro.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13, al quale sono stati presentati nove emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:
Capo IIIPolitiche sociali
Art. 13Disposizioni in materia di politiche sociali
1. Al fine di favorire il rientro nella famiglia e nella comunità di appartenenza di persone attualmente inserite in strutture residenziali a carattere sociale e/o sanitario, superare la istituzionalizzazione e promuovere la permanenza nel proprio domicilio, è autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 per la realizzazione di un programma sperimentale triennale denominato "Ritornare a casa". La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge, predispone, sentiti gli enti locali, gli organismi di volontariato, di cooperazione sociale e di promozione sociale, le linee guida per l'attuazione del programma sperimentale che indicano le condizioni dei beneficiari ai quali è prioritariamente rivolto il programma, le modalità e i tempi di predisposizione dei piani, le condizioni di ammissibilità ai finanziamenti, i sistemi di monitoraggio e di valutazione dell'efficacia degli interventi (UPB S12.076).
2. Al fine di favorire percorsi volti all'inclusione sociale di giovani dimessi da strutture residenziali che devono completare la fase di transizione verso la piena autonomia e integrazione sociale o completare il percorso scolastico o formativo, è autorizzata, per il finanziamento di un programma sperimentale, la spesa di euro 1.500.000 per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008. Il programma promuove interventi di accompagnamento e di sostegno ai giovani ancora in difficoltà attraverso l'attribuzione di portafogli per l'inclusione sociale da corrispondere, tramite i comuni, a seguito di un progetto personalizzato condiviso con atto formale dall'ente locale, dal destinatario dell'intervento e dal responsabile del portafoglio. Tale programma sperimentale è esteso alle persone inserite in un programma terapeutico-riabilitativo condotto presso i servizi per le tossicodipendenze delle aziende sanitarie locali o che abbiano completato un programma presso le strutture residenziali e semiresidenziali per le tossicodipendenze regolarmente accreditate. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge, predispone, sentiti gli enti locali, gli organismi di volontariato, di cooperazione sociale e di promozione sociale, le linee guida per regolamentare l'assegnazione, l'utilizzazione e la rendicontazione dei portafogli (UPB S12.076).
3. Al fine di garantire la riqualificazione ed il coordinamento dei servizi pubblici e privati volti a prevenire il fenomeno delle dipendenze e ad assistere le persone con dipendenze da sostanze o con dipendenze comportamentali, è autorizzata la spesa di euro 600.000 per l'anno 2006 e di euro 1.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale predispone un piano per le dipendenze, anche prevedendo unità di coordinamento dei servizi per le dipendenze (UPB S12.077).
4. Al fine di favorire la permanenza delle persone parzialmente o totalmente non autosufficienti nella propria casa, sostenere le loro famiglie e incoraggiare l'emersione dal lavoro precario ed irregolare di coloro che offrono assistenza è autorizzata la spesa di euro 700.000 per l'anno 2006 e di euro 1.000.000 per l'anno 2007. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, con propria deliberazione, approva il relativo programma (UPB S12.076).
5. Il mutuo agevolato concedibile ai sensi della legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32, (Fondo per l'edilizia abitativa) è elevato sino ad euro 90.000 e può avere durata decennale, quindicennale o ventennale con ammortamento mediante il pagamento di rate semestrali posticipate costanti a fronte delle quali la riduzione del tasso di interesse è di 14 semestralità per mutui decennali e di 20 semestralità per gli altri mutui. Ai mutui contratti dalle famiglie di nuova formazione il cui reddito, determinato ai sensi della legge regionale n. 32 del 1985, sia inferiore a euro 21.536, è assicurata, in deroga alle disposizioni della stessa legge, l'applicazione di un tasso pari a zero; a tal fine costituiscono "giovane coppia" coloro i quali abbiano contratto matrimonio non oltre i tre anni antecedenti la domanda di agevolazione ovvero intendano contrarre matrimonio nell'anno successivo alla domanda stessa. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano alle domande per le quali non si è ancora giunti all'erogazione a saldo del mutuo alla data di entrata in vigore della presente legge e in regime di nuova convenzione con gli istituti di credito convenzionati.
6. L'articolo 5 della legge regionale 1° giugno 1999, n. 21, è sostituito dal seguente:
"Art. 5 (Spese per il personale delle case
per anziani)
1. La Regione eroga a favore dei comuni di Alghero, Iglesias e Sassari, esclusivamente le spese relative al personale comandato o trasferito dall'Amministrazione regionale alle case per anziani fino ad esaurimento del predetto personale.".
7. Le spese relative all'attuazione del comma 6 fanno carico alle disponibilità recate dalla UPB S12.076 (cap. 12261).)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale FLORIS Vincenzo - MARROCU - SANNA Franco
Art. 13
Al comma 5 dell'articolo 13 dopo le parole "contratto matrimonio non oltre" sostituire i "tre anni" con "cinque anni". (156)
EMENDAMENTO sostitutivo totale SANNA Francesco - OPPI - BRUNO - LAI - PILI - GIAGU - MANCA - CALLEDDA - LOMBARDO - SANNA Simonetta - GIORICO
Art. 13
L'emendamento 116 è così sostituito:
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis. I comuni interessati alla gestione delle case per anziani di cui al comma 6 possono trattenere i contributi regionali loro erogati negli anni tra il 2001 e il 2005, esclusa la ripetizione delle somme rimborsate, a condizione che rendicontino, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'effettuazione di spese a carico dei bilanci comunali, sostenute, negli stessi anni, per le case ex ONPI:
a) per il personale effettivamente impiegato nella gestione delle strutture, anche con contratti atipici o con apppalto di servizi escluso il personale comandato dalla Regione;
b) per gli interventi di manutenzione ordinaria e per gli acquisti, i servizi ed i programmi, anche parzialmente realizzati, a favore degli anziani ospiti delle strutture residenziali. (163)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANNA Francesco - SECCI - MARROCU - BIANCU - LICHERI - BALIA
Art. 13
Il comma 7 è così sostituito:
"I comuni interessati alla gestione delle case per anziani di cui al comma 6 possono trattenere i contributi regionali loro erogati negli anni tra il 2001 al 2005, esclusa la ripetizione delle somme rimborsate, a condizione che rendicontino, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'effettuazione di spese sostenute nelle case ex ONPI:
a) per il personale effettivamente impiegato nella gestione delle strutture, anche con contratti atipici o con appalto di servizi escluso il personale comandato dalla Regione;
b) per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e per i servizi ed i programmi, anche parzialmente realizzati, a favore degli anziani ospiti delle strutture residenziali. Le somme relative all'attuazione del comma 6 fanno carico alle disponibilità recate dalla UPBS12.068 (capitolo 12261). (116)
EMENDAMENTO aggiuntivo GALLUS - LADU - MURGIONI - VARGIU - OPPI - LA SPISA - DIANA - CONTU - ARTIZZU - CAPELLI - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI
Art. 13
Dopo il comma 3 dell'art. 13 è aggiunto il seguente comma:
"3 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata al finanziamento di progetti annuali, da realizzarsi tramite i soggetti attuatori ed esecutori di ciascuno degli interventi delle Azioni sclerosi multipla e talassemia di cui al comma 18 dell'articolo 4 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, avvalendosi anche del personale delle suddette Azioni escluso, entro la misura massima prevista dal comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 5 settembre 2000, n. 17, per la realizzazione di nuovi interventi in materia sanitaria uguali, analoghi o connessi a quelli già eseguiti nell'ambito del predetto programma, finalizzati prioritariamente alla stabilizzazione dell'occupazione. A tal fine almeno l'85 per cento dei finanziamenti ottenuti ai sensi del presente comma deve essere destinato alla copertura degli oneri diretti e riflessi per il personale occupato. I finanziamenti, nella misura del 100 per cento del fabbisogno indicato in progetto, sono erogati secondo le modalità operative in vigore per i progetti speciali per l'occupazione di cui all'articolo 18 della legge regionale n. 37 del 1998. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente comma sono valutati in euro 2.500.000 (UPB S 12.027)".
Copertura finanziaria
in aumento
UPB S12.027
2006 euro 2.500.000
in diminuzione
UPB S03.006
2006 euro 2.500.000
(50)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CAPELLI - LADU - OPPI - CONTU - DIANA - LA SPISA
Art. 13
Dopo il comma 4 dell'articolo 13 è aggiunto il seguente:
"5. L'assegno mensile da corrispondere ai pazienti di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale n. 27 del 25 novembre 1983 viene fissato in euro 258,53. L'assegno mensile viene concesso a condizione che il reddito individuale netto effettivo di ciascun interessato, escluse le imposte, non superi 20.000 euro. Ai fini del presente articolo, il reddito di cui al precedente comma, riferibile al talassemico, all'emofilico e all'emolinfopatico, è quello derivante da prestazioni di lavoro autonomo o dipendente, da compartecipazione ad utili societari, da pensione o da rendite immobiliari dell'interessato stesso.
I rimborsi per le spese di viaggio ai talassemici, agli emofilici, agli emolinfopatici che si recano in comuni della Sardegna diversi da quello di residenza per (effettuazione delle terapie degli esami connessi allo specifico status morboso, sono determinati nella misura del 100 per cento del costo del biglietto su mezzi pubblici, ovvero nella misura di euro 0,23 a chilometro per l'uso dell'automezzo privato.
I rimborsi per le spese di soggiorno dei talassemici, degli emofilici e degli emolinfopatici che si recano in comuni della Sardegna distanti più di 30 km. Da quello di residenza, per l'effettuazione delle terapie o degli esami connessi allo specifico status morboso, qualora il trattamento sanitario non venga erogato in e di ricovero, sono determinati nella misura di euro 10,33 al giorno.".
Copertura finanziaria
in diminuzione
UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente
2006 euro 800.000
in aumento
UPB S12.030 - Parte corrente
2006 euro 800.000
(123)
EMENDAMENTO sostitutivo totale PACIFICO - URAS - SALIS - MASIA - BARRACCIU - SANNA Alberto - CALLEDDA - ORRU' - LAI - CHERCHI Silvio - CORRIAS - PISU - GESSA - DAVOLI - PINNA - FRAU - CERINA - CACHIA - CORDA - BRUNO - IBBA - COCCO - MATTANA
Art. 13
L'emendamento 91 è sostituito dal seguente:
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata al finanziamento dei progetti di cui al comma 18 dell'articolo 4 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, prioritariamente finalizzati agli interventi su thalassemia e sclerosi multipla, avvalendosi anche del personale operante nelle altre azioni eventualmente escluse.".
Copertura finanziaria:
in aumento
UPB S12.025
Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
2006 euro 2.000.000
in diminuzione
UPB S0.006
FNOL - Parte corrente
2006 euro 2.000.000
(161)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISU - DAVOLI - URAS
Art. 13
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis. Per la stabilizzazione della occupazione del personale impegnato nei progetti di cui al comma 18 dell'articolo 4 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, sono realizzati interventi in materia sanitaria, uguali, analoghi ai progetti inseriti nella predetta norma di legge, prioritariamente finalizzati agli interventi su thalassemia e della sclerosi multipla.".
Copertura finanziaria
in aumento
UPB S12.025 - Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
2006 euro 2.000.000
2007 euro 2.000.000
2008 euro 2.000.000
in diminuzione
UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente
2006 euro 2.000.000
2007 euro 2.000.000
mediante riduzione delle seguenti voci della tabella A allegata alla legge finanziaria 2006
voce 13)
2006 euro 2.000.000
voce 13)
2007 euro 1.000.000
voce 12)
2007 euro 1.000.000
UPB S03.007 - FNOL - Investimenti
2008 euro 2.000.000
(91)
EMENDAMENTO aggiuntivo PACIFICO - MARROCU - SANNA Alberto - CHERCHI Silvio - ORRU' - CORRIAS
Art. 13
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis. Per la stabilizzazione della occupazione del personale impegnato nei progetti di cui al comma 18 dell'articolo 4 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, sono realizzati interventi in materia sanitaria, uguali, analoghi ai progetti inseriti nella predetta norma di legge, prioritariamente finalizzati agli interventi su thalassemia e della sclerosi multipla.".
Copertura finanziaria
in aumento
UPB S12.027
2006 euro 2.000.000
in diminuzione
UPB S03.006
2006 euro 2.000.000
(159)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - OPPI - VARGIU - LA SPISA - ARTIZZU - LADU
Art. 13
Dopo l'articolo 13 è aggiunto il seguente:
"Art. 13 bis
Piano nazionale di contenimento dei tempi di attesa
1. Nelle more della definizione degli interventi previsti dai commi 279 e 280 dell'articolo 1, della Legge 23 dicembre 2005 n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2006), è sospesa la riscossione da parte delle ASL e delle aziende ospedaliere della Regione delle quote di compartecipazione dovute dai cittadini residenti in Sardegna per le prestazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative, di assistenza specialistica ambulatoriale e di assistenza ospedaliera nei casi in cui la prenotazione per le prestazioni superi i 15 giorni dalla data della richiesta; le spese previste per l'attuazione del presente comma sono valutate in euro 10.000.000 per l'anno 2006.
Copertura finanziaria
in aumento
12 - SANITÀ
UPB S12.030 - Spese per il servizio sanitario regionale. Parte corrente
2006 euro 10.000.000
in diminuzione
01 - Presidenza
UPB S01.001 - Spese di rappresentanza
2006 euro 100.000
UPB S01.010 - Studi, ricerche, collaborazioni e simili
2006 euro 150.000
UPB S01.020 - Consiglio regionale
2006 euro 3.350.000
02 - AFFARI GENERALI
UPB A02.046 - Oneri per il funzionamento della Giunta regionale e uffici di supporto
2006 euro 100.000
mediante riduzione dal capitolo 02046
03 - BILANCIO
UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente
2006 euro 5.300.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 14) della tabella A allegata alla legge regionale 24 febbraio 2006, n°1.
12 - SANITÀ
UPB S12.009 - Studi, ricerche, collaborazioni e simili
2006 euro 1.000.000
(121).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà. CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Mi permetto di sottolineare con una battuta che la domanda del Questore Uras mi conforta perché penso di essere sempre l'unica a non sapere come procedono i lavori.
Comunque per tornare all'articolo 13, intervengo per esprimere un plauso ma anche una forte preoccupazione. L'idea che le persone attualmente inserite in strutture residenziali a carattere sociale o sanitario possano tornare a casa è sicuramente un obiettivo importante, significativo e apprezzabile da tutti in quest'Aula. Un programma sperimentale denominato "Ritornare a casa" suscita interesse ed evoca una condizione di maggiore serenità e quindi di migliore qualità della vita per l'intera famiglia.
Purtroppo, però, questo quadretto idilliaco mal si concilia con i problemi della convivenza proprio all'interno della famiglia dove, nonostante le più rosee prospettive, si sviluppano rapporti non raramente patologici. Tra le motivazioni dell'inserimento in strutture residenziali, oltre all'età dei genitori, vi è infatti una valutazione proprio sugli aspetti relazionali; qualunque medico psichiatra opportunamente interpellato, così come spero farà la Giunta per predisporre le linee guida per l'attuazione del programma sperimentale, può testimoniarlo. Apro una parentesi brevissima per riferire che ha suscitato non poche perplessità da parte di diversi psichiatri apprendere che non è previsto il loro diretto coinvolgimento nella predisposizione delle linee guida del programma sperimentale. Nel comma primo, del resto, sono escluse le diverse professionalità mediche che potrebbero dare un contributo significativo in questo senso e perfino gli psicologi.
Auspico, quindi, che nella predisposizione del programma "Ritornare a casa" venga individuata, per ciascun paziente, e per ciascun nucleo familiare la struttura socio-sanitaria di riferimento per evitare che l'uno o l'altro, purtroppo, come spesso accade, si senta solo e che, qualora dovesse verificarsi una crisi, non sappia a chi fare riferimento. Del resto, le unità di crisi previste per legge nazionale non sono state adeguatamente istituite. Credo non sfugga a nessuno che, nel caso di pazienti con disturbi psichici, le famiglie si troverebbero in situazioni di gravissima difficoltà. Personalmente, per questi casi, ho maggiore fiducia nelle residenze sanitarie assistite in quanto ritengo diano garanzie più adeguate ai bisogni.
Per restare al progetto sperimentale, mi chiedo e chiedo se sarà effettuato un monitoraggio in itinere e se verrà fatta una seria valutazione sull'efficacia degli interventi. Mi chiedo ancora quali iniziative di supporto verranno attivate e poi, una volta tornati a casa, come trascorreranno le giornate le persone in difficoltà. Quali attività concretamente potranno svolgere e dove potranno recarsi per evitare di soggiornare stancamente su un letto o su un divano? Prima del varo definitivo sarebbe opportuno che il programma venisse valutato nuovamente dalla Commissione sanità perché una visione più generale e comunque ascoltare pareri diversi è sicuramente importante trattandosi di un argomento particolarmente delicato che coinvolge emotivamente intere famiglie.
C'è poi un interrogativo rispetto alle attuali strutture residenziali e al dopo programma. Quale sarà il ruolo delle strutture attualmente esistenti nel corso del triennio? Quale destino poi attende le persone e le famiglie che hanno esaurito la fase sperimentale? Dove andranno a finire? Dovranno tornare nelle residenze? Che cosa avverrà di loro e come reagiranno a loro volta le famiglie davanti a questa situazione nuova che si è creata? Ho anche qualche fondato dubbio, e mi permetto di evidenziarlo, sulla fattibilità dell'inclusione sociale per i giovani dimessi da strutture residenziali e che si trovano ancora in difficoltà. Spero che anche in questo caso sia previsto un monitoraggio puntuale per quanto riguarda in modo particolare le oggettive possibilità di un loro inserimento nel mondo del lavoro.
Noi sappiamo che purtroppo il mondo del lavoro difetta anche di cultura della accoglienza per persone che si trovano in difficoltà e che in molti casi gli psichiatri sono costretti a mandare queste persone in strutture fuori dal nostro territorio perché possano completare il percorso e perché possano essere favoriti nel reinserimento sociale e lavorativo.
Ho fiducia nella Giunta ma trattandosi di temi di particolare delicatezza avrei preferito dare un assenso più consapevole, basato su dati concreti, sulle linee guida definite collegialmente e affidando al Governo regionale il compito di attuarle. Reputo infine opportuno che le AA.SS.LL. intervengano per potenziare l'assistenza domiciliare integrata che mi risulta sia per ora soltanto nella fase iniziale e riferita in modo quasi esclusivo ad alcuni territori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Colleghi, con la presentazione dell'emendamento aggiuntivo numero 50, cerchiamo di porre rimedio al cosiddetto periodo di vacatio legis che verrebbe a verificarsi per circa trenta professionisti, i quali in conseguenza del fatto che il Piano sanitario regionale ancora non è stato approvato, si troverebbero a perdere il loro posto di lavoro.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU(Segue GALLUS.) Infatti, sono circa dieci, tra medici e biologi, coloro che lavorano presso il Centro di sclerosi multipla dell'Università di Cagliari e venti quelli che lavorano invece nel Centro talassemia del Microcitemico i quali, con la scadenza del loro contratto speciale di lavoro in data 15 febbraio praticamente hanno visto scadere il loro contratto di lavoro; oggi stanno lavorando del tutto volontariamente e gratuitamente. Si rischia di perdere così, secondo noi, un ricco patrimonio umano e professionale che, tutt'oggi, opera negli ambulatori e nei laboratori del Centro di sclerosi multipla e della talassemia. Senza considerare anche i problemi sociali cui andremo incontro, creati da questa situazione. Mi sembra anche del tutto inutile e contraddittorio il fatto di decidere di fare a meno di queste persone dopo che, per circa otto anni, le abbiamo iper formate e super specializzate.
Non solo, credo che questo sia in contrasto con la linea, che hanno sia la maggioranza sia la Giunta regionale, di valorizzare e stabilizzare queste persone. E' altresì contraddittorio con quanto è emerso, in questi giorni, proprio da uno di questi Centri; nel Centro sclerosi multipla, diretto dalla professoressa Marrosu di Cagliari, si sono compiuti grossi passi in avanti su quanto riguarda la storia e quindi l'eziologia di questa malattia. Mi sto riferendo all'articolo che ha campeggiato sul più importante quotidiano regionale dove appunto si indicava il Centro di Cagliari tra quelli più all'avanguardia per quanto riguarda l'eziologia di questa patologia.
Ricordo che questa patologia purtroppo coinvolge e colpisce circa 120 persone all'anno in Sardegna, potremmo dire che è quasi endemica e che purtroppo vede anche abbassare di tanto l'età di insorgenza. Pensate, colleghi, che purtroppo ci sono bambini di tre anni affetti da questa terribile patologia e soprattutto stanno aumentando in modo esponenziale anche i casi. Questo, dobbiamo dirlo a onor del vero, perché sono migliorate le tecniche diagnostiche. Oggi mi sembra proprio assurdo che noi non possiamo accogliere questo emendamento, vorrebbe dire togliere una speranza ai tanti malati che purtroppo sono affetti da tale patologia.
La settimana scorsa ho molto apprezzato l'intervento del collega Sanjust che, con tanta passione e spontaneità, ha difeso la posizione di un dirigente del BIC Sardegna che poteva essere leso (credo, con buona fede chiaramente della Giunta) da un articolo che abbiamo esaminato la settimana scorsa. Io vorrei che, dai miei ragionamenti, dalle mie parole, trasparisse per voi, mi rivolgo all'Assessore e chiaramente al Presidente e ai colleghi, la stessa passione e spontaneità nel difendere la posizione di questi trenta lavoratori perché, automaticamente, non stiamo difendendo loro e non voglio solamente difendere o rendere giustizia a queste trenta persone, bensì alle persone che, in questo momento, credo che abbiano più necessità di essere difese e incoraggiate, cioè i malati. Ritengo che, accogliendo questo emendamento, possiamo dare comunque, a tutti i malati di queste patologie, quel diritto e quell'aspettativa che devono avere, perché quanto prima da un Centro così all'avanguardia ci possa essere una speranza per la loro guarigione.
Quindi invito veramente i colleghi a prendere in considerazione l'accoglimento dell'emendamento. Non sto qui a parlarvi dei problemi della talassemia, mi sono concentrato sulla sclerosi multipla perché era quella più di attualità, mi ricollego agli articoli letti sul giornale. Invito gli altri colleghi che hanno presentato emendamenti simili (sto parlando dell'emendamento numero 159, se non ricordo male, presentato dal consigliere Pacifico e poi era anche dell'emendamento presentato da Uras, Davoli e Pisu, sempre se non ricordo male), a verificare la possibilità, se vogliamo, di arrivare anche ad una sintesi per quanto riguarda l'impegno finanziario. Nel nostro emendamento, noi abbiamo chiesto 2 milioni e mezzo di euro. Mi riservo più avanti eventualmente di intervenire nuovamente per le modalità di voto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, credo che si debbano fare alcune riflessioni sui contenuti dell'articolo.
Il comma 1 prevede il progetto del rientro nelle famiglie dei pazienti che attualmente sono necessariamente inseriti in strutture residenziali a carattere sociale e/o sanitario in quanto le condizioni di salute, fisiche e mentali non consentono loro la permanenza nella propria abitazione. Ho avuto oggi la possibilità di venire a conoscenza del caso di una persona,recentemente trasferita presso la propria abitazione da una struttura residenziale della Penisola con un aggravio però delle condizioni non solo della famiglia ma anche delle sue condizioni fisiche e mentali che hanno richiesto la necessità di un aumento dell'assistenza per questo paziente.
Credo che il rientro nelle famiglie e nelle comunità di appartenenza di tanti nostri concittadini non sia un progetto di facile avviamento e di facile attuazione, soprattutto non credo sia da trascurare l'elemento della creazione di una nuova cultura presso la nostra collettività che deve portare ad un'inversione di tendenza, Assessore, rispetto ad un metodo che ha portato prima all'istituzionalizzazione dei ricoveri da prima negli ospedali psichiatrici e successivamente, dopo la "180", nelle varie strutture pubbliche o private (appunto i centri residenziali permanenti) fino all'istituzionalizzazione di strutture residenziali per quei pazienti necessitati di un'assistenza costante e continua sia a carattere sociale che sanitario.
Il cambiamento culturale impone di sicuro un approfondimento di alcuni temi quali l'analisi non solo dei bisogni, non solo della riduzione della spesa ma anche della creazione delle condizioni perché davvero nelle famiglie si sia in grado - non soltanto di assorbire l'eventuale contributo che l'amministrazione pubblica concede in questi casi - di accogliere queste persone e, nello stesso tempo, di garantire il tipo di assistenza che deve essere assicurata.
Credo che affrontare questi temi non significhi soltanto predisporre un dispositivo di legge o una programmazione da sperimentare, ma si tratti di approntare un progetto che deve essere sotteso da una buona conoscenza dei bisogni, paziente per paziente, individuo per individuo, per dare le risposte adeguate una volta avviate le sperimentazioni.
Io ricordo, purtroppo, come triste esperienza, la dimissione, dagli ex ospedali psichiatrici, dei pazienti psichiatrici che ha portato a una falcidia di questi soggetti che, per buona parte, liberati appunto dagli obblighi della tutela degli ospedali psichiatrici, sono stati abbandonati, hanno avuto la liberalizzazione dei loro movimenti e, andando a fare un'indagine sociologica sulla loro fine, sono stati arrotati sia in prossimità degli ospedali psichiatrici che lungo tutte le strade della Sardegna; questa è stata veramente l'eliminazione del problema degli ex pazienti psichiatrici in stato di semilibertà, chiamiamolo così, concesso loro durante la prima applicazione della legge numero 180.
Al fine di non creare le stesse condizioni, credo ci sia bisogno davvero, signor Assessore, di un'analisi dei provvedimenti da adottare soprattutto nella misura della conoscenza di quali sono - oltre l'erogazione dei contributi - le necessità dal punto di vista sociale, e soprattutto quali strutture sono destinate a fornire questo tipo di assistenza sociale; teniamo presente un aspetto, Assessore, i servizi sociali dei nostri comuni spesso e volentieri sono talmente ridotti all'osso che di sicuro non possono essere gravate le amministrazioni locali anche di compiti di vigilanza rispetto alle problematiche rappresentate da pazienti che non sono autonomi, autosufficienti, ma devono avere la promozione sociale, quella che viene appunto qui segnalata e presentata come condizione di miglioramento per questi utenti anche delle loro condizioni sociali rispetto alla residenza attuale in strutture residenziali.
Credo che già avere a disposizione, comunque sia, le alternative rappresentate dalle residenze assistite sia un buon vantaggio, ma ancora di più credo che se questo progetto dovrà davvero essere portato a compimento, potrà trovare soluzione solo in alcuni casi ma non potrà essere applicato in tutte le occasioni.
Il problema che riguarda in particolare i giovani dimessi da strutture residenziali credo che abbia una ricaduta molto più importante nel senso del coinvolgimento. Noi sappiamo benissimo che la transizione verso la piena autonomia e l'integrazione sociale non è un momento facile da gestire da parte della famiglia, altrimenti se la famiglia fosse in grado di gestire situazione di questo tipo non si rivolgerebbe all'assistenza della struttura pubblica. Credo che, per ogni buona famiglia, una condizione di svantaggio, che deve essere vissuta dai bambini, dai ragazzi fin dalla più tenera età, non venga derogata all'amministrazione pubblica ma seguita direttamente senza che ci sia bisogno che l'amministrazione pubblica si sostituisca alla famiglia. Per cui sembra quasi un controsenso per me che questi ragazzi abbiano le condizioni per poter essere reinseriti nel contesto familiare invece che poter avere un percorso di crescita, di maturazione, soprattutto di sviluppo della propria autonomia non solo fisica ma anche psichica, per cui sinceramente non ritengo che questo caso possa avere la stessa applicazione che è stata presentata nel comma 2...
PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. A nome suo e di quale altro Capogruppo?
OPPI (U.D.C.). Artizzu.
Verifica del numero legalePRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale tramite sistema elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 38 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU -BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - OPPI -ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - URAS.)
Constatato che non è stato raggiunto il numero legale, riprenderemo i nostri lavori domani, giovedì 27 aprile, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 22.
Allegati seduta
CLXXVIII SEDUTA
(Pomeridiana)
Mercoledì 26 aprile 2006
Presidenza del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Paolo Fadda
indi
del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 40.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 18 aprile 2006 (172), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Matteo Sanna e Lanzi hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 26 aprile.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Colleghi, avevamo comunicato stamani che avremmo iniziato i nostri lavori con l'elezione dei delegati della Regione per l'elezione del Presidente della Repubblica. Poiché non possiamo fare la votazione in apertura di seduta, in quanto dobbiamo comunque attendere almeno dieci minuti, se siamo d'accordo, soprattutto i colleghi che sono iscritti a parlare, io farei intervenire gli onorevoli Capelli e Vargiu per concludere la discussione dell'articolo 11, e poi cambiamo argomento. Colleghi, non ci si può più iscrivere a parlare sull'articolo 11.
(Interruzioni)
Onorevole Pili, mi dicono che lei è già intervenuto, in effetti ho sentito anche io nel circuito interno che interveniva sull'articolo 11. Gli ultimi iscritti a parlare, poiché non hanno potuto farlo stamattina, sono gli onorevoli Capelli e Vargiu. Onorevole Uras, la sua iscrizione andava fatta entro il primo intervento. Su che cosa intende parlare?
(Interruzione del consigliere Uras)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Avevo capito. Almeno ho capito che stamattina siamo arrivati in una fase di votazione e siamo andati via proprio su una votazione nella quale è mancato il numero legale.
PRESIDENTE. No, è stato chiesto il numero legale e, nonostante ci fosse, la seduta è stata comunque sospesa. Almeno su questo abbiamo una memoria precisa. Allora, poiché ci sono gli onorevoli Capelli e Vargiu iscritti a parlare sull'articolo 11 e sugli emendamenti, chiedo all'onorevole Capelli se possiamo procedere sull'articolo 11 prima di passare alla votazione dei delegati della Regione per l'elezione del Presidente della Repubblica.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, scusi, io chiederei se possibile una mezz'ora di sospensione, per proseguire poi con la votazione, perché in questo momento non è presente neppure il collega Vargiu che era iscritto anche lui a parlare, se non sbaglio. Chiederei di accedere a questa richiesta per poter iniziare i nostri lavori con una presenza maggiore di consiglieri in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, gli interventi avevano questo scopo, lei ha perfettamente ragione, infatti ho chiesto il suo parere. Sospendo la seduta sino alle ore 17.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 45, viene ripresa alle ore 17 e 08.)
PRESIDENTE. Comunico che il collega Alberto Sanna non è più in congedo, essendo rientrato in Aula.
Elezione dei tre delegati della Regione per l'elezione del Presidente della Repubblica.
PRESIDENTE. Prego i consiglieri di prendere posto, di richiamare i colleghi che sono eventualmente fuori dall'aula e di prestare un po' di attenzione. Onorevole Marroccu, prego.
MARROCU (D.S.). Stavo lavorando per lei.
PRESIDENTE. Certamente, non ho dubbi. Però adesso proviamo a lavorare in Aula.
Il Consiglio deve procedere agli adempimenti previsti dall'articolo 83 della Costituzione del quale do lettura: "Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato. L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della Assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta".
Il Consiglio regionale della Sardegna deve procedere pertanto all'adempimento di quanto è prescritto nel secondo comma dell'articolo poc'anzi letto. Di conseguenza, il Consiglio deve procedere all'elezione dei tre delegati della Regione; ciascun consigliere potrà scrivere sulla propria scheda non più di due nomi in modo che, ai sensi del predetto articolo 83, sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. Risulteranno eletti i tre nominativi che avranno ottenuto il maggior numero di voti.
Votazione a scrutinio segreto per schede
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per l'elezione dei tre delegati della Regione partecipanti all'elezione del Presidente della Repubblica.
Prego i consiglieri Segretari Manca e Murgioni di procedere alla chiama.
(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 68
votanti 68
schede bianche 1
Hanno ottenuto voti: SORU Renato, 38; SPISSU Giacomo, 37; LA SPISA Giorgio, 25; FADDA Paolo, 1; SECCI Eliseo, 1; CAPPAI Antonio, 1; BIANCAREDDU Andrea Mario, 1; ARTIZZU Ignazio, 1; DIANA Mario, 1; FADDA Vincenzo, 1; SERRA Salvatore, 1; LILLIU Giovanni, 1; MANNUZZU Salvatore, 1.
Vengono proclamati eletti: SORU Renato, SPISSU Giacomo, La Spisa Giorgio.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - SABATINI - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.)
PRESIDENTE. Colleghi, proseguiamo con la discussione dell'articolato del disegno di legge 216/A; siamo giunti all'esame dell'articolo 11 e degli emendamenti numero 47 e 48. Devono intervenire ancora gli onorevoli Vargiu e Capelli.
E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, Assessori e colleghi, vorrei prima di tutto iniziare con un emendamento orale perché, a mio avviso, questo è uno dei più brutti articoli del disegno di legge 216, in questo modo cercherò di giustificare, anche nei confronti della collega Caligaris, l'emendamento numero 48. E' già brutto nel titolo, io aggiungerei oralmente "Sardegna fatti bella che stasera ti porto a cena", in quanto la terminologia usata non rispecchia tra l'altro il fine dello stesso articolo. Qualche collega stamani ha evidenziato il perché, a suo avviso, non fosse un articolo indirizzato alla salvaguardia e alla cura dell'ambiente, così come si è cercato di far credere, ma è semplicemente una di quelle manovre non azzeccate (questo, a mio avviso) anche perché la capacità finanziaria, l'importo che viene impegnato nell'articolo 11, non è sufficiente per raggiungere lo scopo.
Ricordo che, come è stato già detto, abbiamo stanziato circa 300 miliardi, nell'ultima finanziaria della precedente legislatura, per i lavori socialmente utili e per il piano sull'occupazione; è semplicemente una di quelle cose estremamente contraddittorie rispetto alla linea politica che voi avete sempre portato avanti. Io ricordo che, nell'ultima campagna elettorale, è solo un semplice riferimento questo, si sono avute grandi discussioni oltre che punti di vista diversi e non sull'applicazione della legge Biagi e sul precariato. Allora, che cosa c'è di più precario di quello che è previsto in questo articolo 11? Così come è scritto nel testo originario a fronte, da parte della Giunta c'è l'intenzione, riportata al periodo in cui è stato scritto questo articolo, cioè il periodo pre elettorale, di rispolverare il precariato, assumere un po' di persone e costruire dei nuovi operatori ecologici, così si chiamano, i quali per un annetto sbarcheranno il lunario. Che tipo di lunario poi è ben individuato, cioè un'elemosina, oppure saranno pochi quelli che avranno questa opportunità.
Una parte del mio dissenso riguarda il fatto che questo incarico venga dato all'Assessore competente in materia, cioè il lavoro; se è vero, come è vero, come è stato esposto in Commissione, come è stato ripresentato in vari momenti, che è un intervento che tende a ripulire la Sardegna, a togliere di mezzo dalle campagne, dalle spiagge e quant'altro, tutte le brutture create dall'uomo nelle discariche e nelle sporcizie varie, allora l'avrei previsto all'articolo 18 che è, per chi in questo momento non l'avesse presente, l'articolo sull'ambiente. Inoltre: quando si parla di pulizia delle spiagge (evito di ripetere tutto ciò che hanno detto i miei colleghi sul fatto che la Regione propone, decide, coordina, controlla e quant'altro), vorrei aggiungere che, per quanto la riguarda, tutti i comuni costieri già provvedono, anche i comuni più ricchi, notoriamente, più ricchi quanto meno perché hanno un'entrata ICI che consente loro di poter ottemperare alla pulizia del bene che vendono e del bene che propongono a noi e ad altri, cioè in primo luogo le loro spiagge, il nostro mare e quant'altro.
Perciò è quanto meno discriminatorio il fatto che io debba suddividere queste risorse finanziarie con i comuni che più di altri hanno già degli introiti propri da destinare specificatamente, nel caso in questione, alla pulizia delle spiagge. Aggiungo anche che, tra l'altro, è un articolo che rispolvera tutto il precariato che voi normalmente, giustamente per certi versi, ostate e tutte le manovre sul precariato che avete sempre discusso: le state rispolverando e le state utilizzando. Per l'Assessore dico anche che è scritto in maniera pedestre.
Noi ci stiamo abituando a tutto; a mio avviso, ci stiamo abituando a delibere, come è stato dimostrato, illecite e illegittime, specificatamente, ripeto, delibere illegittime e illecite, che sono due termini diversi, e ve l'abbiamo dimostrato in vari momenti. Ci siamo abituati al fatto che lo Stato di diritto è costantemente calpestato, vi abbiamo dimostrato che calpestate anche l'italiano, poi vedremo quanto calpesterete anche il sardo (su questo vi aspettiamo in altri momenti) oltre ad aver già calpestato i sardi. Allora io vorrei leggere il secondo capoverso del comma 3. "Le somme attribuite ai comuni devono essere utilizzate prevalentemente per la copertura del costo della manodopera e dello smaltimento dei rifiuti recuperati in misura non inferiore al 90 per cento dell'intero progetto".
A che cosa è riferito il 90 per cento? Vorrei che qualcuno, in italiano, me lo spiegasse. E' riferito al recupero dei rifiuti o all'impegno della somma? Io sinceramente ho grandi difficoltà a comprendere. Perciò, siccome, come ho detto fin dall'inizio della discussione di questo provvedimento, stiamo scrivendo una legge e non il diario personale di qualcuno, ma una legge alla quale tutti si devono attenere, bisogna anche scriverla in modo che sia comprensibile. Allora, ripeto la domanda a chi mi vorrà rispondere, se qualcuno vorrà rispondere, perché ci stiamo abituando anche al fatto di non avere risposte: a chi è riferito il 90 per cento dell'intero progetto? Probabilmente si può risolvere con qualche virgola o qualche punto e virgola, sempre che se ne faccia buon uso.
Veniamo al comma 4. Un milione di euro del programma di intervento è destinato agli interventi nel comune di La Maddalena. Perché? Perché nel comune di La Maddalena e non a Pompu? Perché nel comune di La Maddalena e non a Orune? A Perdasdefogu, a Teulada? Qual è il motivo del perché io devo in qualche modo agevolare con gli LSU quel territorio, perchè questo è, non lo sto dicendo io, ma lo dice la Giunta, è scritto nel testo a fronte. Perché devo favorire il comune di La Maddalena? Secondo quale principio? Per lo smantellamento delle basi che avverrà tra un anno o due anni? Ovviamente avremo diverso tempo per pensare a quella ulteriore disoccupazione che si sta creando; allora ci sarà una risposta anche per questo.
Perché La Maddalena deve essere privilegiata rispetto agli altri comuni, pochi o tanti, che potranno accedere alla contribuzione prevista dall'UPB S10.300? Io non trovo motivazioni, se non legate a ragionamenti del tutto soggettivi che non giustificano gli LSU, la garanzia di occupazione provvisoria, precaria, annuale, a basso costo, di manodopera di quinto livello, per le mansioni a cui vengono destinati, ma perché a La Maddalena e non da altre parti? Questi sono i motivi, collega Caligaris, del perché l'emendamento numero 48 ha molta più dignità dell'articolo 11.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, credo che l'articolo 11 del maxi collegato sia un esempio, che potrebbe essere considerato paradigmatico, del modo che questa Giunta regionale ha di fare politica, cioè se noi entrassimo nel merito dell'articolo 11, come ci siamo entrati, forse potremmo trovare anche qualche consonanza. Sicuramente non siamo in grado di condividere il titolo dell'articolo 11, perché il titolo "Sardegna fatti bella" evoca un progetto complessivo che si articola sulla nostra Sardegna; per cui, avendo noi individuato dei fini oggettivi allo sviluppo in senso estetico della Sardegna, quindi alla valorizzazione ulteriore del territorio, alla sua possibilità di spendersi nel modo migliore sui mercati, concretizziamo, all'interno di un articolo di finanziaria, di una legge specifica, di un collegato, questa nostra intuizione con una serie di interventi che insieme hanno un'organicità e fanno un progetto.
Dentro l'articolo 11, vi sfido, colleghi, a dirmi che c'è questo. C'è uno slogan, che è il titolo "Sardegna fatti bella", non c'è assolutamente nient'altro. Io avrei dovuto, noi avremmo dovuto chiedere un emendamento sostitutivo totale sul titolo e invece che "Sardegna fatti bella" proporre "Progetto spazzatura" o forse, utilizzando la limba sarda comuna che entra in Aula, "Progetto aliga", nel senso che in realtà qui c'è semplicemente scritto che un certo numero di persone, prese a cottimo, vanno in giro per la Sardegna, puliscono, raccolgono e smaltiscono i rifiuti. Quali rifiuti? Quelli prospicienti alle campagne, alle spiagge, ai centri abitati. Abbiamo 24 mila chilometri quadrati di territorio, stiamo stanziando 1000 euro per la pulizia di ogni chilometro quadrato del territorio della Sardegna. Questo è il progetto "Sardegna fatti bella"! Se voi mi dite che questo è un errore e che io concettualmente mi sto sbagliando nel muovere una critica, che è esagerata, dovete dirmi qual è l'errore concettuale che io sto facendo.
Voi avete utilizzato un bellissimo titolo per una cosa che può anche essere utile, nel senso che raccogliere la spazzatura e smaltirla, se c'è spazzatura in giro, è una cosa utile, ma non ha niente a che vedere con un progetto organico che meriti un titolo così roboante come "Sardegna fatti bella", con una serie di ulteriori considerazioni che sono anche di carattere tecnico. La prima è sul fatto che, oltre che ramazzare i rifiuti, questo progetto ha come obiettivo anche quello di fare educazione ambientale nelle scuole dell'obbligo; impegnando il 90 per cento delle risorse nel pagamento della manodopera, se manodopera può essere chiamato un insegnante di educazione ambientale nelle scuole, significa che state pagando esclusivamente insegnanti, perché i supporti didattici, cioè tutto quello che può servire a rendere un progetto di educazione ambientale degno di tale nome, non vengono pagati perché fuori da questo 90 per cento, a meno che voi non riteniate forse che, con questo 10 per cento (che pensate di dover lasciare riservato a ciò che non è personale o manodopera, come viene chiamata), si dovrebbe finanziare la struttura del progetto di educazione ambientale. Mi sembra una cosa veramente forzata ed è davvero difficile che tutti i consiglieri della maggioranza siano convinti, nel votare questo articolo 11, della bontà del suo contenuto.
Forse un ragionamento particolare meriterebbe, e chiudo, il Gruppo della Rifondazione Comunista il quale svolge un'azione contro il precariato, che per certi versi è benemerita, anche se io non la condivido però è un'azione assolutamente limpida e nitida dal punto di vista delle finalità degli obiettivi. Allora, io vorrei chiedere ai sei colleghi della Rifondazione Comunista (nel senso che immagino che la posizione sia unica e condivisa) che cosa c'è di stabile nel lavoro che viene indotto tramite l'articolo 11 del collegato alla finanziaria, cioè un lavoro che durerà al massimo un anno e che è finalizzato a un progetto nobile ma che sicuramente, anche tecnicamente, se volesse essere preso come progetto di riferimento, ha necessità di essere ripetuto nel tempo. Io immagino che laddove si trova spazzatura una volta e quindi è urgente un intervento di pulizia, come nelle aree prospicienti le spiagge o nei centri abitati, probabilmente la spazzatura si è accumulata perchè coloro i quali normalmente esplicano gli interventi di pulitura e ripulitura ordinaria non riescono a star dietro a quelle sporcizie.
Se questo è, è evidente che, in qualche misura, anche un progetto così a spot, così limitato dal punto di vista strategico e dal punto di vista complessivo, richiede un'articolazione diversa rispetto a uno stanziamento di 20 milioni di euro che vengono buttati come un'elemosina e che costituiscono una sorta di castelletto accumulato per alcuni comuni o per alcune associazioni di comuni, per alcuni soggetti istituzionali che vinceranno i progetti e che potranno dare un'elemosina, forse sostitutiva del reddito di cittadinanza, a un certo numero di persone per un anno.
Se questa è la finalità del progetto, forse è possibile anche condividerla, però che si dica chiaramente che è un progetto dell'Assessorato dei servizi sociali che serve a lenire la povertà che voi state creando in Sardegna, un progetto finalizzato esclusivamente a far avere un po' meno fame alle famiglie che a questo si stanno riducendo in Sardegna. Se così fosse, forse, dalla minoranza arriverebbe un via libera a questo articolo che molto meno dignitosamente è attribuito all'Assessorato del lavoro, mentre più dignitosamente dovrebbe essere attribuito, se valesse il titolo che gli è stato dato, all'Assessorato che si occupa di beni ambientali, all'Assessorato che si occupa di programmazione, a un Assessorato che ha come riferimento una progettualità reale per la Sardegna.
L'articolo 11 non ha alcun tipo di progettualità al suo interno, è un lenimento di una condizione di grande difficoltà che tutti quanti rileviamo in Sardegna e come tale ha un suo diritto di essere; ma, signori, è cosa ben diversa da un progetto strategico, è cosa ben diversa da un'indicazione di fondo che abbia una sua dignità di essere, è cosa ben diversa da quel "Sardegna fatti bella" che voi avete scritto nel titolo e che veramente non ha nessuna ragione di essere, almeno in riferimento a quanto c'è scritto nell'articolo 11.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
SALERNO, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Presidente e signori consiglieri, al di là del legittimo gioco delle parti e delle opinioni che qui sono state espresse sul fatto che questo progetto sarebbe del tutto avulso da qualsiasi strategia, io ricordo che in quest'Aula all'unanimità è stata approvata, qualche mese fa, la legge 20 sui servizi all'impiego e sulle politiche attive del lavoro e che, in quella legge, venivano contemplati anche interventi di carattere del tutto eccezionale per dare risposta alla maggiore emergenza, lo riconosciamo noi tutti, che ha quest'Isola cioè quella dell'occupazione e del lavoro. Si è voluta dare, da parte di alcuni consiglieri, una valenza forse eccessiva rispetto a strategie ambientali o a strategie sociali; voglio ricordare che questo intervento non è l'unico che è stato portato in discussione in quest'Aula e che, mi pare, questa Giunta stia dimostrando impegno e efficacia a fronte della necessità di creare un nuovo sviluppo in quest'Isola, uno sviluppo equilibrato, diffuso, compatibile con l'ambiente e tale da creare nuove e stabili occasioni di lavoro. Accanto a questa necessità, vi è comunque l'urgenza di dare risposta all'immediato e cioè alle esigenze di coloro che oggi vivono nello stato di disoccupazione e in particolare alle fasce più deboli.
In questo Consiglio si è parlato di reddito di cittadinanza e si parla oggi di un progetto che sicuramente non è esaustivo ma che ha il carattere per affrontare l'emergenza di chi oggi maggiormente soffre la condizione e il disagio della disoccupazione. Voglio ricordare che, nella finanziaria, è stato approvato anche un intervento di 30 milioni di euro per l'inclusione sociale, che si accompagnano a questi ulteriori 30 milioni. Qualcuno dice: "I fondi non sono sufficienti, non sono abbastanza, non sono gli stessi dei cantieri comunali"; voglio ricordare che è stato approvato nella finanziaria il rifinanziamento dei cantieri comunali per 45 milioni di euro, cifra invariata ormai da anni. Per cui i 30 milioni, dei quali parliamo oggi, si aggiungono ai 45 milioni dei cantieri comunali.
Nessuna ambizione di risolvere il problema del risanamento ambientale, perché mi pare che altre azioni questa Giunta stia portando avanti in quel senso, semplicemente il fatto di coniugare la necessità di dare risposte all'emergenza occupazionale con una finalità ben precisa, quella di occupare questi lavoratori in un'azione di cui la Sardegna, e penso lo abbiate riconosciuto anche voi, ha grande bisogno. Un'isola bellissima, un'isola che certamente, per le sue bellezze ambientali e naturalistiche, è già bella, ma che è sicuramente da risanare e da ripulire. Conseguentemente è un'azione che coniuga questa necessità con quella di creare nuovi posti di lavoro.
E' stato detto che, oltre al risanamento e alla pulizia ambientale, potevano essere previste altre azioni, l'ha richiamato anche l'onorevole Caligaris, io ricordo che già la normativa sui cantieri comunali, previsti inizialmente dalla legge regionale 11 del 1988, prevedono un'ampia gamma di interventi che consentono di fare anche quelle azioni che l'onorevole Caligaris sollecitava.
Si è parlato del rapporto con gli enti locali. Io voglio informare il Consiglio che quest'azione è stata ampiamente concertata con i sindacati e con gli enti locali, per cui mi chiedo, rispetto alle osservazioni fatte anche dall'onorevole Diana, da dove abbia assunto le informazioni sul disappunto degli enti locali rispetto all'azione "Sardegna fatti bella". Gli enti locali non sono prevaricati dalla Regione; la Regione gioca un ruolo di coordinamento, di indirizzo e sicuramente di controllo così come è stato sempre nei cantieri comunali, ma gli enti locali e i comuni o l'Unione dei comuni possono giocare e giocheranno sicuramente un ruolo di grande protagonismo.
Per quanto riguarda poi il rapporto col fattore economico, voglio dire all'onorevole Capelli che è probabile che il testo non sia sufficientemente chiaro, però mi pare che tutti, il dibattito l'ha rivelato, abbiano compreso che quel 90 per cento riguarda il costo della manodopera e non il salario, come invece mi pare l'onorevole La Spisa abbia detto. Il costo della manodopera evidentemente riguarda il costo complessivo e comprende anche i costi delle diverse assicurazioni (INAIL,INPS).
Onorevole Pili, si è detto anche che il piano per il lavoro viene affossato; mi sorprende che lo dica proprio lei quando, nel periodo in cui lei presiedeva la Giunta in questa Regione, l'opposizione ha dovuto occupare l'Aula per avere rifinanziato il piano regionale per il lavoro. In questo caso non c'è nessun affossamento, né una nuova condivisione della legge Biagi. Si tratta di un intervento eccezionale che comunque prevede lavoro subordinato con contratto collettivo nazionale del lavoro, rispetto alla norma nazionale che ha invece voluto affossare il lavoro subordinato e a tempo indeterminato e, cancellando le forme del lavoro subordinato, ha introdotto il lavoro atipico, il lavoro di una settimana, altro che di un anno! La flessibilità spinta, quella è la precarizzazione del rapporto di lavoro, con la cancellazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro e quindi la cancellazione di qualsiasi tutela.
Il problema di La Maddalena, con l'annuncio degli americani di lasciare l'Isola (anche se, è vero, ancora oggi non si ha certezza della data), ha rappresentato e rappresenta una situazione del tutto eccezionale in quanto questo paese, pur così piccolo, ha già a oggi duemila disoccupati e presenta inoltre, pur essendo all'interno del parco nazionale, delle emergenze ambientali di grande rilievo. Quindi, lo stanziamento ad hoc per La Maddalena non è stato altro prima di tutto che una risposta alle emergenze occupazionali che attualmente ha l'Isola e poi anche a quelle che si prospettano con la chiusura della base, oltre che allo stesso tempo una risposta alle emergenze ambientali che quest'Isola vive. Quindi niente di risolutivo o di strategico dal punto di vista ambientale, semplicemente una prima azione, una prima risposta di carattere eccezionale all'emergenza occupazionale e a quella ambientale che quest'Isola sta vivendo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sugli emendamenti numero 48 e numero 47.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 48. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Intervengo sull'emendamento numero 48, Presidente, per annunciare ovviamente il voto favorevole. Ho ascoltato con attenzione l'Assessore, per quelle poche volte che la sentiamo, e quindi è indispensabile capire anche la ratio che ha spinto questo articolo. Vede, Assessore, il disappunto non è degli enti locali, il disappunto è il mio! Per non essere riuscita lei a farci capire che attinenza ha un titolo così roboante, così è stato definito dal collega Vargiu, come "Sardegna fatti bella". Negli anni che sono intercorsi in questo Paese dal 1923 in poi, per dire la verità, fino al termine del fascismo, venne promulgata una legge in Italia che prevedeva, ed è ancora valida, che il 2 per cento di tutte le somme impegnate nella costruzione di edifici pubblici e di case private dovesse essere destinato al fatto estetico; in un titolo del genere, "Sardegna fatti bella", immaginavo (lo avrei condiviso) che si fosse riesumata quella legge mai defunta, quindi ancora in vigore, e si fosse iniziato un percorso diverso, perché questo titolo mi faceva pensare a un fatto prevalentemente estetico. Forse è quello che ci manca, non certo la pulizia degli arenili.
Non mi si venga a parlare qui di educazione ambientale, ci sono enti locali in Sardegna, non voglio citare sempre la provincia di Oristano ma fatto sta che questa provincia ha avuto finanziati due progetti INFEA di educazione ambientale e ha un laboratorio di educazione ambientale aperto a tutte le scolaresche della provincia e non solo; tutto ciò non è stato fatto con le risorse messe a disposizione dal "Sardegna fatti bella", sono progetti europei finanziati anche dal Ministero dell'ambiente certamente. Quindi ci sono, esistono, ma nel momento in cui voi volete fare la pulizia del territorio, è legittimo, è giusto, è corretto, si deve fare! Facciamo però un'altra cosa. Dobbiamo anche far lavorare i disoccupati, i lavoratori socialmente utili, è possibile che non si sia trovato un altro modo se non quello di illudere la gente? Con "Sardegna fatti bella" stiamo facendo che cosa? Non stiamo facendo assolutamente niente! Bastava istituire l'ARPAS, l'Agenzia Regionale di Protezione dell'Ambiente per esempio, bastava fare un appalto generale in tutta la Sardegna per la pulizia delle spiagge, bastava fare un appalto generale coordinato dalla Regione per ripulire tutti quei siti…
PRESIDENTE. Onorevole Diana, il tempo a sua disposizione è terminato, sono tre minuti per dichiarazione di voto.
DIANA (A.N.). Se sono tre minuti per i consiglieri sono tre minuti per tutti!
PRESIDENTE. Sono tre minuti per tutti.
DIANA (A.N.). Non è assolutamente vero!
PRESIDENTE. Sono tre minuti per tutti, onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intervengo per dichiarare il voto a favore dell'articolo 11 che tratta di politica passiva del lavoro, non di politica attiva, e che è un intervento di pubblica utilità così come i tanti altri che noi riscontriamo nella letteratura in questa materia. Tuttavia è chiaro che il piano straordinario per il lavoro non c'è più. C'era, noi abbiamo tentato di difenderlo prima dall'onorevole Pili, poi anche in questa legislatura ma non ci siamo riusciti. Non c'è più!
Si sarebbe potuto fare di meglio, anche in ragione dell'obiettivo che veniva inizialmente prospettato con "Sardegna fatti bella". C'era un'idea, che è stata anche istruita, in qualche misura valutata, che il professor Bottazzi aveva più volte esposto soprattutto nelle sue lezioni all'Università, che contemplava l'utilizzo di una dotazione finanziaria in combinazione con capitale privato delle famiglie per la realizzazione, nei nostri paesi, della facciata delle case (sono, quasi tutte, soprattutto le ultime degli ultimi dieci o quindici anni, ancora senza intonaco e ferme al grezzo), così che le strade dei nostri paesi possano essere come quelle dell'Inghilterra, della Francia, Belgio, cioè belle. Ripeto, in una combinazione, in un accordo con le imprese edili, con il sistema delle imprese artigiane, per realizzare una grande operazione, quella sì, di abbellimento dei nostri paesi, delle nostre cittadine. Si deve lavorare su queste cose, bisogna approfondire. Io non smetterò mai di dire che è necessario farlo il più presto possibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Mi verrebbe da continuare e concludere l'intervento del collega Uras che ha dimenticato il sistema del credito, alcuni paesi l'hanno già fatto nel nostro interno, convenzionandosi col sistema del credito perché si potesse favorire quello che lei ha detto, ed è stato realizzato. Vede, Assessore, mi sarei aspettato da lei un altro tipo di risposta per alcune osservazioni. Quando si scrive male, si corregge, com'è già avvenuto; bastava invertire il periodo e forse sarebbe stato più chiaro, perché non è che io non avessi capito, così come lei poteva alludere, avevo paura che non lo avesse capito lei, è per questo che stavo cercando di sottolinearlo.
Nel merito, invece, se è questa la vostra risposta all'emergenza occupazionale, è una posizione diversa. Io non ho mai accettato il piano straordinario del lavoro, che è altra cosa, anche più dignitosa di questa per certi versi, non l'ho mai accettato e non lo accetto in linea di principio; io sono perché si creino le condizioni di lavoro, non per dare elemosina. Col Governo Pili allora, ma anche prima con altri, si è riusciti a farlo finanziare perché le condizioni dell'Aula lo consentivano, io votai contro anche in quella condizione di maggioranza, perché non lo accetto come principio,
Veniamo alle risposte che lei mi ha dato. Vede, ci sono anche altri paesi, in emergenza ambientale, in emergenza occupazionale, vuole che le faccia l'esempio di Ottana sulla disoccupazione? Vuole che le faccia l'esempio del fatto che la cassa integrazione della Legler o della Queen o di altri sta causando situazioni difficili quanto quelle di La Maddalena, e sono già presenti mentre queste devono ancora avvenire? E' questa una risposta? Io mi vergognerei di dare risposte di questo tipo, o di pensare che tra le risposte della Regione sarda ci possa essere quella di dividere una quantità di denaro tra chi ha bisogno; creiamo le condizioni perché quelle persone non abbiano bisogno! E' questo il problema, la difficoltà! Un problema a cui non avete ancora saputo dare risposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per esprimere il mio voto contrario all'emendamento numero 48 (primo firmatario il collega Contu), che prevede la soppressione dell'articolo 11, e al numero 47 che sopprime il comma 4 del medesimo articolo. Il tema del lavoro rappresenta per il nostro Gruppo, collega Pili, una delle priorità per cui abbiamo scelto di far parte di questa maggioranza di governo. Non è necessario quindi che lei esprima solidarietà ai compagni del mio Partito, Cogodi e Uras; noi partiamo da un'analisi precisa che evidenzia in Sardegna un malessere diffuso accompagnato da un livello forte di insicurezza e incertezza delle fasce più deboli della società, cioè giovani, donne, uomini e disoccupati.
L'articolo 11, quindi, a mio giudizio, deve essere inteso non come risolutore di tutti i problemi che affliggono queste fasce di popolazione( anche perché la durata, lo ricordava bene il collega Vargiu, è di un solo anno), ma come elemento che si muove nella direzione di un nuovo impulso per gli enti locali che possono finalmente presentare progetti seri che, da una parte, intervengono sul decoro dei nostri comuni e dell'ambiente circostante e, dall'altra, danno sicurezza e risposte concrete a tanti giovani disoccupati e inoccupati.
Per quanto riguarda invece il comma 4 in cui si autorizza la spesa di 1 milione di euro per il comune di La Maddalena, penso sia in coerenza con quanto abbiamo detto fino a questo momento, cioè da una parte proseguire la battaglia contro le servitù militari, dall'altra avviare una nuova fase di sviluppo attraverso la valorizzazione dei territori interessati da questo fenomeno, fenomeno che non è più compatibile né con le nostre popolazioni né tanto meno con l'ambiente circostante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 48. Devo dire che l'intervento dell'assessore Salerno ha contribuito, almeno per quanto mi riguarda, a chiarirmi dei dubbi, nel senso che è apparso evidente che l'articolo 11 non contiene la fascinosa ipotesi Uras-Bottazzi né nessun altro disegno strategico per portare bellezza in Sardegna, ma contiene un progetto sociale di pulizia che personalmente condivido in parte, è una risposta obbligatoria nei confronti della povertà, ma la povertà è "merito" della Giunta che non riesce a creare occasione di lavoro e quindi non riesce a cancellarla dalla Sardegna ed è costretta pertanto a interventi sociali a sostegno di chi non ha da mangiare.
Ciò premesso, vorrei anche far notare all'assessore Salerno che forse c'è un'incoerenza fra il comma 2 e il comma 3 dell'articolo 11, che ho sottolineato anche nell'intervento precedente, cioè il comma 2 prevede che ci siano iniziative di educazione ambientale nella scuola dell'obbligo, il comma 3 prevede che le somme debbano essere utilizzate al 90 per cento per la copertura del costo della manodopera e dello smaltimento dei rifiuti. Se eventuali insegnanti di educazione ambientale sono manodopera, forse è meglio che venga corretta la formulazione tecnico-legislativa del comma 3, perché si corre il rischio di non avere la possibilità di finanziare nessun progetto di educazione ambientale se questo è uno degli obiettivi della Giunta, ma soltanto progetti di ramazzamento e di smaltimento della spazzatura, perché questo è il dettato specifico del comma 3.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Io voterò a favore dell'emendamento non perché non sia d'accordo sugli interventi atti a lenire in qualche maniera la disoccupazione, ma perché avrei preferito che l'articolo 11 fosse intestato diversamente, per esempio "impegni per la soluzione della disoccupazione". Punto e basta. Qui c'è una nostalgia evidente del Piano straordinario del lavoro, solo che è formulato in maniera senz'altro insufficiente e non può assolutamente dare risposte se non a una minima parte di quei disoccupati ed inoccupati che attualmente crescono e dilagano nella nostra Sardegna.
Io concordo con i colleghi che mi hanno preceduto, "Sardegna fatti bella" è una bellissima frase ma scelta sinceramente a occultare il vero senso dell'intervento; cosa cambia dagli interventi che, con la "37", facevano i comuni? Niente! I comuni utilizzavano i fondi della "37" per pulire le strade rurali e la viabilità interna, cioè tutti quei motivi per cui giustamente il comma 1 dell'articolo 11 imputa le cifre che andranno esigue ad accontentare pochissimi, poiché i 75 milioni di euro, come lei ha detto, complessivamente, vanno a rappresentare sui 150 miliardi di lire. Anche la dicitura è un po' vaga, il collega Vargiu mi ha preceduto sull'incongruenza che c'è dal comma 2 al comma 3, quindi non mi ripeto; ma per pulizia delle campagne si intende pulizia delle strade rurali, si intende pulizia dei siti comunali e delle terre demaniali, dei boschi, quali? Non si capisce bene, perché se così fosse, sarebbero pochi i comuni che potrebbero usufruirne e, comunque, data la cifra, saranno senz'altro in parte esigua i comuni che potranno usufruire di questi finanziamenti che non sono altro che una formula atta a coprire in minima parte ormai quel disagio che si sta continuando a creare con una disoccupazione ed inoccupazione che attualmente, qualsiasi cosa si dica, si sta aggravando.
Quindi, d'accordo sull'intervento per la disoccupazione, ma certamente non sul titolo "Sardegna fatti bella". La Sardegna è già bella, spetta a noi rispettarla, in determinate maniere si sta tentando di farlo, forse un po' troppo fondamentalisticamente, ma in determinate altre maniere siamo gli stessi che l'abbiamo conservata. Bastava dire: "interventi momentanei per l'occupazione precaria", in effetti di questo si tratta checché si voglia dire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, così come hanno ripetuto anche questa sera i miei compagni e altri rappresentanti del centrosinistra, io penso che per il lavoro, la precarietà e la povertà non si faccia mai abbastanza. Il Piano per il lavoro era un'ipotesi interessante e, laddove è stato correttamente applicato, ha dato dei risultati. Io ho sempre sostenuto in questa sede di poter citare dati concreti essendo stato per lungo tempo amministratore locale di un piccolo comune della Sardegna centrale, lancio anche una sfida a dimostrare il contrario. Certo, dove questo Piano straordinario per il lavoro non è stato correttamente applicato ed è stato utilizzato per fare marciapiedi non ha creato occupazione tendenzialmente stabile, però, badate, nel mio comune, dodici imprese edili con quaranta posti di lavoro ed altri posti di lavoro stabili non si sarebbero potuti creare senza il Piano straordinario per il lavoro.
E' indubbio che, per poter avere delle politiche attive sul lavoro e per poter pensare di ridurre drasticamente la disoccupazione nella nostra Isola, ci deve essere il Piano regionale di sviluppo che inquadri, in una strategia complessiva, le politiche per creare lavoro e occupazione. Noi, di Rifondazione Comunista, lavoriamo per la stabilità nel lavoro, lavoriamo per trasformare il precariato in posti stabilizzati, lavoriamo perché i disoccupati possano avere possibilità di lavoro, anche se per brevi periodi o per un anno, pensiamo poi di introdurre delle lotte che possano consentire a questi disoccupati di lavorare due anni, poi tre anni dopodiché essere stabilizzati. Noi partiamo sempre dal dato di migliorare le condizioni delle fasce che vogliamo difendere.
"Sardegna fatti bella" non può essere preso come un fatto a sé stante, deve essere inquadrato in una strategia complessiva dove sia un piccolo pezzo del mosaico delle iniziative che questa Giunta e questa maggioranza vogliono portare avanti. Io credo che se lo inquadriamo così, come aspetto particolare di una strategia complessiva, possa raggiungere alcuni scopi: rendere più bella la Sardegna e creare qualche opportunità di lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente la ringrazio. Intervengo anch'io per anticipare il mio voto a favore dell'emendamento e quello contrario all'articolo 11, così com'è stato formulato. Bisogna davvero riconoscere la grande onestà degli interventi che sono stati fatti in Aula questa sera, i quali dimostrano ancora una volta quanto noi ipotizzavamo stamattina. Di fatto è vero, si può dire che l'enunciato dell'articolo 11 è distante anni luce rispetto a quello che si vuole dimostrare. E' distante proprio perché noi abbiamo, anche attraverso l'intervento dell'Assessore, dimostrato che si tratta esattamente di un intervento alla stessa stregua della legge numero 11 del 1988, un finanziamento quindi che non è nemmeno del Piano straordinario del lavoro ma del cantiere straordinario per l'occupazione, onorevole Pisu, e che quindi dovrà essere utilizzato esattamente con una misura del 90 per cento destinato alla manodopera.
Ora voi tutti sicuramente, cari colleghi, ricorderete la vicenda del cantiere straordinario per l'occupazione che era nato con la legge numero 11, con un'indicazione ben precisa di un 70 per cento minimo destinato alla manodopera ed un 30 per cento che doveva essere utilizzato ovviamente per gli acquisti dei materiali occorrenti, poi le vicende successive portarono a una necessaria modifica e ad un aggiustamento di questi parametri nel momento in cui ci fu una variazione.
Io chiedo ancora una volta, e qui abbiamo davvero tante competenze e tanti professionisti, qual è il progettista che riuscirà a chiudere un progetto nel quale il 90 per cento dovrà essere destinato alla manodopera. Il progetto, non l'investimento! Il che significa che tecnicamente nemmeno è possibile concepirlo, nemmeno è approvabile perché, fuori dal progetto, risorse non ce ne possono essere, avremmo dovuto dire "fuori dall'assegnazione del finanziamento della Regione". Solo questo ci avrebbe potuto salvare. D'altro canto, la durata di un anno impone che saranno mille assunzioni straordinarie, Dio vorrà che siano stabilizzate nel tempo, come dice l'onorevole Pisu, ma mille saranno gli operai disoccupati che troveranno occupazione attraverso questi interventi diluiti nei 377 comuni della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Devo dire che sinceramente non comprendo tutte le critiche e le osservazioni mosse a questo articolo. Lo Stato ha ridotto drasticamente le risorse agli enti locali, la Regione in controtendenza mette a disposizione 30 milioni di euro in più per i comuni, che vanno ad aggiungersi ai 45 che storicamente sono stati stanziati per i cantieri di lavoro, quindi si tratta di risorse aggiuntive che vanno a sommarsi a quelle stanziate per i cantieri di lavoro fino al 2005 (i 45 milioni di euro dall'89 a oggi, cioè l'articolo 94 della legge numero 11 per i cantieri di lavoro). La Regione prevede quest'anno 30 milioni di euro in più, 10 stanziati dalla finanziaria e 20 con questo provvedimento, risorse da utilizzare per dare una risposta di lavoro ai giovani con i cantieri lavoro; non ci scandalizziamo, però si chiede di utilizzarli vincolandoli un po' di più al risanamento ambientale.
Sono due operazioni positive: da un lato, si dà un minimo di risposta ai ragazzi che possono fare anche solo due, tre, quattro o cinque mesi, sempre meglio che lavorino nel proprio paese, magari risanando una discarica abusiva, pulendo l'ingresso del paese, falciando l'erba, anziché andare a Rimini a lavorare sotto salariati per quattordici o quindici ore; dall'altro lato, allo stesso tempo, si compie un abbellimento dei paesi, di cui io dico sempre che è una delle operazioni più importanti legata alle grandi risorse future per i centri storici. E' un fatto positivo avere nei nostri paesi, quando si entra in qualsiasi paese, una zona verde, una zona che non è sporca, che non è in stato di abbandono, che non ha le erbacce e aver avuto dei ragazzi che hanno lavorato a quello scopo. E' positivo e ci fa onore il fatto che i nostri paesi possano dedicare risorse (che lo Stato non ha trasferito ma che noi trasferiamo in aggiunta) per arredare i nostri paesi e dar loro una dignità.
Io penso che l'articolo 11 rappresenti una delle cose più belle del collegato, voterò quindi contro l'emendamento numero 48 in difesa dell'articolo 11 e in difesa delle richieste dei Comuni, che si vedono finalmente sostenuti dalla Regione con risorse indirizzate ai disoccupati e alla possibilità di intervenire, comuni che altrimenti non avrebbero nessun'altra possibilità, perché magari non hanno neanche un operaio. Mai si è trasferita ai comuni una risorsa ingente come questa per i cantieri di lavoro! E' la prima volta! Devo dire che non capisco perché i colleghi stamattina dichiaravano che ben altre cifre si stanziavano prima. In Sardegna, non si sono mai stanziati 150 miliardi di vecchie lire per i cantieri di lavoro e per queste finalità!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Signor Presidente, se avessi avuto qualche minima perplessità, dopo l'intervento dell'Assessore e quest'ultimo dell'onorevole Marrocu, le certezze sono sicuramente diventate tali. Intanto per dire semplicemente che voterò a favore dell'emendamento e, ovviamente, contro questo articolo per alcuni ordini di motivi; il primo perché mi pare che l'obiettivo, posto alla base di questo articolo, sia fallimentare, cioè non esiste nessun progetto per fare bella la Sardegna, è una pia illusione di uno spot introdotto in questo collegato, che non ha nessun legame con quello che realmente si sta pensando di fare: mettere in campo - da parte di questo articolo - una semplice e normale azione di pulizia di alcune aree, anche in questo caso non ben definite. L'onorevole Marrocu diceva poc'anzi che è un grande regalo ai comuni. No, è l'ennesimo imbroglio perché non dà ai comuni quell'autonomia che, invece, è necessaria nella gestione di quei fondi in base alla "25"; il criterio che è stato richiamato qui per la ripartizione prevede che nella "25" ci sia l'utilizzo discrezionale da parte dei comuni degli obiettivi prioritari perché può darsi che in qualche comune non ci siano le spiagge. Io mi domando come potranno utilizzare queste risorse finanziarie tutti i comuni delle zone interne che non hanno spiagge e come potranno utilizzare questi fondi i comuni che non hanno zone a disposizione come aree extraurbane, come campagne e quant'altro di propria proprietà; possono certamente richiamarsi ad una norma di gestione delle risorse finanziarie in proprio.
Per quanto riguarda quello che diceva l'Assessore poc'anzi, cioè sulle risorse finanziarie stanziate negli anni precedenti, non avendo ella memoria storica si sarà dimenticata che, nelle precedenti amministrazioni regionali, l'ammontare era di 340 miliardi e che si è cercato di utilizzare le risorse finanziarie sia per la "37" che per la "36". Questa parte politica pensava che l'occupazione potesse avere un incremento maggiore con la "36" piuttosto che con la "37". Credo che fosse quello un indirizzo politico ben chiaro che ha creato molta più occupazione di quanta ne creerete voi con questo articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, mentre ascoltavo questa mattina e stasera gli interventi dei diversi colleghi, vedevo in loro una qualche posizione preconcetta; l'ultimo intervento del collega Pili mi dice che chiaramente non si guarda il contenuto della norma, ma si va soltanto a cercare qualche elemento per poter giustificare una propria posizione preconcetta non a questa formulazione dell'articolo, ma a qualsiasi norma che noi prevediamo in questo articolato.
Io credo che l'intervento previsto all'interno dell'articolo 11 sia un intervento estremamente importante per quanto riguarda il risanamento ambientale dei nostri paesi e delle nostre campagne. Non credo che se un comune non ha la spiaggia non lo utilizzerà anche perché, come ricordava lo stesso consigliere Pili, queste risorse vanno a tutti i comuni, e i comuni, sulla base di quelle che saranno le linee di indirizzo generale dettate dalla Giunta, organizzeranno in tutta autonomia gli interventi. Nella nostra Regione, noi abbiamo esempi notevoli di interventi comunali in questa direzione e le posso garantire, onorevole Pili, che hanno avuto un risultato estremamente importante sia per quanto riguarda l'aspetto occupativo, che credo vada ad aggiungersi agli altri molto opportunamente ricordati dall'Assessore, sia per quanto riguarda l'aspetto del risanamento ambientale.
Credo che questo possa essere, di "Sardegna fatti bella", certamente un tassello molto importante. Inoltre credo che l'idea che riportava qui il collega Uras del progetto Bottazzi possa essere un altro elemento da prendere in considerazione per futuri interventi, perché l'idea della Giunta, nel Piano paesaggistico regionale, di "Sardegna fatti bella", va in quella direzione, cioè presentare una Sardegna sempre più appetibile, sempre più caratteristica e sempre più bella.
Mi dispiace che ci siano qui colleghi, come il collega Pisano, che da amministratore locale pongono alla stessa stregua i progetti comunali e l'occupazione contemplata con questo intervento di "Sardegna fatti bella" per quanto riguarda le risorse destinate alla manodopera. Collega Pisano, lei è un sindaco, so che è anche un bravo sindaco, ma guardi che qui non c'è da comprare il cemento, non ci sono da comprare i blocchetti, non ci sono da comprare le pietre per fare l'acciottolato, qui chiaramente è manodopera prevalentemente e, se lei sta attento, ci sono anche i costi per lo smaltimento dei rifiuti che verranno raccolti. Queste sono i componenti principali: la manodopera e lo smaltimento dei rifiuti. Io credo che questo intervento sia estremamente importante. PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Mah, inviterei i colleghi a non parlare più, per favore, del Piano straordinario per il lavoro, perché è tutta un'altra cosa, è tutta un'altra idea e quindi inviterei i colleghi a non confondere un piano strategico come la "37" con un qualcosa che attualmente è solo occasionale. In questo articolo ci vedo, come diceva poco fa l'onorevole Biancu, un pezzo di un'idea, l'idea, appunto, che può servirci per intervenire nei nostri paesi devastati da una politica che si ispirava ad una falsa modernizzazione degli anni ottanta e novanta e che ci fa vedere oggi case con i blocchetti o con la finestra in ferro, fornendo un'immagine davvero desolante e molto brutta; l'idea appunto di ricostruire, di abbellire, di rendere più visibile anche materialmente le nostre comunità. Questa è un'idea buona che condivido, però la mia preoccupazione è che ciò rimanga semplicemente un'idea iniziale e poi non si abbia più seguito. Se così dovesse accadere, faremmo un grosso errore. E' importante andare avanti in questa direzione per cui sostanzialmente condivido l'articolo 11.
Ho solamente una perplessità, intervengo proprio per questo: riguarda l'educazione ambientale per le scuole dell'obbligo; sinceramente non ho capito cosa voglia dire. Non vorrei che fosse la classica ripetizione della giornata dell'ambiente o della festa degli alberi; ripeto, non capisco l'intervento. Cosa devono fare i ragazzi? Ci sono già i progetti di educazione ambientale, non riesco a capire, precisatelo per renderlo più comprensibile; non vorrei fosse la solita giornata, appunto come accadeva tanti anni fa ma accade ancora, la solita classica giornata della raccolta dei rifiuti in un quartiere del paese; basterebbe collaborare con Lega Ambiente per fare questo, sarebbe molto più utile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Mi pare che aleggi in quest'Aula direi lo stesso clima che probabilmente si riscontrava nell'antica Bisanzio quando interminabili e lunghe discussioni inutili, se mi consentite, portavano i contendenti a litigare se gli angeli avessero o no le ali. Mi pare che, senza sminuire logicamente la qualità di alcuni interventi, si stia perdendo di vista un dato: leggiamo l'articolo 11 per quello che è. Nessuno ha detto che questo è l'intervento risolutivo delle politiche di sviluppo. Nessuno ha detto che, con l'articolo 11, domani la disoccupazione scenderà di due o tre punti, è un intervento che reca nel titolo "Sardegna fatti bella", che ha un suo contenuto limitato, settoriale, di valorizzazione del patrimonio ecologico ambientale della Sardegna, che si rivolge sì alle coste, alle spiagge, a quei comuni, e non sono pochi, che giustamente vedono pregiudicata la possibilità di far usufruire del loro territorio, richiamando anche i turisti, per il problema delle alghe (quante volte hanno fatto ricorso a noi e agli amministratori regionali), ma si rivolge anche ai centri urbani, alle campagne, quindi anche alle zone interne, si rivolge alle iniziative di educazione ambientale delle scuole dell'obbligo; allora, rimaniamo in questi confini, si può criticare quanto si vuole, ma mi pare che sia davvero ultroneo dare a questo articolo 11 significati che non ha
Qualcuno parla di spot; certo, qualcuno può parlare di spot e gli spot si possono risolvere in fallaci se non false e bugiarde promesse, ma questa almeno è una realtà concreta rappresentata anche da 10 milioni di euro che sono immediatamente spendibili, altro che spot! Quindi voterò a favore dell'articolo 11 e il mio voto è contrario per gli emendamenti che ne prevedono la soppressione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, anche nella linea di quello che raccontava il collega Pittalis, io ho qualche perplessità su alcuni interventi che sono stati fatti; vorrei innanzitutto citare uno dei motivi che mi spinge a votare contro l'emendamento e a favore dell'articolo.
Credo che ci sia un aspetto importante che vada sottolineato oltre a quelli di carattere ecologico, ambientale e sociale: l'aspetto culturale. Con questo articolo, noi poniamo una grande attenzione al fatto che, mantenere il nostro territorio intatto, salvaguardarlo, averne cura, non creare discariche all'ingresso della città, ripulire le campagne dopo i picnic, è un valore anche economico; la Regione lo riconosce come valore anche economico e, attraverso un apposito programma di iniziativa, cerca di promuoverne in qualche modo la tutela consapevole. E' chiaro che questo ha valore se riconosciamo che c'è un problema, se c'è un uso a volte improprio del territorio.
Quando sento delle affermazioni come quella dell'onorevole Pili che dice che le nostre campagne non sono sporche, che non ci sono le discariche all'ingresso della città, che non ci sono rifiuti in giro, che le aree vicino alle spiagge spesso non sono luogo di immondezzai, io mi chiedo dove abbia camminato nella sua passeggiata in giro per la Sardegna l'onorevole Pili, o quando arriva a dire che anche i dati dell'ISTAT sono dati di parte, quindi questa è una misura di povertà perché staremmo affamando la Sardegna. Forse la Sardegna non la stiamo facendo ricca, sicuramente non l'abbiamo affamata e, con questo provvedimento, in qualche modo cerchiamo di renderla più bella o comunque di spiegare alle persone che, se la Sardegna rimane bella, forse un giorno diventerà anche più ricca.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dire che voto con convinzione a favore dell'articolo 11, che auspico possa trovare emuli ulteriori nella prossima legislazione.
Sono convinto che non sia assolutamente un imbroglio e che anzi combatta un imbroglio, combatta l'imbroglio di chi dice che la vita è una corsa e che ha più ragione chi corre più veloce, combatta l'imbroglio di chi dice che tutto è competizione e che niente è compagnia, niente è solidarietà. Io credo che sia sempre più evidente ciò che sta avvenendo nel mondo, che anche accettando l'idea della corsa, della gara, questa gara prevede non che ogni tanto sia primo chi è ultimo, ma che i primi siano sempre irraggiungibili e adesso c'è anche un'ideologia dominante per cui le risorse pubbliche devono stare attente ad avere atteggiamenti solidaristici perché, insomma, disturberebbero il mercato. Io so che in Sardegna le diocesi sarde dell'interno si stanno svenando per sostenere anche le famiglie degli impiegati e difendo, anzi incentivo, vorrei parlarne, gli strumenti dell'intervento pubblico per produrre lavoro laddove il mercato non ne produce, non per fare assistenza, ma neanche per fare i liberisti ad oltranza.
L'imbroglio vero è impedire che gli ultimi un giorno possano sorpassare un primo, questi sono strumenti utili ma purtroppo usati poco.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Passando da Bisanzio non citerò la patristica che potrebbe trovare qualche soluzione anche agli argomenti che qui stiamo trattando stasera, però io credo che sia bene ricordare a ciascuno di noi che c'è un peccato originale, che è quello di dover discutere di questo argomento in un articolato di una compromissione perché è un travaso di periodi passati dalla finanziaria a questo momento. Invece nel caso di politiche organiche, credo che "Sardegna fatti bella" verrebbe sposata da tutti perché penso che tutti vedano le sporcizie che purtroppo affliggono la nostra Sardegna all'ingresso dei paesi o nelle spiagge.
Questo non significa che si vogliano fare politiche per il più forte dimenticandosi della solidarietà, anche se ritengo importante tenere a mente che certe situazioni potrebbero richiamare quella carità cosiddetta pelosa. Dobbiamo ricordarci che, nei paesi, ci sono molti disoccupati i quali, in una concorrenza fra poveri, cercheranno di essere all'interno di quel cantiere di pulizia, ma tanti resteranno fuori; allora, ancora una volta, non avremo creato attività per dare occupazione seria, duratura con la certezza per il futuro. Io sposerei in toto "Sardegna fatti bella" se avesse una politica organica. Prendiamola per quella che è, una politica passiva del lavoro e per questo, se mi consente, io proprio non posso votarla.
MARROCU (D.S.). Bravo! Ti sei convinto!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Un secondo per dire che voterò contro l'emendamento e a favore naturalmente con molta convinzione dell'articolo 11.
E' utile chiarire alcune cose che non sono state dette pur con questo dibattito approfonditissimo come raramente capita di vedere per un singolo articolo. E' stato citato il titolo. Come mai abbiamo dato un titolo che sembra quasi uno spot? "Sardegna fatti bella" è la traduzione di una famosa campagna di fine anni ottanta che fece la città di Barcellona quando si preparò per le Olimpiadi e, anche attraverso questa campagna, diede avvio al suo progetto di sviluppo che così tanto successo ha avuto. E' quindi il nome di una politica per risistemare un paese, ripulirlo, renderlo presentabile perché si sa che, dalla pulizia, dalla qualità dell'ambiente e anche dal miglioramento del modo con cui ci si presenta, nascono i presupposti per una possibilità di sviluppo.
Anche noi, nelle nostre azioni di tutti i giorni, quando dobbiamo fare qualcosa di importante, quando dobbiamo sostenere un colloquio di lavoro, se vogliamo presentarci per una cosa che riteniamo di prospettiva, iniziamo sempre ripulendo noi stessi o ripulendo la nostra casa. Che la Sardegna avesse bisogno di essere ripulita, credo che sia sotto gli occhi di tutti, basta vedere le migliaia di auto arrugginite nelle campagne, le lavatrici, i materassi, qualsiasi cosa terribile. E' utile ripulirla? Penso di sì per i motivi che ho detto ed è anche utile perché è un fatto di civiltà, non credo che insegniamo molto ai nostri giovani, ai nostri bambini facendo vedere discariche a cielo aperto, facendo vedere questo stato di trascuratezza e di incuria nostra.
E' anche utile perché è il presupposto di altre politiche di sviluppo, ricordo che questo articolo è stato preparato quando abbiamo predisposto la legge finanziaria e quando un progetto importante di sviluppo locale, di sviluppo dei territori della Sardegna, attraverso la progettazione integrata, iniziava a prendere piede. Viene terminato in questi giorni, con l'uscita di un bando di circa 700 milioni di euro di fondi prevalentemente europei, ma anche nazionali e regionali, che servono proprio per questi progetti di sviluppo locale, per questi progetti di sviluppo dei territori della Sardegna; un presupposto per questi progetti di sviluppo territoriale è risistemare i territori della Sardegna.
Quindi c'è la necessità di civiltà, c'è la necessità concreta della pulizia dei territori, c'è la prospettiva dello sviluppo dei territori attraverso un bando che era stato predisposto, per il quale si è iniziato a lavorare un anno fa e che ora si sta portando a compimento. Circa i progetti successivi, sicuramente non conclude tutto, è una politica che si avvia, è una politica che si vuole sostanziare. E' importante lavorare nelle campagne ma altrettanto importante nei centri abitati; verrà fatto successivamente.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 48.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale, con procedimento elettronico.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 48.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Pittalis e Giorico hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CONTU - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FRAU - GESSA - GIORICO - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - RASSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 54
astenuti 2
maggioranza 28
favorevoli 16
contrari 36
(Il Consiglio non approva)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano…
(Interruzione del consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, la sua prenotazione è arrivata adesso.
CAPELLI (U.D.C.). L'ha guardata adesso…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Non è una dichiarazione di voto, è solo per precisare, non avendo avuto modo di prendere la parola sull'emendamento relativo al comma 4, che non mi hanno convinto le motivazioni del perché 1 milione di euro vengano destinati al comune di La Maddalena. Soprattutto per dire al collega Biancu che è ingiusta la sua affermazione che pregiudizialmente si è contro questo testo e quant'altro, si dimentica l'articolo 1, l'Agenzia sulle entrate, sul quale abbiamo discusso favorevolmente esclusa la lettera b), l'implementazione della pressione fiscale, che concettualmente il nostro Gruppo ha non sostenuto ma condiviso, perciò non c'è nessun pregiudizio, così come non riteniamo - abbiamo cercato di spiegarlo - che queste siano le politiche attive (rubo il termine sulle politiche passive al collega Uras) per innescare il volano dello sviluppo e dell'occupazione.
Noi, nel momento in cui ci sarà chiesto, avremo il piacere di confrontarci su soluzioni altre e avremo piacere quando si accederà al confronto; non riteniamo che questo strumento previsto nell'articolo 11 sia lo strumento idoneo, come non ritenevamo, pur essendo altra cosa, e l'ho detto al collega Davoli, avendo altra dignità, il Piano straordinario sull'occupazione, che non condividevamo perché, a nostro avviso, non crea quelle condizioni di sviluppo e lavoro stabile che servono per far diventare primi gli ultimi.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e del relativo emendamento:
Articolo 12
Sardegna speaks English e
Fabbrica della creatività
1. È autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 20.000.000 per la realizzazione di un programma denominato "Sardegna speaks English", finalizzato alla diffusione della conoscenza della lingua inglese. I relativi criteri e le modalità di attuazione sono approvati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente per materia previo parere della Commissione consiliare competente da esprimersi entro venti giorni, decorsi i quali il parere si intende acquisito (UPB S11.073).
2. È autorizzata la spesa di euro 3.000.000, nell'anno 2006, per la realizzazione di un progetto sperimentale interdisciplinare e interculturale denominato "Fabbrica della creatività", finalizzato alla creazione di un centro di incontro, di lavoro e di formazione delle arti contemporanee; i criteri e le modalità di attuazione del progetto sono definiti con delibera della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore competente per materia previo parere della Commissione consiliare competente da esprimersi entro venti giorni, decorsi i quali il parere si intende acquisito (UPB S11.054).
Emendamento soppressivo totale Diana - La Spisa - Ladu - Gallus -Murgioni - Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli -Contu - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro -Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.
Articolo 12
L'articolo 12 è soppresso.
Copertura finanziaria
in aumento
UPB S03.006
2006 euro 28.000.000
in diminuzione
UPB S11.073
2006 euro 25.000.000
UPB S11.054
2006 euro 3.000.000 (49).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intendo esprimere, sull'articolo 12, una valutazione complessiva del Gruppo dei Riformatori, una valutazione che nasce soprattutto sul primo dei due commi di cui è composto; le chiederò, quando metterà in votazione l'articolo, di metterlo in votazione per parti perché noi intendiamo esprimere un giudizio differenziato sul comma 1 "Sardegna speaks English", rispetto al comma 2 che riguarda la "Fabbrica della creatività". Voglio cercare di spiegare prima di tutto i motivi per cui sul comma 1 intendiamo esprimere un giudizio di ragionevole apertura nei confronti dell'iniziativa che la Giunta ha portato e, in secondo luogo, le motivazioni per cui c'è questa ragionevole apertura.
Come qualcuno in quest'Aula ricorderà, nella passata legislatura, i Riformatori si fecero interpreti di un'iniziativa che aveva lo stesso nome della prima parte dell'articolo 12 e che si intitolava "Sardegna speaks English", un'iniziativa che aveva l'obiettivo di portare all'attenzione dell'intera comunità sarda il ruolo che la diffusione della lingua inglese poteva avere per la Sardegna. Un'iniziativa che non fu facile divulgare, che raccolse quasi diecimila firme di sostegno in giro per l'intera Sardegna, che fu il frutto di diversi anni di lavoro svolti insieme con il British Council e con gli istituti di linguistica, con i centri di linguistica delle università, con un vasto movimento che, almeno per quanto riguarda il settore della lingua inglese, ci supportò tecnicamente senza nessuna condivisione ovviamente di parti politiche nel lavoro che andammo a fare.
Il progetto "Sardegna speaks English" era un progetto che (come ha detto giustamente, io sposo in pieno le sue parole in Commissione, l'assessore Pigliaru) aveva più che valenza culturale una valenza di sviluppo economico e quindi riguardava più gli aspetti dello sviluppo economico della Sardegna che non quelli culturali, peraltro anche quelli culturali erano presenti, ma se avessimo insistito su quelli culturali forse avremmo pensato a un progetto a sostegno di tutte le lingue, forse avremmo pensato a un progetto nel quale il cinese, l'indiano, il giapponese, il russo, avessero una parte importante, oltre le altre lingue che sono già oggi diffuse in Sardegna. Ma quello che noi pensavamo era di dare ai sardi la lingua che consentisse loro di scavalcare il gap presentato dal mare e dai duemila anni di cultura che sul mare si erano formati, o dei duemila anni di separazione culturale che sul mare si erano formati.
Esiste oggi uno strumento che azzera il mare, è lo strumento informatico; anche lo strumento informatico ha come lingua comune, dello scambio, l'inglese. Questo era il ragionamento che noi avevamo ben chiaro in testa quando sostenevamo che l'utilizzo della lingua universale alla comunicazione fosse importantissima per i sardi onde scavalcare mille gap, che ancora la Sardegna ha. E' una cosa reale perché a tutti quelli che sostenevano l'importanza di altre lingue più diffuse o più parlate, noi rispondevamo sempre che però quando un italiano e un portoghese parlano tra di loro usano l'inglese, quando un italiano e un giapponese parlano usano l'inglese, quindi l'inglese non è la lingua degli inglesi, l'inglese è la lingua universale degli scambi del mondo e se noi riusciamo a fare uno sforzo nel velocizzare l'apprendimento da parte della nostra terra della lingua inglese, stiamo facendo un regalo ai sardi perché stiamo mettendoli in grado di competere con le competenze linguistiche che avranno acquisito nel mondo.
Quindi la nostra idea era quella di dare un bilinguismo vero alla Sardegna, il bilinguismo italiano e inglese che potesse consentire una rapidità e un'efficacia negli scambi che oggi in Sardegna non esiste. Partivamo anche da alcune considerazioni, una delle più banali la possiamo lasciare in quest'Aula, una valutazione fatta dalla Confindustria sarda che ha scoperto che l'80 per cento delle aziende sarde non sono in grado di avere un secondo contatto fuori dal mercato italiano. Cosa significa? Significa che con i loro siti "Internet" e con il loro sistema di rapporti sono in grado di avere il primo contatto con il mercato estero, ma se poi dal mercato estero arriva una sollecitazione, un cambiamento del prodotto, semplicemente una modifica di un'etichetta, non hanno al loro interno le competenze linguistiche che siano in grado di mantenere il rapporto commerciale, di farlo crescere e quindi di tradurre la crescita del rapporto in sviluppo economico della Sardegna.
Quando l'iniziativa della Giunta regionale, all'interno della finanziaria e all'interno del collegato, ha dato al progetto di "Sardegna speaks English" uno spazio, noi Riformatori abbiamo accolto questo con grande interesse e devo dire, ma l'ho detto già in Commissione, anche con un senso di gratitudine per coloro i quali avevano voluto utilizzare per il progetto lo stesso identico nome che avevano utilizzato i Riformatori; in questo senso avevano fatto un'operazione che normalmente in politica non si fa mai, quella dell'apprezzamento di un'intuizione avuta da altri. Credo che abbiamo dato atto all'assessore Pigliaru e alla sua Giunta (devo dire che il modo di dare atto che noi abbiamo avuto è stato concreto) che il testo arrivato alla discussione della Commissione e poi del Consiglio è veramente un testo scarno, nel senso che è, come spesso capita a questa Giunta, un'intuizione, o l'accoglimento e la condivisione di un'intuizione avuta anche da altri, nel senso che non c'è il progetto.
Il progetto "Sardegna speaks English", presentato dai Riformatori (che probabilmente aveva tante cose che dovevano essere modificate, cambiate, implementate) era durato tre anni, aveva avuto la supervisione scientifica del British Council (il maggior ente di diffusione della lingua inglese nel mondo), aveva avuto l'avallo di tante strutture universitarie comunque presenti in Sardegna, aveva coinvolto in Sardegna tutti coloro che volevano confrontarsi su un argomento di questo genere e si era basato su alcuni punti cardine, nel senso che aveva individuato le fasce dove andare a raggiungere la maggior capillarità possibile per riuscire a far penetrare la lingua inglese ed aveva individuato il controllore del progetto, cioè colui che avrebbe dovuto spendere economicamente le risorse nel modo in cui le risorse dovevano essere spese oltre che ad aver individuato un sistema di certificazioni che consentisse di non sprecare neanche un euro di questo progetto.
Non era un progetto che aveva come aspirazione-ambizione quella di spargere soldi sul mondo dell'inglese o favorire qualcuna delle entità o delle istituzioni che pure nel mondo dell'anglofonia sarda erano presenti, aveva l'obiettivo di arrivare, in tutti i settori che si volevano raggiungere, ad una competenza linguistica certificata. Quindi era un progetto estremamente articolato e dettagliato che era costato lavoro, sudore e sangue - come normalmente si dice - a tutti coloro che su esso avevano lavorato.
Sarebbe stato facile per noi chiedere che, in Commissione o in Aula, questo comma del maxi collegato fosse unificato con la nostra proposta di legge oppure sarebbe stato facile - sulla base della competenza che comunque, chi dei Riformatori ha lavorato a quel progetto, ha acquisito - andare a dire cosa manca dentro questo comma, quanto questo comma sia povero, quanto sia incerto, quanto lasci un'alea assolutamente indefinita sullo svolgimento successivo del progetto.
Sarebbe stato facile ma noi abbiamo scelto di non farlo; probabilmente se noi l'avessimo fatto, oggi non staremmo discutendo in Aula il comma 1 dell'articolo 12, avremmo esclusivamente ottenuto il risultato di non vedere arrivare in Aula il comma 1 dell'articolo 12 mentre invece vogliamo che il comma 1 dell'articolo 12 arrivi in Aula, vogliamo che sia votato e vogliamo che sia approvato. Saremo poi giudici e critici, collaboranti, assolutamente collaboranti, della Regione Sardegna e della sua Giunta nell'attuazione di "Sardegna speaks English".
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sono già intervenuto stamattina sull'articolo 10. Ora, mi pare che soprattutto il primo comma dell'articolo 12 abbia qualche limite di natura tecnica che potrebbe rendere molto complicata l'applicazione di questa disposizione o meglio, non solo la potrebbe rendere complicata, ma in qualche misura, non oggi, non domani, non dopo, potrebbe introdurre un principio, una prassi, voglio dire, nell'ordinamento, nella costruzione della norma per cui ne potrebbe derivare una serie di problemi da ricondurre tutti quanti in capo a quest'Aula per non aver, in maniera debita, previsto gli elementi, direi, essenziali, di un articolo come questo, cioè di un articolo che promuove un programma.
Mi pare chiaro che il programma ha come obiettivo la diffusione della conoscenza della lingua inglese. Poi un programma ha anche un destinatario. Chi? L'intero popolo sardo? Gli imprenditori giovani? Gli artigiani? I ragazzi dai dieci ai quindici anni o gli studenti universitari? I neolaureati che non hanno fatto studi di questa natura? Sapere a chi destino i soldi pubblici è essenziale; deve essere individuato il destinatario dell'intervento. Stamattina ho fatto qualche riferimento e lo voglio ripetere: mi ricorda i finalizzati aziendali. Per chi non sapesse cosa sono, credo che tutti i colleghi lo sappiano ma abbiamo anche un pubblico, i finalizzati aziendali sono dei percorsi formativi, dei corsi specifici che vengono attribuiti attraverso un apparentamento tra l'impresa che deve assumere personale professionalizzato e l'ente che deve invece formarlo. Essi hanno la finalità della realizzazione di un incremento dell'occupazione a tempo indeterminato. Tutta questa partita è stata gestita in via amministrativa. Qual è il risultato? Non si conosce. Io l'ho chiesto all'Assessore del lavoro in via formale con interrogazioni e anche con qualche interpellanza, però mai si discute (questo è un altro problema, riguarda più il funzionamento del Consiglio, la garanzia per tutti i consiglieri di poter esercitare pienamente la loro funzione).
Allora che cosa succede? Succede che non c'è un monitoraggio, non si sa se l'obiettivo che ci si era prefissi è stato raggiunto, non si ha notizia di quanti di quei finalizzati aziendali hanno determinato occupazione stabile, non si conosce, in ultima analisi, nulla della fine che fanno queste risorse finanziarie. Anzi, si ha il sospetto che siano servite non ai lavoratori disoccupati che dovevano essere inseriti in modo stabile all'interno del sistema produttivo, ma al contrario siano servite alle imprese, qualche volta agli imprenditori che sono andati via con i soldi, che dopo due mesi dalla conclusione dei corsi hanno assunto il personale a tempo indeterminato, lo hanno praticamente mai pagato e infine l'hanno licenziato. Di quegli imprenditori, alcuni sono stati colti dall'autorità giudiziaria e perciò sono in galera.
Io sto ancora aspettando la risposta per capire come si utilizzano quei soldi pubblici. Da interlocuzioni brevissime, anche con la struttura dell'Assessorato competente, sono venuto a conoscenza del fatto che dopo due mesi si verifica se è stata fatta l'assunzione a tempo indeterminato, anche se l'imprenditore poi è scappato, si è portato via la cassa, ha lasciato quei lavoratori per strada, cioè ha utilizzato male milioni di euro, decine di milioni di euro, decine e non due lire, due "Sardegna fatti bella".
Allora noi chiediamo garanzie. Noi poveri e piccoli rappresentanti del popolo chiediamo garanzie! Vorremmo che, nel primo comma, sia scritta la finalità giusta che condividiamo pienamente, cioè che noi dobbiamo imparare a parlare inglese, tutti, dal primo fino all'ultimo. Da chi incominciamo? Priorità. Dai bambini? Dai bambini! Nelle scuole elementari? Nelle scuole elementari! Attraverso strumenti di formazione di tipo telematico? Attraverso quegli strumenti. Secondo: come si fa il monitoraggio dei risultati? Non basta che lo decida la Giunta, eh! Non basta perché quella Giunta, quella che c'era prima, aveva deciso come si utilizzavano le risorse finanziarie dei finalizzati aziendali ma i lavoratori che dovevano essere impegnati a tempo indeterminato sono sulla strada e quegli imprenditori, alcuni, sono in galera.
Quindi vogliamo la certezza che venga fatto un monitoraggio, che si abbiano le risposte quando qualcuno di questo Consiglio, di quest'Aula, chiede: "Dove sono andati a finire quei soldi? Quali sono e quanti sono i ragazzi che sono stati preparati, che sanno parlare la lingua inglese? In che tempo ci sono riusciti? Ci sono intoppi? Quali intoppi ci sono?". E' giusto quindi che questo comma venga rimpolpato con i destinatari, con le priorità, con le ipotesi di strumento da utilizzare, non basta il parere della Commissione perché questi pareri qualche volta sono previsti nella legge ma poi non si acquisiscono in via di fatto perché intervengono percorsi che rendono impossibile che quel parere venga espresso. Quindi non basta, va migliorato.
Io sostengo che questo è nell'interesse della Giunta, della maggioranza, è una richiesta che faccio con l'obiettivo di raggiungere come risultato una migliore scrittura del primo comma che abbia quelle indicazioni essenziali per dare immediatamente al cittadino la cognizione di come funzionerà, di chi saranno i destinatari, di quali vantaggi questa nostra comunità potrà trarre dall'approvazione di questo articolo.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Presidente, sarò velocissimo. Premetto innanzitutto che il fatto stesso che si voglia mandare avanti un progetto finalizzato alla diffusione e alla conoscenza della lingua inglese è senz'altro fatto positivo, non c'è ombra di dubbio.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PAOLO FADDA(Segue RASSU.) L'economia parla inglese, il mondo parla inglese, oggi chi non parla inglese è tagliato fuori da tutto e da tutti, io ho questo handicap perché purtroppo non ho avuto una cultura di tipo anglosassone deo faeddo su sardu e bene puru, ma non basta anche se orgogliosamente e così forte io lo diffonderei su tutto il mondo se potessi, purtroppo siamo limitati nella nostra Isola per questo, ed è già qualcosa di forte e di importante che bisogna difendere e portare avanti a tutti i costi almeno per difendere noi stessi.
Io mi asterrò su questo articolo, mi ha preceduto il collega Uras con le sue riflessioni, perché sinceramente non conosco quali siano le modalità con cui si vuole mandare avanti questo progetto. Sarà un progetto che interesserà le scuole? Sarà un progetto che interesserà le nostre imprese? Sarà un progetto in cui verranno coinvolte le famiglie? Non lo so. Sinceramente vorrei che su questo fatto si dibattesse di più e magari fosse coinvolto anche il Consiglio perché non credo che nessuno di noi, per partito preso, perché uno è in maggioranza e l'altro è all'opposizione, possa dire "no" ad una cosa concreta, ad una cosa evidente, ad una cosa a cui proprio non è possibile dire "no", si può dire "sì" a determinate condizioni. Ecco perché dico che sono perfettamente d'accordo affinché questo progetto venga portato avanti, ma mi astengo dal voto così come ho fatto poc'anzi perché non conosco le modalità di attuazione del progetto.
Apro solo una breve parentesi collegandomi al precedente articolo. Ho detto che il titolo "Sardegna fatti bella" (che il Presidente ha spiegato che veniva da uno slogan mandato dalla città di Barcellona che poi è stato seguito), io l'avrei sostituito sinceramente con "Intervento per l'occupazione per il risanamento ambientale" punto e basta. Ho parlato l'altro ieri con l'assessore Dessì e l'ho pregato di prendere contatto con l'Assessore della sanità per l'emanazione di un decreto, poiché ai sindaci, che sono obbligati ad emanare le ordinanze, purtroppo, stante l'ambiente particolare di ogni paese, io ho fatto il sindaco per vent'anni, molte volte è difficile farle rispettare, perché si va a colpire direttamente l'individuo. Parlo delle proprietà private.
Qualsiasi legge si faccia, non è possibile intervenire sulla proprietà privata anche se uno ha inquinato, ha depositato tre o quattro carcasse di macchine utilizzate come deposito e quant'altro; il sindaco malgrado faccia l'ordinanza, sinceramente non può mandare i Carabinieri a denunciare quei cittadini perché non solo cesserebbe di fare il sindaco, ma probabilmente cesserebbe anche di fare altro.
Ecco allora che è necessario un decreto, Assessore, se è possibile, affinché obblighi tutti i proprietari e gli affittuari di terreni, o chiunque li detenga a qualunque titolo, che hanno in essi depositato carcasse, lavatrici e quant'altro, come diceva il Presidente, la rimozione di questi rifiuti inquinanti entro un dato termine;dando poi chiaramente competenza, tramite l'Assessore dell'ambiente, al Corpo delle guardie forestali per il rispetto di questo decreto, perché i sindaci, malgrado la buona volontà, con le loro ordinanze non riescono a farlo.
Ho voluto dire questo perché è giusto che si intervenga sulle periferie, su quelle discariche abusive, su quegli sconci che vediamo molte volte agli ingressi dei paesi e quant'altro, però non si possono spendere soldi pubblici per intervenire sul sito privato dove il privato contro la legge, dico contro la legge, perché esiste la legge, ha magari messo carcasse di macchine, lavatrici, materassi e altro.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, stiamo parlando dell'articolo 12.
RASSU (F.I.). Sì, lo so, ho aperto una parentesi. Assessore, vorrei che fosse ascoltato questo invito.
Tornando all'inglese, ben venga un'iniziativa del genere, per quanto mi riguarda non ho niente in contrario, quando l'iniziativa è chiara mi trova personalmente d'accordo checché possano pensarne anche gli altri colleghi del Partito. Mi asterrò poiché, ripeto ancora, data l'esiguità del comma, sinceramente non è chiaro come, con che metodo, con quali modalità, questo progetto possa essere realizzato. Nel momento in cui fosse chiaro questo, non avrei nessuna difficoltà a votare a favore.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, come mi sono comportato con lei, così farò con tutti i colleghi.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Prima di dare la parola al collega mi dispiace comunicare che questo è l'ultimo intervento perché gli altri consiglieri si sono iscritti fuori tempo massimo. Potrete fare comunque delle dichiarazioni di voto.
Prego, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, diceva il collega Uras che i sardi devono parlare inglese, devono essere sempre di più a saper parlare l'inglese, sono pienamente d'accordo su questa finalità, non lo dico ironicamente, lo dico con convinzione; così come, con convinzione, penso e dico che i sardi molto più di adesso devono saper fare di conto, conoscere bene la matematica, così come molti sardi, tutti noi compresi credo, dovrebbero parlare meglio l'italiano, apprendere di più la letteratura e le modalità per le quali la tecnologia attuale dà possibilità di comunicare, di trasmettere e quindi di conoscere.
Il problema di una maggiore diffusione della lingua inglese è certamente un problema centrale per la formazione e per accrescere la competitività di tutti noi, sicuramente soprattutto dei più giovani i quali però, rispetto a noi, affrontano una competizione per la ricerca di un'occupazione con un mercato del lavoro molto più agguerrito di quanto non fosse quello che per esempio ha dovuto affrontare tutta la mia e la nostra generazione. Così come dovrebbe essere giusto che tutti i funzionari, almeno i dirigenti dell'Amministrazione regionale, delle amministrazioni locali, degli enti strumentali, sapessero usare la lingua inglese per comunicare con l'esterno, per fare un progetto, per curare una gara d'appalto, per ricevere una delegazione. Non si contesta quindi, rispetto a questo articolo, la finalità.
Credo anche di poter concordare con quanto diceva il collega Vargiu nel suo intervento, se ho ben capito, sul fatto che, rispetto alla formulazione originaria della proposta dell'articolo 12, del primo comma, è stato superato da un lato un forte limite in essa presente, cioè accertato che la finalità è una delle più importanti della Regione, del sistema degli enti locali, del sistema della nostra formazione, l'impostazione originaria era un'impostazione che destava molte perplessità in quanto molto vaga, ma nello stesso tempo su alcune cose, a mio parere, troppo restrittiva. Non sono un esperto, però credo che trovare insegnanti di lingua madre in grado di poter fare questo servizio in Sardegna per spendere 20 milioni di euro fosse veramente difficile e credo che sia difficile. Così come non so, francamente, se potesse essere utile che l'organizzazione di queste forme di promozione della lingua inglese potesse essere affidata agli enti locali che non lo fanno ordinariamente.
Credo quindi che quella formulazione fosse inadeguata a raggiungere lo scopo. Adesso, sulla formulazione attuale, è difficile dire "sì" o "no", perché dire che sia un male che la Sardegna investa 20 milioni di euro per un programma finalizzato a promuovere e a diffondere la conoscenza della lingua inglese in Sardegna, significherebbe dire qualcosa per la quale qualunque persona, uscendo da quest'aula, da questo palazzo, ci contesterebbe. Come si fa a dire che non è utile diffondere la conoscenza della lingua inglese? E' utilissimo! Non è assolutamente sbagliato. Questa è la sintesi della nostra posizione su questo articolo, così come lo era in fondo anche sull'articolo precedente, il quale non era contestabile per il fatto che sia utile fare una maggiore e migliore pulizia dei nostri comuni, delle nostre strade o delle nostre campagne; chi può contestare che le carcasse di auto, di lavatrici o di materassi abbandonati nelle periferie sia una cosa sbagliata? Noi abbiamo contestato, sul precedente articolo, l'inadeguatezza del sistema che voi avete predisposto per ottenere quel risultato.
Per quanto riguarda questo articolo 12, non possiamo neanche contestare l'impianto che adesso è contenuto nel comma 1, ci limitiamo a dire che è soltanto l'ennesima enunciazione di principio, l'ennesima promessa che fate alla Sardegna, quella di diffondere la lingua inglese. Ben venga questo obiettivo, non possiamo sicuramente dire di no. Abbiamo certo perplessità perché abbiamo visto come l'avete confezionato nella prima proposta e non andava assolutamente bene, ci immaginiamo cosa potrà esserci nella direttiva che l'Assessore porterà in Giunta, saremo curiosi di leggerla. Certamente l'Assessore e la Giunta si devono impegnare molto a predisporre un sistema per spendere bene questi 20 milioni di euro perché, effettivamente, credo che si debba tenere conto quanto meno di una esigenza fondamentale, cioè che questo programma, finalizzato alla diffusione della lingua inglese in Sardegna, non sia assolutamente scollegato dalla ipotesi di riforma del sistema dell'istruzione e della formazione che richiede un profondo, radicale, coraggioso intervento di ammodernamento della nostra struttura pubblica, statale o non statale.
E' fondamentale che un'iniziativa del genere non rimanga un'azione promozionale, perché in fondo lo è, lo è questa come è un'azione promozionale quella dell'articolo 11. Fate bene a farlo dal vostro punto di vista, dovete anche evidentemente far vedere e dimostrare che avete qualche bella idea; dopo 20 mesi e più di governo, bisognerebbe avere qualcosa di più di qualche bella idea. Spero per la Sardegna che sappiate dimostrare di esser in grado di realizzare qualcosa di più di quello che avete fatto fino ad ora.
Per adesso possiamo dire che è certamente insufficiente, non possiamo esprimere un giudizio negativo, diciamo però che certamente ci aspettiamo che, nell'applicazione di questo intervento, sia coinvolto tutto il sistema dell'istruzione e della formazione in maniera razionale, utile, non escludendo nessuno, soprattutto facendo in modo che davvero l'intervento possa essere non a pioggia e non generi tra l'altro possibili abusi che sono stati anche affacciati dal collega Uras poco fa, ma che sia da un lato rigoroso nell'applicazione, che abbia dei criteri molto certi, in modo tale che i soggetti che utilizzeranno questo sistema siano capaci di diffondere la lingua inglese e non si tratti di fare soltanto una generica azione promozionale. Crediamo che si debba fare in modo che (così come per altre occasioni perse) non si ripeta in questo caso una ulteriore genericità e lentezza nell'immettere nel tessuto sardo un incentivo all'ammodernamento che obiettivamente però è necessario.
Sospendiamo il giudizio nell'attesa di vedere come riterrete opportuno e necessario attuare questo obiettivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 49 si esprime parere negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Proprio per avvalorare quanto detto prima al collega Biancu, chiederei la votazione per parti dell'articolo, prima il comma 1 e poi il comma 2, perché sul comma 1, "Sardegna speaks English", concettualmente noi siamo d'accordo. E' chiaro che avremmo preferito, come chiesto in Commissione, di confrontare, come sempre si fa, il testo proposto dai colleghi Riformatori con quello della Giunta, cosa in un certo senso non possibile perché attendiamo il programma per poter fare un confronto fra le due proposte, però condividiamo nel merito lo spirito del comma 1 sul quale non abbiamo nessuna difficoltà, collega Biancu.
Semmai porrei l'attenzione sulla cifra stanziata, 20 milioni di euro, che non riusciremo a spendere quest'anno, sicuramente non si riuscirà a impegnare l'intera cifra, perciò se vogliamo davvero pensare agli ultimi, pur tenendo in considerazione la cultura e l'istruzione e quanto detto in quest'Aula, riterrei più opportuno che la cifra venga ridimensionata per quanto può essere utilizzabile nel 2006, forse la metà, il 50 per cento, cioè 10 milioni di euro, e gli altri 10 milioni di euro destinarli appunto agli ultimi, a quanto previsto nell'articolo precedente, se volete, visto che è stato anche approvato, in modo tale che le somme stanziate possano, nell'arco del 2006, effettivamente essere utilizzate per poter consentire, con il reddito di cittadinanza, con le azioni che vorrete mettere in campo, di pensare sia alla cultura, come è giusto che si faccia, che alle prime necessità degli ultimi, così come esposto anche dall'Assessore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzione del consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Prima terminiamo le dichiarazioni di voto, poi si vota per parti. La ringrazio, onorevole Capelli.
Prego, onorevole Cachia.
CACHIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, pensavo di intraprendere un'azione legale contro la Regione Autonoma della Sicilia perché, essendo nato e vissuto in Sicilia fino all'età di diciotto anni, se ai governanti dell'epoca fosse venuto in mente di destinare un capitolo a "Sicilia speaks English", la mia vita sarebbe completamente cambiata. Perché? Perché Tommaso Campanella diceva che "sapere è potenza", l'uomo tanto più sa tanto più può. Probabilmente io avrei potuto molto di più, invece di essere un semplice consigliere regionale probabilmente sarei il Presidente della Regione, senza nulla togliere al nostro Presidente.
Quindi non avendo avuto questa opportunità, signor Presidente, io voterò a favore di questo articolo, per le ragioni che diceva Campanella e per una terzina di Dante in cui si diceva: "Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza." A me interessa solo la finalità di questa legge che è quella di porci a livello degli altri popoli e poter ragionare con loro senza interpreti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Direi che il titolo di questo articolo dovrebbe essere "Sardegnaspeaks broken English"; dico questo perché in realtà noi non vogliamo trasmettere con urgenza un inglese della regina, un inglese colto, perché questa è una ambizione che si porrà magari in seguito, oggi vogliamo che l'inglese sia un mezzo perché per i sardi, possibilmente quelli che l'inglese non lo potranno imparare perché per qualche ragione non sono nel salotto buono, ecco per questi sardi l'inglese costituisca un'arma per poter oggi vivere.
Non è uno sciovinismo alla rovescia, ma oggi si parla e si legge inglese soprattutto in tutti i settori nella nostra esistenza, a questo punto l'inglese oggi è, diremo in inglese, un must, bisogna impararlo, ed è un bene che in Sardegna questa cosa finalmente si sia decisa. Naturalmente è un progetto ambizioso ed anche complesso, pertanto la Commissione cultura non ha ritenuto di dover porre degli emendamenti o dei consigli perché in pratica questo sarà possibile soltanto quando la Giunta ci avrà riportato indietro un progetto sul quale noi potremo esprimere un parere appropriato. In pratica, noi abbiamo dato un'apertura di credito alla Giunta su questo e speriamo che la Giunta, naturalmente, ci porti indietro qualcosa che potremo apprezzare.
Naturalmente questo progetto, come è anche ragionevole capire, non deve essere a termine, un anno, due anni, praticamente è un inizio di qualcosa, non deve essere finalmente alternativo alla scuola e all'insegnamento dell'inglese a scuola., E' un qualcosa di molto più pragmatico che serve, come ho detto, per poter interagire oggi in una Sardegna che naturalmente non è più una Sardegna isolata, non c'è più Lawrence che viene ad imparare l'italiano, praticamente sono gli inglesi e gli americani che vengono qua, oppure tutto il mondo, inclusi i cinesi, gli spagnoli, che parlano broken English.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Quanto detto dal professor Gessa mi convince ancora di più sulle osservazioni che ho fatto. Intanto non penso che un programma di questo genere debba avere un respiro annuale, ma penso che debba avere un respiro pluriennale, cioè debba iniziare quest'anno ma successivamente essere riproposto perché l'emergenza (perchè è una emergenza) viene evidenziata e la finalità merita un respiro più ampio.
La seconda cosa, come anche nelle precisazioni che faceva proprio il professor Gessa, riguarda la ragione della specificazione delle finalità ma anche della metodologia di applicazione e di attuazione di questo articolo e dell'individuazione dei destinatari. Quando io ho cominciato ad occuparmi di informatica, circa 25 anni fa, anno più anno meno, ho frequentato un corso di 90 ore, era necessario, allora si facevano, non c'erano i prodotti che ci sono oggi, i programmi si scrivevano utilizzando un inglese funzionale a quel tipo di attività e bisognava conoscerlo;si fecero corsi di formazione specifica di lingua inglese per l'utilizzo degli elaboratori elettronici e dei linguaggi di programmazione. Altrettanto bisogna fare per l'attività commerciale e per altra attività che richiede la conoscenza di un inglese specifico, funzionale alla professione che si intende esercitare, all'attività che si intende realizzare.
Per cui passi questa volta che c'è questo tipo di emergenza, nessuno vuole impedire che questo programma parta però, in considerazione del respiro che deve avere, anche la norma modifichiamola, se non oggi successivamente, per dare le garanzie necessarie al cittadino perché l'Amministrazione deve essere sempre trasparente, oggi, domani, dopo, tra cinque anni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CERINA (Progetto Sardegna). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole a questo articolo ed è doveroso che lo faccia perché la mia posizione in Commissione cultura era stata estremamente critica. Non che i dubbi si siano risolti, né alcuno ha portato ancora una soluzione credibile ma, come ha detto qualcuno, l'apertura di credito alla Giunta e all'Assessore è doverosa anche perché questo intervento si inserisce in un programma culturale di ampio respiro. E' urgente, era urgente cinque anni fa e anche dieci anni fa, imparare l'inglese che, come tutti riconoscono, è una lingua di mediazione culturale - onorevole Vargiu, sottolineo culturale - internazionalmente riconosciuta, perché anche la mediazione dell'economia, la mediazione dell'informatica è un'operazione culturale.
Voto questo articolo che è stato opportunamente alleggerito da indicazioni che forse, anziché convincere, distoglievano dall'approvarlo, quindi bisogna che, nel piano di attuazione, si usi non solo intelligenza, ma saggezza e delicatezza, perché dal modo con cui questo progetto sarà istruito, sarà impiantato, deriverà forse una svolta culturale. Stiamo attenti a quali sono gli utenti che hanno più urgenza di questo intervento e anche a tener conto di un'operazione culturale ad ampio respiro che riguarda la scuola, laddove soprattutto, per l'apprendimento delle lingue, la legge nazionale è carente perché anziché incrementare le ore di insegnamento delle lingue le diminuisce.
Pone un problema grossissimo degli insegnanti (noi abbiamo numerosi insegnanti di lingue disoccupati), la loro riqualificazione e la certificazione europea delle loro competenze. Noi diamo soldi alle università; allora, perché non apriamo un'interlocuzione con l'università, perché questi nostri insegnanti meritano la nostra attenzione, perché possano acquisire una competenza credibile? E' un problema grosso, non è una questione di un intervento chirurgico o un intervento d'urgenza, è un intervento di più ampio respiro; siccome il tempo a mia disposizione è poco, volevo dire a quanti pensano che l'intervento sulla lingua sia un intervento funzionale all'ottenimento…
PRESIDENTE. Onorevole Cerina, in via del tutto eccezionale, le concedo solo una battuta.
CERINA (Progetto Sardegna). Io dico che una parola (come afferma De Mauro) veicola una cultura, veicola istituzioni culturali. All'onorevole Vargiu e agli altri che dicono che non è un'operazione culturale, basti la parola "giustizia" in sardo che si distingue da su giustu, misura giusta. Sa giustizia per i sardi è sa giustizia ti scoscidi, sa giustizia ti pregonidi, sa giustizia t'abbruxidi. Se qualcuno ancora dubita che la parola non veicola istituzioni e problemi culturali ha da riflettere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Intervengo solamente per dire che voterò a favore dell'intero articolo. Intanto mi fa piacere riscontrare che, come per l'articolo 11, anche per l'articolo 12 quanto meno c'è un'ampia condivisione sulla giustezza della finalità che questi articoli si ripropongono di portare avanti, di perseguire. Qualcuno dice che sono solamente slogan, delle ambizioni che non porteranno risultati, però quanto meno sembra importante che anche in quest'Aula venga riconosciuta l'importanza delle finalità che ci stiamo dando. Capisco che sarebbe stato meglio, anche per quanto riguarda la promozione della lingua inglese, poter operare con un ampio articolato di legge che desse certezza per il futuro, che spiegasse quanto questo proposito non valga solamente per oggi ma anche per il domani; però non ci è possibile portare avanti, con i tempi che occorrerebbero, tutti i provvedimenti di legge che sarebbero necessari. Questo è uno strumento che pone il principio e poi delega alla Giunta la possibilità di portare avanti quanto meno gli interventi urgenti.
A chi è rivolto? Non agli studenti delle scuole, non ai bambini delle scuole materne o agli studenti delle elementari o delle medie, perché ci sono le scuole e questo progetto non intende sostituirsi alle scuole, intende invece rivolgersi a chi a scuola non ci va più, sono progetti di educazione continua, sono progetti volti a chi, come diceva il professor Gessa, ha bisogno in ogni caso di usare in qualche maniera l'inglese, i vigili urbani, gli impiegati del comune, pizzaioli, ristoratori, piccoli imprenditori, giovani che fanno le guide turistiche e accompagnano la gente in jeep a Su Gologone; tutto questo mondo (che, ormai, sempre più è a contatto con la lingua inglese) ha bisogno di interventi urgenti.
Quali modalità? A me è capitato di imparare l'inglese attraverso la civilissima Scuola Civica serale del comune di Milano, niente di straordinario. In molte grandi città, soprattutto nel nord d'Italia, ci sono le scuole serali che insegnano le lingue, la fotografia, la danza, la musica. In Sardegna abbiamo la tradizione delle Scuole civiche di musica che svolgono un grande lavoro ampiamente riconosciuto da tutti. Una modalità potrebbe essere quella delle Scuole civiche di lingua inglese, accompagnate dalla competenza e dalla collaborazione con le scuole, dalla competenza e dalla collaborazione con le università. Un'altra modalità sarà sicuramente quella dei programmi televisivi, molti di noi l'hanno utilizzata per l'apprendimento di un'altra lingua.
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 1 dell'articolo 12.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo per chiedere la votazione nominale del comma 1 dell'articolo 12, per dare a tutti la possibilità di esprimersi.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 1 dell'articolo 12.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI SILVIO - COCCO - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - DEDONI - FADDA GIUSEPPE - FADDA PAOLO - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - MORO.
Si sono astenuti: CONTU - GALLUS - LA SPISA - PILI - RASSU - SANCIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 48
Astenuti 6
Maggioranza 25
Favorevoli 46
Contrari 2
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione il comma 2 dell'articolo 12.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Velocissima! Più che altro, Presidente, mi servirebbe per giustificare il fatto che abbia votato a favore del comma 1. Avrei gradito, dal Presidente, qualche osservazione sulla disponibilità finanziaria del comma 1, così come ho chiesto, se il programma è quello che lei ha esposto. Quanto meno mi sarei astenuto e non avrei votato a favore, perché le devo ricordare che le province si sono già attivate in tal senso, hanno già predisposto dei corsi da anni; pertanto io lo vedrei indirizzato a tutti e non specificatamente a qualcuno.
Lei ha illustrato, a grandi linee, quella che sarà la proposta dell'Assessore competente; se non avessi espresso precedentemente la mia volontà di voto quanto meno mi sarei astenuto, perché avrebbe fatto bene, Presidente, ad accedere alle sollecitazioni e alle precisazioni che qualcuno le ha rivolto in quest'Aula, perciò non prenda per buono solo quello che dice lei. Ci sono state delle osservazioni che avrebbero meritato, a mio avviso, una qualche risposta, per essere più convinti di quello che si fa, per essere convinti che si possono fare delle cose anche condividendole. Lei purtroppo è intervenuto dopo, senza dare risposte, ed io avevo già dichiarato il mio voto.
In questo caso, il mio voto sarà contrario sul comma 2.
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 2 dell'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Volevo proporre all'Aula, e a lei Presidente, l'inversione dell'ordine del giorno per andare direttamente all'esame dell'articolo 14 in quanto l'articolo 13, avendo diversi emendamenti, è abbastanza corposo e credo che un'eventuale discussione su di essi non potrebbe essere esaurita. Pertanto, solo per una questione di metodo, propongo, l'esame del "14" che, avendo una mole di emendamenti decisamente minore, si potrebbe concludere entro la serata di oggi.
Ripeto: ritenendo che l'orario non ci permetterebbe di fare la stessa cosa per quanto riguarda il "13", mi sembrerebbe difficile obiettivamente, propongo di esaminare il "14" e riprendere i lavori domani mattina con la discussione sull'articolo 13 e i suoi emendamenti.
PRESIDENTE. Poiché abbiamo già sospeso tutta una serie di articoli, adesso si va avanti sin quando si può andare avanti, vediamo se riusciamo a terminare l'articolo 13, invitando tutti i colleghi a limitare semmai gli interventi.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Poiché non tutti abbiamo la fortuna delle informazioni di prima mano, qualche volta neppure di seconda, vorrei sapere se è stato prefissato un orario di chiusura dei lavori, se non è stato prefissato, se si va ad oltranza, oppure se si rimane fino alle ore 22.
PRESIDENTE. Credo di poter dare fra qualche minuto delle informazioni all'Aula sull'orario di lavoro.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13, al quale sono stati presentati nove emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:
Capo IIIPolitiche sociali
Art. 13Disposizioni in materia di politiche sociali
1. Al fine di favorire il rientro nella famiglia e nella comunità di appartenenza di persone attualmente inserite in strutture residenziali a carattere sociale e/o sanitario, superare la istituzionalizzazione e promuovere la permanenza nel proprio domicilio, è autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 per la realizzazione di un programma sperimentale triennale denominato "Ritornare a casa". La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge, predispone, sentiti gli enti locali, gli organismi di volontariato, di cooperazione sociale e di promozione sociale, le linee guida per l'attuazione del programma sperimentale che indicano le condizioni dei beneficiari ai quali è prioritariamente rivolto il programma, le modalità e i tempi di predisposizione dei piani, le condizioni di ammissibilità ai finanziamenti, i sistemi di monitoraggio e di valutazione dell'efficacia degli interventi (UPB S12.076).
2. Al fine di favorire percorsi volti all'inclusione sociale di giovani dimessi da strutture residenziali che devono completare la fase di transizione verso la piena autonomia e integrazione sociale o completare il percorso scolastico o formativo, è autorizzata, per il finanziamento di un programma sperimentale, la spesa di euro 1.500.000 per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008. Il programma promuove interventi di accompagnamento e di sostegno ai giovani ancora in difficoltà attraverso l'attribuzione di portafogli per l'inclusione sociale da corrispondere, tramite i comuni, a seguito di un progetto personalizzato condiviso con atto formale dall'ente locale, dal destinatario dell'intervento e dal responsabile del portafoglio. Tale programma sperimentale è esteso alle persone inserite in un programma terapeutico-riabilitativo condotto presso i servizi per le tossicodipendenze delle aziende sanitarie locali o che abbiano completato un programma presso le strutture residenziali e semiresidenziali per le tossicodipendenze regolarmente accreditate. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge, predispone, sentiti gli enti locali, gli organismi di volontariato, di cooperazione sociale e di promozione sociale, le linee guida per regolamentare l'assegnazione, l'utilizzazione e la rendicontazione dei portafogli (UPB S12.076).
3. Al fine di garantire la riqualificazione ed il coordinamento dei servizi pubblici e privati volti a prevenire il fenomeno delle dipendenze e ad assistere le persone con dipendenze da sostanze o con dipendenze comportamentali, è autorizzata la spesa di euro 600.000 per l'anno 2006 e di euro 1.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale predispone un piano per le dipendenze, anche prevedendo unità di coordinamento dei servizi per le dipendenze (UPB S12.077).
4. Al fine di favorire la permanenza delle persone parzialmente o totalmente non autosufficienti nella propria casa, sostenere le loro famiglie e incoraggiare l'emersione dal lavoro precario ed irregolare di coloro che offrono assistenza è autorizzata la spesa di euro 700.000 per l'anno 2006 e di euro 1.000.000 per l'anno 2007. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, con propria deliberazione, approva il relativo programma (UPB S12.076).
5. Il mutuo agevolato concedibile ai sensi della legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32, (Fondo per l'edilizia abitativa) è elevato sino ad euro 90.000 e può avere durata decennale, quindicennale o ventennale con ammortamento mediante il pagamento di rate semestrali posticipate costanti a fronte delle quali la riduzione del tasso di interesse è di 14 semestralità per mutui decennali e di 20 semestralità per gli altri mutui. Ai mutui contratti dalle famiglie di nuova formazione il cui reddito, determinato ai sensi della legge regionale n. 32 del 1985, sia inferiore a euro 21.536, è assicurata, in deroga alle disposizioni della stessa legge, l'applicazione di un tasso pari a zero; a tal fine costituiscono "giovane coppia" coloro i quali abbiano contratto matrimonio non oltre i tre anni antecedenti la domanda di agevolazione ovvero intendano contrarre matrimonio nell'anno successivo alla domanda stessa. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano alle domande per le quali non si è ancora giunti all'erogazione a saldo del mutuo alla data di entrata in vigore della presente legge e in regime di nuova convenzione con gli istituti di credito convenzionati.
6. L'articolo 5 della legge regionale 1° giugno 1999, n. 21, è sostituito dal seguente:
"Art. 5 (Spese per il personale delle case
per anziani)
1. La Regione eroga a favore dei comuni di Alghero, Iglesias e Sassari, esclusivamente le spese relative al personale comandato o trasferito dall'Amministrazione regionale alle case per anziani fino ad esaurimento del predetto personale.".
7. Le spese relative all'attuazione del comma 6 fanno carico alle disponibilità recate dalla UPB S12.076 (cap. 12261).)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale FLORIS Vincenzo - MARROCU - SANNA Franco
Art. 13
Al comma 5 dell'articolo 13 dopo le parole "contratto matrimonio non oltre" sostituire i "tre anni" con "cinque anni". (156)
EMENDAMENTO sostitutivo totale SANNA Francesco - OPPI - BRUNO - LAI - PILI - GIAGU - MANCA - CALLEDDA - LOMBARDO - SANNA Simonetta - GIORICO
Art. 13
L'emendamento 116 è così sostituito:
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis. I comuni interessati alla gestione delle case per anziani di cui al comma 6 possono trattenere i contributi regionali loro erogati negli anni tra il 2001 e il 2005, esclusa la ripetizione delle somme rimborsate, a condizione che rendicontino, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'effettuazione di spese a carico dei bilanci comunali, sostenute, negli stessi anni, per le case ex ONPI:
a) per il personale effettivamente impiegato nella gestione delle strutture, anche con contratti atipici o con apppalto di servizi escluso il personale comandato dalla Regione;
b) per gli interventi di manutenzione ordinaria e per gli acquisti, i servizi ed i programmi, anche parzialmente realizzati, a favore degli anziani ospiti delle strutture residenziali. (163)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANNA Francesco - SECCI - MARROCU - BIANCU - LICHERI - BALIA
Art. 13
Il comma 7 è così sostituito:
"I comuni interessati alla gestione delle case per anziani di cui al comma 6 possono trattenere i contributi regionali loro erogati negli anni tra il 2001 al 2005, esclusa la ripetizione delle somme rimborsate, a condizione che rendicontino, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'effettuazione di spese sostenute nelle case ex ONPI:
a) per il personale effettivamente impiegato nella gestione delle strutture, anche con contratti atipici o con appalto di servizi escluso il personale comandato dalla Regione;
b) per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e per i servizi ed i programmi, anche parzialmente realizzati, a favore degli anziani ospiti delle strutture residenziali. Le somme relative all'attuazione del comma 6 fanno carico alle disponibilità recate dalla UPBS12.068 (capitolo 12261). (116)
EMENDAMENTO aggiuntivo GALLUS - LADU - MURGIONI - VARGIU - OPPI - LA SPISA - DIANA - CONTU - ARTIZZU - CAPELLI - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI
Art. 13
Dopo il comma 3 dell'art. 13 è aggiunto il seguente comma:
"3 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata al finanziamento di progetti annuali, da realizzarsi tramite i soggetti attuatori ed esecutori di ciascuno degli interventi delle Azioni sclerosi multipla e talassemia di cui al comma 18 dell'articolo 4 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, avvalendosi anche del personale delle suddette Azioni escluso, entro la misura massima prevista dal comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 5 settembre 2000, n. 17, per la realizzazione di nuovi interventi in materia sanitaria uguali, analoghi o connessi a quelli già eseguiti nell'ambito del predetto programma, finalizzati prioritariamente alla stabilizzazione dell'occupazione. A tal fine almeno l'85 per cento dei finanziamenti ottenuti ai sensi del presente comma deve essere destinato alla copertura degli oneri diretti e riflessi per il personale occupato. I finanziamenti, nella misura del 100 per cento del fabbisogno indicato in progetto, sono erogati secondo le modalità operative in vigore per i progetti speciali per l'occupazione di cui all'articolo 18 della legge regionale n. 37 del 1998. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente comma sono valutati in euro 2.500.000 (UPB S 12.027)".
Copertura finanziaria
in aumento
UPB S12.027
2006 euro 2.500.000
in diminuzione
UPB S03.006
2006 euro 2.500.000
(50)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CAPELLI - LADU - OPPI - CONTU - DIANA - LA SPISA
Art. 13
Dopo il comma 4 dell'articolo 13 è aggiunto il seguente:
"5. L'assegno mensile da corrispondere ai pazienti di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale n. 27 del 25 novembre 1983 viene fissato in euro 258,53. L'assegno mensile viene concesso a condizione che il reddito individuale netto effettivo di ciascun interessato, escluse le imposte, non superi 20.000 euro. Ai fini del presente articolo, il reddito di cui al precedente comma, riferibile al talassemico, all'emofilico e all'emolinfopatico, è quello derivante da prestazioni di lavoro autonomo o dipendente, da compartecipazione ad utili societari, da pensione o da rendite immobiliari dell'interessato stesso.
I rimborsi per le spese di viaggio ai talassemici, agli emofilici, agli emolinfopatici che si recano in comuni della Sardegna diversi da quello di residenza per (effettuazione delle terapie degli esami connessi allo specifico status morboso, sono determinati nella misura del 100 per cento del costo del biglietto su mezzi pubblici, ovvero nella misura di euro 0,23 a chilometro per l'uso dell'automezzo privato.
I rimborsi per le spese di soggiorno dei talassemici, degli emofilici e degli emolinfopatici che si recano in comuni della Sardegna distanti più di 30 km. Da quello di residenza, per l'effettuazione delle terapie o degli esami connessi allo specifico status morboso, qualora il trattamento sanitario non venga erogato in e di ricovero, sono determinati nella misura di euro 10,33 al giorno.".
Copertura finanziaria
in diminuzione
UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente
2006 euro 800.000
in aumento
UPB S12.030 - Parte corrente
2006 euro 800.000
(123)
EMENDAMENTO sostitutivo totale PACIFICO - URAS - SALIS - MASIA - BARRACCIU - SANNA Alberto - CALLEDDA - ORRU' - LAI - CHERCHI Silvio - CORRIAS - PISU - GESSA - DAVOLI - PINNA - FRAU - CERINA - CACHIA - CORDA - BRUNO - IBBA - COCCO - MATTANA
Art. 13
L'emendamento 91 è sostituito dal seguente:
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata al finanziamento dei progetti di cui al comma 18 dell'articolo 4 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, prioritariamente finalizzati agli interventi su thalassemia e sclerosi multipla, avvalendosi anche del personale operante nelle altre azioni eventualmente escluse.".
Copertura finanziaria:
in aumento
UPB S12.025
Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
2006 euro 2.000.000
in diminuzione
UPB S0.006
FNOL - Parte corrente
2006 euro 2.000.000
(161)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISU - DAVOLI - URAS
Art. 13
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis. Per la stabilizzazione della occupazione del personale impegnato nei progetti di cui al comma 18 dell'articolo 4 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, sono realizzati interventi in materia sanitaria, uguali, analoghi ai progetti inseriti nella predetta norma di legge, prioritariamente finalizzati agli interventi su thalassemia e della sclerosi multipla.".
Copertura finanziaria
in aumento
UPB S12.025 - Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
2006 euro 2.000.000
2007 euro 2.000.000
2008 euro 2.000.000
in diminuzione
UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente
2006 euro 2.000.000
2007 euro 2.000.000
mediante riduzione delle seguenti voci della tabella A allegata alla legge finanziaria 2006
voce 13)
2006 euro 2.000.000
voce 13)
2007 euro 1.000.000
voce 12)
2007 euro 1.000.000
UPB S03.007 - FNOL - Investimenti
2008 euro 2.000.000
(91)
EMENDAMENTO aggiuntivo PACIFICO - MARROCU - SANNA Alberto - CHERCHI Silvio - ORRU' - CORRIAS
Art. 13
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis. Per la stabilizzazione della occupazione del personale impegnato nei progetti di cui al comma 18 dell'articolo 4 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, sono realizzati interventi in materia sanitaria, uguali, analoghi ai progetti inseriti nella predetta norma di legge, prioritariamente finalizzati agli interventi su thalassemia e della sclerosi multipla.".
Copertura finanziaria
in aumento
UPB S12.027
2006 euro 2.000.000
in diminuzione
UPB S03.006
2006 euro 2.000.000
(159)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - OPPI - VARGIU - LA SPISA - ARTIZZU - LADU
Art. 13
Dopo l'articolo 13 è aggiunto il seguente:
"Art. 13 bis
Piano nazionale di contenimento dei tempi di attesa
1. Nelle more della definizione degli interventi previsti dai commi 279 e 280 dell'articolo 1, della Legge 23 dicembre 2005 n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2006), è sospesa la riscossione da parte delle ASL e delle aziende ospedaliere della Regione delle quote di compartecipazione dovute dai cittadini residenti in Sardegna per le prestazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative, di assistenza specialistica ambulatoriale e di assistenza ospedaliera nei casi in cui la prenotazione per le prestazioni superi i 15 giorni dalla data della richiesta; le spese previste per l'attuazione del presente comma sono valutate in euro 10.000.000 per l'anno 2006.
Copertura finanziaria
in aumento
12 - SANITÀ
UPB S12.030 - Spese per il servizio sanitario regionale. Parte corrente
2006 euro 10.000.000
in diminuzione
01 - Presidenza
UPB S01.001 - Spese di rappresentanza
2006 euro 100.000
UPB S01.010 - Studi, ricerche, collaborazioni e simili
2006 euro 150.000
UPB S01.020 - Consiglio regionale
2006 euro 3.350.000
02 - AFFARI GENERALI
UPB A02.046 - Oneri per il funzionamento della Giunta regionale e uffici di supporto
2006 euro 100.000
mediante riduzione dal capitolo 02046
03 - BILANCIO
UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente
2006 euro 5.300.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 14) della tabella A allegata alla legge regionale 24 febbraio 2006, n°1.
12 - SANITÀ
UPB S12.009 - Studi, ricerche, collaborazioni e simili
2006 euro 1.000.000
(121).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà. CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Mi permetto di sottolineare con una battuta che la domanda del Questore Uras mi conforta perché penso di essere sempre l'unica a non sapere come procedono i lavori.
Comunque per tornare all'articolo 13, intervengo per esprimere un plauso ma anche una forte preoccupazione. L'idea che le persone attualmente inserite in strutture residenziali a carattere sociale o sanitario possano tornare a casa è sicuramente un obiettivo importante, significativo e apprezzabile da tutti in quest'Aula. Un programma sperimentale denominato "Ritornare a casa" suscita interesse ed evoca una condizione di maggiore serenità e quindi di migliore qualità della vita per l'intera famiglia.
Purtroppo, però, questo quadretto idilliaco mal si concilia con i problemi della convivenza proprio all'interno della famiglia dove, nonostante le più rosee prospettive, si sviluppano rapporti non raramente patologici. Tra le motivazioni dell'inserimento in strutture residenziali, oltre all'età dei genitori, vi è infatti una valutazione proprio sugli aspetti relazionali; qualunque medico psichiatra opportunamente interpellato, così come spero farà la Giunta per predisporre le linee guida per l'attuazione del programma sperimentale, può testimoniarlo. Apro una parentesi brevissima per riferire che ha suscitato non poche perplessità da parte di diversi psichiatri apprendere che non è previsto il loro diretto coinvolgimento nella predisposizione delle linee guida del programma sperimentale. Nel comma primo, del resto, sono escluse le diverse professionalità mediche che potrebbero dare un contributo significativo in questo senso e perfino gli psicologi.
Auspico, quindi, che nella predisposizione del programma "Ritornare a casa" venga individuata, per ciascun paziente, e per ciascun nucleo familiare la struttura socio-sanitaria di riferimento per evitare che l'uno o l'altro, purtroppo, come spesso accade, si senta solo e che, qualora dovesse verificarsi una crisi, non sappia a chi fare riferimento. Del resto, le unità di crisi previste per legge nazionale non sono state adeguatamente istituite. Credo non sfugga a nessuno che, nel caso di pazienti con disturbi psichici, le famiglie si troverebbero in situazioni di gravissima difficoltà. Personalmente, per questi casi, ho maggiore fiducia nelle residenze sanitarie assistite in quanto ritengo diano garanzie più adeguate ai bisogni.
Per restare al progetto sperimentale, mi chiedo e chiedo se sarà effettuato un monitoraggio in itinere e se verrà fatta una seria valutazione sull'efficacia degli interventi. Mi chiedo ancora quali iniziative di supporto verranno attivate e poi, una volta tornati a casa, come trascorreranno le giornate le persone in difficoltà. Quali attività concretamente potranno svolgere e dove potranno recarsi per evitare di soggiornare stancamente su un letto o su un divano? Prima del varo definitivo sarebbe opportuno che il programma venisse valutato nuovamente dalla Commissione sanità perché una visione più generale e comunque ascoltare pareri diversi è sicuramente importante trattandosi di un argomento particolarmente delicato che coinvolge emotivamente intere famiglie.
C'è poi un interrogativo rispetto alle attuali strutture residenziali e al dopo programma. Quale sarà il ruolo delle strutture attualmente esistenti nel corso del triennio? Quale destino poi attende le persone e le famiglie che hanno esaurito la fase sperimentale? Dove andranno a finire? Dovranno tornare nelle residenze? Che cosa avverrà di loro e come reagiranno a loro volta le famiglie davanti a questa situazione nuova che si è creata? Ho anche qualche fondato dubbio, e mi permetto di evidenziarlo, sulla fattibilità dell'inclusione sociale per i giovani dimessi da strutture residenziali e che si trovano ancora in difficoltà. Spero che anche in questo caso sia previsto un monitoraggio puntuale per quanto riguarda in modo particolare le oggettive possibilità di un loro inserimento nel mondo del lavoro.
Noi sappiamo che purtroppo il mondo del lavoro difetta anche di cultura della accoglienza per persone che si trovano in difficoltà e che in molti casi gli psichiatri sono costretti a mandare queste persone in strutture fuori dal nostro territorio perché possano completare il percorso e perché possano essere favoriti nel reinserimento sociale e lavorativo.
Ho fiducia nella Giunta ma trattandosi di temi di particolare delicatezza avrei preferito dare un assenso più consapevole, basato su dati concreti, sulle linee guida definite collegialmente e affidando al Governo regionale il compito di attuarle. Reputo infine opportuno che le AA.SS.LL. intervengano per potenziare l'assistenza domiciliare integrata che mi risulta sia per ora soltanto nella fase iniziale e riferita in modo quasi esclusivo ad alcuni territori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Colleghi, con la presentazione dell'emendamento aggiuntivo numero 50, cerchiamo di porre rimedio al cosiddetto periodo di vacatio legis che verrebbe a verificarsi per circa trenta professionisti, i quali in conseguenza del fatto che il Piano sanitario regionale ancora non è stato approvato, si troverebbero a perdere il loro posto di lavoro.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU(Segue GALLUS.) Infatti, sono circa dieci, tra medici e biologi, coloro che lavorano presso il Centro di sclerosi multipla dell'Università di Cagliari e venti quelli che lavorano invece nel Centro talassemia del Microcitemico i quali, con la scadenza del loro contratto speciale di lavoro in data 15 febbraio praticamente hanno visto scadere il loro contratto di lavoro; oggi stanno lavorando del tutto volontariamente e gratuitamente. Si rischia di perdere così, secondo noi, un ricco patrimonio umano e professionale che, tutt'oggi, opera negli ambulatori e nei laboratori del Centro di sclerosi multipla e della talassemia. Senza considerare anche i problemi sociali cui andremo incontro, creati da questa situazione. Mi sembra anche del tutto inutile e contraddittorio il fatto di decidere di fare a meno di queste persone dopo che, per circa otto anni, le abbiamo iper formate e super specializzate.
Non solo, credo che questo sia in contrasto con la linea, che hanno sia la maggioranza sia la Giunta regionale, di valorizzare e stabilizzare queste persone. E' altresì contraddittorio con quanto è emerso, in questi giorni, proprio da uno di questi Centri; nel Centro sclerosi multipla, diretto dalla professoressa Marrosu di Cagliari, si sono compiuti grossi passi in avanti su quanto riguarda la storia e quindi l'eziologia di questa malattia. Mi sto riferendo all'articolo che ha campeggiato sul più importante quotidiano regionale dove appunto si indicava il Centro di Cagliari tra quelli più all'avanguardia per quanto riguarda l'eziologia di questa patologia.
Ricordo che questa patologia purtroppo coinvolge e colpisce circa 120 persone all'anno in Sardegna, potremmo dire che è quasi endemica e che purtroppo vede anche abbassare di tanto l'età di insorgenza. Pensate, colleghi, che purtroppo ci sono bambini di tre anni affetti da questa terribile patologia e soprattutto stanno aumentando in modo esponenziale anche i casi. Questo, dobbiamo dirlo a onor del vero, perché sono migliorate le tecniche diagnostiche. Oggi mi sembra proprio assurdo che noi non possiamo accogliere questo emendamento, vorrebbe dire togliere una speranza ai tanti malati che purtroppo sono affetti da tale patologia.
La settimana scorsa ho molto apprezzato l'intervento del collega Sanjust che, con tanta passione e spontaneità, ha difeso la posizione di un dirigente del BIC Sardegna che poteva essere leso (credo, con buona fede chiaramente della Giunta) da un articolo che abbiamo esaminato la settimana scorsa. Io vorrei che, dai miei ragionamenti, dalle mie parole, trasparisse per voi, mi rivolgo all'Assessore e chiaramente al Presidente e ai colleghi, la stessa passione e spontaneità nel difendere la posizione di questi trenta lavoratori perché, automaticamente, non stiamo difendendo loro e non voglio solamente difendere o rendere giustizia a queste trenta persone, bensì alle persone che, in questo momento, credo che abbiano più necessità di essere difese e incoraggiate, cioè i malati. Ritengo che, accogliendo questo emendamento, possiamo dare comunque, a tutti i malati di queste patologie, quel diritto e quell'aspettativa che devono avere, perché quanto prima da un Centro così all'avanguardia ci possa essere una speranza per la loro guarigione.
Quindi invito veramente i colleghi a prendere in considerazione l'accoglimento dell'emendamento. Non sto qui a parlarvi dei problemi della talassemia, mi sono concentrato sulla sclerosi multipla perché era quella più di attualità, mi ricollego agli articoli letti sul giornale. Invito gli altri colleghi che hanno presentato emendamenti simili (sto parlando dell'emendamento numero 159, se non ricordo male, presentato dal consigliere Pacifico e poi era anche dell'emendamento presentato da Uras, Davoli e Pisu, sempre se non ricordo male), a verificare la possibilità, se vogliamo, di arrivare anche ad una sintesi per quanto riguarda l'impegno finanziario. Nel nostro emendamento, noi abbiamo chiesto 2 milioni e mezzo di euro. Mi riservo più avanti eventualmente di intervenire nuovamente per le modalità di voto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, credo che si debbano fare alcune riflessioni sui contenuti dell'articolo.
Il comma 1 prevede il progetto del rientro nelle famiglie dei pazienti che attualmente sono necessariamente inseriti in strutture residenziali a carattere sociale e/o sanitario in quanto le condizioni di salute, fisiche e mentali non consentono loro la permanenza nella propria abitazione. Ho avuto oggi la possibilità di venire a conoscenza del caso di una persona,recentemente trasferita presso la propria abitazione da una struttura residenziale della Penisola con un aggravio però delle condizioni non solo della famiglia ma anche delle sue condizioni fisiche e mentali che hanno richiesto la necessità di un aumento dell'assistenza per questo paziente.
Credo che il rientro nelle famiglie e nelle comunità di appartenenza di tanti nostri concittadini non sia un progetto di facile avviamento e di facile attuazione, soprattutto non credo sia da trascurare l'elemento della creazione di una nuova cultura presso la nostra collettività che deve portare ad un'inversione di tendenza, Assessore, rispetto ad un metodo che ha portato prima all'istituzionalizzazione dei ricoveri da prima negli ospedali psichiatrici e successivamente, dopo la "180", nelle varie strutture pubbliche o private (appunto i centri residenziali permanenti) fino all'istituzionalizzazione di strutture residenziali per quei pazienti necessitati di un'assistenza costante e continua sia a carattere sociale che sanitario.
Il cambiamento culturale impone di sicuro un approfondimento di alcuni temi quali l'analisi non solo dei bisogni, non solo della riduzione della spesa ma anche della creazione delle condizioni perché davvero nelle famiglie si sia in grado - non soltanto di assorbire l'eventuale contributo che l'amministrazione pubblica concede in questi casi - di accogliere queste persone e, nello stesso tempo, di garantire il tipo di assistenza che deve essere assicurata.
Credo che affrontare questi temi non significhi soltanto predisporre un dispositivo di legge o una programmazione da sperimentare, ma si tratti di approntare un progetto che deve essere sotteso da una buona conoscenza dei bisogni, paziente per paziente, individuo per individuo, per dare le risposte adeguate una volta avviate le sperimentazioni.
Io ricordo, purtroppo, come triste esperienza, la dimissione, dagli ex ospedali psichiatrici, dei pazienti psichiatrici che ha portato a una falcidia di questi soggetti che, per buona parte, liberati appunto dagli obblighi della tutela degli ospedali psichiatrici, sono stati abbandonati, hanno avuto la liberalizzazione dei loro movimenti e, andando a fare un'indagine sociologica sulla loro fine, sono stati arrotati sia in prossimità degli ospedali psichiatrici che lungo tutte le strade della Sardegna; questa è stata veramente l'eliminazione del problema degli ex pazienti psichiatrici in stato di semilibertà, chiamiamolo così, concesso loro durante la prima applicazione della legge numero 180.
Al fine di non creare le stesse condizioni, credo ci sia bisogno davvero, signor Assessore, di un'analisi dei provvedimenti da adottare soprattutto nella misura della conoscenza di quali sono - oltre l'erogazione dei contributi - le necessità dal punto di vista sociale, e soprattutto quali strutture sono destinate a fornire questo tipo di assistenza sociale; teniamo presente un aspetto, Assessore, i servizi sociali dei nostri comuni spesso e volentieri sono talmente ridotti all'osso che di sicuro non possono essere gravate le amministrazioni locali anche di compiti di vigilanza rispetto alle problematiche rappresentate da pazienti che non sono autonomi, autosufficienti, ma devono avere la promozione sociale, quella che viene appunto qui segnalata e presentata come condizione di miglioramento per questi utenti anche delle loro condizioni sociali rispetto alla residenza attuale in strutture residenziali.
Credo che già avere a disposizione, comunque sia, le alternative rappresentate dalle residenze assistite sia un buon vantaggio, ma ancora di più credo che se questo progetto dovrà davvero essere portato a compimento, potrà trovare soluzione solo in alcuni casi ma non potrà essere applicato in tutte le occasioni.
Il problema che riguarda in particolare i giovani dimessi da strutture residenziali credo che abbia una ricaduta molto più importante nel senso del coinvolgimento. Noi sappiamo benissimo che la transizione verso la piena autonomia e l'integrazione sociale non è un momento facile da gestire da parte della famiglia, altrimenti se la famiglia fosse in grado di gestire situazione di questo tipo non si rivolgerebbe all'assistenza della struttura pubblica. Credo che, per ogni buona famiglia, una condizione di svantaggio, che deve essere vissuta dai bambini, dai ragazzi fin dalla più tenera età, non venga derogata all'amministrazione pubblica ma seguita direttamente senza che ci sia bisogno che l'amministrazione pubblica si sostituisca alla famiglia. Per cui sembra quasi un controsenso per me che questi ragazzi abbiano le condizioni per poter essere reinseriti nel contesto familiare invece che poter avere un percorso di crescita, di maturazione, soprattutto di sviluppo della propria autonomia non solo fisica ma anche psichica, per cui sinceramente non ritengo che questo caso possa avere la stessa applicazione che è stata presentata nel comma 2...
PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. A nome suo e di quale altro Capogruppo?
OPPI (U.D.C.). Artizzu.
Verifica del numero legalePRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale tramite sistema elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 38 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU -BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - OPPI -ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - URAS.)
Constatato che non è stato raggiunto il numero legale, riprenderemo i nostri lavori domani, giovedì 27 aprile, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 22.
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